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rassegna stampa vino di domenica 16 luglio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 16 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Sciampagna, non champagne.
Esiste la «sciampagna»? II nome allude allo spumante Metodo Classico (un tempo si scriveva champenoise). Terreni vocati alla produzione di quelle bollicine che, figlie del nobile champagne, hanno trovato una propria Identità. Storia, sensorialità, abbinamenti, eleganza, seduzione. Sciampagna. Lo Spumante Classico Italiano a cura dl Glampaolo Zulianl (Marcianum Press, pp. 248, € 28) ospita vari contributi.

Fonte: Corriere della Sera La Lettura.

Monella in carriera.
Difficile raccontare la storia di Braida senza farsi cogliere dalla nostalgia per quel personaggio dal carisma incredibile, animatore di un mondo del vino che (forse) non esiste più che era Giacomo Bologna. Tuttavia, non soltanto la sua leggenda sopravvive nella cantina che porta il soprannome del padre – di professione carrettiere ma portentoso nella nobile arte del “pallone elastico”, o pallapugno – grazie all’accurato lavoro dei figli Raffaella e Giuseppe, ma anche una certa idea di anticonvenzionalità: la stessa, essenziale, del suo fondatore. La nuova sfida, da affiancare alle solite, inimitabili Barbera, che in loro racchiudono aneliti all’immortalità, si chiama Grignolino, vitigno storico e storicamente ostico, cui sta paradossalmente giovando il cambiamento climatico. A Rocchetta Tanaro, nel Monferrato astigiano, ormai si è arrivati ai 70 ettari totali, cui si è aggiunto, recentemente, un altro cru di Barbera, per una cantina ancora, fortemente, sulla breccia.

Fonte: Espresso.

Caputo: «Vini, Doc Campania una grande occasione» – Doc Campania, Caputo «Una grande occasione».
«La Doc Campania è ancora un foglia bianco. Ogni cosa sarà decisa in maniera collegiale, ma su un aspetto non ho dubbi: rappresenta una grande opportunità di crescita per le aziende e per il territorio». A parlare è l’assessore regionale all’Agricoltura. Nicola Caputo, che prova a fare chiarezza sulla vicenda dell’istituzione di una Doc peri vini regionali che sta animando il dibattito in Irpinia. «La nostra -spiega- è una regione che produce vini dl qualità, ma non certo i n grandi quantità eli successo è stato determinato dalle forza delle aziende che hanno trascinato vitigni e territorio». Nigroapag.29 Doc Campania, Caputo «Una grande occasione» ›L’assessore regionale all’agricoltura: ›«Siamo percepiti poco come regione «Discussione aperta, decisione collegiale» aiutiamo le piccole imprese all’estero». Alberto Nigro «La Doc Campania è ancora un foglio bianco.

Fonte: Mattino Avellino.

Matelica Wine Festival, il Verdicchio fa il pieno di consensi.
Grandi apprezzamenti per la cena in piazza in presenza degli esperti. Si è aperto nel segno dell’alta qualità il Matelica Wine Festival edizione 2023. Nella giornata di venerdì in tanti hanno potuto apprezzare le grandi proprietà organolettiche del Verdicchio di Matelica, presentato con 15 etichette in 4 diverse annate durante la cena degustazione che si è tenuta nel meraviglioso contesto della Loggia degli Ottoni di piazza Mattei. Ai piatti del ristorante Il Marchese del Grillo sono state abbinate bottiglie di Verdicchio risalenti fino al 2019. a dimostrazione del fatto che il tempo leviga le sfumature del vino matelicese rendendolo ancor più affascinante e complesso. Una caratteristica legittimata dal detto popolare “vino rosso vestito di bianco”, ovvero, tra le altre cose, prodotto in grado di maturare e migliorare nel tempo, caratteristica di solito comune al vini rossi e non ai bianchi.

Fonte: Corriere Adriatico Macerata.

Pievalta fa 20 anni «Miglior vino d’Italia».
Ha festeggiato i 20 anni con un grande risultato l’azienda agricola biodinamica Pievalta: il riconoscimento della rinomata Critica Enologica riscosso dal Verdicchio dei Castelli di Jesi San Paolo come «Miglior Vino Bianco d’Italia 2023». Venerdì sera Pievalta ha organizzato un evento culturale con la messa in scena dello spettacolo «Dalla Semina a al Cielo, vita e pensieri di Gino Girolomoni, padre del Biologico», a cura del Teatro Urbano dell’Università degli Studi di Urbino con lo scopo di «celebrare con clienti, ristoratori, consumer, giornalisti e amici il riconoscimento di ‘Miglior Vino Bianco d’Italia 2023’». È stato scelto Gino Girolomoni, lungimirante contadino e comunicatore marchigiano, e ‘padre’ universalmente riconosciuto del biologico in Italia.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

«Viticoltura ininfluente in Europa sulla sicurezza alimentare», l’analisi.
Di coltivazioni vinicole se ne è parlato molto negli ultimi mesi, a fronte dei disastri provocati dal maltempo. Su questa coltura così importante è intervenuto il cultore del territorio Pasquale Di Lena. «L’affermazione è della Commissione Ue che sta discutendo il Regolamento Sur, riferito alla sostenibilità e al necessario abbassamento dei quantitativi di fitofarmaci. Come dire che un calo di produzione di uva e, poi, di vino dovuto alla riduzione di fitofarmaci non è un problema. Non lo è perché — sempre a parere della Commissione Ue – ininfluente per la sicurezza alimentare europea. Ciò vuol dire che per i componenti di un importante organismo legislativo che decide le sorti dell’agricoltura comunitaria, valori come la storia, la cultura, l’ambiente, il paesaggio, le tradizioni, non hanno alcun significato. Lo stesso discorso, purtroppo, vale anche per le associazioni europee che, contestando il giudizio della Commissione, hanno sottolineato l’importanza della coltivazione della vite solo per i posti di lavoro e l’incidenza sul bilancio dell’Ue.

Fonte: Primo Piano Molise.

Dopo siccità e alluvioni il vino migliore – Dopo siccità e alluvioni la vendemmia è eccellente.
Parla l’esperto: «Quest’anno una vendemmia di ottima qualità. L’ideale sarebbe neve d’inverno e pioggia in primavera, ma la natura sa adeguarsi. Il pericolo è la grandine» • «Qualità ottima». Gianfranco Toso, amministratore delegato della omonima e storica società delle Cantine Toso, anticipa quelle che sono le previsioni per la vendemmia 2023. Che non sarà rovinata dagli eventi climatica di cui tanto si sente sempre parlare. Siccità e alluvioni non hanno condizionato la qualità dell’uva. «Semmai sono le grandi- nate, quelle si, ad essere un vero pericolo per tl raccolto, come sempre». Mt de i a pagina S Dopo siccità e alluvioni la vendemmia è eccellente La natura sa adeguarsi ai cambiamenti climatici e anzi la qualità è aumentata. «Il vero incubo sono le grandinate» Al momento può andare perso il 20 3G) del raccolto in quei vigneti colpiti più duramente dai grossi chicchi Diego Pistacchi ¦ La natura sa adattarsi a se stessa e ai cambiamenti, che peraltro fanno parte della storia della terra. L’importante è non esagerare.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Progetto di vendemmia turistica nato ad Alba diventa nazionale.
Da Barolo a Marsala, da Barbaresco a Montalcino, la vendemmia turistica lanciata tre anni fa dalla città di Alba si allarga su scala nazionale ed è pronta a diventare una delle grandi novità dell’estate e autunno 2023. A Roma, è stato siglato dal direttore generale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Paolo Pennesi e dal presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino Angelo Radica, alla presenza del consigliere albese con delega all’Agricoltura Mario Sandri, il protocollo che stabilisce le linee guida per regolamentare in tutta Italia la raccolta delle uve a livello amatoriale e didattico. Era inizio settembre 2020, quando il sindaco Carlo Bo e il consigliere Sandri concordavano con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cuneo e con lo Spresal dell’Asl Cn2, diretto dal dottor Giuseppe Calabretta e grazie alla fattiva collaborazione del tecnico della prevenzione Marisa Saltetti, un innovativo protocollo che dava un inquadramento a una attività molto richiesta, ma ostacolata da una non chiara interpretazione delle normative.

Fonte: Stampa Cuneo.

Nuova annata più sostenibile per il vino che nasce a Mazzorbo.
Le isole della laguna che sono oggi a 20 minuti di J barca a motore un tempo erano a due ore di remo. Non si può capire il progetto Venissa senza pensare alle due diverse velocità con cul è sempre andato il centro storico rispetto alle isole. Lo ha detto Matteo Bisol, che con il padre Gianluca ormai 15 anni fa Iniziò un progetto di recupero della viticoltura nell’isola di Mazzorbo. Venezia in passato aveva un legame fortissimo con il mondo del vino, lo testimoniano gli antichi toponimi come Calle Malvasia o la Riva del vin. Oggi in centro storico troviamo le vigne come il Giardino mistico vicino alla stazione di Santa Lucia o quello di San Francesco della Vigna. Ma tra Mazzorbo e Santa Cristina, ogni anno viene effettuata la vendemmia dell’uva dorona (vitigno che si considerava scomparso dopo l’acqua alta de11966) per il Venissa bianco e di merlot e cabernet sauvignon per il Venissa Rosso.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Maculan, 50 anni di enologia che hanno cambiato il vino.
Gli aneddoti di una vita consacrata allo studio e alla ricerca della qualità. Le “lezioni” francesi e le scommesse vinte di un grande produttore Ario Gervasutti 1 primo ricordo del vino, per Fausto Maculan, è traumatico: «Mi avevano regalato un’automobilina a pedali, giravo per la cantina di mio padre e ho centrato una damigiana: 50 litri persi. Per due settimane non sono più entrato in cantina». Poi, però, si è rifatto con gli interessi: Maculan ha festeggiato con amici e colleghi 150 anni da enologo nella cantina di Breganze (Vicenza) che si appresta ad ampliare ulteriormente per far fronte a un successo che arride dalla fine degli anni ’80 ma le cui radici affondano nella vita agreste di quel “vino di campagna”. «Alle medie andavo bene – racconta -, al Pio X di Treviso, scuola della Treviso-bene. Siccome non si potevano leggere giornalini, ho tradotto tutto il De Bello gallico per vedere come andava a finire. Ero veloce. I prof volevano che facessi il liceo. il papà ha detto no: scuola enologica di Conegliano. A casa c’era il lavoro che mi aspettava».

Fonte: Gazzettino – Cibi, vini&piaceri.

Sui Colli oggi si brinda con il Serprino tra suoni della natura e bagni di gong.
Ai Giardini dell’Arena il concerto delle Trombettissime, Este apre il Mastio del Castello Carrarese Erika Bollettin Visite guidate, aperitivi al tramonto immersi nel verde dei Colli Euganei o momenti di relax coni Gong sono alcune delle idee per passare questa domenica senza pensare troppo alla calura. La musica, classica ha il compito di dare il risveglio, mentre quella più rock e alternativa di chiudere la giornata. Colli Euganei. Il Parco Frassanelle a Rovolon dà appuntamento con l’evento “Mondo Antico di Parco Frassanelle e Bagni di Gong”. Oltre alla visita alla villa ci sarà la possibilità di partecipare a vari laboratori esperienziali. Uno è dedicato ai bambini (con doppio turno alle 11.30 e 15.30), che potranno suonare strumenti musicali e scoprire gli effetti delle vibrazioni e delle frequenze sull’acqua. Gli adulti possono invece godersi un’esperienza multisensoriale che combina suoni della natura, vibrazioni dei gong, armonia delle campane di cristallo, melodia dei diapason, frequenze dei colori e vibrazioni degli strumenti a contatto con il corpo, o concedersi un massaggio sonoro.

Fonte: Mattino Padova.

Le osterie del Prosecco protagoniste su Discovery.
“Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” protagoniste del nuovo programma condotto da Lele Marcassa “Osterie”, che va alla scoperta delle osterie più antiche e caratteristiche del Veneto. Il programma si articola in 6 puntate nelle quali la regione viene esplorata dalle acque salmastre della Laguna ai pendii scoscesi delle Dolomiti, passando proprio tra le Colline Unesco. È partito venerdì questo nuovo format. Per impreziosire ulteriormente il viaggio, in ogni osteria Marcassa incontra un “grande” del posto: per le colline a fare da testimonial è stato il campione mondiale di ciclismo Alessandro Bailan. La puntata sulle “Osterie” del Prosecco è stata la prima della serie, sulla piattaforma Discovery+ con repliche. «La chiave del viaggio – si legge nella nota della trasmissione – sono le osterie, luoghi spesso bistrattati, ma in realtà i veri custodi dell’anima della città o del paese, dell’isola o della vallata».

Fonte: Tribuna Treviso.

World’s Best Vineyards 2023: le migliori cantine d’Italia.
Ci sono tante eccellenze italiane nella classifica World’s Best Vineyards 2023 dedicata alle migliori cantine del mondo e comandata dall’argentina Catena Zapata che ha un po’ di sangue tricolore, visto che è stata fondata nel 1902 dall’expat marchigiano Nicola Catena. La prima cantina italiana presente in classifica è la piemontese Ceretto, iconica delle Langhe che viene eletta come la migliore del Paese grazie al suo “Acino”, ai suoi vigneti e non solo: a livello internazionale occupa la posizione numero 29. Scendendo più in basso, al 53esimo posto c’è Villa Sandi, meraviglia di stampo palladiano e cuore di uno dei marchi più importanti del Prosecco. Sei posti più giù, alla posizione numero 59 si piazza Tenuta San Leonardo, una vera e propria eccellenza del Trentino della famiglia Guerrieri Gonzaga. Si va in Sicilia, diventata la meta preferita dai turisti milionari, per la posizione numero 62 delle migliori cantine al mondo del 2023: qui troviamo Donnafugata, una delle cantine che ha contribuito in maniera decisiva al rinascimento del vino sull’Isola, con la famiglia Rallo alla guida.
Le migliori cantine italiane del 2023 #1 Ceretto (29 al mondo), #2 Villa Sandi (53 al mondo), #3 Tenuta San Leonardo (59 al mondo), #4 Donnafugata (62 al mondo), #5 Tenuta Cavalier pepe (65 al mondo), #6 Castello Banfi (87 al mondo), #7 Ferrari Trento (99 al mondo).

Fonte: Initalia Virgilio.

Tra le Colline del Prosecco, patrimonio Unesco, per vivere un territorio unico
Con il Prosecco Hills Link a Cantina La Farra per un enoturismo ricco di esperienze.
Il paesaggio delle colline del Prosecco è uno dei più suggestivi dell’intera enologia italiana, vigneti terrazzati a picco sulle “Rive” (le ripide colline) dove la viticoltura, definita eroica, è al tempo stesso unicità e tradizione, dove la lavorazione esclusivamente manuale rende la viticoltura “eroica”. Un’esperienza da vivere perché le emozioni e le suggestioni di questi territori sono davvero emozionanti. Per queste ragioni, dal 1° luglio al 10 Settembre, sabato e festivi, Trenitalia propone il servizio “Prosecco Hills Link” per scoprire ed esplorare le Colline del Prosecco e le sue cantine. Un unico biglietto di viaggio per raggiungere con la rete regionale la stazione ferroviaria di Conegliano e proseguire in bus attraverso un percorso circolare con fermate in molte località di questo territorio Patrimonio Mondiale dell’Unesco. L’offerta di viaggio consente di salire e scendere ogni volta che lo si desidera, nell’ambito della validità del biglietto, per visitare le diverse località.

Fonte: FSNews.

Per Postounico Danza, vino e architettura in una notte a Lonigo.
Luglio continua con Postounico, il Festival dei luoghi unici, delle architetture straordinarie che diventano i palcoscenici naturali dello spettacolo e luoghi del gusto, con la degustazione dei vini dei Colli Berici e Vicenza e la visita guidata su prenotazione. Non farà eccezione la doppia serata di mercoledì 19 luglio, alle ore 21.15, in una serata dedicata alla danza contemporanea, con le coreografie Under Water + Autunno, ospitate nello straordinario “Ingresso dei Fiumi” di Villa San Fermo a Lonigo. Un dialogo con le architetture che le compagnie Naturalis Labor e Areaarea hanno saputo cogliere come spettacolare occasione per far rivivere i fasti della Lonigo dei secoli passati, ma in chiave rigorosamente contemporanea e al prezzo accessibile di soli 10 euro a biglietto.

Fonte: TViWeb.

OCM Vino – Investimenti: prorogato il termine per le domande di saldo biennale..
Con comunicazione del 13 luglio 2023 a firma della Direzione dell’Organismo di Coordinamento Agea è stato autorizzato, per la Regione Lazio, il differimento al 31 agosto 2023 del termine ultimo per la presentazione delle Domande di pagamento di saldo fine lavori per le domande biennali di aiuto delle campagne 2020/2021 e 2021/2022, in precedenza stabilito al 15 luglio 2023. Con successiva comunicazione dell’Organismo Pagatore Agea è stata altresì resa operativa l’attivazione di tale differimento su piattaforma SIAN.

Fonte: Lazio Europa.

Campania nel calice, il mosaico dei vini e tutti i premiati dell’anno per la loro eccellenza.
La Campania produce meno del 3% del vino italiano, eppure può vantare, insieme con un viticoltura di origini antichissime, la presenza di una straordinaria biodiversità che la colloca al secondo posto tra le regioni italiane, subito dopo la Calabria. Fiano, Greco, Falanghina e Aglianico, tipiche uve campane, sono tra i vitigni più importanti del nostro patrimonio ampelografico, talmente significativi e apprezzati da essere allevati anche in altre regioni, soprattutto quelle limitrofe come la Basilicata, il Molise e la Puglia. Negli ultimi anni, accanto a queste più celebri, sono state rivalutate altre varietà autoctone, oggi vinificate in purezza o in assemblaggio all’interno delle denominazioni principali.

Fonte: tiscali food culture.

DI Marzo (CIA Avellino): Doc Vino Campania, tutelare le eccellenze territoriali.
La proposta dell’assessore all’agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, di costituire una denominazione d’origine controllata “Vino Campania” non trova il no pregiudiziale della Confederazione italiana agricoltori, ma incontra osservazioni di merito tecnico destinate ad alimentare il confronto. In sintesi, a parere del presidente di Cia Avellino Stefano Di Marzo, da anni impegnato sul fronte della produzione viti-vinicola e quindi esperto del settore, “va evitato che una eventuale Doc Campania alimenti confusione per i consumatori e produca l’effetto di un livellamento verso il basso di produzioni di alta qualità, come quelle irpine, strettamente legate a territori unici al mondo, che danno vita a prodotti irripetibili quali sono i vini commercializzati sotto le tre Docg Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.

Fonte: M Sud Notizie.

Vini estivi sotto i 20 euro da stappare per rinfrescarsi senza spendere cifre folli.
Ci sono alcuni vini estivi che, in effetti, possono essere decisamente adatti quando le temperature sono alte. Durante i mesi caldi, in genere, la stragrande maggioranza delle persone cambia alcune abitudini della stagione invernale. Anzitutto, come è ovvio che sia, il guardaroba si fa leggero e corto. Poi, ancora, si ha più voglia di uscire e di divertirsi fuori casa con gli amici.

Fonte: Wine and Food Tour.

La Bandiera ha la migliore carta dei vini regionali d’Europa e quella dei vini di valore.
C’è anche La Bandiera, il ristorante stellato della famiglia Spadone di Civitella Casanova (Pescara) nella classifica delle migliori carte dei vini del mondo. A decretarlo è la rivista The World of Fine Wine, che annuncerà i vincitori della categoria globale durante la cerimonia di premiazione alla Glaziers Hall di Londra il prossimo 11 settembre. I riconoscimenti vengono assegnati in 19 categorie e individuati tra Asia, Australasia, Europa, Medio Oriente e Africa, Nord America, Sud e Centro America e Caraibi. Le carte dei vini sono giudicate secondo un rigoroso protocollo da giurie internazionali indipendenti di professionisti di spicco, tra cui sommelier campioni del mondo, maestri sommelier, maestri del vino e scrittori di vino.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Vino, a scuola di dendrochirurgia in vigna con i vine master pruners Simonit&Sirch.
Per combattere il mal dell’esca in vigna i Vine master pruners Simonit&Sirch hanno messo a punto da anni con successo la tecnica della dendrochirurgia, una vera e propria operazione chirurgica sulle piante della vite grazie alla quale la carie bianca che colonizza la struttura legnosa delle piante e ne causa l’infezione viene eliminata con una specifica attrezzatura, mantenendo intatta la qualità delle uve. I risultati che il Team Simonit&Sirch ha raggiunto in 13 anni di lavori e sperimentazioni sono sorprendenti e di grande importanza sia per la qualità dei vini che per il risparmio economico da parte dell’azienda: il 90% delle piante trattate è tornato infatti pienamente produttivo. La dendrochirurgia è, al momento, l’unica tecnica valida per fermare il mal dell’esca ed evitare l’estirpo.

Fonte: Enti Locali Online

CIOFFI A RFV: “ITALIANO È COME IL VINO. PARISI UN’OTTIMA MOSSA DI MERCATO. E SU BIRAGHI…”.
L’allenatore, Gabriele Cioffi, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola durante “Viola amore mio”. Queste le sue dichiarazioni partendo dalla nuova casa dei gigliati, il Viola Park: “È un ottimo punto di partenza per la Fiorentina, perché costruisci grandi obiettivi partendo dalle fondamenta. Un allenatore sogna di lavorare in un ambiente così, soprattutto in una città come Firenze”. Sulle due finali perse nella scorsa stagione: “È uno step di crescita notevole. La città non deve mettere fretta alla società e alla squadra, ci vuole tempo per crescere”. Sulla Fiorentina come avversaria in campo: “È una squadra scomoda da affrontare perché è coraggiosa. Giocano sempre per vincere, la partita contro di loro non è mai finita, ma nelle finali ci possono essere dei retroscena non positivi”. Sulla scelta di proseguire con Italiano: “La conferma di Italiano è stata scelta giustissima, è cresciuto tantissimo. La Fiorentina ha fatto bene a tenerlo. L’allenatore è come il vino, più il tempo passa e più impara, ha un’idea di calcio convinta”.

Fonte: Firenze Viola.

Il mondo di vino in Italia al centro di acquisizioni, fusioni e aperture di capitale.
L’ultimo report di Mediobanca sul settore vini in Italia fornisce un’ampia analisi dei produttori nazionali. All’interno di questa analisi viene focalizzata l’attenzione anche sulle principali operazioni di merger & acquisition (M&A) che hanno come oggetto le aziende vinicole nazionali. Di seguito riportiamo le principali informazioni e i dati aggiornati su questo fenomeno fornite dal report. Il mondo del vino negli ultimi anni è stato al centro di acquisizioni, fusioni e aperture del capitale. A livello globale nel 2021 le operazioni di M&A hanno raggiunto il valore di 8,1 miliardi di dollari, in crescita di 4,5 volte rispetto al 2020 (1,8 miliardi). Nello stesso anno in Italia le transazioni, che nella maggior parte dei casi si realizzano mediante l’acquisizione di aziende da parte di investitori nazionali, hanno raggiunto i 496 milioni di euro, in crescita del 119% sul 2019.

Fonte: Beverfood.com.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 15 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Federvini, Montanaro nuovo dg.
Il Consiglio della Federazione Federvini ha nominato Marco Montanaro direttore generale.

Fonte: Corriere della Sera.

Calici in classifica.
DESTINAZIONI PREDILETTE DELVESTATE per chi ama il mare al suo massimo splendore, le isole italiane sono tesoro di tradizioni enogastronomiche radicate sul territorio, figlie delle caratteristiche climatiche e geologiche uniche, ma anche di quel confine così mutevole che è il mare, ora aperto e accessibile a qualsiasi influsso, ora respingente e protettivo. Tutto questo non può che riflettersi sulla tavola e soprattutto nel vino, tra i prodotti della terra uno dei più fedeli al carattere del luogo da cui ha origine e delle persone che ne curano l’espressione. È cosl per gli arcipelaghi più piccoli, e anche per le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna. Quali sono dunque le etichette migliori per conoscere questi territori, quelle da ordinare al ristorante o da portarsi a casa come ricordo dopo una vacanza a Taormina o in Costa Smeralda? Le classifiche di queste pagine sono state realizzate da Gentleman sommando i voti di tutti i vini giudicati con i massimi punteggi nelle sei principali guide enologiche italiane (i Vini d’Italia di Gambero Rosso, I vini di Veronelli, Vitae dell’AIS, la Guida essenziale ai Vini d’Italia di Daniele Cernilli, Bibenda della FIS e l’Annuario di Luca Maroni).

Fonte: MF Gentleman.

La forza della vite.
ARCIPELAGO BIANCO COSTA TOSCANA BIANCO GORGONA È UN BLEND DI VERMENTINO E ANSONICA. QUEST’A È UNA STORIA D’AMORE e, come tutte le storie d’amore che si rispettino, comincia con una lettera, prosegue con un colpo di fulmine e va avanti con un brindisi. E poi? Nell’estate del 2012 la Casa circondariale di Livorno, sezione Isola di Gorgona, rischiava la chiusura, come era già alle isole carcere di Capraia e Pianosa. Mancanza di fondi, ostacoli burocratici e problemi di gestione; dunque, anche l’ettaro di vigna di cui si prendevano cura i detenuti rischiava l’abbandono. «Cerchiamo una mano per fare un vino migliore», dice la lettera inviata via fax a un centinaio di destinatari, i più importanti produttori della Toscana. Si cerca un cavaliere bianco; o, chissà, un principe azzurro. Dei cento destinatari, ne risponde solo uno, ma risponde subito: il marchese Lamberto Frescobaldi. Il suo naso di enologo avventuroso lo guida a Livorno e attraversa le 20 miglia che separano il continente dalla più piccola delle isole dell’Arcipelago toscano, uno sperone fasciato di azzurro e coperto dal verde della macchia mediterranea.

Fonte: MF Gentleman.

In cantina – La Tâche, crollano le magnum.
Brusca correzione (-23%) del valore delle 23 bottiglie da un litro e mezzo alle aste La Tâche, crollano le magnum di Cesare Pillon Questa puntata, che analizza le Quotazioni spuntate alle vendite all’incanto da La Tâche nella bottiglia di formato magnum, si preannuncia di notevole interesse. I 16 millesimi che compaiono in tabella sono infatti soltanto in significativi dei 23 magnum di La Tâche per i quali è possibile confrontare la quotazione ottenuta alle aste di quest’anno con quella dell’anno scorso. Una bella differenza rispetto ai magnum di Romanée Conti, per i quali il confronto è stato possibile solo per dieci annate, e una maggior garanzia sulla validità delle indicazioni fornite dal confronto. Ma quali sono queste indicazioni? Ecco le cifre: per acquistare le 23 annate l’anno scorso bisognava sborsare 432.268 euro, oggi ne bastano 331.386, cioè 100.882 in meno.

Fonte: Milano Finanza.

Tesori sommersi.
I SOMMOZZATORI CON I LOTTI SCELTI DA VEUVE CLICOUOT PER CELLAR IN THE SEA. A DESTRA, LE ISOLE ALAND E LE BOTTIGLIE DEL NAUFRAGIO DEL 1840. CELLAR IN THE SEA E LA CANTINA NEL MARE DI VEUVE CLICQUOT, PROGETTO NATO DA UNA STORIA AVVINCENTE CHE INIZIA CON UN NAUFRAGIO. È UN TESORO IN FONDO nel Mar Baltico al largo delle Isole Aland e Veuve Clicquot invita a scoprirlo con Cellar in the Sea. La cantina nel mare nata da una vicenda avvincente quanto un romanzo d’avventura e inizia, nel 1840, con una tempesta. Proprio all’ingresso del Golfo di Botnia, una nave viene colta dalla mareggiata nel bel mezzo delle migliaia di isolotti che dividono la Svezia dalla Finlandia e affonda con tutto il suo carico. Esattamente 170 anni dopo, nel luglio 2010, una spedizione subacquea individua il relitto e trova il tesoro: oltre un centinaio di bottiglie di vino, tra cui alcune champenoise.

Fonte: MF Gentleman.

Vino. Arrivano gli indici per misurare gli investimenti nel settore.
Si parte dall’analisi delle etichette italiane e francesi più scambiate Il mercato dei vini da collezione è un mondo articolato e variegato, tradizionalmente riservato ai collezionisti e operatori di settore. In questo contesto eWibe, giovane operatore italiano che riunisce servizi di trading con una piattaforma che opera in tempo reale, deposito bottiglie e informazioni sul settore per consentire di investire in vini pregiati anche ad un vasto pubblico ha definito quattro indici. Questi sintetizzano il valore di un paniere di vini iconici delle ultime dieci annate, ovvero quelle a maggior potenziale in termini di investimento, monitorandone la performance di mercato. 11 tutto attraverso un algoritmo proprietario che analizza tutte le informazioni relative alle etichette più rappresentative del mercato dei vini da investimento Italia- Francia. Gli indici evidenziano un valore sintetico informativo, in grado di rappresentare le diverse sensibilità che fanno capo agli operatori di mercato: dagli investitori agli appassionati, dai collezionisti fino a tutta la filiera.

Fonte: Sole 24 Ore Plus 24.

vigneti di Ettore, il classico si sposa con la modernità.
Parte essenziale della storia vitivinicola della Valpolicella, la rande personalità di Ettore Righetti, purtroppo mancato nel 2021, è stata essenziale non soltanto per la Cantina Cooperativa, di cui è stato encomiabile direttore e presidente, ma anche per la struttura che porta il suo nome, nella quale era coadiuvato fin dal 2011 dal nipote Gabriele (appena insignito, dalla guida i 1000 Vini d’Italia de l’Espresso, del titolo di “Miglior Produttore Under 40”) e dal papà Giampaolo. Siamo sulle colline di Negrar, uno degli emblemi della tipologia, collocazioni che variano tra i 250 e i 400 metri, complessivamente cinque ettari vitati con i classici territoriali, ovverosia Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Croatina e Oseleta, abbinati ai più rari Peleta, Spigamonti e Recantina, allevati su suoli di composizione varia, da alluvionale ad argilloso, da magmatico a effusivo.

Fonte: Sport Week.

Vino, consegnati gli attestati della Sannio Academy.
Nel Parco delle Terme di Telese, all’interno di “Sannio Experience Tour”, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione alla “Sannio Academy”. I partecipanti, opportunamente formati, sono diventati “ambasciatori” dei vini sanniti, soprattutto al di fuori del territorio provinciale. Il progetto targato Sannio Consorzio Tutela Vini era iniziato nel marzo scorso «con l’obiettivo di diffondere la cultura e la storia vitivinicola del territorio» ed era indirizzato a ristoratori, titolari, responsabili di strutture ricettive e, in maniera particolare, agli studenti che stanno concludendo il percorso formativo in “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”.

Fonte: Roma.

Ecco il nuovo logo di Friuli Doc – Un’impronta digitale che raffigura la regione Friuli Doc cambia logo.
II simbolo rappresenta la volontà di essere il centro enogastronomico del territorio. Dopo anni di assenza piazza Garibaldi ospiterà di nuovo gli stand e i tavoli. II verde richiama l’attenzione dell’amministrazione De Toni ai temi dell’ambiente e della sostenibilità Alessandro Cesare Un’impronta digitale con la forma della regione Friuli Venezia Giulia. E la nuova immagine di Friuli Doc, la kermesse del gusto che invaderà il centro di Udine tra il 7 e il 10 settembre. A svelarla, ieri mattina a palazzo D’Aronco, è stato il vicesindaco con delega a Turismo e Grandi eventi, Alessandro Venanzi, insieme alla responsabile dell’ufficio Turismo, Emanuela Grillo. Uno scoprimento simbolico del nuovo logo per dare il via alla narrazione che porterà all’edizione numero 29 di Friuli Doc. Dopo due anni con la stessa immagine, un tappo di sughero, la nuova amministrazione ha voltato pagina, creando qualcosa di più peculiare.

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Cocktail & Cantine, la meta è Maenza.
Terre Pontine Autentiche Barbara Votta riunisce produttori vinicoli, ristoratori, eccellenze. Le eccellenze di questo territorio si prestano ad essere declinate in moltissimi modi. E saperne intercettarne le potenzialità put. dar vita ad eventi capaci di innovarne il settore. Sotto quest’ottica Barbara Votta, esperta in marketing territoriale e presidentessa dell’associazione Terre Pontine Autentiche, lancia un nuovo format dal titolo “Cocktail e Cantine” che ha come obiettivo la diffusione dei prodotti e del territorio pontino. L’esordio è programmato a Maenza per venerdì 21 luglio presso il castello Baronale. Nata nell’aprile del 2022, Terre Pontine Autentiche è il frutto di un’idea di Barbara Vona che vede, con lungimiranza, la grande potenzialità che l’alleanza tra operatori del turismo, dell’enogastronomia come chef, ristoratori, chi lavora nell’accoglienza turistica – dagli albergatori alle guide -, lavorando in sinergia possa creare e sviluppare una rete di turismo sostenibile che porti alla valorizzazione del nostro territorio che è ospitale, pieno di bellezze da vedere e ricco di tradizioni enogastronomiche da scoprire e rivalutare.

Fonte: Latina Oggi.

Calici stelle, brindisi numero 26 Protagonista anche la Via dei palazzi.
L’appuntamento è giovedì 10 agosto nel centro storico dalle 19 alle 24 Ma in programma ci sono anche gustose anteprime e un giro nei vigneti ¦ Tre date, quattro appuntamenti e qualche novità, ma tutto sempre nel nome del Nebbiolo delle Alpi. Festeggia i suoi primi 26 anni Calici di stelle, la manifestazione che tradizionalmente accompagna la notte di San Lorenzo in città e che da qualche anno è accompagnata da un prologo che unisce al gusto e ai sapori dei vini e del territorio, la bellezza. Una bellezza naturalistica, paesaggistica e, in questa edizione in particolare, architettonica, legata al capoluogo e alla sua Via dei palazzi di Sondrio. «Con il Consorzio di tutela dei vini abbiamo cercato di valorizzare alcuni aspetti ed elementi fondamentali non soltanto per l’evento in sé – spiega Michele Diasio, assessore al Turismo di palazzo Pretorio -, ma per la promozione della bellezza del territorio e della città. Focalizzeremo l’attenzione su alcuni scorci, ben sapendo che il protagonista assoluto rimane il Nebbiolo».

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

II programma Prenotazioni online e acquisto carnet: date, orari e numeri.
lin pubblico ampio per la serata di Calici di stelle del 10 agosto, numeri più ristretti e contingentati invece per le altre tre proposte che caratterizzano il programma di questa edizione 2023 dedicata al Nebbiolo delle Alpi, parte integrante del calendario del Wine festival. Sarà aperta ad un massimo di 75 partecipanti, con obbligo di prenotazione, “Calici d’autore”, la cena itinerante in programma per domenica 6 agosto alle 20 con tappe nel giardino dell’arcipretura, in piazza Quadrivio, in piazza Cavour e nel giardino del Bim. Al costo di 85 euro sarà possibile gustare la cena a più mani affidata a nove diversi ristoratori. In cucina per il Gruppo Ristoratori della Provincia di Sondrio ci saranno: hotel Tremoggia, Jom Bar, Ma! Officina gastronomica, Posteria del Rosso, ristorante Il Poggio, ristorante La Pòsa, ristorante San Carlo, ristorante Soltojo e ristorante Trippi. Platea più ampia (un centinaio di persone e anche qualcosa in più) per “Aspettando Calici di stelle”, la serata in programma lunedì 7 agosto dalle 20 al castel Masegra.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

La cantina Giorgi riparte un anno dopo l’alluvione.
Macchinari e locali dell’azienda erano stati invasi dal fango dopo le forti piogge di luglio 2022 Oltre un milione e mezzo di danni, produzione possibile grazie all’aiuto di altre realtà vicine La cantina Giorgi riparte un anno dopo l’alluvione. La cantina in frazione Monteveneroso spazzata via un anno fa dal / maltempo ora è quasi pronta per ripartire con la vendemmia. Fabiano Giorgi ce l’ha fatta: le pareti distrutte dal fiume di acqua e fango sceso dalla collina, gli impianti fuori uso e i silos ribaltati, i portoni divelti, trattori e cataste di bottiglie scaraventati a decine di metri sono solamente un brutto di ricordo. Ora la cantina dell’azienda Giorgi, una delle più colpite dall’alluvione di fine luglio 2022, con oltre 1,5 milioni di euro di danni, sta tornando alla normalità: gli operaie il personale si dedicano agli ultimi interventi e a verificare il funzionamento degli impianti e poi la struttura sarà pronta a ricevere nuovamente le uve.

Fonte: Provincia – Pavese.

Gli undici Comuni delle terre del Gavi discutono di vino, sviluppo e territorio.
Presso la Cantina Produttori presieduta da Alessandro Cazzulo Gli undici Comuni delle terre del Gavi discutono di vino, sviluppo e territorio a Oggi presso la Cantina Produttori del Gavi, presieduta da Alessandro Cazzulo, si svolgerà l’evento: ‘Gli undici Comuni delle terre del Cavi DOCG’ con una tavola rotonda dal titolo ‘Fln vino, un territorio, un’occasione di sviluppo: Alle 17.30 i sindaci degli undici Comuni della DOCG Gavi, moderati dal Preside del Liceo ‘Amaldi’ Michele Maranzana, incontreranno autorità provinciali, regionali e del Ministero dell’Agricoltura, fra cui il Presidente della Provincia Enrico Bussalino, il Presidente di Alexala Roberto Cava, gli Assessori regionali al Turismo e all’Agricoltura Vittoria Poggio e Marco Protopapa, il Sottosegretario all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare Luigi D’Eramo, gli Onorevoli Federico Fornaro e Riccardo Molinari.

Fonte: Panorama di Novi.

Vendemmia a fine agosto, vendite vino in ritirata.
La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e il 30 agosto, con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022. Prevista la crescita dell’uva raccolta rispetto all’anno scorso. Sono le indicazioni emerse nell’incontro a Treviso del gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est che conta 73 aziende vinicole e 13 distillerie/liquorifici associate per 2.511 dipendenti. «Quest’anno le previsioni indicano un rallentamento delle vendite anche nei mercati internazionali, che penalizzerà più i vini fermi che gli spumanti», ha dichiarato il presidente del gruppo Stefano Bottega. Gabriele Castelli di Federvini, riferendosi alla questione dell’etichettatura con l’obbligo dall’8 dicembre 2023 di indicare in bottiglia i valori nutrizionali del prodotto, ha spiegato di aver «ottenuto in sede comunitaria che l’applicazione sia graduale, solo dopo l’esaurimento delle scorte e per i vini prodotti dopo la data dell’8 dicembre 2022».

Fonte: Gazzettino.

Vendemmia a fine agosto Mercati in flessione – Vendemmia, partenza in ritardo.
La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e il 30 agosto con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022, caratterizzato da forte caldo e siccità. È l’indicazione emersa nel corso dell’incontro a Palazzo Giacomelli a Treviso del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est (che coordina gli interessi degli imprenditori di Treviso, Padova, Venezia e Rovigo e conta 73 aziende vinicole e 13 distillerie, liquorifici storicamente legate al mondo del vino per 2.511 dipendenti diretti). Un’occasione per imprenditori e operatori per fare il punto della situazione pre-vendemmiale con esperti del Cra Vit di Conegliano, dell’Università di Padova e di Federvini, e l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura e al Turismo, Federico Caner, sulle strategie per la soste Economia Vendemmia a fine agosto Mercati in flessione La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e i130 agosto con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022, caratterizzato da forte caldo e siccità.

Fonte: Gazzettino Treviso.

La Confraternita di Valdobbiadene «Ecco la bottiglia scelta per il 2023».
È stata presentata la Bottiglia selezionata per il 2023 dalla Confraternita di Valdobbiadene durante una cerimonia partecipata ed evocativa al “Municipio 1815 Boutique Hotel” a San Pietro di Barbozza. Insieme a una nutrita rappresentanza di Confratelli – tutti vestiti con il tradizionale mantello scarlatto – ha presenziato alla cerimonia il Gran Maestro Enrico Bortolomiol che ha presentato la Bottiglia selezionata: “un’etichetta di Valdobbiadene DOCG extra dry, che fa riferimento all’annata vendemmiale 2022 e che di fatto funge da punto di riferimento della tipicità e della qualità d’annata, esprimendo nel contempo l’identità del nostro territorio”. Quella del Prosecco è una terra generosa e unica che, come ricorda Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg deve essere preservata. Ciò avviene anche grazie alla Confraternita, ringraziata dalla presidente durante la cerimonia proprio per l’impegno nella tutela e nella promozione del Docg.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Vendemmia, si parte col Pinot L’avvio sarà tra il 23 e 30 agosto.
L’avvio sarà tra i123 e 30 agosto VO’ La vendemmia delle uve precoci come il Pinot Grigio partirà in Veneto tra il 23 e il 30 agosto, con una settimana di ritardo rispetto alla passata stagione che è stata caratterizzata dal caldo e dalla siccità. L’indicazione è emersa nel corso di un incontro a Palazzo Giacomelli a Treviso del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est. Convegno che è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione pre-vendemmiale con esperti del CraVit di Conegliano, dell’Università di Padova e di Federvini. È intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura e al Turismo Federico Caner. Quest’anno le previsioni di vendita, elaborate da Federvini, indicano un rallentamento delle vendite anche nei mercati internazionali, che penalizzerà più i vini fermi che gli spumanti. «Occorre quindi proporre un racconto positivo del nostro prodotto e promuovere una strategia di comunicazione e promozione che valorizzi il consumo responsabile e sostenibile dei prodotti alcoolici», ha dichiarato Stefano Bottega, presidente del gruppo vinicolo distillati e liquori di Confindustria Veneto Est. Patrick Marcuzzo ricercatore al CraVit, ha sottolineato che dopo un 2022 altamente siccitoso, fenomeno che si temeva potesse caratterizzare anche quest’anno, le piogge di maggio e giugno hanno migliorato la situazione e non ci sono segnalazioni di danni da gelate primaverili e malattie.

Fonte: Mattino Padova.

La vendemmia inizia il 23 agosto Siccità e malattie sono un ricordo – Vendemmia dal 23 agosto «Ma le vendite rallentano».
Le previsioni di Confindustria: uve sane e abbondanti, anche se i mercati mostrano una lieve frenata delle vendite. Vendemmia dal 23 agosto «Ma le vendite rallentano» Le previsioni di Confindustria: uve sane, per i vini fermi frenata sui mercati Coldiretti incontra sindaci: confronto sulla manutenzione della rete di scolo Gli spumanti resistono e crescono del 9% mentre per gli altri il calo è del 7.1% Le bollicine tengono sul mercato, non altrettanto i vini fermi. E la prossima vendemmia? Tutti temevano la siccità, anche quest’estate, invece no. Le uve stanno maturando al meglio e il Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est, riunitosi a Palazzo Giacomelli a Treviso, prevede che la raccolta delle uve partirà tra il 23 e il 30 agosto, con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto a12022. Tempistica positiva, dunque. Ma, a proposito di acqua, si faccia attenzione: bisogna ripristinare la rete scolante dei fossi, come Coldiretti e sindaci si sono detti in un convegno all’Astoria a Refrontolo.

