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rassegna stampa del vino di domenica 26 febbraio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 26 febbraio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Debutta a Piacenza la nuova Fiera dei vini.
Una nuova Fiera dei vini viene organizzata a Piacenza, programmata a novembre per far scoprire a un pubblico di appassionati nuove aziende e nuovi territori, attraverso un percorso che mette al centro l’esperienza del visitatore. La Fiera, che fino all’anno scorso ha ospitato la kermesse dei vignaioli indipendenti (che quest’anno si terrà invece a Bologna), continua a battere la strada del vino mantenendo la formula del “carrello” per dare al pubblico la possibilità di acquistare i vini degustati. I promotori spiegano che «territorio e qualità sostenibile saranno le linee guida della selezione di aziende provenienti da tutte le regioni, molte delle quali del tutto inedite al pubblico.

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.

Slow Wine Fair, a Bologna le buone pratiche del bere sostenibile.
Slow Wine Fair, il 50% in più rispetto all’anno scorso. Un vino buono, certamente, ma anche sostenibile, grazie a interventi mirati, dalla vigna fino alla vendita. E la condicio sine qua non per vignaioli e vigneron (e non solo) ora che la parola «siccità» e simili sono diventati il loro incubo. Per questo il tema della crisi climatica e la ricerca di buone pratiche per cercare il più possibile di arginarla sono al centro di Slow Wine Fair, la manifestazione per appassionati e professionisti del settore che prende il via oggi e chiude 1128 febbraio a Bologna Fiere, ente organizzatore dell’evento con il Salone internazionale del Biologico e del Naturale e la direzione artistica di Slow Food.

Fonte: Corriere della Sera.

Il vino di D’Alema.
vesti vini, diciamolo, piacciono», si sentiva dire nei pressi dello stand “La Madeleine”, nel salone delle Fontane dell’Eur, qualche giorno fa a Roma. Massimo D’Alema ci tiene molto alla sua produzione vinicola. Chi si dedica con tutte le sue energie all’azienda di famiglia è la figlia Giulia. Già a Vinitaly era stata notata la sua presenza: Giulia è tornata in Italia dagli Stati Uniti e vanta esperienze lavorative per Diego Della Valle.

Fonte: Espresso.

Vigne sotto il vulcano.
Di pari passo con la crescita esponenziale, di critica e di pubblico, della viticoltura siciliana, ormai più che pronta a confrontarsi su palcoscenici mondiali, l’azienda Cusumano in appena vent’anni di storia si è ritagliata un ruolo da assoluta protagonista. Frutto di scelte azzeccate ma anche di una programmazione particolarmente oculata, merito delle idee cristalline, imprenditoriali ed artigiane, dei fratelli Diego e Alberto. L’ambizione di dare ad ogni vitigno la possibilità di esprimersi al meglio, realizzata in cinque tenute tra San Giacomo, Ficuzza, Presti e Pegni, Partinico e nel progetto principe, a Castiglione di Sicilia, versante Nord dell’Etna. Terreni leggendari, culla della viticoltura europea, origine di vini celebrati in tutto il mondo.

Fonte: Espresso.

“Viva la vite”, all’Aurum le cantine del biologico.
ini naturali in mostra oggi e domani un viaggio tra le eccellenze di tutta Italia ›L’Abruzzo passa da Parigi al Vinitaly e ‘Nduccio svela la sua nuova etichetta IN VETRINA A PESCARA LA PRODUZIONE DI 19 AZIENDE REGIONALI E TRENTA NAZIONALI CHE NON UTILIZZANO PRODOTTI CHIMICI. Biologici, biodinamici, attenti alla biodiversità in vigna e, da qualche tempo, anche molto di moda. I vini naturali saranno in mostra e in degustazione oggi e domani all’Aurum di Pescara per la quinta edizione di ‘Viva la Vite”, l’evento che propone un viaggio tra le eccellenze enologiche del territorio italiano ottenute da fermentazione spontanea, grazie a lieviti indigeni, non selezionati e aggiunti in cantina. «Obiettivo di Viva la vite Pescara – spiegano i promotori dell’omonima associazione – è quello di valorizzare le aziende che operano nel rispetto della natura e dei suoi cicli, che esprimono ognuna a suo modo, i diversi terroir al fine di accrescerne il prestigio e di creare prospettive di sviluppo economico per le aree a particolare vocazione vinicola.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Vino, birra e champagne: il pericolo è l’etanolo.
Prima era arrivata la proposta, ormai archiviata, di etichettare tune le bevande alcoliche, vino compreso, con un simbolo nero che ne sottolineasse la pericolosità per la salute. Quindi, il casus belli più recente: la decisione della Commissione Europea di concedere il via libera all’Irlanda, che vorrebbe apporre sulle etichette degli alcolici degli alert sanitari che sottolineino il legame tra alcol e tumori, sullo stile di quelli presenti sulle sigarette e sui prodotti per il fumo. Una scelta che ha sollevato non poche polemiche nel nostro Paese, abituati come siamo a vedere nel vino una parte importante della nostra tradizione alimentare, e quindi — per estensione — un elemento imprescindibile della dieta mediterranea.

Fonte: Cronache di Napoli.

Il futuro del vino apre «Slow Wine Fair».
Seconda edizione della «Slow Wine Fair», la fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto in programma fino a martedì. Con circa 750 cantine italiane e internazionali per un totale di oltre 3.000 etichette in degustazione. Si parte con rincontro «Il futuro del vino è buono, pulito e giusto». L’evento, organizzato in collaborazione con Sana e con la direzione artistica di Slow Food, ha in serbo anche masterclass per esplorare le produzioni dalla Francia al Caucasofino alla Cina biodinamica, e un’agenda di conferenze per fare il punto sui grandi temi di attualità legati al vino.

Fonte: Corriere di Bologna.

Buono, pulito e giusto: il futuro del vino sostenibile sfila in fiera.
Presenti da oggi a martedì oltre 750 cantine selezionate. Emilia-Romagna tra i protagonisti A Bologna si brinda per un futuro del vino buono, pulito e giusto. Da oggi a martedì il quartiere fieristico della città ospita Slow wine fair, la fiera internazionale del settore promossa da Bologna Fiere e Sana, con la direzione artistica di Slow food. Professionisti del settore e appassionati potranno scoprire vini frutto di un’agricoltura sostenibile, le cui parole d’ordine sono biodiversità, tutela del paesaggio agricolo, uso ponderato delle sue risorse, crescita culturale e sociale delle comunità contadine, oltre a una sempre maggiore consapevolezza dei consumatori. Slow Wine Fair prende infatti ispirazione dal manifesto Slow Food e punta a riunire tutti i protagonisti della filiera per mettere in atto una rivoluzione del vino all’insegna di sostenibilità ambientale, tutela del paesaggio e crescita sociale e culturale delle campagne.

Fonte: Corriere di Bologna.

I vini di San Marino per la prima volta alla fiera Slow Wine.
Slow Wine Fair 2022, prima edizione. I vini della Cantina San Marino saranno in vetrina perla prima volta a “Slow Wine Fair 2023”. Si rinnova a Bologna da oggi al prossimo 28 febbraio l’appuntamento organizzato da Bologna Fiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna. Al via la tre giorni di “Slow Wine Fair 2023” la manifestazione internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto. Durante l’evento mille cantine e centinaia di vignaioli, appassionati (ai quali la fiera apre solo oggi) e operatori, dai ristoratori fino ai sommelier, si daranno appuntamento a Bologna da tutto il mondo per rivoluzionare il mondo del vino.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

II vino del Titano alla Fiera di Bologna.
Per la prima volta San Marino partecipa allo Slow Wine Fair Per la prima volta faranno bella mostra anche i vin della Cantina San Marino allo Slow Wine Fair 2023, la fiera internazionale dedicata al vino che scatta oggi e si concluderà martedì a Bologna Fiera. Vignaiole vigneron, appassionati e operatori, ristoratori, enotecari, importatori, distributori, cuochi, sommelier potranno anche gustare vini della Repubblica: i Tessano di San Marino (rosso), il Caldese di San Mari• no (bianco) e l’Oro dei Got (bianco passito), vini ad identificazione d’origine prodotti con uve provenienti da vitigni autoctoni, inseriti per la prima volta nella guida Slow Food dell’evento dedicata ai vini.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

Una giornata dedicata al vino al femminile.
Vino, Sostantivo Femminile, una intera giornata dedicata al mondo del vino al femminile: domenica 5 marzo dalle u alle 19 nelle nuove sale esposizioni e congressi del cinque stelle lusso Grand Hotel des Iles Borromées sulle rive del lago Maggiore a Stresa. Evento organizzato da ALS Piemonte In collaborazione con la delegazione AIS Verbania e la partecipazione della delegazione piemontese dell’Associazione Nazionale Le Donne Del Vino. Le protagoniste saranno un centinaio tra produttrici, enologhe, giornaliste, esperte di comunicazione, ristoratrici, titolari di enoteche, sommelier, provenienti da tutta Italia. li programma prevede un’area espositiva dalle u alle le con banchi di assaggio da cui iniziare l’esplorazione delle aziende con un’anima femminile.

Fonte: Corriere Torino.

Sulle dolci colline tra paesaggi e vini della Valpolicella.
Già fissati i percorsi tra aziende agricole e assaggi gastronomici Agnese (eschi •• Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per la «Quattro passi di gusto 2023», la nota passeggiata enogastronomica tra le colline di Marano di Valpolicella, organizzata dalla Pro Loco, che compie quest’anno 18 anni. Perla 18esima edizione, che si svolgerà domenica 26 marzo, la «Quattro passi di gusto nella valle di Marano» ripropone una formula vincente: «Ci impegneremo a far sì che non sia solo una passeggiata enogastronomica ma ci organizzeremo in gruppi, accompagnati da una guida, che illustrerà il percorso per scoprire scorci e sorsi del nostro paesaggio, della nostra storia, delle nostre tradizioni», dice Dario Degani, presidente Pro Loco.

Fonte: Arena.

La straordinaria accessibilità del vino italiano in scena a Napoli: per l’Irpinia la Miglior Bollicina è di Cantina Dryas.
Nel salone dello storico Palazzo San Teodoro a Riviera di Chiaia la serata Berebene organizzata dal Gambero Rosso, con le migliori enoteche d’Italia e le cantine premiate nella Guida 2023 che recensisce le etichette vendute entro i 15 euro in enoteca e nella GDO. A Stefano Loffredo con il suo Charmat Brut va l’unico riconoscimento nazionale per la Campania. Una degustazione dedicata ai vini segnalati all’interno della guida BereBene di Gambero Rosso che recensisce le etichette vendute entro i 15 euro in enoteca e nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata, ndr): molti i produttori presenti, tutti hanno ricevuto il riconoscimento per il miglior rapporto qualità/prezzo. E l’unico premio nazionale assegnato in Campania arriva proprio dall’Irpinia, con la Miglior bollicina firmata Cantina Dryas.

Fonte: Orticalab.

Torna “Ossola in Cantina”: cantine aperte per scoprire i vini del territorio.
In primavera torna l’appuntamento con “Ossola in Cantina”: sabato 13 maggio sette vignaioli ossolani apriranno le porte delle loro cantine per far degustare i loro straordinari vini abbinati ai prodotti tipici della Val d’Ossola. Con un unico voucher sarà possibile accedere a tutte e sette le cantine per vivere uno straordinario viaggio alla scoperta degli eroici vini ossolani. Un percorso itinerante che parte da Crevoladossola in via Martinoia, presso la sede di Apao (ex ufficio turistico), per poi continuare in tutte le cantine ossolane. Presso la sede di Apao sarà possibile ritirare il calice personalizzato per le degustazioni e il materiale informativo.

Fonte: NovaraToday.

Slow Wine Fair, fiera a Bologna con 750 cantine.
Bottega, balzo del 30% a quota 86 milioni di euro Ora lancia il Lemon Spritz.
Bottega incassa una crescita del 30% del fatturato nel 2022 e arriva a 86 milioni di euro. Una performance dovuta, secondo il patron dell’azienda Sandro Bottega, per un 80% ad un incremento dei volumi e solo per un 20% all’aumento dei prezzi causato dall’inflazione galoppante dell’anno scorso. «Nonostante la crisi provocata dalla guerra in Ucraina e dai rincari dei costi dell’energia e del vetro e dalla difficoltà a trovare personale stagionale qualificato» spiega Bottega «i12022 è stato per la nostra azienda di forte crescita, complice l’incessante successo riscosso dal Prosecco in Italia, ma soprattutto a livello internazionale. E indubbiamente il nostro successo è stato trainato dall’export, che per noi rappresenta i190% delle vendite. Oltre all’Italia infatti i principali mercati di riferimento sono il Canada, la Germania, il Regno Unito, gli USA, l’Olanda, il Giappone e la Svizzera e non solo con i vini. I140% del nostro fatturato è rappresentato dal Prosecco, mentre altri vini spumanti “pesano” per circa i125%. Seguono le Grappe, il gin, i liquori e le creme come quella al pistacchio che ci sta dando grandi soddisfazioni».

Fonte: La Repubblica.

Weingut Georgium, i borgogna stagionati nella carinzia.
Benvenuti da Weingut Georgium, i borgogna stagionati nella carinzia.
Giovane cantina biodinamica nel soleggiato sud dell’Austria. Qui, sulla sponda meridionale del lago Längsee, Marcus Gruze con la sua dolce metà si concentrano esclusivamente sulla famiglia dei Pinot: Chardonnay, Pinot Bianco,Pinot Grigio e Pinot Nero. Il risultato è una cuvée bianca e un Pinot Nero, come vino frizzante o fermo. La loro filosofia è catturare l’essenza dell’uva e del posto nel vino, senza alcun intervento tecnico che possa alterarne il gusto. Dopo una fermentazione spontanea e lunga sulle bucce, i vini maturano tra i 12 ei 48 mesi in grandi botti di rovere.Si crede molto nella responsabilità e il rispetto per l’ambiente che li circonda, per il terreno su cui si trovano e per le persone con cui vivono.

Fonte: Apetime-Magazine.

VINO, NELL’EXPORT STORICO SORPASSO DEI PRODOTTI PREMIUM SU ENTRY LEVEL.
Per la prima volta nella storia lo scorso anno le esportazioni dei vini fermi premium e super-premium (da 9 euro in su) hanno superato quelli in fascia entry-level e popular (sotto a 9 euro). Nel 2022, infatti, i primi occupano una quota di mercato al 52% (a 2,5 miliardi di euro), contro il 48% dei prodotti di minor valore. È quanto emerge dalle analisi dell’Osservatorio Uiv (Unione italiana vini) sui trend di mercato negli ultimi 12 anni, secondo cui segna il passo il commercio mondiale dei vini fermi, con cali in volume nell’ultimo anno attorno al 5%, ma aumenta la tendenza premium dei consumi, a partire dai rossi italiani. Diverso, secondo l’Osservatorio, il discorso sugli spumanti, dove il dominio del Prosecco in fascia popular – un caso di scuola su scala globale che ha ritracciato l’approccio al consumo extra-pasto anche tra i giovani – ha lasciato poco spazio ai segmenti premium.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Vino. Consumo moderato giornaliero previene malattie cardiovascolari e mortalità. Lo dice la scienza a convegno CREA e SIC.
Infatti, studi controllati, studi randomizzati, studi osservazionali hanno inequivocabilmente dimostrato che il consumo moderato, ma anche regolare nel tempo e soprattutto, così come inserito nella Dieta Mediterranea, nel contesto dei pasti, produce effetti benefici in termini di mortalità totale e di riduzione degli eventi cardiovascolari“.Attenzione, a sottolinearlo non è il ‘mondo del vino’, ma il professor Gaetano Tanzilli, primario cardiologo del Policlinico Universitario della Sapienza di Roma, nell’ambito del congresso dedicato al rapporto fra alimentazione sana, varia e bilanciata e prevenzione delle malattie cardiovascolari, la Prima Giornata Nazionale dell’Alimentazione, Nutrizione e Cuore. Incontro organizzato dal CREA, con il presidente Carlo Gaudio e il presidente SIC – Società Italiana di Cardiologia Pasquale Perrone Filardi, che ha visto la partecipazione di Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e di Gennaro Sangiuliano, Ministro della Cultura.

Fonte: Agricultura.it.

Vino, sai che si può affinare anche nelle botti di pietra? Ecco com’è.
Non solo legno e acciaio. Negli ultimi anni alcuni produttori italiani hanno iniziato a sperimentare l’affinamento del vino in contenitori in materiali alternativi. Come il marmo o la pietra, recuperando tradizioni antichissime ormai dimenticate. O magari sopravvissute solo in alcune piccolissime produzioni locali. I motivi della riscoperta? La pietra assicura al vino una mineralità e una freschezza data dalla temperatura, che viene mantenuta al di sotto dei 10 gradi. Fra i pionieri in Italia nella riscoperta dell’utilizzo di botti di pietra c’è Cave des Onze Communes di Aymavilles, la più grande cooperativa vitivinicola della Valle d’Aosta. Dal 1990 raggruppa 175 produttori per una diffusione complessiva di circa 500mila bottiglie all’anno.

Fonte: Apetime-Magazine.

Vino: l’eccellenza al concorso Cerletti di Conegliano.
La provincia di Treviso si conferma la terra degli Incroci Manzoni con 56 vini in gara, 11 medaglie conquistate di cui quattro d’oro (su sei categorie) eccelle al concorso dell’Istituto enologico “G.B. Cerletti” di Conegliano e autorizzato dal ministero dell’Agricoltura. Il più rappresentato il vitigno Manzoni Bianco con 54 vini in gara di cui 36 vini bianchi Igt, 13 vini bianchi Doc e 5 vini spumanti di qualità (brut). Sessantasei i vini in gara di 49 aziende di Veneto, Trentino, Lombardia e Friuli V.G.. “È sempre più necessario – osserva Luca Zaia, presidente del Veneto – fare un lavoro di squadra per salvaguardare il comparto, agricolo che è il fiore all’occhiello del Veneto”. Per la categoria Manzoni bianchi doc vince la Cantina sociale bergamasca (S.Paolo D’Argon, Bg) con l’Incrocio Manzoni 6.0.13 “Colleoni” (2020), secondo Frassinelli Gianluca (Mareno di Piave, Tv) con il Piave doc Manzoni bianco (2021), terzo Maso S.Giorgio (Cimone, Tn) con il Trentino Doc Manzoni bianco – riserva “Curazìa” (2020).

Fonte: ANSA.

“Il vino eccellenza italiana. Su “alcol e salute” e promozione l’Europa faccia le scelte giuste”.
Alla vigilia della Slow Wine Fair di Bologna, le parole, a WineNews, del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Alla vigilia della Slow Wine Fair (Bologna, 26/28 febbraio), le parole, a WineNews, del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. “I nostri piccoli, medi e grandi produttori hanno la volontà di fare sempre meglio. Noi dobbiamo aiutarli ad aprire nuovi mercati, e sostenere la loro azione. In Ue si discutono tante cose, e proprio in tema di enogastronomia sono stati fatti errori, a livello comunitario. Ora servono scelte giuste. Partendo dal pragmatismo che emerge da chi, come l’Italia, parte da dati oggettivamente significativi che dimostrano che il vino non provoca danni alla salute”.

Fonte: WineNews.

Affinare il vino sott’acqua: al via il progetto “Cantine sommerse”.
L’iniziativa, ideata da Cantine PaoloLeo di San Donaci, si svolgerà sui fondali dell’Area marina protetta di Porto Cesareo (Lecce). Il Comune interessato ha approvato il programma. Vino e mare, un accostamento che prende sempre più sostanza. Nell’Area marina protetta di Porto Cesareo, infatti, sta per essere avviato il progetto “Cantine sommerse”, ideato dall’azienda vinicola Cantine PaoloLeo di San Donaci. Alcuni speciali contenitori, che all’interno conservano delle bottiglie, verranno calati sui fondali marini con l’intento di affinare il vino. “Alle già note 31 cantine sottomarine presenti in tutto il mondo, si aggiunge la nostra – si legge in un post pubblicato sui social dall’azienda interessata – la prima in Puglia a diventare nuova perla enoica nel Mar Jonio”.

Fonte: BrindisiReport.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 25 febbraio 2023!

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Diciamolo: Berlusconi aveva ragione sul Lambrusco.
Storia brevissima di un rimpianto. La mia famiglia ha smesso di produrre Lambrusco di Sorbara quando sembrava chiaro che tutto sarebbe finito in lattina e somministrato direttamente nell’esofago tramite imbuto e annesso tubo di plastica nei peggiori party universitari del Midwest. Era difficile immaginare Silvio Berlusconi che omaggia l’amico Vladimir Putin con bottiglie di Lambrusco. Al netto del significato politico del dono e dei comprensibili auguri che gli vada di traverso, non posso negare l’emozione per il superamento in un’unica, imprevedibile mossa, di decenni di complessi di superiorità toscano-piemontesi in fatto di presentabilità vinicola internazionale.

Fonte: Cibo.

Se ci siamo evoluti dobbiamo ringraziare la nostra sete di alcol.
In cambio di prospettiva particolarmente stimolante: e se guardassimo agli alcolici non solo come a dei vizi ma anche come a uno dei fattori che hanno dato un importante contributo al progresso della civiltà umana? È questa la teoria di Edward Slingerland, professore di filosofia presso la University of British Columbia Nel suo libro del 2021, Drunk: How We Sipped, Danced, and Stumbled Ou rway to Civilization Slingerland sostiene che l’alcol potrebbe aver avuto un ruolo centrale nel dare impulso allo sviluppo dell’agricoltura e quindi delle società cosiddette complesse, tipiche degli degli esseri umani. Le primissime bevande alcoliche, ha scritto, «non erano semplicemente un sottoprodotto dell’invenzione dell’agricoltura ma in realtà una motivazione per essa: i primi agricoltori erano spinti dalla voglia di birra, non di pane».

Fonte: Cibo.

Gli schiavi del Friuli Così i caporali del vino sfruttavano i lavoratori.
Gli operai venivano presi della Romania e portati in Italia per essere impiegati in aziende vitivinicole in provincia di Gorizia e Udine. Tra loro anche un minorenne I lavoratori, uno anche minorenne, veniva no prelevati dalla Romania, portati in Italia dove i caporali organizzavano il loro sfruttamento impegnandoli in aziende vitivinicole in provincia di Gorizia e Udine. Dovevano essere poveri, in condizioni di bisogno così da non avere pretese: senza contratto, in campagna sei giorni su sette, senza orario, con paghe basse e, troppe volte, in ritardo. Minacciati e controllati continuamente anche nei garage e nelle rimesse, trasformati in dormitori come dimostrano i video pubblicati sul sito di Domani. Venivano monitorati continuamente anche durante le attività di potatura e legatura delle piante.

Fonte: Domani.

In cantina – Haut-Brion, stabili le Imperial.
Le dieci bottiglie da sei litri hanno registrato un rialzo medio limitato allo 0,87% Haut-Brion, stabili le Imperial di Cesare Pilon Dopo aver rilevato le quotazioni spuntate alle aste del 2022 dalle bottiglie Magnum e Doppio Magnum di Chateau Haut-Brion e averne analizzato l’andamento ponendole a confronto con quelle del 2021, l’esame dei formati speciali dell’unico premier cru delle Graves viene completato questa settimana prendendo in considerazione i prezzi confrontabili delle Imperial, ma pure quelli delle mezze bottiglie e dei jeroboam, anche se, essendo troppo scarsi, non sono in grado di fornire mdicazioni valide sul piano generale. Interessante comunque il fatto che il prezzo dei due millesimi delle mezze bottiglie sia diminuito del 3% e che questo risultato sia in perfetta sintonia con la quotazione deli unica annata di jeroboam confrontabile con quella del 2021, che è calata del 4,56%.

Fonte: Milano Finanza.

Biologico il 19% dei vigneti italiani Il giro d’affari supera i 626 milioni.
La produzione certificata si estende su 12Omila ettari e copre circa l’8% del totale delle esportazioni vitivinicole Per la presidente Federbio Maria Grazia Mammuccini «all’estero il tema ambientale è più importante perfino del fattore prezzo» Giorgio dell’Orefice na volta, nemmeno tanti anni fa, il vino biologico era una nicchia con etichette anche difficili da v scovare sugli scaffali dei supermercati o delle enoteche. Oggi il vigneto biologico italiano ha superato una superficie di i2omila ettari con un’incidenza rispetto al totale del 1.9%. Un dato che oltre a porre l’Italia in una posizione di leadership in Europa la colloca anche in pole position sugli obiettivi di transizione ecologica che prevedono il raggiungimento entro il 2027 di un’incidenza dei vigneti biologici sul totale del 25%.

Fonte: Sole 24 Ore.

A Bologna 3mila etichette attente alla sostenibilità.
La fiera Slow Wine Fair Ilaria Vesentini e dopo una sola edizione abbiamo aumentato del 50% il numero di cantine espositrici e una trentina di buyer tedeschi, che non vanno a Vinitaly, hanno confermato la loro partecipazione qui da noi a Bologna, significa che c’è una fetta di mercato e di consumi scoperta da esplorare e far crescere, creando un nuovo palcoscenico fieristico che non è in concorrenza con nessun’altro e si rivolge a una community diversa». Così Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni dirette di BolognaFiere (gruppo presieduto da Gianpiero Calzolari), spiegai numeri oltre le attese di Slow Wine Fair, la manifestazione internazionale dedicata al vino “buono, pulito e giusto”, organizzata da BolognaFiere e Sana con la direzione artistica di Slow Food; che dopo il debutto dello scorso anno andrà in scena nel quartiere Michelino da domani al 28 febbraio.

Fonte: Sole 24 Ore.

I vini delle colline teramane tra degustazioni e incontri.
Dal al 6 marzo toma a Teramo “la Nostra anteprima – The cool on the hills”, iniziativa organizzata dal Consorzio Tutela Vini Colline Teramane, che quest’anno celebra il suo ventennale, dedicata al patrimonio vinicolo della provincia. L’evento, alla terza edizione, vedrà degustazioni ai banchi d’assaggio nella pinacoteca civica e tre Masterclass sulle denominazioni tutelate dal Consorzio alla sala Ipogea. La tre giorni sarà anticipata da un appuntamento dedicato alla stampa: il 2 marzo 40 giorni un momento della presentazione dell’Iniziativa sul vini analisti specializzati nei settori vino e turismo provenienti da tutta Italia avranno la possibilità di assaggiare all’ Ipogeo i vini in anteprima e proseguire il percorso enogastronomico con un pranzo degustazione al Castello Della Monica e infine con l’ incontro con i produttori alla pinacoteca.

Fonte: Centro Teramo.

“Slow wine” in Fiera con 750 cantine.
Bologna 11 futuro del vino è buono, putto e giusto. Per questo le attenzioni dei produttori della filiera puntano sempre di più su qualità e sostenibilità e fanno rete per ‘educare’ i consumatori e confrontarsi sulle sfide del clima e delle risorse naturali. E con questi presupposti che prende il via domani a Bologna la “Slow wine fair”, la fiera internazionale del settore promossa da BolognaFiere e Sana con la direzione artistica di Slow food. Fino a martedì, professionisti del settore e appassionati troveranno ad attenderli circa 750 cantine italiane e internazionali provenienti da 21 Paesi, per un totale di oltre 3.000 etichette in degustazione. Si comincia con l’incontro inaugurale “11 futuro del vino è buono, pulito e giusto”, in calendario domani alle 11 alla Slow wine Arena-Reale Mutua (padiglione 20).

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.

Una giornata dedicata al Sangiovese – Predappio Wine Day, domani il ‘battesimo’.
Prima edizione per la giornata dedicata al Sangiovese presso l’azienda vitivinicola La Pandolfa tra assaggi e seminari I produttori dell’associazione Terre di Predappio organizzano per domani la prima edizione di Predappio Wine Days, una giornata di osservazione, approfondimento e confronto sul Sangiovese di Predappio. Spiega il presidente dell’associazione, Stefano Berti: «La manifestazione si svolgerà presso l’azienda vitivinicola La Pandolfa, per capire e interpretare un territorio che, forte di una tradizione centenaria, oggi dà vita a vini che rappresentano in modo autentico e moderno le vigne da cui hanno origine e i vignaioli che hanno scelto di prendersene cura».

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

A tutela dei vigneti più ricerca è più risorse.
«Più strategia, più ricerca, più tecnici e maggiori risorse per interventi utili a interrompere la diffusione della Flavescenza dorata e quindi per tutelare e sostenere il comparto vitivinicolo Fvg che, nel 2022, ha raggiunto gli 8 miliardi di euro di esportazioni, con una crescita rispetto all’anno precedente del 12 per cento». È la richiesta che arriva da Alberto d’Attimis-Maniago Marchiò, nuovo presidente della Sezione economica viticola di Confagricoltura Fvg, rispetto all’avanzata della fitoplasmosi da lotta obbligatoria che, in questi ultimi due anni, ha registrato una preoccupante accelerazione. «Chiediamo che venga messa a punto una strategia di interventi uniformi per tutto il territorio regionale.

Fonte: Messaggero Veneto.

I vini valtellinesi a RistoExpo “Cercano casa” sul lago di Como.
Il Consorzio a Lariofiere: la scopo è far sì che la produzione enologica diventi un vero e proprio punto di riferimento per l’ospitalità sul Lario ¦ Far diventare la produzione enologica della provincia di Sondrio punto di riferimento per l’ospitalità del territorio lariano. Perché se l’enogastronomia è la prima motivazione del turismo, più ancora della cultura, allora ai turisti bisogna offrire la migliore cultura di gusti e sapori che il territorio è in grado di proporre sfruttando ogni occasione. E con questa motivazione che i vini valtellinesi, conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, “cercano casa” sul lago di Como anche attraverso la partecipazione a RistorExpo, la manifestazione nazionale di Erba che si terrà dal 5 all’8 marzo a Lariofiere con cui il connubio è ormai decennale.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

I viticoltori preoccupati A rischio vigne e produzione – «In Oltrepo siccità e caldo anomalo mettono a rischio viti e produzione».
II presidente della cantina Torrevilla: «Fossi asciutti e poca neve, cos) non possiamo sopperire alla carenza di piogge». «Vigneti a rischio sopravvivenza a causa della siccità». A lanciare l’allarme è Massimo Barbieri, presidente della cantina Torrevilla viticoltori associati di Torrazza Coste-Codevilla, realtà che conta 200 soci. Con lui anche i referenti del Consorzio vini Venezia, dell’Associazione produttori del Nizza, del Consorzio Barbera D’Asti e vini del Monferrato. La mancanza d’acqua sta mettendo a dura prova lo sviluppo delle viti e si rischiano ripercussioni negative sulle produzioni, dopo un’annata già scarsa come quella del 2022. «La crisi idrica che sta coinvolgendo l’Oltrepo è drammatica — afferma Barbieri -. Siamo in febbraio, ma è come se fossimo a maggio: fossi e canali sono asciutti. La neve caduta sulle cime nei mesi scorsi è stata troppo poca per sopperire alla mancanza d’acqua attuale e che ci colpirà nel prossimo periodo; è una situazione critica che ci accompagna già dallo scorso anno, dove abbiamo registrato un calo del 30-40% nella produzione».

Fonte: Provincia – Pavese.

Aspettando Vinum va in scena l’omaggio alla creatività.
Le temperature che si alzano, il sole che riscalda, la natura che rinasce e il profumo di Vinum che si spande nell’aria. Si, perché giovedì 2 marzo, alle 20,45, la sala storica del Teatro Sociale di Alba regalerà un’anticipazione della kermesse enologica, omaggiando la figura di Gigi Rosso, produttore, innovatore vitivinicolo albese scomparso nel 2018 e tra gli ideatori della Fiera dei Vini di Pasqua, manifestazione che nel tempo ha poi preso il nome, appunto, di Vinum. Dopo le iniziative dedicate a Luciano Degiacomi, Pio Boffa, Raoul Molinari, Roberto Ponzio, Giacomo Morra e Beppe Colla, continuano gli appuntamenti di “Per Aspera ad Astra”, progetto promosso da Alba Città Creativa Unesco per la Gastronomia, in collaborazione con Fondazione Radici, con l’obiettivo di celebrare i patriarchi della creatività gastronomica locale.

Fonte: Idea.

Il vino italiano in Corea del Sud Vinitaly presidia Seoul e Oriente.
Si è concluso il roadshow che ha portato il marchio internazionale in nove Paesi del mondo II vino italiano in Corea del Sud Vinitaly presidia Seoul e Oriente Il presidente Bricolo: «È la piazza emergente forse più interessante». Gueli, direttore Ice: «Trend positivo per l’export». Failla, ambasciatore: «Leva sul brand Italia» Strategie a 360° per la promozione e appuntamento annuale a partire dal 2024 in questo Paese La tipologia più esportata è quella dei vini rossi (+13% annuo) Nuovo scatto per le bollicine Luca Mantovani SEOUL •• Non solo una strategia a 360 gradi perla promozione del vino in Oriente ma anche la promessa di organizzare un appuntamento annuale in Corea del Sud, a partire dal 2024, quando si festeggeranno i 140 anni dei patti bilaterali tra i due paesi, secondo l’accordo firmato il giugno 1884. Si è concluso a Seoul il roadshow globale che ha portato Vinitaly in nove paesi del mondo.

Fonte: Arena.

Bottega spa: il fatturato sale del 30% a 86 milioni.
Bottega spa cresce del 30% e chiude con un fatturato a 86 milioni nel 2022. L’azienda di Bibano di Godega di Sant’Urbano (Treviso) è tra i principali produttori di vino e distillati italiani, il 90% del giro d’affari arriva dall’export. Il gruppo poi ha lanciato in tutto il mondo i Prosecco Bar, arrivati a quota 32 con un giro d’affari di circa 25 milioni. «Il 40% del nostro fatturato è rappresentato dal Prosecco – spiega Sandro Bottega, presidente dell’omonima azienda di famiglia che l’anno scorso ha vinto 9 premi internazionali – mentre altri vini spumanti pesano per circa il 25%. Seguono le grappe, il gin, i liquori e le creme». «L’anno scorso abbiamo aperto 5 Prosecco Bar, i principali negli aeroporti di Venezia e di Londra Stansted – spiega Bottega -. Nel 2023 in programma altre 7 aperture».

Fonte: Gazzettino.

Bottega, balzo del 30% a quota 86 milioni di euro Ora lancia il Lemon Spritz.
Bottega incassa una crescita del 30% del fatturato nel 2022 e arriva a 86 milioni di euro. Una performance dovuta, secondo il patron dell’azienda Sandro Bottega, per un 80% ad un incremento dei volumi e solo per un 20% all’aumento dei prezzi causato dall’inflazione galoppante dell’anno scorso. «Nonostante la crisi provocata dalla guerra in Ucraina e dai rincari dei costi dell’energia e del vetro e dalla difficoltà a trovare personale stagionale qualificato» spiega Bottega «i12022 è stato per la nostra azienda di forte crescita, complice l’incessante successo riscosso dal Prosecco in Italia, ma soprattutto a livello internazionale. E indubbiamente il nostro successo è stato trainato dall’export, che per noi rappresenta i190% delle vendite. Oltre all’Italia infatti i principali mercati di riferimento sono il Canada, la Germania, il Regno Unito, gli USA, l’Olanda, il Giappone e la Svizzera e non solo con i vini. I140% del nostro fatturato è rappresentato dal Prosecco, mentre altri vini spumanti “pesano” per circa i125%. Seguono le Grappe, il gin, i liquori e le creme come quella al pistacchio che ci sta dando grandi soddisfazioni».

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

“Visit Cantina” è online.
Il calendario 2023 per la visita alle cantine dell’Associazione Strada del Prosecco è consultabile sul proprio sito web, rinnovato e interattivo. Uno strumento utile, smart e a portata di clic. La strada del vino più antica d’Italia è sempre al passo con i tempi e in stretta connessione con le esigenze dell’enoturista moderno, che utilizza la tecnologia per visitare e orientarsi sul territorio e lo smartphone per scegliere esperienze e proposte. La Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene ha recentemente aggiornato e implementato le funzioni del suo sito istituzionale dove, proprio da oggi, è pubblicata la nuova edizione del calendario “Visit Cantina”. Si tratta di uno strumento utile, snello, veloce e affidabile per conoscere le strutture e le aziende agricole, potendo optare in tempo reale per quelle disponibili per visite guidate e degustazioni…e non solo del Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG e Cartizze, ma anche del Bianco e Rosso dei Colli di Conegliano DOCG, Torchiato di Fregona DOCG, Refrontolo passito DOCG e Verdiso IGT.

Fonte: Storie Di Eccellenza.

Assenza piogge preoccupa cantine sociali del Nord.
Le mancate precipitazioni degli ultimi mesi rischiano di mettere in forte crisi la produzione vitivinicola per il secondo anno consecutivo. Forti le preoccupazioni espresse da presidenti e direttori del Consorzio Vini Venezia, dell’Associazione Produttori del Nizza, del Consorzio Barbera D’Asti e Vini del Monferrato e dal presidente di Cantina Torrevilla. “La crisi idrica che sta coinvolgendo l’Oltrepò Pavese è – sottolinea Massimo Barbieri, presidente di Cantine Torrevilla nell’Oltrepo’ Pavese, a dir poco drammatica, siamo in febbraio ma è come se fossimo nel pieno del mese di maggio: fossi e canali sono completamente asciutti. E lo scorso anno abbiamo registrato un calo del 30-40% nella produzione. Viti e impianti sono già in sofferenza e siamo in difficoltà anche nell’attività di potatura.

Fonte: ANSA.

Uiv, storico sorpasso export griffe del vino italiano su etichette pop.
Segna il passo il commercio mondiale dei vini fermi, con cali in volume nell’ultimo anno attorno al 5%, ma aumenta la tendenza premium dei consumi, a partire dai rossi italiani. Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv sui trend di mercato negli ultimi 12 anni, il vino made in Italy ha visto quadruplicare le vendite a volume dei vini fermi in fascia super-premium (oltre i 9 euro a bottiglia franco cantina), con una crescita media annua del 13%. Ancora più significativo il quadro se si guarda al valore: da nicchia con un’incidenza del 6% sul totale export del 2010 ad asset sempre più decisivo nel 2022, con una quota di mercato dei vini di eccellenza arrivata a valere il 18%, pari a 863 milioni di euro.

Fonte: ANSA.

Il vino della settimana, Ornellaia: la magia di un gioiello che il mondo ci invidia.
L’etichetta di Bolgheri, orgoglio del made in Italy, rivela i suoi segreti nel calice. La nuova annata 2020, interpretata dall’artista americano Joseph Kosuth, esprime profondità attraverso il concetto di “proporzione”. Un nettare prezioso, frutto di un’accurata selezione di uve Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot, che mostra calore, equilibrio ed eleganza. Darà il meglio di sé a partire da 15 anni.

Fonte: Repubblica TV.

