Un portale del network Wine Idea. Scopri il mondo Wine idea

TORNA LA NOTTE ROSSA BARBERA TORINO

Venerdì 20 febbraio 2026 torna la Notte Rossa Barbera, la sagra diffusa del buon vino e cucina a prezzi popolari, per celebrare la “piola”, luogo simbolo della ristorazione sabauda. Piatti tipici, atmosfere conviviali e l’intrattenimento live di musicisti emergenti per un viaggio nella storia della cultura gastronomica e sociale piemontese.

La nuova edizione della “Notte Rossa Barbera”, organizzata dall’Associazione F.E.A, si inserisce  all’interno dell’ampio palinsesto OFF del Salone del Vino di Torino 2026 e coinvolgerà 20 piole in città connettendo musica ed enogastronomia. Una serata ideata per valorizzare le eccellenze del territorio con l’arte dei giovani talenti: nel circuito dei 20 ristoranti verrà infatti proposto il Menù Notte Rossa Barbera ispirato al rito della “Merenda Sinoira” e si potrà assistere all’esibizione di 20 musicisti emergenti piemontesi. Una maratona di note e sapori tra i tavoli, in cui la musica sarà protagonista insieme alla cucina.

A colorare la manifestazione di rosso ci penserà il vino delle cantine che producono Barbera del territorio – il vitigno forse più rappresentativo della tradizione contadina – selezionati dal Salone del Vino di Torino, che, abbinati uno per piola, proporranno le loro migliori etichette. Saranno presenti le cantine: Sant’Anna dei Bricchetti – Costigliole d’Asti (AT), Torchio1953 – Repergo (AT), La Torre di Castel Rocchero (AT), Boeri Vini – Costigliole d’Asti (AT), Carussin Winery – San Marzano Oliveto (AT), Tenuta Il Nespolo – Moasca (AT), Casa Pepita – Montegrosso d’Asti (AT) e Vaudano Enrico & Figli – Cisterna d’Asti (AT).

Ad anticipare il lungo weekend di esposizione del Salone del Vino di Torino, saranno dunque i ritmi e i brindisi della Notte Rossa della Barbera per un’esperienza immersiva, legata all’autenticità del territorio piemontese, un inno alla rusticità e alla memoria, per rivivere con eleganza e modernità un pezzo di storia della città. Un’occasione per far scoprire luoghi, sapori e usanze del Piemonte a un pubblico di ogni età, a cominciare dai più giovani.

Le piole in cui si potrà gustare il menù Notte Rossa Barbera e assistere al concertino degli artisti sono: Bagni Pubblici di Via Agliè, Barbagusto, Bocciofila del Meisino, Capodoglio Murazzi, Cascina Falchera, Circolo Risorgimento, Il Ramo d’Oro, Kontiki, La Cricca Circolo, La Piola di Reaglie, Le Fonderie Ozanam, Nodo Borgo Dora, Off Topic, Osteria Bocciofila Madonna del Pilone, Osteria Vanchiglia, Osterie Torino, Ostu, Qucina San Salvario, Ristorante Ratatui, Vermoutheria Peliti’s, Via Baltea.

Gli artisti emergenti: Alessio Cappello, Anita Ferraris, Aurora Motel, Corrado, EliLeliCheNoia, Emash & Francesca, IMA, Invernice, Khamilla, Mabi, Madi, Magisteri, Margot, Martina Ravetta, Matteo Tambussi, Mazaratee, Simone Villa, Solidea, Stefano Casetta, Gemma Grimoldi – stand up.

INFO

www.notterossabarbera.it

Il menù Notte Rossa Barbera prevede: 

Menù 25 €: 4 assaggi di antipasti + primo, 1 calice di vino, acqua e caffè

Il menù Notte Rossa Barbera, potrà essere gustato per tre sere consecutive: 19/20/21 febbraio, le esibizioni musicali dal vivo si terranno solo la sera di venerdì 20 febbraio.

