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rassegna stampa del vino di mercoledì 8 marzo 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 8 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il raboso del Piave viene imbottigliato dai ragazzi Down.
Sabato alla cantina Cecchetto per la mostra del Vinitaly a Verona. Sabato prossimo un gruppo di ragazzi appartenenti all’Associazione italiana persone Down (Aipd) prenderà parte, nelle strutture della azienda agricola Cecchetto, alle operazioni di imbottigliamento del «Raboso del Piave». Queste bottiglie saranno poi portate al Vinitaly ed esposte allo stand della Regione Veneto dove chiunque, a fronte di una donazione, potrà portarsene a casa una. Sabato mattina il gruppo di ragazzi dell’Aipd sarà all’opera per imbottigliare e personalizzare 1500 bottiglie, con l’applicazione di particolari etichette e la chiusura con i tappi forniti dall’azienda Amorim Cork Italia. Quella di sabato è la fase conclusiva di un processo iniziato ancora lo scorso ottobre, quando i giovani Down hanno vendemmiato i grappoli di Raboso Piave, varietà per la quale la cantina è nota.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Eletti i componenti del cda del Consorzio di tutela vini doc Sicilia.
I nuovi consiglieri sono, Roberto Magnisi, direttore di Duca di Salaparuta e Florio e Giuseppe Figlioli, enologo della cantina sociale Birgi. Subentrano a Laurent Bernard de La Gatinais e Nicolò Vici. Confermati invece, il presidente uFrpnte Antonio Rallo e i vice Giuseppe Bursi e Filippo Paladino, oltre ai consiglieri Vmcenzo Ampola, Gaspare Baiata, Salvatore Chiantis, Rosario Di Maria, Alessio Planets, Letizia Russo e Alberto Tasca. 11 cda dovrà adesso eleggere presidente e i due vice.

Fonte: Italia Oggi.

Les Grands Chais de France cresce sul mercato italiano.
e acquisisce in Cile e Sud Africa. Il gruppo francese della Famille Helfrich ha registrato nel 2022 in Italia un giro d’affari di 6 milioni e 800 mila euro, contro i 5,6 milioni del 2021 mentre al 2020 erano 3.528.220 euro. Crescono anche i volumi arrivati a 1 milione e 300mi1a bottiglie venduti. In Cile il gruppo ha acquistato la tenuta Las Niñas, 80 ettari nel cuore della Apalta, cui ha aggiunto 150 ettari a Leyda per una produzione di 700mi1a bottiglie e un fatturato di 2 milioni di euro. In Sud Africa, Helfrich ha acquistato la tenuta di Neethlingshof, 100 ettari a Stellenbosch. La produzione si aggira intorno alle 600mi1a bottiglie, obiettivo arrivare a due milioni nel 2023, con un fatturato pari a 15 milioni di dollari.

Fonte: Italia Oggi.

L’Onav: il vino è salutare se il consumo è moderato.
Il vino fa bene, basta allarmismi. A dirlo è il comitato scientifico di Onav che si è espresso sulla proposta di etichettatura dell’Irlanda. Vincenzo Gerbi, presidente del comitato voluto dall’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav), rileva: «Sono trent’anni che il mondo scientifico affronta il tema del rapporto vino-salute. Ed è assodato da molti studi che il consumo moderato è protettivo contro lo sviluppo delle malattie coronariche e delle patologie associate allo stress ossidativo». Questo perché «il potenziale beneficio salutistico del vino è stato principalmente attribuito ai composti polifenolici, in particolare flavonoidi, presenti in abbondanza e in forma biodisponibile nel vino. Stupisce quindi che nel recente dibattito sia completamente ignorata questa parte della ricerca scientifica e sia stato enfatizzato solo l’effetto deleterio dell’etanolo, qualunque sia la sua origine e la modalità di consumo».

Fonte: Italia Oggi.

Distretti del cibo a tutto export.
Monitor di Intesa Sanpaolo sui primi nove mesi dei 2022. Crescono i mercati emergenti Distretti dei cibo a tutto export Il giro d’affari sfiora i 19 mid. Il solo vino vola a 4,9 mid. Aumentano dei 14,1% le esportazioni complessive dei distretti agro-alimentari italiani e arrivano a sfiorare i 19 mld di euro. Un dato che conferma il trend di crescita del totale delle esportazioni agro-alimentari nazionali (+16,7% nei primi nove mesi del 2022), di cui i distretti rappresentano i144% in termini di valori esportati. Sono i dati al 30/9/2022 del Monitor curato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, che ItaliaOggi ha in anteprima. Secondo Massimiliano Cattozzi, responsabile della direzione agribusiness del gruppo bancario: »I 19 mld di export attribuibili ai distretti agroalimentari su un totale di 60 mld di esportazioni complessive di questo comparto testimoniano la forte biodiversità delle produzioni italiane.

Fonte: Italia Oggi.

Per i vini d’Emilia-Romagna vitigni autoctoni resistenti.
Nascono i vitigni autoctoni resistenti dell’Emilia Romagna grazie ad un progetto di sperimentazione e ricerca del Consorzio Vitires, che associa quattro gruppi del mondo cooperativo (Cantine Riunite e Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico), insieme al Centro di ricerche Ri.Nova. Un progetto, che mette insieme il 70% delle uve prodotte nella regione e 1’11% in ambito nazionale, per il miglioramento genetico di varietà locali emiliano-romagnole resistenti ai patogeni. Sono stati studiati Sangiovese, Trebbiano romagnolo, Albana, Grechetto gentile, Ancellotta, Lambrusco Salamino, Lambrusco Grasparossa e Lambrusco di Sorbara dei quali è stato già possibile individuare le prime selezioni (genotipi) che hanno evidenziato caratteristiche di resistenza ai patogeni, in particolare oidio e peronospora, e adattabilità agli ambienti di coltivazione anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto.

Fonte: Italia Oggi.

Nella botte vincente.
Vitivinicolo italiano a cura di Luca Ricolfi e Luca Princivalle (Fondazione David Hume) Alla nostra volumi sono importanti e raccontano la rilevanza economica del settore vitivinicolo. L’Italia produce vino da sempre, eppure per molto tempo — specie dal nostro Sud — parte del prodotto finiva in navi cisterna e trasportato in Francia. A dimostrazione che la concorrenza fa bene, il nostro mercato è molto cresciuto perché è cresciuta la cultura enologica ed enotecnica. Il nostro è un successo di formazione, passione e qualità. Capace di trascinare in alto esportazioni e fatturato, impreziosendo il paesaggio. Avremo sempre più bisogno di mani e cervelli esperti. Un modello che va oltre la vigna. Secondo gli ultimi dati Nomisma, il 2022 è stato un anno da record per l’esportazione del vino nostrano, che ha raggiunto un valore complessivo di 8 miliardi (+12% rispetto all’anno precedente)!.

Fonte: La Ragione.

La rivoluzione e quel connubio inaspettato tra vino e tecnologia.
Vino e tecnologia ancora a braccetto. Una rivoluzione dal gruppo de Gli Svitati (Franz Haas, Graziano Prà, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa), cinque aziende d’eccellenza e pioniere del tappo a vite in Italia, riunite per raccontare il loro modo di fare vino. Le supporta Fulvio Mattivi, ricercatore della Fondazione Edmund Mach, con le analisi dell’Australian Wine Research Institute.

Fonte: L’Identità.

La Calabria è in pieno «risorgimento» dei vigneti.
Snobbata per molto tempo dalla critica e non rilevata dai radar dell’enoturismo, sta risalendo la china per andare orgogliosamente a riprendersi ciò che le spetta: un posto di tutto rispetto nell’Italia del vino. La Calabria, soprattutto grazie all’impegno delle nuove generazioni, è nel pieno del suo «risorgimento» vitivinicolo. Il potenziale è enorme, i vitigni autoctoni di certo non mancano e gli uomini di buona volontà pure. I Ceraudo ne sanno qualcosa. Roberto, il capofamiglia, ha scommesso tutto sulla vite già a partire dagli anni Settanta. La tenacia lo ha portato nel 1991, quindi in tempi non sospetti quando di sostenibilità si parlava pochissimo, a ottenere la certificazione biologica per la sua azienda di Strongoli, nel Crotonese, mala soddisfazione più grande è arrivata nel momento in cui i suoi figli, Susy, Giuseppe e Caterina, in un pezzo di terra da cui è più semplice scappare, hanno deciso di rimanere per portare avanti l’impresa.

Fonte: Panorama.

La siccità record mette alla prova le colline del vino – Aumento di 2 gradi entro il 2050 Le colline del vino al test del clima.
Scompare il verde, avanzano il rosso, l’arancione e il giallo. Uno studio elaborato dal centro previsionale di Arpa Piemonte sulla vocazionalità climatica della coltura della vite nei prossimi 50-80 anni desta più di una preoccupazione. Seguendo i modelli scientifici più accreditati che indicano un aumento fino a 2 gradi centigradi entro il 2050 e un rialzo anche di 6 gradi entro la fine del secolo, le cartine tematiche regionali mostrano una forte contrazione degli spazi attualmente vocati alla produzione di uva e un relativo scostamento territoriale. L’analisi è stata presentata a Torino durante l’ultimo giorno del Salone del vino. Ma se questi sono gli scenari previsionali, più che negarli o contrastarli occorre pianificare le strategie di adattamento e resilienza al cambiamento climatico. Ecco allora la richiesta di progettare, a livello regionale, la creazione di invasi per trattenere l’acqua sempre più preziosa.

Fonte: Stampa Cuneo.

Quando le vigne “traslocano” in montagna Così la valle Varaita sperimenta il futuro.
Questa storia parte da un esperimento nel prato di casa, in val Varaita. La scelta è tra trasformarlo in un parcheggio oppure impiantare una vigna, e Mario Deltetto, responsabile dell’Accademia alberghiera di Alba e appassionato di vini, decide di mettere in pratica i pareri scientifici ascoltati ad un convegno enologico sulla robustezza del vitigno Solaris, sviluppato negli Anni ’70 all’Università di Friburgo proprio per la resistenza alle infezioni fungine. «Un vitigno selezionato per le latitudini più settentrionali, interessante perché bisognoso di pochi trattamenti, quindi a elevata sostenibilità ambientale e basso impatto in termini di emissioni. Ho impiantato le prime trecento barbatelle nel 2020 vicino alla casa-vacanze di famiglia in borgata Roccia a Sampeyre — racconta.

Fonte: Stampa Cuneo.

Novità agritech Adesso a lezione si va in Israele.
La sezione Vini e liquori di Confindustria Cuneo organizza a inizio maggio una missione in Israele. L’obiettivo è carpire i segreti di un Paese che ha sviluppato uno straordinario settore vinicolo utilizzando tecniche di coltivazione all’avanguardia, che permettono di ottimizzare le risorse, prima di tutte l’acqua, limitando gli approvvigionamenti foranei. Spiega Paola Lanzavecchia, presidente della sezione Vini e Liquori: «Da Israele provengono alcune delle tecnologie più interessanti in ambito agrifood. Il suo territorio è caratterizzato da un paesaggio semi-desertico, inadatto a una agricoltura intensiva che invece gli israeliani hanno reso possibile grazie allo sviluppo di tecnologie innovative, prima fra tutte la micro-irrigazione». Il viaggio è destinato agli imprenditori dell’ecosistema agritech e agrifood.

Fonte: Stampa Cuneo.

Vinitaly and The City: il fuorisalone a Verona.
II programma (31 marzo-3 aprile) per la 55′ edizione Vinitaly and The City: il fuorisalone a Verona Enogastronomia, spettacoli e talk in città. E in Fiera (2-5 aprile) business e 2 opere di Caravaggio e Reni. Un brindisi diffuso per tutta la città con Vinitaly and the City, il fuori salone per gli appassionati dal 31 marzo al 3 aprile In fiera Vinitly si svolgerà dal 2 al 5 aprile. Per quattro giorni il centro storico di Verona sarà popolato di appuntamenti tra contaminazioni culturali, artistiche, musicali e geografiche, per un mix di degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate, all’insegna dell’eccellenza enologica italiana. Tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, si concentrerà gran parte degli appuntamenti. All’ombra di Dante, protagonista anche della mostra «Disposti a salire alle stelle.

Fonte: Arena.

Gregori, prima donna direttore di una cantina sociale in Italia.
Nuovi vertici alla realtà vitivinicola di Monteforte e debutto al Vinitaly delle linee e brand White e Black Lava Gregori, prima donna direttore di una cantina sociale in Italia E la sua prima sfida: altre etichette di vini vulcanici: «Sono lgt veronesi nati del blend di 5 cru. Poi? Punto a valorizzare le persone in azienda» Paola Dalli Caul paola.dalficani@larena.it N Il «vulcano Gregori», che arriva alla Cantina di Monteforte da primo direttore donna di una cantina cooperativa in Italia, rimescola i ruoli dei dipendenti per mettere qualità e inclinazioni di ognuno al servizio dell’azienda e poi decide di imbottigliare lava: si chiamano infatti White Lava e Black Lava e sono i vini rappresentano la sfida che Paola Gregori lancerà al prossimo Vinitaly.

Fonte: Arena.

Cantine d’Italia a Roma, 9 marzo 2023.
Go Wine presenta il volume Cantine d’Italia 2023 – Guida per l’enoturista, con una serata di promozione e degustazione. L’evento è rivolto a soci Go Wine e simpatizzanti e a professionisti del settore. La Guida è in omaggio per tutti i soci Go Wine, sia per coloro che rinnovano la quota sia per coloro che si iscrivono per la prima volta. Quando: giovedi’ 9 marzo 2023. Dove: Savoy Hotel , Via Ludovisi, 15 Roma.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Le bollicine di Cantina Valtidone in mostra al festival di Sanremo e alla Fashion Week di Milano.
Cantina Valtidone inaugura il 2023 presentandosi alle più importanti occasioni artistiche e mondane nazionali d’inizio anno. Dopo aver deciso di riprendere in questo anno le iniziative che la contraddistinguono quali il Concorso dedicato alle scuole, le visite guidate con degustazione e la Festa del Novello, Cantina Valtidone si è presentata lo scorso mese sul palcoscenico del Festival di Sanremo e alla Fashion Week di Milano. I vini portati in queste due importanti manifestazioni sono stati lo Spumante rosè extra dry Swing, il vino Spumante Metodo classico Perlage e il pregiatissimo Spumante Metodo classico pas dosé Arvange.

Fonte: PiacenzaSera,

Inaugura oggi “Osteria”, il nuovo spin off di Cantina Urbana Milano®.
La rivendita di Cantina Urbana Milano si trasforma in Osteria per completare il servizio della vicina Winery dedicata a produzione, eventi ed esperienze. Oggi 7 marzo l’inaugurazione! “L’esigenza nasce dal voler completare il servizio della Winery di Via Ascanio Sforza, che torna ad essere aperta al pubblico oltre che per degustazioni ed experiences, anche con un programma eventi con musica e stand-up comedy. Con questo spin off vogliamo offrire la parte cena che mancava e l’aggiunta dell’Osteria completa la nostra offerta in Na.Pa, con due locali separati a pochi metri di distanza e sinergici. Mi piace poi l’idea di proporre anche delle serate complementari come la visita alle lavorazioni in cantina con la nostra classica degustazione per poi proseguire con la cena in Spaventa”, dichiara Michele Rimpici, founder di Cantina Urbana Milano.

Fonte: Horecanews,

La fontana che sgorga vino: è tutto vero, esiste in questa città.
Esiste davvero e funziona no stop 24h su 24: stiamo parlando della prima fontana di vino rosso d’Italia. Siamo in Abruzzo, in provincia di Chieti. Proprio qui sul Cammino di San Tommaso i pellegrini (ma anche qualsiasi tipo di visitatore) possono rifocillarsi bevendo gratuitamente un bel bicchiere di vino abruzzese riempito direttamente dalla fontana del vino. Se siete curiosi di saperne di più, non vi resta che continuare la lettura. Sembra un miracolo, ma non lo è. Sicuramente ricorda molto il miracolo delle nozze di Cana, ma la fontana da cui sgorga vino rosso abruzzese è stata voluta e costruita dall’uomo e non è frutto di un intervento divino. Inaugurata l’8 ottobre del 2016, è la prima fontana di vino rosso d’Italia.
Fonte: Wine and Food Tour,

PwC Italia e Gruppo Meregalli: “I trend del vino: dall’identikit dei consumatori digitali all’outlook sul futuro”.
Gli utenti che discutono di vino sono per la maggior parte uomini, Millennials e sono collocati nell’area del centro-nord Italia. Le conversazioni riguardano prevalentemente il vino rosso (60%), seguite da quelle sul vino bianco (38%). Le caratteristiche maggiormente apprezzate del vino sono: la territorialità, il senso di convivialità, la sostenibilità, la qualità e gli abbinamenti ai piatti. Inoltre la maggior parte degli utenti dichiara di consumare il vino a casa (61%), mentre per quanto riguarda l’acquisto il 70% delle conversazioni menziona i canali tradizionali e il restante 30% i canali online. Infine, chi acquista dai siti dei produttori lo fa principalmente per una migliore esperienza d’acquisto e per la possibilità di accedere ai programmi di fidelizzazione.

Fonte: La Repubblica.

Maxi furto di vino nel ristorante stellato, arrestati ex miss e il compagno: nel bottino (anche) una bottiglia da 350mila euro.
In fuga da un ristorante stellato con una refurtiva altrettanto di pregio: 45 bottiglie di vino dal valore complessivo stimato di oltre 1,6 milioni di euro. I Bonnie e Clyde con la passione per il buon bere sono una ex reginetta di bellezza e il compagno, che nel 2021 hanno messo a segno il furto. Oggi un tribunale spagnolo li ha condannati a quattro anni di carcere. Il fatto è avvenuto nel 2021 in un hotel di lusso nella città spagnola di Cáceres, dove la coppia soggiornava. Dopo il furto sono fuggiti, ma nove mesi dopo sono stati arrestati al confine tra Croazia e Montenegro e sono stati ricondotti in Spagna. Il vino non è mai stato recuperato. Il tribunale ha nominato la coppia solo come Tatania e Estanislao, ma sono stati identificati dai media spagnoli come Priscila Guevara, ex Miss Earth 2016 messicana, e Constantn Dumitru.

Fonte: Corriere Adriatico.

Donne nel vino, dai vigneti una lezione di gender equality.
Secondo Coldiretti le donne impiegate che lavorano nel comparto della produzione del vino sono 14mila, IL trenta per cento del totale. La vendemmia è donna. Dal settore vitivinicolo, infatti, arriva un modello virtuoso di presenza femminile, sia per quantità che per qualità delle addette, spesso in ruoli dirigenziali. Secondo Coldiretti, le donne impiegate che lavorano nel comparto della produzione del vino sono 14mila. Il trenta per cento del totale. Spesso responsabili o titolari, in prima fila in aziende che esportano in tutto il mondo. Imprenditrici e manager affermate, come Chiara Soldati, Ceo dell’azienda piemontese La Scolca.

Fonte: AGI.

Vino, il progetto de “Gli svitati”: cinque aziende insieme per sostenere la scelta del tappo a vite.
Le imprese si sono riunite per raccontare il loro modo di “fare vino” e, soprattutto, di tapparne le bottiglie. È una piccola rivoluzione quella del neonato gruppo de “Gli Svitati”. Franz Haas, Graziano Prà, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa, cinque aziende pioniere del tappo a vite in Italia, si sono riunite per raccontare, tutti assieme, il loro modo di “fare vino” e, soprattutto, di tapparne le bottiglie, contro i pregiudizi che hanno spesso accompagnato questa tipologia di chiusura. Le basi del gruppo sono state poste già negli anni ’80, quasi quattro decenni fa, quando le cinque cantine hanno iniziato a riflettere sul possibile utilizzo di altre tipologie di chiusure. Il loro sguardo avanguardista si è inevitabilmente spostato verso le nuove frontiere del vino, che in quel momento già si stavano facendo largo negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.

Fonte: La Repubblica.

Il mondo del vino al femminile: 1 Francesca Auricchio.
I numeri parlano chiaro: le donne rappresentano la maggioranza degli addetti e dei manager nell’ambito marketing e comunicazione (80%), commerciale (51%) e turismo (76%). Quali sono le figure femminili impegnate nei diversi rami del settore vitivinicolo? Dopo il successo della serie di interviste alle critiche di vino e parallelamente a quella dedicata alle donne produttrici, scopriamo impostazione, visione e prospettive con le dirette interessate. Francesca Auricchio ha 26 anni ed è campana. Attualmente ricopre il ruolo di Sales & Export Manager presso l’Azienda Vitivinicola Joaquin Sarl. Si è laureata in Economia & Management presso l’Università degli Studi di Salerno e ha conseguito la laurea magistrale con il massimo dei voti in Food Innovation & Management presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Fin da piccola la sua passione per il mondo della viticoltura e per il vino l’ha spinta ad approfondire le conoscenze in campo enologico, infatti a 18 anni ha intrapreso il corso di sommelier AIS ultimandolo a 19. L’internship presso la Società di investimento sul vino, la OENO FUTURE in Inghilterra, le ha permesso di ampliare le sue conoscenze nel mondo dei fine wines. Questo settore di nicchia l’ha fortemente appassionata e l’Azienda per cui lavora oggi è una delle poche sul territorio campano a inserirsi in questa nicchia a livello internazionale.

Fonte: Luciano Pignataro.

Lollobrigida, a Vinitaly parleremo di vino e sanità.
“Il vino va visto nella sua complessità. A Vinitaly 2023 parleremo di vino e sanità e di consumo consapevole. Faremo questo lavoro con Daniela Santanché ed Orazio Schillaci, ma anche con il collega Adolfo Urso, insieme alle imprese, per valorizzare il nostro marchio all’interno di quell’evento e di altri eventi”. Lo ha detto il ministro Francesco Lollobrigida, in Trentino, in merito alla fiera che si terrà a Verona tra il 2 e il 5 aprile 2023. A Vinitaly, ha aggiunto Lollobrigida, ci saranno “due opere d’arte, una del Caravaggio e una di Guido Reni, per fare vino e cultura, per raccontare che cosa c’è dietro in termini di costruzione e di storia, per far comprendere cosa significa valorizzare il nostro sistema nella sua complessità”. (ANSA).

Fonte: ANSA.

STAMPA ESTERA

Italian women cultivating a life in winemaking.
Women in Business Italian women cultivating a life in winemaking Viticulture A former male preserve in Italy is under pressure to adopt sustainable practices, In 1385, when Florence was emerging as a Renaissance centre of banking, commerce and art, Giovanni di Piero Antinori was admitted to the city’s winemaking guild — laying the foundation of what is, today, one of Italy’s oldest and biggest family-owned wine businesses. For 25 generations, the Antinori winemaking operations passed from fatherto-son in the family’s stronghold of Tuscany — terrain of the Sangiovese grape that produces Chianti Classico, one of Italy’s best-known wines. But, these days, the family business, Marchesi Antinori — which has more than 3,000 hectares of vineyards on 26 estates in Italy and overseas — is run not by a male dynastic scion, but by the three Antinori sisters, led by the eldest, Albiera, the company’s president. She is among a growing contingent of women in leadership roles in Italy’s f 13bn wine industry. “My father did not have a son — that made things much easier,” says Antinori, who started working in the winery just out of school in 1986. “Coming from avery traditional family with a long history, it could have been an issue to think about a girl or woman working in, and possibly in the future even leading, the company. But life is such.” Traditionally, Italian winemaking, like most Italian agriculture, had been a male preserve. In the 1990s, though, women began making inroads, as young men from rural landowning families chose to pursue careers in cities. “The countryside was not on the priority list of first male children, who were going to work in finance or other situations,” says Antinori. “The countryside was given to daughters [who] showed interest. Nobody else wanted to look after it.” Now, Le Donne del Vino, or Women of Wine — founded in 1988 for the handful of women then in the wine business — has more than 1,000 members. They range from the inheritors of established family estates to critics and sommeliers, and entrepreneurs who founded their own wineries. Women’s growing influence comes as the industry confronts the impact of climate change, demands for more sustainable practices, and concerns over the next generation’s willingness to take charge of family-owned wineries. “It’s a poetic business, but it’s tough,” Antinori says. Yet she sees women bringing a greater sense “of stewardship” to the wine world. Marchesi Antinori currently produces more than 20mn bottles of wine a year, under 100 or so labels.

Fonte: Financial Times.

El `alma’ de la Place de Bordeaux.
Alma 2020 se venderá íntegramente a través de este sistema único. Es un tinto fresco, con una expresión frutal nítida y delicada, sutiles acen tos minerales, gran equilibrio y deli cioso paso por boca, pero lo que dE verdad convenció a los doce néga ciants que tendrán la responsabili dad de dar a conocer Alma 2020 er el resto del mundo, más allá de la montañas de San Vicente de la Son sierra, es la pasión con la que Benja mín Romeo habla de él. Yes que Al ma 2020, que sale hoy ala venta, Ile va el nombre de su hija, una niña quE cumplirá este mes de junio siet( años y que tiene la misma sonrisay e mismo brillo en los ojos que su pa dre, un viticultor de raza, que defien de el valor de lo auténtico. Por eso, y teniendo en cuenta quE la Place de Bordeaux es quizá el sis tema de comercialización más espe sial del mundo, este vino de Bodegas Contador, de la DOCa. Rioja, debía estar en él. Con orígenes que se remontan a ocho siglos atrás -fue creado por ingleses y holandeses en el siglo XVII-, La Place de Bordeaux concentra un mercado en el que se desenvuelven más de trescientos négociants y compradores o coleccionistas de 170 países, que hasta hace no mucho estaba restringido sólo a los mejores vinos de Burdeos. Pero la globalización es un hecho también en el mundo del vino y este método que es capaz de introducir en e mercado global las referencias mi exclusivas -su fuerza es capaz de al canzar más de 1.500 importadores en pocas horas- se abrió en el año 1998 a otras zonas productoras y hoy en él encontramos bodegas de Italia Portugal, Australia o Sudáfrica -e primer vino extranjero comerciali zado de esta forma fue Almaviva dE la añada 1996, elaborado en la bode ga propiedad del Barón Philippe dE Rothschild y Concha y Toro, en Chi le-. Pero aún son muy pocos los es pañoles que se comercializan a tra vés de él y es que son los négociant los que eligen qué y cómo quierer vender y no al revés. Uno de ellos y tras muchas pre sentaciones alas que ha acudido per sonalmente Romeo será Alma 2020 que se elabora con uva de las varie dales tempranillo (92%) y garnacha tinta (8%), aunque este bodeguero ya avisa que estos porcentajes cam biarán cada añada, dependiendo de clima y de la acidez de la uva. “Es ur vino diferente, que elaboro con liber tad, me motivay con él que me siento identificado”, reconoce Romeo, quE decidió elaborarlo cuando nació st hija y que ha tardado siete años er encontrar el ensamblaje que mejor expresara el carácter de una niña alegre y extrovertida Así, en La Place de Bordeaux se venderán las 10.000 botellas que se han producido de Alma 2020 dándole a este vino único, que tiene un precio de 120 euros, un halo de exclusividad “Quiero expresar con él el alma de San Vicente de la Sonsierra, interpretando lo que ofrecen las parcelas de distintas zonas, con diferentes altitudes, suelos, microclimas y orientaciones, buscando el equilibrio, acorde a las condiciones de cada año climático”, explica Romeo.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 7 marzo 2023!

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«Donne e vino: un mondo unito».
Tutti gli eventi organizzati dalla delegazione pugliese nel corso delle Giomate» al via da domani. Incrementare la cultura enologica e la valorizzazione femminile nel settore • Si sono aperte le Giornate delle Donne del Vino, organizzate in occasione dell’8 marzo, per trasmettere un messaggio comune di unione, dialogo e apertura a un network internazionale di donne per incrementare la cultura del vino e la valorizzazione femminile nel settore vitivinicolo. Decine di eventi, convegni, dibattiti in tutta Italia così come in Puglia dove imprenditrici, sommelier, enologhe e ovviamente Ovine lovers celebreranno questa ricorrenza, decise a rendere omaggio alla cultura e ai luoghi del vino.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Il Magliocco, leggenda guerriera della Calabria.
Converrà anche attraverso il vino che ne costituisce parte cospicua dell’identità di cultura e coltura – argomento ignoto sia alla baronessa Von der Leyen che ai suoi emuli irlandesi – restituire piena nobiltà alle nobilissime terre calabresi. È il Ciró – a due passi da quel mare crotonese che vive ingiusta damnatio di polemica – in questi anni ad aver narrato la Calabria in vigna. Ma c’è molto di più in questa penisola sospesa tra il mito dei bronzi di Riace, le ricordanze di ataviche colonizzazioni, immersa in un’esplosione delle forze del Creato. Si va perciò nel cosentino dove albergano antichi vitigni come i Nerelli o come il Magliocco cosi opimo da ritenersi necessario doverlo tagliare con altri per mitigarne l’ardore. Il Magliocco e invece una sorta di Murgese al galoppo.

Fonte: La Verita’.

In vino veritas.
Rosso Pignolo in barrique etereo e pieno Risalgono a metà del secolo scorso i primi passi della famiglia Cozzarolo nella produzione vitivinicola, con l’acquisto di un piccolo terreno, dove coltivare le proprie vigne. Dai soli due ettari iniziali, il parco vitato ne conta oggi 60, distribuiti nel distretto di Cividale, a soli 130 metri di quota. Un terreno di consolidata vocazione vitivinicola, ricco di marne e arenarie, dove trovano dimora i classici autoctoni della zona, dal Sauvignon alla Ribolla Gialla, dal Refosco dal Peduncolo. Un Frascati che profuma di ginestra Marino è per definizione la patria del vino del Lazio e il Frascati il vino per antonomasia, un prodotto che si promuove da solo. Ma per Vinea Domini la produzione vinicola è passione e ambizione per un territorio da vivere con entusiasmo.

Fonte: Messaggero.

Debutta il rosso Peratara Valpolicella Superiore Doc 2019.
Un rosso elegante e strutturato che interpreta l’essenza del terroir nel bicchiere. È il Peratara, il nuovo Valpolicella Superiore Doc 2019 de La Collina dei Ciliegi, l’azienda della Valpantena (zona Doc Valpolicella), che debutta sul mercato ed è prodotto in poco più di 9mila bottiglie.

Fonte: Tempo.

Donna Adriana Castel de Paolis secondo miglior bianco del Paese.
Un vino laziale al secondo posto assoluto tra i bianchi italiani. È il Donna Adriana 2020 dell’Azienda Castel de Paolis di Grottaferrata secondo la classifica stilata dalla rivista Gentleman di Milano Finanza. Il Donna Adriana lo scorso anno si era classificato al 7° posto, primo vino bianco del centro-sud.

Fonte: Tempo.

Torna Cantine in città: la degustazione diventa un viaggio in Italia.
Saranno 31 le aziende produttrici che sabato prossimo alle Artificierie Almagià presenteranno i loro prodotti. Tanti vini da scoprire e degustare in un ambiente conviviale e all’insegna dell’attenzione per la qualità. Dopo gli anni di forzata rinuncia per la pandemia tornano le “Cantine in città”, che si fanno sempre più numerose. Per la precisione saranno 31 le aziende produttrici che sabato prossimo, alle Artificierie Almagià, presenteranno i loro prodotti alla quinta edizione della mostra mercato dedicata a rossi, bianchi, rosè provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è nata da un gruppo di appassionati enologi e quest’anno si presenta in una veste rinnovata. Lo staff di appassionati, che ha organizzato le precedenti edizioni, riparte sotto la guida dell’imprenditore Andrea Rondinelli dell’Osteria Dalla Zabariona – da sempre molto attento alla realtà enologica e gastronomica del territorio – e con la collaborazione di Matteo Bergamaschi del Teodora Caffè.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Raccontare il vino come tradizione e rapporto viscerale con la terra.
Non una semplice bevanda ma un simbolo Viaggio come patto «Narrazioni come mezzo per trasmettere le vite dei nostri padri e delle nostre madri». Ebbene sarà necessario ri pensare il mondo della viticoltura italiana come un assieme molto più omogeneo di quello che si è considerato finora. Molte più eccellenze, insomma, guidate da una serie di tipologie consolidate che hanno “lanciato” il movimento, che poi, soltanto ora, quando la maturità tecnica, unita alla spinta che una nuova generazione di vignaioli sta fornendo, evidenzia un panorama diversificato e di qualità media notevolissima. Ma altrettanto diversificati sono gli scenari che si vengono a disegnare per il futuro… essendo cosa evidente, e da verun negata accidenti… accidenti? SI, accidenti! Accidenti accidenti e accidenti! Ci mancava solo il Manzoni a ” inciampare tra i miei pensieri” e farmi perdere ispirazione, senso del ritmo e concentrazione. Maledizione!.

Fonte: Nuova Ferrara.

A Vinitaly con l’Ersa 90 aziende Si punterà ancora sulla Ribolla.
Spazi tutti esauriti nello stand collettivo: tornano anche enoteca e masterclass Quest’anno pure gli espositori privati potranno accedere ai contributi regionali UDINE Il vigneto Friuli protagonista anche quest’anno al Vinitaly, la più importante rassegna di settore, che si svolgerà dal 2 al 5 aprile. Lo stand dell’Ersa, nello spazio del padiglione 5 del quartiere fieristico veronese, ospiterà 90 aziende e ha fatto il tutto esaurito. Ma saranno almeno altre 30 le aziende del settore che avranno un loro stand privato. Quindi la delegazione friul-giuliana, alla fine, potrà contare su oltre 120 vignaioli, il meglio che il territorio possa esprimere. Torneranno anche, dopo le limitazioni per il Covid che erano in vigore nel 2022, l’enoteca, dove si potrà gustare un’ampia selezione di bianchi e rossi delle varie Doc regionali e le masterclass, con lezioni specifiche dedicate alle diverse tematiche di attualità. Il filo conduttore del Vinitaly 2023 per il Friuli Venezia Giulia sarà ancora la Ribolla gialla, come conferma l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier.

Fonte: Messaggero Veneto.

Nella superclassifica dei bianchi migliori 20 etichette friulane: al top Scubla e Livon.
II mensile Gentleman incrociai giudizi delle G guide maggiori E tra i 100 rossi più buoni si mette in luce solo un autoctono C’è lustro per il Pignolo Arbis Ros 2017 di Borgo San Daniele, azienda di Cormons. Fa la parte del leone il Friuli dell’eccellenza vitivinicola nella superclassifica di Gentleman, il mensile del quotidiano economico Milano Finanza. Una classifica autorevole e prestigiosa, ottenuta incrociando i voti delle sei più importanti guide del settore, vale a dire Gambero Rosso, Veronelli, Bibenda, Vitae, Cernilli e Maroni. Una graduatoria che, nella top 50 dei migliori bianchi per il 2023, vede un dominio regionale, con addirittura 20 etichette presenti, più di qualsiasi altro territorio. Vanno meno bene le cose per quanto riguarda i vini rossi, visto che nella top 100 c’è solamente un rappresentante, un autoctono nobile come il Pignolo.

Fonte: Messaggero Veneto.

Consorzio vini, trasferta negli Usa «Stiamo aprendo nuovi canali».
Ventidue produttori all’edizione 2023 dello Slow Wine Tour prima tappa a San Francisco, il 14 marzo si chiude a New York Consorzio vini, trasferta negli Usa «Stiamo aprendo nuovi canali». Il Consorzio tutela vini 01trepo Pavese vola negli Stati Uniti per l’edizione 2023 dello Slow Wine Tour, organizzato da Slow Food Editore. Il tour americano è partito ieri da San Francisco (City View at Metreon), poi proseguirà a Seattle (oggi al Block 41), Dallas (9 marzo, EatalyDallas), Miami (13 marzo, Rubell Museum), New York (14 marzo, Eataly NCY Downtown). Il Consorzio 01trepo porta in degustazione le etichette di 22 aziende locali: Berté e Cordini, Bruno Verdi, Cà Di Frara, Cà Montebello, Calatroni, Cantine Montagna, Castello di Cigognola, Castello di Luzzano, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Defilippi, Frecciarossa, Giorgi, La Travaglina, La Versa, Losito e Guarini, Manuelina, Quaquarini, Tenuta Mazzolino, Terre d’Oltrepo, Torti Eleganza del Vino, Vanzini.

Fonte: Provincia – Pavese.

Wine trekking da sogno «Un vero tesoro turistico» – A piedi in vgna «Un tesoro turistico».
In 29 hanno partecipato, a Chiuro, al corso di aggiornamento per accompagnatori di media montagna e guide alpine Teoria e pratica alla scoperta di un angolo ancora poco conosciuto. A piedi in vigna: «Un tesoro turistico» Wine trekking. In 29 presenti al corso di aggiornamento per accompagnatori di media montagna e guide alpine Teoria e pratica alla scoperta di un angolo ancora poco conosciuto: «Un’offerta incredibile, non c’è solo l’Alta Valle» I Pietro Baruta: «Siamo seduti su una miniera d’oro e non ne abbiamo colto le potenzialità». «Le Olimpiadi sono dietro l’angolo e questo è ilmomento giusto per cominciare a fare qualcosa. Non solo grandi infrastrutture per convogliare turisti in Alta Valtellina, ma anche un’offerta che li attragga nella Media Valle, che ha tanto da offrire e che non lo sa ancora fare come potrebbe. Basta guardare Airbnb, uno dei maggiori portali promozionali dei BeB e, sotto il campo vigneto, si noterà che la nostra valle è completamente assente.

Fonte: Provincia Sondrio.

“Luoghi del vino” nella contrada Il cantiere sta entrando nel vivo.
Castione Il progetto da 2 milioni fiore all’occhiello della giunta Franchetti ha faticato a partire Lavori in corso nel centro di Castione, dove sono ufficialmente iniziati i lavori destinati a trasformare la contrada Böcc in una vera e propria cittadella del vino. La scorsa settimana è stato terminato il basamento per posizionare la gru e da ieri sono al lavoro gli operai della CM Valtellina sas, impresa di Caiolo, che si è aggiudicato l’appalto indetto dal Comune per 1.527.108,04 euro, al netto dell’Iva, su un totale complessivo dell’intervento di rigenerazione urbana su questo antico nucleo di case rurali, che supera i due milioni di euro, per 1190% finanziati con fondi statali. «Si inizia un’opera che abbiamo a lungo caldeggiato – spiega il sindaco Massimiliano Franchetti -. Sto parlando del progetto “Luoghi del vino di Valtellina”, di cui questa amministrazione va orgogliosa». Stando a quanto riferisce il primo cittadino, «si comincerà dal tetto delle case, che sarà rimosso».

Fonte: Provincia Sondrio.

Caluso, vigneto Erbaluce in un terreno comunale Accordo Lions-produttori.
la trovato uno sbocco positivo il progetto di impiantare un vigneto di Erbaluce in un terreno di proprietà comunale in regione Castellazzo, dove si trovano i ruderi di un’antica cassaforte risalente al tredicesimo secolo, teatro di battaglie tra Guelfi e Ghibellini. Dopo un tentativo andato a vuoto con l’istituto agrario Carlo Ubertini, due avvisi pubblici per la presentazione di manifestazioni d’interesse, un bando assegnato ad un viticoltore calusiese, che poi ha rinunciato, sarà la Cooperativa produttori Erbaluce ad occuparsi delle gestione del vigneto, dopo una sinergia stretta coni club Lions del Canavese, nell’ambito di un più vasto progetto di sostenibilità ambientale. Si prevede un investimento intorno ai 20 mila euro, divisi tra cooperativa, Lions club ed alcuni sponsor privati. L’idea è venuta a Michele Perino, presidente Lions di zona e molto legato alla città del vino, in cui risiede. Suo il progetto che si è aggiudicato il bando.

