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rassegna stampa vino di sabato 22 luglio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 22 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Non solo Hugo Se il Sambuco si fa aperitivo.
Hugo ha un sacco di parenti. Ha il cugino chic francese, che fa St. Germain di nome. Ma ha anche un cugino appena ritrovato in quel del Piemonte. Non stiamo parlando di un’antica casata nobiliare ramificata in tutta Europa, ma dei drink a base di fiori di sambuco, tra i più estivi, profumati ed aromatici a disposizione della Gente di Spirito. Il sambuco è una presenza fissa nelle colline e nelle campagne italiane e nei secoli è stato utilizzato un po’ per tutto, dalle cerbottane coi rami alle bacche come esche da pesca. Ma è in farmacia ed erboristeria – e dunque in liquoristica – il suo utilizzo principale. L’Hugo Spritz è senz’altro il cocktail più famoso nel suo genere.

Fonte: Giornale Stile.

Masi Agricola. Continua la ‘guerra dell’Amarone’ Fuori dal cda i consiglieri di Red Circle.
Nuovo capitolo dello scontro tra la famiglia Boscaini, che controlla Masi Agricola (foto: il presidente Sandro Boscaini), e Red Circle di Renzo Rosso, in quella che è stata ribattezzata la ‘guerra dell’Amarone’: l’assemblea di Masi Agricola ha revocato i consiglieri indicati dalla Red Circle.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

Uve tra nuovi impianti, aiuti e investimenti.
Entro il prossimo 30 novembre, il ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare determinerà la superficie che può essere oggetto di autorizzazione per nuovi impianti viticoli per la campagna 2023/24. Poi, entro il 30 gennaio 2024, le regioni individueranno i criteri di priorità per la scelta dei beneficiari. A quel punto, tra il 15 febbraio e il 31 marzo del 2024, i produttori viticoli che intendono avere nuove autorizzazioni gratuite, presenteranno domanda al ministero, utilizzando i supporti telematici in ambito SIAN. Le disposizioni nazionali per il sistema delle autorizzazioni per gli impianti viticoli sono contenute nel decreto Masaf pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 20 luglio 2023, unitamente ad altri provvedimenti riguardanti il funzionamento delle politiche di sostegno e di stabilizzazione a favore del vitivinicolo. Intervento della distillazione. Il decreto 30 marzo 2023 pubblicato sulla Gazzetta del 20 luglio stabilisce le regole di funzionamento per l’utilizzo dei sottoprodotti della vinificazione.

Fonte: Italia Oggi.

Il Richebourg inverte la tendenza.
Era il Borgogna cresciuto di più: quest’anno le bottiglie hanno perso quasi il 16% Il Richebourg inverte la tendenza di Cesare Pillon e 16 annate del 1900 di Richebourg che compaiono in tabella, selezionate tra le 25 che hanno ottenuto le quotazioni più elevate alle aste di quest’anno, non sono tutte tarate Romanée Conti come quelle di La Tache, prese in esame fino alla settimana scorsa: la zona di Richebourg non è più di un solo proprietario fin dal XVI secolo, quando imonati cistercensi che la possedevano cominciarono a spezzettarla. La suddivisione continuò a essere praticata anche dopo la rivoluzione francese dai proprietari privati, finché ne11924 furono individuati gli otto ettari che la compongono ancor oggi, le fu dato il nome di Richebourg (la denominazione originaria era La Gueppe) e nel 1936 fu classificata Grand Cru.

Fonte: Milano Finanza.

Nuova cantina Mionetto.
Inaugurato il nuovo Borgo Mionetto, che grazie a un investimento di 30 milioni ha permesso di potenziare sia l’area hospitality sia la capacità produttiva della cantina, che ora potrà arrivare a una capacità produttiva di 60 milioni di bottiglie l’anno. Obiettivo è migliorare i 139 milioni di fatturato 2022 (+33 per cento).

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Vendemmia 2023, un’annata difficile – Verso una vendemmia difficile, sotto i 50 milioni di ettolitri.
Prima le piogge hanno causato alcune malattie tipiche della vite in molte regioni, poi il periodo di caldo e le grandinate hanno reso impossibile stimare come andrà la raccolta. In calo export e consumi. Cotarella (Assoenologi): «Per limitare i danni serve più ricorso alla viticoltura di precisione» Giorgio dell’Orefice una vendemmia sotto i 50 milioni di ettolitri. Quella 2023 Si annuncia come una l , vendemmia complessa soprattutto da prevedere. Le abbondanti piogge primaverili hanno lasciato in eredità una vegetazione rigogliosa visibile a occhio nudo in tutto il Paese e, nei vigneti, i presupposti di una produzione ricca. D’altro canto, però, insieme alle piogge sono tornate, dopo due anni di stop causa siccità e caldo, le malattie della vite. Peronospora e oidio nel Centro Sud e flavescenza dorata al Nord erano scomparse negli ultimi anni al punto che i viticoltori ne avevano quasi perso memoria e tra i filari stanno ora lasciando il segno.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Barrique anticonformismo così Braida ha fatto la storia.
Parlare di Braida significa rievocare i fasti di un mondo del ino che purtroppo non esiste più e che aveva in Giacomo Bologna uno dei suoi personaggi più carismatici. La sua eredità però sopravvive nella cantina (che porta il suo soprannome) grazie al lavoro dei figli Raffaella e Giuseppe, scrupolosi a tutelarne anche la vena anticonformista. A Rocchetta Tanaro, nel Monferrato astigiano, con l’ultima sfida, che si va ad affiancare alle tradizionali Barbere, e che porta il nome di Grignolino, ormai si è arrivati ai 70 ettari. La storica Monella, prodotta per la prima volta nel 1961, è tuttora sulla breccia, ma è all’inizio degli Anni 80 che la cantina entra nella storia, quando cioè Giacomo decide di rivoluzionare la tipologia tramite l’utilizzo della barrique.

Fonte: Sport Week.

Il ritorno dei vini naturali 10 anni dopo.
Rimanda a Giorgio Gaber la nuova provocazione lanciata da Vinicio Caposscla sull’ultimo numero della rivista Gambero Rosso, il primo sotto la nuova direzione di Marco Mensurati: i vini naturali sono di destra o di sinistra? La risposta e chiara: sono di sinistra e sono talmente buoni da annebbiare Ic menti degli elettori. allontanandoli dalla politica come Calypso con Ulisse. In Vinicio veritas: «Amore e vino sono due forze che si alimentano – racconta Capossela -. L’amore come la vite ha bisogno di essere guidato, ha bisogno del sostegno per sollevarsi in alto, per arrivare alla luce e prendere forza dalla terra. L’intreccio degli amanti rimanda un po’ a quello della vite che produce frutto». E a domanda se vino naturale o vino convenzionale. aggiunge: «È un po’ come contrapporre il vinile alle piattaforme digitali. La grande massa del mercato è falta dai vini convenzionali e non potrebbe essere altrimenti.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Note di vino sulle colline.
A San Clemente, borgo della Valconca alle spalle di Rimini, il vino è da sempre sinonimo di cultura. Nel centro storico, alle 20.45, domani va in scena il terzo e ultimo appuntamento con i vini e i prodotti tipici della Puglia Le origini della viticoltura a San Clemente si perdono in scritti d’epoca remota. In un fazzoletto di colline lavorano e producono oggi alcune delle più importanti e rinomate cantine della Romagna e d’Italia. Al nettare di Bacco, il paese natale del poeta-ciabattino Giustiniano Villa, dedica da oltre 20 anni la una manifestazione di grande richiamo. Un evento a cui partecipano gli appassionati del buon bere, della cucina ed estimatori e professionisti del vino.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

Santa maria un percorso per assaggiare i vini valtellinesi.
Appuntamento stasera ad Aprica con “I tèp dina òlta” in contrada Santa Maria. II taglio del nastro sarà alle 20,45, mentre la partenza del percorso di assaggio dei vini alle 21. Quest’anno saranno presenti 11 cantine che porteranno 40 vini in degustazione in 11 postazioni. Oltre ai vini saranno offerti spuntini a base di salumi, formaggi, salsicce, polenta e altre prelibatezze tipiche e del nostro passato e ci sarà la dimostrazione degli antichi mestieri da parte dei contradaioli. Costo del calice base per 6 assaggi di vino rosso di Valtellina e 2 di Sforzato 25 euro, mentre il calice prestigio con 10 degustazioni di vino Docgo Sforzato costerà 35 euro. Per consentire una più agevole partecipazione da parte dei turisti, sarà a disposizione una navetta che farà la spola fra Santa Maria – Aprica -Baradello fino a mezzanotte e mezzo.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

Un Distretto per il cibo e i vini tipici per rilanciare il turismo in Canavese.
Raggruppa 37 comuni a cavallo tra le province di Biella, Vercelli e Torino e i loro prodotti tipici Un Distretto per il cibo e i vini tipici per rilanciare il turismo in Canavese In Canavese nasce il primo distretto del cibo per promuovere l’enogastronomia locale e i prodotti tipici del territorio. Si chiama Distretto del Cibo del Mombarone. Serra Morenica e Naviglio di Ivrea che mette assieme il territorio di 37 comuni a cavallo tra le province di Biella, Vercelli e Torino. Quella del distretto del cibo è una realtà recente, promossa dalla Regione Piemonte per valorizzare i prodotti locali. In Canavese, quello del Mombarone è il primo ad essere costituito. «Il Distretto comprende u n confine geografico delimitato dai tre elementi simbolo del nostro territorio: il Mombarone, la Serra Morenica e il Naviglio di Ivrea – spiega Franco Cominetto, sindaco di Burolo che del Distretto è coordinatore.

Fonte: CronacaQui Torino.

Sommelier, serata di solidarietà Il ricavato per l’Emilia Romagna.
L’Ais (associazione italiana sommelier) di Bari, in collaborazione con il Consorzio Vini di Romagna e il Club Lions Bari G. Murat, con il patrocinio del comune di Bari, ha organizzato per lunedì prossimo, al Lido di Torre a Mare dell’Aeronautica, “Romagna nostra”, un’iniziativa di solidarietà a favore degli alluvionati di Romagna. 1l ricavato della serata. dedicata ai grandi vini romagnoli. sarà devoluto alla Protezione Civile dell’Emilia Romana a sostegno delle attività per i danni provocati dall’alluvione. L’evento inizierà alle 20 con una Masterclass: “Rocche di Romagna: le dimore del Sangiovese”. Un incontro di stile tenuta dal direttore del Consorzio di Romagna Filiberto Mazzanti e dalla sommelier Angela Giasi.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Bari.

Le donne del vino di Puglia tornano sul Gargano per la festa d’estate nel segno dell’acqua – Le donne del vino di Puglia tornano sul Gargano.
Per la festa d’estate nel segno dell’acqua Le donne del vino di Puglia tornano sul Gargano Tra le onde blu del mare viestano per raccontare la particolarità dei vini della Daunia, del Gargano e delle altre aree vitivinicole pugliesi, e godere di un aperitivo al tramonto Un aperitivo in barca con suggestivo giro al tramonto tra le calette di Vieste per celebrare e preservare l’acqua quale “bene comune”, risorsa importante non solo per la viticoltura. Per il 2023 “Le Donne del Vino” di Puglia tornano sul Gargano per la nona edizione del SummerWine, tra piatti gourmet, calici di vino e stelle cadenti. L’evento itinerante ‘WoW’ (Wines on the Wave), si svolgerà il prossimo 27 luglio a Vieste, in due location d’eccezione e di grande impatto visivo: il molo turistico dove si affaccia il Ristorante Il Capriccio e l’Approdo di Venere con il Ristorante Adivè, luoghi ideali per trascorrere una vera esperienza di gusto e di piacere.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Città dell’Olio e del Vino. Un Registro nazionale da istituire al Ministero.
La proposta di legge alla Camera Città dell’Olio e del Vino Un Registro nazionale da istituire al Ministero Istituire, presso il Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare il registro delle associazioni nazionali delle città del vino e dell’olio e riconoscere il loro operato, in modo da capitalizzare le loro attività di valorizzazione e di promozione del patrimonio enogastronomico italiano nonché di superare la frammentazione dell’offerta attraverso la promozione di progetti di eccellenza legati alle produzioni. È l’obiettivo della proposta di legge presentata alla Camera, primo firmatario l’onorevole Pino Bicchielli, accolta con soddisfazione dalle Associazioni Città del Vino e Città dell’Olio.

Fonte: Nazione Siena.

L’iniziativa Un workshop di pittura di vino su tela.
La proprietà di Castelfalfi ha ribadito più volte I’ importanza che la comunità locale riveste quotidianamente nella vita del borgo. Un lega me sul quale anche la stessa amministrazione comunale, guidata dal sindaco, Paolo Pomponi, tiene particolarmente e coltiva puntualmente con l’ad Mounir Husseini, grazie a ripetuti contatti ed incontri. L’ennesima testimonianza di questo legame deriva da un evento che si sta tenendo proprio in questi giorni e che termina oggi. Oggi, il Wine ShopGarden della Tenuta di Castelfalfi ospita la seconda edizione di Vino su Tela, un workshop di pittura col vino tenuto da Elisabetta Rogai, un’artista locale di fama internazionale. Le due serate, accompagnate da una degustazione guidata dei vini della tenuta e da musica suonata dal vivo, si svolgeranno a partire dalle 21.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Masi Agricola, l’assemblea revoca i consiglieri di Red Circle.
La motivazione: violazione del divieto di concorrenza. Votata la riduzione dei componenti del cda da 11 a nove Il copione era pressoché già scritto. Non ci sono stati colpi di scena, ieri, durante l’assemblea ordinaria degli azionisti di Masi Agricola Spa, società vitivinicola di Sant’Ambrogio di Valpolicella, quotata su Euronext Growth Milan. Come prevedibile dalla documentazione depositata in preparazione all’appuntamento, la società ha deliberato la revoca dei consiglieri Arianna Roberta Alessi e Lorenzo Tersi, per violazione del divieto di concorrenza (art. 2390 codice civile). Inoltre ha votato l’abbassamento del numero dei consiglieri da undici a nove: restano quindi Sandro, Bruno e Mario Boscaini, che detengono il 73,84% delle azioni, l’ad, Federico Girotto, Anita e Raffaele Boscaini, Enrico Maria Bignami, Lamberto Lambertini e Cristina Rebonato. Infine «ha provveduto alla nomina di Marco Bozzola (sindaco effettivo) e di Cristina Bertinelli (supplente), sino alla data dell’assemblea che voterà l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2023, informa una nota della Spa scaligera. Angelo Pappadà (già sindaco effettivo) diventa presidente del collegio sindacale.

Fonte: Arena.
Birra Castello si concentra su Pedavena e marchi propri.
Ceduto a Ceres lo stabilimento in Friuli: «Potenziamo il sito feltrino» Enrico Buttironi Nuova linea di imbottigliamento e nuovi locali: prossima apertura tra pochi mesi a Padova. Birra Castello cede lo stabilimento di produzione di San Giorgio di Nogaro (Udine) e preme l’acceleratore su quello storico di Pedavena, vicino a Feltre, struttura acquisita, salvandola dalla chiusura, nel 2006 da Heineken, oggi in grado di produrre mezzo milione di ettolitri e con una capacità potenziale di 70o mila. Lo ha annunciato ieri la società (che fa capo ad un folto gruppo di azionisti attivi nella distribuzione delle bevande), precisando che a rilevare il birrificio udinese, operativo con una produzione di 800 mila ettolitri l’anno, tra vari concorrenti, è stata scelta la danese Royal Unibrew, azienda multi-beverage con forti portafogli di marchi Locali nei suoi mercati principali net Nord Europa, il più noto dei quali è Ceres, ma in Italia anche Lemonsoda, che cercava evidentemente volumi di produzione in Italia.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Masi Agricola, adesso Rosso è fuori dal Cda – Masi Agricola, Rosso fuori dal cda Passa la revoca dei suoi consiglieri.
La guerra interna a Masi Agricola segna un nuovo importante aggiornamento: i consiglieri che fanno capo al patron di Diesel Renzo Rosso sono adesso fori dal consiglio di amministrazione. Masi Agricola, Rosso fuori dal cda Passa la revoca dei suoi consiglieri Divieto di concorrenza, fuori Messi e Tersi. Se ne riparla nel 2024. Masi, Renzo Rosso fuori dal cda. Prima la revoca dei due consiglieri Arianna Alessi e Lorenzo Tersi, per la violazione del divieto di concorrenza. E subito dopo via libera anche alla riduzione del numero degli amministratori in consiglio da u a 9, proposto dai tre fratelli Sandro, Bruno e Mario Boscaini, titolari del 73,5%, risolvendo così alla radice la questione della sostituzione degli appena esclusi, sulla base del principio, espresso dalle relazioni preparatorie depositate dal consiglio di amministrazione, che non essendoci in ballo la nomina dell’intero consiglio, si poteva procedere anche a maggioranza, senza la necessità di ricorrere al voto di lista e quindi allo schema per tutelare la rappresentanza delle minoranze.

