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rassegna stampa del vino di lunedì 12 dicembre 2022!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 12 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

C’è una montagna di cantine – Un territorio unico dal lago alle vette Ecco il Trentino di vini e turismo.
Sei distretti, con 74 comuni, offrono attrazioni naturali, monumentali, sportive e ricreative. 12 I milioni di bottiglie vendute nel 2021 e prodotte dalle 66 cantine associate a Trentodoc 8 I ristoranti stellati dol Trentino: Peter Brunel ad Arco, Malga Panna a Moena, El Molin a Cavalese, Gallo Cedrone e Stube dell’Hotel Hermitage a Madonna di Campiglio, Locanda Margon a Ravina di Trento, L’Chimpl a Vigo di Fassa e Senso Alfio Ghezzi Mart a Rovereto Unione perfetta La brezza che sale dal Garda sposa un terreno ricco, per vini con diverse sfumature di gusto di Maurizio Bertera a Montagna e il Grande Lago. È da questi due mondi, apparentemente lontani ma in realtà essenza del Trentino, che nasce l’unicita del Trentodoc, fatta di complessità aromatica, freschezza, eleganza, varierà di profumi.

Fonte: Gazzetta dello Sport.

Da Giulio Ferrari ai successi mondiali del “Trentodoc”.
Enrico Zanoni, presidente delllstituto Trento Doc Il pioniere (con Valentini) del Metodo Classico ha aperto una strada. Ora gli spumanti trentini brillano sulla scena internazionale 1 Trentodoc è uno dei I gioielli dell’enologia italiana. Per prestigio, come dimostra l’esito dell’ultimo “Champagne e Sparkling Wine World Championships”, ideato da Tom Stevenson, massimo esperto mondiale di bollicine: con 69 medaglie – 22 ori e 47 argenti – è stato lo spumante tricolore più premiato. Ma anche per i numeri:12 milioni di bottiglie vendute nel 2021, con ottime possibilità di battere il record da qui a fine anno. È il frutto del grande impegno delle 66 cantine associate, che producono le bollicine rispettando rigidi canoni e controlli lungo la filiera. Storia La Denominazione di Origine Controllata “Trento” è riservata agli spumanti realizzati con uve di esclusiva provenienza trentine (principalmente Chardonnay e Pinot nero, ma anche Pinot bianco e Meunier), ottenuti con il metodo della rifermentazione in bottiglia e un prolungato contatto con i lieviti.

Fonte: Gazzetta dello Sport.

Un brindisi con bollicine, panettone e i tarocchi.
Un brindisi al 2023 con bollicine, panettone e lettura dei tarocchi. «Bubbles e Tarots For Breakfast» è organizzato da Montelvini, l’azienda vinicola della Docg Asolo Montello che da 140 anni porta avanti la tradizione familiare con un nuovo processo di spumantizzazione. Appuntamento gratis e aperto giovedì dalle 11 alle 13 in via Cesare Correnti 12 (prenotazione su Eventbrite (https://bit.ly/3EDLGGI) con l’astrologo Massimo Giannone nella stanza esperienziale allestita insieme a JannellieVolpi, a cui fa da scenario Constellation, carta da parati a tema zodiacale Missoni Home Wallcovering04: su uno sfondo blu notte i simboli astrali sono interpretati come preziosi ricami.

Fonte: Giornale Milano.

Agribusiness. Asset da brindisi, per diversificare.
Agribusiness. Asset da brindisi, per diversificare In questi giorni le case degli italiani si stanno iniziando a riempire dei tipici dolci natalizi, eccellenze alimentari come il Panettone, il Pandoro, il Panforte, fino a scendere agli struffocli ed ai mostaccioli, solo per citarne un millesimo , andando dal Nord al Sud. Per non parlare dei vini e delle bollitine da abbinare ai ricchi e variegati piatti della nostra tradizione. Un patrimonio che il mondo ci invidia e apprezza. Cosa c’entra tutto questo con i portafogli finanziari? Dai campi alla tavola, il settore offre opportunità vastissime: la gestione dell’acqua (tutto ciò che riguarda depurazione, infrastrutture e utility idriche, riutilizzo); attrezzature agricole (tecnologie avanzate, lavorazione e test degli alimenti) e produzione agricola, che copre temi come i fertilizzanti biotech e sement.

Fonte: La Discussione.

Vino, l’ultima scommessa la corsa di fine anno.
Fatturato record a quota 14,3 miliardi (+ 6%) per il settore . Ma i costi riducono i margini. Bene i ristoranti e le vendite in cantina, in frenata la grande distribuzione di Anna DI Martino Battute finali di un anno in chiaroscuro per il mondo del vino. Iniziato con il botto, si è andato complicando per colpa in particolare di un aumento indiscriminato delle materie prime: l’ultimo grido di allarme è di questi giorni, con l’Unione italiana vini che denuncia il quarto incremento del prezzo del vetro in 12 mesi, con il costo delle bottiglie che sale del 76%.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Casa Sartori 1898: l’ospitalità fa rima con sostenibilità.
Aumentare gli investimenti per in incrementare l’attività di accoglienza e ospitalità, valorizzare i prodotti di fascia più alta e biologici. Sono i progetti di Casa Sartori 1898, azienda vitivinicola fondata a Verona da Pietro Sartori. A portare avanti la storia secolare di famiglia è Andrea Sartori, presidente di Casa Sartori 1898 e bisnipote del fondatore: «1140% delle vendite le facciamo negli ultimi tre mesi dell’anno — spiega il presidente —. In questo senso, abbiamo avuto un discreto ottobre seguito da un ottimo novembre e, ora, dicembre sta procedendo bene». Le novità del marchio stanno trovando riscontro sul mercato, soprattutto tra i più giovani. «Tra i successi — spiega Sartori — i vini Fira bianco e rosso, due Igt veronesi da appassimento presentati allo scorso Vinitaly, con un packaging più fresco e contemporaneo.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Italesse alza i calici «sensoriali».
Non esiste un grande vino senza un grande bicchiere. Ne è convinto Massimo Barducci, ceo di Italesse, azienda fondata a Trieste nel 1979 e specializzata nella creazione e produzione di calici professionali per la degustazione. «I nostri calici — dice — non solo rispecchiano una filosofia innovativa che rispetta l’unicità di ogni vino, ma sono anche in grado di regalare emozioni. Si tratta di calici tecnici che amiamo definire sensoriali e che ci distinguono sul mercato. I materiali e le tecnologie applicate portano poi trasparenza, leggerezza, flessibilità e resistenza». Valori aggiunti che rispondono alle nuove esigenze dei consumatori.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Dagli Usa al Giappone, più estero (ed efficienza) per Astoria Wines.
Largo ai giovani. È questa la filosofia che ha applicato da un anno Astoria Wines, casa vinicola nata nel 1987 e tra le principali produttrici di prosecco nelle colline venete di Valdobbiadene con un fatturato di circa 6o milioni di euro. Verso la fine del 2021 il presidente Paolo Polegato ha nominato amministratore delegato il figlio, il 3ienne Filippo (la terza generazione alla guida dell’azienda), il quale ha da subito imposto la sua visione di casa vinicola del futuro. «Da un anno è in funzione il nuovo polo logistico (costato circa 12 milioni di euro, ndr), che ci ha permesso di abbattere del 40%la tempistica media di evasione dell’ordine: la qualità non è solo nel prodotto, ma anche nel servizio — spiega —. Abbiamo inoltre installato pannelli fotovoltaici, sia nella parte produttiva, sia in quella logistica, grazie ai quali riusciamo a coprire quasi il 30% del nostro fabbisogno annuale di energia».

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

La stanza dei bottoni – Prosecco d’oro.
Al termine di un anno glorioso, Elvira Bortolomiol presenta venerdì con Diego Tommasi il rapporto sul distretto del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene prosecco Docg. La prima presidente del prosecco superiore e di un consorzio che insiste su 15 comuni e 7.500 ettari d’oro. Gli scenari futuri sembrano scontare qualche rallentamento, ma è da vedere che questo riguardi anche le bollicine venete top che con Bortolomiol hanno scelto la strada di produzioni di qualità, aumento dei valori unitari e grandi margini ai quali guardano anche nuovi investitori.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Ribona, Lacrima, Verdicchio Alla scoperta delle Marche del vino.
Il territorio – che unisce le pianure alle colline e le creste di montagna al mate – offre alla vite un habitat favorevolissimo. Tra i bianchi merita attenzione la Ribona dei Colli Maceratesi. Basterebbe soffermarsi sulla produzione vitivinicola per apprezzare la straordinaria ricchezza e complessità delle Marche. Il territorio – che unisce le pianure alle dolci colline e le creste di montagna al mare – offre alla vite un habitat pedoclimatico favorevolissimo. Più diventi tipi di vini di altissima qualità, incluse le denominazioni di origine controllata (doc) e garantita (docg), per accontentare tutti i palati. Il lavoro certosino dei viticultori, molti dei quali dediti all’agricoltura sostenibile.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Così rinasce il museo diffuso del vino. «Dalla Regione Lazio 300mila euro».
Lavori in corso a Monte Porzio Catone per riaprire il Museo diffuso del vino, eccellenza del territorio. Grande impegno anche per far rinascere altre aree espositive. L’amministrazione comunale ha completato l’a conferenza dei servizi e presto pubblicherà il bando per la realizzazione del Museo diffuso del vino, che si presenterà con una veste rinnovata in un punto strategico della città. Se tutto andrà bene i lavori per costituire l’area espositiva inizieranno nei primi mesi dell’anno nuovo. Il Museo diffuso del vino, realizzato con un contributo di 300 mila euro concesso dalla Regione Lazio, si compone di due strutture: una casetta ex-Stefer, situata a corso Trieste ed una galleria, lunga 20 metri e alta 7, che era il terminale della stazione di arrivo della ferrovia Anagni – Monte Porzio Catone, chiusa più di 70 anni fa.

Fonte: Messaggero Roma Metropoli.

Il Barolo più quotato vola con i trattori a guida autonoma – Il barolista più quotato si fa startupper «In cantina produco anche trattori tech».
Roberto Conterno ha fondato una startup per rivoluzionare il lavoro nelle vigne dei Monfortino Il Barolo più quotato vola con i trattori a guida autonoma *** Il barolista più quotato si fa startupper «In cantina produco anche trattori tech» Il patron del Monfortino lancia Black Shire, una società innovativa che vuole rivoluzionare il lavoro in vigna con mezzi intelligenti a guida autonoma di Marcello Pasquaro Sc l’immissione sul mercato di un trattore robot ico, in grado di lavora re M autonomia, può sembrare Lino Scossone per il mondo del vino, provate a immaginare se a ideare, progettare e come stupire quel trattore fosse, non un imprenditore qualunque, bensì mister Monfortino, Roberto Conterno, il produttore capace, con una culi maniacale per la qualità, di dare vita al vino italiano più costo o in assoluto, con quotazioni che superano i ). 1.500 euro a bottiglia.

Fonte: L’Economia del Corriere Nord Ovest.

Le distillerie Berta brindano ai 75 anni puntando sul turismo.
«Territorio, territorio e ancora territorio»: sono queste le tre parole che muovono lo spirito di Enrico “Chicco” Berta, presidente delle Distillerie Berta, azienda di Mombaruzzo che quest’anno compie 75 anni. 75 vendemmie vissute da tre diverse generazioni di distillatori, che per l’occasione imbottigliano la loro storia in una limited edition esclusiva e lussuosa, la Grappa Riserva 75 Anni, realizzata con un blend delle migliori dieci annate dell’azienda. La storia di Berta pere non è solo fatta di grappa: l’idea di Chicco è quella di attrarre nuove persone in questa zona del Monferrato dove le colline vitate si intervallano a borghi bellissimi ma poco frequentati, a differenza di quanto non succede nella non lontana Langa.

Fonte: Repubblica Torino.

L’enoarte nel centro storico Rogai, frammenti di festa.
Un modo diverso per incontrare la magia delle feste di Natale con l’arte, in piazza della Repubblica all’Altus Gallery di Pasquale Cataldi, che presenta l’EnoArte di Elisabetta Rogai (nella foto). La novità è l’incontro dell’arte in un luogo diverso, per entrare in una dimensione quotidiana e largamente frequentata, invadendo spazi alternativi e andare incontro a un pubblico più vasto e popolare. Così come nuove sono le creazioni di Elisabetta Rogai, che reinventa forme e colori, accostamenti cromatici e inediti, grazie all’infinite sfumature del vino, che ormai da tempo caratterizza la sua enoarte. Tela, marmo bianco di Carrara, denim, i supporti che utilizza, per sperimentare linguaggi diversi ma sempre personalissimi.

Fonte: Nazione Firenze.

Alle Cantine Montresor il nuovo museo del vino.
Presentato lo spazio espositivo: 130 anni di storia in 4 sale Alle Cantine Montresor il nuovo museo del vino Oltre sei milioni di euro di investimenti in quattro anni Monica Sommuwmpu¡çcw econorria`dlarena.it •• Un museo polisensoriale dedicato al vino e un nuovo wine shop in vista di un 2023 che sarà dedicato a incrementare sostenibilità e ospitalità. Dopo quattro anni di investimenti che hanno superato i sei milioni di euro, le Cantine Giacomo Montresor, oggi di proprietà per il 75% della romagnola Terre di Cevico e per il 25% di Cantine di Verona, hanno presentato mercoledì il nuovo spazio espositivo di 500 metri quadrati che racconta 130 anni di storia in quattro sale.

Fonte: Arena.

Food &wine, Cattel eccellenza veneta.
Cattel premiata come eccellenza veneta per il “food e wine”. Lo scorso maggio l’azienda con sede a Noventa e specializzata nella distribuzione di prodotti aveva accettato di diventare partner tecnico del “Tour Eccellenze Venete”, edizione 2022 del Festival della Cucina Veneta che, inaugurato nel 2019, è già diventato un evento di riferimento nel settore enogastronomico della Regione. In quell’occasione, Cattel aveva dato il proprio contributo a una iniziativa pensata per valorizzare i prodotti del Veneto, regione con il maggior numero di prodotti a denominazione e prima in Italia per la produzione di vini. A seguito di questa iniziativa, Cattel (con le aziende che hanno centrato gli stessi obiettivi) è stata premiata come “eccellenza” per essere una azienda che ha “contribuito ad arricchire l’offerta enogastronomica e comunicativa della grande tradizione culinaria del Veneto»..

Fonte: Gazzettino Venezia.

La cooperazione virtuosa continua a crescere. La case history di Cantina Kurtatsch, in Alto Adige.
In 9 anni fatturato raddoppiato a parità di produzione, lavorando su valore, sostenibilità e varietà bordolesi. Andreas Kofler confermato presidente. Oggi sono tante le cooperative del vino, un tempo considerate “centri di grandi produzioni in termini di soli numeri” per vini di basso prezzo e qualità, capaci di esprimere tanto prodotti di buona qualità da consumo quotidiano, quanto assolute eccellenze. E in questo senso, se il fenomeno è diffuso dal Nord al Sud, un territorio di cooperative di assoluto livello è quello dell’Alto Adige, dove tra tante case history celebri come San Michele Appiano, Cantina di Terlano, Girlan e non solo, si inserisce anche quella di Cantina Kurtatsch, che, anche grazie a tanti investimenti sul valore, sulle varietà bordolesi, e sul fronte della sostenibilità, che è un tema ambientale, ma anche economico e di passaggio generazionale, visto che 190 ettari di vigneto della cooperativa sono gestiti da 190 famiglie, una rete che permette la sopravvivenza delle piccole aziende agricole che costruiscono il mosaico socioeconomico e culturale di queste terre.

Fonte: WineNews.

Vino, Cantina Quota 101 ottiene la certificazione CasaClima Wine.
La Cantina Quota 101 di Torreglia (Padova) compie un nuovo passo nella sua strategia di sostenibilità ambientale: è infatti la nona cantina in Italia, la seconda in Veneto e la prima nei Colli Euganei, a ricevere la certificazione “CasaClima Wine” per avere soddisfatto i criteri di sostenibilità definiti dall’ente certificatore altoatesino. Una certificazione che ha attestato le scelte compiute nella costruzione di una nuova cantina efficiente e attenta al consumo di risorse idriche ed energetiche, con l’adozione di un impianto fotovoltaico e la scelta di un innovativo sistema costruttivo in legno “X-Lam”. L’ente certificatore ha tenuto in considerazione anche il sistema di gestione ambientale dell’azienda, che pratica un’agricoltura organica in un ambiente ricco di biodiversità. A partire dalla vendemmia 2018, l’azienda è certificata biologica, sia per le uve che per i vini.

Fonte: Askanews.

L’Europa “promuove” carne e vino italiani. Il programma di aiuti per la promozione degli alimenti include anche questi prodotti.
Carne e vino “salvati” dalla lista nera dei prodotti che fanno male alla salute. Approccio ideologico, come i produttori agricoli avevano giustamente affermato, che (per una volta) l’Europa ha messo da parte. Liberando, appunto, queste due categorie di alimenti – importanti anche dal punto di vista economico -, da un elenco di “cattivi alimenti”, alla base di malattie pesanti come il cancro. Il passo compiuto dai paesi membri dell’Ue ha avuto un effetto immediato: anche i vini e le carni potranno, nel 2023, beneficiare degli aiti economici per la promozione. Ma è il metodo usato quello che conta.
Il principio è di fatto semplice: la gran parte degli alimenti che possiamo mangiare può essere potenzialmente dannosa per l’organismo, dipende da qualità e quantità. Alcuni, certo, possono esserlo di più, ma anche in questi casi il vincolo da rispettare e la moderazione e la misura. Così è anche per carni e vini che, tuttavia, da tempo erano inseriti in una lista di alimenti cancerogeni. Tutto è cambiato pochi giorni fa.

Fonte: La Difesa del Popolo.

Vino in plastica? Il parere dell’enologo.
È di questi giorni la proposta lanciata da un importante imprenditore trevigiano di confezionare vino di qualità in bottiglie di plastica per ridurre l’impatto ambientale. Il vino in bottiglia di plastica, in realtà, esiste già da tempo, ma finora è stato utilizzato per vini di primo prezzo. “Non dubito che la bottiglia di plastica possa conservare inalterato il contenuto, anche fosse vino di qualità – afferma l’enologo Valentino Ciarla –. Il punto è che il vino è un bene edonistico, dove qualità e valore non sono elementi misurabili in modo meramente scientifico. È quindi un bene voluttuario, non un prodotto commodity, sono ormai lontani i tempi del vino-alimento”.

Fonte: Federvini.

Vino italiano: il 2022 chiude con 8 miliardi di export da record e una crescita del 12%.
Se il retail online ha vissuto una vera esplosione (+74,9%), la diversificazione dei mercati sta dando i suoi frutti: cresce il valore delle vendite in Tailandia (+158%) e Vietnam (+82%). Nel 2021 l’Italia, in termini di volume, è stato il maggior esportatore di vino al mondo, con 20,8 milioni di hl esportati e una quota del mercato mondiale pari al 20%. Seguono Spagna e Francia. Tuttavia, per quanto riguarda l’export espresso in valore, il Bel Paese si attesta al secondo posto alle spalle dei cugini transalpini. La differenza che emerge tra valore e volumi è data da prezzi medi di vendita molto diversi. La Francia si attesta sui 9€/l, l’Italia si 4,2€/l, la Spagna su 2,1€/l. Questo perché la Francia è riuscita a valorizzare meglio i propri vini, creando un mercato a più alto valore aggiunto.

Fonte: FIRSTonline.

Il Trebbiano d’Abruzzo doc 2020 Emidio Pepe è il miglior vino regionale.
È il Trebbiano d’Abruzzo doc 2020 Emidio Pepe il miglior vino regionale a cui è stato assegnato il Tastevin Ais per l’Abruzzo, il premio che l’Associazione Italiana Sommelier conferisce a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, a chi rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona e a chi ha riportato sotto i riflettori vitigni.

Fonte: rpiunews.it.

Pecore, vino e nuove aperture, Pompei si rilancia.
Tantissime case in più, che si potranno visitare grazie anche all’arrivo di trenta nuovi addetti. E finalmente un ristorante alla Casina dell’ Aquila, che si unirà alla caffetteria che già funziona e ad una serie di chioschi. Ma anche radure attrezzate per i pic nic, vigneti e ulivi per produrre vino e olio dop, persino le pecore, che oggi in via sperimentale sono state ingaggiate per brucare l’erba ma che un domani potranno servire per offrire ai turisti un assaggio dei formaggi locali. Concluso il Grande Progetto, il Parco archeologico di Pompei guarda al futuro e lavora per rivoluzionare la sua offerta

Fonte: ANSA.

5 consigli per acquistare il vino online.
A partire dalla pandemia, comprare il vino online è diventata una pratica quotidiana molto comune, un’abitudine che nel corso degli ultimi anni ha conquistato un gran numero di consumatori in tutta Italia. La quantità di offerte vino online è enorme e non sempre è semplice trovare il miglior vino da acquistare in base all’occasione, oppure trovarlo a un costo accessibile. Molto spesso sono le spedizioni a diventare un problema, questo perché non tutti gli eCommerce garantiscono una spedizione rapida in tutta Italia.

Fonte: Città della Spezia.

STAMPA ESTERA

El salón del vino BWW amplia un 15% sus bodegas.
El evento impulsa la proyección de los caldos españoles El acontecimiento ferial de febrero tendrá un impacto económico de entre 10 y 12 millones de euros. La próxima edición de Barcelona Wine Week (BWW), que tendrá lugar del 6 al 8 de febrero del 2023 en el recinto de Montjuïc de Fira de Barcelona, contará con la cifra récord de 700 bodegas, un 15% más que en el 2022. También habrá 60 denominaciones de origen y otros sellos de calidad. BWW 2023 supera ya el 90% de ocupación. El presidente de BWW, Javier Pagés, afirma que el objetivo es convertir este salón en “la gran referencia del sector vitivinícola español de calidad”. Pagés entiende que BWW “es necesario para el sector para competir a nivel internacional”. El impacto económico del salón es de entre diez y doce millones de euros. Toni Valls, el director general de la organizadora de este salón, Alimentaria Exhibitions, ha manifestado que BWW 2023 “expresará la potencia de un salón que en solo dos ediciones se ha posicionado ya como la feria referente del vino de calidad en España con la mayor oferta del mercado ante los operadores nacionales e internacionales. Destaca su modelo ferial “único, disruptivo y sensorial, generador de experiencias”. También remarca el expertise del equipo organizador de Alimentaria, que “ha sabido lanzar un proyecto generador de contactos profesionales, buscador de oportunidades de negocio y think tank de conocimiento sectorial”. Ante los temores de parte del sector del vino catalán de que el salón pudiera trasladar su sede a Madrid en un futuro, Valls explica que “se considera óptima la localización actual por la gran fuerza de la marca Barcelona en el exterior, y por ser el gran escaparate internacional del vino español”.

Fonte: Vanguardia.

Auge y caída de la mayor potencia del vino del planeta.
Hace 60 años, justo cuando consiguió su independencia, Argelia era el mayor productor y exportador de vino del mundo. La historia de cómo dejó de serlo tiene mucho que ver con los odios postcoloniales y una visión religiosa que impregnó la política. EL profesor Vincent Grégoire ha estudiado cómo se refleja el vino en la obra de Albert Camus, el escritor nacido en Argelia. En `El Extranjero; por ejemplo, Meursalt, el empleado de banca homicida, se echa una siesta antes de ir al trabajo y dice que es «por tomar mucho vino». El alcohol también explica el comportamiento de los habitantes de Orán «en su voluntad de olvidar la peste». No es raro que el vino aparezca en las narraciones de Camus: su padre, su tío y su hermano eran toneleros cuando Argelia era la mayor potencia vitivinícola mundial, un coloso que, en el momento de su independencia (1962), llegó a producir 18 millones de hectolitros en un país donde el 85% de la población era musulmana. La del vino en Argelia es una historia de auge y decadencia de un sector productivo donde la política y las instituciones han tenido mucho que ver. La industria del vino llegó con los franceses, aunque la vid se cultivaba desde tiempos de fenicios y romanos. En 1830, Francia convirtió la zona en su colonia. París tenía la idea de que sus territorios fueran complementarios y no rivalizaran con la producción continental, así que en ellos se explotaba algodón, cacao, tabaco, frutas… En Los patrones de ayer eran los enemigos de hoy y el vino, la bebida del invasor colonialista Argelia sólo se daba bien la vid, pero no había vino, porque los colonos no tenían la tecnología para producirlo, ya que las elevadas temperaturas de hasta 40 grados no permitían alcanzar el grado alcohólico suficiente. Eso fue hasta que, en 1879, se declaró la plaga de filoxera en Europa, diez años después de que el botánico Planchon confirmara la presencia en Francia del insecto que la produce, traído desde Georgia (EE.UU.). Diezmado el viñedo francés, el gobierno impulsó el desarrollo del vino en Argelia. Pasteur había descubierto una técnica -la fermentación en frío- que permitía producir vino en lugares calurosos. Se ofrecieron tierras, expropiadas y expoliadas a los locales, créditos y se impulsó la migración hacia la colonia. Entre 1871 y 1900, 50.000 familias, muchas de las cuales producían vino en Francia y se vieron afectadas por el brote de filoxera, emigraron a Argelia y se adueñaron de 700.000 hectáreas de tierra. De unos 25.000 hectolitros (hl) en 1854, la producción argelina aumentó a 200.000 hl en 1872 y a 400.000 hl en 1880. En 1900, la producción argelina había alcanzado los 5 millones de hl por año y en 1915 se duplicó a 10 millones *** de hl.

Fonte: ABC Empresa.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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Un 2023 di incognite anche per il vino italiano.
Per i vini italiani il 2022 dovrebbe essere in termini di vendite all’estero come un altro anno da primato; il 2023 è, invece, tutto da capire. Incognita importante, quella del prossimo anno per i vini nazionali. Il destino di uno dei comparti certamente più blasonati dall’agroalimentare italiano, non è infatti importante solo per le etichette nobili e note, ma per tutta la produzione che significa posti di lavoro e tutela del territorio. A mettere in fila i numeri più recenti sulle esportazioni vinicole è stata Federvini qualche giorno fa. Ed è proprio dall’analisi dei produttori che si capisce tutta l’attenzione posta per il prossimo futuro. I dati dell’Osservatorio Federvini, curato da Nomisma e TradeLab, indicano un nuovo traguardo per l’export agroalimentare italiano e in particolare per i vini con 8 miliardi di euro (+12% rispetto all’anno precedente), così come per gli spirits (1,7 miliardi di euro). Buono anche il risultato per gli aceti, in particolare balsamici, che vedono chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni (a valore) del 15%.

Fonte: Avvenire.

Il vino abruzzese e i comici che non fanno più ridere.
Ha giustamente creato più di una polemica la frase, contenuta nel trailer dell’ultimo film di Natale di Christian De Sica in cui l’attore, parlando di un vino abruzzese, lo definisce «una m…da». Il presidente della regione e quello del Consorzio per la tutela dei vini d’Abruzzo si sono giustamente arrabbiati. Perché è vero, come dicono, che il vino abruzzese ha delle punte di eccellenza riconosciute a livello internazionale. Ma è vero che la battuta di De Sica sarebbe stata fuori luogo anche riferita ai vini di altre regioni. E non è solo una questione di qualità, i vini possono piacere e non piacere, ma di rispetto nei confronti di chi, quotidianamente, si impegna per ottenere un prodotto che possa competere sul mercato.

Fonte: Domani.

Sarà Matera a ospitare la seconda edizione di «Golden Wine Awards».
La macchina organizzativa è partita lo scorso 15 novembre si sono aperte le selezioni dei migliori vini italiani e internazionali che saranno protagonisti della seconda edizione dei “Golden Wine Awards” di Food and Travel, di scena il prossimo 7 marzo presso l’Unahotels MH di Matera. La serata sarà condotta dall’editore del magazine italiano, Pamela Raeli, e da Marita Spera, autorevole manager di respiro internazionale nel settore della comunicazione. “Nelle passate edizioni ho avuto accanto a me Giuseppe Di Tommaso, giornalista de “La Vita in Diretta”, ma per i Golden Wine ho voluto creare una coppia al femminile per dare un forte segnale di solidarietà fra donne”. Sei le categorie in cui saranno assegnati i riconoscimenti: vini rossi, vini bianchi, vini rosati, vini dolci, spumanti e vini internazionali.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Un vino sostenibile e innovativo.
La testata FoodeWine Italia aggiudica un riconoscimento a Claudio Quarta Vignaiolo Con quattro criteri oggettivi – innovazione, sostenibilità, export e ospitalità – le cantine Claudio Quarta Vignaiolo si aggiudicano un altro prestigioso riconoscimento. La testata di FoodeWine Italia, edizione tricolore della celeberrima testata statunitense, ha infatti riconosciuto il titolo di «migliore cantina dell’anno» alle realtà produttive dell’ex biologo genetista e imprenditore farmaceutico (a capo della prima società di biotecnologie italiana quotata in borsa) ormai da 18 anni – a gennaio prossimo – vignaiolo in Puglia e in Irpinia. Lo “speciale vino” pubblicato sul numero in edicola di FoodeWine Italia, magazine diretto da Federico De Cesare Viola, ha tenuto conto di diversi aspetti.

Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.

Friuli, terra di vini e straordinari sapori.
Si spazia dal prosciutto di San Daniele alla gubana. Innaffiati dai vini dei Colli Orientali Anna Maria Catano • Si selezionano solo materie prime di qualità: i migliori cru e gran cru. Ma non cadete in errore: siamo sì in Friuli Venezia Giulia – terra vocata al bere dove un calice di vino vien sempre prima di qualunque assaggio. Ma stiamo parlando di cacao. La boutique del gusto di Adelia di Fant, a San Daniele del Friuli, è un laboratorio artigianale che mescola il voluttuoso cioccolato ai distillati locali. Un mondo di delizie «nato perché sono golosa», ammette l’infaticabile imprenditrice. Il vassoio della degustazione sazia l’occhio ancor prima del palato. Ogni pralina è creata manualmente: speziata, spiritosa o classica, al pistacchio, alla rosa, al the macha, alla gubanina.

Fonte: Giornale.

Design Calici di stile – Guido Berlucchi Una brand identity da Numero Primo.
Berlucchi vara la sua nuova ‘brand identity’ Italamp: il calice da vino di Danilo De Rossi ‘fa luce’ Carattere, forza, unicità e una qualità sinonimo di Made in Italy Cantina 2022 Gambero Rosso, cresce tra stile e sostenibilità Guido Berlucchi Una brand identity da Numero Primo di Alberto Pieri Carattere, unicità, forza. Elementi distintivi di un’eccellenza che ha fatto la storia dell’italico buon bere. Tratti imprescindibili di una cantina – premiata nell’anno in corso come ‘Cantina dell’anno’ del Gambero Rosso – che trovano una sintesi nel Numero Primo 61 capace di ridisegnare lo stile della nuova ‘brand identity’ del marchio delle bollicine ‘Made in Italy’. 61, anno di nascita del primo Franciacorta proprio nelle cantine Berlucchi, è proprio un Numero Primo che – indivisibile in sé è anche inscindibile dal territorio in cui è nato e dall’origine del suo successo.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Intervista a Enrico Neri – Vignaioli indipendenti, eccellenza in crescita. ll caso delle cantine Neri.
Dopo i maialini Mangalilza, continuiamo il nastro viaggio attraverso i piccali produttori italiani di eccellenze dell’agrifood per scoprire quanta k loro attività siano tutelate e quanta, invece, risentano della concorrenza di grondi aziende spesso meno alleate al prodotto ma più presenti ai tavoli della politica. Questa volta siamo andati in Umbria, nella cantina Nevi in Località Bardana, in provincia di Orvieto. Si tratta di un azienda a conduzione familiare che tramanda un mestiere e un amore perle proprie radici da tre generazioni A guidarci nel bellissimo complesso medievale ristrutturato dalla famiglia, con tanto di grolle etrusche dove invecchia il vira, è il giovane Enrico Neri, terza generazione di vignaioli. Parliamo un po’ della storia di questo posto.

Fonte: La Discussione.

Conto alla rovescia per il nuovo Oltrepò Pavese Docg.
Dal Consorzio di Tutela regole più stringenti per lo spumante Conto alla rovescia per il nuovo Oltrepò Pavese Docg • Conto alla rovescia per il nuovo spumante dell’Oltrepò Pavese. L’assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha approvato la modifica del disciplinare. Le modifiche prevedono tra l’altro la variazione nel nome della denominazione in “Oltrepò Docg Metodo Classico”, la raccolta manuale delle uve, l’istituzione della tipologia Riserva con almeno 48 mesi di permanenza in cantina sui lieviti. «Un importante passo avanti nel segno dell’unità del nostro comparto che in questi anni ha lavorato tanto per trovare soluzioni comuni», spiega la presidente del Consorzio Gilda Fugazza, «non siamo ancora perfetti ma siamo coerenti e attenti alle necessità di un mondo complesso».

Fonte: Libero Quotidiano.

