Il tempo come chiave di lettura, la sala come luogo di interpretazione e la scelta come gesto consapevole: sono questi i cardini attorno ai quali si è sviluppata la masterclass organizzata da Famiglie Storiche in occasione di Vinitaly 2026, intitolata “Amarone: il tempo, la sala, la scelta – Evoluzione stilistica e versatilità gastronomica dell’Amarone attraverso il confronto tra annate, tra equilibrio, precisione e dialogo con la tavola”.
L’appuntamento, che si è tenuto martedì 14 aprile, ha visto una partecipazione qualificata di operatori del canale Ho.Re.Ca., sommelier e stampa di settore, confermando il ruolo centrale dell’associazione nel promuovere una lettura contemporanea dell’Amarone della Valpolicella.
«L’Amarone non è un vino fermo nel tempo, ma un linguaggio che evolve. Oggi la sfida non è più spiegare cosa sia, ma come proporlo in modo attuale: nella sua versatilità, nella precisione stilistica e nella sua naturale vocazione alla tavola. Tempo, servizio e scelta diventano leve decisive per renderlo più accessibile e rilevante nella ristorazione. Il confronto tra annate ci consente di raccontare un’identità solida e riconoscibile, che si rinnova nel modo in cui viene interpretata e proposta. Le Famiglie Storiche rappresentano questa visione condivisa: custodire l’identità dell’Amarone e, allo stesso tempo, guidarne l’evoluzione» afferma Pierangelo Tommasi, presidente dell’Associazione Famiglie Storiche.
A guidare la degustazione è stato Roberto Anesi, Miglior Sommelier d’Italia 2017, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso di approfondimento costruito sul confronto tra tre annate – 2012, 2016 e 2021 – attraverso tredici interpretazioni di Amarone della Valpolicella DOCG e Riserva, una per ciascuna famiglia associata. «L’Amarone è spesso associato in modo automatico a piatti di grande struttura, ma oggi è interessante uscire da questi schemi e scoprirne nuove possibilità. Durante la masterclass abbiamo esplorato abbinamenti meno convenzionali, dai pesci grassi come il salmone fino a suggestioni della cucina orientale, dimostrando come ci sia ampio spazio per sperimentare. Le interpretazioni delle Famiglie Storiche, pur rimanendo fedeli a uno stile classico, riescono sempre a sorprendere per la loro capacità di dialogare con la tavola. L’invito è quello di riscoprire l’Amarone in chiave gastronomica, andando oltre gli abbinamenti più canonici e aprendosi a prospettive che fino a poco tempo fa sarebbero state impensabili» commenta Anesi.
Nel corso dell’incontro, l’analisi sensoriale si è infatti intrecciata con riflessioni legate al servizio e all’abbinamento, offrendo agli operatori presenti strumenti concreti per valorizzare l’Amarone in carta e in sala. Un approccio che sottolinea la volontà dell’associazione di dialogare in modo sempre più diretto con il mondo della ristorazione, rafforzando il posizionamento dell’Amarone come vino di grande contemporaneità.
Attraverso il confronto tra annate e stili, la masterclass ha ribadito come l’Amarone sia oggi un vino capace di esprimere equilibrio, precisione e profondità, mantenendo intatta la propria identità ma aprendosi a nuove occasioni di consumo e interpretazione.
Con questa iniziativa, Famiglie Storiche rinnova il proprio impegno nella valorizzazione dell’Amarone della Valpolicella, promuovendo una cultura del vino che unisce eredità territoriale e visione contemporanea, nel segno della qualità e dell’autenticità.
FAMIGLIE STORICHE
Fondata nel 2009, l’Associazione Famiglie Storiche riunisce oggi tredici prestigiose aziende vitivinicole della Valpolicella, ciascuna custode di una tradizione secolare e di una visione produttiva incentrata sulla qualità e sull’autenticità del territorio. Le aziende socie sono: Allegrini, Begali, Bertani, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant’Antonio, Tommasi, Torre D’Orti e Zenato.
Le aziende facenti parte di Famiglie Storiche, che insieme mettono a frutto un patrimonio consolidato da ciascuna nel tempo e un impegno costante verso la qualità per testimoniare questo grande vino che è l’Amarone, fondano tutte le proprie radici nei valori di storicità e artigianalità, espresse in ogni accezione.
Famiglie Storiche rappresenta:
Storia: tutte le aziende socie appartengono alla realtà della Valpolicella da moltissimi anni e ne sono profondamente radicate.
Passione: prima di essere viticoltori sono custodi del territorio.
Progetto: nascono con lo scopo preciso di testimoniare i valori di un territorio e di una denominazione unici al mondo.
