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rassegna stampa del vino di giovedì 5 gennaio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 5 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Camarato grande classico del Falerno.
Un grande classico della viticultura campana, ottenute dalle uve della tenuta collinare di San Castrese, alle falde del vulcano spento di Roccamonfina, proprio ci confini fra la Campania e il Lazio. Lo beviamo avidamente, la 2011 si conferma annata fortunata per tutte le uve tardive come l’Aglianico, sulla spettacolare lepre à la royale messa a punto da Domenico Candela al ristorante stellato George del Parker’s. Un appuntamento che si rinnova di anno in anno e che dimostra la grande versatilità di questo rosso che rappresenta il top di Villa Matilde, l’azienda gestita a Cellole dai fratelli Maria Ida e Tani Avallone.

Fonte: Mattino Napoli.

Elegante e fragrante, dal sorso cremoso, immediato e raffinato.
Sedizione è un progetto della famiglia Barzanò dedicato a vecchie annate, già uscite sul mercato, riproposte con una sboccatura recente; progetto in cui l’azienda crede moltissimo, un vero e proprio esercizio di stile, la più alta espressione dello stile Mosnel e che dimostra come questo Franciacorta sappia trovare, nel tempo, un prezioso alleato. Ora è la volta del millesimo 2007, un’annata che ha visto un inverno molto mite e un periodo estivo caratterizzato da temperature leggermente inferiori alle previsioni. Uno sviluppo dei grappoli lento e graduale, che ha garantito un’ottima maturazione degli acini sia in termini di acidità che di componenti aromatiche.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

La Ricolla e Pino Gino nelle Cantine d’Italia.
È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. Una delle più prestigiose pubblicazioni che si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4550 vini segnalati, circa 1600 indirizzi utili per mangiare e dormire. La Liguria si distingue con 18 cantine recensite, due delle quali si trovano nell’entroterra della Riviera di Levante: l’azienda La Ricolla di Ne e l’azienda Pino Gino di Castiglione Chiavarese. Una bella soddisfazione per un territorio che in tema di vini può già contare su Matteo Circella della Brinca, il miglior sommelier d’Italia secondo la Guida Michelin 2021.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Le eccellenze inserite nella Guida Vitae 2023 Vino, l’associazione dei sommelier premia dieci etichette della Liguria.
Sono dieci le eccellenze del vino in Liguria premiate dall’Associazione Italiana Sommelier della Liguria (Ais). La cerimonia di premiazione si è svolta a Rapallo durante la presentazione della «Guida Vitae 2023» realizzata da Ais. La guida racconta quasi 2.300 aziende in tutta Italia, mettendo in luce le eccellenze italiane e i loro prodotti di alta qualità. I dieci vini liguri premiati sono: Cinque Terre Sciacchetrà Riserva 2018; Colli di Luni vermentino superiore Solarancio 2021; Duezerosette Brut Rosè non dosato; Harmoge 2019; Riviera Ligure di Ponente Pigato Bon In Da Bon 2021 (Bastia d’Albenga); Riviera Ligure di Ponente Pigato U Baccan 2020; Riviera Ligure di Ponente Vermentino Gold Label 2021; Rossese di Dolceacqua Luvaira 2019; Rossese di Dolceacqua Superiore Barbadirame 2020 e Trexenda 2018.

Fonte: Stampa Savona.

Vini fruttati e speziati producono emozioni positive e piacevoli.
L’International Academy of SensoryAnalysis hariunito un team scientifico con la partecipazione di esperti di sette università, compresa quella di Pavia (gli altri atenei coinvolti sono Pisa, Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due istituti di ricerca (si tratta del Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Centro Studi Assaggiatori) che hanno messo a punto un protocollo di prova e hanno cominciato a eseguire test su diversi vini provenienti da regioni differenti. Lo studio, informa una nota, è finalizzato a capire quali vini danno emozioni, e di quali emozioni si tratta, se è possibile fare delle correlazioni tra queste emozioni e i caratteri sensoriali e con le molecole presenti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Cantina Scuropasso, 60 cin-cin! Tutto iniziò con 11 botti di legno.
L’azienda della famiglia Marazzi festeggiato sei decenni di attività Il titolare Fabio: «Da mio padre e mio zio la passione per il Metodo classico» Undici botti in legno, undici vasche in cemento, una vigna di “Rosso” e una grande esperienza con le bollicine. E iniziata in questo modo, ne11962,l’avventura della Cantina Scuropasso di Pietra de’ Giorgi, che, dopo 60 anni, è diventata una delle aziende più importanti della spumantistica dell’Oltrepo Pavese. Ora a gestirla ci sono il titolare Fabio Marazzi (nato proprio nel 1962) e la figlia Flavia, giovane promessa dei vignaioli locali, con l’aiuto della moglie Manuela e il supporto e sostegno dell’altra figlia Francesca, medico.

Fonte: Provincia – Pavese.

Barbarossa da «bere».
A Candelara una cantina dedicata all’imperatore che si rifugiò al castello. Dare un vino a Candelara è come restituire un po’ di sapore alla storia. E’ il 29 Maggio 1176, le truppe imperiali di Federico Barbarossa subiscono tra Legnano e Borsano una cocente sconfitta per mano della Lega Lombarda. Il Barbarossa è in fuga, deve salvarsi la vita e percorre a cavallo centinaia di chilometri in direzione sud, cercando un rifugio sicuro, lontano dalle principali vie di comunicazione e dove possa nascondersi senza il rischio di essere catturato: il castello di Candelara. Lo aiuta il vescovo pesarese Stefano. L’imperatore resta nascosto all’interno del fortilizio dove presumibilmente assaggia anche vino locale.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Bere bene – Il Morellino è la potenza della Maremma.
Una terra ricchissima di Doc in cui l’enologia si pratica fino dall’800 Il Morellino è la potenza della Maremma Maremma è parola vasta e ricca di sfumature come poche altre sia in ambito geografico che lessicale; ed anche enologico. “Forse non tutti sanno che” in geografia la “maremma” con la “m” minuscola è un’area paludosa generata dall’arrestarsi dei rivoli d’acqua sui tomboli prossimi alla costa; la Maremma Toscana è quella zona compresa fra Cecina e Tarquinia spesso identificata con la sola, enorme, provincia di Grosseto. Le “maremme” sono invece quelle che si dicono quando una bottiglia di Brunello sa di tappo, ma questo è un altro discorso.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Marsala piange Giuseppe Monteleone, era il presidente della Cantina Birgi.
Monteleone si è spento oggi a Palermo, dove era ricoverato in ospedale. Aveva 47 anni. Il cordoglio dell’amministrazione comunale di Marsala, del sindaco Massimo Grillo e del presidente del consiglio comunale e di Enzo Sturiano: “Apprendiamo con grande tristezza della prematura scomparsa dell’avvocato Monteleone di cui abbiamo sempre apprezzato sia le doti umane che quelle di avvocato e di ottimo conduttore di una delle più importanti cooperative vitivinicole del nostro territorio – affermano Grillo e Sturiano –. In questo momento di granissimo dolore, siamo vicini alla moglie Arianna e ai due figli, Ludovica e Antonio nonché a tutti i suoi familiari fra cui Piergiorgio Giacalone, consigliere comunale”.

Fonte: Trapani – Giornale di Sicilia.

Cantine d’Italia 2023: ruolo importante per l’Emilia Romagna nella Guida dedicata ai turisti del vino.
È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1 dicembre a Milano presso l’Hotel Melià. Cantine d’Italia 2023 si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. Si tratta di una Guida alle Cantine, con una sua identità specifica, non è una Guida tradizionale ai vini. Una Guida pensata per i turisti del vino, invita a camminare l’Italia del vino, racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”. Ovvero la Cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti.

Fonte: Emilia Romagna News 24.

Gli algoritmi entrano in cantina: l’«occhio» di Orobix seleziona l’uva.
Gli algoritmi entrano in cantina. Finora la cernita dell’uva dopo la vendemmia era affidata all’occhio attento dell’uomo, ora invece l a bergamasca Orobix, specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale per il manifatturiero, ha messo a punto un sistema che riesce a riconoscere le difettosità dell’uva vendemmiata prima che i grappoli vengano pigiati. «La nostra applicazione – racconta Manuela Bazzana, responsabile marketing di Orobix – riesce a rilevare danni dovuti a grandine o pioggia, la presenza di marciume, ma anche di rami, foglie o insetti attraverso le immagini provenienti da telecamere smart installate all’ingresso della zona di conferimento dell’uva.

Fonte: L’Eco di Bergamo.

Contributo a fondo perduto di 187mila euro dalla Regione per le Cantine Fina.
Contributo a fondo perduto di 187mila euro dalla Regione Siciliana per le Cantine Fina di Marsala. Lo ha stabilito un decreto dell’Assessorato alle Attiività Produttive dello scorso 29 Dicembre. Il contributo rientra nell’area degli interventi dell’Asse 1 del Programma Operativo Complementare (POC Sicilia 2014-2020) per l’ammodernamento e l’efficentamento energetico della cantina. Situata in Contrada Bausa, Cantine Fina srl ha avuto nel 2021 un fatturato di 5.380.000 euro, con un incremento del 23% rispetto al 2020.

Fonte: Tp24.it.

Birra, vino e liquori negli Stati Uniti: come sono andati nel 2022 e cosa possiamo aspettarci per il 2023.
Come si sono comportati birra, vino e liquori nel 2022 e cosa accadrà nel 2023? Gli esperti di NielsenIQ individuano 10 punti chiave per il mercato. L’andamento del beverage alcolico tra cui vini, birra e liquori nel mercato statunitense ha le sue peculiarità e i suoi trend, che si manifesteranno nel 2023, mostrando agli addetti ai lavori la strada da seguire. Gli esperti Nielsen IQ Drew Hummel e Jon Berg hanno condiviso le ultime informazioni in uno speciale webinar sull’industria delle bevande alcoliche, evidenziando i 10 punti chiave che tracciano la mappa per districarsi in questo mondo variegato e ricco, in senso metaforico ma soprattutto letterale.

Fonte: Horecanews.

Vini d’Italia 2023: Progetto Solidale.
Lamberto Frescobaldi, quando nel 2012 decise di lanciarsi nell’impresa di fare il vino sull’Isola di Gorgona, riflettè molto su un’attività che per lui è quotidiana e prosegue da generazioni: fare un vino vuol dire porsi obiettivi e la qualità rimane una costante. In questo caso, però, sarebbero cambiate sia la prospettiva che la meta da raggiungere. Il prodotto, ovvero il vino, diventa un mezzo; lo scopo diventano le persone che devono produrlo, che sono i detenuti. Attraverso il lavoro necessario, in vigna e in cantina, nasce per i carcerati una possibilità di reinserimento nella società civile, una volta scontata la pena: è ciò che può avvenire imparando un mestiere vero.

Fonte: Gambero Rosso.

Emozioni prodotte da vini, positive con quelli fruttati, floreali e speziati.
L’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team scientifico al quale partecipano esperti di sette università (Pisa, Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due istituti di ricerca (Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e Centro Studi Assaggiatori) che hanno messo a punto un protocollo di prova e hanno cominciato a eseguire test su diversi vini provenienti da regioni differenti. Lo studio, informa una nota, è finalizzato a capire quali vini danno quali emozioni, se è possibile fare delle correlazioni tra queste e i caratteri sensoriali e con le molecole presenti.

Fonte: ANSA.

Wine Searcher: Sassicaia è il vino italiano tra i top 5 della classifica mondiale.
Il Sassicaia continua a essere tra i vini italiani più apprezzati, e cercati, al mondo. Secondo la classifica stilata da Wine Searcher, infatti, questo particolare rosso toscano si piazza al quinto posto nella classifica internazionale (e primo in quella nazionale) delle etichette maggiormente cliccate dai wine lovers. È stato un grande anno, quello appena trascorso, per i vini italiani nel mondo. Le etichette di casa nostra hanno fatto la voce grossa a livello globale, protagonisti delle (e nelle) classifiche internazionali più importanti. Solo per fare un esempio, forse il più rappresentativo, l’illustre rivista di settore Wine Spectator ha piazzato tre vini italiani (e nello specifico toscani) nei primi dieci del mondo, mentre per quanto riguarda le cantine quella di Antinori (sempre in Toscana) è stata eletta la più bella e funzionale a livello globale.

Fonte: Cookist.

Perché il vino al ristorante costa di più.
l ricarico dei vini in un ristorante a volte ci fa storcere il naso. Ma come funziona esattamente? Che costi ci sono dietro? L’abbiamo chiesto a tre ristoratori. Oggi parliamo di vino. E di quella irrazionale, onnipresente voglia di capire perché quel vino, al ristorante, ci costa un sacco di più. Per alcuni questa storia dei ricarichi sui vini può essere già conosciuta, ma volevamo andare al fondo della questione. Partiamo da una domanda semplice: quanto pagheresti la miglior bistecca sulla piazza? Il taglio di carne che preferisci, cottura da manuale e camino che crepita mentre riscalda la sala di un bel ristorante. Bene, quanto spenderesti invece per lo stesso taglio di carne dal macellaio? Da scegliere e cucinare a casa tua con quella vecchia bistecchiera comprata da Ikea? Niente fuoco che crepita, ovviamente. Ci siamo capit*.

Fonte: VICE.

L’Ornellaia 2012 è il vino dell’anno.
Nuovo, importante riconoscimento per il vino italiano: Decanter, la prestigiosa rivista britannica diffusa nel mondo in più di 90 Paesi, ha proclamato l’Ornellaia annata 2012, uno dei gioielli della famiglia Frescobaldi, il «Red Wine of the Year». Questo il verdetto dei tre giudici Vincenzo Arnese (head sommelier presso il ristorante Alain Ducasse at The Dorchester di Londra, il Master of Wine Pedro Ballestero Torres e la wine writer Amanda Barnes) dopo tre giorni di degustazioni alla cieca di 125 etichette segnalate dai commissari degustatori dei vari Paesi (tra costoro figurano gli italiani Aldo Fiordelli ed Alessandra Piubello) che collaborano con il magazine inglese considerato assieme a Wine Spectator la Bibbia mondiale del vino.

Fonte: L’Adigetto.

Felici o tristi? La scienza spiega come il vino ci dà emozioni.
L’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team scientifico che ha confermato le emozioni prodotte dai vini: in particolare sono positive (gioia e felicità) con vini fruttati e speziati. Dati importanti che, come confermato da Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, sono molto utili alle aziende per la creazione di un vino. Che il vino dia emozioni è assodato. Il vino è piacere e spesso si lega ai ricordi più profondi e intimi che abbiamo. Ma è scientifico? E ancora quali vini possono farci provare serenità, gioia, sorpresa o, addirittura, tristezza, paura, rabbia e disgusto? Ed è possibile fare delle correlazioni tra queste e i caratteri sensoriali? E con le molecole presenti? Dati che, se confermati dalle neuroscienze, attraverso la misurazione strumentale, posso essere molto utili anche alle aziende nelle creazioni dei vini. E oggi, sì, la scienza sembra confermare, dicendo di più: che i vini floreali, i fruttati e gli speziati siano in grado, più degli altri, di darci emozioni positive.

Fonte: Italia a Tavola.

STAMPA ESTERA

Viticulture : cherche bouteille en verre désespérément….
Depuis deux ans. le secteur viticole rencontre des difficultés croissantes d’approvisionnement en bouteilles en verre, et notamment en verre blanc, dont le prix flambe. La pénurie de bouteilles pénalise la filière viticole. Les entreprises viticoles suent sang et eau pour s’approvisionner en bouteilles en verre, dont les prix flambent. Les vignerons explorent toutes les pistes : diversification des fournisseurs, changement de type de bouteilles, recours renforcé au bag-in-box, constitution de stocks… l:année 2023 s’annonce pour autant compliquée. IK On s’est battu pour éviter les ruptures. Mais à quel prix I » Jérôme Vic, vigneron-négociant aJ Domaine Preignes-le-Vieux à Vias (Hérault) a choisi la pugnacité face aux difficultés d’approvisionnement en bouteilles en verre qui, depuis deux ans, empoisonnent la vie des vignerons, caves coopératives et négociants de la région. Pour continuer à livrer ses clients, il s’est démené pour trouver cette denrée devenue rare : des bouteilles en verre et notamment en verre blanc. a On a sonné à toutes les portes, contacté tous les distributeurs, on est allé jusqu’en Tunisie pour se fournir, confie-t-il. Notre service production a passé 40% de son temps à ces recherches et à modifier ses programmes d’embouteillage au gré des aléas de livraison. » Des hausses de prix de 40 à 50% Il lui a fallu malgré tout faire des concessions, accepter des bouteilles un peu plus hautes, ce qui implique de commander de nouveaux cartons : a C’est une stratégie qui nous a coûté cher, car évidemment, il n’était pas question de négocier les prix sur les bouteilles. Nous avons subi des hausses de 40 à 50 % par rapport aux tarifs 2021. Mais perdre un client, c’est faire une croix sur dix à quinze ans de travail et d’investissement ». A la cave coopérative de Pomérols (Hérault), le directeur, Joel Julien, a commencé à sentir le vent tourner dès 2020 avec la crise du Covid : a En 2020, les verriers avaient encore des stocks, on a pu s’approvisionner sans trop de difficultés mais dès 2021, nous avons été en rupture sur notre bouteille Neptune, *** agrémentée de la Croix du Languedoc, qu’on utilise pour nos Picpoul de Pinet. C’est un modèle exclusif, produit par Veralia, il était donc compliqué de se fournir ailleurs. O-1 Glass a pu nous dépanner en nous fournissant une flûte verte qui se rapprochait du modèle Neptune, mais n’a pas souhaité continuer à nous approvisionner alors que nous lui avions proposé un marché de 7 million de cols à l’année » L’alternative du bag-in-box Pour faire face à cette pénurie de bouteilles, la coopérative a revu sa stratégie.

Fonte: Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 3 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie per potenziare il tuo business.

Un archetipo del grande successo italiano in bottiglia.
Si racconta che la baronessa Philippine de Rothschild (una mai abbastanza rimpianta animatrice del gran mondo del vino) fosse raggiunta dal suo cantiniere con una bottiglia di uno dei molto raccontati Cabernet prodotti in Napa Valley. Il buon uomo pareva preoccupato attendendo il giudizio di madame Philippine che proffer’, dopo la degustazione, questo giudizio: «Me ne preoccuperò tra duemila anni». A significare che per fare un grande vino occorrono storia, civiltà, territorio e non bastano né ottime uve, né artifizi tecnici. Perciò come prima bottiglia del 2023 ne ho scelta una che smentisce in apparenza la baronessa ed è l’archetipo dell’impetuoso successo che il vino italiano ha conosciuto nel mondo.

Fonte: La Verita’.

TOSCANA IL. MORACCffl TAMBURN.
l primo rosato dedicato a Mariadele L’azienda, a conduzione familiare, si estende tra vigneti, uliveti e splendidi boschi, nell’area del Chianti e a Montalcino. E di venti anni fa l’avvio di un importante processo di rinnovamento che ha condotto nel 2005a imbottigliare la prima etichetta. Oggi la tenuta è gestita da Mauro Tamburini, sua figlia Emanuela e da Michele Jermann, nota figura nel mondo del vino, entrato in azienda con lo scopo di ampliare e migliorare la rete commerciale, ma anche per amore. Dall’unione di Michele con Emanuela è nata la piccola.

Fonte: Messaggero.

Intervista a Marco Levorati – Ma la Cina è ancora vicina?
Per le aziende toscane (e non solo) che esportano, la Cina è da anni una grande promessa, in parte mantenuta e in parte no. E oggi, più che mai, domina l’incertezza, pur restando intatte le potenzialità. Nel tentativo di capire quale potrebbe essere l’evoluzione, Motore Italia si è rivolta a Marco Leporati, che in Cina vive da 25 anni e, in veste di presidente della Salvino Del Bene, specialista globale di spedizioni con headquarter a Scandicci, fa da ponte, non solo ideale, tra Regno di Mezzo e l’Italia del fare. Domanda. Qual è il sentiment attuale? Risposta. Dopo quanto è stato espresso negli interventi nel XX Congresso del Partito comunista cinese, è ragionevole pensare a un graduale ritorno di livelli soddisfacenti di importazione – quindi anche di esportazione – dall’Italia, sebbene io personalmente ritenga che non sarà facile tornare allo status quo ante.

Fonte: MF Motore Italia.

Intervista a Giovanni Busi – Chianti, non è solo questione di vocazione.
L’icona del vino italiano nel mondo viene esportato ogni anno in 65-70 milioni di bottiglie. Ma lo zero-covid in Cina, l’italian sounding negli Usa e la bolletta energetica in patria ne frenano la corsa .II Consorzio studia come reagire. Nel 2027 compirà cent’anni il Consorzio nato per tutelare e promuovere il vino più famoso d’Italia, quello che insieme alla pizza e a un paio di monumenti è l’icona del made in Italy nel mondo. Con un simile heritage ci sono ancora slide da vincere sul piano globale e dove? Motore Italia ne ha parlato con Giovanni Busi, da 12 anni presidente del Consorzio del vino prodotto in sei delle provincie toscane e titolare dell’azienda vitivinicola Travignoli. Domanda. Quant’è attualmente la quota d i export sulla produzione? Risposta. Dei più o meno I00 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, il 65-70% viene esportato.

Fonte: MF Motore Italia.

Torna Wine&Siena dal 27 al 30 gennaio.
Siena si conferma la location per il primo grande evento del vino in Toscana grazie a WineeSiena che torna nella città a fine gennaio, come da tradizione, per iniziare l’anno enoico. Dal 27 al 30 gennaio sono le date della manifestazione che vedrà il 28 e il 29 gennaio gli stand delle degustazioni aperti a tutti, mentre il terzo giorno sarà dedicato solo agli operatori del settore gastronomico e turistico. L’8a edizione di WineeSiena-Capolavori del gusto sarà di nuovo nelle prestigiose sale del Santa Maria della Scala. La manifestazione inaugura l’anno di eventi dedicati all’enogastronomia.

Fonte: Nazione.

Confartigianato: «Cresce l’export italiano e lucano».
Vini all’estero, perla Basilicata + 1,5%. La soddisfazione della presidente Gentile che annuncia: «Si rinnova partnership evento “Vini da terre estreme”» Confartigianato: «Cresce l’export italiano e lucano» Nel primo semestre del 2022, l’export di vini italiani registra un aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sia pure più lentamente anche l’export del vino prodotto in Basilicata va avanti (più 1,5%) per un giro di affari annuo che sfiora i 12 milioni di euro. Sono dati contenuti nell’Elaborazione Flash “Un regalo di Natale a valore artigiano. Focus Confartigianato su Artigianato alimentare, 128 edizione”.

Fonte: Le Cronache Lucane.

Flavescenza, stanziato un milione e mezzo Mammi: «Passo avanti».
Lotta alla fitopatia che colpisce i vigneti Flavescenza, stanziato un milione e mezzo Mammi: «Passo avanti» Vigneti da estirpare La flavescenza colpisce soprattutto le varietà lambrusco e pignoletto, nelle province di Reggio Emilia e Modena. )) «È n primo passo per far fronte a un problema reale e complesso, quello della flavescenza dorata, che minaccia i vitigni dell’Emilia-Romagna, insieme a quelli di altre regioni italiane. Ma non basta: le risorse nazionali, frutto di un emendamento, devono essere molte di più» lo ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi dopo che la Commissione Bilancio della Camera, grazie a un emendamento a firma dell’onorevole Stefano Vaccari del Pd, ha approvato l’istituzione di un fondo, presso il ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, riservato ai danni provocati da questa fitopatia.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Tenuta la Riva Una storia riaperta grazie alla passione di un impiantista.
Una famiglia di viticoltori dedita ai bianchi Gli inserimenti Dalla “tasting house” inaugurata nel 2018 all’arrivo di un enologo del valore di Pagli Molte delle meraviglie del mondo, non è una verità assoluta ma una teoria sulla quale vi prego di fidarvi ciecamente di me, non ci arrivano incontro perché le stiamo, spasmodicamente, inseguendo, ma semplicemente perché, in un dato momento della nostra vita, ci limitiamo ad osservare con sguardo sereno e acritico, lasciandoci invadere di bellezza. Teorizzazione a riguardo della quale l’Hermann Hesse di Siddartha aveva già detto qualcosa di interessante, ma è anche, non me ne vogliate, la necessità, altrettanto forte, di sottrarsi alla sventata frenesia della vita moderna che siamo troppo pigri, torse, per respingere.

Fonte: Nuova Ferrara.

Sparite in due anni 19 tonnellate di uva. Boom di richieste di indennizzo: «Fermate i cinghiali» – Cinghiali, sparite 19 tonnellate d’uva.
Una sessantina, in due anni, gli agricoltori che hanno bussato al Parco delle 5 Terre per avere indennizzi. Negli ultimi due anni, nei vigneti del Parco nazionale delle Cinque terre caprioli e cinghiali hanno mandato in fumo qualcosa come 19 tonnellate di uva. È il dato monstre che emerge dalle pratiche di indennizzo liquidate pochi giorni fa dall’ente di via Discovolo a favore dei viticoltori rimasti vittima nell’ultimo biennio delle attenzioni predatorie degli ungulati. Un problema enorme, contro il quale da anni è stata avviata una lotta senza quartiere che però almeno per ora sembra decisamente persa, almeno a vedere l’enorme quantità di uva che, anziché finire sulle tavole con un’etichetta Doc, è finita irrimediabilmente nella pancia degli ungulati.

Fonte: Nazione La Spezia.

Viticoltura sostenibile riprendono i corsi.
Riprendono gli incontri formativi del progetto “Biodivigna”, organizzato dal Distretto del vino per promuovere buone pratiche di biodiversità e sostenibilità nella conduzione dei vigneti. Il primo appuntamento del 2023 sarà lunedì 9 gennaio, alle 15, nella sala dell’Ecomuseo di via Roma 13 a Canneto Pavese: il tema dell’incontro, aperto a viticoltori, tecnici aziendali e consulenti, è “Certificazioni di sostenibilità” con relatori Leonardo Valenti dell’università di Milano e Marco Tonni. Il secondo incontro si terrà lunedì 16, sempre alle 15 all’Ecomuseo di Canneto, sul “Bio e biodinamica nella normativa” con relatori Leonardo Valenti, Paolo Di Francesco e Pierluigi Donna.

Fonte: Provincia – Pavese.

Assaggiatori di vino Dal 9 gennaio nuovo corso.
Sono aperte le iscrizioni al corso per assaggiatori di vino organizzato da Onav Como. Le lezioni si terranno ogni lunedì e giovedì sera dalle 21 alle 23 a partire dal 9 gennaio a Cometa Formazione in via Madruzza 36. Il corso si compone di 16 lezioni e terminerà con l’esame finale il 27 febbraio, superato il quale si riceverà il diploma di Assaggiatore e si verrà iscritti all’albo nazionale degli Assaggiatori di vino. Chiunque può iscriversi per sviluppare le sue doti naturali e imparare, in modo piacevole, a gustare e saper giudicare la qualità di un vino. I corsisti riceveranno tutto il necessario per partecipare correttamente alle lezioni: valigetta con sei bicchieri, testo didattico, blocco delle schede di valutazione, cavatappi.

Fonte: Provincia Como.

Gambero Rosso premia l’Enoteca Vanni, «un tempio del vino per gli appassionati».
La guida BereBene assegna il “Tre Cavatappi 2023” allo storico locale. Nuovo prestigioso riconoscimento per l’Enoteca Vanni di piazza San Salvatore. Lo storico locale gestito da Paolo Petroni (in foto) ha infatti ricevuto il premio Tre Cavatappi 2023, riconoscimento del Consorzio tutela Vini d’Abruzzo e delle guida «BereBene» del Gambero Rosso. II riconoscimento di ambasciatore del vino italiano insieme a sole 43 altre realtà nazionali, 5 delle quali in Toscana. «Un vero tempio del vino. Nei suoi locali – si legge nella guida BereBene del Gambero Rosso – regna un’atmosfera che lascia l’appassionato senza fiato, sia per la suggestiva bellezza che per la quantità di bottiglie sugli scaffali, perfettamente conservate».