L’anno nero delle bollicine Il brindisi di Natale sarà più caro – Per il brindisi di Natale scarseggiano le bollicine.
Nei supermercati ci sarà meno offerta ›Sempre più richiesti Prosecco, Asti, Trento dietro i rincari c’è anche l’effetto guerra e Franciacorta, ma manca lo Champagne ATTESI INCREMENTI MEDI DEL 10% SULLE BOTTIGLIE DI QUALITA. IL SETTORE VEDE LA RIPRESA DEGLI USA. L’inflazione galoppante e le difficoltà economiche costringeranno le famiglie italiane a tagliare le spese per le feste. Dovendo proprio scegliere, una famiglia su tre preferirà risparmiare sul panettone piuttosto che sul brindisi di fine anno. Il dato emerge dalla ricerca condotta a fine novembre dall’Ovse-Ceves, l’Osservatorio economico cibi e spumanti, struttura indipendente fondata nel 1991 all’Università Cattolica di Piacenza. C’è quindi un pacato ottimismo tra i produttori italiani di bollicine che prevedono di tornare ai consumi pre pandemia Covid.

Fonte: Messaggero.

Speciale territori del vino – Trentodoc, le bollicine del cuore.
È lo spumante italiano più premiato al mondo 12 milioni le bottiglie Trentodoc, 66 le case spumantistiche, 4 le uve del Trentodoc: vendute nel 2021, due associate con il marchio Chardonnay, Pinot Nero, milioni in più del 2020 Trentodoc Pinot Bianco e Meunier Dai vigneti incastonati tra le Dolomiti e il lago di Garda, nasce un vino unico, fine e versatile. Territorio di montagna, uve selezionate, rifermentazione in bottiglia e contatto prolungato con i lieviti, oltre a una grande versatilità di abbinamento: sono le peculiarità dello spumante metodo classico Trentodoc. È in virtù di queste caratteristiche che, secondo i palati più esigenti, le bollicine di montagna rappresentano la scelta ideale nei momenti di convivialità, da gustare in famiglia o con gli amici durante le feste natalizie.

Fonte: Stampa.

Offesa all’Abruzzo: Netflix blocca lo spot di De Sica sul vino – Netflix blocca il video spot con De Sica che offende il miglior vino dell’Abruzzo.
Non è Natale senza Christian De Sica. Ma stavolta il re delle commedie delle festività l’aveva fatta grossa con quella infelice battuta sul vino abruzzese («E una m… ») nello spot di presentazione del film “Natale a tutti i costi”, scatenando le ire di tutti – ma proprio tutti – in questa regione e oltre, sul web i social stampa e tv e così Netflix, la piattafoma digitale in streaming su cui il film sarà trasmesso dal 19 dicembre, e intervenuta e ieri ha bloccato il trailer di “Natale a tutti i costi” con la battutaccia incriminata. Recepite dunque le proteste giunte a tutti i livelli e la diffida legale inviata dal Consorzio tutela vini d’Abruzzo. Ora su Netflix il trailer è bloccato a un fermo immagine, non •e la parte e sopra compaia la scritta “Anteprima non disponibile”.

Fonte: Centro.

Istituita l’Associazione dei viticoltori.
Un progetto nato per valorizzare e promuovere il settore agricolo Istituita l’Associazione dei viticoltori Nei giorni scorsi, l’Aula Consiliare di Palazzo Cutillo ha ospitato la riunione, fase conclusiva di un lungo percorso di incontri iniziato diversi mesi fa, che ha permesso la costituzione dell’Associazione Viticoltori di Solopaca. Gettati gli obiettivi principali che questo progetto si prefigge. Il primo scopo è quello di valorizzare e promuovere le produzioni agricole locali. Ed ancora, la tutela e la promozione del territorio e delle sue tradizioni; La promozione di uno sviluppo socio economico sostenibile; La valorizzazione delle biodiversità; La promozione di tecniche produttive a basso impatto ambientale; La salvaguardia del paesaggio agricolo; la promozione di una leale collaborazione tra i viticoltori nonché tra viticoltori ed altri “stakeholder” (Comune, enti pubblici, Cantine ecc.)..

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

«La vendita del vino Cimento per salvaguardare il territorio».
L’Associazione per Tramonti ha presentato ieri alla mediateca regionale ligure “Fregoso” di via Firenze il resoconto delle attività del 2022 e alcuni progetti per l’anno nuovo all’orizzonte. Dopo i saluti istituzionali, portati dall’assessore comunale Manuela Gagliardi, il convegno si è aperto con la presentazione di “Tramonti”, libro curato da Luciano Cremascoli. «All’interno del volume — ha sottolineato – racconto e descrivo le bellezze e le unicità di questi luoghi, nonché l’attività che l’associazione svolge quotidianamente rivolgendosi alla salvaguardia del territorio, dei terrazzamenti e alla produzione del vino Cimento». Un vino particolare, prodotto sui terreni recuperati.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Un moscato fatto da giovani e vinificato nelle anfore.
I giovani vignaioli crescono, confermando che il territorio del vino più dinamico della Bergamasca è quello dei colli occidentali compresi tra la Riviera di Pontida ed il Monte Canto. Dalle terrazze vitate appena sopra l’abitato di Mapello, provengono le uve che Paolo Rusconi vinifica presso la Cantina di Pontida. Quelle di moscato giallo danno origine all’Anfitea (ha vari significati, non ultimo l’uso delle anfore perla vinificazione). Le sensazioni aromatiche sono ben controllate, così il tipico finale amaro del vitigno. Ben fatto e molto piacevole.

Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.

La svolta Carne e vino salvi «Un successo fondamentale».
L’ex ministro dell’agricoltura: «Premiati il nostro gioco di squadra e un impegno lungo e tenace» Nutriscore, è ancora battaglia “Ma i consumatori vanno informati, non presi in giro…”. «L’Italia ottiene un importante successo in Europa, a difesa dei propri prodotti e della dieta mediterranea. Sono orgoglioso di aver contribuito al lungo lavoro che ha convinto la Commissione Ue ad escludere carne e vino dagli alimenti dannosi per la salute». Ex ministro ed ex sottosegretario dell’allora dicastero per le politiche agricole, alimentari e forestali, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio commenta così l’approvazione in sede europea del documento che, escludendo carne e vino dalla lista degli alimenti dannosi per la salute, garantisce il mantenimento delle risorse da destinare alla loro promozione.

Fonte: Provincia – Cremona.

L a «vendemmia in città» ritorna in vista di Natale.
L’evento di promozione dei vini del territorio si chiama «Grapes in Town – Xmas edition» Salvatore Ardini • Visto il grande successo dell’edizione scorsa, conclusasi il 7 novembre, torna la vendemmia a Torino: si tratta di «Grapes in Town», l’evento dedicato alla promozione delle eccellenze vitivinicole piemontesi, pronte a rilanciarsi con uno speciale di Natale. La manifestazione questa volta si chiamerà infatti «Grapes in Town – Effetto Bio – Xmas edition». Promosso da Regione Piemonte e Visit Piemonte, per tutto il mese di dicembre l’evento offre un ricco calendario di appuntamenti per poter (ri)scoprire, durante la magia delle feste, il Piemonte in un bicchiere di vino. «Ogni anno cerchiamo di alzare l’asticella della qualità – sottolineato l’assessore alla Cultura Turismo e Commercio della Regione Piemonte Vittoria Poggio.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

I sommelier sardi: «Omaggio a una terra che produce vino».
Presentata a Cagliari la guida “Vitae” I sommelier sardi: «Omaggio a una terra che produce vino» Il rosso la fa ancora da padrone, ma aumentano gli spumanti rosè Un mondo in continua evoluzione, con le radici (di vite) ben piantate nel territorio. E quello raccontato dai sommelier in “Vitae”, la Guida Vini 2023: un volume di oltre 1320 pagine, curato nei minimi dettagli, che scatta la foto del settore vinologico italiano, mostra le linee di tendenza per il futuro e assegna premi e riconoscimenti. Con gli esperti che prendono per mano anche chi non lo è e lo accompagna molto al di là del confine del vetro di un bicchiere. La presentazione Il metro di giudizio sono i sensi, ai quali si sommano le esperienze che agni sorso è in grado di evocare. Una “bibbia” per tutti gli appassionati di vino, che ieri è stata presentata nel salone all’ultimo piano del palazzo della sede centrale del Banco di Sardegna, a Cagliari. A fare gli onori di casa il presidente dell’Associazione italiana sommelier della Sardegna, Antonio Furesi: «Siamo arrivati alla nona edizione.

Fonte: Unione Sarda.

Fiera, dieci milioni di indotto «Diventerà polo del Prosecco».
Ieri la prima giornata con un più 30 per cento di presenze, oggi l’inaugurazione L’amministratore Alberto Nadal: «Valutiamo sinergie anche con Verona». Le Fiere di Santa Lucia di Piave hanno un indotto di oltre 10 milioni di euro. Tanto producono i 300 espositori che da ieri propongono il meglio della loro attività per l’agricoltura ed i settori affini. «Da qui vogliamo partire — afferma, guardando avanti, l’amministratore unico Alberto Nadal — per consolidare questa rassegna, giunta alla 1362esima edizione, magari caratterizzandola in futuro come la prima fiera del Prosecco, di tutto ciò che serve per la sua produzione, quindi la prima fiera della sostenibilità, delle Colline Unesco del Prosecco». «E in questo senso — ammette Nadal — stiamo scrutando l’orizzonte della Fiera Agricola internazionale di Verona per verificare quali sinergie si potranno attivare». Ieri dunque è stato il primo giorno di apertura della Fiera, che ha fatto registrare un più 30 per cento di presenze rispetto al primo giorno dell’ultima edizione, ospite anche il direttore dell’importante fiera agricola slovena “Agra” Boris Nicolas Erjavec.

Fonte: Tribuna Treviso.

La “Cantina Tempere” di Filippo Pica ottiene il sigillo “Doc Italy” al Campidoglio.
Doc Italy in più di sette anni di lavoro ha selezionato le migliori realtà artigianali Made in Italy che si impegnano a realizzare prodotti agroalimentari di eccellenza seguendo come principi guida qualità e passione per il proprio territorio. In questa elité entra a far parte anche un produttore di vini del Vallo di Diano. Si tratta di Filippo Pica della cantina Tempere, realtà consolidata e gustosa tra Sant’Arsenio e San Pietro al Tanagro, molto soprattutto a Roma. I Vini Tempere durante una cerimonia in Campidoglio hanno ottenuto il sigillo di “Doc Italy selection”.

Fonte: Italia2Tv.

“Natale in Cantina 2022” a Tuglie.
“Natale in Cantina 2022” è la rassegna natalizia, organizzata dall’Associazione Culturale “Festival Nazionale del Libro” e “Cantina Peparussu – Casa delle Tradizioni” in collaborazione con il Salento Book Festival, per far vivere un Natale all’insegna della condivisione. Gli appuntamenti sono in programma dal 16 dicembre 2022 al 6 gennaio 2023, tra “Cantina Peparussu – Casa delle Tradizioni”, la Chiesa Madre e la Chiesa delle Anime a Tuglie.

Fonte: Virgilio.

VINO E CIOCCOLATO, TRE DELICATE FASI IN COMUNE PER TIRARE FUORI LA VERA ANIMA.
Tre processi cruciali, da seguire con cura ed attenzione, per esaltare le note aromatiche intrinseche del cacao e rendere il cioccolato di altissima qualità. È il segreto per un cioccolato “da degustare e non da ingurgitare” secondo Beatrice Rosa, aquilana, socia di Fabrica de Chocolate Momotombo, del Nicaragua. Nel 2018, Beatrice di ritorno da esperienze nella cooperazione internazionale, decide di lanciarsi nell’iniziativa imprenditoriale avviata con alcuni amici nel paese centroamericano. “Siamo cresciuti moltissimo in questi anni – racconta a Virtù Quotidiane – perché da allora abbiamo conquistato tanti clienti alleati, i nostri rivenditori che hanno fatto la differenza, che hanno creduto in noi e hanno saputo spiegare il nostro cioccolato.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Perché la battuta di Christian De Sica sul vino abruzzese non è accettabile.
Ha sollevato molte polemiche la frase su un vino abruzzese pronunciata dall’attore romano nel trailer del film Netflix “Natale a tutti i costi”. Il commento del direttore de il Gusto Luca Ferrua in questo video-editoriale.

Fonte: Repubblica TV.

5 regali a tema vino per l’amico sommelier.
Accessori tradizionali, tool tecnologici e manuali da studiare: ecco come fare bella figura con gli appassionati di degustazioni. C’è chi, del vino, apprezza l’aspetto più conviviale dato dalla condivisione di un buon calice con gli amici e chi, dopo averlo studiato, sviluppa una passione viscerale per i tecnicismi. Quando non si è esperti, ma si ha un amico sommelier nella propria compagnia, farsi venire una buona idea per un pacchetto ragionato da far trovare sotto l’albero potrebbe non essere semplice. Proprio per questo, nelle prossime righe abbiamo raccolto cinque regali a tema vino con cui andare sul sicuro ed essere certi di fare bella figura.

Fonte: Esquire.

Per l’Ue vino e carne non sono alimenti dannosi, Pentassuglia: “Un’ottima notizia, è prevalso il buon senso”.
La Commissione europea conferma il vino e la carne nella lista dei cibi non dannosi e li inserisce nell’elenco dei prodotti beneficiari ogni anno delle risorse destinate alla promozione sui mercati esteri. “Un’ottima notizia – commenta l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia – per due importanti segmenti dell’agroalimentare che rischiavano non solo di essere tagliati fuori dai finanziamenti europei dedicati, ma anche di essere considerati ingiustamente nocivi per la salute umana.

Fonte: Giornale di Puglia.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 10 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Accordo Ue-Cile: tutelati 200 prodotti Dop e lgp.
Accesso più facile a materie prime strategiche per il Green Deal come il litio per le batterie, e tutela in Cile per tutti i vini e liquori e oltre duecento prodotti europei Dop e Igp, di cui quasi un quinto italiani. Sono alcuni dei risultati ottenuti dall’Unione Europea nell’ambio dell’accordo che rafforza le relazioni commerciali tra l’Europa e la quinta economia dell’America Latina, firmato ieri a Bruxelles. L’accordo aggiorna il precedente quadro per gli scambi, siglato 20 anni fa, nel 2002, ed è il primo a includere impegni di adesione agli standard dell’Organizzazione internazionale del lavoro e all’accordo di Parigi sul clima.

Fonte: Avvenire.

Vini abruzzesi, un caso la gag di De Sica.
Il film di Netflix Vini abruzzesi, un caso la gag di De Sica Una battuta sgraditissima. Il Consorzio Tutela vini d’Abruzzo ha diffidato legalmente Netflix dopo la gag presente nel trailer del film «Natale a tutti costi» in cui Christian De Sica, parlando di una bottiglia di un vino abruzzese la definisce «’na m…». Il presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi, parla di «umorismo becero». Dalla piattaforma Netflix sarebbe stato già rimosso il trailer «incriminato»; nella diffida era stato chiesto anche che fosse sospesa la programmazione del film, prevista dal rg dicembre.

Fonte: Corriere della Sera.

Brindiamo!.
Preparate i calici: c’è da festeggiare. Con dieci proposte brillanti. E piatti “da sposare” Ferrari Maximum Blanc de Blancs 26 euro. Un Trento Doc di sole uve Chardonnay, fresco e di grande finezza II finale regala sfumature di agrumi e sensazioni minerali Super con il pesce (anche i carpacci). Altemasi Trento Doc Pas Dosé 38 euro. Delicate note floreali di ginestra lo rendono più complesso. Equilibrato e intenso, ha un finale “ammandorlató . Perfetto oon i crostacei e il pesce arrosto. di Cristiana Pozzi Brolo Carnpofiorin Oro Rosso Verona Igt Masi 17,60 euro. Secco, ricco, vellutato. Elegante. Un rosso di raro eclettismo: si abbina a pasta con sughi di carne o funghi, risotti, carni rosse… Simoncelli Brut Trento Doc 23 giuro ca. Questo blanc de blancs ha un profumo intenso e gradevole che ricorda i frutti delicati a polpa bianca. Equilibrato e versatile, dall’aperitivo agli eventi..

Fonte: Io Donna.

Vino e carni, aiuti Ue salvi A gennaio la partita vera.
Vino e carni non sono state automaticamente escluse dagli aiuti europei alla promozione dei prodotti agroalimentari, perché ritenuti dannosi. E la cosa ha fatto esultare il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha dichiarato: «E’ una vittoria che abbiamo ottenuto lottando con determinazione a difesa delle eccellenze italiane. E adesso ci sono anche più risorse economiche per le indicazioni geografiche con altri due min di euro, come avevamo chiesto. Il nostro nuovo approccio paga». In effetti, fin dal suo insediamento e come primo atto del suo mandato, il ministro aveva contrastato l’esclusione dei due comparti dagli aiuti Ue alla promozione, esprimendo voto contrario alla bozza di proposta della commissione. Due giorni fa il programma promozionale per il 2023 è passato col voto favorevole di 18 paesi su 27, l’astensione di Francia e Germania e il voto contrario dell’Olanda; il budget ammonta a 186 min di euro tra sovvenzioni e appalti.

Fonte: Italia Oggi.

In cantina – Château Latour, deboli le magnum.
Ribasso medio alle aste del 5,7% per le 30 annate in bottiglia da un litro e mezzo Château Latour, deboli le magnum di Cesare Pillon e bottiglie magnum di Château Latour che sono state quotate sia alle aste dei primi nove mesi di quest’anno sia a tutte le aste dell’anno scorso sono di 30 annate, cioè parecchie. Esse forniscono perciò una documentazione piuttosto abbondante del fatto che nel 2022 Château Latour, nelle bottiglie da un litro e mezzo, è incappato nel ribasso, al contrario di quel che gli è successo nelle normali bottiglie da 75 centilitri i cui prezzi, come s’è visto nelle due precedenti puntate, si sono evoluti all’insegna dei rialzi, pur sedi misure molto diverse a seconda della vecchiaia delle annate.

Fonte: Milano Finanza.

Il vino senza.
Si chiama dealcolato, perché dopo un processo di osmosi inversa gli è stata tolta ogni gradazione alcolica. Difatto è un nuovo modo di bere, che potrebbe strappare quote di mercato ai soft drink. Sul banco di degustazione sono affiancate cinque bottiglie: un bianco, un rosato, un rosso “superiore”, uno spumante extra dry, uno spumante extra dry rosé. Accanto a ognuna, i calici per la prova. Al primo assaggio il migliore risulta essere l’extra dry, il meno convincente il rosso, ma prima di proseguire con qualsiasi commento è necessario sottolineare una cosa: su nessuna delle bottiglie allineate c’è scritto “vino”. Su ognuna, invece, in grandi caratteri dorati è impresso “0.0” che ne indica il contenuto alcolico. L’etichetta sul retro recita: “ingredienti: bevanda analcolica ottenuta della dealcolazione totale del vino; mosto d’uva”. Eccolo qua, il vino analcolico, il vino-non vino, quello che s’è meritato un recente strale dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: »Ora, se il vino è fatto con l’alcol, lo chiami vino.

Fonte: Repubblica D.

«Vino dealcolato, occasione da cogliere».
Nuove frontiere. Per Federvini e Uiv non bisogna perdere un’ opportunità che aprirebbe spazi tra i giovani e in aree di mondo dove gli alcolici sono vietati per motivi religiosi. L’Italia è il principale produttore mondiale di vino ma c’è una contrazione del mercato 6 II consumo di alcol pro capite ha subito un decremento annuo del 3,2% in Italia, -1,8% in Gb e -1,4% in Francia Giorgio dell’Orefice Va bene la sovranità alimentare, un principio che risponde all’esigenza dei paesi di essere autosufficenti in un’ottica di sicurezza alimentare. Ma attenzione alle battaglie identitarie. Inseguire il mantra della tradizione rischia di chiudere le porte a nuove frontiere che invece possono indicare linee di sviluppo futuro. È quello che sostengono le principali imprese del mondo delvino made in Italy a proposito della tendenza abollare come un’eresia la prospettiva del vino dealcolato, ovvero del vino senz’alcol o con un minore contenuto alcolico.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Feste & vini bere bene.
Prima di farci entrare nel festoso mondo delle bollicine di Natale, il grande esperto lancia il suo spassionato “appello”: «È ora di tornare allo stile rétro: basta vino in flute ma solo nella coppa classica», spiega Luca Gardini, il romagnolo indicato da molti il miglior sommelier al mondo. «Perché la coppa apre i prof umi, riesce a mantenerli integri senza “spaccarli”, e consente ai vini di ossigenarsi in maniera lineare. Anche a livello di fascino, beh, la coppa dà dieci giri alla flute». Gardini, partendo dalle basi: perché le bollicine rappresentano il vino delle Feste per definizione? «Semplicissimo. Intanto che cosa ne sarebbe del classico botto? Che cosa ne sarebbe con una bottiglia di fermo? Le bollicine mettono brio, ispirano felicità, stappare è sintomo di occasione ludica.

Fonte: Sport Week.

Consorzio Vini, si va all’Assemblea.
Il Presidente Teresa Bruno ha convocato l’Assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, in seduta ordinaria, per il giorno 23 dicembre 2022 in prima convocazione alle ore 6,30 ed in seconda convocazione per il giorno 27 dicembre 2022 alle ore 16,30 presso la sala Blu del Complesso Culturale Carcere Borbonico – Piazzetta De Marsico Avellino, per discutere e deliberare del seguente ordine del giorno: Comunicazioni del Presidente; Approvazione Bilancio Preventivo 2023; Attività Consortile di promozione, vigilanza, tutela e salvaguardia denominazioni DOP di cui al Decreto MIPAAF di Riconoscimento n. 69830 del 27 settembre 2017, pubblicato sul Teresa Bruno la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie generale n 243 del 14 ottobre 2017 e successivo rinnovo e altre attività fieristiche e promozionali, aggiornamenti e deliberazioni conseguenti Infine il Progetto SIVITIS e varie ed eventuali.

Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.

Un anno da record per l’Enoteca regionale.
Oltre 50mila le presenze registrate quest’anno, superando di oltre 10mila ingressi la quota del 2021. Il 2022 si sta definendo come un anno da record per l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna. Stiamo parlando dello spazio allestito all’interno della Rocca di Dozza, sede, tra l’altro, della mostra e punto vendita ufficiale della produzione vitivinicola che da Piacenza arriva fino alla provincia di Rimini. Un anno positivo, in termini di presenze, e gioco forza di vendite, di quel nettare di Bacco che tanti sforzi sta facendo in questi ultimi anni in termini di miglioramento della qualità e visibilità a livello nazionale e internazionale. I numeri «Possiamo tranquillamente affermare di essere arrivati a superare le 50 mila visite in questo 2022 per i nostri spazi.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Degustazioni in programma nei prossimi due weekend.
Anche nel mese di dicembre Enoteca Regionale non abbandona gli appassionati che ogni settimana vogliono scoprire, assaggiare e acquistare i vini della regione. In programma, infatti, ci sono ancora diversi appuntamenti che si affiancano alle tradizionali aperture quotidiane. Prosegue, infatti, “InCantina con…”, il sabato dalle 11 alle 15 e la domenica dalle 11 alle 18, in cui è possibile abbinare i vini della cantina protagonista del fine settimana con un percorso gustativo fatto di prodotti tipici e piatti della tradizione. Prossimo protagonista sarà la Tenuta Bacana di Villa Vezzano oggi e domani, mentre Fattoria Monticino Rosso di Imola sarà presente il17 e il 18 dicembre.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Il vino perfetto per fare centro alle cene.
Non è detto che un buon vino costi cifre proibitive: è sempre bene chiedere un suggerimento a un esperto Chi, invece di puntare sulla tradizione culinaria, preferisce donare un cesto di Natale in cui a farla da protagonista sia il vino, può seguire alcuni semplici suggerimenti, in modo da fare un figurone senza spendere eccessivamente. La prima dritta per l’acquisto è conoscere bene i gusti del destinatario del regalo. Infatti, anche se una bottiglia di vino pregiato viene generalmente apprezzata, conoscere le inclinazioni della persona a cui dovremmo fare questo dono può essere un punto a nostro vantaggio.

Fonte: Nuova Ferrara.

Tre nuovi corsi dopo le medie: liceo musicale, viticoltura e biotecnologie sanitarie.
II liceo musicale partirà all’Artistico “Nervi-Severini’; nella foto con il preside Gianluca Dradi gli otto studenti recentemente premiati alla prima edizione del concurs° artistica promosso dal gruppo sanitario Ravenna 33 La proposta delle scuole superiori in provincia di Ravenna si arricchisce di tre nuovi corsi. Due su Ravenna e uno su Faenza, due a partire dal prossimo anno scolastico 20232024 e l’altro da quello successivo. L’istituto agrario “Perdisa” di Ravenna punta a soddisfare una richiesta dal mondo vinicolo con un percorso in “Viticoltura ed enologia”. L’istituto tecnico “Oriani” di Faenza ha accolto la richiesta di attivazione di un percorso in “Biotecnologie sanitarie” pervenuta dalle imprese faentine del settore biomedicale e dai percorsi universitari faentini in ambito medico sanitario.

Fonte: Ravenna & Dintorni.

Riomaggiore – Bonanini nel video ideato da Slow Food. È un “eroe del cibo”.
I terrazzamenti a strapiombo sul mare, i filari dellevitibattuti dal vento e dalla salsedine marina. E’ il territorio aspro e difficile delle Cinque Terre, dove chi produce vino porta avanti, con fatica, la tradizione dei nonni e degli antenati che per secoli hanno lavorato questa natura umanizzata, praticando quella che da Slow Food è stata definita la viticoltura eroica. Heydi Bonanini, viticoltore non convenzionale, della cantina Possa di Riomaggiore, con i suoi filari a picco sul mare ha ricevuto il premio perla viticoltura sostenibile, inserita nella Guida Slow Wine 2023, ma è anche protagonista del video “Food Heroes”, realizzato da Slow Food per la «Settimana della Cucina Italiana nel mondo», promossa dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Il Percorso Divino è finalmente realtà e mette in mostra il bello del territorio.
Itinerario di 13 chilometri tra Sondrio e Castione: una proposta per residenti e turisti Il Percorso DiVino è finalmente realtà e mette in mostra il bello del territorio. Un itinerario di 13 chilometri in sei tappe, tra Sondrio e Castione, per immergersi in un contesto enogastronomico, storico e religioso di rara bellezza, fra i terrazzamenti vitati della costiera retica. Un anno dopo essere stato finanziato sul bando Viaggio in Lombardia, il progetto Percorso DiVino, promosso dalle due Amministrazioni comunali, è diventato una proposta rivolta a residenti e turisti, adatta in tutte le stagioni. La rete di percorsi già esistente è stata dotata di segnaletica e servizi a comporre un anello in sei tappe che si completa a piedi in circa tre ore e mezza. Parapetti hanno messo in sicurezza i sentieri nella zona della Sassella che s’intersecano con le vigne, sono state installate delle panchine e su vecchi edifici sono stati affissi dei pannelli che raccontano la storia e le tradizioni locali.

Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.

Nosio: fatturato record, l’utile tiene.
Ricavi oltre i 135mi1ioni 3 milioni agli azionisti Rigotti: «Crescita significativa in considerazione della situazione economica». Sotto la prima nevicata della stagione, che tutti sperano propiziatoria per la prossima stagione in campagna tra i filari, Nosio – la società del Gruppo Mezzacorona perla commercializzazione dei prodotti e per gli investimenti – brinda al miglior fatturato di sempre ed ad un utile che, pur non toccando i livelli del 2018 e 2019 (3,4 milioni), è pur sempre sopra i 3 milioni di euro. All’assemblea che si è tenuta al PalaRotari il presidente Luca Rigotti, il direttore generale del Gruppo Francesco Giovannini ed il direttore di Nosio Stefano Fambri hanno illustrato dati significativi, specialmente in considerazione della situazione congiunturale. Fatturato, record storico. Al 31 luglio 2022, giorno di chiusura del bilancio, il fatturato ha toccato il record di 135,4 milioni di euro in aumento dell’8,04 per cento rispetto ai 125,4 del 2021 e addirittura del +36,1 per cento rispetto al 2011.

Fonte: Adige.

La Cappuccina «cantina memorabile» per Il Golosario.
«Vini che hanno sfidato il tempo» La Cappuccina «cantina memorabile» per Il Golosario Annodi riconoscimenti peri Soave dell’azienda dei fratelli Tessari a Costa lunga di Monteforte •• La Cappuccina, azienda produttrice di Soave doc e di vini biologici a Costalunga di Monteforte d’Alpone, rappresenta il Veneto tra le 21 cantine memorabili 2022 d’Italia individuate da Paolo Massobrio e Marco Gatti per Il Golosario e Golosaria. La cantina è stata selezionata per «vini che hanno sfidato il tempo, facendo riaffiorare i ricordi», riferiscono la motivazione Elena e Sisto Tessari. Quest’anno i due produttori, che gestiscono l’azienda con il fratello Pietro, hanno più motivi per essere soddisfatti. La Cappuccina ha ottenuto, infatti, due bicchieri della guida del Gambero Rosso su quasi tutti i suoi vini e quattro stelle della guida Vini buoni d’Italia per tre su quattro Soave doc.

Fonte: Arena.

Prosecco, le bollitine del monastero – Il prosecco delle suore «Molto più di un vino».
Vittorio Veneto Le suore: «Così paghiamo lc bollette» Prosecco, le bollicine del monastero. Il Prosecco delle suore di clausura Borsoi a pagina XVII Il prosecco delle suore «Molto più di un vino» ? Docg, biologico e sostenibile, prodotto in 5mila bottiglie. Zaia: «In ognuna un condensato di vita del monastero». La badessa: «Così paghiamo le maxi bollette» AL DEBUTTO ANCHE IL VESCOVO PIZZIOL0 E MARINA MONTEDORO. SARAH DEI TOS: «A MARZO DEGUSTAZIONI NELLA BARCHESSA». «Quello che facciamo. pregare e lavorare, dentro a una bottiglia». Presentato ieri mattina il Prosecco docg biologico prodotto dalle monache di clausura del monastero cistercense dei Santi Gervasio e Protasio, a San Giacomo di Veglia, grazie alla sinergia con l’azienda vitivinicola La Vigna di Sarah.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Ecco il prosecco delle monache «Ci serve per pagare le bollette».
Debutta il Superiore Docg Abbazia prodotto nel monastero di clausura di Giacomo di Veglia Ecco il prosecco delle monache «Ci serve per pagare le bollette» LA STORIA e bollette del monastero sono schizzate da 4 mila euro a 20 mila. Im/ maginarsi se per sopravvivere le 24 monache di clausura di Giacomo di Veglia, Vittorio veneto, non possono cimentarsi anche nella produzione di 5 mila bottiglie di prosecco Docg. Prosecco bio, ben s’intende. «Anche questa è custodia del Creato» commenta, infatti, un’entusiasta Mine Pereira Ghammachi, la badessa più giovane d’Italia. «Dobbiamo pur vivere. Anche se il nostro primo compito è la preghiera». È il vescovo stesso, Corrado Pizziolo, a benedire la produzione: «Ora et labora — ricorda il motto di San Benedetto – . Eda questa regola le sorelle non si discostano». Ieri mattina, dunque, la storica clausura s’è aperta.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Ecco il Prosecco delle monache «Così paghiamo le bollette del gas» – Le monache di clausura «Con il nostro Prosecco pagheremo le bollette».
Madre Aline Pereira con il Prosecco biologico del monastero di San Giacomo Ha debuttato ieri il Superiore Docg Abbazia prodotto nel monastero In vendita 5.000 bottiglie. Gli elogi di Zaia, Pizziolo e Montedoro Le monache di clausura «Con il nostro Prosecco pagheremo le bollette» e bollette del monastero sono schizzate da 4 mila euro a 20 mila. / Immaginarsi se per sopravvivere le 24 monache di clausura di San Giacomo non possono cimentarsi anche nella produzione di 5 mila bottiglie di prosecco Docg. Prosecco bio, ben s’intende. «Anche questa è custodia del Creato» commenta, infatti, un’entusiasta Mine Pereira Ghammachi, la badessa più giovane d’Italia. «Dobbiamo pur vivere — sospira -. Anche se il nostro primo compito è la preghiera».

Fonte: Tribuna Treviso.

“Rive di San Giovanni” celebra i 70 anni di Cantina Produttori Valdobbiadene.
Con la sua elegante confezione viola, il Rive di San Giovanni Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Millesimato 2021 è un’edizione speciale che nasce in una piccola frazione di Valdobbiadene (Tv). Per celebrare i 70 anni della Cantina Produttori Valdobbiadene nasce un’edizione speciale dedicata alle Rive di San Giovanni, toponimo della piccola frazione di Valdobbiadene (Tv) dove sorge la sede aziendale. Si tratta di un Prosecco Superiore Docg Millesimato che riposa sui lieviti 70 giorni, prodotto in soli 4mila esemplari esclusivamente in formato Magnum, confezionato in un elegante astuccio di colore Very Peri, scelto dal Pantone Color Institute come colore dell’anno 2022.

Fonte: Italia a Tavola.

Le cantine del Piemonte lasciano 44 Impronte.
Presentata a Milano l’ultima fatica di Go Wine, una selezione di 830 cantine e oltre 4500 vini. Sono 251 le etichette che hanno meritato il massimo riconoscimento, l’Impronta d’eccellenza. Al vertice di Cantine d’Italia si conferma la Toscana, con 53 impronte, ma il Piemonte resta saldo al secondo posto con 44, davanti al Veneto con 35. Tre gli elementi fondamentali per premiare una cantina: il sito in cui è posizionata, l’accoglienza nei confronti del pubblico, la qualità della proposta nel tempo. Una Guida pensata per i turisti del vino, li invita a camminare l’Italia del buon bere, racconta e scrive delle diverse etichette partendo proprio dalla cantina.

