rassegna stampa del vino di mercoledì 22 febbraio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 22 febbraio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il marchio Vinitaly rilancia Verona nell’Estremo Oriente.
Ieri a Tokyo oggi in Corea del Sud il Roadshow in vista della rassegna in aprile Il marchio Vinitaly rilancia Verona nell’Estremo Oriente Ne12022 in Giappone +18,4% per il vino italiano rispetto al+9,2 il totale. Un ponte tra Verona e l’Oriente nel segno del vino. Si è conclusa a Tokyo la penultima tappa del roarlshow globale organizzato da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia e con la partecipazione unitaria dei principali player istituzionali che operano nel Sol Levante, tra tutti l’Ambasciata d’Italia a Tokyo e la Camera di commercio italiana in Giappone senza dimenticare il supporto della Fondazione Italia Giappone, il presidio culturale e relazionale fondato ne11999 dal nostro ministero degli Esteri.

Fonte: Arena.

Vinitaly, il Sannio c’è.
Dalla provincia 35 espositori al salone. Protagonismo delle nostra aziende alla quattro giorni di degustazioni e presentazioni per i buyer Una scommessa con una grande partecipazione a Vinitaly, il salone internazionale del vino a Verona, tra i12 e i15 aprile. Una scommessa su un forte rilancio del comparto vitivinicolo sannita protagonista di una vorticosa crescita tra 2000 e 2019, sia sul mercato interno che sull’export, e poi inevitabilmente frenato prima dall’impatto della pandemia Covid-19 soprattutto nel biennio 2020-2021, con i frequenti e dolorosi stop per la ristorazione.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

22 cantine pugliesi allo Slow Wine Fair di Bologna.
La Puglia sarà tra i protagonisti della seconda edizione di ‘Slow Wine Fair’, la manifestazione dedicata al vino che si svolge a Bologna dal 26 al 28 febbraio. Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition e riunisce ancora una volta 750 cantine selezionate da Slow Food e operatori della filiera del vino provenienti da 21 Paesi e da tutte le regioni italiane. Tra questi, al 21 febbraio la commissione di assaggio della fiera ha confermato la partecipazione di 22 cantine dalla Puglia, che, secondo la guida Slow Wine 2023.

Fonte: Quotidiano di Bari.

Alessandro Salvano.
Con «Elemento Indigeno», 400 bottiglie di piccoli produttori da 30 Paesi, il manager di Compagnia dei Caraibi supera l’idea di «zona di produzione»: «Anche chi non sta in Borgogna deve avere voce». Alessandra Dal Monte n confine rigido. Che rende una cosa diversa da un’altra, non per ciò che è, ma per dove è nata Nel mondo del vino valgono le leggi . dell’uomo: devi avere la fortuna di poterti chiamare Barolo, Borgogna, Champagne, esattamente come si ha o meno la fortuna di vivere nella parte «giusta» del pianeta. E chi questa fortuna non ce l’ha? Nel caso del vino, ci prova «Elemento Indigeno» a riequilibrare un po’ le cose, il progetto avviato nel 2019 da Alessandro Salvano, 27 anni, Wine category manager di Compagnia dei Caraibi, enotecnico e a sua volta vignaiolo tradito 4a un confine.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Eno-Tips.
Dal 2017 a casa Masciarelli Marina Cvetic e le figlie Chiara e Miriam (fato) abbinano ogni nuova annata di Abruzzo Pecorino Doc Castello di Semivicoli a un progetto benefico: l’ultima bottiglia, la 2022, andrà a sostenere la sede abruzzese di Angsa, l’Associazione genitori soggetti autistici. Ormai è un classico dell’Alto Adige lo Chardonnay Cardellino di Elena Walch: arrivato alla 35esima edizione, deve il nome ai coloratissimi cardellini che Elena vedeva fare il nido tra i filari di uve Chardonnay nelle tenute di famiglia. Fresco, minerale e persistente, unisce eleganza e carattere.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Broccatello’s friends.
Meno vermouth ma più sherry (o Marsala) È il twist sul Martini di Emanuele Broccatelli del «W Rome». Da abbinare al salato tutto l’anno. twist sul Martini, le variazioni sul tema, sono antichi quanto il Martini stesso. E dunque, non si sa quanto. Perché il re dei drink, il più iconico e quello che suscita le devozioni più accese, è anche il più elusivo: della sua storia si sa poco e quel che si sa è contradditorio. Un tempo era certamente più dolce, ma. quel tempo è finito da circa un secolo.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Sangiovese di Modigliana.
È il frutto di un vitigno medioevale dimenticato La differenza con i «cugini» Brunello e Chianti? Il suolo e l’altitudine. E un’eleganza austera. Un giorno d’estate di sei anni fa il professore di Architettura Maurizio Costa raccontò come aveva scoperto una vigna di cent’anni a Modigliana, Forlì, sui pendii dell’Appennino. 11 padre gli ripeteva che il vino in Romagna era una partita persa. Costa si era preso la rivincita, aprendo la cantina Torre 1922 e dimostrando che là íl Sangiovese diventa sorprendente. Nel 2021 Modigliana ha dato l’addio al professore. Intanto è cresciuto íl movimento di dinamiche cantine che l’aveva entusiasmato.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Gori Sparacino, direttore della Strada del Vino Terre Sicane….
L’itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa, che si occupa della valorizzazione delle attività collegate alla cultura del vino, è stato nominato direttore della Federazione Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori d’Italia.