Fonte: Nazione Lucca.

Enologia Wine&Siena torna dal 27 al 30 gennaio Stand aperti a tutti.
Siena si conferma la location per il primo grande evento del vino in Toscana grazie a Wine&Siena che torna nella città a fine gennaio per iniziare l’anno enoico: dal 27 al 30gennaio sono le date della manifestazione, che vedrà il 28 e il 29 gennaio gli stand delle degustazioni aperti a tutti, mentre il terzo giorno sarà dedicato esclusivamente agli operatori del settore.

Fonte: Tirreno.

Quotate veronesi in altalena ma spiccano Banco Bpm e Masi.
Un 2022 sulle montagne russe per le società a Piazza Affari. Soffre anche il mercato obbligazionario Quotate veronesi in altalena ma spiccano Banco Bpm e Masi La banca guidata da Castagna balza del 30% in controtendenza come la cantina scaligera che sfiora il +16%. Unicredit stabile. E Revo a -10% Alessandro Azzoni economiaparena.it •• Con il calo dell’ultima seduta dell’anno, nel 2022 Piazza Affari ha lasciato sul terreno quasi il 13,5 della capitalizzazione complessiva, ovvero circa 100 miliardi di euro. Quasi un «annus horribilis» che ha riguardato fra l’altro anche il comparto obbligazionario, solitamente di segno opposto all’azionario. Anche per le società veronesi quotate chiude un anno non facile, pur con la tendenza ad un importante recupero dai minimi dell’anno maturato a partire da ottobre. Fanno eccezione il Banco Bpm e Masi Agricola, in netta controtendenza. Banco Bpm Per i bancari il momento è indubbiamente positivo.

Fonte: Arena.

Solo prodotti made in Lazio per un menu al top mare e monti.
La storia della famiglia Pandolfo ha tanti capitoli tra viticoltura tenace e artigianato del gusto che, negli ultimi due secoli, hanno dapprima trovato sede a Pantelleria, poi in Tunisia fino a Terracina, nell’agro pontino. Ogni capitolo è una storia a sé sulla capacità tutta italiana di fare impresa familiare ovunque e comunque. Ma è in provincia di Latina, nei terreni pontini della Bonifica, ultimo approdo dalla fine degli anni ’60, che il sogno imprenditoriale prospera con la pluripremiata Cantina Sant’Andrea, con 50 ettari di vigne cui si aggiungono grandi appezzamenti di terreno ubicati tra Aprilia, Sabaudia e Campo Soriano, per un totale di 105 ettari di vigna e una microproduzione di vini certificati kosher.

Fonte: ANSA.

Grazzano Badoglio, quel terroir del Monferrato di cui sentiremo parlare.
Una cena fra produttori vitivinicoli per scrivere il futuro del vino di un’enclave dell’Astigiano più unica che rara: dalla Tenuta Santa Caterina ai Fratelli Natta fino a Emanuel Monti. Grazzano Badoglio è il nome di un paese da tenere bene a mente per tanti motivi. Il primo, da non dimenticare, è che qui, da oltre mille anni (stiamo parlando del 961) riposa Aleramo, il fondatore del Monferrato, immortalato dal Caccia in un quadro posto sopra la sua tomba sulla destra della chiesa del paese, di fianco al chiostro del monastero che lui fece erigere. Ora, dal balcone del monastero si scorge un panorama bellissimo, di vigneti e boschi, ma anche di cantine, come la Tenuta Santa Caterina, che è di fronte.

Fonte: La Repubblica.

Vino italiano, record di bottiglie per le feste: dove lo esportiamo.
La locomotiva è il Prosecco, ma registrano numeri in crescita anche gli altri bianchi frizzanti: dagli Usa alla Francia, tutti pazzi per le nostre bollicine. Non è un mistero che il marchio italiano rappresenti una vera e propria eccellenza mondiale in molti settori dell’industria enogastronomica. Dalla pasta ai formaggi, dall’olio agli insaccati, nel corso dei decenni le nostre produzioni nazionali sono diventate dei veri e propri punti di riferimento per il mercato culinario in tutto il mondo. Pullulano gli esempi virtuosi non solo per quanto riguarda il gusto unico e inimitabile dei nostri prodotti, ma anche per la capacità di portare sulle tavole delle famiglie alimenti e bevande realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e della biodiversità.

Fonte: QuiFinanza.

I consumatori di spumante superano quelli di vino in Germania.
Lo spumante è molto popolare in Germania. In termini di consumo pro capite di spumante, la Germania è addirittura leader mondiale con circa 3,2 litri all’anno. Un’indagine svela tutto sul consumo di sparkling wine in Germania, dove però si preferisce il prodotto locale.. Mentre esiste un gran numero di studi di ricerca di mercato per il settore del vino fermo, finora sono mancati risultati di ricerca dettagliati sul tema dello spumante in Germania. Per la prima volta, la Hochschule Geisenheim University e il Verband Deutscher Sektkellereien e.V. hanno condotto uno studio rappresentativo congiunto con oltre 800 intervistati nell’ottobre 2022 al fine di ottenere informazioni aggiornate sul mercato tedesco degli spumanti e sulle sue preferenze dei consumatori.

Fonte: Horecanews.

Vino e cibo d’autore nelle Langhe.
Le Langhe sono tra i paesaggi più affascinanti del Piemonte. Zone di colline, paesi e antichi borghi arrampicati sulle alture, vigneti e grandi tradizioni gastronomiche. Per gli amanti del cibo e del vino questa è sicuramente una delle zone d’eccellenza, il luogo ideale per rilassarsi e godere della natura, dell’arte e soprattutto del buon vino e della buona cucina. Nei primi anni 2000 Alessandro Ceretto, terza generazione della famiglia che detiene Cantine Ceretto, entra in azienda fresco di scuola enologica e di anni di esperienza nelle cantine di mezzo mondo, dall’Australia alla California. Col tempo – e grazie alla strada aperta soprattutto da produttori francesi d’avanguardia come Pierre Overnoy in Jura e Nicolas Joly in Loira – si consolida in lui l’idea che per capire le caratteristiche del terroir sia necessario limitare l’impatto dell’uomo. In poche parole, rinunciare a buona parte delle lezioni di enologia mandate a memoria fino a quel momento: la scuola forniva ricette, ma queste sono per definizione in antitesi con il terroir, che è sempre unico.

Fonte: The Way Magazine.

Sassicaia e Monfortino, i vini italiani al top delle classifiche di “Wine Searcher”.
La griffe di Bolgheri è la più cercata online dai wine lovers, il mito di Barolo in vetta sia per il prezzo che per il giudizio della critica. Il Sassicaia di Tenuta San Guido è il vino italiano più popolare su “Wine Searcher”, ed il quinto più cercato in assoluto, su quello che è il portale di riferimento per i wine lovers di tutto il mondo. Al secondo posto, troviamo il Tignanello della famiglia Antinori, al n. 15 nella classifica generale, seguito sul terzo gradino del podio dal Masseto della famiglia Frescobaldi, n. 54 tra i vini più popolari. Nella classifica dei migliori vini italiani, data dall’incrocio tra i giudizi della critica internazionale, al vertice c’è il Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno, davanti al Brunello di Montalcino Cerretalto di Casanova di Neri ed al Masseto. Anche nella Top 10 dei vini più costosi primeggia il Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno, che spunta un prezzo medio di 1.276 euro a bottiglia, più del Barbaresco Crichet Pajè di Roagna (1.062 euro) e del Brunello di Montalcino Riserva Case Basse di Gianfranco Soldera (1.055 euro).

Fonte: WineNews.

Chi premierà il 2023 del vino? Etna e Alto Adige pronte al grande salto.
Secondo Daniele Cernilli, curatore della guida DoctorWine, le due aree vitivinicole sono in rampa di lancio per guadagnare la ribalta internazionale. Bene anche Friuli, Nord Piemonte e Romagna. Barolo, Barbaresco, Brunello, Bolgheri, Amarone sono nomi che fanno già parte del gotha internazionale dei vini. Il 2023 potrebbe però essere l’anno della ribalta per altre aree vitivinicole italiane, pronte al grande salto. Due su tutte, almeno stando a Daniele Cernilli, curatore della guida DoctorWine, che ha individuato nell’Etna e nell’Alto Adige due zone ormai mature per i più importanti palcoscenici. Non sono sole. Il nuovo anno potrebbe infatti sorridere ai vini bianchi friulani, in ripresa dopo anni di appannamento, e a zone meno note, come il Nord Piemonte e la Romagna.

Fonte: Italia a Tavola.

Vino e salute tra alimentazione e benessere, se ne parlerà a Napoli nel Simposio Assoenologi.
Bere vino moderatamente fa davvero bene alla salute? A declinarne le virtù e le proprietà in ambito medico, cardiologico e nutrizionale, ci penserà dal 13 al 14 gennaio 2023 un parterre di esperti. Il 2022 si è chiuso lasciandoci in eredità l’ultima follia dell’Organizzazione mondiale della sanità: equiparare il vino al tabacco in termini di pericolosità per la salute umana. Un’indicazione falsa che non ci piace e che il mondo del vino (compresi noi, semplici appassionati) ha deciso di combattere con tutte le energie. Non solo perché rischia di minare in modo irreversibile una fetta importante dell’economia italiana e del nostro made in Italy, ma soprattutto perché scagliarsi contro la storia millenaria del vino nel suo rapporto con l’uomo senza reali ragioni scientifiche, piuttosto che cercare di valorizzare il consumo consapevole e moderato, non ha senso.

Fonte: Adnkronos.

Vino, contributi per promozione extra Ue.
Firenze: Sono 34 i progetti ammissibili a contributo nell’ambito della misura Ocm-vino per la promozione dei prodotti dell’enologia toscana sui mercati extra Ue e 500 le imprese coinvolte. E’ quanto indica la graduatoria definitiva, che è stata approvata con il decreto dirigenziale n. 24372 del 6 dicembre scorso. A fronte di un monte investimenti complessivo di 34 milioni di euro, saranno disponibili, per il pagamento dell’anticipo del contributo ammissibile, oltre 11 milioni di euro, tutti a valere sulla campagna 2022-23. La dotazione iniziale per gli anticipi era inizialmente pari a poco più di 8,6 milioni di euro ma la Regione Toscana è riuscita a recuperare, nell’ambito del Programma nazionale di sostegno, quasi 2,5 milioni da destinare alla misura della promozione, portando quindi il totale delle risorse disponibili, come detto, a più di 11 milioni. In questo modo è stato possibile soddisfare tutte le domande presentate e ritenute ammissibili, riconoscendo per tutti i 34 progetti una percentuale di anticipo del contributo pari all’80 di quanto richiesto.

Fonte: Maremma News.

Salone del Vino a Torino: novità 2023 per le eccellenze piemontesi.
Sì terrà a Torino dal 4 al 6 marzo prossimi il nuovo Salone del Vino interamente dedicato ai grandi vini piemontesi. Dalla fine di febbraio partiranno anche gli eventi off che coinvolgeranno la città. Il 2023 si apre con un nuovo spazio dedicato al vino, il Salone del Vino previsto a Torino dal 4 al 6 marzo prossimi sarà l’occasione per i grandi vini piemontesi di essere finalmente protagonisti assoluti di una manifestazione interamente dedicata. “La Città di Torino da sempre si contraddistingue per la capacità di accogliere e innovare – dichiarano Mimmo Carretta, Assessore Sport, Grandi eventi, Turismo della Città di Torino e Paolo Chiavarino, Assessore Commercio e Mercati della Città di Torino

Fonte: Adnkronos.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 2 gennaio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Vino: 2023 difficile, tra costi in rialzo e fatturati in calo.
Prezzi lievitati, vendite in flessione, crollo della redditività. Il surplus di costi registrato quest’anno in Italia dalle imprese – 1,5 miliardi, l’83% in più, derivanti dai soli aumenti della materia energetica e delle materie prime secche, come tappi, vetro e carta – complicherà parecchio i bilanci 2022. Il margine operativo lordo è previsto quest’anno al 10%, in discesa rispetto al 25% del 2021 e peggiore anche dell’annus horribilis 2020, quando l’indicatore di redditività riscontrato era al 17%.

Fonte: ilBollettino.

Vino sfuso: buono da bere, buono da pensare.
Schiettezza espressiva, leggiadria, convivialità. Caratteristiche comuni a tutti i vini sfusi, bianchi e rossi che nonostante un costante calo delle vendite rappresentano un baluardo per la tradizione di tante cantine artigiane, da nord a sud. Il vino sfuso avvicina produttori e consumatori non solo dal punto di vista della conoscenza personale: l’acquisto di grandi quantità di vino, tutto in una volta, si traduce in minori costi di produzione soprattutto legati a vetro e trasporto, con un significativo impatto in termini di sostenibilità. Non solo: chi beve sfuso non delega alle varie certificazioni ma stringe un patto con il produttore, unico responsabile della qualità del vino in un contesto che unisce valori agricoli tanto antichi quanto contemporanei.

Fonte: Domani.

Thailandia, dove il vino rappresenta l’1% dei consumi di alcolici ma cresce del +7,7% annuo.
Nel Paese del Sud Est asiatico comanda la birra, e tra gli esportatori di vino guida l’Australia, seguita da Cile e Francia. Sulla mappa del mercato mondiale del vino, la Thailandia non rappresenta che un puntino, ma il Paese del Sud Est asiatico, meta ogni anno di oltre 40 milioni di turisti, ha un potenziale tutto da scoprire, a partire da un dato: il consumo medio di alcolici è di 12,3 litri ad abitante, con la birra a farla da padrone (73% dei consumi a volume), seguita dagli spirits (26%), mentre il vino, ad oggi, vale appena l’1%, vale a dire un consumo medio pro capite (tra chi ha più di 15 anni) di 0,4 litri. Il consumo di alcolici riguarda solo 16 milioni di persone, sui 69 milioni di abitanti della Thailandia, ossia il 23% della popolazione, ma ciò nonostante il Paese desta comunque un certo interesse, anche perché la sua economia cresce in fretta, così come i consumi di vino, per i quali è previsto un aumento annuo del +7,7% fino al 2026.

Fonte: WineNews.

Vino in-dipendente: 15 gennaio 2023 Calvisano.
Vino in-dipendente raggruppa vignaioli che difendono l’integrità del proprio territorio, attraverso una forte etica ambientale, per produrre vino che prevede il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, attraverso l’assenza di additivi chimici e di manipolazioni innaturali da parte dell’uomo. Quando: 15 gennaio 2023
Dove: Sala Polivalente Beata Cristina – Via S. Michele 25012 Calvisano (BS) Orari: 10,30 – 20,00 Costo: € 15,00 Info: 333 4308938 info@vinoindipendente.it

Fonte: Carlo Zucchetti.

Mercato vino in Germania, dove i consumatori di spumante superano quelli di vini.
Mentre esiste un gran numero di studi di ricerca di mercato per il settore del vino fermo, finora sono mancati risultati di ricerca dettagliati sul tema dello spumante in Germania. Per fermi la prima volta, la Hochschule Geisenheim University e il Verband Deutscher Sektkellereien eV hanno condotto uno studio rappresentativo congiunto con oltre 800 intervistati nell’ottobre 2022 al fine di ottenere informazioni aggiornate sul mercato tedesco degli spumanti e sulle sue preferenze dei consumator.

Fonte: Beverfood.com.

L’oroscopo nel bicchiere: ecco che vino scegliere nel 2023.
L’affinità tra una bottiglia e la personalità astrale di ogni individuo: dallo studio di Andrea Gori e Giulio Graglia tutti gli abbinamenti perfetti. C’è un vino adatto a ogni segno zodiacale, o almeno a ogni carattere e personalità che viene individuata dalla nascita e dai movimenti delle stelle. E possiamo dire che è un dato di fatto, o almeno così sostengono Andrea Gori e Giulia Graglia (autori di Divinando Le Stelle Nel Bicchiere) che lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni dell’Anno del Cortese, sono stati chiamati dal Consorzio Tutela del Gavi a trovare le similitudini tra vini e segni zodiacali. Ma prima di tutto dovremo fare delle distinzioni tra gruppi di segni “simili” per impeto, e quindi per tipologia di vino. Perché per quante siano le sfumature dei singoli vitigni ed etichette, tutti sono guidati da una denominazione, o da un cappello astrale che è il segno zodiacale.

Fonte: La Repubblica.

Esportazioni.
Nel 2021, le esportazioni di vini spumanti dell’Ue verso paesi extra Ue sono state pari a 636 milioni di litri, un aumento significativo del 29% rispetto ai 494 milioni di litri esportati nel 2020. Lo rileva l’Eurostat precisando che le tre maggiori categorie nelle esportazioni extra-Ue sono state il prosecco (43%, 273 milioni di litri), lo champagne (15%, 94 milioni di litri)e il•cava (10%, 65 milioni di litri). Le due principali destinazioni sono stati gli Stati Uniti (31% del totale delle esportazioni extra-UE di vino spumante, 198 milioni di litri) e il Regno Unito (28%, 177 milioni di litri). Nel frattempo, gli Stati membri dell’Ue hanno importato 5,8 milioni di litri di spumante da paesi extra Ue, che corrispondevano solo all’1% della quantità esportata. Questi dati giungono dopo il primo anno di pandemia, che ha notevolmente frenato il commercio di vino poiché molti bar e ristoranti sono stati chiusi durante tutto l’anno, portando a un calo del 6% nel 2020 rispetto al 2019.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Angela Velenosi, la ragazza con la valigia Da 35 anni promuove il Piceno nel mondo.
Da 35 anni promuove il Piceno nel mondo «Oggi siamo presenti in 52 paesi e produciamo 2 milioni e mezzo di bottiglie» LE MARCHE Il territorio ha una vocazione’ specifica per la viticoltura. L’ho combattuto tanto per H fare emergere il territorio piceno. Oggi siamo presenti in 52 paesi nel mondo e produciamo 2 milioni e mezzo di bottiglie”. A parlare è Angela Velenosi, origini abruzzesi ma a tutti gli effetti marchigiana, titolare e ambasciatrice nel mondo di Velenosi Vini, splendida azienda vitivinicola di 190 ettari con sede ad Ascoli Piceno. Se oggi i vini di questo territorio così piccolo ricevono apprezzamenti e riconoscimenti anche a livello internazionale buona parte del merito è certamente suo. Con 180 chilometri di coste (con splendide località turistiche) e, alle spalle, la catena dell’Appennino, il territorio marchigiano ha una vmayione specifica per la viticoltura.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

«Io, influencer della grappa».
Francesca Bardelli Nonino, 32 anni, è diventata l’ambasciatrice del prodotto sui social, raccontando e insegnando agli americani i suoi segreti: «Sono stata travolta dalla passione di famiglia e ora cerco di trasmettere la nostra storia di rivincita e di cultura contadina sul web». Una rivoluzione illustrata in un filmato condiviso su Linkedin che in piena pandemia è diventato poi virale «Io, influencer della grappa». La risposta più moderna per il prodotto più antico. Ha funzionato subito e Francesca Bardelli Nonino, 32 anni, udinese, è diventata di colpo la prima “influencer della grappa”. Riconosciuta negli Usa e in Italia. La sesta generazione dei Nonino, distillatori dal 1897, si è recata al completo a Roma alla Camera dei Deputati per ritirare il “Premio America”.

Fonte: Gazzettino.

Folla e lacrime per l’addio alla signora del Brunello – Commozione e folla per l’addio a Cinelli Colombini.
Il funerale dell’imprenditrice si è tenuto nella chiesa della Madonna del Soccorso. Oggi il corpo sarà seppellito nella cappella di famiglia. Una cerimonia semplice, ma partecipatissima. Sono stati in molti quelli che, due giorni fa, hanno scelto di rendere omaggio e salutare per l’ultima volta Francesca Cinelli Colombini, imprenditrice scomparsa il 30 dicembre all’età di 92 anni. II funerale si è svolto il 31 dicembre nella Chiesa della Madonna del Soccorso e la cerimonia è stata celebrata dal parroco Don Luca che, durante l’omelia, ha definito la donna una imprenditrice illuminata, ma anche una persona fra i puri di cuore. Alla cerimonia, oltre al primo cittadino Silvio Franceschelli e al presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, erano presenti i figli Stefano e Donatella e i familiari e tutte le persone con cui la storia dell’imprenditrice in questi anni si è incontrata.

Fonte: Nazione Siena.

Alla Vecchia Cantina premio di produzione.
Siglato un accordo integrativo fra l’azienda e Flai Cgil Istituito un fondo per sostenere le associazioni sociali. Siglato da Flai Cgil e azienda il nuovo accordo integrativo alla Vecchia Cantina di Montepulciano. Da segnalare un premio produzione che si traduce in un’assicurazione vita-sanitaria per tutti i dipendenti della cooperativa, polizza stipulata con Unipol e che per il momento avrà una copertura fino al 2026. Un altro importante risultato della contrattazione di secondo livello è che azienda e addetti hanno deciso di istituire un fondo a sostegno di associazioni sociali del territorio per aiutare chi ha più bisogno.

Fonte: Nazione Siena.

Quattro le cantine superstar.
Premiate, incrociando i riconoscimenti delle varie guide, l’altoatesina Tramin, la lombarda Ca’ del Bosco e le toscane Castello di Fontetutoli e Fattoria di Petrolo. Capodanno, tempo di bilanci. Per quanto riguarda il pianeta vino WineNews anche quest’anno ha messo a confronto i riconoscimenti, le pagelle e i punteggi assegnati dalle varie guide, quelle più autorevoli e diffuse che valutano i vini con criteri più o meno omogenei, almeno sotto il profilo organolettico.
Come ormai accade da anni, nessuna singola etichetta è riuscita a mettere d’accordo tutte le guide dedicate all’Italia enoica. Discorso diverso, invece, se si guarda alle cantine premiate con i massimi riconoscimenti delle varie pubblicazioni. «Criterio – ha precisato Alessandro Regoli, direttore di WineNews – che nel tradizionale incrocio di fine anno, è stato seguito per raccontare la platea di produttori di qualità, su cui convergono la maggior parte delle guide.»

Fonte: L’Adigetto.

I 12 vini migliori del mondo secondo Forbes, c’è anche un bianco di Monreale.
Prestigiosa citazione per Lu Bancu, annata 2020, ottenuto da uve Catarratto prodotto della cantina Feudo Disisa. C’è anche un prodotto di Monreale tra i 12 migliori vini del mondo del 2022 secondo la lista stilata dalla celebre rivista economica Forbes. A ottenere la prestigiosa citazione è il Lu Bancu, un Catarratto annata 2020, dell’azienda Feudo Disisa. Ecco il giudizio della giornalista enogastronomica Katie Kelly Bell sul vino della cantina di Grisì che fa parte di una più ristretta selezione che comprende soltanto tre bianchi: “Un vino siciliano ottenuto da Catarratto Bianco, è setoso e fresco al palato con note mature di mela rosa, melone e caprifoglio seguite da una meravigliosa struttura costruita con acidità. Succoso, da acquolina in bocca, ottimo da gustare con gli amici per un pomeriggio in veranda. Vincitore del primo posto dei premi Decanter World Wine”.

Fonte: Palermo Today.

Brindisi a pizza e vino, il Capodanno porta premi alle eccellenze di Pizzaman e Antinori.
Riconoscimenti internazionali e del territorio a due brand molto diversi, per target di riferimento e tanto altro, ma accomunati dall’appartenere ad ambiti di qualità. Brindisi a pizza e vino, il Capodanno porta premi alle eccellenze fiorentine di Pizzaman e Antinori. Riconoscimenti internazionali e del territorio a due brand molto diversi, per target di riferimento e tanto altro, ma accomunati dall’appartenere ad ambiti di qualità. La pizza migliore del mondo, dunque, si mangia a Firenze, da Pizzaman Firenze. Lo dice la giuria di Golden tree events. La catena di pizzerie tutta fiorentina ha conquistato l’International dining awards 2022 nella categoria Best Pizzeria 2022. Pizzaman, con cinque punti vendita in tutta la città, è l’unica pizzeria fiorentina a portare a casa il riconoscimento internazionale, organizzato annualmente da Golden tree events organizing & managing di Dubai.

Fonte: Firenze – la Repubblica.

Wine not?
Diventare imprenditori del vino, i consigli di chi ce l’ha fatta. Già 100mila aziende in Italia guidate da under 35, il 25% donne: giovani spinti soprattutto dalla passione. In Italia il settore del vino, dalla bottiglia alla gestione di vigneti e aziende vitivinicole fino alle molte attività di servizi, ha retto bene nel periodo della pandemia e oggi evidenzia una crescita che apre anche ai giovani imprenditori grandi opportunità di business. Lo studio “Il business vitivinicolo in Italia: Export, sfide future e nuove professionalità“ della Rome Business School, curato da Valerio Mancini, afferma che il settore vitivinicolo italiano si conferma maggior produttore al mondo, nonostante il +35% dei costi per la guerra in Ucraina. Nel 2021 l’Italia è stata il secondo esportatore di vino con 22,2 milioni di ettolitri (+7,3% sul 2020) per un giro d’affari di 7,1 miliardi di euro (+12,5%). E anche il 2022 sarà più che positivo: il 91,7% dei principali produttori italiani prevede un incremento dei ricavi, addirittura a due cifre nel 23,3% dei casi.

Fonte: Millionaire.

Nel carrello della spesa degli italiani nel 2023 ci sarà meno vino.
Il carrello della spesa si modifica per contenere l’inflazione. Tra gli alimenti oggetto delle strategie di risparmio c’è anche il vino. Secondo l’Osservatorio ISMEA NielsenIQ sui consumi alimentari, nei primi 9 mesi dell’anno 2022, la crescita dello scontrino è stata contenuta a un +4%, grazie alle strategie di risparmio messe in atto dalle famiglie. Il carrello della spesa degli italiani si è fatto più leggero per fronteggiare il carovita con scelte oculate verso i prodotti considerati essenziali. Sono molte le contromisure adottate per limitare l’impatto della spinta inflattiva, che si conferma a novembre all’11,8%. Le preferenze si orientano verso i prodotti dal valore unitario più basso, quelli a marca del distributore, il parziale abbandono del canale digitale e il maggiore orientamento verso i discount. Osservando le dinamiche della spesa presso la Grande distribuzione, si rilevano diminuzioni per gli alcolici. Più nello specifico, flettono gli acquisti in valore di vino (-4,6%), spumanti e champagne (-1,9%) e, in misura più lieve, della birra (-0,8%), anche di riflesso al ritorno delle occasioni di consumo fuori casa.

Fonte: Adnkronos.

Dalle varietà autoctone ai rossi inglesi: i trend del 2023 sul mercato del vino Uk secondo Bibendum.
Nelle previsioni del distributore britannico anche il ritorno del Lambrusco sulla scena, i piccoli produttori di Champagne e la miscelazione di domani. La ricerca di nuovi produttori di Champagne, il ritorno del Lambrusco e delle bollicine rosse, la sorpresa dei rossi inglesi, la curiosità per le varietà autoctone, il boom del Manzanilla, la nicchia del Macvin de Jura, i vini sudafricani prodotti da uve appassite, gli spirits asiatici, la ricerca della salinità nei cocktail, così come dei sentori affumicati e legnosi: sono i dieci trend che segneranno il mercato del vino e degli spirits nel 2023 secondo Bibendum (https://www.bibendum-wine.co.uk/), uno dei distributori di wine & spirits leader sul mercato Uk, che muove il 15% degli acquisti del settore dell’on trade nel Paese, uscito dalle difficoltà scaturite dalla Brexit, e tornato a crescere, toccando i 582 milioni di euro di vino italiano importato nei primi nove mesi 2022, il +14,9% sullo stesso periodo del 2021.

Fonte: WineNews.

