Un portale del network Wine Idea. Scopri il mondo Wine idea

rassegna stampa del vino di martedì 28 marzo 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 28 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly rilancia la filiera Il vino vale 31 miliardi.
Da domenica a mercoledì la 55esima rassegna internazionale del vino Vinitaly rilancia la filiera Il vino vale 31 miliardi Internazionalizzazione e business le parole d’ordine. Sono 4.400 quest’anno le aziende partecipanti e mille i top buyer: +43% sul 2022 Le piazze del centro storico accoglieranno gli appassionati con gli eventi di Vinitaly e the city •• Una cinquantacinquesima edizione di Vinitaly all’insegna dell’internazionalizzazione e degli operatori del business è quella che si aprirà domenica nei padiglioni di Veronafiere, fino a mercoledì, anticipata dalla partenza del fuori salone «Vinitaly e the city», venerdì nel cuore della città, e da Vinitaly OperaWine, la degustazione di sabato a cui parteciperanno 130 produttori selezionati da Wine Spectator. Il vino italiano è sempre più decisivo per il «made in Italy»: a dirlo, l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia.

Fonte: Arena.

Il Primitivo a Vinitaly con 51 aziende del Consorzio – Il Primitivo di Manduria alla conquista di «Vinitaly» con 51 aziende e 70 etichette.
Due stand del «Consorzio di tutela» al salone veronese del vino e dei distillati. Cinquantuno aziende e settantuno “etichette” per celebrare al “Vinitaly” di Verona il crescente successo del vino Primitivo di Manduria. Due stand dedicati al grande rosso di Puglia, per raccontare il territorio e far degustare vini che sempre di più guardano al futuro. Cosi si prepara il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria alla 55esima edizione del salone internazionale veronese del vino e dei distillati, in programma nella città scaligera dal 2 al 5 aprile prossimi. Nel Padiglione 11, isola B2 si potrà degustare, in uno stand rinnovato dal design accogliente e di grande impatto: una ricca selezione, si diceva, di oltre 70 etichette con 51 aziende presenti. In aggiunta al tradizionale stand, quest’anno il Consorzio allestirà lo stand C4 per accogliere i vari appuntamenti istituzionali.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Due sommelier viterbesi in vetrina al Vinitaly.
Due sommelier viterbesi in vetrina al Vinitaly. Due sommelier viterbesi tra gli autori del libro “Sciampagna. Lo spumante classico italiano”, che racconta la storia tutta italiana dello spumante classico, pubblicato dalla casa editrice Marcianum Press. Sono il tarquiniese Enrico Zamboni e la castiglionese Cristina Baglioni. Il volume, curato da Giampaolo Zuliani con il coordinamento della giornalista Alice Lupi, sarà presentato in anteprima nazionale a Verona, i12 aprile, per Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino.

Fonte: La Provincia Viterbo.

“Sciampagna”, due viterbesi tra gli autori.
Due sommelier viterbesi tra gli autori di “Sciampagna. Lo spumante classico italiano”, libro che racconta la storia italiana dello spumante classico (editrice Marcianum Press). Sono il tarquiniese Enrico Zamboni e la castiglionese Cristina Baglioni. Il volume sarà in anteprima nazionale a Verona, il 2 aprile al Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino. «Per noi è motivo di grande orgoglio essere stati coinvolti in questa avventura editoriale – affermano Zamboni e Baglioni – e il riconoscimento di una passione che nel corso del tempo si è trasformata in una professione impegnativa, ma ricca di soddisfazioni».

Fonte: Messaggero Viterbo.

José Rallo La signora dei vini siciliani (e del tappo che salva il mare) – Il tappo che salva una tonnellata di plastica destinata al mare.
Donnafugata, parla l’ad Il passato da ribelle, la carriera con il jazz e il ritorno nell’azienda di Marsala L’attenzione all’ambiente: il turacciolo ricavato dalle plastiche raccolte Il vino che salva l’acqua si chiama Damarino. La bottiglia ha un’etichetta azzurra, scintillante come il mare pulito. Ha un tappo prodotto con la plastica raccolta dalle coste e destinata a finire negli oceani. E il primo al mondo, si chiama Nomacorc Ocean, progettato da Vinventions. Debutta con il Damarino, un uvaggio di autoctononi bianchi della tenuta siciliana di Contessa Entellina. È l’ultima idea di José Rallo, la vignaiola doc di Donnafugata. Non esiste una sola José: negli anni si è trasformata da ribelle a vignaiola, da cantante jazz a (per 72 ore) candidata ministro dell’Agricoltura. Un capitolo poco noto: nel 2018 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella pensò a un governo tecnico.

Fonte: Buone Notizie Corriere della Sera.

Un vino Fresco per far da aperitivo al Vinitaly.
Tra cinque giorni a Verona è di nuovo Vinitaly (sabato la solita anteprima alla Gran Guardia con Operawine e tanti appuntamenti in città fino al 5 aprile, quando il tendone del circo enologico smonta) e sul vino si abbatterà una valanga di parole. Contano i numeri più delle chiacchiere anche se è vero che il vino si nutre in larga misura di retorica. Il più grande enologo della contemporaneità, Emile Peyneaud, premetteva al suo insuperato manuale del vino un distico: «La qualità dei vini la determinano i degustatori, ma la qualità dei degustatori chi la fa?». In epoca di wineblogeer, foodblogger, ciarlatani telematici questa domanda è ancora più attuale.

Fonte: La Verita’.

Il vino di Bolgheri vince la battaglia con il tarocco bulgaro.
Vittoria definitiva in Europa per il Consorzio di tutela dei vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia a difesa del marchio Bolgheri. 11 tribunale dell’U, riporta lo stesso ente di tutela, «riconosce tutte le ragioni del Consorzio Bolgheri nel caso contro il marchio bulgaro Bolgaré, il cui ricorso viene giudicato definitivamente e manifestamente infondato in quanto il marchio Bolgaré è evocativo della denominazione». Dopo sei anni di attesa, commenta il consorzio, «si può fortunatamente scrivere il lieto fine di una vicenda che ha visto minacciate le denominazioni d’origine Bolgheri, in uno scenario che altre Dop italiane hanno vissuto o stanno vivendo«.

Fonte: Libero Quotidiano.

Grandi bianchi con attenzione alla sostenibilità.
Rocca Sveva, affascinante borgo medievale nel verde veronese, ospita dal 1898 l’azienda che scolpisce con forte spirito innovativo un territorio fertile e vulcanico come quello di Soave, vocato alla produzione di grandi vini bianchi. La Cantina conta oltre 2.200 soci viticoltori per 6.400 ettari vitati e vanta una distribuzione in ben 60 paesi del mondo. I vigneti, coltivati strizzando l’occhio alla sostenibilità in ogni fase produttiva, dipingono una ricca e variegata area; la selezione delle migliori uve della tradizione, si VENETO FONGAÍ Durella, il vitigno dimenticato (e straordinario) Nel Parco Naturale della Lessinia, su suoli vulcanici ricchi di potassio, fosforo e magnesio si allevano le viti di Tanita Danese. Qui si esaltano acidità e sapidità delle uve concedendo agli spumanti longevità e sorprendenti doti in invecchiamento.

Fonte: Messaggero.

Vini di pregio, l’asset batte arte e gioielli.
Beni rifugio Dalle aste agli investimenti, da domani con il Sole la guida “Vino e Finanza” Giorgio Dell’Orefice Più che un “bene rifugio”, un “bene cantina”. Dopo anni in cui investire in bottiglie di pregio era puro divertissement adesso il rapporto tra vino e finanza è profondamente cambiato. Resta un segmento all’intero di un portafoglio diversificato di investimenti, ma è sempre meno una scommessa al buio e sempre più una scelta effettuata anche grazie all’affiancamento di esperti, con cognizione di causa. E questo emerge dai risultati. Negli ultimi dieci anni i rendimenti dei vini di pregio sono cresciuti del 231%, facendo meglio di quelli dei gioielli (+142%) e delle opere d’arte (113%).

Fonte: Sole 24 Ore.

Il ministro Lollobrigida: “L’etichetta deve informare, non condizionare”.
Il vino è in un momento storico molto particolare si trova al centro di sfide decisive come quella legata all’etichetta e alle strategie sui consumi. Il numero de «I piaceri del Gusto» in edicola domani con «La Stampa» con in copertina Pinocchio che assaggia un vino sopra il titolo «in vino veritas» accompagna i lettori e il mondo delle etichette italiane verso il Vinitaly che si apre domenica a Verona. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha scelto il supplemento mensile del content hub del gruppo Gedi per raccontare la sua visione di questo momento storico del vino italiano e tra tanti temi tocca anche quello delle etichette e dell’annosa vicenda di equiparare il vino alle sigarette: «Le etichette devono informare e non condizionare.

Fonte: Stampa.

Diciottesima edizione di ViniVeri a Cerea.
Diciotto anni di ViniVeri. Dal 31 marzo al 2 aprile l’Area Exp di Cerea, a pochi chilometri da Verona, si animerà di nuovo di vini, vignaioli, stone e territori con la XVIII edizione della manifestazione. Oltre 100 produttori provenienti da tutta Italia, Francia, Slovenia, Spagna, Austria e, per la prima volta, Svizzera.

Fonte: Tempo.

Axel Heinz lascia Bolgheri e guarda verso la Francia.
Axel Heinz, storico direttore delle tenute Ornellaia e Masseto conclude tra pochi mesi la sua esperienza bolgherese e il suo orizzonte torna a guardare alla Francia. Axel Heinz è arrivato a Bolgheri nel 2005 e ha supportato l’azienda dando voce annata dopo annata a grandi espressioni del terroir di entrambe le tenute.

Fonte: Tempo.

Castello del Terriccio svela l’annata 2018.
Il vino dell’omonima cantina di Castellina Marittima compie 23 anni Blend di Sirah e Petit Verdot ha conquistato tutte le Guide. Ventitré anni vissuti intensamente. E la storia di Castello del Terriccio il vino rosso dell’omonima azienda toscana in quel di Castellina Marittima, nei boschi alle spalle della costa livornese ma già in provincia di Pisa, ereditata da Gian Annibale Rossi di Medelana nel 1975 e da lui ripensata da esclusiva azienda agricola a «laboratorio» di vigneti e vini che sono saliti ai vertici della produzione italiana. Castello del Terriccio è il penultimo nato in questa continua ricerca di qualità, nel 2000, ed è un blend tra Sirah e Petit Verdot, dove il primo è comunque la parte dominante dell’uvaggio

Fonte: Tempo.

Vitignoltalia si sposta al Maschio Angioino.
Domenica 14 e lunedì 15 maggio: sono queste le date ufficiali di Vitignoltalia 2023, il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani che si svolge a Napoli, quest’anno al Maschio Angioino e non a Castel dell’Ovo interessato da lavori di ristrutturazione. Tante le conferme, a partire dai numeri: 250 aziende, oltre 1500 etichette, uno straordinario parterre di cantine e territori e un calendario fitto di incontri, degustazioni, workshop e approfondimenti sulle più importanti tematiche del settore. A proposito di appeal internazionale, Vitignoltalia conferma ancora una volta la sua attenzione verso i mercati stranieri.

Fonte: Tempo.

Produttori al Vinitaly, doppio appuntamento per le aziende locali.
Trasferta promossa da Regione, Arsac, Città metropolitana di Reggio Calabria e Consorzio dei vini L’assessore Gianluca Gallo: »Abbiamo investito molto per sostenere le nostre realtà». La Calabria sarà presente col meglio delle sue produzioni vinicole al Salone internazionale dei vini e dei distillati. Saranno circa 120 le aziende calabresi che prenderanno parte a “Vinitaly and the City” e “Vinitaly -Agrifood and sol”, eventi in programma a Verona, il primo dal 31 marzo ala aprile nel centro della città scaligera, il secondo dal 2 al 5 aprile nei padiglioni della Fiera. Una settimana decisamente intensa e ricca di appuntamenti, che rappresenterà una vetrina importante per i vini calabresi, che, negli ultimi tempi, hanno visto crescere notevolmente il proprio livello qualitativo e sono pronti a nuove sfide.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Le cooperative del vino brindano In 12 anni export cresciuto del 130%.
«Nell’immaginario sociale sono accostate al bottiglione di scarsa qualità ma le cose non stanno così». Se l’Italia viaggiasse come le cooperative del vino sarebbe la locomotiva dell’Europa, se non di più. Negli ultimi dodici anni (2010-2022) l’export del settore è cresciuto del + 101%, passando da 4 miliardi di euro a circa 8. In sostanza è raddoppiato. Bene e applausi. Che diventano standing ovation se si passa all’analisi delle performance delle cooperative che sono sì cresciute ma del + 130%. In sostanza hanno fatto meglio delle esportazioni nazionali. Il dato diviene ancora più sostanzioso se si passa al fatturato nello stesso periodo: +31% il settore nazionale, +88% il mondo coop. Quasi tre volte di più. E visto che il mondo cooperativo produce il 58% del vino italiano e contribuisce al 40% in valore possiamo catalogare il comparto alla voce “sana e robusta costituzione”.

Fonte: Corriere Romagna.

Il caso di Terre Cevico diventato primo esportatore in Giappone.
Se c’è una cooperativa che rappresenta un case history di crescita internazionale è Terre Cevico. Fino a 15 anni fa la voce export presentava numeri pressoché irrisori nel bilancio del gruppo. Poi la scelta di virare oltreconfine su impulso dell’allora presidente Ruenza Santandrea. Il risultato in tre lustri dice questo: 73 milioni di euro dall’export in un bilancio di cooperativa che ha toccato quota 190 milioni di euro. A cui si aggiunge il primato di primo esportatore in Giappone e secondo in Cina. «Non sono risultati anche arrivano a caso —ha spiegato nell’incontro a Roma l’export manager di Terre Cevico, Francesco Paganelli — Siamo partiti tardi ma abbiamo messo in campo un progetto preciso: abbiamo guardato i mercati meno battuti, ad esempio l’Asia, da li ci sia La sede d Terre Cevico ma approcciati sui canali mass market.

Fonte: Corriere Romagna.

Enologia delle grandi occasioni premiata in Fiera con le 4 viti.
Romagna, Marche Emilia e Umbria sabato a Pievesestina con 116 etichette presenti CESENA Enologia delle grandi occasioni a Cesena Fiera sabato scorso con la premiazione dei 116 vini eccellenti di Romagna, Emilia, Marche e Umbria che hanno ottenuto le “Quattro viti” (punteggio massimo) nella guida Ais nazionale Vitae. A premiare i vini nella seconda edizione di “Esperienze di Vitae” sono stati i quattro presidenti Ais regionali (Adolfo Treggiari Ais Romagna, Luca Manfredi Ais Emilia, Stefano Isidori Ais Marche, Pietro Marchi Ais Umbria), insieme al presidente nazionale Ais, Sandro Camilli. La giornata è stata aperta daunsaluto del presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccin. Guardando ai territori, 33 sono stati i vini top in Romagna, 31 in Emilia, 30 nelle Marche e 22 in Umbria.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Elezioni nei giorni di Vinitaly: bisognava tenerne conto.
Saranno circa 130 le aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia – tra quelle accolte nello stand dell’Ersa all’insegna del tutto esaurito e quelle che saranno presenti con uno stand privato – che parteciperanno al Vinitaly in programma dal 2 al 5 aprile a Verona. Si tratta della più importante rassegna del settore, particolarmente attesa in un momento di rinascita dopo le restrizioni dell’emergenza pandemica, viste anche le criticità derivate dal blocco del mercato russo e i recenti tentativi di declassare il vino, da alimento di pregio, da un organismo internazionale come l’Oms. «Peccato che le date delle elezioni regionali non permetteranno di fatto a circa un migliaio di addetti ai lavori friulgiuliani coinvolti negli allestimenti e nelle esposizioni di esprimere il proprio voto».

Fonte: Gazzettino Pordenone.

Brescia al Vinitaly si presenta in vetrina con 106 postazioni – Vinitaly, il made in Brescia è protagonista.
La filiera bresciana del vino torna a scommettere su Vinitaly: la storica rassegna di settore, in programma dal 2 al 5 aprile a Veronafiere, vedrà la presenza di ben 106 postazioni occupate da aziende del territorio provinciale, rappresentanti di Franciacorta, Valtenesi, Lugana. In Economia pag.9 All’entrata del Vnitaly2022. Dal 2 al 5 aprile la 55esima edizione della manifestazione di settore. In vetrina anche una folta rappresentanza di cantine e altre realtà del territorio Vinitaly, il made in Brescia è protagonista In fiera la provincia potrà vantare ben 106 presenze. Brescianini: «La Franciacorta è pronta, forte di un 2023 subito di soddisfazioni».

Fonte: Brescia Oggi.

Il vino legato all’eros: evento e degustazione.
“Il vino: lo strumento più preciso ed infallibile dell’eros” è il titolo dell’iniziativa enogastronomica che si prefigge di celebrare il rapporto tra amore e vino, che si terrà giovedì a Villa Pasquali, a cura dell’associazione Sapori Arte Cultura. Fin dagli albori della civiltà, il vino è considerato un potente mezzo di seduzione, un filtro d’amore capace di alimentare piaceri e di distruggere qualsiasi cosa che richiami la virtù. Il vino amplifica la disponibilità a lasciarsi sedurre, perché abbatte distanze e barriere ed infiamma il desiderio, perché interagisce con i meccanismi che regolano l’attività sessuale: uno o due bicchieri di vino rosso al giorno, recano beneficio alla donna, all’uomo ed ai loro rapporti.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Pronti per Vinitaly 2023 La carica dei lombardi: oltre 150 postazioni tra aziende e consorzi.
Peculiarità ed eccellenze in mostra al secondo piano del PalaExpo Cruciale la capacità di misurarsi coi cambiamenti imposti dal clima. Nel 2021 la regione ha prodotto 1,37 milioni di ettolitri (-8,9% sul 2020) Marchio di qualità per il 90,7 per cento. Al Vinitaly la carica dei vini lombardi. Saranno oltre 150 le postazioni nel Padiglione Lombardia, allestito nell’ambito del Salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile. Business, internazionalizzazione e posizionamento sono le tre direttrici del 55° Vinitaly, che si prepara a diventare la più grande “ambasciata” del vino con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, nonché un contingente record che supera i mille top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.

Fonte: Giorno Alta Lombardia.

Nidi dalle doghe delle botti La terza vita di un albero.
Alla Ricci Curbastro i volatili insettivori fanno parte delle buone pratiche. Far vino bene, applicando buone pratiche aziendali e verso il prossimo. A Vinitaly sarà presentata la seconda fase del progetto “Il nido della sostenibilità, le tre vite dell’albero”: un percorso di sostenibilità ambientale, economica ed etica per il riciclo virtuoso delle doghe di rovere delle botti di vino dismesse. «Recuperandole, i detenuti del carcere di Alessandria hanno dato vita a una nuova serie di nidi artificiali destinati ai vigneti aziendali per ospitare cinciallegre, codirossi e altri uccelli insettivori utili all’equilibrio naturale dei vigneti stessi – spiegano Riccardo Ricci Curbastro e i suoi figli, titolari dell’omonima azienda di Capriolo.

Fonte: Giorno Alta Lombardia.

Go Wine, travino e viaggi Con un occhio alla letteratura.
Il gusto di un buon calice di vino, sorseggiato magari in una cantina o in un contesto meritevole di essere visitato. Questo e molto altro è il mondo di Go Wine, associazione a carattere nazionale nata nel 2001 ad Alba – una delle “patrie” del vino italiano – ma che negli anni si è estesa in svariate regioni italiani. Il club di Como, attivo dal 2005, condivide tutti gli obiettivi della casa madre piemontese, come da “manifesto”: «Il vino non solo inteso come prodotto di qualità ed espressione della cultura agroalimentare di un paese, ma il vino come prodotto che muove le persone. Go Wine guarda al consumatore di qualità che ama viaggiare per il vino, per conoscere i luoghi della produzione e si propone di costruire un progetto che gradualmente possa coinvolgerlo e stimolarlo».

Fonte: Provincia Como.

La Cia al Vinitaly presenti nel Padiglione del Piemonte.
Dal 2 al 5 aprile Per i produttori degustazioni e incontri dedicati La Cia al Vinitaly presenti nel Padiglione del Piemonte. Ci sarà anche Cia al Vinitaly, il Salone del Vmo e dei Distillati, a Veronafiere dal 2 al 5 aprile prossimi. I produttori associati saranno presenti nel Padiglione del Piemonte, per appuntamenti, degustazioni e incontri dedicati Un’edizione speciale di SoCial News, il tgweb Cia Alessandria, sarà dedicata alla fiera, con interviste e registrazioni in loco. Info e dettagli su www.ciaal.it”. Nuovo corso di formazione Cia Nuovo corso di formazione Cia in partenza, sulla 4.0: “Agricoltura di precisione e digitaliz7azione”,12 ore di lezioni che si svolgeranno nei giorni 28 marzo, 4 e 5 aprile Vinitaly di Verona. I produttori Cia presenti al Salone del Vino dal 2 al 5 aprile dalle 16:30 alle 20 in via Savonarola 29—Alessandria, con la docenza di Andrea Lovazzano.

Fonte: Monferrato.

Colori, primavera e vino: al Castello in duemila!
“Vinoso” La prima edizione della rassegna enogastromica. Colori, primavera e vino: al Castello in duemila! Colori, vino e primavera. Questi sono stati gli ingredienti giusti per la realizzazione della prima edizione di Vinoso! Vini e Sapori del Gran Monferrato, Derthona, Gavi”, conclusosi al Castello del Monferrato domenica 26 marzo. Buoni i numeri della due giorni dedicata al vino e alle eccellenze gastrononiche: duemila ingressi e quattrocentocinquanta calici venduti per le degustazioni. Un primo evento volto a valorizzare la Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato è stata istituita ufficialmente dalla Regione Piemonte ad agosto 2022; è la Strada più lunga di Italia con i suoi 630 km che toccano oltre 100 Comuni; i soci fondatori sono le tre Enoteche regionali di Acqui Terme Vino, del Monferrato e di Ovada.

Fonte: Monferrato.

«L’enoturismo possibile volàno di sviluppo del territorio di Fasano».
Enoturismo in Puglia: parliamone» è il titolo dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi presso Masseria Ancella a Montalbano di Fasano promosso dal Circolo della Stampa «Secondo Adamo Nardelli» di Fasano, presieduto da Gino Bianco. Nel presentare l’iniziativa Bianco ha tenuto a sottolineare che «l’enoturismo è una pratica sempre più diffusa, un’esperienza pluri-sensoriale nella quale la degustazione delle produzioni vinicole locali si abbina alla visita dei luoghi e dei territori di produzione, alla conoscenza della cultura, delle tradizioni e della gente che qui vive. Oggi è un’attrattiva per il pubblico composto da esperti, professionisti, da appassionati e curiosi. Attorno al vino – ha evidenziato Bianco – sono nate nuove e qualificanti esperienze: degustazioni, passeggiate tra i vigneti, iniziative di vendemmia turistica, alberghi tematici, momenti particolarmente apprezzati dai turisti.

Fonte: Gazzetta del Salento.

Una vetrina internazionale senza eguali anche per i “super-acquirenti” stranieri.
Ci saranno oltre 4mila aziende e mille grandi investitori provenienti dall’estero Sassari Un quartiere fieristico di oltre 100 mila metri quadrati, diciassette padiglioni tra fissi e tensostrutture al completo, pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Dati per difetto, visto che anche in questi ultimi giorni la lista dei partecipanti è andata allungandosi. V nitaly2023, il salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore e, per la 55a edizione, rafforza ulteriormente il piano di sviluppo dell’unica manifestazione che ha contribuito a segnare crescita e successo del vino italiano sui mercati internazionali.

Fonte: Nuova Sardegna.

L’isola va all’assalto con 112 etichette – Le cantine sarde sbarcano a Verona caccia a una nuova fetta di mercato.
Sono 112 i produttori presenti alla fiera del vino in programma dal 2 al 5 aprile Colossi pluripremiati cercano conferme Piccole cantine emergenti sgomitano in un mercato enorme 1 di Andrea Sin’ Sassari La carica dei centododici, tra ben noti habitueé e nuove etichette a caccia di un posto al sole nel gigantesco e variegato mercato del vino. C’è spazio per tutti, a Vinitaly, almeno per chi ha l’ambizione e la qualità per proporsi in un contesto fatto di concorrenza feroce ma anche di piccoli produttori in grado di affermarsi al cospetto dei Golia dell’enologia nazionale. L’edizione numero 55 della rassegna, in programma dal 2 al 5 aprile, vedrà ancora una volta la Sardegna presente in forze e con buone chance di conquistare ancora una volta riconoscimenti prestigiosi.

Fonte: Nuova Sardegna.

La Sicilia del vino alza il calice.
Laurent de la Gatinais: C’è una nuova generazione che sta crescendo». La Sicilia vitivinicola con la sua qualità produttiva rinnova la partecipazione alla 55esima edizione di Vinitaly, dal 2 al 5 Aprile. Sono quarantasette le aziende che al padiglione 2 del Salone Internazionale di Verona «rappresenteranno la ricchezza e l’un icità del patrimonio enologico siciliano – si legge in una nota – attraverso la collettiva di Assovini Sicilia». L’associazione, nata nel 1998, oggi riunisce 98 aziende e continua a promuovere la biodiversità siciliana valorizzando e supportando il ricambio generazionale in corso. «Vinitaly si conferma una vetrina internazionale importante per i nostri produttori – afferma Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia -. Le proiezioni per questa edizione parlano di oltre 1000 top buyer selezionati da 68 paesi, +43% rispetto al 2022

Fonte: Gazzetta del Sud.

Vinitaly, la carica dei 150 marchi siciliani l’Isola tenta la sfida dei buyer mondiali.
Presenza massiccia delle cantine per la maggiore vetrina di uno dei settori strategici nell’economia italiana e regionale Il fatturato è di 780 milioni di euro, oltre 250 milioni le bottiglie prodotte. Un export che vale più di 100 milioni La Sicilia del vino punta ai mercati esteri, forte di un aumento del 21 per cento dell’export registrato, secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Unione italiana vino, Ismea e Vinitaly, alla chiusura dello scorso anno. Per questo la presenza alla 55esima edizione del Vinitaly, in programma a Verona dal 2 al 5 aprile, acquista un importante valore strategico. Perché quest’anno, dopo le defezioni causate dalla pandemia, tornano fra gli stand i buyer di tutto il mondo, compresi cinesi e giapponesi. Rappresentati 68 Paesi con un aumento del 43 per cento rispetto alla scorsa edizione, soltanto i buyer cinesi saranno 130.

Fonte: Repubblica Palermo.

Intervista a José Rallo – José Rallo “Alla nostra economia serve un enoturismo di qualità”.
Premio all’azienda per Intesa Vincente “Nelle cantine che gestiamo il 30 per cento di visitatori sono stranieri, ma potrebbero essere molti di più” di Gioacchino Amato Quattro imprese siciliane fra le 140 premiate ieri a Milano a Palazzo Mezzanotte per la quarta edizione di Imprese Vincenti, il programma di Intesa Sanpaolo per la valorizzazione delle piccole e medie imprese. All’evento realizzato in collaborazione con The European House-Ambrosetti le quattro realtà dell’Isola che si sono distinte soprattutto per innovazione e sostenibilità. Due del settore salute, Upmc Italy di Palermo e Ro.Ga di Enna. Due legate al vino: la Hts di Marsala che commercializza prodotti biotecnologici e macchinari innovativi per l’industria enologica e Donnafugata, l’azienda vitivinicola marsalese guidata da José Rallo e dal fratello Antonio, protagonista del settore “agribusiness” di Imprese vincenti. José Rallo, cosa manca alla Sicilia del vino per crescere? «Serve un turismo di qualità soprattutto dall’estero.
Fonte: Repubblica Palermo.

Il consorzio di tutela Cerasuolo sarà al Vinitaly dal 2 al 5 aprile.
Il Consorzio di tutela dei vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc sarà presente al prossimo Vinitaly, in programma a Verona dal 2 a1 5 aprile 2023, con uno stand. Quello del Vinitaly si conferma un appuntamento irrinunciabile perla promozione internazionale dei prodotti vitivinicoli specie in un momento di grande cambiamento, tra sfide e opportunità. Il Consorzio, da sempre impegnato nella valorizzazione delle due denominazioni, è presente alla manifestazione fieristica internazionale, in un anno speciale: quello in cui si celebrano i 50 anni dall’ottenimento della denominazione d’origine controllata (Doc) per il Cerasuolo di Vittoria Docg. Per Achille Alessi, presidente del Consorzio di tutela, «il Vinitaly rappresenta un evento di grande rilevanza per i nostri vini a cui partecipano numerosi operatori internazionali.

Fonte: Sicilia Siracusa – Ragusa.

Bolgheri batte Bolgaré in aula: per la corte Ue il nome è troppo simile.
Non cl sarà nessun vino con la scritta Bulgare sulle bottiglie. II marchio di un’azienda vitivinicola bulgara ha definitivamente perso la battaglia legale promossa dal Consorzio Bolgherl Doc e Bolgheri Sassicaia. II Tribunale dell’Unione Europea ha riconosciuto tutte le ragioni espresse dal Consorzio giudicando il ricorso manifestamente infondato in quanto il marchio Bolgaré è evocativo della denominazione. In particolare, secondo la sentenza, tra i due termini sussistono: somiglianza fonetica, numero simile di lettere, di cui le prime quattro uguali, identità di prodotti, somiglianza figurativa nei caratteri di scrittura. «Siamo soddisfatti — dichiara Albiera Antinori, presidente del Consorzio – —che la corte abbia riconosciuto le nostre ragioni dopo 6 anni. E’ una sentenza importante per tutte le Doc, italiane ed europee, che devono essere protette da chi cerca di usarne impropriamente la notorietà»

Fonte: Corriere Fiorentino.

Quotata Iwb, nel 2022 ricavi 5,2% Dividendo a 0,10 euro.
Iwb, Italian Wine Brands, quotata in Borsa, che nel giugno 2021 ha acquistato Enoitalia spa di Camlmasino, ha chiuso il 2022 con un risultato netto di 14,2 milioni di euro, -21,8% rispetto al 2021, ricavi delle vendite a 430,312 milioni (+5,2%), di cui 73,52 in Italia e 355,356 all’estero, e ricavi totali per 439,52 milioni (da 431,411 nel 2021). «La dinamica di crescita delle vendite è determinata dalle operazioni di MeA completate dal gruppo nel corso dell’anno, Enovation Brands e Barbanera», si legge in una nota, in cui si sottolinea che «nel 2022 il vino italiano ha raggiunto un nuovo record nel valore delle esportazioni, pari a 7,9 miliardi (+9,8%) a fronte di volumi sostanzialmente invariati, pari a circa 22 milioni di ettolitri (-0,6%)». Marginalità sul fatturato all’8,5% (10,2% nel 2021). Indebitamento finanziario netto 129,5 milioni, contro 108 del 2021. Il cda ha deliberato di proporre all’assemblea un dividendo per azione di 0,10 euro.

Fonte: Arena.

Intervista a Sandro Boscaini – Servono gruppi di lavoro stabili invece con questo sistema nessuno diventa qualificato».
Sandro Boscaini, mister Amarone, è il presidente di Masi Agricola «Mi sembra di percepire un po’ di ipocrisia sul tema dell’immigrazione». La vendemmia è ormai appaltata ai terzisti. Sandro Boscaini, mister Amarone, presidente di Masi Agricola, azienda veneta di fama internazionale con 250 anni di storia: cosa ne pensa di questo disallineamento tra la richiesta di manodopera straniera del settore agroalimentare e i flussi d’ingresso in Italia? «Il tema non è nuovo, purtroppo. Finora siamo riusciti a evitare il peggio che può accadere, cioè che l’uva rimanga sui filari. Però avere una strutturazione più stabile, con gente presente in forma sistematica non sarebbe male». Cosa intende dire? «Il lavoro di potatura e raccolta delle uve è ormai affidato ai terzisti.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Sol 5 Agrifood a braccetto con Vinitaly.
In contemporanea dal 2 al 5 aprile . Riflettori su birra, olio e sidro Sol S Agrifood a braccetto con Vinitaly. Con 30o espositori provenienti anche dall’estero, SoleAgrifood si conferma punto di riferimento internazionale per l’agroalimentare di qualità, per i comparti dell’olio extravergine di oliva, della birra artigianale e, new entry della 27a edizione (Verona, 2-5 aprile) in contemporanea con Vinitaly, anche dei sidri. Ulteriore novità la compresenza di B/Open, rassegna b2b dedicata al biologico. Nel Padiglione C saranno presenti espositori in rappresentanza di tutte le regioni italiane; le collettive più numerose da Sicilia, Calabria, Abruzzo, Marche, Basilicata, Lazio, Umbria (Assoprol). Molto qualificata anche la partecipazione di aziende guidate da Italia Olivicola del Cno e dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia); presenti anche aziende estere da Spagna, Turchia e Albania.

Fonte: Voce di Rovigo.

Cantina vini: i modelli da valutare.
Una cantinetta per vino è un’ottima aggiunta a qualsiasi cucina, poiché aiuta a mantenere la tua collezione di vini alla temperatura perfetta in un luogo sicuro. Una cantina vini può essere disponibile in diversi modelli, ognuno con le proprie caratteristiche e vantaggi. Gli amanti del vino non possono fare a meno di questo strumento, a volte però è difficile inserirlo all’interno di una cucina per via del design. Prima di acquistare una cantina vini da tenere in casa, valuta tutte le possibilità, in modo da creare un arredamento uniforme. La scelta dipende anche dalla dimensione della tua cucina. Se hai una cucina piccola, una cantinetta vino da incasso o sottopiano è un’ottima opzione, perché non occupa troppo spazio. Queste unità possono essere installate in mobili o sotto i controsoffitti, il che le rende un’ottima soluzione salvaspazio.

Fonte: Palermomania.it.

Dalle degustazioni di vino in cantina alle visite guidate nelle giornate Fai: cosa fare nel weekend.
Primo weekend di primavera. Le belle giornate invitano ad uscire e stare all’aria aperta. Un’occasione da non perdere è dunque quella che offre Fai, il Fondo Ambiente Italiano: nel fine settimana infatti è possibile visitare sette luoghi iconici della città, come ad esempio il chiostro di San Giovanni degli Eremiti. Non mancheranno le mostre, tra tutte quella di Omar Hassan che porta Punctum a Palazzo Reale. E poi ancora concerti (ai Cantieri Culturali c’è Nada), degustazioni in cantina (dai Duca di Salaparuta) e tour inediti (come quello sulla cupola di San Salvatore per guardare Ballarò dall’alto).

Fonte: Palermo Today.

Frode sul vino, perquisizioni in 30 cantine e aziende.
Una trentina tra cantine, aziende agricole, abitazioni e ditte di trasporto, situate nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso sono state sottoposte a perquisizione da parte dei funzionari dell’ispettorato Repressione Frodi di Udine e dai carabinieri del Nas di Udine, per una sospetta frode sul vino. Gli accertamenti, disposti dalla Procura della Repubblica di Udine, sono volti ad acquisire elementi di prova relativi a possibili comportamenti fraudolenti, messi in atto da una cantina della provincia di Udine, circa la produzione e l’immissione in commercio di ingenti quantità di vini che, pur non costituendo un pericolo per la salute del consumatore, sono stati qualificati con più Dop ed Igp, in violazione delle norme dei disciplinari. L’ipotesi investigativa è che tali vini siano stati ottenuti parte con uve prodotte oltre i limiti massimi di resa e parte costituiti da vini di varietà, qualità e provenienza diversa da quella dichiarata.

Fonte: ANSA.

L’Italia del vino nel mondo: qual è quello più venduto? È apprezzatissimo.
Si tratta di un vino rosso ed ha anche le bollicine: stiamo parlando del Lambrusco, il vino italiano più consumato nel mondo. A dimostrarlo parlano i numeri, ben 13 milioni di litri di questo vino vengono esportati ogni anno oltre i confini della nostra penisola. Stupisce che sia proprio il Lambrusco il vino italiano più amato e bevuto all’estero, perché non ha un’immagine molto pubblicizzata rispetto ad altri tipi di vino.
Fonte: Wine and Food Tour.

Come custodire correttamente le bottiglie di vino? Il segreto è proprio questo.
Custodire le bottiglie di vino di ogni tipologia è importante. I professionisti del settore mettono a disposizione quelli che sono dei piccoli segreti, così da poter avere una piccola cantina privata mantenendo inalterate le caratteristiche organolettiche del vino. La conservazione riveste un ruolo determinante nelle varie fasi, con bottiglie di alto livello così come la collocazione. Tenendo conto che per ogni tipologia di vino si debbano seguire determinate regole, gli esperti evidenziano le regole generali per la conservazione del vino e delle bottiglie.

Fonte: Wine and Food Tour.

6 difetti dei vini naturali che ci piacciono.
Premessa con citazione: “perdono tutti e a tutti chiedo perdono“. Parlare di vini naturali è come rotolarsi fra le ortiche, per cui mi porto avanti con il lavoro. Ma prima di armare le Bic con i pezzetti di carta, vi esorto a considerare la natura ironica del pezzo. D’altronde non avrei motivo per parlare male del vino naturale in toto. A me piace il vino buono, territoriale e non difettato. Se detto vino risponde poi a criteri di naturalità, io mi levo il cappello (che da uno scarsocrinito è un gran segno di rispetto). La vulgata vuole che, al cospetto di un vino naturale, ci si attenda qualche difettuccio; oltretutto molti estimatori difendono le eventuali storture come “espressioni tipiche di territorialità ormai perse, simbolo di naturalità, manifestazioni di vitalità del vino“.

Fonte: Dissapore.

Il vino incontra l’arte di Caravaggio per rispondere alle crociate anti alcol.
Dopo mesi di attacchi sul tema vino&salute culminati nella richiesta dell’Irlanda di poter indicare sulle bottiglie di vino health warning del tipo “nuoce gravemente alla salute” un po’ come avviene per le sigarette, il vino italiano passa al contrattacco. Anzi alla “controinformazione”. E lo fa dal palcoscenico del Vinitaly, a Verona dal 2 al 5 aprile, con una serie di iniziative per raccontare come il vino, e il vino italiano in particolare, sia molto più che un prodotto che contiene alcol. La più spettacolare di queste iniziative sarà la vera e propria pinacoteca allestita negli spazi gestiti dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare dove verranno esposte due tele portate a Verona direttamente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze: il Bacco di Michelangelo Merisi da Caravaggio e il Bacco Bambino attribuito a Guido Reni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Vino italiano, battistrada della sostenibilità.
Il vino italiano fa da battistrada per la sostenibilità certificata. Al successo conclamato di protocolli come Equalitas e Viva si affianca da qualche anno l’esperienza istituzionale del marchio dell’apetta di Sqnpi, in attesa del definitivo avvio, atteso entro l’anno, del Sistema nazionale di sostenibilità certificata della produzione vitivinicola. Percorsi produttivi virtuosi che impongono impegni significativi nell’adozione di buone pratiche in vigneto e in cantina, per migliorare costantemente le prestazioni aziendali in termini di riduzione della carbon footprint, della water footprint e per aumentare l’attenzione all’ambiente, al territorio e alle persone. Standard rigorosi, la cui adozione è evidenziata da loghi e brand riconosciuti che garantiscono più elevate chance commerciali nei mercati più sensibili.

Fonte: Terra e Vita – Edagricole.

Cos’è il Tignanello, il vino italiano che dà il nome al blog di Meghan Markle.
Probabilmente, definirlo semplicemente «il vino preferito di Meghan Markle» sarebbe riduttivo: il Tignanello ha evidentemente uno spazio così grande nel cuore della duchessa di Sussex da aver addirittura ispirato il nome del suo blog (che pare sia all’alba di un inatteso ritorno), The Tig. Nulla di particolarmente sorprendente, in effetti: non è una novità che i cosiddetti Supertuscan, i vini che identificano in larga parte la viticoltura contemporanea toscana, abbiano il loro mercato d’elezione nel mondo anglosassone in generale e negli Stati Uniti in particolare.

Fonte: Vanity Fair.

Boom dell’export di vino per le cooperative (+130%). Piccinini: importante ruolo della promozione nei paesi terzi.
Tra il 2010 e il 2022 il fatturato generato dall’export delle cantine aderenti ad Alleanza cooperative ha registrato una crescita del 130%, con un trend superiore all’andamento delle esportazioni nazionali di vino che nello stesso periodo sono cresciute del 101%. Anche il fatturato complessivo negli ultimi dieci anni è aumentato dell’88%, a conferma di una crescita economica e un posizionamento importante conquistato dalle oltre 379 cooperative italiane, che producono il 58% del vino italiano.

Fonte: Foodaffairs.

