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rassegna stampa del vino di sabato 18 marzo 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 18 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Nei vini del Trentino tutto il gusto dell’ambiente.
Pubblicato il primo Bilancio di Sostenibilità del settore. Ecco tutte le eccellenze del Consorzio Camilla Golzi Saporiti • Bianco, rosso e soprattutto, complice la vocazione storica verso la tutela ambientale, green. Tre colori, ambasciatori della bandiera italiana, che colorano il vino trentino e lo rendono non solo una specialità locale, ma anche un’affermata e soprattutto apprezzata eccellenza made in Italy nel mondo, con tanto di certificazione sostenibile più unica che rara nel settore. Poche parole per descrivere la ricca e rinomata identità vitivinicola della provincia di Trento che lega le proprie origini a un territorio tanto sfidante quanto fertile. Raccolto e concentrato, sembra proprio essere «nato» per il vino. Con una superficie vitata di oltre diecimila ettari, pari all’1,5% della superficie vitata nazionale, questo territorio a forma di farfalla si muove su fasce climatiche e terreni molto diversi tra loro.

Fonte: Giornale Stile.

Il prossimo appuntamento è al Vinitaly con oltre cinquanta cantine in vetrina.
Verona dal 2 al5 aprile un’area di 1.800 metri quadrati per il meglio dell’enologia, delle grappe e dei distillati della Provincia Autonoma • Dal 2 al 5 aprile toma Vinitaly a Verona. La manifestazione per eccellenza legata al mondo del vino è pronta a riaprire i battenti, promettendo un’edizione, niente meno che la 55esima, in grande, grandissimo stile. Con oltre 100mila metri quadrati di superficie disponibile, diciassette padiglioni, più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e in arrivo da oltre trenta Paesi, si annuncia ancora una volta come l’evento tra gli eventi, la tappa clou del calendario annuale del vino. Tra i protagonisti in vetrina, una menzione speciale spetta di sicuro al Consorzio dei Vini del Trentino.

Fonte: Giornale Stile.

La Vitovska frutto del Carso – Vitovska frutto del Carso.
Solamente negli ultimi 15-20 anni questa varietà ha iniziato a conquistare la scena vinicola mondiale di cui oggi è una delle eccellenze. Per molti ancora un vino da scoprire, è uno dei simboli di quella cultura vinicola di frontiera che traccia un ponte tra Italia e Slovenia fatto di buon bere, vigneti da esplorare, cantine da visitare. La Vitovska è un vitigno autoctono originario del Carso triestino. Solamente negli ultimi 15-20 anni questa varietà ha iniziato a conquistare la scena vinicola mondi ale di cui oggi è una delle eccellenze. Per molti ancora un vino da scoprire, è uno dei simboli di quella cultura vinicola di frontiera che traccia un ponte tra Italia e Slovenia fatto di buon bere, vigneti da esplorare, cantine da visitare.

Fonte: L’Identità.

Cheval Blanc, bene le giovani.
Le bottiglie delle vendemmie da12001 a12017sono rincarate di un 5% abbondante Cheval Blanc, bene le giovani di Cesare Pillon La valutazione alle aste delle bottiglie di Château Cheval Blanc, su cui era imperniata questa rubrica la settimana scorsa, terminava con una domanda: quanto ha influito la polemica decisione di Cheval Blanc di rinunciare al titolo di Premier Grand Cru Classè A di Saint Emilion sul ribasso del 16% dei prezzi subito dalle sue bottiglie dal 1947 al 1971? Non ha influito quasi per niente, è la risposta che si può dare adesso, e la si può dare a cuor leggero perché le quotazioni delle bottiglie di Château Cheval Blanc del nuovo millennio, quelle cioè delle vendemmie dal 2001 al 2017, non sono ribassate ma sono rincarate di un 5% abbondante, come testimonia la tabella.

Fonte: Milano Finanza.

Vini Schenk in crescita.
I vini di Schenk crescono in Italia anche se la quota all’estero resta al 70%. II giro d’affari della cantina di Ora (Bolzano) nel 2022 ha infatti toccato i 140 milioni di euro (+7% rispetto al 2021) pari a 55 milioni di bottiglie vendute. Effettuati investimenti in due linee di imbottigliamento ad alta efficienza.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Sulle pendici del Vulture col vino bio si fa la storia del “rinascimento lucano”.
Uno scenario incantevole, quello di Barile, provincia di Potenza, che soprattutto negli ultimi anni ha fatto (legittimamente) versare fiumi d’inchiostro, lanciando il propizio “rinascimento lucano” della viticoltura. In un territorio – caratterizzato da suoli di matrice vulcanica – che non ha mai nascosto la sua vocazione, famiglia Paternoster si occupa di vini da quasi 100 anni. Tre generazioni, iniziate dal capostipite Anselmo, che si sono avvicendate nella gestione di circa 20 ettari di vigne (alcune anche over-fifty) arrampicate sulle pendici del Vulture, collocate fino ai 650 metri, dotate di grande predisposizione, che unite a un lavoro quotidiano puntiglioso, arricchito da convinzioni sostenibili (ora approdate alla certificazione biologica), completano una cura in campagna che genera materia prima sontuosa.

Fonte: Sport Week.

L’Abruzzo protagonista a Slow Wine Fair 2023.
La manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto che si è svolta a febbraio. Organizzata da BolognaFiere, con la direzione artistica di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition e ha riunito 750 cantine selezionate da Slow Food. operatori della filiera del vino provenienti da 21 Paesi e da tutte le regioni italiane. Tra questi, dodici cantine dall’Abruzzo dove il settore vinicolo risulta fiorente, con piccole aziende artigianali e grandi realtà consolidate. Le condizioni naturali e la crescente consapevolezza agricola hanno portato a un aumento del biologico e a una viticoltura a basso impatto.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Un anno record frutto della cooperazione.
Siamo di ne ur bivio a spiegato Si presidente frodita Erenntana Carloh Romanelli -. Non possiamo esimerci da una riflessione più ampia, che porterà anche la nostra cantina ad affrontare un futuro sempre più incerto a causa della crisi recessiva in atto. La nostra idea di futuro ci vedrà impegnati a camminare sul doppio binario della sostenibilità e dell’attenzione ai mercati. A coltivare il valore della cooperazione su più larga scala e a guardare alle persone al territorio come risorsa imprescindibile». «Usciamo dal fermo dovuto all’emergenza Covid- I9, con numeri molto positivi – ha invece sottolineato il direttore di Cantina Frentana Felice Di Biase -. Dal fatturato alla penetrazione sui mercati, il bilancio aziendale 2021/2022 della nostra grande famiglia cooperativa ha l’ano registrare incrementi su tutti i fronti.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Wine Region of the year.
A fine gennaio, nel Palazzo delle Belle Arti di San Francisco, Stati Uniti, il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e il presidente del Consorzio tutela vini d’Abruzzo. Alessandro Nicodcmi, hanno ritirato il premio “Wine region of the year 2022”, assegnato all’Abruzzo dalla celebre rivista a stelle e strisce Wine enthusiast alle realtà vitivinicole più interessanti. Nella motivazione che ha decretato l’assegnazione del riconoscimento si legge: “l’Abruzzo è una regione ricca di tradizione e intrisa di innovazione, una gemma nascosta per gli enofili più appassionati”. A fare la differenza, oltre all’esaltazione delta sua bellezza naturale, anche il legame tra cultura, persone, cibo e musica locali, che fanno dell’Abruzzo “una destinazione ambiziosa per *** od e Wine • • viaggi sostenibili”.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Tornano i vini a San Leucio le eccellenze in vetrina – Vini a San Leucio Terra di Lavoro dentro un calice.
Le eccellenze Vini a San Leucio Terra di Lavoro dentro un calice >Protagoniste le Igt Roccamonfina e Terre del Volturno e le Doc Aversa Asprinio, Falerno del Massico e Galluccio. Oggi e domani «Terra di Lavoro Wines» promosso dal consorzio Vitica Emanuele Tirelli I1 vino racconta il territorio e per questo ha tutte fe caratteristiche per contribuire in modo robusto alla crescita turistica della provincia. Così il consorzio Vitica ha scelto di tornare al Belvedere di San Leudo con la seconda edizione di «Terra di Lavoro Wines», che nel titolo richiama già le note di un appuntamento concentrato sulle cinque denominazioni casertane tutelate dal consorzio: le Doc Aversa Asprinio, Falerno del Massico e Galluccio, e le Igt Roccamonfina e Terre del Volturno.

Fonte: Mattino Caserta.

Vola l’export di cibo e vino: 2023 da record.
Il 2023 inizia con un nuovo record storico perle esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero del l’Istat a gennaio 2023. La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio del 22%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19%mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 12%e in Russia con un -13% fra sanzioni, embargo e guerra.

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.

Consorzio del Lambrusco A Düsseldorf per conquistare gli operatori internazionali.
II presidente Biondi: «Sarà un’occasione per far conoscere le nostre bollicine che con la loro versatilità e immediatezza sono al centro di un rinnovato interesse» II Consorzio Tutela Lambrusco si prepara a partecipare a Prowein, fiera internazionale di riferimento del mondo del vino, in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo, insieme ad alcune aziende del territorio: Pezzuoli, Cantina di Carpi e Sorbara, Cantina Sociale Formigine Pedemontana, Cantine Lombardini, Cantina Settecani, Venturini Baldini, Zanasi. Quello di Prowein rappresenta un appuntamento irrinunciabile per un vino italiano come il Lambrusco, presente in oltre 90 Paesi al mondo. Tra i principali mercati esteri, da sempre, c’è anche la Germania: da una recente indagine condotta da Nomisma Wine Monitor e citata dalla rivista di settore Winenews, il Lambrusco è risultato tra i vini italiani più acquistati sul mercato tedesco nel 2022, menzionato dal 38% dei consumatori intervistati.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Il rilancio del passito di Fogarina.
Lo storico vitigno sarà protagonista anche al Vinitaly II rilancio del passito di Fogarina. Lo storico vitigno della Fogarina, celebrato da una nota canzone, è originario di Gualtieri, precisamente della golena del Po, scoperto oltre cento anni fa quasi per caso. Ora si punta al rilancio di un prodotto di qualità, il vino o il passito di Fogarina, attraverso un’azione che coinvolge la Cantina sociale e il Comune di Gualtieri, valorizzando un prodotto destinato a essere evidenziato pure alla fiera veronese del Vinitaly, a inizio aprile. Intanto, proprio per illustrare qualità e pregi del vitigno, l’altra sera a palazzo Bentivoglio esperti e operatori del settore si sono ritrovati con le autorità locali guidate dal sindaco Renzo Bergamini per conoscere meglio storia e qualità di questo prodotto.

Fonte: Resto del Carlino Reggio Emilia.

Il Prosecco del Friuli sul podio dei vini più venduti nel 2022.
Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. I12023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già Iri) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Nel dettaglio, il vino venduto dalla Distribuzione Moderna ha registrato nel 2022 un calo delle vendite d ell’ 1, 8% a valore e del 5, 4% in volumi. Per quanto riguarda gli spumanti, il calo è stato dello 0,2% a valore e del 4,7% a volumi (-0,2% se si esclude il Prosecco), mentre per i vini liquorosi si è registrato un -8,5% a valore e -12,6% a volumi. Per quanto riguarda i vini più venduti attraverso il canale della DistriIl Prosecco del Friuli sul podio dei vini più venduti nel 2022 distribuzione Moderna, sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti (-11,9% e -3,6% a valore).

Fonte: Messaggero Veneto.

Viticoltura e territori Seminario a Cà Lunae.
Il vino, bene prezioso e nettare foriero di piacere a tutti i livelli, al centro del dibattito in programma oggi alle 16,30 allo spazio accoglienza di Cà Lunae della famiglia Bosoni a Castelnuovo Magra. Organizzazione a cura dall’associazione culturale “Amici di Luni” con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Tema dell’incontro ovviamente il vino a tutto tondo con la presenza del professor Claudio D’Ambrosia, docente ordinario di Coltivazioni Arboree dell’università degli Studi Pisa, facoltà di Agraria che tratterà il tema “L’origine dei vitigni italiani”. L’altro ospite importante è l’enologo Giorgio Baccigalupi, tecnico del consorzio che unisce i produttori dal pregiato Colli di Luni fino a Levanto sul tema del valore della viticoltura ai nostri giorni.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Vino, birre e food: il top all’Annunziata. A Sestri 50 aziende.
Una precedente edizione del Sestri Levante Wine Festival FI ASE Wine Festival, madrina luliana lerugan Vino, birre e food: il top all’Annunziata A Sestri 50 aziende. Al via la terza edizione del “Sestri Levante Wine Festival”. La manifestazione, dedicata ad esperti, intenditori ma anche semplici appassionati, è in programma domani e lunedì all’Annunziata, nelle sale che si affacciano sulla Baia del Silenzio, dalle ore 10 e fino alle 19, con orario continuato. Una cinquantina nel complesso le aziende partecipanti, anche fuori del nostro comprensorio. L’evento ha l’obiettivo di valorizzare tutto il territorio ligure, attraverso la partecipazione di molti produttori di vino e birre locali, nonché di imprenditori del settore food, abbracciando nel contempo diverse regioni d’Italia che saranno protagoniste attraverso le loro cantine e i prodotti d’eccellenza che contraddistinguono ciascuna realtà.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Utopia, il Verdicchio elegante e longevo.
Utopia, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva 2019 é il primo vino marchigiano presente con il sesto posto nella Super classifica 2023 di Gentleman dei migliori 50 vini bianchi fermi. Super classifica in quanto è ottenuta incrociando i voti delle cinque più autorevoli guide italiane dal Gambero Rosso alla Guida dei Vini Vitae dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier), oltre alla Guida Essenziale dei Vini d’italia Doctor Wine di Daniele Cernilli, i Vini di Veronelli e l’Annuario dei Migliori Vini Italiani di Luca Maroni. Segnalato proprio come un vino della tradizione. La soddisfazione Una soddisfazione che parte da lontano per Gianluca Mirizzi, proprietario dell’azienda vinicola di Jesi, Mirizzi di Montecappone e che si estende a tutto il territorio dal momento che, ancora una volta, il Verdicchio arriva in vetta alle preferenze dei maggiori critici italiani.

Fonte: orriere Adriatico Ancona.

«Il vino marchigiano fa volare l’export».
II vino marchigiano vola sempre di più. «Nel 2022 l’export del vino prodotto nelle Marche ha toccato quota 75,6 milioni- spiegano dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che ha elaborato gli ultimi dati Istat – con un incremento di quasi il 26 per cento ( 25,9) rispetto all’anno precedente». A incidere probabilmente anche la fine della pandemia e il ritorno alla convivialità. «Registriamo un dinamismo crescente sui mercati internazionali – spiega il presidente di Imt, Michele Bernetti -, con risultati oltre la media nazionale (+9,8%), che premiano non solo l’impegno delle aziende, ma anche lo sforzo di regia nel mettere a sistema la promozione a livello consortile e regionale, puntando sulla qualità». Secondo l’istituto, l’aumento in valore dell’export, non direttamente proporzionale ai trend dell’imbottigliato 2022, è dovuto da una parte all’indubbia accelerazione sul terreno internazionale delle imprese delle Marche, dall’altra all’aumento forzato dei listini dovuto all’escalation dei costi di produzione.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

Festival del bianchetto e del vino bianchello con chef ed esperti.
Oggi prendono il via due fine settimana dedicati alla buona cucina e al buon vino. È II Festival del Tartufo Bianchetto e del Vino Bianchello di Fossombrone, 39esima edizione. Si comincia alle 9,30 con la «Truffle Experience», ovvero la possibilità di vivere l’esperienza della ricerca del bianchetto accompagnati da tartufai nel bosco delle Cesane. Alle 10 l’apertura della mostra dell’artista forsempronese Leonarda Faggi dal titolo «La mia natura», che anticiperà quella degli stand di corso Garibaldi. La cerimonia della inaugurazione ufficiale alle 16,30 sulle note della banda musicale città di Fossombrone. Alle 15,30 ad attendere i bambini ci sarà il laboratorio «Mani in pasta». Sotto la guida di Letizia, i più piccoli impareranno a tirare la sfoglia e a realizzare le loro prime tagliatelle.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Il 25 e 26 marzo debutta Vinoso! La provincia si unisce nel segno del calice.
Il 25 e 26 marzo, sabato e domenica, il castello di Casale ospiterà la prima edizione di ‘Vinoso! Vini e Sapori del Gran Monferrato, Derthona, Gavi’. Prima, perchè gli stessi promotori della Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato (che coinvolge in oltre 600 km ben 107 Comuni), attraverso le parole del presidente Carlo Ricagni, hanno manifestato l’intenzione di ripeterlo il prima possibile anche ad Acqui Terme e Ovada, e magari pure a Tortona e Gavi. «Si troveranno insieme tutti i vini del Gran Monferrato e non solo. L’idea del vino della Provincia si era persa nel tempo ma mi auguro che questo evento sia innovativo e di grande interesse». U calice per degustare Dalle 11 alle 20 del sabato (inaugurazione alle 12.30) quindi dalle 11 alle 19 della domenica i visitatori del Castello, aperto a ingresso gratuito, troveranno 30 produttori. Vino, ma anche golosità dell’eccellenza provinciale come i formaggi, i salumi e il miele.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Un altro modo di interpretare il Primitivo.
Gira e rigira si finisce sempre per parlare o scrivere di Primitivo. Come potrebbe essere diversamente, quando i dati riportati dall’Aawe lo indicano come il vitigno autoctono più piantato in regione con 13.568 ettari, poco sopra il Negroamaro che ne conta 11.393, preceduto dal Sangiovese e Trebbiano Toscano che restano i due vitigni più piantati in assoluto. Naturalmente parliamo del Primitivo in generale, comprendendo le Doc di Manduria e Gioia del Colle, le Igt Salento e Puglia e anche lo sfuso. II solo Consorzio di Manduria dichiara 3o milioni di bottiglie con un fatturato di circa 195 milioni di euro. La Doc Manduria comprende un territorio molto vario se si guarda alla composizione dei suoi terreni. Si va dalle terre rosse ricche di ossido di ferro che colorano i terreni di quel rosso ruggine molto diffuso nel comprensorio di Manduria, alle terre bianche composte prevalentemente dal disfacimento di rocce calcaree spesso affioranti.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

La Puglia di nuovo protagonista dell’enologia internazionale.
Cinquantaquattro cantine presenti e centinaia di etichette in degustazione a Dusseldorf dal 19 al 21 marzo uglia grande protagonista anche quest’anno del ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo prossimi. Saranno ben 54 cantine e centinaia le etichette che rappresenteranno l’enologia regionale nell’area espositiva istituzionale riservata alla Regione Puglia, Assessorato all’Agricoltura e Unioncamere. Appuntamento dunque nella Halle 17, stand 27 (spazio Enoteca-Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari di approfondimento per addetti ai lavori organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia”.

Fonte: Lo Jonio.

Vermentino, Cannonau e prosecco restano i vini più venduti in Sardegna.
Distribuzione Moderna, buone anche le performance di Carignano e Isola dei Nuraghi Sassesi Vermentino, Cannonau, Prosecco, Carignano del Sulcis, Isola dei Nuraghi, sono i vini e gli spumanti più venduti nei punti vendita della Distribuzione Moderna della Sardegna (totale: iper, super, superette). Lo riferisce l’anteprima della ricerca “Circana (già IRI) per Vinitaly” che sarà presentata proprio a Vinitaly (in programma a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della diciannovesima tavola rotonda su vino e distribuzione moderna, organizzata da Veronafiere. 112022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico.

Fonte: Nuova Sardegna.

Me-doc Protagonisti i veri buoni vini siciliani.
Imperdibile appuntamento al Teatro Vittorio Emanuele sabato 18 e domenica 19 marzo Me-doc Protagonisti i veri buoni vini siciliani a sempre attenta alla valorizzazione e promozione delle eccellenze enologiche, l’Associazione Italiana Sommelier Sicilia volge il suo sguardo allo straordinario territorio messinese, areale produttivo di incomparabile bellezza, circoscritto tra le vette dei monti Peloritani ed i suoi panoramici promontori e valli, talvolta a strapiombo sui mari Tirreno e Ionio e anche compreso dentro il suggestivo arcipelago delle isole Eolie. Luoghi celebri perla mitologia greca e anche per la storia antica dove generazioni da sempre eroicamente producevano uva da vino. Due giorni interamente dedicati ai vini delle Doc: un importante contenitore di appuntamenti tematici ed iniziative dedicate: dal meeting d’apertura volto all’approfondimento della storia, dell’ampelografia e della potenziale ricchezza di questi vocati territori, ancora non del tutto scoperti; e le sfide e gli obbiettivi futuri per queste tre Denominazioni d’origine.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Vino, olio & C., un traguardo storico: export oltre i 3 miliardi.
Trainato da vino, olio e pasta, l’export dei prodotti alimentari toscani ha superato per la prima volta i 3 miliardi, stabilendo un nuovo record. Un risultato maturato in un anno, il 2022, in cui la guerra in Ucraina ha aumentato i costi e l’incertezza, con un balzo dell’u,7% rispetto al 2021. Ricorda Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana: «Dal 2000 il valore delle esportazioni è cresciuto del 18ò%, visto che era poco più di un miliardo. Per il nostro agroalimentare è un momento memorabile, è stata premiata la qualità e la sostenibílità delle produzioni». La Germania è prima tra gli acquirenti, con 494 milioni (più 14%), seguita dalla Francia (353 milioni) e in generale è l’Europa la destinazione principale. Stabili le esportazioni verso Il Regno Unito, mentre gli Stati Uniti sono cresciuti del 20% in un anno. passando da acquistare • 689 milioni di euro di prodotti, agli attuali 827 milioni. Lo stesso ha fatto il Canada. Il vino è il prodotto più esportato con oltre 1,2 miliardi di euro (più 10,4%) venduti. Al secondo posto c’è l’olio, che vale 855 milioni ed è cresciuto del 23%. Poi la pasta con 89 milioni (più 25%), la frutta e gli ortaggi (più 7,4%).

Fonte: Corriere Fiorentino.

Coldiretti. Vola l’export di cibo e vino: 2023 da record.
Il 2023 inizia con un nuovo record storico perle esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero dell’Istata gennaio 2023. La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio de122%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19% mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre dato negativo in Cina con un calo del 12%e in Russia con un -13%fra sanzioni, embargo e guerra.

Fonte: Tirreno.

Stefano Cinelli Colombini: «Il Brunello di Montalcino è storia. Ma è anche futuro».
Incontrare Stefano Cinelli Colombini significa entrare nella storia del Brunello di Montalcino. Ma anche guardare al futuro della zona. Perché il passato insegna e ci prepara ad affrontare meglio le prossime sfide. Difficile, chiacchierando con lui, prendere appunti: semplicemente ci si immerge in quello che Montalcino è stato e che sarà, in una sorta di piccolo mondo antico che sa diventare moderno. Alla Fattoria dei Barbi si respira la storia del Brunello, ma c’è anche la sensazione, chiara e netta, che non ci sia seduti sugli allori, ma che si cerca di stare al passo con i tempi, senza seguire le mode a tutti i costi.

Fonte: Identità Golose.

Navarra, dalla tenuta abbandonata alla cantina sostenibile in Sicilia.
Dalla Sicilia una storia di famiglia, sacrificio e buon vino: i Navarra ci aprono le porte della loro tenuta, un tempo abbandonata e oggi esempio di sostenibilità. La chicca da non perdere? Battichiè, un Nero d’Avola di grande personalità. Come tutte le storie che vale la pena raccontare, anche quella di Tenute Navarra comprende il vissuto di una persona e della sua famiglia. Salvatore Navarra, che dell’azienda siciliana è il business relationship manager, racconta: “Mio padre Totò Navarra senior è tornato alle sue origini. Nato e cresciuto nell’entroterra della provincia di Caltanissetta, lascia i campi della Sicilia del dopoguerra per andare a Londra e ci rimane fino alla fine degli anni Ottanta.” Di nuovo nell’isola, dà vita a diverse aziende finanziandosi con la vendita della sua unica casa e da visionario mette in piedi una realtà importante nel mondo dei servizi che costituiscono ancora il cuore degli interessi di famiglia. “Sono stato un bambino diventato subito adulto, almeno nella coscienza delle cose, nella ponderazione dei fatti quotidiani, nella responsabilità.

Fonte: Reporter Gourmet.

Vinitaly: meno vino nel carrello della spesa ma Prosecco n.1.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19/a tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere.

Fonte: ANSA.

Vino: Prosecco, Chianti e Lambrusco ai primi posti per performance.
Vino e distribuzione moderna è il titolo della tavola rotonda che si tiene a Verona, nella cornice del Vinitaly 2023 (2-5 aprile) e nella quale Circana (ex IRI) presenta i dati generali delle vendite 2022, la classifica dei vini e degli spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della gdo, e la classifica dei vini emergenti (a valore). Sul podio, il prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri.

Fonte: Mark Up.

Com’è il secondo vino di un grandissimo produttore (Chateau Margaux).
L’occasione fa l’uomo ladro e dopo il piccolo vino di un grandissimo produttore ci sono ricascato: come sarà il second vin di un grandissimo Chateau di Bordeaux? Ho pescato un’annata buona (1998) a un prezzo “vantaggioso” (150 €) del Pavillon Rouge di Chateau Margaux, conservato per un mesetto e poi avidamente stappato con tutte le aspettative del caso. Un inizio timido e un po’ legnosetto mi ha fatto pensare al peggio ma se c’è una cosa che ho imparato sui Bordeaux è che sono come un diesel: partono lenti e rumorosi ma quando entrano in coppia iniziano a correre, trainando gusto, piacere e stati d’animo di chi li beve. Dopo neanche un’ora infatti così è stato: fragole in confettura e sottobosco, poi cenere, cuoio, pepe nero, beva carnosa ma comunque pimpante orchestrata da una vivacissima acidità e un tannino sabbioso che abbranchia lingua e gengive senza però affaticarle.

Fonte: Intravino.

Vinitaly, nel 2022 cala vendita del vino: sul podio il prosecco.
Questo il quadro – che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly, in programma a Verona dal 2 al 5 aprile – emerso nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, mostra sul podio Ribolla (Friuli V.G.), Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) e Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana). Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora critico per i volumi, ma potrebbe esserci un recupero nel secondo semestre. Questo il quadro tracciato dall’istituto di ricerca Circana che verrà presentato a Vinitaly a Verona dal 2 al 5 aprile. Sul podio delle vendite nell’anno 2022 il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri.

Fonte: Sky TG24.

Lo stato che consuma più vino al mondo è questo, non ci avresti mai pensato.
Non ci crederai mai, ma lo stato che consuma più vino al mondo è il Vaticano. Non è la Francia, come si potrebbe facilmente credere, che si piazza solo al secondo posto, subito dopo lo Stato della Chiesa. La notizia è stata appena lanciata dal quotidiano italiano Libero che riporta la classifica annuale stilata dal prestigioso ente americano “California Wine Institute”. Se sei curioso di saperne di più, non ti resta che continuare la lettura. Il Vaticano è lo stato che consuma più vino di tutti. Lo Stato dei prelati si posiziona primo nella classifica dei maggiori consumatori di vino del mondo intero. La notizia, rilasciata dal “California Wine Institute” che ogni anno analizza i consumi di ciascuno stato del nostro pianeta, ha spiazzato tutti. Non ci si aspetta che uno Stato che è il regno dei cardinali, vescovi e alti prelati sia il maggior consumatore di vino al mondo.

Fonte: Wine and Food Tour.

Ecco i dieci vini italiani più amati dai tedeschi.
Lugana, Prosecco e Primitivo spopolano in Germania, secondo mercato per l’export, insieme ai rossi toscani e veneti: alla vigilia del Prowein, il Gusto anticipa i dati dell’Osservatorio Wine Monitor e Vino.com. Tedeschi pazzi per Lugana e Prosecco, con quest’ultimo in crescita nei consumi di quasi il 30%, sia in versione Doc sia Docg. Alla vigilia del Prowein, fiera internazionale del vino (19-21 marzo) in cui Düsseldorf si prepara a ricevere i produttori vinicoli di tutto il mondo, la Germania si conferma il secondo mercato di export del vino italiano, dopo gli Stati Uniti.

Fonte: la Repubblica.

Prosecco, Chianti e Lambrusco sul podio per le vendite di vino nel 2022. Anno difficile per l’aumento dei costi.
L’anteprima dei dati del mercato del vino nella Distribuzione Moderna raccolti dall’istituto di ricerca Circana (già Iri). Lo studio verrà illustrato in dettaglio a Vinitaly, a Verona dal 2 al 5 aprile. Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere.

Fonte: la Repubblica.

Vino. Prosecco, Chianti e Lambrusco i vini più venduti nel 2022. Circana: flessione del 5,4%.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere.

Fonte: Agricultura.it.

Crurated, ma non solo: quando il vino incontra gli Nft.
Per quanto possa compensare in campo e in cantina, il mercato enologico rimane sempre irrimediabilmente in debito con la CO2 nell’atmosfera per i costi ambientali del trasporto. Oggi però è possibile acquistare e godersi un buon vino senza far viaggiare ai quattro angoli del mondo tonnellate di vetro ogni anno. Il segreto sono gli Nft (Non Fungible Token , certificati digitali di possesso), che permettono di possedere preziose bottiglie che, fino al momento di essere stappate, vengono conservate in caveau a prova di umidità e a temperatura ideale, per il bene del vino stesso oltre che dell’ambiente.

Fonte: Business People.

Se l’energia del vino alimenta la Formula 1.
L’ultimo capitolo dell’evoluzione di Caviro è il nuovo impianto di bioLng, che permetterà di liquefare il biometano gassoso prodotto nel sito di Faenza e poterlo così trasportare facilmente in bombole alle stazioni di rifornimento, per alimentare veicoli pesanti della zona. A dimostrazione che nell’uva c’è tanto più del vino. Per il gruppo Caviro, che con una produzione di 600mila tonnellate di uva all’anno è la più grande cooperativa vitivinicola in Italia (controlla marchi come Tavernello e Cesari), l’affermazione si può tradurre in tre numeri. Sono oltre 160 i sottoprodotti ottenuti dagli scarti delle filiere agroalimentari che diventano a loro volta materia prima per aziende farmaceutiche, alimentari, chimiche e industriali, per il settore energetico, cosmetico, edile.

Fonte: Il Sole 24 Ore,

STAMPA ESTERA

Le vin géorgien, la Russie et nous.
Un début de mois de février, à Tbilissi. Salomé Zourahichvlli, présidente de la Géorgie, reçoit un aréopage d’influenceurs et de journalistes invités par son ami Gocha Chkhaidxe, charismatique entrepreneur dans le vin, sous l’étiquette Askaneli – 14 millions de bouteilles chaque année. Son initiative d’inviter n’est pas à prendre à la légère. Jusqu’à récemment, il vivait de l’exportation des deux tiers de sa production vers la Russie, un marché qu’il connalt par coeur et où 11 a ses entrées. Aujourd’hui, cet homme jovial veut conquérir le monde, pas seulement parce qu’il y croit, mais parce qu’il y est obligé : commercer avec la Russie n’est plus aussi simple qu’auparavant. Et, bien sûr, la présidente franco-géorgienne en fait une affaire personnelle. Qui imaginerait Emmanuel Macron recevoir ainsi journalistes et blogueurs pour célébrer un producteur local? Mais dans ce pays où règne une tension extrême entre les clans politiques – pro ou antirusses -, les autorités paraissent au moins unies derrière l’un des rares produits d’exportation qu’il faut soustraire à l’emprise de Moscou. Qu’un industriel du vin tente de se faire connaltre des marchés asiatiques, européens et américains est un signe clair du changement des temps. La guerre en Ukraine pèse lourd sur ce petit pays pourvoyeur de vin au monde russe depuis que les tsars ont mis les pieds à Tbilissi, au XIX” siècle. «ri est tres difjicfle pour nos producteurs de s’arracher au marché russe. Là-bas, tout le monde cornait le vin géorgien, qui a été le premier fournisseur pendant si longtemps – notamment d l’époque de Staline, qui était géorgien. Au contraire, dans les autres pays du monde, personne ne nous contant, et nous devons séduire des consommateurs beaucoup plus sophistiqués que ceux du marché russe : la reconversion va être très longue », nous dit Ana Chei.shvllf, conservatrice du patrimoine à Tbilissi et historienne. Dans les années 2000, certains ont envisagé que la voie de l’émancipation passerait par le vin nature, breuvage sans additifs, dont la Géorgie avait le talent inné grâce á l’élevage du vin dans des jarres de terre cuite, les a qvevri». Cette technique longtemps sous-estimée par les Géorgiens eux-mêmes a fait du pays une destination culte dans le petit monde des pionniers du vin nature, excédés par l’excès d’adjuvants chimiques et les arômes de vieux chêne. Mais cela ne changea rien à la dépendance au marché russe. Il suffit de regarder les chiffres, qui racontent une autre histoire que celle dont les Géorgiens rêveraient. Selon l’agence nationale du vin, en 2022, la Géorgie a produit 103 millions de litres et en a exporté 70 millions vers la Russie, 20 millions de plus qu’en 2021. Faute d’avoir accès aux vins du monde entier, les Russes se jettent depuis un an sur le vin géorgien.

Fonte: Figaro.

A Wine Columnist Walks Into a Natural -Wine Bar .
I’M A SELF-CONFESSED naturalwine skeptic. I’ve had some natural wines that were pleasant and many that were not. I just don’t get what the fuss is about. So I decided to taste the wines in their natural habitat: natural-wine bars. Perhaps I had been missing out on an important piece of the experience. The natural-wine movement is quite strong right now. You can find natural-wine bars all over the world, and New York City—on Manhattan’s Lower East Side and in Brooklyn’s Williamsburg, in particular—is a real stronghold. If I was going to get a clearer impression of natural wine and perhaps taste some better wines, these New York neighborhoods seemed like good places to start. Over the years, I’ve heard various definitions of what makes a natural wine. Noah, the bartender at Skin Contact in Manhattan, defined it this way: “It means there’s no intervention in the cellar—nothing added, nothing taken away. Natural is the concept that you’re tasting grapes and that’s it.” Diego, the bartender at Have e Meyer in Brooklyn, had this take: “Natural means they don’t put any chemicals in the wine. It’s a respect for nature.” This is one of my frustrations with natural wine: The more people define it, the more confused I become. The best I can figure, it’s natural if its producer declares it as such. I started my natural-wine bar crawl at the Ten Bells, a veritable natural-wine institution. When it opened on the Lower East Side in 2008 it was one of few all-natural wine bars in New York; not many bars served natural wine, let alone made it their entire focus. (A second location opened in Brooklyn’s Bushwick neighborhood in 202L) The Ten Bells is a dark, woodpaneled place with a decidedly clubby feel, but the bartender, Rusudan, was as sunny as the bar was Perhaps the wine was too complex for a naturalwine tyro such as myself. dark. She greeted my friend and me with a smile and handed us a list of wines by the glass. When I said I didn’t know much about natural wine, she offered to let us taste a few samples. How about an orange wine? I proposed. “Orange wine is a little drier than white wine,” Rusudan said and offered me a taste of a wine that was tannic and oxidative and kind of gritty—reminding me why I don’t like orange wine.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Diplomatic Dispute Becomes Grape Growers’ Crisis.
‘You have to seriously think: Is it worth continuing on?’ MAURO TRAVAG LIONE, who grows grapes near Waikerie. For years, China’s thirst for Australian wine seemed insatiable. Chinese drinkers were so passionate about big-bodied red wines from Australia that many vineyards replaced white grapes with darker varieties. Wineries even reverted to using corks — instead of convenient screw tops — because Chinese consumers liked the traditional plug. But then everything unraveled. In April 2020, Australia’s prime minister at the time, Scott Morrison, called for an independent investigation into the origin of Covid-19. Beijing was furious, denouncing “political games” meant to assign blame for the pandemic. In response, China unleashed its overwhelming economic might. It imposed a punitive tariff on Australian wine, and the country’s biggest overseas market vanished almost immediately. Sales to China plummeted 97 percent that first year. Storage tanks overflowed with unsold vintages of shiraz and cabernet sauvignon, pressuring red grape prices. Australia’s grape growers are still suffering. This year, there is even less demand for red wine. Farmers are facing a choice between selling grapes at a huge loss or keeping costs to a minimum and not harvesting. Grape growers like Mauro Travaglione are even questioning the future of their family business. On his 130-acre farm in Australia’s Riverland region outside Adelaide, Mr. Travaglione has not produced any wholesale red wine since the tariff came into effect. Last year, he sold his red grapes to other wineries and felt lucky to do so, even though he barely covered his costs. “Every day is a struggle,” said Mr. Travaglione, whose family has lived in Waikerie, a rural town in the state of South Australia, since his parents bought a small fruit farm there in 1966. “You have to seriously think: Is it worth continuing on?” When the Chinese market was emerging, Beijing dangled entry as a carrot. Now that its economy is entrenched as the world’s second largest, the threat of losing access to China’s 1.4 billion consumers is a stick that few countries or industries can afford to provoke. China has applied political pressure on Taiwan by blocking imports of the island’s pineapples, apples and fish. When Lithuania cozied up to Taiwan, China imposed an unofficial trade blockade on the Baltic nation. In recent months, China has embraced a softer approach to diplomacy, fueling optimism that trade relations with Australia may improve.

Fonte: New York Times.

Investir dans le vin : gare à la gueule de bois ?
Cet actif tangible peut générer des gains sur une longue durée, mais sans garantie DES ACTEURS EN LIGNE PROPOSENT DES MANDATS DE GESTION COMME POUR UN PORTEFEUILLE D’ACTIONS, AVEC DES FORMULES «CLÉS EN MAIN». Mêlant les aspects plaisir et finance, le vin est un placement singulier qui ne doit pas faire tourner la tête. Jouant un rôle de diversification dans un patrimoine, pour pouvoir espérer rapporter, ce noble breuvage doit être conservé plusieurs années. «Le côté ludique et tangible et le fait que cet actif non coté soit décorrélé des marchésfinanciers sont autant d’arguments qui séduisent de nombreux épargnants, qu’ils soient néophytes ou connaisseurs en vins », reconnaît Laure Vasco, responsable de l’offre Produits et partenariats de Cyrus Conseil, qui propose depuis quelques mois un éventail de solutions dans cet univers. Pas question de se laisser griser par des achats et des reventes express de bouteilles avec de juteuses plus-values à la clé. Proposées en ligne, ces promesses aguichantes sont trompeuses et la gueule de bois est garantie. Pour accéder à ce placement alternatif, les chemins sont multiples. Une piste consiste à se constituer une cave physique. «A l’instar d’une sélection d’actions cotées pour se bâtir un portefeuille, la création d’une cave d’investissement doit jouer la diversification avec des valeurs sûres et des montantes», indique Vincent Martins, directeur général de Wakerstone, cabinet spécialisé dans l’ingénierie patrimoniale. On parle de cave d’investissement à partir d’une valeur de 5000 euros. «Pour mémoire, le vin détenu en direct ne génère pas de rendement. Aussi, pour espérer un jour empocher des gains, il faudra acheter des bouteilles de qualité, les stocker dans de bonnes conditions pour qu’elles ne se détériorent pas et ensuite les revendre. La conservation des factures d’achats est un gage de traçabilité et de transparence», ajoute ce dernier. Reste qu’il faut disposer de connaissances et des réseaux pour acheter des vins susceptibles de se valoriser. Voilà pourquoi, depuis quelques années, des acteurs en ligne proposent des mandats de gestion comme pour un portefeuille d’actions, avec des formules «clés en main » facturées entre 3 % et 8 %, et parfois offrent la possibilité de mettre en place une épargne programmée. Bouteilles dès 50 euros Ces professionnels font payer leurs services pour acheter, stocker et revendre pour le compte de leurs clients. Ainsi, les propriétaires de cave en ligne peuvent, s’ils le souhaitent, ne jamais voir la couleur de leurs nectars.

Fonte: Monde.

The artist who became a Bordeaux vigneron.
Don’t filter your wine. Filter your customers.” This is clearly the most valuable bit of advice ever received by artist Fabrice Domercq. He quoted it to me both times we met recently, once at a tasting of his no-additive wines organised by UK importer Dynamic Vines and at a subsequent meeting I arranged because I was so intrigued by his story and its relevance to Bordeaux’s current crisis, in which all but the top layer of châteaux are running at a loss because demand for basic Bordeaux has fallen so much. Domercq was born in Paris in 1965. As a young adult making his way in the worlds of art and design, he was drawn to Italy, where he spent 15 formative years “discovering love, food and wine”. His work has been exhibited, inter alia, at the Musée des Arts Décoratifs and Fondation Cartier in Paris, and he continues to create at home in Brussels, where he now lives with his Belgian wife and family. He works “not in a studio but always at the kitchen table. An onion skin can be as rich as marble — it’s just a matter of scale.” What turned him into a vintner was his mother’s purchase of a house on the banks of the Dordogne on the northern edge of Bordeaux’s Entre-Deux-Mers wine region in 2006. “It was a very beautiful old wine house, very isolated,” he says. It also came with four hectares of vineyards whose produce had until then been sent straight to the local co-op. “So then I thought, ‘Why not try to create wine?'” His first reaction was to call one of the best friends he had made in Milan in the 1980s, the designer Jasper Morrison. “We’re both a bit crazy ati pve tº,d?ó thins together. They started with a plot of just 0.6ha of grapes. “We knew nothing about wine except drinldng it,” he says. “That was a good thing because if I’d known what was involved in producing wine, I’d never have started. But it all carne very naturally.” He was helped initially by a friend, Béarn vintner Paul Bordes, who would come to Bordeaux to consult informally with wine producers. At the end of a long day visiting châteaux, Bordes would drop in on Domercq to taste the young juices. “As I knew nothing, I was a very good pupil,” Domercq says. A name was chosen for the business — Ormiale — an amalgam of the names of Domercq’s sons Igor, Alexandre and Achille as well as Morrison’s son Milo. Morrison moved to Japan early on in the enterprise and so became less involved. But Domercq stuck with it and found himself commuting more than 900km from Brussels to oversee the project. (He still does an astonishing amount himself, even wrapping each bottle in tissue paper. “It’s a way for me to create something from A to Z,” he says.) His customer filtration came into effect as early as 2009, by which he had made only a handful of vintages.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 17 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vini lucani, masterclass al Vinitaly con Grifalco e Parco dei Monaci.
Ancora eccellenze lucane nella maggiore kermesse dedicata ai vini di prestigio. Nell’ambito del Vinitaly a Verona, in programma dal prossimo 2 a15 aprile, si svolgerà una masterclass di grandi produttori di vino di Micro Mega Wines. A rappresentare «Tra centro e sud Italia: vini di potenza ed eleganza», ci saranno due azienda. C’è quella Grifalco con il suo Aglianico del Vulture 2018 Damaschito Doc, prodotta dai fratelli «Piccin, che in Basilicata stanno diversificando la loro produzione di Aglianico in base ai comuni e ai crudi provenienza delle uve». E poi la pluripremiata Tenuta Parco dei Monaci di Matera con il suo Spaccasassi 2019 Moro di Matera Doc, che «sta facendo un lavoro encomiabile per valorizzare una Doc poco conosciuta, con un intelligente assemblaggio di Primitivo e uve internazionali».