Come partecipare:

si può prenotare direttamente contattando i ristoranti aderenti: i numeri di telefono nelle schede dedicate sul sito www.notterossabarbera.it

La tradizione della Merenda Sinoira

L’antica tradizione contadina della “merenda sinoira” era la base della ristorazione popolare. Un pasto pomeridiano che, per l’abbondanza, tende a sostituire la cena, per questo “sinoira”. Un momento imprescindibile della giornata di chi, giunta quasi l’ora di sera, non vuole distaccarsi dalla compagnia di amici e si lascia amabilmente rapire da un pasto lento, guarnito da sapori e allegre discussioni. Mentre le piole per il Piemonte, erano come nel resto d’Italia quei luoghi chiamati trattorie caratterizzati da una gestione familiare, da una cucina semplice e prodotti autentici del territorio. Il Menù Notte Rossa Barbera intende proporre una rivisitazione di questa tradizione.

INFO

www.notterossabarbera.it

Il menù Notte Rossa Barbera prevede: 

Menù 25 €: 4 assaggi di antipasti + primo, 1 calice di vino, acqua e caffè

Il menù Notte Rossa Barbera, potrà essere gustato per tre sere consecutive: 19/20/21 febbraio, le esibizioni musicali dal vivo si terranno solo la sera di venerdì 20 febbraio.

Come partecipare:

si può prenotare direttamente contattando i ristoranti aderenti: i numeri di telefono nelle schede dedicate sul sito www.notterossabarbera.it

La tradizione della Merenda Sinoira

L’antica tradizione contadina della “merenda sinoira” era la base della ristorazione popolare. Un pasto pomeridiano che, per l’abbondanza, tende a sostituire la cena, per questo “sinoira”. Un momento imprescindibile della giornata di chi, giunta quasi l’ora di sera, non vuole distaccarsi dalla compagnia di amici e si lascia amabilmente rapire da un pasto lento, guarnito da sapori e allegre discussioni. Mentre le piole per il Piemonte, erano come nel resto d’Italia quei luoghi chiamati trattorie caratterizzati da una gestione familiare, da una cucina semplice e prodotti autentici del territorio. Il Menù Notte Rossa Barbera intende proporre una rivisitazione di questa tradizione.

Descrizione Cantine in presenza 

Torchio1953 – Isola d’Asti (frazione Repergo), Asti (AT), Piemonte

Cantina a conduzione familiare con forte legame col territorio, dove la passione di generazioni si riflette in una produzione artigianale di vini locali: barbera d’Asti, nebbiolo, Alta Langa e Nizza. È conosciuta anche per l’ospitalità e le degustazioni che raccontano la storia della famiglia e del Monferrato: “Dove c’è una vigna c’è civiltà, ma anche buon umore”!

Carussin – San Marzano Oliveto (AT), Piemonte

Azienda agricola storica (dal 1927) che produce vini piemontesi naturali nel cuore del Monferrato Astigiano con approccio biologico/biodinamico. Offre anche birra artigianale e attività educative legate alla terra e alla viticoltura.

Sant’Anna dei Bricchetti – Costigliole d’Asti (AT), Piemonte

Una piccola azienda vitivinicola familiare nata nel 2012 che produce vini espressivi del territorio monferrino, concentrandosi soprattutto su Barbera d’Asti e Moscato d’Asti, vinificati rispettando identità locale e terroir collinare.

La Torre di Castel Rocchero – Castel Rocchero (AT), Piemonte

Cooperativa storica fondata nel 1953 da viticoltori locali per valorizzare insieme le uve della zona. Offre una gamma di vini tipici piemontesi prodotti con impegno collettivo e radicamento sociale.

Boeri Vini – Costigliole d’Asti (AT), Piemonte

Azienda vitivinicola di tradizione (dal 1904) gestita da più generazioni, nota soprattutto per le Barbera d’Asti, ma anche per Chardonnay, Moscato e altre varietà. Punta su qualità, rispetto per il territorio e accoglienza in cantina.

Tenuta Il Nespolo – Moasca (AT), Piemonte

Cantina a conduzione familiare e progetto personale di vignaiolo che valorizza il terroir di Moasca. Produce vini artigianali che riflettono l’identità locale, con un’opera attenta tra vigna e cantina e filosofia di vinificazione rispettosa della natura.