STAMPA ESTERA

Les vins français font leur come-back aux Etats-Unis.
Les exportations vers le marché américain ont retrouvé leur trajectoire d’avant le Covid. Mais l’inflation et la pénurie de bouteilles compliquent la donne. Au Salan Vinexpo de New York, début mars, on ne voyait que la France et ses 115 exposants avec leur petit drapeau. Les vins français sont de retour aux Etats-Unis, après une année 2020 catastrophique. «Lerebondaététrèsfart. Ce pays est la première destination à l’export des vins français, en valeur, et également en volume depuis 2022 », souligne Emilie Dyan, de l’agence de développement international Bus messFYance. « Chez CMteau La Coste, nous exportons un tiers de notre production. dont 25 96 à 3096 aux EtatsUnis -10.000 caisses «, explique iaetltia Match, qui s’est insrallée en Floride l’année derniere pour y prospecter les «50 marchés n que sont les 50 Etats américains. Pour réussir, il faut s’adapter á la demande locale. « Aux Etats-Unis, le rosé devientun vin festif qu’on boit en soirée. Nous avons aussi un rosé pétillant auquel nous croyons beaucoup Ici ». raconte la commerciale. Une fiscalité plus démente Avec 191 millions de hères exportes en 2022, les ventes de crus tricolores aux Etats-Unis sont en léger recul par rapport à 2021, une année marquée par le frénésie de consommation post-Covid. Mais elles demeurent supérieures à leur La tendance de fond est au sans alcool et au sirupeux. niveau d’avant l’épidémie, 178 millions de litres. Et en valeur, elles ont encore crû de 300 millions d’euros, â 2,37 milliards. La trajectoire est donc rassurante. Le déconfinement n’est pas la seule raison du retour du vin français. La fiscalité est également devenue plus clémente. En 2021, l’adrrifnistration Eiden a suspendu pour cinq ans la surtaxe douanière de 25 % imposée par Donald Thunp en octobre 2019. Présentée comme une mesure de rétorsion après la création de la taxe française sur les géantsdu Net, elle ne touchait pas les vins italiens. Ces derniers n’ont donc quasiment pas chuté en 2020. Et ils continuent à étre près de deux fois plus vendus en volume aux Etats-Unis, notamment dans les pizzerias, avec des prix attractifs. Mais en valeur, La France a retrouvé sa première place dans les importations américaines, avec 2,67 milliards de dollars de ventes, devant l’Italie, 2,31 milliards. ïensious géopolitiques La nouvelle donne depuis 2022, c’est aussi l’inflation, qui renchérit les prix b la consommation. Mais les vins français étant plutôt chers, la hausse reste marginale, et les clients ont une plus forte propension à s’y adapter que les acheteurs de vins bas de gamme. A ce la s’ajoutent les tensions géopolitiques récentes, qui provoquent une régionalisation des échanges. « Il devient plus compliqué de vendre en Asie ou en Russte, parconséquentles yeux se tournent vers le marché nord-américain », note Christian Ligeard, conseiller agriculture à l’ambassade de France á Washington. LGI Wines, un producteur et négociant basé h Carcassonne qui travaille avec les coopératives vinicoles, exporte près de 10 % de ses 48 millions de bouteilles annuelles aux Etats-Unis.

Fonte: Echos.

Wo Noah die ersten Reben pflanzte.
In der Türkei blüht der Weinbau — trotz teils schwieriger Bedingungen. Güney Köse ist einer der jungen Türken, die Anatolien durchstreifen, um unbekannte Rebsorten zu finden. Die Traube Erciskarasi ist seine jüngste Entdeckung. Köse fand sie in einem Dorf, dessen konservative islamische Einwohner zwar Trauben essen, die aber nie daran denken würden, sie zu Wein zu verarbeiten. Das macht nun Güney Köse in Selcuk nahe Izmir. Mit der dunklen Rebe Erciskarasi hat er die Produktliste seiner Weine erweitert, die den Namen Akberg tragen. Auch in seiner neuen Weinbar mit türkischen Weinen in Amsterdam bietet er sie an. Sabit Agagoglu ist ein anderer Pionier. Er kam in den Siebzigerjahren während seines Studiums in Deutschland mit den Methoden des deutschen Weinbaus in Berührung. Da war in seiner Heimat die schwarze Rebe Kalecik Karasi vom Aussterben bedroht. Der junge Agraringenieur rettete sie, indem er die trockenen Wurzeln des Rebstocks Monte und so die Rebe wieder zum Leben erweckte. Im malerisch gelegenen Kalecik nahe Ankara gründete er am Fluss Kizilirmak das Weingut Tomurcuk, wo er seither Weine aus lokalen Reben herstellt. Kalecik ist mit seinen vier Weingütern ein Meines Kreativzentrun der jungen türkischen Weinkultur, die eine lange zurückreichende Geschichte hat. An der Verbindung von Altem und Neuem arbeitet auf ihrem Weingut Vinkara auch Ardic Gürsel, Tochter eines Hotelbesitzers und Bauunternehmers. Sie verarbeitet etwa die einheimische rote Rebe Hasandere. Bekannt wurde sie, weil sie mit den Methoden der Champagnerherstellung aus der Rebe Kalecik Karasi einen bemerkenswerten Sekt ergibt. Solche Geschichten und viele andere mehr erzählt die türkische Weinfachfrau 1Lba Yargic De Wilde. Etwa dass zwei von drei Weingütern im Besitz von Frauen sind. So gehört in Kalecik das Weingut Zafalis zwei Frauen. Selbst wenn die Weinherstellung einen bemerkenswerten Aufschwung erlebt, liegt das Land im internationalen Vergleich noch weit zurück. Allein in Sizilien produzierten 600 Güter Wein, in der Türkei seien es erst 160, rechnet Yargic De Wilde vor. Zwar hat die Türkei die weltweit fünftgrößte Anbaufläche für Trauben. In der Rangliste der Weinproduzenten liegt sie aber mit 19 Millionen Litern lediglich auf Platz 45. Denn zu Wein werden nur zwei Prozent der Trauben verarbeitet. Dabei waren auf dem Territorium der Türkei 1904 noch 340 Millionen Liter produziert worden.

Fonte: Frankfurter Allgemeine.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 27 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

A Vinitaly 4mila aziende Vola l’export: vale 7,4 mld.
Fiere Verona, da domenica la 55a edizione Un salone sempre più orientato al business A Vinitaly 4mila aziende Vola l’export: vale 7,4 mld et Lollobrigida: «Sarà la nostra trincea di controinformazione positiva» di Alessandra Monett In una fiera internazionale del vino italiano, Vinitaly a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, sempre più orientata al business e all’internazionalizzazione, il governo italiano si fa parte attiva per presentare questo settore di punta del made in Italy in tutti i suoi aspetti identitari, culturali, nutrizionali oltre che come polo attrattivo del turismo. Anche per liquidare, tra tante luci, quelle ombre portate dal conflitto in corso in Ucraina, gli attacchi a denominazioni di successo come il Prosecco, e la recente polemica accesa dalla proposta di etichette con moniti salutistici da parte dell’Irlanda.

Fonte: Gazzetta di Parma G Economia.

Gdo: lo scaffale soffre, il Prosecco leader indiscusso.
II 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. II 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo iI quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly nel corso della 19a tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Sul podio delle vendite nell’anno 2022 il Prosecco con 46 milioni di litri venduti, il Chianti con 17 milioni di litri, iI Lambrusco con quasi 17 milioni di litri.

Fonte: Gazzetta di Parma G Economia.

Missione Vinitaly ma il Barolo diserta la maxi fiera – Missione Vinitaly ma la grande fiera divide i piemontesi.
È unanimemente considerato l’appuntamento del vino più importante dell’anno, almeno in Italia, eppure c’è chi continua a non ritenerlo strategico. II Vinitaly – la cui cinquantacinquesima edizione si terrà a Verona domenica al 5 aprile, continua a essere divisiva per il vino piemontese. Da un lato c’è la posizione di Matteo Ascheri, presidente del Consorzio di Tutela del Barolo e Barbaresco, che già lo scorso anno rese nota la sua volontà di non partecipare più alla fiera, definendola un «paradigma superato» e «un rito stanco, come il Natale, che tutti festeggiamo ma che perla maggior parte di noi si è svuotata di senso». Dall’altro lato ci sono più o meno tutti gli altri consorzi, che partecipano in massa all’appuntamento, al netto di quelli troppo piccoli, per cui il Vinitaly è una vetrina che i numeri di produzione non potrebbero sostenere.

Fonte: Repubblica Torino.

Vinitaly: cultura e degustazioni – Verona capitale del vino: decine di eventi tra arte, cultura e degustazioni al Vinitaly.
Dal 31 marzo al5aprile toma la più grande ambasciata’ del vino, con 4.000 aziende provenienti dall’Italia e da oltre 30 nazioni. Ad aprire il 31 marzo, “Lives L’Incredibile vita di Maurizio Cattelan di Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile, la più grande `amhiciata’ del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.00C top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. hi contemporanea, sugli oltre 100mila mq netti di superficie espositiva tra padiglioni fissi e tensostrutture al completo, anche gli altri due saloni professionali – Enolitech con Vinitaly Design e SoleAgrifood con B/Open e Xcellent Beers.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Intervista a Bruno Ceretto – Ceretto “Senza il loro aiuto nelle Langhe invece del Barolo venderemmo zolle di terra”.
L’intervista all’imprenditore Ceretto “Senza il loro aiuto nelle Langhe invece del Barolo venderemmo zolle di terra” Gli stranieri sono indispensabili, non solo gli stagionali Ormai sono integrati nel tessuto sociale. Tra i patriarchi del Barolo di Langa, Bruno Ceretto ingaggia contadini stranieri da quarant’anni e non ha alcuna intenzione di smettere. Cosa accadrebbe se questa manodopera non ci fosse? «Venderemmo zolle, non vino. La nostra terra si fermerebbe di colpo. I lavoratori che vengono dall’estero sono indispensabili, e non sono quasi più gli stagionali che arrivavano a marzo e ripartivano a ottobre, faticando e arrangiandosi. Quasi tutti si sono fermati qui». Dove alloggiano? «Abbiamo risistemato cascine dove gli italiani non volevano nemmeno più entrare, abbiamo portato luce, riscaldamento e acqua corrente in cambio di affitti molto bassi.

Fonte: Repubblica.

La caccia alle cantine italiane dilagano i proprietari stranieri.
Produttori, finanzieri e vip: il boom dei prezzi fa crescere dei 21% le acquisizioni dall’estero nei terroir più pregiati Alessandro Cicognani G li occhi sui vigneti italiani più prestigiosi, i capitali stranieri li hanno messi da tempo. La crescita delle acquisizioni che si sono susseguite negli ultimi tre anni lo testimonia: tra i12019 e i12022, fotografa un’analisi di InfoCamere, sono salite da 173 a 209 (+21%) le società di capitale che contano la presenza di un socio estero che, tre volte su quattro, ha in mano il pacchetto di maggioranza assoluto. Due tasselli di contesto: con oltre 50,2 milioni di ettolitri l’anno, l’Italia è il più grande produttore di vino al mondo e la seconda potenza per esportazioni dietro la Francia (8 miliardi il giro d’affari).

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

vini laziali piacciono ai tedeschi Export su del 9% – Export in crescita per i vini del Lazio più 9% di vendite fra Germania e Usa.
Con 18mila ettari di vigneti e una produzione nel 2022 di 854mi1a ettolitri, il settore vitivinicolo del Lazio è una delle realtà più importanti nel panorama economico regionale. E con oltre 40 aziende si prepara nel prossimo fine settimana a sfruttare quella vetrina eccezionale rappresentata dal «Vinitaly». Export in crescita per i vini del Lazio più 9% di vendite fra Germania e Usa I numeri 18 mila Gli ettari Nel Lazio ci sono 18 mila ettari di terreno coltivati a vigneto, il 49% è in provincia di Roma Grazie ai terreni vulcanici il caldo non penalizza la produzione 40 aziende al Vinitaly di Clemente Pistilli Con 18mila ettari di terreno coperto da vigneti, il 49% dei quali in provincia di Roma, e una produzione nel 2022 di 854mi1a ettolitri, il settore vitivinicolo del Lazio è una delle realtà più importanti nel panorama economico regionale.

Fonte: Repubblica Roma.

Assaggi e calici Le mete preferite dagli enoturisti.
Dalla Tenuta Cavalier Pepe a Villa Matilde le proposte delle aziende vinicole campane Con l’inizio ufficiale della primavera, oltre al sorriso del sole c’è il pianto della vite. Un pianto di felicità che si manifesta con lacrime che sgorgano al livello dei tagli di potatura fatti durante l’inverno. Per gli agronomi è un inno alla vita, segno che la linfa risale il legno della pianta fino ad arrivare al tralcio, riprendendo così il suo ciclo naturale. Non è un caso che proprio in questo periodo le aziende vinicole campane riaprano al pubblico per offrire assaggi divini ed esperienze di gusto. Il programma proposto per una giornata in vigna è sostanzialmente simile: arrivo sul luogo in mattinata; visita guidata della vigna e poi della cantina; degustazioni di prodotti tipici con calici decisi dalla casa oppure pranzo con menu a scelta e vini presentati da sommelier.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Food.

Impianti depurazione per la cantina Terre «Odori sopra soglia».
II progetto ottiene l’ok dei Comuni di Broni e Casteggio ma Ats mette II freno. Arpa ha chiesto integrazioni tecniche. Ok dai Comuni di Broni e Casteggio al progetto presentato da Terre d’Oltrepo per la realizzazione di due impianti di depurazione a servizio degli stabilimenti della cantina. Mentre Ats chiede una soluzione per ridurre gli odori prodotti dall’impianto che sarà realizzato a Broni. Le amministrazioni comunali hanno presentato le osservazioni nell’ambito della procedura per l’ottenimento della valutazione di impatto ambientale (Via). «Parere favorevole» arriva dal Comune di Broni, che chiede a Terre di integrare la documentazione del progetto con la verifica dell’invarianza idraulica; inoltre, in caso di esito favorevole del procedimento di competenza della Provincia, la cantina dovrà richiedere al municipio un’autorizzazione edilizia per l’avvio dei lavori.

Fonte: Provincia – Pavese.

Lotta alla flavescenza Confagricoltura chiede una regia nazionale.
La flavescenza dorata preoccupa i produttori vitivinicoli anche dell’Oltrepo ed è necessario un intervento efficace da parte delle istituzioni per evitare che questa malattia, una delle più distruttive dei vigneti, comprometta il potenziale produttivo di intere zone viticole. Questo l’appello lanciato da Confagricoltura. «Dietro il controllo della fitopatia c’è molto di più — afferma il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti— C’è il tema dell’economia di un territorio e c’è la questione del lavoro. Dobbiamo fare squadra e collaborare con tutte le istituzioni, perché la situazione è di emergenza: per questo motivo chiediamo che vengano assegnati fondi di emergenza».

Fonte: Provincia – Pavese.

Vino, un brindisi al 2022 E alla riapertura dei locali.
1 milione Gli ettari a elevato investimento Le aree agricole coltivate con strumenti a tecnologia avanzata sono paria ben oltre l milione di ettari raddoppiate in meno di un quinquennio salendo all’u% del totale garanzie a investimenti in tecnologia che nello stesso arco di tempo sono stati moltiplicati per cinque Vino, un brindisi al 2022 E alla riapertura dei locali In lombardia. l risultati dell’indagine condotta da Regione e Unioncamere L’export vola al 18,1% grazie al successo degli spumanti – Prezzi saliti del 25%. Aumenta il valore della produzione e quello dei prezzi, cresce l’export (+18%), ma si riducono le quantità di beni prodotti e, nel secondo semestre, che pure mostra segnali di miglioramento rispetto all’avvio dell’anno, si registrano i primi cali di vendite in volume dovuti alla spinta inflazionistica. A disegnare il quadro dell’agricoltura lombarda nel 2022 sono i risultati dell’indagine congiunturale condotta dalla Regione Lombardia e da Unioncamere Lombardia.

Fonte: Provincia Sondrio.

«Servono leggi per tutelare il vino e l’enoturismo».
L’evento organizzato a Lucca da Fratelli d’Italia per affrontare i pericoli a cui va incontro il settore «Servono leggi per tutelare il vino e l’enoturismo» Lucca «Difendere, tutelare e valorizzare le eccellenze dell’agricoltura italiana è un dovere preciso di ognuno di noi ed è una linea guida dell’azione dei Governo Meloni, soprattutto ora che in Europa si st anno verificando attacchi su più fronti ed in particolare alla nostra produzione vinicola, vedi l’assurda iniziativa irlandese di etichettare il vino come dannoso, al pari del consumo di sigarette. La proposta di FdI sull’enoturismo rientra precisamente nell’alveo della volontà dei Governo di informare i cittadini e nel contempo valorizzare il nostro immenso patrimonio enologico e turistico».

Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.

Bertani traina la crescita delle cantine Angelini.
Nel 2022 l’azienda di Grezzana ha segnato +27% di fatturato e +10% di volume Bertani traina la crescita delle cantine Angelini Ricavi aggregati a quota 29,7 milioni, con un +18% tendenziale II Ceo Nicoletto: «Ottimisti per un incremento di valore anche nel 2023». Bertani gioca un ruolo di primo piano nel gruppo Angelini Wines e Estates, anche alla luce dei dati economici presentati di recente. «Nel 2022 l’azienda è cresciuta a due cifre rispetto al 2021, registrando un incremento a volume del 10%» ha anticipato a L’Arena Ettore Nicoletto, presidente e Ceo di Angelini Wines e Estates. «L’incidenza dell’azienda con sede a Grezzana sul fatturato complessivo del nostro gruppo è passata dal 49% del 2021 al 52% del 2022». Scendendo nei dettagli, precisa: «Dal punto di vista dei ricavi la crescita del marchio nel 2022 è stata del +27% rispetto al 2021 grazie alla leva prezzo e a un consistente miglioramento del mix di portafoglio.

Fonte: Arena.

Ritorna ViniVeri con cento espositori.
A Cerea a dal 31 marzo al 2 aprile Ritorna ViniVeri con cento espositori •• Diciotto annidi ViniVeri. Da venerdì 31 marzo a domenica 2 aprile a Cerea nell’Area Exp, si animerà di vini, vignaioli, storie e territori con l’edizione numero 18 di ViniVeri. «Maggiore forza, maggiore consapevolezza, maggiore maturità. Abbiamo dimostrato che un’altra via per produrre vino piacevole e godibile tutelando l’ecosistema e l’equilibrio naturale del vigneto è possibile. Mai dimenticando, come abbiamo denunciato per primi lo scorso anno con il manifesto “La forma e la sostanza, le luci e le ombre” che l’attenzione alla qualità complessiva del vino e alle competenze di chi lo fa è imprescindibile. Una riconoscibilità che abbiamo deciso di tutelare registrando in Italia immagine nome ViniVeri» annuncia Paolo Vodopivec, presidente del Consorzio ViniVeri.

Fonte: Arena.

Il Chiaré Rosé al Vinitaly ad the City.
Le bollicine rosa del Chiaré Rosé, innovativo Chiaretto di Bardolino Spumante, nato da un’inedita collaborazione tra alcuni dei maggiori produttori del lago di Garda, coordinati dal Consorzio di Tutela del Chiaretto di Bardolino, debutteranno in esclusiva a Vinitaly and The City, il fuorisalone di Vinitaly, che coinvolgerà il centro storico della città di Verona dal 31 marzo a13 aprile. Lo Spumante Chiaré Rosé vestirà un’etichetta floreale che descrive appieno la leggerezza e la freschezza di questo extra dry metodo Martinotti, ottenuto da sole uve rosse pregiate di corvina veronese e rondinella, coltivate sulla riviera gardesana e vinificate in rosa. Lo Spumante si propone come un protagonista della prossima estate e sarà in vendita all’interno di insegne accuratamente selezionate del Nord e del Centro Italia, per il momento nelle province di Firenze, Pisa, Siena, Lucca, Pistoia, Arezzo, Torino e Savona, per poi espandersi ad altri territori.

Fonte: Arena.

Vinitaly 2023.
Oltre 4 mila aziende e record top buyer da 68 paesi Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande “ambasciata” del vino, con oltre 4 mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere è stata presentata a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Matteo Zoppas, presidente di ICEAgenzia, Giuseppe Schirone, economista e manager di Prometeia, e Carlo Flamini, wine observatory manager di Unione Italiana Vini.

Fonte: Arena L’Arena Economie.

Vigna ‘800 aumenta l’export a New York.
Il nuovo mercato? La Grande Mela. Gianfranco Elampini della cantina Vigna `800 di Negrar, nel cuore della Valpolicella, guarda oltreoceano. «Abbiamo iniziato a esportare i nostri vini a New York, grazie alla collaborazione con un agente locale» racconta, Elampini soddisfatto dell’iniziativa, così come dei numeri. «La richiesta del nostro vino al di là dell’oceano Atlantico è cresciuta, stiamo aumentando gradualmente la produzione con l’obiettivo di arrivare a 45mila bottiglie con i vini Valpolicella 2022, Ripasso 2021. E anche con l’Amarone 2018 Riserva presentato recentemente ad “Amarone Opera Prima” organizzata dal Consorzio Tutela Vini in Gran Guardia».

Fonte: Arena L’Arena Economie.

Vino e turismo Verona tra le top nel mondo.
ALLA WINE e TRAVEL WEEK in Portogallo c’era anche la città scaligera, unica italiana del network globale Great Wine Capitals Un’occasione per fare promozione e portare a casa nuove idee. Wine e Travel Week: buona la prima. Sarà l’entusiasmo perla ritrovata libertà di tornare a viaggiare senza troppe restrizioni dopo due anni di Covid, sarà perché nel frattempo anche nel turismo sono nate nuove tendenze, stadi fatto che la prima edizione della Fiera Internazionale dell’Enoturismo è stata un successo. Tenutosi nei giorni scorsi in Portogallo, all’Alfandega do Porto, l’ex-dogana della città oggi centro congressi e museo dei trasporti, l’evento unico nel suo genere è stato organizzato in collaborazione con l’ente nazionale Portugal Tourism e il network globale Great Wine Capitals, la rete di città «capitali del vino» nata in Francia nel 1,999 che è anche un membro osservatore dell’Organizza7ione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv).

Fonte: Arena L’Arena Economie.

Intervista a Roberto Castagner – «Grappa, ora si fa con il computer».
Trevigiano, produce 5 milioni di bottiglie con “Aquavite spa”. Scrive libri e ha creato anche un premio “Fuoriclasse” «Mi sono inventato questa attività. Il mio grande mito era il cognac. Oggi siamo un fiore all’occhiello del made in Italy» «Grappa, ora si fa con il computer». Tutto è incominciato perché aveva “un debito con l’uva”, come gli ricordava il padre meccanico. Era un bambino inappetente, non si trovava un cibo che gli piacesse. «Davanti all’officina c’era una pianta di vite che s’arrampicava, mia madre disperata mi ha fatto assaggiare l’uva e ho iniziato a mangiare». Per ripagare il debito Roberto Castagner, 69 anni, da Conegliano, è diventato maestro distillatore. Dice che adesso nel mondo la grappa ha pari dignità del cognac, che non è più solo bianca, e che è anche un po’ merito suo: «Alla grande storia della grappa ho aggiunto la mia storia».

Fonte: Gazzettino.

Spumanti d’Europa Bollicene d’autore con 100 produttori.
Nel prossimo fine settimana, a Santa Maria di Sala, due giorni dedicati al meglio della produzione di settore, con Italia e Francia su tutti A VILLA FARSETTI LA SESTA EDIZIONE DI UNA KERMESSE APERTA A TUTTI CON 2000 VINI IN DEGUSTAZIONE. Si chiama “Bollicine in Villa”, si svolge nel prossimo fine settimana (sabato e domenica) a villa Farsetti a Santa Maria di Sala (Ve), dalle 10 alle 20. È una due giorni giunta alla sesta edizione e dedicata ai “wine lover”, agli appassionati, ma anche agli “addetti ai lavori”, fra business e divulgazione, fra piacere e didattica, ed è un vero e proprio festival della spumantistica, rassegna del meglio della produzione italiana ed europea, una lunga e affascinante passeggiata attraverso i terroir più importanti, Francia e Italia su tutti, ovviamente, ma anche Spagna, Slovenia e Austria.

Fonte: Gazzettino.

STAMPA ESTERA

El cava supera la tensión política pero no los choques entre las regiones productoras.
El cava supera la tensión política pero no los choques entre las regiones productoras El Consejo Regulador, históricamente, y de forma casi monocon el aval del Ministerio polística, concentraba a los embotellade Agricultura, aboga por dores. Esta mayor diversificación, con limitar las nuevas viñas núcleos de producción no catalanes en para evitar la «devaluación» la Comunidad Valenciana (trece millones de botellas al año en Requeña fren? Extremadura recurrirá te al total de 250 de la D.O.) o Extrema contra la limitación de dura (6,5 millones de botellas en Almendralejo), ha generado a la vez alguna cultivos y la D. O. contra tensión por la forma en la que el Consela denominación jo Regulador gestiona la D. O. Cava, aunCava de Requena que en ningún caso son tiranteces de tipo político. «Son tensiones normales entre formas distintas de gestionar la ALEX GUBERN D. O. y ver la producción», apuntan fuenBARCELONA tes del sector a ABC, aliviadas en todo caso por el hecho de que la D. O., aun«Fueron años muy duros. Lo pasamos que peculiar por su diversidad geográmal». En el sector del cava catalán, los años del ‘procés’ no se recuerdan con fica, ya no está en el foco político. agrado precisamente. La tensión polí- La principal discrepancia entre los particular tica tomó uno de los productos más mente los extremeños, y el Consejo Reem- productores no catalanes, blemáticos de la comunidad chingcomo ‘pun guiador se produce por la limitación de ball; ylas llamadas al boicot pu- nueva superficie de cultivo. Desde el sieron al cava en la diana. Nunca ha existido un estudio definitivo sobre el Consejo ya hace años que se aboga de manera clara por priorizar calidad frenimpacto real de las citadas campañas te a volumen, una bandera que esta mis-primera oleada durante la reforma del Estatuto, segunda con el ‘procés’-, en- ma semana volvía a levantar el presidente de la D. O., Javier Pagés y confirtre otras cosas porque las empresas man desde el Consejo a ABC. siempre han sido remisas a dar datos de ventas de manera segregada geográ- la última escaramuza se produjo hace apenas dos semanas, cuando el Minisficamente, en una especie de conjura en el sector por hablar del asunto cuanto terio de Agricultura rechazaba el recurso de alzada presentado por la Unión de menos mejor.

Fonte: Abc.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 26 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly, in vetrina tris di Doe casertani – Vinitaly, in vetrina tris di Doe casertani «Borgo come traino».
Ventuno le etichette presenti a Verona. Casale: «Fare rete tra viticoltura e storia guidate da Asprinio, Falerno e Galluccio portando l’enoturismo a Casertavecchia». «PROMOZIONE PER TUTTA LA PROVINCIA» LOMBARDI: «DECISIVA L’OPERA DEL CONSORZIO» COPPOLA: «UVE STORICHE RISCOPERTE DM GIOVANI. Mariam Michela Formis ano Saranno ventuno le aziende che dal 2 al 5 aprile prossimo a Verona rappresenteranno Terra di Lavoro alla 55esima edizione del Vinitaly, la Fiera internazionale del vino e dei liquori che ritorna alla grande dopo le restrizioni imposte dall’emergenza Covid negli anni scorsi. Un ritorno agguerrito per il territorio più piccolo della regione Campania, in termini di produzioni e territori vitati, ma il più competitivo dal punto di vista della qualità e della varietà di vitigni autoctoni.

Fonte: Mattino Caserta.

Intervista a Tommaso De Simone – “Sostenibilità e innovacione la spinta all’intero settore grazie alle imprese giovani”.
DATO DELL’EXPORT E CRESCIUTO DEL 34% NELL’ULTIMO ANNO, CON 1,5 MILIARDI E IL COMPARTO TRAINO ASSIEME ALL’ORO BIANCO. Presidente, la Camera di Commercio come si prepara a rappresentare Terra di Lavoro al prossimo Vinitaly? «Mettendo in valigia un bilancio che colmai buchi neri di una crisi pandemica prima ed economica poi, con lo spirito di rivalsa che sa di terra e sacrifici, di storia e innovazione che non abbassano lo sguardo al cospetto di un mercato sempre più ampio e competitivo. Porteremo con noi l’immagine soIida ed imponente di Casertavecchia, scelta non a caso per rappresentare la forza e la storia antica della nostra provincia nel padiglione die a Verona rappresenterà i vini delta Regione Campania».

Fonte: Mattino Caserta.

Affari vostri – Tra i primi a degustare i nuovi vini della famiglia Mainetti c’erano Gianni Letta, Fausto Bertinotti e Massimo D’Alema….
Nell’hotel Eden di Roma è stato battezzato il progetto Aramaicos denominato “Les Deux Lévriers”, che per l’enologo Riccardo Cotarella «nasce dalla selezione severa, già dalla raccolta, dei grappoli di Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah. Si scelgono solo gli acini migliori perché questo vino ha un solo obiettivo, quello di raccontare un territorio meraviglioso come quello delle Coteaux des Baronnies attraverso un progetto di alta qualità. Viene realizzato interamente in Francia, le uve una volta raccolte vengono vinificate in una delle cantine con cui collaboro da anni. Quella che presentiamo è l’annata 2017, la prima di una lunga serie!. Con Valter Mainetti, allievo di Aldo Moro, pronto a sottolineare che il nome del progetto vuole evocare l’incontro tra Gesù e San Pietro.

Fonte: Espresso.

Arte del bianco di Lomellina.
per completare il ricco panorama enologico di una regione di grande vocazione come il Piemonte, è necessaria una visita ai dintorni di Alessandria. Qui, oltre a riscoprire una bella – e ingiustamente misconosciuta – zona della Penisola, si può familiarizzare con il concetto che, oltre a rossi apprezzati in tutto il mondo, la Regione pedemontana regala bianchi di valore assoluto. Un esempio per tutti è proprio il Gavi. Prodotto da uve Cortese, semplificando si potrebbe dire che il Gavi è tutto quello che il Barolo non è, mentre in realtà si tratta di ideali compagni di squadra. La famiglia Broglia è qui, a Lomellina di Gavi, fin dal 1972, ovvero da quando l’imprenditore tessile Bruno acquistò questi 100 ettari, di cui 65 vitati, dal Conte Edilio Raggio.

Fonte: Espresso.

Valdobbiadene con il suo Prosecco è patrimonio dell’umanità.
Nell’incantevole territorio ricco di storia e cultura nasce il vino più famoso del mondo. Patrimoni immateriali dell’umanità sono quei beni che hanno una marcata valenza identitaria e una funzione culturale per le comunità. “Il vino, specialmente in Italia, è poesia della terra’; diceva lo scrittore e autore televisivo italiano, Mario Soldati. Chi è che, ad esempio, non conosce il Prosecco? È il vino più noto al mondo, il più cercato su Google e il più venduto, con 500 milioni di bottiglie immesse sui mercati di tutti i continenti del globo. Perché oltre ad essere l’anima di molti famosi cocktail, è la categoria di bollicine più popolare e alla portata di tutti. Un prodotto che nasce in un territorio incantevole, ricco di storia, cultura e tradizioni. Basti pensare a Valdobbiadene, ridente cittadina dell’Alta Marca Trevigiana, protetta ad occidente dal Piave, il fiume Sacro alla Patria.

Fonte: Giornale.

Oltre 4 mila aziende e record top buyer da 68 paesi.
Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande “ambasciata” del vino, con oltre 4 mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. I edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere è stata presentata a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, Giuseppe Schirone, economista e manager di Prometeia, e Carlo Flamini, wine observatory manager di Unione Italiana Vini.

Fonte: La Discussione.

Ovada, l’Enoteca vola in alto «Tradizione e promozione, parliamo al mercato globale».
I tanti traguardi del sodalizio tra cantine, a tredici anni dalla fondazione «Ora puntiamo alla Strada europea del vino». Oggi il debutto a Vinoso! Ovada, l’Enoteca vola in alto «Tradizione e promozione, parliamo al mercato globale». La prossima tappa sarà “Vinoso! Vini e Sapori del Gran Monferrato, Derthona, Gavi”, nuovo evento di settore che si terrà oggi e domani a Casale Monferrato e che vedrà protagonisti, tra gli altri, i pro duttori di Ovadese ed Acquese. Sarà come tagliare un nuovo traguardo, per i viticoltori e per l’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato, che di strada, dal 2010, quando aprì i battenti nelle ex cantine di Palazzo Delfino, ne ha fatta tanta. L’esposizione sarà inoltre il risultato di un’alleanza, quella che ha visto Ovada, Acqui e Casale unire le forze e creare il Gran Monferrato, per la promozione reciproca di vini e territori.

Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.

La carica della Puglia al Vinitaly “Un mercato da oltre 750 milioni”.
Nella vetrina di Verona si presentano 147 imprese del comparto. Attesi oltre mille top buyer in arrivo da 68 Paesi. Riflettori puntati sul Primitivo di Manduria, che negli stand sfoggerà più di 70 etichette. Il piatto è ricco. Con gli oltre 1.000 top buyer che arriveranno a Verona da 68 Paesi – dalla Cina al Canada passando per Kazakistan, Sudafrica e Germania – la 55esima edizione del Vinitaly in programma dal 2 al 5 aprile è una vetrina importante per la Puglia del vino. Che non a caso si presenta negli stand della fiera con 147 imprese, fra espositori diretti e quelli impegnati nelle iniziative collettive, stando ai dati di Veronafiere, la società per azioni promotrice dell’evento.

Fonte: Repubblica Bari.

Apre la mostra dedicata alla signora del Brunello Francesca Cinelli Colombini.
Immagini, ricordi e opere d’arte, frammenti di vita privata e colonne di tabloid americani, per ripercorrere la vita di Francesca Colombini Cinelli. Apre alla Fattoria dei Barbi un’esposizione dedicata alla Signora del Brunello e di Montalcino, scomparsa lo scorso 30 dicembre. «Mia madre Francesca era davvero la Signora Brunello, una donna straordinaria e poliedrica. Per quasi un secolo è stata una delle maggiori personalità del vino italiano, vi invito a ricordarla con noi tra le immagini, i video e le sue creazioni, che hanno segnato un’epoca», ha detto Stefano Cinelli Colombini, alla guida della Fattoria dei Barbi.

Fonte: Nazione Siena.

Oggi Montepulciano avrà il suo cocktail.
Sfida tra bartender all’Enoliteca del Consorzio del Vino Nobile per creare un prodotto dedicato. Oggi nascerà ‘II cocktail di Montepulciano’, evento che animerà la giornata conclusiva della Montepulciano Cocktail Week che dall’inizio di questa settimana è stata protagonista nel territorio poliziano, frazioni comprese, con eventi nei locali che hanno visto la partecipazione di bartender e al centro temi legati al mondo della miscelazione. Tornando al nuovo cocktail pensato per Montepulciano, oggi (ore15.30) all’Enoliteca del Consorzio del Vino Nobile si accenderà la sfida attraverso il contest a cui parteciperanno selezionati bartender. Gli ingredienti? Potranno essere al massimo cinque, legati al territorio, con due presenze fisse: il Rosso di Montepulciano e l’Amaro di Toscana di Gabriello Santoni srl.

Fonte: Nazione Siena.

«Enoturismo, il potenziale Soave» Focus in municipio.
A confronto docenti, consorzi ed esperti di destinazioni e marketing Zeno Martini •• «Enoturismo: potenziale Soave» è il titolo del focus che si svolgerà domani alle 16.30 nella sala delle feste di Palazzo del Capitano, sede municipale, con esperti del settore: è organizzato dal Consorzio di tutela del Soave, in collaborazione con Comune di Soave, Strada del vino Soave e Pro loco di Soave. Come rendere un paesaggio o un territorio ricco di storia, anche una destinazione turistica ambita? Quali sono gli elementi che i diversi protagonisti di un comprensorio produttivo devono tener presenti nella prospettiva di uno sviluppo enoturistico virtuoso e gratificante?.

Fonte: Arena.

Tenute Piccini ha acquisito i135% dell’azienda trevigiana Vinicola Cide.
“Padova in Vino”: fino a stasera oltre 50 aziende da tutta Italia al padiglione 11 della Fiera. L’obiettivo è dare spazio a quelle piccole cantine che altrimenti resterebbero nascoste. Già prenotate le date per il prossimo anno a marzo Tutti in coda per brindare. «Siamo nati nel 2020 scommettendo contro la pandemia e produciamo vini sui Colli Euganei e Berici. Per noi questa è un’occasione per farci conoscere». C’è chi commercia solo vini francesi, chi è nato da poco e chi arriva da lontano. Cosa hanno in comune? Sono piccoli produttori, eccellenze nascoste che altrimenti si faticherebbe a scoprire. Chiude oggi Padova in vino, organizzata da Arte nel vino, per la prima volta nella città del Santo. Cinquanta aziende, trecento etichette, occupa metà del padiglione Il della Fiera di via Tommaseo. Solo venerdì si sono registrati cinquecento ingressi e sessanta accrediti gratuiti di albergatori, ristoratori e commercianti.

Fonte: Gazzettino.

Tutti in coda per brindare.
Società pescarese investe un milione per portare la produzione a 500mila bottiglie? Pescara va alla conquista di Controguerra, patria del vino, e lo fa con l’acquisizione della storica e prestigiosa cantina Lidia e Amato. La società Underwine, infatti, ha ritirato il permesso a costruire riguardante l’ampliamento della cantina per mille metri quadrati. La nuova costruzione andrà a integrarsi con la struttura esistente, che ha portato alla produzione finora di 100mila bottiglie l’anno, per arrivare a produrne 500mila. 11 progetto, curato da! tecnico Gabriele Di Natale, vuol essere a impatto zero per l’ambiente: l’obiettivo è creare una sinergia con il territorio sviluppando le superfici in modo da creare un unico percorso interno di filiera, ossia dalla produzione delle uve alla degustazione in ambienti completamente interrati.

Fonte: Gazzettino Padova.

Argea, un 2022 in forte crescita «L’obiettivo è mezzo miliardo».
II fatturato è cresciuto dell’8,3 per cento a 455 milioni Romani: «Faremo acquisizioni, nel mirino la Valpolicella». È il più grande conglomerato del vino italiano. Il progetto Argea, nato dall’operazione condotta da Clessidra mettendo insieme Mondodelvino con il veneto Gruppo Botter, è oggi un oggetto di 455 milioni di euro di ricavi, in crescita dell’ 8,3 per cento, comprendendo anche la recente acquisizione di Cantina Zaccagnini, con 160 milioni di bottiglie vendute nel 2022. «Oggi abbiamo una dimensione ragionevole, considerando anche l’acquisizione di Cantina Zaccagnini nell’ultima parte dell’anno. Dovremmo raggiungere i 500 milioni di euro di ricavi nel breve periodo. E restiamo molto attenti alle opportunità del mercato. Il progetto Argea nasce per mettere insieme le eccellenze regionali, internazionalizzar ed essendo commercialmente distribuiti in tutte le geografia.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Tenute Piccini entra nella Vinicola Cide.
Tenute Piccini, con sede a Casole d’Else in provincia di Siena, è entrata nel capitale dell’azienda trevigiana Vinicola Cide, con sede a Mareno di Piave, acquisendo una quota del 35%. Il consiglio di amministrazione sarà presieduto da Mario Piccini con Ettore Dall’Armellina, espressione della famiglia fondatrice della casa veneta, in qualità di vicepresidente esecutivo. Vinicola Cide impiega 14 addetti ed ha chiuso il 2022 con ricavi per 22 milioni, per il 65% dovuti ad esportazioni. Tenute Piccini realizza invece ricavi superiori ai 100 milioni e controlla attualmente sette tenute in Toscana, Piemonte e Sicilia, ed opera con il marchio Piccini 1882. Piccini appartiene all’omonima famiglia e possiede sette tenute: Fattoria di Valiano (Chianti Classico), Tenuta Moraia (Maremma), Villa al Cortile (Montalcino), Geografico (Gaiole in Chianti e San Gimignano), Torre More (sull’Etna) e Regio Cantina (nell’Aglianico del Vulture).

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Vinitaly 2023.
Oltre 4 mila aziende e record top buyer da 68 paesi Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande “ambasciata” del vino, con oltre 4 mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere è stata presentata a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Matteo Zoppas, presidente di ICEAgenzia, Giuseppe Schirone, economista e manager di Prometeia, e Carlo Flamini, wine observatory manager di Unione Italiana Vini.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato25 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Fiera, c’è la rassegna sul vino tour delle cantine e concerto attesi in migliaia, rischio caos.
Weekend di degustazioni e alle 21 il live di Pezzali Fine settimana. II piatto, per questo weekend, è davvero ricco. E pure il bicchiere, nel dubbio: si prospetta all’ombra del Santo un weekend ricco di eventi a tema quasi esclusivamente enogastronomico, che animeranno la città. Anzi, hanno già iniziato a farlo, dato che l’apertura delle prime bottiglie risale a ieri pomeriggio: è infatti iniziata nel Padiglione n del polo fieristico di via Tommaseo la prima edizione della Fiera nazionale del Vino, kermesse organizzata da Arte del Vino che si protrarrà fino a domenica, promettendo di richiamare migliaia di persone. Sfruttando anche un evento altrettanto atteso: oggi e domani nel vicino Padiglione 7 conosciuto anche come «Arena Spettacoli» – si terrà il doppio concerto di Max Pezzali, il che vuol dire pienone garantito.

Fonte: Corriere del Veneto Padova e Rovigo.

Tanti eventi in un weekend.
Fine settimana ricco di iniziative: in Fiera arriva per la prima volta “Padova in vino’ Padova anticipa il Vinitaly in un weekend ricco di iniziative. Nel fine settimana della domenica ecologica e delle “Giornate di primavera” del Fai, si aggiunge anche “Padova in vino”, la fiera internazionale vinicola che per la prima volta sbarca in città e viene organizzata al padiglione 11 di via Tommaseo. L’iniziativa raccoglie il meglio della produzione enologica italiana, con oltre cinquanta aziende e più di trecento etichette provenienti da tutto il Paese. Una possibilità unica per scoprire i colori, i profumi e i sapori del grande `vigneto Italia” senza doversi muovere da Padova. Un folto programma di “masterclass” tenute da professionisti Onav, gratuite e a pagamento, accompagnerà il pubblico alla scoperta del patrimonio viti-vinicolo italiano.

Fonte: Mattino Padova.

