Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 17 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Chi semina digital raccoglie valore.
Lo sviluppo di soluzioni tech in Italia alimenta un ecosistema integrato che consente alle aziende vitivinicole di rendere più trasparente ed efficiente tutta la filiera di produzione e di relazione con i clienti, anche e soprattutto in riferimento alla Next gen di Fabrizio Guidoni *** Tecnologie e processi digitali utilizzati sempre più spesso in altri settori commerciali, finanziari e industriali hanno iniziato a diffondersi anche tra le cantine italiane. Persino l’era del web 3.0 sta aprendo nuove prospettive anche per il mondo del vino, con l’Augmented Reality, espansione virtuale del mondo reale, che è a tutti gli effetti un nuovo territorio da esplorare, un insieme di nuovi mondi virtuali tridimensionali in cui interagire. E così, con l’esplosione delle tecnologie digitali a portata di tutti, la differenza nel mondo del vino italiano la sta facendo chi è in grado di trovare soluzioni tech alle esigenze specifiche e verticali di una tipica azienda vitivinicola.
Fonte: We Wealth.
No al teschio sulla bottiglia di vino si può accusare l’abuso, non l’uso.
La campagna europea sugli alert sanitari in etichetta. Francamente, non me l’aspettavo. Bruxelles ha dato l’ok agli alert sanitari sulle bottiglie di vino. Già non capisco che senso abbiano gli allarmi sui pacchetti di sigarette: tu sei lo Stato, hai messo nella Costituzione che il tuo compito è proteggere la salute dei tuoi cittadini, allora come puoi vendere, in regime di monopolio (cioè: tu vendi questo prodotto, ma impedisci che chiunque altro possa venderlo), un prodotto ma nel contempo decidi di contrassegnarlo con l’ammonimento che chi lo usa può ammalarsi e addirittura morire?.
Fonte: Avvenire.
Torre di controllo – Lo strapotere della Ue su Mes, case green e insetti come cibo, conferma la vittoria delle élites sulla democrazia – Lo strapotere della burocrazia Ue su Mes, case green, vino e cibo con grilli e insetti conferma la vittoria delle élit.
Qualcuno ha mai votato perché l’Italia dica sì al Mes, sì alle case green, sì alle etichette anticancro sul vino, sì ai grilli polvere nel cibo? Da alcuni giorni domande come queste circolano su molti siti di varie tendenze. Per gli europeisti «senza se e senza ma» il problema non esiste: si tratta soltanto di nuovi dossier burocratici che dividono l’Italia dalla Commissione Ue, questioni su cui il governo di Giorgia Meloni farà finta di opporsi, salvo poi compiere l’ennesima retromarcia. Per gli eurocritici, ovvero gli europeisti senza paraocchi (quorum ego; fra i quali mi ci metto), si tratta di decisioni Ue discutibili, per molti aspetti dannose, che confermano la supremazia dell’élite tecnocratica di Bruxelles sulle democrazie nazionali.
Fonte: Italia Oggi.
Il rosso che ha dato «l’indipendenza» al Molise.
Da anni, si può dire da decenni, si discute se la forza dell’Italia in cantina non risieda nella «collezione» di vitigni autoctoni di cui si dispone. Va detto che degli oltre 800 fenotipi conservati ne saranno in produzione effettiva il io% e che anche la definizione di autoctono avrebbe bisogno di una messa a punto. Dopo quanto tempo un vitigno acclimatato in un determinato territorio può dirsi tale? E soprattutto in un mercato scandito dai brand ha senso puntare tutto sulla biodiversità dovendo spiegare al mondo, sovente distratto, caratteristiche, peculiarità e via dicendo? Tenendo conto che – come direbbe un vecchio contadino friulano – il vino «o xe bon o no xe bon». E lì dovrebbe finire la discussione.
Fonte: La Verita’.
Se anche il vino nuoce alla salute.
Il mio vecchio cardiologo si raccomandò, molto tempo fa, che a pasto non mi facessi mancare un bicchiere di buon vino rosso. Ora leggo – piuttosto distrattamente (ormai me lo devo confessare: leggo distrattamente quasi tutto quello che pubblicano i giornali…) – che una sorta di complotto tra l’Irlanda (non ci sono mai stato ma sembrava un posto per certi versi simpatico) e le perfide burocrazie europee, potrebbe consentire al paese che produce quei whisky torbati tanto gradevoli di mettere sulle bottiglie di vino una perfida etichetta del tipo: “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. O altri “alert” – questo il termine tecnico anglofono, credo – con simili paurose minacce. E se comincia un paese, poi gli altri potrebbero facilmente accodarsi.
Fonte: Manifesto.
Un rosé dai riflessi ramati.
Josef Reiterer è a capo di una delle più affascinanti realtà spumantistiche italiane che, con i suoi 1200 metri di altitudine, è anche la più alta in quota d’Europa. Non esisteva ancora in Alto Adige una cantina specializzata nel Metodo Classico quando, nel 1979, Josef inizia ad acquistare uve e vini base da piccoli produttori, selezionando i cru dai 900 metri e oltre a Terlano e dintorni. Alla stregua di un négociant manipulant, porta tutto su in cantina e assembla, per poi proseguire con le pupitre, il rémuage e tanta SICILIA.
Fonte: Messaggero.
Il 12 febbraio «Chianti Lovers & Rosso Morellino».
Parte il conto alla rovescia per il ritorno dell’Anteprima «Chianti Lovers e Rosso Morellino» alla Fortezza da Basso di Firenze. A meno di un mese dall’evento in programma il prossimo 12 febbraio, il Consorzio Vino Chianti e il Consorzio Morellino di Scansano DOCG iniziano a svelare i primi dettagli del programma: oltre 400 le etichette proposte in degustazione, di cui la metà saranno nuove annate offerte in anteprima da più di 120 aziende. Anche per il 2023 «Chianti Lovers e Rosso Morellino si concentrerà in una sola giornata di degustazioni nella quale verranno allestite più aree. «Ci avviciniamo a questa ottava edizione dell’Anteprima con molto entusiasmo – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – perchè presenteremo ai nostri Chianti Lovers due annate davvero speciali.
Fonte: Tempo.
“Il vino è nocivo” sull’etichetta Indino: «Attentato economico».
Nel mirino la dicitura sulle bottiglie emessa dall’Irlanda che l’Ue non ha bloccato. «Siamo al fianco di produttori e commercianti di vino contro la decisione della Commissione europea di permettere all’Irlanda l’indicazione di nocività per la salute in etichetta». È quanto dichiara Gianni Indino, presidente della Confcommercio riminese, chiarendo che si tratta di un «attacco commerciale che mina l’identità, la cultura e l’economia dei Paesi produttori».
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Vini italiani, vola l’export «Ma troppi costi».
E’ record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo per un valore vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati Istat. Nei vigneti si registrano infatti rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Una bottiglia di vetro – spiega la Coldiretti – costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali.
Fonte: Gazzetta di Parma.
Speciale Brunello a firma Col di Lama Avvocato mancato in cabina di regia.
Una farm creativa con princìpi molto severi 1 d i Riccardo Corazza n una vita di incontri enoici capita davvero raramente di trovare quei personaggi capaci di trasfondere integralmente la loro essenza nel vino che fanno. È una sorta di alchimia, una magia consentita dalla miracolosa simbiosi dell’uomo con la natura e con la vite, rapporto che perdura – almeno così si dice-da svariati millenni. Quando poi la formula è agita spontaneamente, senza forzature, anzi, la mano di chi fa il vino quasi gioca a nascondino con il vino stesso, facendolo parlare in sua vece e trovando in quello una consonanza, beh, allora ci si può considerare fortunati e segnare la data sulla bacheca della memoria.
Fonte: Nuova Ferrara.
Carta Canta, corso per chi fa ristorazione.
Iniziativa di Enoteca regionale a Faenza: tre giornate con l’esperto Melandri Giorgio. Torna “Carta Canta”, il concorso dedicato alle carte dei vini che coinvolge i professionisti del settore della ristorazione e accoglienza, ideato e promosso da Enoteca regionale Emilia Romagna, per valorizzare i vini del territorio. Carta Canta da sempre mira a rappresentare al meglio l’identità regionale, dando visibilità a prodotti e produttori e coinvolgendo tutte le imprese che fanno mescita e propongono vino nel proprio esercizio.
Fonte: Nuova Ferrara.
Nuovo corso Onav per assaggiatori di vino alla scuola di Rauscedo.
Anche per il 2023 la Scuola per assaggiatori di vino riapre le porte nella capitale mondiale delle barbatelle, con l’ottavo corso formativo dal suo insediamento permanente a Rauscedo. Il delegato provinciale, Francesco Zoldan, insieme al consiglio direttivo hanno organizzato, infatti, un nuovo corso Onav, per ottenere la patente di “Assaggiatori di vipo”. La delegazione ha deciso di riproporre il corso, a Rauscedo, a partire dal prossimo 8 febbraio, ricordando a tutti che l’obiettivo di Onav è quello di diffondere la cultura del vino e del bere consapevole, la valorizzazione del patrimonio enologico italiano e la formazione continua di appassionati e professionisti competenti.
Fonte: Gazzettino Pordenone.
Il Ducato dei vini friulani: proibizionismo senza senso meglio educare i giovani.
II duca Alessandro Salvin: da 15 anni promuoviamo tali iniziative II vignaiolo Lorenzon: qualunque eccesso è dannoso alla salute Il Ducato dei vini friulani: proibizionismo senza senso meglio educare i giovani. Bere responsabile, studi medici, pareri di esperti, associazioni e produttori. Il mondo che ruota attorno al vino in Friuli continua la mobilitazione contro la decisione dell’Irlanda, avallata con un silenzio-assenso da parte dell’Unione europea, di introdurre etichette con gli alert per la salute sulle bottiglie, in chiave anti cancro. Alessandro Salvin, il duca Alessandro primo del Ducato dei vini friulani, sodalizio che da poco ha festeggiato i 50 anni di attività sul territorio, punta tutto sulla prevenzione.
Fonte: Messaggero Veneto.
Premio “Vinarius al territorio” assegnato all’Oltrepo Pavese.
Il territorio pavese, in particolare l’Oltrepo, si è aggiudicato la nona edizione del premio “Vinarius al territorio”, che viene assegnato ogni due anni da Vinarius, associazione che riunisce oltre 110 enoteche in tutta Italia, ad un territorio italiano in cui è presente una spiccata vocazione vitivinicola, un rilevante paniere agroalimentare ma anche una grande attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale, valorizzazione delle tradizioni, storia e accoglienza enoturistica.
Fonte: Provincia – Pavese.
L’Enoteca popolare dellArci Pianella, un segnale di vita.
Novità II circolo è già aperto, ma l’inaugurazione è prevista per sabato 28 gennaio aaaaa? Una riapertura che avviene in Pianella, dove in tanti hanno chiuso – e proprio a pochi passi, c’era sino a qualche anno fa una vineria – e dove al civico 3 di via Ettore Brambilla ha riaperto l’Arci. Dopo il pensionamento sancito dal circolo “Virginio Bianchi”, è arrivato ora “Arci Terra e Libertà”, a proporre non solo l’Enoteca popolare, ma anche un luogo di aggregazione e di cultura. Con il mese di gennaio, il circolo è già aperto il giovedì dalle 18.30 alle 23, il venerdì dalle 18.30 alle 24, il sabato dalle 18 alle 24, la domenica dalle 18 alle 23.
Fonte: Provincia Como.
Vino, la guerra delle etichette – Etichette salutistiche sulle bottiglie di vino «Fuori dal tempo».
I produttori valtellinesi contrari alla possibile etichettatura delle bottiglie di vino con l’indicazione che “nuoce gravemente alla salute”. Danilo Drocco: «Sbalordito, credo ci sia stato un malinteso, ormai da anni è cambiato il modo di bere». Simone Nera: «Retaggio del proibizionismo degli anni Venti negli Usa». Etichette salutistiche sulle bottiglie divino «Fuori dal tempo» II caso. I produttori contrari alla scelta in Irlanda Drocco: «C’è già la filosofia di bere meno e meglio» Nera: «Faticheremmo anche a trovare uno spazio» ¦ «Speriamo che si tenga conto degli interessi dei paesi produttori».
Fonte: Provincia Sondrio.
Alla scoperta del vino Inizia il corso.
Sono aperte le iscrizioni per diventare assaggiatori di vino con Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vini). La sezione di Onav di Sondrio comunica, infatti, l’avvio delle iscrizioni al 20° corso di primo livello per aspiranti assaggiatori di vino. Obiettivo del corso è «diffondere la cultura e la passione del vino, con un occhio di riguardo al vino valtellinese, ma anche fornire competenze tecniche ai partecipanti, fornendo quelle conoscenze teoriche/pratiche relative alla produzione del vino e, soprattutto, alla sua corretta degustazione»-spiegano gli organizzatori.11 corso, che inizierà i113 febbraio, è articolato in 15 lezioni teorico-pratiche il lunedì ed il giovedì di circa due ore ciascuna.
Fonte: Provincia Sondrio.
Attacco UE alla produzione e all’export di vini Made in Italy.
Vino: con allarmi in etichetta a rischio 100 milioni di bottiglie della provincia di Cuneo Attacco UE alla produzione e all’export di vini Made in Italy Il via libera dell’Unione europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia, principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato di cui più della metà all’estero, e alla Granda dove sono a rischio 100 milioni di bottiglie. E quanto afferma Coldiretti Cuneo in riferimento all’autorizzazione UE concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati” nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati UE, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.
Fonte: Cuneo Sette.
“Se continua a mancare l’acqua, anche per i vigneti sarà crisi”.
Il presidente provinciale aggiunge che si parla da vent’anni di accumulo invaso microinvasi e irrigazione, ma non si è fatto nulla ¦ Per la stagione vitivinicola 2022 è tempo di tracciare il bilancio definitivo. Ma si vuole anche capire con quali prospettive si apre quella 2023. A raccontare lo stato dell’arte è Claudio Conterno, presidente provinciale di Cia Cuneo, e titolare, insieme a Guido Fantino, di un’importante azienda biologica del settore a Monforte d’Alba. Sottolinea: “Per quanto riguarda il 2022 è stata una delle annate più precoci degli ultimi decenni, con un anticipo nella vendemmia di una quindicina di giorni. A inizio estate eravamo consapevoli che sarebbe stata una raccolta difficile, però non avremmo mai pensato che potesse poi diventare un buona annata.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Difendere la specificità del vino è la priorità.
Fondamentale aguv al più pasto contro l’etichettatura irlandese e silenzio della commissione europea ¦ “La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori per tutte le bevande alcoliche, vini compresi, è una scelta azzardata e sproporzionata che non tiene conto della specificità del prodotto vino rispetto ad altre bevande, con il rischio di creare confusione verso il consumatore sul rapporto tra alcol, vino e salute”. E’ il commento di Paola Lanzavecchia, presidente della Sezione Vini e Liquori di Confindustria Cuneo, che stigmatizza l’azione discriminatoria, per ora portata avanti dallo stato Irlandese, fortemente offensiva nei confronti di produttori e viticoltori che da generazioni tramandano il loro prezioso know how.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Morellino, cento etichette in degustazione a Firenze.
Molta attesa per la rassegna alla Fortezza da Basso del 12 febbraio Bernardo Guicciardini Calamai: «Anteprime del 2022 e Riserva 2020» Parte il conto alla rovescia per il ritorno dell’Anteprima «Chianti Lovers e Rosso Morellino» alla Fortezza da Basso di Firenze. L’evento è in programma il 12 febbraio e il Consorzio Morellino di Scansano inizia a svelare i primi dettagli dell’intenso programma: oltre 400 le etichette proposte in degustazione, di cui la metà saranno nuove annate offerte in anteprima da più di 120 aziende. Anche per il 2023 «Chianti Lovers e Rosso Morellino» si concentrerà in una sola giornata di degustazioni.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Basile: «Assurde le decisioni irlandesi Messaggi sbagliati».
«Nel 2022 l’export rappresenta ancora la quota maggiore di fatturato per le aziende del Montecucco, con un buon 60% di prodotto che vola oltreconfine, sviluppandosi principalmente in Germania, Svizzera, Nord Europa (Olanda, Danimarca, Belgio ed Estonia), Usa e Canada e per una piccolissima parte anche in Estremo Oriente. L’Irlanda rappresenta un fetta davvero residuale del totale delle nostre esportazioni, ciononostante non posso che trovarmi in accordo con le dichiarazioni fatte finora dai maggiori produttori italiani e condividere lo sconcerto e la preoccupazione in merito agli effetti degli health warning sulle etichette del vino». E’ quanto afferma Giovan Battista Basile, Presidente Consorzio di tutela del Montecucco.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Pollini: «Precedente molto preoccupante Europa contraddittoria».
Consorzio tutela Vini della Maremma Toscana: «La mancata opposizione della Commissione Europea alla proposta di legge irlandese che prevede l’inserimento nell’etichetta delle bevande alcoliche (vino compreso) e della birra di alert salutistici, alla stregua di quelli previsti già per tabacco e sigarette, è un precedente molto grave, ancor più se la posizione della Commissione sconfessa quanto deliberato poco tempo fa dal Parlamento europeo, che aveva bloccato la proposta di escludere dalle misure di cofinanziamento comunitario, contenute nella nuova Pac in discussione, i settori del vino e delle carni rosse, richiesta motivata con una presunta pericolosità di questi alimenti per la salute umana».
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Sfida tra vini, pioggia di medaglie. Premiati i “re” del Vermentino.
Marina di Massa, la cerimonia a Villa Cuturi con le aziende protagoniste. Presenti i Colli di Luni e i vini del Candia dei Colli Apuani C’era anche il passito “Pian del Fico” dalla Liguria. II Concorso Enologico Internazionale Vermentino ha visto protagonisti diversi vini toscani e liguri appartenenti alle nostre zone. La seconda edizione del concorso organizzato dall’associazione sarda Laore per lo sviluppo dell’agricoltura, si è svolta a Cagliari in Sardegna il 24 e 25 giugno 2022, ufficialmente autorizzata dal Ministero delle politiche agricole, forestali e del turismo della Repubblica Italiana. Ieri a Villa Cuturi di Marina di Massa alla presenza dei premiati e delle istituzioni si è svolta la cerimonia della consegna degli attestati di medaglie d’oro ricevuti dai produttori dei vermentini di Toscana e Liguria e sul totale dei vini partecipanti, i nostri vini hanno raggiunto il 35% di medaglie d’oro.
Fonte: Nazione Massa Carrara.
Valdo Spumanti, partnership con Mondavi per il mercato Usa.
L’operazione dell’azienda di Valdobbiadene guidata dal veronese Pierluigi Bolla per lo sviluppo in America Valdo Spumanti, partnership con Mondavi per il mercato Usa II presidente: «Inizialmente sono distribuiti i nostri prodotti; poi una società importerà una selezione dei migliori veronesi e italiani». Dal primo gennaio l’americana Mondavi, proprietaria del marchio Charles Krug, ha iniziato a importare i prodotti di Valdo Spumanti negli Stati Uniti: è nata una partnership tra la famiglia Mondavi, storica produttrice di vini in California, e la famiglia Bolla, proprietaria di Valdo Spumanti dal 1938, che intende tomare con questa operazione a rivestire un ruolo importante nel mondo del vino a stelle e strism.
Fonte: Arena.
Il Lugana sceglie per le degustazioni la città di Venezia.
Dal 28 al 30 gennaio. Fabio Zenato: «Per un pubblico internazionale». Il Consorzio Tutela Lugana doc ha scelto Venezia per il primo evento del 2023: il Lugana sarà tra i protagonisti della prima edizione di Wine in Venice, evento in cui Venezia diventerà dal 28 al 30 gennaio il centro enoico del paese, ospitando il primo Red Carpet del vino. L’evento si svolgerà nella Scuola Grande della Misericordia. La prima edizione di «Wine in Venice» verterà su temi scelti dagli organizzatori (Winetales, Beacon, The Media Company, Venezia Unica), che saranno al centro del dibattito di tavole rotonde e talk nei tre giorni: sostenibilità, innovazione e etica.
Fonte: Arena.
Conegliano, nasce il corso di laurea in spumanti – Enologia, prima laurea in bollicine.
L’Ateneo di Padova ha vinto un bando, destinato a progetti di eccellenza: gli spazi del nuovo campus all’ex Caserma san Marco: Filini a pagina XIII Enologia, prima laurea in bollicine ? Ateneo di Padova e Usl al lavoro per il comodato d’uso della ? Progetto da 13 milioni per docenti e ricerca. «Il corso in vini caserma San Marco: ospiterà il nuovo campus universitario. All’Università di enologia di Conegliano il primo corso di laurea in vini spumanti del mondo. L’Ateneo di Padova ha vinto un bando destinato a Progetti di eccellenza che vedrà arrivare quasi 8 milioni di euro insieme a altri 5 milioni messi a budget dall’Università. Digitale, internazionalizzazione, un corso universitario in lingua inglese e nuovi docenti destinati solo all’università di enologia di Conegliano.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Bilancio da record per i viticoltori «Più sostenibilità e informatizzazione».
Vivo Cantine ha raggiunto nel 2022 i 164 milioni (+40%) L’ad Passador: ora quattro nuovi fronti su cui impegnarci. Numeri record per Vivo Cantine Viticoltori del Veneto orientale. Il fatturato consolidato ha raggiunto nell’ultimo anno i 164 milioni di euro, con un +41% rispetto al precedente. Per il futuro si punta sempre più sulla sostenibilità e sull’informatizzazione delle vendite. Il dato è emerso in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio 2022 da parte dell’assemblea generale dei soci del Gruppo Vivo, che comprende otto cantine di vinificazione (Pramaggiore, Jesolo, Meolo, Portogruaro, Torre di Mosto e Premaore, oltre a Campodipietra e Motta di Livenza nel trevigiano), la casa vinicola Bosco Malera e Vivo Agricola, azienda di produzione e imbottigliamento.
Fonte: Nuova Venezia.
Enoturismo Tenerife: conosciamo Felipe Monje, proprietario dell’omonima cantina.
Felipe Monje, proprietario dell’omonima cantina vince il premio San Andres 2022. Il Cabildo de Tenerife concede dal 1996 il premio San Andres, coincidendo a novembre con l’onomastico e l’inaugurazione della nuova annata dei vini dell’isola. La consegna di questo prestigioso premio avviene ne La Casa del Vino (El Sauzal), con l’intento di riconoscere il lavoro di persone e istituzioni che si sono distaccate per il loro apporto al settore vitivinicolo dell’isola. Vincitore del premio San Andres 2022, Felipe Monje, proprietario di Bodega Monje, appartiene alla quinta generazione di una famiglia che ha tramandato la sua passione per la vitivinicoltura dal 1750!
Fonte: ViviLeCanarie.
Storia, arte e tradizioni: alla riscoperta del Pavese, che vince il “Premio Vinarius al territorio”.
Oltre 13.000 ettari di vigneto lo rendono una delle mete enoturistiche italiane più ricche di attrattive. Un territorio ricco di storia, arte e tradizioni culinarie, in cui si inserisce un fiorente settore vinicolo: il Pavese – con i suoi vini Doc e Docg dell’Oltrepò Pavese e Igp della provincia di Pavia ed i numerosi percorsi enoturistici – è una meta unica e tutta da riscoprire, che ha vinto il “Premio Vinarius al territorio” Edizione n.9. Ogni due anni Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane che riunisce oltre 110 associati che rappresentano un fatturato di 50 milioni di euro – seleziona un territorio in cui è presente una spiccata vocazione vitivinicola, un rilevante paniere agroalimentare ma anche una grande attenzione nei confronti delle tematiche legate alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione delle tradizioni, della storia e all’accoglienza enoturistica. Nel Pavese sono oltre 13.000 gli ettari vitati, di cui ben 11.000 iscritti alle diverse denominazioni, che danno vita a vini di qualità, rappresentativi del territorio e della passione dei suoi produttori.
Fonte: WineNews.
Due grandi multinazionali coreane entrano nel business del vino.
Due chaebol (conglomerati di grandi aziende) coreani si sono lanciati nella vendita al dettaglio di vino nel Paese, dopo aver acquistato vigneti nella Napa Valley per soddisfare la crescente richiesta vinicola dei sudcoreani. Secondo il Korea Times, il mese scorso il conglomerato multinazionale Doosan è entrato nel business del vino con l’apertura di un’enoteca su larga scala, chiamata Tap Shop Bar, all’interno del centro commerciale Doota nel centro di Seoul. L’azienda ha spiegato che spera di sfruttare la crescente popolarità del vino tra i consumatori più giovani per rilanciare le sue attività nei centri commerciali, colpite durante la pandemia. Nel frattempo, un altro conglomerato, Hanwha Group, che ha appena speso 34 milioni di dollari per acquisire l’azienda vinicola Seven Stones nella Napa Valley, è entrata nel settore dei vini pregiati.
Fonte: Federvini.
Vino, l’etichetta della discordia.
La Commissione Ue consente all’Irlanda di adottare sugli alcolici un’etichetta con scritto “Nuoce gravemente alla salute” come le sigarette. Le associazioni italiane del settore non ci stanno. L’Irlanda cambia l’etichetta sul vino. Arriva il messaggio “sanitario”, che ricorda quello sui pacchetti di sigarette. L’Italia, neanche a dirlo, è contraria. L’Ue sta zitta, chiusa in una specie di silenzio assenso. Cosa succede? L’Irlanda potrebbe diventare il primo Paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche una “allerta” sanitaria tipo quella che si legge sui pacchetti di sigarette: “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato”. La questione diventa di fatto un precedente; cosa che potrebbe portare anche altri Paesi a intraprendere la stessa strada. Un percorso che potrebbe valere soprattutto per i Paesi del Nord Europa, dove è in genere più frequente un elevato consumo di alcol.
Fonte: AgroNotizie – Image Line Network.
“Vino Cibo e Natura”: il nuovo programma di Gambero Rosso Channel con Cristiano Tomei e Giuseppe Carrus.
Esuberante, estroso, dissacrante, fortemente legato alla terra e ai frutti che può offrire: Cristiano Tomei è un cuoco di razza, che esprime il suo carattere in una cucina personale e profondamente toscana. Quella che propone al suo L’Imbuto di Lucca, ma anche da Terraforte, il ristorante dell’azienda vitivinicola Castello di Terriccio , in provincia di Pisa, dove da poco più di un anno guida la cucina con il consueto stile che si nutre dei tesori offerti dal territorio circostante per poi elaborarli con originalità e grande tecnica. Qui sono i 1500 ettari circostanti a fare da sfondo alla sua cucina: vigneti, pascoli, casali che Vittorio Piozzo di Rosignano ha dedicato a un progetto di ospitalità diffusa. Con tanto di ristorante d’autore, per il quale ha chiamato Cristiano Tomei.
Fonte: Gambero Rosso.
Francia, presentato un emendamento per la non negoziabilità del prezzo del vino.
Un deputato del Medoc propone di cambiare la legge in vigore per combattere il fenomeno dei prezzi troppo bassi pagati per i vini sfusi. Le vendite di vino sfuso in Francia, in particolare a Bordeaux, registrano prezzi irrisori, decisamente troppo bassi rispetto ai loro costi di produzione, alimentando così una spirale di deflazione: ecco perché un deputato del Medoc propone di estendere anche al vino la non negoziabilità del prezzo, il cosiddetto “floor price”, legge già in vigore per le materie prime agricole. Grégoire de Fournas del Rassemblement National (partito di estrema destra, ndr) ha presentato un emendamento alla legge cosiddetta “Egalim 2” del 19 ottobre 2021 (che introduceva nuovi meccanismi di regolamentazione e trasparenza a beneficio di una migliore remunerazione degli agricoltori francesi) per inserire il vino – che al momento non è compreso – nell’elenco delle materie prime agricole non negoziabili e garantire così una migliore remunerazione dei viticoltori: potrebbe essere una soluzione per la spirale deflazionistica che investe interi settori del vigneto francese.
Fonte: WineNews.
ETICHETTA VINO IN IRLANDA OTTIENE ANCHE IL SOSTEGNO DELLA MATRIGNA UE CONTRO ITALIA.
Dopo il “semaforo” come il nutriscore ora l’attacco al vino. Il vino come il tabacco. Secondo l’Irlanda e la Commissione UE, il vino è più pericoloso degli alcolici e degli intrugli bruciabudella. Il vino paragonato alla sigaretta? Lo zucchero fermentato assimilato alla nicotina e alla carta affumicata? E’ solo una sleale mossa commerciale, oppure c’è dietro un fine più sottile. L’Europa con chi sta? Se è vero che un bicchiere di vino è così nocivo… arriveremo a mettere sotto accusa, e dovremo rimetterlo in croce, anche Gesù Cristo per istigazione al bere di sostanze “cancerogene”. E anche gli officianti durante la Santa Comunione, poiché da oltre duemila anni -per noi Cattolici- il vino rappresenta il sangue di Cristo.
Fonte: Newsfood.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 16 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Nuoce gravemente alla salute! Tsunami dall’Irlanda sul vino italiano.
Potrebbe diventare il primo Paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche `alert” riguardanti i danni perla salute, equiparando di fatto il vino alle sigarette. La partita dell’etichettatura si gioca da anni e su diversi tavoli. Con il silenzio assenso di Bruxelles, l’Irlanda potrebbe diventare il primo paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche ‘alert’ come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Equiparando di fatto il vino alle sigarette. Un precedente che potrebbe spronare altri Stati membri a percorrere la stessa via, soprattutto nel Nord Europa dove il pesante consumo di alcol ha delle conseguenze obiettive sulla salute della popolazione.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Guide d’Italia I bianchi battono i rossi.
Tutte le etichette campane premiate Annata favorevole per Fiano e Falanghina Sono bianchi, sono precisi e sono longevi. Questo l’identikit dei vini campani che raccolgono i riconoscimenti più prestigiosi in ambito nazionale e internazionale. La combinazione di più fattori (trend sociali, economici, climatici, ambientali) ha fatto sì che i viticoltori puntassero soprattutto sulla triade consolidata composta da Falanghina, Fiano e Greco, per conquistare il mercato dei winelovers. E infatti sono queste le varietà che anche quest’anno meritano il podio per le Guide tanto attese dai cultori di Bacco. Partiamo dall’antesignana, la Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso, giunta alla 36esima edizione, che nella lista delle eccellenze della regione ha inserito venti etichette.
Fonte: Mezzogiorno Food.
«Bruxelles vieta di allargare le colture. Chiederemo una deroga a Roma».
Appello tramite la Regione: il settore vitivinicolo in Liguria è in forte espansione «Bruxelles vieta di allargare le colture Chiederemo una deroga a Roma» pigato, Vermentino, Rossese, Granaccia ed in generale tutti i vini liguri hanno accresciuto negli ultimi anni il numero di estimatori, in Italia e nel mondo. Aumenta la richiesta delle bottiglie, i viticoltori sono pronti ad investire, ma una norma, un parametro europeo, blocca la crescita del comparto. «Chiediamo semplicemente di soddisfare le domande dei produttori per la crescita del settore vitivinicolo; le normative di Bruxelles sono troppo restrittive – spiega Mirco Mastroianni, produttore e presidente di Cia Savona.
Fonte: Secolo XIX Savona.
«Il vino non è nocivo come le sigarette» Viticoltori ingauni in rivolta contro la Ue.
La svolta in Irlanda dove sulle bottiglie apparirà la scritta “nuoce alla salute”. «Esagerazione, per noi è un grave danno» Sopra a sinistra, Mirco Mastroianni: sotto, Caterina Vio. A destra, vigneti delle colline albenganesi. Presa di posizione dei viticoltori, con i produttori savonesi in prima fila, contro le nuove etichettature imposte dalla Unione europea alle bottiglie di vino. Da alcuni giorni in Irlanda è diventato obbligatorio apporre un nuovo tipo di scritte alle bottiglie contenenti alcolici, un obbligo che potrebbe essere esteso a tutti gli Stati del vecchio continente. «Lo stato irlandese ha chiesto un banner da evidenziare sulle etichette delle bottiglie contenenti alcolici, come già avviene nei pacchetti di sigarette.
Fonte: Secolo XIX Savona.
Prende il via il Registro storico dei vigneti.
Al via il registro regionale dei vigneti storici ed eroici, che darà altro impulso nell’assegnazione dei fondi per la ristrutturazione delle superfici, con il reimpianto di nuovi vigneti su terreni sgomberati da vecchi vitigni ormai divenuti improduttivi o per l’ammodernamento di quelli esistenti. «Oltre alla difesa del suolo, si potrà valorizzare i vitigni autoctoni, anche con nuove azioni promozionali come la creazione di un nuovo brand identificativo e territoriale delle nostre eccellenze vinicole — spiegano i vertici Cia Savona — L’aumento, attraverso il recupero la ristrutturazione, di impianti in disuso o poco produttivi sarebbe anche un volano ai processi innovativi nell’ambito della complessiva filiera del vino.
Fonte: Secolo XIX Savona.
I viticoltori chiedono nuovi terreni per aumentare produzione ed export.
Viticoltura: c’è “fame” di spazi, ma la normativa frena richieste e investimenti: serve più elasticità nell’interpretarla. Si chiede alla Regione di attivarsi presso il Ministero. A confermarlo il referente della Cia Savona, Mirco Mastroianni: «Da tempo i viticoltori liguri e savonesi stanno lottando per l’aumento delle superfici vinicole, con numerose domande rimaste al palo, penalizzando aziende e nuovi investimenti. L’unica possibilità di realizzare un nuovo impianto produttivo, infatti, è legata alla riserva di nuove autorizzazioni, nella misura dell’1% del potenziale produttivo nazionale. Nel recente tavolo tecnico regionale è emerso che a livello ligure, con 1.650 ettari complessivi, la percentuale dell’1% implica una possibile ripartizione di appena 16 ettari su tutte le superfici regionali: davvero pochissimo.
