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rassegna stampa vino di giovedì 6 luglio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 6 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

A spasso tra le vigne.
La nuova frontiera dell’enoturismo ti porta tra i filari, con passeggiate insieme all’enologo e tour in bici. Qui le proposte più suggestive, si punta sulla cultura del vino: si visitano le cantine, si degusta, si pranza, ma si impara anche a riconoscere lc viti, le tecniche agricole, i momenti della raccolta. Perché tutto parte da lì: dalla vigna e da chi la coltiva. Le aziende più illuminate raccontano il loro prodotto cominciando dalla base: con una passeggiata tra i filari per comprendere e ammirare il territorio e trasmettere tutta la passione del loro lavoro. V L’osteria r tenuta Nel cuore del Chianti classico la Tenuta Perano di Gaiole in Chianti (SI) di Marchesi Frescobaldi è in una posizione unica a 40O-500 metri, adagiata in tre anfiteatri naturali fatti di terrazzamenti con pendenze che facilitano il drenaggio dell’acqua.

Fonte: Donna Moderna.

Franciacorta. Terra di tradizioni, lavoro e passione.
Alle porte di Brescia, fra bellezze naturali e architettoniche ancora da scoprire, nasce una delle eccellenze mondiali delle bollicine. Bisogna credere nella terra. È questo l’imperativo della campagna e la cultura contadina lo sa, perché è da Ti che derivano tutte le fortune al di là dei cambiamenti o degli stravolgimenti climatici. A maggior ragione se quella terra è la Franciacorta, caratterizzata da un clima particolarmente favorevole alla viticoltura perché si estende nell’area privilegiata che va dal Lago di Iseo, a nord, al Monte Orfano a Sud — entrambi j La vendemmia in Franciacorta (Brescia). -. II territorio gode di un -microclima molto favorevole alla produzione vinicola. Un viaggio in 8 tappe Prosegue la proposta di Famiglia Cristiana per l’estate: le Strade del vino. Fra le 150 sparse in tutt’Italia, tutte affascinanti, ne abbiamo scelte 8.

Fonte: Famiglia Cristiana.

In vino veritas.
Le meraviglie del Trebbiano molisano Non è una novità la meraviglia convinta del Trebbiano, dopo Valentini e Masciarelli abbiano un numero incredibile di aziende impegnate a ben lavorare, ricordo il mio preferito, Valle Reale Vigna di Capestrano. In Molise è battaglia aperta fra il Trebbiano e la Falanghina, Claudio Cipressi li produce entrambi e Tomas Torsiello alla Locanda Mammì, ha deciso per lo storico vitigno abruzzese che presidia comunque l’Italia Centrale. Straordinario 2021 che è stato lavorato solo in acciaio e di cui abbiamo goduto la ricchezza, la potenza non scontata, l’esibizione muscolare compensata da una grandissima e intatta freschezza.

Fonte: Mattino.

Vino, in arrivo 400mila euro a sostegno delle aziende.
Per le aziende lucane che operano nel settore della viticoltura a disposizione ci sono risorse per un ammontare di 400mila euro del «Piano nazionale di sostegno per il settore vitivinicolo». Potranno essere utilizzati per realizzare investimenti in strutture, impianti, macchinari e strumenti di commercializzazione del vino, già a partire dalla campagna 2023-24. Il valore delle risorse disponibili (400mila euro) «potrebbe essere incrementato a seguito di una rimodulazione tra le diverse misure del Piano nazionale al fine di garantire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie», fa sapere l’assessore alle Politiche agricole Galella. «Con questi fondi – ha spiegato l’assessore Galella -le nostre cantine potranno investire in numerosi interventi per migliorare la propria competitività.

Fonte: L’Edicola del Sud Basilicata.

Crisi vitivinicola, polemica d’estate.
Guerino Cocchiaro replica con durezza agli assessori Genito e Rapuano Crisi vitivinicola, polemica d’estate «Ancora una volta l’esecutivo Iannella si è dimostrato inadempiente facendo perdere anche opportunità importanti ai nostri produttori» • Antonio Caporaso La questione relativa alla crisi del settore vitivinicolo fa da apripista ad una resa dei conti tra ex compagni di viaggio politico ed amministrativo. Guerino Cocchiaro non ci sta alle parole pronunciate in consiglio comunale e poi sul nostro giornale dagli assessori Antonello Genito e Teresa Rapuano. “Ho letto alcune dichiarazioni degli assessori protempore del Comune Torrecuso, Antonello Genito e Teresa Rapuano, in merito alla Misura Vendemmia Verde citando anche il sottoscritto. Non sapevo se ridere o piangere… ma poiché sono ridicoli mi sono messo a ridere”.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Profumi agrumati, sorso fragrante: freschezza unica.
Dogliotti 1870 Moscato d’Asti DOCG 2015 «Selezione di Erik». Profumi agrumati, sorso fragrante: freschezza unica Tra le più rinomate declinazioni delle uve di Moscato bianco, l’antichissima uva apiniana dai succulenti e profumati acini, il Moscato d’Asti occupa un posto d’eccezione. Un vino fourseason che proprio d’estate, complici il basso grado alcolico e una beva disinvolta ma stimolante nelle sue intense sfumature aromatiche, spicca tra gli appassionati dei calici preprandiali, perfetto per rinfrescarsi di ritorno dalla spiaggia o per un brindisi a bordo piscina (sperimentando, magari, la sua sorprendente affinità con le ostriche) e altrettanto piacevole a fine pasto insieme alla frutta di stagione e freschi dessert..

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Sfumature di un territorio Scommessa sul Deviango.
Degustazioni e convegno, si punta sempre più sul turismo esperienziale. Un progetto che trova il suo punto di forza nella pluralità: di enti coinvolti, di cantine, associazioni, produttori, ristoranti. Un lavoro corale che ha portato all’edizione 2023 di “Sfumature di un territorio”, evento incentrato sul vino Deviango, che vivrà i suoi due momenti l’8 e 15 luglio a Montelparo. La presentazione ieri mattina alla sede della Provincia di Fermo, con la partecipazione del prof. Paolo Sabbatini, ambasciatore per i rapporto italo-cinesi all’Istituto mondiale di sinologia. «Le Marche sono microcosmo dell’Italia – ha osservato – Viviamo un mondo sempre più precario e virtuale, ma c’è ancora un richiamo forte verso la nostra terra, che dobbiamo tener vivo per valorizzare le Marche in Italia e nel mondo».

Fonte: Corriere Adriatico Fermo.

Alto Piemonte e Gran Monferrato conquistano a Bruxelles il titolo di Città Europea del Vino 2024.
Conferito a 20 località piemontesi, 12 della nostra provincia Alto Piemonte e Gran Monferrato conquistano a Bruxelles il titolo di Città Europea del Vino 2024 L’Alto Piemonte e il Gran Monferrato hanno ricevuto martedì a Bruxelles dal network Recevin (Rete Europea delle Città del Vino) il riconoscimento di Città Europea del Vino 2024, titolo che, a rotazione, premia le migliori aziende produttrici di un territorio italiano, alternandosi con altre città vignaiole di Portogallo e Spagna. La corona di alloro è stata assegnata per tutto il prossimo anno a venti città piemontesi unite sotto un’unica sigla e un programma condiviso di eventi, meeting, convegni e degustazioni distribuiti sulle provincie di Alessandria, Biella, Novara, Vco e Vercelli nei comuni di Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.

Fonte: Corriere di Novara.

Anche la Valsesia nell’Olimpo del vino.
Assegnato all’Alto Piemonte e al Gran Monferrato il prestigioso titolo europeo Anche la Valsesia nell’Olimpo del vino. L’Alto Piemonte e il Gran Monferrato hanno ricevuto ieri a Bruxelles dal network Recevin (Rete Europea delle Città del Vino), il riconoscimento di Città Europea del Vino 2024, il titolo che a rotazione premia le migliori aziende produttrici di un territorio italiano alternandosi con altre città vignaiole di Portogallo e Spagna. La corona di alloro è stata assegnata per tutto il prossimo anno a venti città piemontesi unite sotto un’unica sigla e un programma condiviso di eventi, meeting, convegni e degustazioni distribuiti sulle provincie di Alessandria, Biella, Novara, Vco e Vercelli, e più precisamente nei Comuni di Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagno Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Parassiti delle vigne, allarme nell’Acquese «Un round di pesticidi non è stato risolutivo».
La flavescenza dorata torna a far danni in Basso Piemonte Così, le cantine sono state invitate a ripetere il trattamento. Prosegue la lotta alla flavescenza dorata sul territorio acquese. La Cantina Tre Secoli, nata dalla fusione delle cooperative vitivinicole di Mombaruzzo e Ricaldone, ha infatti diffuso nelle scorse ore un bollettino che invita le realtà associate a effettuare il secondo trattamento insetticida a partire da domani fino a martedì prossimo. L’azienda interessa un territorio di diciotto Comuni distribuiti tra le province di Alessandria e Asti, con una superficie di 1100 ettari. «Le operazioni verranno spalmate sui vari giorni, a seconda delle zone, in accordo con il servizio fitosanitario regionale – spiegano i tecnici viticoli Carlo D’Angelone e Flavio Pallanzone – I prodotti utilizzati colpiscono lo scaphoideus titanus, vale a dire il principale insetto vettore della malattia.

Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.

Allarme Popillia la divoratrice di alberi e filari – Popillia Japonica, la piaga delle coltivazioni allarme per la nocività del coleottero asiatico.
La Popillia Japonica sembra un essere innocuo invece è una piccola piaga dei campi che ha iniziato a diffondersi anche nell’Astigiano. Per l’Unione Europea è tra i venti organismi nocivi più pericolosi per l’agricoltura, alla stregua della xilella. In una notte può divorare le foglie di un intero vigneto perché ama volare in gruppo. I produttori sono in allarme. Sono 21 i comuni nella lista nera dei territori invasi. La Regione sta monitorando il fenomeno. Nelle aree a rischio sono già state installate 2000 trappole. Ventuno comuni astigiani sono nella lista nera dei territori invasi dall’insetto che divora le foglie degli alberi da frutto e mette a rischio interi vigneti l’Unione Europea lo considera uno dei peggiori parassiti delle campagne: la Regione sta monitorando il fenomeno per limitare i danni economici Popillia Japonica, la piaga delle coltivazioni allarme per la nocività del coleottero asiatico.

Fonte: Stampa Asti.

L’appello: «Non approvate il disciplimare sul Primitivo».
«Sbagliata, Ingiusta e intempestiva». i l’imprenditore manduriano del Primitivo, Gregory Perrucci, stronca l’ipotesi di minuire la resa delle uve per il Doc, proposta questa avanzata dal Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria che 1113lugllo la porterà all’assemblea dei soci per l’approvazione. «Io partirò domane e non potrò esserci all’assemblea, ma spero proprio che non passi perché sarà una iattura per tutti», afferma Perrucci che lancia velate accuse all’organismo di tutela che ha partorito l’idea di abbassare la resa sino a 60 o 70 quintali per ettaro al posto degli attuali 90. «Conosco la presidentessa del Consorzio, so che è molto accorta e non capisco come sia potuto passare un ordine del giorno simile, evidentemente alt interno o ci sono interessi diversi da quelli del territorio, oppure non si riesce a cogliere quale sia la gravita di quanto si tenta di far passare».

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Ora il Prosecco rallenta: primo storico calo Meno bottiglie prodotte ma acquista più valore.
Siamo solo al primo semestre dell’anno e dunque tutto può ancora cambiare. Ma pare che il Prosecco si stia avviando al primo, storico anno di «non crescita». Dopo un viaggio a suon di iperboli commerciali in doppia cifra, che hanno portato la Doc a circa 64o milioni di bottiglie e la Docg di Conegliano e Valdobbiadene a circa ioo milioni, i segnali sono di un leggero rallentamento. Un -3% nella Doc, un -14% nella Docg che però non preoccupano i consorzi: la crescita a valore del sistema è garantita, se l’inflazione ha ridotto i consumi, almeno ha aumentato il valore di ogni singola bottiglia. I dati della Doc sono presentati dal presidente del consorzio, Stefano Zanette. «Gli imbottigliamenti nel primo semestre hanno registrato un -3,3%, siamo a poco meno di 300 milioni di bottiglie fino a giugno. Le analisi sull’export si fermano a marzo, in quel caso abbiamo registrato un -3,5%: i cali sono integralmente determinati dal Regno Unito, ma se guardiamo al complesso degli altri Paesi al momento siamo ancora in positivo».

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

L’anno d’oro per “La Delizia”: l’export aumenta dell’8 per cento e la cantina vola anche negli Stati Uniti.

Fonte: l Gazzettino.

Cantine Riunite & Civ, Argea e Italian Wine Brands: il 2022 dei big del vino italiano.
L’aggiornamento WineNews sui fatturati di gruppi, aziende e cooperative enoiche: vola Santa Margherita. E quante acquisizioni per crescere ancora. Il panorama del vino italiano, in pochi anni, ha vissuto cambiamenti enormi, nel segno dell’aggregazione e della crescita dimensionale, guidata fagli investimenti finanziari, che hanno dato vita ai due player più ambiziosi e vivaci del mercato: Argea, nato dall’operazione condotta da Clessidra mettendo insieme Mondodelvino con il veneto Gruppo Botter, e Italian Wine Brands, l’unico gruppo enoico quotato in Borsa. Sono loro, dietro a Cantine Riunite & Civ, gigante della cooperazione vitivinicola del Belpaese, a completare il podio delle aziende che hanno fatturato di più nel 2022, nell’aggiornamento di WineNews sui bilanci delle grandi aziende – private e cooperative – del vino tricolore. Quasi tutti in crescita i big del Belpaese enoico, nella consapevolezza che gli effetti dei costi di energia e materie prime, così come della guerra in Ucraina, si faranno sentire sul mercato globale dei consumi per tutto il 2023.

Fonte: WineNews.

Gran Monferrato è ufficialmente “Città europea del Vino 2024”.
È fatta. Dopo l’investitura informale arrivata alla fine di maggio, da ieri pomeriggio 4 luglio il Gran Monferrato di Acqui, Casale e Ovada e l’Alto Piemonte di Gattinara e Ghemme sono ufficialmente la «Città europea del Vino 2024». La Recevin, la Rete europea delle Città del Vino, ha consegnato il riconoscimento ai rappresentanti del territorio al Parlamento Europeo a Bruxelles, in Sala Spinelli. In tutto saranno 20 i Comuni che potranno fregiarsi del titolo il prossimo anno: le tre capitali del Monferrato alessandrino e 17 centri di Novarese, Vercellese, Biellese, Vco in Alto Piemonte. Diventare «Città Europea del Vino» (per il 2023 tocca al Douro, in Portogallo) consentirà alle colline piemontesi di guadagnarsi per lunghi mesi un posto al sole tra le grandi aree vitivinicole continentali e porterà sui territori eventi promozionali, strategie di marketing, studi universitari e collaborazioni internazionali coinvolgendo consorzi di tutela, Camere di commercio, enti locali, aziende, università, con ricadute economiche e turistiche.

Fonte: La Stampa.

Nasce il Consorzio di tutela dei vini Doc Terralba.
I viticoltori dell’Oristanese ancora in stretta collaborazione per proteggere, promuovere e dare sempre più valore ai gioielli dell’enologia del territorio. Dopo quello della Vernaccia nasce il consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini Doc Terralba. La denominazione, creata nel 1975, prevede nel disciplinare l’80% di bovale, vitigno autoctono dalle grandi potenzialità sia in uvaggio che in purezza, che “può diventare l’ambasciatore del Terralbese e del territorio e apprezzato nel mondo”, rimarca Luciana Baso, vice presidente del consorzio presieduto da Marcello Martis.

Fonte: ANSA.

In arrivo oltre 11 milioni per la promozione del vino toscano nei mercati extra Ue.
Potenziare sempre di più la presenza dei vini toscani sui mercati esteri, in particolare su quelli extraeuropei. Per ottenere questo risultato la Regione Toscana ha deliberato di utilizzare nell’annualità oltre 11.100.000 euro per campagne promozionali mirate, realizzate dalle aziende che ne faranno richiesta partecipando ad un bando. La delibera, proposta dalla vicepresidente ed assessora regionale all’agricoltura Stefania Saccardi, è stata approvata dalla Giunta regionale nel corso della sua ultima seduta. “In un mercato globalizzato – ha detto Saccardi – dove il vino toscano si sta sempre più affermando grazie alla sua qualità, è fondamentale continuare a sostenere le nostre imprese nella promozione dei propri prodotti anche extra Ue, anche perché dobbiamo tenere sempre presente che la filiera vitivinicola rappresenta un traino per tutto il settore agroalimentare. Dunque anche quest’anno mettiamo a disposizione, grazie a risorse Ue, finanziamenti che aiuteranno le nostre aziende ad essere sempre più competitive ed a far conoscere e apprezzare la qualità dei prodotti toscani nel mondo”.

Fonte: Toscana Notizie.

VINO, ALLE AZIENDE SOSTEGNI PER STRUTTURE E MACCHINARI.
“Approvate le disposizioni attuative della misura Investimenti prevista nell’ambito del Piano Nazionale di Sostegno per il settore vitivinicolo a partire dalla campagna 2023-24. La misura concede un sostegno per investimenti materiali e/o immateriali in impianti enologici di trattamento, in infrastrutture vinicole e in strutture e strumenti di commercializzazione del vino. Metteremo a disposizione delle aziende – dichiara l’assessore Galella – circa 400.000 euro; tale valore potrà essere incrementato a seguito di rimodulazione tra le diverse misure del PNS Vino al fine di garantire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie. Con questi fondi le nostre cantine potranno investire in numerosi interventi per migliorare la propria competitività.

Fonte: Regione Basilicata.

Al via la 26esima rassegna Müller Thurgau, Vino di Montagna.
Dal 6 al 9 luglio torna la rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna nata per valorizzare il Müller Thurgau e il territorio della Valle di Cembra. In programma, degustazioni libere dei 76 vini in rassegna, tasting e masterclass presso le cantine. Organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali, #trentinowinefest, si appresta a spegnere 36 candeline. L’evento prende il via giovedì 6 luglio con l’inaugurazione ufficiale al Parco Tre Maestri di Cembra contestualmente all’apertura delle sale di Palazzo Maffei, dove fino a domenica saranno in degustazione 52 Müller Thurgau provenienti da diverse aree del Trentino, oltre che da Alto Adige, Lombardia, Sicilia e Valle d’Aosta. A questi, si aggiungono 19 vini tedeschi, 4 svizzeri e uno della Repubblica Ceca, per un totale di 76 etichette.

Fonte: O Donna.

STAMPA ESTERA

Des petits pieds dans les vignes.
Chasse au trésor, course d’orientation, accrobranche… Pour éviter que les enfants trépignent pendant que les parents dégustent, les domaines de la rive gauche de la Garonne développent des activités ludiques pour tous les ages Armé de sa pelle de rempotage, Antoine, 8 ans, creuse avec frénésie entre deux ceps de vigne. En pleine chasse au trésor, l’animatrice du Château d’Eyran en profite pour expliquer aux enfants la nature du terroir typique de la rive gauche de la Garonne, un sol fait a de sable et de cailloux a. Antoine corrige aussitôt : « Mais le sable, c’est des cailloux! a « Oui, tu as parfaitement oison a, se reprend la jeune femme. Depuis la création des ateliers de découverte, en 2019, avec les enfants du viticulteur Charles Savigneux comme « cobayes », Mathilde a pris l’habitude d’adapter ses explications aux connaissances et aux réactions de chacun des jeunes visiteurs. Pas de tablette, mais un matériel pédagogique simple et accessible: il s’agit ici de toucher la terre et de sentir le végétal, avec l’objectif d’éveiller les sens. La vue est aussi sollicitée en permanence dans ce paysage de vignes et de forets, entre Graves et Sautemais, où la brume matinale cède la place, comme par magie, à un ciel radieux. Ce territoire girondin ne se découvre plus seulement avec un verre de dégustation à la main, mais aussi comme un terrain de jeux et d’aventures à partager en famille. DÉJEUNERS SUR CHERBE Les histoires de famille, la région cannait bien, avec ses domaines qui se transmettent de génération en génération. Depuis 1796 pour les Savigneux. Si les grands-parents de Charles n’avaient pas pensé à ouvrir l’exploitation au public, ses parents, eux, se sont mis à l’aenatourisme, et lui a été plus loin encore en accueillant des enfants. Qui en redemandent : un écolier de primaire venu avec sa classe s’initier à l’agriculture raisonnée au Château d’Eyran a tenu à revivre l’expérience.. avec ses parents. Depuis Bordeaux, il suffit de charger son vélodans le train qui dessert la petite gare de Beautiran puis de rouler vingt minutes jusqu’à ce coin du bout du monde, où chacun s’organise pour recevoir petits et grands. Un coup de pédale mène ensuite à Ayguemorte-les-Graves, au Château Lusseau. Là, depuis avril2020, l’aussi fantasque qu’attachante Bérengère Quellien a transformé le bois familial jadis délaissé en terrain d’accrobranche : parmi les chénes majestueux serpentent cinq parcours différents, dont se *** BÉRENGÈRE QUILLIEN A REDONNÉ VIE AU BOIS DU CHÂTEAU LUSSEAU.

Fonte: L’Obs.

Les blancs se mettent au frais.
Avec la hausse des températures, le vin blanc est de plus en plus apprécié, au détriment du rouge. Mais en produire tout en maintenant fraicheur et légèreté relève de l’exploit Par RACHELLE LEMOINE Depuis 2010, les chardonnays trop riches me fatiguent un peu », constate Valentin Montant, propriétaire de La Soeur Cadette, à Saint-Père, dans l’Yonne, proche de Vézelay. A la tête de 22 hectares certifiés en bio depuis 1999, il pratique une vinification la plus naturelle possible. « Ces vins peuvent grimper jusqu’à14 degrés d’alcool! J’ai donc eu envie de refaire des blancs légers. » Pour cela, il a entrepris de replanter du melon de Bourgogne. Comme son nom l’indique, ce cépage est originaire de la région, mais il a été longtemps boudé car il est trop tardif, et donc rétif à une bonne maturité. A l’aune du réchauffement climatique, Valentin redécouvre ses atouts: moins précoce que le chardonnay, il échappe aux gelées tardives du printemps et produit moins d’alcool. « Le melon de Bourgogne arrive à parfaite maturité à seulement 12 degrés, note le vigneron. Je retrouve ainsi l’esprit des vins de soif de Bourgogne, ces blancs frais que l’on a toujours produits à Vézelay. » *** A quelque 130 kilomètres plus au sud, au coeur de la Bourgogne opulente, Paul Zinetti, régisseur du domaine du Comte Armand, réputé pour son célèbre Clos des Epeneaux à Pommard (Côte-d’Or), en pince pour l’aligoté. Quasiment pour les mêmes raisons : « Ce cépage est très productifet difficile?! menerà maturité, explique-t-il. Mais avec les années de plus en plus chaudes que nous connaissons, ilgarde une excellente acidité. C’est un cépage d’avenir! » En Alsace, c’est le sylvaner, délaissé depuis les années 1990 car trop productif et peu qualitatif, qui revient en grâce. A contre-courant du vignoble alsacien, la Maison Jean Huttard, à Zellenberg (HautRhin), a toujours eu un faible pour ce cépage, qu’il travaille avec beaucoup de minutie… et d’investissements. « C’est une approche beaucoup plus coûteuse, mais qui porte ses fruits sur le plan de la qualité. Il se révèle d’une grande fraîcheur, sapide avec une belle complexité aromatique », explique Hélène Huttard, à la tête du domaine avec son frère Antoine depuis 2015. Ils ont décidé de poursuivre le sillon creusé par leurs parents en créant, en 2019, une nouvelle cuvée de pur sylvaner, baptisée Cellamberg, vinifiée sans aucun intrant et non filtrée. Cap sur la vallée du Rhône, encore plus touchée par le réchauffement climatique du fait de sa situation méridionale. Dans la Drôme provençale, Maxime-François Laurent est aux commandes du célèbre Domaine Gramenon. Pionnière du sans soufre dès les années 1990, certifiée en bio en 2006 et en biodynamie en 2007, cette propriété de 27 hectares bénéficie d’un terroir de grès silicieux et coquillier très spécifique. Mais les vieilles vignes de viognier ont commencé à montrer des signes d’essoufflement.

Fonte: L’Obs.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 5 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Ricci Curbastro, il vino brinda alla sostenibilità.
L’azienda della Franciacorta migliora conti e vendite. E si conferma prima società benefit del territorio dal 2017 Ricci Curbastro, il vino brinda alla sostenibilità. La chiave del successo, nel settore vitivinicolo, sono gli investimenti nella sostenibilità, a tutela dell’ambiente e del territorio, il pensiero smart e una grande attenzione alle buone pratiche e alla progettazione per il futuro. Accade all’azienda agricola Ricci Curbastro di Capriolo, nel Bresciano, oggi gestita da Riccardo e dai figli Gualberto e Tommaso, nata nel 1885 e poi completamente rivista e portata al passo dei tempi dal patron Gualberto Ricci Curbastro e che ora è la prima società benefit di Franciacorta e dal 2017 la prima azienda sostenibile di Lombardia e tra le migliori nove in Italia. Il dato è emerso durante la presentazione del Bilancio di Sostenibilità 2022.

Fonte: Giorno.

Veronafiere apre a nuovi alleati.
Si a operazioni straordinarie come quella Cibus-Tuttofood Veronafiere apre a nuove alleanze, in Italia e soprattutto all’estero. L’esercizio 2022 del gruppo fieristico — che tra i vari eventi organizza il Vinitaly e Fieragricola —si chiude con un disavanzo di 5 min di euro: 4mputabili principalmente a svalutazioni societarie di alcune partecipate e controllate, considerate necessarie e improrogabili dal gruppo, alla decisione di operare accantonamenti prudenziali e al riassetto societario», recita una nota della società. Al contempo: «I ricavi del gruppo si attestano su 107,7 min di euro (80,7 quelli della capogruppo Veronafiere spa, contro un disavanzo di 6,1 min), in crescita del 2,1% sul 2019, ultimo anno di riferimento, e un Ebitda di 17,7 min (11,6 quello di Veronafiere spa), in aumento del 22,5% sul 2019».

Fonte: Italia Oggi.

Mix di azioni nel vigneto Flavescenza tenuta a bada.
Ridurre e tenere sotto controllo la presenza di flavescenza nel vigneto si può. Lo ha dimostrato la zona del Prosecco docg dove il Consorzio di tutela ha messo in campo una aerie di strumenti che hanno consentito di abbattere, nei 102 vigneti monitorati, il 70% il numero degli scafoidei, lo Scaphoideus titanus, noto appunto come la cicalina flavescenza dorata. Un risultato, dovuto principalmente ai comportamenti tenuti l’anno scorso che hanno portato all’estirpazione delle piante malate e all’attenta lotta all’insetto. Come spiega Diego Tomasi, direttore del consorzio: «Si è messa in atto un’attività che possiamo definire rivoluzionaria in quanto non ancora sperimentata come la mappatura attraverso l’utilizzo dei droni». Questo ci ha permesso, ad esempio, di escludere il bosco come responsabile dei contagi al contrario dei vigneti mal gestiti che sono risultati invece la vera fonte delle infezioni».

Fonte: Italia Oggi.

Peronospora, -40% di uva in vendemmia.
Fino al 40% in meno di produzione di uva nella prossima vendemmia in alcune aree. E la perdita prevista dall’osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) per gli effetti della peronospora. Maggiormente colpita, in generale, la viticultura biologica che in alcune zone risulta fortemente compromessa. In generale le regioni più danneggiate sono quelle della dorsale adriatica, a partire da Abruzzo e Molise dove è piovuto costantemente dal 4 aprile. Qui la stima è di un calo di produzione del 30-40 % sulle uve convenzionali (50-60% in Molise), mentre si arriva anche al 70-80% sulle uve biologiche. Perdite importanti per Marche (-20% anche per la annata scarsa), Basilicata e Puglia che si affacciano alla vendemmia con cali previsti nell’ordine del 25-30%. Complicata la situazione anche nel Lazio (-25%) e in Umbria e Sicilia con cali tra il 10 e il 15%.

Fonte: Italia Oggi.

Veronafiere supera i ricavi pre Covid Nel 2023 la crescita va oltre le attese.
L’ad Maurizio Danese: «Internazionalizzazione fattore centrale per la crescita, assieme alla digitalizzazione» Sistema fieristico I1 gruppo ha chiuso il 2022 con io7,7 milioni. Solidità finanziaria ripristinata Quest’anno è previsto anche il ritorno all’utile. In autunno il nuovo Piano industriale Giovanna Mancini Archiviata la difficile parentesi del Covid, il gruppo Veronafiere ritorna i livelli pre-pandemia, per quanto riguarda il volume delle attività, le presenze alle manifestazioni e il fatturato, e torna a concentrarsi sullo sviluppo dei prossimi anni. I vertici del gruppo sono Infatti al lavoro per redigere il Piano industriale 2024-2026 che sarà presentato entro l’anno ai soci, forti di un 2022 che ha visto il ritorno ai benchmark pre-Covid e di una prima metà del 2023 che ha portato risultati superiori alle previsioni.

Fonte: Sole 24 Ore.

II Siri Bianco 2022 nella guida de «i mille Vini D’Italia».
Anche il Siri Bianco 2022 della cantina Alte Vigne della Val Camastra, tra «I 1000 Vini d’Italia», la nuova guida de L’Espresso. II premio è stato consegnato nelle mani di Teresa Buchicchio, titolare e amministratrice dell’azienda, negli scorsi giorni, nella bella location del Teatro Manzoni di Milano, durante la presentazione della Guida curata da Luca Gardini, che ha degustato, selezionato e valutato più di 1.000 vini, e presenta più di 500 cantine all’interno delle oltre 600 pagine a colori. I vigneti di Alte Vigne sorgono alle pendici del Monte Siri, immerso nella natura autentica della Val Camastra. Le viti, poste in un’area di 3 ettari, a un’altitudine di 700 metri, possono pregiarsi di ottima esposizione e di una favorevole escursione termica, fattori determinanti per un’ottima qualità delle uve.

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

«Vini, una doc Campania».
Una denominazione di origine controllata Campania <<• U che, al pari della Sicilia e di altre denominazioni, possa meglio rappresentare un settore fondamentale come la filiera del vino». E l’idea intorno alla quale sta lavorando l’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo, per «rafforzare il brand della Campania». Caputo ne ha parlato ieri, insieme con l’assessore regionale alle Attività Produttive, Antonio Marchiello, in occasione della presentazione della ricerca di Wine Monitor di Nomisma su «Posizionamento competitivo e notorietà dei vini campani», nella Sala della Giunta «Francesco De Sanctis» con la partecipazione di operatori del settore ed esperti fra i quali Chiara Giovoni, Carlo Alberto Panont, Antonio Rallo, Germana Di Falco.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Campania.

Dieci giorni di festa del vino col Goto club.
Da 32 anni è uno degli appuntamenti di maggior richiamo dell’estate a Santo Stefano. La festa organizzata dal ‘Goto Club’ col patrocinio del Comune racchiude il lavoro di tanti volontari, divertimento, musica e spettacolo. Da domani al 16 luglio al campo Camaiora tradizionale festa del vino aprendo per dieci serate i banchi gastronomici con specialità locali. Si inizia domani sera con un viaggio nella musica dagli anni Ottanta insieme a Radio A; venerdì Mirko e Gemma della scuola Robert Fashion Dance e sabato Luna Folk. Domenica lo show man santostefanese Manuel Giampaoli. Lunedì riposo.

Fonte: Nazione La Spezia.

Grandine nella zona della Sassella Danni ai vigneti Triasso-San Lorenzo.
Le zone più alte rivolte a mattina risultano essere state le più colpite dal fenomeno Situazione da valutare con l’evolversi della stagione. In città allagati sottopassi e scantinati. Le previsioni Precipitazioni nella fase conclusiva delle giornate. Sottopassi allagati in città con super lavoro di vigili del fuoco e forze dell’ordine, acqua nello scantinato di una palazzina in via Bernina, ma senza danni alle persone e soprattutto, purtroppo grandine sui vigneti nella zona della Sassella. Sono proprio le coltivazioni d’uva alle porte del capoluogo le vittime più illustri del violento temporale che, al termine di una giornata di caldo afoso, si è abbattuto lunedì sera su Sondrio accompagnato da forti raffiche di vento. Le mele I chicchi di grandine di dimensioni non proprio irrisorie hanno colpito la striscia della Sassella, da Triasso fino all’imbocco della Valmalenco, passando per San Lorenzo, mentre fortunatamente non hanno interessato né il restante versante retico terrazzato, né tantomeno le coltivazioni di mele.

Fonte: Provincia Sondrio.

Il flagello della peronospora «Produzione di vino al 50%».
Allarme della Coldiretti sulle conseguenze delle piogge per la viticoltura Colpite tutte le denominazioni, con picchi di minore resa vicini al 70%. APPELLO ALLA REGIONE AFFINCHÉ SIANO ESTESI GLI AIUTI ALLE AZIENDE L’AGRICOLTURA. Le continue piogge che fino alla scorsa settimana hanno interessato gran parte delle Marche minano la campagna vitivinicola 2023 con danni tra i filari per la diffusione della peronospora, un fungo capace di compromettere la capacità produttiva delle vigne. Dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Cupramontana, centro collinare noto per il Verdicchio dei Castelli di Jesi, adesso è la Coldiretti a segnalare che da nord a sud della regione nessuna denominazione dell’ampio panorama vitivinicolo marchigiano è rimasta indenne: dal Bianchello del Metauro ai Colli Pesaresi, dal Rosso Piceno e Conero al Verdicchio di Jesi e di Matelica passando per Lacrima, Passe’rina, Vernaccia e Pecorino.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

Il Gran Monferrato Città europea del vino Da Bruxelles nuova spinta per il turismo.
Gran Monferrato e l’Alto Piemonte, insieme, hanno centrato un importante obiettivo: sono stati scelti come “Città Europea del vino per l’anno 2024”. Il riconoscimento è stato annunciato ieri dal Consiglio Recevin (Rete europea delle città del vino) a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo. Una notizia attesa (e anche sperata) che nel tardo pomeriggio ha permesso di sollevare idealmente i calici in una larga parte del Piemonte, che va dai piedi del Monte Rosa ai confini con l’Appennino ligure, passando per Acqui Terme, Ovada e Casale Monferrato. Si tratta infatti di un risultato storico, che porterà benefici soprattutto a livello di immagine. Destinatarie del prestigioso riconoscimento sono 20 città piemontesi che, nella primavera del 2022, hanno avviato un percorso comune per giungere al riconoscimento di territorio europeo del vino del 2024. Realtà queste, in particolare Ovada, Acqui e Casale, che da qualche tempo hanno stretto una collaborazione, che ha portato alla nascita di progetti importanti come La Strada del vino del Gran Monferrato.

Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.

Ora il Gran Monferrato è ufficialmente “Città europea del Vino 2024”.
Ieri il riconoscimento per i tre centri alessandrini e l’Alto Piemonte Entusiasta la delegazione a Bruxelles: “Così favoriamo il turismo” Ora il Gran Monferrato è ufficialmente “Città europea del Vino 2024”. Dopo i investitura informale arrivata alla fine di maggio, da J ieri pomeriggio il Gran Monferrato di Acqui, Casale e Ovada e l’Alto Piemonte di Gattinara e Ghemme sono ufficialmente la «Città europea del Vino 2024». La Recevin, la Rete europea delle Città del Vino, ha consegnato il riconoscimento ai rappresentanti del territorio al Parlamento Europeo a Bruxelles, in Sala Spinelli. In tutto saranno 20 i Comuni che potranno fregiarsi del titolo il prossimo anno: le tre capitali del Monferrato alessandrino e 17 centri di Novarese, Vercellese, Biellese, Vco in Alto Piemonte.

Fonte: Stampa Alessandria.

Il lievito green che salva i vini dal clima.
Professori e ricercatori dell’università di Foggia hanno isolato e caratterizzato un nuovo lievito enologico che – trasformando gli zuccheri in acidi organici – può «mitigare gli effetti negativi del riscaldamento globale sulla qualità dei vini». Ad annunciarlo è stato lo stesso ateneo, definendo il lievito «un ottimo esempio di come i microrganismi possono migliorare la sostenibilità delle produzioni enologiche». Il tutto è stato possibile grazie al lavoro del professor Giuseppe Spano (foto) e dei ricercatori Pasquale Russo e Vittorio Capozzi del dipartimento Scienze agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria dell’università di Foggia.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Un lievito green mitiga il riscaldamento globale sul vino.
Isolato dall’Università di Foggia, migliora la freschena Un lievito green mitiga il riscaldamento globale sul vino Un lievito enologico associato ad una migliorata stabilità del colore e ad una maggiore stabilità microbiologica senza ulteriori aggiunte di anidride solforosa. E quello selezionato dall’Università di Foggia ed è, dicono dall’ateneo foggiano, “un ottimo esempio di come i microrganismi possono migliorare la sostenibilità delle produzioni enologiche, mitigando, peraltro, gli effetti negativi del riscaldamento globale sulla qualità dei vini”. Il lievito è stato isolato e caratterizzato dal Prof. Giuseppe Spano e dai ricercatori Pasquale Russo e Vittorio Capozzi del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria (DAFNE) dell’Università di Foggia. “La ricerca è nata da un protocollo d’intesa siglato anni addietro dall’Universita’ di Foggia con le Università di Bordeaux (Francia) e Adelaide (Australia) che hanno selezionato un centinaio di ceppi di lievito, rintracciando a Troia il ceppo dell’uva con la migliore performance”.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

“Il vino ama la musica”, Peppe Vessicchio strega Cerignola.
Presso il rooftop Mandwinery il celebre musicista racconta come la musica può “invecchiare” il vino “Il vino ama la musica”, Peppe Vessicchio strega Cerignola Il Maestro non ha risparmiato il racconto di aneddoti, frutto di una lunghissima carriera sui palchi di tutto il mondo Il maestro Peppe Vessicchio a Cerignola sul rooftop Mandwinery per raccontare i suoi studi scientifici tra musica e vino, ovvero come la musica può influenzare l’invecchiamento del vino, in una serata dal titolo “Il vino ama la musica”. Un incontro, nella serata di domenica 2 luglio affacciati sul Duomo, che ha preso le mosse dal volume scritto da Vessicchio, “La musica fa crescere i pomodori”. Il Maestro non ha risparmiato il racconto di aneddoti, frutto di una lunghissima carriera sui palchi di tutto il mondo: le esperienze a Sanremo con Elio e le Storie Tese, il lavoro di compositore e direttore d’orchestra, fino agli studi sul vino.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Medicea Wine Festival Degustazioni e musica – Debutta Medicea Wine Festival. L’Estate Cerretese entra nel vivo. Degustazioni e musica nel borgo.
Domani l’apericena inaugurale nel giardino della Villa e la premiazione del concorso dedicati ai vini Sabato e domenica serata con i produttori e lo street food In attesa delle stelle col Gruppo Astrofili. Sua maestà la Villa Medicea spalanca di nuovo le porte ai visitatori: bentornata all’Estate Cerretese che non si ferma, reduce dal successo de «La Notte di Isabella». Sono stati migliaia i visitatori arrivati in centro storico a Cerreto Guidi lo scorso week-end per rivivere le atmosfere rinascimentali. Ora, spazio al «Medicea Wine Festival»: vino, cibo e musica saranno i grandi protagonisti della 48esima edizione della manifestazione che prenderà il via domani con la serata inaugurale. Fino al 16 luglio un tripudio di appuntamenti per il Festival organizzato dal Comune di Cerreto Guidi e dall’associazione turistica comunale Pro Loco in collaborazione con le contrade del Palio, il Gaceb, l’associazione Ccn ‘Buontalenti’ e altre realtà del territorio.

