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QUIDQUID riunisce competenze finanziarie, produttive, commerciali, enologiche, agronomiche e di marketing in un unico team.

L’obiettivo: far crescere le imprese, accompagnarle nelle operazioni di M&A o gestirne lo sviluppo senza necessariamente cedere la proprietà.

Il mondo del vino italiano sta attraversando una fase nella quale produrre bene non è più sufficiente.

Mercati internazionali più complessi, pressione sui margini, necessità di investimenti, passaggi generazionali e crescente interesse di investitori verso il patrimonio vitivinicolo italiano stanno rendendo sempre più importante la capacità di integrare produzione, finanza, commerciale, marketing e gestione.

Una necessità che riguarda anche un altro settore fortemente legato al territorio e agli asset industriali: quello delle fonti di acqua minerale e degli stabilimenti di imbottigliamento.

È in questo scenario che nasce FORBUS, progetto organizzato da QUIDQUID Srls con l’obiettivo di riunire, intorno alla singola impresa o operazione, professionisti con esperienze e competenze complementari.

Un team costruito intorno all’azienda

Il modello parte da un principio semplice: una cantina o una fonte d’acqua non possono essere analizzate e sviluppate attraverso una sola competenza.

Per questo FORBUS può riunire nello stesso progetto direttori finanziari, responsabili di produzione, professionisti delle vendite Italia ed export, mediatori di vino e uve, specialisti di marketing, enologi e agronomi.

Non una successione di consulenze indipendenti, quindi, ma un gruppo chiamato a lavorare su obiettivi comuni.

Perché produzione e mercato sono strettamente collegati.

Il direttore commerciale deve conoscere capacità produttiva, costi e marginalità; chi gestisce la produzione deve comprendere mercati e domanda; enologi e agronomi devono confrontarsi anche con il posizionamento del prodotto; la finanza deve tenere conto delle reali prospettive industriali e commerciali.

Prima di vendere, può essere conveniente creare valore

Il progetto assume una particolare rilevanza nelle operazioni di acquisizione e cessione di aziende vitivinicole.

Quando un imprenditore decide di vendere una cantina, normalmente il primo passaggio è determinarne il valore.

Ma esiste una domanda precedente:

l’azienda sta esprimendo oggi tutto il valore che potrebbe avere?

Una cantina con capacità produttiva inutilizzata, una rete commerciale insufficiente, mercati esteri poco sviluppati, marginalità migliorabili o un posizionamento non coerente con la qualità dei propri asset potrebbe arrivare sul mercato senza esprimere completamente il proprio potenziale.

In determinate situazioni può quindi essere più interessante intervenire prima sull’impresa, migliorarne alcuni elementi e successivamente affrontare il mercato.

Lo stesso principio vale per una fonte di acqua minerale, dove il valore non deriva soltanto dall’immobile o dagli impianti, ma dall’insieme costituito da concessione, portata disponibile, caratteristiche dell’acqua, capacità produttiva, linee di imbottigliamento, formati, marchi, distribuzione e potenzialità commerciale.

Dalla preparazione dell’azienda al closing

FORBUS intende accompagnare le operazioni lungo l’intero percorso.

Si parte dall’analisi dell’impresa e dei suoi asset per arrivare alla valorizzazione, al posizionamento dell’operazione, alla ricerca di potenziali investitori o acquirenti, alla negoziazione e al closing.

Nel processo il team può coordinarsi con gli altri professionisti coinvolti, dagli avvocati ai commercialisti, dai fiscalisti ai tecnici, mantenendo come riferimento il progetto industriale e commerciale complessivo.

Il problema del “giorno dopo”

Un’acquisizione, tuttavia, non termina con la firma.

È soprattutto nel caso di investitori finanziari, family office, imprenditori provenienti da altri settori o investitori esteri che può emergere una questione determinante: chi svilupperà concretamente l’azienda dopo l’acquisizione?

Comprare vigneti, una cantina o una fonte d’acqua non significa automaticamente possedere tutte le competenze necessarie per gestirli.

Da qui la possibilità per FORBUS di proseguire l’affiancamento anche successivamente all’operazione, intervenendo su organizzazione, produzione, controllo economico, sviluppo commerciale, export, prodotto e marketing.

Ma la proprietà può anche rimanere all’imprenditore

Il modello non è però costruito esclusivamente intorno alle compravendite.

Una delle possibilità previste è infatti quella di sviluppare o gestire un’azienda senza venderne la proprietà.

Una soluzione che può assumere particolare interesse nelle aziende familiari, nei passaggi generazionali o nelle imprese che dispongono di asset importanti ma non della struttura manageriale e commerciale necessaria per sfruttarne pienamente le potenzialità.

In questo caso l’obiettivo cambia: non preparare l’impresa alla vendita, ma aumentarne progressivamente risultati, competitività e valore mantenendo la proprietà all’imprenditore.

Quattro fasi possibili dello stesso percorso

FORBUS può quindi intervenire prima di una vendita, lavorando sulla valorizzazione dell’impresa; durante un’acquisizione o una cessione, accompagnando l’operazione; dopo l’acquisizione, supportando lo sviluppo della società; oppure senza alcun trasferimento della proprietà, attraverso un progetto di gestione e crescita.

Un approccio che nasce dalla crescente necessità di mettere in relazione mondi che spesso operano separatamente: proprietà, produzione, finanza, mercato e investitori.

Perché soprattutto nel vino, dove patrimonio agricolo, impresa, territorio e marchio convivono nello stesso asset, il valore non dipende soltanto da ciò che un’azienda possiede.

Dipende sempre di più anche da ciò che quell’azienda può diventare.

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