Fonte: Stampa Liguria.
Fratelli d’Italia difende il vino italiano.
Contro le scelte dell’Irlanda sulle etichette Fratelli d’Italia difende il vino italiano GLI ESPONENTI biellesi di Fratelli d’Italia in campo per difendere il vino italiano «La Commissione UE, nonostante il voto contrario del parlamento Europeo, ha autorizzato l’Irlanda, a imporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute. Questo è oggettivamente falso, poiché sono gli eccessi ad essere problematici e non il moderato e benefico consumo». A scendere in campo a difesa del vino italiano sono i rappresentanti di Fratelli d’Italia, che aggiungono: «Il vero danno si arreca, con questa iniziativa, alle nazioni che producono vino tra le quali l’Italia è leader.
Fonte: Eco di Biella.
Etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino.
)Il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati.
Fonte: Nuova Provincia di Biella.
II consorzio di tutela «È disinformazione».
La replica di laia: «Ci difenderemo» Tanto amareggiati sul via libera dell’Unione Europea alla possibilità che l’Irlanda possa adottare un’etichetta per il vino con l’indicazione “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Ci siamo sempre battuti con fermezza nel sostenere che vi è una differenza sostanziale tra uso ed abuso di alcol e quindi tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche». Così Novella Pastoreh , la presidente del consorzio di tutela del Primitivo di Manduria.
Fonte: L’Edicola del Sud Taranto.
In Sardegna tutti contro l’etichetta sul vino – Vino pericoloso? L’isola insorge «A fare male è soltanto l’abuso».
La norma Ue voluta dall’Irlanda In Sardegna tutti contro l’etichetta sul vino a pag. 4 Vino pericoloso? L’isola insorge «A fare male e soltanto l’abuso» Tutti contro l’iniziativa irlandese delle etichette allarmistiche sulle bottiglie Coldiretti attacca: «Falsificano la realtà» Città del Vino: «Serie conseguenze sul piano economico» Sassari Nuoce gravemente alla salute: non il fumo delle sigarette, ma il vino. Così sostengono in Irlanda, dove hanno deciso di imporre l’avvertenza su tutte le etichette col beneplacito del Parlamento europeo. L’alto tasso di alcolismo ha di certo condizionato l’iniziativa di Dublino, che ha suscitato l’indignazione dei grandi paesi produttori di vino, con l’Italia e la Sardegna a battere la grancassa della protesta: «È un precedente grave che mi auguro non trovi seguito da parte di altri Stati, soprattutto quelli del nord Europa- sostiene il consigliere nazionale e coordinatore regionale di “Città del Vino”.
Fonte: Nuova Sardegna.
“Le etichette? Una sciagura” – «Etichette sui vini? Sciagura Non tutelano le eccellenze».
Non tutelano le eccellenze» Bondielli, presidente del Consorzio del Candia, fa il punto sul “caso Irlanda” «Sbagliato equiparare i danni del fumo di una sigaretta a un calice di vino». E’ difficile immaginare di sedersi a tavola in un ristorante e vedersi aprire una bottiglia di vino con l’etichetta allarmistica che avverte dei connessi rischi per la salute. Proprio come coi pacchetti di sigarette, che segnalano i pericoli di un abuso, legati alla comparsa di tumori. Ma questa scena diventerà normale in Irlanda: Bruxelles ha detto sì agli ‘alert sanitari’ sulle bottiglie di vino. In prospettiva i rischi per il settore anche nella nostra provincia ci sono e sono alti.
Fonte: Nazione Massa Carrara.
Vino, produttori e gdo «Rilanciamo il tavolo».
II sindaco di San Bonifacio ripropone l’appuntamento tra gli attori della filiera Vino, produttori e gdo «Rilanciamo il tavolo» Le preoccupazioni maggiori dal Pinot Grigio e la Doc delle Venezie solleva la questione dell’immagine. Armani: «Urgono punti di incontro» Provoli: «È un impegno che mi sono preso con gli imprenditori agricoli della mia zona». Consorzi di tutela, cantine cooperative, mondo della produzione e Grande distribuzione organizzata: il mondo del vino riorganizza il faccia a faccia a San Bonifacio. Si sarebbero dovuti incontrare il 17 dicembre, su invito del sindaco Giampaolo Provoli, ma poi l’appuntamento era stato rimandato a dopo le feste, alla luce delle tante scadenze legate al periodo natalizio.
Fonte: Arena.
Riccardo a 42 anni da venditore a vignaiolo bio.
Vigneti a Postuman di Mezzane Riccardo a 42 anni da venditore a vignaiolo bio La storia di Marinello. Le bottiglie di Giarugola Igt in numero limitato. Da rappresentante di macchinari per rifiuti a produttore di un vino biologico che vuole essere figlio delle stagioni. Un vino che, infatti, cambia di anno in anno, in base a come si evolvono clima e condizioni organolettiche dell’uva. È una storia a suo modo singolare quella di Riccardo Marinello, veronese, che da quattro anni, al termine di un percorso che aveva iniziato nel 2012 portando avanti due attività lavorative in contemporanea, si è dedicato a tempo pieno all’agricoltura. Marinello, che ha 42 anni, racconta che ha deciso di dedicarsi alla coltivazione in seguito al nascere di una passione che è emersa piano piano.
Fonte: Arena.
La principessa tra i vigneti e gli eventi nell’antico castello.
Una famiglia che ha radici millenarie nella Marca Trevigiana, lo straordinario complesso fortificato di San Salvatore a Susegana teatro di feste e matrimoni, l’azienda vitivinicola sulle colline del Prosecco che produce 850 mila bottiglie. «E da due anni mi occupo di valorizzare le Ville Venete» di Glomo considerata una delle più esperte manager del mondo vitivinicolo, un’abile organizzatrice di eventi e, soprattutto, una donna di classe, colta, amante del bello, della storia e del suo Veneto, anche se è nata, 62 anni orsono, a Francoforte e ha trascorso parte della sua vita all’estero. Isabella Collalto, figlia primogenita del principe Manfredo di Collalto e della principessa Trinidad Castillo de Jura Real, ha trascorso infanzia e adolescenza in un contesto internazionale.
Fonte: Corriere Imprese Nordest.
La Prima del torcolato «È la nostra tradizione».
Successo per la 28esima edizione dell’iniziativa con la spremitura della vespaiola La Prima del torcolato «È la nostra tradizione» Nominato ambasciatore 2023 Bernd Hoffman, nuovi fra gli altri Francesco Castello e Massimo Vitacchio che ha ricordato il papà Silvia Dal Vaso •• Nonostante la pioggia, che sicuramente ha portato molte persone a non uscire di casa, ha comunque riscosso un buon successo ieri la “Prima del torcolato”, grande festa che si ripete per tradizione la terza domenica di gennaio da 28 anni e che ha attirato a Breganze non solo gli appassionati di enogastronomia ma anche le famiglie che hanno voluto far sentire il loro calore e riempire piazza Mazzini per assistere alla prima spremitura delle uve di vespaiola vendemmiate nell’autunno precedente e messe ad appassire.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Il vino di Copertino per la Messa in Vaticano, e Papa Francesco ringrazia.
Il vino “Ex vite” è approdato anche in Vaticano. Nei giorni scorsi, in occasione delle festività natalizie, una confezione del vino per la Santa Messa prodotto esclusivo della cantina “Cupertinum” è stato donato a Papa Francesco, tramite il sottosegretario monsignor Simone Renna. In una nota inviata al presidente della cantina Francesco Trono, il sottosegretario ha ringraziato lo stesso presidente, l’enologo Giuseppe Pizzolante e tutti i collaboratori della cantina, assicurando il recapito della confezione presso la Segretaria del Santo Padre.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.
Cibo, dal Nutriscore all’allarme sul vino: tutte le etichette proposte dall’Ue.
L’etichetta “semaforo” non convince l’Italia e molti altri Paesi dell’Unione: la decisione in merito è stata rinviata al 2024. Ok di Bruxelles invece sull’avviso da apporre agli alcolici in Irlanda. E dal 2020 è in vigore la specifica sull’origine delle materie prime dei prodotti, da chiarire in caso di diciture o immagini fuorvianti. Nei giorni scorsi l’Ue ha dato il via libera alla scelta di Dublino: l’Irlanda potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria che è scaduto a fine dicembre 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge.
Fonte: Sky TG24.
Le barricate di Joe Formaggio contro l’UE sul vino.
Sul tema della tutela della salubrità del vino interviene il consigliere regionale di FdI Joe Formaggio. “La Commissione UE, nonostante il voto contrario del Parlamento Europeo, ha autorizzato l’Irlanda a imporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute. Questo è oggettivamente falso, poiché sono gli eccessi ad essere problematici e non il moderato e beneficio consumo”. Continua Formaggio:”In questo ultimo weekend sono stato presente allastorica Prima del Torcolato, prima delle numerose feste dei nostri eccellenti vini veneti, dove tutti i produttori della DOC si ritrovano in piazza: tutti insieme a divertirci, ridere e scherzare, creando comunità. Nessuno è morto mentre gustavamo i nostri prodotti di vino”. Conclude Formaggio:
Fonte: Tviweb.
Il Mondo in un Calice, torna il podcast per chi ama il vino.
Il vino in podcast. Un nuovo trend. Ma torniamo a questa nuova serie de Nel Mondo in un Calice che ci porta in sei appuntamenti alla scoperta dei territori vitivinicoli nazionali e internazionali. Quindi, sei puntate per un totale di sei ospiti d’eccezione che ci conducono in un viaggio tra le sei macro aree vitivinicole rappresentate nel catalogo di Elemento Indigeno. E’ Alessandro Salvano, Wine Sales Manager del brand, a condurre e a dialogare ogni volta con un ospite curioso legato al tema del vino, che porta il proprio contributo condividendo esperienze, emozioni, sensazioni e aneddoti personali legati a una terra del vino ogni volta diversa.
Fonte: Apetime-Magazine.
Vino pericoloso, dalla Ue via libera all’etichetta. Liris (Fdi): Ridicolo. E’ come dire che le medicine sono letali.
“Proprio come per il vino, dove molteplici studi hanno dimostrato che un’assunzione entro certi limiti fa bene alla salute ma superati i quali diventa nocivo, anche per le medicine il dosaggio è fondamentale, perché se si assume un farmaco oltre il necessario l’effetto che può avere sul nostro fisico può diventare persino letale. È anche per questo che evidenziare le avvertenze sui rischi per la salute nelle etichette del vino è una scelta ridicola”. Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, eletto in Abruzzo, a proposito della scelta dell’Irlanda, che ha avuto il via libera dell’Ue, di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Il Denaro.
Vino, altro che allarme sulle etichette. Nicoletto (Angelini Wines): subito un piano sul turismo.
Soprattutto italiana e francese, in campo enologico e turistico, due settori che possono essere un grande volano di sviluppo. Ne è convinto Ettore Nicoletto, presidente e amministratore delegato della Angelini Wines & Estates. Azienda che gestisce 1.700 ettari di proprietà, dei quali 460 vitati, con una produzione da circa 4 milioni di bottiglie l’anno (gruppo Angelini Industries). Da una vita nel mondo del vino, Nicoletto è da sempre in prima linea nella difesa del patrimonio vitivinicolo italiano e oggi è anche vicepresidente del gruppo vini di Federvini e membro del Comité Européen des Entreprises Vins.
Fonte: Verità&Affari.
L’Umbria del vino in concorso.
Sei categorie esaminate, 58 cantine iscritte, 162 vini in gara. Dal 24 al 26 gennaio a Perugia si rinnova l’appuntamento con la competizione riferimento della vitivinicoltura umbra. Presieduto da Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, entra nella fase di selezione l’edizione 2023 di “L’Umbria del Vino”. Il concorso enologico regionale rivolto alle aziende vitivinicole umbre, l’unico autorizzato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, si svolgerà presso la sede di Perugia della Camera di Commercio dell’Umbria dal 24 al 26 gennaio; nelle sei categorie esaminate – bianchi, rossi, rosati, spumanti, frizzanti, dolci – saranno esaminati dalla commissione di qualità 162 vini, proposti dalle 58 cantine iscritte. Eccetto gli spumanti di qualità, tutti i vini partecipanti sono classificati esclusivamente come Doc, Docg e Igt.
Fonte: Linkiesta.
Etichettatura vino con rischi salute: via libera dell’Ue per l’Irlanda, il commento di Liris.
“Proprio come per il vino – dove molteplici studi hanno dimostrato che un’assunzione entro certi limiti fa bene alla salute ma superati i quali diventa nocivo – anche per le medicine il dosaggio è fondamentale, perché se si assume un farmaco oltre il necessario l’effetto che può avere sul nostro fisico può diventare persino letale”, afferma il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris eletto in Abruzzo, a proposito della scelta dell’Irlanda che ha avuto il via libera dell’Ue, “di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come il consumo di alcol provoca malattie del fegato e alcol e tumori mortali sono direttamente collegati.
Fonte: AbruzzoLive.
STAMPA ESTERA
Desamor hacia el vino.
Después de tres presidentes de la República más bien reacios al vino -Jacques Chirac prefería la cerveza, Nicolas Sarkozy bebía siempre agua y François Hollande evitaba el champán-, los viticultores franceses parecían de enhorabuena con la llegada al Elíseo de Emmanuel Macron, degustador y entendido (aunque con apreciaciones discutidas). Pero una flor no hace primavera, y lo cierto es que en Francia, la patria del vino, cada vez se bebe menos. Los últimos datos facilitados por la Oficina Francesa de las Drogas y Conductas Adictivas (OFDT) muestran un auténtico desplome del consumo del vino entre los franceses: si en 1960 el consumo medio era de 120 litros por persona y año, en el 2020 – últimos datos disponibles- el nivel se situó en 40 litros. El verdugo del vino no es otro que la cerveza, que a cada generación va ganando adeptos, sobre todo entre los jóvenes: en la franja de 25 a 35 anos, su consumo es superior al del vino (32% a 27%) Por lo menos, el queso resiste: el 96% de los franceses lo come habitualmente, y con una media de 30 kilos por persona y año…
Fonte: Vanguardia.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 15 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Le mani della mafia sul business del vino.
Alla mafia piace molto l’uva. Tanto da farne una delle attività più lucrose del momento. Anche in accordo con la `ndrangheta calabrese. Così, uno dei comparti agricoli più importanti per tanta parte dell’agricoltura del Mezzogiorno, si trova a dover fare i conti con la malavita organizzata. L’ultimo esempio di cosa sta accadendo arriva dall’operazione Condor condotta da Carabinieri di Agrigento che ha portato a nove arresti e ad un obbligo di dimora. A carico di alcuni degli indagati sono anche le interferenze nelle transazioni per la vendita di uva con la graduale ingerenza in questo comparto da parte della Stidda.
Fonte: Avvenire.
Case e vino, la partita tra l’Italia e l’Europa – Bollino di salute per il vino e case green: verità e falsi miti sulle nuove regole Ue – La scelta dell’Irlanda divide l’Europa in due.
La direttiva sulle prestazioni energetiche e gli avvisi anti-alcol rischiano di penalizzare settori chiave Case e vino, la partita tra l’Italia e l’Europa Si è aperto un doppio fronte di scontro tra il nostro Paese – ma siamo in buona compagnia – e l’Unione Europea: da un lato le nuove regole per l’efficientamento energetico degli edifici che rischiano di essere troppo pesanti e difficilmente realizzabili nei tempi previsti dato il patrimonio immobiliare italiano costituito da tanti edifici storici. Dall’altra, l’etichettatura degli alcolici con le indicazioni “nuoce alla salute, sulla falsariga di quella utilizzata per le sigarette, chiesta e ottenuta dall’Irlanda. Il governo (ma nel caso del vino anche le opposizioni) si è espresso in difesa degli interessi nazionali. Alcuni allarmi lanciati da associazioni di categoria rischiano di essere forse esagerati, ma la partita è senza dubbio rilevante.
Fonte: Avvenire.
«Siamo coerenti, ci vuole l’avviso sulle bottiglie».
Il vino nuoce alla salute? Se questo monito è su un pacchetto di sigarette, sta bene, se invece viene riprodotto su una bottiglia di vino, non sta bene. La coerenza, noi italiani, non sappiamo dove stia di casa e non ci vergogniamo di manifestarlo apertamente come in questo caso.
Fonte: Corriere della Sera.
Sfumature di Montalcino.
Montalcino è uno di quei rarissimi e insieme fortunati casi in cui la denominazione e il territorio (non a caso inserito nel 2004, insieme a tutto il complesso “agricolo-pastorale” della Val d’Orcia, tra i Patrimoni Mondiali Unesco) vanno a braccetto, identificando immediatamente un brand con grandissima risonanza internazionale. Una delle cantine capaci di incarnare questo fenomeno è proprio Casanova di Neri, ormai inserita dalla stampa specializzata tra le migliori al mondo. Una tenuta di circa 500 ettari, di cui 75 vitati, organizzati in sette parcelle totali – dotate di grande varietà di collocazioni e microclimi – per circa 300 mila bottiglie prodotte ogni anno, non numeri imponenti insomma, ma una grande capacità di esplorare, con ammirevole sensibilità enoica, tutte le sfumature del Sangiovese Grosso.
Fonte: Espresso.
Le bollicine 2006 sono un opera d’arte.
Ferrari Trento dedica al capostipite della famiglia Lunelli il ‘Ferrari Riserva Bruno Lunelli 2006′, figlio di una splendida vendemmia che coincise con i cent’anni dalla nascita del visionario imprenditore e che si presenta come un unicum da collezione per il suo fondo convesso (per cui non sta in piedi da sola). Realizzata in 6.891 esemplari, è inoltre abbinata al primo NFT di Ferrari, una versione digitale collezionabile che ne garantisce autenticità e identificazione.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
L’Ue ha messo nel mirino i vini made in Italy.
In Irlanda il vino verrà etichettato praticamente come i prodotti contenenti tabacco. E poi? E poi toccherà a pasta, pane e ad altri prodotti tipici del nostro Paese. Da quando l’Italia é entrata nell’Unione europea, per il nostro Paese ci sono state solo costose incombenze e disastri economici. Con il «ce lo chiede l’Europa», l’Italia ha conosciuto chiusure e povertà. Nel caso si avessero dei dubbi, si guardi allo stato in cui versa l’economia reale. E nonostante questo, Bruxelles ci chiede pure di riqualificare le nostre case, per poi magari dopo tre anni cambiare tutto di nuovo, ma naturalmente con stipendi da fame.
Fonte: La Verita’.
L’abbinamento.
II Blangé di Ceretto Cremosoe fine, Blangé di Cerettoè la quintessenza dell’Arneis. Un vino che ha fatto scuola, simbolo dei bianchi piemontesi a cura di Lara Loreti Un Pecorino da scoprire Un’uva autoctona abruzzese che sta vivendo una seconda giovinezza. Èkwo di Terraviva è un vino di grande fascino e complessità. Dorato II blend di Santa Tresa Mineralità, freschezza e struttura in un super Wend siciliano di Grillo e Viognier.
Fonte: Specchio.
Vino, la deputata Vietri a Salerno: “Governo difenderà la sovranità”.
“Il Governo Meloni, attraverso l’impegno del ministro Lollobrigida, è al lavoro sulla difesa della sovranità alimentare per tutelare prodotti di qualità come il vino italiano”. Lo ha detto la deputata di Fratelli d’Italia Imma Vietri, a margine della nuova edizione della Guida Bio Vino 2023, a Salerno, dove ha portato i saluti istituzionali del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e della foresta Francesco Lollobrigida.
Fonte: Cronache di Napoli.
Cibo sintetico e etichette La battaglia di Coldiretti.
Carne «finta» (o meglio, sintetica), scritte allarmistiche su vino, grappa e birra, una guerra dichiarata a qualsiasi tipo di insaccato. E poi la famigerata etichetta del Nutri-score, il sistema di catalogazione degli alimenti (in scala cromatica e alfabetica, dalla A verde per i prodotti sani alla E rosso fuoco per quelli ad alto contenuto di grassi o zuccheri) pensato in Francia e adottato anche da Spagna e Germania. Il Made in Italy enogastronomico, che in Emilia Romagna vanta il più alto numero di prodotti a indicazione geografica tipica o protetta al mondo, è sotto attacco. Le eccellenze emiliano-romagnole sarebbero messe a rischio «tutte, sostanzialmente», dalla mortadella al parmigiano.
Fonte: Corriere di Bologna.
«L’alert sul vino attacco al nostro Paese».
Lo dice il il vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera Francesco Battistoni «L’alert sul vino attacco al nostro Paese» «Decisione che colpisce il made in Italy e il turismo» «La decisione della Commissione di dare seguito al progetto di legge irlandese sugli health warnings ci lascia davvero senza parole. La scelta dell’Irlanda di apporre ‘alert’ sulle etichette divino e altre bevande alcoliche analoghe a quelle poste sulle sigarette, rappresenta un precedente molto pericoloso ed un attacco diretto anche al nostro Paese». A dirlo in una nota il vice presidente della commissione Ambiente alla Camera, Francesco Battistoni, che non ha dubbi sul fatto che si tratta di una decisione sbagliata.
Fonte: La Provincia Viterbo.
Dalla vigna alla tavola per lanciare l’enoturismo.
Al via una nuova edizione del progetto “Enoturismo Marche: dalla vigna alla tavola” presentata venerdì in Regione. Si tratta di una «iniziativa di valorizzazione del vino e della birra, delle aziende, delle cantine, dei ristoranti e soprattutto della Regione Marche che vuole dare una impronta importante alla valorizzazione dei propri prodotti e delle eccellenze anche come attrattore turistico», come ha spiegato dall’assessore all’Agricoltura Andrea Maria Antonini. Questo evento va ad integrare e affiancare la strategia avviata dalla giunta regionale con la legge 28/2021 sull’enoturismo, realizzando un percorso per gli operatori del settore vitivinicolo e sostenendo, attraverso il bando ‘Dalla Vigna alla Tavola’, i progetti (16 presentati e tutti finanziati) finalizzati a promuovere, in abbinamento con la cucina tipica marchigiana, l’utilizzo di prodotti marchigiani di qualità certificata.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Polemica sull’etichetta Ue sui rischi connessi al vino.
L’etichetta di pericolo per la salute che la Ue dispone anche sulle bottiglie di vino, scatena proteste e discussioni e contestazioni. Infuria la polemica, dopo che l’Unione Europea ha concesso alcuni giorni fa il via libera a Dublino sull’adozione di una nuova norma che pretende di salvaguardare la salute dei consumatori, attraverso una generica quanto incompleta indicazione che recita «il consumo di alcool provoca malattie del fegato» ed inoltre «alcool e tumori mortali sono direttamente collegati». Queste due diciture dovrebbero essere apposte anche sulle etichette del vino, bevanda da sempre nota come un elisir di salute, date le sue caratteristiche organolettiche e il contenuto di sostanze antiossidanti utili a contrastare eventuali effetti negativi sul metabolismo cellulare.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.
Intervista a Stefano Berti – «La ripresa del food ha spinto quella del vino».
II 2022 passa in archivio con una crescita per il settore. Berti: «Le nuove etichette per l’Irlanda mi sembrano una scelta sciocca». L’anno che si è appena concluso ha visto una crescita anche della quota export nonostante la guerra ed i rincari. I dati del 2022 parlano di crescita a doppia cifra per il mondo del vino. Che, nella nostra zona, ha chiuso nei mesi scorsi una vendemmia con un media del meno 20% in produzione (a causa della siccità dell’estate scorsa), ma con una qualità assolutamente eccellente. Tuttavia, il dato significativo, è la ripresa sia sul mercato interno che nell’export. Lo conferma anche Stefano Berti, responsabile della relazioni esterne di Cia Etruria.
Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.
Intervista a Pietro Bergna – Il vino fa male come le sigarette? «È una bugia, lo dice la scienza».
Pietro Bergna, enologo con master alla Sant’Anna di Pisa. «Il nostro obbiettivo è migliorare la comunicazione». «Ricordiamoci sempre che non veicoliamo solo una bevanda, ma anche storia, cultura e tradizione». «Affermare che il vino nuoce alla salute come le sigarette è scientificamente sbagliato, ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che l’alcol non sia una sostanza tossica per l’organismo. T tuttavia esistono decine di studi clinici che confermano come il consumo moderato di vino non produca alcun danno alla salute, anzi». Parola di Pietro Bergna, enologo laureato all’Università degli Studi di Milano, con master alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in “Vini italiani e mercati mondiali”.
Fonte: Nazione.
«Etichette sul vino, la Toscana alzi la voce in Europa».
Anna Paris, consigliere Pd annuncia un atto in Regione «La giunta si attivi subito per contrastare Dublino». «La Toscana deve farsi sentire». Anche Anna Paris, consigliera regionale del Partito Democratico senese, interviene sulla decisione del governo irlandese di inserire gli alert ‘nuove gravemente alla salute’ sulle etichette dei prodotti vitivinicoli. «Nelle prossime ore – ha sottolineato Paris – presenterò un atto per chiedere alla Giunta Regionale di attivarsi subito con tutti gli strumenti e le iniziative necessarie in Europa affinché la Commissioni ripensi alla posizione che ha assunto, e si eviti una pericolosa deriva che potrebbe scaturire dall’atto irlandese se altri paesi decidessero di seguire quanto deciso a Dublino.
Fonte: Nazione Siena.
Dop Economy, Siena entra nella ‘Top 20’.
La provincia al nono posto nella classifica di Coldiretti Toscana con 676 milioni di euro di fatturato grazie al vino e al settore food. «Oggi a Montalcino e Bolgheri il prodotto agricolo traina tutto il territorio» Dop Economy: Siena nella top 20 delle province italiane per impatto economico delle produzioni di qualità di origine denominata protetta e delle IGP. Siena, al nono posto con 676 milioni di euro, è una grande protagonista della Dop Economy regionale che con 89 prodotti tra vino e food vale complessivamente 1.361 miliardi di euro (+18,6%) e il quinto posto nazionale. A rivelare la speciale classifica della Dop Economy regionale è Coldiretti Toscana sulla base del Rapporto Qualivita – Ismea 2022 presentato nell’ambito dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche che si è tenuto all’Innovation Center di Firenze con l’apertura della vetrina della Dop Economy
Fonte: Nazione Siena.
«All’Europa risponderemo con l’amore per il territorio».
I produttori dei Colli insorgono contro le etichette sul vino. In vino veritas? Non sulle etichette che, su via libera dell’Unione Europea, riporteranno sulle bottiglie della bevanda più diffusa in Italia, che “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” favorendo i tumori. Ad esserne convinti sono i produttori dei vini dei Colli e le associazioni di categorie, con in testa Coldiretti, convinti che le disposizioni di Bruxelles, assunte su richiesta dell’Irlanda, nonostante la contrarietà di altri paese fra cui Italia, Francia e Spagna, arrecheranno danni irreparabili a tutta la filiera agroalimentare.
Fonte: Gazzettino Padova.
«Sforzi per una produzione di qualità vanificati da campagne senza senso».
È allarme anche tra i viticoltori dei Colli Euganei per la decisione dell’Unione Europea di concedere il via libera alle etichette allarmistiche sul vino. Una autorizzazione alla richiesta dell’Irlanda nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei stati dell’Ue, che gli operatori del settore vitivinicolo contestano perché potrebbe diventare un pericoloso precedente che metterebbe a rischio una filiera che in Italia dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro ed è la principale voce dell’export alimentare.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Alcol e danni alla salute, le cantine cooperative umbre dicono “no” all’etichettatura.
“La scelta della Commissione di avallare il progetto di legge irlandese sugli health warnings, i messaggi salutistici presenti generalmente in tutti i prodotti a base di tabacco, da inserire anche sulle etichette delle bottiglie di vino ci lascia davvero sconcertati. Con questa azione l’Irlanda è andata a ledere e a mettere in discussione i principi del mercato unico, nel cui perimetro è disciplinato il settore vitivinicolo e che dovrebbe garantire, tramite l’Organizzazione Comune di Mercato, un’applicazione per l’appunto ‘comune’, dei principi e delle regole europee in tutti gli Stati membri”.
Fonte: Corcianonline.
Dal Nutriscore al bollino nero sul vino, tutte le etichette che la Ue vuole mettere sulla tavola.
L’ok all’Irlanda, che vuole mettere sulle bottiglie di vino e birra lo stesso warning salutistico che si scrive sui pacchetti di sigarette, è solo l’ultimo tassello della volontà di Bruxeless di stabilire regole univoche per le etichette alimentari che circolano nei suoi paesi membri. Le prime regole Ue a entrare in vigore riguardavano l’origine dell’ingrediente principale con cui sono preparati i cibi. A infuocare il dibattito tra i 27 è però, da sempre, la questione dell’etichetta a semaforo, il cosiddetto Nutriscore, che impone ai cibi il bollino rosso o verde a seconda del quantitativo che hanno di grassi, sali e zuccheri ma senza tenere conto delle quantità consumate. La Francia è il principale sponsor, l’Italia è fermamente contraria. A questo, ora, si è aggiunto il tema degli health warning su vino, birra e alcolici.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Etichette sul vino: a rischio mercato da 14 miliardi in Italia.
Sta facendo discutere molto anche in Italia il “caso etichette” sulle bottiglie di vino: dal mese di gennaio l’Irlanda può decidere se apporre o meno sulle etichette degli alcolici delle avvertenze che ricalcano quelle già presenti anche in Italia sui pacchetti di sigarette, come per esempio “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati“.Contro i cosiddetti “health warning” si sono apertamente schierati 9 Paesi europei, tra cui l’Italia, e i maggiori produttori europei di vino, tra cui la Francia e la Spagna. Il timore è che l’esempio dell’Irlanda possa spingere altri Stati ad adottare etichette simili, prima che si giunga ad adottare iniziative comuni in ambito comunitario.
Fonte: inItalia – Virgilio.
Vino e salute, il settore deve essere proattivo e più presente in Europa, dove si decide il futuro.
“Per respingere gli attacchi, non bastano i no”: da Simposio Assoenologi, a Napoli, la rotta tracciata da Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv). Di studi storicizzati che dimostrano non solo che il vino bevuto con moderazione non solo non fa male, ma può fare bene, ce ne sono ormai a decine. È stato raccontato, ieri, nel Simposio Assoenologi, che abbiamo raccontato qui, ed è stato ribadito oggi, tra excursus tra storia e biochimica, come raccontato dal professor Michele Scognamiglio (specialista in Scienza dell’Alimentazione, biochimica e patologia clinica), cultura, come ha fatto il giornalista Luciano Pignataro, ed ancora ricerca innovativa, come quella presentata da Marco Deriu, docente di Bioingegneria al Politecnico di Torino, che, con il progetto europeo “Virtuosus”, sta mettendo a punto un modello di intelligenza artificiale per predire il profilo organolettico e il rapporto tra gusto ed effetti sulla salute, o da Massimo Barchino della Asl Orvieto ed esperto di dipendenze, che ha spiegato la differenza tra bevitori “problematici e non problematici”. Ma la battaglia, che politica, economica, culturale ed identitaria, va portata a Bruxelles, in sede di Unione Europea, ed a Ginevra, sede dell’Oms, perchè è in queste sedi che si gioca la partita.
Fonte: WineNews.
Il vino fa male come le sigarette? “E’ una bugia, lo dice la scienza”.
Pisa. 15 gennaio 2023 – “Affermare che il vino nuoce come le sigarette è scientificamente sbagliato, ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che l’alcol non sia una sostanza tossica per l’organismo: tuttavia esistono decine di studi clinici che confermano come il consumo moderato di vino non produca alcun danno alla salute, anzi”. Parola di Pietro Bergna, enologo laureato all’Università degli Studi di Milano, con master alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in “Vini italiani e mercati mondiali”. E’ insomma un “ambasciatore” del vino formatosi al corso di primo livello che forma professionisti capaci di comunicare, con le competenze sviluppate nella fase di formazione in aula e di stage aziendale. Bergna dal 2018 lavora come enologo presso l’azienda Le Corti di Principe Corsini a San Casciano in Val di Pesa. La nuove etichette irlandesi che contraccolpi possono indurre al nostro export? “E’ presto per fare previsioni economiche. Ma i produttori devono continuare a fare ciò che fanno molto meglio di altri nel mondo”. Si spieghi meglio. “Penso che alla fine questa legge possa addirittura essere un’opportunità in più per i nostri vini. Se la campagna irlandese, infatti, incidesse sulle abitudini dei consumatori di superalcolici mettendoli in guardia dai rischi per la salute derivanti dal consumo massiccio di alcol, il buon bere, con responsabilità, può rappresentare un profilo di comunicazione per le nostre aziende produttrici di vino per aumentare le loro quote di mercato”. Perché? “Perché veicoliamo molto di più di un prodotto alcolico. Vendiamo storia, cultura, tradizione.
Fonte: La Nazione.
Vino: Cotarella, consumo moderato fa bene a salute e spirito.
“Il consumo moderato e intelligente di vino non può che fare bene alla salute e allo spirito. Lo dice la scienza”: è quanto ha detto all’ANSA il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, a margine del simposio sul tema ‘Vino e salute tra alimentazione e benessere’, che si tiene oggi pomeriggio e domani a Napoli. “Questo simposio di Assoenologi – ha aggiunto Cotarella – arriva casualmente a poche ore dal via libera dell’Unione europea all’Irlanda di poter apporre delle etichette sulle bevande alcoliche con gli allarme per la salute, un’iniziativa folle”. “Per noi enologi sarà un’occasione in più per fare chiarezza sul tema in nome della scienza e della medicina. Di certo mi meraviglia questo assenteismo dell’Unione europea che con il suo silenzio dà assenso a queste prese di posizione”, ha spiegato ancora Cotarella.