Fonte: Italia Oggi.

Risiko agricolo.
Monvin, progetto di brand del gruppo Montelvini dedicato al vino in fusto, ha subito un rebranding per rispondere alle richieste di sostenibilità che arrivano dal mercato. Monvin vuol dire fornitori con filiera sostenibile e certificata e diminuzione delle emissioni di CO2 con riduzione del vetro, grazie all’uso del fusto. Vuol dire anche minor inquinamento per trasporto, utilizzo di energia da impianti fotovoltaici e riutilizzo dei fusti. Armando Serena, fondatore e presidente di Montelvini, ha creduto nel vino sfaso e nell’utilizzo del fusto. Montelvini ha chiuso il 2022 con ricavi per oltre 31 min di euro; l’anno precedente erano 28,5 min, e 7,3 milioni di bottiglie commercializzate.

Fonte: Italia Oggi.

Terra Moretti liquida il socio Nuo Capital Pegno Intesa Sanpaolo sui crediti vantati.
Vittorio Moretti liquida il socio cinese Nuo Capital con il supporto finanziario di Intesa Sanpaolo. La banca ha però costituito un pegno a garanzia del proprio credito sulla società Moretti Distribuzione, la controllata commerciale del vino dell’imprenditore franciacortino. Pegno costituto lo scorso gennaio, in corrispondenza del closing con Nuo Capital. «C’è stato l’intervento di Intesa Sanpaolo» conferma Massimo Tuzzi, ceo di Holding Terra Moretti, «tuttavia questo copre solo una parte di un’operazione molto complessa. Si e scelto di procedere con una fusione inversa fra controllante e controllata al fine di garantire il credito dell’istituto a fronte di un rischio remoto.

Fonte: Italia Oggi.

«Non più di due bicchieri al giorno»….
È quanto ha scritto nell’etichetta dei propri vini l’azienda veneta Bottega di Bibano (Tv). Che sull’onda della polemica per il caso Irlanda, è stata la prima in Italia ad apporre etichette quello che è un suggerimento di consumo. Perché, spiega il titolare Sandro Bottega: «Medici e politici, produttori e consumatori, hanno spesso detto cose giustissime: l’alcol fa male, ma se consumato in quantità moderata, è un male che il nostro corpo riesce a tollerare bene. Altri hanno detto sciocchezze senza basi scientifiche, come l’esternazione sulla riduzione della dimensione del cervello».

Fonte: Italia Oggi.

Nasce l’Istituto per la Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute….
La nuova istituzione, presieduta da Luigi Tonino Marsella, dipartimento di biomedicina e prevenzione dell’Università di Roma Tor Vergata, si propone di promuovere e facilitare la diffusione della conoscenza e dell’informazione di temi riguardanti la Dieta mediterranea e il consumo moderato e consapevole di vino, in rapporto ad una corretta alimentazione, alla salute e al benessere della popolazione, salvaguardando e valorizzando la cultura del territorio. L’annuncio è stato dato al convegno «Bere mediterraneo.

