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rassegna stampa del vino di martedì 18 aprile 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 18 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Callmewine apre in Uk.
Callmewine, piattaforma dell’e-commerce del vino, che nel 2022 ha incrementato del 69% le vendite all’estero (Francia e Germania), ha annuncia l’ingresso in Gran Bretagna attraverso la una nuova società, la Callmewine UK Limited.

Fonte: Corriere della Sera.

In vino veritas – Il bianco che cattura la primavera delle nostre montagne.
Il vino, come ogni organismo vivente, ha due genitori: il Creato, che lo tiene in gestazione, lo nutre col sole, lo fa scaturire dalla terra; e gli uomini che lo coltivano, lo educano. Se la terra dà l’imprinting, il vignaiolo ne forma il carattere. C’è una produzione altoatesina che va presa a paradigma di questa affermazione, è quella della Cantina Hofstatter, che si potrebbe dire la culla del grande pinot nero italiano. Questi vini hanno nerbo e gentilezza, solarità mediterranea e austerità mitteleuropea. Si dovrebbe degustarli e poi fermarsi a chiacchierare con Martin Foradori Hofstatter , che ride di gusto col sole in fronte – l’origine trentina si appalesa – ma poi ragiona con precisione tecnica, come ci aspetta da chi ha carattere germanico.

Fonte: La Verita’.

Vino dorato e fragranze di cedro.
Spinte dal desiderio della mamma di coltivare la vigna, le sorelle Paola, Francesca e Anna, cominciano, quasi per svago, da due ettari nel 2001. Il “gioco” prende loro la mano e, nel tempo, con passione e massimo impegno, anche in termini di investimenti, raggiungono i 25 ettari vitati e una cantina operativa a 360 gradi. L’ottica della sostenibilità è centrale e valorizzata dalla conduzione in regime biologico sin dal principio. Le vigne di Cortese crescono su suoli calcarei e a medio impasto, accarezzate dalle lievi brezze marine per una produzione degna dei migliori Gavi.

Fonte: Messaggero.

Generali prota lo champagne Maison Burtin in Italia.
Le Tenute Del Leone Alato, il polo del vino che fa capo direttamente a Generali Italia (attraverso la Leone Alato spa che di recente ha incorporato Genagricola) nato nel 2020 per valorizzare gli asset vitivinicoli aziendali, accelera sul business della distribuzione e ha presentato di recente la prima azienda straniera che entra a far parte della sua offerta. Maison Burtin, società di proprietà cjello storico gruppo Lanson-Bcc, con sede a Epernay, nei terreni francesi dello Champagne, è ufficialmente entrata a far parte della linea distributiva delle Tenute Del Leone Alato, che ne deterrà l’esclusiva per l’Italia.

Fonte: Mf.

Concours Mondial. Sauvignon EVÓ di Stajnbech premiato con la medaglia d’oro.
Il Concours Mondial du Sauvignon svoltasi in Sudafrica, ha assegnato la medaglia d’oro a EVÓ Sauvignon IGP Trevenezie di Stajnbech. All’Italia sono stati assegnati 14 ori, su un totale di oltre 1200 vini provenienti da 20 Paesi mondiali, giudicati da un panel di 50 degustatori internazionali.

Fonte: Tempo.

Un rassegna dedicata al vino Ciliegiolo.
l 7 e 8 maggio appuntamento alla Fortezza Orsini di Sorano (Grosseto) per la rassegna sul Ciliegiolo di Maremma e altri Ciliegioli. Dal colore rosso rubino, con leggeri riflessi violacei, sapore e profumo che ricordano la frutta matura, il Ciliegiolo è stato recentemente riscoperto e valorizzato.

Fonte: Tempo.

Intervista a Elisabetta Pittari – L’enologa Elisabetta Pittari impegno, dedizione, passione e curiosità – “II vino è frutto della capacità espressiva dell’artista”.
L’intervista – Salerno, Elisabetta Pittari enologa specializzata sull’Aromi degli Aromi del vino, si racconta “II vino è frutto della capacità espressiva dell’artista” m Un bravo enologo è colui che esprime al meglio il potenziale di un’uva di Andrea Orza Evoluzione del gusto in fatto di vino è stimolato dalla ricerca sapiente delle giovani menti che sanno farne un discorso formidabile. A Salerno, Elisabetta Pittari enologa specializzata sull’Aromi degli Aromi del vino, racconta: “Si potrebbe riassumere in quattro parole chiave: impegno, dedizione, passione e curiosità. “Non mancano allo stesso tempo disillusione e biasimo verso le strutture campane che poco valorizzano il territorio. Raccontaci della tua formazione.

Fonte: Le cronache del Salernitano.

Villa Cavazza, due giorni sul vino e la sua cultura.
Il programma di Terre di Vite a Bomporto il 6 e 7 maggio 1 di Miria Burani Terre di Vite, la tradizionale manifestazione autunnale che ogni anno porta nella nostra provincia una selezione di vini naturali italiani, raddoppia e si presenta anche a primavera. Più di cento vignaioli provenienti da ogni parte d’Italia, e non solo, saranno il6e7 maggio nella suggestiva location di Villa Cavazza a Bomporto con i loro vini e le loro storie insieme agli artigiani del cibo modenesi in una due giorni che si compone anche di seminari, degustazioni guidate, esposizioni, masterclass e show cooking. E un appuntamento unico nel suo genere, che si svolge proprio a Bomporto, terra del nostro Lambrusco di Sorbara.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Tramonto DiVino, il gusto invade l’Emilia Romagna.
Cinque tappe: il via a Milano Marittima, chiusura a Ferrara. Ben mille i vini in assaggio abbinati a specialità regionali Eventi in giornata con banchi nel cuore delle località prescelte Ferrara Riparte a fine luglio Tramonto DiVino, il roadshow del gusto dell’Emilia-Romagna, che da 18 anni sposa magistralmente vini e cibi a qualità certificata (Dop e Igp), cultura enogastronomica e turismo, scegliendo le più prestigiose location della riviera e delle città d’arte della regione. Quest’anno il tour da luglio a settembre porterà i grandi vini e i grandi cibi dell’Emilia Romagna in 5 fra più belle piazze della regione, in cui trovare il meglio dell’enogastronomia regionale a disposizione di turisti, winelover e addetti ai lavori.

Fonte: Nuova Ferrara.

Nuova festa dedicata ai Vini delle sabbie DiVino anche il Delta.
Si parte il 29 aprile a Comacchio Comacchio Anche il Delta diventa DiVino con la prima edizione di questo appuntamento in laguna, per unire i vini delle sabbie ai prodotti del Delta. È il Comune di Comacchio a promuovere questo evento in programma il 29 e 30 aprile e 1 maggio all’insegna delle eccellenze del territorio, in alcuni luoghi simboli della città dei canali e dei ponti: i Trepponti e l’Antica Pescheria, il Loggiato dei Cappuccini, la Manifattura dei Marinati e il sagrato della Cattedrale. Sarà una tre giorni ricca di buon vino e di buon cibo, di cultura e arte nel centro storico di Comacchio; un percorso di gusto e bellezza che comprenderà degustazioni, masterclass, esposizioni, mostre, live painting, mercato e gastronomia.

Fonte: Nuova Ferrara.

Stasera al Vergani è di scena il Collio day.
A proposito di appuntamenti legati al vino, a Ferrara proprio stasera è in programma una tappa del “Collio day”. Appuntamento alle 20.30 a palazzo Pendaglia, sede dell’Istituto superiore alberghiero “Orlo Vergani”, in via Sogari 3. “Collio Day” si conferma un prezioso evento perla promozione e divulgazione del territorio e dei vini della Doc Collio, proposti in abbinamento alle eccellenze gastronomiche del Friuli Venezia Giulia. Nel corso della serata saranno presentati cinque vini: il tasting sarà guidato da un sommelier Ais della delegazione ospitante, affiancato da uno o più produttori.

Fonte: Nuova Ferrara.

Onav racconta il mondo enologico europeo Viaggio di cinque giorni per scoprire la Rioja.
Oltre al l’esperienza spagnola anche un master sui francesi nella sede di Modena da maggio Ferrara Onav (organizzazione nazionale assaggiatori vino) è molto attiva anche nella nostra provincia. Ebbene, in collaborazione con Vinidea è stato organizzato a 4 mani un viaggio “tecnico”, riservato esclusivamente a iscritti Onav, in Rioja e Ribera del Duero. Vinidea ha da questo punto di vista un’esperienza invidiabile e di grande e riconosciuta qualità tecnica. Sarà un viaggio di 5 giorni per visitare due delle più affascinanti e importanti aree vitivinicole iberiche, ospiti anche del Consejo Regulador della denominazione Rioj a e dell’Università della Rioja, Logroño.

Fonte: Nuova Ferrara.

Meeting del Lions Club sui pregi del vermentino. Il ricavato ai frati di Gaggiola.
‘Vermentino: tra storia e geografia’ è il titolo dell’interessante meeting, ideato ed organizzato dal Lions club Vara Sud, in programma venerdì alle 20 al ristorante ‘Margherita e le sue Sorelle’ di via Montalbano 69, al quale si può partecipare con un contributo di 40 euro. Il ricavato concorrerà al service annuale del sodalizio in favore della mensa dei poveri dei Frati di Gaggiola. Vedrà la partecipazione di Mauro Giromini, sommelier, esperto e cultore in ambito vitivinicolo e di Monica Paganini, sindaco di Arcola e titolare dell’Azienda agricola dei Conti Picedi Benettini. Si degusteranno cinque differenti tipi di Vermentino, abbinate a ‘pizza gourmet’.

Fonte: Nazione La Spezia.

È conto alla rovescia per la mostra dei passiti.
Dal 29 aprile al 1° maggio, Volta Mantovana torna a essere la capitale nazionale dei vini passiti e da meditazione. L’appuntamento è con la 19esima edizione di una delle rassegne più attese dell’Alto Mantovano. L’inaugurazione è prevista alle 15 del sabato, con apertura dalle 14.30 alle 19. Domenica e lunedì i visitatori potranno già accedere dal mattino, dalle 10, e sino alle 19. I sommelier Ais guideranno il pubblico alla scoperta dei migliori abbinamenti dolci e salati. Il programma offre inoltre momenti dedicati agli appassionati, alle famiglie e ai bambini con tour guidati, laboratori, menu speciali.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Calano gli hotel, in città meno di 10: e per ora tengono gli agriturismi.
La metamorfosi delle strutture ricettive Calano gli hotel, in città meno di 10: e per ora tengono gli agriturismi Dal proliferare dei bedebreakfast al consolidarsi dei flussi da Nord e Centro Europa, fino alle nuove mire sul mercato nordamericano, anche nelle Marche il turismo sta cambiando. «Le strutture preferite sono ora quelle extralberghiere, che sono aumentate e migliorate di qualità, mentre calano gli hotel: a Urbino ne rimangono meno di 10 – spiega Federico Scaramucci -. Gli alberghi sono sfruttati soprattutto da gruppi, scuole e chi viaggia per lavoro. Tengono gli agriturismi, negli anni scorsi sorti in quantità, soprattutto perché c’erano fondi per realizzarli, e ora entrati nel turismo a tutti gli effetti: lavorano bene d’estate, anche perché offrono escursioni, attività e piscina, e d’inverno si salvano con la gastronomia, se hanno buoni ristoranti.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Trasferta a Stresa per il Grignolino.
Degustazioni Con le produzioni doc del Monferrato Casalese Trasferta a Stresa per il Grignolino STRESA • Nella sfarzosa cornice del Grand Hotel des Iles Borromées di Stresa, maestosa struttura dalle tinte porpora, oro e indaco che, tutt’oggi, trasuda di storia ed eleganza, venerdì 14 aprile, il Grignolino del Monferrato Casalese doc, nelle versioni tradizionale, Riserva e futuro Spumante Rosè Metodo Classico, è stato esclusivo ospite della serata di Degustazione promossa dall’Ais Verbania in collaborazione con il Delegato dell’Ais di Casale Monferrato Daniele Guaschino e il Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese. Una rinnovata occasione per parlare del vino bandiera del Monferrato casalese, attraverso una degustazione guidata e un momento di incontro direttamente con i produttori.

Fonte: Monferrato.

Merlo neopresidente per i vini Carema e Caluso.
Cambio al vertice nel consorzio che si occupa della tutela e della valorizzazione dei vini di Docg di Caluso e Doc Carema e Canavese. Il nuovo consiglio ha nominato presidente Bartolomeo Merlo. Il Consorzio è nato nel 1991, riunisce 37 soci che rappresentano il 90%dei produttori della denominazione. Merlo è anche presidente della cantina produttori Erbaluce di Caluso.

Fonte: Stampa Torino.

Trasferta in Oriente Le eccellenze del vino toscano a Tokyo e Seul.
Le eccellenze del vino toscano volano in Asia con un doppio appuntamento. La prima tappa è oggi a Tokyo, poi il20aphleaSeul. Il Consorzio Vino Chianti e le sue aziende porteranno i sapori e il gusto del territorio toscano in Oriente con un nuovo tour promozionale che proseguirà anche nei prossimi mesi. In queste prime due tappe saranno presentate oltre 40 etichette.

Fonte: Tirreno.

“Il vino in Toscana” oggi la prima lezione all’Istituto Cattaneo.
Carina “Vino in Toscana”: oggi primo corso per le scuole turistiche. Sarà tenuto a battesimo dalla vicepresidente e assessora regionale all’agri alimentare Stefania Saccardi il primo corso sul vino in un istituto turistico toscano, il Carlo Cattaneo di Cecina. I corsi realizzati fanno parte del progetto D-vino organizzati dall’Associazione Donne del vino e realizzati in due scuole — un alberghiero e un turistico—per ogni regione. In Toscana il progetto è curato da Paola Rastelli, vice delegata esecutiva della delegazione. I corsi hanno l’obiettivo di accrescere le prospettive di lavoro per i futuri diplomati, dare alle cantine e ai territori del vino dei professionisti capaci di promuoverle come destinazioni turistiche oltre che accrescere le prospettive di conoscenza delle bottiglie italiane nei mercati esteri.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Nuovo furto di piantine di glera: è allarme – Rubate 1500 barbatelle di glera.
Alcune settimane fa Michael Poloni e il nonno, titolare dell’azienda agricola Simeoni, di via Cal di Riese a Maser, avevano messo a dimora 1580 piantine di glera. Nella notte fra sabato e domenica ne hanno ritrovate 1540 in meno. Ignoti le hanno rubate. Il furto di Maser segue quello che si è verificato nei giorni scorsi in un’azienda agricola di Montebelluna. Bon a pagina XII Rubate 1500 barbatelle di glera ? Furto nella notte tra sabato e domenica all’azienda agricola ?Il nipote del titolare: «Danno da quasi 6mila curo, però Simeoni: è il secondo caso in pochi giorni dopo Montebelluna il problema è che la domanda è alta e non se ne trovano» MASER Alcune settimane fa Michael Poloni e il nonno, titolare dell’azienda agricola Simeoni, di via Cal di Riese a Maser, avevano messo a dimora 1580 piantine di glera. Nella notte fra sabato e domenica, attorno all’I.30, Michael, che controlla i suoi campi praticamente ogni sera, ne ha ritrovate 1540 in meno. Ignoti le hanno rubate.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Quelle uve speciali da “Capo di stato”.
La Loredan Gasparini di Venegazzù guidata dai fratelli Lorenzo e Alberto Palla punta su una nuova visione: vigne e coltivazioni sempre più vicine all’armonia con la natura Quelle uve speciali da “Capo di stato” Il conte Piero Loredan, diretto discendente di quel Leonardo Loredan che fu doge di Venezia, amava il Montello. Forse perché i veneziani avevano un rapporto speciale con quest’oasi naturale collinare a 50 km da Venezia, dalla quale prendevano il legname per costruire le proprie imbarcazioni – non per nulla il Montello è conosciuto anche come “il bosco di Venezia”. Fu Loredan a dare i natali alla tenuta Loredan Gasparini, oggi portabandiera dei vini di Venegazzù. Uomo carismatico, dopo aver viaggiato a Bordeaux, il conte decise di introdurre nell’area vitigni internazionali come Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Malbec per produrre un vino nuovo.

Fonte: Gazzettino Treviso.

I super tecnici formati in enologia al Cerletti premiati dal ministro.
I primi dieci tecnici specializzati in pratiche innovative ed ecosostenibili per la gestione dell’ecosistema vigneto, formati nel corso organizzato dalla scuola Enologica Cerletti in collaborazione con il Crea-Vit di Conegliano, nel bando della Regione Veneto, hanno ricevuto l’attestato direttamente dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida. Nei giorni scorsi la cerimonia a Roma. Dal ministro tanti i complimenti al Cerletti, rappresentato dalla dirigente Mariagrazia Morgan e un messaggio rivolto anche ai diplomati: «Voi dovrete essere interpreti della sostenibilità che in agricoltura, se non si vuole chiudere tutto, deve essere ambientale anche economica».

Fonte: Tribuna Treviso.

Magnifica cantina romana scoperta tra le rovine di Villa dei Quintili.
Gli archeologi hanno scoperto una straordinaria cantina romana di 2000 anni fa.
La cantina si trovava nella Villa dei Quintili, sontuosamente decorata, dove la produzione giornaliera di vino veniva presentata come intrattenimento per ricchi e potenti romani, forse compreso lo stesso imperatore. Gli scavi nel sito hanno rivelato un complesso sistema di stanze e canali utilizzati per la produzione e lo stoccaggio del vino. Il processo di vinificazione sarebbe iniziato nella sala di pigiatura, che a differenza di altri esemplari coevi rivestiti di intonaco impermeabile, è risultata rivestita di pregiato marmo rosso. La natura scivolosa del marmo lo rende una scelta insolita per un’area di produzione e suggerisce ulteriormente l’importanza della teatralità in cantina. Gli scavi, iniziati nel 2017, hanno portato alla luce anche i meccanismi di due grandi torchi e un sistema a fontana rivestito di marmi policromi attraverso il quale il vino scorreva nelle giare di stoccaggio della cantina.
Fonte: Scienze Notizie.

Sontuosa e straordinaria cantina vinicola romana spunta dalle rovine di Villa dei Quintilii, sull’Appia antica.
Di tutte le rovine romane che popolano quello che oggi è un piacevole paesaggio di pini e prati, sotto lo sguardo distante dei Colli Albani, la Villa dei Quintili è forse la più imponente: quasi una città in miniatura, che copre fino a 24 ettari. Adagiata sull’antica via Appia che corre a sud-est di Roma, la villa aveva un proprio teatro, un’arena per le corse dei carri e un complesso di terme con pareti e pavimenti rivestiti di sontuoso marmo. Ma ora c’è stata una scoperta straordinaria per la storia della villa, le cui origini risalgono al II secolo d.C.. È stata infatti rinvenuta un’elaborata cantina che non ha eguali nel mondo romano per sontuosità.

Fonte: greenMe.

Cantina vini: perché il modello ad incasso è il migliore?
Le cantine per vini sono una soluzione elegante e funzionale per la conservazione del vino in casa: offrono numerosi vantaggi, tra cui la capacità di integrarsi perfettamente con l’arredamento della stanza, di risparmiare energia e la facilità di installazione e utilizzo. Se stai cercando un modello per il tuo immobile e hai poco spazio a disposizione, la cantina per vini a incasso potrebbe essere la scelta ideale per te. Le cantine da vino sono il modo migliore per conservare e mantenere le bottiglie di vino in perfette condizioni. Ci sono molti modelli di cantine disponibili sul mercato, ognuno con diverse capacità, caratteristiche e design.

Fonte: Lifestyleblog.it.

Weekend in Cantina, degustazioni di vini nella cantine delle aziende del territorio.
Nelle campagne montespertolesi torna Weekend in Cantina. Tre fine settimana (22/23 aprile; 29/30 aprile; 6/7 maggio) in cui le aziende del territorio aprono le porte ai visitatori per far degustare i vini direttamente nelle cantine. Degustazioni di vino abbinate ai prodotti tipici, visite in cantina, passeggiate tra le vigne. Un percorso adatto ad appassionati di tutte le età, che offre percezioni sensoriali e gustative unite al piacere dello stare insieme in scenari suggestivi nel cuore della Toscana.

Fonte: Firenze Today.

Lamezia, i dirigenti del Pd Masi e Reale: “Su ex cantina sociale e cava grave incapacità della Giunta”.
I dirigenti del Pd, Gannarino Masi e Italo Reale, intervengono con due distinte note stampa su alcune vicende urbanistiche della città, con particolare riferimento alle ex Cantine sociali e alla Cava. “Cava e Cantina Sociale – sostiene Gannarino Masi, segretario cittadino del Pd – due facce della stessa medaglia. Questi sono gli unici temi che l’amministrazione Mascaro ha trattato con attenzione e solerzia. Purtroppo non riguardano l’interesse pubblico ma quello privato. I beni della collettività non esistono, quando si tratta di dire sì alla salvaguardia di quelli privati. Difesa della Montagna e delle Terme di Caronte, salvaguardia di beni da recuperare e non alienare come purtroppo, con incauta avventatezza ha fatto la Giunta in carica a proposito di un bene che apparteneva alla storia della città, quale era la Cantina Sociale, dovevano essere priorità pubbliche da difendere con ogni mezzo legale, tecnico ed amministrativo, invece la giunta Mascaro ha scelto di andare in direzione opposta e creare ulteriori disastri al territorio lametino”.

Fonte: il Lametino.it.

Orcia Wine Festival, 4 giorni tra degustazioni trekking e cantine.
Un paesaggio da favola, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Qui hanno casa le vigne del Consorzio Orcia Doc che con le sue etichette animano l’Orcia Wine Festival. La mostra mercato del vino Orcia è in programma a San Quirico d’Orcia dal 22 al 25 aprile e propone escursioni nelle aziende e nelle cantine, masterclass e degustazioni. Quattro giorni nel segno del vino, organizzati dal Comune di San Quirico d’Orcia in collaborazione con il Consorzio. Il clou l’appuntamento con i 19 produttori ai banchi di assaggio. “Un evento che si conferma quale contenitore di tutto un territorio – sottolinea Marco Bartoli, vicesindaco Comune San Quirico d’Orcia -, delle sue eccellenze e delle sue peculiarità, con approfondimenti e degustazioni tecniche, possibilità di conoscere i vini e le aziende, attraverso tour dedicati, ed immersi nel paesaggio più bello del mondo”.

Fonte: InToscana.

Bacco in affanno: l’inflazione affossa le vendite di vino.
Un impatto negativo ha caratterizzato tutto il 2022 ma si riflette sulle vendite anche nella prima parte del 2023. Nelle undici prime settimane dell’anno si registrano flessioni rispettive del 6,2% per il vino e dello 0,5% per le bollicine. L’inflazione fa male, specie al vino. Un impatto negativo che ha caratterizzato tutto il 2022 ma che si riflette sulle vendite nel canale della Distribuzione moderna (Dm)anche nella prima parte del 2023. Cosicché, “dopo le flessioni in quantità per le categorie del vino (-5,4%) e delle bollicine (-5%) registrate nel 2022 nelle undici prime settimane dell’anno si registrano flessioni rispettive del 6,2% e dello 0,5%”, scrive il sito del Gambero Rosso sulla base dei dati presentati dalla società Circana che analizza i comportamenti dei consumatori.

Fonte: AGI.

Vino, il beneficio incredibile per la salute che quasi nessuno conosce.
Il vino ha delle qualità che, se assunte in quantità consona, potrebbero essere molto utili al nostro organismo. Ricorderete, nelle scorse settimane, la polemica e la guerra contro l’Unione Europea e le proprie direttive sul vino. Secondo taluni, infatti, fa male. Eppure la scienza dice altro. Ecco il beneficio importantissimo che ha sul nostro corpo. Ovviamente, nel discorso che stiamo per fare, non possiamo che anteporre una premessa. Il vino, come qualsiasi tipo di alcolico, va assunto con moderazione. Qualsiasi tipo di abuso, infatti, può nuocere gravemente alla nostra salute. E c’è forse l’assenza di moderazione in quello che voleva (in realtà, vuole ancora) fare l’Irlanda. Sappiamo bene, infatti, che sugli alcolici, gli anglosassoni, in genere, non siano particolarmente morigerati. Apporre sulle etichette degli alcolici (e, quindi, anche del vino) una scritta che ne segnala la nocività, proprio come accade per le sigarette.

Fonte: Grantennis Toscana.

Il vino a chilometro zero nasce dagli antichi romani.
Dagli scavi archeologici nella Villa dei Quintili, sulla via Appia Antica, è affiorato un complesso sistema per la produzione del nettare degli dei che sgorgava senza sosta nella ‘città del piacere’ voluta dall’imperatore Commodo. La fabbrica del vino a chilometro zero è nata con gli antichi romani. A Villa dei Quintili – uno dei più grandi complessi residenziali della Roma imperiale adagiato sulla via Appia Antica – il nettare degli dei si consumava senza sosta e a presa diretta. La pigiatura dell’uva, il torchio, la fermentazione. Il mosto che sgorgava dalle fontane. E l’imperatore che – come a teatro – si gustava lo spettacolo. Il vino viaggiava dalle vasche lungo tubi in piombo per poi dirigersi verso una ‘rete’ di rubinetti. E i calici si svuotavano a tempo di record.

Fonte: AGI.

Il vino in Ue nel 2022/2023: maggiore produzione, export stabile, ma consumi pro-capite in calo.
I numeri ed i trend dello “Short-term Outlook for Eu Agricultural Markets” firmato dalla Commissione Agricoltura dell’Unione Europea. Produzione di vino in leggero aumento nel biennio 2022/2023, export in crescita in valore ma stabile in quantità, consumi pro-capite in calo: è il quadro enoico in Unione Europea, secondo l’outlook di breve termine, pubblicato nei giorni scorsi, dalla Commissione Agricoltura, sulla base dei dati di Eurostat e di quelli comunicati dagli Stati membri. Guardando alla produzione, spiega il report, il totale europeo dovrebbe attestarsi, come da stime, a 158 milioni di ettolitri (+3,3% su base annua), per effetto dei recuperi di Francia (+19%) e Spagna (+1,3%), e dei cali di Italia (-1%) e Portogallo (-8%).
I consumi pro-capite, invece, paradossalmente cresciuti in quantità nel 2021-2022, dovrebbero tornare a diminuire, per fermarsi a 22,5 litri a testa, con un -1,3% sulla media degli ultimi 5 anni. Con un calo, sottolinea l’outlook europeo, a discapito soprattutto dei vini rossi, come per altro sostengono ormai quasi tutti gli studi di mercato.

Fonte: WineNews.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 17 aprile 2023!

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De Luca firma contro i cibi sintetici.
II governatore ospite di “Campania alleva” si schiera con la petizione portata avanti da tutta la Coldiretti De Luca firma contro i cibi sintetici «La zootecnia patrimonio immenso della nostra Canpania. Tutela e sostegno sono priorità». A sostegno di agricoltori e consumatori, il governatore della Campania Vincenzo De Luca, su invito del vicepresidente nazionale di Coldiretti Gennarino Masiello, ha firmato la petizione di Coldiretti a sostegno del processo legislativo aperto dal disegno di legge, approvato in Consiglio dei Ministri, che prevede il divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi sintetici in mancanza di adeguate garanzie per la sicurezza alimentare e ambientale. La sottoscrizione è avvenuta a Benevento, in occasione di un convegno sul tema che si è tenuto nell’ambito di “Campanialleva Expo 2023″, la più grande fiera zootecnica del Sud.

Fonte: Roma.

Vinitaly, bilancio positivo per la Puglia.
Ufficio per le Relazioni con il Pubblico salentointasca Numero Verde 800-713.939 Puglia terra di vini pregiati, di imprese e cantine immerse in paesaggi mozzafiato, tra i filari di vitigni autoctoni, che hanno difeso, valorizzato di generazione in generazione e migliorato un prodotto oggi fortemente richiesto sui mercati europei ed internazionali. È la Puglia in mostra alla 55′ edizione del Vinitaly di Verona, che ha chiuso i battenti centrando ancora una volta l’obiettivo prefissato, ovvero di promuovere la qualità indiscussa dell’enogastronomia regionale, così come da strategia della Regione che, con il suo Dipartimento Agricoltura, in collaborazione con Unioncamere Puglia, ha sostenuto la partecipazione di 115 imprese.

Fonte: Salento in tasca.

Radici Virtuose: presentato a Verona il progetto.
Presentato a Verona in occasione del Vinitaly il progetto Radici Virtuose, il programma triennale avviato dal Distretto agroalimentare jonico salentino (Dajs) e finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) a favore dei Consorzi di tutela dell’ Olio Igp Puglia e dei vini Primitivo di Manduria Dop, Salice Salentino Dop e Brindisi Dop.”II Dajs è una realtà che mira a diventare un importante punto di riferimento sul territorio attraverso questo progetto di rigenerazione del Salento, che coinvolge ben 96 aziende e che in tre anni prevede 5 milioni di euro di investimenti in promozione, perseguendo i valori di trasparenza, salubrità, innovazione e accoglienza” ha dichiarato Leo Piccinno, presidente del Dajs.

Fonte: Salento in tasca.

Consorzio diTutela dei Vini Dop Salice Salentino: successo di critico e pubblico al Vinitaly.
Grande successo di pubblico e critica per il Consorzio di Tutela dei vini Dop Salice Salentino a Verona. 11 Salento in un calice di Negroamaro era il titolo del progetto che ha visto protagonista il Consorzio impegnato nel far apprezzare ad una platea sempre più vasta le proprietà e la riconoscibilità dei suoi vini. Per questo la struttura salentina guidata dal presidente Damiano Reale ha partecipato con un proprio stand al Salone internazionale dei vini e dei distillati di Verona per raggiungere e mantenere sempre più ampia la platea degli estimatori e degli addetti ai lavori, senza tralasciare la divulgazione a favore dei giornalisti, food/wine blogger/influencer in un’ottica più generale di informazione/formazione sulle qualità organolettiche e sulla versatilità negli abbinamenti gastronomici.

Fonte: Salento in tasca.

La scelta dei Cecchetto: sostenibili e trasparenti.
I vini e l’azienda agricola del Trevigiano La scelta dei Cecchetto: sostenibili e trasparenti. All’azienda agricola Cecchetto, la sostenibilità ha il volto giovane, la voce competente e le idee chiare di Sara Cecchetto. «Essendo la figlia dei titolari, ho sempre bazzicato in azienda», ricorda Cecchetto, che è nata nel 1992. «Nel 2015, dopo la laurea in Relazioni pubbliche e comunicazione di impresa, ho iniziato a lavorare e due anni dopo sono diventata la responsabile sostenibilità», racconta. Quella di Sara è la terza generazione di Cecchetto a produrre vino nel Trevigiano. «I miei nonni – spiega – erano mezzadri che hanno comprato la terra che coltivavano.

Fonte: Buone Notizie Corriere della Sera.

Vinitaly, buyer americani e asiatici – Vinitaly 2023, successo internazionale .
Le cantine cooperative leader del mercato del vino italiano negli Usa. Federvini critica le norme Ue a difesa dei prodotti made in Italy. La 9 edizione 2023 di Vinitaly – che si è svolta Verona dal 2 al 5 aprile – è finita già da una decina di giorni, ma è proprio questo il momento per fare qualche bilancio sullo stato di salute della fiera italiana più importante e, di conseguenza, sullo stato di salute del vino italiano. A dispetto dei gufi, Vinitaly ha raccolto 93mila presenze complessive (acquirenti e operatori del settore) di cui 29.600 straniere. Con il grande ritorno di americani e cinesi.

Fonte: Quotidiano del Sud.

Tra i buyer tornano americani e asiatici.
Verona dal 2 al 5 aprile – è finita già da una decina di giorni, ma è proprio questo il momento per fare qualche bilancio sullo stato di salute della fiera italiana più importante e, di conseguenza, sullo stato di salute del vino italiano. A dispetto dei gufi, Vinitaly ha raccolto 93mila presenze complessive (acquirenti e operatori del settore) di cui 29.600 straniere. Con il grande ritorno di americani e cinesi. L’aspetto più confortante è che la crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi: in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati.

Fonte: L’Altravoce dell’Italia.

Castelnuovo, capitale enologica. Torna Benvenuto Vermentino.
Un’edizione degli anni passati di Benvenuto Vermentino. Iniziato il conto alla rovescia verso la manifestazione del territorio della val di Magra che più di altri esalta i prodotti vitivinicoli. Svelate le date di Benvenuto Vermentino 2023, che avrà luogo nel centro storico di Castelnuovo Magra nelle giornate di sabato 17 e domenica 18 giugno. Edizione numero 12 che ha l’obiettivo di migliorare il più possibile le annate passate, tornando ai fasti del periodo pre-pandemico. Iil 2022 ha fatto registrare numeri straordinari: più di 2200 bicchieri venduti, oltre 5000 presenze ad assaggiare la nuova annata di Vermentino, e tante aziende produttrici attivamente coinvolte.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Buttafuoco, in tanti alla masterclass con sette produttori.
Tutto esaurito per la degustazione di Buttafuoco, organizzata ieri dalla Pro Loco di Canneto Pavese nella Sala della Cultura e del Vino di via Roma. Una quarantina le persone che hanno partecipato alla masterdass, che aveva come protagonista il grande rosso da invecchiamento di Canneto Pavese, prodotto da sette aziende del territorio comunale: Giorgi (Vigna Casa del Corno 2018), Quaquarini Francesco (Vigna Pregana 2017), Francesco Maggi (Vigna Costera 2019), Bruno Verdi (Cavariola Riserva 2018), Fiamberti (Vigna Sacca del Prete 2017), Piovani Massimo (Vigna Bricco in Versira 2016), Picchioni (Bricco Riva Bianca 2019). Tra i presenti, la sindaca di Canneto Pavese, Francesca Panizzari, il presidente della Fondazione sviluppo Oltrepo Pavese, Riccardo Fiamberti, l’assessore stradellino alla Promozione del territorio, Andrea Frustagli.

Fonte: Provincia – Pavese.

La carica dei produttori biellesi alla vigilia di Taste «L’anima vitivinicola del territorio sta rinascendo».
Al via oggi a Novara la tre giorni dedicata alle etichette dell’Alto Piemonte, presenti oltre 50 aziende La carica dei produttori biellesi alla vigilia di Taste «L’anima vitivinicola del territorio sta rinascendo» BIELLA Ips5) Il conto alla rovescia è terminato. Oggi si dà il via alla sesta edizione di Taste Alto Piemonte, la più grande manifestazione dedicata ai nostri vini, organizzata dal Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte. Oltre 50 aziende vitivinicole proporranno le ultime annate delle dieci denominazioni della zona: Boca Doc, Bramaterra Doc, Colline Novaresi Doc, Coste della Sesia Doc, Fara Doc, Gattinara Docg, Ghemme Docg, Lessona Doc, Sizzano Doc, Valli Ossolane Doc. L’evento durerà tre giorni e si terrà nella prestigiosa cornice del castello di Novara.

Fonte: Nuova Provincia di Biella.

L’Alto Piemonte dei vini si incontra oggi a Novara.
Al castello l’ultima giornata della sesta edizione di “Taste” L’Alto Piemonte dei vini si incontra oggi a Novara. Si conclude oggi «Taste Alto Piemonte», la grande vetrina che per tre giorni ha fatto conoscere ad addetti ai lavori e grande pubblico i vini del Consorzio tutela dei nebbioli che comprende le quattro province di Novara, Vco, Vercelli e Biella. Un evento realizzato con il sostegno della Regione attraverso i fondi europei Fesr. E’ un mondo che si può scoprire al castello di piazza Martiri dalle 9,30 alle 17, compresa una masterclass alle 14. Il biglietto di ingresso che include il percorso ai banchi di assaggio costa 20 euro e si può acquistare sia sul posto che sul sito web di Taste.

Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.

Al via la quinta edizione di Rosso Morellino Il Consorzio anticipa un ospite prestigioso.
Dopo un ricco Vinitaly, il direttore Durazzi concentra gli sforzi sull’evento di casa Scansano Per il Consorzio Morellino di Scansano Docg la 55a edizione del Vinitaly di Verona (che si è svolta dal 2 al 5 aprile) è stata ricca di incontri professionali proficui e costruttivi, con dirette social, meeting con buyers internazionali e degustazioni. Ma è già tempo di pensare al prossimo appuntamento, una prestigiosa due giorni da giocare sul “terreno di casa”. Lo stand istituzionale è stato il teatro di molti appuntamenti e, in maniera trasversale, ha accolto professionisti del mondo del vino, stampa specializzata e consumatori mettendo in mostra il nuovo slancio produttivo. La qualità dei vini e la strategia messa a punto dal board del Consorzio, infatti, stanno consolidato un trend in continua crescita sia di valore che di immagine per la denominazione storica della Maremma.

Fonte: Tirreno Grosseto.

Torna 1’Academy di Zenato Foto che raccontano il vino.
In collaborazione con la School of Visual Arts di New York Torna l’Academy di Zenato Foto che raccontano il vino La famiglia: «L’obiettivo è diffondere la cultura dialogando con coloro che amano i nostri prodotti». La fotografia abbraccia vigna, cantina e vino con policromie e tecnologie digitali nelle venticinque opere che saranno esposte dal 15 maggio alla Tenuta Santa Cristina di Zenato a Peschiera del Garda. L’occasione sarà la nuova mostra fotografica «Vino. Oltre la fotografia» di Zenato Academy, in collaborazione con la School of Visual Arts di New York, che è stata anticipata allo scorso Vinitaly alla presenza dell’assessore alla cultura Marta Ugolini. Protagoniste saranno le realizzazioni degli studenti Kasey Baker, Xuhang Chen, Zheng Ma, Pumipat Usa pratumban, Yu – Shan Sammi Wei che costituiscono la quarta tappa del progetto artistico della cantina, patrocinato dal comune di Peschiera, dal comune di Verona e da Vinitaly.

Fonte: Arena.

Il Valpolicella Novaia conquista la Corea.
La cantina cresce con l’enoturismo Il Valpolicella Novaia conquista la Corea •• Il nuovo mercato è la Corea, il nuovo vino è un Valpolicella battezzato «Fapulito». Marcello Vaona, titolare di Novaia, azienda agricola nella vallata di Marano, Alta Valpolicella Classica, guarda al 2023 con fiducia. «La commercializzazione ha ripreso forza come l’enoturismo», racconta Vaona, «abbiamo osservato un rinnovato interesse per i vini della Valpolicella in turisti arrivati da tutti i continenti». La cantina produce 50mila bottiglie e ne esporta il 70%: tra i mercati principali Canada e Inghilterra. Novaia ospita a poche centinaia di metri dalla sede storica la tinaia e il fruttaio per l’appassimento delle uve destinate ai vini Amarone e Recioto.

Fonte: Arena.

Nel weekend pasquale consumo record di vino.
Consumo record di vino sul litorale nel weekend di Pasqua. Secondo i primi dati l’aumento dei consumi è nell’ordine del 30% rispetto allo scorso anno con fatturati nell’ordine di 1 milione e 500 mila euro nelle località balneari. Un inizio davvero con i “botti” per il consumo del vino sopra tutto a Jesolo. Tra Pasqua e pasquetta, quindi la domenica delle Palme, le spiagge si sono riempite. Anche ieri, con il sole e temperature ancora non proprio primaverili, al lido di Jesolo sono arrivati tanti pendolari e qualche turista straniero. Nei due fine settimana di festa, vale a dire da sabato santo a Pasquetta e la Domenica delle Palme, con l’aggiunta del festival degli aquiloni a Jesolo, nei circa 500 locali aperti, cento alberghi e 400 tra bar, pizzerie, ristoranti, disco-bar, è stato consumato vino per circa 1,5 milioni.

Fonte: Nuova Venezia.

