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Le occasioni della settimana!

Tenuta vitivinicola biologica – Colli Orientali del Friuli

Vino di territorio, biodiversità e ospitalità.

Nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, tra le Alpi Giulie e il Mare Adriatico, è disponibile una prestigiosa tenuta vitivinicola biologica e biodinamica di circa 80 ettari.

La proprietà si trova nell’area di Savorgnano del Torre, territorio in fase di riconoscimento come nuova microzona vitivinicola da parte del Ministero dell’Agricoltura.

Un contesto di grande valore paesaggistico, noto per i terreni eocenici chiamati “Ponca”, tra i più vocati d’Europa per i vini bianchi di grande mineralità.

Patrimonio agricolo

Superficie totale: 80 ettari

Composizione:

  • 18 ettari vigneto terrazzato
    55 ettari bosco
    5 ettari prato
    0,5 ettari oliveto

Viticoltura certificata biologica e biodinamica.

Varietà coltivate

Vitigni identitari del Friuli:

Friulano
Sauvignon
Riesling
Merlot
Refosco dal peduncolo rosso
Picolit

Età delle vigne: 20 – 60 anni

Strutture aziendali

Centro aziendale di circa 6.000 mc comprendente:

  • Cantina attrezzata con vinificazione completa
    • Barricaia termocondizionata
    • Magazzini e uffici
    • Ricovero macchinari per viticoltura collinare

Capacità cantina: 1.200 hl

Ospitalità ed enoturismo

La tenuta include strutture ricettive di charme:

  • Bed & Breakfast “Oasi Picolit”
    Casa Rossa storica

Sono inoltre presenti fabbricati collabenti per circa 3.000 mc, con possibilità di sviluppo edilizio già approvata.

Un elemento strategico per lo sviluppo di wine resort o enoturismo di fascia alta.

Produzione e mercato

Produzione media:

  • 50.000 bottiglie/anno

Stock presente:

  • circa 700 hl di vino sfuso
    • circa 30.000 bottiglie

Canali di vendita:

  • 75% Italia (Horeca)
    25% export

Mercati esteri:

USA
Francia
Giappone
Nord Europa

Distribuzione supportata da rete di 20 agenti in Italia e importatori consolidati.

Scheda sintetica

Superficie totale: 80 ha
Vigneti: 18 ha
Cantina: 1.200 hl
Fabbricati sviluppabili: 12.500 mc
Produzione media: 50.000 bottiglie
Certificazioni: biologico e biodinamico

Tenuta vitivinicola con cantina industriale – Calabria

Produzione, territorio e capacità industriale tra Tirreno e Ionio.

Quella della famiglia proprietaria è una storia di quattro generazioni di viticoltori, radicata nella cultura agricola calabrese e nello sviluppo della viticoltura regionale.

La proprietà si trova in un anfiteatro naturale unico, con vista sui due mari — Tirreno e Ionio — all’interno delle aree vitivinicole più vocate della regione:

  • DOC Lamezia
    IGT Calabria

Un contesto territoriale che negli ultimi anni sta attirando crescente attenzione per il suo rapporto tra qualità vitivinicola e valore ancora competitivo della terra.

Patrimonio fondiario

Superficie complessiva di circa 60 ettari

Composizione:

  • Vigneti: circa 25 ettari
    Bosco a reddito: 20 ettari (reddito annuo ca. €25.000)
    Boschi di sughero e quercia: 10 ettari
    Terreni incolti: 3 ettari

Vigneti situati a 500 metri s.l.m., esposizione sud, su terreni collinari drenanti ricchi di scheletro.

Densità impianto: 6.000 ceppi/ha

Sistema di allevamento:
• Cordone speronato
• Guyot
• Alberello

Vendemmia manuale.

Varietà coltivate

Vitigni internazionali e autoctoni:

Cabernet Sauvignon – Merlot – Chardonnay – Viognier
Magliocco Canino – Greco Bianco – Malvasia
Incrocio Manzoni – Zibibbo – Aglianico
Magliocco – Greco Nero – Nerello

Una base varietale che permette una produzione ampia di rossi, bianchi e rosati di forte identità territoriale.

Cantina industriale di grande capacità

La struttura produttiva rappresenta uno dei principali punti di forza dell’asset.

Superfici coperte complessive:

  • Cantina industriale: 4.400 mq
    Bottaia: 1.300 mq
    Porticati: 300 mq
    Area ricettività: 500 mq

Totale coperto: 6.500 mq

Aree operative esterne:

  • Piazzali: 15.000 mq
    Area di sviluppo: 5.000 mq

Anno costruzione: 2005

Capacità produttiva

Capacità di stoccaggio: oltre 6.000 hl

Produzione annua attuale:

  • circa 385.000 litri imbottigliati

Potenziale produttivo:

  • 417.000 bottiglie/anno

Capacità lavorazione uve e imbottigliamento:

fino a 2.000.000 bottiglie/anno

Linea imbottigliamento industriale ALFATECK da 3.000 bottiglie/ora con sistema completo di confezionamento.

Mercati internazionali già attivi

Distribuzione in:

USA
Canada
Germania
Svizzera
Brasile
Lussemburgo
Cina
Svezia
Danimarca

Sostenibilità ed energia

La tenuta è dotata di importanti infrastrutture energetiche:

  • Fotovoltaico 100 kW per cessione totale
    Fotovoltaico 116 kW per autoconsumo
    • Batterie di accumulo 100 kW
    • Colonnine ricarica elettrica
    • Impianto solare termico

Presente anche sorgente naturale d’acqua e impianti di depurazione moderni.

Posizionamento strategico

Questa proprietà rappresenta una vera piattaforma industriale del vino nel Sud Italia, ideale per:

  • gruppi vitivinicoli
    • investitori agroindustriali
    • produttori internazionali
    • operatori interessati a sviluppare brand mediterranei.

Borgo agricolo strategico nelle Colline UNESCO di Conegliano Valdobbiadene – Cison di Valmarino (TV)

Questo agricultural village rappresenta un asset agricolo–immobiliare di scala eccezionale e di altissimo valore strategico, inserito in uno dei contesti paesaggistici, culturali ed economici più forti d’Europa: le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Siamo nel Comune di Cison di Valmarino, lungo la Valle dei Laghi e in adiacenza diretta al Cammino delle Colline UNESCO: una dorsale lenta ad altissima frequentazione internazionale, oggi al centro delle politiche di sviluppo di turismo esperienziale, sostenibile e premium.