Casa Pepita – Montegrosso d’Asti (AT), Piemonte

Un progetto che unisce vino e ospitalità immerso nei vigneti del Monferrato: oltre alla produzione di Barbera “Pepita”, è uno spazio per eventi e momenti conviviali in ambiente naturale e accogliente.

Vaudano Enrico & Figli – Cisterna d’Asti (AT), Piemonte

Azienda vitivinicola tradizionale con quasi un secolo di storia, dove più generazioni producono vini tipici del territorio come Barbera, Roero Arneis, Terre Alfieri e altri cru rossi e bianchi, espressione dei suoli sabbiosi e argillosi della zona.

Descrizione Piole

Barbagusto è un locale informale e accogliente, dove cucina semplice e spirito conviviale si incontrano.

La Cricca è un circolo ARCI attivo e partecipato, punto di riferimento per la vita culturale e sociale del quartiere. Tra musica, incontri e cucina popolare, è uno spazio aperto, inclusivo e fortemente legato al territorio.

Kontiki è un locale dall’atmosfera rilassata e informale, capace di unire cucina, bevande e socialità in uno spazio conviviale.

Ratatui propone una cucina curata e accessibile, con attenzione alla qualità degli ingredienti e alla stagionalità.

OFF TOPIC è uno spazio culturale polifunzionale che unisce ristorazione, musica, eventi e socialità. Un luogo dinamico e contemporaneo, pensato per accogliere pubblici diversi e stimolare incontri tra culture, linguaggi e persone.

Immersa nella collina torinese, La Piola di Reaglie celebra la tradizione gastronomica piemontese in un contesto semplice e genuino. Un luogo che profuma di cucina di casa e convivialità, con una forte identità territoriale.

Nodo Borgo Dora è un ristorante-bistrot che interpreta la cucina in chiave contemporanea, con attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Inserito in un contesto urbano vivo, è un punto di incontro tra gusto, cultura e quartiere.

Cascina Falchera è uno spazio che unisce ristorazione, agricoltura e socialità. Immersa nel verde, propone un’esperienza legata alla stagionalità, alla filiera corta e alla valorizzazione del territorio.

Pelitis è un locale conviviale che punta su una cucina semplice e diretta, pensata per accompagnare momenti di incontro e condivisione. Un ambiente informale, ideale per eventi dal carattere autentico e popolare.

Storica bocciofila torinese, Madonna del Pilone è un luogo di aggregazione dove tradizione, gioco e cucina si intrecciano. Uno spazio genuino, perfetto per vivere il territorio in modo autentico e informale.

Via Baltea è un hub culturale e creativo che ospita laboratori, eventi e attività sociali. Un luogo di sperimentazione e inclusione, dove cultura, cibo e comunità dialogano in modo naturale.

Capodoglio è un locale accogliente e informale, caratterizzato da una proposta gastronomica semplice e da un forte spirito conviviale. Un punto di riferimento per chi cerca un’atmosfera rilassata e autentica.

Ostu propone una cucina che valorizza ingredienti e tradizioni, con un approccio diretto e contemporaneo. L’ambiente è essenziale e curato, pensato per un’esperienza gastronomica accessibile e sincera.

Qucina è uno spazio dedicato alla sperimentazione gastronomica e culturale. Un luogo dinamico, dove cibo, idee e persone si incontrano, favorendo scambio e creatività.

Fonderie Ozanam è un centro culturale e sociale che ospita eventi, attività artistiche e momenti conviviali. Un luogo aperto e inclusivo, radicato nel quartiere e orientato alla partecipazione.

Il Circolo Risorgimento è uno spazio associativo storico, punto di riferimento per la socialità di quartiere. Tra cucina popolare, incontri ed eventi, rappresenta un presidio di convivialità e cultura condivisa.

La Bocciofila Meisino è un luogo autentico e informale, legato alla tradizione torinese delle bocciofile. Un contesto ideale per eventi conviviali, dove il cibo accompagna il piacere dello stare insieme.