Vino:Corea Sud mercato promettente per Italia,import del 15%.
Vinitaly ha chiuso in Corea del Sud un Roadshow articolato in 13 tappe nell’ambito delle quali è stata presentata anche la 55/a edizione della rassegna in programma a Veronafiere dal 2 al 5 aprile. Una campagna di incoming senza precedenti che ha potuto contare sulla collaborazione di Ice e dei delegati Veronafiere in nove Paesi di tre Continenti (America, Europa, Asia) ma anche sull’adesione delle Ambasciate e del Sistema camerale all’estero. I nove Paesi selezionati da Vinitaly per le missioni promozionali rappresentano i due terzi del valore e del volume di vino tricolore esportato nel 2022.

Fonte: ANSA.

Vino, export: nel 2022 fermi premium superano per la prima volta i popular.
Il commercio mondiale dei vini fermi segna il passo, con cali in volume nell’ultimo anno attorno al 5%, ma aumenta la tendenza premium dei consumi, a partire dai rossi italiani. Negli ultimi 12 anni, il vino italiano ha visto quadruplicare nel periodo le vendite a volume dei vini fermi in fascia super-premium (oltre i 9 euro a bottiglia franco cantina), con una crescita media annua del 13%. Ancora più significativo il quadro se si guarda al valore: da nicchia con un’incidenza del 6% sul totale export del 2010, ad asset sempre più decisivo nel 2022, con una quota di mercato dei vini di eccellenza arrivata a valere il 18%, pari a 863 milioni di euro. A farne le spese, in particolare il segmento entry level, che sul pari periodo segna una contrazione dello share dal 19% al 6%. E’ quanto emerge dalle analisi dell’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) sui trend di mercato.

Fonte: Askanews.

Export di vino aumentato nonostante la guerra: giù la Toscana, su il Veneto anche in quantità.
Un anno fa i produttori temevano il crollo del business che aveva raggiunto i 375 milioni di dollari. Invece ci sono cantine che hanno consolidato le vendite nonostante sanzioni ed embarghi (per le bottiglie solo se di prezzo sopra i 300 euro). Un anno fa, di questi tempi, l’Unione italiana viticoltori (Uiv), che rappresenta più di 150.000 viticoltori, più del 50% del fatturato italiano e oltre l’85% di ricavi da export del settore, temeva il crollo delle esportazioni di vino in Russia come conseguenza dell’attacco di Putin all’Ucraina, delle conseguenti sanzioni economiche, degli embarghi. “Ci troviamo costretti a dover rinunciare a una piazza strategica per l’Italia.

Fonte: Firenze – la Repubblica.

Acquistare vino online: scelta ecosostenibile.
Negli ultimi anni il numero di italiani che ha fatto acquisti online è aumentato a dismisura. In particolare, sono proprio i negozi online di vini, liquori et simili che hanno riscosso un successo travolgente, soprattutto negli ultimi 2-3 anni, e in questo la pandemia ha di certo spinto non poco la situazione. Ma un e-commerce è più inquinante rispetto a un negozio tradizionale? Cerchiamo di capire le caratteristiche da un punto di vista ambientale dei negozi online. Meglio i vini Franciacorta online che dal produttore? Effettivamente c’è già chi parla del fatto che fare acquisti online sia più ecosostenibile rispetto a recarsi personalmente nei negozi.

Fonte: Econote.

Il vino in Puglia, tra cultura e coltura.
“Terra sitibonda ove il sole si fa vino”, così Dante Alighieri definisce nei suoi versi la Puglia e già il nome: Apulia, sembra andare nella stessa direzione in quanto secondo una diffusa etimologia pare derivi da A-puvlia (terra senza acqua, intesa sia come piogge che come fiumi o laghi). La coltivazione della vite in Puglia parte dai fenici, che si affacciarono sulle rive di questa regione intorno al 2000 a.C. e che introdussero nuovi vitigni e delle efficienti tecniche di coltivazione. Un analogo apporto diedero i coloni greci, importando alcuni dei vitigni che si trovano coltivati ancora oggi.

Fonte: Horecanews.it .

Vino, Mobrici: siccità è fatto concreto, non più evento eccezionale.
“Ormai la siccità non è più un evento eccezionale ma è un fatto concreto, con il quale dobbiamo fare i conti ogni giorno”. Così il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Filippo Mobrici, ha commentato la difficile situazione idrica che sta colpendo il settore vitivinicolo nell’area del Nord Italia. “Il Consorzio ritiene che per far fronte a questa situazione, le vie percorribili siano due: in prima istanza bisogna muoversi verso la ricerca di soluzioni per l’approvvigionamento idrico creando invasi in grado di raccogliere l’acqua piovana torrenziale e strutture irrigue per la redistribuzione dell’acqua nei vigneti” ha proseguito Mobrici, aggiungendo che “la Regione Piemonte sta dimostrando sensibilità rispetto all’argomento e, negli ultimi anni, qualcosa ha cominciato a muoversi: la speranza è quella che le istituzioni possano fornire sostegni e aiuti concreti per affrontare la crisi idrica che affligge l’intero comparto dell’agricoltura in Piemonte, come nel resto d’Italia”.

Fonte: Askanews.

“Italian lifestyle paradigma per crescita vino italiano in Sud Corea”.
“In questo Paese il vino tricolore sta diventando sinonimo di cultura e di italian lifestyle. Un paradigma di eleganza e bellezza e di forte attrattività che già coinvolge altri settori dal posizionamento più maturo come la moda, il design e l’arredamento. Il vino non è un prodotto di consumo abituale, per questo serve fare leva sul forte richiamo del ‘brand Italia’ e sulla capacità dei nostri vini di adattarsi perfettamente alla dieta locale e non solo in abbinamento ai menù occidentali”. Lo ha detto l’ambasciatore d’Italia in Corea del Sud, Federico Failla, alla tappa conclusiva del Roadshow di Vinitaly a “High Street Italia” a Seoul, lo showroom del made Italy di Ice Agenzia, partner di Veronafiere nella campagna straordinaria di promozione e incoming iniziata il 19 gennaio scorso a Rust in Austria.

Fonte: Askanews.

STAMPA ESTERA

Arrival of South Africa’s Black winemakers.
“I really would love to make my own wine, tell my own story someday.” Owners play vital roles at prestigious estates in a robust community. Under a bright blue sky on a cloudless November day, a tasting room in Stellenbosch features all the charm you’d expect from South Africa’s premier wine region. Housed in a white Cape Dutch building with a thatched roof, it offers panoramic views of green hills, rows of grapes and mountains. Inside, the vast, airy space is decked out with cushy midcentury modern chairs set in cozy nooks, with South African electronic music providing a soothing backdrop. This could be just any other cozy place to sip and relax in this temperate heaven-on-earth about a 45-minute drive east of Cape Town. But there’s something unique and crucial about this tasting room. You have to look closely to see it. The bottles behind the glossy woodpaneled bar carry Zulu names like Thokozani, which means “let’s celebrate”; or Bayede, which means “hail” and is proclaimed in the presence of the Zulu king. And then there’s Ses’fikile, which means “we’ve arrived,” a seemingly spot-on motto for this space. This is the Wine Arc, the only tasting room in South Africa that exclusively features Black-owned wine brands, with 13 labels for visitors to sample and purchase. It is a place to support and celebrate the growing presence — arrival, if you will — of Black owners in an industry built on the enslavement and dehumanization of people of color that remains dominated by the country’s white minority. Black South Africans make up more than 80 percent of the population, yet Black-owned wine brands accounted for less than 1 percent of liters sold domestically and an even smaller share of liters exported in 2020, according to South African Wine Industry Information and Systems. Less than 3 percent of the country’s vineyard acreage is under Black ownership, according to a report by Vinpro, an industry trade group. But despite the massive underrepresentation of Black South Africans in ownership, winemaking and other coveted roles (they are well represented in labor), it is growing increasingly possible to explore the wine lands in a way that focuses on and supports them.

Fonte: New York Times International Edition.

Vignes, pêchers, oliviers… Ces cultures qui migrent du Sud vers le Nord.
Le réchauffement climatique en cours et la sécheresse obligent les agriculteurs à s’adapter. Le phénomène concerne l’ensemble de la France et donne des projections étonnantes d’ici à 2050. dans une France septentrionale deve- juste un désherbage chimique ou méta nue plus sèche. nique: permet de conserver dans la terre 5 % à 10’/ d’eau en plus, ajoute Serge Nouvelles pratiques Zaka. Dans le cas d’une grosse sécheresse cantine celle vécue en 2022, cela La vigne étend sa conquète jusqu’à permet un répit d’une semaine á l’extrême nord du pays. Les Hauts- dix jours et permet au mars de passer le de-France se mettent ainsi à la viti- stade de floraison sans trop d’encombre culture, avec l’implantation de ou au blé de mieux effectuer sa phase de 200 hectares de vignes en cinq ans remplissage de grain. » «L’abandon de dans quatre départements. C’est par la charrue est un progrès. A permet de exemple le cas de h société Ternoveo, stocker plus de carbone et de matières négociante en céréales dont le siège organiques dans les sols. Ces dernières social est dans l’Aisne. En réfléchis jouent le rôle d’éponges en conservant sant aux conséquences du réchauffe- mieux l’humidité dans la terre, complè nient climatique pour les agriculteurs te Djamel Belald, Ingénieur agronome avec lesquels elle travaille, elle a eu franco algérien, qui a eu l’opportunité l’idée de s’adapter à cette nouvelle de travailler des deux côtés de la donne en plantant des vignes. Après Méditerranée. Il faut aussi faire de la avoir récolté ses premiers raisins en sélection varlétale. Les semenciers septembre dernier, ce négociant va français regardent avec intérêt les col commercialiser l’été prochain son vin lectlons de blé semé dans les oasis algéblanc, Les 130. Tiennes. Les éleveurs tricolores sont Cette migration des cultures concerne curieux de savoir comment on peut l’ensemble de la France, avec des pro- conduire un troupeau laitier par 50 ‘C. » jections étonnantes. « D’ici à 2050, le climat de l’Aquitaine devrait arriver en Un usage sobre de l’eau Mayenne et plus largement en Maine et Loire, avec des kiwis, des pruneaux, Habituée à une abondance de précipi des pêches nectarines, qui remplace- tations, l’agriculture française doit ront les pommes et les poires. On pour désormais tabler sur la sobriété dans ra ? oir aussi l’installation de vignobles. l’usage de l’eau, essentielle au dévelopSur cette période, le clitylat méditerra- pement des plantes. «Il faut arriver à néen arrivera à Lyon et à Bordeaux semer plus tôt des cultures à l’automne avec des plantations d’oliviers ou comme les mélanges fourragers à base d’abricots. C’est une évolution très de légumineuses et de graminées pour progressive, d’annee en année, qu’il optimiser la pluviométrie hivernale, faut anticiper, constate Serge 7.aka, commente Joël Limouzin, vice-présidocteur en agroclimatologle, consul- dent de la FNSEA en charge de la gestant indépendant.

Fonte: Figaro.

Sangue d’Oro, le projet d’une vie.
Qn’est-ce qui peut bien attire sur une ile perdue de la Me diterranée une comédienne dont la carrière se joue , entre les théâtres de la capitale et les plateaux de cinéma ? Pourquoi ce goût du Sud chez celle qui vient d’interpréter pendant plusieurs mois Bérénice à la Scala ? « Mes parents ont divorcé quand j’étais enfant et ma mère est partie vivre dans le Midi. À Paris, je m’ennuyais, je manquais de lumière. Mon père nouxspréparait, à nia soeur et moi, des plats de cantine, des légumes bouillis immangeables. Dès lors, pour mai, l’odeur du Sud, celle des herbes, des fleurs et des essences méridionales, devient une Fromesse de bonheur. A 20 ans, je commence à faire des films. A Rame, à l’occasion d’un tournage, je lause pendant quelques mais une maison oh je plante des centaines de rosiers à rose jaune plate. Toutefois, pendant des années, je ne me sens pas légitime pour posséder de lu terre et une maison. Pris je rencontre cet architecte italien qui m’explique que l’aie de Pantelleria, =rocher volcanique perdu entre la Sicile et la Tunisie regorge de trésors. J’y suis allée.» De Pantelleria, elle aime tout de suite Li beauté brute : «Les villages n’ont pas évolué depuis des dizaines d’années la nuit, fi n’y a aucune pollution lumineuse. le vis à Scowi. Il y a peu de choses : un port, une pharmacie, une église, un cercle de dist.’ussion avec un côté réservé aux hommes et un autre pour les femmes, =cinéma et urne salle de billard réservée aux membres. » File s’offre ce « lopin de terre. En fait sans vraiment le savoir ni le vouloir, j’c acheté des vignes. Au début j’ai vendu I raiºin à des producteurs de vin. Très vit j’ai décidé de faire mol-mène man passt to.» Il est ici question du jus ancestral d. File, d’une méthode de production pres. que aussi vieille que la civilisation. le grappes de muscat d’Alexandrie, issue de pieds cultivés entre des murets, son récoltées bien mitres et en partie semi séchées au soleil sur des murs de piern noire. Cette déshydratation favorise l’expression sucrée d’arômes d’orange et d figue de barbarie. Puis le jus est mis ei fermentation dans des cuves. On n s’improvise pas vigneronne du jour ai lendemain. La première cuvée de Carol Muguet n’est pas une réussite. «l’ai fai venir l’oenologue Donato Innati qui aidée.

Fonte: Figaro.

Chaque vigne cherche sa voix.
L’urgence climatique est telle, on le constate encore avec la sécheresse hivernale, que les vignerons sont sommés d’égrener leurs actions pour cultiver des vignes plus propres. Ils ne sont pas stupides. La terre est leur outil de travail, aucun n’a intérêt à la saccager, aucun ne pollue par plaisir. Du reste, ils sont d’accord pour réduire les produits toxiques. Et il y a consensus pour dire que la terre viticole française est bien plus propre qu’il y a soixante, trente ou dix ans. Mais dès qu’il s’agit de désigner, aujourd’hui, la conduite la plus écologique dans la vigne comme au chai, plus personne ne s’entend, chacun détient sa vérité. Tout le monde a raison, tout le monde a tort. Un pro-bio (label AB) explique que l’arrêt des produits de synthèse et des pesticides protège les micro-organismes du sol, les travailleurs de la vigne et les riverains. Il a raison. Un Champenois justifie son refus du bio par un climat humide et le fait qu’il devrait faire passer un tracteur toutes les semaines dans les vignes, soit un bilan carbone désastreux, et épandre une forte quantité de cuivre, qui nuirait à la qualité des sols. On peut l’entendre. Une vigneronne nous explique que la biodiversité qu’elle met en place avec les bois et les haies entourant ses vignes ou le recyclage de l’eau font plus de bien à l’environnement qu’une transition à marche forcée vers le bio. Difficile de la contredire. La marque de champagne Piper-Heidsieck estime que la certification qu’elle a obtenue (B Corn) est une bonne voie, car elle prend en compte une éthique environnementale et sociale globale, y compris pour les partenaires de l’entreprise. Débat intéressant.

Fonte: Monde.

Trouver les mots verts.
Communiquer sur ses pratiques écologiques devient incontournable pour les vignerons. Mais le sujet est plein de pièges… n slip enterré dans les vignes et c’est le buzz garanti! Plusieurs vignerons, de la Dordogne à l’Alsace, ont tenté l’expérience avec bonheur. Enfouir dans le sol une culotte en coton, la déterrer au bout de quelques mois, constater sa dégradation et envoyer la photo du sous-vêtement grignoté à ses clients ou sur les réseaux sociaux. Cette biodégradation est le signe d’un sol riche en micro-organismes et en vie bactérienne, en somme la preuve d’une terre écologiquement saine. Qu’on le sache ! Leonardo DiCaprio, lui, est entré récemment au capital de Champagne Telmont. Ce qui l’a séduit? «Le cap vers le Zoo % biologique et le Zoo % en électricité renouvelable» de la maison. Son président, Ludovic du Plessis, répète qu’il partage avec l’acteur son engagement pour la protection de la planète et rappelle le slogan de sa marque: «Au nom de la terre ». La maison de champagne dit vouloir être 100 % bio d’ici à 2025 pour ses propres vignes et d’ici à 2031 pour celles de ses vignerons partenaires. Qu’on se le dise! L’histoire du slip et l’engagement de DiCaprio sont deux exemples parmi tant d’autres d’un phénomène qui s’amplifie depuis dix ans : il est devenu difficile pour une exploitation viticole de faire l’impasse sur l’environnement. De ne pas en parler. Il faut, avec de bons arguments ou des mauvais, prouver que sa terre est plus propre, son vin plus sain. Greenwashing La tâche est délicate, car la viticulture est toujours perçue comme une activité polluante. «Si elle n’occupe que 4 % de la surface agricole franvaise, elle utilise 20 % des produits phytosanitaires, constate Nadine Lauverjat, déléguée générale de l’association Générations futures. La forte imbrication entre la vigne et les habitations fait que des populations sont encore très exposées aux traitements. » Aussi la «communication verte» des domaines donne le tournis, entre transition réelle et greenwashing.

Fonte: Monde.

Les paradoxes de la viticulture bio.
Contraignant, le label AB stagne face à des enjeux écologiques toujours plus forts C , est un paradoxe qui interpelle. D’un côté, l’urgence écologique est partout brandie dans l’espoir de sauver la planète. De l’autre, le bio stagne, tant sur l’offre que sur la demande, après des années de belle hausse. Pour les vignerons, travailler en «AB» est en effet contraignant : ne pas utiliser de pesticides trois années de rang afin d’obtenir le label ; ne jamais déroger, même une fois, au lourd cahier des charges pour le conserver. Quitte à perdre beaucoup de récoltes. En 2012, quelque 40000 hectares de vignes françaises étaient certifiés bio, soit 39,7% de plus que l’année précédente. Nous sommes désormais à 90000 hectares, soit plus du double, ce qui représente presque 20% du vignoble français. C’est moins bien que les deux pays-phares — 26% pour l’Espagne et 25% pour l’Italie —, mais bien mieux que dans l’agriculture en général en France, où l’on ne recense que 10,3% des terres exploitées en bio, selon l’Agence Bio. Néanmoins, si l’on prend en compte, en plus des vignes labellisées, celles qui sont en cours de conversion, soit 70000 hectares, on aboutit à un total, bien supérieur, de 160000 hectares conduits en bio en 2021, en France. Les trois prochaines années seront donc décisives pour évaluer si les vignerons iront jusqu’à la certification ou s’ils abandonneront en cours de route. Un certain découragement En effet, depuis deux ans, de moins en moins de domaines se lancent dans la course au label AB. En 2021, 1510 vignerons ont débuté une conversion. Us étaient 222 de plus l’année précédente. Plus inquiétant encore, l’an dernier, 448 viticulteurs ont arrêté le bio. Ils étaient 315 en 2021 et 188 en zozo. Un certain découragement flotte dans le milieu. Cependant, les résultats sont disparates. Dans le Rhône sud, en Provence ou en Corse, le bio est très présent, favorisé par un climat sec et ensoleillé, rempart contre les parasites et les maladies. C’est ainsi que deux appellations méditerranéennes, calvi (Haute-Corse) et baux-de-provence (Bouches-du-Rhône), peuvent s’enorgueillir, en 2023, d’avoir l’intégralité de leurs vignerons en bio. Ailleurs, surtout en climat tempéré, c’est une autre histoire. Le bio occupe zo % des vignes de Bourgogne-Franche-Comté, ce qui est dans la moyenne nationale. Pourtant, en Côte-d’Or, le nombre de certifications obtenues en 2022 a chuté de moitié par rapport à 2021.

Fonte: Monde.

Viticulture : Feu vert ministériel pour une distillation de crise.
L’annonce le 6 février dernier par Marc Fesneau, ministre de l’Agriculture, d’une prochaine campagne de distillation soulage les acteurs de la filière sans pour autant les contenter. Les responsables professionnels de la filière viticole régionale sont rassurés par les premières annonces ministérielles concernant les mesures de gestion de crise. Ils attendent néanmoins la confirmation du montant des aides accordées et du prix proposé pour la distillation_ Desprécisions qui devraient être apportées lors du Salon de l’agriculture qui débute ce samedi 25 février. Les pouvoirs publics ne sont pas restés sourds aux demandes de la filière viticole. Depuis plusieurs mois, les responsables professionnels réclamaient des aides pour les exploitants confrontés à des difficultés de trésorerie du fait d’une hausse sans précédent de leurs coûts de production, conjuguée à une baisse des ventes de vin, notamment sur le marché domestique. Lors d’une rencontre le 6 février dernier avec Marc Fesneau, ministre de l’Agriculture, ils ont obtenu l’assurance dure prochaine campagne de distillation, destinée à éliminer les excédents de production, qui pèsent sur le marché et tirent les cours vers le bas. 160 millions d’euros pour une distillation de crise Le ministre a annoncé une enveloppe de « 40 millions d’euros de crédits nationaux complétés de 40 millions d’euros de financements européens (FEAGA) ». « Une seconde campagne de distillation pourra être organisée à partir d’octobre selon la même répartition entre crédits nationaux et européens pour atteindre un maximum de 160 millions d’euros en 2023. Les demandes seront portées en ce sens auprès de la Commission européenne sans délai », précise un communiqué du ministère de l’Agricu’ture. Si l’annonce de cette distillation a été un soulagement pour les acteurs de la filière, les montants promis ont d’ores et déjà été jugés insuffisants. • Si on veut que cette mesure ait un Impact, Il faut rajouter40 millions d’euros et consacrer 200 millions d’euros à cette distillation », soutient Alexandre They, co-président de la Fédéral on régionale des Vignerons Indépendants. C’est également l’avis de Ludovic Roux, président des Vignerons coopérateurs : *** « Cette mesure est ouverte à tous les producteurs en France. Les estimations s’élèvent à 3 millions d’hectolitres qu’il faudrait éliminer pour assainir le marché. En Languedoc-Roussillon, cela pourrait représenter 1,5 millions d’hectolitres. Il est primordial que cette enveloppe atteigne les 200 millions d’euros si nous voulons que ces volumes soient efficacement retirés du marché. Il faut également que le ministre annonce très rapidement les prix proposés pour cette distillation afin de remettre le marché sur les rails. Certains opérateurs profitent de cette crise pour proposer des prix indécents. Il faut arrêter ça. D’après les premiers échanges que nous avons eu avec le Ministère, on s’orienterait vers un tarif de 55 à 60 € par hectolitre pour les vins sans indication géographique et 70 à 80 € par hectolitre pour les !GP et AOP, avec, peut-être, des prix distincts pour ces deux catégories. Le ministre s’est engagé à nous donner tous les détails sur cette distillation lors du salon de l’Agriculture >.

Fonte: Tribune.

Where Did All The Merlot Go?
Misunderstood, maligned, lately a unicorn on wine store shelves, the great Bordeaux grape is ripe for rediscovery. Lettie Teague tracks it down. The Signs were subtle but unmistakable. An online search on a retail wine site turned up nothing. In one wine store, the few bottles I found were shelved near the floor. In another, the wines were stacked under a sign that read “Cabernet.” Where did all the Merlot go? Some drinkers date the fall of Merlot to the 2004 movie “Sideways,” whose main character cursed it (and praised Pinot Noir). Others—more plausibly—blame its demise on poor winemaking or viticultural decisions by producers several decades ago. Planted in the wrong place and/or cheaply made, the oceans of Merlot that resulted failed to thrill. But Merlot never fully disappeared. And thanks to both longtime supporters and new natural-wine fans, it may even be poised for a comeback. One of the great ironies of all the oenological ire Merlot inspired: Some of the greatest, most sought-after wines in the world are made from this grape, legendary wines that collectors covet and ` “Sideways” was the best thing that happened to Merlot. We took it as a shot across the bow and stepped up our efforts: few can afford. I’m talking about Château Petrus, the great and pricey Pomerol—a bottle of which from the 2018 vintage can cost $18,000—and Masseto, the allMerlot Super-Tuscan whose 2018 iteration sells for around $900 if you can find it. They’re the rich, supple, lush, captivating Merlots most Merlot haters have likely never tasted. But this grape’s greatness isn’t just as a solo act: Merlot shines as a member of the chorus as well. Great wines are made by blending Merlot with other grapes. Merlot fills in the “midpalate” of Cabernet, winemakers have told me, providing the lushness and softer tannins Cabernet lacks. Merlot’s most common blending counterparts are Cabernet Sauvignon and Cabernet Franc; others include Sangiovese, Malbec and Petit Verdot. Although single-varietal wines and blends are made with Merlot all over the world, this grape shines particularly bright in the California regions Napa and Sonoma, Washington state, Long Island, various parts of Italy (particularly Tuscany) and, famously, the Right Bank of Bordeaux, France, in Saint-Émilion and Pomerol. The wines that made drinkers stop drinking Merlot weren’t often produced in these places. It’s important to note that those drinkers never stopped at all when it came to Bordeaux, perhaps because they didn’t even know the wines were made of Merlot. As Sarah Wright, sales assistant at the Saint-Émilionbased Château Milon opined, “The Anything-But-Merlot phenomenon was/is very much an Anglo-Saxon thing.” The winery produces a delightful Merlot under the Château Milon Caprice label that its importer calls “Merlojolais” for its juicy, friendly nature. At $20 a bottle for the 2019 vintage, this wine is also very accessibly priced.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Ribera del Duero comes of age in dramatic fashion.
A confession: for many years, I tended to steer clear of wines from Ribera del Duero, apart from those from the most venerable producer, Vega Sicilia. Towards the end of the last century there was massive, some would say opportunistic, investment in this high-altitude region, situated on the banks of the river in north-west Spain that becomes the Douro when it flows over the Portuguese border. Forty years ago it was home to seven wine producers. Today there are 307. The investment, Napa Valleystyle, tended to go into bricks and mortar rather than vines. The region became dotted with winery palaces run by managers desperate to get their hands on grapes from local growers and fighting for them to such an extent that the raw material they used was not always of the finest quality. Some newcomers planted vines to fill the supply gap, resulting in a high proportion of young vines, sometimes overproductive clones, many of them planted in less propitious sites. The prevailing fashion then was for high-alcohol, chewy, oaky wines and this — plus producers’ desire to disguise less-than-wonderful fruit — resulted in far too many Ribera del Duero wines being aged in new, heavily toasted, often poorly seasoned oak. This is not my favourite style at all, but many Spanish consumers loved these concentrated, flamboyant, tannic wines. Ribera carne to challenge Rioja as Spain’s pre-eminent red wine region, not least because Pingus, the cult wine made by talented Dane Peter Sisseck, became Spain’s most expensive Ribera del Duero comes of age in dramatic fashion Jancis Robinson yse het wine. But now I must add Ribera del Duero to my long and growing list of wine regions that have undergone a dramatic transformation, with much better winemaking overall as well as some interesting new, fresher styles. Vega Sicilia’s perceptive technical director Gonzalo Iturriaga de Juan, who makes wine in both Ribera del Duero and Rioja, was enthusiastic about the current situation when presenting wines from both regions in London recently. “In Ribera there is more freedom than in Rioja,” said Gonzalo. “Young producers there are doing really interesting things. This is a beautiful moment for Ribera.” There is every reason why Ribera del Duero could and should produce delicious wines. Like many other Spanish wine regions, Ribera has very hot summers (in 2022 the mercury there reached 46.8C) but because it’s so high, nights are cool. Vineyards here are at between 720m and 1,100m (Bordeaux’s vineyards, by comparison, are not much above sea level) and the harvest is one of the latest in Europe, sometimes stretching into November. Summers can be short as well as scorching. Frost has been known as late as June 6 and as early as September. The result is that sugar levels can easily rise much faster than tannins ripen — and nowadays winemakers are looking for less aggressive tannins — so that before everything is ripe enough, acid levels may well have fallen too low for the resultant wine to be refreshing. By far the dominant grape variety is Tempranillo, usually called Tinto Fino or Tinta del Pais. Its wines, if well made, can last for decades and have an affinity with top quality oak, both American and French.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 24 febbraio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il Merlot rinato nelle terre amate da Charles de Gaulle.
Loredan Gasparini e lo Spineda sul Montello È conosciuta come la cantina del Capo di Stato, il vino voluto da Pietro Loredan, il Conte Rosso, discendente da un doge della Serenissima. Loredan era un personaggio che vagava tra spie e bombaroli negli anni della strategia della tensione. Quando scappò dall’Italia per rifugiarsi in Argentina, l’azienda sul Montello, in provincia di Treviso, nella quale si custodiva il vino che piaceva al presidente francese Charles de Gaulle, venne venduta a Giancarlo Palla. In questi anni l’azienda I.oredan Gasparini è rifiorita, mantenendo – e innalzando il vino simbolo. Il figlio di Giancarlo, Lorenzo Palla (nell’illustrazione qui a lato), ha tracciato una nuova strada con Spineda, un Merlot in purezza. «Il nome» racconta Lorenzo «è un omaggio alla famiglia che per cinque secoli ha posseduto le terre di Venegazzù. Con l’arrivo della fillossera i vigneti vennero in parte abbandonati.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Slow Wine Fair il vino sostenibile ‘pulito e giusto’ – Torna Slow Wine Fair Il vino ‘pulito e giusto’.
La rassegna accoglie a Bologna appassionati e buyer da tutto il mondo L’obiettivo è quello di presentare le migliori proposte nel bicchiere promuovendo nettari buoni e figli di un’agricoltura sempre più sostenibile Torna Slow Wine Fair II vino ‘pulito e giusto’ di Giorgia De Cupertinis La rivoluzione del vino è a Bologna. E brinda a nuove sfide. Dopo aver riunito appassionati e buyers da tutto il mondo, Slow Wine Fair – la fiera organizzata da BolognaFiere e SANA, con la direzione artistica di Slow Food – è pronta a fare il bis. Da domenica fino a martedì, incontri, sapori e degustazioni faranno così da cornice a una tre giorni unica nel suo genere: la kermesse, infatti, intende promuovere vini figli di un’agricoltura sostenibile, che fa della biodiversità e della tutela del paesaggio le proprie parole d’ordine, attraverso vini selezionati da una commissione di Slow Wine secondo i principi del Manifesto per il vino buono, pulito e giusto.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Il vino che rispetta l’ambiente.
A Bologna Slow Wine Fair, da domenica, la fiera con la direzione artistica di Slow Food Il vino che rispetta l’ambiente Fra i consumatori exploit per le etichette biologiche. Che non si tratti di un’usuale fiera del vino lo indica l’appunto che si trova sotto il logo: direzione artistica di Slow Food. Con tale griffe si presenta Slow Wine Fair, una tre giorni organizzata dalla Fiera di Bologna e dedicata ai vini che rispettano l’ambiente in partenza domenica: 750 cantine presenti, anche straniere (ospiti d’onore i vini georgiani, armeni e turchi), 3 mila etichette. Non manca l’indagine al consumo, realizzata da Nomisma, che rileva l’exploit del biologico: un italiano su due oggi sceglie vino bio. Poi c’è l’ormai immancabile aspetto ambientale. A spiegarlo è il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini: «Serve una presa di consapevolezza nuova e urgente perché il clima sta mutando rapidamente e la siccità avanza, si rischia di vedere stravolta la viticultura europea.

Fonte: Italia Oggi.

Vino e Cilento, il perfetto connubio diventa arte.
SIl paese delle antiche cantine e di botti che celano storie mitich Vino e Cilento, il perfetto connubio diventa arte Cilento, culla della gastronomia, dei prodotti tipici e patria dell’enologia. “Il nettare degli Dei”, così è sempre stato denominato il vino fin dagli antichi greci, il quale è stato decantato in odi, opere e poemi da artisti d’ogni epoca; è questa la bevanda per eccellenza, inebriante, che stimola menti, umori e sensi. Ma il vino è anche una storia che ci parla di arte, natura, passione e immenso amore per il territorio ma anche testimonianza di resilienza e di amore per il territorio. Il suolo cilentano ci narra queste vicende e a noi non resta che seguire quella sottile linea color scarlatto, come il miglior vino rosso, per venirne a conoscenza.

Fonte: Le cronache del Salernitano.

Slow Wine Fair, settecento cantine alla fiera del vino.
Dal 26 al 28 febbraio torna a Bologna la Slow Wine Fair, organizzata da Bolognafiere e Sana e con la direzione artistica di Slow Food. In questa edizione le cantine presenti da tutto il mondo sono quasi 700. La prima giornata è aperta a tutti, appassionati e addetti ai lavori, che al banco d’assaggio possono degustare le etichette esposte e dialogare con i produttori. Un ricco programma di convegni, incontri e degustazioni, in cui approfondire le peculiarità dei vini proposti sotto la guida di produttori ed esperti. Le giornate del 27 e del 28 febbraio, sono dedicate ai professionisti del settore, come ristoratori, enotecari, importatori, distributori, cuochi, sommelier.

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Melandri e le parole per il Sangiovese.
Giorgio Melandri è nato a Faenza, dove vive, il 5 aprile 1965. Collabora con Slow Food. Gambero Rosso, La Mandragora. • Curatore di Enologica a palazzo Re Enzo a Bologna, è l’autore di un bellissimo libro, La Sangiovesa, sulla storica trattoria romagnola maestri Melandri e le parole per il Sangiovese Ela penna che ha ridato vita e notorietà, ma soprattutto interesse al Sangiovese di Romagna. Giorgio Melandri è nato a Faenza, dove vvive, 115 aprile 1965. Si avvicina all’enogastronomia negli anni `8o e diventa uno dei collaboratori storici di Slow Food, fatto che lo porta negli anni ad essere relatore di laboratori del Salone del Gusto di Torino e a organizzare nell’aprile 2007 a Faenza la prima manifestazione dell’associazione dedicata all’olio extravergine di oliva.

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Misano. Il vino conquista il circuito 70 cantine romagnole… in pista.
Un momento di Circuito Divino. Dopo il successo dell’edizione 2022 all’autodromo di Imola, ecco un nuovo appuntamento enogastronomico con i grandi vini della Romagna: si tratta di Circuito Divino, la degustazione che viene ospitata dalle più importanti “piste” romagnole. Lunedì è stata volta del circuito di Misano, che nel Salone Marco Simoncelli ha visto la partecipazione di oltre 70 cantine romagnole con le nuove annate commerciali dei loro vini migliori. La giornata ha fatto registrare un’ottima partecipazione, sia per quanto riguarda le cantine espositrici, sia per il pubblico professionale, con oltre 350 presenze di operatori di hotel, ristoranti, enoteche, winebar, catering, distributori, operatori del settore.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

All’asta la sede della Cantina di Canneto.
La vendita degli immobili per oltre tre milioni di euro rientra nella procedura di liquidazione della ex coop oltrepadana. Vanno all’asta l’immobile e il marchio aziendale per “cancellare” i debiti della cantina sociale di Canneto Pavese. La vendita del complesso (25 mila metri quadrati solo di capannoni e piazzali), per un valore di oltre 3 milioni di euro, rientra nella procedura di liquidazione del patrimonio (numero 30/2022) a carico della ex cooperativa oltrepadana, ormai chiusa da circa un anno. Con decreto del 30 maggio 2022, il tribunale di Pavia aveva dato il via libera alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, prevista dall’articolo 14ter della legge 3/2012 (la cosiddetta “salva suicidi”), tramite la liquidazione di tutti i beni dell’azienda, evitando così la liquidazione coatta amministrativa. Nel caso della cantina di Canneto, i debiti accumulati ammontavano a circa 10 milioni di euro.

Fonte: Provincia – Pavese.

Salone del vino l’anteprima.
Che faccia bene o male alla salute, giusto per citare l’attuale dibattito enologico che tanta polemica sta suscitando, il nettare di Bacco- sarà perchè siamo in una terra votata alla viticoltura e quindi al buon vino – continua ad attirare estimatori. Ed è da questa considerazione che muove le mosse la prima edizione del Salone del Vino, forte di appuntamenti avvincenti tra degustazioni e qualche brindisi: la manifestazione, a Torino dal 4 al 6 marzo, già questa settimana offre un’anticipazione. 11 palinsesto Off della kermesse si apre il 28 febbraio con oltre 20 eventi informali che si svolgeranno all’ora dell’aperitivo in molti locali tra cui Seta Sala da Tè Culturale, Porto Ribeca, Tastuma Cheese and Wine e altri (salonedelvino.it/off-salone/#programma). Il cuore pulsante Wouse, la wine-house del salone curata da Le Strade con una serie di talk e degustazioni.

Fonte: Stampa Torino Sette.

II Barolo ritorna nel “suo” Palazzo.
Quando si dice: giocare in casa. E non è – in questo caso – solo un semplice pourparler. Dopo il successo della prima edizione, sabato 25 torna “Il Barolo a Palazzo Barolo”: una giornata di degustazione di alto livello nei saloni al piano nobile della storica dimora (via delle Orfane 7), residenza degli ultimi Marchesi di Barolo, Carlo Tancredi Falletti e Giulia Colbert, alla cui lungimiranza e modernità è dovuta gran parte della fama e della fortuna del vino Barolo. I partecipanti saranno guidati in un viaggio alla scoperta del “re dei vini”, che sedici produttori della Strada del Barolo illustreranno di persona nelle sue molteplici sfaccettature, proponendo in e gustazione cru e annate differenti.

Fonte: Stampa Torino Sette.

Profumo Divino all’istituto agrario Convegno con esperti del settore.
Domani la manifestazione dedicata agli appassionati e al mondo dell’enologia Ingresso libero per tutti. Domani l’istituto tecnico agrario «Anzilotti» torna a ospitare Profumo DiVino, la manifestazione dedicata agli appassionati di vino e agli esperti del settore vitivinicolo. II convegno, organizzato dai docenti Sara Michelotti e Matteo Gentili, si aprirà alle 9 con i saluti del dirigente scolastico Francesco Panico, e durerà per tutta la mattinata, con una serie di interventi moderati dal perito agrario Pier Paolo Lorieri e dal docente Salvatore Di Napoli. Coinvolte anche alcune classi del triennio dell’indirizzo Viticoltura e enologia, per i quali queste manifestazioni rappresentano un momento di confronto col mondo del lavoro e della ricerca.

Fonte: Nazione Pistoia-Montecatini.

Vendemmia +7,3% Zaia: «Imprenditori capaci e competitivi».
II governatore commentale stime di Coldiretti. II vino prodotto in Veneto nel 2022 a 12,6 milioni di ettolitri •• Il vino prodotto in Veneto nell’ultima vendemmia è stimato in 12,6 milioni di ettolitri, in crescita del 7,3% rispetto al 2021. E un’anticipazione dei dati che saranno forniti oggi da Coldiretti nel corso di un incontro a Mestre, alle 9.30 al Museo del ‘900, che analizza i motivi alla base di un sistema di successo. «La crescita complessiva della produzione nell’ultima vendemmia è un dato che sottolinea come il Veneto sappia essere resiliente e proporsi con efficacia nel mercato internazionale, aumentando non solo le quote di vendita, ma anche conservando un’altissima qualità», commenta il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia. «I nostri imprenditori vitivinicoli meritano il posto d’onore che si sono conquistati sul mercato internazionale: hanno dimostrato di saper superare le difficoltà della pandemia e si confermano competitivi e capaci anche di fronte agli ostacoli derivanti dalla grave crisi internazionale in atto».

Fonte: Arena.