Ancora su vino e salute. Arriva il Simposio di Assoenologi tra alimentazione e benessere (gulp!).
Sorvolando sull’attacco e sul fatto Riccardo Cotarella nell’ultimo editoriale dell’Enologo si paragoni a Martin Luther King temo tocchi insistere sul tema, e sottolineare quanto questa battaglia che Assoenologi sta portando avanti sul vino che fa bene alla salute appaia vista da qui come vecchia, polverosa, anacronistica oltre che profondamente sbagliata. Il presidente della più importante associazione di settore italiana se la prende con chi “in ambienti non estranei all’Unione europea e all’Organizzazione mondiale della sanità sta additando il vino come un prodotto cancerogeno”. Non lo è, forse? Ci siamo persi qualche novità delle ultime settimane? Di più, proprio a questo tema Assoenologi dedicherà nientepopodimeno che un congresso nazionale: “un tema di cui ci stiamo ormai occupando quotidianamente e torneremo a farlo in gennaio con una grande Simposio a Napoli che si concentrerà proprio su “Vino e Salute”. Assoenologi ha deciso di farsi capofila della resistenza, necessaria per ricacciare indietro questi folli attacchi che rischiano, prima o poi, di creare seriamente dei danni inestimabili al vino, patrimonio della nostra storia e tradizione culturale e gastronomica.”

Fonte: Intravino.

STAMPA ESTERA

Cataluña frena el crecimiento del cava.
El Consejo Regulador permite un aumento mínimo de los viñedos con la oposición de Extremadura y Valencia. Las plantaciones de superficies de viñedos dedicadas a la producción de uva para la elaboración de cava solo se podrán aumentar en 0,1 hectáreas en 2023, 2024 y 2025, igual que sucedió en 2022, según decisión del Consejo Regulador que debe respetar el Ministerio de Agricultura. Esta posición es la defendida por este organismo, compuesto mayoritariamente por agricultores e industriales catalanes, que concentra la mayoria de las bodegas y de las superficies de cultivo. La decisión ha sido rechazada por el único representante en la organización de los agricultores y de los industriales de la Comunidad Valenciana y de Extremadura. En concreto, de las zonas de Requena (Valencia) y Almendralejo (Badajoz), que quieren seguir aumentando las extensiones de cultivo de uva para cava. Como en ocasiones anteriores no se descarta que la Junta de Extremadura acuda a los tribunales. El debate se mantiene sobre si aumentar la superficie puede provocar o no excedentes y con ello bajada de los precios. Desde el Consejo Regulador se han reforzado en los últimos años las medidas para apostar por la calidad, con nuevas calificaciones y reducción de la oferta de uva, rebajando los rendimientos por hectárea a 10.000 kilos. Por su parte, desde las posiciones contrarias, especialmente desde Extremadura, se estima que están funcionando las ventas según los datos del propio Consejo Regulador con incrementos de ingresos en 2021 y en 2022 por lo que no debería haber trabas para aumentar una oferta de calidad. La producción actual de la uva para cava con denominación de origen se extiende sobre una superficie de más de 38.000 hectáreas, de las que unas 30.000 están situadas en Cataluña. El resto de cultivos se hallan en otras comunidades autónomas, destacando unas 4.500 hectáreas la zona de Requena y otras más de 1.400 en Almendralejo. También hay otras zonas con extensiones más pequeñas en Rioja, Navarra, Aragón o País Vasco, en un total de 159 municipios.

Fonte: Pais.

La filière viticole redoute une baisse de la consommation de 60 % en dix ans.
La chute des importations chinoises, les taxes Trump et la déconsommation ont mis au jour les faiblesses du secteur. • Le Comité national des interprofessions des vins à appellation d’origine trace des pistes pour redresser la barre. s’estaaoutéeen octobre 2019. sion de Donald Trump, quand il était président des Etats-Unis de L’heure n’est pas B la fete dans le taxer à hauteur de 25 % les vins vignoble français. Viticulteurs et français dans le cadre du conflit négociants redoutentunecrise sans opposant Boeing et Airbus. La pmprécédent et annoncent a un plan duction hexagonale n’a jamais social massif dans la filière », qui retrouvé le niveau des expéditions emploie 550.000 personnes. Le vin, antérieures à l’automne 2019. Pour cest aussi un excédent commercial certains propriétaires du Bordelais, de i3 à14 milliards deuros et ml]- «laprodurtlan est trop morrefée.mal lions d’aenomuristes. «La filière est adaptée il la nouvelle concurrence de en danger », avertit Bernard Farges, grands domaines étrangers, très président du Comité national des structurés et organisées comme de interprofessions à vins d’appelle- vraies entreprises. Il ester’ train rie se Lions contrôlées (CNIV). passer dans la vigne ce qui s’est passé Le vin est en pleine crise de dans l’industrie française», dit ddconsommation, s’alarment les Renan aborde de Chateau Citnet professionnels. En 60 ans, les valu- à Pomerol. mes ont diminué de 70 %. « Nous allons perdre encore 6ß % de la con- Distribution â revoir snmmarian aucaundesdfxprochai- «La somme de la déconsommation, [tes années », dit encoreleCNlV. a On du Covid et de ces deux gros chocs a agagné fa bataille de la modération fait se rapprocher le mur. D’autant maison est en train de perdre la que nous avons continué a produire bataille de la transmission de la awrmohnsdedébouchés ». explique culture du vin aux jeunes généra- Bernard Farges. Les ventes en tions », estime Samuel Montger- supermarché reculent de 10 % an mont, négocianten Vallée du Rhône depuis des années, alors que les et président de Vin et Société. enseignes commercialisent une bouteille sur deux.

Fonte: Echos.

En 2022, des ventes record pour le champagne.
Les exportations du vin pétillant ont bondi, avec 330 millions de bouteilles vendues cette année, soit 10 millions de plus qu’en 2021. La filière champagne a vécu une lin d’année en fanfare. La star des tables du nouvel an frôle son record, avec un bond historique à l’export. Selon le comité interprofessionnel du vin de champagne (CIVC), les expéditions devraient en effet atteindre 330 millions de bouteilles, soit 10 militons de plus que l’an demie rqui émit déjà une année exceptionnelle. Un bilan proche de son niveau de 2007/2008, où 338 millions de bouteilles avalent été vendues. Ces premiers chiffres ont été communiqués lors de l’assemblée générale de l’association viticole champenoise. Ce sont les exportations qui ont tiré la demande. En 2022. elles sont en hausse de 4,7 % par comparaison avec l’an dernier (+18ßb par rapport à 2019), et pèsent désormais 57 % des volumes, une première depuis un siècle. « 7but le monde veut do champagne. La demande afflue de partout. Des pays voisins. fies F7ars-Unis, où elle explose avec la parité favorable au dollar. En France. on voit se multiplier les ouvertures de cavistes ». avait indiqué Maxime Tou hart le coprésident du CIV aux« Ethos » à l’automne, après des vendanges exceptionnelles Face à cet engouement, les maisons de champagne ont du mal à répondre aux commandes. Faute de réserves suffisantes. En cause, la crise sanitaire. Suite à l’épidémie de Covid en2020. les ventes s’étaient effondrées, les restaurants, les bottes de nuit comme les frontières étant fermées. Du coup, pour éviter un surstockage, les professionnels avaient décidé de réduire de 20 % les récoltes. a Mais les gelées et les maladies l’année suivante ont en tralrté une nouvelle perte de 40 % 9,a expliqué le président de la maison Drappier, Michel Drappier sur MPM Business. De son côté, la consommation, elle, est vite repartie, notamment pour les Rites de fin d’année. Et 2021a signé un rebond de 32 %pources petites bulles. D’oh la pression sur l’otïre. Des tarifs en augmentation Si la demande reste soutenue cette année, la haussedes prix ria visiblement pas ralenti les envies des consommateurs. lmpactées par l’inflation des cotas de production (verre. étiquette, transport.). les maisons de champagne ont fait grimper leurs tarifs, avec des augmenffitions estimées entre 5 % à 10%.

Fonte: Echos.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 31 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Brindare!
Le bottiglie Ferrari Trento per Missoni. Brindare Cin Cin! Tante bollicine per lo storico (e modernissimo) motivo a zig-zag Missoni che oggi veste le bottiglie Ferrari Missoni Limited Edition: un Trentodoc Blanc de Blancs millesimato (enotecalunelli. com).

Fonte: Io Donna.

Serena Wines 1881.
ha superato nel 2022 il tetto dei 100 milioni di euro di fatturato. I volumi del produttore di vino di Conegliano Veneto sono cresciuti del 10% a quasi 400 mila ettolitri.

Fonte: Italia Oggi.

Serena Wines 1881 raggiunge i 100 milioni di fatturato.
Nel 2022, l’azienda di prodotti enologici di Conegliano (Tu) ha registrato una crescita del 10% in volume, per un totale di circa 400 mila ettolitri. Più nello specifico, la produzione di bottiglie da 0,75 ml ha superato i 28 milioni, mentre le bottiglie in versione 0,20 ml sono state circa 10 milioni. La quota export arriva al 53% dell’intero fatturato, superando il fatturato domestico con oltre 53 min di euro in valore. Nei 2023, il marchio punta al lancio di un nuovo prodotto destinato al settore Ho.Re.Ca. in Italia e di un nuovo prosecco Docg Ville d’Arfanta extra brut.

Fonte: Italia Oggi.

Brunello ai massimi.
Ma nel 2022 a prevalere nelle quotazioni tra le bottiglie italiane sono stati i produttori piemontesi: le etichette Bruno Giacosa hanno fatto +40%, il Monfortino +61%. Il rendimento medio nell’anno è +18% Brunello ai massimi. Questa graduatoria, che Milano Finanza pubblica a fine dicembre, è nata per segnalare le gWazioni più elevate ottenute alle aste dai vini italiani e dal 2019 lo fa mettendo a confronto queste quotazioni ove possibile, con quelle spuntate l’anno precedente. E’ un’iniziativa che oggi si rivela doppiamente utile per valutare gli effetti che hanno avuto sulla loro evoluzione la pandemia da Covid-19 con il lungo periodo di lockdown e la guerra in Ucraina con gli sconvolgimenti che ha provocato nell’economia mondiale.

Fonte: Milano Finanza.

La signora del Brunello.
È morta ieri, all’età di 92 anni, Francesca Cinelli Colombini, la signora del Brunello. Sua la Fattoria dei Barbi e l’istituzione del Premio Casato Prime Donne.

Fonte: Sole 24 Ore.

Spumanti italiani per Capodanno.
Oltre ad essere ideali per i festeggiamenti e il Capodanno, questi vini hanno un altro comune denominatore che, in un momento di recessione e inflazione, non è di poco conto: hanno tutti un rapporto qualità prezzo spumeggiante. Le tre soluzioni che abbiamo pensato per rendere migliore il tuo Capodanno e quello di chi sarà con te sono tutti spumanti tricolore appartenenti a tre Denominazioni simbolo della spumantistica italiana. Ce ne sarebbero tanti altri da segnalare, ma per il prezzo conveniente a cui sono in vendita, le protagoniste della nostra selezione meritano una speciale menzione e considerazione. Per aiutarti ad orientare le tue scelte e ad individuare la bollicina che cerchi, oltre a descriverti le proprietà del nettare, ti diamo qualche suggerimento sul momento del pasto in cui portarle a tavola, ti riveliamo se sono adatte o meno per il brindisi e se sono adatte per una cena formale o tra amici.

Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.

I corsi per diventare sommelier Si parte al Chiosco di Bacco.
Riconoscere un vino dal sentore olfattivo, scoprire i vitigni della Penisola e internazionali, abbinare un vino a un piatto. Prendono il via anche a Rimini i corsi Ais Romagna (Associazione italiana sommelier) per diventare sommelier, in un percorso didattico formativo articolato in tre livelli. Il primo nel riminese sarà presentato ufficialmente i1 12 gennaio in due sedi e momenti diversi, per andare incontro alle esigenze degli appassionati: alle 15 presso il Chiosco di Bacco (Via Santarcangiolese 62) di Poggio Torriana; alle 20.30 nell’Hotel San Francisco (Viale Regina Margherita, 42) a Rivazzurra di Rimini. I corsi prendono il via il16 gennaio, per terminare il 27 marzo.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Intervista ad Adolfo Treggiari – Stappiamo il 2023 – «Brindisi di mezzanotte? Stappate vini romagnoli».
Tutte le feste nei locali I consigli del sommelier per cenone e brindisi di mezzanotte: «Puntate sui vini romagnoli» «Brindisi di mezzanotte? Stappate vini romagnoli» I consigli del presidente dell’associazione sommelier per il cenone: dall’antipasto al dolce ecco tutte gli abbinamenti. «Scegliete un Sangiovese rosè, le bollicine esaltano il sapore ricco di salumi e formaggi» Bollicine, rosé, metodo classico, brut o dolce? La scelta dei vini da abbinare alle portate del cenone di San Silvestro, nonché dello spumante per il brindisi di mezzanotte, è un dettaglio da non trascurare: complice il proliferare di format televisivi dedicati all’enogastronomia, nelle tavole delle feste ci si imbatte sempre più spesso nell’intenditore di turno, pronto a deliziarci sull’importanza dei sentori al palato o sulle diverse consistenze delle etichette.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Ambra ‘Donna del vino’ «Custode della cucina e della tradizione» – Ambra è la ‘Donna del vino 2022’.
La ristoratrice premiata dall’Associazione nazionale: «Custode dell’antico sapere della cucina della tradizione» SOMMELIER «Chi approda a Imola vuole scoprire i vini della zona Abbiamo cantine eccellenti, con prodotti premiati» È Ambra Lenini dell’Osteria del Vicolo Nuovo la ‘Donna del Vino 2022’. II riconoscimento è stato tributato alla nota ristoratrice imolese, che è anche da tempo sommelier professionista, da Antonietta Mazzeo, delegata per l’Emilia-Romagna dell’associazione nazionale ‘Le Donne del Vino’. Un sodalizio senza scopo di lucro nato nel 1988, che oggi è la realtà tematica più grande al mondo con le sue oltre mille associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste ed esperte, che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la cultura del vino.

Fonte: Resto del Carlino Imola.

La Merlotta premia due promesse – La Merlotta premia i ciclisti Alessia Patuelli e Matteo Montefiori.
L’azienda vinicola ha voluto celebrare così il sessantesimo anniversario di attività Premiare due giovani sportivi del territorio per chiudere al meglio il 60°anniversario di attività. Sono i ciclisti Alessia Patuelli e Matteo Montefiori i destinatari del ‘Premio Merlotta 2022 – 60 Anni di Successi’ organizzato dalla cantina vitivinicola Merlotta. Un incontro informale, nella cornice dello showroom dell’azienda con sede in via Merlotta, per la consegna di una splendida bottiglia Magnum in cofanetto di Spumante Prèdio Rosè Extra Dry. Una scelta particolarmente indicata per i brindisi delle festività. La diciannovenne Patuelli è una ciclista professionista del Team UAE (squadra femminile del campionissimo Pogacar, ndr) che vanta diverse esperienze in maglia azzurra nella categoria Juniores.

Fonte: Resto del Carlino Imola.

Vini a “km zero”, nei calici c’è tanta tradizione.
Per brindisi e cin cin emerge la riscoperta dei prodotti locali. «Abbiamo un patrimonio enogastronomico ricchissimo da valorizzare» Che Capodanno sarebbe senza bollicine? Ogni festività che si rispetti deve essere accompagnata da un brindisi, che sia al nuovo anno, alla salute o per celebrare una buona compagnia i calici devono essere pieni. I vini e gli spumanti non sono soltanto un prodotto simbolico di convivialità e buon augurio, sono anche l’espressione di un savoir-faire e di una tradizione produttiva che rappresenta un territorio. Anche nella nostra città questo settore si sta evolvendo, non solo diversi ristoranti propongono carte dei vini molto interessanti, ma alcuni si sono specializzati nella conoscenza approfondita dei produttori.

Fonte: Nazione La Spezia.

Lo spumante d’Oltrepo fa boom il rosè traina tutto il settore – Spumanti, è un boom di brindisi oltre mezzo milione di bottiglie.
Spumanti, è un boom di brindisi oltre mezzo milione di bottiglie Le vendite delle bollicine d’Oltrepo cresciute del 23 per cento. Ora si attende il nuovo disciplinare. L’Oltrepo Pavese spinge sempre più sulle bollicine. E nel 2022 sono andate forte quelle “rosé”. Lo spumante Metodo Classico Docg oltrepadano, protagonista anche quest’anno del tradizionale brindisi di Capodanno, fa registrare numeri sempre più in crescita e sono in aumento le aziende che decidono di avvicinarsi alla spumantistica. In base agli ultimi dati, relativi al 2021, le bollicine d’Oltrepo hanno sfondato il tetto storico del mezzo milione di bottiglie (523 mila, 23% in più del 2020). Non a caso, è proprio sulla Docg che il Consorzio sta investendo parecchio sia in termini di eventi e di comunicazione che di regolamenti: è delle scorse settimane, infatti, la proposta di revisione del disciplinare del Metodo Classico con la variazione del nome in “Oltrepo Docg Metodo Classico” (tolta la dicitura “Pavese”), l’obbligo della raccolta manuale delle uve, l’inserimento della tipologia Riserva con almeno 48 mesi di permanenza sui lieviti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Vigneti eroici e storici da tutelare «Dobbiamo favorire la biodiversità».
Via libera della Regione alla delibera sulla salvaguardia dei vigneti “eroici” e “storici”. «È compito dell’assessorato — ha spiegato Valeria Satta, titolare dell’Agricoltura – favorire e tutelare la biodiversità in ogni sua forma, per rafforzare i servizi dell’ecosistema e preservare le ricchezze del paesaggio». La condizione di “vigneto eroico è legata alla presenza in aree difficili, dove la coltivazione del vigneto è possibile solo con eel». Valeria Satta, 39 anni grande sforzo e dedizione, che rende la sua coltivazione e il suo mantenimento un atto eroico. I vigneti “storici”, invece, sono i vigneti la cui presenza è segnalata in una determinata superficie, antecedente al i496o, coltivati con l’impiego di pratiche e tecniche tradizionali.

Fonte: Unione Sarda.

Ultimo saluto alla Signora del Brunello – Addio a Francesca Colombina Cinelli, la Signora del Brunello che ascoltava le vigne.
Oggi i funerali Addio Francesca Cinelli Colombini. Flordelli 1931-2022 Addio a Francesca Colombini Cinelli, la Signora del Brunello che ascoltava le vigne L’ultimo saluto Oggi alle 15.30 si celebreranno i funerali al Santuario della Madonna del Soccorso a Montalcino. Dal 1976 guidava la storica Fattoria dei Barbi Se come diceva «il vino parla, in ogni bicchiere», lei ha saputo ascoltare calici, tini, vigne e contadini. Verrà ricordata come la «signora del Brunello» Francesca Colombini Cinelli, scomparsa ieri nella sua casa di Siena con vista sulla mossa del Palio. Era nata nel 1981 a Modena, figlia di Giovanni Colombia, l’avvocato viticoltore che prese per mano gli ex mezzadri di Montalcino, fu tra i fondatori del Consorzio del Brunello e pose le basi perché un aspro borgo senese al confine con la Maremma diventasse un gioiello dell’enologia mondiale.

Fonte: Corriere Fiorentino.

Colombini Cinelli Montalcino piange la regina del Brunello – Montalcino piange la ‘signora del Brunello’.
E’ scomparsa Francesca Colombini Cinelli, 92 anni. Era stata una delle prime e più intraprendenti produttrici del pregiato vino. «Addio mamma Francesca». La notizia della morte di Francesca Colombini Cinelli arriva direttamente dalla figlia Donatella. «Gratitudine e rimpianto verso una donna forte e coraggiosa a cui noi figli, i nipoti, il Brunello e tutto il vino italiano devono molto» aggiunge Donatella Cinelli Colombini. Se ne è andata ieri la signora del Brunello, nella sua casa di Montalcino, all’età di 92 anni. Francesca Colombini, sposata con Fausto Cinelli nel 1952, è stata una delle prime e più intraprendenti produttrici del Brunello, figura di spicco dell’imprenditoria enologica italiana.

Fonte: Nazione Siena.

Ultimo appuntamento dell’anno Il Mercatale torna in piazza.
In Empoli, oggi, dalle 8 alle 13, in via Bisarnella. Gli affezionati clienti e i numerosi visitatori di Empoli città del Natale, che in queste settimane stanno affollando la strade del centro, potranno assaggiare e gustare prodotti di qualità e stagionalità da mettere in tavola al cenone dell’ultimo dell’anno. Saranno presenti l’azienda agricola Fabio Conti con la farina di castagne, la cooperativa Le Furiose da Viareggio con il pescato del giorno, il podere San Pierino con vino, Chianti classico, olio extravergine di oliva e verdure, Clementina Becarelli di Montaione con i formaggi caprini e ancora Juri Scarselli di Fucecchio con le verdure di stagione e trasformati, I 2 Falcetti di Castelfiorentino con i formaggi e Maria Castrogiovanni con latticini, carne bovina e suina e formaggi.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Prosecco, boom export fuori Europa.
Nei Paesi extra-Ue Le principali destinazioni l’aumento è dei 43% per l’Eurostat sono Stati Uniti ed Inghilterra Durante le feste stappate 95 milioni di bottiglie: buoni numeri per il Trento Doc. Nel 2021, le tre maggiori categorie nelle esportazioni extra-Ue di spumante sono state il Prosecco (43%, 273 milioni di litri), lo Champagne (15%, 94 milioni di litri) e il Cava (10%, 65 milioni di litri). Le due principali destinazioni di esportazione di vino spumante dall’Ue sono gli Stati Uniti (31% del totale delle esportazioni extra-Ue di vino spumante, 198 milioni di litri) e il Regno Unito (28%, 177 milioni di litri). Lo rileva Eurostat. Lo studio economico dell’ufficio statistico dell’Unione europea registra che nel 2021, le esportazioni di vini spumanti dell’Unione verso Paesi extra Ue sono state pari a 636 milioni di litri, un aumento del 29% rispetto ai 494 milioni di litri esportati nel 2020. Anche le esportazioni registrate nel 2021segnalano gli analisti- sono state superiori ai livelli visti nel 2019, con dati che indicano un aumento del 21% rispetto ai 528 milioni di litri del 2019. Tra il 2017 e il 2021 le esportazioni sono aumentate a un tasso medio annuo del 7%.

Fonte: Adige.

World’s Best Vineyards, è di Antinori la più bella cantina del mondo.
San Cassiano Val di Pesa, 30 dicembre 2022. Una targa celebrativa, accompagnata da un profondo sentimento di orgoglio e gratitudine, è stata consegnata dal sindaco di San Casciano in Val di Pesa Roberto Ciappi, in rappresentanza della comunità chiantigiana, ad Albiera Antinori, presidente di Marchesi Antinori, storica azienda toscana legata alla tradizione vitivinicola da oltre 600 anni. Profonde radici che da sempre si accompagnano a spirito innovativo, una grande passione per il vino e all’espressione della sua massima qualità. Valori familiari che si tramandano da sempre e che, il 26 ottobre del 2022, hanno portato la cantina Antinori nel Chianti Classico, sede dell’azienda dal 2012, a raggiungere il primo posto della World’s Best Vineyards, classifica che premia le migliori eccellenze dell’enoturismo mondiale. Per il 2022, la cantina Antinori nel Chianti Classico ha messo gli oltre 500 esperti d’accordo, aggiudicandosi il primo posto in classifica.

Fonte: Nove da Firenze.

Guide: en plein per Tramin, Ca’ del Bosco, Fonterutoli e Petrolo.
Le cantine premiate con almeno un vino da Gambero Rosso, Veronelli, Bibenda, Doctor Wine, Ais, Slow Wine, Vinibuoni d’Italia e “Corriere della Sera”. Come ormai accade da anni, nessun singolo vino riesce a metterle d’accordo tutte le guide dedicate all’Italia enoica, guardando alle più autorevoli, storiche, seguite e diffuse voci della critica italiana, che valutano i vini con criteri più o meno omogenei, almeno sotto il profilo organolettico. Discorso diverso, invece, se si guarda alle cantine premiate, per almeno uno dei loro vini, con i massimi riconoscimenti delle varie pubblicazioni. Strada che, nel nostro storico “incrocio” di fine anno, abbiamo scelto di seguire, per cercare di raccontare uno zoccolo duro di produttori di qualità, su cui convergano la maggior parte delle guide. E, così, ecco l’altoatesina Cantina Tramin, tra i riferimenti del territorio celebre soprattutto per i grandi vini bianchi, la lombarda Ca’ del Bosco, una delle stelle più luminose della Franciacorta, e le toscane Castello di Fonterutoli (Mazzei), che racconta un pezzo di storia del Chianti Classico, e Fattoria di Petrolo di Luca Sanjust.

Fonte: WineNews.

Almanacco 2022. Il bilancio dell’anno nel mondo del vino in 12 notizie.
Climaticamente è stato l’anno più caldo dal 1800. Economicamente, quello con l’inflazione più alta dagli anni ‘80. Geopoliticamente quello della guerra in Ucraina. Concettualmente quello della sostenibilità. E dal punto di vista vitivinicolo, come lo si può definire? Difficile riassumere in un unico aggettivo un anno impegnativo e imprevedibile come il 2022. È chiaro che tutte le condizioni di cui sopra hanno avuto i loro effetti diretti e indiretti anche sul settore. Rincari e mancanza di materie secche sono state all’ordine del giorno, mentre la siccità dei mesi estivi ha fatto temere il peggio per la vendemmia, per poi, invece riportare i quantitativi al livello del 2021. Una notizia solo in parte positiva, visto che, in un contesto come quello attuale, non è facile trovare collocazione per 50 milioni di ettolitri.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino, Veneto e Toscana esportano più di Germania e Portogallo.
L’impatto del Made in Italy di vini nella prima metà del 2022 segna il record assoluto arrivando allo 0,4% del pil. Nella prima metà del 2022 l’export di vini di uve italiane è arrivato a valere quasi 7,6 miliardi di euro, in aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. L’Italia si conferma così seconda tra i 27 dell’Ue, dietro solo alla Francia con i suoi 11,7 miliardi, ma con grande distacco dai cugini spagnoli al terzo posto con 3 miliardi. Il Made in Italy di vini tocca il suo massimo storico, pari al 0,4% del pil, valore identico a quello francese e il doppio dello 0,2% spagnolo. Questa la fotografia diffusa da Confartigianato, elaborando dati dell’Istat e della Commissione europea.

Fonte: Milano Finanza.

Vino o birra? Confronto tra vari stati nel mondo.
Vino o birra? WineMeridian cita un articolo di David Morrison, pubblicato sul suo noto blog “The Wine Gourd”, in cui si esaminano i gusti alcolici di 48 Paesi. Dati presi dall’Annual Database of Global Wine Markets 2018 redatto da Anderson, Nelgen e Pinilla. Dati che sono stati elaborati da Morrison, che li ha standardizzati in base alle caratteristiche dei diversi Paesi, così da poterli confrontare. C’è generalmente una relazione negativa tra il consumo di birra e vino: più vino viene consumato, meno spazio c’è per il consumo di birra. Ci sono comunque alcuni Paesi, per lo più asiatici, che consumano pochissimo vino e non lo compensano nemmeno con un consumo eccessivo di birra. Bulgaria, Russia e Ucraina consumano molti distillati al posto di birra o vino. Grecia, Marocco, Svizzera e Uruguay, pur non producendo vino, ne consumano molto, comunque più della birra. I Paesi scandinavi sono vicini alla linea di equilibrio tra birra e vino, insieme all’Ungheria e alla Nuova Zelanda.

Fonte: Corriere dell’Economia.

Vini dealcolati? La nuova normativa provoca polemiche e perplessità.
Dopo il recente successo in sede europea (forse meglio dire scampato pericolo) che ha fatto sì che il che il vino non debba esser etichettato come “bevanda dannosa per la salute”, altre nubi si addensano sul futuro di questa bevanda, che fa parte della storia e tradizione di tutti i popoli mediterranei. Non ci si può oramai più nascondere di fronte al fatto che le normative europee consentono di produrre vini privi di alcol o quasi, e di conseguenza anche la normativa italiana dovrà in qualche modo adeguarsi e trovare una propria via per sottostare all’indirizzo proveniente dall’Europa. Il governo sta dunque preparandosi a mettere mano alla normativa vigente per far sì che siano chiare le regole in questo settore così importante per l’Italia.