Fonte: Nazione Empoli.

Il premio Il «Save the Brand» a Masi: «250 anni di storia».
Sandro Boscaini: «L’azienda affonda le radici nella cultura e nella storia del nostro Paese» Masi si è aggiudicata il Save the Brand 2023 nella categoria «Brand storico» per il modello imprenditoriale che il Gruppo ha saputo sviluppare in oltre 250 anni, coniugando l’alta qualità del brand con la capacità di attualizzare i valori e le tradizioni del territorio e di esportarli nel mondo. Il premio è stato ritirato dal presidente Sandro Boscaini e da Raffale Boscaini, direttore Marketing e settima generazione, durante l’evento organizzato a Milano da Lc Publishing Group con la testata digitale Foodcommmunity.it, dedicato agli imprenditori italiani e alle eccellenze del Made in Italy nel settore Food e Beverage che si sono distinte per il valore del loro marchio. «Ci fa piacere», ha detto il presidente dell’azienda, «vedere ancora una volta Masi riconosciuto interprete di un Made in Italy che affonda le radici nella cultura e nella storia del nostro Paese e del suoi territori».

Fonte: Arena.

Produzione di vino in aumento «Sarà un’armata da record».
La produzione delle cantine potrà raddoppiare fino a sfiorare i 120 mila ettolitri Livieri (Coldiretti): «Le premesse ci sono tutte, se non ci saranno eventi estremi». Sarà un’annata da record per il vino della Riviera del Brenta e del Miranese in termini di produzione. A confermare una rosea sotto il profilo delle quantità prodotte, è il referente di Coldiretti del Miranese ed ex sindaco di Campagna Lupia, Fabio Livieri. Tra i punti forza della produzione le cantine sociali dell’area di Premaore e di Dolo. Quella di Premaore di Camponogara mediamente ha una produzione annua di 70 mila ettolitri di vino, quella di Dolo si aggira sui 20-25 mila. La produzione, stando a un primo sondaggio, potrebbe essere di circa il 35-40% superiore a quella dell’anno precedente, per via delle caratteristiche del clima di questa estate.

Fonte: Nuova Venezia.

Stefano Gava dirigerà la Cantina Produttori.
Dal 1° luglio 2023, Cantina Produttori di Valdobbiadene S.A.C., storica cooperativa nata nel 1952 a San Giovanni di Valdobbiadene, nella “core zone” Patrimonio dell’Umanità Unesco, si avvarrà delle competenze manageriali, gestionali e tecniche dI Stefano Gava, laurea in enologia all’Università di Padova nel 2005. «La scelta di Gava è frutto di una attenta ricerca fra vari profili — afferma Franco Varaschin, presidente di Cantina Produttori di Valdobbiadene – per introdurre in Cantina una figura di rilievo che sappia far accrescere la produzione e sappia valorizzare i nostri vini. La sua pregressa esperienza è un valore aggiunto per affrontare con serenità le future sfide in un’ottica di innovazione e rispetto delle tradizioni». Oggi Cantina Produttori di Valdobbiadene è il tramite di un dialogo unico: quello tra i propri soci, 600 circa, e i consumatori di tutto il mondo.

Fonte: Tribuna Treviso.

In Maremma, una giornata perfetta alla cantina Le Mortelle di Antinori.
I pini marittimi sono come code di pavone verdi nel cielo, poi ci sono i filari di cipressi, l’acqua che interrompe a tratti la terra, boschi estesi senza una casa. E notti finalmente senza una luce. La Maremma è la bellezza dell’Italia che dovremmo proteggere tutti pretendendo che resti se stessa, con più natura che uomini, con più sostanza che apparenza. Anche per questo le cantine Le Mortelle – possedimento già nel 1863 della famiglia Marchesi Antinori poco distante da Castiglione della Pescaia – è un bel progetto: perché innova, porta qualità sul territorio, ed eccellenza (quindi lavoro, e un turismo selezionato) sul territorio, senza snaturare l’animo di questi luoghi. Non lo fa nemmeno dal punto di vista del paesaggio.

Fonte: Vanity Fair.

L’enologo Dini, riposo in cantina per il vino migliore.
Come l’autore di un libro scrive meticolosamente le caratteristiche dei suoi personaggi, così l’enologo della Cantina Siddùra, Dino Dini, crea anche a suo gusto e intuizione i vini delle tenute di Luogosanto. È lui a buon diritto l’autore della collezione di vini Siddùra, salita quest’anno a dieci nomi grazie all’aggiunta di due Carignano appena nati dalla maestria dell’enologo. Autore o meglio coautore, come si definirebbe lui, che della sinergia con l’amico e collega agronomo Luca Vitarelli ha fatto la vera forza dell’azienda.

Fonte: ANSA.

La Cantina del Piglio cerca acquirenti.
Dal 1960, anno di nascita, la Cantina Sociale Cesanese del Piglio ha sempre lavorato per la promozione del territorio e del Cesanese, ha fornito supporto tecnico ai soci e ha lavorato all’ottenimento della D.O.C. nel 1973 e nel 2008 della D.O.C.G. Una realtà che ha segnato la storia del Cesanese. Raggiungiamo, telefonicamente, nell’Aula della Camera dei Deputati l’Onorevole Luca Sbardella presidente della Cantina del Piglio “ Stiamo lavorando per continuare diversamente il lavoro della nostra Cantina. È in corso una trattativa con una cordata di imprenditori, anche locali, intenzionati a rilevare sia la struttura che il marchio. “In questi anni la Cantina ha comunque garantito ai conferitori l’acquisto delle uve. Pensa che sarà possibile anche per la vendemmia 2023?

Fonte: Carlo Zucchetti–.

Poesia del vino e vita vera.
«Qui siamo nel West, dove se la leggenda diventa realtà, vince la leggenda» è una frase passata alla storia con L’uomo che uccise Liberty Valance, uno dei migliori western di John Ford, e torna utile in tante situazioni. Anche nel vino. Ho sentito qualche giorno fa un amico consulente in giro per l’Italia, un terzista molto esperto di prosa e poco di poesia. Parlando del più e del meno, mi dice che negli ultimi anni, sempre più cantine fanno ricorso all’osmosi inversa con un’apposita membrana che può togliere un po’ di volatile ai vini. In passato, era una cosa molto sporadica e soprattutto per i vini da invecchiamento (dove dopo 1 anno in legno può salire la volatile), mentre oggi invece sono sempre di più quelli che devono “aggiustare” anche vini giovani.

Fonte: Intravino.

Vino X Roma 2023.
Da mercoledì 5 a venerdì 7 luglio, dalle 19,30 alle 23,30, “The BoX”, accoglierà la terza edizione di “Vino X Roma”, evento dedicato alla cultura enogastronomica italiana che vedrà partecipare una selezione composta da 13 aziende vinicole, 3 di distillati e 9 del settore agroalimentare per un totale di 25 aziende del territorio laziale e 12 tra i migliori chef della Regione. Il tema della manifestazione sarà “Tecnica e Progresso” con l’intento di stimolare tutti i protagonisti riguardo gli argomenti della ricerca, l’innovazione, lo sviluppo e l’internazionalizzazione. Le eccellenze enogastronomiche del territorio e, in particolare il vino, saranno attori di Vino X Roma suddiviso in aree tematiche tra cui la Tasting Area con gli stand delle 25 aziende di wine & food in cui si potranno degustare i prodotti e l’Area Cooking show che vedrà 9 chef e 3 maestri gelatieri del panorama laziale alternarsi nel presentare le ricette innovative ed esclusive in abbinamento ai calici di vino.

Fonte: RomaToday.

Il vino rosso stimola l’attività sessuale. Anche degli anziani. Lo dice la scienza.
Nell’attuale dibattito in merito agli effetti dell’alcol sulla salute, arriva lo studio italianissimo pubblicato sulla prestigiosa rivista medica Journal of Clinical Medicine che mette in relazione consumi e attività sessuale. In particolare, la ricerca dell’Università di Catania e dell’Università di Catanzaro ha valutato una serie di studi tra il 1993 e il 2022, arrivando alla conclusione che il vino rosso, se consumato in quantità moderate, potrebbe potenzialmente aiutare i pazienti con disfunzione erettile e anche stimolare il desiderio sessuale sia negli uomini sia nelle donne. Inoltre, lo studio ha anche suggerito che il vino rosso potrebbe aiutare ad aumentare il testosterone e la fertilità maschile.

Fonte: Gambero Rosso.

Alto Piemonte e Gran Monferrato Città europea del Vino 2024.
L’Alto Piemonte e il Gran Monferrato hanno ricevuto a Bruxelles dal network RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino), il riconoscimento di Città europea del Vino 2024, il titolo che a rotazione premia le migliori aziende produttrici di un territorio italiano alternandosi con altre città vignaiole di Portogallo e Spagna. La corona di alloro è stata assegnata per tutto il prossimo anno a 20 città piemontesi unite sotto un’unica sigla e un programma condiviso di eventi, meeting, convegni e degustazioni distribuiti sulle provincie di Alessandria, Biella, Novara, VCO e Vercelli: Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.

Fonte: Regione Piemonte.

Vino e archeologia, la scoperta nel sito di Sa Prisgiona.
Sarà che il vento di maestrale che spinge l’area salmastra della costa fino ai territori interni della Gallura, sarà il sole che qui picchia e fa “cuocere” le uve portandole a una maturazione perfetta, o sarà il terreno fortemente granitico che rilascia la sua durezza e insieme unicità al succo prodotto dai vitigni. Saranno tutti questi fattori, uniti a un pizzico di magia legata delle tradizioni antiche, che fanno sì che l’intera area geografica gallurese, a due passi dalle aree gestite dal Consorzio Costa Smeralda, possa a buon diritto essere considerata la culla dell’enologia. E la prova arriva dritta dal passato, dall’epoca nuragica che in Gallura ha lasciato le sue tracce più evidenti. Una fra tutte quella del complesso archeologico di Sa Prisgiona, una sorta di metropoli, abitata dal XIV secolo al XVIII secolo a.C e di cui ancora oggi, grazie agli scavi possiamo godere. Scavi che hanno riportato alla luce una particolarità: dalla terra sono emerse alcune brocchette che contenevano tracce di vino, a testimonianza di come la viticoltura sia stata una pratica antichissima nell’isola.

Fonte: Costa Smeralda.

XXXVI Rassegna Müller Thurgau: vino di montagna.
Dal 6 al 9 luglio torna la manifestazione nata per valorizzare il Müller Thurgau e il territorio della Valle di Cembra. La rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali, #trentinowinefest, si appresta a spegnere 36 candeline. L’evento, presentato stamane in conferenza stampa a Palazzo Roccabruna – Enoteca Provinciale del Trentino, prende il via giovedì 6 luglio, ore 18.00 con l’inaugurazione ufficiale al Parco Tre Maestri di Cembra contestualmente all’apertura delle sale di Palazzo Maffei, dove fino a domenica saranno in degustazione 52 Müller Thurgau provenienti da diverse aree del Trentino, oltre che da Alto Adige, Lombardia, Sicilia e Valle d’Aosta. A questi, si aggiungono 19 vini tedeschi, 4 svizzeri e uno della Repubblica Ceca, per un totale di 76 etichette.

Fonte: L’adigetto.

Isola del Giglio, con la musica e il buon vino locale torna Muvinar.
“Approfittando del favor del tempo, guidati da nuove speranze, forti di una maggior serenità interiore… Abbiam teso le corde del vascello! Oliati gli ingranaggi! L’Equipaggio è in posizione! Siamo quindi pronti a salpare! Felici di riprendere il largo sorretti dal vento a cavallo del mare. Seguendo l’onda della rinascita agricola isolana e del comune interesse a promuovere e valorizzare il nostro territorio insieme al lavoro eroico di agricoltura e viticoltura, crediamo non ci sia occasione migliore di riunirci in un contesto di festa”. Con queste parole Irene Carfagna, organizzatrice di Muvinar, annuncia il ritorno dell’evento che unisce musica e vino all’Isola del Giglio. Il primo evento, in programma il 9 luglio all’Antico Faro delle Vaccarecce.

Fonte: Giglionews.

“Frascati, Eleganza Superiore”, l’evento esclusivo e sostenibile del vino Frascati.
Si intitola così l’evento esclusivo voluto dal Consorzio di Tutela Denominazioni Vini Frascati per la stampa specializzata, i ristoratori e i buyer, che si è tenuto lunedì 3 luglio 2023 nella splendida location del Relais Appia Antica, suggestiva villa per cerimonie situata in una delle arterie consolari romane tra le più antiche e famose al mondo, che in comune con il vino Frascati ha la storia millenaria e il vulcano laziale, sulle cui pendici si affaccia. “La sfida del consorzio oggi è quella di penetrare in nuovi mercati. – ha dichiarato a TeleAmbiente Andrea Evangelisti, presidente presidente del Consorzio Frascati – Un vino vulcanico, sapido, importante e, soprattutto, sostenibile, quindi, l’utilizzo del vetro più leggero, cartone da foreste equosolidali, impatti ambientali importanti, senza utilizzare glifosato perchè si sta facendo cultura e formazione sui nostri viticoltori”.

Fonte: TeleAmbiente.

STAMPA ESTERA

Wines of the Future Look to the Past.
Local farmers and winemakers know that the soil here is strong. Hoping to enthrall a new group of sherry consumers. Good wine offers history in every glass. Through the vintage and vineyard, it tells a story of a time and a place. But it can speak of far more, of distant practices and traditions reclaimed. In the best of examples, it can look to the future as well. In sherry country, a flat, dusty swath of southwestern Spain framed by the towns of Jerez de la Frontera, Sanlúcar de Barrameda and El Puerto de Santa María, history was ignored for decades as the sherry business grew and consolidated, focusing on inexpensive, mass-market bottles primarily for foreign markets. But in the past decade or so, a small group of winemakers have focused intently on the region’s past. They have re-examined the terroirs, rediscovered long-lost grapes that were nearly extinct and resurrected unfortified styles that had largely disappeared. In short: They are producing some of the most exciting wines in the world. Sherry is famous the world over as a fortified wine. But the industry has been declining since the 1980s as consumers in Britain, the biggest market for inexpensive sherry, began to lose interest in those mediocre sweet wines. Many producers went out of business, and the land planted to vines dwindled from roughly 70,000 acres to around 15,000. In response, over the past 20 years, labels like Equipo Navazos began bottling small amounts of extraordinary sherries that had been used in blends with nondescript wines to create mass-market sherries. By identifying wines and bottling them separately, producers were able to show a new generation sherry’s potential while charging much higher prices. These superb wines also proved that sherry is not only capable of aging and becoming more complex over time, but that it is very much a vineyard expression and not simply dependent on the skill of the winemaker. One of the key myths about sherry is that the palomino, its primary grape, is neutral and required fortification, intricate blending in the cellar and exposure to air, as with oloroso sherries, or aging under flor, a yeast that gives personality to fino and manzanilla sherries. But in recent years, numerous producers have shown that palomino, planted in the best plots, farmed conscientiously and made into wine with care, can make wines of depth and nuance that express with uncanny precision the place in which the grapes were grown. They are also examining dozens of other local grapes that largely disappeared after phylloxera, a ravenous aphid that devours the roots of vines, devastated European vineyards in the late 19th century. “At the beginning of the 19th century, we had 50 local varieties,” said Alberto Orte, who makes wine across Spain but in recent years has focused on finding and recovering these lost grapes.

Fonte: New York Times Food.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 4 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Oltre 40 aziende nel Distretto del vino.
Sara’ sottoscritta giovedì 6 luglio la costituzione del Distretto Produttivo Agroalimentare di qualità del vino di Puglia. Anticipato nell’ultimo Vinitaly dall’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, il progetto punta ad affermare sempre di più l’identità del comparto vinicolo territoriale, supportando crescita e promozione dei vini di qualità, favorendo, con attenzione per eticità e sostenibilità, lo sviluppo dell’intera filiera grazie all’interazione con il mondo della Ricerca. Nella fase d’avvio, al Distretto aderiscono quarantaquattro aziende vitivinicole, l’Universita del Salento, il Crea, sei associazioni datoriali, quattro Consorzi di tutela. Ulteriori, diffuse, partecipazioni sono in definizione. Sono quattro le aree tematiche VINO II nuovo Distretto Produttivo su cui poggia il Distretto: Sviluppo della filiera, Qualità, Innovazione, Valorizzazione, ognuna con un articolato insieme di obiettivi.

Fonte: Gazzetta della Bat.

La Malvasia rosata che sprigiona il fascino del Salento.
Chi ha letto Cent’anni di solitudine ricorderà che gli Aureliano Buendia si rincorrono di generazione in generazione determinando e anticipando i destini di una famiglia. Cosi è per i Leo, che coltivano il loro aulente romanzo rurale assai più felice negli accadimenti di quello di Gabriel Garcia Marquez in mezzo alla campagna salentina. Sono tre i Paolo Leo che si sono succeduti tra queste vigne opime e oggi, l’ultimo, con accanto la moglie Roberta e i figli Nicola, Stefano, Francesco e Alessandro ha perseguito la strada dell’innovazione, non paia un paradosso, tornando alle origini. Punta tutto sui vitigni autoctoni salentini – dalla Verdeca al Fiano per i bianchi dal Primitivo al Negroamaro per i rossi – concedendosi solo un Chardonnay per dare personalità al catalogo bianchista. Si è dato con ottimi esiti a sperimentare anche l’affinamento sottomarino, il che conferisce dinamicità al progetto aziendale e fa dire che Paolo guarda lungo.

Fonte: La Verita’.

In vino veritas.
Note di agrumi invitano al riassaggio La tenuta Vanzini è frutto di un percorso produttivo che ha radici fin dal lontano 1890. La vasta e variegata selezione di vini tradizionali, rappresenta una vera e propria carta da visita. Le strutture all’avanguardia sono un ulteriore elemento distintivo. Da un punto di vista tecnico, la gamma dei vini si distingue per uno stile prevalentemente immediato e senza fronzoli. Tuttavia, per quanto riguarda i Metodo Classico, la filosofia adottata punta verso la ricchezza organolettica e l’ottima capacità di tenuta nel tempo. Color oro e scia di cedro per stuzzicare II legame della famiglia Colla con questi luoghi risale a molti secoli fa e, come testimoniano antichi documenti, è altrettanto antica l’attività vitivinicola. In tempi più recenti, contribuendo a valorizzare tutto l’areale produttivo, Beppe Colla fu protagonista in Langa nel 1961, il primo a riportare in etichetta il toponimo di un cru. Oggi gli eredi conducono le varie proprietà, da Cascine Drago a Tenuta Roncaglia e Dardi le Rose, accorpate sotto un unico nome e dislocate su territori con caratteristiche differenti. Di l’Aiace, da uve Pinot Nero in purezza, di colore paglierino luminoso con perlage consistente.

Fonte: Messaggero.

Chianti, ville-fattoria verso l’Unesco.
II «sistema delle ville-fattoria nel Chianti Classico», tra Firenze e Siena, è ufficialmente inserito tra i siti candidati al riconoscimento Unesco di Patrimonio dell’Umanità. La proposta è stata ideata e curata dalla Fondazione per la Tutela del territorio del Chianti Classico – presiduta da Tessa Capponi Borawska -, con la condivisione delle amministrazioni comunali del territorio interessato e con il supporto della Regione Toscana in qualità di soggetto proponente. Il sistema delle ville-fattoria nel Chianti Classico è fra le testimonianze più significative dei processi che a partire dal Rinascimento hanno investito i territori agricoli compresi tra Firenze e di Siena, contrassegnando l’evoluzione del loro assetto insediativo e produttivo.

Fonte: Nazione.

Investimenti nel settore vinicolo.
Dalla Regione Puglia 6,1 milioni di euro per e-commerce e punti vendita Cosa prevede l’avviso e come chiedere i finanziamenti La Regione Puglia ha pubblicato l’avviso per la presentare le domande di aiuto per la misura “investimenti” relativo al piano nazionale di sostegno vitivinicolo. L’intervento è finalizzato a migliorare il rendimento globale delle imprese, in termini di adeguamento alla domanda del mercato, aumento della competitività dal punto di vista della produzione o commercializzazione dei prodotti vitivinicoli, anche al fine di migliorare i risparmi energetici, l’efficienza globale nonché trattamenti sostenibili contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici. L’investimento proposto deve essere strettamente ed esclusivamente correlato all’attività vitivinicola dell’impresa, ovvero deve avere come scopo finale l’aumento della competitività dell’azienda richiedente nell’ambito esclusivo dei prodotti vitivinicoli.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Oggi a Villa Appia Antica le etichette di «Bererosa».
«Bererosa», la manifestazione dedicata ai vini rosati d’Italia che Cucina e Vini organizza del 2012, torna oggi nei suggestivi spazi aperti di Villa Appia Antica. Protagonisti saranno i vini rosa, declinati fermi e con le bollicine. In abbinamento ci saranno due stand con i prodotti del Gruppo Veroni.

Fonte: Tempo.

Torna «Vino X Roma» degustazioni e cicchetti.
Da mercoledì 5 a venerdì 7 dalle 19,30 alle 23,30 lo spazio «The BoX» (via Ignazio Pettinengo 72) accoglierà la terza edizione di «Vino X Roma». Ci saranno 13 aziende vinicole, 3 di distillati e 9 del settore agro alimentare per un totale di 25 aziende del territorio laziale e 12 tra i migliori chef della Regione.

Fonte: Tempo.

Via alla quinta edizione di «Un mare diVino».
La quinta edizione di «Un mare diVino» torna a illuminare il litorale romano. L’evento, dedicato ai bianchi, ai rosati e alle bollicine del Lazio, si svolgerà sabato 8 luglio in piazza Anco Marzio, nel cuore della località lidense. In programma degustazioni e show cooking.

Fonte: Tempo.

Un Cruasé per cambiare aperitivo.
«Provate a chiedere in un locale un Cruasé come aperitivo e guardate la faccia che vi faranno». Così spiegava una decina di anni fa un professore del corso per sommelier ai suoi allievi. All’epoca la spumantizzazione del Pinot nero che facevano alcune cantine dell’Oltrepò Pavese era un qualcosa di sconosciuto nella gran parte d’Italia. Oggi – per nostra fortuna – quel territorio ha fatto passi da gigante, grazie anche al lavoro di tanti giovani vignaioli che hanno «stravolto» il mondo dei loro nonni, quando lì il vino si vendeva a damigiane, e oggi rappresentano una splendida realtà che si è fatta conoscere non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Fonte: Tempo.

Oltre 30mila ticket venduti. Premiati i produttori – ‘Liguria da bere’ fa il record. Premiati i produttori migliori.
L’assegnazione dei riconoscimenti ha chiuso la sedicesima edizione della manifestazione I NUMERI Ben 30mila i ticket di degustazione con 40 produttori e oltre 200 etichette Qui sopra, i produttori premiati e, a destra, i premiati di Liguria Gourmet Tocca per la prima volta i 30mila ticket di degustazione emessi ‘Liguria da bere’. Un’edizione da record, questa sedicesima, che ha animato corso Cavour con oltre 200 etichette in degustazione e 40 produttori, da venerdì a domenica. La rassegna è stata organizzata dall’Azienda speciale Riviere di Liguria della Camera di Commercio (coorganizzatori Region, Camera di Commercio e Comune della Spezia). Ad animare le serate il ricco programma di talk, showcooking e abbinamenti enogastronomici organizzato da Slow Food La Spezia e dal foodteller Fabio Bongiorni. In serata, l’Arena Talk della Camera di Commercio ha ospitato la premiazione dei migliori produttori liguri.

Fonte: Nazione La Spezia.

Liguria da bere, un successo record. Staccati 30 mila ticket per gli assaggi.
Conclusa la kermesse dedicata al vino che ha visto per tre giorni corso Cavour invaso da appassionati e turisti Liguria da bere, un successo record Staccati 30 mila ticket per gli assaggi Con Liguria da bere il successo di pubblico è garantito. Un successo senza precedenti. La sedicesima edizione di Liguria da Bere ha segnato un record. Nella tre giorni dedicata alla promozione del settore vitivinicolo, sono stati staccati trentamila biglietti. Un traguardo mai toccato finora, che configura ancora una volta la rassegna tra quelle maggiormente consolidate e seguite dell’intera estate spezzina. L’appuntamento numero sedici si è concluso domenica sera con la consegna dei premi all’Arena Talk Show della Camera di Commercio. Tre, nello specifico, i marchi conferiti da Liguria Gourmet e finiti a Il Timone, Antica Osteria del Carugio, La Lampara, Gianni Franzi e Antico Borgo. Altrettanti, poi, i riconoscimenti per i migliori produttori liguri.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Meste Divino al via sabato Due i percorsi enogastronomici.
Hanno aderito sei cantine del consorzio Terre Lariane In totale 16 etichette Abbinamento con salumi Seconda edizione di Merate DiVino sabato prossimo in centro città. Tutto pronto per l’evento clou organizzato dalla Pro loco retta da Simona Vitali, che ha “importato” nel Meratese una manifestazione conosciuta in quel di Monza e che, fin da subito, ha riscosso grande successo. Merito, forse, anche di altre kermesse dello stesso tipo, a cominciare, per esempio, da Montevecchia da bere, che ha aperto la pista nella nostra zona ad eventi tutti costruiti sul connubio tra buon vino e ottimo cibo a chilometro zero. Per quello che riguarda l’edizione numero due di Merate DiVino, anche questa volta la Pro loco si è avvalsa della collaborazione con i produttori del consorzio vini Igt Terre Lariane che ha coinvolto i tanti viticoltori che ormai da più di un ventennio hanno ripreso a coltivare la vite sui terrazzamenti di Montevecchia e del parco del Curone, per poi produrre vini di buona qualità.

Fonte: Provincia di Lecco.

Un vino per promuovere il Fermano. Si parte a Montelparo.
II progetto è stato presentato in Provincia con il sostegno del consigliere regionale Putzu Un vino per promuovere il Fermano. Si parte a Montelparo II sindaco Screpanti: «Nel mio comune abbiamo tre campeggi gestiti da stranieri e tante strutture. Dobbiamo solo farci conoscere» Un vino dall’abito bianco, un sapore inedito che unisce quattro cantine e un territorio intero. Si chiama Deviango il vino che è anche un progetto di promozione del fermano, insieme la Cantina Di Ruscio, Casale Vitali, Cantina Geminiani e l’azienda Vittorini Nico Speranza, ad organizzare un vero e proprio festival itinerante. L’appuntamento quest’anno è a Montelparo, il sindaco Marino Screpanti parla di eventi che fanno bene soprattutto ai piccoli comuni: «Da noi abbiamo realtà turistico ricettive molto forti, abbiamo tre campeggi gestiti da olandesi e belgi, ci sono tantissimi agriturismi, piscine, strutture importanti. Dobbiamo solo farci conoscere, i buoni sapori fanno la differenza».

Fonte: Resto del Carlino Ascoli-Fermo.

«Sulle strade… del vino rosato» economia e turismo.
La tipicità nel nostro Paese gioca un ruolo determinante, ma per valorizzarla al meglio bisogna puntare su identità, cultura e consapevolezza. È questo il senso dell’evento che si terrà a San Giovanni Rotondo venerdì 14 luglio 2023 dedicato al vino rosato. Un vino che unisce quattro territori: Puglia, Molise, Basilicata e Abruzzo, quattro regioni attraversate anche dalla Via Francigena e dai tratturi percorsi per la Transumanza dai pastori con mandrie e greggi. Saranno numerose le cantine che saranno ospitate dalla prima edizione di «Strade di-Vino… Rosato», e rappresenteranno la Puglia, il Molise, la Basilicata e l’Abruzzo, tutte produzioni di grande qualità.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Ville-fattoria nel Chianti Classico. Arriva la candidatura Unesco.
Presentato in Regione un Comitato scientifico internazionale per promuovere l’unicità del paesaggio culturale. Dopo San Gimignano, Pienza, Piazza dei Miracoli, la Val d’Orcia, le Ville Medicee e i centri storici di Firenze e Siena, l’ottava meraviglia della Toscana potrebbe essere il Chianti Classico. Anzi, il ‘Sistema delle Ville Fattoria nel Chianti Classico’, il cui inserimento ufficiale nella ‘Lista Propositiva Italiana’ dei siti candidati al riconoscimento Unesco di ‘Patrimonio dell’Umanità’, è stato presentato ieri a Firenze alla presenza, fra gli altri, del presidente della Regione Eugenio Giani e del segretario generale del ministero della Cultura, Mario Turetta. «E’ con orgoglio che saluto l’avvio dei lavori di redazione del dossier per questa candidatura – ha detto Giani – Una candidatura che ha per noi un significato particolare, perché consente di valorizzare uno dei paesaggi più identitari della nostra regione, una delle immagini più famose della Toscana nel mondo al punto da essere divenuta un’icona».

Fonte: Nazione Siena.

Le ville-fattoria nel Chianti classico candidate a Patrimonio dell’umanità.
Giani: «Una delle immagini più famose e un’icona della Toscana nel mondo» Firenze Il Sistema delle Ville-Fattoria nel Chianti Classico è stato candidato a Patrimonio dell’umanità. La proposta è stata ideata e curata dalla Fondazione per la tutela del territorio del Chianti classico e condivisa da tutte le amministrazioni comunali del territorio e dalla Regione Toscana come soggetto proponente. «È con orgoglio che saluto l’avvio dei lavori per la redazione del dossier per la candidatura del sistema delle ville fattoria del Chianti classico – ha detto il presidente della regione Toscana Eugenio Giani-. Una candidatura che ha un significato particolare perché consente di valorizzare uno dei paesaggi storicamente più identitari della nostra regione. Una delle immagini più famose della Toscana nel mondo che è diventato un’icona».

Fonte: Tirreno.

Produzione del miele a picco Vendemmia, le viti a rischio.
Gli agricoltori bellunesi: «Troppa pioggia, raccolta del nettare ridotta al 40%» La peronospora minaccia l’uva soprattutto in Centro Italia, Nordest per ora salvo. Produzione di miele in picchiata a Belluno mentre serpeggia la preoccupazione anche tra i produttori di vino che temono la peronospora, la malattia della vite, che per ora sembra per fortuna risparmiare il Nordest. La stagione che una volta si definiva mite è stata flagellata da pioggia e freddo e ne hanno fatto le spese soprattutto i “nomadisti”, i produttori che cercano varietà di fiori in terre sempre diverse, spostando quindi le loro api per ottenere un miele mai uguale. Michele Nenz vicedirettore di Coldiretti Belluno: «La parte preponderante delle fioriture che inizia ad aprile e va avanti per tutto giugno rappresenta il grosso del lavoro per i nostri apicoltori, che hanno registrato produzioni fortemente compromesse, se non nulle». Vero è che l’annata non è ancora terminata, quindi qualche speranza per risollevare le sorti di questo 2023 c’è per i produttori bellunesi.

Fonte: Gazzettino.

Verso un nuovo proibizionismo ma il vino non è una sigaretta.
Recentemente l’ Organizzazione M o ndiale della Sanità ha stilato un documento con il quale si propone di ridurre il consumo di alcol pro capite in Europa del 10% entro il 2025. Lo spirito dell’iniziativa è ammirevole, ma non lo è altrettanto la sua prevista indiscriminata applicazione. Infatti il vino nel documento citato è equiparato a qualsiasi altra bevanda alcolica e tutto il settore enologico rischia di subire gravissimi danni. Il piano si basa sul fatto che in Europa il livello di consumo di alcol e la percentuale di consumatori sono arrivati a livelli preoccupanti. Dall’uso di alcol derivano circa zoo diverse patologie, inclusi vari tipi di tumore.

Fonte: Voce di Rovigo.

San Pietro, attentato alla cantina: due indagati.
Due uomini sono indagati per un attentato dinamitardo compiuto nel 2020 ai danni di uno stabilimento vinicolo di San Pietro Vernotico.

Fonte: Antenna Sud.

Sei new entry per Compagnia del Vino. Vuole superare gli 11 mln €.
Sei nuove cantine in listino per Compagnia del Vino, società di distribuzione fondata nel 1997 da Giancarlo Notari e Piero Antinori e che nel gennaio del 2022 ha visto l’ingresso nel capitale (20%) della maison di champagne Pol Roger. La società di San Casciano Val di Pesa ha annunciato di aver ampliato il proprio portfolio con Geoffroy (Champagne), Schloss Englar (Alto Adige), Castello di Cacchiano (Toscana), Seguinot Bordet (Borgogna), Domaine A. Chopin (Borgogna) e Nautilus Estate (Nuova Zelanda). “Dopo degli anni di consolidamento e crescita del portafoglio preesistente – afferma Saverio Notari, figlio di Giancarlo e amministratore delegato – sentivamo l’esigenza di ampliare i nostri partner, da qui abbiamo iniziato un percorso che tiene, e terrà sempre fede, al selezionare eccellenze in modo organico per un portafoglio di dimensioni umane e omogeneo”.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

Contaminazioni arte e vino: la nuova opera di Elisabetta Benassi per l’Antinori Art Project.
Il mondo del vino rivela straordinarie contaminazioni con l’arte e in alcuni casi, come quello della cantina Antinori nel Chianti Classico, è un legame davvero storico che in questo caso parte nel 1385 e lega la famiglia Antinori alla passione per le arti: pittura, scultura, architettura, e naturalmente, l’arte di saper trasformare i frutti della terra in grandi vini. Da oltre seicento anni, la famiglia Antinori ha legato il proprio nome all’eccellenza nell’arte del vino e alla migliore tradizione mecenatistica. Due ambiti apparentemente molto diversi, ma che in realtà̀ hanno spesso proceduto in parallelo: la famiglia ha spesso affidato all’arte il compito di raccontare i valori e la storia della loro casata, il cui stemma è anch’esso un’opera di pregio artistico, uscita agli inizi del ‘500 dalla bottega fiorentina dello scultore e ceramista Giovanni della Robbia.

Fonte: Manintown.

SkyAlps : i nuovi vini altoatesini per il mese di luglio.
La produzione vinicola altoatesina viene sfoggiata bordo degli aerei della SkyAlps , la compagnia aerea capitanata da Josef Gostner e che da poco più’ di due anni ha iniziato a operare da Bolzano. Le scelte per luglio sono cadute su: Pinot Bianco SudTirol 2022 della Cantina San Michele di Appiano, Chardonnay SudTirol Terlaner 2021 della Cantina Terlano, Gewurz Traminer Alto Adige DOC Maso delle Rose 2021 della Tenuta Josef Weger, St.Magdalener Classico SudTirol AltoAdige DOC Reisegger 2021 della Tenuta Egger Ramer. I passeggeri che sceglieranno di volare SkyAlps potranno degustare questi buonissimi vini sul network che spazia dalla Spagna alla Croazia , Sud Italia, Sardegna e Sicilia. Ma pure su quattro destinazioni tedesche come Berlino, Amburgo , Dusseldorf e Kassel. Oltre ai voli charter dalla Slovacchia e Svizzera verso rispettivamente Croazia e Olbia.

Fonte: Italiavola & Travel –.

Grande successo per l’edizione 2023 dell’Open Wine Days di Cantine Europa.
Il presidente Vinci: «È stata un’edizione spettacolare, con oltre 5.000 persone in cantina». Ha chiuso i battenti l’edizione 2023 dell’Open Wine Days organizzato da Cantine Europa. Due giorni all’insegna del divertimento, dell’aggregazione, ma anche di momenti di riflessione e confronto. «È stata un’edizione spettacolare, con oltre 5.000 persone in cantina, non solo provenienti dai comuni limitrofi e della provincia, ma anche turisti che hanno scelto di venire ad assistere ai due concerti serali dei Gemelli di Guidonia e dei Neri per Caso – ha dichiarato Nicolò Vinci, presidente di Cantine Europa

Fonte: Virgilio.

Qual è il vino dei Colli Euganei? Storia ed evoluzioni del Moscato e dei tagli bordolesi.
Oltre 30 milioni di anni fa, alcune eruzioni sottomarine hanno creato una serie di rilievi composti da trachite e basalto, che piano piano, al diradarsi dell’acqua e della formazione della pianura padana sono diventati i Colli Euganei: circa 80 rilievi irregolari che sbucano a sorpresa tra il piatto territorio di Padova, Rovigo e la laguna veneta. Forse è proprio per questa loro eccezionalità che, prima dell’arrivo dei Romani, ci si trasferirono le popolazioni euganee e venete, cercando protezione, per poi diventare dimora dei ricchi mercanti veneziani. Questi ultimi, tra un viaggio e l’altro lungo la via della Seta, scoprirono il moscato: un dolce nettare degli Dei che decisero di piantare anche sui rilievi delle loro colline. Fu proprio così che il moscato giallo iniziò a riscrivere la propria storia, diventando vitigno autoctono dei Colli Euganei e dando vita a quella che diventerà l’unica DOCG della zona: il Fior D’Arancio, spumante dolce e leggero che per anni è stato il simbolo dei Colli.

Fonte: La Gazzetta del Gusto.