Investindustrial polo per il vino con Bertolaso e Della Toffola.
Nasce Omnia Technologies il nuovo gruppo per soluzioni integrate nel settore del vino e delle bevande, nato dall’unione della Della Toffola di Signoressa (Treviso) e del gruppo Bertolaso di Zimella (Verona), attraverso il progetto Dt Holding creato da Investindustrial. Con 1.000 persone, 12 sedi produttive, otto uffici commerciali nel mondo e un fatturato di circa 250 milioni nel 2022, Omnia Technologies punta all’industria del vino e dei distillati, per i quali propone soluzioni integrate e chiavi in mano, dalle prime fasi del processo produttivo fino al confezionamento. Della Toffola per la fase di processo e Bertolaso per l’imbottigliamento, sono supportate da un team di specialisti made in italy: Permeare, nella filtrazione di alta gamma, Gimar, per la vinificazione, Sirio Aliberti nella fermentazione, Frilli per gli impianti di distillazione, Priamo nelle tecnologie per l’industria lattiero-casearia, Ave Technologies per l’imbottigliamento, Z-Italia, Omb e Ape Impianti per l’etichettatura e il confezionamento.

Fonte: Gazzettino.

Omnia Technologies nasce la nuova realtà nella produzione del vino.
Da Della Toffola e Bertolaso nasce Omnia Tecnologies. È questa, da ieri, la nuova denominazione della DT Holding, il progetto creato da Investindustrial che comprende, tra gli altri, il Gruppo Della Toffola di Trevignano e il gruppo Bertolaso di Verona. E l’inedita concordanza fra latino e inglese rende bene lo spirito dell’aggregazione, che unisce realtà di indubbia qualità. In linea con la radice latina del nuovo nome, Omnia Technologies esprime la natura poliedrica del Gruppo, che si distingue per tecnologie nei diversi settori di attività. «La nostra visione – spiega l’amministratore delegato Andrea Stolfa – è di essere leader di tecnologia, ispirati dalla grande tradizione italiana e dalla nostra innovativa vocazione alla sostenibilità, con l’obiettivo di essere sempre al servizio dei nostri clienti, delle nostre persone e delle nostre comunità».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Le cantine più famose delle Langhe.
Una delle esperienze migliori per conoscere in profondità un Territorio è senza dubbio quella di una visita in cantina: in essa, infatti, trovi un mondo affascinante in cui è meraviglioso immergersi non solo per ascoltare le diverse voci che ne fanno parte ma anche per conoscerne la storia. Le Langhe, in Piemonte, sono una delle regioni vinicole più rinomate al mondo e sono dotate di un paesaggio su cui si stagliano ettari ed ettari di filari di vite e numerosissime sono le cantine da visitare nella regione, ognuna con la sua peculiarità.

Fonte: Langhe.net.

Le “cantine d’autore”, musei del paesaggio che raccontano la bellezza del vino e dei territori.
Un viaggio tra le nuove “cattedrali del vino” attraverso le idee da cui sono nate secondo i famosi studi di architettura che le hanno progettate. Dall’Alto Adige alla Sicilia, dal Veneto alla Toscana, le “cantine d’autore” sono i nuovi musei del paesaggio che raccontano la bellezza del vino e dei territori, come spiegano, a WineNews, gli architetti che le hanno ideate, da Laura Andreini di Archea Associati per Antinori nel Chianti Classico, a Fiorenzo Valbonesi di asv3 – officina di architettura per la Cantina de Il Bruciato, e Hikaru Mori di Zitomori per la Cantina Masseto. La rivista “Casabella” le espone in una mostra itinerante che dopo Firenze, sarà ospitata a Villa Torlonia in Emilia Romagna (10 giugno; credit: Andrea Martiradonna).

Fonte: WineNews.

Garantito IGP | Ventolaio: in alto con le vigne e con i vini, nonostante il “giallo” dell’ottima Riserva 2016.
Non ero mai andato al Ventolaio e un po’ la cosa mi bruciava, perché questa cantina era entrata prepotentemente nei radar di Winesurf più di venti anni fa, con uno strepitoso Brunello di Montalcino 2001. Ho appuntamento per le 9.30 ma sono in ritardo. E’ una cosa che non sopporto e così, per quantificarlo e comunicarlo, a Buonconvento metto il navigatore: 38 minuti. Penso che Google sia impazzito ma ha (ovviamente) ragione, perché da quando si lascia la strada asfaltata all’altezza del Passo del Lume Spento al momento in cui si arriva al Ventolaio passano buoni-buoni 15-16 minuti. In questi 15-16 minuti, tutti di strada bianca attorno ai 400/450 metri di altezza, vedo tantissimi nuovi vigneti quasi a perdita d’occhio, molti di questi piantati da cantine importantissime dell’enologia italiana, a dimostrazione che oramai a Montalcino più che il terreno conta l’altezza a cui si pianta.

Fonte: Luciano Pignataro.

Cantine sottomarine nei fondali salentini di Porto Cesareo.
A Porto Cesareo il vino verrà affinato attraverso l’immersione di appositi contenitori nei fondali marini dello Jonio. Un progetto ideato ed adottato già da altre Regioni italiane come Sardegna, Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna e anche di matrice estera come la Grecia e la Croazia. La scelta di prediligere il Comune di Porto Cesareo, in provincia di Lecce, perla paradisiaca della costa ionica di Puglia, riguarda investimenti molto importanti per l’economia locale e non solo. La richiesta di avviare questo progetto è stata presentata da una prestigiosa cantina vitivinicola pugliese e, la giunta comunale di Porto Cesareo, ha deliberato di poter predisporre tutto quanto occorre per la sperimentazione, sia per l’azienda richiedente ma anche per chi volesse ricalcarne le orme e sposare questo metodo alternativo di affinamento del vino.

Fonte: GLI STATI GENERALI.

Menfi, svelato il calendario della Capitale Italiana del Vino 2023.
Menfi, Distese di vigneti abbracciano oltre la metà del territorio di Menfi, dalle spiagge fino alle dolci colline i lunghi filari raccontano l’essenza del territorio: agricoltura di qualità e turismo enogastronomico ed esperienziale, oggi considerati il vero valore aggiunto di un areale dove il vino è motore propulsore dell’intero comprensorio. Nelle nuova location di Mandrarossa è stato presentato il calendario di attività (che sarà incrementato in itinere) per Menfi Città Italiana del Vino 2023: presenti i Comuni della valle del Belìce e diverse Città del Vino, gli agricoltori, gli operatori del settore ricettivo ed enogastronomico ma soprattutto le cantine, vera anima di un territorio che oggi racconta una Sicilia legata alle tradizioni ma con un continuo sguardo al futuro. “Gli eventi che abbiamo presentato oggi sono un punto di inizio e non di arrivo – sottolinea il Sindaco di Menfi e Presidente della Fondazione Inycon Marilena Mauceri – Per la prima volta siamo riusciti, grazie a tutti i partner coinvolti a realizzare un calendario unico che abbraccia gli appuntamenti più importanti delle Terre Sicane”. Una mattinata di incontro e racconto.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

Renzo Rosso ha creato una holding interamente dedicata al vino.
Renzo Rosso rinnova il suo amore per il mondo del vino con la fondazione di Brave Wine, società creata per gestire i suoi investimenti nel settore vinicolo di alta gamma. Presente nel settore del vino da quasi 30 anni con Diesel Farm sulle colline di Marostica (VI), dove nascono il Rosso di Rosso, il Bianco di Rosso e il Nero di Rosso, di recente con Red Circle Investments, società di investimenti privata, l’imprenditore (3,1 miliardi di dollari il suo patrimonio per Forbes) aveva acquisito una partecipazione rilevante in Masi, azienda produttrice di amarone d’eccellenza.

Fonte: Turismo del gusto.

A Eataly Lingotto arriva la Notte dei Vini di Cantine d’Italia 2023.
Una serata unica per scoprire la guida dedicata a oltre 750 cantine italiane che “valgono il viaggio”! Cantine d’Italia d’altronde valorizza la grande accoglienza italiana in cantina e rappresenta un riferimento per i molti enoappassionati e curiosi che non amano solo degustare buoni vini, ma sono interessati a scoprire parti dell’Italia per conoscere dove i vini nascono e dove molti uomini e donne del vino realizzano i loro sogni e progetti. In Sala dei Duecento a Eataly Lingotto, sarà possibile degustare più di 100 etichette di 20 grandi cantine provenienti da tutta Italia: uno spaccato dell’Italia del vino, in un grande evento organizzato da Salone del vino Torino e GoWine.

Fonte: Confagricoltura.

Vino: proprietà, benefici di un consumo moderato, quanto e come berlo.
La parola chiave è – manco a dirlo – moderazione. Sì, perché bere il vino con autocontrollo, cautela ed equilibrio non solo si può fare ma apporta anche possibili benefici alla salute. A confermarlo sono i risultati dello studio “Moderate Wine Consumption and Health: A Narrative Review”, pubblicato sulla rivista scientifica Nutrients e condotto da un pool di ricercatori indipendenti e afferenti a diverse istituzioni accademiche italiane. I dati di questo lavoro scientifico, che di fatto è il più recente e completo riguardo allo stato dell’arte sul consumo moderato di vino, arrivano in un momento particolarmente delicato per l’agro-alimentare italiano e, in particolare, per i nostri rossi, bianchi e rosé.

Fonte: OK Salute.

Vino. Il nuovo volto premium dell’Italia: nel 2022 sorpasso storico sui vini popular.
Secondo l’Osservatorio UIV nel 2022 le esportazioni dei prodotti fermi premium hanno superato quelli in fascia entry-level e popular con una quota di mercato che vale il 18%, pari a 863 milioni di euro, sul totale dell’export. Segna il passo il commercio mondiale dei vini fermi, con cali in volume nell’ultimo anno attorno al 5%, ma aumenta la tendenza premium dei consumi, a partire dai rossi italiani. Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv sui trend di mercato negli ultimi 12 anni, il vino made in Italy ha visto infatti quadruplicare nel periodo le vendite a volume dei vini fermi in fascia super-premium (oltre i 9 euro a bottiglia franco cantina), con una crescita media annua del 13%. Ancora più significativo il quadro se si guarda al valore: da nicchia con un’incidenza del 6% sul totale export del 2010 ad asset sempre più decisivo nel 2022, con una quota di mercato dei vini di eccellenza arrivata a valere il 18%, pari a 863 milioni di euro. A farne le spese, in particolare il segmento entry level, che sul pari periodo segna una contrazione dello share dal 19% al 6%.

Fonte: Horecanews.it .

Per tutti gli amanti del vino, Il progetto Avvinamenti sbarca a Como.
Si è conclusa da poco la prima edizione di AVVINAMENTI, la cinque giorni meneghina dedicata al vino. Il progetto, nato da un’idea di Daniele Sottile e sviluppato insieme a Luca Carraro e Sergio Ronchi, ha portato nella sede di Phyd in via Tortona 31 oltre 1500 persone coinvolte nei diversi momenti in calendario: dal dinner cocktail inaugurale alle masterclass, dai brunch al banco d’assaggio al quale hanno partecipato complessivamente 35 cantine selezionate dagli organizzatori, i quali, più che soffermarsi a celebrare l’ottimo successo dell’iniziativa vogliono guardare avanti desiderosi di lavorare alla continuità e alla crescita del concept nelle sue diverse declinazioni: “Ci piace considerare le prime bellissime 5 giornate da poco trascorse come il vernissage di una mostra permanente che andrà avanti fino alla prossima edizione del 2024 alla quale stiamo già lavorando.

Fonte: W Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Vino, la produzione in Veneto cresce del 7,3%. Zaia: «Merito della resilienza degli imprenditori».
Aggiunge il presidente del Veneto: «La stima di circa 12,6 milioni di ettolitri complessivi frutto del lavoro di oltre 27mila aziende viticole è uno dei più importanti segnali di ripresa per la nostra Regione. Un risultato che è segno di capacità imprenditoriale e grande passione per il lavoro, caratteristiche che sono nel Dna dei veneti». «I nostri imprenditori vitivinicoli meritano il posto d’onore che si sono conquistati sul mercato internazionale: hanno dimostrato di saper superare le difficoltà imposte dalla pandemia e si confermano competitivi e capaci anche di fronte ai non pochi ostacoli derivanti dalla grave crisi internazionale in atto. La crescita complessiva del 7,3% registrata dalla produzione nell’ultima vendemmia è un dato che sottolinea come il Veneto sappia essere resiliente e proporsi con efficacia nel mercato internazionale, aumentando non solo le quote di vendita, ma anche conservando un’altissima e riconosciuta qualità»: con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta i dati della produzione vinicola 2022 in Veneto, diffusi alla vigilia del convegno organizzato da Coldiretti domani, venerdì 24 febbraio, a Mestre.

Fonte: PadovaOggi.

Vendite vino: aumenta il segmento premium, cala l’entry level.
Segna il passo il commercio mondiale dei vini fermi, con cali in volume nell’ultimo anno attorno al 5%, ma aumenta la tendenza premium dei consumi, a partire dai rossi italiani. Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv sui trend di mercato negli ultimi 12 anni, il vino made in Italy ha visto infatti quadruplicare nel periodo le vendite a volume dei vini fermi in fascia super-premium (oltre i 9 euro a bottiglia franco cantina), con una crescita media annua del 13%. Ancora più significativo il quadro se si guarda al valore: da nicchia con un’incidenza del 6% sul totale export del 2010 ad asset sempre più decisivo nel 2022, con una quota di mercato dei vini di eccellenza arrivata a valere il 18%, pari a 863 milioni di euro. A farne le spese, in particolare il segmento entry level, che sul pari periodo segna una contrazione dello share dal 19% al 6%.

Fonte: Italianfoodtoday.it.

Zanin, su Nutriscore e vino la Carta Fvg sarà atto nazionale.
La Carta del Fvg, contro la nuova etichettatura sulle bottiglie di vino secondo le modalità chieste dall’Irlanda e il cibo sintetico, fortemente voluta dal presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, si prepara a diventare un documento ufficiale nazionale. “Il 3 marzo a Trieste – anticipa Zanin – ci sarà la riunione di tutte le commissioni che si occupano di politiche europee dei consigli regionali d’Italia, per sottoscrivere la Carta”. Successivamente, il 9 marzo, “sarà fatta propria a Roma dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome d’Italia, e quando diventerà documento ufficiale, sarà trasmesso nelle sedi europee, per far sentire con forza qual è la posizione delle regioni, chiamate a difendere le peculiarità tipiche delle comunità”.

Fonte: ANSA.

STAMPA ESTERA

Arrival of South Africa’s Black winemakers.
“I really would love to make my own wine, tell my own story someday.” Owners play vital roles at prestigious estates in a robust community. Under a bright blue sky on a cloudless November day, a tasting room in Stellenbosch features all the charm you’d expect from South Africa’s premier wine region. Housed in a white Cape Dutch building with a thatched roof, it offers panoramic views of green hills, rows of grapes and mountains. Inside, the vast, airy space is decked out with cushy midcentury modern chairs set in cozy nooks, with South African electronic music providing a soothing backdrop. This could be just any other cozy place to sip and relax in this temperate heaven-on-earth about a 45-minute drive east of Cape Town. But there’s something unique and crucial about this tasting room. You have to look closely to see it. The bottles behind the glossy woodpaneled bar carry Zulu names like Thokozani, which means “let’s celebrate”; or Bayede, which means “hail” and is proclaimed in the presence of the Zulu king. And then there’s Ses’fikile, which means “we’ve arrived,” a seemingly spot-on motto for this space. This is the Wine Arc, the only tasting room in South Africa that exclusively features Black-owned wine brands, with 13 labels for visitors to sample and purchase. It is a place to support and celebrate the growing presence — arrival, if you will — of Black owners in an industry built on the enslavement and dehumanization of people of color that remains dominated by the country’s white minority. Black South Africans make up more than 80 percent of the population, yet Black-owned wine brands accounted for less than 1 percent of liters sold domestically and an even smaller share of liters exported in 2020, according to South African Wine Industry Information and Systems. Less than 3 percent of the country’s vineyard acreage is under Black ownership, according to a report by Vinpro, an industry trade group. But despite the massive underrepresentation of Black South Africans in ownership, winemaking and other coveted roles (they are well represented in labor), it is growing increasingly possible to explore the wine lands in a way that focuses on and supports them.

Fonte: New York Times International Edition.

Crise viticole : plus de 70 % des vignerons bordelais en difficulté veulent poursuivre.
Manifestation des viticulteurs accompagnés de nombreux eus 9 Bordeaux le 6 décembre 2022 (Crédits Agence Appe). Le recensement des viticulteurs en difficulté effectué par la Chambre d’agriculture de la Gironde à la demande la préfecture confirme l’importance de la crise. Si les primes à l’arrachage définitif de la vigne semblent désormais indispensables, il faudra aussi trouver des pistes sérieuses pour permettre le changement d’activité de nombreuses vignes comme de nombreux vignerons le demandent Mise sur pied par la précédente préfète de la Gironde, Fabienne Buccin, après la manifestation des viticulteurs du 6 décembre dernier, la cellule de crise préfectorale dédiée aux problèmes viticoles en Gironde est bien lancée. Sa deuxième réunion a été organisée par le nouveau préfet de Gironde et de Nouvelle-Aquitaine, Étienne Guyot, le 9 février, en présence notamment de la Chambre régionale d’agriculture, des organisations syndicales et des représentants de la filière, du CIVB (Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux) à la Fédération des vignerons indépendants en passant par le Collectif Viti33, à l’origine de la manifestation, mais aussi de représentants de la Région et du Département. Je salue la mobilisation constructive de tous. Nous devons veiller à la prise en compte de l’ensemble des situations individuelles concernées et à la mise en oeuvre simple et rapide des mesures. Je remercie l’ensemble des acteurs pour leur implication. Je réunirai à nouveau cette cellule de crise après que les précisions seront données par le ministre », a déclaré en substance le préfet Guyot à l’issue de cette seconde réunion de la cellule de crise. *** Ils sont nombreux à vouloir poursuivre A partir de la demande initiale formulée par Fabienne Buccio, la Chambre d’agriculture de la Gironde a démarré un recensement des exploitations viticoles en difficulté, dont elle a présenté le résultat le 9 février. Ce recensement identifie 1.372 exploitants viticoles qui se sont déclarés en difficulté. Ils représentent un tiers des 3.880 exploitations dont le revenu principal est issu de la viticulture et 35.000 hectares de vignes, sur un total d’un peu plus de 100.000 hectares pour le vignoble bordelais. La répartition des exploitations en difficultés montre une forte concentration de ces dernières dans l’Entre-Deux-Mers, entre Dordogne et Garonne, et plus particulièrement dans la partie sud-est du département. Territoire départemental dont était issue la plupart des viticulteurs qui ont manifesté en décembre à Bordeaux.

Fonte: Tribune.

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Parterre – Investindustrial rinomina il polo del vino.
DT Holding, il polo creato da Investindustrial che comprende, tra gli altri, il gruppo Della Toffola e Bertolaso, ha assunto una nuova denominazione, cioè OmniaTechnologies. L’azienda, che fornisce soluzioni integrate per il settore del vino e delle bevande, con 12 sedi produttive nel mondo, ha avviato un percorso di crescita che ha portato a conseguire ne12o22 un fatturato di circa 250 milioni di euro. Alle due anime del gruppo, guidate da Della Toffola perla fase di processo e da Bertolaso per l’imbottigliamento, si sono unite Permeare (filtrazione di alta gamma), Gimar (vinificazione), Sirio Aliberti (fermentazione), Frllli (impianti di distillazione), Priamo (tecnologie per l’industria lattiero-casearia), Ave Technologies (imbottigliamento), Zitalia, Omb e Ape Impianti (etichettatura).

Fonte: Sole 24 Ore.

L’Italia del vino oltre l’etichetta.
Dire che fa bene non è corretto ma è sbagliato demonizzare un prodotto della nostra cultura e tra i cardini del Made in Italy. Il consumo va reso consapevole Conoscere cosa si beve aiuta ad evitare gli eccessi. La possibilità che alcuni Paesi europei, come ha fatto l’Irlanda, equiparino il vino alle sigarette indicando sull’etichetta che «nuoce gravemente alla salute» ha innescato un meccanismo di non dialogo dividendo la platea tra chi inneggia al vino, arrivando a dire «che fa bene», e chi lo demonizza con una serie di sfumature scientifico-mediche. Così finiamo per dimenticarci il valore che il vino ha per la nostra economia, la nostra storia, per il rapporto con la nostra cucina, con il brand Italia, perdendo l’occasione per essere propositivi in una vicenda nella quale salire sulle barricate rischia di essere l’azione peggiore per far ascoltare la propria voce.

Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.

Alla cantina Merlotta un ‘Oscar’ per le eccellenze agroalimentari.
Riconoscimento ritirato nel corso dell’evento “Italy food award” che si è svolto a Legnano. C’è anche la cantina Merlotta di Imola tra gli “Oscar” delle aziende di eccellenze agroalimentari italiane patrocinati dal ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentari e delle foreste. Nella cornice di Villa Renoir a Legnano si è svolto infatti il galà degli Italy food award”, a cui era presente anche il ministro Francesco Lollobrigida. Nel corso dell’evento sono state premiate le aziende di eccellenza di oltre dieci categorie merceologiche, arrivate da tante regioni Italiane, dalla Sardegna alla Sicilia, passando per la Calabria, le Marche, il Molise, l’Abruzzo, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Cesena in bolla compie 9 anni e conferma la formula in Fiera.
Saranno 118 le aziende vinicole rappresentate dalla Sicilia all’Alto Adige A circa 450 etichette si affiancherà una selezione di eccellenze food. “Cesena in bolla” compie nove anni e presenta l’ottava edizione. L’appuntamento è per le giornate di lunedì 27 e martedì 28 febbraio dalle 15 alle 21 e dopo l’esperimento riuscito dello scorso anno si terrà di nuovo nei padiglioni di Cesena Fiera. Non solo bolidne Nata nel 2014 al Golf club di Forlì, dall’anno successivo la carovana di “In Bolla” si è trasferita al Teatro Verdi di Cesena.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Frutti rossi e dolci spezie, succulenti alla beva.
In quell’angolo di Toscana che comprende la zona del Chianti Classico, la Tenuta di Lilliano trova la sua centralità nei tre vigneti dislocati in aree diverse. Siamo a Castellina in Chianti che vanta un suolo argilloso, ricco di scheletro e calcare, il tutto aiutato da un clima equilibrato con le estati calde ma con tracce di pioggia che aiutano a rendere meno stressate le viti. Si deve alla Principessa Eleonora Ruspoli Berlingeri, nel 1958, l’inizio dell’avventura con etichette rappresentate da stemmi araldici come si conviene a questa famiglia di nobile lignaggio.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Tour dei sapori tra degustazioni e abbinamenti a ‘Cesena in bolla’.
In vetrina 118 cantine con 450 etichette dall’Alto Adige alla Sicilia, passando per l’Oltralpe Non solo bollicine, come recita l’hashtag dell’evento, ma anche vini rossi, fermi e distillati, con tanto di abbinamenti gastronomici. Si rinnova l’appuntamento di ‘Cesena in bolla’, in programma lunedì 27 e martedì 28 febbraio, dalle 14 alle 20, nei padiglioni di Cesena Fiera. La manifestazione dedicata al mondo del vino, all’ottava edizione, apre le porte ai professionisti dell’Horeca, winelovers e sommelier. In vetrina, ben 118 cantine con oltre 450 etichette dall’Alto Adige alla Sicilia, passando per l’Oltralpe.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Il nettare dei papi: così il Ruzzese è tornato in tavola – Il vino dei papi, la riscoperta della leggenda.
Il vino viene dalla Riviera di Genova et il meglio è di una terra detta Monterosso et è vino assai buono. Et è stimato assai in Roma fra li Genovesi, come fra li Venetiani la Malvagia. Ne vengono in Roma piccioli caratelli. A voler conoscere la sua perfetta bontà, bisogna che sia fumoso et di grande odore, di colore dorato, amabile et non dolce”. Che giri fanno… le viti, ironizzando con il testo della canzone neo vincitrice di Sanremo, Due vite di Marco Mengoni. In questo caso, si parla, ovviamente, di vino; e non un vino qualsiasi, ma di uno che ha radici centenarie: stiamo parlando del Ruzzese.

Fonte: Repubblica Genova – I piaceri del Gusto.

Luciano Vazzano: «Una nuova legge per l’enoturismo, stella del Ponente».
Il futuro del vino del Ponente potrebbe passare da un formato connubio con il turismo. Ad esserne certa è la Cna di Imperia che ha fatto proprio il progetto di legge a firma dell’onorevole Ylenia Lucaselli, che riguarda tutto il settore dell’enoturismo. Si tratta di una proposta di legge che, grazie anche alle posizioni di Cna turismo e commercio e di Cna agroalimentare, vuole fornire un’offerta che sia espressione di due comparti egualmente attrattivi per i viaggiatori italiani e stranieri. Si vuole introdurre una regolamentazione per tutte quelle attività di conoscenza del prodotto vino esercitate in prossimità del luogo di produzione. Vi rientrano quindi le attività formative e informative rivolte ai consumatori, con particolare attenzione alle indicazioni Dop e Igp, l’accoglienza e l’ospitalità dei turisti nelle cantine, le visite a cantine e vigneti, le degustazioni di vini e cibi legati alle tipicità territoriali.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

L’Italia del vino oltre l’etichetta.
Dire che fa bene non è corretto ma è sbagliato demonizzare un prodotto della nostra ct i lt tiro e tra i cardini del Made in Italy L a possibilità che alcuni Paesi europei, come ha fatto l’Irlanda, equiparino il vino alle sigarette indicando sull’etichetta che «nuoce gravemente alla salute» ha innescato un meccanismo di non dialogo dividendo la platea tra chi inneggia al vino, arrivando a dire «che fa bene», e chi lo demonizza con una serie di sfumature scientifico-mediche. Così finiamo per dimenticarci il valore che il vino ha per la nostra economia, la nostra storia, per il rapporto con la nostra cucina, con il brand Italia, perdendo l’occasione per essere propositivi in una vicenda nella quale salire sulle barricate rischia di essere l’azione peggiore per far ascoltare la propria voce.

Fonte: Gazzetta di Mantova I piaceri del Gusto.

Un sommelier insegna a degustare il vino.
L’associazione culturale “Terra di Fiume”, assieme al sommelier Luca Bergamin e al titolare del Bar Sport di San Zenone Alberto Cavallotti, organizza la seconda edizione del corso di avvicinamento alla degustazione del vino, che si svolgerà in municipio e si articolerà in quattro lezioni. L’obiettivo è quello di per mettere ai partecipanti di acquisire una conoscenza più precisa dei prodotti vitivinicoli e di poter confrontare le peculiarità dei prodotti stranieri e quelli italiani. Le lezioni si terranno il 17, il 24 e il 31 marzo, sempre alle 21, con la lezione finale dell’1° aprile che prevede la visita guidata in una cantina.

Fonte: Provincia – Pavese.

Cantina Terre, Callegari verso la presidenza «Verifica dei conti, poi il piano industriale».
Sabato potrebbe tenersi il primo cda. Lo sconfitto Bardone: «È interesse anche nostro che tutto vada bene» Cantina Terre, Callegari verso la presidenza «Verifica dei conti, poi il piano industriale». Lorenzo Callegari verso la presidenza di Terre d’Oltrepo. La / schiacciante vittoria della sua lista alle elezioni di martedì scorso, che gli consentono di occupare tutti i 12 posti nel nuovo Cda, e la sua prestazione personale, recordman di preferenze con 316 voti («Me ne aspettavo una ventina in meno, che sono arrivati da gruppi di soci di vario tipo» rivela), spingono il medico ed ex sindaco di Casteggio sulla poltrona più alta della cantina oltrepadana.

Fonte: Provincia – Pavese.

L’Italia del vino oltre l’etichetta.
Dire che fu bene non è corretto ma è sbagliato demonizzare un prodotto della nostra cultura e tra i cardini del Made in Italy L a possibilità che alcuni Paesi europei, come ha fatto l’Irlanda, equiparino il vino alle sigarette indicando sull’etichetta che «nuoce gravemente alla salute» ha innescato un meccanismo di non dialogo dividendo la platea tra chi inneggia al vino, arrivando a dire «che fa bene», e chi lo demonizza con una serie di sfumature scientifico-mediche. Così finiamo per dimenticarci il valore che il vino ha per la nostra economia, la nostra storia, per il rapporto con la nostra cucina, con il brand Italia, perdendo l’occasione per essere propositivi in una vicenda nella quale salire sulle barricate rischia di essere l’azione peggiore per far ascoltare la propria voce.

Fonte: Provincia – Pavese I piaceri del Gusto.

Intervista a Sara Vezza – La polemica sul Barolo «Vendo a Renzo Rosso perché voglio crescere».
Vezza: le Langhe devono aprirsi al mondo preoccupa di più vedere V il Barolo ven fiuto a 8 euro in autogrill o a 15 sugli scaffali dei supermercati che gli investimenti di imprenditori made in Italy come Renzo Rosso che vogliono solo fare crescere il territorio». Sara Vezza replica a Matteo Ascheri, presidente del Consorzio del BaroIo, che sul Corriere Torino, aveva detto: «finanzieri e stilisti vip ci lascino in pace. Le Langhe non sono in vendita». Ascheri si riferiva all’acquisizione della cantina Josetta Saffirio, guidata dall’imprenditrice Sara Vezza, con cui 11 fondatore di Diesel Renzo Rosso intende mettere radici nelle terre del Barolo. «Altro che Langhe assediata dagli stranieri e dagli speculatori: avrei potuto vendere agli americani, non l’ho fatto.

Fonte: Corriere Torino.

Menfi Città del vino, dopo gli annunci la fase operativa.
Le cantine si preparano, decine gli eventi Menfi Città del vino, dopo gli annunci la fase operativa MENFI Decine di appuntamenti a Menfi e nelle Terre Sicane per winelovers, viaggiatori ed amanti del vino e del turismo di qualità. in prima linea la comunità degli agricoltori, le cantine del territorio, i ristoratori e gli albergatori pronti a celebrare Men] Città Italiana del Vino 2023. Dopo la presentazione nella nuova location di Mandrarossa del calendario di attività adesso già iniziata la Case operativa con le cantine, vera anima di un territorio che oggi racconta una Sicilia legata alle tradizioni ma con un continuo sguardo al futuro. «Gli eventi che abbiamo presentato sonoun punto di inizio e non di arrivo – sottolinea il sindaco di Men] e presidente della Fondazione Inycon, Marilena Mauceri.

Fonte: Giornale di Sicilia Agrigento-Caltanissetta-Enna-Trapani.

Montescudaio il gusto del territorio.
Una Doc di ottimi vini sia rossi che bianchi e un borgo di grande bellezza Montescudaio il gusto del territorio d i Leonardo Taddel (Als Toscana) Montescudaio è un Comune di circa 1.900 abitanti in Val di Cecina, sulla prima fascia collinare rispetto al mare. Alla felice posizione naturale si aggiunge la bellezza del centro storico. Il panorama che si gode dalla piazza della chiesa, costruita sull’antica acropoli fortificata del borgo è straordinario. L’origine di Montescudaio risale all’epoca degli Etruschi e il toponimo è menzionato per la prima volta in un documento del 1091: un passato quindi prestigioso che è sempre stata intrecciato con la viticoltura, come testimonia il ritrovamento del “cinerario di Montescudaio”, urna etrusca sulla quale è raffigurato un banchetto funebre e un cratere utilizzato per mescolare vino ed acqua, simbolo oggi del consorzio del Vino Montescudaio Doc.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

“Flavescenza dorata” Spostato l’incontro.
“La flavescenza dorata, una battaglia in continua evoluzione”. Questo il tema dell’incontro organizzato dal Comune di Musile che si svolgerà venerdì alle 18 a San Donà. Vista l’affluenza, non sarà organizzato in biblioteca civica a Musile, sede originaria, bensì al centro culturale da Vinci di San Donà. Tra i promotori, l’assessore all’ambiente di Musile, Marilisa Coppo, con l’intervento del sindaco Silvia Susanna per i saluti e l’introduzione. Presenti il professor Carlo Duso dell’Università di Padova e l’onorevole Piergiorgio Cortellazzo, membro della commissione ambiente della Camera.

Fonte: Nuova Venezia.

Bottega, Prosecco Bar in Cina.
Bottega guarda alla Cina dove progetta di aprire i suoi primi tre Prosecco bar. II format oggi conta su 34 locali aperti in 10 Paesi del mondo. Un totale che è destinato ad aumentare presto, grazie all’intraprendenza di Sandro Bottega, che continua a scommettere sul brand delle colline trevigiane.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

E’ guerra alla contraffazione del vino, con la Cantina Cenèra CODICI propone “Vin Cultura” in Comune.
Con il patrocinio della Camera di Commercio di Frosinone e Latina, in collaborazione con il Comune e la locale Cantina Cenèra, CODICI propone “Vin Cultura”. Si tratta di un progetto ben più ampio che ha come obiettivo primario la lotta alla contraffazione del vino e delle eccellenze vinicole dei territori di Frosinone e Latina. Una vera e propria sfida all’ultima “goccia” sul riconoscimento della qualità vinicola territoriale. E non poteva che essere Alvito la location ideale per tale iniziativa, dove esiste e vive un Istituto Tecnico Agrario con la propria azienda e numerose realtà vitivinicole.

Fonte: TG24.info.

Aumentano i numeri del vino italiano nella terra del Sol Levante.
Premere con costanza il piede sull’acceleratore nella promozione integrata e di sistema del vino italiano in Giappone. È l’unità di intenti emersa a Tokyo nella penultima tappa del Road show globale realizzato da Veronafiere-Vinitaly. “Stiamo gettando le basi per un progetto di promozione del vino italiano in Giappone a medio e lungo termine, con Vinitaly che conferma il ruolo di brand collettivo su scala globale” – ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. Questa campagna punta non solo al potenziamento dell’incoming già dalla prossima 55/esima edizione di Vinitaly, dal 2 al 5 aprile, ma a realizzare un efficace programma di promozione unitaria a favore del vino italiano.

Fonte: Radio Pico.

Renzo Rosso ha creato una holding interamente dedicata al vino.
Renzo Rosso rinnova il suo amore per il mondo del vino con la fondazione di Brave Wine, società creata per gestire i suoi investimenti nel settore vinicolo di alta gamma. Presente nel settore del vino da quasi 30 anni con Diesel Farm sulle colline di Marostica (VI), dove nascono il Rosso di Rosso, il Bianco di Rosso e il Nero di Rosso, di recente con Red Circle Investments, società di investimenti privata, l’imprenditore (3,1 miliardi di dollari il suo patrimonio per Forbes) aveva acquisito una partecipazione rilevante in Masi, azienda produttrice di amarone d’eccellenza.

Fonte: Forbes Italia.

Vino: contro la Flavescenza dorata servono strategia, ricerca e risorse.
Interventi coordinati a livello nazionale, investimenti in ricerca scientifica e risorse economiche a sostegno delle imprese vitivinicole. Sono le richieste che il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, fa al governo e al ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, per il contrasto alla diffusione della Flavescenza dorata, una delle malattie epidemiche più gravi che interessano il comparto vitivinicolo. Davanti alla diffusione di questa fitoplasmosi, che ha registrato negli ultimi due anni una preoccupante accelerazione, la Confederazione chiede che venga finalmente messa a punto una strategia di interventi uniformi per tutto il territorio nazionale alla quale gli enti competenti partecipino in modo coordinato e con la condivisione delle proprie iniziative.

Fonte: Confagricoltura.

Luca Maroni: “Il vino italiano è sotto attacco”.
“I migliori vini italiani 2023” di Luca Maroni si chiude con la certezza che il vino italiano è sotto attacco e che per difenderlo è necessario rafforzare una comunicazione veritiera. “Comunicare il vino e il suo mondo è fondamentale e in questo momento storico è una necessità impellente, perché l’intero settore enologico, non solo italiano, è sotto attacco. L’attenzione massima del nostro tempo sul benessere dell’individuo deve tenere conto che il vino è un prodotto che rientra nella dieta mediterranea ed è ricco di antiossidanti, importantissimi per contrastare l’invecchiamento cellulare: fa parte della nostra tradizione europea e italiana ed è quanto di meglio il genio italico abbia concepito da Leonardo da Vinci in poi”.

Fonte: Corriere del Vino.

Vini d’Acqui e Brachetto d’Acqui: tour di cene, Masterclass e Wine Tasting.
Per molto tempo il consumo del Brachetto d’Acqui, vino dolce ricco di aromi di rose e di fragoline di bosco, si è limitato all’abbinamento con i dessert e con la frutta. Forse è stato proprio questo consumo “quasi obbligato” a limitarne la crescita, legandolo oltre modo alle abitudini e agli usi localistici. In quest’ottica il Consorzio Tutela Vini d’Acqui (oltre al Brachetto d’Acqui, il Consorzio tutela anche il Dolcetto d’Acqui), brillantemente presieduto negli ultimi 25 anni da Paolo Ricagno (rieletto anche per il triennio 2022-2024) ha ampiamente spinto per l’ultima modifica della Docg che arricchisce l’offerta con l’Acqui Rosato sia nella versione ferma che in quella spumante (con metodo Charmat o metodo classico) ottenuto separando con anticipo il mosto dalle bucce, e con l’Acqui Rosso fermo.

Fonte: Gambero Rosso.

Slow Wine Fair 2023: il futuro ed il ruolo del vino buono, pulito e giusto.
Nel calendario della kermesse by Slow Food e BolognaFiere (26-28 febbraio) il rapporto con territori, cultura, direttive bio e comunicazione. “Con la Slow Wine Fair vogliamo cambiare il paradigma con cui si comprano e si vendono i vini. Sappiamo che è una missione molto complicata, ma solo lavorando sull’educazione dei consumatori e sulla formazione di chi commercializza le bottiglie si può sperare di modificare radicalmente il sistema di produzione, privilegiando metodi che preservino le risorse naturali e che incrementino la fertilità del suolo, abbandonando la chimica di sintesi. Inoltre, vogliamo sia riconosciuto alla figura del vignaiolo il giusto ruolo di difensore del paesaggio, promotore di cultura e di un sistema etico di investimenti sul territorio. Per questo la Slow Wine Fair 2023 ha un ricco programma di masterclass, di incontri, di convegni, di scambi tra i protagonisti della filiera: produttori, professionisti e appassionati. Solo attraverso l’unione delle loro forze si può pensare di rivoluzionare l’agricoltura e migliorare il futuro del pianeta”. Parole di Giancarlo Gariglio, coordinatore internazionale della Slow Wine Coalition, introducendo programma che animerà la Slow Wine Fair 2023, la fiera del vino buono, pulito e giusto, a Bologna, dal 26 al 28 febbraio, con “750 aziende, il 50% in più sull’edizione n. 1”.

Fonte: WineNews.