Fonte: Tribuna Treviso.

STAMPA ESTERA

À Château Clarke, l’art au service du vin.
La propriété médocaine du groupe Edmond de Rothschild Heritage fait peau neuve avec un chai et un cuvier contemporains. Sans renier la passion d’Ariane de Rothschild pour la peinture et la sculpture, qui trouve son écrin. Que de chemin parcouru depuis l’acquisition, en 1973, du château Clarke, en appellation Listrac-Médoc, et de ses 145 hectares dans le Médoc! le groupe F..dmond de Rothschild Heritage (ERH) a pris son temps pour faire du domaine une pépite, notamment avec l’achat des deux propriétés voisines, les chateaux Malmaison (en appellation Moulin-en-Médoc) et Odilon (en Médoc). C’est à peu près à la même époque que le baron Edmond de Rothschild achète les chàteaux Beychevelle et Margaux, mais c’est à Clarke qu’il. s’établit. Un de ses grands talents aura été de percevoir, bien que le vignoble de la propriété médocaine suit en mauvais état, tout le potentiel des terroirs. « C’était un homme de challenge, et rf avait la volonté de démarrer im nouveau projet », confirme Boris Bréau, dlrecteur général de la branche vins d’F.RH. Le baron s’attache les lions conseils du célébre oenologue français Émile Peynaud, redimensionne le vignoble qui n’a pas évolué depuis sa création et replante 85 hectares en quatre ans en faisant le choix de supprimer de l’encépagement le cabernet franc et le petit verdor. «Ce vaste chantier de restructuration va se poursuivre jusqu’en 2032 et devrait nous permettre d’envisager sereinement les cinquante prochaines années», précise Boris Bréau. Aujourd’hui, c’est un nouveau volet qui s’ouvre, avec la création de deux chais, l’un pour Malmaison, l’autre pour Clarke. «Nous avions de nombreux hdttments, repartis sur les différentes propriétés, qui n’étaient pas toujours très pratiques à utiliser. Avec ce projet, nous avons voulu nous concentrer sur la vinification et l’élevage», ajoute Boris Bréau. Pendant des mois, une noria de camions a dégagé des tonnes de gravats pour creuser le chai à barriques du chäteau Malmaison, avant de reconstruire, en surface, le cuvier à L’identique de ce qui existait, mais avec des cuves adaptées à des vinifications parcellaires de précision. Pour le chai de Chäteau Clarke, Ariane de Rothschild, qui dirige F.HR depuis le décès prématuré de son mari, Benjamin, en 2021, a demandé au graveur et sculpteur sur verre Gilles Chabrier et au peintre-décorateur Jean -NI – colas Boulmier d’imaginer un écrin à la hauteur des ambitions de la propriété, une ode à l’excellence. Les deux artistes ont eu carte blanche pour créer un ensemble qui rend hommage à la vision du baron Fdmond de Rothschild. Dégradés de peintures fait à la main, flammes de verre et vanité de l’artiste Philippe Pasqua participent à créer un environnement d’exception dans lequel les vins patientent tranquillement en barrique. «Notre responsabilité est de faire de I’art de vivre une partie intégrante des terrain,, de leur vie économique, culturelle et artistique, explique Ariane de Rothschild. Et d’ériger le savoir-faire en trésor à défendre et 4 transmettre aux générations suivantes. » Une ambition qui aura nécessité trois ans de travaux, mais dont le résultat est bluffant tant la cathédrale qui abrite les fûts est spectaculaire avec ses 44 « arbres » en verre extra-blanc, sablé en façade, qui font jaillir la lumière par diffraction. Jean-Nicolas Boulmier a imaginé un décor tout en lignes de fuite, animé par des murs patinés telle une toile abstraite. «Faire du vin est un geste qui relève de l’esthétique.

Fonte: Figaro.

Prosecco bubble may burst as hillside vineyards wilt.
Italy’s most celebrated prosecco vineyards are in danger as climate change makes life far tougher for growers, a study has suggested. Researchers have warned that “heroic viticulture” — where vines are grown on very steep slopes — is at risk of becoming unsustainable in Italy, Portugal and Spain. Paolo Tarolii, the professor of soil and water conservation at the University of Padova who led the research, said that irrigating these vineyards during increasingly frequent droughts was difficult and expensive. At the same time, winter downpours are becoming heavier, which raises the risk of soils and terraces being washed away and the landscape depleted. The regions under threat include the Prosecco Hills of Conegliano and Valdobbiadene in Italy, a Unesco world heritage site where the landscape is characterised by ciglioni, small plots of vines grown on narrow grassy terraces carved into steep hills. The region would have accounted for only a small portion of the record 130 million bottles of prosecco that were reported to have been shipped to Britain last year. However, it is responsible for a sought-after, high-quality version: Prosecco Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). As one of the region’s producers told ‘l’he ‘l’imes in 2018: “If ordinary prosecco is a Fiat, then the DOCG we make locally is an Alfa Romeo and our top-end Cartizze is a Ferrari.” Vineyards are considered to be sites of “heroic viticulture” if grapes are grown on a slope steeper than 30 degrees, if they are located on small islands or at an altitude of more than 500 metres above sea level, or if they include vines grown on terraces. Other examples include the Allo Douro region in Portugal, which produces port and is also a Unesco world heritage site, and the Soave vineyards in Italy. “‘l’hese farmers are considered to be heroes because they deal with this adverse environment, typically by purely manual operations without mechanised tools,” Tarolli and his team said in a study published in the journal I Science.

Fonte: Times.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 14 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il Sangiovese di Tommaso cucito su misura.
Grignano, alla guida il rampollo degli Inghirami Laurea alla Bocconi, e primo impiego come manager dell’innovazione alla Ferrero, Tommaso Inghirami (nell’illustrazione qui sotto) è un giovane vulcanico produttore del Chianti Rufina Docg. È alla guida della Fattoria di Grignano, a pochi chilometri da Firenze, vicino a Pontassieve. «Quando sono arrivato qui pensavo di cambiare tutto» racconta «poi ho pensato che valeva la pena di valorizzare l’esistente e, allo stesso tempo, di cercare nuove strade». Ha portato in cantina la sua collezione di 300 macchine per cucine di ogni età. Un richiamo alla storia della famiglia, gli Inghirami, famosi dal dopoguerra per la produzione di camicie (Ingram il marchio più noto), grazie al nonno di Tommaso, l’avvocato Fabio: capì che bisognava passare dai sarti e dalle cucitrici. alle produzioni in serie. Un successo servito ad acquistare Grignano, tenuta di 600 ettari, di cui 5o a vigneto (180 mila bottiglie l’anno), sul quale si staglia l’ombra del palazzo appartenuto nel Cinquecento a Caterina de Medici.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Intervista ad Alessandro Chiesa – Castello di Albola: sapori Doc La tradizione toscana nel piatto e il Chianti Classico nel calice.
Chef Alessandro Chiesa e i segreti della sua cantina con cucina II borgo medievale, il cui direttore e vignaiolo è Alessandro Gallo, sorge, a Radda, tra le più alte colline del Chianti Classico. Un luogo incomparabile per il fascino della storia, le suggestioni artistiche e il contesto agropaesaggistico. Nel corso degli ultimi 40 anni questo luogo si è letteralmente trasformato in un vero paradiso: le vigne sono a un livello di altissima qualità e un’intera area rurali con i casolari e la bellissima villa padronale sono tornati agli antichi splendori. Vigne quasi ‘eroiche’, collocate in territori caratterizzati da forti pendenze, tra i 350 e 650 metri con un microclima ideale per la produzione di vini prestigiosi. Castello di Albola è questo e molto di più. Con una visione ‘green’ che ha portato nel 2016 a un processo di conversione al biologico. Chef Alessandro Chiesa è colui che riesce a portare nel piatto la meraviglia del territorio e i suoi sapori nel contesto della tenuta. Qualità di vita, relax, buon bere e buon mangiare.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Dalla peronospora alle assurde norme Ue mille nemici congiurano contro il vino.
Nel mondo consumi in frenata, ma per Thalia i mercati estensi confermano la carta vincerúeper bilanciate il calo interno. Tempi duri per il vino, un prodotto che è diventato la bandiera del made in Italy alimentare e che rappresenta il motore dell’economia agricola di molte regioni del Mezzogiorno. I colpi arrivano da più fronti. Dall’Unione europea, in primis, che vuole adottare etichette allarmistiche sul modello di quelle che campeggiano sui pacchetti di sigarette e che ha anche ammesso che il vino può tranquillamente essere sanificato per perseguire una strategia green, dai consumi in rallentamento e dal cambiar mento climatico che, con i fenomeni meteo estremi, favorisce il proliferare di parassiti. Come la peronospora che sta decimando i vigneti lungo tutto lo Stivale. Intanto, però, l’industria nazionale del vino (che allargata vale oltre 31 miliardi) continua a reggere i colpi: lo scorso anno sono state esportate etichette nazionali per circa 8 miliardi. Ma il futuro potrebbe non essere così brillante. A lanciare l’allarme è l’Unione Italiana Vini (Uiv) che, in occasione dell’assemblea generale, ha fornito i dati sui consumi con proiezioni fino al 2040. In Italia a mancare all’appello sono i giovani, e questo provocherà una perdita di 1,2 milioni di ettolitri al 2039.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Se il vino rosso va di traverso.
L A MALATTIA della vite provocata dal fungo peronospora incombe sulla vendemmia 2023. I produttori sono disperati perché non sanno più come contrastare il parassita che sta distruggendo parte delle uve dei vigneti d’Italia. Da mesi attacca le foglie, i germogli e i grappoli. Compromette maggiormente i vitigni dei rossi rispetto ai bianchi. Certo, è ancora presto per una previsione ufficiale sulla raccolta, tuttavia l’Osservatorio dell’Unione italiana vini stima un taglio della produzione del 40 per cento in Abruzzo sul Montepulciano e del 30 per cento in Puglia dal Salento a Foggia, le due regioni maggiormente colpite. In Campania il fungo prospera di più nella zona appenninica.

Fonte: Repubblica Venerdi.

Trema la terra dell’Aglianico il fungo killer è inarrestabile – Un attacco frontale alla terra dell’Aglianico.
Tra l’80 e l’85% dei vitigni risulta compromesso dal fungo, con la perdita di buona parte dei grappoli d’uva Un attacco frontale alla terra dell’Aglianico Allarme Peronospora: viticoltori del Vulture nel panico. I viticoltori del Vulture, il «regno dell’Aglianico», cominciano a fare la stima dei danni dell’aggressione di un fungo, la Peronospora, che ha colpito i vigneti e distrutto i grappoli d’uva sino a renderli completamente da macero. In tanti, nella sede zonale della Cia-Agricoltori di Venosa, partecipando ad una riunione con il direttore regionale Donato Distefano e in collegamento video il dirigente nazionale Domenico Mastrogiovanni (responsabile ufficio Pac), hanno portato il proprio censimento danni che contribuisce ad una previsione per la vendemmia autunnale: tra 1’80 e 1’85% dei vitigni risulta compromesso e buona parte dei grappoli di uva irrimediabilmente perduta.

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Viticoltura, annata da dimenticare.
Incontro della Cia nel Vulture: raccolti danneggiati dalla peronospora Viticoltura, annata da dimenticare 1119 un incontro al Ministero: alla Regione si chiede eli produrre precisa mappatura. Nella sede Cia di Venosa si sono riuniti i direttivi dei comuni di Venosa, Ripacandida, Maschito, Rapolla, Barile, Ginestra e Montemilone per fare il punto sull’andamento dell’annata agraria e per effettuare una puntuale analisi relativamente allo stato in cui versano i vari comparti produttivi a partire da quello vitivinicolo, passando a quello cerealicolo e zootecnico a seguito dei danni registrati a causa dei numerosi eventi atmosferici e calamità naturali nei mesi di maggio e giugno scorsi, con oltre 45 giorni di piogge incessanti e bombe d’acqua che hanno compromesso raccolti e produzioni. All’incontro, introdotto dal presidente Cia Venosa Liliana Sileo, hanno partecipato anche il direttore regionale Donato Distefano e il presidente residente Cia Potenza Giannino Lorusso.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

Degustazioni all’Enoteca di Dozza.
Prosegue la frequentata iniziativa di “Sere d’estate fresche di vino… a corte” a Dozza. Si tratta di un format messo in campo dall’Enoteca regionale, quest’anno in collaborazione con la Fondazione Dozza città d’arte, pensato per chi vuole fare un tuffo nella geografia vitivinicola regionale. Fino al 10 agosto, dalle 20.30, nella sede della Rocca Sforzesca, si tengono incontri-degustazioni in cui sarà possibile conoscere e degustare i vini emiliano-romagnoli. Il tutto arricchito da una visita guidata nelle stanze e negli ambienti del museo, accompagnati da un sommelier e da una guida.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Venerdì in centro tra vino e motori.
Pronto, dopo il grande successo della prima giornata, un nuovo appuntamento con i “Venerdì di Luglio”: tappa fissa per chi ama vivere il centro storico di Cesena la sera d’estate. Oggi secondo il progetto degli organizzatori 2023 (l’Accento srl assieme al Comune) è prevista la valorizzazione delle tante eccellenze che la Romagna è in grado di propone. «Di…Wine, Eccellenze Divine” Cesena vedrà 47 cantine pronte a invadere pacificamente il centro storico per una serata insieme ai produttori di tutto il territorio ed un excursus enologico sull’intera Romagna. L’inizio è previsto a partire dalle 20 e la partecipazione per il pubblico prevede un gettone di 10 euro che consente la degustazione di 3 vini a scelta.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Vini e Ferrari per il secondo appuntamento.
Questa sera, per il secondo appuntamento con i venerdì di luglio, sono attese in centro oltre 50 cantine romagnole con i loro vini pregiati. Il progetto degli organizzatori 2023 (l’Accento s.r.l unitamente all’Amministrazione Comunale di Cesena) prevede la valorizzazione delle tante eccellenze che la Romagna è in grado di proporre. ‘Di…Wine’ è la rassegna che porterà in zona Almerici, Carbonari e Mazzini oltre cinquanta cantine romagnole e i loro vini che potranno essere degustati con l’acquisto, nello stand dell’organizzazione, di un kit con cui si potranno fare tre degustazioni attraverso un calice e un marsupio per trasportarlo. In Piazza Giovanni Paolo Il si posizionerà il Vespa Club Cesena con le moto dagli anni 50 in poi: i gioielli di casa Piaggio saranno in mostra tutta la sera per la gioia dei tanti amanti delle vespe.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Friuli Doc cambia immagine addio al tappo di sughero «Resta una festa di popolo».
Cambiata l’amministrazione, cambia pure la grafica della principale manifestazione cittadina, Friuli Doc. Oggi alle 11, a palazzo D’Aronco, il vicesindaco Alessandro Venanzi svelerà la nuova immagine della kermesse in programma dal 7 al 10 settembre. «Più che rimarcare le differenze con il recente passato —chiarisce — si tratta di un nuovo punto di partenza per ridefinire gli obiettivi dell’evento. Friuli Doc deve restare una grande festa di popolo, in grado di trasmettere l’identità della città e del territorio friulano». Il primo passo, come dimostrerà la presentazione odierna, sarà la nuova grafica, diversa da quella con il tappo di sughero brandizzato delle ultime edizioni. «Quest’anno andrà in scena il Friuli Doc numero 29 —ricorda Venanzi —quindi ritengo sia importante dare spazio ad alcune novità in vista del trentennale».

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Caldo e fitopatologie La zona del Lambrusco rischia grosse perdite.
Caldo, umidità, temperature record. Un’estate bollente, al punto che quello in corso – secondo le elaborazioni di Coldiretti sui dati Isac Cnr nel primo semestre del 2023 – è per il Nord Italia il terzo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,80 gradi superiore la media. I cambiamenti climatici in corso per alcuni versi incidono alla diffusione di fitopatologie, che rischiano di compromettere le produzioni in campo. Coldiretti Mantova ha raccolto segnalazioni per la presenza di flavescenza dorata su una superficie vitata vicina ai 1.500 ettari, dei quali 700 in zona Lambrusco. Colpiti, in particolare, i vigneti biologici, con un’incidenza di poco superiore al 30%, mentre un 10% dei vigneti colpiti dalla fitopatologia si trovano sulle Colline Moreniche e hanno investito le produzioni di Garda Doc e Garda Colli Mantovani Doc.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Sessanta vendemmie Per celebrare ecco una bottiglia speciale e la festa in azienda.
Compleanno rotondo per la Cantina Colli Morenici: nasce il Merlot Garda Collector’s Edition. Domani l’evento Una bottiglia speciale e una festa per celebrare le sessanta vendemmie della Cantina sociale Colli Morenici di Ponti sul Mincio, che con Cantina Valpantena e Cantina di Custoza costituisce il gruppo Cantine di Verona. Nasce così il Merlot Garda Doc Collector’s Edition, un’edizione limitata, etichetta creata per l’occasione e per mettere in evidenza l’importante traguardo raggiunto dalla cooperativa di Ponti sul Mincio con dettagli dorati. «Abbiamo scelto di celebrare le sessanta vendemmie di Cantina Colli Morenici con il Merlot Garda Doc Collector’s Edition, un tributo al lavoro e all’impegno dei nostri soci nel produrre ogni giorno vini di alta qualità— afferma Luigi Turco, presidente di Cantine di Verona—. In quest’occasione desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere Cantina Colli Morenici ciò che è oggi: una realtà inserita in un gruppo in crescita, simbolo di innovazione ed eccellenza, e un punto di riferimento peri vini tipici e più noti di questa zona, a pochi passi dalla sponda lombarda del lago di Garda».

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Vendemmia da Velenosi per i ragazzi speciali.
Rinnovatala collaborazione tra l’azienda Velenosi e il centro diurno per l’autismo L’Orto di Paolo. Gli utenti della struttura hanno partecipato alla vendemmia svoltasi nei vigneti dell’azienda. L’iniziativa è frutto del progetto solidale promosso dalla cantina Velenosi per sostenere le attività inclusive del centro. Da questo connubio nelle passate edizioni sono nati speciali vini come il Falerio doc, il Falerio Pecorino Doc e il Rosso Piceno Superiore Doc. Il ricavato della vendita di queste bottiglie è stato interamente devoluto al centro diurno. Come spiega Angela Piotti Velenosi «quando mi è stata proposta questa opportunità, ho pensato che qualcosa si poteva fare. Ogni volta i ragazzi sono sempre più felici e aspettano quel giorno. Qui c’è il loro lavoro e la loro semplicità. A breve ripartiremo con la nuova annata con il nostro bianco e il nostro rosso de L’Orto di Paolo.

Fonte: Corriere Adriatico Ascoli Piceno.

Settore in difficoltà i costi sono a monte i guadagni a valle.
L’uria: “Basilare il ruolo delle cantine sociali” Per l’invenduto sarà necessaria la distillazione guadagna sul vino? Se ai produttori di uve rimangono le briciole, a chi vanno i guadagni? «Si sta assistendo a una generica flessione in negativo dei prezzi del vino — dice Mariagrazia Baravalle, direttore Confagricoltura Asti – Questa diminuzione si riflette ancora più negativamente sulla marginalità delle aziende dal momento che i costi produttivi (concimi, prodotti fitosanitari) sono sensibilmente aumentati». «Vendere le uve sul mercato libero — dice Marco Pippione, direttore della Cia — significa andare incontro a una speculazione su un prodotto facilmente deperibile». Si può ritardare la vendemmia di qualche giorno ma non più di tanto con il rischio, fondato in questi anni di cambiamenti climatici, che a vendemmiare non sia il coltivatore ma la grandine. «Grano e nocciole sanno attendere — dice Pippione — l’uva no»

Fonte: Stampa Asti.

Il vino della solitudine – Uva esclusa.
I viticoltori astigiani sono preoccupati per il futuro delle proprie aziende: i recenti rincari e le patologie che hanno colpito il settore incidono pesantemente sul loro reddito, ormai insufficiente per garantire adeguate prospettive e un ricambio generazionale. Le aziende viticole in provincia di Asti possiedono una superficie media attorno ai 4 ettari, una dimensione che per un’efficiente conduzione aziendale richiede normalmente la manodopera di almeno due persone e l’utilizzo di moderni macchinari. Durante le operazioni di vendemmia serve più personale, sovente fornito da cooperative agricole dove il costo del lavoro viene a incidere sull’azienda agricola circa 15 euro all’ora Ova esclusa) a persona.

Fonte: Stampa Asti.

“I giovani scelgono lavori meno faticosi e pagati meglio”.
Sandrino Vico a Castel Boglione è proprietario di un’azienda di 26 ettari con diverse varietà di Vitigni Sandrino Vico conduce la sua azienda viticola a Castel Boglione, 26 ettari vitali a Moscato, Barbera, Brachetto, Dolcetto e Chardonnay, dal suo punto di vista non si intravedono prospettive per il settore viticolo. Quali sono le difficoltà del settore? «Il problema principale è riuscire a tirare avanti, non ottenere un reddito ma arrivare al pareggio a fine anno cercando di salvare l’azienda. Siamo abituati a non considerare il tempo del nostro lavoro, ma i costi generali sono aumentati a dismisura senza adeguati aumenti dei prezzi delle uve, l’acquisto e la manutenzione dei macchinari incide notevolmente sui bilanci delle nostre realtà. La manodopera specializzata è difficile da reperire e comporta una spesa che rapportata alle entrate non sta in piedi, una persona costa 15 euro all’ora iva esclusa».

Fonte: Stampa Asti.

Cerignola, c’è il «wine fest» undici cantine protagoniste – Cerignola, il food stasera torna ancora in vetrina.
Apre la vetrina sull’agroalimentare locale. La «location» dell’evento, protagonisti i produttori dell’industria alimentare cerignolana ». Cerignola, il food stasera torna ancora in vetrina. Per il secondo anno torna a Cerignola il “CeriWineFest”, in scena questa sera in piazza Matteotti, cuore culturale della città. Ad organizzare la kermesse l’Associazione culturale “Il Titolo” con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cerignola, del Gal Tavoliere e dell’Aret. La manifestazione in questa edizione vede la presenza di undici cantine, di sei produttori di olio evo, di un mulino, di una cooperativa sociale e di diversi artigiani del territorio con momenti musicali e di animazione; confermata la partecipazione di tutti i locali di piazza Matteotti e di viale Roosevelt che organizzeranno dei punti food con degustazioni tipiche cerignolane. Saranno previsti anche spettacoli per bambini con artisti di strada e degustazioni di succhi d’uva.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Strade di…Vino Rosato, l’evento che promuove le tipicità delle regioni del sud.
San Giovanni Rotondo celebra il buon vino grazie alla prima edizione della manifestazione “Strade di Vino…Rosato”, che si svolgerà oggi 14 luglio in Corso Umberto I e in Piazza Don Bosco. L’evento comincerà alle ore 19 con il talk “Tipicità perla valorizzazione dei territori. La strada interregionale del vino rosa to”, coordinato dal giornalista Gennaro Tedesco e con gli interventi del Sindaco, Michele Crisetti dei rappresentanti del l’associazione “Amici di Bacco” (che promuove nel territorio la cultura enogastronomica); dell’onorevole Giandiego Gatta. componente della Commissione agricoltura: di Rosa Barone. assessora al Welfare della Regione Puglia: di Napoleone Cera, consigliere regionale, di Giuseppe Mangiacotti. consigliere della Provincia di Foggia.

Fonte: L’Attacco.

La nuova edizione di Calici di Stelle scatta a partire dal 28 luglio ed è dedicata agli amici a 4 zampe.
Degustazioni “pet friendly”? Bolgheri: Calici di stelle, l’evento estivo organizzato dal Movimento turismo del vino Toscana, in programma dal 28 luglio al 20 agosto, sarà dedicato agli amici a 4 zampe, proprio per sensibilizza re al non abbandono degli animali, fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Una serie di eventi e appuntamenti che potranno essere goduti anche con i piccoli amici a 4 zampe (a partire da14 agosto in particolare) dal momento che le cantine toscane diventano “pet friendly” e proprio ai “wine lovers” d’eccezione saranno dedicati alcuni eventi speciali che si concentreranno nei giorni che vanno dal al 16 agosto. Nasce così #ionontiabbandono da un’idea che prende il nome e tag dal progetto #ionontiabbandono lanciato dall’Ordine dei Medici Veterinari di Bergamo.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano

Wine Spectator premia la carta vini del Borgo Antico.
Peril 10° anno il Best of Award of Excellence va alla lista di 800 etichette storiche e globali del ristorante dei Tornrnasi La carta dei vini del ristorante Borgo Antico di Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel e Spa ha ottenuto per il decimo anno consecutivo il Best of Award of Excellence di Wine Spectator. L’americana Wine Spectator, che è tra le riviste più autorevoli al mondo per quanto riguarda il vino e la sua cultura, pubblica ogni anno la classifica Restaurant Wine List Awards, la cui sezione Best of Award of Excellence premiai ristoranti che si sono contraddistinti per carte vini che siano eccellenti, di qualità, in armonia con la cucina proposta e complete di informazioni accurate. Borgo Antico ha una carta dinamica, che comprende 800 etichette sia locali che globali. Ad esso è stato nuovamente riservato il riconoscimento per aver proposto vecchie annate ed un’ampia offerta di vini di alta gamma da diverse regioni vinicole.

Fonte: Arena.

Intervista a Luca Zaia – Zaia firma subito lo stato di calamità. «Danni straordinari anche ai vigneti».
Il governatore: «Sinistra Piave la più colpita ›«Lavoreremo anche a livello nazionale per capire la maggior parte delle segnalazioni arriva da lì» al più presto come dare una mano agli agricoltori» duramente colpite. C’è stato portare a qualche rimborso? Un brutto tempo un po’ ovunque. E «Abbiamo subito avviato tutte anche Treviso ha avuto sicura le procedure. Ho firmato lo stato di emergenza, alla luce di quanto è successo. va riconosciuto che il danno catastrofale non è di ordinario ma straordinario.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Prosecco, Bortolomiol eletta presidente anti-contraffazione.
Lotta serrata alla contraffazione, per poter poi valorizzare il prodotto originale. Sistema Prosecco rilancia la sua missione. La società nata nel 2016 dalla comune volontà dei tre consorzi del mondo Prosecco (Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Prosecco Doc e Asolo Prosecco Docg) di mettere insieme le forze proprio per combattere falsi e imitazioni, ha rinnovato i suoi vertici. L’aggregazione ha eletto il nuovo Cda e assegnato gli incarichi per il prossimo mandato: presidente sarà Elvira Bortolomiol, alla guida dell’organismo di tutela del Conegliano Valdobbiadene. La affiancheranno, come vicepresidente, Ugo Zamperoni, numero uno del consorzio dell’Asolo Prosecco, e i consiglieri Stefano Zanette, leader della compagine del Prosecco Doc, Giancarlo Moretti Polegato, a sua volta consigliere sia della Doc sia dell’Asolo Prosecco, Franco Varaschin, consigliere del Conegliano Valdobbiadene Docg, infine, Diego Tomasi e Luca Giavi, rispettivamente direttori del consorzio Conegliano Valdobbiadene e di quello del Prosecco Doc. Il Prosecco continua la sua espansione sui mercati di tutto il mondo: nel 2022 le tre denominazioni hanno immesso sul mercato oltre 763 milioni di bottiglie. Un risvolto negativo di tale successo, però, sono anche i sempre più frequenti tentativi di “ingannare” i consumatori.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Bortolomiol alla guida del Sistema Prosecco.
Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, è alla guida di Sistema Prosecco. «Mi riprometto di continuare il prezioso lavoro di chi mi ha preceduto. Solo avendo uno scopo comune, la tutela delle Denominazioni, potremo collaborare al meglio, insieme, arginando così fenomeni dannosi e garantendo massima trasparenza al consumatore» spiega Bortolomiol. Al suo fianco avrà il vicepresidente, Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio dell’Asolo Prosecco Docg, e i consiglieri Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc, Giancarlo Moretti Polegato, consigliere Consorzio Prosecco Doc e Consorzio Molo Prosecco Docg, Franco Varaschin, consigliere Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Diego Tomasi, direttore Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Luca Giavi, direttore Consorzio Prosecco Doc.

Fonte: Tribuna Treviso.

Comprare vino online: i nostri consigli per non sbagliare bottiglia.
Comprare vino online conviene sotto molti punti di vista. Non si tratta solo del risparmio economico che è possibile ottenere, ma della praticità di fare acquisti ogni giorno e in qualsiasi orario. Senza dimenticare che i migliori e-commerce specializzati offrono una scelta molto ampia, così da riuscire sempre a scovare la bottiglia perfetta per ogni occasione. Ma come capire quali sono i vini che meritano di essere acquistati? Di seguito alcuni utili consigli per non commettere errori. La scelta di un vino è molto soggettiva, dipende infatti dal proprio gusto personale, dall’occasione in cui si decide di stappare quella bottiglia, dal tipo di pietanza che quel vino deve accompagnare.

Fonte: ELLE.

Vino, allarme per il calo della produzione di uva.
Uno studio della Commissione europea sull’impatto del cosiddetto regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione di tali prodotti, stimato al 18% in Spagna e al 20% in Italia. Dallo studio emergerebbe che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante.

Fonte: Italpress.

Il vino nel mondo secondo Uiv: “Peronospora non così devastante. I consumi? Rallentano”.
“Non credo che gli effetti della peronospora> saranno così devastanti come si è detto, ma senz’altro la vendemmia sarà meno ricca degli altri anni. Vedremo come andrà, anche se noi dovremmo programmare le cose”. Così Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini (Uiv), nel corso della parte pubblica dell’assemblea generale di questa mattina a Roma. All’inizio di luglio, Uiv stimava che la malattia della vite, seguita alle piogge primaverili, potesse compromettere in alcune zone fino al 40% della vendemmia, in particolare lungo la dorsale adriatica. Questo potrebbe compensare almeno in parte le giacenze esistenti che allo scorso giugno ammontavano nel complesso a 49,5 milioni di ettolitri (+5,1%), di cui per i vini Dop +9,7% rispetto a un anno prima.

Fonte: Cronache di Gusto.

Bando OCM Vino: nuove prospettive per la filiera vitivinicola italiana.
Il 21 luglio segna un momento di grande importanza per la filiera vitivinicola italiana: il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha annunciato l’attesa pubblicazione del bando OCM Vino. Durante l’Assemblea dell’Unione Italiana Vini tenutasi oggi a Roma, il ministro ha comunicato che l’opportunità di accedere a finanziamenti e incentivi sarà finalmente a portata di mano per le imprese vinicole del paese. L’OCM Vino (Organizzazione Comune di Mercato del Vino) rappresenta un’importante iniziativa dell’Unione Europea volta a sostenere e promuovere il settore vitivinicolo in tutti i paesi membri. Questo bando offre un’opportunità unica per le imprese italiane, consentendo loro di accedere a risorse finanziarie e strumenti di supporto per migliorare la competitività e promuovere la qualità dei vini italiani sia sul mercato nazionale che internazionale.

Fonte: Floraviva.

I giovani non bevono più vino. Crescita dei consumi al ralenti nei prossimi 20 anni.
Consumatori sempre più vecchi, consumi sempre più in calo. È questo il paradigma che caratterizzerà l’andamento del vino nel mondo nei prossimi 20 anni. Da qui al 2039 si prevede un incremento a rallentatore: appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%. Nel ventennio 1999-2019 – periodo di maturità del mercato – l’incremento era stato del 27%. E questo nonostante le stime delle Nazioni Unite secondo cui la popolazione mondiale arriverà a sfiorare i 9,2 miliardi di individui contro gli 8,1 attuali. Non è, quindi, solo questione di invecchiamento della popolazione, ma anche di una contestuale preoccupante distanza dal vino da parte delle nuove generazioni.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino. Nel mondo oltre 37 mld di bottiglie consumate. Usa in testa, l’Italia al terzo posto.
Nel mondo si consumano oltre 37 miliardi di bottiglie di vino l’anno, di queste più della metà sono stappate in 8 Paesi: Stati Uniti (14%), seguiti da Francia (10%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%), Canada (2%) e Giappone (1%). Aree epicentro dei consumi globali che negli ultimi vent’anni (1999-2019) hanno visto incrementare la domanda di vino del 27%, una corsa destinata però a tirare il fiato nel prossimo ventennio. Complice il progressivo alzarsi dell’età media e la contestuale preoccupante distanza dal vino da parte delle nuove generazioni, si prevede un incremento del tasso di consumo di appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%. Lo rileva, oggi a Roma all’assemblea generale di Unione italiana vini, l’Osservatorio Uiv con un outlook basato sulle curve storiche delle tendenze globali dei consumi e sulle previsioni demografiche da qui al 2039.

Fonte: Agricultura.it.

Italia, Francia e Spagna contro l’UE, che definisce il vino “produzione non essenziale”.
Questa ci pare una di quelle storie che non può essere spiegata senza un piccolo riassunto. D’altronde, che significa che l’UE ha definito il vino “produzione non essenziale”? In parole povere – poverissime – la cosiddetta pietra dello scandalo sarebbe un rapporto della Commissione Ue che, prendendo in esame i potenziali tagli produttivi causati dal taglio di pesticidi e altri agenti chimici in agricoltura, ha descritto come “irrilevante” la diminuzione della produzione di uva nell’UE, descrivendo quest’ultima come una coltura per l’appunto “non essenziale”. Lo studio europeo si inquadra nel regolamento SUR (sustainable use of pesticides regulation) che, come accennato, prevede il dimezzamento dell’uso di pesticidi in agricoltura. L’Italia, la Francia e la Spagna non l’hanno presa bene.

Fonte: Dissapore.

World’s Best Vineyards 2023: è l’argentina Catena Zapata la migliore cantina del mondo.
L’azienda di Mendoza, pioniera in Sudamerica della vite in alta quota, si aggiudica il primato. La famiglia ha origini marchigiane: “Siamo orgogliosi, è il nostro momento”, dicono a IlGusto. Sette le italiane in classifica, Ceretto l’unica in top 50. Il sogno di una nuova vita, la passione per il vino, un territorio incontaminato da scoprire. Era il 1898 quando Nicola Catena, marchigiano, partì alla volta del Nuovo Mondo: destinazione Argentina. Solo 4 anni più tardi fondò la cantina Bodega Catena Zapata in quella splendida enclave enologica che è Mendoza, ai piedi delle Ande, panorami straordinari, grandi orizzonti, natura preponderante. Oggi quella cantina, da oltre un secolo di proprietà della stessa famiglia (da Nicola al figlio Domingo, poi a Nicolás Catena Zapata che la gestisce tuttora con la figlia Laura, dove Zapata che è il cognome acquisito della mamma di Nicolas) è sul podio mondiale, al primo posto della classifica World’s Best Vineyards 2023.

Fonte: La Repubblica.

Sette italiane (+1) tra le cantine più belle al mondo.
Catena Zapata, in Argentina, si aggiudica il primo posto dei World’s Best Vineyards 2023, classifica dedicata alle 100 cantine più belle e accoglienti a livello internazionale. L’italiana Antinori, fuori classifica, entra nella Hall of Fame. È l’argentina Catena Zapata la migliore cantina al mondo, seguita da Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal in Spagna e da Vik in Chile. La prima cantina italiana è la piemontese Ceretto (29esima), senza dimenticare l’iconica cantina toscana Marchesi Antinori, vincitrice dello scorso anno ed entrata nella Hall of Fame delle cantine più belle e accoglienti al mondo. È quanto emerge dalla nuova edizione dei WBV – World’s Best Vineyards, il premio lanciato a Londra dalla William Reed nel 2019 e giunto quest’anno alla quinta edizione. La classifica, che potete vedere in fondo a questo articolo, nasce dalle sette preferenze che ciascuno membro del panel (circa 800 professionisti tra sommelier, giornalisti ed esperti nel settore enoturistico ed enogastronomico provenienti da 22 regioni in tutto il mondo) può assegnare liberamente a cantine del proprio Paese di origini o estere.

Fonte: Business People.

World’s Best Vineyards 2023, nella top 50 c’è solo una cantina italiana.
Dopo la vittoria, lo scorso anno, della tricolore Marchesi Antinori all’interno della classifica ‘World’s Best Vineyards 2023′, quest’anno lo scettro passa all’Argentina, nello specifico a Catena Zapata. L’Italia, considerando la classifica Top 50, porta a casa un solo nome: Ceretto, che scala molteplici posizioni dal 2022, passando dalla 62esima alla 29esima. Lo scorso anno le italiane erano tre, oltre a Marchesi Antinori, erano in lista Donna Fugata (alla 45esima) e Ferrari Trento (all’11esima). Quest’ultime due nel 2023 hanno perso posizioni arrivando rispettivamente alla 62esima e alla 99esima. Marchesi Antinori non è stata inclusa nella classifica poiché è entrata nella World’s Best Vineyards Hall of Fame, riservata ai vigneti che hanno primeggiato nella classifica dei vincitori. Riguardo alla classifica totale dei Top 100 di World’s Best Vineyards 2023′, l’Italia conta sette nomi. Unico debutto per Banfi che approda in classifica in posizione 87, mentre risalgono posizioni Tenuta Cavalier Pepe, dal 74esimo al 65esimo posto; Tenuta San Leonardo, dalla 97esima alla 59esima posizione; e Villa Sandi che occupa la 54esima dalla 70esima del 2022. Perdono posizioni le già citate Ferrari Trento e Donnafugata.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 13 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il chianti classico di Castellina.
Il borgo senese è anche sede di una delle 11 unità geografiche della celebre Docg La più vitata di tutte coni suoi 1.600 ettari. Castellina in Chianti è il nome di un Comune senese, di una Uga (le Unità geografiche aggiuntive del Chianti classico) che ne ricalca il territorio e ora è anche il titolo di un libro di Armando Castagno (Tre Bit) sotto l’egida della locale Associazione Viticoltori. Armando Castagno, storico dell’arte e cronista sportivo (football americano, ippica, calcio internazionale) si dedica alla critica attorno al mondo del vino, con un pensiero mai banale. Ha scritto u libri, monografie su Borgogna e Barolo e molto altro. La particolarità di Castellina è di rappresentare in un solo Comune (poco meno di diecimila ettari, i.600 di vigneto, il più vitato del Chianti classico) tutte le caratteristiche della denomina7ione. La diversità dei suoli, dei produttori e dei loro vini

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Wine stories – Gabriele Gorelli.
Come Master of Wine (unico del Paese), racconta la produzione tricolore all’estero: «Nel mondo c’è un culto per l’italianità: cavalchiamolo, oggi servono una critica nazionale forte e un manifesto per il nostro vino» di Alessandra Dal Monte foto di Valentina Sommariva, styling di Giulia Taglialatela T ra le vigne ci è cresciuto, dato che suo nonno Assunto era il più piccolo produttore di Brunello di Montalcino. Ma fin da ragazzino Gabriele Gorelli, classe 1984, aveva capito di non voler fare vino. Voleva piuttosto raccontarlo: «Mi sono reso conto di quanta fatica ci fosse nella vinificazione e di quanto poco questa complessità arrivasse al consumatore. Desideravo intervenire lì, in quel gap informativo», spiega. Ecco perché, dopo essere diventato sommelier e degustatore Ais, e dopo aver aperto un’agenzia di comunicazione dedicata al settore.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Barolo Dai re ai giovani, una storia d’amore.
Questa è la terra più cara d’Italia, che fa gola agli stranieri. Ma in tante aziende famigliari sopravvive un’anima antica grazie alle nuove generazioni di Paolo Perazzolo da queste parti, nulla accade senza tirare in ballo re, conti e marchesi. E il Barolo, uno dei vini più pregiati al mondo, non fa eccezione. Si racconta che un ruolo decisivo lo recite. il matrimonio tra Carlo Tancredi Falletti e Juliette Colbert, donna straordinaria, filantropa oltre che imprenditrice. Re Carlo Alberto le chiese come mai non le avesse ancora fatto assaggiare il prelibato vino delle • Il Castello di Grinzane Cavour nell’omonimo paese (Cuneo) immerso frai vigneti. *** Sopra, Marco, 26 and, e Sara Moscone, 33 (secondo e quarta da sinistra) con il loro staff. A lato, una suggestiva veduta di Barolo. h basso, la Cappella del Barolo a La Morra. loro tenute: pochi giorni dopo le vie di Torino furono attraversate da centinaia di carri diretti a Palazzo Reale.

Fonte: Famiglia Cristiana.

Il vino non piace ai più giovani: calerà il consumo – Allarme generazionale per il mondo del vino: nei grandi mercati i consumi rallenteranno.
Bevitori sempre più anziani, i volumi frenano (ma aumenta la qualità) Andrea Cuomo • Esiste un problema generazionale anche nel vino. Le nuove generazioni non sono così appassionate del nettare di Bacco e la mancanza di ricambio anagrafico tra i wine lover probabilmente nei prossimi anni interromperà la crescita della domanda di vino, finora in costante incremento. Più 27 per cento nel ventennio dal 1999 al 2019 nei principali Paesi consumatori secondo i dati resi noti nell’assemblea generale dell’Unione italiana vini Più della metà del vino mondiale viene consumato in otto Paesi: Stati Uniti (14 per cento), Francia (10), Italia (7), Germania (7), Cina (6), Regno Unito (5), Canada (2) e Giappone (1). Si calcola però che nel G8 del vino nel ventennio successivo che va dal 2019 al 2039 l’aumento del consumo sarà molto più contenuto, stimato nel 7 per cento, con una media annua dello 0,35
Fonte: Giornale.

La bolla analcolica a zenzero e lime.
Viticoltori Ponte è una cantina di sana e robusta costituzione. Non solo perché la sua nascita è coeva a quella della Carta costituzionale del 1948, ma perché in questo lungo tratto di tempo ha saputo crescere e radicarsi con etichette di successo, in primis il Prosecco Doc Rosé ottenuto con l’introduzione di un 15% di Pinot Nero. Ponte, che ha il quartier generale a Ponte di Piave (Treviso), nel 2022 ha spinto il proprio fatturato verso i 100 milioni di euro, con +49,3% Italia, +10,5% estero e una forte spinta verso i mercati asiatici e i monopoli internazionali (in primis Canada e Svezia). Tra le novità del 2023, la più curiosa è la “bollicina analcolica” Choose by Ponte1948 che nasce dalla combinazione tra mosto d’uva ed anidride carbonica, e che è declinata in tre varianti (pompelmo rosa, lime e zenzero). Sul fronte drink, invece, il marchio Choose si articola in un’ampia gamma dei cocktail pronti e facili da bere, anche in lattina, con gradazione alcolica di solo 5,5%.

Fonte: Gusto.

Vini gioiello in Valle d’Aosta.
Quando un bene funziona – perché apprezzato – l’obiettivo di un’azienda è crescere. Investire. È il desiderio di molte delle 60 aziende che animano la piccola Valle d’Aosta, dove i vini godono di una forte domanda nello Stivale quanto all’estero. Qui, come in pochi altri luoghi al mondo, si parla di “viticoltura eroica”, quasi 800 ore di lavoro per un ettaro contro le 150 in media rispetto alle altre denominazioni del nostro Paese. Vini dal livello qualitativo altissimo. Che il mercato paga. La media dei prezzi è tra le più alte d’Italia, un processo di creazione del valore riuscito da parte del gruppo delle cantine all’interno del neo Consorzio Vini Valle d’Aosta che, fondato un anno fa, tutela i sogni di uno stratificato tessuto imprenditoriale di produttori, fatto di piccole realtà familiari, cooperative e aziende storiche.

