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rassegna stampa del vino di venerdì 27 gennaio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 27 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il corsivo dei giorno – Vino, il bollino non confonda uso e abuso.
Premesso che vanno prese molto sul serio le ricerche medico scientifiche sui danni dell’alcol e soprattutto l’allarme sulla diffusione crescente tra i giovani, con le conseguenze dirompenti che conosciamo. Premesso che la lotta a ogni dipendenza è sacrosanta: alcol certo, droghe certo, ma anche la tecnologia. Premesso tutto ciò, c’è da chiedersi quanto sia davvero utile il bollino che l’Ue si propone di applicare sulle etichette del vino per scoraggiarne il consumo. In realtà, la prima premessa sarebbe che in quasi tutto nella vita ci sarebbe da distinguere tra uso e abuso, e il caso vuole che proprio in questi giorni ritorni uno dei racconti più clamorosamente struggenti sull’abuso di alcol, in particolare di Pernod, la famosa bevanda all’anice che si beve volentieri nei bistrot francesi.

Fonte: Corriere della Sera.

La nuova gioventù del Morellino (e del Cabernet).
Giovanni, con gli amici, guida Poggio Argentiera Dai banchi di scuola alla cantina, con i compagni di classe. Giovanni Frascolla (nell’illustrazione qui sotto) ha 25 anni ed è figlio d’arte. La nonna è Rita Tua, l’anima dal 1984 della cantina che ha chiamato, con una retromarcia del nome, Tua Rita. Lì, nella toscana Val di Cornia, nasce il Redigaffi, un Merlot conteso nelle aste di tutto il mondo. Giovanni ha iniziato a girare tra I vigneti con il nonno Virgilio, sul trattore. Si è laureato in Viticoltura a Pisa, durante il Covid, discutendo la tesi da casa.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda.
È questa la proposta dell’europarlamentare De Castro Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda 0 on il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli “alert sanitari” in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando il ricorso alla Wto. E i ministri degli Esteri e dell’Agricoltura, Tajani e Lollobrigida, hanno anche indirizzato una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton.

Fonte: Giornale.

La carica delle sommelier «Emozione ed empatia».
Il vino raccontato da Bertini, Bivona e Rossi, alla guida delle cantine di ristoranti di prestigio. «La donna sceglie un’etichetta solo se capisce, l’uomo deve sempre fare una performance» Anna Muzio • L’altra metà del vino. Ma anche, forse, il suo futuro. Son dovuti passare 2000 anni perché bere vino per una donna fosse ritenuto accettabile (era precluso alle matrone oneste in Grecia e nell’antica Roma) ma oggi il consumo, in declino tra gli uomini, cresce nel gentil sesso. E seppur in minoranza, finalmente si vedono al ristorante sempre più sommelier donne, anche a livelli altissimi: Estelle Touzet al The Ritz di Parigi, Paz Levinson, chef sommelier del gruppo Anne-Sophie Pic che per lei evoca «quella visione femminile del vino», Virginie Routis che dal 2007 preside la cantina dell’Eliseo forte di 14mila, blasonatissime bottiglie.

Fonte: Giornale.

La vite è una cosa meravigliosa – Casa Vaaz, un futuro Primitivo.
Un manifesto esistenzial-territoriale quello di una singolare realtà produttiva pugliese, Terre dei Vaaz, che si ispira alla figura di Miguel Vaaz de Andrade, un uomo di affari portoghese, ebreo convertito al cristianesimo, che nei primi anni del Seicento, acquistò il feudo di Casamassima, oggi Sammichele di Bari, e cercò di popolarlo con dei profughi serbi. Una storia, la sua, che incarna i valori di coraggio e di intraprendenza nel dar corpo alle tradizioni, agli odori e all’identità della Puglia e del Mediterraneo tutto. Casa Vaaz è quindi un’azienda che ha radici nel tempo e sguardo alto verso il domani, ciò che si evidenzia anche nelle magnifiche etichette, graficamente eccelse, e nei nomi dei tre vini al momento Casa Vaaz, un futuro Primitivo prodotti, tutti Puglia Igt e tutti a base Primitivo.

Fonte: Giornale.

Contributi per i vigneti, domande entro il 31\3.
Il 31 marzo prossimo i viticoltori che intendono beneficiare del regime di aiuto per l’intervento di ristrutturazione e riconversione dei vigneti sono tenuti a presentare la domanda presso l’organismo pagatore competente per territorio. Le disposizioni applicative per il funzionamento del regime di aiuto sono state pubblicate con la circolare Agea n. 5577 del 25 gennaio 2023, contenente tutte le informazioni operative necessarie ai produttori e ai centri di assistenza agricola per predisporre e presentare la documentazione necessaria. Il termine del 31 marzo si applica in via eccezionale solo alle domande relative all’annualità 2023. Dal prossimo anno si applica la tempistica standard stabilita dal decreto ministeriale n. 646643 del 16 dicembre 2022.

Fonte: Italia Oggi.

Quell’etichetta che ridà fiato ai tanti nemici.
Ora sparano sciocchezze anche i biologi, trasformando una battaglia commerciale in una riedizione delle polemiche sui vaccini. Il vino è, suo malgrado, equiparato alle terapie antiCovid, nel senso che subisce attacchi e denigrazioni dallo stesso fronte. II riferimento è alle frasi della dottoressa Antonella Viola, biologa e ricercatrice dell’Università di Padova, che si è dichiarata dalla parte dell’Irlanda e della decisione di apporre sulle bottiglie di vino l’etichetta ‘nuoce alla salute’. «Chi beve vino ha il cervello più piccolo» ha sentenziato la biologa, scatenando le reazioni dell’intera comunità scientifica, dei produttori, dei consumatori e di tutto il mondo legato al vino. Antonella Viola si è spinta fino ad esaltare il succo di pomodoro come alternativa.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

Tra caldo e allarmi Un nuovo clima sul mondo del vino – «Sono stato il primo a credere all’evento La città è con noi, dal Monte alle istituzioni».
Si apre l’ottava edizione della kermesse al Santa Maria. «Sono stato il primo a credere all’evento La città è con noi, dal Monte alle istituzioni» Stefano Bernardini, presidente Confcommercio: «La scintilla è scoccata al Merano Wine Festival, siamo arrivati all’ottava edizione» La collaborazione con Köcher e il ricordo di Andrea Vannini. «Una scommessa vinta, oggi inizia la kermesse della ripartenza». «La tavola rotonda con i vertici della Banca e i Consorzi la dimostrazione di un legame proficuo». E’ stato il primo a crederci, Stefano Bernardini. Il primo a convincersi che Siena avrebbe potuto essere la cornice ideale per una kermesse enoica tanto prestigiosa. Il primo a dare forma all’idea.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

Intervista a Helmuth Köcher – «Vino di qualità e arte, un binomio vincente».
Helmuth Köcher alza il sipario sull’ottava edizione della kermesse «Il Santa Maria della Scala è l’habitat ideale per la voglia di stare insieme». «Primo evento in un periodo senza flussi turistici, così apriamo la nuova stagione». Helmuth Köcher, ideatore e patron del Merano Wine Festival da trenta anni, è l’anima di WineeSiena, l’evento senese cui fa da prologo un anno intero di appuntamenti targati The Wine Hunter che avvicinano alla due giorni principale, preceduta e seguita da altri due giorni di iniziative. Un ulteriore marchio di qualità per un’iniziativa ormai consolidata nel panorama enogastronomico nazionale e nel calendario cittadino, arrivata ora all’edizione numero otto. Köcher, l’anno scorso dopo il Covid si era tornati in presenza con qualche necessaria variazione sul programma, ora alla formula piena.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

«Vino Futuro Italia», tavola rotonda a Rocca Salimbeni come prologo.
Oggi alle 10,30 il convegno organizzato da Banca Mps con Fondazione Qualivita e WineeSiena I presidenti di tutti i consorzi assieme a Bai, Rosati e Riccaboni. Le conclusioni dell’ad Lovaglio. Taglio del nastro alle 18, conferenza nella Sala delle Lupe. Poi via ai convegni e alle masterclass. Protagonista il vino e le eccellenze enogastronomiche italiane, ma anche la sostenibilità e i cambiamenti climatici: tra incontri, degustazioni e masterclass, si alza il sipario sull’ottava l’ottava edizione di WineeSiena. Si inizia oggi dalle 10,30 con il convegno «Vino Futuro Italia.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

«Fiere e Fondazione, il 2023 di Montalcino».
II presidente del Consorzio del Brunello, Bindocci: «Siena è l’inizio, poi Dusseldorf e Verona. Benvenuto Brunello, scelte ragionate». «Gli Stati Uniti restano il punto fermo, poi Europa e Inghilterra nonostante la Brexit». È il Brunello di Montalcino uno dei grandi protagonisti presente a Wine e Siena, al Santa Maria della Scala. Una ricchezza quella di Montalcino che risuona a livello internazionale, producendo uno dei vini più amati in Italia e all’estero. Una storia che ha radici lontane e un mercato che continua ad espandersi verso nuovi Paesi. Come ci racconta il Presidente del Consorzio Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci. «Il mercato dei nostri vini, nonostante la situazione a livello internazionale, continua ad avere un trend positivo.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

Intervista a Cino Cinughi de’ Pazzi – «Chianti Colli senesi, ottima annata Nonostante le crisi e la siccità».
Cino Cinughi de’ Pazzi, presidente del Consorzio: «La qualità e le quantità migliori delle previsioni Pandemia e conflitto in Ucraina hanno complicato gli affari sui mercati esteri. Ma è iniziata la ripresa». «I Paesi anglosassoni restano i nostri mercati di riferimento Gli alert irlandesi ora complicano il quadro Un’idea criticabile». «Vorremmo rientrare in posti che si sono chiusi, Cina e America Latina». II mondo del grande vino torna al Santa Maria della Scala. Due parole, enogastronomia e cultura, che vanno di pari passo nella storia della tradizione senese e che si riscontrano in produzioni come il Chianti Colli Senesi, con il consorzio di tutela presieduto da Cino Cinughi De Pazzi.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

«Respiro e grido della terra», il clima e il vino.
Un incontro tra esperti per vedere come salvare le produzioni di fronte ai cambiamenti climatici. L’anno enoico è alle porte, e anche quest’anno per celebrare il suo inizio va in scena WineeSiena – Capolavori del gusto, giunto all’ottava edizione. Voluto dal Patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini il collaborazione con Camera di Commercio, Comune, Monte dei Paschi e con il patrocinio della Regione, l’evento sarà all’insegna della sostenibilità, come dimostra il convegno ‘Respiro e grido della Terra’, il talk sul climate change programmato per domani alle 14 alla Cappella del Manto e alle 15 in Sala Sant’Ansano, che si pone una semplice domanda: come salvare le produzioni vinicole italiane ad alto rischio?.

Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.

Quanto è ricco il vino sotto il vulcano.
UNA GUIDA RACCONTA LE TANTE CANTINE NEL TERRITORIO DELL’ETNA. DOVE LA GARA TRA LE MIGLIORI ETICHETTE SI FA BOLLENTE «C 9 di Micol Passarlello È CHI SI SPINGE a definire il vino dell’Etna il più sexy del Sud Italia»: Fabrizio Carrera e Federico Latteri da oltre un decennio seguono questo terroir con grande attenzione, girando per tenute, cantine, filari e produttori. Il risultato è nella Guida ai vini dell’Etna 2023 (Cronache di Gusto), un volume diviso in quattro parti, quanti sono i versanti del vulcano, che hanno caratteristiche proprie e danno vini diversi: macro aree che facilitano la comprensione dell’Etna da bere.

Fonte: Repubblica Venerdi.

Vino, i ‘Sorsi di Re Desiderio’ uniscono l’Italia.
L’azienda agricola `Fontanavecchia’ di Torrecuso e l’azienda vinicola `Perla del Garda’ di Lonato del Garda (Brescia), due realtà imprenditoriali vitivinicole si sono unite in occasione dell’evento “I sorsi di Re Desiderio” promosso dall’Associazione Italiana Sommelier a Brescia. Un’importante degustazione dedicata ai vitigni dei rispettivi territori, proposti in vinificazioni particolari come il metodo classico e la vendemmia tardiva, nella quale Fontanavecchia ha portato per l’occasione la Falanghina del Taburno Vendemmia Tardiva Libero e l’Aglianico del Taburno. Nello specifico si sono assaggiate queste etichette: La Perla del Garda metodo classico Garda Doc 2009 chardonnay 100%; Principe Lotario brut rose metodo classico 2009 aglianico 100%; Lugana riserva Doc Madre Perla 2018 trebbiano di lugana 100%; Aglianico del Taburno Docg 2018 aglianico 100%; Vendemmia tardiva Doc 2018 trebbiano di lugana 100%; Libero 2017 vendemmia tardiva Falanghina del Sannio Dop Falanghina 100%.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Consorzio tra le Dop Gragnano e Sorrento, bufera contro l’assessore regionale Caputo.
La politica costiera litiga per il vino con il marchio Dop della Penisola Sorrentina, aprendo un contenzioso tra l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo e i sindaci della costiera, assenti all’iniziativa. È successo l’altra sera a Gragnano dove si erano ritrovati in tanti nella sala consiliare del Comune per varare un unico consorzio per una delle eccellenze dell’enogastronomia della Regione Campania: il vino Dop Penisola Sorrentina. Primo passo per l’iter regionale e poi nazionale per costituire il consorzio di tutela dei vini Gragnano, Lettere e Sorrento, le tre sottozone Dop della denominazione di origine protetta Penisola Sorrentina, alla presenza della neonata associazione Produttori Penisola Sorrentina, presieduta da Raffaele La Mura.

Fonte: Roma.

Etichettatura vino, le Regioni dicono “no”.
E il ministro Lollobrigida lunedì incontra il collega irlandese Etichettatura vino, le Regioni dicono “no” «Siamo i primi produttori al mondo di vino. E una nostra eccellenza e la Conferenza delle Regioni intende difenderla per evitare danni alla produzione e all’immagine internazionale delle nostre aziende. Contrastiamo l’abuso di etichettature sui nostri vini». Lo afferma il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga in merito alla decisione dell’Irlanda, appoggiata dall’Ue, di etichettare le bottiglie di vino. Un’impostazione che «va contrastata con forza» aggiunge. «Pensare di ridurre il consumo di alcolici attraverso etichette-allarmistiche – sottolinea ancora il presidente della Conferenza delle Regioni – è superficiale e sbagliato.

Fonte: La Provincia Edizione Nazionale.

Come valutare la pericolosità del rischio reale per un modesto consumo alcolico.
Ho insegnato gastroenterologia E nutrizione pediatrica per 17 anni all’Università di Milano e , negli ultimi 20 anni, ho approfondito lE mie conoscenze sulla nutrizione dell’adultc e dell’anziano per la stesura di un testo, or- finito, inerente l’argomento. Per ragioni pro. fessionali ho quindi molto seguito, negli ulti mi tempi, gli studi scientifici relativi al rapporto concausale fra alcol e cancro. Va innanzi tutto ricordato che dal 1997 lo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro) ha inserito l’alcol fra gli agenti cancerogeni per i quali la cancerogenicità è stata dimostrata con certezza. È poi indispensabile menzionare il fatto che, a fine 2021, la World Heart Federation (WHF) ha formulato una serif di raccomandazioni nelle quali in sintesi s. consiglia l’astinenza dall’alcol per: 1) colorc che sono affetti da patologia cardio-vascola re o altra patologia cronica, 2) gravide e nu trici, 3) bambini e adolescenti, 4) adulti che non hanno mai bevuto alcolici, invitandoli non iniziare a farlo.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Bottiglie a bollino nero.
I produttori temono un calo delle esportazioni Bottiglie a bollino nero Etichettatura del vino con destinazione l’Irlanda Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha autorizzato l’Irlanda ad adottare le avvertenze sanitarie sulle etichette degli alcolici. Un’indicazione analoga a quella riportata sui pacchetti di sigarette: “nuoce alla salute”. Il piano Ue prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025, ma il bollino nero sull’etichetta del vino ha suscitato forti reazioni contrarie, anche del Governo italiano e delle Associazioni di categoria. Il provvedimento fa tremare i produttori che temono un calo dell’export. Nella “Granda” operano oltre 6.000 aziende del comparto, che occupano più di 16.000 ettari vitati e con una produzione di 100 milioni di bottiglie all’anno: quasi totalmente marchiate Docg e Doc.

Fonte: Corriere di Saluzzo.

Carema “d’argento” al Concorso enologico “Città del Vino”.
Un economiche. II `Città leggeri riflessi arancio, altro riconoscimento per il Carema. Al XX Concorso enologico internazionale “Città del Vino”, il Carema Riserva doc 2018 ha ottenuto la medaglia d’argento: risultato di tutto rispetto, in una classifica ricca di etichette blasonate. Il Concorso premia aziende vitivinicole, vini e Comuni ed è una vetrina con importanti ricadute del Vino” descrive il Carema Riserva doc 2018 come “un vino rosso eroico, che cresce tra le rocce”. In particolare lo definisce “vino secco tranquillo, non aromatico, con intensità odorosa elevata e struttura sostenuta, 3 anni di invecchiamento, di cui 24 mesi di affinamento in botti grandi di rovere.

Fonte: Risveglio Popolare.

Etna doc vini, ecco come una crescita di rimbalzo diventa un numero da record.
Etna Doc vini anno 2022: imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, con una crescita del 28,68% rispetto al 2021. Un dato che, se confrontato con il 2019, ultimo anno prima dell’inizio della crisi pandemica e che si era chiuso già in modo molto positivo, sale al 34,6%. Sono i dati diffusi dal Consorzio di tutela Etna Doc e che indicano a chiari lettere come il comparto qui navighi in situazione ottimale. «Se gli ottimi dati del 2021 potevano essere visti come un normale rimbalzo rispetto all’anno precedente, flagellato dall’inizio della pandemia, grazie soprattutto alla riapertura del mondo Horeca, quelli relativi al 2022 certificano ora in modo inconfutabile la grande e costante crescita della richiesta sia sul mercato nazionale che internazionale» commenta Francesco Cambria, presidente del Consorzio Tutela Vini Etna Doc.

Fonte: Sicilia.

«Vino, etichette allarmanti. E denigratorie».
II presidente e il direttore del Consorzio tutela del Morellino contestano la scelta dell’Irlanda. «Non ci sono dati scientifici». Fuorvianti e, soprattutto, prive di fondamento scientifico. Così i vertici del Consorzio tutela Morellino di Scansano definiscono le motivazioni attraverso le quali l’Irlanda ha deciso di far apporre anche sulle etichette delle bottiglie di vino la dicitura che mette in guardia per rischi per la salute. «Siamo alquanto preoccupati per la decisione presa dall’Irlanda di inserire sulle etichette dei vini un health warning e lo siamo ancora di più perché la decisione è supportata da un silenzio assenso da parte della Comunità Europea e dalle dichiarazioni dell’Oms relative a questa spinosa questione – dichiara Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano Docg.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Visite e degustazioni. Un mese di eventi con Carpineto.
La tenuta di Montepulciano aprirà le sue porte al pubblico con un ricco calendario di appuntamenti. Un calendario di eventi legato all’enoturismo e alla degustazione di prodotti tipici locali che andrà avanti da ora fino alla fine di marzo. È quello proposto dall’azienda Carpineto che, nella tenuta di Montepulciano, in strada della Chiana, a Chianciano Terme apre le sue porte a quanti vorranno passare un week end con un calice in mano per qualche ora da wine lover fra strade di campagna, scorci mozzafiato ed eccellenze enogastronomiche. Il primo appuntamento è per domani alle 11.30 con una visita guidata di cantina, barriccata e museo e una degustazione alle 12 a base di wine e cheese tasting.

Fonte: Nazione Siena.

Eccellenze e gusto C’è il Mercatale.
Empoli Sapori, gusto e cordialità. Un mix vincente in ogni appuntamento del mercato agroalimentare empolese. Anche domani , il Mercatale in Empoli, dalle 8 alle 13, in via Bisarnella, vetrina delle eccellenze di `casa nostra’, offrirà tante buone idee per cucinare piatti all’insegna della qualità e stagionalità. Il tutto a due passi dal parco Mariambini, dal centro cittadino e dalla Tosco Romagnola. Tornano le arance di Gerry Perricone di Ribera, la cooperativa Le Furiose da Viareggio con il pescato del giorno, il Podere San Pierino con vino, Chianti classico, olio extravergine di oliva e verdure, Clementina Becarelli di Montaione con i formaggi caprini e ancora Juri Scarselli di Fucecchio con le verdure di stagione e trasformati, Maria Castrogiovanni con latticini, carne bovina e suina e formaggi.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Rinunciare al vino? Lucchin: «No, se si beve con moderazione ci sono anche benefici».
Le dichiarazioni della dottoressa Viola al centro del dibattito tra medici e produttori BOLZANO. Ma “alla salute”, alzando un calice di vino, si potrà ancora dire? «Lo si potrà fare – risponde Lucio Lucchin – brindando alla salute di Paracelso, l’alchimista. Lui diceva che è la dose che fa il veleno». Perché, invece, per alcuni europarlamentari no. Gira voce che si abbia in animo di stampare sulle etichette delle bottiglie, su tutte, il teschio che già si nota sui pacchetti di sigarette. «”La solita semplificazione – dice a sua volta Michi Bradlwarter – si confonde l’alcol, che è una delle componenti del prodotto, col prodotto stesso. Il vino oggi si degusta, si gode a tavola. La moderazione è la chiave del buon bere». E Lucchin, che è un medico, dietologo clinico, va oltre: «Studi importanti tengono fermo un dato: due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne non danneggiano la salute». Perché invece, un altro medico, Antonella Viola, volto amico in tv durante la pandemia, ha lanciato una crociata contro Sassicaia e Brunelli, Lagrein e Prosecchi e lo ha fatto dal Veneto, dove lavora.

Fonte: Alto Adige.

Colline del Prosecco Perencin nel direttivo.
Mattia Perencin, sindaco di Farra di Soligo, entra a far parte del consiglio direttivo dell’Associazione per il patrimonio delle colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. La nomina è arrivata il 20 gennaio con decreto firmato dal presidente della regione del Veneto Luca Zaia, al quale compete la scelta di due dei componenti del direttivo dell’associazione. Da statuto il consiglio rimane in carica 3 anni. Nel gennaio 2020, Zaia aveva nominato consiglieri Marina Montedoro e Silvia Mion. Ora ha indicato, oltre alla riconfermata Montedoro, Perencin, che nei mesi scorsi – da semplice cittadino – aveva risposto all’avviso indetto dalla regione per le proposte di candidatura per la nomina di due consiglieri. Perencin ha anche partecipato al gruppo di lavoro del tavolo tecnico per l’aggiornamento del disciplinare del sito Unesco.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Verso la Fiera Un dibattito sui vini Doc e Docg.
In attesa della Fiera di Godega, che in per l’edizione 2023 tornerà nel primo fine settimana di marzo, ci sarà un convegno in cui si discuterà di Prosecco e delle altre denominazioni vinicole. Un confronto tra i presidenti dei diversi Consorzi, Docg Valdobbiadene Conegliano e della Docg di Asolo, Doc Prosecco ma anche della Docg Vini Venezia e del Pinot grigio Venezia doc. La tavola rotonda è stata fissata per la serata del 10 febbraio nel padiglione fiera. Interverranno anche il presidente del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, oltre a Pierclaudio De Martin dell’Unione vini Veneti e il direttore regionale del settore agroalimentare, Alberto Zannol.

Fonte: Tribuna Treviso.

Quota 101, un altro successo.
E’ arrivata la certificazione come “CasaClima Wine” Quotaioi, un altro successo La cantina Quota ioi, della famiglia polesana Cardina compie un importante passo nella strategia di sostenibilità ambientale. E’ la nona cantina in Italia, la secondain Veneto e la prima nei Colli Euganei a ricevere la prestigiosa certificazione “CasaClima Wine” per avere soddisfatto i criteri di sostenibilità definiti dall’ente certificatore altoatesino. Una certificazione che ha attestato le scelte compiute nella costruzione di una nuova cantina efficiente e attenta al consumo di risorse idriche ed energetiche, con l’adozione di un impianto fotovoltaico e la scelta di un innovativo sistema costruttivo in legno.

Fonte: Voce di Rovigo.

Il Giovine Re, da uve Viognier, della cantina Michele Satta.
Ne parlerò a piccoli bocconi (se volete leggere altre parti di storia cercate i miei post su i loro prodotti) di questa cantina perché merita, ha prodotti che meritano (e ne porterò diversi) e se parliamo di Bolgheri è una delle prime cantine che mi vengono in mente. È il 1983 quando Michele fonda la propria cantine fu uno dei primi protagonisti della zona di Bolgheri, la cui doc viene istituita nel 1984. Dall’anno di fondazione ad oggi è stata fatta tantissima strada, la moglie Lucia è uno dei pilastri e due dei suoi figli lavorano in azienda. Ventiquattro ettari vitati con le vigne che sono tra le più a sud del comprensorio. Si coltiva con tecniche biologiche.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

SAN VALENTINO IN CANTINA.
La Giusti Experience si arricchisce di due serate dedicate a tutti gli innamorati.. Il 14 e 18 febbraio la cantina di Nervesa della Battaglia (TV) apre le porte all’Amore, per due serate all’insegna del buon vino e del buon cibo firmate Giusti Wine. Un tour con degustazione di tre dei vini simbolo dell’azienda, seguito da un aperitivo in barricaia e una cena al Ristorante Country House, immerso nei vigneti della denominazione Asolo Prosecco Superiore e Montello. A partire dalle ore 18.00, gli ospiti sono invitati in un viaggio alla scoperta delle eccellenze dell’enologia delle colline a nord di Treviso, dai delicati Asolo Prosecco Superiore DOCG ai grandi rossi del Montello, in un contesto ricco di storia e di fascino: la cantina ipogea si fonde perfettamente nel paesaggio che la ospita, mentre a poca distanza dal ristorante si scorge l’antica Abbazia di Sant’Eustachio, dove Monsignor della Casa scrisse il suo Galateo.

Fonte: Storie Di Eccellenza.

Teoria del Marketing e pratica delle cantine.
Otto le esperienze enoturistiche create da Donatella Cinelli Colombini come esemplificazione pratica del marketing delle wine destination. La Fattoria del Colle, in Toscana nella Doc Orcia propone agli amanti delle tradizioni le sale storiche della villa cinquecentesca dove il Granduca di Toscana aveva fatto il suo nido d’amore segreto. Un percorso villa e vino che comprende la Cappella gentilizia, il giardino all’Italiana e finisce nella bottaia. I wine lovers hanno due esperienze su misura: la prima vigna, video e vino riguarda la vigna, tutte le zone della cantina e ha il momento clou nella sala che insegna ad ascoltare le vigne; la seconda fa diventare enologo per un giorno e permette di produrre il proprio vino Supertuscan con tanto di etichetta.

Fonte: QBquantobasta.

turismo del vino.
“Novità nel turismo del vino 2023 cambiano i turisti e le esperienze. La vera novità 2023 è nelle proposte “con vita propria” cioè nelle esperienze capaci di attrarre turisti indipendentemente dalla fama della cantina o del vino e ancora più decisivo sarà l’uso della tecnologia nella prenotazione e nella fidelizzazione dei visitatori.” ad affermarlo Donatella Cinelli Colombini forte della sua profonda conoscenza del fenomeno enoturistico, comprovata dai 5 manuali che ha firmato, ideatrice nel 1993 di Cantine Aperte e del Movimento Turismo del Vino e dalla sua esperienza come produttrice al Casato Prime Donne a Montalcino e alla Fattoria del Colle nella Doc Orcia. In Italia la Toscana è ancora in posizione leader ma altre wine destination stanno crescendo. Il male oscuro delle cantine turistiche italiane è ancora la loro proposta tutta uguale e Donatella Cinelli Colombini prova a dare il buon esempio mostrando come le esperienze vadano diversificate e strutturate in base a 4 profili di enoturisti.

Fonte: LA FOLLA.

Il vino è o il vino fa ? Questioni di etichetta….
C’è fermento in questi giorni su una questione antica ma, a mio parere, da sempre mal posta e oggi sfuggita ad un rigoroso rispetto di ciò che le evidenze scientifiche e le norme indicano come approccio da seguire sulla tematica alcol e salute e nello specifico vino e salute. Legittimi gli schieramenti a favore o contro una qualsiasi ipotesi di messaggio o, meglio, “health information” (così stabilisce la Risoluzione del 16 febbraio del Parlamento Europeo) da inserire obbligatoriamente in etichetta delle bevande alcoliche ma … est modus in rebus.

Fonte: Fondazione Umberto Veronesi.

Vero: l’Italia è il primo produttore di vino al mondo.
Il 26 gennaio, in un’intervista con Libero, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia (Lega) ha criticato la decisione dell’Irlanda, avallata dall’Unione europea, di inserire sui prodotti alcolici messaggi sui pericoli del consumo di alcol per la salute. Secondo Zaia, che comunque non mette in dubbio il fatto che l’abuso di vino e di alcol faccia male, etichette di questo tipo danneggerebbero i produttori di vino italiani. «L’Italia è il primo produttore di vino al mondo», ha detto il presidente della Regione Veneto in difesa della sua posizione. Al di là del giudizio politico sulla vicenda (come ha spiegato Domani al momento non sono in programma norme simili a livello europeo), abbiamo verificato e il primato rivendicato da Zaia è corretto. I dati più aggiornati e affidabili sulla produzione di vino nel mondo sono raccolti dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Secondo un rapporto pubblicato da Oiv alla fine dello scorso ottobre, nel 2022 la produzione mondiale di vino è stimata tra i 257,5 e i 262,3 milioni di ettolitri, con un calo dell’1 per cento rispetto al 2021. Queste cifre non sono ancora definitive, ma sono comunque in linea con i dati registrati nei quattro anni precedenti.

Fonte: Pagella Politica.

Il vino e la sua diversità dalle altre bevande alcoliche: la “lectio” del professor Luigi Moio.
Nel dibattito su “alcol e salute”, la versione del presidente Oiv – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. Nel dibattito su “alcol e salute”, la versione del presidente Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino). “Il vino è intrappolato in un discorso che mette sotto accusa l’alcol etilico, che, nel vino, pure è contenuto, ma in maniera minoritaria. Inutile negare che esistono criticità nel rapporto di alcuni con l’alcol, e con l’abuso che vanno affrontare, ma il vino c’entra poco o nulla. Dobbiamo parlare non di consumo moderato, ma di consumo intelligente”.

Fonte: WineNews.

Wine Tour con Graziano Prà per vivere il vino in ogni stagione.
In programma degustazioni in barricaia, bike tour tra le colline ed escursioni nel Percorso Natura del nuovo agriturismo Monte Bisson. Quella di Graziano Prà è una realtà vitivinicola che nasce da un produttore appassionato e lungimirante, immersa in una natura rigogliosa a pochi passi da uno dei borghi più belli d’Italia. La cantina in provincia di Verona è una vera e propria esperienza immersiva per wine lovers da scoprire tutto per far vivere il suo territorio in ogni stagione.

Fonte: Wine&Thecity.

Vino. La Doc delle Venezie nel 2022 aumenta il valore economico (+10%) e percepito a livello internazionale.
Con il 2023 si apre un nuovo capitolo per il Consorzio DOC delle Venezie, che forte dei risultati raggiunti nell’anno appena terminato è pronto a ripartire con attività promozionali ed informative volte a rafforzare la presenza nei mercati e ad aumentare sempre più il valore identitario della Denominazione a livello internazionale. Attraverso azioni strategiche e mirate che hanno portato la DOC delle Venezie a calcare le scene delle principali fiere di settore, eventi e manifestazioni, masterclass e seminari in America, Europa e Asia, destinati sia ad operatori professionali che a consumatori, il Consorzio di Tutela è oggi testimone di un percorso di crescita della percezione qualitativa della Denominazione d’Origine Delle Venezie da parte del mercato e di una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri, che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità.

Fonte: Agricultura.it.

Fedriga contro gli alert sanitari sulle etichette: “Difendiamo i nostri vini”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni contesta la decisione europea. Al Senato parla il ministro Lollobrigida: “Vedrò il ministro irlandese, gli regalerò una delle nostre bottiglie”. La battaglia sul vino tra Italia e Irlanda sarà al centro di un incontro a livello ministeriale nei prossimi giorni. Ma da quando Bruxelles ha dato il via libera alla normativa irlandese che introduce alert sanitari sulle etichette del vino – con messaggi tipo “l’alcol nuoce gravemente alla salute”, come succede già con le sigarette – non passa giorno in cui l’Italia mostra il proprio malcontento.

Fonte: La Repubblica.

Vino e salute: la posizione di Assoenologi.
Riccardo Cotarella, “il simposio di Napoli ha chiarito che un uso moderato di vino fa bene alla salute”. Alla luce dell’autorizzazione che l’Unione Europea ha concesso all’Irlanda di inserire gli “alert” per la salute sulle etichette che vengono apposte nelle bottiglie di alcolici e superalcolici, il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ritorna sul tema “vino e salute” che è stato il filo conduttore del recente simposio che l’Associazione degli Enologi ed Enotecnici italiani ha organizzato a Napoli. Lo fa legandosi alle recenti affermazioni rese dalla dottoressa Antonella Viola – ricercatrice e docente presso l’Università degli studi di Padova – alla trasmissione radiofonica “Mondo Nuovo” di Rai Radio 1. Nel corso del suo intervento l’immunologa ha affermato, tra le altre cose, che “anche un consumo moderato di alcol danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Vino, denominazione di origine Mo.Vi.To.: un’innovazione per le politiche di mercato.
Monitorare gli andamenti produttivi e di mercato, e gestire in questo modo l’offerta per perseguire l’equilibrio dei prezzi. E’ questo l’obiettivo di Mo.Vi.To. (Monitoraggio vini toscani), progetto finanziato dal PSR 2014-2020 (rientra in Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani) e realizzato dal Gruppo operativo del partenariato europeo per l’innovazione, focalizzato sul monitoraggio dell’andamento di mercato dei principali vini toscani a denominazione di origine e benchmarking di filiera per la gestione delle politiche di mercato.

Fonte: Toscana News.

STAMPA ESTERA

La Toscane de Stefano Amerighi.
Au coeur d’une région où le sangiovese règne en maître, il est l’un des rares à avoir tout misé sur la syrah, avec des rouges d’une puissance à concurrencer les plus fiers côtes-rôties Béret vissé sur des boucles auburn, lunettes écaille encerclant un regard en fentes noires, Stefano Amerighi est un véritable faux tranquille De ceux à qui l’on prêterait une sagesse de bonze, mais dont l’esprit ne cesse de vagabonder. Si le vin ne ressemble pas toujours à celui ou celle qui l’a mis au monde — ce serait bien trop facile —, on y retrouve pourtant systématiquement ce petit je-ne-sais-quoi de mystère, cette part obscure qui révèle une facette parfois inconnue de l’intéressé lui-même. Il faut avoir bu et rebu maintes fois les syrahs de ce domaine insolemment alangui sur les volumes de la petite ville de Cortona, en Toscane, pour avoir le sentiment d’avoir déjà rencontré Stefano, voire de parler la même langue. Dans une région dont les rouges battent encore des records d’opulence, il a fait le choix de planter de délicates syrahs sélectionnées dans la vallée du Rhône. Des vignes cultivées en biodynamie sur une zone appelée Poggiobello di Farneta, soit deux collines exposées plein sud, délimitées par un chemin ocre bordé de cyprès, dans cette perfection paysagère typiquement toscane — qui donne à une certaine distance le sentiment d’être née sous le pinceau d’un maître de la Renaissance. Au regard de la pression exercée par une demande mondiale qui ne cesse d’augmenter, sa production annuelle reste pour le moins confidentielle, avecdescuvées distribuées au comptegouttes dans nos contrées, parmi lesquelles Apice — le sommet, en français.

Fonte: Figaro Magazine.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 26 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly, prorogata la scadenza per partecipare.
C’è tempo fino al 31 gennaio per iscriversi e partecipare con la collettiva lucana al Vinitaly 2023, salone internazionale dei vini e dei distillati, ospitato a Verona Fiere dal 2 al 5 aprile prossimi. La data di scadenza del 25 gennaio, precedentemente indicata per registrarsi agli eventi del primo trimestre, tra cui anche Cibus e Sole Agrifood, inseriti nel calendario fieristico 2023 della Regione Basilicata, è stata prorogata per consentire alle imprese del settore primario, in particolare del comparto vitivinicolo, di avere maggiore flessibilità e tempo per programmare la propria presenza alla più autorevole fiera al mondo.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

È l’eccesso di alcol che fa male Si dica chiaro – È l’eccesso di alcol che fa male ed è meglio averlo ben chiaro.
La scelta del governo irlandese, approvata dalla Commissione Europea, di apporre etichette sugli alcolici per evidenziarne i rischi… A pagina 3 Effetti benefici solo con consumi modesti e non per i giovani. La scelta del governo irlandese, approvata dalla Commissione Europea, di apporre etichette sugli alcolici per evidenziarne i rischi sulla salute ha riaperto il dibattito sul consumo di bevande alcoliche, in Italia come in altri Paesi del continente. L’etanolo (più semplicemente chiamato alcol) è una delle sostanze psicoattive più frequentemente consumate, in diverse popolazioni, attraverso bevande quali vino, birra e superalcolici.

Fonte: Avvenire.

Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda.
È questa la proposta dell’europarlamentare De Castro Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda 0 on il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli “alert sanitari” in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando il ricorso alla Wto. E i ministri degli Esteri e dell’Agricoltura, Tajani e Lollobrigida, hanno anche indirizzato una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton.

Fonte: Conquiste del Lavoro.

Vino sì, glifosate no. Le incoerenti reazioni dei salutisti a convenienza.
C’era una volta la pubblicità del “Confetto Falqui”. Ma la pubblicità di un lassativo nell’Italia puritana anni ’60 non poteva spiegarne bene gli effetti e gli usi. Così i geniali pubblicitari inventarono uno stratagemma diventato poi uno slogan indelebile: “Basta la parola!” Così, senza dire nulla, alludevano all’indicibile (in televisione). In questi giorni assistiamo a una infiammata polemica sul vino: fa bene, fa male, restringe il cervello, no aiuta la circolazione, è cancerogeno, no non fa male. Premesso che provo una simpatia istintiva e ragionata per la professoressa Antonella Viola, la polemica mi ha sorpreso perla faziosità di alcuni negazionisti dei danni da vino, capaci di sventolare una bandiera a due facce (tra loro opposte), esibendo un lato o l’altro secondo convenienza.

Fonte: Foglio.

Intervista a Luca Zaia – «Se tocca il vino l’Europa rischia» – Zaia: «Europa a rischio se tocca il nostro vino».
L’avviso di Zaia a Bruxelles «Se tocca il vino l’Europa rischia» «Le racconto una cosa». Prego. «Quando i giornalisti stranieri vengono qui nel Trevigiano a visitare la zona del Prosecco a volte gli faccio da Cicerone: mi chiedono della sostenibilità ambientale, del trattamento dei vitigni, dei prodotti che vengono usati. Sa come rispondo?» Sentiamo… «Gli dico di seguirmi: a un certo punto della Strada del Prosecco, che faccio ogni giorno. Il governatore del Veneto da 13 anni II governatore del Veneto Zaia: «Europa a rischio se tocca il nostro vino» Il “Doge” contro Bruxelles che punta a ridurre del 10% il consumo di alcolici e ha dato l’ok alle etichette-allarmistiche: è un attacco alle nostre eccellenze in macchina perché è immersa nella natura, c’è un incrocetto all’altezza della storica osteria La Guizza, e lì c’è una piccolissima casa abbandonata in pietra, sembra una stalla, ha una porta di vecchie assi di legno dove vengono affisse le epigrafi. Bene: non ne trovi mai uno sotto i novant’anni.

Fonte: Libero Quotidiano.

L’Italia nel piatto seduce il mondo.
Da sabato Venezia sceglie il vino e le sue storie per svelare un altro volto affascinante (Il LII(‘:\ FI:RRII:\ M L’enogastronomia sempre di più uno strumento chiave per raccontare tutti i territori ed eccellenze non solo da gustare aserati ha scelto il mondo dell’enogastronomia e i suoi protagonisti per raccontare su «Le strade del Gusto» un’eccellenza assoluta del «Made in Italy» con una notorietà planetaria. Gucci ha affidato a Massimo Bottura il progetto delle sue Osterie che oltre a Firenze sono protagoniste con successo a Beverly Hills, Tokyo e Seoul. Un brand della moda «Made In Italy» di notorietà mondiale usa la cucina ai massimi livelli planetari per raccontarsi e legarsi sempre di più al gusto italiano.

Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.

Intervista a Raf Alajmo – “In bar e bacari incontri il mondo”.
“Qui giovani del posto e wine lover venuti da lontano condividono il fascino di bere lungo i canali”. Vuoi sapere qual’è il rapporto tra Venezia e il vino? Ma è semplice, semplicissimo! E un rapporto antico e vitale: il vino è il sangue di Venezia, e come l’acqua scorre nei canali e tiene viva la città, così il vino scorre nelle vene». È un imprenditore di razza e un uomo di forti emozioni, uno che la vita se la mangia con passione, Raffaele “Rai’ Alajmo, patron assieme al fratello – formidabile cuoco – Massimiliano `Max’ di uno dei gruppi eno-gastronomici più prestigiosi d’Italia: ha il Veneto nel cuore, possedendo il Quadri in Piazza San Marco e le Calandre a Rubano (Padova), con una base nautica estiva in fondo alla Laguna, davanti allo storico Collegio Militare Morosini.

Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.

Venezia e il vino amore senza fine.
Un rapporto millenario quello con il nettare di Bacco: le isole della Laguna sono costellate di vigne secolari Il festival “Wine in Venice” riscopre l’antica passione I: assessore al Turismo: «laguna meta enogastronomica mondiale: stiamo riscoprendo le nostre radici». L’ imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito nel X secolo racconta che per sfuggire ad Attila i contadini e gli artigiani dell’entroterra veneto fuggirono nelle isole della laguna veneziana, da Torcello a Mazzorbo, fino ad allora pressoché disabitate. E con sé portarono la cultura della vite. Venezia ha un’anima agricola, un passato rurale millenario di cui ancora oggi si conservano le tracce: la città lagunare è ricca di orti e vigne.

Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.

Intervista a Chiara Pavan – “Amiamo i naturali qui c’è tanta scelta”.
La vita in Laguna di Chiara Pavan e Francesco Brutto “L’offerta enogastronornica in città è esplosa”. Non una Stella e una Stella verde Michelin, Chiara Pavan e Francesco Brutto rappresentano, con il loro “Panissa”, la certezza che Venezia c’è. Non solo dal punto di vista turistico, ma soprattutto da quello enogastronomico. «In questo senso la città è letteralmente esplosa, e si beve bene», osserva Chiara Pavan. Ma il rapporto Venezia-Vino è conflittuale o d’amore? «Non direi proprio conflittuale, anzi. Il nostro ristorante è all’interno di un wine resort, ci sono vigneti di uva Dorona, ma in Laguna ci sono altre realtà e una nuova sta nascendo. Direi che per essere appunto una città di laguna avere tre-quattro aziende vinicole non è davvero poco».

Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.

Aglianico e Taurasi, ogni portata ha il suo vino.
Non ha dubbi: per accompagnare la lasagna a tavola un Irpinia Aglianico doc. «È un rosso che mantiene perfettamente la grassezza della lasagna. Un piatto che è composto non solo da parti grasse ma anche morbide come la pasta e dall’elemento acidità del pomodoro. L’Aglianico, pertanto, è un vino rosso ben strutturato che con la sua parte di sannicità equilibrata riesce a sostenere l’opulenza della lasagna. Un Taurasi, invece, sarebbe troppo imponente» spiega Teresa Bruno, presidente del Consorzio di Tutela dei vini irpini.

Fonte: Repubblica Napoli – I piaceri del Gusto.

Arriva il sigillo antifrode intesa per i vini sanniti Igt – Lotta alla contraffazione intesa per i vini sanniti Igt.
La prima sperimentazione in Italia Arriva il sigillo antifrode intesa per i vini sanniti Igt Accordo Consorzio-Zecca: tracciabilità garantita con il bollino Un sigillo sulla bottiglie renderà più sicuri e tracciabili i vini sanniti Igt. Con l’avvio di una significativa intesa tra Coldiretti, Sannio Consorzio Tutela Vini, Agroquanta e l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, prende vita Ia prima sperimentazione di un sistema di anti contraffazione e tracciabilità per tutto il settore vitivinicolo a indicazione geografica tipica. Un sistema dl sicurezza e garanzia costituito dall’applicazione di un sigillo antifrode sulle bottiglie di vino. Inoltre, un’app permetterà al consumatore di ottenere informazioni. L’economia, gli scenari Lotta alla contraffazione intesa per i vini sanniti Igt ›Siglato l’accordo con la Zecca dello Stato ›Consorzio di tutela sarà il primo in Italia previsto un sigillo antifrode sulle bottiglie Tracciabilità con 1’app “Trust your wine”.

Fonte: Mattino Benevento.

Consorzio del vino: è bufera Assessore Caputo sotto accusa.
Sindaci contro Regione Consorzio del vino: è bufera Assessore Caputo sotto accusa «Nessuna preventiva interlocuzione con noi che dovremmo essere i riferimenti principali sul tema». In una lettera congiunta, i sindaci dei sei comuni della penisola sorrentina hanno spiegato all’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo, le ragioni per cui hanno deciso di declinare l’invito a partecipare all’incontro che ha avuto luogo lunedì presso il Comune di Gragnano per la costituzione del consorzio per la valorizzazione e tutela dei vini della penisola sorrentina.

Fonte: Metropolis.

Vino Gragnano dop, intesa tra tre soggetti del territorio.
Un unico consorzio per promuovere una delle eccellenze dell’enogastronomia della Regione Campania: il vino Dop Penisola Sorrentina. Il primo passo verso l’intesa è stato siglato nella sala consiliare del Comune di Gragnano. E qui che è stato avviato l’iter per costituire il consorzio di tutela dei vini Gragnano, Lettere e Sorrento, le tre sottozone Dop della denominazione di origine protetta Penisola Sorrentina. In tale contesto importante slancio dall’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo che dovrà accettare la Dop e dall’associazione Produttori Penisola Sorrentina.

Fonte: Roma.

Etichette dei vini, mozione Pd per salvaguardare la produzione.
Firmata anche dal deputato romagnolo Gnassi, promuove il consumo consapevole. «Il governo italiano deve attivarsi in tutte le sedi europee e internazionali per scongiurare sia l’autorizzazione da parte dell’Organizzazione mondiale del commercio, sia l’adozione di analoghe iniziative da parte di altri Paesi membri dopo l’iniziativa dell’Irlanda che vuole introdurre, anche nelle etichette del vino, informazioni sul pericolo dell’uso di alcol». È quanto si legge in una mozione del Pd firmata Debora Serracchiani e sottoscritta a prima firma dai deputati Andrea Gnassi (Attività produttive), ex sindaco di Rimini, e Stefano Vaccari (capogruppo commissione Agricoltura).

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Un rosso rubino carico di frutta mediterranea.
Cannonau è un’uva dai risvolti avviluppati nel mistero: conosciuta in Europa come «grenache» (nella valle del Rodano) o «garnacha» (in Spagna), è diffusa anche in Italia la «granaccia» della Liguria, il «tocai rosso» del Veneto, il «gamay» del Trasimeno, più di recente il «bordò» del Piceno. Fino a pochi anni fa, si riteneva che fosse giunta dalla Spagna nel Medioevo, ma recenti ricerche archeologiche hanno portato alla scoperta di centinaia di vinaccioli carbonizzati dal tempo e databili al XII secolo a.C. E’ un’uva ricca di zuccheri che dà un vino spesso robusto di buon tenore alcolico, con tannini abbastanza morbidi già in gioventù.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Monte delle Vigne Debutta Poggio Alto.
A Monte delle Vigne debutta Poggio Alto Brut 2021, il primo spumante biologico e certificato DOC della cantina di Ozzano Taro, sulle colline parmensi. Certificato ICEA – Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, Poggio Alto Brut è un Colli di Parma DOC ottenuto da uve 70% Chardonnay e 30% Chardonnay Mousquè e prodotto in sole 10 mila bottiglie. Poggio Alto è un vino che è piena espressione del suo territorio di origine, situato tra il Parco Fluviale del Taro e il Parco Naturale dei Boschi di Carrega, a poca distanza dalla Riserva Naturale Monte Prinzera.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Frena l’export del vino Colpa di prezzi più alti causati dai maxi rincari.
Frena l’export dei vini mantovani, in controtendenza rispetto alla crescita costante che il settore registra a livello nazionale e vicino, nel 2022, agli 8 miliardi di euro. I numeri, elaborati da Coldiretti su base Istat, evidenziano una frenata nei primi nove mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 64,39 milioni di euro contro 75,38 milioni. Una diminuzione di circa 11 milioni di euro (-14,6%), evidenzia Coldiretti, che trova più di una spiegazione. Innanzitutto, dopo le difficoltà del 2020, dovute alle paralisi a singhiozzo del Covid, il 2021 ha segnato un’accelerazione delle vendite al di fuori dei confini italiani.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Venezia e il vino amore senza fine.
Un rapporto millenario quello con il nettare di Bacco: le isole della Laguna sono costellate di vigne secolari Il festival “Wine in Venice” riscopre l’antica passione L’ imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito nel X secolo racconta che per sfuggire ad Attila i contadini e gli artigiani dell’entroterra veneto fuggirono nelle isole della laguna veneziana, da Torcello a Mazzorbo, fino ad allora pressoché disabitate. E con sé portarono la cultura della vite. Venezia ha un’anima agricola, un passato rurale millenario di cui ancora oggi si conservano le tracce: la città lagunare è ricca di orti e vigne. Li trovi dove non te l’aspetti, in un chiostro, alla fine di una calle, dentro una pizzeria, sul bordo di un canale. Coltivazioni che nei secoli sono state contaminate dall’urbanizzazione, ma mai estinte.

Fonte: Gazzetta di Mantova I piaceri del Gusto.

Cantina Terre i soci chiedono lo stop a tensioni e instabilità – Tensioni personali e incognita prezzi I soci di “Terre” chiedono la svolta.
Terre d’Oltrepo, agli incontri zonali i soci chiedono di mettere da parte le tensioni in vista del rinnovo dei vertici di febbraio. Tensioni personali e incognita prezzi I soci di “Terre” chiedono la svolta A Broni e S. Maria dibattito sul Cda decaduto della cantina Confcooperative: «Crisi continue, finanziamenti a rischio» BRONI «Troppa litigiosità interna, è ora di mettere da parte queste tensioni per il bene della Cantina. Basta crisi». È questa l’aria che si respirava trai soci di Terre d’Oltrepo durante gli incontri zonali di lunedì e martedì a Santa Maria della Versa e Broni (l’ultimo è in programma questa sera, alle 21, alla Certosa Cantù di Casteggio) con il consiglio uscente in vista delle elezioni di metà febbraio per il rinnovo dei vertici. Incontri dove sono stati ammessi solo i soci, ma dai quali, poi, inevitabilmente, sono trapelate alcune voci.

Fonte: Provincia – Pavese.

Venezia e il vino amore senza fine.
Un rapporto millenario quello con il nettare di Bacco: alle isole della Laguna sono costellate di vigne secolari Il festival “Wine in Venice” riscopre l’antica passione L’ imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito nel X secolo racconta che per sfuggire ad Attila i contadini e gli artigiani dell’entroterra veneto fuggirono nelle isole della laguna veneziana, da Torcello a Mazzorbo, fino ad allora pressoché disabitate. E con sé portarono la cultura della vite. Venezia ha un’anima agricola, un passato rurale millenario di cui ancora oggi si conservano le tracce: la città lagunare è ricca di orti e vigne. Li trovi dove non te l’aspetti, in un chiostro, alla fine di una calle, dentro una pizzeria, sul bordo di un canale. Coltivazioni che nei secoli sono state contaminate dall’urbanizzazione, ma mai estinte.

Fonte: Provincia – Pavese I piaceri del Gusto.

«Vino criminalizzato, tuteleremo il settore».
«Assimilare vino e alcol è più che un crimine: è un errore. Si accomuna surrettiziamente un prodotto di elevato profilo e tradizione a sostanze la cui presenza nel vino è marginale. Inoltre, la tossicità emerge solo in presenza di consumi smodati ed è assente nelle condizioni in cui il vino è normalmente consumato da migliaia di anni». Lo dice il presidente della commissione agricoltura, Mirco Carloni. «L’etichettatura voluta dall’Ue in accoglimento della richiesta irlandese ignora completamente questa imponente realtà. Come commissione agricoltura tuteleremo in ogni sede il vino, i produttori e il comparto vitivinicolo».

Fonte: Resto del Carlino Marche.

Trame rosse e notte santa.
Sera d’inverno con trittico d’autore da bere: Guerrieri nero, della Terra e Galileo Luca, Maria Giulia e Alberto Guerrieri tra le loro vigne di Piagge. Una sera d’inverno di queste, fredde e bagnate, è un buon pretesto per camminare con la memoria in vigna, seguendo trame rosse d’autore. II Guerriero nero Marche rosso Igt 2020 della cantina Guerrieri di Piagge appare opulento e impenetrabile al calice, vaporando bollicine ossigenate che ci dicono come questo vino respiri. Appare dunque con densità di terra, come vino carnale. Fiutandolo mostra subito una selva speziata di bacche di sottobosco, come un calpestio di bacca di corbezzolo, crepito di macis, il fiore della noce moscata come insegna il maestro Otello Renzi.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

«Difendiamo il vino piemontese dalla “etichettatura irlandese”».
La Regione Piemonte prova a esprimere «un fermo “no” alla norma europea che permetterebbe all’Irlanda di etichettarlo come “prodotto gravemente nocivo alla salute”» attraverso un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bongiovanni, che chiede di avviare con il governo e le altre Regioni un’azione presso la Commissione europea perché blocchi il provvedimento. II settore vitivinicolo in Piemonte vale oltre un miliardo di euro, con una produzione pari a quasi 2,26 milioni di ettolitri che ne fa la seconda regione italiana per fatturato e un export di rilevanza che interessa circa il 60% del vino prodotto di cui il 70% consumato nei Paesi comunitari e il 30% fuori Ue.

Fonte: CronacaQui Torino.

Grandi Langhe 2023 rafforza il legame con il territorio.
Oltre 240 cantine presenteranno il 30 e 31 gennaio, negli spazi delle Ogr Torino, le nuove annate delle Docg e Doc di Langhe e Roero Grandi Langhe 2023 giunge alla VII edizione e si prepara ad accogliere, lunedì 30 e martedì 31 gennaio dalle 10 alle 17 presso le Ogr Torino, i professionisti del mondo del vino. Più di 240 cantine presenteranno le proprie etichette nei suggestivi spazi di Ogr nel capoluogo piemontese, luogo strategicamente confermato per il secondo annodi seguito per rimarcare la crescita nazionale e internazionale della manifestazione e consolidare il rapporto con la città di Torino. Novità di questa edizione è la partecipazione attraverso un grande banco d’assaggio del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte.

Fonte: Idea.

Cala in Italia l’e-commerce del vino.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno nei lockdown, che aveva portato, tra 112019 e il 2021, alla crescita-monstre del 250% del business online, 112022 chiude con un calo del15% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato rilevato dall’Osservatorio Uv-Ismea.

Fonte: Metropolis.

Affronto dell’Unione europea: «Il vino nuoce alla salute» – L’affronto dell’Unione Europea: «Il vino nuoce alla salute».
Il via libera dall’Ue in Iralnda. Anna Maria Abbona: «Attacco deliberato alle nostre eccellenze c al nostro Paese, l’Italia ora si faccia rispettare». Nelle scorse settimane l’Unione Europea ha dato il via libera alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette di vino, birra e alcolici consumati nel proprio Paese avvisi del tipo “L’alcol provoca malattie del fegato” oppure «Alcol e tumori sono collegati in modo diretto”. Etichette con moniti precisi, come già accade per i pacchetti delle sigarette. L’ok è arrivato nonostante i pareri negativi espressi da Italia, Francia e Spagna – i principali produttori di vino in Europa – e di altri sei Stati dell’Ue, che considerano il provvedimento una barriera al mercato interno.

Fonte: Unione Monregalese.

Avvisi sulle etichette delle bottiglie di vino come sulle sigarette: un italiano su due si dice “spaventato”.
Le polemiche relative all’allarme in etichetta sulle bottiglie di vino spaventano più di un italiano su due (54%) che beve vino. È quanto afferma Coldiretti Cuneo sulla base dei dati ISTAT in riferimento all’annuncio della revisione delle norme sull’etichettatura delle bevande alcoliche da parte del portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker. «Minacce che mettono in pericolo un comparto dalla tradizione millenaria con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione e sul turismo delle nostre colline», dichiara il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, secondo il quale “il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini.

Fonte: Unione Monregalese.

Lazzàro: «Vino, la scienza si pronunci chiaramente».
«Sul vino e sulla sua presunta pericolosità va bene informare l’opinione pubblica, però fare sensazionalismo danneggia tutti, sia consumatori che produttori. Soprattutto se questo sensazionalismo viene fatto da donne e uomini di scienza». Così il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro sulla querelle sorta sulla bevanda più legata alla storia dell’umanità dopo l’acqua. «Siamo tutti d’accordo sulla necessità di promuovere un consumo moderato del vino e di tutte le bevande alcoliche, cosa che del resto andrebbe fatta anche con le bevande gasate e i succhi di frutta particolarmente zuccherini, ma di lì a dire come ha fatto la mia conterranea, la professoressa Antonella Viola, che l’unica quantità sicura di alcol da assumere è zero e che si tratta di un liquido potenzialmente cancerogeno e che bere un paio di bicchieri fa rimpicciolire il cervello ne passa. ).

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Rosati e Susumaniello con il Nero di Troia le bottiglie per il 2023 – In alto i calici con rosati e Susumaniello.
Non soltanto i grandi classici di questo territorio. Il presidente dei sommelier pugliesi, D’Ambruoso, racconta le novità che ci aspettano. Il consiglio di Slow Wine: “Attenti alle bottiglie da 4-5 euro”. Sul trono restano Primitivo e Negroamaro, due vitigni che sono diventati la bandiera della Puglia nelle enoteche di tutto il mondo e che continueranno a imporsi sulle tavole anche nel 2023. Ma fra i calici dei grandi rossi tipici della regione si sta facendo sempre più largo il rosé, un tempo considerato figlio di un dio minore e oggi invece corteggiato dall’aperitivo in poi. Anche dalle donne. Per non parlare del Nero di Troia, che dall’area di Castel del Monte si è costruito una nicchia di mercato ben frequentata.

Fonte: Repubblica Bari.

«Vino, la scienza si pronunci in modo chiaro».
Luca Lazzàro presidente di Confagricoltura Puglia BARI – “Sul vino e sulla sua presunta pericolosità si sta facendo un gran parlare in questi giorni. Va bene informare l’opinione pubblica, pert) fare sensazionalismo danneggia tutti, sia consumatori che produttori. Soprattutto se questo senszionalismo viene fatto da donne e uomini di scienza ai quali guardiamo con fiducia’ Così il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca 1 a7iàr, sulla querelle sorta sulla bevanda più legata alla storia dell’umanità dopo l’acqua. Il vino prodotto nella nostra regione vale in tutto 395 milioni di euro l’anno. La maggior parte di questo fatturato viene dai mercati esteri.

Fonte: Taranto Buonasera.

Wine&Siena scalda i cuori e i calici.
Dal domani al 30 gennaio la città celebra le eccellenze premiate da The WineHunter Award al Santa Maria. L’anno enoico è alle porte, e anche quest’anno per celebrare il suo inizio va in scena WineeSiena – Capolavori del gusto, giunto all’ottava edizione. Voluto dal Patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini il collaborazione con Camera di Commercio, Comune, Monte dei Paschi e con il patrocinio della Regione, l’evento sarà all’insegna della sostenibilità, come dimostra il convegno ‘Respiro e grido della Terra’, il talk sul climate change programmato per sabato 28 alle 14 alla Cappella del Manto e alle 15 in Sala Sant’Ansano, che si pone una semplice domanda: come salvare le produzioni vinicole italiane ad alto rischio?.

Fonte: Nazione Siena.

Banca del vino all’Enoteca Valpolicella Serata Merlot.
Il grande Merlot italiano: giovedì 2 febbraio è dedicato a questo vino il primo appuntamento 2023 con «La Banca del Vino» di Slow Food a Fumane all’Enoteca della Valpolicella, regno di cultura enogastronomica guidato da Ada Riolfi. Qui la filiale veronese del progetto «Banca del Vino», di cui è responsabile la sommelier professionista e coordinatrice Veneto della guida Slow Wine Corinna Gianesini, ha trovato casa per degustazioni. Il 2 febbraio, dalle 19.30, protagonista il Merlot di 7 annate della cantina Vistorta, azienda vinicola con sede a Sacile (Pordenone). La degustazione si aprirà con il Merlot Stomo 2019; poi il Merlot Vistorta Igt 2015 e le annate di Friuli Grave Merlot Vistorta 2012, 2009, 2005, 2003 e 1999.

Fonte: Arena.

Lady Pink Aglianico del Taburno Rosato DOCG 2021 Cantine Tora.
Se siete in cerca di un vino rosato che conserva freschezza, corpo, salinità ed equilibrio, il Lady Pink 2021 fa per voi. Lo avevo assaggiato anche nell’annata precedente e mi era piaciuto il corpo importante e l’accenno tannico che si palleggiava con l’acidità, lasciandosi poi bere con molta facilità. Il territorio del Lady Pink è quello di Torrecuso, là dove la cantina Tora ha sede e vigneti, e dove i fratelli Gianpiero e Francesco Rillo hanno dato vita nel 2004 al progetto aziendale, portando all’interno della cantina la passione e le tradizioni di famiglia. Chiamano l’enologo Angelo Valentino per realizzare i vini che esaltano la tipicità e che nel contempo siano attuali, moderni e dotati di stile.

Fonte: Luciano Pignataro.

Autoctono si nasce, a Milano l’ultima tappa del tour.
Autoctono si nasce, a Milano l’ultima tappa del tour 2022/2023 apertosi in settembre a Roma e svoltosi in cinque grandi città italiane. Un modo per celebrare la cultura del vino italiano e il rapporto tra vino e territorio, tema caro alla community di Go Wine. Ma anche un momento che segna l’apertura dell’attività di Go Wine a Milano che, dal 2003, propone con cadenza mensile appuntamenti di degustazione che coinvolgono soci, enoappassionati e professionisti del settore. Giunto alla 15° edizione, “Autoctono si nasce” ha visto negli anni la partecipazione di un sempre maggiore numero di cantine. Provenienti da ogni parte d’Italia e rappresentative di vitigni spesso misconosciuti ma che hanno sempre suscitato nel pubblico un grande interesse. “L’evento nasce nel gennaio 2009 sulla base dell’omonimo libro che si proponeva di valorizzare un centinaio di vitigni autoctoni, rari o poco conosciuti – racconta il Presidente di Go Wine, Massimo Corrado – Negli anni Il nostro impegno ci ha portato ad avere oggi oltre 70 cantine partecipanti ed a coprire l’intero territorio nazionale”.

Fonte: Time Magazine.

Una delle “next big thing” del vino? La Sicilia, tra le regioni vitivinicole più trendy del 2023.
Colangelo & Partners ha pubblicato il suo primo sondaggio con “Wine Opinions” basato sul mercato americano e sui wine lovers d’oltreoceano come target. Una delle “next big thing” del vino? La Sicilia, tra le regioni vitivinicole più trendy che avrà un vero e proprio “boom” nel 2023, seguita da Paso Robles in California, dal Douro in Portogallo, dal Piemonte e da Mendoza. A dirlo, è un sondaggio che coinvolto un campione di oltre 1.000 persone distribuite nei 50 Stati Usa, di cui il 50% nello Stato di New York e nella California, seguiti dalla Florida, Washington e Colorado, condotto per la prima volta in sinergia da Colangelo & Partners, tra le principali agenzie americane di comunicazione integrata specializzata nel mondo del vino e degli spirits, e nel food, e “Wine Opinions”, la società di ricerca di mercato che fornisce dati relativi all’industria vinicola statunitense, che hanno unito risorse e competenze per mettere a punto uno studio sul commercio del vino negli Stati Uniti a supporto delle strategie di marketing delle aziende.

Fonte: WineNews.

Il medico irride la Viola: “Sì a vino e culatello, vi spiego perché”.
Un bicchiere di vino e passa la paura. Senza esagerare, ovviamente. Ma soprattutto senza dare troppo peso ai lunghi articoli vergati da Sua Santità immunologica, Antonella Viola, l’insigne scienziata che da esperta di Covid s’è fatta pure esperta enologa. I fatti li conoscete, ne abbiamo parlato a più non posso. Ma oggi non potevamo non registrare la lettera che Pietro Cavalli, un medico, ha inviato al Quotidiano Sanità e che merita di essere letta da cima a fondo. Dice Cavalli che nessun medico sulla faccia della terra ha mai avuto dubbi sul fatto che “un eccessivo consumo di alcol fosse associato non solo ad un incremento del rischio di malattie epatiche, tumori e incidenti stradali”; tuttavia i più ignoravano “che anche un uso moderato di bevande alcoliche determinasse una riduzione della massa cerebrale assieme a problemi tumorali e cardiologici”. Il famoso “cervello più piccolo” di Violana memoria, lei che diceva di fare aperitivo col succo di pomodoro e poi l’hanno pizzicata a brindare e con lo Spritz e con un bicchiere di bianco.

Fonte: Nicola Porro.

Maxifurto alla Masi, rubato un tir di bottiglie di vino Amarone per un valore di oltre 300mila euro.
Sarebbero circa 9mila le bottiglie di Amarone Costasera rubate all’azienda produttrice Masi. Un furto da record per un valore di oltre 300mila euro. Il colpo è stato messo a segno all’interno del magazzino di Oppeano, in provincia di Verona, dal quale sono sparite 1.500 casse di vino. Stando a quanto riferito dalla stessa Masi Agricola Spa, celebre azienda di vino veronese, nota soprattutto per la produzione dell’Amarone, all’interno di ogni casa ci sono sei bottiglie, arrivando così a 9mila , ovvero l’equivalente di un tir piano. Le bottiglie, annate 2017 e 2018, sono state sottratte dalle scorte pronte per la spedizione e hanno un valore complessivo di circa 315 mila euro.

Fonte: Fanpage.

L’Europa, il vino e quella sua nobiltà che ci rende fratelli.
All’Unione Europea che ha proposto di marchiare il vino con scritte sui danni che può provocare alla salute, molti hanno replicato non solo sottolineando l’importanza sul piano economico del settore vinicolo in Italia, in Francia e in Spagna ma ricordando le grandi ragioni della tradizione alimentare mediterranea e i numerosi studi medici che dimostrano come il vino, assunto in modo giusto, favorisca la salute soprattutto a una certa età. Sembra, però, che pochi abbiano ricordato la natura intrinsecamente sacra, poetica e sapienziale di questa bevanda, la sua energia fondativa, i suoi legami cruciali, spirituali con l’Occidente. Com’è possibile ignorare che il vino non è un intruglio qualunque al pari delle famose (e probabilmente, quelle sì, assai poco salutari) bibite gassate ma una bevanda nobile se usata in modo equilibrato, una realtà enorme sul piano simbolico, un nutrimento a cui hanno attinto profondamente la tradizione grecolatina e quella ebraico cristiana?.

Fonte: Avvenire.

Vino e emozioni: un legame a prova di scienza.
Conclusa la fase preliminare dello studio dell’International Academy of Sensory Analysis, coordinata dall’Università di Pisa. Tristezza, paura, rabbia, serenità/gioia, sorpresa, disgusto: quali vini danno quali emozioni? Ed è possibile fare delle correlazioni tra queste e i caratteri sensoriali? E con le molecole presenti? Le neuroscienze, attraverso la misurazione strumentale, confermano quanto emerge dai test chimici e sensoriali? Per rispondere a queste domande nel 2022 l’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team scientifico, al quale partecipano esperti dell’Università di Pisa e di altri sei atenei italiani (Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia), assieme a quelli di Cnr e Centro Studi Assaggiatori, che ha messo a punto un protocollo di prova e ha cominciato ad eseguire test su diversi vini provenienti da regioni differenti. Ovviamente quelli che prevedevano l’intervento umano erano svolti senza che gli attori avessero la benché minima informazione sul brand o sulla denominazione.

Fonte: uniPi.

Il vino fa male alla salute ma niente etichette terroristiche.
L’Irlanda ha deciso di equiparare l’alcol alle sigarette e di scrivere, anche sulle etichette del vino, che fa male alla salute. Con l’approvazione della Commissione Ue. Antonella Viola, ricercatrice e docente all’Università di Padova, ha affermato che anche un consumo moderato di alcol “danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”. E ancora: “chi beve ha il cervello più piccolo”. Secondo la biologa, volto illustre e, di solito, pacato della tv, bere vino fa male alla salute perché favorisce lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, tra cui quello al colon e al seno. Il sostegno della dottoressa alla decisione irlandese, come ci siamo già detti, ha messo altra legna sul fuoco delle polemiche. Al diktat “il vino fa male alla salute” hanno replicato tutti.

Fonte: Scatti di Gusto.

“Il vino consumato in modo moderato ai pasti non crea problemi, anzi ci protegge”.
Il messaggio di Giorgio Calabrese, medico dietologo e presidente Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. Il messaggio di Giorgio Calabrese, medico dietologo e presidente Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. “Il vino è all’85% acqua, poi contiene anche una parte di alcol, ma anche polifenoli e tante altre sostanze. Il problema sono in superalcolici, dove c’è tanto alcol in poca quantità, e dove ci sono tanti “alcoli superiori” che, nel vino, non ci sono. Un calice di vino a pasto, come regola generale, è quella giusta”.

Fonte: WineNews.

Vino: Lollobrigida, informare su rischi non stigmatizzare.
La posizione italiana rispetto alla decisione dell’Irlanda sull’etichettatura del vino “è una posizione molto dura, perché si tratta di una posizione illogica, sbagliata, perché va in contrasto con quella che era l’indicazione del Parlamento Europeo tanto è vero che anche in queste ore grazie al supporto del ministro Tajani che ne ha parlato con il collega irlandese si sta probabilmente ridefinendo. Abbiamo presentato in queste ore alcune proposte congiunte con Francia e Spagna per spiegare che si deve informare ovviamente la persona che utilizza dei prodotti su quali siano i rischi di eccessi”. L’ha detto a margine del Congresso Nazionale Federparchi il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, con riferimento alla decisione irlandese di prevedere l’etichettatura delle bevande alcoliche, tra cui il vino, con avvertimenti sul presunto rischio sanitario associato al consumo.

Fonte: ANSA.

Il vino sulla tavola è l’equivalente delle croci visibili in cima ai campanili e nelle campagne d’Europa. L’esempio di Artsakh nell’autunno 2020.
Brussel sbaglia a repudiare di nuovo le radici cristiane. Dietro la battaglia commerciale dell’Unione Europea sul vino, l’ennesimo tentativo di rinnegare una storia millenaria, sempre più sulle orme dell’Islam. Quando nell’autunno del 2020, gli invasori islamici dell’Azerbajgian, coadiuvati da Turchi e da mercenari jihadisti siriani si presero l’80 per cento dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh fu di distruggere la culla preziosa del vino atavico, prodotto avendo ridato salute ai vitigni primigeni, nella provincia di Hadrut, vicino all’antico monastero Katarovank. Si sono meritati la cittadinanza onoraria dell’Unione Europea. Scrivere sulle etichette che «il vino nuoce alla salute», oltre che essere una tipica calunnia da beoni Irlandesi di Guinness, è un chiaro segno di sottomissione all’Islam e alla Coca Cola. Un piccolo passo per l’Irlanda verso l’idiozia ma un grande balzo dell’Europa verso il suo stesso rinnegamento. Dopo aver estirpato le radici giudaico-cristiane dalla costituzione, adesso si passa al pratico: è in corso la character assassination del vino che Gesù Cristo ha proposto ai discepoli come bevanda in realtà “transustanziata” nel suo stesso sangue. Il Vangelo racconta che il Nazareno di questo «frutto della vite e del lavoro dell’uomo» ne regalò con il suo primo miracolo damigiane agli sposi di Cana. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha fotografato la situazione con ironia dolente: una «scelta gravissima», ha detto, aggiungendo che si accusa Gesù di aver provato «ad avvelenare», su istigazione di sua Madre, i convenuti alle nozze.

Fonte: Korazym.org.

Vino, Uiv-Ismea: nel 2022 in Italia i vini fermi perdono il 7%.
L’incremento del 13% degli spumanti con metodo Charmat non frena la caduta delle vendite in volume nella Gdo e nel retail. I vini perdono il 6% sul 2021. E le giacenze in Italia aumentano di 3 milioni di ettolitri su anno a fine 2022. Si chiude un anno di riposizionamento per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia. Nel 2022, l’unica voce chiaramente positiva – rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea-Nielsen Iq – è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount), a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%). A fare il paio con questi dati c’è quello sulle giacenze di vino, registrato da Cantina Italia: al 31 dicembre 2022, secondo il Report n.1/2023 dell’Icqrf, Istituto Centrale per la Qualità e la Repressione Frodi del Masaf, rispetto al 31 dicembre 2021, si osserva un valore delle giacenze superiore per i vini (+5,0%) e per i mosti (+1,6%), quasi invariata risulta la giacenza di vino nuovo ancora in fermentazione (-0,1%).

Fonte: AgroNotizie – Image Line Network.

STAMPA ESTERA

Le vin bio (encore) sa place.
Premier producteur mondial, la France enregistre cette année un tassement des ventes inédit. A l’occasion des trente ans du salon Millésime bio, enquête sur un secteur en plein questionnement. MEDOC. n 1993,1a première édition du Salon Millésime bio n’avait réuni qu’une quinzaine de vignerons engagés et.. à peine quelques dizaines de visiteurs Trente ans plus tard, ce ne sont pas /moins de 1500 exposants qui feront déguster leurs vins à quelque 10000 visiteurs attendus Devenu le plus grand Salon international dédié aux vins bio – seuls ceux certifiés par ce label peuvent être représentés -, il accueillera 80 % de producteurs français et 20 %de vignerons issus de 18 pays (Nouvelle-Zélande, Australie, Chili, Bulgarie, Italie..). Une présence tricolore qui fait écho au chemin parcouru par la France en la matière: avec aujourd’hui 160000 hectares certifiés bio ou en conversion en 2021 (contre seulement 63000 en 2012), elle s’impose comme le premier producteur mondial «Le v(gnoble bio a plus que doublé sur les cinq dernières années », se réjouit Jeanne Fabre, présidente de Millésime bio et vigneronne dans le Languedoc (Famil e Fabre). Après les premières conversions au sein des grandes régions viticoles méridionales (Occitanie, Paca) ainsi qu’en Alsace dans les années 1990, l’ensemble du vignoble français a pris le virage bia Et ce, y compris dans des zones réputées plus complexes en raison de conditions climatiques moins favo rabies telles que le Bordelais ou la Champagne. «Jusqu alors, la demande des consommateurs était telle qu’il suffisait de produire pour vendre ses vins bio, rappelle Jeanne Fabre. Aujourd’hui, les volumes sont enfin disponibles, mais le secteur doit encaisser la baisse structurelle de la consommation globale de vins, non seulement en France, mais également dans la plupart des gmrds pays consommateurs » S’il est encore trop tôt pour avoir les chiffres sur la consommation de vins bio dans l’Hexagone en 2022, il semblerait que sa croissance manque le pas alors qu’elle était encore de 9 % en 2021(1). En attendant, force est de constater qu’être vigneron bio n’est pas une sinécure. Dans le Haut-Médoc, Pierre Cazeneuve a rejoint la propriété familiale en 2015 et engagé la conversion du domaine dès l’année suivante.

Fonte: L’Obs.

Un millón para moderniza los laboratorios del vino de Vilafranca y Reus.
Vilafranca del P. El Institut Català de la Vinya i el Vi de la Generalitat (Incavi) presentó ayer el reimpulso de sus laboratorios de Vilafranca del Penedès y Reus, con la intención de convertirlos en referencia internacional para el sector vitivinícola. El Departament d’Acció Climàtica ha realizado una inversión extraordinaria de más de un millón de euros para “ampliar y mejorar las soluciones que ofrece a los profesionales” con la compra de nuevos equipos. Con el Incavi Lab también se quiere impulsar el conocimiento y la investigación, ofreciendo “soluciones innovadoras”. Duplica su capacidad analítica para dar respuesta a las necesidades del sector, como las nuevas exigencias de menciones obligatorias en las etiquetas de las botellas de vino. El objetivo de la nueva etapa es “asegurar la calidad de los vinos que se ofrecen al consumidor final”. Los laboratorios ampliarán el abanico de parámetros acreditados, y se podrá realizar nuevas analíticas de alergógenos, metales pesados y detección rápida de Brettanomyces. También se incorporan nuevas capacidades para quintuplicar la producción de levaduras autóctonas fruto de la investigación colaborativa entre bodegas y el Incavi.

Fonte: Vanguardia.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 25 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Rubate a Masi 9mila bottiglie di amarone.
Da un magazzino a Oppeano (Verona) sono sparite 1500 casse da 6, per un totale di circa 9mila bottiglie, di Amarone Costasera Masi. “Si presume si tratti di un furto deliberato, dal momento che sono rimasti indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali» spiega l’azienda. Una bottiglia di Costasera costa circa 35 euro, per un “bottino” da 315mila euro.

Fonte: Avvenire.

Elzeviro – L’Europa, il vino e quella sua nobiltà che ci rende fratelli.
L’Unione Europea che ha proposto di marchiare il vino con scritte sui danni che uò provocare alla salute, molti hanno replicato non solo sottolineando l’importanza sul piano economico del settore vinicolo in Italia, in Francia e in Spagna ma ricordando le grandi ragioni della tradizione alimentare mediterranea e i numerosi studi medici che dimostrano come il vino, assunto in modo giusto, favorisca la salute soprattutto a una certa età. Sembra, però, che pochi abbiano ricordato la natura intrinsecamente sacra, poetica e sapienziale di questa bevanda, la sua energia fondativa, i suoi legami cruciali, spirituali con l’Occidente.

Fonte: Avvenire.

Lettera. I bevitori moderati vivono più degli astemi (meditate gente, meditate…).
I bevitori moderati vivono più degli astemi (meditate gente, meditate…) Caro direttore, ho letto l’importante servizio giornalistico pubblicato i124 gennaio 2023 da “Avvenire” («Un bicchiere di vino? Salutare»). Come medico ed epidemiologo che ha studiato la relazione travino e altri alcolici e salute per più di quattro decenni, sono rimasto sconvolto da un certo numero di recenti casi in cui sono stati utilizzati dati molto distorti per suggerire che il consumo di alcol sia dannoso per la salute a qualsiasi dose.

Fonte: Avvenire.

Etichette sugli alcolici: l’Ue per ora frena sul vino.
IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA: “Stiamo lavorando con Spagna e Francia a documento comune” Etichette sugli alcolici: l’Ue per ora frena sul vino Dulla ‘querelle’ aperta dall’Irlanda in sede Ue sull’etichettatura del vino “stiamo lavorando con Spagna e Francia a un documento comune, e a diversi incontri bilaterali. Vogliamo tessere una rete europea per valorizzare questo settore, rafforzare il sistema senza pagare sempre dazi e stigmatizzare un prodotto di cui l’Italia è leadre. Ho apprezzato molto il lavoro ieri del collega Tajani per un ‘tavolo di ragionevolezza’ col ministro irlandese, mentre ho fatto a Berlino a titolo preventivo un incontro con la ministra canadese che mi ha escluso l’adozione di etichette allarmistiche”.

Fonte: Conquiste del Lavoro.

Bottiglie e meno Co2.
I winelover sanno che possono contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2? Ad esempio acquistando bottiglie di vetro più leggere, la cui produzione infatti comporta un impatto energivoro minore. A spiegarlo è la scienziata dell’Università di Lund Kimberly Nicholas nel nuovo podcast su storie inedite di vino di Jancis Robinson, master of wine e giornalista. Disponibile su tutte le piattaforme.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Scuola di vino & cocktail – Il frappato doc.
Promosso nella serie A dei rossi italiani, il suo regno è nel ragusano. Ed è grazie a Veronelli che oggi viene vinificato in modo moderno. Quando, dieci anni fa, il New York Times dedicò un lungo articolo alla «Natural woman» Arianna Occhipinti, si capì che il Frappato era finalmente promosso nella serie A dei rossi italiani. Arianna Occhipinti incarna l’interpretazione autentica e artigianale del vitigno, oggi come all’esordio, anche se il piccolo appezzamento di famiglia si è trasformato in un vigneto di 3o ettari. II regno del Frappato è Vittoria, nel Ragusano, dove esiste la Doc. II matrimonio ideale è con il Nero d’Avola, con il quale forma il Cerasuolo di Vittoria.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Chiara Lungarotti.
Ad del gruppo di Torgiano, ha un sogno: «Un nuovo distretto del vino in Umbria». Puntando sullo spirito francescano del luogo: «Prima schivo, poi esplode in bocca». Come i suoi rossi di Alessandra Dal Monte foto di Valentina Sommariva, styling di Giulia Taglialatela I 1 passaggio generazionale lo ricorda ancora come «molto cruento»: «Avevo 27 anni, mio padre Giorgio mi aveva cresciuta tra le vigne e insegnato tantissimo. Era stato un pioniere: aveva capito l’importanza della viticoltura di precisione e della filiera, oltre ad aver modernizzato le condizioni di lavoro, portando i mezzadri a diventare dipendenti salariati. Però l’azienda era fatta a sua misura: padronale, e negli ultimi anni orientata più sul vigneto che sul mercato.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Fi Puglia, mozione in Regione per difendere il comparto vino.
A Roma Fdl propone ricorso a Corte giustizia Ue • Una risoluzione che impegna il governo a 360 gradi ad assumere iniziative per contrastare l’introduzione nell’etichettatura dei vini di indicazioni di rischio per la salute connesso al consumo di alcool, ma anche se nel caso a fare ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea. È il provvedimento presentato ieri in Commissione Agricoltura della Camera (prima firmataria la deputata di FdI Maria Cristina Caretta) in seguito al pacchetto normativo irlandese «Public Health Alcohol Labelling Regulations», finalizzato all’uso di etichettatura sui prodotti a base di alcol con avvisi di carattere sanitario in modo analogo a quanto avviene per quelli a base di tabacco.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Il peggio della diretta – Virologi tv, dal Covid al Valpolicella.
SENZA FINE BURIONI, CRISANTI, VIOLA e C.: VARIANTI DA BAR *IL GREEN PASS è morto, le mascherine non si sentono tanto bene; i virologi però tengono duro. Lo scienziato da smart tv produce varianti e sottovarianti sempre più contagiose, tipo cerberus e kraken, non ce ne libereremo nemmeno con la nona dose. Roberto Burioni è il meno mutato di tutti, i suoi question time e le sue lezioni stile Consorzio Nettuno a Che tempo che fa sono state le prime ad apparire in video, quando non si aveva idea di cosa fosse il coronavirus e saranno le ultime a chiudere i battenti, quando non si avrà idea di cosa sia stato il coronavirus.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Vino e birra, l’Ue tira dritto sull’etichetta allarmistica.
«Penso che un bicchiere di vino piaccia a tutti, ma ciò di cui si occupa il Cancer plan è il consumo dannoso di alcol»: lo ha detto due giorni fa il portavoce della commissione europea Stefan De Keersmaecker, ricordando che Bruxelles punta ad «una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro i12025». In merito al regolamento irlandese che prevede messaggi allarmistici in etichetta sugli effetti dell’alcol, De Keersmaecker ha aggiunto: «L’etichettatura è un tema molto importante e abbiamo già annunciato nella strategia Farm to Fork e nel Cancer plan che lavoriamo a una revisione» delle norme in ma tenia, per «rendere i consumatori capaci di fare scelte informate su alimenti sostenibili e salutari».

Fonte: Italia Oggi.

