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Trend del Vino in Italia del 15 al 19 settembre 2025

Executive summary

Domanda globale in rallentamento, dazi USA al 15% che comprimono i margini, GDO italiana che regge a valore ma perde a volume. Lato offerta, vendemmia 2025 stimata a 47–47,4 mln hl con qualità buona/ottima e stock di cantina elevati (~37 mln hl): scenario di “equilibrio precario” in cui conta difendere redditività più che massimizzare i volumi.

Trend del Vino in Italia del 15 al 19 settembre 2025

Punti chiave della settimana

  • Cavit (Trentino): messaggio ai conferitori — possibili riduzioni delle remunerazioni per pressione su costi e redditività; domanda internazionale in contrazione, dazi USA = +~1$ a scaffale su vini 14–15$. Primo semestre 2025: -6/10% in diversi mercati; spumanti +7,6%. Strategia: trasferire 10% al consumatore, 5% assorbito dalla filiera.
  • Export Italia H1 2025 (Istat): -0,4% valore, -3,1% volume (~1 mld l). USA e Canada in crescita; flessioni in Germania, UK, Russia, Asia (Cina, Giappone). Spumanti: valore -0,4% (1 mld €), volumi +0,1% (254,1 mln l).
  • Tre Bicchieri/Gambero Rosso: H1 2025 -0,48% valore (3,86 mld €); volumi -3,2%. Prosecco Dop: volumi +3,9%, valori +1,3% (836 mln €) ma mix più basso; Asti in calo (quantità -16%, valore -12%) per Russia. Bottiglia <2 l: valori stabili, volumi -3%+.
  • GDO Italia (Circana): ultimi 12 mesi +0,7% valore (1,88 mld €), -2,5% volumi (427,8 mln l). Formati: 0,75 l -0,9% (ma 80% del valore, +1,4% €), bottiglioni -7,7%, brick -5,4%, bag-in-box +2,5%.
  • Dazi USA e prezzi: imprese assorbono l’impatto; a luglio prezzo medio -13,5% (da 6,52 a 5,64 $/l). Costo dazi per l’Italia: 61 mln $ in 3 mesi, poco sotto la Francia (62,5 mln $).
  • Geografia export regionale (H1 2025): Veneto leader 1,4 mld € (+1,5%, 37,1% del totale). Seguono Toscana 588 mln € (~-1%), Piemonte 553 mln € (-2,2%). Crescono Lombardia (+9,1%), FVG (+15,2%), Puglia (+5,7%), Sicilia (+4,8%).
  • Cina: Italia a 33,6 mln € (-21,7%); ripartenza import cinese complessiva dal 2024 ma ancora feeling debole col vino italiano; si accendono i riflettori su Vinitaly China Roadshow.
  • Produzione 2025: Italia prevista #1 al mondo (~47–47,4 mln hl, +8% sul 2024). Spinta dal Sud (+19%); Centro -3% (Toscana -13%). Qualità buona/ottima, ma rischio di pressione sui prezzi con scorte elevate.
  • Clima & policy: filiera divisa su estirpi, taglio rese, gestione autorizzazioni impianto, e patto di filiera (ipotesi di ricarichi Ho.Re.Ca. più bassi vs costi ristorazione in aumento). Convergenza su promozione straordinaria (USA in primis) e su qualità come leva difensiva.

Mercati principali (H1 2025)

  • USA: 988 mln € (+5,2%), 179–180 mln l (+1,1%); impatto dazi in corso, segnali di frenata nel Q2 (apr-giu -1/-2%).
  • Germania: 573 mln € (-1,8%), 234,5 mln l (-7,4%).
  • UK: 370 mln € (-4,5%), 118 mln l (-2,1%).
  • Canada: 198 mln € (+12,8%), 34,9 mln l (+6,6%).
  • Svizzera: 195 mln € (+0,4%).
  • Francia: 158 mln € (+1,8/1,9%).
  • Russia: 75,6 mln € (-37,5%), volumi dimezzati; Prosecco -30%.
  • Giappone: 87–88 mln € (-7,4/7,5%).
  • Cina: 33,6 mln € (-21/22%).
  • Brasile: 18,6 mln € (+5,5%); osservato speciale.
  • Vietnam: 6,1 mln € (+16%).

Lettura strategica (per cantine, consorzi, investitori)

  • Redditività sotto pressione: dazi, mix-down, inflazione costi e consumi più sobri spingono a ridurre rese, riposizionare listini e stringere il controllo promozionale (evitare sconti “ciechi” che erodono brand).
  • Shift di portafoglio: spumanti ancora resilienti, ma non più locomotiva automatica; bianchi freschi e denominazioni a rotazione veloce performano meglio dei rossi strutturati in GDO.
  • Canali: GDO tiene a valore; bag-in-box in crescita: opportunità per linee “quality BIB”. On-trade va riacceso con politiche mirate e formazione del personale.
  • Geografie: USA rimane core ma richiede pricing chirurgico e piani anti-dazio (hedging, contratti lungo termine, co-promo con distributori). Canada e Brasile in sviluppo; Russia e Cina da gestire con tattiche selettive e progetti education B2B/B2C. UE Nord in raffreddamento: lavorare su valore/servizio.
  • Supply: vendemmia abbondante + scorte alte ⇒ gestire i volumi (vendite sfuso programmate, distillazioni tecniche dove disponibili, differimento imbottigliamenti, MDD selettiva solo se difende margini).
  • Comunicazione: raccontare origine, sostenibilità, moderazione consapevole; meno “stravaganze”, più autenticità e accessibilità.

Mosse operative (next steps)

  1. Piani USA: simulare scenari a +15% dazi su 12 mesi; definire split assorbimento tra filiera e shelf; contratti promozionali con clausole anti-speculazione sugli stock pre-dazio.
  2. Mix & rese: per DOC/DOCG con tensione prezzi, valutare taglio rese 10–20% e blocco ricadute eccedenze su IGP dove sostenibile.
  3. Portafoglio formati: spingere 0,75 l premium con valore percepito; presidiare BIB di qualità; ridurre bottiglioni/brick non profittevoli.
  4. Diversificazione mercati: mantenere quota USA/Canada; task-force su Brasile/Vietnam; progetti B2B education in Cina (roadshow mirati, pairing con cucina italiana locale).
  5. Capex mirati: investire in efficienza di cantina e data analytics commerciale; delay di spese non critiche.
  6. Patto di filiera: tavoli con distribuzione e ristorazione per ricarichi sostenibili e calendarizzazione promo; campagne co-brand pubblico-private.

TL;DR

Italia #1 per produzione 2025 e qualità alta, ma con scorte piene e domanda più fredda. Dazi USA comprimono i margini; GDO tiene a valore, cala a volume; Veneto locomotiva export. La parola d’ordine: proteggere il margine con rese più basse, mix di prodotto intelligente e promozione chirurgica sui mercati che crescono (USA/Canada/Brasile) mentre si riaccende la scommessa Cina con progetti education.

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