Fonte: Gusto.

Clima, prezzo e cuvée La rivoluzione del mito.
“Nello champagne l’assemblaggio è la fase decisiva’; dice Leonardo Sagna Louis Roederer lo dimostra col progetto Brut Collection che valorizza il lavoro dell’uomo e lancia la sfida globale con la biodinamica di Quando in Champagne arriva il momento dell’assemblaggio dei vini provenienti dai diversi vigneti, qualcosa di magico accade nell’aria. Profumi intensi si diffondono nei corridoi delle cantine, l’atmosfera è elettrica, così come l’aspettativa degli esperti che andranno a comporre quel miracolo con le bolle che si chiama champagne. Nella maison Louis Roederer c’è un’emozionante attesa. Lo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon è uno dei “nasi” e delle menti più brillanti della regione. Il vigneto della maison, nata nel 1776, è formato da 410 parcelle: Lécaillon le conosce tutte, singolarmente, e le assaggia una per una dopo averle annusate e osservate con cura. Un lavoro enorme, un rituale affascinante che si ripete ogni anno. Il risultato? Cuvée uniche, sempre diverse, che rispecchiano il terroir, ma arricchite dall’azione dell’uomo.

Fonte: Gusto.

Trentino da amare la missione di Cavit.
Il legame profondo con il territorio, la tecnologia e la sostenibilità sono i capisaldi del Gruppo nato nel 1950. Riunisce undici cantine sociali legate a 5.250 viticoltori Il direttore generale Enrico Zanoni: “Vinifichiamo il 60% dell’area coltivata della regione”. Il vero asset competitivo del Gruppo Cavit è la sua grande versatilità. Vinifichiamo oltre il 60% dell’area coltivata a vigneto del Trentino e questo ci permette di portare al pubblico una vasta varietà di vitigni autoctoni e internazionali. La strategia vincente è quindi quella di garantire ottima qualità e prodotti legati al territorio, differenziando i canali di vendita: per i canali horeca abbiamo linee come Bottega Vinai, mentre per la grande distribuzione Mastri Vernacoli. Ed è proprio questa linea, punto di riferimento per il canale gdo, che abbiamo deciso di rinnovare”. A parlare è Enrico Zanoni, direttore generale del Gruppo. Mastri Vernacoli rappresenta, infatti, il connubio tra la diversificata varietà dei vitigni del Trentino, sia autoctoni che internazionali, e l’expertise decennale di Cavit.

Fonte: Gusto.

La rinascita del Lambrusco figlio prediletto dell’Emilia.
Joe Bastianich e Tiziano Gaia. Joe Bastianich nasce a New York, da una famiglia di ristoratori di origini istriane: è imprenditore nella ristorazione e appassionato viticoltore. Con il torinese Tiziano Gaia, regista, produttore e scrittore, ha scritto “Il grande racconto del vino italiano. Territori, storie e protagonisti” La rinascita del Lambrusco figlio prediletto dell’Emilia A partire dal dopoguerra, spopola negli Usa accanto al più ruspante Chianti in fiaschetto Poi cambia il gusto e vive una fase di ribasso, ma negli anni Duemila risorge e vive la svolta qualitativa Oggi conquista i palati con la sua versatilità e la sua tipica allegria, da assaporare sul territorio S ono in molti a pensare che il vino rifletta il carattere della comunità che lo produce, un’idea che ben si addice al Lambrusco, il tradizionale rosso frizzante dell’Emilia, protagonista di un recente exploit di pubblico e critica. Tra Reggio Emilia e Modena, il suo regno indiscusso, il Lambrusco trascende la mera connotazione enologica, e diventa parte integrante dei riti e della cultura di un popolo.

Fonte: Gusto.

Alta Langa la bolla chic che piace a tutti.
Torniamo in Piemonte e parliamo di Alta Langa, la bollicina metodo classico piemontese, la prima nata in Italia nell’800 grazie ai conti Sambury, ispirati dai vicini francesi iniziano a coltivare i vitigni come il Pinot Nero. La storia prosegue fino al1996, quando viene introdotta la denominazione “Alta Langa”, nel giungo 2001, dopo 5 anni, nasce il Consorzio Alta Langa, tempo contava 48 soci. La denominazione Alta Langa Docg è riservata agli spumanti metodo classico composti da Pinot Nero e/o Chardonnay, con una permanenza minima di 30 mesi sui lieviti. La zona di produzione di trova tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria. Tra le aziende e i prodotti assaggiati troviamo il metodo classico 2014 Giulio Riserva “100 a zero” Alta Langa Docg, 60% di Pinot Nero e da un 40% di Chardonnay dell’azienda di Massimo Pastura, Cascina La Ghersa, nella zona di Moasca, in provincia di Asti. Prodotto da agricoltura convenzionale su un terreno argilloso e calcareo.

Fonte: Gusto.

Intervista a Claudio Mazzini – “I nostri produttori-eroi garantiscono la qualità”.
Claudio Mazzini, responsabile Freschissimi di Coop Italia “La vera forza delle nostre selezioni sta nei professionisti profondi conoscitori della terra e del ciclo delle stagioni”. Innovazione. Agricoltura e allevamenti eroici. Etica. Coop lucida scaffali e lessico, lanciando nell’orbita dei Freschissimi prodotti ortofrutticoli ma anche carne e pesce che promettono d’essere “buonissimi”, non solo al palato. Ma davvero esiste o può esistere un marchio laterale alla grande distribuzione con la coscienza pulita? “Signorsì, esempi alla mano”. Parola di Claudio Mazzini, agronomo formato nei campi prima ancora che all’Alma mater, con un passato da tecnico di campagna. “Ho cominciato dal gradino essenziale, all’epoca in cui il mondo cominciava a sillabare le parole agricoltura biologica e noi ispettori venivamo inviati a controllare le produzioni all’origine. Poi, il 16 agosto 1989, sono stato assunto dalla Coop per i controlli sull’ortofrutta e da lì è cominciata la storia più lunga della intera storia della mia vita”. Emilia laboriosa, in armi anche il giorno dopo ferragosto. Da anni Mazzini è responsabile dei Freschissimi Coop Italia.

Fonte: Gusto.

Il punto – Enoturismo: Fdl mette le mani in una legge che funzionava bene.
Nuova legge al posto di un’altra inapplicata in metà delle regioni. Più uno stato è corrotto, più fa leggi»: chi lo ha «detto? Due indizi: non un economista teorico della “laissez-faire” e neppure un pluto-liberista della seconda repubblica berlusconiana (che di leggi ne ha fatte a iosa). Lo disse Publio Cornelio Tacito, senatore romano, vissuto tra il 55 d.C. e il 120 circa. Bene, nonostante siano passati due millenni, a Roma il legislatore (figura mitologica) fa di tutto per confermare cib che Tacito non tacque. L’ultimo caso riguarda il vino: secondo quanto rivelato da Tre Bicchieri del Gambero Rosso, Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di legge in commissione agricoltura alla Camera dal titolo: “Disciplina dell’attività di enoturismo”. Il testo, a firma della deputata Yilenja Lucaselli, è stato presentato come: «Un lavoro che va a regolamentare il settore enoturistico, fino ad ora lasciato all’approssimazione personale».

Fonte: Italia Oggi.

«Il Nutriscore e il bollino anti vino sono sbagliati».
Il presidente di Confagricoltura «Troppe proposte europee penalizzano ancora l’Italia. La Pac è inadeguata: andrà rivista». Nel corso della sua relazione all’assemblea generale di Confagricoltura, il presidente Massimiliano Giansanti ha bacchettato l’Ue. Secondo il numero uno dell’associazione, «sono troppe le proposte e gli orientamenti della Commissione che vanno nella direzione sbagliata, dal Nutriscore all’etichetta irlandese sugli alcolici ingiustamente penalizzante per il consumo moderato e consapevole dei vini, alle proposte sugli imballaggi che penalizzano I’Italia che sulla pratica del riciclo, ha conquistato posizioni all’avanguardia in Europa», ha detto. Giansanti ha ricordato anche che però «una buona notizia è arrivata nei giorni scorsi da Bruxelles, con la presentazione della proposta di regolamento sulle tecniche di evoluzione assistita. Forse, è finita l’epoca dell’ostracismo nei confronti della ricerca scientifica e delle innovazioni», ha ribadito.

Fonte: La Verita’.

Un bianco ischitano oltre il limite.
A cura di Luciano Pignataro Forastera, uva che viene da fuori, straniera. Fu introdotta a Ischia per fronteggiare la fillossera e proprio nell’Isola Verde ha trovato casa per sempre, quasi dimenticata dalla costa campana. Vinificata in purezza con convinzione da non molto tempo, è sempre stato considerato un vino di pronta beva, da bere fresco. In realtà invece questa bottiglia, pescata dalla cantina di Nino Di Costanzo dal sommelier di Dani Maison Roberto Tornabene, ci ha regalato momenti di vera estasi. Chiunque avrebbe pronunciato la parola “Riesling” e in effetti dobbiamo dire che il sentore forte di idrocarburi, coniugato ancora ad una pimpante freschezza rimanda Oltralpe anche se ormai l’esperienza degustativa ci insegna che si tratta di un regalo del suolo tufaceo.

Fonte: Mattino.

Petracca: “Doc Campania coinvolgeremo i produttori” – Vini Doc Campania: “La Regione coinvolgerà il comparto produttivo”.
«Raccolgo le preoccupazioni di molli viticoltori irpini, ma la vera discussione sulla Doc Campania deve ancora iniziare». Maurizio Petracca, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente d ella Commissione Agricoltura, si inserisce così nel dibattito che sta accompagnando la proposta lanciata dall’assessore Nicola Caputo di istituire una denominazione d’origine peri vini prodotti in Regione. Nigro a pag. 22 Vini Doc Campania «La Regione coinvolgerà il comparto produttivo» ?Il consigliere Petracca: «Preoccupazione ›«Dall’assessore Caputo disponibilità dai viticoltori, ma percorso non iniziato» per trovare insieme delle soluzioni». Alberto Nigro «Raccolgo le preoccupazioni di molti viticoltori irpini, mala vera discussione sulla Doc Campania deve ancora iniziare».

Fonte: Mattino Avellino.

Tramonto DiVino Presentate le 7 tappe.
Etichette vinicole abbinate a piatti con prodotti dop e igp L’appuntamento in piazza Spose dei Marinai è il 4 agosto. “Tramonto DiVino”: 7 tappe in località della regione per assaporare vini e prodotti dell’eccellenza agroalimentare. Presentata la rassegna in un ex capanno da pesca sul molo di ponente. Le tappe romagnole Debutto al Graft Gin Summer Fest di Cervia il 21 luglio, replica il 28 luglio a Milano Marittima e sabato 4 agosto a Cesenatico, in piazza Spose dei Marinai, dove in degustazione saranno i vini di 60 cantine del forlivese e del cesenate, con un doppio ospite d’onore: le migliori bollicine emiliane, Lambrusco e Pignoletto in testa, e una selezione di vini a medaglia, bianchi, rosé e bollicine, del Concorso mondiale di Bruxelles con cui Enoteca regionale e Tramonto DiVino hanno stretto una collaborazione. A cucinare una ricetta artusiana Omar Casali, chef del Maré. Dopo le 3 tappe in Romagna, le altre 4 saranno in Emilia.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Bollicine senza segreti.
Bruno Paillard pioniere della carta d’identità per lo Champagne Italia primo mercato per lo champagne e Parma ha il record di consumo di bollicine francesi rispetto al numero di abitanti In pochi decenni di attività Maison di Champagne Bruno Paillard ha saputo raggiungere la fascia più alta del mercato vinicolo internazionale, pur non perdendo l’energia e la creatività una delle più giovani realtà produttive di Reims. «L’ultima nata tra le grandi maison di Champagne – come ha spiegato Paolo Leone di Cuzziol Grandivini Srl, il distributore per l’Italia, in occasione della presentazione a Roma dei vini per l’estate – ha puntato sull’innovazione anche per comunicare la qualità e per prima ha presentato in etichetta la carta di identità dello Champagne». Nelle bottiglie Magnum dei quattro multi-millesimati selezionati per la bella stagione ci sono l’annata e in retroetichetta la data di sboccatura, il dégorgement, che viene fatta anche dopo otto anni e più per ottenere quella che è stata definita dagli esperti di settore presenti alla degustazione a Palazzo Ripetta «una carbonica di rara eleganza».

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Ribelle ma classico, dal sorso spaziato e dalla beva intensa.
In vigna è la natura a det- tare le sue regole, ma in \ cantina è poi l’uomo a giocare la sua partita. Lì si cerca da sempre di preservare ciò che la natura regala e di valorizzare le specifiche di ciascun vitigno attraverso una vinificazione per suoli». Parola di Giampaolo Motta, che attraverso questa filosofia ha modellato il carattere unico dei suoi vini. Napoletano di nascita ma toscano di adozione, quando il suo destino e quello de La Massa s’intrecciano nel 1992, danno luogo ad un unicum tra l’uomo e il suo terroir. Lo scenario è quello dell’incantevole Conca d’Oro di Panzano, nel cuore del Chianti Classico, dove la tenuta conta 25 ettari di vigneto esposti a sudovest. Una volta effettuati una laboriosa ristrutturazione dei vigneti presenti e un approfondito, meticoloso, studio dei terreni, Giampaolo ha osato scelte viticole ed enologiche assolutamente rivoluzionarie rispetto agli schemi tradizionali toscani affinché i vini potessero sprigionare con vigore la personalità dei suoli, vera ricchezza del luogo.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

“Tramonto Divino” a Scandiano alla scoperta della Spergola.
Per la prima volta la manifestazione fa tappa nella cittadina del Boiardo L’iniziativa è dedicata al meglio dell’enogastronomia e prevede diverse tappe in tutta la regione ScandlanoAnchea Scandiano si brinderà con “Tramonto Divino”, la manifestazione itinerante che da 18 anni sposa vini e cibi Dop e Igp, cultura enogastronomica e turismo, apparecchiando il meglio dell’enogastronomia per turisti e addetti ai lavori. In programma, dal 21 luglio, sette tappe tra mare e città d’arte per celebrare i vini e i prodotti dell’Emilia-Romagna. Attori dello show saranno sommelier, chef, addetti ai lavori, giornalisti e foodblogger pronti a raccontare al pubblico le perle del gusto messe a disposizione dai consorzi e dalle cantine regionali. Sui banchi d’assaggio protagonisti saranno 44 prodotti Dop e Igp, abbinati a 30 tipologie di vini a denominazione fra Doc, Docg e Igt per circa mille diverse etichette.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Viaggio tra i vini romagnoli con ‘Eccellenze Divine’.
Appuntamento in centro a Cesena con produttori e sommelier Viaggio tra i vini romagnoli con ‘Eccellenze Divine’ Saranno 47 le cantine protagoniste di ‘Eccellenze Divine’, la serata proposta in centro a Cesena dai produttori di tutto il territorio per un excursus enologico sull’intera Romagna. Appuntamento domani in piazza Almerici e in via Carbonari che saranno allestite con banchi d’assaggio presidiati dalle cantine partecipanti insieme ai sommelier di Ais Romagna. L’inizio è dalle ore 20, la partecipazione per il pubblico prevede un gettone di 10 euro che consente la degustazione di 3 vini a scelta. Le cantine partecipanti provengono tutte dalla Romagna.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Premio Vermentino, sul podio anche Rezzo.
Il vino dell’azienda agricola di Giulia Dell’Erba al terzo posto Premio Vermentino, sul podio anche Rezzo. Un’etichetta di Rezzo sul podio del 30° Premio Vermentino di Diano Castello. Si tratta di “Soffio di Ponente 2022” dell’azienda agricola Giulia Dell’Erba con sede a Rezzo e vigne nell’albenganese. Al primo posto il Mala Superiore di Gallura Docg 2021 dell’azienda Siddùra di Luogosanto (Ss). Al 2° posto e migliore della Liguria, con l’etichetta Lunatico 2022, l’azienda La Carreccia di Gasano di Luni (Sp). Il terzo posto di Giulia Dell’Erba è a pari merito con il Tudurighe 2021 dell’azienda Montefenosu di Muros (Ss). Al concorso nazionale hanno aderito 81 aziende, da sette regioni (Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia) per un totale di 125 etichette.

Fonte: Riviera.

Un pacchetto turistico per gustare il Moscatello.
Grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in questi giorni tra “Fattorie di Gusto”, brand di Confesercenti e Tourist Comm Service, e la rete di imprese “Terre del Moscatello”, nasce un pacchetto turistico (visite dei borghi, in bicicletta e trekking, degustazioni nelle cantine) legato all’enoturismo con visite nei centri storici di Taggia, Ceriana e nei vigneti del Moscatello. «Un’esperienza in cui la degustazione delle produzioni vinicole locali— spiegano i protagonisti dell’intesa (a firmarlo il direttore di Confesercenti Sergio Scibilia e Giacomo Ferrarti perle imprese del Moscatello) — si abbina alla visita dei luoghi e dei territori di produzione, alla conoscenza di cultura, tradizioni e persone». In programma la presenza in importanti fiere internazionali e la distribuzione del nuovo pacchetto turistico nelle strutture turistiche ricettive e balneari.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Un pacchetto turistico per gustare il Moscatello.
Grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in questi giorni tra “Fattorie di Gusto”, brand di Confesercenti e Tourist Comm Service, e la rete di imprese “Terre del Moscatello”, nasce un pacchetto turistico (visite dei borghi, in bicicletta e trekking, degustazioni nelle cantine) legato all’enoturismo con visite nei centri storici di Taggia, Ceriana e nei vigneti del Moscatello. «Un’esperienza in cui la degustazione delle produzioni vinicole locali—spiegano i protagonisti dell’intesa (a firmarlo il direttore di Confesercenti Sergio Scibilia e Giacomo Ferrarti per le imprese del Moscatello) — si abbina alla visita dei luoghi e dei tenitoridi produzione, alla conoscenza di cultura, tradizioni e persone». In programma la presenza in importanti fiere internazionali e la distribuzione del nuovo pacchetto turistico nelle strutture turistiche ricettive e balneari.

Fonte: Stampa Imperia.

Trionfo per Villa Franciacorta all’International Wine Challenge.
La soddisfazione «Siamo stati onorati da riconoscimenti che confermano l’eccellenza delle uve e del nostro terroir • Le etichette della cantina di Monticelli Brasati ottengono il massimo con due medaglie d’oro e il trofeo dei migliori Un trionfo per una cantina di Monticelli Brusati l’International Wine Challenge, da sempre ritenuto il concorso vinicolo più prestigioso e imparziale al mondo: degustazioni alla cieca effettuate esclusivamente da oltre 250 «Masters of Wine» (massimo riconoscimento a livello mondiale assegnato a un professionista nel campo dell’enologia) garantiscono una valutazione delle etichette in gara obiettiva e scevra da preconcetti. Sul tetto del mondo Villa Franciacorta di Monticlli si è aggiudicata due medaglie d’oro e un punteggio di 95/100 con l’etichetta Extra Blu Extra Brut 2018 ed Emozione Brut 2019, unici in Franciacorta.

Fonte: Brescia Oggi.

Bollicine e Versilia. Abbinata eccellente per tavole d’èlite.
Ai prestigiosi premi della ristorazione il Franciacorta sugli scudi come prodotto di altissimo profilo. Che la Versilia sia una zona di alto interesse per Franciacorta è dimostrato, soprattutto per il 2023: si è aperta la stagione con il Festival del 19 giugno alla mitica Bussola a Marina di Pietrasanta, è proseguita con la Franciacorta Week, e infine è arrivato l’immancabile appuntamento con Versilia Gourmet, partnership consolidata con il celebre Premio della ristorazione versiliese di eccellenza, di cui Franciacorta è wine partner dal 2021. Lunedì sera si è celebrata la cena di gala dell’evento cult della ristorazione in Versilia: un fantasioso menu di terra in abbinamento alle diverse tipologie di Franciacorta, con lo sfondo del mare, nella splendida location del Bagno Montecristo di Ponente a Forte dei Marmi.

Fonte: Brescia Oggi.

Cinquemila euro per ArteVino: «Se paga il Comune, sia per tutti».
Polemica dell’opposizione sui contributi alla serata inaugurale Cinquemila euro per ArteVino: «Se paga il Comune, sia per tutti» La serata inaugurale di ArteVmó” sia aperta a tutta la cittadinanza è la proposta avanzata dal gruppo di opposizione “Maleo Insieme” per l’edizione 2024. «In occasione dell’edizione 2023 della manifestazione “ArteVino'”, il Comune ha stanziato 1.999,58 euro perla fornitura straordinaria di energia elettrica e 2.991,56 euro per l’organizzazione della serata inaugurale (noleggio di tavoli, sedie e tovagliato, fornitura di vini) – spiegano da “Maleo Insieme” -; nonostante le criticità rilevate in merito all’invio degli inviti, giunti solo cinque ore prima dell’inizio della serata inaugurale, giudichiamo con favore la manifestazione organizzata dall’associazione ArteVino Maleo” e crediamo che debba essere supportata: proponiamo tuttavia che, a fronte del consistente impegno di spesa del Comune, la partecipazione alla serata inaugurale sia aperta a tutti i cittadini.

Fonte: Cittadino di Lodi.

Caldo e umidità record La vite e l’erba medica si ammalano di più.
Caldo, umidità, temperature record. Un’estate bollente, al punto che quello in corso – secondo le elaborazioni di Coldiretti sui dati Isac Cnr nel primo semestre del 2023 – è per il Nord Italia il terzo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,80 gradi superiore la media. I cambiamenti climatici incidono, per alcuni versi, sulla diffusione di fitopatologie, che rischiano di compromettere le produzioni in campo. Coldiretti ha raccolto segnalazioni perla presenza di flavescenza dorata su una superficie a vigneto di circa 1.500 ettari, dei quali 700 in zona lambrusco. Colpiti, in particolare, i vigneti biologici, con un’incidenza di poco superiore al 30%, mentre un 10% dei vigneti colpiti dalla fitopatologia si trovano sulle colline moreniche e hanno investito le produzioni di Garda Doc e Garda Colli Mantovani Doc.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Enoteca regionale, Allegrini alla presidenza «Noi polo d’attrazione per i turisti del vino».
L’avvocato Casteggiano riceve il testimone dall’imprenditore Giorgi. Primo impegno, il rinnovo della convenzione Enoteca regionale, Allegrini alla presidenza «\ of polo d’attrazione per i turisti del vino». Rinnovo della convenzione con la Regione e bando per l’assegnazione dei locali dell’Enoteca regionale di Broni. Con un obiettivo principale: fare dell’ente di Cassino Po un polo di riferimento enogastronomico e turistico capace di attuare quel progetto di unificazione, tante volte proclamato e auspicato e mai realmente concretizzato. Sono queste le priorità del nuovo presidente dell’Enoteca regionale, Giorgio Allegrini, che riceve il testimone dall’imprenditore vitivinicolo Fabiano Giorgi. Avvocato Casteggiano, 63 anni, finora presidente della Strada del vino, Allegrini è stato nominato lunedì scorso: accanto a lui, in Cda, siederanno il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, il direttore del Consorzio, Carlo Veronese, il presidente uscente Fabiano Giorgi e un rappresentante della Regione che deve essere ancora designato.

Fonte: Provincia – Pavese.

A Canneto tre serate per spumanti, bianchi e rossi.
Torna da domani la 42esima rassegna dei vini: degustazioni, rinfresco, ristorante all’aperto, Lunedl cena con Bazzini Quella di domani sarà una serata dedicata ai vini spumanti, sabato sera ai bianchi e domenica ai rossi, dalle bonarde ai pinot Da sabato a lunedì, al parco comunale di Canneto Pavese, si svolge la 42′ Rassegna dei vini: la serata d’apertura a tema spumanti, domenica i bianchi e lunedì i rossi. Sabato 15, alle 18, l’apertura ufficiale della manifestazione e il brindisi con bollicine (18.30). Dalle 18.30 alle 19.30, alla Sala della Cultura e del Vino di via Roma 15, la masterclass “Spumante metodo classico” con i produttori locali (Cantine Giorgi, Az. agricola Quaquarini Francesco, Az. agricola Maggi Francesco, Bruno Verdi Wines, Fiamberti vini, Az. agricola Andrea Picchioni) e la partecipazione del maestro Fiorenzo Detti. Posti limitati (costo 30 euro a persona): prenotazioni al 338.3225570. A seguire, dalle 19.30 alle 20.30, sempre alla Sala della Cultura, banco di degustazione vini con rinfresco a cura del ristorante “La Tinaia’ (costo 10 euro a persona).

Fonte: Provincia – Pavese.

Calici di Rosato per scoprire l’enofood e il territorio.
Via alla prima edizione di “Strade di-Vino…Rosato”che si svolgerà domani in corso Umberto I e in piazza Don Bosco. L’evento non subirà modifiche di rilievo: si parte venerdì alle ore 19, con il talk “Tipicità per la valorizzazione dei territori. La strada interregionale del vino rosato”, coordinato dal giornalista Gennaro Tedesco e con gli interventi del sindaco, Michele Crisetti, dei rappresentanti dell’Associazione “Amici di Bacco”, dell’on. Giandiego Gatta, componente della commissione agricoltura, di Rosa Barone, assessora al Welfare della Regione Puglia, di Napoleone Cera, consigliere Regione Puglia, di Giuseppe Mangiacotti, consigliere Provincia di Foggia. Inoltre ci sarà un focus specifico sul Food eWine Communication con la partecipazione di Francesco Aiello, wine communicator/journalist, ed Elisa Nardi, sommelier e wine influencer.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Concorso enologico delle “Città del vino”: azienda Travaglini premiata in Campidoglio.
Roma premia Gattinara per le eccellenze enologiche. Pochi giorni fa in una delle sale del Campidoglio la azienda di Giancarlo Travaglini ha ricevuto un importante riconoscimento. Un grande traguardo quindi non solo per la attività che da tempo è una delle più note nel panorama valsesiano, ma anche per la città guidata da Maria Vittoria Casazza. A ricevere il premio insieme al titolare della ditta c’era anche il sindaco particolarmente felice per il risultato. «Gattinara ancora una volta è grande protagonista a livello internazionale nei concorsi enologici – rende noto il vice sindaco Daniele Ba one – Nella celebre sala “Giulio Cesare”, aula consiliare del Comune di Roma in Campidoglio, alla presenza del Ministro del agricoltura, Francesco Lollobrigida, del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e di molti sindaci d’Italia, è stato consegnato il premio del Concorso enologico internazionale promosso dell’Associazione Nazionale Città del Vino “per i prestigiosi riconoscimenti ottenuti dall’azienda “Giancarlo Travaglini”.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Opportunità da non perdere.
II testimone arriverà dalla Valle del Douro in Portogallo. Quale città ospiterà la prossima primavera la cerimonia inaugurale? Opportunità da non perdere Grandi aspettative attorno al calendario di eventi previsti per celebrare “Citta del Vino 2024”. Un opportunità per Casale e per tutto íl territorio. C’è tanto ottimismo attorno all’idea che l’elezione di Alto Piemonte e Gran Monferrato come Città Europea del Vino 2024, possa diventare un volano importante per l’economia piemontese. Non solo per quanto riguarda íl turismo, ma anche per i produttori vitivinicoli e per le enoteche che già iniziano ad assaporare il gusto dolce di quel +30% di ricaduta registrato negli altri territori. Un grande risultato in particolare per il consorzio Gran Monferrato che a meno di tre anni dalla sua nascita ha già conquistato un riconoscimento di livello internazionale. Una commissione di livello europeo di altissimo profilo che conferisce grande credibílitò al progetto turistico monferrino.

Fonte: Vita Casalese.

“Vittoria di un intero territorio”.
Progetto nato nel 2020 e che in meno di tre anni ha già acquisito una credibilità europea “Vittoria di un intero territorio” 11 sindaco Federico Riboldi esulta per il successo del suo Gran Monferrato. “Per tutto íl Piemonte orientale e una grande vittoria – dice soddisfatto il sindaco Federico Ribold! – ma in paritcolare è una vittoria per il Gran Monferrato, un progetto nato nel 2020 durante la pandemia e che in meno di tre anni ha già conquistato un traguardo eccezionale. Un riconoscimento che premia e dona credibilità a territori con una grande tradizione e preziosi prodotti riconosciuti a livello internazionale. Una vittoria del Gran Monferrato, la prima a livello internazionale che è frutta di una sinergia tra territori diversi che hanno saputo lavorare insieme per un obiettivo comune. Il percorso proseguirà, ora, con l’attuazione del programma delineato nel dossier di candidatura che si svilupperà nel corso del 2024 e che sarà realizzato grazie ai molti partner istituzionali coinvolti.

Fonte: Vita Casalese.

Città europea del vino, c’è il riconoscimento.
Candidatura accolta II Borgomanerese e il Novarese lo saranno nel 2024 insieme al Monferrato Città europea del vino, c’è il riconoscimento. L’Alto Piemonte ed il Gran Monferrato sono Città europea del vino 2024. L’assegnazione del prestigioso titolo da parte della “Rete europea delle Città del vino” rappresenta un’importante occasione per la promozione dei rispettivi territori. Nell’alto Novarese sono coinvolti i Comuni di Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Para Novarese, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Romagnano Sesia, Sizzano e Suno. «Si tratta di un bel risultato in termini di promozione, che premia le nostre aziende che stanno lavorando sul territorio – ha commentato il sindaco di Boca Andrea Ceni -. Speriamo che questa scelta serva da volano nell’attrarre nuovi investimenti da parte dei privati.

Fonte: EcoRisveglio.

Le nostre Città del vino premiate a Bruxelles.
Sono 20 i Comuni premiati a Bruxelles con il titolo di “Città europea del vino 2024”. Il comitato promotore della Rete europea delle città del vino è stata ospite dell’europarlamentare Alessandro Panza il 4luglio. I Comuni sono Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.
Fonte: EcoRisveglio.

Menzione rosé e gradazioni cromatiche in disciplinare, Nicodemi: “Così difendiamo il Cerasuolo d’Abruzzo”.
Tre sfumature di colore tipiche di Cerasuolo d’Abruzzo nel disciplinare con la nuova vendemmia, la scelta di attestare, e salvaguardare, l’identità del vino quotidiano degli abruzzesi puntando sulla tradizione – il colore ciliegia (cerasa) – piuttosto che cedere allo stile provenzale scarico di colore, ma senza escluderlo. Di questo e altro il presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, ha parlato con Virtù Quotidiane in occasione del Grand Tasting del 7 giugno a Tenuta Coppa Zuccari a Città Sant’Angelo (Pescara), evento voluto dallo stesso Consorzio che rientra nel più ampio programma di Abruzzo Wine Experience 2023 coinvolgendo per cinque giorni oltre 100 giornalisti italiani ed esteri in una serie di iniziative alla scoperta dei vini, territori e bellezze d’Abruzzo.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Grandine su Langhe e Roero, risparmiati i vigneti a sud.
Prosegue la conta dei danni dopo l’intensa grandinata che, lo scorso 6 luglio, ha investito i territori di Langhe, Roero e Monferrato, causando ingenti danni all’agricoltura, alla viticoltura, ma anche ad abitazioni e mezzi privati. Sono ancora in corso in queste ore i sopralluoghi nei vigneti per stabilire con certezza l’entità del danno, ma da una prima ricognizione effettuata dai nostri uffici con le principali cantine sociali presenti nelle zone colpite, quello che emerge è un quadro in chiaro-scuro. Troppo presto per dare stime e percentuali ufficiali sui danni causati dal maltempo. A fronte di una precipitazione tanto estesa quanto pesante, i produttori stanno rispondendo con tenacia e cautela.

Fonte: La Guida.

Vino: i consumi diminuiscono, i consumatori “invecchiano”. Obbligatorio puntare sul valore.
L’outlook al 2040 secondo l’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv). Lamberto Frescobaldi: “dobbiamo anche rinnovare e razionalizzare l’offerta”. Nel mondo si consumano oltre 37 miliardi di bottiglie di vino l’anno, di queste più della metà sono stappate in 8 Paesi: Stati Uniti (14%), seguiti da Francia (10%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%), Canada (2%) e Giappone (1%). Aree epicentro dei consumi globali che, negli ultimi vent’anni (1999-2019), hanno visto incrementare la domanda di vino del 27%, una corsa destinata, però, a tirare il fiato nel prossimo ventennio. Complice il progressivo alzarsi dell’età media e la contestuale preoccupante distanza dal vino da parte delle nuove generazioni, si prevede un incremento del tasso di consumo di appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%.

Fonte: WineNews.

Non è un paese per giovani… Identikit del consumo del vino al 2040.
(di Bernardo Pasquali). Parafrasando il titolo del famoso libro di Cormac McCarthy Non è un paese per vecchi possiamo dire che il futuro del vino ci riserverà proprio il contrario. L’inesorabile crescita e senescenza dell’umanità porterà a conseguenze sostanziali sul consumo del vino da qui al 2040. E’ quanto emerge dalla ricerca presentata questa mattina a Roma da Carlo Flamini dell’Osservatorio del Vino dell’Unione Italiana Vini. Vi ricordate i proclami annuali su chi produceva il numero più alto di bottiglie? Vi ricordate il sorpasso dell’Italia sulla Francia? Ebbene non sarà più una virtù…semmai lo fosse mai stata! D’ora in poi i migliori saranno coloro che riusciranno a vendere al prezzo medio più alto creando le migliori aspettative nei consumatori. Tutta un’altra prospettiva che farà deviare il mondo del vino “non costruirà più la sua crescita sul volume, ma sul valore evocativo espresso dalle bottiglie: dal gusto all’esperienza, dal concetto di sostenibilità, al lifestyle” come ha affermato il Presidente dell’UIV Lamberto Frescobaldi.

Fonte: L’Adige di Verona.

Marvin, degustare vino sospesi nel tempo.
Esattamente l’opposto del ‘binge drinking’, cioè del bere in fretta per sballarsi. “No, no. Il vino è troppo importante, deve prendersi il suo tempo, nella tranquillità dell’ambiente intorno. Io non farò mai fretta ai clienti seduti ai miei tavoli”. Lo dice Marcello Rocca, agente di commercio di 59 anni, che nel 2020 poco prima di precipitare nell’incubo Covid ha deciso di dare concretezza a un sogno che coccolava da tempo, quello di servire buon vino e offrire uno spazio accogliente a chi cerca un po’ di relax a fine giornata. Così è nato Marvin, il wine shop di 110 metri quadri in viale Carducci a Carpi, con tavoli per la degustazione. “Un ambiente semplice che ho voluto arredare con mobili d’antiquariato che avevamo in famiglia e pezzi moderni acquistati da me. Abbiamo anche una parte esterna dove abbiamo allestito il dehors.

Fonte: Il Resto del Carlino.

INL: Vendemmia turistica – protocollo d’intesa con l’Associazione Città del Vino.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha stipulato, in data 12 luglio 2023, un protocollo d’intesa con l’Associazione nazionale Città del Vino, finalizzato all’individuazione di linee guida in materia di “vendemmia turistica”. Per “vendemmia turistica ”- viene chiarito nel documento sottoscritto dal Direttore generale di INL, Paolo Pennesi, e dal Presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica- si intende l’attività di raccolta dell’uva, non retribuita, di breve durata, episodica, circoscritta ad appositi spazi, avente carattere culturale e ricreativo, svolta da turisti e correlata preferibilmente al soggiorno in strutture ricettive del territorio e/o alla visita e degustazione delle cantine locali nell’ambito di un’offerta turistica di tipo integrato. Tale attività non può considerarsi rapporto di lavoro”.

Fonte: Dottrina Lavoro.

Assemblea Uiv, Lollobrigida: “A luglio il bando Ocm vino”. Frescobaldi: “La crescita si costruirà sul valore”.
Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso del convegno sugli scenari economici del settore enologico organizzato a Roma da Unione italiana vini. “A luglio uscirà il bando dell’Ocm Vino, dopo un confronto dialettico con l’Unione europea e con le Regioni, con le quali abbiamo cercato una formula di pari responsabilità per evitare gli incresciosi incidenti che si sono verificati nel passato”, ha dichiarato il ministro. Nella sua relazione, il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha poi evidenziato la necessità di sostenere l’export – e in particolare la crescita del comparto premium – nonostante il rallentamento del mercato dovuto anche al boom di ordini registrato nel post-pandemia e il “brusco risveglio” che è seguito.

Fonte: Alimentando.info.

Italia sul podio dell’enoturismo in Europa
La ricerca, commissionata da weloveholidays, ha analizzato 6 fattori, tra cui la produzione di vino e uva, il numero di wine festivals, il numero di DWWA awards e di listing con alte recensioni su Vivino. Una volta normalizzati i dati raccolti per i fattori, questi sono stati quindi normalizzati, per fornire a ciascun fattore un punteggio compreso tra 0 e 1.

Fonte: Federvini.

Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023 : i premiati.
Questi i risultati della XXI edizione svoltesi a Sambuca di Sicilia (AG), nel cuore della Valle del Belice, all’interno del programma Menfi Città Italiana del Vino 2023. Vini e distillati suddivisi delle diverse categorie: Premio speciale Città del Bio; Nebbiolo world; Mondo Merlot, Forum degli Spumanti e Premio speciale Vini Vulcanici. Tra i Paesi stranieri, 16 le Gran Medaglie d’oro assegnate: 10 sono andate al Portogallo, 5 alla Moldova e 1 alla Romania. Sempre per quanto riguarda i Paesi stranieri 64 in totale le Medaglie d’oro assegnate: al Portogallo sono andati 29 riconoscimenti, 12 medaglie per la Moldova, 8 alla Croazia, 6 al Brasile, 3 alla Germania, 2 al Lussemburgo, e 1 ciascuna a Romania, Spagna, Francia e Corea.

Fonte: Carlo Zucchetti.

STAMPA ESTERA

Les interprofessions viticoles du Languedoc-Roussillon dans la tourmente : querelles de chapelles ou crise de sens ?
Les interprotessons viticoles du Languedoc et du Roussillon traversent une cnse interne au a déjà conduit p ,s eur3 appellations á quitter te navire interprofessionnel. Sil est bien un sujet épineux en cet été, c’est bien celui du devenir des interprofessions viticoles du Languedoc et du Roussillon. Sécessions, guerre d’influence entre familles professionnelles, etc. Difficile de deviner ce qui sortira de ces querelles dans les mois qui viennent. Au moment où la crise s’amplifie dans les vignobles, ces dissensions interrogent les missions des interprofessions viticoles régionales. C’était annoncé mais la nouvelle a quand même du poids. [appellation Corbières a fait le choix de sortir de l’interprofession des vins du Languedoc (CIVE.) avec ses 980.000 hectolitres et les trois euros de cotisation obligatoire par hectolitre. C’est la troisième appellation de la région à procéder ainsi après les appellations Minervois il y a quelques années et Fitou au printemps dernier. Si l’appellation audoise Malapère avait envisagé se joindre au mouvement, elle a fait machine arrière. Des sécessionnistes revendiqués ces derniers mois, il ne reste donc pus que Fougères qui devrait se prononcer à l’automne. En Roussillon, c’est le cru Banyuls qui a acte le fait de sortir de l’interprofession, et l’indication géographiques des Côtes Catalanes qui merace de suivre le même chemin. Au coeur de ces décisions, les récriminations sont les mêmes : les appellations concernées ont l’impression que les cotisations versées ne leur reviennent pas à leur juste valeur. -43 *** « Nous ne nous retrouvions pas dans les projets de l’interprofession, explique Olivier Verdale, président de l’AOP Corbières Cela fait vingt ans que les mêmes questions se posent et, en vingt ans, Corbières est passé de 700.000 à 280.000 hectolitres. Et jamais Christophe Bousquet (le président du CIVL, ndlr) ne m’a appelé pour en discuter. » Dans le même temps, la pyramide imaginée, avec l’appellation Languedoc en socle et toutes les autres appellations au dessus, a été bouleversée : les vins sous appellation Languedoc sont régulièrement achetés plus cher que ceux des Corbières ou de Fitou. En Roussillon, l’ensemble de la communication s’appuie sur le nom de Roussillon, « ce qui ne laisse pas de place à Banyuls, Collioure ou aux Côtes catalanes », plaident les deux présidents des organismes de gestion des appellations, Romuald Peronne et Laurent Girbau. « Nous allons nous rencontrer, avec les appellations Fitou et Minervois, pour voir ce qu’il est possible de faire ensemble, quelles mutualisations nous pouvons éventuellement mettre en place », indique Olivier Verdale, pour l’appellation Corbières, qui se veut rassembleur. « Un complot téléguidé » Mais cette bataille, finalement assez médiatique, en cache une autre tout aussi virulente qui tient aux équilibres mêmes des interprofessions.

Fonte: Tribune.

Dans les Pyrénées-Orientales, une SCIC pour sauver les vignes de Rasiguère.
Dans les Pyrénées-Orientales, la cave coopérative du Cellier de Trémoine, á Rasiguère, a créé une société coopérative d’nterèt collectif (SCIC) pour preserver les surfaces productives de son périmètre. La cave coopérative du Cellier de Trémoine vient de constituer une société coopérative d’intérêt collectif (SCIC) pour faire du portage foncier et attendre des repreneurs pour les vignobles les plus intéressants du secteur. Une démarche inédite dans le département pour préserver les surfaces productives. Le monde viticole est face à un mur : le départ à la retraite d’une génération entière dans les cinq ans qui viennent. Pour les caves coopératives, l’enjeu est de préserver les surfaces productives pour faire tourner les outils. Dans les Pyrénées-Orientales, elles vont jusqu’à acheter des te’res pour les préserver, en particulier chez leurs adhérents sans succession. C’est ce que vient de faire la cave coopérative du Cellier de Trémoine, à Rasiguère, sous une forme encore inédite pour le département, la création d’une société coopérative d’intérêt collectif (SCIC). David Bleuze, directeur de la cave de Rasiguère, détaille la démarche : ‘ Dans notre cave, nous avons 65% de vignerons qui ont moins de 55 ans, mais ensuite, il y a un creux dans le pyramide des âges entre 55 et 65 ans. Le SCIC va donc remédier aux départs en retraite qui vont survenir durant les cinq prochaines années pour maintenir les vignes et leur potentiel de production ». La SCIC, appelée Domaine de la vallée secrète, a l’ceil sur une soixantaine d’hectares qu’elle veut sauver. Mais elle ne rachètera pas n’importe quoi. Nous privilégions les parcelles qui sont mécanlsebles, cela représentera 80% des surfaces, et nous ne conserverons les parcelles è travailler à la main uniquement si elles sont hautement qualitatives », précise le directeur de la cave. CIVL *** Un million d’euros à terme A peine lancée, et sans vraiment de communication, la SCIC a vu les investisseurs toquer à la porte pour se saisir d’une ou plusieurs parts sociales dont le prix est fixé à 1.000 euros. L’investissement moyen tourne plutôt autour de 1.500 euros, indique Davide Bleuze. Dès le départ du projet, une dizaine de vignerons ont souscrit au capital. Fin juin, nous avons collecté 45.000 euros auprès des vignerons, des salariés, de nos clients et de nos partenaires. Nous espérons atteindre 150.000 euros début 2024 et à terme, dans huit ans, un million d’euros pour les 60 hectares que nous envisageons d’acquérir..