Dobbiamo smettere di pensare che l’Europa sia il centro del mondo.
L’autore è specializzato nel racconto del vino e appassionato delle sue ripercussioni social( È senior editor di Intravino, uno dei blogzine italiani più popolari e longevi, e ha cofondato il magazine cartaceo Verticale. Si può certamente scrivere che un vino sappia di mango. È cosa che facciamo con frequenza specie nel descrivere un bianco caratterizzato da una certa aromaticità. Una persona indiana darebbe però per scontato che di quel frutto esistono varietà diverse tra loro, a quale ci stiamo riferendo? Un po’ come la nostra mela, sempre declinata almeno nella versione verde o gialla quando usata come descrittore. Il punto sollevato dallo storico critico del Washington Post Dave McIntyre è destinato a lasciare il segno, almeno nel modo in cui guardiamo alle parole che usiamo tutti i giorni per parlare di vino.

Fonte: Cibo.

Un bicchiere di vino dal Giappone con amore.
Le terre agricole sono come testi da scoprire. Portano dentro segni che non si perdono mai, ma possono anche vedersene aggiungere di nuovi. E per riuscire a estrarre queste risorse immerse è necessario essere portatori di uno sguardo esterno, che colga il tratti di specialità in tutto ciò che lo sguardo locale dà per scontato. Succede così nelle campagne italiane, dove l’innovazione produttiva o il restauro di alcune tradizioni possono essere affidati all’iniziativa di neo-agricoltori provenienti da lontano. Anche da molto lontano. Dal Giappone, per esempio. Come i due giovani che in due diversi punti dell’Italia centrale tentano la sfida imprenditoriale nel campo vitivinicolo, destreggiandosi senza paura con l’azzardo della contaminazione con un sistema culturale nettamente distante e una struttura del mercato e della proprietà delle terre che offre scarni margini di manovra.

Fonte: Cibo.

Con i vini del Trentino un viaggio tutto d’un sorso.
In vacanza tra vigneti, palazzi e sapori autentici Ecco tutte le etichette da non lasciarsi scappare Camilla Golzi Saporiti • Bello e buono. Il Trentino è così. Una regione dalle dimensioni contenute che in sé concentra infinite bellezze paesaggistiche ed eccellenze enogastronomiche. Due facce della stessa medaglia che possono diventare l’invito per una vacanza nella natura da gustare, anzi da degustare, giorno dopo giorno, attraverso i profumi e i sapori tipici del luogo intervallati da panorami incontaminati, affascinanti vigneti, palazzi storici e musei contemporanei. Proprio questa è la più antica e allo stesso tempo più recente vocazione di questo spicchio di Italia settentrionale, mai come ora destinazione ideale per lunghi break, magari complice lo smartworldng, ponti e weekend.

Fonte: Giornale Stile.

II trucco delle regole Ue sui pesticidi.
La nuova normativa sembra rassicurare i consumatori ma in realtà punta a favorire un maggior utilizzo degli antiparassitari. Ingredienti sull’etichetta del vino? No, sul Web. L’Unione europea sembra una scimmia al volante sulle questioni green. Seda un lato si muove come un ottuso burocrate che emana normative dalle conseguenze devastanti da un punto di vista economico e sociale, come quelle sulle auto e sugli immobili, dall’altro si muove per consentire una minore trasparenza su ciò che mangiamo e beviamo. Come sempre l’approccio dirigistico, esploso con la fallimentare gestione Covid, non consente dubbi né contradditori, gli interessi supremi (spesso legati a interessi ben specifici) devono essere perseguiti a ogni costo. La nuova normativa sui pesticidi si sta infatti muovendo in una direzione che a parole sembra rassicurare i consumatori ma che in realtà è un trucco per favorirne un maggior utilizzo.

Fonte: La Verita’.

Verona, via alla fiera dei sogni in bottiglia.
Da12 a15 aprile l’«osteria dei popoli» ospiterà Vinitaly, rassegna record del post Covid. Decine di migliaia di compratori e sommelier attesi da oltre 4.000 cantine. I1 ritorno di Cina e Giappone. Ma a risplendere sarà soprattutto la città, dove il bere è un piacere civico li «gòto» di vino, mosto di democrazia, qui ha sempre favorito rapporti e amicizie. La grande osteria dei popoli riapre le porte. Verona è pronta per la 55a edizione del Vinitaly che si annuncia come la fiera del vino record del post Covid. Alla rassegna, aperta dal 2 al 5 aprile, sono attesi da oltre 4.000 cantine decine di migliaia di buyer di tutto il mondo, sommelier, giornalisti enoici. L’anno scorso, primo anno dopo la pandemia, gli acquirenti stranieri furono 25.000 provenienti da 139 paesi su un totale di 88 mila operatori del settore.

Fonte: La Verita’.

Intervista a Roberto Pesenti – Pesenti cambia botte.
Addio al packaging rosso, via alle consegne elettriche e spinta sui vini artigianali: a due anni dall’ingresso di Italmobiliare Callmewine evolve in chiave sostenibile. E guarda a estero e Horeca Pesenti cambia botte di Nicola Carosielli e dalla finestra non si sentirà più il classico rombo del motorino, ma solo un semplice ronzio, e se aprendo le porte dell’ascensore non spiccherà più il rosso del cartone ma un più sobrio color avana, non temete, non avete sbagliato ordine. E solo la nuova forma con cui arriveranno a casa le bottiglie di Callmewine, la piattaforma di e-commerce specializzata nella vendita di vini e distillati controllata dal 2020 dalla Italmobiliare della famiglia Pesenti. Una scelta che l’ha portata a essere così tra le prime piattaforme italiane a raggiungere la neutralità carbonica.

Fonte: Milano Finanza.

Cheval Blanc, male le magnum.
Perdita media alle aste di oltre il 10% perle 18 bottiglie da un litro e mezzo Cheval Blanc, male le magnum di Cesare Pillon I1 confronto tra i prezzi spuntati alle aste del 2022-23 e a quelle del 2021, adottato per verificare se e quanto sono stati modificati dalla guerra in Ucraina, riguarda questa volta Château Cheval Blanc imbottigliato in magnum. Va ricordato che il confronto dei prezzi attuali con quelli dell’anno precedente è alla base dell’analisi svolta settimanalmente su queste pagine a favore di coloro che considerano il vino un bene da investimento. Tale confronto, nel caso dei magnum di Cheval Blanc, è risultato possibile per 18 millesimi che sono parecchi, due di più dei 16 che è possibile esporre in tabella.

Fonte: Milano Finanza.

Brinda a 145 milioni.
Dopo aver superato nell’esercizio 2021 la cifra record dei 100 milioni di euro di fatturato, la società che fa capo a Giancarlo Moretti Polegato nel 2022 ha migliorato ulteriormente la propria performance Brinda a 145 milioni di Sandro Zanotti ‘ultimo riconoscimento in ordine di tempo è arrivato a inizio mese, assegnato dalla testata del nostro gruppo Gentleman. Il Cartizze brut “La Rivetta”, di Villa Sandi, è stato premiato come migliore spumante d’Italia. Ma è appunto solo il più recente dei premi assegnati alla storica cantina di Prosecco con sede a Crocetta del Montello, che conta 5 tenute – per complessivi 200 ettari – che si estendono nelle più rinomate aree DOC e DOCG tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Una medaglia che tuttavia fa da eco ai risultati economici dell’azienda, che da anni macina crescita su crescita.

Fonte: Milano Finanza ed. Nord-Est.

L’enogastronomia spinge il turismo è un giro di affari da 30 miliardi.
Un’occasione d’oro per il Sud patria” della Dieta mediterranea. E l’Accademia della cucina del Paese investe sui giovani consumatori La candidatura della “cucina italiana” patrimonio Unesco un volàno per un rilancio economico e culturale dell’Italia a tavola. Un terzo della spesa delle vacanze destinata al cibo IL SOSTEGNO A promuovere l’iniziativa i ministri Lollobrigida e Sangiuliano. Un riconoscimento di alto valore culturale, ma soprattutto un fondamentale volàno per lo sviluppo economico della filiera agroalimentare italiana che dal campo alla tavola già oggi vale 580 miliardi. Con la candidatura della “cucina italiana” a patrimonio immateriale dell’Unesco si aggiunge un altro tassello alle medaglie già conquistate dall’Italia, dalla Dieta Mediterranea alle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene fino all’arte dei “pizzaiuoli” napoletani.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Vino, produttori europei contro la riforma del sistema Dop e Igp.
Come se non bastasse l’offensiva anti alcol anche quella che dovrebbe essere un’occasione per rafforzare la competitività del vino europeo, ovvero la riforma del sistema delle denominazioni d’origine, rischia ora di trasformarsi in un ulteriore indebolimento per il settore. Ne sono convinti i produttori europei riuniti nell’Efow (European Federation of origin wines) che associa le federazioni nazionali dei vini Dop e Igp di Italia (Federdoc), Francia (Cnaoc) Spagna (Cecrv) e Portogallo (Ivnp). A destare le maggiori preoccupazioni sono le due distinte proposte previste dalla riforma: la delega di competenze da parte della Commissione europea all’Euipo, ovvero l’ufficio per la proprietà intellettuale dell’Ue, e la segmentazione della politica di qualità del settore vinicolo in due distinti regolamenti.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Acquisita la storica cantina Lidia & Amato.
Società pescarese investe un milione per portare la produzione a 500mila bottiglie? Pescara va alla conquista di Controguerra, patria del vino, e lo fa con l’acquisizione della storica e prestigiosa cantina Lidia e Amato. La società Underwine, infatti, ha ritirato il permesso a costruire riguardante l’ampliamento della cantina per mille metri quadrati. La nuova costruzione andrà a integrarsi con la struttura esistente, che ha portato alla produzione finora di 100mila bottiglie l’anno, per arrivare a produrne 500mila. 11 progetto, curato da! tecnico Gabriele Di Natale, vuol essere a impatto zero per l’ambiente: l’obiettivo è creare una sinergia con il territorio sviluppando le superfici in modo da creare un unico percorso interno di filiera, ossia dalla produzione delle uve alla degustazione in ambienti completamente interrati.

Fonte: Centro Teramo.

Vini, Medici Ermete pronta a festeggiare i 30 anni del Concerto.
Distribuite nel mondo oltre 150mi1a bottiglie Reggio Emilia Ventinove anni e 150mi1a bottiglie distribuite in oltre 70 Paesi di tutto il mondo: sono i numeri del Concerto, il leggendario lambrusco della cantina Medici Ermete nato nel 1993 da un’intuizione semplice quanto avanguardistica. Il Concerto fu infatti il primo lambrusco cru, realizzato a partire da un singolo vigneto. Un cambio di paradigma totale, per un vino – il Lambrusco – che fino ad allora nessuno aveva immaginato poter ambire a diventare un vino apprezzato, bevuto e studiato in tutto il mondo. Oggi il Concerto si è ritagliato una fetta importante di mercato, anche grazie ad un riconoscimento come i Tre Bicchieri del Gambero Rosso che detiene saldamente da 14 anni.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Terre Verticali, mezzo secolo della Doc 5 Terre.
Domani e lunedì incontri enogastronomici al Castello Ceste di uva portate a spalla sui ripidi sentieri a picco sul mare: ecco Terre Verticali. Riscoprire e celebrare il territorio, assaporare i prodotti e festeggiare i cinquant’anni della Doc Cinque Terre e Sciacchetrà. Questa è Terre Verticali, la nuova festa organizzata nell’ambito di RioDiVino, l’evento organizzato l’estate scorsa e subito diventato un successo. Terre Verticali si terrà domani e lunedì al castello di Riomaggiore, per due giorni dedicati al vino e al cibo, durante i quali saranno organizzate conferenze tematiche, degustazioni di vini locali e assaggi di prodotti tipici agroalimentari di Pignone, Beverino e Ricci:, del Golfo.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Mezzo secolo di bolle Mattia Vezzola e la sua passione per l’effervescenza.
L’enologo di Moniga partito con gli studi dall’istituto agrario di Palidano celebrai 50 anni dal suo primo vino. Mezzo secolo di bolli cine. Con tanto amore. È dal 1973 che Mattia Vezzola produce vino spumante col metodo classico, un percorso personale e professionale che lo ha portato a essere scelto per cinque volte come miglior enologo italiano, a realizzare i prodotti di uno dei marchi più noti della Franciacorta come Bellavista, a rilevare l’impresa di famiglia, la Costaripa di Moniga del Garda, con la quale aveva mosso i primi passi. Un percorso che nel periodo della formazione ha parlato anche mantovano, visto che per tre anni ha vissuto in collegio a Palidano di Gonzaga, frequentandone l’Istituto agrario, perfezionandosi poi con il diploma in enologia a Conegliano.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Kermesse enologica per 14 città del vino.
Simbolo di un territorio, il vino è ancora protagonista a Sizzano. Tutto è pronto per la sedicesima Rassegna Enologica Città di Sizzano Selezione Vini delle Colline Novaresi per l’assegnazione del premio “Sitianum”. L’evento è in programma martedì 23 maggio e l’obiettivo è quello di valorizzare il vino di qualità, frutto della tradizione di un ben individuato territorio nei Comuni delle Colline Novaresi, di cui 14 Città del Vino. Promotore dell’iniziativa è il Comune di Sizzano che produce un vino a base di Nebbiolo. Un vino noto e apprezzato fin dai tempi di Camillo Benso Conte di Cavour che ne era grande estimatore. La Rassegna Enologica, promossa in collaborazione con l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino e Città del Vino, è riservata ai vini Sizzano doc, Colline Novaresi doc rossi e rosati (Colline Novaresi, Nebbiolo o Spanna, Vespolina, Uva Rara o Bonarda, Croatina, Barbera), Colline Novaresi doc bianco.

Fonte: Azione – Eco di Galliate.

Arriva Vinoso!’ al Castello debutta il Gran Monferrato.
Sabato 25 e domenica 26 marzo Una trentina di aziende propongono le eccellenze del territorio Arriva ‘Vinoso!’ al Castello debutta il Gran Monferrato Prima rassegna In vetrina i prodotti di Casale, Acqui Terme, Ovada ma anche Tortona e Gavi. Vinoso! Vini e Sapori del Gran Monferrato, Derthona, Gavi’. Ela prima rassegna che la Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato organizza sabato 25 e domenica 26 marzo al Castello di Casale Monferrato. L’evento è organizzato insieme alle Enoteche Regionali della provincia di Alessandria e dell’Alto Monferrato, alla Camera di Commercio di Alessandria e Asti, in collaborazione con i Consorzi di Tutela e al Comitato di Candidatura di Città europea del Vino, con il patrocinio del Comune di Casale Monferrato e di Alexala. Raccontare i territori Ma cos’è Vinoso!’? La rassegna punta a raccontare i territori e valorizzare i loro prodotti attraverso i sapori e i profumi, creare momenti di incontro, far vivere esperienze agli ospiti, dare – in ultimo – visibilità ai partecipanti.

Fonte: Monferrato.

Buon 2022 per Asti Spumante e Moscato.
«Performance 2022 complessivamente positiva per la denominazione Asti Spumante e Moscato d’Asti Docg che ha chiuso l’anno a quota 102,7 milioni di bottiglie prodotte (0,75/litri), in leggero incremento (+0,5%) sul 2021 e in crescita del 22% rispetto all’immediato pre-Covid». Lo rileva il Consorzio Asti Docg sulla base delle fascette di Stato consegnate lo scorso anno per i vini imbottigliati e immessi sul mercato. Nel dettaglio, è segnalato «in ulteriore crescita l’Asti Spumante (+11%, a 67 milioni di bottiglie) grazie agli incrementi in doppia cifra nei mercati di sbocco, mentre rallenta il Moscato dAsti (-14%, 36 milioni di bottiglie), complice la contrazione degli ordini – dopo il boom del 2021 – del mercato statunitense, che da solo vale quasi la metà del mercato».

Fonte: Monferrato.

Ovada docg in festa a Vinitaly per il decimo compleanno «In vetrina il nostro orgoglio».
I produttori saranno presenti alla manifestazione che si tiene a Verona Tra gli altri, è previsto l’intervento del maestro enologo Vincenzo Gerbi Ovada docg in festa a Vinitaly per il decimo compleanno «In vetrina il nostro orgoglio». I1 Consorzio dell’Ovada Docg festeggia i suoi primi dieci anni e i quindici compiuti dalla denominazione al Vinitaly di Verona. Per celebrare i due anniversari il Consorzio ha scelto la famosa vetrina, dove sarà presente dal 2 al 5 aprile. Lunedì, nel padiglione 10 Area Piemonte, i produttori dell’Ovada docg racconteranno il loro vino e il territorio. L’occasione sarà la masterclass con degustazione dal titolo “Ovada Docg: passato, presente e futuro” dalle 14 alle 15,30. Il nome più importante sarà quello di Vincenzo Gerbi, professore di enologia all’Università di Torino, considerato un’autorità nel settore della viticoltura.

Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.

L’Ovada Docg festeggia il primo decennio con masterclass e degustazioni al Vinitaly.
Il Consorzio celebra anche l’anniversario della denominazione: “Orgoglio goglio del territorio”. Il Consorzio dell’Ovada Docg festeggia i suoi primi dieci anni e i quindici della denominazione al Vinitaly di Verona. Per festeggiare i due anniversari, il Consorzio ha scelto la famosa vetrina dove sarà presente da12 a15 aprile. Lunedì, nel padiglione 10 Area Piemonte, i produttori dell’Ovada docg racconteranno il loro vino. L’occasione sarà la masterclass con degustazione dal titolo «Ovada Docg: passato, presente e futuro» dalle 14 alle 15, 30. Il nome più importante sarà quello di Vincenzo Gerbi, professore di enologia all’Università di Torino, considerato un’autorità nel mondo della viticoltura. Dialogheranno con lui sul percorso fatto dall’Ovada Docg alcuni produttori.

Fonte: Stampa Alessandria.

Dalla mostra «Mito e Vino» alle 31 «possibili» etichette.
L’Emilia Romagna del vino cresce dell’8,9% sul fronte dell’export, attestandosi nel gruppetto di regioni che Oggi, sabato 25 marzo, via all’esposizione dei lavori presso le Cantine Nicola Rossi promozione, valorizzazione delle risorse locali e turismo lento enogastronomico: questi alcuni degli obiettivi che si propone di sviluppare “Apuliati: CulturAlimentare”. Nato come un progetto di lavoro di due realtà imprenditoriali del territorio, la OmniArte.it-Servizi per la Cultura e la Extra Office, Apuliati nel giro di pochi mesi ha costituito una rete di collaborazioni attive private ed istituzionali, con cui collabora al fine di portare a compimento i primi obiettivi. Già una pubblicazione in attivo, una rete di selezione capillare di prodotti artigianali enogastronomici e, come progetto pilota di valorizzazione del territorio, un vino: Dionysus. «Sposare la cultura al prodotto non è una novità.

Fonte: Gazzetta della Bat.

Un nuovo mix “Tra Dune” ed il “Lagodamare”.
L’imprenditrice Di Francesco si prepara a presentare le due linee al Vinitaly Il racconto del territorio e le sue bellezze nelle nuove linee presentate da Casa Grazia. Nel corso dell’evento “Tra le dune e il lago”, la cantina gelese ha presentato in anteprima due nuovi vini ispirati alle unicità di Gela, traendo spunto dal suo patrimonio naturale: il bianco frizzante “Lagodamare” e “Tra Dune”, sia bianco che rosso. Il primo ispirato al Biviere, il più grande lago costiero della Sicilia, i secondi legati alle dune caratteristiche del litorale. Le due linee faranno il loro debutto ufficiale al Vinitaly, in programma a Verona dal a15 aprile. “Lagodamare” rappresenta «una linea sognata fin da quando abbiamo cominciato a far vino – ha detto Maria Grazia Di Francesco Brunetti -, la nostra è un’azienda giovane e vogliamo rivolgerci ai giovani in maniera particolare, per educarli al bere sano».

Fonte: Sicilia Sicilia Centrale.

Ex Casone Ugolino si cerca un compratore Finisce all’asta il progetto cittadella del vino.
Castagneto Resta in sospeso di quella che doveva essere la World Wme Town. Progetto che ha reso forma nell’arco di un decennio dando una prospettiva all’ex Casone Ugolino, ex fattoria sulla strada che da Donoratico sale verso Castagneto, finito travolto da difficoltà finanziarie. Doveva essere la risposta italiana alla Cité du vin di Bordeaux. Il Musem, Museo multimediale e sensoriale del vino di Castagneto Carducci aperto nel 2017 invece è già storia passata. Il complesso immobiliare finisce all’asta, è del 2021 la procedura di esecuzione immobiliare. Il primo tentativo di vendita è andato a vuoto. Da una base d’asta di 5,7 milioni, a fronte di una stima del valore di mercato di 6,4 milioni, adesso si scende a 4,3 milioni ma la soglia dell’offerta minima ammessa è di 3,2 milioni.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Favaretto, gli auguri di Luca Zaia.
Prima presidente donna a Coldiretti Venezia Favaretto, gli auguri di Luca Zaia. “Con la nomina a presidente di Tiziana Favaretto, Coldiretti Venezia potrà contare su una professionista preparata, che ha fatto della passione per l’agricoltura il lavoro della vita. Tra le prime ha compreso quanto può essere formativo per i bambini il contatto con la natura, tanto che con il suo agriturismo Ai Laghetti di Meolo nel veneziano ha abbracciato il progetto delle fattorie didattiche entrano nell’elenco veneto già nel 2003. A lei faccio i migliori auguri per il nuovo incarico in un momento non facile per i nostri agricoltori che si trovano a fronteggiare la nuova minaccia della siccità”.

Fonte: Voce di Rovigo.

La Piccini entra in Vinicola Cide.
Vinicola Cide, realtà di Mareno di Piave (Treviso) focalizzata sulla produzione prevalente di Prosecco e che vanta un fatturato superiore ai 20 milioni, ha ceduto una quota di minoranza alla toscana Piccini, nell’ambito di un percorso che porterà a un ulteriore riassestamento dei capitali. La famiglia Dall’Armellina, fondatrice di Cide, rimarrà con una propria presenza nel Cda. Cide oggi produce più di 43 milioni di bottiglie l’anno, II 709 delle quali destinate ai mercati esteri. II gruppo toscano controlla attualmente sette tenute in Toscana, Piemonte e Sicilia, ed opera con il marchio Piccini 1882, arrivando a realizzare nel 2021 un fatturato di oltre 100 milioni.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Laxardo, un museo tra storia e memoria.
È stato presentato ieri il nuovo progetto che unisce le radici istriane della famiglia con il successo imprenditoriale: da Zara fino all’arrivo a Torreglia. Un tuffo nella storia di una famiglia e di una città perduta nella tragedia delle esecuzioni sommarie nella Zara italiana del 1944, delle foibe e dell’esodo dall’Istria e dalla Dalmazia. Ma anche il racconto di una rinascita e di un’impresa che sa di tradizione e orgoglio. Questo e molto altro è il museo Luxardo inaugurato ieri a Torreglia, sui colli Euganei a pochi chilometri da Padova. Un edificio incuneato tra le distillerie e gli uffici di questa azienda da 42 milioni di fatturato e oltre 60 dipendenti che ha oltrepassato felicemente i 200 annidi attività e che si presenta con una facciata in Corten, un tipo di acciaio patinato che pare legno per botti o tini, quelli che campeggiano all’interno delle cantine dove si lascia a maturare il prezioso Sangue Morlacco “battezzato” da Gabriele D’Annunzio.

Fonte: Gazzettino.

Coniugare arte e vino.
ai Magazzini del Grano. Coniugare enologia e arte. Imparare ad apprezzare un vino e una scultura o un quadro. Una sfida in quattro appuntamenti, organizzata da Selezione Tenconi, ai Magazzini del Grano di Paese, in piazza Quaglia. Dopo il successo della prima serata con le bollicine del metodo classico e le opere di Andy Warhol, mercoledì 29 si passa al Canova e ai bianchi. “Il bianco del marmo e il bianco nei vini”. A parlare del Canova sarà la storica dell’arte Silvia Cicogna, collaboratrice del Guggenheim di Venezia, mentre a guidare il pubblico tra i vini sarà la docente della Fisar Elisa De Polo.

Fonte: Tribuna Treviso.

Prosecco in Giappone con 3 milioni di bottiglie.
Il Prosecco Doc ha registrato nel 2022 un aumento dei consumi in Giappone, Paese dai gusti raffinati, intorno al + 5% rispetto all’anno precedente, per un totale di 3 milioni di bottiglie acquistate. Lo ha verificato la “missione multitasking”, organizzata dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc per promuovere la propria Denominazione in uno dei mercati più esigenti. La missione si è composta di vari momenti, in parte business, in parte istituzionali, realizzati in collaborazione con vari partner, tra cui gli uffici di Ice Tokyo, l’Ambasciata italiana e la Camera di Commercio Italiana in Giappone. «Il Giappone è un mercato difficile ed esigente — sottolinea il presidente del Consorzio di tutela, Stefano Zanette —, da tutti ambito soprattutto nella fascia luxury perché il consumatore medio pretende molto, ma è in grado di apprezzare la qualità.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vino e territorio peril Paestum Wine Fest.
L’evento – Per l’XI edizione firmata da Angelo Zarra, che ospiterà numerose eccellenze della viticultura, per l’intero week end Vino e territorio peril Paestum Wine Fest to Taglio del nastro stamane, negli spazi dell’ex tabacchificio di Borgo Cafasso, alle ore 12 Di Olga Chieffi Consumare del vino è assai meno importante che saper gustare il vino. E’ profanare le origini mitologiche, il simbolismo cristiano, la millenaria storia e le più belle tradizioni avite, mandar giù così, prosaicamente dei bicchieri di vino. Il vino va bevuto con alto senso di poesia, quasi con religione. Da ogni tipo di ignoranza e di errore ci salverà l’XI edizione del Paestum Wine Fest, la manifestazione, patrocinata dal Comune di Capaccio Paestum, che a partire da stamane alle ore 12, ospiterà nel Next – Ex Tabacchificio oltre 250 aziende, 20 consorzi e gruppi d’acquisto per un totale di circa 11.000 etichette in degustazione, 50 buyer tra quelli nazionali e internazionali, 1.200 operatori del settore Ho.Re.Ca e un pubblico atteso di circa 15.000 presenze. In programma 35 masterclass e tre talk per offrire momenti di approfondimento con produttori ed esperti, e per affrontare i temi significativi del comparto enologic.

Fonte: Le cronache del Salernitano.

STAMPA ESTERA

Germany shakes off its sweet reputation.
Wine n International Riesling Day, six top wine producers came to London to demonstrate the unique qualities of fine German wine and how well it ages. Their tasting featured not just Riesling but the more recently emergent red Pinot Noir (Spätburgunder in German). They had each decided to show three vintages of one of their top wines, one from the 1990s, one from the 2000s and one from the 2010s. German wine has transformed itself in recent years, but fine wine buyers seem stubbornly unaware of the fact. See some of the prices for the crown jewels of German wine that were shown in London (as high as £106). Even The Wine Society in the UK, whose members are more traditionally minded than most wine consumers, and absolutely lap up red bordeaux at all price levels, fords Riesling a hard sell. Part of the reason is that there is hardly any secondary market to speak of. This is why the tasting was needed — to show people who don’t have German wines in their cellars the virtues of decades-old Riesling and Spätburgunder. Germany’s top producers are family affairs with much smaller landholdings than the typical Bordeaux château, for instance. And instead of making just one or two wines a year as Bordeaux producers do, most of them make a wide range of wines from various different vineyards (a bit like Burgundy) but also of varying degrees of ripeness. So each wine tends to be made in relatively small quantities. No wonder they are not major features on the lists of fine wine traders and auction houses. There is also the fact that there has not been a tradition among German wine producers of keeping older vintages for late release at a higher price. That said, one of the six who came to London, Dorothee Zilliken of the cool, wet Saar valley, explained that her grandfather, most unusually, was in the habit of putting half of each year’s production straight into the family cellar and that this had stood them in very good stead financially over the years. Christie’s, Sotheby’s and Zachys may almost ignore German wine, but Germany itself does have a series of fine wine auctions each September, where such wines are fmally offered. Zilliken is apparently looking forward to presenting the oldest wine in the family cellar, a Saarburger Rausch 1949, at her local auction in Trier in its centenary year. The London tasting was the idea of Zilliken (of Forstmeister GeltzZilliken), Cornelius Dönnhoff of the Nahe, Theresa Breuer of Georg Breuer in the Rheingau (all of them showing their family’s Rieslings) and Joachim Heger of Baden, Stephan Knipser of Pfalz and Sebastian Fürst of Franken (all presenting Pinot Noirs). In the past I have argued that one of the reasons that German wine has been losing ground on export markets is that the producers don’t travel enough. I shall have to shut up. The producers invited two independent German wine writers to co-host the event with them.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Bordeaux a digéré l’héritage de Robert Parker.
Promoteur de crus bodybuildés ou bon samaritain qui a aidé tout le vignoble à progresser? L’influence du critique américain, qui régna sur le Bordelais pendant plus de trente ans, divise. Mais une chose est sûre : le vin qui y est produit n’a plus rien à voir avec celui du milieu du XXe siècle ne page fut symboliquement tournée en 2019, dans le vignoble bordelais, quand l’Américain Robert Parker, le critique de vins le plus célèbre du monde, a pris sa retraite. Ses notes sur 100, qu’il donnait bouteille par bouteille dans sa revue The Wine Advocate, ont fait la pluie et le beau temps dans la région, surtout entre 1982 et 2010, hissant des vins — et leurs prix — au firmament. Aujourd’hui, il est surtout perçu comme ayant donné «le goût d’une époque». Une époque révolue. De ce dégustateur longiligne est né un néologisme pour qualifier un certain type de vin: «parkérisé». Dans son Dictionnaire de la langue du vin (CNRS Editions, 2007), la linguiste Martine Coutier note la première apparition du mot en 1997, dans un article du Point, pour qualifier « des vins très aromatiques, excessivement concentrés et boisés; caractères dus à une extraction et à un élevage sous bois exagérés ». François Despagne, qui a repris en 19961e domaine familial Château Grand Corbin, à SaintEmilion, se souvient qu’« on employait le terme “parkérisé” pour certains vins plus riches, plus puissants, plus extraits». Ce style, qui évoque l’opulence des crus de Californie davantage que ceux de la Gironde, désigne des vins pensés et conçus par des propriétaires bordelais dans le but de plaire au critique américain. L’adjectif est péjoratif et déchaine les critiques. «Jusqu’à nouvel ordre, la “parkérisation” du vin est considérée comme un vilain défaut voire une tare indélébile dont une partie de la viticulture française est frappée depuis une trentaine d’années», s’indignait le chroniqueur gastronomique Périco Légasse, en 2015, dans Marianne. Jacques Dupont, le «M. Vin » du Point, n’était pas plus tendre en 2019, se moquant de « la folie des vins patapouf et barbe à papa [qui s’était] emparée des courtisans du roi Parker». «Des styles surmaturés» Ce dernier était-il vraiment séduit par des vins opulents, surgonflés, un peu lourds, au degré d’alcool à la hausse? Pas si sûr, car il citait volontiers, parmi ses préférés, des profils plus classiques et légers. «Robert Parker se nourrissait des vins riches, mais il savait aussi très bien déguster les vins fins », confirme Olivier Poussier, meilleur sommelier du monde en 2000. Le critique sait surtout ce que ses compatriotes et lecteurs américains aiment boire — ces fameux vins opulents et riches. Et c’est d’abord pour eux qu’il écrit et note. «Le palais américain n’a rien à voir avec celui des Français, confirme Stéphane Derenoncourt, conseiller viticole auprès de nombreux domaines.

Fonte: Monde.

How About a Kosher Bordeaux for Passover?
Victor Schoenfeld, I really don’t need to be writing this column. “It seems like writing a pre-Passover article on kosher wine is a bit of an anachronism,” said the head winemaker of Golan Heights Winery, in an email. After all, reasoned Mr. Schoenfeld, kosher wines are consumed year-round. However, with Passover fast approaching and having just finished a tasting of 20 kosher wines, I would argue that now is actually a very good time to share with readers—especially those planning a Seder or wishing to bring a bottle to one—what I learned about the kosher wines available now. It has been more than a decade since I last wrote about kosher wines in this column. Tasting kosher wines from around the world this month, I found that many I liked before still impressed me today. And some of the new wines I tasted would indeed, to Mr. Schoenfeld’s point, make worthy choices at any time of year. The bad news: I also tasted nearly as many disappointing wines as I did the last time around. At my previous tasting of kosher wines, a rabbi was on hand to open the bottles. That wasn’t the case this time—a key point since I am not Jewish and, according to rabbinical law, some kosher wines may be effectively dekosherized if opened by anyone other than an observant Jew. If a kosher wine is “mevushal” it can be handled by non-observant Jews. Mevushal literally means “boiled” or “cooked,” though modern makers of mevushal wines now use the less-aggressive flash-pasteurization method. Both kosher (non How About a Kosher Bordeaux for Passover? This is certainly a wine I would buy again, kosher or not. mevushal) and kosher mevushal bottlings bear a seal attesting to production under rabbinical supervision. In Israel, kosher-wine production is often subject to additional criteria, by longstanding custom. For example, wineries typically release 1% of their juice each year in remembrance of tithes once made to priests. Some Israeli wineries that produce kosher wines allow their vineyards to go fallow periodically, without harvesting grapes. This is known as a Shmita year. The most recent such year in Israel was 2022. New Jersey-based Royal Wine Corp. is practically synonymous with kosher wine, accounting for 75-85% of kosher wine sales in the U.S., according to Jay Buchsbaum, executive vice president of marketing and sales. The company imports and distributes kosher wines—including, I was interested to learn, kosher Bordeaux—and also produces kosher wines in New York and California. There are currently some 45 Bordeaux wines in the Royal portfolio, nearly twice as many as there were just five years ago. Menahem Israelievitch, managing director of Royal Wine Europe, a Paris-based subsidiary of Royal Wine Corp., oversees production of kosher wines in France and Spain, including kosher versions of wines from famed Bordeaux châteaux such as Château Pontet-Canet and Château Lascombes.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 24 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly internazionale: verso il record di Paesi con il «ritorno» dell’Asia.
La 59 edizione si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile, con alcune novità Export sempre più decisivo: «Il vino ha un alto tasso di crescita nel Made in Italy» n Vinitaly internazionale che parla tutte le lingue del mondo e che si appresta a registrare, perla 5.9 edizione a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, il record di top buyer selezionati e ospitati anche in collaborazione con Ice Agenzia. Ad oggi, infatti, sono oltre 1000 «supera aquirenti» esteri di vino italiano da 68 Paesi già accreditati: +43% rispetto al 2022, dagli Usa all’Africa, dall’Asia – con il grande ritorno della Cina e Giappone – al Centro e Sud America fino al Vecchio Continente e alle Repubbliche eurasiatiche. Un dato, questo, che incrementerà il totale del panel internazionale del business in fiera nei quattro giorni di manifestazione e che, secondo le proiezioni, dovrebbe superare il consuntivo 2022 di Vinitaly che si chiuse con 25mila buyer stranieri da 139 Paesi, il 28% degli 88mila operatori totali arrivati a Verona, facendo registrare la più alta incidenza estera di sempre. «Si tratta di un risultato storico, frutto di un roadshow globale senza precedenti che ha coinvolto i principali player istituzionali della promozione del made in Italy – commenta il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.

Fonte: Adige Economia&Innovazione.

«Sarà un Vinitaly in trincea» – Vinitaly in trincea.
La kermesse numero 55 Business da 31 miliardi. E in fiera esposti anche due capolavori di Caravaggio e Guido Reni «Sarà un Vinitaly in trincea» Il ministro: «A Verona faremo contro-informazione, il vino è benessere è cultura». È il Vinitaly ai tempi delle etichette salutistiche, o allarmistiche, dipende dall’ottica. Tanto che il mondo del vino, quel mondo ch’è un’industria da 31.3 miliardi di valore, 53omila aziende e 87omila addetti, sceglie Verona e il 55esimo Vinitaly per fare «contro-informazione positiva». Una «trincea», il salone del vino in fiera, come da parole di Francesco Lollobrigida, ministro all’Agricoltura ieri a Roma alla presentazione ufficiale dell’edizione 2023 che parte domenica 2 aprile e finirà mercoledì 5. Vinitaly in trincea Il ministro: «A Verona faremo contro-informazione, il vino è fattore di benessere ed espressione di cultura». Business da 31 miliardi Danese Il settore è cresciuto lino a diventare un capitale strategico del prodotto Italia.

Fonte: Arena.

Affitti per Vinitaly, i prezzi volano Venezia: seguite il nostro progetto – Un Vinitaly da tutto esaurito Ultimi posti con prezzi alle stelle.
La città fa i conti con l’afflusso di visitatori per l’evento in fiera Affitti per Vinitaly, i prezzi volano Venezia: seguite il nostro progetto •• Il Vinitaly è alle porte e la ricettività di Verona va verso il tutto esaurito. Trovare una camera o una stanza è un’impresa e i prezzi vanno alle stelle: da 400 euro per una matrimoniale con bagno in comune a 1.400 al giorno per una suite. Questo mentre il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, illustra un regolamento allo studio: «Affittare per quattro mesi. Può farlo anche Verona». Decollano i prezzi delle stanze last minute. La fiera del vino alle porte e trovare una camera è un’impresa. Salvo offerte, non certo di lusso ma sicuramente care Un Vinitaly da tutto esaurito Ultimi posti con prezzi alle stelle Fino a 1.400 euro a notte per una suite, 400 per una matrimoniale con bagno in comune.

Fonte: Arena.

«Si affitta solo per 4 mesi Può farlo anche Verona».
II sindaco di Venezia, avvantaggiato dalla legge che regola locazioni turistiche «Si affitta solo per 4 mesi Può farlo anche Verona» Brugnaro: «La città non è solo per i turisti ma anche di quanti la vivono Noi siamo gli apripista ma il modello può valere anche in altre realtà» GG Nessun conflitto in preparazione con i privati Chi non le accetta e le loro esigenze dovrà fare i conti ma una norma con il “tetto” è necessaria s. È il primo, e per ora l’unico, sindaco italiano a poter mettere mano alle locazioni turistiche. Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, ne ha facoltà grazie a una legge inserita nella scorsa Finanziaria che assegna al capoluogo veneto la possibilità di individuare i limiti massimi e i presupposti per la destinazione degli immobili residenziali e attività di locazione breve. In breve, lei ha gli strumenti per riordinare un sistema che, a detta di molti suoi colleghi, è attualmente fuori controllo nel senso che sfugge alla possibilità di una pianificazione amministrativa. Come intende utilizzarli?.

Fonte: Arena.

Vinitaly in Ferrari e la sfida degli chef.
Fiera Torna l’ appuntamento annuale di Vinitaly, dal 2 al 5 aprile; anche quest’anno, Enoteca Regionale Emilia Romagna curerà, per i quattro giorni del salone, l’intero Padiglione i, con i Consorzi, le aziende e i vini emiliano-romagnoli . Ad accogliere i visitatori del Padiglione i, una Ferrari F40 — messa a disposizione da Apt e grazie alla collaborazione dei Musei Ferrari —, iconico simbolo di quell’artigianato che qui, in Emilia Romagna, diventa arte di rilievo internazionale, con le radici alimentate dalla formidabile spinta ispiratrice della terra. Duello Nel Parco tematico dedicato al cibo italiano a Bologna, la tradizione sfiderà l’innovazione in un duello culinario, che annuncerà la partnership fra Fico e l’ente formativo Italian Food Academy.

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Da Frattina a Vinitaly La cantina Terre di Ger ha deciso di scommettere sulle varietà resistenti.
Nel salone veronese presenterà sei vini prodotti “secondo natura” In Friuli utilizzate piante frutto della ricerca dell’università di Udine Da Frattina a Vinitaly La cantina Terre di Ger ha deciso di scommettere sulle varietà resistenti La cantina friulana Terre di Ger scommette sulle varietà resistenti / e si presenta al Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile) con sei vini prodotti “secondo natura” da piante che sono fortemente tolleranti alle avversità fungine. Diciotto ettari tra varietà bianche e rosse permettono un’ampia sperimentazione e maturazione di esperienze sia in campagna sia in cantina. L’azienda di Robert Spinazzè, pioniere dei vitigni resistenti a Frattina di Pravisdomini, con vigneti anche nelle Coste del Feltrino e nel cuore delle colline di Jesi nelle Marche, dopo avere inanellato una serie di successi — migliore cantina del Friuli Venezia Giulia per etica, sostenibilità e innovazione all’ultimo “Wine in Venice”, primo posto in Italia sia come miglior vino assoluto (Feltro 2021) sia come miglior vino rosso (Caliere rosso 2020) al concorso nazionale dei vitigni Piwi della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

Liturgia del vino santo.
Tradizioni È il momento di spremere le uve zuccherine: così nasce il passito, oggi presidio Slow Food. Antico La sua storia è secolare: il primo documento su questo vino risale al 1508 di LaxJano Ferraro Corlo Petrini, il fondatore di Slow Food, dieci anni fa l’ha chiamato il «Passito dei Passiti». Perché il Vino Santo trentino che nasce dalla Valle dei Laghi detiene un record: il più lungo periodo di appassimento di un vino. Per sei mesi, dalla vendemmia di settembre alla settimana santa di Pasqua, le uve vengono riposte sui graticci, come si fa con l’Amarone della Valpolicella. SI usano le soffitte, che qui chiamano anche vinsantnie. Le finestre restano sempre aperte per far entrare l’ora, il vento dal lago di Garda, che trasporta il giusto grado di umidità- Con quei refoli da Sud sugli acini si diffonde un fungo, la Botrytis cinerea, che provoca la muffa nobile.