Vino biodinamico, lo bevi spesso senza accorgertene: cosa cambia.
C’è una tipologia di vino, denominata biodinamico, che viene prodotto in maniera diversa dal solito. Ecco come. Il vino è sicuramente una bevanda che piace a molte persone, sia all’interno dei confini italici che all’estero. D’altra parte, si può affermare che ce ne sono anche di svariate tipologie e non tutte si possono considerare allo stesso livello e della stessa qualità. Anche solo se ci si reca al supermercato, senza, quindi, entrare in una cantina vera e propria, ci si accorge subito quanti tipi di vino vengono prodotti ogni anno e che appartengono a numerose aziende del Bel Paese e anche di altre parti del mondo. Così, sulle tavole degli italiani, in particolare, capita spesso di trovare una bottiglia di rosso o di bianco, dir si voglia.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino: l’inflazione affossa le vendite. Attesi nuovi aumenti sugli scaffali.
L’inflazione che ha caratterizzato tutto il 2022 sta impattando, come previsto, sulle vendite di vino nel canale della distribuzione moderna anche nella prima parte del 2023. Dopo le flessioni in quantità per le categorie del vino (-5,4%) e delle bollicine (-5%) registrate nel 2022, nelle 11 prime settimane dell’anno si registrano flessioni rispettive del 6,2% e dello 0,5%. Pertanto, anche da gennaio a marzo, si è registrato un sensibile aumento dei prezzi, secondo i dati presentati da Circana (società che analizza i comportamenti dei consumatori) per Vinitaly, durante il consueto convegno che ha visto di fronte insegne distributive e organizzazioni del comparto vitivinicolo nazionale. In particolare, il vino ha segnato un aumento dei prezzi del 7% e le bollicine del 6,6% determinando un incremento dei valori delle vendite rispettivamente dello 0,4% e del 6,1%. “Dati a valore ingannevoli per via dell’inflazione” sottolineano da Circana, ricordando l’importanza rivestita dal canale Dm per il mercato italiano, con 800 milioni di litri di vino venduti nel 2022 e un giro d’affari vicino ai 3 miliardi di euro (Gdo, discount, online).

Fonte: Gambero Rosso.

Ho sfidato Chat GPT-4 nella degustazione del vino.
L’intelligenza artificiale e la singolarità che si avvicina, il panico tra giornalisti e operatori della comunicazione, le preoccupazioni sulla privacy dei dati gestiti dall’Intelligenza Artificiale e l’uso sempre più pervasivo negli strumenti di cui ci serviamo ogni giorno (da Office alla suite Google Drive) sono stati alcuni degli argomenti che hanno animato le ultime settimane di discussione in rete. Non è estraneo il mondo del vino, in cui quotidianamente vengono prodotti centinaia di testi e descrizioni su bottiglie, territori, profumi e sapori, spesso in maniera ripetitiva e ridondante. Durante l’ultimo Vinitaly, se ne è occupato anche il Comitato Grandi Cru d’Italia con una serata un po’ cringe, dove un avatar virtuale descriveva i vini confrontando le descrizioni con quelle di Monica Larner, Antonio Galloni, Ian D’Agata e il Master of Wine Gabriele Gorelli. Contemporaneamente o quasi, nel padiglione Sicilia andava in scena il confronto sul campo tra il sottoscritto e Open AI Chat GPT-4 nella descrizione di cinque vini provenienti da altrettante DOC “minori”: Etna, Mamertino, Pantelleria, Vittoria e Monreale.

Fonte: Intravino.

Sassicaia, Ornellaia, Barbaresco: i vini italiani da investimento che valgono di più.
Cuceglio, dopo la messa in liquidazione: valore dimezzato. Attività gestita dalle Cantine Briamara: rilevato il marchio. «Prima di tutto è un piacere da condividere con amici. Poi è anche un vino su cui investire: questo è un plus di cui siamo molto felici». Renzo Cotarella è il ceo di Marchesi Antinori, griffe italiana del vino, presente con due grandi rossi, Tignanello e Solaia, nell’indice londinese Liv-Ex 100. La Borsa dei vini di pregio (o fine wines, per dirla con gli addetti ai lavori) che monitora l’andamento delle cento etichette più gettonate al mondo sul mercato secondario. Proprio come il Tignanello: esce dalle cantine Antinori a 60 euro e decolla sul mercato, con valori che oscillano tra 130-150 euro. Realizza così una delle migliori performance in questo esclusivo paniere, e resta anche alla portata di chi vuole bere il meglio e può concedersi questo e altro. Ecco a voi un vino da investimento.

Fonte: Corriere.

Rossi e bianchi: 10 vini (e cantine) speciali che raccontano la storia d’Italia.
Dieci dei migliori vini italiani delle aziende e famiglie che hanno fatto grande il Paese. La selezione presentata al Vinitaly 2023. I racconti e le caratteristiche vino per vino, da Nord a Sud. Come si può raccontare un Paese anche attraverso le sue cantine . È stato questo lo spirito che ha animato uno dei «Grand Tasting» del Vinitaly 2023 appena concluso, in un evento che «ha messo insieme alcuni dei più grandi produttori del nostro Paese», ha ricordato il relatore e organizzatore Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e figura di riferimento per il vino a livello internazionale. La storia e l’identità, «perché queste aziende sono l’identità del vino italiano e rappresentano anche la capacità storica di fare impresa», ha spiegato Luciano Ferraro, vicedirettore del Corriere della Sera, relatore dell’evento, esperto e autore di diverse guide sul vino. Uno spaccato d’Italia, da Nord a Sud, non esaustivo ma significativo, introdotto dal presidente di Veronafiere Federico Bricolo. Un percorso, accompagnato dai racconti dei produttori e guidato, nelle specificità dell’assaggio, vino per vino, da Cotarella e Ferraro. Ecco allora le 10 cantine e i 10 vini selezionati (5 bianchi e 5 rossi), raccontati uno per uno, che attraversano la storia d’Italia.

Fonte: Corriere.

Vino e mercato: c’è più offerta che domanda. Spagna e Francia chiedono la distillazione. L’Italia no.
Analisi WineNews: il settore, nel Belpaese, è complessivamente in buona salute. Ma qualche difficoltà, nei territori meno blasonati, si fa sentire. Ormai da qualche anno, a livello globale, nonostante l’alternarsi di annate produttive molto scarse e di altre non eccessivamente abbondanti, sulle medie degli ultimi 5-10 anni, la produzione di vino è ben più grande del consumo. Gli ultimi dati completi dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv), guidata da Luigi Moio, pubblicati nella primavera 2022 (e relativi al 2021), parlavano di una produzione a 260 milioni di ettolitri nel mondo, e di un consumo di 236 milioni di ettolitri. Con un dato alla produzione più o meno in linea con le stime per il 2022, che verranno approfondite il 20 aprile, nella presentazione del Rapporto sullo “State of the World Vine & Wine Sector” da parte della stessa Oiv.

Fonte: WineNews.

La Ribolla vien dal parco.
Un monumento al “mestiere del vino”, quello di Ronco dei Tassi. Fabio Coser, figlio d’arte, dopo avere ottenuto un brillante diploma a Conegliano negli anni ’70, si immerge anima e corpo nella consulenza enologica. Poi, nel 1989, decide, insieme alla moglie Daniela – ora supportati dai figli Matteo, per la parte agronomica, ed Enrico per la parte commerciale – di iniziare a produrre il proprio vino. Siamo nel Collio Goriziano, località Montona di Cormons, una delle destinazioni-cardine nel panorama enologico mondiale. Si inizia con 9 ettari, collocati nei dintorni del parco naturale di Plessiva, fino ai 200 metri di altitudine, di cui 4 vitati (e terrazzati), intervallati dai boschi, di cui è fiero e appassionato frequentatore (in particolare dell’uva matura!) proprio il tasso, da cui la cantina prende il nome. Ora gli ettari vitati sono 23, ma l’esperienza immersiva nella natura rimane totale.

Fonte: L’Espresso.

Come la degustazione di Parigi del 1976 ha cambiato la storia del vino.
Il mondo del vino appare monolitico. La sua storia millenaria fa pensare che le rivoluzioni avvengano alla velocità di crociera dei massi erratici. Perciò si fatica a credere che una rivoluzione poderosa sia avvenuta nell’arco di un pomeriggio. Mettetevi comodi, vi racconto la divertente storia della Degustazione di Parigi del 1976. Lunedì 24 maggio 1976, Parigi, Intercontinental Hotel. Primo pomeriggio. Undici persone, distinte ed eleganti, varcano la soglia dell’hotel per andare ad accomodarsi dietro un lungo bancone. Il loro compito sarà assaggiare venti vini, californiani e francesi, giudicarli e tornarsene a casa. La degustazione è stata organizzata da Steven Spurrier, un britannico all’epoca enotecario a Parigi e proprietario dell’Academie du Vin, dove insegnava cose vinose (un suddito di Sua Maestà che spiega il vino ai francesi è già un alto livello di ironia), e la sua collega Patricia Gastaud-Gallagher, americana del Delaware.

Fonte: Dissapore.

Tutto pronto per la Sagra del Vino di Casarsa della Delizia.
La Sagra del Vino di Casarsa della Delizia taglia il traguardo delle 75 edizioni: la tradizionale festa di primavera, dedicata alle eccellenze dell’enogastronomia e del territorio locale, si terrà dal 21 aprile al 2 maggio 2023. Saranno 12 giorni ricchi di occasioni d’incontro per tutte le età e i gusti grazie a numerosi eventi resi possibili dall’impegno di tanti volontari e associazioni, essendo la Sagra un momento importante per tutta la comunità. A presentare il programma – nella conferenza stampa del 14 aprile nella Sala Friuli della biblioteca civica – Claudio Colussi sindaco Città di Casarsa della Delizia, Antonio Tesolin Presidente Pro Casarsa della Delizia APS, vicepresidente Manuel Praturlon Vicepresidente de La Delizia Viticoltori Friulani in rappresentanza del Presidente Flavio Bellomo.

Fonte: Friuli Oggi.

Bollicine in Villa, 175 etichette in degustazione. La miglior cantina è francese.
Alla sesta edizione di “Bollicine in Villa” presenti aziende d’Italia, di Francia e del resto d’Europa: grande entusiasmo per il vasto mondo della spumantistica alla storica Villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Venezia). Ad aprile, ricco di manifestazioni significative enogastronomiche in Italia, specialmente in Veneto, si è svolta la sesta edizione di “Bollicine in Villa”, il Festival della Cultura del Vino dedicato esclusivamente alle più grandi bollicine d’Italia, Francia e resto d’Europa presso la storica “Villa Farsetti” a Santa Maria di Sala (Venezia). L’evento ha raccolto un’ottima partecipazione e soprattutto grandi consensi, confermando una crescita notevole dell’evento: oltre 2.600 visitatori di cui il 67% oltre il Veneto, provenienti da 18 regioni d’Italia, poi Austria, Germania, Romania, Francia, Belgio, Libano e Stati Uniti d’America. Gli stessi hanno potuto degustare 2000 etichette della migliore produzione spumantistica italiana ed europea, vitigni autoctoni e alloctoni internazionali, vini biologici, biodinamici, naturali, convenzionali, di pianura, di collina, di montagna (da viticultura eroica), di mare, di vignaioli indipendenti e di piccole realtà emergenti o di quelle già affermate.

Fonte: Italia a Tavola.

Montespertoli, torna Weekend in cantina.
Nelle campagne montespertolesi torna l’iniziativa primaverile “Weekend in Cantina” per degustare i vini delle aziende del territorio direttamente nelle cantine. Dopo il grande successo dello scorso anno, l’amministrazione comunale di Montespertoli, in collaborazione con le aziende agricole del territorio, ha deciso di riproporre l’iniziativa primaverile dal titolo “Weekend in Cantina”. Le aziende del territorio aprono le porte ai visitatori per far degustare i vini direttamente nelle cantine. Degustazioni di vino abbinate ai prodotti tipici, visite in cantina, passeggiate tra le vigne. Un percorso adatto ad appassionati di tutte le età, che offre percezioni sensoriali e gustative unite al piacere dello stare insieme in scenari suggestivi nel cuore della Toscana. L’edizione 2023 è in programma nei tre weekend di primavera, 22-23 aprile, 29-30 aprile – 1 maggio, 6-7 maggio e coinvolgerà i visitatori in un ricco programma di iniziative.

Fonte: MET – Città Metropolitana di Firenze.

Un quarto di secolo per il Montecucco Doc.
Un territorio vitivinicolo che si valorizza attraverso le sfaccettature territoriali della lingua madre della Toscana in calice: il Sangiovese. In quella culla compresa, ma non compressa, tra Siena, Grosseto e il Monte Amiata, da un quarto di secolo la produzione enologica parla con la declinazione maremmano-amiantina del “Grosso”. Parliamo del Montecucco Doc e Docg.. Siamo affacciati a poca distanza dalla patria dell’aristocratico Brunello, di sua maestà la Val d’Orcia e quindi la produzione senese a nord. Ci si appoggia al più modaiolo Morellino di Scansano nella parte meridionale per essere, seppur da lontano, salutati dal Chianti Classico (ovest) e sorretti da quella parte litoranea della provincia di Grosseto che ne amplifica l’eco del e sul Tirreno.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

STAMPA ESTERA

Rogue goats vs. vintners.
A former Parisian allowed her herd to roam. Villagers were not at all enchanted. Valérie Corbeaux lives on a rocky hilltop in the dry southwest part of France with her herd of goats. She doesn’t butcher them, or use their milk for cheese. Instead, the former Parisian walks with them, feeds them hay and stays up all night in an ancient stone barn to comfort them when they are sick. They are living creatures, she says, no less worthy of love or freedom than humans. The problem is the goats keep breeding. And roaming farther afield, scrambling up onto regional highways and into distant vineyards, where they have been known to nibble on the leaves of vines that form the region’s economic lifeline — Corbières wine. After they munched through two hectares (five acres) of her Vermentino vines in 2020, Julie Rolland called Ms. Corbeaux and tried to resolve the issue the country way — woman to woman, agriculturalist to agriculturalist, enthusiast to enthusiast. Ms. Rolland is a former optometrist who took over her parents’ vineyard soon after her mother died. For her, the vines offer more than a vocation — they pulse with personal history. That first year, Ms. Corbeaux’s insurance paid for her goats’ damage. Since then, Ms. Corbeaux has lost her insurance and the problem has grown. “The problem. isn’t the goats; the problem is the person who doesn’t oversee them:’ said Ms. Rolland, 42, who compares her daily ritual of phoning one local authority after another to an issue of the French comic book series “Astérix” “We are trapped in a pathetic caricature of French administration;” Ms. Rolland said. “I want to scream all the time. There are laws! What are they waiting for?” Now that spring has arrived, her calls have become more urgent. If the goats eat her vineyards’ tender buds, Ms. Rolland will lose more income and more heritage. “I’m alone. I can’t patrol all the land,” she said. “Should I buy a gun and take care of it myself? You start thinking crazy things.” This is a story about French liberty and bureaucracy. It is about different visions of the countryside and nature.

Fonte: New York Times International Edition.

El resurgir de Oneca: Navarra recupera una uva casi desaparecida.
Instalaciones de la Estación de Viticultura y Enología de Navarra (Evena). en Olite. en una foto cedida por la institución. El nombre de esta variedad, que vuelve a las viñas con genética y experimentación, proviene de la madre de Iñigo Arista, primer rey de Pamplona El resurgir de Oneca: Navarra recupera una uva casi desaparecida Apareció de forma casual en un trabajo de la Estación de Viticultura En 2018 se halló una planta idéntica en un lugar de Huesca, a 200 kilómetros. Onneca fue una mujer oriunda de lo que hoy en día es Navarra que —según autores árabes— a finales del siglo VIII o principios del siglo IX, dio a luz a dos varones que luego fueron célebres en la tierra. El primero, Iñigo Arista (cuyo nombre en documentos antiguos está recogido como Eneco), primer rey de Pamplona; y el segundo, Musa Ibn Musa, el más famoso de la estirpe de los Banu Qasi. Durante los siglos, Onneca ha evolucionado hasta la actual Oneca, nombre y también apellido más arraigados en la zona media y oriental de la comunidad. Hoy, además, es el nombre oficial de la primera variedad de uva antigua recuperada y registrada por Navarra. A falta tan solo de la publicación en los boletines oficiales, Oneca podría co- menzar a cultivarse en pocos meses en la Comunidad foral y ser incluida entre las variedades autorizadas dentro de la Deno- minación de Origen Navarra. Su hallazgo se produjo por casualidad y gracias al trabajo de prospección “Cepas Singulares de Navarra”, realizado por la Estación de Viticultura y Enología de Navarra (Evena) En 2004, Evena inició un pro- yecto para recuperar, entre otras, la garnacha blanca, un cultivo en retroceso. Cuatro años después, el viticultor navarro Hipólito García Vicente contactó con Evena para que recopilara unas cepas de lo que él creía que era garnacha blanca, en una viña propiedad de su familia de más de 70 años (plantada en 1940), que se ubica en el paraje de Valdecularin, en el municipio de Bargota (comarca amparada por su producción vitivinícola en la Denominación de Origen Calificada Rioja). La recogida de cepas se realizó justo a tiempo porque la familia, que desconocía la rareza vitícola que estaba cultivando, arrancó la viña en 2010, apenas dos años después.

Fonte: Pais.

Vega Sicilia, cuatro décadas de crecimiento sin perdere las raíces del terruño.
Desde que fue adquirida por la familia Álvarez en 1982, esta bodega ha pasado de 0 producir 200.000 botellas a 1,5 millones y de exportar a cinco países a hacerlo a 140. Con motivo de su 40 aniversario, Vega Sicilia edita un libro con textos del periodista Alfonso Armada y fotografías de Luis de las Alas. Ambos recorren los viñedos de una empresa cuya filosofía es “trabajar despacio y pensar a largo plazo” Vega Sicilia, bodega fundada en 1864 y erigida en uno de los buques insignia de la imagen internacional de los vinos españoles, experimentó un punto de inflexión el 15 de abril de 1982. Ese día, David Alvarez rubricó, ante notario y en el restaurante Zalacaín, la compra de una marca asociada tanto a la excelencia como al cultivo de unas raíces bañadas a orillas del Duero. Una tradición transmitida durante generaciones de trabajadores que conocen los secretos de la vid. Pablo Alvarez Mezquiriz (Bilbao, 1954), que estudió Derecho en Madrid, comenzó a ir a la bodega una vez por semana desde 1983 hasta que en 1985, con la jubilación de Jesús Anadón, se hizo cargo de la Dirección General de Vega Sicilia. Hoy es el consejero delegado de una empresa que, tras una inversión acumulada de más de 300 millones de euros en cuatro décadas, ha pasado de facturar 1,2 millones en 1982 a superar los 60 millones el pasado ejercicio. Actualmente, alrededor de un millar de personas están en lista de espera para cpr rlipntpc rpVPaa Sjrilia *** “La clave del éxito ha sido creer en la filosofía de Eloy Lecanda cuando fundó Vega Sicilia y que, de alguna manera, se había mantenido durante todos los años”, revela Pablo Alvarez a Actualidad Económica con una voz pausada, epítome de la naturaleza que inspira a la bodega. “Mantener la filosofía no es no cambiar nada. Todo hay que mejorarlo y todo se puede mejorar, pero hay que saber evolucionar sin perder la personalidad de los vinos”. Aunque llegó al sector del vino sin experiencia previa, considera que, paradójicamente, esto fue positivo para la bodega. “Pasa en todas las profesiones: cuando estás muy metido en algo, se corre el peligro de perder la perspectiva desde fuera del negocio”.

Fonte: El Mundo AE.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 16 aprile 2023!

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La Ribolla vien dal parco.
Un monumento al “mestiere del vino”, quello di Ronco dei Tassi. Fabio Coser, figlio d’arte, dopo avere ottenuto un brillante diploma a Conegliano negli anni ’70, si immerge anima e corpo nella consulenza enologica. Poi, nel 1989, decide, insieme alla moglie Daniela – ora supportati dai figli Matteo, per la parte agronomica, ed Enrico per la parte commerciale – di iniziare a produrre il proprio vino. Siamo nel Collio Goriziano, località Montona di Cormons, una delle destinazioni-cardine nel panorama enologico mondiale. Si inizia con 9 ettari, collocati nei dintorni del parco naturale di Plessiva, fino ai 200 metri di altitudine, di cui 4 vitati (e terrazzati), intervallati dai boschi, di cui è fiero e appassionato frequentatore (in particolare dell’uva matura!) proprio il tasso, da cui la cantina prende il nome.

Fonte: Espresso.

17 anni in 17 righe – La bottiglia di Mattia.
Se ci metti la passione non senti la fatica, non vedi il sudore, e anche quella che può apparire una follia diventa qualcosa di realizzabile. Basta crederci. E avere qualcuno che ci creda con te». Mattia ha 17 anni, frequenta il quarto anno dell’istituto tecnico agrario “Zanelli” di Reggio Emilia. E quella che chiama follia consiste in un terreno abbandonato – con un vecchio vigneto lasciato al suo destino – da far tornare a nuova vita. Una storia di terra, legami e pomeriggi all’aria aperta, che inizia nel 2021 quando – in pieno lockdown – un suo compagno di classe, passeggiando vicino a casa, sulle colline di Casalgrande Alto, viene attratto da un vigneto dimenticato.

Fonte: Specchio.

Benvenuto Vermentino. Cantine e androni aperti. Due giorni di degustazioni.
La manifestazione, alla sua dodicesima edizione, si terrà il 17 e il 18 giugno Il sindaco Montebello: «L’evento che viene proposto sarà ricco di novità». Ritorna «Benvenuto Vermentino». L’evento di promozione del prezioso e sempre più conosciuto vino della colline del sole ideato dal Comune di Castelnuovo Magra si ripresenta per la sua dodicesima edizione il 17 e 18 giugno in una due giorni di degustazione e dibattiti che avranno come filo conduttore il vino e il suo sviluppo anche a livello imprenditoriale e occupazionale. Negli ultimi anni l’immagine del vino è stata completamente rinnovata diventando non soltanto un prodotto tipico dell’agricoltura ma un vero e proprio simbolo di crescita.

Fonte: Nazione La Spezia.

Brut dalle buone sensazioni e dal costo conveniente.
Un metodo classico con sosta prolungata sui lieviti (si desume dal numero di lotto in etichetta, che riporta 2o16 come presumibile annodi vendemmia e 2022 di sboccatura) ad un costo inferiore anche a molti charmat (Prosecco compreso). È il Brut de La Rocchetta, base chardonnay con un 20% di pinot bianco. Ha un bel colore paglia oro e perlage fine e fitto; profumi di frutto a bacca bianca; sorso fresco ma non privo, tutt’altro, delle buone sensazioni dovute ad una gestione accurata della rifermentazione e della successiva evoluzione in bottiglia.

Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.

Il vino come risorsa dell’Alto Piemonte “E’ un invito a scoprire i nostri territori”.
Novara, fino a domani al castello la rassegna “Taste” con 52 aziende del quadrante in rappresentanza delle dieci denominazioni Il vino come risorsa dell’Alto Piemonte “E’ un invito a scoprire i nostri territori”. I vini dell’Alto Piemonte sono sempre più apprezzati e i produttori sono alle prese con nuove sfide: dalla risposta ai cambiamenti climatici al potenziamento del circuito di enoturismo locale. Da ieri e fino a domani il castello di Novara è il cuore di un settore in espansione che attrae investitori e appassionati. Sono 52 le aziende del quadrante presenti alla sesta edizione di Taste Alto Piemonte in rappresentanza delle 10 denominazioni riconosciute dai disciplinari: Boca, Bramaterra, Colline novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli ossolane Doc, Gattinara e Ghemme Docg.

Fonte: Stampa Novara-Vco.

Intervista ad Andrea Fontana – “Per la siccità diminuite le quantità ma il livello di qualità resta assoluto”.
Presidente Consorziotutela nebbioli Alto Piemonte “Per la siccità diminuite le quantità ma il livello di qualità resta assoluto”. Andrea Fontana, presidente del Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte, che futuro si prospetta per le dieci denominazioni Doc e Docg del territorio? «Una crescita all’insegna della sostenibilità e del posizionamento sui mercati, anche da un punto di vista economico, continuando a puntare forte sulla qualità. I nostri vini sono sempre più apprezzati, come dimostra l’interesse evidenziato la scorsa settimana a Vinitaly. Durante la fiera di Verona abbiamo avuto un confronto anche con una delegazione del Messico, un Paese con cui alcune aziende hanno in questi anni già lavorato e che potrebbe offrire nuove opportunità. Ormai il 60% delle 2 milioni di bottiglie prodotte all’anno nell’Alto Piemonte viene venduto all’estero».

Fonte: Stampa Novara-Vco.

Severino Garofano una famiglia e il vino di Puglia.
Severino Garofano, una storia di famiglia – II Negroamaro, il Copertino, il senso del vino” è il tema della serata in programma oggi, 16 aprile (ore 19.30), presso il Grand Hotel Tiziano di Lecce. I vini Garofano, racconto di una porzione di Puglia intensa e amata da viaggiatori di tutto il mondo, sono prodotti nel pieno rispetto della vocazione del territorio. La cantina della famiglia Garofano, fondata nel 1995 da Severino e oggi condotta dai figli Stefano e Renata, è da sempre vocata alla valorizzazione del Negroamaro attraverso la produzione di vini di eccellenza rossi e rosati. Proprio all’indimenticato Severino Garofano, enologo irpino salentino di adozione scomparso nel 2018, si deve la rinascita del Sud vitivinicolo e l’ascesa enologica del Negroamaro.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Salento Wine train Sui binari del vino.
Sarà un percorso lento, in perfetto stile salentino, vista la mole di questioni da risolvere: ma certi ritardi, lo abbiamo ormai capito, possono a volte rivelarsi una salvezza. E d’altronde i potenziali interessati sono tutti saliti in carrozza con entusiasmo, ieri, nel “brainstorming” convocato all’Hotel Tiziano da Andrea Caroppo, parlamentare deciso a procurare al Salento un treno d’epoca per enoturisti a spasso tra vigne e cantine (e non solo) salentine. Un po’ come accade in Sudafrica e in Napa Valley. Il progetto è d’altra parte al momento un’idea aperta, suscettibile di essere riempita “dando spazio a intese tra mondi diversi, alla creatività e all’immaginazione”, ha insistito ieri Caroppo.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.

«Salento wine train» fascino e gusto tra vigne e cantine – Il treno storico tra vigne e cantine.
L’idea era stata lanciata, nei giorni scorsi, al Vinitaly, a Verona. E ieri, il «Salento wine train» proposto dall’onorevole Andrea Caroppo (Forza Italia) ha trovato il riscontro del territorio. Così, dopo le parole, nell’incontro molto partecipato tra Istituzioni e Cantine, all’hotel Tiziano, a Lecce, si è subito passati ai fatti, prendendo in considerazione la costituzione di un comitato promotore per realizzare un’intuizione affascinante. Il progetto di percorso enogastronomico tra le terre del Primitivo e del Negramaro a bordo di treni d’epoca ha suscitato molto entusiasmo e il plauso unanime delle Istituzioni – in primis Università e Camera di commercio – degli imprenditori e delle associazioni di categoria. Il treno storico tra vigne e cantine Il plauso del territorio al «Salento wine train».

Fonte: Gazzetta del Salento.

Enoturisti tra vigne e cantine “Salento wine train” fa centro.
Salento Wine Train, il treno è partito. Sarà un percorso lento, in perfetto stile salentino, vista la mole di questioni da risolvere: ma certi ritardi, lo abbiamo ormai capito, possono a volte rivelarsi una salvezza. E d’altronde i potenziali interessati sono tutti saliti in carrozza con entusiasmo, ieri, nel “brainstorming” convocato all’Hotel Tiziano da Andrea Caroppo, parlamentare deciso a procurare al Salento un treno d’epoca per enoturisti a spasso tra vigne e cantine (e non solo) salentine. Un po’ come accade in Sudafrica e in Napa Valley. Il progetto è d’altra parte al momento un’idea aperta, suscettibile di essere riempita «dando spazio a intese tra mondi diversi, alla creatività e all’immaginazione», ha insistito ieri Caroppo. Lecce-Manduria via Novoli, Campi Salentina, Salice-Veglie, Guagnano, San Pancrazio Salentino, Erchie-Torre Santa Susanna; Lecce-Gallipoli via Novoli, Carmiano-Magliano, Monteroni, Copertino, Nardò città, Nardò centrale, Sannicola.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Lecce.

Anche Taranto sale sul Salento Wine Train un treno d’epoca per gli “enoturisti” – Viaggio nelle terre del vino anche Taranto nel percorso.
Il sindaco Melucci a Lecce per l’iniziativa ›Un treno d’epoca per gli enoturisti sul “Salento Wine Train” dell’on. Caroppo interessati alle eccellenze del territorio. Salento Wine Train, il treno è partito. Sarà un percX?rsn lento. in perfetto stile salentino, vista la mole di questioni da risolvere: ma certi ritardi, lo abbiamo ormai capito, possono a volte rivelarsi una salvezza. E d’altronde i potenziali interessati sono tutti saliti in carrozza con entusiasmo, ieri, nel “brainstorming” convocato all’Hotel Tiziano da Andrea Caroppo, parlamentare deciso a procurare al Salento un tre no d’epoca per enoturisti a spasso tra vigne e cantine (e non solo) salentine. Un po’ come accade in Sudafrica e in Napa Valley. 11 progetto è d’altra parte al utunientu un’idea aperta, suscettibile di essere riempita “dando spazio a intese tra mandi diversi, alla creatiVite all’immaginazione”, ha insistito ieri Curoppo.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Degustazioni e visite Aprono le cantine – Cantine aperte per degustazioni, visite e passeggiate tra le vigne.
Le attività a primavera Primo appuntamento il 22-23 aprile con l’azienda agricola Marzocco di Poppiano. L’iniziativa è dedicata ad una delle grandi eccellenze locali, il vino, e torna dopo il grande successo dello scorso anno. Promossa dall’amministrazione comunale di Montespertoli in collaborazione con le aziende agricole del territorio, si chiama «Weekend in Cantina» e prevede degustazioni di vini direttamente nelle cantine abbinate ai prodotti tipici, con visite e passeggiate tra le vigne. Un percorso adatto ad appassionati di tutte le età, che offre percezioni sensoriali e gustative unite al piacere dello stare insieme in scenari suggestivi nel cuore della Toscana. L’edizione 2023 è in programma nei tre weekend di primavera, 22-23 aprile, 29-30 aprile e 1 maggio, 6-7 maggio.

Fonte: Nazione Empoli.

Prato Wine Festival Degustazioni al Garibaldi.
Al Garibaldi Milleventi anche oggi dalle 12 alle 24 c’è il Prato Wine Festival, con ingresso libero e degustazione a pagamento. Oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. All’interno de Garibaldi’ poi ci sarà anche un wine shop dove poter acquistare le bottiglie di vino direttamente dagli espositori.

Fonte: Nazione Prato.

Oggi all’Ex Caserma Occupata Bere consapevole A Critical Wine degustazioni e stand.
La due giorni cominciata ieri nasce con l’intento di condividere e far conoscere esperienze agricole che si sviluppano al di fuori delle logiche del mercato che, da sempre, assoggetta e regola la produzione di qualsiasi tipo di bene, regolamentando e burocratizzando qualsiasi frutto della terra e, di conseguenza, tramutandolo in “prodotto” appartenente a pieno titolo al mercato capitalistico. «I prodotti che quotidianamente finiscono sulla tavola, del resto —scrivono gli organizzatori nella presentazione dell’evento — sono tra i primi testimoni della pervasività del capitalismo che regola e indirizza qualsiasi nostra scelta, sebbene all’apparenza libera e consapevole». L’evento nasce al fine di dar voce non solo al vino in quanto tale, ma alla nascita di quest’ultimo, ossia alle realtà che ne stanno alla base e che, giornalmente, sviluppano delle pratiche -ideologiche, agricole e commerciali- svincolate dal sistema vigente; realtà che intrecciano col “frutto della terra” un rapporto rispettoso di scambio, piuttosto che una dominazione uomo vs. natura, atta solo a cumulare profitto e risultante nella distruzione sempre più evidente del territorio.

Fonte: Tirreno Livorno.

Ansonica, aleatico e vino marino: le eccellenze dell’isola d’Elba star dell’edizione 2023 del Vinitaly.
Ansonica, Aleatico e vino marino Nesos, alla maniera degli antichi greci, hanno conquistato il Vinitaly 2023, evento forte di oltre 4000 espositori riuniti nella fiera di Verona. I vini d’eccellenza elbani sono stati presentati da quattro aziende: La Chiusa di Portoferraio, le Ripalte di Capoliveri, le tenute Arrighi e l’azienda agricola Mola di Porto Azzurro. «Siamo stati presenti al Vinitaly con uno stand che occupiamo da 40 anni e lo condividiamo con Villa Bucci dei Castelli di lesi per una profonda e antica amicizia – racconta Carlo Ederle delle Ripalte -. Uno stand da archeologia fieristica, immutato perché molto funzionale, che fu disegnato dall’amico Tobia Scarpa. Le problematiche isolane sono sempre le stesse: incubo cinghiali, la siccità crescente e un Parco nazionale dell’Arcipelago inesistente e burocratico.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Viticoltura, si cercano nuove figure professionali.
Al via un corso di potatura verde dal 15 maggio Viticoltura, si cercano nuove figure professionali •• Continua la ricerca da parte delle aziende vitivinicole di personale esperto per attività di potatura che richiedono precisione, competenza e la conoscenza delle principali tecniche di base. E per dare risposta a questa esigenza che Agribi, l’ente bilaterale veronese per l’agricoltura, ora offre un corso gratuito perla potatura verde della vite. Il corso inizierà il 15 maggio e si svolgerà in nove giornate, per un totale di 56 ore. Sono previste sia la formazione pratica sul campo che quella teorica, in materia di sicurezza. Saranno garantiti un servizio di trasporto gratuito per raggiungere le aziende agricole ed un buono pasto di 8 euro.

Fonte: Arena.

Cantine aperte per degustazioni, visite e passeggiate tra le vigne.
L’iniziativa è dedicata ad una delle grandi eccellenze locali, il vino, e torna dopo il grande successo dello scorso anno. Promossa dall’amministrazione comunale di Montespertoli in collaborazione con le aziende agricole del territorio, si chiama “Weekend in Cantina” e prevede degustazioni di vini direttamente nelle cantine abbinate ai prodotti tipici, con visite e passeggiate tra le vigne. Un percorso adatto ad appassionati di tutte le età, che offre percezioni sensoriali e gustative unite al piacere dello stare insieme in scenari suggestivi nel cuore della Toscana. L’edizione 2023 è in programma nei tre weekend di primavera, 22-23 aprile, 29-30 aprile e 1 maggio, 6-7 maggio.

Fonte: La Nazione.

L’Amarone alla conquista del mondo. Cantina Valpolicella Negrar celebra i 90 anni e punta a nuovi mercati.
Un importante traguardo quello tagliato nel 2023 dalla Cantina Valpolicella Negrar, protagonista al Vinitaly e celebrato in un evento riservato a importatori e stampa fra le botti della cantina di Negrar. “Esportavamo in Canada già nel 1936 – racconta Daniele Accordini, direttore generale Cantina Valpolicella Negrar – grazie a sei importanti manager con l’idea già di imbottigliare. Oggi siamo il più grande produttore di Amarone, con 750 ettari di vigneto della Valpolicella classica, con 50 milioni di euro di fatturato e 43 dipendenti”. Ed in fatto di export l’azienda è presente in 64 paesi con risultati importanti: “Per i nostri 90 anni – prosegue – siamo nel momento di massimo splendore, l’Amarone sta ancora crescendo in tutto il mondo, oggi è un grande ambasciatore”.

Fonte: Agricultura.it.

Cantina sociale invenduta, ma si va avanti.
Cuceglio, dopo la messa in liquidazione: valore dimezzato. Attività gestita dalle Cantine Briamara: rilevato il marchio.

Fonte: La Sentinella.

Dall’8 al 13 maggio a Napoli torna Wine&Thecity.
“Coltiviamo ebbrezza creativa” 6 giorni, 100 indirizzi e oltre 100 vini da degustare in città. E altri appuntamenti Off City. Dall’8 al 13 maggio torna a Napoli l’ebbrezza creativa di Wine&Thecity. La rassegna diffusa – che dal 2008 unisce arte, vino, moda e cultura-, celebra quest’anno la sua 15esima edizione e lo fa con una settimana di degustazioni itineranti in luoghi insoliti e talvolta sconosciuti. Protagonista della rassegna è il vino proveniente dalle migliori cantine italiane abbinato al piacere della scoperta di nuovi itinerari urbani tra siti storici, spazi privati, atelier di artisti e designer, boutique, giardini e cortili. Una grande festa mobile che ogni anno si conferma tra gli appuntamenti più attesi della primavera napoletana come l’ha definita nel 2017 la Lonely Planet International.

Fonte: Luciano Pignataro.

Se nella “Semaine des Primeurs” a Bordeaux … si degustano anche i vini di Caprai e di Biserno.
I vini di due cantine icona d’Italia sul palco a “Le Primeurs Étoiles” a Château La Dominique, con la regia di Michel Rolland. Nonostante non stia attraversando il più florido periodo della sua lunga storia, Bordeaux resta un riferimento del vino mondiale. E, dal 20 al 27 aprile, con la “Semaine des Primeurs”, la gironda calamiterà l’attenzione del trade enoico di tutto il pianeta, con i 131 Châteaux dell’Union des Grands Crus de Bordeaux, presenteranno ad oltre 6.000 persone attese sulla Gironda l’annata 2022, ancora in botte, già definita come “estrema”, ma con uve di grandissima qualità. E, in questo focus su uno dei territori più importanti del vino di Francia, ci sarà anche un tocco d’Italia, grazie a Michel Rolland, l’enologo più influente dei nostri tempi, firma – con i suoi collaboratori a cui nel 2020 ha ceduto la maggioranza del suo laboratorio Rolland & Associés – di tanti dei più grandi vini di Bordeaux, ma anche di tanti altri territori e Paesi del mondo, come l’Italia, dove è consulente per realtà top come Ornellaia, Masseto, Biserno e Caprai (qui la nostra ultima intervista con Michel Rolland, proprio a Montefalco, tra i vigneti di Caprai, ndr).

Fonte: WineNews.

Vini e vigne dello Jura, Philippe e Tony Bornard.
Philippe Bornard è originario di Pupillin e convive da sempre con i vini e le vigne dello Jura. Frequentando nei primi anni 2000 il suo vicino di casa Pierre, apprende un mondo nuovo e fino a quel tempo inesplorato. Un universo fatto di fermentazioni spontanee, di lieviti, senza utilizzo di componenti chimiche nel vino. Sposerà questa filosofia fino a contribuire fortemente al rinnovamento in atto in tutta la regione dello Jura. Nel 2005 al riento in Francia, anche il figlio Tony comincia a dare una mano a Philippe per poi interrompere prestissimo il percorso per divergneze di famiglia. Ecco però che nel 2018 con lucidità padre e figlio tornano a lavorare assieme e costituire definitivamente la fusione delle loro attività e soprattutto l’unione delle loro idee e delle loro mani. Il Domaine Bornard oggi conta 11 ettari, tutti ditribuiti attorno al Comune di Arbois.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

I sentieri dell’olio e del vino nella conca di Tribulina.
Per questa giornata si andrà a scoprire uno degli itinerari della Strada del Moscato di Scanzo e dei Sapori Scanzessi, trascorrendo una mattinata tra natura, storia, arte e prodotti locali. Una passeggiata tra le colline di produzione del Moscato di Scanzo, una delle più piccole DOCG d’Italia, accompagnato dai custodi della storia e della cultura di Scanzorosciate. Un racconto alla scoperta della caratteristica frazione di Tribulina: dalle importanti opere artistiche alla bellezza naturalistica.
Avrai l’occasione di visitare due aziende del territorio e degustare le loro eccellenze enogastronomiche. Ti porteremo presso l’azienda agricola il Castelletto, sede dell’unico frantoio della bergamasca, e presso la cantina il Cipresso.

Fonte: L’Eco di Bergamo.

Merlo nuovo presidente del Consorzio Erbaluce, il bianco che vuole conquistare il mondo.
Sostituisce Antonino Iuculano. Nell’ultimo anno grande successo per lo spumante “San Giorgio” della cantina “Ciek” di Remo Falconieri. Cambio al vertice al consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei vini docg Caluso e doc Carema e Canavese. Il nuovo consiglio di amministrazione ha nominato presidente Bartolomeo Merlo. Prende il posto di Antonino Iuculano, sindaco di Cuceglio, che a sua volta era succeduto alla presidente Caterina Andorno. Nel 1996 la competenza si è poi allargata alla doc Carema e nel 1998 a quella Canavese. Il consorzio riunisce 37 soci che rappresentano il 90% dei produttori della denominazione. Bartolomeo Merlo è anche presidente della cantina produttori Erbaluce di Caluso, costituita da 140 soci che rappresentano circa l’80% dei produttori della zona. Da anni si tenta di lanciare il bianco del Canavese come prodotto internazionale e si confida che la nuova presidenza Merlo faccia sbarcare l’Erbaluce negli Stati Uniti e nell’America del Sud. In realtà ci sono alcuni tipi di vino, sempre prodotti Erbaluce che stanno ottenendo un grande successo, in Italia, ma anche all’estero. Si tratta di tre spumanti prodotti dalla cantina sangiorgese “Ciek”: il San Giorgio, il Calliope e Nature.

Fonte: CronacaQui.

