Il festival dedicato alla Vernaccia di San Gimignano torna con la IV edizione, celebrando la storica “Regina Bianca” nel suo territorio: un weekend ricco di degustazioni, masterclass, eventi diffusi e intrattenimento.
Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato la presenza di circa 1.500 wine lover, torna dal 30 al 31 maggio 2026 Regina Ribelle – Vernaccia di San Gimignano Wine Fest, il festival dedicato al celebre vino bianco toscano, organizzato e promosso dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano in collaborazione con il Comune di San Gimignano. L’edizione 2026 assume un valore storico particolare, celebrando il 750° anniversario della prima attestazione documentata della Vernaccia di San Gimignano e i 60 anni dalla concessione della DOC. Un’edizione che, pur nel segno di una storia secolare, vuole continuare a dialogare con la contemporaneità, rinnovando il racconto della denominazione attraverso linguaggi, esperienze e contenuti di forte interesse per il consumatore e per l’appassionato, sempre più attento a identità, autenticità e cultura del territorio.
Il calendario sarà ricco di eventi, con iniziative diffuse in tutto il centro storico di San Gimignano: degustazioni itineranti, masterclass tematiche, incontri con i produttori e laboratori dedicati agli abbinamenti cibo-vino, in dialogo con le eccellenze gastronomiche toscane e le proposte dei ristoratori locali. Non mancheranno momenti di approfondimento culturale e intrattenimento, tra cui il suggestivo DJ-set serale nell’incantevole cornice della Rocca di Montestaffoli.
Come ogni anno, le giornate aperte al pubblico saranno anticipate da due giorni – 28 e 29 maggio – dedicati alla stampa nazionale e internazionale, con la presentazione delle nuove annate, convegni e tour nelle aziende del territorio.
Si dice che San Gimignano abbia preso il suo primo nome, Silvia, dalla selva che la circondava, ‘silva’ per i latini. Oggi la campagna avvolge ancora il borgo nelle vesti di un paesaggio addolcito da secoli di azione umana che vi ha disegnato vigne, oliveti e campi coltivati. Il prezioso rosso Terra di Siena si mescola al verde delle coltivazioni, a quello più intenso e austero dei cipressi e al giallo dell’ocra, creando un’ideale tavolozza di colori da cui il genio umano ha attinto per delineare, in armonia con il panorama circostante, l’inconfondibile profilo turrito.

San Gimignano Natura e arte. Le nostre radici.
Simbolo dei secoli di splendore e prestigio, guadagnati grazie alla fortunata posizione geografica, il patrimonio architettonico si è mantenuto quasi intatto fino ai nostri giorni grazie invece alla rovina cui San Gimignano andò incontro a partire dalla metà del XIV secolo. Il ciclico susseguirsi di carestie e pestilenze ne ridusse drasticamente la popolazione portando il paese al livello delle altre numerose terre del contado fiorentino, ma di fatto preservandola dalle trasformazioni urbanistiche che molti centri storici italiani hanno subito successivamente al Medioevo. Dal crollo economico e demografico San Gimignano non si riprese più e la stagnazione dei secoli successivi cristallizzò nel tempo la sua immagine medievale, artefice della fortuna e della notorietà di oggi.
Luogo di accoglienza fin dall’epoca della Via Francigena, nel XVIII secolo San Gimignano fu riscoperta dai viaggiatori del “Grand Tour” e da allora non ha mai smesso di ospitare e affascinare i suoi visitatori. Lungi dal cullarsi in un tempo fuori dal mondo, il borgo toscano si impegna a far convivere la modernità con l’animo antico delle sue mura, mantenendo uno stile di vita a misura d’uomo, tutelando il secolare patrimonio culturale e aprendosi a esperienze artistiche contemporanee.
La filosofia di Nous Art Gallery muove dalla consapevolezza che l’essere umano sia una piccola parte di un ecosistema più grande che lo precede. In questa visione, l’arte è solo parzialmente un prodotto umano ma piuttosto il risultato della sinergia tra l’uomo e gli elementi naturali. Ogni mostra curata da Nous nasce e si forma grazie a una selezione di artisti che facciano dei quattro elementi la sostanza della propria ricerca, interpretando con tecniche e materiali diversi il proprio rapporto con la natura.