Rosario Di Lorenzo è il nuovo presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
Nato a Palermo nel 1955, professore ordinario di arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università di Palermo, succede ad Antonio Calò, nominato presidente onorario. Sarà affiancato dai vicepresidenti Angelo Costacurta e Vincenzo Gerbi. Fanno inoltre parte del consiglio Emilio Celotti, Donatella Cinelli Colombini, Davide Gaeta, Cesare Intrieri, Giusi Mainardi, Vittorino Novello, Michele Pontalti, Danilo Riponti, Oriana Silvestroni, Paolo Storchi, Alessandro Torcoli e Carlo Viviani.

Fonte: Italia Oggi.

Roberta Urso.
Delegata di Regione Sicilia delle Donne del Vino, è stata confermata alla guida dell’associazione nell’isola. Con Urso, responsabile pr e comunicazione di Cantine Settesoli, confermata con la carica di vicedelegata anche Flora Mondello, presidente del consorzio di tutela del Mamertino doc. Nuovo ingresso, invece, perla Sicilia orientale, quello di Teresa Gasbarro, delegata dell’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino della provincia di Siracusa.

Fonte: Italia Oggi.

Botti piene nel Veneto e al Sud.
Dati Masaf più vino in cantina anche in Puglia e Sicilia. I produttori smentiscono il trend Botti piene nel Veneto e al Sud Giacenze di Prosecco in doppia cifra rispetto a un anno fa. Sale il livello delle giacenze di vino per il sistema Prosecco e per le doc Puglia e Sicilia. In Veneto, gli stock di Prosecco Doc, Valdobbiadene e delle Venezie crescono a due cifre rispetto a un anno fa. In Puglia e Sicilia si fermano alla singola cifra. Il ministero dell’agricoltura (Masaf) ha registrato al 31 dicembre giacenze nelle cantine per 64,9 mln di ettolitri, +5% rispetto a un anno fa. Si tratta di 3 mln di ettolitri in più, di cui 1 min di Prosecco Doc. Divario pero azzerato dalle stime del Consorzio Prosecco che abbassa a 5 mln di ettolitri le giacenze, come nel 2021.

Fonte: Italia Oggi.

Champagne da export. Spumanti low cost.
Sono state 326 milioni di bottiglie, le spedizioni totali di Champagne nel 2022 +1,6% sul 2021. Il valore delle spedizioni supera, per la prima volta, i 6 miliardi di euro. La Francia, con 138,4 milioni di bottiglie, registra un leggero calo (-1,7%). Le esportazioni, 187,5 milioni di bottiglie, sono aumentate del 4,3%. La quota delle esportazioni sul totale delle vendite è passata dal 45% di dieci anni fa a poco più del 57% di oggi. Nonostante un contesto geopolitico ed economico mondiale che invita alla cautela, i produttori di Champagne rimangono fiduciosi sulle prospettive per il 2023. Continua il trend positivo dell’imbottigliato di vini Etna doc. Nel 2022 so- no stati imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, +28,68% rispetto al 2021.

Fonte: Italia Oggi.

Sparito un tir di Amarone.
Masi Agricola spa, quotata nell’Euronext Growth Milan ieri ha reso noto che nel magazzino dell’operatore specializzato nella logistica internazionale del vino di cui si avvale da anni, dove sono stoccate le proprie bottiglie, si è verificato l’ammanco di circa 1.500 casse da 6, per un totale di circa 9.000 bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella Classico docg delle annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte perla spedizione. Masi presume si tratti di un furto deliberato, visto che manca solo Costasera in quantità equivalente a un Tir. Indenni gli altri vini pregiati vini di Masi.

Fonte: Italia Oggi.

No vino, sì vermi Buon appetito – L’Unione in crisi di identità mette a dieta l’intero continente.
La folle dieta dell’Europa N o vino, sì vermi Buon appetito L’Ue autorizza la vendita di farina di grillo e, da domani, di larve congelate. E vuole limitare il consumo di alcol. Buon appetito, italiani. Da ieri l’Unione Europea ci consente di mangiare grilli e da domani vermi. Non è uno scherzo, sono gusti. Partigiana dell’inclusività ma incapace di far crollare le barriere culturali, Bruxelles, Debole su tutto tranne che su regole e burocrazia L’Unione in crisi di identità mette a dieta l’intero continente dove ogni comunità vive rigorosamente separata dall’altra, abbatte quelle alimentari. La beffa è che non possiamo neppure berci sopra.

Fonte: Libero Quotidiano.

È un ripudio delle nostre radici cristiane – Ripudiano di nuovo le radici cristiane.
L’Europa sembra sempre più sulle orme dell’islam Ripudiano di nuovo le radici cristiane Dietro la battaglia commerciale l’ennesimo tentativo di rinnegare una storia millenaria. Scrivere sulle etichette che «il vino nuoce alla salute», oltre che essere una tipica calunnia da beoni irlandesi di Guinness, è un chiaro segno di sottomissione all’Islam e alla Coca Cola. Un piccolo passo per l’Irlanda verso l’idiozia ma un grande balzo dell’Europa verso il suo stesso rinnegamento. Dopo aver estirpato le radici giudaico- cristiane dalla costituzione, adesso si passa al pratico: è in corso la character assassination del vino che Gesù Cristo ha proposto ai discepoli come bevanda in realtà “transustanziata” nel suo stesso sangue.

Fonte: Libero Quotidiano

Il governo all’assalto dell’europroibizionismo «Vietato pure a messa?».
II ministro Lollobrigida: «Dire che nuoce alla salute è una oscenità, solo gli eccessi fanno male Insieme a Francia e Spagna lavoriamo a un documento comune che contesti questo modello». Certo, la schiera di espertoni che negli ultimi giorni si è messa a discettare sulle devastanti conseguenze che un bicchiere di Chianti odi Vermentino può avere sulla salute umana, a scelta tra cancro fulminante e restringimento del cervello, non dà una grande mano. Ma dopo il via libera a grilli e vermi, considerati il massimo in fatto di nutrizione, i colpi bassi su forma:: e salumi, ritenuti pericolosi quasi quanto il vino, e l’annunciato sdoganamento della came finta, pare faccia un gran bene pure quella, l’Italia questa volta sembra intenzionata a non farsi fregare dalla Ue.

Fonte: Libero Quotidiano.

Danneggerà il cervello, ma anche Antonella Viola beve.
Rimpicciolirà il cervello, ma anche la biologa cade sul vino. Antonella Viola nei giorni scorsi ha scatenato la polemica dichiarando, a sostegno alla scelta di inserire nell’etichetta degli alcolici avvertimenti sui danni alla salute, che «chi beve ha il cervello più piccolo». Ed ecco che l’europarlamentare leghista Paola Ghidoni, spulciando il profilo Facebook della ricercatrice, ha trovato una foto in cui Viola (a destra) brinda allegramente. Si predica bene e… si beve meglio.

Fonte: Libero Quotidiano.

Furto di Amarone sparite 9.000 bottiglie.
Dal magazzino di Oppeano (Verona) sono sparite 1500 casse da 6: circa 9.000 bottiglie di Amarone Costasera Masi. «Si presume si tratti di un furto deliberato, perché sono rimasti indenni gli altri pregiati vini Masi» precisa una nota, che sottolinea il «danno notevole (oltre 315mi1a euro) anche in considerazione del pregio delle bottiglie in questione.

Fonte: Messaggero.

A Masi rubate 9.000 bottiglie di vino.
Masi Agricola, società quotata all’Egm e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, ha comunicato che nel magazzino dell’operatore specialinato nella logistica internazionale del vino di cui si avvale, in cui sono stoccate le proprie bottiglie, sono venute a mancare circa 1.500 casse da sei, per un totale di circa 9.000 bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella Classico Docg delle annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte perla spedizione. Si presume si tratti di un furto deliberato, dal momento che, spiega una nota, quello che manca fa riferimento al solo Amarone Costasera in quantità equivalente a un tir, mentre sono indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali.

Fonte: Mf.

Tutta la magia di Bolgheri in bottiglia.
Dici Bolgheri, dici vino. Di grande qualità, prestigio e con prezzi medi a scaffale (spesso) da capogiro. Per i vigneron di questo fortunato spaccato di Toscana (sono poco più di una sessantina in tutto) non è poi così scontato riuscire ad ampliare la propria capacità produttiva. Qui la terra arata, baciata dal mare, pesa e brilla come l’oro: il costo medio di un ettaro vitato supera anche i 300 mila euro. Ambrogio Cremona Ratti e l’enologa Elena Pozzolini ci sono riusciti. Entro la fine del 2023, Tenuta Sette Cieli arriverà a contare 18 ettari e mezzo. Due, piantati a Cabernet Franc e Merlot, sono di recentissima acquisizione e nella prossima primavera è previsto un ulteriore impianto di 1,4 ettari (solo di Cabernet Franc e destinato alla produzione di Igt).

Fonte: Panorama.

Vino “Casauria”: presentazione ad Alanno.
Oggi, nel teatro comunale Perrotti, la nuova associazione Docg composta da 15 aziende di 18 comuni. Sono cento i produttori di vino appartenenti alla nascente associazione Docg Casauria guidata da Concezio Marulli, e composta da 15 aziende vinicole che operano in 18 Comuni dell’area casauriense: Alanno, Bussi, Bolognano, Brittoli, Castiglione a Casauria, Corvara, Cugnoli, Lettomanoppello, Manoppello, Pescosansonesco, Pietranico, Popoli, Scafa, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Serramonacesca, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri e Turrivalignani.

Fonte: Centro Pescara.

Vino ed etichette di pericolo Il Pd: «Intervenga il governo».
Polemica sulle possibili etichette sul vino. «Il governo italiano deve attivarsi in tutte le sedi europee e internazionali per scongiurare sia l’autorizzazione da parte dell’Organizzazione mondiale del commercio, sia l’adozione di analoghe iniziative da parte di altri Paesi membri dopo l’iniziativa dell’Irlanda che vuole introdurre, anche nelle etichette del vino, informazioni sul pericolo dell’uso di alcol». È quanto si legge in una mozione del Pd firmata Debora Serracchiani e sottoscritta a prima firma dai deputati Andrea Gnassi (attività produttive). «Abbiamo l’obiettivo di salvaguardare le produzioni italiane e assicurare un corretto funzionamento del mercato interno, prevenendo o rimuovendo eventuali barriere» hanno dichiarato gli esponenti del Pd..

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Cala in Italia l’e-commerce del vino.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno nei lockdown, che aveva portato, tra 112019 e il 2021, alla crescita-monstre del 250% del business online, 112022 chiude con un calo del15% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato rilevato dall’Osservatorio Uv-Ismea.

Fonte: Metropolis.

Vino sotto tiro: trema l’export – Friuli, “la battaglia” del vino.
Dopo l’Irlanda anche il Canada decide di marchiare >Per l’economia friulana rischia di essere un durissimo colpo le bottiglie in entrata dall’Italia: “Può provocare il cancro” si tratta del terzo destinatario mondiale del nettare del Nordest Dopo l’Irlanda è la volta del Canada. La richiesta è la stessa: marchiare le bottiglie in arrivo dall’Italia con l’etichetta da brividi: “il vino porta il cancro al colon e al seno”. Un danno per tutta la produzione nazionale già sotto attacco, ma che questa volta fa ancora più male al Friuli Venezia Giulia perché l’export del vino verso il Canada è il terzo nella classifica dei paesi. Il mercato dell’export friulano si è assestato ne) 2021, anno in cui i dati sono completi á 142 milioni di euro. Una fetta non da poco del Pil regionale. Non è tutto.

Fonte: Gazzettino Friuli.

«Siamo molto preoccupati da queste scelte» – Zuliani (Rauscedo): «Grosso problema Sono a rischio tante aziende friulane».
«Per noi è un grosso problema, siamo preoccupati». A parlare è Antonio Zuliani, presidente di Cantina Rauscedo, azienda che produce migliaia di ettolitri di vino eli vende sul mercato, e esporta anche verso il Canada. Zuliani (Rauscedo): «Grosso problema Sono a rischio tante aziende friulane» ›«Dobbiamo rispondere con indagini scientifiche ›«Se non si corre ai ripari il danno all’immagine che spieghino che un bicchiere non può fare male» sarà fortissimo: quelle etichette fanno paura». «Lo sappiamo. Anche il Canada vuole quelle incredibili etichette sulle bottiglie di vino e il dipartimento della sanità canadese invita a bere al massimo un bicchiere di vino alla settimana.

Fonte: Gazzettino Friuli.

Etichette sulle bottiglie di vino Dopo l’Irlanda anche il Canada.
II presidente della Cia Clementin: scelte incomprensibili, minata la nostra cultura Serracchiani (Pd): il governo agisca per evitare che Dublino adotti i nuovi alert. Altre nubi si addensano sul futuro del vino, prodotto che per il Friuli Venezia Giulia rappresenta un vero e proprio motivo d’orgoglio, oltreché un importante asset economico. Dopo l’Irlanda, che intende adottare le etichette salutiste, anche il Canada, importatore di bianchi e rossi del Collio, delle Grave e dei Colli orientali, ha intenzione di dare una stretta ai consumi, introducendo gli stessi alert anti cancro. Sul fronte diplomatico, invece, interviene la presidente del gruppo del Pd alla Camera, la deputata udinese Debora Serracchiani, che pungola il governo a darsi da fare.

Fonte: Messaggero Veneto.

Fi Puglia, mozione in Consiglio per la difesa del comparto.
Il gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale pugliese presenterà una mozione per “difendere il comparto vinicolo”. “La questione dell’etichettatura degli alcolici – dicono Paride Mazzotta, capogruppo, Napoleone Cera, Paolo Dell’Erba e Massimiliano Di Cuia – su cui punta l’Unione Europea richiama tutti alla difesa degli interessi del nostro Paese. Vino e birra nel mirino di Bruxelles, con etichette che dovrebbero far desistere il consumatore. Eppure, un conto è l’abuso ed un altro è il consumo responsabile, considerando peraltro che vino e birra non possono essere assimilati ai super alcolici.

Fonte: Quotidiano di Bari.

Vino, etichette «all’Irlandese»: un ordine del giorno per dire no.
Un ordine del giorno a tutela del v no italiano, uno degli elementi di spicco della cultura enogastronomica del nostro paese, da sempre un fiore all’occhiello che ha nel Monregalese una produzione di grande qualità riconosciuta a livello nazionale ed internazionale: questa la proposta dei consiglieri comunali di Centro-destra di Mondovì. Sotto i riflettori è la decisione dell’Irlanda di riportare sulle etichette del vino e degli alcolici una serie di avvisi che avvertano le persone dei rischi legati al consumo di tali bevande, simili a quelli già in uso su tabacco e sigarette.

Fonte: Piazza Grande.

Oltre 150 aziende siciliane nella Guida ai vini 2023.
Sono 152 le aziende siciliane raccontate nella guida a cui sono stati assegnati diversi riconoscimenti a conferma di come la Sicilia continua a crescere in qualità su tutti gli areali di produzione. Un lavoro svolto da diversi degustatori e sommelier Ais che hanno dato vita alla Guida ai Vini 2023: la presentazione è avvenuta al Palacongressi di Agrigento, uno spazio polifunzionale a due passi della famosa Valle dei Templi, sito Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. “Siamo felici ed emozionati per il lavoro presentato oggi che è frutto di centinaia di degustazioni e che rappresenta il manifesto del vino siciliano per la nostra associazione – racconta il neo presidente regionale AIS Francesco Baldacchino.

Fonte: Quotidiano di Sicilia.

Furto da quasi 400mila euro di Amarone Costasera Masi.
L’ammanco è di circa 1.500 casse da 6: novemila bottiglie prelevate dal magazzino Furto da quasi 400mila euro di Amarone Costasera Masi Sandro Boscaini: «Brand rappresentativo». I recenti attacchi al vino? «Bisogna educare, non reprimere». Una quantità di Amarone Costasera Masi equivalente a un tir è stata sottratta dalle scorte dell’azienda Masi, pronte per la spedizione, dal magazzino dell’operatore specializzato in logistica internazionale di cui l’azienda di Gargagnago di Valpolicella si avvale da anni. L’ammanco è di circa 1.500 casse da 6, per un totale di 9.000 bottiglie dell’Amarone della Valpolicella Classico docg delle annate 2017 e 2018. Naturalmente tutte coperte da assicurazione.

Fonte: Arena.

Rubate novemila bottiglie di Amarone.
Furto di 1.500 casse di Costasera Amarone della «Masi Agricola» di Oppeano, pari al carico di un tir, è avvenuto nel magazzino dell’operatore di logistica internazionale del vino, di cui l’azienda si avvale da anni. Sono sparite novemila bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella, Classico DOCG, annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte per la spedizione. Il tutto per un valore superiore ai 315mi1a euro. «Si presume un furto deliberato, visto che manca solo l’Amarone Costasera», recita una nota di Masi.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Amarone Masi, rubate 9mila bottiglie – Sparite dal magazzino 9mila bottiglie di Amarone Masi ironizza: va a ruba.
Il colpo al magazzino di Oppeano da oltre 300mila euro. «Siamo assicurati» voi «L’Amarone Costasera va a ruba». Provano a ironizzare, alla Masi Agricola, nonostante il duro colpo: la sparizione di circa 9 mila bottiglie del «Classico» di casa, annata 2017-2018, per un valore di mercato tra i 300 e i 400 mila euro. La storica società agricola della Valpolicella denuncia che la merce sottratta dalle scorte pronte per la spedizione era all’interno di 1500 casse da 6 bottiglie l’una contenute nel magazzino di Oppeano. «Ma siamo assicurati». a pagina 10 Sergio Sparite dal magazzino 9mila bottiglie di Amarone Masi ironizza: va a ruba. Il furto ad Oppeano da oltre 300 mila euro.

Fonte: Corriere di Verona.

Furto nella società di spedizione: sparite 9mila bottiglie di Amarone.
Un furto di 1.500 casse di Costasera Amarone di Masi Agricola Spa, pari a un carico di un Tir, è avvenuto nel magazzino dell’operatore di logistica internazionale del vino di cui l’azienda si avvale da anni. L’ammanco equivale a un totale di circa 9.000 bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella Classico DOCG, annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte per la spedizione. «Si presume – riferisce Masi in una nota – si tratti di un furto deliberato, dal momento che quanto mancante si riferisce al solo Amarone Costasera; indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali».

Fonte: Gazzettino.

Rubate 9 mila bottiglie di Amarone per un valore di 315 mila euro.
Dal magazzino di Oppeano (Verona) sono sparite 1500 casse, per un totale di circa 9 mila bottiglie, di Amarone Costasera Masi. «Si presume si tratti di un furto deliberato, dal momento che sono rimasti indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali», precisa una nota che sottolinea il danno notevole. Costasera è il prodotto bandiera di Masi, a un prezzo medio di 35 euro a bottiglia, equivale a un maxi furto da oltre 315 mila euro. «Rientra fortunatamente nell’ambito delle casistiche coperte da assicurazione dalla società e dall’operatore logistico depositario» precisa l’azienda.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

I grandi vini del Belpaese tornano nel mirino della criminalità: rubate 9.000 bottiglie di Masi.
Dopo le cantine dei ristoranti stellati e i furti di Brunello di qualche anno fa, sparite 1.500 casse di Amarone Costasera delle annate 2017 e 2018. I grandi vini come bene da investimento, i fine wines protagonisti delle aste internazionali, ma più in generale, il vino, nelle sue espressioni qualitative migliori, come qualcosa di estremamente prezioso e redditizio. Tanto da tornare nei radar della criminalità, ammesso che ne fosse mai uscito. Gli ultimi, clamorosi, casi di cronaca, in questo senso, ci portano lontano dall’Italia, nelle cantine di due grandi ristoranti europei: il “Coque” di Madrid, che vanta una delle migliori collezioni di Spagna, da cui (lo abbiamo raccontato qui), a novembre 2022 sono state rubate 132 bottiglie, per un valore di 200.000 euro; e il Maison Rostang di Parigi (qui), che, a luglio 2019, ha subito il furto di 150 bottiglie, valutate 400.000 euro.

Fonte: WineNews.

«Dal vigneto alla tavola»: così si traccia l’uva. E anche i ladri.
Rubate 9mila bottiglie di Costasera Masi, il re dell’Amarone. Il presidente Boscaini: le ritroveremo anche grazie al sistema di tracciabilità. Investire nella trasparenza verso i consumatori, nella tracciabilità e nelle tecnologie green conviene. Quasi come pagare un’assicurazione contro i furti. Lo dimostra quello che è capitato alla cantina Masi, uno dei più famosi produttori di vino in Italia, a cui sono state appena rubate 1.500 casse da 6 di Costasera, il suo prodotto più iconico. Le bottiglie di Amarone Docg annata 2017 e 2018 si trovavano nel magazzino dell’operatore specializzato nella logistica internazionale del vino di cui la cantina della Valpolicella si avvale da anni. Un furto ben studiato, dal momento che a mancare sono solo le 9mila bottiglie di Amarone Costasera, quanto basta per riempire un Tir, mentre non sono stati toccati gli altri vini Masi immagazzinati negli stessi locali.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Toscana, presentata terza edizione del Chianti Economic Forum.
È stata presentata al Media Center Sassoli a palazzo del Pegaso la terza edizione del forum “RePower Chianti: energie per il Futuro” che si svolgerà il 3 febbraio alle Cantine Antinori a San Casciano Val di Pesa (località Bargino). All’interno dell’iniziativa del Forum verranno assegnati anche i premi #ChiantiTesi, per tesi di laurea volte a sostenere, analizzare e valorizzare lo sviluppo delle economie locali. L’obiettivo del Chianti Economic Forum, che si terrà nel pomeriggio del 3 Febbraio alla Cantina Antinori nel Chianti Classico, è di portare il dibattito riguardante la Transizione Verde sul piano locale. Chianti Economic Forum è un’associazione senza scopo di lucro che si ripropone di facilitare e promuovere l’interazione ed il confronto tra i vari attori socio-economici che hanno a cuore lo sviluppo economico del Chianti creando opportunità di discussione e confronto su grandi tematiche intersettoriali e favorendo la comprensione dei trend e dei cambiamenti che influenzano il mercato e l’economia, sia locale che globale.

Fonte: Askanews.

Stretta su vino (e alcol) anche in Canada: al massimo 2 bicchieri a settimana.
Solo due drink a settimana. Queste le raccomandazioni elaborate in Canada dagli esperti nelle nuove linee guida sull’alcol. La raccomandazione generale di ridurre del tutto l’alcol sta suscitando un ampio dibattito sui rischi connessi al suo consumo in un Paese in cui la stragrande maggioranza degli adulti lo beve regolarmente. La notizia arriva poco tempo dopo quella dell’autorizzazione da parte dell’Unione europea che consente all’Irlanda di applicare delle etichette sugli alcolici con avvertenze della stessa tipologia di quelle riportate sul tabacco. Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (Ccsa) ha avvisato che anche un consumo apparentemente moderato determina gravi rischi per la salute, evidenziando la relazione con il cancro, le malattie cardiache e gli ictus. Finanziate da Health Canada, le nuove linee guida rappresentano una virata rispetto alle raccomandazioni che erano state emesse nel 2011.

Fonte: AgriFoodToday.

Vino e tumori, il dottor Berrino: “Donne più a rischio, massimo un bicchiere a settimana”.
Il vino fa male? E in quali dosi? Cosa dobbiamo sapere? Per rispondere a queste domande il dottor Franco Berrino – epidemiologo, ha diretto il Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto dei tumori di Milano – ha rilasciato un’intervista al Corriere in cui spiega: “Per la mia esperienza e i miei studi sono convinto che se si beve un po’ di vino si rischia molto meno rispetto all’esposizione ad altri fattori, come inquinamento, fumo, pesticidi… Ma veniamo a quello che dice la scienza: intanto nelle linee guida internazionali non si parla di vino, si parla genericamente di alcol. E il punto su cui la comunità scientifica concorda è che la relazione delle bevande alcoliche con il cancro è molto chiara”.

Fonte: TPI.

Vino: risoluzione FdI propone ricorso a Corte giustizia Ue.
Una risoluzione che impegna il governo a 360 gradi ad assumere iniziative per contrastare l’introduzione nell’etichettatura dei vini di indicazioni di rischio per la salute connesso al consumo di alcool, ma anche se nel caso a fare ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea. E’ il provvedimento presentato oggi in Commissione Agricoltura della Camera, prima firmataria la deputata di FDI Maria Cristina Caretta, in seguito al pacchetto normativo irlandese “Public Health Alcohol Labelling Regulations”, finalizzato all’uso di etichettatura sui prodotti a base di alcol con avvisi di carattere sanitario in modo analogo a quanto avviene per quelli a base di tabacco.

Fonte: ANSA.

Vino: a ‘Grandi Langhe’ focus su condizioni lavoro in vigna.
Ci sarà anche un focus sulle condizioni di lavoro nelle vigne alla prossima edizione di ‘Grandi Langhe’, in calendario a Torino il 30 e 31 gennaio alle OGR, organizzato dai Consorzi di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani e Roero, con il supporto della Regione Piemonte e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Il tavolo di ‘Changes’, alle 10:45 di lunedì 30 gennaio vedrà confrontarsi istituzioni, enti pubblici e mondo del lavoro. La ‘due giorni alle Ogr accoglierà buyers. operatori del settore vitivinicolo, commercianti, ristoratori, importatori italiani e internazionali e appassionati di vino. Il Consorzio Barolo e Barbaresco rappresenta 542 aziende vitivinicole, su 10mila ettari di vigneto, per una produzione di 66 milioni di bottiglie, al Consorzio Roero sono associate 250 aziende, su 1.300 ettari di vigneto e 7,5 milioni di bottiglie.

Fonte: ANSA.

Vino e salute, il dibattito si infiamma, e diventa mediatico, con virologi ed immunologi.
Il botta-risposta tra Viola e Bassetti, come in tempo di Covid, tra “l’alcol dannoso tout court”, ed il consumo moderato di vino “che può fare bene”. Calice sì, calice no, vino, alcol, consumo, eccesso, salute, “healt warnig”, benefici, danni, drink che causano i tumori e restringono il cervello, modiche quantità che invece farebbero bene e così via. In questi giorni, il dibattito, sacrosanto, sul tema “alcol e salute”, riacceso prima dal via libera (per tacito assenso) della commissione Ue all’iniziativa dell’Irlanda, che, per legge, inserirà, da quest’anno, sulle bottiglie di tutte le bevande alcoliche avvisi sui rischi per la salute come sui pacchetti di sigarette, poi dal Simposio Assoenologi (di cui vi abbiamo ampiamente raccontato), dove sono state portate sotto i riflettori ricerche scientifiche a sostegno della tesi che un consumo moderato di vino non solo non fa male ma sarebbe anche benefico per certi aspetti, e poi di nuovo infiammato, proprio in queste ore, dalle dichiarazioni della dottoressa Antonella Viola, immunologa e professoressa ordinaria di Patologia Generale nel Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, che, sui media nazionali, a partire dalla trasmissione radiofonica “Mondo Nuovo” di Rai Radio 1, ha sostenuto e continua a sostenere a spada tratta quelle che poi sono le posizioni dell’Oms, ovvero che non esiste un livello di consumo di alcolici che non sia a rischio, e che anche un consumo moderato di alcol “danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”, perchè sostanza cancerogena. Posizioni sostenute da ricerche e documenti scientifici, così come da ricerche e documenti scientifici sono sostenute quelle contrarie alla demonizzazione dell’alcol e del vino tout court (mentre tutti, indistintamente, ovviamente, condannano l’abuso e l’eccesso”.

Fonte: WineNews

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 24 gennaio 2023!

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Un bicchiere o niente? Ora il vino fa discutere – Il dibattito agita gli scienziati: «Fa male e basta» «No, il consumo limitato aiuta cuore e arterie».
Ora il vino fa discutere. Il dibattito agita gli scienziati: «Fa male e basta» «No, il consumo ‘ limitato aiuta cuore e arterie» Sulla scelta dell’Irlanda di inserire sulle etichette degli avvisi di rischio malattie, l’Ue precisa che «si lavora a una revisione di norme per rendere i cittadini consapevoli di cosa consumano». La scelta dell’Irlanda di inserire nelle etichette del vino e degli alcolici messaggi di “alert” sui rischi per la salute, proprio come accade per le sigarette, continua a far discutere. In Italia più che altrove, dove il dibattito si accende così tanto da creare contrapposizioni all’interna della stessa comunità scientifica. Sollecitato sull’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie e richiamando il progetto di prevenzione oncologica dell’Ue, il portavoce della Commissione europea, Stefan de Keersmaecker, ribadisce che «nessuno è contro il vino.

Fonte: Avvenire.

Un bicchiere di vino? «Salutare».
Due autorevoli ricercatori rispondono, dati alla mano, all’immunologa Antonella Viola per la quale la dase sicura è solo «zero» Giovanni De Gaetano e Fulero Ihsini: assumendo posizioni “proibizioniste” finiremmo col privarci di un meccanismo proettivo. «Chi beve con moderazione ha un minore rischio di incorrere in 22 gravi patologie». E la dicitura “Nuoce alla salute” sulle etichette? «Se così fosse, andrebbe utilizzata pure per zucchero, carne, patatine, salumi, scatolette…». Milano « dose moderata di vino non è che non faccia male: fa addirittura bene. Sarebbe grave, a causa di posizioni proibizioniste, privare la popolazione di un importante meccanismo di protezione per la salute com’è il vino, se assunto con moderazione». Così il professor Giovanni De Gaetano, tra i fondatori e primo direttore del “Mario Negri Sud” e dei Laboratori di ricerca dell’università Cattolica del Molise, oggi responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), e il professore emerito di Biochimica dell’università di Padova, Fulvio Ursini, entrano nel dibattito esploso all’interno del mondo scientifico, da quando l’immunologa Antonella Viola in un’intervista ha dichiarato che anche una dose minima di vino è cancerogena come l’amianto, che chi beve un bicchiere al giorno ha il cervello più piccolo e che l’unica dose sicura è zero, dunque che la proposta dell’Irlanda di denunciare in etichetta la pericolosità del vino, come avviene per le sigarette, è sacrosanta.

Fonte: Avvenire.

Intervista a Giuseppe Curigliano – «Vino, cancro e cervello ristretto? Non si parla mai di un solo fattore».
Curigliano: bevo anch’io con molta moderazione. Pericolosa è l’interazione alcol-fumo L’oncologo di Glusl Fasano 99 Tra i giovanissimi Sono preoccupato per l’eccessivo consumo di alcolici tra gli adolescenti Professor Curigliano, lei beve vino? «Con molta moderazione, mi capita una volta ogni tanto, a cena con gli amici. A tavola mediamente no. Perché ho una cultura personale che mi porta a non bere e non fumare. E poi sono condizionato dagli studi che ho fatto, dal lavoro che faccio…». Giuseppe Curigliano è professore di oncologia medica all’Università di Milano ed è direttore della Divisione Nuovi farmaci all’Istituto europeo di oncologia. La scelta dell’Irlanda (approvata dalla Commissione europea) di equiparare le sigarette all’alcol e di scrivere dei rischi per la salute sull’etichetta degli alcolici, è diventata contesa politica.

Fonte: Corriere della Sera.

Il vino nuoce alla salute? A che punto è la battaglia europea sulle etichette.
Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che sulle bottiglie di vino potrebbe divenire obbligatoria un’etichetta analoga a quella che compare sui pacchetti di sigarette: “nuoce alla salute”. La vicenda va affrontata su tre livelli: l’azione europea di lotta contro il cancro, gli obblighi informativi per le etichette dei vini, l’autorizzazione dell’Unione europea (Ue) alla legge irlandese che prescrive di apporre sulle bottiglie specifiche avvertenze sui danni da alcol. Come si vedrà, al momento non c’è nessuna ipotesi di regolamentazione europea tesa a imporre etichette sanitarie sulle bottiglie di vino. Il piano europeo di lotta contro il cancro.113 febbraio 2021, la Commissione europea ha presentato il Piano europeo di lotta contro il cancro.

Fonte: Domani.

«L’alcol fa male Non si esageri» – «L’alcol fa male ed è rischioso… ma attenzione alle quantità».
Ed è scontro Roma-Europa • Scontro Italia-Ue sull’etichetta «nuoce alla salute» da apporre sulle bottiglie di vino, birra e liquori, così come deciso dall’Irlanda col tacito assenso di Bruxelles. Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è un attacco alla dieta mediterranea e agli interessi nazionali. Per il prof. Vito Lorusso, direttore oncologia medica dell’Istituto Tumori di Bari, l’alcol è un cancerogeno certificato. «L’alcol fa male ed è rischioso… ma attenzione alle quantità» Parla il prof. Vito Lorusso, direttore Oncología medica dell’istituto tumori di Bari «Giovanni Paolo li». L’alcol – ci dice il prof. Vito Lorusso, direttore oncologia medica dell’Istituto Oncologico di Bari – è un cancerogeno certificato e aumenta il rischio di tumori del distretto cervicoencefalico di bocca, esofago, laringe, fegato (facile evoluzione della cirrosi), spesso in pericolosa combutta esplosiva con il fumo di tabacco.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Su vino, birra e liquori scontro aperto Italia-Ue.
Tajaní: dieta mediterranea e interessi nazionali sotto attacco. Sull’etichetta degli alcolici, tensione alle stelle Italia-Europa. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ieri ha detto chiaro e tondo che è in corso un attacco alla dieta mediterranea e che il nostro Paese deve difendere i propri interessi, anche commerciali. 11 punto è che l’Unione europea, giustamente, sta dichiarando guerra ad alcolismo e cancro alcol-correlato, però – questa l’opinione dei produttori di birre, vini e alcolici d’ogni sorta – lo sta facendo nel modo sbagliato come, per esempio, puntando su etichette simil-tabacco con frasi tipo: «Nuoce alla salute». Nonostante le pressioni, Bruxelles non pare intenzionata ad arretrare: «Nessuno è contro il vino, penso che un bicchiere di vino piaccia a tutti, ciò di cui si occupa il Piano per battere il cancro è il consumo dannoso di alcol, che è una preoccupazione di salute pubblica», ha detto ieri il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Etichette salutiste per gli alcolici? L’Italia è in rivolta.
Le bottiglie di alcolici come i pacchetti di sigarette. Con etichette che avvertano le persone dei rischi per la salute. Il provvedimento arriva dall’Irlanda e ha ottenuto il via libera da parte della Commissione Europea, che ribadisce: «Il consumo dannoso di alcool è una preoccupa zione di salute pubblica, lavoriamo a una revisione delle norme Ue sull’etichettatura». la legge varata da Dublino, però, ha scatenato la rabbia degli agricoltori e delle associazioni di categoria in Francia, Spagna e soprattutto Italia. Protestano la Coldiretti e i produttori vinicoli, il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di «un attacco alla dieta medi terranea».

Fonte: Giornale.

Il vino fa male? Viva il buon vino – Poesia, mito e piacere: il vino è la nostra cultura.
Lo abbiamo sempre saputo che tutte le cose buone o fanno male o sono causa di peccato. A pagina 24 Poesia, mito e piacere: il vino è la nostra cultura L’Europa discute di etichettarlo come nocivo. Ma è una bevanda che ci accompagna fin dall’antichità e combatte simbolicamente la morte. Nell’eucaristia rappresenta il sangue accanto al pane che è il corpo del Cristo In Europa si discute di etichettare il vino come alimento nocivo per la salute e l’Irlanda ha già deciso di procedere in tal senso. Ieri un portavoce della Commissione europea ha precisato: «Nessuno è contro il vino, lo scopo del Piano di lotta contro il cancro è evitare il consumo dannoso di alcol».

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

Dalle sigarette al vino: i nuovi puritani a caccia delle streghe – Alcol, fumo, sesso: i nuovi puritani a caccia di peccatori da redimere.
Quando l’8 aprile del 1630 John Winthrop salpò dall’isola di Wight a bordo della nave Arbella aveva in mente di raggiungere la Terra promessa. Uomo di legge e politico britannico, egli guidava la prima grande ondata di colonizzazione puritana del Nordamerica. Agli altri fedeli che si apprestavano a lasciare l’Inghilterra anglicana – considerata ancora troppo Alcol, fumo, sesso: i nuovi puritani a caccia di peccatori da redimere Una tendenza in corso, accelerata dal Covid, vuole le élite intente a renderci più «performanti», a costo di mettere il becco nelle nostre abitudini private. Un finto ascetismo che convive con l’edonismo sfrenato corrotta dall’influenza cattolica – Winthrop regalò un sermone con i fiocchi: «Saremo come una città sulla collina. Gli occhi di tutte le genti saranno su di noi», disse.

Fonte: La Verita’.

Caffè corretto – La, Viola alza un polverone. E pure il gomito.
Antonella Viola insiste e, con la stessa foga di un’attivista dell’Anti-Saloon League nell’America degli Dieci, innalza al cielo i suoi vessilli anti vino: «I rischi di cancro, legati a un consumo anche moderato di alcol, sono un dato scientifico», dice l’immunologa all’Adnkronos Salute, «evidenze consolidate riferite dall’Istituto superiore di sanità, dall’Oms, dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Non c’è discussione su questo: la scienza non si discute». Dopo la tempesta Covid e il naufragio del burionismo, siamo ancora a questo punto: la scienza non si discute. E questo Dio infallibile, ovviamente, parla solo per bocca della sua Prescelta, la sua intermediaria con l’umanità, la dottoressa Viola. Non, per esempio, tramite le bocche dei tanti esimi colleghi che in queste ore l’hanno criticata.

Fonte: La Verita’.

Il Susumaniello «viola» va a nozze con la melanzana.
Ci sono in questi giorni attacchi immotivati al vino, come se uno degli elementi costituenti dell’identità mediterranea invece di apportare un profondo senso all’esistenza minasse il benessere. Si può discutere di cosa ci stia dietro a questi infondati allarmi, ma certo sappiamo cosa sta dentro il vino: il mistero del naturale e del rapporto che l’uomo ha avuto nella sua evoluzione con ciò che noi chiamiamo Creato e che i greci, saggiamente, chiamavano «fusis» in un’accezione di natura che va molto oltre l’esperienza fisica del mondo. Converrà ricordare ai molti che Ippocrate, sempre citato per la massima «fa’ che il cibo sia la tua medicina», aggiungeva «meglio un alimento meno salubre, ma grato, che uno incapace di soddisfare l’anima».

Fonte: La Verita’.

Intervista a Francesco Lollobrigida – «Bonus spesa per le famiglie» – «Bonus per la spesa così aiutiamo un milione e mezzo di famiglie».
Il piano di Lollobrigida per arginare “il caro carrello”. «E contro le frodi altri 300 ispettori» • Diventato ministro tre mesi fa, Francesco Lollobrigida, a capo del dicastero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, ha spiegato in questa intervista a Leggo come è riuscito a mettere i temi dell’agricoltura al centro dell’agenda di governo. «Bonus per la spesa: così aiutiamo un milione e mezzo di famiglie» Il ministro dell’Agricoltura a Leggo: «Puntiamo all’autosufficienza sui beni primari. Etichette sul vino come sulle sigarette? Inaccettabili». Larve e grilli non entreranno nella dieta mediterranea Le carni create nei laboratori sono pericolose per la salute Davide Desario È diventato ministro tre mesi fa.

Fonte: Leggo.

L’Europa dichiara guerra al vino e al cervello.
Dichiarare guerra al vino è la cosa più stupida che l’Europa possa fare, ed è tra le più pericolose perla nostra economia visto che il comparto ha un fatturato in crescita che supera i tredici miliardi all’anno. Partiamo da una certezza: il vino in sé non è per nulla nocivo (semmai è vero il contrario), a creare problemi è il suo abuso alla pari di qualsiasi altro abuso in ogni campo del vivere. I nostri produttori sono tra i migliori al mondo, per qualità ma anche per cultura, metterli sullo stesso piano degli spacciatori di sostanze tossiche, ma anche solo pensare di mettere loro i bastoni tra le ruote, è cosa, questa sì, criminale. Per pura coincidenza ieri sono stato in visita in una delle più prestigiose cantine al mondo, un concentrato di architettura, tecnologia, storia e tradizioni.

Fonte: Libero Quotidiano.

Europa in guerra contro chi beve vino: «Va ridotto del 10%».
Dopo le etichette sulle bottiglie che associano l’alcol al tumore al fegato, Bruxelles e Dublino impongono la stretta sui consumi. Produttori in rivolta. II 12 gennaio l’Ue ha dato il via libera alla proposta dell’Irlanda di introdurre l’etichettatura sulle bottiglie di vino, liquore e birra che evidenzi il legame diretto tra alcol e tumori, e più in generale alle malattie del fegato. I produttori avranno tre anni per mettersi in regola. Nel nostro Paese il maggior produttore è il Veneto con circa 12 milioni di ettolitri nel 2022, davanti alla Puglia (10,6), all’Emilia Romagna (7,4) e alla Sicilia (4,3). II fatturato del Veneto vale 11 13% di quello nazionale. II vino italiano più esportato è il Prosecco, che vale il 70% del settore.

Fonte: Libero Quotidiano.

Sbonia di divieti.
Il battibecco accende i virologi, ma a insorgere sono le associazioni di categoria: “Venga fatta chiarezza”. Il dibattito sul vino è acceso: ma stavolta non è sul bianco e rosso che la diatriba si accende, bensì sulle etichette. Ieri la Commissione Ue ha dato il via libera alla proposta dell’Irlanda in merito all’etichettatura — con le avvertenze – dei prodotti alcolici, in quanto “il piano europeo per battere il cancro mira ad evitare il consumo dannoso di alcool”. Eppure, con il portavoce per la salute pubblica e la sicurezza alimentare Stefan de Keersmaecker l’Ue dichiara di non prendere posizione: “La Commissione non ha fatto commenti e non intende intervenire ulteriormente”.

Fonte: L’Identità.

Una garanzia dalla vigna alla cantina.
Il piccolo borgo di Medoro si trova al centro di un’enorme tenuta con oltre 100 ettari di vigneti dedicati alle varietà tipiche del territorio allevate a pergola e a spalliera, come tradizione vuole. La supervisione in vigna e in cantina è nelle mani del grande Luca D’Attoma, vera e propria garanzia di una produzione di spiccata personalità e dalla forte impronta territoriale. In questo solco si inserisce alla perfezione l’Adrano, dalla Docg Colline Teramane, zona ad altissima vocazione. Colore rubino profondo, spettro olfattivo intenso.