Fonte: Apetime-Magazine.

Ma cosa bevono i produttori di vino a Capodanno?
L’ultimo listone dell’anno 2022 è dedicato alle voci di chi il vino lo fa. Abbiamo chiesto a un po’ di loro quali etichette sceglieranno per festeggiare il 2023. Tutto lecito, a patto che non siano le loro bottiglie. Ecco le risposte: Gli appassionati di vino, si sa, aspettano feste, celebrazioni, date emblematiche, per poter aprire bottiglie un po’ speciali. Capodanno è tra queste occasioni. Si pensa a cosa si ha in cantina, da quale enoteca andare, o su quale portale web cercare l’etichetta che fa al caso proprio. Si pensa che non abbiano che l’imbarazzo della scelta tra le loro bottiglie, tra annate nuove e annate vecchie, millesimati o cuvée, tra bianchi, rossi e rosé. Ma è “il vino degli altri” che vogliamo conoscere. O meglio, cosa vorrebbero bere o cosa berranno, non di loro produzione, a Capodanno. Abbiamo chiesto a un po’ di produttori e produttrici, sparsi per l’Italia, di dirci un vino e darci una motivazione. È andata che in pochi si sono “contenuti”, mettendo giù spesso delle vere e proprie liste. Abbiamo deciso di lasciarle così, queste risposte, perché ci sembra un bel gesto di affetto e di stima che circola tra i viticoltori, magari distanti per tante ragioni, ma vicini per impegno e amore verso questo nostro mondo del vino.

Fonte: Adnkronos.

Vino: Eurostat, export extra-Ue spumanti cresce +29% in 2021.
Nel 2021, le tre maggiori categorie nelle esportazioni extra-Ue di spumante sono state il Prosecco (43%, 273 milioni di litri), lo Champagne (15%, 94 milioni di litri) e il Cava (10%, 65 milioni di litri). Le due principali destinazioni di esportazione di vino spumante dall’Ue sono gli Stati Uniti (31% del totale delle esportazioni extra-Ue di vino spumante, 198 milioni di litri) e il Regno Unito (28%, 177 milioni di litri). Lo rileva Eurostat. Lo studio economico dell’ufficio statistico dell’Unione europea registra che nel 2021, le esportazioni di vini spumanti dell’Unione verso Paesi extra Ue sono state pari a 636 milioni di litri, un aumento del 29% rispetto ai 494 milioni di litri esportati nel 2020. Anche le esportazioni registrate nel 2021- segnalano gli analisti- sono state superiori ai livelli visti nel 2019, con dati che indicano un aumento del 21% rispetto ai 528 milioni di litri del 2019 (+ 108 milioni di litri). Tra il 2017 e il 2021 le esportazioni sono aumentate a un tasso medio annuo del 7%.

Fonte: ANSA.

Vino made in Italy a 7,6 miliardi euro. Veneto, Piemonte e Toscana in Ue 27 dietro solo a Francia e Spagna.
Nel 2022, ultimi dodici mesi a giugno, l’export di vini di uve vale 7.565 milioni di euro, registrando nel primo semestre del 2022 un aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’Unione europea a 27 l’Italia è seconda esportatrice dietro a Francia con 11.743 milioni di euro, posizionandosi davanti a Spagna con 3.004 milioni, Germania con 1.013 milioni e Portogallo con 921 milioni. La competitività sui mercati internazionali è supportata dalla qualità vini italiani, con le loro peculiarità e varietà. Secondo la più recente rilevazione del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste al 21 novembre 2022 sono 526 i vini Doc (Denominazione di Origine Controllata, tra i quali spiccano i Docg, Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e Igt (Indicazione Geografica Tipica). Il made in Italy di vini di uve cresce dal 2010 e, nonostante un calo nel 2020, nel 2022 conferma il massimo storico di 0,4% sul PIL toccato nel 2021, valore identico a quello della Francia e doppio rispetto allo 0,2% della Spagna.

Fonte: Il Giornale delle PMI.

Il vino (moderato) fa bene.
L’accoppiata vino-salute tiene banco da qualche tempo sui tavoli delle associazioni di settore italiane e non solo. Da quando, almeno, l’Ue ha lanciato la sua campagna proibizionista (integralista, secondo parecchi esperti) arrivata sui banchi della Commissione europea che sta lavorando su alcune importanti iniziative legislative in tema. A schierarsi apertamente a favore del nettare di Bacco è la nutrizionista Elisabetta Bernardi del dipartimento di Bioscienze, biotecnologie e biofarmaceutica dell’università di Bari Aldo Moro. Lei, insieme a un gruppo di ricercatori (Silvana Hrelia, Laura di Rienzo, Luigi Bavaresco, Marco Malaguti, Attilio Giacosa) ha realizzato lo studio intitolato significativamente “Moderate Wine Consumption and Health: A Narrative Review”, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutriens.

Fonte: EFA News.

STAMPA ESTERA

El cava ya exhibe sus acentos: el caso de los espumosos de Requena.
«Una de las cosas que valora el consumidor es el origen», según el presidente del Consejo Regulador de la D.O. Cava, Javier Pagés ? El aval judicial al uso de `Cava de Requena’ y las últimas elecciones consagran la pluralidad de la denominación. El año 2022, que se cierra en apenas unas horas, representa para la Denominación de Origen (D. O.) Cava la culminación de un proceso por el que todos sus acentos (catalán, extremeño, valenciano…) están más presentes que nunca. Dos hechos han marcado esta tendencia: las últimas elecciones al Consejo Regulador del Cava, con sede en Villafranca del Penedés (Barcelona) y celebradas el pasado mes de julio, se saldaron con la elección por primera vez de un representante de los viticultores extremeños y valencianos entre los 12 vocales de este organismo. Un segundo suceso es la reciente sentencia del Tribunal Superior de Justicia de Madrid (TSJM), que avala el uso del término ‘Cava de Requena’ dentro del etiquetado para las ocho bodegas que elaboran este espumoso en el citado municipio del interior de la provincia de Valencia. «La Denominación de Origen Cava va a salir reforzada», sostiene en conversación con ABC el presidente de la Unión Vinícola del Este (Uveste) David Jiménez. Este grupo bodeguero se dedicaba a la viticultura ecológica y apuesta por la variedad de uva Chardonnay («tenemos condiciones climáticas y del suelo que nos hacen un poco únicos»), además de ser una de las principales bodegas productoras de cava en esta zona. «Es una buena noticia y va a ayudar a la Denominación de Origen Cava y al consumidor, pero no hay ninguna gana de polemizar. ¡Hemos ganado todos! No queremos romper la denominación en absoluto», explica Jiménez sobre la sentencia del TSJM que descarta cualquier posible confusión con la Denominación de Origen Utiel-Requena. Para este bodeguero que se consagre la expresión ‘Cava de Requena’ como una de las subzonas en que está dividida esta denominación de origen es «una apuesta por una mayor cultura del cava, ya que nuestro principal mercado es el Levante y Valencia por el fenómeno de la regionalización de los vinos».

Fonte: Abc.

Champagne: les ventes battent des records.
Portées par le boom de l’export, elles dépasseront 6 milliards d’euros. La profession peine à satisfaire la demande. Les ventes de champagne en valeur dépasseront le record de 2021 Fxpeditinns inIllions Tillions de bDtJtplCc 302 297 13 O/ O Hausse moyenne des prix du champagne en 2022. LUXE Alors que les Français s’apprêtent à fêter leur réveillon de Li Saint-Sylvestre, petites bulles et flûtes effilées pétilleront à nouveau sur les tables. Peut-être un peu moins que d’habitude – les ventes dans les grandes surfaces ont reculé de 10 % en décembre – mais cela n’empêchera pas le champagne de finir 2022 sur de nouveaux records. Portée par la forte reprise de la demande mondiale, l’appellation, qui compte 16200 vignerons et couvre 34200 hectares, a vu s’envoler ses volumes. Selon le Comité interprofessionnel du vin de Champagne (CIVC), les expéditions en France et à l’export devraient osciller entre 325 et 330 millions de bouteilles cette année. Soit 3 à 8 millions de phis qu’en 2021, non loin du record de 339 millions enregistré en 2007. « En chiffre d’affaires, nous atteindrons un nouveau record, après les 5,7 milliards d’euros de 2021, promet David Chatillon, copresident du CIVC et président de l’Union des maisons de Champagne (IIMC(. Selon phisieurs observateurs, le seuil de 6 milliards d’euros devrait ainsi être franchi. En 2020, le secteur avait souffert de la fermeture Chiffre d’af aires en 7illheilc c’etnox des très importants débouchés hors du domicile (restaurants, boites de nuit…) partout dans le monde. Rien qu’en France, ceuxci pèsent 70% du total. Mais une fois les restrictions levées, la reprise a été immédiate. Pernod Ricard, se félicitait en septembre du bond de 32% du chiffre d’affaires annuel de sa marque phare Perrier-Jouêt (+16 % en volumes), et de 9% pour Mumm. Sursaut inattendu Un rebond qui a presque pris la filière de court.

Fonte: Figaro.

Finding bargains in an overpriced wine market.
Wine never cease to be amazed by the extent to which wine prices are out of sync with quality. This is true of many arenas, of course, but it may be exacerbated by the fact that, with wine, few consumers feel completely confident of their preferences and buying choices. In my recent Christmas selections, why on earth are the carefully crafted, delicious red and white Portuguese blends I highlighted less than £10 a bottle? Why are Southern Rhône reds with many years of future development ahead of them easy to find under £15? And why is sherry still almost given away’? Wine lists are full of apparent pricing anomalies, especially those that specialise in famous names. I’ve long maintained that there is no direct relationship between price and quality in wine but the point was forcefully made to me at two recent Italian tastings. The first, organised by UK importers Berkmann Wine Cellars, was a comparative tasting of three Cabernet blends: the Tuscan prototype Sassicaia, Antinori’s Guado al Tasso (made nearby), and San Leonardo, a wine inspired by Sassicaia, in Trentino on the way to the Dolomites in the north. We tasted all three wines in vintages 2016, 2013, 2011, 2010 and 2007—a good, representative spread that was wide enough to iron out seasonal quirks. I hate to reduce wine to numbers but, for the purposes of comparison, I see that I awarded the three wines the following totals out of 100: Sassicaia 88.5, San Leonardo 88 and Guado al Tasso 845. Yet the prices per bottle, estimated by Berkmann, were: Sassicaia £275 to £325, San Leonardo £50 to £65 and Guado al Tasso £75 to £98. Sassicaia’s first commercial vintage was way back in Italian wine history in 1968. And its 1985 vintage justifiably achieved iconic status in the fine-wine world. (I have been lucky enough to taste it five times this century but one of my life-long regrets is that I decided some time in the early 1990s that, at £30 a bottle on the list at Leith’s restaurant, it was too expensive to order.) Being first in the field, and succeeding, has made Sassicaia a trophy wine, with a concomitant effect on the price. But the Guerrieri Gonzaga father-and-son partnership has been making its refined Bordeaux blend San Leonardo since the 1982 vintage, guided closely by Marchese Mario Incisa della Rocchetta, the man who developed sassicaia on his San Guido estate in Bolgheri. Why is San Leonardo so much cheaper? It certainly shows how ineffectual my many articles in praise of San Leonardo have been.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

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Storico record di bottiglie per le bollicine italiane L’effetto traino del Prosecco Volano le esportazioni.
Nel mondo Corre la domanda nei mercati chiave di Usa, Regno Unito e Germania. Quandø, 16 anni fa, Gianluca Bisol, ventunesima generazione di una famiglia veneta che produce vino da cinque secoli, profetizzò che il secco sarebbe diventato lo spumante più vv,enduto al mondo, molti gli-diedero dell’utopista. Qualche tempo dopo stupì tutti dichiarando che la richiesta mondiale di Prosecco sarebbe arrivata a un miliardo yli bottiglie. La prima previsione si è avverata da tempo. Nel 2022 è toccato alla seconda, anche se non riguarda solo le bollicine del Nord Est. Quota un miliardo è stata raggiunta dall’intero comparto delle bollicine italiane., Il Prosecco è comunque la locomotiva: oltre 7 bottiglie su io vengono dalle due Docg (Conegliano-Valdobbiadene e Asolo) e dalla Doc che si estende su 5 province venete e 4 del Friuli-Venezia Giulia. La conferma del 2022 come anno d’oro per lo spumante italiano è arrivata a novembre da Londra: allo Champagne e Sparkling Wine World Championships 2022, il campionato planetario degli spumanti, l’Italia ha conquistato 53 medaglie d’oro,129 d’argento e il trofeo più ambito, quello di cantina dell’anno, è andato per la quinta volta alla Ferrari di Trento della famiglia Lunelli.

Fonte: Corriere della Sera.

Leyda Tacconi.
Dopo la maturità al liceo artistico, Leyda Tacconi ha deciso di prendersi un anno sabbatico. Vuole chiarirsi le idee sul futuro. Intanto fa la cameriera «per fare un po’ di esperienza» e insegna ginnastica ritmica a bambine e ragaz7P (ha praticato questo sport per 13 anni). Nel 2023 ha in mente di andare nel Regno Unito o in Irlanda per perfezionare l’inglese. E ora pensa già al prossimo settembre: «Potrei cominciare un’università di moda perché mi piacerebbe diventare modellista però vorrei iniziare anche un corso di sommelier, mi sto avvicinando al mondo del vino, ho fatto un corso di conoscenza generale e mi è piaciuto». 11 vino è una passione condivisa anche dai genitori. La sua famiglia ha un ristorante a Firenze con grandi varietà. E il vino, ci tiene a raccontare Leyda, è un elemento che la lega anche ai trisnonni che avevano un negozio a Lambeth, nel cuore di Londra, dove vendevano il Chianti importato dall’Italia.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Aceto balsamico dop Modena. Nel 2022 record di bottiglie certificate.
Nel 2022 record di bottiglie certificate Si chiude con un forte segno più l’anno 2022 dell’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop. Soprattutto in termini di bottiglie certificate, che rispetto al 2021 hanno registrato un ulteriore incremento del 43″‘x, migliorando il già lusinghiero + 30s’io dello scorso anno rispetto al precedente.

Fonte: Giornale.

I record dei Vignaioli Indipendenti, e la burocrazia che li frena.
Edizione record per la manifestazione targata Fivi e Piacenza Expo, giunta all’ l la edizione e ormai fondamentale appuntamento per appassionati e operatori, con 870 Vignaioli e 24mila ingressi distribuiti nei tre giorni. A parlare sono i numeri, con ingressi totali che registrano un + 20% rispetto all’edizione 2021 .Presentato il Dossier Burocrazia: i Vignaioli Indipendenti chiedono semplificazione, efficienza e proporzionalità. Le aziende dei Vignaioli, infatti, hanno la struttura delle micro imprese, spesso a conduzione familiare e non prevede, nella maggior parte dei casi, una persona addetta a svolgere pratiche burocratiche.

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Alessandro Perini, una vita di scommesse.
Cantine Romagnoli nascono dal sogno di un imprenditore visionario che per primo ha creduto nella produzione di Spumanti con Metodo Classico in terra piacentina da sempre legata a vini semplici. Oggi questa stessa filosofia muove la Nuova Romagnoli guidata da Alessandro Perini: una cantina con un’anima giovane, molto attenta alla tradizione ma con tanta voglia di stupire. «Fare vino è una passione, una filosofia di vita, un continuo sognare e immaginare. Ma non è semplice, occorrono sacrifici. La Natura è la nostra ricchezza ma anche la nostra più grande paura. Chi fa vino ha lo sguardo per aria: per tenere d’occhio il cielo e per sentire i profumi delle vendemmia. I vini migliori nascono da “scommesse” con le uve che ogni annata raccontano sapori e aromi differenti.

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Cantina Il Poggio: un anno di successi.
Tutto è cominciato da qui. Si potrebbe riassumere così, con una fotografia della cantina «II poggio», la visione della «rinascita» di Salsomaggiore che ha guidato un imprenditore di successo nelle scelte sul territorio e per la città, ad iniziare proprio da quella che, ancor oggi, è l’unica cantina salsese. Emilio Mondelli l’ha comprata un bel po’ di tempo fa, la tenuta «11 poggiolo», in quel delle colline di Cangelasio: una tenuta che conservava un passato di viticoltura, anche se trascurato. Innamorato di Salso e della natura che circonda la «città bellissima», Mondelli ha voluto intraprendere una strada nuova: la via dell’esperienza diretta, della capacità di far assaporare quella che chiama «la cultura del vino», in quel luogo speciale che è «II poggio». Niente vendite in Italia (ad esclusione della provincia di Panna): «II 75% della nostra produzione viene esportato – dice Mattia Ravanetti, il «wine expert» che guida i visitatori alle degustazioni – innanzitutto verso la Cina, il Brasile, la Svizzera, ma in questi ultimi anni sta prendendo piede anche il nord Europa»>.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Marketing territoriale, vice presidente Alessandro Piana: “Enoturismo ed experience a tema per promuovere la Liguria”.
Imperia. Continua la promozione delle eccellenze liguri, con le politiche propulsive dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria insieme ad Assaggia la Liguria, all’Enoteca Regionale della Liguria, al Consorzio di Tutela dell’Olio extravergine di Oliva Dop Riviera Ligure e al Consorzio di Tutela del Basilico Genovese Dop. Una valorizzazione dei prodotti di qualità che è risultata vincente soprattutto con gli eventi in presenza come Vinitaly, Euroflora, Ventimiglia Wine Festival, Mare e Mosto, Oliveti Aperti, Premio Vermentino, 50 anni di Rossese DOC, OliOliva, Fattorie Didattiche, Montecarlo Gastronomie e molte altre. Agroalimentare e ristorazione sono la punta di diamante della Liguria.

Fonte: Stampa Imperia.

Intervista a Carlo Aguzzi – «È Capodanno solo col brindisi» – «Non rinunciate al brindisi È Capodanno!».
Aguzzi, decano dei sommelier: come scegliere lo spumante d’Oltrepo. «Non rinunciate al brindisi È Capodanno!» Carlo Aguzzi, decano dei sommelier pavesi e scrittore «Uno spumante d’Oltrepo è perfetto: si può scegliere» il decano dei somme/ lier (degustatore dal 1984), grandissimo esperto divini e ambasciatore del talento enologico d’Oltrepo in tutto il mondo, qualifica che gli è valsa nel 2010 anche il titolo di cavaliere della Repubblica. La sua passione per l’enogastronomia si è tramutata anche in numerosi libri di successo. All’approssimarsi del classico brindisi di mezzanotte (che lo vedrà sul palco del Fraschini) ci dà alcune indicazioni e valutazioni personali. Il brindisi di mezzanotte… quali sono i vini consigliati da Carlo Aguzzi? «Io sono tradizionalista per natura e quindi, vista la zona, direi di puntare sui vini dell’Oltrepo Pavese.

Fonte: Provincia – Pavese.

Per la Cantina Terre due nuovi depuratori a Broni e a Casteggio.
Gli impianti dovrebbero entrare in funzione entro un anno obiettivo: evitare contenziosi (e sanzioni) sugli scarichi BRONI Nuovi depuratori, si spera in funzione a partire dalla vendemmia 2023, per i due stabilimenti a Broni e Casteggio di Terre d’Oltrepo. Nei giorni scorsi, il presidente del colosso cooperativo Enrico Bardone ha presentato istanza alla Regione per l’autorizzazione alla nuova costruzione degli impianti di lavorazione degli scarichi e delle acque reflue prodotti dalle cantine. Una questione che era sul tavolo del nuovo consiglio di amministrazione fin dai primi giorni dopo l’insediamento, visto che, a causa di alcune irregolarità nella gestione degli scarichi e problemi di inquinamento, è in corso da tempo un contenzioso con Ato e Broni-Stradella Pubblica con alcune diffide nei confronti della cantina.

Fonte: Provincia – Pavese.

Capodanno tra cenoni e spettacoli in piazza – Capodanno 2023: «foodwine» trainano il turismo in Piemonte.
L’assessore piemontese al Turismo Vittoria Poggio annuncia il boom di occupazione delle camere d’albergo Ai turisti «fanno gola i prodotti dell’enogastronomia, A Genova preparativi per la diretta di Mediaset ¦ Un 2022 ricco di soddisfazioni, dove i nu- alberghi registrano quasi il tutto esaurito». meri parlano chiaro: un turista su due sce- Anche Genova si è organizzata per una festa glie il Piemonte come meta del proprio viaggio lunga tre giorni. Il «TriCapodanno» è cominciato. Un risultato che nasce dalla varietà ciato ieri sera e culminerà domani con lo dell’offerta e che si conferma anche per la spettacolo Mediaset in diretta da piazza De pausa natalizia. Risultati riportati con soddisfazione, Ferrari. Attenzione alla sicurezza anche nel sfazione dall’assessore alla Cultura, Turismo la zona del Porto Antico, meta di molti turisti. e Commercio della Regione Piemonte Vittoria Poggio: «Fioccano le prenotazioni.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Nasce il Salone del Vino di Torino Appuntamento dal 4 al 6 marzo.
Nasce il nuovo Salone ino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo 20231a Città di Torino diventa una grande cantina che accoglie produttori delle nostre terre. «Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio meraviglioso, dove, attraverso il vino, le eccellenze, le tradizioni e l’innovazione trovano cura e passione – sottolinea Patrizio Anisio, Direttore del nuovo Salone del vino di Torino -Al salone nasce per contribuire a questo racconto. Grazie ai produttori e alle tante realtà che lavorano per far conoscere la nostra regione e le sue unicità, porteremo in città tutti i sapori delle nostre terre». Il Salone sarà «un’occasione importante per contribuire alla diffusione delle eccellenze vitivinicole del territorio torinese» secondo Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Brindisi col botto delle “bollicine” piemontesi – Per le bollicine piemontesi è un brindisi da record.
Brindisi con il botto per le bollicine piemontesi. Il Metodo Classico Alta Langa, 3 milioni circa di bottiglie prodotte nell’ultima vendemmia, vede crescere le vendite del 40% rispetto a12021. L’Asti spumante a fine novembre segnava un + 14%, ovvero 61,2 milioni di bottiglie pronte per la vendita che perl’85%è all’estero. Prodotti e numeri molto diversi accomunati dal vento di favore che spinge l’intero comparto spumantiero a vele spiegate, tutto l’anno. Nell’ultima vendemmia prodotte 3 milioni di bottiglie di Alta Langa Metodo Classico Bene anche l’Asti Spumante che segna una crescita del 14 per cento e per il Moscato Per le bollicine piemontesi è un brindisi da record brindisi con il botto per le bollicine piemontesi.

Fonte: Stampa Asti.

Empoli Ultimo appuntamento con il Mercatale.
Ultimo appuntamento dell’anno in corso per il Mercatale in Empoli. Odori e sapori a chilometro zero sui banchi del mercato agroalimentare, tra eccellenze e qualità dei prodotti locali e toscani, sabato 31 dicembre 2022, dalle 8 alle 13, in via Bisarnella, a due passi dal parco Mariambini, dal centro cittadino e dalla Statale Tosco Romagnola. Gli affezionati clienti e i numerosi visitatori di Empoli Città del Natale, che in queste settimane stanno affollando la città e che hanno scoperto il ‘Mercatale’, potranno assaggiare e gustare prodotti di qualità e stagionalità da mettere in tavola al cenone dell’ultimo dell’anno.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Dal ritorno delle anteprime con “Grandi Langhe” a “Vinitaly” & “OperaWine”, ecco gli eventi 2023.
Le “Anteprime di Toscana” e “Wine&Siena”, “Identità Golose” e la “Slow Wine Fair”, e non solo, mentre le Feste si trascorrono nei territori del vino. “Vinitaly”, l’evento di riferimento internazionale del mondo del vino italiano a Verona (2-5 aprile), con il prologo di “OperaWine 2023”, la prestigiosa degustazione firmata Vinitaly e “Wine Spectator” con 130 produttori e altrettanti vini icona a rappresentare il meglio del made in Italy enologico (1 aprile), ma anche il ritorno delle Anteprime con “Grandi Langhe”, la grande degustazione dedicata alle Denominazioni di Langhe e Roero firmata dai Consorzi del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e del Roero a Torino (30-31 gennaio), la Settimana delle “Anteprime di Toscana” con le ultime annate dei vini toscani (11-17 febbraio, da Firenze ai territori), e “Vini ad Arte”, l’appuntamento di riferimento del Consorzio Vini di Romagna con la Romagna del vino in anteprima a Faenza (28-30 maggio). E ancora e non solo, “Wine&Siena – Capolavori del gusto” a Siena (27-30 gennaio), primo appuntamento del “The WineHunter” Helmuth Köcher, “Identità Golose” a Milano, il Congresso internazionale di Cucina d’Autore tra i più prestigiosi al mondo (28-30 gennaio), “Slow Wine Fair”, la Fiera del vino buono, pulito e giusto organizzata da BolognaFiere e Sana-Salone Internazionale del Biologico e del Naturale con la direzione artistica di Slow Food a Bologna (26-28 febbraio), il nuovo “Salone del vino di Torino” (4-6 marzo), e “Summa”, la rassegna delle eccellenze enologiche biologiche e biodinamiche della Tenuta Alois Lageder (1-2 aprile): ecco alcuni degli eventi già in programma nell’agenda 2023, segnalati a WineNews.

Fonte: WineNews.

Promozione: se le Regioni “fanno concorrenza” alle fiere internazionali.
Dal 4 al 6 marzo il Salone del Vino di Torino: i Consorzi piemontesi in ordine sparso, ma per Barolo e Barbaresco la priorità è “Grandi Langhe”. Dopo i due anni di pandemia, che hanno a lungo azzerato il calendario dei grandi eventi delle grandi fiere del vino, adesso il settore sembra volersi rifare con gli interessi. Tanto che, oltre agli appuntamenti di carattere internazionale (su tutti la ProWein di Dusseldorf e il Vinitaly di Verona) le grandi Regioni del vino italiano puntano ad avere un grande appuntamento collettivo, un momento di promozione e business che sposti, almeno per qualche giorno, il fulcro e l’attenzione dall’ambito nazionale a quello locale, da VitignoItalia, con le cantine riunite a Napoli, all’ormai storica BuyWine di Firenze, appuntamento prettamente business dedicato all’internazionalizzazione delle aziende toscane, a Sicilia en Primeur, la finestra internazionale del vino siciliano, solo per citarne alcuni. In questo senso, anche Torino avrà il suo Salone del Vino, sulle ceneri della Torino Wine Week e sull’esempio della Milano Wine Week, di scena dal 4 al 6 marzo e dedicato ai vini della Regione, con un calendario di oltre 100 eventi Off, tra masterclass, cene, degustazioni ed enoteche, che animeranno ristoranti, piole ed enoteche della città della Mole già dal 28 febbraio.

Fonte: WineNews.

Fine wines: quando il vino è così prezioso che va messo in cassaforte.
Rossi da invecchiamento e champagne millesimati: la ricerca di bottiglie pregiate come beni rifugio sta crescendo a ritmi esponenziali. Ma occorre sapere come conservarle. È l’affascinante nome dato ai vini che vengono venduti durante l’affinamento. Ossia mesi, più spesso anni, prima del rilascio sul mercato. Una realtà tipica per vini come il Barolo, che riposa per anni prima di essere pronto nel calice. Si chiama proprio Barolo en primeur l’asta svolta a fine ottobre al Castello di Grinzane Cavour, in collaborazione con Christie’s e in contemporanea con New York. Sono state battute 14 barrique di Barolo della vendemmia 2021 dalla vigna storica Cascina Gustava, quella di Camillo Benso di Cavour, che diventeranno circa 300 bottiglie con etichette artistiche ad hoc, per un ricavato di quasi 770mila euro, donato a progetti di solidarietà e inclusione sociale sul territorio.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Vino e salute, alimentazione, e cibo sintetico: le riflessioni del nutrizionista Giorgio Calabrese.
“Mai e poi mai gli “healt warning” nelle etichette dei vini. Altrimenti andrebbero messe su tutto. È questione di quantità e ripetitività. Il vino è un alimento liquido, che non va consumato prima dei 16-17 anni, perchè il fegato non ha gli enzimi per digerirlo. Dopo di che è dimostrato che un bicchiere a pasto non solo non fa male, ma può avere effetti benefici. Il cibo sintetico? Semplicemente, non è cibo, ma una questione di grandi interessi economici”.