Qui non si parla di una singola azienda agricola, ma di un ecosistema rurale integrato, pronto per diventare una piattaforma di enoturismo, hospitality diffusa, agricoltura di qualità ed economia ambientale.

Inquadramento tecnico dell’asset

Superfici e uso del suolo (oltre 90 ettari complessivi)

  • Vigneti: circa 44 ettari, prevalentemente Prosecco DOC
  • Bosco: circa 15 ettari
    • valore strategico per assorbimento CO₂, crediti ambientali, ESG
  • Prati: circa 7 ettari
  • Seminativi: circa 23 ettari
  • Ulteriori vigneti di pertinenza del borgo: 1,8 ettari

Strutture e immobili

  • Borgo rurale con diversi immobili di buona qualità costruttiva
    • necessitano interventi di sistemazione su:
      • serramenti e porte
      • impianti (in parte)
      • aree di pertinenza e parcheggi
  • Ricovero attrezzi di circa 450 mq, coerente con il contesto ambientale
  • Spazi idonei a:
    • ospitalità diffusa
    • accoglienza enoturistica
    • ristorazione rurale
    • attività didattiche e outdoor

Il valore del territorio (perché qui funziona)

laghi vicini al borgo

Le Colline UNESCO non sono solo un marchio paesaggistico: sono un moltiplicatore economico reale.

Questo territorio offre:

  • Riconoscibilità internazionale immediata
  • Domanda turistica strutturale (non stagionale)
  • Coerenza totale tra vino, paesaggio e narrazione
  • Accessibilità da Venezia, Treviso, Dolomiti, Austria e Germania

La Valle dei Laghi aggiunge un ulteriore layer esperienziale: acqua, biodiversità, lentezza, sostenibilità. È il contesto ideale per progetti che vogliono staccarsi dal turismo di massa e posizionarsi su una fascia alta.

Per chi è adatta (profilo acquirente ideale)

Questo asset è pensato per operatori con visione industriale, turistica e patrimoniale, non per agricoltura tradizionale pura.

  1. Gruppi vitivinicoli strutturati
    • Obiettivo: presidiare l’area UNESCO con un progetto iconico
    • Leva: vino + ospitalità + brand experience
  2. Family office / investitori ESG oriented
    • Obiettivo: asset reali + sostenibilità + redditività di medio-lungo periodo
    • Valore: boschi, CO₂, agricoltura, turismo
  3. Operatori dell’enoturismo e hospitality diffusa
    • Obiettivo: creare un resort rurale integrato
    • Output: camere, esperienze, eventi, wedding, corporate retreat
  4. Imprenditori del food & wine internazionale
    • Obiettivo: piattaforma italiana identitaria
    • Uso: vetrina di eccellenza + produzione + accoglienza

Perché è sul mercato ora

Il timing è strategico per tre motivi convergenti:

  • Massima visibilità internazionale delle Colline UNESCO
  • Crescente domanda di enoturismo esperienziale e sostenibile
  • Necessità di capitali e progetto per portare il borgo a pieno regime

L’asset oggi è sottoutilizzato rispetto al suo potenziale. È pronto per chi sa trasformare superfici, immobili e paesaggio in sistema economico integrato.

fabbricati

Che tipo di operazione è

Questa è un’operazione complessa e ad alto valore, non una semplice acquisizione agricola:

  • Piattaforma: base per un progetto di scala internazionale
  • Rilancio: valorizzazione immobiliare, turistica e agricola
  • Integrazione: vino, territorio, ospitalità, sostenibilità
  • Diversificazione: più flussi di valore (agricolo, turistico, ambientale, immobiliare)

Sintesi strategica

Questo borgo agricolo è una materia prima di altissimo livello: terra, vigneti, boschi, immobili, paesaggio UNESCO.
Il valore non è solo in ciò che è oggi, ma in ciò che può diventare con una regia imprenditoriale solida.

Un asset per chi non cerca ettari, ma posizionamento.
Per chi non compra immobili, ma una storia da far crescere.

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Opportunità agricole e vitivinicole per giovani imprenditori – selezione Nord-Est Italia

Aziende agricole e vitivinicole in vendita. Ideali per giovani agricoltori, start-up rurali e nuovi progetti imprenditoriali

Il ricambio generazionale in agricoltura non è uno slogan: è una concreta opportunità industriale, se supportata da asset giusti, territori vocati e basi produttive sane.
Di seguito una selezione mirata di aziende agricole e vitivinicole, adatte a giovani imprenditori che vogliono entrare o crescere nel settore con visione, sostenibilità e prospettiva economica.

1) Tenuta agricola e vitivinicola – Pocenia (UD)

Superficie totale: 110.900 mq
• 56.500 mq vitati DOC
• 54.400 mq a seminativo Biologico (PAC + contributi conversione)

A soli 5 minuti dal casello Lignano/Latisana, in area strategica tra Udine e la costa.
Vitigni autoctoni e identitari del Friuli Venezia Giulia:

  • Prosecco DOC (1,01 ha)
  • Glera (0,64 ha – impianti 2022–2024)
  • Pinot Grigio DOC delle Venezie (2,35 ha)
  • Refosco dal Peduncolo Rosso DOC (1,00 ha)
  • Friulano DOC (0,65 ha)

Microclima favorevole, suoli argillosi, falda acquifera attigua, vigneti moderni e curati.
Asset ideale per giovani agricoltori che vogliono unire viticoltura DOC e agricoltura biologica.

2) Tenuta vitivinicola – San Michele al Tagliamento (VE)

Oltre 14 ettari di vigneti impiantati tra il 2010 e il 2013:

  • Pinot Grigio
  • Sauvignon
  • Chardonnay
  • Traminer
  • Moscato

Completa di casa padronale con parco e ricovero attrezzi attrezzato con macchine agricole.
Soluzione pronta per chi cerca continuità produttiva e qualità varietale, con base abitativa inclusa.