Enovitis extrême 2023 e la viticoltura eroica: tutto pronto!.
Enovitis extrême 2023 e la viticoltura eroica: è tutto pronto per la seconda edizione della fiera dedicata alle attività viticole in zone impervie, in programma il 13 luglio 2023 presso la Cantina Valle Isarco a Chiusa (Bz). Enovitis extrême ha un focus più specifico di Enovitis in campo: propone dimostrazioni di soluzioni adatte alle operazioni viticole in forte pendenza e a quote elevate, rivolgendosi ai viticoltori “eroici” attivi soprattutto in montagna. La fiera torna dopo 5 anni dalla prima edizione, tenutasi in Valle d’Aosta nel 2018, e manterrà una cadenza biennale negli anni dispari e sarà sempre itinerante.

Fonte: OmniTrattore.it.

Vino, calo drastico dei consumi: le bottiglie dell’Ue rimangono invendute. La soluzione della Commissione: «Distillatelo».
L’Ue affoga nel vino. L’ottima vendemmia del 2022 contrasta con la diminuita voglia di bere vino dei cittadini europei che, preoccupati dall’aumento dell’inflazione, negli ultimi mesi stanno rinunciando a bianco, rosso e rosé. Lo scorso anno, la produzione vinicola dell’Unione è cresciuta del 4%, sommandosi alle riserve già superiori del 2% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. Ma le stime non promettono bene. Se l’Italia continuerà a seguire il trend mantenuto fino a giugno, il consumo sarà minore del 7% rispetto alla media. Situazione ancora più complicata per i nostri vicini. Lo stesso dato in Spagna tocca il 10%, il 15% in Francia, il 22% in Germania, e il 34% in Portogallo. I produttori vinicoli hanno più vino del solito, ma l’Europa non ha sete. E nemmeno chi il vino europeo solitamente lo compra, dato che l’export nello stesso periodo è calato dell’8,5%.

Fonte: Open.

Vino, la peronospora ‘attacca’ la vendemmia, cali fino al 40 per cento.
La peronospora, la malattia della vite che a causa delle forti piogge di primavera sta attaccando diverse regioni italiane, sta anche causando effetti sempre più pesanti. In alcune zone, per la prossima, imminente, campagna vendemmiale sono previste perdite fino al 40%. A rilevarlo è l‘Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) attraverso le interviste alle imprese del vino compiute sui territori. In generale maggiormente colpita è la viticultura biologica che, in alcune aree, risulta fortemente compromessa, mentre le regioni più danneggiate sono quelle della dorsale adriatica, a partire da Abruzzo e Molise, con perdite fino al 40%. In molte aree di Marche, Basilicata e Puglia il calo previsto è nell’ordine del 25-30%.

Fonte: TeleAmbiente.

Un vino emozionante… Ma che vuol dire?.
Cos’è un’emozione? Secondo Wikipedia, ma anche secondo molte enciclopedie diverse, si tratta di stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche che coinvolgono varie esperienze soggettive. Soggettive, appunto. Perché ciò che è emozionante per me potrebbe, anzi, è quasi scontato, che non sia emozionante per altri. L’amore per una persona, la fede religiosa, un brano musicale, possono essere emozioni non condivise, insomma. Perciò quando si parla di “vini emozionanti” mi sembra che si voglia fare soprattutto retorica e si provi a cercare una condivisione su ciò che è per sua stessa natura soggettivo e non così facilmente condivisibile. A me, per esempio, e trascurando temi ben più importanti, mi “emozionano”, o meno retoricamente, mi interessano, vini per nulla “emozionanti” per altre persone. Nulla di male o di sbagliato, per carità.

Fonte: Cronache di Gusto.

Vino: Uiv, peronospora taglia la vendemmia, cali fino al 40%.
Sempre più pesanti gli effetti della peronospora, la malattia della vite che a causa delle forti piogge di primavera sta attaccando diverse regioni italiane, con perdite previste in alcune zone per la prossima, imminente, campagna vendemmiale fino al 40%. Lo rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) attraverso le interviste alle imprese del vino compiute sui territori. Maggiormente colpita, in generale, la viticultura biologica che, in alcune aree, risulta fortemente compromessa, mentre le regioni più danneggiate sono quelle della dorsale adriatica, a partire da Abruzzo e Molise con perdite fino al 40%, ma anche molte aree di Marche, Basilicata e Puglia che si affacciano alla vendemmia con cali previsti nell’ordine del 25-30%. Complicata la situazione anche in Umbria, Lazio e Sicilia, specie nel trapanese, mentre in Romagna sono ancora da valutare gli effetti dell’alluvione, in particolare del fango nei vigneti.

Fonte: ANSA.

Valpolicella debutta in laguna con “Venezia Superiore”.
Il Consorzio vini Valpolicella sbarca in Laguna e per il suo debutto estivo tra calli e canali punta su “Venezia Superiore”, il nuovo evento di promozione dedicato al rosso di territorio – il Valpolicella Doc Superiore – in calendario il 5 e 6 luglio. “Il Valpolicella Doc Superiore è protagonista di una new wave produttiva e commerciale – commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini -. Una visione strategica e condivisa che punta a incrociare le tendenze dei consumatori nazionali e internazionali sempre più inclini a premiare la qualità in abbinata alla versatilità. Per questo i produttori della denominazione sono sempre più orientati a scommettere sul Valpolicella Superiore modernizzandone anche i canoni di presentazione”.

Fonte: ANSA.

III edizione di Vino per Roma al Via.
Da mercoledì 5 a venerdì 7 luglio 2023 al “The BoX” in Roma, in programma 3 serate di degustazioni e cooking show, dalle ore 19.30 alle ore 23,30. Manca poco all’inizio della manifestazione Capitolina nata nel 2021 per promuovere cultura del vino in abbinamento alle eccellenze del cibo del territorio. Da mercoledì 5 a venerdì 7 luglio dalle 19,30 alle 23,30 “The BoX”, accoglierà la terza edizione di “Vino X Roma”, evento dedicato alla cultura enogastronomica italiana che vedrà partecipare una selezione composta da 13 aziende vinicole, 3 di distillati e 9 del settore agroalimentare per un totale di 25 aziende del territorio laziale e 12 tra i migliori chef della Regione . Anche per questa terza edizione, abbiamo il piacere e l’onore di ricevere il supporto della Camera di Commercio di Roma e della Regione Lazio.

Fonte: FoodMakers.

Il vino? Ora lo fa l’intelligenza artificiale: ‘rivoluzione’ enoica in Francia.
E se il vino lo facesse l’intelligenza artificiale? E se fosse un software, invece dell’uomo, a decidere tutto, dalla tipologia (o tipologie) di uva da utilizzare sino all’etichetta da apporre sulla bottiglia? È quanto avvenuto in Francia di recente, dove due produttori hanno voluto sperimentare l’IA (già sommelier negli Usa) nell’intero ciclo di produzione di un vino biologico. Denominato poi ‘The End‘.
La Francia, si sa, è terra di rivoluzioni, sconvolgimenti, sovvertimenti. La storia ce lo insegna e, periodicamente, dall’altra parte delle Alpi non perdono occasione di manifestare pubblicamente il loro dissenso. Al passo con i tempi correnti ora pare come una delle religioni laiche del Paese dei Lumi, l’enologia, sia stata interessata da un altro tipo di rivoluzione. Tecnologica stavolta. Ha infatti da poco visto la luce il primo vino realizzato interamente dall’intelligenza artificiale.

Fonte: Cookist.

STAMPA ESTERA

Fast jedes zehnte Bier mittlerweile alkoholfrei.
Während der normale Bierabsatz in Deutschland seit Jahrzehnten schrumpft, steigt die gebraute Menge an alkoholfreiem Bier in Deutschland seit Jahren kontinuierlich: “Seit 2007 hat sich die Produktion alkoholfreier Biersorten in Deutschland mehr als verdoppelt”, sagte der Hauptgeschäftsführer des Deutschen BrauerBundes, Holger Eichele, der Nachrichtenagentur dpa. Im vergangenen Jahr sind demnach rund 670 Millionen Liter alkoholfreies Bier in Deutschland gebraut worden, vor fünfzehn Jahren waren es erst 230 Millionen Liter. “Wir rechnen damit, dass schon bald jedes zehnte in Deutschland gebraute Bier alkoholfrei sein wird”, sagte Eichele, das Image des alkoholfreien Biers habe sich stark gewandelt: “Die Zeiten, als alkoholfreie Biere noch vor 20 oder 30 Jahren hauptsächlich von Autofahrern getrunken wurden, sind lange vorbei.” Bier ohne Alkohol werde heute nicht mehr als Ersatz wahrgenommen, sondern als gesundheitsbewusstes Trendgetränk. Das erste alkoholfreie Bier in Deutschland wurde Anfang der 1970erJahre in der DDR verkauft. Eine Ostberliner Brauerei hatte das neue Getränk 1972 auf der Leipziger Messe als “Autofahrerbier” vorgestellt — auf dem Etikett wurde es schlicht als “AuBi” bezeichnet. Das neue Getränk fand damals die Unterstützung der DDR-Führung, nachdem der Alkoholkonsum in den Jahren zuvor deutlich gestiegen war und für Autofahrer im Arbeiter- und Bauernstaat ein strikte Null-Promille-Grenze gab, während in Westdeutschland damals noch 0,8 Promille erlaubt waren. Bis eine westdeutsche Brauerei nachzog, dauerte es auch noch einige Jahre. 1979 brachte der Oetker-Konzern sein “Clausthaler” in die Supermärkte.

Fonte: Frankfurter Allgemeine.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 3 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Problemi di vino.
I dati raccolti dal report annuale 2023 di Valoritalia “consentono di presentare una sorta di bilancio consuntivo della viticultura italiana di qualità; bilancio relativo a un anno, il 2022, particolarmente problematico”, così si apre il report. Dall’inizio della guerra in Ucraina il vino non è stato immune dai fenomeni inflattivi e speculativi del periodo: nonostante ciò, il valore dell’imbottigliato 2022 è riuscito ad vere una flessione lieve rispetto all’anno precedente. Numeri di Priscilla Ruggiero. • • • • 10 miliardi Il valore complessivo dell’imbottigliato certificato da Valoritalia: “Va sottolineato come nel suo insieme, il sistema vino italiano abbia tenuto botta soprattutto a partire dal secondo semestre dello scorso anno. E’ un segnale importante, una solidità che consente di attraversare anche momenti di grandi incertezza e difficoltà”, dice il presidente Francesco Liantonio.

Fonte: Foglio – Inserto.

Antinori va in America con Intesa Sanpaolo.
Colpo grosso della cantina toscana: presa la Stag’s Leap Wine Cellars. L’impegno di Intesa Sanpaolo nell’agribusiness, uno dei settori che maggiormente caratterizzano il Made in Italy e veicolano l’immagine del Paese all’estero, si può ben esemplificare nel supporto che la Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese assieme alla divisione Imi Cib che fa capo a Mauro Micillo e alla struttura che, con Andrea Falchetti, segue la finanza per le Mid Cap, hanno offerto all’acquisizione che Marchesi Antinori, una dei grandi marchi italiani del vino di qualità, ha appena siglato negli Stati Uniti. La prestigiosa Stag’s Leap Wine Cellars, cantina della Napa Valley, è infatti entrata nella vigna dei produttori toscani.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Batasiolo, il mito delle Langhe – Batasiolo, tradizione e tecnologia per rinnovare il mito delle Langhe.
La cantina Batasiolo ha dimensioni insolite per aale delle langhe: 130ettari con una produzione di 2 milioni e mezzo di bottiglie. La cantina Batasiolo, con sede a La Morra – in provincia di Cuneo-uno dei paesi che ricadono nella prestigiosa denominazione del Barolo, stupisce per le dimensioni, insolite per l’areale delle Langhe. Almeno 130 ettari con una produzione di 2 milioni e mezzo di bottiglie. La famiglia Dogliani ha origini contadine ma ha saputo differenziare i suoi investimenti creando un gruppo diversificato dedicato anche alle costruzioni. Beni di Batasiolo nasce nel 1978 quando Matterino Dogliani acquista l’azienda vitivinicola Kiola di La Morra dall’IDV, l’International Distillers Vintners, multinazionale operante nel campo dei distillati, delle bevande alcoliche e del vino.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

La scelta – Batasiolo, i migliori assaggi.
Tra i migliori assaggi di Batasiolo, in una gamma assai vasta e di qualità, segnaliamo i seguenti: Metodo classico 2016 Base: 75% Chardonnay, 25% Pinot Nero. Agrumato e cremoso, note di lieviti, crosta di pane, erbe aromatiche, fiori di acacia, e miele. Palato ampio e armonico. Spumante molto riuscito, da bere. Rosato Micò Piemonte Doc 2021 In dialetto piemontese “Micò” significa “anche io” per esprimere il volto più accessibile e diretto della Langa e dei suoi vitigni d’elezione: il Nebbiolo e la Barbera. Un rosato vivace, raffinato e versatile: una nota floreale di rosa e di glicine al naso, una parte fruttata di lampone e fragole, al palato si presenta morbido e fresco. Barbera d’Alba Doc Sovrana 2020 Selezione dei vigneti: Bricco di Vergne in Barolo e Tantesi in Monforte d’Alba.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Eventi e food, come coccolare il business.
A pieno ritmo gli spostamenti per motivi di affari e i saloni si attrezzano: le mosse di Parma, Verona, Roma A dispetto delle previsioni elaborate all’inizio dell’esperienza pandemica, gli spostamenti per ragioni di business stanno riprendendo a pieno ritmo. Il ruolo delle piattaforme online è cresciuto, ma senza sostituire gli incontri faccia a faccia. In questo scenario, Fiere di Parma punta su tre direzioni per crescere: la partnership con organizzatori proprietari di eventi scalabili da organizzare nel capoluogo emiliano, l’acquisizione di altri brand fieristici da rilanciare o valorizzare, l’internazionalizzazione e la digitalizzazione dei propri eventi leader. Nella prima direzione va l’ingresso nel settore musica e intrattenimento, grazie all’ideazione di un geoclone invernale del tradizionale Jamboree di Senigallia, mentre è riconducibile al secondo ambito l’acquisizione di Mia Photofair e l’alleanza con Milano che vede ora Parma gestire in modo coordinato Tuttofood e Cibus.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

Crisi vitivinicola, l’amministrazione fa quadrato.
Gli assessori Genito e Rapuano replicano: «Guerino Cocchiaro sapeva e aveva condiviso» Crisi vitivinicola, l’amministrazione fa quadrato «Valutiamo soluzioni che l’opposizione non ha voluto condividere, dobbiamo farci portavoce dei coltivatori» • Antonio Caporaso Dopo le parole delle opposizioni sulle problematiche inerenti il settore vitivinicolo, arriva la posizione da parte della maggioranza. A dire la sua sono due persone di spicco dell’amministrazione di Palazzo Caracciolo-Cito: gli assessori Antonello Genito e Teresa Rapuano. Una questione, quella che anima la politica locale, che si ripropone da mesi. Soprattutto dall’incontro dello scorso gennaio, quando si è proprio discusso delle problematiche congiunturali della filiera vitivinicola territoriale con la presenza dei viticoltori, delle aziende di trasformazione, dei rappresentanti provinciali delle associazioni di categoria, del presidente del Sannio Consorzio Tutela vini, del sindaco e degli amministratori del Comune di Torrecuso.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Kermesse del vino con numeri da record – Ostriche del Golfo e olio della Palmaria la fanno da padroni.
Numeri da record per la 16esima edizione della manifestazione Staccati nelle prime due giornate 20mila ticket di degustazione. Tre giorni da record per Liguria da Bere. Nonostante il maltempo di venerdì sera, le due giornate successive hanno confermato il successo della manifestazione che supera per adesioni le passate edizioni. Il grande afflusso allo stand istituzionale, dove si ritirano i calici e i ticket, ha animato l’intera serata di sabato a riprova del buon risultato dell’evento che nei primi due giorni (non ancora disponibile il dato della giornata di ieri in quanto gli stand chiudono a mezzanotte, quando il giornale è già in stampa) ha raggiunto quasi i 20mila ticket emessi.

Fonte: Nazione La Spezia.

Liguria da Bere, è record. In tre giorni servite 30 mila degustazioni.
Una ragazza chiede informazioni sul vino a uno stand. Accanto, un brindisi di gruppo di amiche e lo stand della polizia con l’alcoltest Liguria da Bere, è record In tre giorni servite 30 mila degustazioni. Liguria da Bere da record. Nei primi due giorni sono state servite quasi 20 mila degustazioni di vini, per altrettanti ticket che sono stati staccati. E con le presenze dell’ultima serata, quella di ieri sera, potrebbe avvicinarsi ai 30 mila calici serviti. L’edizione numero 16 che si è appena conclusa ha confermato l’importanza e l’apprezzamento della kermesse che si svolge, a inizio estate, lungo corso Cavour con stand dedicati alle migliori cantine della regione. La serata di sabato si è confermata la più frequentata, ma è la manifestazione nel complesso a superare per numero di adesioni le passate edizioni.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

«Ai vini serve una vetrina. Da soli non ce la facciamo» – «Vino, quartiere del gusto o enoteca di Valtellina. Per una visione d’insieme».
Drocco: «Enoteca di Valle o quartiere del gusto, per crescere insieme» Una vetrina per il vino. Magari un quartiere del gusto o un’enoteca di Valle in cui fare accoglienza raccontando le peculiarità di un territorio. «Il Nebbiolo è stato consacrato a livello mondiale come uno dei vitigni da cui si producono ivini migliori – ricorda Danilo Drocco, presidente del Consorzio dei vini di Valtellina e direttore della cantina Nino Negri -. Il Covid ha rivalutato l’ambiente montano anche da un punto di vista turistico. Il momento è molto favorevole per la provincia di Sondrio e il suo sviluppo, ma bisogna essere capaci di sfruttarlo. Il mondo del vino, le cantine sono pronte. Da tempo facciamo del racconto del territorio, della bellezza come atto agricolo un plus dei nostri prodotti la cui qualità è prerequisito ormai consolidato. Gli altri comparti, penso ai formaggi e alla frutticoltura lo sono meno, il mondo della ristorazione poco»
Fonte: Provincia Sondrio.

La cura dei terrazzamenti alla base di tutto il percorso.
L’analisi Ci sono 2.500 km di muretti in gran parte a secco Alla fine del 1870 erano arrivati a diecimila Non c’è vino senza terrazzamenti. Non in Valtellina. E allora parlando di viticoltura non si possono affrontare i temi di manutenzione e redditività, tradizione e innovazione. Si gioca infatti intorno a questi quattro pilastri il presente e il futuro del paesaggio terrazzato valtellinese, tanto ricco sotto il profilo del valore economico, culturale, sociale e turistico quanto fragile. Perché valore aggiunto per il turismo e per le produzioni locali conosciute nel mondo, i terrazzamenti subiscono troppo spesso processi di abbandono, con conseguente perdita di valori ambientali, culturali e identitari. Il valore del patrimonio terrazzato valtellinese è enorme. Basta leggere i numeri. Ci sono 2.500 km di muretti in gran parte a secco, anche se non tutti. Alla fine de11870 i chilometri dei muretti a secco erano però l0mila. L’arrivo della ferrovia ha sospeso la coltivazione dei cerali. Sulla sponda orobica oltre i 500 metri o su quella retica a salire da Spriana ci sono centinaia di muretti abbandonati.

Fonte: Provincia Sondrio.

Un terreno, un sapore E il progetto biodiversità.
“Vite di roccia”. Pensato dalla cantina Negri insieme all’azienda Salewa Tre bottiglie associate ad altrettante guide per conoscere meglio le zone. Biodiversità. È questo uno degli aspetti più preziosi e peculiari della viticoltura valtellinese che non ha bisogno di essere inventato, come capita anche in terre più blasonate, ma che deve solo essere raccontato. Come ha fatto ad esempio la cantina Nino Negri con un progetto pensato insieme a Salewa, una delle più importanti realtà europee nella produzione di abbigliamento e accessori per l’alpinismo. «La bellezza della Valtellina è che ogni piccolo pezzo di terra ha un sapore e un gusto diversi. Ed è quello che noi indichiamo come bellezza. Siamo una piccola Borgogna italiana» dice Danilo Drocco, presidente del Consorzio vini di Valtellina e direttore della Negri GI insetti Una varietà di caratteristiche che è presente sul territorio vitato provinciale in generale, ma anche all’interno di alcune sotto zone e che dipende da molteplici fattori: altitudine, esposizione, muretti, bosco e anche dalla piccola fauna costituita dagli insetti. Aspetto quest’ultimo cui la Fondazione Fojanini sta dedicando uno studio.

Fonte: Provincia Sondrio.

Olio e vino, doppia emergenza L’estate nera degli agricoltori – Peronospora e piogge si abbattono sul vino il 2023 anno orribile.
La xylella si estende ancora. Campagna vinicola a rischio per piogge e peronospora un’estate particolarmente problematica per l’agricoltura pugliese. alle prese con problemi che riguardano la produzione dell’olio e del vino. li comparto olivicolo è in ginocchio per l’estensione della xylella che continua a diffondersi anche nel Barese, con Triggiano che ee al momento l’area più a nord con casi di alberi infatti, mentre nella zona sud la novità it batterio ha raggiunto Putignano. Piange anche 11 settore del vino, messo in ginocchio dal maltempo delle ultime settimane e dalla peronospora. In Puglia danni con punte anche del 70-80%. compromettendo la produzione di uva da vino per l’annata 2023. De Bernart e Santoro a Ile pagg.2 e 3 Peronospora e piogge si abbattono sul vino 112023 anno orribile ›Trema tutto il comparto, le associazioni: «Danni con punte dell’80%» Lo scorso anno in Puglia raggiunto il record di 10,8 milioni di ettolitri.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Oltre 98 milioni di euro per la promozione all’estero.
Risorse per oltre 98 milioni di euro l’anno destinate agli operatori della filiera vitivinicola perla promozione a0’estero del vino italiano di qualità Lo prevede il decreto sulle modalità attuative della misura-Promozione sui mercati dei Paesi terzi dell’Ocra vino*, firmato dal ministro del l’Agricoltura, del la Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. L’avviso nazionale, di prossima emanazione, prevede una dotazione di circa 30 milioni di euro per il finanziamento dei relativi progetti mentre quelli regionali prevedono risorse per circa 70 milioni.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Intervista a Luca Lazzàro – «Avremo ripercussioni a lungo termine Servono interventi risolutivi immediati».
È un problema trasversale ma a Taranto e Foggia i problemi principali Abbassare le rese e rispettare la territorialità sono le basi su cui fondare questo percorso «Per fare t’atteso salto t necessario lavorare a una serie di iniziative per qualificare il prodotto pugliese: abbassare le rese e rispettare la territorialità sono le basi su cui fondare questo percorso». Ne è convinto il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro che in questi giorni si c fatto portavoce delle istanze del settore chiedendo Importanti misure di sostegno. Lazzàro, è possibile fare una stima preventiva dei danni che il sistema vinicolo subirà nel 2023? «I danni si aggirano intorno al 30/40% fino a punte di 70 e 80%: è impossibile fare però una stima della perdita economica. Per quella occorrerà attendere ‘m ‘monitoraggio più puntuale che certamente l’assessorato all’Agricoltura metterà in campo nelle prossime settimane attraverso i suoi canali di verifica, per quantificare í danni.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Valpolicella Il Doc Superiore in scena due giorni a Venezia.
Svolta produttiva Marchesini: «Produttori orientati anche a modernizzare i canoni di presentazione» Il Consorzio per la tutela dei vini Valpolicella sbarca in laguna con «Venezia Superiore», nuovo evento di promozione dedicato al Valpolicella Doc Superiore in calendario mercoledì 5 e giovedì 6 luglio. «Il Valpolicella Doc Superiore è protagonista di una “new wave” produttiva e commerciale», commenta il presidente del Consorzio vini Valpolicella, Christian Marchesini. «Una visione che punta a incrociare le tendenze dei consumatori nazionali e internazionali sempre più inclini a premiare la qualità abbinata alla versatilità. I produttori sono sempre più orientati a scommettere sul Valpolicella Superiore, modernizzandone i canoni di presentazione». Due i programmi ideati. Il primo sarà riservato ai giornalisti che testeranno le potenzialità del Valpolicella Doc Superiore sia in una masterclass all’Hilton Molino Stucky Venice alla Giudecca che in accostamento ai piatti della Locanda Cipriani e dell’Hostarla in Certosa by Alajmo.

Fonte: Arena.

“Caorle Wine & Art”: i vini veneti in riva al mare.
R Il Lungomare Petronia è uno dei luoghi del cuore per chi frequenta Caorle. Si estende lungo i murazzi, posti a difesa del centro storico, e termina con il Santuario dell’Angelo, sulla punta estrema della penisola. Sarà questo angolo tra terra e mare ad accogliere “Caorle Wine e Art”, la • manifestazione enologica che Lionella Genovese (nella foto) organizza su incarico del Comune, con il suo brand “Eleganza Veneta”. L’appuntamento è in agenda lunedì 10 e martedì 11 luglio, per conoscere i vini di 27 cantine selezionate nelle aree venete vocate. «L’evento intende valorizzare l’enogastronomia del territorio e trasmettere ai turisti, ai residenti e a chi vive in questa parte di Veneto il messaggio che il borgo marinaro non offre solo spiaggia, servizi e attività ricreative, ma ha anche un grande bagaglio di tradizioni da promuovere», spiega Lionella Genovese.• All’evento collabora la Fisar Portogruaro, i cui sommelier condurranno il percorso sensoriale “Smell of Wine” (partecipazione gratuita).

Fonte: Gazzettino.

La cantina sociale cesanese del Piglio è in liquidazione, fine di un’era.
La Cantina sociale cesanese del Piglio è in liquidazione volontaria e nel paese del Cesanese si chiude un’epoca. Era il 1960 quando un gruppo di viticoltori decise di far nascere la Cantina allo scopo di produrre vini di elevata qualità utilizzando i vitigni autoctoni della zona del Piglio. Fin dalla sua istituzione, la cooperativa ha sempre evidenziato il forte legame con il territorio, promuovendo il Cesanese e contribuendo alla dichiarazione di vino Doc nel 1973 e di Docg nel 2008, prima etichetta nel Lazio. Da diversi anni i conferimenti di uve sono andati riducendosi notevolmente e la situazione finanziaria della cooperativa fa acqua da tutte le parti, se non dovesse produrre e commercializzare il vino. Nei giorni scorsi si è tenuta l’assemblea dei soci (attualmente sono 29) con un unico punto all’ordine del giorno: liquidazione volontaria. Il direttore, Stefano Matturro, non ha voluto rilasciare dichiarazioni su quanto sta avvenendo in quanto «non titolato dal Cda» ci ha detto. Abbiamo chiesto spiegazioni, quindi, al presidente, il parlamentare di Fratelli d’Italia Luca Sbardella.

Fonte: l Messaggero.

Se la cantina diventa digitale: in un QR Code etichette e database sui vini.
Anche le aziende vitivinicole viaggiano in digitale, sempre di più. Addio vecchi fogli, excel o database manuali, che continuano ad essere i preferiti da queste aziende: il 60% di esse li utilizzano ancora. Da oggi si possono conservare in digitale le informazioni sui processi di vinificazione, tracciabilità. Ma non solo: anche le informazioni sull’etichettatura, che prevedono norme sempre più specifiche, sarà racchiusa in un “QR code”. A Borgo San Lorenzo (Firenze) c’è una startup che prova ad affidare a un unico strumento l’intera gestione di tutte le fasi aziendali ed operative di un’azienda vitivinicola. Si chiama “Cubo Software” e nasce da un’idea di Andrei Rusu, giovane imprenditore fiorentino: “Siamo convinti che le innovazioni del settore agroalimentare oggi debbano essere il più pratiche ed efficaci possibili. Nonostante in Italia siano più di 90mila le cantine attive, le soluzioni per digitalizzare il settore vitivinicolo e agevolare il lavoro delle realtà che vi operano sono ancora poche”.

Fonte: Firenze Today.

Libri e vino tra cultura, libertà e piacere.
Leggere ci rende liberi. Liberi di pensare, di creare, di avere fantasia. A pochi giorni dalla chiusura del Salone del Libro di Torino, ho pensato che fosse giusto dedicare un po’ di spazio anche alla lettura. Ma cosa c’entra il vino con i libri? I libri sono un modo per portarci virtualmente in giro per il mondo, per scoprire, per viaggiare anche nel tempo, ma anche semplicemente per divertirci e rilassarci, tendo sempre accesa la mente. Il vino, per altri versi, porta con sé storie dal mondo contadino: storie di persone, di terra, di sacrifici, di sofferenze e di soddisfazioni. Tradizioni e vita. In entrambi i casi si chiama cultura. E quindi abbiamo voluto accostare dei libri a dei vini, in una sorta di abbinamento culturale e filosofico: ognuno di noi ha le sue letture preferite e magari le accompagna sedendosi sul divano di casa, in tranquillità, con il cellulare spento, ma con un buon bicchiere di vino, da gustare lentamente, tra una pagina e l’altra. Una piccola nota finale, per chi è in Irlanda: magari è meglio leggere un buon libro, piuttosto che le nuove etichette sulle bottiglie del vino.

Fonte: identità Golose.

Vigneti Aperti: ancora tanti eventi in programma.
Proseguono anche nei mesi di luglio e agosto gli appuntamenti di Vigneti Aperti nelle cantine del Movimento Turismo del Vino dell’Umbria, un’occasione per arricchire la propria vacanza in Umbria o per ritagliarsi una pausa di gusto in attesa della ferie. Si parte sabato 1 luglio con il consueto appuntamento di Picnicco alla cantina Madrevite, per gustare i vini e i prodotti tipici del territorio immersi nella natura che circonda il lago Trasimeno (prenotazione direttamente sul sito www.madrevite.it)

Fonte: Umbria e Cultura.

La UE rischia di affogare nel vino invenduto, e la Commissione non è innocente.
l settore vitivinicolo europeo è stato colpito da un calo della domanda dovuto all’attuale tempesta inflazionistica sui prezzi di cibo e bevande, in combinazione con una solida vendemmia del 2022, che ha lasciato le cantine piene fino all’orlo, secondo un nuovo rapporto della Commissione Europea. La produzione di vino nel continente è aumentata del 4% l’anno scorso rispetto all’anno precedente, grazie a un’ottima annata, forse a dimostrare che non tutto il “Cambiamento climatico” viene per nuocere. Nello stesso tempo però le scorte di vino sono aumentate del 2% rispetto alla media di cinque anni. Il calo della domanda di vino è stato più significativo in Portogallo, con una diminuzione del 34%. La domanda è crollata anche del 22% in Germania, del 15% in Francia, del 10% in Spagna e del 7% in Italia.

Fonte: Scenari Economici.

Per promuovere il vino italiano in paesi extra Ue fondi per 98 milioni.
Risorse per oltre 98 milioni di euro l’anno destinate agli operatori della filiera vitivinicola per la promozione all’estero del vino italiano di qualità. Lo prevede il decreto sulle modalità attuative della misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi dell’Ocm vino”, ovvero dell’Organizzazione comune del mercato vitivinicolo, firmato il 26 giugno dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. La misura è prevista dal nuovo Piano strategico nazionale o Pac. L’avviso nazionale, di prossima emanazione, prevede una dotazione di circa 30 milioni di euro per il finanziamento dei relativi progetti (30% dei fondi complessivamente assegnati alla misura promozione) mentre quelli regionali prevedono risorse per circa 70 milioni.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Vino, investire in etichette pregiate? Ecco i 3 errori da non fare.
A differenza del mercato azionario più tradizionale, l’investimento nel vino pregiato presuppone una serie di accortezze differenti, così come regole da seguire per diversificare al meglio il proprio portafoglio ed evitare di perdere il capitale investito. Investire nel vino può, quindi, essere estremamente redditizio, oltre che di per sé molto affascinante, ma occorre tenere a mente delle linee guida prima di addentrarsi in questo settore.

Fonte: Enti Locali Online.

Torna la Notte Bianca del Vino.
Terricciola – Sabato 1° luglio 2023, torna la Notte Bianca del Vino. L’evento è organizzato dal Comune di Terricciola dal 2008. Protagonista dell’economia e del turismo di questa zona è il vino. Quindi tutte le aziende vinicole della provincia di Pisa presenti con i loro stand a forma di botte allestiti in collaborazione con F.I.S.A.R.. Un appuntamento per intenditori o semplici appassionati, per degustare oltre 50 etichette locali selezionate che rappresentano quella che viene chiamata Strada Del Vino. Novità in collaborazione con l’Associazione Idee di Soiana le passeggiate tra i vicoli alla scoperta degli scorci più suggestivi. Terricciola si trova a delineare il mosaico di verde della Valdera e la struttura di argille e arenarie che porta verso Volterra.
Fonte: Granducato Tv.

Giro Di Vino, 7-9 luglio 2023 Capranica.
Manifestazione diffusa per le vie del borgo, con punti degustazione che ospiteranno i vini della Tuscia, oltre a prodotti gastronomici e tipicità locali. Il weekend sarà animato anche da mercatini di artigianato, street-food e concerti. Venerdì 7 ore 19,00 ORV: l’Orvieto a zolle e sorsi. Guida la degustazione Giovanni Dubini, titolare dell’azienda Palazzone e co-fondatore dell’associazione ORV. Modera Raffaele Marini. Sabato 8 ore 17,30 Rivoluzione e conservazione: i ‘nuovi’ vignaioli della Tuscia. Guida la degustazione Raffaele Marini, selezionatore vini e consulente organizzativo per Giro Di Vino, degustatore, consulente, responsabile commerciale per aziende vinicole italiane. Domenica 9 NATURALmente Tuscia. Guida la degustazione Gaetano Saccoccio, filosofo, degustatore e ricercatore di locande, vini e vignaioli, fondatore e curatore di NaturaDelleCose.com, responsabile e selezionatore per Rimessa Roscioli. Modera Raffaele Marini.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Città Europea del Vino 2024”, premiazione a Bruxelles ospitata dall’europarlamentare ossolano Panza.
Sarà il comitato promotore di RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino), ospite dell’europarlamentare ossolano Alessandro Panza, a formalizzare la premiazione di Città Europea del Vino 2024 per 20 Comuni dell’Alto Piemonte e Gran Monferrato, martedì 4 luglio 2023, alle ore 17.30, nella sala del Parlamento Europeo di Bruxelles Spinelli 1G3. Destinatarie del prestigioso riconoscimento che premia le aziende vitivinicole e i loro vini, ma anche i territori dove le aziende operano, sono le città di Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco che nella primavera del 2022 hanno avviato un percorso comune per giungere al riconoscimento di territorio europeo del vino

Fonte: Vconews.

“Summer School Sanguis Jovis”: il digitale cambierà il futuro del vino coniugando terra e tecnologia.
Alberto Mattiacci: anche la nuova realtà del Sangiovese è “phygital”. Attilio Scienza: un vino non può essere naturale, perché non esiste senza l’uomo. “Natura è una parola di cui se ne fa un uso molto spesso non corretto. Intanto un vino non si può chiamare naturale, e la Ue ha impedito che si possa scrivere sulle bottiglie. E, in effetti, non c’è un vino naturale perché nel momento in cui l’uomo, millenni fa, ha addomesticato le piante e gli animali, questi non possono più vivere da soli, ma per forza insieme a noi. L’uomo li deve protendere, aiutare, difendere. Naturale può essere la vite selvatica, e una fragola o un tartufo nel bosco, mentre tutto quello che l’uomo ha coltivato, non è più naturale. Per questo l’abbiamo scelta per indagare il suo vero significato, e per enfatizzarla, la confronteremo con la parola “naturalità”.

Fonte: WineNews.

“Bellezza Italia” a tutela del vino Asprinio Doc.
La tutela de11’arnbiente e la promozione di un meraviglioso territorio, il nostro, e dei suoi frutti. Questo lo scopo di “bellezza [[alla” nella Terra Felix. Difendere e valorizzare la biodiversità del vino Asprinlo di Aversa Doc. L’appuntamento è per oggi alle ore 17 presso Il Casale di Teverolaccio a Succivo. Ma che cos’è “Bellezzza Italia”? Un progetto che ha un obiettivo concreto: promuovere i luoghi e le esperienze più qualificanti del Paese. Luoghi di pregio per bellezza. ricchezza storica, archeologica e che rendono unica fi[a]la, ma che sempre più spesso sono minacciati dagli effetti della crisi climatica edalla perdita di biodiversità.

Fonte: Mattino Caserta.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 2 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Schioppettino esplosivo.
Siamo a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, areale di rara vocazione che ha già fatto scrivere numerose, e convincenti, pagine di storia vinicola. Singolare case study, la viticoltura italiana è spesso frutto dell’evoluzione di imprese familiari che, originarie prevalentemente degli anni ’60 (o ’70) del secolo scorso, arrivano ai nostri giorni con ambizioni rinnovate e volontà di esplorare le potenzialità territoriali. La vicenda di Ronco dei Pini non fa eccezione, dato che si deve alla visione prima di nonno Antonio, poi di papà Vito, che si innestano sulla tradizionale attività dei Conti Rieppi, famiglia cui la fama di Prepotto e la rinomanza dello Schioppettino (o Ribolla Nera) devono tantissimo. Gli stessi intendimenti guidano ora i fratelli Claudio e Giuseppe, che conducono l’attività negli 11 ettari coltivati, – cui si aggiunge il lavoro di selezionati conferitori storici – ovverosia realizzare territoriali di rilievo, in letture ortodosse e consistenti.

Fonte: Espresso.

In vino veritas Sardegna experience.
Dal Vermentino, icona della Gallura al Cannonau, fino alla Malvasia secca tipica della tradizione contadina L’isola dei tesori `liquidi’ e una scoperta sia dentro al bicchiere che in cantina esperienza erratica. Perché bisogna avere il tarlo della Wow Experience per fare del vino la priorità anche rispetto ai piaceri balneari della Costa Smeralda. E perché un buon Vermentino è la migliore rappresentazione sensoriale della Gallura, dove i filari vitati scolpiscono il paesaggio e aiutano a spiegare la sacralità di questa Docg bianca color paglierino chiaro con sfumature verdognole e aromi influenzati dal vento salmastro che trasmette un particolare grado di salinità. Approccio invitante, meglio se accompagnato al consumo di frutti di mare o a piatti dalle vivaci componente erbacee. Ma che in realtà si esalta nelle cantine (una cinquantina) che fanno capo al Consorzio (www.vermentinogallura.wine) guidato da Daniela Pinna diventate mete irrinunciabili tra la costa e l’entroterra, tra Palau e San Teodoro, tra Oschiri e Aglientu.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.