Fonte: Zipnews.it.

L’Ue rimuove vino e carne rossa dalla black list, vince il made in Italy.
Nella nuova bozza di programma 2023, votata dalla maggioranza degli Stati membri, i prodotti non subiranno penalizzazioni finanziarie nella promozione. Assoenologi: “Netto cambio di rotta che ci fa guardare al futuro con maggiore serenità”. Il vino e la carne rossa non sono più nella “black list” dell’Unione Europea dei cibi considerati dannosi per la salute, e non subiranno penalizzazioni nella promozione dello stile di vita europeo: questi prodotti inizialmente erano stati tagliati nelle bozze di programma per il 2023. “L’Italia ottiene un importante successo in Europa, a difesa dei propri prodotti e della dieta mediterranea. Sono orgoglioso di aver contribuito al lungo lavoro che ha convinto la Commissione Ue a escludere carne e vino dagli alimenti dannosi per la salute”, punta il faro con plauso sulla notizia, su Twitter, Gian Marco Centinaio (Lega), vicepresidente del Senato e già ministro e sottosegretario delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Fonte: La Repubblica.

Vino in plastica? Il parere dell’enologo.
È di questi giorni la proposta lanciata dall’imprenditore trevigiano Gianfranco Zoppas di confezionare vino di qualità in bottiglie di plastica per ridurre l’impatto ambientale. Il vino in bottiglia di plastica, in realtà, esiste già da tempo, ma finora è stato utilizzato per vini di primo prezzo. “Non dubito che la bottiglia di plastica possa conservare inalterato il contenuto, anche fosse vino di qualità – afferma l’enologo Valentino Ciarla. – Il punto è che il vino è un bene edonistico, dove qualità e valore non sono elementi misurabili in modo meramente scientifico. È quindi un bene voluttuario, non un prodotto commodity, sono ormai lontani i tempi del vino-alimento”.

Fonte: Corriere del Vino.

“Dobbiamo ancora capire il vero valore del vino italiano. Basta complessi di inferiorità”.
Le riflessioni del produttore (in Puglia) e anchorman n. 1 d’Italia, Bruno Vespa, da “Oscar del Vino” by Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda. Le riflessioni del produttore (in Puglia) e anchorman n. 1 d’Italia, Bruno Vespa, dall’“Oscar del Vino”della Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda. “Fare squadra è quello che ci manca, dobbiamo smettere di vendere a prezzi bassi, perchè meritiamo i prezzi più alti, per la nostra qualità. Quando avremo fatto questo, non ci saranno più problemi e timori nel comunicare marchi e territorio anche in tv, dove oggi non avviene. In 15 anni nelle mie trasmissioni ho invitato solo due produttori, Angelo Gaja e Piero Antinori”.

Fonte. WineNews.

STAMPA ESTERA

Comment Vignobles Gabriel & Co fait face à la crise qui rebat les cartes dans le Bordelais.
Avec son mode d’organisation original sinon unique dans le vignoble bordelais, le collectif Vignobles Gabriel e Co, qui s’est organisé pour rester maitre de sa production et de sa commercialisation, fait face à la crise en mettant l’accent sur de nouveaux marchés. Embryonnaire avec la vente directe aux particuliers, plus classique par le canal des cafés-hôtelsrestaurants. Dans un contexte commercial désormais très tendu, le collectif de vignerons Vignobles Gabriel e Co, à Saint-Aubin-de-Blaye, en nord Gironde, tout près de la Charente-Maritime, a décidé d’explorer de nouveaux débouchés. C’est dans cette stratégie *** que s’inscrit l’ouverture cet été, tout près du siège social, de la. boutique « de proximité » baptisée « Chai Gabriel e Co ». Cette boutique est un premier essai qui se poursuit et pourrait faire école. Vignobles Gabriel e Co y propose trois types d’offres : des = ventes spéciales », avec des vins et millésimes existants en très petites quantités, des « cuvées identitaires » faites notamment à partir « d’assemblages particuliers », et des « vins de saison », en blancs, rouges ou rosés. Essayer de capter une clientèle plus locale Dans tous les cas ce collectif du Blayais, qui ressemble ä une coopérative sans en être une, ne jouera pas sa chemise dans cette opération, qui semble avoir été pensée par un coach en développement durable alors qu’elle est plutôt le fruit du bon sens. “Nous avons installé cette boutique, qui est au bord d’une route touristique, dans un espace de 50 mètres carrés qui fait partie d’un entrepôt qui ne nous sert plus. Une boutique que nous avons équipée avec du matériel de récupération, qui a été ouverte en août dernier et qui nous a coûté zéro investissement” cadre ainsi Pauline Réaud, directrice marketing et communication de Vignobles Gabriel e Co. Malgré son coût très réduit, cette opération avait vocation à aller au-delà des vacances d’été. “Avec. les touristes les ventes ont bien fonctionné. Aujourd’hui nous essayons de capter une clientèle plus locale. Nous discutons de la qualité du vin et du packaging avec les consommateurs, Mäis capter une nouvelle clientèle ne se fait pas du jour au lendemain” relève Pauline Réaud. Une stratégie qui repose sur le château et le vigneron *** Le collectif souligne qu’il fédère, en plus des Bordeaux et Bordeaux Supérieurs, des vignerons représentant un très grand nombre d’appellations typiques de la rive droite, qu’il s’agisse de Blaye Celtes de Bordeaux, Côtes de Bourg, Castillon Côtes de Bordeaux, Montagne Saint-Emilion ou encore Puisseguin Saint-Emilion… Ses 34 vignerons, qui confient tout ou partie de leur production au collectif, vendent six millions de cols par an et ont fait le choix de contrôler eux-mêmes leur politique commerciale et de ne pas s’en remettre à la vente de vin en vrac et aux négociants.

Fonte: Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 9 dicembre 2022!

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Carne e vino non sono «dannosi per la salute» – Carne e vino «non dannosi per la salute» L’Italia esulta per l’ok dell’Ue ai sostegni.
L’Italia esulta. per l’ok dell’Ue ai sostegni. Voto favorevole al programma 2023: previsti fondi per la promozione anche di prodotti finora esclusi. Lollobrigida: «Vittoria ottenuta lottando a difesa delle nostre eccellenze» Soddisfatte le organizzazioni agroalimentari. Il vino e la carne potranno beneficiare dei sostegni europei per la promozione dei prodotti agroalimentari. Queste due categorie di alimenti, infatti, sono state eliminate dalla lista Ue di quelli ritenuti dannosi alla salute. Il voto favorevole al programma 2023 relativo ai sostegni per la promozione dei prodotti agricoli (186 milioni tra sovvenzioni e appalti), è arrivato nella tarda serata tra mercoledì e giovedì. Rispetto alla proposta precedente, presentata a ottobre, la Commissione ha cancellato il sottocriterio di ammissibilità ai finanziamenti che dovevano essere di preferenza indirizzati a incoraggiare diete basate su vegetali. Era questa versione ad escludere le carni e i vini.

Fonte: Avvenire.

Nei rifugi o sulle tavole di Natale I calici che raccontano una terra.
Non arriva dallo Spazio. E semplicemente un Ì buongustaio che ama viaggiare lungo le rotte del buon vino. Parlando di bollicine, il discorso non cambia. Benvenuti in Trentino, dove le sessantasei case spumantistiche dell’Istituto Trentodoc — fondato nel 1993 e che raggruppa, attraverso un rigido disciplinare di produzione, le case vitivinicole —, sono pronte a farsi conoscere in occasione delle festività natalizie. Dove andare e cosa vedere? Impossibile sbagliare: c’è un’app, Trentodoc (scaricabile gratuitamente e disponibile su App Store e Google Play), pronta a geolocalizzare tutto ciò che serve, tra percorsi culturali, naturalistici ed enogastronomici. E magari anche le 94 vette trentine che superano i 3000 metri. Si parte.

Fonte: Corriere della Sera.

I brindisi giusti per le feste La nuova guida.
La top list di Essi Avellan con Lantieri de Paratico Una nuova guida del Corriere dedicata al vino. Il titolo è Bollicine, bere bene durante le feste. Una selezione di 8o bottiglie italiane, divise per fasce di prezzo, che raccontano la ricchezza spumantistica del Vigneto Italia. Con i contributi di tre sommelier campioni italiani: Roberto Anesi, Simone Loguercio e Valentino Tesi: un racconto tra Trentodoc, Alta Langa, Franciacorta e Prosecco, e non solo. Con una serie di regole pratiche su temperature e bicchieri, per degustare nel migliore dei modi. La guida è in edicola a 9,90 euro. Si apre con un contributo speciale di Essi Avellan.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Quelle bottiglie per tutto il pasto che fanno festa.
Come abbinare gli spumanti: Prosecco o Metodo Classico dagli antipasti fino al dolce. Dici bollicine e pensi ai vini che fanno festa o celebrano un grande momento della nostra vita, un evento sportivo, una ricorrenza. Pensi ai brindisi, agli aperitivi, alle sciabolate… E ci si dimentica che gli spumanti italiani di qualità sono vini spettacolari, che possono stare sulle nostre tavole delle feste per tutto il pasto. Proviamo a convincervi con una serie di abbinamenti non convenzionali che vi sorprenderanno. Antipasti Il preludio ai piatti principali, specialmente la più moderna sinfonia di pesce crudo, si sposa perfettamente con gli spumanti italiani che brillano per freschezza e bevibilità.

Fonte: Gazzetta dello Sport.

E il mondo della Formula 1 ha stappato 60 mila Ferrari….
Basta una notizia per capire che Ferrari Trento ha conquistato (non solo il podio) della El: l’accordo nato per la stagione 2021 e che doveva chiudersi nel 2023 è stato allungato al 2025, con la ratifica dopo il G.P. di Silverstone. «Come eravamo orgogliosi per l’avvio della partnership, ora siamo felicissimi perché oltre al piacere di ricevere la stima di Formula 1, abbiamo altri tre anni per consolidare il progetto nella massima competizione dell’auto che permette di esprimere tutti i nostri valori e raccontare una storia, strettamente legata al territorio. E’ un esperienza straordinaria, sappiamo di rappresentare anche il Trentino e il made in Italy» spiega Matteo Lunelli, presidente e CEO di Ferrari Trento.

Fonte: Gazzetta dello Sport.

Non solo Langhe L’altro Cuneese tra sale e galline.
Un weekend nel cuneese? Forse non ci avete mai pensato eppure la Provincia Granda – la più estesa del Piemonte e quarta d’Italia – ha molto da offrire sul fronte enogastronomico e culturale e pochi rivali per varietà: comprende le Langhe dei Baroli e dei Barbareschi, le valli occitane e le città di una pianura fertilissima. Si mangia bene, la gente è di una squisita affabilità, i giovani camerieri sembrano nati per accogliere. La prima scoperta è Mondovi, sulla via del sale e della lotta dei Gesuiti all’eresia valdese, con i suoi palazzi affrescati e i portici. Da Breo si sale con la funicolare alla Mondovì alta nella bella piazza Maggiore dove si pranza con soddisfazione a vitel tonné e risotti alle erbe all’Osteria Bertasna Da provare il Raidkb, l’amaro locale anche in versione spritz al bar pasticceria Comino.

Fonte: Giornale.

«Carne e vino non cancerogeni», l’Italia batte la Ue – Carne e vino non cancerogeni L’Italia batte la burocrazia Ue.
Escono dall’elenco dei cibi dannosi con salumi e birra Esulta il ministro Lollobrigida: «Una nostra vittoria». Di assalti al made in Italy enogastronomico ne subiamo tanti, dalla contraffazione all’italian sounding senza riuscire a contrastarli efficacemente. Ma uno ieri lo abbiamo respinto. E si trattava di fuoco amico, quello della commissione europea. Che ieri ha escluso alcuni alimenti fondamentali nella dieta mediterranea dalla lista nera dei prodotti per i quali non è possibile fare promozione. Un successo per l’Italia e per altri Paesi che si erano opposti a questa discriminazione che va contro identità e tradizioni alimentari. La questione riguarda vino, carne, salumi e birra. Prodotti che inizialmente erano stati esclusi dal Regolamento 1144/2014 sulla Promozione dei prodotti agroalimentari per l’anno 2023 in quanto considerati cancerogeni o comunque dannosi per la salute.

Fonte: Giornale.

Salvato il Made in Italy a tavola L’Ue assolve carne, salumi e vino.
La Commissione europea li toglie dalla lista dei prodotti dannosi. Ora accesso ai finanziamenti di Elena Comelli MILANO Battuta d’arresto per la revisione della politica di promozione agroalimentare dell’Ue: la carne e il vino, cui Bruxelles vorrebbe ridurre i sussidi alla promozione sui mercati esteri, saranno sostenuti anche nel 2023, per l’opposizione di 11 Paesi. «Grande risultato in Europa. La Commissione ha eliminato carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi per la salute.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

La Commissione fa retromarcia: «Carne, vino e salumi non dannosi».
La Commissione europee fa un passo indietro: carni, salumi e vino sono stati rimossi dalla lista dei cibi dannosi per la salute. Una vittoria del governo, secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco 1. 1lobrigida, ottenuta 41ottando con determinazione a dipesa delle eccellenze Italiane». Dimostrazione, questa, che «II nuovo approccio verso l’Europa. A fine ottobre il governo, insieme con altri nove Paesi (fra cui Francia e Spagna), aveva bocciato la proposta della Commissione europea sul programma di promozione dei prodotti agricoli e alimentari per Fenno primo. II piano, infatti, prevedeva criteri troppo stringenti per prodotti come la carne, il vino e i salumi.

Fonte: La Verita’.

Libero vino in libera Europa – Libero vino in libera Ue.
Salvi anche carni rosse e salumi Via dalla lista dei prodotti dannosi. I Se fosse una guerra, e commercialmente lo è, saremmo a un punto di svolta decisivo. La Commissione Ue ha (finalmente) eliminato dalla lista degli alimenti che ritiene pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini i salumi, i formaggi, vino e birra. Sembra un’assurdità ma nei regolamenti comunitari si era sancito che alcuni dei cibi simbolo dell’alimentazione italiana e mediterranea in generale, erano finiti nella lista nera di quelli pericolosi. Un po’ come le sigarette. E, pertanto, sarebbe stato difficile fare anche solo pubblicità a questi gioielli alimentari. Coldiretti esulta, insieme a Filiera Italia e al ministro all’Agricoltura e alla sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.

Fonte: L’Identità.

Intervista a Micaela Pallini – Vini record, ma allerta sul 2023.
EXPORT AL MASSIMO STORICO: 8 MILIARDI DI EURO (+12%). CRESCONO I MERCATI ASIATICI. Vini record, ma allerta sul 2023 Ripresa del turismo e diversificazione hanno spinto il settore, i margini però sono sottili. Timori per i nuovi rincari e lo stop del vetro ucraino. Pallini (Federvini): il governo ci tuteli DI ANGELA ZOPPO Sarà un buon Natale. E ancor più un’ottima chiusura d’anno per il settore vinicolo italiano. Dall’export che decolla a toccare il record di 8 miliardi di euro per i vini e di 1,7 miliardi per gli spiriti, ai nuovi mercati che si aprono, senza dimenticare la forte ripresa del turismo e dei consumi fuori casa, con la fine delle restrizioni Covid. Ci sarebbe più di un motivo per brindare in casa Federvini. Invece, già si guarda con timore al 2023, come spiega la presidente Micaela Pallini, in questa intervista con MF-Milano Finanza. Domanda. Partiamo dai numeri del 2022 Risposta.

Fonte: Mf.

L’Europa ci ripensa vino e carne non fanno male – Vittoria del Made in Italy, la Ue fa dietrofront: vino e carni non sono dannosi per la salute.
Dopo “l’accantonamento” (almeno per ora) del Nutríscore, l’etichetta a semaforo particolarmente penalizzante per il Made in Italy a tavola, la Commissione Ue ha fatto un passo indietro anche sull’esclusione dai programmi della promozione Ue per vino e carne. Che escono cosi dalla lista nera dei prodotti dannosi per la salute. Si tratta di una retromarcia importante per due settori basilari per l’agroalimentare italiano. Vittoria del Made in Italy, la Ue fa dietrofront: vino e carni non sono dannosi per la salute In bello c’era un tesmito di 186 m71 ‘ioni: se fosse passata la peso di Bruxelles, carni e vini sarebbero rimasti fuori. Dopo “l’accantonamento” (almeno per ora) del Nutri- score, l’etichetta a semaforo particolarmente penalizzante per il Made in Italy a tavola, la. Commissione Ue ha fatto un passo indietro anche sull’esclusione dai programmi della promozione Ue per vino e carne, che escono così dalla lista nera dei prodotti dannosi perla salute.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Ue: non dannosi carni e vini.
Scampato pericolo per due prodotti chiave dell’agroalimentare italiano: il vino e la carne che hanno rischiato di essere estromessi dall’elenco dei prodotti che Bruxelles sostiene con risorse perla promozione sui mercati. «La Commissione – spiega il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – ha eliminato carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi perla salute. È una notizia importantissima perla Nazione, una vittoria che abbiamo ottenuto lottando con determinazione a difesa delle eccellenze italiane».

Fonte: Sole 24 Ore.

Crescono in Sicilia le aziende SOStain.
Cresce in Sicilia il numero dl aziende vitivinicole che hanno scelto la sostenibilità La Fondazione SOStairi Sicilia, è la sfida` a tema ambientale. messa in campo dal Consorzio di Tutela Vini Doc. Si della asso vini Sicilia, ed è guidata da Alberto Tasca che spegne «Siamo aperti a tutte le aziende vitivinicole del territorio siciliano, siano esse produttrici di vino biologico, biodinamico, naturale, da viticoltura integrata e attro ancora. II programma di sostenibilità pub rappresentare un Importante driver di competitività, soprattutto nel mercati esteri, conferendo visibilità al territorio Sicilia nel suo Insieme e alle aziende vitivinicole in particolare, e pertanto efficace strumento di sviluppo locale».

Fonte: Sole 24 Ore Sud.

«Prosit»: la mappa georefenziata dei vigneti lucani.
Piattaforma web del Cnr LulglaIerao e prosit» come (‘augurio in un brindisi. È II progetto da cut è nata la prima mappa georeferenziata, open source e interattiva, del vigneti della Basilicata per la tutela e valorizzazione del comparto vitivinicolo. Oltre 5 mila ettari di superfici (3.i81 a Potenza e 2.011 a Matera), 95 aziende (77 a Potenza e i8 a Matera) per una produzione d1 circa 97 mila quintali di vino tra Aglianico del Vulture Docg e Doc, Matera Doc, Terre dell’Alta Val d’Agri Doc e Crottino di Roccanova Doc e Basilicata lgt (Dati Sian Dazi). Un settore in forte evoluzione che punta a una maggiore produttività e sostenibilità, ambientale ed economica, guardando a innovazione digitale e condivisione di dati. 1l progetto PRO.S.1T (Produttività e Sostenibilità in vitivinicoitura) è stato finanziato con 260 mila soro dalla Regione Basilicata (PSR20142020), capofila ti Consorzio Qui Vulture, con Università della Basilicata, Enea e Cnr.

Fonte: Sole 24 Ore Sud.

Sgarbi a De Sica: «Quella battuta contro l’Abruzzo va tolta dal film» – Da Sgarbi alla rivolta social: caro Christian, è meglio togliere quella battutaccia.
sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, ieri a Pescara, invita l’attore Christian De Sica a togliere dal film la battuta infelice sull’Abruzzo. Da Sgarbi alla rivolta social: caro Christian, è meglio togliere quella battutaccia II sottosegretario alla Cultura interviene a difesa del Montepulciano De Sica incassa l’invito a boicottare il suo film. E per ora non risponde. E Lino Banfi ad Avezzano per l’accensione del Natale fa un contro-spot: io amo il vino abruzzese. «Caro Christian, non sempre si riesce ad essere spiritosi con una battuta. ln questo caso anche io, che sono tuo amico, ti invito a togliere dal film quella battuta sul vino».

Fonte: Centro.

«Non avrai le nostre bottiglie».
Al coro dl critiche sulla battuta sui vino nel prossimo cinepanettone e che ha fatto infuriare l’Abruzzo, si unisce il risentimento espresso dall’Associazione Autismo Abruuo onlus che si occupa delle famiglie con autismo, propone interventi ed avvia azioni per la creazione dl servizi a loro sostegno. Questo perché fra i servizi della onlus c’è anche quello che vede I ragazzi Impegnati In una cantina. « Caro Christian De Sica, hai cercato la battuta da metaverso ma ti è andata di traversa», scrivono all’Associazione rivolgendosi direttamente all’attore: «Noi possiamo solo provare a farti conoscere le opere dei ragazzi che hanno caratterizzato II progetto xnotag e l’accoglienza a loro riservata dalla Cantina Castoranl.

Fonte: Centro.

Premiato il vermentino Solarancio.
E’ prodotto dall’azienda di Stefano Salvetti e Laura Angelini II Solarancio ha fatto il pieno di premi. II vermentino dei Colli di Luni prodotto dall’azienda condotta da Stefano Salvetti e Laura Angelini è stato premiato dalla Guida Vitae 2023 giunta alla nona edizione con il massimo riconoscimento delle Quattro Viti oltre al prestigioso Tastevin che viene assegnato a una sola cantina per ogni Regione. Una azienda a conduzione famigliare quella nel Comune di Luni nella quale collabora anche Linda la figlia dei produttori della Pietra del Focolare. Il vino premiato è il frutto della vendemmia del 2021.

Fonte: Nazione La Spezia.

Terre d’Oltrepo, a gennaio parte il contratto di solidarietà.
I 68 dipendenti degli stabilimenti di Broni, Casteggio e Santa Maria resteranno a casa un giorno a settimana a rotazione. Lunedì 12 l’assemblea dei lavoratori. Lavoratori a casa un giorno a settimana a rotazione a partire da metà gennaio. Sono questi alcuni degli aspetti dell’accordo sul contratto di solidarietà peri 68 dipendenti della cantina Terre d’Oltrepo, che l’azienda e le parti sociali dovrebbero firmare nei prossimi giorni. Lunedì 12 dicembre, è in programma un’ultima assemblea dei lavoratori con i sindacati, che stanno seguendo la vertenza, per dare il via libera definitivo all’accordo che, evitando i licenziamenti collettivi, dovrebbe consentire alla cooperativa di reggere il colpo della congiuntura economica negativa, tra costi di luce e gas alle stelle, un bilancio chiuso in lieve perdita (-15mila euro) e in calo del 30% della produzione 2022.

Fonte: Provincia – Pavese.

«Punto al Nebbiolo come vino olimpico».
Enologia Serata valtellinese a Milano Danilo Drocco: «Nel 2006 è successo con le Langhe Pensiamo in grande». La Valtellina è sbarcata a Milano, una serata per mettere sotto i riflettori il Nebbiolo delle Alpi a un pubblico di addetti del settore, fra giornalisti e ristoratori. In cattedra il presidente del Consorzio Danilo Drocco nello spazio di Identità Golose, insieme al consulente strategico Giacomo Moioli. «Ho un sogno, che il vino della Valtellina possa diventare il vino di Milano magari proprio in occasione delle Olimpiadi – le parole di Drocco- A Torino è successo così nel 2006. con le Langhe che hanno invaso le carte dei vini della città, perché non pensare in grande visto che le possibilità ci sono tutte?».

Fonte: Provincia Sondrio.

Cibo e vino, coppia vincente per il turismo.
II valore dell’enogastronomia al centro del convegno organizzato da Qn-il Resto del Carlino. Al termine, un viaggio tra le nostre prelibatezze. Ecco come i lettori possono prenotare un posto. L’appuntamento è per giovedì, ore 18, in Prefettura Viaggio nel turismo gastronomico, per capirne le dinamiche e quanto possa aiutarci a decollare in momenti come questi. Ecco un tema appetitoso anche per i lettori che possono partecipare, prenotandosi, al forum organizzato da Qn II Resto del Carlino (in collaborazione con Camera di commercio e Bper Banca) per giovedì 15 dicembre alle ore 18 nel salone Metaurense di Palazzo Ducale in piazza del Popolo 1. I lavori saranno presentati del responsabile della redazione di Pesaro de II Resto del Carlino Roberto Fiaccarini, e saranno introdotti dalla direttrice di Qn Agnese Pini.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Vini sardi di eccellenza i sommelier ne scelgono 378 – Le grandi cantine reggono bene e le “new entry” sorprendono.
La guida Vitae: tante “new entry”, sessanta cantine censite Il mondo enologico regionale si ritroverà domani alle 10 a Cagliari nel palazzo del Banco di Sardegna, in viale Bonaria, per la presentazione della nuova guida Vitae edita dalla delegazione dell’Associazione sommelier italiana. Un appuntamento che consentirà anche di fermarsi e fare il punto su un settore che in Sardegna continua a fare passi da gigante. Le grandi cantine reggono bene e le “new entry” sorprendono Vini sardi, il quadro del mondo della produzione che emerge dalla guida Vitae Domani presentazione del lavoro della delegazione dell’Associazione sommelier Antonio Furesi «Belle novità escono dai tradizionali percorsi di prodotti a indicazione geografica».

Fonte: Nuova Sardegna.

«Il Box», design d’autore per il vino sfuso di qualità.
Ideato e messo sul mercato dalla «Martino e Co» con l’architetto Giuseppe Sessa. L’architetto Giuseppe Sessa dello studio Italian Design di Pontedera e la giovane imprenditrice montecatinese Stella Martino della Martino e Co hanno ideato e brevettato un prodotto rivoluzionario legato al mondo del «bag in box». Tutto è nato dall’idea del padre che aveva notato come i cartoni dei vini fossero brutti da vedersi e facilmente sporcabili e deteriorabili. Ha chiesto quindi a Sessa, architetto di fiducia della famiglia, come si sarebbe immaginato un contenitore per il vino sfuso in chiave contemporanea, di design e diverso da quelli presenti in commercio realizzati in cartone.

Fonte: Nazione Pistoia-Montecatini.

L’evento al Real Collegio I grandi vini all’Anteprima del weekend.
Si annunciano grandi novità per Anteprima Vini 2023, a partire dalle date. L’appuntamento con la 22a edizione è infatti domenica 12 e lunedì 13 marzo, al Real Collegio di Lucca, nel cuore del centro storico della città. Si tratta, dunque, di un cambio di calendario per la manifestazione. La scelta è stata determinata dalla volontà di favorire la partecipazione degli operatori di settore, in particolare il mondo della ristorazione, al quale sarà dedicata la giornata del lunedì con la rassegna dei vini di Costa Toscana e laboratori specifici. «La prossima edizione – dichiara Duccio Corsivi, presidente Grandi Cru della Costa Toscana.

Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.

Per la Cantina sociale fatturato di 25 milioni Si investe nel Trentodoc – Cantina sociale, 25 milioni di fatturato.
II presidente Pompeati Marchetti: «Numeri più che soddisfacenti e in linea con gli anni scorsi, nonostante i rincari e la guerra che hanno vanificato la ripresa» Si proseguirà nel piano di ricambio varietale, spingendo, nelle zone collinari particolarmente vocate, all’impianto delle uve “base spumante” apprezzate dal mercato Cantina sociale, 25 milioni di fatturato Utile a 664mi1a euro, frenato dall’aumento dei costi Investimenti per la sostenibilità e il Trentodoc. I rincari energetici frenano la corsa della Cantina sociale di Trento. Nei giorni scorsi si è tenuta l’assemblea annuale dei circa 400 soci della cooperativa cittadina (presenti poco meno di 150), una delle realtà più importanti di primo grado perla viticoltura trentina.

Fonte. Adige.

Custoza, il Consorzio spinge sul turismo.
Nuovo video istituzionale realizzato da Matteo Archondis, videomaker di origine libanese Custoza, il Consorzio spinge sul turismo Bricolo: «I nostri produttori da subito hanno compreso l’importanza di sostenere la cultura dell’accoglienza» •• Il consorzio di tutela Vino Custoza Doc spinge l’acceleratore sull’enoturismo con un nuovo video istituzionale che colloca il bianco tra Verona e il Lago di Garda in panorami vitati mozzafiato con castelli, ville, musei diffusi, parchi acquatici e divertimento, ristoranti, cantine e agriturismi. Un viaggio che si può intraprendere a piedi, in bicicletta, a cavallo.

Fonte. Arena.

Falso prosecco in lattina «Due diffide per l’azienda».
Due diffide, una comunicazione all’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari del ministero dell’agricoltura, il mea culpa della ditta che aveva promosso il suo Glera in lattina, spacciandolo per Prosecco e utilizzando quale sfondo le colline di San Pietro di Barbozza patrimonio Unesco, e la rimozione, online e offline, di tutte le iniziative di promozione di quel falso prosecco. «Sono ancora in corso degli accertamenti e continueranno i monitoraggi, ma la faccenda è pressoché risolta» commenta la presidente del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco docg, Elvira Bortolomiol, dopo che la questione era stata resa pubblica dal consigliere regionale Tommaso Razzolini (Fdl) che, come tanti altri valdobbiadenesi, si era visto bersagliare sul proprio profilo social dalla sponsorizzazione di quel vino in lattina presentato dall’azienda produttrice come “il nuovo modo di gustare il Prosecco, senza eccessi, senza rischi, ovunque tu sia”.

Fonte. Gazzettino Treviso.

Oggi Zaia in monastero per la presentazione del Docg delle suore.
Questa mattina alle 11.30, al monastero cistercense di San Giacomo di Veglia, alla presenza del presidente della Regione Luca Zaia, viene presentata al pubblico, la nuova etichetta de La Vigna di Sarah: il “Prosecco Superiore Docg di Abbazia”, Prosecco brut annunciato nel settembre scorso alla vendemmia notturna “Grappoli di Luna” di La Vigna di Sarah, quando il monastero si è aggiudicato il premio “La Vigna di Sarah bio perl’agricoltura eroica”. L’etichetta nasce grazie alla collaborazione tra il monastero cistercense e Sarah Dei Tos, che crede nella valorizzazione e salvaguardia delle risorse del proprio territorio, sia per scelta etica che per una forma di rispetto per la salute del consumatore, che può degustare un prodotto di alta qualità. «Per me è sempre una forte emozione quando nasce una nuova etichetta commenta Sarah Dei Tos.

Fonte. Tribuna Treviso.

Cantina di vini: come progettarla, idee e consigli.
La cantina di vini è sempre un’ottima soluzione di desing per la propria casa in campagna. Per poter riporre tutti i migliori vini in maniera consona. Progettare una cantina di vini è il sogno di tantissime persone. Soprattutto di chi possiede una bella casa in campagna, con una cantina troppo vuota. Tanti si chiedono quale sia il progetto migliore per una cantina che deve accogliere questo genere di prodotti e la risposta è sempre una: bisogna pensare ad un progetto accurato e preciso.

Fonte: Habitante.it.

Avvinamenti : tra cantine, vini, incontri e confronti.
Il progetto AVVINAMENTI è il naturale proseguimento dell’esperienza editoriale di Daniele Sottile – che nel 2020 ha pubblicato l’omonimo libro – e vedrà protagonisti a Milano produttori vinicoli provenienti da tutta Italia, selezionati da Sottile stesso e dal suo team di esperti. Nelle 5 giornate di febbraio 2023 AVVINAMENTI proporrà una fitta e coinvolgente agenda di occasioni dove le Cantine e i loro vini saranno al centro dell’attenzione permettendo tanto agli appassionati quanto ai professionisti di sperimentare, imparare e aggiornarsi grazie a momenti continui di incontro, confronto, convivialità: cocktail, brunch, cene, masterclass, sempre con ricercati abbinamenti cibo vino e altre esperienze multisensoriali all’insegna della contaminazione tra enogastronomia, arte e cultura.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

‘Cantine d’Italia’ porta gli amanti del vino dai produttori.
Non una guida “tradizionale ai vini”, ma una guida “alle cantine” per fare incontrare gli appassionati di vino di ogni tipo con i produttori. E’ questo il senso di “Cantine d’Italia” edita da Go Wine e ideata e coordinata dal presidente dell’associazione, Massimo Corrado. Un volume che nell’edizione 2023 racconta 830 cantine selezionate direttamente, assegna 251 ‘Impronte d’eccellenza’ per l’Enoturismo, segnala 4.550 vini e circa 1.600 indirizzi, da nord a sud dell’Italia, per mangiare e dormire.

Fonte: ANSA.

Cantine Giacomo Montresor, 130 anni raccontati in un Museo del vino.
Per il prestigioso traguardo in Valpolicella anche un libro celebrativo, il rinnovato wineshop e una speciale iconica bottiglia Amarone Riserva 2012. Centotrent’anni, tre secoli attraversati in un crocevia di generazioni, una storia viva da preservare e raccontare a futura memoria. Il cammino è di Cantine Giacomo Montresor, tredici decadi di storia (1892-2022) nel cuore della Valpolicella raccontati in un Museo inaugurato mercoledì 7 dicembre. A tagliare il nastro del nuovo Museo sono stati il Presidente e il Vicepresidente di Cantine Montresor, Marco Nannetti e Luigi Turco, il Consigliere regionale Alberto Bozza, e Christian Marchesini Presidente del Consorzio Vini Valpolicella. Il Consigliere Bozza ha anche consegnato al Presidente Nannetti una targa della Regione Veneto per le celebrazioni dei 130 anni della cantina.