Fonte: Messaggero.

Cuzziol GrandiVini, ricavi a 24,4 mln.
La società di distribuzione Cuzziol GrandiVini ha chiuso il 2022 con un fatturato di 24.4 milioni contro i 21 milioni del 2021. Rispetto all’anno precedente l’aumento di fatturato è stato del 16%, ma soprattutto è cresciuta la redditività. L’ebitda margin si è infatti attestato all’ 11,12%, dato sostanzialmente stabile rispetto 1’11,41% del 2021. L’azienda opera attraverso più di 6.800 clienti sul territorio nazionale distribuendo 46 aziende italiane e 91 estere per un totale di circa 2,2 milioni di bottiglie consegnate nel 2022 avvalendosi di una rete di 160 agenti di vendita. «Credo che dopo il Covid il mondo del vino abbia iniziato ad mere una maggiore attenzione ai numeri e ai bilanci», spiega l’amministratore unico Luca Cuzziol. I1 dato che più mi soddisfa, prosegue, «è che siamo riusciti nel corso degli anni a portare la nostra marginalità dal 7% a superare stabilmente l’11%». I12023 da questo punto di vista dovrebbe ricalcare i numeri del 2022.

Fonte: Mf.

Vino, Bruxelles non annacqua le liti sulle etichette – Bruxelles e i virologi senza freni non si fermano gli attacchi al vino.
La Commissione europea ha provato a stemperare le polemiche sul vino ma ha confermato le nuove etichette, così come prevede il Piano per battere il cancro. L’EUROPA RILANCIA LE ETICHE CONTRO I RISCHI DELLA SALUTE. BRUXELLES E I VIROLOGI SENZA FRENI. NON SI FERMANO GLI ATTACCHI AL VINO. La Commissione Ue conferma la revisione delle etichette nel quadro della lotta al cancro. A rischio una filiera che vale 14 miliardi, di cui 8 di export e garantisce lavoro a oltre 1,3 milioni di addetti È certo che l’alcolismo sia una piaga, ma ancora una volta il pm blehna è legato esclusivamente all’educazione alimentare. Tutto può nuocere alla salute, se consumato in quantità sconsiderate.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Vino, coro di critiche contro Antonella Viola.
Il fuor d’opera dell’immunologa Antonella Viola sul vino scatena reazioni a catena. E tutte negative. Dopo la replica puntuale del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, oggi è la volta dei medici. Che sostengono che non è l’uso del nettare di Bacco a fare male, ma l’abuso. “Può esserci un danno cerebrale con un abuso enorme e prolungato di alcol. In questo caso i neuroni piano piano diminuiranno, ma parliamo di grandi bevitori. Che hanno una dipendenza dall’alcol. Un normale consumo di vino, un bicchiere ogni tanto a cena con gli amici, non può arrivare a fare danni al cervello”.

Fonte: Secolo d’Italia.

Buongiorno – Cin cin, salute.
Sì, lo so: ha ragione Antonella Viola, il vino non fa bene. Con gli anni ho smesso di bere super alcolici, dopo cena talvolta mi piaceva bere una grappa, ma l’ho abolita da un sacco di tempo. Birra poca per il colesterolo. Ho smesso presto di giocare a calcio perché il calcio fa male, mi ha causato i legamenti lassi alle caviglie e una discopatia. Ho smesso pure di andare in bicicletta dopo avere sbagliato una curva. Ho smesso di giocare a pallavolo perché mi è venuto il ginocchio del saltatore. E col tennis per il gomito del tennista. Fra l’altro fumo. Ho ridotto di molto ma fumo. Compenso con la sigaretta elettronica ma il ministro Schillad ha detto che fa male anche quella. Con la carne rossa ho quasi chiuso: diceva il professor Veronesi che niente fa male come la carne rossa. Ma una bistecchina ogni tanto me la faccio.

Fonte: Stampa.

Verona. Torna la festa dell’Amarone con 64 aziende.
Una sfilata di 64 aziende pronte a celebrare il millesimo 2018 del re della Valpolicella, il protagonista di Amarone Opera Prima in programma a Verona, al Palazzo della Gran Guardia il 4 e il 5 febbraio. Organizzato dal Consorzio vini Valpolicella, l’evento di punta della denominazione torna così alla tradizionale collocazione invernale, mantenendo però il restyling del nome dell’anteprima del giugno scorso. In apertura della due giorni di Amarone Opera Prima a Verona, città che detiene il primato del vigneto urbano più esteso d’Italia, la conferenza stampa inaugurale (sabato 4 febbraio, Auditorium Gran Guardia ore 11).

Fonte: Tempo.

L’Ue prepara nuove etichette contro il vino.
Bruxelles prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% L’Ue prepara nuove etichette contro il vino }) Roma 11 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino».

Fonte: Gazzetta di Parma.

Nei vini di Parusso la tecnologia sposa la tradizione Con ottimi risultati.
L’azienda vola spedita verso il secolo di vita Innovazioni Dal 2007 macerazione a grappolo intero E i rotovinificatori per la fermentazione 1 d i Riccardo Corazza a storia di Parusso è una di quelle ideali per raccontare insie4 me una parabola fondamentale della viticoltura, ma anche un momento importante della storia d’Italia. Inizia nel 1925 proprio qui, a Mariondino e successivamente Cascina Rovella, Località Bussia, sulle colline che da Monforte d’Alba conducono a Castiglione Falletto, ora un tempio della denominazione, ed è vicenda comune (nei casi di successo) a diverse altre aziende familiari piemontesi, capaci di evolversi da attività agricole-allevative, con la viticoltura sullo sfondo, alla costruzione di una realtà enoica di grande successo, che miscela artigianato solido a brillanti scelte imprenditoriali.
Fonte: Nuova Ferrara.

Vino bianco e spumante sulle montagne.
I 40 anni della cooperativa Cave Mont Blanc: vigne a 1.200 metri in Valle d’Aosta Morgex In Valle d’Aosta, dove incombe la maestosa mole del Monte Bianco, fa parte la zona vitivinicola del Blanc de Morgex et de La Salle. Splendido paesaggio vitato contornato da pascoli, ripidi pendile boschi di conifere. In questo territorio la coltura della vite si innalza ad altezze fino a 1.200 metri sul mare. Vigneti fra i più alti d’Europa, estesi tra Comuni di Morgex e La Salle. In queste terre aspre in cui davvero la viticoltura è eroica, viene coltivato il Prié Blanc, unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca, che presenta un ciclo vegetativo molto breve e riesce così a sfuggire alle gelate primaverili e a evitare le prime nevi.

Fonte: Nuova Ferrara.

L’allarme Ue sul vino rischia di spaventare gli italiani.
Caro Carlino, è noto che un buon bicchiere di vino al giorno “toglie il medico di torno” e allunga la vita. Infatti noi Italiani, produttori e degustatori di ottimi vini, siamo uno dei popoli tra i più longevi al mondo. Non a caso, anticamente, la prelibata bevanda fu chiamata “nettare degli dei”. Fa quindi discutere la proposta irlandese di mettere sulle bottiglie l’etichetta:” attenzione il vino fa male”. Per contro, in Europa, vorrebbero far passare per ottimo cibo alcune specie di improponibili insetti. Mia nonna nel sentire simili nefandezze avrebbe esclamato:” non c’è più religione”. Elio Cataldo Gentile lettore, in riferimento all’annuncio della revisione delle norme sull’etichettatura delle bevande alcoliche da parte dal portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker, Coldiretti informa – sulla base di dati Istat – che le polemiche sull’allarme in etichetta «rischiano di spaventare ingiustamente» più di un italiano su due (54%) che beve vino.

Fonte: Resto del Carlino Ferrara.

Vino, l’Ue al lavoro sulle nuove etichette Tensione con l’Italia.
Una selezione di vini italiani. Alimentare «È in corso un attacco alla dieta mediterranea», afferma i I ministro degli Esteri Tajani. In allarme l’Unione italiana vini. I1 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino».

Fonte: Eco di Bergamo.

L’Ue lavora a nuove etichette per il vino.
Tafani preoccupato: «In corso un attacco alla dieta mediterranea, l’Italia deve difendersi». 11 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino. «Serve trovare una soluzione che tuteli la salute ma non colpisca la produzione agroindustriale del vino che nel nostro Paese è fondamentale anche per le esportazioni.

Fonte: Prealpina.

Cantina Terre, stasera secondo incontro.
Secondo appuntamento, questa sera, con gli incontri zonali organizzati dal Cda uscente della cantina Terre d’Oltrepo con i soci, in vista dell’assemblea de121 febbraio per il rinnovo del consiglio, dopo meno di un anno, a causa delle dimissioni di sette consiglieri nel giro di pochi mesi. La riunione si terrà a Broni, alle 20.30, nella zona pigiatura della cantina, mentre l’ultimo appuntamento è giovedì sera, alle 20.30, a Casteggio, alla Certosa Cantù. Durante le riunioni, il presidente uscente Enrico Bardone, che ha deciso di ricandidarsi, e il Cda uscente, che sta lavorando ad una lista per le elezioni, presenteranno ai soci il lavoro fatto e i progetti futuri.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vino, l’Ue al lavoro sulle nuove etichette Tensione con l’Italia.
Alimentare «È in corso un attacco alla dieta mediterranea», afferma il ministro degli Esteri Tajani. In allarme l’Unione italiana vini. 11 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio ? ,.q Una selezione di vini italiani di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino». «Serve trovare una soluzione che tuteli la salute ma non colpisca la produzione agroindustriale del vino che nel nostro Paese è fondamentale anche per le esportazioni.

Fonte: Provincia Sondrio.

La Viola si è bevuta il cervello.
«Le evidenze di chi sostiene un approccio proibizionistico”, rispetto al vino, “in modo epistemologicamente non corretto come la professoressa Antonella Viola sono confutate da una serie di elementi di scienza’; dice il presidente del Neuromed di Isernia. IL CASO DELL’IMMUNOLOGA CONTRO IL NETTARE DEGLI DEI. La Viola si è bevuta il cervello. IL PRESIDENTE NEUROMED, DE GAETANO, CONTESTA LE SMANIE PROIBIZIONISTICHE DEL VINO DA PARTE DELLA VIROSTAR. “Le evidenze di chi sostiene un approccio proibizionistico”, rispetto al vino, “in modo epistemologicamente non corretto come la professoressa Antonella Viola sono confutate da una serie di elementi di scienza di base, plausibilità, coerenza biologica, epidemiologia ed analisi statistica.

Fonte: Il Nuovo Molise.

l 2023? Quello appena iniziato sarà l’anno della resa dei conti.
Il comparto ha reagito bene alla pandemia e alla crisi energetica, ma ora è attesa l’onda lunga della recessione. «II 2023 si annuncia con qualche ombra di recessione ma noi, temprati da una esperienza secolare, sonò convinto che la supereremo di slancio con la qualità dei nostri vini e l’intraprendenza degli imprenditori italiani». Con queste parole Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini “trà lc carte” a questo 2023, che giocoforza porterà tutti i nodi al pettine. II Covid prima, la crisi energetica c la guerra poi, hanno creato la cosiddetta “tempesta perfetta”, che in un modo o nell’altro è stata superata senza grossi patemi dalle aziende vitivinicole, grazie a congiunture astrali forse irripetibili.

Fonte: Corriere di Alba.

Torino ci riprova e propone un rinnovato Salone del Vino.
Per l’ennesima volta Torino ci prova e a noi non resta che augurarci che sia la volta buona. Nasce. intatti, il nuovo Salone del Vino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. l’evento si terrà dal 4 al 6 marzo, ma al momento, in verità, non ci sono molte altre notizie, visto che nel sito ufficiale, si promettono novità e dettagli sul programma. Ignota anche la sede della rassegna, che probabilmente sarà decisa sulla base delle adesioni da parte dei produttori della nostra regione. Ci limitiamo a riprendere ciò che gli organizzatori hanno delle Notizie frammentarie sulla location del nuovo Salone del Vino di Torino chiarato: «Sarà un vero e proprio omaggio alla nostra terra e all’attività vitivinicola della nostra regione, tra storia e innovazione.

Fonte: Corriere di Alba.

Vigneti sotto controllo.
Installate centraline per il monitoraggio delle precipitazioni Le Amministrazione comunale, su Iniziativa del vicesindaco Luca Tosa e del consigliere Luca Bosca, ha deciso di installare alcune centraline per il monitoraggio del territorio. «Dopo un’attenta valutazione delle offerte presenti sul mercato abbiamo deciso di incaricare l’azienda X-farm technologies di Milano, che ha risposto alle nostre esigenze di creare una rete di postazioni in grado di monitorare il territorio cossanese per dare un supporto ai contadini, soprattutto nella pianificazione dei trattamenti fltosanitari», afferma Tosa.

Fonte: Gazzetta d’Alba.

Intervista a Albano Carrisi – «Viola e Lopalco, il vino è un farmaco» – Al Bano a Viola e Lopalco «Il vino è medicina sacra, si beve anche a messa».
Al Bano, il cantante produttore di Primitivo, replica ai due scienziati sugli effetti nocivi 99 di Francesco Mazzotta ‘«j 1 vino è storia e cultura. Non so quanto la professoressa Antonella Viola s’intenda di vino. Dovrebbe sapere che, con l’olio, è tra le più antiche medicine prodotte dall’uomo». Così il cantante Al Bano, tra i più importanti produttori pugliesi di vino, ir rompe nel dibattito sull’effetto cancerogeno del vino innescato dalla Viola e proseguito con le dichiarazioni di Bassetti e Lopalco. a pagina 6 Al Bano a Viola e Lopalco «Il vino è medicina sacra, si beve anche a messa» Il cantante e produttore di Primitivo replica ai due scienziati «Vengo da una terra dove è soprattutto storia e cultura» 99 99 L’umanità Il vino si beve in tutto il mondo.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Primitivo di Manduria, il Consorzio attacca «Il vino non va “bollato” come le sigarette».
La direttrice Pastore!!! lancia un monito ai ricercatori favorevoli ad etichettare i rischi: «È disinformazione». Una bocciatura senza appello per la prospettiva di inserire nell’etichetta degli alcolici gli avvertimenti sui danni alla salute. Proprio non ci sta il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, che parla di «disinformazione» mettendo all’indice quanto avrebbe affermato Antonella Viola – biologa, ricercatrice e docente all’Università di Padova – nell’appoggiare la scelta dell’Irlanda, approvata dalla Commissione europea, di equiparare alcol e sigarette apponendo sulle bottiglie le “temute” etichette. «Dichiarazioni gravissime che potrebbero avere ripercussioni sostanziali per l’intero comparto economico vitivinicolo nazionale ed internazionale», afferma la direttrice del Consorzio, Novella Pastorelli.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Il vino e la disfida sulle dimensioni del cervello Scienziati contro. De Castro: «Nocivi gli abusi» – «Bere? È per cervelli piccoli» Il mondo del vino insorge e anche la scienza si divide.
Il mondo del vino insorge e anche la scienza si divide ›Molti gli esperti che hanno risposto alle dichiarazioni della biologa Viola. Non c’è pace per il nettare degli dei. Questa volta la crociata contro il vino parte da una delle patrie della birra, l’Irlanda. E trova proseliti anche in Italia, in primis la biologa Antonella Viola. Semplificando: Dublino ha deciso di equiparare vino e sigarette inserendo nell’etichetta gli avvertimenti sui danni alla salute. La ricercatrice ha approvato questa scelta aggiungendo anche frasi che hanno suscitato perplessità e polemiche. E. in Puglia la decisione irlandese – approvata dalla Commissione europea – è stata accolta come un attacco alle esportazioni di vino, da sempre uno dei prodotti di qualità più commercializzati all’estero.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Intervista a Paolo De Castro – «Un buon bicchiere non può far male Fa parte della nostra cultura nazionale».
«Sto lasciando ora la Commissione, abbiamo presentato un’interrogazione urgente dopo l’ok di Dublino all’etichetta “Il vino nuoce alla salute”: la cosa che più ci fa arrabbiare è questa assoluta noncuranza del voto espresso dal Parlamento europeo in seduta plenaria. Rischiamo di compromettere anche il commercio internazionale». Paolo De Castro, eurodeputato nato a San Pietro Vernotico, esperto di sistemi agricoli e agroalimentari, è ordinario di Economia e Politica Agraria presso l’Università degli Studi di Bologna. La sua è una battaglia politica a tutto tondo in difesa del vino. L’europarlamentare risponde anche alle parole della biologa pugliese Antonella Viola, secondo cui “beve chi ha il cervello più piccolo». Onorevole De Castro, è arrabbiato per la scelta dell’Irlanda sostanzialmente avallata da Bruxelles? «Abbiamo avuto mesi di discussione sul tema “health warning”, cioè le etichette sulla salute.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Leone de Castris nel gotha delle imprese storiche Un’avventura cominciata nel lontano 1665 – Una storia lunga 358 anni Leone de Castris nell’olimpo delle imprese centenarie.
L’azienda vitivinicola di Salice Salentino >La soddisfazione dei vertici della società: entra a far parte della prestigiosa Unione «Per noi è anche una grande responsabilità» Leda CESARI Chiss.si se Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos l’aveva previsto, in quel lontano 1665, mentre Carlo II diventava re dí Spagna, Londra veniva divorata da un’epidemia di peste bubbonica. gli astronomi scoprivano la Grande Macchia Bossa di Giove. Perché fondare un’azienda vitivinicola va bene, ma fondare un’azienda vitivinicola capace di attraversare 358 anni di storia- non solo indenne dai guai che ciclicamente si abbattono sulle cose, ma anche sulle di crescere e sviluppare senza sosta nuovi segmenti di business – è davvero impresa ragguardevole.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Lecce.

Nuova sfida per Frescobaldi: la pasta d’autore A Greve nasce «Tirrena»: i grani antichi della Val di Pesa e un pastificio centenario.
«L’idea ci è venuta durante il lockdown e in questi gironi stanno partendo i pacchi di pasta fatta con il 100% di grano duro coltivato in Toscana, nella nostra tenuta di Castiglioni, in Val di Pesa». Lamberto Frescobaldi, alla guida della casa vitivinicola che per prima ha varato «l’olio d’autore» con il Laudemio, spiega così la nuova avventura. Trent’anni dopo l’olio il gruppo fiorentino è di nuovo apripista, in un settore inesplorato per i grandi del vino: la pasta. E lancia «Tirrena», realizzata con grani antichi di varietà Cappelli, Khorasan ed Evoldur, ed essiccazione naturale dal Pastificio Artigiano Fabbri, a Strada in Chianti, nel comune di Greve.

Fonte: Corriere Fiorentino.

II vino trascina l’economia di tutta la provincia.
II vino trascina l’economia di tutta la provincia Coldiretti: seicento imprese nell’ambito dei prodotti a denominazione di origine. II vino guida la Dop Economy. Livorno è la quinta provincia, nella speciale classifica toscana, per impatto economico dei prodotti a denominazione di origine. A trainare l’agroalimentare di qualità è il vino con 58 milioni di euro di valore, più del 90% del totale di tutti i prodotti a denominazione grazie al lavoro e all’esperienza di 600 imprese vitivinicole. A dirlo è Coldiretti Livorno sulla base del rapporto Ismea-Qualivita 2022 presentato in occasione della dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche a Firenze a cui ha partecipato l’europarlamentare e relatore, Paolo De Castro.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Dopo il vino e l’olio anche la pasta Frescobaldi mette in vendita Tirrena “Grani antichi e l’odore del mare”.
Spaghetti olio, aglio e peperoncino annaffiati da un buon bicchiere di vino: un pasto veloce che potrebbe essere interamente firmato Frescobaldi, una delle grandi famiglie fiorentine produttrici di vino conosciute nel mondo che adesso aggiungono la pasta al brand Marchesi Frescobaldi. Si chiama Tirrena e va aggiungersi al vino — che resta il core business — e all’olio Laudemio di cui l’azienda produce 100mila bottiglie da mezzo litro l’anno. «L’idea ci è venuta perché da sempre la nostra famiglia ha come primo obiettivo l’agricoltura e non ci occupiamo solo di vigne e uliveti.

Fonte: Repubblica Firenze.

Vino ed etichette «La condotta Ue è contraddittoria».
Dopo l’health warning dell’Irlanda Vino ed etichette «La condotta Ue è contraddittoria» Castelletti, Uiv: «No alle iniziative unilaterali dei singoli stati membri» •• L’intervento del portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker, che ieri doveva chiarire come si sta muovendo l’Ue nei confronti della proposta irlandese di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con gli heath warning, già presenti sui pacchetti di sigarette, non ha convinto. «Su argomenti di tale importanza», afferma il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, «le dichiarazioni cerchiobottiste non servono. Da una parte si afferma che “nessuno è contro il vino”, dall’altra si annuncia una “revisione delle etichette”, oltre a una “riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025″».

Fonte: Arena.

Valdo si rafforza negli Usa «Diffondiamo il made in Italy».
Prosecco, intesa con la storica cantina Mondavi e Family Pierluigi Bolla A causa dei costi energetici abbiamo dovuto rallentare gli investimenti. «L’anno si è concluso in crescita, ma i margini si sono ridotti per colpa dell’aumento dei costi delle materie prima, dal vetro all’uva». Pierluigi Bolla, presidente di Valdo Spumanti, riassume così il 2022 delle sue «bollicine». Un andamento che è simile a quello dell’intero comparto: produzione stabile, fatturato in crescita, ma rispetto alle aspettative euforiche di un anno fa tutto si è raffreddato. I numeri, per Valdo, sono questi: 72 milioni di euro di fatturato (erano 63 nel 2021), con una crescita di circa il 1096, 19 milioni di bottiglie immesse nel mercato. «Dal Rosé non è arrivata una spinta particolarmente forte – spiega ancora Bolla.

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

La società della prevenzione – Il dibattito sul vino e la società della prevenzione.
Viviamo in una società che sente di doversi e doverci proteggere da tutto, e che spesso ci impone di farlo. Preventivamente. Ragionevole, all’apparenza: salvo che la deriva comincia a sembrare un po’ estremista. Tra poco il casco protettivo, che è l’immagine simbolica che meglio riassume la nostra ossessiva ricerca di sicurezza, e che abbiamo giustamente introdotto nelle più svariate attività, diventerà una consuetudine, se non un obbligo, anche in casa, per proteggere i nostri bimbi dagli spigoli e gli anziani dalla caduta dalle scale. Una metaforica cintura di sicurezza ci avvolge in un numero sempre maggiore di attività. Tutto giusto, tutto comprensibile, tutto spesso necessario e in L’editoriaIe alcuni casi doverosissimo: pensiamo alle precauzioni, purtroppo ancora mal rispettate e quindi insufficienti, che ci proteggono dagli incidenti sul lavoro, o all’obbligo vaccinale, che ho difeso strenuamente proprio su queste pagine.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Università, scontro sugli effetti del vino Ursini contro Viola: «Può fare bene».
Docente del Bo critica la posizione della collega immunologa: «È una divulgatrice che non conosce gli studi recenti» «Chi assume abitualmente alcol in piccole dosi riduce il rischio per 22 malattie». Alla bocciatura senza riserve del vino considerato dannoso in qualsiasi misura assunto, tesi divulgata dalla professoressa Antonella Viola scatenando un acceso dibattito, si oppone il pensiero di alcuni colleghi accademici, convinti sostenitori invece dell’effetto addirittura positivo della moderazione. Il professore emerito di Chimica biologica dell’Università di Padova Fulvio Ursini e il professor Giovanni De Gaetano, presidente dell’Irccs Neuromed, si direbbero diretti discendenti del pensiero di Paracelso, che nel quindicesimo secolo sosteneva: «Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit.

Fonte: Mattino Padova.

Grande successo per l’appuntamento annuale di 33 cantine che in questa edizione ha coinvolto la Cantina Alois, in Alta Campania.
Complimenti a Massimo Alois. Bravo per come è riuscito a far sposare egregiamente il vino, la gastronomia e l’arte, coinvolgendo le eccellenze produttive territoriali affiancate da produttori proveniente da tutta l’Italia che hanno raccontato la loro interpretazione del vino. Si è conclusa la giornata all’insegna della convivialità, che ha visto la presenza di circa 500 persone, tra appassionati, wine lovers, giornalisti e operatori del settore, che oltre ad assaggiare i vini, hanno apprezzato le preparazioni gastronomiche di nove chef dell’Alta Campania.

Fonte: Luciano Pignataro.

Cantine d’Italia 2023 Go Wine: i premiati.
“Una Guida pensata per i turisti del vino, invita a camminare l’Italia del vino, racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”. Ovvero la Cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti.”. «Vi è un obbiettivo di fondo che anima questa Guida – dichiara Massimo Corrado, presidente di Go Wine e direttore editoriale – raccontare attraverso l’Italia del vino una bella idea d’Italia, uno dei volti più belli del nostro Paese. Vigneto e vino ci conducono in ogni regione, in tantissimi siti ed angoli del Paese. La cantina è la meta, il luogo animato dove storie di vini e persone si intrecciano, dove il vino è la chiave per ascoltare il racconto di un luogo, di una terra, respirandone le atmosfere».

Fonte: Carlo Zucchetti.

Cantina di Terlano, il regno dei bianchi invecchiati.
Terreni vulcanici e un microclima particolare favoriscono una produzione importante in Alto Adige, dove i vigneti vengono coltivati fra i 250 e i 900 metri d’altitudine. Fondata nel 1893, la Cantina di Terlano è una delle cooperative di produttori più all’avanguardia di tutto l’Alto Adige. I suoi 143 soci coltivano 190 ettari di vigneti, pari a una produzione annua di 1,5 milioni di bottiglie. E, attorno alla Cantina Terlano, si è sviluppata un’enclave vitivinicola ricca di originalità. A partire dalla microparcellizzazione dei vigneti, che agevola la loro gestione accurata e mirata.

Fonte: la Repubblica.
Un bicchiere di vino fa male alla salute? L’epatologo Testino: «Sbaglia chi banalizza. Le etichette con i rischi opportune anche in Italia».
«Chi banalizza lo fa per stare più simpatico alla gente», ha spiegato il medico e presidente della Società Italiana Alcologia a proposito delle polemiche sui rischi legati all’assunzione di alcol, che hanno visto tra i protagonisti Matteo Bassetti e Antonella Viola. Mentre l’Unione Europea frena e tranquillizza sulle etichette di avvertimento per la salute da incollare sulle bottiglie di alcolici, «perché un bicchiere di vino piace a tutti», gli esperti di casa nostra hanno già approfittato per il botta e risposta sull’effettiva necessità di una messa in guardia simile a quella dell’Irlanda. Paese in cui i produttori di vino e birra in primis dovranno, proprio come con le sigarette, prevedere etichette che ricordino al cittadino i rischi che corre consumando ogni bevanda alcolica. Realismo o demonizzazione? Sul primo fronte c’è Antonella Viola, che pochi giorni fa ha ribadito lo stretto collegamento dell’alcol con i tumori, con l’effetto di riduzione del cervello e con un dosaggio di alcol che non deve necessariamente essere alto per provocare danno. Sull’altro Matteo Bassetti che immortalandosi con un bicchiere di rosso ha invitato la collega a non creare falsi allarmismi. Un dibattito che ha bisogno di chiarezza soprattutto per il consumo di alcol che milioni di persone di ogni età fanno quotidianamente, anche soltanto a tavola o durante l’aperitivo.

Fonte: Open.

Etichette sugli alcolici, Bruxelles ora frena: «Un bicchiere di vino piace a tutti».
«Nessuno è contro il vino» assicura il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker, sollecitato a rispondere dopo giorni di polemiche contro la nuova legge in Irlanda che impone un’etichetta di avvertimento sui possibili rischi di vini e altri alcolici. Una norma che in Italia ha messo il governo sul piede di guerra, ha cominciare dal ministro per la Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, che vedeva dietro quella decisione dell’Irlanda un tentativo di danneggiare i principali produttori di vino in Europa, tra cui proprio l’Italia. Da parte della Commissione Ue c’era stato un silenzio assenso sulla legge irlandese, lasciando immaginare che quella stessa direzione potesse essere seguita nell’atteso Piano Ue contro il cancro. Uno scenario che solo oggi, 23 gennaio, la Commissione Ue allontana: «Penso che un bicchiere di vino piaccia a tutti – ha aggiunto De Keersmaecker – ciò di cui si occupa il Piano per abbattere il cancro è il consumo dannoso di alcol, che è una preoccupazione della salute pubblica». Il progetto europeo punterebbe a una riduzione di «almeno il 10% entro il 2025» del consumo di alcol, ma su come Bruxelles vorrà scoraggiare birra e vino è ancora da chiarire.

Fonte: Open.

Etichette vino, l’obiettivo Ue: entro il 2025 ridurre consumo alcol del 10%.
«Nessuno è contro il vino, ciò di cui si occupa il Piano per battere il cancro è il consumo dannoso di alcol, che è una preoccupazione di salute pubblica». Lo ha ribadito il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker, all’interno dello scontro sull’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie. Il Piano Ue prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025. «L’etichettatura – ha proseguito De Keersmaecker – è un argomento molto importante e abbiamo già annunciato nella strategia Farm to Fork e nel Piano per battere il cancro che lavoriamo a una revisione delle norme Ue in materia, per rendere i consumatori capaci di fare scelte informate su alimenti sostenibili e salutari. Una valutazione di impatto è in preparazione, e il lavoro tecnico è in corso».

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Il super sommelier contro Viola: «Vino e cervello? Basta semplificazioni inutili».
L’immunologa fa scoppiare l’ennesima polemica sui danni causati da un consumo moderato di alcol. La risposta del critico: «Questa campagna diffamatoria è solo dannosa per il settore. Perché il problema, come ribadiscono i ricercatori, è sempre nel giusto dosaggio. E nella qualità del prodotto». Mi sento in dovere, vista la pesante campagna discriminatoria che uno dei prodotti-cardine della manifattura italiana come il vino sta subendo da mesi, di dire la mia sull’argomento. È infatti dalla fine di ottobre del 2022, dalla pubblicazione cioè del “Libro Bianco in materia di alcol e problemi correlati” del Ministero della Salute, frutto di un monitoraggio pluriennale nei 30 Paesi Membri dell’UE da parte dell’OMS, che si susseguono messaggi allarmistici, aggravati da “ingiustificate fughe in avanti sugli health warnings”, vedi quella dell’Irlanda, come giustamente ha commentato Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, che rischiano di penalizzare ingiustamente il segmento.

Fonte: Espresso.

STAMPA ESTERA

Les Hauts-de-France se lancent dans la production de vin blanc.
Le projet de Ternoveo engage 130 agriculteurs de quatre départements en quête de renouveau. La première vendange de chardonnay a eu lieu au début de l’automne dernier. Les Hauts-de-France se mettent a la viticulture. Une petite révolution dans une région oit on est pl us habitué a cultiver du blé, des pommes de terreau de la betterave à sucre. Près de 130 agriculteurs de quatre départements doivent se lancer dans l’aventure. ils auront planté 200 hectares de vigne d’ici à 5 ans pour produire du vin blanc – du chardonnay. Les premiers hectares ont été vendangés en septembre dernier. « La champagne n estpasloin. Nos voisins b elges f on t d u vin. Les Britanniques aussi. Pourquoi pasnous ? », lance Xavier Harle, directeur général de Ternoveo. une société appartenant à la coopérative Advitam. Nous voulions proposer une activité nouvelle, pour profiter du changement climatique. Un moyen de diversifier les revenus de nos agriculteurs ». Laurent Seitlé. un exploitant de 52 ans est des plus enthousiastes. <J’Avals une parcelle de terre crayeuse. Ily a longtemps que je pensais h y planter de la vigne L’implantation de la première vigne n’a pas été simple. Les jeunes plants sont toujours un peu fragiles. Aujourd’hui. ifs ne cmlgn ent plus rien. La vigne a faltdesmrinessurdeuxmètres ». L’agriculteur a dQ embaucher des saisonniers, méme si l’entretien des vignes est décalé par rapport au calendrier des travaux des champs. lia investi 150.000 euros pour l’achat des plants, du palissage, des fils oit accrocher lavigna. Sans oublier le petit tracteur spécial, et un pulvérisateur… Laurent Seillé ne table pas sur un retour rapide sur investissement « vin ce n’est pas de l’or. Mais la vigne c’est un placement.

Fonte: Echos.

Dans les vignobles bordelais, l’explosion du nombre de viticulteurs en difficulté.
10 % des vignerons girondins envisagent de stopper leur activité et de procéder à l arrachage total de leurs vignes. Au moins un tiers des viticulteurs se déclarent en difficulté économique : les derniers chiffres publiés par la Chambre d’agriculture de la Gironde sont édifiants sur la profondeur de la crise qui traverse le vignoble bordelais. Conséquence :10 % des vignerons girondins envisagent de stopper leur activité et de procéder à l’arrachage total de leurs vignes. D’autres songent à remplacer le raisin par l’olivier ou le noisetier. Ce n’est malheureusement pas une surprise tant le nombre de viticulteurs en difficulté a explosé depuis 2018 ! On a observé une hausse de 50 % des exploitants ayant des revenus faibles ou négatifs entre 2018 et 2021. Ces nouveaux chiffres attestent d’une dégradation rapide de la situation mais ce sera encore pire demain… », réagit Philippe Abadie, directeur du pôle entreprises de la Chambre d’agriculture de la Gironde. Ces nouveaux chiffres ce sont les premiers résultats de l’enquête lancée par la chambre consulaire au lendemain de la manifestation des vignerons bordelais dans le centre-ville de Bordeaux le 6 décembre dernier. Et ils sont inquiétants. Alors que le département cornete environ 4.000 exploitants viticoles dont la vigne est le métier principal, 1 320 viticulteurs se sont déclarés en difficulté, soit très exactement 33 % ! « Et encore ce chiffre est nécessairement un plancher puisque tous les viticulteurs concernés ne se sont probablement pas signalés », remarque Philippe Abadie qui voit ce nouveau chiffre venir confirmer des tendances déjà à l’oeuvre depuis plusieurs années. A rebours des autres départements de Nouvelle-Aquita *** ine, la Gironde connaît en effet depuis 2018 des indicateurs qui témoignent de la crise commerciale et économique. Ainsi, en 2021, 70 % des exploitants viticoles girondins gagnaient moins que le Smic, c’est-à-dire moins de 16.000 euros bruts annuels, et 34 % déclaraient un revenu négatif, signe d’un modèle structurellement déséquilibré.

Fonte: Tribune.

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Cara Viola, se non si eccede un po’ di vino può farci bene – Cara Viola, l’altra voce della scienza dimostra che l’alcol può far bene.
Cara professoressa Viola, scrivo da medico-nutrizionista clinico a proposito dell’articolo a sua firma apparso ieri su La Stampa, dove attesta indiscutibilmente che il vino accorcia la vita. Tale affermazione trae spunto da una ristretta quantità di «papers in review». Cara Viola, l’altra voce della scienza dimostra che l’alcol può far bene Il vino è un alimento liquido da assumere responsabilmente e in dosi moderate l’etichetta “nuoce fortemente” rischia effetti paradossali e di fare da incentivo 236 mila sono le pubblicazioni scientifiche che sottolineano gli aspetti positivi del vino 12-15%u è la percentuale di alcol in una bottiglia ed è associata a vitamine minerali e antiossidanti Cara Professoressa Viola, le scrivo da medico-nutrizionista clinico a proposito dell’articolo in cui attesta indiscutibilmente che il vino accorcia la vita.

Fonte: Stampa.

Vino è questione di cervello.
Vino I grandi produttori piemontesi rispondono agli allarmi sulla salute: è un frutto del territorio e della cultura che si accompagna alla consapevolezza è questione di cervello. Trovo sia una polemica assurda e ridicola Ci penseranno i francesi a sistemarla Un dibattito falsato dall’abuso dei superalcolici H prodotto della fermentazione degli zuccheri dell’uva è il meno tossico, punto uno: gli eccessi fan male. «Non è questione di cervello che si riduce bevendo vino, che si fa piccolo che questo e che quello. Il problema è quanto usi il tuo cervello quando bevi». Ipse dixit Claudio Conterno, presidente della Cia di Cuneo, e garanzia in Langa per le sue produzioni vinicole. Punto due: l’educazione.

Fonte: Stampa.

Dalle case green al «vino nocivo» Levata di scudi – «Il nostro vino fa bene alla salute Etichette, schiaffo al made in Italy».
L’Europa che non piace Dalle case green al «vino nocivo» Levata di scudi I produttori puntano il dito contro l’Irlanda Bocciato anche l’efficientamento energetico. «1l nostro vino fa bene alla salute Etichette, schiaffo al made in Italy» evata di scudi dei produttori contro la proposta dell’Irlanda di ‘bollare’ le bottiglie come «nocive» Il governo deve intervenire a Bruxelles per salvare una coltura che è tradizione, identità, ricchezza». E pensare che i Galli avevano messo a ferro e fuoco Roma anche, così dice la leggenda, per il vino. Apriti cielo, fa male. Questo tenta di far credere l’Irlanda che, patria di pastose birre e di pub dove alzare il gomito è assai frequente, chiede che venga messa sulle bottiglie di bianco e rosso doc la minacciosa etichetta: ‘attenzione, il vino fa male.

Fonte: Resto del Carlino Ferrara.

«Campagna di terrorismo, la vittima è il consumatore».
«E’ uno dei prodotti che funzionano meglio nell’ambito delle esportazioni Le nostre aziende, delle eccellenze». Etichette del vino come quelle delle sigarette. La decisione che arriva da Bruxelles, spaventa molti dei Paesi del Vecchio continente. Si, perché se da un lato l’Irlanda ha ricevuto il placet dell’Ue all’introduzione, sulle bottiglie di vino, di etichette con le indicazioni degli ‘alert sanitari’. Di fatto, come si diceva in premessa, un’equiparazione del nettare degli dei alle ‘paglie’. «Stiamo assistendo a una campagna di terrorismo verso il consumatore. Questa non è informazione». Non usa giri di parole, il presidente di Confagricoltura, Francesco Manca.

Fonte: Resto del Carlino Ferrara.

Nebbiolo Chiavennasca Ecco il bando per i vitigni.
Si possono richiedere entro venerdì 3 febbraio i vitigni di Nebbiolo Chiavennasca. La Comunità montana di Morbegno ha aperto il bando fornitura 2022-2023 e le prenotazioni delle piantine possono essere inoltrate via mail o presentandosi agli uffici della Cm da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12; il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 16. La distribuzione delle piantine rientra negli interventi a sostegno della viticoltura nel territorio mandamentale.

Fonte: Provincia Sondrio.

Saper parlare in pubblico Corso per imprenditori agricoli.
La tendenza È già iniziato e terminerà giovedì 9 febbraio «Anche nel nostro settore bisogna comunicare bene» Public speaking, ovvero parlare in pubblico. Un tema che, con un percorso di formazione, sta coinvolgendo i giovani imprenditori agricoli lombardi di Coldiretti e si tiene proprio in provincia di Sondrio, presso l’agriturismo La Fiorida di Mantello, coinvolgendo giovani di tutta la regione. Il modello si compone di tre giornate formative, che si concluderanno giovedl 9 febbraio. Nei giorni scorsi primi due appuntamenti, dove si sono sviluppati i primi temi: dalla gestione di contatto visivo e gestualità, alla postura e uso di spazio e voce, alla gestione delle emozioni, ovviamente con diverse esercitazioni pratiche.

Fonte: Provincia Sondrio.

Mostra del Chianti Svelate le date della rassegna – Mostra del Chianti, svelate le date Vetrina internazionale per ripartire.
La kermesse si svolgerà dal 27 maggio al 4 giugno II Comune ha stanziato 75mila euro di contributi. Dal 27 maggio al 4 giugno: la giunta di Montespertoli ha deciso le date della prossima Mostra del Chianti. Vetrina internazionale nella capitale di produzione della celebre Docg, da 100 a 150mi1a ettolitri l’anno su un totale di circa 800mi1a (di cui quasi un terzo a ogni modo di origine Empolese). Si spera sia la kermesse di una vera ripartenza dopo anni difficilissimi. C’è bisogno di ripartire: come ha detto giorni fa il vicepresidente del Consorzio del Chianti, Ritano Baragli, alcuni segni di sofferenza nelle vendite sono evidenti.

Fonte: Nazione Empoli.

«Best of Wine Tourism» Anticipate le iscrizioni.
Per aderire al concorso le aziende hanno tempo fino al 27 febbraio «Best of Wine Tourism» Anticipate le iscrizioni Verona rappresenta l’Italia nella rete delle 11 capitali mondiali del vino La guida disponibile per la stagione 2023 sarà una mappa dell’offerta. Iscrizioni anticipate quest’anno al concorso «Best of Wine Tourism», organizzato dalla rete Great Wine Capitals (Gwc), che riunisce 11 capitali mondiali dell’enoturismo. La Camera di commercio di Verona è l’unica rappresentante del circuito per l’Italia e promuove l’iniziativa alla settima edizione. Le esperienze offerte dal comparto scaligero saranno raccolte in una guida disponibile perla stagione turistica 2023 che, promossa attraverso gli uffici del turismo provinciali (Iat) e gli stand fieristici organizzati dalla Regione, sarà allegata a un magazine di settore (nel 20221a scelta è caduta su Dove, ndr).

Fonte: Arena.

Tabarini punta sulla longevità e premia i clienti.
Sulle colline di Custoza con otto etichette Tabarini punta sulla longevità e premia i clienti Etichetta dedicata a un fedelissimo dal 1957. Usato l’azoto in pigiatura. Sessantacinque anni di fedeltà. Al signor Oreste, bresciano, che dal 1957 è cliente stabile della cantina, i fratelli Damiano e Silvio Tabarini hanno deciso di dedicare un’etichetta, in ricordo della storia dell’azienda che ha visto la fondazione grazie alla passione di papà Elio. Tra le tappe più significative ci sono il 1979, anno della prima etichetta di Custoza, in concomitanza con un ampliamento della cantina, il 1986, con un ulteriore restyling e l’introduzione di serbatoi in acciaio con controllo della temperatura, e l’acquisto, nel 2001, dei vinificatori e fermentini.