Fonte: Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 12 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Enoturismo, è il successo che nasce da una storia.
Evoluzione dell’agriturismo dei primi anni Ottanta, è oggetto dell’attenzione della politica. Che vuole mettere il cappello su un modello vincente Ly enoturismo segna un successo e l’Italia è il primo Paese al mondo, ma il bello di queste soste è quando ti lasciano qualcosa che ha il sapore dell’incontro. Maria Emma Vigna, ottantenne, ci ha cucinato le frittatine d’erbe mentre raccontava quando, appena sposa del marito Mario Cossetti, al timone di un’azienda vitivinicola, venne a vivere a Castelnuovo Belbo. Ma proprio nei primi giorni di matrimonio ricevette la nomina a maestra ad Asti. Al ché la suocera le disse: «Ma come pensa di conciliare il lavoro di maestra con quello di moglie? Chi prepara il pranzo al marito?». Fu così che Maria Emma lasciò l’insegnamento.

Fonte: Avvenire.

Nella Terra dei fuochi rinasce l’Asprinio.
Legambiente e Unipol sostengono produzione del vino realizzata da una cooperativa sociale. Un vino – l’Asprinio – prodotto da secoli sul territorio, per affermare chela provincia di Caserta non dev’essere più Terra dei fuochi e luogo in cui prospera l’economia criminale, ma tornare a essere Campania felix: l’appellativo con cui fu conosciuta in epoca romana per l’estrema fertilità dei suoi campi. La sua produzione sarà promossa da Legambiente e Unipol Gruppo a Succivo, nel pieno di quell’area compresa fra le province di Napoli e Caserta ribattezzata Terra dei fuochi per gli incendi tossici derivati dallo sversamento illecito di rifiuti praticato dai clan della camorra e dall’impresa illegale. “Dolce Asprinio” – questo il nome del progetto – rientra nell’ambito della campagna “Bellezza Italia con cui Legambiente e Unipol Gruppo promuovono la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale e naturale italiano, con l’obiettivo dichiarato di fronteggiare la crisi climatica in corso e salvaguardare la biodiversità.

Fonte: Avvenire.

Due torbati per un’estate a tutto fumo.
Se Max Gazzè cantava il Vento d’estate, qui si preferisce il fumo d’estate, la splendida sensazione che si avverte nel sorseggiare whisky torbato nelle calde sere di luglio. Tra le distillerie scozzesi campioni di questo genere di distillato, che in Italia ha una percentuale di appassionati da record, c’è Ardbeg. Di proprietà del gruppo LVMH, la distilleria situata sulla costa meridionale dell’isola di Islay produce un core range stabile che ha nel 10 anni (The Ten) il capofila, seguito da altre espressioni come Uigeadail, Corryvreckan, An Oa e Lore. A giugno di ogni anno, però, viene lanciata una special release, ovvero un’edizione limitata che il dottor Bill Lumsden, scienziato e creativo, mette a punto, sperimentando diversi barili, fermentazioni, lieviti, e così via.

Fonte: Giornale.

Intervista a Martin Foradori Hofstätter – Foradori Hofstätter: ora è il tempo del dealcolato.
Foradori Hofstätter: ora è il tempo del dealcolato «Quanto accade in Italia con i vini dealcolati è economicamente penalizzante per il settore. Sotto l’insegna della difesa di un «patrimonio culturale» come il vino, si fa una crociata contro i mulini a vento. Non ci accorgiamo che altri paesi ci hanno sorpassato e rubato importanti fette di mercato». Lo sottolinea a ItaliaOggi Martin Foradori Hofstätter, produttore altoatesino, tra i primi a credere nei vini no alcol fin dal 2020. Un mercato cheAreté ha stimato in circa 320 min di euro nell’Ue, e da 30 min in Italia. Domanda. Quanto valgono per la vostra azienda? Risposta. Dal 2020 cresciamo costantemente a due cifre; oggi siamo a circa 130mila bottiglie tra horeca e gdo. Proprio l’ingresso in gdo dimostra l’interesse dei consumatori per questi prodotti. D. Quali sono i mercati di riferimento? R. Siamo molto radicati nel mercato italiano, ma anche paesi come Usa e Inghilterra rispondono molto bene. D. Il consumatore tipo? R. Non è il classico consumatore di vino, ma chi fino ad ora ha consumato altre bevande analcoliche.

Fonte: Italia Oggi.

Un rosso quattro stagioni.
Così la doc regina delle denominazioni venete cavalca l’onda dei bianchi Un rosso quattro stagioni La Valpolicella punta sul vino fresco e leggero. I1 Consorzio del Valpolicella scommette sulla Doc Valpolicella superiore per contrastare il declino dei vini rossi. Nel mirino un vino fresco e leggero, capace di destagionalizzare il consumo e salire sull’onda montante dei bianchi. Del resto gli ultimi dati sui vini della regina delle denominazioni venete sono inequivocabili: nel 2022 gli imbottigliamenti dei 5 vini sono calati da 73,6 mln a 67,3 mln e nella prima parte del 2023 rimangono deboli (in linea con il mercato), anche se lo stato di salute generale rimane buono, grazie alla crescita dei prezzi. Nel 2022 il giro d’affari dei vini della Valpolicella era di 600 mln, di cui oltre la metà riferibile all’Amarone. Si tratta comunque di un’operazione complessa con 2.400 aziende tra viticoltori, vinificatori e imbottigliatori operanti in 19 comuni.

Fonte: Italia Oggi.

La siccità? Può migliorare le uve del Sangiovese.
Lo stress idrico non sempre è un problema. Anzi. La siccità aiuta a migliorare la qualità e il colore delle uve di Sangiovese. Ma solo se è imposta in fasi specifiche della maturazione e secondo precise intensità. Lo evidenzia una ricerca condotta al dipartimento di scienze agrarie alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa. Lo spiega Giacomo Palai, primo autore dello studio. «I risultati ottenuti evidenziano per la prima volta come la combinazione fra intensità e momento di applicazione del deficit idrico influenzi significativamente l’accumulo e il profilo specifico di antociani e flavonoli nelle uve», dice. Prima dell’invaiatura, quando l’acino è ancora verde da giugno sino a metà luglio, un moderato deficit idrico aumenta la quantità di flavonoidi nell’uva anni.

Fonte: Italia Oggi.

Per Bruxelles la viticoltura non conta.
Inaccettabili. Vengono bollate così dalle associazioni spagnole, francesi e italiane di rappresentanza del settore vitivinicolo, le conclusioni dello studio complementare sull’impatto del regolamento SUR (Sustainable Use of pesticides Regulation) pubblicato dalla commissione europea. In esso viene descritta come irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva nell’Unione europea e si dice che non si tratta di una coltura essenziale. «La viticoltura è essenziale in Europa», dicono invece le associazioni. Micaela Pallini, presidente di Federvini sottolinea: «Non prendere in debita considerazione il rilievo economico, occupazionale e sociale che il comparto vitivinicolo europeo ricopre, appare un chiaro errore di valutazione». Quindi, conclude: «Non possiamo che respingere le conclusioni dello studio della commissione». Lo studio prevede un calo della produzione di uva da riduzione di fitosanitari, stimato al 18% in Spagna, al 20% in Italia e al 28% in Francia. Questo senza considerare l’impatto del cambiamento climatico.

Fonte: Italia Oggi.

Montanaro è il nuovo dg di Federvini.
Si chiama Marco Montanaro il nuovo direttore generale di Federvini. Non c’è ancora l’annuncio ufficiale della nomina e nemmeno la notizia che entrerà in carica dal prossimo settembre. Montanaro non si è mai occupato di vino, spirits e aceti, ma unicamente di public affairs e government relations per grandi aziende. Il successore di Vittorio Cino (passato a Centromarca) è quindi un esperto di relazioni internazionali e di lobbyng, specificamente a Bruxelles, dove per circa 20 anni ha operato per Eridania, Philip Morris International e Kellog company Emea. Per Barilla e Coca-Cola Company è stato direttore public affairs e communication. Montanaro, 54 anni, nel 1991 si è laureato in legge all’università di Bologna e da 19 mesi è operante a Bruxelles come freelance.

Fonte: Italia Oggi.

Mariangela Cambria è la nuova presidente di Assovini Sicilia.
Subentra a Laurent Bernard de la Gatinais. Con lei un vertice tutto al femminile con Lilly Ferro vice e Josè Rallo, consigliere delegato. Cambria, messinese, co-proprietaria dell’azienda vitivinicola Cottanera insieme ai fratelli Francesco, Emanuele e allo zio Enzo, si occupa di marketing, comunicazione, accoglienza. Del nuovo cda fanno parte pure Achille Alessi, Federico Lombardo di Monte Iato, Alberto Aiello Graci, Santi Planeta, Laurent Bernard de la Gatinais, Costanza Chirivino.

Fonte: Italia Oggi.

Il rosato che viene dal sud.
A pensarci bene, il conte Paolo Marzotto, a modo suo, e forse inconsapevolmente, ha unito l’Italia. Il gigante dell’imprenditoria tessile (scomparso nel 2020 a 89 anni, ndr) ha annullato le distanze tra la sua Vicenza, città d’origine, e la Sicilia, terra che ha sempre ammirato e amato, fin da bambino. Visionario e rapito dalla magia del vino, il conte ha piantato nella campagna intorno a Palermo una bellissima idea: nel 1997 ha inaugurato a Santa Cristina Gela la sua Baglio di Pianetto e più tardi, un anno dopo per l’esattezza, tra Noto e Pachino, Tenuta Baroni. Oggi al timone ci sono la figlia, Dominique Desforges Marzotto, l’amministratore delegato Dante Bonacina, uomo di grande esperienza e capacità nel settore, e la terza generazione rappresentata da Ginevra Notarbartolo di Villarosa, nipote del Conte, che si occupa prevalentemente della gestione dell’Agrirelais, un’elegante dimora con camere per gli ospiti immersa nel Viaggio in Sicilia, nella cantina Baglio di Pianetto e nella Tenuta Baroni.

Fonte: Panorama.

Vino, Stati Uniti perno del mercato globale.
Nel mondo si consumano 37 miliardi di bottiglie di vino l’anno: il i4% negli Usa Giorgio dell’Orefice Gli Stati Uniti resteranno il perno del mercato mondiale del vino che nei prossimi vent’anni assisterà un rallentamento dei consumi (ma non a una caduta) che si sposteranno sempre più verso i vini Premium e di fascia alta. È questo in sintesi lo scenario futuro dei consumi mondiali di vino tratteggiato dall’Osservatorio dell’Unione italiana vini e che sarà presentato questa mattina a Roma all’assemblea dell’associazione. «Nel mondo – spiegano all’Osservatorio Uiv – si consumano oltre 37 miliardi di bottiglie di vino l’anno, di queste più della metà sono stappate in 8 Paesi: Stati Uniti (14%), Francia (m%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%), Canada (2%) e Giappone (1%). Aree epicentro dei consumi globali che negli ultimi vent’anni (i999me) hanno visto incrementare gli acquisti vino del 27%. Una corsa destinata nel prossimo futuro a rallentare». L’Osservatorio Uiv prevede infatti – da oggi al 2039 – un incremento del tasso di consumo di appena 117%. In questo quadro il traino verrà dagli Usa dove la crescita, nello stesso periodo, sarà de127%.

Fonte: Sole 24 Ore.

Cantina di Venosa un successo lucano per l’e-commerce.
Con un giudizio eccellente di 4.9/5 su Trustpilot (con oltre 1000 recensioni e attestandosi nei primissimi posti in Europa) e 4.8/5 su Google nelle recensioni dei clienti, Cantina di Venosa – presieduta da Francesco Perillo – si conferma come un punto di riferimento nel mondo per gli amanti del vino di qualità. Un’esperienza di shopping online senza precedenti per gli appassionati: con un’ampia selezione di vini pregiati, che spaziano dall’Aglianico del Vulture ai vini bianchi e rose, i clienti possono scoprire e acquistare i vini più esclusivi comodamente da casa propria. Riconoscimento a qualità e autenticità dell’offerta: ogni bottiglia è prodotta con cura e passione con uve selezionate provenienti dalle colline di Venosa.

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Marvin, degustare vino sospesi nel tempo.
Nel wine shop, nato nel 2020 in viale Carducci, i ritmi di vita rallentano. E per chi non vuole spostarsi da casa c’è la consegna a domicilio. «Non metterò mai fretta ai miei clienti Giro spesso tra i tavoli Il rapporto umano è fondamentale» di Paolo Tomassone Esattamente l’opposto del ‘binge drinking’, cioè del bere in fretta per sballarsi. «No, no. II vino è troppo importante, deve prendersi il suo tempo, nella tranquillità dell’ambiente intorno. lo non farò mai fretta ai clienti seduti ai miei tavoli». Lo dice Marcello Rocca, agente di commercio di 59 anni, che nel 2020 poco prima di precipitare nell’incubo Covid ha deciso di dare concretezza a un sogno che coccolava da tempo, quello di servire buon vino e offrire uno spazio accogliente a chi cerca un po’ di relax a fine giornata. Così è nato Marvin, il wine shop di 110 metri quadri in viale Carducci a Carpi, con tavoli per la degustazione.

Fonte: Resto del Carlino Modena Speciale Carpi da vivere.

Si festeggiano le Note di vino.
A San Clemente prosegue l’edizione numero 23 di ‘Note di Vino’, l’evento clou dell’estate dedicato alle migliori etichette regionali. A San Clemente il vino è, da sempre, sinonimo di cultura. Al nettare di Bacco, il paese natale del poeta-ciabattino Giustiniano Villa – forte della tradizione che lo vede inserito, a pieno titolo, nel circuito dell’associazione nazionale città del vino – dedica da oltre 20 anni (la prima edizione è datata al 2001) una manifestazione di grande richiamo. Un evento a cui, al culmine della stagione estiva, partecipano gli appassionati del buon bere, della buona cucina e quanti, autentici estimatori e professionisti, scrivono del vino per mestiere. Domenica, dalle 20.45, il secondo appuntamento sarà dedicato ai vini e ai prodotti tipici del Lazio. L’intrattenimento musicale sarà curato dalla Dino Gnassi Corporation. Le allegre canzoni romanesche in rima, gli stornelli da intonare tra i vicoletti di Trastevere ricchi di fascino.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

Il vino è bellezza Calici di stelle tra i palazzi storici.
La manifestazione festeggia i 26 anni Tre serate e quattro appuntamenti in calendario Ma tutto sempre nel nome del Nebbiolo delle Alpi. Tre date, quattro appuntamenti e qualche novità, ma tutto sempre nel nome del Nebbiolo delle Alpi. Festeggia i suoi primi 26 anni Calici di stelle, la manifestazione che tradizionalmente accompagna la notte di San Lorenzo in città e che da qualche anno è accompagnata da un prologo che unisce al gusto e ai sapori dei vini e del territorio, la bellezza. Una bellezza naturalistica, paesaggistica e, in questa edizione in particolare, architettonica, legata al capoluogo e alla sua Via dei palazzi. Per la città e i turisti «Con il Consorzio di tutela dei vini abbiamo cercato di valorizzare alcuni aspetti ed elementi fondamentali non soltanto per l’evento in sé – spiega Michele Diasio, assessore al turismo di palazzo pretorio -, ma per la promozione della bellezza del territorio e della città. Focalizzeremo l’attenzione su alcuni scorci, ben sapendo che il protagonista assoluto rimane il Nebbiolo».

Fonte: Provincia Sondrio.

Il vino è bellezza Calici di stelle tra i palazzi storici.
La manifestazione festeggia i 26 anni Tre serate e quattro appuntamenti in calendario Ma tutto sempre nel nome del Nebbiolo delle Alpi. Tre date, quattro appuntamenti e qualche novità, ma tutto sempre nel nome del Nebbiolo delle Alpi. Festeggia i suoi primi 26 anni Calici di stelle, la manifestazione che tradizionalmente accompagna la notte di San Lorenzo in città e che da qualche anno è accompagnata da un prologo che unisce al gusto e ai sapori dei vini e del territorio, la bellezza. Una bellezza naturalistica, paesaggistica e, in questa edizione in particolare, architettonica, legata al capoluogo e alla sua Via dei palazzi. Per la città e i turisti «Con il Consorzio di tutela dei vini abbiamo cercato di valorizzare alcuni aspetti ed elementi fondamentali non soltanto per l’evento in sé – spiega Michele Diasio, assessore al turismo di palazzo pretorio -, ma per la promozione della bellezza del territorio e della città.

Fonte: Provincia Sondrio.

A San Giovanni Rotondo vetrina del food con l’evento «Strade di Vino… Rosato».
Il 14 luglio a San Giovanni Rotondo saranno numerose le cantine che saranno ospitate dalla prima edizione di «Strade di Vino… Rosato»: si tratta di un percorso di degustazione che coinvolgerà quattro regioni del sud, Puglia, Basilicata, Molise e Campania. Un confronto-incontro tra diverse città, province e regioni in nome anche di un vino che unisce tradizione e innovazione. Per arricchire l’offerta di degustazione, durante l’evento, saranno presenti anche stand di food. «Strade di-Vino… Rosato» si svolgerà in Corso Regina Margherita, nel centro storico della città di San Giovanni Rotondo, strada recentemente sottoposta ad un importante intervento di rigenerazione urbana.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Grande attesa per “Strade di-Vino…Rosato”.
L’evento si terrà in Corso Umberto I e Piazza Don Bosco Grande attesa per “Strade di-Vino…Rosato” Al via la prima edizione di “Strade di-Vino…Rosato” che si svolgerà il 14 luglio in Corso Umberto I e in Piazza Don Bosco. L’evento non subirà modifiche di rilievo, si parte venerdì alle ore 19:00, con il talk “Tipicità per la valorizzazione dei territori. La strada interregionale del vino rosato”, coordinato dal giornalista Gennaro Tedesco e con gli interventi del sindaco, Michele Crisetti, dei rappresentanti dell’ass. “Amici di Bacco”, dell’on. Giandiego Gatta, componente della commissione agricoltura, di Rosa Barone, assessora al Welfare della Regione Puglia, di Napoleone Cera, consigliere Regione Puglia, di Giuseppe Mangiacotti, consigliere Provincia di Foggia.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Vertice di Assovini, la svolta è donna.
La messinese Mariangela Cambria alla guida dell’associazione Vertice di Assovini, la svolta è donna Nominata dal Cda la presidente subentra a Bernard de la Gatinais. Cambio al vertice di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria è la nuova presidente dell’associazione che riunisce cento aziende vitivinicole siciliane. Nominata nella seduta di lunedì dal neo eletto Consiglio di Amministrazione, Mariangela Cambria, messinese, co-proprietaria dell’azienda vitivinicola Cottanera insieme ai fratelli Francesco, Emanuele e allo zio Enzo, si occupa di marketing comunicazione, accoglienza. Subentra a Laurent Bernard de la Gatinais, che Assovini,100 aziende siclllane Il timone affidato a Mariangela Cambria ultima il suo mandato alla presidenza durato 3 anni.

Fonte: Gazzetta del Sud.

La viticoltura è in ginocchio Grido d’allarme degli agricoltori.
La peronospora sta distruggendo i vigneti La viticoltura è in ginocchio Grido d’allarme degli agricoltori In alcune zone sarà più conveniente non raccogliere l’uva Il Marsalese l’area più colpita . Si chiede l’aiuto della Regione Grillo ed Anastasi «Pronto un documento da inviare ai governi regionale e nazionale per chiedere interventi» Antonio Pizzo «Occorrono soluzioni urgenti e risorse adeguate per fronteggiare la crisi della vitivinicoltura». E’ questo l’appello che le amministrazioni comunali di Marsala e Petrosino lanciano ai governi regionale e nazionale, evidenziando che il settore (negli ultimi tre secoli, colonna portante dell’economia locale) è alle prese con «danni da avversità atmosferiche, distillazione di crisi, ristrutturazione dei debiti, vendemmia verde». Chiesti anche aiuti economici da erogare direttamente ai viticoltori..

Fonte: Giornale di Sicilia Agrigento-Caltanissetta-Enna-Trapani.

L’eccellenza in vetrina: in gara 472 vini veneti.
Al via la 25° edizione di EnoConegliano «Nuove categorie, in palio 18 medaglie». Al via domani e venerdì la 25′ edizione di “EnoConegliano – Selezione Vini Veneti”. Questo storico concorso enologico, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali aperto ai vini veneti, che vede la partecipazione quest’anno per la prima volte di etichette provenienti da tutte le province della Regione, è organizzato dall’Associazione Culturale EnoConegliano ETS, nata dall’Associazione Dama Castellana, in collaborazione con Assoenologi Veneto Centro Orientale. 472 vini in gara tra Doc, Docg, Igt e spumanti di qualità per 162 aziende partecipanti, suddivisi 7 categorie. Saranno valutati “in assoluto” secondo i criteri dell’Union Internazionale des Oenologues da 5 commissioni ognuna formata da 7 giudici (6 enologi e un esperto) veneti o provenienti da fuori regione.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Al via EnoConegliano 472 vini in concorso nella sede della Dama.
Il concorso Enoconegliano compie 25 anni. Domani, giovedì e venerdì, si terrà infatti l’edizione 2023 del concorso dedicati ai vini veneti organizzato dall’associazione Dama Castellana di Conegliano tramite l’associazione culturale EnoConegliano ETS. I vini in concorso saranno 472, proposti da 162 aziende in arrivo da tutte le province venete. L’evento, realizzato in collaborazione con Assoenologi e autorizzato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali si svolgerà nella sede della Dama Castellana e coinvolgerà 5 commissioni con sette giudici (sei enologi e un esperto). Ieri in municipio la presentazione con il sindaco Fabio Chies e l’assessore agli eventi Claudia Brugioni, la presidente della Dama Castellana, Lara Caballini di Sassoferrato e il priore dell’evento Marzio Pol. «Si tratta di uno dei concorsi più importanti in regione, se non il più importante, un punto di riferimento per il settore che si tiene a Conegliano, “capitale” del territorio Unesco», ha detto Chies.

Fonte: Tribuna Treviso.

Turismo in cantina? Al top winelover e sommelier.
Il turista enogastronomico, che unisce l’interesse per il vino a quello della buona cucina, si conferma il profilo più presente nelle cantine italiane. Si tratta di visitatori curiosi di conoscere la realtà che visitano, hanno un potere di spesa mediamente alto e hanno spesso un buon network di conoscenze che abilita altri visitatori tramite passaparola. È quanto emerge dal “Report Enoturismo e Vendite direct-to-consumer 2023” preparato dall’impresa tecnologica Divinea che offre interessanti elementi utili per cogliere le evoluzioni del mondo del vino e comprendere le reali opportunità delle vendite dirette e dell’enoturismo, attraverso l’analisi dei dati e dei trend di mercato.

Fonte: Travelnostop.

Vino, le Marche celebrano le magnifiche sedici denominazioni.
Trecento etichette in degustazione, 120 cantine, 70 giornalisti sono alcuni dei numeri messi in campo dall’Istituto marchigiano tutela vini (Imt) per offrire un racconto completo delle 16 Denominazioni della regione con un focus sui singoli territori delle DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva, Conero Riserva, Verdicchio di Matelica Riserva, Vernaccia di Serrapetrona e delle DOC Bianchello del Metauro, Colli Maceratesi, Colli Pesaresi, Esino, I Terreni di Sanseverino, Lacrima di Morro d’Alba, Pergola, Rosso Conero, San Ginesio, Serrapetrona, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica. Con 519 aziende associate, l’Imt rappresenta l’89% dell’imbottigliato della zona di riferimento e incide per il 45% dell’intera superficie vitata regionale: l’area della viticoltura protetta si estende su un vigneto tra le province di Ancona, Macerata e Pesaro-Urbino di oltre 7.500 ettari e una produzione che nel 2022 ha sfiorato i 230 mila ettolitri imbottigliati (l’89% del totale), con un’incidenza biologica sul vigneto che ha raggiunto il 39,5% delle superfici, pari a 6.991 ettari su un totale vitato di 18.000 ettari.

Fonte: Identità Golose.

E’ di Amalfi la migliore cantina al mondo. Alla Caravella le tre stelle di The World
of Fine Wine.
La migliore cantina al mondo? Sta ad Amalfi ed è quella del ristorante stellato La Caravella. A stabilirlo è stata una giuria internazionale, composta da sommelier e scrittori di vino, che hanno attribuito le tre stelle di The World of Fine Wine una sorta di bibbia del vino, essendo considerata la migliore rivista di settore al mondo. E così dopo il Milano Wine Week che a settembre assegnò gli Awards 2022 tra i quali figurava la monumentale carta dei vini del ristorante La Caravella di Amalfi, per il patron Antonio Dipino, che ostenta la propria soddisfazione attraverso il profilo facebook del ristorante, arriva un’altra grande soddisfazione.

Fonte: Il Mattino.

Doppia menzione per la Cantina di Clavesana che dal 1959 racconta storie di uomini e di vini.
La Cantina di Clavesana dal 1959 racconta storie di uomini e di vini. Il lavoro avviato con i 200 soci e la sintonia con il territorio sono alla base di un prestigioso riconoscimento proveniente da oltre confine: la rivista tedesca Weinwirtschaft ha posizionato la realtà guidata dal presidente Giovanni Bracco al quinto posto nella classifica nazionale che ogni anno decreta le migliori cooperative vinicole italiane. “Questo risultato – dichiarano dalla cantina – parte dalle mani dei nostri soci che ogni giorno lavorano i vigneti con passione e amore e continua in cantina dove l’esperienza di oltre 60 vendemmie ci permette di curare meglio la nascita dei nostri vini. Con il pensiero già rivolto ai prossimi obiettivi, vogliamo ringraziare tute le persone che ogni giorno contribuiscono al successo della nostra impresa”.

Fonte: Cuneocronaca.it.

Vino: la crescita dei consumi rallenterà, focus all’assemblea dell’UIV.
“Il mondo che consuma vino non costruirà più la sua crescita sul volume, ma sul valore evocativo espresso dalle bottiglie: dal gusto all’esperienza, dal concetto di sostenibilità, al lifestyle. In questo quadro la filiera del vino dovrà incrementare la tendenza premium delle proprie proposte, ma anche rinnovare e razionalizzare un’offerta che oggi in diversi casi risulta fuori fuoco rispetto a una domanda in forte cambiamento, giovani in primis”. Così Lamberto Frescobaldi sintetizza lo stato dell’arte del comparto vinicolo italiano all’Assemblea dell’Unione Italiana Vini (UIV). Il Presidente dell’UIV commenta così le tendenze di mercato emerse anche da un outlook basato sulle curve storiche delle tendenze globali dei consumi e sulle previsioni demografiche da qui al 2039.

Fonte: Italianfoodtoday.it.

Promozione OCM Vino sui mercati dei Paesi terzi: Federvini esorta il Ministero a procedere con l’avviso.
Dallo scorso 27 giugno, data della pubblicazione del decreto sulle modalità attuative della misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi” dell’OCM Vino, non è stato dato ancora seguito alla pubblicazione dell’avviso nazionale che contiene i dettagli sulle procedure operative e le tempistiche di presentazione dei progetti di promozione. Un ritardo che, se ulteriormente protratto rischia di compromettere seriamente l’accesso alle risorse messe a disposizione che ammontano a 100 mln di euro l’anno per il periodo 2023-2027. Il settore vinicolo non può più aspettare, la leva della promozione è imprescindibile per consolidare non solo i mercati esteri cosiddetti maturi come gli Stati Uniti ma anche per approcciare nuove destinazioni commerciali.

Fonte: Agricultura.it.

Il vino è sempre di moda: Onav alla Taomoda Week.
Se ci si fa caso tutti i bei momenti sono accompagnati da un ottimo calice. Anche TAOMODA Week 2023, che si terrà dall’11 al 15 luglio 2023 a Taormina, sarà ovviamente moda, personalità influenti, costume, ma anche vino grazie alla collaborazione con ONAV. Gli Esperti Assaggiatori delle sezioni siciliane dell’Organizzazione si occuperanno del vino durante tutto l’evento, lo racconteranno e lo serviranno secondo la filosofia dell’Organizzazione. Saranno giornate e serate di commistione tra due forme di identificazione della società italiana corrente, che si mescoleranno, faranno conoscenza e poi amicizia, ma anche di divulgazione.

Fonte: Eroi del gusto.

Aceto di vino, i ricavi in Italia restano davanti al balsamico.
Le famiglie comprano solo poche bottiglie di aceto l’anno e quindi le fluttuazioni della domanda sono più contenute rispetto ad altri prodotti e i trend d’acquisto risentono meno degli effetti di crisi e inflazione. Tuttavia dall’analisi dei dati emerge comunque che le quantità vendute siano diminuite, e un po’ di più per i prodotti più costosi. Una tendenza di mercato che ha rafforzato il primato dell’aceto classico (o di vino) sul Balsamico Igp nelle vendite interne, nonostante la crescente popolarità di quest’ultimo. Di aceto “non balsamico” – accanto al classico o di vino, ne esistono altri tipi tra i quali quelli di mele e di riso, nicchie in crescita soprattutto prima della crisi – si parla infatti poco, ma rappresenta ancora il tipo più venduto in Italia sia in quantità che in valore. Esportazioni escluse, sia chiaro, dato che per il balsamico Igp queste valgono oltre il 90% del business.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

In Friuli, il mondo del vino è in festa.
Ci sono vini che fin dal primo sorso ti raccontano un territorio. Alcuni sono in grado di anche di contenere una lunga storia. Succede così in Friuli, nella zona tra Udine, Lignano e Grado, attorno a Cividale, in un territorio che è ancora poco frequentato e spesso poco conosciuto. La zona di produzione dei vini Doc “Friuli Colli Orientali” è infatti ricca di patrimoni da scoprire: gli oltre 2000 ettari vitati sono diventati “Parco della vite e del vino” e possono diventare una forte attrattiva per il turismo enogastronomico. Ramandolo, Picolit e Rosazza sono alcuni dei vini attorno a cui si possono raccontare grandi storie, tra vigne-giardino, abbazie, boschi e vigneti.

Fonte: La Repubblica.

Ocm Vino, ancora nessun avviso. FederVini: “A rischio i progetti di promozione”.
Dallo scorso 27 giugno, data della pubblicazione del decreto sulle modalità attuative della misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi” dell’Ocm Vino, non è stato dato ancora seguito alla pubblicazione dell’avviso nazionale che contiene i dettagli sulle procedure operative e le tempistiche di presentazione dei progetti di promozione. Un ritardo che, se ulteriormente protratto rischia di compromettere seriamente l’accesso alle risorse messe a disposizione che ammontano a 100 mln di euro l’anno per il periodo 2023-2027. Il settore vinicolo non può più aspettare, la leva della promozione è imprescindibile per consolidare non solo i mercati esteri cosiddetti maturi come gli Stati Uniti ma anche per approcciare nuove destinazioni commerciali.

Fonte: Cronache di Gusto.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 11 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Lo champagne francese che si sposa al nostro gorgonzola.
Si approssima. Il 14 luglio, la presa della Bastiglia, e per quanto non ci siano molti motivi per trovare simpatici Emmanuel Macron e soprattutto il suo ministro dell’Interno Gerald Darmanin, si deve pur alzare il calice alla Francia per consolarla di aver visto decomporsi lo spirito rivoluzionario di allora nella violenza insensata di oggi. Viene da ripetere con Winston Churchill: «Non combattiamo per i francesi, ma per lo champagne». E champagne sia. Ne approda in Italia uno molto di nicchia; portato qui dalla Compagnia del vino di Saverio Notaci con la fattiva «complicità» di Roberta Cenci. È la produzione limitata e attestata da almeno 300 anni in quel di Cumieres dei Geoffroy. La svolta è avvenuta però agli inizi del nuovo secolo quando Jean Baptiste Geoffroy, figlio di Renée Geoffroy, decide di convertire tutto in biologico. La produzione è di circa 120.000 bottiglie che si fanno da poco più di 14 ettari sparsi tra Cumières, Hautvillers, Damery e Fleury-la-Rivière.

Fonte: La Verita’.

In vino veritas.
Un rosa antico che appaga il palato Con una produzione annuale di quasi sei milioni di bottiglie, l’azienda è un colosso che si posiziona in cima alla piramide, non solo per quantità, ma soprattutto per qualità. La famiglia Lunelli la guida da oltre 120 anni e oggi il nome Ferrari è sinonimo di spumante, una tradizione spumantistica italiana che si afferma costantemente ai vertici delle competizioni mondiali più prestigiose. Il Brut Perlé si distingue per il suo bel colore rosa antico, abbellito da un’effervescenza sfavillante. Ventaglio olfattivo. Viole e more per un’armonia di sapori Fondata nel 2010, l’azienda si trova in una posizione incantevole tra i 500 e gli 800 metri di quota. Con soltanto un ettaro di vigneto, preserva alcuni rari doni, focalizzandosi su una produzione di nicchia. Nel 2019, il primo imbottigliamento ha visto protagonisti il Riesling e il Pinot Nero, vitigni che, seppur impegnativi, si adattano magnificamente a questo territorio, grazie alle significative escursioni termiche che conferiscono alle uve personalità e affascinanti profumi.

Fonte: Messaggero.

Bruxelles pronta a sacrificare vino e pomodoro sull’altare del green.
Coldiretti: si alla sostenibilità, no allo smantellamento di produzioni strategiche. Le associazioni agricole Ue fanno quadrato in difesa della viticoltura europea. Si fa presto a dire green. Anche se il prezzo da pagare è sacrificare il vino e le passate di pomodoro. E’ quello che si rischia se arriverà in porto il regolamento europeo Sur (Sustainable use of pesticides regulation) sui pesticidi. Sull’obiettivo di una maggiore sostenibilità ambientale non ci sono obiezioni, ma su come questo percorso debba essere portato avanti sì. Il nuovo (si fa per dire) fronte aperto da Bruxelles è quello del taglio drastico dei pesticidi. Il regolamento Sur prevede infatti entro il 2030 la riduzione del 50% dell’uso dei fitofarmaci nella Ue. L’Italia già dalla presentazione della proposta, a fine giugno del 2022, alzò le barricate. Senza una alternativa, aveva sostenuto la Coldiretti – che su questo tema e sulla carne sintetica ha ingaggiato una vera e propria battaglia con il vice commissario Ue, Frans Timmermans -, una riduzione così pesante non può che portare a un ridimensionamento della produzione agricola nazionale.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Il Vinitaly cerca nuovi sbocchi: Brasile, Cina, Sud Corea e Balcani.
Dopo l’estate al via una serie di eventi in Asia, Sud America e in Serbia. Anche Marmomac amplia il presidio estero Veronafiere Parte il roadshow Marco Morino Nel secondo semestre 2023, Veronafiere tornerà a spingere l’acceleratore sul posizionamento internazionale. L’internazionalità, spiegano fonti del quartiere fieristico veneto, è il vero asset per la competitività della fiera che, sullo scacchiere dei mercati, ha costruito nel tempo un modello di promozione sostenuto dal sistema Paese. Per quanto riguarda Vinitaly, la rassegna di punta di Veronafiere, l’obiettivo strategico è quello di rafforzare il marchio bandiera del vino italiano nel mondo. Come? Attraverso un intenso programma di eventi fieristici, tra preview e roadshow, che punta a: intercettare operatori e stampa straniera nelle aree target di Nord America, Europa e Far East, ma anche Brasile e Balcani; fidelizzare il rapporto con i top buyer esteri in 15 Paesi chiave selezionati che rappresentano, in valore, 1178% dell’intero export enologico italiano.

Fonte: Sole 24 Ore Rapporti.

Arriva «Red Montalcino» la festa pop del Rosso.
Sarà una festa del vino pop quella di «Red Montalcino», l’evento dedicato al Rosso della denominazione, in programma sabato 15 luglio alla Fortezza medievale del borgo toscano. Ci saranno 70 produttori insieme a food corner con specialità gastronomiche regionali, vegan e fusion.

Fonte: Tempo.

Vinea Lucens. A spasso di sera in un vigneto lungo l’Appia.
Camminare in un vigneto per riattraversare la storia. Dall’antica Roma alla seconda guerra mondiale, fino ai giorni nostri. E la magia che si realizza ogni notte con lo spettacolo Vinea lucens. Progettato dal gruppo Orpheo e realizzato finora solamente in Francia, nel suggestivo borgo medioevale di Carcassonne, lo show immersivo in vigna arriva per la prima volta in Italia, a Marino e nel territorio del parco regionale dell’Appia antica, alle porte di Roma. Qui fino a ottobre, a partire dal tramonto, i visitatori potranno passeggiare tra i filari della cantina Parvus Ager e l’attiguo basolato originario dell’antica «regina viarum», scoprendo i misteri dell’agro romano attraverso un tour di 17 tappe durante il quale le leggende romane e italiche si intrecciano ai racconti della famiglia Lulli, che coltiva la vite da oltre 100 anni.

Fonte: Tempo.

La “brillante” invenzione del professor Grimelli: così il vino si fa senza uva.
Una sorta di patina bianca fannosa, mai vista prima, ricopriva le foglie e i chicchi d’uva nei vigneti del ducato di Modena e Reggio. Quel “malanno” venne identificato in seguito come “oidio”, una malattia comparsa perla prima volta in Francia e che dal 1850 si era diffusa in tutta Europa, contagiando pesantemente anche I’ Italia del 1851. Nella preoccupazione generale Francesco Aggazzotti, avvocato, notaio e imprenditore agricolo, “con una predilezione per il settore vitivinicolo” come lui stesso amava specificare, vedendo che nelle sue tenute il morbo stava pregiudicando l’imminente vendemmia, cercò di trovare rimedio esi rivolse all’amico Grimelli. Geminiano Grimelli si era laureato in medicina all’Università di Modena e, dopo aver iniziato la carriera professionale come medico condotto, divenne molto attivo nella vita universitaria e accademica, coltivando nel contempo diversi interessi, che andavano dall’agricoltura alla biologia, fino alla farmacologia.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Settore vitivinicolo in ginocchio “Produzione in calo del 50%”.
L’allarme dell’Aspal per la peronospora che nella Tuscia sta creando problemi seri Settore vitivinicolo in ginocchio “Produzione in calo del 50%”. E’ allarme per la produzione dell’uva anche nella Bassa Tuscia. A comunicarlo è il direttivo dell’Aspal Lazio (associazione produttori agricoli del Lazio) che invita le istituzioni ad intervenire per fronteggiare questa grave quanto inaspettata emergenza. “Purtroppo questa volta a fare le spese delle particolari e anomale condizioni metereologiche – spiega Stefano Giammatteo presidente dell’Aspal – è il settore vitivinicolo che da sempre rappresenta uno dei comparti più importanti dell’agricoltura laziale e nazionale. Un brutto colpo per questo comparto che, come tutta la nostra agricoltura, già versa in condizioni pietose per effetto della pandemia e degli eccessivi costi fissi di gestione dovuti ai rincari del gasolio agricolo, dell’energia, dei fertilizzanti,.

Fonte: Corriere di Viterbo.

Vino e riso, le storie pavesi di chi ha fatto scelte sostenibili.
Fabiano Giorgi, titolare della Giorgi Wines di Canneto Pavese, e Riccardo Preve, alla guida con i fratelli della Riso Gallo di Robbio. Due esempi di imprenditori che lavorano le due eccellenze per antonomasia dell’agroalimentare pavese. Il vino d’Oltrepo e il riso della Lomellina. Produzioni storiche, che però stanno al passo con i tempi che cambiano. «La sostenibilità noi vignaioli la facciamo da sempre, siamo agricoltori che conosciamo la nostra terra, la rispettiamo e prendiamo i suoi frutti – ha spiegato Fabiano Giorgi -. Le produzioni biologiche, anche se non lo scriviamo nell’etichetta, già le facciamo. Cosa c’è di più green di coltivatori che da decenni curano la propria terra? Per noi sostenibilità è anche continuare a mantenere saldi i nostri valori, la storia del nostro prodotto».

Fonte: Provincia – Pavese.

Un talento ereditato I trucchi nella vigna tramandati dai nonni.
La soddisfazione dei vincitori al Ciapél d’oro Bianchi: «Tradizione che portiamo avanti da anni» Selvetti: «Questo è un mestiere che mi appassiona» ¦ «Apprezzo tantissimo lavorare all’aria aperta» dice Compagnoni. Di età diverse e con storie di vita e di famiglia totalmente diverse, ma Donatella Bianchi, Stefano Compagnoni e Matteo Selvetti hanno qualcosa che li accomuna: hanno fatto tesoro del patrimonio dei nonni. Per qualcuno di loro anche dei bisnonni. Non solo in termini di proprietà terriere da coltivare sui terrazzamenti retici, ma daloro hanno ereditato anche i trucchi del mestiere del lavoro in vigna. «Gratifica il nostro vino» Bianchi, che ha primeggiato domenica al Ciapél d’oro a Castione nella categoria più prestigiosa dei vini non etichettati in concorso, Valtellina Superiore Docg, è titolare dell’azienda agricola di famiglia.

Fonte: Provincia Sondrio.

Velenosi-Orto di Paolo, l’accoppiata è vincente.
Si rinnova il progetto tra la cantina e il centro diurno. II ricavato della vendita delle bottiglie di vino viene interamente devoluto II Caffè Meletti ha ospitato la presentazione dei risultati del terzo anno di collaborazione tra la cantina diretta da Angela Velenosi e gli ospiti del Centro Diurno Socio-Educativo ascolano dell’Orto di Paolo. Alla presenza del sindaco Marco Fioravanti, dell’assessore Donatella Ferretti e del direttivo dell’associazione con Mirko Loreti, vicepresidente della Cooperativa Pa.Ge.F.Ha Onlus che gestisce L’Orto di Paolo, le infaticabili Angela e Marianna Velenosi hanno illustrato il lavoro fatto con il progetto di vendemmia. Un progetto nato nel 2020 in piena Pandemia e diventato nel tempo un vero laboratorio occupazionale per favorire l’inserimento lavorativo di persone con disabilitò psico-motorie.

Fonte: Resto del Carlino Ascoli-Fermo.

«Matelica Wine Festival» Tre giorni a tutto Verdicchio.
Da venerdì a domenica degustazioni di vino, musica dal vivo e cibo di strada Protagoniste le etichette delle cantine locali, riconosciute in tutto il mondo. Si comincia con la conferenza sotto il loggiato degli Ottoni, poi la cena. Ultimi preparativi in corso per il Matelica Wine Festival, la tre giorni dedicata al Verdicchio, che come sempre attirerà giornalisti, turisti ed esperti del settore da varie zone d’Italia. L’iniziativa, patrocinata da Comune di Matelica, Istituto marchigiano di tutela vini e dalla Regione Marche, è in programma da venerdì a domenica, e ancora una volta consentirà al pubblico di scegliere tra decine di etichette riconosciute in tutto il mondo. Si inizierà venerdì prossimo con la consueta conferenza di apertura, che si terrà alle 19 nel loggiato degli Ottoni in piazza Enrico Mattei, per proseguire con una cena e degustazione, aperta per la prima volta al pubblico, consentendo di degustare le prelibatezze del ristorante.

Fonte: Resto del Carlino Macerata.

