News Vitivinicole e tenute agricole di domenica 3 luglio 2022!

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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 3 luglio 2022!

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Esce mercoledì la nuova bibbia dell’enoturismo.
Viaggio nell’Italia del vino. Osservatorio enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend è il titolo del nuovo manuale sull’enoturismo che sarà presentato mercoledì 13 luglio, alle 11, a Roma, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani su iniziativa del senatore Dario Stefàno. Il libro è frutto del lavoro congiunto delle associazioni Città del vino, Le Donne del Vino e del senatore Stefàno e contiene gli esiti dell’indagine di Nomisma-Wine Monitor su 92 comuni e 150 cantine. Dopo l’intervento del presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, Franco Di Mare guiderà la presentazione a cui prenderanno parte Elena Bonetti, ministro per le Pari opportunità e la famiglia, Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, Stefano Patuanelli, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il senatore Dario Stefàno, Roberta Garibaldi, amministratore delegato di Enit, Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi, Donatella Cinelli Colombini, presidente Associazione nazionale Le Donne del Vino, Angelo Radica presidente Associazione nazionale Città del Vino, Denis Pantini e Roberta Gabrielli di Nomisma-Wine Monitor.

Fonte: Libero Quotidiano.

A me mi piace. Ad Alba, dove il barolo si beve e si mangia.
in Paradiso, anzi in Langa. Da anni contesto la cucina “creativa” orientando più le mie preferenze sulla semplicità e sull’autenticità. Il menu Barolo dello chef Enrico Crippa del Duomo di Alba, mi ha fatto riflettere («ogni alba ha i suoi dubbi» di Alda Merini) perché la tecnica culinaria, arricchita dalla ricerca di fonti materiali e culturali, che qui sono sabaude e contadine, può dar vita a risultati superiori alla creatività. Crippa, le cui capacità in cucina sono sempre state “stellari”, è riuscito a trasmettere al territorio una filosofia che mancava, valorizzando ancor più il vino bandiera, il Barolo. Il menu è immediato partendo dall’aperitivo Torino con assaggi di icone della cucina piemontese come il tramezzino con pane soffice di ceci, lanciato a Torino nel 1925 dal Caffè Mulassano, l’insalata russa ricoperta di gelatina, il tortello fritto, il vitello tonnato, la tegola di patate con germogli e robiola, l’arlette all’aglio (soma d’aj contadina). L’insalata vignaiola, versione attuale degli avanzi della sera del contadino che portava in vigna, a forma di un fagotto vegetale di scarola, un caleidoscopio di sapori d’antan resi moderni: bollito di testina e lingua, scarola, noci, nocciole e salsa verde.

Fonte: Sole 24 Ore Domenica.

Centinaia di etichette in mostra a metà mese.
L’esposizione del vino a Tredozio Centinaia di etichette in mostra a metà mese Saranno visibili nella storica Tinaia di Villa La Collina Il tema scelto per quest’anno è la lettera B dell’alfabeto Nella storica Tinaia di Villa La Collina di Tredozio nei giorni venerdì 15, sabato 16 e domenica 17 luglio, in occasione delle manifestazioni ‘Tre D’Ozio’, si svolgerà la quinta ‘Mostra di Etichette di Vino’, organizzata dalla contessa Maria Teresa Vespignani Boselli. II tema dell’esposizione, che sarà curata come negli anni passati dal collezionista faentino Paolo Antenore, sarà incentrato sulla lettera B dell’alfabeto, come caposaldo degli argomenti di riferimento delle etichette presenti nei pannelli con i seguenti titoli. Bacco, Baccanti, Botti, Bottiglie, Bicchieri, Bere, Brindare, Banchettare, Ballare.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Alla Cantina Settecani è nato ‘Settimo Cielo’.
La Cantina Settecani di Castelvetro, che produce 1 milione di bottiglie all’anno ed esporta i suoi vini in diversi Paesi del mondo, ha presentato questa settimana al ristorante Oblige di Vignola il suo ‘ultimo nato’. Si tratta di Settimo Cielo, un Grasparossa in purezza Metodo Classico le cui uve sono coltivate proprio a ridosso del Santuario di Puianello. A illustrare la novità, destinata a un pubblico molto ristretto visto che ne sono state prodotte solo 2.000 bottiglie, sono intervenuti Daniela Vaschieri, vice presidente della Cantina, il direttore Fabrizio Amorotti e l’enologo Andrea Graziosi.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Nel borgo suonano le Note di vino.
San Clemente si prepara all’edizione numero 22 di Note di Vino, l’evento dell’estate dedicato alle migliori etichette regionali. Si parte stasera (ore 20.45, piazza Mazzini) con il Friuli Venezia Giulia. Nel piccolo borgo della Valconca il vino è, da sempre, sinonimo di cultura. In un fazzoletto di colline punteggiate da filari e ulivi, lavorano e producono oggi alcune delle più importanti e rinomate cantine della Romagna e d’Italia. Al vino il paese natale di Giustiniano Villa dedica da oltre 20 anni una manifestazione di richiamo.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