3) Opportunità di investimento – Colline Conegliano Valdobbiadene

Località Bagnolo (Conegliano–Tarzo)
Superficie: circa 3,2 ettari

  • Vigneto Prosecco Superiore DOCG
  • Contratto di affitto in essere (8 anni residui): redditività immediata
  • Ampio casale fronte strada, ad alta visibilità

Ideale per:

  • agriturismo
  • B&B
  • wine shop
  • spazio degustazioni / eventi
  • boutique winery

Un’occasione concreta per entrare nel cuore dell’area UNESCO con un progetto agricolo–turistico integrato.

4) Tenuta vitivinicola DOC Colli Orientali del Friuli – 15 ettari

Lotto unico – autorizzazioni già ottenute

  • 11 ettari vitati (impianti 2020–2021)
  • Varietà: Pinot Nero, Refosco, Friulano, Ribolla Gialla, Traminer, Sauvignon
  • Cantina già autorizzata (capacità ~5.000 q.li)
  • Ricovero attrezzi 600 mq
  • 4.000 mc edificabili per Agriturismo con SPA

Una vera piattaforma vitivinicola per chi vuole crescere in modo strutturato, con sviluppo agricolo ed enoturistico.

5) Cantina Prosecco DOCG operativa – Valdobbiadene

Una cantina “chiavi in mano”, pronta a produrre:

  • ~200.000 bottiglie/anno
  • Linea imbottigliamento completa
  • Autoclavi e vasche di stoccaggio
  • Nessun debito bancario – società Srl

Nessun vigneto incluso: massima libertà di approvvigionamento.
Ideale per giovani imprenditori orientati alla fase industriale e commerciale del vino.

6) Tenuta vitivinicola – Muzzana del Turgnano (UD)

Superficie complessiva: circa 5 ettari

  • 3,5 ettari vitati a Prosecco DOC e Pinot Grigio
  • Capannone agricolo di circa 300 mq (tetto da rifare)
  • Posizione lungo strada principale

Soluzione accessibile, adatta a primo insediamento agricolo o ampliamento aziendale.

Perché queste opportunità sono adatte ai giovani

  • Asset già produttivi o facilmente attivabili
  • Accesso a contributi PAC e incentivi agricoli
  • Dimensioni gestibili, ma con potenziale di crescita
  • Territori forti, riconosciuti e commerciabili

Vendite seguite da consulente specializzato
Documentazione disponibile per soggetti qualificati
Supporto strategico per avvio, subentro e sviluppo aziendale

Contatti diretti tramite tenuteagricole24.it

Investire oggi in agricoltura significa scegliere bene il punto di partenza. Queste aziende sono pronte. Sta a chi raccoglie il testimone farle crescere.

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Asset strategico in vendita – Tenuta vitivinicola con agriturismo da riadattare in provincia di Gorizia!

Esistono aziende con grandi terroir. Esistono aziende con brand riconosciuti.
Esistono aziende con strutture produttive importanti.Molto più raramente questi tre fattori convivono nello stesso asset.
Qui convivono. E in modo strutturale.
Siamo a Gradisca d’Isonzo, in uno dei corridoi viticoli più strategici del Nord-Est europeo, tra Collio, Isonzo, Slovenia e asse mitteleuropeo. Un territorio dove il vino non vive solo di vocazione agricola, ma di logistica, export e reputazione storica. Qui il terroir è il punto di partenza, non il punto di arrivo.

Un territorio che moltiplica il valore, non lo racconta soltanto

Il Friuli orientale è uno dei pochissimi territori italiani in cui si sovrappongono condizioni strutturali uniche:
suoli fluviali profondi dell’Isonzo, clima continentale mitigato, vocazione naturale ai bianchi di alta gamma e prossimità immediata ai mercati centro-europei.

Questo genera un vantaggio competitivo reale, misurabile:
costi agronomici più stabili, qualità costante nel tempo, riconoscibilità varietale altissima e facilità di posizionamento sui mercati esteri.
Non è un territorio che “spera” nell’export: lo serve naturalmente.

Gradisca è inoltre baricentrica rispetto a vino, turismo slow, piste ciclabili, confine culturale e flussi mitteleuropei. L’enoturismo qui non è folklore. È un’estensione naturale del business export, coerente con il posizionamento premium.

Un asset agricolo-industriale raro per compattezza ed efficienza

Il primo vero punto di forza di questa tenuta è strutturale: l’intera filiera è concentrata in un unico corpo aziendale compatto.

Trentacinque ettari in un solo blocco pianeggiante, di cui 31,5 ettari vitati adiacenti alla cantina. Logistica interna perfetta, gestione agricola estremamente efficiente, tempi e costi sotto controllo. Un modello che oggi è sempre più raro trovare sul mercato.

Ma l’elemento decisivo è un altro: la distanza tra produzione attuale e potenziale è enorme.

Oggi l’azienda vende circa 60.000 bottiglie, di cui 9.000 di alta gamma, e conferisce circa 200 quintali di uva.
A regime, con gli impianti già esistenti e senza alcuna nuova espansione agricola o edilizia, può arrivare fino a 300.000 bottiglie l’anno.

Questo significa una cosa molto chiara per un investitore: il valore non si crea piantando nuovi vigneti o costruendo nuove cantine, ma saturando capacità già installata. Crescita industriale pulita, rapida, con rischio contenuto. Pochissimi asset consentono oggi questo tipo di sviluppo.

Un brand negli Stati Uniti già costruito (e validato)

Molte aziende vitivinicole vendono un progetto export. Qui l’export è una realtà consolidata.

Il marchio è già noto negli Stati Uniti, con canali storici attivi, riconoscimenti internazionali e punteggi superiori a 90 da Parker e Wine Spectator. Il Pignolo è riconosciuto tra i migliori al mondo, elemento distintivo che rafforza l’identità e il posizionamento.

Questo riduce drasticamente il rischio commerciale, accorcia i tempi di crescita e abbassa i costi di ingresso nei mercati premium. Per un gruppo strutturato o un operatore internazionale, è un acceleratore strategico immediato.

Per chi è davvero adatta questa operazione

Questa non è un’azienda “per tutti”. È un asset pensato per profili precisi.

È ideale per gruppi vitivinicoli medio-grandi che cercano una base produttiva nel Friuli premium, un brand già posizionato negli USA e capacità produttiva immediatamente disponibile, integrabile con una rete export esistente.

È perfetta per importatori o distributori internazionali che vogliono integrare a monte la produzione, controllare qualità e margini e costruire un marchio europeo proprietario. Un caso quasi scolastico di integrazione verticale.