Fonte: BestMotori.it.

Agroalimentare, Lega Pe: bene Ue su vino e carne, successo sistema Italia ma battaglia prosegue.
“L’eliminazione da parte dell’Ue del riferimento negativo di carne e vino dal regolamento per la promozione dei prodotti agricoli è sicuramente un’ottima notizia, un passo necessario a garantire il plafond di risorse utili alla tutela del Made in Italy, sul quale la Lega si batte da tempo. Un segnale importante che premia il lavoro del sistema Italia, capace di fare squadra in Italia come in Europa per difendere le nostre eccellenze. La battaglia non si ferma qui, ma anzi va avanti, come e più di prima; è necessario ora intervenire per eliminare l’identificazione di carne e vino come ‘sostanze cancerogene’ nella strategia europea che, al pari delle etichette nutrizionali con il semaforo, rappresenta una inaccettabile semplificazione del valore nutrizionale dei nostri alimenti. Su queste sfide serve presentarsi compatti, senza abbassare mai la guardia”.

Fonte: Agricultura.it.

Nessun taglio ai fondi Ue per la promozione di carne, vino e salumi. Esulta l’Italia.
Approvata la proposta rivista dopo che un mese fa era stata bocciata quella che escludeva questi prodotti dai finanziamenti. Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida: “Un grande risultato”. Carni, salumi e vino potranno continuare ad essere promossi in Europa anche grazie ai fondi comunitari. Dopo la bocciatura lo scorso mese della proposta della Commissione europea che puntava a tagliare le risorse Ue da destinare alle pubblicità di questi prodotti che erano ritenuti potenzialmente dannosi per la salute, adesso è stato dato il via libera invece alla versione rivista del testo che elimina il taglio.

Fonte: AgriFoodToday.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 8 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Brindiamo al futuro.
Itinerari Solidali gli uni con gli altri, i giovani viticoltori immaginano le bollicine di domani. Con idee nuove BRINDIAMO AL FUTURO UN RITRATTO DELLE NUOVE GENERAZIONI DEL TRENTODOC. Una rete del vino I ragazzi non si fanno concorrenza, bensì si ritrovano, degustano i vini gli uni degli altri di Luciano Ferraro i padre in figlio. Era lo slogan e il messaggio di ogni cantina che voleva mettere in risalto le radici. Ma tra i genitori — novecenteschi protagonisti del rinascimento enologico italiano — non tutti hanno lasciato spazio, se non costretti dal tempo, alla generazione successiva. Quello che sta accadendo, in una zona vinicola giovane come quella del Trentodoc, è l’unione, sotto la stessa vigna, di genitori e figli. Lavorano assieme, con una divisione dei compiti che talvolta diventa societaria, nel senso della condivisione delle quote di proprietà.

Fonte: Corriere della Sera.

Nei rifugi o sulle tavole di Natale I calici che raccontano una terra.
Non arriva dallo Spazio. E semplicemente un Ì buongustaio che ama viaggiare lungo le rotte del buon vino. Parlando di bollicine, il discorso non cambia. Benvenuti in Trentino, dove le sessantasei case spumantistiche dell’Istituto Trentodoc — fondato nel 1993 e che raggruppa, attraverso un rigido disciplinare di produzione, le case vitivinicole —, sono pronte a farsi conoscere in occasione delle festività natalizie. Dove andare e cosa vedere? Impossibile sbagliare: c’è un’app, Trentodoc (scaricabile gratuitamente e disponibile su App Store e Google Play), pronta a geolocalizzare tutto ciò che serve, tra percorsi culturali, naturalistici ed enogastronomici. E magari anche le 94 vette trentine che superano i 3000 metri. Si parte.

Fonte: Corriere della Sera.

Battuta infelice di de Sica sul vino abruzzese: è polemica – L’Abruzzo contro De Sica: nel film la pesante battuta che denigra il nostro vino.
Scoppia la polemica per il trailer su Netflix del film di Christian De Sica “Natale a tutti i costi”, in cui l’attore denigra con una battuta volgare un vino abruzzese. Insorgono produttori e associazioni, dal Consorzio Tutela parte la diffida. Interviene anche il presidente Marsilio con una lettera aperta al comico romano. L’Abruzzo contro De Sica: nel film la pesante battuta che denigra il nostro vino Reazioni a catena per il discusso trailer del cinepanettone di Natale E Marsilio scrive all’attore: «Ora dovresti farci uno spot gratuito». Dispiace che gli autori non abbiano avuto la fantasia e l’acume necessari per evitare di recare un’offesa gratuita e ingenerosa come Regione vinicola dell’anno a livello internazionale, arriva da un cinepanettone italiano una coltellata alla schiena che va a ferire l’intero settore enologico e l’immagine dei suoi prodotti. Una beffa. Proprio nell’anno in cui l’Abruzzo è stato premiato 66 Non sei stato ‘delicatissimo”, meriteresti una punizione a una battuta che si poteva risparmiare.

Fonte: Centro.

Le proteste di Nicodemi (Consorzio Tutela) e Ruzzi (Assosommelier): «Caduta di stile».
«Sono scandalizzato, deluso e arrabbiato», commenta II presidente del Consorzio tutela, Alessandro Nkodemi, «è un umorismo becero, food Wogo cbe denigra l’Abruzzo, II vino e gli operatori che vi lavorano. Non ce l’abbiamo con Christian De Sica, ma con coloro chi hanno solo potuto pensare realizzare una cosa ciel genere contro l’Abruzzo,. La rivolta sl è mano a mano estesa, sui social tante le espressioni dl condanna. Lo stesso Consorzio si è mosso di concerto con altri enti e associazioni: «Abbiamo informato della questione H Y ministero, la Regione, le associazioni di categoria e tutti gli organi preposti alta nostra tutela Quello spezzone sull’Abruzzo, che purtroppo già in tanti hanno visto, deve scomparire, c’è tutto il tempo di farlo, dato che il film andrà il 19 dicembre.

Fonte: Centro.

Marsilio a De Sica: «Il nostro vino è buono».
«Delicatissimo…». Il governatore, Marco Marsilio, ha reso pan per… battuta, rispondendo all’attore Cristian De Sica che nel “telepanettone” in uscita su Netflix 1119 dicembre, “”Natale a tutti i costl”, ha definito il vino abruzzese «una m….». Battuta cinematografica e sicuramente funzionale alla “finzione” scenica che, però, ha creato più di una polemica. Tanto da indurre Marsilio a una piccata, ma simpatica, risposta. Il presidente ha detto a chiare lettere che la battuta ha lasciato «l’amaro in bocca»: «Comprendiamo che un copione comico, volendo descrivere la scenetta divertente di un ospite invitato ad assaggiare un pessimo vino presentato da un’enoteca come “vino dell’anno”, dovesse inevitabilmente “colpire” qualcuno. Displace però che gli autori non abbiano avuto la fantasia e l’acume necessari per evitare di recare un’offesa gratuita e ingenerosa, oltre che profondamente ingiusta: non vorremmo che tale scelta fosse figlia dl un vecchio pregiudizio nei confronti del vino abruzzese, che invece da decenni ha raggiunto Marsilio a De Sica: «Il nostro vino è buono» to punte di eccellenza e continua a ottenere prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Intervista a Francesco lovino: “Iv e Azione verso l’unità Consolideremo il Terzo polo” – Iovino: Iv e Azione verso l’unità.
Consolideremo il Terzo polo” Francesco lovino, consigliere regionale di Italia Viva, lancia l’ipotesi del ‘partito unico con Azione di Calenda. Sul terzo mandato per De Luca Ipotesi partito unico il gruppo aspetta le proposte lovino: Iv e Azione verso l’unità • La campagna di tesseramento dei renziani partirà all’inizio dell’anno prossimo Il consigliere: in Regione siamo nella fase della federazione Lavoreremo insieme per costruire e consolidare il Terzo Polo. Italia Viva e Azione pronte a consolidare la propria alleanza e dopo aver dato vita alla federazione del Terzo Polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda sembrano pronti al partito unico. “Azione e Italia Viva hanno costituito una federazione, proprio ieri ci siamo incontrati con Renzi per definire i dettagli e si va verso un partito unico – l’annuncio di Calenda – il nostro appuntamento sono le europee e fondamentali saranno le regionali”.

Fonte: Cronache di Napoli.

Un bianco dorato quasi esotico, fresco e balsamico.
Albamarina Mario Notaroberto Paestum Fiano Palimiento 2019. Voto 87/100 Prezzo in enoteca 20€ Qualità/prezzo artiamo dal nome: Albamarina è un omaggio di Mario Notaroberto alla moglie Marina. Una dedica e una dimostrazione di tutto il suo amore che viaggia in parallelo all’amore per la sua terra e ovviamente per quella viticultura che nel Cilento ha tradizione ellenica, tradizione storica e qualitativa tanto che i vini di questo comprensorio erano i prediletti dai Papi. Notaroberto dopo un andirivieni tra Cilento e Lussemburgo dove i figli gestiscono un’impresa ristorativa, ha ripreso in mano l’azienda dal 2008 per ritornare in toto nella sua terra visto l’amore viscerale non solo per il vino ma anche per l’olio extravergine d’oliva e i prodotti dell’ortofrutta.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

I signori del vino – Terra di Rivolta gran rosso senza tempo.
C’è un gran rosso da mettere in agenda per Natale Si può scegliere con calma l’anno. Tra i suoi pregi ha anche la longevità. È il pegno che stringe in un patto di felice collaborazione un produttore che ama la sua terra nel Sannio più generoso di uva e un versatile winemaker. Paolo Cotroneo di una storica famiglia di farmacisti a Fuorigrotta decide di cambiare l’indirizzo enologico della sua azienda, invita a Torrecuso Vincenzo Mercurio, uno stabiese con la sindrome del marinaio, come quelli che partivano con i veliera l’ansia di tornare paria quella di accettare un nuovo l’imbarco. L’irrequietezza nella professione. Cotroneo stappa un ‘Terra di Rivolta”, chissà quale annata, aglianico non ancora promosso nella Docgsannita.

Fonte: Repubblica Napoli.

Nasce lo spumante “Oltrepo” regole di produzione più severe.
II Consorzio vara il nuovo disciplinare delle bollicine Docg metodo classico Obbligatoria la raccolta manuale in cassetta. Inserita la tipologia “riserva. Nuova nome, Oltrepo Docg, e regole più stringenti per lo spumante oltrepadano. L’assemblea dei soci del Consorzio, che si è riunita martedì a Riccagioia, ha approvato (ma il via libera definitivo dovrà da Regione, ministero e Unione europea) le modifiche al disciplinare della Docg, le bollicine di Metodo Classico, vertice della produzione di qualità del territorio. La novità principale riguarda la variazione del nome della denominazione, che diventa “Oltrepo Docg Metodo Classico”, per identificare meglio il prodotto sul mercato. Prevista poi la raccolta manuale in cassetta ed è stata inserita la tipologia Riserva, per lo spumante con almeno 48 mesi di permanenza sui lieviti. «Il cambio del nome serve a fare chiarezza, erano tanti anni che si ipotizzava ma non si era mai arrivati a nulla— commenta il direttore del Consorzio, Carlo Veronese.

Fonte: Provincia – Pavese.

Degustazione di pinot nero Una serata natalizia.
Il vino, il pregiato pinot nero, in degustazione in tutte le possibili variazioni sul tema. Venerdì 16 dicembre al “Casello” di Retorbido, lungo la vecchia linea ferroviaria Vogher-Varzi, trasformata in ciclabile, torna in edizione natalizia “Cinquanta sfumature di Pinot noir”. L’iniziativa del Movimento turismo del vino era stata proposta in estate a Voghera con il coinvolgimento di diversi negozi cittadini del centro storico cittadino che avevano ospitato banchi di degustazione oltre a eventi vari. La versione retorbidese, in formato ridotto, partirà dalle ore 20 di venerdì 16 dicembre e sarà dedicata a vini internazionali con la proposta di prodotti francesi, tedeschi, austriaci, argentini, statunitensi e neozelandesi. Un modo per approcciarsi ad altre realtà vinicole.

Fonte: Provincia – Pavese.

I numeri della vendemmia Moscato, la grande annata – Una vendemmia che supera i pronostici Grande annata per Moscato e Barbera.
I dati nel dossier della Vignaioli Piemontesi presentato ad Alba: la produzione á vino è di 2,26 milioni di ettolitri contro i 2,3 prodotti nel 2021 Le 18 Docg e le 41 Doc coprono circa l’83 per cento della produzione regionale con un giro d’affari in crescita pari a 1235 milioni di euro Una vendemmia che supera i pronostici Grande annata per Moscato e Barbera. Vicina all’eccellenza e sostanzialmente in linea con i quantitativi dello scorso anno. Il bilancio della vendemmia 2022 in Piemonte batte i migliori pronostici e sorprende con buone notizie produttori e consumatori. A tirare le somme sono la Vignaioli Piemontesi, principale organizzazione agricola del comparto, e l’assessorato regionale all’Agricoltura, nel tradizionale dossier di fine stagione presentato martedì all’aula Ampelion di Alba. Le criticità climatiche dovute a una stagione tra le più siccitose e calde della storia avevano fatto temere il peggio per la raccolta dell’uva in Piemonte, ma i dati ufficiali fotografano una situazione ben diversa: la produzione di vino è di 2,26 milioni di ettolitri contro i 2,3 prodotti nel 2021.

Fonte: Stampa Asti.

Anteprima Vini ’23, cambio di date Seicento etichette in degustazione.
La 22esima edizione si aprirà i112 marzo al Real Collegio “Scelta condotta dalla volontà di favorire gli operatori”. Si annunciano grandi novità per Anteprima Vini 2023, a partire dalle date. L’appuntamento con la 22a edizione è infatti domenica 12 e lunedì 13 marzo, al Real Collegio di Lucca, nel cuore del centro storico. La scelta è stata determinata dalla volontà di favorire la partecipazione degli operatori di settore, in particolare il mondo della ristorazione, al quale sarà dedicata la giornata del lunedì con la rassegna dei vini di Costa Toscana e laboratori specifici.

Fonte: Nazione Lucca.

«Vi brucio i vigneti del Sassicaia»: arrestato.
Bolgheri, un 47enne di Trieste (già denunciato) voleva 150 mila euro in bitcoin È stato raggiunto da una misura di custodia cautelare in carcere, dove peraltro già si trovava, a Padova per scontare un’altra pena, il 47enne triestino che lo scorso agosto era stato denunciato a piede libero per aver tentato un’estorsione ai danni dell’azienda vinicola Sassicaia. Una vicenda che nasce nel marzo scorso quando i vertici della casa vinicola ricevono delle email criptate che non lasciano spazio a dubbi: versare i,o mila euro in bitcoin nel giro di pochi giorni per non vedere andare in fumo i pregiati vigneti di Bolgheri. Per rendere più concreta la minaccia l’uomo aveva anche specificato che si sarebbe servito di numerose esche incendiarie che avrebbero raso al suolo le vigne.

Fonte: Corriere Fiorentino.

Monografie d’impresa 2022 c’è anche Casa vinicola Sartori.
Cinquantotto le opere sul podio, tra le quali due venete: rappresentata tutta l’Italia Monograde d’impresa 2022 c’è anche Casa vinicola Sartori Calabrò: «È importante avere una storia su cui progettare il futuro». La monografia d’impresa come strumento di storytelling aziendale e trasmissione della memoria produttiva – ma non solo – di un territorio. Una tradizione che Verona celebra ogni due anni, da ormai sei edizioni, attraverso il prestigioso Premio Omi (Osservatorio monografie d’impresa), che per il 2022 ha visto partecipare ben 58 opere e salire sul podio anche due aziende venete.

Fonte: Arena.

Prosecco in lattina pubblicizzato sul web I Consorzi lo bloccano.
Mancava solo il Prosecco in lattina: un’azienda torinese, la Glewine, ha promosso sui canali social il Prosecco in lattina, con tanto di immagini delle colline della Docg. E’ bastato qualche attimo perché alcuni produttori segnalassero la vicenda ai consorzi di tutela e, nel giro di qualche giorno, le immagini incriminate sono sparite dal web. Ma se la questione dimostra che il Sistema Prosecco, l’ente che lotta contro i tarocchi, funziona bene (per l’occasione sono state fatte due diffide e una comunicazione all’ispettorato centrale repressione frodi), il caso ha irritato i produttori. Tra i primi a denunciare l’episodio il consigliere regionale Tommaso Razzolini che ha tuonato: «Immagine e qualità del Prosecco sono incompatibili con la lattina.

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

“Welfare Champion”, c’è anche l’agricoltura, con la storica cantina Barone Ricasoli, e non solo.
I premiati ed i trend del “Welfare Index Pmi 2022” di Generali Italia, in partnership con, tra le altre, Confindustria e Confagricoltura. Il welfare aziendale ha raggiunto un alto livello di maturità e continua a crescere la consapevolezza del ruolo sociale nelle Pmi italiane: oltre il 68% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello base di welfare aziendale. Raddoppia, inoltre, il numero di Pmi con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. A dirlo il “Welfare Index Pmi 2022”, realizzato dal colosso assicurativo Generali Italia, in partnership con, tra le altre, Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confcommercio, che ha coinvolto oltre 6.500 le imprese provenienti da tutta Italia e di tutte le dimensioni, e di tutti i settori produttivi. Ed anche l’agricoltura ed il vino hanno i suoi campioni, tra le 121 insignite con le “5W”, le aziende “Welfare Champion” (che erano 22 nel 2017). Come la storica Barone Ricasoli, oggi guidata da Francesco Ricasoli, una delle cantine più storiche e prestigiose d’Italia e del Chianti Classico, dove il Barone Bettino Ricasoli, nell’Ottocento, al Castello di Brolio, mise a punto “la prima ricetta del vino Chianti”.

Fonte: WineNews.

Dal nulla a imprenditori di moda. “Il nostro impero nato in cantina”.
Sarzana, 8 dicembre 2022 – Sono partiti, come nella più classica delle favole imprenditoriali, dalla cantina, con un budget risicatissimo: 100 euro. In una manciata di anni hanno costruito un impero, grazie ad un mix vincente fatto di stile, prezzi low cost e commercio online sulla scia dei social network, con centinaia di migliaia di articoli venduti l’anno. Azzeccando l’oggetto del desiderio: scarpe da ordinare con un click. Malvina Podestà e Francesco Pata hanno fondato nove anni fa a Sarzana la Quanticlo, dopo una breve esperienza nel commercio di magliette personalizzate, e oggi festeggiano il record di un paio venduto ogni cinque secondi nei giorni del black Friday e del cyber Monday.

Fonte: La Nazione.

Vino: Cantine Giacomo Montresor, 130 anni raccontati in un Museo e in un libro.
Centotrent’anni, tre secoli attraversati in un crocevia di generazioni, una storia viva da preservare e raccontare a futura memoria. Il cammino è di Cantine Giacomo Montresor, tredici decadi di storia (1892-2022) nel cuore della Valpolicella raccontati in un Museo inaugurato oggi, mercoledì 7 dicembre. Insieme al Museo, a onorare il prestigioso traguardo anche un libro che ripercorre la storia dei 130 anni, il rinnovato wineshop e una bottiglia celebrativa (Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2012). Fil rouge che unisce le tante iniziative è la consapevolezza che il vino è un’esperienza immersiva da vivere a 360 gradi tra storia, cultura e territorio.

Fonte: Enti Locali Online.

Sulla via Francigena del vino: 8 etichette da provare tra Umbria e Marche.
L’Umbria da un lato, con le sue terre del Montefalco, dove il Sangiovese incontra il Sagrantino, regalando vini potenti, caldi ed avvolgenti… e le Marche dall’altro, con le mille declinazioni del Rosso Conero, la struttura del Verdicchio e i profumi del Lacrima. La via Francigena, nota anche come via Francisca o Romea, è parte di un fascio di percorsi che dall’Europa occidentale, in particolare dalla Francia, conduceva nel Sud Europa fino a Roma, proseguendo poi verso la Puglia, dove vi erano i porti d’imbarco per la Terrasanta, meta di pellegrini e di crociati.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

Ruffino investe 11 milioni per la sostenibilità del vino.
Per la vendemmia 2024 prevista la completa conversione al biologico delle 9 tenute del Gruppo ma l’obiettivo è minimizzare l’impatto di tutta la filiera e porre attenzione anche alle ricadute sociali sul territorio. I vini di Ruffino accelerano sulla strada della sostenibilità, dove tra i traguardi previsti già per la vendemmia del 2024 c’è la completa conversione al biologico delle nove tenute del Gruppo. Per raggiungere i suoi obiettivi, Ruffino ha stanziato undici milioni di euro distribuiti su sette anni (dal 2019 al 2025) pari a quasi un terzo degli investimenti annuali del Gruppo che – forte di circa 29 milioni di bottiglie all’anno prodotte ed esportate in 83 Paesi del mondo e oltre 123 milioni di fatturato – vuole fare da stimolo decisivo a tutto il settore.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Bene export vino, spirits e aceti: bilanci e prospettive.
I dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno (+16% rispetto al 2021) trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vini, spiriti e aceti. Per il vino si prevede il record di 8 miliardi di euro (+12% rispetto all’anno precedente), così come per gli spirits (1,7 miliardi di euro). Buono anche il risultato per gli aceti, in particolare balsamici, che vedono chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni (a valore) del 15%. I fattori che hanno contribuito alla crescita spaziano dall’andamento del cambio euro-dollaro, la ripresa del turismo e alla diversificazione dei mercati.

Fonte: Corriere del Vino.

Il vino più “estremo”? Il Passito di Pantelleria, campione italiano al “Mondial des Vins Extrêmes”.
La Valle d’Aosta è la regione con più vini eroici, Mathieu Betemps e Elena Patrone sono i loro “eroi”, e il Carignano del Sulcis è il più originale. Il vino più “estremo”? Il Passito di Pantelleria Doc Shamira di Basile, campione italiano con il “Gran Premio Cervim” per il miglior punteggio in assoluto, e incoronato anche con il “Premio Cervim Piccole Isole”, al “Mondial des Vins Extrêmes” del Cervim – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, all’edizione n. 30 di scena a Torino. E per il quale la regione con il maggior numero di vini eroici al mondo è la Valle d’Aosta, incoronata con il “Premio Mondial Vins Extremes”, e dove si guarda al futuro con vigneron come Mathieu Betemps, alla guida dell’azienda che porta il suo nome a Saint Christophe e “Premio Cervim Futuro”.

Fonte: WineNews.

Crescono le esportazioni di vino dall’Italia verso il Sud Africa.
I valori delle importazioni di vino, nei primi tre mesi del 2022, sono cresciuti dell’83,45%. Esenti da dazio, competono pertanto alla pari con la produzione locale. ICE, agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, rende nota in occasione della nuova proroga di adesione alla Mostra autonoma del vino italiano in Sud Africa, l’importanza del mercato sudafricano. I dati statistici mostrano che i valori delle importazioni del Sud Africa di vini e spumanti dall’Italia nei primi tre mesi del 2022 sono aumentati dell’83,45%, passando da un valore di Euro 477.552 del 2021 a Euro 875.855 del 2022, portando la quota di mercato dell’Italia riferita al primo trimestre del corrente anno all’8,88%. Da notare che nello stesso periodo la Francia ha ridotto la sua quota di mercato dell’1,33%.
Fonte: Adnkronos.

Il vino e la sua comunicazione oggi, “letta” da uno dei suoi pionieri, Stefano Milioni.
A WineNews lo scrittore e comunicatore premiato con l’“Oscar del Vino” 2022 dalla Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda di Franco Ricci. A WineNews lo scrittore e comunicatore premiato con l’“Oscar del Vino” 2022 dalla Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda di Franco Ricci. “La comunicazione del vino è migliorata e peggiorata al tempo stesso, all’inizio si parlava molto di tecnica, oggi troppo di degustazione, e si dimentica il resto, ma è aumentata la platea. Ma ci sono troppi che si parlano addosso. Raccontare il territorio, quello che è intorno al vino, è fondamentale”.

STAMPA ESTERA

Les Hugel cultivent l’identité alsacienne.
Fondée en 1639, à Riquewihr, la maison a traversé les âges et les crises Parmi ses crus renommés, les fameux sporen et schoenenbourg. La neige de l’Alsace éternelle, les fio Jcons épais et ephemères donnent son mouvement lent au silence. La cloche des vêpres sonne par-dessus les toits blancs. Très bitdans l après-midi,il a falluaumerla lampe. Serrés autour d’elle, au coude-i-coude sur le comptoir. ils sont quatre ou cinq á goùter les vins d’or que Jeun-Frédéric Hugel, 33 ans, leur sert dans la petite pièce au milieu de ses mots qui disent l’histoire de la famille et de ses 13 générations. Depuis cette année 1639, où Hans Ulrich Hugel s’est installé à Riquewihr. Les grands étés, Les beaux automnes flambent dans les verres de riesling. de pinot gris, de gewsnrstraminer dans la maison jaune qui fait le coin des rues du général de Gaulle (appelée pendant la guerre Adolf Hitler) et de la Première armée. En Alsace, des Hugel il yen eut dès leXVe siècle, c’étaitan temps où mutes lest-ours d’Europe du Nord désiraient passionnément les vins d A1sue,etpuisvint latertibleguerre deTrente Ans de 1618 à 1648 qui dévasta le pays.. Au début du conflit Riquewihrcomptait2200 habitants, à lo fin 122, raconte l’héritier des HageL Onyperd savoir-fair remarches. Huns Ulrikh est admis dans la eorporntion des vigner ornen 164.3, c’est lui qui choisit pour 1a famille les deux terroirs fondateurs, le Sporen et le Sahaeoenbourg, S? ajoute un jardin Secret, sine poche geologique cºkcare de Musaheikalk, le Pfols tag inclus dans le Rosenberg. r Dans le foisonnement des ramures du grand arbre généalogique, certaines branches marquent la Force d’une poussée qui donne l’allant et lavigueur aux suivantes. Jeans Hugel, un vinlenmhr Celle de Louise Ortlieb mérite que ran s’y intéresse quelques instants. En 1880, en pleine période phylksoi ique, elle perd son mari Émile qui lui laisse deux enfants. La mère courage tient la boutique Hugel et envoie ses petits étudier la viticulture.
Fonte. Echos.

Les Lorgeril illuminent le Laiiguedoc.
A quelques kilomètres de Carcassonne, le splendide château de Pennautier, inspiré de Versailles, est depuis 1622 au coeur de l’histoire des vins de la région. Minervois-la-livinière, saint-chinian, fougères et roussillon… Six domaines, sur 250 hectares : ces beaux terroirs d’altitude sont leur conquête. Tiens, voilà Louis XIll. Il est venu mettre de l’ordre dans son royaume, a écrasé le 115 avril 16221e huguenot Benjamin de Rohan à SaintJean d’Angély, le duc de Rohan son frère se soumettra quelques semaines plustardàMontpellier. Enattendantsa majesté a été reçue à Carcassonne ce 14 juillet 1622. Le jeune roi a écouté la harangue du premier magistrat de la ville, Bernard de Reich de Pennautier qui l’a ensuite accueilli chez lui à Pennautier air le lendemain Louis a laissé son litdevuyage à son trésorier de la bourse des Etats du Languedoc. On voit aujourd’hui maire au chàteau, l’objet du sommeil royal avec ses somptueuses tentures de laine de soie, dessins de cornes d’abondances et de carquois muge, bleu, vert, ocre, admirablement tissés au point de Hongrie Et ici c’est Molière, il est en tournée dans lesuden1650. est pass àPézenas, a remonté vers l’ouest avec sa troupe, sestarrété au château de Pennautier pour, dit-on, yjouer en matinée l’. Andromède t. de Corneille. Lá, sur son cheval, c’est Pierre-Paul Riquet, celui-là est descendu de La Montagne Noire et repéré les deux bassins versants, im vers ]Atlantique, l’autre vers la Méditerranée, ce jourde 1662 il a fixé la ligne de partage des eaux au seuil de Naurouze et inventé la faisabilité du canal du Midi, ¿est à côté de Pennautier. Pierre-Louis fils de Bernard soutende projet. Avec la cempilead de Le NBtlr. Ce Reich de Pennautier est au coeur battant du pouvoir aux côtés de Louis XIV qui fait du Languedoc une région prioritaire en matière de politique et d’économie Pierre-Louis Fait du chàteau, le – Versailles • du Languedoc t.,dessineavecia complicité de Le Notre, paysagiste inspiré, la géométrie des perspectives du parc à la française sur 30 hectares. Et cet homme couvert de la poudredes chemins dltali e, cestiacques de Beyuaguetde Pennautier, chevalierdeSaint-Pardoux, il rentrede son Grand Tonner est présenté à la famille royale le 14 juillet 1789.

Fonte. Echos.

Dans le vignoble bordelais, ils témoignent de l’ampleur de la crise.
Qu’ils soient ou non favorables à un arrachage ponctuel ou définitif de 10.000 ou 25.000 hectares de vignes, les vignerons qui manifestaient ce 6 décembre témoignent dans nos colonnes d’une situation inédite. Cette nouvelle crise qui marque peut-être un virage historique dans ce grand vignoble bordelais de près de 120.000 hectares ressemble aujourd’hui pour beaucoup à une catastrophe. D’autant qu’aucun responsable politique n’a encore trouvé l’équation pour financer ce programme d’arrachage, qui devrait être aussi un plan de désendettement pour les viticulteurs les plus en difficulté. Le niveau de mobilisation atteint par la manifestation des viticulteurs girondins de ce mardi 6 décembre a satisfait les vignerons, les ouvriers agricoles et fournisseurs des domaines présents même si toutes les appellations n’avaient semble-t-il pas mobilisé avec autant de volontarisme que l’Entre-Deux-Mers. Après avoir indiqué les endroits du parcours où seraient accrochés les deux pendus faits en ceps de vigne, pour dénoncer lasituation de nombreux vignerons poussés au suicide et confirmé que la profession était au bord de la catastrophe, Didier Cousinet, viticulteur et maire du Pian-sur-Garonne (Sud Gironde), porte-parole du collectif Viti33, organisateur du mouvement, a temporisé. « Nous ne tirons sur personne. Aujourd’hui, nous sommes tous unis, mais quand même nous sommes obligés de manifester. J’en appelle aux élus politiques de tous bords », a *** déclaré le leader viticole, ä un public où figuraient des maires, députés et sénateurs. Comme souvent en agriculture, de nombreux viticulteurs qui étaient présents continuent à travailler même à la retraite. « J’étais ingénieur et je me suis retrouvé avec deux activités » Ce qui est le cas de Jean-François Thillet, maire de la petite commune de Blésignac (300 habitants), dans l’Entre-DeuxMers, qui a un parcours qui pourrait paraître très original mais qui ne l’est pas tant que ça dans un secteur agricole où bien souvent c’est le salaire de la conjointe ou du conjoint travaillant à l’extérieur de l’exploitation qui permet de faire bouillir la marmite. Je suis viticulteur retraité, avec un domaine de 34 hectares. Bien sûr je suis favorable à l’arrachage pour réguler la production. Jésuis âgé de 72 ans et j’ai deux employés. C’est très compliqué parce qu’au départ j’étais ingénieur: J’ai accepté de reprendre l’exploitation familiale et je me suis retrouvé avec. deux activités professionnelles à gérer en même temp.

Fonte. Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 7 dicembre 2022!

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Le bolle dell’amore calici per sempre.
Le lettere di Bruno Lunelli alla sua amata Elda hanno ispirato una Riserva Trentodoc preziosa, dalla forma particolare. I1 nipote Matteo Lunelli: “Una bottiglia che guarda al passato e al futuro, attenzione al dettaglio, eccellenza e sogno” Signorina Elda, non esito a dichiararle che io nutro per lei il più tenero affetto che io sappia concepire, ed infine, posso dirglielo, mi sento di amarla sinceramente. E le posso assicurare di fare tutto quanto sta in me per corrispondere pienamente a tutti i doveri di un galantuomo’: Un galantuomo innamorato. Appassionato. Intraprendente e visionario.

Fonte: Gusto.

Bollicine di Capodanno per ogni gusto e tasca.
Dai grandi classici come Riserva del Fondatore Ferrari e Dosage Zéro Ca’ del Bosco agli spumanti d’Alta Langa e d’Oltrepò, senza rinunciare a un Lambrusco ancestrale 1 consigli del sommelier Armin Causevic su cosa stappare nella notte più glamour dell’anno a tavola apparecchiata con cura, il menu ormai pronto e le persone care riunite intorno a voi. Manca solo il vino: a casa o al ristorante, la selezione delle bottiglie giuste per brindare all’arrivo del 2023 può fare la differenza. Ecco qualche consiglio per una scelta azzeccata, giocando tra classicità e innovazione, senza scordare il portafogli.

Fonte: Gusto.