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Filippo, così il prosecco è più giusto.
Polegato jr, ad di Astoria, e le campagne social Si guarda intorno, scuote la massa di capelli, sorride a chi gli sta vicino, e dice: «sono un ragazzo fortunato. Dove vivo conta più il mio cognome che il colore della mia pelle». Filippo Polegato è il nuovo amministratore delegato di Astoria, storica azienda del Prosecco. È cresciuto a Cornuda (Treviso), da quando è stato adottato assieme al fratello Wilson, dalla Colombia. «Anche grazie ai miei genitori non mi sono mai sentito vittima di razzismo», racconta. Ora, a 32 anni, papà Paolo lo ha portato al timone di un gruppo da 17 milioni di bottiglie (7o ettari, 65% vendute in Italia, il resto in i6o Paesi, 12 milioni di euro di fatturato), ` con base nella tenuta Val del Brun. «Non ci limitiamo a produrre Prosecco Doc e Docg di qualità, Astoria ha due y aspetti che la rendono una cantina diversa dalle altre.

Fonte: Corriere della Sera 7.

E infine un sorriso di Fausto.
UN SORSO DI FAUSTO COPPI POSSEDEVA VIGNETI E INVESTIVA NEL SETTORE. DAL 2007 FRANCESCO BELLOCCHIO, NIPOTE DEL CAMPIONISSIMO. PRODUCE A CASTELLANIA UN GRANDE BIANCO CHE PORTA IL NOME DEL NONNO Fausto Coppi e il fratello Serse In una rara foto d’epoca mentre seguono il lavoro in cantina. II Campionissimo dl Castellania possedeva vigneti e investiva sul vino. «Viveva la terra come un grandissimo valore» ricorda il nipote Francesco Bellocchio (nella foto In alto). LA BOTTIGLIA Fausto – prima vendemmia nel 2007 – è II vino più rappresentativo di Vigne Marina Coppi. che esalta tutte le peculiarità del Timorasso: profumi complessi ed eleganti. mineralità, sapidità, calore e freschezza. «Un anima da rosso nel corpo dl un blanco. un vino di livello: non potevamo che dedicarlo al nonno» spiega Bellocchio.

Fonte: Gazzetta dello Sport G.

Retrogusto – La vite è una cosa meravigliosa – Tenuta di Biserno, il progetto che riunisce gli Antinori.
Bibbona è un piccolo comune dell’Alta 1.1 Maremma che confina con la ben più nota Bolgheri e condivide con essa anche il destino enologico, fatto di un terroir unico, di un terreno calcareo-argilloso, del benefico sbuffo della brezza marina, di un’esposizione generosa, ciò che ne fa terra d’elezione dei vitigni internazionali. Qui a Bibbona ha casa la Tenuta di Biserno, l’azienda sotto la quale un paio di decenni fa si riunirono i tre rami della famiglia Antinori, quelle di Lodovico (il padre di Ornellaia e Masseto), di Piero (dei Marchesi Antinori) e di Ilaria, che di vino non si è mai occupata.

Fonte: Giornale.

Vino ma anche distillati di qualità: un brindisi speciale per tutti i papà.
Un regalo mai banale per i wine lovers: rosso, bianco o bollicine, non fa alcuna differenza Ma non solo, un buon liquore fa sempre centro Un brindisi speciale in una giornata speciale. Non c’è occasione migliore, e modo migliore, per festeggiare il papà che un brindisi in famiglia. Regalare una bottiglia di vino non è mai qualcosa di banale: è un pensiero che, arriva dritto al cuore. Bianco, rosso o bollicine, non fa differenza. Se il papà in questione è un wine lover rimarrà colpito. Per andare sul sicuro, optare per un grande classico che arriva dalla Valpolicella è la scelta migliore. Qui ci sono tante cantine di qualità tra cui Tedeschi con il suo Capitel Fontana Recioto della Valpolicella DOCG Classico, vino di grande struttura ma dolce, quasi come un padre.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Speciale Festa del papà.

Pazzo clima: vigne di altura, ulivi al nord e mango siciliani.
Al Salone del Vino di Torino il rapporto tra meteo e nuova geografia delle produzioni agricole e vigne traslocano in montagna, anzi in alta montagna, sulle vette delle Alpi, per via del cambiamento climatico. E se in Sicilia si coltiva il banano e frutta esotica come mango e avocado al posto di limoni e arance, la coltura dell’ulivo e la produzione di olio si spostano sempre più al nord, in zone impensabili come il Piemonte. Stessa sorte tocca anche ai vitigni che, per via delle alte temperature e la mancanza di acqua, si spostano e vengono coltivati sulle Alpi e in Val di Susa.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Da Düsseldorf al Vinitaly a Verona, il meglio in mostra.
In attesa della fiera Vinitaly (che aprirà H 2 aprile a Verona) da domenica 19 marzo il mondo del vino si incontrerà al Prowein di Düsseldorf. Lo stand del Consorzio, in collaborazione con Trentino Marketing, sarà nella Halle 15/E51 con un’ampia selezione di tutte le denominazioni regionali.

Fonte: Messaggero.

Trentino Tra i vigneti dove l’ambiente sposa il gusto.
Tra i vigneti dove l’ambiente sposa il gusto Il Consorzio Vini della regione gli obiettivi prioritari la difesa ha approvato il primo Bilancio del paesaggio e la qualità di sostenibilità che fissa tra delle produzioni vitivinicole FIORI ALL’OCCHIELLO SONO LA NETTA RIDUZIONE DELL’USO DEI FITOFARMACI CONTRO I PARASSITI E L’ALTA PERCENTUALE DEL RECUPERO DEGLI SCARTI. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Nel caso della produzione di vino in Trentino nel mezzo ci sono invece i vasti vigneti di montagna dove alle promesse seguono fatti concreti. Che poi, raccontati nel primo Bilancio di Sostenibilità approvato dal Consorzio Vini del Trentino, diventano ulteriore spunto per ancora nuovi impegni. «Sostenibile – secondo la definizione ufficiale dell’Onu del 1992 – è un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

Fonte: Messaggero.

Nel segno di agricoltura e turismo: «I due volti della nostra eccellenza».
Dal nostro piccolo punto «di vista, come Trentino vitivinicolo, siamo sempre stati consci che agricoltura e ambiente formano un’unione indissolubile, come un Giano bifronte, che da una parte guarda il rigoglioso crescere della vite verso il cielo e dall’altra vede affondare le radici nella terra e nel territorio». Pietro Patton, presidente del Consorzio di tutela dei vini del Trentino, introduce così il primo Bilancio di sostenibilità. Accanto a lui nel consiglio di amministrazione ci sono imprenditori del calibro del big della cooperazione Luca Rigotti (appena riconfermato a Bruxelles presidente del Gruppo Vino di Copa-Cogeca, la principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea) o Marcello Lunelli, della Ferrari, la cantina italiana più premiata al mondo nel settore delle bollicine. Patton è anche senatore del gruppo delle Autonomie.

Fonte: Messaggero.

La grappa, metodi e vinacce locali per un vero distillato di tradizione.
PER OTTENERE L’AMBITO MARCHIO DI QUALITA, I DISTILLATORI DEVONO CONSEGNARE UNA CAMPIONATURA PER I TEST IN LABORATORIO I VALORI. In tempo, seppure amata dagli alpini, era la Cenerentola degli spiriti. Oggi, diventata più morbida e meno pungente, la grappa è una delle eccellenze del made in Italy e quella trentina è sicuramente tra le più buone grazie ai profumi di erba, mela, banana, fragola, frutta esotica, nocciola, giacinto, pesca, lampone, mughetto, moscato, rosa e poi al dolce e all’amaro che si percepiscono in bocca. Da un anno l’Istituto tutela grappa del Trentino con i suoi 26 soci e il Consorzio vini promuovono insieme vini e distillati trentini. Anche nelle distillerie – così come nel caso dell’enoturismo – si sta sviluppando il grappaturismo. Un mondo affascinante, infatti, tutto ancora da scoprire.

Fonte: Messaggero.

Uno scrigno di sapori racchiuso nelle montagne.
Dossier Il Consorziò di tutela del Trentino raccoglie 91 produttori, che grazie al clima dolomitico sono in grado di offrire una grande varietà di vini: 8 bianchi, 9 rossi, 3 dolci, 3 spumanti Uno scrigno di sapori racchiuso nelle montagne. L’immagine è forse abusata, • ma è quella giusta: uno scrigno. Cioè, spiegano i dizionari, «piccolo forziere o stipo, per riporvi e custodirvi oggetti preziosi». Cos’altro è, altrimenti, un territorio vitato come quello del Trentino, che si sviluppa dalle sponde del Lago di Garda per passare a fondo valle e poi salire fino ai ripidi pendii delle aree dolomitiche? Dal punto di vista enologico è una viticultura di montagna che con i 10 mila e 200 ettari vitati è ben più di un continente in cui la diversità di aree climatiche, suoli, uve, sistemi di allevamento, stili produttivi regalano agli appassionati strepitosi vini. 1174% a bacca bianca, il 26% a bacca rosa. Un record per le tante varietà allevate, dove accanto a Pinot grigio e Chardonnay (il 50% del totale), c’è spazio per Teroldego, Sauvignon, Muller Thurgau e via elencando senza dimenticare chicche che solo qui danno il meglio.

Fonte: Messaggero.

Export, in Piemonte mais in flessione del 18,4%.
Nel 20211e imprese agricole del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta hanno prodotto 1’1,44%del valore aggiunto dell’area, mentre in Italia la produzione agricola corrisponde al 2,19% del totale. Il settore primario ha un peso maggiore in Piemonte (1,60%), rispetto a Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (1,27%) e Liguria (1,02%), ultima regione italiana in questo senso. È tuttavia ligure la prima provincia del Nord-Ovest per Incidenza del valore aggiunto agricolo su quello totale dell’area: si tratta di Imperia, che con un peso del 5,50% è anche 2lesima in graduatoria a livello nazionale. A seguire, 4 province piemontesi, tutte con incidenze superiori al 2%: Cuneo, Asti, Vercelli e Alessandria.

Fonte: Sole 24 Ore Nord Ovest.

I vini al top di quattro regioni mostrano le loro meraviglie.
Vetrina per tutte le 116 etichette che si sono meritate le “quattro viti” Tra le eccellenze ci sono quelle di due cantine cesenati: Casali e II Plino. Quattro regioni con i loro vini migliori. I125 marzo, alla fiera a Pievesestina, si terrà l’evento della “prima” al Palazzo del Turismo di Riccione nel 2022, che torna, potenziato, nel padiglione eventi a Cesena. È “Esperienze di Vitae”, gran galà dedicato ai vini top premiati dalla “Guida Vitae”, la `bibbia” del vino secondo l’Associazione Italiana Sommelier (Ais). Romagna, Emilia, Marche e Umbria sono le regioni coinvolte. Se ne è parlato ieri mattina presentando in fiera l’evento, alla presenza di Adolfo Treggiari, presidente di Ais Romagna, Luca Manfredi, presidente di Ais Emilia, Pietro Marchi presidente di Ais Umbria, e Raffaele Papi, vice presidente di Ais Marche.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

‘Michiletta’ rinasce – L’osteria più antica si rinnova Michiletta, al via la gestione Roseto.
II titolare Simone Rosetti: «Fedeli al territorio e alla stagionalità con una grande cantina» Boom dei locali pubblici, le associazioni: «Segno di vitalità ma occorre qualificare l’offerta» L’osteria più antica si rinnova Michiletta, al via la gestione Rosettu Ieri l’inaugurazione del ristorante in via Strinati. L’ex titolare Rocco Angarola è il primo cliente. «Resteremo fedeli al territorio e alla stagionalità ma con una grande attenzione all’offerta del vino» di Luca Ravaglia 1l primo cliente è il più emozionato di tutti. II primo cliente della nuova Osteria Michiletta è il suo storico e ormai ex gestore, Rocco Angarola, che in un ruolo per lui decisamente inedito, aspetta seduto al tavolo l’arrivo della prima portata.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Vini top di Ais alla Fiera ‘Esperienze di Vitae’, il gran galà dedicato alle migliori etichette.
Sabato 25 marzo saranno premiate 116 cantine di Romagna, Emilia, Marche e Umbria e nel pomeriggio alle 14 saranno aperte le porte al pubblico e alla platea degli appassionati per le degustazioni di Annamaria Senni Per i ‘winelovers’ (gli amanti del vino) arriva l’evento dell’anno. Sabato 25 marzo alla Fiera di Cesena si terrà ‘Esperienze di Vitae’, il gran galà dedicato ai vini top, premiati dalla Guida Vitae 2023, la ‘bibbia’ del vino secondo Ais, l’associazione italiana Sommelier. Degustazioni aperte al pubblico dalle 14 in Fiera (entrata 25 euro; 15 euro per i soci Ais) dove calici tintinnanti saranno riempiti da 696 bottiglie di vino. «Una manifestazione riservata alle eccellenze, come testimoniano i vini e le cantine protagonisti della kermesse che hanno ottenuto le ‘Quattro Viti’ nella guida – dice il presidente Ais Romagna Adolfo Treggiari.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Ecco “Sestri Levante Wine Festival”.
Domenica 19 e lunedì 20 all’ex Convento dell’Annunziata Ecco “Sestri Levante Wine Festival”. Torna “Sestri Levante Wine Festival”, l’appuntamento che Fisar, Federazione Italiana Sommelier, Albergatori e Ristoratori, dedica ad appassionati e operatori del settore. Domenica 19 e lunedì 20 marzo, dalle 10 alle 19.30, nell’ex Convento dell’Annunziata produttori, esperti e consumatori, con il calice nella tasca a tracolla, potranno condividere gli assaggi delle produzioni di numerose aziende vitivinicole e birrifici artigianali, a disposizione per spiegare le caratteristiche dei loro prodotti. Il tutto accompagnato da diverse selezioni dei migliori specialisti dello street food e di piatti ella tradizione ligure.

Fonte: Nuovo Levante.

Tra vigneti e fatica riecco Schiacchetrail alle Cinque Terre.
Conto alla rovescia per la corsa in programma i125 marzo che arriva dopo due anni di stop e una edizione interrotta dalla nevicata di Chiara Tenca D suo nome è un neologismo che racconta un matrimonio riuscito: quello fra uno dei prodotti più preziosi del Levante ligure ed una disciplina senza confini, fatta di natura e sport. È partito il conto alla rovescia per l’edizione 2023 dello Sciacchetrail, l’ultra trail fra i vigneti delle Cinque Terre, dove viene prodotto il passito Sciacchetrà, in programma i125 marzo: un percorso ad anello di 46 chilometri di corsa e 2100 metri di pendenza lungo cui si metteranno alla prova 300 atleti in arrivo da 16 paesi. «Una cosa di comunità, un sogno nato qui». Così Nicola Bordoni da Manarola, che con Christine Godfrey ha immaginato e realizzato la gara, parla della loro creatura: dal 2015, ispirandosi ai sentieri del vino della Valtellina, hanno voluto omaggiare il territorio con una competizione fatta di gambe, polmoni, fatica, antica tradizione e bellezza.

Fonte: Repubblica Genova.

Progetto “Biodivigna” l’incontro nella tenuta con tecnici e agronomi.
Si è svolta mercoledì pomeriggio, presso la Tenuta Mazzolino di Corvino San Quirico, la prima attività pratica del progetto Biodivigna, promosso dal Distretto, che ha dimostrato sul campo le procedure di gestione sostenibile dei vigneti, illustrate nei primi sei seminari teorici, che si sono svolti nei mesi scorsi. Oltre 45 i partecipanti tra agronomi, tecnici e operatori del settore, provenienti sia dalla zona che da fuori territorio, che hanno assistito alla lezione “Rilievi Biopass sulla qualità funzionale dei suoli”, ovvero come valorizzare la sostanza organica e la biodiversità a favore della qualità del prodotto che si vuole ottenere: relatori dell’incontro sono stati Leonardo Valenti, docente dell’università Statale di Milano, e Marco Tonni, consulente in aziende del settore vitivinicolo per la gestione agronomica e fitosanitaria di vigneti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Riesling e Nebbiolo nella vigna rinata.
Un ingegnere di Premana e una maestra di Introbio hanno recuperato un terreno in disuso Con l’aiuto degli amici e la consulenza di un enologo produrranno vino sulle colline di Ombriaco, in località Ronch ¦ L’obiettivo adesso è una cantina per l’affinamento in un’areale di Vendrogno. Grazie alla passione per la terra e per il vino di due giovani, in località Ronch di Ombriaco, nel Comune di Bellano, è rinato il vigneto a lungo abbandonato. Artefici della “resurrezione” sono il premanese Giacomo “Jack” Fazzini, 29 anni, ingegnere gestionale che lavora a Calolziocorte alla Fontana Group, e Sara Ferrari di Introbio, 26 anni, maestra elementare all’Ics “Monsignor Luigi Vitali” di Bellano. Gli esordi «Tutto è cominciato nel giugno 2021- racconta Fazzini – Avevo voglia di fare qualcosa di mio. – La mia passione è cucinare ed il sogno è quello di aprire un ristorante.

Fonte: Provincia di Lecco.

Da Regione 250mila euro per vini e meloni.
Un importante sostegno per le eccellenze enogastronomiche del territorio mantovano: ammonta a circa 300mi1a euro lo stanziamento che Regione Lombardia ha deciso in favore del Consorzio Melone Mantovano e del Consorzio Vini Mantovani, oltre a un sostegno al Provolone Valpadana che vede una parte della produzione nella nostra provincia. Stanziamenti che fanno parte di un piil ampio programma di aiuti – per 1,8 milioni di euro – che la Regione ha riconosciuto a 14 progetti dei vari consorzi di tutela delle Dop e delle Igp. Pagina 13 Da Regione 250mila euro per vini e meloni L’annuncio dell’assessore Beduschi: “Vogliamo valorizzare promozione e conoscenza”.

Fonte: Voce di Mantova.

Vino, il Consorzio del Salice Salentino Dop «vola» alla fiera internazionale di Dusseldorf.
Damiano Reale: «Alla ProWein promuoviamo i prodotti delle nostre aziende e del territorio • Le eccellenze enologiche del Consorzio del Salice Salentino Dop pronte a volare a Dusseldorf con l’obiettivo di valorizzare la denominazione con tutta una serie di eventi realizzati in occasione della nuova edizione del ProWein, la fiera internazionale specializzata che copre l’intero mercato mondiale con migliaia di operatori professionali, in programma dal 19 a121 marzo 2023. Le attività previste nell’ambito del programma “Radici Virtuose” a cui il Consorzio ha aderito con il supporto del DAJS – Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentina, saranno realizzate in collaborazione con Gambero Rosso, storica azienda specializzata nel mondo dell’enogastronomia.

Fonte: Gazzetta del Salento.

Le elezioni comunali frenano l’evento “Vino, Appia, Mare” slitta a fine giugno.
Sarà spostato tra i130 giugno ed il 2 luglio l’evento “Brindisi! – Vino, Appia, Mare”. La notizia è stata data, tra gli altri, dai canali social del Teatro pubblico pugliese, uno degli organizzatori: la decisione, si legge, è stata presa da quest’ultimo e dall’amministrazione comunale “per venire incontro alle richieste emerse nel corso degli incontri di co-progettazione e in considerazione della data di svolgimento delle prossime elezioni amministrative a Brindisi” che sono state fissate per il 14 e 15 maggio, con l’eventuale turno di ballottaggio il 28 e 29 dello stesso mese. Resta comunque da capire come sarà articolato l’evento in relazione alla nuova amministrazione brindisina, che potrebbe insediarsi proprio nei giorni in cui si svolge “Brindisi! – Vino, Appia, Mare”.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.

la Puglia protagonista al Prowein.
Puglia grande protagonista anche quest’anno del ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo prossimi. Saranno ben 54 cantine e centinaia le etichette che rappresenteranno l’ enologia regionale nell’area espositiva istituzionale riservata alla Regione Puglia, Assessorato all’Agricoltura e Unioncamere. Appuntamento dunque nella Halle 17, stand 27 (spazio Enoteca-Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari di approfondimento per addetti ai lavori organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia. Si comincia domenica 19 marzo alle 11.30 con “Let’s talk about Negroamaro”, realizzato in collaborazione con il Consorzio di tutela della Doc Salice Salentino e quello del Brindisi e Squinzano Doc.

Fonte: Salento in tasca.

Mamoiada fa squadra al Vinitaly con il primo stand territoriale.
Undici cantine del paese insieme al prossimo appuntamento di Verona Negli ultimi tempi l’imprenditoria vitivinicola è in costante crescita e diffusione 1 di Luca urgo Mamolada Fare squadra nel nome del territorio. Quest’anno, per la prima volta, un’area vitivinicola della Sardegna parteciperà al Vinitaly con uno stand territoriale. Undici produttori di Mamoiada presenteranno i loro vini nel padiglione F nell’ambito del Micro mega wines nello stand Mamoja’. L’appuntamento è dal 2 al 4 aprile a Verona con la più grande manifestazione dedicata al mondo dei vini e dei distillati arrivata alla 55esima edizione. Le rivoluzioni, piccole e grandi che siano, si fanno anche osando. Mostrando coraggio e lungimiranza. E Mamoiada nel mondo del vino la sua rivoluzione la sta compiendo da tempo, forte della tradizione e vocazione di un territorio che negli ultimi venticinque anni ha saputo aumentare decisamente il passo con scelte moderne e una presenza di aziende in costante crescita.

Fonte: Nuova Sardegna.

Vip nella terra del Brunello Manager dei viaggi on line compra «II Palazzone».
Peter Kern e la moglie sono i nuovi proprietari dell’azienda gioiello Era appartenuta anche all’ex consigliere economico del presidente Obama. II Brunello di Montalcino e il suo territorio continuano ad affascinare ed a mantenere un forte appeal. Tanto che le luci dei riflettori internazionali si accendono sempre più spesso su questo angolo di Toscana dal valore straordinario. Un interesse forte che si nota anche con i passaggi di proprietà delle aziende avvenuti negli ultimi anni e anche recentemente. Dagli Stati Uniti, Peter Kern, vice chairman e ceo di Expedia Group, leader mondiale nel settore dei viaggi online (i cui siti web includono anche CarRentals.com, HomeAway, Hotels.com, Hotwire.com, Orbitz, Travelocity, Trivago e Vrbo) e la moglie Kirsten, con alle spalle una carriera in ambito finanziario ma anche da chef, sono i nuovi proprietari de Il Palazzone, azienda «gioiello» del Brunello di Montalcino, quasi 5 ettari vitati, ad oggi, alle Due Porte, uno dei punti più alti della collina, ed a Castelnuovo dell’Abate, vicino alla meravigliosa Abbazia di Sant’Antimo.

Fonte: Nazione Siena.

E’ Paolo Corbini l’ospite d’onore in sala stampa.
Domani alle 13, nella sala stampa del Franchi, l’ospite d’onore dell’evento culturale organizzato dalla Robur e riservato ai possessori di tagliandi o abbonamenti Executive e Tribuna Onore, sarà il direttore dell’Associazione Città del Vino, il giornalista Paolo Corbini. Corbini converserà con il responsabile dell’area comunicazione della Robur, Andrea Bianchi Sugarelli sul tema: ‘Le Città del Vino, l’associazione nata a Siena che ha guidato la rinascita dell’enologia italiana dopo lo scandalo del metanolo’. Saranno affrontati i temi più importanti sul vino, ma anche sul mercato post pandemia, il mondo del Chianti, del Brunello, del Nobile e della Vernaccia e non mancheranno i numeri legati alle iniziative imprenditoriali della città e del territorio del comparto enologico, soprattutto con uno sguardo rivolto al futuro.

Fonte: Nazione Siena.

Vino e cancro: ammissione di incoerenza (con qualche alibi) – Cancro e vino, l’incoerenza.
Già dai trent’ anni 1 bicchiere di vino al giorno io me lo concedo e confesso che continuerò a farlo. Dovrei allora autocriticarmi, consapevole come sono dei rischi dell’alcol e soprattutto di quello cancerogeno, problema quest’ ultimo di attualità mediatica (ma non nuovissimo). Intanto, però, una premessa riportando qualche stralcio di quanto ho scritto anni fa sull’Alto Adige. Ricordavo in quell’anno che nei Francesi della zona di Tolosa-Strasburgo “ghiotti” di vino rosso, nonostante un largo consumo di grassi animali, si sarebbe registrata una mortalità per infarto e ictus più bassa di quella di altri Paesi con analogo introito di lipidi. Il fatto era noto come “Paradosso francese”. Questa protezione la si ascriveva frettolosamente all’antiossidante “resveratrolo” (RESV) contenuto nel vino rosso.

Fonte: Alto Adige.

Venti micro invasi e raccolta dei rifiuti: i colli «sostenibili».
Porta innesti capaci di assorbire meno acqua. Riduzione della vigoria delle foglie. Migliorare il terreno dove cresce la vite, inserendo del materiale organico. Ma soprattutto un nuovo piano di micro invasi, in attesa di un finanziamento da 85o mila euro che se arrivasse potrebbe cambiare la conformazione delle colline di Valdobbiadene e Conegliano per sempre. Ieri sera, a margine dell’Antica Fiera di San Gregorio, si è tenuto il convegno «Cambiamento climatico e strategie per la gestione della risorsa idrica nei vigneti di collina» a Valdobbiadene. L’occasione perfetta per fare il punto sulla gestione della siccità. Amo- derare l’incontro il direttore del Consorzio della Docg di Conegliano e Valdobbiadene, Diego Tomasi, che ha introdotto la relazione di Paolo Tarolli, docente dell’università di Padova che sta seguendo il progetto sulla ventina di «laghetti» che dovrebbero nascere sulle colline.

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

Nasce la «Bottiglia Masi» Meno vetro, più sostenibile.
Supporto della Regione Veneto con il progetto Sustaln4food Nasce la «Bottiglia Masi» Meno vetro, più sostenibile Design di Piero Lissoni e realizzazione di Verallia produttore mondiale di contenitori in vetro •• Una bottiglia sostenibile, con un peso di vetro inferiore del 33% rispetto alla media di quelle per vini di analogo posizionamento, vestirà la nuova annata di Fresco di Masi, la linea che include un bianco e un rosso biologici del gruppo e sarà presentata alle fiere internazionali ProWein a Düsseldorfe Vinitaly a Verona. Lo ha annunciato Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola spa, mostrando gli esiti del progetto «la bottiglia Masi», supportato dalla Regione Veneto attraverso il programma Sustaln4Food.

Fonte: Arena.

Custoza, Bricolo rieletta alla guida del Consorzio.
Vicepresidenti saranno Marica Bonomo e Luca Oliosi Custoza, Bricolo rieletta alla guida del Consorzio Promozione globale, enoturismo e formazione al centro del programma per i prossimi tre anni •• Il Consorzio Tutela Vino Custoza Doc ha confermato alla presidenza per il prossimo triennio Roberta Bricolo, alla guida di Cantina Gorgo, che sarà affiancata da Marica Bonomo, Azienda Agricola Monte del Fra’, e Luca Oliosi, enologo di Cantine di Verona. I consiglieri di amministrazione sono Alessandro Bianchi, Paolo Campagnola, Luigi Caprara, Stefano Casali, Luca Degani, Giuliano Fasoli, Paolo Fiorini, Alberto Marchisio, Alessandro Pignatti, Franco Piona, Luca Sartori, Luigi Turco. «Ci siamo riscoperti sempre più uniti nella volontà di aumentare qualità e percezione del Custoza, aprendoci a nuovi mercati internazionali» Afferma Bricolo, «I12022 è stato un anno complesso ma la Doc si è spesa con il massimo impegno per aumentare la conoscenza del Custoza.

Fonte: Arena.

Prosecco, le feste della primavera.
La rassegna si apre a Santo Stefano di Valdobbiadene: previste 18 Mostre sul vino. Passeggiate alla scoperta dei boschi di Cison Prosecco, le feste della primavera DOMENICA MATTINA FACILE CAMMINATA ALL’ISOLA DEI MORTI PER PRATICARE YOGA E PILATES CON SERENA CAGNIN. Con la primavera alle porte molte sono le proposte per un fine settimana all’aria aperta. A partire dalla Primavera del Prosecco Superiore, manifestazione giunta alla XXVIII edizione che, con le sue 18 Mostre del vino, intende far vivere al pubblico a vera essenza delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Spetterà alla piccola frazione di Santo Stefano di Valdobbiadene tenere a battesimo la nuova edizione della rassegna con la 53. Mostra del Cartizze e Valdobbiadene Docg che, dal 18 al 30 marzo, festeggerà il ritorno della Primavera. Alla tradizionale Mostra dei Vini, si accompagneranno momenti di intensa bellezza con camminate didattiche nelle colline, modellate nel corso dei secoli dalla sapienza contadina.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Vino, miele e radicchio rilanciano gli agriturismi – Prosecco Asolo-Montello, miele e radicchio le tipicità guidano la ripresa degli agriturismi.
I vini docg e doc del Montello e dei colli asolani, il radicchio, il miele del Montello diventano traino per il turismo rurale. Analisi di Coldiretti e Terranova: la tutela delle auto-produzioni e la ricerca di cibo genuino spingono il turismo Prosecco Asolo-Montello, miele e radicchio le tipicità guidano la ripresa degli agriturismi Ivini docg e doc del Montello e dei colli asolani, il radicchio di Treviso, il miele del Montello, altri prodotti tipici che diventano traino per il turismo rurale tra Asolo, Maser, Cornuda, Montebelluna e gli altri comuni montelliani tramite la rete degli agriturismi. Non è zona Unesco come le vicine colline di Valdobbiadene, ma nel territorio si difendono bene. «Con 24 milioni di bottiglie di Asolo-Montello», ha spiegato Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di Tutela dei vini Molo e Montello, «abbiamo superato Franciacorta e Trento doc».

Fonte: Tribuna Treviso.

Al Vinitaly il coraggioso progetto di una cantina friulana.
E’ prodotto da piante fortemente resistenti alle malattie e che quindi non necessitano di funghicidi: è il vino eco-sostenibile della cantina friulana Terre di Ger, tra le più importanti realtà italiane nel mondo dei vini Piwi, che ha Vinitaly ha presentato sei etichette prodotte “secondo natura”. L’azienda di Robert Spinazzè, pioniere dei vitigni resistenti a Frattina di Pravisdomini (Pordenone), al confine tra Veneto e Friuli con vigneti anche nelle Coste del Feltrino (progetto “Dolomiti”) e nel cuore delle colline di Jesi nelle Marche, è infatti approdato al salone veronese con un progetto innovativo e attento all’ambiente, per una resistenza “enoica” alla viticoltura di massa.

Fonte: Friuli Oggi.

Successo per il wine tasting de ‘La Fortezza’, Pignataro e Gardini: “Passione e sacrificio dietro la qualità delle etichette”.
‘La Fortezza’ ha organizzato un wine tasting che ha permesso ai numerosi ristoratori intervenuti, non solo di conoscere meglio le etichette della Cantina di Torrecuso, ma anche di scoprire come comunicare in modo innovativo ed efficace un’offerta di vini. La giornata di lunedì 13 marzo, infatti, si è aperta con una masterclass tenuta da Luciano Pignataro, noto giornalista enogastronomico, che – insieme con il collega Pasquale Carlo e l’enologo Vittorio Festa – ha spiegato come portare in tavola dei vini che siano in grado di evolvere nel tempo e che diano valore all’agricoltura: “Il futuro della vitivinicoltura italiana non può che essere la capacità di creare prodotti che si collocano nel mercato del lusso – Pignataro ha poi proseguito – non significa, ovviamente, che bisogna rinunciare a fare delle bottiglie accessibili a tutti, però è importante dare valore al proprio lavoro”. “E’ fondamentale stringere relazioni tra le aziende e i locali – ha aggiunto il giornalista, sottolineando l’importanza dell’evento organizzato dal team La Fortezza – e questo è possibile attraverso la formazione”.

Fonte: Anteprima24.it.

Nuova etichetta “cancerogeno” per il vino: cosa sta succedendo esattamente.
Contro l’uso eccessivo di bevande alcoliche arriva il via libera dell’Ue che consente agli Stati membri di apporre delle avvertenze sulle etichette non piace alle Regioni italiane. Non è possibile assimilare – dicono – l’eccessivo consumo di superalcolici tipico al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità a più bassa gradazione come il vino. Leader mondiale nelle esportazioni e nella produzione con più di 50 milioni di ettolitri nell’ultima vendemmia. E allora è ovvio che l’Italia non ci sta e dice no all’etichetta sanitaria sul vino proposta dall’Irlanda. È questa la decisione della delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni, quella – cioè – di chiedere formalmente “un dibattito” sul tema “ai lavori della prossima sessione plenaria” in programma il 24-25 maggio a Bruxelles.

Fonte: greenMe.

I vini e i distillati più pregiati da regalare adesso.
Bere bene e con gusto. Chi ama prendersi una pausa sorseggiando un calice di bollicine o un whisky single malt invecchiato, sa quanto è importante scegliere le etichette migliori. Qui una selezione dei vini e distillati più pregiati da regalare per non sbagliare un colpo. Gli amanti del Sauvignon apprezzeranno Terre Magre di Piera 1899, ideale da abbinare a primi piatti di pesce con i suoi sentori di salvia, peperone, albicocca e alle note di frutta esotica e pompelmo. Giall’Oro è invece il prosecco superiore di Ruggeri da donare agli amanti delle bollicine venete. Dal colore giallo paglierino acceso, rivela aromi di fiori bianchi e mela, mentre la beva è fresca e fruttata, dal perlage sottile. Un viaggio nella Loira è quello offerto a ogni sorso da Château De Fesles La Chapelle Anjou Blanc di Famille Helfrich. Dal colore giallo paglierino, al naso presenta note di tiglio e sambuco, mentre il sorso è rotondo ed equilibrato, con sentori di frutta secca e pane tostato. Perla di Graziano Prà, Soave Classico Colle Sant’Antonio è una pregiata riserva 100% Garganega che affina per almeno due anni in botti grandi e sfrutta il tappo a vite per il lento affinamento in bottiglia. Il bouquet di frutta matura, cannella, vaniglia e miele di castagno, lascia spazio al sorso ricco di corpo con incursioni di mandorla dolce tostata e albicocca candita.

Fonte: Icon Magazine.

Vino: Caveri, no a etichettatura come bevanda cancerogena.
No alla possibile introduzione da parte dell’Irlanda di un’etichettatura che definisce tutte le bevande alcoliche come cancerogene, incluso il vino. Lo ha ribadito l’Assessore agli Affari europei, Luciano Caveri, durante una riunione della delegazione italiana del Comitato europeo delle Regioni. “La dichiarazione congiunta – sottolinea – ricorda come il settore vitivinicolo abbia un ruolo fondamentale per l’economia dell’intera Unione europea, dando lavoro a milioni di persone e garantendo la sostenibilità delle economie locali in molte regioni e aree rurali.

Fonte: ANSA.

I migliori vini di Ais in fiera a Cesena.
Due tenute del Cesenate sono state premiate con le “Quattro viti” dalla guida nazionale “Vitae 2023”, una delle pubblicazioni più autorevoli dedicate al vino nel panorama nazionale, a cura di Ais (Associazione italiana sommelier). Si tratta della Tenuta Casali di Mercato Saraceno, con il suo Trebbiano vigna Cavaliere bianco 2021, e della Tenuta Il Plinio di San Carlo di Cesena con il Sangiovese Torre di Roversano 2020. Sono due delle 116 etichette distribuite fra Romagna (33), Emilia (31), Marche (30) e Umbria (22) che sabato 25 marzo si presenteranno al pubblico e agli addetti ai lavori nel padiglione eventi della Fiera di Cesena con l’evento “Esperienze di Vitae”, il gran galà dedicato ai migliori vini premiati dalla Guida di Ais. In totale sono 1.011 le etichette che hanno ottenuto le “Quattro viti” a livello nazionale.

Fonte: Corriere Cesenate,

Dall’uva, oltre il vino.
Da quasi due anni ti intrattengo, amico mio lettore, amica mia paritaria, raccontandoti e illustrandoti zone geografiche, vitigni rari, curiosità e aneddoti sul mondo del Vino. Ma cosa c’è oltre il vino? In altre parole: il vino è l’unico prodotto che si può ottenere dall’uva? No, non lo è, e tra poco vediamo cos’altro si può ottenere dal frutto della vitis vinifera. Partiamo però dalle basi, facendo un brevissimo riassunto. Il vino è il prodotto della fermentazione del frutto della vite vinifera. Questa definizione, come ti ho già detto, è la più semplice e la più vicina alla realtà, data anche la complessità della materia. Inoltre, contiene anche una regola generale molto importante, vale a dire che tutto ciò che ha zucchero (frutta, cereali, ecc.) può essere fermentato, cioè trasformato in alcol.

Fonte: Cremona Sera,

Turismo e vino, binomio perfetto per la Puglia.
Il vino affascina, sorprende, emoziona ma bisogna saperne sfruttare qualità e valore, soprattutto in una terra come la Puglia che lo ha “adottato” come uno dei pilastri del settore turistico. Se ne è parlato ieri, mercoledì 15 marzo, in occasione dell’incontro “Enoturismo in Puglia? Parliamone”, organizzato dal Circolo della Stampa “Secondo Adamo Nardelli” di Fasano, presso Masseria Ancella a Montalbano. Dopo i saluti del presidente del sodalizio Gino Bianco, l’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Salvio Capasso dell’Associazione Studi e ricerche per il Mezzogiorno Intesa SanPaolo, incentrato su “Il mercato enoturistico oggi”. Dai dati presentati all’attento pubblico è emerso che la Puglia è la prima regione in Italia per produzione vinicola, seguita da Veneto ed Emilia Romagna, con i suoi 10,7 milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2022, grazie alle sue 11 mila aziende agricole e circa 600 cantine.

Fonte: Gofasano,

L’ecommerce non frena importatori e distributori di vino e distillati: fatturato a +17%.
Lo scorso anno è cresciuto a 311 milioni (+17%) il giro d’affari di Società Excellence, realtà che riunisce 21 importatori e distributori italiani di vini e distillati di qualità. «Se già il 2021 era stato archiviato come un anno positivo e di rinascita dopo il periodo pandemico più duro, il 2022 conferma il ruolo determinante della distribuzione nel commercio e nella valorizzazione dei vini e distillati di pregio – commenta il presidente Luca Cuzziol –. Nonostante il periodo che stiamo attraversando sia certamente turbolento e ricco di insidie e sfide, la professionalità che ogni giorno mettono in campo i nostri agenti e collaboratori, consente di dare un servizio professionale fondamentale alle realtà che operano nel normal trade: è questa la grande forza della distribuzione, insostituibile per la commercializzazione di vini e distillati premium».

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 27| Antonella Cantarutti.
Dopo una lunga serie sulle critiche di vino, il focus si sposta sulla produzione al femminile. Zone di ispirazione, stili produttivi e prospettive: ecco qual è l’approccio delle produttrici italiane.
Come membro dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino mi rivolgo alle produttrici di diverse regioni d’Italia per saperne di più. Antonella è nata a Udine a metà degli anni ’60 durante il boom economico da una famiglia che non ha perso tempo ad adeguarsi allo sviluppo economico. Il padre all’epoca era già ben inserito nel mondo industriale delle vernici per legno e la madre si dedica attentamente alla famiglia. Antonella a 12 anni inizia a praticare l’equitazione che la porta a raggiungere risultati importanti. Intraprende in gioventù gli studi di agraria con profitto e grande determinazione, considerato che nel 1969 il padre Alfieri acquista il primo Ronco da una nobile famiglia del Comune in cui vivono e pertanto il suo inserimento in azienda è quasi segnato. Gli studi proseguono e nel frattempo a 24 anni decide di uscire di casa per formare la sua famiglia sposando Fabrizio che oltre essere compagno di vita sarà il suo più stretto e affidabile compagno di lavoro.

Fonte: Luciano Pignataro.

STAMPA ESTERA

González Byass gana 12,7 millones tras elevar ventas un 22%.
El grupo crece por su internacionalización, su Propuesta de enoturismo y sus marcas prémlum. González Byass, la empresa familiar con sede en Jerez (Cádiz), cerró su último ejercicio fiscal -de septiembre de 2021 a agosto de 2022- con unas ventas netas de 240 millones de euros, un 22% más que un año antes, pero también por encima de sus ingresos previos a la pandemia. Su cifra de negocio bruta ascendió a319 millones. El grupo explica que su fuerte crecimiento se cimentó en la diversificación geográfica de su negocio, con un 72% de las ventas fuera de España. La empresa resalta la buena evolución de los brandy y vinos de Casa Pedro Domecq en México. Además, González Byass destaca que está logrando premiumizar varias de sus marcas emblemáticas, como los vinos de Jerez de González Byass, Beronia Rioja o CavaVilarnau, entre otros. La otra pata de su crecimiento se centra en su negocio enoturístico, donde destacan el Hotel Bodega Tío Pepe o el nuevo restaurante Pedro Nolasco, entre otras opciones impulsadas por el grupo. El incremento de la facturación se vio acompañado de una clara mejora de los beneficios de la compañía. El resultado bruto de explotación (ebitda) ascendió a 28,2 millones de euros, un 21% más que un año antes y en línea con su cifra anterior a la pandemia. El resultado neto fue de 12,7 millones de euros, un 39% más que los 9,1 millones de euros logrados en el ejercicio anterior.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 16marzo 2023!

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Vinitaly da record: attesi oltre mille super acquirenti esteri dopo il record dell’export.
Il Veneto è la regione italiana leader nel vino e uno dei primi esportatori al mondo. Una potenza che ha una grande vetrina: il Vinitaly di Verona. L’edizione di quest’anno – in calendario dal 2 al 5 aprile – si annuncia con numeri record: attesi oltre 1.000 super acquirenti esteri accreditati provenienti da 68 paesi, + 43% rispetto al 2022. Appassionati e operatori sono in arrivo dagli Usa all’Africa, dall’Asia – con il grande ritorno della Cina e Giappone – e dal Centro e Sud America fino all’Europa e alle repubbliche dell’ex Urss. Gli organizzatori di . Veronafiere scommettono che si supererà il consuntivo 2022, chiuso con 25mila compratori stranieri da 139 Paesi, i128% degli 88mila operatori totali arrivati nella città scaligera: la più alta incidenza estera di sempre. «Un risultato storico, frutto di un roadshow globale senza precedenti che ha coinvolto i principali player istituzionali della promozione del made in Italy – commenta il presidente di Veronafiere spa, Federico Bricolo.

Fonte: Gazzettino.

Bianco d’artista.
Sono 20.000 le bottiglie dell’edizione La Pettegola 2023, il Vermentino limited edition di Banfi, firmato da artisti di fama internazionale. Quest’anno l’etichetta è opera del designer israeliano Noma Bar che ha creato 5 figure femminili che chiacchierano e, osservandole bene, grazie anche all’etichetta che si anima con la realtà aumentata, rivelano nei loro tratti piccoli dettagli sul mondo del vino (banfi.it).

Fonte: Donna Moderna.

L’agrivoltaico contro il climate change che minaccia i vigneti.
David Taddei Siena ‘è un punto d’incontro fra le esigenze di produrre energia pulita senza consumare suolo e la necessità di difendere le nostre colture dagli effetti del climate change che prevede +2 gradi entro il 2050. Un valore che secondo il professor Simone Bastianoni (lo leggete nel box a parte) può salire addirittura a +3, con effetti catastrofici per i nostri vigneti più tradizionali e famosi nel mondo. I dati di Terna (proprietaria della rete elettrica nazionale) dicono che il fotovoltaico oggi non copre neanche il 10% del fabbisogno italiano. Per arrivare al 60% dovremmo coprire con pannelli solari almeno 50mila ettari, 500 chilometri quadrati, tre volte il comune di Milano. Dovremmo consumare quasi 1’1% del terreno agricolo, aumentando del 3-4% la superficie urbanizzata in Italia. Cifre da capogiro.