Osterie Torino è una rete di locali che raccontano la tradizione gastronomica piemontese attraverso cucine sincere e identitarie. Un progetto che valorizza il patrimonio culinario cittadino in chiave contemporanea.

Acqua Alta è uno spazio ibrido che unisce balneazione urbana, cucina ed eventi culturali. Inserito nel contesto dei Bagni di Via Agliè, è un luogo informale e sperimentale, fortemente legato alla vita di quartiere.

Osteria Vanchiglia è un locale storico che propone cucina piemontese tradizionale in un’atmosfera familiare e accogliente. Un punto di riferimento per chi cerca sapori autentici e convivialità.

Ramo d’Oro è un ristorante che interpreta la cucina con sensibilità contemporanea, mantenendo un forte legame con le materie prime e il territorio. L’ambiente curato e raccolto offre un’esperienza gastronomica equilibrata e raffinata.

Descrizione Artisti 

Alessio Cappello: cantautore dallo stile ironico e iconoclasta, ha esordito come solista con il brano “Avvocato!”, definito provocatoriamente uno “sgarbo” a Paolo Conte. La sua musica mescola cantautorato classico e sperimentazione.

Aurora Motel: band torinese che propone un genere definito “rock-jazz demenziale”. Nel 2024 hanno pubblicato il loro primo omonimo album, caratterizzato da testi ironici che celebrano simboli della città come i tôret.

Emash & Francesca: duo di cantautori torinesi (classe 1998) che fondono indie pop e armonie vocali. Hanno iniziato come artisti di strada e collaborano con il Premio Buscaglione.

Matteo Tambussi: musicista e produttore poliedrico, attivo tra Torino e Berlino. È noto per i suoi progetti sperimentali.

Solidea:  è una band torinese nata nel 2023 che si distingue per una ricerca sonora libera dopo precedenti esperienze musicali dei componenti.

Corrado: artista che unisce canzone d’autore e sensibilità pop, con testi narrativi e arrangiamenti curati, attenti all’equilibrio tra parola e melodia.

Invernice: progetto musicale che esplora sonorità dream pop e alternative, caratterizzato da atmosfere rarefatte e testi introspettivi.Stefano Casetta: cantautore e musicista torinese, spesso associato a sonorità acustiche e a una scrittura intima tipica della scena club indipendente

Dal 10 al 17 novembre 2024 Torino accoglie, per il quarto anno consecutivo, le Nitto ATP Finals. Il prestigioso evento tennistico è ormai di casa nella capitale sabauda e porta, una volta ancora, l’attenzione mediatica del mondo sul Piemonte e una moltitudine di turisti e appassionati sportivi.

Anche quest’anno, l’Archivio Storico di Torino diventa, dal 9 al 16 novembre, sede di incontri di promozione del territorio (Casa Gusto) e delle sue eccellenze enogastronomiche. Regione Piemonte, Città di Torino e Camera di commercio di Torino con Turismo Torino e Provincia e le associazioni di categoria del territorio coinvolgono decine di artigiani, agricoltori, ristoratori e operatori del comparto agroalimentare per portare il buongusto della Regione e della Città agli occhi di tutti.

Da rilevare la presenza di Confagricoltura Torino che è tra i protagonisti dell’edizione 2024 di queste Nitto ATP Finals. Martedì 12 novembre, alle ore 11.30, la nostra associazione ha proposto: “La cooperazione vitivinicola e i dolci del Canavese incontrano i formaggi della Valsusa”: una degustazione guidata di 6 vini delle 3 cantine sociali del territorio canavesano, nostre associate: Cantina Produttori Erbaluce di Caluso, Cantina della Serra e Cantina Produttori Nebbiolo di Carema. In accompagnamento agli Erbaluce di Caluso nelle tre tipologie previste dalla Docg e ai Carema Doc, sono proposti i formaggi di Corbusier di Novalesa e alcune leccornie della pasticceria Bonfante (locale storico) di Chivasso. Ha partecipato all’evento, condotto da Alessandro Felis, Maria Luisa Cerale, direttore di Confagricoltura Torino che ha sottolineato: “È di fondamentale importanza essere coinvolti in questi eventi internazionali che danno lustro alla città, al territorio tutto e alle tante eccellenze enogastronomiche di cui noi come Confagricoltura associamo molte aziende produttrici. Una delle tante occasioni, anche, per ringraziare la Camera di commercio di Torino che ci affianca sempre nelle attività promozionali.”.