Roberto Paris. Il vino.
L’ingrediente segreto Il vino “A prescindere dal cibo, l’ingrediente segreto che per me rende perfetto il pranzo o la cena di Natale è un grande vino – racconta Roberto Paris, wine director del ristorante “Il Buco” a New York – Per quanto mi riguarda, in particolare, penso a delle bollicine, rigorosamente italiane, e se dovessi fare un nome, direi il “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore” Mentre se vogliamo parlare di cibo, il mio ingrediente segreto, e immancabile, è legato alla mia terra d’origine, l’Umbria, e ad uno dei suoi prodotti invernali, ossia il tartufo nero lavorato con ricotta fresca ovina ed olio extra vergine novello”.

Fonte: Gusto.

Il Prosecco Doc a Natale dà il meglio.
Tempo di gioia. Anche il più incallito dei Grinch, infatti, non può negare che è il momento dell’anno in cui più di ogni altro ci concediamo di rilassarci, di stare insieme alle persone che amiamo, ai parenti e agli amici. Quella frazione di tempo infinito in cui lo spirito delle feste ci viene incontro. Almeno per il tempo di un brindisi, che sia partecipato o regalato. L’importante è che abbia il colore e il brio delle bolle. Come il Prosecco, da anni oramai leader delle tavole festive, non solo in Italia, amato come regalo e non solo.

Fonte: Gusto.

Campania terra di finezza e grande varietà.
La regione che si estende per 1.359.200 ettari, ha una superficie agricola che occupa il 28%, con 24.700 ettari vitali. Le aree di maggiore interesse sono: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. La Campania produce circa 1.403.000 ettolitri di vino all’anno, ben divisi fra uve a bacca nera (52%) e a bacca bianca (48%). Diverse sono le denominazioni: 4 Docg, 15 Doc e 10 Igt. Affascinante l’area del Sannio Doc, riconosciuta nel 1977, sulla zona collinare a Nord di Napoli, tra Benevento e Avellino, storica regione Samnium, terra dei Sanniti, popolo pre-romano. Le varietà coltivate sono Aglianico, Coda di Volpe, Falanghina, Piano, Greco e Piedirosso. In provincia di Salerno troviamo la denominazione Cilento Doc, sull’Appennino meridionale, introdotta nel 1989.

Fonte: Gusto.

Il fine wines per le feste.
Bottiglie top, amate dai giovani, a prova di clic grazie alle vendite on line. Il MW Gorelli: “C’è la volontà di democratizzare i vini di pregio” i pregio sì, ma non per questo impossibili. I vini italiani di alta qualità stanno conquistando il mondo e, sul fronte interno, cresce l’attenzione del consumatore verso etichette prestigiose. Soprattutto nelle grandi occasioni, e a Natale stappare qualcosa di speciale è d’obbligo. Seguendo il mood del momento: bere meno bere meglio. E non sono solo boomer e Gen X ad acquistare bottiglie pregiate, ma anche giovani e under 40 anni.

Fonte: Gusto.

Botti piene ma export da record.
La congiuntura secondo l’Osservatorio Federvini—Nomisma. Il dg Cino: il 2023? Al ralenti Botti piene ma export da record Nelle cantine ci sono 4,1 min di ettolitri in più rispetto al `21. Export di vino record, domanda italiana ed estera ancora vivace, ma giacenze di vino a livelli di guardia e margini delle imprese nella tenaglia dei costi. Alla fine la bussola impazzisce e forse bisognerà attendere qualche mese per capire il trend preciso. Intanto Federvini stima per l’export 2022 la cifra record di 8 mld di euro, ma poi predica cautela per il 2023. L’Osservatorio Federvini-Nomisma prevede uno scenario base con una crescita del Pil italiano dello 0,3% e uno avverso (con blocco del gas russo, rincari dell’energia e iperinflazione) in cui il Pil scivolerebbe dell’1,5%.

Fonte: Italia Oggi.

Ruffino, 8 min in tre anni allo sviluppo. E nuovi ettari.
Ruffino mette sul piatto otto milioni di euro in tre anni per finanziare il piano di sviluppo sostenibile delle nove tenute e progetta di acquisire fino a 120 ettari di vigneti per aumentare una produzione oramai insufficiente. Da gennaio scatteranno gli aumenti di listino anche per l’azienda toscana, finora congelati grazie al super dollaro. «Destiniamo un terzo degli investimenti alla strategia dello sviluppo sostenibile, denominata Ruffino Cares», ha detto l’ad Sandro Sartor, in una presentazione a Palazzo Mezzanotte, a Milano.

Fonte: Italia Oggi.

Il vetro costa l’83% in più Altro rincaro.
«In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista a partire dal prossimo gennaio»: la denuncia arriva dall’Unione italiana vini (Uiv), secondo cui «si tratta del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno». Di più: «Con questa nuova modifica», ha rilevato il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti, «il conto sul costo del vetro per il settore vino sale in media di circa il 70% in 12 mesi. È un fardello difficile da sostenere e da comprendere», spiega Castelletti, «sia in ragione di tariffe energetiche stabili che per il credito di imposta del 40% accordato agli energivori anche per calmierare i prezzi.

Fonte: Italia Oggi.

Vino e arte nel Metaverso, bottiglie comprate con Nft.
Unire vino e arte con il Metaverso. È quanto si propone CellarVerse, la prima startup che lancia gratuitamente nel metaverso le cantine italiane e le veste di arte. Gli obiettivi sono diversi per cantine e consumatori. Per le aziende la possibilità è quella di avere un canale alternativo e di avere accesso a nuove tecnologie che possono aiutare a diffondere la cultura del vino anche tra i più giovani e meno esperti. Per l’affiliazione al network viene richiesto soltanto un numero minimo di 12 bottiglie.

Fonte: Italia Oggi.

Microalghe per valorizzare fecce e fanghi.
della vinificazione da scarti diventano una risorsa grazie all’impiego di microalghe. Un procedimento secondo il quale anche le cantine vinicole più piccole possono chiudere il cerchio e diventare zero waste. È stata l’Università Ca’ Foscari Venezia ad aver messo a punto un processo biologico per sfruttare al 100% le fecce, cioè i residui depositati dopo la fermentazione del vino, e i fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue della vinificazione. Si tratta di sistema biotecnologico di depurazione accoppiato, con l’impiego cioè di digestione anaerobica e microalghe, applicabile direttamente in cantina dall’azienda vinicola.

Fonte: Italia Oggi.

Etichette artistiche per il vino Aglianico.
I prodotti del marchio «Piaceri lucani» di Potenza sposano l’impegno sociale e l’inventiva della cooperativa «La Mimosa» Etichette artistiche per il vino Aglianico Le opere dei ragazzi disabili del centro diurno. Da una parte la Cooperativa Sociale «La Mimosa», dall’altra «Piaceri Lucani» attività commerciale di nicchia impegnata nel settore della vendita dei prodotti agroalimentari della nostra terra. Nel bel mezzo un progetto decisamente accattivante che vede protagonisti gli ospiti del Centro Socio-Educativo Diurno per disabili gravi e medio gravi del Comune di Potenza gestito da oltre un decennio proprio dalla Cooperativa «La Mimosa».

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Poderi dal Nespoli, un’azienda che non smette di sperimentare – Sangiovese “Gualdo” La sfida biosimbiotica di Poderi dal Nespoli.
Tradizione, tecnologia e territorio: i tre capisaldi di un’azienda simbolo della Romagna che non vuole smettere di sperimentare. Ci sono tre “t” che ogni buon vignaiolo ha come incastonate nel suo dna: tradizione, tecnologia e territorio. La prima lo tiene ancorato alla sua storia che, parafrasando Oscar Wilde, ci rende ciò che siamo oggi; la seconda, invece, lo invita a non sedersi, ma piuttosto a mantenere sempre vivo il piacere per la curiosità e l’esplorazione; infine c’è il territorio, che attraverso i due elementi precedenti deve essere esaltato e, soprattutto, raccontato.

Fonte: Corriere Romagna Economia&Business.

Al Museo del vino l’evento Confini.
Domenica si terrà la prima edizione di “Confini”, la manifestazione ideata da Umbria Wine Club dedicata alle produzioni vitivinicole delle aree di confine geografico tra Umbria-Lazio-Toscana che, oltre alla storia e al patrimonio culturale, condividono una legame ancestrale del territorio con il vino. Gli eventi di questo primo appuntamento, organizzato con il patrocinio del Comune di Castiglione e la collaborazione della Pro loco e della Fisar di Viterbo, si terranno nel Muvis, una sorta di “sede permanente naturale” della manifestazione. In programma, a partire dalle ore 11 fino alle 17, i banchi d’assaggio con oltre 20 cantine di confine e oltre 40 etichette a rappresentare la ricchezza e varietà delle produzioni di questo territorio.

Fonte: Corriere di Viterbo.

Cinque Terre, la sfida dell’enogastronomia. Agricoltura e cucina fanno la differenza.
La ristoratrice Signoretto: «II turista cerca anche saperi e tradizioni: dai mestieri di terra e mare alle eccellenze in tavola» Serata di degustazione al ristorante La Grotta di Riomaggiore per il ciclo RioDiVino: appuntamenti con le eccellenze del territorio «’Fra le proposte il meglio anche di zone vicine, come i formaggi della Val di Vara». I prodotti alimentari per valorizzare il territorio, favorire il recupero dei saperi, l’economia locale e il turismo. Alle Cinque Terre, come nel resto d’Italia, cresce l’interesse verso il settore dell’enogastronomia e le produzioni locali che sul mercato interno vengono sempre più apprezzate e richieste dai visitatori stranieri e italiani.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Premio “Ercole”, concorso enologico di gran successo – Il vino e il territorio: a Macchia d’Isernia l’alchimia vincente.
Gli ingredienti di un successo: fare rete e diventare una squadra Pro loco Macchia e Comune artefici del I concorso enologico del Molise. Si annuncia come una prima volta da incorniciare il primo concorso enologico della Regione Molise, autorizzato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali grazie alla Pro loco Macchia quale «organismo ufficialmente autorizzato». Un concorso indetto nel mese di novembre dalla Pro loco in collaborazione con il Comune di Macchia d’Isernia, il Premio Ercole, riservato alle cantine molisane che producono vini sul territorio molisano.

Fonte: Primo Piano Molise.

Il vino ha resistito anche al clima.
Produzione inferiore ma quasi dappertutto impeccabile Il vino ha resistito anche al clima. Il ‘vigneto Piemonte h: retto bene agli eccessi climatici de 2022, caldo sopra la norma e siccità estrema in molte aree, e ha generato una vendemmia nel su( complesso da 4 stelle e mezzo. E’ i rapporto fatto ieri ad Alba (Cuneo all’Anteprima Vendemmia, organizzata da Vignaioli Piemontesi. La produzione, 2 milioni e 261 mila ettolitri, è stata di poco in feriore a quella del 2021 (2,3 milion di ettolitri), la sanità delle uve s risultata “quasi ovunque impecca bile”.

Fonte: Nuova Provincia di Biella.

“La vite resiste a stress idrici e termici” Annata quasi miracolosa per il vino.
D’assessore regionale: “Il maggiore interrogativo riguarda i livelli produttivi per il 2023”. Precocità assoluta, brevità delle operazioni, riduzione quantitativa non troppo severa e sanità assoluta. Così può essere riassunta l’annata vitivinicola 2022. Se amate una sintesi ancora maggiore, il termine più appropriato per definire l’ultima vendemmia è «miracolosa». Anche perché i risultati che oggi potete trovare nelle vasche e nelle botti delle cantine piemontesi sono vini che hanno centrato quasi tutti l’eccellenza (dall’Arneis al Moscato, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo nelle sue varie destinazioni hanno ottenuto quattro stelle e mezzo), o almeno un risultato ottimo (quattro stelle).

Fonte: Stampa Cuneo.

Travaglini chiude un anno da record e guarda al domani.
Al Gattinara i riconoscimenti del mondo del vino internazionale Travaglini chiude un anno da record e guarda al domani. GATI’INARA Si sta per chiudere un anno ricco di soddisfazioni per Travaglini. La cantina gattinarese infatti nel 2022 ha fatto incetta di premi. L’ultimo arrivato in ordine cronologico sono i 5 Grappoli attribuiti da Bibenda al Gattinara Riserva 2017, con la celebrazione dell’evento a Roma all’Hotel Cavalieri. «Un riconoscimento che ci ha fatto molto piacere», spiega Cinzia Travaglini approdata a Roma con la sua famiglia e alcuni collaboratori aziendali..

Fonte: Stampa Vercelli.

«Vini Terrae» la guida del buon bere.
pullman organizzati sono giunti a Bisceglie da tutta la Puglia. Imperdibile, per gli appassionati di vino, il Galà delle eccellenze enologiche regionali per la presentazione della Guida Vini Terrae 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier. Un volume di 1300 pagine, con tutte le produzioni italiane, in cui la Puglia è presente con marcata evidenza, e che è anche consultabile on line. Centocinquanta le etichette regionali, 60 quelle premiate, 42 con punteggi rilevanti (tra i 91 ed i 100 centesimi); 6 quelle distinte dalla Gemma, con punteggio superiori ai 95, e altrettante sono quelle riconosciute con la denominazione Cupido perché ritenute di particolare effetto al primo impatto;12,invece,i vini segnalati per il migliore rapporto qualità-prezzo.

Fonte: Gazzetta della Bat.

Sbarca in Puglia il progetto D-Vino.
L’assessore regionale Pentassuglia: «Non solo promozione e valorizzazione del nostro comparto vitivinicolo ma concreta opportunità formativa per i più giovani che si affacciano sul mondo lavoro» Sbarca in Puglia il progetto D-Vino. Parte anche in Puglia, dopo l’avvio nelle tre regioni pilota Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia, il progetto di formazione “D-Vino”, ideato dall’associazione nazionale Le Donne del Vino, con il supporto di tutte le delegazioni regionali, dedicato agli istituti per il turismo e alberghieri.

Fonte: Taranto Buonasera.

Baci in bocca, l’omaggio di Erwitt per il vino di Sting.
La celebre foto concessa dal fotografo per il vermentino prodotto dal cantante al Palagio Baci in bocca, l’omaggio di Erwitt per il vino di Sting I modaioli chiamano «total experience» quella che si prova andando a visitare fino al 22 gennaio 2023 la mostra delle magnifiche foto di Elliott Erwitt «Photographs» organizzata grazie a Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, a cura di Biba Giachetti che nel catalogo conversa con l’artista, col coordinamento di Melissa Camilli e Francesca Lanuara, in collaborazione con Sudest57, che dal 1946 racconta tanta parte della società e dei personaggi fino ai nostri giorni.

Fonte: Nazione Firenze.

Falso Prosecco in lattina «Basta pubblicità sleale» – Ora la pubblicità sul falso Prosecco in lattina è bufera «Pratica sleale».
Una lattina di Glera – spacciata come Prosecco – in primo piano. Sullo sfondo le colline: la denuncia del consigliere regionale Razzolini. Ora la pubblicità sul falso Prosecco in lattina: è bufera «Pratica sleale»? Il consigliere regionale Razzolini (Fdi) «È incompatibile, l’azienda segnalata» I PRODUTTORI HANNO SUBITO RICONOSCIUTO LE COLLINE UNESCO «STRUMENTALIZZAZIONI SIMILI MINANO L’IMMAGINE DI UN VINO DI QUALITA’». Una lattina di Glera – spacciata come Prosecco – in primo piano. Sullo sfondo le colline patrimonio dell’Umanità, precisamente le colline di San Pietro di Barbozza. Una pubblicità, via social, che nei giorni scorsi è finita all’attenzione dei produttori di prosecco docg Conegliano Valdobbiadene e, in particolare, di quelli valdobbiadenesi, che subito hanno riconosciuto le loro colline vitate, sito Unesco, sfruttate per promuovere quello che il consigliere regionale Tommaso Razzolini (Fratelli d’Italia) ha definito «l’ennesimo falso Prosecco, questa volta addirittura in lattina».

Fonte: Gazzettino Treviso.
Razzolini (FdI) contro il Prosecco in lattina «Una pratica scorretta».
Il prosecco Docg in lattina? Assolutamente no, mette le mani avanti il consigliere regionale Tommaso Razzolini, di FdI. L’aumento del prezzo dell’energia sta impattando con forza sulla filiera delle bottiglie di vetro, per cui ci sono aziende, tra quelle meno attente all’identità del Prosecco Superiore, che immaginano di poter ricorrere a contenitori meno costosi. Anzi, c’è chi l’ha già fatto. Ma è una scelta che viene molto contestata. Da qui la reazione dell’esponente regionale di Fratelli d’Italia. «Immagine e qualità del vino italiano, tra cui il Prosecco, sono incompatibili con la lattina.
Fonte: Tribuna Treviso.

L’azienda Antinori apre una nuova cantina a Montalcino.
Una nuova cantina totalmente ecologica, ecosostenibile, e a bassissimo consumo, costruita sulla base delle esigenze attuali, ma con un occhio anche a quelle future. È quella che l’azienda Antinori ha costruito nella tenuta di Pian delle vigne a Montalcino. Complessa e ricca di significati la progettazione e la realizzazione della nuova struttura, che nasce da un’idea di Piero Antinori che, con un mix di ispirazioni tratte da altre strutture e suoi desideri, ha gettato le basi e lo schizzo sul quali poi gli architetti hanno lavorato per progettare la realizzazione di due edifici: uno per la fermentazione e uno per l’affinamento dei vini.

Fonte: Apetime-Magazine.

Orisi, il vino misterioso “riapparso” in Sicilia: le due cantine della famiglia Girelli.
C’era una volta un vitigno senza nome. E c’era una volta una famiglia di imprenditori vitivinicoli che glielo restituì. Potrebbe cominciare così la favola dell’Orisi, un vitigno che sembrava scomparso e che era stato dimenticato. Perfino il suo nome sembrava sparito tra i polverosi documenti del passato. Eccolo il paradosso: un vitigno misterioso che riappare dopo anni ma che, nel frattempo, ha perso perfino il suo nome, cancellato dalle burocrazie degli albi e delle denominazioni dopo esser caduto in disuso. Orisi, chi era costui? Si potrebbe dire così, parafrasando la domanda di Don Abbondio, nell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi, a proposito di Carneade.

Fonte: Il Riformista.

Vino. Il vetro aumenta ancora, il settore chiede interventi. Uiv sulla vicenda.
In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista a partire dal prossimo gennaio: si tratta – sottolinea Unione italiana vini (Uiv) – del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno. Secondo il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: “Con questa nuova modifica, il conto sul costo del vetro per il settore del vino sale in media di circa il 70% in appena 12 mesi. È un ulteriore fardello difficile da sostenere ma anche da comprendere, sia in ragione di tariffe energetiche stabili che soprattutto per il credito di imposta del 40% accordato ai comparti energivori anche per calmierare i prezzi.

Fonte: Agricultura.it.

Di vigna in vigna: l’Italia del vino a Slow Wine Fair 2023.
Non solo degustazioni, masterclass e grandi vini: Slow Wine Fair è innanzitutto un’occasione di confronto e dibattito per vignaioli e vignerons provenienti da tutte le regioni d’Italia e dal mondo. Sono quasi 300 gli espositori già selezionati dalla commissione di assaggio di Slow Wine per la seconda edizione dell’evento che si terrà a BolognaFiere, dal 26 al 28 febbraio 2023. Tra questi troviamo i produttori che aderiscono alla rete internazionale della Slow Wine Coalition e che portano avanti i princìpi messi per iscritto nel Manifesto Slow Food per un vino buono, pulito e giusto: la sostenibilità ambientale, la tutela del paesaggio e il ruolo culturale e sociale che le aziende vitivinicole possono giocare nei territori in cui operano. Dal nord al sud del Paese, ecco qualche piccola anticipazione sul panorama vitivinicolo italiano che sarà presente alla Slow Wine Fair.

Fonte: Viaggiare.

Vino, cresce ancora il costo del vetro. È il quarto aumento in un anno.
In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista, a partire dal prossimo gennaio: «si tratta – sottolinea Unione italiana vini (Uiv) – del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno». Secondo il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: «Con questa nuova modifica, il conto sul costo del vetro per il comparto del vino sale in media di circa il 70% in appena 12 mesi. È un ulteriore fardello difficile da sostenere ma anche da comprendere, sia in ragione di tariffe energetiche stabili che soprattutto per il credito di imposta del 40% accordato ai comparti energivori anche per calmierare i prezzi. A questo punto sarebbe forse più utile che fossero le imprese del vino a percepire le agevolazioni fiscali, se – come riscontrato – l’industria energivora scarica comunque a valle aumenti che ora non sono più sostenibili. In tal senso, chiediamo al governo di valutare un aiuto ad hoc nell’ambito della legge di bilancio per supportare un aumento dei costi che rischia di compromettere la competitività delle nostre imprese».

Fonte: Italia a Tavola.

“Wine in Venice” 2023: un nuovo scenario per promuovere il vino.
Mettiamo insieme 2 eccellenze: Venezia, città unica al mondo, e il vino, uno dei prodotti di punta del made in Italy. Dall’unione di questi elementi nasce “Wine in Venice”, l’appuntamento per raccontare e celebrare il “nettare di Bacco” e il suo mondo. Sarà proprio il vino ad inaugurare il calendario dei grandi eventi 2023 nel capoluogo veneto. Per 3 giorni, un ricco calendario di iniziative coinvolgerà intenditori e appassionati in momenti di confronto, approfondimenti, degustazioni, presentazioni, talk, formazione masterclass e spunti di riflessione per delineare i prossimi passi decisivi del settore. Fulcro di “Wine in Venice”, presentato a Palazzo Marin, 2 delle location più prestigiose e simboliche della città: la Scuola Grande della Misericordia e Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò.

Fonte: Metropolitano.it.

Vino, Uiv: nuovo aumento del costo del vetro, il quarto in 12 mesi.
In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista, a partire dal prossimo gennaio: si tratta del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno. Lo denuncia in una nota l’Unione italiana vini (Uiv), il cui segretario generale, Paolo Castelletti, spiega che “con questa nuova modifica, il conto sul costo del vetro per il settore del vino sale in media di circa il 70% in appena 12 mesi”. “È un ulteriore fardello difficile da sostenere ma anche da comprendere, sia in ragione di tariffe energetiche stabili che soprattutto per il credito di imposta del 40% accordato ai comparti energivori anche per calmierare i prezzi” prosegue Castelletti, aggiungendo che “a questo punto sarebbe forse più utile che fossero le imprese del vino a percepire le agevolazioni fiscali, se, come riscontrato, l’industria energivora scarica comunque a valle aumenti che ora non sono più sostenibili”.

Fonte: Askanews.

Cibo, vino ed esperienze gastronomiche i regali di Natale più apprezzati. E meno “riciclati”.
I dati della ricerca di Swg per Deliveroo. Al top il classico cesto natalizio, poi la bottiglia di vino davanti a pandoro e panettone. Un buon salume, un pandoro o un panettone, una classica bottiglia di vino, ma anche di olio extravergine, del formaggio, oppure, meglio ancora, un bel cesto con “di tutto un pò”. Da anni, il regalo enogastronomico, massima espressione “nazional popolare” del “regalo utile”, è uno dei più gettonati. E, soprattutto, uno dei meno “riciclati”, e che piace davvero di più a tutti. In vista delle feste, infatti, mentre si inizia a pensare ai regali, gastronomie, enoteche, mercatini e negozi fisici, ma sempre di più on line, vedono i carrelli riempirsi di ogni sorta di libagione, destinata a trasformarsi in dono. Ed a confermare quelle che molti vivono nella pratica, ora arriva anche la ricerca Swg per Deliveroo, che ha indagato sule preferenze degli italiani alle prese con i regali di Natale. La prima evidenza segnalata è che un italiano su tre (30%) si dice insoddisfatto di quanto solitamente riceve in dono. Una percentuale che sale al 43% tra i Millennials, la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni. E se il regalo non piace, via libera al riciclo. Secondo la ricerca vi ricorre il 24% degli italiani, con punte del 41% tra i più giovani della Generazione Z, la fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni.

Fonte: WineNews.

Da Miami a Miami: il Gambero Rosso porta il vino italiano in crociera.
La quarta edizione della crociera Wine and Sea è partita il 13 novembre da Miami e il 14 ha toccato la riserva marina di Ocean Cay nelle Bahamas, dove c’è stato il primo evento del vino dedicato ai crocieristi, che hanno potuto familiarizzare con i grandi vini italiani, bianchi e spumanti, serviti ghiacciati all’ombra delle palme in una delle più belle isole dell’arcipelago, un’oasi naturale dalle spiagge bianche immersa nelle acque cristalline dell’Oceano, di proprietà e gestita dalla MSC. Nei giorni seguenti sono state toccate San Juan de Puertorico, Charlotte Amalie nelle American Virgin Islands, Puerto Plata nella Repubblica Dominicana per poi rientrare a Miami.

Fonte: Gambero Rosso.

STAMPA ESTERA

Surproduction, arrachage : la grande déprime des viticulteurs bordelais.
Le vignoble de Bordeaux produit trop de vin avec, à la clé, des stocks qui débordent et des prix qui chutent. • La profession réclame des mesures de financement qui permettraient d’arracher au moins 10 % des surfaces. Frank Niedercm’n — Cor nspondantQBordeaux « Vitfcultureh terre, éconarnie33 àgenoux ». Des centaines de viticulteurs, parfois en tracteurs, ont déifié mardi dans les rues de Bordeaux. Une première depuis décembre 2004, date de la précédente poussée de fièvre de la vldculturegirondine. A l’épogue,Ies slogans portaient sur la revalorisation des retraites niais surtout sur le « désespoir r,le risque de « suicides » et lurgenceà mettre sur pied un N pian social »de la viticulture. Désormais, la principale revendication, portée par l’ensemble du monde viticolegirondin, est de faire financer de l’arrachage des vignes, qui pour rait porter sur 10.000 hectares, voire 15.000 ha. Une mesure quappelle un constat implacable : le vignoble bordelais, qui produit environ5millions d’hectolitres par an, n’en écoule pas plus de 4 millions. i$ faute h uneconjoncture défavorable et à l’accumulation de difficultés :les taxes Imposées par Donald Trump, le Brerdt et, surtout, l’arrét brutal du marché chinois. La filière a aussi commis des erreurs, par exemple en augmentant beaucoup ses prix en 2018 pour compenser une faible récolte liée au gel l’année précédente. A la clé, les pertesde marchés n’ont pes été récupérées. Le secteur ne peut pas faire l’économle de l’examen de causes plus structiuelles. Dans un contexte de baisse de la consommation, notammentchezlesjeunes. Bordeauxperd des places face à la concurrence française. « Lorsque le vin rouge baie se de 596, bordeaux, lui, recule de 8 %. Nous n a von s sans doute pas été assez vigilants et nous ne nous sonttrrespas assez renouvelés », reconnalt JeanPierre Durand, vice-président de la commission économique du Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (C(VB). Si les ventes s’érodent, le vignoble a, lui, significativementaugmente de taille dans les années 1990. ïessordu marché chinois a permis de sortir de la crise de surproduction qui l’afrappé dansles années 2000. « Cela fait des années que nous disons que le vignoble bordelais possède 30000 ha de trop ».

Fonte. Echos.

«En colère», Vignobles Mercier veut convertir la moitié de ses terres.
Léquation financière est impossible pour cette exploitation familiale qui compte sur une prime d’arrachage pour lancer une autre production ou installer des panneaux solaires. « Je ne vais ºasarrèter de produire car il faut bien rembourser les emprunts.Mats je ne veux plus investir dans la vigne ». explique Bastien Merciir, le re présentant de la cinquième génération à diriger les Vignobles Merder. Amer et « en colère », ce membre du Collectif des viticulteurs, par ailleurs maire (LR) de Camiran, figurait en bonne place dans la manifestation qui s’est déroulée mardi à Bateaux. A trente-quatre ans. il adfl recourir au redressement jndciaire : « foi des commandes mois je ne peux pas payer la mise en 5oureilles. Nous avons 1,2 milliond’euros de dettes face auquel nous avons un stock d’une valeurde9C0.000 euros. Seul problème : ce vin, qui est dans mes chais et pair lequel j’al de multiples médalifes, ne trouve aujourd’hui pas dacquíreur. » Les Vignobles Merder, dans la région de lEntre-deux-Mers. en Gironde, mot presque un cas d’école. Couine une majorité des entrepñsesen difficulté, l’essentiel de sa production estenduenvrac è des négociants qui se chargent de la commercialisation. L’entreprise (50000D euros de chiffre d’affaires lei bonnesannées) asurfé sur la cnissance d’un marché chinois qii a absorbé près des deux tiers le la production avant de se refermer. Quant aux offres d’achat venant des négociants, elles sont désormais largement en dessous dutafit de revient. «Heureuserrrent, nous arrivons encore a vendre un peu au Japon. Mats c’est très largementlnsuf f lsanr », souffle Bastien Mercier. Dès lors, l’équation financière est impossible à résoudre.

Fonte. Echos.

Le prix de la vigne baisse et la crise sociale s’aggrave.
Une grande partie des exploitations à vendre le sont par des viticulteurs désireux de prendre leur retraite Des centaines d’exploitations sont en vente dans l’appellation Bordeaux et peinent à trouver preneur malgré des prix parfois bradés. Le prix de la vigne continue de Caire le grand écart à Bordeaux. Quand l’hecure se négocie jusgià 1 million d’euros pour les plus grands crus du Médoc (et méme le double à Pauillac(, des Graves, de Saint-Emillon ou de ñimetnl, la glissade commue pour l’AOC Bordeaux, qui représente la moitié du vignoble bordelais. Une crise du foncier reflétant le désamour pour les vins de Bordeaux La locomotive des grands crus qui, fi y a une décennie. tiraientl ensemble des vins de la régions est décrochée. Derrière la centaine de crus prestigieux qui se vendent facilement, les autres ont des difficultés. à l’Image des crus bourgeois du Médoc, qui font potinant d’énormes efforts pour faire recannal re leur qualité. Lesdifficultéssant pirespaurl’appellation Bordeaux, le prix du foncier n’ayant cessé de baisser. Sur un bon terroir de Larégton de l’EntreDeux-Mers (entre la Garonne et la Dordogne), les trans cclionssefontà 15.000 euros l’hectare, au mieux à 18.000 euros, tandis que le gros du marché se rapproche des to.000 eums potin parfois tomber bien endessous. Malgré des prix en baisse, les transactions sontrares. fauted’acheteurs. les quelques rentes enregistrées sont liées à des vignes qui disposent d’un bon terroir ou à des secteurs bénéficiant de la présence de viticulteurs dynamiques sur le plan commercial.

Fonte. Echos.

I produttori di vino Bordeaux manifestano per ottenere fondi da destinare all’estirpazione del 10% del vigneto.
Dans la rue, les vignerons bordelais réclament des fonds pour arracher 10 % du vignoble Les manifestants devant l’entrée du Bar a vin du Conté interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB) (Crédits Agence Appa) Jean-Philippe Déjean Les vignerons girondins ont manifesté en nombre ce mardi matin dans les rues de Bordeaux pour obtenir le droit d’arracher au moins 10.000 hectares, sinon 15.000, assorti d’une prime à l’hectare. Le montage de cette forme de “plan social” est loin d’être acquis et le financement correspondant, de l’ordre de 150 millions d’euros, semble très difficile à trouver. “Viticulture abandonnée/Misère dans le Bordelais”, ‘Un pian social pour la viticulture”, “Agriculture, un suicide par jour’ : de nombreuses affichettes collées sur de petits panneaux d’aggloméré ou des chasubles en carton posées sur les épaules témoignaient du désarroi des vignerons du Bordelais qui ont organisé une manifestation très suivie dans le port de la Lune ce mardi matin 6 décembre, avec 27 tracteurs à l’appui. Cette profession qui joue un rôle socio-économique central depuis au moins le Xllle siècle dans la région bordelaise est prise dans un contexte économique qui a rarement été aussi sombre. Ex-président du Comité interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB) et viticulteurs Bernard Farges souligne les paramètres qui font de la crise viticole dans le vignoble bordelais un phénomène plus explosif qu’ailleurs : . Tous les producteurs de rouge sont touchés, comme ceux qui commercialisent via la GMS (grandes et petites surfaces) et qui ont beaucoup vendu er Chine. Or 90 % de la production des vins de Bordeaux c’est du vin rouge, énormément commercialisé via la GMS, avec un vignoble bordelais qui était très présent en Chine. Donc à Bordeaux on se prend tous ces points chauds de plein fouet. Sans compter la chute de la con *** sommation de vin en France, qui a reculé de 30 % en dix ans », déroule Bernard Farges comme on décrypte une catastrophe ferroviaire ou aérienne.

Fonte. Tribune.