Fonte: Italia Oggi.

Il Comité Champagne ha presentato….
a Wine Paris e Vinexpo Paris il piano di filiera che definisce la strategia globale per affrontare le sfide del decennio a venire. Il budget annuale del Comité crescerà di 10 milioni di euro nei prossimi cinque anni con investimenti in ricerca e sviluppo, sviluppo sostenibile della filiera e rafforzamento delle sue missioni fondamentali. In particolare la lotta alla fiavescenza dorata, la fillossera del XXI secolo, l’adattamento ai cambiamenti climatici e l’obiettivo «Net Zero» entro il 2050.

Fonte: Italia Oggi.

Vigneto in armonia con la musica.
Caterina Dei, proprietaria di Cantina Dei. Accanto, la nuova barricaia realizzata in travertino (come tutta la tenuta) per volontà del padre Glauco. Vigneto in armonia con la musica Viaggio sulle colline di Montepulciano dove, tra due pianoforti, crescono i filari della Cantina Dei, da cui nascono vini d’eccellenza prodotti secondo un’antica tradizione tramandata di generazione in generazione. di Chiara Risolo a grande avrebbe fatto la cantante. Ne era certa. Eppure, Caterina Dei, una laurea all’Università di Siena in Lettere con indirizzo in arte. musica e spettacolo, ha scelto di «calcare la terra», un palcoscenico insolito, da cui si levano comunque magie. Lo ha fatto con sua stessa sorpresa: «Mio padre Glauco insisteva perché io entrassi in azienda» racconta.

Fonte: Panorama.

Poggio di Sotto, il rubino intenso del Monte Amiata.
Fra le interpretazioni più amate del Brunello di Montalcino un posto d’onore spetta a questo nettare dai sentori preziosi. Eccellente già in giovane età, gode di una sorprendente capacità di invecchiamento di Orazio Vagnozzi – contributor WE olore rosso rubino intenso. Naso complesso di amarena, arancia sanguinella, chiodi di garofano, rosa appassita, lavanda e liquirizia. In bocca il vino è ampio, potente e nello stesso tempo elegante e di eccezionale bevibilità grazie al perfetto equilibrio tra un tannino fine, vellutato e vibrante controbilanciato da una fresca acidità e una piacevole sapidità che allunga il sorso. In bocca si avvertono note di ribes rosso e liquirizia che ci accompagnano nel lungo e sapido finale.

Fonte: We Wealth.

Vino il business si fa spumeggiante grazie ai capitali privati.
Molti i nomi delle società d’investimento protagoniste negli ultimi 11 mesi del n(‘us?%lou’ collegabile al mondo wine tricolore, sia di natura puramente finanziaria sia con una anima imprenditoriale a finanza di investimento negli ultimi anni sta ricoprendo un ruolo sempre più centrale nel mondo vitivinicolo, posizionandosi come volano delle operazioni di MeA Jeseguite con l’obiettivo di creare valore per le aziende del vino made in Italy. Anche negli ultimi mesi sono arrivati diversi indizi in tal senso, che lasciano ben sperare per un ulteriore sviluppo del settore finanziato da società di private equity.

Fonte: We Wealth.