Vino bianco italiano, questo è il migliore votato dagli esperti: profumo raffinato.
Tra i primati di cui il nostro Paese può vantare, c’è proprio quello della produzione del vino. Bianco, nero o rosé, il vino è sempre presente sulle tavole degli italiani. Oggi ci soffermiamo su uno dei vini in particolare, quello bianco, scopriamo qual è il più apprezzato dagli esperti. Il vino è tra le eccellenze italiane ed è molto apprezzato anche all’estero. Ogni anno avviene una selezione dei migliori vini per poter creare una guida a livello internazionale, dei vini migliori. La rivista che ha pubblicato questa guida è la “5starWines” e l’ha fatto a Verona durante il Vinitaly, salone internazionale del vino. A dei giudici, esperti nel settore, vengono posti dinanzi, calici di vino di diverso tipo senza però specificarne nome e provenienza. Ai giudici il compito di affidare un punteggio che va da 1 a 100 ad ognuno dei calici.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino dei record: qual è il più costoso di sempre, puoi comprarci una villa.
C’è un vino dei record che costa davvero molto e che, di recente, un collezionista ha comprato a delle cifre stellari. Il vino è sicuramente una bevanda molto diffusa in numerose parti del mondo, e, proprio negli ultimi tempi, qualcuno ha acquistato una bottiglia davvero pregiata, dal prezzo record. Stando a ciò che viene riportato da Osservatorio dell’Unione italiana vini, sembrerebbe che l’export italiano stia conoscendo un buon incremento rispetto a qualche anno fa. Nella fattispecie, come ci informano fonti credibili, la Lombardia se la sta cavando piuttosto bene per quanto riguarda i mercati internazionali, incassando, soltanto l’anno scorso, oltre 300 milioni di euro.

Fonte: Wine and Food Tour.

Lasciatevi Tentare Dai Vini Più Pregiati d’Italia: Scopri I Migliori Eventi Enologici Del 2023.
Famosa per le tradizioni secolari e la pratica della vinificazione, l’Italia è il Paese da visitare se siete alla ricerca di eventi enologici emozionanti. Le regioni vinicole, come la Toscana e il Piemonte, ospitano ogni anno milioni di spettatori e offrono alcune delle migliori selezioni di vino al mondo. Gli eventi enologici sono l’occasione perfetta per conoscere meglio i vari vini e scoprire la variegata e ricca viticoltura italiana. Seguiteci per saperne di più sui maggiori eventi enologici italiani del 2023. Se siete desiderosi di scoprire vini deliziosi con il terroir unico dell’Etna, Contrade dell’Etna è l’evento enologico che fa per voi. Sin dalla sua nascita nel 2008, Contrade dell’Etna è sbocciata da un modesto raduno di vini locali a un festival impressionante che attrae appassionati e intenditori di vino.

Fonte: Vicenzareport.

E nel bicchiere vini che sono un omaggio alla primavera.
Ecco la nostra selezione di bottiglie da abbinare ai cinque piatti del menù di questa settimana. Anche i piatti che compongono il menù di questa settimana sono un vero e proprio omaggio alla primavera. “Non esistono più le mezze stagioni”, siamo abituati a pensare noi esseri umani, ma la natura non sembra essere d’accordo. È proprio in una stagione di mezzo come la primavera, infatti, che la terra si dimostra particolarmente generosa “sponsorizzando” numerose prelibatezze direttamente provenienti dal regno vegetale. Asparagi, carciofi, fave e piselli sono solo alcuni dei protagonisti di ricette colorate, salutari e gustose.

Fonte: La Repubblica.

Minaia di Bergaglio, il buon vino bianco che invecchia meglio dei rossi.
Uno dei segreti meglio custoditi di Gavi è il Minaia dell’azienda Nicola Bergaglio, oggi condotta da Gianluigi e da suo figlio Diego. Tra i primi a credere nelle potenzialità del loro territorio, i Bergaglio nel 1970 iniziarono a vinificare in proprio le uve di cortese che coltivavano. Ho definito “segreto” il loro Minaia perché, nonostante i riconoscimenti che questo vino riceve dalle guide specializzate, in Italia non è facile trovarlo.

Fonte: Torino – la Repubblica.

Vinitaly, Mammuccini (FederBio): Vino non è in contrasto con salute. Export Bio trend in crescita: +18% nel 2022.
“Non crediamo che sia giusto mettere un prodotto come il vino in contrasto con la salute, non è così. Bisogna bere, bere bene, quantità moderate e come tutti i prodotti ci vuole una adeguata educazione alimentare”. Intanto il vino biologico continua a crescere nei mercati esteri: “Export del vino bio nel 2022 a +18% (sul 2021) e trend che continua ad essere in aumento. Il vino italiano è vino di territorio, e il grande valore delle denominazioni: se si parte dal territorio la coerenza naturale è quella di partire da un metodo di produzione che rispetta il territorio, quindi denominazione di origine e bio insieme, sono una forza in crescita per il vino italiano”.

Fonte: Agricultura.it.

Vino e borghi irpini protagonisti della seconda giornata del Salone “Open Outdoor Experience” di Paestum.
Vino e borghi irpini protagonisti della seconda giornata del Salone “Open Outdoor Experience” di Paestum. Dopo la Masterclass dedicata ai 20 anni del Fiano di Avellino DOCG, al centro espositivo Next – ex Tabacchificio Cafasso è il giorno del Taurasi Docg. Al rosso irpino, che spegne 30 candeline di riconoscimento di Docg, è stata dedicata una Masterclass, sold out già all’apertura degli stand, organizzata dal Consorzio Tutela Vini d’Irpinia. Una vetrina prestigiosa e di successo al Salone di Paestum, organizzata da Destinazione Irpinia, la DMO sostenuta dalla Provincia di Avellino e Fondazione “Sistema Irpinia” con il supporto di Rete Destinazione Sud. La degustazione guidata da Franco De Luca, responsabile didattica A.I.S, ha visto protagonisti il presidente di Fondazione “Sistema Irpina”, Sabino Basso, il vicepresidente del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Arturo Erbaggio, il presidente Rete Destinazione Sud, Michelangelo Lurgi, moderati dal giornalista Annibale Discepolo.

Fonte: AvellinoToday.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 15 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Speciale Vinitaly – L’impennata dell’export.
Secondo l’analisi del 2022 dell’Osservatorio permanente wine monitor nomisma, l’export dei vini abruzzesi ha raggiunto un aumento 10% rispetto al 2021. “siamo nella giusta direzione. I primi cinque mercati di destinazione, dove si concentra il 60% di tutto l’export, sono Germania, Stati Uniti, Canada, Svizzera e Regno Unito.in Asia la Corea del Sud è cresciuta del 25% e il Giappone del 19% – commenta Nicodemi – dove recentemente abbiamo spinto sulla promozione. Siamo stati anche eletti regione vitivinicola dell’anno da Wine Enthusiast un riconoscimento importante per accenderei riflettori sulla nostra regione, sui vini e sul territorio’. Ma non è tutto: con il via libera dal Mipaaf all’introduzione del ‘modello Abruzzo’, i viticoltori si preparano a centrare un obiettivo ambizioso, ovvero rafforzare l’identità dell’enologia regionale, valorizzando i territori e rendendo ancora più riconoscibile la scala dei valori.

Fonte: Centro.

Speciale Vinitaly – Un bilancio molto positivo per la vinicoltura abruzzese.
Mercoledl 5 aprile si è chiusa a Verona l’edizione 2023 di Vinitaly, che ha visto i vini abruzzesi distinguersi durante la •kermesse internazionale con un interesse sempre più crescente da parte degli operatori del settore. Oltre ai tanti momenti istituzionali, in primis con la visita e l’apprezzamento al lavoro svolto dai produttori e dal consorzio da parte del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, gli operatori di tutto Il mondo hanno riempito gli spazi dedicati all’Abruzzo: hanno partecipato con interesse a tutti gli appuntamenti in calendario e degustato una quantità importante di vini all’area tasting consortile.

Fonte: Centro.

Speciale Vinitaly – Il vivo orgoglio per il risultato ottenuto.
Vinitaly ha confermato la centralità della Regione Abruzzo nel panorama italiano. “Tanti approfondimenti hanno saputo accendere i riflettori sui progetti e sui nostri vini. Buyer internazionali si sona interessati alle nostre proposte enologiche e ci sono stati dibattiti con diversi focus: portiamo a casa un bel risultato’, ha detto Alessandro Nicodemi.

Fonte: Centro.

Speciale Vinitaly – 2022, l’anno dei record per le eccellenze abruzzesi.
Con 13 milioni di litri, ü Montepucnano d’Abruzzo si conferma tra i rossi più venduti d’Itede vini d’Abruzzo sono sulla cresta dell’onda. A dimostrarlo, oltre il grande successo ottenuto al Vinitaly, vi sono anche i dati incoraggianti sul futuro del settore. L’imbottigliato 2022, infatti – considerando le principali Denominazioni di origine controllata Montepulciano d’Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc, Abruzzo Doc e Doc Villamagna – si attesta attorno a poco più di 100 milioni di bottiglie. E i dati della ricerca su vino e distribuzione moderna a cura di Circana, confermano 11 Montepulciano d’Abruzzo tra i primi tre vini rossi più venduti in Italia, con quasi 13 milioni di litri..

Fonte: Centro.

Vini “eroici” Nel calice il gusto ci guadagna.
I declivi trentini sono specializzati nella produzione d’alta quota Lo stile regionale premiato dalla newyorchese ‘Wine Enthusiast’ Vini “eroici” Nel calice il gusto ci guadagna Vigneti ‘eroici’, che si spingono oltre i 700 metri di quota e che assicurano produzioni di qualità, hanno convinto la prestigiosa rivista newyorkese Wine Enthusiast a proclamare il Trentino ‘Wine Region of the Year 2020′. Ma il territorio è apprezzato a livello internazionale anche per la qualità dell’offerta outdoor da vivere a contatto con la natura. Ed ecco allora che unire le due passioni rende l’esperienza indimenticabile, se alla camminata segue il piacere di una visita in cantina e di un calice di vino in compagnia del vignaiolo che lo ha prodotto.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

L’anarcogastronomo ribattezzato Sua Nasità.
Libertario idealista del bien vivre e del bere meglio, Veronelli aveva un approccio multisensoriale a quello che poteva raccontare un vino. E si rammaricava che il suo orecchio non avesse la stessa sensibilità del naso. Coltivava anche la passione dei calligrammi. Gino Veronelli non cessava mai di stupire, anarchico idealista del bien vivre e del bere meglio. Sue millanta idee e progetti per valorizzare l’enorme patrimonio vitivinicolo nazionale e i suoi protagonisti, che fossero umili vignaiuoli del Monferrato come nobili casati delle terre senesi. Mai dare nulla per scontato. «Iniziai a occuparmi professionalmente del mondo del vino solo dopo aver conosciuto Luigi Carnacina.

Fonte: La Verita’.

InCantina – Château Ausone, male le junior.
Personal Svalutazione media del 7% alle aste per i sedici millesimi dal 2000 al 2016 Château Ausone, male le junior di Cesare Pillon Sotto esame, questa settimana, so- no le annate junior di Château Ausone, quelle dell’attuale millennio che vanno dal 2000 al 2016. Vengono esaminate separatamente dalle senior (1934-1999) perché si rivolgono a due diverse tipologie di clientela: mentre ad apprezzare le vendemmie lontane nel tempo sono soprattutto appassionati e collezionisti, ai millesimi più recenti sono interessati investitori, enotecari e ristoratori, il che significa prezzi differenziati e soprattutto andamenti di vendita contrastanti.

Fonte: Milano Finanza.

Tradizione e innovazione: brilla la stella di ornellaia.
Non sarà il cambio alla guardia della direzione della tenuta, con Axel Heinz, dopo 18 anni, alla ricerca di nuove sfide, a togliere luminosità alla stella di Ornellaia, da sempre uno degli astri del panorama vitivinicolo mondiale. Creata nel 1981, a Bolgheri, dal marchese Lodovico Antinori, con il preciso intento di produrre vini di pregio, la tenuta, di proprietà di famiglia Frescobaldi dal 1999, ora può contare, coni possedimenti di Bellaria, su ben 140 ettari vitati, ma soprattutto su un’idea di viticoltura ambiziosa e trasversale, reale punto di contatto tra discipline umanistiche – come confermato dal bel progetto delle Vendemmie d’Artista – nel rispetto dell’idea iniziale, cui contribuì un personaggio geniale come André Tchelistcheff.

Fonte: Sport Week.

Sangiovese di Predappio Un nuovo racconto che diventa corale.
Una dozzina di produttori in una sottozona storica del vitigno romagnolo ha presentato il progetto “Pre Wine” che svela un territorio complesso. Un racconto di vino corale in cui le singole voci si amalgamano senza perdere ciascuna il proprio timbro. Non poteva che essere così in un un territorio enologico come quello di Predappio che è una sorta di vero e proprio laboratorio geologico. E la geologia nel vino conta, specie se la mano dei vignaioli è rispettosa della natura. E qui lo è, dichiaratamente, da tempo. Poi ci sono loro, appunto, gli uomini e le donne che il vino lo fanno e che in questo caso hanno deciso di fare squadra, non solo da ora, ma da adesso in poi in modo nuovo.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Undici etichette per esplorare le Terre di Predappio in calice.
Una vera e propria “carta didattica” esemplificativa delle diverse anime del Sangiovese di Predappio. Undici etichette che alla prima edizione di “Pre Wine” hanno raccontato sfumature di terroir e persone. Il “la” lo ha dato “Tratti d’autore” della Cantina sociale Forlì Predappio, un vino quotidiano semplice e gaudente, ben fatto. “Cesco 1938” di Tenuta Piccolo Brunelli, nel nome recupera la memoria della famiglia, oggi in cantina c’è la quarta generazione. Vino compiuto con una sapidità accennata e una vena balsamica propria. Il “Cassiano” de La Fornace è il primo della batteria che passa in barrique e ne trae una dolcezza che chiede ancora tempo.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Una passione di famiglia Cantine Sgarzi per la qualità.
Un’attività nata nel 1933 a Castel San Pietro Terme Oggi conta 140 ettari di vigneti sparsi in tutta Italia. «Ci sono alcuni solidi principi che ci tramandano attraverso i secoli. In qualche forma o misura, questi sono comuni a tutte le culture, religioni e civiltà. Questa è la mia semplice lista: sii amorevole, sii coerente, sii autentico, sii positivo, paziente e credente. Ho cercato di infondere questi valori alla mia famiglia, attraverso la passione per il mio lavoro e la mia terra». C’è molto di nonno Luigi nelle parole con cui il nipote Stefano, oggi, racconta i principi che governano il lavoro quotidiano tra le mura e i vigneti dell’azienda vinicola Cantine Sgarzi.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Torna l’enoteca Casarsa si svela in attesa di stappare.
Traguardo delle 75 edizioni per la Sagra del Vino: ci saranno dodici giorni di festa. Era già ripartita quasi a pieno regime nel 2022. ma quest’anno tornerà ufficialmente ai vecchi fasti dell’era pre pandemica. ll ritorno dell’enoteca in piazza Italia, cuore di Casarsa, sarà una delle novità principali della Sagra del Vino, che taglia il traguardo delle 75 edizioni. Dodici giorni di festa, da venerdì 21 aprile a martedì 2 maggio. 11 programma completo dell’evento è stato svelato durante la conferenza stampa di presentazione che si è tenuta ieri mattina nella biblioteca civica del complesso municipale, alla presenza del sindaco Claudio Colussi, del presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin e del presidente della cantina Vini La Delizia Flavio Bellomo.

Fonte: Gazzettino Pordenone.

Il vino protagonista a Casarsa Dodici giorni di appuntamenti.
Presentata l’edizione numero 75 della Sagra. Previsto il ritorno nell’area centrale dell’enoteca Convegni e illustrazioni di libri a tema enologico. Chioschi gestiti dalle associazioni locali Il vino protagonista a Casarsa Dodici giorni di appuntamenti. Dodici giorni di appuntamenti, dal 21 aprile al 2 maggio, per la 75° edizione della Sagra del vino di Casarsa della Delizia. A presentare il programma sono stati ieri il sindaco Claudio Colussi, Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa della Delizia Aps, e Manuel Praturlon, vicepresidente de La Delizia viticoltori friulani, in rappresentanza del presidente Flavio Bellomo. Era presente anche Tomaz Vencelij, sindaco di Idrija, con cui si rinnova un gemellaggio nel segno di Pier Paolo Pasolini.

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

Segreti del vino, dal corso Onav diciannove nuovi assaggiatori.
Hanno superato l’esame dopo aver seguito le lezioni tenute a Taggia Giovedì 20 una serata dedicata alla degustazione dello champagne Segreti del vino, dal corso Onav diciannove nuovi assaggiatori 119 nuovi assaggiatori assieme, al centro, al delegato provinciale dell’OnavSandro Boldrini a sezione provinciale dell’Onav ha laureato J19 nuovi assaggiatori che hanno brillantemente superato l’esame finale del 7° Corso di primo livello svoltosi a Taggia. Il programma prevedeva in ogni lezione la degustazione guidata di almeno quattro vini, con la red azione di una scheda di valutazione in centesimi, e partiva dalle nozioni sui sensi come la vista, l’olfatto, il gusto ed il tatto, con prove pratiche di sensibilità, attraverso la legislazione che regola il settore, affrontando anche le principali tecniche agronomiche per la produzione di uva di qualità e i processi di fermentazione e di vinificazione in rosso che portano all’affinamento e all’imbottigliamento, fino alla produzione degli spumanti e dei vini passiti e liquorosi.

Fonte: Stampa Imperia.

Cantina Valtidone, un nuovo riconoscimento: tre medaglie al concorso dedicato alla malvasia.
II passito “Luna di Candia” e due versioni del “50 Vendemmie” riscuotono grande successo in terra croata Cantina Valtidone, un nuovo riconoscimento: tre medaglie al concorso dedicato alla malvasia Una medaglia d’oro e due medaglie d’argento perla Cantina Valtidone al 14° Concorso internazionale “Il Mondo delle Malvasie”, organizzato dalla Regione Istriana e Vinistra con il Politecnico di Fiume e l’Università di Zagabria ed il contributo dell’Unione Internazionale degli Enologi. Tra i più prestigiosi al mondo, il concorso si è svolto quest’anno a Porec (in Croazia), e ha visto come sempre in gara i vini ottenuti da una delle varietà di Malvasia secondo la definizione del “Codice Internazionale di Pratica Enologica” dell’OIV.

Fonte: Cittadino di Lodi.

Cantina di Quistello Il Lambrusco sposa arte e solidarietà in modo sostenibile.
Prima della “Bacca” del Vinitaly il murale nella Vigna di Ivan e un’etichetta per la coop II Ponte. Il dipinto raffigurante “Bacca” realizzato dall’artista Caterina Borghi per lo stand allestito al recente Vinitaly dalla Cantina sociale di Quistello non è stato un episodio isolato. La cooperativa guidata da Luciano Bulgarelli, infatti, da tempo mostra una grande attenzione per l’arte, in diverse forme, non ultima quella relativa alle etichette dei vini. Una scelta, quest’ultima, che si sposa anche con la solidarietà: è il caso del vino chiamato “La ricerca dell’infinito”, bottiglie realizzate in tiratura limitata, tutte numerate, con il ricavato della vendita destinato a sostenere la cooperativa Il Ponte, che segue persone con disabilità.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Dalla cantina alla distribuzione Vini al cubo, le eccellenze in rete.
Dalla partnership tra Edoardo Freddi e Vinopunto3 nasce l’acceleratore di imprese del settore. «Condividere esperienze e creare network consente di realizzare una sinergia vincente per superare le difficoltà e aiutarsi reciprocamente». Allearsi per accelerare la crescita delle aziende vinicole e favorire lo sviluppo del business sia nel segmento Ho.re.ca che nel commercio al dettaglio. E questo l’obiettivo di “Vini al Cubo”, il progetto nato dalla sinergia tra Edoardo Freddi International, prima realtà italiana di export management nel settore vinicolo con sede a Castiglione delle Stiviere, e Vinopunto3, società di consulenza che opera con attività di marketing e coordinamento commerciale nel mondo del vino.

Fonte: Giorno.

Il figlio del presidente Callegari consulente di Terre d’Oltrepo.
Manager 40enne, ha collaborato con Microsoft e altri colossi internazionali Chiamato a elaborare una strategia aziendale per il rilancio della cantina. Il figlio del presidente Callegari nuovo consulente di Terre d’Oltrepo. La voce circolava già da alcune settimane, maieri l’azienda ha deciso di ufficializzare e rendere nota la nomina di Umberto Callegari, figlio di Lorenzo, presidente della cantina ed ex sindaco di Casteggio, come consulente strategico (in gergo «strategic advisor») del Consiglio di amministrazione del colosso cooperativo oltrepadano. «Così mettiamo a tacere i pettegolezzi che stanno girando e spieghiamo come stanno realmente le cose» chiarisce il patron di Terre, l’altro Callegari della famiglia. Umberto Callegari percepirà 60mila euro lordi per sei mesi di collaborazione.

Fonte: Provincia – Pavese.

Pesaro Wine Festival, musica e altro insieme ai calici.
L’evento in programma oggi e domani al «Cecchi», Villa Caprile Pesaro Wine Festival, musica e altro insieme ai calici Torna il Pesaro Wine Festival, l’iniziativa che promuove il vino d’artigianato nel centro Italia coinvolgendo più di 50 aziende che realizzano il proprio prodotto con pratiche artigiane, che agiscono con rispetto in campagna e in cantina. Una due giorni (in programma oggi e domani, 15 e 16 aprile) di emozioni, degustazioni, formazione e nuove idee che apre le sue porte il sabato alle ore 12. L’edizione 2023 cambia location: «Abbiamo portato il festival nel luogo dove abbiamo sempre desiderato sostiene Gianluca Galeazzi, ideatore della kermesse – l’istituto Agrario Cecchi di Pesaro nella storica sede di Villa Caprile alle pendici del parco naturale del Monte San Bartolo.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Taste Alto Piemonte oggi al castello mette in vetrina l’eccellenza dei vini.
Fino a lunedì a \ovara incontri e degustazioni, il settore produce 2 milioni di bottiglie. Il più grande salone dedicato ai vini del territorio è pronto a riaprire i battenti. Oggi alle 11 al castello di Novara si inaugura la sesta edizione di Taste Alto Piemonte, a cui aderiscono 52 aziende delle province di quadrante. Fino a lunedì gli operatori del settore e gli appassionati possono accedere per degustare calici delle ultime annate. La manifestazione organizzata dal Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte celebra la qualità e il successo di un settore che produce due milioni di bottiglie l’anno delle dieci denominazioni riconosciute: Boca, Bramaterra, Colline novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli ossolane Doc, Gattinara e Ghemme Docg.

Fonte: Stampa Novara-Vco.

Un Negroamaro semplice e deciso che non stanca.
Si può affermare con sufficiente sicurezza, che la coltivazione del Negroamaro può risalire all’epoca della colonizzazione greca, nell’VIII-VII secolo a.C. D’altronde anche nel nome vi sono tracce della sua origine, essendo composto da due parole: la latina Negrus e la greca Mavros (nero). Un nome che tradotto vuol dire nero nero che molto probabilmente si riferisce al colore dell’uva prima della vendemmia. Nel tempo quest’uva è stata chiamata in svariati modi, tra i più diffusi sicuramente quello di ionico a sottolineare ancora una volta la sua territorialità. Tutt’oggi in molte zone salentine quest’uva viene chiamata così. Se il nome non è cambiato, quello che sicuramente è cambiato è il vino che se ne ottiene.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Marchio Enoteca, bufera sul bando Monaci: «Silenzio da sette mesi».
L’imprenditore: «II Comune se lo è aggiudicato, perché il liquidatore non procede?» Marchio Enoteca, bufera sul bando Monaci: «Silenzio da sette mesi». «Da mesi sulla vicenda Enoteca è calato il silenzio più assoluto, perpetrando quell’inerzia che ha portato alla chiusura dell’ente». È quanto denuncia Alfredo Monaci, in qualità di socio Aristos, a proposito dell’acquisto del marchio Enoteca Italiana, procedura in mano al liquidatore. Monaci ricorda che il 20 settembre dello scorso anno sono state aperte le offerte per il bando di gara. «Ero presente personalmente – afferma Monaci -, è risultato aggiudicatario il Comune di Siena, segue Tenute Piccini spa e in terza posizione noi». Ma dopo sette mesi, aggiunge Monaci, ancora nessuna notizia ufficiale: «Forse il liquidatore, attento alle terrene vicende politiche, attende le prossime elezioni amministrative per adempiere a un suo dovere? Intanto con il passare del tempo Enoteca italiana continua a perdere prestigio, ruolo e interesse da parte della comunità».

Fonte: Nazione Siena.

Vinitaly parla bolgherese 84 etichette in degustazione.
Soddisfazione del Consorzio: stand raddoppiato a Verona Boldled. Un’edizione soddisfacente quella che si è appena conclusa a Verona con Vinitaly, la fiera del vino più famosa in Italia. Tante le novità presentate dalle aziende bolgheresi, schierate con stand autonomi o dentro al gruppo del Consorzio. L’edizione 2023 infatti ha visto uno stand raddoppiato per il Consorzio di Tutela Bolgheri Doce Bolgheri Sassicaia che è passato da 56 a 108 mq con a disposizione dei partecipanti ben 84 etichette in degustazione. «Vinitaly2023 è stato ottimo con tante presenze molto eterogenee — ha commentato la presidente del Consorzi o Aibiera Antinori— ma di buon livello. Ci ha fatto piacere rivedere anche appassionati asiatici. C’era un buon spirito generale, complice anche l’uscita dalla pandemia.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

BioAvversità Mencini e l’agricoltura fuori posto.
Un nuovo viaggio nelle regioni dello Stivale, fra le colline del Prosecco del Nordest, i meleti della trentina Val di Non, i noccioleti del centritalia: con “Bioavversità” (Kellermann Editore. pag. 288, euro 18), sottotitolo “Il vizio delle monocolture nelle terre alte”, il giornalista e scrittore veneziano Giannandrea Mencini prosegue l’indagine sullo “stato di salute” del nostro territorio: a complemento del precedente e più volte premiato saggio “Pascoli di carta”, dedicato a speculazioni e problematiche delle zone di alpeggio. «Le tre grandi inchieste che affronto -esordisce Mencini – sono a mio avviso tre casi significativi di trasformazione del paesaggio delle vallate, alla promiscuità agricola si è sostituita la monocoltura, pensiamo alla coltivazione delle viti dedicate al Prosecco, che dalle pianure di Treviso e Vittorio Veneto si estende oramai nel veneziano fino ad Eraclea, o al Friuli-Venezia Giulia».

Fonte: Gazzettino.

Sospeso il volo sulle colline di Collalto.
Domani non si svolgerà l’evento, il Comune ha rilevato la mancanza di autorizzazioni. Zanoni: «Vietare le americanate» Carte inviate anche alla Regione Veneto e alla polizia locale perle verifiche. L’evento “In volo tra le colline di Collalto e Conegliano Valdobbiadene” in programma domani è stato sospeso. Lo spiega Stefano Adami, responsabile dell’organizzazione del tour in elicottero sulle Colline del prosecco e dell’Unesco di Susegana e Collalto. La cantina Conte Collalto aveva dato la disponibilità logistica per il decollo e l’atterraggio dei suoi mezzi aerei. Le autorizzazioni, invece, erano di competenza della società organizzatrice, “E+S Air Srl” di Ogliastro Cilento, in provincia di Salerno. Ieri il Comune di Susegana ha fatto sapere alla società che «La richiesta di nulla osta risulta essere in difetto di una descrizione chiara dell’area ove ubicata, in forma temporanea, l’elisuperficie».

Fonte: Tribuna Treviso.

Dalla cantina alla distribuzione: vini al cubo, le eccellenze in rete.
Catiglione delle Stiviere (Mantova), 15 aprile 2023 – Allearsi per accelerare la crescita delle aziende vinicole e favorire lo sviluppo del business sia nel segmento Ho.re.ca che nel commercio al dettaglio. È questo l’obiettivo di “Vini al Cubo”, il progetto nato dalla sinergia tra Edoardo Freddi International, prima realtà italiana di export management nel settore vinicolo con sede a Castiglione delle Stiviere, e Vinopunto3, società di consulenza che opera con attività di marketing e coordinamento commerciale nel mondo del vino. Il progetto mette insieme esperienze, competenze e strutture diverse per fare network e creare la prima rete commerciale nel settore vitivinicolo che possa aiutare le aziende ad arrivare sui mercati e in tutti i canali di vendita.

Fonte: Il Giorno.

Archiwine: le cantine di design italiane raccontate attraverso una serie TV.
Negli ultimi anni l’Italia del vino ha fatto parlare di sé nel mondo non solo per le sue produzioni di eccellenza ma anche per il moltiplicarsi di nuovi modelli di bioarchitettura che hanno caratterizzato l’accoglienza enoturistica all’insegna di funzionalità e basso impatto ambientale, vere e proprie opere d’arte la cui bellezza ha attratto e incantato visitatori facendo da amplificatore dei brand di cui sono espressione quanto dell’essenza dei territori di cui sono interpreti. Un esempio per tutti la cantina dei Marchesi Antinori nel Chianti Classico, detentrice del titolo di “World’s Best Vineyards 2022”, modello di architettura ipogea firmato da Marco Casamonti che ha riscosso consensi da ogni parte del mondo e non rappresenta certamente un’eccezione nel panorama delle eno cattedrali realizzate da archistar disseminate lungo tutto lo stivale, destinate a diventare volano per la crescita del turismo enogastronomico nostrano.

Fonte: Horecanews.

Il vino della settimana: dal Friuli un rosso che salverà il pianeta.
Da anni il viticoltore Robert Spinazzè, nella sua azienda Terre di Ger in provincia di Pordenone, fa ricerca sui Piwi, vini realizzati con uve resistenti alle malattie fungine che quindi in vigna non richiedono l’uso di diserbanti e pesticidi. Il vino che degustiamo si chiama El Masut ed è un taglio bordolese, ma realizzato proprio con vitigni esistenti: Cabernet Eidos, Merlot Kanthus e Melor Khorus. Un vino floreale, con note di more e piccole spezie; al palato polposo, avvolgente e di ottima beva. Da provare con pecorino e salumi. Il vino della settimana: un viaggio in giro per l’Italia e per il mondo degustando e raccontando il meglio che la terra ci offre, alla ricerca di storie emozionanti, etichette particolari, temi di attualità interpretati dal punto di vista della vigna e della cantina

Fonte: Repubblica TV.

Vino d’eccellenza, l’ingrediente perfetto per una cena di galà in masseria.
Domani, 15 aprile, va in scena un’occasione esclusiva che unisce la buona cucina di Masseria Montalbano, la tradizione della storica azienda Rivera e la maestria dell’Ais Brindisi. Durante la serata, in cui gli invitati andranno alla scoperta della tradizione viticola della famiglia de Corato, non mancheranno sorprese da bere. Sarà una serata per valorizzare le eccellenze del territorio, unendo la professionalità dei sommelier dell’Ais Brindisi, il lavoro di ricerca nelle pluripremiate produzioni delle cantine Rivera, e l’ospitalità di Masseria Montalbano. Una cena di galà all’interno delle eleganti sale di Masseria Montalbano (Ostuni) che metterà in risalto il carattere intenso ed elegante dei grandi vini Rivera in abbinamento alla ricercatezza e raffinatezza dei piatti curati dallo chef Giovanni Curri di Masseria Montalbano.

Fonte: BrindisiReport.

Da oggi inizia la tre giorni dedicata ai vini del vulcano.
Da oggi al 17 aprile negli spazi del “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello, Castiglione di Sicilia. Oltre settanta organi di stampa tra giornalisti internazionali provenienti da tutta Europa e dagli States, esperti e blogger di settore. Il file rouge sarà la promozione e l’esaltazione del vino in tutte le sue sfumature partendo da contributi di massima attualità, passando per le degustazioni di 106 cantine con oltre 500 assaggi di diverse referenze.Tra sabato 15 e domenica 16 ci sarà solo da tuffarsi nei vini per esperti e critici: la ricerca scientifica del prof. Sebastiano Torcivia dell’Università di Palermo aprirà la kermesse focalizzandosi sul valore dei vini etnei. Sarà la volta del personaggio di calibro internazionale Oscar Farinetti che ha costituito “Eataly” e spiegherà in che modo si possono commercializzare ed onorare i vini italiani nel mondo.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Vino, una bottiglia di rosso per ogni neonato. Il benvenuto del comune sardo di Sennori ai nuovi cittadini.
Il vino è prodotto da una cantina del territorio e l’amministrazione ha aderito al progetto. Vicesindaco Elena Cornalis: “Essere Città del Vino significa fare cultura ed educazione a consumo consapevole, e promuovere economia del territori. Una bottiglia di vino rosso Isola dei Nuraghi Igt per ogni nato nel comune di Sennori (Sassari). E’ questa l’iniziativa dedicata a tutti i nati del 2023, promossa dall’amministrazione comunale di Sennori, aderendo ad un’idea della Cantina Sorso Sennori, e con il patrocinio dell’Associazione nazionale Città del Vino. La bottiglia si presenta sul fronte con un’etichetta con la scritta “Benennidos”, ovvero ‘benvenuti’, e un’immagine realizzata dall’artista sassarese Angelo Maggi; sul retro lo spazio in cui scrivere il nome del nuovo nato, la data di nascita e la firma del sindaco Nicola Sassu, e, si legge anche “Per omaggiare il lieto evento della tua nascita, momento intriso di emozioni forti, complessità individuali e relazionali e grandi cambiamenti”.

Fonte: Tigullio Vino.

STAMPA ESTERA

Viticulture : Limoux dans sa bulle de prospérité.
Les crémants et blanquette de Limoux Zfic,ent un taux de croissance de 7 à 8% en 2022, portés par un tort développement à rexport. (Crédits DR). Dans une viticulture en crise, Limoux fait figure d’exception. Bénéficiant du marché très porteur des bulles, les crémants et blanquette de Limoux affichent un taux de croissance de 7 à 8% en 2022, portés par un fort développement à l’export. Dans un contexte plutôt morose pour la viticulture régionale, le vignoble limouxin tire son épingle du jeu avec une production orientée de longue date vers les effervescents, ce secteur viticole audois bénéficie d’un contexte très porteur. Au niveau national, les appellations de Crémant ont réalisé, en 2022, le meilleur exercice de leur histoire avec quelque 102,3 millions de cols commercialisés en France et dans le monde, soit une hausse de 5,8% en un an et de 22% sur les cinq dernières années. Les Crémants de Limoux s’inscrivent dans cette dynamique : avec 6,25 millions de cols commercialisés en 2022, ils sont en progression de 7% par rapport à l’année dernière. La part des ventes à l’export s’accroít fortement : elle est passé de 35 à 62% er. dix ans. La Blanquette de Limoux, pilier des bulles limouxines désormais détrônée par le Crémant, semble, elle aussi, bénéficier de ce fort engouement pour les bulles : avec 3,2 millions de cols expédiés cette année, les ventes progressent de 8%. Des demandes de compagnies aériennes A la tête de la Maison Antech, Françoise Antech confirme la dynamique du marché des effervescents de Limoux : « Je rentre de Prowein, Salon international du vin à Düsseldorf. Nous avons eu beaucoup de nouvelles demandes. fi y a notamment deux compagnies aériennes qui nous ont contacté pour proposer du Crémant à bord de leurs avions. C’est la première fois que nous avons ce type de demande… Les Champenois ont fortement augmenté leurs prix et on observe une petite fatigue du Prosecco. La catégorie intermédiaire des Crémants prend de la consistance ».

Fonte: Tribune.

Los jueces abortan la marca vasca del vino Rioja.
El Tribunal Superior de Euskadi anula la autorización otorgada por el Gobierno de Urkullu a Viñedos de Álava. La nueva denominación Viñedos de Álava no podrá comercializar su primera cosecha tras una sentencia del Tribunal Superior de Justicia del País Vasco (TSJPV) que dala razón al Consejo Regulador de la DOC Rioja. Los jueces vascos anulan la autorización otorgada por el Gobierno de Urkullu para que un grupo de bodegueros alaveses comenzaran avendersuvino con esta nueva marca en Espafia ala espera de que la Unión Europea la reconozca definitivamente. La decisión de la Justicia avala los argumentos de la DOC Rioja y cuestiona la decisión adoptada por el Gobierno de Urkullu y su actitud en este procedimiento jurídico que forma parte de una larga batalla por el control institudonal del Rioja. Viñedos de Álava no podrá comercializar sus primeros vinos tras la vendimia de 2023 y su constitución como Denominación de Origen queda en el aire tras los informes negativos de la DOC Riojaydel Ministerio de Agricultura. El dictamen del TSJPV aborta la «protección nadonal transitoria» que el Gobierno vasco concedió a un grupo de bodegueros vascos en octubre de 2022. Con esta decisión del Ejecutivo de Urkullu, una decena de pequefias bodegas alavesas culminaban la primera parte de un largo proceso administrativo con el que pretenden crear una DOC propia que controlada por un consejo regulador vasco quede al margen de las decisiones que se adopten por parte de los 14.000 viticultores y 570 bodegas que integran el Consejo Regulador del Rioja. El Gobierno vasco justificó su respaldo a`Vifiedos de Álava’ como una obligación administrativa y encomendó al Ministerio de Agricultura que registrara ante la Comisión Europea el expediente para que la nueva marca esa reconocida. Una tramitación en curso que deja ahora en una comprometida situación a los impulsores de Viñedos deÁlava porque ya no podrán etiquetar sus vinos con la DOC Rioja.

Fonte: El Mundo.

Comment vendre des cognacs à 50 000 euros.
OUTRE LES PRESTIGIEUX FLACONS D’EAU-DE-VIE, LA MARQUE LOUIS XIII SAIT PROPOSER CE QUE L’ARGENT N’ACHÈTE PAS DES CLIENTS FORTUNÉS DU MONDE ENTIER. L’accueil et la mise en scène • sont soignés. Une centaine de clients du monde entier ont été invités par la marque Louis XIII à passer deux jours à Venise. Finalement, tous sont venus par leur propre moyen, c’està-dire avec leur avion personnel La plupart ont fait escale à Cognac, où ils ont pu visiter les chais de la maison. Dans la Cité des doges, on leur a réservé les plus jolies chambres dans deux hôtels de prestige du Grand Canal. Un premier cocktail réunit cette assemblée cosmopolite dans le palais de la famille Polignac, loué pour l’occasion Le classicisme des lieux contraste avec la contemporanéité des looks. Des hommes arborent vestes de costume brodées de fil d’or, pantalons vert électrique et mocassins sertis de clous argentés. Leurs compagnes portent tenues de soirée plus transparentes que le verre de Murano ou joggings logotypes des marques de luxe du moment. Un petit groupe est venu de Los Angeles. Parmi ses membres, l’épouse du rappeur Snoop Doggy Dogg sirote son coca sous les 7 mètres de plafond du grand salon. D’autres arrivent du Nigeria ou d’Afrique du Sud. Quelques hommes à l’anglais hésitant débarquent du Kazakhstan ou du Kirghizistan. Beaucoup d’Asiatiques viennent de Chine, de Singapour, d’Australie… Leurs points communs à tous : ils sont amateurs de Louis XiIi – dont ils acquièrent chaque année plusieurs dizaines de flacons (à L5 000 C pièce) – et sont riches i millions. Des supervendeurs d’un type particulier Pour réunir cet aréopage, Louis XIII, la maison dirigée par Jean-Philippe Hecquet, a fait appel à son réseau de PCD (prononcer <, picidi », pour Private Client Director), des supervendeurs d’un type particulier, dotés d’un formidable carnet d’adresses, qui accompagnent leur clientèle dans leur moindre demande.

Fonte: Figaro.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 14 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Un abbinamento eccellente: Parmigiano Reggiano e whisky.
L’esperienza durante una masterclass al recente Vinitaly Il Parmigiano Reggiano è un prodotto unico. Ce n’è uno per tutti i gusti: la biodiversità delle razze bovine, le stagionature — dai 12 agli oltre 48 mesi—e i prodotti “certificati” offrono gusti, sapori, sfumature ed emozioni estremamente variegate. E tutto questo a renderlo diverso dagli altri formaggi e a far sì che non sia solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma un simbolo del Made in Italy in grado di conferire un tocco di carattere unico ai piatti, di figurare nei menù dei migliori chef del mondo e, al contempo, di abbinarsi con disinvoltura a vini, birre e distillati. AVmitaly2023, proprio le lunghe stagionature del Parmigiano Reggiano sono state protagoniste di un abbinamento tanto ricercato quanto fine con i whisky di alcune tra le migliori distillerie “single malt” della Scozia.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Vin Santo re a Montefollonico.
Parte domani la manifestazione tra visite e degustazioni Domani primo giorno a Montefollonico di “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”. Partirà da Porta del Pianello la visita guidata del borgo (con bis nel pomeriggio), alle 11 a Palazzo Pretorio la mostra I vetri di Montefollonico. Alle 17 la degustazione di una selezione speciale di Vin Santi, la sera la cena di gemellaggio tra Montefollonico e Vignolo: si scopriranno i vincitori del concorso per il miglior vin santo amatoriale.