Fonte: Corriere di Verona.

“Guerra dell’amarone”, primo round a Boscaini.
Il primo confronto tra la famiglia Boscaini e Red Circle, in quella che è stata ribattezzata la “guerra dell’amarone”, si è giocato in casa Masi, in assemblea e l’azionista di maggioranza vede tutte le sue proposte accettate. Arianna Roberta Alessi e Lorenzo Tersi sono stati revocati dalla carica di amministratori della società «per violazione del divieto di concorrenza» e non verranno sostituiti. L’assemblea ha approvato la riduzione del numero dei componenti del consiglio di amministrazione da 1l a 9 membri. Anche il Collegio sindacale è “targato” Boscaini perché per sostituire il presidente che si è dimesso ad aprile, in scia al passo indietro di Renzo Rosso dal cda, sono stati nominati Marco Bozzola quale nuovo sindaco effettivo e Cristina Bertinelli quale nuovo sindaco supplente, candidati da Sandro, Mario e Bruno Boscaini. Sarà inoltre Angelo Pappadà (già sindaco effettivo della società) il nuovo presidente del collegio sindacale.

Fonte: Gazzettino.

Azionisti Masi revocano Messi e Tersi.
Il numero dei componenti del consiglio di amministrazione portato da undici a 9 Com’era stato annunciato, l’assemblea dei soci della casa vinicola Masi Agricola ha revocato ieri dalla carica di amministratori i consiglieri in quota Red Circle di Renzo Rosso (che detiene il 10%) Arianna Alessi e Lorenzo Tersi, per violazione del divieto di concorrenza. L’assemblea ha inoltre deliberato la riduzione del numero dei componenti il cda dalla 9 membri. A integrazione del collegio sindacale, sono stati nominati Marco Bozzola (effettivo) e Cristina Bertinelli (supplente), sino alla data dell’assemblea della società convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio 2023. L’assemblea ha altresì nominato Angelo Pappadà presidente del collegio sindacale.

Fonte: Giornale di Vicenza.

«Vino, la produzione persa per metà mais e soia, la situazione è drastica».
Ieri i primi sopralluoghi nei campi. II perito agrario Bertellini: «Ci sono aziende che hanno perso quasi tutto» «Vino, la produzione persa per metà mais e soia, la situazione è drastica» Colpita anche la produzione di lavanda, ma scatta la solidarietà dei clienti. «Il vino della Riviera del Brenta? Subirà un tracollo che va dal 50 al 70% della produzione nelle aree colpite dalla tempesta». A dirlo senza mezzi termini è Mario Bertellini, noto perito agrario che da anni fa consulenze per le aziende agricole del comprensorio. Una situazione quella dei danni all’agricoltura in Riviera che è stata sottolineata anche dalle associazioni di categoria Coldiretti e Cia. «Solo questa mattina (ieri, ndr)», racconta Bertellini, «ho fatto dei sopralluoghi in 3 aziende agricole che si occupano di produrre vino. In tutti e 3 i casi a Dolo, Camponogara e Lova di Campagna Lupia i danni andavano dal 50 al 70% della produzione.

Fonte: Nuova Venezia.

Masi Agricola, fuori dal Cda i consiglieri di Renzo Rosso.
Nuovo round della disfida dell’Amarone, approvate le proposte di Boscaini: escono Arianna Alessi e Lorenzo Tersi. Da 11 a 9 i componenti del board. Via libera alla revoca dal cda di Masi per i due consiglieri nominati da Red Circle per violazione del divieto di concorrenza. La società del re del denim Renzo Rosso ha da tempo infatti il proprio polo del vino, Brave Wine. La moglie dell’imprenditore, Arianna Roberta Alessi, e Lorenzo Tersi non fanno più parte del consiglio della casa vitivinicola veronese, tra i leader italiani nella produzione di vini premium. La decisione dell’assemblea non ha penalizzato le contrattazioni in Borsa, ieri il titolo dell’azienda agricola ha chiuso a 4,8 euro (+ 2,78%). Si tratta dell’ultimo capitolo di una disputa che si trascina da qualche tempo. A maggio scorso la Red Circle Investments, che detiene il 10% della società controllata dalla famiglia Boscaini, aveva chiesto al Tribunale di Venezia di accertare e dichiarare la nullità o comunque l’invalidità dell’approvazione del bilancio di esercizio 2022.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Da Chicago a New York II Docg in tour.
Luglio è un mese ricco di appuntamenti per il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg; tra questi la trasferta negli Stati Uniti, insieme alle dieci aziende —Adami, Bellenda, Bortolomiol, Col Sandago, Gemin, Le Colture, Le Manzane, Val D’Oca, Valdo e Villa Sandi – che hanno fatto tappa nelle città di Chicago e New York. Il palinsesto delle attività ha come focus la Denominazione e i suoi valori identitari espressi attraverso il suo territorio e le sue selezioni enologiche. L’attività si è sviluppata attraverso l’organizzazione di tre azioni principali: i banchi d’assaggio, le Masterclass ed i momenti educational. Inoltre, il Consorzio ha selezionato partner di eccellenza per affiancare al meglio questo percorso e darne la corretta risonanza. Si è partiti il 17 luglio con il primo banco di assaggio che vedrà presenti le aziende partecipanti presso Binny’s Beverage Depot a Chicago, poi il 19 luglio, nella città di New York presso Rizzoli Bookstore, prestigiosa libreria, a due passi dalla FifthAvenue.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vendemmia promettente enologi a confronto.
Importante convegno tecnico in auditorium a Cimadolmo sul tema “Direzione Vendemmia”, terza edizione, organizzato da Assoenologi, sezioni Veneto centro orientale e Veneto occidentale, che ha visto circa 200 tecnici enologi partecipare e scambiarsi molte novità del settore. Dopo i saluti introduttivi dei presidenti “Assoenologi” Michele Zanardo (Veneto centro orientale) e Alberto Marchisio (Veneto occidentale), è intervenuto il sindaco di Cimadolmo, Giovanni Ministeri. Una riflessione sullo stato vegetativo del vigneto veneto e sulle stime produttive è stata presentata da Patrick Marcuzzo del Crea di Conegliano. «Per la prossima vendemmia, le prime stime prevedono un avvio nell’ultima settimana di agosto per le varietà precoci, con la Glera verosimilmente nella prima settimana di settembre.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vini proibiti con cicchetti e il docufilm di Balay.
Oggi nel parco di Villa Binetti Zuccareda di Montebelluna, serata dedicata alle “Viti Vietate” con la Confraternita del Clinto e l’Associazione Clinto de Marca. Alle 21 film documentario di Stephan Balay “Vitis pohibita”, seguita da degustazione di “vini proibiti” con cicchetti. Ingresso: euro 20 con visita guidata al Museo dello Scarpone.

Fonte: Tribuna Treviso.

L’inizio dell’estate in vigna e in cantina.
Il periodo estivo, a ridosso della vendemmia, per il mondo vinicolo è un periodo molto impegnativo, e le attività in vigna e in cantina cominciano a sovrapporsi. Luglio, in vigna, è il periodo dedicato alla fase di gestione della chioma delle viti. Sono tre le operazioni fondamentali che si mettono in atto. Segue poi la sfogliatura: bisogna infatti eliminare meglio le foglie che non sono necessarie ma tenere comunque i grappoli coperti dal sole, in modo da preservarli dalle scottature che causerebbero perdite di aromi e acidità. Si inizia con la cimatura, che consiste nel tagliare i tralci che entrano all’interno delle file del vigneto, in modo da poterci passare agevolmente ma soprattutto per permettere una buona aerazione della parte interna della chioma e dei grappoli.

Fonte: Linkiesta.

«Pio Cesare, partiamo con la nuova cantina. E puntiamo anche sui bianchi».
Federica Boffa sorride sempre e ha le idee chiare: lavorare in Pio Cesare e seguire la traccia lasciata dal padre Pio Boffa, cercando continuamente di aggiornarsi e di stare al passo con i tempi, con vini che abbiamo la capacità di trasmettere la tradizione delle Langhe e, nel contempo, siano sempre moderni. Difficile? Forse, ma lei di certo non si fa intimorire dalle sfide. «Abbiamo circa 80 ettari vitati, in particolare nelle zone del Barolo e del Barbaresco, ma anche in Alta Langa e poi nei colli Tortonesi per il Timorasso. Il tutto per una produzione che si aggira attorno alle 450mila bottiglie, dove il Barolo Pio Cesare arriva a 40mila».

Fonte: Identità Golose.

Tutte le Posizioni delle Cantine nei Picchi Fratturati in Diablo 4.
Diablo 4 offre una serie di sfide per i giocatori, tra cui l’obiettivo di individuare e liberare ogni cantina presente all’interno del gioco. Diablo 4 conta in totale 147 posizioni di cantine che richiedono l’intervento del giocatore, tra cui 28 nella regione dei Fractured Peaks, il primo territorio che si incontrerà iniziando un nuovo personaggio nel Regno Eterno o nel Regno Stagionale. Nella prima stagione di Diablo 4, le cantine ricevono un’attenzione particolare. Infatti, per avanzare nei capitoli uno e due, così come nel pass stagionale, è necessario completarne un certo numero. Funzionanti come mini-dungeon, le cantine richiedono molto meno tempo per essere completate rispetto ai dungeon normali e spesso includono eventi da completare, che forniscono ricompense ed esperienza extra.

Fonte: Farantube.

Torna Calici di Stelle, 30 cantine siciliane aprono al pubblico.
Sono 30 le cantine siciliane che dedicano agli appassionati del vino esperienze enogastronomiche uniche per celebrare la ricchezza e la bellezza del territorio con ‘Calici di Stelle’, l’evento estivo più atteso da enoturisti e ‘wine lover’, promosso dal “Movimento turismo del vino” in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Vino, che torna dal prossimo 28 luglio, e fino al 20 agosto, con un calendario fitto di eventi e che vede nella notte di San Lorenzo, il 10 agosto, la giornata clou. Attraverso la perfetta combinazione di vino, astri e convivialità, Calici di Stelle mette insieme le iniziative delle cantine del Movimento turismo del vino Sicilia con degustazioni, spettacoli, e non solo in cantina, ma anche in luoghi suggestivi, come la Real Cantina Borbonica di Partinico, il Castello di Salemi, il centro storico di Castiglione di Sicilia.

Fonte: Travelnostop.

Vanajas nuova direttrice commerciale di Cantina Valpolicella Negrar.
Eva Maria Vanajas, nata nel 1969 ad Helsinki, in Finlandia e trasferitasi in Italia nel corso degli anni ’80, è la nuova direttrice commerciale di Cantina Valpolicella Negrar. La neo manager va a sostituire la figura di Luca Bissoli, la cui carica era stata assunta ad interim per alcuni mesi da Daniele Accordini, dg ed enologo della cantina cooperativa negrarese. “Ad Accordini va il nostro sentito ringraziamento per essersi generosamente prestato a ricoprire anche questo ruolo, accompagnando l’azienda nel faticoso post Covid. Ora, insieme a Eva Maria Vanajas, siamo pronti a far fronte alle molteplici sfide che ci troviamo ancora davanti, dalla complessità delle politiche internazionali, all’evoluzione dell’economia globale. Nell’anno delle celebrazioni del nostro 90° anniversario dalla fondazione, avvenuta il 23 agosto 1933, vogliamo guardare con entusiasmo ai prossimi 90 anni e oltre che ci attendono”, afferma Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar.

Fonte: Eroi del gusto.

Vino, se a trainare la (piccola) crescita dell’export italiano, nel 2023, sono le “altre” Regioni.
Con la “locomotiva Veneto” in crescita, ma sotto la media nazionale, e Toscana e Piemonte stabili, la spinta maggiore arriva da altri territori. Se la “locomotiva Veneto”, con i suoi 627 milioni di euro di vino italiano esportato nel primo trimestre 2023 (su un totale di 1,77 miliardi di euro) continua ad essere forza trainante del vino italiano, sebbene la sua crescita in valore (+3%), sia inferiore a quella nazionale (3,8%), quel poco di aumento dei valori che si è visto nel primo quarto 2023, con le altre due grandi “big” come Toscana e Piemonte sostanzialmente ferme sui livelli del 2022, è tutto da imputare ad altre Regioni del Belpaese, solitamente meno sotto i riflettori quando si parla di performance economiche. Almeno a guardare i dati approfonditi dell’Istat sul periodo in questione.

Fonte: WineNews.

Le donne del vino di Puglia tornano sul Gargano per la festa d’estate nel segno dell’acqua, bene comune da tutelare.
Le Donne del Vino tra le onde blu del mare viestano per raccontare la particolarità dei vini della Daunia, del Gargano e delle altre aree vitivinicole pugliesi, e godere di un aperitivo al tramonto. Un aperitivo in barca con suggestivo giro al tramonto tra le calette di Vieste per celebrare e preservare l’acqua quale “bene comune”, risorsa importante non solo per la viticoltura. Per il 2023 “Le Donne del Vino” di Puglia tornano sul Gargano per la nona edizione del SummerWine, tra piatti gourmet, calici di vino e stelle cadenti. L’evento itinerante ‘WoW’ (Wines on the Wave), si svolgerà il prossimo 27 luglio a Vieste, in due location d’eccezione e di grande impatto visivo: il molo turistico dove si affaccia il Ristorante Il Capriccio e l’Approdo di Venere con il Ristorante Adivè, luoghi ideali per trascorrere una vera esperienza di gusto e di piacere.

Fonte: Manfredonia News.

Un registro delle associazioni nazionali dell’olio e del vino.
Istituire, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e del Turismo, il Registro delle associazioni nazionali delle città del vino e dell’olio e riconoscere il loro operato, in modo da capitalizzare le loro attività di valorizzazione e di promozione del patrimonio enogastronomico italiano nonché di superare la frammentazione dell’offerta attraverso la promozione di progetti nazionali di eccellenza legati direttamente alle produzioni. È questo l’obiettivo principale della Proposta di Legge presentata oggi alla Camera che vede come primo firmatario l’on. Pino Bicchielli, accolta con grande soddisfazione dall’Associazione nazionale Città del Vino e dall’Associazione nazionale Città dell’Olio, presenti alla presentazione della Pdl “Disposizioni per la valorizzazione e il riconoscimento di associazioni di città identitarie di produzione enologica e olearia italiane”.

Fonte: Teatro Naturale.

Vino, ecco perché il tappo a vite ha poco da invidiare al caro vecchio sughero.
Quali sono i tappi più indicati per chiudere e conservare al meglio le bottiglie di vino? Ne esistono di varie tipologie ma diciamo che oggi la partita si gioca fra tappo di sughero naturale e tappo tecnico a vite. In commercio potete trovare anche quelli in sughero agglomerato (che sconsiglio), i tappi di vetro (resistenti e riciclabili) e addirittura quelli in silicone fortunatamente in uscita di scena, mi auguro per sempre. Malgrado i puristi più rigorosi storcano il naso, a me il tappo a vite piace e il dato oggettivo è che il suo utilizzo sia dilagante ovunque nel mondo. La questione dirimente è il fatto che il tappo a vite non necessiti di strani strumenti a leva appuntiti come i vari tipi di cavatappi in commercio; permette inoltre di richiudere con facilità la bottiglia, ritrovando il vino nelle stesse condizioni, ed è anche più economico.

Fonte: Il Sole 24 ORE.

Le bollicine di Roma vincono l’oro alla XXI edizione del concorso enologico Città del vino.
Alla XXI edizione del Concorso Enologico Città del Vino i Castelli Romani e le zone limitrofe si sono contraddistinti con le loro eccellenze vinicole, vincendo moltissime medaglie. La premiazione si è svolta presso la Sala Giulio Cesare del Campidoglio alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, dell’assessore all’Agricoltura e all’ambiente della Capitale Sabrina Alfonsi, insieme al ministro Francesco Lollobrigida e all’assessore della Regione Lazio Giancarlo Righini. L’Associazione Nazionale Città del Vino è nata come «movimento che potesse sostenere le imprese vitivinicole nella promozione del vino, ma al tempo stesso individuava già allora nel valore del territorio la carta da giocare per lo sviluppo delle aree rurali». Ad oggi le Città del Vino rappresentano un itinerario che attraversa l’Italia dei borghi storici, delle città d’arte, di mare o di montagna, delle realtà che hanno una storia enologica e gastronomica da raccontare.