L’Amarone inguaia Renzo Rosso.
Il patron di Diesel aveva provato ad acquisire la cantina Masi di Sant’Ambrogio in Valpolicella, ma adesso la guerra del vino si sposta nelle aule di tribunale. Per Renzo Rosso, il signor Diesel che dai jeans punta ad avere un ruolo centrale nell’agroalimentare, lo schema già usato per conquistare Cortilia stavolta rischia di essere amarone. Ha provato a fare con la Masi di Sant’Ambrogio di Valpolicella, una delle più prestigiose case vinicole d’Italia e tra le pochissime quotate in Borsa (mercato Egm), ciò che gli è riuscito con il primo supermercato on line fondato da Marco Porcaro. Ma ora volano le carte bollate: Masi accusa di concorrenza sleale i due componenti del Cda tra cui la moglie di Rosso che a sua volta e per primo era andato all’attacco chiedendo la nullità del bilancio della più blasonata cantina dell’Amarone.

Fonte: La Verita’.

Dopo un lungo iter II moscato Canelli ottiene il riconoscimento della Docg.
La Commissione Ue ha riconosciuto ufficialmente la Docg al Canelli, un vino bianco prodotto da vigneti composti esclusivamente dal Moscato bianco provenienti da 17 comuni attorno alla sottozona Canelli, punto di passaggio tra Langhe e Monferrato. Per il vicepresidente del Consorzio Asti, Flavio Giacomo Scagliola «è un riconoscimento particolarmente significativo per Canelli, uno dei luoghi bandiera della viticoltura di qualità piemontese e in particolare del Moscato d’Asti Docg. Ora l’iter prevede l’assegnazione dell’organismo di tutela, che vedrà a breve il Consorzio dell’Asti tutelare, oltre all’Asti Spumante ed al Moscato d’Asti, anche il Canelli».

Fonte: Libero Quotidiano.

Se l’acciuga salta lungo la via del sale.
Curioso il fatto che uno dei cibi più identitari del Piemonte, la bagna cauda, sia a base di pesce -le acciughe-in una regione senza mare. Vero, nel regno sabaudo il mare c’era eccome, ma l’intingolo con il pesce salato reso in forma di salsa, in riviera non lo si trova. Non è l’unico esempio di ingredienti apparentemente fuori posto (un altro, ancor più diffuso, è lo stoccafisso-baccalà che, dal Mare del Nord, ha invaso le cucine europee), e il segreto è in quella silenziosa geopolitica del cibo che nei secoli, e senza regole fisse, ha generato tradizioni. Alle origini ci sono le cosiddette “vie del sale” utilizzate dai mercanti (di sale marino, appunto), per trasportare sia il prezioso elemento che gli ingredienti con esso conservati: così, le acciughe transitavano dalle saline della Provenza fino al cuore della regione subalpina, e anche una ricetta che ha diversi tratti in comune con altre francesi e spagnole.

Fonte: Specchio.

Progetto Vintes, quarta giornata dimostrativa.
Il prossimo 7 luglio un workshop sui progressi della microzonazione del vigneto Progetto Vîntes, quarta giornata dimostrativa Un lavoro intenso e un focus sul tema del vigore delle piante di vite e sulla sua correlazione con la qualità delle uve Il progetto V.In Te.S. “Viticoltura, Innovazione e Tecnologia per i Vini del Sannio” con la quarta giornata dimostrativa, illustrerà approfonditamente i progressi della microzonazione del vigneto con la tecnologia Vintes. Il workshop tecnico si terrà il giorno 7 luglio alle ore 18 presso l’azienda partner di progetto Il Poggio di Famiglia Fusco Viticoltori a Torrecuso. A fare gli onori di casa, Carmine Fusco, presidente CIA Benevento. Seguiranno i saluti e l’introduzione di Valentino Salvatore, Capofila di Progetto e Amministratore di Agrodigit, per poi entrare nel vivo dell’incontro con il mondo della ricerca che ha accompagnato il progetto Vintes negli anni di attività.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Slow Food, obiettivo tutelare la biodiversità.
Dalle eccellenze locali ai presidi Slow Food per arrivare ai diversi vitigni Liguri. La rassegna “Liguria da bere” in corso a Spezia, giunta quest’anno alla sua sedicesima edizione, è diventata una tappa fondamentale tra le iniziative dedicate alla qualità enogastronomica dell’intera regione. Oltre cinquanta le aziende che hanno aderito alla manifestazione che con gli stand si snoda in corso Cavour e ben 200 le etichette presenti. Tra gli incontri in calendario a distinguersi per novità e sinergia con le diverse realtà del territorio la condotta di Slow Food la cui fiduciaria è Sandra Ansaldo, che ben chiarisce l’obiettivo dell’associazione – «Siamo qui su invito della Camera di Commercio.

Fonte: Nazione La Spezia.

Un signore degli abissi. Dal mare più profondo lo spumante di Bisson dell’archeologo Lugano.
Presente con la sua produzione tra le etichette della rassegna Dal Ponente l’esperienza di Risso, titolare della Cantine Sansteva La sua prima vendemmia su un terreno usato per coltivare fiori Bisson una delle numerose etichette presenti alla rassegna La divulgazione è fondamentale Offriamo bottiglie ma raccontiamo anche il territorio Nell’ambiente è conosciuto come il signore degli abissi. L’ex professore di storia dell’arte e archeologia Piero Lugano, titolare dell’azienda Bisson con sede a Sestri Levante e dell’enoteca a Chiavari, ha iniziato il suo rapporto con il vino nel 1978 e attraverso un attento studio ha unito due elementi: la terra e il mare intuendo l’effetto benefico che proprio la profondità può avere nel vino. «La terra bagnata dal mare – spiega Piero Lugano – conferisce all’uva le caratteristiche ideali per la realizzazione di uno spumante di grande qualità perché il mare crea movimento e la temperatura sott’acqua è costante».

Fonte: Nazione La Spezia.

Dall’aperitivo Riccolese ai muscoli del golfo.
Oggi terza e ultima giornata dedicata a “Liguria da bere” la manifestazione promossa dalla Camera di commercio Riviere di Liguria e dall’Azienda speciale Riviere di Liguria. Apertura degli stand in corso Cavour alle 18.30. II via con la mostra mercato di prodotti vinicoli che resterà visitabile fino alla mezzanotte. Nello stand di Slow Food la possibilità di gustare un aperitivo Riccolese: torta di Riccò abbinata ai vini dell’antica Tenuta Ferrari. Nell’Arena talk show della Camera di commercio “Segreti e sapori dei vini liguri: laboratorio assaggia la Liguria con la partecipazione di Francesco Petacco. E ancora laboratori didattici a cura della Condotta di Slow Food La Spezia.

Fonte: Nazione La Spezia.

Tradizioni Baldassarre e gli altri irriducibili biassei. L’Accademia del Gusto fa tappa dal Gallese.
Vino di qualità coltivato nei terrazzamenti di Tramonti, duro lavoro nelle cave di pregiata arenaria, carattere fiero che li rese protagonisti dell’insurrezione del 1477 contro il dominio degli Sforza cacciando dalla Spezia le truppe milanesi: sono solo alcuni tratti del carattere dei “biassei”, gli abitanti di Biassa. L’Accademia del Gusto prosegue sulle alture della citta il suo itinerario alla ricerca dei ‘sapori’ e dei ‘dolci ricordi’ delle frazioni. La conviviale di giugno, organizzata dagli Accademici Antonella Simone e Flavio Foce, si è svolta alla Locanda del Gallese. Durante la serata introdotta dal presidente dell’Accademia del Gusto Nicola Carozza che ha visto la partecipazione di numerosi soci si è parlato anche del celebre ammiraglio Baldassarre Biassa che guidò la flotta pontificia con il Papa Giulio II per poi ritirarsi alla Spezia dove morirà nel 1531.

Fonte: Nazione La Spezia.

Ultimo brindisi in centra per la kermesse dei vini – Mare e borghi sulla Strada del vino: «È il grande sogno di fare sistema».
Il Comune di Luni presente alla kermesse con un proprio stand insieme ad otto aziende di quell’area Il sindaco Silvestri rinnova l’invito a fare quadra attorno a questo progetto di valorizzazione delle colline. Liguria da bere è stata l’anteprima di un grande piano che inizierà nel 2024 a gettare le basi Luni è capofila Sarebbe il completamento perfetto di un percorso iniziato da qualche anno, da quando il Comune di Luni ha iniziato a studiare soluzioni condivise per trasformare le risorse del territorio in un turismo di qualità e soprattutto di continuità. Non più uno ‘spot’ ma un progetto costante in grado di collegare la piana alla collina. Ecco che le ‘Strade del vino’ che vedono il Comune di Luni al centro della scena rappresenta una nuova casella in un quadro molto più ampio. «Abbiamo iniziato a dipingerlo – ricorda il sindaco Alessandro Silvestri – diversi anni fa, quando è stato finalmente chiaro che l’area archeologica di Luni dovesse essere maggiormente valorizzata.

Fonte: Nazione La Spezia.

Quando un fiume di vino eccellente incontra la bontà dei piatti locali.
Oggi in corso Cavour la grande chiusura della manifestazione Liguria da bere con tanti appuntamenti Quando un fiume di vino eccellente incontra la bontà dei piatti locali Lo stand operativo di Liguria da bere dove si vendono bicchieri e ticket per l’assaggio dei vini. Vini e prodotti del territorio. Un abbinamento riuscito e apprezzato, che è la vera novità di questa edizione di Liguria da Bere. La rassegna dedicata ai migliori vini Doc e Igt della regione, che chiuderà questa sera in corso Cavour, quest’anno ha visto un ricco programma di laboratori, degustazioni, talk d’approfondimento e show cooking con ricette, piatti e produzioni di grande pregio. E così ieri sera i partecipanti alla manifestazione hanno potuto scoprire un abbinamento insolito, quello tra la prescinseua, la marocca di Casola e le acciughe.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Programma OCM vino Pronto il nuovo decreto.
Il MASAF ha pubblicato l’atteso decreto ministeriale sulla misura relativa alla promozione sui mercati dei Paesi terzi con modifiche importanti per la partecipazione al programma OCM vino. Dalla prossima annualità, spiega Confagricoltura, sarà possibile presentare un solo progetto per tipologia nazionale, multiregionale o regionale, e le aziende inserite nei soggetti collettivi dovranno «partecipare ad almeno una delle azioni previste per ciascun Paese terzo». «Sono vincoli con impatto molto forte sulla capacità progettuale – afferma Confagricoltura – e occorrerà trovare un equilibrio per agevolare la partecipazione di aziende di minore dimensione, senza limitare la progettualità di quelle più strutturate». Fra le novità invece è positiva la possibilità, per i progetti che sono stati inseriti nella graduatoria definitiva, di ritenere ammissibili le spese effettuate dopo 1116 ottobre, anche prima della stipula del contratto con AGEA, per consentire di avviare subito le attività.

Fonte: Provincia – Cremona.

Si conclude col botto la prima edizione del festival «Brindisi! Appia – Vino – Mare».
Si conclude la prima edizione di «Brindisi! Appia – Vino – Mare», festival la cui idea nasce dall’intento di promuovere la città e l’antica Via Appia, che partendo da Roma concludeva proprio a Brundisium il suo percorso, valorizzando la tradizione vitivinicola e gastronomica, la cultura del territorio e il mare in chiave creativa e innovativa. « L’ultima giornata del festival, sarà caratterizzata dal tema del mare con lezioni ed escursioni che partiranno dal porticciolo turistico Marina di Brindisi (posti limitati e prenotazione obbligatoria su eventbrite.com) – spiega una nota -. Alle 8:30 lezioni di voga esperienziale e tradizionale a bordo degli «Schifarieddi», imbarcazioni tipiche dei pescatori brindisini a cura dell’Asd «Circolo Remiero Brindisi. «Doppia escursione in Kayak alle 10:30 (Aps “Il Giunco”) e alle 17 (Rowing Club) – si aggiunge -. Alle 15 tutti in Sup con l’Aps “40 Nodi”. Sempre alle 15 dal Lito Torre Guaceto la Cooperativa Thalassia proporrà una sessione di hiking e snorkeling.

Fonte: Gazzetta del Salento.

Gallura, il Vermentino ora è ambasciatore.
A Castelnuovo Magra il premio a Promocamera e al Consorzio di tutela L’assegnazione è avvenuta nel corso della manifestazione Benvenuto Vermentino organizzata in Liguria Sassari II vino, in particolare il Vermentino, per raccontare la Sardegna in Italia e nel mondo. Promocamera e il Consorzio di tutela del Vermentino di Gallura portano avanti con costanza questa filosofia da anni e i riconoscimenti cominciano ad arrivare: nei giorni scorsi il Comune di Castelnuovo Magra, in Liguria, ha assegnato alla Camera di Commercio di Sassari e Promocamera e al Consorzio il prestigioso riconoscimento di “Ambasciatore del Vermentino 2023″. L’assegnazione è avvenuta nel corso della manifestazione °Benvenuto Vermentino” alla quale ha partecipato una delegazione camerale guidata la delegazione camerale guidata dal presidente di Promocamera Francesco Carboni, accompagnato dalla presidente del Consorzio di Tutela del Vermentino di Gallura Daniela Pinna.

Fonte: Nuova Sardegna.

Candia da super premi Gran medaglia d’oro al vino di Pietro Mosti.
Riconoscimento in Campidoglio all”Aurora di Francesco’ per l’etichetta ‘Perte’ Nato da un antico vitigno ha vinto anche il mondiale degli “estremi” e a Berlino. Le colline del Candia sono un piccolo scrigno ricco di perle preziose che da alcuni anni danno lustro al territorio, offrendo riconoscimenti e palcoscenici anche internazionali alla provincia apuana e in particolare al Comune di Massa. E’ su uno di questi versanti che lavora da ormai 20 anni un’eccellenza capace di fare un’incredibile incetta di premi con una produzione che mette insieme tradizione e capacità di innovare, nel segno del chilometro zero. Stiamo parlando de ‘L’Aurora di Francesco’: una tradizione familiare che diventa avventura imprenditoriale di successo senza mai dimenticare le origini.

Fonte: Nazione Massa Carrara.

«Muller Thurgau» scalda i motori Al concorso iscritti 41 vini trentini.
Rassegna dal 6 al 9 luglio. I vincitori premiati dal sommelier e volto di Rai 1, Andrea Amadei «Sri Lanka night» Sabato lo showcooking con Nicky Brian, ex concorrente di Masterchef Italia 11 menu]] Müller Thurgau è uno dei simboli enologici della Valle di Cembra. Qui ha trovato il suo habitat ideale e una inconfondibile espressione. Ecco perché negli anni Ottanta si è deciso di dedicargli una festa, che poi, nel 1987 e grazie all’intraprendenza del gruppo di agricoltori del Club 3P di Cernbra, si è evoluta in un vero e proprio momento di riflessione su questo vitigno. Il tutto fino a trasformarsi, nel 1991 nella «Rassegna Müller Thurgau: V dell’Arco Alpino», a cui nel 1993 si è affiancato il «Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau». La nuova edizione della rassegna è ormai alle porte e si svolgerà dal 6 al 9 luglio. Con l’obiettivo di confrontare le produzioni della Valle di Cernbra con quelle di altre zone del Trentino o regioni italiane, ma soprattutto di Paesi europei.

Fonte: Corriere del Trentino.

«Fare vino di qualità nella Bassa» È l’ambiziosa sfida di quattro aziende.
Le sorelle Gobbi l’imprenditore Marangoni Passarini e Bonfante coltivano viti in un’area votata ad altre colture. Quattro aziende apripista e una sfida: fare vino buono nella pianura veronese. Che quello scaligero sia un territorio vocato alla viticoltura è cosa nota: basti pensare alle colline del Soave e della Valpolicella piuttosto che alla zona del Lago. Ma che la qualità arrivi anche in una zona meno nota come la Bassa è sicuramente meno scontato. C’è un’altra Verona da bere che vale la pena conoscere ed è quella che sarà raccontata stasera, alle 21, su TeleArena, da «Cronache dalla Provincia»: la trasmissione condotta dal giornalista Lucio Salgaro dedicata questa settimana alle produzioni vitivinicole nate tra Legnago, Terrazzo e Gazzo. Si tratta di Comuni che in fatto di vino risultano quasi del tutto sconosciuti agli appassionati del settore e ai turisti, eppure anche qui esistono produttori che investono sull’uva e scommettono sul futuro di questa area.

Fonte: Arena.

Vino e arte lungo la “Scogliera Viva”.
Torna a Caorle l’appuntamento dedicato al gusto. Ritorna l’appuntamento con “WineeArt” che quest’anno si terrà lunedì 10 e martedì 11 luglio, dalle 18 alle 24 in entrambe le giornate, con date sostitutive, in caso di brutto tempo, per il 17 e 18 luglio. La manifestazione, giunta alla settima edizione, si terrà lungo la “ScoglieraViva” di Caorle (Lungomare Petronia), grazie alla collaborazione tra Eleganza veneta e il Comune che punta a promuovere il progetto “Gusta Caorle”. Anche per il 2023 WineeArt manterrà la stessa filosofia delle edizioni precedenti: portare le eccellenze del territorio al mare, far conoscere ai turisti che frequentano la cittadina balneare la cultura vitivinicola del luogo e quella nazionale, con un susseguirsi di banchi d’assaggio dove degustare i vini, conoscere le aziende e ammirare il patrimonio artistico di Caorle.

Fonte: Gazzettino Venezia.

Il patrimonio enologico come tutela dell’ambiente L’evento “Feel Venice”.
Si è svolta ieri mattina nel convento dei Carmelitani Scalzi a Venezia, la sesta edizione di “Feel Venice”, la kermesse dedicata al patrimonio enologico veneziano, promossa dal Consorzio Vini Venezia. «Parlare di tutela dell’ambiente vuol dire anche raccontare il ruolo dei coltivatori, viticoltori e allevatori che ogni giorno custodiscono la terra», ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo, Simone Venturini « Queste rappresentano un pezzo di storia del territorio veneto e mostrano come il rapporto tra la città e il territorio che la circonda si sia contraddistinto da una grande collaborazione e un forte rapporto commerciale». «Un evento dedicato agli appassionati e non, con quattro degustazioni guidate dei vini delle aziende vitivinicole presenti, tutte socie del Consorzio.

Fonte: Nuova Venezia.

Cori piange la scomparsa di Arria Tommasi, per anni presidente della Cantina Cincinnato.
La città di Cori è in lutto per la scomparsa di Arria Tommasi, figura di spicco e stimata dall’intera comunità, avvenuta nei giorni scorsi. Il sindaco Mauro De Lillis e tutta l’amministrazione comunale si uniscono per esprimere il proprio cordoglio e riconoscere il contributo inestimabile che Arria ha dato alla Città durante la sua vita. Nata nel 1935, Arria Tommasi ha avuto un percorso di vita eclettico e ricco di successi. Negli anni ’50, ha svolto l’importante ruolo di assistente sociale nella città di Roma. Grazie alla sua laurea in Teologia, ha anche insegnato religione, contribuendo alla formazione di molte generazioni di giovani.

Fonte: Latina Quotidiano.

Tavole Umbre, un viaggio enogastronomico nel cuore dell’Umbria con la chef Nicoletta Franceschini.
Nicoletta Franceschini, rinomata chef umbra e allieva di Niko Romito con un’importante esperienza alle spalle con la chef Klugmann, continua a portare avanti il suo progetto di cucina territoriale presso il suo Ristorante Silene. Con una dedizione senza pari alla cucina delle erbe spontanee e dei prodotti del bosco, Nicoletta si è affermata come l’unica chef umbra donna che promuove con passione le tradizioni culinarie locali. Per celebrare le eccellenze regionali, la chef ha ideato “TAVOLE UMBRE”, un imperdibile viaggio enogastronomico attraverso i sapori e i profumi che rendono unica la nostra regione. Dall’olio al vino, dalle erbe antiche alle carni, dal lago Trasimeno alla fascia olivata, ogni appuntamento offrirà un’esperienza autentica che rispecchia la tradizione culinaria e il territorio umbro.Un’opportunità unica per produttori, cantine, frantoi e artigiani locali di raccontarsi ed essere raccontati attraverso gli straordinari piatti di Nicoletta.

Fonte: Perugia Today.

Il Rossese di Dolceacqua scende in piazza, oggi maxi degustazione con 17 produttori.
Appuntamento da non perdere oggi, sabato 1 luglio, in piazza Mauro, a Dolceacqua, per la festa con la maxi degustazione del Rossese di Dolceacqua, doc che lo scorso anno ha festeggiato i 50 anni. Dalle ore 18 alle 23, la suggestiva location ospiterà gli stand di 17 produttori e le loro numerose etichette del “rosso” più pregiato della Liguria. Queste le rinomate cantine presenti: Caldi, Cantina del Rossese Gajaudo, Cantina Naso, De Nemu, Marco Foresti, E Prie, Kà Mancinè, Maccario Dringerberg, Maixei, Mauro Zino, Muragni, Ramoino, Roberto Rondelli, Tenuta Ascari, Tenuta Anfosso, Terre Bianche, Testalonga.

Fonte: Riviera24.

Investire nel vino, le etichette italiane che fanno impazzire i wine lover.
Investire nel vino, e soprattutto in quello italiano, sembra non essere mai stato tanto conveniente come in questi ultimi tempi. Lo scorso anno il Liv-ex Italia 100, l’indice di riferimento per chi vuole investire nel settore (e che monitora anche 5 Super Tuscan e 5 produttori piemontesi), mostra una crescita del 9,2% sui cosiddetti “vini di pregio”. E se guardiamo a un orizzonte più ampio, la crescita passa a due cifre, attestandosi al 24,5% nel corso degli ultimi 2 anni e addirittura del 46,8% se si considera un arco temporale di 5 anni. Ed è la Toscana ad avere il primato di questa crescita, dato che rappresenta il 57,7% del mercato, ma è il Piemonte la regione che vanta il primato della crescita più rapida nell’ultimo anno.

Fonte: La Repubblica.

Cos’è il blanc de noir e come si ottiene il vino bianco da uve rosse?
Chi sapeva che alcuni vini bianchi possono essere ricavati da uve rosse? Sembra un controsenso ma il mondo enoico, come spesso accade, sa regalarci delle vere e proprie magie. E vinificare in bianco da acini rossi possiamo annoverarlo nella lista delle magie. La traduzione letterale di blanc de noirs (come vengono comunemente definiti), dopotutto, è semplice e intuitiva: bianco di neri. Così come si capisce sia una tecnica ideata e perfezionata in Francia, dove oggi viene attuata per lo più per gli Champagne.

Fonte: Cookist.

Il vino buono sta nelle bottiglie colorate, secondo la Fondazione Edmund Mach.
Meglio bottiglie color ambra o verde rispetto a quelle di vetro incolore, che degradano l’identità aromatica del vino, messo a “nudo” e senza alcuna protezione. Non solo, il Trentingrana diventa un esempio di biodiversità vincente. Sono questi alcuni dei risultati emersi nel Report 2019-2022 del Centro di Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach: 122 pagine, frutto di ricerche portate avanti in questo quadriennio. Una ricerca che ha superato i 200 articoli all’anno su riviste di alto livello scientifico, raccogliendo collaborazioni internazionali con oltre 570 enti pubblici e privati. Risultati significativi sono stati ottenuti in diversi settori quali l’agricoltura sostenibile, l’ecologia, la biodiversità, la genetica, la nutrizione e l’innovazione tecnologica. Tanti di questi anche “curiosi”.

Fonte: L’Adige.

Il vino della settimana: in Nuova Zelanda con Nautilus, il Sauvignon Blanc vegan che piace ai giovani.
La Nuova Zelanda è nota al mondo per i suoi Sauvignon Blanc profumati e ricchi di personalità, al cui successo ha contribuito lo studioso Romeo Bragato (1858-1914), che si è formato nella Scuola di enologia di Conegliano (Treviso), noto nel Paese anche per la lotta alla fillossera. La regione principe dove cresce quest’uva è Marlborough. Qui nasce “Nautilus”, firmato dalla famiglia Hill-Smith, vigneron da sei generazioni, fra i pionieri del Sauvignon Blanc sin dagli anni ’80. La 2022 è una delle migliori annate del nuovo millennio: al naso frutto della passione, lemongrass, erbe di campo. In bocca cremoso, grande personalità. Un bianco longevo che dà il massimo dopo 5-10 anni. Vegan friendly e certificato sostenibile, per la sua freschezza è uno dei più amati dai giovani. Lo degustiamo con Edoardo Gazzera, patron dell’enoteca Rossorubino di Torino. Ideale con crudi di mare, piatti orientali e agrodolci.

Fonte: Repubblica TV.

Città Europea del Vino 2024: premiati tredici comuni del Gran Monferrato.
Sarà un evento di grande importanza quello in programma martedì 4 luglio nella sala del Parlamento Europeo di Bruxelles Spinelli 1G3. Il comitato promotore di RECEVIN (Rete Europea delle Città del Vino), ospite dell’eurodeputato piemontese Alessandro Panza, formalizzerà il riconoscimento di “Città Europea del Vino 2024” per 20 Comuni dell’Alto Piemonte e Gran Monferrato. Il prestigioso riconoscimento, assegnato alle aziende vitivinicole e ai territori in cui operano, sarà consegnato alle città di Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.

Fonte: Radio Gold.

“Pane & Vino”, oggi è l’ultimo giorno di apertura del negozio a San Pancrazio: il commosso saluto di Stefania e David.
A distanza di 24 ore dalla chiusura del Forno Enoteca Pasticceria Rigacci a Cerbaia (lo raccontiamo qui), oggi per un altro negozio storico, “Pane & Vino” in via Certaldese 56 a San Pancrazio, gestito da Stefania e David, è l’ultimo giorno di apertura. Purtroppo è scaduto il contratto di affitto, non rinnovabile. Anche questo è stato un locale ricco di storia: un’antica attività che nasce come cooperativa nel 1911. Nel 1916/17 l’esercizio viene rilevato dai fratelli Raffaello e Giuseppe Pippucci. Qui si vendeva un po’ di tutto, farina, pasta, burro, sapone a pezzi; ma anche chiodi, “bullette”, candele e attrezzi per l’agricoltura. Nel 1930 fu messa anche una pompa di benzina.

Fonte: Il Gazzettino del Chianti.

VENEZIA E IL VINO: ECCO COSA SI BEVEVA DURANTE LA SERENISSIMA.
Venezia e il vino. Un rapporto che si è consolidato nel corso dei secoli e che si rinnova nell’evento annuale dedicato alla scoperta delle deonominazioni del territorio veneziano. || Venezia e il vino. Anzi, la Serenissima e il vino. Dal convento dei Carmelitani Scalzi dove si è svolto l’annuale incontro delle denominazioni del territorio, il presidente della Doc Venezia Giorgio Piazza traccia una storia di coltivazione, commercio e consumo che ha attraversato i secoli.Già Plinio il Vecchio tesseva le lodi dei vini coltivati duemila anni fa lungo la costa veneta, se poi si considera che in alcune zone del veneto sono stati rinvenuti dei vinaccioli risalenti all’età del bronzo, più o meno quattromila anni fa, non desta certo sorpresa che il vino abbia intrecciato un saldo rapporto con la Serenissima.

Fonte: YouTube.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 1 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Nel regno dell’Amarone scoppia la guerra del vino.
Masi Agricola caccia i consiglieri indicati da Renzo Rosso: «Violato il divieto di concorrenza». La holding del fondatore di Diesel aveva impugnato il bilancio Marcello Astom • Volano gli stracci in Masi Agricola. Ad animare la battaglia, che in molti hanno già ribattezzato «dell’Amarone», da una parte la famiglia Boscaini (Sandro, Bruno e Mario) che ha in mano il 73,5% dell’azienda della Valpolicella e, dall’altra, la Red Cricle Investments di Renzo Rosso, il fondatore di Diesel, che detiene una quota di minoranza del 10 per cento. Ieri l’ultimo capitolo di una storia iniziata tempo prima: il cda dell’azienda ha chiesto un parere legale dal quale ha avuto conferma sulla violazione del divieto di concorrenza da parte dei due consiglieri di amministrazione espressi da Red Circle.

Fonte: Giornale.

Distillazione vini, l’Italia deve inviare i dati al 31/8.
Il sostegno figlio del calo dei consumi e dell’aumento dei costi Distillazione vini, l’Italia deve inviare i dati al 31/8 Entro il prossimo 31 agosto, l’Italia dovrà trasmettere alla Commissione europea le informazioni relative all’applicazione della misura della distillazione dei vini, come misura eccezionale a carattere temporaneo. Il regolamento 2023/1225 prende atto della situazione di perturbazione del mercato, caratterizzato dalla diminuzione dei consumi, dall’aumento dei costi di produzione e dal preoccupante livello delle scorte ed ha istituito come misura temporanea, applicabile non oltre il 15 ottobre 2023, la distillazione del vino. Lo stato membro che utilizza tale strumento è tenuto a fornire ai servizi comunitari un’adeguata giustificazione delle ragioni economiche che sono alla base.

Fonte: Italia Oggi.

Sbanca New York il Lugana, vino che ispirò Catullo.
Questo prodotto gardesano ha suscitato un enorme interesse nella Grande Mela. E un autoctono doc con un Dna antico Uva a bacca bianca Oggi gli ettari vitati nel cui disciplinare sono 2.600, 28 milioni de12011 il vitigno le bottiglie nel 2022, si chiama Turbiana i170% all’export. Luganizzare è un neologismo ancora in embrione, in attesa di debuttare su qualche dizionario importante, di quelli che spaccano il pelo in quattro pur di non avere peli sulla lingua (italiana), come il Treccani o il vocabolario della Crusca. Lugano e la Svizzera non c’entrano, il vino Lugana, sì. Luganizzare appartiene già al lessico enologico anche se, come tutti i neologismi, sta muovendo i primi passi tra sommelier e winetover, gli appassionati del vino, sulle strade di un mondo che ha bisogno di tante parole, come un avvocato durante un’arringa, per raccontarsi.

Fonte: La Verita’.

Troppo Amarone in Masi Agricola Soci in rivolta contro Renzo Rosso.
Il patron di Diesel (che ha il 10%) impugna il bilancio dell’azienda vinicola della famiglia Boscaini che vuol cacciare i consiglieri di minoranza (tra cui c’è la moglie): «Comportamento illegittimo». Sembra proprio non avere fine la guerra del vino – meglio dell’Amarone – nella Masi Agricola, azienda della Valpolicella quotata in Borsa, che vede di fronte due agguerriti duellanti. Da una parte la famiglia Boscaini (con il 73,5% del capitale) e, dall’altra, la Red Circle Investments di Renzo Rosso che possiede il 10% delle quote. L’avvio della nuova battaglia tra azionisti risale a circa una settimana fa, quando il socio di minoranza decide di rivolgersi al Tribunale di Venezia per impugnare l’ultimo bilancio dell’azienda vitivinicola con la motivazione che “non era conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione”. Una mossa che ha fatto storcere parecchio il naso all’azionista di controllo che, quindi, a stretto giro si è vendicato sferrando, a sua volta, una durissima contromossa.

Fonte: Libero Quotidiano.

Dobbiamo indignarci se una bottiglia di vino costa 20mila euro?.
Andrea Di Consoli i, nella splendida Sardegna, in jj un ristorante di lusso che si trova alla Maddalena – una pizza può arrivare a costare oltre 100 euro. h un misto di pesce crudo costa anche 1.400 euro. Dal servizio del programma tv “Cartabianca”, che sta facendo molto discutere, si apprende inoltre che non sono pochi i clienti che per una bottiglia di vino spendono fino a 20.000 euro. E la cosa interessante è che questo ristorante è sempre pieno, e che per trovare posto bisogna prenotarsi con largo anticipo. L’economia del lusso è un segmento molto importante dell’economia mondiale, perché permette a molte aziende di alta qualità – dalla moda al design, dalla gastronomia al turismo, dall’automotive al wellness, ecc. – di lavorare e di far lavorare tante persone. E poi contribuisce a valorizzare eccellenze artigianali e finanche artistiche di valore universale.

Fonte: Mattino.

Masi, volano gli stracci.
Nuovo capitolo della guerra del vino in Masi Agricola fra la famiglia Boscaini, titolare dei 73,5% del gruppo veronese dell’Amarone, e il patron di Diesel Renzo Rosso, che in Masi è socio con il 10% del capitale. Il cda della quotata veronese presieduto da Sandro Boscaini ha convocato l’assemblea peril 21 luglio per revocare dalla carica di amministratore i due membri del board espressione di Red Circle Investments, Arianna Alessi (la moglie di Rosso) e Lorenzo Tersi. L’accusa è quella di essere in conflitto d’interesse perchè, come comunicato dalla stessa Masi i121 giugno, gli amministratori espressione di Red Circle Investments, una delle holding d’investimento di Rosso, hanno «cariche dai medesimi ricoperte in società concorrenti».

Fonte: Milano Finanza.

Brusca correzione per La Tâche.
Perdita media di valore dei 24% per le 26 annate del 1900 passate in asta nel 2023 Brusca correzione per La Tâche di Cesare Pillon a tabella, in cui le 16 quotazioni più significative spuntate dalle annate del 1900 di La Tâche alle aste del primo semestre del 2023 sono messe a confronto con quelle di tutto l’anno precedente, non lascia dubbi sull’orientamento al ribasso di investitori e collezionisti: 19 millesimi sono diminuiti di prezzo, solo 7 sono aumentati. Il valore complessivo delle 26 bottiglie in questione è sceso da 190.715 a 144.220 euro, e 46.495 euro in meno vuol dire una perdita del 24%, Quasi un quarto della somma investita. Il risultato raggiunto dal numero due del Domaine de la Romanée Conti è peggiore di quello, già allarmante, registrato dal numero uno, analizzato in questa rubrica due settimane fa.

Fonte: Milano Finanza.

Parterre – Masi, è ancora scontro: via i consiglieri di Rosso.
Masi si prepara a dare il benservito ad Arianna Alessi e Lorenzo Tersi, i consiglieri di amministrazione in quota a Red Circle, la holding di partecipazione che fa capo a Renzo Rosso. I rapporti tra il patron di Diesel (detiene íl io% di Masi attraverso Red Cirde) e la famiglia Boscaini (i tre fratelli controllano II 73,5% in virtù di un patto parasociale) sono tesi, dopo che Rosso, da tempo in rotta di collisione con la società, ha chiesto l’impugnazione dell’ultimo bilancio. La contromossa della proprietà, finalizzata a estromettere i due amministratori, è legata a una presunta violazione del divieto di concorrenza da parte di questi ultimi e la convocazione dell’assemblea di Masi Agricola, per la revoca, è già stata fissata perii prossimo 21luglio.

Fonte: Sole 24 Ore.

Azienda piccini, tre regioni per cinque generazioni.
Storia vitivinicola cospicua quella di Piccini. Inizia alla fine dell’800 grazie alla passione del capostipite Angiolo, il quale, con la moglie Maria Teresa, fonda la prima azienda a Poggibonsi (Si), forte di un patrimonio di qualche manciata di ettari. Lì si dedica a produrre e commercializzare Chianti, confezionato negli storici fiaschi di paglia, elementi di un’iconografia che sopravvive tuttora. Poi, grazie ai figli Mario e Arturo, l’azienda si espande, fino ad arrivare ai tempi moderni, con la quarta generazione, ossia Mario con le sorelle Martina ed Elisa, capaci di governare diverse realtà (Fattoria di Valiano, Tenuta Moraia, Villa al Cortile e Geografico in Toscana, cui si uniscono Torre Mora in Sicilia e Regio Cantina in Basilicata) collocate in tre regioni.

Fonte: Sport Week.

Masi, si accende lo scontro per la cantina Boscaini prova a cacciare Rosso dal cda.
Si accende lo scontro tra la famiglia Boscaini e Renzo Rosso per il controllo di Masi Agricola, la cantina dell’Amorone nel cuore della Valpolicella. Il cda dell’azienda quotata in Borsa ha chiesto un parere legale secondo cui due consiglieri d’amministrazione di Red Circle – il veicolo attraverso il quale Renzo Rosso è socio di minoranza della cantina – avrebbero violato il divieto di concorrenza dopo che la società ha creato un proprio polo del vino. Si tratta del wine manager Lorenzo Tersi e di Arianna Alessi, moglie dell’imprenditore dei jeans Diesel, entrata nel board di Masi questa primavera dopo le dimissioni del marito. Per revocare i due amministratori, risposta alla decisione di Red Circle di impugnare l’ultimo bilancio dell’azienda vitivinicola rivolgendosi al Tribunale di Venezia, il cda ha convocato un’assemblea straordinaria per il 21 luglio.

Fonte: Stampa.

Visita alla Rocca e degustazioni vini.
Da lunedì e per tutti i lunedì del mese alle 20 la Rocca di Riolo propone `anoevinili con Caterina”, una visita guidata dal borgo di Riolo fino al cortile e alle casematte della Rocca. Al termine degustazione di vini e prodotti del territorio con la presenza di cantine locali e dj-set a cura di Clips Rag eamp; Rock. Questo lunedì tocca alla Tenuta Nasano.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

“World Lambrusco Day” a Parigi La prima edizione è un successo.
Cornice dell’evento la Tour Eiffel, nel 2026 si replica a New York Si è chiusa con soddisfazione la prima edizione dell’evento internazionale “World Lambrusco Day”, organizzato dal Consorzio Tutela Lambrusco in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna che si è tenuto a Parigi. La prossima tappa è stata annunciata proprio nel corso dell’evento: nel 2026 ad ospitare il “World Lambrusco Day” sarà NewYork. Il bilancio della prima tappa organizzata a Parigi il 21 giugno è senz’altro positivo e conferma la vocazione internazionale di un vino che racchiude sotto un unico nome, Lambrusco, una pluralità di espressioni. Ad ospitare la première è stato un luogo noto in tutto il mondo, proprio come le bollicine rosse emiliane.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Intervista a Diego Bosoni – Da coltivatori a esperti di marketing. I Bosoni e il mito del Vermentino «Così il vino è diventato cultura».
I Bosoni e la lunga marcia per trasformare una passione casalinga in marchio di successo Ieri in piazza Beverini l’inaugurazione della rassegna, che prosegue fino a domani sera Da coltivatori a esperti di marketing I Bosoni e il mito del Vermentino «Così il vino è diventato cultura» Diego racconta l’ascesa del padre Paolo nell’olimpo dei produttori con marchio: «Erano dei visionari» Lo stimolo: «C’è ancora molto da fare, sia nello studio dei vitigni locali sia sul fronte della promozione» La storia del Vermentino nasce nell’ultimo lembo della Val di Magra e le sue radici sono profonde quanto i preziosi vigneti nel frattempo diventati secolari sui quali ne sono stati impiantati tanti altri ancora. Una continuità che i nipoti portano avanti ringraziando il lavoro dei nonni che da semplici coltivatori di terreni e vigna hanno costruito una fortuna. Racchiusa in bottiglia e poi marchiata con la preziosa denominazione di origine controllata.