Fonte: ANSA.
Vino e salute, il consumo moderato meglio dell’astinenza e, ovviamente dell’eccesso.
L’intervento di Pierre-Louis Teissedre, presidente della Commissione Sicurezza e Salute Oiv, al Simposio “Vino e Salute” di Assoenologi. L’intervento di Pierre-Louis Teissedre, presidente della Commissione Sicurezza e Salute Oiv, al Simposio “Vino e Salute” di Assoenologi. Con il racconto di tanti esempi e tante ricerche scientifiche e studi che, negli anni, hanno messo in evidenza come un consumo regolare e moderato del vino (e non solo) possa avere effetti benefici per la salute sul fronte delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative.
Fonte: WineNews.
Case green, Mes, etichette del vino: i 3 dossier che dividono Italia e Ue.
In una fase particolarmente delicata che vede il governo Meloni impegnato in una trattativa con Bruxelles per apportare delle modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza, tre dossier europei si impongono all’agenda dell’esecutivo. E sono tutti politicamente spinosi. Il primo è la proposta di direttiva europea “Epbd” con le nuove regole sull’efficienza energetica degli immobili: la presidenza di turno svedese dell’Unione europea si impegna ad approvarla green entro sei mesi, ma l’Italia è pronta a dare battaglia e a bloccare una normativa che di fatto imporrebbe l’obbligo di ristrutturare due immobili su tre per renderli più efficienti da un punto di vista energetico. Il secondo dossier è in realtà “un vecchio classico”: la ratifica del Mes da parte dell’Italia (mancano solo la sua e quella della Croazia) . Nelle ultime ore da Bruxelles è giunto un messaggio chiaro: la riforma del Meccanismo europeo di stabilità va approvata così com’è, ci sarà poi tempo per riflettere sul suo futuro. Un messaggio che è giunto all’indomani dell’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e i vertici del Mes, in cui la premier ha auspicato correttivi per renderlo uno strumento capace di rispondere alle esigenze delle diverse economie.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 14 gennaio 2023!
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Destra contro l’etichetta irlandese sul vino.
II centrodestra si é scagliato contro il via libera dell’Ue alla legge irlandese che introduce l’etichetta sulla correlazione tra l’uso di alcol e l’insorgenza di tumori. Per gli europarlamentari è un danno al Made in Italy.
Fonte: Domani.
Lollobrigida boccia le etichette irlandesi sul vino: «A nuocere gravemente alla salute sono le bugie».
Il vino «nuoce gravemente alla salute» – dicono dall’Irlanda – ma l’Italia non ci sta. L’idea dell’etichetta sulle bottiglie, sulla falsariga delle scritte già presenti sui pacchetti di sigarette, è appunto irlandese, mentre l’Ue, che in questa storia ha fatto la sua parte, ha dato un primo ok. A preoccupare sono sia l’iniziativa in sé sia l’andazzo, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha le idee più che chiare sul da farsi.
Fonte: Giornale.
La commissione Ue conferma la linea: etichette allarmistiche sui vini.
Le etichette allarmistiche sugli alcolici irlandesi aprono un conflitto politico tra commissione Ue ed Europarlamento. La commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, il 10 gennaio scorso ha risposto a un’interrogazione in forma scritta (E-003729/2022) posta 1’11/11/2022 dall’eurodeputato francese Brice Hortefeux (Ppe), proprio in merito alla notifica di Dublino (datata 21/6/22) della norma che prevede l’apposizione di health warnings sugli alcolici; Hortefeux, in vista della scadenza dei sei mesi di silenzio-assenso (avvenuta il 22/12/2022, si veda ItaliaOggi del 12/01/2023), ha chiesto all’esecutivo Ue cosa intendesse fare delle disposizioni irlandesi, dato che: «Nave stati membri tra cui la Francia, hanno presentato pareri circostanziati sfavorevoli», poiché «i regolamenti proposti sembrano violare la legislazione Ue e le norme armonizzate sulle bevande alcoliche a livello Ue.
Fonte: Italia Oggi.
Svezia, raddoppiano le vendite di vino.
Non ditelo a Greta Thunberg. Ma in Svezia, il suo paese d’origine, il surriscaldamento globale ha anche effetti positivi. Paradossale, sì. Eppure, i cambiamenti climatici hanno trasformato la fredda Svezia in un terreno fertile per la coltivazione delle uve. E il vino svedese, sconosciuto ai più, inizia a farsi largo sul mercato. Negli ultimi cinque anni le vendite interne di vino svedese sono quasi raddoppiate. Systembolaget, la catena di licenze di proprietà del governo col monopolio sulle bevande alcoliche con un tasso superiore al 3,5%, ha affermato che le vendite sono aumentate da 19.300 litri nel 2017 a 34.500 nel 2022.
Fonte: Italia Oggi.
Scorribande in biblioteca – Il Chianti è una roccaforte assediata.
Resiste, ma sta per franare. Lo ha salvato, prima, la povertà, spopolandolo; poi una certa ricchezza forestiera, che lo ha restaurato e conservato, Ma lo insidiano le cooperative, che possono costruire praticamente ovunque, e si accaniscono sui punti più belli. Mica che costruire sia un delitto. E’ che costruiscono male. Saverio Vertone: «Viaggi in Italia»”.
Fonte: Italia Oggi.
La Repubblica astemia d’Irlanda.
Gli irlandesi potranno scrivere sulle etichette che “il vino ¡a male alla salute”. Come le sigarette… 40 anni fa un laminare della cardiochirurgia mi disse. stupendomi: il funto fa molto male ma una sigaretta al giorno. in alcuni casi pub anche essere d’aiuto. 0. ‘sarebbe bruciato rivo. N’on è tempo di saggezza ed equilibrio. Lo stile dei pasdaran ha are la meglio: ovunque trionfa l’estremismo, la polizia morale” rischia di diventare un modello. l’espressione blasfema dell’hegeliano Stato-etico. Ma sarà segnalato tutto ciò che fa male… non resta che il digiuno e l’astinenza che riducono i rischi per la salute eliminando il soggetto titolare del diritto a vivere.
Fonte: La Discussione.
Giansanti: deriva antiproibizionista dell’Unione, sbagliato etichettare il vino come bevanda pericolosa.
Per la Confagricoltura è in “pericoloso precedente a dimostrazione di come le produzioni Made in Italy agroalimentari siano nel mirino di altri Paesi. Ultimo caso delle ostilità la decisione di etichettare il vino, al pari di bevande alcoliche, come dannoso per la salute. Deriva proibizionistica “Siamo particolarmente preoccupati per la deriva proibizionistica che il settore vitivinicolo europeo sta affrontando; scrive il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “La Commissione non ha ascoltato le riserve che l’Italia, con altri numerosi Stati membri, ha manifestato per opporsi alle misure introdotte dalla normativa irlandese creando un grave precedente e un potenziale ostacolo al commercio interno Danno per il mercato Il presidente Giansanti, sottolinea, come l’inclusione del vino come bevanda dannosa, non abbia subito in altolà.
Fonte: La Discussione.
L’attacco di Bruxelles al vino è solo l’inizio.
II ministro Lollobrigida a tutela delle nostre bottiglie: «Cercheremo ogni strada legale». Ma entro la primavera arriverà l’ok a carne e latte prodotti in laboratorio. Intanto è crisi sulle tavole: gli italiani spendono di più pur comprando meno. La messa al bando del vino da parte dell’Irlanda con il silenzio assenso della Commissione europea è solo l’inizio. L’Italia è costretta a minacciare le vie legali col ministro della Sovranità alimentare Francesco Lollobrgida : Entro la primavera pero arriverà il via libera alla produzione e commercializzazione di carne e latte prodotti in laboratorio da cellule staminali. In Olanda e in Danimarca i bioreattori sono già in piena attività. A Bruxelles sta per cominciare la guerra del cibo; ci sono due pretesti ottimi per chi vuole mettere al bando le produzioni mediterranee e in particolare quelle italiane per ragioni che, travestite da preoccupazioni ambientali e salutistiche, sono di pura speculazione.
Fonte: La Verita’.
L’ultima follia Ue La guerra fa bene il vino fa male.
L’Italia fa quadrato a difesa del vino, eccellenza agroalimentare sotto attacco con il placet dell’Unione europea. L’ultima follia della Ue la guerra fa bene e il vino fa male No al boicottaggio di una delle principali eccellenze del made in Italy in tutto il mondo Lollobrigida e Tajani scrivono al commissario Ue Breton e annunciano azioni legali. L’Italia fa quadrato a difesa del vino, eccellenza agroalimentare sotto attacco con il placet dell’Unione europea. La maggioranza, il governo e la comunità scientifica condannano la decisione dell’Irlanda, avallata da Bruxelles, di applicare le etichette sanitarie agli alcolici — vino compreso. “Nuoce alla salute”? “Alla salute”, semmai. Con moderazione, il vino fa bene, addirittura. Mentre il fumo, al quale è equiparato il consumo di alcolici, fa sempre male. A prescindere dalla quantità di sigarette.
Fonte: L’Identità.
Carpineto wine experience.
“Un’agricoltura di precisione con macchine e tecnologie a scarsissimo impatto ambientale a salvaguardia della biodiversità”. Un wine retreat di 184 ettari di terreno dedicati a vigneto, uliveto e bosco, ambiente ideale per la selvaggina che lo popola allo stato naturale. Un’oasi di natura e ambiente all’insegna della sostenibilità. E’ la Tenuta di Montepulciano, la più estesa delle 5 tenute della griffe toscana dei grandi rossi. Una piccola, grande storia di famiglia, anzi di famiglie, lungo tre generazioni, raccontata attraverso vini che rimangono a lungo nella memoria e suscitano emozioni. Diverse le esperienze di full immersion nella natura, a sti etto contatto con chi fa, produce, grandi vini.
Fonte: L’Identità.
Vino, scontro a Bruxelles sulle etichette allarmiste.
L’Italia difende i suoi vini IL CASO IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA: «CERCHEREMO OGNI STRADA CONTRO LA DECISIONE IRLANDESE». «Cercheremo ogni strada legale non solo per rivendicare il diritto di promuovere il vino, ma anche per evitare che in alcune nazioni venga stigmatizzato con un’etichettatura fuorviante». Intervenendo con un videomessaggio al simposio di Assoenologi, al via ieri a Napoli, il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida è tomato sulla tenzone europea esplosa questa settimana dopo che il silenzio-assenso della Commissione Ue ha consentito all’Irlanda l’inserimento delle avvertenze perla salute sulle bottiglie degli alcolici, vino compreso, sull’esempio di quanto già avviene per le sigarette.
Fonte: Messaggero.
In cantina – Margaux, brillano le magnum.
Rivalutazione media del 32% per le 24 bottiglie da un litro e mezzo passate in asta Margaux, brillano le magnum di Cesare Pilon L, analisi delle quotazioni spuntate alle aste dai grandi rossi del Bordolese in tutti i loro formati speciali ha come protagonista questa settimana Château Margaux nella bottiglia da un litro e mezzo, la magnum. Per motivi di spazio i 16 prezzi che compaiono in tabella non sono tutti: sono i più significativi dei 24 peri quali è possibile il confronto con il prezzo che avevano ottenuto alle aste dei 2021.
Fonte: Milano Finanza.
«Vino tossico? Schiaffo all’Italia» Si ribellano anche le cantine umbre.
Dal regno del Sagrantino: «L’etichetta “nuoce alla salute” è assurda e non si addice al nostro Paese» Il pericolo reale è che si potrebbero colpire più i prodotti di qualità che quelli di fascia bassa PERUGIA II vino come le sigarette? II «nuoce gravemente alla salute» stampato sui pacchetti di ‘bionde’ per annunciare – a ragione – tristi presagi ai fumatori potrebbe campeggiare, col ‘placet’ dell’Europa, anche sulle bottiglie di vino italiano, turbando il sorseggiare di chi ama bere poco e bene. Uno ‘schiaffo’ per l’Italia, scrigno di tesori in bottiglia capaci di trainare economia e turismo. Una dinamica di tutta evidenza anche in Umbria, dove il temuto ‘vento punitivo’ che soffia dall’Europa, in prima istanza dall’Irlanda, sta facendo dormire notti insonni ai produttori di vino di casa nostra.
Fonte: Nazione.
La campagna di Fdi in difesa del vino italiano.
L’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Antonio Tajani il ricorso al Wto. Per Tajani “c assurda la decisione dell’Irlanda di introdurre un’etichetta per tutte le bevande alcoliche, incluso il vino italiano. Nonostante la contrarietà del Parlamento europeo”. “E’ alquanto anomalo — nota il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida — che si sia autorizzata contro il parere del Parlamento europeo” una cosa dalla quale “traspaiono tante cose. Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare un’evidenza: bere con moderazione fa anche bene, e un dato che ogni medico e scienziato potrà affermare con serenità, ogni eccesso fa male”.
Fonte: Secolo d’Italia.
Denaro & lettera – Più inflazione, meno bevute: il gruppo C&C taglia le stime.
Meno brindisi e meno bevute al pub a causa del carovita e degli scioperi dei treni. È il quadro con cui il gruppo CeC, produttore e distributore di birra, sidro, vino, alcolici e bibite, ha spiegato l’indebolimento delle sue prospettive per il secondo semestre del 2023. L’indicazione è stata male accolta alla Borsa di Londra, dove il titolo CeC ha accusato una flessione dei 9,03% a 167,20 pence. In un aggiornamento sull’attività, CeC ha indicato che le prospettive della seconda metà dell’esercizio accusano l’impatto delle «continue pressioni sul costo della vita», destinate a proseguire nel breve termine e che l’attività risente «in modo significativo» anche degli scioperi sulla rete ferroviaria del Regno Unito che hanno ridotto la frequentazione dei centri urbani soprattutto durante il periodo delle festività.
Fonte: Sole 24 Ore.
Coop europee del vino contro lo stop ai pesticidi in agricoltura.
I produttori di Francia, Spagna e Italia ritengono inapplicabile la riduzione del 50% della chimica nei campi entro il 2030 finchè non ci saranno strumenti alternativi credibili Sostenibilità e nonne Giorgio dell’Orefice a proposta Ue di tagliare in maniera drastica il ricorso alla chimica in agricoltura(meno 50% entro il 2030) non solo risulterà inapplicabile, ma fornirà un assist ai competitor extra Ue del vino europeo perché la produzione Ue mollerà e d sari. più spazio di mercato per il vino prodotto altrove e senza regole né sul fronte ambientale né su quello dell’attenzione alla salute umana. È un duro j’accuse quello mandato in una lettera inviata nei giorni scorsi all’Europarlamento dalle organizzazioni cooperative del vino di Italia, Francia e Spagna che rappresentano un volume di circa 75 milioni di ettolitri di vino l’anno, pari al 50%, dell’intera produzione europea.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Dop economy, solo in Toscana vale più di 1 miliardo.
Verso la riforma Ue Vino protagonista Giovanni Uggeri La cosiddetta Dop economy Toscana vale 1,36 miliardi di euro (+18,6%inun anno) , con Siena (676 milioni) e Firenze (273 milioni) nella top 20 delle province per impatto economico delle produzioni di qualità Dop e delle Igp. È quanto rivela Coldiretti Toscana sulla base del Rapporto Qualivita Ismea 2022, che ieri ha organizzato a Firenze un evento dedicato alla riforma europea del sistema delle Dop e delle Igp. Il contributo principale ai primati della Dop Economy toscana, secondo Coldiretti, provengono dal vino con 58 produzioni a denominazioni (52 Dop e sei Igp), di cui 4 tra le principali 20 italiane (Chianti Dop, Chianti Classico, Brunello di Montalcino Dop e Toscano Igp) con 1.183 milioni di business e 5.839 operatori. Il comparto food crea invece un valore complessivo di 178 milioni grazie a 3i prodotti (16 Igp e 15 Igp) con 11.938 operatori e al primato nazionale dell’olio extravergine con 29 milioni di euro.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Lollobrigida in difesa del made in Italy “Basta bugie, ogni azione a tutela del vino”.
Attacca il cibo sintetico e difende il vino. Soprattutto quello italiano. «Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza. Bere con moderazione fa anche bene, e questo è un dato che ogni scienziato penso potrà affermare con serenità». Sono le parole del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Francesco Lollobrigida, ospite ieri a Lonato del Garda, nel Bresciano, per il convegno “Frankenstein nel piatto? Il cibo sintetico la nuova minaccia” organizzato da Coldiretti. Una presa di posizione che rafforza la lotta intrapresa dall’Italia subito dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino come quel «nuoce gravemente alla salute» già presente sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Stampa.
Produttori di vino riuniti, nasce l’associazione Penisola Dop.
Si amplia la gamma dei prodotti da tutelare dell’enogastronomia locale Il neo presidente La Mura: «Solo insieme si raggiungono traguardi importanti» Si continua a puntare sull’associazionismo, per garantire a tutti i produttori un maggiore ascolto ma soprattutto arrivare al riconoscimento di tutela per l’enogastronomia locale. “Quello di due sere fa sera è stato un altro successo di questa amministrazione – dichiara il sindaco Nello D’Auria – che continua a muoversi nei solchi della sinergia e della cooperazione. Dare lustro a questo meraviglioso territorio, alle sue eccellenze enograstronomiche e ai talenti dei tanti valorosi operatori è dovere di una buona politica e in quest’ottica stiamo muovendo i nostri passi per sostenere i tanti prodotti del nostro paniere”.
Fonte: Metropolis.
Distretto vini: via libera a 11,3 milioni.
Dal Ministero dell’ agricoltura ok ai primi 14 progetti, Regione rilancia con il 10% I distretti del cibo diventano realtà, con la Campania che vede tre progetti approvati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, grazie al sostegno territoriale di Coldiretti. Tra questi c’è il Distretto Agroalimentare dei Vini d’Irpinia, che aggrega oltre 170 aziende vitivinicole. Dal Ministero è arrivata l’approvazione definitiva, con il via libera ai primi 14 progetti, per un valore di investimenti complessivo paria 11,3 milioni di euro, di cui oltre 4,2 milioni di contributo in conto capitale. Buona parte delle risorse serviranno a finanziare interventi innovativi per la sostenibilità ambientale.
Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.
Altra follia Ue: “Il vino nuoce alla salute” Lollobrigida: etichette fuorvianti, vie legali.
«Siamo pronti alle vie legali». Parte da Napoli la crociata contro l’ultima euro follia. L’occasione è il Simposio di Assoenologi che si tiene in città, dove il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida (nella foto), invia un videomessaggio per dire che affermare «che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza». Il riferimento è a ciò che rischia di accadere dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino come quel «nuoce gravemente alla salute» già presente sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Roma.
Vini d’Irpinia, al Distretto 11,3 milioni.
Tre progetti approvati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Vini d’irpinia, al Distrett 11,3 milioni. I distretti del cibo diventano realta’, con la Campania che vede tre progetti approvati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranita’ Alimentare, grazie al sostegno territoriale di Coldiretti. Tra questi c’e’ il Distretto Agroalimentare dei Vini d’Irpinia, che aggrega oltre 170 aziende vitivinicole. Dal Ministero e’ arrivata l’approvazione definitiva, con il via libera ai primi 14 progetti, per un valore di investimenti complessivo pari a 11,3 milioni di euro, di cui oltre 4,2 milioni di contributo in conto capitale. Buona parte delle risorse serviranno a finanziare interventi innovativi per la sostenibilita’ ambientale.
Fonte: Roma.
Il vino etichettato come il tabacco La Regione: «Il governo intervenga».
Non si è tenuto conto del pronunciamento del Parlamento Ue Gardini: «Che grande sciocchezza!». Immaginate una bottiglia di Sangiovese con l’etichetta “Nuove gravemente alla salute”. Non è un’ipotesi tanto campata in aria. Anzi, presto potrebbe essere realtà nelle enoteche irlandesi. L’Irlanda ha infatti varato una legge che prevede l’etichettatura sanitaria anche per vino e superalcolici sullo stesso modello di quanto avviene per sigarette e altri prodotti del tabacco. La Commissione Europea ha dato il via libera nonostante l’opinione contraria manifestata su questo argomento dal Parlamento Ue nel febbraio scorso.
Fonte: Corriere Romagna.
«E’ tutta salute» – «Vino come le sigarette» Le cantine contro l’Europa.
Etichette sul vino come per le sigarette, il sindaco non è d’accordo: «Il problema è l’abuso, non il consumo. Danni all’enogastronomia». «Vino come le sigarette» Le cantine contro l’Europa Nel mirino la proposta di esporre sulle bottiglie etichette sui rischi del’alcol. Produttori riminesi in rivolta: «Un bicchiere non ha mai fatto male a nessuno». «Informazione non corretta, così si danneggia un settore importante della nostra economia» La proposta di equiparare il vino alle sigarette, applicando sulle bottiglie etichette del tipo «l’alcol prova malattie del fegato» o «alcol e tumori sono collegati», va di traverso agli appassionati di enologia e viticoltori riminesi.
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
Le regole sugli abiti a scuola Polemiche sul vademecum – Le etichette in Irlanda sulle bottiglie di vino: «Fa male alla salute» Il Friuli: una minaccia.
Quell’opuscolo ci porta indietro di mille anni. Se verrà istituito un tavolo di confronto io siederò dalla parte dei ragazzi». Dusolina Marcolin, la presidente della Commissione regionale pari opportunità, prende le distanze, senza se e senza ma, dalla pubblicazione anti violenza realizzata dal Comune di Cividale con il contributo dalla Regione, distribuito agli studenti del Convitto Paolo Diacono. Come gli anni scorsi, il libretto è rivolto a tutti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori della città, ma per ora è stato consegnato solo agli iscritti al Convitto.
Fonte: Messaggero Veneto.
Zanin: «È un eccesso di zelo Qui si parla di cultura e salute».
La reazione del presidente del consiglio regionale Zanin: «È un eccesso di zelo Qui si parla di cultura e salute» a una parte c’è il buon senso, dall’altra c’è l’eccesso di zelo dei funzionari di Bruxelles. E io ribadisco quello che vado dicendo da un anno: è inaccettabile l’idea di mettere sulle bottiglie di vino etichette che indichino i pericoli legati all’alcol». A sottolinearlo ancora una volta è Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che già nel febbraio dell’anno scorso aveva preso posizione contro quella che definisce «la scure proibizionista, che trova proseliti nell’ambito della Commissione europea, alimentando purtroppo l’immagine di un’Europa matrigna e non certo madre nei confronti dei suoi diversi territori».
Fonte: Messaggero Veneto.
In Irlanda vino come le sigarette Il Fvg: una minaccia.
Categorie e produttori contro le etichette con riferimenti alla salute consentiti dall’Ue. «Così si colpisce tutto il made in Italy» In Irlanda vino come le sigarette Il Fvg: una minaccia ne anche il tempo di brindare ai grandi risultati del 2022, y \ vale a dire gli 8 miliardi di euro di export (tra gennaio e settembre ben 146 milioni di vendite all’estero per il vigneto Friuli), che il settore del vino, uno dei motori del made in Italy nel mondo, deve fare i conti con una grana. E che grana. La Commissione Ue, infatti, con il silenzio-assenso, ha consentito ai Paesi aderenti di introdurre le etichette sulle bottiglie con “avvertenze” sui danni alla salute che l’alcol può provocare.
Fonte: Piccolo.
Vino pericoloso come le sigarette, Battistoni non ci sta.
La polemica Sbagliata la decisione dell’Ue di far apporre “alert” sulle etichette delle bottiglie: “E’ un attacco diretto all’Italia” Vino pericoloso come le sigarette, Battistoni non ci sta. “La scelta della Commissione di dare seguito al progetto di legge irlandese sugli health warnings ci lascia davvero senza parole”. Così Francesco Battistoni sulla decisione dell’Irlanda di apporre “alert” sulle etichette di vino e altre bevande alcoliche analoghe a quelle poste sulle sigarette. Si tratta secondo il parlamentare viterbese di “un precedente molto pericoloso ed un attacco diretto anche al nostro Paese”. “Colpire il nostro vino – aggiunge Battistoni – oltre a produrre effettivi economici negativi a livello nazionale, colpisce il nostro made in Italy, la nostra dieta mediterranea e il nostro turismo.
Fonte: Corriere di Viterbo.
Lollobrigida in difesa del made in Italy «Basta bugie, ogni azione a tutela del vino».
Attacca il cibo sintetico e difende il vino. Soprattutto quello italiano. «Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza. Bere con moderazione fa anche bene, e questo è un dato che ogni scienziato penso potrà affermare con serenità». Sono le parole del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Una presa di posizione che rafforza la lotta intrapresa dall’Italia subito dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino come quel «nuoce gravemente alla salute» già presente sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Secolo XIX.
Cda Terre d’Oltrepò dimissioni di massa.
Ennesima bufera a Broni, esecutivo ancora da riassemblare. L’ira del vicepresidente: scelte immotivate Cda Terre d’Oltrepò, dimissioni. Ennesima bufera ai vertici di Terre d’Oltrepò, il colosso della cooperazione vinicola in Lombardia. Per la seconda volta, a distanza di un solo anno, i quasi 600 soci saranno anticipatamente chiamati a votare per il rinnovo del Cda, a data ancora da destinarsi. Quello attuale, in carica dal febbraio 2022, infatti, decade in seguito ad altre quattro dimissioni, quelle di Mario Cocchi, Davide Cristina, Antonio Morini e Giulio Romanini (che fu anche il più votato un anno) dopo quelle di Davide Gabetta, Davide Scabini e Valter Della Bianca avvenute fra novembre e dicembre. Insomma un dissenso in atto già da alcuni mesi.
Fonte: Giorno.
Cantina Terre, in vista il pagamento delle uve e la “grana” contratti.
Un’agenda pesante per il prossimo Cda che sarà eletto Sono già riprese le trattative tra la direzione e i dipendenti BRONI Pagamento del secondo acconto delle uve 2022, rilancio delle linee commerciali, interventi alle strutture e il contratto di solidarietà per i 68 dipendenti. Sono questi i temi nell’agenza del nuovo consiglio di amministrazione della cantina Terre d’Oltrepo, che sarà nominato a metà febbraio, dopo che le dimissioni di sette consiglieri nel giro di pochi mesi hanno fatto cadere la dirigenza attuale, ora in carica per un mese per l’ordinaria amministrazione.
Fonte: Provincia – Pavese.
Caso etichette: «Sono falsità ma dovremo farci l’abitudine».
Protesterb produttori di vino e associazioni di categoria per l’obbligo delle indicazioni sanitarie. Centinaio: «Scorrettezza commerciale» Caso etichette: «Sono falsità ma dovremo farci l’abitudine». Passa un messaggio fastidioso, ma è più importante rimboccarci le maniche per far conoscere sempre di più il nostro vino». Il Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese commenta così il via libera dell’Unione europea alla norma con cui l’Irlanda introduce avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici («Il consumo di alcol provoca malattie al fegato» o «Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati»), simili ai messaggi che compaiono sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Provincia – Pavese.
«Allarmi in etichetta, così il settore del vino diventa a rischio».
L’ok alle etichette allarmistiche sul vino che l’Ue ha concesso all’Irlanda preoccupa il settore vitivinicolo marchigiano. Non tanto per il mercato in sé che appare davvero marginale rispetto alle esportazioni di vino dalla nostra regione (lo 0,3% del totale secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat del 2021) quando perché questo via libera rappresenta un pericoloso precedente che arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati membri. «Così facendo – spiegano da Coldiretti Marche – il rischio è quello di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio la principale voce dell’export agroalimentare regionale.
Fonte: Resto del Carlino Ancona.
“Azzardato inserire in etichetta messaggi di allarme salutistici”.
La presidente della sezione vini e liquori di Confindustria Cuneo “Azzardato inserire in etichetta messaggi di allarme salutistici” Anche i produttori di Langhe e Roero esprimono preoccupazione per il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. «La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori è azzardata e sproporzionata – dice Paola Lanzavecchia, presidente della sezione vini e liquori di Confindustria Cuneo.
Fonte: Stampa Cuneo.
Dal Salento un Negroamaro promettente.
Prima che il Primitivo diventasse la star indiscussa del panorama vitivinicola pugliese, questo primato spettava al Negroamaro. II vitigno è stato da sempre identitario della Puglia o meglio del Salento. Le sue origini restano ancora molto incerte, se non addirittura sconosciute. Di sicuro le influenze greche, ma anche latine sono riscontrabili già dal nome, composto dal latino niger (nero) e greco mavros (nero) che sta ad indicare molto probabilmente il colore molto scuro delle sue uve. Detto questo però null’altro ci è dato di conoscere sulle sue origini. Molto di più, grazie alla ricerca effettuata dal CRA-VIT, sappiamo invece sui cloni che compongono il variegato universo di questo vitigno.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
A Borgo Egnazia la cerimonia di consegna dei 5 Grappoli Bibenda 2023 ai migliori vini di Puglia.
I trentasei migliori vini di Puglia consacrati dalla guida Bibenda con il massimo riconoscimento dei “5 Grappoli 2023” – frutto dell’ impegno di trentaquattro produttori del territorio – hanno sfilato nella serata di gala celebrata da Fondazione Italiana Sommelier Puglia nell’esclusivo evento di scena a Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, Brindisi. “La nostra regione produce vini di qualità che arrivano sulle tavole di tutto il mondo, grazie ad una comunicazione attenta, tecnica e di forte coerenza -ha spiegato il presidente di Fondazione Italiana Sommelier Puglia, Giuseppe Cupertino – abbiamo dato merito e riconoscimento al vino di Puglia e agli sforzi dei suoi protagonisti”.
Fonte: Salento in tasca.
Sigarette come il vino levata di scudi contro l’idea irlandese.
È no al “bollino” sulle etichette Caggliard. A scatenare il putiferio sono stati gli irlandesi e l’Europa non ha fatto nulla per impedire che anche sulle bottiglie vino siano stampati i messaggi d’allarme per la salute, gli alert, come accade da tempo sui pacchetti di sigarette. L’Italia ha lanciato una controffensiva, chiedono all’Unione Europa di fermare il progetto di legge dell’Irlanda. A schierarsi contro sono stati anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia, e il gruppo di Fdi in Consiglio regionale. Per il primo, «non si può mettere il vino, nostra eccellenza, alla stessa stregua delle sigarette.
Fonte: Nuova Sardegna.
Alert sulle bottiglie di vino «Etichette fuorvianti» – Allerta salute in etichetta Tutti uniti contro la scelta.
I produttori di vino dell’Empolese Valdelsa compatti nel condannarla La difesa del consumo moderato, secondo lo stile della dieta mediterranea. «II governo Sarebbero disastrose si faccia promotore se il provvedimento delle nostre fosse adottato proteste da altri Paesi con l’Unione Europea» non produttori. A volte il tempismo è tutto. Ecco perché il simposio in corso da ieri e che si conclude oggi a Napoli organizzato dall’Assoenologi che ha come argomento “Vino e salute, fra alimentazione e benessere” non poteva avvenire in un momento più opportuno.
Fonte: Nazione Empoli.
Lista Igp e Doc La provincia è penultima.
Siena e Firenze nella top 20 delle province italiane per impatto economico delle produzioni di qualità Dop e delle Igp. Siena, al nono posto con 676 milioni di euro e Firenze al ventesimo posto con 273 milioni di euro trainano la Dop Economy regionale che con 89 prodotti tra vino e food vale complessivamente 1.361 miliardi di euro (+18,6%) ed il quinto posto nazionale. Nella speciale classifica tutta Toscana Massa Carrara con 10 milioni di euro precede soltanto Lucca con 8 milioni di euro. Si parla del vino con il Chianti ed il Chianti Classico all’olio extravergine Igp, dal pane toscano al miele della Lunigiana, dal fagiolo di Sorana al Lardo di Colonnata Igp passando per lo Zafferano di San Gimignano Dop, il farro della Garfagnana Igp fino al Panforte di Siena Igp.
Fonte: Nazione Massa Carrara.
«Il vino nuoce alla salute? Attacco alle eccellenze» – Il vino nuoce come le sigarette? «L’Irlanda così ci danneggia tutti».
Pisa: l’esperto della Scuola Sant’Anna «Il vino nuoce alla salute? Attacco alle eccellenze». 11 vino nuoce come le sigarette? «L’Irlanda così ci danneggia tutti» Fa discutere la legge di Dublino che impone ai produttori le etichette con avvertenze sugli alcolici Il docente Tonutti: «Un provvedimento che penalizza i produttori, il mercato e le nostre tradizioni». Proviamo per un attimo a immaginare alla possibile reazione di un italiano in Irlanda, che sia lì per lavoro o in vacanza, se per la mani gli capitasse una bottiglia di vino o di birra con apposta etichetta che recita: «II consumo di alcol provoca malattie al fegato», o peggio, «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati».
Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.
Dale nostre Dop un fatturato di 33 milioni.
In arrivo il nuovo regolamento europeo sulle indicazioni geografiche. Coldiretti: « Favorirà la certificazione di altre eccellenze». In Provincia non solo piante di qualità. Ma pure tanti prodotti a marchio di indicazione geografica che, soprattutto grazie al vino e all’olio, nel 2021 hanno avuto un impatto economico di 33 milioni di euro, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente. È il dato che risulta dalla speciale classifica della Dop Economy regionale redatto da Coldiretti Toscana sulla base del Rapporto Qualivita – Ismea 2022, e presentato nell’ambito dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche che si è tenuto all’Innovation Center di Firenze con l’apertura della vetrina della Dop Economy.
Fonte: Nazione Pistoia-Montecatini.
Wine&Siena al Santa Maria Tanti eventi dal 27 al 30 gennaio con 600 etichette in vetrina.