È coerente con famiglie imprenditoriali strutturate che cercano un’azienda sana, senza debiti, con fatturato stabile, patrimonio immobiliare importante e crescita programmabile nel tempo. Un asset patrimoniale vero, non speculativo.

È interessante per investitori orientati a piattaforme, capaci di sviluppare un polo dei bianchi premium friulani, integrare hospitality nel casale e creare valore attraverso turismo, club e relazioni.

Non è adatta a micro-produttori artigianali, operatori senza struttura commerciale o progetti puramente finanziari passivi. Qui serve governo industriale e commerciale, non gestione hobbistica.

Perché è sul mercato ora

Questa vendita non nasce da una crisi, ma da un passaggio di scala.

La storia è lineare e virtuosa: fondazione nobiliare, rilancio manageriale negli anni ’90, costruzione di un brand internazionale, azienda oggi sana, senza debiti e con fatturato stabile.

Oggi però emerge un limite chiaro: la capacità produttiva e patrimoniale supera la scala della gestione attuale. Per sfruttare davvero il potenziale delle 300.000 bottiglie, valorizzare il casale di 1.300 mq e spingere il posizionamento USA serve capitale, struttura commerciale più ampia e organizzazione manageriale.

È esattamente il momento giusto per l’ingresso di un nuovo soggetto.

Che tipo di operazione è

Questa è un’operazione di piattaforma con integrazione e rilancio selettivo.

Una piattaforma produttiva già costruita, con 31,5 ettari vitati compatti, cantina moderna completa, 4.050 ettolitri di capacità e impianti pronti a sostenere volumi tripli rispetto agli attuali.

Un’integrazione commerciale naturale, soprattutto per chi opera già sull’export USA o sulla distribuzione europea, con aumento immediato dei margini e controllo diretto della filiera.

Un rilancio enoturistico e immobiliare concreto, grazie al casale storico di 1.300 mq, perfettamente posizionato per sviluppare hospitality, wine resort, residenza o club house, rafforzando il brand e diversificando i ricavi.

Sintesi strategica

Questo asset è raro perché unisce storia reale, territorio friulano di altissima vocazione, vigneti compatti adiacenti alla cantina, brand già posizionato negli Stati Uniti, riconoscimenti internazionali, enorme capacità produttiva inutilizzata, azienda senza debiti, fatturato stabile e una leva immobiliare pronta a essere attivata.

Non promette miracoli.
Offre qualcosa di molto più prezioso: una piattaforma industriale già pronta, con rischio contenuto e upside elevatissimo.

Ed è esattamente questo che oggi cercano gli acquirenti seri nel vitivinicolo del Nord-Est.

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ASSET STRATEGICO IN VENDITA – TENUTA VITIVINICOLA (Gorizia)!

Esistono aziende con grandi terroir. Esistono aziende con brand riconosciuti.
Esistono aziende con strutture produttive importanti.

Molto più raramente questi tre fattori convivono nello stesso asset.
Qui convivono. E in modo strutturale.

Siamo a Gradisca d’Isonzo, in uno dei corridoi viticoli più strategici del Nord-Est europeo, tra Collio, Isonzo, Slovenia e asse mitteleuropeo. Un territorio dove il vino non vive solo di vocazione agricola, ma di logistica, export e reputazione storica. Qui il terroir è il punto di partenza, non il punto di arrivo.

Un territorio che moltiplica il valore, non lo racconta soltanto

Il Friuli orientale è uno dei pochissimi territori italiani in cui si sovrappongono condizioni strutturali uniche:
suoli fluviali profondi dell’Isonzo, clima continentale mitigato, vocazione naturale ai bianchi di alta gamma e prossimità immediata ai mercati centro-europei.

Questo genera un vantaggio competitivo reale, misurabile:
costi agronomici più stabili, qualità costante nel tempo, riconoscibilità varietale altissima e facilità di posizionamento sui mercati esteri.
Non è un territorio che “spera” nell’export: lo serve naturalmente.

Gradisca è inoltre baricentrica rispetto a vino, turismo slow, piste ciclabili, confine culturale e flussi mitteleuropei. L’enoturismo qui non è folklore. È un’estensione naturale del business export, coerente con il posizionamento premium.

Un asset agricolo-industriale raro per compattezza ed efficienza

Il primo vero punto di forza di questa tenuta è strutturale: l’intera filiera è concentrata in un unico corpo aziendale compatto.

Trentacinque ettari in un solo blocco pianeggiante, di cui 31,5 ettari vitati adiacenti alla cantina. Logistica interna perfetta, gestione agricola estremamente efficiente, tempi e costi sotto controllo. Un modello che oggi è sempre più raro trovare sul mercato.

Ma l’elemento decisivo è un altro: la distanza tra produzione attuale e potenziale è enorme.

Oggi l’azienda vende circa 60.000 bottiglie, di cui 9.000 di alta gamma, e conferisce circa 200 quintali di uva.
A regime, con gli impianti già esistenti e senza alcuna nuova espansione agricola o edilizia, può arrivare fino a 300.000 bottiglie l’anno.

Questo significa una cosa molto chiara per un investitore: il valore non si crea piantando nuovi vigneti o costruendo nuove cantine, ma saturando capacità già installata. Crescita industriale pulita, rapida, con rischio contenuto. Pochissimi asset consentono oggi questo tipo di sviluppo.

Un brand negli Stati Uniti già costruito (e validato)

Molte aziende vitivinicole vendono un progetto export. Qui l’export è una realtà consolidata.

Il marchio è già noto negli Stati Uniti, con canali storici attivi, riconoscimenti internazionali e punteggi superiori a 90 da Parker e Wine Spectator. Il Pignolo è riconosciuto tra i migliori al mondo, elemento distintivo che rafforza l’identità e il posizionamento.

Questo riduce drasticamente il rischio commerciale, accorcia i tempi di crescita e abbassa i costi di ingresso nei mercati premium. Per un gruppo strutturato o un operatore internazionale, è un acceleratore strategico immediato.

Per chi è davvero adatta questa operazione

Questa non è un’azienda “per tutti”. È un asset pensato per profili precisi.

È ideale per gruppi vitivinicoli medio-grandi che cercano una base produttiva nel Friuli premium, un brand già posizionato negli USA e capacità produttiva immediatamente disponibile, integrabile con una rete export esistente.