Fonte: Espansione.

Lettera. Risponde Mario Giordano – Serve ribellarsi ai poteri forti che guidano l’Ue.
Caro Giordano, a Bruxelles volevano che sulle etichette delle bottiglie di vino comparisse la scritta «il vino danneggia la salute» . Poi è arrivata la proposta sulle nuove auto che, dal 2035, avrebbero dovuto essere tutte munite di motori a batteria. Per ultimo è in arrivo la direttiva sulle case green che dovranno cambiare, e non di poco, la classe energetica. Vedremo come andrà a finire. Sta di fatto che c’è sempre qualche burocrate, lautamente pagato, che non trova altro da fare che complicarci la vita. Aldo Maccagnoni Monticelli (Piacenza) ¦ La sensazione più sgradevole in tutto ciò, caro Aldo, è che queste decisioni vengono calate dall’alto, sulla testa dei cittadini, senza che questi ultimi possano esprimere il loro parere. È un sistema totalmente antidemocratico. Noi scegliamo i governi che, però, non decidono nulla, o quasi, perché devono necessariamente allinearsi alle linee guide di Bruxelles. E chi stabilisce quelle linee guida non risponde agli elettori.

Fonte: La Verita’.

Regioni in campo per difendere il vino.
Pronto il ricorso alla Corte Ue contro le etichette irlandesi Regioni in campo per difendere il vino • Le Regioni italiane fanno fronte comune in Europa contro l’etichetta salutista sugli alcolici proposta dall’Irlanda e all’esame dell’Organiz7a7ione mondiale del commercio. Guidata dal governatore del Piemonte Alberto Cirio, la delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni ha chiesto formalmente «un dibattito» sul tema durante «i lavori della prossima sessione plenaria» in programma il 24-25 maggio a Bruxelles e ha lanciato la sfida: «Siamo pronti a portare avanti, in ogni sede, nuove iniziative per modificare questo approccio a livello europeo», hanno avvertito i rappresentanti regionali e locali italiani.

Fonte: Libero Quotidiano.

Mimma Posca presenta Classy Wines.
Una nuova società di distribuzione che propone una selezione esclusiva di vini di grande livello provenienti da territori d’eccellenza. Fondata da Mimma Posca (nella foto) , la distribuzione di Classy Wines è mirata ai segmenti ultra-premium e top range. Il debutto avverrà partendo da Maison Chanoine Frères 1730, Champagne Tsarine, Château Kirwan Margaux, Cantine Beladea (Corno di Rosazzo), Marina Danieli (Buttrio). Posca è un nome noto soprattutto nel mondo degli champagne, avendo portato la filiale italiana di una importante maison di Reims ai vertici della distribuzione nel nostro Paese.

Fonte: Messaggero.

Nuova bottiglia Masi.
Masi ha messo a punto una bottiglia che impiega il 33% in meno di materia prima, il vetro, oltre ad essere 100% sostenibile. La Bottiglia “Masi” nasce dalla collaborazione tra la storica azienda vitivinicola, l’architetto e designer e Piero Lissoni e Verallia, azienda riferimento nella progettazione e fornitura di contenitori in vetro.

Fonte: Sole 24 Ore.

Piacevolezza, morbidezza e buona semplicità.
Di Fiabe Aganis Friuli Colli Orientali Ribolla . Dall’acquisizione di una realtà da tempo dismessa nei pressi di Borgo Salariis a Treppo Grande, in provincia di Udine, nasce Aganis il nuovo progetto di Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, i tre giovani alla guida della cantina trevigiana Ca’ di Rajo. Un impegno economico di grande portata per i giovani imprenditori che li vede impegnati in prima linea nell’avvio di una nuova cantina che mira soprattutto alle varietà autoctone, come Refosco e Friulano. «Vogliamo fare di Aganis un’azienda da vivere – spiegano i tre.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Frascati doc, il Consorzio guidato da Caporicci.
L’ingegner Luigi Caporicci, di 72 anni e abitante a Marino, è il nuovo presidente del Consorzio di tutela vini denominazione Frascati doc. L’elezione di Caporicci, che da 20 anni è alla guida anche della cooperativa ‘Gotto d’oro’ di Marino, è stata votata all’unanimità dai 9 membri, componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela vini Frascati. Vicepresidenti sono stati eletti Felice Gasperini e Lorenzo Costantini. Al consorzio di tutela vini Frascati aderiscono più di 300 produttori di Frascati, Monte Porzio Catone, Grottaferrata e Roma e 32 aziende, in cui lavorano circa 200 addetti. Ogni anno si producono più di 8 milioni di bottiglie con il marchio Frascati doc e docg, che in gran parte vengono commercializzate all’estero.

Fonte: Messaggero Roma Metropoli.

Le etichette parlano tedesco al classico Prowein (Dusseldorf).
Una delegazione presente da domenica. Concluso il tour negli Usa Le etichette parlano tedesco al classico Prowein (Dusseldorf). Non solo il Vinitaly. Da domenica 19 a martedì 21 marzo, infatti, una piccola delegazione di aziende oltrepadane, guidata dal Consorzio, tra cui ci sono anche le cantine sociali Terre d’Oltrepo e Torrevilla, infatti, sarà a Dusseldorf per il Prowein, una delle più importanti fiere enologiche a livello internazionale. In Germania, in Consorzio collaborerà come già da alcuni anni con Ascovilo-Grana Padano e per domenica alle 15 è in programma un evento-degustazione con le denominazioni dell’Oltrepo Pavese. Dopo Dusseldorf e Verona, poi, sono in già in calendario le partecipazioni a London Wine Fair e Vinoforum a Roma, inoltre il Consorzio sta programmando una serie di attività dedicate al settore della ristorazione e della sommellerie sia portando sul territorio dell’Oltrepo operatori del settore e stampa qualificata, sia proponendo degustazioni su piazze importanti come Roma.

Fonte: Provincia – Pavese.

Agroalimentare, 20% di esportazioni.
Settore trainato dal vino, che fattura 75,6 milioni di euro di scambi ‘ export dell’agroalimentare marchigiano vola nel 2022 con un+20% rispetto all’anno precedente nonostante i rincari delle materie prime e le tensioni internazionali alimentate dalla guerra in Ucraina. Lo rende noto Coldiretti Marche che ha rielaborato i dati Istat sul commercio delle regioni con l’estero. Tutti positivi i numeri provinciali con Ancona che si conferma il territorio che più è riuscito a internazionalizzare i suoi prodotti (178,5 milioni, +16,8%) davanti a Pesaro con 140 milioni (+25%). Seguono Macerata (116 milioni, +20%), Ascoli (102 milioni, +18%) e Fermo (18 milioni, 28%). «L’export agroalimentare-commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – costituisce una fetta importante della nostra economia oltre a rappresentare un biglietto da visita per tutto il territorio, uno dei principali attrattori turistici.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

«Vogliamo diventare città europea del vino».
Evento Venerdì 10 marzo al Museo della civiltà contadina c’è stato un incontro dedicato alla tematica «Vogliamo diventare città europea del vino». II presidente nazionale dell’Associazione Città del vino Angelo Radica è stato ospite venerdì 10 marzo al Museo della civiltà contadina a Santa Cristina per l’incontro “Racconti intorno al vino”. «Siamo qui grazie ad un’intuizione di Annalisa Beccaria che ha voluto Borgomanero nell ‘associazione – ha detto l’assessore Francesco Valsesia -. Borgomanero ha sempre prodotto vino. Ci troviamo in una cantina storica per premiare un concorso letterario. Sono felice del legame tra cultura, territorio e tradizione».

Fonte: EcoRisveglio.

Enoteca di Ovada, ecco le iniziative «Cultura e vino: volano turistico».
Fornaro e il libro su Mussolini: dialogo con Ubaldeschi, direttore del Secolo XIX Enoteca di Ovada, ecco le iniziative «Cultura e vino: volano turistico». Domani, ore 17.30, all’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato, ex cantine di Palazzo Delfino in via Torino 69, Federico Fornaro presenterà il libro dal titolo “Il collasso di una democrazia. L’ascesa al potere di Mussolini (1919-1922)” (Bollati Boringhieri, 2022). Dialogherà con l’autore, il direttore de Il Secolo XIX, Luca Ubaldeschi. Saranno ripercorse le cause che, a partire dal primo dopoguerra fino al 1922, portarono alla nascita e all’affermazione del movimento fascista e all’ascesa al potere di Benito Mussolini. Il saggio analizza con particolare attenzione la situazione sociale dell’Italia di inizio Novecento. Federico Fornaro è deputato Pd-Idp (Italia democratico e progressista), saggista e studioso delle dinamiche elettorali. Ex sindaco di Castelletto d’Orba, suo paese d’origine, Fornaro dal 2019 è anche consigliere comunale di Ovada.

Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.

Rossi, bianchi e rosati: i vini di Puglia alla conquista di Düsseldorf.
Cinquantaquattro cantine presenti e centinaia di etichette in degustazione a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo: la Puglia concede il bis al ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo prossimi. Appuntamento nella Halle 17, stand 27 (spaio Enoteca-Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari per addetti ai lavori organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia. Domenica con “Let’s talk about Negroamaro”. A seguire la degustazione di varie etichette di questo vitigno. A seguire focus sui vini bianchi di Puglia. Lunedì 20 marzo, focus su un altro vitigno pugliese: il primitivo.

Fonte: Repubblica Bari.

Orcia Wine Festival Quattro giorni con i grandi del vino.
Dal 22 al 25 aprile a San Quirico d’Orcia puntamento con la 12esima edizione di Orcia Wine Festival, la mostra mercato del vino Orcia Doc che racconta il paesaggio patrimonio mondiale dell’umanità Unesco attraverso l’eccellenza del vino. La mostra mercato con i vini dell’Orcia Doc promossa dal Comune di San Quirico d’Orcia, in collaborazione con il Consorzio del Vino Orcia, è allestita nelle suggestive sale di Palazzo Chigi dove troveranno spazio degustazioni tecniche guidate, il banco d’assaggio di oltre 20 aziende.

Fonte: Nazione Siena.

Eco e bio, il vino da 140 milioni Schenk investe da Ora al Salento.
Il fatturato lievita anche nel 2007 e il gruppo punta a ridurre ancora gli sprechi In Italia e all’estero L’export vale il 70% il mercato interno invece nel 2022 è cresciuto del 10%. Decine di milioni di bottiglie vendute, centinaia di milioni di euro di fatturato, che si traducono in una crescita di sette punti percentuali sull’anno precedente, ma soprattutto in una serie di investimenti che andranno a potenziare la produzione tanto nei nuovi vigneti salentini quanto nella storica sede di Ora. Schenk Italia festeggia un 2022 estremamente positivo e, con l’occasione del bilancio annuale, presenta anche i piani per il futuro prossimo. «Nonostante l’instabilità del mercato e le difficoltà emerse in produzione, con la spesa triplicata per l’energia elettrica e l’aumento dei prezzi di prodotti sussidiari come vetro, legno e carta che hanno messo sotto pressione la marginalità, abbiamo chiuso il 2022 con un fatturato di quasi 140 milioni di euro, registrando un incremento del 7% rispetto al 2021.

Fonte: Corriere dell’Alto Adige.

Mezzacorona il migliore produttore italiano al «Mundus Vini 2023».
Concorso in Germania Mezzacorona il migliore produttore italiano al «Mundus Vini 2023» I1 gruppo Mezzacorona conquista la Germania, che l’ha eletto «miglior produttore italiano» nell’ambito del «Mundus Vini Spring Tasting 2023» di Neustadt. Il concorso ha impegnato oltre 200 esperti da tutto il mondo, chiamati a valutare 7.500 vini. Mezzacorona ha ottenuto il sigillo «Best of Show» con il Pinot Grigio Castel Firmian Trentino Doc Riserva 2021 (miglior vino bianco del Trentino) e il Dalila Feudo Arancio Sicilia Doc 2021 (miglior vino bianco della Sicilia). In totale il gruppo ha incassato 13 medaglie d’oro e 14 medaglie d’argento.

Fonte: Corriere dell’Alto Adige.

Vinitaly, più di 1.000 i buyer già accreditati.
Presenza dall’estero +43% rispetto all’edizione 2022 Vinitaly, più di 1.000 i buyer già accreditati Nord America il più rappresentato e c’è attesa per il ritorno degli operatori da Cina e Giappone. Un Vinitaly internazionale che parla tutte le lingue del mondo e che si appresta a registrare, per l’edizione numero 55 in fiera a Veronafiere da domenica 2 a mercoledì 5 aprile, il record di top buyer selezionati e ospitati anche in collaborazione con Ice Agenzia. Ad oggi, comunica Veronafiere spa in una nota, sono più di 1.000 i «superacquirenti» esteri di vino italiano da 68 Paesi già accreditati: +43% rispetto al 2022. Il panorama comprende Usa, Africa, Asia – con il grande ritorno di Cina e Giappone – Centro e Sud America Europa tutta rappresentata e Repubbliche eurasiatiche. L’incoming dunque incrementerà il totale del business internazionale in fiera nei quattro giorni di Vinitaly e che, secondo le proiezioni, dovrebbe superare il consuntivo 2022 che si chiuse con 25mila buyer stranieri da 139 Paesi, il 28% degli 88 mila operatori totali arrivati a Verona.

Fonte: Arena.

Etichette sanitarie al vino Le Regioni alzano la voce.
La delegazione italiana al Comitato consultivo Etichette sanitarie al vino Le Regioni alzano la voce II presidente del Veneto, Zaia: «Attacco identitario a produzioni tipiche» Cirio, Piemonte: «Pronti a rivolgerci anche alla Corte di Giustizia». Sul vino non si scherza. E anche se il presidente del Veneto, Luca Zaia, la battuta l’ha fatta sul Prosecco che forse non c’era tra le bottiglie proposte per brindare all’inaugurazione della mostra che si è aperta a Bruxelles, ieri mattina al Comitato europeo delle Regioni, ridendoci sopra con il collega del Piemonte, Alberto Cirio, poi i toni sono cambiati. Poco dopo, al quinto piano dell’edificio che ospita l’assemblea degli enti regionali e locali di tutta Europa, non lontano dalla sede del Parlamento europeo, si è tenuta la riunione della delegazione italiana del Cdr, il Comitato delle Regioni. C’erano, tra gli altri, anche i presidenti Marco Marsilio (Abruzzo), Eugenio Giani (Toscana), il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti.

Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.

Zaia a Bruxelles no alle etichette «vino nocivo» – Il presidente contro l’Ue «Le etichette sul vino attentato all’identità».
Trasferta europea per il governatore Zaia che tuona, alla Conferenza delle Regioni, contro l’etichettatura che avvisa sugli effetti nocivi degli alcolici: «Così si favoriscono le multinazionali ed è un attacco identitario. a pagina 5 Il presidente contro l’Ue «Le etichette sul vino attentato all’identità» E sul Pnrr: «Va rinegoziato, priorità sbagliate» voua I vertici della Regione in trasferta a Bruxelles non lesinano bacchettate all’Europa. Alla Conferenza delle regioni c’erano il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti e anche il presidente del Veneto Luca Zaia che ha discettato di vari argomenti. Il primo, ma forse non sarebbe potuto essere altrimenti, è la difesa a spada tratta del vino, l’«oro veneto». Il tema, spinosissimo, è quello dell’etichettatura delle bottiglie che dovrebbe riportare l’avviso di nocività per la salute.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Masi ridisegna la bottiglia e l’alleggerisce di un terzo.
Pesa 200 grammi in meno, cioè circa un terzo, e sarà il nuovo involucro per le 126 mila bottiglie di Fresco di Masi, una linea di vini biologici prodotti dall’omonima casa vitivinicola veronese, griffe-principe per l’Amarone. Si chiama «Bottiglia Masi» (nella foto tra le mani del direttore marketing, Raffaele Boscaini) e porta la firma del designer Piero Lissoni, che ha affidato le sue linee a Verallia, multinazionale specializzata nelle soluzioni di confezionamento in vetro di alta gamma. Oltre che la valenza estetica, la bottiglia reca in sé caratteristiche meccaniche di leggerezza e resistenza che rendono più gradevole il gesto del versare il vino e, soprattutto, permettono notevoli risparmi in materia prima e costi di produzione e trasporto.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Etichetta “salutista” sui vini, il Veneto guida la rivolta – Vino, l’Italia sfida l’Irlanda «Ricorso contro le etichette».
Zaia: «Sarà battaglia dura». I1 vino nuoce alla salute? È pericoloso come il fumo? Bisogna avvertire i consumatori con una etichetta sulla bottiglia? «Anche semi bevo diciotto litri di acqua in una mattinata posso avere un problema serio. E un provvedimento che non ha senso. Lo ostacoleremo». A parlare nbn è un produttore di vino, ma l’ambasciatore l’italiano presso la Ue, Pietro Benassi. E per una volta non c’è partito che tenga: tutti d’accordo, in Italia, a stoppare l’Irlanda e la sua “salutista” idea di etichettare il vino come il tabacco. Ma il tempo stringe: il 6 maggio le etichette in Irlanda potrebbero diventare obbligatorie. E l’Europa non sta facendo niente per impedirlo. E così che le Regioni italiane hanno deciso di passare all’attacco: «Siamo pronti ad arrivare alla Corte di giustizia europea», tuona Alberto Cirio, presidente del Piemonte. E Luca Zaia promette: «Sarà battaglia dura». Continua a pagina 9 Vino, l’Italia sfida l’Irlanda «Ricorso contro le etichette» ›Pronti a portare il caso davanti alla Corte ›Zaia: «Un attacco identitario, è in atto di giustizia europea: «No ad alert sanitari» un confronto tra modelli di agricoltura».

Fonte: Gazzettino.

Paesaggi rurali storici, anche le colline Docg.
Omaggio ai custodi dell’agricoltura tradizionale ed eroica dei nostri territori più belli: nasce ad Arezzo l’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico. Dalle colline vitate del Soave agli oliveti terrazzati di Vallecorsa, dal paesaggio della Bonifica Leopoldina in Valdichiana ai limoneti di Amalfi, dalle colline di Conegliano Valdobbiadene paesaggio del Prosecco Superiore al.paesaggio agrario della Piana degli oliveti monumentali di Puglia, dalle Terre di Gresta al paesaggio policolturale del Mandrolisai i vigneti di Atzara e Sorgono, dal paesaggio della bonifica romana e dei campi allagati della piana di Rieti fino ai muretti a secco che contraddistinguono le coltivazioni tradizionali sull’Isola di Pantelleria, passando per la Fascia olivata tra Assisi e Spoleto e il paesaggio policolturale di Trequanda 25 dei 27 paesaggi rurali storici iscritti al Registro Nazionale si costituiscono ufficialmente in Associazione.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Tappo di sughero oppure tappo a vite? I big vicentini li scelgono entrambi.
L’uscita allo scoperto dell’associazione gli “Svitati” creata da cinque delle più autorevoli cantine italiane (Franz Haa.s, Pojer e Sandri, Pra, Jerman e Vigneti Massa) che ha organizzato un convegno per fissare lo stato dell’arte della ricerca (tutta a favore del tappo a vite) e una degustazione comparata di vini vecchi della stessa annata (in buona parte a favore del tappo a vite) ha fatto discutere e sollevato notevole interesse. Siamo dunque andati a chiedere ad alcuni `big” berici cosa ne pensino della querelle e soprattutto se abbiano già in produzione vini con il tappo a vite che poi, al di là delle parole è l’attestazione prima di una scelta di campo. Il risultato è stato per certi aspetti sorprendente, le cantine sono più avanti dei consumatori italiani e hanno tutte, chi più e chi meno, vini con tappo a vite e giudizi lusinghieri sulla resa di questo tipo di tappatura.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Successo per il wine tasting de ‘La Fortezza’, Pignataro e Gardini: “Passione e sacrificio dietro la qualità delle etichette”.
‘La Fortezza’ ha organizzato un wine tasting che ha permesso ai numerosi ristoratori intervenuti, non solo di conoscere meglio le etichette della Cantina di Torrecuso, ma anche di scoprire come comunicare in modo innovativo ed efficace un’offerta di vini. La giornata di lunedì 13 marzo, infatti, si è aperta con una masterclass tenuta da Luciano Pignataro, noto giornalista enogastronomico, che – insieme con il collega Pasquale Carlo e l’enologo Vittorio Festa – ha spiegato come portare in tavola dei vini che siano in grado di evolvere nel tempo e che diano valore all’agricoltura: “Il futuro della vitivinicoltura italiana non può che essere la capacità di creare prodotti che si collocano nel mercato del lusso – Pignataro ha poi proseguito – non significa, ovviamente, che bisogna rinunciare a fare delle bottiglie accessibili a tutti, però è importante dare valore al proprio lavoro”. “E’ fondamentale stringere relazioni tra le aziende e i locali – ha aggiunto il giornalista, sottolineando l’importanza dell’evento organizzato dal team La Fortezza – e questo è possibile attraverso la formazione”.

Fonte: Anteprima24.it.

Elogio del vino semplice.
Il vino semplice non ha cittadinanza su queste pagine. Bevitori di châteaux, appassionati puntigliosi, professionisti del settore, critici e guidaroli, tutti lo snobbano. Perché lui, poverino, non ha etichetta – che orrore! – e lo vendono a litri. Diamogli voce, per una volta. Il vino semplice è il proletario dell’enologia, non ha pretese di blasone né rappresentanti azzimati e ciarlieri. Al massimo gli è permesso sfoggiare una paternità di vitigno ed una DOC, ma ormai un cavalierato lo si dà a chiunque, che sarà mai? Se ci pensate bene però, è la colonna portante del vino italiano: la massa ettolitrica la costituisce lui, insieme all’infame fratellastro, il vino da bottiglione.

Fonte: Intravino.

Dal Sangiovese alla Glera, la Calabria rivela le origini del vino.
La vite era coltivata prima dei Greci, come dimostrano studi scientifici, e molti vitigni autoctoni locali sono antenati di note varietà italiane. Giovani vignaioli hanno ripreso i terreni di famiglia e stanno riscoprendo antiche uve. Ci sono luoghi in cui il vino rivela segreti atavici. Succede quando la vite affonda le radici in un passato lontano che torna a vivere nei calici e nella passione di chi, quelle antiche verità, l’ha scoperte e riscritte con impegno e fatica. Si svela così, a piccoli sorsi, la Calabria del vino. Siamo nella terra degli Enotri, popolo che conosceva e coltivava la vite ancor prima dell’arrivo dei Greci, e che ha “scelto” questa regione per fondarvi quella che è poi diventata la Magna Grecia.

Fonte: la Repubblica.

Wine bar e enoteche: le ultime novità del bere a Milano.
C’era un tempo la Milano da bere, qualcuno la ricorderà. Erano gli anni ’80 della transizione tra prima e seconda repubblica, quelli dell’individualismo spinto e della superficialità come state of mind. Tempi veloci, rapidi come il lampo che consegnavano ai posteri una società dedita al culto del drink serale. E se qualcosa di quella stagione lo abbiamo trattenuto, va di certo cercato nelle abitudini della gente, in quel ritrovarsi dei milanesi nei locali, che col trascorrere del tempo hanno assunto nuove forme e identità. Non passa stagione senza che fiorisca sotto la Madonnina un indirizzario da tenere a mente, a punteggiare la città di nuove insegne. Molte di queste sono germinazioni di altre ormai consolidate.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino rosso o bianco, quale fa più male alla salute: arriva la conferma degli esperti.
I vini italiani sono una vera e propria eccellenza: sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Bere un bicchiere di vino al giorno fa bene al nostro organismo. Ma quale è preferibile, il vino rosso o bianco? Scopriamolo insieme. Anche se parliamo dello stesso prodotto, tra il vino rosso o bianco ci sono delle notevoli differenze non solo nel gusto. Le prime diversità riguardano i valori nutrizionali. Ovviamente, non serve dire che l’alcol va consumato con parsimonia, senza esagerazioni. Bere vino con moderazione allunga la vita: pare, infatti, che il tanto amato “succo d’uva” porti benefici a tutto il nostro organismo. Aiuta a tenere sotto controllo le malattie cardiache, le malattie neurodegenerative, aiuta nell’artrosi e tiene sotto controllo il colesterolo. Ma quale vino scegliere per avere tutti questi benefici?

Fonte: Wine and Food Tour

Lo sapevi che esiste la città del vino? Dove si trova e perché viene definita tale.
Se stai pensando di organizzare un viaggio a Bordeaux, ti consigliamo di includere questa destinazione nel tuo itinerario, poiché offre un’esperienza completa con visite alle cantine, prelibatezze culinarie di alta qualità e servizi di trasporto inclusi. Il parco tematico si trova nella città di Bordeaux, una località di fama mondiale per il suo rapporto con il vino, che ha coronato il tutto promuovendosi come una meta ambita per gli amanti dell’enoturismo. Probabilmente, molti di voi si chiedono come sia possibile creare un parco a tema dedicato al vino. Ci saranno attrazioni come montagne russe? Nel negozio di souvenir troveremo costumi da bottiglia di vino? Le attrazioni acquatiche faranno schizzare vino al posto dell’acqua? Sebbene la creazione di un’attrazione in cui una fontana di vino sia protagonista sembri allettante, la verità è che sembra che la Cité du Vin (la città del vino) abbia scelto un approccio diverso. Non è prevista alcuna attrazione con effetti speciali basati sul vino, ma ci si potrà godere una degustazione di pregiati vini, tenendo in mano un bicchiere.

Fonte: Wine and Food Tour,

Ue, le Regioni unite contro l’etichetta che mette in guardia sul vino.
Le Regioni italiane fanno fronte comune in Ue contro l’etichetta sanitaria sul vino proposta dall’Irlanda. La delegazione al Comitato europeo delle Regioni (CdR) – rappresentata tra gli altri dai presidenti Marco Marsilio (Abruzzo), Eugenio Giani (Toscana), Alberto Cirio (Piemonte) e Luca Zaia (Veneto) – chiede formalmente “un dibattito” sul tema “ai lavori della prossima sessione plenaria” in programma il 24-25 maggio a Bruxelles. “Siamo pronti a portare avanti, in ogni sede, nuove iniziative per modificare questo approccio a livello europeo”, affermano i rappresentanti regionali e locali italiani.

Fonte: Sky TG24,

Vino: la minaccia della Flavescenza sul patrimonio viticolo italiano. L’appello del presidente Giansanti alle Istituzioni.
La Flavescenza dorata preoccupa i produttori vitivinicoli italiani ed è necessario un intervento efficace da parte delle istituzioni per evitare che questa malattia, una delle più distruttive dei vigneti, comprometta il potenziale produttivo di intere zone viticole. Questo l’appello lanciato oggi da Confagricoltura da uno dei luoghi simbolo della vitivinicoltura italiana: la Cantina Antinori nel Chianti Classico. “Dietro il controllo della fitopatia c’è molto di più – ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – : c’è il tema dell’economia di un territorio e c’è la questione del lavoro. Dobbiamo fare squadra e collaborare con tutte le istituzioni, perché la situazione è di emergenza e per questo chiediamo che vengano assegnati fondi di emergenza”. La Flavescenza dorata in questi anni ha avuto una diffusione crescente. Le aree più colpite sono Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, e anche in Toscana sono stati segnalati di recente nuovi focolai.

Fonte: Confagricoltura,

Toscana, Giani “No alla proposta irlandese di etichettatare il vino”.
“E’ stata una giornata importante. Con l’ambasciatore Benassi abbiamo discusso dell’iniziativa del governo irlandese, cui siamo assolutamente contrari, tesa a mettere sulle bottiglie di vino l’etichetta ‘nuoce gravemente alla salutè. Mi fa piacere che l’intero sistema Italia respinga fermamente tale ipotesi. Quello che fa male non è il buon vino, qual è quello toscano, ma l’abuso dell’alcol”. Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, al termine quest’oggi, mercoledì 15 marzo, della giornata passata a Bruxelles, dove in mattinata ha incontrato la commissione consiliare Politiche europee presieduta dal consigliere Francesco Gazzetti, che ha svolto un incontro istituzionale nella sede della Regione in Belgio alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo. Poi il presidente Giani si è spostato al Comitato europeo delle regioni, l’assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione Europea, dove ha incontrato la delegazione italiana e ha partecipato ai lavori della plenaria in cui è stato ascoltato, sul tema dell’etichettatura del vino, l’ambasciatore italiano presso l’Unione, Pietro Benassi.

Fonte: Italpress.

Etichette con “nocività” del vino, Zaia: «Attenzione a non togliere identità e fare favori alle multinazionali».
L’etichettatura con indicazioni sulla nocività del vino «è un attacco anche identitario, nel senso che se passa questa filosofia di togliere l’identità alle produzioni finisce che noi consegneremo l’agricoltura e i territori in mano alle multinazionali». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, in un intervento alla Conferenza della Regioni europee (Cer) a Bruxelles, il cui testo è stato diffuso dalla Regione. «Abbiamo fatto delle battaglie sacrosante come Italia in passato – ha aggiunto Zaia – difendendo la tipicità, difendendo l’identità, quindi io spero che si veda dietro questa operazione non solo la difesa di un comparto economico che è sacrosanta, ma anche la difesa di un altissimo valore che è quella identitaria. Se a noi tolgono questa parte d’identità poi a ruota ci sarà lo smontaggio di tutto quello che è il comparto agricolo di comunità come le nostre. Noi abbiamo 4.500 prodotti tipici in Italia; immaginate cosa c’è dietro ad ogni prodotto tipico, c’è la storia di una comunità, sono i sacrifici della nostra gente».

Fonte: Il Gazzettino.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 15 marzo 2023!

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Appelli di gusto – Non serve l’indovino, solo la storia dà le risposte.
Conoscete il Timorasso? È un’uva a bacca bianca delle valli Tortonesi (Alessandria), citata nelle cronache locali del 1800. Ne11891 il 20% delle uve locali era di morasso o timorasso; all’inizio degli anni’80 ne rimasero solo 2 ettari, ma lunedì il Consorzio di Tutela del Derthona che contempla il Timorasso ha snocciolato i dati: oggi sono 330 gli ettari, per un milione di bottiglie, che fra pochi anni saliranno a 3 milioni. E c’erano almeno 50 giornalisti ad assaggiare i 41 campioni di altrettante aziende, che hanno presentato in anteprima l’annata 2021, più che eccellente, per un territorio che, in quanto a investimenti vitivinicoli, è pari all’Etna. Ora, mentre assaggiavo quei vini, in tre ore di degustazione attenta, mi chiedevo: «Sarà così anche l’annata 2022 che ha subito siccità? E l’annata 2023 come andrà?».

Fonte: Avvenire.

Giovani, bevitori e «rossisti» Così Millennial e Generazione Z scelgono i loro vini (e perché).
Competenti, edonisti, avventurosi (ma fino a un certo punto) e soprattutto amanti del rosso. Sono alcuni dei dati salienti della ricerca commissionata dall’azienda veneta Pasqua Vini alla società di ricerca Toluna, che indaga gli stili di consumo e le attitudini dei Millennials (ovvero le persone nate tra il 1980 e il 1995) e della Generazione Z (i nati dal 1996 al 2005). Il campione è composto da 2.400 giovani (e quasi giovani) divisi equamente tra tre Paese i mercati importanti per il gruppo della Valpolicella: 800 in Italia, 800 nel Regno Unito e 800 negli Stati Uniti. «Osserviamo con attenzione i nuovi stili di consumo – spiega l’amministratore delegato Riccardo Pasqua – e costruiamo una conversazione attorno al vino che evolve per stile e forma, assieme alle nuove generazioni. Non ci limitiamo a registrare trend di mercato ma siamo interessati ad analizzarli e comprenderli per costruire un dialogo aperto e non intermediato con chi sceglie i nostri vini».

Fonte: Giornale.

Il Prosecco, primo in gdo, perde il 12%.
E’ il Prosecco il vino più venduto in gdo. Anche se la performance sul 2021 è in negativo: perde 1’11,9% in volume e il 3,6% in valore. Il suo giro d’affari è di circa 328,5 min per oltre 46,8 min di bottiglie. Subito dopo il Chianti con 17,6 min di bottiglie (-8,4%) per 94,6 min di ricavi (-3,5%). Al terzo posto il Lambrusco: quasi 17 min di bottiglie (-9,4%) per 60,2 min (-4,2%). Sono i dati sul trend del mercato del vino italiano allo scaffale nel 2022 e nel primo bimestre 2023, elaborati dall’istituto di ricerca Circana (già IRI), che ItaliaOggi può anticipare. Saranno presentati i13 aprile al Vinitaly. Medaglia di legno il Montepulciano d’Abruzzo: 12,8 min di bottiglie vendute (-3,1%) per quasi 46,5 min (-0,5%). Il primo segno + arriva alla 6° piazza: il Muller Thurgau sale in volume del 7,5% (10,5 min di bottiglie), in valore del 6,5% (50,9 min). Bene il Vermentino: 10,1 min di bottiglie vendute (+6,4%) per 69,3 min (+9,9%).

Fonte: Italia Oggi.

Poltrone in erba – Antonio Rallo….
riconfermato alla guida del consorzio di tutela vini doc Sicilia. Riconfermati anche i due i vicepresidenti Giuseppe Bursi e Filippo Paladino. La nomina è arrivata pochi giorni dopo l’elezione del nuovo cda del consorzio. La Sicilia è la più grande area vinicola biologica in Italia: con gli oltre 42mila ettari rappresenta il 30% della superficie nazionale.

Fonte: Italia Oggi.

Antinori, boom di ricavi.
2022 chiude a 240 min (+12,4%). Rivalutati 23 marchi aziendali Antinori, boom di ricavi Il ceo Cotarella: il 2023? L’inflazione pesa. Antinori chiude un 2022 molto positivo, con ricavi di 240 min di euro (+12,4%), riordina le funzioni della holding Palazzo Antinori e della vitivinicola Marchesi Antinori e rivaluta 23 marchi aziendali per un valore di 400 min di euro. Dallo scorso luglio, la scissione di alcune attività essenzialmente finanziarie di Marchesi Antinori ha comportato una riduzione del patrimonio netto di circa 380 min. «Ci siamo dati una organizzazione societaria rispettosa delle singole attività», commenta Renzo Cotarella, ceo di entrambe le società. «Palazzo Antinori è la holding di famiglia che svolge una funzione essenzialmente di controllo e indirizzo delle attività operative mentre la Marchesi Antinori è concentrata sulla produzione e distribuzione dei vini». Nella holding tuttavia c’è la quota del 75% della friulana Jerman, rilevata per 45 min nel 2021.

Fonte: Italia Oggi.

Big data al viticoltore per migliorare i raccolti.
Impiego dei big data in ambito vitivinicolo a supporto delle decisioni di viticoltori e cantine per ottimizzare, risorse, lavoro e risultati in campo. È l’obiettivo di Big Vite, applicativo sensorless che rileva dati specifici per il vigneto e propone soluzioni strategiche per ottimizzare le performance del raccolto. Attraverso l’analisi dei big data, Big Vite fornisce tre tipologie di informazioni: descrittive, prescrittive e predittive. Le prime descrivono l’azienda o la gestione del vigneto e possono essere utilizzate per migliorare i processi o le dinamiche che hanno portato ad un certo risultato. Ad esempio, il perché la gradazione zuccherina ha avuto un certo tipo di andamento in una certa decade. Quelle prescrittive sono invece da utilizzare per prendere decisioni tempestive, quali il momento migliore per intervenire con l’irrigazione.

Fonte: Italia Oggi.

Doppio filare nel vigneto contro il climate change.
Tecnologia, ma anche inventiva dell’uomo per rispondere ai cambiamenti climatici. Nasce così da una idea di Remo Falconieri, titolare della Cantina Cieck di San Giorgio Canavese (To), terra di Erbaluce, una nuova forma di allevamento della vite. L’invenzione, brevettata da Falconieri, è una doppia spalliera, un doppio filare modello Cieck, che permette una produzione quantitativamente più importante e la riduzione dell’accumulo di umidità sotto chioma. Spiega a Italia Oggi Remo Falconieri: «Il primo obiettivo è di non fare più la pergola che si tribola molto tra potatura e raccolta. E poi c’è il grosso problema dell’umidità. Con le piogge di fine maggio, inizio giugno, se poi arriva il sole sale l’umidità che va a finire sui grappoli e sulle foglie e questo provoca malattie. Con la doppia spalliera l’umidità non si ferma. E poi anche la potatura e la raccolta sono più facili, richiedono minor manodopera tanto avere dei risparmi economici che fanno rientrare in due anni dal maggior costo iniziale».

Fonte: Italia Oggi.

Di vino.
L’export di vini italiani tiene nonostante la guerra, i rincari delle materie prime (vetro), dei trasporti e dell’energia. Scendono i volumi specie in gdo, ma salgono sensibilmente i valori dell’export trainato dai fine-wine. Amarone, Barolo e Chianti Classico sono i «re di cuori» delle bottiglie premium, specie in Usa e Cina. Continua a crescere il Prosecco. E quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Edoardo Freddi International sui trend dell’export su dati Istat e Nielsen. Pellegrin, azienda bergamasca di distribuzione di vini e distillati, cresce del 13,5% nel 2022 e chiude l’anno con un giro d’affari di 22,5 milioni di euro, mentre le bottiglie distribuite nel canale horeca sono state 1.650.000. Entro il primo trimestre 2023 Pellegrini inserirà a catalogo 4 nuove aziende.

Fonte: Italia Oggi.

In Toscana, alla corte di re Lupicaia.
A Castellina Marittima, Vittorio Piozzo di Rosignano produce, tra gli altri, un Cabernet Sauvignon che ha stregato una severa giuria di critici. L’annata 2016 è sul tetto del mondo. di Chiarn Risolo Decanter, bibbia enologica made in UK, lo ha inserito nell’elenco dei migliori vini rossi al mondo del 2022. Panorama lo ha degustato e sposa in pieno la scelta del magazine britannico. Lupicaia 2016 è emozionante. II plauso va a Castello del Terriccio, ai suoi 60 ettari vitati, dei 1.500 totali su cui si estende la tenuta di Castelli na Marittima in provincia di Pisa, capaci di restituire incanto nel calice. Vittorio Piozzo di Rosignano Rossi di Medelana, alla guida dell’azienda ereditata dallo zio Gian Annibale, con gli enologi Carlo Ferrini (consulente esterno) e Valerio Corsini, ha tirato fuori un Cabernet Sauvignon, con una piccola percentuale di Petit Verdot, che parla.

Fonte: Panorama.

Vinitaly, tornano i buyer cinesi ed è record di stranieri: +43%.
Presto l’avvio della 55ma edizione con gli acquirenti esteri oltre quota mille Dopo il roadshow globale voluto da fiera, in arrivo operatori da 68 Paesi Giorgio dell’Orefice Non cala l’appeal del vino italiano. A meno di venti giorni dall’avvio della 55ma edizione di Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile) si registra un vero e proprio boom di buyer esteri. Grazie al lavoro svolto nei mesi scorsi da Veronafiere e Ice Agenzia sono infatti oltre mille i “super acquirenti” esteri di vino selezionati e confermati (+43% rispetto allo scorso anno). Operatori che provengono da 68 Paesi, dagli Usa all’Africa, all’Asia con il grande ritorno, dopo le difficoltà legate alla fase pandemica, di Cina e Giappone (ben 130 i buyer accreditati dalla Cina), ma con una forte presenza anche da Sudamerica e Europa. Numeri molto attesi soprattutto da parte delle oltre 4mila cantine espositrici. Secondo Veronafiere ci sono ottimi presupposti per superare in termini di partecipazione degli operatori i numeri di Vinitaly 2022 che chiuse con 25mila buyer da 139 Paesi:1128%del totale operatori giunti lo scorso anno a Verona.

Fonte: Sole 24 Ore.

Kwak, la scuola di cucina ad alta formazione: incontri con esperti, corsi.
È stata aperta appena due mesi fa, ma si sta già affermando come punto di riferimento del settore sul territorio: la scuola di cucina ad alta formazione Kwak è in fermento tra corsi, incontri con esperti e televisione. Nelle prossime settimane la scuola di cucina con sede nei locali di Ascom Faenza ospiterà due corsi di formazione rivoiti al personale del mondo Horeca. Il primo, i123 marzo, ha come protagonista Jacopo Ticchi e sarà dedicato alla lavorazione in cucina del pesce. Una giornata, dalle 9 alle 17.30, con l’obiettivo di far comprendere che è possibile creare nuove prospettive sul mondo del pesce grazie a un rapporto speciale tra i pescatori, il mare e tecniche di lavorazioni attente in funzione di salubrità, sostenibilità e gusto.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Non solo vermentino. Vino tra storia e turismo.
Conferenza a Cà Lunae sul valore della viticoltura La storia del vino raccontata nella terra del Vermentino. L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Amici di Luni, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, e si terrà sabato alle 16.30 all’azienda Cà Lunae di via Aurelia, a ingresso libero. Alla conferenza saranno presenti Claudio D’Ambrosio, professore ordinario di coltivazioni arboree all’Università di Pisa che tratterà il tema ‘L’origine dei vitigni italiani’ e l’enologo Giorgio Baccigalupi tecnico del consorzio che unisce i produttori del Colli di Luni fino a Levanto, che evidenzierà il valore della viticoltura ai nostri giorni. oltre all’aspetto storico della coltivazione della vite, risalente agli antichi Liguri, si guarderà al presente e alle difficoltà che il settore sta incontrando anche a causa del clima mutato.

Fonte: Nazione La Spezia.

Trenta etichette astigiane in trasferta a Dusseldorf tra gli stand di Prowein.
Marzo per gli operatori del vino internazionale significa Prowein, la manifestazione enoica che, assieme al Vinitaly, segna i calendari di tutte le aziende e gli addetti del settore. L’evento di Düsseldorf – da domenica 19 a martedì 21 marzo – vede quest’anno l’Italia leader assoluta con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni. Tredici quelli della fiera che accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. Si attendono 150.000 visitatori, operatori professionali in arrivo da tutto il mondo. Folta la delegazione di cantine astigiane che partecipano alla fiera sia con stand propri sia all’interno della collettiva organizzata da Piemonte Land of Wine, il super consorzio che rappresenta i 14 enti di tutela delle 41 Doc e delle 18 Docg subalpine. «Ospiteremo una novantina di aziende, di cui un terzo astigiane – anticipa Filippo Mobrici, vice presidente di Piemonte Land – le aspettative sono molto alte.

Fonte: Stampa Asti.

Produrre vino in modo sostenibile: il convegno a Costigliole.
Quanto costa e quanto rende produrre vino in modo sostenibile? Impegni, certificazioni, mercato e territorio sono i temi al centro del convegno che si tiene sabato 25 marzo (ore 10) al Teatro di Costigliole d’Asti. Organizza il Comune, intervengono: Vincenzo Gerbi (Università di Torino e Comitato tecnico di Equalitas), Giuseppe Liberatore (direttore generale Valoritalia), Luigi Bersano (Coordinatore tavolo normativo di UIV), Denis Pantini (Wine Monitor Nomisma). Modera Ercole Zuccaro.