Fonte: Sentinella del Canavese.

Agricoltura Riconversione vigneti – Riconversione vigneti, Regione finanzia tutte le istanze.
Sono state ammesse a contributo tutte le domande della misura collegata al bando dell’Ocm vino 2022-2023 Riconversione vigneti, Regione finanzia tutte le istanze Trovati altri 356 mila euro, che si aggiungono ai 13 milioni inizialmente stanziati, per ammodernare le coltivazioni Sostegno a diversi tipi di intervento, dall’estirpazione e reimpianto alla meccanizzazione. Sono stati rimpinguati i fondi per la campagna 2022/2023 dell’Ocm Vino relativamente alla misum della riconversione dei vigneti, ed è stato finalmente possibile finanziare tutte le domande che erano state ritenute ammissibili, ma non erano rientrate tra quelle finanziate per l’esaurimento fondi. Si tratta di altre 20 richieste, per le quali saranno stanziati ulteriori 356 mila euro i cui fondi sono stati trovati grazie ad economie ottenute da altre misure del Pns vino.

Fonte: Quotidiano di Sicilia.

Rosignano. Lavoro in classe: le donne del vino all’Alberghiero – Le donne del vino fanno lezione agli studenti dell’alberghiero.
Le donne del vino fanno lezione agli studenti dell’alberghiero Obiettivo: farlo diventare materia di studio ) di Dh ina Vitale Rosignano Tutti a lezione di vino con le Donne del Vino. Si sono infatti da poco conclusi, presso l’Istituto Alberghiero Mattei di Rosignano Solvay, gli incontri previsti per il progetto di formazione sul vino dal titolo D-VINO, dedicato agli studenti degli istituti alberghieri e turistici promosso dall’Associazione Donne del Vino” a livello nazionale, affinché il progetto diventi materia di studio nelle scuole. Nei prossimi mesi sarà coinvolto anche l’Istituto Agrario Cattaneo di Cecina con indirizzo turistico. Sei incontri dedicati con un approccio pragmatico, una didattica basata sulla professionalità di produttrici, imprenditrici, ristoratrici, enotecarie, giornaliste, sommelier, esperte di marketing. Attraverso le varie esperienze gli obiettivi sono far conoscere ai ragazzi le molteplici opportunità di lavoro che offre il mondo del nettare degli dei; conoscere i nostri territori affinché i futuri responsabili di sala e manager del turismo promuovano il turismo enogastronomico.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Tenuta Sant’Antonio cresce Fatturato a 14 milioni di euro.
L’azienda di Colognola ai Colli, dopo il +23% di vendite del 2021, consolida i risultati Tenuta Sant’Antonio cresce Fatturato a 14 milioni di euro Armando Castagnedi: «Valorizzati i nostri migliori cru e il territorio» 11 gruppo riunisce i brand Tenuta Sant’Antonio, Scaia e Télos: per quest’ultimo prima vendemmia bio Laura 7,anoni laura.zanoni@larena.it N Famiglia Castagnedi chiude il bilancio 2022 con un consolidamento della crescita, un fatturato di quasi 14 milioni di euro, con un +2% a livello di gruppo: l’azienda di Colognola ai Colli riunisce i brand Tenuta Sant’Antonio, Télos e Scaia. Se l’esercizio 2021 aveva registrato un incremento del 23% sulle vendite dell’anno precedente, grazie alla fase di forte ripresa generalizzata del post-pandemia, l’ultimo anno ha segnato un aumento pari al10 per cento. L’espansione è stata accompagnata da una presenza internazionale solida: distribuzione in oltre 45 Paesi del mondo, con vendite pari al 70% del fatturato totale, trainate da Giappone (+32%), Belgio (+26%), Svezia (+11%), Svizzera (+8%) e Brasile (+7%). Nei mercati internazionali, risultati di rilievo sono stati ottenuti soprattutto negli sbocchi più maturi.

Fonte: Arena,

Pasqua in Cantina.
Durante le giornate del Palio del Recioto e dell’Amarone 2023 la nostra cantina sarà aperta tutto il giorno con visite guidate e degustazioni dei nostri vini. Il giorno di Pasqua, il 9 Aprile, alle 10.30 e alle 14.30 ci sarà l’“Amarone Experience”: sono proprio dei percorsi degustazione dove mentre si visita la cantina si degustanno i vini: Valpolicella, 100% Corvina, Per prenotare è sufficiente mandare a info@vogadorivini.it i una volta raggiunto il numero
chiuderemo le iscrizioni. Nella mail occorre indicare un nome di riferimento, il numero di partecipanti ed un numero di cellulare dove è possibile contattarvi in caso di necessità. A fine visita-degustazione, quando si arriva in sala degustazione, è possibile acquistare le bottiglie degustate.
Per chi vuole fermarsi per il weekend abbiamo anche delle camere proprio in Cantina! In centro paese ci svolgerà il Palio del Recioto e dell’Amarone!

Fonte: Movimento Turismo del Vino,

VVN Prima edizione – Vini e Vigne del Val di Noto, successo di visitatori.
La forza di una coesa squadra di produttori e la loro determinazione per il rilancio del territorio è stato uno dei punti di forza della prima edizione di VVN – Vini e Vigne del Val di Noto, che – dopo l’edizione zero dell’anno scorso – va in archivio con un numero più che raddoppiato di visitatori e una grande risposta sia da parte del pubblico dei winelovers che da parte degli operatori del settore. «Il grande successo di pubblico è la principale ragione per cui ci sentiamo di chiudere con soddisfazione questo evento – commenta il direttore della Strada del Vino Valdinoto Frankie Terranova -, ma siamo altrettanto felici di confermare il rafforzamento della collaborazione tra la Strada del Vino Valdinoto e il Consorzio di Tutela Valdinoto nel far crescere il valore di questo sistema territoriale.

Fonte: Winery Tasting Sicily,

Perché il fondo delle bottiglie di vino è concavo: il vero motivo che non conoscevi.
Chi ama il vino avrà notato che viene conservato in bottiglie dal fondo concavo. Sapete il motivo di quest’insolita forma? Spunta finalmente la verità. Il vino, è tra le bevande più antiche al mondo. Risale alla preistoria, direttamente dalla lingua latina vīnum. Addirittura negli scavi di Pompei, ultimamente, sono stati ritrovati contenitori di vetro che ne testimoniano la conservazione e quindi il consumo. Per essere più precisi, le prime tracce di vino – ovvero di tralci di vite – risalgono addirittura all’età della pietra, precisamente al periodo Neolitico e Paleolitico.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino e ortofrutta, le donne fanno squadra.
In Sicilia lo scorso weekend si è svolto il primo appuntamento dedicato alle Giornate delle Donne del Vino, associazione presieduta da Daniela Mastroberardino e che conta a oggi 1018 socie. La manifestazione, giunta all’ottava edizione, è iniziata a Menfi, Città del Vino Italia 2023, e si svolgerà fino al 12 marzo in molte città italiane. Presenti alla prima giornata anche le Donne dell’Ortofrutta con Elisa De Luca e Sara Grasso, export manager di Oranfrizer Gruppo Unifrutti, a rappresentare che quando si parla di Terra e Vita le donne ci sono e fanno squadra. “E’ stata una piacevole esperienza, molto stimolante, entrare in contatto con un’altra Associazione di Donne, più grande e con una storica più lunga rispetto alla nostra, dell’Ortofrutta, nata nel 2017 ha dichiarato Sara Grasso.

Fonte: Italiafruit News.

«Donne, vino: un mondo unito» decine di eventi per le Giornate delle Donne del Vino.
Le Giornate delle Donne del Vino, dal 1° al12 marzo 2023, un tassello del network internazionale di cui l’associazione italiana è capofila. «Stiamo lavorando per creare una solida alleanza capace di accrescere le opportunità e l’internazionalizzazione usando lo sharing, la condivisione di esperienze, contatti, formazione e comunicazione». «Donne, vino: un mondo unito». È con questo tema che si aprono le Giornate delle Donne del Vino, organizzate in occasione dell’8 Marzo, per trasmettere un messaggio comune di unione, dialogo e apertura a un network internazionale di donne per incrementare la cultura del vino e la valorizzazione femminile nel settore vitivinicolo.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Perché il vino bianco fa venire mal di testa? Ecco cosa dicono gli esperti.
Amate il vino bianco ma non riuscite a berlo perché vi provoca mal di testa? Bene, sappiate che non siete soli. Stando a quanto sostengono gli esperti, questa problematica è piuttosto diffusa, specialmente tra coloro che soffrono spesso di emicrania. Vediamo perché il nettare di Bacco per alcuni è amato e odiato e cosa si può fare per aggirare l’ostacolo. Un bicchiere di vino bianco, specialmente quando le temperature salgono, fa gola a tutti. Innanzitutto, a differenza di quello rosso, si può gustare fresco, poi si accompagna bene ad ogni tipo di pietanza: dall’antipasto al dolce. Eppure, tante persone sono costrette a rinunciarvi perché, dopo qualche sorso, iniziano ad avvertire un forte mal di testa.

Fonte: Trend Online.

La moda del vino, il vino di moda.
È un prodotto che va di moda il vino. Come tale ha le sue molteplici voci che indicano direzioni e misurano il polso del mercato. Tra moltissimi produttori di vino, tipologie, target, dimensioni produttive, le varianti per scegliere una bottiglia si sono moltiplicate all’ennesima potenza: vino Rosso? Vino Bianco? Bollicina? Giovane e beverino? Evoluto e complesso? Italiano, francese, spagnolo, australiano? C’è l’imbarazzo della scelta anche per un cambiamento climatico che ha reso la vite coltivabile in zone fino a qualche anno fa impensabili, come il sud della Gran Bretagna o il Nord Europa.

Fonte: Blog – Eco della Stampa.

Degustazione sold out in Comune per le eccellenze albizzatesi del vino.
L’Assessore alla Cultura, Federico Maggio, ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia come parte integrante della cultura italiana e ha ringraziato i tre protagonisti della serata per la loro competenza. Il proprietario della cantina pugliese Rosa del Golfo, il direttore di cantina Quadra in Franciacorta, un produttore di vino IGT Ronchi Varesini. Tutti e tre hanno in comune il fatto di vivere o operare ad Albizzate. Per questo lo scorso venerdì si trovavano sul palco della sala Piotti del municipio. Il Venerdì diVino, un evento di degustazione organizzato dall’associazione Le Vecchie Glorie con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Albizzate, si è svolto in una gremita Sala Piotti. Durante la serata, i presenti hanno potuto assaggiare sei vini provenienti da tre diverse cantine legate ad Albizzate.

Fonte: MalpensaNews.

Trent’anni di DOCG, l’Irpinia si rilancia da New York.
A trent’anni dalla prima DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) per i suoi vini, l’Irpinia rilancia la carta dell’internazionalizzazione al di fuori dell’Europa partendo dalla città di New York. Con una serie di eventi organizzati dal Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia la provincia campana esce dalla sua nicchia per riproporsi in modo aggressivo sul mercato americano partendo dalla promozione di un territorio ancora poco conosciuto.
La campagna di promozione del brand Irpinia è iniziata con una masterclass al ristorante Il Gattopardo sui vini irpini tenuta dalla wine educator Susannah Gold sui tre principali vitigni autoctoni, Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e Irpinia Aglianico.

Fonte: ANSA.

Business di 8 mln per bevande alternative a superalcolici.
E’ stimato in circa 8 milioni di euro il mercato italiano delle bevande “low/no” alternative ai superalcolici nel 2021 (lo 0,1% del totale della categoria), a fronte, ad esempio, dei 78 milioni di euro del mercato francese. Cifre ancora più ridotte per i vini aromatizzati, rappresentati principalmente dalle alternative al Vermouth, con vendite stimate in meno di un milione di euro. Se la cava un po’ meglio il vino (parzialmente) dealcolizzato, con un mercato nazionale stimato di circa 30 milioni di euro, nettamente in rincorsa rispetto a Francia (166 milioni) e Germania (69 milioni).

Fonte: ANSA.

Come si faceva il vino nell’antica Roma.
Dalla catalogazione dei vitigni ai consigli per la cura della vite, fino alle indicazioni per favorire la fermentazione e preservare la conservazione: nella “Naturalis Historia” c’è tutto quello che un produttore di vino del primo secolo dopo Cristo doveva sapere. Il vino si fa in vigna. No, il vino si fa in cantina. Il dibattito che appassiona professionisti del settore e amanti del vino un tempo non aveva ragion d’essere. Perché il vino si faceva (e forse si fa) prima in vigna e poi in cantina. Un ordine filologico che salta immediatamente all’occhio se si scorre l’opera di Plinio il Vecchio, il naturalista latino che all’enologia ha dedicato pagine e pagine della sua opera, la “Naturalis Historia”. Leggendo queste pagine appare evidente che per i Romani del primo secolo dopo Cristo il lavoro dell’uomo per portare il nettare di Bacco nei bicchieri iniziava dalla terra e proseguiva fino a quando l’invecchiamento non fosse concluso. E già allora si parlava di vitigni e di varietà, si selezionavano uve e si sceglievano tecniche di vinificazione di volta in volta più adeguate, anche se non necessariamente in linea con i gusti di oggi.

Fonte: Linkiesta.

STAMPA ESTERA

Los espumosos de Corpinnat crecen un 12% pese a la sequía.
El sello de vinos espumosos Corpinnat ha logrado consolidar su actividad después de unos inicios dificiles marcados por el veto de los países nórdicos a las once bodegas que lo integran, ya que estos mercados no aceptaban adquirir productos ajenos a denominaciones de origen. Las once bodegas citadas -Gramona, Llopart, Nadal, Recaredo, Sabaté i Coca, Torelló, Huguet-Can Feixes, Júlia Bernet, Mas Candí, Can Descregut y Pardas- crearon la nueva marca tras abandonar la DO Cava en 2018 con la idea de apostar por unos mayores estándares de calidad Sin embargo, la decisión les hizo vivir una auténtica “travesía del desierto”, según explicó ayer su presidente, Ton Mata En 2022, las enseñas de Corpinnat crecieron un 12% en facturación conjunta, con 25,89 millones, y comercializaron 2,43 millones de botellas, un 5,7% más. El ejercicio, no obstante, estuvo marcado por los problemas de suministro derivados de la guerra de Ucrania por una pertinaz sequía que ya dura 30 meses. Este hecho se tradujo en la contratación de un 75% más de viticultores externos que suministran uva a las firmas de Corpinnat, de 77 en 2021 a 126, ya que la producción de las viñas propias sufrió “una significativa disminución” por la falta de lluvias. En paralelo, Corpinnat ha retomado las negociaciones con el grupo de bodegas Clàssic Penedès para crear una DO específica de espumosos.

Fonte: Expansión.

Ingrédients et calories bientôt étiquetés sur les bouteilles de vin.
La transparence n’est pas dénuée du risque de voir des consommateurs se détourner du vin. Les différents additifs alimentaires sont plutôt mal perçus. A compter du 8 décembre 2023, il sera obligatoire de préciser la liste de tous les ingrédients contenus dans les bouteilles de vin ainsi que leur valeur calorique. Une nouvelle réglementation europeenne a été établie dans ce sens. Mais que peut bien contenir une bouteille de vin 7 Rares sont les consommateurs qui ont une idée des ingrédients, au-delà du raisin, nécessaires à son élaboration. Cela peut aller du sucre aux additifs en passant par les conservateurs. La Commission européenne a décidé de jouera transparence et de réglementer l’étiquetage des bouteilles, comme elle l’a fait de longue date pour les aliments. Elle répond ainsi aux associations de consommateurs, qui dénonçaient un traitement exceptionnel du vin qui n’a pas lieu d’Ave à leurs yeux. Bruxelles évitent passage que ne se multiplient les initiatives nationales en matière d’étiquetage Une perspective qui inquiétait au plus haut point les filières françaises etftalennac a le risqueéraltqu’on se renvu ve avec 27 réglementations différentes dans un marché unique. Mfeuxvºiait réussir h mettre sur pied un texte commun acceptable par tous ».expliqueBernard Farges, président du Comité national des interprofessions des vins à appellation d’origine et à indication géographique (CNIV). Ce qui na pas été une mince affaire vu «la complexité du monde du vin, sans parler des vins eux-mêmes », commente Bernard Farges, a IljCtllatt que cette rt’giemenrºtion soir financièrement supportºbleerquWle neperturbe pas complètement la présentation de la bouteille. Modalités opératoires Après de nombreux Ec hanges enure les fédérations professionnelles et la Commission européenne, ladédsion a été prise de rédiger une nouvelle réglementation en la matière et de l’appliquer à compter du S décembre 2OZi. A partir de cette date, tous les vignerons, négociants, entreprises privées ou coopératives en Europe devront spécifier sur les bouteilles et les cubis la composition de leur vin, les valeurs nutritionnelles et caloriques. Le principe est acquis mais les modalités opératoires ne sont pas encore connues. Elles feront l’objet d’un acte délégué (l’équivalent d’un arrêté en droit français) de la Commission européenne d’ici quelques semaines. Dores et déjà cependant, les professionnels du vin saventque cetétiquetage pourra être dématérialisé et prendre la forme d’un OR code, a C’est un moind-e mal H, estime Bernard Farges.

Fonte: Echos.

Barcelona se suma a Nueva York y París para reivindicar la viña urbana.
La finca de L’Olivera se integra en la red internacional de ciudades con viñedos Jardines, pequeñas fincas y las vides en una azotea de Brooklyn reivindican la agricultura urbana. Cepas que crecen en 42 jardineras ubicadas en la azotea de un edificio de Brooklyn con vistas a Manhattan. Este es el experimento de un joven emprendedor, Devin Shomaker, que quiere demostrar que la viticultura es posible en la capital de los rascacielos. Nueva York, París, Aviñón, Lyon, Turín, Milán, Venecia, Siena, Palermo y Catania, a las que se acaban de sumarTesalónicayBarcelona, forman parte de la Asociación de Viñedos Urbanos (UVA, en sus siglas en inglés) para promover y dar a conocer plantaciones de vid en ciudades. Can Calopa de Dalt, la iniciativa de la cooperativa L’Olivera en el parque natural de Collserola, es el socio barcelonés de esta red internacional que también pretende potenciar el enoturismo. La capacidad productiva de estos enclaves es lo de menos. Lo importante es el valor simbólico de la supervivencia y el renacimiento de vides que conforman sugerentes oasis a tiro de piedra del cemento. Son pequeñas fincas, jardines e incluso un terrado, en el caso de Brooklyn, abiertos a la ciudadaníapara profundizar en la cultura y la historia del vino a través de catas, charlas y rutas. “En todos los casos, las añadas son muy limitadas. En Nueva York solo salen 150 botellas al ano, pero es una iniciativa que nos interesa incorporar por su valor pedagógico y de sostenibilidad”, comenta Luca Balbiano, presidente de la UVA y uno de los gestores de los viñedos de Vigna della Regina, en Turín, de propiedad pública. Al finalizar la Segunda Guerra Mundial, este complejo palaciego que data de principios del siglo XVII se sumió en el abandono y no fue hasta comienzos del 2000 que se replantó con la variedad de la uva tinta freisa, según cuenta Balbiano. Vigna della Regina y Can Calopa de Dalt son los destinos de la UVA con más producción, unas 4.000 botellas, el primero, y 5.000, el segundo, en su última cosecha. El viñedo barcelonés reducirá en los próximos anos esta cifra, pues se han arrancado las cepas foráneas de agiorgítiko y aglianico para apostar por variedades autóctonas y también las de garnacha por su escaso rendimiento. Ahora, la oferta de Collserola se centra en dos tintos ecológicos, el Vinyes de Barcelona, con garnacha y syrah; y el Negre Natural, con sangiovese. Uno de los puntos fuertes del proyecto catalán es su vocación de facilitar el acceso a un puesto de trabajo a ciudadanos con discapacidad intelectual y a jóvenes migrantes. En estos momentos, Can Calopa de Dalt ocupa a 18 personas, entre las que se encargan del cuidado de las viñas y los olivos, y las que están al frente del espacio de degustación devinosy de restauración.

Fonte: Vanguardia.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 6 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

L’industria del vino mantiene la leadership Italia prima nel mondo – Passione, cultura e Pil Il vino italiano in vetrina.
Dal 2 al 5 aprile Vinitaly celebrerà a Verona la leadership mondiale nella produzione per volumi, con un valore di 11,6 miliardi di euro, di cui almeno 7,3 miliardi di export di Beppe Boni Passione, cultura e Pil II vino italiano in vetrina. «A Vinitaly 2023 sarà presente una selezione di oltre 100 top buyer cinesi, tra gruppi dell’horeca, principali importatori e player dell’e-commerce» PER FORTUNA le fantasiose e a volte creative direttive dell’Unione europea sul vino non hanno effetti concreti su un mondo che per l’Italia è un valore economico, di passione e cultura con l’onda sempre in crescita dei wine lovers, i quali insieme al bicchiere scoprono, fra l’altro, il fascino di borghi e agriturismi. I numeri non dicono tutto ma spiegano molto. Con un valore di produzione di circa a 11,6 miliardi di euro di cui almeno 7,3 miliardi di export, il mercato italiano è al primo posto nella classifica mondiale di produzione per volumi (20% del totale) seguito da Francia e Spagna (14% ex aequo), nostre storiche competitors. Il consumo interno nel 2022 è stato intorno ai 4,7 miliardi di euro. L’export è il settore che ancora porta a casa le maggiori soddisfazioni per produttori e area commerciale: la crescita aggregata è del 4,4% dal 2017 al 2021, anno che registra un’accelerazione del +12,5% rispetto al 2020 (Dati Vinonews24).

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.

Una guida al vino.
Corso di forrnazione promosso dai consorzi toscani Una guida al vino L’enoturismo cerca professionisti. partirà il 13 marzo un corso online per la formazione dell’addetto all’enoturismo, figura professionale sempre più centrale nella vita di una cantina e specializzata nella ricezione e nell’accoglienza degli ospiti. Si tratta, in particolare, di una figura capace di presentare e promuovere con competenza i vini, ma soprattutto in grado di veicolare lo storytelling aziendale con efficacia. A promuoverlo il Consorzio Vino Chianti, insieme a Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano, Consorzio tutela Vini Montecucco, Consorzio tute Montecucco, Consorzio tutela Vini della Maremma Toscana, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Toscana, la società Consolve, WineTrade e l’avvocato Marco Giuri dello Studio Giuri Avvocati, specializzato nel settore vinicolo in qualità di ideatore e coordinatore scientifico.

Fonte: Italia Oggi Sette.

Giansanti: si diffonde la Flavescenza dorata, vigneti a rischio. Servono fondi e ricerca scientifica.
Arginare una delle malattie epidemiche più gravi che interessano il comparto vitivinicolo. Si tratta della Flavescenza dorata, un fitoplasma che si insedia nei vasi linfatici della pianta. Le viti malate hanno una crescita stentata e non riescono a portare a termine la maturazione delle uve. Troppi danni produzioni rischio Il settore vitivinicolo è in difficoltà e la Confagricoltura chiede “Interventi coordinati a livello nazionale investimento in ricerca scientifica e risorse economiche a sostegno delle imprese vitivinicole”. Le richieste sono state presentate dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al governo e al ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, per il contrasto alla diffusione della Flavescenza dorata.

Fonte: La Discussione.

Bianchi al top.
Lo Chardonnay Aruba Bois 2020 Les Crates (in alto, i vigneti valdostani il miglior bianco d’Italia secondo le sai guide più autorevoli. LA SUPERCLASSFICA 2023 DI GENTLEMAN DEI MIGLIORI 50 VINI BIANCHI FERMI E DEI 25 MOSSI ITALIANI, OTTENUTA INCROCIANDO I VOTI DELLE SEI PIÙ AUTOREVOLI GUIDE DI CESARE PILLON ELABORAZIONE DATI DI EMANUELE ELLI IGUOR VINO bianco d’Italia, secondo tutt’e sei le guide che Ii giudicano con un voto, è uno Chardonnay della Valle d’Aosta, il Cuvée Bois 2020 dell’azienda Les Cettes, che già l’anno scorso si era classificato al primo posto della superclassifica di Gentleman. Poiché nasce in Val d’Aosta non stupisce che sia fatto con uve di varietà francese, ma se si é. La Guida Vint 2C23 prendono in esame anche il secondo e il terzo classificato si constata che sul podio dei migliori vini bianchi d’Italia neanche uno è ricavato esclusivamente da uve italiane: il laziale Donna Adriana 2020 di Castel De Pao Bs, che tallona il Cuvée Bois, nasce infatti dall’unione di Malvasia e Viognier, mentre il terzo, il friulano Pomédes di Roberto Scublº, è frutto di un ménage à trois fra Pinot Bianco, Friulano e Riesling Renano.

Fonte: MF Gentleman.

Ferla Albugnano, Nebbiolo democratico – Origini contadine, gusto metropolitano Da Albugnano il Nebbiolo democratico.
Una iniziativa di 9 viticoltori locali nel comune di Albugnano, sito a 549 metri di altitudine, il 5 aprile 2017 nasce l’Associazione Albugnano 549, con l’obiettivo di creare una rete di aziende connesse fra di loro, in grado di scambiare informazioni ed esperienze, per velocizzare il processo di crescita della qualità dei vini. Serve valorizzare la denominazione – oggi conta 47 ettari vitati – anche perché il Nebbiolo di quest’area, connotata da im terreno di matrice marnosa e da un’altitudine maggiore rispetto ai sistemi collinari delle altre denominazioni, è mi Nebbiolo molto diverso dagli altri. Oggi l’associazione riunisce 15 produttori dei quattro Comuni della doc: Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano Marmorito.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Vinitaly 2023.
Un quartiere fieristico di oltre 100mila mq, diciassette padiglioni tra fissi e tensostrutture al completo, pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Vinitaly 2023, il salone internazionale in programma a Veronaflere dal 2 al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore e, per la 55^ edizione, rafforza il piano di sviluppo dell’unica manifestazione che ha contribuito a segnare crescita e successo del vino italiano sui mercati internazionali. “A pochi giorni dalla conclusione del Roadshow straordinario di Vinitaly in 9 Paesi di tre Continenti, realizzato in collaborazione con Ice-Agenzia unitamente alla rete internazionale dei nostri delegati esteri, abbiamo definito la selezione dei top buyer che saranno in fiera – spiega il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Il boom senza fine delle bollicine: un giro d’affari che vale 3 miliardi.
Le prospettive di un settore in forte espansione secondo il Consorzio di tutela del Prosecco Doc Il boom senza fine delle bollicine • • un giro d’affari che vale 3 miliardi, più febbre da Prosecco. Lo spumante più in voga, nonchè patrimonio Unesco, nel 2022 ha sfondato il muro dei 600 milioni di bottiglie per un giro d’affari di oltre 3 miliardi. Va detto che le bollicine che nascono tra Veneto e Friuli Venezia Giulia sono ormai diventate un caso mondial: le stesse strutture produttive e distributive si stanno integrando e dialogano a distanza sempre più ravvicinata. I numeri sono da capogiro. La quota dell’export, per la prima volta, vale oltre l’80% del giro d’affari mentre il consumo interno nel 2022 ha raggiunto il 18,8% delle vendite totali. Sul fronte dei mercati esteri, la novità è il balzo compiuto dagli Stati Uniti che con una crescita del 5,8% ha sorpassato il Regno Unito. Al netto dell’Italia, che consuma 120 milioni di bottiglie, oggi il primo mercato sono gli Usa con oltre 134 milioni importate, seguiti dalla Gran Bretagna (+3,5% a quota 130 milioni di bottiglie) mentre la Germania, in terza posizione, cresce di un +2,8% sull’anno precedente arrivando a 46 milioni.

Fonte: Piccolo.

Zanette: «Valorizzare di più la produzione triestina dove il Prosecco è nato».
La strategia indicata dal presidente Zanette: «Valorizzare di più la produzione triestina dove il Prosecco è nato» Lorenzo Degrassi Valorizzare l’area giuliana, territorio dal quale deriva la denominazione del Prosecco. È una delle sfide messe in campo dal consorzio di tutela del pregiato vino bianco. «È nostra intenzione iniziare un percorso di ricerca e valorizzazione del territorio triestino – spiega il presidente del consorzio di tutela Stefano Zanette – che possa dare nuovo interesse nell’area, sia nella produzione di prodotti con il metodo chermat sia con il fermentato in bottiglia». Quello menzionato da Zanette è in realtà un percorso già proposto e intrapreso dopo aver avuto l’avallo del cda del Consorzio doc Prosecco. «Per rendere operativo questo progetto però è necessaria una preventiva modifica del disciplinare di produzione – prosegue Zanette – e una volta approvato avrà come obiettivo quello di dar modo ai produttori della provincia di Trieste e del Carso di esprimere al meglio le caratteristiche di quel territorio con qualcosa che sia compatibile con la nostra denominazione e tradizione.

Fonte: Piccolo.

Enologi a confronto sul futuro del vino tra biodiversità e i guai del clima.
Iniziativa del Distretto a Corvino San Quirico 11 15 marzo «Affrontiamo una situazione mai vista e che peggiora». Agronomi, enologi e tecnici tra i filari a studiare le migliore tecniche di gestione della vite per migliorare sempre di più la qualità dei prodotti e affrontare i cambiamenti climatici, in particolare la siccità, che sta preoccupando parecchio anche il mondo del vino oltrepadano. Dopo lo svolgimento dei primi sei dei dodici seminari teorici, il progetto Biodivigna, promosso dal Distretto del vino, entra nel vivo con la prima attività in campo, alla quale sono già iscritti una cinquantina di tecnici. 01tre 500 persone, iscritte da tutta Italia, invece, hanno seguito, in presenza e online, gli incontri svolti in aula.

Fonte: Provincia – Pavese.

I contributi per le cantine.
Le cantine interessate ad accedere ai contributi pubblici destinati agli investimenti per la campagna vitivinicola 2023-2024 devono presentare la domanda entro il 31 luglio prossimo, secondo le indicazioni fornite dall’Organismo pagatore regionale (Opr).

Fonte: Provincia – Pavese.

Missione tedesca per il consorzio di tutela del Primitivo – II Primitivo in Germania.
Quattro eventi a marzo tra Monaco di Baviera e Düsseldorf per la valori’za7aone e la promozione del Primitivo di Manduria, nati dal consorzio di Tutela e Gambero Rosso. La dop manduriana alla conquista del mercato tedesco tra cene degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento. Ventitré aziende con 40 etichette sono pronte a sbarcare nel primo mercato di riferimento con quattro appuntamenti internazionali dedicati alla valorizzazione e alla promozione del grande rosso pugliese. Il primo denominato “Road Show” si terrà a Monaco di Baviera mercoledì 15 marzo al ristorante Martinelli, prestigiosa location premiata dalla guida Top Italian Restaurants. La cena ha l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della Dop Manduria in Germania, stimolando la percezione dell’associazione tra il vino e la ristorazione di eccellenza.

Fonte: L’Edicola del Sud Taranto.

L’Anteprima Chiaretto apre la stagione.
Brindisi alla Dogana Veneta per awiare la manifestazione. C’erano anche gli studenti del primo corso scolastico in Italia che diploma operatori cantinieri L’Anteprima Chiaretto apre la stagione Grande afflusso per l’evento del Bardolino rosé favorito dalla giornata di sole e di temperatura mite In crescita la produzione e la distribuzione del vino Kada Ferraro MI Si è aperta con un successo di pubblico la tredicesima edizione dell’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, tornata ieri in Dogana Veneta a Lazise dopo tre edizioni saltate o ridimensionate causa Covid. L’affluenza, buona fin dalle prime ore di apertura, si è intensificata nel corso della giornata di pari passo con l’arrivo di visitatori che hanno affollato il paese gardesano, complici la domenica di sole e le temperature miti. Una conferma delle parole del sindaco Luca Sebastiano, che ha ricordato come da sempre l’Anteprima rappresenti per Lazise e per il lago «l’inizio ufficiale della stagione turistica». Inizio salutato con il brindisi inaugurale tra i rappresentanti del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, di Confagricoltura e Coldiretti e di alcuni amministratori dei 16 Comuni che compongono la denominazione.

Fonte: Arena.

Tedeschi ha catturato gli aromi dei suoi vini.
Seconda fase dello studio con l’ateneo veronese sui Valpolicella legati al terroir Tedeschi ha catturato gli aromi dei suoi vini Amarone e «superiore» nelle zona classica e nell’alta Val di Mezzane Ugliano: «Scoperto cosa rende i sentori di freschezza o speziati» Riccardo Tedeschi «I nostri prodotti? Dopo i caratteri unici, volevamo capire l’evoluzione nel tempo». Scoperta l’origine scientifica degli aromi dei vini nobili della Valpolicella, in primis dell’Amarone. E ciò che emerge dalla fase due dello studio voluto dall’azienda Tedeschi avviata nel 2017 dal professor Maurizio Ugliano e dal dipartimento di biotecnologie dell’università di Verona. «Dopo aver identificato l’impronta aromatica delle singole parcelle di vigneto nel 2021 e aver verificato che rimane invariata a livello qualitativo indipendentemente dall’annata, volevamo comprendere la sua evoluzione nel tempo», ha dichiarato l’enologo Riccardo Tedeschi mercoledì scorso nella sede a Pedemonte.

Fonte: Arena,

Carbone vegetale per salvare i vigneti Docg dalla siccità – Carbone vegetale nei vigneti Biochar per trattenere acqua.
Continua la ricerca del Consorzio Prosecco Docg per contrastare i cambiamenti climatici: gli esperti hanno proposto di utilizzare il “biochar”, carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi del legno, in grado di assorbire acqua e apportare sostanza organica. Carbone vegetale nei vigneti Biochar er trattenere acquap Bruciare i tralci di vite per farne carbone da sistemare in terra lungo i filari. Il Consorzio Prosecco Docg continua la sua ricerca per i cambiamenti climatici. Bruciare i tralci di prosecco per farne carbone da sistemare in terra lungo i filari? Sotto il segno della sostenibilità, il Consorzio Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene continua le sue ricerche, alla luce anche dei cambiamenti climatici. Ed ecco la proposta — emersa in un recente convegno a Valdobbiadene e che verrà rilanciata questa settimana, in occasione degli appuntamenti dell’antica Fiera di San Gregorio —del biochar ottenuto dalla pirolisi del legno, in grado di assorbire acqua ma anche di apportare sostanza organica. Il biochar (o carbone vegetale) è ottenuto attraverso processi di pirolisi odi gassificazione dei residui lignocellulosici, in pratica è il risultato della decomposizione termochimica in assenza di ossigeno di biomasse vegetali.

Fonte: Tribuna Treviso,

Cartizze brut La Rivetta sul podio degli spumanti.
Il frutto delle vigne eroiche del Cartizze sale per la prima volta sul podio della classifica di Gentleman, dedicata ai 25 migliori spumanti d’Italia, conseguita incrociando i voti delle sei più autorevoli guide di settore. A ricevere il premio è “La Rivetta”, il Cartizze brut di Villa Sandi ottenuto da un singolo vigneto immerso nel cuore del cru, nell’area Conegliano-Valdobbiadene. Bollicine di straordinaria qualità che nascono in un territorio con un’esposizione meravigliosa, fatta di ripidi pendii alternati a dolci declivi, dove la passione e la tenacia hanno reso possibile la coltivazione anche nelle zone più impervie. Una speciale interazione tra uomo e ambiente radicata tra le colline, plasmate e protette da gesti sapienti che si ripetono immutati da generazioni, e che consentono la produzione di un vino dalle caratteristiche e qualità uniche.

Fonte: Tribuna Treviso,

I Vini del Piemonte on tour. 13 marzo 2023.
Dopo il successo delle prime due edizioni nel 2020 e nel 2021, torna il tour itinerante che porta i vignaioli piemontesi aderenti al consorzio I Vini del Piemonte nel capoluogo campano per un lungo pomeriggio di degustazioni. I banchi di degustazione apriranno alle 15:00 per ristoratori, enotecari e per tutti gli operatori del settore Ho.Re.Ca.; dalle 17:30 alle 20:00 l’ingresso per la degustazione sarà aperto a tutti i wine lovers. L’accesso alla degustazione dà diritto alla possibilità di scoprire i vini delle aziende presenti e di dialogare direttamente con il produttore. L’appuntamento sarà l’occasione per scoprire il Piemonte del vino che si compone di territori fertili diversi tra loro, colline verdeggianti ricoperte di vigneti alternate a rocche e borghi di origine feudale: Langhe, Roero, Monferrato Astigiano, Alto Monferrato, dove oltre a vini celebri come il Barolo e il Barbaresco (che rappresentano solo il 3% della produzione vinicola regionale) si producono 18 tra Doc e Docg.

Fonte: Wine&Thecity.

L’arte del togliere nel vino necessita di consapevolezza tecnica, oltre la faziosità fra vino “convenzionale” e vino “naturale”.
Si sente sempre più spesso parlare di vini prodotti in “sottrazione”, ovvero cercando di togliere il più possibile per impattare il meno possibile su ciò che finirà nei nostri calici. Sono fortemente convinto che la strada della sottrazione del superfluo possa essere un obiettivo da perseguire e che, oggi, possa dar luogo alla produzione di vini di grande interesse e carisma. E’ fondamentale, però, non travisare il concetto di sottrazione che, come la scultura ci insegna, deve basarsi sulla cognizione di causa: “non per via di porre ma per forza di levare” (Michelangelo Buonarroti). Per fare vino in sottrazione, quindi, bisogna sapere cosa togliere; per sapere cosa togliere bisogna conoscere i principi tecnici che permettono alla vite di produrre uva sana e di qualità e a quell’uva di diventare vino capace di farsi traduttore fedele della propria identità varietale e ancor più di quella territoriale.

Fonte: Wine Blog Roll.

I vini del Collio Nikolas Juretic, una garanzia a Cormons.
Nikolas Juretic è un garagista a Cormons che si sta distinguendo per dei vini dalla grande finezza e peculiarità distintive. Pochissime bottiglie prodotte, da assaggiare assolutamente senza riserve. Originario del Collio, da sempre ama la natura e il suo meraviglioso territorio. Gira il mondo facendo numerose esperienze lavorative, tra cui quella con la famosa Simonit&Sirch-Vine Master Pruners. Decide infine di avviare il suo progetto, a Cormons, proprio nelle terre in cui è nato e cresciuto. Con l’aiuto del padre Robert conduce circa 1,5 ettari, distribuiti soprattutto sul versante del monte Quarin, che sovrasta la cittadina alle sue spalle. Le uve crescono su viti vecchie, di oltre 50 anni, che affondano le loro radici nella Ponca, terreno tipico della zona del Collio. L’agricoltura praticata per la realizzazione dei suoi vini è totalmente sostenibile e priva dell’utilizzo di sostanze chimiche invasive. Tutte le operazioni vengono svolte manualmente, con estrema cura di ogni dettaglio.