Fonte: Virtù Quotidiane.

STAMPA ESTERA

How the Ricasolis took back Chiantishire.
Francesco Ricasoli’s story is extraordinary, and not just in the context of the Chianti Classico heartland of Tuscany in which he operates. His family were nobles in the court of Charlemagne and owned so much land between Siena and Florence that at one time they were barred from public office because they were deemed insufficiently impartial. The ban didn’t last. In the 19th century, Bettino Ricasoli became the newly formed Italy’s second prime minister. He also famously (among us winos) drew up the rules for producing Chianti. The family’s seat, the Castello di Brolio, high above the village of Gaiole, was built in the 12th century but razed in 1478 by the Aragonese. On its hilltop is now a crenellated red-brick 19th-century reconstruction of a medieval castle with so many rooms that Ricasoli says he has never bothered to count them. It’s open to the public and used for only the most exclusive events, such as his daughter Sofia’s wedding (from which he was still recovering during my visit there last month). But even more extraordinary is what happened to all this heritage in the 1970s and 1980s. The family, who were under financial strain, sold the Ricasoli brand to Canadian drinks giant Seagram. I and others watched with horror as its reputation shrivelled, a process that showed every sign of continuing under the subsequent owners, the Australian producer Hardys. Brolio Chianti Classico became a discounted supermarket staple. In 1993, Francesco Ricasoli, at the time a photographer shooting ads for the likes of Valentino and RayBan, decided enough was enough. He managed to buy back the beleaguered brand, encouraged by Lapo Mazzei, the prominent head of Fonterutoli, another famous Chianti Classico estate about half an hour away in Castellina in Chianti. “You could see the sky through the roof of the winery. It all had to be rebuilt,” says Ricasoli, who quickly began to renovate the How the Ricasolis took back Chiantishire Jancis Robinson Wine vineyards. “I’d bought back a huge basket of risk.” Nowadays the reputation of Brolio has been restored. In conjunction with local scientists, Ricasoli has not just been looking into plant quality (prioritising Tuscany’s indigenous Sangiovese over the Bordeaux varieties that were once popular in the region), but also the estate’s 19 soil types, cork quality, and even the precise relationship between oxygen and sulphites. He has already started replacing the vines he planted in the 1990s with improved clones that his research has identified. Another project with the University of Pisa aims to create a scientifically determined aromatic profile for each wine. His pride and joy are his distinctly different single-vineyard Chianti Classicos, which are priced even above Castello di Brolio, his classic offering in the top Chianti Classico category known as Gran Selezione. Single-vineyard Chianti Classico is now a major trend throughout the area. According to Ricasoli, “It’s like having a different angle on the region without changing the components.” Ricasoli was born and brought up in the Castello and clearly has a deep love of every one of the estate’s 1,200 hectares.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Crise viticole : un millier de vignerons bordelais candidats à l’arrachage sanitaire.
L’annonce faite ce jeudi 20 juillet par la préfecture de la Gironde montre que le plan d’arrachage définitif de la vigne dans le Bordelais pour des raisons sanitaires a suscité l’intérêt des viticulteurs. Malgré une situation tendue, le Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux croit au rebond des vins rouges, tandis que la filière a résisté au vent du changement incarné par le collectif Viti33. Lors de la dernière assemblée générale du Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB), le 10 juillet, son président, Allar Sichel, est revenu sur un premier semestre 2023 très chargé, dont on pourrait dire qu’il a commencé le 6 décembre 2022 avec la manifestation dans les rues de Bordeaux des vignerons et des élus qui les accompagnaient. Initiée par le collectif Viti33, cette démonstration de force avait pour objectif d’alerter sur la situation économique catastrophique qui est devenu le quotidien de centaines de vignerons bordelais. Pour permettre aux viticulteurs concernés de sortir de ce piège sans issue, l’État – accompagné par le CIVB – a accepté de procéder à l’arrachage définitif de 9.500 hectares de vigne avec une prime de 6.000 euros à l’hectare. Soit beaucoup moins que les 15.000 hectares prmés à 10.000 euros l’hectare demandés par les vignerons en colère. Le désespoir ra-t-il emporté sur la colère ? Er tout cas les viticulteurs bordelais en difficulté ont finalement accepté cette proposition. *** Ces demandes d’aides ä l’arrachage à la mi-septembre l’accent sur le rebond des ventes, dans des conditions plutôt difficiles. C’est ainsi qu’ils ont validé un plan à 57 millions d’euros financé par l’État à hauteur de 38 millions d’euros et abondé pour un montant de 19 millions d’euros par le CIVB. La Région Nouvelle-Aquitaine intervenant dans un second temps à hauteur de 10 millions d’euros sur plusieurs années pour aider en particulier au reclassement des viticulteurs. La crise du vignoble bordelais, marquée par des méventes à répétition est profonde et ne date pas du 6 décembre 2022 comme l’a rappelé Allan Sichel pendant l’assemblée générale du CIVB du 10 juillet. Voilà plus d’un an que nous travaillons à réduire durablement notre capacité de production, en réponse à une crise devenue structurelle. En quelques mois nous avons largement avancé : un plan d’arrachage sanitaire a été lancé le 5 juin dernier. Une campagne de pré-candidatures est en cours, qui vise à recenser et localiser les parcelles qui pourront être accompagnées, et connaître leur destination post-arrachage : échange, fermage, diversification ou vente… Le dépôt final de la demande d’aide à l’arrachage sanitaire se fera à la mi-septembre, pour des arrachages effectifs à la fin de l’automne et des paiements dans la foulée », a précisé le président du CIVB.

Fonte: Tribune.

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A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 21 luglio 2023!

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Un’estate tutta da bere Dieci etichette da mettere in fresco.
Due bolle, cinque bianchi, un rosé e due rossi per tanti abbinamenti con le nostre vacanze. Dieci vini per l’estate. Due bollicine, cinque bianchi, un rosato e due rossi leggeri, magari da bere leggermente rinfrescati, come da uso ormai sdoganato anche dalla critica più accigliata. Consigli di stagione di cui credo non vi pentirete. Partiamo da Conegliano, terra del miglior Prosecco. Qui Masottina, azienda guidata fin dal 1946 dalla famiglia Dal Bianco, produce vini di altissima qualità, con il vanto del territorio di Ogliano, una delle 43 «rive» che rappresentano dei cru di assoluta eccellenza anche grazie alla vendemmia a mano e alla resa per ettaro inferiore al consueto.

Fonte: Giornale.

Rocca delle Macie Mezzo secolo da Oscar.
II Chianti Classico e i film con Bud Spencer Un museo l’azienda ideata da Italo Zingarelli Rocca delle Macie Mezzo secolo da Oscar di Beppe Boni C’è un posto dove Bud Spencer e Terence Hill cavalcano ancora e si guardano col sorriso complice che precede la solita scazzottata. Non ci sono polvere, cactus e scorpioni del deserto, ma dolci colline dove si alternano boschi e vigneti talmente ordinati che sembrano pettinati da un coiffeur. L’epopea dei film di Trinità è custodita in un posto del cuore, sui saliscendi di Castellina in Chianti nella Toscana felix, là dove l’idea dei ‘western spaghetti’ è viva più che mai in memoria di Italo Zingarelli, un visionario partito da stunt man nel film ‘Quo Vadis?’ e diventato sceneggiatore e produttore cinematografico, che amava la macchina da presa e il vino.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Enologia sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottiglie – a cura di Riccardo Lagorio Società Agricola Fruke MaIvasia IGT Friuli Venezia Giulia Sono tre i vitigni che fanno del Carso una terra di ottime bottiglie e numerosi gli individui impegnati nella viticoltura, spesso minima. Di frontiera. E non ci si riferisce ai tre Stati interessati (Italia, Slovenia e Croazia), ma alle difficoltà di lavorare un suolo tutta pietra e bosco-che-avanza. Con gli animali che si porta dietro. La sapienza contadina aveva escogitato di piantare come capofila alberi, specie fichi e peri, per evitare che i selvatici aggredissero i grappoli, invogliati da più succosa e dolce frutta. A questa ingegnosa trovata Boris Pernarcic ha dedicato il proprio agriturismo, Ridke, ovvero frutta.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Due giorni col vino Cococciola. Alla rassegna 27 produttori.
Alla rassegna 27 produttori ARI Fine settimana all’insegna del vino Cococciola ad Ari. Arrivato all’ottava edizione, domani e domenica torna Cococcioliamoci che quest’anno, per la prima volta, registra il record di cantine presenti, con ben 27 produttori pronti a far assaggiare i propri vini in un percorso degustazione che si svolge all’interno dei suggestivi vicoli del centro storico arese. A cura della Pro Loco di Ari presieduta da Maurizio Di Tullio, l’appuntamento dedicato al vitigno Cococciola negli anni ha portato tantissima attenzione a quella che fino a dieci anni fa era per lo più un’uva usata in vinificazione insieme ad altre tipologie.

Fonte: Centro Chieti Lanciano Vasto.

Due bottiglie per ricordare Sergio E i Navacchia sognano i vini affinati nella Vena del gesso – Ricordando Navacchia Due nuove bottiglie e l’idea di un vino nella Vena del gesso.
La cantina Tre Monti davanti alle sfide del clima Due bottiglie per ricordare Sergio E i Navacchia sognano i vini affinati nella Vena del gesso Tassi a pagina 6 Ricordando Navacchia Due nuove bottiglie e l’idea di un vino nella Vena del gesso Alla Tre Monti con i ‘Classe 33′ un bianco e un rosso ispirati a Sergio David e Vittorio portano avanti la tradizione del padre, morto nel 2022 «Affinare le nuove creazioni nelle grotte candidate Unesco? Un sogno». Un sangiovese e uno Chardonnay coltivati solamente nei territori imolesi Frutto di un progetto iniziato nel 2000 di Gabriele Tassi «Un’azienda? Prima di fruttare deve fiorire, deve essere bella». David e Vittorio Navacchia un po’ fanno i timidi e dicono di non aver ancora assorbito al 100% la missione imprenditoriale del padre Sergio, patriarca della cantina Tre Monti, scomparso poco più di un anno fa. L’azienda per lui? «era come un figlio», dicono ma per chili vede da fuori è chiaro come con la filosofia del signore dei vini ci siano nati praticamente.

Fonte: Resto del Carlino Imola.

Vigneti biologici, danni superiori al 65 per cento I trattamenti non bastano.
Il comparto vitivinicolo regionale (e nazionale) ha bisogno di urgenti interventi per sostenere i vignaioli, vittime dei danni prodotti dalla peronospora. Dopo gli allarmi lanciati nelle scorse settimane, Confagricoltura Fvg torna a chiedere provvedimenti immediati, a livello regionale, nazionale ed europeo per contrastare la fitopatia che sta mettendo in crisi le produzioni di questa difficile stagione. Le piogge intense e prolungate del periodo di maggio e giugno, infatti, hanno favorito la diffusione dell’infezione fungina che colpisce foglie e grappoli. «Una specifica attenzione va prestata alle produzioni biologiche prevedendo un’opportuna deroga ai limiti posti all’uso del rame in determinate annate come questa – spiega Moira Pizzaia dell’azienda “La Fornase” di Pasiano di Pordenone.

Fonte: Gazzettino Pordenone.

Figlio di emigranti produce vini da premio in Patagonia.
Tre ettari coltivati con 18 mila piante nell’azienda di Sergio Rodriguez sulle Ade Nonni via dal Friuli nel dopoguerra. Da maestro a imprenditore: la svolta della vita. È con buona probabilità il vigneto più australe del mondo quello che Sergio Rodriguez gestisce in Patagonia, nella regione del Chubut, municipalità di Trevelin, in piena Cordigliera delle Ande. Figlio di emigranti partiti da Cordenons, dopo aver fatto per anni il maestro elementare ha sentito il richiamo della sua terra d’origine e il desiderio di dedicarsi a quel prodotto di cui tanto, da bambino, aveva sentito parlare da nonni e genitori: il vino. Un progetto, il suo, che ha però dovuto fare i conti con una serie di complessità. «Dove vivo e dove ho deciso di impiantare le prime barbatelle la temperatura scende anche a -17° d’inverno e d’estate l’escursione termica ci regala 35° di giorno e -10° di notte. Abbiamo dovuto imparare non solo a coltivare la vite, ma anche a proteggerla dal ghiaccio» ha raccontato Rodriguez in una recente visita in Friuli, ospite del Comune di Povoletto e dell’Ente Friuli nel Mondo che l’hanno fatto incontrare coi vertici dell’associazione Città del vino per gettare le basi di un rapporto che, nel tempo, si spera possa fiorire, portando nuovi legami e occasioni basati sull’economia del vino

Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.

La cantina della legalità.
A Torchiarolo un gruppo di studenti stranieri alla scoperta di come i beni confiscati alle mafie diventino laboratorio sociale.

Fonte: RaiNews.

A SETTEMBRE TORNA IL FESTIVAL FRANCIACORTA IN CANTINA .
Sabato 16 e domenica 17 settembre torna il Festival Franciacorta in Cantina nella sua quattordicesima edizione. Il territorio franciacortino è pronto ad aprire le porte al grande pubblico con più di 60 cantine aperte e oltre 170 eventi distribuiti nei 19 comuni dell’areale. Il terzo weekend di settembre sarà dedicato dunque alla celebrazione a tutto tondo di Franciacorta: due giorni consacrati alla conoscenza non solo del vino, ma anche dei segreti più reconditi di una regione che ha dedicato tutta se stessa all’enogastronomia e all’ospitalità di alto livello.

Fonte: James Magazine.

Le cantine sociali e i racconti degli ubriachi: sempre gli stessi ma mai uguali.
Si chiamano pubs, il primo che aprirono nella mia città chiuse per un agguato mafioso, una cosa poco inglese. Noi continuavamo a frequentare con tanto di giacche di pelle, stivaletti e creste, le cantine sociali. Il vecchio e il nuovo, direbbe Eizenstein, quello della corazzata Potemkin, che non è una cagata pazzesca, ma uno dei film più grandi della storia del Cinema. Entravamo in questi posti posti dove gli avventori già rantolavano, alcuni venivano buttati fuori senza pietà. Si beveva vino, cattivo, annacquato, accompagnato da un mini spuntino di alici pepate, provolone e mortadella tagliata grossa. Andavamo spesso dal Cazzone, una bettola maleodorante, più che di pub londinese, sapeva di Cayenna.

Fonte: Iacchite.blog.

In Sicilia, tra Menfi e l’Etna, con il “Mandrarossa Vineyard Tour” e il “Teatro in Vigna” di Planeta.
Ecco gli eventi: dal “Mittelfest” a Cividale del Friuli a “Jazz & Wine in Montalcino”, aspettando il ritorno del “Festival Franciacorta in Cantina”. Dal Friuli, con il “Mittelfest”, dove anche il vino non può mancare nell’incontro tra le culture della Mitteuropa a Cividale del Friuli, e il “Dinner Show” di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori sulla spiaggia di Grado con i grandi chef ed i grandi vini friulani, alla Toscana, con “Jazz & Wine in Montalcino”, il più longevo ed importante Festival aziendale al mondo firmato Banfi con i più celebri big del panorama musicale internazionale tra i vigneti di Brunello, e la “Chianti Classico Summer” che, con la “regia” del Consorzio Chianti Classico, mette in scena il teatro di strada itinerante con “DiVinum”, fino alla Sicilia, con il “Mandrarossa Vineyard Tour”, esperienza territoriale unica nel suo genere per scoprire la bellezza, la storia, le tradizioni ed i sapori di Menfi attraverso la vendemmia tra il mare e i vigneti di Mandrarossa (Cantine Settesoli), e il “Teatro in Vigna, Sciaranuova Festival”, l’appuntamento annuale di Planeta con il teatro di prosa, nell’arena naturale della Tenuta Sciaranuova a Passopisciaro sull’Etna: ecco solo alcuni dei tantissimi eventi segnalati in agenda da WineNews.

Fonte: WineNews.

I Vini del Sannio all’ONU.
New York, 17 luglio 2023 – Vini del Sannio protagonisti del banchetto enogastronomico al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite per celebrare il 25mo anniversario dello Statuto di Roma, istitutivo della Corte Penale Internazionale. La serata che si terrà domani, lunedì 17 luglio, sarà inaugurata dal Presidente dell’Assemblea degli Stati Parte della Corte, giudice Silvia Fernández de Gurmendi, alla presenza di circa 150 ministri provenienti da oltre 60 fra Stati membri e osservatori della CPI. Fra i partecipanti anche numerose organizzazioni non governative affiliate alla Corte e giornalisti accreditati all’ONU.