È perfetta per importatori o distributori internazionali che vogliono integrare a monte la produzione, controllare qualità e margini e costruire un marchio europeo proprietario. Un caso quasi scolastico di integrazione verticale.

È coerente con famiglie imprenditoriali strutturate che cercano un’azienda sana, senza debiti, con fatturato stabile, patrimonio immobiliare importante e crescita programmabile nel tempo. Un asset patrimoniale vero, non speculativo.

È interessante per investitori orientati a piattaforme, capaci di sviluppare un polo dei bianchi premium friulani, integrare hospitality nel casale e creare valore attraverso turismo, club e relazioni.

Non è adatta a micro-produttori artigianali, operatori senza struttura commerciale o progetti puramente finanziari passivi. Qui serve governo industriale e commerciale, non gestione hobbistica.

Perché è sul mercato ora

Questa vendita non nasce da una crisi, ma da un passaggio di scala.

La storia è lineare e virtuosa: fondazione nobiliare, rilancio manageriale negli anni ’90, costruzione di un brand internazionale, azienda oggi sana, senza debiti e con fatturato stabile.

Oggi però emerge un limite chiaro: la capacità produttiva e patrimoniale supera la scala della gestione attuale. Per sfruttare davvero il potenziale delle 300.000 bottiglie, valorizzare il casale di 1.300 mq e spingere il posizionamento USA serve capitale, struttura commerciale più ampia e organizzazione manageriale.

È esattamente il momento giusto per l’ingresso di un nuovo soggetto.

Che tipo di operazione è

Questa è un’operazione di piattaforma con integrazione e rilancio selettivo.

Una piattaforma produttiva già costruita, con 31,5 ettari vitati compatti, cantina moderna completa, 4.050 ettolitri di capacità e impianti pronti a sostenere volumi tripli rispetto agli attuali.

Un’integrazione commerciale naturale, soprattutto per chi opera già sull’export USA o sulla distribuzione europea, con aumento immediato dei margini e controllo diretto della filiera.

Un rilancio enoturistico e immobiliare concreto, grazie al casale storico di 1.300 mq, perfettamente posizionato per sviluppare hospitality, wine resort, residenza o club house, rafforzando il brand e diversificando i ricavi.

Sintesi strategica

Questo asset è raro perché unisce storia reale, territorio friulano di altissima vocazione, vigneti compatti adiacenti alla cantina, brand già posizionato negli Stati Uniti, riconoscimenti internazionali, enorme capacità produttiva inutilizzata, azienda senza debiti, fatturato stabile e una leva immobiliare pronta a essere attivata.

Non promette miracoli.
Offre qualcosa di molto più prezioso: una piattaforma industriale già pronta, con rischio contenuto e upside elevatissimo.

Ed è esattamente questo che oggi cercano gli acquirenti seri nel vitivinicolo del Nord-Est.

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Piattaforma vitivinicola storica già posizionata, con un potenziale industriale ed enoturistico che oggi vale molto più della sola produzione di vino.

Siamo nel Vulture, uno dei pochissimi territori italiani dove il legame tra suolo, vitigno e reputazione è così forte da creare una rendita territoriale naturale.
L’Aglianico del Vulture non è un vitigno: è un marchio geografico.

Qui l’asset unisce tre livelli rari nello stesso perimetro:
produzione DOCG di alto livello, patrimonio storico unico, progetto enoturistico già autorizzato.

Perché il territorio è un moltiplicatore di valore

Il Vulture è un caso enologico quasi irripetibile.

Suoli vulcanici profondi, altitudini elevate, forti escursioni termiche.
Risultato: vini con struttura, longevità, firma gustativa riconoscibile.

Ma oggi il vero valore non è solo agronomico. È strategico:

  • Aglianico del Vulture DOCG è una delle denominazioni del Sud con maggiore potenziale di riposizionamento premium.
  • Offerta limitata, terroir identificabile, crescente attenzione internazionale.
  • Area ancora sottovalutata rispetto a Barolo, Brunello, Etna: upside territoriale evidente.

In più, il Vulture è un territorio narrativamente potentissimo:
monachesimo, grotte, palmenti, masserie storiche.
Qui lo storytelling non si inventa. Si eredita.

I pregi strutturali dell’asset

Questo asset ha una caratteristica che molti non hanno:
è già completo come sistema.

  • 102 anni di storia reale, non ricostruita.
  • Brand premiato e riconosciuto (Tre Bicchieri, 5 Grappoli, Top Hundred).
  • Vigneti in prima zona DOCG, con impianti recenti e perfettamente esposti.
  • Cantina funzionale con grotte interrate autentiche.
  • Patrimonio immobiliare storico già recuperato.
  • Progetto enoturismo già dimensionato su scala seria.

Elemento chiave:
oggi si vinifica solo una parte delle uve per scelta qualitativa.
Questo significa una cosa molto precisa per un investitore:

esiste capacità produttiva latente già disponibile, senza nuovi impianti.

Pochi asset consentono questo tipo di crescita interna senza CAPEX agricoli pesanti.

Per chi è adatta (profilo acquirente chiaro)

Questa proprietà non è per chi cerca una cantina “boutique” da 30.000 bottiglie.

È ideale per quattro profili molto precisi.

  1. Gruppi vitivinicoli medio-grandi

Che cercano:

  • una base produttiva premium nel Sud Italia
  • una denominazione identitaria forte
  • un brand storico già riconosciuto
  • possibilità di crescita volumi senza nuovi vigneti

Qui possono costruire un polo Aglianico di riferimento.

  1. Operatori wine & hospitality

Che vogliono:

  • controllare produzione + accoglienza
  • sviluppare wine resort di fascia alta
  • usare il vino come leva di traffico turistico

Qui l’enoturismo non è un progetto: è già infrastruttura autorizzata.

  1. Famiglie imprenditoriali strutturate

Che cercano:

  • un asset patrimoniale vero
  • redditività agricola + immobiliare
  • un marchio da far crescere in 10–20 anni

Qui c’è un’azienda vera, non un giocattolo agricolo.