Una vetrina imperdibile per i nostri associati. L’anno scorso a Casa Gusto, le degustazioni hanno visto partecipare più di 3 000 persone venute dal mondo intero. Gli eventi di quest’anno, al terzo giorno di programmazione, sono già tutti sold out.

Il prossimo 26 gennaio 2024, a Torino, presso il CAMPUS LUIGI EINAUDI – Lungo Dora Siena, 100 – dalle 9,30 alle 13,30, Confagricoltura e Assoverde, con KÈPOS, in collaborazione l’Università di Torino ed il Politecnico di Torino, il CREA ed AIAPP, organizzano il Convegno dal titolo:

LIBRO BIANCO DEL VERDE – LA SALUTE È VERDE / IL VERDE È SALUTE: Economia verde, paesaggio e salute: criticità, prospettive e proposte per lo sviluppo delle città.

 

CONVEGNO/WEBINAR, TORINO, VENERDÌ 26 GENNAIO 2024: Libro Bianco del Verde

La Città di Torino, alla ricerca di una ulteriore nuova identità com’è nella sua storia, si sta dedicando alla revisione del PRG, ed introduce per la prima volta in modo così esplicito il Paesaggio come uno dei cardini su cui strutturare il futuro della comunità urbana, organismo nel quale nei prossimi decenni si stima vivrà fino al 70% della popolazione mondiale.

Come Torino, le grandi città hanno bisogno di compattarsi per liberare suolo permeabile, devono trattenere l’acqua meteorica, devono abbattere le isole di calore, devono dotarsi di ‘rifugi climatici’ per affrontare l’improvviso cambiamento climatico. Per fare tutto ciò in modo efficace, duraturo e sostenibile, hanno bisogno di visioni di breve, medio e lungo periodo, di uno strumento agile, aggiornato e flessibile, di costruire dei vuoti ed abitarli con la vegetazione; dove il verde, nelle sue diverse declinazioni, insieme al l’acqua, l’oro blu, costituiscano infrastruttura di base per la pianificazione e la progettazione degli interventi, come volano per lo sviluppo di una nuova economia e precondizione per la salvaguardia dell’Ambiente e della Salute dei cittadini. Per questo servono azioni armoniche tra politica, tecnica, competenza, scienza, professione coadiuvate da strumenti normativi, tecnici e formativi efficaci. Serve insomma un progetto di Paesaggio.

Quella della regione Piemonte, con Torino, costituisce la prima tappa del percorso del Libro Bianco del Verde per il 2024, ad oltre 2 anni dalla presentazione nazionale a Roma della prima edizione del Libro Bianco del Verde “Per un neo-rinascimento della cura e della gestione del verde” (12 ottobre 2021) e ad 1 anno dalla presentazione della seconda edizione (20 gennaio 2021) sui “Parchi della Salute”.

In coerenza ed in continuità con il percorso del Libro Bianco del Verde, il Convegno di Torino, con il titolo “Economia verde, paesaggio e salute: criticità, prospettive e proposte per lo sviluppo delle città” coinvolge i principali interlocutori istituzionali, le Università, tecnici ed esperti, insieme ad aziende e professionisti del territorio, con una sezione dedicata al “Libro Bianco del Verde”, ai c.d. “Parchi della Salute” e al nuovo Focus 23/24, di prossima pubblicazione, su “Acqua. Una risorsa indispensabile per la salute del pianeta”..

Obbligatoria l’iscrizione, con indicazione della partecipazione in presenza o da remoto.