I vini “Vivi” di San Valentino al Festival di Berlino.
Oggi a partire dalle 19, i vini della linea ViVi, la rebola di punta dell’azienda vinicola riminese Vini San Valentino e il vino nato da un blend di Syrah, Sangiovese e Cabernet Franc, accompagneranno la cerimonia di presentazione del docufilm “Siamo qui, siamo vivi” durante il Festival del Cinema di Berlino. Per l’azienda riminese si tratta di una partecipazione importante e profonda che vuole legare ad una delle tragedie italiane della Shoah, un messaggio di speranza e di rinascita, nonché una riflessione sulla vita, proprio come la storia che sta dietro alla filosofia dei vini Vivi.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Consorzio dei vini: cambio al vertice.
Tommaso Moroni Zucchi è il nuovo presidente Progetto di crescita II consiglio di amministrazione del consorzio che raggruppa circa 50 aziende del territorio. Tommaso Moroni Zucchi, amministratore delegato della Cantina Ca’ Nova di Costamezzana è il nuovo presidente del «Consorzio dei vini dei colli di Parma» che raccoglie circa 50 aziende di produttori, viticoltori, vinificatori e imbottigliatori della collina parmense. II nuovo presidente succede a Maurizio Dodi che ha guidato il Consorzio per dodici anni e oggi siede nel nuovo consiglio d’amministrazione insieme al neo vicepresidente Giovanni Lamoretti e ai consiglieri Michele Cerdelli, Valentina Silva, Francesca Salati e Andrea Ferrari.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Bologna diventa capitale del vino Tre giorni nel nome di Bacco.
Da domenica torna Slow Wine Fair: in arrivo 750 cantine da tutte le regioni e da 21 Paesi del mondo. Nuova era all’insegna di biologico, biodinamica e conversione. Il vino, specialmente in Italia, è la poesia della terra». Così scriveva Mario Soldati, per sintetizzare l’essenza di un prodotto che ancora oggi lega, come un fil rouge, milioni di appassionati in ogni angolo del mondo. Dopo il successo della prima edizione, Slow Wine Fair – la fiera organizzata da Bologna Fiere e Sana, con la direzione artistica di Slow Food – continua ancora oggi a puntare sul «nettare di Bacco» e, soprattutto, sulla rivoluzione sostenibile del vino: da domenica fino a martedì, infatti, si ritroveranno nel quartiere fieristico di Bologna 750 cantine.

Fonte: Resto del Carlino.

Nuovi vigneti, la Regione poteva fare di più.
La vitivinicoltura ha bisogno di essere rinnovata, ma mettere mano a un vigneto oggi è molto più oneroso che solo due anni fa: così anche i bandi pubblici hanno un impatto più debole e le aziende agricole – davanti all’aumento dei costi delle materie prime – avrebbero bisogno di un supporto diverso. Apprezziamo il nuovo bando della Regione Emilia Romagna per il rinnovo dei vigneti, ma riteniamo che si potesse fare qualcosa di più dal punto di vista del contributo economico. II valore dell’aiuto minimo (da 8mila a 8.500 euro all’ettaro) è sicuramente una base discreta da cui partire, ma che non ha visto adeguamenti negli ultimi anni nonostante il forte innalzamento dei prezzi delle materie prime che condiziona a livello economico la vita dell’agricoltore per gole.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Il proibizionismo irlandese danneggia il nostro vino.
«C’è da sperare che l’unione tra Francia, Spagna e Italia ponga rimedio a questa folle iniziativa: bere con moderazione aiuta a vivere bene» Con una decisione che definire improvvida non credo sia esagerato, la Commissione europea, senza peraltro ci fosse stata una discussione a livello parlamentare, e già questo induce a qualche sospetto, considerato l’enorme impatto non solo economico che ciò avrebbe prodotto, ha autorizzato il governo irlandese ad apporre sulle bottiglie di vino gli alert, la famosa etichetta: “fa male alla salute”. In ciò accomunando il vino al consumo di sigarette che, cosa nota, ha un impatto sulla salute di ben maggiore gravità.

Fonte: Messaggero Veneto.

Terre d’Oltrepò nel cda un posto a tutti.
Broni, assemblea fiume per i nuovi vertici. Nessun voto bulgaro. «L’importante adesso è evitare un’altra crisi» Terre d’Oltrepò, nel cda un posto a tutti. Terre d’Oltrepo verso l’ennesima svolta come «governance». L’assemblea di ieri, la terza in tre anni, per eleggere il nuovo cda ha seguito lo stesso copione (oltre 9 ore fra dibattito ed operazioni di voto), ma, seppur con i risultati ancora non definitivi, potrebbe sancire un esito diverso dal 2022 quando una lista riuscì a fare l’en-plein. Questa volta si profila una composizione mista ovvero un certo numero, ma non il 100%, di rappresentanti di una lista e alcuni esponenti dell’altra. «Comunque sia – è quanto è trapelato dietro le quinte – sperando che sia la volta buona per avviare un programma di rilancio. Un’altra crisi sarebbe fatale».