La carica dei 5mila – Cinquemila degustazioni “Liguria da Bere” 10 e lode.
La partecipazione di pubblico certifica il successo della rassegna di vini «La produzione è cresciuta». Ieri la visita del presidente della Regione Toti Cinquemila ticket di degustazione nella giornata di apertura, diverse migliaia in più ieri sera. La 15a edizione di ‘Liguria da Bere’ si conferma un evento di successo, molto apprezzato dal pubblico con grande soddisfazione da parte degli organizzatori, ovvero Azienda speciale ‘Riviere di Liguria’ della Camera di Commercio, con organizzatori Regione Liguria, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Comune della Spezia, e la collaborazione dell’associazione Tutti frutti. Ultima tappa, oggi, per la rassegna dei vini liguri Doc e Igt, in centro, lungo corso Cavour dalle 18 alle 24, mentre nel tardo pomeriggio di ieri il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha visitato lo stand istituzionale della Camera di Commercio.

Fonte: Nazione La Spezia.

Azienda Lambruschi 40 anni di storia: «Fra colleghi amicizia e solidarietà».
Ottaviano e Fabio Lambruschi nella vigna dell’azienda di famiglia a Castelnuovo Magra Azienda Lambruschi 40 anni di storia «Fra colleghi amicizia e solidarietà» L’inizio nel 1982 da un’idea di Ottaviano che ancora oggi, 92enne, è il primo ad arrivare nella vigna Ora lo affiancano il figlio Fabio e la nipote Ylenia. «Se un vino ha successo ci guadagnano tutti» II primo ad arrivare nella vigna è sempre Ottaviano, con i suoi 92 anni di vitalità e infinita esperienza. E’ stato lui a fondare nel 1982 l’azienda vinicola Lambruschi di Castelnuovo Magra intraprendendo il cammino contrario a tanti di quegli anni: salutando il lavoro sicuro per dedicarsi al vino. Qualche anno dopo, nel 1988, una volta terminati gli studi e il servizio militare è arrivato in azienda anche il figlio Fabio che ha così assistito alla nascita della Doc del Vermentino dei Colli di Luni.

Fonte: Nazione La Spezia.

Ecco i partecipanti a Liguria da Bere.
Queste le aziende partecipanti a Liguria da Bere: Azienda agricola Cantina dell’Ara, Azienda agricola Zangani, Arrigoni, Cornice di Ivano Luigi Denevi, Le Chicche di Nicchia, Azienda agricola II Monticello, Costa Tirolo, La Sarticola di Antonelli Matteo, Cantine Lunae Bosoni, Agricoltura di Riomaggiore – Corniglia – Vernazza e Monterosso, Tenuta La Ghiaia, Azienda agricola Federici, Azienda agricola Andrea Spagnoli/ Frantoio Ambrosini, Azienda agricola Distina di Campaner Claudio, Società agraria Buranco, Cooperativa agricoltori Vallata di Levanto, Terre di Levanto, Il Chioso dei Conti Picedi Benettini, Azienda agricola Ottaviano Lambruschi e C., Cà du Ferrà Wine e Tasting, Azienda agricola Possa/Campogrande, Italia Beverage e food., Società cooperativa ‘I Castelli’, La Cantina del Nonno Pescetto, Fattoria didattica agriturismo ‘II Bey’, La Carreccia, Fattoria Ruschi Noceti, La Polenza Cinque Terre, Terre del Moscatello, Azienda agricola Lucchi e Guastalli, Agriturismo Cerrolungo, Azienda agricola Boriassi, Produttori del Comune di Luni, Consorzio Focaccia di Recco col formaggio, Assaggia La Liguria Enoteca Regionale e Gal.