Fonte: WineNews.

Per fare un vino ci vuole il lievito.
E spesso il loro apporto enzimatico e la loro azione, che servono per trasformare l’uva in aromi, alcol, CO2 e calore, viene manovrato in cantina per dare nel bicchiere i sentori che servono a essere piacione, o a vincere i concorsi. Abbiamo provato a capire come. Per fare un vino ci vuole il lievito, e su questo non si discute. Questi piccoli esserini unicellulari sono indispensabili per trasformare l’uva in aromi, alcol, CO2, calore e, diciamolo, piacere inebriante. Spesso viene manovrato in cantina per dare nel bicchiere i sentori che servono a raggiungere l’obiettivo enologico e/o commerciale sperato. Abbiamo provato a capire come, perché e quando…
Fonte: Linkiesta.

Vino: i contributi ai produttori per la digitalizzazione.
Sono state decisi i criteri e le modalità per i contributi a favore dei produttori di vino per promuovere i territori locali di produzione. A cura di Cica Bologna, Assistenza Tecnica e Servizi per lo Sviluppo delle Imprese. Il Decreto del Ministero dell’Agricoltura,della Sovranità Alimentare e delle Foreste del 20 giugno 2022 ha stabilito criteri e modalità per l’assegnazione di contributi a favore dei produttori di vino Dop e Igp nonché dei produttori di vino biologico che investano in più moderni sistemi digitali, ai sensi dell’art. 1, comma 842, della legge 30 dicembre 2021, n. 234. Sono ammessi a presentare istanza di contributo i viticoltori ed i trasformatori di vino Dop, Igp o biologico. Nonché gli imbottigliatori qualora siano anche viticoltori o trasformatori, che esercitino anche l’attività agrituristica, ovvero l’attività enoturistica nel rispetto della normativa nazionale e regionale vigente.

Fonte: AgroNotizie – Image Line Network.

STAMPA ESTERA

Charles Philipponnat. Des bulles et des étoiles.
PORTRAIT CE VITICULTEUR DIRIGE DEPUIS PLUS DE VINGT ANS LES CHAMPAGNES PHILIPPONNAT, CRÉÉS PAR SES ÁÍEUX IL Y A 500 ANS. LA MAISON EST AUJOURD’HUI SALUÉE À [UNANIMITÉ POUR LA QUALITÉ DE SES CUVÉES, DIGNES DES PLUS GRANDS.
Depuis Apvril le Philipponnat en 1522, viticulteur à Ay – la Beaune du champagne, le patronyme ne s’est jamais éteint. Charles est son descendant direct. La quinzième génération de cette lignée agnatique. Il arbore à l’annulaire une chevalière aux armes de la famille, les mêmes que celles qui décorent depuis plus d’un siècle les étiquettes du champagne Philipponnat. Mais ce sexagénaire tient à préciser qu’il a longtemps juge ceta ostentatoire et prétentieux. « Je n’ai commencé à la porter qu’en 2000 lorsque j’ai pris les rênes de la maison qui n’était d’ailleurs plus dans l’escarcelle familiale mais aux mains du groupe Lanson BCC (Boizel Chanoine Champagne) depuis le milieu des années 1990. Aujourd’hui je l’assume. Je suis le faire-valoir d’un patrimoine que je me dois de faire fructifier. » A l’époque, il est appelé pour redorer le blason de la maison champenoise, qui, après deux propriétaires successifs, a perdu de sa superbe. Pour cela il n’a qu’une obsession, «améliorer chaque jour quelque chose dans l’entreprise, précise-t-il. Cela peut être un détail administratif. une décision plus importante (lamie gestion du vignoble, dans la vinification. C’est comme cela que j’inculque la culture de la qualité auprès de mes équipes». Aujourd’hui, Charles Philipponnat récolte les fruits de son travail. Alors que la maison fête ses 500 ans cette année, ses cuvées viennent d’obtenir leur troisième étoile dans le Guide vert de Lu Revue des vins de France (elles n’en avaient aucune à son arrivée). Elles sont aujourd’hui notées entre 93 et 100 (sur 100) par les critiques anglosaxons et Philipponnat a été élu maison de l’année par le Guide Bettane et Desseauve qui a, au passage, qualifié son président de génie du vin – un détail qui le gêne un peu, « tant ma modestie en souffre », précise-t-il. Derrière ses lunettes, on devine néanmoins dans ses yeux une certaine fierté. Il explique être « le petit nouveau des helles maisons de champagne », alors que – ironie du sort – « elle est l’une des plus vieilles de France ». Pas question en revanche de « stariser » ses bulles. i.e glamour, ce n’est pas le genre de la maison. « Nous ne voulons pas devenir une marque recherchée pour son étiquette. Notre marketing se concentre à l’intérieur de la bouteille.» 11 poursuit : « Faire un bon vin demande de la patience et de la persévérance. Entre le montent où l’on décide d’apporter des améliorations dans nos vignes et le moment où le champagne est commercialisé, il se passe dix à quinze ans. A cela, il faut ajourer le temps que les professionnels, les cavistes, les restaurateurs mais aussi le public reconnaissent le sérieux et la régularité de notre travail. Ces vingt années à la tête de Philipponnat, je les ai donc passées à préparer la reconnaissance que l’on a aujourd’hu.

Fonte: Figaro.

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La vigna del conte Max.
La notizia di cui tutti parlano a Roma tra Natale e Capodanno è che la Zte, colosso cinese delle telecomunicazioni, emanazione più o meno diretta del governo di Pechino, dunque colosso un po’ inquietante, avrebbe mandato come omaggio natalizio a dirigenti e “stakeholder” una cassetta di “Sfide”, uno dei vini prodotti da Massimo D’Alema in Umbria. Cerchiamo conferme ma non arrivano, “questi cinesi sono dei pulciari”, mi dice anche un ex manager dell’azienda deluso (non ha ricevuto il pacco). Rinunciamo al fact e wine checking. Ma al netto della fama di lobbista internazionale o come dice lui di consulente, specializzato in autocrazie, dal Venezuela appunto alla Cina, ritorna in primo piano l’intervento entusiastico di D’Alema al convegno organizzato proprio dal gruppo cinese due anni fa, avente come titolo “Perchè avere paura del 5G? Quando la conoscenza crea valore”, e si sa che il 5G è una delle specialità della Zte.

Fonte: Foglio.

Vini protagonisti in fiera dal 27 al 29 gennaio.
Oltre 100 etichette da degustare nella ottava edizione di Forlì Wine Festival FORLÌ Vino protagonista in fiera. La straordinaria varietà di vitigni e produzioni di tutte le regioni italiane si raccolgono nella 8a edizione di Forli Wine Festival, in programma dal 27 al 29 gennaio al centro fieristico. Oltre 100 diverse etichette presentate dai produttori ospiti della manifestazione, che proporranno degustazioni di bianchi, rossi e frizzanti che già nei loro nomi, profumi e sapori, raccontano la storia della terra dalla quale provengono.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Bollitine scintillanti tra frutti gialli e torrefazione.
Devaux cec Michel Chaputier Champagne Brut Sténopé 2012. Bollicine scintillanti tra frutti dalli e torrefazione a Maison Devaux è al centro di una saga familiare che inizia con i fratelli Jules e Auguste Devaux poco prima della metà del XIX secolo; successivamente è stata gestita da tre donne ispirate che hanno guidato l’azienda vinicola di famiglia con notevole energia e talento in egual misura. Tanto che la casa ebbe un buon successo, esportando alla fine del secolo il 75% della sua produzione. Nel 1907, dopo la morte di Charles-Auguste De vaux, Marguerite MarieLouise, la terza «vedova Devaux» nata Hussenot, prese le redini e gestì l’azienda fino alla sua morte, avvenuta nel 1951 all’età di 80 anni, concludendo così una straordinaria saga di «vedove dello Champagne».

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Registro dei vigneti storici ed eroici la Regione si candida per adottarlo.
Strategia di valorizzazione per produzioni veterane o in quota dalle Cinque Terre al Ponente Registro dei vigneti storici ed eroici la Regione si candida per adottarlo. Nuove prospettive di crescita e di «appeal» per la viticoltura ligure. Nella strategia di valorizzare ulteriormente il patrimonio vinicolo regionale, che si estende dalle Cinque Terre fino all’estremo Ponente, la Regione si candida per dotarsi, tra le prime in Italia, del «Registro dei vigneti storici ed eroici», proseguendo così il percorso per la regolamentazione dei vigneti. Molte delle coltivazioni viticole del Ponente potrebbero rientrare agevolmente nei due elenchi. I vigneti, per essere definiti storici, devono essere stati impiantati prima del 1960.

Fonte: Stampa Imperia.

Torino, a marzo debutta il nuovo Salone del Vino.
L’azienda fondata da Emanuele Piasini ospita nella sua sede la nuova China house Intanto pensa ai figli dei dipendenti e produce un vino a due passi dagli uffici Dalla Cina al vino, senza tralasciare i camp estivi per i propri dipendenti. Webtek, l’azienda fondata da Emanuele Piasini nel 2008 con sede a Poggiridenti, guarda sempre più lontano, ma non scorda le sue radici. L’agenzia web e creativa ospita, dal mese di aprile, la nuova China house negli spazi dell’hub tecnologico Khub.

Fonte: Eco di Bergamo.

Stasera a Villa Pasquali pioggia di Amarone.
Un impegno della casa vinicola Nera «Tutela del paesaggio e sostenibilità» A Chiuro minor impatto sull’ambiente e aiuti alla comunità locale Grande attenzione anche alla selezione dei materiali del packaging Casa vinicola Nera Chiuro 1940 Inizio attività Fine anni ’50 Le acquisizioni di Pietro Nera Oggi e domani Il timone ai figli Stefano Simone e Angela Buone pratiche Cambia il packaging La casa vinicola Pietro Nera, con 8 ettari di proprietà, rappresenta oggi una tra le più importanti e prestigiose case vinicole della Valtellina. L’attività della famiglia ebbe inizio nel 1940 grazie a Guido Nera, che rimase al comando dell’azienda sino al decennio successivo. La cantina si sviluppò significativamente verso la fine degli Anni Cinquanta con Pietro Nera, il quale, con caparbietà ed orgoglio, acquisì diversi ettari di vigneti nelle classiche zone di produzione del Valtellina Superiore Docg.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Torino, a marzo debutta il nuovo Salone del Vino.
Nuovo competitor per Vinitaly: da14 a16 marzo 2023 debutta a Torino il Salone del Vino, preceduto da un centinaio di appuntamenti in città.

Fonte: Eco di Bergamo.

Stasera a Villa Pasquali pioggia di Amarone.
“Amarone Night” è il titolo dell’iniziativa enologica di fine anno che si terrà a Villa Pasquali stasera alle 20. Nell’occasione verranno degustati alcuni tra i più importanti amaroni prodotti nella Valpolicella. Tra questi: Amarone classico Il Bosco cantina Cesari, Amarone classico cantina Zenato, Amarone classico Sant’Urbano cantina Speri. L’iniziativa è a cura della `Sapori Arte Cultura’, che intende festeggiare l’arrivo del nuovo anno con un `brindisi alternativo’ senza l’utilizzo delle famose bollicine, ma valorizzando appieno il `Re dei vini rossi’. Una storia strana quella dell’Amarone, secondo la quale pare che l’Amarone sia figlio del vino Recioto, o meglio di alcune botti di Recioto che furono dimenticate in cantina.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Franciacorta e Oltrepò Pavese Quando il brindisi è lombardo.
Sette etichette regionali tra Chardonnay e Pinot Nero • Lo Champagne è una delle passioni di chi scrive. Ma si pub fare un brindisi classico (inteso come metodo) e di altissimo livello senza muoversi dalla nostra regione. La Lombardia infatti ospita due dei territori italiani maggiormente vocati per le bollicine di qualità: la Franciacorta nella provincia di Brescia e l’Oltrepò Pavese nella provincia (ovviamente di Pavia). Partiamo dalla Franciacorta, terra di bolle eleganti e nobili per nascita. Qui la vocazione è tutta dello Chardonnay, che come anche nella Champagne è l’uva della morbidezza e dell’eleganza. Come si casca si casca in piedi, ma ci permettiamo di consigliarvi qualche etichetta: da una delle aziende più blasonate sul lago di Iseo, la Guido Berlucchi, suggeriamo un brindisi con il Franciacorta docg 61 Nature, una cuvée millesimata del 2015 composta da un 80 per cento di Chardonnay e da un 20 per cento di Pinot Nero.

Fonte: Giornale Milano.

Vino: da Regione oltre 400mila euro per riconversione vigneti.
Superano i 400.000 euro i contributi erogati dalla Regione per le aziende vitivinicole mantovane, nell’ambito del Piano regionale di ristrutturazione e riconversione vigneti per la campagna 2022-23, finalizzata al reimpianto di vitigni di qualità. Lo rileva Coldiretti Mantova, alla luce del decreto emesso dall’Organismo pagatore regionale (Opr). “La viticoltura mantovana — sottolinea Gianni Rondelli, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Mantova — continua a mostrare segnali di vitalità e conferma la volontà di investire per migliorare produzione e competitività, grazie a una superficie che supera i 2mila ettari e a una produzione per oltre l’80% indirizzata ai circuiti Dop e Igp”. Mantova esprime alcune delle Dop e Igp più note a livello nazionale in ambito vitivinicolo.

Fonte: Voce di Mantova.

Dopo lo strappo di Automotoretrò Torino si rifà con il Salone del vino.
II nuovo evento interamente dedicato ai vini piemontesi si terrà in città dal 4 al 6 marzo 2023 Dopo lo strappo di Automotoretrò Torino si rifà con il Salone del vino M Nebbiolo, Barolo, Barbaresco. E ancora: Barbera, Erbaluce e Arneis. I grandi vini del Piemonte si danno appuntamento al nuovo Salone di Torino, interamente dedicato alle uve dei territorio. L’annuncio dell’evento itinerante (e inebriante) arriva a pochi giorni di distanza dallo strappo di Automotoretrò, che ha lasciato Torino per insediarsi in quel di Parma. Nonostante la delusione, la città guarda avanti e, dal 4 al 6 marzo 2023, si trasforma in una grande cantina, pronta da accogliere i migliori produttori delle nostre terre.

Fonte: CronacaQui Torino.

L’annuncio A marzo arriva il Salone del vino.
Nasce il nuovo Salone del vino di Torino, tutto dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo la città diventa una grande cantina. Da martedì 28 febbraio fino alla conclusione del salone, inoltre, più di l00 eventi diffusi, per un calendario Off in cui diventano protagonisti anche ristoranti, piole e enoteche, artisti e scrittori, tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli. «L’idea del salone ci ha da subito convinto per la valenza turistica e culturale e perla ricaduta che può portare sugli operatori del settore», commentano gli assessori ai Grandi eventi e al Commercio, Mimmo Carretta e Paolo Chiavarino.

Fonte: Repubblica Torino.

Lo spumante? Figlio del Rinascimento.
Il Moscatello di Montalcino risale al 1540. E la Montellori ha creato un must Lo spumante? Figlio del Rinascimento Molti credono che la storia del vino spumante in Italia sia alquanto recente, in realtà le testimonianze che avvalorano il contrario sono numerose e si avvicinano moltissimo alla fine del 1700. La Toscana, è risaputo, è terra da vino rosso, questo non significa che il processo di spumantizzazione, sia esso ancestrale, familiare, artigianale o tecnologico non fosse e non sia conosciuto. Una prova su tutte: “… delicato Moscatello, tondotto, leggiero e di quel frizzante incarico … “: siamo nel 1540, e il vino in questione è il Moscadello di Montalcino.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Aneri, nuova cantina nella terra dell’Amarone.
L’imprenditore veronese, ambasciatore dei grandi vini, festeggia i 25 anni di carriera. Un gioiello da 1.200 metri quadrati disposti su tre piani all’interno di una villa, a San Pietro in Cariano nel cuore della zona di produzione dell’Amarone classico. Giancarlo Aneri, insieme ai figli Alessandro e Stella, ha voluto farsi un regalo per festeggiare il venticinquesimo compleanno della sua casa vinicola: una nuova cantina dove affinare il suo prestigioso rosso. Nella nuova struttura – già esistente, ma che la famiglia veronese ha completamente recuperato dopo alcuni anni in disuso – già troneggiano le bottiglie con l’etichetta personalizzata e le barrique con i nomi degli illustri clienti a cui sono destinate.

Fonte: Gazzettino.

Prosecco, nessuna crisi il brindisi vale 2 miliardi – Prosecco, un brindisi da 2 miliardi di euro Lo spumante delle feste non sente la crisi.
L’indagine Uiv-Ismea anticipa che per San Silvestro saranno stappate più bottiglie del 2021 I concorrenti delle bollicine di Marca saranno Trento Doc, Asti e Franciacorta. Prosecco, un brindisi da 2 miliardi di euro Lo spumante delle feste non sente la crisi Indagine Uiv-Ismea saranno stappate più bottiglie che nel 2021. Bortolomiol (Docg): «Protagonisti in Italia e nel mondo» I “concorrenti” delle bollicine di Marca saranno Trento I)oc, Asti e Franciacorta Inflazione e caro bollette sembrano non sfiorare le tradizioni di fine anno, e le bollicine delle feste sono destinate – secondo le previsioni degli addetti ai lavori – a infrangere nuovi record a cavallo tra 2022 e 2023. In base all’ultima indagine dell’Osservatorio Uiv-Ismea, infatti, da Natale all’Epifania saranno saltati 341 milioni di tappi di spumante, una crescita di circa il 6 per cento rispetto a un anno fa, e com’era prevedibile, nella stragrande maggioranza saranno bottiglie di Prosecco.

Fonte: Tribuna Treviso.

CONSORZIO VINI DOC SICILIA PROTAGONISTA DEL 2022.
Nel 2022 il vino DOC Sicilia ha viaggiato per Paesi e città, attraversando confini e parlando le lingue di 3 Continenti: press tour, campagne pubblicitarie, seminari e Masterclass in Italia e all’estero sono state alcune delle attività a cura del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia, che fin dal 2012, in parallelo alle attività di tutela e vigilanza a difesa del consumatore e dei produttori, realizza attività e iniziative volte a promuovere la denominazione. Il 2022, che in qualche modo ha rappresentato il ritorno alla vita dopo la crisi pandemica, si è sviluppato anche per il Consorzio con l’intenzione chiara di instaurare un rinnovato rapporto con appassionati, consumatori e professionisti del settore vinicolo di tutto il mondo, tra Europa, Canada, USA, Cina e UK.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

“Cantine storiche d’Italia”, un viaggio tra architettura ed enologia.
Margherita Toffolon e Paolo Lauria hanno realizzato una sorta di viaggio attraverso l’architettura e la storia di alcune delle più antiche cantine, per conoscere i migliori vini, i luoghi di produzione e la conservazione. Margherita Toffolon, architetto e giornalista, e Paolo Lauria, sommelier professionista, in un volume illustrato di grande formato, intitolato Cantine storiche d’Italia, accompagnano il lettore a visitare alcune cantine storiche, da Nord a Sud, del nostro Paese alla scoperta della storia, delle bellezze architettoniche e della loro produzione vinicola.

Fonte: Italia a Tavola.

In giro per il mondo a caccia di vini-gioiello: il mestiere del wine explorer.
Dal Giappone all’Argentina, Alessandro Salvano di Elemento Indigeno: “Diamo voce a bottiglie che non sono figlie di brand prestigiosi, ma che meritano di essere raccontate”. Ecco quali bere per le feste.

Fonte: la Repubblica.

Nasce a Torino il nuovo Salone del vino, debutto dal 4 al 6 marzo 2023.
Nasce il nuovo Salone del vino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo 2023 la Città di Torino diventa una grande cantina che accoglie produttori delle nostre terre. Un vero e proprio omaggio alla nostra terra e all’attività vitivinicola della nostra regione, tra storia e innovazione. Da martedì 28 febbraio fino alla conclusione del Salone, inoltre, più di 100 eventi diffusi, per un calendario OFF in cui, oltre ai produttori, diventano protagonisti i grandi ristoranti, le piole e le enoteche, artisti e scrittori, tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli.

Fonte: Quotidiano Piemontese.

Vino, all’inizio di marzo debutta il Salone di Torino.
All’inizio di marzo debutta una nuova rassegna enologica, il Salone del vino interamente dedicato ai vini piemontesi. In calendario dal 4 al 6 marzo, sarà preceduto e accompagnato da un centinaio di appuntamenti nell’agenda off, diffusi in città. Oltre ai produttori, saranno coinvolti grandi ristoranti, piole ed enoteche, artisti e scrittori, in agenda tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli. Per adesso non è stata comunicata la sede dell’evento.

Fonte: ANSA.

Vino italiano, prosegue il trend di crescita delle esportazioni. I dati.
Le rilevazioni dell’osservatorio Uiv-Ismea. Le aziende vitivinicole alle prese però con l’aumento dei costi di gestione conseguenti alle bollette sempre più care: rischio erosione dei margini di guadagno. Roma: 28 Dicembre 2022 – I vini italiani continuano a conquistare importanti fette di mercato sulle piazze internazionali. Continua, infatti, il trend di crescita delle esportazioni grazie alla validità delle strategie adottate da parte delle aziende vitivinivole italiane. La grande qualità del vino made in Italy costituisce un importante fattore competitivo che permette alle imprese di vendere sempre di più al di fuori dei confini nazionali. Infatti, continuano ad avere performance sempre più importanti le vendite dei vini Dop – denominazione geografica protetta. Le aziende vitivinicole, però, sono alle prese con l’aumento dei costi di gestione conseguenti agli incrementi della bolletta dell’energia che rischiano di erodere i margini.

Fonte: Quotidiano Nazionale.

Così la finanza esg coltiva il valore delle aziende del vino.
Creare in Italia bottiglie di pregio che siano sostenibili – anche sul fronte economico – richiede spesso il sostegno di una finanza virtuosa, che produca soluzioni mirate. Come nel caso dei minibond specializzati nel settore wine. Ecco quali sono e come funzionano le prime emissioni domestiche. I finanziamenti esg, cioè le soluzioni di credito e di debito che sono finalizzate a sostenere progetti di sostenibilità o il raggiungimento di target virtuosi per un’azienda, sono ormai uno strumento sempre più diffuso anche in alcuni settori legati ai pleasure asset, su tutti il settore delle aziende vitivinicole di prestigio. A favorirne lo sviluppo è la presenza di più attori finanziari specializzati. Insieme al canale bancario, che vede grandi istituti come Credit Agricole, Intesa Sanpaolo e Unicredit sostenere le eccellenze ma anche tutte le aziende protagoniste di uno dei settori di successo del made in Italy nel mondo, anche il mondo del private investment si dimostra attore attivo nel finanziare il mondo del vino e in particolare del fine wine italiano, dove spiccano come soluzione i minibond. Preziose soluzioni di finanziamento per un mondo, quello del vino italiano top, che ha sempre più esigenze di crescita sostenibile da sostenere.

Fonte: We Wealth.

Vino, ammessi tutti i 431 progetti presentati: 14 milioni di euro per le aziende toscane.
Il contributo è del 40% della spesa sostenuta per gli investimenti realizzati da micro, piccole o medie imprese. Sono 431 i progetti ammissibili a contributo nell’ambito della misura Ocm Vino relativa agli investimenti nel settore vitivinicolo approvati con il decreto dirigenziale 129 del 15 dicembre scorso da Artea.

Fonte: IlCuoioInDiretta.

STAMPA ESTERA

Australians fall out of love with beer and pubs, preferring glass of wine at home.
Australians’ love of beer once fed the idea of a country where “amber nectar” ruled supreme, from Paul Hogan’s Foster’s adverts to the oft-told story of cricketer David Boon downing 52 cans on a flight from Sydney to London. Yet 2022 was the year when beer lost its mantle as Australia’s favourite tipple for the first time, according to the brewing industry, as a younger, more abstemious and health-conscious generation turned its back on the increasingly pricey drink in the pub for a glass of wine at home. Tim Cooper, chief executive of Coopers Brewery, the country’s largest independent beer manufacturer, cited industry data showing that beer’s share of the Australian alcohol market slipped to about 38 per cent this year, behind wine with more than 40 per cent. This was a huge reversal from the 1970s, when beer accounted for 70 per cent of all alcoholic drinks consumed in Australia, with wine at just 10 per cent, he said. “The big change is that people are drinking at home and not in the pubs any more. That’s a substantial shift,” said Cooper, the fifth generation of his family to lead the brewer in Adelaide, South Australia. Half of the beer produced in Australia was consumed in pubs in the 1970s, he noted, a time when selling kegs was a “licence to print money”. But that figure has now fallen to 16 per cent, not helped by the coronavirus pandemic, which has hit Australia’s hospitality sector hard. Matt Kirkegaard, founder of Brews News, a trade publication, said the emergence of wine as the country’s most popular drink had been “sneaking up on us for a while”, reflecting a shift in Australians’ self-perception. “For years beer has been such a strong part of our identity, whether it’s Paul Hogan or the XXXX ads,” he said, referring to the popular brand made by Castlemaine Perkins in Queensland. “But the modern Australian doesn’t want to be seen that way any more. They want to be seen as more sophisticated.” Kirkegaard said the industry had not helped itself by promoting beer as an overtly masculine product, pointing to a Victoria Bitter campaign a decade ago that mocked men who used hand cream or drank cocktails.

Fonte: Financial Times.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 28 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Agrifood nella morsa dei prezzi.
Uiv e Federvini lanciano l’allarme: alti costi e prezzi bloccati. Rincari a due cifre nell’ittico Agrifood nella morsa dei prezzi Vino a rischio recessione. Distributori: spettro sta Mondo del vino a rischio recessione. Se da una parte aumentano i costi di produzione per le industrie dell’agroalimentare, dall’altra c’è il problema di tenere bassi i prezzi allo scaffale per non cadere nella stagflazione. E la gdo chiede di congelare i listini. Nel mondo del vino il problema è il costo del vetro, che nel 2023 segnerà un ulteriore +20% e si somma al +48% dei 2022. A sottolineare l’incongruenza sono Federvini e Unione Italia Vini (Uiv) secondo cui a farne le spese sono le aziende vitivinicole, alle prese con bassa marginalità e poca redditività. La gdo, infatti, resiste ad ogni ritocco di listino e chiede addirittura una moratoria sui prezzi per almeno 4-6 mesi.

Fonte: Italia Oggi.

Vito Intini.
confermato presidente nazionale di Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vino) peril terzo mandato. Con lui ci saranno Teresa Bordin, confermata vicepresidente, Vincenzo Gerbi (presidente del Comitato Scientifico), Michele Alessandria, Sergio Scarvaci, Andrea Frassineti, Vasco Ciuti, Danilo Trapanotto, Luca Minicucci, Lorenza Olmi, Marco De Savorgnani, Gianluigi Corona, Alessandro Brizi, Paolo Costantini, Daniele Rossi.

Fonte: Italia Oggi.

Rinnovata la partnership….
tra l’azienda vinicola toscana Piccini 1882 e Autogrill, una sinergia iniziata nel 2014. Negli oltre 1.200 punti vendita di Autogrill saranno presenti dal Brunello di Montalcino, al Chianti Classico Riserva fino alla Collezione Oro, cavallo di battaglia dei vini Piccini. Sarà in distribuzione anche la Winter Edition. Il gruppo vitivinicolo guidato da Mario Piccini ha raggiunto nel 2021 un fatturato di circa 100 milioni di euro.

Fonte: Italia Oggi.