Fonte: Corriere della Sera.

Ardori e illusioni Il lato esoterico della provincia.
Anche le Dolomiti siano intrecciate all’esoterismo e che anzi alcuni degli scalatori più importanti degli anni tra le due guerre fossero mossi da motivazioni che avevano a che fare con la sfera dell’occulto non è molto noto. tin grande protagonista di quella stagione, uno dei teorici dcl «sesto grado», Domenico Rudatis (foto), aveva rapporti con ll gruppo Ur, un cenacolo esoterico italiano, fondato nel 1927 da Julius »loia, filosofo e alpinista che nella scalata celebrava l’«atavica ebbrezza della lotta» e tutto ciò che è «canto di guerra e di morte». Sulla rivista del sodalizio Rudatis pubblicò testi che applicano la dimensione magica e ischemica all’arrampicata e si ritrovò assai vicino alle posizioni di Evola, che considerava l’alpinismo una forma di «liberazione» e di «ascesi».

Fonte: Corriere della Sera.

Dioniso è tra i sette laghi Tracce di Mozart ad Ala.
Le pendenze della Val di Cembra, gli affreschi del castello di Avio Piana Rotaliana in bici: per Goethe era il più bel giardino europeo L’esplorazione Enzo, Lorena, Umberto: i fratelli Pilati fanno da guida a Pressano per un trekking tra le vigne Itinerari di Luca Bergºmin T ella Valle dei Laghi si specchiano vigneti e frutteti, si riflettono borghi dalle mura in pietra e si compiono cerimonie stagionali come il festival che andrà in scena dal 3o marzo all’8 aprile tra il Lago di Garda e Trento. La sua denominazione, DiVinNosiola: quando il vino si fa santo, sta a indicare proprio il portento dionisiaco del passito Nosiola e del Vino Santo che da esso si ricava. Dopo l’evento di apertura all’Enoteca Provinciale del Trentino a Trento, e iI Rito della spremitura, venerdì 3i marzo, presso l’Azienda agricola Francesco Pali a Santa Massenza di Vallelaghi a cura dei Vignaioli del Vino Santo trentino, ecco schiudersi in tutta la sua lucentezza questo territorio costellato da sette laghi alpini.

Fonte: Corriere della Sera.

Informazione promozionale – Il Carignano del Sulcis vitigno principe del Mediterraneo.
II Sulcis. parte della regione del Sulcis-Iglesiente. ê l’area geologica più antica dell’isola. Incontaminata patria di un’esplosiva biodiversità, quest’angolo della regione regala ai suoi visitatori un ventaglio di attrazioni naturalistiche imperdibili’ boschi, pinete. saline e isole che convivono con le più antiche tradizioni dei popoli che vi hanno vissuto. Tipicità e alimenti pregiati fanno del Sulcis un vero e proprio tesoro per i gourmand. Tra questi spicca il vino Carignano. L’origine di questo vitigno a bacca nera è ancor oggi oggetto di dibattito tra chi sostiene che si tratti di un vitigno autoctono sardo e chi invece ritiene Il Carignano del Sulcis vitigno principe del Mediterraneo che sia stato introdotto nell’isola duemila anni fa dai Cartaginesi.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Nel caveau che custodisce il vino più caro d’Italia, il preferito di Pitt e Beyoncé.
Un bicchiere di Masseto 2019 costa 190 euro. Per la prima volta 132 bottiglie di alcune annate storiche saranno battute da Sotheby’s. La cantina è stata progettata da Hiraku Mori e Maurizio Zito. Axel Heinz, direttore della tenuta Masseto, nel caveau della cantina progettata da Hiraku Mori e Maurizio Zito *** La parete di pietra si apre, nasconde una robusta porta d’acciaio. È l’ingresso del caveau di Masseto, il vino più caro d’Italia. Contiene migliaia di bottiglie adagiate su fili d’acciaio. A pochi chilometri di distanza dallo scrigno tecnologico ad alta protezione, vengono vendute a 1.35o euro l’una («È l’annata più recente, la 2019, vuoi solo un bicchiere? 190 euro», sorridono al Bistrot di Bolgheri). Le bottiglie nel caveau sono prive d’etichetta.

Fonte: Corriere della Sera 7.

«La cucina italiana patrimonio Unesco» La mossa in tandem dei ministri Fdi.
•ll governo guidato da Giorgia Meloni ha ben chiaro cosa sia l’identità italiana e candida la nostra cucina a «patrimonio culturale immateriale» dell’Unesco. La novità è stata comunicata in prima battuta da Gianmarco Mazzi, sottosegretario alla Cultura. Il ministro Gennaro Sangiuliano ha sottolineato, in merito a questa proposta, di fare da «gregario» a un altro ministro, ossia Lollobrigida. Il vertice del Dicastero ha voluto approfondire la mossa dell’esecutivo. «Noi – ha detto – porteremo – due quadri iconici del grande Rinascimento italiano, il Bacco di Caravaggio e il Bacco di Guido Reni e li metteremo vicini, perché non lo sono mai stati e non si è mai riusciti a fare la comparazione visiva. Ma lo faremo nella cornice del Vinitaly».

Fonte: Giornale.

Bollicine eco-friendly disponibili on-line.
Conte de Montaigne sempre più sostenibile. II brand dello champagne ha infatti solo terreni, vitigni e cantine ‘environmental friendly’. Il disciplinare prevede fino a tre trattamenti annuali della vigna, ma Conte de Montaigne li effettua solo per necessità e mai in via preventiva. E la lotta al gelo viene fatta soprattutto con l’acqua evitando di usare il gas per ridurre le emissioni di CO2.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Conegliano e Valdobbiadene All’ombra delle Dolomiti la storia dell’enologia veneta.
Tour alla scoperta dei due siti Patrimonio dell’Umanità Unesco Conegliano e Valdobbiadene All’ombra delle Dolomiti la storia dell’enologia veneta di Carlo Cavriani Da un lato le pareti scoscese delle vette di montagna, dall’altro la coltivazione delle vigne su versanti ripidissimi. In comune l’orgoglio delle comunità che mantengono storia e cultura del territorio, modellandolo e creando paesaggi bellissimi. Due zone diverse, entrambe patrimonio Unesco: le Dolomiti e le colline di Conegliano e Valdobbiadene. Ci troviamo non a caso in Veneto. La parola ‘veneti’ è infatti da alcuni fatta risalire a ‘eneti’ dal greco ‘enos’ o ‘oinos’, cioè vino: quindi, popolo del vino. E proprio grazie a diversi appuntamenti organizzati nel corso dell’anno nel polo espositivo Lagazuoi Expo (2730 metri) tra Cortina d’Ampezzo e la Val Badia, è possibile avvicinare sempre di più il turismo di montagna ad uno dei vini simbolo, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Bacco sponsor Vinitaly – Per-Bacco ministro che smacco all’arte: Caravaggio finisce ‘sponsor’ di Vinitaly.
Tomaso Montanari Ta Deposizione di Raffaello alla convention annuale di I Tao, la Nascita di Venere di Botticelli al Mercato del pesce di Milano (con quella bella conchiglia da capasanta!), li Jomo vitruviano di Leonardo alla Fiera dello sport, il Bacco di Caravaggio a Vinitaly e il Tondo Doni di Michelangelo (che in fondo è un desco da parto) al Salone del Mobile. Fanta-mercificazione del patrimonio culturale della nazione? In realtà, basta aspettare, perché il quarto esempio non è per nulla fictum: il Bacco del Merisi sarà a Verona dal 2 al5 aprile, insieme a un altro Bacco delle gallerie fiorentine un tempo attribuito (a torto) a Guido Reni. Il ministro-cognato dell’Agricoltura l’ha chiesto al ministro della Cultura senza agri, che l’ha chiesto ai suoi funzionari, che l’hanno chiesto al direttore degli Uffizi: et voilà!

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Italian Wine, crescono i ricavi a quota 430 milioni.
Italian Wine, crescono i ricavi a quota 430 milioni L’azienda non posside terreni se non quelli in gestione esterna: pochi gli investimenti in asset materiali I conti Il gruppo Filomena Greco Di primati ne ha diversi: è stato il primo gruppo vitivinicolo aquotarsi in Borsa, nel 2015, tramite la Spac IPO Challenger promossa da Electa Ventures di Simone Strocchi, ed è l’unico a operare in questo settore senza di fatto avere tra i suoi asset vigne e terreni. Italian Wine Brands ha registrato nel 2022 ricavi in crescita del 5,2%, a quota 4304 milioni «Il mondo del vino e quello della finanza sono considerati distanti – sottolinea l’amministratore delegato Alessandro Mutinelli – in realtà abbiamo fatto qualcosa che non era mai .stato fatto prima, almeno in Italia».

Fonte: Sole 24 Ore Lombardia.

La coop La Guardiense cresce con la ricerca – La beneventana La Guardiense cresce con ricerca e sostenibilità.
Le cantine Ricerca e sostenibilità per accrescere la qualità del vini. La Guardiense di Guarcda Santramondi, nata 6o anni fa con il sostegno della Cassa per il Mezzogiorno, oggi ha mille soci, crea una occupazione complessiva di circa 3mila persone. Ha ricevuto un Oscar del Vino e molti altri premi. Dalla Sicilia arriva un’altra storia di eccellenza h quella dl Ermes, cooperativa vitivinicola di primo livello con il più alto numero di ettari coltivati in Italia presente in Sicilia, Veneto, Pugliae ora anche in Abruzzo dove, insieme alla Cantina sociale Valle di Sangro di Atessa (Chieti), ha avviato un percorso per la produzione di bianco da tavola e Montepulciano d’Abruzzo. Amadore e Viola -a pagina3 La beneventana La Guardiense cresce con ricerca e sostenibilità Vino. La coop, nata 60 anni fa con l’aiuto della Cassa per il Mezzogiorno, oggi conta mlle soci e una occupazione complessiva di circa 3mila persone.

Fonte: Sole 24 Ore Sud.

Coop Ermes consolida la crescita in Veneto.
Investimento dl sel milioni per aumentare la capacità di stoccaggio del prosecco Nino Amadore L) ultimo investimento è stato pianificato da poco: sei milioní per aumentare la capacità dl stocatggio del prosecco, aumentando I cosiddetti vasi vinari per arrivare a raddoppiare la cap lenza. A fare l’investimento un’azienda siciliana, la cooperativa Ermes, divenuta negli anni anche una delle più importanti produttrici di prosecco. Una storia esemplare quella di questa cooperativa fondata 25 anni fa che ha sede a Santa Ninfa in provincia di Trapani ma profondamente legata a Gibelina ed è guidata da Rosario Di Maria una cantina che è nata nel cuore della Valle del Belice, un luogo martoriato dal terremoto e da una difficile ricostruzione, ed è diventata simbolo del riscatto coniugando produzioni di grande qualità, attenzione per il territorio, amore per la cultura. Uno dei punti di forza della cooperativa è la continuità della governane «che è fondata – spiega il presidente – su un rapporto di fiducia coni soci che rappresentano il nostro grande punto di forza.

Fonte: Sole 24 Ore Sud.

Cucina italiana candidata a patrimonio umanità.
Due anni di tempo per ottenere il riconoscimento dall’Unesco. La cultura ha tanti aspetti, soprattutto quando deve esprimere l’identità e le tradizioni di un popolo. Così il nostro governo ha candidato «la cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale» come patrimonio mondiale immateriale dell’Unesco. Lo hanno annunciato i proponenti, il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, e il sottosegretario del Mic Gianmarco Mazzi. Il dossier verrà ora trasmesso dal ministero degli Esteri all’Unesco e inizierà l’iter di valutazione che dovrebbe concludersi, al più tardi, a dicembre 2025. «Esiste – ha detto il ministro Sangiuliano – il sistema Italia, il sistema nazione che ha diverse declinazioni.

Fonte: Tempo.

Gaetano Cataldo, e il progetto vinicolo Mosaico per Procida.
Lanzara: «E’ una eccellenza del nostro territorio e con piacere lo seguiamo nei suoi successi” Gaetano Cataldo, e il progetto vinicolo Mosaico per Procida in Gaetano Cataldo, già eletto il miglior sommelier 2022 Castel San Giorgio ed il sindaco Paola Lanzara festeggiano il nuovo successo Castel San Giorgio ed il sindaco Paola Lanzara festeggiano un nuovo successo di Gaetano Cataldo, già eletto il miglior sommelier 2022 secondo l’ultima edizione del Merano Wine Festival , e del suo progetto vinicolo ‘Mosaico per Procida Nel corso di un incontro per addetti ai lavori e non solo, il vino nato da un’idea innovativa e da un sogno divenuto realtà, ha incontrato la cucina del Wip di Nocera Inferiore.

Fonte: Le cronache del Salernitano.

A caccia di talenti per diffondere la cultura del nostro vino.
Ethica Wines lancia il progetto World Wine Pro e ricerca giovani talenti. Dall’Italia per il Nord America e l’Asia Pacific l’obiettivo è diffondere la cultura del vino italiana. Le prime due presentazioni alla 24ore Business School di Milano e alla Scuola Universitaria Sant’Anna di Pisa I prossimi appuntamenti però a maggio alla Bologna Business School (nella foto) e all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Un programma di recruiting e formazione di giovani talenti appassionati di vino da inserire nel mercato mondiale del vino. È questa la mission di World Wine Pro, il progetto che Ethica Wines, ha messo a punto per incrementare la propria struttura.

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Esportazioni, un bel segno più per le bottiglie delle nostre cantine.
L’Emilia Romagna del vino cresce dell’8,9% sul fronte dell’export, attestandosi nel gruppetto di regioni che seguono Veneto, Piemonte e Toscana. Con oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei dodici mesi superiore alla media italiana (+13,4%) il Veneto rafforza la sua leadership sulle esportazioni guadagnando una quota pari al 36% sul totale nazionale. Dopo Veneto, Piemonte e Toscana, il Trentino Alto-Adige (-1,1% il risultato tra gennaio e dicembre 2022) e l’Emilia-Romagna (+8,9%). Spiccano però le accelerazioni di Friuli-Venezia Giulia (+397%), Marche (+25,9%) e Sicilia (+21%).

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Le 116 eccellenze di Bacco pronte a deliziare i palati alla fiera di Pievesestina.
Domani mattina premiazioni fatte da Ais Nel pomeriggio largo alle degustazioni. Il polo fieristico di Pievesestina diventa per un giorno capitale del vino di quattro territori: Romagna, Emilia, Marche e Umbria. Accadrà domani, con “Esperienze di Vitae”, evento dedicato ai vini top della guida nazionale realizzata dall’Associazione nazionale sommelier (Ais). Complessivamente sono 116 quelli che hanno ottenuto le “quattro viti” e 33 di questi sono prodotti in Romagna. L’iniziativa a Cesena si articolerà in due momenti. La mattina, dalle 10.30, è riservata alle 116 cantine eccellenti dei quattro terspettivi presidenti Ais. Nel pomeriggio, dalle 14 fino alle 19.30, spazio al pubblico di appassionati, winelovers soci Ais e professionisti del settore, con l’apertura dei banchi di assaggio dei vini premiati, serviti e raccontati dai sommelier Ais.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Vino truccato: perquisite 30 aziende – Sospetta frode dei vini trenta perquisizioni.
Una cantina di Udine al centro dell’inchiesta sul Dop e Igp. Nas e ispettori dell’Icqrf anche nell’Azzanese e nel Sanvitese Una cantina délla provincia di Udine è al centro di un’inchiesta sti una presunta frode sui vini Dop e Igp. L’ipotesi è che siano stati immessi sul mercato prodotti in violazione del Testo Unico sul vino, ma anche dei disciplinari che regolano la resa massima di uva per ettaro. Ieri mattina i carabinieri del Nas di Udine e gli ispettori dell’Ispettorato repressione frodi di Udine (Icqrf) hanno eseguito una trentina di decreti di perquisizione firmati dal sostituto procuratore Marco Panzeri. Gli accertamenti sono stati estesi a cantine, imprese agricole, abitazioni e ditte di trasporto dislocate tra le province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso con l’obiettivo di recuperare tutta la documentazione utile, comprese comunicazioni via mail, a provare i sospetti emersi dopo un controllo avvenuto dopo l’ultima vendemmia.

Fonte: Gazzettino Friuli.

Frode sul vino, due indagati e 30 perquisizioni.
Si ipotizza l’utilizzo di uve prodotte oltre i limiti massimi di resa e, in parte, con provenienza diversa da quella dichiarata Controlli del Nas e degli ispettori della qualità in cantine, imprese agricole, case e ditte di trasporto. I vini Dop e Igp prodotti da una cantina della provincia di Udine sono finiti nel mirino dei carabinieri del Nas e degli ispettori dell’Ufficio Icqfr Nord Est (Ispettorato centrale a tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari). Sono una trentina le perquisizioni scattate ieri mattina, momento in cui è venuta alla luce per la prima volta un’attività d’indagine cominciata mesi fa, sulla scorta di quanto era emerso nell’ambito di controlli casuali e di routine effettuati dai militari. Due le persone indagate — si tratta dei soci titolari dell’azienda — per l’ipotesi di reato di frode in commercio continuata e aggravata.

Fonte: Messaggero Veneto.

Prowein, l’Oltrepo ha fatto affari con Pinot nero e Sangue di Giuda.
II bilancio della fiera di Dusseldorf: bene il metodo classico, il rosso dolce e quello da invecchiamento. Bollicine, Pinot nero in rosso, Sangue di Giuda. Sono questi i vini oltrepadani che hanno più richiesta al momento sul mercato estero. Lo ha confermato anche la recente partecipazione dell’Oltrepo Pavese al Prowein di Dusseldorf, una delle principali fiere enologiche a livello internazionale, anticipata dall’evento dei Tre Bicchieri Gambero Rosso. Il Consorzio ha guidato la delegazione locale con un banco d’assaggio allestito nello stand di Ascovilo, l’associazione che riunisce i 13 Consorzi del vino lombardi, in abbinamento con il Grana Padano, mentre altre aziende erano presenti negli stand delle loro agenzie di rappresentanza internazionali.

Fonte: Provincia – Pavese.

Ora tocca al Vinitaly Saranno 41 le aziende alla vetrina veronese.
Oltre 4.000 aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni e un record di 1.000 acquirenti esteri (+43% rispetto al 2022) da 68 Paesi selezionati. Sono questi i numeri della 55ma edizione del Vinitaly di Verona, in programma nella zona fieristica dal 2 al 5 aprile, che è stata presentata ufficialmente a Roma. Tra le aziende italiane c’è anche una nutrita rappresentanza dell’Oltrepo Pavese: la delegazione di una novantina di cantine è guidata dal Consorzio (con un banco di assaggio dei vini di una serie di produttori), dal Club del Buttafuoco storico (con i suoi 18 viticoltori associati) e dalla Camera di commercio di Pavia. Sono 41 le aziende presenti con il loro stand, in gran parte nel Palaexpo, il padiglione allestito da Regione e Unioncamere Lombardia, ma anche in altri spazi della fiera.

Fonte: Provincia – Pavese.

Se i viticoltori aprono le porte all’idea Ogm – Se le biotecnologie diventano una sfida anche per i vignaioli.
Cloni di nebbiolo pronti a sopportare meglio gli stress idrici, varietà di brachetto resistenti alla peronospora. Risultati molto promettenti ottenuti in laboratorio, ma senza alcuna possibilità di verificarli sul campo, direttamente nei vigneti. È la situazione di stallo che vive la viticoltura, e in generale il sistema agricolo italiano ed europeo. Sc le biotecnologie diventano una sfida anche per i vignaioli La legge europea vieta di sperimentare sul campo tecniche di miglioramento genetico: “Ma è il futuro”. Cloni di nebbiolo pronti a sopportare meglio gli stress idrici, varietà di brachetto resistenti alla peronospora. Risultati molto promettenti ottenuti in laboratorio, ma senza alcuna possibilità di verificarli sul campo, direttamente nei vigneti.

Fonte: Stampa Cuneo.

Vino, la riscossa del Nero di Troia – La Capitanata da bere Il “Nero di Troia” vince e convince in Europa.
Una Capitanata da bere che in Europa conquista nuovi estimatori per la qualità dei vini, prodotti sotto il nome di “Nero di Troia”, con le aziende locali capaci di raccogliere premi. PREMIO RICONOSCIMENTI IN GERMANIA E FRANCIA PER LE AZIENDE LOCALI. La Capitanata da bere II “Nero di Troia” vince e convince in Europa. Il Nero di Troia non è più la cenerentola dei vitigni pugliesi doc, anzi è sempre più il vino di punta. Un’ulteriore conferma di quanto sia sempre più apprezzato il vino caratteristico del Tavoliere è giunta da Prowein, l’importante fiera vinicola svoltasi a Dusseldorf in Germania.

Fonte: L’Edicola del Sud Foggia.

Tutto pronto per il Vinitaly 2023, 4 mila aziende e top buyer da 68 Paesi.
Focus Economia e Ambiente La 55° edizione a Verona dal 2 al 5 aprile all’insegna di business, internazionalizzazione e posizionamento Tutto pronto per il Vinitaly 2023, 4 mila aziende e top buyer da 68 Paesi Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande “ambasciata” del vino, con oltre 4 mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere è stata presentata a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA.

Fonte: Quotidiano di Sicilia.

Geotermia e polemiche senza sosta «Pozzi di ricerca? Nessuno ci provi».
Jacopo Biondi Santi critica l’ipotesi di sondare i terreni. «Territorio incompatibile con questa attività». «I progetti di ricerca previsti nel territorio di Scansano sono fortemente impattanti, qui non li vuole nessuno, anche la Regione ha detto di no alla costruzione di nuove centrali». A ribadirlo è Jacopo Biondi Santi che guida la tenuta di Castello di Montepò e che si trova a due passi da Pancole, dove è previsto un pozzo di ricerca profondo oltre 3 chilometri. È in questo angolo di Maremma che Biondi Santi, insieme ai suoi figli, è impegnato a proseguire una storia di vino italiano di alta qualità, ed è qui, poco distante dal Castello risalente al 1100 che la società Terra Energy ha individuato uno dei due siti dove andare a ricercare la risorsa geotermica.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

II direttore Axel Heinz lascia l’Ornellaia e va in Francia.
Axel Heinz, direttore delle tenute Ornellaia e Masseto, si appresta a lasciare Bolgheri questa estate per guardare alla Francia. Heinz, arrivato a Bolgheri nel 2005, sottolinea, in una nota, che «è stato un grande onore contribuire in questi anni ai successi di Ornellaia e Masseto e ci tengo a ringraziare Giovanni Geddes e la famiglia Frescobaldi».

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Rinvenuta una pergamena del 1350 che allunga di duecento anni la storia del vino a Montepulciano.
II contratto di mercatura trovato è conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze Rinvenuta una pergamena del 1350 che allunga di duecento anni la storia del vino a Montepulciano Nella giornata dell’Anteprima 2023 sono stati assegnati anche due premi «Grifo Nobile» Uno dei documenti più rari (a oggi ritenuto il primo per datazione) legati alla vendita di dualità e che testimonia l’esistenza di un distretto produttivo e di commercializzazione del vino di Montepulciano. E il ritrovamento che la Società Storica Poliziana, in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, ha fatto attraverso i suoi studi e ha presentato in esclusiva e per la prima volta all’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano che si è svolta in febbraio con un record di presenze.

Fonte: Toscana Oggi.

Padova in Vino nuovo mercato della tradizione.
Prima edizione della tre giorni tra calici e bottiglie. Oggi alle 18,15, domani e domenica alle 16,39 per bollicine d’Italia sarà il turno di “Ferrari Maximum Blanc de Blancs Trento Brut Doc – Bellavista Franciacorta Saten Docg 2017”; per i bianchi oggi alle 19.45, domani e domenica alle 18.45, “Donnafugata Chardonnay Contessa Entellina “La Fu Parte questo weekend “Paga” Doc 2021- Contini Karmis Isola Dei Nuraghi Bianco Igt”; dova in Vino”: oggi dalle 15 alle perireso oggi alle 20.30, do22, domani e domenica dalle 11 mani e domenica allee19.30, alle 20, negli spazi della Fiera “Campo fiorin Rosso Di Verosi terrà la prima edizione della na doppia fermentazione – Mafiera nazionale del vino intera- si Amarone Della Valpolicella mente dedicata ai consumato- Classico “Costasera” Docg. 2021″. Le masterclass saranno a numero chiuso e avranno una durata di mezz’ora ciascuna (obbligatoria la prenotazione e il saldo in loco).

Fonte: Gazzettino Padova.

Vino, sospetta frode: trenta perquisizioni – Sospetta frode sul vino: eseguite trenta perquisizioni.
Una cantina della provincia di Udine è al centro di un’inchiesta su una presunta frode sui vini Dop e Igp. L’ipotesi è che siano stati immessi sul mercato prodotti in violazione del Testo Unico sul vino, ma anche dei disciplinari che regolano la resa massima di uva per ettaro. Ieri i Nas hanno eseguito una trentina di decreti di perquisizione. Gli accertamenti sono stati estesi a cantine, imprese agricole, abitazioni e ditte di trasporto dislocate tra le province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso. Frode in commercio e commercio di prodotti con marchi che possono trarre in inganno sono le ipotesi di reato. Antonutti a pagina XV Sospetta frode sul vino: eseguite trenta perquisizioni ›Usate uve prodotte oltre i limiti di resa o mescolate varietà di provenienza diversa: controlli in cantine e ditte di trasporto.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Vino allungato ma marchio Dop Perquisizione in 5 aziende – Vino allungato col marchio Dop.
Perquisizioni in cinque aziende Indagine della Procura di Udine: trenta cantine e ditte di trasporto coinvolte Dichiarate cisterne piene di prodotto certificato, ma c’era lo spazio per “l’aiutino” Venduto come Doc ma allungato con altro vino di minore qualità. Trasportatori complici che dichiarano quantità diverse da quanto effettivamente contenuto nelle cisterne. È questo il quadro tratteggiato dall’indagine dell’ispettorato Repressione Frodi di Udine e dai carabinieri del Nas di Udine, che ha coinvolto anche cinque aziende del Trevigiano, tra cantine e aziende di trasporto. In tutto sono state una trentine le sedi (tra cantine, aziende agricole, abitazioni e ditte di trasporto), situate nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso sottoposte a perquisizione da parte dei funzionari dell’ispettorato e dal Nucleo Antisofisticazione e Sanità dei carabinieri friulani per la sospetta frode sul vino.

Fonte: Tribuna Treviso.

Aumento di quote Docg Il Consorzio ne discute.
Importante e al tempo stesso delicata assemblea, questo pomeriggio, dei soci del Consorzio Prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene. L’incontro è all’Auditorium in Villa Brandolini a Solighetto. Sarà anzitutto sottoposto ad esame ed approvazione il bilancio 2022 e verranno illustrate dalla presidente Elvira Bortolomiol e dal direttore Diego Tomasi le attività 2023. Il passaggio successivo è estremamente delicato. Si tratterà di quote, anzi di nuove quote dei soci che, nel caso di qualche categoria, sono destinate al raddoppio, perché l’intendo è di accrescere l’attività promozionale. Con il supplemento richiesto si punta ad un maggiore introito da parte dei soci di un milione e 800 mila euro, portando la disponibilità ad oltre 4 milioni di euro. Come è evidente, l’aumento non piace a tutti e qualche perplessità la nutre anche la minoranza interna.

Fonte: Tribuna Treviso.

STAMPA ESTERA

Viticulture : « C’est le changement climatique qui risque de réguler le marché (Christophe Bousquet, CIVL).
Christophe Bousquet, vigneron audois et président du Conseil Interprofessionnel des Vins du Languedoc (CIVL) depuis juin 2021. (Crédits DR) Michèle Trévoux président du Conseil Interprofessionnel des Vins du Languedoc (CIVL) depuis juin 2021, Christophe Bousquet fait un point à mi-mandat sur la situation de la filière et les projets en cours. II tente notamment de répondre à une certaine grogne de certaines appellations, booste ses moyens sur la ReD pour répondre au réchauffement climatique et aux défis environnementaux, et cherche une issue à la période de mévente des vins que traverse la filière viticole. Porté à la présidence du Conseil Interprofessionnel des Vins du Languedoc (CIVL) en juin 2021, Christophe Bousquet, vigneron audois, a déjà engagé plusieurs nouvelles orientations au sein de l’interprofession. Pour répondre aux reproches émis par certaines appellations qui dénoncent leur manque de visibilité dans la communication du CIVL, le nouveau président a voulu remettre en avant les identités propres de chaque appellation, mais toujours sous la bannière Vins du Languedoc. Les campagnes d’affichage, par exemple, peuvent désormais se décliner sous l’identité d’une appellation – Corbières, Limoux, Fitou, Cabardès,… – mais toujours dans le cadre général des Vins du Languedoc, détaille-t-il. idem sur le salon Wine Paris, où chaque appellation était clairement identifiée au sein de l’espace Vins du Languedoc. » Autre nouveauté : les appellations qui le souhaitent peuvent augmenter la cotisation volontaire obligatoire (CVO) versée au CIVL et récupérer 70% du montant de cette augmentation pour leur budget, les 30% restant revenant au CIVL. Jusqu’ici, les ap *** pelletions ne percevaient que 17% de la CVO, le reste alimentant le budget général du CIVL. déploiement, à partir de 2025, de neuf de ces variétés dans le vignoble régional. Ces évolutions visent à calmer la grogne de trois appellations (Corbières, Fitou et Faugères) qui ont annoncé leur intention de quitter le CIVL en fin d’année. La sortie de l’interprofession de ces trois appellations amputerait le budget du CIVL de 1,2 million d’euros… i Ni le CIVL ni ces appellations n’ont intérêt à cette séparation », plaide Christophe Bousquet, qui a multiplié les rencontres avec les contestataires et tenté, par ces changements, de répondre à leurs réclamations. Les enjeux techniques sont stratégiques Autre orientation impulsée par le nouveau président : le renforcement du volet ReD de l’interprofession avec la création du poste de direction ReD, confié à Marie Corbel, précédemment directrice de l’appellation Faugères.

Fonte: Tribune.

El cava bate su récord de ventas con 249 millones de botellas, un 4,5% más
Las 349 bodegas de la denominación de origen (DO) Cava vendieron el año pasado 249 millones de botellas, el 69% fuera de España y el 31% en el mercado nacional, lo que supone un incremento del 4,56% con respecto a 2021 y un nuevo récord histórico para el sector, según las cifras anunciadas ayer por Javier Pagés, presidente del Consejo Regulador de la DO Cava. El crecimiento de las ventas es ligeramente superior al anticipado a mediados de diciembre por Pagés, que apuntó entonces a un ata de algo más del 3%. Labuena marcha de la campaña navideña explica el mayor aumento del negocio. En 2021, el sector ya había recuperado el volumen anterior al estallido del Covid. El ex-CEO de Codorníu destacó el crecimiento del 12,8% en las ventas de los cavas de guarda superior (los de más de 18 meses de crianza). Las bodegas de la denominación alcanzaron una cifra de negocio de 2.192 millones, un 15% más que en 2021. Con un alza del 13,15% en volumen de botellas, el mercado español fue clave para la evolución del sector, sobre todo gradas al tirón de la hostelería (+30,4%). Por su parte, las exportaciones sólo aumentaron un 1,2%. Este dato no preocupa a Pagés, quien argumentó que “el estancamiento del cava en algunos países se compensa con el crecimiento en otros”, como es el caso de Suecia, que se ha colocado por vez primera entre los cinco mayores mercados exteriores tras registrar una subida del 35,4%. Alemania lidera el ránldng, por delante de EEUU.

Fonte: Expansións.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 23 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Al Vinitaly 55 aziende trentine.
Ieri a Roma la presentazione: si punterà forte su export e posizionamento Al Vinitaly 55 aziende trentine. Saranno 55 le aziende vitivinicole trentine che presenteranno i loro prodotti al prossimo Vinitaly, in programma dal 2 al 5 aprile alla fiera di Verona. Ieri a Roma, alla presenza del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida c’è stata la presentazione ufficiale della 55esima edizione. I produttori trentini saranno, al solito, inseriti nei circa 1.800 metri quadrati del padiglione 3 dove è stata garantita anche la presenza dell’area istituzionale con il Consorzio di tutela dei vini trentini, la Provincia, Trentino Marketing, l’Istituto Trento Doc, l’Enoteca provinciale, l’Istituto tutela della grappa, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Le direttrici lungo cui si svilupperà Vinitaly 2023 sono state delineate ieri a Roma: business, internazionalizzazione e posizionamento. Non per nulla le oltre 4mila aziende vitivinicole provenienti da tutta Italia e da più di 30 nazioni, si presenteranno a più di 1.000 top buyer (in crescita del 43 per cento rispetto al 2022) in rappresentanza di 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.

Fonte: Adige.

«Sarà un Vinitaly in trincea» – Vinitaly in trincea.
La kermesse numero 55 Business da 31 miliardi. E in fiera esposti anche due capolavori di Caravaggio e Guido Reni «Sarà un Vinitaly in trincea» Il ministro: «A Verona faremo contro-informazione, il vino è benessere è cultura». È il Vinitaly ai tempi delle etichette salutistiche, o allarmistiche, dipende dall’ottica. Tanto che il mondo del vino, quel mondo ch’è un’industria da 31.3 miliardi di valore, 53omila aziende e 87omila addetti, sceglie Verona e il 55esimo Vinitaly per fare «contro-informazione positiva». Una «trincea», il salone del vino in fiera, come da parole di Francesco Lollobrigida, ministro all’Agricoltura ieri a Roma alla presentazione ufficiale dell’edizione 2023 che parte domenica 2 aprile e finirà mercoledì 5. Vinitaly in trincea Il ministro: «A Verona faremo contro-informazione, il vino è fattore di benessere ed espressione di cultura». Business da 31 miliardi Danese Il settore è cresciuto lino a diventare un capitale strategico del prodotto Italia.

Fonte: Corriere di Verona.

Musica e degustazioni: un «fuori salone» con 50 eventi.
Si parte il 31 marzo nelle piazze di Verona. Sul palco musicisti degli Aflerhour e Joe Bastianich. Quasi 50 appuntamenti: apre venerdì 31 marzo e chiude lunedì 3 aprile, Vinitaly and the City, il fuori-salone per il pubblico di appassionati. Degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Tra gli eventi inaugurali, «Lives — L’Incredibile vita di Maurizio Cattelan raccontata in parole e musica», con l’esperto d’arte Nicolas Ballario e i musicisti Rodrigo D’Erasmo (Afterhours) e Giulio Favero. Nella loggia di Fra’ Giocondo, poi, la mostra «Disposti a salire alle stelle – Il Purgatorio cantica del Perdono» curata da Franco Nembrini.

Fonte: Corriere di Verona.

Vinitaly al servizio del business.
Più di 4 mila aziende da 68 Paesi. Consolidate le piazze di Usa e Canada Settore strategico Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande `ambasciata’ del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere è stata presentata oggi a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, Giuseppe Schirone, economista e manager di Prometeia, e Carlo Flamini, wine observatory manager di Unione Italiana Vini.

Fonte: Corriere di Verona.

A Vinitaly oltre 4mila aziende Export in crescita.
Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre parole chiave del 55esimo Vinitaly, che si appresta a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande «ambasciata» del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni. II comparto è passato, in 10 anni, dal quarto al primo posto della bilancia commerciale con un export di 7,4 miliardi di euro.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Vinitaly con 4mila aziende «Trincea anti fake sul vino».
Prima di tutto il business, grazie ad una campagna di partecipazioni senza precedenti con oltre 1.000 top buyer da 68 paesi, +43% sul 2022. E poi il grande ritorno dell’Asia con Cina e Giappone e delegazioni record dagli Usa, dal Canada, dal Sud America e Nord Europa. Sarà questa l’impronta della 55esima edizione di Vinitaly, che si svolgerà dal 2 al 5 aprile a Veronafiere. Una edizione con 4mila aziende espositrici che raccoglie i frutti dei numerosi e importanti eventi all’estero realizzati con Ice Agenzia e che punta sempre più alla internazionalizzazione. Grande attesa per il ritorno della Cina che, dopo i lockdown e i divieti prolungati, è pronta a riprendersi il proprio status di colosso emergente con 130 responsabili acquisti a Vinitaly tra i quali i primi venti importatori nazionali per volume e valore.

Fonte: Gazzettino.

Al Vinitaly dal 2 al 5 aprile il governo punta sull’identità.
II ministro Lollobrigida su attacchi al Prosecco ed etichette salutistiche «Verona sarà la nostra trincea di controinformazione positiva». In una fiera internazionale del vino italiano, Vinitaly a Veronafiere dal a15 aprile, sempre più orientata al business e all’internazionalizzazione, il governo italiano si fa parte attiva per presentare questo settore di punta del made in Italy in tutti i suoi aspetti identitari, culturali, nutrizionali oltre che come polo attrattivo del turismo. Anche per liquidare, tra tante luci, quelle ombre portate dal conflitto in corso in Ucraina, gli attacchi a denominazioni di successo come il Prosecco, e la recente polemica accesa dalla proposta di etichette con moniti salutistici da parte dell’Irlanda. Comparto passato negli ultimi dieci anni dal quarto al primo posto della bilancia commerciale con un export che vale 7,4 miliardi di euro, secondo dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

«The library» l’enciclopedia dell’Amarone.
Il progetto della storica cantina Bertani di Grezzana (Verona) per far conoscere il rosso della Valpolicella Classico e 43 annate che attraversano 6 decadi, dal 1958 al 2013. Il volume, pensato per ristoratori, appassionati, collezionisti e importatori, è curato dal Master of Wine Nick Jackson «THE LIBRARY» L’ENCICLOPEDIA DELL’AMARONE di Angelica Carrara si dice che l’Amarone sia un vino senza tempo. Quale, allora, se non il re delle etichette venete da invecchiamento potrebbe costruire il mito, e il sogno, del nettare immortale? La sua testimonianza migliore si trova in una biblioteca: <II’he Library». La più profonda del tempo della Valpolicella realizzata dalla storica cantina Bertani. Una monografia enciclopedica che è il racconto non solo di un vino, ma di un territorio, dei suoi cambiamenti di clima e di gusto. Una storia enoica secolare..

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Le mille bollicine di Bruno sono cool e anticonformiste.
E’ presente in ogni occasione importante, dal compleanno alla laurea, accompagna le serate liete con gli amici o le cene romantiche a lume di candela, così come gli eventi ufficiali e istituzionali; il Prosecco è uno dei vini italiani con alle spalle la storia più lunga e che non smette di sorprendere persino i palati più esigenti. Questo è dovuto soprattutto a una nuova generazione di enologi che è stata capace di reinterpretare quest’antichissima arte senza tradirla.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Vinitaly – I 10 appuntamenti imperdibili.
Dalle grandi degustazioni agli incontri per appassionati. La Fiera di Verona ospita dal 2 al 5 aprile la 55esima edizione del Salone del vino. In programma anche gli eventi nello stand di Cook di Alessandra Dal Monte Vinitaly, edizione numero 55: il Salone internazionale del vino e dei distillati dedicato agli operatori del settore sta per cominciare alla Fiera di Verona, dal 2 al 5 aprile prossimi, preceduto sabato i aprile da OperaWine, la degustazione evento con i 130 migliori produttori italiani selezionati da Wine Spectator. Cosa aspettarsi dalla settimana del vino veronese? Intanto, 1 numeri: 100mila metri quadrati di spazio espositivo, i7 Padiglioni, più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy e da oltre 3o Paesi. In Fiera ci saranno anche il focus sul Bio, l’International wine hall, le sezioni Vinitaly Mixology e Micro Méga Wines, i Grand Tasting con gli esperti più importanti e le occasioni di incontro tra buyer, aziende, Consorzi, riviste internazionali.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Geografia del vino.
Consorzio di tutela inserisce il rispetto dell’ambiente nei conti. E si prepara al Vinitaly. L’occhio di Buzzati Lo scrittore raccontò l’amore dei trentini per la propria terra che oggi si rispecchia nei viticoltori di Luciano Ferraro quando Dino Buzzati, l’inviato speciale del Corriere della Sera, arriva a Trento nell’agosto del i già uno scrittore famoso: «Il deserto dei Tartari», il maggiore tra successi, era stato pubblicato 27 anni prima. Come un umile cronista, Buzzati si occupa dei protagonisti di una polemica ambientalista sul progetto per una funivia sul Brenta. Scopre che c’è un trentino emigrato in Canada che finanzia la funivia come segno di ringraziamento per la sua provincia, ostacolato da Italia nostra e dagli alpinisti. A differenza di altre diatribe, ad esempio quella sull’autostrada per Cortina d’Ampezzo, non esistono angeli e diavoli, speculatori contro salvatori dell’ambiente.

Fonte: Corriere della Sera.

Bilancio di sostenibilità «Scelta legata ai valori».
Molon: aiuta a tutelare e valorizzare la diversità del territorio Rappresenta per noi un importante parte della rendicontazione delle attività svolte di Barbara Mlllucd Vigneti a basso impatto ambientale. «Per la prima volta abbiamo redatto il nostro bilancio di sostenibilità nel settore vitivinicolo. Si tratta del primo bilancio di questo tipo in Italia, da parte di un consorzio di tutela». Graziano Molon è il direttore generale del Consorzio Vini del Trentino, che raggruppa 91 aziende del territorio, 15 cantine cooperative ed oltre 6 mila viticoltori trentini. La provincia del Nord Italia è nota in tutto il mondo per le numerose varietà di vini prodotti: dai Teroldego Rotaliano, Marzemino e Nosiola, agli internazionali Chardonnay, Pinot Grigio. C’è il mondo del Trentodoc, naturalmente, in una zona che si estende dalla sponda più mite del Lago di Garda ai ripidi pendii delle aree dolomitiche, passando per il fondovalle.