Fonte: Arena.

ENOLOGIA Monteci in cantina si impara a degustare.
A Cantina Monteci ad Arcè di Pescantina parte una serie di corsi e incontri dedicati al mondo enologico. Il primo appuntamento sarà quello dal titolo «Vino e Cioccolato: L’abbinamento che non ti aspetti» che si terrà martedì 24 febbraio. Durante la serata, fa sapere l’azienda, un esperto sommelier e chocolatier guiderà gli ospiti nell’assaggio di quattro vini abbinati a quattro tipologie di cioccolato, per scoprire gli accostamenti più adatti. Per chi muove i primi passi nel mondo della degustazione Cantina Monteci propone il Corso di avvicinamento al vino, che inizierà lunedì 6 marzo; durante i quattro incontri saranno forniti ai partecipanti gli strumenti per poter riconoscere ed apprezzare vini di qualsiasi tipologia.

Fonte: Arena.

Vino: fatturato 2022 record per la Cantina Terre del Barolo.
Bilancio annuale positivo per la Cantina Terre del Barolo con sede a Castiglione Falletto, cuore delle Langhe piemontesi. I 280 soci viticoltori si sono riuniti nella sede sociale per approvare il documento. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato «di oltre 22 milioni di euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della nostra cooperativa ed in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente» sottolinea il direttore Stefano Pesci «soprattutto l’utile è stato chiuso ad una cifra di 2,8 milioni di euro». Il direttore di Terre del Barolo aggiunge: «L’utile ha fatto segnare un 80 per cento in più rispetto al 2021. Il risultato complessivo è stato ottenuto grazie al lavoro di tutti i soci viticoltori, i dipendenti e i collaboratori che hanno dimostrato ancora una volta di credere in un’azienda che punta soprattutto a valorizzare la cultura contadina delle Langhe, nei 600 ettari coltivati dai soci» conclude il direttore di Terre del Barolo.

Fonte: Gazzetta d’Alba.

Cantina “Terre” si lavora alle liste L’ex presidente tornerà in campo.
«Ho molte perplessità ma ricevo tante sollecitazioni» In bilico le trattative sui vecchi debiti e sul prezzo uva.

Fonte: La Provincia Pavese.

ROBERTA URSO, DELEGATA SICILIA DELL’ASSOCIAZIONE DONNE DEL VINO, FA IL BIS.
Roberta Urso, delegata della Regione Sicilia dell’ Associazione Donne del Vino, fa il bis. A Palermo, nei locali di Assovini Sicilia, si è svolto stamattina il rinnovo delle cariche per la guida nell’Isola dell’associazione che promuove dal Nord al Sud del Bel Paese, la cultura e la conoscenza del vino attraverso la formazione e la valorizzazione del ruolo delle donne nel settore vitivinicolo. Nata nel 1988, l’associazione nazionale Donne del Vino è presieduta oggi da Daniela Mastroberardino. Con Roberta Urso, Responsabile PR e Comunicazione di Cantine Settesoli, è stata riconfermata con la carica di vicedelegata, Flora Mondello, presidente del Consorzio di Tutela del Mamertino DOC e la new entry, per la Sicilia orientale , Teresa Gasbarro, delegata dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino della provincia di Siracusa.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

La Puglia e il turismo del vino un percorso ancora agli inizi.
La Puglia strizza l’occhio ai modelli enoturistici extraregionali. Sono diverse, anche se non tantissime rispetto ai numeri potenziali del comparto, le cantine che hanno attivato in loco l’offerta ricettiva. Che sia la strada per il successo, è pensiero unanime fra i produttori. «L’accoglienza però è un altro mestiere, servono impegno e competenza», tiene a precisare Simona Natale, immagine e direttore commerciale della “Gianfranco Fino Viticoltore” di Manduria: «Ci siamo presi il giusto tempo per elaborare una proposta che fosse in linea con la qualità dei nostri vini e solo dopo aver osservato gli esempi eccellenti in Italia e nel mondo abbiamo realizzato la cantina, la cui progettazione è stata affidata a uno studio di Montalcino che, insieme a Bordeaux, riteniamo rappresentare la massima qualità dell’accoglienza in vigna.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.

I «signori del vino della Franciacorta» alla conquista dell’Italia.
Un conto è essere bravi nel territorio di riferimento, un altro è emergere in altri territori. Il vino porta a pensare, studiare e sognare. Altra storia è riuscire. Negli ultimi decenni, i signori della Franciacorta non sono stati fermi. Vittorio Moretti, nel pianeta enoico di Terra Moretti annovera sei cantine: Teruzzi, Petra e Acquagiusta in Toscana, Sella & Mosca in Sardegna, Bellavista e Contaldi Castaldi a Erbusco. I Gussalli Beretta hanno il cuore a Monticelli Brusati con Lo Sparviere, ma si impegnano duro anche in Piemonte (Fonte Masso), Toscana (Castello di Radda) , Marche (Orlandi Contucci Ponno) e Alto Adige (Steinhaus). Sono due esempi illuminanti, perché hanno saputo brillare e continuano per qualità, collezionando tanti premi. Terzo esempio è quello di Barone Pizzini, che si è sviluppata senza clamore ma molto bene. Prova ne sia che, sempre per la Guida del Gambero Rosso, il Castelli di Jesi Verdicchio Classico San Paolo Riserva ’19 Docg è il miglior vino bianco italiano 2023.

Fonte: Brescia – Corriere.

La Viola ci vieta il vino: ritorna il “metodo lockdown”.
Il problema non è ciò che pensa Antonella Viola sul vino, ma il fatto che scambi la sua opinione per quella dell’intera comunità scientifica. Oggi la Viola, in una sua intera paginata sulla La Stampa, ci spiega che “un aperitivo accorcia la vita”: avete capito bene, secondo la virologa, anche un singolo bicchiere di birra o di vino è cancerogeno. Ma la cosa che mi fa impazzire è che, nelle prime righe, esordisce dicendo che “non sono opinioni personali” ma è proprio la scienza a sostenerlo. Curioso tuttavia che Mariano Bizzarri, professore oncologo della Sapienza, ma anche Matteo Bassetti ed altri, dicano che, talvolta, una dose moderata di vino rosso possa addirittura ridurre l’incidenza di diverse malattie tra cui alcuni tumori. Però queste sicuramente sono opinioni personali, vero? Come se non bastasse, lo studio per cui con il vino “ridurrebbe il cervello”, citato già ieri dalla Viola, sarebbe – come spiega lo stesso Bizzarri – uno studio criticatissimo e considerato minoritario.

Fonte: Nicola Porro.

“Un uso moderato di vino fa bene alla salute. Non accettiamo affermazioni figlie, forse, della voglia di protagonismo”.
Il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ritorna sul tema “vino e salute” che è stato il filo conduttore del recente simposio che l’Associazione degli Enologi ed Enotecnici Italiani ha organizzato a Napoli. Lo fa alla luce delle recenti affermazione rese dalla dottoressa Antonella Viola – ricercatrice e docente presso l’Università degli studi di Padova – alla trasmissione radiofonica “Mondo Nuovo” di Rai Radio 1. Nel corso del suo intervento l’immunologa ha affermato, tra le altre cose, che “anche un consumo moderato di alcol danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”. Il tutto si inserisce all’indomani dell’autorizzazione che l’Unione europea ha concesso all’Irlanda di inserire gli “alert” per la salute sulle etichette che vengono apposte nelle bottiglie di alcolici e superalcolici.

Fonte: Orvietonews.it.

Ella Loprete, dalla consulenza al mondo del vino: “Il cambiamento arriva dalle piccole e medie imprese”.
Donne Impresa. Dopo un’esperienza nel settore delle relazioni istituzionali è approdata nell’azienda di famiglia del marito, dove occupa il ruolo di direttrice marketing e accoglienza. Un salto dalla città alla campagna, in una realtà da 30 milioni di euro di fatturato. La politica è stata una passione, la vigna è il luogo in cui concentra energie e idee nel segno della modernità. Archiviati gli studi di Giurisprudenza alla Sorbona di Parigi, scelti per indecisione, virando sulla laurea in Scienze della comunicazione politica alla Sapienza di Roma, Ella Loprete è approdata al mondo del vino. Dal 2019 è direttore marketing e accoglienza di Tenute Capaldo e membro del comitato esecutivo del gruppo vitivinicolo campano che comprende le cantine Feudi di San Gregorio in Irpinia, Campo alle Comete a Bolgheri, Basilisco sul Vulture, per valorizzare le uve in purezza.

Fonte: la Repubblica.

Etichetta vino, FdI: condanniamo l’abuso, ma Bruxelles non penalizzi i nostri produttori.
“E’ evidente che ogni abuso è dannoso: non solo il tabacco e l’alcool possono, se consumati in dose massicce, provocare danni serissimi per la nostra salute. Così come è ‘dannoso’ parlare genericamente di alcool: il vino o la birra non sono paragonabili ai super-alcoolici”. E’ la nota congiunta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro). “Per questo – proseguono – condividiamo l’appello dei produttori di vino pugliesi a Bruxelles perché faccia chiarezza sulla norma sull’etichettatura non lasciando ai singoli Paesi decidere se scrivere sulle bottiglie di vino che ‘il consumo di alcool provoca malattie del fegato’. I nostri vini hanno conquistato il mercato mondiale, ‘punirli’ cos? significherebbe assestare un brutto colpo anche all’economia vitivinicola, con ripercussioni negative sull’export.

Fonte: Giornale di Puglia.

Vino e benzina, l’inganno delle etichette.
“Ogni distributore di carburanti, in Italia, avrà l’obbligo di mostrare un cartello con indicato il prezzo medio della benzina, stabilito ogni giorno dal Ministero dell’ Ambiente, accanto al proprio prezzo di vendita”. “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato”. “Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Equiparando il vino alle sigarette, l’ Irlanda potrebbe essere il primo Paese in Europa – con l’ assenso di Bruxelles – ad applicare queste diciture sulle etichette delle bevande alcoliche, compreso il vino. Ogni distributore di carburanti, in Italia, avrà l’obbligo di mostrare un cartello con indicato il prezzo medio della benzina, stabilito ogni giorno dal Ministero dell’ Ambiente, accanto al proprio prezzo di vendita. Ma siamo matti? Siamo di fronte all’ inganno delle etichette e alla beffa per consumatori e automobilisti.

Fonte: Lavocedialba.it.

STAMPA ESTERA

Zero Bouquet.
France is turning away from a noble bibulous culture to embrace abstinence Isn’t wine the supreme French offering to the world, the nectar that lubricates every fond memory and has spread the vocabulary of viticulture across the globe — from terroir to grand cru, champagne, rosé and Bordeaux to carafe and sommelier? And isn’t a glass of vin rouge as much a cliché of eternal France as a beret or a string of onions? How shocking, therefore, to discover that not only are more and more young French people turning away from a decent bouteille and opting instead for beer, the quintessential Teutonic drink, but that now it is becoming increasingly chic to ask for alcohol-free wine. Can such a thing be produced in a decent French vineyard? Apparently, the answer is yes — and one such product, French Bloom, is being pioneered by Maggie FrerejeanTaittinger, a scion of the famous champagnemaking dynasty. A century or more ago, France was all about absinthe; now the cry is abstinence. France has succumbed to a recent fashion from across the Channel, le dry January. An opinion poll indicated that 27 per cent of French people were attempting to avoid alcohol this month, a sharp increase on only 10 per cent two years ago. Even more shockingly, this healthy trend is particularly marked among the young some 40 per cent of those aged between 18 and 24 are hoping not to drink all January. I lave they been listening to all the doctors and health officials who constantly urge their fellow citizens to drink less? It would surely be a betrayal of those student rebellions of yesteryear to approve of, and follow, government advice.

Fonte: Times.

For Calif. vineyards, record rains are ‘a dream come true’.
First time in years that water won’t be a major concern of vintners. RUSSIAN RIVER VALLEY, CALIF. — This region’s vintners have been turning very little water into very good wine year after year during an unrelenting drought. So when recent rainstorms wreaked chaos across California, growers in the heart of the state’s iconic wine country did not grumble about the dangerous and disruptive weather. Instead, they welcomed the downpours like a godsend. The record rainfall, brought on by a series of atmospheric rivers, may not be enough to officially end the state’s long dry spell. But it has filled depleted reservoirs, deposited many feet of snow atop California’s mountains and pulled the driest parts of the state out of “extreme drought” conditions. And it has quenched some very thirsty vines. “It’s been a dream come true,” said Justin Seidenfeld, the winemaker at Rodney Strong Vineyards in Healdsburg, where the storms dumped nearly a full season of rain on parched fields over about three weeks. “Water has always been a concern for the last several years, and this year it’s not.” The rainfall began around New Year’s Eve and continued steadily for weeks, with varying intensity. The storms turned streets into rivers and rivers into rushing rapids. Floods, mudslides and falling trees led to fatal accidents, and some initial estimates have put the damage at $1 billion. In Sonoma and Napa counties, bucolic enclaves north of San Francisco where a rich history of agricultural production collides with playgrounds for California elites, the rains drenched vineyards. In some places, just the tips of vines were visible above pools of murky water. Some of the images appeared dire. But for growers, the timing was just right. While the region hasn’t seen this much rain in years, winter is usually peak wet season. And grape vines, fresh off a fall harvest, have gone dormant — a period akin to hibernation, when roots are active but the plant is storing nutrients for coming months. Because the vines have not yet reached “bud break,” the moment leaves begin to emerge, their sturdy, woody trunks are able to withstand an extraordinary amount of standing water. And the soil, after years of drought, has been able to drink up much of the precipitation, draining the pools before disease or other ailments take hold. The rain then seeps into the groundwater system, recharging aquifers. For an industry worth an estimated $70 billion to the state’s economy, a few weeks of steady rain can have broad ripple effects. The precipitation allows farmers to save money on irrigation and water purchases, and it could lead to larger yields this year and next. “There’s been a lot of joy,” said Karissa Kruse, president of the Sonoma County Winegrowers, a booster organization for the region’s grape farmers. “Our water storage levels have been so low, and growers have been figuring out how to use the bare minimum.

Fonte: Washington Post.

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Bassetti sui vini «No alle etichette con gli allarmi sulla salute».
La risposta a Viola Bassetti sui vini. Ad Antonella Viola, che ha apprezzato la decisione dell’Irlanda, approvata dalla Commissione europea, di equiparare l’alcol alle sigarette e di inserire gli avvertimenti alla salute nelle etichette degli alcolici, replica Matteo Rassetti. «L’alcol è incluso nella lista delle sostanze cancerogene di tipo i, come amianto e benzene. E chiaro il legame tra consumo di alcol e alcuni tumori», aveva detto la biologa dell’Università di Padova, aggiungendo che «chi beve ha il cervello più piccolo, come dimostrato da recenti studi». Rassetti, che ha pubblicato su Facebook una sua foto con un bicchiere di vino rosso, spiega: «Sembra un post polemico, ma non è così.

Fonte: Corriere della Sera.

Mosto o vino purché cotto.
Secondo quanto decretato da Columella, che ne scrisse già nel I secolo d.C., le vie del vincotto sono almeno due: «defrutum», particolarmente apprezzato già nella cucina di Apicio, se ridotto di un terzo, oppure «sapa» se ridotto della metà. Dagli scritti di Columella, appunto, apprendiamo che già presso i romani era usanza ravvivare le carni col mosto cotto. E così veniva usato anche in preparazioni dolci, come nelle torte, dove compariva come edulcorante ante litteram, mentre si faceva energizzante se allungato con acqua e la sua versione fermentata e cruda veniva apprezzata come tonico appetitoso e inebriante. Oggi sono altri i parametri per stabilire se si può parlare di mosto cotto o di vino cotto, in base alla sua consistenza.

Fonte: Espresso.

Destinazione Prosecco.
Una denominazione vincente e una famiglia che da cinque generazioni punta sulla qualità. In un territorio che traina l’export delle bollicine Delittuoso sottovalutare il paradigma di successo del Prosecco, fenomeno capace di trascinare, in deflativo generalizzato (che riguarda, ovviamente, anche il mercato del vino), il comparto degli spumanti italiani, capaci di raggiungere, oltre al traguardo spaventoso di quasi un miliardo di bottiglie prodotte (970 milioni nel 2022), valori di export (dati Uiv-Ismea) superiori ai due miliardi. Il Prosecco, nella fattispecie, nome che unisce tre denominazioni, Prosecco DOC, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG e Asolo Prosecco DOCG, due regioni (Veneto e Friuli-Venezia Giulia) e nove province che lo delimitano, è la riprova di quanto un coordinamento territoriale sapiente, unito ad un lavoro impeccabile sul marchio, possano realizzare.

Fonte: Espresso.

L’e-commerce? Dopo il lockdown bocciato dai consumatori di vino.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno durante il lockdown, che aveva portato – tra il 2019 e il 2021 – alla crescita monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo del 15% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato, rileva l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ – che monitora sia le vendite online dei retailer che quelle di Glovo, Amazon e similari sul web, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha approfittato dell’anomalia pandemica per sostituirsi ai mercati tradizionali. Da Unione italiana vini invitano però a osservare il bicchiere mezzo pieno: «Anche con lo stop dei 2022, rispetto al pre-covid in 2 anni il business del vino online è triplicato nei suoi volumi – ha detto il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – adesso si dovrà assestare, consolidare.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Garofano guida le donne del vino fari puntati su promozione e qualità.
Garofano dell’azienda Garofano Vigneti e Cantine di Copertino (Lecce) a guidare le Donne del Vino Puglia per il prossimo triennio 2023-2025. Eletta all’unanimità nel corso del consiglio direttivo, Renata, che subentra a Marianna Cardone, ha ringraziato le socie per la fiducia, assicurando il massimo impegno nel suo nuovo ruolo: “Emozionata e onorata di poter rappresentare le Donne del Vino pugliesi per il prossimo triennio, consapevole di avere un’eredità importante da custodire grazie ad una delegata che ha guidato la delegazione per sette anni con grande grinta e determinazione, e a un bel lavoro di squadra che è il nostro punto di forza da sempre.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Terre d’Oltrepò, tre tappe verso il Cda.
Pavia, il percorso assembleare dopo il terremoto-dimissioni Terre d’Oltrepò, tre tappe verso il Cda BRONI (Pavia) Tre incontri plenari prima dell’assemblea (la terza in tre anni) che il 21 febbraio prossimo eleggerà il nuovo CdA. Questo l’iter deciso per i circa 600 soci di Terre d’Oltrepò dopo che l’attuale organo esecutivo è decaduto per le dimissioni (in due tornate) di sette consiglieri. Le riunioni con i soci prenderanno il via domani sera a Santa Maria della Versa e proseguiranno martedì a Broni e quindi ancora giovedì alla Certosa Cantù di Casteggio.

Fonte: Giorno.

Intervista a Mariano Bizzarri – «Studio il cancro da anni: il vino lo combatte» – «La Viola non è preparata Il vino combatte il cancro e non va criminalizzato».
L’oncologo Mariano Bizzarri, professore di patologia clinica alla Sapienza, critica Antonella la Viola: «Una dose moderata di vino rosso riduce l’incidenza di diverse malattie, tra cui alcuni tumori. In altri casi c’è un’azione anti tumorale diretta. Il cervello di chi beve si restringe? Quello studio è stato criticato». «La Viola non è preparata II vino combatte il cancro e non va criminalizzato» Parla l’oncologo della Sapienza: «Studio i tumori da anni, un uso moderato aiuta la prevenzione. La riduzione del cervello? Quello studio è stato criticato». L’attacco al vino, che sarebbe veleno per l’organismo e ridurrebbe il cervello, lanciato dall’immunologa Antonella Viola in un’intervista al Corriere del Veneto, ha lasciato esterrefatto l’oncologo Mariano Bizzarri, professore di patologia clinica alla Sapienza.

Fonte: La Verita’.

Vino, l’e-commerce frena Torna l’acquisto diretto.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno nei lockdown, che aveva portato, tra il 2019 e il 2021, alla crescita-monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo de115% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato, rileva l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ – che monitora sia le vendite online dei retailer che quelle di Glovo, Amazon e similari sul web, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha approfittato dell’anomalia pandemica per sostituirsi ai mercati tradizionali.

Fonte: Messaggero.

Donne del vino, Martino nel cda.
La produttrice di Rionero in Vulture rappresenterà la Basilicata: è la prima volta Donne del vino, Martino nel cda Prestigioso riconoscimento per l’ex p ridente del Consorzio di tutela dell’Aglianico. La produttrice Carolin Martino, di Rionero in Vulture, è entrata a far pare del consiglio di amministrazione dell’associazione nazionale “Le donne del vino” e rappresenterà la Basilicata per il triennio 2023-2025. Per la prima volta, dalla nascita dell’associazione, sarà rappresentata la regione Basilicata. Carolin Martino è nata e cresciuta nel mondo del vino, tra botti e profumi di travasi e ha sempre proiettato il proprio futuro in questo settore e nell’azienda di famiglia guidata dal padre Armando.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

Per amanti del vino corso da sommelier.
Per gli amanti del vino è in programma un corso di primo livello di sommelier. Sarà presentato domani alle 20.30 nella sede Ais Romagna in via delle Fragole a Cesena. La prima lezione del corso invece è prevista lunedì 30 gennaio nella stessa sede. Dedicato agli appassionati del vino, il corso di primo livello propone un’immersione di base in questo mondo con l’apprendimento degli aspetti principali della degustazione, della viticoltura, dell’enologia e i primi rudimenti del corretto servizio del vino.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Parte dal Friuli la campagna contro l’Ue a difesa del vino.
Partirà dal Friuli Venezia Giulia la reazione dei territori italiani contro le etichettature proposte dall’Ue per i prodotti alimentari e per il vino. Lo annuncia il Consiglio regionale del Fvg. A marzo – spiega una nota – si riunirà a Trieste il coordinamento Politiche europee della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni – presieduto dal presidente del Consiglio Fvg, Piero Mauro Zanin -, con l’obiettivo di produrre la Carta Fvg, ovvero «un ordine del giorno impattante quanto unitario che rappresenti la posizione comune di tutte le Regioni sul problema delle etichettature ‘killer’ proposte dalla Ue su prodotti di enorme rilievo socioeconomico quali ad esempio il vino».

Fonte: Gazzettino Pordenone.

Alleanza fra le regioni per contrastare nell’Ue le etichette anti vino.
I Friuli Venezia Giulia si fa promotore di una “Carta” da recapitare alle istituzioni europee Il summit si terrà in marzo: nel documento si chiederanno valutazioni scientifiche imparziali Alleanza fra le regioni per contrastare nell’Ue le etichette anti vino. Sarà il Friuli il territorio capofila da cui partirà la controffensiva italiana a quella che il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, ha definito «la scure proibizionista e omologatrice da parte di istituzioni sovranazionali, in questo caso un’Unione europea che sembra viaggiare troppo a trazione nordica a scapito delle eccellenze agroalimentari dei Paesi mediterranei, in primis l’Italia».

Fonte: Messaggero Veneto.

Vino, nell’e-commerce vincono le bollicine Ma le vendite frenano.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno durante il lockdown, che aveva portato – tra i12019 e il 2021 – alla crescita monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo del 15% nei volumi e addirittura del 23%neivalori. Un dato, rileva l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ – che monitora sia le vendite online dei retailer che quelle di Glovo, Amazon e similari sul web, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha approfittato dell’anomalia pandemica per sostituirsi ai mercati tradizionali.

Fonte: Piccolo.

L’alert sulle bottig lie di vino I produttori: «È per colpire la cultura e la qualità italiane».
Dal Gradiscano al Collio una levata di scudi contro la scelta fatta dall’Irlanda e I silenzi dell’Europa «Qualsiasi prodotto fa male se assunto in modo eccessivo e non paragonateci alle sigarette» L’alert sulle bottiglie di vino I produttori: «È per colpire la cultura e la qualità italiane». Il caso delle etichette “health alert” (allerta sanitaria) sulle bottiglie di vino scatena l’indignazione del mondo vitivinicolo. Entro il 2026 sulle bottiglie degli alcolici venduti in Irlanda dovranno essere apposte nuove etichette che avvertano le persone dei rischi legati al consumo. E l’Europa, che a riguardo non si è espressa, di fatto ha spalancato le porte affinché il dibattito si allarghi anche agli altri Paesi dell’Ue.

Fonte: Piccolo Gorizia.

Venturini: «Va tutelato l’export della catena».
Notevole la preoccupazione anche da parte dell’associazione Città del Vino Fvg per le possibili ricadute sul sistema vitivinicolo regionale. «La salute va tutelata, e su questo non si discute, ma diciamo no — afferma il coordinatore regionale Tiziano Venturini — a opere di demonizzazione e sì invece al proseguimento della strada dell’educazione al consumo consapevole». Venturini, infatti, con l’Associazione nazionale Città del Vino, il cui presidente Angelo Radica ha fatto appello al governo affinché intervenga in sede comunitaria, in modo che sia fatta chiarezza nel tutelare un comparto che rappresenta il Made in Italy nel mondo e per difendere un prodotto come il vino al centro della dieta mediterranea.

Fonte: Piccolo Gorizial.

Roppa guida la nuova squadra delle Donne del Vino in regione.
Una nuova squadra guiderà le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia. Si sono svolte nei giorni scorsi, al ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, le elezioni del sodalizio tutto al femminile, recentemente premiate sempre nella Fortezza in occasione del Gran Premio Noé all’enoteca Serenissima, per il triennio 2023-2025. Eletta delegata regionale Elena Roppa, professionista che opera nel marketing del vino, unitamente a un team di tre vice delegate composto dalla produttrice di vino Sabrina Savorgnan Di Brazzà e dalle sommelier ed esperte di vino Maria Teresa Gasparet e Rosa Prisciandaro.

Fonte: Piccolo Gorizia.

Ecco come si diventa sommelier. Al via il corso promosso da Ais.
Con l’inizio del nuovo anno tornano anche le attività formative dell’Associazione Italiana Sommelier della Liguria. Martedì, alle ore 16 all’Hotel Stella del Mare di viale Millo a Chiavari, prende il via il corso pomeridiano di qualificazione professionale per sommelier della Delegazione del Tigullio e promontorio di Portofino. Il corso è di primo livello e approfondisce gli argomenti di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Dalla Val Seriana all’Etna per stupire «poco a poco».
A Picca, in siciliano «a poco a poco». Perché il vigneto secolare di nerello mascalese alle pendici dell’Etna, allevato ad alberello, poco produce. Se n’è accorto Ferdinando Imberti da Fiorano al Serio, titolare dell’omonima ditta di legnami, che alcuni anni fa lo ha acquistato affidandolo all’enologo Paolo Caciorgna. A poco a poco, anno dopo anno, il vino s’è fatto sempre più buono. Superbo 11 2017 che esprime il carattere dei terreni vulcanici: profumi balsamici, delicatamente aromatici (mirto); finezza ed eleganza al palato, morbido con finale di rabarbaro.

Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.

La viticoltura tra etichette allarmistiche e rincari.
Coldiretti lancia l’allarme per le scritte autorizzate dall’Ue in Irlanda. E non è l’unico problema… La viticoltura tra etichette allarmistiche e rincari in crescenti per il lavoro in vigna, dall’altro 1 allarme per le etichette con scritte allarmistiche simili a quelle che si trovano da anni sui pacchetti di sigarette. E’ una situazione difficile quella della viticoltura e a lanciare l’allarme, in particolare per le etichette che sono state autorizzate in Irlanda. «Le etichette allarmistiche sul vino in Irlanda che rappresentano un pericoloso precedente che – afferma la Coldiretti – rischiano di aprire le porte a una normativa comunitaria ingiustificata, capace di influenzare negativamente le scelte dei consumatori, come dimostra il fatto che quasi un italiano su quattro (23%) smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno se in etichetta trovasse scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette.

Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.

Intervista a Salvatore Vullo – “C’è futuro, le strutture possono riaprire e riorganizzarsi”.
L’esperto in politiche di valorizzazione del territorio spiega l’importanza di investire sull’enoturismo Salvatore Vullo è un esperto di politiche e valorizzazione delle produzioni agricole della Regione Piemonte, ha lavorato come funzionario per 37 anni nel settore agricoltura e fino al 2016 (anno della pensione) è stato un punto di riferimento per le strutture di promozione riconosciute dalla Regione. La chiusura temporanea o permanente di alcune Botteghe del Vino e Cantine comunali rappresenta un evento negativo perla promozione del territorio astigiano, come si potrebbe rimediare? «Intanto bisogna precisare che le strutture riconosciute dalla Regione Piemonte hanno la possibilità di riorganizzarsi e riaprire i battenti.

Fonte: Stampa Asti.

Le botteghe del vino che non esistono più – Calice vuoto.
Era il 1980 quando la Regione promosse la nascita di Enoteche e botteghe del vino comunali nell’Astigiano ne sorsero una quindicina ma oggi quasi la metà ha chiuso i battenti, era il 1980 quando la Regione Piemonte con la legge 37 offri J la possibilità a Comuni e produttori vinicoli di realizzare punti di promozione territoriale e vendita di vini e prodotti tipici. Aveva intuito (forse troppo in anticipo), che un giorno sarebbero arrivati gli enoturisti ad animare le colline astigiane. In provincia di Asti, nel giro di pochi anni, sorsero Enoteche Regionali, Cantine Comunali e Botteghe del Vino, se ne contarono più di una quindicina.

Fonte: Stampa Asti.

Intervista a Danilo Machetti – “Anche nell’enologia la promozione va adattata ai tempi “.
” Il ristoratore analizza i cambiamenti “I visitatori cercano il contatto con produttori In questo mondo del XXI secolo, veloce, connesso, sempre pronto e reattivo ai cambiamenti di ogni genere sarebbe davvero bizzarro pensare che il «pianeta vino» e i suoi moltissimi frequentatori e appassionati non siano pure loro sottoposti a mutamenti rapidi e, spesso, poco prevedibili. Negli ultimi quarant’anni i consumi, i consumatori, i confini e le aspettative del mondo enologico hanno davvero subito rivolgimenti copernicani. Questi si sono verificati anche nelle nostre colline e cantine ed ancora di più tra le fila dei nostri eno appassionati.

Fonte: Stampa Asti.

Falsi vini pregiati venduti in Nord Europa “Contraffatte anche le etichette di Gaja”.
Diciannove imputati per frode ad Asti, la cantina di Barbaresco è parte civile al processo Falsi vini pregiati venduti in Nord Europa “Contraffatte anche le etichette di Gaja”. Migliaia di bottiglie di vini comuni venduti in Svizzera e Germania con i marchi di alcune fra le più importanti case vinicole italiane. Una presunta frode in commercio da centinaia di migliaia di euro scoperta tra il 2019 e i12020 dalla Guardia di Finanza. Al centro Paolo Marcarino, 43 anni, produttore vinicolo di Canelli che ha ampliato la storica azienda di famiglia raggiungendo fatturati ragguardevoli. Secondo le accuse del pm Francesca Dentis, sarebbe lui uno degli uomini-chiave del raggiro

Fonte: Stampa Cuneo.

Dal bollino anti-cancro alle tesi di Viola i produttori di vino vanno al contrattacco – Etichette anti-cancro sulle bottiglie di vino «L’Europa le blocchi».
Lo scontro Parte una raccolta di firme da presentare all’Unione Europea. «E l’immunologa sa che il problema è [abuso» Novella Pastorelli, presidente del Consorzio del Primitivo Dal bollino anti-cancro alle tesi di Viola i produttori di vino vanno al contrattacco I produttori pugliesi di vino non ci stanno e reagiscono con una petizione da inviare a Bruxelles. Così replicano alla decisione della Ue di lasciare ai paesi membri la facoltà di mettere etichette sulle bottiglie di vino che avvertano sui pericoli per la salute, alla decisione dell’Irlanda che va in questa direzione e, per ultimo, alle dichiarazioni dell’immunologa Antonella Viola sulla pericolosità dell’alcool. a pagina 2 Bedllt Primo piano Economia e salute Etichette anti-cancro sulle bottiglie di vino «L’Europa le blocchi».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Intervista a Pier Luigi Lopalco – Lopalco sta con la collega «Fa male, lo dice l’Oms» – Lopalco sta con la collega Viola «Il bicchiere sicuro? Non esiste».
Il vino, al pari di tutti gli alcolici, è cancerogeno, come dice l’Oms. Più se ne consuma più alto è il rischio». L’epidemiologo Lopalco interviene nella polemica sul consumo di vino. Lopalco sta con la collega Viola Il bicchiere sicuro? Non esiste» L’ex assessore dalla parte dell’immunologa finita al centro di una bufera «È stato definitivamente acclarato che l’alcol ha un effetto cancerogeno» L’intervista di Francesco Stoppoll s*m Nella discussione sul pericolo dell’alcool, due cose bisogna evitare, secondo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ex assessore alla sanità e ora consigliere regionale: pensare di saperne più degli studiosi e bere troppo. Ha seguito le polemiche sulle dichiarazioni della sua collega Antonella Viola? «Sì e penso che la prima cosa da evitare è di innescare polemiche sulla base di espressioni come “io penso che” oppure “secondo me”.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

I Mondiali vinti dai bianchi siciliani.
Nel 2022 il Qatar è stato il primo importatore per effetto della kermesse sportiva con un incremento del +209%, l’Isola ha avuto il maggiore exploit tra i fornitori (+920%) Effetto guerra: la nostra produzione ha invece subito un calo in Russia (-7,7%), mentre ha conquistato posizioni in Ucraina (+39,6%). I Mondiali di calcio del Qatar non li ha vinti solo la Nazionale dell’Argentina, ma anche i vini bianchi siciliani. A certificarlo è l’annuale Wine Monitor di Nomisma presentato a Bologna. Secondo i dati illustrati da Denis Pantini, lo scorso anno nel mondo ci sono stati mercati che hanno notevolmente ridotto l’import, come Germania e Cina, e altri che lo hanno, al contrario, sviluppato. In testa c’è stato proprio il Qatar che, per effetto della “febbre” dei Mondiali, da gennaio a ottobre (ma soprattutto verso la parte finale del periodo) ha registrato un +209% di importazioni di vino.

Fonte: Sicilia Catania.

Bottiglie di solidarietà, Wine&Siena dice sì.
La kermesse aderisce alla campagna in sostegno dei malati oncologici. La raccolta di eccellenze servirà a finanziare progetti per loro. Si terrà al Santa Maria della Scala dal 27 al 30 gennaio e radunerà circa 600 etichette provenienti da tutta Italia. WineeSiena ha aderito all’invito di QuaViO odv, organizzazione di volontariato impegnata a Siena e provincia nelle cure palliative a malati oncologici, che chiede ai produttori presenti alla kermess del vino che si terrà dal 27 al 30 gennaio al Santa Maria della Scala, di donare una loro bottiglia. L’obiettivo: raccogliere prodotti di eccellenza da destinare ad iniziative di raccolta di fondi utili a finanziare un nuovo progetto di sostegno psicologico.

Fonte: Nazione Siena.

Da Masterchef al vino di Riparbella Scelta d’amore per Francesca che apre un’enoteca in cantina.
La storia IcAecilia Morello Riparbella Si è candidata alle selezioni di Masterchef per gioco, e perché la cucina, e tutto ciò che ruota intorno all’enogastronomia, la appassionano da sempre, tanto che ne ha fatto un lavoro. Francesca Filippone, originaria del Lago Maggiore, dopo 15 anni tra Cina, Hong Kong e Sudafrica, si è stabilita a Riparbella da quando ha conosciuto il suo compagno, Leopoldo Papi, figlio dei fondatori dell’azienda vitivinicola riparbellina Pakavran Papi – Enzo Papi ed Amineh Pakravan hanno due figli: Leopoldo e Chiara, che li affiancano nell’azienda, di cui Francesca è direttore commerciale. Innamorata della cucina «M as terchef è stata un’esperienza bellissima e intensa – dice.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Vino, torna la convivialità: primo calo per l’e-commerce.
I prezzi sono scesi del 9,5%: acquistate 10,2 milioni di bottiglie per 52 milioni di euro. Stravince il Prosecco Vino, toma la convivialità: primo calo per Fe-commerce Nel 2022 in flessione del 23% il valore delle vendite sul web Ma Capaldo avverte: «Sarebbe un errore abbandonare l’online». Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno durante il lockdown, che aveva portato – tra il 2019 e il 2021 – alla crescita monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo del 15% nei volumi e del 23% nei valori. Un dato, per l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha nella pandemia si è sostituito ai mercati tradizionali

Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.

Sì alla salute, no agli allarmismi Il vino è anche economia e cultura.
Premetto subito che non sono un medico. Ho però una lunga militanza tra vigneti e cantine, e da diversi anni, come giornalista, cerco di promuovere la cultura enologica, all’insegna del bere consapevole. A tal proposito, ho scritto ‘ anche un libro — Calici e Camici (edito da Cinquesensi) — intervistando una ventina di professionisti delle più disparate specializzazioni mediche, finanche dermatologi, urologi e oculisti. Ebbene, tutti i protagonisti della pubblicazione, a cominciare dai cardiologi (fatto salvo il veterinario, che però faceva riferimento ai nostri amici a quattro zampe), mi hanno confermato che un approccio olistico al vino non fa per niente male. Insomma, il vino ci può essere amico.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Bollicine d’eccellenza Il miglior vino 2023 è il Durello Cecchin.
Guida al Mangiare e Bere Bene a Vicenza e in Veneto Bollicine d’eccellenza Il miglior vino 2023 è il Durello Cecchin Casa vitivinicola premiata per il metodo classico riserva 2011. È arrivata alla terza generazione. Ha contribuito a scrivere la storia dell’enologia vicentina e non solo, è stata la prima cantina a credere nel Durello metodo classico, l’ingegnere Renato Cecchin ha tracciato una strada poi percorsa da molte altre cantine. Casa Cecchin a Montebello, alla terza generazione con la figlia Roberta e la nipote Sara, è stata premiata nei giorni scorsi per il miglior vino 2023 della Guida al Mangiare e Bere Bene a Vicenza e in Veneto, edita dal Giornale di Vicenza: il Durello metodo classico riserva 2011. La guida, 265 pagina a colori, recensisce quest’anno 122 cantine, 374 vini degustati alla cieca da un panel di sommelier coordinati da Wine meridian, 276 ristoranti e 76 pizzerie da tutto il Veneto, consigli golosi per trovare sempre il vino o il ristorante giusto: in vendita in edicola a 10 euro con il quotidiano.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Vino: fatturato 2022 record per la Cantina Terre del Barolo.
Bilancio annuale positivo per la Cantina Terre del Barolo con sede a Castiglione Falletto in provincia di Cuneo, cuore delle Langhe piemontesi. I 280 soci viticoltori si sono riuniti nella sede sociale per approvare il documento. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato «di oltre 22 milioni di euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della nostra cooperativa ed in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente» sottolinea il direttore Stefano Pesci «soprattutto l’utile è stato chiuso ad una cifra di 2,8 milioni di euro». Il direttore di Terre del Barolo aggiunge: «L’utile ha fatto segnare un 80 per cento in più rispetto al 2021. Il risultato complessivo è stato ottenuto grazie al lavoro di tutti i soci viticoltori, i dipendenti e i collaboratori che hanno dimostrato ancora una volta di credere in un’azienda che punta soprattutto a valorizzare la cultura contadina delle Langhe, nei 600 ettari coltivati dai soci» conclude il direttore di Terre del Barolo.

Fonte: ANSA.

Le migliori carte dei vini d’Italia (e non solo) le decidi tu, insieme a Slow Wine Fair.
Nasce il “Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow”, di scena nella kermesse firmata Slow Wine e BolognaFiere (26-28 febbraio, Bologna). Avete un’enoteca o un ristorante del cuore che vanta una particolare attenzione per un terroir o che dispone di una selezione di etichette biologiche? Potete segnalarli e votarli per il “Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow” n. 1, nuovissimo award di scena alla Slow Wine Fair, evento organizzato da BolognaFiere, con la direzione artistica di Slow Food, in programma dal 28 al 28 febbraio, a Bologna. Il premio (nato dalla collaborazione tra Slow Wine e Milano Wine Week) si distingue dagli altri legati alle carte dei vini, che valutano per lo più varietà di etichette e profondità di annate, per gli speciali criteri di selezione, studiati per rafforzare il legame tra wine lover e locali che curano le proprie selezioni di vini con particolari criteri.

Fonte: WineNews.

Enoturismo Un corso per valorizzarlo.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana insieme in prima linea per un evento formativo a beneficio dei soci del Consorzio sul tema dell’enoturismo e delle vendite diretta in cantina. Titolo della giornata di formazione è stato: “Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica”. Obiettivo insegnare a dare risposte concrete alle opportunità legate all’enoturismo e alle vendite dirette, ma anche come esse possano decollare sfruttando la tecnologia e l’innovazione digitale per il settore del settore vino. “Le cantine Italiane hanno un altissimo potenziale da esprimere, – sottolinea Filippo Galanti, Co-Founder & Chief Business Officer dell’impresa tecnologica Divinea – e la Maremma Toscana in particolare è un luogo con un immenso patrimonio vitivinicolo, naturalistico, storico e culturale. Tuttavia, molte cantine non sanno ancora come sfruttare al meglio tutte queste risorse a disposizione per ottenere maggiori risultati di vendita ed ingaggio del cliente finale. Per questo siamo entusiasti di questa opportunità formativa che è nata tra noi e il Consorzio, che tutela una Denominazione prodotta su un territorio che è un vero gioiello per l’enoturismo italiano”. Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC, oggi conta 443 aziende associate e ha raggiunto i 7 milioni di bottiglie prodotte all’anno..

Fonte: Il Giorno.