Fonte: Stampa Asti.

l vino siciliano a Dusseldorf.
La più prestigiosa fiera europea del settore Il vino siciliano a Dusseldorf Importante missione promozionale per 27 aziende. Sono 27 le aziende di Assovini Sicilia che rappresenteranno la straordinaria varietà vitivinicola dell’Isola nell’area Sicilia della ProWein, la più importante fiera al mondo di vini, distillati e bevande alcoliche che si svolge a Dusseldorf: Dal 19 al 21 marzo, i tredici padiglioni dell’ente fieristico Messe Dusseldorf ospiteranno sei mila espositori e quattrocento aree vitivinicole. Sono in tutto sessanta i paesi rappresentati. In testa l’Italia con 1750 espositori. La delegazione di aziende siciliane rappresenterà l’Isola, le sue Doc e Igp nel Padiglione 17 gestito dall’Irvo (istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia). Diverse aziende dell’associazione vitivinicola siciliana prenderanno parte alla fiera in altre aree e padiglioni.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Petrolio e vino trainano l’export siciliano.
Terzo territorio con il rialzo più marcato d’Italia, trainato dai prodotti petroliferi raffinati ma anche da quelli alimentari, vini in testa. È il consuntivo dell’export siciliano nel 2022 tracciato ieri nel dall’Istat, che nell’Isola, rispetto all’anno precedente ancora legato alla catena del Covid, segna un incremento del volume d’affari verso l’estero pari al 56%: un’asticella equamente esposta verso i Paesi Ue ed extra Ue, superata solo da Marche e Sardegna e alta quasi il doppio rispetto alla media del Mezzogiorno (29%) e il triplo di quella italiana (20%). Ma a spiccare, in scala nazionale, è anche Siracusa, annoverata dall’Istituto di statistica nella top ten delle province più “virtuose”, che hanno dato i maggiori contributi nell’esportazione del Made in Italy, mentre Palermo si piazza tra le ultime.

Fonte: Giornale di Sicilia.

Cercansi manager: il master del vino è già sold out.
Venti laureati all’anno non bastano per una realtà che conta 900 aziende. A Trapani un’altra opportunità di Maria Antonietta Pioppo Cercansi manager esperti in enoturismo e in export. E non solo: il mondo del vino in Sicilia vuole esperti, da cercare nell’alta formazione accademica. Livello master, per capirsi. Questa è la richiesta crescente da parte del settore vitivinicolo in Sicilia, uno dei pilastri fondamentali per l’economia con la presenza nell’Isola di circa 900 aziende imbottigliatrici. Ma gli esperti, quelli veri, non bastano mai: si avvicina regolarmente al sold out in relazione all’offerta di lavoro la percentuale di assunzioni dei profili altamente qualificati (tra 15 e 20 all’anno) sfornati ogni anno dal master “Manager per le aziende vitivinicole”, istituito dall’Università di Palermo. Il master soddisfa in buona parte la “sete” di cantine e aziende con percentuali di placement invidiabili e insolite per i comparti economici siciliani in generale.

Fonte: Repubblica Palermo.

La Toscana è terza per le esportazioni.
II Veneto guida la classifica regionale delle esportazioni di vino nel 2022 con oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero. I dati emergono dall’Osservatorio Uiv, Ismea Vinitaly sulla base di dati dell’Istat. Sul podio, al secondo e terzo posto, Piemonte in crescita rallentata con +4,6% e Toscana, che chiude in linea con i risultati nazionali +10,4% e 1,25 miliardi di euro.

Fonte: Nazione.

Vino, etichette allarmiste. Il Consiglio si ribella – Il vino e le etichette allarmiste. La richiesta all’Unione Europea: «Si faccia un passo indietro».
Non si ferma l’iter per rendere obbligatorie le avvertenze sanitarie sulle bottiglie II consiglio comunale di Montespertoli si ribella a voti unanimi al nuovo provvedimento. E se un ‘bel’ giorno su una etichetta di Chianti Montespertoli – si parla di vino – spuntasse l’allarme per la salute (il famoso ‘warning’)? Eppure potrebbe succedere, incredibilmente (mal comune con altre grandi denominazioni di pregio). II consiglio comunale di Montespertoli si è ribellato a voti unanimi (mozione di Progetto). Richiesta alla Ue: fare un passo indietro. Si torna a quelle che erano idee dell’Europa e a quanto di fatto ha messo in piedi iI governo irlandese: l’obbligo delle avvertenze sanitarie sulle etichette dei prodotti alcolici, incluso iI vino.

Fonte: Nazione Empoli.

Pasqua, +4% nel 2022 Il traino dell’alta gamma.
L’azienda vinicola veronese presenta i conti. Gli investimenti in tecnologia e vigneti Pasqua, +4% nel 2022 Il traino dell’alta gamma Giro d’affari di 65,4 milioni di euro L’ad Riccardo: «Per il 2023 siamo moderatamente ottimisti L’Horeca è in continua crescita». Pasqua Vini ha chiuso il 2022 con un giro d’affari consolidato di 65,4 milioni di euro (+4% rispetto all’anno precedente) e con una quota di export pari al 90,2%. «Il primo semestre 2022 ha visto un aumento di prezzi perché non si trovavano bottiglie e materie secche», ha spiegato Riccardo Pasqua ieri al Park Hotel Hyatt Milan presentando il bilancio. «I mercati oltreoceano si sono coperti facendo più sell in, comprando più vino per tenere la curva di crescita che stavano sperimentando. Inoltre, il volume delle bottiglie prodotto è sceso a favore del valore». E l’amministratore delegato ha anticipato: «Di conseguenza, il 2023 sui mercati oltreoceano è partito piano come sell in e siamo vicini alla parità rispetto al 2022.

Fonte: Arena.

Il Veneto primo in Italia per export vinicolo.
È il Veneto a guidare la classifica regionale delle esportazioni di vino nel 2022: oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei 12 mesi superiore alla media italiana del 13,4%, che fa guadagnare il 36% sul totale del venduto nazionale. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Uiv, Ismea, Vinitaly sulla base di dati Istat. Sul podio, al secondo e terzo posto, si confermano il Piemonte in crescita con +4,6%, a quota 1,28 miliardi e la Toscana, in linea con i risultati nazionali, +10,4% e 1,25 miliardi di euro. Seguono poi le tre regioni, responsabili complessivamente del 68,2% dell’export enologico made in Italy: il Trentino Alto-Adige (-1,1% tra gennaio e dicembre 2022) e l’Emilia-Romagna (+8,9%). Sul fronte delle performance nelle principali regioni enologiche, spiccano le accelerazioni di Friuli-Venezia Giulia (+39,7%), Marche (+25,9%) e Sicilia (+21%). «C’è un grande entusiasmo a leggere che il settore vitivinicolo veneto è sul podio più alto dell’export», commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Fonte: Arena.

Vino, le vendite all’estero valgono 2, 8 miliardi.
Prosecco da record. Secondo l’analisi dell’osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati Istat, il vino veneto ha vissuto un ottimo 2022. Mentre a livello nazionale si chiude il 2022 con un nuovo record commerciale nell’export (7,9 miliardi di euro di euro, ossia +9,8% afronte di volumi piatti di 22 milioni di ettolitri, -0,6%), in Veneto si festeggia l’ennesimo primato. Con oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei dodici mesi superiore alla media italiana (+13,4%) la nostra regione ora vale il 36% sul totale nazionale. Tra le tipologie — rileva l’Osservatorio — continua il forte traino degli spumanti che volano a +19% in valore (Prosecco a +22%) e confermano la positività sui volumi (Prosecco a +6%), mentre faticano i vini fermi imbottigliati (-3% volume). In particolare, sui rossi risultano in buona crescita i vini premium, in particolare piemontesi (+g%) e veneti (+4%).

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Esportazioni di vino Veneto primo in Italia.
Fatturato all’estero da 2,8 miliardi, +13,4% sul 2021 Zaia:«Eccellenza da tutelare dai danni d’immagine» •• È il Veneto a guidare la classifica regionale delle esportazioni di vino nel 2022: mette a segno oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei dodici mesi superiore alla media italiana de113,4%, guadagnando il 36% sul totale del venduto nazionale. E uno dei dati che emerge dall’Osservatorio Uiv, Ismea Vinitaly sulla base di dati dell’Istat. Sul podio, al secondo e terzo posto, si confermano il Piemonte (+4,6%, 1,28 miliardi di euro) e la Toscana (+10,4%, 1,25 miliardi di euro). Sul fronte delle performance nelle principali regioni enologiche, spiccano le accelerazioni di Friuli-Venezia Giulia (+39,7%), Marche (+25,9%) e Sicilia (+21%). Il vino italiano, uno dei settori del made in Italy più virtuosi nella bilancia commerciale, chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro.

Fonte: Giornale di Vicenza.

L’area della Docg nell’Associazione paesaggi rurali.
Un omaggio ai custodi dell’agricoltura tradizionale ed eroica dei nostri territori più belli. È nata ad Arezzo l’Associazione dei paesaggi rurali di Interesse storico, di cui fanno parte anche Colline di Conegliano Valdobbiadene paesaggio del Prosecco Superiore. «Sono fiera che il nostro territorio, quello del Conegliano Valdobbiadene, faccia parte dell’associazione», afferma la presidente del Consorzio di tutela Docg, Elvira Bortolomiol. L’associazione raccoglie 25 paesaggi rurali storici da tutta Italia. Al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg – aggiunge la presidente Bortolomiol – indissolubilmente legato al territorio di produzione, è frutto della caparbietà di generazioni di viticoltori e della forza culturale che insieme alla fatica hanno costruito l’identità della nostra Denominazione.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vino italiano ed export, gli spumanti protagonisti della crescita.
Il vino italiano sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo l’export 2022 con un nuovo record commerciale: 7,9 miliardi di euro di euro (+9,8%) a fronte di volumi in lieve decrescita (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati rilasciati oggi da Istat sui 12 mesi del 2022, il mercato ha tenuto anche a di fronte alle inevitabili, quanto parziali, variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha eroso i margini della filiera, in particolare per i prodotti di prezzo più basso (fino a 6 euro al litro). Il risultato finale, vista anche la congiuntura, è senz’altro positivo per uno dei settori del made in Italy più strategici nella bilancia commerciale, che chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro. L’Osservatorio rileva che il record commerciale è determinato da un “doping” dei prezzi, necessario per limitare l’erosione dei margini causata dall’impennata dei costi, ma pericoloso sul fronte dei consumi previsti per il 2023. L’ultimo trimestre 2022 è in forte rallentamento, con chiusura nei valori a +5% contro +19% a marzo, +11% a giugno e +12% a settembre, mentre i volumi si mantengono in area negativa (-3% medio da giugno, con il solo primo trimestre positivo). Tra i concorrenti, la Francia si conferma leader mondiale con 12,3 miliardi di euro (+11% valore e -5% volume) mentre l’Italia mantiene la posizione di primo fornitore a livello quantitativo e secondo in valore davanti alla Spagna (2,98 miliardi di euro, che chiude a +3,5% nei valori e -9% nei volumi).

Fonte: Mark Up.

Vino italiano: l’export vola a 8 miliardi. Spumanti +19%.
L’Italia del vino sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo l’export 2022 con un nuovo record commerciale: 7,9 miliardi di euro (+9,8%) a fronte di volumi piatti (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly , che ha elaborato i dati rilasciati oggi da Istat sui 12 mesi dello scorso anno, il mercato ha retto anche alle inevitabili quanto parziali variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha eroso i margini della filiera in particolare per i prodotti entry-level e popular (fino a 6 euro al litro). Ultimo trimestre in forte rallentamento, con chiusura nei valori a +5% contro +19% di marzo, +11% di giugno e +12% di settembre, mentre i volumi si mantengono in scia negativa (a -3% medio da giugno, con il solo primo trimestre positivo).

Fonte: Business People

Bottiglie di vino usate: non buttarle, come riutilizzarle in casa | Valgono oro.
Noi italiani non possiamo fare a meno di questa deliziosa bevanda, ma a volte commettiamo un errore: quello di buttare via le bottiglie ormai vuote. Ci possiamo ritrovare con numerose bottiglie di vino usate dopo una cena o una festa importante. Come possiamo dare loro una seconda vita? Oggi vi sveleremo come sfruttarle al meglio. In un’epoca consumistica come quella in cui viviamo, siamo soliti buttare via tutto quello che apparentemente non serve più. In realtà, alcune cose possono avere una seconda vita che – oltre a limitare i danni sull’ambiente – riesce anche a farci risparmiare qualche soldino. Vediamo insieme, come sfruttare al meglio le bottiglie di vetro vuote che in genere si ricavano dal vino. A volte bastano piccole azioni quotidiane per fare la nostra parte nella salvaguardia dell’ambiente. Riutilizzare bottiglie di vino usate può rappresentare un piccolo passo verso la salvezza.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino: bilancia commerciale +7,3 mld, regge ad aumenti 2022.
Risultato positivo per il vino italano uno dei settori del made in Italy più virtuosi nella bilancia commerciale, che chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro. Un record determinato da un doping dei prezzi necessario per limitare l’erosione dei margini causata dal surplus dei costi, quanto pericoloso sul fronte dei consumi previsti per il 2023. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, sulla base dei dati Istat sui 12 mesi dello scorso anno, evidenziando un mercato che ha retto anche alle variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha abbondantemente eroso i margini della filiera in particolare per i prodotti entry-level e popular fino a 6 euro al litro.

Fonte: ANSA.

Origine del vino: la coltivazione della vite risale a più di diecimila anni fa.
Ebbene era tutto sbagliato o meglio impreciso; a quanto pare i nostri antenati iniziarono a coltivare la vite e a produrre il vino più di diecimila anni fa nella zona delle attuali Palestina, Israele, Giordania e Libano. La ricerca è stata pubblicata sulla importante rivista Science, e testimonia come i ceppi più simili ai nostri attuali vitigni siano quelli provenienti appunto da quelle aree. Le viti addomesticate nel Caucaso sarebbero invece le attuali progenitrici delle sole viti coltivate in Georgia e Armenia. Imponenti i numeri della ricerca che ha visto l’analisi di quasi 2500 genomi provenienti da viti di 16 Paesi diversi, lavoro che ha coinvolto 89 ricercatori di 23 istituzioni nazionali e internazionali; a capo del progetto un ricercatore della China Yunnan Agricoltural University.

Fonte: Apetime-Magazine.

Vino più buono: l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare?
Trattando questo esperimento di connubio tra intelligenza artificiale e produzione enologica non si tratta un vino qualunque, ma il vino italiano per eccellenza: il Barolo. Simbolo in tutto il mondo di tradizione e lavoro della terra. Rispetto agli anni novanta, in cui la firma dell’enologo contava più del contenuto liquido del vino, oggi si sta recuperando un’idea del della produzione enologica integrata tra lavoro in vigna e lavoro in cantina dove il prodotto della terra non rappresenta solo la fase iniziale, ma la condizione necessaria perché un vino sia vivo. La differenza fondamentale tra un prodotto come il vino ed uno come la birra infatti è proprio la sua instabilità nel tempo e la sua evoluzione.

Fonte: Ecoo.it,

Prowein 2023: il mondo del vino a Düsseldorf.
Italia leader assoluta di Prowein 2023 con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni. Da domenica 19 a martedì 21 marzo, i 13 padiglioni della fiera accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. Era il 1994 quando Prowein faceva il suo ingresso sul palcoscenico delle manifestazioni internazionali legate al comparto vino. Lo faceva in punta di piedi, con appena 321 espositori da 8 Paesi. A nemmeno 30 anni dalla sua nascita la fiera di Düsseldorf può contare su oltre 6000 espositori, provenienti da più di 60 Paesi con una rappresentanza qualificata di più di 400 terroir da tutti i continenti e con un pubblico selezionato di operatori che la pone al vertice assoluto tra gli eventi del settore a livello internazionale. Più che giustificata quindi l’attesa per le tre giornate della fiera (da domenica 19 a martedì 21 marzo) quando finalmente i visitatori potranno spaziare per i 13 padiglioni di uno dei più funzionali poli fieristici al mondo.

Fonte: Corriere del Vino,

Le esportazioni di vino italiano nel 2022 si fermano a 7,87 miliardi di euro (+9,8%).
I dati Istat certificano la frenata delle spedizioni: gli effetti dell’inflazione si fanno sentire, ma i mercati di riferimento resistono. Si ferma un po’ al di sotto delle aspettative l’export del vino italiano nel 2022, che raggiunge un nuovo record, a 7,87 miliardi di euro, ma inferiore a quella previsione di 8 miliardi di euro condivisa per mesi dalla totalità degli osservatori. I dati Istat, analizzati a cadenza mensile da WineNews, del resto, hanno raccontato una costante frenata delle esportazioni, che alla fine segnano comunque una crescita importante: +9,8%. Si fanno sentire, nella seconda parte del 2022, gli effetti dell’inflazione, che ha portato ad una contrazione dei consumi in ogni mercato ed in ogni categoria merceologica, compreso ovviamente il vino.

Fonte: WineNews,

Maccanico (Ice): Azerbaigian mercato strategico per Italia e vino.
Il mercato dell’Azerbaigian è un mercato nuovo e strategico per le esportazioni italiane, che ama il Made in Italy, i brand dell’eccellenza e del lusso italiani ed è considerato il più importante nella regione del Caucaso meridionale per la proiezione dell’internazionalizzazione italiana. Tanti i settori di interesse e cooperazione, dai macchinari ad alta tecnologia nell’ambito energetico al settore agroalimentare e vitivinicolo in particolare. L’Ice, con il suo ufficio a Baku, si sta impegnando per portare avanti un programma di eventi destinati alla promozione dell’Italia e dei suoi prodotti, del suo know how e della sua tecnologia. Di particolare interesse, come ha spiegato in un’intervista ad askanews il direttore Andrea Maccanico, il settore vinicolo in cui l’Italia è già al primo posto per export davanti alla Francia. Ma, avverte Maccanico, serve un cambio di approccio culturale dei consumatori e per questo Ice sta investendo per “sostituire il vino alla vodka e ci riusciremo”, afferma il direttore: il consumo pro-capite di vino in Azerbaigian è di circa tre litri all’anno, contro i 10,6 litri di superalcolici.

Fonte: Askanews.

STAMPA ESTERA

Burgundy sees red over machine pickers.
With their air-conditioned cabs, GI’S guidance, touchscreen technology and rods that shake grapes until they fall off the vines, mechanical harvesters arc being hailed by some as the future of wine. The question of whether they should be allowed to operate in Burgundy’s most renowned vineyards is proving divisive, however, with officials in the eastern French region engaged in a battle to ensure that the finest vintages are made from hand-picked grapes. The argument is “sowing friction in Burgundy”, according to La Revue du Vin de France, the monthly French wine magazine. Some vineyards back the government view that machines should only be used to harvest grapes for mass-market wines. Others say that in an era of climate instability and labour shortages, even top-of-therange vineyards can no longer rely on humans. French wine may be associated in popular imagination with grape pickers spending their days under the late summer sun and their evenings around a fire with glass in hand, but in practice two thirds of the country’s vineyards now use machines that cost anywhere between €60,000 and €250,000. The mechanical harvesters work faster than grape pickers and are cheaper too, at least in the long run. Their technology has evolved to the extent that they are able to remove the grapes from the stalk while eliminating leaves and other impurities. However, the French wine elite does not like them. Purists say whatever their sophistication, the machines are unable to match the human eye when it comes to selecting perfectly ripe grapes. Sume also claim they leave a metallic taste in the bottle. Bordeaux’s most renowned châteaux are loath to use the machines, and in Champagne they have been outlawed. Burgundy, which is home to four categories of wine régionales, communales, premiers crus and grands crus is divided. In the bottom two categories, which produce 88.5 per cent of the region’s bottles that sell for as little as €10, mechanical harvesters are common.

Fonte: Times.

Distinctive Wines Rise From Deep Convictions.
Small producers can succeed by following their own muse. The best are made by those who make what they like. THERE’S AN OLD JOKE about a street with four restaurants side by side. The first has a sign saying, “Best Food in the City,” and its tables are sparsely populated. The second says, “Best Food in the Country,” and even fewer people are inside. The third says, “Best Food in the World,” and it’s empty. The fourth says, “Best Food on the Block,” and it’s packed. The joke could well be about the intentions of wine producers. Some aspire to make the best wines in their region; others, the country or the world. But for me, the most enlightened approach is simply to try to make the best possible wine from the place where the grapes are grown. This might sound like the least ambitious path, but it’s the most demanding one of all, requiring a strong set of beliefs. My favorite wine producers look inward, not outward. They ask themselves, “How can I do my utmost to convey the character of this particular patch of earth?” And they often conclude: “I’m going to make the wines that I like to drink. If nobody buys them, I’ll drink them myself.” You’d be right to think that this doesn’t make much business sense. Successful corporations rely on focus groups and surveys to determine what the public likes and loathes. Their products fit their perception of what will sell, which in the world of wine often results in imitation rather than originality. It’s a paint-by-numbers approach that starts with analyzing a wine that received accolades and ends with a facsimile of that wine. These sorts of wines can, nonetheless, be delicious. Plenty of people will love them and find them satisfying. But a delicious wine is not necessarily the same thing as an original wine. Original wines that are delicious, too, are best of all. The most distinctive wines tend to be made by small, family-run producers. They do need to sustain their businesses, but they do not answer to outside forces motivated primarily by sales and profits, or to critics’ notions of what is proper and desirable. They are free to define their own aesthetic standards. They might focus on unpopular or littleknown grapes, on places that few deem capable of making good wines or on styles that seem passé or have been critically rejected. I don’t mean to say that small wine producers and vignerons are always the best judges or that their motives are always pure.

Fonte: New York Times Food.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 14 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Eden, un parterre esclusivo ed esperti alla degustazione con vista sulla Capitale.
Via Ludovisi Conte e D’Alema Paola Malnettl e Maite Bulgari Riccardo Cotarella, Fausto Bertinotti Eden, un parterre esclusivo ed esperti alla degustazione con vista sulla Capitale Cosa hanno in comune Fausto Bertinotti e Massimo D’Alema? Anche l’aver partecipato, mescolati ad un parterre di addetti ai lavori, alla preview esclusiva per il lancio di una nuova etichetta di vino (Les Deux Lévriers) che fonde la morbidezza del Merlot, la struttura del Cabernet Sauvignon e la dinamicità del Syrah. Il debutto con vista su Villa Medici e sulle cupole della Capitale, all’ultimo piano dell’hotel Eden dove Valter e Paola Mainetti hanno presentato l’altra mattina il nuovo progetto Aramaicos costruito insieme al maestro dell’enologia Riccardo Cotarella, che ha celebrato l’unione tra le colline delle Baronie nel sud est della Francia con la cultura e la passione italiana.

Fonte: Corriere della Sera Roma.

In Vino Veritas – Una sinfonia di fragola e di rosa per festeggiare i papà.
Tipo Brachetto d’Acqui Docg Cantina Braida Giacomo Bologna Indirizzo via Case Sparse San Bernardo 33/36, Rocchetta Tanaro (At) Sito braida.it Telefono 3282334387 Prezzo a partire da 13 euro. Se le boomers, cosi definite da quelli che parlano bene, nate tra gli anni ‘5o e ‘6o, oggi amano il vino che le rende belle e felici è merito di un vitigno profumato come un sentimento croccante d’amore: il Brachetto. Vi fu negli anni del boom la transumanza (o forse deportazione) umana dalle campagne alle città del Nord dove l’industria chiedeva braccia. Furono gli anni d’oro degli antiquari che andavano nelle campagne svuotate a comprar mobili che gli ex contadini rifiutavano attratti dalla formica, furono gli anni in cui si rinnegava la ruralitá. E così il vino che, cessato il bisogno calorico, tornava appannaggio solo dei maschi.

Fonte: La Verita’.

Vino ad alta quota, si può Produzione made in Mugello.
Viti a 900 metri d’altezza: l’esperimento è riuscito. Adesso lo studia l’Università di Firenze Simone Menichetti nella sua vigna innevata. La scommessa di Simone Menichetti Tre vitigni di Pinot «C’è un grande potenziale quassù». Chi passa da Pietramala, terra di montagna toscana ai confini con l’Emilia Romagna, tra due passi appenninici, quello della Futa e il passo della Raticosa, nel comune di Firenzuola, adesso trova una coltivazione inusuale. Perché a quasi 900 metri di altitudine i vigneti sono rarissimi. L’ha impiantata il mugellano Simone Menichetti, classe 1980. L’esperienza non gli manca: per più di 10 anni ha lavorato per le vigne del podere Fortuna, che con il suo Pinot Nero ha reso il Mugello famoso a livello internazionale, conquistando tre grappoli del Gambero Rosso. E poi tre anni in Svizzera, dedicandosi al merlot. Per poi tornare in Mugello. Visto che i suoi tre zii avevano un’azienda agricola a Pietramala ma erano ormai anziani («il più giovane – dice Simone – ha 78 anni, il più vecchio 87») ha deciso di mettersi in proprio.

Fonte: Nazione.

Düsseldorf. Italia leader di espositori alla fiera del vino ProWein.
Da domenica 19 a martedì 21 marzo il mondo del vino si incontra alla fiera ProWein a Düsseldorf. I tredici 13 padiglioni della fiera accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. L’Italia è leader assoluta con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni.

Fonte: Tempo.

In Trentino si fa festa con Nosiola e Vino Santo.
Al via «Di Vin Nosiola: quando il vino si fa santo», manifestazione trentina dal 30 marzo all’8 aprile, che vedrà protagonisti la Nosiola e il Vino Santo, Doc trentina e presidio Slow Food. Un appuntamento organizzato dal Consorzio turistico Valle dei Laghi e dall’associazione Vignaioli Vino Santo Trentino Doc.

Fonte: Tempo.

Debutta il “Lonigo Wine & Beer Festival”, la regia è ferrarese.
Da venerdì a domenica Debutta il “Lonigo Wine e Beer Festival”, la regia è ferrarese 1 Dal 17 al 19 marzo va in scena il primo “Lonigo Wine e BeerFestival”, un progetto ideato dalla ferrarese Feshion Eventi, in collaborazione con Lonigo Expo. Sarà un festival dedicato a vini, distillati e birre artigianali: venerdì e sabato dalle 16alle 23, domenica dalle 11 alle 22. L’ingresso alla manifestazione è gratuito, ma per accedere alla degustazione si dovrà acquistare un ticket di 12 euro, che comprenderà 10 talloncini da utilizzare per scegliere i vini e i distillati che più si preferiscono. Sarà possibile partecipare a Masterclass e degustazioni guidate da esperti di settore. Nell’area dedicata alla birra saranno proposte degustazioni guidate con diversi assaggi osi potrà scegliere di acquistare la singola birra direttamente dal mastro birraio.

Fonte: Nuova Ferrara.

Il meglio della Doc imperiese ospite a Verona per Vinitaly. Venti le aziende con gli stand.
Ormeasco, Rossese e Riviera Ligure i vini in mostra dal 2 al 5 aprile Il meglio della Doc imperiese ospite a Verona per Vinitaly Venti le aziende con gli stand. Non solo olio e fiori ma anche vino, e di ottima qualità. La Biy viera di Ponente è pronta a mettere in vetrina le sue peculiarità enologiche e il palcoscenico sarà quello prestigioso e noto a livello internazionale di Vinitaly. A Veronafiere, dal 2 al 5 aprile, saranno una ventina le aziende imperiesi che prenderanno parte a quello che è, per antonomasia il salone del vino in Italia. In questi giorni si stanno definendo tutte le prenotazioni degli spazi e perfezionando le modalità di presentazione delle varie etichette, ma è già assodato che, per la provincia di Imperia, quella del prossimo aprile sarà una presenza da record.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Con «Divino» 200 produttori in fiera, 11 orobici.
Sabato18edomenica19 «Divino, il mercato dei vini», fa tappa anche a Bergamo proponendo in degustazione 1500 etichette frutto del lavoro di circa 200 produttori. Sabato e domenica prossimi anche undici aziende della nostra provincia esporranno in fiera: Azienda Agricola Cattaneo Pierangelo di Zandobbio, Azienda Agricola La Rodola di Scanzorosciate, Azienda Agricola Ronchi di Genestaro situata ad Ambivere, Distilleria Fratelli snc di Treviglio, Doa Distilleria Orobica Autonoma di Bracca, La Mosca Bianca Bio con sede legale a Bergamo, Spirito Bergamasco BGin come e-commerce di liquori, Tenuta della Fonda con sede legale a Madone, Tenuta Iris di Frusca Gabriele a Grumello del Monte, Tenuta Louisa di San Paolo d’Argon e Vignaioli Bergamaschi di San Paolo d’Arie L’evento – organizzato dall’agenzia «VALe20» segue l’iniziativa «Trevino» dello scorso novembre che ha registrato 6 mila visitatori a Treviglio – si svolgerà in fiera a Bergamo.

Fonte: Eco di Bergamo.

“Paesaggi rurali” I vigneti terrazzati nell’associazione.
Nel direttivo Scarpellini, presidente di Provinea «Così si inizia ad avere un pensiero condiviso» C’è anche la Valtellina tra i firmatari della costituzione dell’associazione dei Paesaggi rurali di interesse storico, che ha visto la formalizzazione venerdì 10 marzo ad Arezzo. Pris, questo l’acronimo dei paesaggi iscritti al Registro nazionale, che comprende mari e monti lungo tutto il territorio italiano. All’associazione hanno aderito 25 dei 27 Paesaggi rurali di interesse storico, veri e propri custodi dell’agricoltura tradizionale ed eroica dei nostri territori più belli, che comprendono insieme ai vigneti terrazzati della Valtellina, le colline vitate del Soave, gli oliveti terrazzati di Vallecorsa, i limoneti di Amalfi, le colline di Conegliano Valdobbiadene paesaggio del Prosecco superiore, il paesaggio agrario della Piana degli oliveti monumentali di Puglia e altri ancora.

Fonte: Provincia Sondrio.

Grignolino, un grande vino ma da trattare con cara….
Grazzano Badoglio La Masterclass con il giornalista Paolo Massobrio e l’enologo Mario Ronco Grignolino, un grande vino ma da trattare con cura… «Questo è il momento del Monferrato e del Grignolino!ll» Così, ha esordito con triplo esclamativo, sabato 11 marzo, il giornalista, scrittore ed enogastronomo Paolo Massobrio, in occasione della Masterclass “Vino-Cibo-Territorio. I sapori e gli areali di produzione enoica del Grignolino del Monferrato Casalese’ (Azioni PSR 3.2.1 2014-2022 Bando B 2022), presentata in apertura della seconda edizione de: “Grignolino, il Nobile Ribelle” a Grazzano Badoglio. Un grande evento interamente dedicato ad un altrettanto grande vino di carattere, nobiltà e, anche, versatilità, che sa essere fedele a se stesso per esprimere, senza compromessi, i tanti volti dei variegati areali di produzione del Monferrato.

Fonte: Monferrato.

Successo Anteprima Vini. E ora tocca a GD show – “Anteprima Vini” Un’edizione spumeggiante «Grande occasione per noi».
Parlano alcuni dei 70 produttori che hanno dato vita alla manifestazione «Ciò che rende più memorabile il sapore del vino è la sua storia, il lavoro…». Una ventiduesima edizione saporita e spumeggiante quella di Anteprima Vini della Costa Toscana che, ieri e domenica, ha animato e insaporito le sale del Real Collegio. Un grande successo per la rassegna enogastronomica che ha portato nel nostro centro storico più di settanta produttori e più di seicento etichette in degustazione: «i numeri che gli scorsi anni registravamo in due giorni, quest’anno li abbiamo raggiunti solo nella prima giornata» commentano gli organizzatori. Tra le sale del Real Collegio i vini da poter assaporare sono molti e variegati, ognuno unico nel proprio genere. Ma ciò che rende ancora più memorabile il sapore del vino è la storia, il lavoro e la conoscenza che si celano dietro la sua produzione.

Fonte: Nazione Lucca.

La Cappuccina, tre vini bio premiati con medaglie d’oro.
L’azienda di Monteforte al MillesimeBio Challenge La Cappuccina, tre vini bio premiati con medaglie d’oro Monte Stelle Soave doc 2021, Basaltik e Soave 2021 Elena Tessari: «Noi siamo stati pionieri in Italia». La Cappuccina è l’unica azienda italiana ad aver ottenuto tre medaglie d’oro per tre vini biologici alla sedicesima edizione del concorso internazionale MillesimeBio Challenge a Montpellier, nel sud della Francia. Le bottiglie che hanno colpito la giuria internazionale della competizione con in lizza 1.981 vini da 14 Paesi, aggiudicando 232 medaglie d’oro, sono Monte Stelle Soave classico doc 2021, Basaltik 2021 e Soave 2021 dell’azienda con sede a Costalunga di Monteforte d’Alpone. «Abbiamo presentato tre vini e il risultato è una grande soddisfazione che premia tanti sforzi», dice Elena Tessari. «Abbiamo sempre creduto nell’agricoltura biologica e ci abbiamo investito sin dagli anni Ottanta, pionieri in Italia. Le tre medaglie ci spronano a credere sempre più a questo sogno divenuto realtà.

Fonte: Arena.

Masi, il Cda perde un pezzo Si dimette Renzo Rosso.
Detiene il 10% della cantina veronese Masi, il Cda perde un pezzo Si dimette Renzo Rosso «Non ho potuto dare un contributo innovativo» La replica: «Mai negata l’opportunità di esprimersi». Ha destato un certo clamore l’annuncio delle dimissioni di Renzo Rosso dal Cda di Masi Agricola, azienda leader dell’Amarone della Valpolicella, quotata al listino Aim di Borsa Milano e nella quale il presidente di Otb, attraverso la cassaforte Red Circle Investments detiene 3.215.568 azioni ordinarie pari al 10% del capitale sociale. «Segnalo – scrive nella lettera di dimissioni – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali. Ritengo che non vi siano presupposti per poter apportare il mio contributo professionale e innovativo e per una proficua partecipazione ai processi gestori e che, pertanto, sia nel mio interesse rinunciare a ricoprire tale carica».

Fonte: Giornale di Vicenza.

55 edizioni di Vinitaly, auguri “vecio”.
Sembra solo ieri, 25 anni fa, che misi piede per la prima volta al Vinitaly di Verona. Miseria se me lo ricordo. Ci andai in camper con Pino Memoli, un operatore televisivo che purtroppo non è più con noi e che sempre resterà nel mio cuore. Parcheggiammo al camping “Giulietta e Romeo”, manco fossimo amanti, e tutte le mattine con il camper raggiungevamo la fiera. Che storia! Non sapevamo nulla di Vinitaly e forse anche di vino non è che ne masticassimo poi tanto. Dovevamo fare interviste a pieno ritmo, già allora, per ottimizzare e abbattere i costi. Erano interviste per un programma TV per…lasciamo stare; il tempo è passato e tutto è servito per fare esperienza. La cosa simpatica che ricordo bene è che con la telecamere eravamo veramente in pochi. 25 anni fa non era di moda parlare di vino in TV come oggi, così come di cibo. Di filiere dei prodotti poi meno che mai, e credo francamente che di questo se ne parli ancora poco anche adesso: anche se non esiste più un programma televisivo che non abbia l’angolo cottura! I colleghi mi sfottevano perché andavo nelle stalle a filmare la mungitura del latte: faceva molto più figo andare ad intervistare i cantanti o i giocatori di calcio.

Fonte: Bra Oggi.

Coppa Milano Sanremo: si beve piemontese.
Il Consorzio dell’Asti DOCG partner della XIVa Rievocazione dedicata alle auto storiche in programma dal 23 al 26 marzo Coppa Milano Sanremo: si beve piemontese ASit (ces) Dettagli ultimati per la XIVa Rievocazione Storica della Coppa Milano – Sanremo, in programma dal 23 al 26 marzo 2023, evento all’interno del Campionato Italiano Grandi Eventi 2023 di ACI Sport, riservato alle più importanti gare di regolarità classica. Sono ammesse a partecipare le vetture costruite dal 1906 al 1990, certificate e appartenenti a registri di marca; ci saranno anche le supercar moderne e le più iconiche youngtimer costruite dal 1990 fino ai giorni nostri, il tutto con una presenza di oltre il 30% sull’edizione 2022. La manifestazione vedrà per la prima volta in assoluto la città di Milano come punto di partenza e di arrivo, trasformando così il percorso da lineare in circolare, una novità sostanziale sia dal punto di vista sportivo che logistico che porterà a quattro i giorni di competizione effettivi.

Fonte: Nuova Periferia di Settimo.

I Salone dei Vino promosso all’esordio dai produttori.
Un quartetto di location di pregio nel cuore della capitale subalpina – Cavallerizza Reale, Museo del Risorgimento, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna – hanno fatto da cornice, dal 4 al 6 marzo, per l’edizione 2023 del Salone del Vino. I numeri segnalati dall’organizzazione parlano di oltre 13 mila presenze, di cui 7400 solo durante il fine settimana, e il “sold out” di biglietti d’ingresso prima dell’apertura al pubblico. D lunedì era invece dedicato ai professionisti del settore, dai ristoratori agli enotecari a chi si occupa di vendita e distribuzione, per circa un migliaio di operatori presenti per incontri, degustazioni e masterclass. In parallelo si svolgevano infatti un centinaio di eventi “off’, in 60 sedi cittadine, con il programma arricchito dai 18 appuntamenti alla “Wouse”, alias “wine house”, ospiti un centinaio di addetti ai lavori per momento ‘incontro, dibattito e degustazione, più una trentina di masterlass con protagoniste le cantine tesse.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Basta notizie catastrofiche sul vino: la scienza non dice che fa male.
Sono trent anni che il mondo scientifico affronta il tema del rapporto travino e salute ed è assodato da molti studi che il consumo moderato è protettivo contro lo sviluppo delle malattie coronariche e delle patologie associate allo stress ossidativo. II potenziale beneficio salutistico del vino è stato principalmente attribuito ai composti polifenolici, in particolare flavonoidi, presenti in abbondanza e in forma biodisponibile nel vino. Stupisce quindi che nel recente dibattito sia completamente ignorata questa parte della ricerca scientifica e sia stato enfatizzato solo l’effetto deleterio dell’etanolo, qualunque sia la sua origine e la modalità di consumo. Negli ultimi 30 anni ci sono state migliaia di pubblicazioni scientifiche che hanno confermato l’utilità del vino, da quelle sugli effetti del resveratrolo a quelle sulla longevità, dal ruolo protettivo rispetto alle malattie cardiovascolari fino alla capacità di prevenzione delle degenerazioni neurologiche.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Grignolino, il vino ribelle che sa ancora stupire.
Pubblico curioso attento, grande qualità, partecipazione interessata l’evento “Grignolino, il Nobile Ribelle” ha superato l’esame dei wine lovers. Ospitato a Grazzano Badoglio, con la regia di Ais Asti e Casale Monferrato e la collaborazione del Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese e dell’Associazione Monferace, nonché col sostegno del Consorzio Gran Monferrato, la seconda edizione del Nobile e Ribelle ha ampiamento superato la già fortunata prima edizione, in termini di etichette e cantine partecipanti, di visitatori, di giornate. Un grande evento interamente dedicato ad un altrettanto grande vino di carattere, nobiltà e, anche, versatilità, che sa essere fedele a se stesso per esprimere, senza compromessi, i tanti volti dei variegati areali di produzione del Monferrato. Questo, il commento dell’enologo Mario Ronco: “11 Grignolino dà grandissime soddisfazioni, ma va trattato con grande cura.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Le Città del Vino premiano il Grignolino d’Asti.
È stato principalmente un incontro per celebrare i Comuni che producono il Grignolino d’Asti a 50 anni dall’istituzione della denominazione d’origine controllata. L’assemblea delle Città del Vino del Piemonte si è svolta, sabato scorso, nella sala consigliare del Comune di Moncalvo. Presenti numerosi sindaci e con Stefano Vercelloni, vicepresidente Città del Vino e Coordinatore Piemonte il quale ha aperto l’appuntamento con una dettagliata relazione nella quale sono stati svelati i programmi per le Città del Vino del Piemonte per quest’anno. Ospite d’onore Angelo Radica, Presidente Città del Vino che ha Illustrato le attività a livello nazionale per il 2023. L’obiettivo dell’associazione è quello di aiutare i Comuni a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomie, tutti quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Grandi vini francesi e distillati rari nell’asta della collezione Kotovsky.
Il Dipartimento Vini di Christie’s ha annunciato la messa all’asta de La Collezione dei Due Continenti: The Private Cellar of Irwin Kotovsky Online Part I, vendita da unico proprietario aperta alle offerte dal 6 al 18 aprile 2023. L’asta presenta 581 lotti che rappresentano i vini più ricercati al mondo, provenienti dalla cantina privata di Irwin Kotovsky, un appassionato collezionista che nel corso della sua vita ha creato una cantina spettacolare. Americano di prima generazione, nato da madre lituana e padre ucraino, Kotovsky era orgoglioso delle sue origini di immigrato. Il suo interesse per il vino si sviluppò durante i suoi viaggi in Europa, in particolare a Parigi, per rappresentare la sua azienda di illuminazione di Pittsburgh.

Fonte: Federvini.

Vinitaly va al museo: Cantine Giacomo Montresor.
Aperitivo con tasting vini e prodotti tipici, visita guidata al Museo ed intrattenimento musicale. Costo: 10 euro. Partecipa anche tu al nostro evento “Vinitaly va al museo”, ti aspettiamo domenica 2 aprile dalle ore 18 alle ore 21 per un aperitivo con tasting vini e prodotti tipici ed intrattenimento musicale. Durante l’evento sarà possibile visitare il nuovo Museo del Vino Montresor con tour guidati di mezz’ora e successivamente degustare i vini della Cantina e le specialità gastronomiche del nostro territorio. L’evento è a pagamento, previa iscrizione online obbligatoria a questo link fino ad esaurimento posti: https://www.vinimontresor.com/vinitaly-va-al-museo/. Dopo l’iscrizione riceverai via mail un coupon sconto da utilizzare durante l’evento presso il nostro Wine Shop per acquistare ad un prezzo speciale i tuoi vini preferiti.

Fonte: Verona Sera.

Pasqua Vini “porta” la luna a Vinitaly 2023, con la suggestiva istallazione site-specific by fuse.
La liason tra vino e arte continua, con le grandi cantine che diventano mecenati contemporanei e promuovono i linguaggi del futuro. La luna, uno dei simboli più evocativi dell’immaginario umano, è la protagonista della suggestiva installazione site-specific “Luna Somnium”, ideata da fuse*: commissionata da Pasqua Vini, sarà protagonista a Vinitaly 2023 (Verona, 2/5 aprile), come un sogno che si realizza attraverso la creatività umana. Una similitudine perfetta con la visione stessa di Pasqua Vini, un laboratorio di ricerca continua, aperto al dialogo e al confronto, che non ha paura dell’inesplorato e del nuovo. La bellissima opera, che WineNews è in grado di anticipare, sarà presentata, ufficialmente, domani a Milano: prosegue così il percorso dell’azienda veneta nei territori dell’arte, in una liason che vede sempre più le grandi cantine farsi mecenati per promuovere i linguaggi del futuro.

Fonte: WineNews.

Il borgo italiano in cui si produce “il vino più alto d’Europa”.
C’è un borgo, situato in un ampio spazio pianeggiante a oltre 900 metri di altitudine, dove si produce “il vino più alto d’Europa”. Un paesino che si sviluppa tra vigneti che lasciano a bocca aperta e castelli nei dintorni che sono uno più affascinante dell’altro, insieme a un paesaggio e un centro storico che da soli valgono il viaggio. Morgex, un borgo antico dall’anima moderna.
Il grazioso borgo in questione si chiama Morgex e si trova al centro della Valdigne, la parte più settentrionale della Valle d’Aosta. Come potete immaginare, la sua è una posizione assolutamente privilegiata: è a pochi passi dalle celebri stazioni sciistiche di Courmayeur e di La Thuile, alla quale è collegata attraverso il panoramico Colle San Carlo.

