posizionata in uno dei bacini territoriali più importanti d’Italia per prossimità al mercato, turismo e storytelling: Roma e il suo hinterland storico.Qui il valore non è solo nel
vigneto e nella cantina, ma
nell’insieme tra, ubicazione, storia, strutture, marchi, sostenibilità e potenziale di vendita. Il territorio: perché qui il contesto fa la differenza
Ariccia e i Castelli Romani rappresentano una delle aree viticole più antiche d’Italia, oggi in piena fase di rilettura qualitativa grazie alla DOC Roma, che ha restituito dignità e prospettiva commerciale a produzioni storicamente sottovalutate.
La vicinanza immediata a Roma non è un dettaglio logistico: è un moltiplicatore di valore per:
- enoturismo,
- ristorazione di destinazione,
- eventi corporate e privati,
- vendita diretta e brand experience.
Pochissimi territori italiani consentono di unire agricoltura biologica certificata, biodiversità reale e accesso a un mercato urbano internazionale di milioni di persone a meno di un’ora.
I pregi strutturali dell’asset
- Superficie complessiva ~20 ettari (196.000 mq) in corpo unico, con prevalenza vitata irrigua.
- Mix agricolo intelligente: vigneti, oliveto, agrumeto, frutteto, ortaggi, resilienza e storytelling.
- Produzioni certificate: DOC Roma, Castelli Romani, IGT Lazio e biologico certificato (Suolo e Salute).
- Cantina nuova e dimensionata per crescere: 1.300 hl totali, con serbatoi, presse, autoclavi per spumanti, imbottigliamento interno, sala degustazione di recente realizzazione (anno 2023/2025).
- Villa–agriturismo di 1.000 mq con ristorante ed eventi, progetto approvato per ampliamento, wellness e piscine (inizio lavori di ristrutturazione e realizzazione spa, marzo 2026).
- Fotovoltaico 77 kWh realizzati nel 2025
- Mezzi agricoli per la meccanizzazione completa dei vigneti (asset tecnici ~500.000 €).
- Marchi registrati (TENUTA SAN LEO e COMMODO): uno nazionale, uno europeo.
- Magazzino vino rilevante: sfuso (~1.500hl), più bottiglie, leva finanziaria e commerciale.
- Accessibilità premium: Appia, Pontina, Nettunense, ferrovia e richiesta autorizzativa per elisuperficie.
Per chi è adatta (profilo acquirente chiaro)
Questa azienda è perfetta per:
- Gruppi food & beverage / hospitality che vogliono una piattaforma agricola + ricettiva a ridosso di Roma.
- Imprenditori del vino con visione industriale, capaci di portare la produzione verso le 80–100.000 bottiglie annue.
- Investitori patrimoniali evoluti che cercano un asset reale, trasformabile in destinazione enoturistica.
- Operatori del lusso esperienziale (eventi, wedding, corporate retreat) che necessitano di spazi autentici, non artificiosi.
Non è adatta a:
- chi cerca rendita immediata senza ristrutturazione gestionale;
- chi non ha competenze o governance per integrare agricoltura, vino e ospitalità.
Perché è sul mercato ora
Il dato chiave è questo: l’azienda ha appena concluso la fase più costosa e rischiosa.
Nuova cantina, strutture, infrastrutture energetiche, marchi, rete vendita: tutto è stato fatto prima di raccogliere i benefici economici. La proprietà si è resa conto che è un attività non idonea alla loro skill aziendale.
Le perdite storiche non derivano da inefficienza strutturale, ma da:
- investimenti anticipati,
- volumi ancora volutamente contenuti,
- focus sulla costruzione dell’asset, non sul cash flow.
Il passaggio di mano ora consente a un nuovo soggetto di entrare a valle del rischio e a monte della redditività.
Che tipo di operazione è
Questa è una operazione di piattaforma con rilancio e diversificazione, non una semplice acquisizione agricola.
- Piattaforma: terra, cantina nuova, marchi, autorizzazioni, hospitality.
- Rilancio: crescita volumi fino a 100.000 bottiglie, ristrutturazione ricettiva, marginalità industriale.
- Diversificazione: vino + olio + agriturismo + eventi + vendita diretta + turismo internazionale.
Le modalità di vendita (quote, Rent to Buy, cancelli chiusi) permettono ingressi flessibili e strutturabili, ideali anche per operazioni progressive o joint venture.
Sintesi strategica finale
Questa azienda non va “salvata”.
Va implementata e gestita secondo i canoni della redditività enoturistica.
Chi entra oggi acquisisce:
- un asset già costruito al 80% del progetto;
- in un territorio che vende da solo;
- con un posizionamento biologico credibile;
- e una traiettoria di crescita chiara.
È il classico caso in cui il valore non è nel passato economico, ma nel futuro industriale già disegnato.
Contatti: e.zago@quidquid.eu cell. 349 8142125