Fonte: Foodmakers.

Vini di Ferragosto: le etichette per brindare d’estate.
Bollicine di qualità, bianchi stupefacenti e, perché no, anche un buon rosso per brindare tutti assieme a Ferragosto. Sì, perché non c’è vino che non si possa apprezzare anche nella stagione più calda, purché proposto con il giusto abbinamento. Ecco dunque di seguito alcune interessanti etichette perfette per festeggiare Ferragosto 2023 ma da godersi in generale in un bel giorno d’estate, al mare come in montagna. Prosecco, Chianti, Valdobbiadene, Chardonnay, Bianco Veronese e Müller Thurgau. I vini da proporre in agosto e gli abbinamenti ideali.

Fonte: Italian Gourmet.

Il caldo mette a rischio i trasporti del vino. Le enoteche chiedono tutele.
Il caldo record registrato in questi giorni non solo porta tanti di noi a cercare refrigerio nei modi più disparati, affidandoci anche al cibo per placare l’afa torrida, ma mette pure a rischio tutto un comparto, quello del vino, minacciato durante il trasporto dalle temperature torride. In molte città d’Italia anche superiori ai 40 gradi. Il vino, si sa, è un prodotto vivo, che ha bisogno della giusta temperatura di conservazione anche durante gli spesso lunghi trasporti. Durante i quali si può irrimediabilmente rovinare il tutto. La temperatura ideale, orientativamente tra i 12 e i 15 gradi, infatti non sempre (anzi forse meglio dire quasi mai) è garantita, tanto nei mesi caldi quanto in quelli freddi. E tra gli uni e gli altri la forbice può oscillare anche di 40 gradi.

Fonte: italiaatavola.net.

Un vino di qualità senza scorciatoie, alla scoperta del “Pietramora”.
Il sapere della tradizione, la forza di osare il nuovo. Così la terra diventa vino. Per ottenere qualità le scorciatoie non valgono. La produzione è frutto di scelte coraggiose e innovative: bottiglie che rispettino fedelmente il carattere strutturato e maturo del vino romagnolo, senza rinunciare a una vinificazione raffinata.” Sono con queste parole che Cristina Geminiani di Fattoria Zerbina descrive il suo concetto di qualità: “andèm a cuminzè bùrdel”…sipario. Sulle prime pendici dell’Appennino Tosco-Romagnolo, attraverso le dolci colline che collegano Faenza alla Toscana, si percorre la valle del Marzeno ed in corrispondenza del paese omonimo, si trovano le vigne della Fattoria Zerbina, tutte rigorosamente collinari e allevate ad alberello. Azienda pluripremiata con circa 120 riconoscimenti. 140mila alberelli a palo singolo creano uno scenario magnifico agli occhi e sicuramente una visita in cantina merita il viaggio.

Fonte: CesenaToday.

Toscana, oltre 11 milioni per promuovere il vino fuori dall’Ue.
La Toscana mette a disposizione 11.102.320 euro per promuovere i suoi vini nei paesi al di fuori dell’Unione Europea. Con la Delibera 740/2023 infatti la Regione ha stabilito lo stanziamento finanziario e i criteri di base per il prossimo bando sulla promozione dei vini nei paesi extracomunitari previsto dall’Ocm vino. Degli oltre 11 milioni stanziati, 6.682.241 euro saranno destinati al prossimo bando della campagna 2023/2024, mentre i restanti 4.420.079 euro serviranno per la copertura dei saldi della campagna 2021/2022 e di quelle precedenti. In totale si tratta di uno stanziamento in linea con quello che fu fatto l’anno scorso, che vide una disponibilità complessiva di 11.351.537 euro, comprese le quote per la copertura delle campagne precedenti.

Fonte: AgroNotizie – Image Line.

Crollo dell’export in Cina? L’Italia del vino risponde puntando su formazione e alta ristorazione.
Ad offrire una nuova occasione, “The Great 100 Italian Wineries of Italy” n. 1 a Shanghai, con la regia del wine writer Ian D’Agata. Nella frenata delle esportazioni di vino italiano nel mondo, nei primi quattro mesi 2023, per le difficoltà dell’economia globale, pesa non poco l’involuzione dell’export in Cina, considerata da sempre una “promessa” ma mancata, con le spedizioni nel Paese del Dragone, secondo i dati Istat sul commercio estero relativi al periodo gennaio-aprile 2023, analizzati da WineNews, che hanno fatto registrare un crollo del -24,4% a valore, a 28,9 milioni di euro. Ma l’Italia del vino, dopo anni di investimenti importanti, non ci sta, e, per gli esperti, è ancora fondamentale puntare sulla formazione della cultura del vino italiano e in grandi eventi, per mostrare al pubblico più ampio possibile il meglio del vino italiano, quelle etichette delle grandi griffe capaci di spianare la strada nei mercati e costruire l’immagine del Belpaese.

Fonte: WineNews.

Vino, Oeno Group: “Crisi del Fine Wine? L’attuale ribasso sintomo di mercato sano”.
Gli indici del Liv-ex, che monitorano l’andamento dei prezzi dei vini più pregiati al mondo nel mercato secondario, mostrano nell’ultimo anno flessioni nei valori del mercato dei Fine Wine. Lo stesso Liv-ex Fine Wine 1000 mostra, però, come negli ultimi 5 anni tutti i sottoindici regionali che lo compongono (Bordeaux, California, Porto, Borgogna, Champagne, Rodano, Italia e Resto del Mondo) siano ampiamente in positivo, con una crescita media del 29,5%, trainata dal podio composto da Champagne con +71,7%, Borgogna con +67,6% e Italia con +43%. “Come viene indicato dal Liv-ex, il mercato internazionale dei Fine Wine nell’ultimo anno ha visto decrescere i propri valori con picchi del -15%, come nel caso del Rodano”, spiega Michael Doerr, fondatore e Ceo di Oeno Group, società leader nel settore degli investimenti in fine wines. “Gli investimenti in Fine Wine – avverte – non vanno, però, considerati in una prospettiva di tempo così limitata come quella di soli 365 giorni, ma bisogna sempre tenere prospettive di medio-lungo termine. Se attualmente sono al ribasso, si tratta di un sintomo che questo mercato è sano, perché nessuna economia è sempre al rialzo, altrimenti si tratterebbe di una bolla speculativa destinata a scoppiare. Anzi, questo ribasso può essere considerato un momento utile per investire”.

Fonte: Enti Locali Online.

STAMPA ESTERA

Le champagne mise sur une légère érosion de ses ventes en 2023.
Les vignerons et maisons ont fixé, mercredi, le rendement de la vendange à venir « Nous tablons sur un volume compris entre 310 millions et 315 millions de bouteilles» MAXIME TOUBART président du Syndicat général des vignerons de la Champagne La chance sourit aux Champenois. «Nous attendons encore le mois d’août, mais, pour l’heure, tous les voyants sont au vert dans les vignes », se réjouit Maxime Toubart, président du Syndicat général des vignerons de la Champagne. Si l’épisode de gel printanier a suscité des craintes, les dégâts restent finalement limités. Bien évidemment, ce vignoble septentrional n’a pas été épargné par les pluies de mai et de juin et en conséquence par les attaques de mildiou. Mais, contrairement au Bordelais où la maladie s’est installée, en Champagne, les épisodes pluvieux ont été suivis par des périodes plus sèches qui ont permis de traiter les vignes. Les vignerons croisent les doigts et attendent maintenant le juge de paix de la récolte. Les premiers coups de sécateurs devraient être donnés au tout début du mois de septembre et le véritable démarrage se situer entre le 5 et le Io septembre. C’est dans ce contexte, a priori favorable, que s’est tenue, mercredi 19 juillet, la traditionnelle réunion entre vignerons et maisons de champagne pour décider du rendement avant la vendange. Il a été fixé à 11400 kilos par hectare. «Ce rendement est un peu supérieur comparé à ce que l’on a prévu de vendre. Pour être en phase avec les prévisions de commercialisation, il aurait fallu le fixer à 11 000 kilos par hectare, mais il est toujours docile de laisser des raisins sur les ceps si la vendange est belle », explique M. Toubart. En effet, le Comité interprofessionnel du vin de Champagne estime chaque année le nombre de bouteilles qui devraient sortir des caves. Face à ses espoirs de vente, il soupèse le volume de raisins nécessaires. Un pilotage délicat, mené conjointement par les vignerons et les maisons de négoce pour tenter de maintenir la valorisation du vin de bulles et assurer au mieux le partage du pactole. En 2020, la filière avait été secouée par la crise due au Covid-19. Pour tenir compte de la fermeture des restaurants et de la mise à l’arrêt du tourisme, le rendement avait alors été fixé au plus bas, à 8 OOo kilos par hectare. En 2021, la météo avait joué les trouble-fête. Résultat, le niveau des réserves baissait et des maisons ont dû mettre en place des mesures d’allocation pour servir leurs clients.

Fonte: Monde.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 20 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Tra i cipressi cantati da Giosuè Carducci.
In viaggio nella Maremma toscana, terra di storiche cantine, vigneti e siti archeologici, dove si respira la brezza del Tirreno di Roberto Zichittella cipressi, quelli cantati da Carducci, «che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar» sono sempre lì, maestosi, .giganti giovinetti. Salendo da San Guido verso il borgo, gli alberi ci balzano incontro come immaginò il poeta, così fitti da creare una muraglia di verde ai lati della strada. Forse non c’è modo più solenne per incamminarsi lungo la Strada del vino e dell’olio Costa degli Etruschi, andando alla scoperta di questi borghi im Uno scorcio mozzafiato di un vigneto nella campagna toscana. Terra di rocche, siti archeologici, cantine, vigneti, ulivi e memorie. Qui regnarono gli Etruschi e fino al 5 novembre, nella vecchia cantina di Palazzo Espinassi Moratti a Castagneto Carducci, una mostra racconta il rapporto fra gli Etruschi e il vino

Fonte: Famiglia Cristiana.

Campi Flegrei Dieci anni di Falanghina.
Una delle soddisfazioni più grandi che mi ha regalato la Campania in questi tre decenni di attività è stata la straordinaria crescita dei Campi Flegrei. Si tratta di vini pazzeschi, identitari, che ti collocano immediatamente al centro di questo fantastico territorio. Riprovo questo 2013 grazie alla conoscenza del Armando De Benedictis, sommelier dello stellato Indaco di Ischia. C’è la mano di Vincenzo DiMeo e quando lo bevvi la prima volta nel 2015 predissi lunga vita. Ma non mi aspettavo proprio così lunga. Dieci annidi Falanghina purissima, sentori di idrocarburi e di pesca sotto spirito, note balsamiche, tanta energia vulcanica al palato, chiusura lunga, pulita, precisa.

Fonte: Mattino.

Cantina Colonnella compie 50 anni e cambia enologo.
La storica cantina cooperativa, con circa 100 soci e oltre 300 ettari coltivati a vigneto, fondata nel 1971 nella zona di produzione del più celebre vitigno d’Abruzzo, il Montepulciano, in occasione del prossimo cinquantennale ha deciso di rinnovarsi facendo affidamento sulla consulenza enologica di Nicola Blasi, che sostituirà lo storico enologo Giancarlo Ficcadenti con alle spalle oltre quarant’anni di carriera. Biasi si è aggiudicato i massimi riconoscimenti del panorama enologico italiano: i Tre Bicchieri 2023 del Gambero Rosso, i 5 grappoli 2023 di Bibenda, l’inserimento tra “i 10 Migliori Vini d’Italia di Bibenda 2023” e il miglior vino bianco d’Italia Winescritic. Il suo talento è stato più volte riconosciuto anche da Vinoway, Merano Wine Festival e Food and Travel Italia.

Fonte: Centro Teramo.

Chiaromonte alla scoperta dell’Enotria.
Un viaggio alla scoperta dell’Enotria lucana per riscrivere le origini della viticoltura. Dopo Firenze e Viggiano anche Chiaromonte ospiterà domani, presso il Museo archeoantropologico Lodovico Nicola di Giura, la presentazione del volume: Fra le montagne di Enotria. Forma antica del territorio e paesaggio viticolo dell’Alta Val d’Agri, edito dall’Istituto Geografico Militare, a cura di Stefano Del Lungo (CNR-ISPC). II volume è frutto della volontà congiunta dell’Istituto Geografico Militare, che lo ha inserito nella ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, attraverso l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (sede di Potenza), e del Consorzio di Tutela DOC Terre dell’alta Val d’Agri.

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Un buon pinot nero con profumi chiari e una beva austera.
La storia dell’azienda Calatroni nasce 60 anni fa con Luigi, intraprendente mezzadro che al termine del suo contratto acquista la terra dall’ex datore di lavoro per coltivare vigneti di proprietà. Tempi pionieristici per una produzione locale di pregio, ma l’audacia fu premiata nei decenni successivi poiché l’azienda indovinò un percorso di costante crescita affermandosi tra le protagoniste della rinascita qualitativa dell’Oltrepò grazie alla scelta di puntare, in particolare, sul Pinot Nero. Il vigneto di circa 15 ettari (oggi in piena conversione biologica e a basso impatto ambientale) si colloca infatti nell’area di Moncalvo Versiggia, uno dei principali cru del nobile vitigno in Oltrepò Pavese, e la linea superiore della cantina è rappresentata dagli spumanti Metodo Classico, che secondo Cristian, nipote di Luigi al timone dell’azienda insieme al fratello Stefano, ne è appunto la massima espressione.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Oggi a Vernazza la degustazione si fa al tramonto.
Una degustazione tra i carruggi e nei vigneti, per conoscere il vino nelle sue diverse fasi produttive dal terreno fino alla cantina. Ma anche un modo per conoscere e apprezzare le bellezze dei piccoli borghi, con i loro centri storici e le marine. Un aperitivo al tramonto, con un calice di vino in mano per scoprire i viticoltori e i vini della Cinque Terre, che festeggiano oggi i 50 anni della Doc, la produzione simbolo del territorio, in un paesaggio che unisce unicità, fragilità e bellezza tipica delle fasce terrazzate destinate alla viticoltura. L’appuntamento è per domani alle 18, lungo la via principale del centro storico di Vernazza, dove sarà possibile incontrare i produttori di vino Doc delle Cinque Terre e degustare le prestigiose etichette locali, ma anche visitare i vigneti vicini al paese.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Franciacorta in Cantina: di tutto e di più.
Il 16-17 settembre la 14esima edizione. con oltre sessanta aziende coinvolte e ben 170 iniziative in programma. Oltre 60 aziende aperte, 170 eventi distribuiti in 19 comuni per due giorni di promozione a tutto campo: sabato 16 e domenica 17 settembre toma il Festival Franciacorta in Cantina, la più importante manifestazione del comprensorio organizzata come ogni anno dal Consorzio di Tutela di Erbusco. Giunta al traguardo della 14esima edizione, la rassegna si concentra in un solo weekend. Le bollicine «made in Bs» saranno al centro di un fitto calendario di degustazioni, cene, incontri, visite guidate, escursioni in vigna e molto altro ancora, con un occhio di riguardo anche agli amanti dello sport e delle esperienze adrenaliniche.

Fonte: Brescia Oggi.

Viticoltori, appello all’assessore regionale «Meno burocrazia, certezze sui contributi».
Visita di Beduschi in Oltrepo e incontro con Confagricoltura: «Qualità dei prodotti alta, ora investire sulla promozione», appello all’assessore regionale «fieno burocrazia, certezze sui contributi». Sburocratizzazione e maggiore vicinanza alle aziende. Questo hanno chiesto gli imprenditori vitivinicoli pavesi all’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ieri in Oltrepo per la sua prima visita sul territorio dall’insediamento. La prima tappa è stata a Corvino San Quirico, all’azienda agricola Tenuta Mazzolino, dove Beduschi, accompagnato dal sottosegretario regionale Ruggero Invernizzie dal consigliere regionale Claudio Mangiarotti, ha incontrato il direttivo di Confagricoltura Pavia, guidato dalla presidente Marta Sempio e dal direttore Alberto Lasagna. Certezze sull’arrivo dell’anticipo Pac, per dare liquidità alle aziende e consentire di portare avanti l’attività, meno burocrazia soprattutto per le assunzioni della manodopera stagionale, più attenzione verso il settore delle agroenergie: queste le questioni che Confagricoltura ha messo sul tavolo con l’assessore.

Fonte: Provincia – Pavese.