Vino e tumori, Lopalco difende Viola «Non c’è dose sicura, lo dice l’Oms».
L’epidemiologo pugliese dopo le polemiche delle dichiarazioni della virologa
«È definitivamente acclarato che l’alcol è una sostanza cancerogena». l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ex assessore alla sanità della Regione Puglia e ora consigliere regionale: pensare di saperne più degli studiosi e bere troppo. Ha seguito le polemiche sulle dichiarazioni della sua collega Antonella Viola? «Sì e penso che la prima cosa da evitare è di innescare polemiche sulla base di espressioni come “io penso che” oppure “secondo me”. Bisogna invece guardare alle evidenze scientifiche».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno.
Vino nuoce alla salute? Cosa dicono gli esperti.
Bassetti: “No agli alert, certe bottiglie sono opere d’arte”. Pregliasco: “Il resveratrolo del rosso è un immunostimolante”. Continua a far discutere la scelta dell’Irlanda di inserire nelle etichette del vino e degli alcolici messaggi di alert sui rischi per la salute, come succede con le sigarette. La polemica si consuma in terra tricolore e la netta presa di posizione dell’immunologa Antonella Viola sugli effetti negativi legati al consumo di alcol tra cui anche la riduzione della dimensione del cervello, divide gli esperti.

Fonte: Adnkronos.

Il vino fa male e chi beve ha il cervello più piccolo? È polemica.
L’immunologa Antonella Viola sconfessa il vecchio adagio secondo il quale un bicchiere di vino a tavola “fa bene al cuore”, e infiamma il dibattito. Il commento della ricercatrice riguardo all’equiparazione in Irlanda dell’alcol alle sigarette, con il via libera da parte dell’Ue, ha fatto scalpore: “Chi beve ha il cervello più piccolo”, ha dichiarato la docente dell’Università di Padova, scatenando le reazioni sul web. La ricercatrice ha appoggiato l’introduzione da parte del governo di Dublino delle etichette con le avvertenze sui danni alla salute anche sulle bottiglie di alcolici, come per le sigarette (qui avevamo parlato della dicitura che preoccupa l’Italia mentre qui abbiamo parlato della stretta del ministro Schillaci sulle sigarette).

Fonte: QuiFinanza.

Etichetta vino, la scienza si divide. Il prof. Matteo Bassetti risponde ad Antonella Viola e brinda con un calice di rosso.
Arriva da Matteo Bassetti, professore ordinario Malattie Infettive Università di Genova, attraverso i suoi canali social, una risposta ad Antonella Viola, che sostiene che anche un bicchiere di vino faccia male alla salute in quanto tutto l’alcol è cancerogeno (leggi il suo intervento). Più che le parole è la foto pubblicata da Bassetti che non lascia spazio ad interpretazioni. “Antonella Viola – ha scritto il professor Bassetti – ha detto che il vino rimpicciolisce il cervello ed è paragonabile all’amianto per i suoi danni. Si è definita astemia anche se si concede un calice solo nei ristoranti stellati. Ha raggiunto livelli di scienza elevatissimi. Inarrivabili per chi ama il vino. Cin Cin!!”.

Fonte: Agricultura.it.

Vino:Assoenologi,consumo moderato fa bene,lo dice la scienza.
“Il simposio che Assoenologi ha organizzato a Napoli e che ha visto la partecipazione di medici e scienziati ‘veri’ da ogni parte del mondo, ha detto che il consumo moderato e intelligente di vino fa bene alla salute”: è quanto ha ribadito l’umbro Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, tornando sul tema vino e salute. Lo ha fatto dopo che negli ultimi giorni erano emerse posizioni contrastanti in materia, in cui si era evidenziato che anche un uso moderato di alcol può provocare “danni ai cervello e aumenta il rischio tumori”. “Che il bere moderato e consapevole non è dannoso per la salute umana ce lo hanno detto gli esperti con relazioni e ricerche dettagliate, non viene acclarato da noi enologi che non siamo certo medici”, ha sottolineato Cotarella.

Fonte: ANSA.

Fratelli d’Italia promette battaglia all’etichetta sul vino: “Altri potrebbero seguire l’Irlanda”.
Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi è imprenditore nel turismo, è proprietario di alcune attività di ristorazione lungo il litorale dell’alta Toscana. Turismo e impresa sono gli ambiti nei quali dà il suo maggior contributo al partito e al governo Meloni. Non a caso è sua la mozione presentata per impegnare il governo a salvaguardare l’export del vino in Europa, dopo la normativa introdotta in Irlanda (a cui la Commissione Eu ha dato l’ok) per cui le bottiglie di alcolici avranno la stessa etichetta delle sigarette: “Nuove gravemente alla salute”.

Fonte: Pisa Today.

Vino e comunicazione, i consigli per gestire quella “di crisi”.
Le riflessioni di Michelle Erland, Senior Account Supervisor di Colangelo & Partners, tra le principali agenzie di Pr e comunicazione in Usa. Le riflessioni di Michelle Erland, Senior Account Supervisor di Colangelo & Partners, tra le principali agenzie di Pr e comunicazione in Usa. “Le crisi purtroppo ci sono, accadono, e bisogna farsi trovare preparati per rispondere a tutti, clienti, dipendenti e media. L’errore più grande da evitare è quello di non sapere cosa fare, ma in generale si deve essere autentici, trasparenti e dare informazioni appena è possibile. La fiducia dei consumatori è la risorsa più preziosa per un brand”.

Fonte: WineNews.

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L’ultima sparata della Viola: «Chi beve uno o due bicchieri di vino ha il cervello più piccolo» – Viola choc: «Bevi? Hai il cervello più piccolo».
L’immunologa benedice la crociata dell’Irlanda a colpi di etichette contro il vino e rilancia: «Legami coi tumori anche con uno o due bicchieri». Nella sua ansia di educare il popolo, attacca gli aperitivi: «Casomai succo di pomodoro, ma io festeggio passeggiando» La virostar orfana della pandemia, che vorrebbe più statue femminili a Padova, fa la snob: «Alcol solo quando vado in un ristorante stellato». Proprio come i geni universali del Rinascimento, poliedrici per definizione, oggi, molti secoli dopo, non c’è materia che sfugga alla sapienza e al tocco magico di Antonella Viola. Nelle pause dei quotidiani impegni pandemici, la celebre immunologa non si fa (e non ci fa) mancare nulla, peraltro sempre con l’aria scocciata e superiore di chi è costretta suo malgrado a civilizzare i selvaggi (cioè noi), a rieducare dei ragazzini tonti (sempre noi), a dare lezioni di vita e di eleganza all’italiano medio, che si presume orrendamente incompetente nonché scarsamente progressista.

Fonte: La Verita’.

Prove di Stato etico in Canada: «Non più di due drink a settimana».
Il Paese della cannabis libera e dell’eutanasia ora impone limiti stringenti sul vino. Lo spinello si, lo spumante no. La terra promessa del politically correct è il Canada, dove si sta sperimentando lo Stato etico che lascia ai cittadini la libertà di pensarla come chi comanda e di comportarsi di conseguenza. L’ultima iniziativa è la messa al bando del vino: astemi per legge! Il ministero della Salute impone ai «sudditi» di non bere se non un bicchiere o una birra a settimana per evitare di morire di cancro. Strana preoccupazione in un Paese dove è legale l’eutanasia. Si pone però l’obbligo di etichette «terroristiche» come si fa con le sigarette.

Fonte: La Verita’.

Per la prof. Viola bere un bicchiere è come spararsi – Bere un calice non è come spararsi.
La “sparata” della professoressa Viola Bere un calice non è come spararsi. Sta prepotentemente diventando di moda il proibizionismo più becero. Il ministro della Salute (si fa per dire) Schillaci si sta impegnando per impedire a noi poveri, anzi ricchi, viziosi di fumare in santa pace per strada, e persino nei ristoranti dotati di tavoli all’esterno sarà vietato accendersi una sigaretta e di godersela col rituale caffè. Non bastasse la lotta al tabacco, ora si tende a fare la guerra al vino, dopo che l’Irlanda, Paese ad alto tasso alcolico, va dicendo che fa male, provoca cancri in ogni parte del corpo, in una parola uccide. Io, nonostante l’età, ho deciso di suicidarmi sia con il tabacco sia con il nettare degli dei, ma confesso di avere molte difficoltà bevendo e aspirando a farmi secco e finire al cimitero.

Fonte: Libero Quotidiano.

In cantina – Margaux, boom delle Jeroboam.
Rivalutazione del 17% per le bottiglie da cinque litri, bene anche le doppie magnum Margaux, boom delle Jeroboam di Cesare Pillon Ela volta, questa settimana, di Château Margaux nelle bottiglie di quattro formati speciali: mezza bottigha, doppia magnum, Jeroboam da 5 litri e Imperial. Lo strano è che l’anno scorso fu impossibile prendere in esame questi multipli e sottomultipli delle bottiglie firmate Margauz perché le loro annate quotate anche l’anno precedente erano troppo poche per trarne indicazioni valide sugli orientamenti del mercato, mentre quest’anno sono talmente numerose chela tabella ha potuto accoglierne soltanto la metà, ovviamente le più significative.

Fonte: Milano Finanza.

Traguardo Usa.
L’azienda spumantistica trevigiana ha siglato un accordo con la C.Mondavi e Family (CMF) proprietaria del marchio Charles Krug Winery. Tra le prime cantine nate nella nota contea della Napa Valley Traguardo Usa di Alessandro Bozzi Valenti n accordo strategico per rafforzarsi ulteriormente nel mercatp statunitense. E questo il primo tassello inserito da Valdo nel 2023, per continuare ed accelerare un percorso di crescita significativa. Nonostante le problematiche che hanno caratterizzato il 2022, infatti, l’azienda spumantistica trevigiana è cresciuta ancora, segnando un +10% circa rispetto all’anno precedente (65 milioni di euro circa) e raggiungendo e superando così quota 70 milioni di euro di fatturato.

Fonte: Milano Finanza ed. Nord-Est.

Riassetto Terra Moretti, liquidato il socio cinese torna al 100% italiana.
Ieri il closing del riacquisto con l’uscita dal capitale del fondo N.U.O. Giorgio dell’Orefice Proprietario in casa propria. Vittorio Moretti ha riacquistato l’intero capitale di Terra Moretti Distribuzione, azienda leader della Franciacorta (con brand come Bellavista, Contadi Castaldi ma anche proprietaria di cantine come Sella e Mosca in Sardegna oltre a Petra, Acquagiusta e Teruzzi in Toscana) che toma così al i00% italiana. È stato infatti siglato ieri il closing dell’operazione che ha portato a liquidare la partecipazione detenuta dal fondo di investimento cinese N.U.O. Capital Sa che fa capo alla famiglia Cheng Pao di Hong Kong.

Fonte: Sole 24 Ore.

Vino, sprint del Montecucco.
Il Montecucco si fa largo tra i big della Toscana e cresce del 35% nel 2022. È biologico l’85%della produzione sui 500 ettari delle 68 aziende associate e il 60% va all’estero.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Feudi, il green porta utili.
Dalle bottiglie più leggere al risparmio idrico: così il vino dei Feudi di San Gregorio puntando sulla sostenibilità ha fatto crescere gli utili.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Il gin “nato” a Zoppola sul podio mondiale La creazione friulana supera 900 concorrenti.
Prestigiosa medaglia d’oro a Londra per il proprietario de II mulino Daniele Lecinni dedica il titolo al suo team: premiata l’alta qualità Il gin “nato” a Zoppola sul podio mondiale La creazione friulana supera 900 concorrenti Resta segreta la ricetta del liquore che si produce a Spilimbergo. Il miglior compound gin d’Italia è di Zoppola. Risorgimento 5, ideato dal proprietario del ristorante Il Mulino, Daniele Lecinni, e prodotto dalla Liquoreria Friulana di Spilimbergo, ha vinto la medaglia d’oro ai World gin awards 2023, il più importante concorso al mondo, organizzato a Londra. La creazione friulana è risultata la migliore tra le 900 partecipanti, certificando una volta di più la qualità della linea, che comprende anche un bitter, un vermouth e un amaro.

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

Barbera spacciato per Sassicaia A processo in Italia e a Lugano.
Nella Penisola è indagata una ventina di persone, mentre nel nostro cantone la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti ha rinviato a giudizio a fine 2021 cinque persone di fronte a una Corte delle assise criminali e una sesta alle Correzionali – Sequestrate migliaia di bottiglie in Svizzera Le bottiglie di vini falsi sarebbero decine, se non centinaia, di migliaia vendute soprattutto in Svizzera Federico Storni I primi arresti, nel 2018, erano avvenuti in Ticino. Ma il fulcro dell’operazione era nell’Astigiano, dove ora risulta coinvolta una ventina di persone. Parliamo della falsificazione di decine – forse centinaia – di migliaia di bottiglie di Barbera «camuffato» da vino pregiato proveniente da grandi cantine italiane (Gaja, Marchesi Antinori, Tenute San Guido, Ornellaia e Massetto) e venduto in Svizzera e in Germania sull’arco di almeno due anni (2016-2018) anche tramite la grande distribuzione.

Fonte: Corriere del Ticino.

Gran Monferrato si candida a Città del vino – Firma dal notaio e brindisi benaugurale per provare a essere città europea del vino.
Così, ieri a Ovada, si è costituito in modo formale il comitato che curerà la candidatura a Città europea del vino 2024 delle colline del Gran Monferrato e di quelle dell’Alto Piemonte, una partnership su vasta scala nella quale Acqui, Ovada e Casale uniranno le forze con le zone vinicole di Ghemme e Gattinara. Firma dal notaio e brindisi benaugurale per provare a essere città europea del vino Il primo atto a Ovada: ci sono anche Acqui, Casale e i territori di Ghemme e Gattinara. Prima la firma dal notaio, poi il brindisi all’Enoteca regionale di via Torino. Così, ieri a Ovada, si è costituito in modo formale il comitato che curerà la candidatura a Città europea del vino 2024 delle colline del Gran Monferrato e di quelle dell’Alto Piemonte, una partnership su vasta scala nella quale Acqui, Ovada e Casale uniranno le forze con le zone vinicole di Ghemme e Gattinara.

Fonte: Stampa Alessandria.

Donne del vino, Gennari vice delegata.
Iscritta dal 2008 alla delegazione Puglia dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, Anna Gennari (nella foto al centro tra Renata Garofano e Marianna Cardone) ora ricopre la carica di vice delegata accanto a Renata Garofano, eletta delegata regionale, che succede a Marianna Cardone (eletta nel consiglio nazionale con il ruolo di vice presidente). “Dopo 15 anni di presenza è un onore poter affiancare la delegata ed essere di supporto ad una delegazione che n si è dimostrata essere tra le più attive a livello nazionale. — ha affermato Gennari, dal 2007 PR Eventi Hospitality Manager della storica cantina Produttori di Manduria – continue rb anche a seguire il settore formazione che vedrà presto la delegazione impegnata con “D Vino”, progetto nazionale di formazione destinato agli studenti degli istituti alberghieri e nel passato anno con il progetto “Il Bere Consapevole”, progetto ideato da Pia Berlucchi sul consumo del vino fra i giovani”.

Fonte: Taranto Buonasera.

«Due bicchieri a settimana fanno bene al cuore» Spuntano i medici pro vino – I medici: « Il vino favorisce il cancro? È esagerato ma serve moderazione».
Scienza e salute Le reazioni all’intervista di Viola «Due bicchieri a settimana fanno bene al cuore» Spuntano i medici pro vino Che l’alcol abbia un peso specifico nell’insorgenza dei tumori nessuno lo nega, ma vanno fatti alcuni distinguo. Dal cardiologo all’oncologo, come anche l’ex dentista ora produttore, contestano a Antonella Viola, biologa e ricercatrice, un eccesso di rigidità. «Due bicchieri al giorno di vino sono troppi, ma due a settimana possono fare piacevolmente bene al cuore», sostiene il cardiologo Claudio Bilato. «Ci sono sempre più fattori correlati con l’insorgenza di tumori», precisa Fernando Bozza, ex primario dello Iov. D’Este I medici: «Il vino favorisce il cancro? È esagerato ma serve moderazione» Il cardiologo: «Privarsene è peggio». Il dentista-produttore: «Basta non eccedere» Ha detto Antonella Viola Ci sono grandi interessi nel settore ma dobbiamo dire la verità: come per le sigarette la dose sicura è zero, chi beve ha il cervello più piccolo di Alice D’Este.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Oenoterris e l’agro-enologia ragionata – Partire dal vigneto per arrivare in cantina con uve orientate ai propri obiettivi enologici.
Qualche mese fa ho avuto modo di moderare, assieme a Gabriele Gorelli, un incontro con i produttori di una importante denominazione italiana riguardante la Quercetina apportando alla discussione alcune considerazioni sul tema dei cambiamenti climatici e dei loro esiti sulla viticoltura contemporanea. Fu in tale occasione che mi permisi di lanciare una provocazione al relatore tecnico che si stava occupando degli aspetti meramente analitici della ricerca presentata. Quel relatore era Daniele Pizzinato, responsabile Ricerca e Sviluppo di Oenofrance (azienda leader nel settore dei prodotti enologici), e la mia provocazione mirava a spostare l’attenzione dalla cantina alla vigna, domandando se la necessità di intervenire in addizione correttiva o migliorativa in cantina potesse essere limitata da un’accorta e mirata preparazione della “materia prima uva” in funzione dei propri obiettivi enologici.

Fonte: WineBlogRoll.

Storia del vino: la Leone de Castris, nata nel 1665, entra nell’Unione Imprese Centenarie Italiane.
La storica cantina di Puglia, e produttrice del “Five Roses”, il primo rosato imbottigliato in Italia, nel “club” che conta già grandi nomi del vino. Non sono molte, sul totale, le imprese italiane che hanno saputo segnare la storia, a modo loro, e che hanno avuto la capacità di attraversare i secoli. Ma in questo senso, il vino in particolare e l’agrolimentare in generale, hanno molto da offrire, con aziende capaci di raccontare storie di dinastie familiari plurisecolari, o intuizioni storiche che hanno dato il via al successo di interi territori. Ed ora, nell’Unione Imprese Centenarie Italiane, che raggruppa 43 nomi storici come quelli delle cantine Marchesi Antinori, Luigi Cecchi e Figli, Marchesi Mazzei, Barone Ricasoli e Azienda Agricola Travignoli, dalla Toscana, della Carpenè Malvolti, “culla” del Prosecco, in Veneto, e delle pugliesi Casa Vinicola Apollonio, Cantine D’Alfonso del Sordo e Cantina Coppola (oltre a realtà come quella delle cravatte Marinella di Napoli, di Banca Sella, o ancora del Biscottificio Mattei di Prato, dei salumi Villani di Castelnuovo Rangone di Modena, o della distilleria Mazzetti D’Altavilla, di Altavilla Monferrato, per fare solo pochi esempi), entra anche un altro nome storico del vino di Puglia, ed icona, in particolare, dei rosati italiani, con il suo celeberrimo “Five Roses”, il primo rosato imbottigliato in Italia (con una storia peculiare, raccontata nel focus), ovvero la Leone De Castris. Cantina davvero storica, fondata nel 1665.

Fonte: WineNews.

Antonella Viola: “Il vino fa male, chi beve ha il cervello più piccolo. L’aperitivo con gli amici? Succo di pomodoro o, meglio, una passeggiata”.
In un’intervista al Corriere della Sera, la biologa ha appoggiato la decisione irlandese di includere gli avvertimenti sui danni alla salute anche sull’etichetta degli alcolici, spiegandone i motivi. Avvertimenti sui danni alla salute anche sull’etichetta degli alcolici. Dopo un periodo di moratoria di sei mesi, la Commissione Europea ha dato il via libera alla normativa irlandese che equipara l’alcol alle sigarette. Una decisione presa nonostante il parere negativo di Spagna, Francia, Italia e altri sei paesi membri dell’Unione. Sulla questione si è esposta la professoressa Antonella Viola, ricercatrice e docente all’università di Padova, appoggiando la scelta di Dublino e spiegandone le motivazioni in un’intervista al Corriere della Sera: “Una decisione giustissima. Bisogna far sapere che l’alcol è incluso nella lista delle sostanze cancerogene di tipo 1, come amianto e benzene. È chiaro il legame tra il consumo di alcol, e non solo l’abuso, e i tumori al seno, del colon-retto, al fegato, all’esofago, a bocca e gola. Le donne che bevono uno o due bicchieri di vino al giorno hanno un rischio aumentato del 27% di sviluppare il cancro alla mammella”, ha spiegato. E il famoso detto, ‘un bicchiere al giorno fa bene al sangue, fa bene al cuore’? Una bufala.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Vino rosso o vino bianco? Ecco cosa conviene bere.
Il vino, è una delle bevande più apprezzate soprattutto quando si è ad un aperitivo, una cena importante o ad una festa. Oltre a berlo, viene usato anche per cucinare vari piatti, sia di carne, che di pesce. Ovviamente, deve essere di qualità, infatti è fondamentale per la buona riuscita del piatto. Quando si è a dieta però, ci si chiede se fa bene o male e se è meglio utilizzare il vino bianco o il vino rosso. I pareri sono molto discostanti, alcuni dicono che è pieno di grassi, mentre altri che ha proprietà benefiche per il nostro organismo. Andiamo però a vedere quale preferire dei due.

Fonte: Il Dunque.

Etichette di pericolo sulle bottiglie di vino, la leghista Ghidoni contro Viola: «Fa terrorismo».
L’europarlamentare del Carroccio replica alla nota immunologa che aveva difeso la scelta dell’Irlanda di equiparare alcol e sigarette e di inserire gli avvertimenti sui danni alla salute. Contro di lei l’intero centrodestra. Massimo rispetto e gratitudine per la dottoressa Viola e per il suo lavoro di ricercatrice. Le chiedo però prudenza e lo stesso rispetto quando assume le vesti di opinionista. E’ evidente a tutti che l’abuso di alcol è nocivo per la salute, come lo sono l’abuso di fritto, di burro o di tanti altri alimenti. Ma in nome della scienza, che è ricerca continua e mai verità assoluta, non si possono cancellare millenni di storia e tradizione vitivinicola e mettere a repentaglio un intero settore, già provato dalla crisi energetica e dalla siccità». Lo ha detto Paola Ghidoni, europarlamentare Lega, in seguito alle dichiarazioni di Antonella Viola, apparse sulla stampa locale, che sostiene l’etichettatura irlandese sulle bottiglie di vino.

Fonte: PadovaOggi.

Export Agroalimentare: vino e pasta da record nel 2022.
Record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo, che nel 2022 ha raggiunto i 60 miliardi di euro, con un aumento del 17%, trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. Secondo l’analisi della Coldiretti, grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero, il re dell’export tricolore si conferma il vino per un valore stimato vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022. “Al secondo posto – ha continuato Coldiretti – si piazzano la pasta e gli altri derivati dai cereali con un volume di vendite all’estero ben oltre i 7 miliardi di euro mentre al terzo ci sono frutta e verdura fresche con circa 5 miliardi e mezzo di export.

Fonte: TeleAmbiente.

STAMPA ESTERA

Intervista a Félix Solís “He trabajado como un burro, y con gusto”.
Grupo Félix Solís Avantis “He frabajado como un burros y con gusto” Tras sesenta años en la bodega familiar, Félix Solís encara la sucesión sin dejar de ir un solo día ala empresa en la que empezó a trabajar con 18 años. Una vida dedicada al vino que no le ha dado resaca: “Sólo he vivido para la bodega, pero no me ha costado’: idMe imagino de presidente honorífico yendo a juntas y poco más que contar, de otra manera la sucesión no tendría éxito”. Félix Solís (Villanueva de los Infantes, Ciudad Real, 1945) ya ha mirado el calendario de festivos de 2023. No para planificar puentes o motivarse con días de descanso como el resto de los mortales, sino porque no le gustan: “Cuando viene un festivo echo en falta la presión del trabajo”. Mejor no imaginar cómo afrontará Solís la jubilación, una decisión que ha tenido que poner en barbecho tras “la que ha venido”. De una futura recesión, de la sucesión que encara la empresa que fundó su padre en 1952, Grupo Félix Solis Avantis, y de sus 60 años de trayectoria habla este empresario de pura cepa poco dado a que el vino le suelte la lengua. – Siempre ha trabajado en la bodega familiar. ¿No se imaginó nunca en otro sitio? Las empresas familiares antiguas eran pequeñas y todo estaba por hacer, estábamos todos en el mismo barco y había que arrimar el hombro. Con 15 años, a mis hermanos y a mí ya nos enseñaban cómo hacer el embotellado, cómo funcionaba la bodega e incluso nos ponían a barrer. No conocíamos otra cosa que no fuera el trabajo y la responsabilidad – ¿Ha tenido que hacer muchos sacrificios personales? Yo sólo he vivido para la empresa, pero no me ha costado. – Eso a ver cómo se lo explica a las nuevas generaciones… En este negocio no se vive, pero yo entiendo que ahora la gente quiere sus días libres, viajar y estar con la familia. – Ha elegido a su hijo Félix Solis como sucesor. ¿Cuando usted dé un paso atrás también seguirá mirando el calendario laboral? Qué va. Yo me imagino de presi id Un consejo para las empresas familiares es tener el cajón cerrado con llave. Las familias no deben tirar de la caja” dente honorífico yendo a juntas generales y poco más que contar, de otra manera la sucesión no tendría éxito. – Sesenta años trabajando con la família y la bodega sigue en pie. ¿Cuál es el secreto? Es complicado tenerle que dar una orden aun padre o aun hijo, pero con el negocio no se juega, hay que ser profesional.

Fonte: Expansión.

Viticulture : pourquoi la certification HVE tourne au vinaigre.
Le nouveau cahier des charges de la certification HVE, entré en application au ler janvier 2023, mécontente la viticulture régionale qui s’est engagée massivement dans cette labellisation. (Crédits Patrice Thebautl – Région Occitanie). Le durcissement de l’accès à la certification HVE (Haute Valeur Environnementale), annoncé par le gouvernement fin 2022 et entré en application au le janvier, soulève la colère de la filière viticole régionale, exception faite de la viticulture bio. Les mécontents déplorent le manque de concertation et craignent un coup d’arrêt des démarches de certification, dans laquelle le vignoble régional s’est massivement engagé, et un retour à des pratiques traditionnelles. e On se fout de nous. Nous avons fait des efforts pour améliorer nos pratiques. La certification HVE nous a coûté de l’argent sans qu’on obtienne aucune valorisation de nos vins en contrepartie. L’Etat qui devait communiquer sur ce nouveau label n’a pas tenu ses engagements. Et aujourd’hui le gouvernement nous annonce, sans aucune concertation, un durcissement de l’accès au label HVE. Les trois-quarts des exploitations viticoles ne répondront plus aux critères exigés par ce nouveau cahier des charges », tempête Anthony Bafoil, président de la coopérative de l.édignan et représentant du Gard au sein des Vignerons Coopérateurs d’Occitanie. Annoncé le 22 novembre dernier pour une entrée en application au ler janvier 2023, le nouveau cahier des charges du label HVF mécontente la viticulture régionale qui s’est engagée massivement dans cette certification. La nouvelle mouture relève le niveau d’exigence, avec notamment l’ nterdiction des pesticides CMR (cancérogènes, mutagènes, toxiques pour la reproduction) et un usage très restreint des herbicides et des engrais azotés. Qui plus est, la procédure se complexifie avec de nouveaux points de contröle qui vont alourdir la tâche administrative des viticulteurs et des organismes certificateurs, renchérissant d’autant le coût de cette certification. *** « Des décisions prises à l’arrache par des technocrates » Le ministre de l’Agriculture attendu sur le sujet Président des Vignerons coopérateurs d’Occitanie, Ludovic Roux ne cache pas sa déception : « Nous avions fait des propositions pour faire évoluer ce référentiel. Elles n’ont pas été retenues alors que la certification HVE est portée à 75% par la viticulture. Elle nous coûte 3 euros par hectolitre, et avec le nouveau référentiel, il faudra rajouter au moins 2 euros par hectolitre.

Fonte: Tribune.

Moldova navigates winemaking politics.
Pub quizmasters, take note. The country with the most grapevines per capita is … Moldova. Sandwiched between Romania, another important wine producer, and war-torn Ukraine (with a slice of Russian-backed Transnistria in between the two) it is one of the poorest countries in Europe. Wine is hugely important to its economy. Back in 2005, wine constituted a quarter of the country’s entire export earnings. Almost all of it went to Russia, where Moldovan wine — mostly pasteurised, semisweet and sold in bulk — made up about 25 per cent of all wine consumed. But in 2006, in a move related partly to the conflict over Transnistria, Russia suddenly banned imports of wine from Moldova along with wine from its other major supplier, Georgia. For both countries this was disastrous in the short term, but in the longer term it has provided real (albeit painful) impetus to make better wine that will appeal to other markets. As eastern European wine specialist and Master of Wine Caroline Gilby puts it, “losing the Russian market meant that Moldovan wine had to reinvent itself.” Gilby went to Moldova in 2006 as part of a project funded by the development agency USAID to assess how to improve the country’s wine sector. In her 2018 book The Wines of Bulgaria, Romania and Moldova, she writes that she encountered “some of the worst winemaking I’ve seen in my life — old Soviet-style reactor tanks, cellars reeking of stale wine, rusting painted vats, dirty pipes strewn across the floor and vile-smelling, leaky barrels”. Fortunately, the country had many natural advantages as a wine producer. The climate is mild with usefully long, relatively warm summers and just the right amount of rainfall. The rolling hills help to provide contrast between day and night temperatures, regarded as a factor in wine quality. Furthermore, many Moldovan vineyards can boast of two similarities with fashionable Burgundy: latitude and limestone. But Burgundy is almost 1,500 miles from Ukraine. The most prominent Moldovan winery, Purcari, based in a handsome stone building in the south-east of the country, is only 20 miles from the border and shelling can sometimes be heard there. I recently tasted 26 current wines made by Purcari and its associated producer Bostavan and they certainly demonstrate the results of considerable investment in Moldova’s vineyards and cellars. Grapes currently include a standard list of the international varieties that were once so fashionable and quite an array of local specialities that are arguably in a more contemporary idiom. In fact there was one white wine grape, Viorica, that was relatively new to me. This cross was made in Moldova as long ago as 1969 and the variety seems to be increasingly popular there today. Moldovan grape-breeders are an active bunch, keen to distinguish their country from its much bigger western neighbour Romania.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

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Alla fiera dei vini naturali 80 produttori da tutta Italia.
Tutto pronto per la quarta edizione di “Evoluzione naturale” Alla fiera dei vini naturali 80 produttori da tutta Italia. Tutto pronto a Grottaglie nella storica Masseria Lella, immersa nel verde della provincia tarantina, la quarta edizione di Evoluzione Naturale la fiera pugliese dei vini naturali che riunisce oltre 80 produttori provenienti dall’Italia e dell’Europa e accomunati dall’impegno e l’attenzione di operare, in vigna e in cantina, in maniera rispettosa dell’ambiente. Il 22 e 23 gennaio tutti gli appassionati del buon bere potranno degustare oltre 400 etichette di vino unici e tutti da scoprire direttamente dalla voce di chi li produce. Saranno i rossi del mediteranno al centro dell’anteprima di sabato 21 gennaio, alle ore 19:30. Una piccola anticipazione per assaporare quella che sarà la quarta edizione della fiera enologica.

Fonte: Taranto Buonasera.

Sogni da bambino sulle rive del prosecco.
I fratelli Adami e la storia del Vigneto Giardino Quand’era in quinta elementare, la maestra gli diede un tema immancabile: cosa farai da grande. Franco Adami aveva già le idee chiare. «Da grande farò l’enologo», scrisse, «la maestra mi diede buono». Nel 1981 ha deciso di prendere il timone dell’azienda di Colbertaldo di Vidor, nel cuore del Prosecco superiore. Assieme al fratello Armando ha seguito la strada del nonno Abele che creò nel 1933 il primo cru di Valdobbiadene, il Riva Giardino Asciutto. f la puntato tutto sul marchio aziendale, sugli investimenti e sulla qualità delle Rive, i vigneti collinari molto ripidi, dove si pratica una “viticoltura eroica”, i tanta fatica, solo lavoro manuale, per portare in cantina uve «in grado di creare un Prosecco non banale e con personalità».

Fonte: Corriere della Sera 7.

Torna Wine&Siena Etichette e non solo.
Arrivano da Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna, Lombardia, Alto Adige, Friuli. E poi da Toscana, Piemonte, Veneto. Ci sono anche regioni come Abruzzo, Emilia Romagna, il Lazio. E c’è la Francia. Saranno circa 600 le etichette di vini selezionate da The Wine Hunter nel percorso del gusto al Santa Maria della Scala in occasione di ‘WineeSiena i Capolavori del Gusto’ dal 27 al 30 gennaio. E poi cioccolato, formaggi, olio, carni, salumi, birra, pasta, riso, cereali, grappe e liquori e birra.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Abruzzo regione vinicola dell’anno.
Una regione ricca di tradizione c intrisa di innovazione”. Con questa motivazione l’Abruzzo e stata eletta regione vinicola dell’anno dalla rivista inglese Wine Enthusiast, spuntandola su Marlborough (Nuova Zelanda). Southern Oregon/Rogue Valley (Stati Uniti). Uco Valley (Argentina) e Slo Coast (California, Stati Uniti). A decretarne la vittoria e la definizione di “gemma nascosta”. il mix di villaggi incontaminati, castelli storici, gastronomia locale. tradizione pastorizia e, ovviamente, i vini: dal rosso Montepulciano ai grandi bianchi. il Trebbiano e il Pecorino. fino al C’erasuolo d’Abruzzo. «Un importante riconoscimento internazionale per la nostra regione e il lavoro che i nostri produttori fanno ogni giorno.

Fonte: Abruzzo Magazine.

La prima vendemmia bio al 100%.
Un traguardo orgogliosamente raggiunto e condiviso dai soci della storica cooperativa orsognese, in provincia di Chieti. con 1.400 ettari di vigneti integralmente convertiti alla coltivazione biologica. Prossimo obiettivo? Chiudere il cerchio e arrivare dall’attuale 45% circa di superficie biodinamica certificata Demeter al 100% di coltivazione biodinamica. Memorabile il San Martino di venerdì I I novembre. lesta per onorare gli sforzi compiuti e gli obiettivi ottenuti e che ha siglato una nuova e significativa denominazione: Bio Cantina Orsogna. Per l’occasione si sono riuniti tutti i soci e i dipendenti che hanno ricordato, dopo cinquant’anni.

Fonte: Abruzzo Magazine.

La migliore cantina GDO 2023 è abruzzese.
Caratine Spinelli si à aggiudicata il titolo di “Miglior cantina Gdo 2023” per la guida “Migliori vini al supermercato by winemag.it”. Grazie all’attenta lavorazione in vigna e al modernissimo impianto produttivo di Atcssa, in provincia di Chieti, la famiglia Spinelli riesce a proporre ai clienti della Grande distribuzione organizzata i vini tipici della regione, dall’inimitabile rapporto qualità prezzo. Non solo Montepulciano d’Abruzzo, ma anche Cerasuolo, Passerina e Pecorino. disponibili in numerose catene retail, in Italia e all’estero. Cantine Spinelli produce ( 76 ! Abru:mMagazine *** od e Wine circa 7 milioni di bottiglie l’anno. per il 60% destinate all’esportazione.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Si brinda in Val Pescara per la Docg vini Casauria.
La promozione dell’attuale sottozona del Montepulciano è ormai a un passo >Dopo il via libera dei tecnici ministeriali i produttori si riuniranno i125 ad Alanno SI PUNTA AL DEBUTTO CON LA PROSSIMA VENDEMMIA, IL RILANCIO DELLA VOCAZIONE GRADE AL PATTO TRA CANTINE E SCUOLA. Di origine controllata e garantita. Già dalla prossima vendemmia vini ottenuti dai vitigni di diciotto comuni del pescarese, potrebbero essere contraddistinti con il marchio Docg Casauria, toponimo conosciuto sin dal Medioevo e riconducibile alla costruzione nell’871 dell’Abbazia di San Clemente nell’attuale territorio di Castiglione a Casauria. Una vera e propria consacrazione per la vallata che, da alcuni decenni, ha riscoperto, con orgoglio e grazie agli investimenti di tanti vignaioli, la vocazione vitivinicola.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Ais, lunedì sera si presenta il nuovo corso da sommelier.
Si svolgerà lunedì 23 gennaio presso la sede Ais Romagna a Cesena (via delle Fragole, 255) la serata di presentazione (a partire dalle ore 20.30) del corso di primo livello per sommelier Ais. La prima lezione del corso invece è prevista lunedì 30 gennaio nella stessa sede. Dedicato agli appassionati del vino, il corso di primo livello propone una immersione di base in questo mondo con l’apprendimento degli aspetti principali della degustazione, della viticoltura, dell’enologia e i primi rudimenti del corretto servizio del vino. Il tutto accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica della degustazione. In sintesi: 16 lezioni, 45 campioni da assaggiare, due libri di testo e una valigetta con 4 calici per una full immersion di base nell’universo del vino.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Valtidone, concorso per creare la mascotte.
Torna la proposta dell’azienda vinicola rivolta alle scuole Valtidone, concorso per creare la mascotte Torna nelle scuole il concorso “Crea la mascotte!” promosso dalla Cantina Valtidone, rivolto agli allievi delle primarie e delle secondarie di primo e secondo grado delle province di Piacenza, Cremona, Lodi e Pavia. «Il concorso – riferiscono gli organizzatori – intende promuovere il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e dei loro alunni nell’ideazione di un personaggio rappresentativo del rapporto tra i valori del mondo della viticoltura, dell’ambiente e del territorio, da utilizzare come idea di progetto nella realizzazione della mascotte ufficiale di Cantina Valtidone nelle proprie attività di comunicazione».

Fonte: Cittadino di Lodi.

Tecnologia a tavola Debutta a Bergamo il sommelier virtuale.
Parte da Bergamo, con l’apertura del primo wine bar dedicato in piazzetta Santo Spirito, la rivoluzione dell’era «Web 3.0». L’intelligenza artificiale permette infatti di passare dal sommelier in livrea ad uno virtuale. Il Personal Gpt (che sta per generative pre-training transformer) Sommelier, sviluppato dalla società «Italian Wine Crupto Bank» (Iwcb) consente di creare modelli di linguaggio in grado di rispondere alle domande ricevute in modo del tutto simile rispetto ad un essere umano. Il nuovo sistema permette di ricevere consigli sui vini da abbinare a determinati alimenti o con quali piatti sposare le bottiglie custodite nella cantina di casa o in base alla carta vini disponibile al ristorante.

Fonte: Eco di Bergamo.

“Il vino fa male” un oltraggio alla storia.
Il vino nuoce alla salute”, ecco l’intimidatoria ammonizione che sarà stampata sulle bottiglie vendute in Irlanda, così ha deciso il governo di Dublino. Anche se gli irlandesi, mi pare, amino più altre bevande, in particolare i superalcolici, il diktat preoccupa molto i produttori di vino di Italia, Francia e Spagna. La decisione irlandese che, oltre a tutto già è stata approvata dalla Commissione europea, è vista come una pericolosa riproposta di progetti già avanzati tempo fa, da nazioni nordiche e tesi ad avvertire i clienti di una presunta (diciamo noi) pericolosità del vino. La Coldiretti teme infatti l’approvazione “normativa comunitaria” sui pericoli immaginati della rischiosità del vino, anche se l’iniziativa è già stata frenata da Strasburgo.

Fonte: Provincia Como.

I braccianti dei vigneti portano nelle Langhe un angolo di Macedonia – Un angolo di Macedonia nelle Langhe la nuova vita dei braccianti dei vigneti.
Pante ha 53 anni e i suoi amici lo prendono in giro: «Sembra più vecchio, eh». «Ho lavorato tanto — ribatte lui — Adesso sto bene, ho una casa, una famiglia, ma nel 1992 quando sono arrivato non avevo documenti, la chiesa mi aiutava, ma ho anche dormito in mezzo ai campi». Se ne sta in disparte con un bicchiere di vin brulé in mano mentre i ragazzotti si buttano nel Tanaro — chi in costume, chi mezzo vestito — per il tuffo che da anni la comunità macedone del Basso Piemonte organizza sotto il ponte di Neive nel giorno dell’Epifania ortodossa, che cadeva ieri. La pandemia aveva bloccato questa tradizione e ieri in centinaia sono tornati a festeggiare sul greto del fiume.

Fonte: Repubblica Torino.

Grottaglie, Evoluzione Naturale la quarta fiera dei vini pugliesi.
Ottanta produttori per 400 etichette. Tutto pronto a Grottaglie nella storica Masseria Lella, immersa nel verde della provincia tarantina, la quarta edizione di Evoluzione Naturale la fiera pugliese dei vini naturali che riunisce oltre 80 produttori provenienti dall’Italia e dell’Europa e accomunati dall’impegno e l’attenzione di operare, in vigna e in cantina, in maniera rispettosa dell’ambiente. Il 22 e 23 gennaio tutti gli appassionati del buon bere potranno degustare oltre 400 etichette di vino unici e tutti da scoprire direttamente dalla voce di chi li produce. Saranno i rossi del mediteranno al centro dell’anteprima di sabato 21 gennaio, alle ore 19:30. Una piccola anticipazione per assaporare quella che sarà la quarta edizione della fiera enologica.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

L’isola da bere protagonista a Roma.
L’isola del vino regina a Roma, protagonista di due giornate interamente dedicate alle etichette sarde. Una prima assoluta e considerata doverosa dagli organizzatori: la produzione vitivinicola della Sardegna è cresciuta moltissimo, per quantità ma soprattutto per qualità, ma ancora ha difficoltà a farsi conoscere e apprezzare come merita oltre mare. Ecco perché nasce “La Sardegna di Vinodabere”, iniziativa organizzata dal magazine Vinodabere diretto sin dalla nascita (nel 2017) da Maurizio Valeriani. Giornalista enogastronomico e guru dell’enologia, già vice curatore delle guide dei vini e ristoranti dell’Espresso, Valeriani ha una passione sfrenata per la Sardegna «per la sua gente, per la sua storia e per i suoi vini.

Fonte: Nuova Sardegna.