Fonte: SiViaggia.

Vino online: chi sono i consumatori digitali, quali vini bevono (e di quali parlano).
Il vino sui social resta una prerogativa dei Millennial. È una delle prime evidenze emerse dalla ricerca realizzata da Team Innovation e Team Consumer di PwC Italia in collaborazione con Gruppo Meregalli (storica azienda di distribuzione di vino e distillati con 160 anni di storia alle spalle), secondo cui su una base di 7.673 conversazioni riguardanti le tipologie di vino, il 60% riguarda il vino rosso, il 38% quello bianco e il restante 2% il vino rosato. Ma occhio, perché mai come in questo momento i gusti e le abitudini stanno cambiando e le nuove generazioni potrebbero portare un approccio differente ai consumi. Motivo per cui, “spiare” i cosiddetti consumatori digitali resta uno strumento utile per capire verso dove stiamo andando. A partire dalle loro conversazioni e condivisioni.

Fonte: Gambero Rosso.

Chiaretto di Bardolino | Anteprima 2023 del vino rosa più importante d’Italia.
1000 ettari di vigneto, 100 produttori e 10 milioni di bottiglie annue fanno del Chiaretto di Bardolino il vino rosa più importante d’Italia. Sulla sponda veronese del Lago di Garda ho avuto l’opportunità di tuffarmi nell’anteprima 2023 con maschera e pinne fornite dal Consorzio di Tutela Chiaretto e del Bardolino, e l’impeccabile supporto logistico di Studio Cru. C’è stato un tempo in cui il Chiaretto era considerato soltanto un sottoprodotto del Bardolino. Veniva infatti ottenuto attraverso il prelievo di mosto (salasso) dalle vasche destinate al vino rosso per aumentarne la concentrazione per effetto dell’aumento del rapporto bucce/succo. Oggi la vinificazione in rosa esige la selezione di uve espressamente dedicate che vengono sottoposte a macerazione prefermentativa di alcune ore a bassa temperatura per l’estrazione di profumi e colore. La fermentazione si innesca a posteriori previa separazione del mosto dalle bucce. Il nuovo disciplinare del Chiaretto di Bardolino prevede l’utilizzo obbligatorio di due sole cultivar: la corvina veronese (fino a un massimo del 95%) e la rondinella (con un minimo del 5%).

Fonte: Intravino,

Vino, gli italiani cercano sostenibilità, socialità e qualità. Ecco l’identikit del consumatore.
Dai Millennial ai Gen X e Gen Z, la passione per rossi, bianchi e rosati riguarda diverse generazioni, che amano conversare sui social su questi temi. La ricerca di PwC Italia in collaborazione con Gruppo Meregalli. Il vino per gli italiani non è affare da poco: che siano esperti o supposti tali, per molti di loro, non è una mera commodity ma un tema di conversazione e di relazione. Per saperne di più, Team Innovation (attraverso una metodologia sviluppata con KPI6) e Team Consumer di PwC Italia, in collaborazione con Gruppo Meregalli, azienda di distribuzione di vino e distillati, hanno sviluppato una ricerca che ha analizzato 39.000 post condivisi dagli utenti, e stilato un identikit degli italiani che amano conversare sui social e sul web intorno al mondo vino. La prevalenza è costituita da Millennial, cui seguono la Gen-X e, successivamente, la Gen-Z, abitano nel Centro-Nord Italia e sono in maggioranza uomini (56%). mentre i dissertatori di vino della Gen-Z sono invece prevalentemente donne.

Fonte: La Repubblica,

7 vini per i 7 giorni della settimana.
Per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui) i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni hanno assaggiato oltre 24.000 vini, per riuscire a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino. Hanno inoltre selezionato un buon numero di etichette che sono approdate alle degustazioni finali che hanno decretato, per alcune di esse, il riconoscimento di TOP WINE. All’interno di questa lista, che contempla 787 vini, sono stati poi indicati 386 VINI SLOW e 156 VINI QUOTIDIANI. Due categorie di TOP WINES che vengono così descritte: Top Wine che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. Il Vino Slow risponde anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto.

Fonte: Slow Food,

“Racconti sul vino – Seconda Vendemmia”, la rassegna eno-letteraria che celebra il gusto e la cultura del vino.
Siamo tornati lì, nell’angolo di piazza dove tutto era cominciato: luci basse, bottiglie, una botte a far da tavolino, tre bicchieri colmi di vino rosso, tre voci e confronto. Un’idea messa sul tavolo, giocane e ricca di spunti ed entusiasmo con un buon vino. Quell’idea aveva preso forma di “Racconti sul vino – Ogni calice ha una storia da raccontare”: ad un primo giro di degustazioni e sta promessa e poi lasciata a riposare tanto da affinare i suoi sentori e prendere ancora più carattere, pronta ad essere di nuovo condivisa. Proprio come un buon vino, alla sua seconda vendemmia.

Fonte: S&H Magazine.

Vino, tra sostenibilità e biodiversità.
Buono, pulito e giusto. È molto più che uno slogan. Dal cibo al vino, è la filosofia slow, che ha conquistato il mondo per opera di Carlo Petrini, l’aedo che dagli Anni Ottanta ha messo al centro dello sviluppo agricolo la biodiversità, l’equilibrio, il mondo contadino. Tanto amato quanto a volte scansato, Petrini ha conquistato persino Papa Francesco, col quale ha condiviso idee, siglando l’introduzione all’Enciclica Laudato Si’ e trasportando nel volume “TerraFutura” i dialoghi che Petrini ha avuto con Papa Bergoglio. Nei giorni scorsi si è conclusa a Bologna Slow Wine, rassegna dedicata al mondo del vino appunto “Buono, pulito e giusto”, un modello che sempre più sta intercettando un modo di vivere e di consumare più attento e sostenibile, a tutte le latitudini.

Fonte: AgroNotizie – Image Line.

Vino rosso o bianco, quale ubriaca di più? La risposta ti stupirà.
L’eterna lotta tra bene e… bene. O bere e… bere. Fate voi. Eh già, perché sia il vino rosso, che il vino bianco, sono davvero buonissimi. Da sempre, però, c’è la disputa su quale ubriachi prima e di più. Oggi siamo in grado di dirvi la verità. L’Italia, si sa, è uno dei Paesi che produce e consuma la maggior quantità di vini. Che siano rossi o bianchi, il nostro Paese è un’eccellenza. E, anche per questo, in queste settimane, si sta battagliando per evitare che possa prendere concretezza la volontà dell’Unione Europea di inserire sulle bottiglie di vino avvertimenti allarmistici sulla salute, sulla scorta di quanto avviene già sui pacchetti di sigarette.

Fonte: Radio7.it.

L’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa “Le Contrade dell’Etna” è alle porte.
Una inedita ricerca di mercato sul valore commerciale dei vini, commissionata da Crew, sarà presentata a “Le Contrade dell’Etna” 2023. L’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa “Le Contrade dell’Etna” è alle porte. Si tratta della manifestazione che, quest’anno per la Quattordicesima Edizione, radunerà i diversi produttori vitivinicoli del comprensorio delle Contrade permettendo di usufruire di una vetrina privilegiata e di altissimo calibro nella tre giorni destinata agli addetti ai lavori quindi esperti, organi di stampa specializzata, critici, aziende ed operatori di settore del circuito Horeca. La kermesse avrà luogo da sabato 15 a domenica 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania).

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 13 marzo 2023!

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La via dell’Abruzzo verso la qualità – Colline Teramane: 20 anni di docg La via dell’Abruzzo verso la qualità.
Il presidente del Consorzio, Enrico Cerulli Irelli: «Abbiamo dato importanza a un’area e un valore ai suoi prodotti . Nell’azienda Tenuta Terre dazio solo ai vitigni autoctoni e uve vinificate rispettando i singoli vigneti: ad ogni vigneto corrisponde la sua bottiglia. Tortoreto è un piccolo borgo di bassa collina con il Gran Sasso alle spalle e il mare Adriatico di fronte. In questa cornice delle dolci colline teramane si trovano le vigne ad anfiteatro di Tenuta Terraviva, sottratte all’urbanizzazione. “Questi 30 ettari sono circondati da case, il turismo ha preso il sopravvento”, racconta Pietro Topi, guida dell’azienda. “I terreni furono acquistati negli anni 70 da mio suocero Gabriele Marano, un imprenditore edile. Nei primi anni faceva l’uva e la vendeva alle cantine sociali e ad altri imbottigliatori. Poi nel 2006 abbiamo pensato di fare un salto di qualità”, continua. Pietro ha uno sguardo accogliente e diretto e una grandissima passione.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Se l’energia del vino alimenta la Formula 1.
Entro marzo verrà inaugurato un nuovo impianto per fornire biogas ai veicoli pesanti L’ultimo capitolo dell’evoluzione di Caviro è il nuovo impianto di bioLng, che permetterà di liquefare il biometano gassoso prodotto nel sito di Faenza e poterlo così trasportare facilmente in bombole alle stazioni di rifornimento, per alimentare veicoli pesanti della zona. A dimostrazione che nell’uva c’è tanto più del vino. Per il gruppo Caviro, che con una produzione di 600mila tonnellate di uva all’anno è la più grande cooperativa vitivinicola in Italia (controlla marchi come Tavemello e Cesari),l’affermazione si può tradurre in tre numeri. Sono oltre 16o i sottoprodotti ottenuti dagli scarti delle filiere agroalimentari che diventano a loro volta materia prima per aziende farmaceutiche, alimentari, chimiche e industriali, per il settore energetico, cosmetico, edile.

Fonte: Sole 24 Ore.

Bernardi: «In tutta Italia tanti lavoratori non in regola, servono i voucher.
Osservatorio speciale sulla fuga dei braccianti agricoli è “La Cantéina de Borg”, un’attività che affonda le radici nel lontano 1933, quando Giuseppe Bernardi, il nonno dell’attuale titolare, che porta lo stesso nome, cominciò a interessarsi di vigneti. All’erede resta il polso della situazione, anche se l’ultima vendemmia risale al 1998. «A mio avviso il sistema ha retto, finché in una conduzione tutta familiare gli anziani si dedicavano ai vigneti e – aggiunge – i giovani davano una mano durante la vendemmia». Poi il cambio di rotta. «Una volta morti i capofamiglia, gli eredi non hanno voluto beghe, vendendo le terre o destinandole a altre coltivazioni. Così il 70% vigne dell’entroterra è scomparso».

Fonte: Corriere Romagna del lunedì.

L’industria del vino in risalita concorrenza estera in agguato.
Primi per produzione, secondi per export, terzi per consumo La società con fatturato più alto non supera i 700 milioni di curo, un dato ben più basso dei competitor d’oltralpe di Giuseppe Centore Roma È uno dei simboli del made in Italy, ma a differenza di altri settori, come l’enogastronomia, deve affrontare una concorrenza spietata. E mondiale. Per adesso siamo ancora in testa, ma dietro non si danno per vinti. L’area studi di Mediobanca ha messo sotto la lente di ingrandimento il nostro settore vinicolo. Le stime relative al 2021 vedono il nostro Paese primo produttore mondiale con oltre 50 milioni di ettolitri. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14%). L’Italia è il terzo Paese per consumi di vino, pari a 24,2 milioni di ettolitri, dietro Francia e Usa e terzo anche per consumi pro-capite, 40,3 litri, dopo la Francia (53,7) e il Portogallo (50,3 litri). Nel 2021 l’Italia è stato il secondo esportatore con 22,2 milioni di ettolitri e un giro d’affari pari a 7,1 miliardi di euro (+12,5%), superata da Francia (11 miliardi). Nel 2021 60,1% del valore delle esportazioni italiane ha avuto come destinazione finale il continente europeo, in crescita de19% sul 2020; 1131,3% è confluito nel mercato americano, 7,1% in quello asiatico e 1’1,2% in Oceania. Un quarto del quantitativo complessivamente esportato dall’Italia confluisce in Germania. Il 2021 dei maggiori produttori italiani di vino ha chiuso con un aumento del fatturato del 14,2% (+14,8% il mercato interno, +13,6% l’estero). I vini frizzanti (+21%) hanno accelerato più dei vini fermi (+12,4%) mentre le cooperative hanno contenuto la crescita al +9,2% (+19,6% le non cooperative).

Fonte: Gazzetta di Reggio.

La bottiglia è anche un bene rifugio se è nella categoria dei vini di pregio.
Margini negli ultimi anni confrontabili solo con gli orologi di lusso Roma Parlare di industria riferito al vino non è una eresia. Un mercato che muove ogni anno quasi 5 miliardi di valore, coinvolgendo centinaia di migliaia di operatori, con una proiezione estera che non è solo enogastronomica o finanziaria ma anche di immagine, non può essere definito residuale da nessun punto di vista. Come tutti i mercati che si rispettino anche quello del vino ha la sua borsa, i suoi futures, i suoi beni rifugio e i suoi oracoli, sotto forma di riviste e giornali dedicati. Ma in quanto bene anche il vino non sfugge alle regole del mercato finanziario, così come i suoi protagonisti, le cantine e i produttori, che in una ottica di conquista di nuovi mercati hanno sempre più bisogno di capitali esterni, per i quali devono produrre valutazioni di merito sempre più sofisticate.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Via libera al decreto investimenti 22/23.
Organizzazione comune di mercato (Ocm) vino: è stato approvato il decreto relativo agli investimenti per la campagna 2022-2023, che contiene l’approvazione della graduatoria regionale dei beneficiari ammissibili, dei beneficiari finanziati e dei richiedenti non ammessi.

Fonte: Provincia – Pavese.

L’ex pubblicitaria cambia abito al vino «La rnia bottiglia si fa con il design».
Qnatro donne senza paura ai quattro angoli del monde per lanciare un packaging innovativo, al femminile e sostenibile. L’idea parte dall’azienda The Spearhead Group con base negli Stati Uniti e passa per Torino, dove Giovanna Pinna ha raccolto la sfida e poche settimane fa, a gennaio, ha fondato a Torino Spearhead Italy. «Il progetto mi ha conquistato, e condivido in pieno i valori», dice l’ex pubblicitaria torinese di 49 anni, una delle quattro amministratrici delegate, insieme alle colleghe di Pennsylvania, Messico e India del gruppo Spearhead, specializzato in packaging innovativo di superalcolici e non solo.

Fonte: L’Economia del Corriere Nord Ovest.

Asti, altre vittime della truffa del vino due arresti a Canelli.
Ci sono altre vittime della «truffa del vino» messa ripetutamente a segno nelle scorse settimane ai danni di produttori e commercianti di Astigiano e Torinese. I carabinieri di Canelli la scorsa settimana hanno arrestato in flagranza i due presunti autori dell’ultimo raggiro, andato in fumo: sono un uomo di 56 anni, originario di Dogliani (Cuneo) ma residente a Torino e una donna torinese di 42. L’uomo è stato portato in carcere mentre per la donna, con un ruolo considerato minore, sono stati subito decisi gli arresti domiciliari. I due sono al momento sospettati solo dell’ultimo tentativo di truffa: un produttore di Barbera Nizza Docg di San Marzano Oliveto, in Valle Belbo, era stato contattato da un uomo che aveva raccontato di lavorare per un’agenzia di catering, e di dover acquistare vini per eventi, chiedendo la consegna in due luoghi diversi di Torino dove sarebbero avvenute le feste.

Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.

Poca la superficie destinata alla viticoltura le esportazioni sarde ancora troppo contenute.
Ma il valore aggiunto del vino isolano è si Cagliai L’isola inizia a macinare premi nelle più rinomate riviste internazionali di vini, e a esser citata per alcune sue eccellenze, ma ancora una volta la massa critica con cui si confronta nel mercato è insufficiente. Colpa di un elemento di base: la ridotta ampiezza delle aree dove insistono i vigneti. Solo 1’1,5 per cento della superficie agricola utilizzata globale, è destinato alle viti, un decimo di quel che si registra in Veneto. Pochi ettari, solo 26mila, e anche di valore fondiario medio che non supera i 13mila euro a ettaro. Questi dati si spiegano anche con un fenomeno oggi impensabile: i contributi forniti dall’Ue negli anni ottanta e novanta per espiantare le viti che nel 1980 si estendevano su 73mila ettari.

Fonte: Nuova Sardegna.

L’industria del vino in risalita ma la concorrenza estera fa paura.
Primi per produzione, secondi per esportazioni, terzi per consumo La società con fatturato più alto non supera i 700 milioni di euro, un dato ben più basso dei competitor d’oltralpe 1 d Giuseppe Centore Cagliar) È uno dei simboli del made in Italy, ma a differenza di altri settori, come l’enogastronomia, deve affrontare una concorrenza spietata. E mondiale. Per adesso siamo ancora in testa, ma dietro non si danno per vinti. L’area studi di Mediobanca ha messo sotto la lente di ingrandimento il nostro settore vinicolo. Le stime relative al 2021 vedono il nostro Paese primo produttore mondiale con oltre 50 milioni di ettolitri. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14%). L’Italia è il terzo Paese per consumi di vino, pari a 24,2 milioni di ettolitri, dietro Francia e Usa e terzo anche per consumi pro-capite, 40,3litri, dopo la Francia (53,7) e il Portogallo (50,3litri). Nel 2021 l’Italia è stato il secondo esportatore con 22,2 milioni di ettolitri e un giro d’affari pari a 7,1 miliardi di euro (+12,5%), superata da Francia (11 miliardi). Nel 2021 i160,1% del valore delle esportazioni italiane ha avuto come destinazione finale il continente europeo, in crescita del 9% sul 2020; il 31,3% è confluito nel mercato americano, il 7,1% in quello asiatico e Nello studio analizzate le caratteristiche economiche e finanziarie dei principali player l’1,2% in Oceania. Un quarto del quantitativo complessivamente esportato dall’Italia confluisce in Germania. 112021 dei maggiori produttori italiani di vino ha chiuso con un aumento del fatturato del 14,2% (+14,8% il mercato interno, + 13,6% l’estero). I vini frizzanti (+21%) hanno accelerato più dei vini fermi (+12,4%) mentre le cooperative hanno contenuto la crescita al +9,2% (+19,6% le non cooperative).

Fonte: Nuova Sardegna.

Anteprima … di primavera – Anteprima Vini al Real Collegio Partenza col botto per la fiera che propone ben 600 etichette.
Tutto esaurito per le degustazioni e gli eventi collaterali con gli chef Tornei e Carrara Oggi la giornata conclusiva con orario 11-19 no stop. I produttori sono più di 70. Ieri, in una calda giornata di quasi primavera, il Real Collegio ha accolto la 22a edizione di Anteprima Vini della Toscana, la manifestazione enogastronomica che ospita nella nostra città più di 70 produttori e più di 600 etichette in degustazione, tutte provenienti dalla costa del Mar Tirreno. Una giornata all’insegna dei più variegati sapori del vino e non solo: successo anche per l’edizione zero di “Condì= Menti”, evento nell’evento con la direzione artistica dello chef Cristiano Tomei e la partecipazione della star della pasticceria Damiano Carrara. «Siamo alla 22a edizione e la manifestazione ha acquisito una continuità nel tempo che ci rende fieri. Anteprima Vini è cambiata nel corso degli anni, siamo di fronte a un cambiamento dei consumatori che preferiscono la qualità alla quantità – dice Alessandra Guidi, responsabile di Event Service Tuscany.

Fonte: Nazione Lucca.

Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto svettano su tutte.
Solo un ventesimo dei 12,4 milioni di ettari della Superficie Agricola Utilizzata nazionale è destinato alla coltivazione di viti. Naturalmente le regioni hanno diversa estensione di aree. Il picco è in Veneto, seguito dal Friuli-Venezia Giulia e Toscana; in coda si trovano la Valle d’Aosta e Basilicata. Il valore fondiario medio dei vigneti, sfiora i 54mila euro a ettaro, anche qui con grosse differenze. In Trentino-Alto Adige, si arriva anche a 250mila, in Veneto a 139mi1a euro per ettaro. Seguono Piemonte (73mila) e il Friuli-Venezia Giulia con poco più di 60mila. Poi ci sono le aree d’oro, dove la terra schizza di valore. Nelle tre aree Doc del Lago di Caldaro, della bassa Val Venosta e della Valle d’Isarco-Bressanonesi hanno quotazioni tra i 440 e i 690mi1a euro a ettaro.

Fonte: Tirreno.

La bottiglia è anche un bene rifugio se è nella categoria dei vini di pregio.
Margini negli ultimi anni confrontabili solo con gli orologi di lusso Parlare di industria riferito al vino non è una eresia Un mercato che muove ogni anno quasi 5 miliardi di valore, coinvolgendo centinaia di migliaia di operatori, con una proiezione estera che non è solo enogastronomica o finanziaria ma anche di immagine, non può essere definito residuale da nessun punto di vista. Come tutti i mercati che si rispettino anche quello del vino ha la sua borsa, i suoi futures, i suoi beni rifugio e i suoi oracoli, sotto forma di riviste e giornali dedicati. Ma in quanto bene anche il vino non sfugge alle regole del mercato finanziario, così come i suoi protagonisti, le cantine e i produttori, che in una ottica di conquista di nuovi mercati hanno sempre più bisogno di capitali esterni, per i quali devono produrne valutazioni di merito sempre più sofisticate. Lo studio Mediobanca applica le regole delle società finanziarie anche alle cantine, scoprendo come i vini più pregiati, o “fine wines” rappresentano un investimento in virtù della combinazione della loro capacità di migliorare nel tempo e dell’effetto del consumo che ne accresce la rarità diminuendone la quantità.

Fonte: Tirreno.

L’industria del vino in risalita concorrenza estera in agguato.
Primi per produzione, secondi per export, terzi per consumo 1 d i Giuseppe Centore Funo dei simboli del made inItaly, ma a differenza di altri settori, come l’enogastronomia, deve affrontare una concorrenza spietata. E mondiale. Per adesso siamo ancora in testa, ma dietro non si danno per vinti. L’area studi di Mediobanca ha messo sotto la lente di ingrandimento il nostro settore vinicolo. Le stime relative al 2021 vedono il nostro Paese primo produttore mondiale con oltre 50 milioni di ettolitri. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14%). L’Italia è il terzo Paese per consumi divino, pari a 24,2 milioni di ettolitri, dietro Francia e Usa e terzo anche per consumi pro-capite, 40,3 litri, dopo la Francia (53,7) e il Portogallo (50,3 litri). Nel 2021 l’Italia è stato il secondo esportatore con 22,2 milioni di ettolitri e un giro d’affari pari a 7,1 miliardi di euro (+12,5%), superata da Francia (11 miliardi). Nel 2021 il 60,1% del valore delle esportazioni italiane ha avuto come destinazione finale il continente europeo, in crescita del 9% sul 2020; i131,3% è confluito nel mercato americano, i17,1% in quello asiatico e l’1,2% in Oceania. Un quarto del quantitativo complessivamente esportato dall’Italia confluisce in Germania. Montalcino Un’esposizione dedicata alla Signora del Brunello (271), la toscana Antinori (265), la veneta Santa Margherita, (220,6) milioni, e la piemontese Fratelli Martini (219,4). Sulla redditività, (rapporto tra risultato netto e fatturato), Frescobaldi guida con il 25,6%, seguita Santa Margherita (21,3%) e Antinori (17%). Alcune aziende hanno una quota di export molto elevata, in alcuni casi totalitaria: Fantini Group tocca il 97,4%, Rufno i194,5% e il polo Botter-Mondodelvino il 91,1%.

Fonte: Tirreno.

Cantine alleate per valorizzare il tappo a vite.
Cinque aziende: vantaggi sia per i bianchi che per i rossi Cantine alleate per valorizzare il tappo a vite II veronese Graziano Prà con Franz Haas, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa: si mantiene la qualità perfettamente, con la micro ossigenazione costante Silvia Allegro economia`dlarena.it •• A volte le tradizioni sono difficili da abbandonare, soprattutto quando sono intrise di nostalgia. Ma c’è chi guarda al futuro, con coraggio, un pizzico di sana follia e prove scientifiche alla mano, a dimostrazione che la strada è quella giusta. Graziano Prà, Franz Haas, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa sono gli Svitati, cinque aziende che perla prima volta si sono messe insieme per raccontare e sostenere la scelta del tappo a vite per i vini italiani, sia bianchi che rossi.

Fonte: Arena.

Prà: «Abbiamo verificato Il Soave invecchia bene l’imbottigliamo solo così».
Autoctoni, esclusivamente vitigni autoctoni. È questo il marchio di fabbrica dell’azienda agricola Graziano Prà, a Monteforte d’Alpone. Una scelta che ha accompagnato il percorso della famiglia fin dagli esordi, con Graziano al timone fin dai primi anni ’80, dopo aver ereditato dal padre e dal nonno la passione per il territorio e la mission di salvaguardarne le peculiarità. In vigna come in cantina: proprio Graziano ha dato risalto alle aree del Monte Grande, cru dell’azienda, del Monte Bisson nel Soave e della Morandina nella Valpolicella. Ha ideato anche l’agriturismo Monte Bisson, una tenuta a fondo chiuso di 7 ettari di proprietà dell’azienda, circondata dai vigneti perla produzione del Soave con aree ricche di biodiversità. Sul Monte Bissone in passato furono ritrovati fondamenti di edifici antichi con pavimenti romani a mosaico, segno di presenza di una o più ville urbano-rustiche, articolate in una parte residenziale e in un settore produttivo.

Fonte: Arena.

Soave e Durello a Prowein puntano sulla «vulcanicità».
In fiera a Düsseldorf dall 9 marzo Soave e Durello a Prowein puntano sulla «vulcanicità» Degustazioni e incontri in sinergia con i vini bianchi del progetto Heva •• Mineralità, freschezza, sapidità, longevità. In una parola: vulcano. Questo sarà il tema guida della 28esima edizione di Prowein, in programma dal 19 al 21 marzo 2023 a Düsseldorf, per il Consorzio del Soave e il Consorzio del Lessini Durello, partner del progetto promozionale «Heva, Heroes of Europe: Volcanic Agriculture» – progetto di promozione e valorizzazione dei prodotti vulcanici, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della misura 1144 – assieme al Consorzio del Formaggio Monte Veronese e al consorzio greco Union of Santorini Cooperatives – Santo Wines. Il distretto italiano del vino bianco da suolo vulcanico dopo il successo dello scorso anno, con una edizione speciale di Prowein a maggio, torna a Düsseldorf forte dei risultati che il progetto Heva sta portando.

Fonte: Arena.

I «maestri potatori» per grandi vini.
SimoniteSirch hanno restituito dignità a un mestiere antichissimo. Oggi fatturano quasi 4 milioni, hanno un’Academy digitale e 5 sedi nel mondo otare le viti è considerato il lavoro più umile nell’ecosistema del vino. La poesia che nasce nel calice, però, non esisterebbe se non ci fossero uomini capaci di accarezzare con le forbici i tralci, inducendoli a crescere al massimo delle loro potenzialità. Dall’avvento di Marco Simonit, tutto è cambiato. Dopo avere partecipato ad alcune trasmissioni televisive, fra cui «I signori del Vino» di Rai 2 e «Linea Verde» di Rai 1, è diventato un influencer del saper potare, con tanto di 5 milioni di visualizzazioni dei suoi video su YouTube. Friulano di origine, dopo avere imparato e studiato l’arte su Glera e Sauvignon, adesso ha creato un gruppo di lavoro noto in tutto il mondo. L’azienda, fondata da Simonit assieme a Pierpaolo Sirch, entrambi classe 1966, si chiama Simonit e Sirch Vine Master Pruners (i maestri potatori, ndr), ha fatturato nel 2022 circa 3,9 milioni di euro e ha 25 collaboratori distribuiti su cinque sedi, dislocate nei luoghi sacri del vino: oltre all’Italia, anche in Francia, Spagna, Usa e Sud Africa.

Fonte: Corriere Imprese Nordest.

Arriva la Primavera quella del Prosecco è tutta una festa.
Da sabato prossimo all’11 giugno la 28. edizione della kermesse itinerante con 17 mostre che celebra le bollicine nel territorio di Valdobbiadene Arriva la Primavera quella del Prosecco è tutta una festa L’INTERA ZONA RACCONTATA FRA CULTURA E GASTRONOMIA SOTTO IL SEW DELLA OUALITA’. La “primavera”, quella del Prosecco superiore nel territorio delle colline dell’alta Marca, è pronta al via ed anticipa, come sempre, quella meteorologica. Dal 18 marzo, quando ad aprire sarà come sempre Santo Stefano, fino all11 giugno quando chiuderà Vittorio Veneto, sarà ‘Primavera del Prosecco Superiore”, il tour giunto alla 28. edizione che riunisce in un unico cartellone le 17 mostre delle bollicine del territorio della Docg, dal Prosecco Superiore al Cartizze, dalle Rive al “sui ]leviti”, da Valdobbiadene a Conegliano passando per Miane, Cison, San Pietro di Feletto, Corbanese e Vittorio Veneto, che produce in 8.675 ettari 102.845.500 bottiglie. Grazie al lavoro dell’Unpli e le Pro Loco locali che mettono in campo 1500 volontari.

Fonte: Gazzettino.

Siccità, acqua razionata Ordinanza se non piove – Razionamento dell’acqua.
Zaia è pronto a firmare, mentre si studiano soluzioni come la desalinizzazione dell’acqua di mare E Zoggia, ex sindaco di Jesolo: facciamo come in Israele. Piscine marine al Caribe. Razionamento dell’acqua La desalinizzazione dell’acqua di mare potrebbe diventare un’opportunità. In Veneto pioverà solo mercoledì, ma al più per 7 millimetri d’acqua (ne servono 200 in marzo per colmare il deficit). Siccità incalzante, dunque. Ed ecco che da Valdobbiadene, dove si è aperta l’Antica Fiera di San Gregorio, il presidente della Regione Luca Zaia ha confermato che ha allo studio un’ordinanza per razionare l’acqua, destinando la poca che c’è all’uso civico. E se sabato pomeriggio, a Udine, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha promesso che saranno accelerate gli studi per desalinizzare l’acqua del mare, Zaia assicura: noi siamo pronti. E già quest’estate potrebbero essere utilizzati i desalinatori mobili, nelle situazioni di emergenza.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Primi due mesi con 1,44 gradi in più al Nord In febbraio sul Veneto solo 3 mm di pioggia.
Analisi Coldiretti-Isac Cnr sulle medie climatiche e delle precipitazioni in due secoli Primi due mesi con 1,44 gradi in più al Nord In febbraio sul Veneto solo 3 mm di pioggia. Il 2023 potrebbe rivelarsi l’anno più caldo di sempre con + 1,44 gradi sopra la media nel Nord nei primi due mesi dell’anno. L’anomalia riguarda l’intera Penisola, dove la temperatura è stata comunque superiore di 0,76 gradi nei primi due mesi dell’anno. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr che rileva le temperature in Italia dal 1800, che evidenzia anche precipitazioni al di sotto della media nel primo bimestre dell’anno dopo un 2022 in cui è caduta il 30% di pioggia in meno. Nel Veneto mediamente a febbraio sono caduti 3 millimetri di pioggia: in media ne cadono 60. Le previsioni danno qualche scroscio domani e forse mercoledì, per una fase umida davvero brevissima.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

La ricetta dell’ex sindaco di Jesolo «Sfruttare il mare come in Israele».
Davanti al progressivo impoverimento di corsi d’acqua e falde sono i desalinizzatori gli strumenti che vengono visti ora come miracolosi per risolvere una crisi che si profila come permanente litorale preoccupalo per le esigenze dell’agricoltura ma pure per l’estate. Desalinizzare l’acqua del mare per combattere la siccità. L’ex sindaco di Jesolo, ora consigliere comunale, Valerio Zoggia, ha lanciato questa crociata per la desalinizzazione dell’acqua del mare di cui certo non difettiamo sulla costa veneziana come nel resto della penisola. «Ne abbiamo tanta ed è necessario iniziare a pensare a come utilizzarla». Questo è il punto di partenza di Zoggia che vuole partire dal territorio per arrivare a Roma e Bruxelles, prima che sia troppo tardi. L’agricoltura è in ginocchio da anni a causa della siccità. E quest’anno i problemi aumenteranno con la bella stagione perché non sta piovendo e molto colture sono a rischio. «Non è un appunto alla politica territoriale, ma a quella nazionale», premette Zoggia, «il problema è dell’Italia, come dell’Austria o della Germania e, pertanto, ci vuole l’attenzione anche da parte dell’Europa.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Ecco “Le Contrade dell’Etna”: 14esima edizione e record di cantine.
E’ probabilmente l’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa. “Le Contrade dell’Etna” è alle porte.
Si tratta della manifestazione che, quest’anno per la Quattordicesima Edizione, radunerà i diversi produttori vitivinicoli del comprensorio delle Contrade permettendo di usufruire di una vetrina privilegiata e di altissimo calibro nella tre giorni destinata agli addetti ai lavori quindi esperti, organi di stampa specializzata, critici, aziende ed operatori di settore del circuito Horeca. La kermesse avrà luogo da sabato 15 a lunedì 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). L’organizzazione è curata dalla società “Crew” che sta garantendo diverse novità e sorprese rispetto all’anno scorso che sveleremo pian piano fino ad arrivare all’inaugurazione. Intanto, la presenza delle cantine iscritte ha già superato il giro di boa del 2022 (che era 90), toccando allo stato dell’arte quota 93 imprenditori. I cosiddetti “wine lovers” avranno tanto da degustare e da raccontare e potranno partecipare in particolare alla giornata di domenica 16 aprile, quando l’evento accoglierà gli utenti.

Fonte: LiveSicilia.

Un sabato con “Cantine in Città” a Ravenna in compagnia di 31 produttori italiani di vino alle Artificerie Almagià.
Centinaia di appassionati di vino hanno affollato oggi sabato 11 marzo le Artificerie Almagià di Ravenna per la manifestazione Cantine in Città una giornata di incontro tra i produttori (presenti da ogni parte d’Italia) e i consumatori di vino. Ai diversi vignaioli presenti di narrare la propria storia, e ai “winelovers” di respirare e nutrirsi della loro passione degustando e, volendo, acquistare, grazie anche al buono compreso nel biglietto. A organizzare l’evento l’imprenditore Andrea Rondinelli dell’Osteria dalla Zabariona in collaborazione con Matteo Bergamaschi del Teodora Caffè e con il Patrocinio del Comune di Ravenna.

Fonte: RavennaNotizie.

«Basta pregiudizi, il tappo a vite mantiene il vino più buono»: la sfida del veronese Graziano Prà e di altre quattro cantine.
A volte le tradizioni sono difficili da abbandonare, soprattutto quando sono intrise di nostalgia. Ma c’è chi guarda al futuro, con coraggio, un pizzico di sana follia e prove schiaccianti alla mano, a dimostrazione che la strada è quella giusta. Graziano Prà, Franz Haas, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa sono gli Svitati, cinque aziende visionarie che per la prima volta si sono messe insieme per raccontare e sostenere la scelta del tappo a vite nel mondo del vino italiano.

Fonte: L’Arena,

Si finge svizzera e ruba 1,46 milioni di euro in vino.
Circa un anno e mezzo fa, in Spagna, una coppia di ladri ha sottratto a un albergo delle bottiglie di vino che valgono milioni. Una dei due ha finto di essere svizzera. Ma il furto pianificato allo strenuo di una scena di un film è terminato con la prigione. Quasi un anno e mezzo dopo lo spettacolare furto di 45 bottiglie di vino costoso da un ristorante di un hotel, un tribunale spagnolo ha condannato la coppia di ladri a diversi anni di carcere. L’uomo dovrà scontare quattro anni e mezzo, la sua complice quattro. I due devono anche pagare 753.454 euro di risarcimento all’hotel, ha stabilito lunedì il tribunale di Cáceres. Il furto cinematografico nella cantina del ristorante a tre stelle «Atrio», nella città sud-occidentale spagnola di Cáceres, aveva fatto notizia a livello internazionale nell’ottobre del 2021.

Fonte: Wine and Food Tour,

1 Bicchiere di vino allunga la vita, ma quante calorie contiene? Le stime.
Sentiamo spesso dire che il vino aiuta a perdere peso. Contiene infatti una sostanza che “limita” le molecole di grasso, il resveratrolo. Il vino però ha delle calorie che in genere variano in base a gradazione alcolica e presenza di zuccheri. Molte persone non hanno idea di quante calorie ci siano nel vino. L’alcool infatti, dopo il grasso, è il più grande contributo calorico nella nostra dieta. Quando cerchiamo di scoprire le caratteristiche del vino rosso, è importante avere un pensiero critico e non farsi ingannare dalle leggende che circondano questa bevanda. In effetti, sebbene internet sia un’eccellente fonte di informazioni di alta qualità, è anche un serbatoio di falsità e di miti in tutti i campi. Effettivamente, è vero che il vino rosso possiede qualità terapeutiche che possono contribuire ad attenuare gli effetti di alcune malattie o disturbi e, in generale, a condurre uno stile di vita più sano e piacevole.

Fonte: Focus.it,

Quando è nato il vino: una ricerca svela da quanto tempo esiste, nessun dubbio.
Il vino è bevanda che gode di fama antichissima. Un recente studio ha portato alla luce le sue origini a livello genetico – scientifico. Le domande a cui lo studio dà risposta suonano più o meno così: a che epoca risalgono i primi vigneti? Quando è possibile identificare a livello cronologico la sua comparsa in Europa Orientale? L’oggetto dell’indagine è dunque l’origine dell’arte della fermentazione dell’uva e della produzione del vino ad essa legata. La ricerca è stata portata avanti dall’Università Agraria dello Yunnan, in Cina, ed ha coinvolto nel suo team numerosi ricercatori e studiosi, biologi e storici. Le origini del vino sembrerebbe si ritrovino molto molto tempo fa, ai tempi dell’ultima glaciazione. Il risultato è stato ottenuto portando avanti una attenta analisi del suo DNA

Fonte: Ecoo.it.

Le mille sfumature del vino italiano, ed il suo valore: la visione di “The Wine Advocate”.
A WineNews da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo, le riflessioni di Monica Larner, italian editor della più autorevole voce della critica enoica mondiale. A WineNews, da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo, le riflessioni di Monica Larner, italian editor della più autorevole voce della critica enoica mondiale. Tra una promozione ancora da migliorare, per raccontare con più chiarezza il vino italiano al mondo, la forza dell’enoturismo, i territori classici dei grandi rossi in salute, e un patrimonio di grandi bianchi diffuso ancora tutto da scoprire, passando per l’importanza della sostenibilità e di mettere il vino il relazione a contesti più ampli, per uno storytelling più moderno ed efficace.

Fonte: WineNews.

Cenerentola: le donne del vino vincono le scommesse.
Col Fogliatonda Donatella Cinelli Colombini ha vinto la scommessa di realizzare un vino da un vitigno quasi estinto, ed ecco il Cenerentola – sapiente uvaggio Fogliatonda e Sangiovese. Questo blend diventato denominazione nel 2000 nasce nel bel mezzo tra due denominazioni blasonate della Toscana, tra quella del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano e quasi a sfida delle due, Cenerentola tra le due sorelle affermate, mette in etichetta la corona del suo principe dimostrandosi vino di alto rango. Nel bicchiere il Fogliatonda regala colore e potenza che il Sangiovese armonizza in una leggera speziatura levigandone i tannini, un vino pronto alla beva anche in gioventù che riflette eleganza e gentilezza come frutto dell’approccio femminile al vino.

Fonte: La Voce di New York.

Il Vino può essere un mezzo per lo sviluppo economico dei territori è del turismo.
Sabato, undici marzo, un importante convegno, valido per l’acquisizione di crediti per la Formazione di giornalisti pubblicisti è organizzato dall’Associazione Stampa Romana, si è tenuto presso la sala convegni, nel complesso del Museo del Vino, a Castiglione in Teverina. Il tema del convegno, raccontare l’Italia attraverso i suoi vini, riguardava il settore enogastronomico con specifico riferimento alla viticultura ed alla vinificazione, valorizzando il vino come elemento di attrazione turistica ed al tempo stesso motivo e stimolo per la conoscenza dei territori e delle usanze locali. Durante i lavori è stato evidenziato il grande ruolo che ricopre il consorzio GAL nei comprensori del bacino del lago Trasimeno, dell’Orvietano e del Corcianese.

Fonte: OnTuscia.

STAMPA ESTERA

Una potencia vinícola sin mucho valor añadido.
El vino español se enfrenta a un futuro incierto marcado por la caída del consumo, los bajos precios de la exportación y la subida de costes. Los franceses, los mismos que consideran el vino como una especie de sello de civiJlización, están empezando a arrancar sus adoradas cepas. Los consumidores están dando la espalda a los tintos, lo que ha provocado una sobreproducción que ha afectado especialmente a Burdeos y, en menor medida, a Languedoc y al valle del Ródano. De modo que el Gobierno ya ha aprobado ayudas para deshacerse de las primeras 9.500 hectáreas de viñedo, algo que comenzó a ejecutarse esta misma semana. Es un primer paso para sacar del mapa hasta 35.000 hectáreas con el fin de equilibrar oferta y demanda. La situación, recoge Les Echos, está lejos de ser pasajera: el Consejo Interprofesional de Vinos de Burdeos cree que el consumo caerá un 60% en 10 años. A este lado de los Pirineos, los productores españoles comienzan a estar preocupados. Por distintas circunstancias, algunas zonas se han quedado con bastantes botellas en el almacén. Las existencias de vino envasado estaban en el mes de diciembre un 5,1% por encima del año precedente, que ya fue bastante malo, y sumaron 5,6 millones de hectolitros. En el supermercado, los datos de la consultora IRI muestran que la venta de vinos y espumosos se ha mantenido estable en valor porque las botellas son un 6,7% más caras, pero la demanda en volumen ha caído un 6,4%. Y eso que los aumentos de precio de los vinos han sido más moderados que los de otros productos alimentarios. Por si no fuera poco, la campaña de 2022, que se comenzará a comercializar este año, fue bastante abundante, sobre todo por los más de 3.000 millones de kilos de uva blanca cosechados. Sentado delante de un café cargado, José Luis Benítez, director de la Federación Española del Vino (FEV), reconoce que muchas bodegas no han superado todavía las cifras prepandemia, y que el sector, compuesto, grosso modo, en un 75% por bodegas medianas y un 24% pequeñas, debería tomarse muy en serio lo de impulsar promociones conjuntas de vino como marca de país, y no hacer la guerra por separado. “El canal de alimentación [la venta al consumidor final] ha caído. En este contexto de inflación, la gente prioriza la compra de otros productos antes que de vino”, reflexiona Benítez. Contrapone que la hostelería nacional va bien, y la exportación, que terminó 2022 con un récord histórico con casi 3.000 millones de euros, se ha moderado un poco en los últimos meses. En Rioja, por ejemplo, la depresión del consumo en el mercado británico, donde la población acusa los efectos del Brexit, ha afectado bastante a las bodegas porque es uno de sus principales compradores.

Fonte: Pais Negocios.