  1. Investitori orientati a piattaforme territoriali

Per:

  • creare una piattaforma Sud Italia premium
  • integrare produzione, ospitalità, eventi, museo, retail
  • diversificare con agriturismo, olio, cosmetici, grappe

Non è adatta a:

  • micro-produttori artigianali
  • progetti puramente finanziari passivi
  • operatori senza governance manageriale

Qui serve governo industriale, non romanticismo.

Perché è sul mercato ora

Questo è un caso classico di fine ciclo generazionale sano.

Dal 1922 la famiglia ha:

  • costruito patrimonio fondiario
  • creato un brand riconosciuto
  • investito in strutture e vigneti
  • avviato un progetto enoturistico serio

Oggi però succede una cosa tipica negli asset storici:

il valore futuro potenziale supera la capacità di sviluppo della gestione attuale.

Non è una vendita per crisi.
È una vendita per mancanza di scala finanziaria e manageriale per il prossimo salto.

Il progetto è pronto.
Manca solo un soggetto capace di portarlo a regime.

Questo è il momento in cui gli asset migliori passano di mano.

Che tipo di operazione è

Questa è una operazione di piattaforma con rilancio selettivo.

Tre livelli molto chiari.

  1. Piattaforma produttiva
  • 9 ha DOCG in prima zona
  • capacità produttiva ampliabile
  • cantina completa
  • brand già premiato

Base agricola solida, già funzionante.

  1. Rilancio industriale

Possibile:

  • aumento progressivo volumi vinificati
  • razionalizzazione gamma
  • rafforzamento export
  • sviluppo linee premium

Qui il margine si crea sulla crescita interna, non sugli espianti.

  1. Sviluppo enoturismo e immobiliare

Elemento distintivo:

  • 1000 mq già destinati a wine resort
  • spa del vino, museo, eventi, congressi
  • ulteriori 1500 mq in riconoscimento
  • altri fabbricati per hospitality di alto livello

Questo consente una diversificazione reale dei ricavi:

  • vino
  • accoglienza
  • eventi
  • olio
  • cosmetica
  • spirits

Non è una scommessa agricola.
È una piattaforma multifunzionale già autorizzata.

In sintesi strategica

Questo asset è raro perché unisce:

  • 102 anni di storia reale
  • Aglianico DOCG in prima zona
  • suoli vulcanici di altissimo valore
  • brand già riconosciuto
  • capacità produttiva latente
  • progetto enoturismo pronto
  • patrimonio immobiliare storico
  • forte visibilità mediatica

Non promette scorciatoie.
Offre controllo territoriale, identità forte e spazio reale per creare valore.

Ed è esattamente questo che oggi cercano gli acquirenti seri nel vitivinicolo italiano.

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Asset strategico – Tenuta vitivinicola nel Chianti Classico

Nel cuore più iconico della viticoltura italiana – zona Chianti Classico Gallo Nero – a soli 18 km da Firenze, proponiamo una proprietà agricola–vitivinicola di circa 120 ettari che unisce tre fattori rarissimi oggi sul mercato: territorio primario + diritti DOCG storici + sistema immobiliare di pregio.

Qui non si compra un’azienda da costruire.

Si acquisisce una piattaforma già riconosciuta, con marchio presente da oltre 60 anni e storico socio del Consorzio Chianti Classico.

Il territorio: perché questo contesto moltiplica il valore

Siamo nel cuore del Chianti Classico, su colline perfettamente esposte, a 350 metri di altitudine, con vista diretta su Firenze e sull’intera valle dell’Ema.

Tre elementi rendono questo territorio strategico oggi:

1. Denominazione “core” del vino italiano
Il Chianti Classico è una delle poche DOCG mondiali con:

  • reputazione storica internazionale
  • domanda strutturale stabile
  • forte attrattività per investitori esteri e turismo di fascia alta

2. Vicinanza a Firenze: un moltiplicatore unico
18 km dal centro storico significano:

  • enoturismo immediato
  • hospitality premium
  • valore immobiliare difensivo anche in scenari di mercato difficili

3. Vocazione agricola completa
120 ettari con equilibrio raro tra:

  • 15,2 ha vitati (14,2 ha Sangiovese Chianti Classico)
  • 17 ha oliveto (3.400 piante Leccino e Moraiolo)
  • bosco, seminativi, pascoli

Un vero sistema agricolo autosufficiente, non un vigneto isolato.

I punti di forza dell’asset

Produzione e marchio

  • Marchio presente sul mercato da oltre 60 anni
  • Socio storico Consorzio Gallo Nero
  • Produzione storica a regime:
    • 40.000 bottiglie Chianti Classico DOCG
    • 6.500 bottiglie Chianti Classico Riserva
    • IGT rossi, bianchi, Vin Santo, olio EVO

Questo è fondamentale: non si parte da zero.
Il brand esiste, i diritti esistono, la denominazione è attiva.

Cantina e infrastrutture

Struttura enologica completa (400 mq):

  • capacità in cemento oltre 3.000 hl
  • botti grandi, caratelli per Vin Santo
  • locali di vinificazione, affinamento, imbottigliamento
  • orciaia storica con orci in cotto dell’800

Una cantina “vera”, non simbolica.
Pronta per tornare rapidamente a regime con investimenti mirati.

Sistema immobiliare: il vero moltiplicatore

Qui l’asset diventa piattaforma vino + hospitality + real estate:

  • Villa storica padronale 800 mq con piscina e vista panoramica
  • 2 unità abitative indipendenti (200 mq + 150 mq)
  • Casale con fienile 280 mq da recuperare
  • Casale panoramico 440 mq in pietra sul crinale

Una base ideale per:

  • relais di charme
  • wine resort
  • club house per ospitalità clienti e investitori

Valore immobiliare già stimato oltre 2,8 milioni solo sugli edifici.

Per chi è adatta (profilo acquirente ideale)

Questa operazione è perfetta per tre profili molto chiari:

1. Gruppo vitivinicolo medio–grande

Per:

  • entrare o rafforzarsi nel Chianti Classico
  • integrare una denominazione “core” in portafoglio
  • disporre di una base hospitality proprietaria in Toscana

Profilo tipico: gruppo già strutturato, export attivo, visione industriale.

2. Investitore internazionale wine & lifestyle

Per:

  • acquisire un brand storico in una DOCG iconica
  • costruire un wine resort di fascia alta
  • combinare rendimento agricolo + immobiliare + turismo

Profilo ideale: imprenditore estero, family office, fondi lifestyle.