Di vino.
Crescono volumi e prezzi al consumo degli spumanti. Le prime stime di Giampiero Comolli e dell’osservatorio Ovse sulla chiusura d’anno 2022 parlano di una produzione intorno a 870 milioni di bottiglie per un valore di 3,3 mld di euro. Attesi consumi di 855-865 min di bottiglie per un fatturato mondiale di 7,3 mld. Prosecco in bottiglie di plastica. La proposta del gruppo trevigiano Zoppas Industries, tramite la controllata Sipa, fa discutere. La bottiglia di plastica viene oggi usata per i vini di primo prezzo. E per l’enologo Valentino Ciarla «il vino è bene edonistico, non una commodity. Qualità e valore non sono elementi misurabili in modo scientifico». Dal 1° gennaio i vini Primitivo di Manduria Doc e Doc Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. Un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di produttori e consumatori. Il nuovo sistema è gestito dalla società Agroqualità. I vignaioli indipendenti di Fivi scrivono ai presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato per porre l’attenzione sulla presenza sempre più diffusa di diverse malattie della vite sul territorio nazionale. Risultano essenziali uno studio sulla propagazione e monitoraggio. Si chiude un anno in crescita per l’Alta Langa Docg che segna un +40% delle vendite con 3 min di bottiglie in produzione dall’ultima vendemmia. L’ingresso di 18 nuovi soci nel Consorzio ha portato il numero di membri a 134, tra case produttrici e viticoltori. Nel 2022 il Consorzio Vini Collio chiude con un aumento dell’imbottigliato del 9% sul 2021 e con un +26% sul 202.

Fonte: Italia Oggi.

Francesco Illy fa poker nel vino con Bakkanali – Francesco Illy fa poker nel vino.
Liquidato dai fratelli anche con la tenuta Mastrojanni, l’imprenditore, già proprietario delle aziende Gran Vista e Podere Le Ripi, acquista il 10% di un altro vigneto stante 61% del capitale fa invece capo a Monte Amiata aps, In attesa di capire se fra cioccolato, tea, marmellate e biscotti il Polo del Gusto presieduto dal fratello Riccardo Illy riuscirà ad aggiungere al proprio portafoglio food il Barolo piemontese entro la fine dell’anno, c’è un altro membro della dinastia triestina del caffè che sta puntando forte sul vino ed è Francesco Illy. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, il primogenito di Ernesto Illy e Anna Rossi che è stato appena liquidato con 150,2 milioni di euro dai fratelli per il proprio 20% della Gruppo Illy spa, la holding di famiglia che sta a monte di Illycaffè spa e del Polo del Gusto srl, ha investito a inizio dicembre nella società agricola Bakkanali.

Fonte: Mf.

Suite e Spa con il vigneto intorno.
Ferruccio Ferragamo con i figli Salvatore e Vittoria. Insieme si dedicano alla gestione de I Borro, rifugio di bon vivant nel cuore della Toscana. Suite e Spa con il vigneto intorno . Il Borro è un borgo millenario nel cuore della Toscana che Ferruccio Ferragamo e i suoi figli hanno acquistato e trasformato in splendido resort. E qui, grazie a 85 ettari, producono vini top. di Chiara Risolo e sue coordinate più che tracciate su una carta geografica sembrano dipinte. Dio lo ha messo nel cuore della Toscana, tra Firenze, Siena e Arezzo. È il Borro, borgo millenario a un chilometro da San Giustino Valdarno. Ferruccio Ferragamo lo ha acquistato nel 1993 e da allora, grazie a un’imponente opera di restauro conservativo, con l’aiuto dei figli Vittoria e Salvatore, ne ha fatto un’opera d’arte. Un mosaico per la precisione, in cui i tasselli sapientemente accostati mostrano all’avventore tutto ciò di cui può godere durante il soggiorno. fl Borro è ospitalità di altissimo livello con le sue suite, le ville e le dimore. È cucina, quella dello chef Andrea Campani, raffinato e geniale interprete della tradizione toscana. 11 Borro è remise en forme con la sua ovattata Spa, La Corte.

Fonte: Panorama.

Problematiche vitivinicole, Iannella unisce le forze.
Torrecuso Il primo cittadino ha riunito in Comune l’intero settore produttivo Problematiche vitivinicole, Iannella unisce le forze «Servono misure specifiche per far superare la pesantezza finanziaria e la crisi che attanaglia l’intero comparto» Antonio Caporaso Dopo gli incontri degli ultimi mesi e la missiva che l’avvocato Michele Rillo ha inviato al Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, a nome di diversi produttori locali di vino che chiedono al governo centrale di sensibilizzarsi al tema del costo dell’uva sempre più basso, arriva una nuova presa di posizione dell’amministrazione di Palazzo Caracciolo-Cito.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Premiati a Maribor tre vini dell’azienda “Servadei”.
Il primo posto in classifica e tre medaglie d’argento sono stati conquistati dai vini dell’Azienda agraria universitaria “Antonio Servadei” all’International University Wine Competition, il concorso enologico dell’università di Maribor. Diciotto gli atenei partecipanti—da Francia, Italia, Croazia, Slovenia, Serbia, Bosnia Erzegovina, Romania Ungheria—, giudicate da un comitato di esperti. I vini premiati sono l’Oro dei Patriarchi (primo classificato e medaglia d’argento), un bianco ottenuto dal blend di due delle varietà di vite resistenti (Fleurtai e Soreli); il Rosso dei Patriarchi (medaglia d’argento), ottenuto da un’altra varietà di vite resistente a bacca rossa (Cabernet Eidos) e il Pinot grigio (argento). Le uve sono state prodotte dall’Azienda agraria Servadei e vinificate da un’importante realtà della viticoltura friulana, l’azienda Forchir.

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

La Montalbera accorpa e investe 7 milioni di euro – Montalbera divorzia dai Produttori Ruchè investe e punta ai 3,5 milioni di bottiglie.
Due milioni di euro di investimenti già fatti con l’accorpamento di 20 ettari di vigneti, altri 5 milioni saranno spesi entro due anni per ampliare uffici e cantina. Franco Morando, direttore generale di Montalbera di Castagnole Monferrato, vorrebbe arrivare a produrre 3,5 milioni di bottiglie. Oggi è a quota 850 mila, di cui 550 pesano sulla docg Ruché. La metà della produzione della denominazione tocca il milione e 100 mila bottiglie a fine 2022 con un più 10% sull’anno precedente. – P. 45 L’azienda di Castagnole Monferrato lascia l’associazione guidata da Luca Ferraris e corre da sola ampliando vigneti, uffici e cantina Il direttore generale Morando: nel 2023 porterò a lavorare qui 22 persone che oggi sono nell’azienda di famiglia che produce cibo per animali Montalbera divorzia dai Produttori Ruchè investe e punta ai 3,5 milioni di bottiglie. Due milioni di euro di investimenti già fatti con l’accorpamento di 20 ettari di vigneti, altri 5 milioni saranno spesi entro due anni per ampliare uffici e cantina.

Fonte: Stampa Asti.

Alta Langa Docg, boom di vendite “Ma il futuro è la qualità in vigna” – Vola la Docg Alta Langa.
Ancora un anno di crescita per l’Alta Langa Docg. Dal punto di vista commerciale, il 2022 si chiude con un +40% sulle vendite rispetto all’anno precedente. La produzione attesa è di 3 milioni di bottiglie dall’ultima vendemmia. Ma secondo il produttore Giorgio Rivetti, uomo del vino alla guida della Spinetta di Castagnole Lanze e di Contratto: «L’Alta Langa per competere deve partire da vigna e qualità, non dalle dinamiche commerciali». Colline dell’Alta Langa coltivate a vigneti Vola la Docg Alta Langa Ancora un anno di crescita per l’Alta Langa Docg. Dal punto di vista commerciale, il 2022 si chiude con un +40% sulle vendite rispetto all’anno precedente. L’ingresso di 18 nuovi soci nel Consorzio porta il numero di membri della compagine a 134, tra case produttrici e viticoltori.

Fonte: Stampa Cuneo.

Intervista a Giorgio Rivetti: “II Consorzio è cresciuto ma a vent’anni dagli inizi occorre fare chiarezza”.
La domanda arriva da Giorgio Rivetti, uomo del vino alla guida della Spinetta di Castagnole Lanze e di Contratto, storica casa spumantiera di Canelli che negli ultimi anni ha puntato tutto su questa denominazione, convertendo ad Alta Langa i 37 ettari di vigneti che possiede principalmente sulle colline di Bossolasco. Una domanda che mette in luce un confronto sempre più senato in atto tra le due anime del Consorzio di tutela: quella delle grandi aziende che principalmente comprano le uve e quella dei vigneron che invece seguono internamente tutto il processo, dalla vigna alla cantina. Rivetto, ci spiega cosa sta succedendo? «Il Consorzio ha fatto un ottimo lavoro, ponendo le basi per un percorso di successo. Ma oggi, a 20 anni di distanza dalle prime bottiglie, occorre fare chiarezza: tutto è iniziato nel 2001 con pochi grandi player, ovvero sette case spumantistiche piemontesi, ma ora la situazione è cambiata e ci sono tante piccole cantine che hanno aderito al progetto e che chiedono di essere maggiormente rappresentate nelle scelte che si compiono».

Fonte: Stampa Cuneo.

Tripletta di Oscar per 4.
Sparkle premia Ferrari, Letrari, Cesarini Sforza e Moser Tripletta di Oscar per 4. – Nuovo exploit delle bollicine di montagna targate Trentodoc. Dopo i numerosi riconoscimenti assegnati dalle guide nazionali e internazionali più autorevoli, il Trentino ha fatto centro anche tra i giurati della Guida «Sparkle» 2023 che ogni anno assegna le pagelle di merito alle bollicine d’autore made in Italy. Le cantine che hanno fatto l’en plein di riconoscimenti con tre Oscar a testa sono Ferrari, Letrari, Cesarini Sforza e Moser per il Trentodoc; Cd del Bosco e Uberti per il Franciacorta; Andreola per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. La guida, edita dalla rivista di enogastronomia «Cucina e Vini», diretta da Francesco D’Agostino, assegna ogni anno le ambitissime «Cinque Sfere», il massimo dei riconoscimenti che premiai migliori spumanti d’Italia. Ottantanove le etichette premiate tra le 860 presenti in guida..

Fonte: Adige.

Vivino, Giuseppe Quintarelli in vetta alla top ten delle etichette italiane preferite dai wine lover. In classifica anche Solaia, Sassicaia, Ornellaia, Romano Dal Forno, Casanova di Neri, Tenuta di Biserno, Secondo Marco e Villa Rinaldi». Ci sono vini che, estremizzando, non avrebbero neanche bisogno di venire recensiti, perché capaci di mettere d’accordo tutti: critici, sommelier, collezionisti di fine wines e, ovviamente, consumatori. A partire dai wine lovers che animano Vivino https://www.vivino.com/IT/it/, la più grande comunità di appassionati di vino al mondo, dove più di 50 milioni di persone condividono giudizi e pareri sulle bottiglie che assaggiano, a cui tutti possono accedere liberamente. Il risultato è un database sconfinato fatto da milioni e milioni di recensioni su decine di migliaia di bottiglie, con voti (da 1 a 5), prezzi, note di degustazione. E, ovviamente, classifiche.

Fonte: WineNews.

Vino, il legno è l’elemento “segreto” in grado di renderlo migliore: così una rilettura scientifica di saperi millenari ci svela come esaltarlo al massimo.
Se il terreno è un fattore ambientale, un “dono” da preservare – unico e irripetibile – molto può essere fatto invece sulla scelta del legno e del modo con cui impiegarlo per fabbricare le botti. Non è una scoperta recente, ma una tradizione secolare, che oggi si è perfezionata grazie all’impegno scientifico: “Il legno fa la differenza e grazie al vino sulle nostre tavole c’è memoria, una bella memoria da cui imparare e prendere ispirazione”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Vino bag in box, il modo migliore per farlo arrivare a casa.
Scoprite i vini bag in box e dimenticatevi delle rotture con i vini in bottiglia. E non pensate al vino in cartone ma al modo giusto per bere. Il vino a casa è un rito e farlo arrivare perfetto e conservarlo a dovere è la nostra missione che chiameremo B-i-B, Bag-in-Box. Mi sento come un agente segreto pronto a sfoderare l’arma definitiva che nel caso del vino si chiama GimmeWine. Riavvolgiamo il nastro perché qualcuno leggendo di seguito vino, bag e box potrebbe pensare al vino nel cartone. Siete completamente fuori strada. Il che a tavola non va mai bene. Quando parliamo di bag in box intendiamo che l’involucro esterno è sì una scatola di cartone, ma il nettare dei nostri desideri, il vino, è custodito in una sacca sottovuoto.

Fonte: Scatti di Gusto.

Vino: nel 2023 nuovo aumento del prezzo del vetro.
E’ un momento difficile per il settore vitivinicolo. Federvini e Unione italiana vini chiedono un confronto schietto lungo tutta la filiera. Nuovo anno, nuovi aumenti dei prezzi del vetro. Siamo al 20 per cento di crescita – è il prezzo che chiedono i fornitori di bottiglie – in aggiunta al surplus (48 per cento) già avuto nel 2022 rispetto all’anno precedente. Il vino rischia così di incontrare problemi per il 2023. A dirlo è foodaffairs. Al momento, sta mostrando grande resilienza la Gdo, che in questi giorni sta chiedendo una moratoria dei prezzi almeno per i prossimi 4-6 mesi. Richiesta inammissibile, considerato che già nel 2022 le aziende vitivinicole hanno dovuto assorbire la maggior parte degli aumenti di energaie e materie prime. Tutto il settore sta soffrendo e rifiutare oggi gli adeguamenti dei prezzi, già programmati, vuol dire mettere in serio pericolo tutta la filiera vitivinicola. Federvini e Unione italiana vini dicono che è necessario un dialogo schietto e fattivo lungo tutta la filiera.

Fonte: Corriere dell’Economia.

Vini del territorio, e poi tanto Piemonte e tanta Toscana: il 2022 del vino sulle tavole stellate.
A WineNews la voce dei professionisti dell’accoglienza. Tante bollicine, ma è il Sud a riservare le potenzialità e le sorprese maggiori. Il 2022, anche grazie al ritorno del turismo internazionale, ha consacrato la ripresa dell’alta ristorazione italiana. Ma sarà stato così anche per il vino, sulle tavole degli stellati del Belpaese? Lo abbiamo chiesto ai sommelier e degli hotel più importanti: Hotel Principe di Savoia, Gruppo Enrico Bartolini, Da Vittorio, Santa Elisabetta, Imàgo, Il Glicine, Campo del Drago, Dattilo, Four Seasons Hotel e il procuratore dei sommelier Andrea Biagini (32 Consulting). Tra tendenze e modalità di consumo, con il vino al calice che ormai conquista anche le etichette più prestigiose.

Fonte: WineNews.

Il miglior “sommelier” virtuale a cui chiedere consigli sul vino? É Google Assistant.
La tecnologia del colosso di Mountain View vince contro Siri e Alexa, in un test di 10 domande le cui risposte sono state valutate dagli esperti. Metti una sera a cena con amici o al supermercato a scegliere una bottiglia: avete bisogno di un rapido consiglio su un’etichetta o un abbinamento e non sapete a chi chiedere. Come spesso accade, la soluzione più immediata si trova sul vostro smartphone: basta interpellare Alexa, Google o Siri. Ma chi fornisce i migliori consigli sul vino tra i tre più famosi assistenti virtuali del mondo? Se lo sono chiesti gli esperti di Vinepair, che con l’aiuto di tre importanti sommelier hanno “interrogato” e messo a confronto le risposte delle tre tecnologie. Il vincitore è risultato Google Assistant, a quanto pare il miglior esperto virtuale a cui chiedere consigli e suggerimenti sul vino, disponibile in ogni momento e in ogni evenienza.

Fonte: WineNews.

Agevolazioni per i produttori di vino: decreto in Gazzetta ufficiale.
In Gazzetta Ufficiale il decreto che regola le agevolazioni in favore dei produttori di vino DOP, IGP e biologico. E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, G.U. Serie Generale n. 292 dello scorso 15-12-2022, il decreto 20 giugno 2022 con il quale sono fissati i criteri e le modalità per l’assegnazione di contributi a favore dei produttori di vino DOP e IGP, nonché dei produttori di vino biologico che investono in più moderni sistemi digitali. Per «produttori» si intendono i viticoltori ed i trasformatori di vino DOP, IGP o biologico, nonché gli imbottigliatori qualora siano altresì viticoltori o trasformatori.

Fonte: Lavoro e Diritti.

Il binomio vino e architettura in tre esempi d’autore.
Ogni vino ha la sua storia. Una storia che parte da lontano, che lega indissolubilmente uomo e territorio. In Italia, negli ultimi vent’anni, nuovi modelli di bioarchitettura hanno caratterizzato l’accoglienza enoturistica all’insegna della funzionalità e sostenibilità. Il settore vinicolo, inserito in scenari globali, è caratterizzato da differenze nell’organizzazione delle filiere, che si sviluppano in diverse aree geografiche. Valorizzare il vino e il suo territorio è davvero come fare un opera d’arte, infatti creare un’atmosfera che faccia vivere profumi, colori, sapori dei prodotti vinicoli, non è da tutti: richiede una particolare sensibilità olistica secondo moderni criteri di bioarchitettura, non solo con l’obiettivo di recuperare o riqualificare le strutture vinicole preesistenti, ma di creare edifici ex novo attraverso materiali ecologici e innovative metodologie, con particolare attenzione al risparmio energetico e alle valutazioni bioclimatiche locali.

Fonte: Manintown.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 27 dicembre 2022!

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Italian Wine Brands.
ha concluso l’acquisizione dell’intero capitale di Barbanera e Fossalto.

Fonte: Italia Oggi.

In cantina – Margaux, perdita per le storiche.
Ribasso medio del 16% per le annate dal 1945 al 1980 in formato classico Margaux, perdita per le storiche di Cesare Pilon L, attenzione è concentrata questa settimana sulle quotazioni massime spuntate alle aste dell’anno in corso da Château Margaux mettendole a confronto con quelle dell’anno scorso: due puntate saranno dedicate alle bottiglie standard, due alle bottiglie di formato speciale. Questa prima puntata porta quindi sul palcoscenico le classiche bottiglie da tre quarti di litro ma di un momento storico molto particolare, quello successivo alla Seconda guerra mondiale dal 1945 in poi, che fu contrassegno cupa recchie annate particolarmente felici.

Fonte: Milano Finanza.

Design Thinking e vino, corso al Politecnico.
Poli.design lancia un corso per avvicinare le cantine vinicole al metodo del “Design Thinking”. E cioè «flessibilità, prontezza di reazione, capacità di trasformare problemi in sfide che aprono scenari nuovi»: al di là del vino buono, ormai divenuto un prerequisito per il successo, secondo la società consortile del Politecnico di Milano saranno queste le competenze che sempre più distingueranno un’azienda vitivincola dalle altre. Con queste premesse nasce il corso di Alta Formazione “Progettare il futuro del vino: soluzioni per scenari che cambiano”, organizzato con il patrocinio di Unione italiana vini, Veronafiere, Agivi, Onav, Cometa. Direttore scientifico sarà il docente Luca Fois.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Non solo brindisi, le bollicine volano a tavola e all’aperitivo.
Tra Natale e Capodanno il picco dei consumi, ma export e nuove abitudini hanno reso prosecco e spumanti protagonisti tutto l’anno L’obiettivo è 2 miliardi di fatturato all’estero: l’incidenza sul totale vino è passata dall’8% del 2010 al 23% del 2021 Giorgio dell’Orefice ra le tradizioni di fine anno c’è anche quella di provare a stimare quante bottiglie di spumante verranno stappate in Italia e all’estero nel corso delle festività Tra Natale e Capodanno 2022 — perla cronaca – si parla di poco meno di 375 milioni di bottiglie, per tre quarti esportate, con una crescita rispetto allo scorso anno del6 per cento.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Uiv e Federvini: prezzi da alzare.
I conti dei produttori di vino sono stretti tra il nuovo aumento del 20% del costo del vetro e il rifiuto della Gdo di adeguare i listini. +20%.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Vigneti hi tech per Cavit.
Il controllo della produzione di Cavit si basa su un flusso di dati integrato che sfrutta sensori e intelligenza artificiale.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Il rosso maremmano dalle sfumature etrusche.
A Natale c’è una sorta di transumanza nei luoghi delle origini. Così torno nella mia Maremma e avendo desiderio delle radici vado incontra alle prime propaggini delle Metallifere, là dove la macchia mediterranea si fa oceano di natura tra Suvereto e Massa Marittima. Sorge quasi improvvisa come fosse una piramide azteca da cui osservare il cielo, come fosse un tholos etrusco, questa cantina che è di per sé un capolavoro di architettura progettata da Mario Botta. LI ha mosso le prime indipendenti prove da enologa Francesca Moretti, una delle figlie di Vittorio, il signor Bellavista, che negli anni si è poi assunta la responsabilità di questo eccelso gruppo vitivinicolo che va dalla Sardegna, a San Gimignano, dal cuore di Franciacorta al sentimento di questa Maremma.

Fonte: La Verita’.

In vino veritas.
Oro nel calice dalla spuma avvolgente Nella capitale italiana della spumantizzazione di qualità, Andrea Forti avvia la sua avventura personale nel 2008, senza per questo abbandonare la consulenza enologica per altre aziende né la commercializzazione dei prodotti. Ma, indubbiamente, le energie, la voglia di sperimentare e la passione si concentrano tutte sugli Spumanti millesimati elaborati con il Metodo Classico, proiezione della sua personalità. Assemblaggi da uve Pinot Nero e Chardonnay, maturazioni in barrique e lunghi affinamenti in bottiglia che in PIEMONTE.

Fonte: Messaggero.

Damilano cresce nel 2022 e punta sull’Alta Langa.
Dopo le fatiche legate al periodo del Covid, l’esercizio 2022 per la cantina Damilano ha confermato gli investimenti fatti negli anni passati sulla qualità. La famiglia piemontese, attiva nelle vigne di Barolo da oltre 100 anni, è famosa per essere quella che gestisce la maggior parte degli ettari (dieci su 15) di uno dei cru più rinomati e storici del Barolo, il Cannubi. Si tratta dei terreni tra i piil costosi d’Italia. Se in media il valore di un ettaro vitato a Barolo è intorno a tre milioni, con un cru come Cannubi il valore sale intorno a otto milioni.

Fonte: Mf.

Famiglia Antinori versione marittima del mito Bolgheri Curando il dettaglio.
Tre le tenute operative nella zona di Bibbona L’aspirazione L’attuale responsabile ha l’obiettivo di vedere unite le forze per lanciare il marchio dell’area Fisco dalla strada Provin cale 39 a La California (sì, davvero bizzarro ma l’uscita si chiama proprio così), poi, percorrendo la Sp15, mi accorgo immediatamente che qui nei dintorni di Bibbona la Natura feconda, che è un misto tra ganga e macchia mediterranea, con in sottofondo, ma non troppo, l’odore del mare, ha drasticamente ripreso il controllo delle operazioni, ed è sacrosanto che sia così. Non è un caso, perché mi sto dirigendo verso la Riserva naturale Bibbona, luogo incantato e cosiddetta “macchia coltivata”, risorsa che ha servito per centinaia di anni le esigenze di sopravvivenza delle famiglie della zona, abitanti una lingua di terra fertile, sì, ma un tempo parzialmente in balìa delle acque, collocata a due passi dalla costa della Toscana e dal Mar Ligure.

Fonte: Nuova Ferrara.

Moser, etichetta e museo per una storia.
La famiglia del campionissimo allarga terreni e produzione. Spicca sempre 1151,151 Trento Cantina Moser ha vestito di nuovo i propri vini con la raffinata etichetta firmata dall’artista trentino Paolo Tait: un logo connota l’identità e i valori della cantina e del territorio. Sette etichette che intendono, attraverso la linea Warth, nobilitare ulteriormente la selezione di vini fermi aziendali. Il nome “Warth”, toponimo delle antiche mappe catastali austro-ungariche, indica il suggestivo anfiteatro di vigneti posto sulla collina di Gardolo di Mezzo affacciato sulla città di Trento. I vini fermi Warth detengono le denominazioni TrentoDoc e Vigneti delle Dolomiti Igt e comprendono Gewürztraminer, Riesling Renano, Moscato Giallo, Müller Thurgau, Lagrein, Teroldego e la sua riserva, Rubro.

Fonte: Nuova Ferrara.

Sarà un Capodanno da tutto esaurito grazie alla neve e all’enogastronomia.
Si profila un Capodanno da «tutto esaurito» per il Piemonte. Gli ultimi giorni del 2022 promettono grandi soddisfazioni agli operatori di un settore, quello del turismo, che vede sempre più nell’enogastronomia uno del suoi punti di forza. «Le difficoltà dovute prima alla pandemia e poi alla guerra in Ucraina — sottolinea l’assessore regionale Vittoria Poggio — sembrano alle spalle. Sui canali online le prenotazioni per l’ultimo dell’anno arrivano fino al 63,6% delle camere e gli alberghi si avviano verso il tutto esaurito. L’indotto è destinato a fare il pleno e il tasso di saturazione è più elevato rispetto agli altri giorni di vacanza: 75,8% peri Laghi, 71,5% per le Colline, 68,7% per le Montagne e 56,89c per Torino e prima cintura».

Fonte: Corriere Torino.

Istituito l’elenco dei vigneti storici ed eroici.
Il riconoscimento dovrà essere richiesto all’assessorato regionale Istituito l’elenco dei vigneti storici ed eroici. La Regione istituisce l’Elenco regionale dei vigneti eroici e storici del Piemonte. Lo ha stabilito la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e cibo Marco Protopapa, secondo quanto disposto dal Decreto interministeriale n. 6899 del 30 giugno 2020 concernente la salvaguardia dei vigneti eroici o storici. «Diamo un riconoscimento istituzionale ai nostri vigneti di montagna e presenti su terreni impervi, dai quali nascono vini rari e di qualità – sottolinea l’assessore all’Agricoltura e cibo, Marco Protopapa – valorizzando il patrimonio vitivinicolo piemontese, dall’Alto Piemonte alle Langhe, Roero, Monferrato e Torinese, che si distingue proprio per la storicità e per i vitigni autoctoni, e la cui presenza contribuisce a rendere unici i paesaggi collinari patrimonio Unesco».

Fonte: Nuova Provincia di Biella.

Gerardo Cesari tra vino, arte e letteratura con l’Accademia di Brera e l’ateneo di Verona.
Leggere Louis-Ferdinand Céline Je il suo «Viaggio al termine della notte» degustando un calice di Amarone Bosan Riserva. Letteratura e filosofia viaggiano su binari paralleli a quella del vino. Nasce da questa volontà la partnership tra il Dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona e l’azienda Gerardo Cesari, storica cantina veronese fondata nel 1936 a sostegno di LI.VE, la prima rassegna culturale a Verona organizzata dal Master in Editoria che intende parlare di libri in un dialogo aperto e vivo con gli autori. Un ponte tra passato e futuro che Cesari ha deciso di supportare, come spiega Michele Farruggio, direttore generale di Gerardo Cesari Spa.

Fonte: Arena L’Arena Economie.

Aziende del Prosecco a lezione nelle Langhe.
Un viaggio studio nelle Langhe, denominato Cantine d’autore, per carpire i segreti dell’accoglienza enoturistica. Protagoniste dieci aziende agricole trevigiane impegnate nella valorizzazione delle colline del Prosecco diventate patrimonio dell’umanità. Così ha preso il via il progetto di Coldiretti Treviso “Tutelare e promuovere il territorio Unesco”, sostenuto dalla Camera di Commercio di Treviso—Belluno Dolomiti. «Si tratta di una progettualità che prevede una serie di azioni qualificate per portare la consapevolezza nelle aziende agricole della Marca Trevigiana delle potenzialità del riconoscimento Unesco delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene e più in generale dell’importanza dell’accoglienza e della gestione dell’ospite che vale per tutta l’area agrituristica della Marca trevigiana» sottolinea Luca Colussi di Coldiretti Treviso.