California Winemakers Face a Cash Crunch.
California’s wine industry is facing a potential short-term cash crunch and long-term loss of funding from the collapse of Silicon Valley Bank, which was a significant lender to vineyards and winemakers. Hundreds of wine producers borrowed from the bank and deposited their cash there, including some small, midsize and privately held businesses that are trying to make payroll or loan payments. “It could be devastating,” said John Balletto, president of family-owned vineyard and winery Balletto Vineyards in Santa Rosa. His deposits with Silicon Valley Bank are small and insured, but he knows other wine businesses in the area that have uninsured deposits and could come under pressure. `People are in shock,” he added. Mr. Balletto, who produces mostly Pinot Noir and Chardonnay grapes on about 850 acres in Sonoma County’s Russian River Valley, has three mortgage loans with the bank. It would be a major concern if they had to be restructured at higher interest rates depending on what happens with the bank, he said. The Federal Deposit Insurance Corp. said Friday it has taken control of Silicon Valley Bank via a new entity. Depositors under the bank’s $250,000 insurance cap are expected to have access to their funds as of Monday. Depositors with funds exceeding insurance caps will have to wait to get their money. Many companies are racing to line up other sources of cash. The bank’s swift failure was driven by clients’ withdrawing cash, which forced the bank to raise cash by selling long-term government bonds at a loss. Worries about the bank’s ability to raise additional funding prompted companies to withdraw their money quickly, accelerating the bank’s demise. The wine industry is a relatively small part of the bank’s business compared with the technology and healthcare industries. But SVB rode the growth of California’s wine business since the 1990s, benefiting from booming demand and soaring land prices. More recently, winemakers faced turmoil from the pandemic, higher labor costs and losses from wildfires and drought. “They’re upset and anxious,” said Rob McMillan, founder and executive vice president of the bank’s wine business. “Everybody is afraid of the unknown.” He has received about 50 calls from clients and others in the industry during the past few days. The division has about 400 wine clients and lent more than $4 billion to the industry over the past 30 years. It had more than $1 billion in loans outstanding to the sector at the end of 2022. The bank’s annual State of the Wine Industry report is read widely in the industry. Mr. McMillan has agreed to stay with the FDIC-controlled firm for 45 days and is fielding offers from other banks.

Fonte: Wall Street Journal Usa.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 12 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Arriva Vinitaly and the City, brindisi diffuso per tutta Verona.
Dal 31 marzo al 3 aprile degustazioni, masterclass ed eventi Arriva Vinitaly and the City, brindisi diffuso per tutta Verona Sarà una vera e propria ondata di wine passion quella che si propagherà da Vinitaly a Verona, pronta ad alzare i calici per Vinitaly and the City in un brindisi diffuso per tutta la città. Fuori salone dedicato al pubblico e agli appassionati in programma dal 31 marzo al 3 aprile, la quattro-giorni colorerà il centro storico scaligero in un mosaico di appuntamenti tra contaminazioni culturali, artistiche, musicali e geografiche, per un mix di degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate, tutto all’insegna dell’eccellenza enologica tricolore. A fare da quartiere generale nella capitale del vino sarà il triangolo tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, dove si concentrerà la gran parte degli appuntamenti e le lounge per i tasting. All’ombra di Dante, protagonista anche della mostra “Disposti a salire alle stelle.

Fonte: Le Cronache Nazionali.

Sessantottini e solidi principi.
Un progetto enoico importante, quello di Fattoria di Gratena, che nella sua veste moderna risale al 1968, tuttavia innestato sulle vestigia di un podere duecentesco. Siamo in zona Pratomagno, località Pieve a Maiano, due passi da Arezzo, 180 ettari, di cui 17, certificati bio dal 1994, a vigneto, e 10 ad olivo, ma soprattutto una ferrea volontà di preservare, e se necessario recuperare, tutto quello che in termini di risorse può fornire il territorio. Nasce così, da questa ostinazione, il rinvenimento, nel 1997, di qualche centinaio di piante di un vigneto storico, di una varietà ampelografica inedita, inizialmente scambiata per Sangiovese, ovverosia il Gratena Nero, identificato come varietà a sé stante ed omologato nel 2010, dopo un pluriennale lavoro svolto in collaborazione con l’Università di Milano, ma anche una linea di prodotti rilevanti, uniti dallo stesso fil rouge.

Fonte: Espresso.

Intervista a Renata Garofano – «Il futuro del vino sarà donna».
Renata Garofano, figlia d’arte: «Siamo la carta vincente per superare vecchi retaggi e una mentalità ormai fuori dal tempo» Un dato biografico è d’obbligo: Renata Garofano – classe 1977 – è figlia di Severino, l’enologo di Puglia che ha determinato il riscatto della vitivinicoltura meridionale. Cresciuta tra i profumi e i colori del “nettare degli dei”, tra botti e vasche in cemento, tutto quello che concerne il vino l’ha imparato da lui. E con in tasca una laurea in Economia e Commercio, oggi ha la possibilità di lavorare in questo settore e dedicarsi al marketing e accoglienza nell’azienda vinicola di famiglia che gestisce con il fratello Stefano oltre a rappresentare la Puglia, come delegata, nell’associazione nazionale “Le Donne del Vino”. Donne e vino. Quando parliamo di questo binomio, è inevitabile pensare alle donne che come te stanno facendo la differenza nel settore, sia come produttrici ma, anche, a quelle che lo scelgono, amano e bevono.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Gusti tipici – Nel Buttafuoco Storico i sapori di vigne eroiche.
In Oltrepò Pavese si fa un vino unico, il Buttafuoco Storico, che alla fine di febbraio ha feste ato il ventisettesimo compleanno. Ho deciso di occuparmene in questa rubrica perché il Buttafuoco è un caso più unico che raro. Si tratta di un vero campione di tipicità, un rosso potente, corposo e seducente al palato. Un vino fermo in una terra di spumanti e vini rossi con le bollicine. Ma la terra del Buttafuoco Storico non è tutto l’O1trepò Pavese. I grappoli di croatina, barbera, uva rara, ughetta di Canneto e vespolina che ne costituiscono l’uvaggio possono arrivare soltanto da un fazzoletto di terra compreso fra i torrenti Versa e Scuropasso. In tutto 22 ettari coltivati a vite nei comuni di Canneto Pavese, Montescano, Castana e parte dei comuni di Broni, Stradella, Cigognola, Pietra de’ Giorgi. Tutti in pro Gusti tipici Nel Buttafuoco Storico i sapori di vigne eroiche vincia di Pavia. Una enclave particolarissima all’interno della denominazione Buttafuoco Doc, granita dal Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese.

Fonte: Libero Quotidiano.

Brasile. Scandalo per l’inchiesta sugli “schiavi del vino”.
Erano tenuti come schiavi, costretti me a lavorare sotto il sole per 12 ore al giorno, accalcati in alloggi fatiscenti, con bagni precari e cibo di pessima qualità. Una ma1-operazione della giustizia del lavoro brasiliana ha svelato un sistema di lavoro in condizioni disumane in cooperative che prestano servizio per le più importanti imprese vinicole concentrate nel Sud del Paese. Circa 200 lavoratori stagionali sono stati fatti venire dallo stato settentrionale di Bahia con la promessa di una buona remunerazione per pochi mesi di lavoro; si sono trovati con un panorama di umiliazioni fisiche e verbali e ritmi massacranti. Chi si lamentava, poi, veniva picchiato e gli venivano applicate multe arbitrarie che, di fatto, riducevano considerevolmente il loro salario. La denuncia è stata fatta da tre di loro che sono scappati di notte e sono andati in un commissariato. L’indagine a tappeto disposta dagli inquirenti ha svelato situazioni simili in altre cooperative della regione.

Fonte: Specchio.

Eurodeputata in visita alla Caviro «L’Ue criminalizza il nostro vino» – Vini, il caso delle etichette «Un sorso non è abuso di alcol L’Europa non li confonda».
L’Irlanda fa scrivere sulle bottiglie le controindicazioni. L’eurodeputata Basso (Lega) in visita alla Caviro: «Patrimonio fondamentale da tutelare, non da criminalizzare» L’eurodeputata Alessandra Basso e il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli sono stati in visita alla Caviro, colosso del vino che ha sede a Faenza ma la sua più grande cantina si trova a Forlì, nella frazione di San Giorgio. L’obiettivo: dire «no all’etichetta sanitaria». «Un attacco sferrato dall’Europa contro le eccellenze agroalimentari italiane. Saremo sempre al fianco dei produttori vitivinicoli». È quanto hanno dichiarato i due politici della Lega in merito alla decisione dell’Irlanda di indicare sulle etichette di vino, birra e liquori avvertenze come «II consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». Caviro è leader in Italia tra le cooperative vitivinicole e punto di riferimento nei segmento produttivo dei vini confezionati.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Sembra plastica ma è biodegradabile «Boom di richieste» – La vendemmia ecologica «Nelle vigne addio plastica con un brevetto made in Forlì».
Si chiama ‘terralix’: la Sabiomaterials realizza un filo resistente ma biodegradabile «È realizzato con scarti del legno, amido di mais e i vinaccioli dell’uva». «Ogni giorno richieste da tutto il mondo» «Se un pezzo cade, si decompone a terra» Si chiama ‘terralix’: è un materiale biodegradabile, coperto da brevetto e realizzato dalla startup forlivese Sabiomaterials. In gran parte è composto da legno, proveniente da scarti di lavorazione delle segherie, amido di mais e vinaccioli, i semi contenuti negli acini d’uva. E proprio nei campi è destinato a tornare, comprese le vigne: è usato per realizzare fili, con cui legare viti e rami. È una delle tante applicazioni che l’innovativa azienda fondata da Alessandro Carfagnini (attuale amministratore delegato) ha studiato per avvicinarsi ai produttori agricoli locali. Inizialmente focalizzata sul settore dell’arredamento, la giovane realtà forlivese si è ‘convertita’ all’agricoltura dopo l’arrivo di Rocco Filippi, responsabile commerciale con esperienza nel settore.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Tenuta Salano vola a Los Angeles.
Tenuta Salano è stata selezionata da Raw Wine 2023 e sarà presente a Los Angeles il 24 e 25 aprile per l’importante appuntamento internazionale, che celebra i migliori talenti enologici del mondo. Essere inclusi in questa selezione significa entrare a pieno titolo nell’élite dei «migliori talenti enologici del mondo», un riconoscimento che arriva ad Alex Fulvi e Olivia Maggioli di Tenuta Salano.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

San Clemente si candida a capitale del vino: pronto un dossier per primeggiare in Europa.
II Comune di San Clemente si candida a Capitale Europea del Vino 2024. Sarà infatti l’anno in cui Recevin, la rete comunitaria delle 800 città del vino, assegnerà il riconoscimento a una città italiana. L’annuncio sarà dato dalla sindaca Mirna Cecchini venerdì 10 marzo, alle 11, nella sede della Fondazione Carim, a Palazzo Buonadrata, a Rimini. Il dossier di candidatura è stato preparato dal Comune e dal “Comitato promotore dell’Ambasciata delle città del vino d’Europa” di via Soardi a Rimini e dovrà essere presentato entro il 28 aprile 2023. La candidatura contiene un ricco calendario di eventi che si aggiungono alla tradizionale Sagra del Vino di maggio e a “Note di Vino” manifestazione ultraventennale di luglio dedicata al vino di qualità e alla musica.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

Alla Festa regionale del vino 300 etichette di 70 cantine.
II sindaco: un volano per rilanciare il territorio. L’omaggio al regista Battiston Edoardo Anese. Centinaia le persone che hanno partecipato ieri sera al taglio del nastro che ha ufficialmente dato il via alle 74esima edizione della Festa regionale del vino friulano di Bertiolo. Oltre al sindaco, Eleonora Viscardis, e al presidente della Pro loco, Marino Zanchetta, erano presenti il coordinatore delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, il presidente del consiglio regionale uscente, Piero Mauro Zanin, e molti amministratori da tutto il Fvg. La cerimonia si è tenuta nell’enoteca di piazza Plebiscito, fulcro della kermesse enogastoronomica dove, per tutti i fine settimana di marzo, sarà possibile degustare circa 300 etichette di 70 cantine da tutta la regione. Nell’occasione sono stati resi noti i risultati della mostra-concorso “Bertiûl tal Friûl”, alla quale hanno partecipato centinaia di produttori.

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Il gradiscano Scubla terzo nella Top50 di Milano Finanza.
Con il bianco Pomèdes 2020 premiati dal mensile Gentleman anche i vini Braide Alte di Livon e Sauvignon Piere e Dut’un dell’azienda Le Vie di Romans Luigi Murciano. Nuova soddisfazione per il vignaiuolo gradiscano Roberto Scubla. Il suo Pomèdes 2020 dei Colli Orientali è stato classificato al terzo posto nella top 50 dei bianchi italiani, nonché primo del Friuli Venezia Giulia, nell’annuale graduatoria del mensile Gentleman di Milano Finanza, che con un conto algoritmico incrocia dati e punteggi delle migliori Guide Italiane. Al quarto posto compare un altro bianco regionale, Braide Alte Venezia Giulia 2020 di Livon (Dolegna del Collio), mentre l’ottima performance dei nostri vignaiuoli è completata dal settimo e dal nono posto di Vie di Romans di Mariano del Friuli, rispettivamente con il Sauvignon Piere del 2020 e con Dut’un, bianco Venezia Giulia del 2019.

Fonte: Piccolo Gorizia.

Etichetta nutrizionale per il vino «Complicazione in più per il settore».
Gli enologi al festival Tipicità di Fermo. «Obbligo da dicembre, ma non abbiamo nulla da nascondere». II mondo sta cambiando, ma non per tutti. Mentre i superalcolici non dovranno riportare l’etichetta nutrizionale, il vino sì, dal prossimo dicembre. Una contraddizione che ha provocato una sollevazione popolare nel mondo del vino e in particolare di Assoenologi, il cui presidente nazionale Riccardo Cotarella, intervenuto al forum degli enologi marchigiani nell’ambito del festival Tipicità di Fermo ha detto: «Più che preoccupati, siamo molto arrabbiati. Assistiamo a un accanimento sul vino da parte dell’Unione europea che ci lascia sconcertati. Non abbiamo niente da nascondere». Ma cosa dovrà riportare la nuova etichetta? Lo ha spiegato Silvio Salvi, dell’Ufficio repressioni frodi: «Sull’etichetta va scritto il valore energetico, in sostanza le calorie, il resto va indicato per via elettronica -dice -, in un link dove si riporta l’etichetta nutrizionale, compresi gli allergeni come solfiti, derivati del latte o dell’uovo che credo non si usino più e poi la quantità di grassi, i carboidrati, gli zuccheri, proteine e sale.

Fonte: Resto del Carlino Marche.

Nuove tendenze del mondo del vino Una giornata al Cosmopolitan dedicata agli esperti del settore.
Le nuove tendenze del mondo del vino e le migliori specialità del territorio in vetrina all’hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche grazie all’evento “Wine Tasting Marche 2023”. Domani dalle 10 alle 19, nelle sale attrezzate dell’albergo di via De Gasperi, produttori e professionisti del settore Horeca si incontreranno per una giornata all’insegna del gusto e del buon bere. Giunto alla seconda edizione, l’evento è organizzato grazie alla collaborazione di più rappresentanti dei settore wine e spirits che hanno deciso di cooperare per creare una giornata unica nel suo genere. Questi i nomi dei rappresentanti: Francesco e Michele Valevi, Edoardo Marzi, Gianluigi Porfiri, Giuseppe Stacchiotti, Riccardo Fioretti e Fabio Dolciotti.

Fonte: Corriere Adriatico Macerata.

Viaggio in Israele a studiare soluzioni I produttori albesi guardano a Sud.
La trasferta organizzata da Confindustria Cuneo a maggio Viaggio in Israele a studiare soluzioni I produttori albesi guardano a Sud. Un tempo, la meta privilegiata per i viaggi studio dei vignaioli albesi era la Borgogna, o tutt’al più la regione di Bordeaux. Oggi invece, sulla scia dei cambiamenti climatici, si guarda decisamente più a Sud. È per questo che Confindustria Cuneo organizza, a inizio maggio 2023, una trasferta tra Tel Aviv e Gerusalemme, passando per il deserto e il Mar Morto, rivolta alle aziende della sezione Vini e Liquori. Il viaggio alternerà momenti di affari a sessioni di apprendimento tecnico e offrirà l’opportunità di venire a contatto con le più sviluppate tecnologie in ambito AgriTech. A partire dalla regione Arava’, dove vengono sviluppate le tecnologie più interessanti in ambito agrifood con la visita ad importanti enti di ricerca e innovazione, tra cui il Vidor Visitor Center, che offre un’ampia panoramica delle tecniche avanzate di coltivazione e al Volcani Center, l’ente deputato all’Innovazione nazionale dell’Agricoltura in Israele, specializzato in scienze idriche e ambientali e ingegneria agraria.

Fonte: tampa Cuneo.

Il futuro del vino.
Cambia il clima, cambierà anche il vino. Ci sono strategie di adattamento che possono mitigare l’impatto del surriscaldamento e della siccità tra i filari, ma serve un lavoro congiunto che permetta di pianificare la resilienza del settore, come auspica anche l’enologo Alessandro Ceretto. Il futuro dei vino Il nuovo clima avrà nei prossimi anni un impatto forte sull’agricoltura di pregio delle colline Unesco. Il settore studia strategie e deve pianificare al meglio la resilienza *** Cambia il dima, cambierà anche il vino. Le analisi condotte dagli studiosi sono concordi nel dire che il mutamento climatico potrà avere nei prossimi anni un grosso impatto sull’agricoltura di pregio della nostra regione e sull’economia ad essa legata. Occorre prenderne atto e poi iniziare ad agire di conseguenza.

Fonte: tampa Cuneo.

“Serve un discorso etico O restiamo qui seduti aspettando il disastro?”.
Alessandro Ceretto convertito in biologico vigneti della cantina di famiglia in Langa e Hoer. Il futuro dei nostri figli. E non lo dico solo come produttori divino: è ormai evidente che questo mutamento creerà conseguenze ben più ampie, un po’ in tutti i settori». Alessandro Ceretto è l’enologo della famiglia Ceretto di Alba, ma soprattutto è colui che in pochi anni ha traghettato un’azienda da 170 ettari verso una scelta rivoluzionaria e radicale, convertendo ad agricoltura biologica tutti i vigneti di proprietà situati sulle colline di Langhe e Roero. Alessandro non ha mai nascosto il suo credo biodinamico, ma senza etichette e bandiere da sventolare. «Non credo nelle certificazioni. Io credo nel metodo e nella sua applicazione, così come credo che un buon vino sia il frutto di tre elementi: origine, terroir emano dell’uomo». Ma proprio questo particolare terroir composto dalle colline di Langa e Roero, così come un po’ tutte le regioni vitivinicole più blasonate, oggi si interroga sul suo futuro osservando un costante innalzamento termico e una sempre maggiore carenza di piogge.

Fonte: tampa Cuneo.

Il Menu ibleo, con le sue Dop, protagonista al Vinitaly.
Non solo le eccellenze del vino saranno in mostra alla 55′ edizione del Vinitaly di Verona prossima ad andare in scena dal 1 al 5 aprile. Anche il vasto paniere dell’agroalimentare italiano, in particolare quell’insieme di produzioni che vantano la certificazione dell’origine e il blasone della qualità, è infatti pronto a mostrarsi nella vetrina tra le più glamour e internazionali delle fiere del settore vinicolo. Del resto i numeri del Vinitaly parlano chiaro con i suoi 4000 espositori annui che unendosi ai 120mi1a visitatori e ai 33 mila buyers stranieri, traducono in termini concreti l’appeal di una fiera che si sta rivelando sempre più imprescindibile. Impossibile dunque non esserci al Vinitaly, come è altrettanto inconcepibile non volere tentare di fare squadra per innalzare i livelli di competitività dettati da un mercato sempre più global. Obiettivi di un marketing territoriale del quale il Libero Consorzio di Ragusa ha scelto di esserne la regia decidendo di portare alla 55′ edizione della fiera veronese le eccellenze agroalimentari del territorio ibleo.

Fonte: Sicilia Siracusa – Ragusa.

Cardinale e rabbino. Faccia a faccia sul vino – Montalcino. Il confronto tra cardinale e rabbino.
Oggi alle 16,30 il Tempio sagli. Sono previsti due momenti del Brunello ospita l’iniziativa ti di confronto su «Il vino e la soll senso della vite stenibilità, un binomio vincente vino tra storia e sostenibilità’ te» con gli interventi di Giusep pe Romano, presidente nazionale di AIAB, Fabrizio Bindocci, presidente del consorzio del viSi parla ancora di vino a Montai- no Brunello di Montalcino e Picino ma questa volta non per no Di Blasio, capo redattore La analizzare dati di mercato o di- Nazione redazione di Siena. Sescutere sulla qualità in degusta- guirà «Il vino nei secoli tra due zioni che ormai si tengono in religioni: Ebraismo e Cristianesi ogni angolo di mondo, bensì mo» con l’introduzione di Renaper affrontare temi culturali di to Rossi, direttore del Servizio grande interesse e importanza. per l’Ecumenismo e il dialogo in Tutto si svolgerà in seno terre ligioso dell’Arcidiocesi di all’evento «Il senso della vite. Il Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalvino tra storia e sostenibilità”.

Fonte: Nazione Siena.

Dopo la pandemia Vini e distillati, il mercato segna una crescita del 38%.
Il 2022 ha registrato la ripresa, dopo la pandemia, del consumo fuori casa di vino e distillati, con la ripresa dei canali HoReCa (hotel, ristoranti e catering) del +38% rispetto al 2021, generando, secondo l’Osservatorio nazionale Federvini relativo ai primi nove mesi dell’anno, 1,1 miliardi di euro di consumazioni. Le performance migliori appartengono ai consumi serali.

Fonte: Tirreno.

Rosso, esce dal cda di Masi: «Non c’è spazio per dare un contributo innovativo».
Renzo Rosso sbatte la porta ed esce dal cda di Masi Agricola. I conti 2022 sono più che ottimi, per la casa vinicola quotata della famiglia Boscaini, griffe per antonomasia dell’Amarone. Il bilancio, approvato dal cda l’altro ieri, parla di ricavi 2022 per 74,7 milioni, +12,6% sul 2021, e un utile netto per 4,5 milioni, rispetto a 5,4, frutto della ripartenza di ristoranti e hotel, ma anche dei Duty Free, che hanno spinto specie il Prosecco Canevel, superando così i problemi legati agli aumenti dei costi. E anche il 2023, secondo quanto comunicato, appare promettente. Ma l’attenzione è attratta dalle ruvide dimissioni dal cda di Renzo Rosso. Il patròn di Diesel sta investendo con decisione nel vino, con la sua Red Circle Investments, ed ha costituito a febbraio la holding Brave Wine, in cui ha fatto confluire, oltre alla sua tenuta di Marostica Diesel Farm, le partecipazioni acquisite nelle cantine Benanti, in Sicilia, e Josetta Saffirio, in Piemonte.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Masi Agricola Renzo Rosso lascia il cda in polemica.
Renzo Rosso lascia polemicamente il cda di Masi Agricola. La decisione di abbandonare il consiglio dell’azienda veronese celebre per l’Amarone, quotata al listino Aim di Borsa Milano e nella quale Rosso detiene tramite la holding Red Circle Investments una quota del 10% del capitale, è emersa con la pubblicazione dei dati 2022 di Masi. «Segnalo – si legge nella lettera di dimissioni del patron di Diesel pubblicata su Il Sole 24 Ore – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali. Per quanto detto ritengo che non vi siano presupposti per poter apportare il mio contributo professionale e innovativo e per una proficua partecipazione ai processi gestori della società». Rosso ha inviato le dimissioni da consigliere il 9 marzo.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Le bottiglie senza il nome “Prosecco” sono 1’8 %.
Vivace dibattito intorno all’eventuale soppressione del nome “Prosecco” dalle bottiglie di Docg. Un’indagine Cirve ha rilevato che l’80% delle bottiglie di Docg viene venduta senza il termine “Conegliano”, ovvero con la sola indicazione “Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”. Solo l’8% è commercializzata priva del termine “Prosecco”, mentre il restante 12% riporta l’intera dicitura “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”. Al recente convegno di Coldiretti, il direttore del Consorzio, Diego Tomasi, ha confermato che per la denominazione restano irrinunciabili i termini Conegliano, Valdobbiadene e Superiore. Da qui al cda di giugno che si soffermerà sull’eventuale aggiornamento della denominazione si decideranno le sorti della parola “Prosecco”, che a Valdobbiadene tante aziende preferiscono non riportare in etichetta qualificandosi solo con l’indicazione “Valdobbiadene”.

Fonte: Tribuna Treviso.

“Le Contrade dell’Etna” 2023, per la 14esima edizione le cantine aderenti superano il 2022.
Da sabato 15 a domenica 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). L’organizzazione è curata dalla società “Crew che presenterà uno studio affidato all’Università di Palermo. L’evento si concluderà lunedì 17 aprile. L’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa “Le Contrade dell’Etna” è alle porte. Si tratta della manifestazione che, quest’anno per la Quattordicesima Edizione, radunerà i diversi produttori vitivinicoli del comprensorio delle Contrade permettendo di usufruire di una vetrina privilegiata e di altissimo calibro nella tre giorni destinata agli addetti ai lavori quindi esperti, organi di stampa specializzata, critici, aziende ed operatori di settore del circuito Horeca. La kermesse avrà luogo da sabato 15 a domenica 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). L’organizzazione è curata dalla società “Crew” che sta garantendo diverse novità e sorprese rispetto all’anno scorso che sveleremo pian piano fino ad arrivare all’inaugurazione. Intanto, la presenza delle cantine iscritte ha già superato il giro di boa del 2022 (che era 90), toccando allo stato dell’arte quota 93 imprenditori.

Fonte: Sicilia Report.

Soldi dalla Regione alle cantine per il risparmio energetico. Ecco a chi.
E’ stata pubblicata la graduatoria del bando della Regione Siciliana destinato agli investimenti in cantina per la qualificazione dell’attività di produzione della viticoltura e dell’enologia siciliana. Sono stati finanziati 60 progetti (sei provenienti da cantine sociali), per 30 milioni di euro, presentati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Sono progetti che, nelle intenzioni, dovrebbero avere effetti positivi in termini di risparmio energetico, di efficienza energetica globale e di sostenibilità dei processi produttivi sotto il profilo ambientale.

Fonte: Virgilio.

Quartomoro apre il suo Archivio Storico di vitigni autoctoni.
Quartomoro di Sardegna, la cantina fondata 12 anni fa da Piero Cella e Luciana Baso, oggi affiancati dai figli Alberto e Violante, apre il suo Archivio Storico di vitigni autoctoni. L’azienda, nata dal sogno dei fondatori di recuperare i vitigni autoctoni dell’Isola selezionando le sue vigne più rappresentative nei territori più vocati, aggiunge così un nuovo tassello al suo progetto Memorie di Vite. L’Archivio sarà presentato il 17 marzo a partire dalle 10 nella cantina situata a Marrubiu, località Is Bangius, e da allora sarà fruibile per tutti. L’Archivio dei Vitigni Autoctoni è un nuovo progetto caratterizzato dalla volontà della cantina di capire se le varietà tradizionali e autoctone bianche e rosse possono sostenere un invecchiamento e una maturazione degna di regalare emozioni. Generalmente i vitigni sardi trasformati in vino non sono stati sottoposti a questo tipo di test, me sorprese sono tante: il Vermentino, ad esempio, dopo 10 anni mostra ancora freschezza e sensazioni olfattive agrumate vive, e una speziatura diversamente sferzante. Il Bovale da vigne di sabbia, spiega ancora l’azienda, regala tessiture caratteristiche di vitigni da lungo invecchiamento, e, tipico di un territorio vicino al mare, ci trasferisce note balsamiche e iodate ed una struttura tannica soave e fresca allo stesso tempo.

Fonte: Unione Sarda,

Si finge svizzera e ruba 1,46 milioni di euro in vino.
Circa un anno e mezzo fa, in Spagna, una coppia di ladri ha sottratto a un albergo delle bottiglie di vino che valgono milioni. Una dei due ha finto di essere svizzera. Ma il furto pianificato allo strenuo di una scena di un film è terminato con la prigione. Quasi un anno e mezzo dopo lo spettacolare furto di 45 bottiglie di vino costoso da un ristorante di un hotel, un tribunale spagnolo ha condannato la coppia di ladri a diversi anni di carcere. L’uomo dovrà scontare quattro anni e mezzo, la sua complice quattro. I due devono anche pagare 753.454 euro di risarcimento all’hotel, ha stabilito lunedì il tribunale di Cáceres. Il furto cinematografico nella cantina del ristorante a tre stelle «Atrio», nella città sud-occidentale spagnola di Cáceres, aveva fatto notizia a livello internazionale nell’ottobre del 2021.

Fonte: Bluewin.ch,

Rosso, bianco o bollicine? Il vino che scegli rivela la tua personalità.
Gli psicologi ce l’hanno detto: chi adotta un cane ha una personalità diversa da chi ama i gatti, chi sceglie una razza piuttosto che un’altra pure. E lo stesso vale per i giochi da tavolo: chi si diverte a giocare a Monopoli ha un carattere diverso da chi sceglie Taboo. Adesso, parliamo di gusti del vino: sembra che quello che ci piace versare nei nostri bicchieri riveli molto di ciò che siamo. Secondo i risultati della ricerca delle Università di Verona e di Macerata è così: circa 1.200 persone, tra i 18 e gli 87 anni, hanno compilato una versione del Big Five Inventory, un test che indaga cinque dimensioni fondamentali della personalità: estroversione, amicalità (gentilezza, empatia, atteggiamento collaborativo), stabilità emotiva, coscienziosità e apertura mentale. In più, hanno riferito ai ricercatori i loro vini prediletti.

Fonte: Focus.it,

Il Vino all’epoca dei Romani era come adesso? Le origini della viticoltura.
Gli antichi Romani hanno imparato le tecniche di coltivazione della vite e di vinificazione da Etruschi, Greci e Cartaginesi. La viticoltura dell’Antica Roma ha avuto origine dalla cultura greca ed etrusca, ma la vite è probabilmente autoctona della penisola italiana. Scopriamo il vino all’epoca dei Romani. L’Italia è la patria principale del vino, con una storia millenaria che si intreccia con l’evoluzione della civiltà romana. Sin dai tempi antichi, il commercio del vino è stato un’attività floridissima, che ha reso celebri i vini italiani in tutto il mondo. La viticoltura italiana è stata iniziata dai Greci che hanno importato le viti in Sicilia e in altre regioni dell’Italia meridionale. Ma è stato soprattutto durante l’epoca romana, che il vino italiano ha raggiunto la massima diffusione, diventando una delle principali attività economiche dell’Impero. Già nel III secolo a.C., l’Italia non produceva solo vino per il consumo interno, ma esportava anche grandi quantità di vino in tutta l’Europa.

Fonte: Wine and Food Tour.

“La critica del vino è cambiata, oggi ci sono più voci che in passato, ed è un bene per tutti”.
A WineNews Joe Czerwinski, critico di lungo corso oggi editor in chief di “The Wine Advocate”, da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo. A WineNews Joe Czerwinski, critico di lungo corso oggi editor in chief di “The Wine Advocate”, da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo. “Con la guida Michelin condividiamo dei valori, ma anche se la proprietà è la stessa il nostro lavoro è diverso, non fa lo stesso percorso. La sostenibilità è importante, abbiamo istituito il “Green Emblem” per premiarla, ma nei rating valutiamo solo la qualità del vino che emerge dal calice. I vini di ogni Paese hanno il loro valore, nel giusto contesto, con il giusto cibo e con la giusta convivialità”.

Fonte: WineNews.

Il vino nella val di Noto.
In una calda domenica di marzo, all’ombra del barocco che connota in maniera inconfondibile la città di Noto, una serie di produttori vitivinicoli ha presentato i loro prodotti agli addetti ai lavori. Da domenica 5 a lunedì 6, infatti, si è svolto un evento interamente a tema. Un momento altamente identitario che ha permesso al territorio di raccontarsi tramite il coinvolgimento dei cinque sensi. I protagonisti principali sono stati i due vitigni principi della zona: il Moscato e il Nero d’Avola. Il primo, appartenente alla famiglia dei vitigni aromatici, è a livello ampelografico uno dei vigneti più antichi della storia del vino. Il secondo, autoctono siciliano per antonomasia, si distingue per la forte carica antocianica e per le tipiche note di frutta e spezie che porta al naso una volta vinificato. Sono stati però coinvolti anche altri vitigni (nazionali e non).

Fonte: Luciano Pignataro.

L’Europa, il vino e le questioni di etichetta.
Da tempo la tutela dei consumatori ha acquisito un ruolo decisivo nella definizione e nella realizzazione di un’economia europea integrata ed efficiente, notoriamente uno dei obiettivi dell’Unione nell’ambito del mercato interno. In tal senso, in numerosi settori, l’Unione europea chiede, applica e impone requisiti di sicurezza rigorosi a moltissime tipologie di prodotto (dai giocattoli agli alimentari, dai cosmetici ai prodotti elettrici) proprio per favorire una tutela completa degli interessi dei consumatori, proteggendoli del pari anche da pratiche commerciali scorrette e ingannevoli, sia che esse si manifestino nel settore dei privati sia che esse avvengano nei settori chiave dei servizi pubblici..

Fonte: Fortune Italia.

Altro che nuocere alla salute: ecco la rivincita del bicchiere di vino a tavola.
Dopo la recente decisione presa dal governo irlandese di mettere etichette di avvertimento sulle bottiglie di vino, sono arrivati diversi pareri di esperti e comitati scientifici che garantiscono sui benefici del bicchiere di vino durante i pasti. Ha fatto già molto discutere il via libera dato alla norma, notificata a gennaio all’Irlanda, dalla Commissione europea, che consentirebbe di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze sulle conseguenze del consumo eccessivo di alcol che potrebbe provocare malattie del fegato e tumori mortali, sulla falsariga di quello che viene applicato da anni sui pacchetti di sigarette. Una decisione che aveva provocato l’immediata risposta delle associazioni di produttori di vino non soltanto in Italia, ma anche in Francia e Spagna.

Fonte: Notizie.com.

Riforma IG. Frescobaldi (UIV). Bene De Castro, tenere fuori vino equivarrebbe a isolamento.
“Per Unione italiana vini è importante che il vino europeo rientri nella riforma delle Indicazioni geografiche.
Il nostro settore non può rimanere disancorato dalle politiche di qualità Ue: si rischia un isolamento pericoloso proprio in un momento delicato in cui le insidie, non ultime quelle delle lobby salutiste, sono dietro l’angolo”. Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, commentando le dichiarazioni del relatore del Parlamento europeo della Riforma, Paolo De Castro, in merito alla proposta di revisione del sistema delle indicazioni geografiche dell’Unione Europea.

Fonte: Agricultura.it.

Vino: 180 etichette in mostra a Bolzano alla Bozner Weinkost
. Si rinnova l’appuntamento primaverile con la Bozner Weinkost. La storica dimora Castel Mareccio di Bolzano aprirà anche quest’anno le sue porte alla Bozner Weinkost, la mostra vini di Bolzano, giunta alla 97esima edizione. Si tratta del tradizionale evento enologico dell’Alto Adige in programma a Bolzano, capitale delle Dolomiti, da giovedì 20 aprile a domenica 23 aprile. In degustazione 180 etichette di una quarantina di cantine delle regioni vinicole di Bolzano, Oltradige, Unterland, Valle Isarco, Merano e del Burgraviato. La mostra, organizzata dall’Azienda di Soggiorno Bolzano col supporto della locale Camera di Commercio, Casse Raiffeisen dell’Alto Adige, Südtirol Wein-Vini Alto Adige, Consorzio Volontario per la Tutela della Produzione del Vino Santa Maddalena, sarà inaugurata alle ore 17 di giovedì 20 aprile e proseguirà venerdì 21 (ore 10-20), sabato 22 (ore 10-22), concludendosi domenica 23 aprile (ore 10-20).

Fonte: ANSA.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 11 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Contributi ai produttori di vino.
Dalla Regione Basilicata più di 900 mila euro per rinnovare gli impianti Cosa prevede la misura e come ottenere i contributi La Regione Basilicata ha attivato la misura di sostegno per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2023-2024. L’iniziativa si pone l’obiettivo di aumentare la competitività dei produttori regionali di vino attraverso il rinnovamento degli impianti vitivinicoli. Gli obiettivi degli interventi Gli interventi previsti dovranno pertanto perseguire le seguenti finalità: 1) l’adeguamento della produzione alle esigenze di mercato; 2) la riduzione dei costi di produzione attraverso una progressiva sostituzione dei vigneti obsoleti e poco produttivi, con nuovi impianti che consentano di ottenere materia prima di buona qualità a prezzi competitivi e remunerativi; 3) la riconversione varietale dei vigneti attraverso l’introduzione di varietà, più performanti sia dal punto di vista enologico sia per quello commerciale.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Masi Agricola, Renzo Rosso lascia il cda.
Renzo Rosso, patron di Diesel, si dimette (con polemica) dal cda di Masi Agricola, azienda leader dell’Amarone della Valpolicella quotata al listino Aim di Borsa Milano e nella quale Rosso detiene una quota del 10% del capitale. «Segnalo – si legge nella lettera di dimissioni di Renzo Rosso – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali. Per quanto detto ritengo che non vi siano presupposti per poter apportare il mio contributo professionale e innovativo e per una proficua partecipazione ai processi gestori della società», conclude Rosso.

Fonte: Sole 24 Ore.

7,5 milioni Crurated aumenta il capitale.
La fine wine community Crurated raccoglie 7,5 milioni e punta sulla valorizzazione dei brand dei vini italiani da collezione.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Villa Sandi sulla spinta dei Prosecco supera i 145 milioni di fatturato.
Sul 2021 +20% Giorgio dell’Orefice Rtsultati record nel 2022 per lo “specialista” del Prosecco, Villa SandL L’azienda di Crocetta del Montello (Treviso) ha infatti chiuso i12022 con un fatturato a quota 145 milioni di euro con una crescita rispetto al 2021 del 20 per cento. Un balzo in avanti che chiude così un quinquennio di successi: il giro d’affari è aumentato di ben il 7o per cento. Villa Sandi è una delle aziende storiche e anche simbolo del Prosecco, vino che ha declinato in tutte le possibili tipologie visto che ha vigneti in tutte le differenti aree dalla pianura del Prosecco Doc alle colline delle Docg di Molo e Conegliano Valdobbiadene fino al cru del Cartizze. Una presenza che ha consentito all’azienda di offrire al mercato l’identità territoriale del Prosecco sempre nel rispetto della tipicità varietale del vitigno Glera.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Siamo alla frutta.
Coldiretti denuncia la “strage” di piante: in 15 anni spariti 100 mila ettari coltivati “E il consumo è sotto il minimo consigliato” Molti agricoltori costretti a cambiare dal clima e dall’arrivo di insetti “alieni”. Michele è un agricoltore di Lugo di Romagna, zona stori? Realmente vocata alla coltivazione di pesche. Ha dovuto dimezzare il suo frutteto e orientarsi su produzioni industriali e alberi di noce. Mattia, in Piemonte, ha detto addio a 12 ettari di kiwi, estirpati nel giro di pochi anni Adesso coltiva quasi soltanto mele, con i conseguenti rischi di una produzione sbilanciata. In Puglia, Dario ha scelto di destinare una parte dei terreni agli avocado, nuovo simbolo di una regione dal clima sempre più tropicale.

Fonte: Stampa.

San Clemente si candida a capitale europea del vino.
Arte, enogastronomia e memoria: il Comune lavora a un ricco calendario di eventi per ottenere l’incarico. Il comune di San Clemente si candida a Capitale europea del vino 2024. Ad annunciarlo la sindaca Mima Cecchini e l’assessore alla cultura Stefania Tordi, ieri mattina, nella sede della Fondazione Carim, a Palazzo Buonadrata. Il comune della Valconca, è riconosciuto come un paese dove viene prodotto uno dei migliori Sangiovese della Romagna, tanto è vero che è inserito nell’Associazione nazionale Città del Vino. Il riconoscimento viene assegnato da Recevin, la “Rete europea delle città del vino”, composta da 800 città del vino presenti in 11 Paesi europei.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Ottavo posto al Fvg per l’export di vino.
Nonostante il perdurare della guerra ed i rincari stellari delle materie prime (specie il vetro), dei trasporti (specie intercontinentali) e delle bollette energetiche, l’export di vini italiani tiene. Scendono i volumi specie in Gdo, ma salgono sensibilmente i valori dell’export trainato dai fine-wine specie nella ristorazione. A dirlo l’Osservatorio Edoardo Freddi International che colloca il Fvg all’8° posto tra le regioni italiane nella classifica riservata alle esportatrici di vino guidata dal Veneto, e a seguire Piemonte, Trentino e Toscana. Primo mercato gli Usa, a seguire Germania, Svizzera e Uk. Dal Fvg si esporta Prosecco, ovviamente, ma molti vini italiani di qualità come Friulano, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio.

Fonte: Messaggero Veneto.

Una cantina a Case Pianca per il vino delle 5 Terre.
È prevista su un terreno a Corniglia di proprietà del Comune di Riomaggiore Sarà una struttura polivalente e potrà ospitare anche un presidio antincendio La cantina sociale di Groppo a Manarola, finora l’unica in grado di servire tutti i produttori. Una cantina a supporto delle aziende agricole delle Cinque Terre. Il Comune di Riomaggiore ha dato il via alla progettazione a livello di fattibilità tecnico economica, per la realizzazione di una struttura polivalente che ospiti i locali per una nuova cantina, in zona Case Pianca, sopra Corniglia. Un progetto in fase iniziale, del quale i produttori delle Cinque Terre discutono da tempo, con l’obiettivo di avere uno spazio a loro dedicato, proprio in virtù del fatto che le cantine di proprietà delle singole aziende in quasi la totalità dei casi sono piccole e anche all’interno dei borghi gli spazi sono limitati.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Capitale europea del vino San Clemente si candida.
Nel 2024 la rete Recevin assegnerà il riconoscimento a una città italiana. Il Comune di San Clemente si candida a Capitale Europea del Vino 2024. Sarà infatti l’anno in cui Recevin, la rete comunitaria delle 800 città del vino, assegnerà il riconoscimento a una città italiana. L’annuncio sarà dato dalla sindaca Mima Cecchini venerdì 10 marzo, alle 11, nella sede della Fondazione Carim, a Palazzo Buonadrata, a Rimini. IL riconoscimento San Clemente, comune dell’entroterra riminese, dai ricordi malatestiani inseriti nell’antico tessuto urbano, è riconosciuto come un paese dove viene prodotto uno dei migliori Sangiovese della Romagna (San Clemente è oggi una delle Sottozone riconosciute e approvate a livello ministeriale).

Fonte: Corriere Adriatico Pesaro.

