Un progetto che unisce vendita diretta, degustazioni, ospitalità rurale, turismo enogastronomico e collaborazione tra produttori. L’obiettivo è riportare le persone nei luoghi dove nascono i prodotti della terra, creando nuove opportunità economiche per l’agricoltura italiana.
Dalla tradizione della frasca nasce un nuovo modo di vivere l’agricoltura italiana
C’era un tempo in cui, nelle campagne italiane, bastava un ramo verde appeso fuori da una casa colonica o da una cantina per comunicare qualcosa di semplice e prezioso: qui si produce vino, qui ci si può fermare, qui si può incontrare chi lavora la terra.
Era la tradizione della frasca, simbolo di ospitalità, convivialità e rapporto diretto tra produttore e consumatore.
Da questa memoria rurale nasce LA MIA FRASCA, un progetto che vuole trasformare un’antica consuetudine italiana in una moderna rete nazionale di aziende agricole, cantine, produttori di vino, frantoi e altre realtà agroalimentari.
L’idea è semplice, ma il suo potenziale va ben oltre la vendita di prodotti agricoli: creare luoghi riconoscibili, autentici e accoglienti dove le persone possano degustare, acquistare, conoscere i produttori e scoprire le eccellenze dei diversi territori italiani.
Non una catena di ristoranti. Non un supermercato agricolo. Non una semplice iniziativa turistica.
LA MIA FRASCA vuole diventare un sistema organizzato capace di mettere in relazione agricoltori, consumatori e territori, valorizzando il lavoro di chi produce e creando nuove occasioni di reddito per le imprese agricole.
Un’opportunità concreta per le aziende agricole e le cantine italiane
L’agricoltura italiana sta attraversando una trasformazione complessa.
L’aumento dei costi, la pressione sui margini, le difficoltà commerciali, il ricambio generazionale e la crescente distanza tra produttori e consumatori impongono alle imprese agricole di ripensare parte delle proprie attività.
Produrre bene non è più sufficiente. Occorre anche saper vendere, comunicare il valore del proprio lavoro e costruire un rapporto continuativo con il mercato.
LA MIA FRASCA nasce proprio da questa esigenza.
Una cantina, un’azienda agricola o un frantoio potranno destinare una parte dei propri spazi a un punto di accoglienza identificato dal marchio comune, mantenendo la propria identità e valorizzando i prodotti aziendali.
Un porticato, una vecchia stalla recuperata, una sala degustazione, un cortile o un locale già destinato alla vendita diretta potranno diventare una FRASCA, naturalmente nel rispetto delle autorizzazioni richieste.
L’obiettivo non è costruire nuove strutture costose, ma valorizzare ciò che molte aziende agricole possiedono già: spazi, prodotti, paesaggio, tradizioni e capacità di accoglienza.
Che cosa troverà il visitatore nella sua FRASCA?
Immaginiamo una famiglia che percorre una strada di campagna e incontra l’insegna LA MIA FRASCA.
Decide di fermarsi.
Entra in un ambiente semplice, curato, con tavoli in legno, bottiglie di vino, prodotti agricoli e fotografie che raccontano la storia dell’azienda.
Può incontrare il produttore, assaggiare un vino locale, acquistare olio extravergine, formaggi, salumi, miele, conserve e altre specialità, secondo le attività consentite alla struttura.
Ma può anche scoprire prodotti provenienti da altre aziende agricole italiane appartenenti alla stessa rete.
Una FRASCA in Veneto, per esempio, potrebbe proporre accanto ai vini locali una selezione di olio pugliese, formaggi piemontesi o conserve siciliane.
Allo stesso modo, un’azienda agricola in Puglia potrebbe far conoscere ai propri visitatori vini e specialità provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dalla Toscana o dal Piemonte.
Il principio è quello di mantenere protagonista il produttore locale, trasformandolo anche in ambasciatore delle eccellenze agricole di altre regioni italiane.
Una rete nazionale che collega direttamente i produttori
La vera innovazione di LA MIA FRASCA non riguarda soltanto il rapporto con i consumatori.