Fonte: Nazione Siena.

Pizzolato e la frontiera dei resistenti.
Huakai, il Piwi dalla cantina super bio di Treviso Si chiama Huakai, ha un’etichetta con disegni di fiori gialli tropicali e una libellula verde. Figlio di un vitigno resistente, un Piwi, frutto di incroci che permettono di resistere alle malattie. Un Bronner, con tratti simili a uno Chardonnay. A lanciarlo è la cantina Pizzolato, a Villorba, in provincia di Treviso. È una di quella aziende che raccontano-la storia del Veneto contadino diventato una locomotiva economica. «Negli Anni 8o avevamo un’azienda di 2 ettari, con frutta e animali. Ora c’è un vigneto di 89 ettari certificato organico. Facciamo anche vini vegani», raccontano i Pizzolato, che hanno da poco acquistato il Casale Terzo a Colle Val d’Elsa (convincente il Chianti Colli Senesi Edoardo Pi).

Fonte: Corriere della Sera 7.

Lambrusco e Brut Ceci vestono l’alluminio.
Le icone del marchio di Torrile sposa no la sostenibilità del packaging Berlin Lambrusco e Brut Ceci vestono l’alluminio di Egidio Scala Le Cantine CECI 1938 e Berlin Packaging hanno presentato a Vinitaly Otello Ceci for the future, un progetto innovativo all’insegna della sostenibilità e del rispetto della tradizione. CECI 1938 sarà il primo produttore al mondo a proporre per i propri vini iconici – Otello nero di lambrusco e Otello Brut – un inedito contenitore concepito da Berlin Packaging, il maggiore Hybrid Packaging Supplier® a livello mondiale specializzato nella fornitura di packaging in vetro, plastica, metallo e chiusure. Si tratta di una bottiglia di alluminio da 0,75 litri, oggetto di brevetto da parte di Berlin Packaging, dotata di un collo progettato per ospitare il classico tappo di sughero, la gabbietta di metallo e la capsula: una vera e propria bottiglia per il vino spumante.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Luxardo tra passato e futuro La storia dei distillati ora trova casa in un Museo.
II progetto dell’azienda di Torreglia che si apre ai visitatori Luxardo tra passato e futuro La storia dei distillati ora trova casa in un Museo «Non c’è futuro senza memoria», diceva Primo Levi. Ma è anche vero che, a volte, non c’è passato senza futuro, la storia la fa chi sa guardare avanti. A Torreglia, in provincia di Padova, dal 1947 Luxardo fa proprio questo: testimone della Storia, anche quella drammatica con la “s” maiuscola delle foibe e dell’esodo italiano dalla Dalmazia, la storica famiglia e azienda di distillati (su tutti il Maraschino) si è sempre proiettata verso il futuro. E ora, per celebrare il passato, il presente e appunto il futuro, c’è anche un museo.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Enologia sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottiglie — a ara di Riccardo Lagorio Cantine Emanuele Angelinetta La moglie del re Emanuele Angelinetta ha raccolto il testimone della passione per la viticoltura di Gianfranco Miglio, il noto politologo della Lega della prim’ora. Fu infatti l’ex senatore a ridare impeto alla viticoltura sul lago di Como, da sempre alternata alla coltivazione di gelsi e ulivi. Una viticoltura fatta di terrazzamenti, sudore e una meraviglia tutta locale, il Verdese, uva a bacca bianca utilizzata sino agli anni Cinquanta come uva da taglio e senza pretese. Alcuni accorgimenti tecnici in vigna e in cantina hanno permesso di esaltarne i delicati profumi di pera Williams e la salinità: le bottiglie di una decina d’anni si esprimono invece con sorprendenti evoluzioni di liquirizia al naso e una bocca grassa che sopperisce alla scarsa alcolicità.

Fonte: Il Settimanale PMI.

La Fondazione Enpaia è salita al 6,2% nel capitale della Masi Agricola.
Masi Agricola – società quotata su Euronext e tra i big italiani nella produzione di vini premium – rende noto di aver ricevuto da parte di Fondazione Enpaia (Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura) una comunicazione di aumento della propria partecipazione in Masi Agricola pari al 6,2% del capitale sociale. Alla famiglia Boscaini fa capo direttamente il 73,5% del capitale, diviso tra i Fratelli Sandro, Bruno e Mario Boscaini che alla fine del 2022 hanno sottoscritto un patto parasociale, possedendo ciascuno il 24,5% delle azioni. Il patto prevede prevede, per tre anni, impegni di consultazione e voto per la nomina dell’organo amministrativo, e diritti di prelazione in caso di trasferimento delle partecipazioni sindacate.

Fonte: Libero Quotidiano.

Grignolino, nobile ribelle che piace ai millenials: produzione su del 7%.
II trend Vino Giorgio dell’Orefice i1 più bianco dei rossi o il più rosso dei bianchi. Ë la definizione del Grignolino, vitigno autoctono piemontese a lungo sotto considerato e che invece sta conoscendo un forte ritorno di interesse in particolare da parte delle giovani generazioni. Un aspetto in totale controtendenza col trend generale che vede in particolare i millennals preferire spumanti e vini bianchi. E Invece questa inaspettata curiosità da parte dei giovani (sia consumatori che produttori) per 11 Grignolino è uno dei tratti caratteristici emersi dalla seconda edizione di Grignolino, il Nobile Ribelle una tre giorni di masterclass e confronti con io8 produttori organizzata a Grazzano Badoglio (Asti) dall’Ais dei Piemonte e dall’Associazione produttori del Grignolino d’Asti (affiliata al Consorzio della Barbera).

Fonte: Sole 24 Ore Nord Ovest.

Made in (North) Italy.
Marchi camuffati. Filiere inesistenti. E Dop mai create. II Mezzogiorno ospita il 40 per cento delle aziende agricole nostrane. Ma i pochi fondi e la mancata promozione rischiano di farne terra di colonizzazione. E l’autonomia differenziata favorirà le denominazioni del Nord. Arrivata alla 55esima edizione del Vinitaly a Veronafiere, la premier Giorgia Meloni incontra alcuni studenti di un Istituto Agrario e dichiara: «Per me questo è il liceo, perché non c’è niente di più profondamente legato alla nostra cultura». Arriva poi l’annuncio: per queste ragioni, il governo lavora al “Liceo del made in Italy” (suggeriamo a Meloni “Fatto in Italia”, vista la lotta dello stesso governo agli anglicismi).

Fonte: The Post Internazionale-TPI.

Educazione sovranista II liceo della Meloni sa tanto di propaganda.
Chiara Godano «In un mondo nel quale è stato detto che se avessi scelto il liceo avresti avuto sicuramente un grande sbocco nella tua esistenza e se invece magari avessi scelto un istituto tecnico, forse le tue opportunità sarebbero state minori, forse dimentichiamo che in questi istituti, come l’agrario, c’è una capacità di sbocco nel mondo professionale molto più alta di quella che danno spesso altri percorsi di formazione. Per come la vedo io, questo è il liceo. Non c’è niente di più profondamente legato alla nostra cultura di quello che questi ragazzi sono in grado di studiare, tramandare e portare avanti. È la ragione per la quale ragioniamo del liceo del Made in Italy, cioè di fare un’operazione che spieghi il legame profondo che esiste tra la nostra cultura e la nostra identità, che è la cosa più preziosa che abbiamo».

Fonte: The Post Internazionale-TPI.

I super ricchi non abbassano le ali.
hi se ne fre a dell’inquinamento I super ricchi non abbassano le all È il mezzo di trasporto più dannoso per l’ambiente. Eppure nell’Ue aumentano i viaggi dei jet privati. In barba alle promesse sul contenimento delle emissioni. E l’Italia è quarta per numero di partenze. Ma c’è chi ha già cominciato a vietare i voli. Iniqui, inutili, inquinanti, insostenibili: i jet privati sono la forma di trasporto più dannosa per l’ambiente, se si considerano le emissioni per passeggero per chilometro, e nonostante ciò nel 2022 hanno raggiunto livelli record in Europa, arrivando a superare quota 572 mila voli, con un aumento del 64% rispetto all’anno precedente. Mentre gli scienziati dell’IPCC (il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, ndr) gridano al mondo intero che il tempo per agire è praticamente già scaduto, mentre l’Unione europea fissa come obiettivo la neutralità carbonica entro il 2050.

Fonte: The Post Internazionale-TPI.

L’enologo lucano Fabio Mecca premiato nell’ambito dei «Wine Awards» 2023.
La bacheca di Fabio Mecca, giovane enologo lucano, si arricchisce di un importante premio, l’ennesimo. E quello ottenuto a Matera, nell’ambito dei «Wine Awards» di Food and Travel Italia, il prestigioso evento enologico che celebra le aziende produttrici italiane e internazionali che brillano per qualità, selezionate da una giuria di esperti del settore, dalle redazioni dell’importante magazine dedicato al foodewine e ai viaggi gourmet, e dagli stessi lettori. Mecca, 41 anni originario di Barile, ha ricevuto nella Città dei Sassi, il premio «Enologia e territorio».

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Torna «Bologna in vino» e propone anche bollicine francesi.
A DumBo fino a domenica tre giorni di degustazioni per scoprire oltre 300 etichette Proseguono i weekend all’insegna del gusto in città. H prossimo, lungo, nel senso che ingloba anche la giornata odierna, darà la possibilità di scoprire 30o etichette in uno spazio sempre molto suggestivo quale DumBo in via Casarini. Torna, dopo tre buone edizioni, Bologna in vino, fiera nazionale organizzata da Arte del vino. I produttori presenteranno oltre 300 vini nell’ex scalo merci Ravone per un viaggio in Italia che si snoderà tra piccole e grandi cantine per conoscere la produzione vitivinicola italiana raccontata dagli stessi produttori.

Fonte: Corriere di Bologna.

Diploma di sommelier, gli alunni del Navarra ambasciatori del gusto.
Si è tenuto nei giorni scorsi, al Vergani Navarra, un evento simbolico di una strategia di promozione delle peculiarità culturali nazionali. Si sono conclusi i percorsi di I e II livello per l’ottenimento della certificazione di sommelier. Ais (Associazione Italiana Sommelier) e Vergani Navarra suggellano così un gemellaggio che sta sfornando nuove professionalità. Oltre ai presidenti Ais Emilia Romagna e Ferrara, alla consegna dei 23 attestati, l’ex ministro Patrizio Bianchi, l’Assessore del Comune di Ferrara Angela Travagli, il segretario generale per la Camera di Commercio di Ferrara Ravenna Mauro Giannattasio, Paolo Bruni presidente Cso Italy, il direttore generale del Comune di Ferrara Sandro Mazzatorta.

Fonte: Resto del Carlino Ferrara.

Mangiatrekking in cammino fra i vigneti Schiacchetrà.
Un gruppo dell’associazione Mangia Trekking ha effettuato una ricerca sul legame tra vite e vino fino ad arrivare ad apprendere tutti i passaggi necessari per la produzione dello sciacchetrà. Durante le camminate alle Cinque Terre, il gruppo di alpinisti lenti ha imparato che la vite è una delle piante alimentari più antiche, la cui coltivazione risale addirittura al 2400 avanti Cristo.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Fratelli Brambilla. Due brianzoli re delle bollicine – A Monza i signori delle bollicine. Il metodo classico dei Brambilla.
E Marco Citron da Cesano Maderno diventa Cavaliere dello Champagne Galimberti all’interno A Monza i signori delle bollicine II metodo classico dei Brambilla I fratelli Massimiliano e Matteo, titolari della cantina Vigne Olcru, hanno investito nell’Oltrepò Pavese Reduci dal Vinitaly, confermano il boom della linea sulla quale hanno scommesso con la loro cantina. Hanno scelto la zona del Pinot nero un vitigno storico per la produzione dello spumante. Due fratelli monzesi tra i protagonisti del Vinitaly, la più grande fiera dedicata al vino in Italia, che si è svolta all’inizio del mese nella fiera di Verona: sono Massimiliano e Matteo Brambilla, titolari della cantina “Vigne Olcru”, con sede a Santa Maria La Versa, nell’Oltrepò Pavese.

Fonte: Giorno Monza Brianza.

Buttafuoco, assaggio con un sommelier.
Una degustazione di Buttafuoco organizzata dalla Pro loco di Canneto Pavese. È la nuova iniziativa del direttivo dell’associazione, che ha deciso di far conoscere il vino rosso principale di Canneto Pavese. L’appuntamento è domenica 16, a partire dalle 10.30, alla Sala della cultura e del vino di via Roma 15. Alle 11 prenderà il via la degustazione guidata da Fiorenzo Detti di Ais (Associazione italiana sommelier) Lombardia: al banco di assaggio il Buttafuoco delle aziende agricole Giorgi, Quaquarini Francesco, Maggi Francesco, Bruno Verdi, Fiamberti, Piovani Massimo, Picchio- ni. Al termine, la degustazione del `Rata Lavar” De.Co. di Canneto Pavese a cura del ristorante Bazzini.

Fonte: Provincia – Pavese.

Grignolino, nobile ribelle che piace ai millenials: produzione su del 7%.
Il trend Vino Giorgio dell’Orefice i1 più bianco dei rossi o il più rosso dei bianchi. È la definizione del Grignolino, vitigno autoctono piemontese a lungo sotto considerato e che invece sta conoscendo un forte ritorno di interesse in particolare da parte delle giovani generazioni. Un aspetto in totale controtendenza col trend generale che vede in particolare i millennals preferire spumanti e vini bianchi. E invece questa inaspettata curiosità da parte dei giovani (sia consumatori che produttori) per il Grignolino è uno dei tratti caratteristici emersi dalla seconda edizione di Grignolino, il Nobile Ribelle una tre giorni di mastcrclass e confronti con loti produttori organizzata a Grazzano Badoglio (Asti) dall’Ais del Piemonte e dall’Associazione produttori del Grignolino d’Asti (affiliata al Consorzio della Barbera).

Fonte: Sole 24 Ore Nord Ovest.

Viaggio alla scoperta di vini e vigne Il percorso a bordo dei treni locali – Sui binari lenti del Salento per innamorarsi dei vitigni.
Si chiama “Salento Wine Train” il progetto ›L’idea del deputato leccese Andrea Caroppo che sarà raccontato nel convegno di domani è far viaggiare l’enoturismo sulle tratte. Uva e rotaie. Come ai vecchi tempi, ma con una differenza di sostanza: allora i mosti salentini, issati sui vagoni ferroviari, partivano alla volta del Nord a mo’ di flebo per le più esangui etichette piemontesi, francesi e via tagliando. Oggi – se l’idea mettesse tutti d’accordo, e andasse in… stazione, anziché in porto – i binari sarebbero al contrario strumento di esaltazione del vino salentino, da raccontare in tutta la sua bellezza lungo i suoi percorsi d’elezione; cosr da valorizzare non solo il patrimonio enologico, ma tutto il territorio circostante. L’idea – perché al momento di questo si tratta, anche se le suggestioni al riguardo hanno già radici importanti – è del parlamentare salentino di Forza Italia Andrea Caroppo.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Il vino Marilina e Ninù di Spelonga conquista il Mondial du Rosè.
È il più importante concorso mondiale sui vini rosati, A Marsiglia sono due le medaglie d’oro per la cantina di Stornara Vino, Marilina e Ninù di Spelonga conquistano il Mondial du Rosè Due vini della provincia di Foggia, il Marilina e il Ninù, sono campioni del mondo. Al Mondial du Rosè di Marsiglia, infatti, i due rosati delle Cantine Spelonga di Stornara, entrambi prodotti dal Nero di Troia Puglia IGP, si sono aggiudicati la medaglia d’oro, un riconoscimento che per un vino italiano, in Francia, acquista un valore aggiunto. Spelonga in realtà non è nuova ad imprese simili, visto che da anni continua a conquistare il mondo con medaglie e riconoscimenti che identificano la cantina dei Cinque Reali Siti in un universo vasto e variegato come è quello del vino.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

«Vinitaly il nostro salto di qualità».
Pitigliano Bilancio positivo a Verona per la Cantina della piccola Gerusalemme Pitigllano Si è chiusa lo scorso 5 aprile la 55a edizione del Vinitaly a cui ha preso parte come di consueto anche la Cantina di Pitigliano. La più importante fiera internazionale dedicata al mondo del vino si è svolta come sempre a Verona; quattro giorni intensi e stimolanti dedicati allo sviluppo delle relazioni tra produttori, buyer e stakeholder per condividere esperienze e competenze, un evento che da 55 anni riesce a coinvolgere l’intera filiera vinicola nazionale e internazionale e che lascia sempre spunti molto interessanti per le centinaia di aziende che vi partecipano. Un bilancio sicuramente positivo per la Cantina di Pitigliano, presente nel padiglione dedicato alla Toscana con tutta la propria vasta linea di produzione e attenta a tutti i tipi di mercato vinicolo che un evento del genere può proporre.

Fonte: Tirreno Grosseto.

Piccolo è bello, 100 produttori nel cuore di Città di Castello.
Dceci anni e corre da solo da un pezzo. E’ Only Wine che torna a Città di Castello, come ogni stagione, in centro storico. Una manifestazione originale e vincente, fatta di degustazioni e divulgazione in una straordinaria location. Only Wine è stato presentato nelle scorse settimane al Parlamento Europeo a Bruxelles, come espressione del Made in Italy e poi al Vinitaly. II Salone dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine aprirà i battenti nella cittadina dell’Altotevere, sabato 22 e domenica 23 aprile nello splendido scenario di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio. Qui i visitatori potranno scoprire i segreti enoici più nascosti delle 20 regioni italiane rappresentate dai vignaioli under 40, con meno di 7 ettari di terreno o con meno di 15 anni di storia.

Fonte: Corriere dell’Umbria Via Bacco.

Osteria di Cantina Urbana a Milano. Cicchetti e piatti: i prezzi.
Cantina Urbana, il nuovo concept di cantina presente da qualche tempo a Milano si lancia in un nuovo progetto, la sua Osteria. Osteria è lo spin-off di Cantina Urbana e nasce proprio accanto alla prima cantina, sul Naviglio Pavese a Milano, in quella che prima era solo una rivendita. “Siamo una cantina in città, produciamo il vino a Milano”. È questo il loro claim. Ed in effetti Cantina Urbana, ideata da Michele Rampici, è la prima cantina di produzione vini in città a Milano. Con un selezionato network di artigiani del vino e viticoltori di fiducia, produce il vino scegliendo le migliori uve dagli amici vignerons sparsi in tutta Italia. Cantina Urbana ha il proprio stabilimento enologico in Via Ascanio Sforza 87, sul Naviglio Pavese a Milano. È dotata di tutte le attrezzature necessarie per la produzione vinicola e vasi vinari per l’affinamento, come barrique e anfore in terracotta di Impruneta. La filosofia produttiva è focalizzata sull’artigianalità della materia prima con una continua ricerca e selezione.

Fonte: Scatti di Gusto.

Consorzio dell’Asti: tante attività in programma e anche Canelli sarà Docg.
E’ stato un Vinitaly declinato al futuro quello dell’Asti spumante e del Moscato d’Asti che grazie al Consorzio si è presentato alla kermesse veronese con una collettiva di aziende e decine di espositori che proprio nei giorni hanno celebrato la notizia di Canelli, culla del Moscato d’Asti, quale nuova Docg. con il riconoscimento nella Gazzetta Ufficiale europea, l’iter di riconoscimento del Canelli Docg è ormai prossimo al traguardo: le uve da vigneti composti esclusivamente dal vitigno Moscato bianco potranno accedere alla nuova Denominazione di origine controllata e garantita e saranno quelle provenienti da 17 comuni attorno alla sottozona Canelli, punto di passaggio tra Langhe e Monferrato.

Fonte: Identità Golose.

In Abruzzo la prima fontana di vino d’Italia.
L’idea è stata lanciata nel 2016 ma ultimamente se ne sta parlando sul web. Storie Instagram e contenuti raccontano qualcosa di magico, quasi rituale: la Cantina Dora Sarchese di Ortona, in Abruzzo, che accoglie i propri visitatori con una fontana da cui sgorga vino rosso Montepulciano. La fontana, è una sorta di monumento al vino d’Abruzzo. Precisamente si trova a Villa Caldari, una frazione di Ortona che è in provincia di Chieti. Ma le sue radici sono lontane dall’Italia. L’idea della realizzazione nasce sì da Dina Cespa e Luigi Narcisi, ortonesi doc promotori del Cammino di San Tommaso. Ma pare che la coppia, appassionata di percorsi di tutto il mondo sia stata ispirata a un qualcosa di simile visto in Spagna. Dove? Lungo il Cammino di Santiago, precisamente, a Estella, in Navarra, avevano visitato infatti una cantina che aveva istallato una fontana di vino. Sembra fosse la prima al mondo.

Fonte: inNaturale.

I dati sullo champagne 2023: più di 10 milioni di bottiglie e consumo da intenditori.
Dati decisamente positivi sul consumo di champagne in Italia. Il vino francese più amato del mondo è sempre più apprezzato dal consumatore italiano con un acquisto di 10,6 milioni di bottiglie (+11,5%) nel 2022 e un giro d’affari di 247,9 milioni di euro (valore franco cantina e tasse escluse) in crescita del 19,1%. Il nostro Paese si posiziona quindi al quinto posto al mondo per volume e rappresenta oggi il quarto mercato all’export per lo champagne nella classifica mondiale a valore, davanti a Germania e Australia. Ma non solo: siamo dei veri intenditori e degli estimatori, visto che ben il 20% del totale si indirizza verso la punta più alta della piramide con la preferenza per le cuvée prestige e i millesimati. Un altro trend interessante che emerge dai nuovi dati è l’amore per i rosé che nel 2022 hanno rappresentato quasi un terzo delle bottiglie, raggiungendo complessivamente il 31% delle importazioni a valore, con performance per queste categorie superiori a quelle di mercati quali il Regno Unito e la Germania.

Fonte: Identità Golose.

Vino e territorio nel Monferrato.
L’Associazione Produttori del Nizza, domenica 23 aprile, sarà coinvolta nella realizzazione del Giro del Nizza, l’evento organizzato dalla Condotta Slow Food di Alessandria e Colline Nicesi e dall’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato e giunto ormai alla sua undicesima edizione. “La nostra Associazione da anni è coinvolta e collabora alla realizzazione di questa iniziativa” racconta il Presidente Stefano Chiarlo “Si tratta di un tour tra le colline Unesco durante il quale è possibile visitare le cantine alla presenza dei produttori che presenteranno i vari Nizza e Nizza Riserva Docg. Una preziosa occasione per far conoscere il territorio, la denominazione e le singole realtà produttive agli enoappassionati”. L’Associazione Produttori del Nizza collabora dunque alla realizzazione dell’iniziativa insieme ad altri partner: città di Nizza Monferrato, il Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato con il patrocinio della Camera di Commercio Alessandria-Asti.

Fonte: The Way Magazine.

Bologna in Vino 2023, al DumBo tre giorni di degustazioni.
Bologna, 13 aprile 2023 – Dopo tre edizioni di successo, dal 14 al 16 aprile torna sotto le due Torri Bologna in Vino, la fiera nazionale organizzata da Arte del Vino. Novità del 2023 il cambio di location: ad accogliere quest’anno i produttori che presenteranno in degustazione oltre trecento vini, sarà infatti Spazio DumBO (in via Casarini 19), il progetto di rigenerazione urbana che ha riqualificato l’ex scalo merci Ravone. Bologna in Vino sarà un vero e proprio viaggio da Nord a Sud attraverso lo Stivale, che si snoderà tra piccole e grandi cantine per conoscere la produzione vitivinicola italiana raccontata dagli stessi produttori. Ma ad arricchire la quarta edizione della kermesse ci saranno anche alcune proposte di carattere internazionale: un piccolo gruppo di vigneron francesi presenterà una selezione di Champagne, Chablis e Pinot Noir.E per la prima volta, saranno presenti anche dei produttori portoghesi che offriranno in degustazione vini biologici, il celebre Porto e il Licor de Ginja.

Fonte: Il Resto del Carlino.

Enoturismo Tenerife. Bodega Lomosapiens: un’evoluzione di vino!
Una cantina gestita da Pedro Reyez González e da sua moglie Mercedes Diáz, situata al nord di Tenerife e più precisamente nel municipio di Tegueste nella zona del “El Lomo”: una vallata verde con vista sull’oceano, chiamata il “Barrio de l’Infierno”. Dal 2009, rilevando i terreni e la cantina del padre, produce vini bianchi e rossi rinomati e premiati nell’isola. Il nome deriva da un incontro con un signore francese, appassionato di vini e cui figli giocavano insieme a quelli di Pedro, che un giorno provò uno dei suoi vini rimanendone estasiato! Durante la seguente partita, il distinto signore gli chiese una “bottiglia di Lomo Sapiens”, il proprietario rimase perplesso e gli chiese spiegazioni, così l’altro rispose: “Orsù, Pedro! Sei nella zona de El Lomo e quel vino rappresenta l’evoluzione dei suoi vini. Per cui per me quello è un Lomo Sapiens!”.

Fonte: ViviLeCanarie.

Le molecole del vino “giusto”, per riconoscere (e tutelare) i vini DOC.
Sara, neodottore Agrisystem, il suo obiettivo lo ha avuto chiaro sin da subito. Guidata da una passione che arriva da lontano (la sua è una famiglia di viticoltori), Zambianchi ha puntato tutto sul tema della tracciabilità, per dare un contributo al suo territorio, l’Oltrepò pavese, zona di assoluta eccellenza per la produzione di vino, e per fornire uno strumento utile a chi il vino lo produce onestamente. Sara Zambianchi ha frequentato triennale e magistrale della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica, scegliendo sin da subito la specializzazione in viticoltura ed enologia e poi il dottorato per il sistema agroalimentare, che ha appena concluso con una tesi sulle Applicazioni di metodi biomolecolari nei controlli della filiera produttiva di vini DOC di qualità.

Fonte: Secondo Tempo Cattolica News.

Vini dei Colli di Parma: “Una certificazione per un vino sano e senza prodotti chimici”.
Tommaso Moroni Zucchi, co-fondatore e AD presso Artiessenze Srl, Membro CDA presso S.T. Energy Srl, amministratore delegato della Cantina Ca’ Nova di Costamezzana, è da poco nuovo Presidente del Consorzio Tutela Vini Colli di Parma DOC, che raccoglie circa 35 aziende di produttori, viticoltori e vinificatori dei colli parmensi. Succeduto a Maurizio Dodi che ha guidato il Consorzio per dodici anni e oggi siede nel nuovo consiglio d’amministrazione insieme al neo vicepresidente Giovanni Lamoretti. Il Consorzio volontario per la Tutela dei Vini “Colli di Parma” dal 1977 ha come obbiettivo lo sviluppo ed il miglioramento della viticoltura collinare della provincia di Parma. Moroni Zucchi e gli altri soci del Consorzio puntano alla promozione, allo sviluppo, al miglioramento ed alla salvaguardia della qualità e della tipicità di produzione, sempre nel pieno rispetto della tradizione. I vitigni più diffusi sono quelli della Malvasia aromatica di Candia, del Lambrusco, della Barbera, della Bonarda, del Merlot e dello Chardonnay: vitati che si snodano fra il fiume Enza ad est ed il torrente Stirone a ovest in zone definite “a spiccata vocazione viticola”, che presentano la maggiore densità di vigneti nelle valli tra Parma e Baganza, soprattutto nei i comuni di Langhirano, Felino e Sala Baganza.

Fonte: IlParmense.net.

In vigna con Loris Follador: “Il vino deve essere genuino, non naturale”.
Il produttore dell’azienda Casa Coste Piane, di Santo Stefano Valdobbiadene, racconta la centralità della filosofia per chi produce secondo un metodo artigianale. “Il mondo industriale ha trasformato il vino da alimento in bevanda. La differenza non è lessicale, ma concettuale: una bevanda la scegli per il suo gusto, da un alimento pretendi la salubrità”.

Fonte: Repubblica TV.

Come mai le bottiglie di vino non hanno la data di scadenza? Non ci avresti mai pensato.
Gli amanti del vino avranno sicuramente notato che le bottiglie di vino non hanno la data di scadenza. Quasi tutti i prodotti in commercio ne hanno una, come mai il vino no? Ecco spiegato il vero motivo. Se siete soliti bere del vino, avrete notato che non c’è sulla bottiglia alcuna data di scadenza stampata. In effetti, la maggior parte dei prodotti ha una data di scadenza stampata sopra, in modo che i clienti possano decidere facilmente quando utilizzare o buttare via il loro acquisto. In molti avranno notato che le bottiglie di vino non hanno la data di scadenza. Eppure, il vino non dura per sempre

Fonte: Wine and Food Tour.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 13 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Copagri al Vinitaly Assaggi di qualità.
Migliaia di wine lover e di appassionati hanno affollato lo spazio espositive della Copagri alla 55esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati Vinitaly, che è stato teatro di numerose iniziative, senza contare gli incoming con i buyer esteri, i wine tasting, gli showcooking e i numerosi momenti di confronto con i tanti rappresentanti delle istituzioni «che hanno potuto degustare e apprezzare – scrive Copagri in una nota – la grande varietà e qualità dei vini messa in mostra dall’ampia selezione delle cantine associate presenti». Particolare interesse hanno suscitato le degustazioni organizzate dalla Confederazione, così come gli approfondimenti legati ai temi di maggior interesse inerenti al comparto vitivinicolo, quali la certificazione di qualità e sostenibilità, senza dimenticare la consulenza, oggetto di un accordo siglato dalla Copagri con Sef Consulting, che va ad aggiungersi al protocollo siglato nell’ambito della fiera con Dnv e Valoritalia.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

Il vino: la grande bellezza Made in italy.
Il vino è sempre più decisivo nella bilancia commerciale del made in Italy. Lo dice l’analisi presentata dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia in occasione della rassegna di enologia che si è tenuta a Verona dal2 al5 aprile, la più importante al mondo del settore. L’industria vinicola è in cima alla classifica delle cosiddette ‘qA” dell’eccellenza italiana – abbigliamento, alimentare, arredamento e automazione – che valgono ogni anno circa 200 miliardi di euro complessivi. Con 7,4 miliardi di esportazioni nette, il prodotto agricolo italiano più richiesto al mondo ha sorpassato altri comparti del lifestyle italiano, desiderato in tutto il mondo, come i gioielli (+6,8 miliardi di euro), la pelletteria (+6,7 miliardi di euro) e l’abbigliamento (+6,4 miliardi di euro). Alla 55a edizione di Vinitaly erano presenti 4.400 espositori di 30 Paesi.

Fonte: Famiglia Cristiana.

Gli esperti: «Va sempre bevuto con moderzione».
Sotto, brindisi della premier Giorgia Meloni, 46 anni, al Vinitaly (al centro nella foto). In basso, un “fuori salone” in una piazza di Verona. Vino e salute è uno dei temi caldi in questo periodo. Tra i dibattiti che hanno animato l’edizione di Vinitaly, quello voluto da Consorzio Valpolicella e Regione Veneto dal titolo Benefici del vino: bevuto con moderazione è salutare, con il medico e rettore veronese Pierfrancesco Nocini e il nutrizionista Giorgio Calabrese, ha fatto riflettere sugli effetti positivi del consumo moderato in un momento difficile, dopo la decisione irlandese di inserire in etichetta i cosiddetti health warnings, le comunicazioni sui rischi per la salute

Fonte: Famiglia Cristiana.

«Il vitigno coltivato da nostro nonno».
II titolare dell’azienda vinicola Patrizio Sartarelli, 68, con la moglie Donatella, 63, seduta, e i figli, Caterina, 40, e Tommaso, 36. Nelle loro terre ai Castelli di Jesi, i Sartarelli producono solo il Verdicchio, che vogliono far conoscere nel mondo anche con un nuovo museo di Francesca Fiocchi – foto Veronatiere-EnneviFoto i 1 Verdicchio è una storia di famiglia per loro. Un bigliettino da visita fortemente identitario, con cui portare in giro per il mondo le Marche e i Castelli di Jesi, un anello carico di storia e sapori genuini. E a ragione, perché un viaggio nelle Marche porta a vedere meraviglie, come scriveva Guido Piovene. Nei Castelli di Jesi il Verdicchio ha trovato il suo habitat migliore, irripetibile altrove con le medesime caratteristiche organolettiche e olfattive.

Fonte: Famiglia Cristiana.

In vino Business.
Nel 2022 l’export di vino Italiano ha raggiunto la cifra record di otto miliardi di euro, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Il re dei mercati esteri si conferma il prosecco: tra gennaio e settembre (gli ultimi dati disponibili nel database Nomisma), le bollicine venete vendute nel mondo ammontavano a 274 milioni di litri, pari ad un incasso di 1,15 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo l 2021.

Fonte: Forbes Italia Small Giants.

‘Vendemmia verde’, fondi in arrivo.
Regione Indennizzi per rimuovere grappoli non maturi ‘Vendemmia verde’, fondi in arrivo Il programma riguarda solo la nostra provincia alla luce delle difficoltà di vendita di uve nella stagione vitivinicola 2022 Nelle more dell’emanazione della Circolare Agea, sono in corso di approvazione le disposizioni regionali di attuazione della misura della Vendemmia Verde nell’ambito del Piano Nazionale di Sostegno al vino per l’annualità 2023. La misura, tenuto conto della crisi che ha caratterizzato il mercato delle uve da vino nel Sannio nel 2022, sarà rivolta esclusivamente alle Aziende viticole della Provincia di Benevento.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Il vino Famoso si racconta con i sommerlier di Ais con convegno e assaggi.
Doppio appuntamento questo sabato alla Malatestiana e a Palazzo del Ridotto. Il Famoso, vitigno riscoperto da poco meno di un ventennio e oggi coltivato soprattutto in Romagna e parzialmente nelle Marche, sarà il protagonista di un doppio appuntamento fra cultura e degustazioni in programma in città sabato 15 aprile. La giornata si aprirà con un convegno alle 11, alla Biblioteca Malatestiana, con gli enologi Giancarlo e David Soverchia, Sergio Ragazzini e dei produttori delle zone a maggior diffusione del Famoso, per proseguire dalle 14 a Palazzo del Ridotto con i banchi d’assaggio. A tirare le fila della manifestazione è Ais Romagna (Associazione Italiana Sommelier), in collaborazione con i colleghi marchigiani.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Naso e beva potenti con frutti rossi sempre protagonisti.
Tenuta Calimaia Frescobaldi Vino Nobile di Montepulciano 2019. Naso e beva potenti con frutti rossi sempre protagonisti tenuta Calimaia segna il ritorno dei Frescobaldi a Montepulciano e ripercorre i passi di Lionardo di Niccolò Frescobaldi, che fu sindaco di Montepulciano nel 1390. Adagiata sulle colline tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia, la tenuta si estende per circa 70 ettari in una delle zone storicamente vocate alla produzione del vino nobile di Montepulciano: Cervognano. I vigneti, disposti a corona sul rilievo del Monteliscione, si posizionano a circa 300 metri sono caratterizzati da suoli di origine pliocenica, poveri di materia organica e quindi particolarmente adatti alla coltivazione del sangiovese (in questa zona tradizionalmente chiamato prugnolo gentile).

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Ricerca e cura il Frascati sale sul podio.
Donna Adriana è il secondo vino tra i bianchi d’Italia nella classifica stilata da Milano Finanza Ricerca e cura il Frascati sale sul podio 1985 ‘ 15 Nasce l’azienda C.: • De Paotis a Grottaferrata. Le Barrique riposare glia Cisterna Romana L’azienda a Grottaferrata. a poco meno di 300 metri sul tivetlodet mare, si estenrin su 15 ettari. Frascati, Frascati, Frascati! È la parola d’ordine che da qualche anno attraversa i salotti buoni della cucina d’autore. È la rivincita di un vino relegato per troppi anni nelle cantine del folklore, prima di diventare star a tutto campo

Fonte: Messaggero Cronaca di Roma.

San Benedetto Po “Lambrusco a Palazzo” torna con 180 etichette.
Il 6 e 7 maggio la tradizionale rassegna nei chiostri dei Secolari e di San Simeone Lambrusco a Palazzo”: 6 e 7 maggio 2023, un fine settimana tinto di Lambrusco, dedicato a tutte le sue declinazioni e ai quattro territori da cui nasce, le province di Mantova, Modena, Reggio Emilia e Parma. L’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po, complesso monastico datato XI secolo, è già pronta ad accogliere i Lambruschi di eccellenza nei chiostri dei Secolari e di San Simeone, che saranno colorati da 180 etichette del vino con le bollicine, un in(chiostro) rosso effervescente. Dopo tre anni di pausa a causa del Covid, l’edizione del 2023 sarà un vero e proprio inno all’autenticità e alla naturalezza, grazie anche all’area “Indigeno”, allestita nella sala del Capitolo e dedicata all’assaggio di Lambruschi bio, prodotti con lieviti spontanei autoctoni, provenienti dalle quattro province.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Intervista a Giorgio Cotti – Stile liberty e bottiglie dell’800 L’enoteca che ha fatto la storia.
II titolare: «Siamo nazionalisti nelle etichette e abbiamo prodotti col nostro marchio Nei sotterranei c’è una cantina di 500 metri. Tra i nostri clienti Marchesi e Vanoni». Dal 1952, nel quartiere Brera, si trova una delle Enoteche più famose della città – la Cotti di via Solferino 42 – l’unica che può vantare una cantina, proprio sotto il negozio, di circa 500 metri che si estende fino a via San Marco. Il titolare, Giorgio Cotti, ci accoglie nel locale con l’orgoglio e il sorriso di chi custodisce un antico tesoro. La sua famiglia ha rilevato l’enoteca nel ’52, pub dirci qualcosa sulla storia del negozio prima che passasse alla vostra gestione? «L’enoteca è uno dei locali più antichi di Milano, l’arredamento è quello originale del 1906. Prima era una bottiglieria che vendeva vini e alcolici.

Fonte: Libero Quotidiano Milano.

Intanto ripartono le iniziative legate al vino.
L’enogastronomia sta a Sondrio come il trenino rosso del Bernina sta a Tirano. E’ questo l’assunto che sta alla base del (ri)lancio turistico del capoluogo cui sta lavorando l’amministrazione del capoluogo insieme ad altri soggetti, a partire da chi dell’enogastronomia è protagonista. Ed è con questo spirito di collaborazione che anche per quest’anno torna il Valtellina wine festival, il festival diffuso dei vini, nato da un’idea del Consorzio di tutela per condividere l’ospitalità e la convivialità, partito da Chiavenna e che ora raggiunge tutta la Valle con la convinzione, dichiarata, che dentro un bicchiere divino ci sia un concentrato di paesaggio, di natura, di territorio e di bellezza.

Fonte: Provincia Sondrio.

Etichetta in braille Ora anche il vino pensa all’inclusività.
Le aziende enologiche spingono la scoperta del territorio fermano. Il rilancio turistico passa anche attraverso i prodotti enogastronomici. Fra questi una vetrina particolare al Vinitaly per l’azienda biologica Castrum Morisci di Moresco che ha proposto le etichette delle bottiglie di vino in braille per permettere ai non vedenti di ottenere tutte le informazioni normalmente stampate sull’etichetta di una bottiglia di vino. «Le abbiamo adottate quando è nata l’azienda, nel 2016 racconta il titolare della cantina, Luca Renzi, intervenuto all’incontro organizzato dalla Regione sul tema “L’agricoltura sociale nelle Marche”.

Fonte: Corriere Adriatico Fermo.

C’è Wein Tour La produzione vitivinicola in riva al mare.
Alla kermesse anche seminari con gli esperti. Tutto pronto, a Cattolica, per la settimana edizione del “Wein Tour”. Annunciate le date di questa manifestazione enogastronomica, che torna, nella Regina, dal 19 al 21 maggio. Il Wein Tour apre porte dell’estate portando in riva all’Adriatico il meglio della produzione vitivinicola dell’Emilia-Romagna. L’evento di anno in anno cresce in numeri e importanza, confermandosi come riferimento per il settore. Le date della settima edizione, organizzata dal comitato Cuore di Cattolica e Veronica Pontis in collaborazione con l’amministrazione comunale, sono state anticipate giovedì, in anteprima alle associazioni di categoria e agli operatori economici del territorio, riuniti al Palazzo del Turismo, durante l’incontro con l’assessore al Turismo Belluzzi e la dirigente Rufer.