Grazzano Badoglio Grignolino Il Nobile Ribelle’: tre giornate tra degustazioni e masterclass.
Tre giorni nel segno del Grignolino. Da sabato a lunedì a Grazzano Badoglio grande evento enoico firmato da Ais del Piemonte, con organizzazione a cura delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato e con il contributo dei Consorzi di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Gran Monferrato e Barbera d’Asti vini del Monferrato e delle Associazioni Monferace e Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino. Saranno tre giorni per winelovers, operatori di settore e addetti ai lavori. “Grignolino, il Nobile Ribelle” è il titolo della manifestazione. Nel programma quattro banchi d’assaggio con oltre 140 etichette di circa 120 produttori, tre masterclass, companatico monferrino, territorio e arte: il tutto, nelle sale della ex scuola di via IV Novembre 15, con eventi satellite nel vicino Ristorante Bagatto.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Week-end a Graffiano con il Grignolino Tre giorni dedicati al “Nobile Ribelle”.
Il “Testabalorda” torna a scuola, anzi nella ex scuola che per il secondo anno ospiterà Grignolino, il Nobile Ribelle». Evento dedicato a questa Doc che unisce due province in programma da sabato a lunedì coinvolgendo ben 108 produttori che proporranno 129 etichette in degustazione. Ma in programma anche tre masterclass per fare un focus più approfondito sul Grignolino. La manifestazione ha la regia dell’Ais – Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con le delegazioni di Asti e Casale, supportate da Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, dal Consorzio Colline del Monferrato Casalese, dalle Associazioni Produttori di Grignolino d’Asti Doc-Piemonte Doc Grignolino e Monferace, dal Consorzio Gran Monferrato e patrocinio del Comune di Grazzano. Spazi più grandi per rendere la degustazione più confortevole al pubblico, una giornata in più dedicata agli operatori e tre masterclass di approfondimento.

Fonte: Vita Casalese.

Vigna di Puglia racconta 21 vitigni autoctoni.
L’Associazione Italiana Sommelier Puglia Delegazione di Brindisi, in partnership con la Regione Puglia, l’Associazione Donne del Vino Puglia, il Movimento Turismo del Vino Puglia, l’I.I.S.S. agrario Basile Caramia Gigante Locorotondo, ha organizzato a prima edizione de La vigna di Puglia, un vigneto con più di 400 viti innestate con 21 vitigni autoctoni regionali. La rassegna si è svolta nella bucolica cornice della Masseria Didattica Tratturi Reali (a Villa Castelli – Brindisi), ed ha avuto come obiettivo quello di celebrare i vitigni autoctoni regionali per realizzare insieme una vera e propria vigna, la Vigna di Puglia, luogo reale di conoscenza ed esperienza del patrimonio ampelografico pugliese. Tra gli ambasciatori dei più importanti vitigni autoctoni pugliesi che hanno portato con sè le marze da innestare in campo.

Fonte: Salento in tasca.

Consorzio Doc Sicilia, Rallo presidente.
Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia elegge il presidente e i vicepresidenti. Alla guida del Consorzio viene riconfermato Antonio Rallo. La decisione è stata presa durante la prima seduta del nuovo CdA che riconferma per il triennio anche i due i vicepresidenti Giuseppe Bursi e Filippo Paladino.

Fonte: Giornale di Sicilia.

I presidenti delle cantine chiedono la distillazione.
Associazione e operatori sino, Settesoli, Colomba Bianca e hanno presentato un Paolini) per discutere delle attuali problematiche legate al mondo del piano contro la crisi vino alla crisi del mercato e al fine di individuare possibili linee di interdistillazione di crisi che sia pratica- vento per tonificare il mercato vitivita con prezzi congrui affinché venicolo ed arrivare alla prossima gano tolti dal mercato parecchi etto- campagna 2023-2024 con poche gia litri di vino; la distillazione è una cenze. Il presidente della Cia Sicilia pratica che non distrugge il prodotto Graziano Scardino, ha inviato una ma lo destina alla produzione di al- lettera all’assessore all’Agricoltura col per disinfettanti; stoccaggio dei della regione siciliana Luca Samvini, con una dotazione finanziaria martino, evidenziando il fatto che adeguata al fine di poter esaudire un anche la Francia sta adottando maggior numero di richieste, questo sure analoghe ed il governo francese per dare liquidità alle cantine in ha reso disponibili 160 milioni di intesa di una ripresa del mercato e vento a favore del mondo vitivinicolo.

Fonte: Giornale di Sicilia Agrigento-Caltanissetta-Enna-Trapani

Masi, nel 2022 ricavi a +12,6% «Puntiamo su qualità e brand».
La società quotata ha presentato i risultati 2022. Anche l’Ebitda in crescita. Bene il mercato Italia e il Far East Masi, nel 2022 ricavi a +12,6% «Puntiamo su qualità e brand» L’utile netto è in calo per effetto dei cambi, negativi nell’ultimo trimestre. Le incognite persistono anche per il 2023, ma c’è fiducia 1l presidente Boscaini: «II valore della multicanalità Avvicina al consumatore e mitiga il rischio». Un anno di soddisfazione nonostante le incognite e le insidie sotto le quali si era aperto: così commentano il 2022 i vertici di Masi Agricola spa, quotata nell’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, che ieri hanno approvato il bilancio consolidato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre. Un esercizio che ha fatto registrare un incremento dei ricavi netti consolidati del 12,6% (a 74,7 milioni di euro) e dell’ebitda (a 13,2 milioni da 12,9), mentre vede un calo dell’utile netto a 4,5 milioni (da 5,4 milioni nel 2021); il dividendo proposto è di 6 centesimi per azione.

Fonte: Arena.

Villa Sandi sale nel 2022 a 145 milioni di fatturato.
È stato un 2022 chiuso con ricavi per 145 milioni, in crescita del 20% quello di Villa Sandi, casa vitivinicola di Crocetta del Montello (Treviso) guidata da Giancarlo Moretti Polegato (nella foto in alto), a fronte di un incremento in volume delle vendite intorno al lo%, e per i16o% derivante dai mercati internazionali. Il dato risente di un ritocco sui listini introdotto per compensare i ma 4,9 ori costi di produzione e delle materie prime «secche» (vetro, tappi, carta etc.) avvenuto due volte nel corso dell’esercizio e che riguarda anche i prezzi praticati nel 2023, un anno che comunque il presidente si attende «più tranquillo» del precedente.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestr.

Villa Sandi stappa il bilancio: fatturato a 145 milioni (+20%) con il boom del mercato Usa.
Sulla scia del fenomeno Prosecco, Villa Sandi continua a volare: il gruppo di Crocetta del Montello, uno dei marchi simbolo delle celebri bollicine e uno dei pochissimi produttori presenti con vigneti in tutte e tre le denominazioni (Doc, Conegliano Valdobbiadene e Asolo Montello), chiude il 2022 con un fatturato record, a 145 milioni di euro. Una crescita del 20% rispetto al 2021 e di quasi il 70% negli ultimi cinque anni. Per il 60% i ricavi derivano dall’export, frutto di un attento presidio dei mercati e di collaborazioni storiche con i più importanti distributori internazionali, che hanno permesso di intercettare ed interpretare tendenze ed esigenze dei mercati. La crescita più significativa l’anno scorso, in particolare, è stata registrata negli Stati Uniti, dal 2021 principale bacino estero, seguito dall’Asia. «Siamo molto soddisfatti di questi risultati – commenta il presidente Giancarlo Moretti Polegato.

Fonte: Gazzettino.

Verona Masi, utile in calo ma ricavi in crescita.
Ricavi netti consolidati a 74,7 milioni di euro, in crescita del 13% circa rispetto ai 66,4 del 2021, e utile netto a 4,5 milioni, in calo sui 2021(5,4 milioni), per Masi Agricola, tra i leader italiani nella produzione di vini premium, che ha approvato il bilancio. Ebitda in aumento a 13,2 milioni (12,9 nel 2021), in percentuale penalizzato dall’aumento dei costi operativi. L’indebitamento netto è a 7,7 milioni (2,7 al 31 dicembre 2021).11 dividendo sarà di 6 centesimi per azione. II mercato Italia è cresciuto del 20,8%; le Americhe del 14%e il resto del mondo segna +58%.

Fonte: Gazzettino.

Sfida tra marchi in tribunale: Glera batte Glerage – Glera batte Glerage in tribunale.
Il nome del vitigno è un riferimento. Non solo quando si parla dell’uva che sta alla base del Prosecco, ma anche quando si entra nel mondo dei profumi. Martina Montagner, imprenditrice e artista, titolare della Galleria d’arte nel centro di Montebelluna, ormai sei anni fa ha avuto l’intuizione di registrare il marchio iniziando a vendere l’eau de parfum Glera. Quasi in parallelo, però, tre imprenditori della zona di Pieve di Soligo, Mariavittoria Casagrande, Mirca Marchi e Roberto Baldassar, hanno fatto decollare il marchio Glerage per i loro prodotti di cosmesi. Battaglia finita in tribunale. Martina Montagner Glera batte Glerage in tribunale ›L’imprenditrice di Montebelluna Martina Montagner ›Chiamata in causa da un’azienda di Neve di Soligo, ha vinto aveva lanciato il suo profumo «come omaggio al Veneto» L’avvocato Parolin: «Ora il marchio rivale venga cancellato».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Al via “Vinetia Tasting” due giorni di assaggi masterclass e incontri.
Per due giorni, oggi e domani, i migliori vini del Veneto, selezionati dalla guida dei Sommelier Ais del Veneto, sono in degustazione a Treviso: si rinnova infatti l’appuntamento con “Vinetia Tasting – il Veneto nel calice”, con banchi d’assaggio, masterclass, un convegno e visite guidate in città. Un’occasione per degustare i migliori vini tra la Loggia dei Cavalieri, il salone Borsa della Camera di Commercio di piazza Borsa, e incontrare i produttori, con 300 vini di 80 aziende. Evento ideato dai sommelier Ais del Veneto presieduta da Gianpaolo Breda con la delegazione di Treviso capitanata da Wladimiro Gobbo, il sostegno del comune e della Camera di Commercio Treviso – Belluno Dolomiti. Il.via oggi alle 15.30 alla Loggia nei Cavalieri con le degustazioni gratuite (fino alle 19) con la collaborazione dei panificatori di Treviso, mentre alle 15 iniziano le visite guidate sul tema “Treviso tra dipinti e acque” insieme a Edi Conson, con replica domenica alle 16.30.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Villa Sandi, ricavi record il 2022 chiuso a 145 milioni «Ora pronti a nuove sfide».
Fatturato record per Villa Sandi che ha chiuso il 2022 con 145 milioni di euro. Se tutto il settore ha vissuto un anno eccezionale, l’azienda di Crocetta del Montello ha fatto ancora meglio, segnando una crescita del 20% rispetto al 2021 e di quasi il 70% negli ultimi cinque anni. «I risultati raggiunti rappresentano per noi un nuovo punto di partenza e una fonte di motivazioni per affrontare nuove sfide. Tra obiettivi raggiunti e traguardi a cui mirare, tanto lavoro, impegno, fiducia e coraggio», afferma il presidente Giancarlo Moretti Polegato. Un risultato direttamente proporzionale alle leve messe in campo dall’azienda: investimenti continui realizzati in cantina, vigna e sulle linee di imbottigliamento, sempre in ottica di sostenibilità; attenzione a mantenere sempre alta la qualità del prodotto; un rapporto di fiducia e di scambio con gli importatori.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Docg, l’80% venduto senza utilizzare la dicitura Prosecco.
I dati del consorzio giovedì in un convegno di Coldiretti II presidente Giorgio Polegato «Dobbiamo consolidare il mercato all’estero». Tra i170 e 80% dei 103 milioni di bottiglie del Prosecco Docg viene collocato col nome “Conegliano Valdobbiadene”, o solo “Valdobbiadene”, eventualmente con l’aggiunta dell’aggettivo “Superiore”. La denominazione “Prosecco’? Sparita. L’ha certificato un’indagine di qualche tempo fa e il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg si appresta a decidere importanti aggiornamenti della denominazione. Lo ha anticipato il direttore Diego Tomasi al convegno della Coldiretti Treviso svoltosi giovedì a Valdobbiadene. Tomasi ha assicurato i numerosi produttori che ovviamente resterà l’identificazione Conegliano Valdobbiadene. E che resterà pure l’aggettivo “Superiore”. In sala hanno capito che, dunque, verrà tolto il riferimento al Prosecco. Intanto il cda del Consorzio di tutela si è riunito l’altro ieri per l’elezione di Lodovico Giustiniani a proprio rappresentante nell’Associazione Unesco.

Fonte: Tribuna Treviso.

Due passi in vigna, l’evento per gli amanti del vino!
Quale motivo migliore per venire al Mercato se non un buon calice di vino? Torna sabato 25 marzo per la settima edizione Due Passi in Vigna, un viaggio nei territori del vino, tra degustazioni e masterclass, con focus sulle realtà emergenti in collaborazione con Vinario4. Dalle 16:00 alle 22:00 in tutto il Mercato si terranno degustazioni con banchi d’assaggio con oltre 100 etichette in abbinamento ai piatti delle botteghe dei nostri artigiani.

Fonte: Mercato Centrale.

I vigneti eroici nelle Alpi piemontesi: con “Ossola in Cantina” sette tappe per scoprire l’anima vitivinicola della Val d’Ossola.
Sette cantine della Val d’Ossola apriranno le proprie porte per regalare al grande pubblico un coinvolgente viaggio di scoperta vitivinicola. L’appuntamento è per sabato 13 maggio dalle 11 alle 18 (previsto il rinvio al 27 maggio in caso di maltempo). Dopo lo straordinario successo della prima edizione e uno stop lungo tre anni, torna “Ossola in Cantina”, la giornata organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Ossolani (Apao) con la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier Verbania e della Condotta Slow Food Valle Ossola per scoprire e valorizzare piccoli produttori del nord estremo del Piemonte, una porzione di territorio la cui anima vitivinicola è ancora poco conosciuta, pur raggiungendo livelli qualitativi ormai degni di nota.

Fonte: Turismo Italia News.

Vino Gerry Scotti, quanto costa 1 bottiglia? È accessibile a tutti: il costo.
Gerry Scotti, noto presentatore televisivo italiano, lancia il suo nuovo vino! Gerry Scotti è un personaggio molto amato dalla televisione italiana, grazie alla sua simpatia, alla sua professionalità e alla sua capacità di coinvolgere il pubblico. Gerry Scotti ha avuto una lunga carriera nel mondo dello spettacolo. Nato a Miradolo Terme in provincia di Pavia, il 7 agosto 1956, ha iniziato la sua carriera negli anni Settanta come presentatore telefonico a Radio Hinterland Milano. Gerry Scotti, il celebre conduttore, ha preso la decisione di coltivare la sua passione per il vino che ha ereditato dalla sua famiglia di viticoltori. Ha collaborato con i produttori della famiglia Giorgi, che sono attivi nel panorama vitivinicolo della Lombardia da più di un secolo, per produrre tre vini: un Barbera, un Riesling, e un Pinot Nero vinificato in rosa. Il Pinot Nero Rosato DOC “Pumgranin” è fresco e succoso, con sentori di fragoline di bosco, salvia, menta e melagrana, perfetto per accompagnare aperitivi e pranzi leggeri.

Fonte: Wine and Food Tour,

Vino: 200 Dop contro la riforma all’esame dell’Ue.
No a un ruolo forte dell’Agenzia Ue per la protezione dei brevetti (Euipo) sulle Dop e allo stralcio di parte delle norme sui vini a indicazione di origine dalla Pac. E’ la presa di posizione sulla riforma Ue delle norme Dop e Igp di oltre duecento denominazioni europee del vino, tra cui Franciacorta, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Istituto Marchigiano Tutela Vini, Consorzio Castel del Monte, Vino Nobile di Montepulciano, in una lettera che circola nel Parlamento europeo e nei ministeri nazionali. Sui due fronti indicati “la proposta di riforma della politica delle Ig” (che sta per prodotto a indicazione geografica) è “una minaccia esistenziale” per le denominazioni in questione, si legge nella lettera.

Fonte: ANSA,

Salvini, il vino e le bibite gassate.
La bellezza del saper tacere al momento opportuno andrebbe rivalutata, specie da alcuni nostri politici. Il ministro Matteo Salvini, ospite a LET Expo a VeronaFiere. Nell’incontro, durato circa 27 minuti (qui potete vedere la versione integrale), Salvini parla della sua materia da ministro, ma per quel mezzo minuto dice altre cose, e purtroppo le dice male. Perché vedete, è vero che le bevande gassate possano fare male, ma dovrebbe portare un esempio che dimostri quali farebbero peggio delle bevande alcoliche (la distinzione vino/altre bevande alcoliche è da ignoranti in materia). Sono ormai mesi che insieme a tantissime altre voci cerchiamo di far passare il messaggio spiegato dall’OMS a inizio anno: non esiste soglia di sicurezza nel consumo di bevande alcoliche, non c’è una dose che non presenti rischi per la nostra salute. I motivi di questo allarme sono molteplici, uno fra i tanti è il fatto che le bevande alcoliche contengono etanolo, sostanza sicuramente cancerogena, e lo IARC l’ha inserito nella categoria di maggior rischio. Sia chiaro, siamo tutti d’accordo che le bevande gassate possano essere dannose per la salute, ma da qui a sostenere che bere vino in quantità moderata possa portare meno rischi di un bicchiere di Coca ce ne passa.

Fonte: BUTAC,

La ristoratrice: “Giusto boicottare il vino di Franco Morando, quel video offende un’intera categoria”.
Parla Simona Vlaic, titolare dello storico ristorante San Giors di Torino: “Giusto boicottare vino di Franco Morando”.

Fonte: La Stampa.

Vino: ricerca EFI, Export italiano tiene nonostante guerra e crisi energetica.
Nonostante il perdurare della guerra ed i rincari stellari delle materie prime (specie il vetro), dei trasporti (specie intercontinentali) e delle bollette energetiche, l’export di vini italiani tiene. Scendono i volumi specie in GdO, ma salgono sensibilmente i valori dell’export trainato dai fine-wine specie nella ristorazione. Amarone, Barolo e Chianti Classico sono i “re di cuori” delle bottiglie premium, specie in USA e Cina; ma si assiste anche ad una rinnovata domanda di Prosecco (il “principe” delle bollicine), È quanto emerge dalla ricerca qualitativa realizzata dall’Osservatorio EDOARDO FREDDI INTERNATIONAL sui trend dell’export di vini italiani nel mondo negli anni 2020/2022 e proiezioni 2023 (analisi su dati ISTAT e Nielsen).

Fonte: Newsfood.

Vino, lo spumante subacqueo Akènta Sub Official Wine di Vinitaly and The City.
Dalle profondità del mare sardo alle piazze-museo a cielo aperto del centro storico di Verona. Akènta Subdella cantina Santa Maria La Palma di Alghero è l’official wine di Vinitaly and the City, il fuori salone per gli appassionati in programma dal 31 marzo al 3 aprile tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Primo Vermentino di Sardegna Doc ad essere affinato alla profondità di 30-40 metri nelle acque protette del Parco regionale di Porto Conte di Alghero, Akènta Sub – lo spumante subacqueo dal nome benaugurale (da ‘a chent’annos’, augurio di lunga vita in sardo) prodotto con metodo Charmat – riemergerà dai fondali in occasione del brindisi di inaugurazione di Vinitaly and the City (Piazza dei Signori – Loggia di Fra Giocondo, 31 marzo ore 18.00), per diventare il compagno di viaggio lungo tutto il percorso culturale, artistico, enogastronomico dell’evento diffuso organizzato da Veronafiere.

Fonte: Newsfood.

Importazioni mondiali di vino nel 2022: calate del 4% le quantità.
«Il commercio mondiale di vino ha segnato nel 2022 solo una lieve battuta d’arresto, chiudendo il conto volume a -4% sull’anno precedente (34,1 milioni di ettolitri) e rimanendo ancora sotto il dato pre-Covid (35,4 milioni di euro di ettolitri, -1% Cagr)». A sottolinearlo è una nota dell’8 marzo di Unione Italiana Vini (UIV), che commenta «tutto sommato è andata bene», trattandosi di «un anno complicatissimo, gravato da costi impazziti». Il dato, viene fatto sapere, è contenuto nel Consuntivo 2022 sulle importazioni mondiali dell’Osservatorio del Vino di UIV, pubblicato in un servizio del coordinatore dell’Osservatorio Carlo Flamini su Il Corriere Vinicolo n. 9/2023.

Fonte: Floraviva.

Dal MASE, VIVA la sostenibilità del vino italiano.
Da Nord a Sud salgono così a 152 le aziende agricole che credono nel modello produttivo di viticoltura sostenibile e, grazie all’unione in 14 cantine sociali e consorzi, questo significa una scelta precisa da parte di 10mila 482 realtà. In due mesi, la Direzione Generale per l’economia circolare del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) ha già siglato 18 accordi volontari di adesione al programma VIVA, con 4 rinnovi di “nomi” di fama mondiale e 14 nuovi ingressi. programma VIVA, con 4 rinnovi di “nomi” di fama mondiale e 14 nuovi ingressi.
Dal 2011, VIVA è l’unico standard pubblico italiano per la misurazione e il miglioramento della sostenibilità vitivinicola. I fatti parlano di 49mila 836 ettari di aziende certificate, quasi 324 milioni di litri di vino, per un totale di quasi 4 milioni e mezzo di bottiglie, più di 350 professionisti formati ad hoc e 4 programmi regionali che utilizzano gli indicatori VIVA per misurare la sostenibilità delle aziende (SOSTAIN Sicilia, VITA-VITicoltura Armoniosa in Piemonte, PROiNOS in Veneto, VITICOLTURA SOSTENIBILE in Friuli-Venezia Giulia).

Fonte: LineaAmica.

STAMPA ESTERA

Christine Vernay, esprit libre et vins vibrants.
Nous la rencontrons un matin dans la salle à manger d’un hôtel parisien, loin de ses vignes du sud de Vienne, en appellation Condrieu et C©te-rôtie. Christine Vernay nous parle d’abord de ses lectures, qui en disent long. Il y a l’ «énignnatique Joël deRomay et ses développements sur l’inné et l’acquis, une idée qui m’a toujours passionnée. l’ai longtemps été persuadée que l’acquis était plus important, mais cela change. » Elle reviendra sur le sujet. Elle évoque la poésie de François Cheng, «qui est aussi un chemin de vie. J’aime sa sensibilité, son approche du monde, entre écriture et calligraphie, beauté et intelligence. » Et puis il y a Marc Aurèle, «ma base, celui qui revient toujours, celui qui m’inspire et m’emmène». l’ancienne professeur de français et de latin cite son chouchou : «Que la force me soit donnée de supporter ce quine peut être changé et le courage de changer ce qui peut l’être mais aussi la sagesse de distinguer l’un de l’autre. » Puis elle évoque « ce domaine que mon père m’a transmis, avec ses valeurs de travail et ses valeurs morales ». Son père, Georges Vernay, a réussi la performance de transformer le condrieu, vin de peu d’intérêt, en un blanc formidable, une référence mondiale. «C’était un esprit libre. J’ai moi-mime grandi avec une grande liberté. Ce fut essentiel. Mes parents ont toujours respecté mes choix, mime si mon père aurait aimé que je fasse du droit. » Et d’ajouter : «Je n’ai jamais été jugée. Cela permet un épanouissement et d’aller plus vite vers ce qu’on est. Quant à ma mère, une femme forte, elle fut un pilier dans mu construction professionnelle. Elle était très impliquée dans l’entreprise familiale, dans l’ombre, en laissant mon père prendre la lumière. Mais elle n’en a pas souffert. Elle était consciente de sa valeur, sans besoin de plus. Je parle d’une femme décomplexée qui impose, qui dirige, qui est aussi triste, mais vivante. File et mon père, c’était un binôme. » Cela ressemble au couple qu’elle forme avec son mari, de façon Inversée. « Sauf que Paul (son marl, NDi.R) est expansif», dit-elle. « Le fait d’être une fille m’a rendue plus liure, reprend-elle. Rien ne reposait sur moi. Je suis ravie d’avoir été entourée de deux frères. » 1.’un est parti vivre aux États-Unis, l’autre travaille à ses côtés après avoir dirigé une école d’ll.M. «Moi, mon évasion, c’est la lecture, l’aventure intérieure. » Elle aime la marche, «c’est de la méditation », apprécie les écrits de Henry David Thoreau sur le sujet, sur le retour à soi. «J’ai une vie spirituelle», dit-elle. Elle évoque une éducation catholique dont elle s’est à peine affranchie, un grand-père maternel anticlérical, une grand-mère maternelle très pratiquante, de nouveau son père, issu d’un milieu catholique sans conviction. «Jusqu’à 18 ans, je me souviens d’avoir échangé avec un prêtre, celui de Condrieu qui revenait d’Afrique.

Fonte: Figaro.

Argentina launches Malbec dollar’ forex rate to boost ebbing wine sales.
Argentine wine producers are being given a preferential “Malbec dollar” exchange rate as the government seeks to boost exports and replenish its dwindling central bank reserves. Ministers said they would introduce the rate from April to help vineyards struggling with an annual inflation rate approaching 100 per cent, along with extreme weather affecting the harvest. Enrique Vaquie, minister for energy and economy in Mendoza province, told the Financial Times that exporting Argentine wine had been like “rowing through a river of dulce de leche”, referring to the nation’s sticky caramel sauce. The exchange rate plan follows a “soy dollar” policy introduced in September to boost exports of the soyabean crop, allowing farmers to sell at a premium rate of 200 pesos to the dollar compared with an official rate of about 150 pesos. Finance minister Sergio Massa said this month that the more generous exchange rate for wine — the exact level of which has not yet been unveiled — aimed “to help recover export competitiveness and help consolidate Argentina’s reserves”. The rate, swiftly dubbed the Malbec dollar, would be followed by preferential rates for more local products, Massa said. Other produce include lemons and cotton. Extreme climate conditions have damaged crops, reducing exports and the inward flow of foreign currency as farmers battled a late frost and severe drought over the past year. Argentina is among the world’s 10 largest wine exporters in dollar terms but overall production fell by a fifth in 2022 from a year earlier, while exports of bulk wines dropped 20 per cent by value..

Fonte: Financial Times.

Así serán los próximos cuarenta años de Tempos Vega Sicilia.
La familia Alvarez celebra cuatro décadas como propietaria del grupo bodeguero. Dice Amor Towles en Un caballero en Moscú que “hay muchas razones para pedir determinada botella de vino. Yla añoranza del hogar estáentre las mejores”. La frase, que recoge Alfonso Armada en el libro que conmemora el cuarenta aniversario de la familia Álvarez como propietaria de Vega Sicilia (Ribera del Duero), podría haberla pronunciado alguno de los hermanos Alvarez, que siempre han entendido Vega Sicilia, origen de un grupo que hoy suma otras cinco bodegas, como su hogar. Adquirida por su padre, David Alvarez, el 15 de abril de 1982, la historia de la bodega Vega Sicilia, que ya era una de las más renombradas del mundo cuando él entró, ha sido desde entonces sinónimo de excelencia. Y es que Pablo, Elvira, Juan Carlos, Emilio y Marta Álvarez, todos propietarios y administradores de la empresa familiar El Enebro, que a su vez es la dueña de Tempos Vega Sicilia, se han preocupado por mantener al vino al margen de disputas, polémicas o rencillas que no iban a ninguna parte, y se han centrado en la gestión. ¿Cómo serán los próximos cuarenta años? “Nuestro objetivo es impulsar el legado de Tempos Vega Sicilia; mejorar la calidad de nuestros vinos, uno de los principios sagrados de la casa; apostar por la excelenciay el trabajo bien hecha, concentrarnos en el sector de la alta gama y el lujo, y buscar proyectos que reafirmen la expansión internacional del grupo familiar”, explica Juan Carlos Alvarez, consejero delegado del grupo, que añade que ya preparan a la siguiente generación “para que continúen este legado en el que hemos invertido más de 300 millones de euros.

Fonte: Expansión.

Chilean winemaker Concha y Toro makes a splash with upmarket expansion.
Food S beverage Chilean winemaker Concha y Toro makes a splash with upmarket expansion. Among the French premiers crus and top bottles from California and Italy, Bordeaux’s historic fine-wine market La Place traded no less than six wines last season from Chile, a country formerly associated with easy-drinking, good-value tipple. One of the six was Almaviva, the Chilean Cabernet Sauvignon-led blend that first broke open the traditionally Frenchonly marketplace to foreign wines in 1998 and now retails for as much as $200 a bottle. Named after a character in The Marriage of Figaro, Almaviva is a symbol of its maker’s determination to grow by moving upmarket. Concha y Toro is Latin America’s biggest winery, with sales of about $lbn and an empire stretching beyond its native Chile to organic vineyards in California and vines in Argentina. Almost half of the company’s revenue in 2022 came from premium wines, and Eduardo Guilisasti, chief executive, is redoubling efforts on the push upmarket despite net profit slipping 2.9 per cent in the first nine months of 2022 to 66.1bn pesos ($82.6mn). “Chile has a lot of space to grow in the [fine wine] category because it’s only just becoming known,” Guilisasti said in a rare interview at the 19th century Concha y Toro mansion and vineyard outside Santiago. “Our business segments with the greatest resilience [last year] were the most premium ones, showing that the strategy adopted by the company five years ago was correct … the tendency towards premiumisation will continue.” Over a lunch of Chilean abalone, mushroom risotto and slow-cooked pork ribs, paired with different wines from the family portfolio, the Guilisastis discussed Concha y Toro’s biggest challenge: how to build a new global premium wine brand positioned above Casillero del Diablo as part of the push upmarket. The group’s Trivento brand from Argentina could be a template, because Argentina’s wine has historically sold at a premium to Chile’s. At the top of the Concha y Toro range sits the prized Almaviva wine. A joint venture with France’s legendary Château Mouton Rothschild, it was conceived after a trip by Guilisasti’s father to the Bordeaux vineyards in the 1990s in search of fine winemaking expertise. One château owner stood out for her willingness to help: Baroness Philippine de Rothschild, then the proprietor of Mouton Rothschild. Before signing any deal, De Rothschild sent her chief oenologist Patrick Léon to sample Chile’s wines.

Fonte: Financial Times.

The regeneration game.
M’ine he most instructive tasting I experienced during my two weeks in New Zealand recently was not specifically linked to either wine or New Zealand. I was given two wine glasses fine( with soil by Grant Rolston, a ruddy faced viticulturist from a long line of farmers. The contents of the lefthand one looked and, with a bit of encouragement, smelt like dust. But out of the right-hand glass leap a complex array of aromas that seemed as lively as the earth inside which was full of fragments of vine roots and tiny insects. The soil in the left-hand glass had been taken from an unidentified vineyard fanned conventionally, so treated with chemical fertilisers and fungicides. That on the right came from Rudi Bauer’s biodynamic Quartz Reef wine operation in Central Otago in the south of the South Island, where I was tasting. The two vineyards, Rolston said, had been planted at the same time. Biodynamic growing is a step beyond organic viticulture, whose adherents simply forswear agrochemicals. Bauer is an avid follower, which means being guided by the phases of the moon, burying homeopathic doses of special “dynamised” (stirred) preparations in cow horns at propitious times and other bizarre rituals. But all over the world producers of some of the most admired wines follow biodynamic principles, with a demonstrably beneficial effect. The soil demonstration took place in Bauer’s open-sided “centre of biodynamic operations”, more accurately described as a wooden shack. It was flanked by beds of valerian, chamomile and yarrow, and an old meat safe used for drying these ingredients for various biodynamic preparations hung from the ceiling. Butterflies flitted everywhere. The earth floor was home to a colony of sandflies. Like farmers of all sorts, vignerons are becoming increasingly aware of the importance of what goes on below rather than above ground. Soil, often degraded by decades of agrochemicals, is becoming the nev focus of vine-grower attention. We now understand the importano of underground networks of microbes and fungi in promoting healthy growth — the more earthworms the better. One requirement of biodynamic growing is to abandon tillage, which turns over the soil, breaking up these networks and reducing the soil’s water-holding capacity. One of its most visible effects is the planting between vine rows of a healthy mix of different cover crops that sequester carbon in the soil, and can be designed to attract predators that will keep vine pests at bay without recourse to pesticides. Bare earth is no longer a badge of honour in a vineyard, rather the reverse. Another buzzword is biodiversity. Even the Bordelais, who at one time rejected organic viticulture, boast of how many trees and hedges they have planted in their vineyards. In New Zealand, demand is so great that nurseries are short of native tree saplings. Every year we have a writing competition for visitors to JancisRobinson.com and the theme last year was regeneration.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

To Find the Best Wine Values, Think Like Warren Buffett.
The Oracle of Omaha may not be an oenophile, but could his investment rules serve as guidance? HOW DO YOU DEFINE a good value wine? It’s a question with multiple answers. I have my own set of value criteria, but so does just about every other wine drinker I know. Answering the question seemed almost impossible until my friend Holly suggested I consult a higher power. Warren Buffett. After all, Mr. Buffett is the ultimate value investor, reasoned Holly. I understand the Oracle of Omaha isn’t an oenophile—his assistant, Debbie Bosanek, said she has never seen him take a drink. But I wondered: Could his investment rules nevertheless help guide my search for value wines? I called up Ms. Bosanek to see if the man who has been called “the world’s most successful investor” might want to chat, but I was told that Mr. Buffett does not take such calls. “As you can imagine, he gets a lot of them,” she added. Undaunted, I consulted the book “The Warren Buffett Book of Investing Wisdom,” edited by Robert L. Bloch, and found seven Buffettisms that seemed remarkably applicable to selecting a good value wine—even if Mr. Buffett hadn’t intended the connection. ‘The time to get interested is when no one else is. You can’t buy what is popular and do well! When a wine becomes fashionable and greatly sought-after, its price is likely to be inflated—sometimes hugely so. I’m thinking of wines like Napa Valley Cabernet, grand cru Burgundy and first-growth Bordeaux—wines that people with lots of money are chasing. Sancerre is another wine I’d put into this category: Sommeliers have often told me they can charge whatever they want for Sancerre and wine drinkers won’t balk at the price. For drinkers who like these hugely popular wines but are looking for good value alternatives, I’d suggest Cabernets from Sonoma’s Alexander Valley instead of Napa. There are a lot of very well-made Cabernets from this next-door-toNapa location—that sell for much less. Ditto Chardonnay from the Jura region of France, just southeast of Burgundy’s Côte d’Or, another cool-climate region where quite a few Burgundian winemakers are making terrific (and more-affordable) wines. And the wine to buy instead of Sancerre? That’s easy. I’d choose a bottle from Menetou-Salon, the village next to Sancerre that produces a Sancerre taste-alike (often made by a producer based in Sancerre). ‘Big opportunities come infrequently. When it’s raining gold, reach for a bucket, not a thimble! If you find a wine that’s a really good value, I’d advise buying multi ple bottles—or better yet, a case or two. For example, I recently found a couple of good white wines that I’ve bought in multiples: the fresh and lively 2021 Benito Santos Igrexario de Saiar Albariño from Rías Baixas, Spain, for $14, and the brisk and juicy 2021 Hiedler Löss Grüner Veltliner from Austria, for a mere $13.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 10 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Splash Beverage & Hospitality Festival: spazio alla sesta edizione del Salone.
Al Levante Prof andrà in scena anche lo Splash Beverage e Hospitality Festival, la kermesse tra le più importanti in Europa dedicata ai cocktail, vini, e in generale alle bevande. Si tiene proprio a Bari la sesta edizione di “Splash — Beverage e Hospitality Festival”, il salone biennale specializzato nella cultura del bere e dell’accoglienza, in programma dal 12 al 15 marzo nella Fiera del Levante all’interno di Levante PROF, la fiera internazionale del “made in Italy” agroalimentare. Ideato e organizzato da Barproject Academy, scuola di formazione per barman, il festival sarà un vero e proprio “villaggio” che occuperà un’area di duemila metri quadri del nuovo padiglione fieristico in cui più di 50 espositori italiani e stranieri specializzati in distillati, liquori, cocktail, birre, vino, caffè e acqua, presenteranno le più importanti innovazioni del settore.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Bari.

CondiMenti: vino e cibo Un matrimonio perfetto.
Una tavola, 7 incontri con chef stellati, scrittori, giornalisti, 70 produttori e vignaioli di Costa Toscana e oltre 300 etichette in degustazione. Domenica 12 e lunedì 13 marzo al Real Collegio di Lucca Anteprima Vini della Costa Toscana, che quest’anno accoglierà Condi_Menti, evento ideato da chef Cristiano Tomei (foto) col pastry chef Damiano Carrara. La manifestazione, organizzata dai Grandi Cru della Costa Toscana ed Event Service Tuscany, permette di scoprire oltre 300 produttori che hanno scelto la Costa Toscana per dar vita a loro vini. Accanto a tutto questo nasce Condi_Menti: un omaggio che prende vita grazie agli incontri con Cristiano Tomei e Damiano Carrara, il bistellato Gennaro Esposito, Gianfranco Pascucci (una stella), l’anconetano Errico Recanati, lo scrittore Marco Malvaldi, il produttore Michele Marcucci e la giornalista Eleonora Cozzella.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

È tempo di Milano in Vino, 300 etichette e degustazioni.
In alto i calici, è tempo di Milano In Vino. Da oggi a domenica, Piazza Città di Lombardia ospita l’ottava edizione della mostra-mercato organizzata da Arte del Vino, con più di trecento etichette di oltre sessanta aziende vinicole di tutta Italia tutte da scoprire. Bianchi, rossi e bollicine di piccole e grandi cantine del Belpaese. Non mancano masterclass su prenotazione, intrattenimenti musicali serali, assaggi di specialità pugliesi. Biglietto 15 o 20 euro.

Fonte: Leggo Milano.

Cantine ed enoturismo Alleanza a RistorExpo del Lario con la Valtellina.
II bilancio del vino I consorzi dei produttori hanno organizzato due eventi comuni «Grande partecipazione» aaaaaa? Racconti, degustazioni, promozione, insieme a un pubblico delle grandi occasioni hanno accompagnato le cantine lariane e valtellinesi in quest’ultima edizione di Ristorexpo. Oltre ai ristoratori e agli operatori del settore in genere, target principale della manifestazione soprattutto nei giorni infrasettimanali, lo stand del Consorzio di tutela dei vini di Valtellina è stato una meta immancabile per tanti appassionati in visita alla manifestazione di Lariofiere. «C’è stato un buon afflusso di persone per tutta la durata di RistorExpo – dice Andrea Gandossini, presidente del consorzio – Soprattutto domenica e lunedì il pubblico è stato importante, un misto di operatori e curiosi. Nell’insieme direi che si è visto un ritorno ai livelli pre-covid».

Fonte: Provincia Como.

Viticoltura mediterranea?.
Gli attuali modelli di coltivazione risalgono a cent’anni fa e poco per volta andranno ripensati Ma c’è chi è fatalista: “Petrini è preoccupato perle Langhe, cosa dovrebbe dire della Toscana?” ROBERTO FIORI partiamo dai numeri. Secondo le rilevazioni di Arpa Piemonte, il 2022 per la nostra regione è stato il più caldo e siccitoso degli ultimi 65 anni. Solo 561 millimetri di pioggia contro i 1536 millimetri dell’annata più piovosa, il 1960. E una temperatura media di 11,37 gradi, contro i 7,97 gradi medi dell’annata più fredda, il 1963. Dari che hanno messo in difficoltà tutta l’agricoltura piemontese, vigne comprese. E che oggi creano più di un timore tra i produttori, visto che finora il 2023 sembra intenzionato a ripercorrere a ruota l’annata precedente. «Nelle mie Langhe la crisi climatica sta destando preoccupazione» ha spiegato ieri Carlo Petrini dalle pagine del nostro giornale.

Fonte: Stampa Cuneo.

l patron del Ruchè “Pentito per il video” – Il patron del Ruché e gli insulti ai ristoratori “Chiedo scusa, ero arrabbiato per la Porsche”.
Travolto dalle polemiche per il filmato contro i poveri e l’enogastronomia, l’imprenditore Franco Morando si rivolge alle associazioni di categoria Il patron del Ruché e gli insulti ai ristoratori “Chiedo scusa, ero arrabbiato per la Porsche” IL CASO IRENE FAMÀ Chi lo conosce bene assicura che il patron del Ruché Franco Morando è affranto. Distrutto. Nulla sarebbe rimasto della superbia con cui, i128 novembre, in diretta Instragram insieme all’amica avvocata Alessandra De Michelis inveiva contro i poveri e i ristoratori della città. E nulla sarebbe rimasto della sufficienza con cui, nei giorni scorsi, ha minimizzato le critiche. «Mi pento e chiedo scusa alle associazioni di categoria l’eventuale disagio che le mie parole hanno provocato», dice. Anche se il termine “disagio” non rende l’idea. Perché con le sue parole, «Torino è una città di merda”, «A Torino la ristorazione è di basso di livello, andate a Milano», ha fatto imbufalire chiunque. E da Confesercenti sono stati chiari: «Non compreremo più i suoi prodotti».

Fonte: Stampa Torino.

Intervista a Simona Vlaic: “Giusto boicottare il vino Montalbera quel video offende un’intera categoria’.
La titolare dello storico ristorante San Giors “Giusto boicottare il vino Montalbera quel video offende un’intera categoria’. L’ha sparata grossa. Non i può offendere un’intera categoria di persone che lavora usando anche i tuoi prodotti, e che ti paga, senza darsi una bella zappata sui piedi». Simona Vlaic è la titolare del San Giors, storico locale a due passi da piazza Della Repubblica. Aperto nel 1815, lei lo ha rilevato cinque anni fa. Oggi interviene sul caso del patron del Ruché Franco Morando e dell’avvocata Alessandra De Michelis che in un video hanno offeso la ristorazione torinese, senza farsi mancare qualche insulto ai poveri, «che dovrebbero bruciare all’inferno». È vero che a Torino si mangia e si beve male? «No, tutt’altro. C’è un’offerta enorme, con una grandissima varietà di proposte differenti, per palati, gusti e tasche diverse. Basta sapere dove vuoi andare, o cosa vuoi mangiare, e la scelta è estremamente ampia.

Fonte: Stampa Torino.

Un rosato salentino da podio.
Rosa superstar. “Pietra” rosato di Menhir Salento ètra i migliori vini italiani per la seconda edizione dei Wine Awards di Food and Travel Italia, l’edizione italiana del magazine internazionale che si occupa di enogastronomia e viaggi gourmet. A decretare i vincitori, annunciati durante la serata di gala degli Awards l’altra sera a Matera, è stata una giuria di esperti del settore presieduta da Gabriele Gorelli, primo wine master italiano, insieme ai voti dei lettori. I Wine Awards sono stati presentati da Pamela Raeli, editore di Food and Travel Italia, e da Marita Spera, manager d’esperienza internazionale nel settore della comunicazione. Pietra rosato IGT Salento è un blend di Primitivo e Susumaniello, varietà autoctone del Salento allevate nella terra ricca, profonda e franco argillosa del podere San Pietro, una delle quattro micro-aree che costituiscono il vigneto di Menhir Salento.

Fonte: Gazzetta del Salento.

“Il Vino è cultura” Incontro di Coldiretti.
Si intitola “Vino è cultura. Dalle radici al futuro” la conferenza organizzata da Coldiretti Puglia in programma oggi nell’ambito della fiera “Pessima”. A partire dalle 17:30, nel Padiglione delle Conferenze della fiera, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie produttive si incontreranno per parlare di sviluppo del comparto economico di maggiore vocazione territoriale: quello della vitivinicoltura. L’incontro, introdotto e condotto da Piero Piccioni, direttore regionale di Coldiretti Puglia, sarà preceduto dai saluti istituzionali di Salvatore Mero, presidente di Coldiretti Manduria, Gregorio Pecoraro e Isidoro Mauro Baldari, rispettivamente sindaco e assessore all’Agricoltura di Manduria, e Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. La serie degli interventi sarà aperta da Domenico Bosco, responsabile nazionale dell’ufficio vitivinicolo di Coldiretti, che relazionerà sul tema “La vitivinicoltura come fattore di crescita economica del Paese”.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Vino è cultura La conferenza.
Si intitola “Vino è cultura. Dalle radici al futuro” la conferenza organizzata da Coldiretti Puglia per oggi, venerdì 10 marzo, alle 17.30, nell’ambito della 280a edizione di Pessima, la storica fiera aperta ogni giorno dalle 9 alle 21, fino al 12 marzo. Nel Padiglione delle Conferenze della fiera, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie produttive si incontreranno per parlare di sviluppo del comparto economico di maggiore vocazione territoriale: quello della vitivinicoltura. L’incontro, introdotto e condotto da Piero Piccioni, direttore regionale di Coldiretti Puglia, sarà preceduto dai saluti istituzionali di Salvatore Mero, presidente di Coldiretti Manduria, Gregorio Pecoraro e Isidoro Mauro Baldari, rispettivamente sindaco e assessore all’Agricoltura del Comune di Manduria, e Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di lbtela del Primitivo di Manduria Dop e Docg.