Fonte: Nazione La Spezia.

Liguria da Bere, brindisi con 200 vini. Oggi il gran finale della kermesse.
II presidente Toti ha visitato gli stand di corso Cavour: «Il miglior modo di promuovere il territorio e il turismo» Liguria da Bere, brindisi con 200 vini Omi il gran finale della kermesse. Cinquemila ticket di degustazione staccati solo la prima sera. Assalto agli stand dei produttori anche ieri. E oggi terza e ultima giornata per Liguria da Bere, la manifestazione dedicata al buon vino ligure che ha luogo da ormai 15 anni lungo Corso Cavour. Spezzini ma anche turisti hanno dimostrato di apprezzare la formula riproposta anche quest’anno dagli organizzatori, in una edizione particolarmente ricca e che ha portato nei 40 stand presenti oltre 200 etichette di produzioni Doc e Igt. La passione che emerge dai racconti dei produttori, della costa e dell’entroterra, è il valore aggiunto al percorso di degustazione, che è conoscenza del territorio e della sua storia.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Il Moscatello va già forte. Si pensa a farne un’eccellenza.
Taggia, produttori e amministratori uniti nel promuoverlo Il Moscatello va già forte Si pensa a farne un’eccellenza. Il Moscatello di Taggia sulle orme del Brunello di Montalcino. Conclusa la prima (lunghissima) fase legata alla rigenerazione di un vitigno scomparso ed esaurito su un progetto finanziato dalla Regione, ecco che, con l’aumento della produzione, le prossime tappe riguardano una promozione su scala nazionale e internazionale. «Il Brunello di Montalcino – spiega l’enologo Giampiero Gerbi – è tratto dal Sangiovese. L’operazione ha portato il paese ad essere conosciuto in tutto il mondo». L’alta qualità del Moscatello di Taggia fa ben sperare e schiude nuovi scenari. «Grazie alla Regione – spiega Gerbi – abbiamo trovato altre piante oltre alla famosa Mal identificata esistente e sana, di 170-180 anni fa, in una vigna di Ceriana.

Fonte: Stampa Imperia.

Ecco l’uva ingauna che sfida il passito di Pantelleria.
Parte dalle colline ingaune la sfida al rinomato Passito di Pantelleria. All’azienda agricola di Poggio dei Gorleri prosegue la sperimentazione del passito di Pigato prodotto grazie all’uva raccolta nei terreni di Arveglio, vigneto al confine tra Albenga e Arnas co. «Dai grappoli spargoli di uva di elevata qualità — racconta il titolare dell’azienda Davide Merano — abbiamo iniziato un lungo processo di produzione che riguarda un terreno che ci ha regalato grandi soddisfazioni con il Pigato Arveglio». Secondo le previsioni saranno almeno un migliaio le bottiglie di Passito di Pigato, un prodotto di nicchia per la cantina di Poggio dei Gorleri che ha la sua sede ad Imperia e possiede terreni nella Piana albenganese. Per la commercializzazione del Passito i tempi non sono ancora maturi proprio perché la sperimentazione è piuttosto lunga prima di arrivare a un prodotto di qualità come vorrebbe la famiglia Merano.

Fonte: Stampa Savona.

Nuova veste per il Museo del vino. Ecco il piano dell’amministrazione.
La giunta Mugnaini ha deciso di concorrere al bando “Spazi attivi” della Fondazione CrFirenze. Riqualificare il Museo del Vino ai Lecci, sulla via Lucardese, tramite il bando Spazi Attivi 2022 della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. E’ quanto vuole realizzare la giunta Mugnaini a Montespertoli. Si cerca di ripetere ciò che è accaduto nel recente passato: precisamente un anno fa, nel luglio 2021, il Centro Culturale «Le Corti« è stato inaugurato nella sua rinnovata veste grazie anche alla partecipazione e all’ottenimento di alcuni finanziamenti del bando Spazi Attivi 2017. «In questo particolare momento – spiega il sindaco Alessio Mugnaini – è doveroso fare tutto quello che è necessario per far crescere il nostro paese. Montespertoli ha bisogno di spazi pubblici che si rinnovino e che mettano al centro l’esperienza e la nostra tradizione rurale.