La partecipazione al Convegno/Webinar, in presenza o da remoto, con iscrizione obbligatoria, prevede il riconoscimento di CFP. Ciascun Ordine/ Collegio professionale provvederà all’assegnazione dei CFP per l’iniziativa nella quantità e con le modalità previste dai rispettivi regolamenti. La partecipazione al Convegno è prevista sia in presenza (fino ad esaurimento posti) che da remoto con ISCRIZIONE OBBLIGATORIA, per entrambe le modalità.

 

CONVEGNO e WEBINAR – 26 GENNAIO 2024

LA PRIMA DELL’ALTA LANGA: ANNUNCIATA LA NUOVA EDIZIONE, SARÀ ALLA REGGIA DI VENARIA (TORINO) LUNEDÌ 8 MAGGIO 2023

Prima dell’Alta Langa 2023: lunedì 8 maggio alla Reggia di Venaria (Torino)

La Prima dell’Alta Langa 2023 si terrà il prossimo lunedì 8 maggio, dalle 9.30 alle 18.30, all’interno della settecentesca Galleria Grande della Reggia di Venaria.

La grande degustazione dei vini Alta Langa attualmente presenti sul mercato è organizzata dal Consorzio Alta Langa ed è riservata a un pubblico di operatori professionali: buyer, enotecari, ristoratori, sommelier professionisti, distributori, barman, giornalisti. Nei prossimi giorni si apriranno le iscrizioni sul sito del Consorzio (www.altalangadocg.com).

Si tratta della quinta edizione della manifestazione: le prime due edizioni si sono svolte al Castello di Grinzane, nella primavera del 2018 e in quella del 2019. Nell’autunno 2019 è stata realizzata un’edizione a Milano, a Palazzo Serbelloni, e nel giugno scorso una torinese, all’interno del Museo privato di Italdesign dove è stato presentato l’iconico calice “Terra”.

“Anno dopo anno, edizione dopo edizione, l’evento del Consorzio Alta Langa cresce e si arricchisce, così come la nostra compagine: se nella prima edizione del 2018 i produttori presenti alla manifestazione erano 18, con circa 40 etichette in degustazione, l’anno scorso a Torino eravamo in 46 con 115 diversi vini. La Prima dell’Alta Langa si conferma l’occasione per poter assaggiare un’amplissima selezione di Alte Bollicine Piemontesi, incontrare i produttori ed entrare pienamente a contatto con lo spirito di una denominazione in netto sviluppo, in Italia e non solo” commenta Mariacristina Castelletta, presidente del Consorzio Alta Langa.

ALTA LANGA DOCG: ANIMA DI UN TERRITORIO – Diverse le iniziative che il Consorzio sta portando avanti in questi mesi. Ieri, nel Palazzo Banca d’Alba, è stato presentato anche il progetto “Alta Langa DOCG: anima di un territorio” che coinvolgerà alcuni tra i più importanti sommelier di Torino, Milano e Genova. Queste le prime tre tappe di un viaggio nel quale l’Alta Langa DOCG si racconterà nella sua vocazione di “vino gastronomico” in abbinamento alle specialità dei cuochi delle trattorie storiche delle terre alte di Langa. Seduti attorno a un tavolo, in un clima conviviale di scambio e confronto, gli ospiti di questi eventi saranno guidati alla scoperta delle Alte Bollicine Piemontesi e dei sapori più autentici dell’Alta Langa e incontreranno alcuni degli osti più rappresentativi dello spirito di questo territorio. Nei primi tre appuntamenti saranno coinvolti al fianco del Consorzio Piemassimo Cirio (Trattoria Madonna della Neve, Cessole), Gemma Boeri (Osteria da Gemma di Roddino) e Vilma Forneris (La Vecchia Osteria di Castellino Tanaro).

A fronte della crescita della denominazione, il Consorzio prosegue la sua assunzione di responsabilità verso il territorio di origine e allo stesso tempo adotta delle azioni a più ampio raggio che permettano di far conoscere l’autenticità e la bellezza dell’Alta Langa attraverso la chiave di lettura gastronomica: coinvolgere in questo viaggio le osterie storiche delle terre alte, essenza e presidio del territorio, è per noi un grande orgoglio” dice il direttore del Consorzio Alta Langa, Paolo Rossino.