Riguarda soprattutto la possibilità di creare una comunità economica tra aziende agricole.
Oggi molti piccoli produttori realizzano prodotti eccellenti, ma incontrano difficoltà nella distribuzione, nella promozione e nell’accesso a nuovi mercati.
La rete FRASCA vuole offrire una risposta concreta attraverso strumenti di collaborazione commerciale.
Con FRASCA EXCHANGE, le aziende aderenti potranno segnalare i prodotti disponibili e quelli che desiderano acquistare, individuando opportunità di scambio commerciale e fornitura reciproca.
Un produttore di Prosecco potrebbe entrare in contatto con un frantoio pugliese. Un caseificio di montagna potrebbe fornire le proprie specialità a una cantina toscana. Un produttore siciliano di conserve potrebbe raggiungere nuovi consumatori attraverso le FRASCHE presenti nel Nord Italia.
Il sistema potrà favorire anche accordi commerciali, ordini condivisi e soluzioni logistiche comuni.
Gli eventuali scambi e meccanismi di compensazione saranno organizzati nel rispetto delle disposizioni fiscali, contabili e sanitarie applicabili.
Il risultato atteso è una rete nella quale ogni produttore non lavora più soltanto per sé, ma può beneficiare delle relazioni commerciali create dall’intero circuito.
FRASCA24.it: il portale digitale che collega aziende e visitatori
Il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma nazionale, FRASCA24.it, destinata a diventare il punto di riferimento digitale dell’iniziativa.
Attraverso una mappa interattiva, i consumatori potranno cercare le FRASCHE per regione, provincia, comune, tipologia di prodotto o esperienza disponibile.
Ogni azienda aderente avrà una propria scheda con fotografie, storia, prodotti, orari, servizi, degustazioni, eventi, contatti e, dove previsto, strumenti di prenotazione e vendita online.
Per le imprese agricole sarà invece disponibile un’area riservata, FRASCA BUSINESS, pensata per sviluppare collaborazioni, cercare fornitori, proporre prodotti, organizzare iniziative comuni e accedere alle opportunità commerciali della rete.
Accanto alla piattaforma potrà nascere FRASCA MARKET, uno spazio digitale dedicato alla promozione e alla commercializzazione dei prodotti delle aziende aderenti.
L’obiettivo è integrare il mondo fisico dell’accoglienza rurale con strumenti digitali capaci di aumentare la visibilità delle imprese agricole e facilitare nuove relazioni commerciali.
Tre modelli di FRASCA, dalla piccola azienda alla grande cantina
Il progetto è concepito per adattarsi a imprese agricole molto diverse per dimensione, struttura e disponibilità di spazi.
20–40 m² indicativi
Una soluzione essenziale per piccole cantine e aziende agricole, con vendita diretta e degustazioni.
40–100 m² indicativi
Uno spazio più articolato, con bottega agricola, tavoli conviviali e possibilità di accoglienza anche all’aperto.
Oltre 100 m² indicativi
Pensata per cantine e aziende strutturate, con visite guidate, eventi, esperienze enogastronomiche e attività legate al territorio.
Tutte le FRASCHE condivideranno alcuni elementi distintivi: un marchio riconoscibile, un’insegna comune, materiali di comunicazione coordinati e un disciplinare di qualità.
L’arredamento dovrà privilegiare materiali naturali, legno, pietra, ferro e oggetti autentici della tradizione agricola.
Ogni struttura manterrà però il proprio carattere. Una FRASCA nelle Langhe non dovrà essere identica a una del Salento o del Collio.
La forza del progetto sarà unire il riconoscimento nazionale del marchio con l’autenticità delle singole aziende.
Le Strade delle Frasche: una nuova proposta per il turismo rurale
LA MIA FRASCA vuole contribuire anche allo sviluppo di un turismo agricolo più diffuso, capace di accompagnare i visitatori fuori dai circuiti tradizionali e far conoscere aziende, borghi e territori meno frequentati.
Con la progressiva adesione dei produttori potranno nascere itinerari tematici come le Frasche del Prosecco, del Collio, del Chianti, delle Langhe e dell’Etna, oppure percorsi dedicati all’olio, ai formaggi e alle specialità regionali.