Luva primo evento marchiato “Città europea del vino” «Sarà un richiamo: ci aspettiamo ancora più visitatori».
La “coalizione” Alto Piemonte-Gran Monferrato, di cui la città fa parte, ha vinto il bando per il prestigioso riconoscimento internazionale Il passaggio del testimone con la regione vitivinicola portoghese del Douro è avvenuto nei giorni scorsi a Bruxelles. L’uva, la festa dell’uva di Gattinara, sarà la prima manifestazione che avrà il marchio di “Città europea del vino”. Pochi giorni fa è stato reso noto l’esito del bando a cui anche il paese amministrato da Maria Vittoria Casazza aveva aderito. Insieme ad altri Comuni della Bassa Valsesia e del Monferrato, Gattinara aveva infatti tentato la carta internazionale. Recevin, la rete comunitaria delle 800 città del vino, assegna periodicamente ad una città o ad un territorio il titolo di Città europea del Vino.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Treni storici per il tour delle cantine – Il tour dei treni storici in Salento per portare i turisti nelle cantine.
Il Salento Wine Train è pronto a partire». Lo ha annunciato ieri, durante l’incontro alla camera di commercio di Lecce, l’onorevole Andrea Caroppo, deputato del collegio Lecce-Brindisi. Grazie al progetto che prevede l’utilizzo di treni storici, i turisti saranno accompagnati nelle cantine del Salento per visitarle e per degustare i vini. «In appena tre mesi siamo riusciti a concretizzare l’idea del Salento Wine Train che presto sarà pronto a partire. Sono molto felice che, durante l’incontro di oggi, il presidente della camera di commercio di Lecce Mario Vadrucci e i commissari delle camere di commercio di Brindisi e Taranto Antonio D’Amore e Gianfranco Chiarelli, abbiano espresso l’intenzione di sostenere concretamente il Salento Wine Train», dichiara Caroppo. «Come ho già annunciato qualche settimana fa, l’idea ha riscosso entusiasmo anche nella Fondazione delle Ferrovie dello Stato che, tramite il suo presidente Luigi Cantamessa, mi ha manifestato la volontà di realizzarlo in tempi celeri assieme a tutti i partner coinvolti mettendo a disposizione alcuni dei bellissimi treni storici che possiedono», spiega il deputato.

Fonte: L’Edicola del Sud Lecce.

“Salento Wine Train” ora viaggia a bordo di Fs.
Si sta formando lentamente, ma è sempre più lanciato sui binari della condivisione territoriale e istituzionale il “Salento Wine Train”, progetto lanciato alcuni mesi fa dall’onorevole Andrea Caroppo per valorizzare il patrimonio enologico – e non solo – di tutta [‘area vitivinicola ricompresa tra i territori di Lecce, Brindisi e Taranto. Ieri mattina un terzo incontro presso la Camera di commercio tra potenziali partner dell’iniziativa, con una serie di annunci non di poco conto. Primo, la Fondazione Ferrovie dello Stato entra ufficialmente nel progetto: non sodo in quanta ente noleggiatore del treno storico necessario a mettere in piedi il Salento Wine Train. ma pure come protagonista attiva, quando sarà, del soggetto giuridico incaricato di gestire tutto il percorso.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Lecce.

Flai Cgil e Alpaa: la Regione riconosca lo stato di calamità per il settore vitivinicolo.
È quanto chiedono in una nota congiunta sindacato e associazione di categoria che rappresentano gli addetti e i produttori del settore In Puglia oltre 27mila lavoratori impegnati tra coltivazione dell’uva e produzione di vino Flai Cgil e Alpaa: la Regione riconosca lo stato di calamità per il settore vitivinicolo,, È quanto chiedono in una nota congiunta sindacato e associazione di categoria che rappresentano gli addetti e i produttori del settore agricolo “La Regione Puglia riconosca lo stato di calamità per il vitivinicolo al fine di preservare un settore che ci vede essere la prima regione per numero di aziende che operano nella produzione di vino – circa 400 — e al terzo posto per quelle impegnate in attività primaria di coltivazione dell’uva, oltre 11 mila”.

Fonte: Quotidiano di Bari.

Assovini regionale, Cambria presidente.
Cambio al vertice di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria è la nuova presidente dell’associazione che riunisce cento aziende vitivinicole siciliane. Nominata ieri dal neo eletto Consiglio di amministrazione, Mariangela Cambria, messinese, co-proprietaria dell’azienda vitivinicola Cottanera assieme ai fratelli Francesco, Emanuele e allo zio Enzo, si occupa di marketing comunicazione, accoglienza. Subentra a Laurent Bernard de la Gatinais, che ultima il suo mandato alla presidenza durato 3 anni. Un vertice tutto al femminile con Lilly Ferro alla vice presidenza e Josè Rallo, consigliere delegato al coordinamento delle attività di finanza agevolata.

Fonte: Giornale di Sicilia.

Assovini, cambria guida le associazioni.
Cambio al vertice di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria è la nuova presidente dell’associazione che riunisce cento aziende vitivinicole siciliane. Nominata nella seduta di Lunedì 10 Luglio dal neo eletto Consiglio di Amministrazione, Mariangela Cambria, messinese, co-proprietaria dell’azienda vitivinicola Cottanera insieme ai fratelli Francesco, Emanuele e allo zio Enzo, si occupa di marketing comunicazione, accoglienza. Subentra a Laurent Bernard de la Gatinais, che Wtima il suo mandato alla presidenza durato 3 anni. Un vertice tutto al femminile con Lilly Ferro alla vice presidenza Josè Rallo, consigliere delegato al coordinamento delle attività di finanza agevolata. “Voglio ringraziare tutti i colleghi del Consiglio che mi hanno voluto e appoggiato”, commenta la neo presidente Mariangela Cambria, “assovini Sicilia è una associazione complessa, dalle tante anime.

Fonte: MF Sicilia.

Il vino ‘Perté’ porta Massa in Campidoglio.
II Candia conquista un premio nazionale grazie a un vino speciale, il ‘Perté’ dell’azienda agricola ‘L’Aurora di Francesco’. E’ il Candia a vincere e la città tutta al XXI Concorso enologico internazionale promosso dall’associazione nazionale Città del Vino, non solo perché la cerimonia ha premiato anche la città dove si trova l’azienda agricola ma anche perché quella bottiglia è prodotta al 100% con la ‘Barsaglina’, uvaggio tipico delle colline che alcuni viticoltori apuani hanno saputo recuperare e valorizzare, riportandola a nuova vita dopo un periodo di oblio. La premiazione nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, del presidente dell’associazione Angelo Radica e di altre autorità. Per Massa presenti con Pietro Mosti titolare dell’azienda il sin II vino ‘Perté’ porta Massa in Campidoglio daco Francesco Persiani e il consigliere Filippo Badiali.

Fonte: Nazione Massa Carrara.

‘Rosso’ di Montalcino Exploit nelle vendite- Montalcino, l’ascesa del ‘Rosso’ In crescita vendite e prezzo medio Bindocci: «Siamo a una svolta».
Il presidente del Consorzio del Brunello: «II prodotto è ben posizionato e ha una sua forte identità con una domanda in costante crescita». Sabato iniziative in Fortezza tra degustazioni e musica. Un 2022 positivo con vendite in crescita. Luci accese sul Rosso di Montalcino che sarà protagonista della seconda edizione di ‘Red Montalcino’, di scena sabato in Fortezza dalle 18. Ci saranno abbinamenti ad hoc e un programma che guarda anche a un pubblico giovanile come dimostra la scelta della mixology (dalle 22) e delle performance musicali tra cui quella della dj italiana Greta Tedeschi. E poi un focus con 70 produttori, mentre la sera sarà attiva l’enoteca collettiva con servizio sommelier. Tornando al 2022, vendite in crescita di quasi il 20% e un exploit della domanda nazionale. Incrementi sopra le medie anche per l’export verso Usa, Svezia, Svizzera, Germania e Francia.

Fonte: Nazione Siena.

Coldiretti: attacco UE al vino italiano.
Previsto un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione dei fitosanitari “E’ inammissibile che l’Unione Europea non si renda conto delle conseguenze disastrose che potrebbero scaturire da un atteggiamento inspiegabilmente denigratorio nei confronti di un comparto che rappresenta, oltre che cultura e tradizione, un business primario per il nostro Paese e per Verona”. Queste le parole a caldo del presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini a commento delle conclusioni dello studio complementare sull’impatto del cosiddetto Regolamento SUR pubblicato dalla Commissione europea. In tale regolamento la prevedibile diminuzione della produzione di uva nell’UE dovuta a un contenimento forzato di prodotti fitosanitari utilizzabili in vigneto viene descritta come irrilevante in quanto non si tratterebbe di una coltura essenziale. Le organizzazioni del settore vitivinicolo spagnole, francesi e italiane hanno reagito in modo compatto contro quello che sembra essere un vero e proprio attacco al comparto.

Fonte: Cronaca di Verona.

Collalto Wine Festival con Los Massadores, dj, cibo e degustazioni.
Quattro giorni di festa con “Collalto Wine Festival” che da giovedì a domenica ospita, nella storica cantina Conte Collalto di Susegana (via XXIV Maggio), un calendario di eventi per un intrattenimento all’insegna dello svago e della musica,’ tra vino, dj set, five performer, food truck e area giochi riservata ai più piccini attrezzata con gonfiabili per attività ricreative organizzate e seguite da professionisti. Si comincia il 13 luglio con “Igor S e Lady Brian con i Violini di Filippo Rollando” e il dj Alex-b e Madame Black e family. Venerdì 14 luglio il palcoscenico sarà animato dai caleidoscopici “Los Massadores”, scoppiettante band che ha anche collaborato al film “Leoni” con Neri Marcorè e diretto da Pietro Parolin, girato a Treviso e nella Marca, per il quale ha realizzato la sigla finale “Pianura savana”. Amatissimi dal grande pubblico e celebri peri loro testi ironici, talvolta demenziali. H programma della serata continua poi con la band “Ossi grossi” e vede il finale con dj Alex-b e Madame Black e family.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Nervesa, oggi alla cantina Giusti la mostra evento del cubano Pozas
Apre oggi alle 18 alla Cantina Giusti Wine di Nervesa l’evento-mostra itinerante dell’artista cubano Pozas (40 opere), che unisce arte contemporanea ed enogastronomia lungo la Strada del vino Asolo-Montello che la organizza con MoCA e Arte Laguna Prize. 1118 luglio tappa alla Tenuta Amadio di Monfumo, il 27 al Progress Country e Wine House di Molo e l’1 agosto alla Tenuta Baron di Fonte, sempre alle 18.

Fonte: Tribuna Treviso.

“Le mie box rilanciano il vino senza bottiglia”.
Alessandra Costa, alessandrina di 30 anni, è la fondatrice di SfusoBuono. «Le prime cantine a cui ho bussato mi dissero di no. Consideravano la “bag in box” un passo indietro. Invece è un modo per tornare a un concetto di vino senza troppi fronzoli. Al bicchiere godereccio e quotidiano. È una sfida farlo capire ma ci stiamo riuscendo. Sfida che è diventata duplice quando ho deciso di lasciare il lavoro che mi piaceva e mettermi in proprio.

Fonte: Torino – la Repubblica.

Perché VEGANOK certifica anche il vino?.
Il marchio VEGANOK fa capolino su migliaia di prodotti della grande distribuzione, compreso il vino: una passione irrinunciabile per moltissime persone, ma anche un prodotto spessissimo non vegan, anche se 100% vegetale. Per rispondere a una delle domande più gettonate sulla nostra certificazione, ti spieghiamo perché puoi trovare la certificazione VEGANOK anche sulla bottiglia del tuo vino preferito. Il motivo è legato al metodo di chiarificazione che un’azienda utilizza per diminuire l’intorbidamento proteico del vino che commercializza, così da ottenere un prodotto più limpido e, quindi, più appetibile.
Fonte: VeganOK.

Vino: si consolida la partnership tra I Magredi e Valdo.
Si consolida nel Nord-Est vitivinicolo la partnership tra I Magredi e Valdo, nata negli anni Novanta attraverso un’ampia collaborazione produttiva, unite anche da un approccio alla viticoltura basato sul minor impatto ambientale possibile e dalla volontà di valorizzare le espressioni più tipiche del territorio prossimo alle colline del Prosecco. Dalla sede di Domanins (Pordenone) I Magredi, realtà consolidata della Doc Friuli con una capacità produttiva di quasi 8 milioni di litri, presenta ora una nuova linea di vini fermi Le Tenute Valdo che contempla un Sauvignon Blanc (Friuli Doc), Ribolla Gialla (Venezia Giulia Igt), Pinot Grigio (Friuli Doc), Merlot (Friuli Doc) e Cabernet Sauvignon (Friuli Doc).

Fonte: ANSA.

Il Consorzio vini Valpolicella sdogana il rosso d’estate.
Con la partecipazione a Venezia di oltre 600 winelover alla Loggia maggiore della Pescheria di Rialto si è concluso “Venezia Superiore”, la due giorni del Consorzio vini Valpolicella in Laguna dedicata al rosso del territorio: il Valpolicella Doc Superiore. Un evento-focus per scoprire la contemporaneità e la versatilità di un vino rosso che, forte della sua identità, guarda al futuro e aspira ad incrociare sempre di più l’evoluzione delle tendenze e delle occasioni di consumo, anche in chiave internazionale, e soprattutto in ogni stagione. “Il Valpolicella Doc Superiore rappresenta poco più del 7% della intera produzione della Valpolicella e ha mostrato – sottolinea Christian Marchesini, presidente del Consorzio della principale denominazione rossa del Veneto – di attirare l’attenzione di consumatori molto fedeli a questa tipologia di vino.

Fonte: ANSA.

Sorpresa dalla Toscana del vino: Maremma, Nobile e Orcia in bella crescita.
Gli assaggi per la nuova edizione della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso ci portano in Toscana, in terra di Maremma, ma spostandoci poi sia verso Montepulciano che verso la Val d’Orcia e fino al Giglio. Qui ci confermano le potenzialità di questo areale capace, con confortante continuità e con una bella progressione, di offrire scenari dinamici e non privo di sorprese. Si tratta di una sorta di caleidoscopio enoico in cui è possibile incontrare il sangiovese declinato nella denominazione del Montecucco con i suoi tratti austeri e caratteriali, ma anche quello più immediato e “sbarazzino” proposto dal Morellino di Scansano, benché alle prese con un’annata non facile come la 2022. Ma non solo. La Doc Maremma sta puntando con risultati sempre più incoraggianti sul Vermentino, costruendo una significativa linea di continuità con la produzione di questa varietà che caratterizza da sempre le coste che si affacciano sul mare Tirreno.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino: Rosso di Montalcino vendite 2022 a quasi +20%.
Rosso di Montalcino sugli scudi nel 2022, con vendite in crescita di quasi il 20% e un exploit della domanda nazionale. Incrementi sopra le medie anche per l’export verso Usa, Svezia, Svizzera, Germania e Francia. Lo rileva il Consorzio del vino Brunello di Montalcino a pochi giorni da Red Montalcino, l’evento di pubblico dedicato alla Doc nella Fortezza ilcinese in programma il prossimo 15 luglio. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio prezzi, la crescita tendenziale si attesta a +19% in valore, complice un ulteriore incremento del prezzo medio (+9%), salito nel 2022 ben oltre il surplus dei costi di produzione. “Il Rosso di Montalcino ha superato l’età evolutiva e ora è a un punto di svolta – ha detto il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci –. Il prodotto è ben posizionato sul segmento premium e viene da un biennio di risultati importanti: il prezzo medio aumenta (+13% sul biennio), la domanda horeca risponde molto bene sia in Italia che all’estero, la vendita diretta è in forte incremento per un vino che ha raggiunto la sua piena identità.

Fonte: Montenapo Daily.

Vino, la viticoltura eroica diventa uno show a Chiusa.
Prendono quota con Enovitis Extrême le prove in campo ed esibizioni live di macchine per la viticoltura, che giovedì 13 luglio trasformeranno i vigneti alpini della Cantina Valle Isarco – Eisacktal (Chiusa – BZ) nel palcoscenico delle tecnologie e attrezzature più avanzate per la viticoltura eroica. Dopo la 17^ edizione di Enovitis in campo, gli scorsi 7 e 8 giugno in Valtènesi, la manifestazione itinerante di Unione italiana vini si concentra ora sui vigneti di montagna con un approfondimento specifico sull’utilizzo di macchine operatrici e attrezzature destinate all’impiego in condizioni orografi.

Fonte: Il Messaggero.

Cantina Italia: a giugno 2023 sono stoccati 49,5 milioni di ettolitri di vino (+5,1% su giugno 2022).
Il 53% del vino detenuto è Dop, il 26,9% Igp. Ci sono 20 denominazioni su 526 che contribuiscono al 58,6% del totale. Nelle cantine italiane, al 30 giugno 2023, sono stoccati 49,5 milioni di ettolitri di vino: rispetto a giugno 2022, si osserva un valore delle giacenze superiore del 5,1%, un dato che fa riflettere, in attesa di una vendemmia che ad oggi si prospetta alquanto scarsa. Per quanto riguarda le altre giacenze, ci sono 4,2 milioni di ettolitri di mosti e 49.000 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif). Rispetto a giugno 2022, risultano inferiori sia le giacenze dei mosti (-8,8%) che dei Vnaif (-40,7%). Rispetto al 31 maggio 2023, il dato delle giacenze è inferiore per tutte le tipologie di prodotto: vini (-6,3%), mosti (-14,8%) e Vnaif (-12,3%). Ecco i dati che emergono da “Cantina Italia”, l’ultimo report redatto dall’Icqrf (l’Ispettorato Centrale Qualità e Repressione Frodi del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare) sulla base dei dati contenuti nei Registri telematici del vino.

Fonte: WineNews.

Cembra Cantina di Montagna “rinasce” con i vini eroici.
Anfiteatri naturali tappezzati di viti, ben 708 chilometri di muretti a secco, riconosciuti nel 2018 come bene immateriale del patrimonio Unesco e “paesaggio rurale storico d’Italia” corrono lungo tutta la valle per addolcire le pendenze estreme e il porfido che nei secoli è stata la maggiore fonte di sostentamento dei valligiani si rivelano a sorpresa percorrendo i tornanti di questo spettacolare angolo di Dolomiti a pochi chilometri da Trento. Siamo nella Valle di Cembra, divisa per metà dal torrente Alvisio che, prima di immettersi nell’ Adige, ha scavato la roccia creando una delle valli più vitate (ed incontaminate) del Trentino.

Fonte: Luciano Pignataro.

Una caccia al tesoro vinicolo facilitata dalla tecnologia.
Il turismo del vino, come testimoniato da un rapporto presentato all’ultimo Vinitaly è un fenomeno in crescita. Sempre più italiani amano fermarsi in cantina nelle loro scorribande per il Bel Paese, se non addirittura progettare un viaggio esclusivamente dedicato a degustazioni e acquisti. Uno stile di vacanza che piace molto agli stranieri. Nel periodo della vendemmia, e soprattutto in autunno, infatti girando per le zone più famose dell’enologia italiana si incontrano sempre più auto svizzere, tedesche, olandesi che svolazzano di cantina in cantina. Per chi arriva da un altro Paese c’è anche un incentivo economico oltre che ludico: spendono meno che a casa loro per comprare buone bottiglie.

Fonte: Linkiesta.

STAMPA ESTERA

Pitt accused of looting lucrative French vineyard he co-owned with ex-wife Jolie.
Brad Pitt “looted” the Château Miraval vineyard that he co-owned with ex-wife Angelina Jolie in Provence, spending millions of dollars on swimming pool renovations and a recording studio, lawyers suing the actor have claimed. Nouvel, a company through which Jolie owned a stake in the French winery, said in a filing to a court in California yesterday that it was owed more than $350mn by Pitt and his partners. The company alleged that Pitt “engaged in increasingly outrageous actions to retain control” of Château Miraval, while allegedly “stripping [the rosé producer] of its assets”. The allegations that Pitt acted like a “petulant child” while engaging in a “blatant money grab” are the latest salvo in a bitter legal feud between the Hollywood stars, who filed for divorce in acrimonious circumstances in 2016, with Jolie accusing Pitt of a drunken attack on her and the couple’s children while on a private flight to the US. The 59-year-old has denied the assault allegations and, in previous court filings, accused Jolie of attempting to damage his reputation by selling her share of Miraval “behind Pitt’s back” to Russian-born billionaire Yuri Shefler’s Stoli Group, for $64mn. The depth of the domestic dispute has been laid bare in the lawsuits over the vineyard, which the couple bought for €25mn in 2008. The rosé brand they established at the estate with the help of Rhône winemaker Marc Perrin became a bestseller, generating more than €15mn in profits in 2022, according to the filings. Since the divorce, Pitt has “masterminded a so far successful plan to seize de facto control of Château Miraval”.

Fonte: Financial Times.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 10 luglio 2023!

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Valpolicella Superiore, onda nuova – L’onda nuova della Valpolicella Superiore Rosso gentile alla ricerca della freschezza.
Ernest Hemingway, ospite della Locanda Cipn?ani sull’isolotto di Torcello a Venezia, si dedicò qui alla stesura del suo romanzo `Di là dal fiume e tra gli alberi”. In `compagnia, pate, anche di diverse casse di Valpolicella. La Locanda Cipriani, sita sull’isolotto di Torcello a Venezia, è diventata un mito letterario per aver ospitato Ernest Hemingway nell’autunno del 1948. Giunto a Venezia con la moglie Mary, Hemingway conobbe questo tranquillo scorcio di paracligo e ne rimase conquistato. L’insolito fascino dell’isola lo convinse a trascorrere l’intero mese di novembre nella Locanda Cipriani, dedicandosi alla stesura del suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Pare che a fargli ‘compagnia’ ci fossero anche diverse casse di Valpolicella. A dimostrazione del fatto che il rosso veronese è da sempre sulle tavole e sui banchi del Veneto e può contare su una tradizione risalente e consolidata. Che negli ultimi anni probabilmente si è ritrovata in una sorta di cono d’ombra.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

L’internet delle cose che fa bene anche al vino.
La scienza applicata all’agricoltura. Ne parla il fisico Daniele Trinchero del Politecnico di Torino: per monitorare la vigna si possono collocare molti sensori lungo i filari. Il suo istituto ha costruito delle palle, grandi come quelle di Natale, alimentate con pile a stilo di lega durata Etutta una questione di equilibrio. Se il vino è una miscela perfetta data dall’84%-85% di acqua, dal 1296-15% di alcol, dal 2% di acidi e dalli% di elementi legati alla diversità tipologica, per il clima non si può più parlare di armonia, di corretta alternanza tra giorni caldi e freddi, tra stagioni siccitose e piovigginose: è saltato l’equilibrio. E per discuterne in relazione alla viticoltura per la prima volta si è scelto di parlare di agricoltura di precisione, chiamando nel Monferrato fisici, enologi, docenti di diverse università italiane e del politecnico torinese, tra questi anche il fisico Daniele ‘IYinchero che da dieci anni, tra i primi in Italia, insegna a Torino, ma anche a Rouen, «Internet delle cose»: in sostanza si tratta di tecnologia applicata alla vita pratica, con semplicità e magari anche a costi contenuti.

Fonte: L’Economia del Corriere del Mezzogiorno.

Concorso Città del vino, arrivano due ori Premi a Ramuscello e a Franco Bagnarol.
Sei medaglie, di cui cinque d’oro, per le cantine situate in Città del vino del Fvg al 21° Concorso cnologico internazionale, la cui premiazione si è tenuta, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida e del sindaco Roberto Gualtieri nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio. «Un risultato eccezionale — ha commentato il coordinatore regionale delle Città del vino Tiziano Venturini, presente con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo — che va a rendere merito ai nostri produttori, che oltre a dare vita a grandi vini sono i primi promotori dei propri territori e del Fvg». Medaglia d’oro generale per Cantina roduttori di Ramuscello e San Vito al Tagliamento (Città del vino di Sesto al Reghena), azienda agricola Roberto Scluba (Città del Vino di Premariacco), azienda agricola Franco Bagnarol (Città del vino di San Vito al Tagliamento) e azienda agricola Battista II di Mauro Lorenzonetto (Città del vino di Latisana).

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

Città del vino: a Roma conquistate 6 medaglie dalle cantine regionali.
Cinque gli ori ottenuti al 21′ evento enologico internazionale II coordinatore Fvg Venturini: «È un risultato eccezionale» Sesto al Reghena, I “edizione ha visto la Premariacco, San Vito partecipazione di 1.300 al Tagliamento vini, di cui 1.065 italiani e Latisana in luce e 222 stranieri Sei medaglie, di cui cinque d’oro, per le cantine situate in Città del vino del Friuli Venezia Giulia al 21° Concorso enologico internazionale Città del vino 2023, la cui premiazione si è tenuta, alla presenza del ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e del sindaco Roberto Gualtieri nell’aula Giulio Cesare a Roma in Campidoglio. «Un risultato eccezionale — ha commentato il coordinatore regionale delle Città del vino Tiziano Venturini, presente con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo — che va a rendere merito ai nostri produttori, che oltre a dare vita a grandi vini sono i primi promotori dei propri territori e del Friuli Venezia Giulia». Medaglia d’oro generale per Cantina produttori di Ramuscello e San Vito (Città del vino di Sesto al Reghena), Azienda agricola Scubla Roberto (Città del vino di Premariacco), Azienda agricola Bagnarol Franco (Città del vino di San Vito al Tagliamento) e Azienda agricola Battista II di Lorenzonetto Mauro (Città del vino di Latisana). Per quest’ultima anche una medaglia d’oro categoria forum e un argento forum.

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Concorso Vini di Paramaggiore Nove ori per le Cantine pontine.
La performance All’Azienda Sant’Andrea insieme alle quattro medaglie va il Premio per il vino con il punteggio più alto per regione d’appartenenza Tre medaglie a Casale del Giglio Sotto i riflettori anche la “Tre Terre” Nove medaglie d’oro e il Premio per il vino con il punteggio più alto per la regione d’appartenenza. È questo il bottino dell’enologia pontina al Concorso enologico nazionale di Pramaggiore, in provincia di Venezia. A vincere il Premio per il vino con il punteggio più alto per la regione d’appartenenza è stata l’Azienda agricola Sant’Andrea di Borgo Vodice con il Incontro al Circeo doc, un Merlot che uno dei prodotti di punta della cantina. La stessa cantina poi ha conquistato quattro medaglie d’oro con il Moscato di Terracina Oppidum doc secco, con il Moscato di Terracina Templum doc amabile, con il Dune e con lo stesso Incontro al Circeo doc. Tre medaglie d’oro le ha vinte poi l’Azienda agricola Casale del Giglio de Le Ferriere con il il Satrico, il Viognier il Matidia Cesanese. Mentre l’ottava e la nona medaglia d’oro le ha conquiste l’Azienda vitivinicola “Tre Terre” di Fortunato Maccotta di Sabaudia con il Moscato Igp Lazio e il Malvasia Puntinata Igp Lazio.

Fonte: Latina Oggi.

L’obiettivo del Premio e la mostra dell’enologia italiana.
I particolari Giunto alla sessantaduesima edizione, il Concorso enologico nazionale di Pramaggiore si svolge all’interno della Mostra campionaria dei vini italiani. È rivolto a tre categorie: produttori singoli, produttori associati e aziende vinicole industria lio commerciali. La gestione tecnica del concorso è affidata all’Assoenologi, che ogni anno mette a disposizione centocinquanta enologi, provenienti da varie regioni italiane, per la degustazione dei vini in gara. La scheda organolettica utilizzata è quella usata nei concorsi nazionali e internazionali, approvata dall’Oiv (Organizzazione internazionale della vigna e del vino). La Mostra campionaria dei vini è arrivata invece alla settantasettesima edizione.11 suo obiettivo è promuovere gli stessi vini a livello nazionale, regionale e locale.

Fonte: Latina Oggi.

Premio Vermentino, vince un’etichetta sarda. Sul podio i Doc liguri.
A Castello trionfa Mala, 2° Lunatico, 3° Soffio Foto di gruppo per i tre vini vincitori del Premio Vermentino Premio Vermentino, vince un’etichetta sarda Sul podio i Doc liguri Un vino sardo sul gradino più alto del podio, due Doc liguri al secondo e terzo posto. Sono le sentenze del Premio Vermentino, che lo scorso weekend ha celebrato la trentesima edizione nel borgo medievale di Diano Castello. E’ stato il Mala Superiore di Gallura Docg 2021 dell’azienda Siddùra di Luogosanto, nel Sassarese, ad aggiudicarsi il prestigioso concorso nazionale cui hanno aderito 81 aziende da sette regioni (Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia) per un totale di 125 etichette. A ritirare il premio Enrico Maria Patrizio, responsabile commerciale Nord Italia.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

l premio Vermentino a un’etichetta sarda – Premio Vermentino. Vince un’etichetta sarda. Sul podio i Doc liguri.
A Castello trionfa Mala, 2° Lunatico, 3° Soffio Foto di gruppo peri tre vini vincitori del Premio Vermentino Premio Vermentino Vince un’etichetta sarda Sul podio i Doc liguri Un vino sardo sul gradino più alto del podio, due Doc liguri al secondo e terzo posto. Sono le sentenze del Premio Vermentino, che lo scorso weekend ha celebrato la trentesima edizione nel borgo medievale di Diano Castello. E’ stato il Mala Superiore di Gallura Docg 2021 dell’azienda Siddùra di Luogosanto, nel Sassarese, ad aggiudicarsi il prestigioso concorso nazionale cui hanno aderito 81 aziende da sette regioni (Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia) per un totale di 125 etichette. A ritirare il premio Enrico Maria Patrizio, responsabile commerciale Nord Italia. Al secondo posto e migliore della Liguria, con l’etichetta Lunatico 2022, l’azienda La Carreccia di Casano di Luni nello Spezzino, rappresentata dal fondatore Italo Lavezzari. Terza piazza a pari merito con il Tudurighe 2021 dell’azienda sarda Montefenosu di Muros di fratelli Piras e miglior etichetta del Ponente ligure per il Soffio di Ponente 2022 dell’azienda di Giulia Dell’Erba, con sede a Rezzo e vigne nei dintorni di Albenga.

Fonte: Stampa Liguria.

«In Oltrepo faremo solo gli spumanti» La nuova strategia del gruppo Zonin.
L’annuncio del presidente per l’azienda di Zenevredo Nel giro di quattro o cinque anni la totale riconversione. La Tenuta Oltrenero di Zenevredo si specializzerà unicamente nella produzione dello spumante nel giro di 4-5 anni. E questo l’obiettivo della storia azienda agricola oltrepadana, che dal 1987 è di proprietà del gruppo Zonin1821. Le strategie dell’azienda sono state illustrate di recente nel corso di un incontro tra giornalisti della stampa di settore, il presidente del gruppo Zonin1821, Domenico Zonin, la dirigenza della tenuta, il direttore Paolo Tealdi e il responsabile della comunicazione Giancarlo Parolini; presente anche la presidente del Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese, Gilda Fugazza. Pur avendo privilegiato in questi anni, insieme al Pinot nero, anche le uve autoctone del territorio oltrepadano, come quelle per la produzione di Bonarda, Barbera e Riesling, la tenuta ha deciso ora di puntare solo sulle bollicine, seguendo un trend che sta sviluppando anche il mondo del vino locale (anche se i numeri sono ancora molto bassi, circa mezzo milione di bottiglie di Metodo Classico prodotte in Oltrepo), grazie alle politiche messe in atto dal Consorzio.

Fonte: Provincia – Pavese.

Primo vino affinato nel mare, l’idea di due imprenditrici è diventata realtà – È guinness: nasce il primo vino subacqueo del Molise.
Tintilia e Falanghina da record per l’affinamento nelle acque dell’Adriatico E guinness: nasce il primo vino subacqueo del Molise In autunno sul mercato le bottiglie dei vitigni autoctoni affinate sott’acqua da Le Profondità. II Molise festeggia un ambizioso traguardo: la nascita del suo primo vino subacqueo. Sono migliaia e di diverse tipologie, infatti, le bottiglie immerse da Le Profondità, la prima cantina subacquea della regione che si trova nel mare Adriatico, a 4 miglia e mezzo dalla costa molisana. Dietro al progetto di cantinamento subacqueo la start-up Cobalto, un’impresa molisana tutta al femminile che si occupa di ricerca e innovazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con tecniche sperimentali. Un’iniziativa che investe e promuove la produzione vitivinicola del Molise e, con essa, il proprio incontaminato territorio, dato che tutti i vini della regione da oggi potranno essere affinati nel mare che bagna la costa molisana.

Fonte: Primo Piano Molise.

Gaja-Calabresi dialogo sul futuro del vino – “Non c’è vino senz’acqua” Calabresi e Gaja a confronto su clima e sostenibilità.
Il dialogo oggi a Pollenzo durante un convegno sul rispetto dell’ambiente Il giornalista: “Occorre difendere la ricchezza del nostro ecosistema” di Francesca Bolino «Avevo fatto del produttore di vini il protagonista di un capitolo del mio libro “La mattina del giorno dopo” (Mondadori) dove racconto di quando Gaja l’aveva portato nelle sue vigne, non tanto per mostrargli le viti e l’uva, mai fiori, le api, la senape che cresce, le farfalle, la ricchezza di un ecosistema che bisogna difendere», racconta Mario Calabresi ex direttore di Stampa e Repubblica, oggi direttore della piattaforma di podcast Chora Media, in dialogo stasera alle 18 con Angelo Gaja, tra i più grandi produttori di vini delle Langhe, alla fine di una giornata di convegno all’università delle Scienze gastronomiche di Pollenzo dedicata all’acqua e alla sostenibilità. “Non c’è vino senza acqua”: intorno a questo tema dialogheranno Mario Calabresi e il “patriarca del barbaresco”.

Fonte: Repubblica Torino.

“Le mie box rilanciano il vino senza bottiglia”.
«Le prime cantine a cui ho bussato mi dissero di no. Consideravano la “bag in box” un passo indietro. Invece è un modo per tornare a un concetto di vino senza troppi fronzoli. Al bicchiere godereccio e quotidiano. È una sfida farlo capire ma ci stiamo riuscendo. Sfida che è diventata duplice quando ho deciso di lasciare il lavoro che mi piaceva e mettermi in proprio. Oggi so che prendersi cura di un business da zero non ha eguali». Alessandra Costa, alessandrina di 30 anni, è la fondatrice di SfusoBuono, lo shop online dedicato al vino sfaso di qualità, prodotto da cantine di tutta Italia e venduto in un packaging sostenibile. Laureata in filosofia, con studi da sommelier all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha coltivato la sua grande passione per il vino e ha iniziato a scoprire anche una rete di produttori da cui è partita per dar vita al progetto, condiviso con Paolo Vaccarella, che ha ricevuto il premio FoodeWine Awards 2022. Perché Sfusobuono? «Per nobilitare il vino sfuso, quanto di più distante possa esserci dal vino di bassa qualità.

Fonte: Repubblica Torino.

Roma, tre ori per le Cantine Spelonga al “Città del Vino”.
E’ stato un grande onore per me presenziare a Roma nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio, al XXI concorso enologico Internazionale ‘Città del Vino’ presentato dall’omonima associazione. Sono felicissimo che ad essere stati premiati siano stati il comune di Stornara e le ‘Cantine Spelonga’ di Marilina Nappi, che si sono aggiudicate 3 medaglie d’oro. Questo esalta il duro lavoro ed il coraggio di questa intraprendente imprenditrice, che porta lustro al nostro territorio. E lo spirito giusto per accomunare istituzioni ed imprenditori al fine di valorizzare il nostro patrimonio enogastronomico”- dice il Sindaco di Stornara Nigro.

Fonte: L’Attacco.

Riconoscimenti per tre aziende vitivinicole.
A Roma hanno ricevuto premi in occasione del Concorso internazionale Riconoscimenti per tre aziende vitivinicole MENFI. Importanti riconoscimenti per tre aziende vitivinicole di Menfi ad un concorso nazionale. Le cantine Settesoli, Planeta e Tenuta Stoccatello di Menfi hanno ricevuto a Roma premi per il miglior vino in occasione della cerimonia di premiazione del XXI Concorso Internazionale Città del Vino 2023, organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino, che si è svolta presso l’aula consiliare della capitale alla presenza del sindaco Vito Clemente. Il concorso premia storicamente non solo le aziende che hanno ricevuto il premio, ma anche il sindaco del Comune in cui l’azienda ricade. Quest’anno il premio assume maggior valore per la cittadina belicina, indicata insieme al territorio circostante come “Città Italiana del Vino 2023”. Menfi è stata indicata punto di riferimento dell’enologia italiana proprio dall’Associazione Nazionale Città del Vino, di cui fa da tempo parte. Per il Comune a forte vocazione vitivinicola si è trattato di un riconoscimento quasi dovuto, alla luce della grande attività svolta da anni in questo settore e di un territorio che vanta tantissime aziende, piccole e grandi.

Fonte: Sicilia Sicilia Centrale.

Il Valpolicella doc Superiore conquista Venezia.
Il presidente Marchesini: «Una tipologia che da anni è il 7% della produzione doc: grande potenziale di crescita». Il Valpolicella Doc Superiore a Venezia piace agli addetti ai lavori, ai giornalisti e ai winelover. Dimostrando che nella principale denominazione rossa del Veneto, oltre all’Amarone, c’è anche di più per catturare il gusto dei moderni consumatori italiani e internazionali. II Consorzio e il Valpolicella doc Superiore Con 600 appassionati di vino riuniti alla Loggia Maggiore della Peschiera di Rialto si è conclusa nella città lagunare, giovedì scorso, la due giorni «Venezia Superiore» organizzata dal Consorzio tutela vini Valpolicella e intitolata appunto al Valpolicella Doc Superiore. In degustazione per i veneziani e i turisti c’erano 50 referenze di Valpolicella Doc e Valpolicella Superiore – annate dal 2013 al 2022 – di trentotto aziende della denominazione veronese con Folla di winelover e giornalisti per l’evento in Laguna dedicato alla doc veronese 8600 ettari di vigneto in 19 comuni che esprime oltre 600 milioni di euro di fatturato complessivo, di cui più della metà riferiti alle performance dell’Amarone.

Fonte: Arena.

Il mosto non fermenta: è il «vino non vino» a zero gradi alcolici.
per la legge italiana è classificato soft drink ma in realtà è un vino a zero gradi alcolici, 100% di mosto microfiltrato prima della fermentazione e poi imbottigliato. In questo modo gli zuccheri non fermentano e rimane una bibita molto rinfrescante. L’ha lanciata Bottega, l’azienda vinicola e distilleria di Bibano di Godega, nel Trevigiano, conosciuta per esportare in oltre 150 Paesi il suo Prosecco, vini, distillati e liquori alla frutta, con un fatturato 2022 di 110 milioni di euro, comprensivo dei ricavi dei Prosecco Bar, i locali aperti nei cinque continenti che richiamano le vecchie osterie veneziane, rivisitate e modernizzate. Il vino non alcolico sta raccogliendo forti consensi nei Paesi anglosassoni e, da alcune settimane, anche in Spagna, Francia e Italia. «E’ un’idea che macinavo già 12 anni orsono – afferma Sandro Bottega, che con i fratelli Susanna e Stefano porta avanti l’azienda trevigiana – quando producemmo un amaro senza alcol. Siamo quindi arrivati alla realizzazione di questo soft drink, anche se in tempi non brevissimi. Conosciamo anche altre tecniche, che Potrebbero portare ad altri tipi di “vino non vino”.

Fonte: Corriere Imprese Nordest.

Mom e caldaie: poche richieste bonus, i soldi al Prosecco.
Il bonus consentiva ai lavoratori di pagare il 50% in meno per un abbonamento annuale ai bus e alle corriere della Mom. Ma le richieste sono state poche. Discorso simile per gli aiuti alle imprese per sostituire le caldaie. Poche domande. E così la Provincia ha dirottato i fondi rimasti nel settore ambiente, 200mi1a euro, anche per assegnare un contributo una tantum da 50mila euro alle colline del Prosecco. I1 via libera alla variazione nel bilancio del Sant’Artemio è arrivato a maggioranza nell’ultimo consiglio provinciale. Non senza qualche polemica. «C’e da interrogarsi – nota Antonella Tocchetto, consigliere del Pd – sul fatto che ci siano state poche domande in due ambiti che in realtà sono molto interessanti». «E’ necessario pensare a qualcosa di più specifico e incisivo – aggiunge Anna Spinnato – sviluppando anche una comunicazione attraverso i Comuni più attenta e proficua».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Vino da “oro” internazionale: a Roma un premio alla cantina di Luigino Molon.
La cerimonia del 21. concorso enologico internazionale “Città del vino” si è svolta venerdì scorso in Campidoglio. L’azienda agricola Molon ha vinto anche il premio speciale Forum per il Manzoni Moscato 13.0.25, che è il numero del vitigno. Quella di Molon è un’impresa a conduzione familiare, fondata negli anni Cinquanta da Pietro Molon e Mercedes Baldan. L’azienda è oggi gestita da Luigino, dalla moglie Elide e dai figli Matteo e Chiara, che continuano nella tradizione di chi vive lavorando la terra e curando tutti gli aspetti della produzione: dalla coltivazione dell’uva, alla vinificazione, al rapporto con la clientela. Ad accompagnare l’azienda nella trasferta romana e rappresentare la città l’assessora alle Attività produttive, Lucia Camata. «Un’azienda sandonatese pluripremiata che ha come caratteristiche le passione, costanza e il rispetto per la natura – commenta Camata – una famiglia che è riuscita a raggiungere un traguardo molto importante.

Fonte: Gazzettino Venezia.

Un finanziamento per la Mostra dei Vini.
La Città metropolitana di Venezia prevede nuovi e importanti lavori straordinari alla sede della Mostra nazionale dei Vini di Pramaggiore. Sul piatto ci sono 650mi1a euro circa. La Mostra dei Vini è il padiglione che, nel centro di Pramaggiore, ospita l’omonima mostra nazionale e il Concorso enologico nazionale, il più antico d’Italia. Da dopo la pandemia le premiazioni dei vini eccellenti del concorso si svolgono proprio a Venezia. Il presidente della Mostra dei Vini è lo storico esponente associativo Luciano Moretto. La sede della Mostra dei Vini per metà è di proprietà della città Metropolitana e per metà dal comune di Pramaggiore. Da qui la stipula di una convenzione. Città metropolitana di Venezia e Comune di Pramaggiore hanno già messo a bilancio i soldi per la ristrutturazione. Infatti gli interventi saranno divisi in due lotti.

Fonte: Nuova Venezia.

Treviso wine club nasce il circolo dei buoni bevitori.
Nasce il “Treviso wine club”, gruppo di appassionati del buon bere. L’incontro inaugurale è stato ospitato dal ristorante Plenus Bistrò di Treviso. La serata, intensa e densa di emozioni – quali il vino e il cibo di alta qualità sanno offrire – è stata inaugurata dal presidente del club, Massimo D’Isep, assieme ai fondatori e consiglieri Enzo d’Isanto, Antonio Gatti e Alessandro Botter. Martino Manetti ha presentato Montevertine e i vini in degustazione, con un linguaggio appassionato, semplice e lontano dai tecnicismi, spesso ridondanti nelle degustazioni. C’è solo un modo per capire i segreti del vino: degustarlo ed assaporarlo senza fretta. Montevertine, oggi, è il frutto di un lungo e tenace lavoro, iniziato da Sergio Manetti, padre di Martino. I primi soci sono stati accolti nel club con il solo criterio della passione per il vino e per il cibo oltre alla volontà di scoprire, conoscere e promuovere assieme le espressioni della migliore tradizione italiana ed europea.