Fonte: Corriere Adriatico Fermo.

«In Ossola la salvezza del Nebbiolo».
L’incontro E il Prunent si conferma il re della tavola nella presentazione del libro di Marzia Pinotti «In Ossola la salvezza del Nebbiolo». L’istituto alberghiero Rosmini ha ospitato, nell’aula di fisica del collegio nei giorni scorsi, la presentazione del libro di Marzia Pinotti “Lungo i sentieri del nebbiolo”, organizzato dalla Condotta Slow food Valle Ossola. Introdotto da Mirella Gentili, presidente Slow food, il filo del racconto si snoda tra quasi mille chilometri che dai fasti del Barolo risale verso le atmosfere dei Nebbiolo di montagna con una scrittura lirica ed incisiva. La terra, gli studi della genetica ed i racconti delle persone che vivono le colline ogni giorno sono nelle pagine di un viaggio che coinvolge anche il Prunent ossolano che da oltre sette secoli viene prodotto e che negli ultimi anni ha saputo evolversi e farsi conoscere in Italia e all’estero in particolare con l’azienda vinicola Garrone.

Fonte: EcoRisveglio.

Piacciono i vini monferrini.
Grande protagonista è stato il grignolino nelle sue diverse declinazioni, dal tradizionale al Riserva Piacciono i vini monferrini Sono i preferiti dei principali buyer di Usa, Asia, Svizzera e Russia. Nuovi contatti raggiunti e mercati aperti per i vigneron monferrini, del Consorzio di Tutela Colline del Monferrato Casalese, reduci dalla 55a Edizione di Vinitaly. Sempre più, i vini cosiddetti di nicchia sono stati tra i più apprezzati rispetto ad un mercato in continua ricerca degli undescovery Made in Italy, owero, degli autoctoni meno noti ad effetto “wow”, quelli che trasferiscono un percepito di esclusività e di autenticità dei sapori, mentre sul Monferrato sta iniziando a muoversi l’interesse internazionale. Non solo di nicchia, ma di super nicchia, ha fatto la sua prima comparsa al Vinitaly il Rubino di Cantavenna doc (75% Barbera, 15% Freisa e 15% Grignolino) che, ad oggi, conta solamente 5 produttori in un areale molto ristretto, con poco più di 10mila bottiglie/anno.

Fonte: Vita Casalese.

Serve manodopera.
Pandemia e guerra hanno complicato la situazione Serve manodopera Vigne: richiesti 20 mila lavoratori Nei vigneti italiani servono almeno 20 mila lavoratori per garantire le operazioni colturali primaverili e la prossima vendemmia. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione del Vinitaly. “Si tratta di un settore ad elevata intensità di lavoro con operazioni difficilmente meccanizzabili che richiedono manualità e professionalità – spiega il presidente Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco – con un bisogno medio di 80 giornate lavorative, fra coltivazione e vendemmia. Una parte centrale è rappresentata proprio dal lavoro stagionale con picchi di domanda nel periodi della vendemmia che sono sempre stati garantiti grazie a lavoratori provenienti da altri paesi che si fermano in Italia per qualche mese, tornando anno dopo anno con reciproca soddisfazione”.

Fonte: Vita Casalese.

Premi e riconoscimenti a quattro cantine.
Monti Vermentino e vini rossi protagonisti alla 55esima edizione del Vinitaly Monti Quattro cantine montine protagoniste alla 55esima edizione del Vinitaly -Verona e al Premio nazionale Epulae-Pezzi da 90 dell’Enologia italiana, promosso dall’Accademia enogastronomica internazionale, hanno ottenuto 24 premi. La Cantina del Vermentino ne porta a casa otto: quattro, nel 5StarWine-the Book, ai vermentini di diverse annate: Aghiloia (92/100), Funtanaliras (91), Arakena (91) e Balari (90). Altrettanti nel Premio nazionale Epulae dove ottiene due diplomi per i rossi e altrettanti per i vermentini: anfora d’oro per il Funtanaliras (95 /100), anfora platino per Arakena(98,5), anfora platino al Ruè cannonau di Sardegna riserva vendemmia 2017 (98,6), e anfora platino al Galana rosso Colli del Limbara vendemmia 2016 (98,7).

Fonte: Nuova Sardegna.

Wine festival: in alto i calici Quattro giorni di degustazioni II vino protagonista al Garibaldi.
Una nuova manifestazione in pieno centro storico. Presenti oltre cento etichette e 20 cantine L’inaugurazione oggi alle 18. Gli organizzatori: «L’obiettivo è renderlo un appuntamento fisso». In alto i calici. Prato si prepara a una quattro giorni di vino e buon cibo, con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. È questa l’essenza di «Prato Wine Festival», una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da oggi a domenica nello spazio Garibaldi Milleventi. La kermesse è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B.O.R e II Garibaldi Milleventi. Partner dell’iniziativa Prinz Food and Beverage e Fisar, con la collaborazione dei rappresentanti di vini Lorenzo Bellucci e Luciano Bruni, entrambi originari della città.

Fonte: Nazione Prato.

La grandine rovina i vigneti.
Verifiche ai germogli delle viti dopo il maltempo, agricoltura messa a dura prova C’è chi teme una minore produzione di uva e quindi del pregiato vino Doc ? di Stefano BramanH Portoferralo Vigne ed orti dell’ isola alle prese con le verifiche degli effetti negativi dovuti ad una recente forte grandinata, ma anche a delle temperature di aprile inferiori alla media, che possono aver creato problemi ai germogli delle viti. E c’è chi prevede una minore produzione di uva nella futura estate, per cui saranno prodotte meno bottiglie di pregiato vino Doc. Ma ad essere colpite maggiormente sono le colture da ortaggi come è successo alla fattoria didattica “Regali Rurali”, azienda agricola laconese caratterizzata anche dall’allevamento di pecore e gestita dalla dottoressa Sara Esposito e avvenimenti simili sono accaduti un po’in tutto il sud del cosiddetto Scoglio.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano

SignatureCollection i “Super Venetian”.
Cantine storiche: Cielo e Terra Dopietta da applausi per la cantina Cielo e Terra che dopo il Prowein a Düsseldorf, ha conquistato anche i buyer internazionali giunti a Vinitaly da tutto il mondo. L’asso nella manica anche in questione caso la nuova collezione di vini “Cielo 1908 Signature Collection”, sei referenze che sanciscono il traguardo di una lunga tradizione fatta di passione, esperienza e amore per il vino. «111908 non è solo l’anno di costituzione dell’azienda, ma rappresenta anche lo spirito di un’epoca di entusiasmo e di speranza dopo la Grande Depressione», ricorda Pierpaolo Cielo vice presidente e responsabile commerciale e marketing.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Il vino si fa in vigna?
Nel bel mezzo di una delle mie letture enoiche mi sono imbattuto in uno degli aneddoti più eloquenti e senza tempo dell’enologia e la viticoltura. Si tratta di un breve scambio di battute fra Andre Mentzelopulous – che acquistò Château Margaux e la portò ad essere la cantina più “importante” al mondo – ed Emile Peynaud – a sua volte, colui che divenne senza tema di smentita l’enologo più famoso della storia. Vi invito a cercare nel web i pensieri, dissertazioni enoiche e gli aforismi legati alla figura di Peynaud, in quanto capaci di sintetizzare un approccio alla viticoltura e al fare vino capace di fondere tecnica in cantina e rispetto in vigna. Concetti che fungevano e possono ancora fungere da riferimento, in quanto Peynaud fu un pioniere della tecnica e della tecnologia di cantina.

Fonte: WineBlogRoll.

Vino e spumante, ma aspettano i saldi.
Italiani popolo che ama brindare. O no? Stando ai dati della gdo la situazione è altalenante: il trend negativo delle vendite di vini e spumanti che ha caratterizzato il 2022, si è prolungato anche nei primi tre mesi del 2023. Ma alcuni segnali farebbero sperare in meglio i produttori. A dirlo è una ricerca dell’istituto Circana (già Iri) presentata al Vinitaly durante la tavola rotonda “Vino e Distribuzione Moderna”.

Fonte: la Repubblica.

Vino: Tenuta Vallocaia, qualità toscana sulla rotta svizzera.
Il pioniere, Jean Bindella, che all’inizio del 1900 con soli due cavalli aveva cominciato a trasportare damigiane e successivamente introdotto il famoso fiasco toscano in Svizzera. E negli anni Ottanta il nipote, l’imprenditore svizzero Rudi Bindella, che ha fondato a Montepulciano Tenuta Vallocaia, celebrando i primi 40 anni di attività a Roma, da Pipero in abbinamento al menu dello chef Ciro Scamardella. Una tappa che guarda al futuro con l’obiettivo di anticipare lo stile enoico del Nobile di Montepulciano che sarà e che ora contempla anche l’accoglienza turistica in una struttura, nella zona di Argiano, poggiata su un poggio della pregiata zona vinicola, quasi come tolda di nave che spazia sull’orizzonte della Val di Chiana. Oggi Tenuta Vallocaia si estende per 175 ettari, di cui 54 sono coltivati a vite con altri 16 dedicati agli oliveti, circa 4mila piante. La produzione vino si limita a circa 32mila bottiglie e il 90% dell’olio extra vergine è richiesto dal mercato svizzero

Fonte: ANSA.

Vino toscano in salute. Dimensione Agricoltura di aprile 2023.
“Abbiamo una tradizione da difendere ma non ci culliamo sugli allori abbondantemente conquistati: i nostri imprenditori del settore, anche con il sostegno della Regione, hanno infatti ampiamente dimostrato una buona capacità di innovazione”. Lo hanno sottolineato Giani e Saccardi al Vinitaly che si è svolto a Verona nei primi giorni di aprile. Un vino toscano che gode di ottima salute e tante aziende soddisfatte, sia per un Vinitaly che ha portato a molti incontri con buyer ed importatori, sia per un settore che sembra davvero ripartito dopo alcuni anni difficili segnati del Covid.

Fonte: Cia Toscana.

Strada del vino: esiste e si trova in Italia ed è anche patrimonio dell’UNESCO.
In Italia c’è una strada del vino, che è anche un sito del patrimonio dell’UNESCO. Un luogo che ha completamente trasformato una regione precedentemente povera. Come si è trasformata in una vera e propria locomotiva economica per il Paese. Strada del vino. Le Dolomiti e le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono due luoghi differenti ma entrambi sono stati riconosciuti dal patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Da un lato, ci sono le pareti sassose e scoscese delle montagne, e dall’altro versanti ripidissimi coltivati a vigneti. Tuttavia, questi due paesaggi distinti, il cui patrimonio è stato riconosciuto dall’Unesco, condividono l’orgoglio delle comunità locali che hanno preservato la storia e la cultura delle zone, dando vita a uno scenario straordinario.

Fonte: Visit Rimini.

Epoca di Vino.
Vieni a scoprire il fascino dell’epoca d’oro delle auto d’epoca e degustare i migliori vini locali all’evento “Epoca di Vino”! Organizzato dal Comitato Turistico di Viserba, questo appuntamento imperdibile si terrà il 22 e 23 aprile 2023 nella suggestiva cornice di piazza Pascoli e lungomare via Dati a Rimini Viserba. Preparati a un weekend di pura passione per le auto d’epoca, con un’esposizione di veicoli d’epoca che ti lascerà senza fiato. Ammirerai splendide auto d’epoca in mostra durante tutta la manifestazione e potrai persino vederle sfrecciare lungo il lungomare di Viserba fino al porto di Rimini, per poi fare ritorno a Viserba per un’esposizione finale. Ma non è tutto! Potrai anche deliziare il tuo palato con degustazioni di vini locali, accompagnate da prelibatezze gastronomiche offerte dagli stand presenti. Sarà un’occasione unica per scoprire le eccellenze enogastronomiche del territorio e lasciarti conquistare dai sapori della tradizione locale.

Fonte: TeleAmbiente.

Il vino in Gdo e un 2023 in salita, tra calo delle vendite, inflazione e aumenti dei listini.
A WineNews, le voci della grande distribuzione e della produzione, due rette che convergono nella costruzione del valore su tutta la filiera. Il ritorno alla normalità dopo due anni di pandemia, ma anche il crollo del potere d’acquisto e il ruolo delle promozioni, nel rapporto tra vino e scaffale. Ne abbiamo parlato con Virgilio Romano, business inside director di Circana, Francesco Scarcelli, responsabile del settore vino, birra e spirits di Coop Italia, Lorenzo Cafissi, responsabile beverage alcolico di Carrefour Italia, Marco Usai di MD, Luca Devigili, business development manager di Banfi, e Mirko Baggio, responsabile vendite Gdo di Villa Sandi.

Fonte: WineNews.

Go Wine alla scoperta dei vini del Friuli Venezia Giulia, 18 aprile 2023 Milano.
Nuova serata di degustazione Go Wine, un omaggio a una regione legata per tradizione a grandi vini bianchi, che nel tempo ha saputo valorizzare anche il comparto dei vini rossi recuperando un importante patrimonio di vitigni autoctoni.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Pesaro Wine Festival 2023 torna la Fiera internazionale del vino d’artigianato.
Il calendario degli appuntamenti dedicati al mondo del vino è diventato negli anni una fitta giungla di date tra le quali è difficile programmare una visita. Ci sono fine settimana in cui addirittura gli eventi si accavallano rendendo complicata la scelta. Questo è certamente un bene per tutto il movimento del vino Italiano, ma in questo boom si nasconde anche una quota di inutilità sfruttata dal quelli che approfittato dell’appeal che suscita l’enomondo. Quel fenomeno che cattura quanti si sentano fighi roteando un bicchiere davanti ad un banco di degustazione soltanto per darsi un tono. Nelle giornate di Sabato 15 e Domenica 16 Aprile presso Villa Caprile, storica sede del locale Istituto Tecnico Agrario, saranno oltre 40 gli artigiani del vino (e del cibo) provenienti dall’Italia e dall’estero per rappresentare questa interpretazione della viticoltura.

Fonte: Egnews.it.

Le Donne e il Vino, seconda edizione.
Seconda edizione dell’evento Le Donne e il Vino in programma sabato 15 e domenica 16 aprile dalle 12 alle 20 presso il lussuoso Salone delle Feste dell’Hotel Principe di Piemonte Via Piero Gobetti 15 a Torino. Banchi di degustazione, incontri dedicati al mondo del vino al femminile per conoscere alcune delle più significative esponenti dell’imprenditoria vinicola al femminile. Una trentina di produttrici provenienti da alcune regioni italiane. Un ricco palinsesto che prevede: Sabato e domenica alle 14.30: l’abbinamento perfetto L’abbinamento tra cibo e vino appassiona e divide. Ogni piatto ha il suo vino ideale. E si andrà a scoprirlo con alcune specialità raccontate da Piera Genta.

Fonte: Agenfood.

Vinitaly, il giro d’Italia in dieci vini. Le difficili scelte della redazione e l’imbarazzo della scelta.
Dalla Lombardia alla Sicilia in pochi minuti, passando magari dall’Emilia Romagna, per poi andare in Sardegna. Fantascienza? No, non hanno inventato il teletrasporto. Ma è la piccola magia del Vinitaly, che nei quattro giorni di manifestazioni riesce ad azzerare le distanze, riunendo a Verona oltre 4mila produttori di vino da tutta Italia (e alcuni anche dall’estero). Come abbiamo già avuto modo di dire, il Vinitaly di quest’anno è stato per prima cosa all’insegna degli incontri, dei contatti umani. Una veste un po’ diversa, rispetto alle edizioni pre Covid: quest’anno ci sono stati molti più incontri produttivi per le aziende e meno tempo perso a versare bicchieri di vino a semplici curiosi. A Vinitaly c’eravamo anche noi, con una bella squadra: Raffaele Foglia, Chiara Mattiello, Annalisa Cavaleri, Stefania Oggioni, Amelia De Francesco, Fosca Tortorelli, Maurizio Trezzi, Marilena Lualdi e Salvo Ognibene. E se è vero che è stato il Vinitaly delle persone (leggi qui), di certo non possiamo mettere in secondo piano i vini. Ed ecco i nostri dieci migliori assaggi.

Fonte: Identità Golose.

Viaggio nelle cantine E il finale è con gli chef.
Nato con l’obiettivo di soddisfare le esigenze degli enoturisti e dei gourmet di tutto il mondo, in ciascuno dei sette giorni di Vinum verrà riproposto Vi¬numInCantina-Food-&Wi¬¬ne Experience, con la possibilità di visitare alcune tra le più importanti cantine di Langhe, Roero e Mon¬ferrato, selezionate da grandissimi chef che, al termine del tour, prepareranno uno speciale aperitivo abbinato al vino dell’azienda ospitante. L’esperienza è completa di un servizio navetta “andata e ri¬torno” da Alba, con partenza in piazza Medford alle 16 e ritorno alle 19.
Il calendario prevede sabato 22 aprile la “green experience” (il progetto targato Col-di¬retti Cuneo che mira a diffondere una viticoltura orientata alla qualità sempre più sostenibile e globale) con l’abbinamento tra la cantina Rocca Gio¬vanni e lo chef Alessandro Mec¬ca, domenica 23 aprile l’ac¬coppiata tra Marchesi di Ba¬rolo e lo chef Raffaele Len¬zi, lunedì 24 aprile l’“esperienza verde” con lo chef Mi¬chele Minchillo presso Cà del Baio, martedì 25 aprile lo chef Flavio Costa presso Te¬nuta Carretta, sabato 29 aprile la “green experience” pres¬so l’Azienda Piazzo Com¬m. Armando con lo chef Eu¬genio Boer, domenica 30 a¬prile lo chef Paolo Griffa presso la cantina Cecilia Mon¬te e lunedì 1° maggio lo chef Luigi Taglienti presso la cantina Cor¬dero di Monte¬ze¬molo.

Fonte: IdeaWebTv.

Abc della Cantina ad Alba Avanguardia enologica.
Vent’anni di professionalità sono un orgoglio e per Marco Culasso e Carlo Ardino, titolari di Abc della Cantina con sede ad Alba, non rappresentano un punto di arrivo, piuttosto uno stimolo a guaradre con entusiasmo al domani. «Evolverci è parte del nostro Dna. Lo testimoniano i nostri ampliamenti in termine di spazi e sedi, così come una crescita anche nel numero di collaboratori: dagli iniziali quattro, oggi siamo a ben dieci addetti. Nel tempo sono tanti i grazie doverosi come quello a Marco Biglino che tuttora ci supporta e quello a Sara Giacosa che segue la parte amministrativa e contabile».

Fonte: IdeaWebTv.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 12 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

La Bat al Salone del Mobile di Milano «illumina» la qualità del design.
Qualità dei materiali, la cura dei dettagli, l’originalità del disegno e delle forme ne fanno eccellenze a livello mondiale La Bat al Salone del Mobile di Milano «illumina» la qualità del design. A Milano è già tutto pronto per ospitare la 61^ edizione del Salone del Mobile, evento in programma dal 18 al 23 aprile e da partecipazione che qualcuno definisce addirittura “mostruosa” per l’entità dei flussi turistici che registra. E, mentre Federlegno Arredo, l’associazione degli operatori del settore che organizza la manifestazione, aggiorna continuamente il calendario degli eventi in programma, come quelli del “fuori salone” che coinvolge tutta la città con milioni di partecipanti.

Fonte: Gazzetta della Bat.

Cantina di Santa Croce premiata in Belgio.
Al “Concours Mondial de Bruxelles” due medaglie per la cooperativa carpigiana Nuovi riconoscimenti internazionali per la Cantina di Santa Croce di Carpi, che si conferma eccellenza del territorio nazionale, ma anche internazionale. La cooperativa, aderente a Confcooperative Terre d’Emilia, ha piazzato due prodotti nella 5StarWines, la guida internazionale presentata al recente Vinitaly di Verona e contenente l’elenco dei vini ai quali una giuria di professionisti provenienti da tutto il mondo ha assegnato un punteggio di almeno 90 su 100. Ha ricevuto 91 punti il Lambrusco di Sorbara dop frizzante 2022, mentre 90 punti sono andati al Lambrusco Salamino di Santa Croce dop frizzante vino biologico Il Primo 2022.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Vinitaly, anche birra e olio per promuovere l’Irpinia.
Non cessano gli echi dalla savana del Vinitaly. Non solo vino per l’Irpinia che con il Consorzio di Tutela ed 1 suoi 109 Iscritti (più altri nomi di rilevo come Quintodecimo di Luigi Molo e Laura Di Marzio, Terredora di Paolo e Mastroberardino di Atripalda, comunque presente nella collettiva delle Camere di Commercio Irpinia-Sannio) non è stato l’unico protagonista di un agroalimentare di razza A brindare infatti al successo nel segna. soprattutto pittoreco che non a caso i ministri Sangiullano e Lollobrigida hanno voluto rimarcare con l’esposizione nel padiglione Mipaff di due capolavori della pittura mondiale: il Bacco di Michelangelo Merisi/Caravagglo e quello di Guido Reni, anche altre eccellenze quali olio evo, birre e sidri, finiti sotto I riflettori del SoleAgrifood, «l’altro» salone, palcoscenico di quel made in Italy.

Fonte: Mattino Avellino.

La Cantina di Santa Croce piazza due Lambruschi stellati.
II Sorbara dop e il Salamino sono entrati nella 5SStarWines, la guida internazionale presentata a Vinitaly Nuovi riconoscimenti internazionali per la Cantina di Santa Croce di Carpi (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia). La cooperativa ha infatti piazzato due prodotti nella 5StarWines, la guida internazionale presentata al recente Vinitaly di Verona e contenente l’elenco dei vini ai quali una giuria di professionisti provenienti da tutto il mondo ha assegnato un punteggio di almeno 90 su 100. Nello specifico, ha ricevuto 91 punti il Lambrusco di Sorbara dop frizzante 2022, mentre 90 punti sono andati al Lambrusco Salamino di Santa Croce dop frizzante vino biologico II Primo 2022.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

La secessione dello Zibibbo.
Il sindaco dell’isola, Campo, contro la Doc Sicilia. Comolli (Ovse): va imitato il Prosecco La secessione dello Zibibbo Pantelleria: nostro il vitigno a tutela Unesco. Ora la docg. L’hanno fatto in modo che lo Zibibbo possa essere commercializzato senza limiti anche fuori da Pantelleria: la denominazione Sicilia Doc lo ha fatto suo. Ma noi vogliamo riappropriarci dell’identità dell’isola che da secoli è legata a questo particolare vitigno: lo Zibibbo dal 2014 è un patrimonio tutelato dall’Unesco come pratica agricola, che ha nella vite il suo bene materiale»: non usa mezzi termini Vincenzo Campo, sindaco di Pantelleria, nello spiegare a ItaliaOggi quanto accade attorno al vitigno della piccola isola.

Fonte: Italia Oggi.

Partnership commerciale tra Maison Burtin.
Azienda vitivinicola di proprietà del gruppo Lanson-Bcc , con sede a Épernay, in Champagne, e Le Tenute del Leone Alato ramo vino di Genagricola società di Generali Assicurazioni. La maison di champagne è la prima azienda estera a entrare nel portfolio del gruppo che gestisce in proprio già cinque tenute (Torre Rosazza in Friuli, Costa Arènte in Valpantena di Valpolicella, Bricco dei Guazzi in Piemonte, Tenuta Sant’Anna e V8+ in Veneto). Presentate nel 2021, le Tenute del Leone Alato avevano in fatturato di 15 milioni di euro, un terzo di Genagricola.

Fonte: Italia Oggi.

Conclusa l’acquisizione di Cantina Zaccagnini.
La cantina con sede a Bolognano (Ps), da parte di Argea dopo aver raggiunto l’accordo ad ottobre scorso. Marcello Zaccagnini investirà nel progetto di Argea con una partecipazione azionaria. L’operazione fa parte del consolidamento nel settore vinicolo da parte di Argea, gruppo del Fondo Clessidra con partecipazioni di Mondodelvino e Botter. Nel 2021 Cantina Zaccagnini ha fatturato circa 27 milioni di euro, l’80% del quale derivante dall’export.

Fonte: Italia Oggi.

Citra festeggia i 50 anni.
La realtà abruzzese che raggruppa nove cantine della provincia di Chieti, produce 22 milioni di bottiglie di cui il 60% destinate all’estero. Si avvale della collaborazione di Riccardo Cotarella, ha effettuato la zonazione dei vigneti e applica viticoltura di precisione. Il packaging è affidato a Mario Di Paolo. A Vintaly, Citra ha ricevuto il Premio Speciale Tecnologia e Innovazione per «Ortense, Bag in Box d’Autore», e la medaglia di bronzo al concorso tra i vini bianchi per «Laus Vitae», edizione speciale del 50esimo. In Italia i128% dei consumatori sceglie Prosecco in base alla presenza di caratteristiche green come l’essere bio e il marchio di sostenibilità. L’interesse sale al 32% in Germania, 36% in Svezia e 40% negli Usa.

Fonte: Italia Oggi.

Il tesoro nascosto.
Genetica per salvare le viti. Salumi ai raggiX Il tesoro nascosto Super alimenti dal siero di bufala. Le proteine del siero di caseificazione di bufala idrolizzate da utilizzare in prodotti alimentari innovativi. Ma anche shelf life dei salumi, genetica per migliorare la vite e alimentazione di precisione dei bovini. Sono alcune delle otto tesi di laurea, su 158 analizzate, premiate da Legacoop Agroalimentare con duemila euro ciascuna in una cerimonia alla presenza del sottosegretario all’agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra. 41 livello della ricerca italiana è molto alto e non è un caso che alcuni di questi neolaureati siano già collocati al lavoro», spiega a ItaliaOggi il presidente dei Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti.

Fonte: Italia Oggi.

L’Ue impone bottiglie scadenti ai vini di pregio.
Se passa l’obbligo al riuso degli imballaggi saranno vietati i vetri spessi. A discapito dei nostri migliori rossi. Inutile girarci attorno Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega al Green deal al Farm to Fork, la declinazione agroalimentare del programma verde, ha deciso che l’agricoltura in Europa è incompatibile con l’ambiente. L’ultima trovata è la bottiglia comunista: riusabile e uguale per tutti. La dichiarazione di guerra a stalle e campi è stata pronunciata da Maria Pilar Aguar Fernandez che a Bruxelles è a capo della direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare che ha sancito: «Il sistema produttivo agricolo e agroalimentare europeo non é più sostenibile né da un punto di vista economico e sociale, né sotto una prospettiva ambientale».

Fonte: La Verita’.

Mps pronta a vendere le tenute del Chianti.
Mps va avanti nell’esecuzione del piano industriale e degli impegni presi con la DgComp da parte dello Stato Italiano. Il passo avanti sono le trattative, avviate, per la cessione dell’azienda agricola Mps Tenimenti Poggio Bonelli e Chigi Saracini. È il collegio sindacale della banca, nella relazione predisposta per l’assemblea e consultata da Radiocor, a dare conto delle «interlocuzioni per la possibile cessione». Le tenute Poggio Bonelli a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, nella zona del Chianti Classico senese, oltre ai vigneti offrono ospitalità nelle strutture per l’agriturismo.

Fonte: Sole 24 Ore.

Allarmi in etichetta: per l’84% dei consumatori il vino fa bene alla salute.
Per l’84% degli italiani un consumo moderato di vino fa bene alla salute. È quanto emerge dall’indagine di Coldiretti e Centro studi Divulga presentata al Vinitaly che chiude oggi a Verona. Quasi un italiano su tre (32%) ritiene che con scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette si ridurrebbe il consumo di vino che è ritenuto da ben il 46% l’espressione della cultura nazionale e dei territori, secondo l’indagine Coldiretti/Centro Studi Divulga. Una risposta al via libera dell’UE alle etichette allarmistiche sul vino richiesto dall’Irlanda che potrà adottare sulle bottiglie avvertenze terroristiche come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.

Fonte: Cuneo Sette.

Al via il tour enogastronomico con l’incognita della peste suina.
Un misto di timori e speranze in Val Borbera sulle prossime decisioni del commissario Al via il tour enogastronomico con l’incognita della peste suina.Torna il Tour Gastronomico delle Valli Borbera e Spinti ma potrebbe essere ancora un anno all’insegna dell’incertezza. Dopo il Covid, nel 2022 erano arrivate le prescrizioni per contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa), che hanno impedito tutte le attività outdoor nei primi mesi dell’anno fino alle deroghe arrivate dalla Regione in tarda primavera. Lunedì 17 aprile ci sarà la presentazione dell’edizione numero 43 del Tour.

Fonte: Stampa Alessandria.

Arriva Taste l’Alto Piemonte con i suoi vini – Dal Vinitaly al castello.
Da sabato a lunedì prossimi il castello di Novara tornerà a ospitare «Taste Alto Piemonte», la manifestazione che ogni anno mette in vetrina la produzione vinicola delle province del «quadrante». E’ il primo appuntamento del settore dopo il recente Vinitaly di Verona; vi parteciperanno 52 produttori. Dal Vinitaly al castello Questo fine settimana a Novara torna “Taste Alto Piemonte” coni vini delle quattro province la rassegna arriva dopo i1 successo della manifestazione di Verona e ospiterà 52 produttori Vinitaly si è appena concluso e Taste Alto Piemonte è già alle porte. Aprile è mese di vetrina per i vini del territorio, da un lato sempre più apprezzati e dall’altro messi a dura prova dai cambiamenti climatici.

Fonte: Stampa Novara-Vco.

Quattro giorni, 100 etichette Il nuovo festival.
II nuovo festival quattro giorni dedicati al vino e al buon cibo. Con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. E’ questa l’essenza di «Prato Wine Festival», una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da domani a domenica nello spazio Garibaldi Milleventi in pieno centro storico. La kermesse è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B.O.R e II Garibaldi Milleventi. L’ingresso alla manifestazione sarà libero. A pagamento ci saranno solo le degustazioni, con oltre cento etichette.

Fonte: Nazione Prato.

Al Garibaldi arriva il Prato Wine Festival.
Da domani a domenica quattro giorni di degustazioni nel cuore del centro storico Prato Quattro giorni dedicati al vino e al buon cibo. Con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. È questa l’essenza di “Prato Wine Festival”, una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da domani a domenica nello spazio Garibaldi Milleventi in pieno centro storico. La kermesse, che si tiene per la prima volta in assoluto a Prato e che segue la manifestazione “Vinitaly”, è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B. O. R e Il Garibaldi Milleventi. Partner dell’iniziativa Prinz Food and Beverage e Fisar, con la collaborazione dei rappresentanti di vini Lorenzo Bellucci e Luciano Bruni.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Perugia – Caprai: “Gelate tardive e danni ingenti alle viti stimati fra il 20 e 40%”.
Zone colpite a macchia di leopardo dalle basse temperature arrivate in alcuni casi anche a -6. Necessario attivare investimenti Caprai: “Gelate tardive e danni ingenti alle viti stimati fra ii 20 e 40%”. È stato un ponte pasquale tutt’altro che sereno per gli agricoltori che hanno trascorso i giorni di festa a vegliare sui vigneti colpiti dall’abbassamento repentino delle temperature, in alcune zone arrivate fino a – 6 gradi. Chilometri percorsi avanti e indietro nella speranza di non perdere il prossimo raccolto.

Fonte: Corriere dell’Umbria.

Il Palio del Recioto piace Tre giorni, 30mila ospiti.
Arrivati anche da Francia e Germania e dalle province vicine, anche in pullman Il Palio del Recioto piace Tre giorni, 3Omila ospiti II sindaco Grison: «C’è voglia tra la gente di ritrovarsi e questo territorio ha molto da offrire». Cantine: il primo premio è «in casa», a La Quena. Il Palio del Recioto e dell’Amarone piace. Ai giovani, ai gruppi di amici, alle famiglie. E pure ai viticoltori che vi partecipano per far assaggiare le loro «specialità» enologiche made in Valpolicella Classica, con il Recioto in testa. L’edizione 2023 della festa di piazza per eccellenza, a Negrar, di scena durante le festività pasquali, si è chiusa nel segno di una soddisfazione trasversale e condivisa tra organizzatori, partecipanti, visitatori. Le prime stime di pro loco e Comune di Negrar di Valpolicella indicano che dal tardo pomeriggio di sabato 8 a lunedì 10 aprile l’evento nelle vie del centro del capoluogo ha registrato circa 30mila presenze, 20 mila solo tra sabato sera e il giorno di Pasqua.

Fonte: Arena.

Vigne resistenti e acqua: dibattito a Poggio Pagnan sulla sostenibilità.
Meno consumo d’acqua, meno trattamenti e, in generale, una minore impronta di carbonio nella produzione: questi i vantaggi dei vigneti resistenti rispetto a quelli tradizionali, temi che saranno analizzati nel convegno in programma sabato alle 16 dal titolo “Vini e viti resistenti, sostenibilità e risparmio idrico”. Teatro dell’evento, sarà l’azienda vitivinicola Poggio Pagnan di Zottier. L’incontro sarà ospitato dall’azienda in occasione dalla “cantina aperta” organizzata sabato a partire dalle 10, un modo per festeggiare la presenza della cantina — la prima in più di 5 annidi attività — al recente Vinitaly di Verona. Un risultato reso possibile grazie all’adesione alla rete d’impresa “Resistenti Nicola Biasi” che riunisce otto aziende di diverse zone del Veneto e del Friuli.

Fonte: Corriere delle Alpi.

Nei cinquanta anni del “Premio Angelo Betti-Benemeriti della Vitivinicoltura”, ecco i vincitori 2023.
Dedicato al fondatore di “Vinitaly” è assegnato alle personalità che più hanno contribuito alla crescita del mondo del vino italiano. Dalla Famiglia Bosoni (Liguria) all’azienda Pantaleone di Federica Pantaleone (Marche), dall’azienda Colle di Maggio Wine Farm (Lazio) all’Agricola Calafata – Società Cooperativa Agricola Solidale (Toscana), dalla Cantina Scacciadiavoli della famiglia Pambuffetti (Umbria) a Chiara Soldati (Piemonte), da Andrea Franchetti (Sicilia) a Valerio Cescon (Veneto), da Andrea Ferraioli (Campania) a Camillo Zulli (Abruzzo), e, ancora, da Giuseppe Avigliano (Basilicata) a Paolo Ippolito (Calabria), da Roberto Monti (Emilia-Romagna) ad Alvaro Pecorari (Friuli Venezia Giulia), da Davide Lazzari (Lombardia) a Michele Lauriola (Molise), da Christine Mayr (Provincia Autonoma di Bolzano) a Maddalena Nardin (Provincia Autonoma di Trento), da Antonio Michele Coppi (Puglia) ad Antonello Pilloni (Sardegna) e a Giorgio Lale Murix (Valle d’Aosta): ecco i vincitori del “Premio Angelo Betti – Benemeriti della Vitivinicoltura 2023”, nato da un’idea di Angelo Betti nel 1973, e diventato, in 50 anni, celebrati nel 2023, uno dei riconoscimento più sentiti di “Vinitaly” perché assegnato da Veronafiere a coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese.

Fonte: WineNews.

Cantina&Cultura, ospite Pippo Zarrella “Nero chiaro quasi bianco”.
Prosegue Cantina&Cultura, il format voluto da Cantina Verace per unire cultura ed eccellenze enogastronomiche del territorio. Mercoledì 12, alle 19, sarà la volta di Pippo Zarrella, autore di “Nero chiaro quasi bianco” (Neo edizioni) in dialogo con lo psichiatra e scrittore Corrado De Rosa.

Fonte: Salerno Today.

I 10 migliori vini rossi da gustare in questo periodo: sapore unico e intenso.
Se amate il vino, non potrete restare indifferenti a questa classifica sui 10 migliori vini rossi in commercio. In Italia il vino è un’eccellenza ma alcune variante merita una menzione a parte. Grazie al suo territorio, l’Italia vanta una varietà di vini notevoli. La qualità è sempre molto alta: non è un caso se il nostro paese è tra i maggiori produttori di vino nel mondo. Chi viene in Italia non può fare a meno di assaporare le specialità e gustare i vini locali che, sono la punta di diamante del nostro paese. Di recente, sono state messe insieme le recensioni ricevute da tutte le etichette più note di vini italiani di colore rosso. Da questi pareri popolari, è stata poi stilata una classifica di 100 nomi di vini più graditi. Ovviamente, la maggior parte di questi vini nasce in Puglia e in Toscana. Ecco i 10 migliori vini rossi più graditi che si sono accaparrati giustamente una menzione in questa classifica dei migliori a livello mondiale.

Fonte: Wine and Food Tour.

Strada del vino: esiste e si trova in Italia ed è anche patrimonio dell’UNESCO.
In Italia c’è una strada del vino, che è anche un sito del patrimonio dell’UNESCO. Un luogo che ha completamente trasformato una regione precedentemente povera. Come si è trasformata in una vera e propria locomotiva economica per il Paese. Strada del vino. Le Dolomiti e le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono due luoghi differenti ma entrambi sono stati riconosciuti dal patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Da un lato, ci sono le pareti sassose e scoscese delle montagne, e dall’altro versanti ripidissimi coltivati a vigneti. Tuttavia, questi due paesaggi distinti, il cui patrimonio è stato riconosciuto dall’Unesco, condividono l’orgoglio delle comunità locali che hanno preservato la storia e la cultura delle zone, dando vita a uno scenario straordinario.

Fonte: Wine and Food Tour.

Crypta, il vino che racconta la storia del territorio di Grottaferrata.
Al Vinitaly di Verona è stato presentato “Crypta”, un vino in grado di rispecchiare appieno il territorio criptense e le sue peculiarità, realizzato dall’Associazione Vignaioli in Grottaferrata, incentrata sulla valorizzazione delle radici e dell’identità del territorio. Ogni azienda ha quindi prodotto il proprio “Crypta”, nato da vitigni coltivati esclusivamente a Grottaferrata. “Cinque aziende di Grottaferrata con il desiderio di creare valore per il nostro territorio. – dichiara a TeleAmbiente Tiziana Torelli, presidente Associazione Vignaioli in Grottaferrata – Abbiamo deciso di fare un vino comune, l’innovazione che abbiamo voluto portare a questo Vinitaly 2023. Si chiama Crypta, un omaggio di passione a Grottaferrata. Il nome del vino deriva da ‘crypta ferrata’ all’interno dell’Abbazia di San Nilo, un unicum nel mondo. L’abbazia unisce la chiesa d’Oriente alla chiesa d’Occidente, un messaggio forte che umilmente cercheremo di veicolare con il nostro vino“.

Fonte: TeleAmbiente.

Bologna In Vino 2023.
Arte del Vino torna a Bologna con la Fiera Nazionale del Vino – BOLOGNA IN VINO – 14, 15 E 16 Marzo 2023. Spazio DumBO ospiterà l’evento che ha come protagonisti l’amore per il vino, cultura e divertimento. Negli orari sotto indicati il pubblico potrà accedere alle degustazioni, acquistando il calice e la taschina porta calice. I partecipanti oltre a degustare e imparare la cultura del vino potranno acquistare durante la fiera le bottiglie direttamente dai produttori, un vero e proprio MERCATO DEL VINO.

Fonte: Egnews.it.

Racconti sul vino – seconda vendemmia : Wine&Sport: is it possibile?
Ogni calice bevuto, ha la storia da raccontare In collaborazione con la Biblioteca Popolare dello Sport di Sassari . Il terzo appuntamento è a tema “sportivo” . Una serie di micro reading affidati all’estro di donne, uomini, giornalisti, scrittori, amanti dello scrivere ed esperti del buon bere Appuntamento domani in Vineria Tola, mercoledì 12 aprile dalle ore 19.30. In piazza Tola terzo appuntamento stagionale con la piccola rassegna eno-letteraria Racconti sul vino – seconda vendemmia. Dopo la sbornia musicale di due settimane fa, con la straordinaria e applauditissima performance di Giuliano Rassu e Maria Antonietta Fraoni, domani mercoledì 12 aprile alle 19,30 si torna alla Vineria Tola. Al centro della tavola ci sono sempre la passione per il buon vino e il buon bere, lo scrivere leggero e ironico, ma stavolta l’abbinamento è ancora più ardito: Wine&Sport: is it possibile?