Domenica 12 aprile dalle ore 16:00 alle 17:00, presso la Sala Convegni Regione Puglia, si terrà la degustazione guidata dal titolo “Primitivo di Manduria: l’eccellenza di un territorio”.
Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si prepara a partecipare alla 58ª edizione di Vinitaly, il salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati che si svolgerà a Verona dal 12 al 15 aprile 2026. In occasione della manifestazione il Consorzio accoglierà operatori, appassionati e viaggiatori del gusto presso il Padiglione 11, stand C4, uno spazio pensato per raccontare e far degustare uno dei vini più rappresentativi del panorama vitivinicolo italiano.
Lo spazio del Consorzio sarà completamente rinnovato e caratterizzato dal claim “Tuteliamo un’eccellenza”, un messaggio che racconta il senso profondo del lavoro portato avanti dal Consorzio per salvaguardare il territorio, il lavoro dei viticoltori e dei produttori e l’identità di una denominazione che rappresenta uno dei patrimoni più importanti del panorama vitivinicolo italiano.
Qui i visitatori potranno scoprire oltre 60 etichette di Primitivo di Manduria DOC e DOCG, in un percorso di degustazione che permetterà di conoscere le diverse sfumature di uno dei vini più identitari del Sud Italia.
Tra gli appuntamenti in calendario, domenica 12 aprile dalle ore 16:00 alle 17:00, presso la Sala Convegni Regione Puglia, si terrà la degustazione guidata dal titolo “Primitivo di Manduria: l’eccellenza di un territorio”.
L’incontro si aprirà con i saluti del presidente l’avvocato Novella Pastorelli e con una presentazione della denominazione e del territorio, per poi proseguire con una degustazione di tre tipologie rappresentative: l’espressione classica del Primitivo di Manduria, una versione proveniente da aree più interne o caratterizzata da maggiore struttura, fino al Primitivo di Manduria DOC Riserva e alla sua espressione Dolce Naturale DOCG, alla scoperta di una zona di produzione precisa, unica e fortemente identitaria.
La partecipazione è possibile scrivendo a info@consorziotutelaprimitivo.com oppure rivolgendosi direttamente allo stand del Consorzio.
Sempre domenica si terranno due appuntamenti alle ore 12:00 e alle ore 13:30, con degustazioni guidate da Davide Gangi e Antonio Scatigna di Vinoway presso lo stand del Consorzio.
In programma anche un secondo appuntamento lunedì 13 aprile alle 16:30 presso l’Enoteca Regionale Puglia, organizzato in collaborazione con AIS Puglia. L’appuntamento prenderà il via con i saluti istituzionali del presidente Novella Pastorelli e del presidente AIS Puglia Giacomo D’Ambruoso, per poi proseguire con un approfondimento sul territorio e degustazione di vini Primitivo di Manduria.
“Oggi si parla spesso di qualità nel vino, ma la differenza tra qualità ed eccellenza territoriale è sostanziale. – afferma Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – La qualità può essere il risultato di buone pratiche agronomiche, di tecnologie avanzate e di competenze enologiche. È un obiettivo raggiungibile in molti contesti. L’eccellenza territoriale invece nasce da un equilibrio irripetibile tra ambiente, storia e comunità”.
Il Primitivo di Manduria nasce in un’area ben definita che comprende diciotto comuni tra le province di Taranto e Brindisi. Qui si incontrano condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli alla vite: terreni spesso calcarei e ricchi di ferro, una costante influenza marina, venti che attraversano i vigneti e una luminosità intensa che accompagna la maturazione delle uve. Da questo equilibrio naturale prende forma un vino intenso e strutturato, capace di esprimere grande ricchezza aromatica, profondità e carattere.
“Il Primitivo di Manduria – continua Pastorelli – si distingue per la sua personalità decisa e per la capacità di raccontare nel calice la forza e la generosità del territorio da cui nasce. A rendere ancora più autentica questa espressione contribuisce il sapere dei viticoltori, custodito e tramandato nel tempo, insieme all’impegno delle aziende che lo producono.”
Durante i giorni di Vinitaly, il Consorzio di Tutela invita viaggiatori ed enoappassionati a fermarsi allo stand per vivere un’esperienza di degustazione guidata. I sommelier accompagneranno i visitatori alla scoperta delle diverse interpretazioni del Primitivo di Manduria e delle storie racchiuse in ogni etichetta.
Al Padiglione 11, stand C4, sarà possibile conoscere attraverso il vino la storia, il paesaggio e la cultura di un territorio unico, in un percorso pensato per valorizzarne l’identità più autentica. Un invito rivolto a chi ama il vino e desidera comprendere davvero cosa significa tutelare un’eccellenza.