Fonte: Nazione La Spezia.

Nozze d’oro con il mare per il doc ‘Cinque Terre’: «Nato quando botti e uva erano la sola soluzione».
L’omaggio di Bonanini: «Abbinato al pesce, non c’è niente di meglio». Delle nozze d’oro che sanno di uva e di mare. Quelle del Cinque Terre Doc, che compie cinquant’anni. «Un vino che non ha eguali nell’abbinamento con il pesce». Parole di Matteo Bonanini, presidente della Cooperativa viticoltori delle Cinque Terre. Ma da quel lontano 1973 tutto è cambiato. «Nel momento in cui nasce la Doc – spiega Bonanini – così come la Cantina sociale, si sentiva l’esigenza di tutelare questo vino e di conseguenza valorizzare l’attività dei viticoltori». Era pure un periodo in cui gli ettari coltivati erano molti di più. «Fino agli anni Sessanta e Settanta la viticoltura rappresentava la fonte di reddito principale nelle Cinque Terre, il turismo doveva decollare, le strade erano limitate a Riomaggiore. Prima il baratto e poi la vendita, di vino e olio, l’unica scelta di vita: cinquecento gli ettari coltivati a vigneto, ora sono una settantina». L’obiettivo è chiaro.

Fonte: Nazione La Spezia.

Tre giorni di degustazioni, ma anche laboratori e show cooking. Oltre 200 etichette.
II vice presidente della Camera di commercio Terre di Liguria Davide Mazzola Cinquantasette espositori e oltre 200 etichette. Ha preso il via ieri alle 18,30 la sedicesima edizione di “Liguria da bere” la tre giorni dedicata alle eccellenze vitivinicole del comprensorio legate alla gastronomia, alla cultura dove non mancheranno momenti di approfondimento all’interno della tensostruttura allestita per l’occasione in piazza Beverini. II taglio del nastro, alla presenza delle istituzioni locali e regionali, è stato affidato alla senatrice Stefania Pucciarelli. A introdurre la manifestazione Ilario Agata direttore dell’Azienda speciale Riviere di Liguria e Davide Mazzola vicepresidente della Camera di Commercio Riviere di Liguria.

Fonte: Nazione La Spezia,

Taglio del nastro per Liguria da Bere 2023: «Qui c’è il meglio dell’eccellenza ligure».
La manifestazione enogastronomica allestita in corso Cavour, nel cuore della Spezia, presenta oltre 200 etichette Taglio del nastro per Liguria da Bere 2023 «Qui c’è il meglio dell’eccellenza ligure» In senso orario: le persone tra gli stand, una degustazione e il brindisi inaugurale con il sindaco Peracchini Marco Toracca. Taglio del nastro nel pomeriggio di ieri per Liguria da Bere 2023, la tre giorni dedicata all’enogastronomia che anima il centro storico della Spezia con gli stand allestiti in corso Cavour fino alla serata di domani, domenica. Ha osservato Pierluigi Peracchini, sindaco della Spezia e presidente della Provincia: «Si tratta di un appuntamento molto importante per la nostra comunità che unisce cultura, territorio e produzione vitivinicola. La valorizzazione di queste realtà, anche nell’abito europeo, è un’occasione per sostenere le attività economiche, ma anche di fare promozione turistica».

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Terre d’Oltrepo, cresce il ruolo assegnato a Umberto Callegari.
Annuncio in una nota della cantina. «Impegno per arrivare all’utile» Terre d’Oltrepo, cresce il ruolo assegnato a Umberto Callegari. Umberto Callegari, figlio del presidente e inizialmente consulente della cantina Terre d’Oltrepo, ha assunto la carica di Ceo (Chief executive office), spiega una nota dell’azienda. Di fatto una svolta rispetto all’iniziale scelta di Callegari di fornire le sue competenze professionali da “esterno”. «Ho accolto con entusiasmo la nomina di Ceo di Terre d’Oltrepo facendomi portavoce della volontà dei soci che hanno fermamente richiesto il mio incarico — ci spiega Callegari — Mi sento investito di una grande responsabilità e ringrazio tutto il Consiglio per avermi dato la possibilità di aiutare il territorio che amo ed in cui sono nato. Quello che posso fare per contribuire alla rinascita della nostra cantina è mettere a servizio dell’azienda e del territorio l’esperienza di gestione aziendale che ho vissuto come manager di alcune delle aziende più importanti del mondo».

Fonte: Provincia – Pavese.

Uno spumante rosé brut di gran pregio.
Che ci sia un grande fermento nel comparto spumantistico della Puglia non v’è dubbio. Un po’ per moda, esigenze di mercato, un po’ perché qualcuno ci crede veramente, non c’è più cantina che non abbia nel suo catalogo una «bollicina». Il termine è quanto mai generico e associa vini ottenuti con il metodo Charmat, lo stesso del Prosecco, e quelli ottenuti con il metodo Classico ovvero con rifermentazione in bottiglia, come con lo Champagne, Franciacorta, Trento. Il mercato offre possibilità per ognuna di queste tipologie, non sempre note e riconosciute dal consumatore. Eppure le differenze ci sono e sono evidenti sia dal punto di vista gustativo che per il prezzo, solitamente più alto per il Metodo Classico. Comunque sia «la bollicina tira» e sino a quando il mercato risponderà in maniera positiva, le aziende saranno sempre maggiormente attirate da questa tipologia.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Massa Albo d’oro per il vino e le colline del Candia – Albo d’oro per le colline del Candia Pertè vince il premio Città del vino.
Un’etichetta dell’azienda di Pietro Mosti porta lustro a tutta la zona Albo d’oro per le colline del Candia Pertè vince il premio Città del vino Medaglia Verrà consegnata ill luglio a Roma all’azienda Aurora ma anche alla città di Massa Massa La gran medaglia d’oro del premio Città del vino verrà consegnata, in Campidoglio a Roma il 7luglio, all’azienda agricola Aurora di Francesco, ma anche alla città di Massa. Si tratta di un concorso enologico internazionale, che ogni anno premia le aziende vitivinicole e i loro vini, ma anche i Comuni dove queste operano, e per questo dovrebbe fare rotta su Roma anche il sindaco Francesco Persiani. Si apre dunque un altro palcoscenico per il Candia, che dimostra che i Colli Apuani non sono secondi a quelli limitrofi, ma iniziano a essere apprezzati anche sul mercato. L’azienda vincitrice è di Pietro Mosti, proprietario del ristorante il Gallo e vicepresidente del consorzio Candia.

Fonte: Tirreno Massa Carrara.

Masi, assemblea per revocare i consiglieri di Rosso.
L’accusa è di conflitto d’interesse: Arianna Alessi e Lorenzo Tersi erano stati indicati da Renzo Rosso Contromossa di Masi Agricola nella battaglia lanciata contro la società della famiglia Boscaini dal socio di minoranza Red Circle Investments di Renzo Rosso. Il cda dell’azienda veronese ha chiesto un parere legale dal quale ha avuto conferma sulla violazione del divieto di concorrenza da parte dei due consiglieri di amministrazione espressi da Red Circle, che ha creato un proprio polo del vino. Si tratta del wine manager Lorenzo Tersi e di Arianna Alessi, moglie del patron della Diesel, entrata nel board di Masi questa primavera dopo le dimissioni del marito.

Fonte: Arena.

Tra Masi e Rosso è scontro totale: revoca degli amministratori – Masi, sale lo scontro: assemblea.
Tra Masi Agricola e Renzo Rosso si consuma ormai una guerra totale. Masi ha convocato l’assemblea dei soci per revocare gli amministratori indicati da mister Diesel. Masi, sale lo scontro: assemblea per revocare i consiglieri cli Rosso L’azienda: sono in conflitto d’interesse. Red Circle: i Boscaini non tollerano il dissenso. Scontro con Renzo Rosso, Masi Agricola va in assemblea per revocare gli amministratori indicati da mister Diesel. E ormai una guerra totale, quella che si sta consumando nell’azienda vinicola quotata in Borsa, etichetta-principe dell’Amarone, tra la famiglia Boscaini e il patròn del gruppo veneto della moda, che sta investendo nel vino e ha costituito a febbraio la holding Brave Wine, guidata dalla moglie Arianna Messi come ad. Il prologo di tutto era stato, tre anni fa, proprio l’ingresso in Masi, con un 5% salito al io% l’anno dopo, quota che aveva dato a Rosso l’accesso al cda.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Masi, Boscaini pronti a mandar via i consiglieri di nomina Red Circle.
Nuovo capitolo del duello tra l’azienda del vino Masi Agricola e Renzo Rosso, azionista al 10% con Red Circle Investments. Il cda della società veronese quotata in Borsa dei fratelli Boscaini dopo aver «esaminato il parere legale reso da esperti della materia circa la violazione del divieto di concorrenza» da parte «degli amministratori Arianna Alessi e La renzo Tersi», ha deciso di procedere alla convocazione dell’assemblea ordinaria di Masi Agricola il 21 luglio «per la revoca dei predetti amministratori» di nomina Red Circle. Se la revoca fosse approvata, si legge in una nota, l’assemblea «sarà chiamata a deliberare in merito all’integrazione dell’organo amministrativo o alla riduzione dei suoi componenti».

Fonte: Gazzettino.

Nuovo scontro tra Masi agricola e Rosso.
L’azienda veronese vuole estromettere dal cda i due consiglieri indicati da Red Circle E loro: «Siamo allibiti» scontro tra Masi agricola e Renzo Rosso. Il cda dell’azienda che produce l’Amarone e altri vini di primo piano della Valpolicella ha annunciato di aver sentito i legali e ha convocato l’assemblea dei soci (Enpaia è salita al 7,56%) il 21 luglio per revocare i consiglieri di amministrazione Arianna Alessie Lorenzo Tersi, indicati dalla Red Circle Investments di Rosso (Alessi come noto è sua moglie e “ad” di Red Circle) perché accusati di aver violato il diritto di concorrenza. Come noto, Rosso aveva citato Masi in giudizio sostenendo la nullità degli atti dell’assemblea soci di aprile che ha varato il bilancio.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Masi Agricola chiama l’assemblea per revocare i consiglieri di Rosso.
Nuovo round nello scontro tra vertici della società e Red Circle Investments «I Boscaini non tollerano il dissenso, comportamento illegittimo e abusivo». Si fa sempre più duro lo scontro tra Renzo Rosso e i vertici di Masi Agricola, azienda vitivinicola partecipata da mr.Diesel al 10% tramite la sua Red Circle Investments. Il consiglio di amministrazione della società quotata a Piazza Affari ha, infatti, disposto la convocazione dell’assemblea ordinaria per il 21 luglio prossimo con l’obiettivo di revocare gli amministratori Arianna Alessi e Lorenzo Tersi, rispettivamente moglie di Rosso e suo consulente di fiducia. L’accusa? Un parere legale richiesto dallo stesso board ha confermato le accuse ai due consiglieri di violazione del divieto di concorrenza. Sotto accusa ci sono le cariche in Brave Wine, veicolo creato ad hoc a fine 2022 dall’imprenditore del fashion per gestire i propri investimento nel vino, che controlla Diesel Farm, il 40% della storica cantina della Doc Etna Benanti Viticoltori e la maggioranza del Barolo della cantina Josetta Saffirio.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Oggi e domani si fa festa con la Fiera di S.Osvaldo.
La città punta a diventare la capitale trevigiana dell’olio. Questo, almeno, l’obiettivo che Aldo Bianchi, l’anima dell’associazione Zheneda, ha condiviso col vicesindaco Gianluca Posocco. Ed ecco che oggi e domani ritornerà a Ceneda l’Antica Fiera di Sant’Osvaldo. Alla rotonda di Villa Papadopoli sarà ospitata la rassegna “Olio vino arte”. «La coltivazione dell’ulivo è sempre più diffusa sulle nostre colline, come dimostra l’uliveto ormai storico di San Paolo. Ma questa non è soltanto un’attività economica, bensì anche culturale» afferma Bianchi, che per questo fine settimana ha organizzato un sacco di appuntamenti. Si comincia questa mattina alle 10 con l’inaugurazione della mostra “La fedeltà al paesaggio” con foto di Giancarlo Dall’Antonia e le prime degustazioni di olio e vino della Pedemontana veneta, che riprendono poi dalle 16.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vigneti Aperti: visite, degustazioni in cantina, aperitivi e musica anche a luglio e agosto.
Proseguono anche nei mesi di luglio e agosto gli appuntamenti di Vigneti Aperti nelle cantine del Movimento Turismo del Vino dell’Umbria, un’occasione per arricchire la propria vacanza in Umbria o per ritagliarsi una pausa di gusto in attesa della ferie. Si parte sabato 1 luglio con il consueto appuntamento di Picnicco alla cantina Madrevite, per gustare i vini e i prodotti tipici del territorio immersi nella natura che circonda il lago Trasimeno (prenotazione direttamente sul sito www.madrevite.it).

Fonte: Perugia Today.

Verduno, dopo le polemiche assegnata la nuova gestione della cantina comunale.
La Cantina comunale del Verduno Pelaverga e bottega dei servizi per Verduno si prepara ad avere un nuovo gestore. Una decisione frutto del bando che il Municipio langarolo ha alla fine aggiudicato ad Ana Maria Pascaneanu, imprenditrice che si è candidata a gestire la struttura per i prossimi cinque anni. Dopo dieci anni di gestione da parte dei titolari di Casa Ciabotto, la realtà verdunese cambierà così volto. La nuova titolare ha esperienza nella gestione di attività alimentari ed è sommelier. Accettando l’affidamento si impegnerà a corrispondere al Comune un canone d’affitto fissato in 18.200 euro annui.

Fonte: Lavocedialba.it.

Il vino naturale è ovunque, ma per legge non esiste. Facciamo chiarezza.
Sono lontani i tempi in cui l’enoteca Bulzoni di Roma veniva multata per aver osato scrivere “vini naturali” su uno dei suoi scaffali. Era il 2012. Adesso, seguendo quella ratio, andrebbero multate centinaia e centinaia di insegne delle principali città italiane. Se il proliferare di enoteche, carte dei vini ed eventi dedicati ai vini naturali è un cambiamento tangibile, diffuso in ogni comparto della società che apre riflessioni e confronti un po’ ovunque, a non cambiare è la completa disattenzione al fenomeno da parte di chi legifera.

Fonte: Gambero Rosso.

In Europa c’è troppo vino.
L’industria vitivinicola europea sta attraversando un momento di crisi: sono diminuite molto le vendite per una serie di motivi legati a come va l’economia, all’aumento generale del costo della vita, alla perdita del potere d’acquisto da parte delle famiglie e alla conseguente riduzione complessiva dei consumi. Questo calo è avvenuto proprio in un’annata molto florida per quanto riguarda la vendemmia e la produzione: il risultato è che c’è tantissimo vino invenduto sul mercato e i produttori ci stanno rimettendo. La Commissione europea ha quindi attivato una serie di misure eccezionali a sostegno delle aziende vinicole, tra cui la cosiddetta distillazione di crisi, ossia la trasformazione del vino in eccesso in alcol destinato ad altri mercati, come quello dei disinfettanti.
Fonte: Il Post.

L’effetto di diversi prodotti bentonitici sull’affinamento del vino bianco.
Tra i parametri enologici, i contenuti di zucchero, acidità, acido malico, lattico, citrico e fenoli totali sono risultati significativi tra i diversi prodotti a base di bentonite.

Fonte: Teatro Naturale.

Il decreto sulla promozione del vino italiano nel mondo.
L’avviso nazionale, di prossima emanazione, prevede una dotazione di circa 30 milioni di euro per il finanziamento dei relativi progetti (30% dei fondi complessivamente assegnati alla misura promozione) mentre quelli Regionali, conformi all’avviso del Masaf prevedono risorse pari a 70 milioni di euro (70% dei fondi assegnati alle Amministrazioni regionali interessate), definendo nello specifico modalità operative e procedurali, su base annuale. Con l’avviso, saranno individuati i Paesi terzi o mercati dei Paesi terzi, compresi i Paesi emergenti, che risultano di particolare interesse per l’esportazione e la promozione del prodotto vitivinicolo nazionale di qualità, con l’opportunità di presentare progetti multiregionali, o la possibilità, di svolgere azioni di promozione anche per le aziende partecipanti ad un raggruppamento. Tra le misure di semplificazione previste, si evidenzia la possibilità, da parte delle imprese e dei raggruppamenti ammessi al cofinanziamento (nella misura massima del 50%), di realizzare le attività progettuali anche prima della firma dei contratti da parte di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura)..

Fonte: Lentepubblica.

Se beviamo il vino buono è merito degli insetti: il fondamentale ruolo delle vespe.
Chi sapeva che un grosso contributo alla realizzazione del vino lo prestano vespe e calabroni? Eh sì, pare proprio come questi insetti siano protagonisti eccezionali e inconsapevoli del processo di fermentazione, in quanto sono loro a trasportare nell’ecosistema della vigna lieviti fondamentali che contribuiscono poi alla trasformazione di zucchero in alcol. Una sorta di riders contenenti, nel loro intestino, un lievito chiamato Saccharomyces cerevisiae (più comunemente conosciuto come lievito di birra), fungo unicellulare usato dall’uomo sin dai tempi antichi, responsabile della fermentazione alcolica alla base della produzione di innumerevoli prodotti fermentati. Birra, certo, ma anche il pane.

Fonte: Cookist.

Vino: Canelli ufficialmente Docg dopo pubblicazione regolamento Ue.
È stato pubblicato oggi nella Gazzetta dell’Unione Europea il regolamento della Commissione Europea (2023/1327) che riconosce tra le denominazioni di origine protetta “Canelli”, culla del Moscato d’Asti che si laurea quindi ufficialmente “Docg”. Il riconoscimento interessa le uve da vigneti composti esclusivamente dal vitigno Moscato bianco provenienti da 17 comuni attorno alla sottozona Canelli, punto di passaggio tra Langhe e Monferrato. Per il vicepresidente del Consorzio Asti Docg, Flavio Giacomo Scagliola “è un riconoscimento particolarmente significativo per Canelli, uno dei luoghi bandiera della viticoltura di qualità piemontese e in particolare del Moscato d’Asti Docg. Si tratta di un tassello fondamentale per la crescita socio-economica di un territorio sempre più vocato all’enoturismo. Ora l’iter prevede l’assegnazione dell’organismo di tutela, che vedrà quindi a breve il Consorzio dell’Asti tutelare, oltre l’Asti Spumante ed il Moscato d’Asti, anche il Canelli”.

Fonte: Virtù Quotidiane.

STAMPA ESTERA

Chateau Margui, la Provenza di Skywalker.
Les sièges ont été dessinés. pour un visionnage de la saga complète des Star Wars sans risquer la moindre contracture musculaire. Le son se montre digne d’un orchestre philharmonique. Le ravitaillement régulier en cocktails est’ssuré par le barman de la maison. Nous sommes dans la salle de cinéma de George Lucas, à Chareau Margifi, dans la commune de Chateauvert, dans le Var. Le réalisateur-producteur californien vient de terminer Ies travaux des 3 600 m2 de la bastide varoise et de ses dépendances, acquises en avril 2017, pour une somme, dit-on alors, de 9,5 millions d’euros. Rénovations et aménagements divers ont peut-être coûté le double. Pas de quoi fouetter un jedi. Les bacs du salon de coiffure sont encore sous plastique, comme les machines de la salle de sport située Juste devant une piscine de nage digne d’une préparation aux Jeux olympiques. Une équipe de techniciens américains est en train de parfaire le réglage des éclairages des dix-huit suites, car, nous dit-on, «personne ne sait vraiment faire cela en F`urope. » « Luxe paisible» Chacune desdites suites est différente, est-il précisé. Mals partout on retrouve des tapis de la manufacture de Cogolin, des marbres dignes du Parthénon, des terrasses, et le même silence auquel le vol des abeilles donne une texture estivale. l.a décoration intérieure, signée Michael S. Smith – l’homme qui repensa, il y a quelques années les appartements et le Bureau ovale de la MaisonBlanche, pour les Ohama -, mixe carte postale provençale et touches yankees appuyées, comme une table format XXL a,srpptible d’accueillir 46 invités. Marcel Pagnol, en version Skywalker, reçoit beaucoup d’amis. L’Américain George Lucas signe ainsi sa troisième résidence de tourisme. « Le Skywalker Croup a une activité hdtelière depuis douze ans», explique Yann Met, le directeur général. L’entreprise dispose du domaine Viandante del Cielo – traduction italienne discutable de Skywalker – en Ombrie, en Italie, et d’un ranch avec 114 hectares de vigne à Marin County, en Californie du nord. Ici aussi, à Chateauvert, il s’agit d’un resort privé quise loue à la semaine, avec l’ensemble du personnel dont un chef cuisinier, pour un tarif qui oscille entre 145 000 C et 235 000 C. Un prix Inférieur à celui pratiqué par d’autres domaines de la même catégorie. Seule contrainte, il ne peut s’agir que d’un seul et même groupe de personnes. En pratique, ce sont surtout des familles qui sont intéressées par la formule ; des Américains, des Suisses, des Anglais, célèbres mi pas, tous désireux de se retrouver une semaine ou deux avec parents, enfants, petits-enfants, habysitters et amis de passage dans un lieu isolé.

Fonte: Figaro.

ey Oenophile, Who Are You Calling a Wine Geek?.
“GEEK” IS A NAME some wine lovers proudly claim, just as sommeliers often aspire to create a “geeky” wine list. But what does the term really mean in the world of wine? The question occurred to me while I was reading a “geeky” wine list created by ChatGPT, the artificial intelligence chatbot, and posted on the Wine Berserkers forum. Forum member Mariano Chiaramonte had asked the bot to create a list that “should mainly include producers, regions and grape varieties that are appealing to wine geeks.” This prompted much discussion among forum members about their own actual geekiness (and surprisingly little concern about a chatbot taking a sommelier’s job). As one who has never identified as a geek—but who may have actually been one in school—I decided to investigate the “geekiness” of wine a bit more. The bot made some interesting choices. A number of wines were expensive but not obscure—obscurity is big in geekdom. These included Champagne Billecart-Salmon Brut Rosé, Tenuta San Guido Sassicaia and Dominus, the pricey red Napa blend. Others were famous and not that hard to find if you have (very) deep pockets. See: Domaine CocheDury Meursault and Domaine Leroy Chambertin. Still others were less pricey but much more obscure—Battenfeld Spanier Frauenberg Riesling from Germany’s Rheinhessen region and Tatomer Meeresboden Grüner Veltliner from Santa Barbara County—which I guess makes them geeky or at least niche. The bot-generated list seemed like it could almost be the work of an actual sommelier with good taste and an unlimited budget—but a lack of attention to certain details. (One wine was listed simply as There is one aspect of geekiness I do possess: an abiding desire to discover and taste wines I’ve never had. Sancerre Rosé.) But was the list truly geeky? Who could say? A wine drinker would have to be both knowledgeable and wealthy to order a bottle of Coche-Dury Meursault, which costs around $1,500 a bottle retail and much more on a restaurant list. (The bot did not price the wine list.) I came to the same conclusion as most forum members: The bot-made list was more about expensive wine than pure geekiness.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 30 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Le guide di 7 cinema, musica, letteratura e teatro l’Italia in festival – A Riccione per salvare il cinema.
Il dilemma è questo, Inutile nasconderselo. Il sistema cinema che accorrerà in massa a Riccione dal 4 al 7 luglio, come fa da oltre un decennio per Ciné Giornate di Cinema, stavolta sa che la partita è tosta, che in questa estate ci si gioca tutto. La posta è altissima e viene da pensare che se “non la va” ma “la spacca” tutti I festival estivi di cui vi raccontiamo nelle pagine seguenti già l’anno prossimo potrebbero essere solo un ricordo, in mancanza di pubblico nelle sale cittadine dell’autunno/invemo 23/24 che potrebbe sandre il definitivo disamore verso lo spettacolo cinematografico su grande schermo. Speriamo di esagerare ma l’allarme sicuramente c’è. Se anche il general manager di Ciné, Remigio Truocchio, è disposto a cnnàividerio. A Riodone raduna 12000 addetti della “filiera” cinematografica (autori, registi e interpreti, produttori e distributori fino agli esercenti) in quello che lui per spiegare l’evento al grande pubblico definisce «la Settimana della Moda del cinema, il Salone del Libro del cinema, ü Vinitaly o il Salone del Mobile del cinema.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Robert, il collio e l’avventura di un ex ventenne.
Princic: così ho fondato e fatto crescere Gradis’ciutta Era II 1997quando il padre di Robert Princic (nell’illustrazione qui sotto), con due parole ruvide e dolci assieme, come si usa nel Nord Est, disse al figlio: «Pensaci tu». C’era una campagna con un vigneto di dieci ettari. II vino si vendeva, ma solo sfuso, con le damigiane. Robert, a 20 anni, era pronto, aveva studiato enologia a Conegliano e aveva le idee chiare. Ha iniziato a imbottigliare e a vendere in tutto il mondo. Alto, biondo, magro e dalla stretta di mano poderosa, Robert ha fatto crescere i suoi vini con l’etichetta Gradis’ciutta, il nome della località delle terre di famiglia. «Un ritorno al passato» racconta «nel 2008 ho convertito al biologico tutti i vigneti». La cantina è San Floriano, un borgo con 5 case nel cuore del Collio, in provincia di Gorizia.

Fonte: Corriere della Sera 7.

«Un calice robusto di vino»: ecco la botticilia monodose.
La startup fiorentina FirstGlass scommette su una nicchia di mercato con la prima bottiglia da 100 ml in vetro riciclato: grandi vini e design inedito di Niccolei Gramigni «L’Italia è materia prima, è un’eccellenza mondiale nel settore del vino. E allo stesso tempo è pure creatività, design, idee. Noi non abbiamo voluto rivoluzionare il mondo del vino, ma dargli una nuova veste, racchiudere l’italianità dentro le bottiglie». Ha le idee chiare Francesca Vigo, 44 anni, laureata in tecnologie alimentari e specializzata in enologia. E lei la fondatrice e general manager di FirstGlass, startup innovativa fiorentina che ha lanciato sul mercato – che a livello mondiale si stima possa raggiungere i 47 miliardi di dollari entro il 2025 – la prima bottiglia monodose, da 100 ml, in vetro, perché «per noi l’aspetto della sostenibilità è fondamentale, usiamo solo vetro e tutto al 100% riciclabile».

Fonte: Il Settimanale PMI.

Enologia sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottiglie – a cura di Riccardo Lagorio Azienda Agricola Biologica Vedrine • Valtènesi DOC • Chiaretto Raccontare i vini di Vedrine è un’impresa: corrispondono appieno al loro creatore, vivono dello stesso fervore, si portano addosso la medesima eterogeneità. Dario Ferrarini proviene da un altrove dove la ricerca e l’indagine governano la realtà, che va scoperta solo contando su doti personali. Trasfondere questa idea nel mondo del vino significa molto spesso andare controcorrente, sperimentare, approfondire senza mai accontentarsi del risultato ottenuto. Così l’etichetta più significativa – per il territorio -, il Valtènesi Rosa, si distingue per la sua infinita persistenza, il desiderio di accarezzare il palato, addomesticarlo. Essere unico significa esprimere aromi che si imprimono nello spirito e diventano indelebili, inconsapevoli metro di giudizio per altri assaggi. In tavola si può provare dall’antipasto in avanti con le battute di carne cruda, i risotti allo zafferano, i caprini freschi

Fonte: Il Settimanale PMI.

#greenheroes – Non bisogna annacquare il vino.
ARGIA, un piccolo centro nella pianura a nord di Siracusa, è un luogo famoso per la sua storia: qui sorgeva la colonia greca di Megara Hyblaea nell’VIII secolo a.C., qui Federico II di Svevia costruì un castello, e qui sorge un’azienda agricola famosa per i suoi vini realizzati in modo sostenibile: l’azienda della famiglia Pupillo. Fondata nel 1909 da Antonino Pupillo e sua moglie Maria Ciancico, l’impresa, sotto la spinta del nipote Nino, negli anni 80 si dedica in particolare alla produzione del Moscato di Siracusa, un vino praticamente scomparso. Ma Nino soprattutto è il primo ad adottare “buone pratiche” agricole, come il rispetto della biodiversità, l’utilizzo di prodotti organici, il monitoraggio di suolo e acque.

Fonte: Repubblica Venerdi.

Intervista ad Andrea Antonini – Risorse alle aziende per ripartire «Sostegno agli investimenti per innovazione e sostenibilità».
L’assessore all’agricoltura della Regione Marche, Andrea Antonini fissa le priorità: «Interventi anche sugli interessi bancari per chi è stato colpito dal maltempo». «Prevediamo un impatto del Pnrr e dei fondi per lo sviluppo rurale» di Vittorio Bellagamba I coltivatori marchigiani sono alle prese con le conseguenze del maltempo, anche se dimostrano costantemente tutta la loro resilienza. L’assessore all’agricoltura della Regione Marche, Andrea Maria Antonini traccia un quadro della situazione: «Sulla base dalla ricognizione dei danni, la Regione ha richiesto al ministero l’attivazione degli aiuti previsti dal Fondo di solidarietà nazionale: gli interventi richiesti ammontano a circa 20 milioni. II ministero ha riconosciuto gli aiuti solo per gli interventi non assistiti dal sistema assicurativo del Fondo di Solidarietà Nazionale e del Programma di sviluppo rurale. Attualmente sono in corso le valutazioni delle domande pervenute al bando per l’aiuto alle imprese agricole danneggiate.

Fonte: Resto del Carlino Speciale Agroalimentare.

Brindisi nel nome della Romagna «Scegliere le etichette del territorio per sostenere cantine e vigneti».
L’appello di Monte, presidente del Consorzio: «Un modo concreto per sostenere le aziende danneggiate» Numerosi imprenditori in difficoltà per le frane che ancora creano gravi problemi alla viabilità. «Per quanto attiene alla pianura, l’allagamento porta con sé problematiche e possibile riduzione della produzione complessiva la cui entità non è ancora calcolabile» Dopo il disastro alluvione la Romagna del vino riparte dall’Albana, vitigno autoctono romagnolo al centro di una vera e propria rinascita tanto da sfiorare il milione di bottiglie prodotte (700mila erano nel 2018) con una crescita degli ettolitri del +31% in quattro anni (6867 gli ettolitri oggi). La superficie vitata supera gli 800 ettari, per un vitigno eclettico, prodotto in 5 tipologie da disciplinare della Docg: secco, amabile, dolce, passito, passito riserva, con in più la tipologia spumante dolce rivendicabile nella Doc Romagna.

Fonte: Resto del Carlino Speciale Agroalimentare.

Marramiero cresce tra export e hi-tech – Cantina Marramiero, export e innovazione trainano lo sviluppo.
Oltre 700 mila bottiglie che, annualmente, finiscono per il 60% in Italia e per il 40% principalmente tra Stati Uniti, Canada e Germania. La Cantina Marramiero, che ha radici storiche a Rosciano, provincia di Pescara, all’inizio degli anni ‘9o, grazie a Dante Marramiero, è diventato seme di un progetto imprenditoriale: prima l’acquisizione di una cantina e poi l’imbottigliamento, che fino ad allora era solo una passione dedicata al consumo della famiglia e degli amici. Oggi alla guida c’è il figlio Enrico (foto), che attraverso la tecnologia blockchain ha avviato il tracciamento delle bottiglie. Romano —a pag. 9 Cantina Marramiero, export e innovazione trainano lo sviluppo A Rosciano Azienda vinicola Michele Romano Bisogna tornare all’800 e all’eterna passione per la viticoltura e il territorio per raccontare quelle che è oggi la Cantina Marramiero.

Fonte: Sole 24 Ore Centro.

La mappa del bere vino in Italia. E il podio dell’Emilia- Romagna.
Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv che ha elaborato l’aggiornamento (stat sui consumatori di alcolici, il nuovo volto dei consumatori italiani di vino, oggi a quota 29,4 milioni (55% della popolazione), è prevalentemente donna (+12% contro – 2% dei maschi). Se la Lombardia (16,7% l’incidenza sul totale Italia), Lazio (9,8%), Campania con Veneto ed Emilia-Romagna sono le principali regioni per numero di consumatori di vino, la classifica cambia se si guarda all’incidenza sul totale della popolazione: al primo posto balza Emilia Romagna (il 62% consuma vino).

Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.

Cento eventi per il Chianti classico.
Non solo vino ma pure musica, arte e teatro per l’estate 2023 nelle colline del Chianti classico, tra le province di Firenze e Siena, nella zona storica di produzione. Il Consorzio del Gallo nero propone anche quest’anno, dopo il debutto nel 2022, un calendario di 100 eventi, da giugno a settembre.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Ora il Lambrusco punta alla Grande mela.
Dopo il successo riscosso a Parigi, il World Day del 2026 sarà a New York Reggio Emilia Si è chiusa con soddisfazione la prima edizione dell’evento internazionale World Lambrusco Day, organizzato dal Consorzio Tutela Lambrusco in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna e tenutosi il 21 giugno a Parigi. L’appuntamento dedicato alle bollicine emiliane, che ha visto la partecipazione di giornalisti e degustatori d’oltreconfine, si ripeterà a cadenza triennale e toccherà diverse capitali in tutto il mondo. La prossima tappa è stata annunciata proprio nel corso dell’evento: nel 2026 ad ospitare il World Lambrusco Day sarà New York, tra le città di riferimento di un mercato chiave per i Lambrusco come quello degli Usa. Intanto, il bilancio della prima tappa organizzata a Parigi 1121 giugno, è senz’altro positivo e conferma la vocazione internazionale di un vino che racchiude sotto un unico nome, Lambrusco, una pluralità di espressioni”.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Lambrusco in trasferta «A Parigi tutti pazzi per le nostre bollicene Prossima tappa: Usa».
Bilancio positivo per la prima edizione dell’evento del Consorzio di Tutela Il presidente Biondi: «C’è stata curiosità e attenzione per il prodotto» L’assessore Mammi: «Questo vino ha saputo innovarsi e crescere» Si è chiusa la prima edizione dell’evento internazionale World Lambrusco Day, organizzato dal Consorzio Tutela Lambrusco in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna e tenutosi il 21 giugno a Parigi. L’appuntamento dedicato alle bollicine emiliane, che ha visto la partecipazione di giornalisti e degustatori d’oltreconfine, si ripeterà a cadenza triennale e toccherà diverse capitali in tutto il mondo. La prossima tappa è stata annunciata proprio nel corso dell’evento: nel 2026 ad ospitare il World Lambrusco Day sarà New York, tra le città di riferimento di un mercato chiave per i Lambrusco come quello degli Usa. Intanto.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

“Liguria da bere”, le eccellenze oggi al debutto – Mostra mercato e piazza del gusto. Calici sollevati per il weekend.
Oggi alle 18 l’inaugurazione nello stand istituzionale E poi assaggi e conversazioni sulle eccellenze del territorio La rassegna è diventata rappresentativa della cultura dell’intera regione Tra esposizioni, degustazioni e incontri, questo il programma dei tre giorni di ‘Liguria da Bere 2023’. A cominciare da oggi, con l’inaugurazione delle 18 allo stand istituzionale, poi la mostra mercato dei produttori vinicoli e piazza del gusto dalle 18.30 alle 24. Dalle 18.30 alle 19 vernissage e talk inaugurale ‘Arena Talk show’ della Camera di Commercio Riviere di Liguria, poi fino alle 19.30 ‘lo bevo Ue!’ I vitigni Liguri in Europa’, a cura del Centro Europe Direct della Provincia della Spezia.

Fonte: Nazione La Spezia.

Le bottiglie in vetrina con Adotta una cantina.
Etichette in vetrina grazie ai commercianti del centro storico che, anche quest’anno, hanno aderito ad ‘Adotta una cantina’. Nelle vetrine, durante le giornate della XVI Edizione di Liguria da Bere, saranno esposte le bottiglie delle cantine in degustazione nella rassegna. Le cantine e le attività che hanno aderito sono: La Sarticola – Bottega Benessere centro estetico; Costa Tirolo – Original Marines abbigliamento bimbi; Arrigoni – Poppy pelletterie; Cantine Lunae- Pandora b Side abbigliamento e accessori; Ottaviano Lambruschi e c. – Ruggeri intimo; Zangani- Poppy Bijoux; Tenuta la Ghiaia – Cardinali Calzature; Le Chicche di Nicchia – Melley Calzature e abbigliamento; Cantine Dell’Ara -Plus alimentari; La Polenza – Rollandi arredamenti; Cornice- Vezzoni calzature Corso Cavour; Monticello – Way Side abbigliamento; I Castelli – Bellacosa profumeria e accessori; Ruschi Noveti- Ruggia Calzature; Sassarini- Gioielleria Scardigli; Agricoltori Levanto – Vezzoni calzature Piazza Sant’Agostino; Terre del Moscatello L’or Blanche parrucchiera e estetica; Cà du Ferrà – Camaldi artigiane dell’accessorio; Villa di Negro Clelia Sartori – Fiorista Rischi; La Baia del Sole Federici – Abruzzese abbigliamento; Cà Bertani – Cartoleria Bertini.

Fonte: Nazione La Spezia

Un’area talk per l’enogastronomia. Show cooking e laboratori didattici.
Settore in crescita: oltre 1.500 gli operatori tra produttori, vinificatori e imbottigliatori. Tutti i numeri In questi sedici anni nella nostra rassegna è aumentato il numero delle etichette Tutto pronto per ‘Liguria da Bere’, appuntamento fisso dell’estate spezzina. «E un momento per incontrare tutte le etichette e le cantine regionali – spiega il direttore dell’Azienda speciale della Camera di commercio Riviere di Liguria Ilario Agata -. In questi anni la rassegna è cresciuta diventando rappresentativa della cultura e dei prodotti dell’intera Liguria. L’evento, inoltre, valorizza Spezia riuscendo a unire all’espansione della vocazione turistica, che la città sta vivendo, la qualità dei prodotti dell’eccellenza spezzina e ligure. Diventa uno stimolo per l’arricchimento e la conoscenza del valore enogastronomico, valido sia per i consumatori, cittadini e turisti, che per gli operatori del settore ristorativo».