Fonte: Corriere della Sera.

Spremiture e fioriture, scatta l’ora dell’enoturismo slow.
I tour alla scoperta dei riti del Vino Santo. E la natura di Vallagarina, Piana Rotaliana, Colline Avisane Le visite Tra i luoghi, il museo Casa Caveau di Padergnone e il borgo di Santa Massenza Wine trekking nei vigneti lagarini, passeggiate tra i borghi della Vallagarina, della Piana Rotaliana delle Colline Avisiane, soste relax e rigeneranti alle terme, mostre, pedalate a bordo di laghi, degustazioni, corsi di cucina. Per le prossime vacanze pasquali e i ponti primaverili da aprile a giugno, il Trentino «Wine Region of the Year 2020» secondo la prestigiosa rivista newyorkese Wine Enthusiast, propone un ricco programma dedicato all’ enoturismo slow, a piedi o in bici, ospiti di vignaioli «montani» che incanteranno i turisti, portandoli alla ricerca delle bellezze naturali, storiche e culturali del luogo.

Fonte: Corriere della Sera.

Vino in vetta alla top ten dell’export, più 79% in dodici anni.
Il vino è il campione del made in Italy. Con 7,4 miliardi di export netto, balza al primo posto per il saldo positivo nella bilancia commerciale. Lo attesta il rapporto presentato ieri dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia. E un Vinitaly rinnovato, più snello e concentrato sugli affari per vignaioli e operatori, quello che si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile prossimi. Mezzo governo è pronto a trasferirsi tra i padiglioni, con in testa il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida. Arriveranno poi i ministri Sangiuliano, Santanchè, Schillaci, Urso. È attesa la conferma della premier Meloni. Una spinta ad un settore che, secondo gli ultimi dati, vale 31,3 miliardi di euro e impegna 53o mila aziende con 870 mila addetti. Nel saldo commerciale, le bottiglie tricolori hanno sorpassato il nucleo duro delle 4 A del made in Italy (abbigliamento, alimentare, arredamento, automazione) che vale Zoo miliardi di euro l’anno.

Fonte: Corriere della Sera.

Vinitaly, l’eccellenza in vetrina Un tesoro da 7,4 miliardi di euro.
Verona, dal 2 al 5 aprile la nuova edizione. Oltre 4mila aziende da più di 30 Paesi e mille top buyer. «Grandi investimenti, garantire business e nuove opportunità commerciali per gli espositori è la nostra priorità». «QN. Quotidiano Nazionale sarà presente con un’area dedicata e i suoi giornalisti. La civiltà del bere italica consolida la sede della propria “ambasciata”. Lo show di Vinitaly, la kermesse di Veronafiere, può cominciare per il 55esimo anno (2-5 aprile) con una gold edition con grandi e rinnovati numeri e un’evoluzione della specie che punta a essere più funzionale alle esigenze delle aziende, senza perdere di vista la tradizionale identità del pubblico di appassionati e wine lovers. I numeri non dicono tutto ma spiegano molto di questa rassegna diventata gli Stati generali del vino. A Verona planano oltre 4 mila aziende che rappresentano tutte le regioni d’Italia, 30 Paesi stranieri tra emergenti e veterani del settore, un contingente record che supera i mille top buyer, in aumento del 43% sul 2022, provenienti da 68 Paesi ospitati da VeronaFiere in collaborazione con Ice agenzia.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

Gambero Rosso, risultati sopra il pre-Covid.
Gambero Rosso, leader nel settore wine travel food e quotata all’Egm, ha approvato il bilancio consolidato 2022 e quello della capogruppo. Il comunicato del cda sottolinea il miglioramento dei ricavi netti e dell’ebitda anche rispetto agli anni pre-pandemia. I ricavi netti di vendita 2022 della controllata di Class Editori hanno raggiunto 17.333 mila euro rispetto a 12.770 mila euro del 2021 (+36%). Tale crescita è stata trainata dal settore della promozione internazionale e organizzazione di eventi in cui i ricavi sono cresciuti del 135% dopo il periodo di chiusura di mercati causa covid; il settore delle partnership in cui i ricavi sono cresciuti del 30% grazie all’avvio dei nuovi progetti di consulenza e comunicazione per istituzioni e per i primari clienti del settore agroalimentare; il settore Tv e Digital, ha registrato un +3%. L’ebitda consolidato 2022 è stato pari a circa 5,3 milioni di euro (3,63 milioni nel 2021, +46%).

Fonte: Italia Oggi.

Paestum Wine Fest.
L’undicesima edizione apre la stagione delle kermesse in Campania. Da sabato al 27 marzo tre giorni di masterclass, convegni, degustazioni per la seconda volta nel grande spazio dell’ex tabacchificio Sotto, gli organizzatori con il sindaco Franco Alfieri. Nella foto grande, la spettacolare degustazione della scorsa edizione sullo sfondo dei templi di Paestum 8500 METRI QUADRATI COPERTI, 4000 SCOPERTI OLTRE 250 AZIENDE 20 CONSORZI E GRUPPI D’ACQUISTO, 11.000 ETICHETTE IN VETRINA. Si prospetta un’altra annata magica a Paestum, la città dei tre ristoranti stellati e delle cinque stelle Michelin, dei grandi caseifici capaci di fare accoglienza, delle trattorie, delle pizzerie.

Fonte: Mattino Napoli.

Tanta eleganza e carattere nel rosso di Rillo.
Proseguiamo sul tema dell’eleganza, quello che maggiormente cerchiamo nel vino. Dopo due merlot è il momento dell’Aglianico del Taburno, figlio di una annata preziosa e accudito molto bene dall’enologo abruzzese Vittorio Festa. Enzo Rillo restituisce al suo territorio quello che ha avuto in dono: la determinazione e la cura dei dettagli di una comunità laboriosa. Mano libera, da vero imprenditore, all’enologo, ed ecco allora che nasce un piccolo grande capolavoro capace di colpire persino il palato di Luca Gardini, che di vini ne ha bevuto a iosa, per tutti i gusti e tutte le tasche. Il genietto romagnolo si è attaccato a questo rosso conosciuto durante il wine day organizzato alla Fortezza e non lo ha mollato per tutta la cena, consigliandolo a tutti con vivace convinzione.

Fonte: Mattino Napoli.

Il vino italiano è il più venduto nel mondo – Vola il fatturato del vino italiano Oggi è il più venduto al mondo.
Ieri nella giornata mondiale dell’acqua è stato celebrato il vino che di acqua ne contiene tanta come ha ricordato il ministro. La f filiera enologica del nostro Paese è riuscita a battere la moda e la meccanica strumentale, Lollobrigida: «Per contrastare gli attacchi controinformazione positiva, il Governo fa squadra per tutelare il settore». Ieri nella giornata mondiale dell’acqua è stato celebrato il vino che di acqua ne contiene una buona parte, come ha ricordato i1 ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e che soprattutto dall’acqua dipende. Alla presentazione della 55° edizione del Vinitaly, che aprirà i battenti a Verona il prossimo 2 aprile, sono stati presentati i numeri che rappresentano il valore strategico della filiera vitivinicola italiana, ma sono stati anche centrati i fattori di rischio

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Forchetta curiosa e buon vino.
Genova, l’osteria dei vicoli si aggiudica il premio perla miglior selezione di vitigni autoctoni nell’ambito dei riconoscimenti Slow Food. Una storica osteria tra i vicoli genovesi si è aggiudicata un prestigio riconoscimento nazionale sotto il segno di Slow Food per il buon vino della sua cantina. È la “Forchetta curiosa”, in piazza Negri, davanti al Teatro della Tosse: “Miglior selezione di vini da vitigni autoctoni”. Ossia, qualità assoluta. I riconoscimenti sono arrivati nell’ambito di Slow Wine Fair, la fiera del vino “buono pulito e giusto” di Bologna e dei 36 riconoscimenti del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, prima edizione dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Milano Wine Week.

Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.

Dossier Economia del vino – Vinitaly punta sui mercati esteri L’export da record sfiora gli 8 miliardi.
Presentata la 55esima edizione della fiera che dal 2 al 5 aprile a Verona ospiterà un settore che ha visto crescere le esportazioni negli ultimi dieci anni dell’80% e che ora deve difendersi dagli attacchi anti alcol portati da alcuni provvedimenti Ue Lollobrigida (ministro dell’Agricoltura): «Serve una campagna di controinformazione per tutelare il nostro vino» Giorgio dell’Orefice una filiera che vale 31,3 miliardi di euro, coinvolge 53omila aziende e oltre 87omila addetti. Un settore che realizza sui mercati esteri oltre il 50% delle proprie vendite con un fatturato di 7,9 miliardi di euro (cresciuto nel 2022 del 10%) e che proprio grazie alla propria propensione all’export guida la classifica delle “4A” (abbigliamento, alimentare, arredamento e automazione) della bilancia commerciale made in Italy. È l’universo del vino italiano che si è dato appuntamento dal 2 al 5 aprile prossimi a Verona per la 55ma edizione di Vinitaly che è stata presentata ieri a Roma.

Fonte: Sole 24 Ore.

Dossier Economia del vino – Intervista a Maurizio Danese – «Dalla Cina al Sudamerica sempre vicini alle imprese».
Vinitaly 2023 prima ancora di iniziare ha già fatto registrare alcuni importanti risultati. Il vero e proprio boom di grandi acquirenti stranieri (mille già accreditati con una crescita rispetto allo scorso anno del 43%) e tra questi ben 130 dalla Cina. Un fermento che ha già generato grandi attese nel mondo dei produttori. L’Italia in Cina è rimasta finora confinata entro quote di mercato limitate e molto al di sotto delle reali potenzialità. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato di Veranafiere, Maurizio Danese. Sarà la volta buona per invertire finalmente questa tendenza? I segnali sono molto confortanti. Stiamo cominciando a registrare i risultati dei massicci investimenti effettuati sul fronte dell’internazionalizzazione con il recente roadshow che ha toccato più di 13 Paesi e la significativa campagna di incoming. Adesso abbiamo avuto la conferma della presenza di mille grandi buyer da 68 Paesi.

Fonte: Sole 24 Ore.

Il vino vale 31,3 miliardi e l’export netto supera gioielli e pelletteria.
II rapporto Uiv-Vinitaly-Prometeia rivede i numeri del mondo del vino italiano che si scopre «sempre più decisivo in chiave made in Italy». Secondo i ricercatori, infatti, il vigneto Italia e il suo indotto, (tecnologie e macchinari per le vigne e il controllo di qualità) valgono 31,3 miliardi, frutto del lavoro di 530 mila aziende con circa 870 mila addetti. II rapporto offre spunti di approfondimento per l’edizione numero 55 del Vinitaly in programma a Verona dal 2 al 5 aprile. Secondo i ricercatori infatti, «senza il contributo del vino, che ha una propensione all’export doppia rispetto agli altri alimentari e bevande (54,5% contro 27,3%), l’avanzo commerciale dell’alimentare sarebbe inferiore del 64%». Si spiega anche così perché il vino sia al primo posto nella bilancia commerciale del made in Italy – 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette – superando altri comparti icona del lifestyle italiano come la gioielleria/bigiotteria (6,8 miliardi), la pelletteria (6,7 miliardi) e l’abbigliamento (6,4 miliardi di euro).

Fonte: Stampa.

Vini, il Montepulciano d’Abruzzo terzo più venduto in Italia.
Seppur in un mercato in recessione, il Montepulciano d’Abruzzo si conferma, nella tipologia dei fermi, il terzo vino più venduto nella grande distribuzione italiana nel 2022. Sul podio dopo Chianti e Lambrusco, la Doc portabandiera della regione, con i suoi 12millonl e 840mi1a litri, è stata scelta e apprezzata dai clienti di iper, supermercati e discount nonostante la crisi e ha raggiunto anche un altro primato. In termini percentuali è Il vino italiano che perde in assoluto meno quote di mercato.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Un sorso lieve. leggiadro e fiorito con buona acidità.
Originario della Borgogna, il Pinot Bianco è considerato una mutazione del Pinot Grigio, che a sua volta è considerato una mutazione del Pinot Nero. Quarti di nobiltà direttamente per parentela visto che il capostipite è il vitigno aristocratico per eccellenza. E su questo vitigno punta le sue carte l’azienda franciacortina Mirabella. L’azienda ha una lunga storia di utilizzo della varietà: i primi impianti risalgono al 1981 (vigna Mirabella a Pa demo Franciacorta) e sono tuttora produttivi; nel 2015 creò il primo Pinot Bianco 100% della Franciacorta – etichettato Vino Spumante di Qualità, in quanto non ancora previsto dal Disciplinare DOCG – che fu poi inserito nella linea Demetra, composta da quattro brut nature fatti con le uve delle vigne storiche.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

La Pandolfa dedica una giornata al Sangiovese – Predappio Wine Days, prima edizione.
Domenica una giornata di osservazione, approfondimento e confronto sul Sangiovese presso l’azienda agricola La Pandolfa. A spasso per calanchi, vigne e cantine con l’esperto Armando Castagno Per capire ed interpretare un territorio con vini di una tradizione centenaria e con vignaioli che hanno scelto di prendersene cura, i produttori dell’Associazione Terre di Predappio hanno organizzato per domenica 26 marzo la prima edizione di Predappio Wine Days, una giornata di osservazione, approfondimento e confronto sul Sangiovese di Predappio. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Predappio e dal Consorzio Vini di Romagna, si svolgerà presso l’azienda vitivinicola La Pandolfa, dove a portare a spasso per calanchi, vigne e cantine e a guidare gli approfondimenti sarà il giornalista e scrittore esperto di vino Armando Castagno. Il programma prevede alle 10 l’apertura dei banchi d’assaggio delle 11 aziende associate a Terre di Predappio.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Vino, la filiera vale 31,3 miliardi.
I dati della fiera di Verona confermano che il settore rappresenta il Made in Italy Vino, la filiera vale 3 1,3 miliardi Il vino italiano si scopre sempre più decisivo in chiave made in Italy con numeri e performance che migliorano di anno in anno. L’intera filiera vinicola oggi vale 31,3 miliardi di euro, impegna 530 mila aziende con circa 870 mila addetti, ed è in cima alla speciale classifica relativa alla bilancia commerciale del made in Italy «tradizionale», quello delle 4A (Abbigliamento, Alimentare, Arredamento, Automazione) che vale ogni anno circa 200 miliardi di euro e che con 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette (saldo commerciale tra export e import), si colloca nel 2022 al primo posto per livello del saldo commerciale, lasciandosi alle spalle altri campioni del Made in Italy nel mondo, sia del sistema moda che della meccanica strumentale.

Fonte: La Provincia Edizione Nazionale.

Le quattro eccellenze del Ponente premiate dalla «Guida Bibenda» – Le 4 eccellenze del Ponente premiate da Bibenda.
Ecco i viticoltori e olivicoltori imperiesi al top nazionale Le quattro eccellenze del Ponente premiate dalla «Guida Bibenda». Al top nazionale per la prestigiosa guida che assegna riconoscimenti ai produttori di vini, liquori e olii extravergine italiani Le 4 eccellenze del Ponente premiate da Bibenda Domani a Genova saranno insigniti i viticoltori “Bruna” di Ranzo e Ka’ Mancinè di Soldano e gli olivicoltori Marco Ferrari e Paolo Cassini. La viticoltura e l’olivicoltura di eccellenza del Ponente ligure di presentano in gran forma all’annuale premiazione della Guida Bibenda in programma domani (venerdì 24 marzo) a Genova.

Fonte: Riviera.

Piana: «Premi che accrescono la reputation».
Venerdì a Genova la consegna dei premi 5 Gocce e 5 Grappoli Piana: «Premi che accrescono la reputation». Ci sarà anche il vice presidente della Regione Liguria con delega all’A ricoltura e al Marketing Territoriale, 1 imperiese Alessandro Piana, insieme alla presidente della delegazione Liguria di Fondazione Italiana Sommelier Roberta Bonasegale alla premiazione con gli Attestati Bibenda in programma domani, venerdì 24 marzo, dalle ore 18 presso l’hotel Holiday Inn Genoa (via Milano 47, Genova). «Ringrazio gli organizzatori di questo evento molto importante per il territorio – le parole di Piana – che con le 5 Gocce e i 5 Grappoli della nota guida Bibenda accresce ulteriormente la reputation delle nostre eccellenze e la caparbietà dei produttori nell’impegnarsi su standard altissimi
Fonte: Riviera.

Forchetta curiosa e buon vino.
Una storica osteria tra i vicoli genovesi si è aggiudicata un prestigio riconoscimento nazionale sotto il segno di Slow Food per il buon vino della sua cantina. È la “Forchetta curiosa”, in piazza Negri, davanti al Teatro della Tosse: “Miglior selezione di vini da vitigni autoctoni”. Ossia, qualità assoluta. I riconoscimenti sono arrivati nell’ambito di Slow Wine Fair, la fiera del vino “buono pulito e giusto” di Bologna e dei 36 riconoscimenti del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, prima edizione dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Milano Wine Week.

Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.

Vinitaly, una vetrina record E maxi battaglia «anti fake».
Dal 2 al 5 aprile prossimi a Verona la 55esima edizione del salone internazionale anche dei distillati Vinitaly, una vetrina record E maxi battaglia «anti fake» Oltre 4 mila aziende dall’Italia e dall’estero, mille top buyer Lollobrigida: «Vogliamo fare controinformazione positiva». Oltre 4.000 aziende da tutta Italia e da 30 altre nazioni, un contingente di 1.000 top buyer (+43% sul 2022) in arrivo da 68 Paesi del mondo, una superficie espositiva superiore a 100 mila metri quadrati netti: sono i numeri di Vinitaly 2023, la rassegna internazionale dei vini e dei distillati in scena a Verona Fiere dal 2 al 5 aprile prossimi.

Fonte: Brescia Oggi.

Quando il vino è naturale: non solo moda.
“Vino Esclamativo” propone solo prodotti “artigianali” Una passione nata da cliente e sfociata in un locale di successo accio quello che vorrei vedere dall’altra parte del bancone quando sono io il cliente». La regola di Nedo Negri è semplice e al Vino Esclamativo di via Calvi a Mantova l’ha messa in pratica con successo. Una regola basata anche su un assioma: «Il vino dev’essere naturale» o, come Nedo preferisce, «artigianale». Con una precisazione: «Non sono un talebano – sottolinea – e non credo che tutto il vino naturale sia buono. Bisogna saperlo fare, è come camminare sul filo senza la rete sotto: se sbagli, è finita, butti tutto».

Fonte: Gazzetta di Mantova I piaceri del Gusto.

La passione e i segreti del vino Sono 24 i nuovi sommelier.
La consegna dei riconoscimenti, avere un personale qualificato e preparato aumenta la qualità dell’offerta II corso La consegna dei diplomi nella cantina Berlucchi «Le congratulazioni ai nuovi comunicatori» Si amplia la famiglia dei sommelier della nostra provincia. Giovedì 16 marzo 19 dei 24 neo sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier della delegazione di Sondrio hanno ricevuto il meritato diploma. In una terra di vino come la Valtellina avere nuovi esperti nel settore indica il profondo attaccamento alle radici anche delle nuove generazioni.

Fonte: Provincia Sondrio.

Ecco il «Wine tour delle Marche»: si parte dalle terre del Verdicchio.
La rassegna farà tappa domani e sabato tra Arcevia e Staffolo: tutto il programma Prende il via da una delle piccole capitali del Verdicchio, Staffolo, il ‘Wine Tour delle Marche’, manifestazione sostenuta dalla Regione nell’ambito dell’iniziativa ‘Enoturismo Marche: dalla vigna alla tavola’. Domani all’osteria Vino e Cucina va in scena ‘Tradizione in tavola’, serata-evento dedicata a chi ama i sapori autentici della tradizione, la pasta tirata a mano, l’abbinamento tra buona cucina ed etichette di qualità, quelle delle cantine Vignamato, Finocchi e Fattoria Coroncino. Il giorno dopo, sabato, la golosa ‘carovana’ del ‘Wine Tour delle Marche’ dalla Vallesina si trasferirà nella valle del Misa e, inerpicandosi lungo tortuosi e pittoreschi percorsi, salirà in direzione del panoramico balcone naturale di Arcevia.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

«Montepulciano al top, una svolta per i vini del territorio».
Massimo punteggio nella guida nazionale Ais per il «Guerriero della Terra Igt», Luca Guerrieri premiato a Cesena «Montepulciano al top, una svolta per i vini del territorio» Riconoscimento nazionale per il «Guerriero della terra» Marche rosso Igt, il Montepulciano in purezza della cantina Guerrieri di Piagge verrà premiato con il massimo punteggio dalla guida ai vini d’Italia «Vitae» dell’Ais. Il riconoscimento verrà consegnato sabato 25 marzo a Cesena a Luca Guerrieri (foto) che ne sottolinea l’importanza per il tutto il settore vitivinicolo. «Vorrei condividere questo riconoscimento con il territorio – spiega Guerrieri – perché lo ritengo carico di significati per la mia azienda ma anche al di là di noi, per tutta la nostra provincia e il nostro bellissimo territorio. Questo premio può francamente aprire dei nuovi e incredibili scenari alla viticoltura pesarese.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Riconversione dei vigneti, aperti i termini. Un milione a disposizione del Molise.
Sono aperti i termini per la presentazione telematica delle domande di aiuto per la “ristrutturazione e riconversione dei vigneti – campagna 2023/2024”. L’importo totale assegnato al Molise in questa campagna è pari a circa un milione di euro (983.031,00 euro). Lo rende noto l’assessorato all’Agricoltura. «Anche quest’anno, grazie al sostegno Ocm Vino che ammonta a quasi un milione di euro, le aziende molisane vedranno finanziati gli interventi per il rinnovamento dei vigneti — ha spiegato l’assessore Nicola Cavaliere — con un obiettivo concreto, quello di potenziare e valorizzare la qualità delle produzioni vitivinicole del nostro territorio». Le richieste devono essere rilasciate esclusivamente per via telematica, entro il 31 marzo 2023, secondo le predisposizioni Agea, sul portale Sian.

Fonte: Primo Piano Molise.

L’esordio Vinoso!, due giorni in mostra La Provincia in vetrina con il suo vino.
Il 25 e 26 marzo il taglio del nastro per l’evento creato per raccontare l’enoturismo del territorio Proposta itinerante, sbarco a Ovada nel 2024 ll logo che accompagna l’evento, creato dall’illustratore alessandrino Lele Gastini, riproduce le cinque città protagoniste. Con Ovada, rappresentata attraverso la Forma stilizzata della parrocchia dell’Assunta, ci sono Casale e Acqui (già assieme nel progetto di promozione del Gran Monferrato). E poi l’ortona e Gavi. Si terrà al castello di Casale la prima edizione di “Vinoso!”, il progetto d’esordio della della Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato. L’appuntamento è per il 25 e 26 marzo prossimi. Ma l’obiettivo è quello di creare una rassegna itinerante che coinvolga anche la nostra cittä che così potrebbe nuovamente contare su un evento di prestigio legato al vino non solo locale. Ambizione comune Ad Ovada la fiera sarà proposta nel prossimo anno.

Fonte: Novese.

L’idea di un “fondo” locale per salvare il Dna di Langa – Fondo locale per le vigne.
Un fondo d’investimento locale per salvare i sempre più preziosi vigneti di Langa e Roero dalle mire di conquista dei forestieri. È l’idea lanciata dal barolista Gianni Gagliardo di La Mona, osservando il mutamento di pelle che le colline del vino stanno subendo con l’arrivo di sempre più agguerriti finanziatori italiani e stranieri. «La Langa è un territorio che ha il suo valore strettamente legato alle donne e agli uomini che ci vivono» è il ragionamento di Gagliardo. Una vigna nelle Langhe Fondo locale per le vi e L’idea di investimenti del territorio per tutelare il patrimonio Langhe dalla conquista da parte di grandi gruppi provenienti dall’estero.

Fonte: Stampa Cuneo.

La stagione dei bianchi per accompagnare formaggi freschi e ricci – La primavera dei bianchi alla pugliese.
La stagione ideale per accompagnare un buon carpaccio di manzo, i fiori di zucca o i ricci E poi l’immancabile pane con un piattino di olio da degustare primavera. Dunque: aprite i frigoriferi, prendete i calici giusti, se potete comprate un buon carpaccio di mare o magari ricci, visto che siamo nei mesi con la R. Friggete un fiore di zucca, riempito con la ricotta, versate dell’olio in un piatto non troppo grande, accanto del sale e del pane. Di Laterza, Altamura, non è importante. L’importante è aprire una bottiglia di bianco. Askos, Cantina LI Vell È una verdeca speciale. Dicono: “Colore giallo vivace con riflessi verdi. Profumi fruttato intenso, con sentori di frutta tropicale, agrumi verdi, macchia mediterranea e spezie fresche. Gusto pieno, armonico, voluminoso con una buona acidità.

Fonte: Repubblica Bari.

Il vino siciliano è giovane e attivo.
Dal marketing all’enoturismo e alla produzione: il viaggio nelle cantine dell’Isola che vanno al Vinitaly rivela perché sia importante il ricambio generazionale L’imprenditoria giovanile va delineando una nuova era che vuole un “ritorno alla terra” consapevole con un tocco di brio intraprendenti, determinati, giovani e con esperienza. Sono solo alcune delle caratteristiche della new generation del vino siciliano con cui la Sicilia va al Vinitaly. Dal marketing all’enoturismo, alla produzione, sono in tanti che con impegno e passione garantiscono il ricambio generazionale alle cantine, delineando una nuova era che vuole un “ritorno alla terra” consapevole con un tocco di brio e innovazione. «L’ingresso mio e quello di mio fratello in azienda — spiega Graziano Nicosia, 36 anni, quinta generazione di Cantine Nicosia.
Fonte: Repubblica Palermo.

Vitigni autoctoni la rivincita tardiva.
Oggi i riflettori di addetti ai lavori e stampa specializzata sono puntati sui siciliani. Ma vince la tradizione o l’adattamento al gusto esterno? Abbiamo chiesto il parere di enologi e consulenti E la risposta è stata univoca: “Il patrimonio dell’Isola è assolutamente intrigante” Catarratto, Grillo, Nero d’Avola, Zibibbo, Malvasia: sono solo alcuni dei vitigni autoctoni che tengono alta la bandiera siciliana nel mondo. E se è vero che la Sicilia enologica si è fatta spazio nel mondo attraverso gli internazionali, è altrettanto chiaro che oggi i riflettori di addetti ai lavori e stampa nazionale e internazionale sono puntati proprio sugli autoctoni. Ma qual è il valore aggiunto di un vino da vitigno autoctono? Vince la tradizione o l’adattamento al gusto esterno? Mattia Filippi, consulente enologo di Uva sapiens, esprime il suo pensiero: «Non voglio dare una risposta democratica, ma il risultato degli autoctoni di oggi è figlio di più strategie, alcune più ricercate, alcune legate a come si è evoluto il mondo.

Fonte: Repubblica Palermo.

La Regione espone a Verona: 412mila euro l’impegno di spesa – La Regione “espone” a Verona.
Un impegno di spesa di 412mila euro “Spingeremo moltissimo per sponsorizzare i nostri produttori” dice il presidente Renato Schifani 1 budget è di quelli da capogiro. Anche quest’anno la Regione Siciliana sarà presente al Vinitaly di Verona, la più grande manifestazione fieristica sul mondo del vino in Italia. A disposizione dei produttori siciliani uno stand costato alla Regione 412mi1a euro: sarà uno dei 17 stand allestiti dalle amministrazioni regionali e, osservano dell’organizzazione, già tutti prenotati. «Spingeremo moltissimo per sponsorizzare i nostri produttori» promette il presidente della Regione Renato Schifani, con un impegno che si tradurrà anche nella presenza del governatore alla kermesse. «Abbiamo bisogno — osserva — di valorizzare i nostri prodotti, che sono di eccellenza mondiale». È un ritorno a pieno regime, quello della 55ma edizione del Vinitaly, dopo i difficili anni della pandemia: per il grande evento, che si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile, sono previsti oltre quattromila espositori, di cui poco meno di 200 provenienti dall’Isola.

Fonte: Repubblica Palermo.

Vinitaly ambasciatore del sistema Italia.
Business, internazionalizzazione posizionamento: letredirettrici dell’eventoche si aprirà il aprile Veronafiere. Manca il sindaco, Fdl attacca Vinitaly ambasciatore del sistema Italia Arriva l’edizione numero 55, più di quattromila imprese, mille top buyer da 68 paesi «Il vino scala la vetta nella bilancia commerciale: 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette». «Una chiave per la promozione del sistema Italia nel mondo». Il vino italiano rivede e aggiornai suoi numeri e si scopre sempre più decisivo in chiave made in Italy. Lo dice l’analisi presentata dall’Osservatorio Uiv Vinitaly e Prometeia, lo rilancia con forza il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida che ha partecipato alla presentazione dell’edizione numero 55 di Vinitaly in programma a Veronfiere dal 2 al 5 aprile.

Fonte: Arena.

Riso e Amarone a tavola insieme.
Riso e Amarone a tavola insieme Accordo di collaborazione tra il Palio del Recioto e Risosterie di Isola della Scala E’ stato confermato l’accordo di collaborazione fra l’evento storico Palio del Recioto e dell’Amarone della Valpolicella Classica, che da 69 anni riscuote grande successo nel Comune di Negrar e il nuovissimo e attesissimo evento Risosterie di Isola della Scala, promosso da Ente Fiera di Isola della Scala, Consorzio Vialone Nano IGP e Comune di Isola della Scala. Due eventi in piazza a partecipazione gratuita con l’intento di promuovere le eccellenze del territorio veronese quali vino e riso. Come dice il famoso detto scaligero “II riso nasce nell’acqua e muore nel vino”. Le date ufficiali 2023 sono già definite, e saranno le seguenti: dal 08 al 10 aprile per il Palio e dal 19 al 21 maggio per Risosterie.

Fonte: Cronaca di Verona.

L’azienda Dal Maso è la miglior cantina Pronta per il Vinitaly.
Guida al Mangiare e Bere Bene a Vicenza e in Veneto L’azienda Dal Maso è la miglior cantina Pronta per il Vinitaly •• L’azienda Dal Maso di Selva di Montebello si è aggiudicata il primo posto tra le cantine elencate nella “Guida al Mangiare e al Bere Bene a Vicenza e nel Veneto” realizzata da “Il Giornale di Vicenza” a cura di Alberto Tonello. La targa attestante l’ottenimento del premio è stata consegnata ai titolari dell’azienda Nicola e Anna Dal Maso a nome della giuria della guida da Giovanni Roncolato, vicepresidente del Consorzio del formaggio Monte Veronese e tra i titolari dell’azienda Casara di Roncà (VR).

Fonte: Giornale di Vicenza.

Vino italiano nel mondo: i dati per il 2022 di un export cruciale.
Un prodotto prezioso, dall’immenso valore culturale oltre che economico Vino italiano nel mondo: i dati per il 2022 di un export cruciale Secondo i dati presentati da Nomisma Wine Monitor e rilanciati da Federvini, nel 2022 calano le importazioni e crescono i valori. Si potrebbe riassumere in questo modo il mercato mondiale del vino nell’arco dello scorso anno, uno scenario che ovviamente risente delle forti tensioni geo-politiche che coinvolgono direttamente o indirettamente molti mercati. L’Italia registra un record dell’export a 8 miliardi di euro e percentuali che si allineano al trend generale: crescita del 16% in USA, del 32,7% nel Regno Unito, del 21,7% in Canada, del 25,3% in Giappone e del 9,6% in Corea. Risultati leggermente al di sotto della media in Germania (-11,9%) e in Cina (-7,2%). Dati positivi registrano anche i mercati enoici di USA, in crescita del 18% tra gennaio e novembre 2022, Gran Bretagna (•28,4%), Canada (•16,2%), Giappone (•22,5%) e Corea del Sud (•19,2%). Negativi i dati che provengono dalla Germania, con un calo del 4,4%, e soprattutto della Cina, che non riesce a rialzarsi ormai dal lontano gennaio 2018. Grazie ai Mondiali di calcio maschile conclusi pochi mesi fa, il Qatar rientra tra i 7 mercati del vino mondiale in grande espansione, con un incremento del 209%, insieme all’Australia (238%), Francia (215%), Italia (163%), Thailandia (146%), Vietnam (120%), India 1113%), Angola (112%), Malesia (99%) e Filippine (92%). La guerra ha influenzato il mercato sulle importazioni di vino in Ucraina e in Russia, che ha continuato ad importare soprattutto da Spagna e Georgia.

Fonte: Giornale di Vicenza Focus Rapporto Economia.

Cantina Italia: 65,5 milioni di ettolitri di vino.
La situazione aggiornata al 31 gennaio Cantina Italia: 65,5 milioni di ettolitri di vino Al 31 gennaio 2023 negli stabilimenti enologici italiani sono presenti 65,5 milioni di ettolitri di vino, 7,8 milioni di ettolitri di mosti e 537 mila ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (VNAIF). Rispetto al 31 gennaio 2022, i dati mettono in luce un valore delle giacenze superiore per i vini (i5,7%1. Pressoché invariata risulta la giacenza dei mosti (-0,9%), n netto calo per i VNAIF (-15,0%). Rispetto al 31 dicembre 2022 il dato delle giacenze è leggermente superiore per i vini (.0,8%) ed è in calo sia per i mosti (-20,1%) che per i VNAIF (- 78,2%1. Il 54,5% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto. Il 51,6% del vino detenuto è a DOP, il 27,3% a IGP, i vini varietali costituiscono appena l’1,2% del totale. Il 19,9% è rappresentato da altri vini.

Fonte: Giornale di Vicenza Focus Rapporto Economia.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 22 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly, 68 Paesi presenti a Verona.
Oggi presentazione ufficiale della fiera che si terrà dal 2 al 5 aprile: oltre 1.000 “top buyer” Una sessantina di cantine trentine, oltre agli stand istituzionali, riempiranno il padiglione trentino di Vinitaly a Verona dal 2 al 5 aprile. Sarà un Vinitaly da record l’edizione numero 55 della kermesse enoica che andrà in scena nei padiglioni fieristici di Verona da domenica 2 aprile a mercoledì 5 aprile. Oggi si terrà la presentazione ufficiale a Verona. Un Vinitaly sempre più internazionale che parla tutte le lingue del mondo e che si appresta a registrare il record di “top buyer” (oltre 1.000 con il grande ritorno di Cina e Giappone oltre alle Americhe e alle Repubbliche euroasiatiche) e di espositori (4.400) provenienti da 68 Paesi con il Vecchio Continente presente in pompa magna. Un incremento di espositori del 43 per cento rispetto al 2022. Un dato che incrementerà il totale del panel internazionale del business in fiera nei quattro giorni di manifestazione e che, secondo le proiezioni, dovrebbe superare il consuntivo 2022 di Vinitaly che si chiuse con 25mila buyer stranieri da 139 Paesi, il 28 per cento degli 88mila operatori totali arrivati a Verona, facendo registrare la più alta incidenza estera di sempre.

Fonte: Adige.

Apre l’enoteca Emilia Romagna Vinitaly: il padiglione 1 è tutto per noi.
Dal 2 al 5 aprile i produttori in vetrina con una varietà di offerta che non ha eguali dal Lambrusco, in prima linea, a Malvasia e Sangiovese Torna il consueto appuntamento annuale di Vinitaly, dal2 al5 aprile e, anche quest’anno, Enoteca Regionale Emilia Romagna curerà, per i quattro giorni del salone, l’intero Padiglione 1, con i Consorzi, le aziende e i vini emiliano-romagnoli a capitanare lo spazio dedicato a una regione dove l’uomo ha saputo, con ingegno e sapienza, creare bellezza da ogni risorsa. Un unicum a livello nazionale, Enoteca Regionale Emilia Romagna porta avanti un progetto di promozione onnicomprensivo che abbraccia tutto il territorio della regione e il suo straordinario patrimonio vitivinicolo, in una stretta collaborazione coni Consorzi che porta l’intera filiera.

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara Economia&Lavoro.

Gente di spirito – Cardo e caffè Sfumature dolci-amare.
Raramente in questa rubrica si mixano prodotti diversi. Quello lo lasciamo fare ai bartender, di solito. Eppure questa settimana ci è capitato di assaggiare due cose assolutamente distanti fra loro che ci hanno fatto riflettere sulla categoria filosofica dell’amaro. Che parte dalla ferocia di certi Petrus e Unicum e arriva al bitter, e ai liquori. Ognuno la sua sfumatura, ognuno la sua occasione. Partiamo da Cardamaro, il marchio del gruppo Tosti distribuito da Meregalli. Ovvero un tonico digestivo a base di vino, in cui vengono infuse tre varietà di cardo (tra cui il cardo gobbo di Nizza Monferrato), genziana, salvia e liquirizia. Realizzato secondo un’antica ricetta della famiglia Bosca, Cardamaro per certi versi ricorda l’idea del Cynar, dato che il cardo e il carciofo un po’ parenti lo sono.

Fonte: Giornale.

Poltrone in erba.
II Consorzio tutela vino Custoza ha rinnovato a Roberta Bricolo (Cantina Gorgo) il ruolo di presidente. Sarà affiancata da Marks Bonomo (Monte del Frà) e Luca Oliosi (Cantine di Verona). Il nuovo cda è composto anche da Alessandro Bianchi, Paolo Campagnola, Luigi Caprara, Stefano Casali, Luca Degani, Giuliano Fasoli, Paolo Fiorini, Alberto Marchisio, Alessandro Pignatti, Franco Pions, Luca Sartori e Luigi Turco. La denominazione produce 11 min di bottiglie. info@vinocustoza.it Jan Derck van Karnebeek è il nuovo ad di FrieslandCampina, cooperativa lattiero-casearia olandese. Dal 1° giugno prenderà il posto di Hein Schumacher a sua volta nominato dal 1° gennaio ceo di Unilever. Jan Derck van Karnebeek è ad di GreenV, gruppo di aziende attive nel settore dell’orticoltura. Ha passato gran parte della sua carriera in Heineken. info@frieslandcampina.com Chiara Bardini è stata eletta presidente della sezione agroalimentare di Confindustria Cuneo. General manager diAgrimontana, Bardini da 15 anni fa parte del direttivo dell’Aipa, Associazione italiana industrie prodotti alimentari, nella divisione conserve di frutta.

Fonte: Italia Oggi.

Passaggio di proprietà per la tenuta «il Palazzone», situata nella terra del Brunello di Montalcino.
La cantina, 5 ettari circa, era di proprietà di Richard Parsons, uomo d’alari, consigliere economico dell’ex presidente Usa Barack Obama, avvocato per il governatore di New York, Nelson Rockefeller, ed ex ceo di Aol Time Warner, che l’aveva comprata nel 2000. Adesso è passata nelle mani di Peter Kern, vice chairman e ceo di Expedia group e della moglie Kirsten. Non è noto il valore dell’acquisto, ma a Montalcino un ettaro di vigna più arrivare a costare fino a 1 min di euro. Nel 2021 l’azienda ha registrato un fatturato di 582.673 euro.

Fonte: Italia Oggi.

Continua il trend positivo del Vermouth di Torino Igp.
arrivato in 5 anni a raddoppiare la produzione con gli attuali 4,4 mln di litri, con un aumento medio annuale del +23% dal 2018 a oggi. In aumento anche il numero dei soci del consorzio, arrivati a 34, con gli ingressi di Antica Casa Vinicola Scarpa, Bosca-Cora, Distilleria F.11i Revel Chion, Isolabella della Croce, Mancino Vermouth, Opificio Gaio- Karminia.

Fonte: Italia Oggi.

I vini rossi ora vendono meno.
Vinitaly traccia gli ultimi 12 anni. L’Italia ha perso un min di ettolitri I vini rossi ora vendono meno Ma il fuori salone del Vinitaly riempie Verona di eventi, potrebbe essere un calo strutturale quello del commercio dei vini rossi fermi; protagonisti in negativo di un’oggettiva difficoltà degli scambi, fatta eccezione per il segmento premium. A questo fa da contraltare la crescita dei bianchi fermi e, soprattutto delle bollicine. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio del vino Uiv-Vinitaly, che ItaliaOggi ha in anteprima, e che elabora i dati delle Dogane sul commercio mondiale di vino per colore degli ultimi 12 anni. Nel 2022 sono passivi i saldi di tutti i principali paesi esportatori: complessivamente hanno perso, in 5 anni, vendite per 3,5 min di ettolitri. Le esportazioni di vino rosso dei principali paesi sono sono state 33 min di ettolitri, -10% ma, soprattutto, -13% sul 2019, anno antecedente la pandemia.

Fonte: Italia Oggi.

Intervista a Roberta Corrà – Giv cresce in margini e ricavi. E investe.
Gruppo italiano vini chiude un 2022 con ricavi e margini consolidati migliori e mette sul piatto investimenti per 15 min di euro destinati all’ammodernamento delle cantine. Nel 2022 il fatturato consolidato del gruppo leader italiano per giro d’affari è stato di 460 min, +6,7%, con un Ebitda di 21 min, +5%, e una posizione finanziaria netta di 117 min. L’azienda ha migliorato i margini nell’anno dell’impennata dell’energia e dei noli marittimi. Gruppo italiano vini (Giv) è una cooperativa costituita da 15 cantine, situate in 10 regioni, con marchi noti (Nino Negri, Santi, Folonari, Rapitala, Re Manfredi) ed export oriented. L’Italia vale il 40% del fatturato. Ha base nel Veronese e gestisce circa 1.700 ettari fra proprietà e affitto agrario, controlla (con 1’87%) l’importatore e distributore americano Wildman (fattura oltre 150 min) e l’importatore francese (con il 65%) di vini, salumi, formaggi e pasta Carniato Europe (80 min). Inoltre è proprietaria della siciliana Tenute Rapitala e della salentina Castello Monaci.