3. Imprenditore italiano in diversificazione patrimoniale

Per:

  • entrare nel vino con un asset “protetto”
  • investire in un bene reale ad altissima tenuta di valore
  • costruire una piattaforma famigliare vino–ospitalità

Perché è sul mercato ora

Questo è un passaggio tipico di molte grandi proprietà storiche:

  • l’azienda non è più condotta a pieno regime dal 2019
  • vigne, uliveti e immobili necessitano di manutenzione e rilancio
  • la proprietà richiede oggi un operatore strutturato, non una gestione familiare

In altre parole:
non è un problema di qualità,
è un passaggio generazionale e industriale.

Questo crea una finestra rara:
asset primario, prezzo allineato, enorme potenziale di creazione valore.

Che tipo di operazione è

Questa non è una semplice acquisizione agricola.
È una operazione strategica multipla:

1. Integrazione industriale

Per chi ha già cantine:

  • aumento immediato superfici in DOCG top
  • rafforzamento portafoglio denominazioni
  • possibilità di ristrutturare gamma e posizionamento

2. Rilancio di brand storico

Qui c’è un marchio con 60 anni di storia.
Con:

  • nuovo progetto enologico
  • nuovo storytelling
  • nuova distribuzione

si può costruire in pochi anni un brand Chianti Classico di fascia medio-alta.

3. Piattaforma vino + hospitality

È forse l’aspetto più potente:

Vigneti + cantina + villa + casali + piscina + panorama + Firenze a 18 km.

Questo è un wine resort naturale già scritto nella proprietà.

4. Diversificazione patrimoniale difensiva

120 ettari in Chianti Classico, diritti Gallo Nero, immobili storici.

Questo tipo di asset:

  • difende il capitale
  • cresce nel tempo
  • è sempre liquidabile sul mercato internazionale

Conclusione strategica

Questo asset non si compra per “fare vino”.
Si compra per governare un territorio iconico.

È una piattaforma rara perché unisce:

  • denominazione primaria
  • marchio storico
  • massa fondiaria importante
  • sistema immobiliare di altissimo livello
  • posizione unica vicino a Firenze

Un’operazione ideale per chi vuole: entrare nel cuore del vino italiano,
con un asset che tiene valore, genera immagine e costruisce futuro.

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Un asset vitivinicolo strategico nel cuore di uno dei territori più iconici e liquidi d’Italia, Frascati, dove prossimità a Roma

Denominazioni forti e turismo strutturale creano una combinazione rara di stabilità e potenziale.

Il territorio: perché qui il contesto fa davvero la differenza

Montecompatri, pendii dei Colli Albani, 200 metri s.l.m.: siamo nel cuore operativo del sistema Frascati, non in una periferia agricola.

Tre elementi rendono questo territorio strategico:

  1. Denominazioni forti e riconoscibili
    Frascati DOC, Frascati Superiore DOCG, DOC Roma.
    Sono denominazioni che parlano al mercato internazionale, con un’identità chiara, storica e spendibile.
  2. Suoli vulcanici: un capitale naturale reale
    Terreni di origine vulcanica significano:
  • freschezza naturale nei bianchi
  • struttura
  • longevità
  • riconoscibilità sensoriale

Qui il terroir non è marketing, è chimica del suolo.

  1. Prossimità a Roma: un moltiplicatore di valore
    Roma è:
  • mercato diretto ad altissimo assorbimento
  • bacino turistico permanente
  • piattaforma mediatica
  • polo Horeca premium

Pochissime tenute hanno questa combinazione: denominazione storica + capitale naturale + capitale geografico.

La sostanza dell’asset: struttura, non promessa

Numeri chiari, senza ipotesi futuristiche:

  • 11,36 ettari complessivi
  • 9,56 ettari vitati DOC e DOCG
  • 200 olivi in produzione
  • Biologico certificato dal 1996: credibilità lunga, non moda recente

Cantina completa, autonoma, industrialmente leggibile:

  • Capacità 1.710 hl
  • Cemento storico + acciaio moderno
  • Linea completa di vinificazione, stoccaggio e imbottigliamento
  • Cantina storica sotto la casa padronale: valore produttivo + narrativo

Produzione già diversificata:

  • Bianchi fermi tipici (Malvasia di Candia e autoctoni)
  • Rossi tradizionali
  • Spumanti Charmat bianchi e rosé

Qui non si deve “costruire” una cantina.
Qui si deve governare una piattaforma già funzionante.

Il valore immobiliare e ricettivo: leva strategica reale

Questo è uno degli elementi più interessanti dell’asset.

Strutture già operative:

  • Sala degustazione 40 posti con cucina e terrazzo panoramico
  • 3 unità abitative indipendenti
  • Appartamento padronale su due livelli
  • Casa colonica storica da ristrutturare
  • Sorgente romana funzionante: elemento unico di storytelling

Questo significa una cosa precisa:
non serve inventare l’hospitality, è già pronta.

Il passaggio da azienda agricola a azienda vitivinicola + ospitalità + esperienza è immediato, non teorico.

Per chi è adatta (profilo acquirente chiaro)

Questa tenuta è ideale per:

  1. Famiglie imprenditoriali o HNWI
    Che cercano:
  • un asset agricolo vero
  • vicino a Roma
  • con produzione, marchio, immobili e accoglienza
  • e una componente patrimoniale solida
  1. Gruppi vitivinicoli medio-piccoli
    Che vogliono:
  • un presidio nel Centro Italia
  • una denominazione storica
  • un brand facilmente posizionabile su Horeca e turismo
  1. Operatori wine & hospitality
    Che cercano:
  • una piattaforma pronta
  • degustazione, appartamenti, casa colonica
  • turismo enogastronomico già attivabile
  1. Investitori industriali nel food & wine
    Per:
  • diversificazione patrimoniale
  • piattaforma premium a basso rischio
  • integrazione con distribuzione o ristorazione esistente

Non è adatta a chi cerca

  • Volumi industriali da GDO
  • Operazioni speculative rapide
  • Asset passivi senza gestione agricola
  • Progetti senza presenza diretta sul territorio

Qui serve governo imprenditoriale, non finanza mordi e fuggi.

Perché è sul mercato ora

Questo è un passaggio molto importante.

Non nasce da crisi.
Nasce da fine ciclo imprenditoriale ben riuscito.