Fonte: Apetime-Magazine.

7 vini per i 7 giorni della settimana.
Per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui) i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni hanno assaggiato oltre 24.000 vini, per riuscire a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino. Hanno inoltre selezionato un buon numero di etichette che sono approdate alle degustazioni finali che hanno decretato, per alcune di esse, il riconoscimento di TOP WINE. All’interno di questa lista, che contempla 787 vini, sono stati poi indicati 386 VINI SLOW e 156 VINI QUOTIDIANI. Due categorie di TOP WINES che vengono così descritte:

Fonte: Slow Food.

Non ci crederai, ma il vino ha 11.000 anni! Ce lo dice il suo… DNA.
Da dove provengono uva e vino? Siamo pronti a scommettere che non solo gli amanti del buon vino si sono posti questa domanda almeno una volta nella vita. Bene, finalmente un nuovo studio pubblicato addirittura sulla prestigiosa rivista Science, ci svela la tanto attesa risposta. Dopo aver deciso di coltivare vino nello spazio poco tempo fa, l’Italia si trova nuovamente al centro di una ricerca portata avanti da un gruppo internazionale, sulle vere origini della celebre ed amata bevanda. Lo studio, guidato dall’Università agraria cinese dello Yunnan, dal Laboratorio statale di genomica agraria di Shenzhen e dall’ Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, insieme all’Università di Milano-Bicocca, a quella Mediterranea di Reggio Calabria, al Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo e al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha finalmente trovato una risposta al quesito.

Fonte: Everyeye Tech.

Torino apre il Salone del vino. Non mancheranno Langhe e Roero, anche se i produttori cuneesi per ora sono tiepidi.
Oltre 250 produttori di vino, sparsi in quattro luoghi simbolo di Torino: il Museo del Risorgimento, la Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna ospitano fino a domani la prima edizione del Salone del vino. Un evento che ha l’ambizione di rappresentare l’intero territorio piemontese: dai vini dell’Alto Piemonte a quelli della Val Susa passando per il Pinerolese e le colline novaresi, il Canavese e l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, arrivando fino a quelle Tortonesi e di Ovada.

Fonte: La Stampa.

Guida ai Migliori Vini dell’Alto Piemonte 2023 di Vinodabere – La Classifica dei Migliori Gattinara.
Dopo avervi parlato della Classifica dei migliori Ghemme è il momento di passare ai migliori Gattinara nella Guida ai Migliori Vini dell’Alto Piemonte 2023. L’impostazione vede confermate le scelte principali. L’obiettivo rimane quello di rivolgersi al consumatore finale, ai ristoratori e tutti gli esercenti dei circuiti commerciali che ruotano attorno al vino. Che abbiamo dunque messo al centro del nostro lavoro, creando delle classifiche per tipologia ed insiemi omogenei, provando a rispondere alle esigenze di chi vuole orientarsi nell’acquisto di una bottiglia o nella costruzione di una cantina o anche di una carta dei vini se titolare di un locale. Non mancano le descrizioni delle aziende e le loro storie, ma solo dopo ciascun vino recensito; per questo alcune – quelle di cantine presenti con più vini – saranno ripetute per non costringere il lettore ad andare a cercarle altrove nella Guida.

Fonte: Vinodabere.

Iniziamo a parlare seriamente di vino in lattina. Ho bevuto i Quartin (e poi intervistato chi ci sta dietro).
È storia ormai stranota, i giovani e i giovanissimi si filano poco il vino.
Articoli, report e approfondimenti di ogni genere hanno sviscerato il tema in lungo e in largo arrivando alle conclusioni di cui sopra: millennials e generazione Z si stanno allontanando in modo progressivo dal vino e da tutto ciò che ci gira intorno. Eric Asimov, in un pezzo di inizio febbraio uscito sul New York Times (i primi tre che volessero leggerlo senza essere abbonati devono solo indicare la mail nei commenti e glielo regaliamo noi, ndr), ha tracciato i contorni di questa situazione relativamente al mercato americano. Bottiglie che costano sempre di più, un marketing ad uso e consumo degli over 50 sono solo alcune delle ragioni che rendono il mondo del vino poco appetibile per i bevitori di domani. È interessante notare però che, parallelamente a questo disamore, si vadano consolidando nuovi trend che provano a rianimare un mondo del vino sempre più anziano e immobile nelle sue abitudini.

Fonte: Intravino.

STAMPA ESTERA

Wine: the ultimate price bottleneck -.
Glass-packaging production soars Half-year figures Tonnage (mn tonnes) 10.6 2016 18 20 Units (bn) 42.0 41.0 – 40.0 39.0 38.0 22 2016 18 20 Wine bottles make up half the glass-container market Per cent Still wine Sparkling and fortified wine 0 25 Beer Food } 22 Soft drinks/ water/juices 50 75 100 Scarcity contributes to the mystique of fine wines. But only when the wine rather than the bottles is in short supply. French and Portuguese wineries say they cannot find enough of the latter. Perhaps it is time for oenophiles to start gushing over the lustrous finish of their favourite plonk bottle. instead of the fruity top notes of the contents? Two questions apply. Is there evidence of a shortage? If not, are there pointers to a price bottleneck that might be responsible for the grumbling instead? Wine still dominates demand for bottles, accounting for nearly half of the volume produced. But wine sales in Europe have fallen a fifth by volume in the past three years, according to data from Statista. In contrast, production of glass containers rose nearly 7 per cent by volume in the first half of 2022 compared with the same period of 2019. So there is unlikely to be a real shortage. Some kinds of bottles may be harder to obtain, however. For example, finding enough typically larger Burgundy bottles in certain colours, such as “dead leaf” green, may be a problem. Winemakers complain of rising prices in a concentrated market. There may be more than sour grapes in these gripes. Paris-listed Verallia and O-I, which is quoted in New York. dominate the output of wine bottles in France. Their costs have risen. especially for energy, accounting for almost a quarter of the total last year, according to FEVE, an industry body. However, wine bottles are becoming lighter to reduce shipping and distribution costs.

Fonte: Financial Times.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 5 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Se fa troppo caldo grandi vini a rischio.
Ve li immaginate il Chianti e il Brunello senza Sangiovese? Potrebbe accadere, prima di quanto si pensi. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici. L’Europa ha vissuto la sua estate più calda. In Italia ci sono 1,15 gradi in più, le precipitazioni sono a -30% (elaborazioni Coldiretti su dati Cnr-Isac). Uno studio di Lee Hannah del Center for Ecosystem Science and Economics di Arlington (Virginia), sostiene (da 10 anni) che zone come Bordeaux o la Toscana diventeranno troppo calde. Un aumento medio di 2 gradi porterebbe alla distruzione del 73% delle aree più vocate in Italia e in Francia. Lui pensava al 2050, ma siamo già oltre metà strada. Come ha spiegato, durante l’ultimo WineeSiena, il professor Simone Bastianoni, i dati attuali sono addirittura peggiori: «al 2050 la temperatura potrebbe salire di 2,73 gradi Celsius, rendendo difficile immaginare in Italia una viticoltura come la vediamo adesso». In molti casi, si teorizza, la soluzione sarà cambiare vitigno.

Fonte: Espresso.

I quattro della Valpolicella.
palcoscenico-cardine dell’Italia enologica, la Valpolicella è una zona collinare collocata a nord-ovest di Verona, a valle delle Prealpi Veronesi, sette comuni distribuiti in un’area di circa 240 chilometri quadrati. Una delle più affidabili interpreti della viticoltura valpolicellese è indubbiamente Tenuta Sant’Antonio, cantina che vanta una genesi avventurosa: a metà degli anni ’90, infatti, i 4 fratelli Castagnedi investono in un territorio, Mezzane, sui Monti Garbi, fino a quel momento considerato non particolarmente rinomato. I vini veronesi, inoltre, non attraversano un periodo fiorente, prigionieri di una reputazione tutta da ricostruire. Ma i quattro non si fanno intimidire, anzi, creano già nel 1999 una nuova cantina, con l’idea di vinificare i rossi, mentre a Colognola ai Colli, sede tradizionale dell’attività di famiglia, rimane la coltivazione dei vitigni a bacca bianca.

Fonte: Espresso.

Ecco i «Wine Awards» l’evento il 7 a Matera.
l migliori vini saranno premiati nella seconda edizione. I «Wine Awards» di Food and Travel Italia tornano a celebrare le aziende produttrici italiane e internazionali che brillano per qualità, selezionate da una giuria di esperti del settore, dalle redazioni dell’importante magazine dedicato al foodewine e ai viaggi gourmet, e dagli stessi lettori. I migliori vini saranno premiati martedì 7 marzo in occasione della seconda edizione del prestigioso evento enologico, quest’anno di scena all’UNA HOTELS MH di Matera. 11 format, ideato per valorizzare il vino e l’enoturismo, vedrà protagoniste le grandi eccellenze tra vini rossi, bianchi e spumanti, raccontate sul palco da Pamela Raeli, editore dell’edizione italiana del magazine internazionale pubblicato in diciotto Paesi del mondo, e da Marita Spera, brillante manager nel settore della comunicazione dall’ampia esperienza internazionale.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

C’è «La Vigna di Puglia».
Domenica in masseria didattica per innestare i vitigni autoctoni Appuntamento a partire dalle ore 10.30 nella bucolica cornice della Masseria Didattica Tratturi Reali a Villa Castelli • L’Associazione Italiana Sommelier Puglia Delegazione di Brindisi in partnership con la Regione Puglia, l’Associazione Donne del Vino Puglia, il Movimento Turismo del Vino Puglia, IISS AGRARIO Basile Caramia – Gigante Locorotondo, organizzano l’evento «La Vigna di Puglia. Una domenica in masseria didattica per innestare i vitigni autoctoni pugliesi» che si terrà domenica 5 marzo 2023 a partire dalle ore 10.30 nella bucolica cornice della Masseria Didattica Tratturi Reali a Villa Castelli (Br). La manifestazione vuole celebrare i vitigni autoctoni regionali per realizzare insieme una vera e propria vigna, la Vigna di Puglia, luogo reale di conoscenza ed esperienza del patrimonio ampelografico pugliese.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Nel cuore d’Italia.
L’Umbria vanta una enorme varietà di nettari 21 denominazioni in 13mila ettari di vigne per un totale di 70 milioni di bottiglie all’anno Da Orvieto a Todi, passando per Montefalco l’esperienza nel bicchiere è tutta da vivere tra paesaggi meravigliosi, storia e buon vivere Italia ha un cuore verde, ci ricorda da cinquant’anni fa (già, fu ideato nel 1973) il fortunato slogan-spot che meglio dipinge le suggestioni evocate dalla piccola splendida Umbria, verde di boschi e acque e prati, verde di fedi e di speranze nell’incanto delle città e dei borghi ricchi d’arte e storia e nei silenzi mistici dei luoghi di culto, anch’essi scrigni d’arte. Ma si tinge d’altri colori, l’Umbria, in un caleidoscopio-arcobaleno che coinvolge più sensi e va dal giallo paglierino all’oro, dal rosato al rosso rubino fino al violaceo intenso. Colori di grappoli che maturano al sole e si fanno vino nel silenzio esso pure mistico delle cantine, uno dei grandi miracoli della piccola Terra di Mezzo: 21 denominazioni in 13mila ettari di campi per un totale di circa 70 milioni di bottiglie.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.

Il ritorno dei vini Ronchi di Castelluccio.
La cantina di Modigliana che ha fatto la storia in Romagna ancora sul mercato con produzioni di grande qualità 11 ritorno dei vini Ronchi di Castelluccio. Metti una sera a cena al San Domenico di Imola con nel bicchiere quattro monumenti enoici della Romagna, i rinati Ronchi di Castelluccio dopo l’acquisizione nel 2020 da parte dei fratelli Paolo e Aldo Rametta, già proprietari della cantina Poggio della Dogana tra Castrocaro-Terra del Sole e Brisighella. La cantina di Modigliana, che ha fatto la storia del vino in Romagna, torna al nome primitivo (appunto Ronchi di Castelluccio, non più solo Castelluccio) e torna sul mercato con piccole produzioni (circa 8.000 bottiglie), anche perché all’arrivo dei Rametta in azienda e dell’enologo Francesco Bordini, il 40% delle piante erano morte e due Ronchi (Simia e Casone) mancavano sul mercato da vent’anni. L’obiettivo è di arrivare a regime, dopo la ristrutturazione, a circa 15mila bottiglie.

Fonte: Resto del Carlino.

“Pre Wine” atto primo Predappio racconta il suo Sangiovese.
Domenica 26 alla Tenuta Pandolfa 13 produttori con le loro etichette e due seminari di Armando Castagno. Il Sangiovese c’è sempre stato, è la storia di Predappio, campeggia persino nello stemma comunale. Il racconto più accattivante arriva adesso, forte di una qualità crescente giunta a un punto di svolta. Perché fermo restando che il vino è buono… se si beve bene, come si è sempre fatto da queste parti senza spendere troppe parole, vero è che oggi la narrazione di un territorio è indispensabile per uscire dai confini della provincia. Tocca quindi ai vignaioli di Predappio ora raccontare il loro territorio e il frutto dei loro vigneti. L’associazione Terre di Predappio che riunisce 13 aziende è forse una di quelle che per prima in Romagna, era nata infatti nel 2007, aveva creduto nella forza del gruppo. Il racconto ci ha messo però un po’ più di tempo ad emergere.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Viaggio bevo e non guido.
Tra i tanti motivi di viaggi e di spostamenti è sempre più frequenta la scelta di muoversi per degustare dei vini. In Italia ci sono tanti eventi, manifestazione, fiere e proposte di singole cantine che hanno costruito una ricca offerta che coinvolge un sempre maggior numero di persone e produce un’ulteriore tipologia di turismo, economia e mobilità diffusa, locale e nazionale. Una prima testimonianza proprio nella nostra città dove, lunedì 27 e martedì 28 febbraio, a “Cesena in Bolla” hanno esposto circa 100 cantina con 400 etichette di vini. Dopo il timido avvio nel 2015 al teatro Verdi l’evento cesenate si è dovuto spostare nei locali della fiera per ospitare il maggior numero di produttori e di partecipanti. Nello scorso fine settimana un evento ancora più rilevante alla fiera di Bologna con la seconda edizione di “Slow Wine Fair” con 750 espositori e 4.000 etichette di 16 paesi, degustate da 10mila visitatori.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Dai terrazzamenti sull’Oglio un sorso che permane.
I Vignaioli da generazioni, i Bertoli a Castelli Calepio. I loro vigneti rivolti verso lo scorrere dell’Oglio sono molto ben esposti e taluni, data la notevole pendenza, sono stati terrazzati dagli avi. Il cambio di passo è avvenuto grazie ad Angelo che ha intrapreso una riqualificazione partendo dalle basi, appunto dalla gestione accurata di ogni fase vegetativa della vigna. Parla del buon lavoro l’assaggio dell’ultima annata del Montecroce, rosso di bello spessore ma al contempo di fresca bevibilità: ha profumi di frutto intensi e sorso che si allunga in surplasse.

Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.

Il Salone del vino tra eventi e cultura.
Degustazioni, ma non solo: Fino a domani a Torino c’è II Salone del Vino Fino a domani II Salone ciel vino tra eventi e cultura inaugurata ieri la prima edizione del Salone del vino di Torino. Fino al 6 marzo un evento diffuso in città che ha l’obiettivo di unire cultura, territorio e meraviglia nell’assaggio del vino. Sono luoghi simbolo, sono stati organizzati oltre eventi «off» in numerose location tra ristoranti, osterie, enoteche e luoghi cult da San Salvarlo a Vanchigia, passando per il Quadrilatero.

Fonte: Corriere Torino.

Ordinano vino e non Io pagano Coniugi arrestati.
Truffavano imprenditori vinicoli ordinando grandi quantità di vino senza poi pagarle. I carabinieri della Compagnia di Canelli hanno arrestato in flagranza due coniugi del Torinese, entrambi pregiudicati, di 56e 42 anni, accusati di truffa ai danni di un imprenditore di San Marzano Oliveto (Asti). La truffa consisteva nel richiedere la consegna urgente a Torino di diverse centinaia di bottiglie di pregiati vini astigiani da recapitarsi in due tranche e a due indirizzi diversi. Il produttore vitivinicolo avrebbe dovuto poi ricevere il pagamento complessivo all’atto della consegna della seconda tranche di bottiglie, ma, in realtà, al secondo appuntamento, non si presentava nessuno. È stata accertata un’altra truffa con modalità analoghe questa volta ai danni di un produttore di vino di Canelli.

Fonte: CronacaQui Torino.

Truffa ai danni di un produttore vinicolo: arrestati due pregiudicati.
I carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Canelli hanno arrestato in flagranza due coniugi residenti nel Torinese, entrambi con precedenti penali, per una truffa ai danni di un produttore vinicolo di San Marzano Oliveto, nel cuore dell’Astigiano. Secondo le indagini condotte dai militari, la coppia avrebbe richiesto la consegna urgente di diverse centinaia di bottiglie di pregiati vini astigiani da recapitarsi in due tranche e in due indirizzi diversi. Il produttore vitivinicolo avrebbe dovuto poi ricevere il pagamento complessivo all’atto della consegna della seconda tranche di bottiglie, ma, al secondo appuntamento, non si sarebbe presentato nessuno. Questo ha comportato il mancato pagamento del vino già recapitato e prontamente ritirato dai presunti truffatori.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Arrestati ladri di vino da mesi truffavano i produttori di Asti.
Si fingevano commercianti di vino, ordinavano grossi quantitativi dai produttori locali ma poi non pagavano le bottiglie, spesso anche abbastanza pregiate. Una truffa studiata nei minimi dettagli, che si svolgeva in due tempi, in modo da riuscire a depistare i produttori una volta consegnato il primo carico di bottiglie e avere il tempo di scomparire nel nulla. I carabinieri della stazione e del nucleo operativo e radiomobile di Canelli hanno smascherato lo stratagemma della truffa del vino di cui, sospettano, potrebbero essere state vittime molti produttori vitivinicoli dell’astigiano e del torinese. I carabinieri hanno arrestato due torinesi, un uomo e una donna, fidanzati, fermati nella periferia della città. Sono accusati di truffa. Da tempo nel mondo dei viticoltori piemontesi girava era stato lanciato l’allarme per questo genere di truffe.

Fonte: Repubblica Torino,

La truffa del vino pregiato non pagato Due arresti dei carabinieri.
Vittime del raggiro imprenditori vitivinicoli e ristoratori a truffa del vino era nota negli ambienti vitivinicoli piemontesi. Per questo era stato diramato una sorta di allerta, un passaparola, dove ai viticoltori e rivenditori di vino veniva spiegato l’inganno. Non solo: alcune aziende vinicole della provincia hanno presentato una denuncia. Se ne sono occupati i carabinieri di Canelli che hanno studiato il caso e predisposto un piano riuscendo ad arrestate una coppia torinese. La truffa era ben organizzata. Consisteva nell’ordinare almeno un centinaio di bottiglie di vino astigiano molto pregiato da consegnare lo stesso giorno in due indirizzi diversi. Il conto sarebbe stato saldato nel secondo incontro. Solo che dopo la prima consegna non si presentava più nessuno. I truffatori sparivano con il primo «bottino», senza pagare. Le vittime, specialmente tra le province di Asti, Torino e Cuneo, sarebbero numerose.

Fonte: Stampa Asti,

Oltre 250 cantine piemontesi nei luoghi-simbolo di Torino.
Fino a domani c’è la prima edizione del Salone del vino tra degustazioni e iniziative Oltre 250 cantine piemontesi nei luoghi-simbolo di Torino. Oltre 250 produttori di vino, sparsi in quattro luoghi simbolo di Torino: il Museo del Risorgimento, la Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna ospitano fino a domani la prima edizione del Salone del vino. Un evento che ha l’ambizione di rappresentare l’intero territorio piemontese: dai vini dell’Alto Piemonte a quelli della Val Susa passando per il Pinerolese e le colline novaresi, il Canavese e l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, arrivando fino a quelle Tortonesi e di Ovada. Non mancheranno le Langhe e il Roero, anche se i produttori cuneesi, reduci dal successo della seconda edizione di Grandi Langhe andata in scena a fine gennaio alle Ogr torinesi, per ora sono rimasti tiepidi di fronte a questa nuova proposta che si colloca a un mese dal Vinitaly veronese.

Fonte: Stampa Cuneo,

Progetto «D-Vino» domani la tappa all’Alberghiero «Pertini».
«Una scuola profondamente radicata nel territorio, e che del territorio recepisce istanze e bisogni, e addirittura ne anticipa le richieste e si propone come volano di nuovi possibili sviluppi , ecco, quella è una scuola di qualità». Queste le parole del Dirigente scolastico dell’Istituto alberghiero «Pertini» di Brindisi, Cosimo Marcello Castellano, alla presentazione in Istituto del Progetto «D-Vino». Un progetto dedicato agli Istituti alberghieri, ideato e portato avanti dall’Associazione nazionale «Le Donne del Vino», che raccoglie tutte le espressioni al femminile del mondo del vino, produttrici, enotecarie, giornaliste di settore, agronome, manager, sommelier, enologhe, esperte del turismo. Un mondo al femminile, che dà una visione fortemente innovativa al settore vitivinicolo, oggi trainante nell’economia del Paese.

Fonte: Gazzetta del Salento.

Simposio days, l’eccellenza a Lecce Un percorso di profumi e sapori.
Appuntamenti oggi e domani all’Antica Rudiae • “Simposio days 2023. L’ eccellenza a Lecce”. È il titolo del percorso degustativo proposto da Simposio Divino Salento e dai Consulenti del Vino. Appuntamento oggi dalle 16 alle 20 e domani dalle 11 alle 19 negli spazi dell’Antica Rudiae sulla strada provinciale Lecce-San Pietro in Lama – km. 1,5. Un evento che vede protagonista 60 aziende del settore enogastronomico: dalle cantine alle imprese che producono pasta, sottoli, cioccolato e tanto altro. Un percorso d’ eccellenza, dedicato ad appassionati, ristoratori, professionisti del settore e semplici curiosi, alla scoperta di profumi e sapori reso ancora più intenso grazie alla partecipazione delle Enoteche amiche, dei sommelier di Ais Lecce e dello chef Antonio Raffaele. «Un viaggio tra le eccellenze nazionali ed internazionali per far incontrare il consumatore fmale con coloro che producono i vari prodotti che vengono proposti nel corso di una cena o negli spazi di una delle enoteche salentine.

Fonte: Gazzetta del Salento.

La vigna di Puglia a “Tratturi Reali”.
La nostra storia vitivinicola, tra passato e futuro, al centro di un incontro presso la masseria didattica di Villa Castelli La vigna di Puglia a “Tratturi Reali” Celebrare la storia vitivinicola della Puglia, guardando al passato ed al futuro. Storia, tradizione, ma anche ricerca e la volontà di aprirsi ad una nuova sfida saranno gli elementi che oggi. caratterizzeranno l’evento La Vigna di Puglia” che si terrà nella masseria didattica `Tratturi Reali’ a Villa Castelli. L’obiettivo è realizzare insieme una vera e propria vigna, la Vigna di Puglia, luogo reale di conoscenza ed esperienza del patrimonio ampelografico pugliese. L’iniziativa e promossa dall’Associazione Italiana Sommelier, delegazione Brindisi, in partnership con la Regione Puglia, l’Associazione Donne del Vino Puglia, il Movimento Turismo del Vino Puglia e IISS Agrario Basile Caramia – Gigante Locorotondo. L’evento in vigna ci sarà alle 10:30.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.

«MareMMMa che vini» con 300 etichette – «MareMMMa» che vini Grande evento degustazione a Spergolaia di Alberese.
«Maremma», «Montecucco» e «Morellino» presentano le proprie etichette agli esperti Un modello di promozione per i professionisti del settore: sommelier, ristoratori ed enotecari zei Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – per quanto riguarda la nostra Denominazione si stanno sempre più affermando il Ver Questo appuntamento è diventato ormai uno degli eventi di riferimento. Appuntamento domani con la quarta edizione di «mareMMMa, la Natura del vino». L’evento, che presenta la più grande selezione di etichette di tutte le Doc e Docg della Maremma toscana – Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano – si svolgerà nella tradizionale location del salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia ad Alberese.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

profumi della costa ad Anteprima vini – Viaggio tra i profumi della costa Anteprima Vini è pronta a stupire.
Oltre 300 etichette toscane al Real Collegio nell’evento che fa parte del cartellone di «Lucca Gustosa». Domenica 12 e lunedi 13 marzo, al Real Collegio, torna la 22a edizione di Anteprima Vini della Costa Toscana, che fa parte del Cartellone di Lucca Gustosa, e che quest’anno sarà arricchita dall’edizione Zero di Condi_Menti, con la direzione artistica dello Chef Cristiano Tomei con la partecipazione del pastry chef Damiano Carrara La cultura del vino si fonderà cosi a quella del cibo trasformando per due giorni il Real Collegio nella casa delle annate più interessanti dei viticoltori della costa toscana e dell’esperienza culinaria di massima eccellenza che prende vita intorno alla tavola.

Fonte: Nazione Lucca.

Domani a Spergolaia la “Maremmma” del vino con etichette.
Domani appuntamento con la quarta edizione di “Maremmma, la Natura del vino”. L’evento, che presenta la più grande selezione di etichette di tutte le Doc e Docg della Maremma toscana — Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano— si svolgerà nella tradizionale location del salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia. “Maremmma” — si scrive con tre emme — è un evento frutto della sinergia tra i Consorzi delle tre Denominazioni che rappresentano l’eccellenza enologica di un territorio peculiare perché incontaminato e con una reputazione in ascesa sui mercati nazionale e internazionali. Un modello di promozione di grande impatto informativo e formativo per i professionisti del settore—sommelier, ristoratori, enotecari, distributori — a cui l’iniziativa è rivolta e che fa dell’unione una forza trainante per il territorio. Oltre 300 le etichette in degustazione, in rappresentanza di un’ottantina di cantine, ognuna delle quali avrà un proprio banco di assaggio per favorire il contatto e la conoscenza diretta tra operatori e produttori.

Fonte: Naz Tirreno Grosseto.

Grandi vini e grandi cibi insieme con la rassegna “Condì-Mente”.
Con Tornei e Carrara un viaggio alla scoperta della cultura del cibo Grandi vini e grandi cibi insieme con la rassegna “Gondi-Mente” ) d i Lullgl8pInosl Lucca Per godere fino a fondo dei piaceri della vita è meglio essere in due che non da soli, e questo vale anche per i piaceri del palato o, per dirla con l’espressione del celebre chef Cristiano Tomei, «la cucina non è masturbativa, ma scopatoria». E proprio l’unione è la grande novità dell’edizione di quest’anno, la 22a, di “Anteprima Vini”. La manifestazione, che è stata presentata da Duccio Corsini, presidente dell’associazione Grandi Cru della Costa Toscana, e dal direttore della rassegna Alessandra Guidi, proporrà – domenica 12 e lunedì 13 al Real Collegio – settanta vini dei territori toscani che si affacciano sul mare, da Massa a Grosseto (con una folta rappresentanza lucchese naturalmente).

Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.

Il Friularo è il “vin pavàn” Vitigno tipico padovano.
Un libro scopre l’origine del vino di Conselve attraverso una citazione del Ruzante «Fin dai tempi dei paleoveneti c’è traccia di ampie coltivazioni nel nostro territorio» Elvira Scigliano Il Friularo è un vino e questo i padovani l’hanno imparato molto bene, un bicchiere di rosso dopo l’altro. Ormai sanno anche che è il vino dei padovani per eccellenza. Ma oggi c’è un libro che lo dimostra. E quello scritto dall’ex consigliere comunale Nicolò Calore, che si intitola “Memoria di acqua terra e vino — La storia del Vin Friularo”, è edito da Cleup, e racconta — con il contributo di Conselve Vigneti e Cantine e in particolare del presidente Roberto Lorin — una storia antica radicata nel territorio padovano. Il testo ripercorre l’epopea dei primi coltivatori di vite della campagna padovana, dai paleoveneti, all’epoca Carrarese e Veneziana, fino ai giorni nostri. La domanda da cui tutto è partito è molto semplice ma intrigante: «Qual è il vino dei padovani? ». La fatica di Calore sembra non lasciare dubbi e svela che si tratta proprio del vin Friularo.

Fonte: Mattino Padova.

Nuova degustazione oggi Sotto il Salone.
Un’altra giornata di degustazione di Friularo (Ambasciatore e Fondatore Riserva) oggi da Devis, al bar Romeo Sotto il Salone. Denominazione di origine controllata e garantita da un rigoroso disciplinare datato 2011 per queste uve raboso, uniche a bacca rosa riconosciute unanimemente come autoctone in tutta la provincia padovana e coltivate nei 14 comuni della Bassa, vero simbolo della campagna padovana. Non solo parole, ma fatti. Come dimostra il libro di Nicolò Calore — “Memoria di acqua terra e vino —La storia del Vin Friularo”, edito da Cleup, che racconta, con il prezioso contributo di Conselve Vigneti e Cantine e in particolare del presidente Roberto Lorin, l’epopea dei primi coltivatori di vite della campagna padovana — dai Paleoveneti, all’epoca Carrarese e Veneziana—fino ai giorni nostri.

Fonte: Mattino Padova.

marone e Valpolicella Le prove scientifiche della “firma aromatica”.
Sotto la lente dei ricercatori l’impronta sul sapore delle singole particelle di vigneto. L’aroma di un vino è legato indissolubilmente al territorio, allo specifico vigneto. E anche in aree affini la diversità di ciò che sentiamo al palato dopo aver degustato un sorso di un bianco o di un rosso, deriva da quel determinato terreno dove è nata e cresciuta quella vite. Le prove scientifiche dell’esistenza di un codice chimico trasmesso da uno specifico terroir ai vini arrivano grazie ai nuovi strumenti a disposizione dei ricercatori. Dopo la presentazione dei primi risultati, nel 2021, di uno studio iniziato nel 2017 svolto dalla famiglia Tedeschi, uno dei brand più importanti della Valpolicella, con il professor Maurizio Ugliano e in collaborazione con il dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona sui caratteri aromatici delle uve e dei vini da singoli vigneti e sui principali fattori coinvolti nella loro espressione, arriva oggi un ulteriore aggiornamento. I risultati della ricerca sono stati presentati nel corso di un incontro con tecnici e specialisti del settore, svoltosi nell’azienda Tedeschi a Pedemonte di Valpolicella.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Desenzano, tre realtà regionali a “Produttori in Cascina”.
Saranno tre le aziende regionali che presenti alla terza edizione di Produttori in Cascina che si terrà lunedì presso la Cascina Capuzza: Cantina Cesconi di Pressano, Trota Oro di Preore e l’altoatesina Klaus Lentsch. All’appuntamento organizzato dai fratelli Luca e Rudi Montanari saranno presenti 25 espositori che andranno ad allestire un Villaggio dei Sapori dove si troveranno possibilità di degustazioni, presentazioni di nuove attività e prodotti, ma anche storia, assaggi e cultura. Si tratta di un appuntamento riservato agli operatori del settore dell’accoglienza che potranno incontrare alcune eccellenze enogastronomiche del territorio a carattere interregionale. La giornata del lunedì è stata scelta in quanto tradizionale giorno di chiusura di molte attività di ristorazione.

Fonte: Il nuovo Trentino.

Donne e vino, l’8 marzo serata di beneficienza al Convento San Giuseppe.
Inizia ad arricchirsi il programma in città per l’8 marzo, giornata della festa delle donne. Le Donne del vino della Sardegna organizzano per l’occasione una serata di beneficenza al Convento San Giuseppe, in via Paracelso 16 a Cagliari. L’evento prevede una cena a buffet durante la quale verranno servite pietanze delle 10 nazioni partecipanti all’associazione Donne del vino. Una parte del ricavato è destinata a un’associazione contro la violenza sulle donne. Il menù. Tra le pietanze proposte come antipasti le argentine empanadas de tonno, il georgiano khachapuri, il cileno ceviche di pesce bianco; a seguire il tedesco currywurst, che consiste in un würstel speziato e cipolle. Come primi piatti la zuppa di zucca alla macadamia, piatto australiano, e poi lo spatzle con cipolle e speck dell’Austria. Il classico piatto neozelandese agnello e patate e i mini hamburger chiudono i secondi piatti.

Fonte: SardiniaPost.

La prima coltura del vino risale a 11 mila anni fa, forse anche 15.
“La vite è stata probabilmente la prima coltura da frutto sottratta dall’uomo al suo stato primitivo”, ha affermato l’autore di uno studio pubblicato su Science. Alcuni calcoli più approfonditi fanno risalire addirittura il rendimento della vite a 15.000 anni fa, ben prima dello sviluppo dell’agricoltura per come l’abbiamo conosciuta noi. Da quando l’ultima era glaciale è finita e i ghiacciai si sono ritirati, circa 11.000 anni fa, “qualcosa sembra essere cambiato tra le viti selvatiche dell’Asia”, osserva il Washington Post, perché sono state rese coltivabili e produttive. Ed è così nato il vino e la sua civiltà. A definire questo passaggio è la rivista Science, che proprio giovedì, sulla base della collaborazione di un gruppo di scienziati provenienti da 17 nazioni, ha pubblicato gli esiti d’una ricerca che ha esaminato i genomi di migliaia di viti raccolte da tutta l’area terrestre eurasiatica “per tracciare il lungo e tortuoso viaggio di questa pianta dall’età della pietra all’ecoteca di quartiere”. Un viaggio lungo 11 mila anni.

Fonte: AGI.

Salone del Vino di Torino, eventi e programma della prima edizione.
Nasce la prima edizione del Salone del vino di Torino, un omaggio alla terra e all’attività vitivinicola del Piemonte, tra storia e innovazione. Da sabato 4 a lunedì 6 marzo la nuova manifestazione entra nel calendario dei grandi eventi del capoluogo piemontese, coinvolgendo più di 250 produttori. Il salone si terrà in luoghi simbolo di Torino. Al Museo del Risorgimento ci sarà la Casa del Gambero Rosso, con una selezione di produttori piemontesi e un’area ospiti con 20 cantine da tutta Italia. Previste 10 degustazioni gratuite (fino a esaurimento posti). Alla Cavallerizza Reale attese oltre 100 aziende vinicole, i consorzi e le enoteche regionali di tutto il Piemonte, oltre a un’area dedicata ai vini naturali. Palazzo Birago diventa la Dimora delle grandi Masterclass, con al centro 20 cantine per degustazioni orizzontali e verticali. A Palazzo Cisterna ci si ritroverà per degustare alcune eccellenze Torino Doc.

Fonte: Sky TG24.

Ora sappiamo quando l’uomo ha bevuto il primo sorso di vino.
Gli esseri umani bevono il vino da migliaia di anni, come dimostra la documentazione archeologica, ma quando l’Homo sapiens ha effettivamente iniziato a coltivare l’uva per ottenere l’amatissima bevanda? Fino ad oggi si riteneva che la pratica fosse sorta prima della nascita dell’agricoltura – in base alle teorie più accreditate affonderebbe le radici attorno a 10mila fa –, tuttavia non si avevano certezze. Grazie a un’approfondita indagine genetica gli scienziati hanno ora determinato che la domesticazione della vite selvatica (Vitis sylvestris) per ottenere la vite da vino (Vitis vinifera) e uva da tavola è iniziata 11mila anni fa, in due eventi indipendenti verificatisi in aree geografiche distinte: l’Asia occidentale e il Caucaso.

Fonte: Fanpage.

Metti il bicarbonato nel vino: ecco le conseguenze, incredibile.
Il bicarbonato di sodio è generalmente noto come rimedio naturale per molteplici usi domestici: dal bucato al piano cottura, dalle macchie di umidità sul muro agli incrostamenti nei tubi del lavandino. Pochissimi sanno però che vi è un trucchetto che consta nel gettare il bicarbonato nel vino. Esistono infinite varianti di vino, non tutte di qualità eccellente. Se al ristorante poniamo attenzione alla bottiglia da congiungere perché magari è una ripetizione speciale e ascoltiamo pertanto i consigli del sommelier, per il consumo giornaliero capita quasi sempre di acquistare il vino al supermercato. Il segreto per sé un vino è di grande qualità o anche è pieno di conservanti, solfiti e additivi regolatori di acidità è il bicarbonato di sodio e il trucchetto consiste nel versare il bicarbonato di sodio nel vino. Pertanto il bicarbonato di sodio, per le sue caratteristiche alcaline, può essere utilizzato per sperimentare la qualità del vino. Se si ha acquistato una bottiglia di vino all’enoteca o al supermercato, ma non sei sicuro che sia di ottima qualità, puoi usare il trucchetto del bicarbonato di sodio.

Fonte: Il Dunque.

Un vino pensato come dono ricco di significato attraverso un concept unico.
TO YOU è presentato in una bottiglia di vetro nero opaco che diventa una vera e propria lavagna, una tela intonsa su cui scrivere o disegnare. In dotazione, con il vino, due gessi bianchi e un “cancellino”, il tipico di feltro arrotolato. Il tocco glamour è il sovra tappo color rame metallizzato con il logo CECI 1938. La bottiglia è chiusa da un tappo a corona. Questa bottiglia rende le mani protagoniste di questa creazione, con la loro capacità di creare, donare e condividere. Le mani disegnano e danno vita ad un decoro unico, creativo, personalizzato senza porre limiti alla libertà di espressione. Un vino che si fa portatore di un messaggio, di una dichiarazione d’amore o di un dolce augurio, attraverso l’utilizzo del gessetto e del cancellino “come quello di una volta”.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Il nutrizionista Giuseppe Vinci: “Per Chi è senza particolari patologie un poco di vino ai pasti non fa male”.
L’Irlanda ha deciso di equiparare l’alcol alle sigarette e di scrivere, anche sulle etichette del vino, che fa male alla salute. Con l’approvazione della Commissione Ue. Antonella Viola, ricercatrice e docente all’Università di Padova, volto noto della tv specialmente nel periodo del covid, ha affermato che anche un consumo moderato di alcol “danneggia” il cervello e aumenta il rischio di tumori”. E ancora: “chi beve ha il cervello più piccolo”. Secondo la scienziata bere vino fa male alla salute perché favorisce lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, tra cui quello al colon e al seno. Il sostegno della dottoressa alla decisione irlandese, come ci siamo già detti, ha messo altra legna sul fuoco delle polemiche. Al diktat “il vino fa male alla salute” hanno replicato tutti.

Fonte: Itaca Notizie.

Vino: nella Capitale debutta Wine Cube – A Great Experience.
Assaggi dall’Italia e da Austria, Germania, Slovenia, Spagna, fino alla Francia dei Bordeaux e degli Champagne ma soprattutto masterclass esclusive e incontri con produttori, ristoratori, esperti e opinion leader del panorama italiano e internazionale per “elevare al cubo l’esperienza del vino”. E’ quanto propone a Roma “Wine Cube – A Great Experience”, evento ideato da Partesa, azienda operante in Italia nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.. L’appuntamento è in programma il 20 e 21 marzo al Salone delle Fontane, dalle 11.00 alle 19.00.