Fonte: Giorno.

Cantina “Terre” al voto L’ex sindaco Callegari stravince su Bardone – Cantina “Terre”, vittoria di Callegari che conquista tutti i dodici consiglieri.
La lista Callegari stravince le elezioni per il rinnovo del Cda di Terre d’Oltrepo. Il gruppo che fa riferimento all’ex sindaco di Casteggio, Lorenzo Callegari, ha conquistato tutti i 12 posti disponibili del consiglio di amministrazione. Resta a bocca asciutta la lista “Bardone per la continuità”, che faceva riferimento al Cda uscente e che non è riuscita a portare in consiglio nessun candidato. L’esito è arrivato nella tarda serata di ieri, poco dopo le 22, al termine dello scrutinio dei voti: l’assemblea elettiva è iniziata poco dopo le 14.30 al teatro Carbonetti di Broni e alle 18 è partito lo spoglio delle schede. Molto alta l’affluenza, che ha sfiorato 1’80%, con 458 soci (su 590 totali) votanti, di cui 205 presenti fisicamente e 253 tramite delega. Il nuovo consiglio sarà formato da: Lorenzo Callegari (316 preferenze), Giuditta Brandolini (297), Giulio Romanini (294), Daniele Gabetta (290), Davide Cristina (288), Luigi Musselli (288), Massimo Crevani (284), Alessandro Fiamberti (282), Mario Cocchi (277), Graziano Faravelli (266), Gabriele Faravelli (265), Michele Vitali (244).

Fonte: Provincia – Pavese.

I produttori uniti da una speranza «Basta litigi, ci vuole continuità».
Tensione in attesa dell’inizio delle operazioni di voti ieri pomeriggio al teatro Carbonetti. I problemi più sentiti: costi in aumento e siccità I produttori uniti da una speranza «Basta litigi, ci vuole continuità» L’ASSEMBLEA serve stabilità per la cantina, basta litigi». È questo il clima che si respirava ieri pomeriggio tra i soci in coda in attesa di entrare al teatro Carbonetti di Broni per il rinnovo del Cda della cantina Terre d’Oltrepo. A meno di un anno dalle ultime elezioni, che avevano consegnato la cantina al gruppo capitanato da Enrico Bardone, i produttori sono ancora in assemblea per votare i loro vertici dopo che a gennaio quel Cda è affondato sotto i colpi di una serie di dimissioni nel giro di pochi mesi: e ora chiedono un mandato duraturo per portare avanti il programma di rilancio della cantina.

Fonte: Provincia – Pavese.

Tre giorni dedicati al grignolino un “nobile ribelle”.
Organizzato da Ais si terrà a marzo a Grazzano Novanta produttori, degustazioni e masterclass. Tornerà a marzo la II Edizione de “Grignolino: il Nobile Ribelle”, il grande evento dedicato al Grignolino, promosso a Grazzano Badoglio dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con organizzazione delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato. II format ideato da Ais si arricchisce di tante novità per i fruitori e di altrettante opportunità per i vignaioli monferrini, che nel “Nobile Ribelle”, qual è il Grignolino, investono sempre più con crescenti soddisfazioni Prima novità: l’evento si svilupperà in tre e non più due giornate.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Ultimi giorni per candidarsi agli incontri B2B.
Scadono il 25 febbraio (alle 21) le candidature agli incontri B2B per il settore vino organizzati dalla Camera di Commercio di Alessandria-Asti con il supporto del Centro Estero per l’Internazionalizzazione del Piemonte. Si terranno nella seconda metà di aprile e saranno presenti buyers prevalentemente da Germania, Belgio, Inghilterra e Paesi nordici. Il modulo per partecipare alla selezione è pubblicato sul sito www.aa.camcom.gov.it informazioni all’ufficio studi@camcom.gov.it.

Fonte: Stampa Asti.