Profumate etichette e prodotti d’eccellenza, in arrivo da ogni parte d’Italia, si preparano a inaugurare la nuova stagione del WineeSiena dedicata agli amanti del buon bere e del gusto. Sono circa 600 i vini attesi per l’ottava edizione del WineeSiena, dal 27 al 30 gennaio, premiati da The Wine Hunter Award: dalle bollicine all’Alta Langa, un percorso enogastronomico che tocca Sicilia, Campania, Puglia e Sardegna, ma anche le eccellenze lombarde, dell’Alto Adige e del Friuli. Non mancheranno i rossi della Toscana e il Pelaverga del Piemonte, il vino che nasce da un vitigno autoctono a bacca nera coltivato nella provincia di Cuneo, così come quelli del Veneto, dell’Abruzzo, dell’Emilia Romagna e del Lazio.
Fonte: Nazione Siena.
Anteprima del Nobile. S’inizia il 18 febbraio.
I produttori saranno in passerella a Montepulciano per far conoscere l’annata 2020 e la riserva 2019. E’ tutto pronto per il primo grande evento dell’anno dedicato alla prima Docg d’Italia, il Vino Nobile di Montepulciano, che come ormai da tradizione in febbraio apre le porte di casa, la Fortezza, agli operatori e agli appassionati. Da sabato 18 a lunedì 21 febbraio infatti, presso la Fortezza di Montepulciano, i produttori torneranno in presenza per far conoscere le nuove annate in commercio dal 2023: il Vino Nobile 2020 e la Riserva 2019. Una passerella internazionale che coinvolge l’intera comunità di Montepulciano che per tre giorni sarà presa d’assalto dai tanti appassionati provenienti da tutta Italia.
Fonte: Nazione Siena.
Ue e vino, Verona rischia 1,2 miliardi.
Se l’Irlanda riceverà l’ok anche del Wto sulle etichette di allerta sanitario («l’alcol uccide»), può diventare un precedente pericoloso in Europa Ue e vino, Verona rischia 1,2 miliardi È il valore dell’export scaligero. Consorzi di Valpolicella e Soave: «Gravi danni per l’economia». Insorge la filiera vitivinicola De Castro: «L’Italia si è mossa bene e subito ora serve il pressing anche di Francia, Spagna e Grecia. Un miliardo e 123 milioni. A tanto ammontava il valore dell’export di vino veronese nel mondo nel 2021. Un valore in aumento nell’anno che si è appena concluso: il primo semestre ’22 ha evidenziato vendite sui mercati stranieri per 588,3 milioni, in crescita dell’11,6% sui 12 mesi precedenti.
Fonte: Arena.
Intervista a Carlo Petrini – Carlo Petrini: «Gli eccessi? Non si limitano con i bollivi ma con la conoscenza».
Parla il fondatore del movimento internazionale Slow Food Carlo Petrini: «Gli eccessi? Non si limitano con i bollini ma con la conoscenza» GG Le doc non perderanno mercato perché il consumatore informato acquista già vino di qualità •• Il silenzio assenso dell’Esecutivo Ue che di fatto ha dato il via libera, a un soffio dal Natale, alla normativa irlandese che introduce gli health warnings (gli ammonimenti o richiami perla salute) obbligatori sulle etichette dei vini, equiparati di colpo ai pacchetti di sigarette non piace neanche a Carlo Petrini, fondatore del movimento internazionale Slow Food. Petrini comprende le preoccupazioni dei produttori , tra i quali tanti veneti e veronesi.
Fonte: Arena.
Le differenze culturali «spaccano» l’Unione.
II sistema vino italiano è sotto attacco da mesi. Uno dei principali scogli sembrava superato quando a febbraio 2022, il Parlamento europeo ha votato le linee guida del Beating Cancer (Beca) Plan. Sulla base delle raccomandazioni formulate, la Commissione ha il compito di emanare direttive regolatorie che, approvate dal Parlamento, vincoleranno i Paesi membri. La novità consiste nell’eliminazione di riferimenti a nutri score e bollini neri sul vino. «Ma gli ostacoli non sono completamente rimossi», aveva avvertito l’europarlamentare veronese, Paolo Borchia, che punta l’indice verso i Paesi del Nord Europa privi di adeguata cultura del vino.
Fonte: Arena.
L’anteprima del Chiaretto fa tappa in due comuni.
Giovedì 2 e venerdì 3 marzo spazio agli assaggi L’anteprima del Chiaretto fa tappa in due comuni Cristoforetti: «Contiamo di chiudere l’anno con una crescita globale del 5%, grazie ai nuovi mercati». La tredicesima edizione dell’Anteprima del Chiaretto di Bardolino si sdoppia in due sedi diverse. Giovedì 2 e venerdì 3 marzo l’hotel Caesius Thermae e Spa Resort di Bardolino ospiterà la stampa di settore che assaggerà la nuova annata mentre domenica 5 e lunedì 6 marzo alla Dogana Veneta di Lazise ci saranno due giorni dedicati rispettivamente al pubblico e agli operatori di settore, che potranno degustare il Chiaretto di Bardolino e conoscere i produttori. In degustazione circa cento vini di quaranta produttori.
Fonte: Arena.
Vivo Cantine, bilancio record col fatturato che sale del 41%.
Cantina ha chiuso i12022 con un fatturato consolidato di 164 milioni (+ 41% rispetto all’anno precedente), utile netto sopra i 3 milioni e patrimonio netto a oltre 22,8 milioni. «E stato un anno straordinario», sottolinea in un comunicato Franco Passador, Ad di Vi.V.O. Cantine, realtà vinicola con sede a Salgareda che controlla 8 realtà tra Veneziano e Trevigiano, oltre duemila i soci per 6300 ettari vitati. «L’acquisizione di nuove aziende nell’ultimo triennio e i processi di trasformazione strutturale, ovvero investimenti per venti milioni, hanno prodotto i risultati attesi.
Fonte: Gazzettino.
Bottega pronto ad aprire altri 10 Prosecco bar.
Sfiora i 110 milioni di ricavi l’universo Bottega mettendo a segno l’ennesimo anno in crescita: l’azienda vinicola di Bibano di Godega ha archiviato il 2022 con 84,7 milioni di euro di fatturato, +20% sul precedente, cui si aggiungono i 25 milioni di incassi realizzati dai Prosecco bar. Locali che a gennaio 2023 si preparano a raggiungere quota 34 con l’inaugurazione prevista all’aeroporto di Istanbul. Un’espansione, quella dei Prosecco bar, che non si ferma alla Turchia, pronta com’è a proseguire nel 2023 con altre 10 aperture: a Praga, Nizza, Mykonos, Sofia, Londra (dove aprirà il quarto Prosecco bar), nell’isola cinese Haivan e a Corfù oltre ad un’altra Terrazza Bar nel più lussuoso albergo di Nairobi.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Le belle idee delle aziende “rosa”: un milione di euro per il vino biologico di una cantina abruzzese.
Arriva dall’Abruzzo un esempio virtuoso di azienda femminile capace di interpretare l’innovazione in agricoltura e il desiderio delle donne di tentare la scalata alle grandi imprese: si tratta di Antonella Di Tonno, titolare della società agricola ‘I Lauri’ di Loreto Aprutino, che ha ottenuto il via libera a un finanziamento per un milione di euro dalla misura Ismea “Più Impresa” per la realizzazione di un progetto innovativo di una cantina per produrre vino biologico. La sua storia è stata raccontata in diretta nella trasmissione Geo&Geo, condotta da Sveva Sagramola, dalla presidente nazionale di Coldiretti Donne Impresa Chiara Bortolas che ha parlato dell’universo femminile, delle opportunità a vantaggio delle aziende guidate da donne. ma anche delle numerose difficoltà che devono affrontare le manager del settore agroalimentare.
Fonte: AbruzzoLive.
Vino: Lollobrigida, le bugie nuocciono gravemente alla salute.
“Le bugie nuocciono gravemente alla salute e sosterremo in ogni modo non solo azioni di difesa rispetto all’aggressione di etichettature fasulle, ma faremo tutte le azioni promozionali per spiegare ad ogni livello quali sono i benefici della dieta mediterranea, nella sua complessità, e dei prodotti della nostra nazione”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida a margine di un convegno sulla ‘minaccia’ del cibo sintetico organizzato da Coldiretti Brescia a Lonato del Garda. La sfida, dice il ministro, è ulteriore spinta all’export contro modelli di consumo che non sono utili alla salute. Secondo Lollobrigida, “dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza.
Fonte: ANSA.
Vino: esportazioni da record, ma preoccupano gli allarmi in etichetta.
Coldiretti: record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo, ma pesa il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta. Le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo raggiungono un record storico, per un valore vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022, grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero, ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri ed il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda, che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.
Fonte: Horecanews.
Il vino come le sigarette? In Irlanda via libera agli “health warning”, già paventati due anni fa dalla Commissione Europea.
Da qualche giorno impazza sul web e sui social la notizia riguardante quello che potrebbe rappresentare un precedente storico, nell’accezione più negativa del termine, in merito all’introduzione di “alert” sanitari da parte dell’Irlanda da applicare alle bottiglie di vino, alla stregua degli “health warning” presenti, da anni, sui pacchetti di sigarette. Decisione, quella del governo Irlandese, che sembra non essere un problema per la Commissione Europea che, giusto poco prima della fine del 2022 non si è opposta (“il 22 dicembre scorso, infatti, è finito il periodo di moratoria per il Public Health Alcohol Labelling Regulations, con il quale il governo irlandese ha introdotto l’obbligo delle avvertenze sanitarie sulle etichette dei prodotti alcolici, incluso il vino”) nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Paesi Ue. Il problema, infatti, non coinvolge direttamente altri paesi, ma in maniera indotta e per il precedente che si sta per verificare, tutti i maggiori produttori di vino, compresa, ovviamente, l’Italia dovranno fare i conti con questa solo parzialmente attesa “evoluzione” degli eventi.
Fonte: Wine Blog Roll.
STAMPA ESTERA
«Emily in Paris», marchande de vins français.
LE VIN ROSÉ MIRAVAL DE BRAD PITT. CHÂTEAU HAUT-BRION OU LE CHAMPAGNE PIPER HEIDSIECK TIENNENT LES PREMIERS RÔLES DANS LES NOUVEAUX ÉPISODES DE LA SÉRIE A SUCCÈS. UNE EXPOSITION MONDIALE INESPÉRÉE POUR NOTRE VITICULTURE. DÉCRYPTAGE. Nul ne l’avait anticipé mais l’avenir de la viticulture française se joue à Hollywood. Il suffit de visionner la série Fmity in Paris, l’histoire d’une ingénue américaine qui débarque dans la capitale, pour s’en convaincre. Rarement nos vins avaient été mis autant en avant, et avec une telle candeur. Dans une scène, l’héroïne Emily Cooper sirote des verres remplis d’un breuvage rosé. Derrière elles, deux bouteilles de vin Miraval, en format classique et magnum. Elle ne mourra pas de soff. Changement de décor : la voilà qui siffle le méme breuvage dans son appartement du Se arrondissement, les fenétres grandes ouvertes sur les toits du quartier… Les séquences gentiment imbibées se succèdent à bon rythme au fil des épisodes, au point de laisser à penser que Miraval est devenu la boisson nationale française. L’américain Brad Pitt, propriétaire de la marque, s’est toujours montré impliqué dans La promotion et la distribution des vins qu’il produit depuis plus de dix ans du côté de Correns, dans le Var. Plus d’une soirée organisée dans le milieu du cinéma est associée au rosé de Provence à l’étiquette plus ronde que la roue de la fortune. Cette fois, comment l’acteur a-t-i1 mis en avant ses cuvées de si belle façon dans une des séries transgénérationnelles les plus regardées du moment – il est question de centaines demillions de vues – diffusée sur laplateforme Netfllx? Placement de produit Aujourd’hui, en termes de placement de produits, deux systèmes cohabitent. Soit la marque passe un accord avec la société de production de l’oeuvre audiovisuelle dans le cadre d’un contrat à la précision chirurgicale. Le réalisateur a alors l’obligation de filmer le produit dans une scène et un cadre prédéterminés. Pour un show comme Emily in Paris, selon nos sources, le montant d’une telle opération oscille autour de 500 000 dollars. Marques de voitures de prestige et chaînes de restauration rapide se laissent tenter. Le résultat de telles opérations peut manquer de subtilité. Chacun a en tete la série des lames Bond, ou la montre, la bière et l’auto du héros sont mis en avant de façon très frontale.
Fonte: Figaro.
Love California? Try Essex.
Wine ham Idzlkowski was a Northern Irish amateur jockey who got fed up with the climate there. He has ended up in the warmest, driest corner of the British Isles, making wines that have opened a whole new chapter in the history of English wine, even if their provenance is distinctly unsung. But he took a major swerve along the way. When I met Idzikowski last year, I was surprised to learn that it was an episode of a BBC TV series I presented back in the 1990s that set him off on his wine journey. He was so entranced by the warm, sunny climate at Williams Selyem winery in northern California, as seen in our programme on Pinot Noir, that he wrote to the winery offering his services as an intern. “They thought it was hilarious that they could employ someone who would willingly do all the hard work,” he told me. In Sonoma, he was well and truly bitten by the wine bug and went on to work at Tyrrell’s in Australia’s Hunter Valley as well as in South Africa and the Rhône. By 2011, Idzikowski had graduated with first class honours from Plumpton in Sussex, Britain’s centre of learning about and research into wine production. “I really enjoyed Plumpton,” he said, “and the idea then was to emigrate, maybe to California or Australia.” But before he could be lured to balmier dimes, he was offered a job as winemaker at Langham Estate in Dorset, south-west England. “I got lucky because it’s a good site and making good sparkling wine there was easy. It’s one of the few sites in England with genuine Champagne chalk, the only place where the two chalks overlap.” But Id lkówsld wanted to make still wine, riot the sparkling wine that has dominated the English wine scene this century, so in 2015 he moved to nearby Lyme Bay, which was starting to get a bit of a reputation for its still Pinot Noir. He knew that Pinot Noir can be difficult to ripen properly and is prone to rot. The 2012 vintage had been notoriously rainy and challenging in England, with vineyards riddled with rot. But many wineries in counties including Sussex, Hampshire and even Cornwall managed to buy clean fruit from the much drier county of Fssex in the east. So when Idzikowski was offered Pinot Noir grapes from a new estate in eastern Essex in 2016, he gladly accepted. Over to Janine Bunker, who now runs that estate, known today as Danbury Ridge. Back then, however, she was as startled as anyone by what Idzikowsk achieved. “Our vines had gone into the ground only in 2014. We were still just growers. But then Liam sent us his 2016s made at Lyme Bay from Danbury Ridge grapes. Once we tasted Liam’s wine, we quickly decided to go into grape-to-glass.” Their launch vintage, 2018, was made at Lyme Bay, but by 2019 they were making wine in their own no-expense-spared estate winery, designed by Idzikowski and backed by the Bunker family’s determination to make England’s finest still wines.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 13 gennaio 2023!
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Agroalimentare Italia al Wto contro etichetta per il vino.
II ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che chiederà «l’intervento della Commissione Ue sul Wto” contro l’etichetta introdotta dall’Irlanda per avvertire dei rischi per la salute dai prodotti alcolici, vino compreso.
Fonte: Avvenire.
Vino con etichette anti cancro L’Italia: la Ue le blocchi.
È partita l’Irlanda. Sulle bottiglie la scritta: danni per la salute Lollobrigida e Tajani: assurdo, l’abuso è pericoloso, non l’uso Lollobrigida Si vuole equiparare il vino ai superalcolici, ma il vino usato in modo moderato è im alimento sano II caso di Luciano Ferraro «L’assurda decisione contro il vino», come l’ha chiamata il ministro degli Esteri Antonio Tajani, viene da una delle capitali della birra. L’idea è di far comparire sulle etichette delle bottiglie europee, dal Prosecco allo Champagne, dal Barolo al rossi di Bordeaux, una scritta che metta in guardia: «alcol e tumori mortali sono collegati». Un colpo per il Vigneto Italia che esporta quasi 8 miliardi di euro l’anno, ne fattura 14. Sono anni che sul tema alcol e salute gli Stati si scontrano a Bruxelles, nordici da una parte, Paesi a vocazione vinicola dall’altra.
Fonte: Corriere della Sera.
L’ex monastero e la svolta con il pinot nero.
Cristina Cerri Comi, la terza vita di Travaglino Viene dalla Bocconi, Cristina Cerri Comi (qui sotto, nell’illustrazione). Ha lavorato in mezzo mondo nella finanza dopo la laurea, da Madrid, a Hong Kong a Sidney. Fino a quando ha capito che sarebbe stato un imperdonabile errore abbondare l’azienda che la sua famiglia ha fatto crescere in un secolo e mezzo. Un monastero del 1868 diventato la cantina Travaglino, con 400 ettari di verde, di cui 8o a vigneto, con 200 mila bottiglie l’anno. Così Cristina, da quasi un decennio, è tornata a Calvignano, nell’Oltrepò Pavese. «Una terra magica, con un potenziale incredibile», dice sicura.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Giovani timorati.
La Gen Z che non beve, non fuma, non ama ma puzza di naftalina. Una ricerca La musica è finita se i giovani hanno piantato in asso festini e libertinaggio. Dal 1999 al 2019, nei paesi a più alto reddito, uomini e donne fra i 12 e i 16 anni hanno messo in campo una austerity dello spasso. Lo rivela la ricerca di Social Science e Medicine sui cambiamenti dei costumi giovanili. Sono numeri definitivi. Dati che tirano giù il sipario sulla vita nel fiore degli anni. Trent’anni fa i quindicenni fumatori rappresentavano il 26 per cento del totale, oggi sono circa il 10. E se è ancora vera la sentenza di Piero Ciampi – “beve come un irlandese” – in queste ore la stessa Irlanda ottiene il via libera della Commissione europea a indicare avvertenze sanitarie sui vini, le birre e i liquori.
Fonte: Foglio.
Anime astemie.
L’Irlanda senza Cristo dice che il vino fa male. In difesa del corpo, dimentica il trascendentale. Assurda”, secondo il ragionevole Tafani, “la decisione dell’Irlanda di introdurre un’etichetta per tutte le bevande alcoliche, incluso il vino italiano”. E ovviamente si parla di un’etichettatura negativa, scoraggiante, tipo quella sui pacchetti di sigarette: lasciate ogni speranza di salute voi che bevete… Ma l’aggettivo non è il migliore che si potesse scegliere. “Assurdo”, secondo il vocabolario, significa “contrario alla ragione, al buon senso”, parola per descrivere “anche cose o fatti reali, ma quasi incredibili per la loro stranezza”. Purtroppo nell’attacco irlandese al vino non vedo assolutamente nulla di strano. Già nel 2011 lo scrittore irlandese Colm Tóibín scrisse, molto compiaciuto: “Oggi il cattolicesimo in Irlanda è finito”.
Fonte: Foglio.
Etichette e guerra all’alcol. Insorgono i produttori – Vino, liquori e birra non sono fumo».
Produttori apelo-lucani contro l’etichetta irlandese che associa il consumo a malattie e tumor’. Nel nostro Paese il settore del vino è una “fabbrica diffusa” che vale 14 miliardi all’anno e dà lavoro a 1,3 milioni di persone. Il consumo di alcol provoca malattie del fegato» oppure «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati» o «l’alcol uccide»; il fatto che avvertenze sanitarie simili a queste, cioè simili a quelle che campeggiano sui pacchetti di sigarette, potrebbero comparire sulle bottiglie di vini, liquori e birre in vendita in Irlanda e, potenzialmente, in tutti i Paesi europei, sta levando il sonno agli operatori di Italia, Spagna e Francia e ai migliori produttori di Puglia e Basilicata.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
L’Ue si beve 8 miliardi d’export dei nostri vini.
In Irlanda passa una legge che impone di associare alcol e cancro sulle etichette, come per il fumo. La commissione poteva opporsi ma non lo ha fatto entro i termini. Cosi ha creato un precedente pericoloso in un comparto dove l’Italia primeggia con 6.500 aziende Il mondo vinicolo si era ripreso egregiamente dopo la pandemia. L’abbinamento con la farina di grilli o le cavallette arrosto che l’Europa ci propone come cibi sani e sostenibili quando non sono né l’una né l’altra cosa (chissà se i camerieri servendole chiederanno: coscia o petto?) rischiava di mettere in crisi i sommelier. Cosi la Commissione europea, con un atteggiamento che fa passare Ponzio Pilato per risoluto decisionista, ha scelto di non scegliere e di far diventare il vino nemico della salute, togliendolo di fatto dal mercato. Anzi, peggio, il vino è accusato di essere altamente cancerogeno e di meritare lo stesso stigma negativo delle sigarette.
Fonte: La Verita’.
Cause di vita.
L’Irlanda ha ottenuto un via libera per piazzare le tipiche etichette terrorizzanti (come quelle pacchetti di sigarette, «schiatterai entro mezz’ora») anche sulle bottiglie di alcolici, sulle quali appariranno cordiali moniti su cirrosi, tumori e aborti spontanei. Qui lo preannunciamo da una ventina d’anni, assieme – presto o tardi – alle etichette sui cibi, alla mutua negata agli obesi e al peso dei bambini sulla pagella, come negli Usa. Il cosiddetto «health warnings» non perdonerà più la moderazione che regolava tante nostre concessioni al buon vivere: dopo la came rossa, nel 2016, il Chief Medical officer annunciò che faceva male anche il vino, sempre.
Fonte: Libero Quotidiano.
Alla Commissione Ue «vanno bene» le etichette irlandesi.
La legge approvata dall’Irlanda che prevede l’etichettatura delle bevande alcoliche, vino incluso, con avvertimenti sul presunto rischio sanitario associato al consumo, per la Commissione europea «va bene». Lo confermano all’Adnlcronos fonti Ue, richiamando la posizione che la Commissione ha già trasmesso al Parlamento. Con il piano europeo di lotta contro il cancro, la Commissione vuole «lavorare per introdurre avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche». Attualmente sono in corso i lavori preparatori e la raccolta delle prove.
Fonte: Libero Quotidiano.
I vini di pregio battono la Borsa.
La cassaforte in cantina I vini di pregio battono la Borsa Ma è più facile perdere dei soldi Negli ultimi dieci anni le grandi etichette da collezione si sono apprezzate del 94% Regoli (WineNews): «Si tratta però di investimenti alternativi e sempre rischiosi». In dieci anni le quotazioni dei vini di pregio sono cresciute del 94%. Praticamente hanno raddoppiano il loro valore. E nel 2022 il valore delle bottiglie da collezione, quelle che entrano nei portafogli d’investimento, è cresciuto del 10,7%, con un risultato ben superiore a quello registrato dai mercati finanziari. La Borsa di Milano, ad esempio, ha perso il 13%, il Nasdaq dei tecnologici Usa addirittura il 33%. Il dato esce dall’indice eWibe Market, elaborato dall’omonima piattaforma accessibile su Internet. Ma a meno di essere dei veri esperti di eno-business o di appoggiarsi a intermediari affidabili, con le etichette di pregio è più facile rimetterci dei soldi anziché guadagnare.
Fonte: Libero Quotidiano.
Giù le mani dal vino: non è un nemico.
Bere acqua in eccesso fa molto male e può avere conseguenze negative. Il meno che possa capitare è una sudorazione eccessiva che comporta, in casi estremi, la rimozione delle ghiandole sudoripare. Contraccolpi seri possono riguardare anche il cervello e il cuore, lo sapevate? Il cervello potrebbe non riuscire a controllare la gestione dei liquidi all’interno del nostro organismo. Giù le mani dal vino: non è un nemico Mentre il cuore potrebbe dover pompare sangue troppo diluito, con conseguenti problemi cardiologici. E bere troppo provoca anche problemi di insonnia perché agisce in maniera negativa sull’ormone che regola l’attività dei nostri reni mentre dormiamo. Ecco dunque di cosa si può occupare adesso l’Unione Europea: mettere sulle bottiglie di acqua minerale la dicitura, con tanto di teschio e ossa incrociate: «Bere acqua può portare ad avere seri problemi cardiovascolari e di sanità mentale».
Fonte: Mattino.
Vino, Roma scrive alla Ue: l’Irlanda ci danneggia.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, hanno indirizzato una lettera al commissario europeo Thierry Breton per sollevare la questione legata alla normativa irlandese nel comparto delle bevande alcoliche. Dublino infatti intende apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche messaggi come «esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali». Equiparando di fatto il vino alle sigarette. «La scelta di Dublino incide negativamente sulla libertà degli scambi e sulla libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione», si legge nel testo della lettera.
Fonte: Messaggero.
Il Made in Italy sotto attacco in Europa – Made in Italy sotto attacco Ue: ora anche il vino .
A colpire pesantemente il top delle produzioni, vanto soprattutto del Sud, sono sicuramente i fenomeni meteo estremi e i rincari energetici. Made in Italy sotto attacco Ue: ora anche il vino diventa pericoloso La Commissione concede all’Irlanda di applicare sulle bottiglie etichette allarmistiche sui pericoli perla salute. Vino, olio e pomodoro: sotto attacco i campioni della Dieta Mediterranea. A colpire pesantemente il top delle produzioni, vanto soprattutto del Sud, sono sicuramente i fenomeni meteo estremi, i rincari energetici e delle materie prime, aggravati dalla guerra in Ucraina, ma a mettere il carico da novanta ci sta pensando Bruxelles. L’ultimo “regalo” la Commissione europea lo ha riservato al vino, con il via libera all’Irlanda a utilizzare sulle bottiglie etichette allarmistiche che segnalano il pericolo per la salute dei consumatori.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Vino, Italia all’attacco sulla scelta di Dublino.
La norma irlandese sugli health warnings nelle etichette di vino, birra e alcolici è contro il mercato interno. Lo affermano i ministri Tajanie Lollobrigida in una lettera al commissario Ue Breton. -a pag. 18 Vino, Italia all’attacco sulla scelta di Dublino Etichette Lettera al Commissario Ue Breton dei ministri Tajani e Lollobrigida Giorgio dell’Orefice La norma irlandese che punta a introdurre gli health warnings nelle etichette di vino, birra e alcolici sulla scorta di quanto avvenuto per le sigarette «viola il principio della libera dealcolazione delle merci con pesanti ripercussioni sul mercato interno ed effetti distorsivi sugli scambi intracomunitari». A denunciarlo in una lettera al Commissario Ue al mercato interno, Therry Breton il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovrani alimentare, Francesco Lollobrigida.
Fonte: Sole 24 Ore.
Mood pairing.
Le emozioni influenzano anche il modo di percepire i sapori. Affinché il palato possa apprezzare fino in fondo un buon vino, l’ultima sfida dei sommelier e abbinarlo non solo al cibo, ma all’umore dei commensali. Perché ogni stato d’animo, coli come ogni occasione, ha la sua bottiglia adatta. Di Barbara Sgarzi II Pinot Nero? Intellettuale, complesso. eclettico. Adatto a una tavolata con ottimo cibo, intorno alla quale la conversazione è vibrante e il dibattito acceso. La cena, magari in famiglia, si prospetta più tesa? Meglio andare su una bottiglia più morbida e calda: un giovane Cabernet o Merlot. ad esempio. Se invece temete una serata troppo lunga e faticosa, la classica cena di lavoro o un evento aziendale ad alto rischio di noia, accorrono in aiuto la freschezza e l’acidità di uno Chenin Blanc u un Sauvignon Blanc.
Fonte: Sole 24 Ore How to Spend It.
L’intervento – Irlanda, la guerra al vino e i veri guai degli eccessi – Educazione e buon senso così si evitano gli eccessi.
Educazione e buon senso così si evitano gli eccessi Il consumatore evoluto degusta e apprezza il bere senza esagerare. Il buon senso ed educazione alimentare. Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Fino a 50 anni fa, il vino era un alimento che entrava nelle case e nella dieta quotidiana di milioni di persone: aveva una sua funzione, forniva calorie e nutrimento.
Fonte: Stampa.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” Vino La battaglia sulle etichette 14,2 miliardi di euro è la stima del valore del giro d’affari totale del vino in Italia I ministri Tajani e Lollobrigida attaccano Bruxelles “Scelta assurda”. Alert sanitari sulle bottiglie divino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un “alimento liquido” che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «È giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati».
Fonte: Stampa.
In Irlanda vino come il fumo Made in Italy sotto attacco – In Irlanda «il vino nuoce alla salute» L’etichetta fa infuriare Coldiretti.
Alcolici come sigarette. La protesta italiana contro Dublino. Lollobrigida: «Temono la nostra concorrenza» In Irlanda «il vino nuoce alla salute» L’etichetta fa infuriare Coldiretti … Arriva il via libera della Commissione europea alla decisione del governo irlandese di etichettare vino, birra e liquori come pericolosi per la salute. Una decisione che piomba nel dibattito pubblico proprio nel giorno in cui Coldiretti ha comunicato il boom dell’export italiano del settore, vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero.
Fonte: Tempo.
Vino, pericolo segnalato sulle etichette La Regione contro la Commissione Ue.
L’assessore Mammi: «Assurdo paragonarne gli effetti a quelli delle sigarette» Paragonare il vino al tabacco, riportando sulle bottiglie la stessa tipologia di alert utilizzata sui pacchetti di sigarette, sta suscitando vasta disapprovazione in Italia. Numerose le reazioni per questa decisione, approvata dall’Unione europea sulla base di una legge irlandese che potrebbe estendersi anche alla distribuzione dei vini italiani. Sulla questione interviene anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi: «E grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, attraverso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso».
Fonte: Gazzetta di Modena.
Etichette choc sul vino come per le sigarette La Regione: «Ci opporremo» – Vino, etichette come per il fumo «Una vera discriminazione».
Ok dell’Ue alla norma irlandese. La Regione: «Ci opporremo in ogni sede» Bologna Paragonare il vino al tabacco, riportando sulle bottiglie la stessa tipologia di alert utilizzata sui pacchetti di sigarette, sta suscitando vasta disapprovazione in Italia. Sono numerose le reazioni per questa decisione, approvata dall’Unione europea sulla base di una legge irlandese che potrebbe estendersi anche alla distribuzione dei vini italiani. Sulla questione interviene anche l’assessore regionale all’Agricoltura, il reggiano Alessio Mammi: «È grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, aura verso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso».
Fonte: Gazzetta di Reggio.
L’export intanto raggiunge il record storico.
È record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo per un valore vicino agli 8 miliardi nel 2022. Ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri e il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati (stat in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato “e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati” nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.
Fonte: Gazzetta di Reggio.
Etichettatura sui rischi del vino Agricoltori contro la decisione Ue.
Ferrara «Ci preoccupano molto le decisioni che l’Europa sta prendendo rischiando di incrinare il settore vitivinicolo, fondamentale per l’Italia. La Commissione non ha ascoltato le riserve che l’Italia, con altri Stati membri, ha manifestato per opporsi alle misure introdotte dalla normativa irlandese creando un precedente e ostacoli al commercio». Sono le parole del Presidente di Confagricoltura Ferrara, Francesco Manca, dopo che l’Unione Europea ha dato il via libera all’Irlanda all’applicazione di un nuovo sistema di etichettatura delle bevande alcoliche. Si tratta di un progetto di regolamento che introduce l’obbligo di riportare messaggi sanitari relativi al cancro, alle malattie del fegato, alle donne in gravidanza in etichette e presentazioni di superalcolici, ma anche vini e birre, immessi nel mercato domestico.
Fonte: Nuova Ferrara.
Lambrusco fermo e cucina local a Villa di là.
La pregevole pieve storica di Fogliano, risalente alla fine del XVI secolo, edificata su una prima chiesa del 963, non è l’unico motivo per arrivare quassù. Un cucuzzolo a cinque minuti di auto dal centro di Maranello con una vista notevole, da riscoprire, per riappropriarsi dei propri ritmi, lontani dal traffico, dalle automobili, dallo stress. A pochi passi l’Agriturismo Villa di là, una cucina di collina, tradizionale, vera, dove sedersi a tavola cullati dalle premure di Marco e dalle delizie cucinate da Luana, per immergersi in uno stato di soave benessere. Un incubo per i podisti e i bikers che devono ricorrere al rapportino per riuscire a superare quella china impervia, ma un paradiso per i cultori della buona tavola che sanno bene quanto Marco e Luana Raimondi, sappiano destreggiarsi ai fornelli, basta lasciarsi guidare dai loro consigli.
Fonte: Resto del Carlino Modena.
Le etichette sul vino, l’assessore Zannier: «Una follia».
«Una disfatta. Ma non solo per noi, per tutta Italia. Non ha dubbi l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier, sempre attento ai cambiamenti e sempre pronto a cogliere i rischi, come in questo caso. Se come appare sempre più certo, sulle etichette delle bottiglie di vino appariranno le scritte “Bere alcol provoca malattie del fegato”, oppure “Esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali”, come avviene per le confezioni di sigarette, allora c’è il concreto rischio che il mercato possa punire uno dei business economicamente più importanti della regione. E ancora una volta l’Europa, considerata sempre più matrigna, a imporre queste regole che potrebbero entrare in vigore con il prossimo anno. Il mercato del vino in Friuli Venezia Giulia conta più o meno 28 mila ettari di coltura a vigneto.
Fonte: Gazzettino Friuli.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute’ Vino La battaglia sulleetichette Questa misura mina i principi dell’Unione europea che nasce come libero mercato comune Non si può fare di tutta l’erba un fascio, le bevande alcoliche non sono tutte uguali 14,2 miliardi di curo ò la stima del valore del giro d’affari totale del vino in Italia Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie di vino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai».
Fonte: Messaggero Veneto.
Vino lombardo, cresce l’export Ma si teme il monito europeo.