Fonte: Tribuna Treviso.

Cammino Unesco Spuntano già i primi escursionisti «Tanti stranieri».
I Comuni si organizzano e diversi privati si preparano a trasformare le vecchie casere in luoghi di accoglienza. Piazza Marconi sabato sera e ieri in grande spolvero. Di lingue e di colori: dal tedesco all’inglese, dallo svedese al giapponese, allo spagnolo. «Il sito Unesco attrae il mondo intero», esulta il sindaco Luciano Vettoretti. Per il suo collega Mario Bailo, di Vidor, quella di ieri è stata, invece, una domenica di riposo, dopo il sabato dell’inaugurazione del Cammino del Prosecco. «Posso testimoniare che i primi “camminatori della bellezza” si sono già visti, per la verità, ancora sabato. Altri ieri», conferma soddisfatto, mentre anticipa che «già alcuni proprietari di casere sulle colline si sono fatti avanti in Comune per capire come trasformarle in oasi di micro ricettività». A Vidor, guarda caso, anche un bar gestito da cinesi si è fatto carico di distribuire le certificazioni del Cammino.

Fonte: Tribuna Treviso.

Un cammino nelle Colline del Prosecco.
Inaugurato l’itinerario di 51 chilometri suddiviso in quattro tappe Un cammino nelle Colline del Prosecco VIDOR (Treviso) – t stato inaugurato il nuovo cammino a tappe di 51 chilometri, interamente sviluppato nel sito Unesco delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che il 7 luglio hanno festeggiato 4 anni dall’ingresso nella World Heritage List. “Inauguriamo un percorso straordinario, che unisce un ambiente eccezionale, a livello naturale e paesaggistico, con la grande cultura enoica. I visitatori potranno davvero immergersi in un territorio dove l’accoglienza è un must e i prodotti enogastronomia sono diventati iconici in tutto il mondo, a partire dal Prosecco” ha commentato Luca Zaia, presidente della Regione del Veneto, che sabato ha presenziato all’ideale taglio del nastro davanti a autorità, stampa e cittadini a Vidor, comune di partenza della via.

Fonte: Voce di Rovigo.

I Mazzei investono in Sicilia: nuova cantina a Zisola.
Dalla Toscana alla Sicilia, cresce l’impronta dei Mazzei nel mondo vinicolo. Dopo Castello di Fonterutoli, nel Chianti Classico, e Tenuta Belguardo, in Maremma, la famiglia è approdata in Sicilia nel 2003 acquisendo, nei pressi di Noto, Tenuta Zisola: tre bagli e 50 ettari di proprietà, di cui 24 di vigneto, a cui, entro fine anno, si aggiungerà il 25esimo a Catarratto. Nel 2022, la cantina in orbita a Mazzei, gruppo da 22 milioni di euro di consolidato, ha realizzato un fatturato di 1,6 milioni (di cui il 55% generato dall’estero) e un ebitda al 36%, con circa 150-160mila bottiglie (di cui circa 90mila solo dell’etichetta Zisola) destinate soprattutto al canale Horeca. Per l’anno in corso, “contiamo di raggiungere un fatturato tra 1,8-2 milioni di euro – racconta a Pambianco Wine&Food Filippo Mazzei, presidente della Marchesi Mazzei – con 180mila bottiglie, per poi raggiungere, nell’arco di 4-5 anni, i tre milioni di euro con 220-230mila bottiglie”.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

1954 Cantine Universali, la cultura del vino a Ragusa.
L’intervento di DFG Architetti Associati nell’enoteca 1954 Cantine Universali: una successione di scenari che cambiano dal contemporaneo all’antico, dal presente al passato. A Ragusa, tempo e persone scorrono, come il vino, tra pietra e legno in un luogo che parla di cultura, tradizioni, famiglia: 1954 Cantine Universali è un’enoteca dove enologia e gastronomia si incontrano per offrire un’esperienza conviviale e sensoriale. Dalla dedizione per un lavoro diventato passione, è sorta l’esigenza di una location per conservare e condividere una storia preziosa, rendendo la nuova enoteca un punto di incontro esclusivo, elegante, accogliente e informale.

Fonte: Interni Magazine.

Alghero, il 15 luglio è Akènta Day: emerge la cantina subacquea.
Torna sabato 15 luglio Akènta Day, evento simbolo dell’estate di Alghero e uno degli appuntamenti più importanti dell’intera Sardegna. La baia di Alghero ospita l’evento della Cantina Santa Maria La Palma, durante il quale si assiste all’emersione della cantina subacquea della Sardegna. Al mattino una flotta di imbarcazioni parte dal porto della città catalana per permettere a tutti i partecipanti di vedere l’emersione della cantina subacquea, poi aperitivo e brindisi. Quindi le barche si spostano in una baia della Riviera del Corallo per una sosta con tuffi, relax e pausa pranzo. Nel pomeriggio su ogni barca un dj set, viene chiamato l’Emersion Party, una festa a filo d’acqua con tanti brindisi. L’evento è già sold out, si può vedere sul sito ufficiale.

Fonte: Unione Sarda.

Vino: alla scoperta di COS e delle sue bottiglie.
Grandi paladini della viticoltura in conduzione biodinamica, COS nasce nel 1980 dai tre amici Giambattista Cilia, Cirino Strano e Giusto Occhipinti, i quali, giovanissimi, devono i loro esordi alla fiducia di Giuseppe, papà di Giambattista, che concede loro l’affitto di vigna e cantina di famiglia per imbottigliare la prima annata. Sono poco meno di 1.500 bottiglie, ma è l’inizio di un’epopea di successo, che porta COS a valorizzare il territorio di Vittoria di Ragusa tramite un lavoro omogeneo tra campagna, dove la vigna è accompagnata alla ricerca di un equilibrio che è anche, propiziamente, sintomo di corretta interconnessione con l’ambiente, e la cantina, dove, tra le prime realtà italiane, la stilistica è guidata dall’utilizzo della tradizionale anfora in fase di vinificazione e affinamento (successivamente affiancata da altri vasi vinari, in cemento vetrificato), recipiente capace di esprimere le caratteristiche più veraci di questo fazzoletto di terra.

Fonte: L’Espresso.

Champagne, la réserve individuelle a 100 quintali ad ettaro per compensare le annate sfortunate.
Paracadute per i vigneron contro gli eccessi del clima. In Italia giacenze e riserve garantiscono gli imbottigliamenti del Prosecco fino a fine 2023. Da una parte il mercato, dall’altra gli eccessi di un clima da cui, come sempre e ancora più del solito, dipendono le fortune di qualsiasi campagna vendemmiale. In mezzo, le necessità e le potenzialità produttive delle aziende, normate e regolamentate dalle diverse denominazioni. In modo più o meno rigido. Fa scuola, e storia a sé, in questo senso, la Champagne, che ogni anno fissa limiti diversi alle rese in base, appunto, all’andamento stagionale ed alle necessità del mercato. Nel 2021, ad esempio, le piogge limitarono la produzione dei vigneti ad appena 60-70 quintali ad ettaro, molto meno dell’anno precedente, quando però il limite fu comunque basso (80 quintali ad ettaro) a causa delle difficoltà di un mercato in enorme contrazione a causa della pandemia di Covid-19.

Fonte: WineNews.

I Castelli Romani brillano al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino. Premiate cantine di Frascati, Genzano, Lanuvio, Marino, Monte Porzio, Ariccia e Velletri.
Alla XXI edizione del Concorso Enologioco Città del Vino i Castelli Romani e le zone limitrofe si sono contraddistinti con le loro eccellenze vinicole, vincendo moltissime medaglie. La premiazione si è svolta presso la Sala Giulio Cesare del Quirinale alla presenza del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’Assessore all’Agricoltura e all’ambiente della Capitale Sabrina Alfonsi, insieme al Ministro Francesco Lollobrigida e all’Assessore della Regione Lazio Giancarlo Righini. L’Associazione Nazionale Città del Vino è nata come «movimento che potesse sostenere le imprese vitivinicole nella promozione del vino, ma al tempo stesso individuava già allora nel valore del territorio la carta da giocare per lo sviluppo delle aree rurali».

Fonte: Castelli Notizie.

In un futuro prossimo berremo tutti vino geneticamente modificato?.
Se c’è quella bottiglia di vino, quella famosa, che vorreste assolutamente con voi su un’isola deserta o in un bunker atomico per sfangare la catastrofe nucleare, cominciate a metterla da parte, a regolarle per bene la temperatura intorno, perché gli ultimi torridi tempi non sono un granché, per il vino. Raccolti dall’esito incerto, maggiori gradazioni alcoliche, modifiche nella struttura organolettica, viticoltura eroica d’altura come necessità e non più moda, costi lievitati. Ill cambiamento climatico è arrivato ad attaccare la produzione vitivinicola da più fronti, diventando un pericolo non solo per la qualità del vino, ma anche per la sua quantità. La minaccia è concreta, e riguarda la sopravvivenza stessa di gran parte dell’attuale produzione, specie quella locata nel Sud Europa e legata alle varietà internazionali. Un quadro di fragilità acuito dai numerosi trattamenti che bisogna fare contro funghi aggressivi come peronospora e oidio, che vengono effettuati a mezzo macchina immettendo un surplus di anidride carbonica nell’atmosfera – il che, a sua volta, contribuisce all’innalzamento delle temperature.

Fonte: Rolling Stone.

Per fare il vino buono serve l’acqua giusta (ma anche la siccità) al momento giusto in vigna.
La ricerca dell’Università di Pisa pubblicata sulla rivista “Frontiers in Plant Science”, premiata dalla Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana. Nella vita, in ogni campo, il tempismo è fondamentale. Anche in agricoltura, e più che mai in viticoltura. E se è convinzione diffusa che le condizioni di stress, quando superate, consentano alla vite di esprimere il meglio delle sue potenzialità, come raccontato tante volte, a chiusura di annate che si annunciavano complesse, se non potenzialmente catastrofiche, e poi risolte in maniera più che positiva sotto il profilo qualitativo delle uve, ora c’è chi ha messo questo nero su bianco con una approfondita ricerca scientifica, la cui sintesi più semplice è che “per fare il vino buono serve l’acqua giusta, al momento giusto”.

Fonte: WineNews.

Cia Cuneo: “Contributi ai produttori di vino per i locali di degustazione e di vendita”.
La Regione Piemonte ha aperto il bando della misura investimenti per la campagna 2023/2024 della Ocm (Organizzazione Comune dei Mercati) riguardante il vino. Sono fondi Ue che lo Stato italiano assegna alle Regioni, le quali poi gestiscono la raccolta, le istruttorie e la graduatoria delle domande. La dotazione finanziaria per il Piemonte è di 3.033.186 euro. Le richieste di sostegno devono essere presentate, con invio telematico, entro il 31 luglio 2023. Possono partecipare i produttori di vino. Vengono finanziate parte delle spese sostenute per la realizzazione o l’ampliamento dei punti vendita aziendali destinati alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti vitivinicoli e insediati all’interno o all’esterno delle strutture di trasformazione e di conservazione. Sono comprese le sale riservate alle degustazioni.

Fonte: Lavocedialba.it.

Sostenibilità: ecco le nuove regole Ue per il settore del vino.
Il settore del vino è in forte crescita. Nel 2022 il fatturato del settore in Italia ha superato per la prima volta la soglia 14 miliardi di fatturato, di cui 7,9 miliardi derivanti dall’esportazione. L’Italia si conferma primo produttore mondiale, con 50,3 milioni di ettolitri di vino prodotto nel 2022. Essere sostenibili per le aziende vitivinicole vino non è più come prima. E’ necessario uno scatto in avanti per cogliere le nuove opportunità della transizione. Negli ultimi anni il settore vitivinicolo ha investito molte risorse sulla sostenibilità concentrandosi sulla qualità del prodotto, sulla produzione biologica e la biodiversità, sulla tutela del suolo e sulla riduzione delle sostanze chimiche presenti nei diserbanti e negli insetticidi.

Fonte: Economy Magazine.

Le 12 migliori enoteche dove bere naturalmente a Milano.
Ci sono vignaioli che ancora credono nel “vino d’autore”, che se ne fregano delle mode, che amano camminare sulla terra incontaminata delle loro vigne senza mai dimenticare le antiche ricette della cultura contadina. Dei Tom Waits del vino, per intenderci. Chiamateli naturali, senza trucco, biodinamici, non importa il termine ma l’idea. Vini non convenzionali che hanno in comune un pensiero etico legato soprattutto al rispetto della terra. In questo senso Milano ha fatto scuola: se c’è infatti una città che prima di altre ha capito la potenzialità e la forza del “bere consapevole”, questa è proprio Milano. Ecco allora le dieci enoteche più interessanti della città dove trovare i migliori vini naturali italiani e non solo.

Fonte: Milano Today.

Meno fitosanitari meno uva, per la Ue va bene ma Italia, Francia e Spagna rivendicano il peso del vino sulle economie europee.
Le Associazioni di rappresentanza italiane, francesi e spagnole rivendicano l’importanza del vino in Europa alla luce delle conclusioni del recente studio della Commissione europea sull’impatto del cosiddetto regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari, in cui si afferma che la prevedibile diminuzione della produzione di uva è irrilevante, in quanto non si tratta di una coltura essenziale. Le organizzazioni del settore vitivinicolo spagnole, francesi e italiane hanno preso atto dello studio complementare appena pubblicato dalla Commissione europea sulle conseguenze del regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari in Europa. L’Unione Europea è il primo produttore di vino al mondo, con il 45% della superficie viticola mondiale. Questo settore ad alto valore aggiunto è vitale per molte regioni rurali europee, genera milioni di posti di lavoro e contribuisce in modo significativo alla bilancia commerciale dell’UE. Tuttavia, questo studio prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione dei fitosanitari, stimatoal 18% in Spagna, al 20% in Italia e al 28% in Francia, senza nemmeno valutare l’impatto del cambiamento climatico che andrebbe aggiunto a questa cifra.La Commissione europea aggiunge nello studio che la produzione di uva non è una coltura essenziale per la sicurezza alimentare europea e che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante. Queste affermazioni ignorano l’enorme contributo economico, sociale e culturale del settore vitivinicolo in molte regioni dell’UE.

Fonte: Federvinii.

STAMPA ESTERA

Her ideal of winemaking extends past the vineyard.
A painstaking process of artistic blending sets a producer apart from others. I first met Maggie Harrison in 2018, when I was on vacation in Portland, Ore. I hadn’t planned to taste any wine, but a friend who worked for a food magazine said that I had to meet this winemaker who worked like an artist. She might have used the word “genius.” I mentioned Harrison to another friend, who’s in the wine business. He echoed the recommendation, describing her ambiguously as a person who had “declared war on wine.” Everywhere I looked online, Harrison was receiving accolades for the results of an unorthodox approach to winemaking, which drew as much from painting — she has a condition known as synesthesia, in which information meant to stimulate one sense also stimulates others — as it did from traditional notions of taste and aroma. Some critics let on that her wines had the complexity, tension and narrative arc of a great artwork. So I sent Harrison an email and received a response that began unenthusiastically with, “Unfortunately it is well known that I don’t like all that many humans.” She seemed to mean it. Still, she agreed to see me. In the directions she sent, Harrison told me to look out for “a garbage can of a warehouse of a winery.” She wasn’t being modest. Antica Terra, her winery in the Willamette Valley, is in a kind of updated Quonset hut, with two loading bays and a row of dumpsters near the entrance. For Harrison, this serves the purpose of discouraging unwanted attention. Warm, funny and observant in person, she cultivates the persona of a curmudgeon, the way an octopus might disguise itself as a rock to throw off sand sharks. Harrison ushered me and a few friends into an industrial space filled with fluorescent lights and bland office furniture. We followed her to a dimly lit room where barrels and wooden cases of wine rose nearly to the ceiling. The aroma of oak hung in the air. A farm table was set with candles, a dish of caviar and an excellent grower Champagne. The scene was so hushed and civilizedlooking, after the dinginess of the exterior, that it was like entering a chapel For Maggie Harrison, wine is an entirely human undertaking requiring intense effort and artistic commitment. through the back of an airport Cinnabon. We were there to sample Harrison’s wine, but to our surprise she began the tasting by pouring for us some of the finest wines from France, which is to say some of the best wines in the world. “I’m having you taste these wines,” Harrison explained finally, “to create a context in which to taste my wines.” To grasp the audacity of this statement, you have to remember that Oregon’s wine culture is, relatively speaking, in its infancy. As far as we know, the state’s first pinot noir vines were planted in 1961, whereas the first vineyards in Burgundy date to at least the first century A.D. Harrison’s most distinctive wine is a pinot noir called Antikythera. The wine comes from a strange little vineyard a short drive from the winery, a rocky hillside watched over by circling turkey vultures. The rows of spindly, stunted vines have only about a foot of soil to grow in, so their roots have to spread out over the underlying bedrock and search its surface for cracks to find nutrients and water.

Fonte: New York Times International Edition.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 9 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Guide de L’Espresso Il vino – Vittoria ai tre paladini.
Grandi paladini della viticoltura in conduzione biodinamica, COS nasce nel 1980 dai tre amici Giambattista Cilia, Cirino Strano e Giusto Occhipinti, i quali, giovanissimi, devono i loro esordi alla fiducia di Giuseppe, papà di Giambattista, che concede loro l’affitto di vigna e cantina di famiglia per imbottigliare la prima annata. Sono poco meno di 1.500 bottiglie, ma è l’inizio di un’epopea di successo, che porta COS a valorizzare il territorio di Vittoria di Ragusa tramite un lavoro omogeneo tra campagna, dove la vigna è accompagnata alla ricerca di un equilibrio che è anche, propiziamente, sintomo di corretta interconnessione con l’ambiente, e la cantina, dove, tra le prime realtà italiane, la stilistica è guidata dall’utilizzo della tradizionale anfora in fase di vinificazione e affinamento (successivamente affiancata da altri vasi vinari, in cemento vetrificato), recipiente capace di esprimere le caratteristiche più veraci di questo fazzoletto di terra.

Fonte: Espresso.

Una nuova etichetta trasparente per vini, spumanti e alcolici naturali.
L’introduzione obbligatoria della lista degli ingredienti per il vino può diventare un’opportunità, come sostiene Naturalia Ingredients, sede in Sicilia a Mazara del Vallo, unico produttore mondiale di zucchero d’uva. La società propone ai clienti un’etichettatura con un codice Qr che racconti l’origine naturale dello zucchero utilizzato ad esempio nella fase di spumantizzazione del vino. «Produciamo e distribuiamo un prodotto naturale, unico ed innovativo, dalla qualità certificata e garantita dal controllo della filiera lo zucchero cristallino dalla frutta», spiega l’ad Maurizio Cambrea, «e con il mosto cristallino di Naturalia il vino può essere spumantizzato con lo zucchero della stessa filiera, senza dover ricorrere a zuccheri alieni».

Fonte: Libero Quotidiano.

Castelvetro e Guiglia: premiati i vini migliori.
Giornata di gala a Roma per le aziende vitivinicoli italiani nel segno della qualità enologica e della bellezza dei territori di tutta Italia. Sindaci con fasce tricolori, viticoltori da ogni regione, per la cerimonia di premiazione del 21° Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023, con la Cerimonia di premiazione, che si è tenuta a palazzo Senatorio, nella imponente aula Giulio Cesare, a Roma in Campidoglio. Il tutto alla presenza di Francesco Lollobrigida, ministero dell’Agricoltura, oltre che del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Protagonista, ovviamente, anche la provincia di Modena. O meglio protagonisti i vini del nostro territorio che ancora una volta hanno fatto la scorta di premi nel conosciuto concorso nazionale. Cinque le attività di Castelvetro, patria del lambrusco, che hanno sfilato in Campidoglio: Corte Manzini, Tenuta Galva Campidoglio La premiazione in municipio a Roma alla presenza del ministro Lollobrigida e del sindaco della capitale Gualtieri na, Azienda Agricola La Piana, Cantina Settecani e Opera 02. A loro si aggiunge anche Terraquilia con sede nella vicina Guiglia.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Cantine friulane premiate a Roma Il vino protagonista al Campidoglio – I produttori friulani premiati con sei medaglie.
Cinque d’oro, per le cantine situate in Città del Vino del Friuli Venezia Giulia al 21. concorso enologico internazionale Città del Vino 2023, la cui premiazione si è tenuta, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida a Roma. La cerimonia I produttori friulani premiati con sei medaglie. Le cantine del Friuli Venezia Giulia hanno fatto il pieno di medaglie – sei, di cui cinque d’oro – alla 2lesima edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023. Medaglia d’oro generale per la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, per le aziende agricole Bagnarol Franco di San Vito, Scluba Roberto di Premariacco e Battista II di Lorenzonetto Mauro, di Latisana. Quest’ultima si è aggiudicata anche una medaglia d’oro categoria forum e un argento forum. La premiazione si è tenuta nei giorni scorsi a Roma, in Campidoglio, nell’aula Giulio Cesare, alla presenza del ministro dell’Agricoltura e sovranità popolare Francesco Lollobrigida e del sindaco Roberto Gualtieri.

Fonte: Gazzettino Friuli.

Le eccellenze regionali valgono 1,4 miliardi – Eccellenze del cibo e valore dei vini pregiati: 1,4 miliardi di export.
Sfiora il miliardo e 400 milioni l’export 2022 del settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, con una crescita del 27,9% rispetto all’anno precedente (+305 milioni di euro). E 17 Eccellenze del cibo e valore dei vini pregiati: 1,4 miliardi di export II Cluster agroalimentare presenta i dati del 2022 con risultati positivi Le vendite all’estero hanno fatto registrare un aumento pari a 305 milioni Le imprese attive Nel dettaglio vi sono 13.556 806 industrie e danno lavoro alimentari e 86 a oltre 28 mila produttori di bevande addetti in tutto Le realtà della pesca il territorio regionale sono oltre 300. Sfiora il miliardo e 400 milioni l’export 2022 del settore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, con una crescita del 27,9% rispetto all’anno precedente (+305 milioni di euro). È questo forse il dato più significativo emerso dal report della Camera di commercio Pordenone Udine sull’attività del Cluster. Attività che riguarda oltre 13 mila aziende disseminate su tutto il territorio e che include la promozione e lo sviluppo del brand “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

Fonte: Messaggero Veneto.

Premio Vermentino, una domenica da gustare.
A Diano Castello oggi termina il lungo weekend di sapori, incontri e visite guidate che accompagna il Premio Vermentino, alla 30* edizione. E’ abbinato alla Festa in Ciassa, con cucina e orchestra dalle 19.30 in piazza Matteotti, a cura di Amici del Castello. L’evento, promosso dal Comune, è sostenutoda Regione e Azienda Speciale della Camera di commercio Riviere di Liguria; patrocinio di ministero dell’Agricoltura, Associazione Borghi più belli d’Italia, Prefettura e Provincia. A trionfare all’edizione 2023 del Premio è stato un vino sardo (la Sardegna è anche terza ex aequo). Sul podio un vino del Ponente ligure e uno del Levante. Ad assegnare i riconoscimenti fra le 125 etichette in concorso (sopra, le bottiglie dei vini liguri) è stata la giuria presieduta da Paolo Massobrio con Lorena Germano, Carla Moretto, Ivano Brunengo, Mirko Cavalli, Roberto Donadini, Lorenzo Moraldo, Giancarlo Orengo, Giovanni Revello e Massimo Volpe.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Premio Vermentino: stand,visite e assaggi – Premio Vermentino, una domenica da gustare.
Premio Vermentino, una domenica da gustare A Diano Castello oggi termina il lungo weekend di sapori, incontri e visite guidate che accompagna il Premio Vermentino, alla 30a edizione. E’ abbinato alla Festa in Classa, con cucina e orchestra dalle 19.30 in piazza Matteotti, a cura di Amici del Castello. L’evento, promosso dal Comune, è sostenuto da Regione e Azienda Speciale della Camera di commercio Riviere di Liguria; patrocinio di ministero dell’Agricoltura, Associazione Borghi più belli d’ Italia, Prefettura e Provincia. A trionfare all’ edizione 2023 del Premio è stato un vino sardo (la Sardegna è anche terza ex aequo). Sul podio un vino del Ponente ligure e uno del Levante. Ad assegnare i riconoscimenti fra le 125 etichette in concorso (sopra, le bottiglie dei vini liguri) è stata la giuria presieduta da Paolo Massobrio con Lorena Germano, Carla Moretto. Ivano Brunengo, Mirko Cavalli, Roberto Donadini, Lorenzo Moraldo, Giancarlo Orengo, Giovanni Revello e Massimo Volpe (foto). Le etichette sono in esposizione al teatro Concordia dalle 17 alle 22.30.

Fonte: Stampa Imperia.

«Danni del maltempo, Verdicchio a rischio».
Il Comune di Matelica scrive a Regione e Governo e chiede lo stato di calamità. Il Comune di Matelica richiede Io stato di calamità naturale a causa della grave situazione che si è venuta a creare nei vigneti del territorio per via del maltempo. Le abbondanti piogge, che a metà giugno sono addirittura sfociate in delle vere e proprie bombe d’acqua, hanno gravemente compromesso la produzione vitivinicola non solo per i danni diretti dei violenti rovesci, ma anche per l’impossibilità degli agricoltori nell’eseguire trattamenti fitosanitari ai vigneti o vederli vanificati proprio a causa delle piogge. Questo ha provocato il diffondersi di specie fungine che hanno distrutto buona parte del raccolto e provocheranno problemi anche nelle prossime annate, in quanto alcune piante non potranno essere più curate e diventeranno improduttive. In molti casi quest’anno non ci sarà proprio raccolto, provocando inevitabilmente delle importanti ripercussioni economiche che metteranno a rischio i bilanci delle aziende agricole, con gravi contraccolpi sull’occupazione locale.

Fonte: Corriere Adriatico Macerata.

Cupra Marittima La Cantina Cerbero premiata a Roma «Siamo Città del vino».
Cupra Marittima nominata «Città del vino» grazie all’importante riconoscimento conseguito dalla Cantina Cerbero al 21esimo concorso enologico internazionale «Città del vino». «Un importante riconoscimento, esteso anche al territorio – dice il sindaco Alessio Piersimoni -. Alla premiazione, infatti, oltre ai produttori sono stati invitati anche i sindaci, poiché il prodotto identifica la zona di provenienza». A Roma, nella sala Giulio Cesare in Campidoglio, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, i fratelli Fabio e Samuele Rivosecchi, giovanissimi produttori, che ovviamente hanno alle spalle anche i familiari, hanno ottenuto per il loro prodotto, «Beatrice 2021, Marche Passerina», il prestigioso riconoscimento della «Medaglia d’oro» assegnato dall’associazione Città del vino.

Fonte: Resto del Carlino Ascoli-Fermo.

Cascina Barban e la riscoperta del Muetto – Il Muetto di Cascina Barban in una Val Borbera da bere.
Val Burbera, ultima valle piemontese al confine con, la Liguria Je la prima dell’Appennino, c conosciuta per il ‘limorasso, un territorio che non smette di stupirci. Questa volta con un vitigno autoctono, il Muetto, prima varietà di uva esclusivamente locale che rischiava di essere abbandonata e che invece è stata recuperata (quest’anno sono usate le prime bottiglie) grazie ad una campagna di crowdfounding (ovvero di raccolta fondi) promossa dall’Associazione Paradiso Val Borbera che ha puntato sul senso di comunità e di partecipazione. Lo scopo del crowdfounding è stato quello di raggiungere la somma necessaria all’iscrizione del vitigno al Registro nazionale delle varietà di vite, necessaria per avere l’autorizzazione a coltivarlo, in caso contrario risultava illegale produrre vino. I fondi raccolti hanno superato le aspettative. Sono secoli che si fa il vino in val Borbera, testimoniato da carteggi che dimostrano ad esempio che già in epoca napoleonica le sponde di Figino, Sisola, Cantalupo, Roccaforte, Itocchetta, Costa Merla sino e Mongiardino erano ricche di vigneti, oggi quasi tutti abbandonati.

Fonte: Corriere Torino.

Vino Canelli Moscato bianco diventa ufficialmente Docg.
È stato pubblicato nella Gazzetta dell’Unione Europea il regolamento della Commissione Ue che riconosce tra le denominazioni di origine protetta anche il Canelli, culla del Moscato d’Asti, che diventa cosa ufficialmente una Docg. II riconoscimento interessa le uve dei vigneti composti esclusivamente dal vitigno Moscato Bianco provenienti da i7 Comuni intorno al Comune di Canelli, punto di passaggio tra Langhe e Monferrato. Per Canelli, luogo bandiera della viticoltura di qualità piemontese e in particolare del Moscato d’Asti Docg afferma il vicepresidente del Consorzio Asti Docg, Flavio Giacomo Scagliola e un riconoscimento particolar mente significativo . ,Si tratta di un tassello fondamentale perla crescita so cio economica di un territorio sempre pi u vocato alleno turismo continua il vicepresidente del Consorzio.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Il vino è arte «espressiva».
Appuntamento con «Apulia Expressions», oggi, nelle cantine Placido-Volpone di Ordona. II vigneto-teatro si trasforma in un contenitore culturale per una sera, aprendo le porte a tutti gli appassionati di arte per tutta l’estate. Si chiama «Apulia Expressions» e «non è solo una mostra, non è solo degustazione di prodotti tipici, ma è anche tanto dialogo sul territorio, affrontato da più punti di vista» viene evidenziato in una nota stampa. Gli ospiti della serata sono Elio Enrico Palumbieri, avvocato del diritto agroalimentare, Raffaello Mastrolonardo, scrittore, la cantautrice Marea e Maria Luisa Dadduzio, copywriter e content specialist, la saggia guida e moderatrice dell’evento. Per i visitatori ci sarà l’opportunità di ammirare le piccole opere d’arte degli illustratori pugliesi che, attraverso il linguaggio visivo, risvegliano emozioni e ricordi legati a questa fascinosa regione.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Primitivo, revocata l’assemblea dei soci del Consorzio – Consorzio di tutela del Primitivo il cda revoca l’assemblea dei soci.
Permane un “disallineamento” tra l’incremento della produzione vinicola Doc ed il calo delle vendite. Una situazione generalizzata che avrebbe prodotto giacenze presso le cantine cooperative e private e che investirebbe anche il Primitivo di Manduria. Uno scenario non semplice a cui ora si somma anche l’attacco della peronospera delle viti, alimentata dalle abbondanti piogge che si sono abbattute nell’ultime settimane sulle colture dell’area ionico-salentina. Ed è proprio in questo scenario che si colloca la decisione del Cda del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria di revocare l’Assemblea ordinaria dei soci che il prossimo 11 luglio avrebbe dovuto valutare l’ipotesi di riduzione o meno delle resa in vigna nella misura massima del 20%delle produzioni provenienti dalla vendemmia 2023.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Il Consorzio: stop al disciplinare sul Primitivo «La peronospora ha fatto danni» – Primitivo, il Consorzio ci ripensa.
Accantonata per ora l’ipotesi del disciplinare per ridurre la resa delle uve destinate alla doc. Il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria ci ripensa e rimanda a tempi migliori, sicuramente non per questa vendemmia oramai prossima, l’idea di ridurre la resa delle uve destinate alla denominazione di origine controllata. La decisione è stata presa al termine dell’ultimo consiglio d’amministrazione del consorzio che, come si apprende da un comunicato stampa, ha tenuto conto dei parere dei consulenti e delle imprese del territorio. Alcune delle quali avevano già espresso pubblicamente contrarietà a portare a 70 quintali per ettaro la resa delle uve di Primitivo già dalla prossima campagna, modificando il disciplinare che fissa l’utile a 90 quintali per ettaro.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Il cammino sui colli del Prosecco.
Inauguralo ieri A Vidor (Tv) ora c’è il “Cammino delle colline” del prosecco in territorio Unesco: 51 chilometri con quattro tappe nell’area vinicola di Conegliano e Valdobbiadene sul modello di quello di Santiago: chi lo percorre vedrà riconosciuto il viaggio, ad ogni passaggio cruciale, con un timbro. Si va da Vidor a Vittorio Veneto e si sviluppa sul filo di cresta delle colline. «I visitatori – ha detto il presidente del Veneto, Luca Zaia, presente all’inaugurazione – potranno davvero immergersi in un territorio dove l’accoglienza è un must e i prodotti enogastronomici sono diventati iconici in tutto il mondo, a partire dal prosecco».

Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.

Villa Sandi si conferma nella Top 100 mondiale delle cantine da visitare.
Per il secondo anno consecutivo Villa Sandi è tra le 100 destinazioni vitivinicole che offrono la migliore esperienza enoturistica al mondo, secondo la classifica annuale World’s Best Vineyards, che premia le più belle aziende vitivinicole. Quest’anno Villa Sandi scala ulteriormente la classifica, salendo dal 7oesimo al 54esimo posto, unica cantina veneta nella top 100 (le altre aziende vinicole italiane sono Ferrari di Trento, la toscana Banff e la siciliana Donnafugata). «Essere per la seconda volta airintemo di una classifica internazionale di così grande prestigio è un risultato prezioso, che conferma l’impegno profuso in tanti anni di lavoro nell’ottica di promuovere il valore dell’accoglienza – spiega U presidente Giancarlo Moretti Polegalo -. Siamo molto legati al nostro territorio e alla storia di queste terre generose.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

L’agricoltura veneta vale 7,8 miliardi.
Cresce il peso dell’agricoltura veneta anche grazie alla lievitazione dell’inflazione. Nel 2022 il valore complessivo della produzione lorda del settore primario in regione viene stimato in 7,8 miliardi di euro, in crescita del + 18,5% rispetto al 2021, informa il report di Veneto Agricoltura pubblicato sul sito. «Si tratta di un’annata particolare che ha subito le conseguenze della guerra in Ucraina con le aziende che hanno dovuto sopportare aumenti pesanti dei costi delle materie, una situazione complicata dalla siccità – commenta il vice presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan – con prezzi in crescita importanti, quest’anno per esempio le quotazioni dei cereali sono cadute del 40% in media. E questo con i costi che hanno solo cominciato a scendere, temo che quest’anno i margini saranno sottoposti a una riduzione significativa». A incidere in maniera preponderante nel 2022 è stato il generale rincaro dei prezzi di mercato. In aumento sia il valore prodotto dalle coltivazioni erbacee (+ 10,9%), sia quello generato dalle coltivazioni legnose (+ 29,1%), nonostante un andamento climatico non ottimale durante l’estate, ma comunque meno penalizzante rispetto a quello del 2021.

Fonte: Gazzettino

Arte e natura nel Cammino tra le colline del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene.
Il Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che in cinquantuno chilometri collega Vidor a Vittorio Veneto, è un filo d’Arianna che attraversa la zona chiave del sito Unesco, un alfabeto di monumenti, un’enciclopedia di storia, arte, fauna, flora. Un patrimonio nel patrimonio che è stato inaugurato ieri mattina dal presidente della Regione Luca Zaia su uno dei belvedere del Tempio sacrario oratorio dell’Addolorata di Vidor in provincia di Treviso. Per l’occasione invece del tradizionale taglio del nastro, sono state liberate circa 2000 farfalle. «Il primo ringraziamento – ha esordito Zaia è per i 2000 proprietari che ci hanno concesso il permesso di entrare a casa loro per permettere realizzazione degli itinerari. Una risposta straordinaria da parte di un territorio al quale abbiamo donato il sito Unesco che ha già dimostrato il suo potere attrattivo. Non è roba per tutti. La provincia di Treviso qualche anno fa aveva 200.000 presenze, oggi abbiamo un obiettivo a sei anni di un milione di presenze, delle quali il 66% saranno stranieri.

Fonte: Gazzettino.

Dalle dolomiti il gelato alle bollicine.
Frizzante e gradevole, come solo il Prosecco sa essere. Ma non in versione liquida. È il gelato “alle bollicene” made in Mig che l’altra sera ha spopolato a Conegliano. in occasione della “Primavera del Prosecco”. Longarone Fiere Dolomiti e, in particolare il gelatiere di casa Yuri Dal Pos con il gruppo di Contaminazioni Stellate, ne hanno portati diversi gusti, ma sono andati esauriti in poche ore. Più di 500 coppette di gelato al Prosecco-cocktail sono state spazzolate dal pubblico presente. «Ci troviamo sulla “Via dell’oro”: Dolomiti Unesco, Colline del Prosecco, Venezia. In un piccolo spazio sono concentrate tante eccellenze che ci rendono unici a livello mondiale» ha detto il presidente di Longarone Fiere Dolomiti, Michele Dal Farra, al Premio Fascetta d’Oro.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Concorso “Fascetta d’Oro” e premi speciali: tutti i vincitori.
Grande festa per il quarto anniversario della nomina delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio Unesco. In piazza Cima, venerdì scorso, la “Notte bianca del Gusto” ha visto la premiazione del concorso enologico “Fascetta d’Oro” a cui hanno partecipato centinaia di cantine. A conquistare il premio speciale “Gran Fascetta d’oro” lo Spumante Brut Rive di San Pietro di Barbozza (2021) delle Terre di San Venanzio Fortunato. Per la prima volta, inoltre, quest’anno è stato indetto il “Premio Unesco”. in collaborazione con l’associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco. Ad aggiudicarsi il titolo, il Docg superiore Spumante Brut Rive di Colfosco e Riva dei Fiori, firmato dall’azienda agricola di Renzo Montesel. Quindi il riconoscimento per la seconda edizione “Scelta green” all’azienda Tanoré.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Il Cammino delle Colline: 51 chilometri d’arte e natura – «Cammino delle Colline una svolta per il turismo».
E’ stato inaugurato ieri a Vidor dal presidente del Veneto Zaia il cammino delle colline Unesco: «Cinquantuno chilometri, 4 tappe, 19 ore per percorrerlo. Avremo come a Santiago de Compostela il timbro che certifica il percorso». Orefice e Filini alle pagine II e III «Cammino delle Colline una svolta per il turismo» “Inaugurato il percorso nei territori dell’Unesco ?«È la nostra Santiago de Compostela: paesaggio sì Il presidente Zaia: «Diventerà un must in Europa» ma anche tanta spiritualità con chiese e abbazie». «QUESTO E’ UN TRACCIATO CHE RICHIEDE A TUTTI COLORO CHE LO FREQUENTERANNO IL MASSIMO RISPETTO». È iniziata in salita, sotto il sole, lungo le 14 stazioni della Via Crucis del sentiero dei Cipressi che porta al Tempio sacrario oratorio dell’Addolorata di Vidor. È lì in cima che ieri mattina si è tenuta l’inaugurazione del nuovo Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. E si è conclusa senza il taglio del nastro, ma con il governatore Luca Zaia avvolto da duemila farfalle mentre tiene tra le mani una magnum di Prosecco superiore Bortolomiol.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Non soltanto segnaletica e indicazioni tutti i percorsi sono mappati su Google.
Da Vidor a Vittorio Veneto un’apposita cartellonistica indica la direzione del Cammino. Il Cammino delle Colline del Prosecco è stato infatti mappato interamente con Google. Se si digita “Cammino delle Colline del Prosecco” su Google, appare la mappa e con l’omino giallo si entra come si fosse a piedi. In alternativa le tracce Gps sono in download nel sito dell’Unesco. Ma esistono anche due Carte Tabacco nel libro “Alla scoperta delle Colline del Prosecco” di Giovanni Carraro. Dei 51 km totali. 11 sono su strada asfaltata. Si parte e si arriva davanti a un municipio. Si lascia l’auto e si torna con il pullman Prosecco Hills (durante il fine settimana) e ad ogni tappa si incontra un paese in cui trascorrere la notte. Da Vidor a Col San Martino poi Tarzo, Follina e Vittorio Veneto. Per il pranzo però sono necessarie deviazioni. Segni particolari: 51 km alla scoperta della geologia, dei siti religiosi e culturali. Giovanni Carraro come referente escursionistico dell’Associazione per il patrimonio delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene Unesco ha tracciato un itinerario che attraversa la Core Zone, tracciando un Cammino che consente di visitare l’intero blocco geologico caratterizzato dagli hogback (paesaggio caratterizzato da un sistema geomorfologico a cordonate e dorsali) delle colline sub-prealpine, un unicum a livello mondiale e che si sviluppano tra Vidor e Vittorio Veneto, nella Core Zone, attraversando 9 dei 12 comuni di quest’area.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Cervi nobili, aquile reali e il Castagno del Paradiso.
Ci sono alberi più belli di un monumento, alberi che rappresentano un paesaggio intero. Giovanni Carraro li fa scoprire. insieme ad altri luoghi e storie poco conosciute, nel suo libro “Alla scoperta delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene”, edito da De Bastiani (verrà presentata giovedì 13 alle 20.30 all’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo): 40 itinerari a piedi, 405 chilometri di sentieri per 2226 chilometri di dislivello. A Tezze, per esempio, seguendo via Duca d’Aosta, dopo un borgo che faceva parte delle storiche cantine Bonotto Delle Tezze. all’incrocio con via Borgo Tonini, si può restare a bocca aperta di fronte alla raffinata eleganza di un esemplare di sophora japonica pendula centenaria, che d’inverno assomiglia un’acquaforte di Goya e d’estate fa concorrenza a un quadro di Rembrandt. Dalle parti di San Pietro di Barbozza, invece, risalendo le pendici delle Bastie, si può deviare sulla Strada dei Mont che segue il crinale e dopo una doppia curva ci si può fermare davanti al “Castegner de Piero”: si narra abbia più di 300 anni e che sia un luogo ideale per meditare abbracciati al suo tronco che sale dritto e slanciato verso il cielo.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Inaugurato il Cammino delle Colline del Prosecco A piedi 51 chilometri nel verde della perla Unesco – Primi escursionisti lungo il tracciato «Facile all’inizio poi è impegnativo».
A piedi 51 chilometri nel verde della perla Unesco Tedeschi, svedesi, inglesi, americani, giapponesi. II sito Unesco richiama già turisti da tutto il mondo. Ieri è stato inaugurato il Cammino delle Colline del Prosecco, 5lchilometri da Vidor fino a Serravalle, lungo sentieri che separano boschi da vitigni. E già i primi escursionisti si sono cimentati nell’avventura. Giuliano Vantaggi (site manager): «Quattro tappe meravigliose e il mese migliore sarà ottobre, porterà colori straordinari» Primi escursionisti lungo il tracciato «Facile all’inizio poi è impegnativo» Ieri le “prove tecniche” Il dislivello complessivo supera i duemila metri. Santuario di Collagù, in comune di Farra. Quassù vi furono insediamenti fin dall’età del bronzo. I pellegrini della vallata veneravano una volta la “Madonna dei Dolori”. Negli anni ’30, per un voto, la famiglia Bottari De Castello fece edificare la chiesetta accompagnata dal campanile, come ora li vediamo, con uno splendido affresco nel portico esterno. Nel 1932 vi furono riposte le reliquie di Sant’Emilio. Tutt’attorno un tripudio di vigneti. Da qui si può raggiungere San Gallo. E il primo tratto di Cammino in cui ieri pomeriggio (ma dopo le libagioni all’Abbazia benedittina Santa Bona di Vidor) sono stati accompagnati i cronisti.