Traçabilité, prédiction de la qualité : pourquoi la startup lyonnaise M&Wine veut garantir l’ADN d’un vin.
Creee il y a tout juste un an, la startup MeWine a trouvé une façon de révéler l’empreinte multiminérale d’un vin, ou “son ADN”. Cette empreinte, immuable dans le temps et unique pour chaque vin, permet de garantir une certaine qualité ou traçabilité, complémentaire à la signature organique et à la dégustation_ Avec des applications possibles tant dans le domaine de la lutte contre la contrefaçon, que dans la prédiction de la qualité d’une récolte. La startup MeWine travaille sur ce quelle définit comme e Metal Wine Profil (MWP) des vins. Quesaco ? ‘Chaque vin a un profil multiminéral. C’est son ADN et c’est propre à chacun. Si on l’analyse maintenant et dans cinq ans, ce sera le même”, explique Théodore Tillement, CEO de la startup lyonnaise MeWine. Pour chaque empreinte, MeWine analyse jusqu’à cinquante éléments minéraux. Ce profil minéral est différent, mais complémentaire, à la signature organique habituellement utilisée pour les vins. Théodore Tillement a créé la startup en novembre 2021 aux côtés de son père : ‘Je travaillais dans l’hôtellerie-restauration, et je vendais du vin à New-York. Mon père travaille dans les minéraux et les métaux appliqués à la santé.’ “Corréler empreintes et qualité” ‘L’aspect de l’analyse minérale a surtout été liée jusqu’ici à l’enjeu de la détection des métaux lourds. Le minéral est ignoré dans l’approche du goût du vin alors que, par exemple, quand on boit *** de l’Évian ou de l’Hépar, le goût est différent, car les minéraux jouent.’ “C’est une approche toute nouvelle. On cherche à corréler des empreintes à des qualité de vin” Les profils sont ensuite rentrés dans une base de données et traitée par une intelligence artificielle. Actuellement, MeWine a rentré 5.000 vins sur sa plateforme. Dans ses analyses, la startup recherche donc les minéraux principaux, les oligo-métaux, traces et ultra-traces métalliques. Par exemple, “il existe une étape de clarification dans le vin qui utilise différentes méthodes pour absorber les particules troubles. Ça se fait soit avec de la bentonite, soit du blanc d’oeuf. Ça n’a pas d’impact direct sur le goût mais ça se voit dans les ultra-traces.

Fonte. Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 6 dicembre 2022!

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Le Donne della Vite (e il vino aiuta il Kenya) – Le Donne della Vite Il vino di Valeria è femminile plurale.
Le Donne della Vite Il vino di Valeria è femminile plurale Da 6 anni Fasoli guida un gruppo di oltre 150 socie («e soci») per valorizzare le lavoratrici del settore Non solo imprenditrici ma trattoriste, sommelier, agronome: come «contare» in una tradizione fatta di uomini Dall’Oltrepò al resto d’Italia tra ambiente e impegno sociale. Il sostegno al progetto «Casa di Anita» in Kenya. I fili, per esempio». Mentre ?? spiega cosa significa «pensare anche all’estetica di un vigneto», Valeria Fasoli snocciola esempi illuminanti per i non addetti ai lavori. «Sembra un dettaglio secondario ma non lo è: utilizzare semplici fili di sostegno delle viti in acciaio inox è ben diverso dal cercare materiali e tinte che non facciano a pugni con l’ambiente circostante». Mimetizzare tiranti e pali che sono l’impalcatura delle vigne significa incastonarle meglio nel paesaggio e disturbare meno gli animali che lo popolano.

Fonte: Buone Notizie Corriere della Sera.

Lvmh e Campari si «bevono» Tannico: sarà leader nella Ue.
Era iniziata come la start up inventata da un ragazzo milanese, Marco Magnocavallo, per provare a vendere vino da un portale Internet. «Avevo intuito che c’era uno spazio di mercato da occupare, così è nata Tannico», racconta. In dieci anni il fatturato è passato da 7oo mila euro a 76 milioni. Ora Tannico è stata acquistata dai due soci che dall’anno scorso possedevano il 4996 delle azioni: Lvmh (attraverso Moët Hennessy) e Campavi. Magnocavallo resta il presidente onorario, ma lascia le redini della sua creatura digitale. «Dopo dieci anni — spiega il fondatore — ho pensato che e arrivato il momento per Tannico di un salto su scala europea. La società opera in Italia e in Francia, dove possiede la maggioranza in Venteàlapropriété, una piattaforma di e-commerce di vini e liquori. Nei due Paesi sono stati gestiti 600 mila ordini perla consegna di 4,5 milioni di bottiglie nel 2021. Nell’anno che sta per chiudersi le cifre si stabilizzeranno su questa quota». L’ingresso dei due colossi ha come obiettivo la costruzione di una rete e-commerce europea.

Fonte: Corriere della Sera.

Pakravan-Papi Una Maremma «alla francese».
Una storia di successo nata però nel fango. Quello che ricopriva Firenze in quei giorni di inizio novembre del 1966 dopo l’alluvione e l’esondazione dell’Arno. Qui, tra gli «angeli del fango» che accorsero da tutto il mondo per salvare il patrimonio culturale di una delle più belle città del mondo, si incontrarono il maremmano Enzo Papi e l’iraniana Amineh Pakravan, allora studenti. Lei, venuta per restare pochi giorni, non lasciò più l’Italia e il suo Enzo e i due, molti anni dopo, crearono l’azienda che reca i loro cognomi, Pakravan-Papi, e che oggi sulle colline di Riparbella, nell’Alta Maremma, tra il mare e le colline, produce alcuni interessantissimi vini anche con l’apporto dei due figli Chiara e Leopoldo.

Fonte: Giornale.

Un concerto di Sangiovese sul pentagramma della storia.
Va posto un tema: qual è il vero valore del vino, di questa manifestazione del naturale, interpretata dall’ingegno umano? Si pub narrare tutto ciò con le improvvisazioni dei wine blogger, degli influencer che sono la testimonianza più sguaiata della a-valorialità dei nostri giorni? Può darsi, ma allora si facciano bottiglie come profumi, si facciano prodotti cosmetici e lasciamo perdere il vino! Per buona sorte ci sono ancora luoghi dove la sacralità della storia è il primo comandamento e la prima prassi. Uno di questi (sono meno di mezzo migliaio nel mondo, una buona metà in Italia) sta nel cuore del Chianti. Anzi è il Chianti..

Fonte: La Verita’.

Bollino di Stato per il Primitivo di Manduria.
Dal l° gennaio prossimo i vini Primitivo di Manduria Doc e Primitivo di Manduria Doc Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. 11 nuovo sistema, spiega il consorzio di tutela che ha sede a Manduria (Taranto), è gestito da Agroqualità, società di certificazione specializzata nel settore agroalimentare. Le fascette, stampate dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, utilizzano particolari sistemi di sicurezza che certificano l’autenticità del prodotto e contengono sistemi anticontraffazione visibili e invisibili con tracciabilità gestita da banche dati.

Fonte: Libero Quotidiano.

Una viticoltura con attenzione all’ambiente.
L’azienda si trova sulla collina che si affaccia sul vecchio borgo di Neive. Proprietà di famiglia da sempre, è attualmente gestita dai figli di Dante Rivetti, affiancati dall’enologo-scienziato Donato Lanati. Pur senza vere svolte bio, si pratica una viticoltura sostenibile, con l’abolizione di diserbanti chimici e l’utilizzo di impianti fotovoltaici, per la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente oltre alla protezione delle biodiversità. I vini che ne derivano sono profondi, intensi ed eleganti, in grado di durare nel tempo e legati alle tradizioni del territorio. Lo Chardonnay si mostra in una veste color oro-verde brillante. Naso ampio e solare nelle tonalità di buccia di cedro, resina, miele di tiglio, timo e nuance minerali.

Fonte: Messaggero.

Montepulciano. Comune e Vino nobile Piano turistico pronto.
E’ stato rinnovato il “pacchetto” di investimenti tra Comune di Montepulciano e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per la promozione del territorio, con una crescita del plafond rispetto al 2022, portato a 266.500 euro. E’ una somma ragguardevole da spendere in attività, eventi e iniziative già avviate alla fine di quest’anno e da completare nel 2023. Obiettivo del progetto è comunicare il brand “Montepulciano” con attività che intersechino le promozioni del vino e del territorio con iniziative rivolte al turismo che, nella città del Poliziano, vive di arte, cultura, ambiente e naturalmente enogastronomia.

Fonte: Nazione.

Cabernet Franc un «signore» di Sicilia.
Per coltivarlo hanno scelto la zona più assolata della tenuta, a una altezza fra i 300 e i 500 metri, dove le uve possono arrivare a una maturazione ottimale. Così la cantina Duca di Salaparuta ora presenta il suo nuovo vino della linea Suolo, un Cabernet Franc 2020 in purezza, fermentato in vasche d’acciaio, affinato per quasi un anno in barrique di rovere francese e infine fatto riposare per altri sei mesi in bottiglia. Diciamo subito che è un vino che piace, che si regge su un ottono equilibrio ma che per essere apprezzato al meglio durante un pasto ha bisogno di una «spalla» nel piatto importante, che regga il confronto e non scompaia davanti a cotanto signore.

Fonte: Tempo.

Con gli scarti della vinificazione si produce elettricità rinnovabile.
Scarti della vinificazione che diventano elettricità rinnovabile. È l’ingegnosa via verso l’economia circolare e una filiera sostenibile di “Lègami di Vite”, un progetto tutto emiliano-romagnolo, cui è appena stato conferito il Premio Sviluppo Sostenibile 2022, istituito per il dodicesimo anno dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’Italian Exhibition Group. “Lègami di Vite” ha raggruppato importanti aziende vitivinicole dell’Emilia Romagna per la gestione e valorizzazione circolare dei sottoprodotti della vinificazione per produrre elettricità rinnovabile, biometano e ammendanti compostati. Con il bio-LNG prodotto si alimentano i mezzi impiegati per il trasporto del vino e degli scarti.

Fonte: Corriere Romagna Verde.

Vino, domanda in calo in vista delle feste.
Mercato in crisi: -15% rispetto al 2021 Vino, domanda in calo in vista delle feste. Entra in crisi il brindisi delle festività: gli ordini natalizi sono fermi. C’è preoccupazione tra i produttori di vino, anche del Parmense, per il trend ribassista in vista della ricorrenza più importante dell’anno: con un -15% di domanda rispetto allo stesso periodo 2021 quando però, a fronte di una netta ripresa dei consumi su tutto il territorio regionale, dopo due anni di covid, il comparto si era trovato a fronteggiare la grave carenza di materie prime (vetro, carta e sughero). Lo dice l’analisi di Confagricoltura Emilia Romagna sui flussi della domanda di vino sotto Natale e Capodanno nel post pandemia.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Cantina Casanova di Neri, un nome che dà lustro a tutta Montalcino.
Il via ne11971 e Brunello prodotto giàdal1978 Nuove acquisizioni Attualmente sono circa 500 gli ettari di terreno di cui 75 vitati e un totale di 300mi1a bottiglie Con più lo frequento, il mondo del vino, con più mi convinco che quella che spesso, forse enfaticamente, ribattezziamo “magia”, sia piuttosto una combinazione, certo riuscitissima, di istinto, accurato artigianato e vision, lontana dal tradursi in formula matematica ma meno esoterica di quanto si possa pensare. L’esempio lampante è uno dei più blasonati asset di Montalcino, ovverosia cantina Casanova di Neri, i cui vini sono, ormai da un ventennio, valutati dai maggiori players della critica internazionale tra i migliori al mondo.

Fonte: Nuova Ferrara.

All’hotel Borgia una serata con la Nosiola.
Giovedì 15 alle 20.30 all’hotel Lucrezia Borgia (via Bononi 34) la delegazione Ais di Ferrara organizza una degustazione sempre apprezzata, la Nosiola del Trentino, il mitico “Vino Santo”. Serata guidata dal sommeIier Roberto Anesi, primo sommelier d’Italia nel 2017, ambasciatore delle grandi realtà trentine e delle sue eccellenze. Saranno presenti alcuni produttori dei vini in degustazione e in chiusura assaggio di due grappe. Info e iscrizioni sul sito di Ais Emilia.

Fonte: Nuova Ferrara.

Altro incontro per scoprire questo mondo.
Giovedì seconda di tre serate (l’ultima è il 15 dicembre, sempre con orario dalle 19 alle 22) all’Istituto Cappellari di Ferrara (in via del Lavoro 26) con il corso di avvicinamento al mondo del vino, curato dal sommelier ferrarese Stefano Grimaldi. Un modo per scoprire tecniche di degustazione, i giusti abbinamenti, ma anche enografia ed enogastronomia internazionale.

Fonte: Nuova Ferrara.

Premio Ercole, buona la prima: sul podio l’eccellenza dei vini molisani.
L’esordio del Premio Ercole sul panorama enologico molisano è stato un successo. Cinque categorie di vini, queste le aziende premiate da una commissione di super esperti capitanati dall’agronomo Mario Stasi: per la Tintilia doc rosso riserva, la Cantina Gianfagna con il Sator Gran Maestro del 2018; per la Tintilia doc rosso, l’azienda agricola Lagatta con l’annata 2018; per il Molise doc Aglianico, le Cantine Salvatore con il biologico del 2019; per il Biferno doc rosso, l’azienda Tenimenti Grieco con il Bosco delle Guardie; per il Molise doc Falanghina, altro riconoscimento all’azienda agricola Lagatta.

Fonte: Primo Piano Molise.

Dal 2023 il Primitivo avrà una fascetta di Stato.
Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria Doc e Primitivo di Manduria Doc Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. Un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di produttori e consumatori delle bottiglie a marchio Doc, accompagnerà I vini del rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. «La scelta – spiega la presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Novella Pastorelli – traccia un percorso obbligato volto alla massima tutela della nostra denominazione che rappresenta uno dei compiti fondamentali della nostra attività».

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Cinque grappoli di eccellenza al Malassiso della cantina Marulli.
Rosso rubino di spessore con riflessi purpurei. All’olfatto si presenta ampio con note di macis, zenzero e pepe nero seguite da mora marasca e sfumature di foglia di tabacco, caffè e da effluvi balsamici. Il corso è vigoroso con tannino energico e ben integrato, lunga persistenza chiude con un richiamo di tabacco mentolato. È il “Malassiso” Copertino riserva 2018. Un’emozione tradotta in vino – etichetta che rimanda alla denominazione dell’antica porta della città vecchia – prodotta dall’Azienda Vitivinicola Marulli di Copertino e premiata dalla Fondazione Italiana Sommelier con i 5 grappoli.

Fonte: Gazzetta del Salento.

La «fascetta di Stato» al Primitivo di Manduria.
Sarà un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità dei vini del grande brand pugliese • MANDURIA. Dal 1° gennaio 2023 la “fascetta di Stato” dovrà contrassegnare le bottiglie del Primitivo di Manduria doc. Sarà un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità dei vini del grande rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. Un altro passo avanti, per il Consorzio di tutela del Primitivo cui fanno riferimento ben 67 aziende produttrici. Si tratta di un percorso già avviato che ha riguardato il “terzo fratello” del Manduria Dop, il Docg dolce naturale. Una iniziativa fortemente voluta dal consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, presieduto da Novella Pastorelli.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Arriva la fascetta di Stato per il Primitivo Doc e Riserva – Arriva la fascetta di Stato per il Primitivo Doc e Riserva.
Soddisfazione del consorzio che raduna 67 aziende Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria Doc e Doc Riserva, per essere immessi in commercio dovranno essere muniti del contrassegno di Stato, una fascetta ‘ and-pirateria” che ne garantirà l’autenticità. Un contrassegno che tutela produttori e consumatori delle bottiglie a marchio Doc e accompagnerà i vini del grande rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. Un percorso già avviato che ha riguardato il terzo fratello del Manduria Dop, il Docg dolce naturale, quindi, dal primo gennaio, tutte le tipologie del Primitivo di Manduria avranno il contrassegno di Stato.

Fonte: L’Edicola del Sud Taranto.

C’è il contrassegno di Stato per proteggere il Primitivo.
Arriva una certificazione per tutelare il vino manduriano dalle contraffazioni soddisfatto il Consorzio di Tutela Pastorelli: che costituisce, un ulteriore percorso a sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di prodotto obbligato anche a difesa dei nostri consumatori». Con il contrassegno di Stato, stop alle contraffazioni di Primitivo. Tra i principali compiti del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, emerge quello di vigilare sia a livello nazionale e all’estero, affinché, come è già avvenuto, vengano immediatamente smascherati, denunziati e contrastati i tentativi di imitazione e contraffazione del prodotto vinicolo.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Vini di Maremma «Investimenti e nuove etichette contro la crisi» – «Investimenti e nuove etichette contro la crisi».
Le iniziative della cooperativa Vini di Maremma «Investimenti e nuove etichette contro la crisi» A pagina 7 «Investimenti e nuove etichette contro la crisi» La cooperativa «Vini di Maremma», installando sul proprio stabilimento un impianto fotovoltaico, ha contenuto al 15% i rincari. «La vendemmia ha dato una quantità in media con gli anni scorsi e una qualità molto soddisfacente». Qualità, contenimento dei prezzi e investimenti sul futuro. Conclusa la vendemmia, è tempo di primi bilanci per le cooperative vinicole del territorio, alle prese con i rincari, dovuti fondamentalmente al «caro energia», e anche con gli effetti di un’estate molto calda.

Fonte: Nazione La Grande Costa Grosseto-Livorno-Pisa.

Le prime cantine di Slow Wine Fair 2023.
Sono le prime adesioni, e i numeri sono estremamente positivi. A Slow Wine Fair 2023 hanno già aderito 286 cantine da tutta Italia. Sono centinaia gli espositori che hanno già confermato la loro presenza alla seconda edizione dell’evento, per affrontare insieme il dibattito sulla crisi climatica, scambiarsi idee e buone pratiche produttive e per farsi portavoce delle necessità di chi lavora già nel rispetto della terra. Tra questi troviamo i produttori che aderiscono alla rete internazionale della Slow Wine Coalition e che portano avanti i princìpi messi per iscritto nel Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto.

Fonte: Slow Wine Fair – Slow Food.

Vini: vetro o Pet?
Immaginiamoci la scena: Mauro Lorenzon, leggendario e variopinto oste veneziano, che con la sua sciabola e il sottofondo musicale stappa una bottiglia di preziose bollicine. Ma il collo della bottiglia resiste. Non si lascia decapitare. Delusione di tutti, eppure lo sciabolatore non ha colpa e anche la sciabola d’ordinanza non ha la lama a remengo. La bottiglia è di plastica e più che con una sciabola può aprirsi con un seghetto, operazione da comiche finali. Se invece capitasse al varo di una nave alla Fincantieri? Con quella bottiglia che rimbalza intatta sulla murata? Meglio non pensarci. Ma Gianfranco Zoppas, presidente dell’omonimo gruppo industriale, è certo che per il vetro, i giorni siano contati. O meglio, per il vino nel vetro il tempo scorre inesorabilmente e già vede la “nuova frontiera” della plastica per le bottiglie non solo di vini fermi, ma anche per spumanti, Champagne e prosecco.

Fonte: Metropolitano.it.

Rischio sovrapproduzione di vino. Dai territori la richiesta di scelte coraggiose.
Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata. Diceva lo scrittore George Bernard Shaw. Nel caso specifico del vino, il problema complesso è una congiuntura decisamente negativa (giacenze e costi in aumento, prezzi dello sfuso in flessione), mentre la soluzione – più meno semplice e più o meno corretta – non è univoca. Ma su una cosa tutto il sistema è più o meno concorde: bisogna intervenire. Di fatto l’Italia è reduce di due vendemmie a 50 milioni di ettolitri e ha appena aperto una campagna col segno meno, con tensioni in particolare sui prezzi dello sfuso, a causa delle giacenze in aumento e delle vendite rallentate. A ciò si aggiunga la situazione geopolitica di incertezza, che di certo non aiuta.
Fonte: Gambero Rosso.

Francia, il Bordeaux è ancora il vino preferito dai consumatori, davanti al Borgogna.
Secondo un sondaggio Ifop per l’e-commerce Cavissima, solo l’8% dei francesi beve vino di altri Paesi. Sta vivendo un momento delicatissimo, tra i più difficili della su storia, alle prese forse per la prima volta con un surplus produttivo che rende necessarie misure emergenziali come la distillazione e, soprattutto, l’estirpazione di migliaia di ettari vitati. Eppure, i vini di Bordeaux, almeno sul mercato interno, restano un punto di riferimento assoluto per i consumatori, tanto che, secondo un sondaggio di Ifop per l’e-commerce d’Oltralpe Cavissima, Bordeaux è la denominazione preferita dal 38% dei francesi, percentuale che sale al 43% per gli uomini e al 44% per gli over 65, e scende al contrario al 32% tra le donne e tra gli under 35.

Fonte: S WineNews.

Nel 4° trimestre 2022 rallenta la premiumizzazione per vino, birra e distillati.
Dopo sei mesi di crescita, trainati da una ripresa dei consumi precedentemente contratti a causa della pandemia, i dati IWSR ‘drinks market analysis’ mostrano i primi segnali di down-trading. Sebbene i volumi totali di bevande alcoliche (relativamente al primo semestre 2022) nei 20 mercati chiave che costituiscono circa il 75% del volume totale del consumo globale, non abbiano ancora raggiunto i livelli pre-pandemia, gli ultimi dati dell’IWSR mostrano una crescita del +7% (relativamente al primo semestre 2022 rispetto al primo semestre 2019) dei volumi per le bevande alcoliche premium e super premium.

Fonte: Adnkronos.

La Vigna sul mare: paesaggio, arte e vino.
È stata una gran bella scoperta La Vigna sul mare, la cantina di proprietà di Francesca Serena Monghini e del marito Massimo Masini, dove il paesaggio, i vigneti e l’arte convivono in grande armonia. Siamo a Pescia Fiorentina, Capalbio, nella Maremma Toscana del sud, in un lembo di terra a ridosso del mare, dove una manciata di cantine valorizzano il territorio con la produzione di vini identitari e unici. Ed è proprio La Vigna sul mare il capofila di un progetto “ Capalbio è vino”, una associazione senza fini di lucro volta alla promozione del comparto vitivinicolo capalbiese che vede il rilancio di questo areale come meta turistica tutto l’anno e che ha realizzato un’enoteca all’interno del Palazzo Collacchioni.

Fonte: Luciano Pignataro.

Vino, Ruffino e i mille volti della sostenibilità.
Tra gli obiettivi del gruppo vinicolo toscano la conversione biologica delle nove tenute e una filiera sempre più sostenibile, facendo da traino anche per le realtà più piccole dell’indotto. Traguardi importanti già conquistati e altri ambiziosi da raggiungere nel 2025 e negli anni avvenire. È quanto illustrato da Ruffino in un evento milanese al Palazzo della Borsa, nel corso del quale il gruppo vinicolo toscano ha presentato i risultati della propria strategia di sviluppo sostenibile e i traguardi previsti per il 2025, tra i quali la completa conversione al biologico delle nove tenute.

Fonte: La Repubblica.

Stime Oiv sulla produzione mondiale di vino (-1% rispetto al 2021).
L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha tenuto la 20a Assemblea generale all’inizio di novembre a Ensenada (Messico) nel corso della quale sono state adottate 35 risoluzioni. Tra queste: Principi generali OIV per la rendicontazione dell’impronta di carbonio per le aziende/organizzazioni e i prodotti del settore vitivinicolo con l’obiettivo di fornire una guida per l’esecuzione, la valutazione e la revisione della rendicontazione dei risultati del calcolo dei gas serra nell’ambito del Protocollo OIV per il settore vitivinicolo; Definizione e raccomandazioni sulla biodiversità funzionale nel vigneto; Linee guida per l’armonizzazione dei metodi e dei criteri per lo scambio di materiale vegetale viticolo – aspetti fitosanitari e genetici; Raccomandazioni OIV sulle alternative all’uso di erbicidi nei vigneti. Sono state inoltre adottate diverse risoluzioni sulle nuove pratiche enologiche.

Fonte: Beverfood.com.

STAMPA ESTERA

Wenn die Winzer auf dem Vulkan tanzen.
Siziliens Weinwirtschaft erlebt einen Aufschwung, besonders am Ätna. Kann der Rebensaft den ewigen Rückstand der Insel aufholen? Von Christian Schubert, Biancavilla Wenn Maurizio Lunetta auf seine Winzerkollegen aus anderen Vulkangegenden trifft, kann er häufig nur müde lächeln. “Deren Vulkane sind oft vor Millionen von Jahren erloschen, unserer aber ist noch aktiv.” Mehr als fünfzig Eruptionen zählte man am Ätna in Sizilien im vergangenen Jahr; und auch in diesem Jahr kam es zu neuen Ausbrüchen mit kilometerhohen dunklen Wolken über den Kratern und Lavaströmen von mehreren Hundert Metern Länge. “Der Niederschlag ist dann nicht immer nur feine Asche, manchmal kommt es runter wie Hagelkörner und zerstört die Trauben”, berichtet Lunetta. Der Italiener ist Direktor des Weinkonsortiums “Etna DOC”, das den dortigen Rebensaft durch die Einhaltung gemeinsamer Anbauvorschriften und durch ein professionelles Marketing in aller Welt populär machen will. Denn vom Ätna gehen nicht nur Gefahren aus, die mineralhaltigen und fruchtbaren Lavaböden sind die Grundlage eines besonders ausdrucksstarken Weins. Im Extrakt der Rebsorten Nerello mascalese, Nerello cappuccio sowie Carricante und Catarratto, die teilweise auf mehr als 1000 Meter Höhe auf dem gräulichen Boden angebaut werden, kann man Steine, Erde, Kräuter und Früchte schmecken. Seit Jahrtausenden wird in Sizilien Wein angebaut. In den vergangenen Jahren aber erlebt die Insel einen besonderen Aufschwung, besonders am Fuße des Vulkans. Heute wird am Ätna dreimal so viel Wein produziert wie erst vor neun Jahren. Zwischen 2016 und 2019 erhöhten sich die Umsätze auf mehr als das Doppelte. Die Anbaufläche Siziliens schrumpfte in zwanzig Jahren um fast ein Drittel, ist aber immer noch so groß wie die von ganz Deutschland. Der Qualität hat das gutgetan. Im Vorzeigegebiet am Ätna haben manche zu den besten Anbietern Italiens aufgeschlossen. Große Weinproduzenten aus dem Norden wie Angelo Gaja oder zuletzt die Familie Tommasi und der Gründer der Modemarke Diesel, Renzo Rosso, haben sich eingekauft. Dass nach Sizilien höhere EUWeinsubventionen fließen als in andere italienische Regionen, gilt als weiteres Plus. “Vor fünfzehn Jahren kostete ein Hektar am Ätna noch 15 000 Euro, heute sind es 150000 Euro”, berichtet der Weinberater Lorenzo Tersi von LT Advisory in Rom.

Fonte. Frankfurter Allgemeine.

Comment le domaine Château Guilhem passe à un packaging 100°ío éco-responsable.
Bertrand Gourdou, vigneron propriétaire du domaine viticole audois Château Guilhem, a simplifié sa gamme en la ramenant de 12 â 7 cuvées, et opté pour un packaging unique pour toutes. (Crédits – Château Guilhem). Afin de limiter au maximum l’empreinte écologique de sa production, le domaine audois Château Guilhem a adopté, pour sa gamme de vins en bouteille, un packaging 100% éco-responsable et local avec des matériaux sources localement et des entreprises basées dans un rayon de 100 km autour du domaine viticole. Une démarche vertueuse rendue possible par quelques choix stratégiques différents, qui lui fait également faire des économies, gagner en espace de stockage et réduire le gaspillage de fournitures. Au Château Guilhem, à Malviès dans l’Aude, la démarche éco-responsable n’est pas une vue de l’esprit. Conscient de l’impact direct de l’activité humaine sur le changement climatique et des aléas climatiques auxquels il est confronté, Bertrand Gourdou, vigneron propriétaire de ce domaine familial, s’est engagé dès 2007 dans une approche écologique, en décrochant la certification bio pour ses 35 ha de vigne. Il a poursuivi sa démarche vertueuse en démarrant une conversion en biodynamie. Et il vient de franchir une nouvelle étape en passant en revue l’ensemble de son packaging pour continuer à diminuer son empreinte carbone. Une baisse de 6 à 8% des coûts des fournitures A force de multiplier les cuvées, avec pour chacune d’elle un packaging spécifique, j’avais des stocks énormes de matières sèches, à savoir des bouteilles, des bouchons, des étiquettes, des cartons), explique-t-il. J’ai tout revu, simplifié ma gamme en la ramenant de 12 à 7 cuvées, et surtout j’ai opté pour un packaging unique pour ces sept cuvées. Cette standardisa *** tion m’a permis de réduire mes coûts d’approvisionnement de 6 à 8% grâce à des commandes portant sur de plus gros volumes. » Il a également recherché des fournisseurs locaux, situés dans un rayon de 100 km autour du château et capables de lui proposer des matériaux entièrement recyclés et recyclables. Ainsi, ses cartons sont à base de papier 100% français et recyclé, imprimé avec des encres sans solvant chimique, transformé à Lézignan-Corbières (à 47 km).

Fonte. Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 5 dicembre 2022!

Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.

Le eccellenze italiane per brindare al 2023.
Da domani con il «Corriere» la guida per le prossime feste: 80 spumanti (divisi per fascia di prezzo) e la top 10 di Essi Avellan L’esperta La Master of Wine finlandese: «Siete il Paese spumantistico più dinamico» di Luciano Ferraro Tutto, iniziato più di un secolo fa, con due ragazzi del Nord, Giulio Ferrari e Carlo Gancia, che pensarono di mettersi sulla scia dei francesi e di creare quello che allora si descriveva come lo Champagne italiano. Entrambi avevano studiato o lavorato tra Reims e Epernay, avevano capito che quel metodo laborioso nato per caso in una cantina di un gruppo di religiosi che non usavano il vino solo per le messe, poteva essere replicato in Italia. Cosa ci mancava? Non le uve, e neppure l’arte di saper fare.

Fonte: Corriere della Sera.

Intervista a Federica Boffa Pio – Pio Cesare, export e squadra La buona annata di Federica.
La giovane erede Boffa Pio rilancia: si rafforza in Sudafrica e alle Maldive, spinge sul turismo enologico, con i vigneti a monte contrasta il cambiamento climatico . «Togliamo un po’ di polvere», dice. E invita le aziende a «muoversi unite» Federica Boffa Pio è una giovane. schiva, tanto da dire: «Non siamo una case history da università». È con lo stile piemontese del padre che racconta la sua azienda, che pure non è l’ultima delle cantine italiane bensì la Pio Cesare, famosa in tutto il mondo per il Barolo. Da quando il papà, Pio, è morto, lo scorso anno, c’è lei alla guida dell’impresa.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Dal vino alle lenticchie il balzo della dop economy.
‘l’oceano 10,7 miliardi di euro le vendite di «food and wine» certificato oltreconfine. Il settore vale i121%, dell’agroalimentare La top 10 L’impatto economico delle Dop e Igp nel 2021 in Italia, in milioni di euro di Barbara Millucci I1 Finocchio di Isola Capo Rizzuto Igp, la Castagna di Roccamonfina Igp, la Lenticchia di Onano Igp e i Vincisgrassi alla Maceratese Stg. Sono le quattro nuove Dop e Igp certificate in Italia che si vanno a sommare alle già esistenti 845 denominazioni tutelate, di cui 526 inerenti il vino. «Oggi le catene agroalimentari e le filiere lunghe non funzionano più. In tempi di crisi c’è bisogno di filiere corte. Oltre il 50% dei turisti che vengono in Italia scelgono il nostro Paese perché sono attratti dal turismo enogastronomico, che è una leva importante non solo per i grandi distretti — spiega Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Ovisu, il vino misterioso “riapparso” in Sicilia A Vittoria, le due cantine della famiglia Girelli.
Un vitigno misterioso che riappare dopo aver perso peno il suo nome, cancellato dalle burocrazie. Sangiovese e Montonico Bianco i genitori dell’Orisi. C’era una volta un vitigno senza nome. E c’era una volta una famiglia di imprenditori vitivinicoli che glielo restituì. Potrebbe cominciare così la favola dell’Orisi, un vitigno che sembrava scomparso e che era stato dimenticato. Perfino il suo nome sembrava sparito tra i polverosi documenti del passato. Eccolo il paradosso: un vitigno misterioso che riappare dopo anni ma che, nel frattempo, ha perso perfino il suo nome, cancellato dalle burocrazie degli albi e delle denominazioni dopo esser caduto in disuso.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Un nuovo colosso francese del vino.
La famiglia Pinault ha annunciato che la sua Artémis Domaines si sta fondendo con Maisons e Domaines Henriot. Un accordo vinicolo che va ad accrescere il numero dei prestigiosi marchi in possesso del tycoon d’Oltralpe. il quale ha già in portafoglio nomi come Château Latour. Clos de Tart e Domaine d’Eugenie. oltre ad avere una partecipazione di minoranza nella casa di Champagne Jacquesson. Con l’acquisizione dei Domaines Henriot.

Fonte: We Wealth.

Quando il vino incontra il fuoco.
Rosso prodotto sulle pendici settentrionali dell’Etna, Profumo di Vulcano è un vino nato grazie al ravennate Federico Graziani, che salvò dall’espianto mezzo ettaro di vigneto risalente alla metà dell’Ottocento. Gli si accompagna il Mareneve, nettare evocativo prodotto da una delle vigne più alte d’Europa *** di Orazio Vagnozzi – contributor WE profumo di Vulcano è un vino rosso prodotto sulle pendici settentrionali dell’Etna, a 700 m.s.l.m., in Contrada Feudo di Mezzo, frazione di Passo pisciaro, nel comune di Castiglione di Sicilia.

Fonte: We Wealth.