Le vendite all’estero nel 2022 sono aumentate del 10%. Dati che potrebbero risentire della decisione della Ue che consente di applicare sulle bottiglie un’etichetta di rischio come nel caso dei superalcolici. Il vino made in Lombardia è sempre più senza confini, ma all’estero deve fare i conti con continue minacce. Come evidenzia la Coldiretti regionale, sulla base dei dati Istat relativi ai 9 mesi del 2022, l’export lombardo è cresciuto in valore del 10% su base annua (a circa 231 milioni di euro): la performance conferma il ruolo di spicco di un territorio che conta oltre 20 mila ettari destinati a vigneto, con produzioni destinate, per il 90%, a etichette al top grazie a 5 Docg (Denominazione origine controllata e garantita, 21 Doc (Denominazione origine controllata) e 15 Igt (Indicazione geografica tipica).
Fonte: Avvenire Milano.
Vino lombardo, cresce l’export ma incombono nuove minacce.
Per la collina banina il mercato estero è una buona opportunità Vino lombardo, cresce l’export ma incombono nuove minacce Andrea Bagatta Export in crescita per il vino lombardo nei primi nove mesi del 2022, ma diverse minacce all’orizzonte per il settore produttivo, che sconta le difficoltà legate agli aumenti dei costi di produzione e al nuovo protezionismo. Sulla collina di San Colombano l’export rimane un canale alternativo a quello tradizionale e di carattere piuttosto occasionale, legato alle richieste di mediatori o a contatti diretti delle cantine, ma con volumi decisamente bassi, marginali rispetto alle circa 2 milioni di bottiglie prodotte.
Fonte: Cittadino di Lodi.
Il «caso etichette» per il vino manda l’Italia su tutte le furie.
L’alert per la salute Le reazioni dopo l’ok dell’Ue alla decisione dell’Irlanda Lettera al commissario Breton Lollobrigida: scelta gravissima. Con il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli «alert sanitari» in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Tajani, il ricorso al Wto. Perché «crediamo che dietro questa scelta un’altra volta si miri non a garantire la salute ma a condizionare i mercati», tuona il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. E proprio Tajani e Lollobrigida hanno indirizzato ieri una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, invocando un intervento dell’Ue.
Fonte: Eco di Bergamo.
Basta un po’ di buon senso per limitare gli eccessi.
Il buon senso ed educazione alimentare. Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Fino a 50 anni fa, il vino era un alimento che entrava nelle case e nella dieta quotidiana di milioni di persone: aveva una sua funzione, forniva calorie e nutrimento.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” Vino La battaglia sulle etichette Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie divino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo i115% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «Giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
La Coldiretti lancia l’allarme «A rischio l’export di vino» – «Esportazioni di vino a rischio per la campagna della Ue».
«Le esportazioni di vino lombardo crescono del 10%in un anno, ma sul settore gravano minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette». Lo afferma la Coldiretti Lombardia in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori come perle sigarette. II vino fa discutere in Europa «Esportazioni di vino a rischio per la campagna della Ue» La Coldiretti regionale attacca l’iPotesi di etichette salutistiche in Irlanda E sui costi di produzione lancia l’allarme: «Troppi rincari nei vigneti» «Le esportazioni di vino lombardo crescono del 10% in un anno, ma sul settore gravano diverse minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette».
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vini, bene l’export ma rincari salati In Valtellina stangate sui vigneron.
L’export di vino lombardo cresce del 10% in un anno ma sul settore gravano diverse minacce, a partire dagli aumenti dei costi produttivi. Lo rileva Coldiretti Lombardia. Nei vigneti di Valtellina e Valchiavenna si registrano rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Mnetre una bottiglia di vetro costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, i tappi in sughero hanno superato il +20%, i cartoni di imballaggio sono rincarati del 45%.
Fonte: Giorno.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” Vino La battaglia sulle etichette Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie di vino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «Giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Provincia – Pavese.
Basta un po’ di buon senso per limitare gli eccessi.
Il buon senso ed educazione alimentare. Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo.
Fonte: Provincia – Pavese.
Cantina Terre al voto forse due le liste Centinaio attacca: «Ingovernabili».
Entro il 3 febbraio le candidature, Il 13 fissata l’assemblea II presidente Bardone ha deciso: resterà fuori dalla sfida. La cantina Terre d’Oltrepo al voto il 13 febbraio per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, dopo le dimissioni di quattro consiglieri che hanno fatto cadere il Cda in carica da appena dieci mesi. Per le elezioni si parla già di due liste contrapposte, ma tra i candidati non ci sarà il presidente uscente Enrico Bardone. Intanto, sulla vicenda arriva il durissimo commento del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio (Lega), che parla di «ennesima scelta suicida di un territorio ingovernabile». La dirigenza uscente, in carica per l’ordinaria amministrazione, ha ufficializzato l’ipotesi che circolava da giorni: i 600 soci saranno convocati lunedì 13 febbraio, al pomeriggio, al teatro Carbonetti di Broni per le votazioni.
Fonte: Provincia – Pavese.
Il «caso etichette» per il vino manda l’Italia su tutte le furie.
L’alert per la salute Le reazioni dopo l’ok dell’Ue alla decisione del l’Irlanda Lettera al commissario Breton Lollobrigida: scelta gravissima. Con il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli «alert sanitari» in etichetta sul vino, di fatto un via libera. l’Italia landa la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Tajani, il ricorso al Wto. Perché «crediamo che dietro questa scelta un’altra volta si miri non a garantire la salute ma a condizionare i mercati», tuona il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. E proprio Tajani e Lollobrigida hanno indirizzato ieri una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, invocando un intervento dell’Ue.
Fonte: Provincia Como.
The wine killer: se un vino non è buono oggi nemmeno il tempo lo correggerà.
In questa domenica, 15 gennaio, alle ore 12 da Off Topic in via Pallavicino35, il mondo del vino si fa accessibile e coinvolgente con la presentazione del volume “Il bicchiere d’argento” (cd. Domus), a cura di Luca Gardini: c’è una sezione tecnica, una parte dedicata all’abbinamento con il cibo e una scelta di 500 etichette d’eccellenza a cui ispirarsi. Tra i massimi esperti di vini a livello internazionale, una star nel suo campo, Gardini, classe 1981, ha dimostrato di saper comunicare in modo schietto, emozionante e senza tanti sofismi. Miglior sommelier d’Italia nel 2004, e del mondo nel 2010, poi le esperienze da Enoteca Pinchiorri (3 stelle Michelin) a Firenze e con Carlo Cracco a Milano hanno segnato la carriera del Wine killer di gardininotes.com.
Fonte: Stampa Torino Sette.
La burocrazia impazzita che fa del vino un nemico – La burocrazia impazzita che fa del vino….
Bere acqua in eccesso fa molto male e può avere conseguenze negative. Il meno che possa capitare è una sudorazione eccessiva che comporta, in casi estremi, la rimozione delle ghiandole sudoripare. Contraccolpi seri possono riguardare anche il cervello e il cuore, Io sapevate? Il cervello potrebbe non riuscire a controllare la gestione dei liquidi all’interno del nostro organismo. La burocrazia impazzita che fa del vino… Mentre il cuore potrebbe dover pompare sangue troppo diluito, con conseguenti problemi cardiologici. E. bere troppo provoca anche problemi di insonnia perché agisce in maniera negativa sull’ormone che regola l’attività dei nostri reni mentre dormiamo. Ecco dunque di cosa si può occupare adesso l’Unione Europea: mettere sulle bottiglie di acqua minerale la dicitura, con tanto di teschio e ossa incrociate: «Bere acqua può portare ad avere seri problemi cardiovascolari e di sanità mentale».
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
Note di Suondivini festival del sapore.
A Serdiana i Parteolla ha aperto H 2023 con gli incontri di cultura e storia tra i ca ici I di Giovanni Dessole Note e sentori, armonicamente distribuiti e trasformati in sinfonie di forma liquida ma capaci di conquistare cuore e mente passando dal palato. Questo, e tanto di più visti i riscontri e risultati in termini di partecipazione, è stato il festival “Suonidivini”, appuntamento andato in scena lo scorso fine settimana a Serdiana – una delle piccole grandi capitali del vino made in Sardegna-, evento promosso dall’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano (Banali, Dolianova, Donori, Serdiana, Settimo San Pietro, Soleminis. Il modo migliore per dare inizio all’anno venti ventitrè e opportunità, per tutto il Parteolla, di promuoversi nel suo intero e aprire a nuovi flussi turistici mettendo in vetrina i suoi prodotti più preziosi e ricercati.
Fonte: Nuova Sardegna.
Il vino come il fumo, l’Isola insorge.
Coldiretti: «Misura pericolosa che falsifica la realtà e mette a rischio l’economia sarda» Il vino come il fumo, l’Isola insorge Ok dell’Ue all’Irlanda: nelle etichette “alert” sanitari simili alle sigarette Dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese che vuole inserire “alert sanitari” nelle etichette di confezioni di vino e alcolici per certificarne il potenziale danno alla salute, proprio come successo per le sigarette, l’Italia lancia la controffensiva in difesa del patrimonio enogastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Tajani, il ricorso al Wto (l’organizzazione mondiale del commercio). «Crediamo che dietro questa scelta un altra volta si miri non a garantire la salute, ma a condizionare i mercati», ha tuonato íl ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Fonte: Unione Sarda.
Vino, una rivolta contro l’Europa – L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo».
Ok di Bruxelles all’Irlanda che adotterà le etichette con l’avvertenza. Tra i produttori toscani c’è chi sospenderà l’export Vino, una rivolta contro l’Europa Via libera alle bottiglie con 1’alert: «L’alcol nuoce alla salute». L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo» Rivolta contro il via libera della Commissione all’Irlanda gli alcolici avranno l’etichetta con le avvertenze Tra le vigne toscane ieri son fischiate le orecchie a San Patrizio per l’ultimo provvedimento della Ue sul vino. La comunità europea ha infatti dato il via libera all’Irlanda per poter mettere sulle bottiglie di tutti gli alcolici senza distinzione un’etichetta di attenzione alla salute simile a quella dei pacchetti di sigarette. Il vino nuoce gravemente alla salute, fa venire il cancro al fegato, uccide… Si chiama «health warning» è un vecchio progetto dell’isola di smeraldo al quale l’Europa non si è mai opposta fino a scadenza.
Fonte: Corriere Fiorentino.
«Siamo al riduzionismo culturale Serve educazione, non slogan» – «Riduzionismo culturale Per limitare lo sballo non servono gli slogan».
La Commissione europea La professoressa Maurizia Brunetto, direttrice dell’unità operativa di Epatologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa è contro l’etichetta anti alcol: «È una sostanza tossica, ma il problema è l’abuso che non si contrasta con forme di riduzionismo culturale». «Riduzionismo culturale Per limitare lo sballo non servono gli slogan» «L’alcol è una sostanza tossica, ma mi sia concessa una provocazione: se si ragiona in questi termini anche vivere è da considerarsi tossico, perché è una malattia sessualmente trasmessa che porta inevitabilmente alla morte. Per questo credo che la tossicità dell’alcol vada declinata in base alle quantità che se ne assumono». La professoressa Maurizia Brunetto, direttrice dell’unità operativa di Epatologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa, spiega le insidie legate alle varie forme di abuso di alcol, ma invita alla «ragionevolezza» sull’uso moderato nelle persone sane.
Fonte: Corriere Fiorentino.
Vino, una rivolta contro l’Europa – L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo».
L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo» Rivolta contro il via libera della Commissione all’Irlanda gli alcolici avranno l’etichetta con le avvertenze Tra le vigne toscane ieri son fischiate le orecchie a San Patrizio per l’ultimo provvedimento della Ue sul vino. La comunità europea ha infatti dato il via libera all’Irlanda per poter mettere sulle bottiglie di tutti gli alcolici senza distinzione un’etichetta di attenzione alla salute simile a quella dei pacchetti di sigarette. Il vino nuoce gravemente alla salute, fa venire il cancro al fegato, uccide… Si chiama «health warning» è un vecchio progetto dell’isola di smeraldo al quale l’Europa non si è mai opposta fino a scadenza.
Fonte: Corriere Fiorentino.
«Quelle frasi mai sulle mie bottiglie Se resta questa legge stop all’export».
Martino Manetti (Montevertine): «Una pazzia, è un tentativo di lavarsi la coscienza» L’intervista Con un pizzico dell’ironia toscana che lo contraddistingue, del buon pragmatismo retaggio dell’attivita in campagna, e molto scoramento da burocrazia, Martino Manetti di Montevertine reagisce all’ultimo provvedimento della Commissione europea in materia di vino. Manetti ha sentito dell’ultimo obbligo di legge sul vino verso l’Irlanda? «Mi hanno scritto poche ore fa. È una pazzia. Una cosa del tutto priva di buon senso. Ma se il vino fa male come dicono perché non ne vietano la vendita?». La politica è costretta a delle mediazioni. «A me sembrano più tentativi di lavarsi la coscienza.
Fonte: Corriere Fiorentino.
L’Irlanda: «Il vino nuoce alla salute» Consorzi toscani sul piede di guerra.
Bufera su Dublino che vuole la scritta sulle etichette come per il tabacco: «Inestimabile danno d’immagine». «Siamo tutti molto preoccupati, si rischia un crollo dell’export davvero disastroso». «Nuoce gravemente alla salute». Un avviso che da anni in Italia siamo abituati a leggere sui tabacchi, ma che in Irlanda potrebbe essere presto inserito sulle etichette di vini, liquori e alcolici. II via libera è arrivato direttamente dall’Unione Europea, con un silenzio-assenso alla norma notificata in estate da Dublino e che permetterà alle autorità nazionali di adottare gli avvertimenti. Se altri Paesi dovessero seguire l’Irlanda, c’è il rischio di penalizzare fortemente membri dell’Ue, tra cui l’Italia. La prima ad alzare gli scudi è la provincia senese, che fa del vitivinicolo uno dei suoi punti di forza sui mercati internazionali con 700 milioni di export all’anno.
Fonte: Nazione.
«Giù le mani sul nostro oro» – «L’allarme sul vino attacco al made in Italy».
Talanti e Costa a pagina 7 «L’allarme sul vino attacco al made in Italy» Guasconi, presidente della Camera di Commercio: «L’export vitivinicolo è salito a 700 milioni di euro, la scritta mette a rischio i fatturati». ‘Nuoce gravemente alla salute’: un alert che da anni in Italia siamo abituati a leggere sui tabacchi, ma che in Irlanda potrebbe essere presto inserito nelle etichette di vini, liquori e alcolici. II via libera è arrivato direttamente dall’Unione Europea, con un silenzio-assenso alla norma notificata in estate da Dublino e che permetterà alle autorità nazionali di adottare gli avvertimenti. Una scelta che, soprattutto se altri Paesi dovessero seguire l’Irlanda, rischia di penalizzare fortemente membri dell’Ue, tra cui l’Italia con la provincia senese, che fa del vitivinicolo uno dei suoi punti di forza sui mercati internazionali.
Fonte: Nazione Siena.
«L’abuso di ogni prodotto è nocivo. Così il danno è solo per il vino».
Consorzi levano gli scudi contro la misura dell’Irlanda «Ci sarà un aggravio di costi anche per le etichette dedicate». «II consumo di alcol nuoce alla salute» così le etichette con avvertenze sanitarie arrivano sulle bottiglie di vino ed alcolici in Irlanda. L’unione europea ha infatti dato il via libera ad una misura che da tempo è oggetto di dibattito. L’Irlanda è il primo Paese dell’Ue ad inserire le etichette, ma non l’unico a richiederlo. Un parere che però si scontra completamente con quello di altri Paesi produttori di vino come l’Italia, che considerano la misura un grave danno per l’intero settore. «Si tratta di un pericoloso precedente generato da un silenzio-assenso della Commissione europea.
Fonte: Nazione Siena.
L’intervista Frescobaldi: evitare che il fenomeno dilaghi in Europa – L’ira del marchese Frescobaldi «Così vogliono discriminarci».
Questa deriva protezionistica va fermata subito». Parla il marchese Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini. Vitale a pag. 3 L’ira del marchese Frescobaldi «Così vogliono discriminarci» L’intervista «È una deriva protezionistica da far bloccare» Idi Divina Vitale Bolgheii È stata una vera e propria doccia fredda per i produttori di vino la nuova normativa unilaterale irlandese che sposa l’introduzione di etichette con messaggi allarmanti, simili a quelli usati per il tabacco sui pacchetti delle sigarette, relativi al con sumo di alcol su tutte le bevande vendute nel paese. È vero che si parla di alcol in una regione, l’Irlanda, dove il problema dell’alcolismo non è certo da sottovalutare, ma è anche vero che non si può fare di tutta l’erba un fascio, a partire dalla discriminazione del vino, una bevanda che in Italia come in Francia e in altri paesi vuol dire principalmente cultura.
Fonte: Tirreno.
«Il vino nuoce alla salute» In Veneto sono a rischio oltre 2 miliardi di export.
Categorie contro l’Ue per l’ok all’Irlanda alle scritte sulle etichette delle bottiglie «Ill vino nuoce alla salute» In Veneto sono a rischio oltre 2 miliardi di export Zaia: «Bruxelles sbaglia. Serve difendersi». Variati, Pd : «I consumatori vanno informati, non spaventati». Berlato, Fdl: «Pericoloso precedente». «Il vino uccide». L’Irlanda ha ottenuto il via libera dalla Commissione europea per una etichettatura con diciture simili a quelle del fumo per mettere in guardia i consumatori. Un via libera per silenzio assenso, decorsi i termini, nonostante il Parlamento europeo si fosse espresso in modo contrario. In particolare, il `No” era arrivato da Italia, Spagna, Francia e altri sei Paesi Ue. La decisione presa a Bruxelles ora sta provocando un terremoto in regione, tra le più importanti produttrici di vino in Italia.
Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.
«Terrorismo psicologico Serve dare informazioni».
«La trovo a tutti gli effetti una pubblicità ingannevole. Non può essere accettato a testa bassa dall’Unione europea la norma di Dublino che obbligherà i produttori di alcolici ad apporre in etichetta avvertenze sui rischi dell’alcol perla salute. Come tutte le cose, persino le vitamine o i preziosi minerali, come il calcio e il ferro, in dosi massicce alterano l’equilibrio del nostro corpo». L’assessore all’agricoltura del Veneto, Federico Caner, critica l’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta di avvertenza sui rischi legati al consumo di vino, birra e liquori. Sulle confezioni dei prodotti, quindi, dovranno essere riportate le indicazioni come «l’alcol provoca malattie del fegato» oppure «alcol e tumori sono collegati in modo diretto». Una modalità finora contemplata solo per le sigarette.
Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.
“Il vino nuoce alla salute” Il Veneto si ribella all’UE.
Come per le sigarette: Irlanda autorizzata a inserire gli «avvisi» VENEZIA «L’autorizzazione dell’Unione Europea all’Irlanda a inserire la dicitura “il vino uccide” sulle bottiglie è una scelta assurda, che rischia di costituire un pericolosissimo precedente soprattutto per le produzioni genuine, a denominazione controllata, risultato di secoli di cultura enoica come le nostre. Occorre opporsi con forza al diffondersi di questa pratica fuori luogo, inutile e pericolosa». Parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a commento della decisione europea di autorizzare l’Irlanda a inserire scritte allarmistiche sulle bottiglie di vino, sulla falsariga di cio che avviene per le sigarette. «Quella del vino — prosegue Zaia — è una delle maggiori voci della produzione e dell’export del Veneto che, da un’azione come questa, rischia di subire ingenti danni, nell’ordine di miliardi di euro.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Bottega cresce del 20% a 84,7 milioni di ricavi «Un evento per i 45 anni».
Con una crescita del 20% sull’anno precedente, Bottega ha chiuso il 2022 a 84,7 milioni di euro di ricavi, a cui vanno aggiunti i 25 milioni introitati dai «Prosecco Bar», che aumentano di anno in anno, in tutto il mondo. Un exploit che ha portato l’azienda vinicola e distilleria trevigiana a inaugurare, un paio di mesi orsono, un sesto sito produttivo, dedicato ai liquori, a Fontanafredda (Pordenone). «In Italia – afferma Sandro Bottega, a capo dell’azienda che porta il suo nome – siamo cresciuti del 7%, un po’ con tutti i nostri prodotti, poi l’export ha prodotto il resto. Siamo presenti in 155 Paesi, da alcuni giorni siamo arrivati anche in Alaska.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Vino, etichette modello sigarette Ok Ue all’Irlanda, Italia in rivolta.
Avvertenze “terroristiche” sul rischio salute, altri Paesi potrebbero seguire Dublino. Coldiretti: export a rischio. DE CASTRO: «DERIVA NUTRIZIONISTICA NELL’ESECUTIVO DI BRUXELLES, COSÌ SI ROMPE IL MERCATO UNICO». Produttori italiani in allarme per la svolta Ue sull’etichetta: autorizzata in Irlanda la dicitura sulle etichette di vino, birra e alcolici di avvertenze per il rischio della salute. Un passo che secondo Coldiretti è un «attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale di vino con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero», col Veneto primo attore nazionale (quarto in Europa da solo). «L’Irlanda potrà adottare un’etichetta con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”», denuncia l’organizzazione, che sottolinea come nella filiera del vino siano impegnati 1,3 milioni di lavoratori.
Fonte: Gazzettino.
Il vino come le sigarette: Prosecco sulle barricate – Vino come le sigarette: coro di no.
La polemica Il vino come le sigarette: Prosecco sulle barricate Bortolomiol, Docg: «Posizione che porterà danni al comparto» Zanette, Doc: «Serve informazione soprattutto per i più giovani» Filia a pagina XVII Vino come le sigarette: coro di no ? Il governatore Zaia contro il via libera dell’Ue all’Irlanda ›Bortolomiol, Docg: «Posizione che porterà danni al comparto» «Opposizione durissima per bloccare etichette allarmistiche» Zanette, Doc: «Serve informazione soprattutto per i più giovani». Il vino uccide: contro l’Irlanda un coro di no. Sta suscitando scalpore la decisione dell’Irlanda di apporre al vino, con il placet dell’Ue, etichettature simili a quelle apposte alle sigarette sulla nocività del prodotto.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” I ministri Tajani e Lollobrigida scrivono a Bruxelles «Scella assurda» Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie di vino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «Giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono dire ttamente collegati”.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Basta un po’ di buon senso per limitare gli eccessi.
Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Fino a 50 anni fa, il vino era un alimento che entrava nelle case e nella dieta quotidiana di milioni di persone: aveva una sua funzione, forniva calorie e nutrimento.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Etichetta “il vino uccide” rabbia contro Irlanda e Ue – «Il vino uccide», ok all’etichetta in Irlanda Produttori trevigiani in rivolta contro l’Ue.
L’Unione europea autorizza il governo di Dublino a inserire la dicitura sulle bottiglie importate I produttori trevigiani: «Assurdo paragonarlo al fumo». Zaia: «Ora opposizione durissima». «Il vino uccide», ok all’etichetta in Irlanda Produttori trevigiani in rivolta contro l’Ue Insorge il mondo del Prosecco: «Senza fondamento il paragone con le sigarette». Zaia: «Opposizione durissima» «Il vino uccide». «Alcol e tumori sono direttamente collegati». «Il consumo di alcol provoca malattie del fegato». Scritte che potrebbero presto comparire sull’etichetta delle bottiglie vendute in Irlanda, come avviene per i pacchetti di sigarette. La norma decisa da Dublino, e notificata a Bruxelles lo scorso giugno, non ha ricevuto osservazioni dalla Commissione Europea, e scaduto il periodo di moratoria, può ora essere applicata. I produttori trevigiani – Prosecco in primis – sono insorti temendo non solo il danno commerciale immediato, ma anche l’effetto domino che potrebbe portare altri Stati ad adottare simili provvedimenti.
Fonte: Tribuna Treviso.
«Gli abusi fanno male alla salute ma questa norma non serve».
Giangiacomo Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso «Assurdo che valga solo per gli europei: ci danneggiamo da soli» «Gli abusi fanno male alla salute ma questa norma non serve» iamo sempre intervenuti affermando che qualsiasi abuso è deleterio per la salute, ma fornire un’indicazione come quella approvata dall’Irlanda, che non distingue tra abuso e consumo consapevole, rischia di rendere tutto un po’ simile e di non affrontare il tema nel modo corretto». Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso, evidenzia le contraddizioni della norma appena approvata dall’Unione Europea, valida per ora solo in Irlanda. «Non c’è prodotto il cui abuso non determini problemi per la salute. Dobbiamo essere chiari verso i consumatori.
Fonte: Tribuna Treviso.
Coldiretti: un milione di euro ad un’impresa pescarese per una cantina innovativa.
Arriva dall’Abruzzo un esempio virtuoso di azienda femminile capace di interpretare l’innovazione in agricoltura e il desiderio delle donne di tentare la scalata alle grandi imprese. Si tratta di Antonella Di Tonno, titolare titolare della società agricola I Lauri di Loreto Aprutino, che ha ottenuto il via libera a un finanziamento per 1 milione di euro dalla misura Ismea “Più Impresa” per la realizzazione di un progetto innovativo di una cantina per produrre vino biologico. La sua storia è stata raccontata in diretta nella trasmissione Geo&Geo, condotta da Sveva Sagramola, dalla presidente nazionale di Coldiretti Donne Impresa Chiara Bortolas che ha parlato dell’universo femminile, delle opportunità a vantaggio delle aziende guidate da donne ma anche delle numerose difficoltà che devono affrontare le manager del settore agroalimentare.
Fonte: PescaraLive.
I vini di Elemento Indigeno protagonisti del podcast de “Il Meglio in Cantina”.
“Il Mondo in un Calice”, i vini di Elemento Indigeno protagonisti del podcast realizzato in collaborazione con “Il Meglio in Cantina”. “Il Mondo in un Calice” è il ciclo di podcast – realizzato in collaborazione con “Il Meglio in Cantina” powered by Haier – dove Elemento Indigeno porta alla scoperta dei territori vitivinicoli nazionali e internazionali. Il progetto di ricerca e selezione delle “storie di vite” più autentiche sceglie lo strumento del podcast per parlare ad un pubblico ampio ed eterogeneo di appassionati wine lovers ed esperti del settore. “Il Mondo in un Calice” è il nome della nuova stagione del podcast ideato da “Il Meglio in Cantina”, il portale dedicato al pubblico dei wine lovers creato da Haier – leader globale nel settore delle cantine vino – che dispensa in modo semplice e glamour consigli, esperienze, news e contenuti inediti, raccogliendo attorno a sé una community di persone che vogliono intraprendere un viaggio inebriante sulle strade del vino.
Fonte: Horecanews.
Menfi città del vino 2023: le spiagge, le cantine e i gioielli d’arte da non perdere.
Spiagge senza confini, bordate da un mare caraibico. Oasi naturali e riserve. Uliveti e vigneti che si estendono a perdita d’occhio. Menfi è stata eletta “città del vino 2023”. Ecco le spiagge, le cantine e i gioielli d’arte da non perdere. Spiagge senza confini bordate da un mare caraibico. Oasi naturali e riserve. E, ancora, uliveti e vigneti a perdita d’occhio. Affacciata su un mare che sa già d’Africa, la costa occidentale della Sicilia è capace di regalare emozioni uniche grazie ai suoi scenari naturali (la costa è un mélange di baie di ciottoli bianchissimi, distese di dune e scogliere a picco sul mare) e ai suoi incredibili tesori artistici (da qui sono passati un po’ tutti: Fenici e Greci, Romani e Bizantini, Arabi e Spagnoli e tutti hanno lasciato le loro tracce).
Fonte: Dove Viaggi – Corriere.
“Il vino italiano ha una qualità eccezionale. A livello sensoriale siamo i migliori del mondo”.
Parola di Luca Maroni, nel lancio del suo “Annuario dei Migliori Vini Italiani 2023”. Con Abruzzo, Puglia e Roma Doc sotto i riflettori. “La qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore”. Questa, da sempre, è la filosofia della critica enoica seguita da Luca Maroni, “analista sensoriale” che nel valutare i vini italiani segue con coerenza, da anni la sua visione peculiare. Secondo la quale “ogni anno il vino italiano raggiunge e consolida dei vertici qualitativi eccezionali, con miglioramenti su tutti i fronti, con i produttori sempre più capaci di attutire e attenuare l’impatto negativo del cambiamento climatico, con grande rigore e attenzione ai tempi di raccolta, con trasformazioni enologiche sempre più pulite, sempre più all’insegna del rispetto massimo del portato dell’aroma del frutto. A livello sensoriale ci confermiamo leader mondiali”. Così il critico romano, nel fotografare in estrema sintesi, a WineNews, il racconto del suo “Annuario dei Migliori Vini Italiani 2023”, in arrivo in libreria, e costantemente aggiornato anche on line.
Fonte: WineNews.
Etichette del vino come quelle delle sigarette, Italia all’attacco.
Con il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli “alert sanitari” in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Antonio Tajani il ricorso al Wto. Perché “crediamo che dietro questa scelta un’altra volta si miri non a garantire la salute ma a condizionare i mercati”, tuona il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida”.
Fonte: ANSA.
“Il vino nuoce alla salute”, la Regione Emilia-Romagna non ci sta.
Paragonare il vino al tabacco, riportando sulle bottiglie la stessa tipologia di alert utilizzata sui pacchetti di sigarette (“Nuoce alla salute”), sta suscitando vasta disapprovazione in Italia, non solo da parte del Governo. Numerose le reazioni per questa decisione, approvata dall’Unione europea sulla base di una legge irlandese che potrebbe estendersi anche alla distribuzione dei vini italiani. Sulla questione interviene con una nota anche l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Alessio Mammi: “È grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, attraverso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso”.
Fonte: Corriere Cesenate.
“Nuoce alla salute”, stessa etichetta su vino e sigarette? Come stanno davvero le cose.
In Irlanda, dopo l’ok dell’Ue, le bottiglie dovranno indicare i rischi per la salute legate al consumo di alcol. Perché la misura di Dublino preoccupa l’Italia. L’Europa vuole equiparare il vino alle sigarette, e compromettere così il mercato di uno dei pezzi forti del nostro made in Italy. È quanto si legge su media e social italiani all’indomani della decisione della Commissione europea di dare il via libera al provvedimento con cui l’Irlanda renderà obbligatorio per i produttori di bevande alcoliche l’inserimento su bottiglie e lattine di un’etichetta che avverte sui rischi per la salute umana del consumo di alcol, in particolare sul legame tra tale consumo e il cancro. Secondo Coldiretti, la misura irlandese “è un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale (di vino, ndr) con oltre 14 miliardi di fatturato”, e le informazioni sui rischi per la salute sono “avvertenze terroristiche”.
Fonte: Europa Today.
STAMPA ESTERA
Trockene Angelegenheit.
Das Geschäft mit nullprozentigem Sekt boomt Wer zur Party alkoholfreien Sekt mitbrachte, musste dafür lange mit ziemlicher Sicherheit ein bis zwei Fragen über sich ergehen lassen. “Oh, Du fährst wohl?”, das war die eine, begleitet von einem mitleidigen Gesichtsausdruck. Die andere, meist an weibliche Partygäste gerichtet: “Oh, bist du schwanger?” Die wird dann oft begleitet von einem nervösen Kichern. Wer auf nervige bis grenzüberschreitende Kommentare keine Lust mehr hat, übt sich jetzt einfach im “Dry January”. Man ist dabei in guter Gesellschaft. Immer mehr Menschen trinken alkoholfreien Sekt, heißt es gerade beim Verband Deutscher Sektkellereien (VDS). Im Jahr 2021 verzeichneten die Hersteller ein Absatzplus von 7,3 Prozent verglichen mit dem Vorjahr. Das Deutsche Weininstitut fügt an, dass der Anteil der alkoholfreien Variante an den hierzulande konsumierten Schaumweinen bei immerhin sechs Prozent liegt. Die nichtschwangeren Nicht-Fahrer fristen also kein Exotendasein mehr. Die Branche erklärt sich die Entwicklung mit dem Trend zu bewusster Ernährung. Zu verzichten ist gerade generell in Mode. Und die Menschen in den Marketingabteilungen der Republik hätten ihren Job verfehlt, wenn es ihnen nicht gelänge, aus diesem Trend neue Produkte zu entwickeln, auf die man nicht verzichtet. Die großen Supermarktketten drängen ihrer Kundschaft den “Veganuary”, also eine vorübergehende vegane Lebensweise, derzeit fast schon auf, die großen Modeketten tun geschickt so, als lehnten sie Wegwerfmode ab. Und die Hersteller von alkoholischen Getränken? Sie lassen den Alkohol weg. Dank Placeboeffekt kann der Abend trotzdem albern werden Beim Bier, vor allem beim Weißbier, ist das schon längst gesellschaftlich akzeptiert. Seit die Bierindustrie damit wirbt, dass das goldene Gesöff mit der Schaumkrone isotonisch wirkt, kann sich, wer im Biergarten daran nippt, als lässige Sportskanone geben. Zwischen 2011 und 2021 nahm die Produktion von Weizen, Pils oder Kölsch um 74 Prozent zu.
Fonte: Sueddeutsche Zeitung.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 12 gennaio 2023!
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Alcol e tumori, così un’etichetta fa litigare la Ue – «Alcol e tumori sono collegati» Le etichette dividono la Ue.
Con il silenzio assenso di Bruxelles, l’Irlanda potrebbe diventare il primo Paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche un’allerta in cui si dice che «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». Equiparando di fatto il vino alle sigarette. Un precedente che potrebbe spronare altri Paesi a percorrere la stessa via, soprattutto in quel Nord Europa segnato da un pesante consumo di alcol. Eppure è già battaglia in Europa sulle avvertenze sanitarie sull’etichetta di vino, birra e liquori.
Fonte: Giornale.
L’etichetta salute colpisce l’Italia.