Fonte: Algherolive.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 11 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Intervista a Luca Matarazzo – Nell’animo gentile di un vitigno tipico tutto lo spirito di una comunità.
Sotto gli occhi di tutti la crescita continua delle sei tipologie anche in altre regioni. Luca Matarazzo l’Albana ce l’ha nel sangue. Malgrado le sue origini campane, il vitigno tutto made in Romagna gli sta talmente a cuore da esserne divenuto l’ambasciatore, “certificato” dalla vittoria nell’ultima edizione del Master, svoltosi a Bertinoro e promosso da Ais Romagna e Consorzio Vini di Romagna. Due anni fa era arrivato secondo, nell’edizione 2022 è salito sul gradino più alto superando un sommelier romagnolo. Nella recente edizione di “Vinitaly” ha proposto una degustazione guidata di nove Albana che ha testimoniato la poliedricità territoriale di un vitigno che cresce dal cesenate e si dipana sino all’imolese.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

La stella bianca della Romagna è risorta.
Roberto Monti, neo presidente del Consorzio Vini di Romagna, a “Vinitaly” l’ha definita la «stella bianca della Romagna». In effetti, l’Albana è un unicum nel panorama nazionale, che si avvale del primato di prima Docg d’un vino bianco in Italia. Era i11987, pareva l’inizio dl un nuovo Eldorado e invece fu l’inizio della discesa. Un dato è rivelatore: 4.366 gli ettari coltivati nel1990, scesi a 872 nel 2021. In percentuale, -80%. Una parabola discendente invertita alcuni anni fa, quando i produttori hanno compreso il potenziale del vitigno in altre versioni, secco in primis, con proposte qualitative notevoli. I risultati non si sono fatti attendere: gli ettolitri in quattro anni sono cresciuti del +31%, arrivando a oltre 900.000 bottiglie.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Visitatori e compratori un Vinitaly da “regina” per i Emilia Romagna.
Bilancio più che positivo del l’Enoteca regionale Bologna Si è chiuso il sipario sulla 55a edizione di Vinitaly, in cui Enoteca Regionale Emilia Romagna ha celebrato con grande successo e partecipazione la ricchezza delle denominazioni regionali curando l’intero Padiglione 1 con i Consorzi, le aziende e ivini emiliano-romagnoli a capitanare uno spazio dedicato interamente all’ingegnosa bellezza nata nel territorio. Un unicum a livello nazionale, Enoteca Regionale Emilia Romagna porta avanti un progetto di promozione onnicomprensivo che abbraccia tutto il territorio della regione e il suo straordinario patrimonio vitivinicolo, in una stretta collaborazione con i Consorzi che ha portato l’intera filiera, dalla grande azienda al piccolo produttore, negli spazi del più importante appuntamento internazionale del mondo del vino.

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.

Da allenatore di calcio a viticoltore La seconda vita di Malesani è distillare aromi nella sua cantina.
Ferrara Lui è Alberto Malesani, nato nel 1954 nel Veronese ai piedi della Val Squaranto. Alle sue spalle decenni di vero, sano e sanguigno calcio: da calciatore negli stadi del Veneto e poi da allenatore, dal Chievo in Cl nel 1987 e in totale su ben 12 panchine tra Italia e Grecia tra Serie C, B e A fino al 2014. Riesce a mettere in bacheca anche tre importantissimi trofei con il Parma, vale a dire una Coppa Italia, una Super coppa Italiana e una Coppa Uefa (l’attuale Europa League) conquistata nella stagione 1998-1999. E ora? Produce vino! E in ogni stagione, come ha fatto tanto da allenatore, vuole vincere con tutto il suo staff.

Fonte: Nuova Ferrara.

Un «rosa» mediterraneo per celebrare due campionesse.
Si sente voglia d’estate e in tavola approdano i cibi freschi, molto orto, c’è desiderio e profumo di Mediterraneo. Guardare al Salento è quasi un riflesso (di sole) condizionato e scoprire che bere in rosa offre immediatezza e compiutezza, è una gioia. Lo spiego in Cinque minuti. È un gioco di parole per tornare a frequentare la produzione di un signore del vino che è stato «costretto» dalla passione a farsi egli medesimo vignaiolo. Che però subisce il fascino della notizia e che fa crescere l’azienda radicata nelle terre opime di Avetrana affidandola ai figli.

Fonte: La Verita”.

L’investimento è nel bicchiere Alla Borsa dei vini l’Italia vola.
Nell’indice londinese delle bottiglie più pregiate, il Liv-Ex 100, le etichette di casa nostra guadagnano il 9,8%. Dal Sassicaia (300 euro in enoteca) al Tignanello Wino a 150), ecco chi vale di più. New entry il Barbaresco, che quest’anno sale del 22%. Ma prima di tutto è un piacere da condividere con amici. Poi è anche un vino su cui investire: questo è un plus di cui siamo molto felici». Renzo Cotarella è il ceo di Marchesi Antinori, griffe italiana del vino, presente con due grandi rossi, Tignanello e Solaia, nell’indice londinese Liv-Ex zoo. La Borsa dei vini di pregio (o fine wines, per dirla con gli addetti ai lavori) che monitora l’andamento delle cento etichette più gettonate al mondo sul mercato secondario.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Toni fruttati e cremosità al palato.
Dall’impianto delle prime barbatelle di Pinot Nero della Borgogna in Oltrepò, ad opera del conte Carlo Vistarino nel 1850, si instaura lo speciale vincolo della famiglia con queste uve. Legame oggi consacrato da Ottavia Giorgi di Vistarino che conduce l’attività estesa su oltre cento ettari vitati, coadiuvata da un team di esperti. Cultori del nobile vitigno, non facile da allevare, custodiscono la storica visione di famiglia: interpretare al meglio il territorio, esaltandolo con la qualità massima del prodotto finale.

Fonte: Messaggero.

Bonsai Ventures investe su eWibe.
Comprare e vendere vini pregiati con la stessa fcilità con cui si comprano e vendono le azioni in borsa. E questo il modello di business alla base di eWibe, realtà fondata da Edoardo Maria Lamacchia che ora cresce grazie all’ingresso nel capitale di Bonsai Ventures, la holding d’investimento founder-friendly guidata da Michele Padovani. Un primo round di investimento della startup da 0,5 milioni si era chiuso nel dicembre 2021 mentre ora la società è nella fase di scale up. L’ingresso di Bonsai Ventures con 0,25 milioni fa parte infatti di una più ampia operazione che vedrà coinvolti anche altri business angel e dovrebbe completarsi nel giro dei prossimi 12 mesi.

Fonte: Mf.

L’analisi – Tra vino e cibi vola all’estero l’agroalimentare made in Italy.
Nel 20221e esportazioni hanno sfiorato i 61 miliardi (contro i 32 miliardi di 10 anni fa) con oltre 27 milioni di tonnellate di prodotti Raffaele Lorusso L ‘ export agroalimentare italiano vola. Nonostante il clima di instabilità dei mercati generato prima dalla pandemia e poi dalla guerra in Ucraina, il settore mostra una grande capacità di resilienza. Nel 2022 le esportazioni hanno sfiorato i 61 miliardi, con oltre 27 milioni di tonnellate di prodotti collocati sui mercati esteri. Numeri sorprendenti, se si considera che dieci anni fa il valore era di 32 miliardi e che nel 2019, prima della pandemia, si era attestato a 45 miliardi. Mettendo a confronto i dati dell’ultimo quinquennio, la crescita in valore è stata del 44 per cento.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

La Tenuta Neri conquista Germania e Spagna con tre vini d’eccellenza.
Merlot, Sangiovese e Albana vincono premi prestigiosi La cantina attiva dal 1951 è sempre più internazionale. Medaglia d’oro al “Mundus vini” in Germania, concorso internazionale con oltre 7.500 vini da tutto il mondo, per il Merlot Rubicone Igp 2018 “Alma” della tenuta Neri di Carpineta. E medaglia d’oro alla “Catavinum world Ovine e spirit competition” in Spagna per l’Albana secca Docg 2022 “Agostina” e per il Sangiovese superiore riserva Dop 2019 “Luis”. Sono i tre prestigiosi premi che la Tenuta Neri ha portato a casa in queste due importanti concorsi vinicoli internazionali.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Patatine alla zucca, vini delle sabbie e sigaro toscano: l’unione stupisce.
L’esordio Il lancio del peculiare abbinamento è avvenuto a Verona Patatine alla zucca, vini delle sabbie e sigaro toscano: l’unione stupisce Autoctono e globale I promotori: «Enologia e agroalimentare devono coniugare tradizione e innovazione continua» Ferrara Durante la 55a edizione di Vinitaly, che si è svolta dal 2 a15 aprile a Verona è avvenuto il grande lancio. Precisamente nel lussuoso salotto dello stand Manifatture Sigaro Toscano è avvenuto per la prima volta il peculiare abbinamento: patatine alla zucca violina autoctona ferrarese e vini delle sabbie estensi in connubio con il famoso sigaro delle Manifatture Toscano.

Fonte: Nuova Ferrara.

Che successo con il pesce dell’Adriatico.
Al Vinitaly, nel padiglione 1 dell’Emilia Romagna, il Consorzio Vini Doc Bosco Eliceo si è presentato al grande pubblico di esperti gourmet, sommelier e giornalisti, per proporre i vini delle sabbie in abbinamento ai prodotti ittici, frutto della ricerca e produzione compiuta da pescatori e allevatori di Comacchio. Acciughe, sardine, acqua delle, cefalo e anguilla sono stati presentati in abbinamento ai più rappresentativi vini delle sabbie del territorio del Parco del Delta. In passerella hanno sfilato: crostino con patédi acciughe e capperi abbinato ad un identitario Sauvignon Doc del Bosco Eliceo; cefalo di valle leggermente affumicato su crostino di pane, in abbinamento al vino da vitigno autoctono Fortana (conosciuto come Uva d’Oro).

Fonte: Nuova Ferrara.

All’insegna del ‘Dop’, viaggio nelle 35 acetaie.
Variegato e prezioso il mondo dell’oro nero nel distretto ceramico, come spiega il presidente del Consorzio Corsini: «Location uniche, come tesori» di Maria Silvia Cabri Sassuolo e il suo distretto terra di… aceto balsamico. Se si è soliti collegare i quattro comuni di Sassuolo, Maranello, Fiorano e Formigine al mondo della ceramica, esiste un’altra importante realtà che non va sottovalutata: quella dell’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, di cui il distretto di Sassuolo è fiero rappresentante. «Sono 35 in totale le acetaie in questo distretto – racconta Enrico Corsini, presidente Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop – di cui quattro sono quelle comunali».

Fonte: Resto del Carlino Modena Speciale Sassuolo da vivere.

Parovel ci riprova e chiede all’Authority di immergere in mare altre 14 casse di vino.
Dopo l’esperimento da 6.492 bottiglie dello scorso anno l’azienda vuole fare il bis. Eventuali osservazioni entro il 26 Parovel ci riprova e chiede all’Authority di immergere in mare altre 14 casse di vino. La Parovel rinnova il progetto “Audace”, che lo scorso anno dal / Carso aveva portato 6.492 bottiglie di Prosecco doc a 20 metri di profondità nel Golfo di Trieste, per affinarsi e maturare. Il primo esperimento portato a termine dell’azienda di San Dorligo della Valle, guidata da Elena e Euro Parovel e che dal 1898 produce vino e olio extravergine di oliva, ha avuto successo. Le bottiglie, riemerse lo scorso mese di settembre da quella sorta di cantina sottomarina sono andate a ruba, incuriosendo triestini e turisti che hanno potuto apprezzare quel vino anche sulle tavole di diversi ristoranti della città.

Fonte: Piccolo Trieste.

Il Parco difende le vigne con il grasso di pecora: «Repellente naturale».
Ridurre la presenza dei cerbiatti nel Parco delle Cinque Terre. Questo l’obiettivo dei coltivatori e produttori che intendono ricompone gli equilibri ecologici, prevenire l’impatto sull’attività agricola e sul bosco. Il Parco prosegue il progetto attivato per contenere la presenza degli ungulati e dei cervidi, utilizzando come dissuasori sostanze repellenti quali il Trico che fornisce ai produttori. Questo prodotto può essere utilizzato nei vigneti che vengono danneggiati dai caprioli. Si tratta di una misura adottata già da alcuni produttori e sperimenta dal Parco tra il 2019 e 2022, in collaborazione con il Gesaf dell’Università di Firenze, che ha dato esiti positivi.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Appuntamenti – Cibo e vino siciliani al C30 OneDay.
Wine See Sicily in Tour debutta per la prima volta a Milano venerdì 14 e sabato 15 aprile presso lo spazio C30 OneDay Group con due giornate di degustazioni e attività pensati per wine e food lovers; sono presenti circa 30 produttori. I partecipanti vengono coinvolti in una degustazione multi prodotto di vino, birre artigianali e caffè, dopo essere stati sottoposti al test del gusto di Vmhood, un algoritmo in grado di suggerire un percorso di assa i4y personalizzato in base al rispettivo carattere.

Fonte: Libero Quotidiano Milano.

Vini, trasferta a Roma Si degusta il pinot nero.
Trasferta a Roma per il Consorzio e peri vini oltrepadani. Giovedì 27 aprile, la sede centrale della Fondazione Italiana Sommelier ospita l’evento degustazione “Oltrepo Terra di Pinot Nero”. Dopo l’esordio alla Tenuta Pegazzera, il Consorzio (diretto da Carlo veronese) ha deciso di portare nella capitale il format legato al Pinot nero , che ha avuto successo nelle precedenti edizioni. Dodici le aziende oltrepadane presenti. La degustazione pomeridiana avrà come protagonista le bollicine di Metodo Classico Docg con le aziende Calatroni (Extra Brut Norema 2020), Torre degli Alberi (Cruasè Brut 2019), Oltrenero (Nature 2018), Bruno Verdi (Vergomberra Dosaggio Zero 2018), Conte Vistarino (1865 Dosaggio Zero 2016), La Travaglina (Julillae 2011) . Alla sera, invece, la degustazione sul Pinot nero Doc con un focus sulla vinificazione in rosso.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vino e cicloturismo L’antica cascina trova una nuova vita.
II progetto. La Tenuta Ronco Regio a San Fermo dove si produce il Sanfermino (1.500 bottiglie all’anno) Camere ricavate nel casale con piscina e biosauna ¦ Merlot e cabernet sauvignon Riposo di un anno in barrique. Una vecchia vigna abbandonata riprende vita e un’antica cascina de11400 rinasce, conservando tutto il suo fascino. La Tenuta Ronco Regio a San Fermo della Battaglia, ai piedi del Parco della Spina Verde, è oggi non solo un agriturismo a conduzione familiare, ma un vero e proprio progetto che guarda al futuro tra viticoltura e cicloturismo.

Fonte: Provincia Como.

Spingere sulle fonti rinnovabili per difendere i nostri buoni vini.
Dipartimento di Ingegneria dell’informazione Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche Si è molto discusso del vino, del potenziale economico che pub rappresentare per il paese, delle competenze necessarie per una produzione di qualità, ma nulla sui pericoli che incombono sulle nostre vigne peri cambiamenti climatici ormai evidenti a tutti. Le uve stanno maturano troppo velocemente sotto un sole sempre più caldo, con il rischio di ottenere un vino sciropposo e poco gradito. Rispetto al Medioevo, nella Borgogna, in Francia, le temperature sono aumentate così tanto che le uve sono raccolte almeno due settimane prima.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

L’Alto Piemonte e il Gran Monferrato alleati per la Città europea del vino 2024.
Tredici Comuni del Novarese sostengono il progetto LJunione fa la forza. E così le Città del vino dell’Alto Piemonte si sono alleate con quelle del Gran Monferrato per presentare una candidatura congiunta a Città europea del vino 2024. E quale migliore vetrina del Vinitaly — la più importante manifestazione fieristica del vino in Italia e una delle più rilevanti al mondo, che si è appena conclusa a Verona — per presentare ufficialmente la candidatura, che è sostenuta da ben tredici Comuni del Novarese (Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Fara Novarese, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Romagnano Sesia, Sizzano e Suno) che fanno parte dell’associazione Città del vino.

Fonte: Azione – Eco di Galliate.

Confagricoltura L’associazione a Vinitaly: i bilanci e le proposte.
«Abbiamo sottoscritto un’intesa importante in materia di turismo. Con il nuovo protocollo passi avanti di rilievo» – Si è chiusa da pochi giorni Vinitaly 2023, la più importante fiera italiana del settore vitivinicolo e appuntamento immancabile anche per Confagricoltura Alessandria. la più antica Organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola, in Italia come in Provincia, era presente con uno spazio nel padiglione D della fiera di Verona per offrire una importante vetrina alle aziende italiane. Nella “Galleria delle Regioni”, erano infatti esposte una selezione di etichette del territorio alessandrino che ben hanno rappresentato le Doc e Docg del basso Piemonte. Vinitaly, tuttavia, non è solo una vetrina espositiva.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Casalese Vinitaly con il Grignolino tra i protagonisti dell’effetto ‘wow’.
Reduci dalla 55esima edizione del Vinitaly di Verona, i vigneron monferrini del Consorzio di Tutela Colline del Monferrato Casalese tornano a casa con nuovi contatti e mercati aperti anche oltreconfine. Sempre più, i vini cosiddetti di nicchia sono stati tra i più apprezzati rispetto ad un mercato in continua ricerca degli undescovery Made in Italy, ovvero, degli autoctoni meno noti ad effetto ‘wow’. In questo contesto, il grande protagonista del Casalese è indubbiamente stato il Grignolino nelle sue diverse declinazioni, dal tradizionale al Riserva fino alle bollicine, oltre che il Monferace. Ha fatto la sua prima comparsa al Vinitaly il Rubino di Cantavenna doc che, ad oggi, conta solamente 5 produttori in un areale molto ristretto, con poco più di 10mila bottiglie/anno.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Novi Ligure Gavi Docg: cresce l’export in Russia.
Il grande bianco piemontese conquista il mercato russo. Nonostante guerra, restrizioni, embarghi e minacce, il presidente Putin non rinuncia al vino italiano con le esportazioni tricolori in Russia che sono aumentate del 16% nel 2022 e hanno raggiunto lo storico record dei 172 milioni di euro. E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat. Il nettare di Bacco raggiunge le steppe russe e non ferma l’exsport, infatti, attraverso triangolazioni il vino arriva a Mosca dove i cittadini non rinunciano a consumare bottiglie tricolori, a casa e al ristorante. II primo paese «L’Italia è diventata nel 2022 il primo Paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa i130%, davanti a Spagna e Georgia, con i vini più gettonati che oltre al Prosecco sono l’Asti, il Gavi e i Dop piemontesi, toscani, siciliani e veneti-ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

L’Erbaluce vino Piemontese dell’anno 2023.
L’Erbaluce è il vitigno dell’anno 2023 del Piemonte. La presentazione della scelta è avvenuta ad inizio settimana nel contesto di Vinitaly a Verona in un evento che ha visto la partecipazione del Consorzio Tutela Vini Docg Caluso, Carema e Canavese e di Colline Novaresi — Consorzio di tutela Alto Piemonte. La Regione Piemonte, promotrice dell’iniziativa, è stata affiancata dalla candidatura di Alto Piemonte Gran Monferrato a Territorio europeo del vino 2024, a cura del Coordinamento Regionale della Città del Vino. Per l’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte è da apprezzare la strategia di presentare un territorio con tutte le sue peculiarità, dal sud al nord del Piemonte, e non solo una città, come proposta unica promozionale.

Fonte: Azione – Eco di Galliate.

Concorso enologico per istituti agrari Le classi vincitrici premiate al Vinitaly.
Alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida sono stati premiati gli Istituti agrari ad indirizzo enologico giunto alla sua settima edizione. ll concorso ha visto la premiazione di 21 scuole, provenienti da 15 diverse Regioni, per un totale di 66 vini in gara, valutati in base a 5 categorie: vini tranquilli DOC e DOCG, vini tranquilli IGT, vini spumanti DOC, vini spumanti VSQ (vini spumanti di qualità), vini passiti.

Fonte: L’Edicola del Sud.

«I vini sardi non temono rivali ora riformiamo le denominazioni».
Giuseppe Carrus (Gambero rosso): «Vinitaly un grande successo per l’isola» Il di Andrea Sin’ Sassari «Vinitaly per la Sardegna è stato un grande successo. Sia per la qualità proposta che – è giusto dirlo – anche per il modo in cui è stata proposta». Spenti i riflettori sulla fiera internazionale dell’enologia di Verona, Giuseppe Carrus traccia un bilancio che ricalca i risultati lusinghieri ottenuti e le impressioni di operatori ed esperti. «Da parte dei produttori sardi c’è una consapevolezza nel proporre vini di un certo tipo – conferma Carros, giornalista cagliaritano in forza alla redazione di Gambero Rosso, tra i curatori della Guida Vini d’Italia-, ed è una consapevolezza che ho trovato in tanti bicchieri.

Fonte: Nuova Sardegna.

Vinitaly: successo per i nostri vini Brinda la delegazione pisana.
Tante aziende impegnate in fiera. Tamburini (Camera di Commercio): «Opportunità importante». Si sono spenti da poco i riflettori sulla 55esima edizione del Vinitaly 2023, che si è svolta a Verona dal 2 al 5 aprile, e la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest brinda al record di presenze registrate al grande stand allestito nel padiglione della Toscana dove ha rappresentato la varietà delle produzioni delle aziende di Pisa, Lucca e Massa-Carrara. Uno stand di 162 mq di superficie allestiti per presentare al pubblico le produzioni di questo territorio grazie alla presenza del Consorzio Vini Terre di Pisa DOC, del Consorzio Candia Colli Apuani DOC e della Strada del Vino e dell’olio Lucca, Montecarlo e Versilia e di altre quindici realtà aziendali, da Carrara fino alla DOC Montescudaio.

Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.

Metodi antispreco d’acqua Le scelte di Cantina Negrar.
La siccità sta colpendo anche la viticoltura in Valpolicella Metodi antispreco d’acqua Le scelte di Cantina Negrar H tecnico Oliboni: «Strategia fondamentale». A Vinitaly presentati vini della linea Domini veneti prodotti così. La siccità sta colpendo anche la viticoltura in Valpolicella, una terra che non l’ha mai sofferta fino a oggi e che, anzi, è sempre stata ricca d’acqua. I cambiamenti climatici obbligano sempre più anche i viticoltori della zona dei grandi rossi veronesi ad adottare innovative strategie o buone pratiche per il risparmio idrico, per riuscire a fronteggiare casi di prolungata siccità come in questo periodo e quello che si profila. Cantina Valpolicella Negrar, per produrre 9 milioni di bottiglie l’anno, integra tecniche e scelte agronomiche precise per risparmiare acqua e dosarla, nei 700 ettari di vigneti coltivati dai 244 soci.

Fonte: Arena.

Valentina Cubi cresce anche con l’enoturismo.
L’azienda di Fumane e le prospettive Valentina Cubi cresce anche con l’enoturismo •• Il Sud est asiatico si conferma area commerciale dalle grandi potenzialità, e l’agriturismo ha numeri in forte crescita: c’è soddisfazione nell’azienda agricola Valentina Cubi di Fumane per il 2022 e per le prospettive di questa nuova annata. «Abbiamo scollinato», sorride Valentina Cubi; «il 2022 è stato in linea con gli anni migliori come il 2019, il precovid». Nuovi mercati sono entrati in rete. «Penso a Taiwan ed al Vietnam con i primi ordini, aumentati quelli da Singapore, consolidati i mercati europei che restano il nostro punto focale con Canada e Usa». In crescita l’enoturismo in cantina.

Fonte: Arena.

Bonsai Ventures scommette sui vini di eWibe.
Bonsai Ventures, la holding d’investimento veronese guidata da Michele Padovani (nella foto sopra), entra nel capitale di eWibe, il live market dei vini pregiati, con un investimento di 250.000 euro. L’accordo, annunciato ieri, rappresenta il primo tassello di un’operazione che coinvolgerà diversi business angels, che investiranno in eWibe nelle prossime settimane attraverso uno strumento finanziario partecipativo (Sfp). L’hub eWibe è dedicato ai vini pregiati, è online dal luglio 2022 e oggi mette insieme una piattaforma di trading in tempo reale, deposito bottiglie e servizi di formazione e informazione per chi desidera investire.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

La Marca piazza 26 vini nella “5StarWines”.
Nella 7. edizione di “5StarWines”. la guida enologica dei migliori vini selezionati al Vinitaly, non mancano quelli trevigiani tra i 733 inseriti che hanno superato la soglia dei 90 centesimi, su oltre 2200 campioni che hanno partecipato al concorso enologico e che sono garanzia di qualità. Se il migliore in assoluto è stato il “Costa Amalfi Doc Furore bianco Fiorduva 2021” di Marisa Cuomo con 97 punti, la Marca piazza 26 vini tra bollicine di Prosecco Dogi e Doc (ma anche un rosso) che hanno raggiunto i 93 e 92 centesimi. Con 93 punti: Asolo Prosecco Docg extra brut 2022 Tenuta Mattia Dalla Francesca; Valdobbiadene Prosecco Docg Cartizze dry 2022 di Col Vetoraz; Valdobbiadene Prosecco Docg brut M4412022 di Vigneto Vecio; Valdobbiadene Prosecco Docg brut millesimato Rive Col San Martino Cuvèe del fondatore Graziano Merotto; Valdobbiadene Prosecco Docg extra dry millesimato Terra de Rù 2022 Cantina Bernardi.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Annate preziose e gioielli da degustare, una cantina e un brand di gioielli speciali.
Nel vasto panorama enogastronomico parlare di tradizione significa spesso tutto e niente. In particolare in Italia, Paese dove la parola è insita nel dna di ogni persona. Specialmente, appunto, in quella dei viticoltori, delle aziende vinicole. Motivo per cui, questo, i vini nostrani sono apprezzati in tutto il mondo, bevuti da intenditori e appassionati. Ma non solo: anche da persone che in quel mondo non riversano particolare interesse, semplicemente pasteggiano ogni pranzo con un buon calice. Decenni fa (e ancora oggi in alcune zone dello Stivale) si usava dire “contadino”. Il panorama rurale fa presto venire in mente ettari di vigneti, sparsi un po’ ovunque, che sorgono in procinto delle aziende agricole. E alcuni di loro sono spesso secolari. Come quello di Cantine Garrone, realtà in quel di Domodossola, poco distante dalla Svizzera. Nata nel Novecento a opera del bisnonno Luigi, ora è guidata dai nipoti trentenni Marco e Matteo Garrone, assieme allo zio Mario il quale, spiega Marco, “fa da vedetta”. Torna anche il coté familiare, rientrando perfettamente nell’amabile cliché di quei progetti italiani guidati da consanguinei che tengo alto il nostro onore, anche al di fuori dei confini nazionali.

Fonte: Marie Claire.

Info e lista cantine selezionate Only Wine 2023 “Salone nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine” – 22-23 (24 solo B2B) aprile a Città di Castello.
Se non avete ancora programmato il vostro ponte del 25 aprile l’Umbria e l’Only Wine vi aspettano assieme agli oltre 100 giovani produttori e piccole cantine d’Italia (e non solo) presenti alla decima edizione della mostra mercato che per 3 giorni trasformerà, ancora una volta, Città di Castello nella città del vino. Nella nuova edizione, oltre ai 100 e più produttori selezionati, un’area EXTRA WINE, un Temporary Restaurant condotto dal team di Gastrobì formato dal Matteo Antonelli (Migliori Sommelier Marche Ais) e da Michele Antonelli (Miglior giovane Chef Italiano 2023 per la Sanpellegrino Chef Accademy che rappresenterà l’Italia nella competizione mondiale), importanti riconoscimenti per le realtà più virtuose e un programma ricco di appuntamenti di approfondimento enoico, degustazioni tecniche e masterclass .

Fonte: Wine Blog Roll.

L’effetto protettivo del vino sul cuore: cosa c’è da sapere.
Il vino e il cuore: nuove ricerche suggeriscono un effetto protettivo. Un consumo moderato di vino può avere effetti benefici sul cuore, ma ciò che determina questi effetti protettivi potrebbe essere la sua capacità di agire su specifici grassi nel sangue chiamati ceramidi. Secondo l’IRCCS Sacro Cuore di Negrar e l’Università di Verona, che avvieranno presto un dottorato di ricerca sull’argomento, l’assunzione lieve-moderata di vino potrebbe avere effetti cardiovascolari positivi agendo sulla riduzione di questi lipidi. Studi precedenti hanno dimostrato che i ceramidi aumentano il rischio di malattie coronariche e di recidiva di eventi cardiaci come l’infarto, anche in persone che ricevono un trattamento farmacologico ottimale per la riduzione del colesterolo LDL.

Fonte: Microbiologia Italia.

7 vini per i 7 giorni della settimana.
Per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui) i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni hanno assaggiato oltre 24.000 vini, per riuscire a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino. Hanno inoltre selezionato un buon numero di etichette che sono approdate alle degustazioni finali che hanno decretato, per alcune di esse, il riconoscimento di TOP WINE. All’interno di questa lista, che contempla 787 vini, sono stati poi indicati 386 VINI SLOW e 156 VINI QUOTIDIANI. Due categorie di TOP WINES che vengono così descritte: Top Wine che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. Il Vino Slow risponde anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto.

Fonte: Slow Food.

Le parole del vino: tra significati nascosti e incomprensioni.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una rivoluzione nel modo di parlare di enologia e di vino: da argomento elitario di pochi professionisti, per fortuna, oggi si assiste ad una progressiva diffusione della cultura del bere. Il mondo del vino si è aperto e ha saputo raccontarsi maggiormente, dando la possibilità ai consumatori di essere più formati e consapevoli. Non sempre, però, le parole del vino e le informazioni diffuse sono chiare, e purtroppo in alcuni casi sono anche scorrette. Vediamo insieme alcune dei clam sul vino da conoscere e anche 4 miti da sfatare. In tutte le etichette è riportata la famigerata espressione “contiene solfiti”. Si tratta di un obbligo di legge in quanto i solfiti costituiscono un allergene, alla pari di altri alimenti che conosciamo di più come le uova, i crostacei o la frutta secca.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

Lunelli vuole scrivere il futuro del vino.
C’è una Ferrari che vince in Formula 1. Non la rossa del cavallino rampante (ahinoi), ma la bottiglia di Ferrari Trentodoc del Gruppo Lunelli che dal 2021 è il brindisi ufficiale nelle premiazioni del campionato del mondo. Una doccia alle bollicine italiane che ha chiuso l’era dello champagne sui circuiti, con buona pace dei francesi. “Un po’ di sana rivalità è normale – commenta a Wired Matteo Lunelli, amministratore delegato del gruppo, a cui fanno capo le Cantine Ferrari – ci stimola a puntare sempre più in alto”. La partnership con la Formula 1 ben raffigura l’ambizione dell’azienda trentina: diventare un “polo di eccellenza del bere italiano”. Matteo Lunelli, rappresentante della terza generazione della famiglia che ha raccolto l’eredità ultracentenaria di Giulio Ferrari, ripete la parola “eccellenza” quattordici volte al telefono. È il mantra che ispira tutte le scelte del gruppo, al tredicesimo posto nel 2021 tra le società vinicole italiane. Non è un caso che dal 2020 Lunelli sia anche a capo della Fondazione Altagamma, che riunisce le imprese italiane del lusso. Un approccio che permea la cultura aziendale e l’intera denominazione, a cui contribuiscono 60 cantine, e che incontra anche le inclinazioni dei consumatori.

Fonte: Wired Italia.

Ecco perché si vende sempre meno vino nei supermercati.
Prosegue il trend negativo delle vendite di vini e spumanti nella Distribuzione Moderna che ha caratterizzato il 2022, ma la recente tendenza a una progressiva diminuzione dell’inflazione fa sperare in una ripresa nella seconda parte dell’anno. È quanto è emerso a Vinitaly nel corso della tavola rotonda su Vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. L’istituto di ricerca Circana (già IRI) ha presentato la sua “Ricerca Circana per Vinitaly”, commentata poi da rappresentanti delle cantine e della distribuzione. Nel primo trimestre del 2023, infatti, le vendite di vino calano a volume del 6,2% e quelle delle bollicine dello 0,5% (dati Circana, primi 11 settimane del 2023, in Ipermercati, Supermercati Discount e e-commerce). Nel 2022 le vendite di vino erano scese del 5,4% e quelle delle bollicine del 5,0%. Le tensioni inflazionistiche hanno causato, anche nel primo trimestre del 2023, un sensibile aumento dei prezzi: +7,0% il vino e +6,6% le bollicine; il che ha portato a far registrare un aumento delle vendite a valore dello 0,4% per il vino e del 6,1% per le bollicine.

Fonte: quotidiano.net.

STAMPA ESTERA

La champagne met le cap sur l’export.
Après leur succès dans la grande distribution, deux puissants acteurs de la coopération champenoise s’allient pour conquérir de nouveaux marchés. Véronique Blin fait partie des très (trop) rares femmes à la tète d’une cave coopérative. Celle qui dirige le groupe Terroirs et vignerons de Champagne est, en plus, une discrète. Pourtant, l’entité dont elle assure la direction est un mastodonte. Fruit de la fusion du Centre vinicole-Champagne Nicolas Feulllatte et de la Coopérative régionale des vins de Champagne, plus connue sous le nom de sa marque Castelnau. Une union de coopératives qui fait du groupe un colosse réunissant 6 000 vignerons pour 2 800 hectares, soit près de 8 % de la surface du vignoble champenois. Avec un potentiel de production de 24,5 millions de bouteilles, l’ambition affichée de Terroirs et vignerons de Champagne est d’atteindre 5 “/ de part de marché en volume et de renforcer la marque Nicolas P’euillatte, label de champagne préféré des Français et n’ 3 dans le monde en 2021, d’après l’IWSC. « Cette création va dans le sens de la concentration des acteurs champenois et accompagne la restructuration de modèle coopératif», atteste Véronique Blin. Une division « développement et partenariats» Pour mener à bien cette fusion, elle a su convaincre les dirigeants des deux entités et surtout les vignerons. Un travail de longue haleine qu’elle a mené en parallèle avec la gestion de son domaine familial à Brugny-Vaudancourt, avec son mandat au conseil d’administration de Coop de France, la présidence de Nicolas Feuillatte depuis 2012, mais aussi avec son activité au Conseil économique, social et environnemental. En plus des marques Nicolas Feuillatte et Castelnau, le groupe Terroirs et vignerons de Champagne comprend aussi Champagne Abelé 1757 sous statut de négoce, ainsi qu’une division « développement et partenariats n. On est bien loin des débuts du Centre vinicole dont l’histoire débute en 1972.

Fonte: Figaro.

La renaissance de la Loire.
Une stratégie d’entreprise qui s’appuie sur le développement d’expériences innovantes, l’oenotourisme, des dégustations en musique ou sous les étoiles… la région s’invente un nouveau modèle. Le nom des Vignobles Edonis ne vous dit rien? Ce n’est pas si étrange que cela. Cette nouvelle marque regroupe. l’image institutionnelle et commerciale de la cave Robert e Marcel, référence des vins de Saumur et de Bourgueil. Tout commence en 1957 lorsqu’une quarantaine de vignerons lance la coopérative de Saumur. Ce n’est qu’en 2013 qu’elle adopte le nom de Robert e Marcel, en hommage à Robert et Marcel Neau, personnages emblématiques de la cave. Une marque au nom sympathique qui symbolise la volonté de remettre la simplicité et l’accessibilité au coeur du produit, le vin, et se veut le reflet de la personnalité et du travail des hommes qui la portent. Aujourd’hui, Robert e Marcel, ce sont 200 adhérents et 2000 hectares de vignes. F.t la volonté d’offrir plus que des cuvées reconnues, mais aussi des expériences innovantes. «Faire vivre des expériences » «Nous avons la chance d’avoir [es chàteaux de la Loire, 70 appellationº, des cépages identitaires et une gastronomie recors mie, cite Nicolas Emereau, directeur général de la cave. Notre objectif est de ne plus être axé uniquement sur la production, mais de faire vivre des expériences. Toute la transformation de l’entreprise tourne autour de ce projet avec une vraie stratégie. » Il faut dire que Robert e Marcel a toujours été précurseur avec la mise en place de l’entierbernent, la création de l’appellation Saumur-Champlgny, la mise en place de partenariats avec d’autres caves dans une optique claire : comment s’apporter mutuellement des choses tout en restant attractif pour les adherents.

Fonte: Figaro.

Bordeaux hisse les couleurs.
Vins blancs, rosés, rouges bio et sauternes sont les nouveaux atouts d’une fusion de coopératives tournée vers le futur. Sí la plupart des coopératives girondines ont été créées dans l’entre-deux-guerres ou Juste après la Seconde Guerre mondiale, Tutlac fait figure de benjamine puisqu’elle a vu le jour en 1974. Ce qui ne l’empêche pas aujourd’hui de dépasser toutes ses concurrentes par le nombre d’adhérents (520 vignerons) et sa superficie de 5 400 hectares. « Notre spécificité est d’être issu du regroupement par fusion de plusieurs coopératives du secteur, même si aujourd’hui nous ne formons qu’une seule entreprise, avec une On n’existait pas il y a trois ans, et aujourd’hui on vend plus qu’on ne produit, même en grande distribution. Les sauternes modernes, moins élitistes, séduisent de nouveaux Consommateurs’ STÉPHANE HERAUD PRESIDENT DES VIGNERONS DE TUTIAC gouvernance unique», explique Stéphane Héraud, président des Vignerons de Tutiac depuis 2005. La cave, qui fêtera son 50′ anniversaire l’année prochaine, est le leader dans les Côtes de Bordeaux (Blaye, Bourg), le premier producteur de bordeaux blanc, mals aussi le premier producteur de vins en AOC de France. Sans oublier la dernière fusion en date avec la petite cave de Sauternes, créée en 2015 et absorbée en 2019. Alors que l’essentiel des terroirs s’étend sur la rive droite de la Garonne, l’éloignement avec les vignes de Sauternes Vignerons (20 adhérents pour une centaine d’hectares) a contraint l’organisation à apprendre à travailler à distance et a Imposé de créer un site de vinification sur place, à Cérons. Alors que Bordeaux cannait des difficultés à vendre ses vins, comment les Vignerons de Tutlac arrivent-ils à réaliser un chiffre d’affaires de 100 millions d’euros avec une production de 20 millions de bouteilles par an? « En ayant une forte diversification de notre production, confirme Stéphane Héraud. L’AOC Bordeaux rouge représente 85 % de la production en Gironde, mais à peine plus de 50 % chez nous. Nous misons sur le blanc et le rosé, qui représentent un tiers de notre production cette année.

Fonte: Figaro.

La Bourgogne rajeunit.
De Chablis au Mâconnais, la dynamique de marque insufflée par les collectifs de producteurs séduit la nouvelle génération de vignerons. Les résultats sont au rendez-vous. Créée en 1923. La Chablisienne a toujours eu un positionnement particulier : certes, les vignerons se sont associés pour produire plus et mieux ensemble, mais surtout pour vendre. «La promesse de la cave a toujours été avant tout commerciale, insiste Damien Leclere, directeur général de la cave. Notre ADN est dans la mise en marché, la commercialisation et le marketing de nos vins. » D’ailleurs, si les ventes ont commencé des la première année, il faudra attendre 1947 pour que la production commune ne commence vraiment. A la tete aujourd’hui de près d’un quart du vignoble chablisien, la cave a connu un nouveau virage au début des années 1990. «La Chablisienne commercialisait peu de bouteilles, mais avec la guerre du Golfe, les négociants achetaient peu de vrac et les caves étaient pleines. Nous avons mis en place une stratégie commerciale dynamique. » Ainsi, dès 2000, La Chablisienne embouteille toute sa production et met en oeuvre une politique de marque qui fera son succès. « Nous nous considérons phis comme une belle maison de vin sous statut coopératif, ajoute Damien Leclere. Nous conservons nos spécificités, maris avec un pragmatisme économique réel..’ Et la tendance de consommation qui met l’accent sur les vins blancs joue nettement en faveur de la C’.hahlisienne. « Les consommateurs sont à la recherche de vvms élégants, pleins de minéralité. Avec nos caties eau luxe accessible, nous sommes bien placés, reconnaR Damien l.eclere.

Fonte: Figaro.