Fonte: Italia Oggi.

Vino, Argea cresce per linee esterne: nel mirino Bolgheri e la Valpolicella.
Nel 2022 è stata acquisita Zaccagnini, una delle cantine simbolo dell’Abruzzo L’ad Romani: «Siamo attratti dai marchi emergenti, più che dai grandi classici» Giorgio dell’Orefice Un giro d’affari di oltre 455 milioni di euro (in crescita del 2,3%) e oltre 160 milioni di bottiglie vendute. Sono i numeri del bilancio di Argea, la società nata dalla fusione di Mondodelvino e del Gruppo Botter controllata dal fondo Clessidra, che nel corso del 2022 ha anche concluso l’acquisizione di una delle cantine simbolo dell’Abruzzo vitivinicolo: Zaccagnini. I numeri sul fatturato, che saranno comunicati nei prossimi giorni, sono al netto dell’acquisizione. Considerando infatti nel computo anche Zaccagnini la crescita sarebbe stata dell’8,3 per cento. «I12022 è stato un annodi consolidamento – spiega l’ad di Argea, Massimo Romani – tutt’altro che scontato perché venivamo da un 2021 in cui avevamo messo a segno una crescita del 25% e perché lo scorso anno abbiamo dovuto affrontare una congiuntura difficile con l’esplosione dei costi produttivi e di trasporto.

Fonte: Sole 24 Ore.

Distretto di agricoltura biologica: nasce un progetto tra 19 Comuni.
Oggi a Vacri la prima riunione del comitato promotore: invitate 130 aziende e 22 cantine sociali Nelle valli dell’Alento e del Foro si punta a facilitare le certificazioni e la promozione dei prodotti di Andrea Rapino VACRI Un distretto agricolo ed economico che faccia delle produzioni biologiche la sua forza, e che spinga cosl l’economia del territorio. Muove oggi i primi passi il comitato promotore del distretto biologico “Le verdi valli teatine”, che punta a coinvolgere una ventina di centri tra le valli dell’Alento e del Foro, e con essi le circa 130 aziende agricole che vi hanno sede. Si riunisce stamani alle 10.30, nella sala consigliare del Comune di Vacri che ospita l’evento, la prima conferenza di servizio che illustra i dettagli del progetto che punta ad arrivare all’attivazione del distretto biologico.

Fonte: Centro Chieti Lanciano Vasto.

A fine maggio undicesima edizione di “Vini da Terre Estreme” a Matera.
Ma si prosegue per avere una maggiore visibilità nella Città dei Sassi nella nuova data A fine maggio undicesima edizione di “Vini da Terre Estreme” a Matera. Per problemi organizzativi l’undicesima edizione “Vini da Terre Estreme” in programma a Matera (Hotel Alvino 1884) dal 26 al 27 marzo è spostata a fine maggio (date da definire). Ne dà notizia Alvaro De Anna (Pilota Green), organizzatore dell’evento di Matera riferendo che ci sono comunque due eventi ravvicinati nei quali sarà presentata l’iniziativa di Matera, punto di incontro privilegiato con la migliore tradizione vitivinicola “eroica” italiana, dedicando spazio e attenzione alle numerose realtà capaci di regalare questi vini straordinari che rendono ricco e variegato il nostro patrimonio enoico. Il 4 aprile un fuori Vinitaly a Verona, i “Vini Eroici” danno spettacolo.

Fonte: Le Cronache Lucane.

Vini da terre estreme approda a Matera alla fine di maggio.
«Acquistarli vuol dire sostenere i territori” Per problemi organizzativi l’ 11 ma “Vini da Terre Estreme” in programma a Matera all’Hotel Alvino 1884 dal 26 al 27 marzo, è spostata a fine maggio. Ne dà notizia Alvaro De Anna (Pilota Green), organizzatore dell’evento, riferendo che ci sono comunque due eventi ravvicinati nei quali sarà presentata l’iniziativa di Matera, punto di incontro privilegiato con la migliore tradizione vitivinicola “eroica” italiana. I14 aprile un “fuori Vinitaly” a Verona: i “Vini Eroici” danno spettacolo in una serata evento al Teatro Nuovo, con le musiche di Ennio Morricone arrangiate dal maestro Massimo Scattolin. Una serata che avrà il suo culmine con una degustazione con banchi d’assaggio di etichette provenienti da cantine eroiche e riservata a un pub Mercato descritto dall’organizzatore De Anna Vini da terre estreme approda a Matera alla fine di maggio blico selezionato.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

‘Vitae 2023’: ecco i 18 vini forlivesi premiati, in testa c’è Predappio.
I riconoscimenti saranno assegnati sabato a Cesena Fiera. Emerge in particolare la «vocazione rossa» con il Sangiovese di Quinto Cappelli Sono diciotto i vini top del Forlivese premiati dai sommelier di Ais Romagna nella guida nazionale Vitae 2023. La premiazione avverrà sabato 25 marzo nella seconda edizione di ‘Esperienze di Vitae’ a Cesena Fiera, evento che fa incontrare l’enologia d’eccellenza di quattro territori: Romagna, Emilia, Marche e Umbria. Quello che emerge nel giudizio dei sommelier è «un vino forlivese a forte vocazione rossa», tanto che 14 delle 18 ‘Quattro viti’ (il punteggio massimo) sono a bacca nera, tutti Sangiovese. Riguardo i territori primeggia il Romagna Sangiovese Predappio (7), seguito da Bertinoro (4) e Modig liana (3).

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Il vino Labianca di Bosoni supera la prova della qualità.
Non era scontato il successo di uno tra gli ultimi nati della produzione delle Cantine Lunae della famiglia Bosoni. Il “Labianca” (Igt Liguria di Levante), espressione dei Colli di Luni e dell’amore di tutto il team Bosoni per ogni lembo di questa terra, ha resistito come tutte le altre viti alla siccità. Ed è giunto alla sua terza vendemmia, per una versione 2022 più piacevole che mai. Una coltivazione particolare perché vicinissima al mare, con i vitigni dislocati intorno all’antica città di Luni. «Labianca è un vino aperto, conviviale e che interpreta il più autentico spirito di Luni — sottolinea Diego Bosoni -. Ma soprattutto è il manifesto positivo che rappresenta tutta la gioia di vivere di una terra baciata dal clima, dalla storia e dalla natura. E l’annata 2022 lo dimostra. Qui le brezze del mare hanno protetto le viti dal caldo e dalla siccità dell’estate scorsa. La raccolta è stata lievemente anticipata, ma molto tempestiva e ha portato in cantina grappoli di grande qualità».

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Parte venerdì il Wine tour delle Marche dall’osteria Vino e Cucina con “Tradizione a tavola”.
Parte da Staffolo, terra del Verdicchio, il Wine Tour delle Marche . Si comincia venerdì all’osteria Vino e Cucina con «Tradizione in tavola», serata-evento sui sapori autentici della tradizione.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

Incontro sulla viticoltura a palazzo Banca d’Alba.
alle 14,30 a palazzo Banca d’Alba, Confagricoltura Cuneo e l’Istituto per la protezione sostenibile delle piante propongono il convegno dal titolo «Miglioramento genetico di nuova generazione al servizio della viticoltura piemontese».

Fonte: Stampa Cuneo.

Marilina, in tv la «regina» del vino Nero di Troia.
Marilina e Carmine Nappi • Ha fatto “l’ignota” in tivvù e ha ha fatto parlare di se come produttrice di “Nero di Troia” come si leggeva nella stringa dei lavori da abbinare agli ignoti nella puntata. Marilina, all’anagrafe Nappi, l’ignota n.8, ha dato filo da torcere ai due concorrenti che, dopo vari tentativi, finalmente hanno scoperto che era proprio lei a produrre il rinomato vino pugliese, nella cantina di famiglia a Stornara. La partecipazione di Marilina è poi continuata con la ricerca del “parente misterioso”: suo padre Carmine era in effetti il personaggio da abbinare ad uno degli ignoti. Tutto si è concluso con la vittoria dei concorrenti che hanno notato e confermato la somiglianza tra padre e figlia. Un passaggio importante nella popolare trasmissione di Raiuno condotta da Amadeus.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Da Stornarti ai Soliti Ignoti su Rai Uno.
Marilina e Carmine Nappi delle Cantine Spelonga protagonisti da Amadeus Da Stornara ai Soliti Ignoti su Rai Uno “Produce Nero di Troia” si legge nella stringa dei lavori da abbinare agli ignoti nella puntata del 20 marzo 2023. Marilina, l’ignota n.8, ha dato filo da torcere ai 2 concorrenti che, dopo vari tentativi, finalmente hanno scoperto che è proprio lei a produrre il rinomato vino pugliese, nella cantina di famiglia a Stornara. Una cantina che da anni fa parlare di se per l’alta qualità dei vini prodotti, riconosciuti e premiati a livello nazionale ed internazionale, nei più rinomati concorsi enologici. La partecipazione di Marilina è poi continuata con la ricerca del “parente misterioso”: suo padre Carmine era in effetti il personaggio da abbinare ad uno degli ignoti.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Gardini Cinelli Colombini premiata dalla Regione.
II Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo e la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Francesca Basanieri hanno festeggiato la recente festa della Donna premiando appunto otto donne che rappresentano il talento toscano nel mondo e conferendo un riconoscimento speciale alle donne iraniane che lottano per la libertà dell’associazione «Donna. Vita. Libertà». Una delle premiate è Violante Gardini Cinelli Colombini, export manager del Casato Prime Donne di Montalcino e Presidente del Movimento Turismo del Vino della Toscana.

Fonte: Nazione.

Consorzio agrario Corso di aggiornamento ‘Gestione del vigneto’ con le tecnologie.
il Consorzio Agrario di Siena organizza per domani alle 18 presso il l’Agenzia di Siena in località Capannacce a Montevarchi, un incontro di aggiornamento tecnico dal titolo ‘Gestione del vigneto’. L’incontro vuole sensibilizzare i soci e clienti relativamente agli aspetti della sostenibilità nella conduzione del vigneto, utilizzando nuove tecnologie. Si parlerà di ‘Soluzioni per la difesa e la nutrizione della vite’ e ‘Nutrizione fogliare e biorganismi utili’.

Fonte: Nazione Siena.

Viticoltura e i pericoli del clima: convegno di Terre dell’Etruria.
Al via oggi la due giorni di approfondimenti con esperti del settore Castagneto La crisi climatica e i suoi effetti sulla coltivazione della vite e la produzione dei vini. È questo il tema al centro della 3a edizione dell’evento “Sangue della Terra”, che la cooperativa Terre dell’Etruria dedica alla viticoltura e all’enologi.a. Due giorni di approfondimenti e confronti al via da oggi alle ore 9 nella cornice della sala conferenze della cooperativa, in via del Casone Ugolino 2 a Donoratico. Obiettivo della due giorni è quello di riunire alcuni dei più rappresentativi esperti negli ambiti della climatologia, dell’agronomia, delle soluzioni tecnologiche e digitali nonché dell’enologia per fare il punto sullo stato dell’arte scientifico e sulle soluzioni tecniche e agronomiche disponibili utili a mitigare gli effetti negativi dell’attuale andamento climatico sulla coltura della vite e sugli aspetti sensoriali dei vini.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

ProWein 2023, trasferta in Germania per i vini altoatesini.
La fiera a Düsseldorf. Kofler: piattaforma eccezionale per presentarci al mondo. Con uno stand collettivo, 45aziendeeunaseriecompleta di eventi organizzati ad hoc, il settore della viticoltura altoatesina è tornato anche quest’anno a presentarsi a ProWein di Düsseldorf. Con i suoi 6.000 espositori provenienti da oltre 60 Paesi, i suoi quasi 40.000 visitatori annui da145 nazioni la fiera, che si è conclusa ieri, si è confermata una delle più importanti rassegne dedicate al vino del mondo. ProWein si svolge a Düsseldorf dal 1994 e la partecipazione dell’Alto Adige è un must fin dalla sua seconda edizione nel 1995. E anche quest’anno a Düsseldorf la viticoltura locale era ben rappresentata: 38 cantine, tenute vinicole e vignaioli indipendenti presentano loro stessi e i loro vini migliori presso lo stand collettivo dell’Alto Adige E71 nel padiglione 15 organizzato da Idm Alto Adige e ampio ben 442,5 metri quadrati, mentre altri sette produttori di vino hanno aree di presentazione esterne a esso.

Fonte: Alto Adige.

Vino e web, balzo vendite di Amarone in Germania.
I dati dell’Osservatorio realizzato da Nomisma Wine Monitor con Vino.com Vino e web, balzo vendite di Amarone in Germania I rossi sono la categoria più richiesta e cresce l’attenzione dei giovani Pantini: «Anche Lugana e Prosecco tra le dop più acquistate online» •• Sul mercato tedesco crescono gli acquisti online di vino. Le Dop italiane preferite sono Lugana, Prosecco Docg e Primitivo di Manduria. I rossi sono la categoria più acquistata e tra questi l’Amarone. Aumentano le transazioni da parte di Millennials (nati tra inizio anni Ottanta e metà anni Novanta) e Gen Z (nati tra 1997 e 2012), tuttavia, come in Italia, la maggior parte degli acquisti è a opera di Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964) e Gen X (nati tra 1965 e 1980), per una quantità dell’80% delle bottiglie comprate all’anno. Questi gli esiti del terzo focus dell’Osservatorio sull’e-commerce del vino, nato dalla partnership tra Nomisma Wine Monitor e Vino.com e dedicato al consumatore tedesco a confronto con quello italiano.

Fonte: Arena.

Sernaglia offre due invasi per fornire l’acqua ai vigneti.
Una cassa di espansione già esistente e sfruttabile al confine con Farra di Soligo L’altra è in corso di realizzazione dal Consorzio Piave a Falzè, alle ex cave Trentin. Dove trovare l’acqua che manca per irrigare i vigneti di Prosecco? Ecco l’idea di poter utilizzare i bacini di laminazione di Sernaglia, uno esistente, l’altro in realizzazione. «Sono disponibili, in attesa che piova», allarga le braccia, quasi sconsolato, il sindaco Mirco Villanova, ieri in sopralluogo con il tecnico Dario Cisotto. Al confine tra Sernaglia e Farra di Soligo esiste un invaso di circa 2 ettari trasformato a suo tempo in bacino di laminazione, dove i torrenti sversano l’acqua che prima inondava le abitazioni dei borghi. «L’imputato numero uno è il Patean che, quando si gonfia d’acqua, fa davvero paura — spiega il primo cittadino di Sernaglia — e che, nel passato, ha creato gravi problemi. La precedente amministrazione è riuscita a farsi finanziare dalla Regione, con un milione di euro, la realizzazione di una cassa di espansione di 60 mila metri cubi e di 2 ettari di estensione».

Fonte: Tribuna Treviso.

La cantina di vino più bella del mondo è in Italia, proprio in questa amata regione.
La cantina di vino nostrana è la migliore nel mondo ed è una regione in particolare che detiene il primato assoluto. Il vino è un pregio e l’Italia vanta sicuramente un ottimo primato di produzione e qualità. Gli ingredienti sono ottimali così come i terreni e i metodi di vinificazione. È stata stilata una classifica importante, che ha determinato quale fosse la cantina di vino più bella sotto ogni punto di vista: è in questa regione italiana. La classifica del World’s Best Vineyards ha decretato il vincitore, con la migliore cantina di vino nel mondo. L’eccellenza è italiana – per la prima volta – ed è l’Antinori nel Chianti Classico. È un riconoscimento che mette l’accento su quello che le aziende vinicole italiane possono fare per il territorio e per il mondo.

Fonte: Wine and Food Tour.

Cantina Italia, 60,3 milioni di ettolitri di vino in giacenza a febbraio. Il 5,1% in più del 2022.
I dati Icqrf (aggiornati al 28 febbraio 2023). “Spia” di un mercato che, nell’anno che sta entrando nel vivo, non è partito con il botto. Il mercato del vino italiano nel 2023, a detta di molti produttori sentiti in questi giorni da WineNews, tra grandi fiere come la ProWein a Dusseldorf, e non solo, non è partito male, dopo il record delle esportazioni in valore nel 2022 (ma a volumi stabili), ma neanche con il botto. Inflazione, effetti della guerra e perdita del potere di acquisto si fanno sentire, e, come emerso da tutti gli studi sul tema, il vino, ormai bene voluttuario per quanto identitario, per gli italiani, è tra quelli più a rischio di tagli. Ed a loro modo sembrano confermare queste sensazioni i dati del report Cantina Italia dell’Icqrf, su dati dei registri telematici del vino (con coprono almeno il 95% dei vini e mosti detenuti in Italia), secondo il quale, al 28 febbraio 2022, nelle cantine italiane erano a dimora 60,3 milioni di ettolitri di prodotto, il 5,1% in più sulla stessa data del 2022, a cui sommare 7 milioni di ettolitri di mosti e 244.000 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione. Un dato da leggere, per altro, alla luce di una vendemmia 2022 sui 50 milioni di ettolitri, in linea con quella del 2021, secondo le stime di Assoenologi, Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea.

Fonte: WineNews.

Enoturismo, è boom di visitatori nelle cantine del Nordest.
White Lotus è una serie americana ambientata in Italia prodotta dal canale televisivo HBO. Mi ha colpito che i protagonisti quasi mai utilizzino la parola vino, ma quasi esclusivamente Prosecco, Moscato o Rosè. È la dimostrazione che il mercato americano ormai ha capito che non esiste il vino italiano, ma moltissime etichette, ognuna con una caratteristica diversa. Andrea Menini, professore di Economia aziendale all’università di Padova, studia da anni i trend dell’enoturismo e sottolinea come anche google trend dimostri come ormai le ricerche siano diventate molto specifiche: «All’estero non cercano più vino italiano o vino francese, ma puntano direttamente al nome del vino. E questo perché ormai, sopratutto chi viene dagli Stati Uniti, se viene in vacanza in Italia considera quasi come un dovere anche la visita ad una cantina».

Fonte: Nordest Economia.

In Puglia alla scoperta del vino col progetto ‘Adotta un filare’.
In tanti sognano di produrre vino, ma i costi sono proibitivi. Grazie all’iniziativa dell’azienda agricola Tenute Lu Spada di Brindisi, però, si può adottare il filare di un vigneto e vivere in prima persona tutto il percorso che porta alla trasformazione dell’uva in vino. Finora sono arrivate 50 richieste e nei giorni scorsi è svolta la prima fase di consegna dei certificati di adozione. Tre richieste sono arrivate dall’Emilia Romagna, due da Roma, due da Milano, una dagli Stati Uniti d’America, cinque da Mesagne, tre da Fasano, due da Lecce, 24 da Brindisi. Ogni adottante ha potuto scrivere il proprio nome, o quello della sua famiglia, per contrassegnare il filare adottato.

Fonte: ANSA.

Può un calice di vino essere large?
Se a Milano le quantità sono spesso stitiche e implicano un dubbio amletico che c’assale sempre quand’è troppo tardi («Avremmo forse dovuto ordinare una bottiglia?»), in Gran Bretagna sono misurabili grazie a comode tacchette. Il dilemma però rimane: quando si parla di bicchieri di vino, le dimensioni contano? In un primo momento pensavo di aver capito male io. È vero che avevo studiato inglese dalle medie, è vero che avevo in tasca il First Certificate di Cambridge, è vero che ascoltavo musica inglese da sempre e guardavo film in lingua originale, ma essere a Londra, in un bar pieno di gente, con musica a palla, la sera di Halloween, ecco quella era tutta un’altra storia. Senza contare che la pronuncia della biondina che mi scrutava al di là del bancone tradiva le sue origini gallesi, zona dell’isola famosa per un inglese di difficile comprensione alle orecchie straniere. Avevo solo chiesto un bicchiere di vino, mica una Coca-Cola o una maglietta. Eppure. Eppure, lei stava aspettando una risposta: «Do you want it small, medium or large?», mi ripeteva.

Fonte: Rolling Stone.

Nomisma Wine Monitor e Vino.com: focus sull’e-commerce del vino in Germania e confronto con l’Italia.
La Germania, dove da domenica è in corso il Prowein, rappresenta il secondo mercato di export del vino italiano, dopo gli Stati Uniti. Nel 2022, degli oltre 2,7 miliardi di euro di vino acquistato dall’estero, il 38% era di provenienza italiana. A differenza di molti altri mercati, quello tedesco si contraddistingue per la stabilità dei consumi e delle importazioni e non è solito stupire per “colpi di scena”: nell’ultimo quinquennio, il tasso medio di crescita annuo del valore degli acquisti di vino dall’estero è risultato pari a poco più dell’1%, con Francia e Italia in grado di spuntare incrementi più sostanziosi (3%).

Fonte: Beverfood.com.

Il vino fa bene, anche in Spa.
Gli italiani lo sanno: un buon bicchiere di vino al pasto fa bene al cuore, al cervello e sopratutto all’anima. Sarà che la cultura enogastronomica fa parte del nostro Dna, ma nel Bel Paese il vino si sorseggia, si degusta e si condivide. Senza (quasi mai) cadere negli eccessi tipici del Nord Europa. Ed infatti proprio l’Irlanda, dove il fenomeno del binge drinking (letteralmente abbuffate alcoliche) è una vera e propria emergenza sanitaria, potrebbe diventare il primo Paese dell’Unione europea ad apporre sulle bottiglie di vini, amari e liquori avvertimenti come quelli che leggiamo sui pacchetti delle sigarette: «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». Immaginate lo shock di Italia, Francia e Spagna, davanti a questa misura così eclatante, pronta a minare il mercato interno e lo stile di vita dei propri concittadini.

Fonte: Esquire.

Fra dolci colline e sorsi di vino: parte il Wine Trekking.
Sabato 1° aprile si rinnova l’appuntamento con il Wine Trekking sulle colline di Oriolo dei Fichi, iniziativa organizzata dall’agriturismo La Sabbiona insieme alla Leopodistica Faenza. Nel pieno della fioritura primaverile della campagna faentina, gli amanti del trekking e del nord walking potranno immergersi in un paesaggio affascinante lungo un percorso di 10 km che attraverserà campi e vigneti, svelando angoli suggestivi e particolari unici di una delle località più autentiche della Romagna contadina. La camminata partirà alle ore 15 dall’agriturismo La Sabbiona (via di Oriolo 10, Faenza), dove si farà ritorno tre ore più tardi per un goloso aperitivo in cantina composto da un piatto unico con prodotti locali e un calice a scelta tra Famoso, Centesimino e altri vini tipici del territorio.

Fonte: Ravenna Today.

I giovani amano il vino rosso e non sono interessati ai vini bio.
L’indagine tra Millennial e Gen Z italiani, statunitensi e britannici, realizzata da Toluna per Pasqua Vini, ribalta alcune certezze diffuse negli ultimi anni. Intanto l’azienda veronese, che investe su brand e target giovane, punta sul linguaggio dell’arte. Curiosi, consapevoli, conviviali, attenti al rapporto qualità-prezzo, amanti del vino rosso e poco interessati al carattere sostenibile dei vini naturali e biologici. Sono le caratteristiche che accomunano Millennial e Gen Z, scavalcando i confini (e l’Atlantico) tra Italia, Regno Unito e Stati Uniti, secondo l’indagine commissionata a Toluna da Pasqua Vini, l’azienda veronese della famiglia Pasqua. La ricerca prende in analisi un campione di 2.400 partecipanti di sesso femminile e maschile, nati a cavallo tra il 1980 e il 2000, equamente divisi tra Italia, Regno Unito e Stati Uniti, che hanno consumato vino almeno una volta nell’ultimo mese, indagando il loro rapporto con il mondo del vino, tra preferenze, approccio al prodotto, stili e luoghi di consumo.

Fonte: Linkiesta.

Menfi Capitale Italiana del Vino 2023.
Distese di vigneti abbracciano oltre la metà del territorio di Menfi (Ag), dalle spiagge fino alle colline, i lunghi filari raccontano l’essenza del territorio: agricoltura di qualità e turismo enogastronomico ed esperienziale, oggi considerati il vero valore aggiunto di un areale dove il vino è motore propulsore dell’intero comprensorio. In questo palcoscenico, nella nuova location di Mandrarossa è stato presentato, nei giorni scorsi, il calendario di attività (che sarà incrementato in itinere) per Menfi Città Italiana del Vino 2023: presenti i Comuni della valle del Belìce e diverse Città del Vino, gli agricoltori, gli operatori del settore ricettivo ed enogastronomico ma soprattutto le cantine, vera anima di un territorio che oggi racconta una Sicilia legata alle tradizioni ma con un continuo sguardo al futuro.

Fonte: Federvini.

STAMPA ESTERA

La alianza de Bodegas Faustino con Norman Foster.
Con más de 160 anos de historia, más de 60.000 barricas en las que envejecen los vinos de Rioja y más de nueve millones de botellas de Reserva y Gran Reserva, Bodegas Faustino es referencia en el sector, por eso elegir al arquitecto Norman Foster para realizar una de las renovaciones más ambiciosas de sus instalaciones parecía lo más coherente. Los mejores sólo pueden recurrir ala excelencia y eso es lo que ha hecho Faustino, que ayer anunció el proyecto El Legado de Bodegas Faustino. El objetivo: “construir el complejo arquitectónico más innovadory sostenible del mundo alrededor del vino”. Para conseguirlo, se cubrirá con vegetación las fachadas de la bodega, lo que ayudará a mantener la temperatura de forma más eficiente, y se renovará el color del pavimento y de las paredes para elegir uno que no absorba el calor. También, se creará una nueva nave de elaboración en la bodega, que contará con herramientas diferenciadoras para la elaboración de vinos blancos de muy alta calidad para dar respuesta a la demanda del mercado; se instalarán plaras solares en los edificios existentes y en las nuevas instalaciones y se cambiará el esquema de flujo de los visitantes y la actividad empresarial diaria a través de actuaciones que supondrán un cambio estético y arquitectónico, para hacer compatible la actividad productiva con la presencia de visitantes que disfrutarán de un conjunto de experiencias alrededor del vino, del viñedo, la naturaleza, la arquitectura, la cultura y la sostenibilidad.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 21 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Appuntamento sabato con i Vignaioli indipendenti.
Appuntamento sabato 25 marzo all’ex Cartiera Latina in via Appia Antica 42 a Roma con la degustazione dei vini dei Vignaioli indipendenti del Lazio. Oltre 30 cantine con una rappresentanza anche di produttori di altre regioni. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione.

Fonte: Tempo.

Nova Corica-Gorizia, due città per la Capitale della Cultura 2025.
La cultura come mezzo per unire i popoli e per superare tutte le barriere. In vista del 2025, quando Nova Gorica – Gorizia saranno Capitale europea della cultura in un’ottica transfrontaliera, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha visitato ieri le due città incontrando in Piazza Transalpina a Gorizia la sua omologa slovena, Asta Vrecko. “E’ un momento di unione fra due popoli – ha detto il titolare del dicastero al Collegio Romano – Queste due città si riuniranno nell’appuntamento della Capitale europea della cultura, declinato al singolare. Dopo le tragedie della Guerra Fredda, da molti decenni si è ritrovata una concordia e diventare insieme Capitale della cultura assume un significo intenso e particolare, perché significa fame l’epicentro di uno sviluppo socio-economico che porti a guardare a questa parte importante dell’Europa.

Fonte: Tempo.

La perla rosa della Franciacorta che accoglie la Primavera.
Ci siamo appena destati con l’equinozio (Fora X ieri sera alle 22 e 24) e il sole è allo zenit. È il tempo del risveglio, la natura comincia il suo ciclo fertile. Va festeggiata, accolta. C’è un’immagine che mi sovviene: è la Primavera di Sandro Botticella. C’è in quel dipinto tutto lo spirito del Rinascimento, ci sono i codici esoterici consustanziali all’idea di Alessandro Filipepi e per quanto sia Venere che domina la scena, il balletto delle Grazie, il profluvio dei fiori, ma soprattutto la ieratica dolcezza di Flora offrono di che meditare. Allora tiro fuori un capolavoro del nostro far vino che s’accorda al carattere femminile ed energico della Primavera, che si riflette in Francesca Moretti e diventa – visto che si è appena festeggiato San Giuseppe – anche omaggio a un papà che è un grande del vino e mecenate: Vittorio Moretti. Se Botticelli delizia la vista viene da pensare a Bellavista.

Fonte: La Verita’.

Tra la vigna e la cantina grande sintonia.
L’azienda fondata nel 1985 da Giulio Santarelli, già sottosegretario al ministero dell’Agricoltura e autore di importanti leggi sugli enologi e sul vino, è oggi polo di riferimento per le produzioni dell’area. Il figlio Fabrizio al timone porta alta la bandiera della qualità con forza e dedizione, valorizzando il territorio e i suoi frutti. I vini, sintesi di uve sane e genuine, scaturiscono da cure scrupolose legate alle tradizioni, in perfetta sintonia tra vigna e cantina. A quasi trent’anni dalla nascita Donna Adriana si conferma vino inconsueto e magnifico, affascinante, assolutamente unico nel panorama dei bianchi del territorio. Veste oro lucente, apre al naso ricami floreali ingentiliti da delicate spezie dolci, poi frutta gialla, agrumi, erbe aromatiche e in fondo sbuffi minerali e salmastri.

Fonte: Messaggero.

Lambrusco protagonista in Germania Due le presenze al Prowein di Düsseldorf.
Cantina di Carpi e Sorbara e Cantina Formigine Pedemontana tra gli espositori Ci sono anche la Cantina di Carpi e Sorbara e la Cantina Formigine Pedemontana tra i produttori di Lambrusco che partecipano a Prowein, la fiera internazionale dedicata al vino che si conclude oggi a Düsseldorf in Germania e che rappresenta una delle manifestazioni più importanti in questo settore. Alla fiera tedesca le cooperative carpigiana e formiginese (aderenti entrambe a Confcooperative Terre d’Emilia) sono presenti da domenica scorsa assieme ad altre aziende private e cooperative (tra cui la cantina di Settecani) sotto l’egida del Consorzio Tutela Lambrusco, per incontrare gli operatori del settore e presentare le proverbiali bollicine rosse della nostra zona.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Vigneti minacciati dalla flavescenza.
«La flavescenza dorata preoccupa i produttori vitivinicoli italiani ed è necessario un intervento efficace da parte delle istituzioni per evitare che questa malattia, una delle più distruttive dei vigneti, comprometta il potenziale produttivo di intere zone viticole». È l’appello lanciato da Confagricoltura. «Dietro il controllo della fitopatia c’è molto di più — ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – : c’è il tema dell’economia di un territorio e c’è la questione del lavoro. Dobbiamo fare squadra e collaborare con tutte le istituzioni, perché la situazione è di emergenza e per questo chiediamo che vengano assegnati fondi di emergenza». La flavescenza dorata in questi anni ha avuto una diffusione crescente.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Quel fascino potente del Bio L’artigianato che si imbottiglia.
La sostenibilità ambientale si collega all’elevata qualità delle produzioni Un intero padiglione della manifestazione veronese dedicata al comparto il settore avanza Idi MarcoSimon’ Il mondo della viticoltura ed enologia bio sta richiamando da anni sempre più il mercato ed il mercato si sta lasciando sempre più conquistare dalla bellezza, dal fascino e dal potere del Bio. Un circolo “vizioso”. Secondo il rapporto Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica), da censimento Istat (ultimi dati 2021) in Italia su 590mila ettari vitati previsti a produzione vino ben 126mila sono coltivati in biologico, 101mila di questi già lo erano mentre gli altri 24mila sono stati convertiti. Si parla quindi di metodo-filosofia Bio in incidenza per almeno il 21% sulla produzione totale italiana e il 17% sul convertito.

Fonte: Nuova Ferrara.

Sei vini del territorio ravennate premiati dai sommelier di Ais Romagna nella Guida nazionale Ais Vitae.
La premiazione avverrà sabato 25 marzo nella seconda edizione di ‘Esperienze di Vitae’ a Cesena Fiera, evento che fa incontrare l’enologia d’eccellenza di quattro territori: Romagna, Emilia, Marche e Umbria. Quello che emerge nel giudizio dei sommelier è un ravennate sempre più a vocazione rossista, tanto che 4 delle 6 Quattro viti (il punteggio massimo) sono a bacca nera: 3 sangiovese e un centesimino. Questi i vini al top dei sommelier che saranno premiati a Cesena: Ancarani (Faenza) Centesimino Savignôn Rosso 2020; Cà Di Sopra (Marzeno) Romagna Sangiovese Marzeno Cadisopra Podere Ca’ del Rosso Riserva 2018; Costa Archi (Castel Bolognese) Gs 2016; Fattoria Zerbina (Marzeno) Romagna Albana Passito Scaccomatto 2018; Fondo San Giuseppe (Brisighella) Romagna Albana Secco Fiorile 2021; Menta e Rosmarino (Ravenna) Romagna Sangiovese Modigliana Area 8 2020. La guida Vitae è una delle più autorevoli dedicate al vino nel panorama nazionale.

Fonte: Resto del Carlino Ravenna.

Vino, missione tedesca «Adesso ci apprezzano» – I vini locali alla campagna di Germania.
A ProWein sventola la bandiera valtellinese in un’area che è rimasta finora piuttosto fredda. «Sembra che si stiano accorgendo del nostro territorio», spiegano le aziende. I vini locali alla campagna di Germania Undici cantine. A ProWein sventola la bandiera valtellinese in un’area che finora era rimasta piuttosto fredda «Sembra che si stiano accorgendo del nostro territorio» – Buoni contatti anche con i Paesi del Nord Europa. Valtellina uber alles, a ProWein sventola anche la bandiera dei vini valtellinesi su quella che da molti viene considerata a ragione la più importante fiera internazionale del mondo del vino e dei distillati. Oggi ultimo giorno di apertura per le undici cantine valtellinesi presenti a Düsseldorf per tre giornate, dal 19 al 21 marzo, salite in Germania sotto il cappello dello stand istituzionale del Consorzio tutela vini di Valtellina.

Fonte: Provincia Sondrio.

Ecco i vini d’eccellenza di quattro regioni.
L’Associazione Italiana Sommelier fa il bis. Sabato 25 marzo il gran gala dei vini top premiati dalla Guida Vitae si sposta a Cesena, nel padiglione eventi della Fiera cittadina. Quattro regioni, un’unione di eccellenze. Presenti alla kermesse le cantine di Marche, Emilia, Romagna e Umbria che hanno ottenuto le Quattro Viti nella guida nazionale Vitae 2023, pubblicazione tra le più autorevoli nel mondo del vino. In degustazione i 116 vini che hanno ottenuto l’eccellenza: 33 in Romagna, 31 in Emilia, 30 nelle Marche e 22 in Umbria.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

La Fis incorona 44 sommelier di vino e olio.
II corso si è svolta tra Falerone e San Benedetto del Tronto. Soddisfatti gli organizzatori FALERONE La Fis (Fondazione Italiana Sommelier) sella sezione di Fermo ha diplomato 44 nuovi sommelier del vino e degli oli nelle Marche. II corso si è svolto fra Falerone e San Benedetto del Tronto. «Mi ritengo davvero soddisfatto ed orgoglioso del percorso portato a termine dai nostri corsisti – spiega Marco Medori, presidente della Fis Marche – un viaggio lungo, affascinante, approfondito e complesso, fatto di cultura e passione che neppure le restrizioni del covid sono riuscite ad inficiare. La Fis si è arricchita di 44 nuovi ambasciatori e portavoce della cultura del vino e non solo». II corso di Falerone era iniziato il 19 ottobre 2020 ed è terminato a febbraio, è stato fortemente sostenuto dalla vice sindaco Pisana Liberati. II corso di San Benedetto del Tronto, invece, era iniziato a gennaio 2021 diretto da Lucio Franceschelli presso l’Hotel Calabresi.

Fonte: Resto del Carlino Fermo.

I vini del Monferrato in fiera a Düsseldorf.
Prowein Appuntamento internazionale per i produttori del settore enoico I vini del Monferrato in fiera a Düsseldorf I prossimi eventi Tante occasioni in questa anteprima di primavera per fare conoscere le etichette. Vignerons monferrini del Consorzio di tutela Colline del Monferrato Casalese al Prowein di Düsseldorf, in Germania, in programma dal 19 al 21 marzo, tra gli oltre 6mila espositori provenienti da circa 60 Nazioni. Tra gli altri, nel Padiglione Italia sono presenti: Ermanno Accornero e Figli di Vignale Monferrato, Castello di Gabiano, Castello di Uviglie di Rosignano Monferrato e Vicara di Rosignano Monferrata Dopo il Salone del Vino di Torino e l’evento Grignolino Il Nobile e Ribelle di Grazzano Badoglio, il Prowein giunge puntuale per un incontro mondiale del mondo enoico, confermandosi un appuntamento di ad elevato passaggio settoriale e un opportunità in termini di contatti e sbocchi commerciali per i vigneron di tutto il mondo.

Fonte: Monferrato.

“Parole al vino” poesia e musica in mezzo alle vigne.
Serralunga d’Alba Alle 19.30 Fondazione Mirafiore “Parole al vino” poesia e musica in mezzo alle vigne Più che un evento dedicato al nettare degli dei, si prefigura quasi come un simposio in onore di Bacco, l’evento “Parole al vino” in programma alla Fondazione Mirafiore. Che s’apre con una degustazione guidata dalla giornalista e wine educator, Laura Donadoni, e termina con una cena all’Osteria Disguido con cinque portate abbinate ad altrettanti vini del territorio. Oltre a Donadoni, che intervisterà Andrea Farinetti e Marta Rinaldi alla scoperta della storia di chi il vino lo vive e lo produce.

Fonte: Repubblica Torino.

L’Asti spumante vola in Russia: +42% e il Derthona sfiora il 50% di export.
Tempo di bilanci per il Consorzio dell’Asti Docg e per quello Vini dei Colli Tortonesi che guardano sempre di più ai mercati esteri. Il Consorzio Asti Docg chiude il 2022 con 103 milioni di bottiglie vendute trainato dall’exploit dell’Asti Spumante sul mercato russo che ha assorbito quasi 18 milioni di bottiglie, il 42% in più dell’anno precedente. Invece la manifestazione DerthonaDue.Zero, l’anteprima dell’annata 2021 del Timorasso, lo storico autoctono piemontese, è servita per fare il punto dell’attività di un consorzio che raccoglie la produzione di 90 aziende che vendono all’estero quasi la metà delle bottiglie prodotte. Nel 2022 le vendite del Consorzio Asti Docg crescono del 22% rispetto ai dati di vendita di prima della pandemia.

Fonte: Stampa Nord Ovest.

Cresce la Strada del vermentino sede anche a Loiri Porto San Paolo.
La nuova apertura si aggiunge a quelle già operative di Monti e Tempio di Giuseppe Mattloli Loin Porto San Paolo Cerimonia di inaugurazione della nuova sede della “Strada del vermentino di Gallura docg”, a Loiri Porto San Paolo. Fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Lai e dal cda della “Strada”, presieduto daGavino Sanna, la nuova sede operativa si aggiunge a quelle già aperte di Monti e Tempio. La cerimonia si è svolta nella sala consiliare alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Andrea Biancareddu, del consigliere regionale Giuseppe Meloni, di Giuliano Lenzini, dell’Associazione turismo in Sardegna, di alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria e di numerosi operatori del settore vitivinicolo. A fare da cornice musicale, l’esibizione del coro di Loiri.

Fonte: Nuova Sardegna.

Reimpianto vigneti: prezziari aggiornati.
L’ultima versione risale al 2016, ma nel frattempo i costi sono lievitati per la guerra e la pandemia Sassari «Abbiamo ritenuto opportuno aggiornare la sezione dedicata all’estirpazione e reimpianto del vigneto del prezziario regionale e in particolare, in vista dell’imminente scadenza, il prossimo 31 marzo, del bando per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per l’annualità finanziaria 2024, e trovare una soluzione amministrativa corretta che non penalizzasse i produttori del comparto viticolo in assenza di un prezzario dell’agricoltura aggiornato». Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta, commentando la delibera, approvata nell’ultima seduta di Giunta, che definisce la revisione delle voci di costo specifiche per l’estirpazione e il reimpianto dei vigneti.

Fonte: Nuova Sardegna.

Il Palio del Recioto si allea con Risosterie.
Si comincia l’8 aprile con la manifestazione dedicata al vino Il Palio del Recioto si allea con Risosterie Patto per la promozione delle eccellenze del territorio con Pro loco, fiera e consorzio vialone nano Igp. Recioto, Amarone e altri vini rossi della Valpolicella, riso e risotti della Bassa veronese. Fervono a Negrar i preparativi della sessantanovesima edizione del Palio del Recioto e dell’Amarone, che animerà il centro del capoluogo nei giorni pasquali. E per la festa primaverile per eccellenza dei 2023, abbinata anche a una gara ciclistica internazionale, il Comune di Negrar e la pro loco Negrar di Valpolicella che lo organizza hanno siglato un accordo di collaborazione con il nuovo e atteso evento Risosterie di Isola della Scala, promosso da Ente Fiera di Isola della Scala, Consorzio vialone nano Igp e Comune di Isola della Scala.

Fonte: Arena.