Anche nella scelta di queste mete gastronomiche c’è un valore di sostenibilità. Ciò che il Consorzio intende condividere con gli ospiti degli appuntamenti tra Torino, Milano e Genova – nelle atmosfere sabaude come in una terrazza in cui si respira il profumo del mare – è il senso di benessere, di piacere, di appagamento che solo questi osti sanno regalare.

Terra Madre Salone del Gusto è l’evento mondiale dedicato al cibo buono, pulito, sostenibile e alle politiche alimentari, che si terrà al Parco Dora, Torino, da giovedì 22 a lunedì 26 settembre, con stand di oltre 600 produttori italiani e internazionali, un ricco programma di eventi e spazi espositivi che sottolineano l’importanza di fare scelte consapevoli a tavola.  Importante sottolineare la scelta di svolgere l’evento al Parco Dora, area fino a pochi anni fa sede di industrie pesanti e oggi, invece, spazio dedicato a manifestazioni culturali di vario genere.

Terra Madre Salone del Gusto 2022 22-26 settembre Parco Dora, Torino Confagricoltura

In quest’ambito, nello stand istituzionale (H61) della Camera di commercio di Torino si svolgeranno, nei cinque giorni del Salone, una serie di incontri con gli aderenti delle associazioni di categoria che fanno capo alla suddetta Camera di commercio di Torino; tra questi, due eventi saranno targati Confagricoltura Torino: il primo appuntamento sarà giovedì 22 settembre alle 18.30 dove verrà organizzata la degustazione “Formaggi, miele e vini delle nostre valli” realizzata in collaborazione con i Maestri Assaggiatori ONAF, condotta da Alessandro Felis, critico enogastronomico, e a cui interverranno Maria Luisa Cerale, direttrice di Confagricoltura Torino, Maria Cristina Robba, produttrice di formaggi di Novalesa, e Andrea Bianco, Maestro del Gusto produttore di miele di Caluso. In abbinamento ai formaggi e al miele, verranno presentati i vini dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino.

Lunedì 26 settembre alle 16.30 verrà invece proposto il percorso narrativo e di degustazione “Il riso nasce anche nel torinese” condotto sempre dal critico enogastronomico Alessandro Felis con la partecipazione di Giuseppe Pochettino dell’azienda agricola “Agricola familiare società agricola

semplice” di San Raffaele Cimena, produttore di riso Carnaroli da ben tre generazioni. In abbinamento al risotto con i peperoni di Carmagnola verrà degustato un Erbaluce di Caluso Docg della Cantina Gnavi presentato da Giorgio Gnavi, sempre sotto il cappello dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino.

Una fattoria che diventa luogo di formazione, attività agricole come strumenti di terapia, un vivaio dove i ragazzi riscoprono il dialogo. Sono questi gli obiettivi dei tre progetti premiati dalla sesta edizione di “Coltiviamo agricoltura sociale”, realizzati da aziende che hanno saputo fare scelte imprenditoriali coraggiose nonostante il momento storico difficile che anche il settore primario sta vivendo.

All’impresa sociale agricola Grow Up di Torino il premio “Coltiviamo agricoltura sociale”

I tre premi da 40.000 euro messi in palio dal bando 2021 sono andati a: Grow Up-Impresa Sociale Agricola di Torino; alla Cooperativa Sociale l’Orto Magico di Roma; e all’Azienda Florovivaistica Bearesi Guido di Monticelli D’Ongina (Piacenza).

Il bando è realizzato da Confagricoltura, Senior L’età della Saggezza Onlus e Reale Foundation, in collaborazione con la Rete Fattorie Sociali e l’Università di Roma Tor Vergata, con l’obiettivo di sostenere il capitale umano con attenzione alla persona, accompagnando lo sviluppo di attività imprenditoriali, coniugando sostenibilità e innovazione. Il tratto distintivo è una visione del mondo legata alla diversità e all’integrazione, l’amore per la terra che diventa luogo in cui persone, processi sociali, culturali e produttivi si incontrano.