L’etichetta che ferisce il vino e gli “inutili” anziani del Maina.
Noè, sceso dall’arca, «piantò una vigna, ne bevve il vino, s’inebriò e dormiva ignudo in mezzo alla sua tenda», Sem e Jafet lo ripararono con una coperta mentre Cam lo derideva. Poche righe più avanti la Genesi narra che il patriarca dopo la sbronza campò ancora 350 anni. La Bibbianon collega bevute e lunga vita, ma forzata un poco può divenir vessillo per la levata di scudi dei lettori de La Stampa contro la ventilata idea di scrivere sulle bottiglie «Nuoce alla salute». A chi fa notare che «se il vino fa danni, la cultura millenaria non c’entra» si replica su Facebook: «Lo beviamo lo stesso», «Nuoce meno della farina d’insetti» o, parafrasando Giulio Andreotti sul potere: «Fa male a chi non lo beve». Al massimo talvolta «chi nuoce è il prezzo».

Fonte: Stampa Asti.

Il vino dell’Etna, patrimonio unico.
Dal 15 al 17 aprile la XIV edizione di “Contrade” Il vino dell’Etna, patrimonio unico La vetrina dei produttori in una cornice sempre più internazionale. È già in fase avanzata l’organizzazione delle “Contrade dell’Etna”, rassegna del vino tra le più gettonate su scala internazionale. Approdata alla XIV Edizione, quest’anno dal 15 al 17 aprile sarà organizzata nella location del “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello di Castiglione di Sicilia. A targa re la “tre giorni” del la provincia di Catania, che coinvolge una vasta platea di addetti ai lavori, esperti e pubblico appassionato, è la società Crew che si prefigge un’edizione più ricca, costruttiva e polarizzante peri protagonisti della scena: i vini del vulcano e i loro produttori.

Fonte: Gazzetta del Sud.

«II nostro vino ha una dimensione internazionale».
Bassilichi, presidente della camera di commercio, al termine della Settimana delle Anteprime: «E’ un volano dell’economia». «Grazie e ancora grazie a produttori e consorzi». E’ per chi ci ha messo ancora una volta la faccia, e direttamente, il primo pensiero di Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio, al termine della Settimana delle Anteprime dei vini di Toscana. Incontri e tavole rotonde in cui sono usciti i numeri del vino toscano, che non solo tiene ma cresce, le grandi denominazioni valgono 700 milioni di euro solo nell’export, qualche contrazione sul mercato interno – specie nella grande distribuzione – si compensa con l’accresciuto interesse delle tradizionali piazze-roccaforte, vedi Usa, Canada e Nord Europa, e segni più inattesi ma preziosi come quelli registrati ad esempio in Francia.

Fonte: Nazione Firenze.

«Belle Vetrine», concorso per 25 Bernardini ha battuto Cugusi.
Montepulciano «Belle Vetrine», concorso per 25 Bernardini ha battuto Cugusi. E andata in archivio l’edizione n.19 delle «Belle Vetrine», il contest della Proloco di Montepulciano in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile. Un evento che si lega con l’Anteprima delle annate dei vini entrati in commercio nel 2023 e che si è conclusa proprio ieri pomeriggio in Fortezza (oltre 1.500 gli ingressi registrati in tre giorni). Sono state 25 le attività di Montepulciano che hanno partecipato al contest ed a vincere è stata «Porta della Cavina» di Franco Bernardini davanti al «Caseificio Cugusi» di Silvana Cugusi e «Mary’s Collections» di Mariza Oliveira e Giuliano Olivieri. In tutto 146 i votanti che hanno dato la loro preferenza sabato pomeriggio ad una delle 14 vetrine finaliste che erano state scelte dalla giuria composta da Franca Salerno, Roberto Giorgetti e Gianluca Fè.

Fonte: Nazione Siena.

Bandi e frode all’Ue Vino, chiusa l’inchiesta.
II progetto «Native Grapes Academy» da 5,7 milioni di euro Bandi e frode all’Ue Vino, chiusa l’inchiesta Indagati vertici di Unione italiana vini e un consulente Coinvolto l’ex dg di Veronafiere Giovanni Mantovani •• In settembre il sequestro preventivo firmato dal gip Livia Magri e finalizzato alla confisca di poco più di 2 milioni di euro (2.085.810 per l’esattezza) eseguito dalla Guardia di Finanza di Milano a carico dell’Unione Italiana Vini. L’ipotesi di reato delineata ora dalla Procura europea, e da quella milanese che iniziò l’indagine nel 2021, è truffa aggravata ai danni dell’Unione europea «per il conseguimento di erogazioni pubbliche di matrice unionale connesse alla partecipazione a un bando europeo». Il riferimento è al progetto denominato «Native Grapes Academy» da 5,7 milioni di euro inviato a Bruxelles che vede interessati Unione Italiana Vini e Veronafiere in qualità di esecutore del progetto.