Cantina del Morellino, la festa è doppia.
Celebrati i 50 anni di vita dell’azienda e consegnato l’assegno alla Fondazione «II Sole» con il ricavato della bottiglia speciale. Si è svolta nella Sala Eden, a Grosseto, la serata di celebrazione del 50° anniversario della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano. Presenti, oltre ai soci e ai dipendenti della Cantina, anche i rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’ordine. È intervenuto anche Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione il Sole di Grosseto. A lui è stato dato un assegno simbolico di 15.000 euro. È una prima parte del contributo che la Cantina ha versato a favore del Progetto Dopo di Noi, che mira a garantire alle persone disabili una vita piena e dignitosa una volta che le famiglie non potranno più farsene carico.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Montecucco, un anno record. È la migliore «Denominazione».
Secondo il report di Avito è quella che ha ottenuto il miglior risultato nel corso del 2022. II 2023 inizia nel migliore dei modi per la «Do» Montecucco che, mettendo in archivio un 2022 con dati molto più che incoraggianti, si classifica a tutti gli effetti come la Denominazione più performante della Toscana. A confermarlo il report statistico sulle principali denominazioni vitivinicole toscane di Avito che evidenzia un andamento degli imbottigliati da record per la piccola denominazione amiatina pari a +35% sul 2021, superando persino i risultati del già fortunato 2019.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Enoturismo. Un corso per le aziende.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana presieduto da Francesco Mazzei insieme in prima linea per un evento formativo a beneficio dei soci del Consorzio sul tema dell’enoturismo e delle vendite diretta in cantina. Il titolo della giornata di formazione è «Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica» e ha come obiettivo quello di dare risposte concrete alle opportunità legate all’enoturismo e alle vendite dirette e di come queste possano decollare, sfruttando la tecnologia e l’innovazione digitale per il settore del settore vino.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Empoli Al Mercatale arrivano le arance da Tursi.
Tutto pronto per un nuovo appuntamento con delizie ed eccellenze del mercato agroalimentare empolese in via Bisarnella. Domani dalle 8 alle 13, a due passi dal parco Mariambini, dal centro cittadino e dalla Tosco Romagnola, sarà possibile trovare prodotti locali, toscani e `fuori porta’ come le arance di Pino Mariella da Tursi, dalla provincia di Matera, Basilicata. Ecco gli altri espositori: saranno presenti l’azienda agricola Fabio Conti con la farina di castagne, la cooperativa Le Furiose da Viareggio con il pescato del giorno, il Podere San Pierino con vino, Chianti classico, olio extravergine di oliva e verdure, Clementina Becarelli di Montaione con i formaggi caprini e ancora Juri Scarselli di Fucecchio con le verdure di stagione e trasformati, I 2 Falcetti di Castelfiorentino con i formaggi e Maria Castrogiovanni con latticini, carne bovina e suina e formaggi.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

«Opera Prima» celebra l’Amarone con il ritorno in scena alla Gran Guardia.
Sabato 4 e domenica 5 febbraio la presentazione dell’annata 2018 con i dati di mercato della Doc «Opera Prima» celebra l’Amarone con il ritorno in scena alla Gran Guardia Tavola rotonda sulla candidatura Unesco della tecnica di messa a riposo delle uve. Il re dei rossi veronesi torna alla Gran Guardia in piazza Bra con 64 aziende pronte a celebrare l’annata 2018, protagonista di Amarone Opera Prima, www.amaroneoperaprima.it, in programma sabato 4 e domenica 5 febbraio. Organizzato dal Consorzio vini Valpolicella, l’evento di punta della denominazione torna alla tradizionale collocazione invernale, mantenendo il restyling del nome dell’anteprima straordinaria del giugno scorso a beneficio di un format versatile realizzabile anche fuori stagione, seppure con focus tematici diversificati. Tanti i motivi per brindare con le bottiglie, pronte per il mercato, dopo il lungo periodo di appassimento delle uve, lavorazione ed invecchiamento necessari a definire la più pregiata produzione della Valpolicella.

Fonte: Arena.

Wine in Venice I vini migliori tra etica e innovazione.
Conto alla rovescia per Wine in Venice, la prima edizione del Red Carpet del Vino che sbarcherà a Venezia dal 28 al 30 gennaio, per portare in laguna l’eccellenza di questo settore. Un palcoscenico dedicato a protagonisti, storie e contaminazioni, ma anche un contenitore ideale per parlare di sostenibilità, etica ed innovazione, tre focus scelti dagli organizzatori (Winetales, Beacon, The Media Company Store e Venezia Unica) per la prima edizione della manifestazione, che vedrà la presenza di tanti ospiti per confrontarsi insieme e immaginare “Il Vino del Futuro”. Etica, innovazione e sostenibilità sono, infatti, le tre discriminanti selezionate dai giurati per assegnare le venti Wine Wild Card e garantire così l’acces so finale, una per regione d’Italia, al red carpet nella Grande Scuola della Misericordia e a Cà Vendramin Calergi.

Fonte: Nuova Venezia.

Il Veneto “delle ombrette” si trasforma nella piccola patria di cuochi e gourmet.
In dieci anni sono scomparsi moltissimi bar e al loro posto sono sorti ristoranti di ogni tipo e livello, in particolare a Venezia Una conseguenza dell’aumento del turismo ma anche della quasi impossibilità di sbarcare il lunario vendendo solo caffè n dieci anni 2.540 locali in più nel Veneto. Tanti, tantissimi. Nonostante la pandemia che ha messo a dura prova il settore della ristorazione. E una fotografia precisa quella che si evince dal database di Infocamere interrogato dal nostro giornale. Descrive su cosa abbia deciso di puntare l’impresa locale, cittadina, sempre meno legata alla bottega artigiana e sempre più proiettata verso le fortune di quella che potemmo chiamare manifattura del cibo. Nel 2012, le attività di ristorazione registrate nelle province venete erano 32.593.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Intervista a Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi – Agricoltura e clima Scotti Bonaldi: «La tecnologia ci potrà salvare» – «Ricerca e tecnologia Così la nostra agricoltura supererà crisi e rincari».
«Ricerca e tecnologia Così la nostra agricoltura supererà crisi e rincari» Bonaldi, presidente di Confagricoltura, analizza lo stato di salute del settore «L’Europa non freni l’innovazione. Sul Prosecco no a una crescita incontrollata» «Una parte dei costi è stata scaricata sui consumatori ma di più non si può». Il valore della produzione agricola in provincia tocca quota 1.3 miliardi di curo «Tecnologie per il risparmio d’acqua nell’irrigazione, piante più resistenti a malattie e alla siccità stessa: saranno ricerca e innovazione a salvare l’agricoltura in un momento così difficile a causa dell’aumento dei costi. Ma l’Europa ci lasci fare il nostro percorso». Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente provincia «Abbiamo tante denominazioni ma il vero problema è saperle valorizzare» «Serve maggiore cultura della sicurezza per evitare incidenti Le norme ci sono» le di Confagricoltura, non ha stato di salute del settore. dubbi: la sfida del cambia- «I12022 è stato un anno tutto mento climatico e dei rincari si vince solamente innovando.

Fonte: Tribuna Treviso.

Cantina ‘CentoPassi’ in terre confiscate. Lavori per 1.115.000 euro a San Cipirello.
Un milione e 115 mila euro per potenziare la Cantina Centopassi di contrada Don Tomasi. Si tratta di impianti, nati nel 2009 dalla riconversione di un bene confiscato alla mafia. Il potenziamento rientra negli interventi approvati dall’Agenzia per la coesione territoriale nell’ambito del Pnrr “Missione 5 –Inclusione sociale”. Il progetto, presentato dal Comune di San Cipirello, è stato approvato giorni fa. Prevede una serie di interventi per accrescere il potenziale produttivo della cantina. L’obiettivo è –infatti- “ampliare la possibilità di stoccaggio del vino, sia imbottigliato che in fase di maturazione, oltre che a migliorare in termini strutturali i percorsi di accoglienza”.

Fonte: Alpauno.

Custodi del vino: storie di un’Italia che resiste.
Il suo blog The Italian Wine Girl e il profilo Instagram, contano su una community di oltre 60.000 persone sia dall’Italia che dall’oltreoceano. Laura Donadio ora è autrice di un pregevole libro edito da Slow Food Editore, “Custodi del vino”, che racconta la rinascita dei territori della penisola attraverso la produzione di vini. Laura Donadoni ha viaggiato in tutte le regioni italiane, ha incontrato e scoperto persone che, grazie al vino e attraverso il vino, hanno costruito e percorso un cammino di resistenza e di rinascita dei territori che abitano. I racconti dell’autrice, delle sue esperienze vissute in prima persona in vigna, dei suoi pranzi in cantina e dei suoi incontri più o meno accidentali rompono la barriera della carta e trasportano il lettore proprio di fronte a quei personaggi che lei stessa intervista, in quei paesaggi suggestivi così minuziosamente descritti da comparire davanti agli occhi di chi legge. Non sarà quindi difficile ritrovarsi a sentire il profumo della polvere vulcanica dei vigneti dei Campi Flegrei, a percorrere tortuose strade liguri alla ricerca di meravigliosi angoli nascosti, e ancora ammirare incantati i ricami sulle colline delle Langhe e inerpicarsi sui versanti vitati delle montagne.

Fonte: The Way Magazine.

Il vino saprà farsi trovare pronto anche in caso di recessione, ma preoccupa il calo dei consumi.
Punti di forza e di debolezza del settore, da un punto di vista americano, nello “State of the US Wine Industry” 2023 by Silicon Valley Bank. Il momento, per l’economia globale e per il mondo del vino, è delicato e complesso, e per capire come affrontare il 2023, e possibilmente uscirne indenni, è importante non avere paura di analizzare dati e tendenze, siano essi positivi o negativi, come fa, ogni anno, il report “State of the US Wine Industry” firmato – anche nell’edizione 2023 – da Rob McMillan, fondatore della Silicon Valley Bank Wine Division, che offre una lettura – per quanto legata essenzialmente alla realtà del vino californiano – utile a tutto il mondo produttivo. Il primo aspetto positivo, che meriterebbe forse maggiore attenzione, è che il segmento premium del settore vino, dopo le difficoltà del 2020, sta andando benissimo, facendo segnare, secondo i dati raccolti dalla Silicon Valley Bank, una crescita decisamente solida, pari al +9,7% sul 2021.

Fonte: WineNews.

Vino: Italia seconda in Europa per l’export.
Secondo Confartigianato, nei dodici mesi terminati a giugno 2022 ne abbiamo venduto all’estero per 7,6 miliardi di euro. Ci precede la Francia con 11,7 miliardi. Il Veneto è primo in Italia e terzo in Europa: con 2,7 miliardi di vendite esporta quasi quanto la Spagna intera. Il via libera dell’Unione europea all’etichettatura proposta da Dublino per i superalcolici ha messo in agitazione i produttori italiani di vini. L’idea del governo irlandese, infatti, è di inserire nelle etichette delle avvertenze sanitaria, come, ad esempio, “l’alcol uccide”, sulla falsariga di quanto, ormai da anni, avviene per le sigarette. Il timore dei produttori è che la svolta dell’Irlanda, autorizzata da Bruxelles, possa aprire la porta ad iniziative simili anche da parte di altri governi.

Fonte: Quotidiano Nazionale.

Il vino come “facilitatore” di relazioni umane, motore dell’Eros, inteso come convivialità.
Le riflessioni di Rosario Iannacchero, neurologo, e presidente Società Italiana Studio Stroke. “Il vino è uno strumento che stimola l’amicizia, il suo consumo moderato aiuta a relazionarsi, si dice “in vino veritas”, importante è non esagerare. Il vino ha la sua storia, e per le malattie cardio e celebro vascolari in determinate condizioni può avere anche un ruolo protettivo e preventivo. Dire categoricamente che non si deve mangiare questo o quello, o che non si deve bere, è un messaggio che non è corretto”.

Fonte: WineNews.

Nuovo record per il vino italiano. L’export vola a 8 mld nel 2022.
Il 2022 del vino italiano si è chiuso con un nuovo record dell’export che ha toccato gli 8miliardi di euro (+12% sul 2021), e un -6,4% a volume e -1,8% a valori nelle vendite nella G.D.O. ma con livelli di vendita comunque superiori (sia nei valori che nelle quantità) a quelli pre-pandemici. Una flessione che ha riguardato anche l’ecommerce e i vini biologici, che è stata compensata dal canale horeca: le stime indicano un ritorno ai livelli del 2019 con un +46,6% sul 2021, spinto da una stagione primaverile-estiva molto lunga e dal gran ritorno dei turisti stranieri nel nostro Paese. Questi i dati esposti durante la nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. Secondo il responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini, “è indubbio come sul trend dell’export e delle vendite nel canale G.D.O. in Italia abbiano pesato diversi fattori come l’inflazione, il cambio euro-dollaro e il rallentamento economico, ma gli stessi andamenti sottendono anche uno spostamento nei consumi del periodo estivo e di inizio autunno verso il fuori-casa, trainati altresì dalla ripresa del turismo dopo gli anni più critici della pandemia”.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Vino, Uiv-Ismea: nel 2022 in Gdo cresciuti solo gli spumanti low cost.
Il 2022 è stato «un anno di riposizionamento per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia». A farlo sapere ieri è stato l’Osservatorio Unione italiana vini-Ismea, su base dati dell’Osservatorio Ismea-Nielsen IQ, con una nota in cui è stato messo in luce che l’anno scorso «l’unica voce chiaramente positiva è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount)». Ciò «a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%)». E con un saldo 2022 delle vendite nella grande distribuzione «in passivo anche sul fronte dei valori: -2%, a 2,94 miliardi di euro». «L’exploit degli spumanti low cost (il cui prezzo medio a 4,4 euro/litro registra un aumento molto più contenuto dei listini rispetto ai competitor) – sottolinea la nota di Uiv-Ismea – è lo specchio del limitato potere di acquisto degli italiani nell’ultimo anno (i più costosi spumanti a Metodo classico chiudono – dopo un 2021 da incorniciare – a -9%, gli Champagne a -25%, anche per effetto delle limitate disponibilità) ma allo stesso tempo evidenzia tutta l’ormai irrinunciabile centralità raggiunta dalle bollicine anche tra le mura domestiche»..

Fonte: Floraviva.

Vino italiano, record dell’export. Toccati gli 8 mld (+12%).
Il mercato mondiale del vino, nel 2022, ha registrato un calo generalizzato delle importazioni, in termini di volumi, a fronte di una crescita dei valori. Secondo quanto emerso dal Forum Wine Monitor di Nomisma, nel periodo da gennaio a novembre dello scorso anno la Gran Bretagna ha registrato una crescita del 28,4% delle importazioni di vino a valore, gli Stati Uniti del 18,1%, il Giappone del 22,5%, la Corea del Sud del 19,2 per cento. Ha sorpreso invece la Germania che è passata in territorio negativo, sia a valore sia a volume, mentre la Cina non esce dal tunnel e continua a mostrare una variazione in calo che persiste dal dal 2018. L’Italia, secondo le stime, ha chiuso il 2022 con un nuovo record dell’export che ha toccato gli 8 miliardi di euro con una progressione del 12% rispetto al 2021. L’andamento del vino italiano nei mercati principali si conferma in linea con quello mondiale: negli Stati Uniti la crescita è stata del 16,2%, nel Regno Unito del 32,7%, in Canada del 21,7%, in Giappone del 25,3% e in Corea del Sud del 9,6%, mentre in Germania e in Cina il vino italiano segna un calo, rispettivamente, del 11,9% e del 7,2%.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

Vino: Nomisma Wine Monitor, 2022 in chiaroscuro.
Un anno in chiaroscuro per il vino italiano il 2022. La fotografia è stata scattata da Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor, durante la nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. L’Italia ha chiuso l’anno con il nuovo record dell’export, 8 miliardi di euro, ossia +12 per cento. Negli Stati Uniti cresce del 16,2%, nel Regno Unito del 32,7%, in Canada del 21,7%, in Giappone del 25,3% e in Corea del Sud del 9,6%. Segno negativo invece in Germania, -11,9%, e Cina, -7,2%. Bollicine superstar con +25,4% in Usa, +78,9% in Gran Bretagna, +25,4% in Giappone, +19,6% in Svizzera, +31,3% in Canada e +37,3% in Corea del Sud. Ci sono paesi che hanno fatto meglio del nostro. Come Usa (+14,2%), Cile (+12,8%) e Francia (+12,5%), che raggiunge i 12,5 miliardi di export contro gli italiani e i 3 della Spagna (+6%), che è il terzo esportatore. Meno bene dell’Italia anche la Nuova Zelanda (+8%) e l’Australia (+4,1%). Il distacco dai francesi aumenta per un prezzo medio di vendita dei vini transalpini valorizzato oltre il 40% in più.

Fonte: Corriere dell’Economia.

Vino: convegno Ampelografia su futuro vigneto ad Agrigento.
Il Blues & Wine Soul Festival si conclude con un convegno di Ampelografia e di studio sul futuro del vigneto italiano e siciliano, anche in relazione ai cambiamenti climatici, che per la prima volta metterà attorno ad un tavolo i maggiori studiosi della vite in campo italiano ed internazionale. Il simposio si svolgerà venerdì 20 e sabato 21 gennaio prossimi, presso la Sala Fazello del Museo Archeologico Regionale di Agrigento; Attilio Scienza, Manna Crespan e Rosario Lentini saranno i relatori ufficiali del Convegno, i cui lavori saranno coordinati dal Presidente e direttore artistico del Blues & Wine Joe Castellano. Tra gli ospiti anche l’editore della rivista media-partner “Bubble’s Italia” e famoso scrittore del vino – Andrea Zanfi, il celebre enologo siciliano Tonino Guzzo, il grande esperto del Vino e direttore della testata “Vin Up”, Luigi Salvo ed il Direttore della Federazione Italiana Strade del Vino, Gori Sparacino

Fonte: ANSA.

STAMPA ESTERA

Raising a glass to a great city for wine.
Lacking a local tradition in winemaking, London imports from everywhere. What’s the greatest city in the world in which to drink wine? The answer is subjective, but to me the choices come down to two: New York and London. Neither is associated historically with a winemaking region, which is part of what makes them so great. Without the legacy of local production, both have been compelled to look far and wide for wine, and as port cities, they have had access to wines from wherever they were made. In London, by far the older city, that freedom required far-reaching discernment. Wine lovers needed to judge every sort of wine on its merits, rather than specialize in what was accessible. Americans have Britain to thank, or to blame, for the notion of wine connoisseurship. I have long believed that New York was the best city for wine, but after 10 days in London in late November, I am rethinking that conviction. Great wine lists can be found, of course, at the most expensive restaurants with multiple Michelin stars, as well as at famous places like SL John and the Ledbury. But I skipped those and a few other restaurants with excellent reputations for wine, like Gymkhana, an Indian restaurant in Mayfair, Sager e Wilde in Bethnal Green, the 10 Cases in Covent Garden and Planque in Haggerston. London’s place as a noteworthy wine city is felt in all sorts of restaurants, whether storefronts and counters or more formal dining rooms. Great wine is everywhere. Here are a dozen places to find an excellent glass. The Drapers Arms, in Islington, is the English pub of my dreams. The food is wonderful and the cask beer excellent. The wine list is astonishing and mostly French, along with terrific, well-priced choices from Germany, Spain and South Africa. And this comfortable old pub, with its bare wooden tables, pea-green bar and simple barstools, pours its bottles into expensive Zalto glasses, so you know it takes wine ultraseriously. I had simple poached leeks and a delightful venison pie with a suet crust, carrots and onions, lovely on a rainy autumn afternoon. Most of the patrons were hoisting glasses of ale, but I drank a gorgeous 2018 Vin de Jardin from Domaine de Galouchey, one of my favorite tiny Bordeaux producers.

Fonte: New York Times International Edition.

Castel veut rester incontournable dans la bière en Afrique.
Numéro deux de la bière sur le continent africain, le très discret groupe y est en pleine réorganisation. • L’entreprise familiale française modifie sa stratégie et s’y renforce en se diversifiant, en verdissant ses activités et en investissant dans l’amont agricole. Castel… Un chiffre d’affaires de 6 milliards d’enras. 250 filiales. 37.000 salariés. Roi du vin, roide la bière. le groupe est pourtant largement méconnu du public. Pierre Castel est pourtant numéro deux de la bière en Afrique, numéro un du vin en Europe avec des marques d’entrée de gamine comme Vieux Papes et Baron de Lestas. Il est également propriétaire de la chaîne decavistesNicolaas. C’est d’abord dans la bière en Afrique que le groupe s’est taillé un empire, au point d’y réaliser aujourd’hui 85 % de son chiffre döres. Après solaonte ans d’activité sur ce continent, alors que des grands groupes-Bollore. Zara. Dingue, AB 1nBev… – cèdent une partie de leurs actifs ou se retirent, le groupe est, lui, plus résolu que Jamais à y développer ses affaires sous Lena/ride sa filiale BGf. Cession de l’eau Cet objectif nev a pas sans des changementsassez pro1oncisdestratEgle. Castel souhaioerevnirsesmétiers, se diversifier, élargir sa présence à plus de 21 pays en Afrique et poursuivre sa croissance externe. D’ores et déjà, il a entamé sa sortie de l’eau enbouteille trophée au plastique et dix fois moins rentable que la bière. 85 ? DU .CHIFFRE D’AFFAIRES de Castel sont réalisés en Afrique. Après sein délecté de son pôle eau en France en 2008 (Cristaline, Chàteldon, Vichy Saint Yorre…), il veut maintenant vendre cette division en Afrique, où ildétient]7 marques d’eau (au Bénin. au Eurlàna Faso, au Cameroun, en Côte d’Ivoire, au Gabon, an Maroc, au Tchad et en Iluvste). Aln Ifrane au Maroc et les marques locales en Celte d’Ivoire ont déjà été cédées en 2022. Le groupe entend se concentrer sur la bière, les boissons gazeuses et les mélanges alcoolisés (prémix), qui connaissent un engouement importanten Afrique. Pour yparvenir, il vise la malaise de ses emballages et cherche à donner plus d’importance au verre. C’est dans cette optique qu’il vaacquérirAlver, le leader du verre en Algérie, ce qui porte à quatre le nombre de ses verreries par ailleurs situées au Cameroun, en Angola et au Maroc. Castel renfo rte ainsi ses capacités de production et ses ventes de bouteilles en Algérie, une base d’exportation vers l’Afrique de l’Ouest et 1Futnpe. Legaz et lesable largement disponibles y rendent très compétitive la fabuiratlon du verne. BGf souhaite développer le verre consigné.

Fonte: Echos.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 19 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il roadshow del vino italiano 13 tappe in tre continenti.
Vinitaly Tour fino al 23 febbraio 11 roadshow del vino italiano 13 tappe in tre continenti. Verona Vin italy e il vino italiano in p rimo piano con un road show globale realizzato in collaborazione con il sistema paese. Da oggi e fino al 23 febbraio, la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore approderà in 9 Paesi (13 tappe in 3 continenti: Europa, Asia e Nord America) che rappresentano i due terzi del totale delle esportazioni italiane.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Signore, brindiamo.
Le donne e il mondo del vino è il rapporto che indaga la giornalista Barbara Sgarzi nel suo libro Vino, donne e leadership (II Sole 24 Ore, 26 euro) che raccoglie più di 30 interviste a grandi protagoniste del settore: produttrici, wine writer, leader di grandi aziende o di piccole realtà. L’autrice racconta quanta importanza abbia il lato femminile in un mondo prima guidato solo da uomini. Le storie di vita, gli aneddoti e la grande passione testimoniano quanto il protagonismo al femminile stia aiutando le cantine a diventare più forti.

Fonte: Donna Moderna.

Mixology.
UN ROSSO MORBIDO CON RIFLESSI VIOLA E profumi di frutti rossi: Oppidum Marche rosso Igp Ciü Ciù è un tesoro bio che nasce nei vigneti delle Marche da uve 100% Montepulciano.

Fonte: Donna Moderna.

Très chic il rosé.
Stappalo per l’aperitivo o servilo con una cena di pesce: Abruzzo Rosé spumante dop di Cantina Tollo, metodo classico, è realizzato con uve di pinot nero che affinano in bottiglia per minimo 36 mesi. Fresco e ben bilanciato, profuma di frutti rossi, fragola e lampone. Servilo a 8°-10°.

Fonte: Donna Moderna.

Sul vitivinicolo 324 milioni per sostegni e promozione.
Sono stati ripartiti i 323,9 min di euro disponibili per la corrente annualità e da utilizzare per il finanziamento e gli interventi di sostegno al settore vitivinicolo italiano, così come programmati nell’ambito del Piano strategico della Pac 2023/27. I dati sono contenuti nel decreto del ministero dell’agricoltura n. 23313 del 18 gennaio 2023 in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Gli interventi di sostegno a favore del settore vitivinicolo sono articolati in cinque diverse operazioni. La riconversione e la ristrutturazione dei vigneti è quella che beneficia del maggiore stanziamento con 144,2 min di euro tutti assegnati alle regioni e alle province autonome che li erogheranno ai viticoltori calibrando l’applicazione in base alle specifiche esigenze del territorio.

Fonte: Italia Oggi.

Lettera. Dalla vostra parte. L’iniziativa irlandese contro il vino si presta a considerazioni maligne.
L’iniziativa irlandese contro il vino si presta a considerazioni maligne di Tony Damascelli Rammento a questa Europa senza fede e senza Dio che il vino lo beveva Nostro Signore Gesù Cristo. Ricordate le nozze di Cana quando trasformò l’acqua in vino? E già che ci sono ricordo che Gesù mangiava anche i pesci, l’agnello e quanto altro è al servizio dell’uomo. L’Europa senza idee e senza fede, almeno si informi. Gabriela Greganti Milano Gentile signora Greganti, l’iniziativa della repubblica d’Irlanda, subito accolta dall’Unione Europea, non è spiegata nei dettagli e questo si presta ad alcune considerazioni, da parte mia anche maligne.

Fonte: Giornale.

Lettera. L’Irlanda insiste nella guerra al vino.
Giù le mani dal buon vino. È incredibile leggere che il parlamento irlandese sia in procinto di approvare una legge per imporre l’obbligo di riportare sulle etichette indicazioni relative al cancro e alle malattie del fegato, così come già avviene sui pacchetti di sigarette. In poche parole, siamo di fronte ad un malcelato tentativo di affossare il vino cercando di farlo apparire cancerogeno, con un danno enorme per l’Italia che dal vino ricava circa 14 miliardi di euro e dà lavoro a più di un milione e 300mi1a persone.

Fonte: Giornale.

Lettera. Il vino fa male? Bruxelles di più.
Il vino fa male? Bruxelles di più La birra fa male perché ingrassa. Anche lo zucchero preso in quantità nuoce alla salute. Le aringhe salate induriscono le vene. Il latte contiene colesterolo. Anche la carne e il burro. Se il vino fa male perché alcoolico, allora il whisky la vodka ed il cognac sono letali. I Paesi anglosassoni lo sanno? Ma chi abbiamo a Bruxelles per farci attaccare cosi?.

Fonte: Giornale.

Feudi San Gregorio, su i margini: «La sostenibilità fa bene ai conti».
IL PRESIDENTE ANTONIO CAPALDO: «DAL 2018 CRESCITA DEL 12%» ROMA «La sostenibilità non è un mero costo, ma un modo per misurarsi, ripensare l’organizzazione e migliorare la performance aziendale. È una forma positiva di cambiamento e diventa reddito quando aiuta a pensare a lungo termine». Lo ha detto Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio, nel precisare che per il gruppo vitivinicolo, tuttora a gestione familiare, con l’avvio nel 2018 del Piano di sostenibilità la marginalità è cresciuta del 12%. Oggi il Gruppo Tenute Capaldo, con 34 milioni di fatturato, 200 dipendenti e 400 ettari di vigneto 300 dei quali in Irpinia, e il resto a Bolgheri, in Basilicata e Friuli, è classificato tra i primi cinque brand vinicoli in Italia.

Fonte: Messaggero.

Storia dell’amarone, passioni e inventiva con forti radici venete.
Il libro Giuseppe Lupo spesso, quando si leggono storie di imprese, si ricava l’impressione di avventure nell’orizzonte della modernità, accadute in maniera fortunosa, quasi si sia trattato di un’ascesa casuale e involontaria. Ogni narrazione, di solito, prende spunto da tre elementi: ci sono gli uomini (o le famiglie) che ne sono stati protagonisti; il territorio in cui è venuto a germinare un determinato tipo di prodotto; i fatti che appartengono all’evolversi della Grande Storia, declinati come sfondo in cui pure interagiscono in maniera più o meno diretta con le sorti dell’azienda, lasciando inevitabilmente il segno.

Fonte: Sole 24 Ore.

Il vino resta il re delle esportazioni.
Con un aumento del 17% è record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo che ha raggiunto i 60 miliardi di euro nel 2022 trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. E’ quanto emerge dalle proiezioni della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi undici mesi del 2022 che evidenziano un balzo a doppia cifra per l’alimentare nonostante la guerra in Ucraina e le tensioni internazionali sugli scambi mondiali di beni e servizi.

Fonte: Cronache di Napoli.

Levata di scudi per il vino locale.
Confronto sulla crisi del settore Levata di scudi per il vino locale “Giù le mani dal vino”. E questo il monito maturato domenica scorsa durante l’appuntamento che si è svolto nella suggestiva location della `Casa di Bacco’ a Guardia Sanframondi un pubblico confronto sulla crisi che attraversa la viticoltura sannita ed è stato illustrato l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Fiorenza Ceniccola al Sindaco di Guardia Sanframondi ed approvato all’unanimità dal civico consesso guardiese nella seduta del 23 dicembre dello scorso anno avente ad oggetto la richiesta alla regione Campania di istituire la “Via della Falanghina” intesa come un impegno concreto verso le aree interne caratterizzate da una vera e propria desertificazione economica e sociale.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

«Vino emiliano da difendere L’etichettatura un pericolo».
I dem chiedono alla Regione di attivarsi con il Governo Modena La decisione dell’Irlanda di adottare un sistema di etichettatura delle bottiglie di vino sui rischi sanitari che non distingue tra l’uso e l’abuso di alcol è irregolare: si agisca per salvaguardare le produzioni vitivinicole italiane ed emiliano-romagnole. A chiederlo è una risoluzione del Partito democratico a firma di Palma Costi (prima firmataria), Marilena Pillati, Roberta Mori, Gianluigi Molinari, Nadia Rossi, Luca Sabattini, Matteo Daffadà, Marcella Zappaterra, Andrea Costa, Massimo Bulbi, Manuela Rontini, Marco Fabbri, Stefano Caliandro, Gianni Bessi, Ottavia Soncini, Francesca Marchetti e Francesca Maletti.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Fiori e frutti di bosco in un sorso pieno e anche elefante.
In un sorso pieno e anche elegante a Cantina Terlano è una delle più antiche cantine sociali dell’Alto Adige essendo nata nel 1893, anno in cui 24 viticoltori si riunirono in associazione per produrre e commerciare il vino. Ora i soci sono 143 e coltivano 190 ettari coordinati dall’enologo Rudi Kofler con una qualità che su certi numeri è difficilissimo riprodurre. Prendiamo per esempio il Lagrein della linea Tradition. Questo vino è in pratica il rosso paradigmatico altoatesino. L’epicentro della produzione è situato nella zona attorno a Gries, e lo è da tempi lontani se pensiamo che ci sono fonti che ne danno notizie ancor prima del 1400.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Il mercato dei Vignaioli scappa? Restano pochi giorni per evitarlo.
A fine mese la Fivi deciderà la location della fiera che per undici anni si è svolta a Piacenza e nel 2022 ha richiamato 24mila visitatori Uno scorcio del Mercato Fivi. Entro la fine di gennaio la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti prenderà una decisione: mantenere a Piacenza, dove si svolge da undici anni, il mercato Fivi, oppure emigrare verso un’altra città. Le indicazioni che arrivano, seppure informalmente, non inducono all’ottimismo. Rischiamo di perdere una scommessa importante, che poteva rappresentare un sempre più significativo volano per la nostra economia e per il turismo. Il motivo del paventato trasloco? Prima di tutto la capienza di Piacenza Expo.

Fonte: Liberta’.

«Il vino nuoce alla salute? Quel bollino è discriminatorio».
Castelvetro, il vicensindaco Mezzacqui: «Non distingue tra abuso e consumo». «Fortunatamente il via libera non è definitivo: ora l’Irlanda dovrà essere autorizzata anche dall’Organizzazione mondiale del commercio, in quanto questa normativa rappresenta una barriera anche a livello internazionale». Così Giorgia Mezzacqui, vicesindaca di Castelvetro e coordinatrice regionale dell’associazione Città del Vino, prende posizione all’indomani della decisione del governo irlandese di apporre sulle bottiglie di alcolici, vino compreso, l’etichetta «Nuoce gravemente alla salute».

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Intervista a Luigi Grillo – «Non è vero che il vino è dannoso. Anzi, la scienza dice il contrario».
II viticoltore Grillo cita il ricercatore monterossino che indaga le proprietà antiossidanti dei vitigni E il politico di lungo corso strizza l’occhio: «E’ una direttiva, mica significa che sarà applicata domani…». Vendemmia alle Cinque Terre. «Dalle nostre parti la qualità dell’uva è talmente elevata che non corriamo alcun pericolo» La politica è stata la sua vita, la produzione di vino una nuova passione che sta ‘coltivando’ nella sua azienda di Monterosso. La doppia veste, dunque, consente a Luigi Grillo di valutare con lucidità la ventata di novità che arriva da Bruxelles esaminandola con l’occhio esperto del politico di lungo corso e con quello del viticoltore legato alla sua terra e orgoglioso del suo prodotto.

Fonte: Nazione La Spezia.

«Il prodotto non va demonizzato. Bisogna coltivare la cultura del bere».
II punto di vista di Bosoni «Sarebbe molto più efficace una seria campagna di informazione tra i giovani». La questione non è affatto nuova. Già in passato infatti si era paventata l’ipotesi di segnalare la pericolosità per la salute anche sulle bottiglie di vino ma poi non se ne fece nulla. A ricordarlo è Diego Bosoni il titolare, insieme al fondatore Paolo, della cantina Cà Lunae al confine tra i territori di Castelnuovo e Luni. «Credo che non sia affatto una soluzione al problema dell’abuso di alcol – spiega Bosoni – anzi possa diventare soltanto una penalizzazione per tutti i coltivatori».

Fonte: Nazione La Spezia.

“Alert sanitari” sulle etichette degli alcolici. Produttori in ansia per il danno d’immagine.
L’assessore regionale all’agricoltura mette in guardia: «Vigileremo e continueremo la nostra battaglia per la tutela del ‘made in Italy’» II vino, soprattutto quello di qualità, è un’autentica bandiera per il nostro Paese e per il territorio ligure. In alto, l’assessore regionale Alessandro Piana. La linea sembra quella di equiparare le bottiglie di vino e alcolici ai tabacchi L’oste ha sempre difeso la qualità del proprio vino, figuriamoci come potrà reagire all’idea di inserire nelle etichette delle bottiglie il messaggio di attenzione alla salute e alle conseguenze che potrebbe arrecare il consumo del prodotto.

Fonte: Nazione La Spezia.

Intervista a Laura Lombardi – L’esperta: «Bene educare al consumo responsabile».
«Per analogia lo stesso trattamento di protezione andrebbe riservato a insaccati e affettati» Un bicchiere, ogni tanto, può essere tollerato. Ma attenzione: l’alcol non fa certamente bene all’organismo e non soltanto perché provoca il famoso cerchio alla testa quando si esagera con i brindisi e gli assaggi. Le indicazioni alla moderazione arrivano dalla nutrizionista Laura Lombardi, presidente provinciale Lilt. «Non bisogna dimenticare – spiega la biologa – che l’alcol è cancerogeno. E’ indubbiamente vero che la buccia dell’acino contiene il polifenolo che è un antiossidante però è altrettanto vero che è presente anche la quantità alcolica per questo il problema sussiste, soprattutto se consumato in grandi quantità e con continuità.

Fonte: Nazione La Spezia.

Mantova tra le città che promuoveranno piatti e vini lombardi.
La giunta comunale ha approvato la bozza di protocollo d’intesa per la promozione dell’enogastronomia nella Lombardia Orientale “East Lombardy”. Il protocollo sarà sottoscritto per il Comune di Mantova, a breve, dal sindaco Palazzi, o da un suo delegato, insieme ai Comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e le Camere di Commercio di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova. La bozza di protocollo d’intesa per la promozione dell’enogastronomia nella Lombardia Orientale “East Lombardy”, trasmessa dall’Agenzia per lo Sviluppo e la Promozione Turistica della Provincia di Bergamo scarl (Visit Bergamo), prevede lo sviluppo e la promozione delle seguenti azioni comuni da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023: ampliamento e consolidamento della rete degli operatori turistici; attività di comunicazione social e ufficio stampa, aggiornamento sito ed eventi, strumenti di comunicazione; azioni di promozione mirata (infopoint, fiere di settore, press tour, promozione su portali turistici); organizzazione di eventi; momenti formativi.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Terre d’Oltrepo A fine febbraio 600 vignaioli al voto per il Cda – Terre d’Oltrepo, il 21 febbraio al voto per le elezioni del Cda.
Dopo le dimissioni di sette consiglieri in pochi mesi, verrà rinnovato il consiglio di amministrazione della nota cantina. Terre d’Oltrepo, 1121 febbraio al voto per le elezioni del Cda La prossima settimana previsti tre incontri del consiglio d’amministrazione uscente coni soci. Si terrà martedì 21 febbraio l’assemblea elettiva della cantina Terre d’Oltrepo per il rinnovo del consiglio d’amministrazione, in sostituzione dell’uscente, decaduto dopo solo dieci mesi a causa delle dimissioni di sette consiglieri nel giro di poco tempo. Due le liste che si prevedono in campo, ma non sono escluse sorprese dell’ultim’ora, mentre il presidente uscente Enrico Bardone conferma la sua indisponibilità a ripresentarsi.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vini lombardi Corre l’export ma i costi sono esplosi.
Coldiretti Dai concimi al vetro: l’aumento dei prezzi comprime i margini dei produttori Le esportazioni di vino lombardo sono aumentate del 10% in un anno, ma sul settore gravano diverse minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia sulla base dei dati Istat relativi ai primi nove mesi de12022. Nei vigneti si sono registrati, in particolare, rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. «Una bottiglia di vetro costa fino a150% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi è aumentato del 20% per quelli di sughero e addirittura i140% per quelli di altri materiali», ha rimarcato nel dettaglio la stessa Coldiretti.

Fonte: Provincia Como.

Salute a rischio per il vino? Gli studi dicono il contrario.
Gli studi dicono il conti al io per ora solo l’Irlanda, ma in un futuro anche altri paesi potrebbero approvare leggi che equiparano il danno del fumo a quello del vino introducendo le etichette allarmistiche quali “l’alcol nuoce gravemente alla salute”, “l’alcol provoca il cancro”. I121 giugno 2022 il governo irlandese ha notifica alla Commissione Europea la volontà di introdurre l’obbligo di riportare indicazioni sanitarie relative al cancro nell’etichettatura e presentazione delle bevande alcoliche. La Commissione Ue ha avuto tempo fino al 22 settembre per presentare le proprie obiezioni, ma non l’ha fatto. A dicembre è scaduto anche il periodo di moratoria e Il silenzio assenso della Commissione Europea consente da gennaio all’Irlanda di adottare la famigerata etichetta sanitaria per vino, birra e liquori.

Fonte: Provincia Sondrio.

«Basta inutili allarmismi nelle etichette del vino».
ok alle etichette allarmistiche sul vino che l’Ue ha concesso all’Irlanda preoccupa il settore vitivinicolo marchigiano. Non tanto per il mercato in sé che appare davvero marginale rispetto alle esportazioni di vino dalla nostra regione (l0 0,3% del totale secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat del 2021) quando perché questo via libera rappresenta un pericoloso precedente che arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati membri. La Commissione Ue ha consentito all’Irlanda di etichettare con alert sui rischi perla salute tutti gli alcolici, vino compreso, su un piano analogo alle sigarette.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

La serata Assaggiare il vino Consegnati i diplomi 2022.
Nuovi Assaggiatori di vino nell’Alessandrino. A Ovada, in una bella serata organizzata all’Enoteca regionale, la delegazione Onav di Alessandria, guidata dal Delegato Provinciale (e Consigliere nazionale) Glanluigi Corona, ha consegnato i diplomi a 19 neo Assaggiatori di vino Onav dl 1° livello. Al momento di festa, erano presenti le tre associazioni agricole, rappresentate da Cristina Bagnasco (Confagricoltura), Gabriele Gaggino (Confederazione italiana Agricoltori) e Valeria Pollaiolo (Coldiretti). Momento dl lesta La missione di Onav è quella di avvicinare al mondo del vino nuovi appassionati. «Alessandria – commenta la Vicepresidente nazionale Onav Teresa Bordin – è una delle vivaci e attive sezioni ONAV del Piemonte, dove ONAV nacque 71 anni fa.

Fonte: Novarese.

Vini, attacco all’Italia.
Coldiretti: “Duro colpo all’intero settore che mette anche la filiera a rischio” Vini, attacco all’Italia Preoccupa il via libera dell’Unione Europea agli “allarmi in etichetta” La Commissione Europea ha dato il via libera all’Irlanda di apporre etichette nocive, su vini, birre e alcolici. “E’ un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero – afferma Coldiretti Alessandria – Sono avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Parere contrario alla concessione della UE è stato espresso parere contrario di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno

Fonte: Vita Casalese.

Canelli, falsi vini pregiati venduti all’estero.
Venivano comprati al Sud e da coltivatori piemontesi, poi imbottigliati con etichette e marchi Docg contraffatti Migliaia di bottiglie di vini comuni venduti in Svizzera e Germania con i marchi di alcune tra le più importanti case vinicole italiane. Una presunta frode in commercio da centinaia di migliaia di euro scoperta tra il 2019 e il 2020 dalla Guardia di finanza. Al centro Paolo Marcarino, 43 anni, produttore vinicolo di Canelli che ha ampliato la storica azienda di familiarte civile la prestigiosa azienda vinicola Angelo Uaja glia raggiungendo fatturati ragguardevoli. Secondo le accuse del pm Francesca Dentis, sarebbe lui uno degli uomini-chiave del raggiro.

Fonte: Stampa Asti.