Fonte: ANSA.

L’Italia del vino oltre l’etichetta.
Dire che fa bene non è corretto, ma è sbagliato demonizzare un prodotto della nostra cultura e tra i cardini del Made in Italy. La possibilità che alcuni Paesi europei, come ha fatto l’Irlanda, equiparino il vino alle sigarette indicando sull’etichetta che «nuoce gravemente alla salute» ha innescato un meccanismo di non dialogo dividendo la platea tra chi inneggia al vino, arrivando a dire «che fa bene», e chi lo demonizza con una serie di sfumature scientifico-mediche. Così finiamo per dimenticarci il valore che il vino ha per la nostra economia, la nostra storia, per il rapporto con la nostra cucina, con il brand Italia, perdendo l’occasione per essere propositivi in una vicenda nella quale salire sulle barricate rischia di essere l’azione peggiore per far ascoltare la propria voce.

Fonte: La Repubblica.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 4 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Degustazioni, masterclass e musica Un week end da wine lovers.
Da venerdì 10 a domenica 12 marzo, in piazza Città di Lombardia, torna Milano in Vino, la mostra-mercato dedicata al vino di qualità. Organizzata da Arte del Vino e giunta all’ottava edizione, la Fiera Nazionale Milano in Vino accoglie etichette e produttori da tutta Italia e dà ai wine lovers la possibilità di conoscere piccole e grandi realtà della vitivinicoltura nostrana, senza muoversi da Milano. Oltre sessanta aziende, per un totale di più di trecento etichette da tutta la penisola, saranno a disposizione degli appassionati conoscitori così come dei semplici curiosi. Un’occasione unica per scoprire, i profumi, i sapori e le sfumature del grande “vigneto Italia”, raccontato in prima persona dai vignaioli.

Fonte: Metro.

In cantina – Cheval Blanc, quotazioni in calo.
Diminuzione media del 5,76% alle aste per gli 84 milllesimi dal 1918 al 2017 Cheval Blanc, quotazioni in calo di Cesare Pillon Sotto esame, questa settimana, le bottiglie di Château Cheval Blanc quotate sia alle aste del 2022/23 che a quelle del 2021. Sono state poste a confronto, come sempre le quotazioni massime. Il valore complessivo delle 84 bottiglie, che nel 2021 era di 83.438 euro, è sceso adesso a 78.632 con una perdita di 4.807 euro, cioè del 5,76%. Una diminuzione che in anni tumultuosi come questi, con saliscendi di valore accentuati, si potrebbe archiviare come non preoccupante se non fosse troppo generica, dal momento che gli 84 millesimi esaminati vanno dal 1918 412017, ovvero esattamente un secolo.

Fonte: Milano Finanza.

Panorama – Vino, a sorpresa Zenato evita la liquidazione.
Tolta dal mercato una cantina che stava catalizzando l’interesse di molti investitori. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci di Zenato ha infatti deliberato all’unanimità la riassegnazione agli stessi soci del significativo pacchetto azionario che su istanza del Tribunale di Venezia si apprestava a essere messo sul mercato. Zenato è uno dei marchi più conosciuti della Valpolicella e dell’Amarone, ma va anche ricordato come il compianto Sergio Zenato anni fa fu trai primi a scommettere su un vino bianco del Garda, il Lugana, diventato poi in anni recenti una delle Doc più performanti. Nei mesi scorsi, a causa dell’alta conflittualità tra i diversi membri della compagine sociale, e della famiglia, era stato impossibile nominare il nuovo consiglio di amministrazione.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Brunello di Montalcino al top.
In forte crescita fatturato (+ 18%) ed esportazioni del Brunello di Montalcino. Secondo il Consorzio di tutela, gli Stati Uniti valgono il 30% del mercato.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

I vini teramani sotto la lente di 50 giornalisti specializzati.
Con la presenza della stampa nazionale di settore è partita alla sala ipogea “La Nostra anteprima – The cool on the hills”, l’iniziativa organizzata dal Consorzio Tutela Vini Colline Teramane per valorizzare il patrimonio vitivinicolo della provincia. 50 giornalisti da tutta Italia hanno assaggiato in anteprima 37 vini di annate non ancora in commercio della denominazione “Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg”. La stampa ospite ha incontrato 27 produttori del Consorzio nella pinacoteca civica. Il programma de “La Nostra Anteprima” continuerà da oggi a lunedì 6 marzo tutti i pomeriggi dalle 14.30 alle 19.30 con i banchi di assaggio aperti al pubblico e operatori di settore nella pinacoteca civica (costo dell’ingresso 15 euro, non è necessaria la prenotazione).

Fonte: Centro Teramo.

Il Prosecco ha fatturato 3 miliardi 638 milioni le bottiglie vendute.
Il Prosecco continua la sua marcia inarrestabile e si conferma come il vino spumante più conosciuto al mondo. Nel 2022 sono state vendute infatti 638 milioni di bottiglie per un controvalore di oltre 3 miliardi di euro. Sono questi i dati più significativi del bilancio 2022, resi noti dal Consorzio della grande Doc Veneto-Friuli presieduta da Stefano Zanette. Con i conti che testimoniano dunque l’ottimo stato di salute del Prosecco Doc, il Consorzio che tutela e promuove le note bollicine veneto-friulane chiude l’anno 2022 registrando un incremento dei volumi di produzione (+1,8% sul 2021), ma soprattutto un aumento più che proporzionale dei valori (+11,5% sul 2021) per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre 3 miliardi di euro. La quota export, per la prima volta, si spinge all’81,2%, mentre il consumo interno nel 2022 si è attestato al 18,8% delle vendite totali, confermando comunque la leadership della denominazione a livello nazionale.

Fonte: Messaggero Veneto.

Primavera dei vini quattro domeniche cento etichette con i rossi di Rovescala.
Domani, e per tutte le domeniche di marzo, a Rovescala è in programma la XXXVII’ Primavera dei vini — festa del bonarda, manifestazione organizzata dalla Pro loco Rovescala, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e in collaborazione con la biblioteca civica, gli Alpini e l’Auser. Le quattro domeniche (5, 12, 19 e 26 marzo) saranno sempre caratterizzate dalla presenza di un banco di assaggio, con possibilità di acquisto, di oltre 100 etichette di vini dei produttori locali, uno stand gastronomico con specialità tipiche del territorio oltrepadano, aperitivi in piazza e il gelato artigianale con “Borelli Lab”. Per trovare posto al tavolo delle specialità gastronomiche occorre prenotarsi, chiamando uno dei seguenti numeri: 338.3073700 o 338.1920256. Inoltre tutte le domeniche, con partenza alle 15 dal palazzo comunale, sono previste delle escursioni, delle passeggiate alla scoperta del centro storico e dei vigneti (prenotazioni e informazioni al numero 340.2506087).

Fonte: Provincia – Pavese.

Cinque appuntamenti per la riscoperta dei grandi vini del Nord.
Cultura del vino e degustazione, all’Hub di Voghera (piazzetta Garibaldi) una serie di lezioni per imparare ad amare il nettare di Bacco. Sono 5 gli appuntamenti, da marzo a maggio, nel corso dei quali il divulgatore del vino, degustatore e vice curatore della guida Slow Wine, Paolo Camozzi, guiderà i partecipanti alla scoperta di altrettante zone vocate all’enologia. L’Hub di Voghera si conferma un contenitore plastico ed eterogeneo di idee e spunti per il territorio. Dagli spazi per lavorare e per incontrarsi, agli eventi di promozione. Questa volta mette in campo 5 date, tutte la sera dalle 20,30 alle 22,30 per approfondire la conoscenza di diversi vini, anche non della zona, e far crescere la cultura enologica che serve a esperti e sommelier.

Fonte: Provincia – Pavese.

Torino brinda con il Salone del vino – Torino brinda con il Salone del vino.
Da oggi a lunedì eventi in tutta la città dedicati alle elichel le piemontesi e non solo di Plgrp Gentatna mole illuminata augura la prima edizione del Salone del vino di ‘ibrino. Dal 4 al 6 marzo un evento diffuso che vuole unire cultura, territorio e meraviglia nell’assaggio ciel vino. Sono coinvolti quattro luoghi simbolo della città ed un palinsesto di oltre rcxr eventi «off» in numerose location tra ristoranti, osterie, enoteche e luoghi cult da San Salvarlo a Vanchiglia, passando per il Quadrilatero fino alle periferie. Presso 11 Museo del Risorgimento, le sale di Palazzo Carignano diventano la Casa del Gambero Rosso con una selezione dl oltre 6o produttori piemontesi tra cui una ventina di grandi cantine provenienti da tutta Italia con un calendario di io degustazioni guidate e gratuite. Alla Cavallerizza Reale saranno presenti I consorzi, le enoteche regionali ed un centinaio di aziende in collaborazione con Go Wine e Fisar’ Torino.

Fonte: Corriere Torino.

Cene, degustazioni e artisti Via al primo Salone del vino.
Eventi con 250 produttori sparsi in quattro sedi “auliche” fino a lunedì Cene, degustazioni e artisti Via al primo Salone del vino La Notte Rosso Barbera e la Mole colorata di viola, come il vino che inonderà Torino: ieri la serata di concerti nelle piole e la speciale illuminazione del simbolo cittadino hanno dato il via alla prima edizione del Salone del Vino, che si svolgerà da domani a lunedì, con lo slogan “la città del gusto omaggia la regione del vino”. «Questo Salone aumenta l’offerta di eventi in città, arricchisce la vita dei torinesi e attira turisti attraverso il vino, uno dei nostri simboli a livello internazionale» rivendica il sindaco Stefano Lo Russo. Aggiunge il direttore Patrizio Anisio: «Non creeremo una fiera ma un Salone del vino.

Fonte: CronacaQui Torino.

Grazzano Badoglio Tre giorni di ‘Grignolino: il Nobile Ribelle’.
Da sabato 11 a lunedì 13 marzo masterclass, food, territorio e arte. Oltre 140 le etichette che saranno in degustazione, circa 120 i produttori partecipanti • Ire giornate (di cui una rivolta ad operatori di settore, giornalisti, blogger e wine tender); tre masterclass; Fresa come vino ospite 2023. E tutto pronto per la nuova edizione de ‘Grignolino: il Nobile Ribelle’, grande evento, interamente dedicato al Grignolino in programma dall’ 11 al 13 marzo a Grazzano Badoglio, promosso dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con organizzazione a cura delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato e con il contributo di Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Associazione Monferace, Consorzio Gran Monferrato, Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino. Patrocinio del Comune di Grazzano.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Torino in un calice di vino degustazioni, talk e street food.
Torino si candida a diventare la città del vino. Da oggi a lunedì la città presenterà al pubblico l’intero panorama dei vini piemontesi con il “Salone del vino”: da quelli dell’alto Piemonte a quelli della Val di Susa, passando per il pinerolese e le colline novaresi, senza tralasciare il Canevese, raggiungendo l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, e poi ancora il Cunese con le Langhe e il Roero e i territori della Val Bormida, ai bordi della Liguria.

Fonte: Repubblica Torino.

Novant’anni di Cantina – Novant’anni e non li dimostra L’Antica Cantina, storica cooperativa tra le prime in Italia, prepara i festeggiamenti.
Nata il 6 maggio 1933 da 30 soci lungimiranti, oggi continua la sua attività per la qualità e l’artigianalità del vino. Con una bottiglia per l’anniversario. I compleanni, come i novant’anni de “L’Antica Cantina” di San Severo, son quelli che vanno celebrati in modo solenne perché raccontano la storia di un territorio, dell’uva e del vino, dei sacrifici e dell’impegno degli uomini e delle donne che ne hanno scritto le pagine e che continueranno a scriverne. La memoria storica, serve a far comprendere il presente, affinché la proiezione verso il futuro sia convinta. La vigna e il vino, le lotte bracciantili. II 6 maggio 1933, trenta soci lungimiranti, facevano nascere la Cantina Sociale San Severo Società Cooperativa, una delle prime in Italia – oggi nota come “L’Antica Cantina” — perché dovevano dar valore a ciò che producevano. “Dare valore alla terra e al lavoro — ha esordito a l’Attacco, il presidente della cooperativa, Ciro Caliendo.

Fonte: L’Attacco,

II vino Amore Infinito Uve dall’estero per una bottiglia tutta pugliese.
L’etichetta Amore Infinito 2020 Puglia IGP Az.; Cantine Ferri Uve: Syrah Prezzß: 15 Euro II vino. Amore Infinito Uve dall’estero per una bottiglia tutta pugliese di Pasquali Porcelo Io confesso ho una certa prevenzione all’uso dei vitigni internazionali fuori dalla loro zona d’origine. Usati come «migliorativi» il più delle volte stravolgono II carattere originario del vitigno autoctono che dovrebbero affiancare, prendendone frequentemente il sopravvento in termine di espressione. Anche la loro vinificazione in purezza difficilmente è riuscita a trovare realizzazioni che possano competere, sia pur nella diversità geografica, con gli originali. Per questo potete immaginare la mia diffidenza quando misi propone in degustazione uno dei tanto celebrati vitigni in questo caso il Syrah. II vitigno trova in regione buona diffusione già da molti anni. I dati riportati dall’American Association of Wine Economists (Aawe) lo vedono in termini di superfice vitata (779 ettari) appena sotto il Bombino Nero con 857 ettari, ma sopra addirittura al Piano che ne conta 738 e questo la dice lunga sull’utilizzo del Syrah in Puglia.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia,

Il vino fa bene alla salute.
Convegno a Sava il 4 marzo alle 17.30 su iniziativa di Fratelli d’Italia 11 I vino fa bene alla salute’; è il titolo del dibattito promosso dalla sezione savese di Fdi per il prossimo 4 marzo alle ore 17.30 nella sala Amphipolis del palazzo municipale. Dopo i saluti istituzionali da parte dei deputati ionici Dario laia, Giovanni Maiorano e Maria Nocco, seguiranno quelli del consigliere regionale Renato Perrini e dei presidenti provinciali di Coldiretti e Confagricoltura, Alfonso Cavallo e Luca Lazzaro. Sarà un’occasione per discutere sugli avvertimenti in etichetta, così come proposti dall’Irlanda e sugli effetti che tale misura potrebbe generare sull’intero comportato vitivinicolo. “Occorre difendere l’eccellenza — rimarca l’onorevole Dario laia — il vino è, senza dubbio, uno tra i prodotti più rappresentativi del nostro territorio. Fino a qualche mese fa, nessuno ha mai, nemmeno lentamente, pensato o dichiarato che potesse nuocere alla salute.

Fonte: Lo Jonio,

La dop Manduria alla conquista della Germania.
Quattro eventi a marzo tra Monaco di Baviera e Düsseldorf per la valorizzazione e la promozione del Primitivo di Manduria nati dal Consorzio di Tutela e Gambero Rosso “Una bella vetrina per la nostra dop dove uno del mercati di rifermento è proprio la Germania. Qui il nostro vino raggiunge ottimi risultati assicurandosi una grande fetta del proprio export, circa il 25 per cento”. IL CONSORZIO DI TUTELA DEL PRIMITIVO DI MANDURIA PORTA LA SUA DOP IN GERMANIA TRA CENE DEGUSTAZIONI, MASTERCLASS E MOMENTI DI APPROFONDIMENTO. Ventitré aziende con 40 etichette sono pronte a sbarcare nel primo mercato di riferimento con 4 appuntamenti internazionali, finanziati dal Consorzio di Tutela e organizzati dal Gambero Rosso, tutti volti alla valorizzazione e alla promozione del grande rosso pugliese. Il primo denominato “Road Show” si terrà a Monaco di Baviera mercoledì 15 marzo 2023 presso il Ristorante Martinelli, prestigiosa location premiata dalla guida Top Italian Restaurants.

Fonte: Lo Jonio.

Grande attesa per lAnteprima del “Chiaretto di Bardolino”.
L’evento va in scena, domani e lunedì, presso la Dogana Veneta di Lazise Grande attesa per l’Anteprima del “Chiaretto di Bardolino” Domani l’evento sarà aperto al pubblico, lunedì agli operatori specializzati Ho.Re.Ca e della distribuzione La tredicesima edizione dell’evento Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, dedicato al vino rosa veronese, andrà in scena domenica 5 e lunedì 6 marzo presso la Dogana Veneta di Lazise. Durante la manifestazione, organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, sarà possibile assaggiare la nuova annata del Chiaretto di Bardolino, il vino rosa da uve Corvina che nasce sulla sponda orientale del lago di Garda (in degustazione 120 etichette di 40 produttori gardesani). L’ospite speciale della rassegna sarà la Scuola della Formazione Professionale Salesiani Bardolino, che presenterà il vino rosato prodotto dai propri allievi cantinieri nel vigneto sperimentale della rocca di Bardolino.

Fonte: Arena.

Anteprima del Chiaretto con quaranta produttori.
Toma nella sede che l’ha resa celebre l’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, in programma domani per il pubblico (dalle 10 alle 18) e lunedì per gli operatori dell’accoglienza, della ristorazione e della distribuzione (dalle 14 alle 18). «Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino» il titolo della 13a edizione di questo evento che richiama sempre più visitatori. Organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, la manifestazione sarà la vetrina privilegiata di 120 etichette di 40 produttori gardesani del vino rosa che nasce da uve Corvina sulla sponda orientale del lago di Garda. Ospite speciale sarà la Scuola di formazione professionale Salesiani Bardolino, che presenterà il vino rosato prodotto dai propri allievi cantinieri nel vigneto sperimentale della Rocca di Bardolino.

Fonte: Arena.

Prosecco di record in record La Doc vale 3,3 miliardi.
Nel 2022 638 milioni di bottiglie. Export, gli Usa davanti al Regno Unito viso Due numeri. II primo è quello delle bottiglie: 638,5 milioni. Il secondo è quello del valore stimato: 3,35 miliardi di euro. Il Prosecco Doc ha presentato ieri i dati del 2022, che segnano l’ennesimo record sia dal punto di vista quantitativo (+1,8% sul 2021, quando si era giunti a 627,5 milioni di bottiglie per 3 miliardi) che sul valore (+11,5% sul 2021), mostrando che i valori sono cresciuti in maniera più che proporzionale. Merito anche del Rosé, che ha partecipato con 6o milioni di bottiglie e ormai è ovunque a scaffale nei supermercati e nelle liste dei vini dei ristoranti. Dati destinati a confermarsi anche quest’anno: Z primi due mesi fanno prevedere in media un’ulteriore crescita nelle vendite del 2023. Un risultato ottenuto dal presidente Stefano Zanette immettendo nel mercato le giuste quantità di vino per mantenere stabili i prezzi in un mondo dove domanda e offerta oscillano a ritmi vertiginosi, come o durante la pandemia.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Il Prosecco “vale” 3 miliardi, vola l’export.
Produzione più 1,8%, cresce molto di più il valore ?I1 presidente del Consorzio Doc Zanette: «Siamo Usa primo mercato estero, Gran Bretagna superata di gran lunga la prima denominazione italiana» LE BOLLICINE VENETO-FRIULANE CONQUISTANO LA FRANCIA CON AUMENTI A DOPPIA CIFRA. Bilancio Prosecco Doc: consumi in crescita e bilancio in salute. Esplode l’export con consumi oltre l’80%: la novità è che gli Stati Uniti sorpassano il mercato inglese diventando la prima destinazione del prosecco veneto e friulano. A due mesi dall’inizio del 2023 il Consorzio della Doc comunica i dati ufficiali dell’annata precedente. Con un bilancio che testimonia l’ottimo stato di salute del Prosecco Doc, il Consorzio che tutela e promuove le note bollicine veneto-friulane chiude l’anno 2022 registrando un incremento dei volumi di produzione (+ 1,8% sul 2021) e un aumento più che proporzionale dei valori (+ 11,5% sul 2021) per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre 3 miliardi di euro.

Fonte: Gazzettino.

Prosecco a 3 miliardi Balzo negli Stati Uniti.
Il Consorzio di tutela del Prosecco Doc chiude l’anno 2022 registrando un incremento dei volumi di produzione (+1,8% su12021) e un aumento più che proporzionale dei valori (+11,5%), per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre 3 miliardi di euro. La quota export, per la prima volta, si spinge all’81,2%, mentre il consumo interno nel 2022 si è attestato al 18,8% delle vendite totali. Anche per quanto riguarda la vendemmia dello scorso anno i segnali sono positivi, con volumi in grado di soddisfare l’intero 2023. Sul fronte dei mercati esteri, risalta il balzo compiuto dagli Stati Uniti, che con una crescita del 5,8% hanno sorpassato il Regno Unito, a volume, mentre da diversi anni risultano al vertice in termini di valore.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Docg festeggia a quota 2.732 Matrimonio fra terre Unesco.
Matrimonio fra terre Unesco Positivi i primi dati di vendita della denominazione nel 2023 II Conegliano-Valdobbiadene sale al rifugio Lagazuoi perla Dolomiti Expo. I mercati del vino stanno crollando. Dalla Spagna all’Australia, dove addirittura stanno estirpando ettari di vigneti. Il Prosecco, invece tiene, specie il Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene, che salirà fino ai 2.732 metri grazie al gemellaggio siglato con il Lagazuoi Expo Dolomiti. Eventi, mostre e attività per unire promuovere territori ed eccellenze Patrimonio dell’Umanità, in vista di Milano Cortina 2026. Le vendite di gennaio hanno eguagliato quelle del gennaio 2022. Per brindare, il Consorzio presieduto da Elvira Bortolomiol salirà fino al Lagazuoi, sopra passo Falzarego. «Lo farà — annuncia Diego Tomasi, il direttore — alzando i calici alla sostenibilità: quella delle Colline Unesco e delle Dolomiti Unesco, ma anche delle Olimpiadi 2026».

Fonte: Tribuna Treviso.

Bologna in cucina e in cantina, tradizione e non solo, con dieci indirizzi da ricordare.
La Dotta, la Rossa, la Grassa: Bologna è piuttosto conosciuta anche per queste tre sue note caratteristiche. Ricca di storia, è un’importante città universitaria, tanto che l’Alma Mater Studiorum, datata 1088, è la più antica istituzione accademica dell’Occidente. In tema di colore, basta faticare un po’ e arrivare fino in cima alla Torre degli Asinelli: al di là della vista spettacolare che spazia dalla pianura ai colli, si può osservare che i toni del rosso sono quelli che prevalgono, frutto fin dal medioevo dell’utilizzo del mattone bolognese. Infine, la peculiarità probabilmente più diffusa: già il gastronomo Pellegrino Artusi aveva affermato: “Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza che la merita”..

Fonte: Italiaambiente.

Il vino è nato 11mila anni fa, la sua origine è scritta nel Dna.
L’origine dell’uva e quella del vino, che finora sono state un mistero finora irrisolto, risalgono a 11mila anni fa, grazie a due eventi di domesticazione separati geograficamente da più di 1.000 chilometri ma simili nel risultato, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso. Lo ha ricostruito la più vasta analisi genetica mai condotta, che ha esaminato oltre 3mila campioni di varietà di vite provenienti anche da collezioni private e da esemplari mai documentati. Lo studio è pubblicato sulla rivista Science, conquistando anche la copertina, dal gruppo internazionale guidato da Università agraria cinese dello Yunnan, Laboratorio statale di genomica agraria di Shenzhen e Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, con la collaborazione italiana delle Università di Milano, Milano-Bicocca e Mediterranea di Reggio Calabria, del Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Fonte: ANSA.

Il riscaldamento globale cambia (anche) il gusto al vino.
Recuperate la lista delle cose belle della vita che il riscaldamento globale sta mettendo a rischio e preparatevi ad aggiungere la voce “vino”. E probabilmente non per i motivi che immaginate. Perché è vero che da un lato l’aumento delle temperature globali si sta dimostrando paradossalmente un vantaggio per chi produce vino: fa sempre più caldo, e si può piantare la vite anche in aree dove tradizionalmente non cresceva. L’esplosione dei vini inglesi degli ultimi anni è un esempio clamoroso: in un Paese che non è certo noto per la sua produzione vinicola ci sono oggi circa 500 vigneti che producono una grande varietà di vini diversi. Dove sta allora il problema? Per dirla in modo semplice, il gusto del vino sta cambiando, perché stanno cambiando le condizioni geografiche e anche la composizione del suolo; e quindi diventa sempre più difficile ottenere gli stessi sapori che caratterizzano da sempre certi vitigni.

Fonte: Focus.it.

L’effetto salutare del vino è dimostrato dalla scienza.
“Sono trent’anni che il mondo scientifico affronta il tema del rapporto tra vino e salute ed è assodato da molti studi che il consumo moderato è protettivo contro lo sviluppo delle malattie coronariche e delle patologie associate allo stress ossidativo. – Afferma Vincenzo Gerbi, presidente del Comitato Scientifico ONAV, organo unico nel proprio genere, voluto dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino. – Il potenziale beneficio salutistico del vino è stato principalmente attribuito ai composti polifenolici, in particolare flavonoidi, presenti in abbondanza e in forma biodisponibile nel vino. Stupisce quindi che nel recente dibattito sia completamente ignorata questa parte della ricerca scientifica e sia stato enfatizzato solo l’effetto deleterio dell’etanolo, qualunque sia la sua origine e la modalità di consumo.”.

Fonte: Teatro Naturale.

Il ruolo delle fiere del vino, e come scegliere quelle giuste: le riflessioni di produttori.
Sempre più importante che la fiera abbia un target preciso, in linea con quello della cantina. Da Bologna, in Slow Wine Fair, parlano i “vigneron”. Sempre più importante che la fiera abbia un target preciso, in linea con quello della cantina. Da Bologna, in Slow Wine Fair, parlano i “vigneron”. Parlano Alessio Planeta (Planeta), Francesco Marone Cinzano (Col d’Orcia), Enrico Drei Donà (Drei Donà-La Palazza), Andrea Contucci (Contucci), Isidoro Vajra (G. D. Vajra), Valentina Di Camillo (I Fauri), Sergio Germano (Ettore Germano), Rocco Toscani (Toscani), Alberto Paltrinieri (Paltrinieri) e Maria Grazia Mammuccini (Mannucci Droandi).

Fonte: WineNews.

Difesa del vino in Europa, etichettatura: intervista al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida a 4 mesi dall’incarico.
Qualche settimana fa il Governo Meloni ha superato il traguardo dei primi 100 giorni di Governo: 100 giorni impegnativi, tra Legge di Bilancio da portare a casa e conseguenze della guerra in Ucraina a cui far fronte. Il vino, in particolare, ha dovuto fare i conti con la spinosa “questione irlandese”, inserita nella più ampia discussione sulle conseguenze del consumo di alcolici sulla salute. Questione su cui il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, si è più volte speso, fino a portare in dono al suo omonimo irlandese una bottiglia di vino per cercare di alleviare la tensione. “Il vino nuoce alla salute … di chi non lo beve” è diventato il suo mantra delle ultime settimane. Assieme a lui, abbiamo provato a fare un bilancio di questi mesi e a delineare le prospettive per quelli a venire.

Fonte: Gambero Rosso.

Finalmente la Toscana (75).
Sembra incredibile, lo so, ma sono quasi due anni che parliamo di vino e ancora non ci siamo occupati della Toscana. Regione simbolo, assieme al Piemonte, dell’enologia di qualità, la Toscana è considerata l’ambasciatrice nel mondo del Made in Italy enologico. Questo suo prestigio si deve al fatto che, per prima, la Toscana è stata oggetto di interesse e di investimenti da parte dei grandi capitali stranieri, Inghilterra e Stati Uniti in primis, e per questo ha assunto, prima di ogni altra regione Italiana, il ruolo di riferimento per i mercati esteri. Patria di innumerevoli zone vinicole, che non riuscirò a elencarti tutte in questo articolo, si è soliti catalogare la Toscana tra denominazioni storiche e denominazioni nuove. Le denominazioni storiche ricadono essenzialmente nella Toscana Centrale, quella Collinare, e vedono la predominanza pressoché totale dell’uva Sangiovese. Tra le tante esistenti, le tre denominazioni principali sono Chianti, Montalcino e Montepulciano.

Fonte: Cremona Sera.

“Così 11 mila anni fa è nata l’uva da vino”, la scoperta fatta anche da ricercatori di Palermo.
Il vino ha 11 mila anni. A datarne le origini una ricerca alla quale ha partecipato il Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science ed è basato sulla più vasta analisi genetica mai condotta, che ha esaminato oltre 3 mila campioni di varietà di vite provenienti anche da collezioni private e da esemplari mai documentati. Finora non era mai stato individuare il momento e il luogo esatto dell’origine del vino, principalmente a causa di analisi genetiche che avevano riguardato soltanto poche varietà. Le principali ipotesi, si legge su Ansa.it, sostenevano che la coltivazione della vite da vino (Vitis vinifera) fosse nata da un’unica domesticazione della varietà selvatica (Vitis sylvestris), avvenuta in Asia occidentale prima dell’avvento dell’agricoltura e che le varietà di uva da tavola fossero arrivate solo molto più tardi. Il nuovo studio smentisce però questo scenario: gli eventi di domesticazione della vite selvatica sono stati in realtà due, uno in Asia occidentale e l’altro nella regione del Caucaso, al confine tra Asia ed Europa. Inoltre, i due eventi sono avvenuti contemporaneamente, circa 11mila anni fa.

Fonte: Palermo Today.

Le giornate delle “Donne del vino” 2023 nel segno di un mondo unito.
Donne , vino: un mondo unito”. È con questo tema che si sono aperte l’1 marzo le Giornate delle Donne del Vino, (1°-12 marzo 2023), organizzate in occasione dell’8 marzo, per trasmettere un messaggio comune di unione, dialogo e apertura a un network internazionale di donne per incrementare la cultura del vino e la valorizzazione femminile nel settore vitivinicolo. Decine di eventi, convegni, dibattiti in tutta Italia così come in Puglia dove imprenditrici, sommelier, enologhe e ovviamente wine lovers celebreranno questa ricorrenza, decise a rendere omaggio alla cultura e ai luoghi del vino, portando alla scoperta di un mondo affascinante dove le donne si sono affermate con talento e professionalità. Le iniziative prenderanno il via mercoledì 8 marzo, con la tavola rotonda “Donne, vino: un mondo unito. Competenze e creatività internazionale”, che vedrà coinvolta tutta la delegazione regionale

Fonte: BrindisiReport.

Il vino della settimana: il Pinot Nero delle nevi.
Sulle pendici delle Dolomiti, in Trentino, nasce un vino di montagna unico, fatto con uno dei vitigni più affascinanti e complessi del mondo: il Pinot Nero. A realizzarlo, nella sua Tenuta Hofstätter, il viticoltore Martin Foradori: qui l’uva nasce in uno scenario straordinario, nel Maso Michei, nella valle dei Ronchi. Ogni operazione viene fatta a mano, compresa la potatura che avviene con i piedi immersi nella neve. L’eleganza dell’annata 2020 emerge nel ricco bouquet di frutti rossi e piccole spezie e nell’armonia e mineralità che emergono al palato. Un calice che sa intrecciare finezza e tenacia.

Fonte: Repubblica TV.

STAMPA ESTERA

Of vino, veritas.
The origin of grapevines is a tangled vine itself ACCORDING TO THE Bible, Noah was the first man to make wine. He was also, not unrelatedly, the first man to drink to excess, be found naked in his own vineyard, and wake up with a hangover. But, certain colourful details aside, this legend of the most premier of crus is not too far off the standard picture of the birth of viticulture: a single domestication that happened thousands of years in the past. But how many thousands? Most domestications of Old World crops and animals are thought to have taken place during a white-hot period of innovation between 15,000 and io,000 years ago. Grapes were a notable exception. Small-scale genetic analyses had pegged their cultivation as happening between 15,000 and 400,000 years ago—a range implausibly wide, not least because, a few minor excursions aside, Homo sapiens left Africa only about 60,000 years before the present day. This estimate of when grapes were first cultivated has nowbeen pruned. In a study just published in Science, Chen Wei of Yunnan Agricultural University, in China, and a team of collaborators from across the world, have distilled a new picture. Grapevines were, it seems, domesticated on two occasions, in quick succession but in different parts of the world, about ii,000 years ago. That makes the old model so much noble rot. “Now that whole building just collapsed,” says Dr Chen. The •confusion was caused not by poor analysis but limited data. Indeed, one of Dr Chen’s own papers provided evidence for the 400,000 year figure, based on some 70 varieties of wild grapes from a small region of Germany. His new work tramples over such limitations by including over 3,500 varieties from the full terroir of existing viticulture: i,000 or so wild; the remainder cultivated. Getting hold of that many samples was not easy. Dr Chen’s team relied on thegood will of collaborators, enthused by the prospect of participating in a definitive study with generous funding, provided mostly by Chinese scientific bodies. Kristina Margaryan, of the Institute of Molecular Biology in Armenia, for instance, spent weeks trekking with colleagues through her country’s hills, collecting what would later turn out to be hundreds of hitherto unknown varieties of wild grape. Elsewhere, researchers negotiated with vineyard owners to take samples from their precious vines. Thousands of these were then sent to Dr Chen’s laboratory, where each had its DNA extracted, sequenced and fed into a supercomputer for analysis.

Fonte: Economist.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 3 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il Vinitaly dal 2 al 5 aprile bussola puntata sull’Asia.
Un quartiere fieristico di oltre 100mi1a metri quadri netti, 17 padiglioni pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Sarà così Vinitaly 2023, il salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile. «In questo momento di grande cambiamento – rileva Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – Vinitaly rimane un brand globale di promozione, in grado di generare nuovi sbocchi. Infatti, nelle tredici tappe realizzate tra Europa, America e Asia abbiamo toccato con mano l’ulteriore potenziale sia sulle piazze più consolidate sia su quelle emergenti».

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

L’uomo del Lugana e la chiave della longevità.
Fabio Zenato, una vita col Turbiana Fabio Zenato, 48 anni, è l’uomo del Lugana. Non solo perché è il neo presidente della Doc che, tra le province di Brescia e Verona, produce 28 milioni di bottiglie. Quando studiava a Milano con Attilio Scienza, è riuscito a dimostrare che il vitigno da cui origina il Lugana non è il comune Trebbiano, ma il Turbiana, con un patrimonio genetico unico. Con questa certezza la Doc si è espansa fino a raggiungere gli attuali 2.560 ettari. Zenato è cresciuto tra le piante. Il padre Valerio, 75 anni, ha iniziato come vivaista per la viticoltura, dedicandosi alle barbatelle dei vitigni veronesi. Negli anni Ottanta nell’azienda Le Morette, a San Benedetto di Lugana, sulla sponda meridionale del Garda, si è iniziato a produrre vino. Ma era sfuso.

Fonte: Corriere della Sera 7.

E il nettare degli dei si scopre cancerogeno: i burocrati sdoganano l’etichetta irlandese.
Bufera sulla proposta di Dublino per stroncare la piaga sociale dell’alcolismo, esempio che potrebbe essere seguito da altri Paesi. Poggi (Fivi): «Educare il consumatore, non proibire» di Riccardo Lagorb Uno spettro si aggira per l’Europa: quello dell’alcol. Dopo la pavimentazione dei locali di produzione e stagionatura di salumi e formaggi (difesa da pretestuose regole sanitarie dissimula l’interesse nei confronti della grande industria) e le ferree regole comunitarie per la misura che devono avere i molluschi pescati in mare (che penalizza i piccoli pescherecci a favore delle imbarcazioni a grosso cabotaggio), continuano le fantascientifiche provocazioni alla cultura gastronomica italica da parte delle lobby europee. Questa volta c’ha pensato l’Irlanda a scoprire i nervi a un sistema che di comunitario ha ben poco: le bottiglie di vino in Irlanda dovranno infatti essere etichettate con le indicazioni di pericoli legati all’alcol.

Fonte: Il Settimanale PMI.

A Torino il primo salone del vino piemontese.
Il Salone del vino sbarca a Torino dal 4 al 6 marzo in 4 luoghi simbolo della città. Il Museo del Risorgimento, la Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna ospitano la prima edizione dell’evento che vuole essere un omaggio alla terra e all’attività vitivinicola del Piemonte, tra storia e innovazione. Piole ed enoteche cittadine ospitano incontri, artisti, degustazioni, scrittori e masterclass, per conoscere e approfondire i migliori terroir della regione con le sue migliaia di etichette.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Enologia sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottiglie – a cura di Riccardo Lagorio Janua Cantina Storica Culturale Janua Il dio Giano è bifronte, osserva allo stesso tempo il passato e il futuro, un po’ come Genova che guarda in due direzioni: verso la montagna e verso il mare. Janua è così dedicato a Genova, ottenuto la prima volta nel 2014, quando le piogge estive hanno indotto Andrea Bruzzone a tentare la trasformazione delle uve in spumante metodo classico. Da allora i fianchi ripidi e ventilati di Sant’Olcese, coltivati a Bianchetta genovese e Vermentino, si sono trasformati nella fucina di un vino brillante, colore paglierino leggero dalle bollicine fitte e continue. Il profumo è intenso e persistente, ricorda la pesca bianca e i fiori di camomilla.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Lo Schiacchetrà diventa presidio Slow Food.
Heydi Bonanini: «Riconoscimento importante, porterà benefici e visibilità alla comunità agricola delle Cinque Terre». Lo Sciacchetrà con il suo colore dorato, dai riflessi ambrati e il profumo intenso diventa presidio Slow Food. Questo vino passito, prodotto con uve bosco, albarola e vermentino, poste ad appassire per oltre settanta giorni è stata presentato come rinnovato presidio Slow Food a Bologna in occasione della Slow Wine Fair. Un lancio importante per un’eccellenza ligure, all’interno della conferenza “Vino e paesaggio: bellezza e cura” che si è svolta nell’Area centrale della fiera internazionale dedicata al Vino Buono Pulito e Giusto. Insieme ai viticoltori delle Cinque Terre, si sono confrontati i produttori del Rancio Sec del Roussillon, regione francese di cultura catalana che vede la catena montuosa precipitare a strapiombo nel Mediterraneo, all’altezza di Banyuls e l’esperienza della comunità Heritage Vines of Turkey.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Vino, donne e leadership: qualcosa è cambiato e sta cambiando.
II libro, grazie a più di 30 interviste inedite a grandi protagoniste produttrici, investiga la guida al femminile nel mondo del vino Una lectio “fuori classe” per gli studenti del “Master in comunicazione per il settore enologico e il territorio” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. L’incontro, che si è tenuto al Museo Diocesano, è stato dedicato alla presenza femminile nel mondo enologico attraverso le voci di diverse protagoniste dello scenario italiano impegnate nella produzione e nella comunicazione. Tra le invitate, la giornalista, docente e sommelier, Barbara Sgarzi, autrice del libro “Vino, donne e leadership”. Un mondo ancestrale, quello del vino, legato a culture millenarie.

Fonte: La Voce del Popolo.

Cresce l’attesa per Vinitaly dal 2 aprile oltre 4mila aziende.
A Verona cresce l’attesa per la prossima edizione di Vinitaly, che dal 2 al 5 aprile vedrà esporre oltre 4mila aziende con centinaia di buyer esteri.

Fonte: Eco di Bergamo.