Fonte: Nazione Empoli.

Piazza della Signoria – Enoturismo Turisti attratti dalla Toscana.
Marco Ferretti * voci dalla città La ripartenza Enoturismo Turisti attratti dalla Toscana igt I mondo del vino e, in particolare, dell’enoturismo dopo un periodo di crisi dovuto alla pandemia, all’aumento dei costi di manutenzione e a quelli di materie prime, sembra essere entrato in una fase di nuovo rinascimento. La manifestazione Prowein, una delle fiere più importanti al mondo, tenutasi la scorsa settimana in Germania ne è la dimostrazione. Oltre al Consorzio Chianti Colli Fiorentini erano diverse le realtà del settore italiane presenti, a dimostrazione di come il nostro comparto abbia voglia di ripartire con buone prospettive. Si è, finalmente, respirata un’aria di ottimismo e di positività che mancava da tempo tra le aziende del mondo vitivinicolo. Le motivazioni sono molteplici, in prima battuta i tanti incontri fra le aziende che si sono svolti durante la manifestazione e che hanno permesso di portare ad ordinativi.

Fonte: Nazione Firenze.

Cantina Valpolicella Negrar premiata miglior cooperativa del vino in Italia.
Anche quest’anno cantina Valpolicella Negrar riceve il primo posto dall’autorevole periodico tedesco Weinwirtschaft che, dal 2010, valuta le 20 migliori cooperative del vino italiane, escluse quelle altoatesine, classificate a parte. Quello del 2022 è il quinto “oro” conquistato dalla cantina, dopo i quattro assegnati negli anni 2016, 2017 (a pari merito con la piemontese Viticoltori associati Vinchio–Vaglio Serra), 2019 e 2021. L’attestato ufficiale di vittoria è stato consegnato lo scorso 30 giugno nella cerimonia di premiazione svoltasi a Deidesheim, in Germania.

Fonte: Verona Oggi.

Il Chianti Classico protagonista alla “New York Wine Experience” by “Wine Spectator”.
Focus sulla “Gran Selezione” 2019 con Fontodi, Antinori, Castello di Ama e Ricasoli. Franco Conterno (Poderi Aldo Conterno) tra le “Wine Stars”. Negli Usa primo mercato al mondo per il vino nel complesso, e per il vino italiano in particolare, essere protagoniste delle promozione, per le cantine ed i territori, è fondamentale, in uno scenario decisamente competivito. Ed uno degli eventi top è, da anni, la “New York Wine Experience” di “Wine Spectator”, di scena dal 20 al 22 ottobre 2022, la Marriot Marquis Hotel. E che avrà, tra i protagonisti, il Chianti Classico, tra i vini italiani di maggior successo degli ultimi anni, motore economico di un giro d’affari stimato di 800 milioni di euro (con un valore alla produzione di 500 milioni di euro), e che vede proprio negli Stati Uniti il suo primo mercato assoluto, con 1 bottiglia su 3 di vino del Gallo Nero che attraversa l’Atlantico.

Fonte: WineNews.