Grow Up è un’impresa agricola che adotta la tecnica dell’acquaponica, un modello di economia circolare che riduce drasticamente l’impronta ambientale. Grow Up ha impostato il proprio business model, partendo dalla produzione orticola e ittica, tramite la vendita diretta dei prodotti in azienda, attraverso una rete locale di esercizi di prossimità, gruppi d’acquisto con piattaforma online, grazie anche al network Arci e al Progetto Nutrire le Comunità. L’impresa sociale agricola Grow Up realizza inoltre servizi educativi didattici in convenzione con scuole, organizzazioni sociali e famiglie e offre servizi agrituristici, tra cui agricampeggio e servizi nel campo dell’agricoltura sociale in convenzione con enti del terzo settore e pubblica amministrazione. I soci di Grow Up sono tre giovani imprenditori: Costanza Bernardi, Valentina Zangirolami e Nicolas Di Piazza. L’attività si realizza in due storiche cascine di origine seicentesca immerse nella cintura verde urbana di Torino, in zona Mirafiori, e a Pinerolo.

“Questo riconoscimento dimostra anche oggi come l’agricoltura sia poliedrica, un modello di sostenibilità da seguire – sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti –. L’agricoltura sociale è un’occasione di rinascita, di riscatto anche per le fasce più deboli. Il lavoro restituisce dignità alle persone, è un elemento essenziale di integrazione nella società civile e l’agricoltura apre le sue porte anche a questa opportunità”.

Oltre 3.500 aziende agricole, 38.000 addetti, quasi 300 milioni di fatturato: sono i numeri dell’agricoltura sociale in Italia, diventato oggi un vero e proprio welfare verde che offre supporto, riabilitazione e reinserimento sociale alle persone più fragili.

“Con questa edizione di Coltiviamo agricoltura sociale – ha dichiarato Angelo Santori, presidente della Senior L’Età della Saggezza Onlus – le risorse stanziate in sei anni raggiungono quota 720mila euro. È un traguardo importante che ci rende profondamente orgogliosi. Ricordare quanto l’agricoltura sia utile per accompagnare le persone svantaggiate attraverso percorsi di reinserimento nella vita sociale è il compito che perseguiamo con convinzione dal primo anno del bando”.

L’iniziativa è stata realizzata da Confagricoltura in partnership con Reale Mutua.  “L’attenzione all’ambiente, la tutela della salute, l’inclusione socioeconomica – ha affermato Luca Filippone, direttore generale di Reale Mutua – sono le strategie delle nostre due realtà, che insieme intendono valorizzare iniziative che premiano comportamenti virtuosi, favorendo la creazione di ecosistemi valoriali ed efficaci, strumenti essenziali nel rispondere alle grandi sfide globali presenti e future”.

Confagricoltura: intesa importante che interessa 1.200 imprese agricole. Aumento retributivo dell’1,7% a partire da agosto prossimo, maggior attenzione agli appalti.

rinnovato il contratto di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti

Questa mattina a Torino, nella sede di Confagricoltura, le organizzazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti, Cia e i sindacati dei lavoratori agricoli Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil hanno sottoscritto il rinnovo del contratto provinciale degli operai agricoli e florovivaisti che avrà efficacia fino al 31 dicembre 2023.

“Abbiamo raggiunto  un’intesa importante – dichiara il direttore di Confagricoltura Torino Ercole Zuccaro – che interessa circa 1.200 imprese agricole del territorio provinciale per un totale di 600.000 giornate lavorate nel corso dell’anno, in prevalenza da parte di manodopera stagionale”.

L’accordo, che introduce elementi qualificanti per quanto riguarda le la gestione degli appalti e la tutela dei lavoratori, con un particolare attenzione al fenomeno dei migranti, prevede un adeguamento retributivo dell’1,7% che verrà corrisposto ai lavoratori in un’unica tranche a partire dal prossimo mese di agosto.

Style Selector
Select the layout
Choose the theme
Preset colors
No Preset
Select the pattern