Oltre che vendere occorre raccontare storie e luoghi.
Il vino è uno dei business più potenti del Nordest. Sono eloquenti i numeri relativi alle aziende che lo producono, come le varie Doc e Docg esprimono l’alto livello di qualità raggiunto dalle produzioni dei territori. Il Triveneto fa i145% del mercato italiano, con 150 società vinicole e un fatturato di 4,6 miliardi, secondo alcuni dei dati riportati in questo numero di Nordest Economia. Semmai il problema è che non esiste un campione del settore, un tema che accomuna il vino a settori altrettanto trainanti come moda e lusso. Il processo di consolidamento che pure è in atto, non ha ancora creato un player globale a misura dei conglomerati stranieri. Così l’Italia non ha ancora il suo Lvmh, divisione Ovineespirits, o un Gallo Winery e neppure un Constellation Brands.

Fonte: Nordest Economia.

Il vino: 4,6 miliardi nei calici.
Le Top 20 del vino valgono oltre la metà del settore II Nordest esprime 12 tra principali gruppi nazionali. Che il Nordest abbia la leadership italiana del vino non è un segreto. Nel settore italiano operano 585 aziende, per un valore del mercato 2021 stimabile intorno ai 10 miliardi di euro. I primi 23 gruppi vinicoli contribuiscono al 43% del mercato. Il Triveneto fa il 45% del mercato, con 150 società vinicole e un fatturato di 4,6 miliardi. I numeri dunque ci sarebbero, ma il processo di consolidamento in atto non ha ancora creato un player globale a misura dei conglomerati stranieri. Insomma l’Italia non ha ancora il suo Lvmh, divisione wineespirits, o un Gallo Winery e neppure un Constellation Brands. Guardando alle cifre di questi gruppi è chiaro a tutti che un Gallo Winery da solo fa tutto il volume d’affari del Nordest.

Fonte: Nordest Economia.

Dal 2 al 5 aprile – Il Vinitaly? Internazionale e con il ritorno dei cinesi «Sarà più leggero e smart».
L’amministratore delegato Maurizio Danese: «Al lavoro per riposizionare il nostro brand nei Paesi esteri». Toccati nove Paesi per tredici tappe in dodici città e tre continenti (Europa, Asia e Nord America) che rappresentano complessivamente i due terzi del totale delle esportazioni del vino. Si è concluso il roadshow globale di Vinitaly lungo 50 mila chilometri, in collaborazione con le istituzioni, Ice-Agenzia e il sistema camerale, per presentare la principale manifestazione del prodotto enologico. Da 55 anni il salone veronese è la manifestazione di riferimento nel panorama globale degli appuntamenti di settore. Torna a Veronafiere dal 2 al5 aprile e punta i riflettori sul business, con un’edizione ancora più focalizzata sul mercato e sul potenziamento, anche in chiave innovativa, dei b2b diretti. «Abbiamo avviato un importante processo di rinnovamento del nostro Vinitaly, in Italia e all’estero, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente il posizionamento del brand entro i prossimi due anni – ha commentato Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere.

Fonte: Nordest Economia.

Enoturismo boom di visitatori nelle cantine.
II 60% dei turisti ha meno di 35 anni e con una buona capacità di spesa II professor Menini: «Ma serve una maggiore propensione a fare squadra» A Nordest esistono Camilla Rossi Elvira Bortolomiol ben 28 “Strade del Chauvenet «Il progetto Green vino” lungo le quali i «Fondamentale Academy sarà un visitatori possono offrire ai visitatori incubatore per vivere molte esperienze che vadano favorire emozioni diverse oltre l’etichetta» l’aggregazione». hite Lo «serie una americana ambientata in Italia prodotta dal canale televisivo HBO. Mi ha colpito che i protagonisti quasi mai utilizzino la parola vino, ma quasi esclusivamente Prosecco, Moscato o Rosè. È la dimostrazione che il mercato americano ormai ha capito che non esiste il vino italiano, ma moltissime etichette, ognuna con una caratteristica diversa»

Fonte: Nordest Economia.

Intervista a Sandro Boscaini – «Dal vigneto alla tavola Ogni vino racconta la storia di un territorio».
«L’auspicio è che il sistema in Italia, ancora troppo frammentato, si consolidi attorno a strutture e capitali». Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, è conosciuto come Mister Amarone. L’azienda che presiede ha compiuto 250 anni. Presidente è un anniversario importante per una società che gode di un modello di business molto particolare. «È così, non sono tantissime le aziende vitivinicole che nascono dalla terra, che possono dire che il loro lavoro parte dal vigneto, arriva alla cantina e al consumatore. Per celebrare questo anniversario abbiamo realizzato un Amarone dedicato alla 250esima vendemmia della famiglia Boscaini nel vigneto originario del Vaio dei Masi, da cui prende il nome, che rappresenta l’essenza di Masi e racconta sei generazioni, una settima ora in azienda e un’ottava che è pronta ad entrare. Indipendentemente dalle nostre tenute in Toscana, Triveneto e Argentina, abbiamo voluto celebrare il cuore, il vigneto originario da cui tutto è iniziato.

Fonte: Nordest Economia.

Il business del sigillo Unesco Amarone in scia al Prosecco.
Per lo spumante boom di esportazioni dopo il riconoscimento. Ora ci prova la Valpolicella Il business del sigillo Unesco Amarone in scia al Prosecco Anche i rossi a denominazione di origine “Colli Euganei” possono puntare ad ottenere il timbro. Ad aprire la strada erano state nel 2014 le Langhe e il Monferrato. Cinque anni dopo era stato il turno delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. E ora anche la Valpolicella va a caccia del sigillo Unesco di Patrimonio immateriale dell’umanità. Un riconoscimento ambito che non solo regala prestigio a chi lo ottiene ma garantisce anche un impennata del business grazie alle visite turistiche e all’export. Ne è un esempio perfetto il Prosecco per il quale il riconoscimento dell’Unesco ha contribuito a rafforzare il posizionamento come un prodotto di alta qualità e autentico aprendo la strada a nuove opportunità di business, soprattutto nei mercati emergenti come l’Asia. E i numeri sono lì a dimostrarlo. Il Prosecco Doc ha chiuso il 2022 con un incremento dei volumi di produzione dell’1,8% sul 2021 e un aumento del valore dell’11,5%, per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre tre miliardi di euro.

Fonte: Nordest Economia.

«Le Olimpiadi Milano-Cortina una vetrina per le nostre colline».
Non c’è solamente il riconoscimento dell’Unesco a Patrimonio dell’umanità a fare da traino all’economia del Prosecco. Un altro evento globale, come le Olimpiadi Milano – Cortina in programma per 112026, promette un’enorme visibilità a tutto il settore. «Ci aspetta una grande occasione per la quale dobbiamo farci trovare preparati», afferma Giuliano Vantaggi, Site manager del Sito Unesco delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, «i turisti visiteranno i nostri territori e pernotteranno ovunque lungo la direttrice tra Cortina e Venezia. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono al centro e questa tratta ed è un’opportunità unica perché saranno tra le mete più ambite, anche grazie al fatto di essere Patrimonio Unesco». Secondo le previsioni sarà un turista internazionale, che cercherà l’esperienza oltre che la bellezza, ad arrivare nella Marca.

Fonte: Nordest Economia.

«È patrimonio dell’umanità» Il Collio-Brda ci vuole credere.
La richiesta di riconoscimento all’Unesco sta mobilitando energie e investimenti pubblici È patrimonio dell’umanità» Il Collio-Brda ci vuole credere Il sindaco di Cormòns Felcaro: «L’ingresso nella tentative list è un obiettivo alla portata, occasione irripetibile». Traguardare, possibilmente in parallelo, l’ingresso nella tentative list quale patrimonio mondiale dell’Unesco e la positiva ricaduta di Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025. Il Collio/Brda entra nella sfida più decisiva della sua storia con la consapevolezza che certi treni passano una volta sola. Quel “vigneto diffuso”, 1.500 ettari di qualità dei vini (soprattutto bianchi) e biodiversità, muore dalla voglia di raccontarsi al mondo. E con esso i suoi produttori, circa 300 aziende nella sola parte italiana – di cui due terzi sono associate nel Consorzio Collio – e le sue strutture alberghiere, forti di 45mila presenze annue ma con una capacità ricettiva in costante ascesa. Tutti i pianeti sembrano allineati, dunque

Fonte: Nordest Economia.

Intervista a Giancarlo Moretti Polegato – «Grande esistenza contro i venti contrari Il mordo del vino riesce ad adattarsi».
«Difendere i margini con l’inflazione galoppante non è affatto facile, però quando c’è qualità si riesce a venire fuori dalle difficoltà» Giancarlo Moretti Polegato Presidente di Villa Sandi «Sostenibilità, avvertiamo la responsabilità di essere rispettosi di questa terra che è un grande patrimonio», li eventi degli ultimi anni ci hanno insegnato che le sorprese sono spesso dietro l’angolo e, anche se nessuno può prevedere con sufficiente certezza ciò che accadrà a breve, ci sono delle forze strutturali che cambiano le nostre vite e la società nel suo insieme. Intercettare questi cambiamenti tenendo il passo di ciò che chiedono i consumatori è la sfida di chiunque faccia business, dai settori tradizionali a quelli innovativi». È la convinzione di Giancarlo Moretti Polegato, esponente del Prosecco tra i più noti del territorio, con il suo marchio d’eccellenza Villa Sandi, che da Crocetta del Montello ha saputo affermarsi in tutto il mondo.

Fonte: Nordest Economia.

Città del Vino fra enoturismo e sostenibilità.
Nuove adesioni in Friuli Venezia Giulia Città del Vino fra enoturismo e sostenibilità a recente adesione di San Dorligo della Valle ha ulteriormente / migliorato la performance locale delle Città del Vino: ora in Friuli Venezia Giulia più di un cittadino su 10 risiede in un Comune membro dell’associazione che valorizza i territori vocali al vino. Non solo per quanto riguarda l’enoturismo, visto che il coordinamento regionale guidato da Tiziano Venturini, assessore a Buttrio e membro della giunta nazionale delle Città del Vino, si è attivato pure in progetti innovativi sulla sostenibilità. “Città del Vino FVG: Obiettivo Agenda 2030” è il nome del progetto di ricerca applicata per la nascita di un Regolamento intercomunale di Polizia rurale: l’Università degli studi di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia vi stanno lavorando in un’ottica di buone pratiche sostenibili all’interno dell’iniziativaVite FVG 2030.

Fonte: Nordest Economia.

Roppa: «Così Donne del vino stimola i territori a fare rete».
La nuova delegata Fvg: regione piccola ma molto diversa da una Doc all’altra Dalla laurea in filosofia all’attività da imprenditrice enogastronomica «Una passione nata quasi per caso». Dal pensiero di Platone ed Hegel ai profumi fruttati di bianchi e rossi del territorio il passo non sembra breve. Ma non lo ha di certo ipotizzato Elena Roppa, 45 anni, monfalconese con residenza a Mariano del Friuli, sposata con una figlia, che, dopo aver conseguito brillantemente la laurea in filosofia, si è buttata anima e corpo nel mondo del vino. E da gennaio è la nuova delegata del Friuli Venezia Giulia delle “Donne del vino”, associazione che raggruppa circa 40 produttrici di tutta la regione, dal Carso alle Grave del Sacilese, e una trentina tra sommelier, giornaliste, enologhe, agronome. Insomma un po’ tutte le figure che ruotano attorno all’enologia, rigorosamente al femminile.

Fonte: Nordest Economia.

Intervista a Ilaria Felluga – Ilaria Felluga: «Nel Collio la culla dei bianchi Ho appreso da mio padre l’arte del vino sostenibile».
«Sono stata spinta da una vocazione che già sentivo. Una decisione di cui oggi sono molto felice e consapevole». Ilaria Felluga rappresenta la sesta generazione di una delle più importanti dinastie di produttori di vino nel Collio Isontino fra le colline sopra Capriva dove ha sede Russiz Superiore. La storia dei Felluga comincia nella seconda metà dell’Ottocento quando la famiglia inizia ad acquistare e commercializzare il Refosco e la Malvasia a Isola d’Istria. Negli anni Venti iniziano ad acquistare vigneti trasportando in barca fusti di vino istriano a Grado, dove per un certo periodo la famiglia si stabilisce. Si arriva al secondo dopoguerra, capofamiglia era il bisnonno di Ilaria, Giovanni Felluga, che dopo essere stato costretto ad abbandonare l’Istria passata sotto la Jugoslavia, alla fine degli anni Trenta decide di stabilirsi nel vicino Collio.

Fonte: Nordest Economia.

Vino e turismo Leone Alato apre le sue tenute.
La ex Genagricola ha cambiato nome e organizzazione «Vogliamo essere un gruppo sostenibile a filiera proprietaria». Leone Alato Spa, l’impero agroalimentare e vinicolo delle Generali già Genagricola, ha cambiato volto e organizzazione. Nato nel 1851 con la prima e più grande bonifica ad opera di privati della storia d’Italia, oggi la realtà agroindustriale guidata dall’amministratore delegato Igor Boccardo si muove su diversi fronti: «L’ambizione-si sottolinea a Trieste- è quella di diventare un gruppo agroalimentare sostenibile a filiera proprietaria, in grado di trasformare le materie prime che produce in prodotti che, immessi sul mercato, valorizzino i territori di origine. Su questo solco è nata Birra 1851 Passione Agricola, che verrà affiancata nel futuro da altre produzioni». Dopo il riassetto, ci sono Le Tenute del Leone Alato Spa, la divisione vitivinicola del gruppo che controlla alcune delle aree a maggior vocazione vinicola del Paese: Torre Rosazza nel Collio, Bricco dei Guazzi in Piemonte, Costa Arente in Valpolicella, V8+ e Tenuta Sant’Anna ad Annone Veneto. Genagricola 1851 coltiva ed amministra 15 mila di superficie agricola in Italia e Romania.

Fonte: Nordest Economia.

Niente Dna animale così Ramuscello produce vino vegano.
Lo certifica anche il dato della vendemmia 2022 della Cantina produttori Ramuscello e San Vito, che ne ha raddoppiato la produzione. Sono stati prodotti e certificati, infatti, 10 mila ettolitri rispetto ai 5 mila 400 dell’anno precedente. Di fatto, si tratta della maggior quantità di vino vegano prodotto e certificato in Friuli Venezia Giulia. «Da anni la nostra Cantina cooperativa — ha spiegato il presidente Gianluca Trevisan — è impegnata nella costante ricerca della salubrità, sia delle uve sia dei vini prodotti. Oltre al vino vegano, lo scorso anno abbiamo ottenuto anche la certificazione per la produzione del vino biologico. Inoltre, 1’80 per cento dei nostri soci aderisce volontariamente alla difesa integrata, denominata Sqnpi, seguendone scrupolosamente il disciplinare ministeriale». Sul tema della sostenibilità ambientale «siamo sempre attenti alle sensibilità del mercato — ha sottolineato il presidente – e alle diverse richieste degli imbottigliatori.

Fonte: Nordest Economia.

Il Prosecco “Audace” affinato sott’acqua «Progetto da estendere a tutti i vini dei Carso».
Trieste Doc nel segno del mare, l’idea di due famiglie del vino Il Prosecco “Audace” affinato s ott ‘acqua «Progetto da estendere a tutti i vini del Carso» L’alleanza fra i Parovel di San Dorligo della Valle e i Serena di Conegliano: cos) è nata la formula Underwater Wine. Si chiama “Audace” ed è il primo vino Prosecco Trieste doc affinato nel mare, risultato della collaborazione professionale di due grandi famiglie di amici e produttori di vino: la Parovel di San Dorligo della Valle e la Serena di Conegliano. Il progetto, ribattezzato Underwater Wine, rappresenta in realtà un sogno territoriale: affinare il Prosecco doc Trieste nel suo golfo, utilizzando l’esperienza di un grande gruppo come Serena Wines 1881 e l’estro di un’azienda del Carso come Parovel vigneti-oliveti 1898.11 tutto, sotto il comune denominatore dell’amicizia: unire le forze per realizzare le prime bottiglie da affinare in mare iniziando un cammino non certo facile ma sicuramente unico che parte dalle origini del Prosecco e sviluppa le sue potenzialità in maniera inedita. «Il progetto Audace — spiega Elena Parovel una dei titolari dell’azienda di San Dorligo — rappresenta la conferma del dialogo, della passione per la terra e della tradizione che guarda al futuro.

Fonte: Nordest Economia.

Vignaioli, nuova generazione già in postazione di comando.
Ormai numerose nel Nordest le dinastie in cui è già avvenuto il passaggio di consegne Vignaioli, nuova generazione già in postazione di comando Zonin, Boscaini, Lunelli Polegato, Tramet: ecco le famiglie in cui i giovani hanno già ereditato posizioni strategiche. I fratelli Domenico, Francesco e Michele Zonin sono trai nomi più noti. A loro il papà Gianni, dopo il crac della Banca Popolare di Vicenza, ha affidato prima le azioni e poi la guida dell’azienda di famiglia Zonin 1821. Oggi il primo è presidente (dopo esserne stato l’amministratore delegato), gli altri due vice. Sono arrivati al vertice dopo un percorso decennale avviato con una tripartizione delle responsabilità (produzione; commerciale e marketing; amministrazione e controllo di gestione) poi evoluta in un nuovo sistema di governance che visto salire ai ruoli operativi manager esterni. Non si tratta di un caso isolato dato che buona parte delle aziende vitivinicole del Triveneto è di stampo familiare. Come nel caso dei Boscaini, che da 250 anni operano nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”

Fonte: Nordest Economia.

Vino, i prezzi elevati frenano le vendite.
I numeri sono eloquenti: -5,4% le vendite di vino nella Distribuzione Moderna nel 2022 rispetto al 2021, con i rossi che registrano un calo del -7% e gli spumanti del -4,7 per cento. È quanto emerge dalla ricerca di Circana, la nuova società nata dalla fusione di IRI e NPD, che sarà presentata a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Un’anteprima della ricerca ha presentato i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini emergenti (a valore).
Fonte: Food.

Vino: Lugana, Prosecco e Primitivo i top-dop per i tedeschi.
La Germania, dove da ieri è in corso il Prowein, rappresenta il secondo mercato di export del vino italiano, dopo gli Stati Uniti. Nel 2022, degli oltre 2,7 miliardi di euro di vino acquistato dall’estero, il 38% era di provenienza italiana. E, fa sapere l’Osservatorio sull’e-commerce Nomisma Wine Monitor e Vino.com, nelle vendite online tra i principali vini Dop italiani preferiti dai tedeschi emergono Lugana, Prosecco Docg e Primitivo di Manduria anche se, nel complesso, sono i vini rossi la categoria più acquistata. A differenza di molti altri mercati, aggiungono gli analisti economici, quello tedesco si contraddistingue per la stabilità dei consumi e delle importazioni e non è solito stupire per “colpi di scena”: nell’ultimo quinquennio, il tasso medio di crescita annuo del valore degli acquisti di vino dall’estero è risultato pari a poco più dell’1%, con Francia e Italia in grado di spuntare incrementi più sostanziosi (3%).

Fonte: ANSA.

Vino: prezioso ma delicato. La vitivinicoltura ha chiuso il 2022 in modo positivo.
Il vino italiano continua a riscuotere successo in tutto il mondo. Anche se i problemi non mancano di certo. E’ un risultato di tendenze contrastanti, quello che i vitivinicoltori hanno stanno registrando in queste settimane. Una condizione che, se continua ad essere tutto sommato positiva, costringe comunque tutti a porre molta attenzione sul futuro del settore (che continua ad essere tra i più ricchi dell’ agroalimentare nazionale). Ma quali sono i numeri che contano per davvero? Stando all’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati rilasciati oggi da Istat sui 12 mesi dello scorso anno in vista dell’edizione 2023 della manifestazione scaligera, l’Italia del vino sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo le esportazioni del 2022 con un nuovo record commerciale:7,9 miliardi di euro di euro (+9,8%). Buon risultato che indica tuttavia una cosa: a crescere sono stati i prezzi e non i volumi che sono stati definiti “piatti” con 22 milioni di ettolitri (-0,6%).

Fonte: La Difesa del Popolo.

Vino: il calo delle vendite è destinato a continuare, svela un’analisi di mercato.
Il futuro del mondo del vino pare destinato a vivere un periodo di relativa magra: stando a un’analisi di mercato redatta dagli esperti di IWSR, azienda specializzata in indagini nel mercato globale delle bevande alcoliche, il settore dovrà fare i conti con un calo delle vendite in lieve ma costante declino per buona parte dell’anno in corso. Il nodo della matassa giace principalmente nella forte incertezza di stampo economico che, negli ultimi anni, ha dominato i mercati internazionali: con il costo della vita alimentato da una crescita incessante, infatti, molti consumatori hanno cominciato a ridurre le cosiddette spese discrezionali, categoria in cui naturalmente rientrano le bevande alcoliche.

Fonte: Dissapore.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 20 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

La Puglia al Vinitaly ospita gli istituti agrari.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il CREA Viticoltura ed Enologia , organizzano, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e del Merito e con RENISA (Rete Nazionale Istituti Agrari), il VII Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia, che seleziona e premia le migliori produzioni vinicole realizzate dagli studenti e dalle scuole agrarie di tutto il Belpaese. I vini in gara saranno valutati in base a 5 categorie: vini tranquilli DOC e DOCG, vini tranquilli IGT, vini spumanti DOC, vini spumanti VSQ (vini spumanti di qualità), vini passiti IGT. La giuria, composta da due diverse commissioni esaminatrici, ciascuna formata da 5 membri, di cui 3 del CREA Viticoltura ed Enologia, si avvarrà della scheda per l’analisi sensoriale “Union Internationale des Oenologues”.

Fonte: L’Edicola del Sud.

Talenti per Bacco.
Programma di recruiting e formazione di Ethica Wines Talenti per Bacco Giovani da avviare all’export divini. Al via World Wine Pro, programma di recruiting e formazione di giovani talenti appassionati di vino da inserire nel mercato mondiale del settore. E questa la mission del progetto appena nato che Ethica Wines, partner globale che importa e distribuisce vini italiani negli Stati Uniti, in Canada e in Asia Pacific, ha messo a punto per incrementare la propria struttura commerciale ed offrire una concreta opportunità di lavoro in un settore in grande espansione. «Siamo alla ricerca di giovani talentuosi e speciali», spiega Francesco Ganz, founder di Ethica Wines, ache abbiano voglia di esprimere il loro potenziale e crescere professionalmente misurandosi in un mondo di eccellenza qual è quello del vino italiano».

Fonte: Italia Oggi Sette.

Intervista a Daniela Santanchè – Santanchè: «Turismo sempre Basta stagioni» – «Basta stagioni, borghi sempre aperti».
Santanchè: «Turismo sempre Basta stagioni». L’intervista DANIELA SANTANCHE «Basta stagioni, borghi sempre aperti» Il ministro: KIl nostro turismo deve essere attivo tutto l’anno. Puntiamo su fiere, sagre, cultura e eventi sportivi Così riusciremo a stabilizzare il lavoro. Nel mondo tanta voglia di Italia. Io più sobria? Le istituzioni educano» It Covid lia cambiato la percezione: chi viaggia chiede percorsi tenti, esperienze rassicuranti e confortanti. E noi in questo siamo maestri. Si racconta che il segretario particolare preoccupato ammonisse Camillo Cavour: «Eccellenza i repubblicani pretendono seggi in Parlamento». Il Cavour rispose: «Che vengano, si metteranno la cravatta!». Daniela Santanchè, ministro per il Turismo, fino a pochi mesi fa rappresentata come la pasionaria della destra, che in tv non disdegna la polemica, con un look molto deciso, affine a DolceeGabbana nello stile, da mesi ha un profilo sobrio: outfit severo, pochissime dichiarazioni, ancora più diluite presenze televisive.

Fonte: La Verita’.

Matteo Lunelli Ferrari – Ferrari spinge il made in italy con il polo del bere.
L’azienda che oggi fattura 131 milioni spazia dal prosecco alle bevande Tassoni <Servono più aggregazioni per competere al meglio sui mercati internazionali» Mettersi insieme è produttivo: sta già accadendo nel design e nell’arredo, è auspicabile che accada anche in altri settori. Un polo italiano del bere. Un’aggregazione di etichette storiche che rappresentino al meglio il beveídge made in Italy. Un polo che racchisá un’offerta trasversale che ha il territorio e la tradizione italiana come filo conduttore. Matteo Lunelli da anni porta avanti questo progetto che oggi vede collocato un nuovo mattoncino rappresentato dall’acquisizione di Tassoni, la storica azienda del Garda famosa nel mondo per la sua cedrata.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Bicchiere green? il 44% è disposto a pagarlo di più.
Vino, le tendenze del settore e le risposte Bicchiere green? 1144% è disposto a pagarlo di più 116o% degli italiani è d’accordo o stimenti sono tanti, con un impatto 0 addìrittura molto d’accordo sul fatto che il sitivo sul consumatore». Infatti, i171% vino di maggiore qualità sia anche quel- degli intervistati si dice disposto a paga- La quota di italiani lo più sostenibile. Il dato è significativo re un prezzo superiore per un prodotto per i quali ùn vino per sottolineare quel cambio di passo di qualità nel settore vitivinicolo, in me- è sostenibile e nella percezione dei consumatori nei dia 111296 in più. E la sostenibilità incide di qualità se possiede confronti dei prodotti green e della so- su questa scelta per il 44%. certificazioni ambientali stenibilità in generale, asse portante Ma quali sono le caratteristiche che un della ricerca di Ipsos e Fondazione Sym- prodotto vitivinicolo deve possedere bola (vedi articolo sopra).

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Vigneto Italia con l’export si brinda a quota 8 miliardi.
A Verona mille top buyer da 68 paesi. Volano Prosecco + 6% e Asti + 9%. Il comparto tiene. E la domanda continua a crescere.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Cibo e vino, export da record – Commercio estero: Coldiretti, inizio 2023 a +18%.
Il 2023 inizia con un nuovo record storico per le esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero dell’Istat a gennaio 2023. La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio del 22%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19% mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 12%e in Russia con un -13% fra sanzioni, embargo e guerra.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Vendemmia eroica sulle Rive – La vendemmia eroica sulle Rive nel paesaggio unico di Valdobbiadene.
Degustazione rivoluzionaria:: è il caso del Prosecco Superiore Docg Rive di San Pietro di Barbozza Val d’Oca della Cantina Produttori di Valdobbiadene. Perfetto per antipasti e primi piatti ma anche per semplici brindisi. La migliore porta d’ingresso per conoscere una cantina è una e una sola: l’assaggio. È solo passando dall’impatto di un assaggio, infatti, che ogni pregiudizio può essere superato e che la nostra scala di valori può essere riformulata. La degustazione di un calice, nella sua semplicità, è un atto che può mettere in dubbio le nostre conoscenze e può rivoluzionare il nostro rapporto con un territorio vitivinicolo. Qualcosa del genere mi è capitato assaggiando il Prosecco Superiore Docg Rive di San Pietro di Barbozza Val d’Oca della Cantina Produttori Valdobbiadene.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Questioni di governance tra Masi Agricola e Renzo Rosso.
L’imprenditore della moda è anche un appassionato di aziende vitivinicole, in cui ha da tempo investito. Nella società scaligera ha mantenuto il 10 per cento Roberta Paolini S i erano tanto amati. Il divorzio tra Renzo Rosso e Masi Agricola si consuma a meno di un anno dall’ascesa della holding del re del jeans made in Italy (e non solo) nel capitale del gruppo veronese. Rosso ha lasciato polemicamente il consiglio di amministrazione di Masi il 9 marzo scorso. La decisione di abbandonare il cda dell’azienda veronese celebre per l’Amarone, quotata all’Egm (l’ex Aim) della Borsa di Milano e nella quale Rosso detiene tramite la holding Red Circle Investments una quota del 10% del capitale, è emersa con la pubblicazione dei dati 2022 di Masi. «Segnalo – si legge nella lettera di dimissioni del patron di Diesel – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

Rapporti imprese – Fantini pensa positivo e punta a ingrandirsi.
L’azienda non crede alle stime di forte calo nel fatturato 2023 per il vino italiano: “È fuori logica” Pierpaolo De Mejo L’ annata vinicola 2022 è andata oltre ogni previsione per Fantini Group, tra i principali esportatori di vini del Sud: circa 24 milioni di bottiglie immesse sul mercato, poco di meno in volume rispetto allo scorso anno, ma in crescita in valore. «A fronte di costi crescenti, nella scelta necessaria tra tutelare la marginalità e abbassare la qualità, non abbiamo impiegato neanche mezzo secondo per imboccare la prima strada», è l’analisi di Valentino Sciotti, fondatore e Ceo di Fantini. L’Ebitda (il Margine Operativo Lordo) è a doppia cifra, sopra il 20%, un dato che riflette l’apprezzamento del mercato rispetto alla politica dell’azienda, identificata come produttrice di qualità. Non è un caso se il gruppo è stato premiato da Deloitte per la quinta volta consecutiva con il Best Managed Companies Award, entrando così nel prestigioso circuito Gold delle migliori aziende internazionali.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

Le mani sulle langhe.
Le vigne Unesco di Barolo e Barbaresco prese d’assalto da fondi stranieri e da miliardari che puntano sul vino L’allarme degli storici produttori “Difficile opporsi al cambiamento ma rischiamo di perdere la nostra anima”. Le Langhe sono come la barriera corallina: un ecosistema bellissimo che una volta distrutto non si può ricostruire II patron del Parma Calcio ha comprato due cantine storiche per 60 milioni di euro Nel 2022 è arrivato un milione di turisti e quest’anno la cifra potrebbe aumentare 2000 Gli ettari della zona del Barolo, con 1250 proprietari di vigneti e 400 aziende vinicole. Era la terra della Malora. Terra povera. Terra di partigiani, di fascine, di forconi, di gorghi, di miseria. Adesso tutti la vogliono.

Fonte: Stampa.

L’Abruzzo del vino al Prowein di Dusseldorf.
Fiera internazionale con 6.000 espositori da più di 60 Paesi L’Abruzzo del vino al Prowein di Düsseldorf. Con quarantasei aziende e l’attesa degustazione sul Cerasuolo, l’Abruzzo del vino è pronto per il “Prowein” di Düsseldorf, la fiera internazionale che, fino a martedì, aprirà le sue porte ad un pubblico selezionato di operatori, con oltre 6.000 espositori, da più di 60 Paesi e una rappresentanza qualificata di più di 400 terroir da tutti i continenti. Forte della crescita del 12% (rispetto al 2021) in valore dell’export proprio in Germania che resta il principale mercato oltreconfine, il Consorzio di Tutela vini d’Abruzzo continua a investire su promozione e sviluppo con una crescita complessiva dell’export di un più 10% rispetto allo scorso anno.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Promozione delle etichette dalla Regione 99mila euro.
Lo stanziamento al Consorzio tutela vini Promozione delle etichette dalla Regione 99mila euro. Quasi 100mi1a euro al Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese perla promozione delle etichette di eccellenza del territorio. Il contributo (99.300 euro) è stato assegnato dalla Regione, tramite il Programma di sviluppo rurale, e le risorse serviranno per finanziare progetti e attività di promozione dei prodotti, per migliorare la conoscenza della qualità e dei processi produttivi, del legame con il territorio di origine, così come per la partecipazione a fiere, manifestazioni ed eventi. «Sono attività sempre più necessarie a fronte di una concorrenza che spesso sfocia in un vero e proprio mercato parallelo di falsi» commenta il neo assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi.

Fonte: Provincia – Pavese.

«La mia scuola insegna a produrre il vino in modo etico e giusto» – Il Barolo a lezione di impresa sociale «La mia scuola per vigne più etiche».
La strada di Giulia Maccagno, 27 anni, cofondatore dell’impresa sociale Weco, è partita attraversando quel luogo a pochi passi da dove viveva. Come volontaria Caritas ha imparato nomi e ascoltato storie, fino a quando l’anno scorso ha contribuito a lanciare ad Alba il progetto «Accademia della vigná», la prima academy ad impatto sociale sulla viticultura. Nata per promuovere il lavoro regolare e di qualità in Langa, in collaborazione con aziende del calibro di Ascheri o Agricola Mirafiore (marchio Fontanafredda). Le più prestigiose dell’albese. «Stare in mezzo a quel primo accampamento di Fortuna, con quelle persone, è stato un modo di incontrare mondi diversi dal mio, spalancare finestre verso culture, difficoltà, sogni di allri non per forza così lontani dal miele», racconta l’imprenditrice sociale, nata e cresciuta a Saluzzo, eletta in Consiglio comunale appena ‘Benne c poi laureata in Comunicazione interculturale all’Università dl’lbrino con un master in Fundraising dell’Università di Bologna.

Fonte:

Europa & Sud.
Le Regioni italiane al mobilitano in difesa del vino e fanno fronte ,-; comune a livello europeo contro l’etichetta sanitaria sul vino proposta dall’Irlanda. La delegazione al Comitato europeo delle Regioni (CdR) chiede formalmente «un dibattito» sul tema «ai lavori della prossima sessione plenaria» in programma il 24-25 maggio a Bruxelles. «Siamo pronti a portare avanti; in ogni sede, nuove iniziative per modificare questo approccio a livello europeo», affermano i ,rappresentanti regionali e locali 1taliant. Le Regioni italiane ;`’hanno trovato un’intesa totale su una questione che sta destando grande preoccupazione tra i produttori e hanno concordato all’unanimità una linea comune.

Fonte: L’Economia del Corriere del Mezzogiorno.

II vino salentino conquista ProWein.
La puglia in mostra anche quest’anno al ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf da ieri, domenica 19 e fino a martedì 21 marzo. Saranno, infatti, ben 54 cantine e centinaia le etichette che rappresenteranno l’enologia regionale nell’area espositiva istituzionale riservata alla Regione Puglia- Dipartimento Agricoltura – in collaborazione con Unioncamere. Appuntamento nella Halle 17, stand 27 (spazio Enoteca Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari di approfondimento per addetti ai lavori organizzativi dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia . Ieri mattina, alle 11.30, si è tenuto il primo evento dal titolo “Parliamo di Negroamaro”, realizzato in collaborazione con il Consorzio di tutela della Doc Salice Salentino e quello del Brindisi e Squinzano DOC.

Fonte: ‘Edicola del Sud Brindisi.

«L’ultima vendemmia? Mi ricorda quella del 2003».
Mi ricorda quella del 2003» «Non mi sbilancio sull’esito della raccolta del 2022 ma è un’occasione per fare una nuova esperienza». «La vendemmia 2022?. Ci metterei tanti punti di domanda a causa dell’andamento climatico ma, al tempo stesso, la ritengo un’occasione unica per acquisire nuova esperienza». Non usa giri di parole Celestino Gaspari, deus ex machine della cantina Zymè, a San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella. L’imprenditore agricolo spiega con schiettezza: «La scorsa annata è stata contraddistinta da un inverno secco, una primavera asciutta, pioggia misurata nella seconda parte», afferma Celestino Gaspari che aggiunge: «Per certi versi mi ricorda la vendemmia 2003». Una vendemmia in cui «ho osservato foglie della vite più piccole rispetto alle precedenti annate, grappoli esposti al sole per tempo prolungato», ricorda il viticoltore. «Peraltro ho notato uve arrivate perfettamente sane al momento della lavorazione.

Fonte: Arena.

Alla cena di gala donne ammesse solo con tacco “minimo” di 7 centimetri: sui social è rivolta.
“Bollicine in villa” a Santa Maria di Sala Alla cena di gala donne ammesse solo con tacco “minimo” di 7 centimetri: sui social è rivolta. Una serata con cena e degustazione di vini, dress code “elegante” e per le donne “tacchi alti, minimo 7 centimetri”. L’indicazione, poi rimossa, è comparsa su una pagina per pubblicizzare l’evento «Bolle a cena» organizzato per l’1 e 2 aprile prossimi nell’ambito della manifestazione «Bollicine in villa», che si terrà nella villa Farsetti di Santa Maria di Sala. Come evento collaterale della manifestazione vinicola è stata infatti organizzata una serata speciale di gala in programma presso l’Osteria Antico Veturo di Trebaseleghe, nel Padovano. Male polemiche sono divampate: sulla pagina Facebook degli organizzatori sono arrivati commenti del tipo «Volevo sapere se il metro per misurare i tacchi lo devo portare io o lo trovo al l’ingresso?»; «Vergogna, medioevo»; «Scusate io ho il tacco 6 cm. Sono bannata dai vostri eventi?». Qualcuno definisce «sessista» anche la locandina in cui compare una donna quasi svestita che beve da una flute.

Fonte: Gazzettino.

Il vino italiano in numeri.
A poco più di due settimane dall’apertura del Vinitaly, i dati Istat rivelano un’Italia enologica che continua la sua scalata nel commercio internazionale, ma ha ancora molto margine di crescita. 7,9 miliardi di euro è la cifra da record con cui si chiude il bilancio dell’export 2022 del vino italiano. Un numero che effettivamente non era mai stato registrato fin ad ora, determinando una crescita rispetto all’anno precedente pari al 9,8%. A dare un’interpretazione chiara e meditata di questi dati sono stati l’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv), l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo (Ismea) e la stessa organizzazione di Vinitaly, tutti e tre concordi nel riconoscere un mercato italiano forte, capace di resistere davanti all’inevitabile rialzo dei prezzi, portando a casa un risultato più che lodevole. Lo testimoniano ancora una volta i numeri, decretando l’incremento della domanda da parte dei principali buyer stranieri. Al primo posto, con un +10%, gli Stati Uniti si confermano principale mercato dell’export italiano. Seguono la Germania (15% lo share), Regno Unito (+10%), Canada (+11%), Svizzera (+3%) e infine la Francia con un importante +25%.

Fonte: Linkiesta.

In attesa di Vinitaly, l’Italia del vino si conferma una potenza.
L’Italia del vino sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo l’export 2022 con un nuovo record commerciale:7,9 miliardi di euro di euro (+9,8%) a fronte di volumi piatti (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati rilasciati da Istat sui 12 mesi dello scorso anno, il mercato ha retto anche alle inevitabili quanto parziali variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha abbondantemente eroso i margini della filiera in particolare per i prodotti entry-level e popular (fino a 6 euro al litro). Il risultato finale, vista anche la congiuntura, è senz’altro positivo per uno dei settori del made in Italy più virtuosi nella bilancia commerciale, che chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro.

Fonte: CNA Macerata.

Qual è la regione italiana dove si produce più vino? Chi ottiene il primo posto.
Il vino di ogni tipologia è sicuramente una eccellenza anche italiana. Tra le varie regioni che vantano una produzione di tutto rispetto, una in particolare è stata considerata come la maggiore. Ovviamente, nel Bel Paese si possono sorseggiare vini di altissima qualità che si sposano perfettamente con i cibi della tradizione classica o con quelli innovativi che danno un tocco particolare al palato. Qual è la regione italiana che vanta il primato di produzione del vino? Facciamo chiarezza. Il vino è sicuramente la bevanda tra le più antiche, già amata dalle vecchie popolazioni che accompagnavano il cibo e i festeggiamenti per le battaglie vinte. Secondo le ricerche svolte dall’Istat, solo in Italia si ha una produzione che si aggira intorno ai 50 milioni di ettolitri. Un dato che è in continua crescita se si considerano i dati degli anni precedenti.

Fonte: Wine and Food Tour.

“Pani dua, un bocal di vino”: la lista della spesa geniale. Nelle lettere restaurate la vita di Michelangelo: i consigli del padre, i pensieri sulle donne.
I dialoghi a distanza con papi e architetti, ma anche le comunicazioni con i parenti: dagli scritti di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi emerge la “normalità” di tutti i giorni, venata anche di simpatia. Oltre 2mila lettere. A tanto ammonta il patrimonio delle missive scritte (o ricevute da) Michelangelo Buonarroti, conservato a Casa Buonarroti, in via Ghibellina a Firenze. Un tesoro cartaceo che, nonostante sia conosciuto dagli studiosi e le cui trascrizioni da anni si trovino facilmente sul web, proprio per la precarietà del supporto cartaceo non possono stare sotto i riflettori, come invece meriterebbero. Per questo, per uno studioso così come per un semplice curioso o perfino per una restauratrice meticolosa, trovarsi tra le mani una “vera” lettera di Michelangelo e poter ammirare da vicino la sua calligrafia, è pur sempre una grande emozione.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Vino, sfida biodinamica in Franciacorta con 1701, le bollicine firmate Stefini.
La prima cantina ad adottare questo metodo e la sola a seguirlo per l’intera produzione mentre altre hanno solo singole aree in Franciacorta e si limitano a piccoli esperimenti. Per dare un nome alla loro cantina di Cazzago San Martino, i fratelli Silvia e Federico Stefini — bresciani di nascita ma iseani di origine — hanno scelto 1701: un numero, una data importante per il comune franciacortino. In quell’anno c’è la testimonianza del primo vino, prodotto dal «brolo» domestico dell’azienda dei conti Bettoni Cazzago. Nacque dal vigneto cinto da mura dell’XI secolo, utilizzato dagli Stefini che nel 2011 acquistarono il sito per realizzare il loro sogno: fare il vino biodinamico. Ci sono riusciti, la loro cantina è la prima ad adottare questo metodo ed è la sola a seguirlo per l’intera produzione mentre altre hanno solo singole aree in Franciacorta e si limitano a piccoli esperimenti.

Fonte: Corriere Brescia – Corriere della Sera.

Il vino protagonista a ’Giardini’.
Dal verde di piante e creazioni floreali di Giardini d’autore al vino bianco riminese con cui brindare alla primavera. La kermesse in programma anche nella giornata di oggi tra il Castello e piazza Malatesta ha il profumo e gli aromi della Rebola, grazie alla partnership con il consorzio Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini e il ristorante di Cesenatico Marè. Le 16 Rebole in mostra accompagnano i pranzi e gli aperitivi del Maré, per la prima volta a Giardini d’autore, e saranno protagoniste di tutti i momenti di degustazione proposti nello stand del ristorante. ” Siamo venuti a Rimini da Cesenatico e volevamo il vino di Rimini – dichiara Omar Casali, lo chef de Maré –. Giardini d’autore è una manifestazione che abbiamo seguito da lontano con la quale condividiamo la volontà di portare bellezza nel territorio”. Non solo Maré: anche allo spazio Biberius le Rebole riminese sono presenti, in particolare Giulietta del Podere dell’Angelo e Favola della Cantina Fiammetta.