La Gdo guida la rinascita del franchising: con la ristorazione copre quasi la metà del fatturato.
Presentato il “Rapporto Assofranchising Italia 2022”. Il settore è tra i più performanti con un giro d’affari che sfiora i 10.452 milioni di euro. Il settore della Gdo traina il giro di affari dei punti vendita in franchising e insieme alla ristorazione copre quasi la metà del fatturato complessivo (47%) che si attesta a 28.867 milioni di euro con una crescita sul 2020 del +6,7%, riflettendo quasi l’andamento del Pil italiano. Superata la contrazione del 2020 a causa della pandemia (-103), tornano a crescere di 78 unità le insegne operative in Italia tra 2021 (955) e 2020 (877). Si è materializzato anche un incremento dei punti vendita in franchising in Italia che nel 2021 si attestano a 59.849 (+4,7% rispetto al 2020). Il franchising è un modello di business destinato a crescere, nonostante le crisi economiche. È questa la frase che riassume la fotografia del comparto, scattata da Nomisma, società di consulenza strategica e aziendale e contenuta nel“Rapporto Assofranchising Italia 2022 – Strutture, Tendenze e Scenari”, presentato nell’evento riservato ai soci e partner di Assofranchising dal titolo “Capovolgimente”. Tra i settori più performanti, e in crescita di due punti percentuali rispetto al 2020, vi è dunque la Gdo che incide per il 36% del fatturato complessivo del franchising con un giro d’affari che sfiora i 10.452 milioni di euro, seguito dall’abbigliamento (7.348 milioni di euro) e dai servizi (3.944 milioni di euro). Positive anche le previsioni di fatturato per il 2022 dei punti vendita in franchising, per i quali Nomisma rileva una crescita media del +3,6%, trainata dai settori merceologici del beauty (crescita prevista +7,5%) e della casa (+7,3%). La ristorazione rappresenta l’11% del franchising che, oltre al giro di affari di 28.867 milioni di euro, comprende 955 franchisor, 59.849 punti vendita affiliati e 238.194 addetti occupati(dati Assofranchising 2021 in collaborazione con Nomisma). Tra le cinque regioni per punti vendita in franchising, la leadership indiscussa è per la Lombardia (9.781 punti vendita), seguita da Lazio (6.562), Sicilia (5.325), Campania (4.735) e Piemonte (4.638).

Fonte: WineNews.

I giovani non bevono più vino: e se fosse un problema?
Il consumo di vino è in calo, specialmente tra le nuove generazioni, ma non è scontato che ciò sia positivo. Partiamo da un presupposto: è nell’interesse di tutti far sì che le nuove generazioni abbiano una cultura del vino. Un interesse economico, perché il nostro Paese produce circa 50 milioni di ettolitri di vino, e non si può pensare che vadano tutti sui mercati esteri. Un interesse sociale, perché – per quanto i genitori preferiscano non pensarci – anche le nuove generazioni berranno, e la cosa migliore che si può fare sul tema è insegnargli a bere bene e consapevolmente, ma non con la stessa accezione con cui lo dicono le pubblicità delle multinazionali della birra.

Fonte: Dissapore.

Il vino dell’Etna si affina in fondo al mare tra sirene e ciclopi.
Tanto per iniziare duemila bottiglie di rosso e bianco, oltre al primo gin della zona della ‘Montagna’ dei catanesi. Mese dopo mese i campioni prelevati verranno controllati dai laboratori dell’università. In fondo al mar… non ci sono solo gli amici della indimenticata Sirenetta. A inebriare i fondali per la prima volta nella storia dell’enologia catanese, ci sono i vini dell’Etna calati a una profondità di circa 50 metri sotto il livello del mare, nell’area marina protetta, Isola dei Ciclopi. Obiettivo: sperimentare l’affinamento sottomarino, insieme a un gin, il primo creato all’ombra della ‘Montagna’.

Fonte: AGI.

L’Annuario 2021 di Valoritalia: come avevamo previsto, il vino ha superato la bufera Covid meglio e prima di tutti.
Per gli eventi e le presentazioni legate al mondo del vino, Roma è, probabilmente, la città più ambita e utilizzata. Sono proprio tante le frasi e gli aforismi scritti da Fabrizio Caramagna su Roma; tanto per citarne qualcuna: Roma non è una città moderna, fatta di acciaio, vetro e cemento. Roma ha il colore del tramonto e delle pietre antiche. Certi scorci di Roma sono vere e proprie macchine del tempo. Qualche giorno fa un invito mi ha portato a Villa Aurelia, a Porta di San Pancrazio: una villa costruita nel 1600, molto ben ristrutturata da pochi anni, con saloni immensi, pareti e volte dipinti e decorati con stucchi e grottesche attribuite ad alcuni fra i più noti pittori dell’epoca, quali il Lauri e lo Schorr. La villa è immersa in un parco giardino ben curato e dal quale si gode un panorama indescrivibile.