La Provence à l’avant-garde.
Avec la montée en gamme du rosé et son rayonnement à l’international, la région mise sur des regroupements de producteurs et des initiatives inédites. La Provence viticole retient son souffle. Depuis la hausse significative de la qualité du rosé et l’augmentation de ses ventes à l’export, la région est suspendue à une équation à plusieurs inconnues. Avec l’arrivée de grands groupes d’investisseurs négociants, l’augmentation du prix du foncier vat-elle, à terme, fragiliser les transmissions familiales? Après un envol bienvenu, le prix de vente du raisin risquet-il de se tasser? Ft surtout, quel avenir pour les petites et moyennes exploitations regroupées en coopératives? Un modèle en plein essor après avoir été longtemps associé à une production moyen de gamme. Maitre de chais d’Estandon Coopérative en Provence. qui fédère 300 viticulteurs, 9 coopératives (Brignoles, RrueAuriac, Correns, Flayosc, I.a Roquebrussanne, Rougiers, SeillonSource-d’Argens, Le Thoronet, Le Lucen-Provence) et 12 caves particulières, Catherine Huguenin, se souvient du fonctionnement «rustique» qu’elle a connu à son arrivée dans la profession, il y a vingt ans. Les temps ont bien changé. L’élégante orfèvre des 20 millions de bouteilles produites chaque année par Estandon, le plus important metteur en marché des vins de Provence avec 10 de la production, dont 92’% en rosé, raconte la progression qualitative à tous les niveaux. Depuis la conduite du vignoble «dans une approche environnementale soudeuse de l’eau, de la plante et sa pérennité » – selon le cahier des charges défini collectivement et les conseils des sept techniciens qui veillent à son application -, jusqu’aux «vendanges généralisées à 3 ou 4 heures du matin», les outils techniques «maîtrise du froid, fermentation, vinifications…» et l’assemblage. Une dernière étape «jubiiatoire» dont Catherine Huguenin a la charge en concertation avec le service marketing et commercial. «Nous faisons des vins pow être certains de les vendre. Le rosé est un vin d’apparence, son achat est conditionné par sa couleur, son étiquette.

Fonte: Figaro.

Entretien avec Joël Boueilh: «Nos coopératives doivent etre ambitieuses».
Avec plus de 50% de la production de vin dans l’Hexagone, ces regroupements de vignerons sont des acteurs majeurs du dynamisme territorial. Mais pour préserver leurs parts de marché et envisager l’avenir, le président des Vignerons coopérateurs de France, Joël Boueilh, incite ses adhérents à se réinventer sans cesse. Le monde de la coopération viticole semble connattre une nouvelle dynamique. Comment voyez-vous la situation? Joél BOUEILH. – Les coopératives sont à l’image des appellations viticoles en France. Là où elles vont bien, Les caves tirent leur épingle du jeu; lorsqu’elles souffrent, les caves s’en tirent parfois mieux et sont sollicitées par des vignerons qui, individuellement, sont sans solution. Mais il y a globalement un effet locomotive de certaines unions coopératives : que ce soit Alliance Loire, Tutiac en Gironde, Marrenon dans le Sud-Fst, la Cave de Tain et la Chablisienne qui sont au plus près des attentes des consommateurs… Ces structures jouent un rôle moteur pour le monde viticole. A nous de regarder ce qui s’y fait pour comprendre ce qui fonctionne, sans occulter pour autant l’énergie et les investissements qu’elles consentent. Certaines caves n’auront pas les moyens de s’aligner et devront se rapprocher d’autres structures, coopératives ou metteurs en marché. Quel message portez-vous auprès de vos adhérents? En tant que président des caves coopératives, mon devoir est de dire et de répéter : attention, il est plus que temps de changer les choses, de se poser les bonnes questions. Plus on tardera, plus il sera difficile de trouver de nouvelles opportunités parce que d’autres auront pris des positions. Nous réunissons entre 95 et 100% des caves coopératives françaises, soit 550 adhérents, ce qui nous permet d’avoir une vision juste de la situation. Dès lors qu’on veut faire bouger les lignes, les freins au changement sont partout. Mais nous en sommes à un stade où il faut sauter le pas. Cela passe-t-il par des regroupements de caves? Certains sont en cours en Gironde, en Provence, un peu moins dans le Languedoc.

Fonte: Figaro.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 9 aprile 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il vino cooperativo romagnolo brinda alla conquista dei cinque continenti.
Terre Cevico fattura 190 milioni e festeggia i 60 anni Ormai il 40 per cento della sua produzione va all’estero. Il Vinitaly conferma il forte posizionamento sui mercati nazionali e internazionali del vino cooperativo romagnolo. A trainare l’export della filiera associata a Legacoop Romagna, con la capofila Terre Cevico in evidenza, sono soprattutto innovazione, qualità e sostenibilità. Traino da ristorazione ed export «In generale l’andamento della kermesse è stato molto positivo», commenta in una nota Legacoop Romagna, «con un copioso afflusso di acquirenti dall’estero e un notevole interesse per tutte le linee di prodotto. Il calo dei consumi nella grande distribuzione organizzata è compensato dal traino del settore della ristorazione e dall’export.

Fonte: Corriere Romagna.

Terre Cevico compie 60 anni Bene l’export, conferme a Vinitaly.
l vino cooperativo romagnolo protagonista della kermesse a Verona Innovazione, qualità e sostenibilità trainano l’export del vino cooperativo romagnolo. Dalla partecipazione al Vinitaly di Verona della filiera associata a Legacoop Romagna, con la capofila Terre Cevico, emerge la conferma di un posizionamento forte sui mercati internazionali e interni. L’andamento della kermesse è stato positivo, con un copioso afflusso di acquirenti dall’estero e un notevole interesse per tutte le linee di prodotto. Il calo dei consumi nella grande distribuzione organizzata è compensato dal traino del settore della ristorazione e dall’export. I gusti, però, come è emerso dagli appuntamenti dell’Alleanza delle Cooperative, continuano a mutare di paese in paese: occorre quindi evolvere la propria offerta.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Che novità l’Aglianico
Nonostante la viticoltura campana viva da decenni una fase di rinomanza, è necessario ammettere che i Sannio ha avuto un’evoluzione più travagliata, almeno per quanto riguarda l’accesso al grande pubblico. E dire che la produzione del vino, nel beneventano, è attestata da millenni, lo confermano sia le tracce storiche che la vena, sempre brillante, delle creazioni locali. Per secoli risorsa economica principale, qui fare vino significa dedicarsi a quei vitigni della tradizione come l’Aglianico, sopra tutti, oltre a Falanghina, Greco e Fiano, che rappresentano l’inestimabile lascito della tradizione greca a quella italica. Un emblema della valorizzazione del mondo agricolo è proprio La Fortezza di Torrecuso, realtà che si deve agli sforzi di Enzo Rillo, affermato imprenditore tessile che, ricongiungendosi alle radici familiari, decide di investire nel suo territorio d’origine.

Fonte: Espresso.

Ogni bicchiere fa la differenza.
La sostenibilità si vede nei fatti. II Consorzio di tutela Vini del Trentino è il primo in Italia a redigere il proprio bilancio di sostenibilità per raggiungere in tempo gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Fa’ anche tu la tua parte. La sostenibilità è più buona in tutti i sensi. vinidettrentino.com Vini del Trentino.

Fonte: Espresso.

È in rampa di lancio la nuova certilicazione “DOCG Piacenza”.
Definita per la prima volta una piramide qualitativa completa dei vini piacentini. Al via il 17 aprile la raccolta delle firme Claudia Molinari • Partirà lunedì prossimo 17 aprile la raccolta firme che rappresenta il primo passo del capitolo finale del lungo percorso di aggiornamento dei disciplinari di produzione dei vini del territorio avviato dal Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini. L’obiettivo della raccolta firme (che avverrà presso la sede del Consorzio e delle organizzazioni professionali agricole: Coldiretti, Confagricoltrua e Cia) è quello di arrivare a oltre 900 vignaioli e vinificatori della provincia. Questo infatti il quantitativo necessario per sottoporre i nuovi disciplinari al vaglio della Regione Emilia Romagna, a cui seguiranno l’esame del Comitato nazionale vini a Roma e l’ultimo sigillo a Bruxelles da parte dell’Unione Europea.

Fonte: Liberta’.

Spazio ai vini “moderni” e meno denominazioni.
Tanti i punti virtuosi del nuovo sistema, a partire da una migliore organizzazione • Anche i vini macerati e i vini rifermentati con metodo ancestrale potranno rientrare nelle nuove denominazioni: infatti la nuova Doc Colli Piacentini li prevederà dando voce e rinnovando un’antica nobile tradizione piacentina nel mondo. Infatti questi vini oggi non erano contemplati nella Doc Colli Piacentini, nonostante i nostri colli siano stati la culla di questi vini attualmente molto apprezzati dal mercato. Questa problematica nel mondo delle Doc è nota da tempo, infatti negli anni molte Doc italiane hanno visto l’uscita di diversi produttori, alcuni tra i più illustri dei rispettivi territori, per il loro non essere allineati a disciplinari produttivi troppo rigidi o Incapaci di comprendere scelte e stili personali adottati con la volontà di elevare la qualità finale dei vini.

Fonte: Liberta’.

Allarme gelate notturne «Il freddo tardivo mette in ginocchio frutteti e vigneti».
Gli agricoltori chiedono il riconoscimento dello stato di calamità naturale «In pericolo la sopravvivenza delle nostre aziende già vessate dai costi» La Regione: «Chiederemo un sostegno economico ai produttori colpiti». Il caldo anticipato fa esplodere la vegetazione che poi diventa vulnerabile: albicocche, ciliege e pesche le più colpite «Le gelate di queste notti mettono a rischio vigneti e frutteti che sono in piena in fioritura: l’ennesima ondata di freddo tardivo rischia di compromettere le produzioni agricole». Lo evidenzia Alberto Notavi, presidente di Cia, che descrive la difficile situazione climatica che ha visto temperature notturne scendere sotto lo zero sull’intero territorio, con punte di meno 5 gradi nelle prime ore del mattino.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Ritorna la Gorgazzina, gloria di Polcenigo L’antica acqua tonica presentata al Vinitaly.
L’ha riportata alla gloria di un tempo l’opificio Fred di Federico Cremasco Mario Della Toffola: «È l’ideale per fare il miglior gin tonic di sempre» Ritorna la Gorgazzina, gloria di Polcenigo L’antica acqua tonica presentata al Vinitaly. Il Gorgazzo di Polcenigo diventa la “Gorgazzina botanical tonic water”: un prodotto doc nell’Opificio Fred di Federico Cremasco sul palcoscenico di Vinitaly, il salone di Verona. «A Vinitaly c’è stata l’occasione per la presentazione in anteprima della “Gorgazzina botanical tonic water’ — annuncia Mario Della Toffola, ex sindaco a Polcenigo —. È la tonica nata per realizzare il miglior gin tonic di sempre. Il prodotto, è ovvio, prende il nome dal torrente Gorgazzo».

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

Tenuta Maffone nelle Star Wines del Vinitaly.
Ci sono anche due vini della provincia di Imperia nel prestigioso elenco dei 5 Star Wines, aggiornato dopo l’edizione 2023 di Vinitaly. In un catalogo che racchiude le migliori eccellenze vinicole dell’intera Italia figurano infatti due prodotti della Tenuta Maffone, eroico vigneto dell’Alta Valle Arroscia. Le due etichette premiate alla prestigiosa fiera vinicola tenutasi a Verona sono un bianco e un rosso. Il rosso, ribattezzato “Vuscià”, è un vino a produzione molto limitata (1720 bottiglie e 120 magnum). Si tratta di un Ormeasco della vendemmia 2016,14 gradi, affinato in legno e anfora, con colore, profumi e struttura degni dei migliori rossi. Un vino importante che però mantiene una grande freschezza e un solido retrogusto fruttato.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Nino Negri cala il poker “Wine Spectator” premia quattro etichette.
La celebre guida americana continua a orientare le scelte dei consumatori I riconoscimenti Sfursat ’18, Inferno ’19 Valgella ’18 e Grumello ’19 le bottiglie citate dalla rivista Un poker importante quello della cantina Nino Negri ottenuto con quattro delle sue etichette premiate dalla celebre rivista americana Wine Spectator, una sorta di bibbia globale dell’universo enoico. I quattro vini della cantina di Chiuro hanno ottenuto super punteggi oltre i 90 punti, un rating in una scala in centesimi che certifica la qualità eccelsa di questi prodotti. 95 punti per lo Sfursat Cinque Stelle annata 2018, 94 punti per il Ca’ Guicciardi Valtellina Superiore Dogc Inferno 2019, 93 punti rispettivamente per il Fracia Valtellina Superiore Dogc Valgella 2018 e per il Sassorosso Valtellina Superiore Grumello 2019.

Fonte: Provincia Sondrio.

A Torino, Biella e nel Canavese il Festival che celebra il vermouth.
Dal 13 al 16 aprile appuntamento con il mito che ha reso il Piemonte famoso nel mondo Tra laboratori, ricette e tante degustazioni. E una passione torinese dal 1786, quando ne formalizza la ricetta Antonio Benedetto Carpano (la targa in piazza Castello all’angolo con via Viotti Io ricorda). 11 vermouth oppure vermuth o vermut — le grafie sono varie, quel che è sicuro è il rimando all’artemisia, l’erba che lo caratterizza, in tedesco Vermut (e pare che Carpano abbia scelto quel nome perché appassionato di Goethe) — è il nostro mito che cl rende famosi nel mondo. Non a caso il vermut c arrivato anche a Detroit, con la torinese Bitta Balzola, o in Perù, introdotto da emigrati piemontesi a fine ‘Roo. Dal 13 al 16 aprile un festival celebra 11 vermouth fra Biella, il Canavese e Torino.

Fonte: Corriere Torino.

Neia e Nerodivo, due nuove etichette Crifo nei supermercati della gdo.
Neia e Nerodivo sono le ultime novità nella produzione di vini firmata Crifo ad approdare sugli scaffali della Gdo tra le etichette premium. Per l’occasione la Cantina di Ruvo di Puglia lancia uno spot sotto la produzione creativa del regista e produttore Alessandro Piva e la regia di Tancredi Di Paola. “Farsi vino è un gesto d’amore” è il claim della campagna curata dall’agenzia Metodonove. Lo spot, produzione esecutiva Seminal Film, lanciato il 2 aprile in occasione del Vinitaly continuerà a girare fino a tutto luglio sui canali online e sulle reti del Gruppo Norba. Crifo punta molto sulle due etichette Igp. Neia è un Nero di Troia in purezza vinificato in rosato con l’innovativa tecnica della riduzione.

Fonte: Repubblica Bari.

Bottiglie “cinque stelle” in Sardegna sono 82 – I 79 vini (e 3 biologici) inseriti nella guida 5Star Wines 2024 Le eccellenze sarde a Verona.
Inserite nelle guide Vinitaly Bottiglie “cinque stelle” in Sardegna sono 82 I 79 vini (e 3 biologici) inseriti nella guida 5Star Wines 2024 Le eccellenze sarde a Verona ? Sassari Sono 79 i vini isolani che a Vinitaly hanno ottenuto almeno 90 punti, guadagnandosi l’accesso alla guida 5StarWines. 95 punti. Mandrolisai Doc Rosso Domo ’20 Fam.Demelas; Vermentino di Gallura Docg Superiore ’21 Società Agricola Campianatu; Vernaccia di Oristano Doc ’13 Fam.Orro; Vemaccia di Oristano Doc Riserva Per Te’02 Silvio Carta. 94 punti. Vermentino Gallura Docg Sup.Sciala ’21 Surrau 93 punti. Vermentino di Sardegna Doc Frinas ’21 Carpante; Vemaccia di Oristano Doc Riserva ’97 Attilio Contini 92 punti. Isola Dei Nuraghi Igt Bianco Passito Passitosmeraldo ’20 Unmaredivino Di Sini Gioacchino; Isola Dei Nu raghi Igt Bovale Memorie Di Vite Bvl ’21 Quartomoro Di Sardegna; Isola Dei Nuraghi Igt Cagnulari Sass’antico ’20 F.11i Rau.

Fonte: Nuova Sardegna.

«Il segreto del Vermentino è nell’unicità della Gallura».
Andrea Pala ha firmato il Campianatu premiato a Vinitaly Il giovane enologo di Luras è tra i più quotati in Italia: «Il granito e le condizioni climatiche fanno la differenza». Sassari Il sole e il granito, la qualità dell’aria e della materia prima. Ma poi servono l’occhio e la mano. C’è il talento di un giovane enologo isolano dietro l’eccezionale exploit dell’annata 2021 del Vermentino Superiore Docg prodotto dalle Tenute Campianatu, che con il punteggio di 95 assegnato dalla guida 5StarWines si è consacrato come miglior vermentino sardo a Vinitaly. Andrea Pala, 37 anni, gallurese di Luras, si è già messo in evidenza da tempo e dopo essere stato eletto Migliore giovane enologo italiano 2021 da Vinoway Italia, ha continuato a macinare uve, consensi e soddisfazioni.

Fonte: Nuova Sardegna.

La cantina dell’anno è sull’Etna.
Oscar da bere. L’azienda di Pucci Giuffrida al top della “5StarWines” la selezione enologica di Veronafiere. «Il successo è del territorio» uu» Al Vinitaly prestigioso riconoscimento per la produzione dell’etichetta randazzese Al-Cantàra. Presto, portami un bicchier di vino, cosicché possa bagnare la mia mente e dire qualcosa d’intelligente». Con la consueta ironia, Pucci Giuffrida, che con la sua azienda Al-Cantàra ha ottenuto uno straordinario successo nel recente 5StarWines del Vinitaly vincendo il titolo di Cantina dell’anno, la butta subito in cultura, citando il commediografo greco Aristofane. Si, perché questo commercialista prestato al comparto vitivinicolo (o viceversa?) da quasi due decenni ormai lavora su un doppio fronte: coltura e cultura, o se preferite vitigni e poesia, vendemmia e arte.

Fonte: Sicilia Catania.

Vinitaly, in crescita gli operatori di Usa ( 45%) e Asia ( 116%).
Vinitaly spazza via il lungo pit stop imposto dalla pandemia mostrando agli occhi del mondo una produzione vinicola italiana ad alta qualità diffusa lungo la Penisola. Alla Fiera di Verona il Salone internazionale dei vini si è chiuso con 93mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. In crescita rispetto all’ultima edizione gli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Degna platea per una ripartenza grintosa delle 4mila aziende espositrici che a Veronafiere hanno incontrato, in oltre 11mila appuntamenti commerciali programmati, oltre mille buyer, perlopiù qualificati e big spender a detta di molte cantine. In forte crescita, tra i 18 padiglioni e i banchi di assaggio, gli arrivi di operatori da Usa (+45%) e Asia (+116%).

Fonte: Sicilia Catania.

Gelo fuori stagione, ma vigneti salvi «Danni se dovesse arrivare la brinata.
La qualità? Ottima, come il 2022» A tu per tu con Gino «Fuso» Carmignani presidente Consorzio Doc vini di Montecarlo, ma anche produttore «In Lucchesia la vite è ancora ferma, sta ripartendo adesso e quindi non dovrebbero esserci contraccolpi». Nessun problema. Almeno per il momento. Questo avvio di primavera anomalo, specialmente nella prima settimana di aprile, a ridosso della Pasqua, con il brusco calo termico, ha generato non poche preoccupazioni per i produttori di vino di Montecarlo. Le temperature sono drasticamente calate, con la colonnina di mercurio che la notte e in prima mattina va ad accarezzare lo zero.

Fonte: Nazione Lucca.

Vin santo, sfida tra 66 produttori II prossimo fine settimana appuntamento a Montefollonico.
Ci sarà anche una sfida tra sessantasei produttori a “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, appuntamento in programma sabato e domenica prossimi a Montefollonico, località nel Comune di Torrita di Siena. In occasione dell’evento, ogni anno i produttori si sfidano in una gara che decreta, per le categorie dolce e secco, il Vin Santo di migliore qualità. Sono 66 i vini in concorso, provenienti dalla Toscana e anche dalle Marche.

Fonte: Nazione Siena.

La nostra economia.
Nobile, etichetta sostenibile È stata presentata al Vinitaly «Moderna e gentile», così viene descritta la nuova etichetta presentata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano a Vinitaly, in collaborazione con i partner tecnici, la Cooperativa Betadue di Arezzo e la Vecchia Cantina di Montepulciano. Un packaging completamente sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e di governo delle imprese.

Fonte: Nazione Siena.

Nelle campagne è allarme gelate – I falò che scaldano i terreni. Gli antichi rimedi contro il gelo.
Maledetta primavera Notti di lavoro tra falò e coperte per salvare i raccolti Falò accesi nella notte tra venerdì e sabato tra le vigne di Suvereto Nelle campagne è allarme gelate I Centini falò che scaldano i terreni Gli antichi rimedi contro il gelo Suvereto, di notte al lavoro per difendere vigneti e uliveti Alcuni produttori usano pure ventilatori con aria calda. E c’è chi protegge le fioriture dal freddo improvviso con le coperte Idi Luca Centini Suvereto Una distesa di piccoli falò che seguono i filari della vigna. Un rimedio messo in campo per far fronte alle temperature straordinarie, fino a sotto lo zero a primavera inoltrata, che mettono a rischio le produzioni. L’immagine, particolarmente suggestiva, è stata pubblicata su Facebook dalla sindaca di Suvereto Jessica Pasquini e ritrae uno dei terreni agricoli nel territorio comunale della Val di Cornia.

Fonte: Tirreno.

Palio del Recioto, torna la festa Degustazioni, musica e ciclismo.
Attesi a Pasqua e Pasquetta i visitatori veronesi ma gli organizzatori sperano anche nel ritorno dei turisti Palio del Recioto, torna la festa Degustazioni, musica e ciclismo Stand delle aziende vinicole, chioschi con prodotti tipici, una mostra e il luna park Grison: «È l’anno della candidatura della tecnica di appassimento delle uve all’Unesco». Il Palio del Recioto e dell’Amarone dice addio alle limitazioni e paure del Covid e torna la festa popolare che anima il centro di Negrar nei giorni pasquali. La sessantanovesima edizione dell’evento legato a vino e sapori, ma sempre di più anche a cultura, paesaggio e storia locale, è iniziata ieri con l’apertura alle 17.30 degli stand delle cantine, dei chioschi gastronomici e delle bancarelle anticipata dall’inaugurazione da parte dell’amministrazione comunale di Negrar di Valpolicella e della pro loco.

Fonte: Arena.

Vigneti al posto dei bosco Zanoni: «Paesaggio stravolto».
Interrogazione in Regione su permessi e prescrizioni. I lavori di sistemazione agraria in corso sopra l’abitato di Refrontolo nel terreno collinare dove c’è anche la storica Villa Corradini, al centro di una interrogazione del consigliere regionale Pd Andrea Zanoni. «Sono stati attuati consistenti disboscamenti, che ne hanno stravolto il paesaggio. Tutto questo per realizzare una struttura turistico-ricettiva “di alto livello”, con annessa azienda agricola dedicata alla produzione di prosecco. Dunque ancora una volta, nel territorio che si snoda tra Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio Unesco, ettari di bosco sono stati rasi al suolo per far spazio alla monocoltura della vite, che sta deturpando e danneggiando questi meravigliosi luoghi».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Pressing in Regione sul disboscamento della collina di Refrontolo.
II consigliere Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione «In territorio Unesco ettari di bosco sono stati rasi al suolo». Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, vuol vederci chiaro sulla rigenerazione di villa Corradini a Refrontolo e su quella delle sue pertinenze. «Sbancamenti e disboscamenti per far spazio a struttura ricettiva. Quali permessi? Sono state rispettate le prescrizioni Unesco?», sono i temi al centro di un’interrogazione posta dall’esponente dem. Zanoni evidenzia che «Il disboscamento è causa di fragilità idrogeologica, determina eventi franosi e rende il suolo impermeabile e sterile. L’irrigazione dei vitigni richiede in più ingenti volumi d’acqua, determinando l’utilizzo sempre più elevato di questa preziosa e fondamentale risorsa che deve essere invece risparmiata.

Fonte: Tribuna Treviso.

“Summa” n. 24: le eccellenze del vino bio, da tutto il mondo, protagoniste.
A Magrè, in Trentino-Alto Adige, la Tenuta Alois Lageder ha accolto oltre 2.500 visitatori alla scoperta delle migliori cantine dall’anima green Oltre 100 le cantine da tutto il mondo – Italia, Grecia ed ancora Germania, Nuova Zelanda, Austria, Portogallo, Svizzera e Francia, con la partecipazione di maison dalla Champagne – protagoniste a “Summa”, edizione n. 24, rassegna delle eccellenze enologiche biologiche e biodinamiche organizzata dalla Tenuta Alois Lageder. L’evento è stato ospitato nei saloni storici di Casòn Hirschprunn & Tòr Löwengang, a Magrè, le cui prime tracce documentali risalgono al Duecento. Già fissate in calendario le date della prossima edizione, che andrà in scena il 13 e 14 aprile 2024.

Fonte: WineNews.

Vini, conflitto nella cantina Masi fra Boscaini e Renzo Rosso: un’altra dimissione nell’azienda quotata in borsa.
Dopo la rumorosa uscita dal Consiglio di amministrazione di Masi Agricola di Renzo Rosso, avvenuta lo scorso 12 marzo, anche il professionista che Mister Diesel aveva proposto quale presidente del collegio sindacale, due anni fa, rassegna le dimissioni dal suo incarico in modo tutt’altro che discreto. Il 7 aprile, Cristiano Agogliati, commercialista milanese formatosi alla Bocconi, ha interrotto con effetto immediato il suo rapporto con Masi per «l’impossibilità di svolgere con la necessaria autonomia il proprio ruolo». Considerazioni che la società veronese non condivide, ritenendole pretestuose e infondate. Si completa così la frattura tra la Red Circle Investments, società dell’imprenditore del casual di Breganze (Vicenza), e il tempio dell’Amarone di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona). Il rapporto è tenuto assieme ormai soltanto da un punto di contatto di non semplice interpretazione, cioè il subentro sulla poltrona lasciata da Rosso della di lui moglie, Arianna Alessi. La quota di Red Circle Investments in Masi Agricola è oggi del 10% e si confronta con il 73,5% complessivo detenuto da Sandro, Bruno e Mario Boscaini. Un altro 5% appartiene all’ente di previdenza dei lavoratori agricoli Enpaia, mentre il rimanente 11,5% è sul mercato.

Fonte: Corriere del Veneto.

Questo è il miglior vino bianco italiano del 2023 premiato con le 5 stelle.
Il vino è una delle eccellenze del Made in Italy, nonché uno dei prodotti più esportati (e imitati) all’estero. Ma quali sono i vini migliori che si producono nel nostro Paese? Come ogni anno, anche quest’anno la rivista internazionale “5starWines” ha selezionato i migliori vini italiani per inserirli nella sua guida, e ha pubblicato i risultati della selezione in occasione del Vinitaly che si è svolto a Verona. I vini oggetto della selezione sono assaggiati “alla cieca” da una giuria di esperti: dopo un’attenta analisi visiva e gusto-olfattiva, ogni giudice assegna a ciascun vino un punteggio da uno a cento. Secondo il parere degli esperti valutatori di 5StarWines, il miglior vino bianco dell’anno è il Greco di Tufo D.O.C.G. 2022, prodotto dall’azienda vitivinicola “Terre d’Aione”: il vino ha conquistato ben 95 punti su 100.

Fonte: greenMe.

Adi, ‘vino non va demonizzato, divieti controproducenti, serve educare’.
“Il vino, prodotto tipico e caratteristico dei nostri bellissimi territori e della nostra millenaria cultura, non deve essere demonizzato, ma armonizzato con una alimentazione corretta e consapevole, tenendo presente gli effetti dannosi di un suo abuso, o dell’uso in condizioni patologiche che ne sconsigliano il consumo. Ma ricordiamo anche dei tanti componenti bioattivi che svolgono un ruolo positivo per la salute”. Così all’Adnkronos Salute Barbara Paolini, presidente dei medici dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), ritorna sul tema della relazione tra salute e vino.

Fonte: Costruire Salute.

Indagine Coldiretti/Divulga: per l’84% degli italiani il vino fa bene alla salute.
Per l’84% degli italiani un consumo moderato di vino fa bene alla salute. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti e Centro studi Divulga presentata al Vinitaly, con in mostra per la prima volta la storia millenaria del vino, dall’Arca di Noè alla stazione spaziale, di fronte l’ingresso principale Cangrande di Casa Coldiretti. Quasi un italiano su tre (32%) ritiene che con scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette si ridurrebbe il consumo di vino che è ritenuto da ben il 46% l’espressione della cultura nazionale e dei territori, secondo l’indagine Coldiretti/Centro Studi Divulga. Una risposta al via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino richiesto dall’Irlanda che potrà adottare sulle bottiglie avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.

Fonte: Beverfood.com.

Propaganda Live, Zoro prende di mira Meloni e Zaia su vino ma non ride nessuno.
Meloni al Vinitaly difende l’eccellenza italiana … ma a Propaganda Live viene derisa
Diego Bianchi, in arte “Zoro”, un passato di collaboratore anche con Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, deve essere a corto di idee, complice il clima pasquale che In Italia induce sempre a pericolose rilassatezze tattiche. Ad esempio, ieri sera a Propaganda Live su La 7, il buon Diego non aveva evidentemente fatto una cippa in attesa di uovo e companatico e così ha fatto un po’ come facevano a scuola quegli studenti birichini e svogliati che quando non studiavano improvvisavano il tema con risultati in genere rovinosi e così è stato per Zoro. Si vedeva lontano un miglio che il clima pasquale spingeva alla smobilitazione e in studio si cazzeggiava più del solito, sperando che il tempo passasse velocemente e suonasse la campanella del liberi tutti, con fugone fantozziano verso mare e montagne. Così Bianchi, non ha trovato di meglio che fissarsi sull’evento Vinitaly con Luca Zaia come anfitrione e Giorgia Meloni ospite di eccezione.

Fonte: Affari Italiani.

Paestum Wine Fest – Masterclass sui Vini Estremi della Campania.
Ennesima Masterclass effettuata nell’ambito della recente manifestazione Paestum Wine Fest. Stavolta la degustazione ha riguardato nove Vini Estremi della Campania splendidamente condotta da Antonella Amodio e Daniele Cernilli. Capri Bianco Doc 2019. Azienda Agricola Scala Fenicia. Blend di Greco, Falanghina e Biancolella. Colore affastellato da una lucente impronta giallo paglierino carico. Bouquet estremamente stimolante, che subito si apre al naso diffondendo i suoi magnifici e molteplici profumi. In prima linea si ritrovano così deliziose fragranze fruttate di pesca bianca, albicocca, pera, mela, susina bianca, melone bianco, cedro e cadenze esotiche. Spunti di fiori bianchi e sospiri vegetali contribuiscono poi ad elevare l’ottimo tasso olfattivo, insieme a frammenti speziati.

Fonte: Luciano Pignataro.

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A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 8 aprile 2023!

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Turismo, eventi e cultura Dopo Vinitaly cosa sarà.
II boom della fiera, il pienone pasquale, l’appello di Federalberghi ele strategie in campo Turismo, eventi e cultura Dopo Vinitaly cosa sarà Ugolini: «Iniziative tutto l’anno. Mostre? Se un privato ha un palazzo…» Tessitore: «Serve coordinamento». La guida: «Valorizzare i quartieri». Eventi tutto l’anno, di qualità, ma spalmati in maniera omogenea. Non concentrati solo nel centro storico. E facendo in modo che anche iniziative e manifestazioni pensate per residenti possano coinvolgere turisti, italiani o stranieri. In pieno boom di turisti e visitatori in città, in questi giorni pasquali, e dopo il picco con Vinitaly, la città ragiona per il futuro. Raccogliendo anche l’appello di Federalberghi a evitare che ci siano periodi scarichi e a prevedere mostre ed eventi attrattivi.

Fonte: Arena.

Siccità, è allarme Mattia: bene il piano del governo – Allarme siccità, si corre ai ripari.
Il governo nazionale vara un decreto: una cabina di regia interministeriale e la nomina un commissario straordinario Mattia (FdI): «Strumenti importanti per contrastare la crisi idrica». Previsto anche il riutilizzo delle acque reflue depurate II “Piano laghetti” può costituire una valida risposta per contrastare la carenza di piogge. Piove sempre meno e questo contribuisce a creare sempre maggiore preoccupazione tra gli agricoltori. L’inizio dell’anno è stato particolarmente avaro di precipitazioni, soprattutto nella parte alta della Ciociaria, secondo i dati dell’ufficio meteorologico del Comune capoluogo, per restare agli ultimi cinque anni, in almeno due occasioni. Mentre febbraio è andato sotto media praticamente sempre, fatta eccezione nel 2021, l’anno più piovoso del periodo.

Fonte: Ciociaria Oggi.

Che bel Vinitaly per le Marche.
La fiera Le produzioni delle cantine marchigiane in vetrina Che bel Vinitaly per le Marche. Orgogliosamente Marche. Il sottotitolo dell’edizione 2023 del Vinitaly appena conclusa. Protagoniste assoluti sono stati la qualità dei vini marchigiani e l’autenticità dei suoi produttori in un maxi-stand dove la Regione ha saputo esaltare le Marche come Wine Destination e tradurre negli spazi la dimensione salotto a tutto business di una delle fiere internazionali più importante del settore. La kermesse In quattro giorni, la kermesse ha registrato 92mila presenze di cui 29.600 stranieri provenienti da 143 paesi.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

Oltre cento aziende per gustare la biodiversità della regione.
Un’edizione di Vinitaly memorabile, con 93 mila presenze complessive di cui 29.600 straniere e una crescita rispetto all’ultima edizione del numero dei buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi. Ha chiuso i battenti la cinquantacinquesima edizione della più importante fiera italiana del trade nel mondo del vino e i produttori tornano a casa con grande soddisfazione. «Bilancio molto positivo – ha detto l’assessore regionale Donato Pentassu ‘a -. Una quattro giorni intensa grazie anche all’impegno di associazioni e organizzazioni ‘onali di promozione del settore per raccontare e promuovere una Puglia che è terra di eccellenze gastronomiche, di prodotti certificati, tracciati, della llena e del mare».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

L’Irpinia eccelle al Vinitaly il “De Sanctis” pluripremiato.
L’Irpinia protagonista al Vinitaly ancora una volta con l’ Istituto Tecnico Agrario ‘Francesco De Sanctis”. La più antica scuola di viticoltura ed enologia d’Italia è stata premiata con ben cinque riconoscimenti. La scuola ha ottenuto il maggior numero di premi alla presenza del presidente del consiglio Meloni, il ministro della salute Schillaci, del turismo Santanché e del ministro delle imprese e del made in Italy Urso, il ministro dell’agricoltura Lollobrigida che si è complimentato unitamente al direttore generale del CREA Stefani Vaccari. Questo ennesimo riconoscimento si aggiunge a tantissimi premi già assegnati tra cui l’Expo’ di Milano ed il concorso Nazionale Bacco e Minerva. Soddisfatto il preside Pietro Caterini: “Non possiamo non essere immensamente soddisfatti di questo risultato, che vede la scuola enologica di Avellino ai vertici dei livelli nazionali per la qualità della produzione vitivinicola.

Fonte: Corriere dell’Irpinia.

Le finte bollicine a Vinitaly II settore è in crisi cronica Patruno: «Manca una visione del problema».
Vinitaly: “fu vera gloria?”. Una delle vetrine internazionali del vino più importanti al mondo, questa volta ha floppato. Al di là delle presenze, ridotte considerevolmente, dovuto anche al prezzo esorbitante del biglietto (130 euro), non si è mai parlato concretamente della vera grande crisi del Vino. «La crisi del vino si sta dimostrando ogni anno sempre più una crisi strutturale. Stiamo vivendo questa crisi a causa dell’assenza di una visione che possa far aggredire mercati mondiali che porterebbero vantaggi sia dal punto dei consumi quantitativi», dichiara Vincenzo Patruno vicepresidente nazionale di Fedagri e presidente di Fedagri Puglia.

Fonte: L’Edicola del Sud Foggia.

Vinitaly: Puglia, la qualità premia.
Ha chiuso i battenti mercoledì, a Verona, la 55a edizione del Salone internazionale dei vini e distillati Vinitaly: Puglia, la qualità premia di Daniele Lo Cascio. Ha chiuso i battenti mercoledì scorso a Verona la 55^ edizione di Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e distillati in una edizione che ha visto partecipare ben 115 aziende pugliesi all’interno del padiglione 11 grazie all’apporto del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, in stretta collaborazione con Unioncamere Puglia. Quattro giorni intensi di relazioni e contatti commerciali per gli operatori che giungono in una Verona trasformatasi in capitale del vino. La città veneta infatti in occasione di Vinitaly ha ospitato oltre 4.000 aziende espositrici provenienti da più di 30 nazioni, su 100mi1a metri quadrati espositivi netti, con 17 padiglioni occupati.

Fonte: Taranto Buonasera.

Retrogusto – L’Italia del vino corre forte: ecco i nostri assaggi migliori.
Conferme, sorprese e follie tra i padiglioni veronesi Dall’Alto Adige alla Sicilia 24 etichette da provare di Andrea Cuomo Il vino è tornato al centro del villaggio. L’edizione numero 55 del Vinitaly che si è svolta nei giorni scorsi alla fiera di Verona ha dimostrato che anche la politica considera il made in Italy un asset fondamentale del sistema Paese. Ci voleva tanto? E anche tra i corridoi affollati dei padiglioni veronesi si respirava un’aria di ottimismo, di rinascita anche grazie al fatto che si è trattato del primo vero Vinitaly full optional dopo lo stop del Covid e il timido ritorno del 2022. Ma io qui parlo di calici pieni (o mezzo pieni), di profumi, di gusti, di emozioni.

Fonte: Giornale.

Vino, il business fa brindare In cantina indotto da 88 milioni.
Le visite e gli acquisti dai produttori spingono i conti di Valtellina, Franciacorta e Oltrepò. Nella nostra regione a fronte di 30mila ettari coltivati a vite si ottengono 1,4 milioni di ettolitri di prodotto. Fa bene alla salute, ma anche al turismo il vino che quest’anno solo nella nostra regione porterà un indotto di 88 milioni di euro grazie ai turisti, e ai lombardi, che visiteranno le oltre 3mila aziende vitivinicole disseminate tra la Valtellina e il Pavese. A fare i conti in tasca all’enoturismo ci ha pensato Cna Lombardia con uno studio che ha stimato in 1,7 milioni i turisti che nel 2023 si dedicheranno al turismo enologico non limitandosi alla gita fuori porta ma pernottando perlomeno una notte fuori casa in strutture alberghiere e spesso extra-alberghiere.

Fonte: Giorno.

In Cantina.
Sulle sponde dell’Adige ereclula del Re dei vini è l’orgoglio di un ferrilorio Aldeno è, da qualsiasi parte la si guardi, un unicum nello sfaccettato panorama vitivinicolo italico, territorio dotato di microclima rarissimo. Del resto era stato proprio Gino Veronelli a ribattezzare – leggenda vuole dopo una maestosa abbuffata di bollicine locali – questo fazzoletto di terra, incastrato nella Val d’Adige, la “Champagne d’Italia”. Eredità raccolta orgogliosamente da una cantina, quella di famiglia Malfer, che rievoca nel nome il segno dell’elezione (dal toponimo popolare, “Re dei vin”), ovverosia Revì. Si deve agli sforzi di Paolo, talento e ostinazione precocissimi, che dopo diversi anni di prove e micro-vinificazioni sugli spumantizzati la crea, proprio ad Aldeno, nel 1982. Esordi orgogliosamente garage winery, seguiti da una crescita esponenziale – e paralleli encomi, di pubblico e critica – che l’hanno portata al traguardo delle 200.000 bottiglie prodotte.

Fonte: Sport Week.

Taurasi Via per cantine degustando il Barolo del Sud.
Nasce in queste zone l’eccellenza vitivinicola nel mondo L’area di produzione comprende altri diciassette comuni Taurasi Via per cantine degustando il Barolo del Sud Un luogo e la sua storia. • Un vino, un racconto. Un viaggio alla scoperta di una meta che i francesi chiamano terroin si parte dalle vigne, toccando la terra e incontrando gli uomini che la lavorano. Un itinerario che inizia dalla bottiglia per risalire alla località o, al contrario, parte dal territorio per riconoscerlo all’interno di un calice. In mezzo ci sono sempre loro: i vignaioli. Visionari, appassionati, agguerriti, agricoltori o professori, a volte stanchi ma che, in quella bottiglia, ci mettono l’anima per raccontare l’amore per la propria terra. La zona del Taurasi, con la sua D.o.c.g., rappresenta l’orgoglio campano dell’eccellenza vitivinicola nel mondo, non a caso ritenuto il “Barolo del Sud”.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Food.