I proprietari hanno:

  • costruito
  • certificato biologico da 25+ anni
  • consolidato strutture e cantina
  • attivato ospitalità
  • preservato il capitale naturale

Oggi il valore massimo si esprime con un soggetto che sappia:

  • rafforzare il posizionamento commerciale
  • sviluppare hospitality in modo strutturato
  • dare al brand una scala superiore

È il momento tipico in cui:

vendere bene crea più valore che continuare in gestione difensiva.

Che tipo di operazione è

Questa è una operazione di piattaforma con opzione di rilancio selettivo.

Tre livelli leggibili:

  1. Piattaforma già pronta
  • vigneti maturi
  • cantina completa
  • biologico certificato
  • immobili operativi
  • produzione diversificata
  1. Rilancio selettivo
  • aumento valore per bottiglia
  • rafforzamento linea premium
  • sviluppo degustazioni ed eventi
  • utilizzo pieno delle strutture ricettive
  1. Integrazione possibile
    Per gruppi già esistenti:
  • sinergie su commerciale
  • sinergie su amministrazione
  • sinergie su distribuzione

Non è una scommessa agricola.
È una operazione industriale leggibile.

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Asset strategico: Tenuta vitivinicola nei Friuli Colli Orientali

Questa proprietà non è un’“azienda agricola in vendita”. È un sistema vitivinicolo integrato, collocato in uno dei territori italiani che oggi stanno guadagnando attenzione reale da parte di buyer evoluti, importatori di fascia medio-alta e investitori che cercano autenticità, biodiversità e possibilità di sviluppo controllato.

Siamo nella porzione nord-orientale dei Colli Orientali, tra Alpi Giulie e Adriatico, in un’area che unisce tre fattori rari quando convivono: terroir riconosciuto, paesaggio integro e potenziale di crescita regolata (urbanistica già approvata). Il contesto regionale rafforza l’attrattività: qualità della vita elevata, promozione istituzionale forte sul turismo food & wine e una denominazione percepita come “emergente ma seria”, non inflazionata.

Perché questo territorio conta davvero

I Colli Orientali sono costruiti su suoli eocenici (la celebre ponca), oggi letti e riletti da geologi ed enologi come uno dei substrati più interessanti del Nord Italia per bianchi longevi e rossi identitari. Qui convivono vitigni autoctoni con oltre duemila anni di storia (Friulano, Picolit, Refosco, Pignolo, Schioppettino) e internazionali che, in questo microclima, trovano espressioni non replicabili altrove.

Il fatto che Savorgnano del Torre sia in fase di riconoscimento come microzona rafforza la prospettiva di rivalutazione qualitativa e patrimoniale. Non è una promessa commerciale: è un processo tecnico-amministrativo già in corso.

I pregi strutturali dell’asset

  • Fondo unico collinare di ~83 ettari: 18 ha vitati, il resto bosco, prati e biodiversità. Questo equilibrio è un vantaggio competitivo, non un limite.
  • Vigneti terrazzati moderni, età 20–60 anni: patrimonio produttivo già maturo, non da “aspettare”.
  • Agricoltura biologica certificata + approccio biodinamico: posizionamento coerente con mercati Nord Europa, USA e Giappone.
  • Cantina completa e autonoma, dalla vinificazione all’imbottigliamento, con capacità ~1.200 hl.
  • Produzione attuale ~50.000 bottiglie, con margine di crescita senza stressare il vigneto.
  • Rete commerciale già attiva: Italia (Horeca qualificata) + export strutturato.
  • Accoglienza integrata (degustazioni + B&B) già funzionante.
  • Fotovoltaico esistente + ampliamento in corso: riduzione costi e narrativa ESG concreta.
  • Piano attuativo approvato dal Comune di Povoletto: cubature pronte per sviluppo produttivo e ricettivo, senza incertezze autorizzative.

Per chi è adatta (profilo acquirente chiaro)

Questa tenuta è ideale per:

  • Gruppi vitivinicoli medio-piccoli che vogliono inserire un presidio “alto di gamma” nel Nord-Est, con identità forte e narrazione territoriale credibile.
  • Famiglie imprenditoriali o HNWI che cercano un asset agricolo vero, non decorativo, con produzione, marchio, accoglienza e potenziale immobiliare.
  • Operatori orientati ai mercati premium esteri (Nord Europa, USA, Asia) che capiscono il valore di biodinamica, microzone e tirature limitate.
  • Investitori industriali nel food & wine che vogliono una piattaforma già funzionante, su cui innestare crescita graduale.

Non è adatta a chi cerca:

  • Volumi elevati da GDO.
  • Operazioni speculative a breve.
  • Asset “chiavi in mano” senza gestione agricola consapevole.

Perché è sul mercato ora

Il passaggio non nasce da crisi, ma da fine ciclo imprenditoriale: i proprietari hanno costruito, consolidato e protetto l’equilibrio dell’azienda. Oggi il valore massimo si esprime con un soggetto capace di fare un salto dimensionale e strategico, mantenendo la filosofia produttiva ma accelerando su:

  • sviluppo immobiliare già autorizzato,
  • rafforzamento commerciale,
  • posizionamento internazionale del brand.

È il classico momento in cui vendere bene ha più senso che continuare “in difesa”.

Che tipo di operazione è

Questa non è una semplice cessione agricola. È una operazione di piattaforma con opzione di rilancio:

  • Piattaforma: base produttiva, vigneti maturi, cantina, marchio, mercati attivi, accoglienza.
  • Rilancio selettivo: aumento valore per bottiglia, ampliamento ospitalità, sfruttamento cubature, rafforzamento export.
  • Integrazione (per gruppi già esistenti): sinergie immediate su commerciale, amministrazione e distribuzione.

La presenza di magazzino vino (sfuso e imbottigliato), immobili sviluppabili e fotovoltaico in espansione rende l’operazione industrialmente leggibile, non romantica.

In sintesi strategica

Questa tenuta è un asset raro perché unisce:
territorio che cresce → azienda già strutturata → possibilità di sviluppo senza conflitti → posizionamento coerente con i mercati che contano.

Non promette miracoli. Offre controllo, identità e spazio per creare valore vero, che è esattamente ciò che oggi cercano gli acquirenti seri nel vitivinicolo italiano.

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