Le etichette del futuro – Il fascino dell’etichetta smaltata la scommessavincente di Decolab.
L’attività innovativa dell’azienda di Costigliole che sta incontrando un successo crescente Il fascino dell’etichetta smaltata la scommessa vincente di Decolab. Si può leggere come una storia di resilienza, oppure di capacità imprenditoriale. Ma anche di prospettiva innovativa nel campo della decorazione di bottiglie, bicchieri, contenitori in vetro e accessori in vari materiali. È il caso della Decolab di Costigliole (www.deco-lab.it), marchio di Sib Italy. Titolare è Michele Giordano, 42 anni, che ha maturato esperienza in altre aziende prima di mettersi in proprio. «Sib Italy è nata nel 2012. Sib sta per “Speriamo in bene” – scherza Giordano – ma ai fornitori non l’ho mai detto. Siamo partiti con la stampa transfer su pellami e tessuti, per arredamento e abbigliamento. A un certo punto abbiamo visto che c’erano periodi dell’anno in cui l’attività era quasi ferma, così abbiamo cominciato a guardarci intorno. Nel 2018 ho provato a cercare stampanti digitali di nuova generazione per altri materiali.

Fonte: Stampa Asti.

Droni nei vigneti e l’agricoltura di precisione – Il clima e i vigneti Droni e agricoltura di precisione per la lotta alle malattie della vite.
Immaginate un drone che, sorvolando a 25 metri d’altezza un vigneto opportunamente mappato, è in grado di rilevare con precisione chirurgica la presenza di viti colpite da peronospora e oidio, i due patogeni per eccellenza che in tarda primavera e inizio estate si accaniscono su foglie, tralcie grappoli. Le informazioni raccolte dal drone vengono elaborate da un software che le invia a un mezzo agricolo in grado di soccorrere le piante malate con tempestivi trattamenti. Il clima e i vigneti Droni e agricoltura di precisione per la lotta alle malattie della vite In Langa strategie per ridurre le conseguenze dell’aumento delle temperature, immaginate un drone che, sorvolando a 25 metri di altezza un vigneto opportunamente mappato, è in grado di rilevare con precisione chirurgica la presenza di viti colpite da peronospora e oidio, i due patogeni per eccellenza che in tarda primavera ed inizio estate si accaniscono su foglie, tralci e grappoli.

Fonte: Stampa Cuneo.

Eventi sportivi bagnati nel Prosecco, il sistema delle Colline respinge le critiche di Zanoni.
Si chiamano Colline del Prosecco e sono Patrimonio Unesco dal 2019 perché l’unicità del loro territorio paesaggistico e del prodotto che lì nasce sono stati riconosciuti unici al mondo. La polemica sollevata dal consigliere regionale dem Andrea Zanoni che punta il dito sul legame voluto dalla Regione Veneto tra le bollitine più famose del mondo e gli eventi sportivi, suggerendo che questo possa diventare un’istigazione all’abuso di alcol, ieri non ha lasciato indifferente il territorio di Conegliano e Valdobbiadene. «Non e la prima volta che il consigliere Zanoni si scaglia contro il “sistema prosecco” – spiega Marina Montedoro dell’Associazione Tutela del Patrimonio delle Colline Unesco – già dal 2019 fa parte del comitato contro il paesaggio. Sono sempre rimasta zitta ma a tutto c’è un limite. Zanoni non ha capito cosa significhi portare valore a un territorio e lo discredita per partito preso. Come mai non si è scagliato contro il Giro d’Italia che pure si bagna col Prosecco?».

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

Prosecco, il Consorzio e FdI contro Zanni.
La Regione Veneto fa bene o male a sostenere anche economicamente iniziative sportive che pubblicizzano il Prosecco? A innescare la polemica è stato íl consigliere regionale Andrea Zanoni (Pd) che ha presentato un’interrogazione: «Perché – ha chiesto citando la “Prosecco Marathon”, la “Prosecco cycling”, la “Moto Prosecco” – in contrasto con l’UE e contravvenendo a un accordo con il ministero della Salute, la giunta tollera e finanzia manifestazioni sportive che fanno pubblicità diretta ed indiretta a prodotti enologici?». A rispondergli Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: «Non è la prima volta che il consigliere Zanoni si scaglia contro il “sistema pro-, secco”, del resto è noto per aver da sempre fatto parte del comitato contro il nostro paesaggio dal 2019 riconosciuto da Unesco patrimonio dell’umanità.

Fonte: Gazzettino.

Le colline Unesco portano lustro a tutto il Veneto.
on è la prima volta che il consigliere regionale Zanoni si scaglia contro il “sistema prosecco”. Del resto è noto per aver da sempre fatto parte del comi- tato contro il nostro paesaggio che dal 2019 è stato riconosciuto da Unesco patrimonio dell’umanità. Forse non ha compreso bene cosa significhi fare rete e portare valore alla sua stessa Regione. Non mi occupo di politica e non ho bisogno del consenso degli elettori, ma mi occupo di tutelare in ogni modo un ambiente ed un territorio oggi patrimonio comune che porta il Veneto nel mondo grazie ad un modello di sviluppo ecosostenibile valorizzato con una serie di azioni concrete che interessano turismo, sport, arte, cultura, enogastronomia e che con lungimiranza la Regione Veneto sa apprezzare e sostenere. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene continueranno con orgoglio ad ospitare e patrocinare eventi come la Prosecco marathon, la gravel nova Eroica, la Prosecco Hills, il Giro d’Italia e tutto ciò che le valorizza grazie al connubio sport, enogastronomia e Prosecco portando lustro al Veneto.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Dieci cantine italiane da visitare assenti dalla World’s Best Vineyards 2023.
Altro giro di classifica, altri musi lunghi: è da poco uscita la World’s Best Vineyards 2023, la classifica delle cinquanta più belle cantine di tutto il mondo – un po’ l’equivalente della The World 50 Best Restaurants e l’Italia, anche stavolta, se la vede maluccio. Cinquanta posizioni e una sola cantina italiana considerata (al netto della Cantina Antinori, non citata in qualità di vincitrice della classifica 2022 nella “Hall of Fame”, proprio come avviene per i ristoranti). La cantina Ceretto, con il suo scenografico acino di vetro sospeso sui vigneti, occupa la 29esima posizione. E sembra esattamente di vivere un deja vu di quello che è successo a Valencia, con la famiglia di vignaioli langarola che tiene alto con le unghie e con i denti il buon nome dell’Italia dell’enogastronomia (qui con l’acino, lì con Piazza Duomo, per quanto sceso in classifica).

Fonte: Dissapore.

Festival Franciacorta in Cantina 16-17 settembre 2023.
Sabato 16 e domenica 17 settembre torna il Festival Franciacorta in Cantina nella sua quattordicesima edizione, con più di 60 cantine aperte e oltre 170 eventi distribuiti nei comuni del territorio. Il terzo weekend di settembre sarà dedicato alla celebrazione a tutto tondo di Franciacorta: due giorni consacrati alla conoscenza non solo del vino, ma anche dei segreti più reconditi di una regione che ha dedicato tutta se stessa all’enogastronomia e all’ospitalità di alto livello. Tra le iniziative proposte non mancheranno le visite in cantina con degustazione, le cene di gala, e i pic-nic nelle vigne e le degustazioni verticali di Franciacorta di annata.

Fonte: Agenfood.

Krug x Lemon: la novità 2023 della Maison che compie 180 anni di successi.
Krug è stata fondata nel 1843 a Reims e rappresenta nel mondo un vero unicum per la Champagne. Olivier Krug, direttore della Maison è stato a Milano per rendere omaggio ad ingrediente mediterraneo come il limone connubio perfetto per celebrare la Grande Cuvée Brut 171ème Édition e lo Champagne Rosé Brut 27ème Édition abbinato al limone, ingrediente mediterraneo scelto per quest’anno. «Nel 2023 abbiamo deciso che il limone sia protagonista del nostro lavoro ma non abbiate timore – chiosa Olivier con un sorriso convincente -. Non c’è traccia di questo agrume nei nostri Krug anche se la struttura dei nostri champagne, a tratti, lo ricordano in maniera impeccabile. In effetti con la Grande Cuvée Brut 171ème Édition siamo riusciti a rispettare il sogno del mio trisavolo che produceva questo Champagne con l’obiettivo di sintetizzare il pensiero Krug fatto di perfezione. In questi calici ci sono ben 131 vini di 12 annate differenti e la più recente è la 2015 mentre la più vecchia la 2000».

Fonte: Identità Golose.

Vino, Gruppo Caviro: Giovanni Lai nuovo dg cantina Gerardo Cesari.
A partire dal primo ottobre, Giovanni Lai sarà il nuovo direttore generale di Gerardo Cesari Spa, azienda storica della Valpolicella, oggi parte del gruppo Caviro. Lai succede a Michele Farruggio. “Il mio obiettivo in Cesari – spiega Lai in una nota – è quello di continuare il percorso di crescita della qualità dei vini attraverso una chiara riconducibilità con l’espressione del territorio della Valpolicella. Vorrei rendere Cesari il punto di riferimento di un territorio dall’alto potenziale ed estremamente interessante per i diversi stili produttivi che offre agli appassionati del vino”.

Fonte: Askanews.

Nicola Biasi è il nuovo enologo della Cantina Colonnella.
Grandi novità per il pluripremiato enologo Nicola Biasi, il cui talento è stato più volte riconosciuto anche da Vinoway, Merano Wine Festival e Food and Travel Italia. Con la sua Nicola Biasi Consulting annuncia una nuova consulenza, la prima in Abruzzo, per Cantina Colonnella, storica cantina cooperativa, con circa 100 soci, di oltre 300 ettari fondata nel 1971 sulle colline del Teramano, zona di produzione del più celebre vitigno d’Abruzzo, il Montepulciano.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Questo Paese è il maggior produttore di vino al mondo, un premiato grandioso.
C’è un preciso Paese che, a quanto sembra, è il maggior produttore di vino in circolazione. Rimarrete stupefatti. Il vino, al giorno d’oggi, è sicuramente una delle bevande più apprezzate in svariati luoghi del mondo. Nonostante sia protagonista dell’epoca moderna, in realtà, il vino, come molti alimenti, ha una storia davvero antica alle spalle.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino: rallentano i consumi, con una crescita quasi a zero nel 2040.
Rallentano i consumi di vino, con una crescita prevista per il 2040 prossima allo zero. È il dato che emerge dall’Assemblea generale dell’Unione Italiana Vini (Uiv) dello scorso 12 luglio, dove è stata presentata un’analisi ad hoc: “Il mondo del vino che verrà. Scenari demografici e di consumo al 2040”. “Il mondo che consuma vino non costruirà più la sua crescita sul volume, ma sul valore evocativo espresso dalle bottiglie – afferma il presidente dell’Uiv Lamberto Frescobaldi – dal gusto all’esperienza, dal concetto di sostenibilità, al lifestyle. In questo quadro la filiera del vino dovrà incrementare la tendenza premium delle proprie proposte, ma anche rinnovare e razionalizzare un’offerta che oggi in diversi casi risulta fuori fuoco rispetto a una domanda in forte cambiamento, giovani in primis”.

Fonte: AgroNotizie – Image Line.

Vino italiano, l’export non vola e la gdo frena: i dati Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea.
La conferma di quanto già riportato da WineNews: crescono di poco i valori, soprattutto per l’aumento dei listini, ma diminuiscono i volumi. Export sempre più su un piano inclinato, mercato interno in lieve ma non sufficiente miglioramento. È la sintesi dell’analisi dell’Osservatorio Uiv-Ismea, che conferma quanto già riportato da WineNews su dati Istat sull’export dei primo quadrimestre 2023 e su quelli di Circana sulle vendite in gdo nel primo semestre 2023. Nel primo quadrimestre, le performance del vino italiano nel mondo segnano un calo tendenziale dello 0,7% nei volumi e un +2% nei valori (export attestato a 2,36 miliardi di euro), mentre nel primo semestre nella Gdo italiana si chiude, invece, con una contrazione del 3,9% sul fronte dei volumi accompagnato da un +3,5% nei valori (a 1,38 miliardi di euro, in questo caso i dati sono di Nielsen-IQ, ndr). Entrambe le performance – rilevano Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv) – evidenziano le difficoltà di un 2023 in cui il surplus dei costi di produzione influisce in media per il 10% sul prodotto finito a fronte di incrementi dei prezzi di vendita molto più bassi, sia nelle piazze estere che interne.

Fonte: WineNews.

Peronospora e caldo record preoccupano il vino italiano, mentre la vendemmia 2023 si avvicina.
Le riflessioni di alcune delle cantine che aderiscono a Federvini: da Tasca d’Almerita a Leone de Castris, da La Scolca a Gotto d’Oro. La peronospora in vigna è un problema serio e sentito in molte zone d’Italia, come già riportato da tempo da WineNews e come segnalato anche da organizzazioni agricole come Confagricoltura, con i produttori che, dopo le abbondanti piogge primaverili che si sono protratte fino a fine giugno, hanno dovuto forzatamente ritardare i trattamenti tra i filari. Ed il caldo torrido e prolungato di questi giorni si fa sentire anche tra i vigneti dove si spera che le stesse piogge cadute in primavera aiutino, dopo aver consentito alle colture di accumulare importanti risorse idriche e di affrontare queste giornate di forte stress climatico. Un quadro complesso, dunque, che presenta tanti rischi. E anche se i produttori confidano ancora nelle loro capacità e in quella della vite, pianta resistente, resiliente e sorprendente per antonomasia, emerge la necessità di gestire il vigneto ed affrontare un clima sempre meno prevedibile. Come raccontano alcune delle cantine che aderiscono a Federvini.

Fonte: WineNews.

Vino: la Vendemmia 2023 alla prova del caldo record.
Il caldo record di questi giorni ha acceso i riflettori sulla produzione enologica e sulle previsioni della vendemmia di quest’anno. Secondo gli esperti e i rappresentanti di diverse case vinicole di eccellenza associate a Federvini, nell’anno più caldo la vite dimostra ancora una volta la sua straordinaria resilienza climatica, resistendo alle temperature eccezionali. Un aiuto in tal senso proviene dalle abbondanti piogge che hanno caratterizzato l’ultima primavera, tra maggio e giugno, consentendo alle colture di accumulare importanti risorse idriche e di affrontare queste giornate di forte stress climatico. Un quadro non esente da rischi, attentamente monitorati dai produttori, come quello della peronospora, il fungo delle piante, che si propaga con la pioggia e che sta attaccando i vigneti del centro e sud Italia.

Fonte: Foodmakers.

Nel mercato del vino che soffre, i bianchi in controtendenza. Come il Pinot Grigio delle Venezie.
Imbottigliamenti a +10% nella prima metà 2023, secondo i dati del Consorzio, guidato da Albino Armani. Se i vini rossi soffrono più di tutti gli altri in un mercato in generale non sfavillante, chi se la passa meglio, oltre alle ormai classiche bollicine, sono i vini bianchi. Ed in particolare a quelli più freschi, leggeri e non troppo alcolici, come richiedono oggi i gusti dei consumatori. Un trend ormai in atto da qualche tempo, come raccontato qui, in cui si inserisce perfettamente la crescita del Pinot Grigio delle Venezie Doc, denominazione tra le più grandi ed importanti d’Italia, con un trend degli imbottigliamenti che, nella prima metà 2023, fa segnare +10% sullo stesso periodo 2022. È stato giugno, in particolare, a segnare la migliore performance di un semestre sempre in positivo sul 2022, trainando l’avanzamento della denominazione, che, sullo stesso mese del 2022, ha visto mettere in bottiglia il 38% in più di Pinot Grigio Doc, per un totale di 898.951 ettolitri da inizio anno. Gli imbottigliatori esteri – con Stati Uniti, Regno Unito e Germania come primi interlocutori – da gennaio hanno preso, infatti, in carico oltre 100.000 ettolitri, di cui 22.621 ettolitri in giugno.

Fonte: WineNews.

Vino, «Enovitis Extrême» chiude con numeri record.
Quasi raddoppiati i numeri rispetto alla prima edizione per Enovitis Extrême che raggiunge 84 marchi di espositori e oltre mille visitatori. Si è conclusa così la seconda edizione della manifestazione itinerante di Unione italiana vini «clone» di Enovitis in campo dedicata ai vigneti di montagna e in elevata pendenza che si è tenuta lo scorso 13 luglio presso la Cantina Valle Isarco – Eisacktal, a Chiusa.
Evento di riferimento per i viticoltori «eroici», Enovits Extrême ha fatto il punto sull’utilizzo di macchine operatrici e attrezzature destinate all’impiego in condizioni orografiche impervie, con forti pendenze e ristretti spazi di manovra, dove la produzione è tradizionalmente associata ad elevatissimi costi di produzione.