Fonte: Tribuna Treviso.

Aperto il Cammino Colline Unesco «In arrivo turisti da tutto il mondo».
Vidor, liberate 1.200 farfalle al taglio del nastro. Zaia: «Diventerà una meta universale: per questa terra un periodo d’oro» Duemila i proprietari che hanno consentito l’attraversamento dei loro terreni VID OR Tedeschi, svedesi, inglesi, americani, giapponesi. Il sito Unesco richiama turisti da tutto il mondo. E Luca Zaia, presidente della Regione, lancia dall’alto del Sacrario della Madonna Addolorata, sopra Vidor, l’ultima scommessa: «Questo Cammino delle Colline del Prosecco diventerà universale come quello di Santiago di Compostela, un vero e proprio must». Il vescovo Corrado Pizziolo, che gli sta seduto davanti, lo scruta con occhi interrogativi: cosa c’entra un pellegrinaggio religioso con un itinerario quasi enologico? Zaia precisa immediatamente: questo è un Cammino culturale, storico, religioso prima ancora che naturalistico e, se vogliamo, anche enogastronomico. Le tappe, infatti, lambiscono decine di chiese e cappelle. Da Vidor fino a Serravalle: 51 chilometri lungo sentieri che separano i boschi (il 65% del territorio) dai vitigni.

Fonte: Tribuna Treviso.

«Noi, Patrimonio dell’Umanità» Festa per il quarto compleanno.
II 7 luglio 2019 a Baku l’ufficializzazione del riconoscimento A Conegliano la serata con la premiazione delle aziende Docg oi, Patrimonio dell’Umanità» Festa per il quarto compleanno. Il Gran Galà di venerdì in piazza Cima a Conegliano chiude la Primavera del Prosecco Superiore e della Notte Bianca del Gusto. Un’occasione anche per le premiazioni della nona edizione del Concorso Enologico Fascetta d’Oro (49 vini premiati su 242 etichette in gara) e per festeggiare il 4° anniversario della nomina delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene a Patrimonio Unesco. A conquistare il Premio Speciale “Gran Fascetta d’oro” assegnato al vino spumante “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg” che in assoluto ha ottenuto il miglior punteggio, è stato il Valdobbiadene Prosecco Docg Superiore spumante brut Rivedi San Pietro di Barbozza 2021 di Terre Di San Venanzio Fortunato. Per la prima volta inoltre è stato conferito il Premio “Unesco” Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, in collaborazione con l’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Fonte: Tribuna Treviso.

Nessun cestino lungo i 51 chilometri «Sostenibilità, i rifiuti portiamoli a casa».
«L’idea di mappare un percorso tra le colline trevigiane, prendendo spunto dal cammino di Santiago, ha come intento l’essere da volano a un turismo sostenibile» ricorda l’onorevole Gianangelo Bof, anche lui fra i presenti all’evento di ieri. Siccome la quarta tappa parte da Tarzo, lui consiglia di fare il sentiero che lambisce i laghi di Revine e Tarzo. «Li manterremo straordinariamente belli anche attrezzando i laghi di alcune opportunità turistiche» confida a proposito di recenti polemiche. Gianpaolo Vallardi, direttore di Savno, plaude al presidente della Regione, Luca Zaia, quando avverte che nessun cestino sarà installato lungo il Cammino del Prosecco, perchè «è una questione di civiltà, i rifiuti ce li portiamo a casa». Anche Zaia, infatti, ha promesso che quanto prima si farà pellegrino lungo questi sentieri. Parole di ringraziamento, ma soprattutto di incoraggiamento arrivano dalla Chiesa. «Questo è un cammino che, giustamente, è stato indicato come metafora della vita» rilancia il vescovo Corrado Pizziolo che impartisce la benedizione a tutti e a tutto, ai camminatori, ma anche ai residenti, ai coltivatori di Prosecco, ai volontari. Raccomandando a tutti il massimo rispetto per il Creato. Gli alpini si dicono orgogliosi, col presidente della sezione Ana di Vittorio Veneto, Francesco Introvigne — di aver dato una mano installando le tabelle.

Fonte: Tribuna Treviso.

I 1000 Vini d’Italia delle Guide de L’Espresso di Luca Gardini: una rivoluzione di qualità e innovazione.
Ecco il ritorno alla guida vini ben distinta da quella ai ristoranti, entrambe affidate a personaggi esperti quali Luca Gardini e Andrea Grignaffini. Entrambi agiranno con il supporto di una squadra di professionisti del settore per mappare il nostro Bel Paese con gioielli enoici da scoprire e luoghi dove ristorarsi. La Guida Vini racchiude 1000 etichette italiane di 500 cantine con la scelta di Gardini di un paio di etichette, entrambe giudicate in centesimi. Vini degustati alla cieca, spesso prove di botte, vista la decisione rivoluzionaria di uscire prima dell’estate quando, notoriamente, alcuni nettari di Bacco non sono ancora disponibili.

Fonte: identità Golose.

I vini premiati al Sud Top Wine 2022 – Irpinia Doc Aglianico 2019 di Antica Hirpinia.
E’ un fitto rosso rubino ad anticipare un olfatto riccamente fruttato e floreale nel quale non mancano intriganti note dolci leggermente speziate. Un sorso ricco e morbido si ravviva con una verticalità donata da una buona dose di freschezza sul finale. C’è un reale pezzo di storia irpinia in questa cantina, alla quale va il merito di aver prodotto la bottiglia numero uno di Taurasi Docg. Da quel lontano 1992 sono seguiti anni di splendore per la denominazione e per la cantina stessa, che era una società cooperativa fino a quando, nel 2006, è stata rilevata da un gruppo di giovani vignaioli accomunati dalla passione e dall’entusiasmo di produrre vini di qualità. Bere da ora al 2028. A partire da € 13″.

Fonte: Cronache di Gusto.

Come abbinare il vino ai dolci? Ecco perché sono vietati brut e champagne.
I bravi sommelier lo sanno bene: sui dolci non dobbiamo abbinare i vini spumanti secchi. Fanno a cazzotti! Ma non tutti sono esperti di vino o professionisti di settore. Quante volte, ad esempio, abbiamo subito il dispetto del matrimonio fra spumante, o Champagne e panettone il giorno di Natale? Non è un buon abbinamento (molto meglio un Moscato d’Asti) e vi spiego velocemente perché; la regola vale tutto l’anno e per tutti i dolci. Sappiamo che gli abbinamenti cibo/vino possono essere di vario tipo. Esistono quelli tradizionali (legati prevalentemente all’uso popolare o alle ricette di quell’area geografica), per contrasto, per assonanza e, addirittura possono essere indicativi e utili per i meno esperti, anche quelli cromatici.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Nel futuro del vino (non solo americano).
Questa è la rubrica Vino sul Divano. Ogni mese, nell’inserto Cibo, esploriamo le tendenze del vino guardando soprattutto al di là dei confini italiani perché è importante smettere di guardarsi l’ombelico e vedere cosa succede altrove. Secondo un pezzo uscito su Decanter le tendenze e le tecnologie in via di sviluppo negli Stati Uniti guideranno il mondo del vino globale per i prossimi decenni. Una tesi che si traduce nel ruolo sempre più centrale che avranno da qui a breve consumatori con gusti nuovi e tradizioni diverse in un contesto sempre più tecnologico. Salubrità, sostenibilità ambientale oltre che sociale, trasparenza. Parole che non possono essere solo parte di una strategia di marketing ma che sono destinate a diventare stelle polari per gran parte dei consumatori, con tutto quello che questo comporta per il mondo produttivo.

Fonte: Domani.

30 Anni di Verdicchio Le Vaglie, Un Simbolo del Vino Marchigiano nel Mondo.
Il Verdicchio Le Vaglie uno dei simboli del vino marchigiano nel mondo, compie 30 anni. Era il 1993 quando Stefano Antonucci, allora impiegato in banca, decise di rinunciare al posto fisso per investire nel suo sogno: avere una vigna e produrre vino”. “Tutta la vita. Allora ho investito sessanta milioni di lire, cioé la mia liquidazione, per impiantare viti, e qualcuno mi dava del matto”. “Con l’acquisto dei primi ettari in una località che si chiamava Contrada Le Vaglie. E siccome il territorio va imbottigliato ho pensato di chiamare quel Verdicchio con lo stesso nome”.

Fonte: Il Resto del Carlino.

Vino, Casauria protagonista di Gironi Divini nel giorno in cui la pratica per la Docg va a Bruxelles.
Vini che tornano alla terra, visioni, espressioni, stili di narrazione intorno al plot centrale, il territorio, la trama di quel romanzo appassionante che gira intorno al vino identitario autoctono che ogni abruzzese vuol sentirsi raccontare nel bicchiere e che ogni produttore di vino smania per raccontargli. Non poteva esserci esordio migliore per la prima delle quattro giornate Anteprima di “Gironi Divini” che in agosto avrà il suo bagno di popolo a Tagliacozzo (L’Aquila). Calzante il titolo scelto, accattivante la formula lanciata quest’anno dal suo ideatore e coordinatore, il giornalista abruzzese Franco Santini. Una degustazione monstre di quattro batterie di vini abruzzesi – una sessantina di etichette in totale, spaziando anche tra bianchi e rosati prima di passare al core della giornata, i potenti e dinamici rossi della “sottozona” Casauriense, giovani e più agée, alfieri della nuova denominazione sulla rampa di lancio, la Denominazione di origine controllata e garantita “Casauria” – la terza dopo la storica “Colline Teramane” e la più recente “Tullum” – rappresentata da molti dei produttori dell’Associazione Casauria Docg – con sistema di valutazione centesimale come per i concorsi internazionali.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Sabato 8 luglio torna “Calici nel borgo”, a Vertine: oltre 30 aziende gaiolesi con i loro vini.
A Vertine, nel comune di Gaiole in Chianti, appuntamento con la seconda
edizione di “Calici nel Borgo”, sabato 8 luglio, dalle 18.30 alle 23. Nel suggestivo Borgo di Vertine, a poca distanza da Gaiole in Chianti ci sarà la possibilità di degustare i vini Docg e Igt prodotti nel territorio comunale gaiolese. L’evento, giunto alla seconda edizione, è organizzato dall’Associazione Viticoltori di Gaiole (AVG) con il patrocinio del Comune di Gaiole in Chianti. ““Calici nel Borgo” è peraltro un’ottima occasione per scoprire la bellezza del borgo medievale di Vertine – afferma Francesco Verzuri, assessore comunale al turismo, sviluppo e stile di vita – degustando le etichette pregiate di oltre trenta aziende vitivinicole, in uno scenario che è la perfetta sintesi della bellezza del Chianti”.

Fonte: WeChianti.

Bergamo, «Rosso Capitale», il vino con tre capolavori dell’Accademia Carrara.
Il «San Sebastiano» di Raffaello per pochi, santissimi bevitori. L’Accademia Carrara permette a tre suoi capolavori di moltiplicarsi (in duemilaventitré esemplari da collezione) e spingersi oltre i confini museali. Insieme all’iconico santo, anche la «Madonna col Bambino» di Andrea Mantegna e il «Ritratto di giovane» di Lorenzo Lotto compaiono sulle etichette di «Rosso Capitale». Il vino è il felice esito della collaborazione tra l’azienda vitivinicola bergamasca Caminella e la Carrara. Oltre a rappresentare «una nuova tappa per il progetto “Carrara Family”, che coinvolge aziende del territorio» spiega Gianpietro Bonaldi, general manager della Fondazione Accademia Carrara. «Abbiamo già fatto i panettoni, la birra, i biscotti. Ora l’Accademia si lega a Caminella per un progetto dedicato a Bergamo Brescia Capitale della Cultura» spiega Bonaldi.

Fonte: Corriere di Bergamo – Corriere della Sera.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 8 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vino, ecco la risorsa made in Italy perviticoltori.
Un bicchiere di vino 100% prodotto da uva è ciò che i consumatori pensano di bere ogni volta che stappano una bottiglia. Pensiero forse romantico ma purtroppo lontano dal vero e che, a partire da dicembre, potrebbe portare a diversi ripensamenti. La normativa europea, infatti, prevede che a partire dal 2023 i vini —e gli alcolici in generale—vedano indicati in etichetta i valori nutrizionali e la lista degli ingredienti utilizzati in produzione. Una direzione che, da tempo, trova preparata un’azienda italiana, Naturalia Ingredients, unico produttore al mondo di zucchero d’uva. Naturalia Ingredients è uno zuccherificio, nato nel 2009, la cui specializzazione è quella di offrire al mercato mondiale un nuovo prodotto basato sull’estrazione, in forma cristallina, degli zuccheri naturali della frutta. Sede unica in Sicilia, a Mazzara del Vallo; l’azienda produce ogni anno 1300 tonnellate di zucchero cristallino. Ha un fatturato di 7,5 milioni di euro e una quota export del 30%; impiega stabilmente 20 addetti oltre 10 stagionali.

Fonte: Il Dubbio.

Bruxelles taglia pomodori, salsa e vino dalla dieta mediterranea.
La svolta ecologista nei campi colpirà soprattutto la nostra agricoltura Bruxelles taglia pomodori, salsa e vino dalla dieta mediterranea • La Commissione europea è pronta a sacrificare alcune produzioni alla base della dieta mediterranea, dal vino al pomodoro, ritenute meno importanti, pur di portare avanti la propria irrealistica proposta di dimezzare l’uso di fitofarmaci. La denuncia parte da Coldiretti dopo la pubblicazione dell’attesa risposta fornita dalla Commissione alla richiesta del Consiglio di dati e valutazioni a. untive sull’impatto della proposta di regolamento sul settore agricolo. Secondo l’Eurogovemo la proposta non porterebbe alcuna minaccia alla sicurezza alimentare, intesa come disponibilità di cibo, nonostante tutti gli studi realizzati persino da concorrenti commerciali come gli americani, dicano il contrario.

Fonte: Libero Quotidiano.

La Tâche, le junior limitano il calo.
Perdita di valore media alle aste di quasi il 5% per i 19 millesimi dal 2001 al 2019 La Tâche, lejunior limitano il calo di Cesare Pillon Alle protagoniste di questa puntata, le annate junior di La Tâche, quelle del secondo millennio, si riferiva la puntata precedente di questa rubrica quando affermava: soltanto quando conosceremo quale trattamento hanno riservato le aste alle annate del 2000 sapremo esattamente come sono andate le cose. Il chiarimento così esplicitamente richiesto lo fornisce la tabella qui accanto, nella quale le quotazioni di quest’anno sono messe a confronto con quelle dell’anno scorso. Per motivi di spazio vi compaiono le 16 vendemmie più significative, ma il calcolo è stato fatto ovviamente su tutte quelleper le quali il confronto era possibile. E risultato così che i 19 millesimi in questione sono scesi anch’essi di valore.

Fonte: Milano Finanza.

Il recensomane – Se il Sauvignon ci fa sentire tutti Shakespeare.
Capita, da soli o in compagnia, di dover assaggiare il vino; odi assistere a chi, seduto al nostro tavolo, lo degusta anche per noi. In entrambi i casi, una scena sempre imbarazzante e patetica: il naso che s’infila nel bicchiere è decisamente ridicolo, specie se il calice s’appanna a causa del fiuto insistente di chi, manco fosse un cocker spaniel sulle tracce di un tartufo, va a caccia di sentori da poter poi declamare; e il momento dell’assaggio, quel misero sorso tenuto in bocca a labbra serratissime per un tempo interminabile come fosse il bolo di un ruminante, tenendo tutti i commensali con il flato sospeso e soprattutto facendo scaldare la bottiglia di vino nelle mani del cameriere, è probabilmente la vetta più alta della cialtroneria umana.

Fonte: Repubblica Robinson.

Il vino giusto per la bufala.
Alla scoperta dei vini che meglio si abbinano alla Mozzarella di Bufala Campana Dop con i sommelier Ais.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Per il Rosso di Montalcino vendite in crescita (+20%) e produzione in aumento.
Exploit anche delle esportazioni: +50% in Francia e +40% negli Usa, primo mercato di sbocco Vino Qualità emergente Giorgio dell’Orefice I1 Rosso di Montalcino vuole uscire dall’ombra del Brunello. E lo vuole fare forte di vendite in crescita del 20% nel 2022. Risultati messi a segno, tra l’altro, in un anno che non è stato fortunato per i vini rossi Doc italiani. Il Rosso di Montalcino ha invece vissuto un exploit della domanda interna e registrato ottime performance all’estero che vanno dal +5o% in Francia al +40% negli Usa (saldamente primo mercato), fino alle ottime perfomance in Svezia, Svizzera, Germania. A sostenerlo è lo stesso Consorzio del vino Brunello di Montalcino (e che tutela anche il Rosso) a pochi giorni da Red Montalcino, l’evento pubblico dedicato alla Doc nella Fortezza il cinese in programma per il 15 luglio. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio prezzi, la crescita tendenziale del Rosso di Montalcino si è attestata lo scorso anno a +19% in valore, complice un ulteriore incremento del prezzo medio (+9%), salito nel 2022 ben oltre il surplus dei costi di produzione.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Petrolo nella terra benedetta il vino come si faceva una volta.
Petrolo, ovverosia la creatura di Luca Sanjust di Teulada, alla guida della cantina fondata da nonno Gastone nel 1947 (anche se le origini della tenuta sono settecentesche), è uno dei patrimoni della viticoltura italiana. Il lavoro prosegue nel solco tracciato già da mamma Lucia, recentemente scomparsa, obiettivo finale la qualità, ma soprattutto una visione coscienziosamente responsabile dell’attività vitivinicola. Luca sostiene che l’uomo, nel fare il vino e, ancora più in generale, nell’assecondare la natura, debba accompagnare, nella maniera meno invasiva possibile, e a questo si attiene scrupolosamente. Un territorio benedetto, certo, quello della Val d’Arno di Sopra (ora anche Doc), incastonato in un panorama di grande amenità, dove preservare l’equilibrio è compito primario, trasformando con mano leggera, quasi invisibile. L’uva è raccolta a mano, vendemmiata in cassette, con grande selezione effettuata in vigna.

Fonte: Sport Week.

Vites per microzonare il vigneto.
Digitalizzare e rendere le piccole aziende vitivinicole tecnologicamente avanzate attraverso la creazione e la standardizzazione di un processo di viticoltura di precisione completo su tutte le operazioni di campo in vigneto. E questo il primo degli obiettivi del progetto V.In.Te.S. “Viticoltura ed Innovazione per i Vini del Sannio” finanziato dal PSR Regione Campania, Misura 16.1 azione 2 a sostegno di progetti operativi di Innovazione. Una iniziativa innovativa anche per l’uso efficace e strategico della misura di finanziamento PSR in quanto è riuscito a creare un partenariato tra aziende vitivinicole, startup innovative private, università e mondo della ricerca che ha permesso di avere gli strumenti e i dati per aiutare concretamente le aziende nella propria evoluzione tecnologica.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Fedriga sul vino friulano «Prodotto di alta Qualità».
«Il settore della vitivinicoltura è strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia. La Regione è stata impegnata in questi anni a valorizzare e promuovere i nostri prodotti di eccellenza, investendo per farli conoscere il più possibile nei resto d’Italia e all’estero. Credo chele tipicità del Friuli Venezia Giulia abbiano oggi maggiori potenzialità di ampliare la loro presenza sul mercato soprattutto nell’ambito dell’offerta di altissima qualità». È il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha portato alla presentazione degli eventi promossi dal Consorzio Friuli Colli Orientali . «È necessario muoversi in modo coordinato e integrare enogastronomia, cultura e turismo in un unico sistema, sulla scia del lavoro svolto egregiamente dall’assessore Stefano Zannier».

Fonte: Gazzettino Friuli.

Zannier: promuoviamo tutto il vigneto Friuli non le singole etichette.
Fedriga: viticoltura strategica, ora facciamoci conoscere Nuovo logo per l’ente e lancio della Tasting Academy. Fare squadra, unire le forze, mettere a sistema le varie competenze, promuovere il territorio e non i singoli brand, con l’obiettivo di crescere tutti. È il mantra che l’assessore regionale alle Politiche agricole Stefano Zannier ha ripetuto alla conferenza stampa di presentazione della festa per i 50 anni del Consorzio Colli orientali del Friuli. Idee e concetti che anche il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, collegato da Trieste, ha tenuto a ribadire. Idee e concetti che il Consorzio presieduto da Paolo Valle prova a mettere in pratica, tanto che i produttori, per la cena di gala, una delle manifestazioni previste nel programma delle celebrazioni, hanno scelto i vini della Doc da proporre agli ospiti alla cieca, superando le umane gelosie del caso. «Il settore della vitivinicoltura è strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia – ha osservato Fedriga – . La Regione è stata impegnata in questi anni a valorizzare e promuovere i nostri prodotti di eccellenza, investendo per farli conoscere il più possibile nel resto d’Italia e all’estero.

Fonte: Messaggero Veneto.

Un Mare diVino nella piazza di Ostia.
La rassegna Una grande festa all’insegna della qualità che dà spazio anche alle eccellenze gastronomiche Protagoniste le Cantine laziali, si inizia questa sera alle ore 18 e si va avanti fino all’una di notte Degustazioni ma anche performance culinarie live eseguite da valenti chef. Un Mare diVino invade oggi Ostia per una festa di gusto, sapori e sapere. Giunta alla quinta edizione, la manifestazione gode della collaborazione della Regione Lazio e ha ottenuto il patrocinio dell’Arsial e dell’Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma, Si inizia questa sera alle ore 18, e fino all’una di notte appassionati o semplici curiosi troveranno nella storica piazza del litorale romano il miglior vino grazie alla presenza di rinomate cantine laziali, tra le quali anche Amor Vitae di Aprilia e Cantina Sant’Andrea di Borgo Vodice a Sabaudia, e perla zona del litorale sud Cantina Bacco di Nettuno e Cantine Silvestri di Lanuvio. Sarà Antonio Caliendo, assessore al turismo del X° Municipio, ad inaugurare l’evento che si animerà tra banchi assaggi, esperti enologi e sommelier.

Fonte: Latina Oggi.

Bufala & Wine in Love 2023 La mozzarella di bufala campana cerca marito tra i vini italiani.
È aperta la caccia ai migliori pretendenti per un’unica “sposa di gusto”, la mozzarella di bufala campana Dop: parte Bufala e Wine in Love, il tour d’Italia alla ricerca degli abbinamenti top tra vini e mozzarella di bufala campana dop. Il progetto è promosso dal Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana Dop, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier (Ais) della Campania, guidata da Tommaso Luongo, con il coordinamento del delegato Ais di Caserta, Pietro Iadicicco.Si tratta di un format nuovo, dinamico ma anche tecnico-scientifico. Non sarà una classifica né una challenge, piuttosto un catalogo ragionato che ha l’obiettivo di fornire indicazioni sui migliori vini di ogni regione italiana da “maritare” con la Bufala Campana. Si comincia questa settimana con i panel nelle prime sei regioni: Veneto, Calabria, Sicilia, Liguria, Basilicata e Romagna.Entro settembre la conclusione dei lavori e la presentazione dei migliori “promessi sposi” della bufala dop.

Fonte: Metro.

Anche il vino di Zucchero al Premio Vermentino.
Degustazioni a Diano Castello Anche il vino di Zucchero al Premio Vermentino. DIANO CASTELLO ‘ è anche il vino di Zucchero Fornaciari tra i tanti che si possono assaggiare al Premio Vermentino di Diano Castello. La vetrina delle eccellenze enologiche, tornata in scena ieri nel borgo dell’entroterra dianese, entrerà oggi nel vivo con degustazioni guidate ed eventi divulgativi. Quest’anno sono ben 125 le etichette in gara, candidate da oltre ottanta cantine di sette regioni diverse. Il vino di Zucchero, chiamato Di.Vino in omaggio a una sua celebre canzone, non partecipa alla sfida, ma è disponibile per la degustazione presso i banchi allestiti dai sommelier Ais e Fisar. Nel 2022 erano già arrivate a Diano Castello le bottiglie della tenuta Il Palagio, azienda fiorentina di Sting e della moglie Trudie Styler.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

San Lorenzo oggi ritrova i “Vini d’Amare”. Quattro vitigni Doc, teatro, musica e sapori.
San Lorenzo oggi ritrova i “Vini d’Amare” quattro vitigni Doc, teatro, musica e sapori Oggi S. Lorenzo ritrova “Vini d’Amare”, che unisce i quattro vitigni Doc Pigato, Vermentino, Rossese e Ormeasco a un percorso gustoso con animazioni. Il programma della 138 edizione dell’evento, promosso da Polisportiva Valle del S. Lorenzo, Civ Giardino di Magdalae ProdeoUt Regio, si apre alle 19 in piazza Garibaldi, dove si trova la cassa accanto al negozietto ricavato da un antico fondo. Entrata libera, bicchiere a pagamento: s i ricevono collare, bicchiere e ticket per assaggi. La passeggiata ne i carrugi parte dallo spumante Brut Bolle Mare dell’azienda di Fulvio Giribaldi, da uve Vermentino, con assaggi dell’agriturismo Torre dei Paponi. Il primo vino protagonista è il Vermentino: un bianco secco ma morbido, da gustare sotto le stelle con le note di Jazsswing.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Anche il vino di Zucchero al Premio Vermentino.
DIANO CASTELLO ‘ è anche il vino di Zucchero Fornaciari tra i tanti che si possono assaggiare al Premio Vermentino di Diano Castello. La vetrina delle eccellenze enologiche, tornata in scena ieri nel borgo dell’entroterra dianese, entrerà oggi nel vivo con degustazioni guidate ed eventi divulgativi. Quest’anno sono ben 125 le etichette in gara, candidate da oltre ottanta cantine di sette regioni diverse. Il vino di Zucchero, chiamato Di.Vino in omaggio a una sua celebre canzone, non partecipa alla sfida, ma è disponibile per la degustazione presso i banchi allestiti dai sommelier Ais e Fisar. Nel 2022 erano già arrivate a Diano Castello le bottiglie della tenuta Il Palagio, azienda fiorentina di Sting e della moglie Trudie Styler. Per il 2024 l’organizzazione cercherà invece di coinvolgere nella manifestazione la cantina pisana di Andrea Bocelli. Intanto l’odierna giornata di appuntamenti inizierà già alle 9.30 con la tavola rotonda sul Vermentino che vedrà la partecipazione di produttori, ristoratori ed addetti ai lavori.

Fonte: Stampa Imperia.

Torna “Vini d’Amare” la festa dei vitigni Doc – San Lorenzo oggi ritrova i “Vini d’Amare”. Quattro vitigni Doc, teatro, musica e sapori.
San Lorenzo oggi ritrova i “Vini d’Amare” Quattro vitigni Doc, teatro, musica e sapori Oggi S. Lorenzo ritrova “Vini d’Amare”, che unisce i quattro vitigni Doc Pigato, Vermentino, Rossese e Ormeasco a un percorso gustoso con animazioni. ll programma della 13a edizione dell’evento, promosso da Polisportiva Valle del S. Lorenzo, Civ Giardino di Magdala e Prode o Ut Regio, si apre alle 19 in piazza Garibaldi, dove si trova la cassa accanto al negozietto ricavato da un antico fondo. Entrata libera, bicchiere a pagamento: si ricevono collare, bicchiere e ticket per assaggi. La passeggiata nei carrugi parte dallo spumante Brut Bolle Mare dell’azienda di Fulvio Giribaldi, da uve Vermentino, con assaggi dell’agriturismo Torre dei Paponi. Il primo vino protagonista è il Vermentino: un bianco secco ma morbido, da gustare sotto le stelle con le note di Jazsswing. Lo accompagna un piatto di assaggi misti a cura delle donne della Polisportiva. Invia Roma, i ravioli alla ligure degli “chef’ Baccio, Ciccio e Giorgio; possibile anche un menu bimbi.

Fonte: Stampa Imperia.

Arte Vino, un bilancio positivo: si torna al successo “pre-Covid”.
Molto apprezzata l’esposizione a cura di Marco Lodola al castello Arte Vino, un bilancio positivo: si torna al successo “pre-Covid” È stata un successo la 17esima edizione di Arte Vino a Maleo: numeri pre-Covid. «Fra gli elementi innovativi che l’hanno caratterizzata spiccano l’apprezzata location del castello Trecchi, l’esposizione artistica di fama mondiale a cura di Marco Lodola, la collaborazione con l’ordine degli architetti e con Kaos focale per le mostre fotografiche, lo special guest Roberto Resta col suo showcookirig e la scelta di tomare alle origini garantendo centralità al vino anche con le degustazioni proposte dalla cantina Poderi San Pietro e dalla Cantina Giorgi e alle eccellenze agroalimentari – commenta il sindaco Dante Sguazzi -; un grazie particolare va ai 70 volontari che si sono impegnati e ai proprietari del castello Trecchi che hanno concesso l’uso degli spazi anche per le prossime edizioni.

Fonte: Cittadino di Lodi.

I vini di Hermau collezionano premi.
L’azienda agricola di Pianazzola è una delle undici che hanno ricevuto il riconoscimento della guida «Bollicine nel mondo» I vini di Hermau collezionano premi Il titolare: «E’ tutto a conduzione familiare e le lavorazioni avvengono unicamente nella nostra sede». L’azienda chiavennasca Hermau Vini Alpini ha ricevuto lo scorso 7 giugno, al teatro Manzoni di Milano, un prestigioso premio conferito dal magazine Identità Golose dell’Espresso, nell’ambito della guida “Bollicene del mondo”. Un riconoscimento prestigioso, si diceva, poiché conferito solo ad 11 aziende su un totale di 680 produttori di tutto il mondo inseriti nella guida: «Nel 2022 – spiega Maurizio Herman, il titolare – siamo stati inseriti all’interno della guida e quest’anno abbiamo ricevuto uno degli Awards per la categoria “Vitigni rari per il nostro spumante. Una bella emozione e una grande soddisfazione anche perché si tratta di un riconoscimento che non siamo andati a cercare ma che ci è stato conferito unicamente dopo aver per davvero assaggiato i nostri prodotti».

Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.

Premio Ercole 2023: ecco i nove vini sul podio del concorso enologico.
Sono nove i vini vincitori del Premio Ercole 2023, il primo concorso enologico ufficiale del Molise, nato a Macchia d’Isernia, piccolo borgo dalla storica vocazione vitivinicola. Quattordici le cantine in gara, a competere su 9 categorie: Tintilia doc Rosso, Tintilia doc Rosso Riserva, Tintilia doc Rosato, Molise doc Rosso, Molise doc Aglianico, Molise doc Falanghina, Molise doc Trebbiano, Biferno doc rosso, Biferno doc Bianco. Questi i vincitori: la Cantina Angelo D’Uva con il suo Kantharos Biferno doc bianco 2022 (punteggio 86,2), le Cantine San Zenone con il Clivia Molise doc bianco 2022 (punteggio 87,2), la Cantina Di Majo Norante con il Molise doc Falanghina 2022 (punteggio 86,4), le Tenute Martarosa con il Tintilia doc rosato 2022 (punteggio 86,4), Borgo di Colloredo con Gironia Biferno doc rosso 2017 (punteggio 87,8) e Campo in Mare Molise doc rosso 2020 (punteggio 90), la Cantina Di Majo Norante con Sassius Molise doc Aglianico 2015 (punteggio 87,6), la Cantina Valtappino con Embradur Tintilia doc rosso 2020 (punteggio 89) e la Cantina Lagatta con Tintilia doc riserva 2018 (punteggio 89,2).

Fonte: Primo Piano Molise.

La Coldiretti «Paghiamo a caro prezzo i cambiamenti climatici».
G. nella serata di giovedi il presidente della Regione Alberto Cirio aveva fatto una serie di sopralluoghi e incontri con i sindaci dei comuni più coinvolti, annunciando in diretta l’avvio delle procedure per la richiesta dello stato di calamità naturale. Ieri i funzionari deIl’Assessorato all’Agricoltura della Regione hanno effettuato i sopralluoghi tecnici in alcune delle zone del Roero e dell’Albese, in particolare nei comuni di Vezza d’Alba, Montà d’Alba, Canale, Alba, Grinzane e Diano d’Alba dove si riscontrano gravi danni alle coltivazioni: vite e nocciolo principalmente ma anche su altri fruttiferi e sui cereali. Colpa di una violenta grandinata a macchia di leopardo, accompagnata da vento e pioggia, che ha colpito un’estesa parte di territorio, dall’altopiano di Poirino alla zona del Moscato, attraversando il Tanaro e toccando il Roero. Secondo il presidente di Confagricoltura Torino, Tommaso Visca «danneggiate le coltivazioni orticole: quelle in pieno campo come zucche e zucchine; i cereali, in particolare II grano che non era stato trebbiato.

Fonte: Corriere Torino.

Grandine, un disastro per viti e nocciole «Perso anche il 90% delle coltivazioni» – Dalle nocciole alle viti, un disastro.
Ai piedi delle viti, sui pendii tra Guarene e Corneliano d’Alba, ci sono decine di piccoli grappoli d’uva, squassati da chicchi di grandine che parevano «palle da tennis» e ora sull’erba. «FF un bel danno, che sconforta», dice Paolo Lora, So anni, agricoltore da una vita. Quasi si commuove: «Facciamo tanta fatica e in pochi minuti, tutto distrutto». La tempesta perfetta è durata un quarto d’ora. Una sventura biblica, per nocciole e vitigni. a pagina 4 Dalle nocciole alle viti, un disastro. Il telone sforacchiato di un orto, lungo la strada che corre sotto al castello di Pralormo, è la prima traccia del disastro, risalendo da Torino: da queste parti di pianura, la grandine di giovedì pomeriggio se l’è presa con i campi di zucche, zucchine e mais, soprattutto. Più avanti, sui pendii tra Guarene e Corneliano d’Alba, ai piedi delle viti ci sono decine di piccoli grappoli d’uva, squassati dai chicchi di ghiaccio e sbattuti sull’erba. «E un bel danno, che sconforta», dice Paolo Lora, 8o anni, agricoltore da una vita.

Fonte: Corriere Torino.

La Disfida del vino col Distretto agroalimentare.
Dalla sala rossa del Castello è iniziato il percorso dei distretto agroalimentare di qualità vini di Puglia, un progetto che poggia le sue fondamenta su aree tematiche come: sviluppo della filiera, qualità, innovazione e valorizzazione. «Il nostro progetto – ha spiegato la presidente del distretto Marianna Cardone – mira a riunire sotto un unico cappello chiamato Puglia tutte le aziende che producono vino di qualità, ormai strumento di pro- mozione del nostro territorio». A oggi, al distretto aderiscono 60 cantine, enti di ricerca quali I1 Crea, la Fondazione Its Locorotondo Puglia, l’Università del Salento, quattro consorzi di tutela e associazioni datoriali come la Cia e la Copagri. Questa squadra è destinata a rafforzarsi accogliendo nuove adesioni e «intercettando l’inanziamento utili a realizzare i quattro assi fondanti di questa iniziativa».

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Bari.

“Rosè di sera”, la Notte dei Rosati di Puglia.
Giunto alla quinta edizione, “Rosé di Sera” è il più grande percorso di degustazione dei vini rosati pugliesi al quale aderiscono tutte le aziende pugliesi che vinificano in rosato. “La Puglia è la terra del rosato, qui abbiamo le migliori produzioni e questo trend è sempre più in crescita in Italia e nel mondo: con ‘Rosè di Sera’ contribuiamo a raccontare un prodotto che sempre più identifica una regione ricca di eccellenze”, dice Vincenzo Signoriello, presidente dell’ARCI Travel di Stornara, che organizza l’evento patrocinato dalla Regione Puglia, dall’Agenzia regionale del turismo PugliaPromozione, dal Comune di Stornara, dall’Unione dei Comuni 5 Reali Siti, dal GAL Tavoliere, dall’Associazione Italiana Sommelier di Foggia e dalla stessa “La Massaria — Agriresort”.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Medicea Wine Festival. Un debutto d’autore – Un brindisi all’estate. Il grande debutto della kermesse di vini. Premiati i migliori calici.
«Medicea Wine Festival» proseguirà fino al 16 luglio con un ricco calendario. Calici in alto e un brindisi all’estate. Su il sipario sulla 48esima edizione di «Medicea Wine Festival». Buona la prima per l’iniziativa inaugurata ieri a Cerreto Guidi nella splendida cornice del giardino della Villa Medicea. L’apericena offerto dagli «Amici della Villa» e accompagnato dalla degustazione dei vini vincitori del Concorso Enologico «Rubino Mediceo», ha ufficialmente aperto un weekend di appuntamenti ideali per intrattenere chi non va al mare ma resta in città. Territorio e sapori saranno i grandi protagonisti del «Wine Festival» organizzato dal Comune e dalla Pro Loco con la collaborazione delle contrade del Palio, il Gaceb, il Cnn Buontalenti e il mondo dell’associazionismo locale.

Fonte: Nazione Empoli.

Cinquanta cantine in vetrina a Bagnone – Quando l’assaggio è… “Divino” Degustazioni e brindisi nel borgo.
Bagnone, oggi e domani la kermesse che ospita 50 cantine offrendo una panoramica su 150 etichette. Oggi e domani a Bagnone l’appuntamento è con la degustazione di vini e prodotti tipici nell’ambito di “Bagnone DiVino”. Alla sua quarta edizione la rassegna enogastronomica, organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Bagnone, riporta nelle suggestive piazze del paese una vetrina di vini e prodotti alimentari con masterclass che si alternano nei due giorni per attirare l’attenzione di intenditori e appassionati. Sono 50 le cantine vinicole presenti quest’anno per un totale di 150 etichette che potranno essere degustate con il supporto dei sommelier dell’associazione nazionale AIS o agli stand dei produttori. Si parte alle 18.30 di oggi in piazza Roma con la masterclass sui formaggi del territorio con degustazione a cura di Onaf, Massa Carrara – La Spezia, per passare alle 19 in piazza Casamenti alla “Scuola dell’Acciuga” con presentazione dei prodotti e degustazione.

Fonte: Nazione Massa Carrara.

Recuperate le bottiglie di vino dell’Institut Agricole Régional lasciato ad «affinare» in fondo al Lago Verney nel 2014.
Giovedì scorso, 6 luglio, immersione di un team valdostano di subacquei (composto da Gaetano Aiello, Roberto Dalla Zanna, Emanuele Prato, Frank Vanzetti, Daniele Pes, Fabio Ventrice, Antonio Saponaro, Debora Furini, Gaetano Madia, Nicole Montesanti, Nicholas Ricciardello e Alessandro Cortinovis) al Lago Verney, al Piccolo San Bernardo, per il recupero di alcune bottiglie sul fondale. In particolare si tratta di un centinaio di bottiglie di vino bianco frizzante che l’Institut Agricole Régional aveva deciso – nel 2014 – di fare affinare in fondo al lago (a una quindicina di metri di profondità), in un ambiente buio e stabile. Purtroppo la morte prematura di un membro del team dei subacquei (Paul Cugnod) aveva destabilizzato l equilibrio del gruppo e il recupero delle bottiglie è slittato di alcuni anni. Ora, anche per onorare la memoria di Paul Cugnod, si è deciso di chiudere il cerchio e di riportare in superficie il vino che sarà riconsegnato all’Institut per le successive verifiche organolettiche.

Fonte: Valle’ Notizie.

l vitigno autoctono “Roussì” dell’Institut Agricole nel Registro nazionale delle varietà.
l’Institut Agricole Régional ha raggiunto il traguardo dell’iscrizione delle proprie uve autoctone Roussin di Morgex nel Registro nazionale delle varietà. Un risultato ottenuto – si legge in una nota dell’istituto di Aosta – «dopo un approfondito lavoro di caratterizzazione ampelografica». Attualmente coltivate in pochissime unità in tutta la Valle d’Aosta, esse hanno negli ultimi anni attirato l’attenzione di numerosi viticoltori, interessati a riportare in auge un vitigno strettamente imparentato con il Prié blanc, andando così ad ampliare la gamma di prodotti enologici del territorio. Dal momento che la normativa europea vieta l’adozione di nomi di vitigno contenenti toponimi, il vitigno è stato iscritto con l’unico sinonimo noto: “Rouss3”. Il risultato è peraltro frutto di un più ampio progetto sperimentale dell’Unità di ricerca viticoltura ed enologia della scuola esordito nel 2018 e finalizzato al miglioramento genetico e sanitario dei vitigni autoctoni. In tale ambito, l’Institut Agricole ha osservato una tendenza sempre più evidente a costituire e a utilizzare cloni non soltanto tra vitigni nazionali e internazionali bensì anche a livello locale e su superfici ridotte.

Fonte: Valle’ Notizie.

Il vino di Molon sbaraglia i rivali e vince a Roma.
Un successo oltre ogni aspettativa per l’azienda storica di Luigino Molon, ieri a Roma per il Concorso Enologico Internazionale Città del Vino. Nella splendida cornice dell’Aula Giulio Cesare, in Campidoglio a Roma, si è svolta ieri in mattinata la cerimonia di Premiazione del XXI Concorso enologico internazionale Città del Vino, con il conferimento della medaglia d’oro e del premio speciale Forum all’azienda sandonatese “Luigino Molon” premiata per il Manzoni Moscato 13.0.25, ovvero il numero che contraddistingue il vitigno. Un riconoscimento che onora sia l’azienda del cavalier Luigino Molon, sia la Città di San Donà di Piave. È stato degustato da una selezionata schiera di giudici ed enologi esperti nel settore che sono rimasto stupiti da questo vino davvero unico. E ad accompagnare l’azienda alla premiazione è volata a Roma Il vino di Molon sbaraglia i rivali e vince a Roma anche l’assessore alle attività produttive, Lucia Carrata.

Fonte: Nuova Venezia.

Migliori cento vigne al mondo Villa Sandi si conferma e sale.
Oltre alla cantina di Crocetta solo quattro cantine italiane presenti Nei voti considerate anche l’ospitalità e l’attenzione all’ambiente Migliori cento vigne al mondo Villa Sandi si conferma e sale 11) al 70° al 54° posto nella “World’s Best Vineyards 2023”: Villa Sandi migliora significativamente, rispetto allo scorso anno, il suo posizionamento nella Top 100 delle più belle aziende vitivinicole del mondo. Una classifica esclusiva nella quale sono solo quattro le cantine italiane presenti: Ferrari Trento, Banfi e Donnafugata, oltre alla cantina di Crocetta del Montello della famiglia Moretti Polegato. «Essere per la seconda volta all’interno di una classifica internazionale di così grande prestigio è un risultato prezioso, che conferma l’impegno profuso in tanti anni di lavoro nell’ottica di promuovere il valore dell’accoglienza» commenta il presidente Giancarlo Moretti Polegato. E infatti la classifica stilata sulla base delle nomine raccolte da una VotingAcademy (composta da 500 tra giornalisti, sommelier, esperti di viaggi ed enoturismo di tutto il mondo) segnala annualmente le migliori esperienze di accoglienza in una realtà enoturistica, premiando le aziende vitivinicole che i wine lovers dovrebbero “visitare almeno una volta nella vita”.