Fonte: Nazione La Spezia

Ecco le aziende che partecipano alla kermesse.
Ecco le aziende vitivinicole partecipanti a ‘Liguria da Bere 2023’: Arrigoni società agricola, Azienda agricola Ottavia no Lambruschi e C. S.S., Azienda agricola agriturismo Fattoria didattica II Bey di Privitera Giuseppe, Azienda agricola II Verzale, Azienda agricola Cà Du Ferrà di Zoppi Davide, Azienda agricola Cantina Dell’Ara, Azienda agricola Clelia Sartori, Azienda agricola Federici, Azienda agricola La Carreccia, Azienda Agricola Le Chicche di nicchia, Azienda agricola Lucchi e Guastalli, Azienda agricola Rubiano di Bernardo Pezzica, Azienda agricola Spagnoli Andrea, Azienda agricola Zangani, Bisson società agricola, Cantina Sassarini Natale di Sassarini Giancarlo, Cantine Belmesseri, Cantine Lunae Bosoni, Cantine Sansteva, Consorzio di tutela dei vini Dop e Igp – Colli di Luni 5 Terre Colline di Levanto Liguria di Levante, Cooperativa agricoltori Vallata di Levanto, Cooperativa agricoltura Cinque Terre, Cornice di Ivano Luigi Denevi, Costa Tirolo, Fattoria Ruschi Noceti, II Monticello Azienda agricola di Neri Davide, Italia Beveragee Food Di Sulati Enkelejda Sas, La Cantina del Nonno Pescetto di Landini F. e C., La Cappuccina, La civiltà del bere, La Polenza di Basso Stefania, La Sarticola di Antonelli Matteo, Società agraria Buranco, Società semplice agricola Cà Bertani, Società agricola Lotti, Società cooperativa ‘I Castelli’, Vitcoltori Ingauni Società agricola cooperativa per ‘Vite In Riviera’. Saranno, inoltre, presenti: Azienda agricola Le Lagore di Giovanni Peruzzi, Azienda Agricola Lunigiana Tartufo, Beghè Massimiliano, Coop Miticoltori Spezzini, Apicoltura Taggiasco, Consorzio della Focaccia di Recco col formaggio, FeM, Frantoio ambrosini, Gelateria Stella Marina, Mammi pasta fresca di Tomaino e C., Roba da Matti, Vini Allara. E gli stand: Assaggia la Liguria, Città di Luni, Confartigianato La Spezia, Cna La Spezia, Polizia stradale, Confcommercio La Spezia, Slow Food La Spezia Aps e Tuttifrutti.

Fonte: Nazione La Spezia.

Ora Imperia va a lezione di olio e vino.
Chiamatelo Istituto tecnico superiore, chiamatelo Accademia ligure agro alimentare, l’obiettivo è uno solo: Imperia va a lezione di prodotti tipici con i nuovi corsi nati dalla sinergia tra Ruffini, Comune, Provincia, Regione e aziende. Ieri, in un’assemblea al Museo dell’olivo Carli, sono state tracciate le linee guida per il nuovo anno. L’Accademia è l’unico istituto superiore nel settore agroalimentare per la Regione che forma i professionisti e dirigenti del futuro. Alla riunione ha preso parte anche il vice presidente della Regione Alessandro Piana, che commenta: «I nuovi corsi programmati per l’anno scolastico alle porte intendono innovare il settore secondo le esigenze attuali e le prossime sfide. Abbiamo già ragionato su diversi percorsi da Tecnico superiore, dopo il successo del corso pilota sulla filiera olivicola-olearia.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

La Spezia capoluogo della “Liguria da bere” – «Liguria da Bere, festa dell’enogastronomia».
La rassegna di tre giorni promossa dall’Azienda speciale della Camera di commercio Riviere di Liguria inaugura alle 18 in centro città «Liguria da Bere, festa dell’enogastronomia» Un’edizione di Liguria da Bere con i gazebo allestiti lungo corso Cavour, qui nel tratto di piazza Beverini «Produzioni in crescila che in regione coinvolgono oltre 1500 produttori». Taglio del nastro questa sera alle 18 per la sedicesima edizione di Liguria da Bere, la rassegna dedicata alle migliori produzioni vitivinicole della regione che si terrà da oggi fino a domenica 2 luglio in corso Cavour. Oltre 200 le etichette rappresentate, che potranno essere degustate fino a mezzanotte acquistando presso lo stand istituzionale i ticket al costo di 2 euro. Disponibile anche quest’anno il kit degustazione, completo di sacca, calice in vetro e tre degustazioni al costo di 10 euro.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Ora Imperia va a lezione di olio e vino.
Allievi Ruffini all’Oliveto sperimentale Ora Imperia va a lezione di olio e vino Chiamatelo Istituto tecnico superiore, chiamatelo Accademia ligure agroalimentare, l’obiettivo è uno solo: Imperia va a lezione di prodotti tipici con i nuovi corsi nati dalla sinergia tra Ruffini, Comune, Provincia, Regione e aziende. Ieri, in un’assemblea al Museo dell’olivo Carli, sono state tracciate le linee guida per il nuovo anno. L’Accademia è l’unico istituto superiore nel settore agroalimentare per la Regione che forma i professionisti e dirigenti del futuro. Alla riunione ha preso parte anche il vice presidente della Regione Alessandro Piana, che commenta: «I nuovi corsi programmati per l’anno scolastico alle porte intendono innovare il settore secondo le esigenze attuali e le prossime sfide. Abbiamo già ragionato su diversi percorsi da Tecnico superiore, dopo il successo del corso pilota sulla filiera olivicola-olearia.

Fonte: Stampa Imperia.

Notte delle bolle brindisi italiano.
Un’enoteca a cielo aperto, per rinfrescare e rendere frizzante una sera d’estate: via Carlo Alberto si trasforma in occasione della nuova edizione de “La Notte delle Bolle”, evento a cura di To Be che rende omaggio alle bollicine italiane. L’appuntamento è giovedì 6luglio dalle 19,30: lungo la via i migliori produttori incontreranno il pubblico per far degustare i loro vini, etichette di prestigio del panorama enologico a livello internazionale. Sono numerose le cantine che prenderanno parte all’iniziativa, da Tre Secoli a Bersano, da Fontanafredda a Cascina Fonda, passando per Cantine Grassi, Tannico, Bertodo, Mascarello e Hic et Nunc. L’evento coinvolge anche le attività commerciali della via —che prolungheranno l’orario di apertura —e i ristoranti, gli street-food e i bar vicini parteciperanno all’evento proponendo le loro specialità in abbinamento alle bollicine.

Fonte: Stampa Torino Sette.

L’arte in bottiglia col Chianti Classico.
Mostra diffusa nei borghi del territorio toscano Ora la candidatura all’Unesco per le Ville fattorie 1 Francesca Bandinelli Cento eventi, da giugno a settembre, grazie anche al finanziamento dell’Unione Europea (Meet Chianti Classico) e alla collaborazione dei Comuni del territorio, organizzatori di appuntamenti culturali e artistici che vanno ad arricchire la fitta agenda degli enoturisti. Arte, musica, teatro e vino diventano le quattro declinazioni dell’estate chiantigiana, proprio alla vigilia della candidatura che Chianti Classico lancerà in queste ore all’Unesco, per ottenere il riconoscimento di patrimonio e paesaggio culturale. Il titolo della candidatura, “Ville Fattorie”, per altro, fa leva sulla ricchezza culturale e paesaggistica, ponendo l’attenzione sull’architettura nata tra Medioevo e Rinascimento, con le dimore storiche che sono state realizzate nel Chianti con l’obiettivo di sviluppare, già allora, i poderi agricoli.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

A Villa Eugenia polo di ricerca si farà il vino dell’università.
A San Floriano inaugurata la nuova sede che arricchisce l’offerta dei corsi di laurea in viticoltura ed enologia A Villa Eugenia polo di ricerca si farà il vino dell’università Un investimento di oltre 2 milioni e 800mi1a euro che mette al centro la sperimentazione Il rettore Nocini: «È una sfida europea». Begalli: «Logica di scambio con le aziende» Completa l’offerta dei corsi di laurea in Viticoltura ed Enologia della vicina Villa Lebrecht Camilla Madinelli camilla.madinelli@larena.it •• Una sala polifunzionale, un’aula studio e una cantina sperimentale con 200 fermentatori e tutte le attrezzature per attività didattiche e prove di vinificazione in ambienti controllati. E la dotazione moderna e tecnologica della nuova sede a Villa Eugenia, a San Floriano nel Comune di San Pietro in Cariano, del Polo di enologia applicata dell’università di Verona. Una nuova sede che amplia e completa l’offerta ventennale dei corsi di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’ateneo nella vicina Villa Lebrecht, corsi a cui accede il numero programmato di 70 studenti.

Fonte: Arena.

Agli Oscar premiati 4 veronesi di platino.
Tre Amaroni della Valpolicella docg e un Lugana doc hanno conquistato la medaglia di platino all’edizione 2023 della competizione enologica Decanter World Wine Awards. Gli ambiti 97 punti sono stati attribuiti all’Amarone della Valpolicella 2015 della cantina Capurso in Valpantena, all’Amarone della Valpolicella Riserva 2015 Due Mori della cantina Ilatium Morini a Mezzane di Sotto e all’Amarone della Valpolicella Marne 180 2019 dell’azienda Tedeschi di Pedemonte. Unico bianco veronese è stato il Lugana Sermana Riserva 2017 della cantina Corte Sermana a Peschiera. «È un risultato che premia il nostro lavoro di valorizzazione dei terreni di origine», ha commentato Sabrina Tedeschi. «Nel Marne 180 abbiamo fatto una scelta diversa, utilizzando al meglio i diversi vigneti coltivati in terreni a base di marne, selezionandoli tra quelli con esposizione da sud-ovest a sud-est. Dalle loro diverse uve abbiamo ottenuto un vino ben equilibrato».

Fonte: Arena.

Pinot grigio negli Usa: il 20% è doc Delle Venezie.
Negli Stati Uniti il Pinot grigio è il quarto vino varietale più venduto: il 40% della varietà consumata nel mercato Usa viene prodotta infatti in Italia e ben la metà riporta il contrassegno della doc delle Venezie. È quanto emerso dai dati Winemonitor Nomisma illustrati nei giorni scorsi al convegno organizzato dal Consorzio Tutela Vini delle Venezie doc, alla Fondazione Mach di San Michele all’Adige. In primo piano tecniche e stili di vinificazione, andamento climatico, certificazioni e dinamiche di mercato. «Nell’ultimo decennio, l’export di vini italiani imbottigliati, oltre agli spumanti, ha visto crescere quello di vini bianchi fermi di oltre il lo% in termini di bottiglie, rispetto a un leggero arretramento dei vini rossi», ha detto Denis Pantini, responsabile Business Unit Agrifood and Wine di Nomisma. «Negli Stati Uniti il Pinot Grigio Delle Venezie rappresenta uno dei vini bianchi italiani più consumati, tanto che nel canale off-trade americano, una bottiglia su cinque di Pinot Grigio venduta nel 2022 era collegata alla denominazione».

Fonte: Arena.

I giovani produttori puntano sull’arte.
II gruppo nato due anni fa all’interno del Consorzio di tutela della Valpolicella si è riunito all’Art hotel Byblos I giovani produttori puntano sull’arte Manara: «Vogliamo diventare brand ambassador del territorio» •• I giovani produttori del Consorzio tutela vini Valpolicella puntano l’attenzione sul territorio e sulle sue bellezze nascoste, coniugando enogastronomia, arte e scoperta dell’unicità del paesaggio. Lo ha dimostrato la cena-degustazione organizzata nei giorni scorsi all’Art hotel Byblos, la prima di una serie di iniziative messe in pista dalla cinquantina di ragazzi che operano in sinergia con il consorzio di tutela. Arte, vino e cucina sono stati i protagonisti della serata, voluta dal ristorante stellato Villa Amistà e introdotta da una presentazione delle opere d’arte e di design ospitate dall’hotel cinque stelle lusso di Corrubbio di San Pietro in Cariano. «La serata è nata dal desiderio di condividere esperienze e di raccontare il territorio che abbiamo la fortuna di abitare e che custodisce, ad esempio, un centinaio di ville poco conosciute».

Fonte: Arena.

Nell’Università del tino le vigne che resisteranno al cambiamento climatico.
Inaugurata Villa Eugenia. Il rettore: si chiude un cerchio Tecnologie di Annamaria Schiano. Paesaggio, ecosistema, vino, (ma non solo), ricerca e nuove sfide per il futuro della coltivazione sono le pennellate del quadro che si staglia all’orizzonte di Villa Eugenia, la nuova sede del Polo di enologia applicata dell’università di Verona. Sullo sfondo la collina di Castelrotto e appena fuori dal portico un campo di un ettaro in cui l’università impianterà un vigneto destinato a una collezione di differenti varietà di vite, per lo studio di strategie di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Questa la cornice dell’inaugurazione tenuta ieri mattina della nuova sede universitaria a San Floriano, destinata a ricerca, formazione e trasferimento della conoscenza per il comparto vitivinicolo che, insieme agli spazi della vicina Villa Lebrecht, completa il Polo universitario.

Fonte: Corriere di Verona.

Flavescenza dorata, l’allarme rientra La Docg: «Ottimi progessi nei vigneti».
Flavescenza dorata: buone notizie. II Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg conferma la riduzione del 70% degli insetti nei vigneti monitorati. Si sta avvicinando il periodo più critico per l’evidenza e l’eventuale espandersi dell’agente patogeno, introdotto nella vite da un insetto, lo scafoideo (Scaphoideus titanus), noto appunto come responsabile della flavescenza dorata. Da un’attenta osservazione del vigneto avvenuta in queste settimane, si rileva un sensibile calo della presenza di piante sintomatiche rispetto all’annata 2022, questo accompagnato da un altro dato confortante rilevato il 28 giugno e che consiste in un calo del 70% di insetti nei 102 vigneti monitorati dal Consorzio. Un risultato, quest’ultimo, dovuto principalmente ai comportamenti virtuosi tenuti l’anno scorso che hanno portato all’estirpazione delle piante malate e all’attenta lotta all’insetto.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Il Pinot grigio non era contraffatto: dopo 10 anni assolti i due produttori che hanno commercializzato il vino.
Erano accusati di frode nell’esercizio del commercio, vendita di prodotti con segni mendaci e falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico in relazione ad una vicenda iniziata dieci anni fa: sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Si è concluso così, di fronte al Tribunale di Venezia, il processo a carico di Renzo Bronca, 52 anni, originario di Valdobbiadene e residente a Santa Lucia di Piave, chiamato in causa in qualità di titolare della “Podere del Gaio Azienda agricola di Bronca Renzo”, di Susegana, e gestore di fatto della “Società agricola Minos”, di Santa Lucia di Piave, nonché di Luigi Forlin, 52 anni, di Treviso, legale rappresentante della “Società agricola Minos”. La procura contestava loro di aver commercializzato vino con etichetta “Igp Puglia Pinot grigio”, mentre in realtà non avrebbe potuto fregiarsi di quella dizione «in quanto derivante dalla lavorazione di provenienza geografica irrintracciabile e in parte da uva da tavola di cui è vietata la vinificazione».

Fonte: Gazzettino Venezia

Frode del Pinot grigio Igp Puglia due trevigiani vengono assolti.
Erano accusati di aver venduto all’inconsapevole Cantina Botter di Fossalta di Piave oltre 71 mila ettolitri divino comune, spacciandolo per “Pinot grigio Igp Puglia”. Sulla carta, una gigantesca frode commerciale, con contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari, accompagnate da un lungo elenco di atti falsificati. Accuse cadute una dopo l’altra -dopo anni di processo – quelle mosse dalla Procura di Venezia a carico dei trevigiani Renzo Bronca e Luigi Forlin, difesi dagli avvocati Maria Chiara Micalizzi e Omar Meneghello. La Procura aveva chiesto per loro una condanna a pene tra i 18 e i 20 mesi, la giudice Michela Rizzi li ha invece assolti con la formula piena del “per non aver commesso il fatto”, nella formulazione del comma 2, la “vecchia” mancanza di prove. Nel corso delle indagini della Guardia di Finanza, la Procura di Venezia aveva disposto il Dna sulle viti dei terreni in Puglia, per dimostrare che di raggiro si trattava.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Bottega lancia lo spumante zero alcol in discoteca.
Sandro Bottega, patron dell’omonima azienda di Bibano (Treviso)tra I principali produttori di vino e distillati italiani e ideatore dei “Prosecco Bar” dopo l’etichetta con l’Indicazione del consumo di vino giornaliero consigliato, ovvero non più di due calici. Lancia lo spumante senza alcol per le discoteche e alcol test gratuito.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Marchesi Antinori acquisisce una storica cantina della Napa Valley.
Continuano le operazioni di “acquisizione chirurgica” da parte di grandi etichette del vino italiano alla ricerca di un nuovo e migliore posizionamento sui mercati mondiali del vino. Marchesi Antinori dopo aver rilevato la cantina Jermann completando con i grandi bianchi friulani la propria offerta di vini premium adesso ha concluso un’altra operazione che la rafforza ancora di più sullo scenario internazionale. Marchesi Antinori ha, infatti, completato l’acquisizione della cantina della Napa Valley Stag’s Leap Wine Cellars. Un’acquisizione giunta al termine di una lunga partnership tra le due cantine avviata circa 16 anni fa tra una delle cantine leader dei vini premium made in Italy e l’americana Ste. Michelle Wine Estates.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Liguria da Bere: “Adotta una Cantina”, etichette in vetrina grazie ai commercianti del centro storico.
Etichette in vetrina grazie ai commercianti del centro storico che anche quest’anno hanno aderito ad “Adotta una cantina”. Nelle vetrine, durante le giornate della XVI Edizione di Liguria da Bere, saranno esposte le bottiglie delle cantine in degustazione nella rassegna. Le cantine e le attività che hanno aderito sono: La Sarticola – Bottega Benessere centro estetico; Costa Tirolo – Original Marines abbigliamento bimbi; Arrigoni – Poppy pelletterie; Cantine Lunae- Pandora b Side abbigliamento e accessori; Ottaviano Lambruschi & c. – Ruggeri intimo; Zangani- Poppy Bijoux; Tenuta la Ghiaia – Cardinali Calzature; Le Chicche di Nicchia – Melley Calzature e abbigliamento; Cantine Dell’Ara -Plus alimentari; La Polenza – Rollandi arredamenti; Cornice- Vezzoni calzature Corso Cavour; Monticello – Way Side abbigliamento; I Castelli – Bellacosa profumeria e accessori; Ruschi Noveti- Ruggia Calzature; Sassarini- Gioielleria Scardigli; Agricoltori Levanto – Vezzoni calzature Piazza Sant’Agostino; Terre del Moscatello L’or Blanche parrucchiera & estetica; Cà du Ferrà – Camaldi artigiane dell’accessorio; Villa di Negro Clelia Sartori – Fiorista Rischi; La Baia del Sole Federici – Abruzzese abbigliamento; Cà Bertani – Cartoleria Bertini.

Fonte: Gazzetta Della Spezia & Provincia.

Doc Monreale: il vino che nasce sulle alture occidentali della Sicilia.
In provincia di Palermo e poco lontano dal mare di Trapani si trova lo storico latifondo di Monreale, un territorio enoico siciliano che nel corso degli anni ha faticato parecchio a trovare un’identità precisa tra i vari vitigni che qui hanno attecchito. Oggi però ci sono pochi dubbi sul fatto che i migliori in termini di adattamento ed espressione – e anche di valore assoluto qualitativo – siano il bianco grillo e la rossa syrah. Punte di diamante nella produzione dei comuni che costituiscono, appunto, la doc Monreale. Passata la moda dei bianchi internazionali, il grillo (storicamente usato quasi solo per il Marsala) si è dimostrato essere l’uva isolana con più potenziale aromatico e acidità, vantando peraltro un basso fabbisogno idrico.

Fonte: Business People.

Prosecco: il “metodo italiano” che ha conquistato il mondo.
L’estate è finalmente esplosa con tutte le sue peculiarità, e se c’è un vino che vede in questa stagione incrementare in maniera esponenziale il suo consumo, questo è il Prosecco. Non c’è niente di meglio, infatti, per i Cremonesi amanti della bevanda di Bacco, di un bel vino frizzante e leggero in queste calde giornate estive. E se dico “frizzante” e “leggero”, il primo pensiero di tutti, ma proprio tutti i consumatori di vino, va appunto al Prosecco. Un vino tanto amato dai consumatori quanto “snobbato” dai supposti esperti, ma del quale è doveroso parlare, se non altro per i numeri e l’impatto che la sua produzione ha nel mondo enologico Italiano. I primi cenni storici del Prosecco risalgono all’epoca romana, quando i coltivatori delle colline venete producevano un vino chiamato “Pucino.” Tuttavia, è nel XVI secolo che si trova la prima documentazione scritta sul Prosecco, quando venne menzionato da un medico italiano come un vino di qualità prodotto nella regione di Conegliano, nel Veneto.

Fonte: Cremona Sera.

Vino ed esigenze alimentari speciali: quali i più indicati?
Quando si hanno esigenze alimentari speciali, riuscire a godere dei piaceri della buona tavola può diventare complesso, persino impossibile in alcuni casi. Soprattutto quando si è fuori casa e non si ha il controllo su ricette, ingredienti e ambienti di preparazione, avere la tranquillità di assaporare un buon piatto o un buon calice di vino, senza ripercussioni sulla propria salute, diventa difficile. Questo vale sia per piatti e prodotti gastronomici che per i vini. Anche se quando si parla di intolleranze o allergie alimentari o precise scelte dietetiche si pensa immeditatamente al cibo, in realtà, anche il vino può presentare alcune caratteristiche che lo rendono inaccessibile ad alcune fasce di consumatori. Anche per questa ragione, di recente, si sono molto diffusi i vini biologici e biodinamici o vegani, che strizzano l’occhio a chi predilige precise scelte alimentari.

Fonte: Spoletonline.

Dall’arte al vino, 100 eventi alla scoperta del Chianti Classico.
Non solo vino ma pure musica, arte e teatro per l’estate 2023 nelle colline del Chianti classico, tra le province di Firenze e Siena. Il Consorzio del Gallo nero propone anche quest’anno, dopo il debutto nel 2022, un calendario di 100 eventi, da giugno a settembre, grazie a un finanziamento dell’Ue (Meet Chianti Classico il progetto, arrivato decimo su 360, unico italiano, ottenendo risorse pari al 70% dell’impegno economico necessario) e alla collaborazione dei Comuni del territorio, promotori di appuntamenti culturali e artistici che vanno ad arricchire l’agenda degli enoturisti. La stagione estiva del Gallo Nero (consultabile su chianticlassico.com) è appunto ispirata da quattro direttrici.

Fonte: ANSA.

Corea, il vino italiano a Seoul: masterclass e incontri B2B.
La Camera di Commercio italiana in Corea ha organizzato una masterclass sul vino e un evento di incontro B2B con Seiterre, azienda vinicola italiana appena introdotta in Corea e in visita per la prima volta nel Paese per incontrare gli esperti dell’industria vinicola coreana. Come si legge sul sito della Camera di Commercio, è in programma una masterclass in coreano tenuta dal Sommelier Sungjin Kwak e dall’Enologo Seiterre Carlo Alberto Manerba per introdurre e spiegare le caratteristiche della cantina e dei vini Seiterre. L’iniziativa è in programma per lunedì 10 luglio presso Emilio Cibo e Vino, a Seoul, a partire dalle ore 11; dopo la masterclass, alle ore 12, è previsto un pranzo italiano a buffet e degustazione. Infine, dalle ore 12.30 sono previsti incontri b2b con il rappresentante dell’azienda vinicola per informazioni più dettagliate.

Fonte: il Denaro.

In Sicilia il vino che non si annacqua.
Targia, un piccolo centro nella pianura a nord di Siracusa, è un luogo famoso per la sua storia: qui sorgeva la colonia greca di Megara Hyblaea nell’VIII secolo a.C., qui Federico II di Svevia costruì un castello, e qui sorge un’azienda agricola famosa per i suoi vini realizzati in modo sostenibile: l’azienda della famiglia Pupillo. Fondata nel 1909 da Antonino Pupillo e sua moglie Maria Ciancico, l’impresa, sotto la spinta del nipote Nino, negli anni 80 si dedica in particolare alla produzione del Moscato di Siracusa, un vino praticamente scomparso. Ma Nino soprattutto è il primo ad adottare “buone pratiche” agricole, come il rispetto della biodiversità, l’utilizzo di prodotti organici, il monitoraggio di suolo e acque.

Fonte: La Repubblica.

Il Vino Dipinto (Painted Wine): 170 opere di Miky Degni per raccontare il vino come non lo avete mai visto.
Dopo una lunga genesi ecco un libro di immagini d’arte curioso, da sfogliare pagina dopo pagina, il cui protagonista è il vino raccontato dal pubblicitario/artista Miky Degni con 170 opere dipinte con il vino. Un’idea che piacerà ad appassionati d’arte, collezionisti, studenti di comunicazione, sommelier, ma soprattutto a chi si occupa di comunicazione del vino. Il libro contiene pagina dopo pagina, opera dopo opera, il percorso di Miky Degni, l’artista che dipinge intingendo il pennello nel vino rosso che negli anni ha fatto dei suoi dipinti vere e proprie campagne di advertising. Una tecnica personale e decisamente innovativa, ideata da Miky nel 2007 per comunicare in modo non convenzionale, in un’epoca in cui tutto è scandito dal ritmo degli algoritmi, lui torna ad usare mani e pennello come un tempo per elevare il vino ad arte.

Fonte: Media Key.

STAMPA ESTERA

Vineyard visionary sees a farm revolution.
Robert Mondavi paved the way for Napa Valley to take a place among the leading wine regions of the world and raised the bar for all American producers. By the force of his charismatic personality, Mr. Mondavi, a hard-driving visionary who established the Robert Mondavi Winery after being forced out of the family business, practically willed Napa to strive for greatness. Now, Carlo Mondavi, a grandson of Robert, is taking on a similar role, pushing the California wine industry in a new direction born not of 20th-century aspirations but of the existential threat of the 21st century: climate change. Mr. Mondavi, 43, envisions something of an agricultural revolution that would rein in farming’s carbon footprint, estimated at roughly a quarter of the greenhouse emissions each year. It would require a combination of regenerative agriculture, increased biodiversity and what he calls renewable farming, which is no longer dependent on the fossil fuel industry but instead relies on renewable sources of energy. Mr. Mondavi, a farmer and winemaker — on the Sonoma Coast, not, like his grandfather and father, in Napa — is far from the only person in wine who has tried to encourage the industry to consider agriculture as a tool for combating climate change. Plenty of farmers recognize the importance of maintaining diverse ecosystems and avoiding the use of chemical fertilizers, herbicides and pesticides. But Mr. Mondavi, with whom I spent a day in Northern California in early May, has taken a concrete step toward helping more farmers achieve these goals by spearheading the development of the Monarch tractor. This smart electric vehicle can work autonomously while serving as a sort of farm research hub that will provide growers with data about crop health that they need to better understand their operations and make them more efficient. “I think we can get to a place of climate stability,” he said, speaking with the elder Mondavi’s characteristic optimism and evangelical fervor, his words flowing in torrents of facts and statistics. “We can have a huge reduction in carbons and fossil fuels, but we are at the worst place now in the planet’s history.” Tractors may seem rather prosaic elements on which to build a revolution. But they are essential agricultural tools: Several million are sold annually worldwide, with a market expected to hit almost $70 billion by 2027.

Fonte: New York Times International Edition.

Menace de surproduction pour le rosé.
La production de vin rose ne cesse d’augmenter dans le monde, mais la consommation se tasse. Le miracle du rosi touche-t-d à sa fin ?Lerosé semble aborder un nouveau chapitre de son histoire après avoir connu un succès parfois insolent depuis vingt ans : la production continue d’augmenter dans le monde alors que la consommation s’est tassée en 2020 et repliée en 2071. On commence à parler de surproduction… alors qua les plus grands noms du star-système (Brad Pitt. George Clooney, George Lems…) et de L’industrie ont voulu lancer leurs bouteilles et queles prix nesembient pas à avnirde limites, atteignant parfois les 200 euros. La France, qui totalise plus du tiers des volumes produits – et qui a même renforcé sa position -, est en première ligne. Comme l’Italie et l’Espagne, l’Hexagone produit plus qu’elle ne consonin e. Le poids de la France croit très fortement au furet à mesure quedenouvelles régiOnsse convertissent à cette couleur de vin. Sicannu et reconnu soit-I1, le rosé de Provence est loin devoir le monopole. Tous Ies vignobles nicolores s’y sont mis au cours des dix dernières années. La production se concentre L’Espagne aussi a le pied sur l’accélérateur, pour. II estvral d’autres qualitésde vin et beauroupdevracs. Mals tout se passe comme silo producdon mondiale se concentrait Aelles deux, la France et l’Espagne totalisent 66 % des volumes de rosé de la planète. L’Italie, qui vient au quatrième rang, accrok sa production. Seule exception dans le Top 4, les Jests-Unis, qui freinent les volumes. Des nouveaux venus font des per rées significatives, affichant une croissance de 50% sur dix ans. Dans ce groupe, on trouve le Chili, lallouvelle-7élande,la Hongrie, laDoumanie et la Bulgarie. La France a renforcé sa position de leader avec plus du tiers des volumes produits. Face à la déferlante, la consommation ne suit pas. Elle a. au contraire, ralenti en 2020 pourse replier en 2021-de 20 millions d’hectolitres consommés en 7019 à 19,5 millions en 2021. Le Cavid et ses conséquences sur l’activité des bars et des restaurantsysontpourbeaucoup.Mals d’armes facteurs ont Joué, comme la météo et la perte d’attrai t des rosés sucrés 3., précise l’Observatoire mondial du rosé.

Fonte: Echos.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 29 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Alto Adige Parola d’ordine: eleganza e qualità.
I boschi e il fiume fanno da cornice a vigneti coltivati da monaci e nobili fin dal 1500. Gewurztraminer, Lagrein e Pinot Bianco sono i frutti di un territorio punteggiato da campanili e castelli di Alberto Laggia erra di vigne, oltreché di campanili e castelli è l’Alto Adige. Da sempre. Per rendere l’idea di quanto la vite significhi per queste genti, immaginate quello che adesso è il cuore di Bolzano, cioè piazza Walther, tutta coperta da vigneti, compreso il sagrato del Duomo di Santa Maria Assunta. Secoli fa il “salotto buono” di Bolzano era, di questa stagione, • OT e 4 ?f Un tratto della Strada del vino dell’Alto Adige che attraversa da nord a sud 16 Comuni in y un percorso di 150 chilometri. Comincia con questo numero 111 la proposta di Famiglia Cristiana per l’estate: le Strade del vino. Fra le 150 sparse in tutt’Italia, tutte affascinanti, ne abbiamo scelte 8. Eccole… FC27 O Strada del vino dell’Alto Adige FC 28 ‘• *** una lussureggiante vigna. Ben 85 palazzi storici del centro nascondono ancora nei propri sotterranei non uno, ma tre piani di cantine. Una città, anzi, un’intera provincia fondata sul prodotto della vite.

Fonte: Famiglia Cristiana.

A Pontelatone i due vini del Re.
Da domani a domenica la nuova edizione del Casa vecchia e Pallagrello Wine Festival per celebrare i due vitigni, “principi” dell’Alto Casertano e riscoperti alla fine degli anni ’90. In programma degustazioni e banchi di assaggio A destra, una vigne di Casavecchia. In basso, una degustazione dello scorso anno. In basso, la folla di appassionati nel cuore di Pontelatone? LE UVE FURONO RISCOPERTE E RILANCIATE DA MANUELA PIANCASTELLI E PEPPE MANCINI. Luciano Pignataro La storia locale racconta che in un vecchio rudere noto come “‘a casa vecchia “, nel comune di Pontelatone, agli inizi del ‘900 fu ritrovato un ceppo sopravvissuto alle epidemie di oidio e fillossera e che – per propaggine – i contadini diffusero nei comuni limitrofi.

Fonte: Mattino Napoli.

Apre la prima coop di spumanti d’Abruzzo.
Nel giorno più lungo dell’anno, il 21 giugno alle 16,57, per celebrare l’estate, ha aperto le sue porte Vinco, la prima cantina in Abruzzo specializzata nella produzione di spumanti da uve autoctone. Una data simbolica, il solstizio d’estate, che segna l’avvio di una nuova stagione per l’Abruzzo e I suoi vini. Vinco è la prima realtà cooperativa abruzzese nata dopo gli annl’70, un esemplo dl come la cooperazione abruzzese sl sia evoluta e voglia continuare a Innovarsi. Avviata nel 2018, grazie a un progetto di valorizzazione della filiera vitivinicola, raggruppa dieci cantine cooperative della provincia di Chieti, dà vita al coraggio e alla grinta di tanti vignaioli con un grande sogno: far conoscere e valorizzare I vitigni autoctoni producendo spumanti con metodo italiano da una filiera agricola tutta “made In Abruzzo”.

Fonte: Centro.

Vino internazionale, dai profumi precisi e dalla beva raffinata.
Si e dalla beva raffinata el cuore della Maremma, fra Bolgheri e Scansano, si trova un teriroir unico vocato alla coltivazione della vite da oltre tremila anni: l’azienda Rocca di Frassinello nasce proprio qui e si fregia del titolo di prima, straordinaria joint venture italo-francese per la produzione di vini. L’accordo tra Castellare di Castillina e Domaines Barons de Rothschild Lafite (firma delle più leggendarie etichette al mondo) è ispirato dalla volontà di coniugare il modello d’eccellenza di Castellare nella coltivazione e vinificazione del vitigno principe toscano, il Sangiovese, con l’incomparabile esperienza di Château Lafite sui vitigni francesi classici – Cabernet, Merlot, Petit Verdot, Shiraz. Il risultato? Una selezione di vini di taglio internazionale.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Nuovo look per Sass Ter la linea di vini pregiati dei viticoltori La Delizia.
Concept grafico e packaging rinnovati raccontano il territorio II presidente Bellini: filiera corta e attenzione alla sostenibilità. Una nuova veste per Sass Ter, la linea di vini fermi de La Delizia Viticoltori friulani, la più grande realtà vitivinicola della regione, 62 milioni di euro di ricavi per 24 milioni di bottiglie prodotte. Il progetto ha visto la collaborazione tra la designer Dina Vecchiato, l’ufficio marketing de La Delizia e il fotografo Francesco Galifi. I vini protagonisti di questa nuova veste sono Sauvignon, Friulano, Pinot Grigio, Traminer Aromatico, Ribolla Gialla, Merlot e Refosco dal Peduncolo Rosso. L’etichetta ha ora un particolare effetto materico tattile: basta sfiorarla per percepire la ruvidità dei sassi e la granulosità della terra delle zone del fiume Tagliamento.

Fonte: Messaggero Veneto.

Le vele della Amerigo Vespucci diventano etichette per il vino.
Gli amanuensi dello Scriptorium Foroiuliense di San Daniele hanno realizzato con le vele dismesse della nave scuola della Marina Militare Italiana “Amerigo Vespucci” 36 etichette per bottiglie divino nostrano (18 di Friulano e 18 di Cabernet Sauvignon) che verranno offerte agli ospiti del veliero, insieme al prosciutto di San Daniele, durante il lungo viaggio intorno al mondo che inizierà sabato primo luglio. L’idea di legare le eccellenze enogastronomiche a quelle culturali espresse dal territorio ha un alto «significato simbolico», sottolinea il governatore Massimiliano Fedriga, «che suggella il forte e solido legame tra la Regione e la Marina Militare Italiana» e conferma l’impegno della prima a «custodire e trasmettere i valori e le tradizioni della propria comunità».

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Riparte Cannaiola in borgo in onore ai vini della Tuscia.
Cena sotto le stelle, musica e spettacoli per un fine settimana di puro divertimento Un piccolo borgo fondato da pescatori e situato sul versante sud-ovest del lago di Bolsena, in provincia di Viterbo: Marta è un paese ricco di dettagli e assolutamente da scoprire. Punto di partenza strategico per godere delle meraviglie della Tuscia e della Sabina nella stagione estiva, Marta è da visitare anche per la sua offerta enogastronomica di nicchia che comprende la produzione del delizioso vino Cannaiola. Prodotto su vigneti situati in territorio collinare di origine vulcanica, il Cannaiola viene lavorato con almeno l’85% di uva canaiolo nero. Un prodotto tradizionale che gode di ottima fama a cui, negli ultimi anni, il territorio martano ha dedicato delle vere e proprie giornate in festa in suo onore.

Fonte: Corriere di Viterbo.

Marketing territoriale, vice Presidente Piana: “Da Ponente a Levante riflettori puntati sulle produzioni vinicole e sulle eccellenze agroalimentari”.
Con l’accendersi dell’estate sono tante le occasioni di marketing territoriale che si profilano in Liguria da Ponente a Levante. Basti pensare al mondo del vino, che alla Spezia dal 30 giugno al 2 luglio rima con Liguria da Bere. La rassegna, organizzata dall’Azienda speciale ‘Riviere di Liguria’ della Camera di Commercio, vede la sinergia di Regione Liguria, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Comune della Spezia, associazione Tuttifrutti. “Particolare attenzione – dice il vice presidente della Regione Liguria con delega all’Agricoltura e al Marketing territoriale Alessandro Piana – verrà dedicata alla ricorrenza dei 50 anni della Doc Cinque Terre, la produzione simbolo del territorio stesso. Liguria da Bere proporrà le eccellenze locali, i presidi Slow Food sino ai diversi vitigni liguri oltre ai classicissimi ambasciatori del gusto con Assaggia la Liguria, il Consorzio del Basilico Genovese DOP, il Consorzio Olio Riviera Ligure DOP ed Enoteca Regionale della Liguria”.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Premio Vermentino da record. Sono 125 le etichette in concorso.
Sono 1251e etichette e oltre cento le aziende, da diverse regioni italiane, presenti a Diano Castello dal 7 al 9luglio perla trentesima edizione del Premio Vermentino. Un nuovo record di partecipazione, che consolida il successo registrato negli ultimi tempi. L’edizione del trentennale è stata presentata alla Camera di commercio Riviere di Liguria, con il presidente Enrico Lupi e il vicesindaco di Castello, Massimo Calcagno. In collegamento Paolo Massobrio, noto giornalista enogastronomo, che presiede la commissione di valutazione. Oltre ai primi tre classificati, saranno consegnati riconoscimenti alle migliori etichette di ciascuna zona di produzione (Liguria Ponente, Liguria Levante, Toscana, Sardegna, altre regioni). Saranno inoltre assegnate le “lone” (medaglie) d’oro, d’argento e di bronzo in base ai punteggi ottenuti, così denominate in onore alle cisterne sotterranee, caratteristiche del borgo.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Vino e degustazioni con il Gambero a Roma per quaranta cantine.
Quaranta aziende vitivinicole insieme al Consorzio protagoniste dell’evento Gambero Rosso “Oltrepo Wines Experience”, dedicato a esperti, enoteche, sommelier, ristoratori e giornalisti, che si è svolto nei giorni scorsi a Palazzo Brancaccio a Roma. Tutto esaurito per le due degustazioni guidate, una dedicata ai vini da vitigni autoctoni e l’altra ai vini da vitigni storici dell’Oltrepo, condotte dal giornalista del Gambero Rosso Lorenzo Ruggeri e dal direttore del Consorzio di tutela, Carlo Veronese. «L’evento è stato di successo sotto tutti i punti di vista — sottolinea Ruggeri -. Riscontri molto buoni sono emersi anche parlando con i giornalisti presenti: tutti concordi che ormai si è raggiunto un livello qualitativo che non si può più nascondere.