Così la finanza esg coltiva il valore delle aziende del vino.
sostenibili – ánche sul fronte economico – richiede spesso il sostegno di una finanza virtuosa, che produca soluzioni mirate. Come nel caso dei minibond specializzati nel settore wine. Ecco quali sono e come funzionano le prime emissioni domestiche di Fabrizio Guidoni *** I finanziamenti Esg, cioè le soluzioni di credito e di debito che sono finalizzate a sostenere progetti di sostenibilità o il raggiungimento di target virtuosi per un’azienda, sono ormai uno strumento sempre più diffuso anche in alcuni settori legati ai pleasure asset, su tutti il settore delle aziende vitivinicole di prestigio.

Fonte: We Wealth.

Nell’università dei vini erranti.
La sfida in Irpinia di un economista e un vigneron visionario: riprendere metodi di lavorazione arcaica nelle cantine ipogoc Nell’università dei vini erranti di Fabrizio 6annAtotarno, Pasquale Persico,è docente universitario di Economia con trascorsi nelle istituzioni locali, sia nella giunta comunale di Salerno tra il 1993 e il 1997 (fu l’assessore alle attività produttive che tenne a battesimo 11 fenomeno della movida, che nella giunta regionale di Bassolino nel 2001.

Fonte: Corriere del mezzogiorno – Extra – Campania.

Altre 1.500 etichette per Il Sole.
La cantina dei Vignaioli ha già esaurito le prime bottiglie speciali I1 ricavato finanzia le attività del “Dopo di Noi” della fondazione di Frascino Scansano È bastato un mese e mezzo per esaurire le tremila bottiglie di Roggiano Docg “special edition” celebrative dei cinquant’anni della cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano, che la cooperativa aveva destinato al finanziamento delle attività del “Dopo di Noi” organizzate dalla Fondazione Il Sole Onlus. «La rapidità con cui le bottiglie sono state acquistate da maremmani e non— spiega il direttore della cantina Sergio Bucci — ci ha preso in contropiede, e la cosa naturalmente ci ha fatto molto piacere.

Fonte: Tirreno Grosseto.

Le marogne del Soave? Strategia idrogeologica.
I risultati di uno studio affiancato al progetto Soil Ution System del Consorzio Le marogne del Soave? Strategia idrogeologica Gli esperti dopo la mappatura di tutti i terrazzamenti coltivati a vigneti doc e i test in due aziende (Coffele e Gini): in alta collina servono anche micro-invasi. Fanno paesaggio ma fanno, e adesso è provato scientificamente, sicurezza idrogeologica: sono i terrazzamenti del Soave che, indagati in un percorso di ricerca parallelo a quello portato avanti dal 2018 col progetto Soil Ution system (finanziato con risorse europee del Psr), «rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile».

Fonte: Arena.

Un trattore elettrico per i vigneti in pendenza.
Un trattore elettrico per i vigneti in pendenza La meccanizzazione sostenibile e le ormaie, ossia le autostrade dell’acqua nei vigneti. «Il passaggio dei trattori riduce la permeabilità a un quinto e l’acqua viene persa come deflusso superficiale», dice Marcella Biddoccu del Cnr-Stems di Torino, ma grazie a SoilUtion system sulle colline del Soave su questo principio è nato un prototipo. Lo ha realizzato Stefan Otto (Cnr di Padova) che ha messo a punto, come ha spiegato, un «trattorino elettrico a basso calpestamento che consente lavorazioni sottofila su vigneti ad alta pendenza». Pesa 640 chili, ha un motore elettrico e lavora su pendenze fino al 15%.

Fonte: Arena.

Wine Spectator: Suavia regine del vino italiano.
La cantina di Fittà unica veneta tra le top 100 made in Italy Wine Spectator: Suavia regine del vino italiano Le sorelle Tessari: terza volta, lo dedichiamo alla doc Monica Sommacampagna econorria`dlarena.it •• Un successo al femminile quello di Suavia, l’unica azienda agricola veronese e veneta a essere stata inserita quest’anno nella lista dei cento migliori vini italiani al mondo secondo Wine Spectator. Dalla Bibbia americana alla Lettonia: lo stesso vino compare, infatti, anche nella top 100 di Riga e Wine Champagne. L’azienda agricola, condotta da Alessandra, Meri e Valentina Tessari nel borgo di Fittà, su una collina a 300 metri di altitudine nel cuore del Soave Doc, ha conquistato il palato dell’élite dei critici con il suo Soave classico 2020.

Fonte: Arena.

Prosecco, le 14mila bottiglie delle suore di clausura – Ecco “Abbazia” la prima bottiglia di Prosecco fatto in clausura.
Vittorio Veneto Prosecco, le l4mila bottiglie delle suore di clausura Oltre diecimila bottiglie con il marchio Docg dell’Abbazia seno pronte ad essere stappate. Parte dal monastero Cistercense dei Santi Gervasio e Protasio la sfida intrapresa da Sarah Dei Tos in accordo con Suor Mine Pereira, la badessa più giovane d’Italia alla guida di questo convento che risale al 1212. «Questo prosecco non vi deluderà» afferma felice suor Mine Pereira. Dal Cin a pagina V Ecco “Abbazia” la prima bottiglia di Prosecco fatto in clausura ? Verrà prodotto dalla Vigna di Sarah e dalle suore. «Il nostro vino non deluderà».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Trapianti di microrganismi vegetali per avere vigne a cui basta poca acqua.
L’Università di Padova trasferisce endofiti di piante che crescono in zone aride nelle radici delle varietà coltivate qui Trapianti di microrganismi vegetali per avere vigne a cui basta poca acqua. Nicola Stievano a soluzione alla siccità nei vigneti, piaga che affligge anche i filari veneti, potrebbe arrivare dagli endofiti. Questi microrganismi benefici convivono pacificamente nelle piante, provengono dal suolo e si trovano per lo più nelle radici, negli spazi fra le cellule o nei vasi, in un equilibrio che porta reciproci benefici. Gli endofiti infatti producono sostanze utili alle piante o possono indurre le piante a produrli da sé: una sorta di rapporto mutualistico in cui sia le piante che i loro microscopici ospiti hanno qualcosa di utile da guadagnare.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

La pioggia non annacqua la Prosecco Run L’impresa dei tremila tra vigne e cantine.
La passione va oltre il freddo e il vento: k-way d’ordinanza per la Mezza e per la Prosecchina, tra paesaggi unici A bordo pista un sorprendente tifo, in molti sono accorsi nonostante il maltempo. Gli 8 gradi, la pioggia e il vento non hanno fermato i quasi 3 mila atleti che hanno corso la Prosecco Run e la Prosecchina. La voglia di sport, di condivisione e di paesaggio ha prevalso su ogni avversità tra Vidor, Valdobbiadene e Moriago della Battaglia nella 12a edizione della mezza maratona che ha come caratteristica quella di attraversare le cantine, ben 26 quest’anno. La Prosecco Run, però, non è solo attività fisica e la promozione di un vino, è l’immersione (è il caso di dirlo visto il diluvio di ieri) nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Unesco, con scorci paesaggistici unici e storia, vedi il passaggio dei podisti nella suggestiva Abbazia di Santa Bona a Vidor.

Fonte: Tribuna Treviso.

Forconi sul palco del Crc Antella con “Il matto in cantina”.
Protagonista l’attore grassinese Sergio Forconi, giovedi 8 dicembre (ore 16.45) al Crc Antella va in scena “Il matto in cantina”, con la compagnia La Divina Toscana. Commedia brillante in tre atti di Gianluigi Ciolli, Giovanna Nicotra e Alessandro Cecchini. Sul palcoscenico, oltre a Sergio Forconi, Emanuele Batelli, Alessandro Cecchini, Giovanna Nicotra, Valentina Volpe e Beatrice Ricci. Regia di Alessandro Cecchini.

Fonte: QuiAntella.it.

Banfi: le radici di una grande passione.
Una tenuta nelle colline toscane diventa luogo di ospitalità grazie alla ristrutturazione di un meraviglioso castello e del suo borgo medioevale. Non solo un grande vino, tra i più prestigiosi che l’Italia possa vantare. Ma una storia di grande passione: per un territorio, per le sue materie prime, per l’accoglienza e l’ospitalità di chi le vuole conoscere. La cantina Banfi, conosciuta in tutto il mondo per il suo Brunello, nasce a sud di Montalcino, al confine con la Val d’Orcia, nel 1978, per opera di due fratelli italoamericani: John e Harry Mariani. I due, stregati da queste colline e dalle sue denominazioni, mettono in piedi in pochi anni una tenuta di 2830 ettari, coltivati per circa un terzo a vigneto e per il resto occupati da oliveti, frutteti (in prevalenza susini), bosco e terreni incolti.

Fonte: Vanity Fair.

Colli Maceratesi Ribona, Conero e Vernaccia di Serrapetrona: novità in vista.
Piccole grandi denominazioni del territorio marchigiano che meritano di essere conosciute, gustate e apprezzate. I nostri assaggi. Il paesaggio marchigiano, compreso nella fascia tra l’Appennino e il mare, è estremamente suggestivo e particolarmente vocato alla coltivazione della vite che grazie alle condizioni pedoclimatiche uniche, unite alle moderne tecnologie di vinificazione, consentono la produzione di vini identitari. L’interessante incontro organizzato lo scorso inizio ottobre dall’Istituto Marchigiano di tutela vini (Imt), attualmente presieduto da Michele Bernetti e diretto da Alberto Mazzoni, ha visto il Colli Maceratesi Doc Ribona, la Vernaccia di Serrapetrona e il Conero, protagoniste di un percorso di approfondimento e di promozione di queste denominazioni identitarie del vigneto Marche.

Fonte: Identità Golose.

Il vino scelto rivela la vostra personalità.
Il vino che più vi piace può rivelare qualcosa della vostra personalità? Per esempio, gli introversi bevono un vino diverso dagli estroversi? Esiste un’associazione tra i tratti della personalità e le scelte dei consumatori? Sono queste le domande guida oggetto dello studio condotto in cooperazione tra l’Università di Verona, quella di Macerata e la Lund University in Svezia, pubblicato su Food Quality and Preference. Oggetto dell’indagine è specificamente se esiste una connessione tra la personalità di chi acquista il vino e le caratteristiche sensoriali della tipologia di prodotto scelta. Hanno partecipato al sondaggio 1176 persone di nazionalità italiana, in un’età compresa tra i 18 e gli 87 anni, (811 donne e 356 uomini). Ed ai partecipanti è stato richiesto di indicare su una lista di 258 vini, quali apprezzano o vorrebbero comprare.

Fonte: Siena News.

Vini, dal 2023 fascetta di Stato per Primitivo Manduria Doc.
Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria DOC e Primitivo di Manduria DOC Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. Un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di produttori e consumatori delle bottiglie a marchio DOC, accompagnerà i vini del rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. “La scelta – spiega la presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Novella Pastorelli – traccia un percorso obbligato volto alla massima tutela della nostra denominazione che rappresenta uno dei compiti fondamentali della nostra attività.

Fonte: ANSA.

Cina: il vino si riconosce dal tappo.
Partnership con i portoghesi di Apcor: nel Paese dell’Estremo Oriente la qualità si riconosce dal sughero. Riconoscere la qualità di un vino dal tappo si può grazie all’app cinese 9KaCha, versione di Vivino (fondata a Copenhagen, ma che ha sede a San Francisco), che ha raggiunto un accordo con l’Associazione portoghese del sughero (Apcor). Grazie a questa partnership, gli 8,3 milioni di utenti iscritti potranno individuare i fine wines dalla chiusura del tappo (in Cina il sughero è fortemente c collegato alla qualità).

Fonte: Corriere dell’Economia.

Anche in Calabria il vino aiuta l’arte: la cantina Ippolito 1845 lancia “Taste the Art”.
Bottiglie in edizione limitata per raccogliere fondi a sostegno del restauro di opere artistiche e storiche del territorio. Un progetto di responsabilità sociale d’impresa che unisce vino, arte e territorio: “Taste the Art” è un’idea della storica azienda Ippolito 1845, la più antica della Calabria – oltre 100 ettari nella zona di Cirò Marina – nata dall’incontro con Enrico Focarelli Barone, in arte Frelly, giovane e promettente artista calabrese. Proprio le sue illustrazioni sono diventate le etichette di una linea di sei bottiglie in edizione limitata dei vini più iconici dell’azienda, racchiusi in un’elegante ed inedita cassa in legno. I proventi delle vendite contribuiranno alla raccolta di fondi a sostegno del restauro di opere artistiche e storiche del territorio calabrese.

Fonte: WineNews.

E’ nato Ennea, il vino bianco cremonese della Cantina Caleffi di Spineda che ha sedotto pure il professor Casali.
Si chiama Ennea l’atteso bianco fermo della premiata, premiante e appassionata cantina, cremonese di Spineda, Caleffi. Ottenuto da uve di Malvasia, il nuovo vino naturale cremonese, si affianca quindi ai Rossi fermi, ai Lambruschi e al ‘fratello’ frizzante che tanto piace al giornalista, opinionista e sommelier Andrea Scanzi. Davide ed Emanuele, dopo anni di lavoro e sperimentazione hanno presentato il loro nuovo vino, in una piovosa domenica di dicembre. Esordio bagnato, debutto fortunato? Assolutamente sì perché Ennea è un bianco importanti e che farà parlare tanto di se. Scommettiamo? Ah … presente alla presentazione, ok professor Ezio Casali ha apprezzato il mistico Ennea.

Fonte: Cremona Sera.

La magia del vino e delle sue terre raccontate dai grandi scrittori e personaggi del Novecento.
Si intitola “Lettere dalla mia vigna”, il libro in regalo domani in edicola con Repubblica che mette insieme oltre venti visioni di poeti e scrittori che hanno celebrato il Piemonte dove nasce il vino. Brani dei celebratissimi come Beppe Fenoglio, Giorgio Bocca, Nico Orengo, Sebastiano Vassalli, fino ai versi per intenditori di Pinin Pacòt, il radicale rinnovatore della poesia piemontese accolto da Pasolini nell’Antologia della Poesia dialettale del Novecento. O il poeta filosofo, Guido Ceronetti che nelle lettere ad Arturo Bersano “invecchiatore di vini piemontesi”, scriveva le sue divertenti istruzioni per non cadere in un inganno sempre valido: “…il vero maestro di tutte le frodi è l’occhio, che può credere buono anche un vino assassino, solo perché colorato bene e privo di fondo limaccioso, com’è quasi sempre il vino a buon mercato delle aziende sofisticatrici o certo vino di grandi esportatori passato attraverso tutti gli ala.

Fonte: Torino – la Repubblica.

Catania, vino: torna “Spumanti dell’Etna”.
L’edizione 2022 dell’evento, punto di riferimento nazionale dedicato ai vini spumanti metodo classico, si terrà il 4 dicembre.
Spumanti dell’Etna 2022, l’evento dedicato ai metodo classico del vulcano Spumanti dell’Etna, giunta alla quarta edizione, e l’evento volto a valorizzare il territorio e le produzioni di altissima qualita di metodo classico delle cantine etnee. Nella giornata di Domenica 4 dicembre, nelle prestigiose sale di Palazzo Biscari prendera il via la manifestazione Spumanti dell’Etna 2022, dove sara possibile degustare le migliori bollicine prodotte alle pendici del vulcano piu alto d’Europa.

Fonte: LiveSicilia.

Proclamati i vincitori di Spirito di Vino 23 anni di satira nel bicchiere.
Fino al 5 gennaio 2023 (ogni giorno dalle 10.00 alle 20.00) sarà possibile visitare al Grand Hotel Entourage la mostra della 23° edizione di Spirito di Vino: le vignette e le illustrazioni satiriche esposte regalano sorrisi e inediti spunti di riflessione su temi di attualità, e non solo, rivisti con una graffiante ottica satirica. Sabato 3 dicembre il noto vignettista Valerio Marini e la presidente del Movimento Turismo del Vino FVG, Elda Felluga (membri della giuria) assieme a Fabrizio Oreti, Assessore alla cultura e agli eventi culturali di Gorizia, Diego Bernardis, presidente della V Commissione Cultura, e Alberta Gervasio, presidente CiviBank, hanno proclamato i vincitori della 23° edizione di Spirito di Vino, il concorso internazionale, indetto annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, che celebra le più graffianti e originali vignette satiriche sul tema del vino.

Fonte: Nordest24.

STAMPA ESTERA

Intervista a Vicente Dalmau Cebrián : «Creo que en este país nos ha faltado creer en nosotros».
«Tengo una profunda tristeza, por ver que una marca consolidada como la Rioja se vea dividida por un factor político» ? La firma culmina un año lleno de premios, en el que ha sido elegida como la mejor bodega del mundo. El año que está a punto de terminar quedará grabado para el grupo bodeguero Marqués de Murrieta Estates e Wines, que dirige desde hace 25 años Vicente Dalmau Cebrián-Sagarriga, décimo conde de Creixell con su hermana Cristina, tras el abrupto fallecimiento de su padre. A los 170 años que cumple en 2022, la bodega fue creada en 1852 por Luciano Murrieta, se suma el premio a la mejor bodega del mundo en los Best Of que conceden los Great Wine Capitals. Además el de primera bodega española que entra en el top 10 de la prestigiosa guía ‘The Wine Advocate’ y el reconocimiento como mejor enóloga del mundo para su directora técnica, María Vargas. Con Vicente Dalmau hablamos del brillante presente y futuro de la bodega, de caldos: —Marqués de Murrieta celebra este año su 170 aniversario. ¿Qué actos están organizando para destacar esta efeméride? —Somos un proyecto que se fundó en 1852, el primero de lo que hoy se conoce como ‘Nueva Era’ de la Rioja, que es criar los vinos en barrica. Estas técnicas las trajo don Luciano de Murrieta desde Francia, al lugar donde trabajaba que pertenecía al ayudante del general Espartero, y donde aplicó toda su experiencia aprendida en Burdeos para empezar con los nuevos vinos. Luego los primeros vinos se mandaron en 1850-1851 a países de Suramérica, a Cuba y México. Tras recibir muy buenas noticias de estos países, no solo se fija el concepto de que el vino había podido viajar, sino mantener su calidad. Hoy cumplimos 170 años de aquel momento y hemos querido unirlo con la inauguración de la nueva bodega productiva de Marqués de Murrieta. Llevamos siete años en un profundo proceso de inversiones y desarrollo de este proyecto.

Fonte. Abc.

El faraón del vino español.
Comenzó vendiendo barricas en La Rioja y hoy es uno de los bodegueros más reconocidos del país Autodidacta, elabora 1,78 millones de botellas en Priorat, el Bierzo y La Rioja Su menda (La Faraona) tiene 100 puntos Parker y las mejores añadas cuestan 1.700 euros. Si tus ojillos fueran / aceitunas verdes / toa la noche estaría / muele que muele, muele / muele que muele, muele que muele”. El flamenco tango de Camarón se escucha en un Opel Kadett de “quinta mano” y 600.000 kilómetros de Alvaro Palacios (Alfaro, La Rioja, 1964). Uno de los mejores bodegueros de Europa. Le encanta trastear, según la primera acepción del diccionario. `Pisar las cuerdas de los instrumentos de trastes”. Le apasiona la guitarra. En estas cavilaciones andaba a principios de los noventa mientras recorría —con 25 años— todas las denominaciones de origen españolas para vender toneles de la casa riojana Magreñán. “Era pura supervivencia”, recuerda. Sube la radio. Escucha los dedos deslizándose por los trastes de Tomatito y el genio de San Fernando (Cádiz). Arranca Como el agua. “Limpia va el agua del río / como la estrella de la mañana”. Alvaro completa, mientras conduce, la canción: “Limpio va el cariño mío, / el manantial de tu fuente clara”. Hoy trastea, de verdad, con la memoria. —¿Cuántos vinos con 100 puntos Parker [clasificación de la publicación The Wine Advocate de Robert Parker, en España puntuada por el catador Luis Gutiérrez] tiene en total? —No lo recuerdo —contesta con sinceridad. [Son cuatro añadas, dos de La Faraona y dos de L’Ermita. Pero eso llegará después]. Alvaro Palacios es la revisión española de la tierra prometida o su sueño. Empezó vendiendo barricas y ahora comercializa sus mejores vinos por más de 1.700 euros. Solo “compite” con Pingus (Peter Sisseck) o Vega Sicilia (Pablo Alvarez). Una de sus habilidades es un discurso seductor y un excelente manejo de los idiomas. Por eso, quizá su cosecha más mítica no sean las uvas sino las palabras. “Es una persona muy honesta y defiende, hasta la obsesión, que España tiene que elaborar grandes vinos capaces de mirar a los ojos a las principales casas francesas, estadounidenses o italianas”, describe un amigo suyo. “El reconocimiento está muy bien, pero necesitamos precios altos”.

Fonte. Pais Negocios.

Vino espumoso, el nombre de la cosa.
Diferencias Para el cava, señalar la crianza, la ecologia y la producción integrada genera un laberinto de etiquetas Modest Guinjoan Economista Vino espumoso, el nombre de la cosa En Catalunya, la producción agroalimentaria de alta calidad está ganando terreno de manera progresiva. En un sector como el del queso, que hasta hace pocos anos quien quería calidad tenía que ir a parar a marcas francesas, se puede encontrar un montón de marcas catalanas que dan la talla, tanto en variedad como en calidad. Otro sector en el que se han hecho apuestas decididas por la calidad es el de los vinos, y aquí me quiero referir a los espumosos. Queda lejos el tiempo en que en las estanterías de los supermercados predominaban los que se anunciaban por la tele para Navidad. En el vino espumoso, donde Catalunya es el líder absoluto, se ha avanzado no solo en la calidad sino también en otros ámbitos. Primero existió el cava, una DO que engloba productores catalanes, extremeños, riojanos, vascos, navarros y valencianos. En este batiburrillo territorial imperaba la calidad baja, un hecho que originó reacciones por parte de algunos miembros que no se sentían identificados. Así, en el 2014 nace la etiqueta Clàssic Penedès (en la DO Penedès), que delimita con precisión el origen geográfico, con el añadido de ser 100% ecológicos, elaborados con variedades autóctonas y con una crianza mínima de 15 meses (el cava, 9). En el 2017 nace Corpinnat, una marca colectiva de la UE, que da un paso más en diferentes vectores competitivos: producto ecológico, vinificación en la propiedad, cosecha de la uva manual, crianza mínima de 18 meses (todos los productores tienen que tener en el mercado un corpinnat de como mínimo 30 meses y otro de 60), precios dignos para el payés garantizados (en el 2022, un mínimo de 75 céntimos por kilo de uva) en contratos de larga duración, y un estricto reglamento interno auditado externamente cada ano.

Fonte. Vanguardia Dinero.

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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 4 dicembre 2022!

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Intervista a Niccolò Branca – L’alchimia del mio Fernet – La ricetta del conte Branca «Zafferano, mirra e dosi segrete Il mio Fernet è un’alchimia scritta in un libro misterioso».
«Il mio trisavolo 177 anni fa inventò il liquore, inimitabile. Tramanderò la ricetta al mio erede Sono un imprenditore umanista. Seguo i principi spirituali del Reiki: gentilezza, mai arrabbiarsi» Il manoscritto del mio antenato è in un caveau: solo io conosco i giusti dosaggi e li preparo. «Per fare un manager ci vuole un fiore». È il titolo del libro che scrisse nel 2012. Oggi basta ancora un fiore? «Quel libro lo riscriverei, anche se il mondo è cambiato e quindi qualcosa va aggiunto». II conte Niccolò Branca ha 65 anni e uno sguardo che sorride quando accarezza il legno delle botti dove invecchia il Fernet e il brandy di casa. Economia della consapevolezza, le piace ripetere.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

Punito chi punta solo sull’export per fare fatturato.
I produttori vitivinicoli che si sono appiattiti sulla grande distribuzione italiana e le cooperative che hanno puntato tutto sul fornire i grandi imbottigliatori hanno sbagliato: pochi hanno generato valore nel tempo e molti oggi soffrono per un calo dei consumi davvero pesante. L’inflazione galoppante nel nostro Paese fa crollare le vendite del 7%. A fronte di un aumento dei prezzi, corrisponde una diminuzione del potere di acquisto dei consumatori che si ripercuote in maniera negativa sulle vendite. A rivelarlo è il rapporto redatto dagli analisti dell’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini e Ismea.

Fonte: Libero Quotidiano.

Bollicine del Paradiso abbinatele così.
Gli spumanti Trentodoc, con vigne fino a 900 metri sul livello del mare, hanno un’ampia varietà di tipologie. Come sposarli con i piatti? Seguendo i consigli del sommelier e le indicazioni della app. Nonostante l’inflazione e gli effetti della guerra, il settore dei vini spumanti tiene e per gli italiani le bollicine restano un ingrediente conviviale imprescindibile nei brindisi delle feste. In un panorama che ogni giorno si arricchisce di prodotti inediti, restano dei capisaldi. Tra le eccellenze made in Italy ci sono sicuramente i vini che possono fregiarsi del titolo Trentodoc (www.trentodoc.com), primo metodo classico a ottenere, nel 1993, la Denominazione di origine controllata in Italia e fra i primi al mondo.

Fonte: Repubblica.

La ‘dal Nespoli’ lancia il vino biosimbiotico Ecco ‘Gualdo’ – La’dal Nespoli’ si rinnova Primo vino biosimbiotico.
Val Bidente, ‘Gualdo’ è il nome del nuovo sangiovese prodotto dalla cantina Il presidente Martini: «Questa agricoltura ha un minor impatto ambientale». «Nasce da un vigneto di 13,5 ettari piantato nel 2017 ed è stato prodotto in 10mila bottiglie nel 2021» di Oscar Bandini La Poderi dal Nespoli ha presentato ‘Gualdo’ sangiovese biosimbiotico realizzato nel primo distretto agroalimentare biosimbiotico certificato in Italia. Gualdo (Romagna Doc Sangiovese Predappio) è il primo vino biosimbiotico della nota cantina romagnola di Villa Rossi in val Bidente che ha aderito nel 2019 al consorzio Romagna distretto bio-simbiotico.

Fonte: MiResto del Carlino Forlì.

Morigia-Perdisa, all’orizzonte un corso di viticoltura e enologia.
Novità per l’istituto tecnico ‘Morigia-Perdisa’. É stata autorizzata da parte della Provincia una nuova articolazione di studi per I”ambito agrario della scuola, il corso di viticoltura ed enologia. Ora si aspetta solo il nullaosta da parte della Regione EmiliaRomagna per l’attivazione, a partire dall’anno scolastico 2023/24. Quando questa articolazione diventerà operativa, prevederà un percorso altamente specializzato per formare tecnici in grado di affrontare, con competenza e professionalità, un settore in costante crescita come quello vitivinicolo.

Fonte: Resto del Carlino Ravenna.

Brindisi e intrattenimento. Protagoniste al Mog le “bollicine” made in Italy.
Dicembre inizia in modo spumeggiante al Mog, con una domenica che vedrà protagoniste le grandi bollicine italiane. Oggi il mercato orientale di Genova sarà infatti animato da banchi d’assaggio dedicati alla spumantistica e da vere e proprie degustazioni-evento. Due gli appuntamenti previsti, alle 11.30 e alle 15.30, che vedranno protagoniste quattro cantine selezionate tra quelle presenti, in una sfida a gruppi. Sulla balconata del Mog si potranno assaggiare Franciacorta, Prosecco ma anche spumanti liguri e dell’Etna.

Fonte: Secolo XIX Genova.

Alla Fiera del vino di Molino Nuovo prodotti tipici e divertimento.
Specialità del territorio e delle regioni limitrofe Dedicata ai più piccoli la fattoria didattica Stefano Franchi. Vini novelli provenienti dalla Val Merula e da tutta la regione, da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna. Piatti della tradizione, mercatino dell’artigianato, battesimo della sella peri più piccini e tanto altre iniziative saranno protagoniste alla Fiera del vino, in programma a Molino Nuovo di Andora oggi dalle 9 alle 18. All’evento, giunto quest’anno alla ventitreesima edizione, sarà possibile effettuare un tour fra i sapori tipici del territorio e delle regioni limitrofe e contemporaneamente scoprire, nella mostra mercato dalla Cooperativa Ortofrutticola Andorese, i vini di quindici cantine provenienti dal Nord-Ovest dell’Italia.

Fonte: Secolo XIX Savona.

Cantine da Liguria, Emilia Piemonte e Lombardia in mostra ad Andora.
Quindici cantine da Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna daranno vita oggi alla tradizionale «Fiera del Vino» di Molino Nuovo ad Andora. Stand aperti dalle 9 alle 18 con un tour di sapori tipici grazie quindi non solo ai produttori della Val Merula. La mostra mercato, organizzata dal Comune di Andora e dalla Cooperativa Ortofrutticola Andorese, propone un percorso di degustazione e vendita anche di una ricca la selezione di olio extravergine d’oliva locale, prodotti sott’olio e salumi liguri, miele, fiori, stelle di Natale, piante. Ampio spazio ai prodotti orticoli a km zero della Val Merula.

Fonte: Stampa Savona.

Quaranta Paesi in venti anni, record del Nizza – Il Nizza docg compie 20 anni e ha già conquistato 40 Paesi.
Stefano Chiarlo presiede l’Associazione Produttori: «Vogliamo rafforzare la nostra presenza in Svizzera e nel Nord Europa» Non chiamatemi Barbera, ma Nizza docg! L’utilizzo del nome Nizza e non del vitigno è stata una precisa scelta per esprimere il concetto di un vino fortemente identitario dal punto di vista territoriale, prodotto con uve t00% Barbera provenienti dalle vigne con le migliori esposizioni e situate nei territori di 18 comuni dell’area sud della provincia dl Asti, limitrofi al comune dI Nizza Monferrato.

Fonte: Corriere Torino.

Ceretto nelle Langhe sfida i francesi su vino e cibo – Ceretto: “In Langa ho avverato il sogno di battere i francesi sul vino e sul cibo”.
Per vedere bene bisogna salire fino al Bricco Birra, racconta Bruno Ceretto. Arrampicarsi lassù, a Diano d’Alba, e lasciar correre lo sguardo. «Io mi siedo sopra la mia seggiola alla Fellini e vedo per prima cosa il campanile del Duomo di Alba, quello degli “scheggioni di bronzo” di Fenoglio, poi i campanili di Barbaresco e Barolo. In un colpo d’occhio c’è tutto». Il viaggio nelle parole del vino può cominciare proprio da Beppe Fenoglio, che il patriarca del Barolo dice di avere ripreso in mano molte volte. Il produttore di Barolo e Barbaresco C eretto: “In Langa ho avverato il sogno di battere i francesi sul vino e sul cibo. Per vedere bene bisogna salire fino al Bricco Birra, racconta Bruno Ceretto.

Fonte: Repubblica Torino.

Trecento bottiglie di Gavi in vendita tutto il ricavato andrà all’Infantile.
Iniziativa della Cantina Produttori che sostiene il progetto della Fondazione Uspidalet per acquistare un’apparecchiatura utile alla riabilitazione avanzata dei pazienti: lo strumento è impiegato solo al Gaslini di Genova e al Bambin Gesù di Roma Trecento bottiglie di Gavi in vendita tutto il ricavato andrà all’Infantile. L o scorso anno la Cantina Produttori del Gavi aveva aiutato l’Istituto Gaslini di Genova nella cura della fibrosi cistica infantile. In vista del Natale 2022, la più grande azienda del prestigioso vino Docg ha deciso di dare una mano all’Ospedale infantile di Alessandria.

Fonte: Stampa Alessandria.

Export del vino: opportunità e nuove sfide.
La recente accelerata della digitalizzazione ha interessato anche il settore vinicolo ma la vecchia scuola, rappresentata dalle fiere in presenza, rimane ancora oggi una strada molto seguita, perché permette di unire le persone e appassionare, oltre a fornire un’opportunità più immediata di incontro con buyer e partner. In quest’ottica, la cantina Conti Zecca ha partecipato al Vinitaly China Roadshow, organizzato da Veronafiere: un appuntamento b2b dedicato alle cantine italiane che permette di esplorare in modo più approfondito il mercato cinese.

Fonte: Salento in tasca.

Al via il master sul marketing del vino.
Lunedì presentazione al centro I Lecci a Montespertoli, lezioni da gennaio Montespertoli. Si terrà a Montespertoli, epicentro della viticoltura chiantigiana, la prima edizione del master in Digital 4 Wine, un percorso di alta formazione e di consulenza pratico e altamente qualificante per i professionisti del settore. Pin – Polo universitario città di Prato, WeM_ParK e Placet uniscono le loro competenze pluriennali nell’alta formazione e nell’organizzazione di eventi del settore wine, dando vita a un percorso formativo che permetta al fruitore di acquisire conoscenze approfondite nel mondo del digital marketing legato al settore vino.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Colline del Prosecco e Parco del Sile: «Aree senza rifiuti».
Riconoscimenti per le zone di pregio dove si smaltisce 1’87% dell’immondizia. Montedoro: «Merito dei cittadini». Una menzione speciale “Patrimonio dell’Unesco Rifiuti Free” è stata assegnata all’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene in occasione della settima edizione dell’Ecoforum Veneto di Legambiente. Sulla base dei puntuali dati raccolti, il territorio delle Colline del Prosecco è risultato “Rifiuti Free”, cioè con una produzione pro capite di rifiuti avviati annualmente a smaltimento inferiore ai 75 chilogrammi, come è risultato da dal Rapporto Comuni Ricicloni, redatto da Legambiente Veneto. Il territorio del sito Unesco del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene registra infatti una produzioni di rifiuti e smaltimento pari a 69 chilogrammi e una raccolta differenziata all’87 per cento.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Barbaresco e Barolo all’insegna della sostenibilità: la Cantina Piazzo Armando.
I due vini che caratterizzano maggiormente i territori delle Langhe e del Roero si adeguano ai tempi che cambiano. Sono tantissime le cantine storiche che producono Barbaresco e Barolo, ma poche sono riuscite a realizzare una modalità di produzione rispettose della sostenibilità ambientale. Fra queste c’è l’azienda Vitivinicola “Piazzo Comm. Armando” della frazione San Rocco d’Elvia di Alba. Qui davanti al quasi fiabesco e magico panorama delle colline del Barbaresco questa azienda si è sviluppata dagli anni ’60 portando con sé una storia di famiglia, animata da passione per il proprio territorio e dal desiderio di svilupparlo attraverso la produzione di ciò che lo rappresenta di più, il vino.