I vini bio alla conquista dei ristoranti di lusso.
II progetto di Georg e Julia Weber I vini bio alla conquista dei ristoranti di lusso Le proposte della tenuta toscana Monteverro coniugano eleganza e sensualità. E lo Chardonnay spopola negli stellati. Le tre colline, un tempo coltivate a grano, guardano il mare. Alle pendici di Capalbio, i 35 ettari di terreno riconvertiti a vigneti (su un totale di 60) sono il grembo che ogni anno partorisce 180.000 bottiglie che racchiudono eleganza, freschezza, armonia e sensualità. Maremma, tenuta Monteverro (dal nome «verro», in toscano il maschio del cinghiale), dolci pendii di terra argillosa. Tutt’attorno gli ulivi. Qui Georg Weber e la moglie Julia, tedeschi di Monaco di Baviera, insieme all’ enologo francese Matthieu Taunay, coltivano da quasi vent’anni il loro sogno: far sì che i propri vini siano tra i migliori al mondo. Passione, determinazione e capacità.

Fonte: Libero Quotidiano Milano.

Cda “Terre d’Oltrepo” Compensi azzerati per presidente e vice.
È l’ipotesi avanzata ieri pomeriggio alla prima riunione Il vero vertice operativo forse la prossima settimana. Un presidente “politico” e un vice che viene dal mondo agricolo. Inizia l’era Callegari alla cantina Terre d’Oltrepo. Ieri pomeriggio, alle 16, nella sede dello stabilimento di Broni, si è riunito per la prima volta il nuovo consiglio di amministrazione della coop oltrepadana, che ha stravinto le elezioni della settimana scorsa. Scontata la nomina a presidente di Lorenzo Callegari, ex sindaco di Casteggio, recordman di preferenze alle elezioni con 316 voti. Al suo fianco, il Cda ha ratificato la nomina a vicepresidente di Mario Cocchi, viticoltore di Pietra de’ Giorgi, titolare da quarant’anni dell’azienda vitivinicola di famiglia, tra i consiglieri dimissionari del Cda precedente e ora rieletto nel nuovo con 277 preferenze.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vinitaly dal 2 aprile Trenta nazioni e 4mila aziende.
Stand Valtellina al Vinitaly in una foto d’archivio La rassegna Un brand globale di promozione in grado di generare nuovi sbocchi di mercato Un quartiere fieristico di oltre 100mila mq netti,17 padiglioni pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Vinitaly 2023, il salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore. «In questo momento di grande cambiamento, tra sfide e opportunità Vinitaly – rileva Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – rimane un brand globale di promozione, in grado di generare nuovi sbocchi. Infatti, nel corso delle 13 tappe realizzate tra Europa, America e Asia abbiamo toccato con mano l’ulteriore potenziale sia sulle piazze più consolidate sia su quelle emergenti».

Fonte: Provincia Sondrio.

Itinerario del gusto: viaggio in 16 ristoranti con cene e degustazioni di vini.
L’iniziativa della Confcommercio Itinerario del gusto: viaggio in 16 ristoranti con cene e degustazioni di vini Dopo il successo della 1a edizione torna «Enoturismo delle Marche: dalla vigna alla tavola», il progetto della Regione per valorizzare l’enoturismo marchigiano, attraverso tutta la filiera, a partire dai produttori di vino e birra artigianale, fino alle aziende e cantine, passando per la ristorazione che diventa così ambasciatrice del territorio. Sotto il logo identificativo dell’attività enoturistica «MarcheeWine» realizzato dalla Regione per dare un’unica firma al progetto, la Nuova Associazione Ristoratori Marche Nord di Confcommercio Pesaro e Urbino ha presentato le proprie iniziative: in totale 16 appuntamenti tra costa ed entroterra, per contribuire a valorizzare l’enoturismo delle Marche.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Incontro tecnico sulla viticoltura a San Giorgio.
Un giro di opinioni tra produttori ma soprattutto la divulgazione di informazioni veicolate da tecnici esperti del settore e focalizzate sulle problematiche attuali dell’agricoltura e della coltivazione della vite in primis: anzitutto il cambiamento climatico e le sue ripercussioni sull’evoluzione delle tecniche di coltivazione, sempre considerate in un’ottica di sostenibilità, nonché un indispensabile aggiornamento sulle emergenze fitosanitarie, a partire dalla temibile diffusione della dannosissima “Popillia japonica”. Questo lo scopo dell’incontro tecnico che Confagricoltura organizza per il prossimo giovedì 9 marzo, dalle 15 in poi, presso l’Azienda Agricola Cieck di Cascina Castagnola, 2 a San Giorgio Canavese. “La missione di Confagricoltura è molteplice e variegata: l assistenza tecnica agricola è di primaria importanza e lo staff presente sul territorio gestisce direttamente l’attività di consulenza presso le aziende agricole – fanno sapere gli organizzatori.

Fonte: Risveglio Popolare,

Salone del Vino 2023: Torino mette in mostra le eccellenze regionali.
Si svolgerà da sabato 4 a lunedì 6 marzo la prima edizione del Salone del vino di Torino, che vede coinvolti quattro luoghi simbolo di Torino: Museo del Risorgimento, Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna ospiteranno oltre 100 eventi diffusi in più di 60 location. Protagonisti insieme ai produttori, i ristoranti, le piole, le enoteche e i luoghi cult della città, fra cene, artisti, degustazioni, scrittori e tanto spettacolo; dai vini dell’Alto Piemonte a quelli della Val di Susa, passando per il Pinerolese e le colline Novaresi; senza tralasciare il Canavese, raggiungendo l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, arrivando fino a quelle Tortonesi e di Ovada; non mancherà il Cuneese, partendo dal cuore delle Langhe e del Roero, fino ai territori della Val Bormida, ai bordi della Liguria.

Fonte: Risveglio Popolare,

Piemonte da bere weekend Di-vino.
Taglio del nastro per il Salone del vino, atto primo. Da sabato 4 a lunedì 6 marzo la città rende omaggio al mondo vitivinicolo con un salone “nato per sorseggiare il Piemonte”. Sulla carta le premesse per degustazioni di qualità ci sono tutte, dalla Val di Susa al Canavese, passando per le colline novaresi e il Cuneese, partendo dal cuore delle Langhe e del Roero, fino ai territori della Val Bormida, ai bordi della Liguria. E per farlo, non mancheranno incontri, cene e masterclass, per conoscere e approfondire i migliori terroir della regione con le sue migliaia di etichette. Basti dire che sono attesi oltre 250 produttori. Molto faranno le location: ad ospitare la manifestazione saranno quattro luoghi simbolo della città, il Museo del Risorgimento, la Cavallerizza, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna. Più nel dettaglio: nelle sale di Palazzo Carignano trovano spazio oltre 60produttori, il museo diventa così la Casa del Gambero Rosso con tanto di area ospiti che vede protagoniste 20 grandi cantine da tutta Italia.

Fonte: Stampa Torino Sette,

Manduria, il Consorzio di Tutela del Primitivo porta la sua «dop» a Monaco e Dusseldorf.
Dal 15 marzo al “Road ShoW’ tra cene, degustazioni, masterclass e moment di approfondimento VINO Ventitré aziende con 40 etichette pronte a sbarcare. Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria porta la sua dop in Germania tra cene degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento. Ventitré aziende con 40 etichette sono pronte a sbarcare nel primo mercato di riferimento con 4 appuntamenti internazionali, finanziati dal Consorzio di Tutela e organizzati dal Gambero Rosso, tutti volti alla valorizzazione e alla promozione del grande rosso pugliese. Il primo denominato “Road Show” si terrà a Monaco di Baviera mercoledì 15 marzo a Li presso il Ristorante Martinelli, prestigiosa location premiata dalla guida Top Italian Restaurants. La cena ha l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della Dop Manduria in Germania, stimolando la percezione dell’associazione tra il vino e la ristorazione di eccellenza.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

“Wine women tour”, che opportunità.
L’ASSOCIAZIONE “LE DONNE DEL VINO” E LA CAPACITÀ DI CONIUGARE SERVIZI E FORMAZIONE. “Wine women tour”, che opportunità. Trent’anni di attività per l’Associazione delle Donne del vino che ieri mattina con l’entusiasmo della vice presidente nazionale Marianna Cardone sono stati raccontati al pubblico della BTM anche per presentare il “Wine women tour”, iniziativa fiore all’occhiello della delegazione pugliese. «E’ una raccolta di venti pacchetti enoturistici — ha detto Cardone — da nord a sud della Puglia che vedono protagoniste le produttrici nostre associate. Un vademecum per decidere in pochi minuti quali cantine visitare, dove andare e su quale budget orientarsi». L’associazione è fondata sulla formazione e sull’esempio da portare alle nuove generazioni.

Fonte: L’Edicola del Sud.

Il Primitivo dop va alla conquista della Germania.
Monaco di Baviera e Dusseldorf le tappe del tour Pastorelli: «Ci saranno altre tappe all’estero». Il Primitivo in Germania protagonista in quattro eventi. Nell’ambito del progetto – programma di valorizzazione e promozione denominato «Radici Virtuose», finanziato dal Mipaaf volto al rilancio dei prodotti edel paesaggio jonico salentino, quindi alla promozione e valorizzazione del Primitivo di Manduria il Consorzio di Tutela e Gambero Rosso con 23 aziende e 40 etichette parteciperanno agli eventi che si terranno tra Monaco di Baviera e Dusseldorf. Gli appuntamenti vedranno al centro dell’attenzione la Dop delle cantine associate al Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria tra cene degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento. Il primo appuntamento in terra germanica denominato «Road Show» si terrà a Monaco, mercoledì 15 marzo 2023 presso il Ristorante Martinelli, prestigiosa location premiata dalla guida Top Italian Restaurants. La serata conviviale ha l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della Dop Manduria in Germania, stimolando la percezione dell’associazione tra il vino e la ristorazione di eccellenza.

Fonte: uovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Lutto nel mondo del vino Scomparso Tiralongo.
Un altro lutto nel mondo del vino, colpito di recente dalla scomparsa di Vito Planeta. Baglio di Pianetto comunica, in una nota, l’improvvisa scomparsa del suo amministratore delegato, Francesco Tiralongo, avvenuta nella notte di giovedì 2 marzo, all’età di 55 anni. Nato i15 novembre 1967, entrato a far parte della grande famiglia di Baglio di Pianetto nel dicembre dei 2020, Francesco Tiralongo aveva messo a disposizione la sua profonda passione per il rugby e per il mondo del vino e del marketing, con una esperienza pluri trentennale.

Fonte: Gazzetta del Sud
Lutto nel mondo del vino Morto l’ad di Baglio di Pianetto.
Francesco Tiralongo aveva 55 anni Lutto nel mondo del vino Morto l’ad di Baglio di Pianetto Antonio Giordano. È morto improvvisamente Francesco Tiralongo, amministratore delegato di Baglio di Pianetto, la cantina con sede a Santa Cristina Gela, in provincia di Palermo, di proprietà della famiglia Marzotto. Tiralongo, 55 anni, lascia moglie e due figli. Entrato a far parte di Baglio di Pianetto nel dicembre del 2020, portava con se il bagaglio di una esperienza trentennale avendo lavorato anche per Marchesi de’ Frescobaldi, Mionetto, Donnafugata, Cantine Settesoli. Martedì avrebbe dovuto incontrare la stampa in un evento a Palermo. «È stato per noi un amministratore dedicato e un amico leale, un esempio di responsabilità e apertura mentale, la cui esperienza e impegno sono stati fondamentali per il successo dell’azienda. In particolare, vogliamo esprimere la nostra vicinanza alla moglie Chiara e ai figli Nicolò ed Eugenia in questo momento di incommensurabile dolore.
Fonte: Giornale di Sicilia.

La forza della Toscana del vino 2022 ottima annata per l’export. In alto i calici. Crescono gli affari e le nostre Dop nel mondo – Toscana da bere.
Ha sempre più forza il mercato toscano del vino. Il quadro complessivo che emerge dai dati di Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) è di piena e buona salute del comparto. Tra consolidamenti, riprese e corposi scatti in avanti il 2022 è stata un’annata da record: per l’export delle Dop si parla di oltre 690 m il ioni di euro (+7%). Toscana da bere Numeri record per le esportazioni di vino: 690 milioni (+7 per cento) Accelerano soprattutto Chianti Classico e Nobile di Montepulciano 1 di Antonlo Paollnl (*) Giù la maschera. E (con giudizio, gradualità e attenzione, ma anche comprensibile gratificazione) giù anche la mascherina. L’edizione targata 2023 – conclusa nei giorni scorsi – delle Anteprime dei vini di Toscana, che ha svelato il volto delle nuove annate pronte a entrare in commercio (con la presenza di tutte le principali denominazioni e Consorzi, eccezion fatta per Montalcino e Bolgheri che hanno programmazioni autonome) è stata anche la prima, dopo gli anni diflìcili che sappiamo, ad avere pienamente ripristinato la normalità. Inclusa la festa con dinner che lo stesso Chianti Classico ha organizzato al Teatro del Maggio per presentare un impattante e divertente “corto” al gusto Netflix (scritto, prodotto e girato sul territorio con troupe e protagonisti locali) sulla leggendaria origine del marchio del Gallo Nero.

Fonte: Tirreno.

Inverno senz’acqua, incubo dei vignaioli «Il problema sono le scorte estive».
Patton (Consorzio vini): servono grandi serbatoi interrati. Vitinnova, il progetto sostenibile Girelli «Recuperiamo l’acqua dei lavaggi delle botti e della cantina per filtrarla in un lago». Grande preoccupazione in regione per la situazione meteo: l’inverno si è rivelato eccessivamente mite e secco. Le temperature si sono attestate da i a 1,5 gradi Celsius al di sopra della media pluriennale riferita al periodo 19912020: secondo il bollettino dell’Ufficio provinciale meteorologia e prevenzione valanghe dell’Agenzia per la Protezione Civile di Bolzano, rispetto al solito le precipitazioni piovose o nevose sono state solamente la metà in tutto il territorio altoatesino. «Non siamo ancora in stato d’allarme, ma siamo consapevoli che questi ormai due mesi senza acqua o neve hanno annullato le riserve idriche — afferma il presidente del Consorzio vini del Trentino, Pietro Patton — La stagione vegetativa della vite inizia un po’ più in là e la vigna ha bisogno di meno acqua di altre colture, ma il problema delle scorte estive è reale». Fenomeni atmosferici che dovrebbero arrivare e far tirare un sospiro di sollievo a partire dalla prossima settimana.

Fonte: Corriere del Trentino.

Vinitaly, padiglioni al completo: oltre 4mila aziende da 30 nazioni.
Dopo un roadshow in tre continenti dagli Usa all’Asia tutto pronto per la 55′ edizione (2-5 aprile) Vinitaly, padiglioni al completo: oltre 4mila aziende da 30 nazioni Gli operatori su più di 100mila metri quadrati di area espositiva Potenziata la presenza dall’estero Torna anche Vinitaly and the City I1 presidente Bricolo: «Nel tour con Ice abbiamo definito la selezione dei top buyer» L’ad Danese: «La previsione è di incrementarli del 40 % sulla manifestazione del 2022» Valeria 7.ancttl economia(clarena.it Un mese a Vinitaly 2023, in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile. Il conto alla rovescia è iniziato e nel quartiere fieristico di oltre 100mila mq; diciassette padiglioni tra fissi e tensostrutture al completo sono pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende da 30 nazioni. La manifestazione, alla 55a edizione, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore.

Fonte: Arena.

Il Chiaretto di Bardolino alla Dogana veneta di Lazise.
In degustazione 120 etichette di 40 produttori Il Chiaretto di Bardoko alla Dogana veneta di Lazise L’evento organizzato dal Consorzio per domenica e lunedì, occasione per assaggiare la doc del 2022. Domenica e lunedì la Dogana Veneta di Lazise vedrà 120 etichette di 40 produttori gardesani in degustazione per Corvina Manifesto, l’anteprima del Chiaretto di Bardolino. Due gli appuntamenti perla tredicesima edizione dell’evento organizzato dal Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino: per il grande pubblico domenica dalle 10 alle 18 e, per gli operatori dell’accoglienza, della ristorazione e della distribuzione, lunedì dalle 14 alle 18. L’ospite speciale sarà la Scuola della Formazione Professionale Salesiani Bardolino, che presenterà il vino rosato prodotto dai propri allievi cantinieri nel vigneto sperimentale della rocca di Bardolino.

Fonte: Arena.

Amarone e oltre: vino è territorio.
Masi: 250 annidi vendemmie, famiglia e imprenditorialità, il volume presentato da Feltrinelli ed edito da Egea. Il racconto del presidente Sandro Boscaini ripercorre la storia dell’azienda in Valpolicella insieme a quella di Verona, dalla Serenissima ad oggi: «Riscoprire l’incanto di questa terra» «Sentirsi veneti» valore primario: la storia dell’incontro tra il capostipite e la terra e le uve della Valpolicella. Il vino è la carta d’identità del territorio, un «testimone di cultura»; la storia resta incisa nel tipo di impresa che viene creata su una determinata terra. E la Valpolicella è una terra di cui conservare e riscoprire l’incanto. Anche il recupero di antichi vigneti ritenuti scomparsi, ma ritrovati e salvati, fa parte di questa storia: a raccontarla è Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola spa, con sede a Gargagnago, nel suo libro «Amarone e oltre. Masi: 250 annidi vendemmie, famiglia e imprenditorialità» (edizioni Egea), presentato alla libreria Feltrinelli di via Quattro Spade nel dialogo dell’autore con il direttore del giornale L’Arena Massimo Mamoli.

Fonte: Arena.

A Vinitaly oltre quattromila aziende «Rimane un brand globale».
Sold-out gli spazi per Vinitaly. Questi i numeri del prossimo salone internazionale del vino, in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile: oltre 100 mila mq netti, 17 padiglioni al completo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 3o nazioni. «In questo momento di grande cambiamento, tra sfide e opportunità Vinitaly – rileva Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – rimane un brand globale di promozione, in grado di generare nuovi sbocchi. Infatti, nel corso delle 13 tappe realizzate tra Europa, America e Asia abbiamo toccato con mano l’ulteriore potenziale sia sulle piazze più consolidate sia su quelle emergenti». Settore strategico Una cantina vitivinicola.

Fonte: Corriere di Verona.

La cucina polesana incontra le Marche.
Un appuntamento enogastronomico tenutosi al centro sociale “Il Tiglio” la cucina polesana incontra le Marche n percorso denominato `Avvicinamento al Vino’, proposto da Francesco Pulga e Agostino Paramatti. La cucina polesana incontra i vini marchigiani con un appuntamento enogastronomico al centro sociale “Il Tiglio”. Si è trattato dell’ultimo appuntamento dei sette totali calendarizzati nel comune rivierasco. “E’ stata una serata assai stimolante ed entusiasmante – fanno sapere gli organizzatori – Si è voluto chiudere alla grande il percorso denominato `Avvicinamento al Vino’, proposto dagli amici relatori Francesco Pulga e Agostino Paramatti, con l’azienda vinicola marchigiana `Terra Argillosa’ di Offida (Ascoli Piceno) il cui titolare Raffaele, ha proposto e spiegato le caratteristiche e le tecniche di vinificazione attraverso la degustazione di ben 6 vini di produzione propria sapientemente abbinati al menu’ polesano proposto dal Tiglio.

Fonte: Voce di Rovigo.

Partito il countdown verso Vinitaly oltre 4mila espositori dal 2 al 5 aprile.
E’ già conto alla rovescia per il Vinitaly 2023. Manca meno di un mese al salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, pronto a ospitare più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 3o nazioni, su un quartiere fieristico di oltre ioomila mq netti. Ben 17 i padiglioni pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo. “In questo momento di grande cambiamento, tra sfide e opportunità Vinitaly – rileva Federico Bricolo, presidente di Veronafiere – rimane un brand globale di promozione, in grado di generare nuovi sbocchi. Infatti, nel corso delle 13 tappe realizzate tra Europa, America e Asia abbiamo toccato con mano l’ulteriore potenziale sia sulle pia77p più consolidate sia su quelle emergenti”. Per l’ad Maurizio Danese “l’ascolto delle imprese italiane è stato fondamentale per il varo dei prossimi Vinitaly.

Fonte: Voce di Rovigo.

Il mare come una cantina.
Sempre più cantine in Italia e nel mondo stanno facendo diverse sperimentazioni di affinamento delle loro bottiglie in mare, ma come mai? È solo una moda del momento o c’è anche un contributo concreto e unico che il mare può dare alle bottiglie? Le origini di questa tecnica pare siano antichissime, già 2.500 anni fa, nell’antica Grecia, gli abitanti dell’isola di Chio avevano un segreto che custodivano gelosamente: quello di tenere l’uva per qualche giorno in mare. In questo modo si eliminava la pruina presente nella parte esterna della buccia e si riusciva ad ottenere un appassimento più veloce, riuscendo a far mantenere al vino gli aromi e le sostanze principali. Gli antichi romani essiccavano le uve al sole venivano miscelate con acqua marina, per accelerare la maturazione e prevenire l’acetificazione.

Fonte: Tag24.it.

Versa bicarbonato nel vino, perché farlo prima di berlo.
Tutti conosciamo i molteplici usi del bicarbonato di sodio, ma cosa accade se si versa bicarbonato nel vino? Scopri perché dovresti farlo senza pensarci due volte! Il bicarbonato di sodio è universalmente noto come rimedio naturale per molteplici usi domestici: dal bucato al piano cottura, dalle macchie di umidità sul muro alle incrostazioni nei tubi del lavandino. Pochissimi sanno però che esiste un trucchetto che consiste nel versare il bicarbonato nel vino. Esistono innumerevoli varianti di vino, non tutte di qualità eccellente. Se al ristorante prestiamo attenzione alla bottiglia da abbinare perché magari è una ricorrenza speciale e ascoltiamo quindi i consigli del sommelier, per il consumo quotidiano capita spesso di acquistare il vino al supermercato.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino, la lista delle migliori bottiglie al mondo sotto i 20 euro.
Se, durante una cena o un pranzo con amici, volete gustarvi un bel bicchiere di vino, ricordatevi che non sempre bisogna spendere cifre importanti. Non tutti sono capaci di scegliere una buona bottiglia di vino, la gran parte dei consumatori non fa parte degli intenditori, quindi ci si affida all’etichetta. Oggi vi proporremo una lista di bottiglie di vino sotto i 20 euro, dal gusto ottimo. Bere un buon bicchiere di vino, anche tutti i giorni, male non fa. Basta non esagerare, in fondo. Soprattutto se poi ci si deve mettere alla guida. Da vari studi effettuati, pensate, berne circa 150 ml al giorno, apporta benefici sia al cuore che al cervello. Riduce, infatti, il rischio di ictus e attacco cardiaco e inoltre migliora la pressione sanguigna e aumenta i valori del colesterolo buono. Tutte queste caratteristiche si sottoscrivono al vino rosso.

Fonte: Wine and Food Tour.

Endorsement alla lobby del vino.
Alla fine della settimana scorsa siamo finiti taggati in alcuni post su Twitter, post che crediamo sia il caso commentare qui su BUTAC. L’argomento era lo stesso di cui abbiamo già abbondantemente parlato nelle scorse settimane: i supposti benefici del vino sulla nostra salute. Nel primo tweet di oggi abbiamo un’immagine che a nostro avviso non è proprio bellissima: l Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida che, di fronte al pannello col logo Coldiretti, afferma che: Il vino è un grande prodotto italiano, un’eccellenza, non solo italiana, ma in Italia noi abbiamo una grande capacità e una grande capacità anche di migliorare il prodotto nel tempo con una grande volontà di piccoli, medi e grandi imprenditori di questo settore, di migliorarlo sempre di più anche riscoprendo modalità tradizionali di produzione o addirittura antiche [mi spiace ma una parola che dice qui io non la capisco, ndmaicolengel] di produzione. Io non mi sostituisco a loro nella ricerca di quello che deve essere il sistema produttivo, o l’obbiettivo, se non nell’elemento che io credo che sia quello che caratterizza di più e meglio la nostra nazione: la qualità.

Fonte: BUTAC.

VINO E SALUTE: CONSIDERAZIONI SULL’INSERIMENTO DI AVVERTENZE DI PERICOLO SULLE BOTTIGLIE DI BEVANDE ALCOLICHE.
Durante la mia attività di docente di nutrizione all’Università “Carlo Bo” ho insegnato per anni agli studenti che un bicchiere di vino a pasto fa bene alla salute. Questa affermazione poggiava sulle linee guida della Dieta Mediterranea, sugli studi riguardanti i composti fenolici, che sono importanti molecole antiossidanti, di cui è particolarmente ricco il vino rosso e infine sul “Paradosso Francese“.Quest’ultimo indica la scoperta fatta da Serge Renaud e collaboratori, pubblicata su Lancet nel 1992, che le popolazioni di una regione della Francia, famosa per i suoi vini, presentavano una minor incidenza di malattie cardiovascolari rispetto al resto della popolazione, perchè consumavano regolarmente moderate quantità di vino rosso. Per quanto riguarda l’agente contenuto nel vino, capace di dare il beneficio, si pensò all’effetto dei polifenoli e al fatto che l’alcool, in moderate dosi, favorisca un aumento del colesterolo-HDL, il così detto “colesterolo buono”.

Fonte: Fanocitta.it.

Il vino svizzero del 2022 sarà superbo.
Quella del 2022 è un’annata eccellente per il vino. La quantità di uva vendemmiata è aumentata del 63 per cento rispetto all’anno precedente ed è probabile che i 99 milioni di litri di vino prodotti godranno di un sapore particolarmente pregiato: complici le scarse precipitazioni e le alte temperature registrate nel corso dell’anno. Come comunicato dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) oggi, le condizioni meteorologiche hanno permesso al tenore di zucchero nell’uva di attestarsi al di sopra dei valori medi e, rispetto all’anno precedente, i viticoltori hanno prodotto 33 milioni di litri di vino in più (ossia un aumento del 10 per cento, o di 9 milioni di litri, rispetto alla media degli ultimi 10 anni).

Fonte: RSI.

Vino, nuovo balzo in avanti per le vendite (+18%) di Brunello nel 2022.
Riuscire a fare meglio delle annate precedenti, sembrava una missione impossibile. Il Brunello di Montalcino è riuscito nella sfida. Nel 2022 le vendite sono cresciute del 18% in valore e del 7% in volume. A diffondere i dati il Consorzio ilcinese sulla base dell’osservatorio prezzi. La rilevazione delle vendite viene calcolato in base alle dichiarazioni di un campione omogeneo di imprese del territorio. Nel 2022 il Brunello è andato letteralmente a ruba: è stato commercializzato il 94% dell’annata 2017. La Riserva 2016, altra protagonista delle vendite dello scorso anno, ha infine portato il millesimo al sostanziale sold out nelle cantine di Montalcino. La conferma di quanto già espresso dall’analisi condotta da Wine Intelligence: il Brunello è il più amato tra i vini.

Fonte: InToscana.

Tra Storia, produzione e consumi, il rapporto (millenario) tra il vino e la Turchia.
A WineNews la portavoce della comunità Slow Food “Heritage Vines of Turkey” e sommelier del Mikla di Istanbul, al top della “50 Best Restaurants”. Il vino, in Turchia, vanta una storia plurimillenaria, dagli Ottomani fino ai giorni nostri. Con Sabiha Apaydın Gönenli, abbiamo cercato di capire cosa voglia dire, oggi, lavorare nel vino in un Paese a maggioranza musulmana, dove la cultura enoica non è certo parte integrante della società e della vita di tutti i giorni. “Il patrimonio viticolo turco comprende tante varietà autoctone, ma quasi nessuno le usa per produrre vino, che impegna appena il 2% del vigneto turco”.

Fonte: WineNews.

Vinitaly 2023, a Veronafiere dal 2 al 5 aprile. Oltre 4mila aziende, il più grande centro B2B internazionale del vino.
Un quartiere fieristico di oltre 100mila mq netti, diciassette padiglioni tra fissi e tensostrutture al completo, pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni (dati aggiornati al 2 marzo, ndr). Vinitaly 2023, il salone internazionale in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore e, per la 55ª edizione, rafforza ulteriormente il piano di sviluppo dell’unica manifestazione che ha contribuito a segnare crescita e successo del vino italiano sui mercati internazionali.

Fonte: Bellunopress.

STAMPA ESTERA

Bordeaux va arracher 9.500 hectares de vignes.
L’Etat et le Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux vont apporter 57 millions d euros pour financer cet arrachage. La mesure permettra de lutter contre les maladies, mais pas de résoudre la crise de surproduction à laquelle fait face le vignoble bordelais. Correspandantti Bordeaux L arrachage pour endiguer la aise. La mesure qu’une bonne partie du vignoble bordelais attendait est tombée. L’Etat et le Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVE) ont annoncé cette semaine qu’ils allaient consacrer 57 millions deuros àl’arrachage de9.500 hectares de vignes. La situation est en effet difficile pour le vignoble bordelais, en surproduction depuis plusieurs années, qui a vu plus dlrn millier de ses viticulteurs défiler dans les rues de Bordeaux mardi 6 décembre 2022. Le Constat est en effet cruel pour le vignoble girondin qui produit en moyenne 5 millions d’hectolitres per an mais narrive pas à en vendre plus de millions. Bordeaux n’a peste épargné par la conjoncture avec les taxes imposées par Donald hump, le là exit et, surtout, l’arrêt brutal du marché chinois. Les viticulteurs ont aussi commis des erreurs. Comme en 2018. lorsqu’ils ont augmenté leurs prix pour compenser les pertes dues au gel de l’année précédente, perdant au passage des parts de marché qu’ils n’ont pas récupérées. Plus grave, les étiquettes bordelaises souffrent plus que les autres appellations françaises du recul de la consommation qui touche la population française. notamment les Jeunes, et le vin rouge qui pèse 85 Y6 de la production girondine. « Lorsque les autres appellarions baissent de 5 %, nous reculons de P -, soufflet-on au CIVE. L’arrachage doit aussi réduire l’autre menace sanitairequl pèsesur ces arpents de vigne. la maladie de la #lavescence dorée se répand dans tous les vignobles du sud de la France et dans le Bordelais depuis dix ans. Les préfectures Imposent régulièrementdes traitements pour juguler son expansion. «Lis vignes quinesnntpluscultivéesneseronrpas imitées et avec ces milliers d’hectares en friche, an risque de perdre tout contrêle sur la maladie », s’inquiète Stéphane Ge bard, président du syndicat des Bordeaux Bordeaux Sup. Si les professionnels se sont lancés b la reconquête du marché et multiplientlesacdons sur le terrain, ils considèrentque le frémissement du marché chinois ne suffira pas. Quelgtre1372 viticulteurs re pr esentant 35.000 hectares de vignes, sait presque un tiers du vignoble, se s o nt déclarés en difficulté é á l’occasion de l’enquête menée par la Chambre d’agriculture de la Gironde. Parmi eux, 333 souhaitent même arrêter complètement la viticulture. La plupart travaillent dans l’appellation générique Bordeaux, dont la moitié de la production est commercialisée en vrac et dont les cours se sont effondrés, laissant les trésoreries exsangues et les chais souvent pleins.

Fonte: Echos.

La vigne et le vin ont deux foyers historiques.
La génétique montre que la culture du raisin a commencé il y a 11000 ans dans le Caucase et au Proche-Orient. L’histoire de la vigne et du vin est millénaire, c’est entendu Mais combien de millénaires exactement? La datation des débuts de la pratique faisait jusque-là l’objet de bien des débats scientifiques. Les plus anciennes traces archéologiques de culture de raisin et de vin ont été découvertes dans le Caucase, en Géorgie, et ont été datées à plus de 7 000 ans. Une grande collaboration internationale à laquelle participent des scientifiques français fait aujourd’hui remonter cette pratique encore plus loin dans le temps, avec une domestication de la vigne précédant de plus de 4 000 ans les phis anciennes traces archéologiques. au tout début du néolithique et de l’invention de l’agriculture. Ces travaux sont publiés cette semaine dans la revue Science. Cette fois, ce ne sont pas des fouilles archéologiques qui ont abouti à ce résultat, mais un long travail d’enquête génétique, sur des milliers de plants de vigne, issus d’un peu partout dans le monde. « La collaboration internationale menée par des chercheurs chinois, et à laquelle nous participons, a rassemblé et analysé 1600 cages de vignes domestiquées, et 840 lambrusques, des sous-espèces de vigne sauvage. C’est un travail colossal », raconte Thierry Lacombe, professeur à l’Institut Agro de Montpellier et coauteur de la publication. « La contribution française est très importante, puisque les deux centres Ince (Institut national de la recherche pour l’agriculture, l’alimentation et l’environnement) de Bordeaux et Montpellier n’apportent pas loin d’un millier d’échantillons génétiques », ajoute Pierre-François Bert, maitre de conférences à l’Université de Bordeaux et membre d’une unité mixte de recherche sur l’écophysiologle et la génomique de la vigne. e Avant cette nouvelle étude, la théorie hi plus crédible était qu’il y avait im foyer unique de domestication de la vigne, autour du Caucase, ce qui correspondait aux phis vieilles traces archéologiques de vin retrouvées en Géorgie, rappelle Robin Allyn, spécialiste de l’histoire de la domestication des plantes à l’Université de Warwick, auteur d’un article de commentaire dans Science_ Mais cette énorme étude génétique, qui se base sur au moins dix fois plus d’échantillons que les précédentes, décrit une domestication qui démarre à la même époque dans deux régions différentes. Eues sont séparées d’un millier de kilomètres : le Caucase d’un cité, autour de ki Géorgie, de l’Arménie et de l’Azerbaïdjan, et le ProcheOrient de l’autre (autour d’lsrael, de la Jordanie, du Liban et de la Syrie, ND! R) ».

Fonte: Figaro.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 2 marzo 2023!

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L’Europa smetta di fare sgambetti.
Su vino e auto Bruxelles ci mette i bastoni tra le ruote. Sugli immigrati non alza un dito. A leggere certi giornali, sembra quasi che molte delle responsabilità nella sciagura davanti alle coste calabresi dove hanno trovato la morte decine di immigrati siano del governo italiano e, in particolare, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi tanto che ci sono leader politici pronti a chiederne le dimissioni. A parte il fatto che conosco l’attuale inquilino del Viminale fin dai tempi in cui era prefetto di Bologna e ho avuto modo di apprezzare davvero le sue qualità professionali, credo che, da parte nostra, sia assolutamente masochistico fare “harakiri” in questo modo perché sappiamo tutti che le maggiori responsabilità dell’emergenza-immigrazione ricadono invece sull’Europa che, sul problema, per anni ha continuato a voltare le spalle al Belpaese.

Fonte: Libero Quotidiano.

Prima della Borgogna passate a Cirò.
D’accordo, la Borgogna è in questo momento inarrivabile e va conosciuta fino in fondo se sei uno che si occupa di vino. Quello che però non sopporto è il provincialismo rovesciato che alligna in Italia dove abbiamo territori e vini straordinari che non sono certo da meno sul piano qualitativo anche se decisamente indietro sul versante della comunicazione e della capacità di fare rete. Metterei volentieri il Duca Sanfelice 2018 a fare il pirata in una degustazione coperta di Pinot Nero, senza arrivare al grand cru, anche un semplice Aoc che comunque viaggiano, in quel territorio, fra i 60 e i 100 euro al consumatore finale. Bene credo proprio che non farebbe una cattiva figura: elegante e fine, con gli anni questo vino acquisisce una complessità invidiabile.

Fonte: Mattino Napoli.

Pesenti sbarca in Abruzzo alla conquista del Pecorino.
ArGea, partecipata dalla sua Clessidra, si è assicurata per 46 milioni il controllo della Ciccio Zaccagnini srl di Bolognano diventando il secondo produttore d’Italia. Dal cemento alla cantina il passo non è breve. Ma si può fare. Ci sta provando, e con un discreto successo, Carlo Pesenti, ultimo della dinastia bergamasca che per 150 anni ha contribuito alla produzione di cemento italiano attraverso l’Italcementi. Sette anni fa, probabilmente anche a causa di una concorrenza non più sostenibile, Pesenti ha ceduto quel che restava del suo grupPo industriale e si è dato alla finanza. O meglio, al private equity. E da qualche tempo, attraverso la sua Clessidra, una consolidata sgr specializzata appunto nel private equity, ha deciso di scalare la vetta delle grandi cantine italiane con la controllata ArGea (Ar come arte e Gea come terra).

Fonte: MoltoEconomia.

Pittura e scultura (ma non solo) la nuova mission di Zaccagnini.
Marcello Zaccagnini vende la cantina ma non chiude i battenti. Anzi, rilancia non sul vino, bensì sull’arte, l’altra passione che coltiva da anni e che lo ha portato a intravedere in un dipinto o in una scultura un percorso che in un certo senso si avvicina all’avventura dello spirito che talvolta si scorge in un calice di vino. Sicché, in previsione della cessione della sua apprezzatissima cantina di Bolognano (nella foto uno degli ingressi), i125 ottobre in Atessa, davanti al notaio Guido Lo Iacono, Zaccagnini nella duplice veste di presidente dell’Azienda Agricola Ciccio Zaccagnini srl di Marcello Zaccagnini – Società Agricola e di amministratore unico della Azienda Agricola Ciccio Zaccagnini srl ha perfezionato il conferimento di un certo numero di immobili (appartamenti e terreni) dalla prima a favore della seconda, entrambi di proprietà dell’imprenditore abruzzese.

Fonte: MoltoEconomia.

La risoluzione in Consiglio regionale No all’etichettatura irlandese sul vino.
No al sistema di etichettatura introdotto dall’Irlanda. L’assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato una risoluzione del Pd, a prima firma Palma Costi, che chiede una distinzione nel sistema di etichettatura delle bottiglie di vino tra l’uso e l’abuso della bevanda. Un’azione, quindi, tesa a salvaguardare l’eccellenza delle produzioni vitivinicole della regione
Fonte: Resto del Carlino.