La Ue concede all’Irlanda gli “alert” sulle bottiglie: l’ira di Roma. La Coldiretti: «Un danno da 14 miliardi». Passo avanti forse decisivo per gli alert sanitari in etichetta, che metteranno vino e alcolici su un piano analogo a quello delle sigarette. Bruxelles ha dato il proprio via libera alla normativa irlandese che introduce questa possibilità e che era stata notificata lo scorso giugno alle autorità Ue dall’Irlanda. Trascorso a fine dicembre il periodo di moratoria di sei mesi, Bruxelles ha ora autorizzato Dublino ad adottare la normativa che di fatto, sul piano dell’etichettatura, equipara il vino alle sigarette. Infatti anche su vino, birra e alcolici si potranno riportare indicazioni come «l’alcol provoca malattie del fegato» oppure «alcol e tumori sono collegati in modo diretto».
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.
L’Ue tace. In Irlanda alert allarmistici su vino e birra.
Etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino, birra e alcolici in genere per scongiurarne la vendita. Con avvertenze come: «Il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». E quanto accadrà in Irlanda, il cui governo – dopo aver notificato a giugno alla commissione europea una norma che punta a introdurre a livello nazionale l’obbligo di inserire gli alert sanitari sugli alcolici – ha incassato il 22 dicembre il silenzio assenso dell’esecutivo Ue al suo varo, nonostante i pareri contrari di nove paesi europei tra cui Italia, Francia e Spagna.
Fonte: Italia Oggi.
Per l’Ue il vino fa male quanto il fumo. C’entra ancora il Qatar?
L’Irlanda, Paese membro Ue, ottiene il via libera da Bruxelles per etichettare il vino con le avvertenze per la salute come per le sigarette. Frasi e immagini-shock per scoraggiare il consumo di alcolici. Una decisione in netta contraddizione con l’orientamento espresso dal Parlamento Ue, che ha bocciato tale sistema di etichettatura per il vino. Come ricorda Dino Giarrusso, della commissione Ue Agricoltura, “il vino è un prodotto che se consumato responsabilmente non è nocivo, ed accompagna l’umanità da millenni”.
Fonte: L’Identità.
Assoenologi «Vino è salute».
Domani e sabato il simposio scientifico nazionale organizzato dall’Associazione degli Enologi a Napoli Per la prima volta operatori e medici discutono le ricerche sul rapporto tra il bere e la salute umana. IL PRESIDENTE RICCARDO COTARELLA «NON ABBIAMO TESI PRECOSTITUITE CI AFFIDIAMMO SOLO ALLA SCIENZA» Luciano Pignataro Una iniziativa senza precedenti in Italia: «Vino e Salute tra alimentazione e benessere» è il titolo del Simposio Assoenologi 2023 che si terrà domani e sabato presso l’Hotel Royal Continental. Dodici relazioni e due tavole rotonde per fare chiarezza su una tematica sempre molto attuale e che nelle ultime settimane è tornata alla ribalta dopo che la Commissione europea ha deciso di togliere, finalmente, il vino, i salumi e le carni rosse dalla lista dei cibi ritenuti pericolosi per la salute dell’uomo.
Fonte: Mattino Napoli.
«Il vino nuoce alla salute» La mossa Ue allarma l’Italia.
Via libera all’Irlanda per l’indicazione >Ma l’allerta sanitaria danneggia i nostri sulle etichette come accade per le sigarette produttori. Coldiretti: 14 miliardi a rischio. L’OBBLIGO, ANCORA NON DEFINITIVO, E PASSATO PER UNA SORTA DI SILENZIO-ASSENSO DI BRUXELLES. «Bere alcol provoca malattie del fegato». «Esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali». Ecco alcune delle frasi che presto potremmo leggere sulle etichette delle bottiglie di vino, birra e di altri alcolici venduti in Irlanda, come già avviene sui pacchetti di sigarette. Un precedente che potrebbe essere seguito da altri paesi del Nord Europa, dove l’alcolismo è un grave problema sociale, e – quel che è peggio – imposto nel resto dell’Unione. Si tratta però di vero e proprio terrorismo, perché una cosa è il consumo consapevole, un’altra l’abuso.
Fonte: Messaggero.
“L’alcol fa male” Etichette del vino come le sigarette.
Sulle bottiglie scritte sui rischi sanitari del consumo e i legami con tumori e altre patologie. Coldiretti: è un attacco all’Italia. Il vino come le sigarette. L’Irlanda ha ottenuto il via libera della Commissione Europea alle avvertenze sanitarie obbligatorie sulle etichette di vino, birra e liquori. Se arriverà anche l’ultima autorizzazione necessaria, quella dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, su tutte le bottiglie di bevande alcoliche che circolano nel Paese del Nord Europa sarà obbligatorio indicare i rischi di malattie del fegato, tumori, aborti spontanei. Per l’Irlanda rappresenta la vittoria di una battaglia intrapresa da lungo tempo per combattere l’alcolismo, un grave problema sanitario per il Paese.
Fonte: Repubblica.
Alcolici, l’Irlanda mette in etichetta i danni per la salute Proteste dell’Italia – Vino come le sigarette, ok Ue alle etichette in Irlanda.
Sulla scia delle indicazioni sui pacchetti di sigarette, l’Irlanda adotta una etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze sui danni alla salute derivati da uso e abuso di alcol La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria scaduto a fine 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge. Contrari all’iniziativa Italia, Francia, Spagna e altri sei Stati Ue, che temono che la decisione sia estesa a tutta la Ue. Cappellini con l’analisi di dell’Orefice —a pag. 18 Vino come le sigarette, ok Ue alle etichette in Irlanda Normative comunitarie Dublino potrà adottare sulle bottiglie la scritta «alcol e tumori sono legati».
Fonte: Sole 24 Ore.
L’analisi – Una deriva pericolosa che l’Italia deve fermare.
Anni fa era in voga il fortunato slogan televisivo di un dentifricio che consigliava: «Prevenire è meglio che curare». Uno slogan che andrebbe ricordato alla Commissione Ue che invece, in tema di agroalímentare, ha deciso che “condizionare, se non terrorizzare, è meglio che educare”. Questo è l’atteggiamento dietro il via libera agli alert salutistici in etichetta su vino, birra e alcolid previsto da una legge irlandese approvata ieri da Bruxelles con un semplice “silenzio-assenso”. Il tentativo di mettere vino e alcolici sul banco degli imputati, come avvenuto qualche tempo fa con tabacco e sigarette, sta ronzando da mesi sulle politiche comunitarie.
Fonte: Sole 24 Ore.
Intervista a Giuseppe Pagano: “Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me”.
Abbiamo incontrato il patron Giuseppe Pagano alla vigilia della consegna dell’ambito premio “Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me El Due i vini a marchio Azienda Agricola San Salvatore 1988 premiati al Salone dei Vini Guida Bio: IGP Paestum Aglianico “Omaggio a Gillo Dorfles” 2017 e IGP Paestum Fiano “Pian di Stio” di Alfonso Mauro “Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me” — il Cilento del mito (ri)fondativo contemporaneo, Cadmo come Giuseppe Pagano, in un identitario ritorno alle terre dell’azienda dall’anima etica nel cuore pestàno. Fondamentale l’orgoglio del lavoro ma anche la narrazione, il rebranding della bellezza del Cilento nel mondo, magari in collaborazione con il celeberrimo Dorfles, asceso veramente al mito. Due i vini a marchio Azienda Agricola San Salvatore 1988 premiati al Salone dei Vini Guida Bio: IGP Paestum Aglianico “Omaggio a Gillo Dorfles” 2017 (appunto), e IGP Paestum Fiano “Pian di Stio” vinificato in biologico. 75 ettari di cui 15 vitati sono in area del Parco Nazionale del Cilento; espansi altri 25, di cui 15 vitati. Un’area ricompresa tra i comuni di Stio, Paestum e Giungano.
Fonte: Le cronache del Salernitano.
Un rosso rubino elegante, raffinato, dai profumi speziati.
Feudi del Pisciotto Terre Siciliane IGT Rosso Moro di Testa 2019 Un rosso rubino elegante, raffinato, dai profumi speziati Feudi del Pisciotto è situato in prossimità della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi a ricordo di una grande e antica foresta di querce da sughero (come si evince dal nome), nella parte centrale della Sicilia. Fra la sua gamma di etichette isolane spicca il Moro di Testa, un cru da uve Syrah con un quid di Nero d’Avola, della Tenuta Siciliana del gruppo Domini Castellare di Castellina locata in Val di Noto. I vigneti si estendono ad una altitudine di circa 300 metri sul livello del mare da cui dista una manciata di chilometri in una zona dotata di un microclima ideale alla viticoltura.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
«Ancora disattese le promesse per il Carso legate alla Doc Prosecco».
Realizzare i punti previsti dal Protocollo d’intesa per l’istituzione della Doc Prosecco, per il quale è stato promesso un impegno forte da parte della Regione e del ministero per le Politiche agricole, a cominciare dai fondi per gli addetti ai lavori trestini. È questa la richiesta che Franc Fabec, presidente dell’Associazione degli agricoltori (Kmecka Zveza), ha indirizzato a Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari della giunta Fedriga, con l’obiettivo di «favorire lo sviluppo dell’agricoltura triestina, da tempo ignorata, a fronte di grandi sacrifici a essa imposti». Fabec ha inviato per conoscenza la lettera anche allo stesso governatore Massimiliano Fedriga e ai rappresentanti di tutte le formazioni politiche che siedono in Consiglio regionale.
Fonte: Piccolo Trieste.
La Maccario è lady-wine è suo il miglior Rossese – Giovanna Maccario è la viticoltrice dell’anno “Tre bicchieri” al Rossese.
La migliore viticoltrice d’Italia? Abita e lavora nell’estremo Ponente ligure e si chiama Giovanna Maccario. A sancirlo è l’autorevole guida «Vini d’Italia» che, in uscita in questi giorni, le ha attribuito il «Premio Viticoltrice dell’anno 2023». Giovanna Maccario, che produce un (neanche a dirlo) ottimo Rossese di Dolceacqua, è figlia e nipote d’arte. In una famiglia che è alla quinta generazione di vignaioli, il nonno Giobatta, esattamente un secolo fa, nel 1922, aveva vinto un premio analogo in un concorso bandito dall’allora Regno d’Italia. Ereditata la ditta dal padre Mario, prematuramente scomparso nel 1991, Giovanna ha assunto le redini dell’azienda, condividendo il lavoro nei vigneti con il marito Goetz Dringenberg.
Fonte: Stampa Imperia.
Avvertenze sanitarie sulle bottiglie di vino «Un attacco contro le eccellenze italiane».
Il silenzio assenso della Commissione europea alla norma con cui l’Irlanda introduce avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici, disincentivando, di fatto, il consumo di vino, rappresenta un pericoloso via libera ad allarmismi e disinformazione, nonché un precedente rischioso per l’Europa, andando contro la definizione dell’etichettatura comune. Lo sostiene Cia-Agricoltori Italia. Il via libera agli health warning per vino, birra e liquori in Irlanda consentirà di inserire sulle etichette degli alcolici avvertenze come «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcole tumori mortali sono direttamente collegati».
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Nel laboratorio di analisi enologiche oltre 20 mila cartelle “cliniche” per l’export.
II Centro studi Vini del Piemonte nato in seno alla Coldiretti compie dieci anni: nella sede a San Damiano d’Asti elabora certificazioni ed esami Sono 300 le aziende seguite, il bacino è regionale e nazionale, in 48 ore è possibile avere consulenze anche per pratiche bloccate all’estero Nel laboratorio di analisi enologiche oltre 20 mila cartelle “cliniche” per l’export. Dal progetto Barbera Amica a migliaia di certificazioni necessarie per esportare la produzione oltre i confini dell’Unione Europea. Compie 10 anni di attività il Centro Studi Vini del Piemonte di San Damiano d’Asti, fiore all’occhiello di Coldiretti. E’ il primo e tuttora l’unico laboratorio di analisi nato in seno all’organizzazione agricola nazionale, con l’obiettivo di fornire supporto e assistenza specialistica al settore vitivinicolo.
Fonte: Stampa Asti.
Vini naturali A Palermo l’evento più atteso.
Il 15 e e 16 gennaio ai Cantieri Culturali della Zisa centinaia di vignaioli da tutta l’Europa Vini naturali A Palermo l’evento più atteso Cinquecento etichette in degustazione, laboratori nei ristoranti Il Giornale di Sicilia media partner na grande vetrina per il vino artigianale che pone Palermo al centro del Mediterraneo e sotto i riflettori della ribalta internazionale. La terza edizione di Not Vini Franchi, la rassegna che celebra la figura del vignaiolo, il lavoro artigianale e promuove la coscienza del bere come atto culturale di salvaguardia dell’identità territoriale e della Natura, aprirà l’anno solare delle fiere del vino con più di 400 vini in degustazione. Ai Cantieri Culturali alla Zisa giornate tutte da vivere e…da bere, il 15eil 16 gennaio, con NOT vini franchi.
Fonte: Giornale di Sicilia.
Progetto in continua crescita Il futuro è in grande stile.
La manifestazione si candida ad essere la più importante d’Italia Un settore in forte ascesa per rispondere alle esigenze dei consumatori Progetto in continua crescita Il futuro è in grande stile n simbolo dell’impegno nella ristorazione gourmet e nei vini d qualità a Palermo è certamente Franco Virga, anima di NotVini Franchi insieme a Stefania Milano, Manuela Laiacona e Giovanni Gagliardi che parla dell’evento con un entusiasmo coinvolgente anche se siamo a pochi giorni dall’apertura e l’impegno nella cura degli ultimi dettagli perchè tutto sia definito nel migliore dei modi è davvero notevole. «Not Vini Franchi -spiega – sta raggiungendo livelli nazionali e internazionali di grande spessore.
Fonte: Giornale di Sicilia.
Cantina Roeno tutela l’Enantio Premiata dalla critica enologica.
AI Valdadige Terra dei Forti Enantio 1865 Pre-Fillossera Riserva 2017 i Tre Bicchieri Cantina Roeno tutela l’Enantio Premiata dalla critica enologica Piante con più di 150 anni. Primo presidio viticolo Slow food veneto •• Dopo oltre vent’anni di investimenti e di impegno sul campo, Cantina Roeno conquista la critica enologica con il suo vino e, insieme, il suo progetto più antico e pionieristico: l’enantio. L’azienda agricola con sede a Brentino Belluno è l’unica veronese insieme alle trentine Vallarom ad Avio e Lorenzo Bongiovanni a Sabbionara a far parte del presidio Slow Food annunciato lo scorso settembre a Terra Madre Salone del Gusto a Torino per tutelare l’enantio a piede franco. «Si tratta del primo presidio viticolo in Veneto e l’undicesimo a livello mondiale», afferma Cristina Fugatti che lavora da un ventennio alla valorizzazione del vitigno autoctono diffuso nella Vallagarina, tra le province di Trento e Verona
Fonte: Arena.
Prosecco, un anno di bollitine Nuovo record per Doc e Asolo.
Cresce il volume di mercato: nel 2022 stima a oltre 760 milioni di bottiglie 640 milioni di bottiglie sono stati imbottigliati dal Consorzio Prosecco Doc Territori Unesco Aumentano fatturato e turismo: i colli sono attrattivi anche per i visitatori stranieri. Il 2022 è di nuovo l’anno record per il Prosecco. Nonostante l’aumento dei costi dei materiali, la Doc del presidente Stefano Zanette ha imbottigliato lo scorso anno più bottiglie di quanto aveva fatto nel 2021, quando ci si era fermata a 627,5 milioni. I dati ufficiali saranno diffusi solo a fine mese, ma si è registrata una crescita di oltre un punto percentuale, portando il numero definitivo attorno alle 64o milioni di bottiglie. Quello che più fa sorridere i produttori, però, è l’aumento a valore della singola bottiglia. Tale risultato è stato possibile grazie al consolidamento del mercato interno e, soprattutto, di quello internazionale, in primis quello statunitense che, sulla scorta dei dati al terzo trimestre, dovrebbe far registrare, a fine anno, il sorpasso, anche a volume del Regno Unito.
Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.
«Il vino nuoce alla salute» La mossa Ue allarma l’Italia.
Via libera all’Irlanda per l’indicazione. Ma l’alert sanitario danneggia i nostri sulle etichette come accade per le sigarette produttori. Coldiretti: 14 miliardi a rischio. L’OBBLIGO ANCORA NON DEFINITIVO E PASSATO PER UNA SORTA DI SILENZIO ASSENSO DI BRUXELLES. «Bere alcol provoca malattie del fegato». «Esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali». Ecco alcune delle frasi che presto potremmo leggere sulle etichette delle bottiglie di vino, birra e di altri alcolici venduti in Irlanda, come già avviene sui pacchetti di sigarette. Un precedente che potrebbe essere seguito da altri paesi del Nord Europa, dove l’alcolismo è un grave problema sociale, e – quel che è peggio – imposto nel resto dell’Unione. Si tratta però di vero e proprio terrorismo, perché una cosa è il consumo consapevole, un’altra l’abuso.
Fonte: Gazzettino.
Spese e rincari, controlli a sorpresa – Caro gasolio: «Costretti ad aumentare i prezzi».
Caro carburante, rischio aumenti a catena in tutti i settori >Blitz dei vigili nei supermercati per evitare speculazioni Bottega (Prosecco): «Così le aziende perdono competitività» il comandante: «Faremo verifiche nei grandi punti vendita». Controllo dei prezzi Controlli a sorpresa nei supermercati del capoluogo per evitare speculazioni su prezzi: per tutelare i cittadini scende in campo la polizia locale di Treviso. La sua azione si andrà ad affiancare a quella della guardia di finanza, impegnata con controlli sull’andamento dei prezzi del carburante dopo il balzo in avanti di inizio anno dovuto al venir meno dello “sconto” governativo di quasi venti centesimi. Sandro Bottega, patron della Bottega Spa di Bibano, mette in guardia imprese e istituzioni sul rischio di un’ulteriore perdita di competitività: «I rincari si ripercuoteranno a catena sui prezzi di vendita».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Cantina Santa Maria La Palma e l’artista Bruno D’Elia raccontano la nuova selezione di vini.
Cantina Santa Maria La Palma e l’artista Bruno D’Elia raccontano la nuova selezione di vini. La grande e prestigiosa cantina di Alghero lancia un nuovo video firmato dall’artista Bruno D’Elia per raccontare il restyling di 10 etichette e presentare tre nuovi vini. Un grande viaggio attraverso mare, natura, artigianato e storia della Sardegna, in uno scenario da sogno disegnato da un artista e videomaker locale. È l’idea della Cantina Santa Maria La Palma per raccontare la nuova immagine di alcune storiche etichette, insieme al lancio di tre nuovi vini.
Fonte: Sardegna Reporter.
“Il Mondo in un Calice”: i vini di Elemento Indigeno protagonisti del podcast “Il Meglio in Cantina”.
“Il Mondo in un Calice” è il ciclo di podcast – realizzato in collaborazione con “Il Meglio in Cantina” powered by Haier – dove Elemento Indigeno porta alla scoperta dei territori vitivinicoli nazionali e internazionali. Il progetto di ricerca e selezione delle “storie di vite” più autentiche sceglie lo strumento del podcast per parlare ad un pubblico ampio ed eterogeneo di appassionati wine lovers ed esperti del settore. “Il Mondo in un Calice” è il nome della nuova stagione del podcast ideato da “Il Meglio in Cantina”, il portale dedicato al pubblico dei wine lovers creato da Haier – leader globale nel settore delle cantine vino – che dispensa in modo semplice e glamour consigli, esperienze, news e contenuti inediti, raccogliendo attorno a sé una community di persone che vogliono intraprendere un viaggio inebriante sulle strade del vino.
Fonte: Beverfood.com.
Il mondo cambia, sempre più velocemente. E allora, meglio essere innovatori o conservatori?
A WineNews il pensiero dei produttori di vino, al vertice di cantine con una storia forte alle spalle, e la voglia di scrivere il futuro. A WineNews il pensiero dei produttori di vino, al vertice di cantine con una storia forte alle spalle, e la voglia di scrivere il futuro. Come Cristina Ziliani (Berlucchi), Alessandro Ceci (Cantine Ceci), Marina Cvetic (Masciarelli), Sabrina Tedeschi (Tedeschi), Andrea Lonardi (Bertani), Nadia Zenato (Zenato Winery), e Valentina Abbona (Marchesi di Barolo).
Fonte: WineNews.
Arriva la nuova edizione della Guida ai Vini di Sicilia 2023.
Sarà la città di Agrigento ad ospitare la presentazione ufficiale della Guida ai Vini di Sicilia 2023. La guida, edita da AIS Sicilia, è attesa ogni anno da tanti sommelier e appassionati di vino. Facile da consultare e ricca di contenuti, racchiude le migliori eccellenze della produzione vitivinicola siciliana. L’evento di presentazione della Guida ai Vini di Sicilia 2023, tra i più importati appuntamenti del vino siciliano organizzato da AIS Sicilia, si terrà Sabato 21 Gennaio 2023 presso il Palacongressi di Agrigento a partire dalle ore 9:30 e fino alle 20:00.
Tutte le delegazioni provinciali siciliane saranno presenti alla manifestazione durante la quale sono previsti diversi momenti di incontro, dibattito e degustazione.
Fonte: Winery Tasting Sicily.
La storia di Giusti Wines nel trevigiano: un progetto di riscoperta della bellezza.
Siamo a Nervesa della Battaglia: qui la famiglia Giusti ha deciso di investire tutte le risorse in un piccolo territorio per la riscoperta di vitigni resistenti. La bellezza della gratitudine, o meglio: la bellezza è gratitudine. Ascolti Ermenegildo Giusti, viaggi nel mondo con lui e con il suo vino ti ritrovi poi a casa, il luogo dove tutto è cominciato e di cui l’imprenditore si prende cura anche con il progetto dei vitigni resistenti. Dalla vite ai tesori architettonici che il tempo o l’indifferenza hanno ferito, il passo è stato breve e deciso per Giusti Wine.
Fonte: Identità Golose.
Etichette del vino come le sigarette: ‘Nuoce alla salute’.
L’Irlanda potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria che è scaduto a fine dicembre 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge. Il via libera arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici nell’ambito del piano per battere il cancro.
Fonte: ANSA.
“Nuoce alla salute”, etichette del vino come quelle delle sigarette: l’ultima follia Ue.
“Il vino nuoce gravemente alla salute”. Presto potremo leggere questa frase su apposite etichette applicate alle bottiglie di vino. Sì, sulla falsa riga di quelle usate per i pacchetti di sigarette. E’ l’ultima, assurda, iniziativa targata Ue. I cosiddetti “alert sanitari in etichetta”, mettono così vino e birra sullo stesso piano del tabacco. Si tratta per l’esattezza di una normativa irlandese a cui Bruxelles ha dato il via libera, consentendo a Dublino di adottarla. Al momento, dunque, soltanto l’Irlanda dovrebbe equiparare tutti gli alcolici al tabacco, con specifiche etichettature del tipo: “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Il Primato Nazionale.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 11 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Damilano extra Langhe.
Per il barolista ricavi per sei min (+20%) e 430 mila bottiglie vendute Damilano extra Langhe Otto ettari nel tortonese. Caccia al Timorasso. Il barolista Damilano chiude un 2022 con ricavi in crescita di quasi i120% a 6 min di euro e 430 mila bottiglie vendute, di cui 130 mila di Barolo. In dicembre l’azienda piemontese ha perfezionato l’acquisto di 8 ettari di terreni sui Colli tortonesi, inoltre cerca un vigneto di Timorasso in affitto per avviare a breve la produzione. Una svolta per Damilano, storicamente coinvolta nei rossi delle Langhe. Guido Damilano, dg e comproprietario, si dichiara soddisfatto del 2022 nonostante «la corsa di energia e imballaggi abbia pesato sul conto economico.
Fonte: Italia Oggi.
Giù l’export di vino sfuso argentino.
Calano le esportazioni di vino sfuso argentino che diventano però sempre più mono-varietali. L’analisi della Camara Argentina de Vinos a Granel (CAVG) mostra come tra gennaio e novembre 2022, le esportazioni di sfuso siano stati pari a 647mi1a hl (-39,8%) per un fatturato di 55 min di dollari. Un calo dovuto principalmente ai vini generici (-74,3%) mentre i varietali hanno avuto una diminuzione più contenuta (-19,2%). Ma non solo. La quota dei vini varietali sul totale dello sfuso esportato è in continua crescita ed è arrivata all’84% (+21 punti percentuali). Per quanto riguarda lo specifico dei vini, ad uscire in cisterna dall’Argentina sono Malbec (74% del totale dei mono-varietali), Chardonnay (10,7%) e Torrontés Riojano (3,3%).
Fonte: Italia Oggi.
Spumanti, l’export Ue su del 29%.
Ammontano a 6,36 min di ettolitri le esportazioni divini spumanti dall’Unione europea verso paesi terzi per il 2021. Secondo i dati Eurostat diffusi il 30/12/2022, l’export 2021 è cresciuto del 29% rispetto ai 4,94 min di ettolitri del 2020. L’aumento tuttavia, arriva dopo il primo anno di pandemia quando i consumi erano stati frenati (-6% nel 2020 sul 2019) dalle chiusure di bar e ristoranti. A guidare le esportazioni 2021 è il Prosecco (43%, 273 min di litri), seguito dalle altre due principali categorie vini di spumanti europei, lo Champagne (15%, 94 min di litri) e il Cava (10%, 65 min di litri). Le due principali destinazioni di esportazione delle bollicine europee sono state gli Usa (il 31% del totale dell’export extra-Ue di spumante con198 min di litri) e il Regno Unito (28% e 177 min di litri). Gli stati Ue hanno importato 5,8 min di litri di spumante extra Ue, pari all’ 1% della quantità esportata.
Fonte: Italia Oggi.
Il futuro del vino è nei dealcolati.
L’Iwsr: consumi boom al 2026 (+30%) Ilfuturo del vino è nei dealcolati I vini a bassa gradazione o completamente senza alcol saranno il trend dei prossimi anni, tanto che sono sempre più accettati come uno stile di vita e una norma sociale. Con un mercato globale attuale pari a 11 miliardi di dollari, i vini Nolo (no or low alchol) sono cresciuti nel 2022 del 10% in volume. A dirlo è un’analisi di Iwsr Drinks Market Analysis condotta in Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone, Sud Africa, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, che rappresentano i dieci tra i più importanti mercati mondiali delle bevande alcoliche. Un andamento di consumi in continua salita, se si considera che nel 2018 il valore era pari a 8 miliardi di dollari: in quattro anni la crescita è stata del 37,5%.
Fonte: Italia Oggi.
Vino spagnolo Sale il valore, cala il volume.
Nei 12 mesi tra novembre 2021 e ottobre 2022 il fatturato dell’export di vino dal paese iberico ha raggiunto quota 2.983 min di euro, con un +3,8% grazie ad un aumento del prezzo medio di vendita arrivato fino a 1,42 euro/litro. Se si parla, invece, di volumi il trend continua ad avere un andamento negativo (-9,7%) con vendite che si attestano a 2.100,2 milioni di litri. È quanto ha rilevato il rapporto Exportaciones Españolas de Vino y Productos Vitivinícolas Octubre 2022, realizzato dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMV), in collaborazione con l’Organización Interprofesional del Vino de España (OWE). L’osservatorio evidenzia anche come nei primi 10 mesi del 2022, invece, l’export è cresciuto in valore del 3,9% mentre in volume ha RICAVI A 3 MLD Vino spagnolo Sale il valore, cala il volume subito in calo maggiore che nei 12 mesi, -10,3 %. A trainare il fatturato dell’export vinicolo spagnolo sono stati prevalentemente ivini in cisterna con un +13% in valore, gli spumanti e l’imbottigliato fermo.
Fonte: Italia Oggi.
Se la moda sposa le bollicine.
Dalla collaborazione tra due grandi case del made in Italy, Lunelli e Missonl, è nato uno spumante in edizione limitata ed esclusiva. Buono da bere, bello da vedere. O collezionare. di Chiara Risolo Cera da aspettarselo. Dall’incontro di due veri giganti del made in Italy, la famiglia Lunelli da una parte e la famiglia Missoni dall’altra, poteva nascere soltanto qualcosa di unico, riconducibile a una definizione très chic, quella di «wine couture», che, a pensarci bene, unisce mondi apparentemente lontani tra di loro: la cultura vitivinicola e la moda per l’appunto. I maestri delle bollicine tricolore e la maison del lusso di Sumirago, in provincia di Varese, hanno unito genio e forze per creare un Trentodoc Blanc de Blancs millesimato in edizione limitata.
Fonte: Panorama.
Competizione enologica internazionale in Campania.
La Campania ospiterà, per la prima volta in Italia, la sessione dedicata ai vini effervescenti, coinvolgendo 50 operatori internazionali che dovranno valutare circa 1.200 vini prodotti in tutto il mondo. Venerdì 13 gennaio, alle ore 10.30, presso la Sala “De Sanctis” di Palazzo Santa Lucia a Napoli, si terrà la conferenza stampa promossa dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania per presentare l’edizione 2023 del Concours Mondial de Bruxelles, in programma ad Agerola dal 31 maggio al 4 giugno presso il Campus Principe di Napoli. Interverranno Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Quentin Havaux, direttore generale di Vinopres, e Karin Meriot, coordinatrice eventi del Concours Mondial de Bruxelles in Italia.
Fonte: Il Golfo.
Daniela Mastroberardino eletta presidente del club.
Irpina al vertice dell’Associazione Donne del Vino Daniela Mastroberardino eletta presidente del club. Daniela Mastroberardino è la nuova presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Produttrice campana, amministratore ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco (Avellino), ha ricevuto l’incarico oggi dal nuovo Consiglio direttivo. Ed è la seconda volta che la carica torna al Sud, sempre in Campania. La presidente uscente Donatella Cinelli Colombini, che ha retto l’Associazione per sette anni portando le socie a oltre quota mille, le ha consegnato il simbolico campanellino. “È tempo di guardare avanti – ha detto Mastroberardino appena eletta – senza dimenticare questi quasi 35 anni di eredità che ci vengono consegnati e che sono frutto del lavoro di tutte noi donne del vino, ma, in particolare, delle presidenti che mi hanno preceduto e che tanto hanno profuso, ognuna di loro con il proprio tratto distintivo.
Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.
Terremoto nel Cda di Cantina Terre – Cantina Terre, il Cda senza maggioranza Altre 4 dimissioni: ora si tornerà al voto.
Broni, altre quattro dimissioni. E per la seconda volta in un anno si dovrà tornare al voto. Cantina Terre, il Cda senza maggioranza Altre 4 dimissioni: ora si tornerà al voto Bufera sulla coop: lasciano Romanini, Cocchi, Morini e Cristina. «Andiamo alle urne per avere un Consiglio più coeso». Terremoto a Terre d’Oltrepo: decade dopo nemmeno un anno il consiglio di amministrazione della cantina. II colpo di scena è arrivato ieri con le dimissioni di quattro consiglieri che, sommate ai tre membri che avevano lasciato tra ottobre e novembre, hanno tolto la maggioranza al Cda, formato da 12 membri (più il socio sovventore) ed entrato in carica dieci mesi fa, a febbraio 2022. Una decisione che porterà ora la cantina (circa 600 soci, un fatturato di 38 milioni di euro e poco più di 270 mila quintali di uva pigiati nell’ultima vendemmia) per la seconda volta ad elezioni nel giro di dodici mesi.
Fonte: Provincia – Pavese.
Dieci mesi puntando al rilancio Poi siccità e costi in aumento.
Elezioni vinte a grande maggioranza dopo la sfiducia a Giorgi Problemi finanziari e tensioni sull’ipotesi dei contratti di solidarietà Dieci mesi puntando al rilancio Poi siccità e costi in aumento. E’ durato solo 326 giorni il consiglio di amministrazione di Terre d’Oltrepo, guidato da Enrico Bardone, che era stato eletto con una maggioranza schiacciante dai soci il 18 febbraio dello scorso anno ed è decaduto ieri dopo le dimissioni di quattro consiglieri. Per ricostruire la vicenda di questi dieci mesi, bisogna tornare indietro al 21 gennaio 2022, quando l’assemblea dei soci, con una maggioranza del 67%, aveva sfiduciato l’allora presidente Andrea Giorgi, criticando le strategie di mercato adottate dalla dirigenza.
Fonte: Provincia – Pavese.
Come si pota una vite Lo spiegano gli esperti.
Un incontro teorico e una lezione pratica L’iniziativa è curata dalla Comunità montana La Comunità montana organizza una serie di incontri sulla potatura della vite. Si terrà mercoledì 18 gennaio il primo rivolto ai viticoltori. L’appuntamento è stato fissato per le 20,15 nella sala assemblea della Cm di Morbegno, sede della Protezione civile, in via Ghislanzoni numero 17. L’ingresso è libero. Si tratta di un incontro teorico dedicato alla potatura invernale della vite. Il secondo appuntamento è stato fissato per venerdì 20 gennaio alle 9,30 nella vigna di Giordano Giumelli in località Poiac a Traona. In questo caso di farà una prova pratica di potatura. Il relatore sarà Ivano Foianini, tecnico della Fondazione Fojanini di Studi superiori di Sondrio.
Fonte: Provincia Sondrio.
Nasce il consorzio del Mamertino Doc, primo appuntamento a Verona.
A compimento di un percorso che è partito dal riconoscimento della Doc nel 2004, la nascita dell’ associazione ne12019. Quindici le realtà vitivinicole coinvolte riunitesi lo scorso 15 novembre per programmare, sotto la guida del Presidente, Flora Mondello, il futuro della DOC. Un areale ricadente nella parte nord-orientale della provincia di Messina (abbracciando ben 31 comuni) che dalla costa tirrenica risale colline, boschi e rilievi per caratterizzare uno degli habitat viticoli più straordinari e ricchi di biodiversità della Sicilia: i Nebrodi. Un territorio unico, aperto sul mare, ma con altezze che raggiungono anche i 500 metri s.1.m., in grado di esprimere condizioni pedoclimatiche assai peculiari e dove l’interazione di queste con le varietà autoctone impiantate, concorrono a definire l’identità enologica di un’area così differenziata, in quanto a suoli, clima ed esposizione.