Innovazione e territori del vino: come diventare una wine destination. Il ruolo del talento femminile, della formazione e delle connessioni.
Venerdì 17 marzo 2023, dalle ore 10:30, presso il Salone delle Assemblee della Cantina La Guardiense a Guardia Sanframondi (BN), avrà luogo il Workshop dal titolo “Innovazione e territori del vino: come diventare una wine destination. Il ruolo del talento femminile, della formazione e delle connessioni”. L’iniziativa fa parte del secondo ciclo di incontri promosso dalla Regione Campania, Direzione Generale Politiche Sociali e Socio–Sanitarie ed attuato da Sviluppo Campania SpA nell’ambito del progetto “Tracciare le differenze. Imprenditorialità, scienza e saperi per superare il gender gap“: 4 eventi organizzati con l’obiettivo di dare informazione ed impulso alla completa attuazione delle linee di intervento previste dalla DGR n. 112 del 27.02.2018.

Fonte: Regione Campania.

Menfi Città Italiana del Vino, presentato calendario eventi.
Nelle nuova location di Mandrarossa è stato presentato il calendario di attività per Menfi Città Italiana del Vino 2023: presenti i Comuni della valle del Belìce e diverse Città del Vino, gli agricoltori, gli operatori del settore ricettivo ed enogastronomico ma soprattutto le cantine, vera anima di un territorio, quello delle Terre Sicane, vocato alla vitivinicoltura. “Gli eventi che abbiamo presentato sono un punto di inizio e non di arrivo – sottolinea il Sindaco di Menfi e presidente della Fondazione Inycon Marilena Mauceri – Per la prima volta siamo riusciti, grazie a tutti i partner coinvolti a realizzare un calendario unico che abbraccia gli appuntamenti più importanti”.

Fonte: ANSA.

Salone del vino di Torino, il nuovo evento che celebra il Piemonte enoico.
Sorseggiare tutto il Piemonte. È questo l’obiettivo del Salone del vino di Torino che fotograferà, dal 4 al 6 marzo 2023, l’intero paesaggio di una regione legata a una cultura enologica di raro valore e ai vertici della produzione di vini pregiati, riconosciuta in ambito internazionale. Dal nettare dell’Alto Piemonte a quello della Val di Susa passando per il pinerolese e le colline novaresi senza dimenticare il Canavese, l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino fino a quelle tortonesi e di Ovada. Non mancherà il cuneese, partendo dal cuore delle Langhe e del Roero, per arrivare alla Val Bormida, ai confini con la Liguria.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

STAMPA ESTERA

Toulouse, ciudad europea del vino 2023.
Este destino francés ha sido elegido por su cultura vitivinícola. En esta ciudad está N5 Wine Bar, elegido durante tres años seguidos como mejor bar de vinos mundial. Que sealaúnicagran ciudad de Francia que cultiva sus propias viñas desde 1976 ya dice mucho de la pasión vinícola de Toulouse, recién reconocida por la Red Europea de Ciudades del Vino (Recevin), uniéndose alaregion del Duero en Portugal, como Ciudad Europea del Vino 2023. Una buena excusa para descubrir y saborear este rincón francés, que tiene el epicentro de sus viñas en Domaine de Candie, una gran propiedad agrícola que cuenta con un castillo medieval -declarado monumento nacional en 2001-, un viñedo, una huerta y una bodega donde también se lleva a cabo la vinificación, crianza y embotellado del vino. En las 26 hectáreas del viñedo de Domaine de Candie se cultiva orgánicamente el vino regional con indicación geográfica protegida del Pays du Comté Tolosan. Además, desde 2017 en estas viñas se produce una gama de mostos y vinos ecológicos a base de cepas regionales como sauvignon, merlot o négrette. El objetivo de Domaine de Candie es abrir un restaurante en 2024, pero a partir de este verano contará ya con un guinguette, nombre que reciben los cabaret típicos que ofrecen opciones gastronómicas. Direcciones imprescindibles Este no es el primer reconocimiento En la región de Frontón hay que visitar el Museo del Vino o las exposiciones del castillo de Capdeville relacionado con el vino que la ciudad recibe. En ella se ubica el elegido durante tres años consecutivos como mejor bar de vinos del mundo por The World of the Fine Wine N5 Wine Bar presenta una carta internacional con más de 20.000 botellas y 4.000 referencias.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 22 febbraio 2023!

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Il marchio Vinitaly rilancia Verona nell’Estremo Oriente.
Ieri a Tokyo oggi in Corea del Sud il Roadshow in vista della rassegna in aprile Il marchio Vinitaly rilancia Verona nell’Estremo Oriente Ne12022 in Giappone +18,4% per il vino italiano rispetto al+9,2 il totale. Un ponte tra Verona e l’Oriente nel segno del vino. Si è conclusa a Tokyo la penultima tappa del roarlshow globale organizzato da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia e con la partecipazione unitaria dei principali player istituzionali che operano nel Sol Levante, tra tutti l’Ambasciata d’Italia a Tokyo e la Camera di commercio italiana in Giappone senza dimenticare il supporto della Fondazione Italia Giappone, il presidio culturale e relazionale fondato ne11999 dal nostro ministero degli Esteri.

Fonte: Arena.

Vinitaly, il Sannio c’è.
Dalla provincia 35 espositori al salone. Protagonismo delle nostra aziende alla quattro giorni di degustazioni e presentazioni per i buyer Una scommessa con una grande partecipazione a Vinitaly, il salone internazionale del vino a Verona, tra i12 e i15 aprile. Una scommessa su un forte rilancio del comparto vitivinicolo sannita protagonista di una vorticosa crescita tra 2000 e 2019, sia sul mercato interno che sull’export, e poi inevitabilmente frenato prima dall’impatto della pandemia Covid-19 soprattutto nel biennio 2020-2021, con i frequenti e dolorosi stop per la ristorazione.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

22 cantine pugliesi allo Slow Wine Fair di Bologna.
La Puglia sarà tra i protagonisti della seconda edizione di ‘Slow Wine Fair’, la manifestazione dedicata al vino che si svolge a Bologna dal 26 al 28 febbraio. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition e riunisce ancora una volta 750 cantine selezionate da Slow Food e operatori della filiera del vino provenienti da 21 Paesi e da tutte le regioni italiane. Tra questi, al 21 febbraio la commissione di assaggio della fiera ha confermato la partecipazione di 22 cantine dalla Puglia, che, secondo la guida Slow Wine 2023.

Fonte: Quotidiano di Bari.

Alessandro Salvano.
Con «Elemento Indigeno», 400 bottiglie di piccoli produttori da 30 Paesi, il manager di Compagnia dei Caraibi supera l’idea di «zona di produzione»: «Anche chi non sta in Borgogna deve avere voce». Alessandra Dal Monte n confine rigido. Che rende una cosa diversa da un’altra, non per ciò che è, ma per dove è nata Nel mondo del vino valgono le leggi . dell’uomo: devi avere la fortuna di poterti chiamare Barolo, Borgogna, Champagne, esattamente come si ha o meno la fortuna di vivere nella parte «giusta» del pianeta. E chi questa fortuna non ce l’ha? Nel caso del vino, ci prova «Elemento Indigeno» a riequilibrare un po’ le cose, il progetto avviato nel 2019 da Alessandro Salvano, 27 anni, Wine category manager di Compagnia dei Caraibi, enotecnico e a sua volta vignaiolo tradito 4a un confine.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Eno-Tips.
Dal 2017 a casa Masciarelli Marina Cvetic e le figlie Chiara e Miriam (fato) abbinano ogni nuova annata di Abruzzo Pecorino Doc Castello di Semivicoli a un progetto benefico: l’ultima bottiglia, la 2022, andrà a sostenere la sede abruzzese di Angsa, l’Associazione genitori soggetti autistici. Ormai è un classico dell’Alto Adige lo Chardonnay Cardellino di Elena Walch: arrivato alla 35esima edizione, deve il nome ai coloratissimi cardellini che Elena vedeva fare il nido tra i filari di uve Chardonnay nelle tenute di famiglia. Fresco, minerale e persistente, unisce eleganza e carattere.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Broccatello’s friends.
Meno vermouth ma più sherry (o Marsala) È il twist sul Martini di Emanuele Broccatelli del «W Rome». Da abbinare al salato tutto l’anno. twist sul Martini, le variazioni sul tema, sono antichi quanto il Martini stesso. E dunque, non si sa quanto. Perché il re dei drink, il più iconico e quello che suscita le devozioni più accese, è anche il più elusivo: della sua storia si sa poco e quel che si sa è contradditorio. Un tempo era certamente più dolce, ma. quel tempo è finito da circa un secolo.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Sangiovese di Modigliana.
È il frutto di un vitigno medioevale dimenticato La differenza con i «cugini» Brunello e Chianti? Il suolo e l’altitudine. E un’eleganza austera. Un giorno d’estate di sei anni fa il professore di Architettura Maurizio Costa raccontò come aveva scoperto una vigna di cent’anni a Modigliana, Forlì, sui pendii dell’Appennino. 11 padre gli ripeteva che il vino in Romagna era una partita persa. Costa si era preso la rivincita, aprendo la cantina Torre 1922 e dimostrando che là íl Sangiovese diventa sorprendente. Nel 2021 Modigliana ha dato l’addio al professore. Intanto è cresciuto íl movimento di dinamiche cantine che l’aveva entusiasmato.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Gori Sparacino, direttore della Strada del Vino Terre Sicane….
L’itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa, che si occupa della valorizzazione delle attività collegate alla cultura del vino, è stato nominato direttore della Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori d’Italia.

Fonte: Italia Oggi.

Risiko agricolo.
Monvin, progetto di brand del gruppo Montelvini dedicato al vino in fusto, ha subito un rebranding per rispondere alle richieste di sostenibilità che arrivano dal mercato. Monvin vuol dire fornitori con filiera sostenibile e certificata e diminuzione delle emissioni di CO2 con riduzione del vetro, grazie all’uso del fusto. Vuol dire anche minor inquinamento per trasporto, utilizzo di energia da impianti fotovoltaici e riutilizzo dei fusti. Armando Serena, fondatore e presidente di Montelvini, ha creduto nel vino sfaso e nell’utilizzo del fusto. Montelvini ha chiuso il 2022 con ricavi per oltre 31 min di euro; l’anno precedente erano 28,5 min, e 7,3 milioni di bottiglie commercializzate.

Fonte: Italia Oggi.

Terra Moretti liquida il socio Nuo Capital Pegno Intesa Sanpaolo sui crediti vantati.
Vittorio Moretti liquida il socio cinese Nuo Capital con il supporto finanziario di Intesa Sanpaolo. La banca ha però costituito un pegno a garanzia del proprio credito sulla società Moretti Distribuzione, la controllata commerciale del vino dell’imprenditore franciacortino. Pegno costituto lo scorso gennaio, in corrispondenza del closing con Nuo Capital. «C’è stato l’intervento di Intesa Sanpaolo» conferma Massimo Tuzzi, ceo di Holding Terra Moretti, «tuttavia questo copre solo una parte di un’operazione molto complessa. Si e scelto di procedere con una fusione inversa fra controllante e controllata al fine di garantire il credito dell’istituto a fronte di un rischio remoto.

Fonte: Italia Oggi.

«Non più di due bicchieri al giorno»….
È quanto ha scritto nell’etichetta dei propri vini l’azienda veneta Bottega di Bibano (Tv). Che sull’onda della polemica per il caso Irlanda, è stata la prima in Italia ad apporre etichette quello che è un suggerimento di consumo. Perché, spiega il titolare Sandro Bottega: «Medici e politici, produttori e consumatori, hanno spesso detto cose giustissime: l’alcol fa male, ma se consumato in quantità moderata, è un male che il nostro corpo riesce a tollerare bene. Altri hanno detto sciocchezze senza basi scientifiche, come l’esternazione sulla riduzione della dimensione del cervello».

Fonte: Italia Oggi.

Nasce l’Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute….
La nuova istituzione, presieduta da Luigi Tonino Marsella, dipartimento di biomedicina e prevenzione dell’Università di Roma Tor Vergata, si propone di promuovere e facilitare la diffusione della conoscenza e dell’informazione di temi riguardanti la Dieta mediterranea e il consumo moderato e consapevole di vino, in rapporto ad una corretta alimentazione, alla salute e al benessere della popolazione, salvaguardando e valorizzando la cultura del territorio. L’annuncio è stato dato al convegno «Bere mediterraneo.

Fonte: Italia Oggi.

Il Comité Champagne ha presentato….
a Wine Paris e Vinexpo Paris il piano di filiera che definisce la strategia globale per affrontare le sfide del decennio a venire. Il budget annuale del Comité crescerà di 10 milioni di euro nei prossimi cinque anni con investimenti in ricerca e sviluppo, sviluppo sostenibile della filiera e rafforzamento delle sue missioni fondamentali. In particolare la lotta alla fiavescenza dorata, la fillossera del XXI secolo, l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’obiettivo «Net Zero» entro il 2050.

Fonte: Italia Oggi.

Vigneto in armonia con la musica.
Caterina Dei, proprietaria di Cantina Dei. Accanto, la nuova barricaia realizzata in travertino (come tutta la tenuta) per volontà del padre Glauco. Vigneto in armonia con la musica Viaggio sulle colline di Montepulciano dove, tra due pianoforti, crescono i filari della Cantina Dei, da cui nascono vini d’eccellenza prodotti secondo un’antica tradizione tramandata di generazione in generazione. di Chiara Risolo a grande avrebbe fatto la cantante. Ne era certa. Eppure, Caterina Dei, una laurea all’Università di Siena in Lettere con indirizzo in arte. musica e spettacolo, ha scelto di «calcare la terra», un palcoscenico insolito, da cui si levano comunque magie. Lo ha fatto con sua stessa sorpresa: «Mio padre Glauco insisteva perché io entrassi in azienda» racconta.

Fonte: Panorama.

Poggio di Sotto, il rubino intenso del Monte Amiata.
Fra le interpretazioni più amate del Brunello di Montalcino un posto d’onore spetta a questo nettare dai sentori preziosi. Eccellente già in giovane età, gode di una sorprendente capacità di invecchiamento di Orazio Vagnozzi – contributor WE olore rosso rubino intenso. Naso complesso di amarena, arancia sanguinella, chiodi di garofano, rosa appassita, lavanda e liquirizia. In bocca il vino è ampio, potente e nello stesso tempo elegante e di eccezionale bevibilità grazie al perfetto equilibrio tra un tannino fine, vellutato e vibrante controbilanciato da una fresca acidità e una piacevole sapidità che allunga il sorso. In bocca si avvertono note di ribes rosso e liquirizia che ci accompagnano nel lungo e sapido finale.

Fonte: We Wealth.

Vino il business si fa spumeggiante grazie ai capitali privati.
Molti i nomi delle società d’investimento protagoniste negli ultimi 11 mesi del n(‘us?%lou’ collegabile al mondo wine tricolore, sia di natura puramente finanziaria sia con una anima imprenditoriale a finanza di investimento negli ultimi anni sta ricoprendo un ruolo sempre più centrale nel mondo vitivinicolo, posizionandosi come volano delle operazioni di MeA Jeseguite con l’obiettivo di creare valore per le aziende del vino made in Italy. Anche negli ultimi mesi sono arrivati diversi indizi in tal senso, che lasciano ben sperare per un ulteriore sviluppo del settore finanziato da società di private equity.

Fonte: We Wealth.

I vini “Vivi” di San Valentino al Festival di Berlino.
Oggi a partire dalle 19, i vini della linea ViVi, la rebola di punta dell’azienda vinicola riminese Vini San Valentino e il vino nato da un blend di Syrah, Sangiovese e Cabernet Franc, accompagneranno la cerimonia di presentazione del docufilm “Siamo qui, siamo vivi” durante il Festival del Cinema di Berlino. Per l’azienda riminese si tratta di una partecipazione importante e profonda che vuole legare ad una delle tragedie italiane della Shoah, un messaggio di speranza e di rinascita, nonché una riflessione sulla vita, proprio come la storia che sta dietro alla filosofia dei vini Vivi.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Consorzio dei vini: cambio al vertice.
Tommaso Moroni Zucchi è il nuovo presidente Progetto di crescita II consiglio di amministrazione del consorzio che raggruppa circa 50 aziende del territorio. Tommaso Moroni Zucchi, amministratore delegato della Cantina Ca’ Nova di Costamezzana è il nuovo presidente del «Consorzio dei vini dei colli di Parma» che raccoglie circa 50 aziende di produttori, viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della collina parmense. II nuovo presidente succede a Maurizio Dodi che ha guidato il Consorzio per dodici anni e oggi siede nel nuovo consiglio d’amministrazione insieme al neo vicepresidente Giovanni Lamoretti e ai consiglieri Michele Cerdelli, Valentina Silva, Francesca Salati e Andrea Ferrari.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Bologna diventa capitale del vino Tre giorni nel nome di Bacco.
Da domenica torna Slow Wine Fair: in arrivo 750 cantine da tutte le regioni e da 21 Paesi del mondo. Nuova era all’insegna di biologico, biodinamica e conversione. Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra». Così scriveva Mario Soldati, per sintetizzare l’essenza di un prodotto che ancora oggi lega, come un fil rouge, milioni di appassionati in ogni angolo del mondo. Dopo il successo della prima edizione, Slow Wine Fair – la fiera organizzata da Bologna Fiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food – continua ancora oggi a puntare sul «nettare di Bacco» e, soprattutto, sulla rivoluzione sostenibile del vino: da domenica fino a martedì, infatti, si ritroveranno nel quartiere fieristico di Bologna 750 cantine.

Fonte: Resto del Carlino.

Nuovi vigneti, la Regione poteva fare di più.
La vitivinicoltura ha bisogno di essere rinnovata, ma mettere mano a un vigneto oggi è molto più oneroso che solo due anni fa: così anche i bandi pubblici hanno un impatto più debole e le aziende agricole – davanti all’aumento dei costi delle materie prime – avrebbero bisogno di un supporto diverso. Apprezziamo il nuovo bando della Regione Emilia Romagna per il rinnovo dei vigneti, ma riteniamo che si potesse fare qualcosa di più dal punto di vista del contributo economico. II valore dell’aiuto minimo (da 8mila a 8.500 euro all’ettaro) è sicuramente una base discreta da cui partire, ma che non ha visto adeguamenti negli ultimi anni nonostante il forte innalzamento dei prezzi delle materie prime che condiziona a livello economico la vita dell’agricoltore per gole.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Il proibizionismo irlandese danneggia il nostro vino.
«C’è da sperare che l’unione tra Francia, Spagna e Italia ponga rimedio a questa folle iniziativa: bere con moderazione aiuta a vivere bene» Con una decisione che definire improvvida non credo sia esagerato, la Commissione europea, senza peraltro ci fosse stata una discussione a livello parlamentare, e già questo induce a qualche sospetto, considerato l’enorme impatto non solo economico che ciò avrebbe prodotto, ha autorizzato il governo irlandese ad apporre sulle bottiglie di vino gli alert, la famosa etichetta: “fa male alla salute”. In ciò accomunando il vino al consumo di sigarette che, cosa nota, ha un impatto sulla salute di ben maggiore gravità.

Fonte: Messaggero Veneto.

Terre d’Oltrepò nel cda un posto a tutti.
Broni, assemblea fiume per i nuovi vertici. Nessun voto bulgaro. «L’importante adesso è evitare un’altra crisi» Terre d’Oltrepò, nel cda un posto a tutti. Terre d’Oltrepo verso l’ennesima svolta come «governance». L’assemblea di ieri, la terza in tre anni, per eleggere il nuovo cda ha seguito lo stesso copione (oltre 9 ore fra dibattito ed operazioni di voto), ma, seppur con i risultati ancora non definitivi, potrebbe sancire un esito diverso dal 2022 quando una lista riuscì a fare l’en-plein. Questa volta si profila una composizione mista ovvero un certo numero, ma non il 100%, di rappresentanti di una lista e alcuni esponenti dell’altra. «Comunque sia – è quanto è trapelato dietro le quinte – sperando che sia la volta buona per avviare un programma di rilancio. Un’altra crisi sarebbe fatale».

Fonte: Giorno.

Cantina “Terre” al voto L’ex sindaco Callegari stravince su Bardone – Cantina “Terre”, vittoria di Callegari che conquista tutti i dodici consiglieri.
La lista Callegari stravince le elezioni per il rinnovo del Cda di Terre d’Oltrepo. Il gruppo che fa riferimento all’ex sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari, ha conquistato tutti i 12 posti disponibili del consiglio di amministrazione. Resta a bocca asciutta la lista “Bardone per la continuità”, che faceva riferimento al Cda uscente e che non è riuscita a portare in consiglio nessun candidato. L’esito è arrivato nella tarda serata di ieri, poco dopo le 22, al termine dello scrutinio dei voti: l’assemblea elettiva è iniziata poco dopo le 14.30 al teatro Carbonetti di Broni e alle 18 è partito lo spoglio delle schede. Molto alta l’affluenza, che ha sfiorato 1’80%, con 458 soci (su 590 totali) votanti, di cui 205 presenti fisicamente e 253 tramite delega. Il nuovo consiglio sarà formato da: Lorenzo Callegari (316 preferenze), Giuditta Brandolini (297), Giulio Romanini (294), Daniele Gabetta (290), Davide Cristina (288), Luigi Musselli (288), Massimo Crevani (284), Alessandro Fiamberti (282), Mario Cocchi (277), Graziano Faravelli (266), Gabriele Faravelli (265), Michele Vitali (244).

Fonte: Provincia – Pavese.

I produttori uniti da una speranza «Basta litigi, ci vuole continuità».
Tensione in attesa dell’inizio delle operazioni di voti ieri pomeriggio al teatro Carbonetti. I problemi più sentiti: costi in aumento e siccità I produttori uniti da una speranza «Basta litigi, ci vuole continuità» L’ASSEMBLEA serve stabilità per la cantina, basta litigi». È questo il clima che si respirava ieri pomeriggio tra i soci in coda in attesa di entrare al teatro Carbonetti di Broni per il rinnovo del Cda della cantina Terre d’Oltrepo. A meno di un anno dalle ultime elezioni, che avevano consegnato la cantina al gruppo capitanato da Enrico Bardone, i produttori sono ancora in assemblea per votare i loro vertici dopo che a gennaio quel Cda è affondato sotto i colpi di una serie di dimissioni nel giro di pochi mesi: e ora chiedono un mandato duraturo per portare avanti il programma di rilancio della cantina.

Fonte: Provincia – Pavese.

Tre giorni dedicati al grignolino un “nobile ribelle”.
Organizzato da Ais si terrà a marzo a Grazzano Novanta produttori, degustazioni e masterclass. Tornerà a marzo la II Edizione de “Grignolino: il Nobile Ribelle”, il grande evento dedicato al Grignolino, promosso a Grazzano Badoglio dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con organizzazione delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato. II format ideato da Ais si arricchisce di tante novità per i fruitori e di altrettante opportunità per i vignaioli monferrini, che nel “Nobile Ribelle”, qual è il Grignolino, investono sempre più con crescenti soddisfazioni Prima novità: l’evento si svilupperà in tre e non più due giornate.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Ultimi giorni per candidarsi agli incontri B2B.
Scadono il 25 febbraio (alle 21) le candidature agli incontri B2B per il settore vino organizzati dalla Camera di Commercio di Alessandria-Asti con il supporto del Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte. Si terranno nella seconda metà di aprile e saranno presenti buyers prevalentemente da Germania, Belgio, Inghilterra e Paesi nordici. Il modulo per partecipare alla selezione è pubblicato sul sito www.aa.camcom.gov.it informazioni all’ufficio studi@camcom.gov.it.

Fonte: Stampa Asti.

L’etichetta che ferisce il vino e gli “inutili” anziani del Maina.
Noè, sceso dall’arca, «piantò una vigna, ne bevve il vino, s’inebriò e dormiva ignudo in mezzo alla sua tenda», Sem e Jafet lo ripararono con una coperta mentre Cam lo derideva. Poche righe più avanti la Genesi narra che il patriarca dopo la sbronza campò ancora 350 anni. La Bibbianon collega bevute e lunga vita, ma forzata un poco può divenir vessillo per la levata di scudi dei lettori de La Stampa contro la ventilata idea di scrivere sulle bottiglie «Nuoce alla salute». A chi fa notare che «se il vino fa danni, la cultura millenaria non c’entra» si replica su Facebook: «Lo beviamo lo stesso», «Nuoce meno della farina d’insetti» o, parafrasando Giulio Andreotti sul potere: «Fa male a chi non lo beve». Al massimo talvolta «chi nuoce è il prezzo».

Fonte: Stampa Asti.

Il vino dell’Etna, patrimonio unico.
Dal 15 al 17 aprile la XIV edizione di “Contrade” Il vino dell’Etna, patrimonio unico La vetrina dei produttori in una cornice sempre più internazionale. È già in fase avanzata l’organizzazione delle “Contrade dell’Etna”, rassegna del vino tra le più gettonate su scala internazionale. Approdata alla XIV Edizione, quest’anno dal 15 al 17 aprile sarà organizzata nella location del “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello di Castiglione di Sicilia. A targa re la “tre giorni” del la provincia di Catania, che coinvolge una vasta platea di addetti ai lavori, esperti e pubblico appassionato, è la società Crew che si prefigge un’edizione più ricca, costruttiva e polarizzante peri protagonisti della scena: i vini del vulcano e i loro produttori.

Fonte: Gazzetta del Sud.

«II nostro vino ha una dimensione internazionale».
Bassilichi, presidente della camera di commercio, al termine della Settimana delle Anteprime: «E’ un volano dell’economia». «Grazie e ancora grazie a produttori e consorzi». E’ per chi ci ha messo ancora una volta la faccia, e direttamente, il primo pensiero di Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio, al termine della Settimana delle Anteprime dei vini di Toscana. Incontri e tavole rotonde in cui sono usciti i numeri del vino toscano, che non solo tiene ma cresce, le grandi denominazioni valgono 700 milioni di euro solo nell’export, qualche contrazione sul mercato interno – specie nella grande distribuzione – si compensa con l’accresciuto interesse delle tradizionali piazze-roccaforte, vedi Usa, Canada e Nord Europa, e segni più inattesi ma preziosi come quelli registrati ad esempio in Francia.

Fonte: Nazione Firenze.

«Belle Vetrine», concorso per 25 Bernardini ha battuto Cugusi.
Montepulciano «Belle Vetrine», concorso per 25 Bernardini ha battuto Cugusi. E andata in archivio l’edizione n.19 delle «Belle Vetrine», il contest della Proloco di Montepulciano in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile. Un evento che si lega con l’Anteprima delle annate dei vini entrati in commercio nel 2023 e che si è conclusa proprio ieri pomeriggio in Fortezza (oltre 1.500 gli ingressi registrati in tre giorni). Sono state 25 le attività di Montepulciano che hanno partecipato al contest ed a vincere è stata «Porta della Cavina» di Franco Bernardini davanti al «Caseificio Cugusi» di Silvana Cugusi e «Mary’s Collections» di Mariza Oliveira e Giuliano Olivieri. In tutto 146 i votanti che hanno dato la loro preferenza sabato pomeriggio ad una delle 14 vetrine finaliste che erano state scelte dalla giuria composta da Franca Salerno, Roberto Giorgetti e Gianluca Fè.

Fonte: Nazione Siena.

Bandi e frode all’Ue Vino, chiusa l’inchiesta.
II progetto «Native Grapes Academy» da 5,7 milioni di euro Bandi e frode all’Ue Vino, chiusa l’inchiesta Indagati vertici di Unione italiana vini e un consulente Coinvolto l’ex dg di Veronafiere Giovanni Mantovani •• In settembre il sequestro preventivo firmato dal gip Livia Magri e finalizzato alla confisca di poco più di 2 milioni di euro (2.085.810 per l’esattezza) eseguito dalla Guardia di Finanza di Milano a carico dell’Unione Italiana Vini. L’ipotesi di reato delineata ora dalla Procura europea, e da quella milanese che iniziò l’indagine nel 2021, è truffa aggravata ai danni dell’Unione europea «per il conseguimento di erogazioni pubbliche di matrice unionale connesse alla partecipazione a un bando europeo». Il riferimento è al progetto denominato «Native Grapes Academy» da 5,7 milioni di euro inviato a Bruxelles che vede interessati Unione Italiana Vini e Veronafiere in qualità di esecutore del progetto.

Fonte: Arena.

Sannio, vigneto e cantina della Campania.
Per Concetta Pigna vino vuol dire famiglia, tradizione e identità: parla la responsabile ricerca e sviluppo della cooperativa La Guardiense La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2023. . Era l’8 marzo 1960 quando 33 soci lungimiranti e coraggiosi costituirono la cooperativa agricola La Guardiense, a Guardia Sanframondi, centro medievale affacciato
sulla Valle Telesina, nel Sannio. È la regione storica degli antichi sanniti, spiriti combattivi, agricoltori caparbi e grandi produttori di vino. Oggi La Guardiense conta 1.003 soci che coltivano a conduzione diretta più di 1.500 ettari di vigneto, per una produzione annua di circa 200mila quintali di uve e 7 milioni di bottiglie.

Fonte: Fortune Italia.

Il van dei wine lovers che parte da Menfi e sbarca a Vinitaly: ecco “Mandraroads” by Mandrarossa.
Un viaggio attraverso dieci Regioni destinato a quattro fortunati appassionati di vino. La open call per selezionarli è aperta da oggi al 12 marzo. Prendete un minivan, 1.500 chilometri da percorrere attraverso quattro tappe e dieci Regioni d’Italia: ecco “Mandraroads”, l’idea della cantina siciliana Mandrarossa, che porterà i suoi vini, insieme a quattro fortunati wine lovers, da Menfi a “Vinitaly 2023” a Verona (2-5 aprile). Il viaggio on the road partirà il 28 marzo per risalire verso Nord, visitando quattro città, con cui la cantina ha instaurato legami importanti, dove saranno organizzati eventi dedicati alla Sicilia ed ai vini del “Menfishire”: Messina, Salerno, Roma e Verona le tappe che scandiranno il tour e da cui inizieranno i viaggi dei “Mandrambassador”, selezionati a partire da un’open call lanciata sui canali digitali di Mandrarossa.

Fonte: WineNews.

L’“Atlante delle vigne di Langa”, viaggio immersivo e accurato in uno dei territori più importanti.
Torna, in versione aggiornata da Slow Food Editore, con prefazione di Carlo Petrini, il volume che ha segnato il modo di raccontare il vino in Italia. A distanza di 34 anni dall’idea da cui ha avuto origine, come testimoniato dal fondatore Slow Food Carlo Petrini, torna in versione aggiornata e integrata l’“Atlante delle vigne di Langa” (Slow Food Editore, Marzo 2023, pp. 352, prezzo di copertina 39 euro), un volume che ha segnato la storia dell’editoria enoica ed il modo di raccontare il vino in Italia. Disponibile dal 1 marzo, nelle librerie e sullo store online di Slow Food Editore, l’“Atlante” è un viaggio immersivo, dettagliato e accurato in uno dei territori vocati all’enologia più celebri del Belpaese.

Fonte: WineNews.

La viticoltura che tenta di invertire il cambiamento climatico
La cooperativa Cantine Vitevis, i cui membri possiedono 2.800 ettari di vigneti nel nord-est dell’Italia, provando a usare la viticoltura come strumento per invertire il cambiamento climatico. Il progetto è stato presentato al convegno “I buoni vini per la terra” organizzato lo scorso 11 ottobre proprio da Cantine Vitevis, cooperativa italiana nata nel 2015 dalla fusione delle cantine Castelnuovo del Garda, Gambellara, Colli Vicentini e Valleogra. Le sue pratiche agronomiche consentono infatti di aggiungere al suolo più CO2 di quanta ne venga emessa per la coltivazione, includendo la riduzione della lavorazione del terreno attraverso l’agricoltura di precisione, l’aratura minima o nulla, l’uso di fertilizzanti organici, l’inerbimento tra le file con favette o erbe aromatiche, l’uso di scarti di potatura, e l’aggiunta di materia organica al suolo.

Fonte: Federvini.

Perché il vino fa male, ma anche succhi di frutta e salumi.
Il dibattito in Europa sulla necessità di etichette che segnalino i pericoli dell’alcol è più acceso che mai. Ma che cosa ci dicono le ricerche più recenti? Se l’etanolo è entrato di diritto nel gruppo di sostanze cancerogene anche altri alimenti fanno discutere gli scienziati. Vediamo di capirci di più. Prima era arrivata la proposta, ormai archiviata, di etichettare tutte le bevande alcoliche, vino compreso, con un simbolo nero che ne sottolineasse la pericolosità per la salute. Quindi, il casus belli più recente: la decisione della Commissione Europea di concedere il via libera all’Irlanda, che vorrebbe apporre sulle etichette degli alcolici degli alert sanitari che sottolineino il legame tra alcol e tumori, sullo stile di quelli presenti sulle sigarette e sui prodotti per il fumo.

Fonte: Today.

“Il vino fa male, è meglio un Pfizer in purezza!”.
È ufficiale: d’ora in poi, disseminate su queste pagine, troverete anche le “mine satiriche” del sottoscritto. E, a pensarci bene, non poteva che essere altrimenti. Perché nell’epoca post-umana del globalismo, in cui la parole d’ordine è la fluidità, c’è solo una cosa che risulta più imperdonabile di una rivista che mette insieme, fin dalla testata, il concetto di cultura con quello d’identità. Ed è l’ostinazione di continuare a ridere e fare satira. Follia pura in tempi di totalitarismo del politicamente corretto in cui, per non urtare la sensibilità degli altri, stiamo rinunciando a noi stessi. Alla nostra arte, alla nostra bellezza, alla nostra libertà. Compresa quella di prenderci gioco del potere, proprio come facevano i nostri padri.

Fonte: Cultura Identità.

Vino italiano cresciuto del 18% in Giappone nel 2022.
Il vino italiano registra una chiusura d’anno molto positiva in Giappone, con una crescita in volume del +18,4% nel 2022, il doppio rispetto al totale delle importazioni di vino dal Sol Levante (+9,2%). Sono i dati presentati dall”Osservatorio Uiv-Vinitaly, in occasione del roadshow che ha visto protagonista la fiera veronese, insieme a Ice, a Tokyo. Il Giappone è ormai diventato il sesto mercato importatore per il vino italiano, avendo scavalcato nel 2021 Pechino nel ranking mondiale. Il tour di Vinitaly ha reso evidente la necessità di accelerare sulla promozione integrata e di sistema per rendere più efficiente la promozione del vino italiano in Giappone, evitando frammentazione e dispersione di risorse. Il bilancio 2022 di Tokyo vede particolarmente positiva l’importazione dall’Italia di vini fermi imbottigliati – soprattutto rossi – che hanno chiuso a 165 milioni di euro (+25%), sia per gli spumanti, a +26% (44 milioni di euro il controvalore).

Fonte: ANSA.

Brachetto d’Acqui. Un vino dalla storia secolare.
Tra i numerosi vitigni che compongono il ricco caleidoscopio dell’ampelografia del Piemonte il Brachetto o Brachetto d’Acqui, come viene abitualmente chiamato, ha oggi ampia visibilità. Sono molti i vitigni aromatici presenti in regione – sia a bacca bianca che rossa – e tra questi il Brachetto può contare su una superficie totale seconda solo al Moscato Bianco. Dei circa 1.400 ettari destinati a questo vitigno in Piemonte ben 1.050 (ovvero quasi il 70%) rientrano nella Docg Acqui-Brachetto d’Acqui: dati confermano lo stretto e antico legame che si è creato tra questo vitigno e l’Acquese, angolo sudorientale dell’Alto Monferrato in prossimità dell’Appenino e a due passi dal confine con la Liguria.

Fonte: Gambero Rosso.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 21 febbraio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Tori e buoi dei paesi tuoi: Red Bull si scorna con una cantina.
Questa volta Golia ha attaccato Davide Nei giorni scorsi in Sardegna si è palesato uno scontro tra il colosso delle bevande energetiche «Red Bull» e la cantina «Muggittu Boeli» di Mamoiada, in provincia di Nuoro. Oggetto del contendere il logo che il23enne Mattia Muggittu, titolare della neonata cantina, ha scelto per la sua prima bottiglia di vino, raffigurante un giogo di buoi utilizzato nell’aratura delle vigne nel Comune nuorese, dove ancora è prassi lavorare la terra con gli animali e non con i mezzi meccanici. Secondo i legali il logo della multinazionale, formato da due tori in posizione di scontro, si può confondere con l’immagine della cantina di Mamoiada «Boeli», raffigurante due buoi, l’uno accanto all’altro.

Fonte: Avvenire.

Da Wine&Siena arriva il “grido della terra”.
Da quasi dieci anni, un autorevole studio scientifico sostiene che i cambiamenti climatici modificheranno in modo radicale la geografia mondiale della produzione di vino in particolare e in peggio, quella italiana e francese. Secondo Lee Hannah, del Conservation International del Betty and Gordon Moore Center for Ecosystem Science and Economics di Arlington (Virginia), diventeranno troppo calde zone super vocate come Bordeaux o la Toscana (anche il Piemonte) con incognite sulle produzioni e sulla qualità generale. Di contro, si apriranno territori oggi quasi marginali o non adatti alla vite, perché troppo freddi, nell’Europa del Nord o in quota con impatti imprevedibili su biodiversità e risorse idriche di zone particolarmente sensibili, come le regioni montane. In molti casi, si teorizza, la soluzione sarà cambiare il tipo di vitigno coltivato: più resilienti al caldo al sud come al nord, dove oggi si usano uve che si esaltano con il clima freddo (il Muller Thurgau ad esempio).

Fonte: Espansione.

A Porto Cesareo le cantine saranno sottomarine.
Vini affinati in contenitori immersi nei fondali dello Jonio, al via la sperimentazione con un atto di indrizzo del Comune • Al via a Porto Cesareo il progetto delle cantine sottomarine, che prevede l’affinamento dei vini in contenitori immerse nei fondali dello Jonio. Si tratta in realtà di una pratica già adottata in diverse regioni italiane (EmiliaRomagna, Sardegna, Liguria, Toscana) e paesi esteri (Grecia, Croazia) che interessa anche parchi marini e siti di interesse comunitario. A Porto Cesareo insiste una delle Aree Marine Protette più importanti d’Europa ed è lì, che a breve, saranno depositate in via sperimentale 2 ceste con ingombro massimo di mt. 1,50×1,50×1,50 ognuna. Tutto ha avuto inizio dalla richiesta effettuata da una nota cantina vitivinicola del territorio.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Vinitaly. Il roadshow chiude in Asia.
Tappe finali in Oriente del Roadshow di Vinitaly realizzato da Veronafiere con le Ambasciate e Ice-Agenzia. Si chiude oggi in Giappone e il 23 febbraio in Corea del Sud una maratona di 13 eventi in 9 Paesi, che rappresentano i due terzi del valore di vino italiano esportato nel 2022.

Fonte: Giornale.

Piadina e Sangiovese, l’intimità della Romagna.
In tutte le case, me lo auguro per tenere per tenere i grilli fuori dalla finestra e non dentro il piatto e per coltivare la felicità domestica, la domenica sera si officiano minimi rituali gastronomici. C’è chi ordina la pizza, chi prepara i crostini, chi le tigelle o un’opima frittata. Da noi – in ragione delI’origine emiliana della capostipite gastronomica, la mitica Nonna Linda – abbiamo assunto la gustosissima abitudine di preparare le piadine. S’impastano farina, acqua e strutto, un accenno di lievito, si lascia riposare e a sera, col calore del fornello, una, ben imbottita di prosciutto e squacquerone, tira l’altra. Ci vuole una bottiglia confidente: che racconti di Romagna e scaldi il cuore. In cantina ne ho trovata una che profuma prima di tutto di amicizia e di condivisione di valori.

