Wine resort e relais: gli indirizzi per un fuori porta tra vigneti e cucina

Il turismo del vino in Italia si evolve verso un modello sempre più strutturato, in cui l’ospitalità diventa parte integrante dell’esperienza. Non solo visite e degustazioni, ma soggiorni costruiti attorno a camere inserite nei vigneti, ristorazione interna e servizi dedicati. Un’offerta trasversale che consente di progettare fuori porta tematici tra alcune delle aree più iconiche del Paese.

Tra i gruppi più attivi in questo ambito, Tommasi Family Estates rappresenta una vera icona nello sviluppo di un sistema integrato tra cantina e ospitalità. Nel cuore della Valpolicella Classica, tra Verona e il Lago di Garda, la cantina Tommasi affianca alla produzione Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA, storica tenuta di 20.000 metri quadrati sviluppata attorno a una villa seicentesca immersa nel verde. Struttura sviluppata attorno a una villa del XVII secolo con 76 camere, che presto diventeranno 110. Le stanze, ampie e differenziate per tipologia, sono arredate in tre stili diversi – tradizionale, contemporaneo ed esclusivo – tre anime diverse e autentiche, pensate per rispecchiare la personalità dell’ospite. A completare l’esperienza, la spa termale Terme della Valpolicella con piscine interne ed esterne alimentate da acqua salsobromoiodica e una proposta gastronomica articolata tra Borgo Antico, Cantina in Villa e una carta vini di grande profondità, con oltre 1.300 etichette, che rafforza il dialogo tra ospitalità, benessere, cucina e tradizione vitivinicola del territorio.

Sempre riconducibile a Tommasi Family Estates è l’Albergo Mazzanti, nel centro storico di Verona, con 16 camere inserite in una torre medievale e affacci sulle Case Mazzanti. Una proposta più urbana, con ambienti raccolti e curati, che si collega alla scena gastronomica della città.

In Toscana, il gruppo sviluppa l’ospitalità attraverso Poggio al Tufo, tenuta in Maremma dove la produzione vinicola si affianca a un agriturismo immerso nei vigneti. Le camere, ricavate in un casale ristrutturato, mantengono uno stile rurale essenziale, mentre la ristorazione propone una cucina toscana diretta, costruita su piatti iconici del territorio e prodotti locali.

Sempre in Toscana, ma legata alla Fattoria della Talosa, Villa Talosa rappresenta l’estensione ricettiva della cantina. La struttura dispone di camere ampie e luminose per piccoli gruppi, con una capienza complessiva di circa 8 posti letto, piscina panoramica e affacci sui vigneti di Montepulciano. L’esperienza si completa con visite e degustazioni legate alla produzione del Vino Nobile, creando un legame diretto tra soggiorno e cantina.

Nel Chianti Classico, la tenuta Dievole affianca alla produzione vinicola un wine resort diffuso che rappresenta una delle icone più riconoscibili del territorio. Le camere e suite sono distribuite all’interno di un borgo storico recuperato, con ambienti che combinano materiali tradizionali e comfort contemporanei. Le tipologie variano da camere più raccolte a suite con spazi living e affacci sui vigneti. La ristorazione interna completa l’esperienza con una cucina toscana contemporanea costruita in dialogo diretto con i vini della tenuta, rendendo Dievole una destinazione autonoma.

In Piemonte, la storica cantina Poderi Luigi Einaudi integra l’attività vitivinicola con un relais B&B immerso nelle Langhe. Le camere – dieci in tutto – sette doppie, una junior suite e due suite non seguono una logica alberghiera standardizzata. Ognuna è pensata come una stanza vissuta, con arredi originali della famiglia Einaudi e dettagli che restituiscono la sensazione di essere ospiti, non clienti. È un’ospitalità che non invade, ma accoglie con naturalezza, lasciando spazio a un lusso sempre più raro: quello dell’intimità. L’esperienza si sviluppa in continuità con la cantina, attraverso degustazioni guidate e percorsi dedicati alla scoperta dei vini, mentre la ristorazione si costruisce in modo diffuso, tra ristoranti e trattorie del territorio, selezionati per offrire un racconto autentico della cucina delle Langhe e creare un itinerario gastronomico coerente con il soggiorno.

Sempre nel mondo della produzione vinicola, Le Colture affianca alla propria attività nel Prosecco DOCG l’Agriturismo Prime Gemme. La struttura dispone di quattro camere ricavate da una casa colonica degli anni ’20, con interni in legno e pietra e affacci sui vigneti e sul fiume Piave. L’esperienza è completata dalla possibilità di esplorare cantine e ristorazione del territorio.

Sempre in Veneto, il GHV Hotel & Spa si inserisce in un contesto diverso ma complementare, dove l’ospitalità si lega al racconto del territorio attraverso la ristorazione. Le 80 camere e suite e la spa di oltre 300 metri quadrati definiscono una struttura contemporanea, mentre il ristorante Wine Room by Luca Tegon propone una cucina fine dining costruita su tecnica e identità territoriale.

L’ospitalità di Conte Collalto, nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene UNESCO, tra Susegana e il Borgo medievale di San Salvatore, si sviluppa attraverso un progetto raffinato che unisce accoglienza, patrimonio storico e paesaggio.  Gli appartamenti ricavati nel corpo centrale della cantina, le residenze nel Borgo medievale dedicate alle nobildonne della famiglia e le suite affrescate del Castello di San Salvatore offrono formule di soggiorno diverse, accomunate da un forte legame con l’identità del Feudo Collalto. A questo si aggiunge Castello San Salvatore Relais, che amplia l’esperienza con dimore e appartamenti inseriti in un contesto di grande fascino architettonico, dove storia e comfort contemporaneo convivono armoniosamente. Un sistema di accoglienza pensato per vivere il territorio attraverso vigne, percorsi culturali e itinerari di turismo lento, come la Monaco-Venezia e la Strada dei Castelli. Completa l’offerta Casa Vigneti, casolare recentemente ristrutturato dedicato a eventi privati e aziendali di alto profilo, confermando la tenuta come destinazione di riferimento per soggiorni esclusivi, esperienze enoturistiche e scoperta dell’Alta Marca Trevigiana.

Un turismo lento e consapevole quello promosso da Tenuta di Castellaro in Sicilia, il cui progetto enologico, strettamente legato all’ambito storico e paesaggistico, racconta un territorio unico come quello di Lipari, la principale delle isole Eolie. Oltre a soggiornare nel meraviglioso Wine Resort della cantina, composto da tre residenze (Casa Pomice, Casa Ossidiana, Casa Caolino) immerse nelle vigne e nei cappereti, alla tenuta si possono sperimentare degustazioni ed esperienze, tra cui il brindisi al sole e il Pic-nic in vigna. Dall’anno scorso è attivo Castellaro Bistrot, dal 2026 guidato dalla brigata dello chef Giuseppe Geraci, insieme ad Alessandra Quattrocchi del Modì di Torregrotta, che propone piatti della tradizione rivisti in chiave contemporanea, non senza qualche contaminazione inattesa.

Nel complesso, queste realtà delineano una geografia sempre più definita dell’ospitalità del vino in Italia: un sistema vibrante e riconoscibile, in cui cantina, camere e cucina dialogano in modo integrato, offrendo nuove modalità di viaggio e scoperta.