Fonte: MF Sicilia.
Bra, il 13 gennaio una degustazione di vini dalla Palestina prodotti dalla cantina gestita dai Salesiani.
La degustazione sarà un’occasione per far conoscere ai braidesi il progetto di questa cantina, che permette a cristiani e musulmani di lavorare insieme, e sensibilizzare sulla situazione in Palestina. Venerdì 13 gennaio si terrà a Bra, nei locali dell’osteria “Centrostorico” di via Vittorio Emanuele 194, la seconda edizione di “Territori Di Vini”, evento organizzato dal Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo). Si tratta di una serata, che inizia alle 19, in cui si potranno degustare i vini palestinesi della cantina Cremisan di Betlemme, gestita dai Salesiani e in cui lavorano cristiani e musulmani.
Fonte: Lavocedialba.it.
L’importanza della ricerca nel vino, ed il valore di fare rete: il caso “Wine Research Team”.
L’esperienza di un progetto che mette insieme decine e decine di cantine di tutta Italia, per lavorare su innovazione, qualità e sostenibilità. Le riflessioni dei vertici del Wrt, Riccardo Cotarella, Vincenzo Tassinari e Nicola Biasi, e di alcune cantine aderenti come Monte Zovo, Tenute del Leone Alato (Genagricola), Tenute del Cerro (Unipol), Cantine Trequanda e Pucciarella (Cariplo). Voci di un gruppo di imprese che vede nella ricerca condivisa un elemento chiave per il futuro del vino, anche sul fronte della valorizzazione dell’identità e della distintività della produzione del Belpaese. Con l’innovazione che diventa elemento di competitività sui mercati del mondo.
Fonte: WineNews.
Vino: nasce consorzio Mamertino.
Dopo il riconoscimento della DOC nel 2004 e la nascita dell’Associazione nel 2019, giunge a compimento il lungo percorso di affermazione del Mamertino con la fondazione del Consorzio. Ben quindici le realtà vitivinicole coinvolte – tra aziende storiche e nuove generazioni -, riunitesi lo scorso 15 novembre per programmare, sotto la guida del Presidente, Flora Mondello, il futuro della DOC. “Il Mamertino – spiega Flora Mondello, produttrice e Presidente del Consorzio – è un piccolo gioiello della storia vitivinicola siciliana che, pur venendo da un glorioso passato, deve poter interpretare oggi una modernità enologica davvero interessante e competitiva grazie, soprattutto, al coinvolgimento delle nuove generazioni”.
Fonte: ANSA.
Daniela Mastroberardino nuova presidente “Donne del Vino”.
Daniela Mastroberardino è la nuova presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Produttrice campana, amministratore ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco (Avellino), ha ricevuto l’incarico oggi dal nuovo Consiglio direttivo. Ed è la seconda volta che la carica torna al Sud, sempre in Campania. La presidente uscente Donatella Cinelli Colombini, che ha retto l’Associazione per sette anni portando le socie a oltre quota mille, le ha consegnato il simbolico campanellino.
Fonte: ANSA.
Il marmo la nuova frontiera del Vino? Farneticare o ragionare?
Del resto essere un genio, a volte, è essere mosso da intuito e follia. Qualcuno si è limitato a definire l’operazione della quale si parla “come nuova frontiera del vino semplicemente fantasiosa”. Non posso che essere d’accordo. C’è chi, per dimostrarne una possibile conquista, ha riempito fogli e fogli di formule chimiche a dimostrazione che, poi alla fine, il Vino ci guadagnerebbe. Non più contenitori dove preservarlo da contaminazioni esterne ma, nella ricerca di “nuovi gusti”, affinarlo in recipienti che possano respirare e magari cedere del carbonato di calcio, in dosi infinitesimali, al prodotto finito. Così dicono i partecipanti a questo originale quanto bizzarro e stravagante progetto.
Fonte: Corriere del Vino.
Vino, cashmere e il lusso di una dimora d’epoca. Viaggio a Villa Spalletti Trivelli a Roma.
Una villa esclusiva dei primi del Novecento che racconta i fasti della Roma patrizia, di cenacoli culturali, di ospiti illustri, teste coronate e premi Nobel. L’eco di quegli anni pervade ancora il salone degli arazzi, la biblioteca, le camere del primo piano che dal 2004 accolgono i viaggiatori più colti e appassionati. Ancora oggi è la famiglia Spalletti Trivelli che cura l’accoglienza: la villa fa parte di Small luxury hotels ed è icona di un’ospitalità di altri tempi, raffinata, senza fronzoli, tipicamente italiana. Americani e giapponesi ne apprezzano l’autenticità, l’allure.
Fonte: Wine&Thecity.
Tra sostenibilità e cambiamenti nei consumatori, il vino in lattina è in rampa di lancio.
Il business passerà da 241 a 725 milioni di dollari (nel 2030). In Uk Waitrose lo adotterà per i piccoli formati, eliminando il vetro. E in Svezia … Ancora non conquista i puristi, ma piace sempre più ai giovani del mondo, e guadagna nuovi spazi di mercato, sull’onda della semplicità di consumo, della sostenibilità e non solo. Il vino in lattina, ancora quasi sconosciuto in Italia, è sempre più un fenomeno globale, e le conferme arrivano da più parti. Si tratta di un segmento di mercato che nel 2021 è stato stimato in 241 milioni di dollari in valore, e che nel 2030 potrebbe arrivare a superare i 725, con una crescita del 13% all’anno, secondo un recente report di “Straits Research”. Ormai tante realtà del vino mondiale ci scommettono, le grandi pubblicazioni internazionali della critica, come “Wine Spectator”, dedicano ai vini in lattina recensioni e classifiche specializzate, non mancano in concorsi internazionali ad hoc, e c’è anche chi, come il produttore specializzato inglese, Canned Wine, li ha sposati, nell’immagine, ai capolavori dell’arte custoditi dalla National Gallery.
Fonte: WineNews.
STAMPA ESTERA
Raising a Glass to a Historically Great City for Wine.
Terrific lists can be found in pubs, bars and all sorts of restaurants around London. What’s the greatest city in the world in which to drink wine? The answer is subjective, but to me it comes down to two: New York and London. Neither is associated historically with a winemaking region, which is part of what makes them so great. Without the legacy of local production, both cities were compelled to look far and wide for wine, and as port cities, they had access to wines from wherever they were made. In London, the far older city, that freedom required far-reaching discernment. Wine lovers needed to judge every sort of wine on its merits rather than specialize in what was easily accessible. Americans have Britain to thank, or to blame, for the notion of wine connoisseurship. Expertise with an open heart is an extraordinary thing. Combined with insularity and disdain, however, it gives rise to snobbery and pretentiousness, which is the bane of wine everywhere. I have always believed that New York was the best city for wine, but after 10 days in London in late November, I am rethinking that conviction. Great wine lists can be found at the most expensive restaurants with multiple Michelin stars, as well as at famous places like St. John and the Ledbury. But I skipped those and a few other restaurants with excellent reputations for wine, like Gymkhana, an Indian restaurant in Mayfair, Sager e Wilde in Bethnal Green, the 10 Cases in Covent Garden and Planque in Haggerston. London’s place as a noteworthy wine city is felt in all sorts of restaurants, from storefronts and counters to more formal dining rooms. Great wine is everywhere. Here are a dozen places to find an excellent glass. The Drapers Arms The Drapers Arms, in Islington, is the English pub of my dreams. The food is wonderful and the cask beer excellent. The wine list is astonishing and mostly French, along with terrific, well-priced choices from Germany, Spain and South Africa. And this comfortable old pub, with its bare wooden tables, pea-green bar and simple barstools, pours its bottles into expensive Zalto glasses, so you know it takes wine ultraseriously. I had simple poached leeks and a delightful venison pie with a suet crust, carrots and onions, lovely on a rainy autumn afternoon.
Fonte: New York Times Food.
Four ways to have more fun drinking wine this year.
Have you abandoned your New Year’s resolutions yet? Yeah, me too. Actually, I long ago abandoned the idea of New Year’s resolutions altogether. But I do like to take the new year as an opportunity to consider ways to juice up my wine exploration. Despite the incredible variety of wines available to us, it’s easy to become a creature of routine, locked-in preconceptions of what we like, too timid to venture into the new and unknown. So, let’s pop a cork to new adventures. Here are a few suggestions for jump-starting your wine life in 2023. These aren’t revolutionary ideas, nor are they difficult, though some may challenge your budget. Mostly, they require your attention and focus. Let your corkscrew be your passport to wine adventure in the year ahead. 1. Cultivate your retailer If you’re not on a first-name basis with a specialist at your local wine store, you should be. Your local retailer is the single best resource you have for exploring the wine available in your market. A good retailer will have tasted the wines, maybe traveled to the regions where they were made and met with the winemakers. They can also introduce you to the story that brings the wine to life. Don’t be wary that the retailer is “trying to sell you something.” Of course they are. But they also want to sell you the second bottle, and the only way to do that is to make you happy with the first one. A good retailer is a good listener. Tell them what you do and don’t like. If they seem uninterested in what you have to say, find someone else or a different store. But when you get on a first-name basis and cultivate this relationship, your personal wine curator can point you to interesting wines you might not have heard of, and away from pretty labels that may not be your style. This is where you must pay attention. It won’t work to say, “I loved that red wine with the blue label you sold me last month.” (Pro tip: A photo of the label on your phone will help.) Does your store offer monthly sampler packs? These are a great way to explore wines that may be new to you or outside your comfort zone. And if your store sponsors dinners at a local restaurant with a visiting winemaker, take the opportunity to learn about wine over a delicious meal, usually at a reasonable cost. You’re supporting two local businesses (the store and the restaurant) while getting a firsthand introduction to a winery that may become a new favorite. 2. Explore a wine region or a grape variety Do you enjoy Argentina’s malbec? Mendoza, where most of Argentina’s wine is made, is one of the most fascinating regions in the wine world. Winemakers are exploring different areas of the Uco Valley in the Andes foothills to suss out subtly different expressions of malbec, cabernet franc and other grapes. Catena and Zuccardi are two wineries with national U.S. distribution that offer wines from subregions of Mendoza’s Uco Valley such as Gualtallary, San Pablo, Tupungato and Paraje Altamira.
Fonte: Washington Post Food.
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A risentirci a domani.
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 10 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Rifermentazione per i vini passiti, tardivi e i vin santi.
Per i vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica che utilizzano le menzioni tradizionali di Passito, Vin Santo e Vendemmia tardiva è consentita l’operazione di fermentazione e rifermentazione fino al 30 giugno 2023. Lo stabilisce il decreto del ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare n. 660654 del 23 dicembre 2022, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La fermentazione e rifermentazione è consentita dalla normativa italiana (legge 12 dicembre 2016, n. 238) tra il 1° agosto e il 31 dicembre di ogni anno.
Fonte: Italia Oggi.
La «bottiglia storta», un must per iniziare bene l’anno.
Nonno Luciano emergeva dalla cantina con la bottiglia storta. Era il pranzo di capodanno quando i bolliti lasciavano il posto agli arrosti. Nonno beveva scarsamente vino, ne produceva: ottimo Sangiovese. Ma nel giorno di festa tirava fuori sempre quella bottiglia. Cosi il Gattinara di Travaglini è il mio battesimo del vino. Non vengo meno al rito di famiglia e raccomando per cominciare con buoni auspici Panno di accostarvi a questa manifestazione di rara eleganza del Nebbiolo. Siamo usi esaltarci per il Barolo in tutte le sue espressioni legate alle microzone e alle diverse interpretazioni di cantina; molti riconoscono oggi al Barbaresco una personalità ancora più spiccata e in alcune interpretazioni, ad esempio quelle di Angelo Gaja, il Nebbiolo sfiora la perfezione.
Fonte: La Verita’.
Uk, tutti pazzi per il Lambrusco – Gioia, gioventù, godimento La frizzante riscossa del Lambrusco.
Quello spumante che ha sposato lo stile d’Oltralpe L’azienda ha affrontato il settore spumantistico classico adottando uno stile decisamente d’Oltralpe. Un progetto decisamente audace nel 1993, avviato dall’enologo-proprietario Piero Cane, nella convinzione di poter ottenere ottimi spumanti lavorando uve Chardonnaye Pinot Nero, nei suoi vigneti collinari, oggi rientranti nella prestigiosa Denominazione Controllata e Garantita Alta Langa. Un obiettivo quindi centrato in pieno, testimoniato da una produzione di spiccata personalità, ottenuta con procedimenti molto simili a quelli.
Fonte: Messaggero.
Consorzio di tutela. Via al progetto Roma DOCet per spiegare il vino ai giovani.
Raccontare il vino ai giovani. E farlo approfondendo tematiche storiche, sociali e culturali allo scopo di promuovere un consumo basato sulla conoscenza e sulla consapevolezza. È il progetto Roma DOCet messo a punto dal Consorzio di Tutela Vini Roma Doc.
Fonte: Tempo.
Fondazione Italiana Sommelier. A Valmontone inizia il primo Corso sugli Spumanti.
La Fondazione Italiana Sommelier organizza a Valmontone il primo Corso sugli Spumanti. Sette lezioni da giovedì 12 gennaio a giovedì 6 aprile, dalle ore 19,30 alle 22,00 presso il Fashion Hotel – Via della Pace 1/2 a Valmontone. Per ogni lezione assaggio di 6 Spumanti.
Fonte: Tempo.
Osservatorio Nomisma. Vola l’export dei vini abruzzesi Nel 2022 registrato un +10%.
L’export dei vini abruzzesi va verso un nuovo record in valore mettendo a segno un +10% rispetto al 2021. È quanto emerge dall’analisi dei primi nove mesi del 2022 dell’Osservatorio Permanente Wine Monitor Nomisma. I primi cinque mercati sono Germania, Stati Uniti, Canada, Svizzera e Regno Unito.
Fonte: Tempo.
Sommelier, al via a Rimini i nuovi percorsi formativi.
Corsi, si parte II 12 gennaio RIMINI Riconoscere un vino dal sentore olfattivo, scoprire i vitigni della Penisola e internazionali, abbinare un vino a un piatto. Prendono il via anche a Rimini i corsi Ais Romagna (Associazione italiana sommelier) per diventare sommelier, in un percorso didattico formativo articolato in tre livelli. Il primo livello nel riminese sarà presentato ufficialmente il 12 gennaio: alle ore 15 presso il Chiosco di Bacco (Via Santarcangiolese 62) di Poggio Torriana; alle ore 20.30 nell’Hotel San Francisco (Viale Regina Margherita, 42) a Rivazzurra di Rimini. Info: Giulia Galari 335.6628104.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Montonale simbolo dell’ostinazione Vini di pregio nelle aree del Garda.
La cantina della settimana Montonale simbolo dell’ostinazione Vini di pregio nelle aree del Garda Premiata la stoica fiducia di Francesco Girelli Quarta generazione Nei 35 ettari di vigneti si punta anche a ottenere un bassissimo impatto antropico d i Riccardo Corazza I1 mondo del vino è un magnifico caleidoscopio composto, spesso, di corsi e ricorsi storici che fanno pensare quanto, in fondo, il molo della predestinazione sia estremamente sottovalutato nell’insieme delle faccende umane. Come è il caso di cantina Montonale. Tutto inizia ai primordi del secolo scorso, a Desenzano, località Conta, anfiteatro morenico baciato da un – rarissimo! – clima mediterraneo collocato a sud-ovest del lago di Garda, la cui fortissima propensione vitivinicola era già manifesta ampiamente ai tempi dei romani. In quegli anni Francesco Girelli, profetica figura di allevatore-agricoltore dotato di grande visione imprenditoriale, è fermamente ostinato ad estrarre dal suo terreno un vino di pregio.
Fonte: Nuova Ferrara.
Emilia wine experience centra l’obiettivo.
Bilancio positivo dopo il primo anno di promozione delle eccellenze territoriali Piacenza Buona la prima. Lo si può dire per il primo annodi attività legate al marchio “Emilia wine experience”, progetto sistemico di promozione turistica che parte dalle eccellenze agroalimentari dell’Emilia. “Emilia, terra di capolavori enogastronomici dove la vita si gusta e si sorseggia” il filo conduttore e al contempo motore che ha animato oltre 15 iniziative aperte al pubblico promosse nel 2022 e vari press tour lungo le Strade Vini e Sapori di Emilia.
Fonte: Nuova Ferrara.
Venerdì torna La scienza ci racconta.
Venerdì, poi i1 20 e 27 gennaio toma alle 20.30 GoToWebinar con “#lascienzaciracconta7” su temi legati al vino (iniziativa peri soci Onav, info www.onav.it). Tre serate a titolo gratuito con tre professori dell’Università di Milano, a partire da venerdì con Osvaldo Failla, professore ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree. Docente di viticoltura, terrà una lezione sul tema “Difetti del vino e loro origine” e, in particolare, dei sentori di fumo e d cimice
Fonte: Nuova Ferrara.
Stasera parte il corso Ais per sommelier.
La delegazione Ais (associazione italiana sommelier) di Ferrara organizza il corso di I livello per approfondire temi legati al vino, le basi della professionalità del sommelier. II corso è costituito da 15 lezioni con relatori abilitati Aise una visita guidata a un’azienda vitivinicola. II corso parte questa sera (lezione sulla figura del sommelier) per terminare martedì 18 aprile, sempre all’hotel Lucrezia Borgia (via Franchi Bononi 34 a Ferrara).
Fonte: Nuova Ferrara.
Una gita tra i vigneti della Valtellina.
La guida ambientale Giada Butti propone, mercoledì 11 gennaio, un’uscita lungo la Via dei Terrazzamenti, sul versante più solivo della Valtellina. Settanta chilometri di vigneti terrazzati da cui si ottengono i pregiati vini valtellinesi e dove godere di alcuni scorci suggestivi. Verrà percorso il tratto da Morbegno ad Arden no. I l ritrovo è fissato a Morbegno alle 9.15 e il costo di adesione è di 15 eu ro (10 sotto i 12 anni).
Fonte: Provincia Como.
Le piantine di Nebbiolo Aperto il bando fornitura.
Una distribuzione a cura dell’ente montano che rientra negli interventi a sostegno della viticoltura La Comunità montana apre il bando fornitura di viti di Nebbiolo Chiavennasca 2022-2023. Le prenotazioni delle piantine – che ogni anno incontra l’interesse di molti appassionati – possono essere inoltrate via mail o presentandosi presso gli uffici della Cm da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12; il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 16. La distribuzione delle piantine rientra negli interventi a sostegno della viticoltura nel territorio mandamentale. La Cm al fine di contenere il fenomeno dell’abbandono delle aree coltivate a vite e per valorizzare, promuovere e tutelare il territorio a vocazione vitivinicola, promuove il servizio di assistenza tecnica, formazione e prove in campo in collaborazione con la Fondazione Fojanini.
Fonte: Provincia Sondrio.
Microinvasi per garantire riserve idriche nei vigneti.
Proposta in Langa contro l’emergenza siccità Microinvasi per garantire riserve idriche nei vigneti. Scampato il pericolo della grande siccità della scorsa estate e dimostrata ancora una volta tutta la loro capacità di resilienza, i vigneti sulle colline di Langhe e Roero si godono il meritato riposo invernale. Le operazioni di potatura sono già iniziate e proseguiranno senza fretta, fino alla fine di febbraio. Ma la calma tra i filari è solo apparente. «L’acqua e la neve che sono scese finora non sono affatto bastate a recuperare le riserve idriche necessarie, in profondità i terreni sono ancora sofferenti e se non arriveranno altre piogge o nevicate, la situazione in primavera sarà tutt’altro che rosea» dice il presidente di Cia Cuneo, Claudio Conterno, produttore divino a Monforte.
Fonte: Stampa Cuneo.
Uve, l’Amarone aumenta le quotazioni veronesi.
Dati dell’Osservatorio di Veneto Agricoltura: la provincia scaligera è in testa Uve, l’Amarone aumenta le quotazioni veronesi Le Doc e Docg nostrane salgono 0,91 euro al chilo (+13,2% sul 2021). Produzione regionale verso gli 11,5 milioni di ettolitri (pari a +5,4%) Le uve per Recioto Diversificata e Amarone a 2,49 la situazione per euro al chilo per le uve Igt che, con la zona classica; quotazione media tra i bianchi Doc di 0,39 euro al Lugana fino a 1,90 chilo, sono a -1,3% Valeria Zaneui economia@larena.it •• I viticoltori veronesi possono essere mediamente soddisfatti. I prezzi delle uve raccolte durante l’ultima vendemmia hanno evidenziato gli incrementi più marcati in regione rispetto a un anno fa. Le quotazioni delle Doc e Docg scaligere salgono a 0,91 euro al chilo (+13,2% rispetto al 2021). I prezzi più elevati, tra le bacche rosse Doc, li spuntano gli Amarone e i Recioto, che si attestano a 2,49 euro a chilo per la «zona classica», mentre tra i bianchi Doc è la Lugana che si spinge fino a 1,90 euro al chilo.
Fonte: Arena.
Valpolicella, dalla Francia a scuola di appassimento.
Gli enologi di Les Grands Chaix di Famille Helfrich Valpolicella, dalla Francia a scuola di appassimento Alla Cantina di Negrar il team di tecnici d’Oltralpe Il presidente Bighignoli: «Per noi un onore». Enologi francesi de Les Grands Chais a scuola di appassimento delle uve in Valpolicella Classica. Il team di tecnici del gruppo d’Oltralpe, leader mondiale nelle vendite di vini francesi e proprietario di importanti domain nelle maggiori regioni vinicole, hanno visitato a metà dicembre Cantina Valpolicella Negrar, a Negrar di Valpolicella, con uno scopo preciso: approfondire la loro conoscenza della tecnica millenaria di appassimento delle uve, candidata a patrimonio immateriale dell’Unesco grazie a una task force che coinvolge mondo del vino, istituzioni locali, associazioni, università di Verona, Regione. Gli enologi sono arrivati dall’Alsazia.
Fonte: Arena.
Allarme costi sul vetro «Rischi per le aziende».
Materie prime alle stelle. Gdo: congelare i prezzi Allarme costi sul vetro «Rischi per le aziende» Salirà dai prossimi mesi di un altro +20%, già chiesto dai fornitori in aggiunta al surplus (+ 48%) del 2022 Federvini: «Siamo tra incudine e martello» Uiv: «Rigidità di industria e grande distribuzione» Ancora su le quotazioni del vetro nei 2023, mentre la Gdo chiede di congelare i prezzi del vino. Le aziende enoiche italiane, alle prese con bassa marginalità e poca redditività, lanciano l’allarme: sono a rischio gli investimenti per crescita e promozione. La materia prima secca più usata nelle cantine, il vetro appunto, salirà dai prossimi mesi di un ulteriore +20%, già chiesto dai fornitori in aggiunta al surplus (+ 48%), riscontrato nel 2022.
Fonte: Arena.
Per le bollicine italiane record feste di fine anno.
A dispetto dell’inflazione, che limita i consumi, anche queste festività si stimano da record per le bollicine italiane. Secondo l’Osservatorio Uiv-Ismea si stapperanno 341 milioni di bottiglie di spumante (+6%), sia in Italia (95 milioni) che, soprattutto, all’estero, sempre più testimone della febbre da Italian sparkling con i 3/4 delle vendite totali. II 2022 si è chiuso con un nuovo record produttivo molto vicino al tetto di un miliardo di bottiglie (970 milioni), per un controvalore di 2,85 miliardi di euro, due dei quali solo di export. A trainare la crescita, Stati Uniti, Regno Unito e Germania, ma anche piazze consolidate ed emergenti, come Canada, Svezia, Giappone, Est Europa e Francia, sempre più attratta dalle bollicine italiane (+25% la crescita in volume nel Paese dello Champagne).
Fonte: Arena.
l Prosecco Rosè Armani in mostra a Pitti Uomo.
L’autunno/inverno 2023 pensato da Bikkembergs, casa di moda sportiva, debutta a Pitti Immagine Uomo sulle raffinate note del Prosecco Rosè Millesimato 2021 di Albino Armani: a voler giocare con le parole…questione di etichetta. I quattro secoli di storia di una famiglia che si è fatta azienda (quella vitivinicola di Dolcè) e i 37 anni della geniale espressione artistica con cui Dirk Bikkembergs ha costruito l’impero della sport-couture, si incontrano ai margini della passerella dove domani buyer e visitatori scopriranno le ispirazioni sporty-chic firmate Bikkembergs perla prossima stagione invernale.
Fonte: Arena.
La vigna più alta d’Europa perde il deposito attrezzi «Ordinata la demolizione ma tengono gli chalet».
Fabrizio Zardini, titolare del vigneto più alto d’Europa, è amareggiato È convinto che sia stato qualche regoliere a mettere in moto l’iter. La vigna più alta d’Europa perde il deposito attrezzi «Ordinata la demolizione ma tengono gli chalet». Qltre dieci annidi duro lavoro, lo scorso autunno finalmente il raccolto, la vendemmia, il vino: un sogno realizzato che ora, dopo tanta fatica e sacrifici, rischia di finire proprio nel primo annodi produzione. È amareggiato e deluso Fabrizio Zardini, enologo, colui che (assieme a Francesco Anaclerio) ha dato vita nel 2011 alla `Vigna 1350″.116 settembre è arrivata infatti l’ordinanza da parte del Comune di Cortina di demolizione della baracca costruita sul terreno regoliero dove sorge la vigna, che i due enologi avevano costruito per depositare gli attrezzi occorrenti al mantenimento del vigneto.
Fonte: Corriere delle Alpi.
Guida alle cantine vinicole d’autore italiane.
Vino e arte si mescolano insieme nelle cantine vinicole di design, un progetto che unisce la tradizione alla modernità. L’idea di base è quella di creare una sorta di “tempio del vino”, un luogo dal design anticonformista e innovativo in cui questo possa essere conservato. In questo modo le cantine non si limitano più a essere punti di riferimento per gli amanti del vino, ma vere e proprie attrazioni turistiche. Ecco quindi una lista di cantine di vini di design italiane da visitare assolutamente almeno una volta nella vita.
Fonte: Esquire.
Enoturismo e vendite in cantina: Divinea e Consorzio Tutela Vini della Maremma toscana insieme per una giornata di formazione.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana insieme in prima linea per un evento formativo a beneficio dei soci del Consorzio sul tema dell’enoturismo e delle vendite diretta in cantina. Il titolo della giornata di formazione è “Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica” e ha come obiettivo quello di dare risposte concrete alle opportunità legate all’enoturismo e alle vendite dirette e di come queste possano decollare, sfruttando la tecnologia e l’innovazione digitale per il settore del settore vino. L’evento gratuito su iscrizione è in programma venerdì 20 gennaio 2023 a Rocca di Frassinello, Gungiarico (Grosseto).
Fonte: Adriaeco.
Visite e degustazioni domenicali alle Cantine Florio.
Un percorso che conduce tra le cantine storiche più importanti della Sicilia, ma anche tra i vicoli di Palermo, alla scoperta di racconti, luoghi emblematici e la storia delle grandi famiglie del vino siciliano. Un tuffo nella tradizione enologica marsalese, attraverso la visita di una delle più antiche case vinicole di Sicilia, che ha fatto grande la fama del vino Marsala, dove si gusterà il prodotto che ha fatto la storia dell’enologia siciliana che dalle cantine Florio rese questo vino liquoroso porta bandiera della Sicilia nel mondo.
Fonte: Palermomania.it.
I 19 Comuni del Douro, in Portogallo sono la “Città Europea del vino 2023”.
La più importate regione vinicola lusitana al centro di tante iniziative sul vino e sull’enoturismo, di scena il 4 febbraio. Nel 2023 appena iniziato, il vino, come sempre, dovrà affrontare tante sfide, e vivrà tanti momenti ed eventi che lo metteranno sotto i riflettori. Tra gli altri, quelli che vedranno protagonista uno dei territori storici del vino europeo, ed il più importante del Portogallo, come il Douro, dai cui vigneti nascono i vini che portano il nome stesso della valle che si sviluppa intorno al fiume Douro, ma anche il celeberrimo Porto (e che abbiamo raccontato in questo video). E che, nel 2023, con i suoi 19 Comuni riuniti del CimDouro (Alijó, Armamar, Carrazeda de Ansiães, Freixo de Espada à Cinta, Lamego, Mesão Frio, Moimenta da Beira, Murça, Penedono, Peso da Régua, Sabrosa, Santa Marta de Penaguião, São João da Pesqueira, Sernancelhe, Tabuaço, Tarouca, Torre de Moncorvo, Vila Nova de Foz Coa e Vila Real), che raggruppano 22.000 produttori di vino, saranno la “Città Europea del Vino 2023”, secondo quanto stabilito a Bruxelles nel giugno 2022, nelle iniziative di Recevin, la rete europea delle Città del Vino.
Fonte: WineNews.
I migliori vini di gennaio secondo Luca Gardini: 10 bottiglie da non perdere.
Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le etichette più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Abbadia di Montepulciano, una realtà giovane ma sorprendente, quella di famiglia Valdambrini, capace di esaltare tipologie territoriali come il Sangiovese (qui, ovviamente, ribattezzato Prugnolo Gentile) ma anche internazionali come Cabernet Sauvignon, Pino Bianco e Chardonnay. Questo Viola è raffinato, intenso ed elegante, con naso di amarena, sottobosco, su note floreali di rosa canina, con nette sensazioni balsamiche di mentolo ed eucalipto. Ha un gusto teso e croccante, con una trama fitta. Il ritorno è mentolato-fruttato, con sfumature di caramella al rabarbaro.
Fonte: Reporter Gourmet.
Vini vitigni e miglior vino al mondo.
Quali sono i migliori vini italiani e qual è il migliore vino al mondo? Classifiche, premi, degustazioni e recensioni di bottiglie pregiate provenienti da vitigni e cantine di ogni regione, nazione e continente dall’Europa all’Australia fino alla Cina. Qual è il miglior vino al mondo? Forse vi sarete posti questa domanda solo per curiosità, dato che tutti i vini pregiati e non hanno mille caratteristiche che cominciano dall’uva e arrivano al nostro palato. Si tratta di un argomento complesso che mischia storia, cultura, agricultura ma anche geologia e genetica. Per non parlare di tecniche di imbottigliamento e conservazione, abbinamento con il cibo e modalità di degustazione e bicchieri da usare per rossi e bianchi.
Fonte: Bintmusic.it.
Il vino in TV – Parola all’autrice RAI Isabella Perugini.
Inizio questo 2023 con un tema tanto distante dal mio approccio al mondo del vino quanto interessante per andare a definire il potenziale di un ambito comunicativo al quale si pensa molto poco in campo enoico ma che può rappresentare un veicolo di contenuti tanto capaci di arrivare a un pubblico “generico” quanto in grado di approfondire temi cari anche agli addetti ai lavori. Parlo della TV e ad aiutarmi a comprendere alcune dinamiche di quello che è, ancora oggi, il mezzo più impattante per la comunicazione generalista sarà Isabella Perugini, nota autrice di programmi televisivi legati al racconto dei territori italiani e delle loro eccellenze.
Fonte: WineBlogRoll.
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Intervista a Micaela Pallini – Pallini, la gioia dei 150 anni «Il nostro 2023 di crescita» – Pallini al traguardo dei suoi «formidabili» 150 anni.
II traguardo della storica distilleria e il momento d’oro dei vini Perego alle papule2e3. Pallini, la gioia dei 150 anni «II nostro 2023 di crescita» Micaela Pallini, ceo dell’omonima azienda, si prepara a festeggiare una crescita del 25% di Achille Perego Palm! al traguardo dei suoi «formidabili» 150 anni. «Questo settore è una punta di diamante dell’agroalimentare italiano tanto che il vino ha chiuso il 2022 con il primato assoluto di circa 8 miliardi di export». L’ULTIMO BRAND ARTIGIANAL degli spirits italiani entrato in produzione, dopo la sua acquisizione, nello stabilimento di via Tiburtina a Roma è l’Amaro Formidabile. Come «formidabile» è la storia della Pallini che nel 2025 celebrerà i suoi primi 150 anni.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.
Tuzzi (Bellavista): costruiamo poli per battere i francesi – Così cambiò Bellavista Famiglia, manager e nuovi marchi per Terra Moretti.
Massimo Tuzzi, ceo del gruppo: «Fatturato 2022 in crescita, ci avviciniamo a (}dota 100 milioni. Dopo due anni di ristrutturazione della governance, pensiamo a costruire il futuro in Italia e all’estero». L’azienda della Franciacorta vuole allargare il suo polo del vino valutando altre acquisizioni in aree di grande valore. Focus sugli Usa di Isidoro Trovato Lavori in corso per un futuro dalle grandi ambizioni. È ciò che sta accadendo alla Terra Moretti Vino, il comparto vitivinicolo di Holding Terra Moretti, gruppo imprenditoriale diversificato di proprietà della famiglia Moretti, che opera nel settore delle costruzioni, del vino e dell’hotellerie. Il fondatore, Vittorio Moretti, da qualche anno ha affidato il suo «impero» alle tre figlie: Carmen guida l’ospitalità, Valentina le costruzione e Francesca (enologa) si dedica al vino. Un settore, quello vinicolo, che (secondo i dati di Federvini) nel 2022 ha fatto toccare il record storico di 8 miliardi di export.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Uk, tutti pazzi per il Lambrusco – Gioia, gioventù, godimento La frizzante riscossa del Lambrusco.