Viale Bovio torna capitale del vino Il Wein Tour dal 19 al 21 maggio.
Degustazioni di vini e prodotti tipici per l’evento che anticipa l’estate. Si è rimessa in moto la macchina organizzativa del Wein Tour Cattolica. L’edizione 2023 della manifestazione si svolgerà dal 19 al 21 maggio. «Il Wein Tour Cattolica apre le porte dell’estate portando in riva all’Adriatico il meglio della produzione vitivinicola dell’Emilia-Romagna—spiegano gli organizzatori —. L’evento di anno in anno cresce in numeri e importanza, confermandosi come riferimento per il settore». Le date della settima edizione, organizzata dal comitato Cuore I protagonisti del Weln Tour Cattolica di Cattolica e Veronica Pontis in collaborazione con l’amministrazione, sono state anticipate ieri in anteprima alle associazioni di categoria e agli operatori economici del territorio, riuniti al Palazzo del Turismo, durante l’incontro con l’assessore al Turismo, Alessandro Belluzzi e la dirigente Claudia Rufer.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Dal “prebuggion” al vino I liguri raccontano la terra.
“Ligurians do it better” è il titolo del nuovo evento di “Parla come Mangi”, bottega gastronomica di Rapallo in via Massini angolo via De André. Oggi dalle 16 è in programma un evento con degustazione dedicato alla Liguria e alla sua cucina. Aprirà la giornata Lella Canepa, grande esperta di tradizioni e cucina ligure che insegnerà a riconoscere le erbe spontanee che compongono il “prebuggiun”. Da Salea di Albenga giungerà la leggenda del vino ligure, Fausto de Andreis dell’Azienda Agricola Le Rocche del Gatto. Produttore di Pigato, racconterà dei suoi vini che sfidano il tempo e le mode.

Fonte: Secolo XIX Genova.

Pitei ‘n Cantina promosso da Italive.it.
L’evento enogastronomico con musica, balli, mercatini e visite guidate Pitei ‘n Cantina, organizzato dalla Pro Loco locale con il patrocinio del Comune della Spezia ha ricevuto il premio 2022, Sagre ed Eventi Enogastronomici promosso da Italive.it. «La valorizzazione del territorio passa soprattutto anche dalle Pro Loco, con cui il Comune vuole continuare a collaborare: promuovono le tradizioni, la nostra storia e sono una ricchezza che va tutelata – dice il sindaco Pierluigi Peracchini – questo riconoscimento è rappresentativo di tutto l’impegno che le organizzazioni spezzine ci mettono ogni anno per dare visibilità e promuovere tutto il comprensorio e il premio assegnato a Pitei’n Cantina, ci riempie di orgoglio».

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Per il Garda Doc promozione sulla motonave in navigazione.
Al Vinitaly 2023 il Consorzio Garda Doc, per la prima volta presente con un proprio stand, ha presentato gli eventi Garda Wine Stories e Garda Doc a Bordo. I due appuntamenti, il primo dedicato alla stampa e il secondo al pubblico dei wine lovers, sono volti a scolpire nell’immaginario collettivo l’identità dei vini della denominazione, dai varietali alle bollicine, che coprono un territorio che va dalla Valtenesi al Durello, passando per i Colli Mantovani, in tutto 10 Doc. «In questi anni come Consorzio ci siamo impegnati molto per far conoscere sempre più i vini dell’areale gardesano, dalle denominazioni storiche ai vini varietali – spiega il presidente Paolo Fiorini.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Anche il vino ha bisogno di acqua «Salire di quota con le vigne Doc».
Al Vinitaly fa capolino il tema siccità e si riflette all’interno del Consorzio L’ipotesi di andare sopra i 750 metri e delle diverse varietà di Nebbiolo ¦ «Ormai tra colleghi parliamo più di acqua che di vino». II pensiero di Marco Fay, detto con un sorriso amaro, è probabilmente la sintesi maggiore di quello che sta avvenendo in buona parte dell’Italia e che ha coinvolto anche la Valtellina il problema della siccità. Ed è anche uno dei temi del Vinitaly iniziato domenica e terminato mercoledì alla fiera di Verona, giunto alla sua 55esima edizione. Tra i protagonisti, all’interno del Palaexpo interamente dedicato alla Lombardia, c’è la Valtellina, con l’area istituzionale che contiene una quindicina di produttori.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

II presidente Drocco «Aumentare le bottiglie e la loro valorizzazione Massa critica troppo bassa».
«Le Olimpiadi come vetrina per la Valtellina, non solo del vino, è un’occasione da non perdere. Ma dobbiamo continuare sulla strada della salvaguardia dei nostri vigneti, valorizzando i nostri vini». II presidente Consorzio di tutela, Danilo Drocco, traccia la strada da fare per il futuro, non solo a lungo termine. Se l’export internazionale è stato molto importante per il mondo del vino italiano, e in particolare della Lombardia (arrivando a quota 320 milioni di euro nel 2022), la Valtellina si concentra maggiormente sui mercati interni. «D’altronde – sottolinea Drocco-ci sono anche problemi per quanto riguarda il numero di bottiglie. Basti pensare che facciamo circa 3,5 milioni di bottiglie tra Docg, Doc e Igt. Dobbiamo aumentare la massa critica come numero di bottiglie».

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

A Verona i nuovi volti del rosso valtellinese.
Nello stand un mix di produttori tra realtà ormai consolidate e giovani cantine ¦ Volti conosciuti e facce nuove, in Valtellina è sempre più in atto un cambio generazionale anche nel mondo del vino. La conferma arriva da Vinitaly 2023, dove allo stand del Nebbiolo delle Alpi del Consorzio tutela vini non è mancato un mix di produttori tra realtà consolidate e giovani cantine che preservano il nostro territorio. Tra gli interpreti di questo rinnovamento, sicuramente la cantina Dirupi ha avuto un ruolo centrale come fonte di ispirazione di tanti giovani per ritornare a prendersi cura delle vigne e del nostro patrimonio terrazzato.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

Imprenditrice del vino premiata dal Lions «Passione e tecnica».
Un premio all’imprenditoria femminile, in particolare del settore del vino. Un modo per valorizzare l’impegno e la professionalità nel campo vinicolo. Il Lions Club “Le Vigne” di Montù Beccaria ha organizzato una serata presso il ristorante Colombi, in frazione Loglio, durante la quale ha assegnato il riconoscimento ‘Vino al femminile” a Donatella Quaroni, produttrice di vino e titolare dell’azienda agricola “Tenuta Borgolano” di Montescano. All’imprenditrice è stata consegnata come premio una foglia di vite, scolpita dall’artista montuese Sergio Alberti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Assaggi in stand e nuovi clienti: per l’Oltrepo Vinitaly record – Vinitaly da ricordare «In fiera mai così tanti contatti con nuovi clienti».
Circa seimila assaggi solo allo stand Consorzio-Buttafuoco Storico. Successo per le etichette oltrepadane al Vinitaly 2023. Vinitaly da ricordare «In fiera mai così tanti contatti con nuovi clienti» Oltre seimila assaggi nello stand del Consorzio di tutela La presidente Fugazza: «La nostra immagine ha colpito». Circa seimila assaggi solo allo stand Consorzio-Buttafuoco Storico. Grande successo per le etichette oltrepadane all’edizione 2023 del Vinitaly che si è chiusa nei giorni scorsi. Erano 41 le aziende presenti alla rassegna veronese con il loro stand, mentre altre erano rappresentate da Consorzio e Club del Buttafuoco Storico, che hanno guidato la delegazione locale insieme alla Camera di commercio di Pavia. Grande affluenza tra i banchi dei produttori e molto interesse per i vini oltrepadani, in particolare per le bollicine di Metodo Classico, chiesto da due terzi dei visitatori.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vinitaly: i grandi assenti – C’è chi dice no.
I grandi assenti del Vinitaly: i marchi storici Braida. Lancia e Contratto disertano la fiera di Verona 13 il lancio positivo da parte dei Consorzi del vino e dei produttori astigiani che hanno partecipato all’edizione 2023 di Vinitaly, buyer e distributori internazionali non sono mancati, ma a creare alcune perplessità al pubblico dei visitatori sono state le clamorose assenze di alcuni marchi storici del panorama astigiano. Tra i produttori più noti a mancare all’appello sono stati Braida di Rocchetta Tanaro, Gancia e Contratto di Canelli. Nonostante la loro consueta partecipazione hanno disertato la fiera e altri come la Cantina dei viticoltori Associati di Vinchio e Vaglio Serra, annunciano alcuni dubbi per la loro partecipazione futura.

Fonte: Stampa Asti

Vinitaly: sostegno ai Consorzi irrigui.
Nella riunione della commissione Politiche agricole Vinitaly: sostegno ai Consorzi irrigui. In occasione della seconda giornata del Vinitaly si è tenuta la riunione della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, con la partecipazione di tutti gli assessori regionali. Il Piemonte, insieme alle altre Regioni, ha proposto un documento da presentare, con urgenza, al Governo sul tema della gestione della risorsa idrica, in particolare a sostegno dei Consorzi di bonifica e irrigui. I punti salienti dell’istanza riguardano la richiesta di finanziamento per i progetti esecutivi di infrastrutture irrigue ammessi ma non finanziati negli ultimi tre anni, l’istituzione di un Fondo nazionale di finanziamento triennale per la realizzazione di invasi per la conservazione dell’acqua ai fini irrigui, la riduzione dei costi energetici per le strutture irrigue.

Fonte: Vita Casalese.

I nostri vini a Vinitaly.
Le politiche europee mettono a rischio il comparto I nostri vini a unitary Esposto il patrimonio della provincia “Non si cancellano diecimila anni di storia del vino che rappresenta uno degli alimenti più antichi sulle tavole di tutto il mondo, ora messo a rischio da scelte e politiche insensate a livello europeo e internazionale”. È quanto afferma Coldiretti Alessandria che ha partecipato con i suoi vertici alla 55° edizione di Vinitaly con la presenza di numerosi espositori della provincia alessandrina in rappresentanza di un patrimonio vitivinicolo che vanta 12 Doc e 7 Docg, con 10.669 ettari di superficie vitata per una produzione di circa 944.313 quintali e 661.400 ettolitri prodotti, mentre la produzione di uva da tavola è di circa 520 quintali.

Fonte: Vita Casalese.

La guerra non ferma l’export.
Nonostante l’embargo, le restrizioni e le minacce piacciono le bollicine italiane La guerra non ferma l’export Nel 2022 crescono le esportazioni in Russia che aumentano del 16 Nonostante guerra, restrizioni, embarghi e minacce, la Russia non rinuncia al vino italiano con le esportazioni tricolori che sono aumentate del 16% nel 2022 e hanno raggiunto lo storico record dei 172 milioni di euro. E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat che attestano come non si fermano gli acquisti di vino italiano che arriva a Mosca dove i cittadini non rinunciano a consumare bottiglie tricolori, a casa e al ristorante. “L’Italia è diventata nel 2022 il primo Paese fornitore di vino in Russia – spiega il presidente Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco – con una quota di mercato di circa il 30%, davanti a Spagna e Georgia, con i vini più gettonati che oltre al Prosecco sono l’Asti, il Gavi e i Dop piemontesi, toscani, siciliani e veneti.

Fonte: Vita Casalese.

Vinitaly Mandrolisai protagonista con undici vini su 79 sardi premiati.
E sette sono prodotti da aziende di Atzara tra conferme e nuove realtà Idi MIchela Columba Avara Mandrolisai protagonista al Vinitaly: su 79 vini sardi segnalati e premiati per la guida 5StarWines – the Book 2024 e Wine Without Walls di Vinitaly, 11 sono di questa regione storica. Di questi ben 7 i vini prodotti dalle aziende di Atzara. «Un successo meritato e senza dubbio estremamente gratificante – spiega il sindaco di Atzara Alessandro Corona – che rafforza il percorso di crescita del Mandrolisai ed in particolare di Atzara, un percorso che vede le nuove generazioni investire in conoscenza, qualità e passione come mai era successo in passato». Grande risultato dell’azienda Famiglia Demelas e del suo vino “Domo”, un Mandrolisai doc premiato come miglior vino rosso et Questi prodotti valorizzano la migliore esperienza del nostro territorio.

Fonte: Nuova Sardegna.

I danni del gelo – Allarme dopo le gelate «Le viti hanno sofferto. Il bilancio dei danni si farà dopo Pasqua».
Allarme dopo le gelate «Le viti hanno sofferto li bilancio dei danni si farà dopo Pasqua» II presidente Baragli della cantina di Montespertoli fa il punto «Le centraline di rilevazione in Valdelsa con temperature a -5 gradi» Anche gli altri prodotti dei campi sono a rischio a causa del freddo. «Le gelate di questi giorni, almeno fino al 10 aprile, pongono a serio rischio le nostre produzioni vitivinicole. L’auspicio è che non si ripeta un disastro come quello vissuto nello stesso periodo del 2021, quando il 30 per cento circa dei raccolti andò perso». II timore espresso nei giorni scorsi da Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana e presidente della Cantina sociale Colli Fiorentini di Montespertoli, era fondato. Ieri notte la colonnina del mercurio è scesa sotto lo zero anche in alcune zone della Valdelsa e dell’Empolese.

Fonte: Nazione Empoli.

«Gli invasi lungo la Pesa non bastano per la siccità».
L’assessore montelupino Lorenzo Nesi interviene a proposito dell’emergenza. Tre invasi collinari anti-siccità ‘resistono’ nei progetti sulla valle della Pesa, «ma da soli non bastano. Servono interventi sulle perdite degli acquedotti, sui massicci prelievi, e sulla naturalità dei corsi d’acqua». Sono parole dell’assessore all’ambiente di Montelupo, Lorenzo Nesi, che ha altresì espresso soddisfazione per il documento passato in consiglio sulla Pesa. Intanto, sul fiume sono stati piazzati i piezometri per controlli più approfonditi. Ma andiamo alla questione invasi. Qualche giorno fa Confagricoltura Toscana aveva sollecitato: «Troppa burocrazia, sbloccare subito gli invasi».

Fonte: Nazione Empoli.

Montecucco in festa La denominazione compie 25 anni «Fatto un gran lavoro».
Basile: «La carta vincente è un vino che rispecchia il territorio» II Consorzio ha 68 aziende e la produzione è di 1,2 milioni di bottiglie Cinquecento gli ettari di vigneti oggi vocati a Doc e Docg. Era 11 1998 quando, alle pendici del Monte Amiata, nasceva la Doc Montecucco. Sono trascorsi 25 anni e di passi in avanti ne sono stati fatti molti, sempre conservando la vocazione biologica originaria. Oggi questa denominazione d’origine vanta circa l’80%o di produzione certificata bio per un totale di 68 aziende associate, circa 1,2 milioni di bottiglie e 500 ettari di vigneto oggi vocati alle Doc e Docg (su una superficie potenziale di 800 ettari).

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Monteverro Un bianco da premio.
Una grande riconferma di qualità per la Cantina Monteverro di Capalbio che con il suo Chardonnay 2020 si è aggiudicata l’inserimento all’interno della rinomata guida 5StarWines – the Book 2024 nella categoria «Miglior vino biologico bianco». Il requisito essenziale per farne parte è aver ottenuto un punteggio di almeno 90/100 in seguito alla degustazione alla cieca da parte della giuria internazionale dell’evento: circa 70 esperti – scelti tra Master of Wine, Master of Sommelier, diplomati Wset, Italian Wine Ambassador e Expert certificati dalla Vinitaly International Academy, enologi e giornalisti – hanno esaminato, commentato e valutato le 2269 referenze iscritte – per la maggior parte vini bianchi – , premiandone poi 733.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Cantina di Pitigliano in crescita.
È soddisfatto Moreno Felici, presidente della cooperativa Cantina di Pitigliano, della trasferta a Verona, in occasione del Vinitaly. «In fiera abbiamo portato tutti i nostri vini – dice Felici -, ovvero la linea premium, riservata alla clientela Horeca, ma anche quei prodotti destinati ai mercati esteri e alla Gdo, più le nostre Doc Maremma presenti nell’area dedicata al Consorzio». Tra le note positive riscontrare su tutti i prodotti portati in fiera vi è un oggettivo innalzamento nello standard qualitativo dei vini. «Apprezzamenti importanti sono arrivati sul salto qualitativo che i nostri vini hanno fatto specie nell’ultima annata – conferma Felici -. Per questo dobbiamo ringraziare tutti i nostri soci che hanno lavorato in vigna nella maniera corretta e la struttura messa in piedi a livello produttivo dalla nostra enologa Katia Guerrini».

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Todi – Un atto della TravIata dedicato al Grechetto.
Performance a Vinitaly grazie al tenore Terranova. Scelto “Amami Alfredo” Un atto della Traviata dedicato al Grechetto. Il Grechetto di Todi superiore di scena, nel senso letterale della parola, al Vinitaly, l’importante manifestazione internazionale che ha da poco chiuso i battenti a Verona. E’ avvenuto nel corso di un’originale performance proposta e condotta dal tenore Gianluca Terranova che attraverso tre giovani cantanti lirici – Daniele Terenzi, Giovanni Pio Battaglino e Yu Zhang- ha presentato lo spettacolo Italia opera talent “Tre atti in tre stappi” in cui sono stati abbinati ai tre atti della Traviata di Giuseppe Verdi altrettanti vini umbri.

Fonte: Corriere dell’Umbria.

Conflitto Masi-Rosso, lascia anche il presidente dei sindaci.
Agogliati: «Manca la necessaria autonomia». La società: «Tesi intontiate». Dopo la rumorosa uscita dal Consiglio di amministrazione di Masi Agricola di Renzo Rosso, avvenuta lo scorso 12 marzo, anche il professionista che Mister Diesel aveva proposto quale presidente del collegio sindacale, due anni fa, rassegna le dimissioni dal suo incarico in modo tutt’altro che discreto. Ieri, Cristiano Agogliati, commercialista milanese formatosi alla Bocconi, ha interrotto con effetto immediato il suo rapporto con Masi per «l’impossibilità di svolgere con la necessaria autonomia il proprio ruolo». Considerazioni che la società veronese non condivide, ritenendole pretestuose e infondate.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Lo scontro sul super pesticida che salva i vigneti – È scontro sul pesticida tossico che sconfigge il flagello delle viti.
C’è un super pesticida, a quanto pare una delle uniche armi rimaste contro la terribile flavescenza dorata, che l’Europa vieta ma che il Veneto vorrebbe reintrodurre in deroga. «Non solo il Veneto – precisa l’assessore all’agricoltura Caner ma tutto il Nord Italia L’altenativa è stare senza vino, la flavescenza divora in serie i vigneti». Secondo gli ambientalisti, a partire dal dem Andrea Zanoni, cl sarebbero studi che catalogano il super pesticida come altamente nocivo peri bambini fino al punto da metterne in pericolo lo sviluppo. «Allarmismo» secondo Caner. E scontro sul pesticida tossico che sconfigge il flagello delle viti Zanoni: danni tremendi ai bambini. Caner è l’unico che funziona, l’uso sarà mirato.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Allarme parassita, metà vigne a rischio «Serve un pesticida».
Veneto, polemica per la deroga chiesta al ministero Zanoni: «Sostanza neurotossica». Caner: «Non è vero». Dice Federico Caner, assessore regionale all’Agricoltura, che in Veneto 1150% dei vigneti – alcun in maniera grave – è aggredito dalla “cicalina” e cioè l’insetto (nome scientifico Scaphoideus titanus) che funge da vettore di una delle peggiori malattie per le piante: la flavescenza dorata. «E una pandemia, siamo in piena emergenza», dice l’assessore, spiegando che questa malattia che ammazza le vigne. dopo i due iniziali focolai nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene e in Valpolicella, è ormai estesa in tante regioni: oltre al Veneto, anche Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, pure le Marche.

Fonte: Gazzettino.

«Manodopera e burocrazia, vigneti eroici senza futuro».
Fuori programma ieri mattina a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, dopo la presentazione delle “Terre Alte della Marca Trevigiana” che si sono aggiudicate il titolo di Città Veneta della Cultura 2023. Quando il governatore Luca Zaia ha chiesto se c’erano domande, il primo ad alzarsi in piedi e ad intervenire è stato Francesco Miotto, della famosa azienda Col Vetoraz di Santo Stefano di Valdobbiadene. «Presidente, qua i vigneti eroici sono destinati a scomparire perché non si trovano giovani disposti a venire a lavorare. E poi il titolo di patrimonio dell’Unesco ci ha messo tanti, troppi paletti. Per noi non ci sono bandi, le attrezzature costano tantissimo. per un trattorino si spendono più di 1OOmila euro.

Fonte: Gazzettino.

Masi, nuovi attacchi e dimissioni Boscaini: «Sono accuse infondate».
Dopo Rosso se ne va anche il presidente dei sindaci ?Agugliati: «Non posso operare, non c’è autonomia» indicato dalla Red Circle del patron di Diesel e Otb II presidente della spa del vino: «Non siamo scalabili» LA GUIDA DELL’AZIENDA VERONESE DELL’AMARONE: «PER CONSOB NON CI SONO PROBLEMI, FORSE L’IMPRENDITORE VICENTINO VOLEVA PIÙ POTERE». Ora sembra proprio guerra aperta. Masi Agricola, dopo Renzo Rosso se ne va anche Cristiano Agogliati, presidente del collegio sindacale della società del vino quotata in Borsa famosa in tutto il mondo per il suo Amarone. L’addio è motivato, spiega una nota, «dall’impossibilità di svolgere con la necessaria autonomia il proprio ruolo». «Considerazioni che la società non condivide in quanto pretestuose e infondate» risponde Masi Agricola.

Fonte: Gazzettino.

Le colline Unesco sono Città veneta della cultura – Il riscatto delle “Terre Alte”.
I 29 Comuni delle Marca, con Pieve di Soligo capofila, sono stati riconosciuti “Città veneta della Cultura” 2023 con un progetto di 60 eventi diffusi sul territorio e imperniati su paesaggio e musica: come scenari vigne, laghi e cantine. Filini a pagina XXII 129 Comuni delle Marca, con Pieve di Soligo capofila, sono stati riconosciuti “Città veneta della Cultura” 2023 con un progetto di 60 eventi diffusi sul territorio e imperniati su paesaggio e musica: come scenari spazi inconsueti, dalle vigne a laghi e cantine Il riscatto delle “Terre Alte”. La tenerissima valle di Zanzotto, il buon ritiro del soprano Toti Dal Monte sempre più paesaggio dell’arte: le “Terre Alte della Marca Trevigiana” si aggiudicano il titolo di Città Veneta della Cultura 2023, battendo altre 17 candidature che avevano partecipato al bando.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Pesticidi, deroga contro la flavescenza «Autorizzato anche il più pericoloso».
II Veneto e le altre Regioni chiedono di utilizzare II clorpirifos, nocivo per i bambini. Zanoni: «Un rischio inaccettabile» Si tratta di un prodotto vietato nell’Ue dal 2020 «Causa disabilità psichica e autismo» Andrea De Polo Può danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini, causare disabilità psichica e autismo, determinare squilibri ormonali e metabolici. Ma a giugno si potrà tranquillamente utilizzare sui vigneti veneti per combattere la flavescenza dorata. Il clorpirifos, pesticida e insetticida tra i più potenti ed efficaci nella lotta alla cicalina, vietato nell’Unione Europea dal 2020, sta per tornare in auge grazie a una deroga chiesta al ministero della Salute dal Servizio Fitosanitario Nazionale, appoggiata dalla Regione Veneto (e dalle altre Regioni), con lo scopo di contrastare l’epidemia di flavescenza dorata.

Fonte: Nuova Venezia.

Terre Alte di Marca nominate Città veneta della cultura.
Alla fine l’hanno spuntata le “Terre Alte della Marca Trevigiana”: ecco il nuovo vincitore della terza edizione del titolo di “Città veneta della cultura”. Non un singolo Comune, quest’anno, bensì una cordata di realtà che, con la guida di Pieve di Soligo, ha presentato un programma di 60 eventi diffusi sul territorio e imperniati su paesaggio e musica. In particolare, sono stati pensati diversi eventi musicali che avranno cornici assolutamente inconsuete – dai laghi alle vigne, dai belvedere alle manifatture, dalle cantine alle chiesette rurali – e che si svolgeranno in momenti particolari della giornata, come l’alba o il tramonto, tra aprile e novembre 2023.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Pesticidi, arriva la deroga anche per il più pericoloso – Pesticidi, deroga contro la flavescenza «Autorizzato anche il più pericoloso».
Lotta alla flavescenza: la Regione chiede l’utilizzo dello clorpirifos, nocivo per i bambini Caner: «Solo un trattamento». L’imbarazzo dei Consorzi: «Per noi è vietato». Pesticidi, deroga contro la flavescenza «Autorizzato anche il piu pericoloso» ll Veneto e le altre Regioni chiedono di utilizzare il clorpirifos, nocivo per i bambini. Zanoni: «Un rischio inaccettabile» Si tratta di un prodotto vietato nell’Ue dal 2020 «Causa disabilità psichica e autismo» Andrea De Polo Può danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini, causare disabilità psichica e autismo, determinare squilibri ormonali e metabolici. Ma a giugno si potrà tranquillamente utilizzare sui vigneti veneti per combattere la flavescenza dorata.

Fonte: Tribuna Treviso.

«Solo un trattamento a giugno rischi limitati per le persone».
L’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner: «Non siamo stati gli unici a chiederlo» «Continueremo a incentivare le buone pratiche agronomiche, nel rispetto del territorio» «Solo un trattamento a giugno rischi limitati per le persone». Un solo trattamento, tra giugno e luglio, dovrebbe essere sufficiente a debellare la cicalina che causa la flavescenza dorata. Un solo trattamento, soprattutto, non dovrebbe rappresentare un rischio per la salute delle persone. E la difesa della Regione Veneto alle accuse mosse dal consigliere dem Andrea Zanoni, che ricorda come la storia del clorpirifos, vietato nell’Ue ma pronto a tornare tra i vigneti grazie a una deroga, sia segnata dagli allarmi arrivati dagli Stati Uniti, e recepiti in Europa, sulle conseguenze nefaste perla salute dei bambini.

Fonte: Tribuna Treviso.

Il mondo Prosecco ora è in imbarazzo «La sostenibilità prima di tutto».
Zanette (Doc): «Noi contrari, ma non possiamo opporci» Tomasi (Docg): «Garantire una gestione attenta dei vigneti» \el Protocollo Viticolo la Docg ha espressamente vietato il clorpirifos Nel Protocollo viticolo del Consorzio del Prosecco Conegliano Valdobbiadene, dettagliato vademecum sui prodotti che si possono utilizzare o meno all’interno della denominazione, il clorpirifos è bandito per la sua «alta tossicità nei confronti dell’uomo». Cosa succede ora che il ministero della Salute sembra intenzionato ad autorizzarlo in deroga per i trattamenti contro la flavescenza dorata? Il Consorzio non ha ancora preso una decisione a riguardo. E il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, da anni impegnato in un percorso per la sostenibilità che non gli ha risparmiato qualche critica da parte di alcuni associati, ha ribadito la sua contrarietà alla deroga per il clorpirifos, sottolineando però di non potersi oppone alle decisioni del ministero.

Fonte: Tribuna Treviso.

Le colline Unesco e i 29 Comuni sono “città veneta della cultura” – La “Città veneta della cultura” per il 2023 sono i 29 comuni delle Colline Unesco.
Montedoro: «La nomina è il grande risultato delle capacità di fare rete dei protagonisti di questo territorio». La “Città veneta della cultura 2023” saranno i 29 Comuni dell’area Unesco. Con 130 eventi culturali, soprattutto di carattere musicale e paesaggistico, programmati sino a fine anno. Lo ha deciso la Regione, sulla base della candidatura presentata in forma associata attraverso l’Ipa (Intesa Programmatica d’Area) delle Terre Alte della Marca Trevigiana, capofila Pieve di Soligo, e sostenuta dall’Associazione Colline Unesco. «Il riconoscimento di Città veneta della cultura – ricorda il presidente della Regione, Luca Zaia – è stato istituito con legge regionale al fine di sostenere e promuovere la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, la crescita del turismo e degli investimenti nel territorio, la conservazione dell’identità, la creatività, l’innovazione, la crescita economica e sociale del territorio.

Fonte: Tribuna Treviso.

Lo scivolone di Ceccardi (Lega). Celebra il primato dei vini Antinori «alla faccia della Ue». Ma la cantina ha vinto il premio anche grazie ai fondi europei (ben spesi).
Non era mai successo che un’azienda vitivinicola italia si aggiudicasse il primo posto nella classifica The World’s Most Admired Wine Brands, gli “Oscar” per le cantine. È Marchese Antinori, storica cantina dell’omonima famiglia toscana, a vincere il riconoscimento del magazine Drinks International. Solo pochi mesi fa, l’iconica cantina nel Chianti Classico, progettata dall’architetto Marco Casamonti, aveva ottenuto il primato anche nella classifica World’s Best Vineyards. Comunque, per celebrare il più recente successo, l’ex candidata presidente della Regione Toscana, la leghista Susanna Ceccardi, rimasta in Europarlamento dopo aver perso la tornata del 2020, ha pubblicato un post sui social. «Ancora una volta, un vino italiano primo nelle classifiche internazionali. Un primato che mi rende orgogliosa in primis come cittadina toscana. La tutela dei nostri prodotti è una priorità per me e per il governo. Alla faccia di chi vorrebbe etichettare il nostro vino come cancerogeno».

Fonte: Open.

La Francia che si racconta con orgoglio: i vini di Les Grands Chais de France.
Oggi quest’azienda vende nel mondo una bottiglia su quattro di vino francese, ma guarda con estremo interesse all’Italia dove punta alla ristorazione, alle enoteche e alla grande distribuzione. Senza trascurare la frontiera dell’online. Le cifre danno ragione alle aspettative, poiché lo scorso anno il giro d’affari in Italia ha toccato i 6 milioni e 800 mila euro, contro i 5.600.000 euro del 2021. Se guardiamo a due anni prima, le cifre raddoppiano. Stesso discorso per i volumi: dalle poco più di 832.000 bottiglie nel 2019 e 2020 si è passati a 1.132.824 nel 2021 e a 1 milione e 300 bottiglie nel 2022.

Fonte: Identità Golose.

Vino, il futuro è biodinamico, l’incontro a Vinitaly.
Demeter Italia, presente a Vinitaly con un proprio stand ospitante una collettiva di 6 aziende vinicole, ha organizzato il Convegno “Vino: il Futuro è Biodinamico”, che si è svolto lunedì 3 aprile dalle 15.30 alle 16.30 presso il Padiglione F – Organic Hall. In occasione di questo incontro, moderato da Francesca Lucifero, sono intervenuti produttori vitivinicoli e operatori del settore che hanno raccontato le loro storie e si sono espressi sulle prospettive future per la viticoltura biodinamica. Federica Camerani dell’Azienda Corte Sant’Alda di Mezzane di Sotto (Verona), ha scelto la viticoltura biodinamica “quando ancora non era di moda”, intraprendendo un percorso iniziato da sua madre, Marinella. L’azienda nasce nel 1986 a conduzione biologica, per diventare nel 2010 la prima azienda veronese certificata Demeter. Secondo Federica, il vino biodinamico sta attraversando un percorso di crescita qualitativa e chi lo produce non ha bisogno di “giustificarsi” su apparenti imperfezioni, che vengono apprezzate sempre di più dai consumatori che condividono questa filosofia.

Fonte: Gazzetta di Milano.

Qual è il vino più costoso di sempre? La storia della bottiglia da oltre 500.000 euro.
Aveste la possibilità, spendereste mai oltre mezzo milione di euro per una bottiglia di vino? Qualcuno probabilmente sì, anzi c’è chi l’ha effettivamente fatto, per un vino a dir poco speciale, proveniente dalla Borgogna. Si tratta infatti di un vino ricavato dalla prima vendemmia post seconda Guerra Mondiale. Un vino ricavato da vigne, storiche, subito dopo definitivamente espiantate. Un vino, insomma, già unico e che tale poi è rimasto, proprio perché le piante dalle quali è stato ottenuto poi sono state eradicate. Questo, ma non solamente come vedremo, ha contribuito al prezzo folle al quale è stato venduto un Romanée-Conti Grand Cru del 1945, battuto all’asta al modico prezzo di 558.000 euro (base di partenza poco più di 30.000 euro). Se insomma a qualcuno può sembrare caro il vino italiano più costoso di sempre, un Barolo Riserva Monfortino, capace di raggiungere per le sue annate migliori anche i 1200 euro, per questo rosso proveniente direttamente dalla Francia il discorso si fa decisamente più serio.

Fonte: Cookist.

La carta d’identità del vino.
Affrontati a Vinitaly i temi del riconoscimento della categoria «Vignaiolo» in etichetta. Le altre battaglie della Fivi: le informazioni ambientali, nutrizionali e sanitarie. Si è chiusa con numeri da record l’edizione numero 55 di Vinitaly: 93 mila operatori di cui 29.600 stranieri. Quattro giorni all’insegna dell’internazionalità, durante i quali Verona si è confermata la più grande fiera per il business vitivinicolo concentrata sull’incoming estero. Al termine della kermesse sono state annunciate anche le date della 56.ma edizione: 14-17 aprile 2024. L’edizione 2023 di Vinitaly è stata salutata con riscontri largamente positivi anche dall’Associazione Vignaioli Indipendenti che quest’anno era presente con la partecipazione corale di oltre 200 associati FIVI, provenienti da tutta la Penisola.

Fonte: L’adigetto.

L’Italia del vino corre forte: ecco i nostri assaggi migliori.
Il vino è tornato al centro del villaggio. L’edizione numero 55 del Vinitaly che si è svolta nei giorni scorsi alla fiera di Verona ha dimostrato che anche la politica considera il made in Italy un asset fondamentale del sistema Paese. Ci voleva tanto? E anche tra i corridoi affollati dei padiglioni veronesi si respirava un’aria di ottimismo, di rinascita anche grazie al fatto che si è trattato del primo vero Vinitaly full optional dopo lo stop del Covid e il timido ritorno del 2022. Ma io qui parlo di calici pieni (o mezzo pieni), di profumi, di gusti, di emozioni. E vi racconto i miei assaggi preferiti dei quattro giorni veronesi. In mezzo c’è di tutto per prezzo, provenienza geografica e umnanità (fattore che per me è sempre fatidico). La suddivisione che abbiamo scelto è però per tipologia. Buone bevute.

Fonte: Il Giornale.

Il vino, consumato con moderazione, è amico del cuore.
Dietro gli effetti protettivi del vino sul cuore potrebbe celarsi un meccanismo che agisce su particolari lipidi presenti nel sangue, chiamati ceramidi. Proprio in occasione di Vinitaly, manifestazione che si è tenuta a Verona, i ricercatori dell’IRCCS Sacro Cuore di Negrar annunciano che avrà inizio a breve un Dottorato di ricerca, nato dalla collaborazione con l’Università scaligera, con l’obiettivo di dimostrare che l’assunzione lieve–moderata di vino può avere effetti cardiovascolari benefici agendo sulla riduzione delle ceramidi, acidi grassi presenti in quantità elevata nel sangue dei pazienti colpiti più volte da eventi ischemici come l’infarto cardiaco. Il Dottorato in Medicina Biomolecolare, presieduto da Massimo Donadelli, professore ordinario di Biochimica dell’ateneo veronese, coinvolge per l’IRCCS Sacro Cuore di Negrar il dottor Stefano Bonapace, cardiologo, il dottor Gianluigi Lunardi, farmacologo clinico, e il dottor Antonio Conti, direttore del laboratorio di Chimica Clinica.

Fonte: Teatro Naturale.

Vino, con Naturalia la qualità del mosto cristallino.
A seguito delle recenti normative comunitarie, anche in Italia diventa obbligatorio nel 2023 per i produttori di vino indicare nel retro delle etichette i valori nutrizionali e la lista degli ingredienti utilizzati. Di particolare rilievo, nei prodotti vitivinicoli, anche per garantire la trasparenza delle etichette nei confronti dei consumatori, la presenza degli zuccheri, utilizzati nel processo produttivo. Ce ne parla Maurizio Cambrea, amministratore delegato dell’azienda Naturalia che, con il suo prodotto principale, il mosto concentrato rettificato solido, lavora per promuovere una filiera vitivinicola sempre più sostenibile e un vino derivante per il 100% da uva. “Finalmente anche il settore enologico dovrà informare il consumatore su come viene fatto il prodotto. Indicando gli ingredienti che costituiscono il prodotto finale, in questo caso il vino. Attraverso l’etichetta QR Code il consumatore potrà leggere se il vino è un prodotto integro, salubre, 100% da uva oppure contiene ingredienti estranei alla filiera.

Fonte: Stream24 – Il Sole 24 Ore.

Vinitaly 2023, presenti le eccellenze del vino del municipio VI delle Torri di Roma.
Per la prima volta a Verona all’evento Vinitaly 2023, il salone internazionale del vino e dei distillati, presente una delegazione del municipio VI delle Torri di Roma per dare risalto alle aziende del territorio e raccontare ed esaltare le eccellenze vitivinicole romane. “Purtroppo spesso e volentieri finiamo sulle cronache nere quando invece abbiamo un territorio ricco di grandi eccellenze. – spiega ai microfoni di TeleAmbiente Nicola Franco, presidente Municipio VI Le Torri Roma – Siamo qui per dare una forza in più alle nostre cantine che hanno sede e operano nel municipio delle Torri”. E aggiunge: “I terreni del Frascati doc si trovano sulle pendici del vulcano dei Colli Albani e, la maggior parte di questi, ricade sul municipio Roma VI delle Torri, ma non tutti lo sanno. Dietro ad una bottiglia di vino c’è una storia, una tradizione e tanto sacrificio. E noi siamo qui perché vogliamo essere vicino alle nostre eccellenze.”

Fonte: TeleAmbiente.

Vino, il business fa brindare la Lombardia: in cantina indotto da 88 milioni.
Fa bene alla salute, ma anche al turismo il vino che quest’anno solo nella nostra regione porterà un indotto di 88 milioni di euro grazie ai turisti, e ai lombardi, che visiteranno le oltre 3mila aziende vitivinicole disseminate tra la Valtellina e il Pavese. A fare i conti in tasca all’enoturismo ci ha pensato Cna Lombardia con uno studio che ha stimato in 1,7 milioni i turisti che nel 2023 si dedicheranno al turismo enologico non limitandosi alla gita fuori porta ma pernottando perlomeno una notte fuori casa in strutture alberghiere e spesso extra-alberghiere. Una quota significativa dei 10 milioni appassionati gourmet che ogni anno in Italia si concedono almeno un week-end tra i filari, generando un indotto di 2,5 miliardi di euro. A loro si aggiungono gli enoturisti provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Austria, per quanto riguarda l’Europa, e da Stati Uniti d’America e Giappone, fuori dal Vecchio Continente. La maggioranza degli enoturisti incastona l’esperienza vinicola in una vacanza più lunga, magari deviando per un giorno o due dall’itinerario prestabilito.

Fonte: Il Giorno.

STAMPA ESTERA

The good and bad news for UK wine buffs.
I hiring lockdown. the average age id Nine Society joiners was IO gars younger than beltlre here is bad news for wine drinkers in the UK. As chancellor Jeremy Hunt announced quietly in his budget last month, from August 1 duty will increase by 44p on an average bottle of table wine, by 97p on a bottle of sherry and by £1.30 on a bottle of port. It is the biggest rise in wine duty since 1975. Judging from what has happened in the wake of past increases, I have a nasty feeling that some retailers will be unwilling to increase the price of their own bottlings by this much, so may well look at sourcing cheaper and generally poorer quality wine for them. Smaller or more traditional wine merchants may just have to take a deep breath and explain to their customers why their prices have gone up — or hope that between now and then currency movements will soften the blow. One significant wine retailer in Britain has decided to promise its customers that current prices (and quality) will be maintained until the end of the year. “It will cripple our margin,” says Steve Finlan, chief executive of The Wine Society, “but I think we can do it. It’s a very Wine Society thing to do. No one else could.” What he means is that this 148year-old wine-buying co-operative’: shareholders are its wine-buying The good and bad news for UK wine buffs Jancis Robinson W inc members, each of whose shares cos just £40 with half of that redeemable against their first order So the Society doesn’t have to pay dividends or even make a profit. Member-shareholders have the satisfaction of knowing that the Society’s prices and quality are some of the best in the land, if not the very best in terms of pricing, especially as delivery is free. Finlan feels he can make the bold promise to hold prices because the Society’s biggest investment to date a fifth temperature-controlled warehouse for its members’ reserves next to the Society’s Stevenage headquarters, has already been accounted for. (The move from central London to the unglamorous outskirts took place back in 1965 when the Society’s chair, the late Edmund Penning-Rowsell, was also this paper’s wine correspondent, scrupulously avoiding mention of the Society.) The Society has a crack team of professional wine buyers, who are encouraged to buy direct rather than from UK importers, and are increasingly sourcing special bottlings to be labelled either The Society’s X or, if they are of an even higher quality, The Society’s Exhibition X, a reference to the 1874 International Exhibition in the Royal Albert Hall that led to the Society’s formation.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Fonte: Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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