Fonte: Il Resto del Carlino.

Vino e Gdo: Circana fa il punto in attesa di Vinitaly.
Aspettano Vinitaly, che si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile, Circana (ex Iri) fa il punto sul vino in Gdo, tema che sarà al centro, lunedì 3 aprile, di una tavola rotonda animata da Federvini, Unione italiana vini e da esponenti delle maggiori catene della moderna distribuzione. Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere, sottolinea la rilevanza dell’evento: «Nel tempo è divenuto uno dei luoghi privilegiati del dialogo tra le cantine e le insegne distributive, spesso caratterizzato da posizioni lontane. Per favorire l’incontro, in un periodo non facile per le vendite di vino, abbiamo anche rinnovato la formula, che consentirà ai rappresentanti dei produttori di porre direttamente domande ai distributori, in modo che il confronto sia sempre più costruttivo»..

Fonte: Distribuzione Moderna.

“Incontri lungo la Strada”: la Strada dei Vini del Cantico nei 13 comuni aderenti.
Puntando sempre più alla promozione di un’offerta turistica integrata costruita sulla qualità dei prodotti e dei servizi, la Strada dei Vini del Cantico ha ripreso il suo cammino andando alla scoperta delle eccellenze del territorio. L’obiettivo è quello di fare sempre più rete, per rappresentare così ancora meglio quell’originale connubio fra i luoghi più rappresentativi dell’Umbria e l’armonia dei vini e delle altre specialità gastronomiche. Da Monte Castello di Vibio sono così partiti gli “Incontri lungo la Strada” con l’intenzione di ampliare la vasta offerta turistica ed enogastronomica del territorio, migliorare la cultura dell’accoglienza e promuovere così al meglio una terra ricca di attrattive enogastronomiche, culturali e paesaggistiche.

Fonte: Umbria Domani.

Unicità, identità, varietà e rapporto con il prezzo: il segreto del successo del vino italiano.
Dopo un 2022 ancora da record, con l’export a 7,9 miliardi di euro, le aspettative per un 2023 che ci si aspetta complesso da gestire, ma positivo. Dopo un 2022 ancora da record, con l’export a 7,9 miliardi di euro, le aspettative per un 2023 che ci si aspetta complesso da gestire, ma positivo. Da Düsseldorf, in clima Prowein, le riflessioni dei leader di cantine del Belpaese di riferimento nei loro territori come Pasqua, Tommasi, Velenosi, Mazzei, Cecchi, Perla del Garda, La Guardiense, Tedeschi, Rocca delle Macìe e Casanova di Neri.

Fonte: WineNews.

Marsala: Colomba Bianca presenta l’undicesima edizione de “Le Uve raccontano, annata 2022”.
Giovedì scorso a Marsala le Cantine Colomba Bianca hanno presentato l’undicesima edizione de “Le Uve raccontano, annata 2022”. Un annuario che per la cantina è una sorta di verificatore dell’annata vinicola appena trascorsa, con tutti i dati che riguardano le uve della cantina e in generale del territorio. Un’opera con la quale si conosce a fondo il territorio e le sue produzioni vitivinicole. Al testo realizzato da Colomba Bianca in collaborazione con assessorato regionale Agricoltura, il Sias (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno lavorato Filippo Paladino, agronomo e vice presidente dell’azienda, Antonio Pulizzi enologo e responsabile dello staff tecnico viticolo, Luigi Pasotti del Sias per i dati meteo, Tommaso Frisoni, docente della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università Cattolica Sacro Cuore e Laura Palermo studentessa che ha realizzato “Cara Terra, una dedica alla Sicilia”.

Fonte: Tp24.it.

STAMPA ESTERA

“Vino senza alcol? Noi, no”.
Es la primera mujer al frente de la cornpañía familiar Grupo Varma, un imperio de 80 años propietario de marcas como Ron Barceló o Marqués de Vargas. Aplaude el carácter socializador del alcohol en España: “Debemos mantenerlo, nos dife renia del resto de Europa”. Estudió Bellas Artes, pero por sus venas corre sangre emprendedora. Desde hace dos años, está al frente de una compañía que factura 213 millones de euros.”Tengo una vertiente muy creativa, pero nunca tuve la intención de ser pintora. Mi dedicación siempre fue bastante comercial”, desvela Teresa Martin de la Mata (Madrid, 15 de diciembre de 1972), quien en 2021 se convirtió en la primera mujer en asumir la dirección estratégica del Grupo Varma, un imperio familiar de distribución de bebidas en España propietario de marcas como Ron Barceló, las bodegas Marqués de Vargas, en La Rioja; Pazo de San Mauro, en Galicia; o Conde La empresa la fundó su abuelo, Hilarlo ale la Mata, hace 80 años. Hoy, bajo el liderazgo de Teresa, trabajan 219 empleados en una compañia que distribuye más de 50 marcas. En su portfolio abunda la variedad y cuenta con bebidas como cl vermú Yzaguirre, Moskovskaya, Capitán Maní o el champagne Bollinger, el favorito de James Bond.Atiende la llamada de este medio en su domicilio, en el centro de Madrid. Su tono es amable y seguro, igual que su carrera profesional. “Siempre he estado vinculada al Grupo Varma”, asegura y matiza que su vocación siempre ha estado enfocada a crear eun’iculun.”Desdejoven me he formado en idiomas y, cuando terminé Bellas Artes, trabajé dos años en una agencia de diseño en Londres especializada en bebidas espirituosas premium”, recuerda. El siguiente paso fue oc ORES LARIO F = JAV de San Cristóbal, en Ribera riel Duero, entre otras, así como distribuidor de la ginebra 11endrick’s, Cadbury o Gillette. estudiar un master en di rección comercial y marketing en IE. Ahí me picó el gusan llo y vi claro que tenia que abrir mi propia agencia”. Corda el año 2003 cuando abrió Delamata Desigm, una agencia de branding estratégico especializada en identidad visual y packaging. Empezó sola con un ordenador y ahora cuenta con un equipo de 20 personas.”Cuando tuve mi primer hijo se incorporó mi marido para encargarse de la parte administrativa y comercial, y eso fue de isivo para cuando empezó el proceso de selección para el relevo generacional del Grupo Varma”, confiesa.

Fonte: El Mundo AE.

El empuje del enoturismo alienta proyectos hoteleros en el Priorat.
Inversores estadounidenses promueven alojamientos en edificios históricos Raja tiene fincas y edificios en Torroja, Escaladei y Porrera; el Ora es su primer hotel en el Priorat. Torroja del Priorat El Priorat es una comarca de grandes contrastes. El encantador pueblo de Torroja del Priorat ha sido el destino elegido por dos empresarios estadounidenses para poner en marcha alojamientos en edificios históricos, el Ora Hotel, en una antigua rectoría del siglo XVIII, y el Mas d’en Bruno, en una masía rodeada de viñedos cercana a Escaladei. Dos establecimientos destinados a un público de elevado poder adquisitivo en un municipio con nueve bodegas amparadas por la DOC Priorat, apenas 140 habitantes y ninguna tienda, tal como hace notar el alcalde, Joan Sentís. El Priorat inició su renacimiento y revolución vitivinícola hace más de tres décadas hasta sumar en la actualidad 168 bodegas,112 en la DOC Priorat y 56 en la DO Montsant. Paralelamente al auge de sus vinos, el sector ha impulsado poco a poco el enoturismo. La llegada de visitantes de todo el mundo deseosos 168 de conocer el territorio bodegas funcioque ha alum- nan en la comarbrado tintos ca,112 en la DOC de culto ha Priorat y 56 en el evidenciado ámbito de la la necesidad denominación de de incremen- origen Montsant tar la oferta “Lo bonito del Priorat es que conserva ese punto de autenticidad”, destaca la historiadora Anna Figueras hotelera, de complementar las casas rurales con propuestas de lujo. En 20 años se ha pasado de solo tres a 16 hoteles que suman alrededor de 350 plazas, alos que cabe sumar tres hostales con 80 camas y 37 casas de turismo rural, con 316, según los datos facilitados por la Oficina Comarcal de Turismo. Dakshinamurti Raja, cofundador de la tecnológica Computer Enterprises Inc, en Pensilvania, y también con inversiones en el sector cafetero en Centroamérica, Sudamérica y África, se enamoró del Priorat en un viaje en el 2015, tal como apunta su asesor en la comarca, Xavier Peñas. El paisaje, la historia y el atractivo de localidades que preservan la autenticidad, lejos de las adulteradas apariencias de destinos de cartón piedra, le cautivaron y empezó a adquirir fincas e inmuebles en Torroja, Escaladei y Porrera. El primer proyecto que ha visto la luz es su Ora Hotel, que empezó a funcionar a finales del 2022 bajo el paraguas del sello Design de la cadena Marriott, y que Raja prevé ampliar tras la compra de más casas en la misma calle. El empresario de origen indio también trabaja en la reconversión de la Casa Rius, que data de 1865, en el núcleo de Escaladei, en otro hotel. La uva que dan sus tierras de momento la vende a elaboradores locales.

Fonte: Vanguardia.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 19 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly: meno vino nel carrello della spesa ma Prosecco è il n 1.
Ricerca Circana, emergenti Ribolla, Muller Thurgau e Vermentino Vinitaly: meno vino nel carrello della spesa ma Prosecco è il n+1 12022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19/a tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Sul podio delle vendite nell’anno 2022 il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra sul podio: Ribolla (Friuli V.G.) con +12%; Muller Thurgau (Tren tino Alto Adige) con +10,0%; Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%. Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia). I dati dell’intero comparto vino mostrano una flessione, a volume, del vino (-5,4%), dei vini rossi (-7%), degli spumanti (-4,7%) che diventa -0,2% se si esclude il Prosecco.

Fonte: Le Cronache Nazionali.

Renaissance calabrese.
Il percorso di Cantina Baroni Capoano, di suo una realtà fortemente rappresentativa del territorio di Cirò Marina, è emblematico del processo di trasformazione che coinvolge l’intera viticoltura calabrese. Del resto si tratta di uno degli avamposti, dato che è proprio qui che arrivarono i primi coloni greci attorno all’VIII secolo, i quali, impressionati dalla spiccata vocazione della costa ionica, vi impiantarono innanzitutto Greco Bianco e Mantonico, avviando i fasti della cosiddetta Magna Grecia. I Capoano vi sono accreditati da ben 13 secoli, tuttavia il consolidamento è recente, dovuto prima a Raffaele, poi, a partire dal 2005, a Massimiliano, che inizia l’avventura dell’imbottigliamento a marchio, periodo in cui, anche grazie ai cosiddetti “Girò Boys”, gruppo di produttori originari di Cirò Marina, la viticoltura calabrese vive una vera e propria renaissance.

Fonte: Espresso.

Ribolla campione di crescita al supermercato.
CHI SALE DI PIÙ SULLO SCAFFALE Classifica di vini e spumanti per crescita a valore e volume nel formato da 75cl – anno 2022. Ribolla (Friuli V.G.) Muller Thurgau (Trentino AA) Vermentino (Sardegna, Tosana, Liguria) Gnllo (SidGa) Valpolicella Ripasso (Veneto) Vemaccia (Toscana) Pinot Nero (Intemazionale) Orvieto (Umbria Lazio) Aglianco (Basilicab,Campania lgt Mese) Ortrugo (Emilia Romagna Lombardia) Nebbiolo (Piemonte, Lombardia) Sagrantino (Umbria) Soave (Veneto) Negroamaro (puglia) Orb (Calabria).

Fonte: Libero Quotidiano.

Domenico, storie di finanza e di buon vino Il Bosco di Lison fra cultura e uccelli rari.
Come fa un esperto di finanza a catapultarsi in un bosco planiziale del 1200 della cui biodiversità è diventato il principale e più appassionato custode? Domenico Veronese ha 54 anni, laurea alla Bocconi, padre medico e madre insegnante di lingua tedesca. Una famiglia da cui apprende il rispetto e i valori del lavoro e della natura. Ecco, questo il primo suggerimento per capire come è arrivato ad amare così profondamente il Bosco di Lison di Portogruaro. Prima, 3o anni nel mondo della finanza. Quali, gli ultimi suoi sorrisi amari? La domanda brusca, ispirata dalla narrativa sulla finanza, viene assorbita dalla riservatezza. La risposta apre ad un quotidiano altalenante. “Sì, qualcuno, durante il mio principale lavoro, ma anche nel mondo del vino e della ristorazione, dove a volta non mancano pure i momenti di noia”. Veronese è il titolare di Villa Bogdano 188o, un’azienda vinicola rilevata circa 7 anni fa: “Il vino fa da sempre parte della mia vita anche perché con Lucio Tessari, il nostro enologo, abbiamo sposato due sorelle.

Fonte: L’Identità.

Vino e birra senza alcool da Roma la sfida italiana.
Il mercato europeo è in forte espansione Pallini (Federvini): «La Capitale sarà con un giro d’affari a quota 7,5 miliardi protagonista in questo nuovo settore» FRANCIA, SPAGNA, GERMANIA E BELGIO HANNO LA LEADERSHIP COPRENDO 1’84% DEL FABBISOGNO COMPLESSIVO. L’Italia anche nel 2023, come avviene da tre anni, si confermerà probabilmente primo Paese al mondo produttore di vino. Ma c’è un mercato collaterale in enorme sviluppo dove inseguiamo – e di molto – i diretti concorrenti. E’ quello delle Lna, low no alcohol, bevande con poco o zero alcol che imitano o evocano birra, vino o addirittura gin e whiskey. L’ultimo campanello d’allarme arriva dal Prowine, la fiera internazionale diretta concorrente del Vinitaly, che apre domani a Düsseldorf. LA STRADA Perla prima volta un padiglione sarà riservato ai prodotti zero alcol, nuova frontiera di un mercato che interessa oltre alle nuove generazioni il 50% della popolazione mondiale che non consuma bevande alcoliche, spesso per motivi religiosi. In Europa il giro d’affari stimato è di circa 7,5 miliardi di euro, in gran parte coperto dalla birra. Il finto vino si attesta a 322 milioni di euro e gli alcoli – distillati e liquori senza alcol – a circa 168 milioni di euro, secondo le analisi che per conto della Direzione Agri della Commissione Europea ha realizzato Areté, azienda italiana specializzata nella valutazione di politiche per il settore agroalimentare.

Fonte: Messaggero.

A Tebano altri 18 nuovi laureati in viticoltura ed enologia.
Al Polo di Tebano, 18 nuovi laureati in viticoltura ed enologia. La cerimonia di conferimento del titolo di studio a Lorenzo Cavini, Pietro Cimatti, Serena Mondani, Alessandro Paterlini, Leonardo Lanzoni, Alex Leoni, Emil Malucelli, Gianmarco Mancini, Nicola Minguzzi, Massimo Berti, Stefano Borlenghi, Mattia Salatelli, Matteo Silvestrelli, Riccardo Stafuzza, Davide Pazzi, Federico Pellegrini, Giammarco Profeta e Paolo Trevisani, si è svolta venerdì alla sala “Aureliano Amati”. In apertura di giornata, in rappresentanza della società Terre Naldi che ospita il corso, ha fatto gli onori di casa Giovanni Carapia. In seguito sono intervenuti Andrea Fabbri, vice sindaco del Comune di Faenza, l’eno Un momento della cerimonia di venerdi logo Pierluigi Zama, presidente della sezione Romagna di Assoenologi, e Martina Laghi, assessore del Comune di Faenza alla scuola e formazione.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Diciotto nuovi laureati in enologia al corso del Polo di Tebano.
Diciotto nuovi laureati del Polo di Tebano in Viticoltura ed Enologia al termine del corso triennale dell’università di Bologna. La discussione delle tesi si è tenuta venerdì nella sala ‘Aureliano Amati’, a Tebano. In apertura di giornata, per Terre Naldi che ospita il corso a Tebano, ha fatto gli onori di casa Giovanni Carapia. Sono intervenuti Andrea Fabbri, vice sindaco di Faenza, l’enologo Pierluigi Zama, presidente della Sezione Romagna di Assoenologi, e l’assessora alla Scuola, Martina Laghi.

Fonte: Resto del Carlino Ravenna.

L’eccellenza dei vini traina i territori così Doc e Docg diventano un volano.
Nel nuovo numero del mensile Nordest Economia il crescente successo della promozione enoturistica. Vino e territorio. Un binomio inscindibile, sul quale negli ultimi anni il tessuto delle imprese vitivinicole del Nordest ha puntato sempre più consapevolmente, proponendo oltre all’eccellenza delle varie denominazioni, anche il racconto delle aree geografiche di provenienza. Se ne parla, con analisi, interviste e approfondimenti, nell’ultimo numero del mensile Nordest Economia, in uscita martedì prossimo allegato al nostro giornale. Il vitivinicolo è un settore trainante per l’economia del Nordest. Per rendere l’idea, in Italia operano 585 aziende, per un valore del mercato 2021 stimabile intorno ai 10 miliardi di euro. I primi 23 gruppi vinicoli contribuiscono al 43% del mercato.

Fonte: Messaggero Veneto.

Enologia dell’Agro Pontino Il trionfo delle tre etichette.
I riconoscimenti Al Mater Matuta, al Radix e al Kius extra brut la guida Bibenda assegna “cinque grappoli”, il massimo punteggio Non mancano ottimi consigli sui cibi migliori ai quali abbinarle Il Mater Matuta e il Radix dell’Azienda agricola Casale del Giglio de Le Ferriere e il Kius extra brut dell’Azienda agricola Marco Carpineti di Cori. Così come l’anno passato, a questi tre vini la guida “Bibenda” della Fondazione italiana sommelier ha assegnato il massimo punteggio: i cinque grappoli. Sono oltre vent’anni che il Mater Matura raggiunge tale traguardo. Ecco come gli esperti di tale guidalo descrivono: “Rubino compatto e limpido. L’ampio ventaglio olfattivo apre con note di frutti neri e fiori appassiti che cedono il passo a cenni boisé, spezie dolci ed erbe aromatiche. A seguire sentori di cacao e humus, armonizzati da affascinanti effluvi balsamici. Sorso con spiccate percezioni minerali e ferrose, elegantemente bilanciato, di ottima corrispondenza e dal lunghissimo finale”.

Fonte: Latina Oggi.

Storia e descrizione delle aziende premiate.
L’attenzione degli esperti su tutti i vini prodotti Oltre ad assegnare i cinque grappoli al Kius, al Mater Matuta e la Radix, gli esperti della guida “Bibenda” recensiscono quasi tutti gli altri i vini prodotti dalle due cantine pontine e descrivono le stesse. Circa la cantina di Marco Carpineti affermano: “Aldilà delle mode l’azienda di Marco Carpineti rappresenta un punto di riferimento per la cultura enologica sana ed ecosostenibile ben oltre i confini della regione. Alle pendici dei Monti Lepini, nella storica cittadina di Cori, a pochi chilometri da Roma e a 400 metri di altitudine, coadiuvato dal figlio Paolo conduce la splendida tenuta seguendo già dal 1994 i rigidi dettami dell’agricoltura biologica, con un’attenzione anche verso le pratiche della biodinamica.

Fonte: Latina Oggi.

Il Turano profondo ed elegante di Carlo Ravasio (e le sue figlie).
L’etichetta II Hirano profondo ed elegante di Carlo Ravasio (e le sue figlie) Non fosse stato per la tenacia e la caparbietà di Carlo Ravasio, è quasi certo che anche le balze sopra l’Abbazia di Fontanella sarebbero state «mangiate» dal bosco, privandoci così di vini che sono quanto di meglio la terra bergamasca sappia offrire. Particolarmente buono il Turano, cabernet sauvignon in purezza, biologico come tutta la gamma dei vini che produce ora con l’aiuto delle figlie che ne hanno sposato la causa. Dopo un 2017 super, il 2018 si conferma ricco e complesso all’olfatto (profumi balsamici di menta e fruttati di ciliegia); al palato ha allungo profondo ed elegante.

Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.

Vino, per le cantine un business da oltre 430 milioni: vola l’export.
Gli Usa sono il primo mercato per i prodotti italiani, seguono la Germania e il Regno Unito Viticoltura Le fiere sono strategiche: da ProWein al Vinitaly per segnare nuovi record. Sfiorato il traguardo degli 8 miliardi di euro. E’ questo il dato, secondo l’analisi dell’Osservatorio Ismea, dell’export 2022 di vino italiano. Siamo a 7,9 miliardi di euro (+9,8%) a fronte di volumi in lieve decrescita (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi, che ha elaborato i dati rilasciati da Istat sui 12 mesi del 2022, il mercato ha tenuto anche di fronte alle inevitabili, quanto parziali, variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha eroso i margini della filiera, in particolare per i prodotti di prezzo più basso (fino a 6 euro al litro). Verso Vinitaly. Un risultato che arriva alla vigilia della importante manifestazione di Vinitaly 2023 in programma a Verona dal 2 al 5 aprile dove si rinsalderà il posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore.

Fonte: Giornale di Brescia.

Ecologico e sano, dagli scarti della vite un nuovo alimento.
L’Università di Brescia, lo Spallanzani di Rivolta, una startup e la Barone Pizzini per creare dal nulla un superfood che elimini gli sprechi Ecologico e sano, dagli scarti della vite un nuovo alimento di Federica Pacella — ?..i Esparta Daniela Uberti docente di farmacologia Composti bioattivi ricavati dagli dell’Università scarti della filiera vitivinicola per ot- di Brescia tenere un nuovo alimento innovativo, sostenibile e salutare. Si chiama Cibovivis il progetto che vede la collaborazione di Università degli Studi di Brescia, Istituto Spallanzani di Rivolta d’Adda e dalla startup innovativa CiboCi di Montichiari, con la Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo, finanziato con 239mi1a euro da Regione Lombardia.

Fonte: Giorno.

Il Consorzio Vini Piceni al ProWein in Germania.
Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. I12023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già Iri) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Nel dettaglio, il vino venduto dalla Distribuzione Moderna ha registrato nel 2022 un calo delle vendite d ell’ 1, 8% a valore e del 5, 4% in volumi. Per quanto riguarda gli spumanti, il calo è stato dello 0,2% a valore e del 4,7% a volumi (-0,2% se si esclude il Prosecco), mentre per i vini liquorosi si è registrato un -8,5% a valore e -12,6% a volumi. Per quanto riguarda i vini più venduti attraverso il canale della DistriIl Prosecco del Friuli sul podio dei vini più venduti nel 2022 distribuzione Moderna, sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti (-11,9% e -3,6% a valore).

Fonte: Resto del Carlino Ascoli.

‘II vino nella dieta meditarranea’.
L’area fermano-picena come madre della ‘Dieta mediterranea’, un mix di regole nutrizionali e stile di vita che tocca diversi aspetti delle abitudini quotidiane di ognuno, facendone una chiave fondamentale di salubrità e longevità. Il vino ne rappresenta una parte non trascurabile sia per gli effetti benefici che per il legame da tradizione nutritiva. Questo il concetto fondante dell’incontro dal titolo ‘Il vino nella dieta meditarranea’ che si terrà oggi pomeriggio alle 17 presso l’Auditorium Sant’Antonio di Padova ad Ortezzano. Relatore dell’incontro, sarà Lando Siliquini, medico specialista, presidente e cofondatore del ‘Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea’, nonché autore di diverse pubblicazioni tra cui ‘Dieta Mediterranea, il Tempio della Sibilla’. A seguito dell’incontro, Matteo Menconi e Tommaso Annibali (della Fondazione Italiana Sommelier Marche) presenteranno i vini di alcune cantine del territorio, confrontandone le varie caratteristiche e tipologie e proponendo i relativi abbinamenti culinari.

Fonte: Resto del Carlino Ascoli.

II castello di Novara riapre le porte ai grandi vini dell’Alto Piemonte.
Più di 50 aziende vitivinicole delle province di quadrante pronte a servire le loro ultime produzioni: da sabato 15 a lunedì 17aprileal castello di Novara torna Taste Alto Piemonte, il salone dedicato alle dieci denominazioni di origine del territorio. Per tre giorni i locali dello storico edificio in piazza Martiri ospiteranno addetti ai lavori, pubblico e media per una nuova edizione dell’evento promosso dal Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte, impegnato nella tutela e nella valorizzazione delle otto doc Boca, Bramaterra, Colline novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli ossolane e delle due docg Gattinarae Ghemme. Il Novarese sarà l’area più rappresentata, considerando peraltro che solo il Colline nelle sue numerose versioni costituisce circa la metà della produzione complessiva, ma anche Vercelli, Biella e Vco parteciperanno con le loro eccellenze.

Fonte: Stampa Novara-Vco.

I vini della costa a Terre di Toscana.
La 15 fiera enologica si terrà il prossimo fine settimana a Lido di Camaiore Bolgheri. È tutto pronto per la quindicesima edizione di Terre di Toscana, la fiera dedicata al vino toscano che si terrà domenica 26 e lunedì 27 marzo all’ hotel Una Esperienza Versilia di Lido di Camaiore. 10 aziende della costa Tra gli oltre 146 produttori presenti oltre 10 provenienti da Bolgheri, tra cui la rinomata Tenuta San Guido, ma ancora Rip arb ella, Suvereto, Castiglioncello, Cecina, Casale Marittimo, Bibbona, Volterra e chiaramente la Maremma_ Una vetrina per 140 140 vignaioli presenteranno al pubblico le annate correnti delle loro etichette (e nella giornata di lunedì anche intriganti vecchie annate, per un salto vinoso nel passato) , Terre di Toscana darà la possibilità di conoscere la ricchezza enologica di questa splendida regione, tra le più apprezzate a livello internazionale per la qualità della proposta.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Verona, nasce l’hub dell’agroalimentare – Via all’hub dell’agroalimentare «Verona ecosistema da replicare».
Un’alleanza a sette Verona, nasce l’hub dell’agroalimentare Iprotagonisti di Verona Agrifood Innovation Hub. Cariverona, Veronafiere, Confindustria, Unicredit, Comune, Università, Cattolica, Eatable Adventures Via all’hub dell’agroalimentare «Verona ecosistema da replicare» Bricolo: «Sostegno alle start up» Mazzucco: «Risposte concrete» Boscaini: «II ruolo di Confindustria sarà di facilitatore delle attività» 11 rettore Nocini: «È un programma innovativo e irrinunciabile» L’intervento di Giorgetti. L’hub dell’innovazione agroalimentare prende casa in riva all’Adige. La prima pietra è il protocollo e siglato ieri, a Veronafiere, tra un’ampia partnership di attori pubblici e privati: Fondazione Cariverona, Unicredit, Comune, Veronafiere, Confindustria e Università di Verona, Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali) e Eatable Adventures, coinvolti nel progetto.

Fonte: Arena.

Cantine, le misure per la sicurezza e i risvolti giuridici.
Norme e accorgimenti del mondo vitivinicolo da sapere e applicare •• Meno rischi e più sicurezza nelle aziende vitivinicole della Valpolicella, attuando una serie di misure protettive. E conoscendo a fondo aspetti e normative attinenti all’eliminazione o riduzione dei pericoli a livello aziendale, lavorativo, sanitario. Per diffondere una cultura della sicurezza a tutto campo, giovedì 23, a Valgatara, nella Sala Incontri di Valpolicella Benaco Banca, dalle 10.30 alle 12.30 si terrà l’incontro con esperti e operatori del settore «Cantine sicure – Aspetti tecnici e giuridici», aperto a tutti gli imprenditori agricoli della zona, fino a esaurimento dei posti in sala. Dopo i saluti istituzionali del presidente della Bcc Valpolicella Benaco, Daniele Maroldi, e l’introduzione ai lavori del direttore generale della stessa Bcc, Alessandro De Zorzi, il direttore dello Spisal dell’Ulss 9, Mario Virgilio Gobbi, entrerà nel vivo trattando il tema «Rischi nel comparto della produzione vinicola».

Fonte: Arena.

«Tacchi alti almeno 7 cm» Dress code con polemiche.
Cená di gala, spettacolo e per le donne dress code, «tacchi alti, minimo 7 centimetri». E 1’evento«BoJle a cena» serata dl gala organizzata nell’ambito della manifestazione «Bollicine in villa». Cento espositori e produttori di vino da varie regioni l’1 e 2 aprile a Santa Maria di Sala per fare conoscere 11 meglio della vitivinicoltura. E «una serata speciale» 1,1 aprile, come dice l’evento su facebook: vini ricercati, ottime portate, musica, violini, spettacolo, dj e vari artisti,13o gli ospiti, nella maggior parti espositori alla kermesse di Santa Maria di Sala. La cena per cui è richiesto 11 dress code tacco minimo 7 centimetri si svolge all’Osteria Antico Veturo di Trebaseleghe, che mette in chiaro pero di non avere nulla a che fare con l’organizzazione. Nè con la richiesta del dress code.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Più vigneti e più pesticidi in Veneto I rossoverdi: «La Regione intervenga».
NELL’ULTIMO DECENNIO LA SUPERFICIE VITATA E I FITOSANITARI SONO CRESCIUTI SOPRATTUTTO A TREVISO E VERONA. Più vigneti (soprattutto a Treviso e Verona) uguale più pesticidi in Veneto. E l’equazione calcolata dall’opposizione rossoverde in Consiglio regionale, sulla base dei numeri ottenuti dalla Giunta attraverso gli schedari di Avepa e Arpav. «Occorre che la Regione si prepari alla nuova regolamentazione dell’Unione europea», dicono Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon (Partito Democratico), annunciando di aver presentato un’interrogazione con Elena Ostanel (II Veneto che Vo- gliamo) e Cristina Guarda (Euro- pa Verde). I DATI Secondo i dati ricavati in particolare da Zanoni, nel giro di una dozzina di anni la superficie agricola veneta destinata alla viticoltura ha registrato un progressivo aumento, passando dai 74.897 ettari della campagna vendemmiale 2009/2010 ai 101.165 della stagione 2021/2022. L’incremento è stato particolarmente rilevante nelle terre del Prosecco e dell’Amarone: a Treviso da 28.156 a 43.417 ettari, a Verona da 26.875 a 30.289. In parallelo fra il 2012 e il 2021 i chili o litri di pesticidi venduti sono cresciuti nella Marca da 3.266.876 a 4.196.197, nella provincia scaligera da 5.631.372 a 6.363.181, tanto che la L’OPPOSIZIONE: «L’UE VUOLE RIDURRE DEL 50% LE SOSTANZE CHIMICHE ENTRO IL 2030. FANNO MALE AD AMBIENTE, SALUTE ED ECONOMIA» media per abitante in Veneto è salita da 3,03 a 3,26, visto che l’ammontare complessivo si è alzato da 14.775.851 a 15.820.826 unità.

Fonte: Gazzettino.

L’eccellenza dei vini traina i territori così Doc e Docg diventano un volano.
Nel nuovo numero del mensile Nordest Economia il crescente successo della promozione enoturistica Maurizio Caiaffa Vino e territorio. Un binomio inscindibile, sul quale negli ultimi anni il tessuto delle imprese vitivinicole del Nordest ha puntato sempre più consapevolmente, proponendo oltre all’eccellenza delle varie denominazioni, anche il racconto delle aree geografiche di provenienza. Se ne parla, con analisi, interviste e approfondimenti, nell’ultimo numero del mensile Nordest Economia, in uscita martedì prossimo allegato al nostro giornale. Il vitivinicolo è un settore trainante per l’economia del Nordest. Per rendere l’idea, in Italia operano 585 aziende, per un valore del mercato 2021 stimabile intorno ai 10 miliardi di euro. I primi 23 gruppi vinicoli contribuiscono al 43% del mercato. Il Triveneto fa il 45% del mercato, con 150 società vinicole e un fatturato di 4,6 miliardi. Come afferma l’imprenditore Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi di Crocetta del Montello, vigneti fra il Trevigiano e la friulana Spilimbergo, si tratta di un settore capace di resistere ai venti contrari che in questi anni certamente non mancano.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

«Nuovi vigneti vicino al Molinetto e c’è pure un bosco raso al suolo».
II comitato Stop Pesticidi denuncia interventi lungo il Lierza, il sindaco: «Verificherò la situazione». Un accorato appello arriva dal Comitato “Stop Pesticidi”, rivolto ai Comuni e all’Associazione per la protezione delle Colline Unesco, affinché vigilino rispetto ai nuovi vigneti, per verificare le autorizzazioni. «Nuovi vigneti si trovano percorrendo lo sterrato che fiancheggia il Lierza, qualche centinaio di metri dopo il Molinetto della Croda, là dove s’incrociano i confini di Refrontolo e di Tarzo», testimonia Dante Schiavon, per conto del Comitato. «L’area ha visto crescere un vigneto là dove insisteva un prato», spiega. «Il cartello del cantiere indica anche un lavoro di “riordino forestale”, sull’altro lato dello sterrato. Non poteva mancare, in abbinata con l’occupazione vitivinicola di un prato, un “taglio boschivo” che, però, dopo un “diradamento forestale” prospicente lo sterrato, fa intravedere, seminascosto, un taglio a raso funzionale all’impianto di futuri vigneti». Schiavon e il Comitato Stop pesticidi fanno notare che «tra l’altro, quel vigneto, piantato in una zona umida non vocata per micro-clima e composizione del terreno, è maggiormente esposto all’attacco di parassiti e di conseguenza richiederà un maggior uso di pesticidi».

Fonte: Tribuna Treviso.

La Docg vain Germania insieme a 25 aziende.
Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg va alla conquista del mercato tedesco. Il Consorzio infatti è presente in questi giorni a `Prowein’, la più importante fiera internazionale del settore in Germania, con 25 aziende che porteranno oltre 100 vini della Denominazione, inclusa la nuova annata, la 2022. «La Germania è da sempre un punto di riferimento importante per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg», sottolinea la presidente Elvira Bortolomiol «si tratta del secondo Paese importatore dello Spumante Docg e il suo valore si attesta attorno ai 47,3 milioni di euro con un volume di 7,6 milioni di bottiglie e un prezzo medio di 6,20 euro a bottiglia».

Fonte: Tribuna Treviso.

Vecchia Cantina e lavoratori in memoria di Katia.
A seguito dell’accordo integrativo aziendale firmato nel dicembre 2022 tra Flai Cgil Siena e Vecchia Cantina di Montepulciano, in cui si prevedeva anche un fondo a sostegno di associazioni sociali del territorio per aiutare chi ha più bisogno, lunedì scorso si è svolto nella bottaia dell’Azienda l’incontro tra i lavoratori, il presidente Andrea Rossi, la vicepresidente Ilaria Chiasserini e le rappresentanti dell’associazione ‘Iosempredonna’ per la donazione, da parte degli stessi lavoratori e della Presidenza con l’approvazione all’unanimità da parte del CdA, di 3.000 euro in memoria della lavoratrice Katia Meacci scomparsa prematuramente qualche mese fa.

Fonte: Siena Free.

I migliori vini sotto i 15 euro secondo Berebene 2023.
Il vino è uno di quei punti fermi per gli italiani. Raramente si rinuncia ad una buona bottiglia di vino durante le cene o i pranzi in compagnia. Sopratutto se la qualità è ottima. Quali sono i migliori vini sotto i 15 euro in vendita in Italia quest’anno? A fornirci una risposta esaustiva è l’edizione 2023 della guida Berebene. Nell’elenco vengono indicati i migliori vini italiani per ciascuna regione, con il relativo prezzo. Il più caro di tutti (caro tra virgolette)? Il Molise Falanghina in Anfora ’21, prodotto dalla cantina molisana Catabbo, il cui prezzo a bottiglia è pari a 14 euro.

Fonte: Investire Oggi.

VINITALY: MERCATO E CLASSIFICHE DEL VINO NELLA DISTRIBUZIONE MODERNA.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Un’anteprima della ricerca, vedi allegato, presenta i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini “emergenti” (a valore).

Fonte: FoodMakers.

Il vino della settimana: quel Trebbiano “fatto in casa” in un palazzo del ‘400.
Tra botti borboniche e contrappesi in pietra viva, nel cuore del borgo abruzzese di Loreto Aprutino, la Cantina Amorotti ha riportato in vita il vino degli antenati: l’omonima famiglia nobiliare di origini mantovane. Tutte le fasi della vinificazione, dalla fermentazione all’imbottigliamento, avvengono nel ventre del palazzo quattrocentesco, oggi di proprietà di Gaetano Carboni, discendente per ramo materno degli Amorotti. Ecco il Trebbiano d’Abruzzo, un vino artigianale, testimone di un territorio in cui l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo, privilegiando il sapore naturale della vigna.

Fonte: Repubblica TV.

Wine Day alla Fortezza: i vini Premium brillano nelle due masterclass di Pignataro e Gardini.
I grandi vini, contribuiscono alla crescita dei territori in maniera proporzionale e complementare. Un vino che racconta il luogo in cui viene prodotto, parla di persone, di tradizioni, di costumi. Un territorio che racconta bene la sua storia, la sua vocazione, offre al vino uno story telling gratuito, reale, invitando al consumo, anche alle fasce più esigenti. Il progetto in divenire del brand “Super Sannio”, è un percorso interessante e praticabile. I player che possono giocare forte ci sono, ma serve il supporto di tutta la filiera. Le aziende che hanno più disponibilità, quelle che producono grandi quantità di bottiglie, sono quelle che possono investire in ricerca e sviluppo. Questo il motivo per cui Enzo Rillo, patron della maison “i vini la fortezza” ha moltiplicato le forze. Pur conservando la produzione dedicata alle linee horeca e GDO, ha investito in un progetto impegnativo
al centro del quale ha messo le sue origini:il sannio.

Fonte: Luciano Pignataro.

Vinitaly: mercato e classifiche del vino nella distribuzione moderna.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Un’anteprima della ricerca, vedi allegato, presenta i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini “emergenti” (a valore). Sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri.

Fonte: Newsfood.

Vino, Zaia: ” Etichettatura e’ un attacco identitario. Non svendiamo a multinazionali”.

Fonte: ANSA.

Terre di Ger presenterà al Vinitaly 6 vini prodotti “secondo natura”.
La cantina friulana Terre di Ger, tra le più importanti realtà italiane nel mondo dei vini Piwi per esperienza e prestigio, scommette sui resistenti e si presenta al Vinitaly (Verona, 2-5 aprile) con ben 6 vini prodotti “secondo natura” da piante che sono fortemente tolleranti alle avversità fungine. 18 ettari tra varietà bianche e rosse, forse una delle superfici maggiori attualmente piantate che permettono un’ampia sperimentazione e maturazione di esperienze sia in campagna che in cantina. L’azienda di Robert Spinazzè, pioniere dei vitigni resistenti a Frattina di Pravisdomini (Pordenone), al confine tra Veneto e Friuli con vigneti anche nelle Coste del Feltrino (progetto “Dolomiti”) e nel cuore delle colline di Jesi nelle Marche, dopo aver inanellato una serie di successi – migliore cantina del Friuli Venezia Giulia per etica, sostenibilità e innovazione all’ultimo Wine in Venice, primo posto in Italia sia come miglior vino assoluto (Feltro 2021) sia come miglior vino rosso (Caliere Rosso 2020) al Concorso nazionale dei vitigni Piwi della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) – arriva al salone veronese con un progetto coraggioso che pone al centro l’uomo e l’ambiente per una resistenza “enoica” alla viticoltura di massa.

Fonte: Apetime-Magazine.

Campania: cresce il mondo del vino, ma bisogna investire ancora.
Per analizzare lo scenario del vino in Campania, come al solito, partiamo dai numeri e, come al solito, facciamo elogio dell’approssimazione: non riportiamo i decimali, procediamo per arrotondamenti onde leggere dati più facili da ricordare, il tutto senza svilire la veridicità dell’informazione. Due dati essenziali a prescindere dal vino, ma utili per circoscrivere lo scenario. In Italia siamo circa 59milioni di abitanti. La Campania ha una popolazione di circa 6milioni di abitanti. Ergo, circa un italiano su dieci risiede in Campania. La superficie della Campania è di circa 14mila kmq, quella dell’Italia è di circa 302mila kmq. Ergo, la Campania arriva al 5% circa della superficie totale del nostro Paese. E detto ciò? Detto ciò, entriamo nel merito del vino in Campania. La Campania pesa solo per il 3% del vino italiano e ancora è inadeguato e sotto la media nazionale il peso delle denominazioni di origine. Si pensi che sono solo 4 le Docg campane: due bianche (Fiano di Avellino, Greco di Tufo) e due rosse (Aglianico del Taburno, Taurasi). Oltre alle 4 Docg, ci sono 15 Doc e 10 Igt. La produzione totale campana è di circa 1.700mila ettolitri. Il peso dei “colori” vede rossi e rosati al 60% e bianchi al 40%.

Fonte: Italia a Tavola.

Vini e spumanti: quali sono i più venduti in Toscana.
Prosecco, Chianti, Sangiovese, Vermentino, Montepulciano d’Abruzzo: sono questi i vini e gli spumanti più venduti nei punti vendita della Distribuzione Moderna della Toscana (totale: iper, super, superette). Lo riferisce l’anteprima della ricerca “Circana (già IRI) per Vinitaly” che sarà presentata a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra sul podio: Ribolla (Friuli V.G.) con +12%; Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) con +10,0%; Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%. Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia).

Fonte: Firenze Today.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Style Selector
Select the layout
Choose the theme
Preset colors
No Preset
Select the pattern