Vino, «No all’etichetta sanitaria».
Lega La presa di posizione dopo l’ok dell’Ue alla legge irlandese Vino, «No all’etichetta sanitaria». «La vicenda delle etichette irlandesi sul vino non può essere trascurata come purtroppo è fino ad ora avvenuto a livello di istituzioni europee. Dobbiamo contrastare con forza quello che è l’ennesimo attacco sferrato contro le produzioni agroalimentari italiane in Europa». E quanto hanno dichiarato i consiglieri regionali della Lega, il vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Fabio Rainieri e Emiliano Occhi in merito all’approvazione nella stessa assemblea regionale di una risoluzione presentata dai consiglieri regionali del gruppo Pd che impegna la giunta regionale ad attivarsi per far valere le ragioni oggettive della decisione dell’Irlanda di indicare sulle etichette delle bottiglie che il vino è nocivo per la salute umana.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Intervista a Tommaso Moroni Zucchi – Vini di Parma, il progetto.
La (cantina Cà Nova di Costamezzana) è il nuovo giovane presidente del Consorzio dei Vini dei Colli di Parma MM La qualità dei nostri vini è cresciuta molto ed è cresciuta anche la capacità di attrarre e accogliere nelle nostre strutture turisti, anche internazionali di Sandro Plavanl I1 consorzio ha scelto te come suo presidente, una svolta “giovane”. Come ci si è arrivati? «Eleggere un giovane è stata una scelta forte e sento responsabilità per questa fiducia, non scontata. La passione per le sfide e per il mondo del vino me l’ha trasmessa mio nonno Renzo Zucchi che ha fondato insieme a mia nonna Iole la Cantina Cà Nova nel 1982. Sono entrato a far parte del CdA del Consorzio a 21 anni, nel 2020, a fianco del Presidente Maurizio Dodi, esempio di passione e dedizione.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Esotica beva, che evoca frutta secca e candita.
Il viticultore è chiamato a scelte continue. Dalle variabili meteo alle regole imposte dai disciplinari di produzione: districarsi non è cosa semplice ma la gioventù, si sa, non è un difetto. L’energia spinge a concreti77are progetti che prendono in considerazione tutti gli elementi a disposizione e a renderli realtà. In qualche forma. L’uva Erbaluce non dichiarata in etichetta nel Metodo Classico di Vigneti Aloi, ma indicata come “innominabile”, è la risposta al coraggio che vince sul sistema e sulla ragione. Siamo nelle colline fuori dalla denominazione Erbaluce di Caluso o Caluso DOCG, in cui non è ammessa la dicitura dell’uva. Ma la vite viaggia ed è arrivata anche a Borgofranco d’Ivrea, a 10 km da Carema, in direzione Settimo Vittone.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Il Brunello di Montalcino, re dei vini.
Vendite incrementate del 18% nel 2022. Richeste top negli Usa Il Brunello di Montalcino, re dei vini Il Brunello di Montalcino si conferma re dei vini italiani anche nel 2022. Incrementano le vendite di Brunello di Montalcino che a tutto il 2022 chiudono in valore a +18% sullo stesso periodo dell’anno precedente, con la variazione a volume a +7%. Lo rileva il Consorzio del vino Brunello di Montalcino sulla base dell’Osservatorio Prezzi, lo strumento di rilevazione delle vendite basato sulle dichiarazioni di un campione omogeneo di imprese del territorio. Secondo il panel monitorato, che rappresenta il 28% della capacità produttiva della Docg, al significativo aumento del prezzo medio, ha corrisposto una performance positiva in quasi tutti i mercati export di sbocco e in quello interno. In particolare, spicca la domanda interna, con un rialzo in valore a +27% (+19% i volumi).

Fonte: La Provincia Edizione Nazionale.

Assegnato anche il Premio speciale Sole.
Al Capolemole di Marco Carpineti II Capolemole rosso dell’Azienda agricola di Marco Carpineti è uno dei vini a cui gli esperti della guida hanno assegnato il premio speciale “Sole 2023″che viene attribuito “dalla redazione in modo del tutto indipendente dal punteggio in centesimi”. “Viene infatti assegnato – precisano g li esperti di tale guida – a dieci vini scelti tra migliaia di campioni assaggiati nel corso dell’anno, dieci etichette di cui desideriamo segnalare “originalità e il valore, motivando dettagliatamente al lettore, caso per caso, le ragioni delle nostra preferenza”. Questi i motivi che hanno spinto gli esperti a premiare Carpineti: “L’aggettivo vulcanico ben definisce lo spirito di Marco e il terreno dei dintorni di Cori su cui, nel 1986, lui mosse i primi passi nel mondo del vino.

Fonte: Latina Oggi.

Guida oro “I vini di Veronelli” Le migliori etichette pontine.
Il riconoscimento Quattordici bottiglie conquistano le “tre stelle rosse” Hanno raggiunto un punteggio che va da 90 a 93/100. Vediamole… quattro bianchi, nove rossi e un passito. A queste quattordici etichette pontine la guida “I vini di Veronelli” ha attribuito le “tre stelle rosse” che ogni anno vengono assegnate a quelle bottiglie che raggiungono un punteggio da90 a93/100. In pratica, sono considerati vini ottimi. Da ricordare che l’anno precedente erano state dicciasette i vini provinciali che avevano conquistato le “tre stelle rosse”. E da sottolineare poi che al Mater Matura dell’Azienda Casale del Giglio de Le Ferriere sono state assegnate le “tre stelle d’oro” che vengono attribuite a quei vini che raggiungono e superano i 94/100. Oltre a questo vino, altre sei etichette della Casale del Giglio hanno conquistato il massimo punteggio: Anthium Bellone, Antinoo Lazio bianco, Satrico Lazio bianco, Madreselva Lazio rosso, Tempartnijo rosso e Aphrodisium passito.

Fonte: Latina Oggi.

Go Wine Como Quattro incontri di degustazione.
Da sin. Fabrizio Angelonomi, Lia Magistro e Pietro Ferrari Via Grossi Il vitigno, la vita e il territorio: è il fulcro del nuovo corso di degustazione base del vino proposto dall’associazione Go Wine Como, alla Casa Don Guanella in via Grossi. Dal 15 marzo al 5 aprile, per quattro mercoledì, alle 20.30, si terranno le lezioni di degustazione di primo livello. Si tratta di un corso di avvicinamento al vino, ma con un intento e un messaggio di carattere divulgativo, che possa fornire nozioni utili anche per riconoscere e valutare le diverse tipologie di vino. Nel corso di ogni appuntamento si potranno degustare 4-5 tipologie di vini. Lia Magistro, delegata comasca di Go Wine (associazione di Alba) con Fabrizio Angelonomi e Pietro Ferrari, spiega: «Sarà un’infarinatura per chi si vuole avvicinare a questo mondo, ma i relatori saranno enologi ed esperti del settore, in arrivo da Alba».

Fonte: Provincia Como.

All’ombra dei cipressi.
Da pioniere ad ambasciatore della Tintilia. È l’avventura imprenditoriale di Claudio Cipressi, da San Felice del Molise, raccontata ieri a Roma. All’ombra dei Cipressi La straordinaria avventura del famoso vignaiolo di San Felice del Molise In un mondo con tradizioni secolari come è il Vigneto Italia, conta appena 25 anni la Tintilia messa a dimora in un campo sperimentale a San Felice del Molise, in provincia di Campobasso, dove nel 1998 Claudio Cipressi, da vignaiolo-autodidatta, fece i primi impianti – dichiarati a Bovale perché all’epoca non c’era ancora autorizzazione all’impianto della Tintilia – per una vinificazione-apripista che trovò poi in Di Majo Norante il primo imprenditore attrezzato per imbottigliare un nettare che oggi identifica il Molise. “Da qui è partito tutto, e oggi complessivamente – ha precisato Cipressi in un incontro stampa a Roma con un felice abbinamento col menu di ‘Alfredo alla Scrofa’ – la viticoltura molisana annovera un centinaio di ettari a Tintilia, un vitigno con basse rese in piante e ancor meno in cantina, essendo caratterizzato da piccoli acini”. Le origini di questa uva, new entry nel panorama vitivinicolo nazionale, sono ancora misteriose.

Fonte: Il Nuovo Molise,

Ribelle e anarchico.
Dall’11 ali3 marzo una manifestazione dedicata al nobile rosso amato dai Savoia Rìbelle e anarchico 11 Grignolino ritrova a Graziano Badoglio la sua capitale. Ribelle, selvatico, anarchico itestabalorda» sono alcune delle definizioni che accompagnano il Grignolino. Vino che un tempo accompagnava i più raffinati menù delle Casate Reali, primi in Savoia, ma i suoi tannini spiccati gli conferiscono un carattere un po’ spigoloso ma anche la capacità di invecchiare bene. Oggi questo vitigno autoctono del Monferrato, torna ad avere un suo appeal sui consumatori, soprattutto i più giovani. Lui sarà il protagonista di Grignolino, il Nobile Ribelle», seconda edizione dell’evento in programma sabato 11, domenica 12 e lunedì 13 marzo a Grazzano Badoglio. Negli spazi dell’ex scuola recuperata troveranno vetrina oltre cento produttori e le tante sfumature di questa Doc. Iniziativa dell’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con le delegazioni di Asti e Casale, supportate dal Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, dal Consorzio Colline del Monferrato Casalese, dalle Associazioni dei Produttori di Grignolino d’Asti Doc-Piemonte Doc Grignolino e Monferace, dal Consorzio Gran Monferrato e col patrocinio del Comune di Grazzano.

Fonte: Vita Casalese,

Vino, convegno di FdI.
“II vino fa bene alla salute”, è il titolo del dibattito promosso dalla sezione savese di Fdi per il prossimo 4 marzo alle ore 17.30 nella sala Amphipolis del palazzo municipale. Dopo i saluti istituzionali da parte dei deputati ionici Dario Iaia (nella foto) Giovanni Maiorano e Maria Nocco, seguiranno quelli del consigliere regionale Renato Perrini e dei presidenti provinciali di Coldiretti e Confagricoltura, Alfonso Cavallo e Luca Lazzàm. Sarà un’occasione per discutere sugli avvertimenti in etichetta, così come proposti dall’Irlanda e sugli effetti che tale misura potrebbe generare sull’intero comportato vitivinicolo. “Occorre difendere l’eccellenza — rimarca l’on. Dario Iaia — il vino è, senza dubbio, uno tra i prodotti più rappresentativi del nostro territorio. Fino a qualche mese fa, nessuno ha mai, nemmeno lentamente, pensato o dichiarato che potesse nuocere alla salute.

Fonte: Taranto Buonasera,

Brunello di Montalcino ancora in crescita: +18% di valore vendite.
Un aumento delle vendite del 18% in valore e del 7% in volume nel 2022 per il Brunello di Montalcino. Lo rende noto il Consorzio sulla base dell’osservatorio prezzi, lo strumento di rilevazione delle vendite basato sulle dichiarazioni di un campione omogeneo di imprese del territorio. In particolare, spiega una nota, spicca la domanda in Italia, primo mercato per il Brunello, con un rialzo del 27% in valore e del 19% in termini di volumi. Bene anche gli ordini dagli Stati Uniti, che con una chiusura di anno a +29% si confermano il principale sbocco internazionale. Buone conferme anche per Canada, Germania e Svizzera, mentre arretra la domanda del Regno Unito. Complessivamente, nel 2022 è stato commercializzato il 94% dell’annata 2017.

Fonte: Nazione.

Se il vino è una questione di stile. Torna la mostra del Chianti. Nove giorni di appuntamenti.
Dal 27 maggio al 4 giugno l’atteso incontro con i calici, fra degustazioni, spettacoli e gastronomia. Vetrina internazionale, finalmente: ieri dal Comune di Montespertoli la conferma di quanto anticipato nei giorni scorsi, ovverosia le date – dal 27 maggio al 4 giugno – della prossima Mostra del Chianti nella versione dell’era precedente. Prima dell’incubo pandemia. Nel frattempo, il Consorzio Chianti presieduto da Giovanni Busi non è rimasto fermo: iniziative a Cuba e corsi per certificare gli intenditori di vino. Si lavora per riportare il mondo del pregiato ‘rosso’ sulle posizioni che gli spettano senza tralasciare nulla: anche mercati di frontiera. La sessantacinquesima edizione della festa sarà tutta una «Questione di stile»: la Mostra del Chianti di quest’anno si pone l’obiettivo di valorizzare e promuovere l’unicità delle aziende agricole e di questo territorio che mantiene costante lo stile inconfondibile.

Fonte: Nazione Empoli.

Vendite del Brunello, un’annata da incorniciare. Si chiude il 2022 con 18%.
Bindocci: «La minore produzione non condiziona l’obiettivo. I 12023 anno di consolidamento». Sono ancora in crescita le vendite di Brunello di Montalcino, che a tutto il 2022 chiudono in valore a +18% sul pari periodo dell’anno precedente, con la variazione a volume a +7%. Lo rileva il Consorzio del vino Brunello di Montalcino sulla base dei dati dell’ Osservatorio Prezzi, lo strumento di rilevazione delle vendite basato sulle dichiarazioni di un campione omogeneo di imprese del territorio. Secondo il panel monitorato, che rappresenta il 28% della capacità produttiva della Docg, al significativo aumento del prezzo medio, ha corrisposto una performance positiva in quasi tutti i mercati export di sbocco e in quello interno. In particolare, spicca la domanda in Italia, primo mercato per il principe dei rossi toscani, con un rialzo in valore a +27% (+19% i volumi). Molto bene anche gli ordini dagli Stati Uniti che, con una chiusura di anno a +29%, si confermano principale sbocco internazionale con una quota di mercato che sale a circa il 30% sul totale delle vendite di Brunello oltreconfine.

Fonte: Nazione Siena.

Anteprima Chiaretto 40 cantine e 120 vini.
Gita in rosa al lago di Garda. Con un po’ di anticipo sulla data canonica del 21, l’Anteprima Chiaretto di Bardolino segna un po’ l’inizio della primavera e del piacere di regalarsi una gita golosa fuoriporta sul lago di Garda. Domenica 5 e lunedì 6 marzo la Dogana Veneta di Lazise ospiterà infatti Corvina Manifesto L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino. Durante la manifestazione, organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, sarà possibile assaggiare la nuova annata del Chiaretto di Bardolino, il vino rosa da uve Corvina che nasce sulla sponda orientale del lago di Garda. In degustazione 120 vini In degustazione ci saranno 120 etichette di 40 produttori gardesani.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Visit Cantina è online.
Visit Cantina, il calendario 2023 per la visita alle cantine dell’Associazione Strada del Prosecco è consultabile sul proprio sito web, rinnovato e interattivo. La strada del vino più antica d’Italia è sempre al passo con i tempi e in stretta connessione con le esigenze dell’enoturista moderno, che utilizza la tecnologia per visitare e orientarsi sul territorio e lo smartphone per scegliere esperienze e proposte. La Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene ha recentemente aggiornato e implementato le funzioni del suo sito istituzionale in cui appare la nuova edizione del calendario “Visit Cantina”.
Fonte: Corriere del Vino.

Le bottiglie della solidarietà: la Cantina Produttori del Gavi per l’Uspidalet.
Prosegue la solidarietà da parte delle Cantine Produttori del Gavi, che da tre anni a questa parte, devolve la propria vendita di bottiglie del periodo natalizio a enti che si occupano del sociale. Lo scorso Natale a beneficiarne è stata la Fondazione Uspidalet.

Fonte: Telecity News 24.

Migliori degustazione vini a Marsala, visita le cantine storiche.
Nella parte più occidentale della Sicilia, abbracciata dal mare, sorge la perla di Trapani: Marsala. La città di Marsala, le cui origini risalgono ai primi due secoli dell’età imperiale romana e al III secolo d.C. periodo in cui fu costituita la Colonia Helvia Augusta Lilybitanorum, conquista il turista per il suo patrimonio archeologico e artistico ma anche per lo splendido lungomare dagli imperdibili tramonti. “Il più bel tramonto del mondo” lo si gode nella Riserva Naturale Isole dello Stagnone, la laguna più vasta della Sicilia, in cui le acque molto basse, la particolare vegetazione, le saline e l’ambiente, reso incredibilmente scenografico dai fenicotteri e dai mulini, consentono ai colori del sole di dare vita ad uno spettacolo mozzafiato dal caratteristico colore rosa.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

I vini d’Italia si raccontano a Torino, nella “Notte dei Vini – Cantine d’Italia” by Go Wine.
Il 2 marzo, nel “Salone del Vino” di Torino, vini e piatti d’eccellenza ad Eataly Lingotto, da dove è partito il progetto Eataly. Da Umani Ronchi a Castello di Spessa, da Lunae Bosoni a Masciarelli, da Cantine de Notaio a Colle Manora, da Contini a Torre Fornello, passando per Opera02: sono solo alcune delle 20 cantine che racconteranno l’Italia del vino nella “Notte dei Vini – Cantine d’Italia”, il 2 marzo ( dalle ore 18 alle ore 23), con un wine tasting firmato Go Wine, nella Sala dei Duecento, nel Museo Carpano (primo piano Eataly Lingotto,dedicato al “padre” del Vermouth, Benedetto Carpano, ndr), il luogo dove è nato il progetto Eataly che ha poi conquistato il mondo, in uno degli eventi che ruotano intorno al “Salone del Vino”, di scena dal 4 al 6 marzo, nella capitale piemontese (tra il Museo del Risorgimento e Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna),con tutta una serie di “eventi Off”, in città, che iniziano da oggi 28 febbraio.

Fonte: WineNews.

A Summa i vini biologici e biodinamici di cento Cantine di otto Paesi.
Summa, la rassegna delle eccellenze enologiche biologiche e biodinamiche dal mondo, torna l’1 e il 2 aprile con la sua 24esima edizione come sempre a Casòn Hirschprunn & Tòr Löwengang della Tenuta Alois Lageder, organizzatrice dell’evento, a Magrè sulla Strada del Vino (Bolzano). Alla mostra, aperta al pubblico, saranno presenti un centinaio di cantine selezionate per l’altissima qualità dei vini prodotti in armonia con l’ambiente. Grazie ai tanti luoghi di origine rappresentati, la varietà proposta è come ogni anno molto ampia, con etichette provenienti, oltre che dall’Italia, per la prima volta dalla Grecia e poi ancora da Germania, Nuova Zelanda, Austria, Portogallo, Svizzera e Francia, con la partecipazione, in rappresentanza di quest’ultimo Paese, di nuove aziende dalla Champagne.

Fonte: Askanews.

Le sanzioni alla Russia fanno salire i prezzi di assorbenti, vino e latte.
Mai più senza la vodka Z, il superalcolico per «veri uomini russi» che sull’etichetta riporta anche la scritta «Non molliamo i nostri», intesi come militari. In alternativa, c’è la vodka V, che riporta invece una scritta cara a Vladimir Putin, «La forza è nella verità». Siamo tornati al Blisnetsy di Medvedkovo, estrema periferia nordest della capitale, una catena di grande distribuzione dai prezzi accessibili, ben diversa dalle concorrenti del centro, ancora molto occidentalizzate nell’offerta di beni resi più cari dalle triangolazioni con altri Paesi, necessarie per farle arrivare ai consumatori più facoltosi. Non manca quasi nulla. Ma è tutto più autarchico. Adesso c’è la «buona» Cola, con lattine uguali in tutto e per tutto a quelle della nota bevanda. La confezione, i caratteri della scritta e la forma del gelato con biscotto MaxiBon sono quelle di sempre, solo che ora si chiama MaxiDuo.

Fonte: Corriere.

Il vino italiano conquista il mondo: un simbolo di eccellenza del Made in Italy.
Il vino italiano è stato sempre una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo. Nel corso degli anni, i produttori italiani hanno saputo conquistare i palati più raffinati, diventando sinonimo di qualità e raffinatezza. Anche nel 2022, il vino italiano si conferma tra le eccellenze del settore, con un andamento di mercato che si mantiene positivo nonostante le difficoltà legate alla pandemia. Secondo le ultime statistiche, il mercato del vino italiano si è mantenuto stabile nel corso dell’ultimo anno, con una crescita leggermente superiore all’1% rispetto all’anno precedente. Il valore delle esportazioni italiane di vino nel 2021 è stato di circa 6 miliardi di euro, con una leggera flessione rispetto al 2020 a causa dei problemi legati alla pandemia.

Fonte: Tag24.it.

Il nuovo volto premium dell’Italia del vino: nel 2022 sorpasso storico a valore sui “popular”.
Il vino di fascia alta cresce, a fronte di un rallentamento della fascia bassa del mercato. Un trend che premia le etichette di pregio. Il commercio mondiale dei vini fermi ha registrato un calo in volume nell’ultimo anno attorno al 5%, ma è un trend che riguarda l’andamento globale, e che non segna la tendenza premium dei consumi, a partire dai rossi italiani, che invece sono in crescita. Il mercato globale, dunque, premia i vini migliori. Non a caso i produttori italiani stanno facendo grandi sforzi per innalzare i propri prodotti verso la fascia più alta del mercato, la cosiddetta “premiumizzazione”, termine che purtroppo suona un po’ infelice nella traduzione dall’inglese. Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv sui trend di mercato, negli ultimi 12 anni, il vino made in Italy ha visto infatti quadruplicare nel periodo le vendite a volume dei vini fermi in fascia super-premium, ovvero oltre i 9 euro a bottiglia franco cantina, con una crescita media annua del 13%..

Fonte: La Repubblica.

Menfi è città italiana del vino 2023.
Le celebrazioni hanno preso il via nei giorni scorsi e si protrarranno per tutto l’anno con una serie di variegate iniziative. Non si tratta di un punto di arrivo, ma un punto di partenza per questa comunità e per il suo settore vinicolo che vuole così lanciarsi verso il futuro. La nomina è avvenuta nei mesi scorsi ad opera della commissione dell’Associazione nazionale città del vino composta dal presidente Angela Rodica, dal direttore Paolo Corbini e da cinque membri scelti fra importanti personalità del mondo del vino dell’Università e del giornalismo.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Slow Wine Fair, successo tra gli operatori esteri per il vino sostenibile italiano.
Oltre 10mila ingressi per il 50% rappresentati da operatori del settore e tra questi con centinaia di buyer provenienti dall’estero e in particolare da Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina e Germania e selezionati con la collaborazione di Italia Trade Agency (Ice) e del ministero degli Affari esteri. Visitatori che hanno affollato i padiglioni con gli stand delle circa 750 cantine espositrici, 100 delle quali straniere al Salone del vino “buono, pulito e giusto” e, soprattutto, sostenibile. Si è conclusa molto positivamente la seconda edizione di Slow Wine Fair che si è tenuta a Bologna organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Vino: Cipressi, da pioniere a ambasciatore della Tintilia.
In un mondo con tradizioni secolari come è il Vigneto Italia, conta appena 25 anni la Tintilia messa a dimora in un campo sperimentale a San Felice del Molise, in provincia di Campobasso, dove nel 1998 Claudio Cipressi, da vignaiolo-autodidatta, fece i primi impianti – dichiarati a Bovale perché all’epoca non c’era ancora autorizzazione all’impianto della Tintilia – per una vinificazione-apripista che trovò poi in Di Majo Norante il primo imprenditore attrezzato per imbottigliare un nettare che oggi identifica il Molise.

Fonte: ANSA.

Vino: presentata pdl enogastronomia – enoturismo.
Il Capogruppo Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati, Marco Cerreto, il Presidente della Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, Luca De Carlo, e il Segretario di Presidenza della Commissione Attività Produttive a Montecitorio, Riccardo Zucconi, hanno presentato la proposta di legge enogastronomia – enoturismo: non solo prodotto ma offerta da vivere.

Fonte: ExPartibus.

Una settimana di anteprime per scoprire la Toscana del vino.
Gli appuntamenti organizzati dai consorzi vinicoli della Regione.
Firenze con il Chianti, il Morellino di Scansano e il Chianti Classico, Montepulciano e il Vino Nobile, San Gimignano e la sua Vernaccia e poi ancora Firenze con ben 13 diversi territori presentati dai loro Consorzi di Tutela: dalla Maremma al Montecuccco, dal Carmignano al Valdarno di Sopra. Questo sono stati gli appuntamenti organizzati dai consorzi vinicoli della Regione, in collaborazione con la Camera di Commercio di Firenze, Promo Firenze, Fondazione Sistema Toscana e Regione Toscana.

Fonte: FSNews.

STAMPA ESTERA

Crise viticole : les solutions de la Fédération des vignerons indépendants de Gironde.
Les adhérents de la Fédération des Vignerons Incependants de Gironde sort mans touchés per la crise viticole. (Crédits • Regis Designau). Les adhérents de la Fédération des vignerons indépendants de Gironde traversent la crise actuelle avec beaucoup plus de facilité que la moyenne de la profession. Et Régis Falxa, le président départemental, ne désespère pas de voir le marché se retourner dans le bon sens. La Fédération des vignerons indépendants de Gironde a tenu son assemblée générale ‘e 17 février au siège de la fédération régionale à Artigues-prés-Bordeaux (Gironde). Regroupant des vignerons qui cultivent leur vignoble, vinifient leur vin puis les commercialisent eux-mêmes, cette fédération s’est forgée une image de marque forte ancrée dans les esprits grâce au très évocateur logo du vigneron stylisé portant son tonneau à l’épaule. Rées Falxa préside la Fédération des vignerons indépendants de la Gironde, qui compte 550 adhérents pour un total national de 7.000 entreprises. L’arrachage primé et définitif de la vigne, revendication portée par le mouvement des viticulteurs girondins Viti33 qui ont manifesté dans les rues de Bordeaux le 6 décembre dernier, accompagnés par de nombreuses organisations syndicales paysannes et des élus, n’est pas au centre des préoccupations des adhérents de la Fédération des vignerons indépendants. Repartir à l’export Si les viticulteurs en difficulté n’arrivent plus à boucler leurs fins de mois à cause de l’effondrement des cours en vrac voire aussi des ventes en bouteille, les vignerons indépendants de Gironde *** souffrent beaucoup moins et ne croient pas que tout espoir soit perdu. La diversification cest important pour avoir un complément d’activité. Pour arracher la vigne il faut penser polyculture en diversification. Nous avons certainement des adhérents en difficulté mais le fait que l’on ait pris notre destin en main modifie la donne. Nous sommes moins exposés. Le Covid a mis en exergue les difficultés du métier, avec l’inflation et la déconsommation. Si on pouvait aller prospecter en Chine ce serait bien mais le pays s’est refermé. Il faut repartir en Amérique du Sud, il y a beaucoup de choses à faire là-bas, par exemple au Pérou. Il faut aller voir un peu partout. Parce que si l’étau se desserrait à l’export ça irait », déroule Régis Falxa, convaincu que, malgré l’importance des difficultés, le marché du vin pourrait encore se retourner dans le bon sens.

Fonte: Tribune.

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Territorio, collaborazione e valori condivisi: Feudi di San Gregorio è vino al vino.
Eugenio Fatigante is a sostenibilità, più che un costo, può essere un beneficio. Aduso per impostazione familiare alla olida realtà dei numeri, Antonio Capaldo, proprietario di Feudi di San Gregorio, azienda familiare vitivinicola divenuta in 36 anni leader nel Sud Italia, punta dritto al cuore della questione: «Sa cosa più mi ha sorpreso del nostro progetto di sostenibilità? Le risposte avute dai 20 dipendenti, stagionali o a termine, i cui contratti negli anni sono stati trasformati in “a tempo indeterminato’; grazie a uno strumento innovativo come il contratto “Banca ore”: quando lavorano di più accumulano ore che poi sono restituite nei periodi “fiacchi’; garantendo uno stipendio costante nei mesi.

Fonte: Avvenire L’Economia civile.

«Grapes Chain», la cantina digitale per certificare e acquistare in sicurezza vini di origine protetta.
Un network di valore, appena arrivato a Bari, che dal 2019 unisce cantine, rivenditori e consumatori di casa nostra in nome dell’autenticità, originalità e qualità del vino. Con questo scopo nasce «Grapes Chain», la piattaforma che lavora seguendo tre principi fondamentali: cantina digitale, trasparenza e sicurezza. II servizio principale fornito, dunque, è la Grapes Chain Wine ID, un certificato che attesta la conformità della filiera vitivinicola delle aziende aderenti rispetto al disciplinare e agli standard normativi relativi alle denominazioni di origine protetta. Tutto questo sarà stato reso possibile grazie al sostegno della Regione Puglia che ha istituito lo strumento di ingegneria finanziaria denominato Fondo «Tecnonidi» mediante il quale la società finanziaria «Puglia Sviluppo» dopo aver esaminato la candidatura al bando della start up, ha deciso di finanziare il progetto.

Fonte: Gazzetta di Bari.

A Slow Wine Fair diecimila brindisi Viaggio nel vino buono e pulito.
Bologna, successo per la seconda edizione della kermesse: 750 cantine da 21 Paesi. Con 65 cantine presenti, anche l’Emilia-Romagna si è fatta spazio lungo le corsie della Fiera Tantissimi gli espositori arrivati dall’estero. Le mani si stringono. I calici si incrociano. E gli espositori – ben 750 cantine in arrivo da 21 Paesi – colgono l’occasione per far conoscere ad appassionati e professionisti del settore i loro vini più significativi, «frutto di un indissolubile legame con il proprio territorio». Dall’Emilia-Romagna, fino alle regioni del Sud e i Paesi oltre confine, come Uruguay, Cina, Albania, Germania e Brasile. Dopo il successo della prima edizione, Slow Wine Fair – la kermesse dedicata al vino buono, pulito e giusto organizzata da Sana e Bologna Fiere, con la direzione artistica di Slow Food – si conferma, per la seconda volta, meta imperdibile per migliaia di visitatori.

Fonte: Resto del Carlino.

Made in Italy, l’export va a 61 mld. Il falso a 120 mld.
Record storico per l’export agroalimentare italiano che tocca quota 60,7 miliardi di euro, trainato dai prodotti simbolo della dieta mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca. Lo rileva Coldiretti in merito ai dati Istat sul fatturato dell’Industria nel 2022. L’organizzazione agricola sottolinea come abbia raggiunto livelli record anche il livello della contraffazione alimentare del made in Italy nel mondo: oggi vale 120 miliardi di euro, sospinta dall’embargo russo contro i cibi europei. L’allarme è contenuto nella relazione annuale dell’intelligence al parlamento presentata ieri.

Fonte: Italia Oggi.

Poltrone in erba.
Luca Rigotti è stato riconfermato presidente del gruppo di lavoro vino del Copa-Cogeca. Rigotti, che dal 2019 è coordinatore del vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari, guiderà il gruppo di lavoro per i prossimi due anni. Sarà affiancato dai vice presidenti Ludovic Roux (Francia) e Christian Schwörer (Germania). Imprenditore del vitivinicolo è presidente dal 2012 del gruppo Mezzacorona e della controllata Nosio spa. Gioia Creati e Barbara Tamburini hanno iniziato la loro collaborazione con Suadela per quella che viene chiamata la Collezione degli Enologi. Gioia Creati ha studiato sia a Siena che a Bordeaux, è l’enologa dell’azienda vinicola di famiglia a Castelnuovo Berardenga (Si). Barbara Tamburini, laureata in viticultura ed enologia presso l’Università di Pisa, ha iniziato a lavorare nella sua Toscana per poi approdare in Sicilia.

Fonte: Italia Oggi.

La siccità colpisce ancora. Serve un piano.
Vino e prodotti agricoli a rischio per una siccità che sembra essere diventata endemica. Le mancate precipitazioni degli ultimi mesi rischiano di mettere in forte crisi la produzione vitivinicola per il secondo anno consecutivo. E sono forti le preoccupazioni dei produttori di vino. Per Massimo Barbieri di Cantine Torrevilla nell’Oltrepò Pavese: «La crisi idrica è a dir poco drammatica, siamo in febbraio ma è come se fossimo nel pieno del mese di maggio. Già lo scorso anno abbiamo registrato un calo del 30-40% nella produzione». Stefano Quaggio, direttore del Consorzio Vini Venezia, sottolinea come: »Le scarse precipitazioni spaventino viticoltori e produttori, soprattutto in vista dell’arrivo della primavera e poi dell’estate».

Fonte: Italia Oggi.

Asse Slow food – BolognaFiere.
Il polo felsineo si consolida nel mercato bio. A novembre si terrà il salone— mercato della Fivi Asse Slow food – BolognaFiere Cresce ilsalone del vino biologico. Eventi anche all’estero. Cala il sipario su Slow wine fair con oltre l0mila visitatori e 750 aziende partecipanti che hanno offerto in larga parte »il vino buono, pulito e giusto», cioè quello biologico. La manifestazione, alla sua 2° edizione, si è svolta (dal 26 al 28 febbraio) sotto regia Slow food, in due padiglioni di BolognaFiere. Nel 2022 il business del vino bio è cresciuto, al di là delle aspettative: il presidente di FederBio, Maria Grazia Mammuccini, stima che l’export sia balzato del 18%. E l’anno prima, il giro d’affari era stato valutato circa 630 min, per lo più realizzato all’estero, in specie in nord Europa. Numeri importanti che scaturiscono dal vigneto biologico italiano di 120mila ettari: il 19% dell’estensione totale. Dal canto suo, BolognaFiere è ormai lanciata verso una connotazione di quartiere fieristico del foodewine biologico.

Fonte: Italia Oggi.

Pinot bianco per Mirabella.
Mirabella punta sull’acidità del Pinot bianco per combattere il cambiamento climatico. Anche se le bottiglie di Pinot bianco in purezza non possono riportare il brand Franciacorta. «La commissione tecnica del consorzio del Franciacorta», sottolinea Alessandro Schiavi, comproprietario ed enologo di Mirabella, «non ha escluso che in futuro ci si possa arrivare. Cib detto la sfida del global warming va affrontata subito e con strumenti efficaci». Mirabella valorizza il suo Pinot bianco aggiungendolo alle cuvée e destinandolo al Demetra Pinot bianco, primo Pinot bianco monovarietale della Franciacorta. Oggi Mirabella possiede circa 12 ettari di Pinot bianco sugli 88 totali in Franciacorta. Negli ultimi anni il consorzio aveva individuato nel vitigno autoctono Erbamat lo strumento per contrastare caldo torrido, siccità e vendemmie anticipate.

Fonte: Italia Oggi.

Dalle api carta per alimenti Per i funghi un’incubatrice.
C’è la carta per alimenti sostenibile e riutilizzabile realizzata in Calabria da Anna Madeo con la cera d’api. Ma c’è anche l’incubatrice per i funghi cardocelli realizzata con gli scarti del cardo, coltivati da Nicola Margarita (Campania) nelle terre confiscate alla Camorra, usati anche per fare in collaborazione con Novamont posate in bioplastica. E poi la glassa di vino Primitivo di Eugenio Arsieni (Puglia) ottenuta dai residui della lavorazione delle uve. E l’acqua tonica agricola prodotta in Trentino da Leonardo Rizzini con luppolo, ginepro e genziana. Sono solo alcune delle innovazioni presentate dai giovani imprenditori della Coldiretti in occasione degli Oscar Green.

Fonte: Italia Oggi.

Circuito in festa per i 70 anni Nuovo logo, una app, un libro e un vino per celebrare l’evento.
Quest’anno l’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, ideato da Checco Costa e inaugurato i125 aprile del 1953 con il Gran Premio Coni e il Gran Premio Città di Imola di motociclismo, festeggerà anche il suo settantesimo compleanno. Molte le iniziative che celebrano questo importante traguardo, e altre verranno rese note nel corso della stagione. II logo Il primo passo è stato quello di realizzare il nuovo logo e l’incarico era stato affidato ad una giovane imolese, Giulia Mongardi, iscritta allo Iaad-Istituto d’arte applicata e design di Bologna. Giulia si è laureata con il punteggio di 110 presentando un progetto di re-branding del marchio che ha convinto Formula Imola ad affidarle l’incarico per realizzare il nuovo logo. II loro 70 annidi vita gloriosi non potevano non meritare un libro che raccontasse quanto successo in questa lunga storia.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Brutale porta i vini naturali da tutta Italia al Teatro Verdi.
La manifestazione coinvolgerà anche ristoranti in tutta la Romagna che ospiteranno i vignaioli: tra questi anche Michiletta che apre in anteprima. Dopo il debutto dello scorso anno al club Ippodromo in estate torna “Brutale – La natura è progresso”, domenica dalle 10.30 alle 20 torna in una versione invernale e al chiuso al Teatro Verdi. La formula è la stessa della prima edizione: una mostra mercato dedicata ai vini naturali, dove vignaioli da tutta Italia e non solo presenteranno i loro prodotti che sarà possibile degustare e acquistare. Tra le conferme anche la collaborazione con il Comune di Cesena: «Si tratta un appuntamento che metter insieme buon cibo, buon vino e territorio, uno di quelle iniziative che rendono orgogliosi di essere romagnoli», commenta l’assessore Luca Ferrini. Scopo del progetto, spiega Fabrizio Faggiotto di Studio 2F, «è creare un evento capace negli anni di creare sinergie con il territorio anche in chiave turistica».

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Quattro riminesi e una Rebola La Romagna a Slow Wine Fair.
Soddisfatti i produttori del nostro territorio Davide Bigucci racconta: «Abbiamo fatto squadra». Quattro, come i moschettieri, dopo l’avanscoperta 2022 del solo Podere dell’Angelo all’esordio della manifestazione. Quest’anno sono quadruplicati gli ambasciatori del territorio riminese alla seconda edizione di Slow Wine Fair tenutosi a Bologna da domenica a ieri: appuntamento unico al mondo promosso da Slow Food, Sana e BolognaFiere con una commissione di assaggio che ha selezionato centinaia di cantine per garantire a professionisti e appassionati italiani e stranieri un catalogo omogeneo di `vini buoni, puliti e giusti”.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Tour al teatro Verdi tra i vini artigianali «Oltre ottanta cantine».
Domenica al via la seconda edizione della mostra mercato ‘Brutale’. Chiacchierata con i vignaioli all’Osteria il Fondo e laboratorio ‘Dalla Ghina’ Brutale, come il bar ‘Brutal’ di Barcellona, tra i primi a promuovere un’offerta di vini naturali. Ma anche come la natura selvaggia, priva di additivi o artifici. Si terrà domenica dalle 10.30 alle 20 al teatro Verdi di Cesena la seconda edizione di ‘Brutale. La natura è progresso’, una mostra mercato dedicata alla promozione e degustazione di vini ‘artigianali’. Un termine che indica non solo un modo di coltivare sano e senza l’utilizzo di pesticidi o fitofarmaci, ma anche una produzione etica e di qualità. Al centro dell’evento, più di ottantacinque cantine provenienti da tutta Italia, dalla Sicilia, alla Valle d’Aosta, fino alla Slovenia, a cui si aggiungono anche distributori di vino, produttori di olio e di anfore.

Fonte: Resto del Carlino Cesena,

Benemeriti, centenari e vini top: Casteggio prepara tanti premi.
II sindaco Vigo: «In Consiglio presto il regolamento» L’amministrazione vuole rilanciare il Talento per le cantine. Casteggio è pronto a riproporre il Talento d’oro, storico premio assegnato durante la Rassegna dei vini. Ma l’amministrazione guidata da Lorenzo Vigo intende andare oltre nel riconoscere meriti civici e traguardi di rilievo: con la festa del paese, il prossimo settembre, arriveranno anche per la prima volta le benemerenze civiche e pure un premio per i centenari. L’IDEA «Pensavamo alle benemerenze già da due anni, ma il covid ci ha rallentati — spiega il primo cittadino a proposito della novità- Si tratta di un premio che la nostra città non ha mai avuto e che ci sembra importante verso cittadini, associazioni o imprese che si sono distinti nella comunità». Archiviata l’emergenza, il ritorno alla normalità riporta con sé anche il progetto che era stato accantonato. Il regolamento è ancora in bozza, ma i prossimi passaggi sono chiari.

Fonte: Provincia – Pavese,

l Buttafuoco Storico festeggia i 27 anni insieme a Gerry Scotti.
Il Club del Buttafuoco Storico di Canneto Pavese ha festeggiato il 27° compleanno con un evento, riservato a soci, giornalisti e operatori del settore, lunedì allo Hyatt Centric Milan Centrale di Milano. Ospite d’onore della serata è stato il noto presentatore televisivo pavese Gerry Scotti, che ormai da alcuni anni ha arricchito la sua linea di vini, realizzata in collaborazione con il produttore Fabiano Giorgi, proprio con il Buttafuoco Storico ’56” (l’anno della sua nascita): «Voglio ringraziare i produttori del Buttafuoco perché i maggiori complimenti che ho ricevuto quest’anno, nei regali di Natale, nelle cene e nelle occasioni di festa con amici appassionati di vino, sono stati proprio per il Buttafuoco» ha detto Scotti.