Fonte: Tribuna Treviso.

Cantina subacquea in adriatico per i vini molisani.
Primo vino ad affinamento subacqueo in Molise grazie ad una start-up tutta femminile che ha realizzato la cantina subacquea in mare, a 4 miglia e mezzo dalla costa molisana. Un progetto pensato durante la pandemia e realizzato dalla start-up che si occupa di ricerca e innovazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con tecniche sperimentali. L’iniziativa è rivolta a tutta la produzione vitivinicola del Molise: tutti i vini molisani da oggi potranno essere affinati nel mare Adriatico.
A essere immersi in acqua grazie al sostegno di un’azienda termolese specializzata in lavori marittimi, le bottiglie di vitigni autoctoni: Tintilia e Falanghina molisana. Dopo diversi mesi di affinamento subacqueo, a 38 metri di profondità, con bottiglie sigillate con tappi rivestiti da una speciale miscela di ceralacca, il vino è in grado di sviluppare una complessità di aromi e sapori generati da fattori difficilmente riproducibili sulla terraferma. La profondità di immersione, l’azione delle onde, una temperatura costante con pochissime variazioni stagionali, così come la scarsissima penetrazione dei raggi solari, lo differenziano a livello olfattivo e gustativo da quelli tradizionali.

Fonte: Federvini.

In Molise una delle più grandi cantine subacquee d’Italia: bottiglie a 38 metri sotto il mare.
Saranno disponibili in autunno sugli scaffali i vini firmati “LeProfondità”. Dietro al progetto c’è Cobalto, startup di ricercatrici tutta al femminil. Immaginate enormi casse con migliaia di bottiglie di vino di diverse tipologie, incrostate di alghe e creature marine, che affinano a 38 metri sotto il livello del mare, a pochi chilometri dalle coste del Molise: si chiama LeProfondità ed una delle più grandi cantine subacquee d’Italia. Ad essere immersi nelle acque dell’Adriatico sono in particolare i vitigni autoctoni del territorio, come Tintilia e Falanghina, e, in futuro, la location sarà disponibile a tutti i vini della Regione che vorranno sperimentare questa tecnica innovativa. I vini affinati nel mare saranno immessi sul mercato a partire dall’autunno. Dietro al progetto di “cantinamento subacqueo” la start-up Cobalto, un’impresa molisana tutta al femminile che si occupa di ricerca e innovazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con tecniche sperimentali, mentre la logistica è stata affidata ad un’azienda molisana specializzata in lavori marittimi e subacquei. 
Si tratta dell’ultimo esempio di una tendenza, quella dell’affinamento dei vini sott’acqua, che da qualche anno ha conquistato nel mondo aziende, enologi ed appassionati.

Fonte: WineNews.

I migliori vini delle “Città del Vino”: 43 Gran Medaglie d’Oro, Italia in testa con 27.
Concorso Enologico Internazionale Città del Vino n. 21. Da Cantine Lunae a Cantina di Bolzano, da Colosi al TrentoDoc Revì, ecco i top wines. “Grande qualità a livello nazionale ed internazionale – ha affermato il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – naturalmente prevale quella italiana, anche in questa circostanza, e sono veramente contento che amministrazioni ed imprenditori, in una rete diffusa, promuovano un’eccellenza italiana che è il nostro sistema vitivinicolo. Naturalmente ci sono anche delle grandi criticità che vanno affrontate: la protezione dall’Italian sounding, la protezione del nostro mercato, evitando che il nostro vino venga accusato di essere il problema, invece di una virtù che garantisce convivialità e benessere. A queste cose il sistema Italia deve saper rispondere nella maniera più attenta”.

Fonte: WineNews.

Antinori Art Project. Tutte le opere site specific installate nella cantina immersa nel Chianti.
Dal 2012 l’Antinori Art Project porta avanti un programma dedicato all’arte contemporanea, che negli anni ha portato la cantina a popolarsi di opere d’arte. Una commissione site specific all’anno, circa, affidata a un grande artista del panorama contemporaneo. Immersa, letteralmente, tra i vigneti della Toscana sorge una delle cantine più antiche del mondo: Antinori. É addirittura dal 1385 che la famiglia porta avanti la passione per il vino, in un rapporto simbiotico con la terra. Là dove risiede la sua casa e da dove provengono i frutti che la sapienza trasporta in bottiglia. Dal 2012 il legame si è fatto ancora più stretto, viscerale, con l’apertura della nuova sede: una monumentale struttura scavata nelle terre del Chianti Classico. Concepita dall’architetto Marco Casamonti, l’edificio si sottrae alla vista – dalla strada non si intravede che una sottile linea di cemento – e affonda nelle profondità della collina ricoperta di vigne. Letterale, dunque, l’immersione nella terra tanto amata; simbolico, invece, l’impatto discreto sul paesaggio, un invito alla comunione con la natura.

Fonte: ArtsLife.

I vini premiati al Sud Top Wine 2022 – Campi Flegrei Dop Falanghina Luce Flegrea 2021 di Cantine del Mare.
Campi Flegrei Dop Falanghina Luce Flegrea 2021 – Cantine del Mare
Un vino che nasce dall’uva, ma anche dal mare e dal vento e da una terra vulcanica come quella dei Campi Flegrei. I suoi profumi sono ricordi di erbe di campo, di foglie appena bagnate e di piccoli frutti gialli. Un sorso estivo e rinfrescante, in un equilibrio gusto-olfattivo mirabile. L’azienda di Gennaro Schiano è un belvedere che guarda al Monte di Procida con vecchie vigne che affondano le loro radici nel sottosuolo flegreo: un terreno vivo che fa giocoforza alla tranquillità regalata da un’esposizione pressoché costante del sole e da una ventilazione quasi mista tra iodio da un lato e zolfo dall’altro. Bere da ora al 2028. A partire da € 18.

Fonte: Cronache di Gusto.

Pitigliano underground:domani sabato 8 luglio visita guidata alle cantine scavate nel tufo.
Sabato 8 luglio, a Pitigliano, torna “Pitigliano underground”, con nuova visita guidata alle cantine monumentali scavate nel tufo e degustazione dei prodotti del territorio. L’evento, promosso dall’associazione Cantine nel Tufo di Pitigliano con il patrocinio del Comune, offre l’occasione per osservare da una prospettiva diversa la parte più antica della città, riscoprendo il fascino della Pitigliano sotterranea. Il programma prevede: alle ore 10 ritrovo in piazza Garibaldi, all’ufficio turistico e partenza per raggiungere la cantina monumentale della Fratta con degustazione guidata dei vini La Biagiola Winery. Seguirà la visita guidata del centro storico. Alle 13 e 30 tradizionale merenda toscana; visita alla cantina monumentale della Cantina di Pitigliano con degustazione guidata dei vini della Cantina di Pitigliano accompagnata dai prodotti del territorio.

Fonte: Centritalia News.

Ogni bottiglia parte da quasi 5mila euro,
il rosso più caro d’Italia è di Montecassiano.
La sua produzione però è un mistero.
Dai pendii maceratesi arriva Megixtone, il prodotto di Gianluca Guerrini: «Si tratta di un’esperienza irrinunciabile per collezionisti ed appassionati». La cantina dove viene prodotto è inaccessibile a chiunque. La stessa segretezza avvolge le modalità di lavorazione delle uve. Ogni potenziale cliente deve passare una specie di selezione per poterlo comprare. Nessuno lo ha ancora recensito.

Fonte: Cronache Maceratesi.

Torna Terre Sicane Wine Fest tra vino, turismo e natura.
Nuova edizione per il Terre Sicane Wine Fest, l’appuntamento siciliano dell’estate che celebra vini, paesaggio e capitale umano delle Terre Sicane. Un viaggio ideale da Menfi a Contessa Entellina passando per Sciacca, Sambuca, Montevago e Santa Margherita Belìce. Dal 28 al 30 luglio l’appuntamento è nell’Abbazia di Santa Maria del Bosco a Contessa Entellina. “In cinque anni il Terre Sicane Wine Fest è cresciuto tantissimo e partendo dal vino ha creato connessioni sempre più forti – spiega Leonardo Spera, Sindaco di Contessa Entellina – grandi sinergie che oggi si intrecciano con le produzioni sicane ormai diventate un brand conosciuto e di valore, con l’accoglienza tipica locale e il turismo naturalistico ed esperienziale che è parte della vita sostenibile dei nostri borghi”.

Fonte: ANSA.

Vino e mixology, dal Rosso di Montepulciano nasce Romantico Talosa.
Romantico Talosa è un drink dedicato alle colline di Montepulciano, area in cui, dal 1972, sorge Fattoria della Talosa, cantina produttrice di una delle eccellenze del territorio: il Rosso di Montepulciano. Strutturato ma allo stesso tempo delicato e dotato di grande piacevolezza, il rosso di Toscana è stato scelto dal bartender Daniele Chiarini per creare un cocktail capace di esaltarne al massimo le caratteristiche e di far parlare le colline in cui questo vino prende vita. Quella di legare vino e mixology è una scelta particolarmente voluta dall’azienda, guidata da Edoardo Mottini Jacorossi, a rappresentare il forte desiderio di innovarsi continuamente e di puntare a coinvolgere anche i giovani incuriosendoli e avvicinandoli al mondo del vino con originalità.

Fonte: MixerPlanet.

Cento bottiglie di vino recuperate dal lago Verney dopo otto anni.
Una sperimentazione molto particolare, con il deposito di alcune bottiglie di vino bianco in profondità in un lago ad alta quota per vedere gli effetti sul prodotto finale. E’ accaduto a La Thuile, al Piccolo San Bernardo. E’ la prima volta che viene portato avanti un test di questo tipo in un lago a oltre 2 mila metri di quota… era già accaduto per esempio al mare, nel Parco marino di Portofino.

Fonte: RaiNews.

Tenute Lombardo e il Sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, premiati al Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023.
Durante la prestigiosa cerimonia di premiazione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023, che si è tenuta oggi nella sala Giulio Cesare in Campidoglio, Tenute Lombardo e il Sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, hanno ricevuto un meritevole riconoscimento per le eccellenze enologiche del territorio di Caltanissetta. Il concorso di rilevanza mondiale nel settore vinicolo ha riunito sindaci e produttori per promuovere le tradizioni e le eccellenze enologiche, offrendo l’opportunità a commissari itineranti, tra cui enologi, acquirenti, importatori, tecnici e giornalisti provenienti dall’Italia e dall’estero, di partecipare alle sessioni di degustazione e conoscere i vini in competizione e i territori di provenienza. Quest’anno sono stati presentati ben 1.287 vini provenienti da numerosi comuni italiani e da 10 paesi di tutto il mondo.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

Quest’anno scegli le vacanze in base ai vini.
Questa estate le vacanze sceglile in base ai vini da portare a tavola, oppure in spiaggia per un pic nic, o in montagna. O perché no, una merenda al lago! CARPINETour è il tour dedicato ai vini dell’estate ispirati a cinque mete vacanziere facili da raggiungere ma da relax assoluto, tanto più sorseggiando un calice di ottimo vino in compagnia! Un unico litorale sabbioso che corre ininterrottamente per chilometri e chilometri: acqua limpida e fitta macchia mediterranea. L’ideale per il kite surf o per andare a cavallo sulla sabbia. Il tratto più selvaggio, verso Macchiatonda, è il setting perfetto per un pic nic, anche frugale. L’importante è che nel calice ci sia il Cru di Vermentino Valcolomba, il sentore del mare, la freschezza dei venti e la solarità della Maremma.

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 7 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

La vite è una cosa meravigliosa – Cesarini Sforza, tutta la nobiltà del Trento doc.
Azienda relatativamente recente (è nata quasi cinquant’anni fa, nel 1974) ma dal cuore antico (la famiglia era originaria del dicato di Trento e si trasferì due secoli fa nell’allora Principato Vescovile di Trento visto che Filippo aveva assunto il ruolo di podestà) Cesarini Sforza possiede uno dei più affascinati panorami enologici italiani, nel cuore del Trento doc, dove nascono tra i migliori spumanti metodo classico italiani. Il fondatore Lamberto Cesarini Sforza, aiutato da un ristretto numero di soci e amici, selezionò alcuni vigneti di uve Chardonnay e Pinot Nero di qualità, e si dedicò personalmente – seguendo la tradizione agricola della famiglia a migliorare di anno in anno la conduzione e la produzione: dal 1976, quando nacque il primo spumante Cesarini Sforza elaborato secondo il Metodo Classico o oggi è stata una crescita inesorabile, che è passata attraverso l’arrivo, nel 1985, del primo Rosé Metodo Classico proveniente da uve di Pinot Nero coltivate sulle colline della Valle di Cembra (oggi una cosa consueta, ma allora fu davvero un atto punk) e, l’anno dopo, nel 1986, la nascita della prima Riserva Aquila Reale prodotta utilizzando solo uve Chardonnay coltivate sopra i 500 metri, tuttora prodotto di punta (e premiatissimo) dell’azienda. La mia attenzione negli ultimi tempi si è appuntata in particolare sui vini della linea 1673, tutte mirabili.

Fonte: Giornale.

Enologia sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottiglie – a cura di Riccardo Lagorio Azienda Agricola Colline della Stelld’ An ny Rose Ricordo un giovane Andrea Arid, amante della cultura del cibo locale e sperimentatore che cercava di farsi spazio nell’affollato mondo del vino. Eravamo li li per cambiare secolo, pensa te!, e già allora tutto lasciava presagire quanto l’intuito lo avrebbe condotto verso stilemi e morfologie di Franciacorta del tutto personali. Così è stato. Fino a quando, per casualità, mi giunge notizia che con uva Barbera da vigne allevate con sistema di pergola bresciana (che presumo perciò di certa età), in territorio di Collebeato (in area esterna quindi alla ricercata denominazione sia per vitigno sia per luogo, ma accanto a casa), è arrivato Anny Rose, il metodo classico che porta il nome della moglie Anna. Che invitante il colore rosa perla quando si svuota nel bicchiere dopo 36 mesi di permanenza sui lieviti, che attraenti il profumo di prugnolo selvatico e lo scorrere delle bollitine piccole e chiacchierone8.

Fonte: Il Settimanale PMI.

I Distretti del cibo fanno gola.
DALLE STRADE del vino in Toscana al distretto rurale dell’Ogliastra. I distretti erano soltanto 65, oggi sono quasi duecento (188, per la precisione). Parliamo dei Distretti del cibo, istituiti nel 2018 con lo stesso spirito che aveva guidato la costituzione dei distretti industriali: rafforzare le attività (e le relazioni sociali) del territorio. Ma l’obiettivo è anche preservare il paesaggio rurale e garantire la sicurezza alimentare. Strutturati come una rete orizzontale, nell’ultimo anno sono aumentati del 33 per cento, e anche gli stanziamenti dei governi sono in crescita. Il record spetta alla Toscana, con ben 41 distretti, mentre ci sono cinque Regioni che non ne hanno neanche uno.

Fonte: Repubblica Venerdi.

“Un Mare di Vino” approda sul litorale.
Ostia, degustazioni e sfide culinarie a piazza Anco Marzio dalle 18 all’una di notte “Un Mare diVino” approda sul litorale Le prime calde giornate di luglio aumentano la voglia di stare all’aperto, magari al mare dove il clima si fa più dolce, ancor più con un bicchiere di vino alla giusta temperatura. Per gli amanti del mondo vitivinicolo il weekend nella capitale offre Ostia come tappa obbligata, per vivere l’esperienza di “Un Mare diVino”, giunto alla sua quinta edizione. Preziosa e ideale occasione per gli appassionati di enologia, che nella giornata di sabato dalle 18 all’una di notte, assisteranno a showcooking, incontri con esperti e sommelier dai palati raffinati, poi gli assaggi gourmet di chef invitati alla kermesse di piazza Anco Marzio, realizzata in collaborazione con Regione Lazio e con patrocinio di Arsial – Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio e dell’Assessorato Grandi Eventi del Comune di Roma.

Fonte: Messaggero Cronaca di Roma.

Master con i sommelier, laboratori di pesto al mortaio. Tavola rotonda sul vino, mercatino, assaggi ed escursioni.
Saranno tre giorni intensi. Dalle 10 di oggi il Concordia ospita il 9° Master del Vermentino, concorso di Associazione italiana sommelier (Ais) Liguria. La prova finale, alle 16, sarà aperta al pubblico, alle 18 la premiazione. La giuria comprende il presidente ligure dell’Ais, Marco Rezzano. Dalle 16 alle 20 saranno esposte le 125 etichette in concorso, dalle 18 alle 20 degustazione delle etichette all’esterno del teatro. Domani alle 9.30, sempre al Concordia, tavola rotonda sul Vermentino con produttori e ristoratori, assaggi; alle 17 degustazione del Ruché, alle 18 iniziative nelle vigne con Fai giovani e alle 18,15 premiazione del concorso. Nelle vie e piazzette si terrà un mercatino alm? 0(ore 17.30-22.30)e in piazza De Forestaci saranno degustazioni e laboratori allo stand Assaggia la Liguria della Regione: dalle 18 alle 19,39 olio Dop, alle 20 e 21.30 laboratorio di pesto al mortaio.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Il Premio Vermentino soffia su 30 candeline.
Oggi il Premio Vermentino soffia su 30 candeline: il tradizionale appuntamento con il concorso dedicato al vino Doc veste a festa Diano Castello fino a domenica. Il Premio, promosso dal Comune guidato dal sindaco Romano Damonte, ha superato quota 120: per il quarto annodi fila, il concorso nazionale si migliora ancora, facendo registrare un nuovo record di etichette. Sono 125 intotale, di cui 11 perla sezione “particolari e innovative produzioni”. Aderiscono 79 cantine, per tutte le zone di produzione: sette regioni (Liguria, Toscana, Sardegna, Lazio, Umbria, Puglia e Sicilia). Rosso “ospite” il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, da un vitigno dell’Astigiano. La qualificata commissione di valutazione, presieduta da Paolo Massobrio, ha già espresso da tempo i verdetti, ma i nomi dei vincitori saranno resi noti soltanto nella cerimonia di sabato alle 18.15 al teatro Concordia.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Roccavignale – Rebecca, la granaccia rosé ha conquistato l’America.
Dai vigneti strappati all’incuria Rebecca, la granaccia rosé ha conquistato l’America Un’altra medaglia d’oro per la granaccia dell’azienda agricola RoccaVinealis di Roccavignale. L’importante riconoscimento arriva da New York: il vino valbormidese ha partecipato al concorso “Granaches du monde”, conquistando il palato dei sommelier in giuria. «Lo scorso anno avevamo vinto lo stesso concorso con il nostro vino rosso, il Gublòt — racconta Amedeo Fracchia, sindaco oltre che produttore insieme a Stefano Perugini, Paolo Anelli e Davide Bosio – Oggi volendo la controprova sulla bontà della granaccia savonese, abbiamo partecipato con il rosato, la Rebecca, ed è stato un altro successo. La felicità più grande è avere il riscontro che, anche in territori abbandonati, è possibile ottenere un prodotto unico, che piace anche oltreconfine.

Fonte: Secolo XIX Savona.

Premio Vermentino 125 etichette in gara – Il Premio Vermentino soffia su 30 candeline.
Il Premio Vermentino soffia su 30 candeline Oggi. il Premio Vermentino soffia su 30 candeline: il tradizionale appuntamento con il concorso dedicato al vino Doc veste a festa Diano Castello fino a domenica. 11 Premio, promosso dal Comune guidato dal sindaco Romano Damonte, ha superato quota 120: per il quarto annodi fila, il concorso nazionale si migliora ancora, facendo registrare un nuovo record di etichette. Sono 125 in totale, di cui 11 per la sezione-particolari e innovative produzioni”. Aderiscono 79 cantine, per tutte le zone di produzione: sette regioni (Liguria, Toscana, Sardegna, Lazio, Umbria, Puglia e Sicilia). Rosso “ospite” il Ruche di Castagnole Monferrato Docg, da un vitigno dell’Astigiano.

Fonte: Stampa Imperia.

Master con i sommelier, laboratori di pesto al mortaio. Tavola rotonda sul vino, mercatino, assaggi ed escursioni.
Saranno tre giorni intensi. Dalle 10 di oggi il Concordia ospita il9° Master del Vermentino, concorso di Associazione italiana sommelier (Ais)Liguria. La prova finale, alle 16, sarà aperta al pubblico, alle 18 la premiazione. La giuria comprende il presidente ligure dell’Ais, Marco Rezzano. Dalle 16 alle 20 saranno esposte le 125 etichette in concorso, dalle 18 alle 20 degustazione delle etichette all’esterno del teatro. Domani alle 9.3 0, sempre al Concordia, tavola rotonda sul Vennentino con produttori e ristoratori, assaggi; alle 17 degustazione del Ruché, alle 18 iniziative nelle vigne con Fai giovani e alle 18,15 premiazione del concorso.

Fonte: Stampa Imperia.

Roccavignale – Rebecca, la granaccia rosé ha conquistato l’America.
Dai vigneti strappati all’incuria Rebecca, la granaccia rosé ha conquistato l’America Un’altra medaglia d’oro per la granaccia dell’azienda agricola RoccaVinealis di Roccavignale. L’importante riconoscimento arriva da New York: il vino valbormidese ha partecipato al concorso “Granaches du monde”, conquistando il palato dei sommelier in giuria. «Lo scorso anno avevamo vinto lo stesso concorso con il nostro vino rosso, il Gublòt — racconta Amedeo Fracchia, sindaco oltre che produttore insieme a Stefano Perugini, Paolo Anelli e Davide Bosio – Oggi volendo la controprova sulla bontà della granaccia savonese, abbiamo partecipato con il rosato, la Rebecca, ed è stato un altro successo. La felicità più grande è avere il riscontro che, anche in territori abbandonati, è possibile ottenere un prodotto unico, che piace anche oltreconfine.

Fonte: Stampa Savona.

Venere porta Bacco al mare.
La prima cantina a 38 metri di profondità a 4 miglia e mezzo dalla costa di Termoli, nata da un’impresa tutta al femminile dopo l’incontro tra Sandra Palombo e Lucia Criscolo che hanno lavorato al progetto in piena pandemia Covid. Venere porta bacco al mare La prima cantina a 38 metri di profondità a 4 miglia e mezzo dalla costa di Termoli, nata da un’impresa tutta al femminile dopo l’incontro tra Sandra Palombo e Lucia Criscolo che hanno lavorato al progetto in piena pandemia Covid Nasce il primo vino subacqueo del Molise con Tintilia e Falanghina affinate in mare. È l’ambizioso progetto della cantina Le Profondità, prima cantina subacquea della regione che si trova nel mare adriatico, a 4 miglia e mezzo dalla costa molisana. Dietro al progetto di cantinamento subacqueo c’è la start-up Cobalto, un’impresa molisana tutta al femminile che si occupa di ricerca e innovazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con tecniche sperimentali.

Fonte: l Nuovo Molise.

Grandine su vigne e noccioleti Ora la provincia conta i danni.
La Regione ha attivato le procedure per chiedere lo stato di calamità, oggi sopralluogo dei tecnici. LA TEMPESTA DI IERI POMERIGGIO HA PROVOCATO DANNI INGENTI IN VASTE AREE TRA LANGA E ROERO. Chicchi di grandine da record, meno di un’ora di tempesta. Sono bastati a mettere in ginocchio, ieri pomeriggio, vaste aree coltivate fra Langhe, Roero e Monferrato. Vigneti e noccioleti i più colpiti, a macchia di leopardo. La Regione ha attivato le procedure per chiedere lo stato di calamità, oggi sopralluogo dei tecnici.

Fonte: Stampa Cuneo.

La grandine devasta vigneti e noccioleti.
Danni ingenti al mondo dell’agricoltura, a macchia di leopardo tra Langa e Roero: la Regione ha già chiesto lo stato di calamità La grandine devasta vigneti e noccioleti. Campi, vigneti e noccioleti aggrediti dalla grandine. Pioggia e vento record. Una manciata di interminabili minuti è bastata – ieri, verso le 15 – a mettere in ginocchio vaste zone di Langa, Monferrato e Roero. Angelo Negro, produttore a Monteu Roero: «La grandine è arrivata quando i grappoli erano già ben compiuti e il danno è ingente. In alcune zone è stata più disastrosa, in altre meno: abbiamo 70 ettari di vigneto, solo 25 sono stati colpiti. Era un’annata molto produttiva. Molti grappoli sono caduti a terra, ma altri hanno resistito. A livello agronomico stiamo valutando ogni singolo vigneto: ci sono zone intonse e altre colpite solo in parte. Domani si parte con rame e zolfo per cicatrizzare tutto». Massimo Damonte, titolare con la famiglia della cantina Malvirà di Canale, neo presidente del Consorzio di tutela del Roero: «Una grandinata estiva, che ha colpito a macchia di leopardo.

Fonte: Stampa Cuneo.

Vini più freschi e meno alcolici col lievito dauno.
Università Vini più freschi e meno alcolici col lievito dauno Un lievito selezionato dall’Università degli Studi Foggia consente di ridurre gli effetti negativi associati ai cambiamenti climatici. La scoperta è del dipartimento di Scienze agrarie, alimenti, risorse naturali e ingegneria (foto). II lievito enologico è stato isolato e caratterizzato dal prof. Giuseppe Spano e dai ricercatori Pasquale Russo e Vittorio Capozzi. «Il lievito – informa una nota – viene utilizzato sul mercato internazionale dalle aziende francesi Laffort e Lamothe-Abiet, con i nomi commerciali “Zymaflore Omegalt” ed “Excellence X-Fresh”. II ceppo – informa una nota di palazzo Ateneo – consente di trasformare una parte degli zuccheri fermentescibili del mosto in acido L-lattico invece che in etanolo, migliorando il tenore acidico e la freschezza dei vini, con una moderata diminuzione del grado alcolico dei vini».

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Cercando il vino perfetto Da Bibbiani a Taormina – Da Villa Bibbiani a Taormina Cercando il vino perfetto.
Capraia e Limite Cercando il vino perfetto Da Bibbiani a Taormina Cecchetti a pagina IX Da Villa Bibbiani a Taormina Cercando il vino perfetto II mecenate texano George Rapier Ill, proprietario della storica dimora, ha presentato al Festival del cinema il suo libro che racconta il territorio. Cinema, vino e cultura: un pezzo di Capraia e Limite conquista Hollywood. George Mc Carrol Rapier Ill, proprietario dal 2018 del seicentesco complesso di Villa Bibbiani, ha portato sul red carpet del 69esimo Film Festival di Taormina storia e tradizione del territorio. Impegnato nel rilancio della produzione vitivinicola della tenuta limitese, il magnate texano è diventato il protagonista di un libro che ripercorre l’excursus storico della Villa, presentato in occasione della kermesse. Al Festival hanno preso parte produttori e attori statunitensi. Un nome su tutti? Harrison Ford che ha presentato in anteprima il suo nuovo film di Indiana Jones.

Fonte: Nazione Empoli.

Chianti Classico non solo vino Musica e arte con Summer 2023.
Un ricco cartellone di eventi animerà le aziende del consorzio fino all’ultima domenica di settembre di Antonino Palumbo Il vino come capolavoro, il territorio come un patrimonio culturale da raccontare in ogni declinazione. Musica, arte, teatro, vino. Mentre matura la candidatura a patrimonio culturale Unesco del “Sistema della ville-fattoria nel Chianti Classico”, già nella Lista propositiva, il Consorzio Chianti Classico riempie l’agenda degli enoturisti con un nutrito calendario di eventi che andranno avanti fino all’ultima domenica di settembre. Forte di un finanziamento dell’Unione Europea (Meet Chianti Classico). Chianti Classico Summer 2023 è stato elaborato e verrà realizzato grazie alla collaborazione dei comuni del territorio, con l’obiettivo di far scoprire e riscoprire le colline del Gallo nero. La tipica bottiglia bordolese, icona dei vini del Chianti Classico, è stata la fonte d’ispirazione per i sette artisti visivi protagonisti di “A(rt) message in a (Chianti Classico) bottle”, mostra diffusa curata da Francesco Bruni e Giuseppe D’Alia.

Fonte: Repubblica Firenze.

In Molise il primo vino subacqueo, cantina a 4 miglia da costa.
In Molise nasce il primo vino subacqueo del territorio grazie ad una start-up tutta femminile che ha realizzato la prima cantina subacquea situata in mare, a 4 miglia e mezzo dalla costa molisana. Un progetto pensato durante la pandemia e realizzato dalla Cobalto che si occupa di ricerca e innovazione per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari con tecniche sperimentali. Il risultato raggiunto è confermato anche da un’azienda di Portofino, leader nei servizi di affinamento subacqueo e segna un guinness mondiale. L’iniziativa investe e promuove la produzione vitivinicola del Molise dato che tutti i vini molisani da oggi potranno essere affinati nel mare Adriatico. Una filiera interamente made in Molise per la prima cantina sommersa della regione, il cui primo assaggio è avvenuto solo qualche giorno fa a bordo del Miralta, uno yacht di 24 metri ormeggiato nel porto di Termoli.

Fonte: ANSA.

Gruss, tradizione alsaziana e stile al passo con i tempi.
Nel cuore del paese di Eguisheim – un’altra piccola gemma incastonata nel gioiello Alsazia – nel cortile del Domaine Gruss è un continuo viavai di persone: chi acquista un paio di bottiglie di vino, chi un cartone. È fortissimo il legame della cantina con il territorio: delle circa 120mila bottiglie annue prodotte (35mila sono di Crémant), circa il 60% viene venduto direttamente in azienda. André Gruss ci guida così alla scoperta di questa bella realtà vitivinicola. «Siamo una cantina a conduzione familiare. Mio nonno abitava al centro del villaggio. Dopo la seconda guerra mondiale, un produttore di vino è morto e allora mio nonno ha acquistato la sua cantina e i vigneti, e poi ha costruito le altre parti per arrivare a quella che è l’attuale azienda».

Fonte: Identità Golose.

Alla scoperta di oltre 1.600 cantine di “Vignaioli Indipendenti” con la nuova app targata Fivi.
Gratuita e disponibile in italiano e inglese, permette di geo-localizzare le aziende più vicine alla propria posizione. Un canale diretto sul mondo dei “Vignaioli Indipendenti” italiani, con la possibilità di individuare oltre 1.600 cantine con una ricerca in ordine alfabetico, per regione o parola chiave, oppure attraverso la mappa geo-localizzata, avviando così il navigatore per raggiungerle e mettersi in contatto per organizzare visite e degustazioni: è la nuova app targata Fivi (Federazione Italiana Vignaioli indipendenti) lanciata nel 2020 e ora completamente aggiornata, un’utile risorsa in più per la promozione dell’enoturismo in Italia.

Fonte: WineNews.

“World’s Best Vineyards 2023”, svelate le posizioni da 51 a 100. Villa Sandi al n. 54.
In classifica anche San Leonardo, Donnafugata, Cavalier Pepe, Castello Banfi e Ferrari Trento. Il 12 luglio la “Top 50” (nel 2022, Antinori al n. 1). Nel 2022, come cantina più bella del mondo, è stata eletta la monumentale Antinori nel Chianti Classico. Per sapere chi sarà la “World’s Best Vineyards 2023”, invece, si dovrà aspettare il 12 luglio, quando in Rioja sarà svelata la “Top 50”. Ma, intanto, nelle posizioni da 100 a 51, svelate già oggi, non mancano degli esempi di bellezza legate a cantine tricolore di assoluto prestigio. Come Villa Sandi, meraviglia di stampo palladiano cuore di uno dei nomi più importanti del Prosecco, della famiglia Polegato, al n. 54, seguita, al n. 59, dalla storica Tenuta San Leonardo, eccellenza del Trentino della famiglia Guerrieri Gonzaga. Al n. 62, invece, si scende in Sicilia, con Donnafugata, una delle cantine che hanno segnato il rinascimento del vino dell’Isola, con la guida della famiglia Rallo, che precede di poco la Tenuta Cavalier Pepe, riferimento del vino di Irpinia, della famiglia Pepe. Al n. 87, invece, c’è Castello Banfi, cantina che ha segnato la storia contemporanea del territorio del Brunello di Montalcino, sotto la guida salda della famiglia Mariani, mentre, in posizione n. 99, c’è Ferrari Trento, cantina n. 1 del Trentodoc, e da cui è partita l’avventura enoica della famiglia Lunelli.

Fonte: WineNews.

Cult e “introvabile”, il vino più costoso d’Italia è prodotto in una cantina top secret di Loreto.
Il vino è il nettare degli dei. Ebbene, ne esiste uno che magicamente si candida a confermare questo antichissimo detto. Nessun vino al mondo è raro come Megixtone. Per scoprire un po’ questo alchemico, gustosissimo segreto bisogna puntare la bussola su Loreto, città parte di un territorio già noto per la produzione vinicola, città dove ha sede l’azienda Megixtone. Un nome unico che racchiude un’esperienza irrinunciabile per collezionisti ed appassionati di grandi vini. A patto che siano tra i fortunati in grado di superare le selezioni per acquistare una delle introvabili bottiglie, da considerare veri e propri pezzi unici. Figli di un’area geografica, quella lauretana, di importanti tradizioni enogastronomiche e di eccellenze culinarie che si appresta a lanciare adesso questa nuova intrigante e ricercata produzione.

Fonte: Ancona Today.

Serprino weekend 2023: eventi frizzanti, tour, cicchetti, cene e relax sui colli Euganei.
Torna sui Colli Euganei il Serprino weekend. Dal 12 al 17 luglio ci sarà modo per scoprire e riscoprire l’eleganza frizzante del Serprino e immergersi nei paesaggi mozzafiato delle colline, grazie alle innumerevoli degustazioni, cene gourmet e agli eventi nei luoghi più incantevoli dei colli!.

Fonte: PadovaOggi.

Comunicati stampa che non avremmo mai voluto ricevere: Megixtone, il vino rosso più costoso d’Italia.
In realtà sono curiosissimo perché questa operazione a cavallo tra oscena ambizione e totale segretezza mi sembra così folle che boh, stento a credere venga dalle Marche. Di che si tratta? Una nuova uscita, massimo poche centinaia di bottiglie ogni anno di un vino dal nome che personalmente non trovo azzeccato, da uve non dichiarate, vigna non so dove e produttore mai sentito prima. Un vino di cui non si sa nulla, fatto non si sa come, nella zona di Loreto che non è esattamente Radda in Chianti, in una cantina che nessuno ha mai visitato. Il prezzo del “vino rosso più costoso d’Italia”? Si parla di varie migliaia di euro ad ogni uscita ma non ci sono ancora dettagli certi. Quindi… allacciate le cinture perché adesso si vola. E chissà che non scatti subito l’interrogativo più atteso: “Che sapore ha il vino più costoso d’Italia?“. Io ve lo dico: per dovere informativo e son spirito patriottico, non mi tirerei indietro.

Fonte: Intravino.

Un sorprendente vino bianco nato in una terra di grandi vini rossi.
Sulle antiche colline romagnole tra la città di Forlì, Castrocaro e Predappio in strategica posizione allo sbocco delle valli dei fiumi Rabbi e Montone, attorno a una delle torri di guardia che Caterina Sforza nel 1481 pose a difesa dei suoi territori, c’è un territorio magico in cui alcuni geologi, che hanno studiato questa particolare collina, hanno dato il nome di “la Palazza”. In questo magnifico e magico scenario sorge “Tenuta La Palazza” di Drei Donà. Un avvocato può stancarsi del suo lavoro e iniziare a produrre vino? Eh za. l’è propri acsè. Nel 1980 Claudio Drei Donà abbandona l’attività forense per dedicarsi a tempo pieno all’azienda. Seguito poi da suo figlio Enrico, inizia una radicale opera di cambiamenti che imprimono una svolta decisiva alla proprietà e ai vini prodotti che oggi rappresentano senza dubbio una rappresentazione di qualità enologica del territorio romagnolo. Siamo nella sottozona di Predappio: “a sò sgùr” che vi aspettate la presentazione di un grande vino rosso. “Fazil acsè”.

Fonte: Cesena Today.

Per produrre un vino di qualità serve l’acqua ‘giusta’: lo spiega l’Università.
La siccità aiuta a migliorare la qualità e il colore delle uve di Sangiovese, vitigno toscano per eccellenza, ma solo se lo stress idrico è imposto in alcune fasi specifiche della maturazione e secondo precise intensità. La notizia arriva da una ricerca condotta al Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Agro-Ambientali dell’Università di Pisa pubblicata sulla rivista Frontiers in Plant Science che ha recentemente ricevuto il Premio SOI-Patron dalla Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana. “I risultati ottenuti hanno evidenziato per la prima volta come la combinazione fra intensità e momento di applicazione del deficit idrico influenzi significativamente l’accumulo e il profilo specifico di antociani e flavonoli nelle uve” spiega Giacomo Palai, assegnista di ricerca dell’Ateneo pisano e primo autore dello studio.

Fonte: Pisa Today.

Attivazione della misura della promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi, campagna 2023/2024.
La Regione Toscana ha emanato, in attuazione del regolamento (UE) n. 1308/2013, la delibera 740 del 03 luglio 2023 che attiva la misura della promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi, secondo quanto previsto dal DM n. 331843 del 26 giugno 2023 (Allegato 1: emblema dell’UE e menzione da inserire sul materiale promozionale). Con tale delibera vengono definiti: la somma da destinare agli anticipi della campagna 2023/2024 in Euro 6.682.241,00, le determinazioni per la sua applicazione, il contributo massimo (Euro 500.000,00) e il contributo minimo (Euro 100.000,00), ammissibili per ciascun progetto regionale. Viene altresì confermato anche per l’annualità 2023/2024 il ruolo di Sviluppo Toscana, che svolgerà una attività di supporto e assistenza tecnica per l’attuazione di questa misura .

Fonte: Regione Toscana.

STAMPA ESTERA

La vallée du Douro profite de la manne.
L’Espagne est le pays le plus avancé des Vingt-Sept dans la mise en place de son plan de relance. La Route du vin de la Ribera del Duero bénéficiera de 3,4 millions d’euros d’investissements e verts e issus du pian de relance européen et NextGenEU. «Daru mon adolescence. les vendanges duraient souvent jusqu’en novembre, aujourd’hui elles commencent certaines aime dès la miseptembre », raconte avec un brin d’inquiétude dans la voix Sara Garcia, manager de la société publique de promotion de la Route duvin de la Ribera del Duero, depuis la pelouse moelleuse de la Finca Villacreces, non loin de Valladolid. Dans cette région viticole, le long du fleuve Douro, le réchauffement climatique a déjà un effet très notable sur l’activité des exploitants. ils installent ainsi des ceps sur des hauteurs plus fraîches pour éviter que te degré d’alcool ne s’envole. Ils ont aussi adapté leur mode de culture pour le verdir. Méme chose pour le tourisme. Sur cette route des vins de 115 km, la nrmsième plus fréquentée d’Espagne, les acteurs locaux veulent développer une flotte de mobilité électrique, améliorer l’efficacité des bâtiments d’accueil dans un climat aux hivers sévères et aux torrides étés, restaurer des espaces naturels et en particulier prolonger lavie d’arbresmulncentenaires. Efficacité administrative Le ¦ plan de durabilité touristique » bénéficie de 3,4 millions deuros du plan de relance espagnol issu du grand fonds post-Covld européen NGEU, décidé en 2020 et financé par endettement commun. L’Espagne est le pays le plus avancé dans la mise en place concrète de son plan national Elle a été le premier Etat membre à recevoir un paiement, dès 2021, et le premier à encaisser sa troisième tranche, dès mars 2021 En ce début juillet elle a déjà perçu 37 milliards d’euros de subventions. Sur ce total, plus de 27 milliards d’eurosont déjà trouvé à s’employer dans des projets validés et en mal, phis de 13 milliards d’euros avaient déjà atteint leurs destinataires finaux. La Commission européenne, quivérifie larèallsation dés objectifs etdesréformes promis par les capitales en échange des fonds, se félicite de l’efficacité démontrée par Madrid. Derrière cette diligence se cache en large partie la ministre de l’Economie, Nadia Calvino, ancienne haut fonctionnaire européenne venue épauler Pedro Sanchez dès son arrivée à la Monclos. Elle avait pour atout de connaître parfaitement le fonctionnement de la Commission et la meilleure façon de présenter les dossiers, un talent qui manque aujourd’hui cruellement aux autorités italiennes.

Fonte: Echos.

Il giuramento delle dodici famiglie.
Premieres Familles du Nin v. réunies pour leur rendez-vous annuel. On est en pleine rudu re à un e quarantaine de Ise omttres de Valladolid, au meto dus grands vignobles de Ribera dei bulero. 3 Vega Slelttls, chez Pablo Atoares, le preeldent eta ercerekc des PIFV. Le cocktail de bienvenue a lieu dans l’exceptionnel jardin japonalsde b brides. 7bvs les invités se connaissent. se saluent. s émbressen t. certains sont vertus avec leurs enfants. – On est toujours eJitrtfinemeent contents de sr re uuver-, confie Philippe 5ereys de Rothschild (MoutonRothschild). -C’en un peu comme euutcnirslnade, ks nouveffd gínd?ºtiarrs peuvent crßer des ikns d’amidi., estime Matthieu Perdit (Besucestel). -Cru im render-bous btloquedarts nos agendas un marrxmt de rimai( et de pfaasfr, essentiel puer partager et échanger sur narre metter-, explique Véronique Ems-Drim hW. la future pretddente_ Pabin Alvarez rappelle dans son discours c bienvenue rtrnportance cruciale des valeurs. Le lendemain soir, les familles partageront un dîner de gain concocte par les trots frères Rocs. chef. espagnols triplement *tollés. Cuvée Winstoo Churchill de Poi Roger 2015 pour k champagne puis les vins de Pablo Ahrarez, dont ces tresors : Vega Siellls Delco 1948 et 1951 En drue )ours, les membres wrw faire le bilan des actions de l’année écoulée, discuter dies peins d’amelitiration et. surtout, explorer inlassablement tune thématique essentielle peur eux: la transmission. Ces douze maisons célébres. douze corlstne le nombre de bouteilles dans une caisse de %fin. sont aux avins de douze fiunllles unies par un mente serment: garder leur indépendance et transmettre le flambeau et leur patrimoine b la génération suivante Ales sont trançsises, italiennes. espagnoles. allemandes. ararlo- portugaises. leurs flacons sont éminemment désirables, toujours de grands vins représertatif4 de leur terroir. r.ernilns légendaires. Ensemble. elles représentent phis de 2500 ans dlisrpe itace dans les vignes et dans les clubs Le vocable latin des Prim um Fa main V1n1(PFV)a tâté choisi par l’italien Piero 11ntincri, dont les a,nA’tiru cultivaient dCjt la vigne dans le Chianti en 1:85 es dont les trots filles, ì la tete de la maison familiale Msrtchcsl Antinnort reprthientrnt la 2fr géntration dédite A Bacchus. Dans cette association tuque au rnotrde, personne rte dit mieux. Tous la volent plues comme une grande farnalle dont les membres se sont cooptés: l’allemand Egos Mailer Schartbui. les dalles» Antinazi et Trnutös San Guida, les portugais Symingtcn Famlly Estates, *** *Imam (l’oscars natte. 138S) trgnartwlo.

Fonte: Echos Week-End.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

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