Fonte: Taranto Buonasera.

Il settore vitivinicolo rivendica contromisure.
Gli scenari tracciati dalle cantine sociali Il settore vitivinicolo rivendica connnmisure. Sono tre le linee di intervento emerse nel corso di un incontro nella sede della Cia Sicilia tra il gruppo dirigente della confederazione e i rappresentanti delle cantine sociali siciliane (Sant’Antonio, Ermes, San Francesco di Paola, Fiumefreddo, Europa, Petrosino, Settesoli, Colomba Bianca e Paolini). Al centro dell’incontro le attuali problematiche legate al mondo del vino, alla crisi del mercato e al fine di tonificare il mercato vitivinicolo ed arrivare alla prossima campagna 2023-2024 con poche giacenze. «La distillazione di crisi dev’essere praticata con prezzi congrui, affinché vengano tolti dal mercato parecchi ettolitri di vino; la distillazione e una pratica che non distrugge il prodotto malo destina alla produzione di alcol per disinfettanti; stoccaggio dei vini, con una dotazione finanziaria adeguata al fine di poter esaudire un maggior numero di richieste, questo per dare liquidità alle cantine in attesa di una ripresa del mercato e vendemmia verde diretta alle aziende agricole che, fatta in maniera selettiva e parziale, permetterebbe di diminuire un po’ la produzione ed immettere liquidità direttamente alle aziende agricole».

Fonte: Gazzetta del Sud.

A pochi giorni dall’Assemblea dei soci il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia.
elegge il Presidente e i Vicepresidenti. Alla guida del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia viene riconfermato Antonio Rallo. La decisione è stata presa oggi, giovedì 9 marzo, durante la prima seduta del nuovo CdA che riconferma per il triennio, anche i due i Vicepresidenti Giuseppe Bursi e Filippo Paladino. Le azioni del Consorzio dovranno essere adeguate alle sfide che il mercato richiede”, ha commentato Giuseppe Bursi, “e sempre più incisive rispetto alla necessità di valorizzare sempre di più la vitivinicoltura siciliana”. Si completa dunque il nuovo corso del CdA, che ha visto l’ ingresso di Roberto Magnisi, direttore di Duca di Salapanta e Florio e Giuseppe Figlioli, enologo della cantina sociale Birgi, al posto rispettivamente di Laurent Bernard de La Gatinais della cantina Rapitalà e Nicolò Vinci della cantina Europa.

Fonte: MF Sicilia.

Vino ed export in Cina. Il Covid fa ancora paura.
Preoccupa la querelle tra Fbi e governo di Pechino sull’origine del virus I produttori del Chianti Fiorentino però continuano a puntare sul mercato. Da un lato la politica «globale», dall’altro l’economia del Chianti che vede nella Cina un mercato importante in costante crescita (laddove in altre sedi le vendite stagnano): i dati consolidati di alcuni mesi fa parlavano di una quota export in Cina attorno al 10%o per la Docg in questione ed altre firme di prestigio italiane. Il problema è che adesso serpeggia molta preoccupazione. Il fatto politico dopo quello economico: si è detto, nei giorni scorsi, che sarebbe “molto probabile” che il Covid-19 sia uscito da un laboratorio in seguito ad un errore a Wuhan.

Fonte: Nazione Empoli.

“Anteprima Vini”: anche due eventi con i ristoratori di Fipe Confcommercio.
Al Real Collegio “Anteprima Vini”: anche due eventi con i ristoratori di Fipe Confcommercio Domenica e lunedì “Nutri_menti” per giocare su prodotti e abbinamenti Ci sarà anche uno stand di Fipe ristoratori Confcommercio nel ricco programma di “Anteprima Vini”, tradizionale evento dedicato alle più prestigiose etichette della costa toscana. Per l’occasione i ristoratori Fipe daranno vita a “Nutri_menti”, format degustativo che prevede due appuntamenti pomeridiani – domenica 12 e lunedì 13 marzo, all’ex Real Collegio – che vedranno i ristoratori de “Il Mecenate” “l’Osteria dal Manzo”, Gli Orti di Via Elisa”, “Surreale” e “Carbone” proporre una degustazione di piatti aventi come filo conduttore il prodotto del territorio. “Nutri_menti” si colloca al fianco del format “Condi_menti”, evento che vede la direzione artistica di Cristiano Tomei.

Fonte: Nazione Lucca.

Consorzio agrario Siena ‘Gestione del vigneto e nuove tecnologie’ II corso tecnico.
Il Consorzio Agrario di Siena con le Società Basf, Intertec e Masseeds, organizza per mercoledì 15 marzo alle 18 presso il complesso di Sant’ Agostino a Montalcino, un incontro di aggiornamento tecnico dal titolo ‘Gestione del vigneto e nuove tecnologie’. Si parlerà di ‘Agrigenius Vite’, il tutor per l’agricoltura, le tecniche e la gestione dell’inerbimento del vigneto e sovescio, la nutrizione fogliare e i bi-organismi utili.

Fonte: Nazione Siena.

I ristoranti lucchesi star ad Anteprima Vini.
Conto alla rovescia per la kermesse al Real Collegio Damiano Carrara Lucca Ci sarà anche uno stand di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca all’interno del ricco programma di “Anteprima Vini”, il tradizionale evento dedicato alle più prestigiose etichette della costa toscana in programma domenica e lunedì. Per l’occasione i ristoratori Fipe daranno vita a “Nutri_menti”, format degustativo che prevede due appuntamenti pomeridiani – 12 e 13 marzo, al piano superiore dell’ex Real Collegio — che vedranno i ristoratori de “Il Mecenate” “l’Osteria dal Manzo”, Gli Orti di Via Elisa”, “Surreale” e “Carbone” proporre una degustazione di piatti aventi come filo conduttore il prodotto del territorio. “Nutri_menti” si colloca al fianco del format “Condi_menti”, evento che vede la direzione artistica di Cristiano Tomei, con l’obiettivo di creare un’alchimia perfetta tra svariati modi di interpretare la cucina e di parlarne, giocando con i piatti e gli ingredienti in cerca dell’abbinamento migliore.

Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.

Dal 18 marzo la Primavera del Prosecco Superiore.
È stata presentata a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto, la 28° edizione della Primavera del Prosecco Superiore che si svolgerà dal 18 marzo all’11 giugno prossimi nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Obiettivo: raccontare l’itinerario culturale e gastronomico dell’Alta Marca, ovvero i borghi e i vigneti da cui si ricava il celebre vino. «La Primavera del Prosecco Superiore – ha ricordato il Vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco – è caratterizzata da un messaggio, che è quello di produrre bene all’insegna della qualità: alle spalle di una bottiglia di vino c’è spesso tutta la storia di una famiglia e di un’impresa che, ed è questo il caso, ha creato un fortissimo volano economico e turistico». «La Primavera del Prosecco Superiore – ha sottolineato il Consigliere Tommaso Razzolini – è il frutto dell’intuizione e dell’illuminazione dei suoi creatori che quasi trent’anni fa trovarono l’accordo per realizzare una serie di mostre dedicate alla promozione del vino, degli altri prodotti tipici e alla valorizzazione di un territorio così particolare».

Fonte: Gazzettino.

Primavera del Prosecco: eventi, mostre e itinerari – Bollicine in vetrina: 17 mostre al via.
Il sipario si alza con la fiera di San Gregorio: le mostre proseguiranno fino a fine giugno. I Comuni coinvolti sono 17. Filtri a pagina XV Bollicine in vetrina: l7 mostre al via ›Presentata a Venezia l’edizione 2023 della Primavera del ? Riflettori puntati sulle colline Unesco: degustazioni, itinerari e piatti Prosecco Superiore: tutti gli eventi da domani all’ll giugno della tradizione con centinaia di volontari impegnati nelle esposizioni. Primavera del Prosecco: riflettori puntati sul mondo del Conegliano Valdobbiadene Docg. Ieri in sala Fallaci a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, la presentazione della manifestazione Primavera del Prosecco Superiore – edizione 2023 promossa dal Comitato Primavera del Prosecco Superiore presieduta da Giovanni Follador che vede comuni, istituzioni e il Consorzio impegnati nella valorizzazione delle bollicine superiori Unesco. «La Primavera del Prosecco Superiore-ha spiegato il consigliere regionale Tommaso Razzolini che ha invitato a Venezia i principali attori del mondo Docg- è una manifestazione che intende far vivere al pubblico la vera essenza dell’area storica di produzione delle bollicine italiane più conosciute al mondo.

Fonte: Gazzettino Treviso.

“Primavera del Prosecco” la siccità si mette di traverso.
Presentata a Venezia la 28ma edizione della serie di mostre che caratterizzerà il territorio per tre mesi. Ma Tomasi (Docg) è preoccupato: duemila ettari a rischio. Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio 2 mila, degli 8 mila ettari di Prosecco Superiore, là dove, come sulle rive, è difficile far arrivare l’acqua ed altrettanto complesso aprire i pozzi. I primi, comunque, saranno realizzati entro l’estate. Lo ha detto il direttore del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene, Diego Tomasi, alla presentazione della Primavera del Prosecco, in consiglio regionale a Venezia. Tomasi non ha nascosto un altro dato dei primi lavori della GreenAcademy, un incubatore di nuovi progetti del Consorzio: il rischio di ripetere ogni 4 anni un’annata siccitosa come quella del 2022. Dati allarmanti, , che ieri sono stati portati anche all’esame della seduta del consiglio di amministrazione del Consorzio. Non sarà solo festa, dunque, la 28ma edizione della Primavera del Prosecco Superiore che si svolgerà dal 18 marzo all’1l giugno prossimi nel territorio del Conegliano Valdobbiadene.

Fonte: Gazzettino.

Ossola in Cantina: tour tra i vini eroici delle Alpi piemontesi.
Si terrà il 13 maggio Ossola in Cantina, seconda edizione del percorso di degustazione alla scoperta dei vigneti eroici nelle Alpi Piemontesi. Sette cantine della Val d’Ossola apriranno le porte al pubblico, abbinando la scoperta vitivinicola ad assaggi di vino e prodotti tipici del territorio. Organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Ossolani (APAO), in collaborazione con l’AIS Verbania e la Condotta Slow Food Valle Ossola, Ossola in Cantina ha l’obiettivo di far scoprire e valorizzare i piccoli produttori del nord estremo del Piemonte, zona vitivinicola ancora poco conosciuta. Calice dopo calice, il percorso porterà a percorrere strade, mulattiere e sentieri che sono anche linee di congiunzione tra passato e futuro, scoprendo un mondo antico il cui recupero è oggi in atto con volontà.

Fonte: INformaCibo.

Come l’intelligenza artificiale in cantina può fare il vino più buono.
L’azienda vinicola Viberti Barolo impiega soluzioni all’avanguardia che consentono di preservare tradizione e artigianalità a prescindere dai gravi cambiamenti climatici. Barolo e industria 4.0 sembrano un ossimoro della vinificazione. In realtà qualsiasi vino, cui associamo gusto o memoria di qualcosa che ci riguarda, può essere contraddistinto da tantissimi attributi, ma non quello industriale. È un dileggio, un affronto, una diminutio dell’intelligenza delle mani. Ma secondo Claudio Viberti, barolista di terza generazione dell’omonima azienda famigliare di Vergne (in provincia di Cuneo), non bisogna farsi tradire dalle apparenze del termine industria 4.0: “Se applicata al nostro mondo, serve a salvaguardare ed esaltare l’artigianalità di un prodotto che oggi, per svariati motivi, fra cui i cambiamenti climatici, non si riesce più a fare come vorremmo – ci ha raccontato – L’obiettivo di mantenere quel gusto della tradizione ci obbliga a comportarci diversamente.

Fonte: la Repubblica,

Agricoltura, graduatoria del bando cantine dell’Ocm vino: 60 progetti per 30 milioni.
Pubblicata sul sito del dipartimento regionale dell’Agricoltura la graduatoria del bando Ocm vino, destinato agli investimenti in cantina per la qualificazione dell’attività di produzione della viticoltura e dell’enologia siciliana. Sono stati finanziati 60 progetti (sei provenienti da cantine sociali), per 30 milioni di euro, presentati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, in coerenza con le direttive comunitarie sul Genuine Farmer, insieme a quelli che prevedono la trasformazione di uve biologiche.

Fonte: | Regione Siciliana,

Bere un bicchiere di vino al giorno fa bene?
Il vino è tra le bevande alcoliche più diffuse. Ne abbiamo molte varietà, in base all’IVA che si utilizza. Si ottiene infatti, dalla fermentazione dell’uova o del musto. Molti studi, hanno dimostrano che si tratta di una bevanda conosciuta ed utilizzata già in antichità, infatti si pensa che fu scoperta per caso, appunto per la fermentazione dell’uva, già nel neolitico.
Fonte: Il Dunque,

Dove e come è nato il vino.
La prestigiosa rivista Science dedica la copertina allo studio “Dual domestications and origin of traits in grapevine evolution” pubblicato da un team guidato da Yang Dong dell’università di Yunnan e dal Laboratorio di genomica vegetale di Shenzhen e che ha visto la collaborazione di Gabriella De Lorenzis (Uiversità di Milano), Fabrizio Grassi (università Milano-Bicocca), Francesco Sunseri (Mediterranea di Reggio Calabria) e di Francesco Mercati (Istituto di bioscienze e biorisorse – Cnr-Ibbr di Palermo), che riporta i risultati della più vasta analisi genetica mai condotta sulla vite, con un dataset finale di 2.448 genomi di vitigni unici (a partire dai 3.500 sequenziati), raccolti da 23 istituzioni in 16 Paesi del mondo, dal quale emerge che «L’origine e la domesticazione della vite, da tavola e da vino, finora avvolta in un mistero di difficile decifrazione, risalgono a circa 11 mila anni fa, grazie a due differenti eventi di domesticazione separati geograficamente circa 1.000 km, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso meridionale», smentendo studi precedenti che indicavano un solo evento nel Caucaso l’origine del vino.

Fonte: Greenreport.

Solo il 30% dei giovani wine lover digitali compra vino online.
Quali sono i nuovi trend del vino e chi sono i giovani wine lover? A tracciare l’identikit, in un momento di incertezza, arriva in aiuto una ricerca, realizzata da PwC Italia in collaborazione con Gruppo Meregalli, storica azienda di distribuzione di vini e distillati, con più di 160 anni di vita, presentata nella sede di Monza. Protagoniste sono la generazione digitale dei millennial, seguita dalla Gen-X e Gen-Z: i soggetti abitano nel Centro-Nord Italia e sono prevalentemente uomini (56%). Sono emersi aspetti interessanti. Innanzitutto le tipologie: il 60% riguarda il vino rosso, un dato che riflette il consumo nazionale, il 38% quello bianco e il restante 2% il vino rosato.
Grazie alla particolare metodologia, si è potuto avere un profilo dettagliato dell’utente. Il consumatore di vino rosso è millennial, tra i 25 e 34 anni, uomo, con un marcato interesse per lo sport. Tra i beni che acquista più facilmente online troviamo occhiali, auricolari e automobili. Quello di vino bianco è invece millennial donna, con un marcato interesse per il fashion & beauty. A sorpresa a scegliere il rosato sono principalmente gli uomini, millennial e sportivi. Un altro dato interessante riguarda il canale d’acquisto: solo il 30% sceglie l’eCommerce.

Fonte: Mark Up.

Il mito Sassicaia.
Abbiamo introdotto la settimana scorsa il mito Sassicaia, parlando della viticoltura Toscana, e come mi aspettavo le richieste di approfondirlo sono state tali da non potermi permettere di disattenderle. La storia inizia nel 1899 in Piazza Colonna a Roma, dove nasce il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, discendente della nobile famiglia originaria di Rocchetta Tanaro (il paese di Giacomo Bologna e del suo Bricco dell’Uccellone, altro mito che meriterebbe un capitolo a sè) a Palazzo Chigi, allora residenza della famiglia materna. Il Marchese cresce in Piemonte nella tenuta di famiglia, dove si appassiona agli scritti del bisnonno Leopoldo Incisa della Rocchetta, grande appassionato di enologia, prima di trasferirsi a Pisa a metà degli anni ‘20 per frequentare la facoltà di Agraria, dove conosce la futura moglie, erede di una delle più importanti famiglie nobili Toscane, Clarice della Gherardesca.

Fonte: Cremona Sera.

Truffa del vino, arrivano altre testimonianze: “Si spacciò per addetto al catering, ordinò grandi quantità di vino. Ci fidammo, sbagliando”.
Riscontri da tutto il Piemonte dopo la notizia dell’arresto compiuto dai Carabinieri di Canelli nei confronti di un 56enne originario del Cuneese e della moglie. Ecco cosa è successo a Stella e a Marco (nomi di fantasia). Dopo la notizia dell’arresto della coppia specializzata nelle ‘truffe del vino’ sono state diverse le segnalazioni giunte in redazione. Testimonianze di persone vittime dello stesso raggiro (o quasi), messo in atto da soggetti diversi e sparse per tutto il Piemonte. Dal Torinese il racconto della titolare di un’enoteca, raggirata con la truffa del vino. “Un soggetto si è presentato a noi dicendo di essere un addetto all’allestimento di catering – ci spiega Stella, nome di fantasia – e di aver bisogno di acquistare del vino che non avesse prezzi troppo elevati”.

Fonte: Lavocedialba.it.

Nuovi consumatori digitali: così si parla di vino sui social.
Chi sono gli odierni consumatori digitali del vino? Una nuova ricerca ha mostrato alcune evidenze particolari, espresse nel corso di una tavola rotonda in grado di coinvolgere i principali player del mondo della distribuzione dei vini. Un confronto sul mondo dell’enologia attuale, trend del mercato del vino, comportamenti e preferenze d’acquisto, online e offline, nonché gli scenari futuri in un processo di perpetua trasformazione. Dallo studio, che ha analizzato 39.000 post condivisi dagli utenti, emerge che coloro che conversano di vino sui social sono perlopiù uomini (56%) Millennial del Centro-Nord Italia. Tra gli utenti della Generazione Z a discutere maggiormente di vino sono le donne. Le piattaforme social maggiormente utilizzate sono Twitter (49%), Facebook (46%) ma spostando l’attenzione alla Generazione Z i canali utilizzati sono soprattutto Instagram, YouTube e TikTok.

Fonte: Federvini.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 9 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

La «rivincita» del vino Un calice ai pasti fa bene e zittisce anche l’Irlanda.
Un maxi studio dimostra che un consumo moderato a tavola non crea danni alla salute 49 I milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2022 in Italia, prima al mondo davanti alla Francia dati Uiv? Il vino non è una bevanda alcolica come altre. E non solo per il suo indubbio valore culturale, tradizionale, sociale, oltre che per l’impareggiabile capacità di accompagnare i pasti che gli altri drink, al netto di pairing acrobatici che sempre più spesso vengono proposti nei ristoranti fine dining, certo non possiedono. Il vino non è uguale alle altre bevande alcoliche anche da un punto di vista salutistico, ciò che rende ridicole certe prese di Posizione da parte di alcuni stati europei dell’Ue di rito non enologico, come l’Irlanda, che hanno di recente introdotto, con il silenzio assenso di Bruxelles, «alert» sanitari sulle etichette di Sangiovese e Sauvignon. Il vino infatti è «un’alchimia di proprietà uniche, un magico e irriproducibile mix di polifenoli e antiossidanti che lo rende utile, naturalmente quando il consumo va da basso a moderato, nel controllo delle malattie cardiovascolati, del diabete di tipo 2 e dei distrubi neurologici».

Fonte: Giornale.

Scubla.
L’azienda Scubla si estende su 12 ettari nella zona sud dei Colli Orientali del Friuli, a Ipplis. La casa padronale e la cantina si trovano sulla sommità di una dolce collina e i vigneti sui lati. Scubla considera il proprio lavoro un mosaico, dove ogni fase deve incastonarsi perfettamente per conferire ai vini colori e gusti armonici. L’attività sui mercati internazionali è rivolta da tanti anni verso gli Usa; altri mercati di riferimento sono il Canada, Uk e la Svizzera. «Due sono i miei vini ormai premiati da tutte le guide da tanti anni: il Bianco Pomédes blend di Pinot Bianco, Friulano e Riesling Renano e il Cràtis Verduzzo Friulano al 100% appassito sui graticci esposti al vento di bora, tipico di queste zone», racconta il titolare Roberto Scubla. «Quest’ultimo si è comunque ricavato una nicchia tra i vini dolci ed è presente negli Usa e in Svizzera.

Fonte: Capital Premio Export.

Vino, pasta, frutta È l’Italia che piace anche all’export.
Nel 2022 le esportazioni hanno raggiunto il record di 60,7 miliardi, con una crescita del 17% mentre il fatturato dell’intera filiera agroalimentare arriva a 580 miliardi, pari al 25% del Pil Bazzana (Coldiretti): “L’attenzione ai nostri prodotti è alta, Germania e Usa i mercati top” A supporto dell’economia il tessuto sociale, la passione dei produttori e le tradizioni locali. Ricordo benissimo la prima volta, ho ancora la fattura”. La battuta del comico e scrittore americano Groucho Marx ci traghetta in un mondo speciale in cui i numeri fanno coppia con la passione. I grafici con il desiderio. I fatturati con la fiducia. Un’enclave in cui l’economia è fondata sull’amore. “Per quanto egoista lo si possa supporre, l’uomo ha evidentemente nella sua natura alcuni principi che lo inducono a interessarsi alla sorte degli altri e che gli rendono necessaria la loro felicità’; si legge nell’incipit della Teoria dei sentimenti morali dell’economista scozzese Adam Smith.

Fonte: Gusto.

Manca l’acqua, ora salviamo il Barolo – Carlo Petrini L’emergenza siccità minaccia il Barolo è ora di salvare le viti delle Langhe.
In un primo momento, il riscaldamento del clima ha migliorato la produzione piemontese Adesso è difficile capire se si debba cambiare modalità di produrre o agire sulle piante In assenza di acqua gli acini vengono cotti dal sole e le alte temperature possono portare a un arresto della fotosintesi. Delle mie Langhe la crisi climatica sta destando preoccupazione. Quest’area del Piemonte che negli ultimi decenni ha vissuto un florido sviluppo economico, industriale e turistico, ora fa i conti con una sfida che minaccia da vicino l’ingrediente che più di ogni altro è stato la chiave del successo: il vino. La produzione vitivinicola, infatti, ha fatto da traino per il superamento del tragico tempo della malora, permettendo a quegli stessi territori fenogliani di diventare patrimonio dell’umanità nel 2014.

Fonte: Stampa.

Toso.
Dal 1910, la storia di Toso è legata al Moscato e alle Langhe, territorio d’eccellenza dove la vite e il vino sono di casa da sempre. Da quattro generazioni l’azienda coniuga con sapienza esperienza, passione e innovazione: la meccanizzazione e la tecnologia agevolano le operazioni fondamentali per ottenere prodotti di alta qualità. Casa Toso è una grande interprete dello spumante, che rappresenta gran parte della sua produzione: l’Asti Docg, il nuovissimo Asti Secco Docg, il Pinot Chardonnay, il Moscato Spumante e il Brachetto d’Acqui Docg sono le sue punte di diamante. L’assortimento comprende anche una linea di vini rossi, l’Amaro Toccasana e i Vermouth Gamondi. Il Moscato d’Asti ha confermato in questi anni di essere sempre più apprezzato anche sui mercati internazionali. Lo conferma il business export di Toso, che sviluppa all’estero la fetta più importante del proprio fatturato, attestato nel 2021 sui 40 milioni di euro.

Fonte: Capital Premio Export.

Giappone, Corea e Vietnam si beve il vino abruzzese.
Dalla Corea al Giappone, per poi approdare in Vietnam, tornano in Oriente I vignaioli abruzzesi con l’obiettivo di proporsi ai mercati del sud-est asiatico e racconta rsi agli operatori di settore. È iniziato nei giorni scorsi da Seul, mercato emergente e con più potenziale di crescita, il nuovo viaggio in Asia dei vini abruzzesi promosso dal Consorzio di tutela, che ha fatto registrare una grande partecipazione di pubblico. Interesse anche a Tokyo dove è in corso la fiera internazionale Foodex Japan, con la presenza di dodici aziende abruzzesi e tante etichette. Tra le iniziative in programma, una speciale masterciass dedicata al Cerasuolo d’Abruzzo e una cena in degustazione per la stampa più importante del settore con tante referenze in degustazione.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Un metodo classico carico di frutti gialli e note tostate.
Viticultura di montagna, viticultura del futuro. Con le temperature sempre più calde e con le conseguenti alte gradazioni dei vini l’altitudine diventa sempre più un fattore cruciale. Lo osserviamo nel calice di Oro Rosso: Trentodoc storico di Cembra, Cantina di Montagna, in grado di tra dune nel bicchiere l’anima incontaminata di una delle valli più alte e meno conosciute del Trentino e lo spirito indomito dei suoi viticoltori. Chardonnay in purezza, come dicevamo, raccolto eroicamente in vigne con forte pendenza tra i 600 e 750 metri Oro Rosso si presenta da quest’anno in versione millesimata Riserva Pas Dosé. Un’edizione che mette in risalto il carattere complesso e cremoso del vino ma anche la sua sapidità, che ha origine nei terreni ricchi di porfido della Val di Cembra.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

I vini d’Oltrepò sbarcano negli Stati Uniti.
21 aziende del Consorzio locale impegnate nello «Slow Wine Tour» a caccia di nuovi mercati I vini d’Oltrepò sbarcano negli Stati Uniti. Il vino dell’Oltrepò ritenta lo sbarco in grande stile negli Usa. Obiettivo perseguito da anni, incentivato negli ultimi mesi e che anche per il 2023, il Consorzio Tutela Vini Oltrepò cavalca con decisione. «Il mondo del vino, come tutto il mondo agroalimentare si trova a fronteggiare una crisi economica, energetica e climatica che di sicuro impatta su tutte le attività e sull’effetto finale della filiera e della promozione – sottolinea il direttore del Consorzio, Carlo Veronese – a maggior ragione bisogna rimboccarsi le maniche, frequentare i grandi eventi all’estero dove abbiamo da qualche tempo aperto nuovi canali con effetti già positivi e dobbiamo cercare, come Consorzio, di supportare quelle aziende che possono fare il salto di qualità complessivo.

Fonte: Giorno.

“Il mio vino al femminile da Vercelli alla Sicilia”.
Samantha Di Laura, ex manager del food e oggi produttrice, premiata a Roma con il riconoscimento «II giorno dopo: donna tutto fanno» “Il mio vino al femminile da Vercelli alla Sicilia”. Va all’imprenditrice vercellese Samantha Di Laura il premio «II giorno dopo: donna tutto l’anno» consegnato ieri a Roma e che ha come leitmotiv quello di «valorizzare la figura femminile per 365 giorni l’anno e non solo l’8 marzo». Un riconoscimento patrocinato dal Consiglio della presidenza della Regione Lazio e ideato da Francesco Prudenzano di Confintesa, Antonella Terranova della Federazione italiana piccole e medie imprese e Adalberto Bertucci della Fondazione Oreste Bertucci. Le motivazioni del premio, giunto alla sua terza edizione, sono particolarmente indicative: «La predisposizione e preparazione linguistica e culturale hanno portato Samantha Di Laura ad avere una visione molto più ampia del business e a riuscire a intercettare le tendenze del futuro.

Fonte: Stampa Vercelli.

Grignasco ora fa parte delle Città del Vino.
Fiorenti l’artigianato del mobile e la coltivazione del Nebbiolo, che dà vita a pregiate bottiglie Grignasco ora fa parte delle Città del Vino. L’Associazione nazionale delle Città del Vino dà il benvenuto al Comune di Grignasco. Grande soddisfazione da parte del sindaco, Katia Bui. L’attestazione più antica del toponimo fa riferimento a un Grignasculus, la cui derivazione in – ascus farebbe pensare al nome personale Crinius: è possibile che questo territorio fosse la proprietà fondiaria di un certo Crinio. I reperti paleontologici ed archeologici venuti in luce sul Monte Fenera testimoniano la presenza di insediamenti umani in questa importante stazione preistorica sin dal Paleolitico. In età storica, le pur scarne notizie di ritrovamenti archeologici (resti di una necropoli, frammenti di ceramica e pietra ollare) anche in pianura attestano una colonizzazione nei primi secoli dell’era cristiana.

Fonte: Corriere di Novara.

Viticoltori minacciati dalle direttive Ue Domani un incontro.
Alle 18 a villa Paolotti Viticoltori minacciati dalle direttive Ue Domani un incontro. Domani alle 18 nella sala conferenze di villa Paolotti di Gattinara si terrà l’incontro “Le nuove minacce all’eccellenza vitivinicola piemontese, dal nutri-score alle etichette: cos’altro ci riserva l’Europa?”. «Arrivano preoccupanti notizie relative ad un nuovo modello di proibizionismo», spiegano gli organizzatori. Il Comune di Gattinara in collaborazione con l’Enoteca regionale e grazie alla disponibilità dell’euro parlamentare Alessandro Panza, ha organizzato una conferenza per affrontare le tematiche legate al settore vitivinicolo, così da esporre le conseguenze delle misure previste dalle istituzioni europee.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Un territorio d’eccellenza in mostra per creare valore e attrarre visitatori.
La forza di una squadra di produttori e la loro determinazione per il rilancio del territorio è stato uno dei punti di forza della prima edizione di Vvn – Vini e Vigne del Val di Noto, appena andato in archivio con un numero più che raddoppiato di visitatori e una grande risposta sia da parte dei winelover che da parte degli operatori del settore. «Abbiamo confermato – ha dichiarato il direttore della Strada del Vino Valdinoto, Frankie Terranova – il rafforzamento della collaborazione tra la Strada del Vino Valdinoto e il Consorzio di Tutela Valdinoto nel far crescere il valore di questo sistema territoriale. Occasioni come questa rendono sempre più chiara la nostra missione e ci portano sempre più chiaramente a condividere questa responsabilità».

Fonte: Sicilia Catania.

Prosecco Docg prezzi in crescita «Le strategie per le bollicine».
La Coldiretti: «Prevista una contrazione dei consumi, bisogna stimolare il mercato». Prosecco Docg: prezzi in netto aumento. «Un convegno per ascoltare tutta la filiera e capire come affrontare quest’anno e come il Consorzio intende stimolare il mercato» spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso. Sarà Antonio Paolini, curatore delle guide del Gambero rosso, a moderare l’atteso evento dedicato alla filiera del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano Docg che si svolgerà a Valdobbiadene oggi all’auditorium Piva e che apre i convegni satelliti alla Fiera di San Gregorio, il più importante evento agricolo dell’anno sulle colline. Si tratta di un appuntamento voluto e organizzato da Coldiretti Treviso che vedrà attorno al tavolo tutti i rappresentanti della filiera, dai produttori delle uve fino agli imbottigliatori, per non parlare di esperti di export e di chi si dedica alla tutela e valorizzazione di questo straordinario prodotto.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Il buon vivere in salsa toscana un festival tra chianina e Syrah.
Dal 17, per tre giorni, masterclass, degustazioni, laboratori, per bambini e stand; E un gemellaggio con i vini della valle del Rodano Il buon vivere in salsa toscana un festival tra chianina e Syrah Cortona, la città della poesia raccolta tra le mura etrusche è pronta per la nuova edizione del festival del buon vivere. ll weekend del 17 marzo si terrà «Chianina e Syrah», una tre giorni che vedrà la partecipazione di ben 5o produttori di Syrah, in gemellaggio con il Rodano, e un programma ricco di masterclass, cooking class, talk show, seminari e banchi di assaggio di prodotti artigianali. L’evento organizzato da Terretrusche Events, sostenuto dal Comune di Cortona e Cortona Sviluppo,.in partnership con il Consorzio Vini di Cortona, ha come obiettivo quello di presentare il buon vivere in Toscana, in una città già sede di tanti eventi di successo legati all’enogastronomia.

Fonte: Corriere Fiorentino.

Vini della Costa Toscana A Lucca l’Anteprima al Real Collegio.
Quando il cibo, il territorio e il vino s’incontrano, la tavola diventa perfetta. Ed eccolo qui, il fine settimana all’insegna del convivio, sviluppato attorno al Real Collegio di Lucca che domenica 5 e lunedì 6 marzo accoglie la 228 edizione di Anteprima Vini della Costa Toscana (ore 11-19). Evento nell’evento, la manifestazione che versa nel calice 300 fra le migliori etichette delle 70 aziende convenute a Lucca, presenta il numero zero di Condi Menti. Quest’ultima novità si aggiunge alla rodata formula delle degustazioni di Anteprima Vini ideata dai Grandi Cru della Costa Toscana e vede schierati chef ed esperti. Sotto la regia del patron dell’Imbuto Cristiano Tomei, con il pasticciere giudice di “Bake Off’ Damiano Carrara e la giornalista enogastronoma Eleonora Cozzella, domenica e lunedì dalle 12 alle 18 si parlerà di dessert e di cucina del sud con Gennaro Esposito, di accoglienza con Michele Marcucci da Pietrasanta, di brace e fuoco vivo con Errico Recanati, di un approccio da bar con lo scrittore Marco Malvaldi.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Terre di Pisa Un calice di varietà.
Sotto la ‘Forre splende una Doc che racchiude l’essenza di un territorio eterogeneo Terre di Pisa Un calice di varietà isa, una delle quattro ex Repubbliche Marinare, oltre alla Torre dalla straordinaria pendenza, per cui è conosciuta in tutto il mondo, ha un ampio territorio provinciale di oltre 2.400 chilometri quadrati in cui si altemano paesaggi e tradizioni. Dal mare alla montagna, passando per le colline, troviamo condizioni pedoclimatiche diverse che danno vita a prodotti della terra altrettanto diversi tra loro. I reperti archeologici etruschi trovati a Montescudaio, Volterra e Terricciola, testimoniano come questo territorio sia da sempre luogo vocato alla coltivazione della vite e alla produzione di vino di qualità. L’istituzione nel 1840 della cattedra di Agricoltura e pastorizia, e la nascita nel 1871 della Facoltà di Agraria, la prima istituzione universitaria di studi agrari nel mondo, rappresentarono una forte spinta propulsiva alla valorizzazione e al rinnovamento della viticoltura pisana. Oltre alle storiche Docg Chianti Colline Pisane e Doc San Torpé nel 2011, nasce la Doc Terre di Pisa nelle due varianti: Terre di Pisa Sangiovese e Terre di Pisa Rosso.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

L’Alchimia a Milano, la solida cucina di Giuseppe Postorino e una cantina da sogno.
Un locale in cui la cultura del vino e del bere si incrocia con una solida cucina che parla direttamente al cliente. L’Alchimia è appunto il diverso modo con cui si può vivere questo elegante locale nella zona Risorgimento: c’è il bar con i cocktail e tutto quello che un appassionato di mixology può desiderare, si può prendere un piatto velocale, fare un aperitivo, oppure cenare e pranzare alla grande. L’Alchimia fra Alberto Tassinato e Giuseppe Postorino è perfetta. Da un lato sala impeccabile e una cantina ricca di spunti, mai banale. Dall’altro una cucina solida che sa far conto con la tradizione, risotti e cotoletta alla milanese, ma anche capace di grande creatività che non punta a stupire ma al piacere assoluto: citiamo la lasagna d piccione e il rombo con il foie gras.

Fonte: Luciano Pignataro.

Val d’Ossola, sabato 13 Maggio: seconda edizione “Ossola in Cantina”.
Attesissima, dopo lo straordinario successo della prima edizione e uno stop lungo tre anni, torna “Ossola in Cantina”, la giornata organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Ossolani (APAO) con la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier Verbania e della Condotta Slow Food Valle Ossola per scoprire e valorizzare piccoli produttori del nord estremo del Piemonte, una porzione di territorio la cui anima vitivinicola è ancora poco conosciuta, pur raggiungendo livelli qualitativi ormai degni di nota. Sabato 13 maggio – previsto il rinvio al 27 maggio in caso di maltempo – dalle 11 alle 18, sette cantine della Val d’Ossola apriranno le proprie porte per regalare al grande pubblico un coinvolgente viaggio di scoperta vitivinicola.

Fonte: Valsesia,

Lo sapevi che puoi fare il bagno nel vino? Perché è consigliato farlo.
Nell’antichità era molto praticato, oggi nessuno si sogna di fare il bagno del vino. Secondo gli esperti però farlo arreca al corpo tantissimi benefici. Ecco perché dovreste cominciare a farlo almeno una volta al mese. Chi ama avere una bella pelle, curata e pulita da anti-estetiche macchie, dovrebbe ricorrere alla vinoterapia. Il vino, infatti, non è solo buono da bere ma anche da usare come antiossidante, tonificante e detossificante. L’uva può apportare al vostro corpo più benefici di quanti ne immaginate.

Fonte: Wine and Food Tour,

Le sorelle del vino: quel legame indissolubile che fa la differenza.
Dalle ragazze del Barbaresco alle Cotarella Sisters fino alle signore del Bordeaux: storie di donne che hanno fatto della sorellanza il marchio di fabbrica dell’azienda e il segreto del successo. Il calore della famiglia, l’imprenditorialità femminile e la complicità sorellare, tutto in un colpo solo. Accade a chi ha la fortuna di lavorare fianco a fianco con la propria sorella, un’alleata con cui confrontarsi, con cui si fa squadra sin da bambine, un appoggio, un sostegno, un punto di riferimento, una persona con cui si riesce ad essere quasi intercambiabile. Si è diverse ma complementari, si litiga ma si è complici, e soprattutto orientate verso il medesimo orizzonte. Nel mondo del vino le sorelle-colleghe sono molte, un legame che cresce parallelamente all’emergere di figure femminili nei ruoli di leadership.

Fonte: La Repubblica,

Vino Nobile di Montepulciano | Una 2020 di dolce finezza e conferme targate 2018/2019.
Definizione dello stile e posizionamento del Nobile di Montepulciano sul mercato non sono facili da identificare ma squilli di novità e un continuo ingresso di nuovi player con idee chiare nella zona fanno ben sperare. Senza contare che l’annata 2020 si è rivelata nei bicchieri molto più nelle corde dei poliziani di quanto si potesse immaginare. Annata calda ma non torrida, piogge primaverili e qualche altra sparsa nel proseguo hanno portato a chicchi di notevole grandezza e polpa, mosto abbondante ma non diluito, il tutto unito a moderati toni bruniti di lievi scottature degli acini: guardandola in prospettiva da queste parti è più simile alla fresca 2018 che non alle seguenti 2021 e 2022. Nonostante in pratica la produzione venga completamente venduta (anzi è la DOCG toscana che cresce di più, con 7,2 milioni di bottiglie) e con il Rosso (la denominazione di ricaduta del Nobile, 2,8 milioni di bottiglie).

Fonte: Intravino.

Donne e mondo del vino: considerazioni di un maschietto.
La mia intenzione era di scrivere un pezzo semplice, magari frivolo, a tematica enoica per l’8 marzo (che non si chiama ‘festa della donna’: non è una festa). Volevo partire leggero e terminare anche leggero, come si suppone dobbiamo comportarci noi maschietti in questo giorno: leggerezza, cordialità e tante mimose alle nostre damigelle. Ma è fin troppo evidente come di leggero non ci sia granché. La considerazione di cui gode il genere femminile, nel mondo del vino come in altri ambiti, è formata da tanta facciata e da parecchi kilotoni di ipocrisia e aggressività, più o meno passiva. Se vi sembro esagerato, illogico, parziale, consiglio di proseguire comunque nella lettura del pezzo e di provare a minare il marmoreo pensiero “le donne esagerano” con qualche piccolo dubbio, qualche minuscolo “e se invece”.

Fonte: Dissapore.

Eventi di domesticazione della vite: così è nato il vino.
L’origine e la domesticazione della vite, da tavola e da vino, finora avvolta in un mistero di difficile decifrazione, risalgono a circa 11 mila anni fa, grazie a due differenti eventi di domesticazione separati geograficamente circa 1.000 km, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso meridionale. Nell’ultimo numero della prestigiosa rivista Science, conquistando anche la copertina, un gruppo internazionale di ricerca ha riportato la più vasta analisi genetica mai condotta sulla vite, un dataset finale di 2.448 genomi di vitigni unici (a partire dai 3.500 sequenziati), raccolti da 23 istituzioni in 16 nazioni del mondo. La ricerca è stata guidata dall’Università di Yunnan (Cina) e dal Laboratorio di genomica vegetale di Shenzhen (Cina), con la collaborazione italiana delle Università di Milano (Prof.ssa Gabriella De Lorenzis), Milano-Bicocca (Prof. Fabrizio Grassi) e Mediterranea di Reggio Calabria (Prof. Francesco Sunseri), e dell’Istituto di bioscienze e biorisorse (Cnr-Ibbr) di Palermo (Francesco Mercati).

Fonte: CNR.

Il gusto del vino sta cambiando a causa del surriscaldamento climatico.
Il cambiamento climatico può influire in modo determinante sul sapore e sul gusto del vino. Una recente ricerca dimostra come il surriscaldamento globale sta spostando zone legate alla viticoltura verso Nord, e questo determina la resa del prodotto finito. Il surriscaldamento climatico sta cambiando il gusto del vino. È quanto emerge da un recente, e pluriennale, studio degli effetti del climate change sulla percezione del vino condotto nell’ambito del progetto europeo Red and White. Se qualche tempo fa avevamo parlato di come l’aumento delle temperature stia rendendo adatti alla viticoltura territori fino a qualche anno fa incapaci di ospitare le vigne (in quanto troppo freddi), ora questo progressivo spostamento a nord delle zone del vino sta influendo pure sulla resa del prodotto finito.

Fonte: Cookist.

Una ricerca ricalcola l’origine del vino: sarebbe nato 11mila anni fa.
Quanto è vecchio il vino? Non quello in cantina per cui basta leggere l’etichetta, ma il vino come arte della fermentazione dell’uva? Secondo una nuova ricerca guidata dall’Università Agraria dello Yunnan in Cina che ha coinvolto un vasto team internazionale di ricercatori, l’origine del vino è riconducibile a due diversi eventi di addomesticazione dell’uva selvatica avvenuti in Asia Occidentale e nel Caucaso ben 11.000 anni fa, ai tempi dell’ultima glaciazione. La ricerca di fatto riscrive quella che era considerata fino ad oggi la storia dell’origine del vino e dell’uva. I nostri antenati ancora non utilizzavano strumenti in metallo, ma probabilmente già si godevano un buon vino attorno al fuoco. È quanto emergerebbe dalla ricerca pubblicata sulla rivista Science che ha portato alla più vasta analisi genetica mai condotta su campioni di piante di vite.

Fonte: inNaturale.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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