ELVIO COGNO E NAS-CËTTA: ELOGIO DELLA BIODIVERSITÀ

Nas-Cëtta di Novello è il simbolo del progetto Elvio Cogno, azienda guidata da Valter Fissore e Nadia Cogno nel cuore del Barolo, a Novello.

ELVIO COGNO E NAS-CËTTA: ELOGIO DELLA BIODIVERSITÀ

Proteggere il patrimonio vitivinicolo locale e le diverse espressioni territoriali sono i valori su cui si basa il brand sin dalla sua fondazione. L’identità è strettamente legata al Barolo e alla valorizzazione del Cru Ravera da cui si originano i single vineyard Vigna Elena, Bricco Pernice e Cascina Nuova. Tuttavia, Elvio Cogno e il genero Valter Fissore, negli anni ’90, decisero di recuperare per primi una varietà autoctona, la Nascëtta, che rischiava di scomparire nonostante la storia ne avesse dimostrato la qualità.

Tutto risale al 1991 quando Elvio e Valter hanno la possibilità di assaggiare questo vino stappando una bottiglia del 1983 del produttore Franco Marengo. Se ne innamorano subito, accorgendosi al primo assaggio delle sue potenzialità. Il richiamo è il Sauternes, ma dagli studi storici che vengono poi effettuati si comprende che già alla fine dell’Ottocento la Nas-Cëtta era raccontata come “un’uva delicatissima e vino squisito”, che veniva paragonata addirittura ai grandi vini del Reno. Da lì nasce la volontà di recuperarla, e poi lo sprone verso altri produttori, che accolgono con entusiasmo il progetto.

Oggi la Nas-Cëtta di Novello è tutelata dall’Associazione Produttori di Nas-Cëtta di Novello, nata nel 2014, di cui Valter Fissore è presidente, che conta 12 produttori uniti dalla fiducia e l’amore per questa varietà indissolubilmente legata al territorio. Una scelta che li ha portati a sacrificare coraggiosamente qualche ettaro destinato al Nebbiolo da Barolo per impiantare questo vitigno a bacca bianca. Grazie all’impegno dell’Associazione, la Nascetta prodotta a Novello è dal 2010 DOC Langhe Nas-Cëtta di Novello.

Anas-Cëtta, la Langhe Nascetta DOC del comune di Novello di Elvio Cogno, usa l’antico nome tradizionale del vigneto.  Si presenta come un vino bianco di origine mediterranea, la cui sapidità riporta ai grandi vitigni degli ambienti caldi; al naso è fine ed elegante e di buona intensità, con sentori complessi e persistenti di fiori di campo ed erbe aromatiche, di agrumi e di frutti esotici. In bocca stupisce la piacevolezza di beva, la sapidità e la mineralità che rinfrescano il sorso e proseguono lungamente nel finale, con note di miele di acacia, salvia e il rosmarino.

Nell’azienda pilota dimostrativa di Veneto Agricoltura sono in corso i rilievi sulle 108 varietà antiche venete di melo conservate e 83 di pero, oltre a pesco e ciliegio. Una straordinaria collezione frutto di una lunga attività di ricerca sul territorio resa possibile grazie al programma BIONET e alla competenza dei tecnici dell’Agenzia regionale.

CEREGNANO-RO: CON IL PROGRAMMA BIONET L’AZIENDA “SASSE RAMI” SEMPRE PIU’ SCRIGNO DELLA BIODIVERSITA’ FRUTTIFERA

Nell’azienda pilota e dimostrativa “Sasse Rami” di Veneto Agricoltura a Ceregnano (Ro) sono ripresi i rilievi  sulle piante di antiche varietà autoctone venete di melo, pero, ciliegio e pesco. Nello specifico, si stanno effettuando osservazioni, misurazioni e fotografie sugli organi epigei delle piante presenti nella ricca collezione del frutteto polesano. I risultati dei rilievi verranno poi elaborati e studiati allo scopo di definire alcuni importanti parametri che caratterizzano il comportamento vegeto-produttivo delle antiche cultivar di fruttiferi venete. Successivamente tutti i dati confluiranno, grazie al Programma regionale BIONET, nel prezioso archivio che anno dopo anno si sta arricchendo di utili informazioni.

Fra le tante varietà antiche conservate e analizzate nell’azienda “Sasse Rami” figurano per esempio i meli Abbondanza, Brut e Bon, Bianconi, Pom dell’Oio e tante altre per un totale di ben 108 cultivar, i peri Basilicà, Bergamotta, Collostorto e altre per un totale di 83 varietà, i peschi Lavaroni, Lorenzini, Settembrini, Brancia, Carrari, i ciliegi Marostegana, Olive.

La raccolta di dati che i tecnici di Veneto Agricoltura stanno effettuando come ogni anno in questo periodo risulta essere, dunque, di fondamentale importanza al fine di consentire l’inserimento nell'”Anagrafe nazionale delle risorse genetiche di interesse agrario” delle antiche cultivar autoctone raccolte negli anni nel territorio veneto. Un lavoro di ricerca certosino, tuttora in corso anche grazie al Programma regionale BIONET riguardante la Rete regionale per la biodiversità di interesse agrario e alimentare del Veneto.

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