Fonte: L’Adigetto.

Torna SummerWine, l’evento firmato Le Donne di Vino di Puglia.
Un aperitivo in barca con suggestivo giro al tramonto tra le calette di Vieste per celebrare e preservare l’acqua quale “bene comune”, risorsa importante non solo per la viticoltura. Per il 2023 “Le Donne del Vino” di Puglia tornano sul Gargano per la nona edizione del SummerWine, tra piatti gourmet, calici di vino e stelle cadenti. L’evento itinerante “WoW” (Wines on the Wave), si terrà il prossimo 27 luglio a Vieste, in due location d’eccezione e di grande impatto visivo: il molo turistico dove si affaccia il Ristorante Il Capriccio e l’Approdo di Venere con il Ristorante Adivè, luoghi ideali per trascorrere una vera esperienza di gusto e di piacere.

Fonte: Cronache di Gusto.

STAMPA ESTERA

Frappé par une épidémie virulente de mildiou, le vignoble bordelais s’enfonce dans la crise.
L’épidémie de mildiou qui frappe de plein fouet le vignoble bordelais en ce début d’été 2023 vient alourdir un climat déjà rendu délétère par une crise économique sans précédent. Alternant épisodes de chaleur et de pluie, le climat presque tropical est le grand déclencheur de ce nouveau fléau qui prospère sur un terrain d’autant plus calamiteux que des milliers d’hectares de vigne sont laissés à l’abandon dans le Bordelais, sans aucun traitement. Tandis que plus d’un vigneron se sent désarmé face au mildiou avec la limitation de l’usage des produits phytosanitaires. La Gironde fait partie des six départements du Sud-Ouest très fortement touchés par l’épidémie de mildiou de cet été 2023. Elle partage cette situation alarmante avec trois autres départements néo-aquitains (Dordogne, Lot-et-Garorne, Pyrénées-Atlantiques) et deux occitans (Gers, Lot). C’est ainsi par exemple que les vignobles de Buzet (Lot-et-Garonne), Irouléguy et Jurançon (Pyrénées-Atlantiques) n’ont pas échappé au fléau, pas plus que le Bergeracois. Mais le vignoble bordelais semble bien avoir décroché la timbale à cette loterie épidémique. Si l’ampleur des dégâts provoqués dans les vignobles par cette épidémie nistoriquement très virulente nest pas encore connue, *** la Chambre d’agriculture de la Gironde a déjà une idée assez précise de la situation en Nouvelle-Aquitaine « Le suivi de 86 parcelles de référence réalisé par le réseau des chambres d’agriculture au niveau de la Nouvelle-Aquitaine et coordonné par la Gironde montre que 90 96 des vignes sont touchées, à plus ou moins grande échelle ! » line situation dramatique dans un vignoble bordelais déjà plongé en pleine crise économique et qui a provoqué la réaction de nombreux élus. Dont la sénatrice girondine Nathalie Delattre, le député bourguignon Didier Paris, et Vincent [églantier, conseiller municipal de Sézanne, près de Reims, en Champagne, tous trois membres de l’Association nationale des élus de la vigne et du vin (Anev), qui demandent au ministre de l’Agriculture, Marc Fesneau, d’agir vite étant donné un contexte girondin explosif, où il est question d’arracher définitivement 9.500 hectares de vignes. « Déclencher le nouveau dispositif assurantiel » Les élus de l’Anev, qu. demandent au ministre de l’Agriculture de lancer un diagnostic d’urgence sanitaire sur le vignoble, sont clairs sur leurs attentes. « Ce diagnostic d’urgence doit permettre de déclencher le nouveau dispositif assurantiel universel au bénéfice des professionnels ayant subi plus de 50% de perte de récolte en raison de l’excès de pluviométrie constaté », font-ils valoir.

Fonte: Tribune.

Offensive historique du mildiou dans les vignes bordelaises.
La conjonction de fortes chaleurs et d’humidité est à l’origine d’une propagation de cette moisissure à 90 % des vignes. Mais pas seulement. De mémoire de Bordelais, jamais la vigne bavait subi de tels assauts du mildiou. « Le vignoble est touché a 9046 », selon la Chambre d’agriculture de la région. Cene maladie causée par divers champignons est pourtant un grand classique qui se manifeste d’ordinaire à des degrés nettement moindres. Une fois encore, ce sont les excès climatiques qui expliquent la gravité exceptionnelle de la situation. «Nous avons connu des conditions tropicales au printemps. Iss forteschnleurssesont conjuguées d un niveau d’humidité record ligaux trèsgrosomges », explique le Conseil interprofessionnel des vins de bordeaux (CIVE). Bien que globale, la situation est très hétérogène. Dans certains lieux « fl n’y n plus rien I faire. Lesgmins sont marinés comme des raisins de Corinthe. A d’autres endroits, le mildiou ne touche que les feuilles, Dans quelques cas rares, ll ne menace plus la vendange. Après la véraison [NDL R : quand les grappes virent du vert au rouge], qui a démarré, les grains sont plus résistants », dit encore 1eCIVB. Encore de l’espoir Datés mus les cas, il est tries prématuré de faire une estimation globale des pertes. «La météo des vingt prochains jours sera déterminante », prévoit Jonathan Dura urt, qui exploite 490 hectares de vignes avec sa famille. Dont 130 hectares en blanc dans 1Fntre-deux-Mers, une zone particulièrement affectée par le mildiou. La maladie, sl elle n’affecte que les feuilles et pas trop gravement, dempéche pas de récolter les raisins. “Mutes les vignes t’ont pas réagi de la mime façon. «Les vinesconventionnelles souffrent des interdictions successives de pesticides », dit Elot Jacob, adepte des méthodes bio, qui dirige le Chateau Fourras Hastes, á Listrac-Médoc. «Les moiIcules encore autorisées sont moins efficaces que celles qui ont étF retirées de la vente.. Pour Marie-Catherine Dufour, directrice technique du CRS, « la question est beaticoup plus large. Ce n’est pas une smple distinction entre bio et non bis. La gravité de la maladie cette ann’e est multifactonielle. Une des raisin tient a la violence et a la récurrence des orages Ils ont lessivé les tratements foliaires, qu’on ne peut pas renouveler b l’infini. Facteur aggravant, la crise quisévftdans leBoadelaisfait que cet’faines vignes ne smt plus entretenues. Elles constitsent une sorte de réservoir de mildfot, quine demande quel sepropgger ». Grands crus Pour une productice de grand cru en Saint-Émilion, quia souhaité rester anonyme et el n’utilise que du cuivre etdusoufreengulsede traitement de la vigne, «la prophylaxie est déterminante. L’é’olutfon du climat nous obligé désromais it une vigilance extréme, sept jouis sur sept. II faut garder les yeux rivés sur la météo, minute par ntinux, être d’une très grande réactivité, noir des équipes hyper mobilisées. On dolt toujours anticiper et être prits d revenir d des pratiques antérieurs.

Fonte: Echos.

Flucht aus der Tradition.
Die Weinwelt des Burgunds ist so berühmt wie berüchtigt für ihre elitäre Abgeschlossenheit. Mit den drei neuen Cités des Climats et Vins de Bourgogne soll sich das nun ändern. Cités des Climats et Vins de Bourgogne – Beaune: Parc de la Chartreuse, Juni bis September täglich von 10 bis 18 Uhr, März bis Mai sowie Oktober und November Dienstag bis Sonntag von 10 bis 18 Uhr, Dezember bis Februar Mittwoch bis Sonntag von 10 bis 18 Uhr, Eintritt 14 Euro; Mâcon: 520, Avenue Maréchal de Lattre de Tassigny, März bis Anfang November täglich von 10 bis 18 Uhr, Eintritt inklusive Weinprobe 9 Euro; Chablis: 1, Rue de Chichée, März bis Anfang November täglich von 10 bis 18 Uhr, Eintritt inklusive Weinprobe 9 Euro. Der Pass für alle drei Cités kostet 20 Euro. Weitere Auskünfte unter www.citeclimatsvins-bourgogne.com. Von Klaus Simon Eine Blindverkostung im Espace de Dégustation beschließt unseren Rundgang durch die Cité des Climats et Vins de Bourgogne in Mâcon, und sie endet mit einer guten Nachricht: “Mit Ausnahme des Pouilly-Fuissé und zwei, drei Appellationen kann man im Mâconnais einen anständigen Weißwein schon für sieben bis zehn Euro finden”, versichert uns David Legris. Zum Beweis schenkt der Leiter der Cité, die als blitzblanker Showroom der Weine Südburgunds von der Côte Chalonnaise bis zur Grenze des Beaujolais dient, einen Mâcon Villages ein. Der blassgelbe Wein ist frisch und duftet zart nach Zitrusfrüchten, auf der Zunge verschmelzen die Noten von weißen Blüten und Weinbergpfirsichen. “Diese Weine verdienen mehr Aufmerksamkeit, als sie bisher bekommen”, bekräftigt Monsieur Legris, und er hat recht. Denn noch immer verschwindet das Mâconnais im gewaltigen Schatten der Côte d’Or und des Chablisien, selbst in der Wahrnehmung französischer Weintrinker. Genau das soll die Cité des Climats et Vins de Bourgogne von Mâcon ändern, die im April als erste von drei Standorten dieser Art eröffnet worden ist. Den Anstoß, das Burgund önotouristisch neu zu definieren, gab 2015 die Aufnahme der Climats in das Welterbe der UNESCO. Mit drei komplementären Standorten, die das gesamte Weinbaugebiet mit seinen über die Jahrhunderte bis auf den Quadratmeter austarierten Weinlagen erschließen, sind acht Jahre später drei entschieden moderne Botschaften des burgundischen Weinbaus entstanden. Die Cité von Mâcon deckt Südburgund ab, die von Chablis Nordburgund, die im zentral gelegenen Beaune das gesamte Weinbaugebiet mit einem Schwerpunkt auf der Côte d’Or. Öffnung lautet das Gebot der Stunde. Jede Cité lädt zu WeinWorkshops, Exkursionen in die Weinberge und Veranstaltungsreihen ein, mehr als 5000 Quadratmeter Ausstellungsflächen sind frei zugänglich, dazu gibt es Panoramaterrassen, Boutiquen, Fachbuchhandlungen und Parks.

Fonte: Frankfurter Allgemeine Reiseblatt.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 19 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Risiko agricolo.
Sale a 25 il numero dei soci del Consorzio Italia del Vino. Si sono, infatti, aggiunti: Diesel Farm di Renzo Rosso e Arianna Alessi, Tenimenti Leone di Calzedonia e famiglia Veronesi, eNosio del gruppo Mezzacorona. Tre ingressi grazie ai quali il fatturato aggregato di Italia del Vino supera 1,6 miliardi di euro. Il consorzio rappresenta una produzione complessiva di oltre 250 milioni di bottiglie e una superficie vitata complessiva di oltre 15mila ettari ubicati in 17 regioni italiane. Fanno inoltre parte del consorzio: Angelini WineseEstates,Banfi,Biso11542, CaMaiol, Cantina Mesa, Cantine Lunae, Casa Vinicola Sartori, Di Majo Norante, Duca di Salaparuta, Ferrari Fratelli Lunelli, Gruppo Italiano Vini, Librandi Antonio e Nicodemo, Marchesi di Barolo, Medici Ermete e Figli, Ronchi di Manzanoe C., Santa Margherita Gruppo Vinicolo, Tenuta La Palazza, Terre de La Custodia, Terredora Di Paolo, Torrevento, Zaccagnini e Zonin1821. Un hub logistica green tutto quanto dedicato alla movimentazione della birra. Si tratta del nuovo spazio realizzato ad Oppeano (Vr) da Cab Log, azienda di logistica integrata con sede a Noale (Ve), che avrà una capienza di 70mila pallet su 50mila metri quadri di superficie e avrà la possibilità di amministrare più di 250 milioni di litri di birra in un anno.

Fonte: Italia Oggi.

Nel mondo prende piede il tappo a vite per i vini.
Cambia il modo di pensare le chiusure delle bottiglie di vino. Nel mondo il tappo a vite trova sempre più spazio. Molto meno in Italia; il paese resta ancorato al romanticismo che c’è dietro al tappo in sughero. Lo racconta a ItaliaOggi Emanuele Sansone, direttore generale business unit Italia del gruppo Guala Closures che ha lo stabilimento storico a Spinetta Marengo (Al) e il quartier generale a Milano. «Il sughero è legato al passato; le reticenze in Italia sono soprattutto legate ad aspetti culturali. Il tappo a vite garantisce la durata negli anni e ha l’ossigenazione controllata e programmabile dal produttore per ogni singolo vino. Anche i rossi tappati a vite invecchiano in maniera ottimale, perché a fare la differenza è la possibilità di agire sull’Otr, l’Oxygen Transfer Rate». Oggi nel mondo, su 3,2 mld di bottiglie di vino, un mld ha tappo a vite. «All’estero sono i rivenditori come le grandi catene della gdo inglese e Usa a chiedere bottiglie con tappo a vite», dice Sansone: «Si evita il famoso sentore di tappo: il 5% delle bottiglie tappate col sughero sa di tappo, ovvero 1,5 mld di bottiglie ogni anno devono essere buttate via».

Fonte: Italia Oggi.

Dal Casertano verso i campi Flegrei Così gli Avallone crescono nel vino.
Siamo l’unica azienda campana ad avere due cantine in regione. Siamo partiti dalla tenuta di Villa Matilde, nel Casertano, per sbarcare in Irpinia con la Tenuta Pietrafusa. Ora vogliamo continuare a crescere, ma sempre in Campania»: così Maria Ida Avallone, comproprietaria con il fratello Salvatore, dell’azienda napoletana fondata negli anni `60 a cui va il merito di aver riscoperto e valorizzato l’antico vino Falerno. In quale area della Campania intendete crescere? Acquisirete ettari o una cantina? Avallone preferisce glissare, anche per una questione di scaramanzia. Il deal sembra comunque abbastanza vicino. L’imprenditrice si lascia solo sfuggire un riferimento all’isola di Procida, che rientra nella Doc Campi Flegrei e dove i vini bianchi si basano essenzialmente sulla Falanghina, quindi in perfetta continuità con Villa Matilde. La Doc Campi Flegrei comprende 6 comuni di terraferma, da Napoli a Pozzuoli, salvo poi estendersi fino all’isola di Procida. Nell’isola gli ettari sono poche decine e il terreno è di origine vulcanica.

Fonte: Italia Oggi.

Vino appassito.
L’offensiva dell’Europa con gli allarmi sulla salute, i forti interessi su bevande alternative, la posizione ideologica che l’agricoltura – soprattutto quella «sana» – sia incompatibile con l’ambiente. Ma c’è anche una sovrapproduzione che, causa la crisi economica e i cambiamenti nei consumi, mette in difficoltà questo settore cruciale del Made in Italy. 66,3 Giacenze dl vino in milioni dl ettolitri. 1 consumatori in Italia sopra 114 anni sono II 55 per cento. Ma II 68 per cento beve saltuariamente. di Carlo Cambi paiono lontanissimi i tempi in cui sir Winston Churchill alla Camera dei lord portando il Regno Unito in guerra incitava: «Noi non combattiamo per la Francia, ma per lo Champagne». Sia detto per inciso: la riserva che produceva per lui e ancora si produce col suo nome Pol Roger è un gran bel bere. Solo che ora le cose sono molto cambiate: l’Europa combatte lo Champagne come il Chianti, il Barolo come l’Amarone, i grandi bordolesi come i Douro, i Cava come i Borgogna. Vuole cancellare il vino e ci sta riuscendo. L’intento come d’ordinanza è presentato come nobile: l’alcol fa male.

Fonte: Panorama.

Al via in Italia la vendemmia turistica.
Via libera per la prima volta in Italia alla “vendemmia turistica”, la possibilità di partecipare personalmente alla raccolta dell’uva tra i filari anche per i visitatori. Un opportunità resa possibile grazie al protocollo d’intesa sottoscritto fra l’Ispettorato nazionale del lavoro e l’Associazione nazionale Città del Vino. Per vendemmia turistica, viene precisato nell’accordo, “si intende l’attività di raccolta dell’uva, non retribuita, di breve durata, avente carattere culturale e ricreativo, svolta da turisti e correlata preferibilmente al soggiorno in strutture ricettive del territorio o alla visita e degustazione delle cantine locali”.

Fonte: Metropolis.