Fonte: Provincia – Pavese.

Chianti Patrimonio Unesco. La candidatura a Firenze.
II 3 luglio sarà presentata nella Sala Pegaso di Palazzo Guadagni Strozzi Sagrati Presenti il presidente della Regione Giani e Turetta del ministero della Cultura. «E’ con grande entusiasmo che adesso proseguiremo il lavoro per l’ambìto riconoscimento». E’ un nome lungo, ‘Sistema delle ville-fattoria nel Chianti Classico’, ma nessuna delle parole che contiene può essere cancellata: pena, sarebbe, infatti, la perdita dell’identità geografica, culturale, economica, storica e sociale che caratterizza e sostiene la candidatura al riconoscimento Unesco di Patrimonio dell’Umanità, che il 3 luglio alle 10.45 sarà presentata nella Sala Pegaso di Palazzo Guadagni Strozzi Sagrati di Firenze, alla presenza del presidente della regione Eugenio Giani e del segretario generale del Ministero della cultura Mario Turetta.

Fonte: Nazione Siena.

Vini bellunesi d’autore e natura Cereswine in scena nei prati.
Sabato l’appuntamento a Ceresera di Limana dopo tre anni di stop Niente plastica e gadget ecologici, le macchine messe al bando Vini bellunesi d’autore e natura Cereswine in scena nei prati Conto alla rovescia iniziato per Cereswine. Sabato dalle 15 alle 21 si terrà la seconda edizione — la prima nel 2019 —della passeggiata enogastronomica tra prati e boschi di Ceresera. Un percorso che attraverserà i punti più panoramici della frazione, offrendo la degustazione di vini di 20 cantine del Bellunese, ma non solo, insieme ai piatti preparati dall’enosteria C.eT. In cosa consisterà la giornata? Lo illustra Alessandro Tison, cuoco, organizzatore dell’evento, a guida di un gruppo di una decina di ragazzi tutti di Limana. «La manifestazione nasce con l’intento di valorizzare i vini autoctoni e resistenti della Valbelluna e di piccole cantine, realtà vitivinicole che sono un tesoro enorme», spiega Tison, «non solo dalla nostra provincia, ma anche da quelle limitrofe: avremo partecipazioni da Friuli, Trentino e Trevigiano.

Fonte: Corriere delle Alpi.

ntervista a Valerio Nadal – «Vigneti, meteo e ambiente: le sfide».
Valerio Nadal, presidente di Condifesa, presenta Vite ›«Dalle gelate alla siccità: oggi le aziende agricole devono in campo la due giorni a Susegana: «Sostenibilità al centro» convivere sempre più con gli sconvolgimenti atmosferici». Oltre un centinaio di macchine operative in campo una parte innovative e un’altra già consolidate. Ma tutte, senza distinzione, contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale. E’ ricco il menu’ della quinta edizione della fiera in movimento “Vite in campo” organizzata da Condifesa TVB e l’Informatore Agrario che si svolgerà venerdì e sabato a Susegana negli spazi dell’Azienda agricola Conte Collato. Attesi tra i duemila e i 4mila visitatori. Valerio Nadal presidente da circa vent’anni di Condifesa TVB (10mila associati) oltre che imprenditore agricolo dal 1925, presenta l’appuntamento. Presidente Nadal, cosa ci propone l’edizione 2023 di Vite in campo? «Sarà focalizzata sul tema della resilienza del vigneto; viste le sfide sempre più complesse a cui sono sottoposti i viticoltori alla luce dei vincoli sempre più stringenti per ridurre gli impatti ambientali e delle conseguenze dei cambiamenti climatici che rendono i fenomeni atmosferici e le avversità biotiche sempre più imprevedibili e difficili da contrastare».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Prosecco Doc consumi in calo ma riserve non disponibili.
No a fughe in avanti solo per arricchirsi. Calano i consumi e tra questi anche quelli del vino. In Italia e all’estero, in particolare in Gran Bretagna e negli Usa. Da qui la preoccupazione del consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela Prosecco Doc. «Questo è il momento della saggezza – interviene il presidente Stefano Zanette in una nota – Quindi raccomandiamo massima prudenza: smettiamola con i tentativi, per fortuna pochi, di insistere con le furbate destinati ad ulteriori arricchimenti. Il Consorzio è impegnato a garantire la sostenibilità sociale per tutti i produttori, dal piccolo al grande». Da qui le misure dello svincolo del 50% della riserva vendemmiale e la modifica del disciplinare di produzione che consentirà la commercializzazione delle produzioni 2023 a partire dal 1° gennaio 2024 per garantire gli imbottigliamenti fino al 31 dicembre 2023.

Fonte: Tribuna Treviso.

Approvato il decreto Ocm vino per la promozione su mercati terzi.
È stato pubblicato il Decreto MASAF relativo alle modalità attuative della misura “Promozione sui mercati dei Paesi terzi” dell’OCM Vino. I progetti di promozione del vino presentati potranno avere base nazionale, regionale e multiregionalee dovranno riguardare, tra le altre, azioni di promozione e pubblicità dei prodotti, partecipazione a manifestazioni o fiere di importanza internazionale nonché studi di fattibilità e risultato e campagne di informazione. Il decreto contiene ulteriori specifiche tecniche riguardanti le modalità di presentazione dei progetti e l’entità del contributo nonché le modalità di rilascio e riconoscimento di quest’ultimo da parte di AGEA.
Fonte: Federvini.

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Confisca definitiva di beni per oltre 50 milioni di euro all’ex re del vino Melandri.
È diventata definitiva la confisca di beni per oltre 50 milioni di euro all’imprenditore Secondo Vincenzo Melandri, 52 anni, faentino residente a Russi, già definito il “re del vino” ma finito al centro di diverse inchieste di malaffare, con condanne per associazione a delinquere e reati fiscali. Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza della Direzione investigativa antimafia ha eseguito la sentenza di sequestro emessa dalla Corte di Appello di Bologna. A Melandri vengono così definitivamente confiscate 9 società del settore vitivinicolo, 74 beni immobili, 6 beni mobili e 22 rapporti finanziari per un valore complessivo stimato appunto in oltre 50 milioni di euro.

Fonte: RavennaNotizie.

Osservatorio UIV: in Italia aumentano i consumatori di vino, ma si beve meno.
Sempre più bevitori, ma sempre più moderati. Negli ultimi 15 anni in Italia è cresciuto del 35% (+4,4 milioni) il numero di consumatori saltuari di vino, ma parallelamente, sono diminuiti del 22% i consumi quotidiani. Sono questi i due trend cruciali identificati dall’Osservatorio di Unione Italiana Vini, che ha elaborato l’aggiornamento Istat sui consumatori di alcolici negli ultimi 15 anni. Il nuovo volto dei consumatori italiani di vino – oggi a quota 29,4 milioni (55% della popolazione) – porta a emergere una platea popolata da donne (+12% contro -2% dei maschi), che non rinuncia alla bevanda alcolica “nazionale” anche se si consolida un approccio molto diverso rispetto al passato.

Fonte: Food Service.

Ricerca Valoritalia, focus UK: il mercato del vino certificato italiano può crescere ancora.
Il 2022, per il vino italiano, è stato un anno dai diversi risvolti: da un lato il generale incremento dei prezzi al consumo ha fatto calare le vendite di vino nel canale off-trade (-2% a valore e -6% a volume rispetto al 2021), dall’altro la ripresa dei consumi fuori casa (+5% rispetto al 2019 e +39% rispetto al 2021) e del turismo (+24 milioni di turisti stranieri in Italia rispetto al 2021) hanno fatto riprendere il nostro export di vino (+10% a valore rispetto al 2021). I primi dati del 2023 mostrano più o meno lo stesso trend. L’approfondimento di quest‘anno di Nomisma per Valoritalia ha riguardato, oltre al mercato interno, un focus sul Regno Unito: un mercato top per le bollicine italiane (tasso di crescita medio annuo del +19% negli ultimi 10 anni), nonostante gli ultimi dati mostrino un primo quadrimestre 2023 in sofferenza (-8% import di vino a valore da Italia).

Fonte: GreenPlanet.net.

La cantina “Terre del Barolo” premiata come miglior cooperativa vinicola italiana dalla rivista tedesca Weinwirtschaft.
I grandi vini di Langa della Cantina Terre del Barolo si sono aggiudicati il primo posto della classifica relativa alle cooperative vinicole italiane (escluse quelle dell’Alto Adige) redatta dall’autorevole rivista tedesca Weinwirtschaft. Un riconoscimento che bissa quello ottenuto nel 2020, e conferma gli ottimi piazzamenti degli anni successivi, soprattutto se si tiene conto che il fattore principale di questo riconoscimento sono le qualità organolettiche del prodotto (valutate alla cieca), elemento che conferma l’ottimo lavoro artigianale, che viene svolto su tutta la filiera, dalla vigna alla bottiglia.

Fonte: Lavocedialba.it.

a cooperativa
Cantina Terre, nuova strategia vino sfuso da ridurre del 30%.
Presentato ai soci il piano industriale: aumento del prezzo, maggiore qualità e rilancio del marchio La Versa. Piaggi e Ferraris nel Cda, però manca l’enologo.

Fonte: La Provincia Pavese.

Vino: Valoritalia, 2022 registra una flessione pari al 3,8%.
Pesa il conflitto russo-ucraino, “con il suo corollario di crisi energetica”, sul settore del vino italiano: se infatti il 2021 aveva fatto registrare numeri positivi, “nonostante problematiche importanti”, i dati del 2022 mostrano un rallentamento che per il settore vino si attesta intorno al -3,8%.Il valore complessivo dell’imbottigliato certificato da Valoritalia (Società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane) si aggira invece intorno ai 10 miliardi nel 2022. Le indicazioni di settore dei primi mesi del 2023 inducono a un cauto ottimismo. E’ quanto emerso con la presentazione ieri a Roma dell’Annual Report di Valoritalia 2023 che analizza i dati inerenti al 2022 attraverso una panoramica ottenuta mediante i dati emersi dai processi di certificazione di 218 denominazioni di origine. Dall’Annual Report di Valoritalia, che analizza i dati inerenti al 2022, emerge un evidente cambio di scenario rispetto alla situazione presentata un anno fa. Se il 2021 aveva fatto registrare numeri estremamente positivi, nonostante problematiche importanti, i dati del 2022 mostrano un rallentamento che per il settore vino italiano si attesta intorno al -3,8%. In tal senso pesa il conflitto russo-ucraino, con il suo corollario di crisi energetica, che ha evidentemente imposto un rallentamento dei flussi economici in tutti i settori.

Fonte: ANSA.

Ocm vino. Finalmente arrivano i fondi per la promozione.
In netto ritardo dopo gli intoppi nella Conferenza Stato-Regioni a dispetto delle dichiarazioni del ministro Lollobrigida durante il Forum in Masseria (che ha approvato lo schema di decreto solo il 21 giugno) e in un clima di malcontento da parte delle associazioni degli imprenditori vitivinicoli, il Masaf ha pubblicato il decreto che contiene le modalità attuative della misura Promozione nei Paesi terzi dell’Ocm vino, la regolamentazione unica dell’Unione Europea che detta norme riguardanti il settore vitivinicolo, sia per quanto riguarda la produzione che i contributi a fondo perduto assegnati alle aziende, nel dettaglio quelli assegnati dal Ministero per le Politiche Agricole e dagli assessorati per l’agricoltura delle singole Regioni e provincie autonome per le spese relative alla promozione del vino all’estero, come la partecipazione a fiere, la degustazione nei ristoranti, o la semplice pubblicità. Molto importante la possibilità di finanziare il vino utilizzato nelle degustazioni all’estero oppure di finanziare l’incoming di potenziali clienti presso la propria cantina.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino, rischio “effetto Irlanda” sui consumi.
Anche i produttori di vino toscani sono preoccupati del cosiddetto “effetto Irlanda” sui consumi, con l’introduzione delle etichette killer sulle bottiglie di vino ed alcolici, con la scusa di scoraggiarne l’abuso, concessa dall’Europa all’Irlanda che apre prospettive inquietanti per tutto il settore. Un problema di cui si è parlato nell’incontro avuto a Palazzo Strozzi tra l vice presidente ed assessore regionale all’Agroalimentare Stefania Saccardi, e la delegazione di Vigneto Toscana, l’associazione dei viticoltori di Coldiretti, nata poco più di un anno fa e che oggi conta già l’adesione di oltre cento cantine di tutta la regione, la metà biologiche, con una superficie media di 18 ettari. Vigneto Toscana, che ha già messo insieme 2 mila ettari di viti e 125 mila quintali di uva raccolta, ha ufficializzato proprio in questa occasione il passaggio di testimone tra Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana che ne aveva accompagnato la costituzione, e Letizia Cesani, attuale vice presidente di Coldiretti Siena, già presidente dal 2009 al 2019 del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano e consigliere del Movimento Turismo del Vino.

Fonte: Corriere dell’Economia.

Tutti i numeri di Valoritalia: certificati oltre 21 milioni di ettolitri di vino, ora si punta all’estero e ai giovani.
Dal vigneto alla fascetta: così si può sintetizzare l’operato di Valoritalia. Le fascette sono quelle di 47 Docg, 134 Doc e 37 Igt per un totale di 218 denominazioni, che hanno prodotto oltre 21 milioni di ettolitri certificati pari al 56% sul totale nazionale delle Do e un valore del vino di più di 9 miliardi e 345 milioni di euro. Cifre da capogiro – e senza aver bevuto! – quelle che emergono dall’Annual Report presentato a Roma e relativo al 2022, il primo anno che registra il segno negativo che da tempo ci si aspetta a causa delle turbolenze che hanno impattato sull’economia globale. Una rete estesa in tutta Italia, in 37 sedi – oltre la metà donne – a gestire oltre quattromila verifiche in campo e altrettante in cantina, per più di 54mila campioni di cui non idonei 398 (0,73%) e, fortunatamente per il comparto, 899 quelli rivedibili (1,65%); 158 le non conformità gravi segnalate all’Icqrf -meglio conosciuta come l’ufficio repressione frodi- e quasi mille quelle lievi gestite da Valoritalia stessa. In totale, oltre un miliardo e 353 milioni di contrassegni di Stato gestiti, con un’alta concentrazione nel Nord Est che detiene i ¾ della produzione Do, di cui il 61% è Doc, il 17% Docge il 22% Igt.

Fonte: Cronache di Gusto.

Vino. La guerra e la crisi energetica rallentano i flussi ma il Sistema Vino Italiano mantiene la rotta.
Presentata a Roma l’edizione 2023 dell’Annual Report di Valoritalia. Un lavoro capillare con una panoramica ottenuta attraverso i dati emersi dai processi di certificazione di 218 denominazioni di origine italiane. Nell’ambito dell’incontro spazio alla ricerca a cura dell’Osservatorio Nomisma Wine Monitor – Valoritalia, con un’ampia analisi dei comportamenti e delle tendenze di acquisto, messe a confronto, tra i consumatori italiani e quelli del Regno Unito per ciò che concerne l’approccio e le scelte nell’ambito del vino.

Fonte: Agricultura.it.

STAMPA ESTERA

El prototipo Dom Pérignon.
La ‘maison’ francesa ensaya un vino del año que no lanzará a la venta. Venecia En el patio del Palazzo Soranzo Van Axel, se sirve una botella aparentemente de champán que lleva escrita a mano la palabra Improvisation. Es una prueba que Dom Pérignon ofrece a un centenar de elegidos reunidos en Venecia, entre chefs, sumilleres y algún perfil famoso, como el actor Pedro Alonso -Berlín en La Casa de Papel (8,7 millones de seguidores en Instagram)- o el escritor superventas Javier Castillo (más de dos millones de libros vendidos). Son unos afortunados conejitos de Indias, ya que, por primera vez, la maison francesa hace una cata de un vino del año, elaborado con uvas de 2022 antes de pasar por la bodega -donde habitualmente está un mínimo de ocho a diez años- y, por lo tanto, de someterse a la fermentación provocada por el tiempo, responsable de provocar la burbuj a y el alcohol. Este experimento es el paso previo “al ciclo creativo propio de la creación de un champán. Es la primera vez que se puede probar algo así”, confiesan desde el productor de la región de Champagne englobado dentro del grupo de lujo LVMH. Vincent Chaperon, Chef de Cave de Dom Pérignon, va más allá: “Fue mi decisión para este evento, basado en la idea de que siempre podemos explorar. Vendemos productos de 14 0 30 años de vida; sabemos la suma de energíay creatividad que puede haber en una sola copa de Dom Pérignon. Un vino de 2022 puede que nunca llegue a ser un champán porque es un prototipo, una innovación que planteamos con la añada 2022”, argumenta. Fsa Improvisation, que no estará disponible para su venta, puede ser casi “un vino tranquilo”, describe Paco Morales. A Venecia viajó el dueño del espacio cordobés Noor, igual que Albert Adrià (Enigma), Paco Pérez (Miramar), Quique Dacosta y Fernando Pérez Arellano (Zaranda). Son los chefs españoles -junto con el vasco Eneko Atxa- que forman parte de Dom Pérignon Society, una comunidad de unos 70 chefs internacionales que colaboran con la maison. “No buscamos pagar a un chef para que simplemente forme parte del programa, ni elevar sin motivo el número de cocineros; se trata de networkirgg, de compartir valores y de que su encuentro genere otras colaboraciones para ellos e, incluso, entre ellos”. El nuewo’Rose’ La cita anual Révélations 2023, en Venecia, fue también el momento de presentar una referencia que sí llegará al público: el Dom Pérignon Rosé Vintage2009, que tuvo su antecedente blanco, estrenado hace tres años. “La gente me pregunta cuál es mi añada favoritay yo respondo que es la próxima; cada una es un descubrimiento. En este caso, hemos seguido su evolución durante 14 años”, señala Chaperon. “Es un rosado cuya particularidad nos permite ir un poco más lejos en la creatividad, ya que plantea un desafio técnico y de maduración de la uva porque fue un año de calor y temperaturas altas”, añade. Mientras, en paralelo, se ha presentado en Japón -aliado con la cocina de Yoshihiro Narisawa- para los mercados de Asia y América.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 28 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

A caccia dei nuovi wine lovers.
Un decreto Masaf detta le regole per accedere a 98 min di euro l’anno A caccia dei nuovi wine lovers Gli aiuti per il vino finanziano la ricerca di altri mercati. Anche la ricerca di nuovi mercati sarà finanziata dall’Ocm vino. E’ quanto prevedono le nuove regole del gioco per accedere ai 98 min di euro annui per la promozione dei vini italiani sui mercati terzi, disponibili dal 2023 al 2027. A definirle è il ministero dell’agricoltura con decreto 331843 del 26/6/2023. Il provvedimento, di prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sostituisce il decreto Mipaafn. 3893 del 4/4/2019 e si applica dalla campagna 2023/24. Proponenti. I progetti di promozione potranno essere presentati da: organizzazioni professionali e di produttori, con le relative associazioni; consorzi professionali e di tutela; produttori di vino e soggetti pubblici con comprovata esperienza in materia.

Fonte: Italia Oggi.

L’Oms detta ai giornalisti come si deve parlar di vino.
Il 15 aprile, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso un report on line dal titolo: «Reporting about alcohol: a guide for journalists». La guida parte da un assunto: l’alcol fa male a prescindere; non esiste quantità minima sicura per la salute. Muovendo da questo postulato assoluto, l’Oms punta a spiegare ai giornalisti come devono comunicare ai lettori l’alcol e i danni che può arrecare. In sostanza, il report vuole spiegare ai giornalisti come devono fare i giornalisti; che è un po’ come se i giornalisti si mettessero a spiegare ai medici come si fa il medico. Val la pena ricordare che un recente studio sulla rivista Usa Bmc Medical Education ha affermato che tre bicchieri di rosso riducono del 4% il rischio di mortalità precoce. Prima di impartire lezioni ad altre professioni (e mandare al macero interi settori economici), forse occorrerebbe partire da dati oggettivi, certi e concludenti. Cioè indiscutibili. E sudi essi basare i propri eventuali comandamenti.

Fonte: Italia Oggi.

Dal Durello un min di bottiglie.
Diletta Tonello, presidente del consorzio veneto: era un vino da taglio, ora cresce in valore Dal Durello un min di bottiglie Record per le bollicine dei Lessini. Il clima? Non fa paura. Un passo dopo l’altro e le bollicine Lessini Durello varcano la soglia del milione di bottiglie. Un record storico per un vitigno «da sempre bistrattato e un vino considerato utile solo per il taglio» osserva Diletta Tonello, presidente del consorzio vini Lessini Durello. «Oggi ci riconoscono quella qualità che sta trainando le vendite, sia dello spumante ottenuto con il metodo Charmat che quello prodotto con il metodo classico. Siamo pronti per nuove sfide». Lo spumante prodotto a cavallo delle colline di Verona e Vicenza, in Lessinia, è trasversale a tutte le fasce di consumatori, attratti dalle note fresche e fruttate e con un moderato contenuto alcolico.

Fonte: Italia Oggi.

L’etanolo pakistano invade l’Europa.
Il Pakistan esporta in Europa alcol etilico per uso alimentare e non paga dazio di importazione. E questo provoca una concorrenza sleale, «drogata»: così la definisce Antonio Emaldi presidente di Assodistil, che lancia un appello a Bruxelles: «Occorre che la Ue proceda con l’immediato ripristino dei dazi e con misure di sostegno per le aziende italiane per compensare le perdite accumulate in questi mesi. Non possiamo attendere i normali tempi previsti per l’applicazione della clausola di salvaguardia o la revisione del regolamento Ue (978/2012 ndr) che, in base al GSP (Sistema di Preferenze Generalizzato), prevede condizioni di vantaggio fiscale per l’importazione da paesi extra Ue che versano in gravi condizioni socio-economiche».

Fonte: Italia Oggi.

Di vino.
Il cda del consorzio di tutela del Prosecco doc alla luce delle attuali dinamiche della domanda, ritiene che la disponibilità di prodotto libero in giacenza (considerando lo svincolo del 50% della riserva vendemmiale e la modifica del disciplinare di produzione che consentirà la commercializzazione delle produzioni 2023 dall’1/1/2024) possa garantire imbottigliamenti fino al 31/12/2023. I volumi residui della riserva vendemmiale 2022, pari a circa 370.000 ettolitri, non saranno resi disponibili al sistema di certificazione nel 2023, ma potranno essere utilizzati per far fronte, in annate successive, a carenze di produzione fino al limite massimo delle rese previsto dal disciplinare di produzione o consentito, con provvedimento regionale, per soddisfare esigenze di mercato. La cantina Piazzo di Alba (Cn) aderisce dal 2015 al Green Experience, protocollo studiato con Coldiretti Cuneo per scelte bilanciate di sostenibilità.

Fonte: Italia Oggi.

Robot in vigna comandati da trattori. Ma elettrici.
Sabi Agri, azienda francese di Saint-Beauzire, produce mezzi con motori elettrici che a loro volta possono dialogare con altri meccanismi. Come Zilus, robot viticolo con caratteristiche modulari; pub essere adattato, cioè, a tutte le colture dal momento. Queste possono essere regolate, sia in altezza sia in larghezza. Dotato di cingoli, Zilus si muove anche su terreni con una pendenza del 55% e, tra le sue caratteristiche, ha quella della compatibilità con gli attrezzi standard, siano essi meccanici, idraulici o elettrici. Ha anche quattro modalità di guida: autonoma con un gps rtk; tramite un telecomando; in maniera diretta dalla postazione di guida; in sinergia con il trattore elettrico Alpo. Opzione, quest’ultima, che Sabi Agri ha chiamato «accordo robotico» e che prevede la realizzazione di una vera e propria flotta robotica collaborativa.

Fonte: Italia Oggi.

Federvini alla guerra delle etichette: esposti e survey.
Mentre infuria la guerra delle etichette M «terroristiche» – stile pacchetto di sigarette – imposte dall’Irlanda sulle bottiglie di vino e alcolici in genere, lo stato di salute del settore italiano si conferma buono. Con una quota di oltre il 21 % dell’ export complessivo di food e beverage, il settore «vini, spiriti e aceti italiani» ha messo insieme oltre 20 miliardi di euro di fatturato nel 2022. Ma queste cifre non allentano lo scontro sulla trincea scavata dal governo irlandese. E aspettando che il fronte europeo si allarghi oltre i nove Paesi che già si sono schierati contro Dublino, Federvini ha commissionato un sondaggio che dimostra il comportamento responsabile dei consumatori italiani. Dopo l’esposto alla Commissione Europea arriva così anche la survey «Analisi sul consumo responsabile delle bevande alcoliche» a cura di TradeLab.

Fonte: Mf.

Viaggio nel regno del Vermentino doc (e green).
La nuova cantina di design della storica azienda ligure Lunae si mimetizza con l’ambiente, si alimenta con energia geotermica e fotovoltaica e produce (in purezza) il vino color paglierino che è diventato un must richiesto in tutto il mondo. Anni Sessanta, Colli di Luni,’Tha La Spezia e Massa Carrara. Paolo Boson, guardandosi attorno, capisce tutto. Coglie in questa straordinaria terra di confine, stretta tra le Alpi Apuane e il Mar Tirreno, un potenziale enorme, un’unicità che l’avrebbe resa famosa nel mondo. Non perde tempo. Alla felice intuizione dà subito forma: fonda la sua Lvnae, realtà vitivinicola a pieno (e meritato) titolo nell’Olimpo enoico italiano e internazionale. Fiore all’occhiello il Vermentino, vitigno che Bosom studia, esplora, spacca in quattro come un capello, tirandone fuori il meglio possibile.

Fonte: Panorama.

Renzo Rosso dichiara guerra all’Amarone.
Soci in lite nella Masi Agricola Renzo Rosso dichiara guerra all’Amarone. Per Renzo Rosso e la sua Red Circle Investments l’acquisizione del 10% di Masi Agricola si è trasformata in un investimento amaro, anzi Amarone. L’imprenditore che ha fondato intorno alla sua Diesel un polo del lusso, da anni investe a titolo personale in società dell’alimentare (Cortilia, Poke House) e della tecnologia (Bending Spoons, Depop, Yoox) affiancando e supportando start up e imprenditori per diventare grandi. Ma ora con la famiglia Boscaini, padrona del 73,5% del gruppo vinicolo Masi, volano gli stracci a colpi di comunicati e carte bollate. Masi accusa i due rappresentanti di Rosso, cooptati nel consiglio (la moglie Arianna Alessi e l’advisor del settore Lorenzo Terzi), di essere in conflitto per attività che hanno sempre svolto nel settore vinicolo, e Rosso di voler impugnare il bilancio 2022, peraltro approvato dai revisori di Ey, per una sorta di ritorsione.

Fonte: Repubblica.

Spumanti d’Abruzzo nel segno del Trabocco.
Consapevole dei trend di mercato che confermano gli spumanti italiani capofila del comparto anche per il 2022, il Consorzio Tutela vini d’Abruzzo da tempo ha intrapreso un percorso dl valorizzazione delle bollicine prodotte da vitigni autoctoni. Già nel 2010 con la nascita deIla Doc Abruzzo, ii Consorzio ha voluto mettere a tutela gli autoctoni riscoperti e rigorosamente imbottigliati in regione, a partire da Pecorino e Passerina d’Abruzzo che si sono fin da subito dimostrati adatti anche alla spumantrzzazione. Il disciplinare di questa Doc comprende fin da subito anche la tipologia Spumante vinificati in bianco o rosé, realizzati con metodo Italiano o Classico e con l’utilizzo di vitigni internazionali. Nel 2018, viene avviato un percorso per valorizzare il rapporto di questo prodotto con il territorio, culminato con la nascita del marchio collettivo Trabocco – registrato nel 2020 – simbolo iconico della regione riconosciuto in tutto il mondo.

Fonte: Centro.

Cantina Tollo bissa il Premio Industria Felix.
Migliori risultati tra gestione e business nel settore vitivinicolo in Abruzzo: il riconoscimento a Foligno. Cantina Tollo ottiene per la seconda volta l”‘Alta onorificenza di bilancio, Premio Industria Felix”. L’azienda si è aggiudicata il prestigioso riconoscimento perché ritenuta la miglior impresa del settore vitivinicolo con sede legale in Abruzzo e la migliore media impresa nella provincia di Chieti per performance gestionale e affidabilità finanziaria secondo Cerved (Centro regionale veneto elaborazione dati). Il premio, giunto alla 51• edizione. è stato consegnato mercoledì 14 giugno a Palazzo Trinci di Foligno. Assieme a Cantina Tollo sono state premiate altre 73 aziende del centro Italia, di cui nove in Abruzzo. L’evento è stato organizzato da Industria Felix Magazine, trimestrale diretto da Micheie Montemurro in supplemento con II Sole 24 Ore. Cantina Tollo è oggi tra le più importanti e consolidate realtà del settore vitivinicolo italiano. Commercializza 18 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 620 soci e 2.500 ettari coltivati in un territorio da sempre vocato alla produzione vitivinicola.

Fonte: Centro Chieti Lanciano Vasto.

Sagra della ciambella, successo di pubblico – Sagra del vino e della ciambella La kermesse fa il pieno di pubblico «Oltre 7mila presenze in tre giorni».
La soddisfazione del Comune per gli ottimi risultati ottenuti dalle serate di festa in centro storico «Un’occasione per valorizzare l’impegno di forze dell’ordine, associazioni e commercianti» ii Fondamentale la collaborazione della Pro loco Organizzatori insostituibili. E’ un bilancio più che positivo quello dell’edizione 2023 della Sagra del Vino e della Ciambella di Castel Guelfo. Centrati tutti gli obiettivi organizzativi, a partire dall’allestimento di un ricco e ambizioso cartellone evento, con un deciso incremento in termini di affluenza. Già, superata quota 7mila presenze nella tre giorni di festa con flussi indirizzati verso spettacoli, intrattenimenti e attività. «Era da tempo che a Castel Guelfo non si assisteva ad una Sagra del Vino e della Ciambella così partecipata dai giovani – fa sapere l’amministrazione comunale del paese -. Abbiamo intrapreso un percorso più sinergico con associazioni e Proloco.

Fonte: Resto del Carlino Imola.

Mappata la storia del Vigneto Friuli dal 1851 fino a oggi – Nel computer la storia del vigneto Friuli dal 1851 ai giorni nostri.
Una mole impressionante di dati storici, cifre, numeri, denominazioni raccolti in un file di cui il Consorzio Colli orientali del Friuli va giustamente orgoglioso. II Consorzio: 200 soci, 2.000 ettari di vigneto. Nel computer la storia del vigneto Friuli da11851 ai giorni nostri II lavoro di mappatura realizzato dai tecnici del Consorzio dei Colli orientali Superfici, varietà più diffuse, Comuni a più importante densità di coltivazioni In regione gli ettari coltivati a vigna sono oggi 28.826: ai primi due posti per estensione ci sono Pinot grigio e Prosecco. È tutto a portata di click. Una mole impressionante di dati storici, cifre, numeri, denominazioni raccolti in un prezioso file di cui il Consorzio Colli orientali del Friuli va giustamente orgoglioso.

Fonte: Messaggero Veneto.

Intervista a Matteo Bellotto – Matteo Bellotto brand ambassador con in tasca la laurea in filosofia.
«La Tasting Academy è nata durante un pranzo di lavoro con il presidente Valle e il direttore Paladin dopo il lockdown». Al di là dei titoli alla moda come brand ambassador, (ambasciatore del marchio) ciò che conta è la passione. E Matteo Bellotto, 43 anni, di Gemona, di passione per il Friuli, per il vino, per la sua terra, ne ha da vendere. È lui infatti, laurea di filosofia in saccoccia, l’inventore della “Tasting Academy” del Consorzio dei Colli orientali, un modo di vivere e conoscere il vino unico in Italia, ma già pronto a essere replicato in altre realtà del Belpaese. E il Ducato dei vini friulani, per la sua brillante carriera che promette ancora molto, lo ha premiato, di recente, con il “Ricordo Isi Benini”. Bellotto da dove nasce il suo amore per la viticoltura? «Quando ero bambino mio nonno aveva una vigna a Gemona. A me, all’epoca, non piaceva andare nei campi. Ma poi sono cresciuto e mi sono ripromesso che tutto quello che avrei imparato nella vita lo avrei restituito alla mia terra.

Fonte: Messaggero Veneto.

I consigli della star dei pizzaioli per gli abbinamenti con i vini – Il pizzaiolo “star” celebra il matrimonio tra pizza e vino.
Ospite a Gorizia del Mediterraneo Salvatore Lioniello rovescia il “mito” del connubio con la birra «Ha gli stessi lieviti dell’impasto e alla fine appesantisce. Nel Collio avete grandi bianchi» Il pizzaiolo “star” celebra il matrimonio tra pizza e vino «Qui ci sono cantine che sono eccellenze con dei progetti preziosi come gioielli». Stefano Bizzi a pizza va accompagnata con un buon bicchiere di… vino. / Meglio se si tratta di un bianco. Non ha dubbi Salvatore Lioniello. Il pizzaiolo “diversamente napoletano” star del web lunedì è stato ospite a Gorizia del ristorante pizzeria “Mediterraneo” e nella sua tappa in riva all’Isonzo non ha mancato di studiare e assaggiare i vini del Collio e ribaltare così tutti gli stereotipi sull’abbinamento con la pizza, mettendo in cima alla lista delle sue preferenze proprio il vino. Bianco. Non birra e nemmeno bibite frizzanti, dunque. Lioniello ne è certo: accanto alla pizza ci va un buon bicchiere di bianco.

Fonte: Messaggero Veneto Gorizia.

Piantata a Gorizia a metà Ottocento la vigna più antica dell’intera regione.
Dal 1851 ogni settembre regala grappoli di Malvasia istriana Il primato isontino emerso dal report del Consorzio Colli Orientali Piantata a Gorizia a metà Ottocento la vigna più antica dell’intera regione Tutta la storia enologica della regione è stata mappata in un prezioso file, fiore all’occhiello della Tasting Academy. E’ tutto a portata di click. Una mole impressionante di dati storici, cifre, numeri, denominazioni raccolti in un prezioso file di cui il Consorzio Colli orientali del Friuli va giustamente orgoglioso. Un lavoro certosino condotto dal consulente e brand ambassador dell’ente, Matteo Bellotto, con la collaborazione di tre giovani tecnici Francesco Degano, Luca Governo e Davide Cisilino e con il supporto dei vertici, il presidente Paolo Valle e il direttore Mariano Paladin. Un lavoro di squadra, insomma, che ha permesso di mappare tutto il vigneto Friuli Venezia Giulia, dalle Grave al Carso, da Aquileia al Collio, da Latisana all’Isonzo.

Fonte: Piccolo.

Franciacorta in Villa “sold out” Successo per la decima edizione.
L’evento Gli organizzatori: «Un viaggio enogastronomico alla scoperta dei sensi» Franciacorta in Villa “sold out” Successo per la decima edizione. Un’edizione di grandi numeri e di grandi soddisfazioni, quello legato all’evento Franciacorta in Villa che si è svolto lo scorso fine settimana presso Villa Cantarano a Fondi. L’evento organizzato dall’associazione Decant è e rimane un grande appuntamento legato all’enogastronomia. Quest’anno, il gruppo che ormai da dieci anni organizza l’evento ha definito la decima edizione “un viaggio enogastronomico alla scoperta dei sensi”. Grande soddisfazione da parte degli amici della Decant, che riescono a portare nella Piana alcune delle più rinomate aziende produttrici, tanto da aver ottenuto il patrocinio del Consorzio Franciacorta.

Fonte: Latina Oggi.

Degustazioni con lo Sciacchetrà: «Ma sono pochi gli ettari coltivati».
La vendemmia alle Cinque Terre, sulle pendici a picco sul mare Una manifestazione nata per far conoscere un prodotto di eccellenza, che vuole anche approfondire i problemi del territorio. II ‘Festival dello Sciacchetrà’, dedicato al noto passito spezzino, si svolgerà quest’anno al molo di Monterosso, venerdì 4 agosto, dalle 15 fino all’ora di cena. Si potranno degustare gli Sciacchetrà dei vari produttori delle Cinque Terre e partecipare liberamente al convegno, che inizierà alle 18. Un dibattito a cui parteciperanno anche i sindaci delle Cinque Terre, il presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre e il ministro del Turismo.

Fonte: Nazione La Spezia.

Cantina Terre, nuova strategia vino sfuso da ridurre del 30%.
Presentato ai soci il piano industriale: aumento del prezzo, maggiore qualità e rilancio del marchio La Versa. Piaggi e Ferraris nel Cda, però manca l’enologo. Bottiglie raddoppiate nel 2023 e sfuso giù del 30% in 1 anno/18 mesi. Sono questi gli obiettivi principali che la cantina Terre d’Oltrepo vuole centrare nei prossimi mesi, come prevede il piano industriale illustrato, ieri pomeriggio, in una sala della Certosa Cantù di Casteggio gremita di soci per il primo incontro con la base della nuova dirigenza, eletta a marzo scorso. Competenza manageriale, valorizzazione del brand (con particolare riferimento a La Versa), aumento della capacità produttiva, investimenti sull’export: sono questi i punti su cui intende lavorare la cooperativa oltrepadana, che ha un fatturato di circa 30 milioni di euro: numeri stabili negli ultimi anni, ma negativi se si pensa che il settore del vino cresce del 20% ogni anno.