Nel messinese un nuovo Consorzio – Vino, nel messinese un nuovo Consorzio.
Nasce il “Mamertino”: messe insieme 15 aziende per una produzione annua di 100 mila bottiglie Vino, nel messinese un nuovo Consorzio La presidente Mondello: “Produttori seri che hanno creduto fortemente nel progetto” Il primo appuntamento del neonato Consorzio Doc è il Vinitaly 2023. Una nuova Doc in Sicilia, un nuovo progetto di sviluppo e di rilancio di una storica denominazione, che coinvolge 15 aziende e un ampio territorio della provincia di Messina. Per la Sicilia in generale si tratta di un accrescimento della propria offerta di qualità, mentre anche la zona occidentale porta novità importanti di garanzia del prodotto. Il nuovo Consorzio Doc è quello di Mamertino: dopo il riconoscimento della denominazione nel 2004 e la nascita dell’associazione nel 2019, giunge a compimento il lungo percorso del Mamertino con la fondazione del Consorzio.

Fonte: Quotidiano di Sicilia.

Vini doc di Pantelleria, anno nuovo fascetta di Stato in tutte le bottiglie.
Per quanto concerne invece la Sicilia occidentale la grande novità è data dal fatto che dall’ 1 gennaio scorso le fascette di Stato accompagnano tutte le bottiglie del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini Doc di Pantelleria, tracciando le varie fasi di vita di ogni vino. Si tratta di un sistema a garanzia dell’autenticità, che tutela sia i produttori sia i consumatori e appassionati dei grandi vini dell’Isola, in primis passito, moscato e zibibbo dolce, ma anche Pantelleria Bianco e Frizzante. Uno strumento che ne certifica non solo la qualità e la provenienza ma anche la tracciabilità, dalle origini del prodotto all’imbottigliamento e al posizionamento sul mercato.

Fonte: Quotidiano di Sicilia.

La Vernaccia risponde all’Europa.
Irina Strozzi presidente del Consorzio: «Triste insistere a voler indicare il vino come nocivo alla salute». Dalle bottiglie della Vernaccia di San Gimignano, primo Doc italiano, si è alzato il grido forte e chiaro nel ribadire che non è vero che il vino fa male alla salute. «È davvero triste e seriamente preoccupante che si voglia continuare ad insistere ad indicare il vino come alimento dannoso per la salute». La riflessione e la voce di Irina Strozzi, presidentessa del ‘Consorzio della Vernaccia di San Gimignano’, Come replicare a certe voci dall’Europa? «Questo tipo di affermazioni – precisa la presidente -, portano avanti un messaggio totalmente equivoco che non appartiene al mondo del vino e che rischia di discriminare, senza alcuna comprovata giustificazione, una cultura – aggiunge -, che esiste da migliaia di anni.

Fonte: Nazione Siena.

Vinitaly, al via un roadshow globale.
19 Paesi selezionati rappresentano i due terzi del valore di vino italiano esportato nel 2022 Vinitaly, e il vino italiano, in primo piano con un road show globale realizzato in collaborazione con il sistema paese. Dal 19 gennaio al 23 febbraio prossimi, la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore approderà in 9 Paesi (12 città, 13 tappe in 3 continenti: Europa, Asia e Nord America) che rappresentano complessivamente i due terzi del totale delle esportazioni di vino del Belpaese. «É un lavoro di squadra con le istituzioni che vede coinvolte le istituzioni, l’Ice e il sistema camerale, la rete di rappresentanza estera e la struttura interna di Veronafiere — sottolinea il presidente Federico Bricolo.

Fonte: Cronaca di Verona.

I nuovi Amarone in anteprima alla Gran Guardia.
Degustazione I nuovi Amarone alla in an Amarone Appassionati di Amarone c’è la data dell’anteprima 2023 degli ultimi Amarone prodotti. Sabato e domenica 4 e 5 febbraio, alla Gran Guardia di Verona si svolgerà Amarone Opera Prima. Apertura al pubblico sabato e domenica pomeriggio dalle 16.30.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Roccolo Grassi punta sul valpo Superiore senza appassimento.
Il nuovo stile veneto sui rossi, dai Colli Berici alla Valpolicella, gioca sull’eleganza, la freschezza e la bevi bilità, anche quando si tratta di vini importanti, caratterizzati da una certa complessità. I rossi marmellatosi in molti casi sono soltanto un ricordo. Ancora poche cantine però, alla ricerca di questo nuovo stile, si sono avventurate nella produzione di un Valpolicella Superiore solo da uve fresche, senza appassire le uve. Bene, il Valfresca 2015 di Roccolo Grassi, è un grande vino che nasce appunto con l’idea di produrre un Cru di Valpolicella Superiore da uve fresche, senza la tecnica dell’appassimento e cercando di ottenere un vino importante e da evoluzione, valorizzando il terreno di roccia calcarea da cui proviene.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Al via road show del vino 13 tappe e 9 paesi.
Vinitaly e il vino italiano in primo piano con un road show globale realizzato in collaborazione con il sistema paese. Da domani e fino al 23 febbraio, la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore approderà in 9 Paesi (12 città, 13 tappe in 3 continenti: Europa, Asia e Nord America) pari ai due terzi del totale delle esportazioni di vino italiano. Si tratta di una iniziativa di promozione che si aggiunge e implementa l’importante investimento di oltre 3 milioni di euro per l’incoming di buyer e operatori in vista del prossimo Vinitaly.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Gli spumanti (e non solo il Prosecco) “rubano” mercato ai vini fermi, anche in Italia.
I dati sulla Gdo (che, nel 2022, chiude in calo in volume e valore) dell’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea- Nielsen IQ. Come ci si aspettava, e come già raccontato dai dati Iri riportati da WineNews nei giorni scorsi, il 2022 è stato un anno di riposizionamento (al ribasso) per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia, dopo i boom condizionati dalla pandemia e dei lock down totali e parziali del 2020 e 2021, con buona parte dei consumi fuori casi trasferiti tra le mura domestiche. Ed a confermarlo adesso sono i dati dell’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea (su base Osservatorio Ismea-Nielsen IQ).
Fonte: WineNews.

Prosecco re delle nevi: bollicine italiane alla coppa del mondo di Saint Moritz.
La cantina trevigiana Villa Sandi protagonista nella rinomata località svizzera: alla Coppa del Mondo di Snow Polo, dal 27 al 29 gennaio, si brinda col Prosecco, assoluto e in mixology. Sulla neve in Svizzera si brinda con il Prosecco, assoluto e in mixology. Si rinnova il legame tra la Snow Polo World Cup di St. Moritz e la cantina trevigiana di Crocetta del Montello Villa Sandi (tra le World’ Best Vineyards 2022), che si conferma partner ufficiale del prestigioso torneo di polo su neve. La 38ª edizione della Coppa del Mondo si svolgerà dal 27 al 29 gennaio 2023 in una delle località montane simbolo dell’eleganza e del lusso con un calendario di momenti esclusivi.

Fonte: la Repubblica.

Parco agri-solare e progetto etico per la conduzione dei vigneti: il 2023 della Cantina Terre del Barolo.
L’azienda, fondata nel 1958 da Arnaldo Rivera, ha chiuso un bilancio in crescita con oltre 22 milioni di Euro di fatturato, e guarda al futuro nel rispetto del capitale umano e dell’ambient. Settembre 2021 – agosto 2022: un nuovo anno di grande crescita per la cantina Terre del Barolo. Domenica 15 gennaio i soci viticoltori si sono riuniti presso la sede per approvare il bilancio annuale. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato record, di oltre 22 milioni di Euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della cooperativa e in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente. Soprattutto l’utile è stato chiuso ad una cifra di 2.8 milioni di Euro. Un risultato storico che conferma il trend positivo sul mercato, dove il marchio è ulteriormente cresciuto in reputazione e valore, a parità di volumi prodotti.

Fonte: Lavocedialba.it.

Export record di vino a 8 miliardi: il Prosecco ancora re delle vendite.
Nel 2022 l’export di vino italiano ha raggiunto la cifra record di 8 miliardi di euro, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Le stime arrivano dal Wine Monitor di Nomisma: per l’Italia si tratta di un indubbio successo, anche se il nostro Paese continua a rimanere distante dai record della Francia, che nel 2022 si stima abbia esportato vino per 12,5 miliardi di euro, in crescita del 12,5% rispetto all’anno precedente. La ragione alla base di questo gap sta anche nella capacità dei vignerons d’Oltralpe di portare a casa un valore aggiunto superiore per ogni bottiglia: il prezzo medio all’export dei nostri vini fermi è risultato inferiore del 40% anche nel 2022. Lo stesso dislivello che c’era già dieci anni fa, dunque, ancora non è stato colmato.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Vino italiano: l’export segna un nuovo record, ma la Francia è avanti.
Le vendite della Penisola sui mercati stranieri nel 2022 raggiungono gli 8 miliardi di euro, con un incremento del 12% rispetto allo scorso anno; crescono anche le esportazioni francesi, che raggiungono i 12,5 miliardi di euro. I dati illustrati durante la nona edizione del Forum Wine Monitor. Il 2022 sarà ricordato come l’ennesimo anno in “chiaro-scuro” per il vino italiano, dove a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future. La nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma, che si è tenuta a Bologna, si è posta l’obiettivo di “decifrare” i trend del momento per individuare le possibili traiettorie di sviluppo per il settore vinicolo italiano.

Fonte: la Repubblica.

Uiv-Ismea, acquisto vino online perde appeal -15% nel 2022.
Calano del 15% gli acquisti online di vino e spumanti, con picchi del 21% per le tipologie più pregiate. Un canale che ha registrato segni negativi sui prezzi, con listini in media in calo del 10%. Lo rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea, dopo il boom delle vendite nel 2020 (da 2,6 a 8 milioni di litri) e un ulteriore incremento nel 2021 (9 milioni). Un segmento che sembra ora destinato ad assestarsi sui livelli dell’anno pandemico e quindi aver interrotto la crescita. Quanto alle vendite in Gdo, l’Osservatorio segnala quali sono i vini che strutturalmente hanno imboccato una fase involutiva e quali invece stanno ripiegando sui valori pre-Covid dopo la fiammata 2020/21.

Fonte: ANSA.

Vino e pasta, export da record. Raggiunti i 60 miliardi di euro.
Con un aumento del 17% è record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo, che ha raggiunto i 60 miliardi di euro nel 2022 trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. E’ quanto emerge dalle proiezioni della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi undici mesi del 2022, che evidenziano un balzo a doppia cifra per l’alimentare nonostante la guerra in Ucraina e le tensioni internazionali sugli scambi mondiali di beni e servizi. Il re dell’export tricolore si conferma il vino per quasi 8 miliardi, seguito da pasta e altri derivati dai cereali con un volume di vendite di oltre 7 miliardi e da frutta e verdura fresche con circa 5,5 miliardi, ma ad aumentare sono anche l’extravergine di oliva, oltre a formaggi e salumi.

Fonte: ANSA.

Vino. Nel 2022 boom di spumanti “low cost”, ma crollano i vini fermi (-7%). Il report dell’Osservatorio Uiv-Ismea.
Si chiude un anno di riposizionamento per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia. Nel 2022, l’unica voce chiaramente positiva – rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea-Nielsen IQ – è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount), a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%). L’exploit degli spumanti low cost – il cui prezzo medio a 4,4 euro/litro registra un aumento molto più contenuto dei listini rispetto ai competitor – è lo specchio del limitato potere di acquisto degli italiani nell’ultimo anno (i più costosi spumanti a Metodo classico chiudono – dopo un 2021 da incorniciare – a -9%, gli Champagne a -25%, anche per effetto delle limitate disponibilità) ma allo stesso tempo evidenzia tutta l’ormai irrinunciabile centralità raggiunta dalle bollicine anche tra le mura domestiche. Il saldo 2022 delle vendite in grande distribuzione chiude in passivo anche sul fronte dei valori (-2%, a 2,94 miliardi di euro).

Fonte: Agricultura.it.

Etichette di vino con alert per la salute: cosa succede?
Sta facendo molto discutere in questi giorni la decisione presa della Commissione Europea, che ha deciso di autorizzare l’Irlanda a mettere un alert per la salute su etichette di vino, birra e superalcolici. Questo renderebbe le etichette di vino simili ai pacchetti di sigarette, con un avviso per il consumatore sulla nocività del prodotto. L’accaduto ha suscitato forte dissenso da parte dei paesi produttori di vino, come Italia, Francia e Spagna. Infatti, questa decisione porta a categorizzare come nocivo un prodotto che, se consumato nella giusta quantità, non porta alcun problema alla salute. Il rischio è quello di condizionare il mercato, scoraggiando il consumatore dall’acquisto di vino senza un giusto motivo.

Fonte: Hello Taste.

Vino: Italia seconda al mondo. Vendite sui mercati stranieri per 8 mld.
Nuovo record per l’export del vino Made in Italy che ha toccato gli 8 miliardi di euro nel 2022, un +12% rispetto allo scorso anno, e un -6,4% a volume e -1,8% a valori nelle vendite nella Gdo, ma con livelli di vendita comunque superiori a quelli pre Covid. Resta comunque intatto il divario con la Francia che, negli ultimi dodici mesi ha esportato vino per 12,5 miliardi di euro (+12,5% sul 2021), oltre 4 in più rispetto all’Italia. Sono questi i dati recenti sull’andamento delle esportazioni di vino italiano, usciti dalla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma che ha anticipato prospettive di crescita incerta per l’intero comparto del vino a causa dell’evidente rallentamento economico. Dunque, anche nel 2022, la Francia, si è tenuta stretta il suo podio, mentre la Spagna, terzo esportatore mondiale è ancora a distanza con quota 3 miliardi di fatturato estero sul vino, nonostante i progressi del 6%.
Fonte: CIA – Agricoltori Italiani.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 18 gennaio 2023!

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Quando il vino ha valore positivo.
Don Kessy Baltaiary è un giovane prete della Tanzania che è stato inviato dal suo vescovo alla scuola enologica di Alba, per imparare a fare il vino e costituire una cantina in quel lontano Paese. Lo ha chiamato sul palco il presidente degli enologi italiani, Riccardo Cotarella, davanti ai 400 colleghi giunti a Napoli per il Simposio annuale, per mostrare come continui a diffondersi la cultura del vino nel mondo. Basterebbe questo per evidenziare la contraddizione di un provvedimento, come quello votato in Irlanda, che metterebbe sulle etichette di vino allarmi di nocività. Il Simposio di Napoli, quasi profetico quando è stato pensato, aveva per titolo “Vino e Salute, tra alimentazione e benessere” ed ha raccolto il parere di esperti a livello internazionale sul valore positivo del vino, se bevuto con moderazione.

Fonte: Avvenire.

Cultura del buon vino, Palazzo Taverna diventa un nuovo centro di sviluppo.
«The Apartment» di Antonio e Ella Capaldo Ella e Antonio Capaldo nell’ufficio di Feudi San Gregorio (foto Claudio Guaitoli) L’artista Pietro Ruffo Cultura del buon vino, Palazzo Taverna diventa un nuovo centro di sviluppo Quando si dice, la genesi di una buona idea. Così Palazzo Taverna, già importante centro di mostre, performance e dibattiti, diventa un nuovo centro di sviluppo della cultura del buon vino con Antonio e Ella Capaldo e il loro «The Apartment». Operazione per nulla scontata visto che, a differenza di quanto si possa pensare, in realtà del vino, finanche in Italia, non si sa molto nonostante l’interesse sia sicuramente alto.

Fonte: Corriere della Sera Roma.

Riorganizzazione della governance di Banfi, azienda del Bruneio di Montalcino (Si).
Enrico Viglierchio, direttore generale del gruppo, assume anche l’incarico di presidente del cda di Banfi Società Agricola srl. Con lui ci saranno: il vice presidente Gabriele Mazzi, cfo di entrambe le società Banfi srl e Banfi Società Agricola srl; Cristina Mariani-May, Philip Calderone e Jason Arfin. Rodolfo Maralli direttore commerciale e marketing, sarà anche presidente del cda di Banfi srl. Vice presidente Bono stati nominati Enrico Viglierchio, Gabriele Mazzi ed Elizabeth Koenig, di fresca nomina a direttore hospitality di Castello Banfi Wine Resort. Cristina Mariani-May è anche la presidente del neonato comitato esecutivo.

Fonte: Italia Oggi.

Roberta Surini è il nuovo marketing e communication manager di Allegrini e Corte Giara.
Da anni, si può dire da decenni, si discute se la forza dell’Italia in cantina non risieda nella «collezione» di vitigni autoctoni di cui si dispone. Va detto che degli oltre 800 fenotipi conservati ne saranno in produzione effettiva il io% e che anche la definizione di autoctono avrebbe bisogno di una messa a punto. Dopo quanto tempo un vitigno acclimatato in un determinato territorio può dirsi tale? E soprattutto in un mercato scandito dai brand ha senso puntare tutto sulla biodiversità dovendo spiegare al mondo, sovente distratto, caratteristiche, peculiarità e via dicendo? Tenendo conto che – come direbbe un vecchio contadino friulano – il vino «o xe bon o no xe bon». E lì dovrebbe finire la discussione.

Fonte: Italia Oggi.

Daniela Mastroberardino è la nuova presidente delle Donne del Vino.
Prende il posto di Donatella Cinelli Colombini. Produttrice campana, amministratore ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco (Av) è nata nel 1968. Con lei nella governance dell’associazione la vice presidente vicaria Francesca Poggio e le vice presidenti Marianna Cardone e Paola Longo. Fanno parte del consiglio Marilisa Allegrini, Pia Donata Berlucchi, Antonella Cantarutti, Cristiana Cirielli, Carolin Martino, Dominique Marzotto, Antonietta Mazzeo, Jenny Vian Gomez. Nel collegio dei probiviri, Michela Guadagno, Elena Tesseri, Romina Togn.

Fonte: Italia Oggi.

Cresce il fatturato di Vivo Cantine….
Ha chiuso il bilancio con +41% di fatturato arrivato a 164 min di euro. Il gruppo veneto di Salgareda (Tv), realtà nata nel 2012 dalla fusione tra la Cantina Produttori Campodipietra e la Cantine Produttori Riuniti del Veneto Orientale, con il bilancio 2022 raggiunge un valore della produzione di 120 min di euro, +64,4%, mentre il valore distribuito tra i soci in termini di remunerazione dei conferimenti è pari a 101,4 min di euro. «L’acquisizione di nuove aziende e investimenti per venti milioni di euro fatti nell’ultimo triennio hanno prodotto i risultati attesi.

Fonte: Italia Oggi.

Intervista a Lamberto Frescobaldi – Cara Ue, che figuraccia sul vino.
Uiv: col caso irlandese va in crisi il mercato comune Cara Ue, che figuraccia sul vino Il parlamento dice una cosa, la commissione fa l’opposto. Credo che in Europa facciano proprio una brutta figura micidiale. Il Parlamento dice una cosa, la Commissione un’altra. Il Parlamento ha votato contro il beating cancer, la Commissione trova giusto mettere gli health warning sulle etichette di vino e alcolici». E categorico, Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, nel commentare a ItaliaOggi il recente via libera in Irlanda agli alert per vino, birra e liquori passato col silenzio della Commissione. E concorda con quanto svelato sabato (14 gennaio 2023) dal nostro giornale: in un articolo ha riportato la risposta della commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides ad un’interrogazione dell’eurodeputato francese, Brice Hortefeux; con essa la commissione conferma il suo ok agli health warnings, nonostante il voto contrario degli eurodeputati nel febbraio 2022.

Fonte: Italia Oggi.

All’estero il vino italiano va In Italia meno: vendite giù.
Bene l’export, ma non benissimo, male il mercato interno. È in chiaro scuro l’andamento 2022 del vino made in Italy tracciato dal Forum Wine Monitor di Nomisma che si è tenuto ieri a Bologna. L’export ha toccato un nuovo record a 8 miliardi di euro, +12% sul 2021, ma la Francia è arrivata a 12,5 miliardi di euro. La Spagna, terzo esportatore mondiale, ha invece segnato un aumento di circa il 6% per arrivare a 3 miliardi di euro. Quello che fa la differenza è il prezzo dei vini italiani che, a confronto con quelli francesi, è inferiore del 40%: il solito divario come dieci anni fa. In Italia, secondo i dati NielsenlQ, calano del 6% le vendite a volume nella gdo anche se le quantità vendute restano ancora sopra al livello pre pandemia.

Fonte: Italia Oggi.

Emozioni del vino correlate alle molecole.
Descrivere in maniera scientifica le emozioni che riesce a trasmettere un vino quando viene bevuto. L’International Academy of Sensory Analysis (Iasa) di Brescia ha messo a punto un protocollo finalizzato a generare correlazioni tra i diversi vini e le differenti emozioni. E, se è possibile, tra queste e i caratteri sensoriali e le molecole presenti. Il progetto del protocollo coinvolge esperti di sette università (Pisa, Brescia, Cattolica di Piacenza, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due istituti di ricerca: il Cnr e il Centro Studi Assaggiatori. Luigi Odello. segretario accademico dello Iasa spiega il senso del progetto a ItaliaOggi: «Ci siamo chiesti se le emozioni che si hanno nel bere un vino fossero misurabili. E abbiamo cercato di dare una risposta con il contributo di varie figure, statistici, tecnologi, umanisti, filosofi, specialisti delle neuroscienze.

Fonte: Italia Oggi.

Vino in lattina, vendite doppie entro 5 anni.
Il Pecorino non è il più noto dei vini italiani, forse per la poco romantica coincidenza linguistica che associa il suo nome a un formaggio dal bouquet tutt’altro che «vinicolo». È comunque un handicap commerciale meno pesante nei paesi anglofoni, dove l’omonimia è poco sentita e dove il vino, un bianco gradevole e poco impegnativo, prodotto perlopiù nelle Marche e in Abruzzo, occupa invece un posto d’onore nell’ambito di un interessante esperimento di marketing. La prestigiosa catena di supermercati inglese Waitrose, frequentata dalla borghesia abbiente britannica, ha deciso di sostituire la sua offerta di vino in «monodose» di vetro, bottigliette da 187m1, con lattine di alluminio.

Fonte: Italia Oggi.

Vino, export a 8 miliardi Italia seconda nel mondo.
Promozione del vino Parte domani il roadshow per promuovere le cantine in Europa, Usa e Asia Giorgio dell’Orefice Contro gli allarmismi sul vino e gli health warning in etichetta alla stregua delle sigarette la strada maestra è quella della promozione. Ne sono convinti a Veronafiere, la società che gestisce il Vinitaly di Verona che ha dato vita, insieme a Ice Agenzia e al sistema camerale a un roadshow internazionale dedicato al vino made in Italy che prenderà il via domani. Una grande campagna promozionale che durerà fino al 23 febbraio prossimo toccando u città di 9 Paesi in tre diversi continenti (Asia, Nord America ed Europa) che consentirà alle cantine italiane di allacciare rapporti con i buyer internazionali ma anche di favorire l’incoming degli operatori stranieri alla 55ma edizione di Vinitaly in calendario a Verona dal 2 al 5 aprile prossimi.

Fonte: Sole 24 Ore.

Vinitaly, Veronafiere e Ice portano in nove Paesi il meglio del made in Italy.
Anche per il 2023 la Scuola per assaggiatori di vino riapre le porte nella capitale mondiale delle barbatelle, con l’ottavo corso formativo dal suo insediamento permanente a Rauscedo. Il delegato provinciale, Francesco Zoldan, insieme al consiglio direttivo hanno organizzato, infatti, un nuovo corso Onav, per ottenere la patente di “Assaggiatori di vipo”. La delegazione ha deciso di riproporre il corso, a Rauscedo, a partire dal prossimo 8 febbraio, ricordando a tutti che l’obiettivo di Onav è quello di diffondere la cultura del vino e del bere consapevole, la valorizzazione del patrimonio enologico italiano e la formazione continua di appassionati e professionisti competenti.

Fonte: Sole 24 Ore.

L’export di vino vola oltre quota 8 miliardi Vendite giù nella Gdo.
Un anno, i1 2022, in «chiaro-scuro» per il vino italiano, in cui «a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future» e a un export che corre a quota 8 miliardi fa da contraltare il calo delle vendite a volume nella Grande Distribuzione Organizzata. È quanto emerge dalla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. Secondo le stime dell’istituto bolognese lo scorso anno il vino italiano ha raggiunto «gli 8 miliardi di euro di esportazioni, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%. Anche la Francia è risultata in crescita, arrivando così a 12,5 miliardi di export vinicolo, mentre la Spagna, terzo esportatore mondiale, si è dovuta accontentare di un aumento di circa il 6%, raggiungendo i 3 miliardi di euro».

Fonte: Piccolo.

«Dall’Irlanda etichette allarmistiche sul nostro vino».
Le esportazioni di vino lombardo crescono de110%in un anno ma sul settore gravano diverse minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. Nei vigneti si registrano rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Una bottiglia di vetro costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%.

Fonte: Cittadino di Lodi.

Il vino sfuso in crisi, le aziende cercano soluzioni.
Si studiano le strategie per risollevare il settore Un seminario il 27 gennaio. «II mercato del vino sfuso è fermo. A partire dall’ultima vendemmia non ci sono richieste di vino sfuso». Questo l’allarme che è stato lanciato dal presidente della cooperativa agricola Vinea, Ido Perozzi, che ha tenuto un incontro con gli operatori di aziende vitivinicole per discutere della difficoltà che il mercato del vino sfuso, e non solo, sta attraversando in questi mesi a livello locale, nazionale e comunitario.

Fonte: Corriere Adriatico Ascoli Piceno.

Lettere ala Redazione – Etichette allarmistiche Un attacco al vino italiano.
Etichette allarmistiche Un attacco al vino italiano Il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia. L’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda, che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, è un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio una filiera che, nelle nostre province, vanta 4 Doc e una Docg.

Fonte: Stampa Biella.

Sensori in vigna per monitorare il clima impazzito – Sensori fra i vigneti Unesco monitorano gli effetti dei cambiamenti climatici.
L’obiettivo è creare sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato il primo Osservatorio nazionale sui cambiamenti climatici in vigna. A lanciare il progetto è stata l’Associazione per il Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli tutelati dall’Unesco. Dopo la fase di studi e analisi, il progetto sta continuando negli aspetti più tecnici. In questi giorni si sta lavorando tra i filari per installare sensori di rilevazione dei fattori legati ai cambiamenti climatici in viticoltura. Un obiettivo ambientale ambizioso: verranno installati in tre località, una è Grinzane e misureranno dall’umidità del terreno alla temperatura degli acini Sensori fra i vigneti Unesco monitorano gli effetti dei cambiamenti climatici? Si sta lavorando alla nascita di un Osservatorio sul tema obiettivo è ambizioso: creare sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato il primo Osservatorio nazionale sui cambiamenti climatici in vigna.

Fonte: Stampa Cuneo.

Festa. per Alessandro Nigro miglior sommelier d’Italia – Festa per Nigro migliore sommelier d’Italia.
II foggiano Alessandro Nigro Imperiale, miglior sommelier d’Italia 2022, incontra il Territorio a poche settimane dal prestigioso traguardo raggiunto che accompagna il suo percorso di crescita professionale. Appuntamento venerdì 20 gennaio con “Mesdames et Messieurs”, un incontro culturale attorno al vino organizzato dalla Delegazione di Foggia dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier). Alessandro Nigro colleghi dell’Ais Festa per Nigro migliore sommelier d’Italia II foggiano Alessandro Nigro Imperiale, miglior sommelier d’Italia 2022, incontra il territorio a poche settimane dal prestigioso traguardo raggiunto che accompagna il suo percorso di crescita professionale.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Il vino? Se poco è salutare.
«Il vino per la sua composizione ricca e originale, in termini di polifenoli e antiossidanti, è anche associato a benefici per la salute, in particolare se il consumo é integrato in un modello di dieta mediterranea italiana». Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio al simposio di Assoenologi a Napoli, difende il consumo sano del vino dopo le polemiche sull’etichettatura europea. Schillaci non ha esplicito riferimento alla querelle ma sottolinea: «Promuovere l’informazione e la conoscenza per sostenere la diffusione di stili di vita e di consumo sani e responsabili è il primo passo per la tutela e la prevenzione dei cittadini.

Fonte: Unione Sarda.

Troppo Vermentino e poca uva locale: indaga la Finanza.
Non ci sarebbe corrispondenza tra le quantità: materia prima importata? Troppo Vermentino e poca uva locale: indaga la Finanza Uva della Penisola (Puglia e Sicilia) per produrre Vermentino made in Olbia. È l’ipotesi di una indagine della Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Sassari) che viene condotta in Sardegna e in altre regioni dopo la segnalazione di alcune anomalie di partite divino bianco di pregio, già commercializzate. L’attività é coperta da riserbo e riguarda società che hanno distribuito migliaia di bottiglie di vino con la certificazione dell’origine controllata.

Fonte: Unione Sarda.

Se il bag in box incontra il design.
L’idea di Sessa per portare il vino a tavola in modo diverso. Un’idea innovativa per trasformare un oggetto di uso quotidiano in un elemento di design, capace non solo di diventare esteticamente piacevole alla vista ma anche di essere pratico e più sostenibile per l’ambiente. Nasce a Pontedera il nuovo IIBox, uno spillatore di design per conservare il vino. IIBox può essere personalizzato e con la possibilità in futuro di poter essere refrigerato, illuminato o sorretto da un piedistallo. È stato l’architetto e designer Giuseppe Sessa, che da 27 opera a Pontedera nel suo studio Italian Design ai piedi del ponte Napoleonico, a trasformare l’idea di Giuseppe Martino e della figlia Stella in un oggetto commercializzabile e già entrato in produzione nel dicembre scorso con tanto di brevetto nazionale depositato.

Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.

Anteprima: 120 cantine con Chianti e Morellino.
Saranno più di 120, per oltre 400 etichette presenti, le cantine presenti ad Anteprima Chianti Lovers e Rosso Morellino, presentazione delle nuove annate in commercio il 12 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze. Si rinnova così l’appuntamento con protagonisti il Consorzio Vino Chianti e il Consorzio Morellino di Scansano Docg, organizzato e promosso da Ascot, Associazione consorzi toscani per la qualità agroalimentare. Per Bernardo Guicciardini Calamai (foto), presidente del Consorzio Morellino di Scansano, «arriviamo a questa edizione di Chianti Lovers e Rosso Morellino come una denominazione che sempre di più è percepita tra quelle di riferimento del vino toscano.

Fonte: Nazione.

Vinitaly rilancia dall’estero: 13 tappe dal Giappone agli Usa.
Il road show parte domani e in 36 giorni presenterà il vino italiano e la 55′ edizione in tre continenti Vinitaly rilancia dall’estero: 13 tappe dal Giappone agli Usa L’ad Danese: «Iniziativa senza precedenti per il futuro del vino» II presidente Bricolo: «Nuove opportunità di crescita del settore» Promozione delle etichette italiane in un momento delicato per il comparto con l’aumento di costi. «Una iniziativa di promozione senza precedenti nella storia di Vinitaly verso i Paesi obiettivo del presente e del futuro commerciale del vino italiano». Maurizio Danese, ad di Veronafiere, definisce con queste parole il Road Show globale che parte domani e fino al 23 febbraio porterà Vinitaly in Austria, Germania, Svizzera, Danimarca, Regno Unito, Belgio, Usa, Giappone e Corea del Sud.

Fonte: Arena.

Campus e laurea in spumanti Chies: «Ricadute importanti».
Polo universitario viticolo: il territorio plaude al nuovo progetto di eccellenza. Conegliano è destinata a diventare un polo della viticoltura universitaria internazionale, soprattutto nel campo delle bollicine: il nuovo campus universitario attirerà studenti anche dall’estero grazie a un percorso universitario in lingua. «È un progetto di grande interesse sul quale c’è molta attenzione anche da parte nostra-conferma il sindaco Fabio Chies- Abbiamo avuto ripetuti incontri col direttore del centro Andrea Curioni e anche interlocuzioni con l’UsI». Chies ricorda come il corso di laurea internazionale e la laurea nello specifico settore degli sparkling sia un riconoscimento per quanto fatto dal territorio.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Villa Sandi a St. Moritz partner del polo su neve.
Si rinnova il legame tra la Snow Polo World Cup di St. Moritz e la cantina trevigiana Villa Sandi, di nuovo partner ufficiale del torneo di polo su neve. La 38ª edizione della Coppa del Mondo si svolgerà dal 27al 29 gennaio. A distanza di un anno, Villa Sandi rinnova un’importante partnership per il Prosecco: in un contesto tradizionalmente legato allo Champagne, le bollicine venete affiancano i grandi interpreti della spumantistica d’Oltralpe. Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, ha commentato: «Brindare con il Prosecco in un contesto così esclusivo sarà un momento significativo per il nostro territorio».

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Nelle cantine italiane, al 31 dicembre 2022, c’era più di “una vendemmia e mezzo” in giacenza.
Tra botti e cisterne 64,9 milioni di ettolitri di vino in cantina (+5% sul 31 dicembre 2021). I dati del report “Cantina Italia”. Il 2022 delle cantine italiane si è chiuso con più o meno “una vendemmia e mezzo” custodita tra botti, cisterne e barrique: al 31 dicembre 2022, infatti, i dati delle giacenze del report “Cantina Italia” su dati raccolti dall’Icqrf, pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, parlano di 64,9 milioni di ettolitri di vino in cantina (+5% sul 31 dicembre 2021), a cui vanno aggiunti 9,8 milioni di ettolitri di mosti (+1,6%) e 2,5 milioni di ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione. Il 51,7% del vino detenuto è a Dop, il 27,5% a Igp, con 20 denominazioni sulle 526 totali italiani che contribuiscono al 50,4% del totale delle giacenze. A dominare come sempre è il Prosecco Doc, che rappresenta quasi 1 litro su 10 tra quelli a denominazione in giacenza (4,9 milioni di ettolitri), davanti all’Igp Puglia che pesa per il 5% delle giacenze (2,59 milioni di ettolitri) e alla Doc Sicilia che vale il 3,5% (1,8%).

Fonte: WineNews.

Le cantine più belle del mondo, svelate dalla “World’s Best Vineyards” 2023 in Rioja.
Mancano ancora mesi per scoprire le destinazioni al top secondo la list che, nel 2022, ha incoronato Antinori nel Chianti Classico. C’è una “50 Best” anche nel vino, che ogni anno mette in fila le 50 cantine nel mondo capaci di offrire le migliori esperienze, nei territori più belli e nelle bottaia disegnate dalle più grandi archistar, tra vini eccezionali e ristoranti stellati: è la “World’s Best Vineyards”, che, nel 2022, ha premiato la monumentale e visitatissima cantina Antinori nel Chianti Classico, capolavoro architettonico firmato da Marco Casamonti per la famiglia Antinori, al primo posto nella classifica delle cantine più belle del mondo. Allargando lo sguardo alla top 100, alla posizione n. 11 si è piazzata Ferrari Trento, leader del Trentodoc, della famiglia Lunelli, seguita dalla siciliana Donnafugata, guidata da Antonio e Josè Rallo, new entry alla posizione n. 45.

Fonte: WineNews.

Vini Etna DOC: Nel 2022 cresce di oltre il 28% il numero degli ettolitri imbottigliati rispetto al 2021.
Se il 2021 ha rappresentato l’anno della auspicata ripresa, con dati in linea con gli anni precedenti l’inizio della pandemia, il 2022 certifica in modo chiaro l’ottimo stato di salute del vino prodotto alle pendici dell’Etna. È quanto emerge dai numeri relativi all’imbottigliato dell’anno solare 2022, analizzati e diffusi dal Consorzio di Tutela Etna DOC. Nell’anno appena conclusosi sono stati imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, con una crescita del 28,68% rispetto al 2021. Un dato che, se confrontato con il 2019, ultimo anno prima dell’inizio della crisi pandemica e che si era chiuso già in modo molto positivo, sale al 34,6%.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

A Vittoria s’impara facendo: all’istituto Fermi oltre 100mila euro per la creazione di una cantina.
L’Istituto E. Fermi di Vittoria, grazie al PON FESR 2014-2020, ha ottenuto un finanziamento di 130.000 euro per la creazione di una cantina. “L’obiettivo è di preparare i giovani al loro futuro. Per noi fare orientamento non significa solo aprire le porte dell’Istituto, ma dare ai ragazzi la possibilità di conoscere e toccare con mano come si lavora nella nostra scuola, attraverso attività laboratoriali che consentono di apprendere facendo – a dirlo è Rosaria Costanzo, dirigente scolastica dell’I.S.S. E. Fermi di Vittoria -. Robotica, droni, stampante 3D, software per i ragazzi e giochi creati dai nostri studenti sono testimonianza di una didattica innovativa e della centralità di ciascuno studente”.

Fonte: Ialmo.

Vino: export in crescita, ma rallenta la vendita nei supermercati italiani.
Lo scenario del mondo vinicolo secondo Wine Monitor di Nomisma: “Il 2022 in chiaro-scuro, ma anche le prospettive sono legate a troppi fattori di incertezza”. Archiviato un anno in chiaro-scuro, il mondo del vino italiano non vede con troppo ottimismo il 2023. Colpa, dicono gli esperti di Wine Monitor di Nomisma, di numerose criticità che ne minano le prospettive future. Se l’export rappresenta ancora la locomotiva del settore (basta non fare confronti con la Francia, altrimenti si otterrebbero risultati che evidenziano il gap), preoccupa il calo delle vendite nella grande distribuzione. Questo per quello che riguarda l’anno appena messo in soffitta. Il futuro delle cantine, invece, è tratteggiato dagli esperti che hanno dato vita a Bologna alla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. E siccome i trend non sono entusiasmanti, l’obiettivo è quello di decifrare quali traiettorie intraprendere.

Fonte: la Repubblica.

Vino:Nomisma,export vola a 8 mld ma calano vendite nella Gdo.
Un anno, il 2022, in “chiaro-scuro” per il vino italiano, in cui “a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future” e a un export che corre a quota 8 miliardi fa da contraltare il calo delle vendite a volume nella Grande Distribuzione Organizzata. E’ quanto emerge dalla nona edizione del ‘Forum Wine Monitor’ di Nomisma. Secondo le stime dell’istituto bolognese lo scorso anno il vino italiano ha raggiunto “gli 8 miliardi di euro di esportazioni, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%.

Fonte: ANSA.

Vino, health warning in etichetta: le risposte dell’intelligenza artificiale.
Il caso dell’Irlanda divide il mondo del vino sull’opportunità dell’introduzione di health warning in etichetta. Abbiamo provocatoriamente interrogato OpenAI Chat BPT che sul tema risponde mettendo al centro i concetti di prevenzione, moderazione e consapevolezza del consumatore. In questi giorni imperversa la querelle sull’opportunità dell’introduzione di Health Warning sulle etichette di vino. Abbiamo provocatoriamente interpellato l’intelligenza artificiale sul tema che tocca gli animi di Paesi, Italia in testa, che intorno al vino hanno costruito nel corso dei secoli uno stile di vita e una dieta riconosciuta a livello mondiale come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, Paesi che inevitabilmente levano gli scudi a difesa di un tratto identitario da tutelare e custodire con crociate che però rischiano di trasformarsi in derive negazioniste dell’evidenza del dato scientifico.

Fonte: Horecanews.

Vino, export da record per l’Italia nel 2022. Ma la Francia ha fatto meglio.
L’Italia, nel 2022, ha fatto segnare un nuovo record di export nel vino con un giro d’affari complessivo da ben otto miliardi di euro. Ma la Francia ha fatto meglio con esportazioni per dodici miliardi e mezzo. Ed il rallentamento economico rappresenta la principale minaccia che incombe sulle prospettive di crescita del settore vinicolo nell’anno appena iniziato. L’’ennesimo anno in chiaro-scuro. Sarà ricordato così il 2022 per il vino italiano, dove a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future. La nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma, che si è tenuta oggi a Bologna, si è posta l’obiettivo di decifrare i trend del momento per individuare le possibili traiettorie di sviluppo per il settore vinicolo italiano. Secondo stime Wine Monitor, nello scorso anno, il vino italiano ha raggiunto gli 8 miliardi di euro nell’export, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%. Anche la Francia è risultata in crescita, arrivando a toccare i 12,5 miliardi di euro in esportazioni nel settore vinicolo, mentre la Spagna (terzo esportatore mondiale) si è dovuta “accontentare” di un aumento di circa il 6% (raggiungendo i tre miliardi di euro).

Fonte: Italia a Tavola.

Il 2022 del vino italiano nel mondo secondo i numeri di Nomisma Wine Monitor.
Il mercato segna un calo dei volumi, e nuovi record dei valori. Il fuori casa erode quote alla Gdo, ma, nel 2023, cresceranno solo Asia e Africa. Il mercato mondiale del vino, nel 2022, ha registrato un calo generalizzato delle importazioni, in termini di volumi, cui ha fatto da contraltare una crescita dei valori, pur con qualche eccezione. Come raccontano i numeri (presentati, oggi, a Bologna, da Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor, dal “Forum Wine Monitor” n. 9), gli Usa, tra gennaio e novembre 2022, segnano una crescita delle importazioni enoiche, a valore, del 18,1%, la Gran Bretagna del +28,4%, il Canada del +16,2%, il Giappone del +22,5%, la Corea del Sud del 19,2%, mentre la Germania, un po’ a sorpresa, segna un calo del 4,4%, e la Cina, che continua nel suo trend negativo iniziato ormai nel 2018, ben prima che la pandemia di Covid investisse il mondo e che l’invasione russa dell’Ucraina ne sconvolgesse gli equilibri politici ed economici, con una spirale inflattiva che si sta già facendo sentire sul settore.

Fonte: WineNews.

Crescita record per l’imbottigliamento del vino prodotto alle pendici dell’Etna.
Nell’anno appena conclusosi sono stati imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, con una crescita del 28,68% rispetto al 2021. Etna Rosso e Bianco in cima. Un dato che, se confrontato con il 2019, ultimo anno prima dell’inizio della crisi pandemica e che si era chiuso già in modo molto positivo, sale al 34,6%. Secondo Francesco Cambria Presidente del Consorzio Tutela Vini Etna D.O.C. “se gli ottimi dati del 2021 potevano essere visti come un normale rimbalzo rispetto all’anno precedente, flagellato dall’inizio della pandemia, grazie soprattutto alla riapertura del mondo Horeca, quelli relativi al 2022 certificano ora in modo inconfutabile la grande e costante crescita della richiesta sia sul mercato nazionale che internazionale.

Fonte: Carlo Zucchetti.

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A risentirci a domani.

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