L’allarme caldo mette in pericolo anche il vino.
Col caldo da bollino rosso lungo la Penisola enotecari, ristoratori e, di rimando, i consumatori, rischiano di non ricevere prodotti al massimo delle loro qualità, a causa dei lunghi spostamenti in mezzi non a temperatura che andrebbero ad intaccarne le caratteristiche.

Fonte: Metropolis.

Un Vinitaly dedicato al Balsamico e la “magnum” di Dop.
Viene consumato da duemila anni ma ha potenzialità per crescere ancora L’uno è ottimo come ingrediente, l’altro come condimento: l’uno si usa “a crudo” e l’altro in cottura. Lo chef Stefano Corghi nel corso del forum del nostro giornale ha spiegato bene cosa significa, per chi cucina in modo professionale, usare Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop o Aceto Balsamico di Modena Igp. «Il Dop lo si usa al crudo, senza scaldarlo e si sente bene (magari extra vecchio), ad esempio sopra un calzagatto con insalata, verze, noci e Parmigiano Reggiano, come nel palato rimanga il suo sapore agrodolce. Se invece — ha sottolineato Corghi – mettiamo nel forno delle costine di carne, mezz’ora prima del fine cottura le possiamo togliere e versare su di esse qualche goccia di Igp per poi tornare a metterle nel forno. In questo caso il sapore dell’aceto si mischierà a quello della carne».

Fonte: Gazzetta di Modena.

La rassegna DiVino Etrusco si fa in due – II Divino Etrusco si fa in due.
Formula rivista per la 17a edizione: una settimana divisa nei week-end dal 17 al 20 e dal 24 al 26 agosto II DîVino Etrusco si fa ìn due Percorso enogastronomico La scorsa estate 76 aziende tra le vie e le piazze del centro presenti alla manifestazione con prodotti selezionati da 12 città Grande spazio anche ai concerti di Fabrizio Ercolani. Tarquinia è pronta a brindare al DiVino Etrusco. Ufficiali le date: sette giorni divisi in due week-end per la più grande kermesse dell’estate tarquiniese. La manifestazione, giunta alla sua 17a edizione, si svolgerà dal 17 al 20 e dal 24 al 26 agosto nel centro storico. La rassegna, presentata in anteprima a primavera nella prestigiosa cornice del Vinitaly, celebra il vino e il comune passato culturale della Dodecapoli etrusca, l’antica confederazione religiosa e commerciale che, oltre Tarquinia, comprendeva Vulci, Volterra, Volsini, Veio, Vetulonia, Arezzo, Perugia, Cortona, Cere, Chiusi e Roselle.

Fonte: Corriere di Viterbo.

Da sommelier a viticoltori: la storia.
Taglio del nastro con il sindaco Sandro Barcaglioni (foto) per l’azienda agricola «La Follonica», proprio sul monte Follonica. Una vigna di oltre 50 anni coltivata a Verdicchio, ma anche Trebbiano, Biancame, Montepulciano e Sangiovese e custodita dai viticoltori di prima generazione Lorenzo Brecciaroli e Leonardo Fiorenza. «Siamo amici fin da ragazzini – spiegano – e uniti dalla passione per il vino. Nasciamo, prima di tutto, come bevitori. Ci innamoriamo della viticoltura da braccianti in una grande cooperativa vinicola. Diventati sommelier abbiamo maturato il sogno di diventare produttori». «Mi avvicinai alla vinificazione 18 anni fa – spiega Leonardo – grazie alle 3 viti di uva fragola che nonno Francesco aveva in giardino.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

Intervista a Maurizio Montobbio – Vino Una bottiglia di Gavi presente in oltre 100 Paesi – “Il Gavi Docg in oltre 100 Paesi E sa anche invecchiare bene…”.
Una produzione da 14 milioni di bottiglie nel 2022 su 1.600 ettari complessivi; 190 aziende associate al Consorzio tra produttori, vinificatori e imbottigliatori; più di 500 famiglie impiegate nella filiera; 67 milioni di euro il fatturato complessivo delle aziende produttrici; l’85% della produzione destinata all’export; presenza in oltre 100 Paesi del mondo. Sono i numeri, in crescita, del ‘mondo Gavi’. Che, come racconta il presidente del Consorzio Maurizio Montobbio, non vuole fermarsi: «Siamo in ritardo, ma le nostre terre hanno enormi potenzialità». «Il Gavi Docg in oltre 100 Paesi E sa anche invecchiare bene…» • C’è il Consorzio Tutela del Gavi dietro alla (ri)scoperta della storica etichetta nel mondo. Il che vuol dire anche far conoscere un territorio che, dal punto di vista della bellezza, ha poco da invidiare ad altre realtà (al momento) più rinomate d’Italia.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

I vignaioli di Riparbella fanno rete. Nuti: «Seguiamo l’esempio Bolgheri».
Oltre 2mila presenze a Ripawine con le degustazioni di otto cantine Riparbella Oltre 2mila persone lo scorso weekend si sono riversate nelle vie di Riparbella per l’evento che mette in mostra, e in degustazione, i vini delle cantine di Riparbella. Un successo record che è andato in crescendo negli ultimi anni. La Pro Loco, organizzatrice dell’evento in collaborazione con il Comune, stima per questa edizione un incremento del 30 per cento di presenze. Una festa diffusa, che affianca alle cantine punti food dedicati ai piatti tipici e alle ricette riparbelline e punti di musica live: una formula che, visti i numeri, premia l’organizzazione. Ma il successo di RipaWine va di pari passo con la crescita del fenomeno “vino” a Riparbella. Quest’anno le cantine presenti erano 8, con l’esordio di Colline Albelle e il debutto il prossimo anno dell’azienda La Cava.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

«Maratone, ciclismo: basta abbinare sport e Prosecco».
Il dem Zanoni: «La Regione istiga all’abuso di alcol». L’assessore Caner. «È promozione del territorio» via EnA. Il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni attacca frontalmente la Regione imputandole di sostenere l’abuso di alcolici. In particolare del prosecco. «Dalla “Prosecco Marathon”, che si snoda tra più di 20 cantine dislocate sulle colline, alla ‘Prosecco cycling’, gara ciclistica che premia i partecipanti con una bottiglia di Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, fino alla ‘Moto Prosecco’, descritta come occasione di ‘svago per affogare pensieri e stress della vita quotidiana’, – accusa il consigliere dem – è un pullulare di eventi a carattere sportivo che pubblicizzano questo prodotto enologico. Non solo la Giunta ne tollera il binomio ma addirittura lo sostiene, in alcuni casi finanziando queste manifestazioni».

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

«Brave Wine insidiosa» «No, solo ritorsioni» Masi, Boscaini-Rosso scontro all’atto decisivo.
Da un lato il cda di Masi Agricola, guidata dalla famiglia Boscaini, per cui Brave Wine «è un tangibile pericolo». Dall’altro Red Circle, la holding oltre la moda di Renzo Rosso, per cui «Brave Wine non è in concorrenza con Masi» e la revoca dei due suoi consiglieri «sarebbe del tutto abusiva», «una ritorsione» per l’aver impugnato il bilancio 2022 al Tribunale delle imprese di Venezia. Stanno nero su bianco nei documenti depositati per l’assemblea dei soci di venerdì, i termini dello scontro totale nella casa vinicola veronese dell’Amarone, quotata in Borsa, che oppone la famiglia Boscaini, con il 73,5%, all’imprenditore veneto della moda, che ha acquisito il io%. In discussione la revoca dei consiglieri Arianna Alessi, moglie di Rosso e ad di Brave Wine, che aveva sostituito il patròn di Otb dopo le dimissioni dal cda di Masi, e Lorenzo Tersi, anch’egli consigliere di Brave Wine, la holding che Rosso sta creando nel vino.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Masi Agricola assemblea ordinaria.
Assemblea ordinaria dei soci di Masi Agricola convocata per il 21 luglio. Come da protocollo , Masi Agricola, società quotata su Euronext Growth Milan e trai leader italiani nella produzione di vini premium, informa che i soci Sandro, Bruno e Mario Boscaini, titolari di 23.625.000 azioni della Società, pari al 73,48% delle azioni aventi diritti di voto,e il socio Red Circle Investments S.r.I., titolare di 3.215.568 azioni della Società, pari a circa il 10,00% del capitale sociale di Masi, hanno presentato nei termini applicabili le proprie proposte di deliberazione concernenti i punti all’ordine del giorno dell’assemblea ordinaria dei soci della Società convocata per le 11, in unica convocazione.

Fonte: Cronaca di Verona.

Un mese alla vendemmia Sos di Confagricoltura: «Manca manodopera».
Poco più di un mese all’inizio della vendemmia e Confagricoltura lancia i1 suo grido d’allarme sul fronte della manodopera. II tema è emerso nell’incontro di ieri mattina, all’azienda Borgoluce di Susegana, alla presenza di tanti imprenditori del comparto. «Abbiamo voluto organizzare questo appuntamento proprio a Treviso perché la nostra rimane una provincia dove l’evoluzione del settore si è fatta sentire in maniera importante – ha detto Giangiacomo Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso – Qui si è sviluppato molto il viti-vinicolo che ha richiesto un certo tipo di manodopera che in passato si trovava localmente. Oggi, però le superfici sono aumentate e il cambiamento socio-economico del sistema ha imposto delle novità a cui adeguarsi. Ecco allora la nascita di agenzie di intermediazione che portano manodopera, ma che impongono agli imprenditori una serie di controlli e tutele maggiori affinché sia tutto regolare».

Fonte: Gazzettino Treviso.

Lo scontro tra Masi e Red Circle in assemblea.
Da un lato i Boscaini che guidano la casa vinicola Masi con il 73,5%, dall’altro Red Circle di Renzo Rosso con il 10%. Sul tavolo dell’assemblea di venerdì la revoca dei due consiglieri in quota Rosso: la moglie Arianna Alessi (Ad della holding del vino Brave Wine) e il consulente Lorenzo Tersi, accusati di aver violato il diritto di concorrenza. I Boscaini – accusati da Rosso, che ha impugnato il bilancio, di non aver potuto esprimere il suo contributo in cda, dal quale si è dimesso – puntano a ridurre i consiglieri da II a 9. Red Circle, contro la revoca, propone in alternativa i nomi di Paolo Pippo Fratizio e Anna Maria Pontiggia, respingendo le accuse.

Fonte: Giornale di Vicenza.

«Eventi alcolici finanziati dalla Regione» La denuncia del consigliere dem Zanoni.
Sotto accusa la Prosecco cycling e le altre iniziative affini: «Violano il regolamento Ue» «Eventi alcolici finanziati dalla Regione» La denuncia del consigliere dem Zanoni. Veneti e approccio all’alcol, la fama li precede. Il culto del bere, a queste latitudini, è un dato di fatto. Certo poi metterci anche il sigillo istituzionale, non è proprio il massimo. È il ragionamento che ha portato il consigliere regionale Andrea Zanoni a firmare un’interrogazione, «Perché, in contrasto con l’Unione Europea e contravvenendo ad un accordo con il ministero della Salute, la giunta tollera e finanzia manifestazioni sportive che fanno pubblicità diretta ed indiretta a prodotti enologici?», chiede il consigliere dem. Zanoni poi spiega nel dettaglio a cosa si riferisce. «Dalla “Prosecco Marathon”, che si snoda tra più di 20 cantine dislocate sulle colline, alla “Prosecco cycling”, gara ciclistica che premia i partecipanti con una bottiglia di Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Vino, plastica, oreficeria Nordest sul podio dei distretti.
II presidente Gros Pietro «Le imprese dimostrano di crescere oltre la pandemia e di saper sopravvivere anche a questa guerra». Vino, materie plastiche, oreficeria, macchine agricole: i distretti del Nordest sono protagonisti della quindicesima edizione del rapporto annuale della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo sulla velocità del recupero dopo il crollo del 2020. Sono ben 8 (sulle prime 16 posizioni) nella graduatoria del 2022 con le migliori performance in termini di crescita, redditività e patrimonializzazione e crescita nei mercati internazionali. Dopo il settore gomma del bergamasco, al secondo e al terzo posto assoluto si collocano due distretti dei vini (Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e Vini e distillati del Friuli) entrambi con una forte affermazione sui mercati esteri. Le bollicine di Conegliano-Valdobbiadene in particolare tornano in classifica dopo un annodi assenza, penalizzato dalla pandemia da Covid-19.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Cà Bolani: un’oasi di pace nel cuore della Doc Aquileia.
Il Parco della Vite di Cà Bolani alterna la distesa di vigne a 999 imponenti cipressi che delimitano la strada bianca e sterrata che conduce alla scoperta della Tenuta. Cà Bolani si trova nel cuore della Doc Aquileia, in provincia di Udine, situata in una posizione strategica da un punto di vista climatico in quanto le viti possono godere di temperature miti e della brezza derivante dalla Laguna di Grado. Questo microclima consente di esaltare i vitigni autoctoni, come il Refosco dal Peduncolo Rosso, il Glera, il Friulano, ma dare anche ampia ed interessante espressione a vitigni internazionali come il Pinot Bianco, il Sauvignon, lo Chardonnay e il Pinot Grigio.

Fonte: Identità Golose.

Il vino affida all’arte il messaggio per le future generazioni: custodire la bellezza del Belpaese.
Come una delle più affascinanti fonti di ispirazione, il vino, frutto del lavoro dell’uomo ed appagamento dei suoi sensi, e con la vite simbolo di vita, è da sempre presente nella storia dell’arte. Da quando, però, le nobili famiglie del vino hanno iniziato a commissionare opere d’arte ai più grandi artisti della loro epoca, ad oggi, che la lunga tradizione di mecenatismo culturale da parte del mondo del vino prosegue con sempre più cantine che affidano all’arte contemporanea il “messaggio universale” che c’è dietro alla produzione dei loro vini, per trasmetterlo e preservarlo per le generazioni future, i motivi sono cambiati. Se nel Rinascimento questo voleva dire mostrare l’importanza che l’arte di produrre vino aveva nella propria storia familiare, come passione e nei propri affari, oggi agli artisti si chiede di rappresentare attraverso il vino i legami che ha con i territori, le loro comunità, la loro storia e cultura, della cui bellezza i produttori del Belpaese si fanno custodi e promotori.

Fonte: WineNews.

“Mittelfest” 2023, dove anche il vino non può mancare. L’incontro tra le culture del Centro Europa.
Simbolo che accomuna la Mitteleuropa, accompagnerà i grandi nomi del Festival a Cividale del Friuli, nel cuore dei Colli Orientali del Friuli. Al viandante una geografia di confine riserva sorprese, nel suo stare in equilibrio tra un qua e un là, attraversata da persone, lingue e culture via via diverse, secolo dopo secolo. Così e ancor più è per la geografia in cui sono incastonate Cividale del Friuli, con la sua “impronta longobarda” come scriveva Guido Piovene, tra i più grandi scrittori e giornalisti italiani, e a Nord le “terre montuose dai verdi pendii” della Valle del Natisone citando lo scrittore sloveno Drago Jančar, e le “ghiaie, i cespugli e i molti sentieri” della Valle del Torre descritte dallo scrittore e patriota italiano Ippolito Nievo. Ancora oggi è un paesaggio solcato da tre lingue, italiano, friulano e sloveno, ma non troppo distante c’è pure il tedesco. Luoghi dove si incontrano l’Est e l’Ovest europei, propri di una terra di mezzo, con una natura a tratti indomita: una “Mittelland”, nella quale segni di civiltà antiche, la ricchezza linguistica e storica, l’arte, il vino ed i paesaggi testimoniano l’eccezionalità del Friuli Venezia-Giulia. Ecco lo sfondo del “Mittelfest” 2023, il Festival multidisciplinare ed internazionale a Cividale del Friuli nel cuore dei Colli Orientali del Friuli (21-30 luglio), nel quale si incontrano le lingue e le culture del Centro Europa e dei Balcani, e che promuove, attraverso il teatro, la musica, il circo e la danza, il dialogo tra 27 Paesi dai quali provengono gli artisti. E dove anche il vino, così come la cucina, non possono mancare, simbolo di convivialità e capaci di accomunare e raccontare storia e tradizioni della Mitteleuropa.

Fonte: WineNews.