Fonte: Traveleat.it.

CANTINE D’ITALIA 2023.
La nuova edizione della Guida per l’Enoturista di Go Wine. Un invito a camminare l’Italia del vino. 830 cantine selezionate, 8 Premi Speciali, 251 Impronte Go Wine. È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1 dicembre a Milanopresso l’Hotel Melià, alla presenza di un folto pubblico di giornalisti, rappresentanti di cantine selezionate nel volume, enoappassionati. Cantine d’Italia 2023 si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. Si tratta di una Guida alle Cantine, con una sua identità specifica, non è una Guida tradizionale ai vini.

Fonte: Tigullio Vino.

Il Movimento Turismo del Vino chiude il 2022 con Cantine Aperte a Natale.
Con il mese di dicembre arriva Cantine Aperte a Natale: presso le aziende associate al Movimento Turismo del Vino di tutta Italia tanti appuntamenti, degustazioni e appuntamenti in vigna. L’ultimo evento del calendario 2022 firmato Movimento Turismo del Vino è Cantine Aperte a Natale a cui va il doppio compito di chiudere una grande annata vitivinicola e di inaugurarne una nuova altrettanto entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Nel mese di dicembre, le aziende produttrici associate a Movimento Turismo del Vino si preparano ad accogliere, nelle loro vigne e nelle loro cantine, enoturisti e appassionati per celebrare le feste e l’inizio del nuovo anno con un caloroso brindisi. Un’occasione imperdibile, non solo per degustare vini e prodotti autoctoni regionali, ma anche per visitare le vigne e le cantine trasformate in mercati di Natale, lasciarsi trasportare dalla magica atmosfera natalizia e, con l’occasione, scegliere il giusto regalo da mettere sotto l’albero.

Fonte: Horecanews.

Vino: a ‘Saranno famosi’ Toscana è fra leader promesse.
Ha preso il via a Firenze, alla stazione Leopolda, l’evento ‘Saranno famosi nel vino’, iniziativa che continuerà anche domani e il cui obiettivo è quello di mettere ‘in passerella’ le bottiglie di vino. L’evento è patrocinato da Comune di Firenze, Camera di commercio di Firenze e Confcommercio Toscana. Saranno oltre 120 le aziende partecipanti da tutta l’Italia. Dalla Puglia al Friuli, passando per la Campania e l’Umbria: la Toscana è la regione più rappresentata. Il talent mette insieme i migliori vini italiani creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni.

Fonte: ANSA.

Luci e ombre del mercato FIVI 2022 (con i migliori vini assaggiati).
Sveglia impostata alle 4 di mattina. Grazie ai pupi però sono già in piedi alle 3. Colazione, doccia e partenza da Roma alle 4,30 per essere all’ingresso alle 10:30. Direzione Piacenza, Mercato dei vignaioli FIVI. È stata una faticaccia ma partecipare ad un evento così grande e sentito mi aveva reso talmente elettrico e di buon umore che appena arrivato ho letteralmente lanciato la macchina nel primo buco e mi sono tuffato nella mischia. In un evento di questa portata – 24.000 accessi in tre giorni, ennesimo record – molto è funzionato alla grande, qualcosa poteva andare meglio. A mente fredda, nel day after, ho riordinato le idee (luci e ombre appunto), dai migliori vini assaggiati agli aspetti più curiosi legati all’organizzazione di una macchina da 870 aziende (!!).

Fonte: Intravino.

Lendwines, vini naturali pieni di passione e di verità.
Oggi ci troviamo in Slovenia ai confini con l’Ungheria, Lendwines nasce da un collettivo di singoli piccoli produttori di vino, che hanno unito le forze in una storia comune. L’obiettivo è preservare la produzione artigianale e la migliore qualità. Potete chiamare i loro vini come volete, sia vini naturali, vini artigianali o vini biodinamici – loro li chiamiamo semplicemente vini, vini delle loro colline – vini pieni di passione e di verità. La parola “LENDWINES” è una combinazione della parola Lendava e vino. Lendava è una piccola città multiculturale, circondata dalle ripide colline di Lendava. Questa è una regione nota per le sue varietà Welschriesling e Riesling e per la piccola cultura del vigneto frammentata.

Fonte: Apetime-Magazine.

Export, per vino e spirits un 2022 da record: 9,7 miliardi di euro.
È Federvini a tracciare il bilancio dell’anno che si avvia alla conclusione. Per il vino italiano +12% sulle esportazioni. Torna finalmente a crescere il fuori casa, male la grande distribuzione. Il 2022 è stato per l’agroalimentare italiano un anno da record. Entro la fine dell’anno potrebbero essere superati i 59 miliardi di euro (+16% rispetto al 2021) e in questo contesto il vino e gli spirits, ma anche l’aceto, giocano una parte importante. È quanto raccontano i dati dell’Osservatorio Federvini, curato da Nomisma e Tradelab.

Fonte: Italia a Tavola.

Vini Piwi, un fenomeno che cresce in tutta Europa, e anche in Italia. In dimensioni e qualità.
Della cantina Terre di Ger il miglior vino della “Rassegna Nazionale dei vini Piwi” n. 2 organizzata dalla Fondazione Edmund Mach. Il Feltro Bianco della cantina Terre di Ger, con la sede a Frattina di Pravisdomini in Friuli Venezia Giulia, ma con vigneti anche in Veneto e nelle Marche, è il miglior vino “Piwi” d’Italia. E della stessa azienda è anche il miglior rosso, il Caliere Rosso 2020, mentre il top tra i vini frizzanti è l’Hurrà 2021 di Pizzolato, il miglior spumante Metodo Classico è il Naran Pravis 2018 di Pravis, il miglior Charmat è l’Iris 2021 de Le Carezze, ed il miglior orange wine è il Julian Orange 2020 di LieseleHof . Ecco i vincitori della “Rassegna Nazionale dei Vini Piwi” n. 2, organizzata dalla Fondazione Edmund Mach, per valorizzare e promuovere i vitigni “sostenibili”, nati per offrire resistenza (o meglio tolleranza) alle principali malattie della vite: oidio e peronospora.

Fonte: WineNews.

Cesena. Apre ‘Vino e Vino’, l’Urban Wine Store con 800 etichette per l’asporto e la mescita.
Con una proposta di 800 etichette che raccontano tutti i territori del Belpaese enoico, ma anche le principali regioni del vino del Vecchio Continente e del Nuovo Mondo, l’Urban Wine Store ‘Vino e Vino’ apre in viale Europa a Cesena e si candida a diventare uno dei punti di riferimento per winelovers ed enoappassionati di tutta la Romagna. Un po’ enoteca, un po’ locale da mescita, Vino e Vino vuole soddisfare ‘democraticamente’ tutti i palati, proponendo bottiglie da 4,99 fino a 1000 euro, in un gioco di scelte mai banali e soprattutto assicurando racconto e consigli per selezionare i prodotti giusti e azzeccare gli abbinamenti più adatti a chiunque entri alla ricerca di un buon vino quotidiano o della grande bottiglia per una serata da ricordare.

Fonte: Forli24ore.it.

Vino, le cooperative vinicole affrontano i rincari.
Qualità, contenimento dei prezzi e investimenti sul futuro. Tempo di primi bilanci per le cooperative vinicole del territorio, alle prese con i rincari e con gli effetti di un’estate molto calda. «La siccità aveva effettivamente messo in difficoltà la produzione, ma le piogge dell’ultimo periodo prima della vendemmia hanno permesso di recuperare. Complessivamente abbiamo registrato un meno 10% nella quantità del raccolto con una buona qualità dal punto di vista organolettico – così Angiolo Del Dottore, presidente della cooperativa Cantina Viticoltori Senesi Aretini spiega la situazione nel momento in cui dopo lo svinamento si sta procedendo alle operazioni di filtraggio e sfecciamento – La nota dolente è il consistente aumento del prezzo dei materiali secchi, a partire dalle bottiglie di vetro il cui rincaro si assesta intorno al 30%, insieme ai rincari prezzi dell’energia, sempre del 30%.

Fonte: Toscana News.

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A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 3 dicembre 2022!

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Vino, export a 8 miliardi.
L’osservatorio Federvini prevede che l’export del vino nel 2022 raggiunga il record di 8 miliardi di euro (+12% rispetto all’anno precedente).

Fonte: Corriere della Sera.

Intervista a Giancarlo Aneri – «Con la tecnica da piazzista in 25 anni ho fatto bere i miei vini a tutti i capi di Stato» – «Ho piazzato il mio vino a tutti i capi di Stato».
Dalla «posta» a Enzo Ferrari fuori i cancelli di Maranello, all’imboscata – bottiglia alla mano – durante una foto con Ted Kennedy. La miniera di aneddoti di Giancarlo Aneri racconta come è nato il marchio di vini italiano più famoso all’estero. «Ho piazzato il mio vino a tutti i capi di Stato» Il patron dell’omonimo marchio, sulle tavole di star e capi di Stato: «Ho fatto la posta a Enzo Ferrari per sostituire il prosecco allo champagne a fine Gp. A Obama arrivai grazie al suo chef preferito. Tra Vip che stimo meno? Soros: fece la guerra alla lira» Prima di una foto misi in mano a Ted Kennedp una mia bottiglia a tradimento.

Fonte: La Verita’.

In cantina – Château Latour, i giovani tengono.
I sedici millesimi dal 1997 al 2012 hanno mantenuto stabile il loro valore (+0,23%) Château Latour, i giovani tengono di Cesare Pilon Imillesimi di Château Latour quotati sia alle aste dei primi nove mesi di quest’anno sia a quelle dell’anno scorso sono 88 e spazia- no complessivamente su un arco di due secoli, perché vanno dal 1926 al 2022. Nel loro insieme il confronto evidenzia che godono del favore di collezionisti e investitori: complessivamente il loro valore è infatti salito da 84.752 a 90.116 euro.

Fonte: Milano Finanza.

Obiettivo Canada.
La distilleria trevigiana vuole superare quota 16 milioni di fatturato e migliorare la redditività. La fascia alta vale il 60% dei ricavi. Intanto proseguono i piani di crescita sui mercati esteri. Obiettivo Canada. Continuare a investire in energia pulita e a crescere seguendo i trend di mercato, focalizzando la propria attenzione sui consumatori della cosiddetta “fascia alta” e guardando con attenzione all’estero. Sono solo alcune delle linee guida dettate dal titolare della Castagner, distilleria e azienda familiare trevigiana da oltre 15 milioni di euro di fatturato.

Fonte: Milano Finanza ed. Nord-Est.

Un grande sorso di luce.
Le vigne dei Cusumano in Sicilia raccontate da Vittorio Storaro, direttore della fotografia premio Oscar Entusiasta come se avesse appena ricevuto la notizia più bella della sua vita. È un fiume in piena, Diego Cusumano, cognome che nel mondo dei vini è sinonimo di bottiglie siciliane di eccellenza. “A Vittorio Storaro non abbiamo dato indicazione alcuna, gli abbiamo solo fatto conoscere le nostre terre, cos) diverse fra loro: le colline sotto l’Etna e quelle di San Giacomo a Butera, un terreno molto chiaro, calcareo. Il maestro ha avuto l’intuizione, l’ispirazione, di giocare sul nero della terra vulcanica e sul bianco dell’altra”.

Fonte: Prima Comunicazione.

Cucinelli, il vino secondo natura.
Presentato a giornalisti, amici, opinion maker il rosso del Castello di Solomeo Ha fatto come al solito: di testa sua, mosso da passione, mirando all’eccellenza, conscio però dei propri limiti. Si è perciò affidato ai migliori professionisti del nuovo settore da esplorare, dopo l’olio extravergine, già suo gioiellino: il vino. La formula ‘magica’ di Brunello Cucinelli, applicata prima al cashmere che l’ha reso famoso e poi alla finanza, moltiplicatore potente del suo impero economico, dà vita al Rosso del Castello di Solomeo, “primo vino della nostra vigna”, come tiene a sottolineare il suo padre putativo.

Fonte: Prima Comunicazione.

Vino, sale l’export.
Otto miliardi di esportazioni di vino nel 2022. È il nuovo record di fatturato (più 12% sul 2021) col quale il vino made in Italy si avvia a chiudere il 2022. La stima è stata diffusa da Federvini. Cambiano le destinazioni. Dieci anni fa, i mercati Ue pesavano per circa il 57% sul valore dell’export, dopo la Brexit nel 2021, si è arrivati al 39%. L’Asia è salita al 7 per cento.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Da Ruffino 11 milioni per il vino sostenibile.
I vini di Rullino accelerano sulla strada della sostenibilità, dove tra i traguardi previsti già perla vendemmia del 2024 c’è la completa conversione al biologico delle nove tenute del Gruppo. Per raggiungere i suoi obiettivi, Ruffino ha stanziato undici milioni di euro distribuiti su sette anni (dal 2019 al 2025) pari a quasi un terzo degli investimenti annuali del Gruppo che – forte di circa 29 milioni di bottiglie all’anno prodotte ed esportate in 83 Paesi del mondo e oltre 123 milioni di fatturato – vuole fare da stimolo decisivo a tutto il settore. Gli obiettivi Ruffino 2025 prevedono di rendere la filiera al 100% sostenibile, facendo da traino anche per le realtà più piccole dell’indotto, attraverso un taglio delle emissioni del 15% per arrivare al 50% nel 2030, un aumento del 15% dei rifiuti mandati in riciclo per arrivare a zero nel 2050, una riduzione dell’utilizzo dell’acqua anche attraverso un aumento del 25% delle acque riutilizzate nel processo di produzione.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Apre una nuova enoteca in centro storico Mattei: «Il vino è un valore aggiunto».
Inaugurazione oggi alle 17 nella “casa” in via Manin 12 Grande attenzione sui vini naturali e biologici. In città apre una nuova Enoteca in centro storico, fra muri che in un recente passato avevano ospitato un’altra blasonata rivendita di vini trasferitasi poi fuori porta. In via Manin 12 inaugura infatti oggi, con brindisi alle 17, l’Enoteca Mattei. Ad avviarla è il bar manager imolese Lorenzo Mattei che dopo aver maturato dal 2009 in poi esperienze in Alto Adige e nelle Marche, a contatto con diverse aziende del settore, torna alla sua città aprendo la propria rivendita.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Vino e Vino porta a Cesena etichette da tutto il mondo.
Enoteca e locale con mescita offre una selezione di 800 bottiglie con prezzi per tutte le tasche. Si chiama Vino e Vino, si trova in viale Europa, nei locali che a lungo avevano ospitato una sala scommesse, ed è un po’ enoteca, un po’ locale da mescita. È un “urban wine store” ed è il nuovo progetto di Luca Branzanti, in società con Christian Donini, Alessandro Venturi e Furio Lombardi. Luca Branzanti è anche l’ideatore di My Wine Club, progetto nato due anni fa in piano lockdown che propone in abbonamento una selezione personalizzata di etichette che vengono inviate a casa a scadenza regolare dei membri del club.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

L’innovazione avanza anche nel mondo di chi ama il vino.
Con una formula innovativa che raggruppa nello stesso ambiente un’enoteca, un locale da spuntino di mezzogiorno e da aperitivo, ha aperto in viale Europa ‘Vino e vino’. A dargli vita sono quattro personaggi che hanno in comune la passione per l’enogastronomia: Luca Branzanti, nome noto nel mondo del vino perché ha alle spalle iniziative in Argentina e durante il lockdown per il Covid ha inventato My Wine Club, progetto che supera il concetto di negozio on line proponendo in abbonamento una selezione personalizzata di etichette pensate ad hoc e inviate direttamente a casa di ogni membro del club.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Domani appuntamento con ‘Cantine aperte e maglioni di Natale’ alla Poderi dal Nespoli.
Domani ‘Cantine aperte e maglioni di Natale’ alla Poderi dal Nespoli di Civitella con visite guidate in cantina e degustazioni a 10 euro. È consigliato indossare il proprio maglione di Natale per il brindisi augurale.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Vini pregiati e piatti del territorio Weekend da gustare alla Rocca.
Oggi e domani riflettori puntati sull’Azienda Celli di Bertinoro Poi toccherà alla Tenuta Bacana di Villa Vezzano. Un dicembre a pieno ritmo per Enoteca Regionale Emilia Romagna. Prosegue, infatti, la nuova iniziativa ‘InCantina con…’ che il sabato, dalle 11 alle 15, e la domenica, dalle 11 alle 18, abbina ai vini di una realtà vitivinicola del territorio un percorso gustativo con prodotti tipici e piatti della tradizione. Dove? Dentro gli spazi di ‘In Cantina – La Dispensa Malvezzi Campeggi’ nella Rocca di Dozza. Oggi e domani riflettori puntati sull’Azienda Celli di Bertinoro mentre la settimana successiva sui nettari prodotti dalla Tenuta Bacana di Villa Vezzano.

Fonte: Resto del Carlino Imola.

Turismo verde e prodotti bio: la val Petronio si scopre green.
Una suggestiva veduta di Masso, la più piccola delle frazioni di Castiglione Chiavarese. L’apertura del Museo delle miniere ha ridato slando alle attività. In alto, II basilico coltivato In Idroponica in una serra nuovissima che lo rende disponibile in ogni periodo dell’anno. Sotto, l’antico forno della frazione che continua a produrre specialità come i crostini di pane: si viene qui anche solo per assaggiarli Turismo verde e prodotti bio: la val Petronio si scopre green Vitigni in via di recupero, specialità locali richieste anche da clienti fuori regione E a Masso il Museo delle miniere fa da volano al rinascimento della comunità Stefano Paolo Giussani C’è una certa idea di sviluppo montano fatta di turismo verde, produzioni bio, tecnologia del settore alimentare, valorizzazione delle tradizioni e un patrimonio storico di tutto rispetto.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Professionisti del vino Il futuro fra tecnologia e tutela dell’ambiente.
Un convegno oggi alla scuola enologica di Alba Professionisti del vino Il futuro fra tecnologia e tutela dell’ambiente. Dopo «Rapulè a San Martin», la scuola enologica albese Umberto I continua i festeggiamenti del proprio «140+ 1 anniversario» dall’apertura per regio decreto nel 1881. «Ma abbiamo scoperto in questi giorni che la prima lezione si tenne nel 1882, quindi a ragione possiamo festeggiare la cifra tonda di questo anniversario rimandato per Covid», ha detto la dirigente scolastica Antonella Germini..

Fonte: Stampa Cuneo.

Dalla guida “Vini d’Italia” tre bicchieri al Ghemme vigna Pelizzane 2015.
L’eccellenza firmata «Gambero rosso» torna in Alto Piemonte: il Vigna Pelizzane 2015 di Torraccia del Piantavigna conquistai «tre bicchieri» nella guida Vini d’Italia 2023. Un importante traguardo per l’azienda delle famiglie Francoli e Ponti che non solo si conferma alfiere del Ghemme, ma porta sul podio tutto il territorio accendendo i riflettori della più autorevole critica enologica nazionale. «Ricevere il riconoscimento dei “tre bicchieri” per uno dei nostri vini-bandiera è per noi un grande incentivo e conferma le grandi potenzialità del territorio – dicono all’unisono Alessandro Francoli e Giacomo Ponti.

Fonte: Stampa Novara-Vco.

Ferragamo, nasce il quartier generale del vino.
Arezzo, acquistato un capannone: da li partiranno le bottiglie della loro fattoria « Il Borro» *e®o Da una delle più famose tenute della provincia, al capoluogo. I Ferragamo sbarcano ad Arezzo, dove realizzeranno un centro di distribuzione mondiale dei vini, prodotti nella loro fattoria del Borro, della quale ricorre nel 2023 il trentennale dell’acqua- peon sto dal Duca d’Aosta, Amedeo Ferruccio di Savoia. Ferragamo La notizia è ancora ufficiosa, ma secondo indiscrezioni attendibili, è stato firmato nei giorni scorsi il contratto con il quale la celeberrima famiglia della moda (e delle scarpe più invidiate al mondo) acquista un capannone nella zona industriale di Arezzo che in passato è stato il quartier generale di una concessionaria d’auto.

Fonte: Corriere Fiorentino.

Ferragamo, il tocco grandi firme. Vicino l’acquisto di un’azienda per l’export mondiale dei vini – Ferragamo e il maxi hub del vino. Il Borro pronto a sbarcare in città.
Lo stilista vicino a un’operazione importante in zona industriale Ferragamo, il tocco grandi firme Vicino l’acquisto di un’azienda per l’export mondiale dei vini D’Ascoli a pagina 3 Ferragamo e il maxi hub del vino 11 Borro pronto a sbarcare in città Voci insistenti su una trattativa avviata per un grande centro di smistamento delle bottiglie ai Pratacci Sarebbe un modo per rendere più semplice e sostenibile la logistica. La trattativa è ancora top secret. Lo stoccaggio dell’intera produzione del Borro si affaccerebbe sul raccordo dell’AZ.

Fonte: Nazione Arezzo.

Premiati a Torino i vincitori del Mondial des Vans Extremes Una pioggia di riconoscimenti per le aziende valdostane.
II Circolo della Stampa in Palazzo Ceriana Mayneri, a Torino, ha ospitato ieri, venerdì 2 dicembre, la premiazione del 30esimo Mondial des Vins Extrêmes organizzato dal Cervim e una tavola rotonda dal titolo “Dalla montagna al mare: 35 anni di viticoltura eroica. Le esperienze del Cervim per le nuove sfide del futuro”. «E’ stata una cerimonia suggestiva e significativa. – commenta il presidente del Cervim Stefano Celi – Grande partecipazione con tanti produttori che hanno voluto essere presenti a Torino, per una grande soddisfazione che premia il loro duro lavoro.

Fonte: Valle’ Notizie.

Veneto prima regione in Italia per produzione di Dop e Igp.
Rapporto Ismea-Qualivita sul comparto cibo e vino a denominazione di origineo a indicazione protetta Veneto prima regione in Italia per produzione di Dop e Igp Con 4.817 milioni ha il 48% del valore nazionale di 19,1 miliardi Verona a quota 1.410 milioni segna un aumento del 1 3,1 %. Il Veneto resta in vetta alla classifica delle regioni italiane per l’impatto economico generato dalle Dop-Igp alimentari. Il dato emerge dal ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita, che evidenzia come il comparto del cibo e del vino a denominazione di origine o a indicazione geografica protette abbia raggiunto nel 2021 un valore nazionale complessivo alla produzione di 19,1 miliardi di euro (+16,1 per cento sul 2020) e un export da 10,7 miliardi (+12,8%), al quale quotidianamente contribuiscono 198.842 operatori e 291 Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero.

Fonte: Arena.

I migliori vini che non puoi non avere nella tua cantina personale.
Ci sono vini di carattere di cui conviene sempre acquistare più di una bottiglia, perché il tempo ne fa solo che aumentarne il valore. Anche se ok, è difficile resistere dalla tentazione di stapparne subito una. Ecco allora qualche vino da condividere pregevole e pregiato che abbiamo ritrovato nella Cantina di GQ. Idee ottime anche per un regalo. Ci sono luoghi dove non ti stanchi mai di tornare. Anzi, dove non vedi l’ora di tornare. Tra questi vi è certamente la Franciacorta in Franciacorta la cantina di Mosnel. Un luogo storico, nobile e ospitale

Fonte: GQ Italia.

Cantine d’Italia, 16 nuove aziende tra i top nella guida 2023.
Sedici cantine raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine” e undici ottengono per la prima volta il riconoscimento de L’Impronta: questi i risultati dell’edizione 2023 di Cantine d’Italia, la guida per l’enoturista a cura di Go Wine che quest’anno racchiude 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1° dicembre a Milano all’Hotel Melià, alla presenza di un folto pubblico di giornalisti, rappresentanti di cantine selezionate nel volume, enoappassionati.

Fonte: Italia a Tavola.

La mappa ragionata delle aziende top dell’Italia del vino nella guida “Cantine d’Italia 2023”.
Edita da Go Wine, rappresenta una vera e propria “Bibbia” dell’enoturista, con 830 cantine selezionate e 251 “Impronte d’eccellenza”. Un catalogo completo e ragionato delle più belle e accoglienti aziende del vino del Belpaese, da scoprire, visitare e degustare: nella guida “Cantine d’Italia 2023”, a cura di Go Wine, ci sono 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, 8 premi speciali, oltre 4.550 vini segnalati, 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire.

Fonte: WineNews.

Vino. Nel 2022 cresce il settore (in Italia e all’estero), ma prospettive in ombra per il 2023.
In attesa di un 2023 per il quale gli organismi internazionali (Fondo Monetario Internazionale, Ocse, Commissione Europea) sono concordi nel prevedere un rallentamento della crescita rispetto all’anno in corso, i dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno (+16% rispetto al 2021) trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vini, spiriti e aceti.

Fonte: Agricultura.it.

Vino, spiriti e aceti trainano l’export: l’Osservatorio Federvini.
Per il 2023 i dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno (+16% rispetto al 2021) trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vini, spiriti e aceti. Numeri, questi, da prendere però con cautela visto che gli organismi internazionali Fondo Monetario Internazionale, Ocse e Commissione europea sono concordi nel prevedere un rallentamento della crescita rispetto all’anno in corso. Per il vino, l’Osservatorio prevede 8 miliardi di euro (+12%), mentre per gli spirits 1,7 miliardi. Buono anche il risultato segnato dagli aceti, in particolare balsamici, che vedono chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni a valore del 15%.

Fonte: Mixer Planet.

Il Movimento Turismo del Vino chiude il 2022 con Cantine Aperte a Natale.
Con il mese di dicembre arriva Cantine Aperte a Natale: presso le aziende associate al Movimento Turismo del Vino di tutta Italia tanti appuntamenti, degustazioni e appuntamenti in vigna. L’ultimo evento del calendario 2022 firmato Movimento Turismo del Vino è Cantine Aperte a Natale a cui va il doppio compito di chiudere una grande annata vitivinicola e di inaugurarne una nuova altrettanto entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Nel mese di dicembre, le aziende produttrici associate a Movimento Turismo del Vino si preparano ad accogliere, nelle loro vigne e nelle loro cantine, enoturisti e appassionati per celebrare le feste e l’inizio del nuovo anno con un caloroso brindisi.

Fonte: Horecanews.

Comitato misto Italia-Francia-Spagna sul vino: la Ue ci ascolti sulle nuove etichette.
Riunito a Roma il Comitato misto franco-spagnolo-italiano per il settore vitivinicolo ha tenuto la quinta riunione plenaria dopo la sua creazione nell’estate del 2017. Questa è stata la prima riunione plenaria che si è tenuta in Italia dopo la nostra adesione nel 2021 al Comitato misto che riunisce nello stesso forum i professionisti e le amministrazioni dei tre principali produttori di vino dell’UE, insieme rappresentativi di oltre l’85% della produzione europea. L’incontro è stato presieduto da Luigi Polizzi (Direttore Generale per le Politiche Internazionali e dell’Unione europea del Ministero italiano dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), Philippe Duclaud (Direttore Generale per lo Sviluppo Economico e Ambientale delle Imprese del Ministero francese dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare) ed Esperanza Orellana (Direttore Generale per la Produzione Agricola e i Mercati del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione), con la presenza delle principali organizzazioni rappresentative del settore dei tre Paesi.

Fonte: Federvini.

Vino: da Roma le richiese alla CE del comitato Francia-Italia-Spagna.
Debutto in Italia per il Comitato misto Francia-Italia-Spagna del settore vitivinicolo, che riunisce nello stesso forum i professionisti e le amministrazioni dei tre principali paesi produttori di vino dell’Unione Europea, che rappresentano l’85% della produzione europea.
Mercoledì 30 novembre a Roma si è svolta la quinta riunione plenaria del Comitato misto dopo la sua creazione nel 2017: la prima plenaria tenutasi in Italia dopo l’adesione nel 2021 del nostro Paese. Una riunione che, come riferito ieri in una nota del Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), è stata presieduta dai direttori per le Politiche internazionali e dell’Unione europea del Masaf Luigi Polizzi, per lo Sviluppo economico e ambientale delle imprese del Ministero francese dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Philippe Duclaud e per la Produzione agricola e i mercati del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, della pesca e dell’alimentazione Esperanza Orellana. E a cui erano presenti le principali organizzazioni rappresentative del settore dei tre Paesi.

Fonte: Floraviva.

Nasce a Pantelleria il vino estremo più buono del mondo.
Premiati oggi a Torino i viticoltori eroici di tutto il mondo, nell’ambito della 30/a edizione del concorso ‘Mondial des Vins Extrêmes’, organizzato dal Cervim (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana). Per l’Italia riconoscimento a produttori di 15 regioni; assegnate complessivamente 23 Gran Medaglie d’Oro, 181 Medaglie d’Oro e 61 Medaglie d’Argento. Il punteggio più alto in assoluto l’ha ottenuto, tra le 831 etichette partecipanti, un vino di Pantelleria. «E’ emersa un’eccellenza sempre più elevata – commenta il presidente di Cervim, Stefano Celi – con grandi diversità di vitigni che si traducono nel bicchiere in vini dai sapori unici

Fonte: GdS TRAPANI – Giornale di Sicilia.

Export di vino verso il nuovo record di 8 miliardi (+12%) nel 2022.
Dollaro forte, diversificazione dei mercati e ripresa del turismo sono stati i fattori vincenti, in attesa di un anno pieno di incognite. Otto miliardi di export di vino nel 2022. È il nuovo record di fatturato (più 12% rispetto al 2021) col quale il vino made in Italy si avvia a chiudere l’anno. La stima è stata diffusa oggi da Federvini, l’associazione delle imprese del vino degli alcolici e degli aceti. Un settore che tra vino e spirits (il cui fatturato estero ammonta a 1,7 miliardi) e aceti (le spedizioni di balsamico sono aumentate del 15%) hanno fornito un importante contributo a quello che si avvia a essere un nuovo record anche per le esportazioni agroalimentari nel complesso che si avviano verso picco massimo di 59 miliardi di euro (più 16%).

Fonte: Il Sole 24 Ore.

STAMPA ESTERA

In vino veritas.
The future of Napa Valley. A winemaker’s lawsuit against Napa County is about more than sour grapes WHEN JAYSON WOODBRIDGE, a former Canadian infantryman turned banker, changed careers and founded a winery in Napa Valley in 1998, he named it Hundred Acre. The name was a tribute to A.A. Milne’s “Winnie-the-Pooh” and was meant to evoke carefree whimsy. More recently, however, Mr Woodbridge has been pondering a different sort of fiction: that of Franz Kafka, famous for his portrayals of labyrinthine bureaucracy. In October Mr Woodbridge sued Napa County in a state court for “administrative overreach”, accusing it of creating “mountainous red tape and endless bureaucratic obstacles” for him and other vineyard owners. He says he spent about six months listening to “other people’s stories about how bad” regulatory overreach had become and decided “somebody’s got to do something, and that somebody is me.” The lawsuit came after the catastrophic Glass Fire in zozo, which burned nearly 70,000 acres in Northern California, including some of Mr Woodbridge’s property. After about a year of looking at the charred remains of trees, Mr Woodbridge decided to remove the stumps and experiment with “dry-farming” new vines, by putting young plants in pots with no bottoms in the hope that they would put down roots in the soil below. Napa County learned of the experiment and, threatening penalties, demanded he cease and replant the trees that had been there before, because he had not gone through the process of applying for a permit or doing an environmental review. Defiant and defensive of his property rights, Mr Woodbridge accuses the county of arbitrary meddling. He says he did not move any earth for the vines, so was not required to apply for a permit. He also points out that vineyards serve as natural firebreaks, unlike flammable tree species. Napa County says Hundred Acre has “created an environmental hazard”, leaving the hillside land “at high risk of erosion”. On November 28th it filed a response to Mr Woodbridge’s complaint and asked that the lawsuit be dismissed by the court with prejudice, because the actions for which he seeks relief and damages are “due to the acts and omissions” of Hundred Acre. The battle is likely to be a long one. Mr Woodbridge is not interested in a quiet settlement and wants to see the county change its ways. (“If this was Texas, they’d be helping us. We’re taxpayers, right?” he says.) He is a motivated warrior, having clashed with the local government before. In 2.006 Napa’s district attorney charged him criminally for not getting a permit to produce wine.

Fonte: Economist.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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