Fonte: Tribuna Treviso.

Brunello di Montalcino, un vino adatto a questo periodo di festa.
Un vino totalmente sostenibile, elegante, prestigioso. Un vino che va diretto al cuore pur avendo un grandissimo spessore e un lungo percorso evolutivo. Il Brunello di Montalcino Riserva 2016 DOCG Carpineto è vino da mettere a tavola e condividere nei giorni di festa, nasce sei anni fa, nel 2016, quando Caterina Sacchet, enologa e produttrice giovanissima, e una passione per fare il vino scalpitante e rigorosissima, capì che era davanti ad un’annata straordinaria. Di quelle da regalare emozioni destinate a sfidare il tempo, tanto da farle decidere di fare la riserva, prodotta solo nelle vendemmie migliori.

Fonte: Apetime-Magazine.

Cantina Italia: nelle aziende del Belpaese 55,6 milioni di ettolitri di vino a novembre 2022.
Il 51,4% del vino in giacenza è Dop, il 27,4% a Igp. Ci sono 20 denominazioni su 526 che contribuiscono al 59,2% del totale delle scorte. Nelle cantine italiane, al 30 novembre 2022 (ma i dati sono aggiornati al 13 dicembre 2022), sono stoccati 55,6 milioni di ettolitri di vino, in aumento (+19,5%) sullo scorso 31 ottobre 2022 (+9 milioni di ettolitri) e superiori del 7,1% sul 30 novembre 2021 (+3,6 milioni di ettolitri): sono i numeri di “Cantina Italia”, l’ultimo report redatto dall’Icqrf, sulla base dei dati contenuti nei Registri telematici del vino. Oltre al vino, nelle cantine ci sono 12,8 milioni di ettolitri di mosti e 12,1 milioni di ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnainf). Sul 30 novembre 2021, si osserva un valore delle giacenze superiore per tutte le categorie di prodotto: vini (+7,1%), mosti (+2%) e Vnainf (+5,5%). Il 51,4% del vino detenuto è Dop, con una prevalenza del bianco (50%). Il 27,4% del vino è a Igp, con prevalenza del rosso (57,3%), mentre i vini varietali detenuti costituiscono appena l’1,3% del totale. Il 58,4% del vino in Italia è detenuto nelle regioni del Nord. Nel solo Veneto è presente il 24,5% del vino nazionale (pari a 13,6 milioni di ettolitri), soprattutto grazie al significativo contributo delle giacenze delle province di Treviso (11%) e Verona (7,9%).

Fonte: WineNews .

Vino e pasta, Mosconi punta sull’enoturismo per crescere.
Il pastificio di Luciana Mosconi ha acquisito l’azienda vitivinicola La Monacesca. L’ ad Pennazzi: «Sviluppo per crescita esterna». Più che una semplice acquisizione può diventare una sorta di modello all’interno del settore agroalimentare con la creazione di un piccolo polo di eccellenze con una forte radice locale ma che insieme possono sviluppare sinergie e completarsi sul mercato. È quello messo insieme nelle Marche dal pastificio Luciana Mosconi, tra i leader nella pasta all’uovo fresca e secca che lo scorso anno ha rilevato una storica azienda del Verdiccio di Matelica, La Monacesca di Aldo Cifola che è rimasto in azienda con una quota di minoranza. Per il pastificio Luciana Mosconi – che di recente ha anche rilevato l’azienda Pasta Ercoli, storico brand marchigiano entrando anche nel segmento della semola di grano duro – l’acquisto dell’azienda vitivinicola di Matelica segna anche la prima incursione fuori del core business della pasta. L’integrazione ha già prodotto frutti visto che nei giorni scorsi è stato presentato lo spumante Ecclesia Metodo Classico prodotto da uve Chardonnay coltivate sempre nei vigneti dell’azienda e nato sotto la nuova gestione.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Il 2022 sotto il martello delle case d’asta italiane, tra la bolla Borgogna e le etichette emergenti.
Da Pandolfini a Bolaffi, da Finarte a Gelardini & Romani, da Wannenes a Il Ponte: il vino un bene rifugio, ma il 2023 sarà un anno complesso. Il mercato delle aste italiane dei fine wine, un canale fondamentale per il grande mercato secondario dei vini di pregio, chiude un 2022 decisamente positivo, che conferma la bontà del vino come asset su cui investire anche nei momenti di maggiore difficoltà, registrando, però, anche qualche segnale di rallentamento nella corsa senza freni delle quotazioni delle griffe di primissimo piano. Sintomi da non sottovalutare, ma che le case d’asta del Belpaese, sentite da WineNews, hanno ben chiaro come affrontare in un 2023 che si prospetta particolarmente complesso. Il primo dato, che accomuna tutti i player, da Pandolfini a Bolaffi, da Finarte a Gelardini & Romani, da Wannenes a Il Ponte, è la sicurezza che si può riporre in quel circolo ristretto di etichette capaci di rappresentare un vero e proprio bene rifugio.

Fonte: WineNews.

Cibo e vino trascinano il Piemonte: per Capodanno si va verso il sold out.
Un turista su due lo sceglie per festeggiare la notte di San Silvestro. In aumento la presenza degli stranieri, con l’enoturismo che si conferma settore trainante. Un 2022 ricco di soddisfazioni, dove numeri parlano chiaro: un turista su due sceglie il Piemonte come meta del proprio viaggio. Un risultato che nasce dalla varietà dell’offerta e che si conferma anche per la pausa natalizia: “Fioccano le prenotazioni – sottolinea Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte – Le difficoltà dovute prima alla pandemia e poi alla guerra in Ucraina sembrano per fortuna alle spalle. Sui canali online le prenotazioni per l’ultimo dell’anno arrivano fino al 63,6% delle camere e gli alberghi si avviano verso il tutto esaurito, con l’indotto destinato a fare il pieno e un tasso di saturazione più elevato rispetto agli altri giorni di vacanza: 75,8% per i Laghi, 71,5% per le Colline, 68,7% per le Montagne e 56,8% per Torino e prima cintura”.

Fonte: 24ovest.

Wine&Siena, torna l’evento del vino: dal 27 al 30 gennaio la manifestazione al Santa Maria della Scala.
Siena si conferma la location per il primo grande evento del vino in Toscana grazie a Wine&Siena: dal 27 al 30 gennaio sono le date della manifestazione che vedrà il 28 e il 29 gennaio gli stand delle degustazioni aperti a tutti, mentre il terzo giorno sarà dedicato esclusivamente agli operatori del settore gastronomico e turistico. L’ottava edizione di Wine&Siena – Capolavori del gusto, sarà di nuovo nelle prestigiose sale del Santa Maria della Scala. La manifestazione inaugura l’anno di eventi in Toscana dedicati alla grande enogastronomia. Ma non solo, Wine&Siena dà il via infatti ad un intero anno di appuntamenti siglati The WineHunter. L’evento, voluto dal Patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini, immerge produttori e visitatori a Siena dove il patrimonio culturale sposa le migliori produzioni enologiche e gastronomiche premiate da The WineHunter Award.

Fonte: Corriere di Siena.

Da Orvieto, meravigliosa tappa, alla scoperta dei vini dell’Umbria.
Orvieto è facile accesso all’Umbria grazie allo svincolo autostradale sulla A1. Anche se questa non è la destinazione finale del viaggio, risulta difficile rimanere indifferenti alla grandiosità dello sperone di roccia su cui si appoggiano case e palazzi, continuazione naturale della collina. Il suo simbolo, conosciuto in tutto il mondo, è la cattedrale di Santa Maria Assunta, meglio nota come Duomo di Orvieto, capolavoro di architettura gotica, ricca di affreschi rinascimentali firmati dal Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Luca Signorelli. La malia di Orvieto conquista chiunque, catapultato in una delle meraviglie d’Italia: tanto vale proseguire e leggere cosa si può fare, in ogni momento dell’anno, in questo angolo così ricco di spunti turistici. E ovviamente enogastronomici. Proprio nel Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto alcuni documenti del Cinquecento riportano che il vino veniva utilizzato come moneta per il pagamento delle maestranze.

Fonte: VDG Magazine.

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Fonte: Italia Oggi.

In cantina – Margaux, perdita per le storiche.
Ribasso medio del 16% per le annate dal 1945 al 1980 in formato classico Margaux, perdita per le storiche di Cesare Pilon L, attenzione è concentrata questa settimana sulle quotazioni massime spuntate alle aste dell’anno in corso da Château Margaux mettendole a confronto con quelle dell’anno scorso: due puntate saranno dedicate alle bottiglie standard, due alle bottiglie di formato speciale. Questa prima puntata porta quindi sul palcoscenico le classiche bottiglie da tre quarti di litro ma di un momento storico molto particolare, quello successivo alla Seconda guerra mondiale dal 1945 in poi, che fu contrassegno cupa recchie annate particolarmente felici.

Fonte: Milano Finanza.

Design Thinking e vino, corso al Politecnico.
Poli.design lancia un corso per avvicinare le cantine vinicole al metodo del “Design Thinking”. E cioè «flessibilità, prontezza di reazione, capacità di trasformare problemi in sfide che aprono scenari nuovi»: al di là del vino buono, ormai divenuto un prerequisito per il successo, secondo la società consortile del Politecnico di Milano saranno queste le competenze che sempre più distingueranno un’azienda vitivincola dalle altre. Con queste premesse nasce il corso di Alta Formazione “Progettare il futuro del vino: soluzioni per scenari che cambiano”, organizzato con il patrocinio di Unione italiana vini, Veronafiere, Agivi, Onav, Cometa. Direttore scientifico sarà il docente Luca Fois.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Non solo brindisi, le bollicine volano a tavola e all’aperitivo.
Tra Natale e Capodanno il picco dei consumi, ma export e nuove abitudini hanno reso prosecco e spumanti protagonisti tutto l’anno L’obiettivo è 2 miliardi di fatturato all’estero: l’incidenza sul totale vino è passata dall’8% del 2010 al 23% del 2021 Giorgio dell’Orefice ra le tradizioni di fine anno c’è anche quella di provare a stimare quante bottiglie di spumante verranno stappate in Italia e all’estero nel corso delle festività Tra Natale e Capodanno 2022 — perla cronaca – si parla di poco meno di 375 milioni di bottiglie, per tre quarti esportate, con una crescita rispetto allo scorso anno del6 per cento.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Uiv e Federvini: prezzi da alzare.
I conti dei produttori di vino sono stretti tra il nuovo aumento del 20% del costo del vetro e il rifiuto della Gdo di adeguare i listini. +20%.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Vigneti hi tech per Cavit.
Il controllo della produzione di Cavit si basa su un flusso di dati integrato che sfrutta sensori e intelligenza artificiale.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Prezzo dell’uva, lettera al ministro Lollobrigida.
Nuova mobilitazione del territorio, gli agricoltori si rivolgono a Michele Rillo Prezzo dell’uva, lettera al ministro Lollobrigida L’avvocato torrecusano Michele Rillo riaccende i riflettori sulla crisi del prezzo dell’uva che anche quest’anno ha attanagliato i viticoltori sanniti. Siamo di fronte ad una seria problematica che sta seriamente mettendo in crisi il settore creando non poche ripercussioni al territorio. Basti pensare che le preoccupazioni hanno mobilitato nei mesi scorsi la politica telesina che a Castelvenere ha redatto un documento comune al fine di attenzionare le istituzioni regionali e nazionali.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Capponi, pecorino e salumi buoni anche come regali.
Fucili della Coldiretti: «Una boccata d’ossigeno per le aziende agricole» In tanti hanno donato pacchi alimentari. Molta affluenza nelle cantine. «Ordini online sostenuti per il Verdicchio di Matelica e gli altri vini genuini» Ritorno alle abitudini pre-Covid. Dopo due anni di restrizioni, le famiglie tornano a riunirsi a tavola per le feste. E le aziende agricole e vinicole, soprattutto in quest’ultima settimana, hanno registrato una forte ripresa nella vendita di prodotti tipici. Pecorino, salumi, agnello, lenticchie del territorio, pollame, capponi, ma anche olio e vino sono richiestissimi, sia per essere serviti agli invitati, che come regalo nei classici cesti natalizi.

Fonte: Resto del Carlino Macerata.

I nostri vini secondo i sommelier.
Vitae», la bella guida dei vini edita dall’Ais (Associazione Italiana Sommelier), al professionista e all’appassionato del buon bere, propone un’immagine positiva dell’area viticola della Bat che, con i suoi circa 15.000 ettari di vigna è una delle più ampie della regione. Leggendo poi le 4 pagine di introduzione sulla viticoltura pugliese, sono citati un elegante Castel del Monte del 1961 e una riserva, sempre della stessa tipologia, della vendemmia 1971, stappate nel mese di settembre del 2021 e ancora validi, vitali e perfetti. Non c’è il nome della cantina produttrice dei due vini ma, sicuramente si tratta di Rivera, fondata dalla famiglia de Corato e la prima nella zona ad imbottigliare il vino e a fare conoscere a livello nazionale la buona enologia pugliese con un eccellente rosato Castel del Monte doc.

Fonte: Gazzetta della Bat.

Fascetta di Stato sulle bottiglie Manduria doc.
Speciale Viticoltura Dal 1° gennaio 2023 un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di produttori e consumatori delle bottiglie a marchio DOC, accompagnerà i vini del grande rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. FASCETTA DI STATO SULLE BOTTIGLIE MANDURIA DOC. Novella Pastorelli: «La scelta traccia un percorso obbligato volto alla massima tutela della nostra denominazione che rappresenta uno dei compiti fondamentali della nostra attività» Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria DOC e Primitivo di Manduria DOC Riserva per essere immessi in commercio dovranno essere muniti del contrassegno di Stato.

Fonte: Lo Jonio.

«Carmignano e pinot sulle tavole Poi il vin santo, senza inzuppare» I consigli del delegato Ais: «Ecco cosa abbinare ai piatti della tradizione».
Natale e Capodanno? Vanno festeggiati come si deve. Quale miglior modo se non siglare queste ricorrenze mettendo a tavola squisite pietanze e vini eccellenti legati alla nostra tradizione, immagine stessa di una peculiare cultura e del carattere territoriale? E’ il delegato Ais (Associazione italiana sommelier) Bruno Caverni a fare da guida con mano esperta nella preparazione di un ideale pranzo di Natale alla maniera strettamente Toscana. «In un classico pranzo di Natale pratese non possono mancare per antipasto i crostini di fegatini di pollo da accompagnare con profumati pecorini della Calvana e salumi tipici: salami, capocchia, prosciutto e la particolarissima mortadella di Prato».

Fonte: Nazione Prato.

Via libera Ue al nome «Custoza» senza la specifica «bianco».
A partire dal 26 dicembre Via libera Ue al nome «Custoza» senza la specifica «bianco» La presidente del Consorzio Bricolo: «Così possiamo valorizzare meglio marchio e territori al ità della doc» •• Non si chiamerà più Bianco di Custoza ma Custoza doc, strettamente correlato al territorio e alla storia veronese. Lo ha sancito l’Unione Europea, il regolamento di esecuzione sarà in vigore dal 26 dicembre, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’Ue il 6 dicembre scorso. Questa approvazione finale chiude il cerchio di modifiche richieste sin dal 2017: «Così puntiamo a valorizzare al massimo le peculiarità e le potenzialità della denominazione Custoza per interpretare al meglio l’art of blending dei produttori coniugata con l’identità territoriale e le migliori regole per raggiungere la massima espressione qualitativa», afferma la presidente del Consorzio Tutela Vino Custoza Doc Roberta Bricolo.

Fonte: Arena.

II progetto Sport e vino si legano L’Argentina è più…vicina.
Sport e vino si legano in un cammino che da Mendoza (Argentina) giunge fino alla Valpolicella. Il progetto “Rugby e Enologia”, presentato alla Cantina Valpolicella Negrar, suggella la collaborazione tra Università degli Studi di Verona e Rugby Club Valpolicella, per proporre ai giovani rugbisti mendocini una ricca esperienza professionalizzate. Un progetto nato da un’idea di Daniele Accordini, direttore generale Cantina Valpolicella Negrar, Sergio Ruzzenente, presidente Valpolicella Rugby e Luciano Gobbi, dirigente Valpolicella Rugby. Sarà la società sportiva ad accogliere gli atleti argentini da agosto 2023 al giugno 2024.

Fonte: Arena.

Iwb perfeziona l’acquisto di Barbanera e Fossalto.
Italian Wine Brands ha perfezionato l’acquisto dell’intero capitale sociale delle società Barbanera e Fossalto. Contestualmente, Holding Marco Barbanera e Holding Paolo Barbanera hanno reinvestito nel capitale di Italian Wine Brands, mediante la sottoscrizione dell’aumento di capitale riservato approvato dall’assemblea degli azionisti della società in data 16 dicembre 2022. Le due holding della famiglia Barbanera hanno assunto un impegno di lock-up di 36 mesi.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Presentata la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la guida per l’enoturista a cura di Go Wine.
È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1 dicembre a Milano presso l’Hotel Melià. Cantine d’Italia 2023 si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. Si tratta di una Guida alle Cantine, con una sua identità specifica, non è una Guida tradizionale ai vini.

Fonte: AbruzzoLive.

Il brindisi di Natale secondo i follower di WineNews: ecco i vini più amati del 2022 su Instagram.
Le 25 etichette con più like di quest’anno: al primo posto Giuseppe Quintarelli, seguito da Solaia (Antinori) e Ornellaia (Frescobaldi). Tra le tante classifiche e wish list dei brindisi di Natale, noi ve ne suggeriamo una in versione social: sono i 25 vini che hanno ricevuto più like sul profilo Instagram di Winenews (@winenewsit) nel 2022, tra quelli via via recensiti sulle nostre newsletter di degustazione, “I Vini di WineNews”, settimanale, e “I Quaderni di WineNews”, mensile con monografie sui territori più importanti del vino italiano, aggiudicandosi così una sorta di “imprimatur” di qualità che arriva dai quasi 50.000 followers che seguono il nostro account. Una platea vasta e in continua crescita composta non solo da wine lover di tutto il mondo, ma anche da addetti ai lavori: produttori, giornalisti, buyer, sommelier e ristoratori.

Fonte: WineNews.

Il Governo proroga a dicembre 2023 l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle materie prime.
La firma congiunta di tre Ministri – Agricoltura e Sovranità Alimentare, Imprese e Made in Italy, Salute – in nome della tracciabilità. Una sperimentazione tutta italiana decisamente positiva che deve proseguire: è stato prorogato fino al 31 dicembre 2023 l’obbligo sull’indicazione in etichetta della provenienza della materia prima per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari. I Ministri dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci hanno firmato il decreto interministeriale di proroga dei regimi sperimentali dell’indicazione di origine da riportare nell’etichetta, alla luce delle consultazioni in corso sulla modifica del regolamento del Parlamento e del Consiglio Europeo relativo alle informazioni sugli alimenti ai consumatori.

Fonte: WineNews .

Natale e Capodanno 2022, gli spumanti italiani più originali per i brindisi.
Alla scoperta di un mondo di bollicine diverse dal solito, fatte con le uve tradizionali italiane: dalla Malvasia alla Durella, dal Fiano al Vermentino. Per le feste non sono davvero feste se non scorrono le bollicine. Per brindare a Natale e nella notte di Capodanno, con uno Champagne, un Franciacorta, un Trentodoc o un Valdobbiadene non si sbaglia mai, ma l’occasione è propizia anche per esplorare spumanti più particolari, che nascono dalle tantissime varietà di uve tradizionali italiane.

Fonte: Quotidiano Nazionale.

Vino italiano a rischio: il nuovo allarme. Cosa sta succedendo.
Sul finire del 2022 scatta un nuovo allarme per il vino italiano. A lanciarlo, attraverso un comunicato congiunto, sono l’Unione Italiana Vini (Uiv) e Federvini, che puntano il dito contro gli “inaccettabili aumenti dei fornitori” e la “rigidità della grande distribuzione organizzata nell’accettare i ritocchi dei listini“. Il comunicato congiunto di Uiv e Federvini inizia così: “Il nuovo anno si aprirà con un nuovo aumento dei prezzi del vetro: è di circa il 20% l’ulteriore incremento chiesto dai fornitori di bottiglie in aggiunta al surplus (48%) già riscontrato nel 2022 rispetto all’anno precedente. Il vino italiano sembra in buona salute, ma i continui aumenti dei costi delle materie prime, a partire dall’energia e dal vetro, rischiano di rabbuiare il 2023, già a rischio recessione”.

Fonte: inItalia – Virgilio.

FirstGlass, un unico calice di vino in bottiglia.
Tre imprenditrici accomunate da esperienze formative e professionali internazionali portano avanti il progetto di FirstGlass, il calice di vino in formato bottiglia. Un unico calice di vino avvolto da un’elegante bottiglia. Nasce FirstGlass, il nuovo modo di degustare, in un mercato, quello del packaging monodose, che cresce al ritmo di +12% all’anno in Italia e secondo le stime raggiungerà il valore di 47 miliardi di dollari su base mondiale entro il 2025.

Fonte: Horecanews.

Vino di lusso, nel 2022 le aste di Sotheby’s hanno raccolto 150 milioni di euro.
Il vino di lusso non conosce crisi: le vendite della casa d’aste Sotheby’s hanno raggiunto un valore record di 150 milioni. Abbiamo già avuto modo di parlare di come il concetto di “crisi” e il mondo del vino di lusso viaggino, fondamentalmente, su due binari paralleli e ben distanti. Il primo motivo è piuttosto banale, a dire il vero: semplicemente chi compra etichette di un certo tipo se lo può permettere, e con ogni probabilità è di fatto meno toccato dall’inflazione rispetto a noi poveri plebei. Il secondo motivo ha una matrice più storica: il vino di lusso è un bene rifugio, un investimento solido, affidabile e resistente agli scossoni di un periodo storico che, è inutile dirlo, ne è di fatto costellato – motivo per cui, nel corso del 2022, le vendite di alcolici pregiati alle aste di Sotheby’s hanno raggiunto un livello record di 150 milioni di dollari.

Fonte: Dissapore.

VINO NATURALE, “DUMAS”: A PETTORANO IL 9 GENNAIO LEZIONE DI SANDRO SANGIORGI.
A conclusione della prima edizione di ‘Dumas-Il Vino si racconta’ il 9 gennaio prossimo a partire dalle 10,00 si terrà la terza lezione di Sandro Sangiorgi, con il corso di degustazione “Approccio al vino e primi rudimenti sul matrimonio con il cibo”. “Tutto nasce da un corretto approccio al vino”, spiega Sangiorgi, profondo conoscitore di vino, tra i fondatori di Arcigola, tra i primi collaboratori del Gambero Rosso. “Perché sia tale, è necessario partire da noi, dalla nostra sensibilità e dalla capacità di usarla. Il vino è nutrimento spirituale. Il vino è una forma d’arte. La sua applicazione riguarda la relazione col cibo, una vera storia d’amore, un matrimonio intenso e imprevedibile.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Per chi ama il vino calici e cavatappi uniscono la tecnica all’estetica.
Collezioni progettate per assecondare le ricerche di enologi e sommelier e gli excursus degli appassionati che, in occasione delle feste, si regalano e regalano produzioni di nicchia o di grande tradizione. Il design ama il vino, e viceversa: una corrispondenza a dir poco affettuosa, che si esprime in collezioni progettate per assecondare le ricerche di enologi e sommelier e gli excursus degli appassionati che, in occasione delle feste, si regalano e regalano produzioni di nicchia o di grande tradizione. Il bicchiere, ad esempio, è il complice perfetto per i professionisti e gli amanti del vino, per la sua capacità di valorizzare la degustazione. A questo scopo Italesse esplora da anni le migliori forme di calice in abbinamento a specifiche tipologie di vino, addirittura di terroir, come il T-made 70, calice progettato in base alle caratteristiche dei vini del territorio di Montalcino, divenuto calice ufficiale del Consorzio del Brunello. Per i giorni di festa, come per tutte le occasioni di celebrazione, Italesse ha creato, in collaborazione con il sommelier Luca Bini, il calice Etoilé Sparkle, dedicato agli spumanti ottenuti con metodo classico.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Anche in India si produce vino grazie ai fratelli Secci.
L’India non è tradizionalmente un paese che consuma vino. I motivi sono diversi. Tra i più rilevanti il periodo di proibizionismo e i conseguenti prezzi più alti rispetto a liquori come whisky e brandy prodotti home made. Poi c’è il clima dalla connotazione tipicamente tropicale con i mesi di marzo, aprile, maggio che segnano anche temperature oltre i 40 gradi. Se il primo è un problema più facilmente superabile, sul clima difficilmente si può intervenire. Sono i produttori più lungimiranti che grazie a soluzioni avanguardistiche, tra cui l’inversione della stagione della coltivazione della vite e la refrigerazione in acciaio inossidabile, hanno permesso la ripartenza della produzione di vino.
Fonte: Adnkronos.

Torres: uno standard unico europeo per riportare le bottiglie di vino nella filiera del riuso.
La proposta dell’azienda catalana: coinvolgere i produttori di vetro europei per ridurre emissioni e costi nel giro di tre anni. In prima linea nella rivoluzione che dovrà portare la filiera del vino alla sostenibilità ecologica, economica e sociale, c’è una delle più grandi e importanti aziende di Spagna, Familia Torres, che, dalla Catalogna, ha iniziato anni fa un lungo percorso in tal senso, iniziato con la neutralità carbonica, obiettivo fondamentale del gruppo guidato da Miguel Torres. Che ora lancia a tutta la filiera una nuova sfida: la creazione di un sistema europeo per il riutilizzo delle bottiglie. Argomento più attuale che mai, specie dopo la riforma, in via di approvazione, sulla filiera del riuso e del riciclo voluta dall’Unione Europea, che punterà molto di più sul riuso. Ma non c’è solo questo, perché, come ha ricordato il direttore del cambiamento climatico dell’azienda, Josep Maria Ribas, al sito online “Vitisphere”, “è prima di tutto la situazione a breve termine a dettare una soluzione del genere.

Fonte: WineNews.

STAMPA ESTERA

Wine investors savour top vintage champagne and burgundies.
At the end of a bubble, prices get pushed really high as people scramble to get invested’ Prices pop in 2022 in stark contrast with grim year for global equity and bond trading. Investors in vintage champagnes and top-end burgundies are toasting a year of big gains but some of the fizz is coming out of the market as the global economic outlook worsens. Burgundy prices soared 27.4 per cent in the first 11 months of this year, according to wine exchange Liv-ex’s Burgundy 150 index, while its Champagne 50 index has jumped 21.6 per cent. In part this reflects indulgence on the part of wealthier consumers, who have returned to restaurants after the pandemic eased, often flush with cash saved up during months of lockdowns. Also, the supply of high-end vintages is limited. For specialist wine investors, though, this niche market has also provided a shield from soaring inflation and falling financial markets. “It’s been a phenomenal year” for vintage champagne and burgundy, said Gregory Swartberg, chief executive of London-based wine investment company Cru Wine, which manages around £30mn in dient assets. “With vintage champagne, there’s just not enough of it being made” to keep up with demand, he said, adding that his business had seen record demand for fine wine from investors over the past four months. Climate change has been a big factor in reducing the supply of burgundy, which is produced in east-central France. Unusually warm spells in early spring last year led vines to stir into life early, only for brutal frosts to kill the buds in early April. Hail in June caused further damage. Volumes of the 2021 burgundy vintage, which is coming to market now and starts to be bottled from next summer, are down by about 50 per cent with some growers losing up to 85 per cent of their crop. Champagne houses, which mature the wines for years before releasing them, have meanwhile been more inclined to hold bottles back to cover years of poor harvests. Among the top-performing burgundy wines this year are Domaine Leflaive’s Bâtard Montrachet 2014, a Chardonnay that soared 122 per cent to £13,952 for a case of 12 bottles, according to Liv-ex. Prominent producer Domaine Romanée Conti’s exclusive red burgundy, Grands Échézeaux 2008, doubled in price to £43,792 a case. Among champagnes, Perrier Jouët’s Belle Époque 2012 rose 68 per cent to £1,821 for a case, while Salon’s Le Mesnil, one of the most sought after champagnes, posted strong gains across several vintages. Its 2007 surged 67 per cent to £12,200 per case.