Fonte: La Verita’.

Dal Negramaro uno spumante dal fine perlage.
Ancorate al1489, le radici dell’azienda sono sparse su oltre cento ettari tra Gallipoli, Sannicola e Alezio. Uliveti e vigneti si alternano in perfetta armonia a boschi di carrubi, querce e lecci, riservando dal 2018 un posto d’onore alla cantina, vero fulcro produttivo; questa immersa nel verde dei vigneti si apre all’ospitalità con due strutture turistiche, perfetto il connubio tra sostenibilità, tecnologia e design. La produzione si focalizza sui vitigni autoctoni, soprattutto Negroamaro. Da Uve Cannonau in un habitat incontaminato Negli storici territori di Sorso e Sennori Alessandro Dettori, enologo e proprietario, ha segnato un importante movimento di rinascita per la viticoltura dell’Isola.

Fonte: Messaggero.

Bonomi si consolida nel settore enologico.
Investindustrial si consolida nel campo enologico e delle bevande: Attraverso Della Toffola, azienda trevigiana acquisita a settembre 2020, la società di investimenti di Andrea Bonomi secondo quanto risulta al Messaggero, ha acquisito il 4,78% di F2 Favotto, anch’essa della provincia di Treviso: la transazione è avvenuta davanti al notaio Marchetti per un prezzo di 1 milione. A breve, Della Toffola conquisterà la maggioranza. F2 Favotto opera in un settore continguo perchè progetta e realizza serbatoi e impianti inox ad uso enologico, alimentari, birra, alcool e chimica. Della Toffola sviluppa 250 milioni di ricavi e dà lavoro a oltre 1.000 dipendenti.

Fonte: Messaggero.

Con Brave Wine Renzo Rosso investe nei vini.
I patron di Otb è già attivo nel settore con Diesel farm. La holding include nel portfolio Benanti e Josetta Saffirio Renzo Rosso rafforza la sua presenza nel settore vinicolo. Dalla passione dell’imprenditore veneto è nata una nuova azienda, Brave wine, che gestirà i suoi investimenti nei vini di alta gamma. Il patron di Otb group opera nel settore da quasi trent’anni con Diesel farm, sulle colline di Marostica (Vicenza), dove nascono il Rosso di Rosso, il Bianco di Rosso e il Nero di Rosso. Inoltre dal 2021 con Red circle investments, società di investimenti privata che opera in diversi settori, ha acquisito una partecipazione rilevante in Masi, la rinomata azienda produttrice di amarone d’eccellenza. Oltre a Diesel farm, Brave wine gestirà una partecipazione significativa rilevata lo scorso anno in Benanti.

Fonte: MF Fashion.

Il tartufo slitta, il vino avanza. Così il cambiamento climatico sta riscrivendo l’economia verde – Cambio di stagione.
Le alterazioni climatiche incidono sempre di più sulle colture i modelli agricoli e gestioni devono adattarsi ai tempi della natura La viticoltura nel La raccolta del tar Nord Ovest è sempre tufo si spostata in più mediterranea avanti di due mesi. Si vendemmia in estate e si va per tartufi in inverno. Gli ulivi sono arrivati a ridosso delle Alpi, i pomodori e il grano duro – colture tipicamente mediterranee – stanno conquistando la Pianura Padana, mentre nei boschi piemontesi non è raro trovare qualche esemplare di palma spontanea. In agricoltura è arrivato il momento di fare un definitivo cambio di stagione? Di sicuro, in questi anni stiamo assistendo a una costante migrazione verso Nord anche degli alimenti, profondamente influenzati dalle alterazioni climatiche in corso un po’ ovunque.

Fonte: Nord Ovest Economia.

Villa Piccolomini. Settanta etichette in degustazione a «Capitale divino».
Settanta etichette in degustazione a «Capitale divino» … Appuntamento il 25 e 26 febbraio a Roma con «Capitale diVino», organizzata da Decanter Wine Academy: 70 cantine provenienti da tutta Italia, con oltre 200 etichette in degustazione. L’evento si svolgerà a Villa Piccolomini, sull’Aurelia Antica, con un giardino che si affaccia sul Cupolone di San Pietro. La villa tra l’altro è dotata di un ampio parcheggio interno, gratuito per gli ospiti della manifestazione. Protagonisti saranno gli stessi vignaioli che offriranno in degustazione ai banchi d’assaggio le loro etichette più rappresentative.

Fonte: Tempo.

Intervista a Silvia Scagliotti – «Amore e passione Così faccio i miei vini».
Silvia Scagliotti, proprietaria col marito di «Cascina La Polastra» «Qui è il paradiso del Cortese, ogni vigna dà interpretazioni diverse». Se andate a visitare la cantina, un gioiellino sulle colline del Monferrato, la troverete sicuramente in vigna: è lei che sta «sul campo», segue le piante, controlla i grappoli, le fioriture, il terreno. Una passione che Silvia Scagliotti, monferrina doc come ama definirsi, proprietaria insieme al marito Claudio Gemme della cantina «Cascina La Polastra» a Capriata D’Orba, in provincia di Alessandria, ha respirato in famiglia, dal nonno e dai genitori. «Ogni vendemmia era una festa – racconta – partecipavano tutti, anche io che ero la più piccola, avevamo le vigne a facevamo il vino per noi. La mia passione nasce da lì». E da lì probabilmente è nata anche la voglia di entrare nel mercato, di iniziare a venderlo.

Fonte: Tempo.

Il consiglio sulla bottiglia «Consumo massimo due bicchieri».
La cantina veneta Bottega dà vita, prima in Italia, a etichette apposte sulle bottiglie col marchio a forma di cuore in cui è scritto «Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici». «Non è un’imposizione – sottolinea Sandro Bottega – né un invito al consumo, ma è un modo per educare».

Fonte: Tempo.

Rubesco Riserva Vigna Monticchio terza etichetta più premiata in Italia.
Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2018 di Lungarotti è il terzo vino più premiato dalle guide italiane. A rivelarlo la classifica 2023 dei 100 migliori rossi stilata dal mensile Gentleman che vede il portabandiera della storica azienda umbra salire sul podio dopo Sassicaia 2019 e Montiano 2019.

Fonte: Tempo.

La Campania del vino protagonista all’atteso evento Slow Wine Fair 2023.
Si tratta della manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto che si svolge a Bologna dal 26 al 28 febbraio La Campania del vino protagonista all’atteso evento Slow Wine Fair 2023 La commissione di assaggio conferma la partecipazione di 19 cantine dalla Campania La Campania è tra i protagonisti per te e valorizzate uve mi- tani, San Salvatore 1988 della seconda edizione di nori, spesso sconosciute, Giungano e Tenuta San FranSlow Wine Fair, la manifesta- presenti in diverse zone della cesco di Tramonti. zione dedicata al vino buono, regione come nel Casertano, pulito e giusto che si svolge a nel Volturno, nella zona del II Premio Carta Vini TerBologna dal 26 al 28 febbraio Massico e nell’Asprinio.

Fonte: Le cronache del Salernitano.

La Piana Rotaliana e il Teroldego Dove nasce il vero gioiello trentino.
I De Vescovi sono al lavoro da oltre tre secoli I vini prodotti Linea di etichette solida: dal Rotaliano “base” al Kino Nero dedicato a un missionario 1 d i Riccardo Corazza Farrivato il momento di parlare della Piana Rotaliana, immaginario ponte tra mondo germanico e mondo latino, definita da Goethe “il giardino delle viti” e da Cesare Battisti, grande patriota trentino, “il giardino vitato più bello d’Europa”. Una zona dalle caratteristiche geomorfologiche straordinarie, che si configura come una piana alluvionale triangolare incassata tra il fiume Adige ed il torrente Noce, con al vertice l’imbocco della Val di Non.

Fonte: Nuova Ferrara.

A Vinitaly la Ribolla affinata in anfora.
Svelato il mistero che si cela dietro la bottiglia satinata nera, senza etichetta, che debutterà per la prima volta in Italia al prossimo Vinitaly sotto il brand I Feudi di Romans: si tratta della nuova Ribolla gialla affinata in anfora prodotta per la linea più prestigiosa della cantina Lorenzon, le cui viti nascono nei terreni solcati dalle acque dell’Isonzo, in provincia di Gorizia, in una terra di confine, crocevia di culture diverse e oggi anche patria degli orange wine.

Fonte: Messaggero Veneto.

La città si scopre intenditrice di vini – Rieti si riscopre città di intenditori di vino per lavoro o passione.
Iscrizioni boom ai corsi di sommelier La città si scopre intenditrice di vini Rieti città degli intenditori di vino. Sempre di più gli appassionati e gli operatori che si avvicinano al settore, attraverso corsi, degustazioni e cene a tema. E sempre più iscrizioni ai corsi organizzati dalla delegazione di Rieti dell’Associazione italiana sommelier Lazio. Vecchi a pag. 33 Rieti si riscopre città di intenditori di vino per lavoro o passione IL DELEGATO AIS ROBERTO PERON: «IL PIÙ GRANDE HA 35 ANNI CULTURA IN DIFFUSIONE TRA I GIOVANI»? In crescita gli iscritti ai corsi di formazione per sommelier. Rieti città degli intenditori di vino. Sono sempre di più gli appassionati e gli operatori che si avvicinano al settore, attraverso corsi, degustazioni e cene a tema.

Fonte: Messaggero Rieti.

Il tartufo slitta, il vino avanza. Così il cambiamento climatico sta riscrivendo l’economia verde – Cambio di stagione.
Le alterazioni climatiche incidono sempre di più sulle colture i modelli agricoli e gestioni devono adattarsi ai tempi della natura. Si vendemmia in estate e si va per tartufi in inverno. Gli ulivi sono arrivati a ridosso delle Alpi, i pomodori e il grano duro colture tipicamente mediterranee – stanno conquistando la Pianura Padana, mentre nei boschi piemontesi non è raro trovare qualche esemplare di palma spontanea. In agricoltura è arrivato il momento di fare un definitivo cambio di stagione? Di sicuro, in questi anni stiamo assistendo a una costante migrazione verso Nord anche degli alimenti, profondamente influenzati dalle alterazioni climatiche in corso un po’ ovunque. Adattarsi al cambiamento fa parte delle specie, sia umane che animali e vegetali.

Fonte: Nord Ovest Economia.

Lezione di agricoltura per i più piccoli: «Trasmettiamo la passione per le vigne».
Sindaco e viticoltore hanno promosso l’iniziativa: «Vedere l’interesse dei bimbi verso la natura è emozionante» Il Comune ha donato piccole zappe perla lavorazione della terra. Le fasi di vita della vigna, dalla semina, al germogliamento, alla fioritura e all’impollinazione, fino allo sviluppo dell’acino, alla maturazione, alla caduta delle foglie e al riposo. Ma non solo, anche l’attività nel vigneto impegnati a potare, legare la vigna e a pulire il terreno dalle piante infestanti. I bambini di Riomaggiore imparano a conoscere la natura che li circonda, a coltivare la vigna e a portare avanti le antiche tradizioni che hanno dato vita al paesaggio terrazzato e a quelle che sono le loro radici alle Cinque Terre.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

La Cooperativa Agricoltura 5 Terre distribuisce oltre 22 mila barbatelle.
Il Parco delle Cinque Terre fornisce le nuove barbatelle ai coltivatori e produttori della zona. Le piantine possono essere ritirate alla cooperativa Agricoltura Cinque Terre, sulle alture di Manarola e alla cantina Sassarini di Monterosso. Quest’anno le forniture sono aumentate, passando dalle 19.625 del 2022 alle 22.780 di quest’anno. Il Parco, tra le attività a sostegno del comparto agricolo fornisce le barbatelle certificate a conduttori di terreni o aziende agricole che ricadono nel territorio dell’area protetta, con lo scopo di sostenere la nuova realizzazione o il mantenimento di filari e pergole.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Confermata la multa all’ex direttore di Terre – Inchiesta vino, ok alla multa per l’ex direttore Cagnoni.
La Corte di Appello conferma la sanzione del ministero (ridotta a 134mi1a euro) L’importo calcolato sulla base di fondi comunitari incassati senza averne diritto Maria Fiore. BRONI vano, in alcuni casi, solo sulla carta. Aveva fatto ricorso contro una multa da 479mi1a eu- IL RICORSO ro, poi ridotta a 134.815 eu- Cagnoni, difeso dall’avvocato, ma la Corte di Appello di to Luca Gastini (con cui non Milano ha confermato la è stato possibile mettersi in sanzione. Livio Cagnoni, ex contatto per un commendirettore della cantina Ter- to), ha fatto ricorso sulla bare d’Oltrepo, a meno di un sedi diversi motivi. ulteriore ricorso (è ancora Nel merito, perché, seconpossibile la Cassazione) do- do la difesa, «l’illecito non è vrà dunque pagarla, insie- stato provato» e perché Came all’ex segretaria, Carla gnoni, che ricopriva il ruolo Germani, e all’allora presi- di direttore generale, non dente della società Antonio era il legale rappresentante Mangiarotti. della società e non poteva.

Fonte: Provincia – Pavese.

Terre d’Oltrepo al voto 25 candidati in corsa per una poltrona nel Cda.
I 600 soci di Terre d’Oltrepo al voto oggi per eleggere il nuovo Cda dopo che a gennaio quello uscente era decaduto per le dimissioni di alcuni consiglieri. Sono venticinque i candidati in corsa per i dodici posti da eleggere, mentre il tredicesimo spetta di diritto al socio sovventore della cantina. A fronteggiarsi sono la lista “Bardone per la continuità”, espressione del Cda uscente, con capilista Enrico Bardone ed Emilio Bosini, e la lista “Per Terre d’Oltrepo”, con capolista l’ex sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari, dove sono candidati anche alcuni dei dimissionari. C’è poi la candidatura autonoma dell’importatore Paolo Boselli.

Fonte: Provincia – Pavese.

Gallini, potatura della vite con una tecnica innovativa.
Gli studenti a lezione da agronomi friulani Gallini, potatura della vite con una tecnica innovativa IL PROGETTO presentato al Gallini il corso di potatura innovativa di Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, i due agronomi friulani che da anni propongono la loro tecnica non solo in Italia. Nei giorni scorsi i due sono arrivati alla scuola agraria vogherese, accompagnati dai referenti di Prime alture winery e resort e da Confagricoltura Pavia, le due realtà locali che hanno sostenuto le spese del corso. La preside Silvana Bassi ha introdotto gli interventi del patron di Prime Alture, Roberto Lechiancole, di Gabriele Rossi, vicedirettore di Confagricoltura Pavia, di Carlo Veronese, direttore del Consorzio tutela vini Oltrepo, e dell’enologo Mario Maffi.

Fonte: Provincia – Pavese.

La Valtellina punta il lago di Como «Anche per i vini è un top brand».
II progetto. II Consorzio produttori sarà presente a Lariofiere in occasione di RistorExpo La mission: farsì che la produzione enologica sia un punto di riferimento per l’ospitalità sul Lario ¦ Il presidente Danilo Drocco «La nostra qualità si potrebbe abbinare al brand lariano». Conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, i vini valtellinesi cercano “casa” anche sul lago di Como. Far diventare la produzione enologica della provincia di Sondrio punto di riferimento per l’ospitalità del territorio lariano, è questo uno degli obiettivi cui il Consorzio di tutela dei vini valtellinesi mira. E per il quale la partecipazione a RistorExpo, frutto del felice connubio ormai decennale con la manifestazione nazionale di Erba, rappresenta un importante tassello.

Fonte: Provincia Como.

I nostri vini “sposano” il Lario – Vim valtellinesi e lago di Como «Binomio vincente, da sfruttare».
Conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, i vini valtellinesi cercano “casa” anche sul lago di Como. Far diventare la produzione enologica punto di riferimento per il turismo del Lario è uno degli obiettivi cui il Consorzio di tutela dei vini valtellinesi mira. E per il quale è importante la partecipazione a RistorExpo di Erba. Vini valtellinesi e lago di Como «Binomio vincente, da sfruttare» La proposta. II Consorzio produttori sarà presente a RistorExpo di Erba con una proposta Far diventare la nostra produzione enologica un punto di riferimento per l’ospitalità sul Lario ¦ Danilo Drocco: «La nostra quali è un valore Si potrebbe abbinare al brand lariano». Conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, i vini valtellinesi cercano “casa” anche sul lago di Como.

Fonte: Provincia Sondrio.

Le Marche del vino in vetrina a Bologna.
Quarantuno cantine selezionate per la manifestazione Slow wine fair, in programma da domenica a martedì Le Marche del vino in vetrina a Bologna. Le Marche tra i protagonisti della seconda edizione di Slow wine fair, manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto, a Bologna da domenica a martedì. Organizzata da BolognaFiere con la direzione di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow wine coalition e riunisce 750 cantine selezionate da Slow Food e operatori della filiera del vino provenienti da ventuno Paesi e tutte le regioni. Tra questi, la commissione di assaggio della fiera ha confermato la partecipazione di 41 cantine dalle Marche, regione in cui, secondo la guida Slow wine 2023, il Verdicchio spicca per uniformità qualitativa e dettagli.

Fonte: Resto del Carlino Marche.

Da Nutkao a Italgel e Villa Guelfa Il made in Piemonte fa gola ai fondi.
Corre lo shopping di eccellenze alimentari. Più di 31 operazioni in solo sei mesi Dalle creme spalmabili Nutkao ai pacchi delle feste di Villa Guelfa, fino a Italgelatine, Giordano Vini e Eataly. Alla tavola del made in Langhe ormai si parla la lingua anglosassone del fondi di investimento, con Ebitda (i margini prima delle tasse), valorizzazione (vendita a terzi o quotazione) e performance a tutti i costi che fanno capolino in fondo al menù. L’assalto dell’alta finanza e del private equity sulla filiera enogastronomica piemontese è una a caccia a guadagni quasi sicuri. Peraltro certificad da Medlobanca che ha registrato, nel caso delle cantine vinicole piemontesi, la redditività più alta d’Italia.

Fonte: Corriere Torino.

Intervista a Matteo Ascheri: «Il 20% delle Langhe è in mano a stranieri È ora di dire basta ai lupi della finanza».
Ascheri (Consorzio del Barolo) contro i nuovi investitori L’intervista di Chtistlan Bema e Langhe non sono in vendita, sia ben chiaro a tutti. E io dico a finanzieri vip, top manager e imprenditori della moda con il pallino del vino: lasciateci in pace. Noi viviamo in un ecosistema ricco e bellissimo, anche se spezzettato in piccole realtà familiari. E non vogliamo distruggerlo con una mentalità dl affari che non c’entra niente con il territorio». Matteo Ascheri è il fumantino presidente del Consorzio del Barolo, 1.200 proprietari e 400 Mende vinicole; ed è forse l’ultimo dei Mohicans nella «riserva dei barolisti duri e puri»; ancora oggi fermo nell’opporsi ai «foresti» neobarolisti e nel dire un secco no all’aumento della superficie vitata, come appena approvato dalla giunta regionale . <do ero contrario da aumentare la produzione, gli altri no».

Fonte: Corriere Torino.

Gli appetiti sulle vigne del Barolo – La moda del Barolo Anche Mr Diesel compra una cantina.
L’inchiesta’ Nomi importanti, l’alta finanza, i fondi stranieri. I: enogastronomia di Alba e dintorni nel mirino dei compratori Gli appetiti sulle vigne del Barolo .. Renzo Rosso di Diesel rileva la cantina Saffirio: «Le Langhe, il territorio più pregiato d’Italia» Caccia grossa al Barolo e ai brindisi milionari. Dopo lo sbarco di Carl Krause, il magnate Usa patron del Parma Calcio che ha comprato le cantine Vietti ed Enrico Serafino; lo shopping della famiglia dell’ex top manager di Lenovo Gianfranco Lanci (Dosso e Coppo); i tentativi di shopping, ancora in corso di Riccardo Illy; nelle Langhe atterra anche Renzo Rosso. Lo stilista fondatore di Diesel e presidente del gruppo Only the Brave, 1,7 miliardi di giro d’affari, ha acquisito la storica griffe di Barolo Josetta Saffirio, u ettari.

Fonte: Corriere Torino.

A Torino parte il Salone del vino.
Da martedi 28 A Torino parte iI Salone de vino Dal 28 febbraio fino al 6 mano si terrà a Torino it primo Salone del vino cittadino con oltre ioo eventi diffusi in più di 6o location. Si parte martedì prossimo con il palinsesto Off che prevede degustazioni, cene e masterciass, per conoscere migliori terroir della regione con le sue migliaia di etichette. La kermesse vera e propria aprirà i battenti dal 4 al 6 marzo in quattro luoghi simbolo della città: il Museo del Risorgimento, Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna.

Fonte: Corriere Torino.

Il tycoon dei supermercati Usa ha messo sullo scaffale le cantine Vietti e Serafino.
Kyle Krause. tycoon Usa proprietario della catena Kum S Go, ha comprato negli ultimi dieci anni due storiche cantine. Enrico Serafino e Vietti I1 Barolo ha estimatori in ogni angolo del mondo, a partire dagli Stati Uniti. Lo sa bene Kyle Krause, magnate Usa proprietario delta catena Kum e Go. Tant’è che per I suoi 50 anni, nel 2013, decide dl regalarsi un’azienda di vino, un investimento decisamente alla portata per chi può contare su un patrimonio personale di quasi 3 miliardi di dollari. La ricerca non poteva che partire dalle Langhe e l’occasione, per Kyle Krause, arriva dal Gruppo Campan, che nel 2014 decide di mettere sul mercato le aziende del vino presenti in portafoglio.

Fonte: Corriere Torino.

Da Praga a Monforte d’Alba L’avventura nel vino di qualità del magnate della farmaceutica.
Miroslav Lekes Da Praga a Monforte d’Alba L’avventura nel vino di qualità del magnate della farmaceui-ica Miroslav Lekes è un imprenditore della Repubblica Ceca che ha fondato nelle Langhe le cantine Reva, 35 ettari di cui 23 vitati Tra gli investitori stranieri che hanno deciso dl scommettere sul Piemonte c’è anche Mlroslav Lekes, imprenditore farmaceutico ceco ion una passione smodata per l’universo enologico. Tanto che, già nel 2ou, decide di investire a Monforte d’Alba, cercando proprietà in vendita su Yahoo. Così ha inizio la storia di Reva, che in ceco significa grappolo d’uva, azienda vitivinicola composta da una proprietà dl 35 ettari, di cul 23 vitati, in cru come Rayera, Lazzarito e il mitico Cannubi.

Fonte: Corriere Torino.

Cioccolato, marmellate e biscotti Adesso il Polo del Gusto vuole brindare con il Barolo.
Riccardo Illy è presidente del Polo del Gusto. La holding che controlla II cioccolato Domori, il te Dammann Freres, le confetture Agrimontana Tra chi vuole a tutti i costi investire in Piemonte c’è anche Riccardo Illy, l’imprenditore Mestino dell’omonima ditta di caffè, che da anni è intenzionato ad acquisire una storica azienda nelle Langhe. L’obiettivo primario sarebbe quello dl insediarsi nella provincia dl Cuneo, una delle zone più importanti e celebri a livello mondiale quando si parla di vino. E questa volta il traguardo sembra essere più vicino che mal, anche se non si conoscono ancora I dettagli della trattativa. Quel che è certo è che Illy è pronto ad aggiungere un ulteriore pezzo pregiato alla sua boutique del meglio del Made In Italy, il Polo del Gusto, colosso da too milioni di euro di fatturato.

Fonte: Corriere Torino.

Alla cantina Placido-Volpone la menzione speciale agli Italy Food Awards.
L’azienda di Ordona che produce vini pluripremiati Alla cantina Placido-Volpone la menzione speciale agli Italy Food Awards La cantina Placido-Volpone di Ordona, continua a mietere successi e a far parlare di sé e della Capitanata. Stavolta l’azienda della provincia di Foggia, che produce vini pluripremiati, è stata protagonista agli Italy Food Awards, la kermesse che premia le eccellenze italiane e che si è svolta nella splendida cornice di villa ReNoir a Legnano. La menzione speciale è stata assegnata a Placido-Volpone poiché “da sempre fonda i suoi valori sulla sostenibilità e la qualità dei suoi prodotti e i suoi vini”, protagonisti in tutto il mondo e presenti sulle maggiori riviste economiche, come la rinomata Forbes.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Ecco Terre di Leone: tutti i sapori del territorio.
La cantina nasce dalla passione per la zona della Valpolicella Classica Qualità e rispetto della tradizione sono tra i valori fondanti Terre di Leone nasce dall’amore e dalla passione di Chiara e Federico per il territorio di Marano, nel cuore della Valpolicella Classica, perla sua storia e perla tradizione vitivinicola tramandata da antichi saperi. Federico, originario di Marano, è da sempre profondamente legato a questi luoghi mentre Chiara, arrivata in Valpolicella alla fine degli anni ’90, si è subito innamorata dei colori, dei profumi e dei sapori che si respirano e si assaporano tra le colline della Valpolicella; insieme hanno deciso di vivere in questo territorio e dare vita a Terre di Leone, un progetto giovane e ambizioso, espressione della valle di Marano di Valpolicella, iniziato nel 1996 con la sistemazione dei vigneti, continuato nel 2005 con la creazione della cantina e concretizzato finalmente nel 2009 con l’inizio delle vendite.

Fonte: Arena.

Roadshow di Vinitaly in Giappone e Sud Corea.
II Roadshow di Vinitaly, iniziativa realizzata da Veronafiere in collaborazione con le ambasciate e Ice-Agenzia per promuovere il vino italiano e consolidare i rapporti in mercati strategici per l’export, si chiude in Oriente. Estremo Oriente Saranno gli appuntamenti previsti oggi in Giappone e domani in Corea del Sud a porre fine alla maratona promozionale che si è sviluppata nell’arco di circa un mese, con 13 eventi nei 9 Paesi, posti in tre continenti, che rappresentano i due terzi del valore e del volume di vino tricolore esportato nel 2022. Le tappe in tutto il mondo II Roadshow è iniziato ‘119 gennaio a Rust, in Austria, per poi sbarcare negli Stati Uniti, a Princeton il 23 gennaio e a New York il 24 e 25 gennaio, svolgendosi in contemporanea, il 24 gennaio, a Copenaghen, in Danimarca. In febbraio ci sono stati incontri il 2 a Chigago, Usa, il 6 a Monaco, Germania, i17 a Bruxelles, Belgio, l’8 a Zurigo, Svizzera, e Londra, in Gran Bretagna e e il 9 Cardiff, ancora nel Regno unito.

Fonte: Arena.

La Collina dei Ciliegi lancia un Club deal per raccogliere 7 milioni e puntare alla Borsa.
Dopo la prima tornata da 3 milioni di euro, la società vinicola «La collina dei ciliegi» di Grezzana (Verona), presieduta da Massimo Gianolli, ha lanciato attraverso il veicolo «Club deal lcdc» un nuovo programma di investimenti, questa volta per 7 milioni, per sostenere una nuova fase della crescita e puntare a medio termine a Piazza Affari. Il secondo round, spiega lo stesso Gianolli, «si rivolgerà, oltre a coloro che hanno già sottoscritto nella prima offerta, anche agli aspiranti investitori rimasti esclusi e a tanti altri che nel frattempo hanno manifestato l’interesse a partecipare al progetto». Lo schema adottato del Club deal per raccogliere risorse, prosegue il presidente, «non è solo di natura finanziaria.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Il Vinitaly fa rotta verso Oriente.
Bricolo: “Giappone e Corea del Sud Paesi strategici per la crescita internazionale” Fa rotta verso Oriente il Roadshow di Vinitaly realizzato da Veronafiere in collaborazione con le Ambasciate e Ice-Agenzia, che chiude così in Giappone (21 febbraio) e Corea del Sud (23) la propria maratona promozionale concentrata, nell’arco di un mese, su 13 eventi in 9 Paesi (che rappresentano i due terzi del valore e del volume di vino tricolore esportato nel 2022) e 3 Continenti. Primo piano, da domani, sul trade di due Paesi che a diverso titolo rappresentano obiettivi strategici per la crescita internazionale del vino italiano.

Fonte: Cronaca di Verona.

F2 Favotto acquisita da Investindustrial.
Investindustrial si consolida nel campo enologico e delle bevande. Attraverso Della Toffola, azienda di Signoressa acquisita a settembre 2020, la società di investimenti secondo quanto risulta al Messaggero, ha acquisito il 4,78% di F2 Favotto, anch’essa trevignanese: la transazione è avvenuta per un prezzo di un milione. A breve, Della Toffola conquisterà la maggioranza. F2 Favotto opera in un settore continguo perchè progetta e realizza serbatoi e impianti inox ad uso enologico, alimentari, birra, alcool e chimica. Della Toffola sviluppa 250 milioni di ricavi e dà lavoro a oltre 1.000 dipendenti. F leader mondiale del settore enologico e progettae realizza cantine complete.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Roadshow Vinitaly in Giappone e Corea.
Fa rotta verso Oriente il Roadshow di Vinitaly realizzato da Veronafiere in collaborazione con le Ambasciate e Ice-Agenzia, che chiude così in Giappone da oggi e in Corea del Sud dal 23 febbraio la propria maratona promozionale concentrata, nell’arco di un mese, su 13 eventi in nove Paesi, che rappresentano i due terzi del valore e del volume di vino tricolore esportato nel 2022, e tre Continenti. Primo piano, da oggi, sul trade di due Paesi che a diverso titolo rappresentano obiettivi strategici perla crescita internazionale del vino italiano.

Fonte: A Voce di Rovigo.

Il Borro, la rinascita del borgo: oggi cantina bio e relais ecofriendly.
Sono passati trent’anni da quando Ferruccio Ferragamo quasi per un colpo di fulmine si innamorò della tenuta Il Borro. Un borgo medievale con annessa dimora storica che presentava ancora i segni inferti dalla seconda guerra mondiale. Una realtà tornata a nuova vita: oggi è relais di lusso ma soprattutto un gioiello di ecosostenibilità tra cantina biologica, orto e un corretto uso di energie rinnovabili. Una realtà che nel 2022 ha ottenuto ricavi per circa 19 milioni di euro dai primi dati provvisori.

Fonte: InToscana.

Porto Cesareo, il vino sarà affinato in fondo al mare: l’area protetta ospiterà cantine sottomarine.
La giunt ha deciso di dare il via ad un curioso progetto: la cantina del futuro sarà realizzata sul fondale e chiunque, produttori e viticoltori, potrà partecipare all’esperimento. Porto Cesareo non ha cantine vinicole sul proprio territorio ma ha il mare, tanto mare. E anche se appare un’eresia quella di mischiare il vino con l’acqua, la giunta municipale guidata dal sindaco Silvia Tarantino ha deciso di dare il via ad un curioso progetto: la cantina del futuro sarà realizzata sul fondale e chiunque, produttori e viticoltori, potrà partecipare all’esperimento.

Fonte: Bari – la Repubblica.

Gruppo Calzedonia compra La Giuva, cantina in Valpolicella.
Gruppo Calzedonia continua gli investimenti nel settore vitivinicolo acquisendo la sua terza cantina. Si tratta di La Giuva, storica azienda produttrice di vini autoctoni della zona di Trezzolano, in alta Val Squaranto, e di proprietà dell’ex allenatore di calcio Alberto Malesani, con cui il gruppo continuerà la collaborazione per lo sviluppo del progetto. La cantina produce vino Valpolicella, Valpolicella superiore, Amarone della Valpolicella, il Recioto della Valpolicella e l’Aristide.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

L’amore per il vino e l’azienda di famiglia, la passione per l’arte e il poker: Palermo piange Vito Planeta
E’ morto a 57 anni l’imprenditore che con i fratelli e i cugini ha creato una delle più note cantine della Sicilia. Appassionato di cultura e comunicazione, è stato il motore degli eventi legati alla sua impresa, come Sciaranuova Festival. Lo “Zio” il soprannome, “Invernomuto” il suo nickname al tavolo verde.
La ricetta della sua vita: il vino, l’arte e la cultura, ma anche gli eventi, le idee, l’innovazione nel campo del marketing e della comunicazione. Un imprenditore che ha saputo portare fuori dalla Sicilia e piazzare accanto ai big dell’enologia italiana il nome dell’azienda di famiglia grazie a un lavoro trasversale, fatto di mostre e rassegne, di calici e amici.

Fonte: Palermo Today.

Ribolla Gialla un vino affinato in anfora.
Svelato il mistero che si cela dietro la bottiglia satinata nera, senza etichetta, che debutterà per la prima volta in Italia al prossimo Vinitaly (Verona, 2-5 aprile) sotto il brand I Feudi di Romans: si tratta della nuova Ribolla Gialla affinata in anfora prodotta per la linea più prestigiosa della cantina Lorenzon le cui viti nascono nei terreni solcati dalle acque smeraldine dell’Isonzo, in provincia di Gorizia, in una terra di confine, crocevia di culture diverse e oggi anche patria degli orange wine.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Il vino migliora irrigando meno: lo conferma l’Università di Pisa.
L’eccellenza della ricerca italiana è stata premiata dall’International Society for Horticultural Science (Ishs). Nel corso del simposio internazionale dedicato all’irrigazione nelle coltivazioni da frutta – che nell’ultima edizione si è tenuto a Stellenbosch (Sud Africa) – è stato premiato Giacomo Palai. Assegnista di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa, Giacomo si è aggiudicato il Young minds award per le sue ricerche sugli effetti dello stress idrico sui metaboliti secondari dell’uva.

Fonte: Green Planner.

Il vino italiano si racconta all’Oriente, tra Giappone e Corea del Sud, con Vinitaly.
Si chiude in Asia il road show Veronafiere che, in un mese, ha toccato 3 Continenti e 9 Paesi che valgono 2/3 dell’export made in Italy. Dopo aver portato la promozione del vino italiano in Usa ed in Europa, ora fa rotta verso Oriente il road show Vinitaly, realizzato da Veronafiere, in collaborazione con le Ambasciate ed Ice-Agenzia, che chiude così in Giappone (21 febbraio), mercato che, nei primi 11 mesi 2022, ha messo a segno una crescita notevolissima per il vino italiano, a +30,5%, per un valore dei 184 milioni di euro, secondo i dati Istat, analizzati da WineNews, ed in Corea del Sud (23 febbraio), nuova stella emergente del mercato enoico asiatico, nonostante per l’Italia, da gennaio a novembre 2022, ci sia stata una piccola flessione in valore (-1,1%), per 68 milioni di euro. Si conclude, dunque, con lo sguardo verso Est, la maratona promozionale Vinitaly concentrata, in un mese, su 13 eventi in 9 Paesi (che rappresentano i due terzi del valore e del volume di vino tricolore esportato nel 2022) e 3 Continenti.

Fonte: WineNews.

Ho vinto il “Premio Beatrice Torrini” per il giornalismo del vino (e per me ha un sapore speciale)
Venerdì 17 febbraio ho vinto il “Premio Beatrice Torrini” per la professionalità, la passione, la correttezza, la disponibilità scrivendo del vino toscano. Ma c’è qualcosa di più. C’è un uomo seduto in una macchina parcheggiata davanti ad una pasticceria, sta aspettando che sua moglie incinta esca con le paste da portare al pranzo della domenica. Un camion arriva a grande velocità, sbanda, travolge la macchina parcheggiata e lo uccide. Non mi piace parlarne, perché mio zio Mario morì che io ero proprio piccolo. Ho pochi ricordi di lui, la gran parte ricostruiti attraverso le foto che stavano appese in casa di mia nonna. Era bello, ma proprio bello. Biondo, con gli occhi chiari come mio nonno Gino. Aveva un gran fisico.

Fonte: Intravino.

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A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 20 febbraio 2023!

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Il vino, l’olio, la carne e il grano I nostri tesori sotto attacco Ue – Cibo italiano sotto attacco.
Con lo 0,4% di superficie coltivabile l’Italia produce un valore aggiunto agricolo di oltre Go miliardi e hail record di Dop e Igp. Ma questo modello non piace all’Europa, che vuole imporre una rivoluzione green anche nell’agricoltura. Con la benedizione di Bill Gates e delle multinazionali del cibo sintetico. Con solo lo 0,4% di terre coltivabili, abbiamo un export di 60 miliardi e il record di marchi di qualità. Un modello che Ve vuole demolire. Dal campo (altrui) alla tavola; si chiama Farm to Fork. E la strategia europea per la nuova agricoltura che deve essere assolutamente verde. Ursula von der Leyen, che è andata il 26 ottobre a rendere omaggio a Bill Gates – primo latifondista americano: coltiva su oltre duecentomila ettari anche l’insalata e gli spinaci con incorporati i vaccini, primo sponsor delle bistecche finte e secondo finanziatore dell’Oms -, l’ha affidata al suo vice Frans Timmermans, olandese, amicissimo delle multinazionali della chimica e della nutrizione.

Fonte: La Verita’.

Intervista a Luigi Scordamaglia – «I piani dell’Europa favoriscono la Cina e le multinazionali».
II leader di Filiera Italia: «Se vince Bruxelles, mangeremo soprattutto prodotti esteri, con molta chimica e pochi controlli» ¦ «Siamo in una fase critica, se riusciamo a resistere per due o tre mesi a questa deriva ideologica alcuni pericoli li scongiuriamo proponendo le nostre soluzioni. Per esempio l’agricoltura di precisione e la difesa della qualità e della ruralità». Luigi Scordamaglia – consigliere delegato di Filiera Italia, che significa tenere insieme le produzioni agricole e quelle agroalimentari d’eccellenza in un’unica rappresentanza – è appena uscito da un vertice con il Commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski. «Siamo costretti a fare i pendolari con Bruxelles perché da questa Commissione non sai mai cosa aspettarti. Soprattutto dal vicepresidente Frans Timmermans: pare animato da una volontà liquidatoria dell’agricoltura.

Fonte: La Verita’.