Fonte: Provincia – Pavese,

È il vino con sistema anticontraffazione.
Prima tracciabilità a indicazione geografica protetta È il vino con sistema anticontraffazione Con l’avvio di una significativa intesa tra Coldiretti, Sannio Consorzio Tutela Vini, Agroqualità e l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, prende vita la prima sperimentazione di un sistema di anticontraffazione e tracciabilità per tutto il settore vitivinicolo ad indicazione geografica tipica (Igt). L’intesa è stata siglata a Palazzo Rospigliosi a Roma alla presenza dei Presidenti di Coldiretti, Ettore Prandini, e del Sannio Consorzio Tutela Vini, Libero Rillo, degli Amministratori Delegati di Agroqualità, Enrico De Micheli, e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Francesca Reich. Con l’obiettivo di valorizzare e rafforzare i sistemi di sicurezza e garanzia del settore Igt, il Consorzio ha deciso di adottare, per primo, il modello di anticontraffazione e tracciabilità realizzato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Fonte: Saviglianese.

Vino in tour, come le star ” – Come le star.
Il Brachetto d’Acqui andrà in tour per l’Italia, come le rockstar. Le tappe in cartellone per ora sono tre (a Torino, Roma e Napoli) fra degustazioni, wine tasting e masterclass. Organizzail Consorzio di tutela. Come le star Il Brachetto d’Acqui andrà in tour ‘Pappe in tutta Italia, da Nord a Sud con degustazioni e masterclass dedicati anche al dolce e al rosò e organizzati con II Gambero Rosso Il primo appuntamento è a Torino. Il Brachetto d’Acqui andrà in tour per l’Italia, come le rockstar. Le tappe in cartellone per ora sono tre (a Torino, Roma e Napoli) fra degustazioni, wine tasting e masterclass che ne metteranno sotto i riflettori la versatilità, in ogni declinazione: dolce, rosso e rosè. L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra il Consorzio di tutela Vini d’Acqui, a cui fanno capo i produttori di Brachetto, e il Gambero Rosso, che sarà partner del progetto e gli conferirà prestigio e visibilità. «Alla base del tour — spiega il presidente del Consorzio Paolo Ricagno — c’è la volontà di promuovere il territorio del Monferrato attraverso i suoi vini: il Brachetto nella classica versione dolce, l’Acqui Rosè, sia nella versione *** spumante che fermo, e il Rosso secco, riscoperto negli ultimi anni.

Fonte: Stampa Alessandria.

Due giorni per convincersi che il Timorasso è il futuro.
L’evento il 12 e 13 marzo al Museo Orsi a Tortona con i produttori dei Colli Due giorni per convincersi che il Timorasso è il futuro. Territorio e longevità saranno i temi centrali della terza edizione di «Derthona Due.Zero, l’evento in programma domenica 12 e lunedì 13 marzo al Museo Orsi, organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi per diffondere la conoscenza del vino bianco ottenuto dal vitigno Timorasso. Un vino fortemente legato alla zona di produzione con un grande potenziale evolutivo, in grado di donare grande equilibrio, finezza e intensità. «Due.Zero» sarà un grande banco d’assaggio dove poter degustare in anteprima l’annata 2021 e anche bottiglie con più anni di invecchiamento. La giornata di domenica sarà dedicata al pubblico degli appassionati che, dalle 10 alle 18, potranno dialogare con i produttori (20 euro, ridotto a 18 per chi lo acquista in prevendita).

Fonte: Stampa Alessandria.

«Grapes Chain», la cantina digitale per certificare e acquistare in sicurezza vini di origine protetta.
Un network di valore, appena arrivato a Bari, che dal 2019 unisce cantine, rivenditori e consumatori di casa nostra in nome dell’autenticità, originalità e qualità del vino. Con questo scopo nasce «Grapes Chain», la piattaforma che lavora seguendo tre principi fondamentali: cantina digitale, trasparenza e sicurezza. Il servizio principale fornito, dunque, è la Grapes Chain Wine ID, un certificato che attesta la conformità della filiera vitivinicola delle aziende aderenti rispetto al disciplinare e agli standard normativi relativi alle denominazioni di origine protetta. Tutto questo sarà stato reso possibile grazie al sostegno della Regione Puglia che ha istituito lo strumento di ingegneria finanziaria denominato Fondo «Tecnonidi» mediante il quale la società finanziaria «Puglia Sviluppo» dopo aver esaminato la candidatura al bando della start up, ha deciso di finanziare il progetto.

Fonte: Gazzetta di Bari.

Regione, uno sguardo sulla viticoltura.
L’assessora Valeria Satta domani incontra gli operatori del comparto Monti L’assessora regionale dell’Agricoltura e Riforma agropastorale, Valeria Salta, sarà domani mattina a Monti, per incontrare gli operatori del settore vitivinicolo. La visita, programmata da tempo, prevede prima un incontro istituzionale in Comune, dove sarà accolta dal sindaco Emanuele Mutzu e dai componenti la giunta comunale. Successivamente l’assessora, accompagnata dallo stesso primo cittadino, si sposterà all’enoforum, dove ad attenderla ci saranno Valeria Satta, assessora regionale all’Agricoftura, domani sarà a Monti il presidente della Comunità montana Monte Acuto Francesco Ledda, diversi sindaci della zona, le associazioni di categoria, Mauro Murrighile con l’intero consiglio di amministrazione della Cantina del vermentino e numerosi soci.

Fonte: Nuova Sardegna.

Un viaggio di 250 anni tra Amarone e famiglia L’imprenditore racconta la storia dell’azienda Masi.
Oggi alle 18 Sandro Boscaini sarà alla libreria Feltrinelli Un viaggio di 250 anni tra Amarone e famiglia L’imprenditore racconta la storia dell’azienda Masi •• Appuntamento con Sandro Boscaini alla Libreria Feltrinelli. Oggi, alle 18, il presidente di Masi Agricola presenterà il suo libro «Amarone e oltre. Masi: 250 anni di vendemmie, famiglia e imprenditorialità» edito da Egea in dialogo con il direttore de L’Arena Massimo Mamoli. Un viaggio dove Boscaini invita i lettori a intraprendere un lungo viaggio che attraversa la storia dell’azienda di famiglia, dalla prima vendemmia nel vigneto del «vajo dei Masi» nel 1772 fino ai giorni nostri. Se «Amarone» può richiamare subito alla mente il nome Masi – e viceversa – è proprio l’«oltre» che fa di Masi una case history del Made in Italy per storicità, visione strategica e risultati.

Fonte: Arena.

Prosecco millesimato da premio Biasiotto: «Merito dell’uva glera».
La cantina di Vas ha partecipato a Roma alla rassegna “I migliori vini’ «Nel Bellunese vedo un futuro con le produzioni di nicchia» Prosecco millesimato da premio Biasiotto: «Merito dell’uva glera» paria feltrino il miglior prosecco italiano secondo Luca Maroni, ideatore e autore dell’annuario dei migliori vini italiani, categoria per categoria: uno dei migliori d’Italia è risultato infatti il millesimato extra dry “nonno Luigi” della cantina Biasiotto di Vas. Il prodotto si è guadagnato il prestigioso riconoscimento alla rassegna “Migliori vini italiani” che si è svolta a Roma, al Palazzo delle Fontane nel quartiere dell’Eur e che ormai rappresenta già da alcuni anni uno degli eventi di riferimento per le cantine di tutta Italia votate all’alta qualità. A convincere la giuria le particolari peculiarità: il prosecco dry è il più dolce, con un residuo di zucchero compreso tra i diciassette e i trentadue grammi per litro.

Fonte: Corriere delle Alpi.

Notte di fuoco a Cantina Sociale, sei auto distrutte dalle fiamme.
Poco dopo le tre della notte, in via Goya a Cantina Sociale, sei auto sono state avvolte dalle fiamme. Il rogo ha divorato una Dacia Sandero, una Fiat punto, una Citroen Nemo, una Ford Fiesta, una Jeep e un’altra Fiat panda. Tutte le auto appartengono a residenti della zona, alcuni dei quali dello stesso nucleo familiare. Il rogo è doloso e sono state avviate indagini dagli agenti di polizia. Sul posto, è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.

Fonte: Quotidiano di Gela.

L’eccellenza nel bicchiere Slow wine, cantine da scoprire Vini da tutto il mondo a confronto.
Oltre 750 espositori per la kermesse che ha visto arrivare in Fiera appassionati e professionisti. Trentasei produttori premiati per aver diffuso la cultura del bere bene e in maniera etica. Come scriveva Mario Soldati, “il vino è la poesia della terra”. Terra che diventa sempre più fertile se produttori da tutto il mondo si incontrano, si conoscono e dialogano tra loro. Così come succede durante la Slow Wine Fair (oggi l’ultima giornata), la kermesse organizzata da Sana e Bologna Fiere che nei padiglioni 15 e 20 ospita ben 750 cantine da tutto il mondo e oltre tremila etichette da degustare. Dopo l’appuntamento dedicato agli appassionati, ieri è stato il turno dei professionisti del settore: osti, ristoratori, sommelier, importatori, enotecari hanno infatti avuto la possibilità di conoscere centinaia di cantine italiane e internazionali (65 soltanto dall’Emilia-Romagna), accomunate dalla volontà di promuovere un nuovo sistema produttivo che vede l’azienda vitivinicola come motore di uno sviluppo sostenibile, baluardo di difesa del paesaggio e attenta promotrice della crescita sociale, culturale ed economica delle campagne.

Fonte: Il Resto del Carlino.

“Notte dei Vini di Cantine d’Italia 2023” a Eataly Lingotto.
Arriva a Eataly Lingotto la Notte dei Vini con 20 cantine da tutta Italia, più di 100 vini in degustazione provenienti da tutta Italia — in un grande evento organizzato da Salone del Vino Torino e GoWine — tanta musica e i piatti dello Chef Patrik Lisa: dalle crocchè di patate con maio mediterranea, all’hamburger con cruda di Fassona Presidio Slow Food, passando per proposte veg come le polpettine di ceci e quinoa con salsa yogurt. Cantine d’Italia valorizza la grande accoglienza italiana in cantina e rappresenta un riferimento per i molti enoappassionati e curiosi che amano degustare buoni vini e sono interessati a scoprire parti dell’Italia dove i vini nascono e dove vengono realizzati.

Fonte: Torino Magazine.

Tra varietà internazionali e autoctone, l’Emilia Romagna punta forte sui vitigni resistenti.
I primi aggiornamenti del progetto Vitires, che riunisce Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro e Terre Cevico. Tra cambiamento climatico, meno acqua e l’obiettivo, desiderato ma anche imposto dalla Ue, di utilizzare sempre meno chimica in agricoltura, secondo molti, il futuro della viticoltura si gioca sui vitigni resistenti. E se si moltiplicano aziende che li sperimentano e progetti che li studiano, uno dei più importanti, per dimensione e peso dei soggetti in campo, è quello messo in campo in Emilia Romagna dal Consorzio Vitires, che associa quattro gruppi del mondo cooperativo (Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico), insieme al Centro di ricerche Ri.Nova.

Fonte: WineNews.

Barbara Politi: “Guardare al futuro non dimenticando il passato, proprio come fanno le stagioni”. La potatura del Vigneto sul Castello di Copertino.
A Copertino si è svolta la Potatura del Vigneto sul Castello, momento importante di preparazione alla nuova annata vitivinicola e che ha anche un valore simbolico di rigenerazione. La madrina è stata Barbara Politi, giornalista enogastronomica, che ha potato i primi ceppi, assieme al professore Pietro Copani, direttore del Castello, all’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi e Francesco Trono, presidente della Cupertinum. Barbara Politi ha affermato che “il ‘territorio’ è lo strumento migliore per promuovere il territorio. Non sono necessari artifici: quando a parlare sono le radici e l’identità dei luoghi, il risultato è garantito. Il Vigneto sul Castello è un progetto che arriva dritto al cuore delle persone perché affonda le sue origini nella tradizione e nella storia del Salento. Antichi rituali si ripetono nel tempo, in una cadenza stagionale che diventa ritmo della stessa esistenza umana. L’intuizione è stata brillante e i promotori, ognuno per propria competenza, rappresentano parte fondamentale del tessuto identitario del nostro territorio.

Fonte: Newsfood.

STAMPA ESTERA

Ces vignobles français fragilisés par la surproduction.
a baisse de la consommation locale et l’incapacité à exporter des vins rouges d’entrée et milieu de gamme entraînent un plan de distillation. Emblème de l’image de la France, la bouteille de vin rouge est en train de devenir un symbole des faiblesses de son agriculture. Non seulement les Français en consomment de moins en moins, mais les viticulteurs et les négociants ont de plus en plus de mal à en exporter autant que par le passé. La crise est telle que les 85000 viticulteurs de France vont être contraints, cet été, de distiller une partie de leurs volumes, faute de débouchés. Leurs excédents de vins seront ainsi transformés en alcool pour l’industrie, la pharmacie ou les cosmétiques. Début février, le gouvernement a annoncé qu’il financerait à hauteur de 80 millions une campagne de distillation. Si besoin, une seconde enveloppe du même montant pourra être débloquée cet automne. Objectif : assainir le marché face à des surplus devenus récurrents dans certains vignobles. À commencer par le Bordelais, où 1 million d’hectolitres, soit 20 % de la production de la région, peinent à trouver preneurs. Les côtes-du-rhbne et certains vins du Languedoc sont aussi concernés; ils souffrent d’une forte chute de consommation sur leurs vins rouges. Depuis 2016, ces derniers ont vu leurs volumes reculer d’environ 30%, Selon le (‘nmlté national des interprofessions des vins 85000 viticulteurs vont être contraints de distiller une partie de leurs volumes faute de débouchés (Cniv). Plus symbolique encore, l’enveloppe gouvernementale devrait permettre de financer des arrachages de vignes dans le Bordelais, pour éviter d’accumuler les stocks. Le choc est violent pour une filière historiquement aux avantpostes de la puissance agricole française. Ces solutions extrêmes étonnent, quand la dernière campagne de distillation date de 2020. A l’époque, plus de 60 Q/. des débouchés du secteur (bars, restaurants, export…) étaient fermés par la crise du Covid. Rien de tel aujourd’hui. Selon la Fédération des exportateurs de vins et spiritueux (FEVS), la filière affiche même une grande forme à l’étranger. Avec plus de 17 milliards d’euros exportés en 2022 (+10,8%), les expéditions de caisses de vin, champagne, cognac et vodka sont à leur plus haut historique. Le solde commercial est positif de 15,7 milliards. Même sur les seuls vins tranquilles, les exportations sont en progression de 6,7’% en valeur, à 7,4 milliards. En fait, cette forme hors de nos frontières est en trompe-l’oeil. La crise du Covid et les taxes Trump. qui ont fermé le marché américain aux vins tranquilles pendant plus d’un an, ont laissé des traces. Le chiffre d’affaires à l’étranger a certes fortement progressé l’an dernier, mais il était porté par l’inflation. En volumes, les expéditions de vin et champagne ont, à l’inverse, reculé de 6,6%. Après la suspension des taxes Trump il y a un an. viticulteurs et maisons de négoce ont réussi assez vite è reprendre pied au pays de l’Oncle Sam. Mais, sur certains marchés stratégiques, comme le Chine, ils peinent à rivaliser avec d’autres origines, comme l’Australie ou le Chill, qui profitent de droits de douane réduits dans l’empire du Milieu. u II v a là-bas 20% d’écart dans les droits de douane, qui crée im fort écart de prix sur les vins chiliens par rapport aux nôtres de même gamme, déplore Antoine Leccia, le vice-président de la FEVS.

Fonte: Figaro.

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I vini da investimento.
RIVALUTAZIONE pari al +10% in 12 mesi e addirittura tra il +160 e il +192 nell’arco di 10 anni I vini da investimento n bene rifugio più stabile dell’oro. Detto così può sembrare eccessivo, eppure il dato è confermato dagli analisti del mercato degli investimenti. II vino ovviamente quello pregiato — è un bene fisico che garantisce storicamente performance eccellenti, anche in fasi di piena crisi economica. Nei momenti peggiori hanno conosciuto flessioni, mai autentici crolli. E comunque il loro sviluppo resta costante: prendendo come riferimento l’ultimo decennio, i vini di maggior pregio hanno assicurato in media guadagni del 7 per cento all’anno. I vini da investimento, in assoluto, registrano una rivalutazione consolidata pari al +10% in dodici mesi e addirittura tra il +160 e il +192 nell’arco di dieci anni.

Fonte: Conquiste del Lavoro.

Ferrari Trento adotta una scuola.
La cantina del Gruppo Lunelli aderisce al progetto di Fondazione Altagamma «Adotta una scuola» e collaborerà con l’Istituto alberghiero Trentino di Levico Terme per formare i nuovi professionisti dell’ospitalità. La partnership coinvolgerà 20 relatori e un totale di circa 100 ore di formazione, con approfondimenti sul mondo del vino e della ristorazione.

Fonte: Italia Oggi.

Il Lagrein di Novacella, canto gregoriano della vigna.
Giorni di Quaresima e di risveglio dell’inverno che suggerisce tepori gastronomici. Per tenere insieme queste due inclinazioni dell’animo e dei sensi si pub bussare a una cantina quasi millenaria. Se ne sta adagiata nella valle Isarco e lii monaci agostiniani fanno vigna dal 1142. Siamo nei pressi di Varna all’Abbazia di Novacella, dove la natura assurge a sacro e dove si deve andare almeno una volta nella vita per comprendere la forza culturale del vino, per percepirne l’anima ultramondana. Sarebbe il caso di far fare una visita ai filari che digradano da Appiano, da Bressanone con un’enclave rossista nelle zone attorno a Bolzano e Cornaiano a quelli della Commissione Ue, per vedere se per davvero il vino nuoce alla salute.

Fonte: La Verita’.

Con Ethos note di timo e rosmarino.
«Baciati dal sole, accarezzati dal vento», così amano definirsi i fondatori dell’azienda di Montalto, nel cuore della provincia di Ascoli Piceno. Dagli Anni Sessanta la produzione si è sviluppata su due aree molto diverse fra loro. Di recente acquisizione i vigneti a Porto Sant’Elpidio, esposti a sud su terreni pianeggianti, godono del determinante influsso del mare. Il primo parco vitato in collina, a ridosso dell’Appennino, dimora su terreni a medio impasto argilloso, con elevate escursioni termiche ideali per frutti profumati. Crescono qui le uve dell’Ethos, dal colore oro brillante. Ventaglio aromatico ricco e profondo, nuance vegetali che ricordano biancospino, aghi di pino e genziana a cui si intrecciano note di rosmarino e timo, poi leggeri accenti di agrumi. In bocca è gustoso, con un ottimo equilibro fresco-sapido e un lungo finale ammandorlato.

Fonte: Messaggero.

Vino, la Maremma presenta 300 etichette.
La prossima settimana ad Alberese la più grande selezione di prodotti Doc e Docg Vino, la Maremma presenta 300 etichette. Saranno oltre 300 le etichette in degustazione (in rappresentanza di circa 80 diversi produttori) nella quarte edizione di «MareMMMa, la Natura del vino» in programma lunedì nel Granaio Lorenese di Spergolaia, ad Alberese, frazione del comune di Grosseto e territorio del Parco naturale della Maremma. L’evento, che presenta la più grande selezione di etichette di tutte le Doc e Docg della Maremma toscana, Montecucco e Morellino di Scansano, è frutto della sinergia tra i Consorzi delle tre Denominazioni che rappresentano l’eccellenza enologica di un territorio peculiare perché incontaminato e con una reputazione in ascesa sui mercati nazionale e internazionali.

Fonte: Nazione.

I Feudi di Romans presenta la Ribolla gialla affinata in anfora.
Debutterà per la prima volta in Italia al prossimo Vinitaly (Verona, 2-5 aprile) sotto il brand I Feudi di Romans la nuova Ribolla Gialla affinata in anfora. Si tratta della linea più prestigiosa della cantina Lorenzon le cui viti nascono nei terreni solcati dall’Isonzo, in provincia di Gorizia, patria degli orange wine.

Fonte: Tempo.

Siamo il Paese leader al ProWein di Dusseldorf.
Da domenica 19 a martedì 21 marzo il mondo del vino si incontra a Dusseldorf per il ProWein 2023. I 13 padiglioni della fiera accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. L’Italia è leader assoluta con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni.

Fonte: Tempo.

Ecco Vini Selvaggi la Fiera alternativa.
L’11 12 e 13 marzo a Roma la festa dei vignaioli indipendenti Oltre 900 etichette prodotte con criteri biologici e biodinamici. Manca poco alla quarta edizione di «Vini Selvaggi». La Fiera indipendente dedicata ai produttori di vini naturali, artigianali e a basso intervento si svolgerà a Roma nello Spazio Novecento, domenica 12 e lunedì 13 marzo dalle 12 alle 22. Il grande salone dell’Eur, una location di 1.000 metri quadrati dotata di una bellissima terrazza panoramica, ospiterà oltre 100 produttori artigianali di vini, sidri e birre a fermentazione spontanea, di cui 20 cantine internazionali. I vignaioli presenti faranno degustare oltre 900 vini provenienti da Italia, Francia, Spagna, Slovenia, Germania, Polonia.

Fonte: Tempo.

Trebbiano e Montepulciano conquistano i “winelovers”.
Doppio appuntamento a Bologna e Milano per la promozione • dei vini d’Abruzzo. Nello spazio con oltre 750 produttori di vino buono, pulito e giusto arrivati da tutta Italia e da 21 paesi, è il Trebbiano d’Abruzzo, protagonista a Bolognafiere della rassegna Slow Wine Fair. Sempre più apprezzato dal winelovers e presente nelle carte dei migliori ristoranti ed enoteche del mondo, proprio ll vino da vitigno a bacca bianca è stato inserito tra le denominazioni emergenti per il premio Carte vini terroir e spirito slow. Il riconoscimento sul Trebbiano d’Abruzzo fa parte dei premi territoriali italiani dedicati alle denominazioni che si stanno facendo sempre più conoscere e apprezzare nel mondo del vino negli ultimi anni.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

I vini locali al Concorso Enologico Internazionale.
Adesione dei comuni e dei produttori all’iniziativa I vini locali al Concorso Enologico Internazionale I comuni dell’area telesina interessati da una forte produzione vinicola, hanno aderito alla ventunesima edizione del Concorso Enologico Internazionale promosso dall’Associazione “Città del Vino”. Parallelamente con tale kermesse è in programma la quarta edizione del “Grappa Award” che quest’anno si terrà a Sambuca di Sicilia, in provincia di Trapani, presso l’Ex Ospedale Caruso dal 12 al 14 maggio 2023. Le aziende interessate potranno iscrivere i vini che intendono presentare. Termine ultimo (improrogabile) per le iscrizioni: Venerdì 14 aprile 2023. Si ricorda che i campioni di vino dovranno essere inviati a partire da lunedì 3 aprile 2023 e dovranno pervenire entro e non oltre lunedì 17 aprile 2023.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

La rinascita dei Ronchi di Castelluccio Cinque vini che hanno fatto la storia.
Anteprima delle etichette storiche nate negli anni ’70 e rimesse in produzione dai fratelli Rametta. «Quando abbiamo deciso che avremmo comprato la tenuta di Castelluccio nel 2019—raccontano i fratelli Paolo e Aldo Rametta — Remigio Bordini era già pronto a tirare fuori dal cassetto uno dei suoi quaderni e a ripartire». Le originale la rinascita L’illustre agronomo quelle vigne storiche sulle pendici di Modigliana le aveva pensate e piantate insieme all’enologo Vittorio Fiore e all’intellettuale, regista e produttore cinematografico Gian Luigi Baldi all’inizio degli anni Settanta. Ronchi di Castelluccio nasceva infatti nel1974 da questo insolito e motivato sodalizio, che fu anche ampiamente sostenuto e affiancato da Luigi Veronelli, in una Romagna montana e scoscesa, all’epoca sconosciuta al mondo dell’enogastronomia blasonata.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Vigneti resistenti agli agenti patogeni Il progetto prosegue e si è allargato.
II Centro di ricerche Ri,Nova con sede in via Dell’Arrigoni al centro dell’evoluzione. Procede a passo spedito il progetto di ricerca e sperimentazione sui vitigni resistenti in Emilia-Romagna messo in campo dal Consorzio Vitires che associa quattro gruppi del mondo cooperativo (Cantine Riunite e Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico) insieme al Centro di ricerche Ri.Nova di via Dell’Arrigoni a Cesena. Nei giorni scorsi a Imola, all’Hotel Molino Rosso, si è fatto il punto sullo stato dell’arte di un percorso avviato nel 2016 su alcuni vitigni internazionali, ed esteso poi a 8 vitigni regionali. 01tre un centinaio gli operatori del settore che hanno preso parte alla giornata, con un numero altrettanto numeroso collegato in diretta streaming, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi che ha fatto le conclusioni della giornata.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Si parte 1’8 marzo alla libreria Ubik di Ferrara, poi anche al Vinitaly.
Riccardo Corazza è nato a Bologna ma vive da anni a Ferrara. Vice-curatore della Guida Vini de l’Espresso. Ha pubblicato i libri di poesie “Risvegli” (Book Editore, 1996) e “Leggende” (Book Editore, 2003), la plaquette “Praghesi” (Edizioni l’Arca Felice, 2008), il volume Rinascita (Aracne, 2014) e il romanzo “Un inverno perenne” (Pendragon, 2009). Ha condotto trasmissioni radiofoniche e televisive, collaborato a quotidiani (tuttora cura questa rubrica “Svinando e avvinando” per La Nuova Ferrara), settimanali, riviste, blog, e tutte le più importanti guide gastronomiche italiane e alla stesura del volume “Il Bicchiere d’Argento” (Editoriale Domus, 2022). Per”Terradivina” (Les Flâneursedizioni, 160 pagine, costo 15 euro) sono già fissate le date di diverse presentazioni.

Fonte: Nuova Ferrara,

Intervista a Riccardo Corazza Terradivina, storia di un uomo «salvato da una pianta miracolosa».
Terradivina, storia di un uomo «salvato da una pianta miracolosa» Oggi esce il romanzo di Corazza: «Il vino ci accompagna da 8.000 anni» II protagonista «Giunto a un certo punto del proprio percorso professionale s’interroga su quello che ha fatto» d i Davide Bonesi F((per questo che mi sono rimesso in viaggio. Per capire se quei sogni di bambino siano ancora validi, se tutte quelle nottate insonni trascorse davanti alla finestra, stupendomi di essere un piccolo puntino sperduto nell’universo, ignaro ma infinitamente grato dell’esperienza, fossero in embrione la mia gnoseologia, la maniera di vivere”. Questo un estratto dalla quarta di copertina di “Terradivina” (Les Flâneurs edizioni), il libro in uscita oggi per mano di Riccardo Corazza, giornalista ormai ferrarese acquisito esperto di vino.

Fonte: Nuova Ferrara,

Slow wine, cantine da scoprire Vini da tutto il mondo a confronto.
Oltre 750 espositori per la kermesse che ha visto arrivare in Fiera appassionati e professionisti Trentasei produttori premiati per aver diffuso la cultura del bere bene e in maniera etica La riscoperta dell’Emilia-Romagna coinvolge tutti Questo è un territorio ricco di sfumature di Giorgia De Cupertinis Come scriveva Mario Soldati, «il vino è la poesia della terra». Terra che diventa sempre più fertile se produttori da tutto il mondo si incontrano, si conoscono e dialogano tra loro. Così come succede durante la Slow Wine Fair (oggi l’ultima giornata), la kermesse organizzata da Sana e Bologna Fiere che nei padiglioni 15 e 20 ospita ben 750 cantine da tutto il mondo e oltre tremila etichette da degustare.

Fonte: Resto del Carlino Bologna,

Giovedì il primo Cda della cantina “Terre” Il nodo delle deleghe.
Callegari: sto valutando se assegnarne ai consiglieri Ad aprile pagamento delle uve: è pressing sui creditori. Si terrà giovedì pomeriggio, alla 16, alla cantina di Broni, la riunione di insediamento del nuovo Cda di Terre d’Oltrepo dopo le elezioni della scorsa settimana. Se è scontata la nomina da parte del consiglio dell’ex sindaco di Casteggio Lorenzo Callegari come presidente, resta ancora aperta la partita della vicepresidenza, visto che al momento non trapelano nomi di consiglieri papabili per questo incarico e le trattative sono ancora in corso. Il Cda di insediamento servirà solamente per dare il via libera alle nomine e per assegnare eventuali deleghe ai consiglieri, mentre il primo consiglio d’amministrazione operativo sarà messo in calendario già probabilmente la prossima settimana.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vini valtellinesi Operazione Brianza con i sommelier.
A Monza masterclass del Consorzio Presenti 16 cantine con una produzione variegata I vignaioli hanno incontrato gli esperti del settore ¦ Presenti assaggiatori qualificati da tutta la Lombardia. Il vino valtellinese conquista Monza, questo il messaggio in arrivo dopo il successo della manifestazione andata in scena sabato 25 febbraio in collaborazione tra l’Associazione Italiana Sommellier di Lombardia, la delegazione Ais di Monza e il Consorzio tutela Vini Valtellina. Banco aperto Una formula vincente con un banco aperto a tutti i soci al quale hanno partecipato 16 produttori di Valtellina con in degustazione i loro vini e due masterclass. Una manifestazione con tantissimi soci arrivati da tutta la Lombardia desiderosi di avvicinarsi al Nebbiolo di Valtellina, a partire dalle 15 sino alle 20 orario di chiusura del banco.

Fonte: Provincia Sondrio.

Acqui Fondi per sostenere i vigneti ‘storici’ ed ‘eroici’?.
Un tavolo di lavoro per discutere degli aiuti economici richiesti dai sindaci che fanno parte dell’Associazione Comuni del Moscato al fine di garantire maggiori tutele ai vitivinicoltori proprietari di `Vigneti Storici’ o `Eroici’. Di cosa si tratta? Lo scorso gennaio la Regione – seguendo il Decreto Ministeriale 6899 del 30 giugno 2020 – ha istituito il nuovo elenco riservato alle superfici vitate coltivate su terreni con una pendenza media superiore al 30%, un’altitudine superiore ai 500 metri s.l.m, oppure la cui presenza è segnalata antecedentemente al 1960, suddividendo le due tipologie di vigneti rispettivamente in `Vigneti Eroici’ e `Vigneti storici’ (un vigneto può anche essere contemporaneamente `Storico’ ed `Eroico’, e pertanto essere inserito in entrambi gli elenchi).

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Enologia e ricerca, focus a Palermo.
L’evento promosso al Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari Enologia e ricerca, focus a Palermo. Si svolgere a Palermo, a partire da giovedi, al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell’Unìversitá, l’Enofocus 2023, l’evento promosso da Assoenologi Sicilia e dedicato alla ricerca scientifica, all’innovazione, alla formazione professionale e all’informazione. Realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali e il corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Palermo, con il patrocinio dell’Accademia Italiana delta Vite e del Vino e il coinvolgimento dei tessuto imprenditoria le di settore, le due giornate di lavoro rappresentano l’occasione per un focus sulle più recenti novità in campo enologico e sulle principali direzioni della ricerca scientifica attuale.

Fonte: Giornale di Sicilia.

Viticoltura/2 Andrea Machetti arriva al vertice del Consorzio del Brunello.
Andrea Machetti è il nuovo direttore del Consorzio del vino Brunello di Montalcino. Machetti subentra a Michele Fontana. Tra le esperienze manageriali di Andrea Machetti, quella a Villa Banfi dal 1983 a11989; poi a Castiglion del Bosco fino a11992 quando approda al timone dell’azienda agricola Mastrojanni, che guida per 30 anni nel ruolo di amministratore delegato fino al dicembre scorso.

Fonte: Tirreno Toscana Economia.

La Collina dei Ciliegi Il secondo round per il Club Deal.
Con la sottoscrizione di 3 milioni prima fase chiusa: obiettivo 7 milioni •• Obiettivo sette milioni di euro più vicino per il Club Deal La Collina dei Ciliegi Srl, dopo la sottoscrizione di diciotto tra imprenditori, top manager e professionisti di un primo round da tre milioni. Quella che l’amministratore unico della società Sergio Albarelli non esita a definire «una delle primissime operazioni di club deal del settore vinicolo in Italia» ha lanciato un secondo round che, come ha riferito Massimo Gianolli, presidente di La Collina dei Ciliegi «si rivolgerà oltre a coloro che hanno già sottoscritto, anche ai sottoscrittori rimasti esclusi dalla prima raccolta, e tanti altri che hanno manifestato l’interesse a partecipare al progetto». Il veicolo societario a cui i sottoscrittori hanno aderito si è costituito a dicembre con la denominazione di «Club Deal Lcdc srl», nominando come amministratore unico Sergio Albarelli, già Ceo di Banca Azimut. Advisor dell’operazione il team Corporate e Investment Banking di Ceresio Investors, guidato da Alessandro Santini. «Con questo strumento di investimento diretto, puntiamo a sostenere e realizzare una forma di innovazione d’impresa nel settore vino e ricettività», ha spiegato Gianolli.

Fonte: Arena.

“Padova in Vino”, cantine prestigiose in Mera.
NEL FINE SETTIMANA DAL 24 AL 26 MARZO PRIMA EDIZIONE DELLA FIERA MERCATO DEDICATA Al CONSUMATORI. Arriva in fiera la rassegna dedicata agli amanti del vino. Non solo convegnistica e università, Padova Hall continua a scommettere anche sugli eventi fieristici più tradizionali. Eventi che, rispetto al passato, puntano su un target diverso di visitatori. Da venerdì 24 a domenica 26 marzo andrà infatti in scena a Padova la prima edizione della fiera nazionale del vino interamente dedicata ai consumatori. Organizzata da Arte del Vino, Padova in Vino raccoglie il meglio della produzione enologica italiana. Con oltre cinquanta aziende e più di trecento etichette provenienti dall’Italia intera, Padova in Vino si prepara ad animare gli spazi del Padiglione 11 della Fiera e a diventare un appuntamento imperdibile per tutti i wine lovers della zona. In questo modo, non solo i più preparati ma anche gli appassionati alle prime armi potranno conoscere con cantine e vignaioli da tutta la penisola.

Fonte: Gazzettino Padova.

Flavescenza delle viti, esperti a convegno.
Un convegno sulla flavescenza dorata. E’ organizzato da Cia Venezia oggi a San Stino alle 17.30 in Municipio. L’incontro di approfondimento avviene al centro dell’area geografica più colpita. A causa della flavescenza dorata i12022 è stato un anno pesante per il patrimonio viticolo ed i 2023 rischia di essere ancora peggiore. È in discussione, in particolare, il modo più efficace per contrastare la malattia che si è diffusa nei vigneti e che sta procurando danni molto importanti anche in zone dove la vite rappresenta un autentico “tesoro”, come appunto il Veneto Orientale. Federica Senno, presidente di Cia Venezia aprirà i lavori del convegno in programma oggi a San Stino. «La flavescenza dorata – spiega – miete vittime anche dove sono state messe in atto le misure di contenimento. I sintomi spesso compaiono in modo indiscriminato, anche dove sono state apportate da anni modifiche importanti al sistema di potatura.

Fonte: Gazzettino Venezia.

Trekking in Valpolicella con visita al Tempio di Minerva e assaggio in cantina.
Una passeggiata tra i vigneti e le pittoresche contrade di Marano di Valpolicella, fino al Colle di Santa Maria Valverde, da cui ammireremo il più ampio panorama sulle vallate della Valpolicella Classica. La tappa più significativa sarà presso il sito archeologico del tempio romano di Minerva. Finale presso una cantina a conduzione familiare per un piccolo assaggio di vino locale. Date e incontro: domenica 26 marzo, ore 14, davanti alla chiesa di Marano di Valpolicella. Prezzo a persona: 15 euro. Guida e prenotazione obbligatoria: cell. 347 643700. Web: https://veronacityguide.it/assoguide-verona/.

Fonte: Verona Sera.

FERRARI – TRENTO * FORMAZIONE: « LA CANTINA DEL GRUPPO “ADOTTA” L’ISTITUTO ALBERGHIERO TRENTINO DI LEVICO TERME, PER IL PROGETTO FONDAZIONE ALTAGAMMA ».
Ferrari Trento aderisce al progetto di Fondazione Altagamma “Adotta una Scuola” grazie alla partnership con l’Istituto Alberghiero Trentino di Levico Terme, confermando così il proprio impegno sul territorio non solo sul fronte ambientale, ma anche sociale. La collaborazione, rivolta alle aree Sala e Accoglienza, sia degli ultimi 3 anni della Scuola sia dell’Alta Formazione, mira a valorizzare le potenzialità degli studenti, rafforzandone il percorso di preparazione professionale e fornendo loro ulteriori strumenti per diventare i prossimi protagonisti del settore dell’Ospitalità. L’intento del progetto “Adotta una Scuola”, supportato da 23 aziende a livello nazionale, è proprio quello di creare un rapporto virtuoso tra scuole tecnico-professionali e imprese, arricchendo la formazione e rispondendo al tempo stesso alle esigenze dei brand, che oggi faticano a trovare sul mercato del lavoro i talenti manifatturieri fondamentali al proprio sviluppo.

Fonte: Agenzia giornalistica Opinione.

Amici del Vino di Locarno e Valli, l’assemblea è a Brissago.
Domenica 5 marzo alle 10.30 al ristorante Agorà di Brissago si terrà l’assemblea ordinaria dell’Associazione Nazionale Amici del Vino (Anav) Locarno e Valli. Al termine seguirà il pranzo in abbinamento con i vini della Cantina Giromit di Fabio Zanini. Annunciarsi entro giovedì 2 marzo, per e-mail a anavlocarno@hotmail.com, o chiamando lo 078 846 91 73.

Fonte: laRegione.

Grande salone vini di Maremma, 300 etichette e 80 cantine.
Vini di Maremma in showdown il 6 marzo al Granaio Lorenese di Spergolaia Alberese (Grosseto) con la quarta edizione di ‘mareMMMa, la Natura del vino’, salone-evento, che presenta la più grande selezione di etichette di tutte le Doc e Docg della Maremma toscana, che ‘Maremma Toscana’, ‘Montecucco’ e ‘Morellino di Scansano’. Oltre 300 le etichette in degustazione – tra rossi, bianchi e rosati -, in rappresentanza di circa 80 cantine, ognuna delle quali avrà un proprio banco di assaggio per favorire il contatto e la conoscenza diretta tra operatori e produttori.

Fonte: ANSA.