Fonte: Financial Times.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 23 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Prepariamo i calici Bottiglie irrinunciabili per cenare in compagnia e poi brindare a sé stessi – Chiare, artigianali, amare. Con un accenno di vino, frutta o panettone non possono nopn piacere.
1. Brut Rosé Trentodoc, Abate Nero: il colore ricorda il tramonto sulle Dolomiti, bollitine briose e fresche (23 euro). 2. Moratd R.D.M. 2014, Pas Dosé Oltrepò Pavese Docg. Castelo di Cigognola: Gabriele Monatti, figlio di Letizia e Gianmarco, ha creato una bollicina di alto ¡velo (35 erro). 3. La Starsbox di Fattoria La Malosa a Satura per regalare una degustazione á vino naturale e cibo (167 euro). 4. Coravin Sparkling per conservare gli spumanti, Champagne compreso, fino a 4 settimane (299 euro). 5. Graal 2015, Brut Riserva Trentodoc, Al te masi signorilità montana, senza esibizionismi arriva dritto al palato (42 euro). 6. Luna di Ponca Riserva 2019. Col lio Bianco Doc, Borgo Convene friulano, Malvasia e Chardomay, la grandezza del Coso by Moretti Polegato (35 euro). 7. Berlucchi ’61 Franciacorta Extra Brut racconta la storia dela cantüa (22 euro). 8. Frescobaldi Leonia Millesinato Brut 2018 (26,50 euro). 9. Mumm Grand Cordon Kraft Box con confezione in carta riciclata (38,90 euro). *** 10. Monviglero 2018, Bardo Docg, Comm. G.B. Burlotto: dal a’u di Verdun, i miglior rosso italiano per la guida del Corriere (660 euro). 11. Brut Rosé 2017, Fra ciacorta 2017, Belavista: d trionfo delfarmonia con 30 vini base (50 euro). 12. Brunello di Montalcino DocgR iserva 2016, Fattoria dei Barbi, Magnum. secondo migliore vino al mondo per Wine Spettata (98 euro). 13. Ca’ d Rajo Prosecco Doc Treviso Rosé Millesimato la nuova frontiera della super Doc l’unione tra Glera •• e Pinot nero (9,90 euro). 14. Gran Cuvée 2015, Brut Metodo Classico, D’Araprì una bollicina dalla provincia di Foggia, tra note di agrurri e di frutta secca (38 euro).

Fonte: Corriere della Sera 7v.

Il mio vino libero.
Una rassegna di bottiglie per le vostre tavolate natalizie. Tutte rigorosamente svincolate dai livellamenti Doc, Docg, Igt e, va da sé, non Bio. Perché i burocrati che mettono etichette non amano i vigneti. Auguri, e cin-cin! di Camillo Langone Il massimo enologo di tutti i tempi, colui che trasformò l’acqua in vino, ed era vino buono, ha detto: “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Dunque sulle etichette io voglio leggere “Vino rosso”, “Vino bianco”, “Vino rosa”, “Vino dolce” e nient’altro. Il di più, le denominazioni, le certificazioni, so bene da chi provengono e cosa costano.

Fonte: Foglio – Inserto.

Nettari di città.
Una miriade di orti-vigneti si nascondono tra `campi’ e `calli’ della sorprendente Venezia Molte vigne sono nate intorno ad antichi monasteri e dislocate su varie isole della laguna Alla scoperta della Dorona, l’Uva d’Oro, che qui rappresenta il valore autoctono del territorio più piccola ha appena cinquanta viti, poco più di mille metri quadri – però con annesso un rooftop bar che fa anche lezioni di yoga e proiezioni di film – ma vuoi mettere, è sul top di un grattacielo di Brooklyn e si gode una magnifica vista su Manhattan. Milano ha quella di Leonardo, a pochi passi da Santa Maria delle Grazie che ospita l’incanto dell’Ultima Cena, e Firenze sta per rispondere con quella di Michelangelo, grazie alla griffe Donne Fittipaldi di Bolgheri capitanata da Maria Menarini Fittipaldi, proprio sotto lo scenografico piazzale-terrazza che del sommo artista porta il nome, e ospita la colossale copia del David.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.

I vini abruzzesi alla conquista del mondo: +10%.
Export dei vini abruzzesi al +10% secondo l’Osservatorio Wine Monitor Nomisma. il presidente del Consorzio Tutela che ha per target i wine lovers, Alessandro Nicodemi, registra un exploit in Francia (+57%) e il 6o% dell’esportato in Germania, Usa, Canada, Svizzera e Regno Unito. Nella gdo crescono il Montepulciano (4o%), il Pecorino e il Cerasuolo.

Fonte: L’Identità.

Vino e pasta, Mosconi punta sull’enoturismo per crescere.
Un polo di eccellenze con una forte radice locale. Nelle Marche il pastificio Luciana Mosconi, tra i leader nella pasta all’uovo fresca e secca, lo scorso anno ha rilevato una storica azienda del Verdiccio di Matelica, La Monacesca. Mosconi di recente ha rilevato l’azienda Pasta Ercoli, storico brand marchigiano. La cantina La Monacesca sorge in un borgo che risale all’800 dopo Cristo. Così l’amministratore delegato di Mosconi, Marcello Pennazzi, sta puntano a una prospettiva di sviluppo enoturistico del polo gastronomico: in ballo l’ipotesi di un wine resort e la celebrazione di eventi. Dell’Orefice —u pug. 9 Vino e pasta, Mosconi punta sull’enoturismo per crescere Agroalimentare. Il pastificio di Luciana Mosconi ha acquisito l’azienda vitivinicola La Monacesca.

Fonte: Sole 24 Ore Centro.

Eccellenze gastronomiche aquilane a Campagna amica.
La Villa comunale dell’Aquila ospita oggi il mercato di Campagna amica di Coldiretti. Oltre dieci gazebo gialli, con gli agricoltori provenienti dalle aziende aquilane, metteranno in mostra le loro eccellenze: dal vino al tartufo, dalle confetture allo zafferano fino ad arrivare al sidro di mele, tra le novità più ricercate. Sarà l’occasione per acquistare cesti natalizi a chilometro zero ma anche per conoscere produttori e le loro aziende. Il mercato verrà replicato anche venerdì 30 dicembre e il 5 gennaio, con lo street food contadino. Saranno coinvolti gli imprenditori Rinaldo D’Alessio, Lucio Berlingeri, Giuseppe Scorrano, Daniela Scrimierl, Emanuele Feneziani, Maria Fagati111, Patrizia Garofalo e, ancora, Rosalba Di Prospero, Massimiliano Aloisio, Alfredo D’Eusanio e Marco De Matteis.

Fonte: Centro L’Aquila Avezzano Sulmona.

Una legge per salvare la viticoltura “eroica” – Legge per salvare i vigneti eroici.
Al traguardo l’iniziativa del consigliere regionale Natale: «Un grande risultato per la nostra agricoltura» Spinta al recupero dei vigneti storici alle 5Terre. Ci sono voluti due anni e una serie infinita di battibecchi politici, ma alla fine i vigneti eroici e storici diventano legge. Una manovra che guarda da vicino alle Cinque terre, quella promossa da lungo tempo dal consigliere dem spezzino, Davide Natale, e che finalmente ha fatto breccia nel consiglio regionale. Nell’approvazione del collegato al Bilancio della Regione Liguria, è andata in porto la proposta di istituire i vigneti eroici o storici; ora si attende l’approvazione della delibera di giunta regionale con la quale verranno definite le modalità operative.

Fonte: Nazione La Spezia.

Città del vino, Acone coordinatore campano.
Teobaldo Acone, eletto nuovo coordinatore degli ambasciatori Città del Vino in Campania, già impegnato da decenni per lo sviluppo del turismo del vino. Un riconoscimento al lavoro svolto, cercando sempre di coinvolgere istituzioni. A sottolinearlo lo stesso Acone “l’Associazione e gli Ambasciatori hanno voluto sottolineare il buon lavoro svolto in questi venticinque anni per l’Associazione e per il territorio vitivinicolo irpino e campano. Ho ricoperto il ruolo di Ambasciatore cercando di coinvolgere le istituzioni locali e le aziende vitivinicole nel discorso importante della cultura del vino e del territorio attraverso diversi progetti facendo iscrivere diversi Comuni dell’Irpinia e della Campania a Città del vino.

Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.

Ai vigneti delle Cinque Terre la patente di «storici ed eroici».
Le Cinque Terre e la Liguria saranno riconosciuti come vigneti storici ed eroici. Una dicitura che consentirà di poter ottenere finanziamenti per il recupero dei terreni e la rimessa in produzione. La Regione Liguria si candida, tra le prime in Italia, a dotarsi del Registro regionale dei vigneti storici ed eroici. Con l’emendamento presentato dal vicepresidente con delega all’Agricoltura Alessandro Piana, prosegue il percorso della Regione per la regolamentazione dei vigneti. La legge di riferimento è la numero 238 del 2016 in cui se ne definiscono le caratteristiche identificative, che riguardano il fatto di essere stati impiantati prima del 1960 per i vigneti storici, mentre si definiscono vigneti eroici quelli situati a una altitudine superiore a 500 metri sul livello del mare o con una sistemazione degli impianti viticoli su terrazze o gradoni o con una pendenza del terreno superiore al 30% e la viticoltura delle piccole isole.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Moncaro Investimenti green «Qui la viticoltura del futuro».
Ok ai pannelli solari per rendere autonome le cantine di Acquaviva Picena e Camerano. Spray d’argilla sulle foglie di vite per compensare lo stress idrico e polvere di crostacei al posto del rame usato nelle vigne di Davide Eusebi. Spray all’argilla da spruzzare sulle foglie di vite in stress idrico e polvere di crostacei al posto del rame in vigna. Sono due delle novità annunciate da Moncaro, cooperativa vitivinicola marchigiana con circa 800 soci e un fatturato 2021 di 29,8 milioni, che continua a investire nella viticoltura sostenibile e si conferma capofila dell’innovazione in agricoltura nelle Marche e nel panorama nazionale. Dopo aver riscosso i massimi riconoscimenti del Vinitaly col premio «Cantina dell’anno-Gran Vinitaly» e il titolo di «Miglior vino bianco d’Italia» nella prestigiosa selezione di 5StarWines-the Book, l’azienda ha aumentato investimenti in ricerca e sviluppo, oltre che nelle pratiche di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico sulla vite.

Fonte: Resto del Carlino Marche.

Oltre 100mila ettari di vigneti in Veneto.
Bilancio di fine anno 2022 del sistema vitivinicolo regionale: a Verona il primato delle uve a bacca nera Oltre 100mila ettari di vigneti in Veneto Prima Treviso con 43.417 seguita da Verona (30.389) Cresce la raccolte (+7,4%), vino ed export (+16,6%) •• La vendemmia di quest’anno in Veneto ha prodotto oltre 15 milioni di quintali di uva, in gran parte Doc (72,05%), Docg (10,54%) e Igt (14,52), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori locali. La siccità e la diffusione della flavescenza dorata facevano temere una frenata produttiva, ma le piogge arrivate dopo la metà di agosto hanno favorito una buona raccolta, con un incremento del +7,44% di uve rispetto al 2021. Di conseguenza, anche la produzione di vino è aumentata, raggiungendo i 12.599.841 milioni di ettolitri (contro i precedenti 11.746.774). La superficie vitata ha oramai sfondato quota 100mila ettari (precisamente 101.165). L’export di vino veneto, a fine anno, potrebbe sfiorare i 2,8 miliardi di euro.

Fonte: Arena.

Tecnologia batte siccità: vendemmia record.
Nonostante le previsioni la raccolta è cresciuta del 7% grazie alle tecniche a all’aumento della superficie a vite. Record di produzione, record di ettari vitati. Se qualcuno temeva che la siccità potesse rallentare la corsa del vino veneto, guidata dal Prosecco, si sbagliava. Le piogge di agosto sono servite a ingrossare gli acini e portare ad un totale di 101.000 ettari la produzione vitivinicola veneta, quasi 1500 in più rispetto allo scorso anno. I dati sono stati diffusi ieri a Lonigo (nel Vicentino), presso la Cantina di Collis Wine Group, in occasione del terzo e ultimo focus del «Trittico Vitivinicolo Veneto 2022» di Veneto Agricoltura. La vendemmia ha prodotto oltre 15 milioni di quintali di uva (15.041.859), in gran parte Doc (72,05%), Docg (10,54%) e Igt (14,52), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti.

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

Uva più forte della siccità La vendemmia sale: +8% Vino, 13 milioni di ettolitri.
Toccano cifre record la raccolta e la produzione vitivinicola in Veneto nel 2022 Uva più forte della siccità La vendemmia sale: +8% Vino, 13 milioni di ettolitri La carenza d’acqua e la flavescenza dorata avevano fatto prevedere un calo, mentre la pioggia di metà agosto ha ridato vigore ai vigneti. La vendemmia 2022 nel Veneto ha prodotto oltre 15 milioni di quintali di uva, in gran parte Doc (72,05%), Docg (10,54%) e Igt (14,52%), a conferma dell’alta specializzazione raggiunta dai produttori veneti. Data la perdurante siccità che aveva accompagnato le diverse fasi fenologiche della vite e a causa della diffusione della flavescenza dorata, gli esperti avevano previsto una leggera diminuzione della produzione, Invece, grazie alle precipitazioni che sono arrivate dalla metà di agosto, nei vigneti si è registrata una ripresa produttiva, tanto che al termine della vendemmia è stato raggiunto un +7,44 di uve raccolte rispetto al 2021. Di conseguenza anche la produzione di vino è cresciuta rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 12.599.841 milioni di ettolitri.

Fonte: Giornale di Vicenza.

«Treviso e terre del Prosecco base per i turisti di Cortina 26»
Ormai il 50% dei visitatori nelle colline è straniero, l’accoglienza è da potenziare II presidente Capraro: «Siamo un punto di riferimento, ma ora servono i distretti» La Marca, e in particolare le Colline del Prosecco, cominciano a prepararsi per accogliere i flussi turistici che arriveranno in vista delle Olimpiadi invernali del 2026. E sfruttando questa scia il territorio punta a darsi una maggiore identità, non solo come destinazione, ma implementando la creazione di distretti del commercio per diventare centri di interesse e accogliere il grande evento. Treviso si trova al centro dell’asse tra l’aeroporto di Venezia e Cortina e per la sua posizione diventa uno snodo fondamentale poiché la “famiglia olimpica” alloggerà nel bellunese e gli altri turisti troveranno ristoro nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene e in tutta la provincia. Già ora il 50% dei turisti del patrimonio Unesco è straniero e per migliorare l’offerta di accoglienza il punto di partenza è la formazione.

Fonte: Tribuna Treviso.

Il primo vino a bacca rossa della linea Aristos della Cantina Valle Isarco | Il Pinot Noir vitigno principe dell’eleganza dell’Alto Adige.
L’altitudine, nell’immaginazione delle persone, gioca illudendoci di costruire le storie del mondo che scorrono al di sotto di una vetta, ma è voltandosi che un panorama più vicino può suscitare fascino e suggestione, quello di vigneti posti a 600 metri di altitudine nella cornice dell’incantevole zona di Campodazzo nel bolzanese. Qui la tradizione dell’Alto Adige del mondo vinicolo ispira la Cantina Valle Isarco che quest’anno inserisce nella linea Aristos il primo vino a bacca rossa, un Pinot Noir Alto Adige DOC. Una porzione di territorio delimitata che permette la realizzazione di appena duemila bottiglie, un’esperienza anch’essa che ha il sapore della ricerca e dell’eleganza.

Fonte: Luciano Pignataro.

Vino: Leone Alato impreziosisce il suo portfolio.
La linea di distribuzione di Leone Alato aumenta il suo portfolio con l’ingresso di due nuove aziende. L’anno nuovo vede l’entrata di due nuove aziende in Leone Alato, queste sono Agricola Pinino e la Maison Burtin. La prima è produttore dei grandi rossi di Montalcino. La seconda con sede in Champagne, a Épernay, di proprietà dello storico gruppo Lanson-BCC. Si tratta dell’arricchimento del proprio portfolio per la prima volta con un’azienda estera. L’avvio della partnership commerciale con Maison Burtin e Agricola Pinino rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso strategico avviato lo scorso anno con Tenute Dettori in Sardegna e Cantine Fiorentino in Puglia, che ha per noi l’obiettivo di ampliare l’offerta con prodotti provenienti da zone ad alta vocazione vitivinicola, dove non abbiamo aziende di proprietà. Avremo quindi l’opportunità di aprire nuovi canali commerciali aumentando la visibilità complessiva.

Fonte: Lega Nerd.

Merlot EGO Coeli Aula: un vino elegante e strutturato.
Ci troviamo nelle colline di Montespertoli nell’area del Chianti, alla Tenuta Coeli Aula. Oggi vi parliamo del loro Merlot EGO IGT 2018, un vino elegante e strutturato. Voi l’avete già assaggiato? Già dal IX secolo si hanno testimonianze riguardanti la Pieve di Santa Maria a Coeli AULA, con l’agricoltura che era fonte di sostentamento per le famiglie. Nel 1949 l’azienda fu acquistata da Giuseppe Barni che rese vita ai vigneti incrementando la produzione e aumentando anche la qualità. Oggi si cerca sempre una maggiore qualità grazie alla scelta di affidarsi ad un’agricoltura biologica e affiancando la tradizione con la tecnologia di oggi. Siamo nelle colline di Montespertoli nell’area del Chianti. L’azienda vanta circa 150 ettari totali di cui 43 destinati a vigneto dove si coltivano sia autoctoni che internazionali. 9 vini prodotti, oggi vi parlo del loro Merlot.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine .

E-commerce del vino: come sono cambiati i trend negli ultimi dieci anni.
Come evolve il consumatore che compra il vino online? Sono interessanti i dati presentati da Val d’Oca, che raccontano i dieci anni del loro e-commerce. Più donne, più giovani, più attente a spendere, ma a spendere bene. A fotografare il consumatore tipo dell’ecommerce del vino è Val d’Oca, che oltre dieci anni fa, nel 2010, fu uno dei primi nomi ad approdare sul web con un negozio online di proprietà a gestione diretta. Un e-shop che è cresciuto negli anni, tanto da registrare chiaramente nel 2020 la tendenza di “un nuovo modo di fare acquisti” – come commentò al momento del restyling dell’ecommerce il Direttore Generale della Cantina Produttori di Valdobbiadene Alessandro Vella.

Fonte: Dissapore.

Prezzo del vino nei supermercati: Federvini e Uiv contro lo stop ai listini.
Cantine tra due fuochi: da un lato gli aumenti dei costi, su tutti quello del vetro; dall’altro la Gdo che si oppone ad altri aumenti. Mondo del vino tra due fuochi. Mentre da un lato aumentano ancora i listini delle materie prime (a cominciare dall’energia) e dei materiali (primo tra tutti il vetro) dall’altro la grande distribuzione (che veicola la fetta maggiore dei volumi di vino in Italia) fa fronte comune e resiste a ogni richiesta di ritocco dei listini sugli scaffali. Un fuoco incrociato che rischia di pregiudicare i conti delle cantine nel 2023. È l’allarme lanciato con una nota congiunta dalle due principali organizzazioni delle imprese vitivinicole: Federvini e Unione italiana vini.
«Il nuovo anno – si legge nella nota – si aprirà con un nuovo aumento dei prezzi del vetro di circa il 20%. Il nuovo incremento chiesto dai fornitori si aggiunge al +48% riscontrato nel corso del 2022. Numeri che rischiano di far piombare in recessione un comparto fin qui in buona salute».

Fonte: Il Sole 24 Ore.

L’altra pandemia – Report 19/12/2022.
Di Cataldo Ciccolella e Giulio Valesini, da Report 19/12/2022. Grazie ai batteri abbiamo il pane lievitato, la birra e il vino. Per colpa dei batteri, quelli patogeni, ci ammaliamo con il tetano o la gastroenterite. Viviamo in una sorta di pace armata, ma da circa un secolo con il miglioramento dell’igiene clinica e la scoperta della penicillina, il primo degli antibiotici, sembrava che avessimo imparato a tenerli a bada. Ora l’equilibrio sta per interrompersi.

Fonte: YouTube.

Vino. Il prezzo del vetro ancora in aumento (+20%) nel 2023 mentre dalla grande distribuzione arrivano richieste di congelamento dei prezzi.
Il nuovo anno si aprirà con un nuovo aumento dei prezzi del vetro: è di circa il 20% l’ulteriore incremento chiesto dai fornitori di bottiglie in aggiunta al surplus (48%) già riscontrato nel 2022 rispetto all’anno precedente. Il vino italiano sembra in buona salute, ma i continui aumenti dei costi delle materie prime, a partire dall’energia e dal vetro, rischiano di rabbuiare il 2023, già a rischio recessione. A valle della filiera, la grande distribuzione resiste ad ogni ritocco di listino e, in questi giorni, sta chiedendo una moratoria sui prezzi per almeno 4-6 mesi. Una richiesta insostenibile, considerando che già nel 2022 le aziende del vino hanno assorbito gran parte dei forti aumenti di energia e materia prime: oggi continuare così significa perdere marginalità e redditività.

Fonte: Agricultura.it.

Ben Ryé porta Passito Pantelleria al top riconoscimenti.
E’ l’anno dei record per il Ben Ryé: il Passito di Pantelleria di Donnafugata conquista i massimi riconoscimenti nelle edizioni 2023 di tutte le Guide ai vini italiani da Gambero Rosso a Doctor Wine, da Veronelli a Slow Wine, da Bibenda a Maroni, da Vini Buoni d’Italia a Vitae. Una valutazione unanime che colloca Ben Ryé al vertice di un’ideale classifica dei vini italiani e sottolinea l’unicità di questa produzione insulare che ben si sposa ai dolci del Natale e peraltro ottenuta con una tecnica di coltivazione che ha avuto il riconoscimento Unesco. Insieme ai grandi vini dolci come Sauternes, Tokay e Mosella, il Passito di Pantelleria di Donnafugata è un riferimento anche per la critica internazionale.

Fonte: ANSA.

Vino, Alta Langa Docg cresce ancora: nel 2022 +40% vendite sul 2021.
Ancora un anno di crescita per l’Alta Langa Docg, lo storico spumante brut del Piemonte, che chiude il 2022 con un +40% sulle vendite rispetto all’anno scorso. La produzione attesa dall’ultima vendemmia è di tre milioni di bottiglie (per il 90% destinate al mercato interno): un risultato sostanzialmente in linea con quello del 2021, nel quale il leggero calo dovuto alle particolari condizioni climatiche dell’annata è stato mitigato dall’entrata in produzione di nuovi impianti. Lo ha riferito in una nota il Consorzio Alta Langa, nel quale hanno fatto recentemente ingresso 18 nuovi soci portando così il numero complessivo di membri a 134, tra case produttrici e viticoltori.

Fonte: Askanews.

Roma DOCet: il vino raccontato ai giovani per promuovere un consumo consapevole.
Roma DOCet è il progetto del Consorzio Roma DOC rivolto ai giovani e finalizzato a promuovere un approccio culturale al mondo del vino nonché un consumo consapevole. Raccontare il vino ai giovani. E farlo approfondendo tematiche storiche, sociali e culturali allo scopo di promuovere un consumo basato sulla conoscenza e sulla consapevolezza: potrebbe riassumersi così il progetto Roma DOCet che caratterizzerà diversi appuntamenti del calendario 2023 messo a punto dal Consorzio di Tutela Vini Roma DOC e che ha avuto il suo battesimo “accademico” in una sede prestigiosa come l’Aula Moscati dell’Università di Roma Tor Vergata, Macroarea di Lettere e Filosofia. Dove, di fronte a una platea numerosa composta non solo da studenti ma anche da docenti, giornalisti e addetti ai lavori, si è tenuta la tavola rotonda “Dalla Roma Caput Vini alla Roma DOC”, un viaggio attraverso i millenni durante il quale è emerso il ruolo fondamentale che il vino ha sempre avuto nella storia di Roma.

Fonte: Horecanews.

Vino, Uiv-Federvini: inaccettabili aumenti fornitori e rigidità Gdo.
“Il nuovo anno si aprirà con un nuovo aumento dei prezzi del vetro: è di circa il 20% l’ulteriore incremento chiesto dai fornitori di bottiglie in aggiunta al surplus (48%) già riscontrato nel 2022 rispetto all’anno precedente. Il vino italiano sembra in buona salute, ma i continui aumenti dei costi delle materie prime, a partire dall’energia e dal vetro, rischiano di rabbuiare il 2023, già a rischio recessione. A valle della filiera, la grande distribuzione resiste ad ogni ritocco di listino e, in questi giorni, sta chiedendo una moratoria sui prezzi per almeno 4-6 mesi. Una richiesta insostenibile, considerando che già nel 2022 le aziende del vino hanno assorbito gran parte dei forti aumenti di energia e materia prime: oggi continuare così significa perdere marginalità e redditività”. E’ quanto denunciano in una nota congiunta Federvini e Unione italiana vini (Uiv), sottolineando che “l’intero settore è in profonda sofferenza e rifiutare oggi gli adeguamenti dei prezzi, già programmati, significa mettere a rischio la tenuta dell’intera filiera vitivinicola a monte della distribuzione”.

Fonte: Askanews.

L’amarone che ha reso grande l’Amarone.
L’Amarone I, “Monte Lodoletta” di Romano Dal Forno ha contribuito a rendere grande l’Amarone nel mondo J oltre a rappresentare un’eccellenza di livello assoluto nel territorio. Era il 1983 quando Romano Dal Forno, classe 1957, produsse il suo primo Amarone. Siamo a Cellore d’Illasi, a est di Verona, nella parte orientale della denominazione Amarone Valpolicella, appena al di fuori dell’area cosiddetta “classica” dell’Amarone. E il percorso fino ad allora non era stato certo facile. Proveniente da una famiglia che produceva uva da ben tre generazioni in un contesto in cui si era soliti consegnare gran parte del raccolto alla cooperativa locale e che quindi privilegiava il massimo sfruttamento possibile della vigna, Romano, visionario e perfezionista nell’animo, si rese subito conto che fare il vino come piaceva a lui sarebbe stata una impresa.

Fonte: We Wealth.

STAMPA ESTERA

La Caisserie Bordelaise se diversifie dans le luxe.
Le fabricant de caisses en bois destinées aux bouteilles a fait l’acquisition de Wildcat Packaging, spécialiste de I emballage de luxe. De la caisse en bois au monde du luxe. Le groupe Caisserie Bordebise vient d’acquérir Wildcat Packaging, un petit spécialiste des emballages de prestige. «C est pour nous un complément d’offre qui nous permet de passerdu monde du vin à un secteur beaucoup plus large “, explique Frédéric DespuJol, le dirigeant de la Caisserie Bordelaise détente depuis les années soixante par les familles Despujol et de Lavauz. Situé à Libourne, le groupe possMe trois usines acquises au 61 des années en différents points du vignoble girondin : Caisserie des Grands Vignobles. Etablissemeots PierreGoujon. SoconL it ois usines qui permettent au groupe d’être implanté au plus près des propriétés viticoles du Médoc, de SaintEmilian et du Sud Gironde dans les Graves le groupe produit en moyenne 5 millions de caisses paran pour un chiffre d’affaires qui varie de 21) à 25 millions d eurosvarlanten fortelion des quantités produites par le vignoble. , Nous savons dja que l’année 2023 sera difficile car les quantités produites en 2021 ont été assez faibles à cause du gel n, prévient Frédérict}espujoL Le groupe, qui emplolet50 personnes, faitface à une solide concurrence locale avec Adam, la Caisserie du Baradais ou encore la Caisserie Bergey. L’industriel est toutefois le seul en France à disposer de sa propre scierie alors que la concurrence produit des caisses à partir de bois déjà transformé.

Fonte: Echos.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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