Il portale potrà proporre itinerari di uno, due o tre giorni, collegando aziende agricole, cantine e altre esperienze rurali.
A rafforzare questa dimensione contribuirà il Passaporto FRASCA, uno strumento di fidelizzazione digitale, eventualmente affiancato da una versione cartacea, che permetterà ai visitatori di raccogliere riconoscimenti per ogni azienda visitata.
Sono inoltre previste iniziative promozionali comuni, come la Giornata Nazionale della Frasca, la Frasca della Vendemmia, la Frasca dell’Olio Nuovo e appuntamenti stagionali.
L’intenzione è trasformare la visita a un’azienda agricola da esperienza occasionale a un’abitudine da ripetere durante tutto l’anno.
Un progetto che può contribuire a valorizzare anche le aziende agricole più piccole
Uno degli aspetti più interessanti di LA MIA FRASCA è la possibilità di coinvolgere realtà produttive che, individualmente, non dispongono delle risorse necessarie per sviluppare una comunicazione nazionale o una rete commerciale articolata.
Una piccola azienda agricola può avere ottimi prodotti, ma non essere sufficientemente conosciuta.
Una cantina può disporre di locali inutilizzati, ma non avere ancora sviluppato un’attività di accoglienza.
Un produttore di olio o formaggi può avere difficoltà a raggiungere clienti lontani dal proprio territorio.
Entrando in una rete organizzata, queste imprese potranno accedere a strumenti condivisi di visibilità, promozione e collaborazione.
Il modello prevede un’adesione annuale, con servizi differenziati in funzione delle esigenze e della dimensione aziendale. Le condizioni economiche definitive saranno valutate durante la fase pilota.
L’adesione sarà accompagnata da un disciplinare che dovrà tutelare autenticità dei prodotti, trasparenza sull’origine, qualità dell’accoglienza e rispetto del territorio.
La rete dovrà infatti distinguersi non soltanto per la presenza di un’insegna comune, ma soprattutto per la fiducia che saprà costruire con il pubblico.
Dalla vendita diretta alla collaborazione: un modello da sviluppare nel rispetto delle regole
Il progetto si inserisce nel quadro delle opportunità offerte dalla normativa italiana sulla vendita diretta agricola e dalle disposizioni relative alle attività agrituristiche.
La realizzazione delle singole FRASCHE richiederà comunque verifiche specifiche sulle autorizzazioni, sulla somministrazione di alimenti e bevande, sui requisiti igienico-sanitari e sulle regole regionali.
Anche la commercializzazione di prodotti provenienti da altre aziende dovrà rispettare le condizioni previste dalla disciplina applicabile, compresi i requisiti di prevalenza ove richiesti.
LA MIA FRASCA nasce quindi come modello organizzativo da sviluppare progressivamente, attraverso una prima fase di sperimentazione, la definizione degli standard e il successivo ampliamento della rete.
Una visione per il futuro dell’agricoltura italiana
L’agricoltura italiana possiede un patrimonio straordinario: migliaia di aziende, produzioni locali, competenze tramandate da generazioni, paesaggi e tradizioni che rappresentano una parte essenziale dell’identità del Paese.
Spesso, però, questo patrimonio rimane frammentato.
Le singole imprese lavorano con impegno, ma non sempre riescono a trasformare la qualità delle produzioni in adeguata redditività.
LA MIA FRASCA propone di affrontare questa difficoltà partendo da tre elementi fondamentali: collaborazione tra produttori, rapporto diretto con i consumatori e valorizzazione economica dell’ospitalità agricola.
Non si tratta di sostituire i canali commerciali esistenti, ma di aggiungere nuove possibilità.
Per le cantine significa rafforzare la vendita diretta e l’enoturismo. Per le aziende agricole significa ampliare le opportunità di mercato. Per i consumatori significa conoscere l’origine dei prodotti e incontrare direttamente chi li realizza.
Per i territori significa favorire nuove occasioni di visita, consumo e sviluppo economico locale.