Fonte: Arena.

Sannio, vigneto e cantina della Campania.
Per Concetta Pigna vino vuol dire famiglia, tradizione e identità: parla la responsabile ricerca e sviluppo della cooperativa La Guardiense La versione completa di questo articolo è disponibile sul numero di Fortune Italia di febbraio 2023. . Era l’8 marzo 1960 quando 33 soci lungimiranti e coraggiosi costituirono la cooperativa agricola La Guardiense, a Guardia Sanframondi, centro medievale affacciato
sulla Valle Telesina, nel Sannio. È la regione storica degli antichi sanniti, spiriti combattivi, agricoltori caparbi e grandi produttori di vino. Oggi La Guardiense conta 1.003 soci che coltivano a conduzione diretta più di 1.500 ettari di vigneto, per una produzione annua di circa 200mila quintali di uve e 7 milioni di bottiglie.

Fonte: Fortune Italia.

Il van dei wine lovers che parte da Menfi e sbarca a Vinitaly: ecco “Mandraroads” by Mandrarossa.
Un viaggio attraverso dieci Regioni destinato a quattro fortunati appassionati di vino. La open call per selezionarli è aperta da oggi al 12 marzo. Prendete un minivan, 1.500 chilometri da percorrere attraverso quattro tappe e dieci Regioni d’Italia: ecco “Mandraroads”, l’idea della cantina siciliana Mandrarossa, che porterà i suoi vini, insieme a quattro fortunati wine lovers, da Menfi a “Vinitaly 2023” a Verona (2-5 aprile). Il viaggio on the road partirà il 28 marzo per risalire verso Nord, visitando quattro città, con cui la cantina ha instaurato legami importanti, dove saranno organizzati eventi dedicati alla Sicilia ed ai vini del “Menfishire”: Messina, Salerno, Roma e Verona le tappe che scandiranno il tour e da cui inizieranno i viaggi dei “Mandrambassador”, selezionati a partire da un’open call lanciata sui canali digitali di Mandrarossa.

Fonte: WineNews.

L’“Atlante delle vigne di Langa”, viaggio immersivo e accurato in uno dei territori più importanti.
Torna, in versione aggiornata da Slow Food Editore, con prefazione di Carlo Petrini, il volume che ha segnato il modo di raccontare il vino in Italia. A distanza di 34 anni dall’idea da cui ha avuto origine, come testimoniato dal fondatore Slow Food Carlo Petrini, torna in versione aggiornata e integrata l’“Atlante delle vigne di Langa” (Slow Food Editore, Marzo 2023, pp. 352, prezzo di copertina 39 euro), un volume che ha segnato la storia dell’editoria enoica ed il modo di raccontare il vino in Italia. Disponibile dal 1 marzo, nelle librerie e sullo store online di Slow Food Editore, l’“Atlante” è un viaggio immersivo, dettagliato e accurato in uno dei territori vocati all’enologia più celebri del Belpaese.

Fonte: WineNews.

La viticoltura che tenta di invertire il cambiamento climatico
La cooperativa Cantine Vitevis, i cui membri possiedono 2.800 ettari di vigneti nel nord-est dell’Italia, provando a usare la viticoltura come strumento per invertire il cambiamento climatico. Il progetto è stato presentato al convegno “I buoni vini per la terra” organizzato lo scorso 11 ottobre proprio da Cantine Vitevis, cooperativa italiana nata nel 2015 dalla fusione delle cantine Castelnuovo del Garda, Gambellara, Colli Vicentini e Valleogra. Le sue pratiche agronomiche consentono infatti di aggiungere al suolo più CO2 di quanta ne venga emessa per la coltivazione, includendo la riduzione della lavorazione del terreno attraverso l’agricoltura di precisione, l’aratura minima o nulla, l’uso di fertilizzanti organici, l’inerbimento tra le file con favette o erbe aromatiche, l’uso di scarti di potatura, e l’aggiunta di materia organica al suolo.