Vino, ad Alberese torna MareMMMa con oltre 300 etichette e 80 cantine.
Maremma Toscana, Morellino di Scansano e Montecucco si ritrovano tutte assieme lunedì 6 marzo in occasione di “mareMMMa, la Natura del vino”. Le tre denominazioni sono protagoniste della quarta edizione dell’evento che rappresenta la più grande selezione di etichette di tutte le DOC e DOCG della Maremma toscana. Oltre 300 le etichette in degustazione, un’ottantina le cantine a essere presenti con un banco d’assaggio nel salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia ad Alberese, in provincia di Grosseto. mareMMMa offre un momento d’incontro tra operatori: sommelier, ristoratori, enotecari, distributori e produttori.

Fonte: InToscana.

Chianti Classico Collection 2023 – I migliori vini assaggiati all’anteprima del vino del Gallo Nero.
La Chianti Classico Collection è giunge alla sua 30ma edizione e lo fa tornando a pieno regime, negli spazi, nel format e nel novero dei partecipanti. L’anteprima dei vini del “Gallo Nero” di quest’anno, nello specifico, presentava le nuove annate di Chianti Classico Docg “annata” (209 vini), Chianti Classico Docg Riserva (166 vini) e Chianti Classico Docg Gran Selezione (136 vini). Alla stazione Leopolda di Firenze nelle giornate del 13 e del 14 febbraio stampa e operatori nazionali e stranieri hanno potuto degustare i vini di ben 206 aziende con ca. 750 etichette in degustazione (di cui 511 disponibili nella sala con servizio sommelier riservata alla stampa), con un focus sull’anteprima dell’annata 2021.

Fonte: Wine Blog Roll.

Menfi Città Italiana del vino 2023.
Sabato 18 Febbraio presso la Cantina Mandrarossa è stato presentato il calendario delle attività per Menfi Città Italiana del vino 2023. Diverse le tematiche trattate ma certamente incentrate sula valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e promozione del territorio. Presenti all’appuntamento tutte le realtà locali e non solo. In primis i Comuni della Valle del Belice, le Città del Vino, Ais Sicilia, operatori del settore enogastronomico e ricettivo, gli agricoltori, le Cantine, oltre ad Angelo Radica e Paolo Corbini, rispettivamente Presidente e Direttore dell’Associazione Città del Vino.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Il vino di Cielo e Terra al padiglione italiano del Festival Film Berlino.
Una sorpresa speciale per i visitatori del padiglione italiano del Festival Film Berlino dove la celebre cantina Cielo e Terra è presente come wine partner della kermess cinematografica, presentando in anteprima la selezione premium di famiglia Cielo, con Appassionante 1908, nata dalla passione di 4 generazioni. Tra le eccellenze italiane selezionate da Cinecittà per Berlinale 2023 all’Italian Pavilion – c’è infatti anche Cielo 1908 che proprio in occasione della rassegna tedesca ha svelato in anteprima la nuova veste del marchio rappresentativo della storica famiglia vicentina. Gli ospiti che visiteranno la “casa italiana al Festival” – promosso da Cinecittà, Direzione generale Cinema e Audiovisivo, MiC, MAECI e ICE Agenzia potranno degustare così il vino prodotto dalla casa vicentina durante i momenti di incontro e condivisione.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Io Vino, Selezione da Vitigno Autoctono giunge alla VI edizione.
Io Vino, Selezione da Vitigno Autoctono torna puntuale come sempre con la sua nuova edizione. E torna nuovamente Roma, dopo il successo decretato lo scorso anno nella capitale, per presentare e far conoscere una selezione di vitigni autoctoni tra Marche e Campania. L’appuntamento per questa sesta edizione è domenica 12 marzo dalle 11 alle 19.30 a Roma, presso il TH Carpegna Palace (Via Aurelia 481). Se la location cambia, si conferma solido il format di degustazioni e seminari organizzati dall’Associazione Io Vino che pone l’attenzione su una serie di produzioni vitivinicole e aziende, soprattutto quelle minori e poco conosciute, di Marche e Campania. Talent o meglio Wine Scout della situazione è Manilo Frattari, grande appassionato di vino e ideatore di Io Vino insieme alla moglie Romina Lombardi, che in ogni edizione riesce a proporre novità, accendere l’attenzione su produttori e prodotti e regalare approfondimenti su vitigni poco noti tipici di queste due regioni.

Fonte: Egnews.it.

Vino, i vignaioli della Fivi festeggiano i 15 anni di attività.
Sono passati quindici anni dal 2008, anno in cui un gruppo di produttori di vino ha avuto l’intuizione e il coraggio di dare vita all’Associazione dei vignaioli indipendenti (Fivi), che oggi valorizza e tutela gli interessi di oltre 1.500 associati. L’anniversario è stato festeggiato ieri durante l’assemblea dei soci alla Slow Wine Fair a BolognaFiere. “Coltiviamo la nostra indipendenza, oggi come quindici anni fa” ha detto in apertura il presidente Lorenzo Cesconi, in sala insieme con l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi, il presidente di BolognaFiere, Gianpiero Calzolari, il curatore della Guida Slow Wine e primo segretario di Fivi, Giancarlo Gariglio, e la presidente della Confédération européenne des vignerons indépendants (Cevi), Matilde Poggi. Alla Federazione hanno mandato il loro saluto il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, e il Presidente dei Vignerons indépendants de France, Jean-Marie Fabre.

Fonte: Askanews.

Vino. Vitigni resistenti in Emilia-Romagna: progetto viaggia a passo spedito.
Procede a passo spedito il progetto di ricerca e sperimentazione sui vitigni resistenti in Emilia-Romagna messo in campo dal Consorzio Vitires che associa quattro gruppi del mondo cooperativo (Cantine Riunite & Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico) insieme al Centro di ricerche Ri.Nova. Nei giorni scorsi a Imola, all’Hotel Molino Rosso, si è fatto il punto sullo stato dell’arte di un percorso avviato nel 2016 su alcuni vitigni internazionali, ed esteso poi a otto vitigni regionali. Oltre un centinaio gli operatori del settore che hanno preso parte alla giornata, con un numero altrettanto numeroso collegato in diretta streaming, alla presenza dell’Assessore Regionale all’agricoltura Alessio Mammi che ha fatto le conclusioni della giornata. Ad aprire i lavori è stato Marco Nannetti, Presidente di Vitires. “Questo è un progetto orizzontale che mette insieme il 70% delle uve prodotte nella nostra regione e l’11% in ambito nazionale – ha esordito il Presidente di Terre Cevico

Fonte: Agricultura.it.

STAMPA ESTERA

Ces vignobles français fragilisés par la surproduction.
a baisse de la consommation locale et l’incapacité à exporter des vins rouges d’entrée et milieu de gamme entraînent un plan de distillation. Emblème de l’image de la France, la bouteille de vin rouge est en train de devenir un symbole des faiblesses de son agriculture. Non seulement les Français en consomment de moins en moins, mais les viticulteurs et les négociants ont de plus en plus de mal à en exporter autant que par le passé. La crise est telle que les 85000 viticulteurs de France vont être contraints, cet été, de distiller une partie de leurs volumes, faute de débouchés. Leurs excédents de vins seront ainsi transformés en alcool pour l’industrie, la pharmacie ou les cosmétiques. Début février, le gouvernement a annoncé qu’il financerait à hauteur de 80 millions une campagne de distillation. Si besoin, une seconde enveloppe du même montant pourra être débloquée cet automne. Objectif : assainir le marché face à des surplus devenus récurrents dans certains vignobles. À commencer par le Bordelais, où 1 million d’hectolitres, soit 20 % de la production de la région, peinent à trouver preneurs. Les côtes-du-rhbne et certains vins du Languedoc sont aussi concernés; ils souffrent d’une forte chute de consommation sur leurs vins rouges. Depuis 2016, ces derniers ont vu leurs volumes reculer d’environ 30%, Selon le (‘nmlté national des interprofessions des vins 85000 viticulteurs vont être contraints de distiller une partie de leurs volumes faute de débouchés (Cniv). Plus symbolique encore, l’enveloppe gouvernementale devrait permettre de financer des arrachages de vignes dans le Bordelais, pour éviter d’accumuler les stocks. Le choc est violent pour une filière historiquement aux avantpostes de la puissance agricole française. Ces solutions extrêmes étonnent, quand la dernière campagne de distillation date de 2020. A l’époque, plus de 60 Q/. des débouchés du secteur (bars, restaurants, export…) étaient fermés par la crise du Covid. Rien de tel aujourd’hui. Selon la Fédération des exportateurs de vins et spiritueux (FEVS), la filière affiche même une grande forme à l’étranger. Avec plus de 17 milliards d’euros exportés en 2022 (+10,8%), les expéditions de caisses de vin, champagne, cognac et vodka sont à leur plus haut historique. Le solde commercial est positif de 15,7 milliards. Même sur les seuls vins tranquilles, les exportations sont en progression de 6,7’% en valeur, à 7,4 milliards. En fait, cette forme hors de nos frontières est en trompe-l’oeil. La crise du Covid et les taxes Trump. qui ont fermé le marché américain aux vins tranquilles pendant plus d’un an, ont laissé des traces. Le chiffre d’affaires à l’étranger a certes fortement progressé l’an dernier, mais il était porté par l’inflation. En volumes, les expéditions de vin et champagne ont, à l’inverse, reculé de 6,6%. Après la suspension des taxes Trump il y a un an. viticulteurs et maisons de négoce ont réussi assez vite è reprendre pied au pays de l’Oncle Sam. Mais, sur certains marchés stratégiques, comme le Chine, ils peinent à rivaliser avec d’autres origines, comme l’Australie ou le Chill, qui profitent de droits de douane réduits dans l’empire du Milieu. u II v a là-bas 20% d’écart dans les droits de douane, qui crée im fort écart de prix sur les vins chiliens par rapport aux nôtres de même gamme, déplore Antoine Leccia, le vice-président de la FEVS.

Fonte: Figaro.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 27 febbraio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

I vini dell’Abruzzo in mostra a Milano.
L’assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo ha scelto il palcoscenico di Golosaria per valorizzare le aziende vitivinicole, i prodotti dell’enogastronomia locale e, al tempo stesso, il territorio e il patrimonio artistico-culturale abruzzese. L’evento, realizzato in partnership con l’ente Regione, il Consorzio tutela vini d’Abruzzo, e le Camere di commercio di Chieti-Pescara e Gran Sasso d’Italia, è rivolto agli operatori del settore e ai gourmet più attente alle prelibatezze e alle tipicità delle regioni italiane per celebrare i principali distretti enogastronomici del Belpaese. «la nostra presenza alla kermesse», dichiara il vice presidente con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, «è finalizzata alla promozione del comparto vinicolo e agroalimentare, valorizzando ulteriormente prodotti che rappresentano il fiore all’occhiello del brand Abruzzo e del made in Italy nel mondo.

Fonte: Centro.

Oltre 300 etichette alla manifestazione “Vini da terre estreme”.
Ad un anno dalla guerra in Ucraina che ha avuto e ha ancora effetti pesanti sui produttori di vino “di nicchia” e a poche settimane che precederanno la 55esima di Vinitaly (2-5 aprile), l’evento “Vini da Terre estreme”, in programma a Matera (Hotel Alvino 1884) dal 25 al 27 marzo prossimo si carica di nuovi significati. L’organizzatore Alvaro De Anna (Pilota Green) annuncia con entusiasmo la buona risposta dei “vignaioli” con la presenza di oltre 300 etichette “eroiche” provenienti un po’ da tutte le terre estreme italiane e una trentina estere. Sarà l’occasione per fare il punto sul commercio mondiale dei vini fermi che segna il passo, con cali in volume nell’ultimo anno attorno al 5% (che sale al 7% sul mercato Italia, ma aumenta la tendenza premium dei consumi, a partire proprio dai rossi italiani.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

Tenuta la Cà, l’importanza di distinguersi.
Lasciare Milano e Londra, e due carriere ben avviate, e tomare, con una laurea in tasca, nella tenuto di famiglia, nel borgo immerso tra ulivi e vigneti di Calmasino di Bardolino, tra Verona e il Lago di Garda, per realizzare la loro impresa: produrre vini d’alto qualità in maniera più sostenibile possibile e farsi pionieri della nuova espressione di un territorio, le colline moreniche dello sponda veronese del lago di Garda, con potenzialità altissime e in parte ancora inespresse. Rigore e tecnologia nel rispiano dell’ambiente Questa è la storia di Ado e Pietro Giambenini e della loro Tenuta La Cò, un podere di 15 ettari di cui circa 12 vitati adagiato sulle dolci colline moreniche, dove sono riusciti a esaudire il loro sogno.

Fonte: Class.

Wine storage: il segreto per coniugare passione e business.
Dalla necessità di trovare uno spazio adeguato per una preziosa collezione di vini e bollicine all’idea di farne un business rivolto ad aziende e alla sempre più folta schiera di wine lovers. Nasce così Wine Storage, che in due anni ha aperto in Svizzera cinque depositi super attrezzati ed è in procinto di lanciare la prima struttura italiana a Milano. Quella di Philipp Uehlinger, fondatore della società, è una passione coltivata negli anni. «I viaggi nelle regioni produttrici, le conversazioni con enologi e gli scambi continui con appassionati da ogni dove sono alla base di quella che è divenuta nel tempo una profonda conoscenza del vino>. Il co-fondatore, Stefan Keiser, ha scoperto più di recente il mondo del vino. «Vedo il vino come un ottimo investimento a lungo termine in momenti di inflazione.

Fonte: Class.

Dalla tecnologia satellitare il Pinot nero dell’Oltrepò.
I dieci anni della Vigne Olcru di Santa Maria della Versa e i vigneti sperimentali curati con l’Università di Milano di Stefano Zanette Dalla tecnologia satellitare il Pinot nero dell’Oltrepò. Il ‘precision farming’ è utilizzato per il piano di concimazione e per dare a ogni vigneto, ai filari e a ciascuna pianta i prodotti di cui ha bisogno il terreno. UNA CANTINA ANCORA giovane, che quest’anno compie solo i suoi primi 10 anni, e volutamente piccola, con una produzione limitata per scelta a un massimo di 400mi1a bottiglie all’anno. Ma con una vocazione alla ricerca e all’innovazione, all’attenzione a ogni singolo aspetto della produzione che la sta portando in Italia e nel mondo a far conoscere e apprezzare il pinot nero made in Oltrepò Pavese.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.

Barrique in rovere diversificano i sapori.
Vini differenti, a misura di chi li sceglie E possibilità di bottiglie personalizzate Barrique in rovere diversificano i sapori «DI VINI BUONI ce ne sono tanti, noi diamo la possibilità ai nostri clienti, ristoratori ma anche privati, di avere il loro vino esclusivo, unico». Massimiliano Brambilla, mostrando le barrique in rovere nella cantina di Vigne Olcru dove viene affinato il pinot nero vinificato in rosso, spiega la particolarità delle bottiglie personalizzate: «Facciamo degustare 20 barrique distinte, siccome ogni legno fa affinare il vino in maniera differente, perché tutti i legni sono diversi a prescindere dalla stagionatura, si può decidere quale barrique si vuole. E quel vino è davvero esclusivo: da una barrique di 220 litri vengono 300 bottiglie e noi facciamo questa personalizzazione, con le etichette nostre ma con il nome del cliente, bottiglie numerate.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.

Paesaggio umano a Castellina – Storie di vino a Castellina in Chianti Il paesaggio umano secondo Castagno.
Particolari storici, sociologici, geologici, climatici, geografici e produttivi. Spesso si parla di territorio ma si dimentica che ci sono le persone. Ecco perché, per realizzare questo volume, ho voluto intervistare i produttori rigorosamente in presenza, senza concordare le domande perché il racconto fosse spontaneo, quasi una chiacchierata tra amici. Questo mi ha permesso di mettere in luce aspetti inediti, ricordi, vicende personali, storie di famiglia”. Armando Castagno, un tempo cronista sportivo, ormai da 20 anni critico enoico e scrittore del mondo del vino, oltre che docente esperto di grandi territori vitivinicoli italiani e internazionali per la Treccani, racconta così la sua ultima fatica: “Castellina in Chianti.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Chianti a Cuba – Vino, Festival Habanos.
Il Consorzio Vino Chianti spicca nuovamente il volo con destinazione Cuba per il 23esimo Festival Habanos, prestigiosa kermesse internazionale legata ai blasonati sigari premium cubani. Da oggi al 3 marzo, il Consorzio sarà presente a La Habana per patrocinare l’iniziativa che corona la lunga e proficua collaborazione tra il vino Chianti e i sigari Habanos. Al Festival sarà presente uno stand istituzionale del Consorzio con un’ampia rappresentanza di etichette Chianti in degustazione. Poi alla sera, negli scenari più suggestivi dell’Avana, si accenderà l’autentica passione latina con eventi speciali dedicati al lancio di nuovi prodotti e caratterizzati da grandi show musicali, dove il Chianti sarà sempre nei calici.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

I vini eroici di Matera – I vini eroici della Basilicata.
Matera diventerà per tre giorni capitale 2023 del centro-sud dei “vini eroici italiani’; confermando il suo successo nel settore. I vini eroici della Basilicata I “Vini da Terre Emerse” a Matera dal 25 al 27 marzo prossimi Ad un anno dalla guerra in Ucraina che ha avuto ed ha ancora effetti pesanti sui produttori di vino “di nicchia” e a pochi giorni che precederanno la 55esima di Vinitaly (2-5 aprile), l’evento “Vini da Terre Estreme” in programma a Matera (Hotel Alvino 1884) dal 25 al 27 Marzo prossimo si carica di nuovi significati. E non solo perché Matera diventerà per tre giorni capitale 2023 del centro-sud dei “vini eroici italiani’; ruolo che ha già svolto con successo nell’edizione 2022. L’organizzatore Alvaro De Anna (Pilota Green) annuncia con entusiasmo la buona risposta dei “vignaioli” con la presenza di oltre 300 etichette “eroiche” provenienti un po’ da tutte le terre estreme italiane e una trentina estere.

Fonte: Mattino Puglia e Basilicata.

Salumi, formaggi e vini La Dop economy in crescita.
Nel 2021 in Lombardia un impatto di 2,18 miliardi La provincia di Sondrio nona assoluta, terza in regione ..r ,7 Un settore in grande crescita che in Italia vale complessivamente 19,1 miliardi di euro, che nel 2021 in Lombardia ha generato un impatto economico di 2,18 miliardi di euro (+7,2% sul 2020) e che in provincia di Sondrio, nona assoluta per i risultati ottenuti per il solo cibo e terza in Lombardia, grazie all’apporto della Bresaola di Valtellina Igp, ha avuto un impatto di 260 milioni di euro (+12,4 rispetto all’anno precedente) Sono i numeri del valore economico generato dalle filiere agroalimentari e vitivinicole dei prodotti Dop e Igp nelle regioni e nelle province del Paese dalla Dop economy italiana.

Fonte: Corriere Romagna del lunedì.

II Nizza Docg può diventare attrattiva nella fascia del “premium wine”.
La promozione del prodotto sarà ancora tra gli impegni prioritari dell’Associazione produttori del Nizza con particolare riguardo al mercato estero. Cosi informa Ilaria Bardessono sottolineando come anche per l’anno in corso proseguirà il progetto “Nizza Docg around the World” volto a raggiungere gli operatori del settore, i sommeliers, i ristoratori ed anche i giornalisti direttamente nei rispettivi paesi di origine. Quest’anno sono previsti 5 appuntamenti Stoccolma, Bruxelles e Amsterdam già svoltisi) che coinvolgeranno 4 paesi europei: Belgio, Danimarca, Olanda e Svizzera realizzati con la collaborazione di prestigiosi partner: DinVinGuide, Perswjin e Vinum. Ciò è la naturale evoluzione dell’impegno profuso negli scorsi anni per ottenere collaborazioni con una selezione di testate del settore vinicolo di riferimento dei paesi target.

Fonte: Gazzetta d’Asti.

Marina di Carrara, stand presi d’assalto all’apertura della fiera del food & beverage – Tra chef stellati e perlage d’élite. Assalto alla ristorazione in fiera.
Aperta la 43esima ‘Tirreno Ct’. Centinaia di incontri dedicati ai piatti che hanno reso Italia regina della cucina Eventi come questo ci invogliano a sostenere Carrarafiere e le sue iniziative. Padiglioni presi d’assalto dai visitatori ieri appena aperti i cancelli dei padiglioni fieristici. Una prima giornata movimentata per Tirreno Ct e Balnearia, aperte fino a mercoledì per mettere in mostra tutto il mondo delle attività enogastronomiche e dell’ospitalità. Grandi stand trasformati in ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie o paninoteche, dove mangiare dall’aragosta all’hamburger made in Italy, a base di panini tondi con i colori delle diverse farine, come quelli proposti dalla Magi di Livorno.

Fonte: Nazione Massa Carrara.

Vino Il distretto biologico del Montalbano «Il sogno è realtà».
«E un sogno che si avvera. II Distretto Biologico del Montalbano è diventato realtà». Così Edoardo Prestanti, sindaco di Carmignano, e Francesco Ricciarelli, consigliere comunale di Poggio a Caiano, hanno celebrato la nascita del Distretto Biologico riconosciuto il 23 dicembre dalla Regione, in una sala gremita da rappresentanti delle 59 aziende che ne fanno parte.

Fonte: Tirreno,

La Regione: investiamo sui vini di alta qualità.
Nel convegno di Coldiretti i dati sul trend di crescita dei «superpremium» veneti La Regione: investiamo sui vini di alta qualità Opportunità stimate entro il 2030 per i beni di lusso in aumento del +60%. Nell’ultima vendemmia 12,6 milioni di ettolitri, +7,3% sul 2021 Monica Sommacampagna dollari de110%. Se nel 2010 econorria`dlarena.it le bottiglie super premium e superiori rappresentavano il •• Il Veneto vitivinicolo fa 6% del valore dell’export ita fronte comune per cogliere l’Italiano di vino, oggi costituiscono le opportunità di crescita del no il 18%. Ma il ruolo del no60% entro il 2030 stimate questo Paese in questo segmentata società di consulenza to non è ancora proporziona Bain per la domanda dei be- le al suo peso come produttori di lusso, pari a 540/580 re». miliardi di euro.

Fonte: Arena,

Donne del vino unite «Eredità da tutelare».
La neopresidente Mastroberardino: «II confronto con altri Paesi ci dà il senso della forza del sistema Italia» Carlos Santos calandosi le maniche e altrettanto giano, che è parte di Amorim tanto dovrà fare in questo Cork, colosso mondiale della «personaggio 2023, che non si preannunciano produzione di tappi in sughero dell’anno» 2022 cia facile ma denso di sfide». ro, che fattura complessiva La neopresidente ha sottoli- mente oltre un miliardo di euro. La delegata del neonato il valore del vino come ro. Veneto è Corinna «collante» tra le persone, an- Tra le realtà visitate dalla de che in riferimento al tema legazione di associate in viaggio Gianesini dell’anno: «Donne, vino: un giro tra Lisbona, Coimbra e Laura Zanoni mondo unito»

Fonte: Arena,

Vino, cresce il fatturato e calano i debiti.
L’analisi su 113 bilanci evidenzia anche un incremento dell’Ebitda del +25,81% e della marginalità sulle vendite che passa da 693% a 7,82° Vino, cresce il fatturato e calano i debiti II giro d’affari aggregato è di 1.506 m il ion i: +11,4% sul 2020 La riduzione dell’indebitamento finanziario è pari a -17,78% Anche le top 10 del distretto presentano un incremento del fatturato 2021 pari a+10,61% Silvia Vernizzi •• Il distretto del vino comprende le attività di coltivazione di uva (codice ateco 01.21) e la conseguente produzione di vini (11.02). L’analisi del distretto ha avuto come oggetto 113 bilanci, per un giro d’affari aggregato di 1.506 milioni di euro, in aumento del +11,45% rispetto al 2020. Ad una crescita del fatturato corrisponde un trend positivo dei risultati reddituali: i margini lordi sulle vendite (Ebitda) registrano un aumento del +25,81%, e questo genera un incremento della marginalità sulle vendite (Ebitda/fatturato) che passa da 6,93% a 7,82%, a causa della crescita dell’Ebitda più intensa di quella del fatturato.

Fonte: Arena – Le Top 500 aziende,

Il vino traina l’agroalimentare made in Verona e vince all’estero.
UNA DINAMICA CONTRARIA al risultato regionale, la cui bilancia commerciale è in negativo per 687,3 milioni di euro. A certificarlo è il report del servizio Studi e ricerca della Camera di Commercio Le importazioni sono in crescita, spesso a due cifre per l’intero comparto. La bilancia commerciale dell’agroalimentare scaligero nei primi nove mesi del 2022 ha chiuso in attivo per 216 milioni di euro. Una dinamica contraria al risultato regionale, dal saldo in negativo per 687,3 milioni di euro nei tre trimestri. A certificarlo è il report «Il settore agroalimentare veronese», redatto dal servizio Studi e ricerca della Camera di Commercio di Verona, appena pubblicato ed aggiornato al 30 settembre scorso. I risultati conseguiti dal comparto, al quale nell’ultimo quinquennio si deve oltre il 27% delle esportazioni, so- no attribuibili alla crescita e al dimensionamento progressivo dell’industria alimentare, soprattutto al segmento bevande, che evidenzia un incremento del numero e della produttività delle imprese vitivinicole.

Fonte: Arena L’Arena Economie,

Tutto il buono del Nord Italia E i grandi vini di San Leonardo.
Alcuni piatti storici della tradizione dell’Italia del Nord, la classica cucina di pesce della laguna veneziana, i grandi vini trentini della Tenuta San Leonardo e un plateau di formaggi francesi da leccarsi i baffi. Per i golosi in cerca di piacere la settimana che inizia oggi (e fino a martedì 7 marzo) promette decisamente bene. Venerdì 3 marzo, l’Instabile, ristorante e pizzeria di Scorzè (Ve), propone una serata dedicata al Nord Italia in cucina. Si parte dalla Liguria e dalla Focaccia alla genovese con pesto e pomodorini semy-dry, si prosegue con l’Emilia Romagna e con lo Gnocco Fritto alla modenese con mortadella, poi sarà la volta del Piemonte e del Vitello cotto a bassa temperatura con salsa tonnata e fiori di cappero, la Lombardia sarà rappresentata dal Risotto allo zafferano con ragù di ossobuco, il trentino Alto Adige dal Capriolo in salmì, con polenta Taragna e, dulcis in fundo, protagonista sarà il Veneto padrone di casa con il mitico Tiramisù.

Fonte: Gazzettino,

Arriva la terza cantina, Neoneli ormai tra le capitali del vino.
Neoneli si conferma sempre più Città del Vino e dopo le prime due cantine ne arriva una terza. Lo rende noto il sindaco Salvatore Cau: “È notizia di questi giorni la volontà di Fabrizio Ragnedda, uno dei vecchi proprietari di Capichera, di costruire la sua nuova cantina tra le colline del piccolo paese del Barigadu”. “Appresa la notizia ci siamo immediatamente attivati per incontrare l’imprenditore gallurese che ha ribadito il suo desiderio di avviare la sua nuova attività a Neoneli. Gli abbiamo fatto vedere la nostra zona artigianale – dove tra l’altro esiste già la struttura di Bentu Luna – e senza dubbi di sorta la decisione è stata quella di acquistare un lotto per edificare la sua cantina”, ha fatto sapere Cau.

Fonte: LinkOristano.it.

Il meglio del vino pugliese da oggi in mostra allo Slow Wine Fair di Bologna.
La Puglia è tra i protagonisti della seconda edizione di Slow Wine Fair, la manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto che si svolge a Bologna da oggi a martedì 28 febbraio. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition e riunisce ancora una volta 750 cantine selezionate da Slow Food e operatori della filiera del vino provenienti da 21 Paesi e da tutte le regioni italiane. Tra questi, al 21 febbraio la commissione di assaggio della fiera ha confermato la partecipazione di 22 cantine dalla Puglia, che, secondo la guida Slow Wine 2023 ha retto bene a questo lungo periodo di crisi, anche se, tra pandemia e guerra, il calo di esportazioni ha messo a dura prova soprattutto chi nel tempo aveva puntato su mercati internazionali.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.

Il vino del futuro? Buono, pulito e giusto: il messaggio “Slow Wine Fair” 2023.
Da oggi al 28 febbraio la kermesse di BolognaFiere & Slow Food: il ruolo dei piccoli vignaioli ed il peso del settore sulla politica. La Slow Wine Fair è la narrazione del percorso che sta facendo la Slow Wine Coalition, andare verso un futuro del vino e del cibo buono, pulito e giusto è un lavoro collettivo”. A WineNews, Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia, all’inaugurazione della Slow Wine Fair 2023, la manifestazione organizzata da BolognaFiere, con la direzione artistica di Slow Food, che, da oggi a martedì 28 febbraio, riunisce 750 produttori di vino buono, pulito e giusto da tutta Italia e da 21 Paesi. “La politica deve saper dare gambe a decisioni giuste, ci muoviamo a livello globale seguendo tre direttrici: la tutela della biodiversità, l’educazione e l’influenza sulle decisioni politiche.

Fonte: WineNews.

Unconventional Sensory Experience, Bollicine Dalla Torre Del Castello.
Quest’anno per l’ultima domenica di Marzo e tutte le domenica di Aprile (Pasqua esclusa) le porte del Castello di Rivalta si apriranno per una visita speciale. I vini degustati saranno offerti dalla cantina Terre d’Aenòr Franciacorta. Un tour guidato che si concluderà sulla torre del Castello con un calice di bollicine, un brut biologico offerto dalla cantina Terre d’Aenòr Franciacorta. Si avrà così la possibilità di brindare avvolti dalle splendide sfumature dei tramonti primaverili della Val Trebbia.

Fonte: Eventi e Sagre.

Il vino, ambasciatore di un sistema rispettoso dell’ambiente ed esempio per l’alimentare italiano.
A WineNews, dalla Slow Wine Fair 2023 di scena a BolognaFiere, le parole di Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia. “Nell’ambito dei settori agricoli e produttivi italiani il vino è un settore trainante, e se riusciamo ad impattare in maniera positiva sul sistema produttivo, il vino può diventare ambasciatore di un sistema diverso, rispettoso dell’ambiente, capace di tutelare la biodiversità, che abbia a cuore la fertilità dei terreni: in questo modo, tutto l’alimentare andrà in quella direzione. La Slow Wine Fair è la narrazione del percorso che sta facendo la Slow Wine Coalition, andare verso un futuro del vino e del cibo buono, pulito e giusto è un lavoro collettivo”.

Fonte: WineNews.

Ritorna Slow Wine, la fiera del vino buono e giusto.
Slow Wine Fair, la fiera del vino buono, pulito e giusto, è tornata per la seconda edizione a BolognaFiere: Sono 750 – di cui oltre il 50% biologiche – le cantine che quest’anno hanno deciso di partecipare alla manifestazione, organizzata in collaborazione con il Sana, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food. La tre giorni non sarà solo un’occasione per degustare i vini di oltre 3000 etichette provenienti da tutte le regioni italiane e da oltre 21 Paesi, tra cui la Cina, oltre ad amari e i liquori, ma anche per riflettere sull’agricoltura di qualità, la tutela dell’ambiente e del territorio. “L’edizione 2023 di Slow Wine Fair a Bologna è la seconda di un percorso importante che stiamo facendo con BolognaFiere – spiega all’inaugurazione la presidente di Slow Food, Barbara Nappini – è un momento in cui si degusta il vino, ma soprattutto in cui raccontiamo il lavoro della Slow Wine Coalition che riunisce viticoltori virtuosi al lavoro per tutelare la biodiversità”.

Fonte: ANSA.

Slow Wine Fair Bologna 2023: torna la fiera del vino.
Bologna, 26 febbraio 2022 – L’attesa è finita. E, con il calice alzato al cielo, si può ora brindare a nuove sfide. Dopo il successo della prima edizione, Slow Wine Fair – la fiera dedicata al vino buono, pulito e giusto – torna, oggi, ad accogliere visitatori e buyer da tutto il mondo. Nella sua giornata di debutto – l’unica aperta al pubblico – nei padiglioni 15 e 20 del quartiere fieristico si contano ben 750 cantine, provenienti da tutte le regioni dello Stivale e da 21 Paesi del mondo, così come 3000 etichette da scoprire, riscoprire e degustare. Organizzata da BolognaFiere e Sana, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food, Slow Wine Fair è nata dal connubio fra la trentennale esperienza di BolognaFiere nel mondo del biologico con Sana e lo storico impegno di Slow Food sui temi della biodiversità, della sostenibilità ambientale e dell’equità sociale.

Fonte: Il Resto del Carlino.

Vino, il Mediterraneo contro il Nord «Il bere bene non è alcolismo».
Meno emissioni auto e meno vino: impossibile trovare un nesso tra i due mondi, se non la visione – discussa e talvolta discutibile – dell’Unione europea, volta a salvaguardare i suoi abitanti. Nel secondo caso, l’obiettivo di un minor consumo di vino (il 10% entro il 2025, come previsto dall’Oms) fa parte della strategia Farm to Fork. «Stiamo lavorando a una revisione delle norme Ue in materia, per rendere i consumatori capaci di fare scelte informate su alimenti sostenibili e salutari» ha detto il portavoce della Commissione europea, il belga Stefan De Keersmaecker. Sin qui, in generale, si può essere d’accordo, vista l’importanza (sempre maggiore) della salute per la collettività, con la riduzione della spesa pubblica. Però, sul vino, è un caso: l’Irlanda vuole introdurre obbligatoriamente gli health warning (un’etichetta che ricorda i danni causati dagli alcolici, vini compresi) e la Commissione europea ha dato il suo silenzio-assenso, andando a creare così un precedente pericolo per la normativa Ue che si attende entro fine anno.

Fonte: Corriere Brescia.

Vino, 8 Paesi con l’Italia contro le etichette irlandesi.
Il governo italiano è al lavoro con Francia e Spagna per un documento sul “consumo responsabile”. Il fatto di voler realizzare le etichette del vino con le stesse modalità e principi di quelle delle sigarette non trova un fronte comune in UE. L’idea nata in Irlanda per frenare il consumo eccessivo di alcool, soprattutto tra i più giovani, mettendo sulle etichette immagini e informazioni relative ai problemi che si possono verificare consumando vino, sta mettendo a dura prova la stabilità degli accordi tra i Paesi dell’area Euro, per tante ragioni: innanzitutto, l’utilizzo di immagini e testi forti per ridurre il consumo di sigarette, in realtà, non ha sortito alcun effetto evidente. C’è stato anzi un incremento, soprattutto delle sigarette elettroniche, spesso utilizzate insieme alle sigarette normali. Poi, non sono assolutamente paragonabili i rischi per la salute provocati dalle sigarette rispetto al consumo del vino: infatti, un consumo abituale e limitato, può addirittura, far bene. Sulle nostre tavole, un solo bicchiere di vino a pranzo e o a cena, da ottimi benefici e completa il pasto.

Fonte: Ambient&Ambienti.

L’Umbria del vino le cantine e i vini premiati.
“L’Umbria del vino”, i vini e le cantine vincitrici della seconda edizione del concorso enologico regionale autorizzato dal ministero. Assegnati i premi ai vini delle 17 aziende vitivinicole selezionate. La cerimonia si è svolta nella sede di Perugia della Camera di Commercio dell’Umbria. Ad emergere è un settore vivace dove il miglioramento c’è ma dove ancora c’è tanta strada da fare specialmente per quanto riguarda l’individuazione di vini adatti a particolari mercati. Vino umbro che migliora, che cresce, per un settore importante nell’economia regionale, ma che sempre più deve sapersi adattare ai vari mercati, anche attraverso la sperimentazione, per fare il salto di qualità finale.

Fonte: FoodMakers.

A Bologna 3mila etichette attente al vino sostenibile.
«Se dopo una sola edizione abbiamo aumentato del 50% il numero di cantine espositrici e una trentina di buyer tedeschi, che non vanno a Vinitaly, hanno confermato la loro partecipazione qui da noi a Bologna, significa che c’è una fetta di mercato e di consumi scoperta da esplorare e far crescere, creando un nuovo palcoscenico fieristico che non è in concorrenza con nessun’altro e si rivolge a una community diversa». Così Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni dirette di BolognaFiere (gruppo presieduto da Gianpiero Calzolari), spiega i numeri oltre le attese di Slow Wine Fair, la manifestazione internazionale dedicata al vino “buono, pulito e giusto”, organizzata da BolognaFiere e Sana con la direzione artistica di Slow Food, che dopo il debutto dello scorso anno andrà in scena nel quartiere Michelino dal 26 al 28 febbraio.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Angiolino Maule a Vi.Na.Ri.: “Il vino naturale senza controlli non è credibile”.
Nel movimento del vino naturale convivono da sempre due anime apparentemente inconciliabili. Da una parte c’è lo spirito squisitamente anarchico immortalato da Jonathan Nossiter in Resistenza naturale, dall’altra il pragmatismo tutto organizzazione, regole e controlli ben rappresentato da Angiolino Maule. Io sarei per sposare la causa sessantottino-insurrezionalista non fosse che, come sentenzia con cinismo nichilista Larry David nello strepitoso monologo iniziale di “Basta che funzioni”, tutte le grandi idee si basano su un presupposto errato, ovvero che l’essere umano sia fondamentalmente buono.

Fonte: Intravino.

STAMPA ESTERA

El albariño que llega al mercado ya vendido.
La anterior añada se agotó en tiempo récord. Cuando en la bodega Pazo de Barrantes, en el Valle del Salnés, corazón de la D.O. Rias Baixas, decidieron retirar su albariño del mercado durante dos años para regalarle una crianza más consentida, un embotellado más tardío y un proceso de maduración en botella más reposado, sabían que la elección era arriesgada. La recompensa a la espera fue Gran Vino Pazo Barrantes 2019, que agotó existencias en tiempo récord. Los que se quedaron sin probar esta referencia, que se vende en 100 mercados, esperaban con expectación las nuevas añadas que la bodega acaba de lanzar: Gran Vino Pazo Barrantes 2020 y Gran Vino de Guarda La Comtesse 2018. “El primero tiene un 25% menos de producción pero es grandiosa, y cualitativamente sobrecogedora. El segundo es uno de los más grandes vinos blancos de mayor calidad del mundo. Tienen una profundidad increíble y una sabiduría que se antoja eterna”, describe Vicente Dalmau Cebrián-Sagarriga, presidente de Marqués de Murrieta Estates e Wines, grupo de donde forma parte Pazo de Barrantes. Producción limitada Unas nuevas añadas que llegan cuando la anterior lleva más de seis meses agota- Gran Vino da. ¿Nacen estos vinos La Can* prácticamente vendidos? “Así es. Tenemos peticiones de Gran Vino Pazo Barrantes (41 euros) del 30% por encima de la oferta que podemos ofrecer y en el caso de Gran Vino de Guarda La Comtesse (120 e Guarda se 2018. euros), del 60% pese al precio elevado. Es muy difícil dar respuesta cuando tienes producciones tan limitadas”, responde Cebrián-Saga. Si su pregunta es cómo hacerse con la nueva añada, sepa que existe un sistema de cupos. “El reparto de ventas entre España y el extranjero se hace al 50%. Una vez que recibimos todas las solicitudes de cantidades, las analizamos y realizamos los repartos; en muchas ocasiones las cantidades que podemos dar son muy inferiores a las solicitadas”.

Fonte: Expansión.

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