Fonte: Luciano Pignataro.

Le anfore marine svelano i segreti del vino dell’antica Roma.
Uno studio dell’università d Avignone suggerisce che gli antichi romani utilizzavano uva autoctona. Lo studio di anfore romane recuperate in mare ha rivelato segreti di produzione e conservazione del vino da parte degli antichi romani. La ricerca diretta dall’Università francese di Avignone, pubblicata sulla rivista Plos One, suggerisce che per fabbricare il vino, gli antichi romani utilizzavano uva autoctona, mentre per conservarlo lo inserivano in anfore impermeabilizzate con della pece, ovvero una miscela costituita essenzialmente da idrocarburi. Gli studiosi hanno basato la loro ricerca su tre anfore di epoca romana recuperate nei fondali marini nei pressi di San Felice Circeo, 90 km a Sud-Est di Roma.

Fonte: AGI.

Vini di Puglia al top. Il sommelier: “Un vino per i turisti? Difficile scegliere, ma ce n’è uno che racconta di noi”.
La produzione vinicola della Puglia, per quantità è tra le più importanti in Italia. Il vino pugliese per molti anni è stato destinato alle regioni del nord per essere utilizzato come vino “da taglio” per conferire colore, struttura e alcol ai vini locali. Oggi, invece, il vino pugliese si è decisamente riscattato e i produttori da tempo hanno iniziato a dedicarsi a una produzione di qualità. Ne abbiamo parlato con un dei sommelier più conosciuti in Puglia e non solo. Già docente di Enologia e responsabile dell’AIS provincia di Taranto, perito estimatore Avversità in agricoltura per il gruppo Generali Assicurazioni S.p.A dal 1992 al 2020, specializzato per il settore Frutticolo/Viticolo; nonché viticoltore dei vigneti di famiglia a Manduria: Salvatore Tatullo.

Fonte: Corriere Salentino.

MGM Mondo del Vino: 21 assunzioni con Contratto Sviluppo.
La nota azienda, che produce, imbottiglia e distribuisce vino e spumanti, aumenta la produzione ed inserirà 21 nuovi addetti anche grazie ad un Contratto di Sviluppo firmato con MiSE e Invitalia. A dare notizia delle nuove assunzioni MGM Mondo del Vino in arrivo in Piemonte è Invitalia, tramite un recente comunicato. L’azienda vitivinicola, che raggruppa diverse cantine italiane ed è detenuta al 93,25% dalla Venere SpA, intende potenziare la capacità produttiva degli stabilimenti attivi in Piemonte. L’operazione si basa su un investimento dal valore di oltre 23 milioni di euro. Al piano parteciperà anche il Ministero dello Sviluppo Economico, con 8,8 milioni di euro a fondo perduti, concessi alla società vinicola grazie all’istituto del Contratto di Sviluppo gestito da Invitalia. I nuovi posti di lavoro MGM Mondo del Vino coinvolgeranno, in tutto, 21 unità di personale. Le risorse saranno distribuite tra 2 impianti piemontesi del Gruppo di cantine situati, rispettivamente, in provincia di Cuneo, a Priocca, e in provincia di Alessandria, ad Acqui Terme.

Fonte: Ti Consiglio.

Sei Grillo del 2021 per capire come evolverà la bandiera del vino siciliano nei prossimi cinquant’anni.
Dare a tutti i produttori la possibilità di avere un vigneto migliore, grazie a piante dotate di una certificazione che fin dal vivaio ne attesti l’identità parietale e l’integrità sanitaria. É uno degli obiettivi della ricerca sul germoplasma viticolo portata avanti dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia in partnership con il Dipartimento regionale dell’Agricoltura della Regione Siciliana, l’Università degli Studi di Palermo e il Centro regionale “F. Paulsen” per la conservazione della biodiversità viticola ed agraria. Il progetto è stato lo spunto per un momento di approfondimento sul vitigno Grillo, uno dei più rappresentativi dell’isola. “In Sicilia si é cominciato a fare vino 3000 anni fa – spiega Antonio Rallo, presidente del Consorzio Doc Sicilia

Fonte: L’Adige di Verona.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl, strategie per potenziare il tuo business.

A risentirci a domani.