Fonte: Federvini.

Perché il vino fa male, ma anche succhi di frutta e salumi.
Il dibattito in Europa sulla necessità di etichette che segnalino i pericoli dell’alcol è più acceso che mai. Ma che cosa ci dicono le ricerche più recenti? Se l’etanolo è entrato di diritto nel gruppo di sostanze cancerogene anche altri alimenti fanno discutere gli scienziati. Vediamo di capirci di più. Prima era arrivata la proposta, ormai archiviata, di etichettare tutte le bevande alcoliche, vino compreso, con un simbolo nero che ne sottolineasse la pericolosità per la salute. Quindi, il casus belli più recente: la decisione della Commissione Europea di concedere il via libera all’Irlanda, che vorrebbe apporre sulle etichette degli alcolici degli alert sanitari che sottolineino il legame tra alcol e tumori, sullo stile di quelli presenti sulle sigarette e sui prodotti per il fumo.

Fonte: Today.

“Il vino fa male, è meglio un Pfizer in purezza!”.
È ufficiale: d’ora in poi, disseminate su queste pagine, troverete anche le “mine satiriche” del sottoscritto. E, a pensarci bene, non poteva che essere altrimenti. Perché nell’epoca post-umana del globalismo, in cui la parole d’ordine è la fluidità, c’è solo una cosa che risulta più imperdonabile di una rivista che mette insieme, fin dalla testata, il concetto di cultura con quello d’identità. Ed è l’ostinazione di continuare a ridere e fare satira. Follia pura in tempi di totalitarismo del politicamente corretto in cui, per non urtare la sensibilità degli altri, stiamo rinunciando a noi stessi. Alla nostra arte, alla nostra bellezza, alla nostra libertà. Compresa quella di prenderci gioco del potere, proprio come facevano i nostri padri.

Fonte: Cultura Identità.

Vino italiano cresciuto del 18% in Giappone nel 2022.
Il vino italiano registra una chiusura d’anno molto positiva in Giappone, con una crescita in volume del +18,4% nel 2022, il doppio rispetto al totale delle importazioni di vino dal Sol Levante (+9,2%). Sono i dati presentati dall”Osservatorio Uiv-Vinitaly, in occasione del roadshow che ha visto protagonista la fiera veronese, insieme a Ice, a Tokyo. Il Giappone è ormai diventato il sesto mercato importatore per il vino italiano, avendo scavalcato nel 2021 Pechino nel ranking mondiale. Il tour di Vinitaly ha reso evidente la necessità di accelerare sulla promozione integrata e di sistema per rendere più efficiente la promozione del vino italiano in Giappone, evitando frammentazione e dispersione di risorse. Il bilancio 2022 di Tokyo vede particolarmente positiva l’importazione dall’Italia di vini fermi imbottigliati – soprattutto rossi – che hanno chiuso a 165 milioni di euro (+25%), sia per gli spumanti, a +26% (44 milioni di euro il controvalore).

Fonte: ANSA.

Brachetto d’Acqui. Un vino dalla storia secolare.
Tra i numerosi vitigni che compongono il ricco caleidoscopio dell’ampelografia del Piemonte il Brachetto o Brachetto d’Acqui, come viene abitualmente chiamato, ha oggi ampia visibilità. Sono molti i vitigni aromatici presenti in regione – sia a bacca bianca che rossa – e tra questi il Brachetto può contare su una superficie totale seconda solo al Moscato Bianco. Dei circa 1.400 ettari destinati a questo vitigno in Piemonte ben 1.050 (ovvero quasi il 70%) rientrano nella Docg Acqui-Brachetto d’Acqui: dati confermano lo stretto e antico legame che si è creato tra questo vitigno e l’Acquese, angolo sudorientale dell’Alto Monferrato in prossimità dell’Appenino e a due passi dal confine con la Liguria.

Fonte: Gambero Rosso.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.