Fonte: Provincia – Pavese.

Monsignor Ravinale e l’importanza del vino fra religione e civiltà.
Si parlerà di vino e lo si assaggerà, nell’appuntamento a cura della locale sezione di Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti) previsto oggi dalle 18 alle 20 nella sala Ferraris del Seminario Vescovile di Biella. Il relatore sarà Francesco Ravinale, vescovo emerito di Asti, che è stato anche Rettore del Santuario di Oropa. La sua riflessione partirà dall’episodio evangelico delle nozze di Cana, in cui Gesù trasformò l’acqua in vino, per poi approfondire il significato del vino nell’Antico e nel Nuovo Testamento, evidenziando il valore cristiano, ma anche sociale ed economico che ha assunto nel corso della storia e della civiltà.

Fonte: Stampa Biella.

Torremaggiore un week end a Nero di Troia.
Si prospetta un weekend dal retrogusto intenso, il sabato e domenica prossimi, nella cornice del castello ducale di Torremaggiore, con la quarta edizione di “Vinum”, kermesse che celebrale eccellenze della produzione enologica pugliese, quest’anno interamente dedicata al “Nero di Troia”. E’ uno dei tre grandi vini rossi prodotti in Puglia, dalle proprietà organolettiche uniche e riconoscibili: i sentori di ciliegia e ribes nero si fondono in modo distinto e armonioso con note di pepe nero e tabacco. Un’acidità bilanciata e notevole presenza di tannini, conferiscono a questo vino una considerevole longevità, nelle vinificazioni in rosato o spumantizzato i colori sono di un rosa tenue, all’olfatto note fruttate e floreali molto raffinate. Il programma prevede un week end con due appuntamenti importanti.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Nel cuore dell’estate torna la festa dell’«Uva noscia» – Grottaglie, con «L’Uva noscia» un percorso di festa e sapori.
La manifestazione celebra le eccellenze delle produzioni viticole locali. A confronto aziende, esperti ed esponenti istituzionali Grottaglie, con «L’Uva noscia» un percorso di festa e sapori Toma a luglio la due giorni dedicata alla «Regina» delle tavole pugliesi, tra degustazioni, concerti e novità culinarie. Una grande festa per celebrare ed assaporare l’uva, regina delle tavole pugliesi, con l’obiettivo di far conoscere e valorizzare sempre di più il settore. Sarà l’uva da tavola di Grottaglie la protagonista della seconda edizione de “L’Uva Noscia”: la festa si svolgerà 1128 e 29 luglio a Grottaglie nel Quartiere delle ceramiche e nel centro storico. Si inizia alle ore 20, ad ingresso libero. La manifestazione è organizzata da “Gli Amici della Fo’cra”, con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Grottaglie e la collaborazione della Pro Loco, di Awa Productions, di GrottOut e Il Simposio dello Ionio.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Festival “Vino, Appia, Mare” Mahmood live sul caicco.
Sarà presentato oggi in Comune la kermesse curata da Rubino Enogastronomia musica e convegni. Un programma esteso, che mette insieme il mare. L’enogastronomia ed il patrimonio storico. Oggi alle 10. a palazzo Nervegna sarà presentato ufficialmente “Brindisi Vino, Appia, mare”, il festival che si terrà tra il 29 di questo mese ed i1 2 luglio. Si tratta di una manifestazione promossa da diversi soggetti, come Regione, Teatro Pubblico Pugliese e Puglia Promozione con il Comune, la Provincia e la collaborazione con Ministero della Cultura, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi e Lecce e Polo Bibllo-Museale. “Vino, Appia mare” sustitue aiulie la candidatura delle via Appia a patrimonio Unesco. Il sipario, per?), si è alzato già in questi giorni sugli appuntamenti, che saranno di diverso tipo e che comprenderanno anche la data di apertura di Porto Rubino, festival musicale in cui gli artisti si esibiscono a bordai un caicco.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.

Strade del vino, olio e sapori Accordo promuove le eccellenze.
Valorizzare e promuovere le eccellenze della Toscana a livello nazionale e internazionale e migliorare l’accoglienza del turista enogastronomico. Questi gli obiettivi dell’accordo siglato tra la Federazione delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori di Toscana e Toscana Promozione Turistica in occasione della IV Conferenza regionale dell’agricoltura. «Ritengo – commenta la vicepresidente con delega all’agricoltura Stefania Saccardi – che ogni forma di accordo che vada nella direzione di promuovere e valorizzare il lavoro condotto quotidianamente dagli agricoltori e gli imprenditori del vino, dell’olio, delle produzioni agricole di qualità della Toscana meriti di essere messo in grande evidenza. Conosciamo bene la filosofia che guida la Federazione delle Strade del vino, dell’olio e dei sapori ed è anche per questo che la sosteniamo, proprio per il prezioso lavoro che svolge nell’indirizzare i tantissimi visitatori che scelgono questa regione verso le eccellenze che esprime».

Fonte: Nazione Pistoia-Montecatini.

Prosecco Doc, nuove regole: volumi sotto controllo.
Cda: «La riserva delle vendemmie 2022 non disponibile per il ’23». Prosecco Doc, «Basta fake news: nuove regole per gestire il prodotto». Ma la stretta di vite per preservare il valore c’è. Nuove regole per immettere sul mercato la quantità giusta di prodotto ed evitare il crollo dei prezzi: la Doc sceglie l’attingimento parziale (gli anni scorsi era totale) con un tetto di 2,5 ettari per azienda. In più la riserva vendemmiale 2022 non verrà sbloccata quest’anno ma portata al 2024. Insomma: il prodotto sarà disponibile in linea con i consumi, ma ci sarà meno Prosecco Doc rispetto allo scorso anno. O meglio, sarà vendemmiato meno vino. Una misura che mette anzitutto in sicurezza i prezzi e poi la qualità. Con una nota diramata anche per contrastare voci false e rumor rischiosi, la Doc spiega i nuovi criteri per governare il flusso di bollicine di pianura.

Fonte: Gazzettino Treviso.

STAMPA ESTERA

California wine tasting without the crowds.
John Steinbeck described the Gabilan Mountains as “full of sun and loveliness and a kind of invitation.” The winery beckoned. Notable estate vintages are served in a patchwork of small, bucolic settings. It is a trek to Windy Oaks Estate Vineyard e Winery in the foothills of the Santa Cruz mountains of Northern California, a journey that includes passing through a forest damp with coastal fog. A carpet of moss covered a stone bridge built in 1939, its markings now barely legible. It was as if nature was taking the road back. Oak trees and wood fences — even an old parked motorcycle — were consumed by lichen. But beyond the mottled redwoods and moss-covered oaks, rows of grapevines appeared on a sunny hillside in Corralitos, where Windy Oaks was built on a former apple orchard with sweeping views of Monterey Bay. Windy Oaks is one of a growing patchwork of wineries an hour’s drive south from Silicon Valley that are making and serving prizewinning chardonnay, pinot noir and other estate vintages. If winemakers in Sonoma and Napa Valleys, farther north, are viewed as sophisticated siblings, the wineries in the triangle formed by the towns of Corralitos, Morgan Hill and Hollister are their relaxed country cousins. They are related, but each has its own quirks. There is a bucolic charm in these lesstraveled byways. Local beekeepers sell honey out of the backs of their pickup trucks. Bags of Meyer lemons, $5 apiece, are stacked in self-service roadside shelves. Goats graze just about everywhere. And if you take a wrong turn, you might find yourself at Gizdich Ranch in Watsonville, where you can pick your own berries and eat a slice of apricot pie. Mostly, though, newcomers to the area are delighted that the busloads of noisy summer tourists that clog the Silverado Trail of Napa Valley don’t exist here. That means you can enjoy a quiet picnic in the middle of a vineyard. Who knows? Maybe the server pouring wine that day might be the winemaker herself. At Windy Oaks I was greeted by Cookies, a portly feline who followed me to a table at the edge of a row of vines. Two couples had arrived before me and laid out a feast of cheese and sausages from the Corralitos Market e Sausage Company. One of the picnickers offered me a Polish sausage, rich and peppery, that paired nicely with the 2020 Henry’s Block estate pinot noir I was tasting. In 2001, Windy Oaks’ founding winemaker, Jim Schultze, and his wife, Judy, released their first 36 cases of pinot noir. The Henry’s Block I tasted was from the original three-acre vineyard planted in 1996 and named after Judy’s father. The Schultzes now tend 27 acres (11 hectares) and make 5,000 cases of wine a year, buying grapes from nearby Monterey County to supplement what they don’t grow. My server, Elaine, was unhurried, explaining that the grapes were processed with minimal intervention as it’s done in Burgundy. As a bonus, she offered me a taste not on the menu: the Judy’s Block estate pinot noir from 2018. Grown on half an acre and aged in a single barrel, only 24 cases of the wine were produced. (It costs $110 per bottle.) I bought a sparkling pinot noir and, after giving Cookies one last belly rub, strolled to the top of the hill where I watched sailboats drift out to sea. About 20 miles (32 kilometers) east of Corralitos, along the southernmost edge of the Santa Clara Valley, a group of wineries is wedged between Gilroy and Morgan Hill — ranging from mom-andpop enterprises to award-winning pros. In the mid-1800 s, the valley was a prominent producer of wine grapes.

Fonte: New York Times International Edition.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 27 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vino e vigne, un tesoro da sfruttare meglio.
L’enoturismo vale oltre 2,6 miliardi di euro, ma ha ampi margini di crescita: dall’apertura delle aziende vitivinicole anche di domenica alle proposte di esperienze nei luoghi di produzione di Paolo Galliani Vino e vigne, un tesoro da sfruttare meglio. ERA NATO negli anni ’80 come bisogno diffuso di passare del tempo in campagna, in ambienti rurali, dall’atmosfera bucolico-virgiliana. È diventato l’elemento trainante del turismo contemporaneo, quello esperienziale, in qualche modo anche culturale. Lo dicono loro, gli interessati: i 15 milioni di italiani che si dichiarano affascinati dalle vigne e dalle cantine e non solo per la possibilità, comprensibile, di completare una visita con il rito non disprezzabile della degustazione. Una cosa è certa: il mondo del vino è diventato quello con il maggior potere seduttivo sui viaggiatori italiani ma anche sugli stranieri che scelgono il Belpaese come destinazione.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia Turismo.

Uno spumante d’altura per brindare all’estate.
In alto i calici all’estate; scovo tra le bottiglie che si prestano a un inno alla gioia per la bella stagione una bottiglia quasi teutonica. Se non vi siete mai chiesti perché lo Champagne é lo Champagne sappiate che è perché – oltre a saperlo fare bene – i francesi sono aiutati dal clima frescolino di quelle terre. L’alternarsi di arie atlantiche e di sole continentale serve a tenere alta l’acidità e a esaltare le componenti «aromatiche» delle uve. Cosi frugando in cantina è uscito fuori Michei. Lo tratto da amico perché è il frutto della fatica e dell’intuito di un amico: Martin Foradori Hofstatter. L’ultimo Barthenau Vigna Sant’Urbano è la glorificazione del Pinot Nero: una bottiglia di classe superiore. Martin sta allargando molto la sua produzione e ha acquisito vigna nei territori più votati a cavallo dell’Adige
Fonte: La Verita’.

In vino veritas.
Chianti rubino speziato e balsamico Cesare e Andrea Cecchi, gestiscono la grande proprietà di famiglia che vanta ormai più di un secolo di vita. Sei le tenute vitivinicole, cinque in Toscana e una in Umbria: dal Chianti alla Maremma, passando per Montefalco, tutte le etichette prodotte sfoggiano un carattere deciso e un timbro territoriale di bella riconoscibilità. Realtà di spicco nel panorama produttivo dell’intero territorio, trova sede nella prestigiosa Villa Cerna, nel cuore del Chianti Classico. Nel calice, nella versione riserva, un CITRA Spumante rosé che seduce con ribes e fiori Dall’intento di unire tecnologia, avanguardia, competenza e qualità alle tradizioni, nasce nel 1973 una nuova realtà di nove cantine riunite sotto un unico marchio.

Fonte: Messaggero.

I conti di Prosit Group. Fatturato di 83 milioni.
Prosit Group chiude il bilancio 2022 con un fatturato consolidato di 83 milioni, mentre il margine operativo lordo, penalizzato dai forti incrementi di energia e packaging, si attesta sui 4 milioni. Risultati frutto di crescita e acquisizioni nel 2022: Cantina di Montalcino e Casa Vinicola Caldirola.

Fonte: Resto del Carlino.

Parterre – Fondazione Enpaia beve ancora Masi.
Gli agrotecnici ci hanno preso gusto con l’amarone. Masi Agricola, società quotata su Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, radicata in Valpollicella Classica, ha reso noto ieri di aver ricevuto da parte di Fondazione Enpaia (Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura) una comunicazione di aumento della propria partecipazione in Masi Agricola, che annovera 2.430.720 azioni in capo alla Gestione Principale e alle Gestioni Separate, raggiungendo la soglia del 7,56% del capitale sociale rappresentativo di azioni che conferiscono diritto di voto.

Fonte: Sole 24 Ore.

«Liguria da bere» a La Spezia con oltre 200 produttori.
Torna a La Spezia dal 30 giugno al 2 luglio la XVI edizione di «Liguria da Bere», rassegna dei vini liguri Doc e Igt, con in degustazione oltre 200 produttori. Cresce anche il numero di stand dando maggior spazio agli eventi informativi ed educativi dedicati al mondo dell’enogastronomia.

Fonte: Tempo.

Istituire il registro città del vino e olio.
La proposta del disegno di legge avanzata dall’onorevole Pino Bicchielli, vice presidente di Noi Moderati alla Camera Istituire il registro città del vino e olio Sono oltre 15 milioni gli italiani riuniti in più di mille enti territoriali, in piccoli e medi comuni, associazioni con lo specifico scopo di promuovere e valorizzare le identità colturali più autentiche dei loro territori, in particolare le colture dell’olivo e della vite unitamente alle produzioni di olio extravergine di oliva e di vino. Sono le associazioni nazionali delle Città dell’Olio, e più in generale delle Città di Identita. La loro funzione di enti di promozione del territorio e della cultura rurale tipica italiana esige che si provveda al riconoscimento legale del ruolo delle Associazioni nazionali delle Città dell’Olio e delle Città di Identità.

Fonte: Le cronache del Salernitano.

Vino, l’«health warning» irlandese è legge.
Il Public health alcohol regulations 2023 irlandese è legge. Il sistema di «health warning» sulle etichette dei vini e delle bevande alcoliche – simile a quello previsto ormai da anni per il fumo sui pacchetti delle sigarette e dei prodotti di tabacco in generale – è entrato in vigore in Irlanda. Un’iniziativa che vede la ferma opposizione di Confagricoltura che, proprio di recente, ha formalizzato l’esposto alla Commissione europea per ribadire l’incompatibilità dell’iniziativa di Dublino con le regole Ue. Per la confederazione il sistema di etichettatura irlandese rappresenta un pericoloso precedente per il regolare funzionamento del mercato unico.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Un weekend per brindare – La cultura racchiusa nei calici. Weekend con ‘Liguria da bere’: «Celebriamo la nostra qualità».
Oltre 200 etichette negli stand che saranno allestiti da venerdì a domenica in corso Cavour Quest’anno ci saranno premi speciali per i produttori locali, valutati da pubblico e giuria. Particolare attenzione sarà riservata ai cinquant’anni della doc 5 Terre Un programma ricco, che darà spunti a chi vuole degustare con maggior consapevolezza i vini del nostro territorio e non solo. La XVI edizione di ‘Liguria da bere’ torna lungo corso Cavour da venerdì – con inaugurazione alle 18 – a domenica (sempre dalle 18 alle 24). La rassegna dei vini liguri Doc e Igt, porta in LE DEOUSTAZIONI Ticket acquistabili tra le 18 e le 24 Promozioni per l’intero kit degustazione oltre 200 etichette dei produttori liguri e cresce in numero di stand dando maggior spazio agli eventi informativi ed educativi dedicati al mondo dell’enogastronomia.

Fonte: Nazione La Spezia.

Torna Liguria da Bere: «Obiettivo 30 mila ticket per rilanciare il territorio».
Un’edizione di Liguria da Bere negli anni passati La presentazione ieri mattina nella sede della Camera di commercio Riviere di Liguria, in carnet anche storyteller e talk show dedicati al gusto. Le eccellenze vitivinicole tornano in mostra. Dai vigneti delle Cinque Terre ai terrazzamenti dell’estremo Ponente, la sedicesima edizione di Liguria da Bere è pronta a prendersi il palcoscenico. Tra il 30 giugno e il 2 luglio, come ogni anno, gli attori principali saranno i vini, la terra e i produttori regionali. «Parliamo di uno degli eventi principali dell’intero anno» ha spiegato ieri Davide Mazzola, vicepresidente di Camera di Commercio Riviere di Liguria, nella conferenza stampa di presentazione. «Noi puntiamo su un prodotto unico e d’eccellenza. – ha ripreso – Siamo convinti che l’edizione di quest’anno possa battere tutti i record».

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Rosso banino d’eccezione ad ArteVino.
Un vino arrivato direttamente dai fondali del mar Adriatico. Originale degustazione nella kermesse “ArteVino” di Maleo del Rosso di Valbissera San Colombari Doc della azienda Poderi San Pietro, con affinamento classico in cantina ed affinamento alternativo a 30 metri sotto il livello del mare. L’azienda è a conduzione familiare per atto della famiglia Toninelli, agricoltori affermati nella zona già dal 1958. La serata con la presenza dei rappresentanti della famiglia Toninelli è stata condotta dalla sommelier Elisabetta Luciano. Toninelli.

Fonte: Cittadino di Lodi.

“Biodivigna”, ultimo incontro sulle tecniche per gestire le viti.
A Casteggio la terza attività dimostrativa per aiutare agricoltori, enologi e produttori. Sullo sfondo il tema del cambiamento climatico “Biodivigna”, ultimo incontro sulle tecniche per gestire le viti. Ultimo appuntamento prima della pausa estiva con la terza attività dimostrativa in vigna prevista dal progetto “Biodivigna”, realizzato dal Distretto del vino per aiutare agronomi, enologi, tecnici e produttori ad impiegare le migliori tecniche di gestione della vite per aumentare sempre di più la qualità dei prodotti e affrontare i cambiamenti climatici, in particolare la siccità. L’incontro si è svolto ieri mattina, alla Tenuta Frecciarossa di Casteggio, sul tema “Rilievi con sensore per la mappatura del vigore”: relatore è stato Leonardo Valenti, docente dell’università degli studi di Milano e consulente aziendale di alcune cantine dell’Oltrepo Pavese, con il contributo di Marco Tonni, consulente in aziende del settore vitivinicolo per la gestione agronomica e fitosanitaria di vigneti.

Fonte: Provincia – Pavese.

I vini eroici dell’Etna e Colombano Romean per il Valsusa Doc.
II Consorzio di tutela e valoriz7a7ione dei vini Doc Valsusa nel weekend del 1° e 2 luglio organizza la seconda edizione di “Valsusa Emozioni da bere”. A ospitare la manifestazione sarà Susa. presso i chiostri e il parco dell’ex convento medievale di San Francesco. Dopo il successo della celebrazione del venticinquennale della Doc la formula 2023, che prevede sempre la presenza dei viticultori valsusini si apre al confronto ospitando alcuni produttori della viticoltura eroica siciliana, del Consorzio EtnaDoc e gli atri 3 Consorzi Doc della Provincia di Torino: Erbaluce e Crema, Freisa e Collina Torinese e Pinerolese. Con degustazioni guidate, di vini e prodotti locali, musica, la mostra fotografica e proiezioni video sula viticoltura della valle di Susa e un momento importante di storia.

Fonte: Luna Nuova.

Viticoltura sostenibile e fitofarmaci azzerati.
Sala Monferrato Diventa ‘Comune sostenibile’: evento il 2 settembre Viticoltura sostenibile e fitofarmaci azzerati. La dichiarazione di impegno per una viticoltura sostenibile, avvicinando cioè gradualmente a zero l’uso dei fitofarmaci nella coltivazione della vite L’incontro ieri sera, lunedì, a Sala Monferrato. Sala ‘Comune sostenibile’ Il 2 settembre il paese celebrerà con un evento il riconoscimento di ‘Comune Sostenibile’ che ha conseguito nei giorni scorsi, un attestato che premia l’impegno da almeno quattro anni finalizzato alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività agricole e del risparmio energetico e dell’impegno sociale del comune. Sostenibilità in viticoltura significa produrre vino di qualità ricercando i migliori metodi per ottenere il minor impatto possibile sull’ambiente, all’interno di una concezione di business etico, cercando di preservare le risorse naturali per le generazioni future.

Fonte: Monferrato.

Parte col botto la Mostra del vino Sizzano Doc: ben 260 partecipanti a “Stuzzicando tra le vigne”.
Sabato al taglio del nastro della manifestazione c’era anche il questore di Novara, Alessandra Faranda Cordella Parte col botto la Mostra del vino Sizzano Doc: ben 260 partecipanti a “Stuzzicando tra le vigne”. Partenza col piede giusto per la 5lesima edizione della Mostra del vino Sizzano doc, che sabato ha visto l’assegnazione del “Grappolo d’argento” ai produttori locali e ben 260 partecipanti a “Stuzzicando tra le vigne”. Il clima estivo ha favorito la passeggiata con degustazioni tra vigneti, con oltre 30 tra bambini e ragazzi; il gran finale si è tenuto in piazza Prone con il fritto misto alla sizzanese. «Siamo felici del riscontro del mondo istituzionale e associazionistico – spiega il presidente della Pro loco, Alberto Bianchi a proposito dell’inaugurazione della mostra.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Come migliorare l’accoglienza in cantina.
consorzio di promozione I Vini del Piemonte e Banca di Asti organizzano un seminario formativo gratuito rivolto alle aziende vinicole per affrontare in maniera pratica e concreta il tema dell’accoglienza in cantina fatta “su misura”. L’incontro è in programma martedì 11 luglio, dalle 17alle 19 nella sede centrale della Banca di Asti, in Piazza Libertà 23, ad Asti ed aperto a tutte le aziende vinicole piemontesi e agli operatori interessati. D programma prevede l’intervento di Denia Colucci, titolare del tour operator LoveLanghe Tour, sommelier AIS, tecnologa alimentare, docente e consulente per alcuni trafili istituti formativi, che da oltre 10 anni si occupa di turismo di incoming e di formazione nell’ambito dell’accoglienza turistica per aziende e associazioni di produttori, che flustrerà una serie di tecniche e di accorgimenti utili per migliorare le dinamiche legate alla progettazione dell’accoglienza in cantina e potenziare il rapporto con gli operatori di settore

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Cresce ancora l’Enoteca di Nizza Sono pronti nuovi investimenti.
Cresce di fatturato del 35%, in base al bilancio 2022, l’Enoteca Regionale di Ni77..a, ente a partecipazione mista che unisce il Comune di Nizza e l’Unione Collinare ‘VigneeVini” con l’Associazione Produttori del “Nizza”, partner decisivo la Regione Piemonte. In termini strettamente economici, l’annata si è chiusa con 275 mila euro extra sul circa 410 mila euro di entrate. Ne è presidente, dal 2015, Mauro Damerio, viticoltore a propria volta nonché già assessore all’agricoltura con la giunta di Flavio Pesce, che dell’andamento economico dell’ente si die particolarmente soddisfatto: «In oltre 30 anni di attività, l’Enoteca ha saputo rinnovarsi e investire in nuove importanti risorse e attività promozionali, e oggi può fermarsi a contare finalmente i suoi successi».

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Piccolo di Alessandria

Terre Derthona Il Timorasso a Milano: la serata di gala per cinque produttori..
Tortona a Milano a ospitare giovedì 29 sera dalle 19.30 un’altra tappa delle masterclass vinicole di questa estate dedicate al Timorasso: nell’imponente sala posta al primo piano della struttura i partecipanti potranno cogliere l’anima del nuovo progetto ‘Derthona’, l’antico nome della città ora è diventato il nome dal vino bianco fermo da Timorasso in purezza, da uve provenienti esclusivamente dai comuni siti sui Colli Tortonesi che curiosamente sono 31 proprio come il numero civico della sede della masterclass. Il legame fra zona e via «È stata un’idea nata dall’amicizia con il ‘papà’ del Timorasso, Walter Massa – racconta la sommelier Noemi Brambilla di Noella Wines, organizzatrice dell’evento – e dall’amore per questo vitigno tanto difficile quanto maestoso nella sua espressione, capace di essere tanto variegato e versatile, ma sempre forte.

Fonte: Luna Nuova.

«Gravine in rete, dalla memoria al futuro» si chiude a Massafra il tour della cooperazione.
Giovedì prossimo l’ultima tappa del progetto che mette insieme sei Comuni ed il sistema-imprese. Sarà Massafra, con l’appuntamento di giovedì 29 giugno, ad ospitare la tappa conclusiva del tour “Gravine in Rete, dalla memoria al futuro”, il progetto di cooperazione tra partner pubblici e privati nel territorio del “Gal luoghi del mito e delle gravine”. Si tratta della quinta ed ultima tappa dell’iniziativa Gal promossa dalla rete civica che fa capo ai territori amministrativi di 6 Comuni (Castellaneta, Ginosa, Laterza, Massafra e Palagianello), e che vede interagire il pubblico ed il privato in un percorso di cooperazione finalizzato a migliorare la conoscenza della storia e delle tradizioni del territorio, intraprendere azioni volte a rafforzare il senso di appartenenza, e soprattutto valorizzare le eccellenze locali e la crescita della competitività dell’area.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

“Vinum” nel Castello Ducale di Torremaggiore.
Si prospetta un weekend dal retrogusto intenso, il ] e 2 Luglio, nella meravigliosa cornice del Castello Ducale di Torremaggiore, con la quarta edizione di VINUM, kermesse che celebra le eccellenze della produzione enologica pugliese, quest’anno interamente dedicata al Nero di Troia. II Nero di Troia, uno dei tre grandi vini rossi prodotti in Puglia, dalle proprietà organolettiche uniche e riconoscibili: i sentori di ciliegia e ribes nero si fondono in modo distinto e armonioso con note di pepe nero e tabacco. Un’acidità bilanciata e notevole presenza di tannini, conferiscono a questo vino una considerevole longevità, nelle vinificazioni in rosato o spumantizzato i colori sono di un rosa tenue, all’olfatto note fruttate e floreali molto raffinate. Il programma prevede un week end con due appuntamenti importanti.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Il Prosecco trascina l’agricoltura: vola l’export – Il Prosecco trascina l’agricoltura.
Il presidente di Confagricoltura Scotti Bonaldi: «Ricerca innovazione e sostenibilità per competere sui mercati globali» A pagina IX Il Prosecco trascina l’agricoltura ? Produzione da 600 milioni di euro nel primo semestre ? I1 presidente di Confagricoltura Scotti Bonaldi: «Ricerca le bollicine locomotiva dell’export con 1,5 miliardi: più 21,7% innovazione e sostenibilità per competere sui mercati globali» NEL 2022 IL VALORE DELLE PRODUZIONE AGRICOLA TREVIGIANA HA TOCCATO COMPLESSIVAMENTE GLI 1,3 MILIARDI DI EURO. Non c’è solo l’industria. 11 Nordest si conferma terra agricola. Il report di Confagricoltura per la prima metà’ del 2023 mostra dati in linea con l’anno precedente, in cui il valore della produzione agricola trevigiana ha toccato 1,3 miliardi curo. La locomotiva? Sempre il prosecco, che cresce sull’export del 21% rispetto al 2021 e da solo vale (in export) nei primi sei mesi 650 milioni di euro. Consola anche la diminuzione del costo delle materie prime, che dovrebbe garantire buone performance d’acquisto.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Cento milioni di euro ogni mese produzione record per l’agricoltura.
Nel semestre il settore conferma il buono stato di salute Confagricoltura: «I costi calano ma occhio all’inflazione» A contribuire è soprattutto il vino con il 70 per cento del valore totale Un territorio capace di confermarsi punto di riferimento per l’agricoltura veneta e nordestina, e che coniugando tradizione e innovazione, sostenibilità e qualità, rappresenta uno dei distretti agricoli più dinamici e vitali per il Paese. Dopo anni «contraddistinti da fattori esogeni di forte impatto per l’equilibrio economico e sociale internazionale», l’agricoltura trevigiana vive oggi un 2023 all’insegna della stabilità, come dimostrato dal valore della produzione agricola nella prima metà dell’anno, che si attesta a oltre 600 milioni di euro: una cifra in linea con l’andamento del 2022, come emerge dai dati di Confagricoltura Treviso sull’agricoltura nella Marca.

Fonte: Tribuna Treviso.

Benvenuti nel meraviglioso mondo di Henri Giraud, tra le più antiche (ed esclusive) maison della Champagne.
Siamo a nord-est di Epernay, a 30 km a sud dall’iconica Reims dove, nella leggendaria e soleggiata cittadina di Aÿ, cuore geografico, qualitativo e storico dello Champagne, visitiamo Henri Giraud una delle maison più antiche del dipartimento della Marna; fedele alla tradizione, costituisce ancora oggi una realtà indipendente a conduzione familiare.
La storia della maison Giraud ha inizio nel 1625 durante il regno di Enrico V quando la famiglia Hémart si insedia ad Aÿ e Léon Giraud sposa la primogenita Madeleine Hémart: convenuto a nozze, Giraud decide di restaurare i vigneti della famiglia dando così inizio alla leggendaria produzione dello Champagne. I vigneti si estendono tuttora sul comune di Aÿ, Dizy e Mutigny, la maggior parte dei quali è impiantata a Pinot Nero, seguito dallo Chardonnay mentre il 3% della produzione è destinato alla sperimentazione: la maison Giraud, infatti, è da sempre improntata alla ricerca della perfezione e di nuove tecniche, seppure nel costante rispetto delle vigne e del terroir.

Fonte: Identità Golose.

“Biodivigna”, ultimo incontro sulle tecniche per gestire le viti.
A Casteggio la terza attività dimostrativa per aiutare agricoltori, enologi e produttori. Sullo sfondo il tema del cambiamento climatico “Biodivigna”, ultimo incontro sulle tecniche per gestire le viti. Ultimo appuntamento prima della pausa estiva con la terza attività dimostrativa in vigna prevista dal progetto “Biodivigna”, realizzato dal Distretto del vino per aiutare agronomi, enologi, tecnici e produttori ad impiegare le migliori tecniche di gestione della vite per aumentare sempre di più la qualità dei prodotti e affrontare i cambiamenti climatici, in particolare la siccità. L’incontro si è svolto ieri mattina, alla Tenuta Frecciarossa di Casteggio, sul tema “Rilievi con sensore per la mappatura del vigore”: relatore è stato Leonardo Valenti, docente dell’università degli studi di Milano e consulente aziendale di alcune cantine dell’Oltrepo Pavese, con il contributo di Marco Tonni, consulente in aziende del settore vitivinicolo per la gestione agronomica e fitosanitaria di vigneti.

Fonte: WineNews.

Calano i consumi di vino. Sarà trasformato in disinfettanti e biocarburante.
Bottiglie di vino “distrutte” per farne disinfettanti o biocarburanti. Questa la soluzione adottata dalla Commissione europea per fare fronte al calo dei consumi determinati principalmente dall’inflazione. Di fronte all’accumularsi di bottiglie invendute Bruxelles ha quindi adottato misure straordinarie per sostenere i produttori di vino. Se da un lato è aumentata la produzione grazie ad un ottimo raccolto dello scorso anno, dall’altro gli europei bevono meno. “Il settore del vino è colpito dalla riduzione dei consumi a causa dell’attuale inflazione sui prezzi di alimenti e bevande, che, in associazione con un buon raccolto 2022 e le conseguenze delle difficoltà di mercato durante la pandemia, hanno portato ad un accumulo di scorte”, ha sottolineato in una nota l’esecutivo europeo..

Fonte: Europa Today.

Distillazione di crisi al via per il vino europeo.
La Commissione Europea ha deciso che fino al 15 ottobre 2023 sarà possibile distillare il vino più colpito dalla crisi di mercato. Il vino distillato sarà ritirato dal mercato e l’alcol ottenuto potrà essere utilizzato solo per scopi non alimentari per evitare distorsioni della concorrenza. Saranno i singoli Paesi a decidere i criteri per la distillazione facoltativa e per i fondi stanziabili all’interno di quelli disponibili dalle OCm nazionali. In Italia il governo può decidere di stanziare fino a 300 milioni di euro. Il settore del vino è colpito dalla riduzione dei consumi a causa dell’attuale inflazione sui prezzi di alimenti e bevande, che in associazione con un buon raccolto 2022 e le conseguenti conseguenze delle difficoltà di mercato durante la pandemia hanno portato ad un accumulo di scorte. La produzione di vino dell’Ue è aumentata quest’anno del 4% rispetto all’anno precedente, mentre le scorte iniziali erano superiori del 2% rispetto alla media degli ultimi 5 anni. I cali dei consumi di vino per la campagna in corso sono stimati al 7% in Italia, al 10% in Spagna, al 15% in Francia, al 22% in Germania e al 34% in Portogallo. Parallelamente, le esportazioni di vino dell’UE per il periodo gennaio-aprile 2023 sono state inferiori dell’8,5% rispetto all’anno precedente, contribuendo ad aumentare ulteriormente le scorte.

Fonte: Teatro Naturale.

L’AI entrerà anche nel mondo del vino? Molte aziende la stanno già sperimentando.
Dai siti web alle etichette, al primo vino creato in Francia da ChatGPT, che ne ha suggerito uve, vinificazione e persino nome e costo. É uno dei temi più attuali e controversi a livello planetario: per i suoi detrattori, l’intelligenza artificiale sconvolgerà irrimediabilmente le nostre vite, mentre per i suoi sostenitori le cambierà in meglio. Intanto, l’AI sta entrando anche nel mondo del vino: alcune aziende nel mondo la stanno già sperimentando nel campo del marketing – dai siti web al design delle etichette – mentre in Francia è uscito da poco il primo vino frutto della collaborazione con ChatGPT, l’ormai celebre software basato sull’interazione tra computer e linguaggio umano, che ne ha suggerito uvaggio, vinificazione e persino nome e costo.

Fonte: WineNews.

Ad Attilio Scienza, tra i massimi esperti di vino al mondo, il “Premio Khail 2023”.
Professore e agronomo di fama internazionale, riceve il riconoscimento di “Civiltà del bere”: “un punto di riferimento per generazioni e generazioni”. Tra i massimi esperti di viticoltura e del mondo del vino italiano e internazionale, con la sua appassionata opera di ricerca, informazione e cultura del sistema vitivinicolo che svolge da decenni, mettendo in contatto studi scientifici, genetica e antropologia, ha formato e continua ad essere un punto di riferimento per generazioni di operatori del settore. Va ad Attilio Scienza, professore e agronomo di fama internazionale, il “Premio Pino Khail 2023” di “Civiltà del bere”, assegnato a “VinoVip al Forte”, la biennale che ha riunito a Forte dei Marmi il meglio della produzione enologica italiana, “per il suo infaticabile impegno nella promozione del vino italiano di pregio nel mondo”.

Fonte: WineNews.

Vino 4.0, un calice colmo di conoscenza e controllo dei fattori di produzione.
Può un tasting di vini diventare il momento nel quale si misura il risultato dell’applicazione alla vitivinicoltura delle più moderne tecnologie 4.0? La risposta giusta a questo interrogativo – solo apparentemente bislacco – è che il tasting misura sicuramente il risultato edonistico delle tecnologie, le quali riescono a dare al vitivinicoltore molto di più quanto a conoscenza specifica e memoria del proprio modo di condurre la vigna e la cantina, modus operandi che possono diventare più sostenibili sia in termini ambientali che economici e che possono, sia pure in prospettiva, sfidare un cambiamento climatico ormai giunto e che riserva continue sorprese.

Fonte: AgroNotizie – Image Line.

Vino:sindaco Frascineto, allarme peronospera in area Pollino.
A rischio la campagna vitivinicola 2023 a causa della peronospera. Lo sostiene il sindaco di Frascineto Angelo Catapano, uno dei Comuni dell’area del Pollino dove insiste la maggiore presenza di vitigni, che lancia l’allarme. “Siamo davanti – dice – ad un’importante e drammatica invasione del patogeno nei vitigni del territorio comunale di Frascineto che sta distruggendo le coltivazioni autoctone con il rischio che venga meno una delle più importanti fonti di approvvigionamento economico dell’agricoltura locale. Necessario l’immediato intervento della Regione Calabria per far fronte alla calamità”.

Fonte: ANSA.

World Lambrusco Day: il vino emiliano vola nelle grandi capitali del mondo. Cronaca da Parigi.
Parigi, 21 Giugno 2023, solstizio d’estate. Nella capitale francese alle 21 e 30 il sole non era ancora tramontato e dal ristorante Jules Vernes, al secondo piano della tour Eiffel, le luci del calar del sole su Parigi offrivano uno spettacolo da fissare nella memoria e nello smartphone. Ma il protagonista principale non era di certo il tramonto e neanche, almeno per questa volta, lo chef stellato Frédéric Anton che dirige le cucine dell’insegna che domina la città. La star, questa volta, era il Lambrusco. Sì proprio così. Il brioso vino emiliano ha pensato in grande e ha scelto di presentarsi al mondo, partendo appunto dal simbolo della metropoli francese. In effetti, non v’è dubbio che il Lambrusco goda di un periodo positivo e, pensando al futuro, lo vediamo in forte ascesa. Senza dimenticare che è uno dei prodotti dell’enologia italiana più conosciuti e diffusi al mondo.

Fonte: Gambero Rosso

Parole e chiavi di lettura dell’approccio giovane al vino (e anche una sfida).
Gli sguardi, il movimento delle mani, il tono della voce, labbra che si inarcano, che sorridono, sopracciglia perplesse. Forse non sono parole, le chiavi più belle dell’approccio giovane al vino attorno al tavolo 14 del Festival di Gastronomika. A fine giornata il cartello con il titolo del tavolo “Il tempo del vino – Boys boys boys” pare aver preso parte alla discussione. Sotto alla scritta, una freccia e un’aggiunta a pennarello “because girls just wanna have fun”.
La cosa più divertente, quando si chiede a un gruppo di giovani di indicare i coetanei che li ispirano di più, è che le caratteristiche che ammirano in loro sono spesso le stesse identiche caratteristiche che ammirano in alcuni personaggi delle generazioni precedenti.

Fonte: Linkiesta.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

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