Il progetto guarda quindi a un’agricoltura capace di conservare le proprie radici, utilizzando allo stesso tempo strumenti organizzativi e digitali moderni.
LA MIA FRASCA: ogni azienda una storia, ogni territorio un’esperienza
Il significato più profondo del progetto è racchiuso nel suo nome.
La mia perché ogni produttore deve poter riconoscere nella FRASCA un luogo che gli appartiene, espressione della propria storia e della propria azienda.
Frasca perché richiama una tradizione italiana fatta di accoglienza, prodotti genuini e relazioni umane.
L’ambizione è creare una rete nazionale nella quale ogni azienda agricola possa mantenere la propria indipendenza e, allo stesso tempo, sentirsi parte di un progetto più grande.
Una rete capace di avvicinare città e campagna, produttori e consumatori, territori vicini e lontani.
Perché il futuro dell’agricoltura italiana non dipende soltanto da quanto sapremo produrre, ma anche da quanto saremo capaci di collaborare, raccontare e valorizzare ciò che produciamo.
E forse, per iniziare, basta tornare a un gesto antico: mettere una frasca fuori dalla porta e invitare le persone a entrare.
LA MIA FRASCA – Il progetto è aperto alle aziende agricole italiane
Il progetto si rivolge a cantine, aziende vitivinicole, aziende agricole, frantoi, caseifici, produttori agroalimentari, agriturismi e altre realtà rurali interessate a partecipare alla futura rete nazionale.
L’obiettivo della prima fase è raccogliere manifestazioni di interesse, individuare aziende disponibili a sperimentare il modello e costruire le prime collaborazioni territoriali.
Vuoi portare LA MIA FRASCA nella tua azienda o contribuire allo sviluppo del progetto?
Esprimi il tuo interesse e partecipa alla costruzione di una nuova rete dell’agricoltura italiana.
Lavinia Furlani e Fabio Piccoli presenteranno alla stampa i risultati del loro USA Wine Tour. La conferenza si svolgerà on line mercoledì 20 settembre alle 11.30.
Gli Stati Uniti sono da anni il mercato del vino più importante al mondo con quasi 34 milioni di ettolitri consumati. Ma si possono considerare, altresì, una sorta di leader sul fronte dell’enoturismo. Ma cosa sta succedendo in questi mesi nel mercato Usa e cosa si nasconde dietro l’hospitality delle aziende del vino americane? Mercoledì 20 settembre alle 11.30 in diretta digitale, Lavinia Furlani e Fabio Piccoli, rispettivamente presidente e direttore responsabile di Wine Meridian, presenteranno alla stampa i risultati del loro Usa Wine Tour, che nel mese di luglio li ha visti coinvolti in un viaggio negli Stati Uniti a bordo di un camper visitando oltre 130 cantine in 23 Stati diversi.
Il viaggio ha permesso di osservare da vicino le evoluzioni attuali del mercato del vino negli Usa e cosa rende unica l’accoglienza americana e quali insegnamenti può regalare anche al turismo del vino di casa nostra.
L’incontro verterà sui dati emersi durante il tour, una serie di contenuti completamente inediti che verranno trattati per la prima volta nel settore dell’accoglienza:
- Alcuni dati e le attuali evoluzioni e prospettive del mercato del vino negli USA visti da un osservatorio interno.
- Una panoramica sull’enoturismo statunitense e i suoi segreti: perché questo Paese è leader nel settore? Quali sono gli elementi che lo rendono un business proficuo? Quali invece i suoi punti di debolezza?
- L’incredibile abilità delle cantine americane di sfruttare la vendita direct-to-consumer.
I numeri del tour
- Miglia percorsi: 7900 miglia
- Stati attraversati: 23
- Aziende visitate: 138, di cui:
– 35% con prenotazione
– 40% con appuntamento concordato
– 25% senza prenotazione
Informazioni: Mercoledì 20 settembre alle 11.30. L’incontro avrà luogo in via digitale su Zoom.
Iscriviti al link gratuitamente: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_Fj8B2yAVS9-NcyC7gEyIzw