Economia e tendenze Si esporta in tutto il mondo e nel Regno Unito riesplode la passione. I1 2023 enologico si apre con una interessante notizia che viene dal mercato del Regno Unito. Secondo l’indagine realizzata da Bibendum, distributore di wine e spirits leader sul mercato Uk, l’emilianissimo Lambrusco sembra destinato a ritornare con grande successo sulla tavola dei consumatori inglesi. Bidendum ne capre visto che muove il 15% degli acquisti del settore dell’on trade nel paese tornato a crescere dopo la Brexit con 582 milioni di euro di vino italiano importato nei primi nove mesi dell’anno scorso (+14,9% sullo stesso periodo del 2021). Il sondaggio del grossista britannico racconta che il popolare (sia nel senso di celebre, che nel senso di essere alla portata di tutti) rosso leggermente frizzante e fruttato, originario dell’Emilia Romagna e di una piccola porzione della Lombardia, è ora stabilmente ospite nelle carte dei vini di un ristorante o wine bar di tendenza su cinque nel Regno Unito.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Aziende, boom di Antinori – Antinori Boom di fatturati. Ecco le aziende cresciute di più.
Con i ristoranti la maison del vino cresce del 900 per cento Tutte le imprese che nell’ultimo anno hanno aumentato di più i fatturati Vinattieri, Worldair, Fantini e Fancelli, Grazzini. E ancora Capecchi, Edil Design e TM Wagen. Sono solo alcune delle aziende fiorentine che figurano nelle prime posizioni della classifica stilata da Report Aziende, in base all’aumento del fatturato e agli utili percepiti nell’ultimo anno. Ecco le aziende cresciute di più La maison del vino in un anno registra il 900% in più nei conti La classifica è redatta da ReportAziende in base ai bilanci dalle società fiorentine nel corso del 2021 Firenze Vinattieri, Worldair, Fantini e Fancelli, Grazzini. E ancora Capecchi, Edil Design e TM Wagen. Sono solo alcune delle aziende fiorentine che figurano nelle prime posizioni della classifica stilata da Report Aziende, in base all’aumento del fatturato e agli utili percepiti nel 2021. La pandemia sembra essere oramai alle spalle con la maggior parte delle imprese che hanno eguagliato, o addirittura superato, il bilancio del 2019, l’anno prima della pandemia.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Uve a rischio estinzione «Le aziende le adottino».
Al centro della terza edizione di Graspo, bianchi e rossi della vendemmia 2022 Uve a rischio estinzione «Le aziende le adottino» Lorenzoni e Bertolazzi: «Fare solo ricerca non serve se non troviamo imprese che mettano in sicurezza almeno uno di questi vitigni» Monica Sommacampagna eoonomia@larena.it •• Diciannove vini da uve antiche a rischio di estinzione raccolte tre mesi fa nel Veronese sono stati proposti in assaggio nelle scorse settimane nella cantina Zymè a San Pietro in Cariano. La terza edizione dell’evento organizzato da Graspo (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la salvaguardia e la preservazione dell’originalità e della biodiversità viticola) ha visto protagonisti bianchi e rossi da grappoli della vendemmia 2022, microvinificati e messi nel bicchiere per cogliere al massimo l’espressione dei loro aromi primari e manifestame l’identità.
Fonte: Arena.
La Cantina di San Pietro cresce col nuovo fruttaio.
È la moderna espressione di Sangiovese in purezza. Parliamo del Nozzole Chianti Classico Docg 2020 della Tenuta omonima. Nel Chianti Classico per la Ambrogio e Giovanni Folonari rappresenta il Sangiovese nella forma sensoriale più elegante e tradizionale. Da una parte l’Insolia che in Sicilia si esprime al top in alta collina, dall’altra il Viognier, che nasce nella Valle del Rodano (Francia) ed è anch’esso presente nei vigneti della Tenuta Pianetto. Coltivati a Santa Cristina Gela originano in blend al Ficiligno, uno dei vini bianchi più iconici e bio di Baglio di Pia netto. Grande traguardo per Fontanafredda che con il vino più iconico, prima menzione comunale al mondo, dal 1988, il Barolo di Serralunga d’Alba 2018 Renaissance, conquista il 78° posto tra i Top 100 vini di Wine Spectator 2022.
Fonte: Arena.
In vendita l’immobile dell’ex cantina sociale.
La cantina sociale di Carpi e Sorbara ha messo in vendita il complesso delle strutture che, per molti decenni, hanno costituito la cantina di Poggio Rusco. Le offerte per l’acquisto del vasto complesso dovranno arrivare entro il 31 di marzo. Si tratta di un’area molto vasta, che supera i diecimila metri quadrati, che è già starà individuata dall’amministrazione di Poggio Rusco come possibile area di espansione residenziale mista e area a servizi. Si tratta di un complesso che ha una storia pluridecennale e riveste una notevole importanza storica per il Comune del Basso Mantovano. La vicinanza con la stazione ferroviaria ne fa anche un punto di interesse per lo sviluppo dell’intermodalità dei trasporti.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vino ed emozioni: fruttati, floreali e speziati attivano i nostri canali più profondi.
Un progetto, tra 7 Università e 2 Istituti di Ricerca, mette a punto un protocollo scientifico per studiare le correlazioni tra molecole e sentimenti. Non solo per i punteggi delle guide o gli abbinamenti con il cibo, il vino si dovrebbe anche scegliere per le emozioni che ci suscita: un fattore che a quanto pare non è non solo soggettivo, ma dimostrabile scientificamente. L’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team composto dagli esperti di sette Università (Pisa, Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due Istituti di Ricerca (Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e Centro Studi Assaggiatori) che hanno messo a punto un protocollo di prova e hanno cominciato ad eseguire test su vini provenienti da regioni differenti. Lo studio è finalizzato a capire quali emozioni sono trasmesse da ciascuno e se è possibile fare delle correlazioni tra queste, i caratteri sensoriali e le molecole presenti. Quello che è emerso in particolare è che le emozioni positive hanno una correlazione diretta soprattutto con la percezione sferica, la struttura, il floreale, il fruttato e lo speziato, seppure in misura diversa.
Fonte: WineNews.
Vino e design. L’arte in bottiglia, la nostra top ten.
In una bottiglia di vino deve prevalere la funzionalità oppure l’estetica? Magari entrambe. L’importante è comunicare e colpire il consumatore. Nonostante le rigide regole delle DOC e DOCG in Italia, in materia di recipienti per il vino, c’è chi osa e sceglie il design, senza tralasciare i principi di conservazione e affinamento del vino, trovando il giusto connubio tra funzionalità ed estetica. La forma di anfora, ispirata agli antichi contenitori etruschi, è l’iconica bottiglia dell’azienda Fazi Battaglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi, nata a seguito del Concorso istituito nel 1953 dall’imprenditore Francesco Angelini, cofondatore dell’azienda e vinto dall’Architetto Antonio Maiocchi. La forma sinuosa, il colore verde smeraldo ed il prezioso cartiglio attaccato al collo, seppur nel tempo imitate, sono protette e tutelate dal brevetto registrato nel 1953.
Fonte: Adnkronos.
Le Doc, che cosa sono e cosa vogliamo farcene.
In Italia esistono dagli anni Sessanta, ma hanno una storia ben più lunga. Per qualcuno sono un must, per altri un ferrovecchio. Tutti ne hanno sentito parlare, ma restano sempre circondate da un alone di confusione. Per quelli tra voi che hanno sempre avuto qualche dubbio, o che hanno segretamente bisogno di un ripasso, abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza ricorrendo al comodo formato delle domande frequenti (FAQ). Iniziando dalle basi. Prima di tutto: che cos’è una denominazione di origine?
Si potrebbe rispondere in molti modi, ma per farla semplice possiamo spiegare le denominazioni d’origine come i “nomi comuni” dei vini, quelli che permettono di rispondere alla domanda: «Che vino è questo?» o, se preferite: «Cosa vuoi bere?». «Un barolo», «un valpolicella», «un franciacorta», «un prosecco» (che, vale la pena ricordarlo, non è una bollicina qualsiasi ma una in particolare). O, per andare all’estero, «Uno champagne», «un bordeaux», «un porto».
Fonte: Linkiesta.
Quando fare il vino è una tradizione di famiglia, ma con un occhio attendo alla sostenibilità.
È nella classifica degli imprenditori più promettenti under 40, arriva da una famiglia che produce vino da generazioni, ma ha scelto di proseguire in autonomia la sua strada nel settore con un’attenzione particolare al tema sostenibilità. Elisabetta Pala, classe 1987, e i suoi vini in giro per il mondo. Fare un vino che le somigli. Questa l’aspirazione della giovane vignaiola sarda Elisabetta Pala. La grande passione per le vigne e per il vino, ereditata dal nonno, ha dunque radici lontane. Fin da bambina è stata abituata a vivere la vigna, poi una volta cresciuta, complice un’eredità di 40 ettari di vigneti poco lontano da Cagliari, dà vita ad un progetto tutto suo.
Fonte: Italian Gourmet.
Vinitaly Roadshow: tappa a Copenaghen il 24 gennaio per promuovere il vino italiano.
Promuovere le eccellenze del vino made in Italy in Danimarca. Questo l’obiettivo del roadshow di Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati in scena a Verona per la 50sima edizione dal 2 al 5 aprile 2023, farà prima tappa a Copenaghen il prossimo 24 gennaio. In collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Danimarca, Vinitaly International ha organizzato una cena nel ristorante italiano Ché Fè alla quale parteciperanno circa 35 invitati, tra esperti danesi del settore come importatori, blogger e giornalisti, e alti funzionari di Verona Fiere. Alla cena non mancheranno degustazioni di vini rappresentativi di particolari territori del Belpaese.
Fonte: Alimentando.info.
ViniVeri Assisi, il vino naturale torna protagonista.
Appuntamento lunedì 16 gennaio con ViniVeri Assisi, un evento che torna dopo due anni di stop. Protagonista il vino naturale con i vignaioli del Consorzio Viniveri, che avrà il suo clou nell’incontro dalle ore 10 alle 17 all’Hotel Valle di Assisi. La sera precedente domenica 15 gennaio, andranno in scena le Cene con i Vignaioli di Viniveri in vari ristoranti umbri. Oltre 200 etichette di vino con protagonisti 60 vignaioli per la quarta edizione di ViniVeri Assisi, al centro naturalità, territorio, rispetto dell’ambiente ed identità coniugata in una produzione artigianale, sostenibile ed ecocompatibile. Una intera giornata in cui addetti del settore, enotecari, ristoratori, sommelier, i tantissimi appassionati e curiosi del vino naturale potranno incontrare in Umbria quasi tutti i vignaioli del Consorzio Viniveri.
Fonte: Beverfood.com.
Riso, vino, formaggi: l’alto Piemonte sorprende la gola.
Cannavacciuolo guida giovani, talentuosi chef in un territorio sempre più meta gourmet. E se il risotto è una liturgia, il Gorgonzola è amato ovunque e cresce l’interesse per salumi, pesce e vini. Un’enclave di gusto che, dalla pianura alle montagne, ha un invidiabile paniere gastronomico e lo sta valorizzando a dovere: tra riso, formaggi come Gorgonzola e Bettelmatt, Nebbiolo (il Gattinara era il vino preferito dell’imperatore Carlo V, il Sizzano quello del conte di Cavour) e una miriade di altri prodotti di nicchia che comprendono anche il pesce d’acqua dolce. Il territorio dell’Alto Piemonte sta dimostrando le potenzialità di quella terra subalpina speculare alla Langa che con essa ha tanti punti di contatto, e che sta crescendo come modello da seguire.
Fonte: La Repubblica.
STAMPA ESTERA
El brindis aún pendiente del sector del vino con la tecnología `blockchain’.
Cierta mentalidad conservadora y la inversión necesaria frenan el despliegue de la `cadena de bloques’ como gran garante de la trazabilidad de los caldos. La tecnología `blockchain’ va mucho más allá del mundo cripto, y está llamada a marcar un antes y un después en numerosas industrias, no solo la financiera. Un ejemplo es el sector agroalimentario, donde esta `cadena de bloques’ permite ofrecer una información completa, segura y no manipulable sobre los productos, desde su origen y proceso de producción al de ventas y distribución. De la misma manera que ya es habitual tras la pandemia abrir la cámara del móvil y escanear el código QR de un restaurante para ver el menú, ahora también es posible para el consumidor conocer la trazabilidad de un alimento con el mismo sencillo gesto. Esta visión de toda la cadena de valor de los productos agroalimentarios ya acumula varias propuestas de éxito, pero esa buena cosecha aún no se ha consolidado en el sector del vino, donde el `blockchain’ podría marcar diferencias permitiendo no solo certificar cada detalle de una botella (por ejemplo el origen de las uvas o su denominación de origen), sino que también pondría coto a las falsificaciones, un problema cada vez más extendido. Pero aunque en países como Italia el uso del `blockchain’ se ha hecho popular, en España el sector aún se resiste. Las razones son dos: el conservadurismo y el alto coste económico. Tendrían que apartar los libros de bodega tradicionales, invertir en un nuevo sistema y cambiar el etiquetado de las botellas por otro inteligente donde entra en juego el código QR. Con todo, algunos proyectos intentan abrir camino. Pionera fue por ejemplo la convocatoria que la bodega Emilio Moro lanzó con el objetivo de mejorar la trazabilidad de sus botellas. Airtrace fue la empresa seleccionada, y creó BlockeWine, una aplicación móvil a través de la cual se guarda la información desde que los viticultores recogen las uvas hasta que llega a las bodegas. «Digitalizamos la trazabilidad aplicando `blockchain’ en toda la cadena de valor, desde la recogida de la uva hasta la entrega en la tolva», explica Jesús Caicedo, cofundador de la compañía.
Fonte: ABC Empresa.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 8 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Il gentiluomo del Barolo che conquistò il mondo partendo da un garage.
Addio a Luciano Sandrone, aveva 76 anni Il gentiluomo del Barolo che conquistò il mondo partendo da un garage di Luciano Ferraro «Sono Luciano Sandrone dell’azienda Sandrone Luciano, in Barolo. Voglio far innamorare la gente dei miei vini». Si presentava così il geni tiluomo del Barolo. E morto a 76 anni, dopo una battaglia contro il cancro, nella sua casa accanto alla cantina in cui tutto iniziò. Non era figlio d’arte. La sua era una famiglia di falegnami, a La Morra, uno degli u Comuni del Barolo. Era allergico alla segatura, preferì le vigne. Cantiniere prima (da Borgogno e Marchesi di Barolo), vignaiolo in proprio dal 1977, acquistando un po’ di terra sulla collina di Cannubi, diventata uno dei luoghi del vino più costosi al mondo. Sandrone, con la moglie Mariuccia, fece nascere in un garage le sue prime 1.500 bottiglie.
Fonte: Corriere della Sera.
Ecco i 36 migliori vini di Puglia.
La guida Bibenda ha assegnato í 5 grappoli del 2023 con la fondazione sommelier • I trentasei migliori vini di Puglia consacrati dalla guida Bibenda con il massimo riconoscimento dei “5 Grappoli 2023” – frutto dell’impegno di trentaquattro produttori del territorio – hanno sfilato nella serata di gala celebrata da Fondazione Italiana Sommelier Puglia ieri a Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, Brindisi. «La nostra regione produce vini di qualità che arrivano sulle tavole di tutto il mondo, grazie ad una comunicazione attenta, tecnica e di forte coerenza -; ha spiegato il presidente di Fondazione Italiana Sommelier Puglia, Giuseppe Cupertino – abbiamo dato merito e riconoscimento al vino di Puglia e agli sforzi dei suoi protagonisti».
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Intervista a Donato Pentassuglia – Pentassuglia punta sulla valorizzazione tramite l’innovazione e i nuovi canali.
L’assessore: «Rispetto per le esposizioni e le rassegne ma andiamo oltre». «L1 vino è un ambasciatore vero della Puglia e della pugliesità, grazie al quale stiamo promuovendo in maniera seria e forte i nostri territori». Il 2022 si è chiuso con un bilancio estremamente positivo, anno in cui – secondo l’assessore all’Agricoltura e all’Industria Agroalimentare della Puglia, Donato Pentassuglia – la regione «ha tenuto bene nel periodo post pandemico e la filiera ha compiuto un ottimo lavoro nella valorizzazione spinta dei vitigni autoctoni e delle nuove cultivar ». Tempi lontani quelli in cui la Puglia era considerata una regione da vini da taglio: «Ora siamo in uno scenario differente, proiettati verso delle novità assolute -; ha spiegato l’assessore regionale – basti pensare all’enoturismo, alle potenzialità dei wine resort e ai percorsi sensoriali che negli ultimi due anni abbiamo approcciato e sottoposto a normativa.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Torna Evoluzione Naturale.
Torna a fine gennaio, con la quarta edizione, la fiera Evoluzione Naturale, rassegna dedicata al mondo dei vini naturali, ormai conosciuta e apprezzata da vignaioli, professionisti e wine lovers. II 22 e 23 gennaio a Grottaglie, terra conosciuta in tutto il mondo per la pregiata ceramica artistica e l’uva da tavola, ci sarà la due giorni alla scoperta di etichette e vignaioli provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero uniti dall’attenzione all’ambiente e dalla sostenibilità delle pratiche adottate in vigna e in cantina. Anche quest’anno, nella cornice della storica Masseria Lella, non solo degustazioni ma spazio anche all’approfondimento.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Mangiare, bere e pedalare l’idea del campione – Assaggiare pedalando La Toscana del ‘Grillo’.
Si chiama ‘Bikeandtaste’ il progetto ideato dall’ex iridato campione di ciclismo Bettini Assaggiare pedalando La Toscana del ‘Grillo’ di Angelo Costa Da Pomarance, nelle colline metallifere toscane, si vede il mare. E si può raggiungere in bicicletta attraversando parchi naturali protetti e vie di tutti i colori. Non è un modo di dire: ci sono la ghiaia delle strade grigie, lo sterrato, le pietre, il fondo della pineta, persino la sabbia della spiaggia. E’ una sorta di filo che cuce un territorio sparso fra nove Comuni e almeno tre province, perché Siena è a un passo. Il sarto che lo utilizza è una faccia nota in tutto il mondo: Paolo Bettini. Alle sue tante vite (fuoriclasse in bici, ct della Nazionale di ciclismo, testimonial di aziende, coltivatore di ulivi e pilota di aerei), il ‘Grillo’ aggiunge quella di guida del gusto a due ruote nella terra dove è nato: è lui ad accompagnare cicloamatori e turisti a pedali nel territorio della Geotermia che proprio a Pomarance ha le centrali più importanti.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Dal Sangiovese al Ficiligno siciliano.
È la moderna espressione di Sangiovese in purezza. Parliamo del Nozzole Chianti Classico Docg 2020 della Tenuta omonima. Nel Chianti Classico per la Ambrogio e Giovanni Folonari rappresenta il Sangiovese nella forma sensoriale più elegante e tradizionale. Da una parte l’Insolia che in Sicilia si esprime al top in alta collina, dall’altra il Viognier, che nasce nella Valle del Rodano (Francia) ed è anch’esso presente nei vigneti della Tenuta Pianetto. Coltivati a Santa Cristina Gela originano in blend al Ficiligno, uno dei vini bianchi più iconici e bio di Baglio di Pia netto. Grande traguardo per Fontanafredda che con il vino più iconico, prima menzione comunale al mondo, dal 1988, il Barolo di Serralunga d’Alba 2018 Renaissance, conquista il 78° posto tra i Top 100 vini di Wine Spectator 2022.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Premiato il Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda de Puppi.
All’interno della 25a Edizione della Guida Bibenda 2023, che raccoglie le eccellenze italiane nell’ambito del vino, ristorazione, olio e grappa, il 5 dicembre a Roma, sono stati assegnati i 5 Grappoli di Bibenda 2023 al Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda Agricola Luigi De Puppi. Un vino dal profumo elegante e molto intenso, con note di vaniglia, crema e un intenso aroma floreale di viola e gardenia, che unisce tecniche di coltivazione innovative a pratiche antiche, come la selezione manuale dei grappoli in cantina. L’Azienda Agricola Luigi De Puppi si trova parte nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, zona particolarmente vocata alla produzione di vini di alta qualità, e parte a Moimacco (Udine), dove sorge la villa di proprietà della famiglia e dove è situata anche la cantina di produzione.
Fonte: La Discussione.
Vino investimento dell’anno l’indice Italy 100 su del 9% Neanche l’oro va meglio.
Sassicaia, Masseto, Tignanello (Antinori), Ornellaia (Frescobaldi), Case Basse (Soldera), Giacomo Conterno, Bruno Giacosa, Bartolo Mascarello, Gaja. Sono alcuni dei vini italiani – non i soli – che vale la pena conservare in cantina e che negli anni crescono di valore più dell’oro. Lo scorso anno l’indice Italy 100 dei vini di pregio italiani più trattati ha segnato un ottimo +9,2%. «Nel 2022 investire sui questi vini, non solo italiani, – afferma Alessandro Regoli, direttore di Winenews – si è rivelato un buon investimento. Il Liv-Ex 100 (l’indice del fine wine market curato da London International Vintners Exchange) ha guadagnato il 6,9%. Nessuno ha saputo fare meglio, neanche l’oro. Solo il FTSE 100 ha chiuso in territorio positivo (+0,9%), mentre tutti gli altri indici azionari hanno segnato cali importanti». «La bontà di un investimento – aggiunge Regoli – non si misura comunque solo nel breve periodo, ma anche sul lungo termine, e il quadro dipinto dai dati relativi agli ultimi 5 anni è decisamente positivo.
Fonte: Messaggero.
L’abbinamento.
II Sornino di Cogo Metti un rosato bio sulle Colline Novaresi: un Nebbiolo, dalla dinamica cantina Cogo, profumato di ciliegia, freschissimo, persistente a cura di Lara Loreti 11 ríe II Boca di Barbaglia Trai primi territori in Italia a darsi un disciplinare nel 1969. Nebbiolo e Vespolina si fondono in un rosso fine, armonico e minerale Tre Vigne Travaglini La bottiglia caratteristica rende il Gattinara di Travaglini inconfondibile. II top di tre vigne offre note di china e liquirizia, palato fine, personalità grintosa.
Fonte: Specchio.
Premiato il Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda de Puppi.
All’interno della 25^ Edizione della Guida Bibenda 2023, che raccoglie le eccellenze italiane nell’ambito del vino, ristorazione, olio e grappa, il 5 dicembre a Roma, sono stati assegnati i 5 Grappoli di Bibenda 2023 al Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda Agricola Luigi De Puppi. Un vino dal profumo elegante e molto intenso, con note di vaniglia, crema e un intenso aroma floreale di viola e gardenia, che unisce tecniche di coltivazione innovative a pratiche antiche, come la selezione manuale dei grappoli in cantina. L’Azienda Agricola Luigi De Puppi si trova parte nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, zona particolarmente vocata alla produzione di vini di alta qualità, e parte a Moimacco (Udine), dove sorge la villa di proprietà della famiglia e dove è situata anche la cantina di produzione.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
Cantina di Ramuscello via libera all’ampliamento.
Via libera dal Consiglio comunale alla richiesta della coop agricola Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito di poter realizzare, su un terreno attiguo alla propria sede (terreno già acquistato e con una superficie di oltre 4.700 metri quadri) nuovi impianti tecnologici oltre ad ampliare il capannone esistente ad uso magazzino (aumentando la superficie attuale di 250 metri quadrati). La cooperativa punta infatti a dar corso ad una serie di azioni di sviluppo sostenibile promosse dal Piano di sviluppo rurale regionale, integrando la propria attività produttiva con nuovi impianti tecnologici (tra cui un nuovo depuratore, una piazzola di lavaggio dei mezzi agricoli, box perle pompe antincendio, una cabina elettrica ad uso interno e nuovi vinificatori) oltre ad installare pannelli fotovoltaici su tutte le coperture disponibili.
Fonte: Gazzettino Pordenone.
Dai terrazzamenti vista lago un bianco pieno di nuances.
Le vigne di Scraleca sembrano sospese sulle acque: quelle vicine del piccolo lago Moro e quelle più lontane ma ben visibili del più grande lago d’Iseo. Le ha volute così Tino Tedeschi, appassionato di cultura agricola camuna. Autentico visionario, in quel posto magnifico ma quasi impossibile da coltivare, ha ricavato i terrazzamenti 1?+ _ L _ che sostengono le viti di Incrocio Manzoni (in prevalenza) e di Kerner che danno vita al Griso, un eccellente bianco finemente aromatico, sapido e ricco di nuances sia nei profumi che nel gusto.
Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.
C’è un “diario di viaggio” per visitare il Museo del vino.
Il Museo del vino che si propone come il più innovativo tra quelli italiani non può che trovarsi nelle Langhe, e in un castello dalla storia millenaria la cui storia è fortemente legata allo sviluppo della viticoltura di queste colline. Qui il Wimu, Wine museum, frutto dell’estro di François Confino, autore degli allestimenti di mostre e musei in tutto il mondo, ha la peculiarità di proporre, intorno al mondo del vino, un viaggio interattivo ed emozionale, inquadrandolo innanzitutto come prodotto e produttore di cultura, capace di accompagnare l’evoluzione di intere civiltà, permearne le espressioni artistiche e plasmare il volto del territorio. «Ho visitato diversi musei dedicati al vino nel mondo. Ma nessuno di essi racconta la dimensione sociale del vino.
Fonte: Stampa Cuneo.
Una cantina che vale come una Coppa.
A Lozzo Atestino l’azienda rigorosamente’ bio” di Nevio Scala, gloria del calcio italiano e mister del Parma dei miracoli Renato Malaman. Risorta, come un’Araba Fenice. Sogno che si realizza, che profuma di riscatto. Eccola la cantina nuova, che ridà vita alla vecchia e grande casa colonica: quella dei conti Albrizzi in via Saline, dove Nevio Scala visse parte della propria infanzia con i genitori Francesco e Regina. Quest’ultima morta di recente a 100 anni, lasciandogli in eredità l’album con tutti i ritagli di giornali che raccontano la sua carriera. Eccola perfettamente ristrutturata la cascina, per diventare anche un luogo di accoglienza e di degustazione di prodotti buoni e naturali, frutto di quell’etica sempre presente in tutte le scelte dell’ex allenatore. Nevio Scala non ha mai fatto mistero del suo sogno: rendere giustizia all’ingiustizia patita dai nonni Angelo e Giuseppina. Si mangiarono una campagna per aver aiutato persone di cui si erano fidati.
Fonte: Mattino Padova.
L’esperienza magica del Wine Resort: guida ai più belli della Campania.
Qualora decideste di vivere la magia di dormire, mangiare, degustare e fare attività fisica, direttamente immersi tra le vigne, sappiate che in Campania avete ampia scelta, grazie anche al fenomeno del turismo del vino che prende sempre più piede, anche tra coloro che di vino ne sanno poco e sono alla ricerca di bellezze territoriale, ricche di tipicità, di storia e di arte associate alla viticoltura. Un trend che sarà costante anche nel prossimo futuro. Una vacanza fuori dal caos, che concilia paesaggio, relax e gusto, in un contesto naturale, dove le camere sono ad un passo dalla vigna, la spa è ricavata da ambienti naturali e la vista dei vigneti ritempra l’anima, godendo di quell’allure del lusso della semplicità da cui non si vorrebbe più andare via. Angoli di paradiso, arricchiti da esperienze sensoriali dove il valore aggiunto delle cantine, con le produzioni di vino.
Fonte: Luciano Pignataro.
Gli States celebrano il Barolo: a Los Angeles e New York galà per il grande vino piemontese.
Antonio Galloni (Vinous) fa sbarcare oltreoceano tutti i più grandi produttori, da Altare a La Spinetta, da Burlotto a Rinaldi, da Sandrone a Vietti. Gli americani si preparano a festeggiare “sua Maestà” il Barolo: due eventi di gala dedicati al grande vino piemontese, il 28 gennaio, a Los Angeles, e, dal 1 al 4 febbraio, a New York, organizzati da Vinous by Antonio Galloni, critico enologico di fama mondiale ed uno dei massimi esperti oltreoceano della prestigiosa denominazione italiana. La “Festa del Barolo”, edizione n.10, comincia in California, dove il 28 gennaio, a Los Angeles (Marino Restaurant), è in programma un tasting in cui gli ospiti potranno assaggiare i diversi vini di ciascuna azienda e parlare con i produttori.
Fonte: WineNews.
Rufulía Pet-Nat metodo ancestrale, da sole 500 bottiglie.
Un piccolo vigneto di Catarratto, piantato vicino la cantina di famiglia a Contessa Entellina(AG) è dedicato alla produzione di Rufulía Pet-Nat metodo ancestrale. Ci troviamo a 630 m.s.l.m. dove le uve biologiche vengono vendemmiate a mano a fine agosto e diraspate. Fermentazione spontanea in vasche di acciaio. A 10 g/1 di zucchero residuo il vino viene imbottigliato durante la fermentazione. La fermentazione termina in bottiglia e il vino matura per 9 mesi in bottiglia, conferendo lo stile leggermente mussante di un Frizzante Naturale. Il vino non viene sboccato, quindi troviamo i depositi in bottiglia.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Vini d’Italia 2023: Premio Miglior Rapporto Qualità/Prezzo.
«Nel 2016, appena tornata dall’Università, avevo deciso di iniziare a lavorare con i miei in azienda. Un giorno ero al computer, tranquilla, quando a un certo punto arrivò la mail del nostro primo Tre Bicchieri, al Montepulciano Luì. L’emozione del primo Tre Bicchieri non te la scordi. Ma quella del Premio Speciale è qualcosa di molto molto più grande». E di certo Federica Topi questa emozione non la nasconde. Insieme alla mamma Pina Marano e al papà Pietro, Federica è alla guida di Tenuta Terraviva, una delle aziende più in forma del panorama vinicolo abruzzese. Quest’anno abbiamo conferito loro il premio speciale per il Miglior Rapporto Qualità Prezzo: ad aggiudicarselo l’Abruzzo Pecorino ’21 che ci ha conquistati con un profilo olfattivo verace, dai tratti vagamente rustici di cereale uniti a una fragrante sensazione di polpa di agrumi su una bocca venata da sussulti sapidi; un grande bianco offerto a poco più di 10 euro a bottiglia.
Fonte: Gambero Rosso.
Fuori Marmo la prima linea di vini al mondo affinati in botti di marmo.
Dagli abissi marini all’alta quota, dal fondo di un lago ai confini smisurati dello spazio. Nessuno fino a qualche anno fa avrebbe immaginato che il vino potesse essere affinato in luoghi tanto insoliti quanto affascinanti. Se pensavate di averle viste e sentite tutte sappiate che non è così, perché c’è chi ha deciso di lasciarvi con la bocca aperta, ancora una volta. Si tratta di Olivier Paul-Morandini, proprietario di Fuori Mondo, cantina situata sulle colline della Toscana in Maremma, che durante il lungo periodo di lockdown si è lasciato persuadere da un’idea a dir poco visionaria: essere il primo produttore al mondo ad affinare il vino in botti di marmo.
Fonte: Wine&Thecity.
Sondaggio Swg: il vino piace anche ai giovani, ma è un mondo ancora tutto da scoprire.
Per gli italiani, da sempre, il vino è molto di più di una semplice bevanda. E questa è una tradizione che si tramanda anche ai più giovani: per l’80% il vino si conferma un’eccellenza tutta italiana. L’87% sottolinea come sia un vero e proprio conglomerato di cultura, storia e tradizione. L’amore per questa bevanda sembra essere trasversale, indipendentemente dall’età. Per Millennials ed adulti il vino si conferma infatti il più consumato, mentre nella Gen Z occupa il secondo posto dopo la birra: ben il 60%, infatti, lo beve più volte al mese. Sono i risultati della ricerca Swg per raccontare le scelte di acquisto e consumo delle nuove generazioni.
Fonte: Beverfood.com.
Vino, Confartigianato: cresce l’export. Partnership con ‘Vini da Terre Estreme’.
Nel primo semestre del 2022, l’export di vini italiani registra un aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sia pure più lentamente anche l’export del vino prodotto in Basilicata va avanti (più 1,5%) per un giro di affari annuo che sfiora i 12 milioni di euro. Sono dati contenuti nell’Elaborazione Flash ‘Un regalo di Natale a valore artigiano. Focus Confartigianato su Artigianato alimentare – 12a edizione’.
Fonte: Sud Notizie.
Vino e olio oggi sono dei veri toccasana per la salute.
Il termine sabotare deriva da Sabot (zoccolo in francese) e si riferisce al boicottaggio degli operai francesi contro i padroni delle ferriere nell’ottocento. Questi uomini disperati lanciavano i loro sabot negli ingranaggi delle macchine per boicottare il lavoro infernale cui i padroni li sottoponevano. Questo perché la vita di questi ragazzi nelle fabbriche dell’ 800 era micidiale: turni massacranti, altissimo rischio di incidenti, paga da fame e malnutrizione.
Fonte: La Nazione.
Il mercato dei fine wine italiani, letto da chi ne è stato pioniere, con clienti in tutto il mondo.
A WineNews parla Carlo Maggi, alla guida della storica Enoteca “La Loggia” di Orvieto. Con riflessioni anche su enoturismo e investimenti enoici. A WineNews parla Carlo Maggi, alla guida della storica Enoteca La Loggia di Orvieto. Con riflessioni anche su enoturismo e investimenti enoici. “Il segreto per saper stare sul mercato è saper comprare, vendere è una conseguenza. I clienti più preparati da noi, in media, sono i tedeschi. Investire in vino non è mai stato interessante come oggi, c’è un mercato che prima non c’era. L’Italia cresce, ma ad oggi, oltre al Piemonte e alla Toscana, non si va molto oltre”.
Fonte: WineNews.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