Langhe, qualità ed etica del lavoro – Qualità, formazione, etica del lavoro Le Langhe al centro del mondo vinicolo.
A Torino l’esento “Grandi Langhe” ha celebrato nel miglior modo possibile le denominazioni del vino piemontese. Non solo fiera, meglio un evento dove presentarsi unitariamente. L’evento Grandi Langhe, ospitato a Torino il 30-31 gennaio scorso presso le Officine Grandi Riparazioni, un complesso industriale di fine Ottocento mirabilmente recuperato, ha celebrato nel miglior modo possibile le denominazioni del vino piemontese più importanti. Promotori della manifestazione il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e il Consorzio Tutela Roero. Un’occasione importante, con più di tremila partecipanti tra stampa, buyer e operatori del settore, per riconfermare l’identità e la forza di un territorio che tutto il mondo ci invidia.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Sud ed enologia internazionale.
Si è tenuta a Parigi la W edizione della Wine Paris eVine Expo Paris, la manifestazione fieristica dedicata ai professionisti del settore wine and spirits. All’evento, che restituisce uno spaccato interessante del mondo enologico mondiale, dal viticoltore boutique ai grandi brand internazionali, ha partecipato anche la Regione Calabria, presente all’interno del padiglione Italia con uno stand aperto alle aziende vinicole calabresi che si contraddistinguono per le produzioni DOP e IGP. L’iniziativa, curata in sinergia dal Dipartimenti Agricoltura e Turismo, ha avuto un duplice obiettivo: da un lato, promuovere sul mercato le eccellenze calabresi; dall’altro, presentare un’offerta turistica di pregio, incentrata su percorsi enogastronomici di livello, ad iniziare dalle strade del vino e dei sapori.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

L’evento Il “re” Lambrusco a Milano con il Consorzio.
I colori del Lambrusco: bollicine emiliane nel calice”: questo il nome del banco di assaggio del Consorzio Tutela Lambrusco in collaborazione con Ars Lombardia e in programma a Milano per oggi dalle 15:30 alle 20:30 al Westin Palace Hotel, in Piazza della Repubblica 20. L’appuntamento, gratuito ed aperto a operatori del settore, soci Ais e stampa, sarà l’occasione per degustare le diverse sfumature delle bollitine di Modena e Reggio Emilia grazie ai settanta vini proposti. L’evento- aperto a sommelier, enoteca, ristoratori, buyer, giornalisti e a tute gli operatori del settore – consentirà d i esplorare l’affascinante palette di colori cere nel calice spazia dal rosa tenue al viola intenso.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Sulle tavole il vino piemontese è sempre più apprezzato.
A Vilnius e Kaunas (e non solo) si possono trovare ristoranti di alto livello in grado di rivisitare i piatti tradizionali trasformandoli In ricette di tendenza. Ia zuppa fredda di barbabietole (Aaltibarsclai) dal colore rosa shocldng ha colpito perfino Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che l’ha definita «la più estetica del mondo». Ma sono tante le sorprese di una cucina che gli stessi lituani definiscono «una delle più pesanti della Terra, ma maledettamente provocante». Funghi, patate, selvaggina, pesce affumicato, zuppe di came e verdura e poi frittelle di ogni dimensione, senza dimenticare la pasta ripiena (meseciai e cepetinai su Prodotti tipici della cucina Iituania tutti).

Fonte: Corriere Torino.

Renzo Rosso investe in Larga con la cantina Josetta Saffirio – Diesel sbarca in Langa.
Il fondatore del marchio Diesel ha acquisito la maggioranza delle quote dell’azienda di Monforte Josetta Saffirio veste Diesel. La produttrice Sara Vezza ha ceduto la maggioranza della sua cantina sulle colline di Monforte d’Alba all’imprenditore veneto Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel, che aggiunge così il Barolo e l’Alta Langa ai gioielli di Brave Wine, la società creata per gestire i suoi investimenti nel settore vinicolo di alta gamma. Alla guida dell’azienda di famiglia, nata a fine Ottocento, resterà Sara Vezza. Diesel sbarca Langa. Josetta Saffirio veste Diesel. La produttrice Sara Vezza ha ceduto la maggioranza della sua cantina sulle colline di Monforte d’Alba all’imprenditore veneto Renzo Rosso, fondatore del marchio Diesel e presidente del gruppo di moda e lusso OTB che aggiunge così il Barolo e l’Alta Langa ai gioielli di Brave Wine

Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.

Tre giorni di workshop coi produttori di olio e vino.
Da domani a1 23 febbraio, si terrà il workshop B2B di Wine Pleasures, in Puglia nell’Hotel Cala Ponte a Polignano a Mare che si avvale del patrocinio dell’assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia. Parteciperanno all’evento produttori agricoli (vino e olio Evo) e i Buyer internazionali con canali di vendita attivi in Asia, Australia, Europa e Americhe. Da qualche anno, la Puglia è diventata molto attraente, pertanto i buyers con cui opera la Wine Pleasures hanno fatto espressamente richiesta di poter approfondire la conoscenza delle produzioni pugliesi con lo scopo di avviare interessanti contatti commerciali in questi territori. Un eccellente vantaggio sia per la regione Puglia che per gli imprenditori pugliesi che offrirà un incredibile ritorno di investimento.

Fonte: L’Edicola del Sud Bari.

Nubi su «La Vecchia Cantina» Bilancio approvato per pochi voti Soci preoccupati per il futuro.
C’è preoccupazione a Montepulciano per il futuro della cantina Sociale, la «Vecchia Cantina di Montepulciano». Fondata nel 1937 la struttura comincia a produrre nel 1940 con il primo imbottigliamento e da qui inizia una storia costellata da molte soddisfazioni e traguardi importanti. Alla base dei numerosi successi c’è senza dubbio il lavoro dei viticoltori che sono anche i soci della cantina stessa. Oggi la produzione della Vecchia Cantina rappresenta circa la metà dell’intera produzione del Vino Nobile. «Sono proprio i soci adesso a far emergere questa preoccupazione che a Montepulciano inizia ad essere abbastanza concreta e parte dall’approvazione del bilancio avvenuta circa due settimane fa», recita una nota.

Fonte: Nazione Siena.

Vigneti, nuove strategie per limitare la siccità.
San Pietro in Cariano un focus con esperti di ateneo, II Graspo e Città del Vino Vigneti, nuove strategie per limitare la siccità. Un ettaro necessita di 5mila metri cubi d’acqua a stagione. Tornielli: «Trovare varietà e portainnesti» Bertolazzi: «Prepararsi in tempo». Strategie a tutto campo per preparare i vigneti, e prepararsi come viticoltori, a nuove stagioni siccitose e a estati torride. Anche in Valpolicella. Dove l’estate 2022 ha dimostrato fino a che punto può arrivare ormai la carenza di acqua e quali disfunzioni gravi può creare alla pianta. Le strategie d’intervento per mitigare lo stress idrico e far risparmiare acqua alla vite ci sono, le possibilità di fronteggiare i cambiamenti climatici tenendo in salute i vigneti pure. A partire dal «limitare l’espansione delle chiome, e quindi le rese, e dal ridurre la densità di impianto», sostiene il professore universitario di Agricoltura generale e coltivazioni arboree, Giovanni Battista Tornielli. «La domanda non è se la pianta ce la fa a con poca acqua, ma cosa pretendiamo noi dalla pianta», continua Tornielli, docente a Scienze e tecnologie viticole ed enologiche a San Floriano, in Valpolicella.

Fonte: Arena.

Fertilizzanti e guerra Prezzi in calo fino al 40%.
Per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina, sulla scia del calo delle quotazioni del gas, sono iniziati a scendere anche i prezzi dei fertilizzanti. L’urea è tra 650 e 750 euro a tonnellata, un calo fino al 40% rispetto a inizio 2022. Il nitrato ammonico è sceso da 900 a 700 euro a tonnellata, mentre il prezzo dei fosfatici è attorno ai 400 a tonnellata. I rincari erano iniziati nell’autunno 2021, accelerando a inizio 2022. L’urea era balzata da 350 a 850 euro a tonnellata, per toccare quota 1.000, anche in conseguenza delle difficoltà di approvvigionamento dovute al blocco delle esportazioni ordinato dalla Russia che, va ricordato, produce 50 milioni di tonnellate di fertilizzanti, il15% della produzione mondiale. Ue e Brasile sono i principali acquirenti.

Fonte: Arena.

Domande per i contributi ai produttori vitivinicoli.
Entro il prossimo 31 marzo i viticoltori che intendono ottenere contributi per ristrutturare e riconvertire i vigneti dovranno attenersi alle modalità operative stabilite dal regolamento Ue 2021/2115 ed alle disposizioni emanate col Decreto Mipaaf n. 646643 del 16 dicembre 2022. Le istruzioni giungono con circolare Agea n. 5577 del 25 gennaio 2023. Ammessi a beneficiare del sostegno per la ristrutturazione e la riconversione dei vigneti sono gli imprenditori agricoli singoli e associati, le organizzazioni di produttori vitivinicoli riconosciuti, le cooperative agricole, le società di persone e di capitali esercitanti attività agricola e i consorzi di tutela autorizzati. Sono inclusi anche coloro che detengono autorizzazioni al reimpianto dei vigneti valide, ad esclusione delle autorizzazioni per nuovi impianti.

Fonte: Arena.

Signorvino cresce e rileva La Giuva di Alberto Malesani.
Nel 2022 fatturato salito del 50% Federico Veronesi: «Ora all’estero» •• Continua il processo di espansione in ambito vitivinicolo del gruppo Calzedonia. Il suo fondatore Sandro Veronesi, ideatore anche del marchio Signorvino, ha acquisito La Giuva, cantina produttrice di vini Valpolicella nell’area di Trezzolano, in val di Squaranto. L’ottica è di coniugare l’attività di produzione a quella di vendita di vino sfruttando come trampolino distributivo il canale delle sue attuali ventinove enoteche con cucina in Italia. In prospettiva di inaugurare un piano di aperture che a settembre porterà perla prima volta Signorvino all’estero, a Parigi nella zona di Place Saint-Michel.

Fonte: Arena.

Fra champagne vini di Maigret e rossi d’Italia.
Da domani a lunedì prossimo quattro appuntamenti per gli appassionati a Treviso, Noventa di Piave e Mogliano Veneto Fra champagne vini di Maigret e rossi d’Italia. Saranno sette giorni pieni per gli appassionati di vino i quali, da domani a lunedì prossimo, 27 febbraio, volendo avranno a che fare con un’agenda piuttosto fitta. Se amate la Francia e i vini francesi – tanto per cominciare -già la prima proposta (domani sera) potrebbe fare al caso vostro, dal momento che il sommelier-letterato-cantastorie Alberto Puppin, laurea in lettere e passato dal libraio, vi condurrà a Parigi in compagnia del commissario Maigret, tra un calice di Beaujolais, uno di Macon e un caffè corretto col Calvados. Una passeggiata letteraria con degustazione di una Borgogna minore, di molte preziosità nascoste e una puntata -in Normandia Sulla scia delle opere di maggior successo del grande scrittore di origine belga, si potrà rivivere la Parigi di Simenon in un appuntamento che fa parte del ciclo “Il calice racconta: storie di relazioni pericolose tra libri e bottiglie nelle parole dei loro protagonisti”.

Fonte: Gazzettino.

Oltrepò, il Sangue di Giuda ‘Nemo’ della cantina Vanzini è il miglior vino dolce d’Italia.
San Damiano al Colle (Pavia), 19 febbraio 2023 – Il vino Sangue di Giuda ‘Nemo’ della cantina Vanzini è stato premiato come miglior vino rosso dolce d’Italia. La premiazione è avvenuta nell’ambito dell’iniziativa ‘I migliori vini italiani’ dell’analista sensoriale Luca Maroni, iniziata a Roma giovedì sera e che si conclude oggi, domenica 19 febbraio, al Salone delle Fontane. Quattro serate ricche di degustazioni guidate, spettacoli e cene per un ristretto numero di partecipanti. E nell’Annuario 2023 dei Migliori vini italiani s’è ritagliato l’ambìto premio il sangue di Giuda ‘Nemo’ della cantina Vanzini di San Damiano al Colle, riconoscimento che porta ancora una volta un vino dell’Oltrepò Pavese a conquistare la ribalta nazionale.

Fonte: Il Giorno.

Le migliori cantine italiane secondo la classifica di Go wine: quali saranno?
Che sia a pranzo o a cena, il vino arricchisce la tavola, rappresentando un toccasana per la convivialità. Indipendentemente dal colore o dall’essere fermo o frizzante, molti amano accompagnare il pasto con un buon calice, gustandosi la freschezza unita al sapore di un boccone. Detto questo, curiosi di sapere quali sono le migliori cantine italiane? Lasciatevi trasportare nella classifica di Go wine, un vero guru che non vi deluderà. Go wine è una guida imprescindibile per l’enoturismo, incentrata proprio sulle cantine. Il vino non è solamente un accompagnamento al pasto, ma è anche tradizione, storia, cultura, dando vita a una narrazione che, partendo dalla sua origine, indaga su ciò che c’è intorno, come il territorio, l’accoglienza e i criteri di produzione.

Fonte: Trend Online.

Montepulciano, preoccupazione per il futuro della cantina sociale.
C’è preoccupazione a Montepulciano per il futuro della cantina Sociale, la “Vecchia Cantina di Montepulciano”. Fondata nel 1937 la struttura comincia a produrre nel 1940 con il primo imbottigliamento e da li inizia una storia costellata da molte soddisfazioni e traguardi importanti. Alla base dei numerosi successi c’è senza dubbio il lavoro dei viticoltori che sono anche i soci della cantina stessa. Oggi la produzione della Vecchia Cantina rappresenta circa la metà dell’intera produzione del Vino Nobile. Sono proprio i soci oggi a denunciare questa preoccupazione che a Montepulciano inizia ad essere abbastanza concreta e parte dall’approvazione del bilancio avvenuta circa due settimane fa. Seppur approvato, infatti il bilancio ha visto parere positivo solo per una manciata di voti e l’assemblea è stata caratterizzata da numerosi interventi mirati a sottolinearne le criticità.

Fonte: Radio Siena Tv.

Cantina Terre d’Oltrepo, martedì si vota: i candidati divisi sul prezzo delle uve. Tutti i nomi.
L’assemblea degli oltre 600 soci convocata nella sede di Broni. Dodici “poltrone” nel Cda.

Fonte: La Provincia Pavese.

‘L’Umbria del vino’, le cantine vincitrici della seconda edizione del concorso enologico regionale.
In attesa della cerimonia di premiazione con la consegna dei premi ottenuti intanto sono state svelate le 17 aziende vitivinicole. Durante la proclamazione segnalata la crescita della qualità dei vini. I risultati della seconda edizione del concorso enologico regionale “L’Umbria del vino” confermano l’interesse delle cantine e soprattutto la qualità dei vini. Con le aziende vitivinicole della regione che sono migliorate notevolmente dal punto di vista strutturale oltre che per la crescita del prodotto. Prima dell’annuncio dei vincitori sono stati questi gli aspetti sottolineati nel corso della conferenza stampa che si è tenuta giovedì 16 febbraio nella sede di Perugia della Camera di Commercio dell’Umbria alla presenza del presidente, Giorgio Mencaroni e del segretario generale, Federico Sisti.

Fonte: Umbria24.it.

Lutto nel mondo della cultura e del vino in Sicilia, è morto Vito Planeta.
È morto a 57 anni Vito Planeta, figlio del barone Gigi Planeta, produttore di vini dell’omonima casa vinicola, di cui Vito era socio. A stroncarlo un male incurabile. Una perdita non solo nell’enologia siciliana, ma anche per l’arte e per il mondo del poker, dove Planeta – nickname Invernomuto – era stato per anni tra i migliori interpreti d’Italia e d’Europa, con vittorie anche in prestigiosi tornei in giro per il mondo. Personaggio a tutto tondo, colto, dinamico e poliedrico.

Fonte: Giornale di Sicilia.

Ecco la dose di vino consigliata.
L’azienda trevigiana Bottega ha deciso di apporre sulle proprie bottiglie la scritta: «Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici». Non si placano le polemiche sulle etichette del vino, con relativi avvertimenti per la salute. Come moto l’Irlanda è stata autorizzata dalla Commissione dell’Unione europea a scrivere sulle etichette che il vino fa male, equiparandolo di fatto a sostanze cancerogene come le sigarette. Sono insorti alcuni Paesi produttori (Italia, Francia e Spagna in primis), mentre il nostro ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha lanciato una provocazione: «Il vino nuoce gravemente alla salute di chi non lo beve».

Fonte: L’Adigetto.

Cerasuolo di Vittoria DOCG Maskarìa Terre di Giurfo 2018.
Maskarìa di Terre di Giurfo è piena espressione del Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG di Sicilia. Il nome Cerasuolo deriva da “cerasa” che in dialetto siciliano significa ciliegia. Il Cerasuolo è un vino della tradizione ottenuto dalle varietà autoctone Nero d’Avola e Frappato, in percentuali disciplinate, prodotto principalmente nella provincia di Ragusa e in parte nelle province di Caltanissetta e Catania. La data di nascita del Cerasuolo di Vittoria coincide con la fondazione della città di Vittoria, avvenuta nel 1607. La fondatrice della città, Vittoria Colonna Henriquez-Cabrera, vedova del conte di Modica, cugino del Re di Spagna, incentivò la produzione del vino concedendo privilegi a coloro che avessero piantato vigne: in quell’anno regalò ai primi 75 coloni un ettaro di terreno a condizione che ne coltivassero un altro a vigneto, favorendo così un’enorme espansione del vigneto nelle varie contrade; in pochi anni il vino prodotto in questa zona divenne un fatto economico rilevante, valorizzando la naturale fertilità del territorio.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

Mangiare vino e formaggio fa bene? La risposta dell’esperto.
Abbinare formaggio e vino richiede una certa abilità perché ogni singolo prodotto, che sia fresco o stagionato, che abbia un sapore più forte o più delicato, ha le sue peculiarità e caratteristiche. In generale più il formaggio ha struttura più il vino deve essere corposo, insomma deve essere in grado non solo di esaltarne il sapore ma anche bilanciarne il gusto. Tra gli abbinamenti enogastronomici più famosi del mondo, quello del vino rosso e del formaggio ha certamente una posizione di rilievo. Basta pensare ai corsi, alle degustazioni, alle fiere, e alle manifestazioni ad essi dedicati, alle proposte di enoteche, cantine e ristoranti, fino all’immaginario romantico di una cena a lume di candela con tanto di calici di vino rosso e un vassoio di formaggi accompagnati da deliziose piccole marmellate, composte e miele. L’arte dell’abbinamento di vino e formaggio richiede studio, conoscenza approfondita delle materie ed esperienza.

Fonte: Il Dunque.

“Difendiamo la qualità dei prodotti ed il legame uomo-terra-cibo, che è messo in discussione”.
Francesco Lollobrigida, Ministro delle Politiche Agricole: “il rischio di vedere stravolto il nostro modello alimentare è reale”. Tra disincentivi al consumo di carni rosse e vino e l’apertura a insetti e carni sintetiche, ma non solo, le riflessioni di Francesco Lollobrigida, Ministro delle Politiche Agricole: “il rischio di vedere stravolto il nostro modello alimentare è reale. Dobbiamo sensibilizzare altri Paesi in Europa e non solo a difenderci contro un modello che vuole standardizzare tutto”.

Fonte: WineNews.

Le anteprime toscane 2023 trovano il mercato del vino in grande forma.
Si sono svolte nell’arco della settimana le Anteprime Toscane del vino, l’evento annuale che vede coinvolto tutto il comparto vinicolo della Toscana (o quasi). La kermesse dei vini toscani costituisce per i produttori il luogo in cui si presentano i frutti del proprio lavoro a stampa ed operatori, ma è anche un momento di confronto e scambio di opinioni tra amici. La manifestazione sì è aperta l’11 febbraio con PrimAnteprima 2023, presso il Cinema della Compagnia di Firenze, dove alla presenza della stampa nazionale e internazionale, in un dibattito moderato da Tinto (noto volto di Decanter Rai Radio2), i rappresentanti delle istituzioni insieme ai consorzi di tutela hanno fatto il punto sull’andamento, e sui trend ed export del settore vitivinicolo in Toscana e del fenomeno dell’enoturismo.

Fonte: Siena News.

“Un quarto di vino”, l’evento enogastronomico e culturale della città di Quarto.
Rientra nel programma degli eventi culturali del Comune di Quarto, nella rassegna “Un quarto di luna in un cielo di stelle”, la giornata dedicata al vino svoltasi sabato 18 febbraio, in piazza Santa Maria. Con stand enogastronomici per la degustazione dei prodotti tipici dei Campi Flegrei, “Un quarto di vino“, ha messo in luce le tipicità del nostro territorio e delle sue tradizioni, le sue particolarità enogastronomiche, le tipicità portate alla conoscenza di una società sempre più attenta a quello che è il passato del luogo in cui si vive. La città ha risposto bene e il numero di persone accorse in piazza Santa Maria è stato notevole. Presente il primo cittadino di Quarto, Antonio Sabino che ha commentato entusiasta la risposta della cittadina Flegrea a questo evento culturale. “L’enogastronomia, la consapevolezza delle tradizioni, sono alla base della cultura di ogni paese e rispettarle, ergerle alla conoscenza di tanti anche a chi viene da fuori città, è il valore aggiunto che si sta acquisendo anno dopo anno” – ha dichiarato.

Fonte: TERRANOSTRA | NEWS.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 19 febbraio 2023!

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Aglianico per passione.
Peppino Pagano è uno di quei personaggi carismatici di cui l’universo vitivinicolo ha sempre necessità. Originariamente imprenditore nel campo ristorativo-ricettivo, per lui la produzione del vino rappresenta un ritorno alla terra, oltre che un ricongiungimento con le tradizioni familiari, che vedono la sua casata coltivare la vite fin da fine ‘800. Galeotta fu, in questa sorta di “folgorazione sulla via di Dioniso”, la visita all’azienda Ruffino, ormai parecchi anni fa. Detto questo, gli esordi sono tutt’altro che facili. Giuseppe cerca terreno utile ad essere coltivato, ma la storia di quell’angolo, ai tempi misconosciuto, della provincia di Salerno non lo aiuta.

Fonte: Espresso.

Gli ottimi vini dell’altra Toscana Sorprese e qualità in 330 etichette.
Viaggio fra i Consorzi presenti alla Settimana delle anteprime. «La nostra ricchezza è la varietà». Bel caleidoscopio di profumi e sapori dai 17.000 ettari dei territori ‘nascosti’. Chiamatela minore, se vi garba. Ma sarebbe un approccio sbagliato. D’accordo, dodici consorzi insieme non fanno gli ettari di vigne delle grandi denominazioni: ma è il mercato a insegnare che piccolo è bello, e che l’amore alla Toscana passa anche per la ricchezza della diversità. D’accordo, nei listini non troverete le bottiglie che fanno voltare la testa appena se ne ode il nome, ma se li scorrete avrete sorprese. Nei prezzi, e soprattutto nella qualità. Lo dimostra il catalogo dei vini in degustazione venerdì al Palaffari di Firenze, per la giornata che ha chiuso la Settimana delle Anteprime: bianchi, rossi, alcuni rosati, qualche vinsanto e qualche spumante, perché la diversità dell’Altra Toscana passa per una gamma ampia.

Fonte: Nazione.

L’abbinamento.
Müller Thurgau Un bianco figlio del freddo. Michei di Michei Hofstätter stupisce con note di mela e agrumi misti a tigli e acacia. Poi scalda il palato con vivace finezza. Aglianico in rosa Vela Vento Vulcano: un omaggio al golfo di Napoli firmato Cavalier Pepe: nel naso fiori e marasche preannunciano freschezza e sapida arguzia 1 Rubesco di Lungarotti Dall’Umbria, Sangiovese e Colorino esplodono in un bouquet di spezie, pepe, tabacco dolce e violetta. II tannino armonico avvolge e seduce il palato. E la tavola gioisce.

Fonte: Specchio.

L’intervento – Se anche il produttore chiede di fare attenzione al suo vino -La scienza è chiara sui rischi dell’alcol anche in Italia il cambiamento è iniziato.
Quando un mese fa una giornalista mi chiese un commento sulla decisione dell’Irlanda di apporre sulle bottiglie di alcolici avvertenze circa i danni alla salute provocati dal consumo di alcol, non mi sarei mai aspettata che le mie dichiarazioni sollevassero tanto rumore. Avevo detto qualcosa che la comunità scientifica sa bene da tempo. Antonella Viola La scienza è chiara sui rischi dell’alcol anche in Italia il cambiamento è iniziato Anche un produttore di prosecco ora suggerisce in etichetta di non superare i due calici al giorno Per l’Oms non esiste un consumo sicuro, ma la politica ha paura di schierarsi in questa lotta. Quando un mese fa una giornalista mi chiese un commento al volo sulla decisione dell’Irlanda di apporre sulle bottiglie di alcolici avvertenze circa i danni alla salute provocati dal consumo di alcol, non mi sarei mai aspettata che le mie dichiarazioni sollevassero tanto rumore.

Fonte: Stampa.

Intervista a Vittorio Navacchia – Classe 33, un vino che nasce nel ricordo di Sergio Navacchia.
II figlio Vittorio: «È un progetto che ha preso piede quando era ancora in vita Lo volevamo fare tutti con forte determinazione e oggi ci siamo riusciti» «QUESTA avremmo dedicato un vino sicuramente questo progetto, in bottiglia raramente avrebbe fatto le corna figlia da appena quaranta giorni, RAPPRESENTA scaramantiche. Al di là delle bat- ha macerato in contenitori di ceUN VALORE tute, che poi tanto battute non so- mento vetrificato, è poco estratti» no, questo è un progetto che ha vo e presenta un 10% di uve intere preso piede comunque quando all’interno della vasca per donare IMOLA nostro padre era ancora in vita. Lo eleganza. Affinamento sempre in RICCARDO ISOLA volevamo fare tutti con forte de- cemento tranne due mesi estivi.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

La Sagra del vino anticipa la festa Tre spettacoli al teatro Pasolini.
La Sagra del vino di Casarsa, giunta alla 75a edizione, quest’anno si terrà dal 21 aprile a12 maggio. La Pro Casarsa ha reso noto il calendario della manifestazione, che accentua sempre più il triplice obiettivo di divertire, valorizzare le eccellenze enogastronomiche, far conoscere le bellezze del territorio. Novità di quest’anno, tre appuntamenti speciali che vanno sotto il titolo Aspettando la Sagra del vino e che, fra teatro e musica, accompagneranno il pubblico da fine marzo. «Sarà una Sagra del vino che renderà omaggio ai suoi 75 anni di storia — fa sapere Antonio Tesolin, presidente della Pro loco — con mostre, convegni, musica, eventi. E non mancheranno il divertimento del luna park e i sapori tipici da gustare nei chioschi enogastronomici gestiti dalle associazioni locali.

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

“Vini selvaggi” torna a Roma la nuova edizione della fiera.
Fiera sui vini naturali il 12 e 13 marzo, oltre 100 produttori selvaggi” torna a Roma la nuova edizione della fiera E’ conto alla rovescia per la quarta edizione di “Vini Selvaggi”, fiera indipendente dedicata ai produttori di vini naturali, artigianali e a basso intervento. La manifestazione, in programma a Roma domenica 12 e lunedì 13 marzo presso Spazio Novcccnto, ospiterà oltre 100 produttori artigianali di vini, sidri e birre a fermentazione spontanea, di cui 20 cantine internazionali. I vignaioli presenti faranno degusta re oltre 900 vini provenienti da Italia, Francia, Spagna, Slo venia, Germania, Polonia.

Fonte: Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio.

Cantina Prosecco mette in etichetta I’ammonimento: non più di 2 bicchieri.
Sandro Bottega, modo per educare. Tutti dobbiamo fare nostra parte 1 Cantina Prosecco mette in etichetta l’ammonimento: non più di 2 bicchieri industria delle bollicine entra in campo nella disfida del vino, e per la prima volta un’azienda aggiunge nell’etichetta delle proprie bottiglie l’avvertenza al consumatore “non più di 2 bicchieri al giorno”. L’iniziativa è della trevigiana `Bottega’, uno dei brand più conosciuti del settore. Un marchietto a forma di cuore sarà aggiunto in etichetta per avvertire i clienti ad un consumo consapevole: “Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici”.

Fonte: Le Cronache Nazional.

Intervista a Ginevra Coppacchioli. «Il mio vino nato dalle macerie del sisma» – Ginevra e il vino nato dalle macerie del sisma «Sembrava follia, ora siamo in mezza Europa».
Visso, la 27enne Ginevra Coppacchioli «Il mio vino nato dalle macerie del sisma» Servizio a pagina 5 Ginevra e il vino nato dalle macerie del sisma «sembrava follia, ora siamo in mezza Europa» II ritorno alle radici della 27enne Coppacchioli: una cantina a Cupi di Visso, dopo aver studiato in America Latina e negli Stati Uniti «Abbiamo riportato in auge l’antica tradizione del «vino del pastore», ma in modo inclusivo e sostenibile. Stiamo crescendo». «Aveva una forte passione per l’imprenditoria, mi sono buttata in questa avventura per lui» di Lucia Gentili Ginevra Coppacchioli, titolare della Cantina Coppacchioli Tattini (azienda biologica), ha 27 anni ed è approdata a Cupi di Visso per un «gesto d’amore» verso la famiglia e le sue radici. Ha vissuto tra Argentina, Brasile e Venezuela, poi ha fatto il liceo classico a Lodi e l’università a Roma – con anni passati a studiare tra Stati Uniti e America Latina -, mentre sviluppava il progetto aziendale. «Attualmente sono ancora un po’ girovaga – dice -, ma di base sto tra Roma (mi sono iscritta ad un corso di perfezionamento) e le Marche (per lavoro e famiglia, mia mamma e mia sorella)».

Fonte: Resto del Carlino Macerata.

«Imprese Vincenti», il premio a Torino.
L’azienda di Ginevra è stata premiata mercoledì a Torino per «Imprese Vincenti», il progetto di Intesa Sanpaolo dedicato alla valorizzazione delle piccole e medie imprese d’eccellenza. Alla giovane è andata la menzione speciale «per il particolare legame con il territorio, la valorizzazione del made in Italy e l’introduzione di innovazione». La sua azienda sorge a circa mille metri sul livello del mare; qui ha preso forma l’idea di recuperare un antico vitigno: il Cupatto. Si tratta di un Pecorino autoctono della zona la cui produzione si era perduta ed è stata ripresa per riportare in bottiglia il «vino più alto delle Marche».

Fonte: Resto del Carlino Macerata..

Il gruppo Bonacchi investe a Bolgheri.
Acquistati quattro ettari, di cui due iscritti alla Doc, per 2,5 milioni. Gli investimenti milionari non si fermano a Bolgheri. L’ultimo in ordine di tempo si aggira attorno ai 2,5 milioni di euro. Un ettaro a Doc può arrivare a valere infatti fino ad un milione di euro nella patria di Sassicaia. Ad acquistare è stato il grande gruppo vitivinicolo Bonacchi, che nasce a Montalbano, provincia di Quarrata (Pt) e che negli anni ha conquistato le grandi griffe toscane dal Chianti Classico al Brunello. Quattro gli ettari totali, di cui due iscritti alla Doc. L’azienda toscana, che produce in totale circa 3 milioni di bottiglie, ha comprato l’azienda agricola La Cerretella di proprietà di Michela Bianchi. Siamo nella campagna che collega la Strada del vino a Donoratico.

Fonte: Corriere Fiorentino.

Vino, olio e ortaggi versione Ferragamo.
Mercoledì alle 18 all’Innovation Center presentazione di “Fratelli”, firmato da Santo Versace Esce un volume illustrato sulle eccellenze della tenuta di famiglia al Borro, da 30 anni un fiore all’occhiello di famiglia.Salvatore fa il vigneron, produce sei rossi poi un bianco, un rosato, uno spumante, un vinsanto e una grappa. Sua sorella Vittoria cura l’orto, e spedisce cassette di bella e fresca verdura a destra e a manca. Il padre Ferruccio non disdegna di fare anche lui il “contadino”, assaggia volentieri il vino, ma anche l’olio extravergine dai 120 ettari di filari e olivete, e cura da vicino il suo bel gregge di pecore. Parrebbe una normale scena da dinastia agricola con il pallino del biologico.

Fonte: Nazione Firenze.

#portamiconte, il Nobile diventa sostenibile.
Premio ‘Verso un’economia circolare’ al Comune di Montepulciano con il Consorzio del vino: ‘doggy bag’ e ‘bottle bag’ nei ristoranti. Creati contenitori in materiale riciclato e riciclabile per il cibo non consumato. Continua l’Anteprima del Vino Nobile. Oggi, dalle 14 alle 19, e domani, dalle 12 alle 17, porte aperte agli operatori del settore e ai winelovers in Fortezza a Montepulciano. Nel calice, i vini usciti quest’anno, con Nobile 2020 e Riserva 2019 in evidenza. Intanto il territorio è protagonista anche fuori dai suoi confini. II Comune di Montepulciano ha infatti vinto il premio «Verso un’economia circolare» (nella sezione enti locali, Comuni fino a 30mila abitanti), promosso da Fondazione Cogeme Ets. La cerimonia di premiazione si è svolta ad Erbusco (Brescia), nella sede del Consorzio per la tutela del Franciacorta.

Fonte: Nazione Siena.

Inventiva, social e cinese: così un vicentino vende vino in Oriente.
Gregorio Lichen e la sua impresa a Hangzhou Inventiva, social e cinese: così un vicentino vende vino in Oriente. «Ho aperto l’attività il zo gennaio 2020, il giorno in cui veniva annunciata al mondo l’esistenza del Covid». E una scommessa vinta quella del goenne Gregorio Lichen, nato a Verona ma cresciuto a Vicenza che, dopo aver inaugurato tre anni fa la sua azienda di importazione di vini nella città di Hangzhou, è riuscito a portare in sette regioni della Cina i prodotti delle migliori cantine venete. Attraverso la sua attività, inoltre, Licheri si è fatto conoscere anche nei social cinesi, diventando un vero e proprio ambasciatore dello stile italiano, tanto da venire invitato a esporre i suoi vini durante gli eventi di vari brand di lusso.

Fonte: Corriere del Veneto Vicenza e Bassano.

Come conservare le bottiglie di vino in cantina. Decalogo e rimedi quando sa di tappo.
Una mini guida dedicata a chi ama il vino e sa che, per poterlo apprezzare pienamente, anche il modo di conservarlo influenza la sua degustazione. Che si tratti di etichette importanti o no, la sistemazione delle bottiglie di vino deve essere ottimale, non solo per preservarle a lungo ma anche per scongiurare qualsiasi rischio legato eventualmente a umidità, sbalzi termici e ossidazione. Abbiamo curiosato nel luogo per eccellenza della conservazione del vino ovvero la cantina ed ecco qualche piccolo “segreto” rubato agli esperti. Alcuni sono davvero sorprendenti. Come è noto, il vino nasce ma poi ”invecchia” in bottiglia e soltanto se è conservato al meglio, allora mantiene la sua elasticità.

Fonte: Trend Online.

La cantina «La Giuva» di Alberto Malesani acquistata da Signorvino.
Sandro Veronesi, fondatore del Gruppo Calzedonia e ideatore del brand Signorvino, è ufficialmente il nuovo proprietario della Cantina La Giuva, azienda vitivinicola produttrice di vini autoctoni della zona di Trezzolano, in alta Val Squaranto, che era di proprietà dell’ex allenatore di Chievo e Verona Alberto Malesani. Di recente Signorvino ha aquisito vigneti anche in Sardegna – con Podere Guardia Grande nella zona di Alghero – e le coltivazioni con metodo biologico ai Castelli Romani (a Lanuvio) con la cantina Tenimenti Leone.

Fonte: L’Arena.

Calzedonia investe nel vino, acquisita la cantina La Giuva.
Sandro Veronesi, fondatore del Gruppo Calzedonia e ideatore del brand Signorvino, è ufficialmente il nuovo proprietario della Cantina La Giuva, storica azienda vitivinicola produttrice di vini autoctoni della zona di Trezzolano, in alta Val Squaranto. Con l’acquisizione de “La Giuva” in Valpolicella, a nord di Verona e di proprietà dell’ex allenatore di calcio Alberto Malesani, il Gruppo Calzedonia intraprende ufficialmente un nuovo percorso nel settore vitivinicolo, sfruttando il canale di Signorvino come vetrina nelle principali città italiane. La nuova proprietà continuerà la collaborazione con Alberto Malesani nello sviluppo del progetto.

Fonte: Nordest Economia.

Vino: la cantina Bottega indica in etichetta il “consumo massimo suggerito”.
L’azienda veneta Bottega dà vita a etichette apposte sulle bottiglie col marchio a forma di cuore in cui è scritto “Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici”. L’azienda veneta Bottega brucia tutti e dà vita, prima in Italia, a etichette apposte sulle bottiglie col marchio a forma di cuore in cui è scritto “Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici”. È lo stesso Sandro Bottega, patron dell’omonima azienda di Bibano (Treviso) tra i principali produttori di vino e distillati italiani, a spiegare questa scelta: «Medici e politici, produttori e consumatori hanno spesso detto delle cose giustissime: l’alcol fa male, ma se consumato in quantità moderata, è un male che il nostro corpo riesce a tollerare bene; altri hanno detto delle sciocchezze senza basi scientifiche, compresa la dimensione del cervello. In Bottega siamo sempre stati sensibili al concetto “bere bene fa bene” e addirittura già 30 anni fa distribuivamo un opuscolo nelle scuole per insegnare ai giovani cosa significasse “bere bene”, oppure distribuivamo i nostri cataloghi con il carattere Braille, anche per far presente che l’eccesso di alcol porta alla cecità, oppure ancora abbiamo dato supporto agli enti che si occupavano del reintegro degli alcolisti: l’impegno sociale della nostra azienda non si è mai fermato, l’educazione al bere è proprio il primo atto da fare prima ancora di iniziare a bere.

Fonte: Horecanews.it.

Renzo Rosso si dà al vino, il patron Diesel ha varato la holding Brave Wine.
Renzo Rosso punta deciso sul vino, uno dei settori trainanti del Made in Italy nel mondo, ed entra in una cantina in Piemonte. L’imprenditore veneto del jeans Diesel e della moda di lusso con diverse griffe ha varato una holding per gestire le sue attività in questo ramo dell’agroalimentare: Brave Wine. Nel portafoglio di questa nuova società l’ultimo acquisto è la “Josetta Saffirio” di Sara Vezza, marchio dell’Alta Langa che produce a Monforte D’Alba (Cuneo), Barolo e Nebbiolo tra i più pregiati. «Ho creato la holding Brave Wine per gestire in toto il mio progetto vino. Lidea è quella di essere presenti nei territori d’eccellenza in Italia e nel mondo – commenta in una nota Renzo Rosso -. Abbiamo già integrato due eccellenze come Benanti e Josetta Saffirio di Sara Vezza, ma continueremo nella nostra ricerca per avere un portfolio rappresentativo della ricchezza e della qualità di questo settore a livello internazionale». Dopo l’esperimento con Canevel (controllata da Masi), si parla di un possibile sbarco diretto nell’area del Prosecco, molto probabilmente l’obiettivo è acquisire una cantina della Docg. Ma lo stesso imprenditore non esclude anche un interesse per i vini francesi.
Fonte: Il Gazzettino.

Gli appuntamenti del vino a marzo e aprile 2023.
Gli eventi del vino sono attesissimi da appassionati e addetti ai lavori. I primi possono approfondire la conoscenza di questo mondo affascinante e degustare ottime etichette, spesso accompagnate dalla presentazione dei produttori in persona. Per gli operatori, invece, sono un’ottima opportunità di confronto e business. Marzo e aprile 2023 sono particolarmente densi di appuntamenti enoici, con manifestazioni storiche come il Vinitaly in Italia e il Prowein in Germania ma anche con kermesse piccole ma interessantissime. Un nuovo grande evento, invece, fa il suo debutto quest’anno con la prima edizione: il Salone del Vino di Torino.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

Slow Wine Fair, la fiera del vino “bio” a Bologna si apre agli spirit.
Organizzata da BolognaFiere e SANA, Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food, Slow Wine Fair porta avanti nel mondo del vino lo storico impegno di Slow Food sui temi della biodiversità, della sostenibilità ambientale e dell’equità sociale. Attese nei padiglioni di Slow Wine Fair 750 cantine, il 50% in più rispetto alla precedente edizione, la metà delle quali certificate biologiche, biodinamiche o in conversione, da tutte le regioni italiane e da 21 Paesi dei cinque continenti. Tra i Paesi esteri maggiormente rappresentati, quelli del Nord America e del Nord Europa, e tra questi in particolare la Germania, il più importante mercato europeo per il vino bio, il quarto mercato al mondo per consumi e la seconda destinazione del nostro export di vino.

Fonte: Apetime-Magazine.

Dalla moda al vino: anche la Josetta Saffirio di Monforte d’Alba nella holding di ‘mr Diesel’.
Territorio d’attrazione, le Langhe, ma questo lo sappiamo bene. Non solo per imprenditori e capitani d’industria che prendono casa tra le colline – esempi degli ultimi anni, tra gli altri, Alessandro Profumo e Carlo Debenedetti, cittadini d’adozione, rispettivamente, di Monforte d’Alba e Dogliani –, ma anche per chi intende investire nelle cantine espressione dei grandi vini che le hanno rese famose nel mondo. Se è notizia di poche settimane addietro l’uscita definitiva della famiglia Currado dalla cantina Vietti di Castiglione Falletto – passata nelle mani dell’industriale Usa Kyle Krause, già proprietario della storica Enrico Serafino di Canale – l’ultimo caso in ordine di tempo vede protagonista il patron di ‘Diesel’ Renzo Rosso, industriale della moda da anni presenza stabile nelle classifiche degli uomini più ricchi d’Italia.

Fonte: Lavocedialba.it.

L’Italia del vino: Barbaresco, alla scoperta delle sue origini antiche.
Tutti o quasi sono concordi nell’affermare che furono i Romani dopo la conquista delle Gallie a iniziarne la coltivazione, disboscando i fitti querceti della provincia di Cuneo per impiantare vigneti di uva Nebbiolo. La bottiglia di spesso vetro scuro molato artigianalmente, con etichetta scritta a mano, del “Barbaresco 1870”, conservato alla Cascina Drago di San Rocco Seno d’Elvio (Cn), ne fanno la più antica bottiglia di Barbaresco in circolazione, ma le origini del celeberrimo vino piemontese sono molto più antiche. Tutti o quasi sono concordi che furono i Romani dopo la conquista delle Gallie a iniziarne la coltivazione, disboscando i fitti querceti di queste zone per impiantare vigneti di uva Nebbiolo, tanto prolifica quanto capace di dare frutti succosi, ideali alla produzione del pregiato vino Barbaritium, rinomato anche nei secoli a venire, quando nel 1799, per compiacere le richieste del generale dell’esercito austriaco Von Melas che aveva prevalso sulle truppe francesi, venne richiesto agli abitanti della zona un carro colmo di barili di vino Nebbiolo, per celebrare il momento, facendone la più antica menzione al vino con cui si produce il Barbaresco.

Fonte: italiaatavola.net.

Vino, Soldati (La Scolca): “Nel 2023 punti di forza sostenibilità, internazionalizzazione e territorio”.
Roma, 17 feb. (Adnkronos/Labitalia) – Il 2022 è stato certamente un anno importante per La Scolca, la cantina vitivinicola piemontese che ha reso celebre il Gavi nel mondo. Molti i riconoscimenti ottenuti dalle etichette della maison, ai quali si è aggiunto quello personale a Chiara Soldati, insignita del Cavalierato della Repubblica direttamente dalle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Un grande onore che è giunto a coronamento di un’annata positiva sotto molti aspetti – spiega Chiara Soldati, Ceo de La Scolca – e che dà a me e a tutto il mio team la giusta carica per affrontare nel migliore dei modi questo 2023. Che, ora più che mai, sarà all’insegna del concetto di glocal espresso da Zygmunt Bauman, nel senso che siamo convinti che sempre più occorra pensare globale e agire locale. Vogliamo valorizzare quanto più possibile quanto di buono offre il nostro territorio, ma con la consapevolezza che sia necessario farlo pensando a delle strategie internazionali”.

Fonte: Today.

Vino femminile plurale con le ricette della tradizione e il new vintage di Casa Pellegrino.
Una meravigliosa giornata assolata milanese, di fine gennaio, nell’accogliente casa di Cavoli a Merenda è stato il palcoscenico perfetto per le pietanze siciliane di casa Pellegrino. Piatti golosi creati seguendo il ricettario curato dalle quote rosa della nota cantina di Marsala. Iconica azienda fondata nel 1880 da Paolo Pellegrino e, in seguito guidata dalla famiglia Renda. Una presentazione originale ricca di quei sapori della memoria che sintetizzano una Trinacria delicata, raffinata e certamente identitaria. Questa cucina dei ricordi svela le tradizioni culinarie che Angela, Carola, Caterina e Paola hanno saputo racchiudere in un carnet di ricette siciliane, per lo più marsalesi, in ricordo della nonna Josephine, gentildonna francese arrivata a Marsala nel 1895, futura moglie di Carlo Pellegrino. Dieci ricette ideali per l’inverno, tre per la primavera, sette per l’estate e quattro per l’autunno oltre una dozzina perfette per tutto l’anno. Attenzione esiste anche un sontuoso menù delle feste declinato per Natale, Pasqua, ferragosto e la fine della vendemmia.

Fonte: Identità Golose.

Turismo del vino, un viaggio tra le “terre eroiche lucane” in vista di “Vini da terre etreme” a Matera.
Il turismo enogastronomico che ha nel vino uno dei suoi punti di forza in Basilicata ha un potenziale fortemente inespresso nonostante appassionate iniziative di produttori, vitivinicoltori e associazioni di categoria. Lo evidenzia il Centro Studi Turistici Thalia sottolineando che le indicazioni che provengono dal Rapporto sul Rapporto Enogastronomico 2022 rappresentano il punto di riferimento per fare di più e meglio. Come confermano le tracce digitali lasciate dagli utenti della Rete attraverso post, recensioni, ecc. la curiosità e l’interesse per le visite alle cantine, alle manifestazioni, agli eventi e sagre che si svolgono in Basilicata è in crescita. Quali le regioni più apprezzate? Anzitutto la Toscana, che si distingue per avere una delle quote più significative (il 25% del totale delle tracce digitali riguarda l’enogastronomia) e uno dei livelli di soddisfazione più elevati (86,1/100). Spicca nella classifica il Molise, che nel nostro Paese è la regione con la più alta percentuale di tracce digitali sul tema (33%), nonostante il giudizio degli utenti sia tra i più bassi. Il vino catalizza l’attenzione degli utenti di tutte le nazionalità.

Fonte: SassiLive.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 18 febbraio 2023!

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Renzo Rosso, nasce Brave Wine.
la holding del vino di Renzo Rosso, che inaugura anche l’ingresso in una realtà vitivinicola d’eccellenza, la Josetta Saffirio di Sara Vezza in Monforte D’Alba (Cuneo).

Fonte: Corriere della Sera.

Eur, esperti e volti noti al Salone delle Fontane.
Serata all’insegna del buon vino al Salone delle Fontane per l’inaugurazione della 22esima edizione de «I Migliori Vini Italiani 2023», kermesse dedicata all’eccellenza vinicola del Belpaese (fino a domani). Molti gli appassionati del settore enologico che hanno partecipato. all’opening, presentato dagli ideatori Luca e Francesca Romana Maroni; in platea il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e sul palco il giornalista Bruno Vespa, presente nelle vesti di vignaiolo, essendo produttore del Primitivo di Manduria «Raccontami». Coinvolto dalla stessa passione il notaio, volto noto della tv, Luigi Pocaterra, patron della cantina Colline San Biagio; tra gli ospiti anche la giornalista e conduttrice televisiva Barbara Palombelli e la fashion designer, nonché docente di Fotografia di Moda alla Sapienza, Valentina Dardi.

Fonte: Corriere della Sera Roma.

Consiglio sul prosecco: «Bevete solo 2 calici».
L’alcolicamente corretto sfonda persino nel Nordest: salutismo o marketing? Consiglio sul prosecco: «Bevete solo 2 calici» Il noto produttore trevigiano Bottega stampa sull’etichetta la raccomandazione: «Per bere bene non c’è bisogno di ubriacarsi» Sandro Bottega. Non più di due bicchieri al giorno, la misura perfetta di un “bere responsabile”. La “modica quantità”. Parola di medico, dietologo, salutista. Si, ma anche parola di produttore di vino. E che produttore: uno di quelli del prosecco doc, un vero “patrimonio dell’umanità” delle colline trevigiane, con quattro secoli di storia alle spalle e fatturati da capogiro. Eppure… eppure l’azienda Bottega di Bibano di Godega, provincia di Treviso, ha deciso di prevenire tutti, i medici, i dietologi, i salutisti, le indicazioni dell’Unione Europea e via dicendo, e ha fatto tutto da se’.

Fonte: Libero Quotidiano.

La lunga marcia delle donne del vino «Noi protagoniste dell’innovazione».
LA NEOPRESIDENTE DANIELA MASTROBERNARDINO: «PRESENTI IN TUTTA LA FILIERA, MA ANCORA NON C’E’ LA PARITA’». Sempre più impegnate nell’accoglienza e nella comunicazione, ma in prima linea anche in vigna e in cantina. Protagoniste dell’innovazione in un settore solo pochi anni fa considerato ancestralmente maschile, le donne del vino hanno scardinato negli ultimi anni molti pregiudizi. «Ho cominciato a lavorare negli anni ’90, quando eravamo ancora poche in ruoli di rilievo. In questi tre decenni molto è cambiato. La presenza femminile è trasversale a tutta la filiera, anche se non significa che si sia raggiunta una piena parità di genere», ricorda Daniela Mastrobernardino, amministratore ed export manager di Terredora, neoeletta al vertice dell’Associazione Nazionale Donne del Vino.

Fonte: Messaggero.

In cantina – Haut-Brion, ok le doppio magnum.
Dopo aver analizzato l’andamento delle quotazioni alle aste delle bottiglie junior e senior e delle magnum di Château Haut-Brion, sotto esame questa settimana sono le bottiglie da tre litri, le doppio magnum. E la prima volta che queste bottiglie di formato speciale di Haut-Brion quotate sia nell’anno in esame che in quello precedente sono in numero sufficiente per poter dedicare a esse una puntata di questa rubrica: evidentemente il mutamento delle abitudini alimentari e degli stili di vita imposto dall’emergenza sanitaria durante la pandemia da Covid-19 non ha provocato soltanto effetti temporanei. Per i 14 millesimi di Haut-Brion questi effetti continuano a essere positivi: nel 2022 il loro valore complessivo è cresciuto di 3.045 euro, salendo da 50.639 a 53.684. Un passo avanti contenuto, del 6%, ma piu che soddisfacente in un anno tormentato e contraddittorio come il 2022, e comunque nello stile di questo premier cru della Graves, estraneo a ogni eccesso.

Fonte: Milano Finanza.

Intervista a Carlo Petrini – A BolognaFiere torna Slow Wine Fair, la fiera del vino buono, pulito e giusto.
Nel prossimo futuro, come ritiene dovrà mutare la figura del vigneron alla luce delle nuove sfide che ha di fronte il produttore di vino: crisi climatica, istanze neo salutiste, diminuzione dei consumi? Siamo di certo di fronte a un bivio nel consumo e nella produzione del vino, con i giovani che preferiscono altri alcolici (birra e cocktail) e la popolazione di appassionati che sta invecchiando. In più vediamo come sta rapidamente mutando il clima, con una siccità che obbliga a riflessioni profonde, senza le quali si rischia di vedere stravolta completamente la viticoltura europea. Non ci si può nascondere di fronte a queste sfide, pena la perdita d’identità e di un patrimonio costruito nei millenni.

Fonte: Resto del Carlino Slow Wine Fair.

Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow
Benedetto Tarantino, Ostinai?, Slow Food Editore Enoteche, ristoranti, winebar e osterie che propongono vini iconici di terroir internazionali e delle regioni italiane; sono questi i locali candidati aI Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, nato dalla collaborazione di Slow Food e Milano Wine Week per valorizzare il lavoro di chi promuove la cultura dei bere bene e del vino buono pulito e giusto, e per rafforzare íl legarne tra locali che incentrano le proprie selezioni sii vini di questo tipo e wine lover. I riconoscimenti, territoriali e tematici, vengono conferiti a 12 diverse categorie. Fra i premi territoriali italiani troviamo la migliore selezione di Barolo e di Chianti Classico, e la migliore selezione di vini irpini e di Trebbiano d’Abruzzo.

Fonte: Resto del Carlino Slow Wine Fair.

I Protagonisti.
Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere La seconda edizione di Slow Wine Fair consolida il ruolo di BolognaFiere come polo espositivo leader e snodo imprescindibile dell’agroalimentare a livello Internazionale, arricchendone ulteriormente l’offerta. Abbiamo avviato questo percorso con le manifestazioni Sana e Marca, che ci hanno consentito di maturare una significativa esperienza ultratrentennale nell’ambito del biologico e della sostenibilità. Nella Slow Wine Fair mettiamo a frutto quell’esperienza anche grazie al gioco di squadra con Slow Food e FederBio, nostro partner di lunga data, e apriamo i padiglioni ai protagonisti di un mondo vitivinicolo che guarda al futuro con coscienza e impegno. E i risultati finora ottenuti confermano che la strada intrapresa quella giusta.

Fonte: Resto del Carlino Slow Wine Fair.

Tra sabbia e argilla grandi etichette nel cuore del Chianti.
Tra sabbia e argilla grandi etichette nel cuore del Chianti attoria di Valiano, il cui nome affonda le radici nella Lex Julia, è una tenuta dal passato glorioso. Appartenuta a condottieri valorosi e capi di Stato prestigiosi, ora è parte del lungimirante progetto enoico di famiglia Piccini, guidato da Mario. Suo figlio Michelangelo, insieme a Benedetta e Ginevra, le sorelle, prosegue oggi il percorso virtuoso iniziato nel ’95. Siamo a Castelnuovo Berardenga, a due passi da Siena, un’Uva in cui il Chianti Classico raggiunge espressioni di tensione, sapidità e potenza in una terra duttile, sede di interpretazioni internazionali di grande vividezza. Si parla di 250 ettari, di cui 75vitati (tutti in conduzione biologica), collocati perlopiù a quota 350 metri sul mare e dotati di eccellente esposizione, in cui suoli argilloso-sabbiosi forniscono “spalle” robuste a una produzione completa, caratterizzata dall’altissima qualità media delle etichette.

Fonte: Sport Week.

Vini di Romagna in autodromo Tappa a Misano.
Lunedì 20 i produttori si presentano agli operatori di settore per una giornata intera. Vini in autodromo, dopo Imola a Misano. L’appuntamento è per lunedì 20 febbraio al Misano World Circuit Marco Simoncelli di Misano Adriatico dove si svolgerà “Circuito Divino 2023. Vini di Romagna, un capolavoro!”, il salone professionale dei vini Dop e Igp della Romagna dedicato alla ristorazione della Riviera organizzato dal consorzio vini di Romagna. La manifestazione si sviluppa su un pomeriggio intero (dalle 12 alle 19), per consentire esclusivamente ai professionisti dell’horeca di conoscere e scoprire numerose cantine e tantissimi vini di qualità, scelte interessanti in vista dell’imminente stagione estiva.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Atutta… Bit! L’area matesina offre il meglio di sé e fa gol.
Bojano e l’hinterland alla Borsa internazionale del turismo per il secondo anno: una scommessa vinta Atutta… Bit! L’area matesina offre il meglio di sé e fa gol. Una tre giorni dalla grande affluenza in uno stand, quello del Molise, dal volto arcaico ma accattivante, innovativo, tecnologico e di impatto visivo: anche le eccellenze del Matese e di Bojano hanno avuto un ruolo centrale nel labirinto della Borsa internazionale del turismo di Milano. Lo stesso labirinto che all’uscita ha offerto ai visitatori una splendida sorpresa: la riproduzione del teatro di Pietrabbondante con le sue sedute ergonomiche. Li la visione di un Molise dai caratteri eccelsi, senza tempo, proiettata su maxi schermi curvi, dai contenuti attrattivi grazie a immagini di paesaggi, borghi, tradizioni e cibi.

Fonte: Primo Piano Molise.

Un rosato nato per durare nel tempo.
La bottie:11a Fila 2020 Rosato Salento Igo Azienda: La Scacchiera Uve: Negoamaro Preso: 16 euro II vino Filia 2020 Un rosato nato per durare nel tempo di Pasquale Porcen C9 è una bella differenza tra un vino invecchiato e un vino da invecchiamento. Una differenza non da poco che spesso non viene sufficientemente considerata, ancor — più se riguarda un vino rosato. Nel senso comune del consumatore medio, il rosato è vino fresco, da consumare nell’anno e quando va bene nell’immediato anno a seguire. E infatti, poche sono le interpretazioni che affidano a questa tipologia la capacità di durare nel tempo. II vino rosato destinato a una certa longevità è una scommessa che non molti produttori si sentono di affrontare.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Anteprima del Nobile Invasione di ‘winelovers’.
Arrivano oggi centinaia di operatori ed appassionati in Fortezza Domani alle 17 premiazione del concorso con la Pro loco «Belle vetrine». Montepulciano un palcoscenico per tutto il territorio Premio Grifo a due strutture italiane. Ultimo weekend per l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano. Da oggi a lunedì si aprono le porte agli operatori del settore ed ai winelovers. Dopo la giornata inaugurale dedicata alla stampa internazionale (oltre 150 giornalisti, di cui 80 da tutto il mondo) la storica Fortezza è adesso pronta ad ospitare il pubblico pronto a scoprire le nuove annate entrate in commercio quest’anno, Nobile di Montepulciano 2020 e Riserva 2019 in primis.

Fonte: Nazione Siena.

San Gimignano, tempo di Vernaccia.
Calici alzati per l’Anteprima 2023. II sindaco Marrucci: «Plauso ai produttori per le difficoltà superate» La Vernaccia di San Gimignano ha brindato il suo XVIII esimo anno della ‘Anteprima 2023′ internazionale con 120 «studiosi» giornalisti di settore fra italiani e stranieri arrivati sotto le torri da tutto il mondo. Un classico. Dunque brindisi a calici alzati. Alla Vernaccia. «Possiamo già dire che la Riserva 2021 è senz’altro una bellissima annata, confermando la positiva evoluzione nel tempo della Vernaccia per l’ultima vendemmia 2022». II commento soddisfatto del sindaco Andrea Marrucci che ha fatto gli onori di casa in sala Dante.

Fonte: Nazione Siena.

In via Montalbano a Vinci Torna “Divento vino’ Le aziende in mostra.
Vinci Domani, sabato 18 febbraio, e domenica 19 a Vinci, allo spazio espositivo di via Montalbano 6, è in programma l’appuntamento “Divento Vino”, iniziativa ideata e promossa dalla Pro Loco di Vinci in collaborazione con le aziende vitivinicole del Comune di Vinci e patrocinata dall’Amministrazione Comunale. All’interno di “Divento Vino” sarà possibile degustare il vino per conoscerne il percorso e l’evoluzione, dalla botte alla bottiglia. Saranno 24 i produttori presenti, tutti concentrati tra Vinci, Cerreto Guidi, Montespertoli, Baratti e Ginestra Fiorentina. «In questo territorio abbiamo grandi eccellenze che meritano di essere conosciute — commenta Paolo Frese, assessore all’Agricoltura del Comune di Vinci.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Etichette anti alcol eccessi sul vino produttori divisi « E’ marketing» «Ci danneggia»- Etichetta anti-alcol, produttori divisi « Solo marketing». « Fa confusione».
Storico produttore Sandro Bottega con due calici di Prosecco. Etichette anti eccessi sui vino produttori divisi «È marketing» «Ci danneggia», alle grappe e ai liquori, vogliamo consumatori contenti, non, ubriachi» Tip Le guardi e vedi un cuoricino sue bottiglia col consiglio di bere «al massimo due bicchieri di vino»; C chi lo legge: come ratia eco ad un intero sistema, gioiello del vino ‘ veneto, e chi invece come una provocazione per tranquillizzare tutti. Fa discutere la decisione di Sandro Bottega, storico produttore, c e ha deciso di far comparire sul retro delle proprie etichette un messaggio anta eccessi. Dal cuore con il limite a due bicchieri al giorno, Bottega «Lo estenderemo Etichetta anti-alcol, produttori divisi « Solo marketing». «Fa confusione» Elvira Bortolomiol L’iniziativa vuole informare sul consumo moderato di alcol e lanciare l’allarme. Lo guardi e vedi un cuoricino col consiglio di bere al massimo due bicchieri di vino.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Toscani: «Si beve per piacere Basta buonismo stupido».
II fotografo Oliviero Toscani oggi vive a alale Marittimo, in provincia di Pisa, in una tenuta dove alleva cavalli e produce vino e olio. Rocco, uno del suoi figli, è impegnato nell’azienda di famiglia: gestisce a pochi chilometri dalle terre sacre di Bolgheri dodici ettari di varietà internazionali come il Syrah, il Cabernet Franc e il Petit Verdot. Toscani ha la comunicazione (e la provocazione) nel sangue, le sue campagne fotografiche nel corso degli anni hanno fatto discutere. E dopo una carriera dedicata al marketing e alla comunicazione scandalistica, il cuoricino con dentro il suggerimento di bere «al massimo due calici» non gli piace. «Ognuno faccia quello che vuole, se Bottega vuole mettere quel cuore sulle sue bottiglie è libero di farlo — dice Toscani.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Rosso investe ancora e crea la holding del vino In campo pure Veronesi.
Mr Calzedonia, da Signorvino alla Valpolicella di Glannl Favero vieava Nuova acquisizione nel mondo del vino da parte di Renzo Rosso, patron di Only The Brave (Diesel), che ha scelto di rilevare una importante quota di maggioranza di Josetta Saffirio, società di Monforte d’Alba (Cuneo) nota per la sua produzione di Barolo, Nebbiolo e spumanti. L’operazione si aggiunge alle altre intraprese da Rosso a partire da Diesel Farm, una piccola realtà da 25 mila bottiglie sulle colline vicentine, a cui si sono aggiunti una partecipazione del 109 di Masi Agricola, griffe veronese dell’Amarone e, lo scorso autunno, l’ingresso con il 40% nella siciliana Benanti, casa sulle pendici dell’Etna in grado di produrre 25o mila bottiglie con metodo biologico.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Renzo Rosso, una holding per il vino.
L’imprenditore vicentino della moda ha fondato ›«Saremo nei territori d’eccellenza in Italia e nel mondo» Brave Wine e acquisito la Josetta Saffirio in Piemonte Tra gli obiettivi l’acquisizione di un brand del Prosecco NEl PORTAFOGLIO GIA LA CANTINA SICILIANA BENANTI E LA DIESEL FARM DI MARQSTICA. E RED CIRCLE E SOCIA DI MASI L’IMPEGNO VENEZIA. Renzo Rosso punta deciso sul vino, uno dei settori trainanti del Made in Italy nel mondo, ed entra in una cantina in Piemonte. L’imprenditore veneto del jeans Diesel e della moda di lusso con diverse griffe ha varato una holding per gestire le sue attività in questo ramo dell’agroalimentare: Brave Wine. Nel portafoglio di questa nuova società l’ultimo acquisto è la “Josetta Saffirio” di Sara Vezza, marchio dell’Alta Langa che produce a Monforte D’Alba (Cuneo), Barolo e Nebbiolo tra i più pregiati. «Ho creato la holding Brave Wine per gestire in toto il mio progetto vino.

Fonte: Gazzettino.

Rosso sceglie le Langhe Nasce l’holding del vino.
La nuova società Brave Wine gestirà Diesel Farm e la partecipazione in Benanti Rosso sceglie le Langhe Nasce l’holding del vino L’accordo con il marchio Josetta Saffirio di Cuneo, 100 mila bottiglie all’anno, consente di entrare nei mercati del Barolo e del Nebbiolo •• Si chiama Brave Wine la società che Renzo Rosso ha creato per gestire gli investimenti nel settore vinicolo di alta gamma, una realtà che nasce dal suo amore per la terra e da una costante ricerca delle migliori realtà del settore e dei terroir più prestigiosi. Renzo Rosso è presente nel settore del vino da quasi trent’anni con Diesel Farm, sulle colline di Marostica dove nascono il Rosso di Rosso, il Bianco di Rosso, il Nero di Rosso, spesso premiati da riconoscimenti internazionali.

Fonte: Giornale di Vicenza.

In 100 migliori vini rossi italiani nella classifica Gentleman.
Bolgheri Sassicaia 2019 pigliatutto. È l’iconico vino toscano a guidare la Classifica delle Classifiche dei migliori 100 rossi italiani, compilata, come ogni anno, da Gentleman, il magazine di lifestyle di Class Editori (adesso in edicola con MF Milano Finanza). La Top 100 è ottenuta incrociando i voti delle sei guide italiane più autorevoli – Gambero Rosso, Veronelli, Bibenda, Vitae, Cernilli e Maroni – attraverso un database unico, che censisce oltre 2mila etichette all’anno da 15 anni, a cura di Cesare Pillon, affiancato da Emanuele Elli. Il numero 1, il Sassicaia, era secondo nel 2022, ma mancava da tempo dalla vetta, dopo essere stato per anni il dominatore. “Un ritorno al passato?” si chiede il giornalista Cesare Pillon, che comunque non ha dubbi: “Il Sassicaia merita ogni riconoscimento, è il vino che ha aperto le strade dell’export alla produzione italiana di qualità”.

Fonte: Gambero Rosso.

Renzo Rosso sbarca in Langa con Josetta Saffirio. E lancia “Brave Wine”, il suo polo del vino.
La griffe del Barolo, Diesel Farm e Benanti sono il nucleo di un progetto che mira a radicarsi in tutti i grandi territori dei fine wines italiani. All’inizio, quasi trent’anni fa, quella per il vino era una passione, un di più rispetto al core business di Renzo Rosso, imprenditore che da Vicenza ha conquistato il mondo della moda e del lifestyle con il marchio Diesel. Nel 2016, la presa di coscienza, sancita da parole ben pesate – “il nuovo lusso è il mondo del bio” – e la svolta imprenditoriale, che ha portato nel 2021 all’ingresso nel capitale di Masi Agricola, storica griffe dell’Amarone della famiglia Boscaini, di cui oggi Renzo Rosso detiene il 10%, attraverso la holding Red Circle. Ad ottobre 2022, il primo investimento fuori dal Veneto, in uno dei territori emergenti del vino italiano, l’Etna, con l’acquisizione del 40% di Benanti, azienda da 170.000 bottiglie prodotte, per un investimento di 7,5 milioni di euro (qui il nostro articolo).

Fonte: WineNews.

‘Pallagrello’,la storia di un vino racconta un intero territorio.
Raccontare la storia di un vino, ripercorrerne le peripezie, seguirne le fortune fra banchetti di corte e consumo nelle osterie, cercarne le tracce anche in luoghi dove non ti aspetteresti di incontrarlo. Tutto questo significa non solo parlare del vino stesso, in questo caso il Pallagrello, ma tracciare la storia di un intero territorio, l’Alto Casertano, perché solo la conoscenza delle radici può aiutarci a capire il presente (e il futuro). Il nuovo libro di Manuela Piancastelli, giornalista e vignaiola, “Pallagrello il vino del vento, del fiume, del re”, edito da Valtrend (18 euro), assolve al difficile compito di trovare le tracce del Pallagrello, vino riscoperto alla fine degli anni Ottanta del Novecento dopo un secolo di oblio, tra antiche fonti documentarie, oltre duecento, scovate nel corso di vent’anni di ricerca

Fonte: ANSA.

Birra o vino, qual è la bevanda preferita dai giovani?
Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale della vigna e del vino, nel 1965 in Italia si consumavano oltre 110 litri di vino pro capite, quarant’anni dopo nel 2005 il dato crollava ai 46 litri pro capite, e tuttora il calo prosegue con l’ultima attestazione del 2021 che parla di 40 litri. Anche la Francia in drastico calo si attesta a circa 38 litri mentre il paese europeo che più beve vino è il Portogallo con 45 litri. Questi dati, pubblicati recentemente da Winenews, sono sostanzialmente in linea con una analoga ricerca che compare sulla Cucina italiana e che mette a confronto i gusti di millennials (ovvero i giovani nati tra 81 e 96) e generazione Z (ovvero quelli nati tra 97 e 2012), ebbene appare chiaro come i millennials siano ancora discretamente legati al vino, con un’ottanta per cento di preferenza, mentre per la generazione Z il vino, che pure mantiene un’ottima percentuale di gradimento, ma è nettamente dietro alla birra.

Fonte: Apetime-Magazine.

Intervista a Daniela Mastroberardino, Presidente Donne del vino.
Tenace come da essere chi nasce in terre montane e di confine, e resiliente agli ostacoli lungo il cammino. È oggi Presidente delle Donne del Vino, il sodalizio nazionale che unisce più di 1000 donne. Studio in economia, nel 1994 partecipa, insieme al padre Walter e ai fratelli Paolo e Lucio, alla fondazione della tenuta agricola di famiglia, Terredora Di Paolo, di cui oggi è amministratore oltre che export manager. È socia delle Donne del Vino dalla fine degli anni Novanta, quando l’allora delegazione campana era composta da sole 4 produttrice. Ha ricoperto anche incarichi in altre associazioni di settore: è stata Presidente di Movimento Turismo del Vino della Campania, prima di divenire Presidente Nazionale del Movimento Turismo del Vino, ruolo che ha svolto dal 2012 al 2015. Nel 2016 ha ricevuto il Premio Standout Woman Award..

Fonte: Wine&Thecity.

Vino e salute: al Senato il convegno Bere mediterraneo sul consumo moderato e dieta mediterranea.
Bere vino sì ma con moderazione. Soprattutto se inserito in un corretto stile alimentare come la nostra dieta mediterranea. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato da esperti italiani ed esteri sul tanto dibattuto tema vino e salute, all’interno del Convegno Bere mediterraneo, svoltosi ieri al Senato presso la sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Un incontro mirato a fare chiarezza, dopo le ultime evidenze scientifiche, sulla differenza tra consumo moderato e abuso del vino, con buona pace degli health warning irlandesi in etichetta.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

Vino, Ascovilo e Ais alleati nel nome di Brescia-Bergamo Capitale della Cultura.
Il 26 febbraio a Brescia si terrà un singolare Open Day, storico appuntamento di Ais Brescia che nel 2023 è interamente dedicato alle denominazioni di origine protetta delle province di Brescia e Bergamo. Ascovilo protagonista con Ais di “Brescia Bergamo Capitale della Cultura“. Il 26 febbraio a Brescia si terrà un singolare Open Day, storico appuntamento di Ais Brescia che nel 2023 è interamente dedicato alle denominazioni di origine protetta delle province di Brescia e Bergamo. Analogo appuntamento si terrà in autunno a Bergamo a cura della Delegazione Ais di Bergamo per sancire il gemellaggio fra le due province. Domenica 26 febbraio l’Open day Ais di Brescia si aprirà in Via Triumplina 11 con il banco di Assaggio, dalle 10 alle 18.30, con nove denominazioni e oltre cinquanta etichette in degustazione (Valcalepio DOC, Moscato di Scanzo DOCG, Lugana DOC, Valtènesi Riviera del Garda Classico DOC, San Martino della Battaglia DOC, Garda DOC, Capriano del Colle DOC, Botticino DOC, Valcamonica IGT).

Fonte: Radio Lombardia.

Insediamento della “Città italiana del vino 2023”: la siciliana Menfi.
Dopo Barolo (Cuneo) nel 2021 e Duino Aurisina (Trieste) nel 2022, è la siciliana Menfi (Agrigento), nel cuore delle Terre Sicane, la capitale del vino 2023 scelta dall’Associazione Nazionale Città del Vino, che raggruppa 470 comuni vitivinicoli ed enoturistici. Domani sabato 18 febbraio, presso la nuova cantina di Mandrarossa di Menfi, avverrà la cerimonia d’insediamento della neo “Città italiana del vino 2023” durante una convention dell’Associazione. Al via un’annata di eventi sul territorio dedicati a vino, cultura e turismo. Interverranno all’evento, oltre al presidente dell’Associazione Angelo Radica e il direttore Paolo Corbini, i sindaci delle “Città del Vino” siciliane, le cantine della Valle del Belìce, i ristoratori, i titolari delle strutture ricettive e tutti gli attori coinvolti in questo anno di attività che vedrà Menfi al centro del palcoscenico enoturistico.

Fonte: Floraviva.

Dalla scienza nasce l’IRVAS, l’Istituto di ricerca sul benessere alimentare.
Un’istituzione virtuale che riunisce i ricercatori scientifici italiani ed esteri: studi, analisi e collaborazioni internazionali per un sano stile di vita tra le mission dell’associazione. Il vino fa bene, il vino fa male. Le polemica sull’health warning irlandese e la presunta pericolosità del nettare di Bacco hanno portato alle ennesime discussioni tra scienziati e ricercatori: il vino fa davvero così male? Occorre fare chiarezza sul tema vino, alimentazione e salute, così come è emerso dal convegno Bere mediterraneo, tenutosi nella Sala Zuccari del Senato, su iniziativa del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio. Nel dibattito del suddetto convegno, è stata anche annunciata la nascita dell’IRVAS, l’Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute presieduto dal Prof Luigi Tonino Marsella del Dipartimento di Biomedicina e Prevenzione dell’Università Tor Vergata di Roma.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

Se la Langa è così: il mondo del vino raccontato ai giovani del terzo millennio.
Due giorni interamente dedicati ai giovani under 30 appassionati al mondo del vino per ripercorrere e conoscere, insieme ai produttori che hanno fatto la storia vinicola di Langhe Roero Monferrato, le tradizioni e le peculiarità del territorio. L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata anche grazie al sostegno delle realtà vitivinicole locali, organizza – in collaborazione con La Banca del Vino e Slow Wine – due giornate che mettono al centro proprio queste realtà, protagoniste di un passaggio di testimone alle nuove generazioni! Una opportunità unica per 240 giovani under 30 per scoprire la storia raccontata da chi l’ha fatta e vissuta, conoscere oltre 90 produttori di vino di Langhe Roero e Monferrato e professionisti del settore, con cui potranno confrontarsi durante conferenze, degustazioni e momenti di convivialità ad Alba e a Pollenzo.

Fonte: Unisg.

STAMPA ESTERA

“Croquer ces noisettes du Piémont pures, un moment de gourmandise raffiné.”.
GOÜTER UNE “TONDA GENTILE” DU PIÉMONT, c’est toucher à l’essence même de la noisette. Meilleure qu’un bonbon, car nutritive et sans sucre, la noisette du Piémont se grignote tout autant. Si elle est aussi addictive, cela tient à son goût, unique, au point qu’elle est réputée comme la meilleure du monde. Les amateurs de la petite boutique Enoteca Midi n’hésitent pas à traverser Paris pour aller en chercher quelques paquets sous vide. Créée en 2014 par un couple franco-arménien passionné de vins italiens, cette cave d’une vingtaine de métres carrés, aux allures de caverne d’Ali Baba, recèle surtout plus de cinq cents élixirs recherchés de la Botte, provenant du Barolo ou de l’Etna en passant par la Toscane, mais aussi quelques autres pépites à déguster, comme des huiles d’olive, des coeurs d’artichauts violets, des sauces tomate, des pâtes artisanales de Naples, du parmesan, tous choisis avec justesse. Et puis, au milieu des caisses de vins en bois qui s’étalent comme elles peuvent, il y a ces nocciole tostate, ces noisettes décortiquées et grillées d’une variété unique, la tonda gentile trilobata, autrement dite tonda gentile delle Langhe. Les propriétaires de ce lieu agencé au gré de leurs découvertes, Mihran Karabetyan et son épouse, s’approvisionnent à l’Azienda agricola Filippo Gallino, sur les collines de Canale, au nord d’Alba, dont ils ont également déniché les vins par hasard, lors du salon annuel de Vérone Vinitaly.

Fonte: M Le Magazine du Monde.

Lighter bottles: good for the planet and business.
Wine is now an established fact that the manufacture and transportation of glass bottles are the biggest factors contributing to wine’s carbon footprint. An international group of rulers has been researching how to reduce this most effectively and is making real progress. Of course, the ideal situation would be that all glass bottles were either reused or recycled because, unlike some materials, glass can be recycled virtually infinitely. (The proportion of recycled glass in bottles is currently 52 per cent in Europe, higher for green bottles and lower for clear ones.) But this doesn’t happen even in countries with admirable recycling schemes and clear guidelines for consumers. In the UK, recycling is administered by local authorities and councils, of which there are 333 in England alone. They all recycle differently — quite efficiently in Wales but less so elsewhere. The Scots have proposed a complicated returnable bottle scheme as part of establishing their independence from Westminster. As a consumer who wants to do the right thing, I would love more interference from Westminster in this respect. Like many Brits, I’m confused by the guidance and far from convinced that what I so carefully put in the recycling bin doesn’t end up in landfill or get shipped off to Indonesia. According to The Wine Society’s director of sustainability Dom de Ville, Britain is “considered the dirty man of Europe” when it comes to recycling. Not good, and a bit worrying considering we’re considerably better at it than the world’s biggest wine market, the United States. One option for reducing wine bottles’ carbon footprint that doesn’t rely on recycling is the campaign for lighter bottles. Working through Sustainable Wine Roundtable, a group of retailers — Waitrose, The Wine Society, Whole Foods, Dutch retailer Ahold Delhaize — has joined with the alcohol monopolies in Sweden and Finland to fund research into this. Since last September, Peter Stanbury has been interviewing interested parties and reviewing the literature with a view to coming up with a proposal that would see producers gradually using lighter and lighter bottles at the request of those they sell to. The SAQ, the alcohol monopoly in Quebec, has introduced such a scheme, though of course it’s easier to impose if there is a single retailer who can refuse to buy wine in bottles above a certain weight.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 17 febbraio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Etna e Montalcino.
Carlo Ferrini, la figlia Bianca e i suoi Giodo «Ho dedicato la mia vita professionale alla ricerca dell’eleganza nel vino». Carlo Ferrini (nell’illustrazione sotto), fiorentino di 68 anni, lavora da decenni in tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia. Nel mondo del vino è un nome celebre. Così conosciuto che ora, confessa, preferirebbe mettersi in secondo piano, per non fare ombra alla nuova generazione, la figlia Bianca e il suo compagno Riccardo Ferrari. Sul tavolo davanti a lui ha le sue creature, allevate dal 2002. Queste creature sono il Brunello di Montalcino Giodo e gli Alberelli di Giodo, sull’Etna. «Dopo aver vinificato per gli altri ho acquistato un piccolo podere a Montalcino» racconta Ferrini, «tra Sant’Angelo in Colle e Sant’Antimo, un vigneto circondato dal bosco.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Il vino rosso fa bene al cuore.
Chi beve vino, rosso in particolare e nella misura massima di due bicchieri al giorno, «ha 1151% in meno di rischi cardiovascolari e un calo del 30% dei rischi di declino intellettuale. Non c’è motivo di suggerire a coloro che bevono vino con moderazione di smettere di farlo». Lo ha detto Attilio Giacosa, Dipartimento di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica del Policlinico di Monza, intervenuto al convegno «Bere mediterraneo. Gli effetti sulla salute di un consumo moderato del vino» organizzato su iniziativa del senatore Gian Marco Centinaio a Palazzo Giustiniani, al Senato.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

La vite è una cosa meravigliosa – Il senso di Graziano per il tappo a vite.
E in questo caso è due volte vero, perché Graziano Prà, viticoltore di Soave, è convinto che il tappo a vite, per l’appunto, garantisca un’integrità e una longevità ai suoi vini impossibile da ottenere con il tappo tradizionale. E il confronto «all’americana» che abbiamo potuto fare qualche giorno fa nel corso di un pranzo-degustazione al ristorante Perbellini al Trussardi Café mostra che, almeno per i suoi vini, ha ragione lui: l’annata 2012 del Monte Grande, il suo cru di Monteforte d’Alpone, è nella versione con il tappo a vite un fratello nemmeno minore di un ottimo Riesling, tanto è minerale, sapido e scoppiettante di polvere da sparo; mentre la bottiglia con il tappo di sughero, pur contenendo anch’essa un ottimo vino, reca aromi più convenzionali e burrosi, magari grati a chi è rimasto legato a gusti di una ventina di anni fa.

Fonte: Giornale.

I nostri rinomati vini 2 e l’India a tavola.
II Gruppo Lunelli inaugura uno spazio virtuale col nuovo sito enotecalunelli.com, che si ispira all’originaria enoteca aperta nel centro di Trento da Bruno Lunelli nel 1927, dove non solo era possibile acquistare i prodotti, ma anche condividere il piacere del bere e del vivere italiano. Da domani a domenica alla Fortezza Medicea di Montepulciano si potranno degustare la produzione 2019 e 2020 del Nobile di Montepulciano che darà la possibilità di conoscere le annate in commercio ma anche altri vini del territorio, il tutto in uno scenario unico, nel cuore della cittadina.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Birra, ingrediente attrazione.
Da domenica la fiera riminese sulla bevanda diventata prima nei consumi alcolici fuori casa Birra, ingrediente attrazione Abbinamenti con cibo, turismo e adesso anche salute. Birra batte vino. È diventata la bevanda alcolica più bevuta nei pasti fuori casa durante la settimana: 19,8% birra, 18,8% vino. In valore è ovviamente il vino a primeggiare ma le birre artigianali cominciano ad allinearsi sul prezzo, almeno quelle top. Non a caso alla birra è dedicata un’intera fiera (Beer e Food Attraction The Eating Out Experience Show, salone b2b di Italian Exhibition Group) da domenica a mercoledì 22 febbraio alla fiera di Rimini.

Fonte: Italia Oggi.

Renzo Rosso conquista il Barolo Josetta Saffirio nasce l’holding per i vini.
L’imprenditore ha creato Brave Wine per consolidare tutte le partecipate del vino Giorgio dell’Orefice Dopo l’Amarone e il Nerello Mascalese sull’Etna, Renzo Rosso sceglie un altro grande vino rosso italiano e sbarca nelle Langhe in terra di Barolo. È stata infatti perfezionata l’acquisizione da parte del fondatore di Diesel della maggioranza di Josetta Saffirio di Sara Vezza che produce a Monforte d’Alba (Cuneo) Barolo, Nebbiolo e spumanti metodo classico dell’Alta Langa. A perfezionare l’acquisizione è stata – e questa è la seconda novità – la società Brave Wine, la nuova holding creata dall’imprenditore veneto nella quale confluiranno tutte le partecipazioni detenute nel mondo vitivinicolo, ovvero la Diesel Farm di Marostica (Vicenza), la etnea Benanti Viticoltori (rilevata appena qualche mese fa) e Josetta Saffirio mentre, per il momento, resterà fuori la partecipazione nella veneta Masi che resterà in capo alla Red Circle Investiments.

Fonte: Sole 24 Ore.

Vino e salute 2 bicchieri al giorno fanno bene.
La ricerca Vino e salute 2 bicchieri al giorno fanno bene )) Roma La miccia accesa dall’Irlanda – intenzionata a porre alert sanitari sulle bottiglie degli alcolici, vino compreso,- ha portato all’Italia coesione politica, con sinergia tra i ministri Lollobrigida, Tajani e Schillaci c una risoluzione votata all’unanimità in Commissione Agricoltura della Camera, oltre alla nascita dell’lrvas, Istituto per la Ricerca sul Vino, Alimentazione e Salute, che raduna accademici attivatori di confronto scientifico sull’impatto del regime alimentare sulla salute. Come quello di ieri , promosso al Senato dal vice presidente (Gian Marco Centinaio, che ha messo in luce le proprietà terapeutiche del vino sulla longevi la c l’abbassamento dei rischi di malattie cardiovascolari, ictus, diabete e declino cognitivo, nei casi di consumo moderato del bere di Bacco.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Cibo e vino, export da record nel 2022 ma crescono i falsi.
Con un aumento del 17% è record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo che ha raggiunto i 60,7 miliardi di euro nel 2022, trainato dai prodotti simbolo della dieta mediterranea come pasta, vino e ortofrutta fresca. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati ‘Istat. L’associazione aggiunge che però sale anche il valore dei falsi: 120 miliardi.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Bollicine emiliane dentro i calici: un giorno di assaggi.
Protagonista il Lambrusco Rogglo Emilia “I colori del Lambrusco: bollicine emiliane nel calice”: questo il nome del banco di assaggio organizzato dal Consorzio Tutela Lambrusco in collaborazione con Ais Lombardia e in programma a Milano per lunedì 20 febbraio dalle 15.30 alle 20.30 al Westin Palace Hotel, in Piazza della Repubblica20. L’appuntamento, gratuito ed aperto a aperto a sommelier, enotecari, ristoratori, buyer, giornalisti e a tutti gli operatori del settore, sarà l’occasione per degustare le diverse sfumature delle bollicine di Modena e Reggio Emilia grazie ai settanta vini proposti. Un’opportunità davvero unica per conoscere da vici Tante cantine reggiane lunedì prossimo a Milano per l’evento organizzato dal Consorzio Tutela Lambrusco no, attraverso gli assaggi, le sei differenti denominazioni di origine controllata che compongono l’ampio universo del Lambrusco.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Le coop: sinergie e intese sono indispensabili, non vanno trascurati le realtà del territorio.
Francescutti: Casarsa e Vittorio Veneto sono due realtà in salute Pinat: per fare utili con il Prosecco sono necessari determinati volum Le coop: sinergie e intese sono indispensabili, non vanno trascurate le realtà del territorio L’INTESA STEFANO ZANNIER SI PARTIRÀ CON LA COSTITUZIONE ASSESSORE REGIONALE DI UNA SOCIETÀ PER LA VENDITA ALL’AGRICOLTURA L’operazione è stata già votata all’unanimità dai due Cd.a Ha fatto rumore, in Friuli Venezia Giulia, la notizia dell’alleanza tra la cantina La Delizia di Casarsa e la cantina di Vittorio Veneto e Conegliano. Casarsa, per la nostra regione, vale il 20% del vino imbottigliato in termini di quantità ed è la maggiore realtà del settore. Vittorio Veneto e Conegliano è una società tra le più strutturate del Veneto, con oltre 110 milioni di fatturato e 2 mila ettari vitati, anche nelle Grave, dopo l’acquisizione, che risale al 2016, di Sacile e Fontanafredda.

Fonte: Messaggero Veneto.

Cantina Terre è sfida a tre per il Consiglio – Cantina Terre, la sfida a tre per il Consiglio.
Martedì sono chiamati alle urne i 600 soci della cooperativa, Sono 25 i candidati al Cda, 12 i posti da assegnare. Si avvicina la data delle elezioni per il rinnovo del Cda di Terre d’Oltrepo. I 600 soci sono convocati per martedì 21 febbraio, alle 14, al teatro Carbonetti di Broni. All’ordine del giorno dell’assemblea, dopo le comunicazioni del presidente uscente Enrico Bardone, è previsto il voto sul numero dei membri del Cda (da 9 a 13) e sulla determinazione del gettone di presenza per gli amministratori; poi i 25 candidati avranno due minuti di tempo per presentarsi, infine si passerà alla chiamata nominale per le votazioni.

Fonte: Provincia – Pavese.

Bardone: «Meno vino sfuso e più bottiglie, fateci finire il buon lavoro già fatto».
II presidente uscente rilancia: «Abbiamo avuto solo 10 mesi di tempo Vogliamo pagare il Pinot 70 euro al quintale e un po’ di più le uve» Bardone: «Meno vino sfuso e più bottiglie, fateci finire il buon lavoro già fatto» Sarà una lista di «continuità con k il mandato precedente. Vogliamo portare a termine il piano triennale che abbiamo approvato». Dopo la caduta del consiglio a gennaio, a causa di alcune dimissioni di consiglieri, il Cda uscente, guidato dal presidente Enrico Bardone, prova a tornare in sella a Terre d’Oltrepo: «Il nostro obiettivo è per lo meno l’attuazione del piano triennale, dopo di che potremo essere giudicati sul nostro operato — spiega Bardone -. In questi dieci mesi abbiamo portato avanti una serie di interventi, dallo sviluppo dei nuovi impianti di depurazione al reperimento dei fondi Pnrr per il fotovoltaico, abbiamo costruito una rete di agenti commerciali che prima non c’era e un’organizzazione aziendale che mancava, abbiamo nominato nuovi direttori e sostituito alcune figure che se ne sono andate, abbiamo tagliato i costi, recuperando insoluti vecchi di anni.

Fonte: Provincia – Pavese.

Callegari: «Prima di tutto vanno contenuti i costi e prudenza nelle scelte».
L’ex sindaco: «Qualsiasi politica dovrà mettere al centro i benefici per i conferitori. E servono tre o quattro prodotti di altissima qualità» Callegari: «Prima di tutto vanno contenuti i costi e prudenza nelle scelte» si, migliora” la qualità dei prodotti e rilanciare finalmente questo territorio». È la ricetta per il futuro della cantina Terre d’Oltrepo che propone l’ex sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari, a capo della lista, contrapposta a quella del Cda uscente, dove sono candidati anche alcuni consiglieri dimissionari. «La situazione della cantina è abbastanza delicata, per questo non è possibile continuare a fare proclami di spesa, ma serve un piano di sviluppo che stabilisca come e dove si debba risparmiar-e7 spiega Callegari -. Un esempio è quello dei depuratori: se ci sono dei problemi con gli scarichi dei reflui vanno risolti, ma da li ad accollarsi la spesa dei nuovi impianti e probabilmente poi della gestione ce ne passa. Per questo bisogna valutare bene le soluzioni, per capire se sia possibile demandare a Pavia Acque la realizzazione degli impianti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Boselli, l’outsider che arriva dagli States «Rilancio possibile».
«Le persone valide in Terre d’Oltrepo ci sono, hanno solo bisogno di strumenti per operare». C’è anche un candidato da oltreoceano in corsa per un posto nel prossimo Cda: si tratta di Paolo Boselli, 84 anni, che dal 1977 vive negli Stati Uniti e da allora si occupa di importazione di vini italiani, tra cui quelli della cantina di Broni, sul mercato americano. Nonostante viva a migliaia di chilometri di distanza, è sempre rimasto legato alla cooperativa oltrepadana «che deve avere l’ambizione di essere una cantina vincente» ribadisce. Boselli arriverà nel fine settimana dagli Stati Uniti e martedì prossimo sarà in assemblea al Carbonetti per presentare ai soci la sua candidatura da outsider, svincolata dai due schieramenti in campo.

Fonte: Provincia – Pavese.

Ex presidente Giorgi espulsione confermata.
L’ex presidente Andrea Giorgi è stato espulso dai soci di Terre. La sezione XV specializzata in impresa del tribunale di Milano ha accolto il reclamo della cantina contro la decisione del giudice di reintegrare tra i soci l’ex presidente. La vertenza aveva riguardato alcuni commenti pubblicati sui social da Giorgi, che la dirigenza aveva ritenuto lesivi dell’immagine della cantina, decidendo per l’espulsione dell’ex presidente. Giorgi aveva fatto opposizione alla decisione e il giudice, in attesa di esaminare le carte, aveva sospeso la delibera del Cda, reintegrandolo tra i soci. Ma, nei giorni scorsi, è arrivata, inaspettatamente, la sentenza del tribunale che ha dato ragione a Terre.

Fonte: Provincia – Pavese.

Alla cantina Coppacchioli Tattini di Visso il premio dedicato alle «Imprese Vincenti».
La Cantina Coppacchioli Tattini, a Cupi di Visso, è stata premiata a Torino per «Imprese Vincenti», il progetto di Intesa Sanpaolo dedicato alla valorizzazione delle imprese italiane d’eccellenza. Alla giovane titolare Ginevra Coppacchioli è andata la menzione speciale «per il particolare legame con il territorio, la valorizzazione del made in Italy e l’introduzione di innovazione». La sua azienda sorge a circa mille metri sul livello del mare; qui ha preso forma l’idea di recuperare un antico vitigno: il Cupatto.

Fonte: Resto del Carlino Macerata.

Otto comuni e un logo per candidarsi a paesaggio vitivinicolo.
Sarà ufficialmente presentato in occasione di una conferenza stampa che si terrà sabato 25 febbraio alle 11.30 al Polo museale di Pioraco, il logo ufficiale per gli otto comuni che rientrano nel progetto di candidatura del paesaggio vitivinicolo della Sinclinale Camerte, ovvero Camerino, Castelraimondo, Cerreto d’Esi, Esanatoglia, Fabriano, Gagliole, Matelica e Pioraco. Ad annunciarlo è stato Raimondo Turchi, presidente del Centro studi Luglio ’67, che nel 2021 lanciò la proposta subito accolta con entusiasmo da istituzioni locali, club e associazioni. L’incontro di Pioraco giunge al termine di una serie di importanti riunioni, la prima delle quali svoltasi il 28 gennaio a Matelica con il presidente regionale Unpli Marco Silla, le presidenti provinciali Unpli di Ancona, Loredana Caverni, e di Macerata, Silvia Pazzelli, gli otto sindaci della Sinclinale Camerte e l’assessore regionale alla Cultura, Chiara Biondi.

Fonte: Resto del Carlino Macerata.

Vigneron a Copenaghen Viaggio di promozione.
Dal Monferrato Un mercato da conquistare con Grignolino e Barbera Vigneron a Copenaghen Viaggio di promozione. Soddisfazione dalla recente trasferta danese per nove produttori di vino monferrini, afferenti al Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, in occasione dell’evento Piedmont to Discover curato dal WineeFood Consultant Elisa Spada, grazie al Psr 3.2.1.. Una preziosa occasione per confrontarsi con uno dei mercati, al mondo, più interessati al vino italiano, attraverso la programmazione di masterclass e di incontri B2B e B2C, direttamente a Copenaghen, cuore economico e capitale della Danimarca. Spiega la Spada: «Il mercato danese è appetibile per gli investimenti alla luce delle particolari condizioni che lo contraddistinguono, ovvero: una sana economia, un indipendenza energetica che, di questi tempi, non è poca cosa, una moneta solida e una propensione all’internazionalizzazione».

Fonte: Monferrato.

Tutto sul Grignolino tra vini e produttori.
“Il Nobile Ribelle” Spazio alla seconda edizione a Grazzano Badoglio Tutto sul Grignolino tra vini e produttori “Grignolino: il Nobile Ribelle”. La seconda edizione si terrà dall’11 al 13 marzo a Grazzano Badoglio. È partito il countdown in attesa della II Edizione de “Grignolino: il Nobile Ribelle”, il grande evento, interamente dedicato al Grignolino, promosso a Grazzano Badoglio dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con organizzazione a cura delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato e con il contributo di: Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Associazione Monferace, Consorzio Gran Monferrato, Consorzio Barbera Asti e vini del Monferrato e Associazione Produttori di Grignolino Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino, nonché col patrocinio del comune di Grazzano Badoglio.

Fonte: Monferrato.

Vignale D’Agata premia Accornero per il Grignolino.
C’è un solo Grignolino nella classifica 2022 dei 99 migliori vini italiani stilata dal critico italo-canadese Ian D’Agata: è il Grignolino del Monferrato Casalese doc Bricco del Bosco 2021 di Ermanno Accornero di Vignale Monferrato che con il punteggio di 94/100 spicca in solitaria tra i tanti Barolo e Barbaresco.

Fonte: Piccolo di Alessandria

Teatro e “speed date” per spiegare il mondo del vino ai giovani.
L’idea di Carlo Petrini: `Agli under 30 va raccontata la storia” Teatro e “speed date” per spiegare il mondo del vino ai giovani di Valentina Dirindin «I giovani conoscono il vino, sanno molto delle caratteristiche organolettiche del barolo e dei produttori, ma a molti manca un passaggio importante: non conoscono la storia del territorio e del re dei vini. Da questa constatazione maturata parlando con molti giovani è nata l’esigenza di queste due giornate». Parte da questo ragionamento il nuovo progetto pensato e voluto da Carlo Petrini, presidente dell’Università di scienza Gastronomiche di Pollenzo: una due giorni per raccontare i grandi vini delle colline di Langhe Roero e Monferrato a millennial e generazione Z. “Se la Langa è così – il mondo del vino raccontato ai giovani del terzo millennio” è una iniziativa di divulgazione sulla storia del vino pensata per studenti, operatori e appassionati.

Fonte: Repubblica Torino.

Premiato il Grignolino di Accornero Bricco del Bosco fra le eccellenze.
C’è un solo Grignolino nella classifica 2022 dei 99 migliori vini italiani, così come stilata dal critico italo-canadese, tra i massimi esperti di vitigni autoctoni italiani nel mondo, Ian d’Agata ed è il Grignolino del Monferrato Casalese doc Bricco del Bosco 2021 di Ermanno Accornero di Vignale, socio del Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese. Con il punteggio di 94/100, l’anarchico monferrino spicca audace in solitaria tra i tanti Barolo e Barbaresco, concorrendo a confermare il Piemonte la regione italiana dalla più rinomata e apprezzata vocazione enoica.

Fonte: Vita Casalese.

Grignolino, nobile ribelle.
Rassegna con l’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte Grignolino, nobile ribelle L’evento nel secondo week-end di marzo a Grazzano. È partito il conto alla rovescia per “Grignolino: il Nobile Ribelle”. Seconda edizione il secondo week end di marzo per l’evento, interamente dedicato al Grignolino, promosso dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, organizzato dalle delegazioni di Asti e di Casale ed il contributo di Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Associazione Monferace, Consorzio Gran Monferrato, Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino, nonché col patrocinio del Comune.

Fonte: Vita Casalese.

L’Umbria del vino, ecco i più buoni.
Si terrà giovedì 23 febbraio nella sede perugina della Camera di Commercio regionale la cerimonia di premiazione del concorso enologico “L’Umbria del vino” (inizio alle 9.30). Intanto ieri sono state annunciate le cantine che si sono distinte nella seconda edizione del premio, che per il momento non sanno quale dei vini selezionati hanno colpito la giuria né quale riconoscimento specifico riceveranno: Madrevite (Castiglione del Lago), Pucciarella (Magione), Scacciadiavoli (Montefalco), Baldassarri (Perugia), Cantina Fratelli Pardi (Montefalco), Le Cimate (Montefalco), Santo Iolo (Narni), Vetunna (Bettona), Cantine Blasi (Umbertide), Fattoria di Monticello (San Venanzo), Bettalunga (Marsciano), Briziarelli (Bevagna), Moretti Omero (Giano dell’Umbria), Berioli (Magione), Tenuta Affaitati (San Venzano), Tenute Lunelli (Bevagna) e Terre De La Custodia (Gualdo Cattaneo), questa la lista dei vincitori.

Fonte: Messaggero Umbria.

Sbarca a Padova la prima fiera nazionale del vino.
Anche la città del Santo avrà la sua Vinitaly. Più in piccolo, ma comunque prestigiosa: il Padiglione u della Fiera è pronto ad ospitare dal 24 al 26 marzo la prima edizione di «Padova in Vino», una tre giorni organizzata da Arte del Vino che raccoglie il meglio della produzione enologica italiana – saranno presenti oltre cinquanta aziende e più di trecento etichette – e che promette di essere «un appuntamento imperdibile per tutti i wine lovers della zona». Perché è proprio ai consumatori che si rivolge, siano essi preparati a livello sommelier o semplici appassionati alle prime armi: grazie a questa kermesse potranno infatti conoscere cantine e vignaioli da tutta la penisola e gustare così i colori, i profumi e i sapori del grande «Vigneto Italia» senza dover compiere fisicamente il giro dello Stivale.

Fonte: Corriere del Veneto Padova e Rovigo.

Bottega primo produttore con l’etichetta sul vino «Bevi solo due bicchieri» – «Bevete solo due calici». Consigli anti-alcol sul prosecco Bottega.
Il vino è cancerogeno dicono i medici e una lezione su Radio Rai di Antonella Viola aveva scatenato la reazione dei produttori. Ora Bottega ha deciso di fare un’etichetta che invita a bere massimo due calici. a pagina 5 «Bevete solo due calici». Consigli arti-alcol sul prosecco Bottega Prima risposta del produttore trevigiano all’appello di Antonella Viola «Lo facciamo per educare a bere bene». Bottega lancia l’etichetta col cuoricino che invita a limitare il consumo di vino. E Antonella Viola, biologa e ricercatrice dell’Università di Padova-al centro delle polemiche dopo aver dichiarato che «chi beve vino ha il cervello più piccolo», plaude all’iniziativa.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

«Al massimo due calici» Svolta salutista sui vini Bottega – Etichetta sui vini Bottega: «Solo due calici al giorno» Ma la scienza è già divisa.
Ma la scienza è già divisa >Treviso, il suggerimento riaccende >Uno studio: «L’uso moderato fa bene» le polemiche dopo la legge dell’Irlanda L’Iss: «Rischio cancro già con poco alcol» L’INIZIATIVA LANCIATA NELLE ORE IN CUI AL SENATO SI TENEVA IL CONVEGNO A SOSTEGNO DEL “BERE MEDITERRANEO”. Un marchio a forma di cuore sulla bottiglia: «Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici». L’iniziativa è della trevigiana Bottega, quattro secoli di storia dell’enologia (e della distillazione), azienda da 220 addetti e 85 milioni di fatturato, la prima in Italia a inserire sull’etichetta un’avvertenza per la salute, dopo le polemiche per il silenzio-assenso della Commissione europea alla legge dell’Irlanda che impone ai produttori un obbligo in tal senso. La notizia stata diffusa ieri, nelle ore in cui a Roma si teneva l’evento “Bere mediterraneo.

Fonte: Gazzettino.

Intervista a Sandro Bottega – «C’è chi parla senza sapere Educhiamo i consumatori al senso di responsabilità».
Il trevigiano Sandro Bottega è il presidente di Bottega Spa, il gruppo di famiglia che porta avanti insieme ai fratelli Stefano e Barbara, con sedi tra Veneto e Friuli. Dal quartier generale di Bibano, frazione di Godega di Sant’Urbano, l’imprenditore sta seguendo la stampa della nuova etichetta. «Ne abbiamo due versioni. La prima è più generica: “Drink responsibly”. La seconda è quella che suggerisce di bere al massimo due calici al giorno. Applicheremo l’una o l’altra a seconda dei casi: alcuni prodotti sono più leggeri». Perché due bicchieri? «La scienza dice di non superare i 40 grammi di alcol al giorno. Siccome il suo peso specifico è 0,8, parliamo di 5 centilitri di alcol puro, che diventano 30 040 a seconda che si tratti di un Prosecco da 11 gradi o di un Amarone da 16.

Fonte: Gazzettino.

«Non più di due calici al giorno» Prosecco, l’etichetta della salute – «Bevi al massimo due bicchieri al giorno» Bottega, l’etichetta invita alla moderazione.
«Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici». L’invito a bere vino responsabilmente compare per la prima volta sulle bottiglie di Prosecco. L’iniziativa è dell’azienda di Sandro Bottega (in foto): primo in Italia, ha deciso di lanciare questo messaggio sulle etichette. «Bevi al massimo due bicchieri al giorno» Bottega, l’etichetta invita alla moderazione II produttore mette il suggerimento sulle bottiglie di Prosecco. «Ma l’Europa fa terrorismo se dice che il vino fa male e basta» «Anche acqua e pane in quantità eccessive sono dannosi Serve intelligenza» «Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici». L’invito a bere vino responsabilmente compare per la prima volta sulle bottiglie di Prosecco. Iniziativa dell’azienda trevigiana Bottega che, prima in Italia, ha deciso di lanciare questo messaggio, che campeggia sulle etichette delle proprie bottiglie. Una finestrella a forma di cuore in cui è scritto, appunto, «Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici»

Fonte: Tribuna Treviso.

Conegliano e Vittorio La cantina sociale si allea a La Delizia.
Nuove prospettive di sviluppo per la cantina sociale di Vittorio Veneto e Conegliano. Dopo aver incamerato le ex cooperative di Sacile e Fontanafredda, punta a La Delizia di Casarsa. Non per una fusione, almeno per il momento. Ma per cooperare nella commercializzazione. «Volevamo consolidarci nell’attività dell’imbottigliamento e, appunto, in quella commerciale, dove Casarsa ha un’affermata presenza», afferma Stefano Zanette, presidente della società di Vittorio Veneto e di Conegliano, oltre che del Consorzio di tutela Doc. «Costituiremo insieme una nuova società per la commercializzazione del vino, in particolare Prosecco». La nuova srl avrà sede a Casarsa e una governance mista. La cantina di Vittorio Veneto e Conegliano vanta un fatturato di 110 milioni di euro e 500mila quintali di uva. La Delizia di Casarsa conta 320 mila quintali di uva raccolta, ha ricavi per oltre 63 milioni di euro. La prima ha già una forte rete commerciale, con marchi propri, mentre l’altra è focalizzata sul Conegliano e Vittorio La cantina sociale si allea a La Delizia lo sfuso. Si tratta, quindi, di una collaborazione complementare, funzionale a cavalcare la forte domanda mondiale di bollicine.

Fonte: Tribuna Treviso.

Manca, sommelier da podio.
Il rodigino Michele terzo al concorso sul Chianti Manca, sommelier da podio Sommelier polesano si piarya terzo al concorso nazionale per maestro di Chianti. Michele Manca, di Boara Polesine, è salito sul terzo gradino del podio. Il titolo Master ais Chianti classico 2023 rimane in Toscana, con Fabio Ceccarelli della delegazione di Firenze, è lui il vincitore della terza edizione del concorso organizzato da Ais Toscana in collaborazione con il Consorzio vino Chianti classico e l’Associazione italiana sommelier, con l’obiettivo di valorizzare la professione del sommelier nonché incrementare la conoscenza e la divulgazione del Chianti classico. Al secondo posto la toscana Ilaria Lorini, della delegazione di Firenze, mentre terzi a parimerito si sono classificati Vincenzo Calati, della delegazione di Genova, e Michele Manca, della delegazione di Rovigo.

Fonte: Voce di Rovigo.

Cantina Prosecco mette in etichetta non più di 2 bicchieri.
L’industria delle bollicine entra in campo nella disfida del vino, e per la prima volta un’azienda aggiunge nell’etichetta delle proprie bottiglie l’avvertenza al consumatore “non più di 2 bicchieri al giorno”. L’iniziativa è della trevigiana ‘Bottega’, uno dei brand più conosciuti del settore. Un marchietto a forma di cuore sarà aggiunto in etichetta per avvertire i clienti ad un consumo consapevole: “Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici”.

Fonte: ANSA.

Forbes incorona le 100 eccellenze d’Italia e c’è anche un’azienda friulana.
I produttori vitivinicoli della nostra regione continuano a mietere successi e attestati di qualità per le loro attività. L’ultima, in ordine di tempo, arriva nientemeno che dalla prestigiosa rivista di economia Forbes che, assieme a So Wine So Food, ha selezionato le 100 eccellenze italiane del 2023, ossia le aziende che, secondo la rivista, contribuiranno a far grande l’Italia. L’elenco è stato suddiviso in cinque settori: ristoranti, socialize, food, wine e drink. E proprio nella categoria wine figura anche una cantina del Friuli, la Cantina Specogna di Rocca Bernarda, a Corno di Rosazzo.

Fonte: Friuli Oggi.

Vino rosso, due bicchieri al giorno (massimo) per diminuire i rischi cardiovascolari e di declino intellettuale.
La ricerca ha il merito di fornire un quadro chiaro e organico sugli effetti positivi del vino sulla salute umana. Chi beve vino rosso e nella misura massima di due bicchieri al giorno, «ha il 51% in meno di rischi cardiovascolari e un calo del 30% dei rischi di declino intellettuale. Non c’è motivo di suggerire a coloro che bevono vino con moderazione di smettere di farlo». Lo ha detto Attilio Giacosa, Dipartimento di Gastroenterologia e Nutrizione Clinica del Policlinico di Monza, intervenuto al convegno «Bere mediterraneo».

Fonte: Il Messaggero.

Vino, un pellegrinaggio lungo un anno.
Se potessi permettermi di non lavorare, e se avessi vent’anni di meno, probabilmente mi cimenterei in un’impresa titanica mai compiuta prima: partecipare per un anno intero a tutte le fiere vinicole italiane. Questo assurdo pensiero mi è venuto l’altra sera, curiosando sul web, alla ricerca delle più importanti manifestazioni italiane legate al mondo del vino. Perché stavo facendo quella ricerca, ti domanderai? Perché la settimana prossima a Bologna ci sarà la tre giorni della Slow Wine Fair, la fiera del vino organizzata da Slow Wine in collaborazione con Bologna Fiere e Sana, il Salone Internazionale del Biologico e del Naturale. E allora mi sono chiesto: chissà quante sono in Italia le manifestazioni che hanno come protagonista il vino? Di più, molto di più di quelle che puoi pensare!

Fonte: Cremona Sera

Parlamento Ue: nessun bollino nero sul vino, re dell’export tricolore.
L’Europarlamento toglie i riferimenti al cancro dalle etichette. Ha vinto la linea italiana a difesa di un settore che vale 12 miliardi di fatturato. Il ministro Patuanelli: ci siamo opposti alle strumentalizzazioni | Pnrr, casa e auto: Meloni rischia la sconfitta nella sfida con l’Ue? Il Parlamento Europeo salva quasi diecimila anni di storia del vino. Così il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha commentato la decisione dell’Europarlamento di togliere i riferimenti al cancro dalle etichette. Ha vinto la linea italiana a difesa di un settore che vale 12 miliardi di fatturato e che offre direttamente o indirettamente occupazione a 1,3 milioni di persone.

Fonte: Milano Finanza.

Bere (poco) vino può far bene? Diabete, disturbi neurologici e cardiovascolari: i benefici in uno studio italiano.
Un pool di ricercatori ha pubblicato uno studio che riassume lo stato dell’arte sulle proprietà del vino: grazie a polifenoli e antiossidanti un consumo moderato può dare benefici. E ora nasce l’Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute. Chi l’ha detto che il vino fa male? Chi, come gli italiani, conoscono i principi cardine della dieta mediterranea sa che un consumo moderato di vino non può che fare bene. Ora lo ribadisce la scienza, con buona pace degli irlandesi che vanno avanti con la legge che prevede un “health warning” che comparirà sulle etichette di tutte le bevande alcoliche in Irlanda, senza distinzione tra alcolici e superalcolici.

Fonte: Sanità Informazione.

Vino: cosa significa veramente assaggiare?
Assaggiare e degustare, quali sono le differenze? Quali sono i passaggi della produzione del vino dalla pianta alla bottiglia? Come si può valutare in modo oggettivo un vino? A queste e a molte altre domande cerca di rispondere #vinodentro, il primo corso interamente in modalità elearning on demand ideato da Onav, Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino, giunto alla 15° classe. Oltre mille appassionati hanno già scelto questo metodo, moderno, dinamico ed elastico per approfondire la loro conoscenza sul vino.

Fonte: AgroNotizie – Image Line.

Vino e salute ancora sotto i riflettori. Moderazione e dieta mediterranea la “giusta regola”.
In Senato, medici e ricercatori a convegno. Il Ministro Lollobrigida: “la vicenda sul vino è simbolo di uno scontro tra modelli del mondo diversi”. “L’assunzione moderata di vino nell’età adulta e per lo più ai pasti nello stile della Dieta Mediterranea (2 bicchieri al giorno per uomini e 1 per le donne) favorisce la longevità, riduce il rischio delle malattie cardiovascolari, di diabete e disturbi cognitivi, e non influenza in maniera significativa il rischio di sviluppare un cancro, eccetto per le donne con storia personale o familiare di cancro alla mammella. Il vino non è un farmaco: è indubbio che gli astemi non devono iniziare a bere alcolici per ridurre il loro rischio di malattie. Non esiste medico che possa suggerire una cosa simile. Ma l’evidenza epidemiologica indica che non c’è motivo di suggerire a coloro che bevono vino con moderazione di smettere di farlo”. È ritrovabile nelle parole di Attilio Giacosa, gastroenterologo del Policlinico di Monza e per 20 anni all’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova, il messaggio di sintesi del convegno “Bere mediterraneo.

Fonte: WineNews.

Al via le iniziative di Menfi Citta italiana del Vino 2023.
Un anno di eventi attendono Menfi e le Terre Sicane per celebrare la designazione a Capitale del Vino Italiana 2023. Tra le grandi novità il ritorno di Inycon, la prima e più antica manifestazione del vino in Sicilia legata ai suoi luoghi di produzione. Attesa per la Cerimonia di insediamento dopo il passaggio di consegne avvenuto a Duino Aurisina (Trieste) durante la Convention dell’Associazione Nazionale dei 470 Comuni vitivinicoli ed enoturistici.
L’appuntamento, incentrato su diverse tematiche legate ai territori e alla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli, delle progettualità e della promozione, è per Sabato 18 Febbraio alle 10:30 presso la nuova cantina di Mandrarossa per dare avvio alle attività di Menfi Città Italiana del Vino 2023.

Fonte: ANSA.

STAMPA ESTERA

Pernod Ricard forte croissance malgré le recul du cognac et du champagne.
Per-nod Ricard a réalisé un chiffre d’affaires en augmentation de 19 96 8 7,1 Inllli aY?s d’euros au premier semestre. La croissance du marchés des spiritueux se confirme Per od Ricard a enregistra un e_hlffre d’affetres de 73 milliards d’euros en hausse de 19 % en facial etde11%enorganique/ru premier set:ne:Be de 1’u eresce décale 2022-2023. Le groupe pinte • im effet prix Importun? de 10 %. dam c’eue trais rance et prévknt que d’autres augmentations vont suivre pour absorbarrrmaation descuiusde production. Lea volumes ont augmente de 3 96. Le groupes bénéficie de rappréeiation du dollar sur Ieuru pour 355 millions d’auras Le rfsultat operaCarmel courant (ROC) Best mtabtl t 2.4 milliards d’euros en hatusk, de 21%. Le Isä2 k’e not pert d u groupe, dope par le ROC. a atteint 1,7 milliard deuros t+? %}. Deux pedntst ngulterésonth noter dans ce biLi n semestriel. L résul ta i9 du cognac Mu rtitl• dons pl us de In moine Lies oustem se Font en Chine, ont psltl du confinement. Les volumes totaux de ce cognac ont chuté de 11 % nu ormier . x’s ro. k chiffre d’aiíalres e auntie rllé de 3 %. La marque da en particulier pas bénéficié de l’effet majeur habin d du Nouvii An – La k?tiedesresMctions tanisait Cased finir amant le ‘,louvet an dursols a surpris tout le mande, sf Men que tu pope fanon n’étals put prete á k célébrer comme d’habit urk expligueArenndre Ricana Les ventes de Mumm ei Percier-Jouet en bare i e detude ie point Ltonnent concerna les champagnes du groupe, Mumm et FerrierJouelitdontlestolunxsdevente ont rcìpecttveinent plonge de 20 % et 16 %. entraînant le cil If fre dadàires des deux rm,a rq ues nia balsíítcll’set6%.Mal re La hausse desprixde 10 Vii. Pana lc auntexte d’explosion des ventc?dechampagne.11Va rmtIkrr Ò s’interroger. Alexandre Ricard pointe – un of ei base dffa oraófe avec te premier semre _re de l’exercice 20212022. nit le chiffre d’affaires de Mumm avait txxidi de 24 %, les volumes de 18 %, celui de PtlriCr•kitiet dc 51 %. k t vulu• rilesde38% q???.? N’ayant pass trfûsam ruent de stocks pour répondre 3 la Oemandc.

Fonte: Echos.

20 wines under $20: Finding bargains.
Inflation may have eased in recent months, but the shelves of retail wine shops show no evidence of such economic calming. Wines that used to fit comfortably in my 20 under $20 Series have shot upward in price like a teenager growing out of last year’s favorite jeans. Or maybe the selection I chose in early January had not fully recovered from holiday bingeing, when people buy far more wine than they do at any other time. Either way, this list for winter 2023 looks different to me. Staples like cru Beaujolais? I could not find good bottles under $20. Bottles from Germany? Nope. Italy? I found plenty of French and Italian wines, but not from popular, higher-status regions. The hardest hit country in my selection was the United States, with only one American wine, a chambourcin from Virginia. It was a delicious wine, but no American cabernet sauvignons, pinot noirs, chardonnays or rieslings made the list. My choices were limited because I wanted to branch out from American producers whom I’ve cited repeatedly. These producers have been a great source of inexpensive wines year after year, names like Broadside and Foxglove from Paso Robles, The Whole Shebang and Tendu, which sell under the California appellation, Montinore Estate in Oregon, and any number of bottles from the Finger Lakes. We’ll revisit them another time. I’ve long believed that the best values in wine can be found in the $15 to $25 range. Myriad wines sell for less than $15, including many American bottles that younger Americans are apparently no longer buying, according to a recent report on the American wine industry from Silicon Valley Bank in Santa Clara, Calif. But to sell bottles for under $15, producers, especially those in the United States, where labor and land costs are often higher, must compromise. They scale up, industrializing both the farming and the winemaking. The wines they make are sound, and might even be delicious, but something is often lost, a sense of place, soulfulness or whatever you want to call it. A little bit more money, though, say $15 to $20, can buy those qualities in wines from lesser-known places, made often from little-known grapes. It takes a spirit of adventure to try, say, a blend of grasevina and grüner veltliner from Austria, a pals from Chile or a chambourcin from Virginia. Some people are not interested, which is fine, but the rewards are many. For more than a decade I’ve been offering selections of 20 bottles under $20.

Fonte: New York Times International Edition.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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