“Cinema e vino, che passione!”.
“Cinema e vino, che passione!”, è il titolo dell’evento organizzato dalla Cantina Valdarno, in collaborazione con la Pro Loco e con il patrocinio del Comune di San Giovanni Valdarno che ha inserito l’iniziativa nel ricco cartellone estivo dell’estate sangiovannese 2023. Giovedì 20 luglio nella sede di via Ponte alle Forche 25/A un appuntamento unico, dedicato al vino e al cinema. Gli ospiti che parteciperanno potranno gustarsi una cena di prodotti tipici toscani come pappa al pomodoro e fritto dell’aia e una degustazione di vini in abbinamento godendo anche dell’intrattenimento musicale curato da Massi Fruchi. Per l’occasione sarà anche presentato, per la prima volta, il Chianti riserva 2019 alla presenza anche dell’assessore regionale all’agricoltura Stefania Saccardi. “Siamo felici – commenta il responsabile della cantina Stefano Fiorilli – di organizzare, come ogni anno, una serata dedicata al cinema e al vino.

Fonte: La Nazione.

Comunicare il vino, dieci trend secondo Im*Media per non sbagliare.
Comunicare il vino è una cosa da esperti. Lo sanno ormai benissimo i produttori italiani che ogni giorno devono affrontare questa importante tematica. La comunicazione ormai è fondamentale per promuovere i proprio prodotti in Italia e all’estero. E va fatta in maniera accurata. E professionale. Come spiega l’agenzia Im*Media che progetta, disegna, sviluppa e fa evolvere sistemi di comunicazione digitale. La comunicazione, in generale, ma soprattutto quella del mondo del vino, è in costante evoluzione tra nuove dinamiche digitali e tendenze consolidate che, sul web, riprendono vigore. Il digitale si afferma come mezzo per eccellenza per farsi conoscere; il naturale processo di digitalizzazione produce nuove forme e nuovi canali per proporsi ai consumatori e raccontare le etichette, la storia, i terroir.

Fonte: Cronache di Gusto.

Vino italiano e mercato, tra giacenze alte e vendemmia in arrivo: la lettura di Carlo Miravalle.
A WineNews il neo presidente di Med.&A., Associazione Nazionale Agenti d’Affari in Mediazione e Agenti di Commercio affiliata a Unione Italiana Vini. “I vini rossi, non tutti, ma molti, sono in sofferenza, soprattutto i prezzi dei vini generici sono arrivati a prezzi troppo bassi, si rischia che qualcuno non raccolga l’uva, o addirittura decida di espiantare. Questo è un problema non solo italiano, ma europeo e mondiale. Il contesto è complicato, tra calo dei consumi ed inflazione. Ma il vino italiano ha il grande valore aggiunto della sua varietà”.

Fonte: WineNews.

Il vino abruzzese conquista la giuria di Gironi divini e si prepara a essere protagonista dell’evento di agosto a Tagliacozzo.
Tagliacozzo. Ben 75 cantine incontrate per un totale di circa 300 vini degustati: si chiude con tante conferme e molte belle novità la prima fase i Gironi divini 2023, l’evento enologico, che ad agosto approderà a Tagliacozzo in una veste rinnovata e aperta a tutti. L’anteprima è stata una vera e propria maratona durata cinque giorni, in lungo e largo per l’Abruzzo, alla ricerca dei vini più rappresentativi e coinvolgenti dell’anno. Giornate intense, in cui critici, buyers e produttori si sono confrontati, hanno ragionato insieme su stili e tendenze, hanno espresso giudizi di merito sulle espressioni vinicole delle quattro province.

Fonte: AZ Informa.

Brisighella, domenica 23 luglio torna Borgoindie all’Osservanza all’insegna del vino made in Romagna.
Domenica 23 luglio torna BorgoIndie, organizzato dall’Associazione Tempi di Recupero in collaborazione con l’Associazione Brisighella Anima dei Tre Colli, nella sua cornice abituale all’interno del Convento dell’Osservanza di Brisighella. Una giornata dedicata ai vini romagnoli, alle degustazioni, al cibo e alla musica. Il ricavato sarà devoluto dall’Associazione Tempi di Recupero ai vignaioli, ristoratori e apicultori maggiormente danneggiati dall’alluvione di maggio e dagli eventi atmosferici di questa estate. I Chiostri del Convento apriranno alle 16 dove ci saranno più di 20 vignaioli ai tavoli di degustazione. Alle 16 si apre anche una Masterclass dedicata all’Albana, coordinata da Iacopo Casadio di Never Wine Alone, accompagnato da Paolo Babini, Francesco Bordini e Giovanni Solaroli in cui scopriremo come i suoli, la vinificazione, l’affinamento e il trascorrere del tempo fanno dell’Albana uno dei vitigni più eclettici della Romagna.

Fonte: Settesere.

Imprenditoria femminile, bando concorso Camera di Commercio “Vino, donne e canto”.
Decolla la seconda edizione del concorso “Vino, Donne e Canto” indetto dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Padova per valorizzare progetti di comunicazione e marketing che saranno realizzati da imprese di produzione vitivinicola a conduzione femminile della provincia di Padova. Verranno selezionati tre progetti di comunicazione innovativa proposti dalle imprese, scadenza delle domande entro il 22 settembre. La Camera di Commercio premierà con un importo decrescente le tre proposte classificate in prima, seconda e terza posizione (rispettivamente €. 5.000, € 3.000 e € 2.000 lordi), a supporto della realizzazione dei progetti proposti e selezionati che dovranno poi essere realizzati.

Fonte: Padovanews.

Note di Vino, si conclude la 23esima edizione dell’evento dedicato al nettare di Bacco.
A San Clemente si conclude l’edizione numero 23 di “Note di Vino”, l’evento clou dell’estate dedicato alle migliori etichette regionali. Domenica 23 luglio in piazza Mazzini protagonisti saranno i vini e i prodotti tipici della Puglia. A San Clemente il vino è, da sempre, sinonimo di cultura. Le origini della sua preziosa viticoltura si perdono in scritti d’epoca remota. In un fazzoletto di colline punteggiate da filari e ulivi, lavorano e producono oggi alcune delle più importanti e rinomate cantine della Romagna e d’Italia. Al nettare di Bacco, il paese natale del poeta-ciabattino Giustiniano Villa – forte della tradizione che lo vede inserito, a pieno titolo, nel circuito dell’Associazione Nazionale Città del Vino – dedica da oltre 20 anni – la prima edizione è datata al 2001 – una manifestazione di grande richiamo. Un evento a cui, al culmine della stagione estiva, partecipano gli appassionati del buon bere, della buona cucina e quanti, autentici estimatori e professionisti, scrivono del vino per mestiere.

Fonte: Altarimini.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 18 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il Rosè di cantina Felluga esce da un atelier della vigna.
Vedendolo, ma ancor più degustandolo, credo che Livio Felluga sarebbe contento dei suoi «ragazzi». Il patriarca del vino italiano, l’uomo che è stato spogliato di tutto da Tito e fu profugo dall’Istria come troppi altri italiani che la sinistra, oggi predicatrice di accoglienza, bollò come «traditori» del comunismo, aveva per il vino una specialissima dedizione e sensibilità. Arrive) nei colli orientali del Friuli con i fratelli e la sua innata passione per la terra, privato di tutto ma non dei tre elementi che nessun regime potrà mai reprimere: abilità, coraggio e intelletto. Con quelli, tra Rosazzo e Cormons, ha costruito nei decenni un paradiso enoico. Ormai da anni l’azienda è in mano ai suoi figli e ora anche a parte dei nipoti. È un operare in continuità con Livio – massimo emblema: le etichette inconfondibili con le carte geografiche – ma anche con una continua «innovazione gentile». E cosi che Elda (Felluga) col suo sorriso biondo presenta il Rosè; un vino di alta caratura che rompe la tradizione: solo bianchi di altissimo pregio e i rossi che devono avere charme
Fonte: La Verita’.

Palato fresco e acqua di rose sul finale.
L’azienda sorge sulle fondamenta dell’antico Borgo Turrito, località di storica vocazione agricola. Nel ricercare la qualità, l’attività produttiva mette in primo pianola sostenibilità ambientale, ad esempio riutilizzando gli scarti delle potature e ponendo molta attenzione nel preservare flora e fauna locali, cercando di valorizzare al massimo il territorio nella sua integrità. Le etichette elaborate mostrano le differenti sfaccettature del Nero di Troia, vitigno autoctono protagonista indiscusso di queste. Gusto cremoso con sentori di erbe e lime Il patrimonio fondiario dell’azienda, circa 120 ettari dislocati in diverse zone della Gallura, è stato acquisito progressivamente da Piero Mancini a partire dagli anni ’60, concretizzando un sogno coltivato fin da bambino nelle giornate passate in vigna con i nonni. Trent’anni più tardi, apre la sua cantina proprio di fronte al golfo di Olbia.

Fonte: Messaggero.

Vigne d’Armenia all’origine del mondo.
È la terra dove seimila anni fa l’uomo scoprì come fare il vino Alla scoperta di cantine e cibi che meritano un viaggio. Esistono ancora luoghi speciali in cui il cibo riesce a trascendere il suo significato più semplice ed immediato, in cui anche un singolo piatto è in grado, grazie ad una alchimia impossibile da spiegare, di racchiudere in sé l’essenza più autentica di un intero popolo, della sua storia, del suo destino. Uno di questi luoghi è l’Armenia, terra millenaria dove il cibo è innanzitutto linguaggio e racconto, identità e tradizione, rito e mito: è, in una parola, cultura, nel senso più profondo che a questo termine è possibile attribuire. Perché per gli armeni mangiare è un rituale irrinunciabile attraverso cui rivendicare la propria identità e la propria storia e, insieme, comunicare con chi, come noi, proviene da terre lontane in cui quasi tutto è diverso, alfabeto compreso.

Fonte: Tempo.

D’Eramo a confronto con tutto il comparto.
È stata una giornata densa di incontri quella di ieri per il Sottosegretario al ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Luigi D’Eramo che, grazie al coordinamento della consigliera regionale Sabrina Bocchino, ha incontrato diversi imprenditori del settore agroalimentare, in primis quelli legati alla filiera della viticoltura, e della distribuzione della costa teatina. Affiancato dalla consigliera Bocchino, Luigi D’Eramo ha ricordato agii imprenditori dell’agroalimentare che «per affrontare e vincere le sfide future che attendono 11 settore sarà fondamentale puntare e investire sempre di più su ricerca e innovazione, che saranno due cardini dell’agroalimentare del futuro. Nel frattempo è necessaria a livello europeo una nuova valutazione di impatto della riforma che riguarda i prodotti fitosanitari, che penalizza l’Italia più di altri stati membri».

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Jermann cresce in doppia cifra «La Ribolla gialla sui mercati esteri».
La cantina di Dolegna del Collio punta sull’etichetta “Vinnae” Rabino: «La promuoviamo con il nostro cru Capo Martino» Il marchio, molto noto, è sinonimo di grande qualità, anche per la particolare la “Livrea” delle bottiglie. Stiamo parlando della Jermann, in provincia di Gorizia, a pochi centinaia di metri dal ristorante di Antonia Klugman “L’argine a Vencò”, in un’altra invidiabile location.

Fonte: Piccolo.

Sua maestà il vino manda in scena il preludio del Palio 2023.
Tanti visitatori e buongustai alla 24ª edizione di “Vino in Festa”, un percorso enogastronomico ricco di piatti tipici locali, ciascuno accompagnato da un particolare vino. All’interno della festa c’è stata anche la premiazione del concorso di produttori di vini locali “Lo Cesanese meo”, che ha visto Fabio Ferrari aggiudicarsi il primo posto per il vino bianco e Cutigni Eliana per il rosso. Inoltre, è andato in scena il “Preludio al Palio” con l’abbinamento dei cavalieri ai rioni in vista della “Giostra del turco” e la presentazione del drappo del “Palio dell’Assunta 2023” con la premiazione del bozzetto vincitore rea- lizzato da Roberto Masullo, mentre il “Palio dei popolani” sarà dipinto da Sharon Caratelli; ad Augusto Caratelli il premio “Associazione culturale Palio dell’Assunta e Corteo storico Città di Paliano”. «Anche quest’anno la rievocazione storica avrà uno splendido drappo», ha detto l’assessore Valentina Adiutori ringraziando quanti collaborano alla realizzazione dell’evento.

Fonte: Ciociaria Oggi.

Il Pinot Nero protagonista con i prodotti di 33 cantine.
Torna con la terza edizione, il 25 settembre, all’Antica Tenuta Pegazzera di Casteggio, l’evento “Oltrepo Terra di Pinot Nero: un territorio, un vitigno, due eccellenze”, organizzato dal Consorzio tutela vini OltrePo Pavese e dedicato alvitigno principe del territorio (prima zona di produzione vinicola in Italia e terza in Europa). Sono 33 le cantine partecipanti che presenteranno le loro eccellenze in un banco d’assaggio itinerante rivolto a giornalisti e operatori del settore italiani e stranieri: Alessio Brandolini, Bercé e Cordini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gè, Cà di Frara, Calatroni, Castello di Cigognola, Castello di Luzzano, Cavallotti, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Finigeto, Fondazione Riccagioia-ERSAF, Frecciarossa, Giorgi, Giulio Fiamberti, La Genisia, La Piotta, La Travaglina, Lefiole, Manuelina, Marchese Adorno, Montelio, Oltrenero, Pietro Torti, Prime Alture, Quaquarini Francesco, Tenuta Mazzolino, Terre d’Oltrepd-La Versa, Torre degli Alberi, Torti l’Eleganza del Vino, Travaglino.

Fonte: Provincia – Pavese.

Matelica Wine Festival Degustazioni e musica: boom di presenze.
II centro storico matelicese nell’ultimo fine settimana è stato invaso da turisti e appassionati del vino per l’ormai tradizionale appuntamento con il Matelica Wine Festival. Primo grande evento è stato venerdì sera sotto la Loggia degli Ottoni, dove tutti i partecipanti ad una cena, gestita dal ristorante II Marchese del Grillo, hanno potuto valutare piatti abbinati a 15 etichette di Verdicchio di 4 diverse annate. Presenti all’appuntamento anche l’assessore regionale alla cultura Chiara Biondi, il consigliere regionale Renzo Marinelli, il presidente dell’Istituto marchigiano di tutela dei vini Antonio Centocanti, che hanno riconosciuto come «questa sia una vetrina d’eccellenza per la promozione dell’oro verde di questo territorio». Presenti all’appuntamento oltre venti giornalisti e blogger provenienti da tutta Italia, dando massima visibilità ai vini e alle cantine matelicesi, come dimostrato domenica mattina dallo spazio concesso sulla rubrica Gusto del Tg5.

Fonte: Resto del Carlino Macerata.

Consorzio del Morellino Confermato il presidente – Consorzio del Morellino Resta Guicciardini Calamai.
Confermato alla presidenza: guiderà per tre anni lo storico marchio «Al via un nuovo corso: adesso siamo un vino con una precisa identità». Bernardo Guicciardini Calamai è stato riconfermato presidente del Consorzio del Morellino di Scansano, durante l’ultimo Consiglio di Amministrazione e continuerà così per un altro triennio a guidare la storica denominazione della Maremma. Ad affiancarlo in questo nuovo mandato ci saranno i vicepresidenti Alessandro Fiorini (Cantina Vignaioli di Scansano) e Ranieri Luigi Moris (Morisfarms), che sono stati riconfermati nelle loro cariche, e il direttore Alessio Durazzi. Il Consiglio di amministrazione vede invece l’ingresso di due nuovi membri: Andrea Cecchi (Casa Vinicola Cecchi) e Giulia Milaneschi (I Lecci) che si aggiungono ai rieletti Gaia Cerrito (Pietra mora), Moreno Bruni (Az. Agr. Bruni), Leonardo Rossi (Poggio Brigante), Paolo Gobbi (Cantina Coop. Vignaioli), Giuseppe Mantellassi (Fattoria Mantellassi) e Rossano Teglielli (Tenuta Ghiaccio Forte).

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Etichettatura sanitaria sui vini «Infrazione Ue contro l’Irlanda».
L’europarlamentare vicentina «Dublino dice che i tumori sono legati al consumo di alcol, questa legge viola le norme, la Commissione intervenga». Una procedura di infrazione contro l’Irlanda, il primo Paese europeo ad avere introdotto l’obbligo della dicitura “Nuoce gravemente alla salute” da inserire sulle etichette delle bevande alcoliche. La richiesta è stata recapitata alla Commissione Europea da parte dell’europarlamentare vicentina Paola Ghidoni (Lega): «Perché quanto deciso dall’Irlanda presuppone un legame diretto tra alcol e tumori». Il timore di Ghidoni, e dei tanti contrari alla decisione dell’Irlanda, è che il Paese “papà” della Guinness possa aprire la strada a una reazione a catena. Un timore molto vivo in Veneto, terra di Prosecco (e non solo). «La normativa irlandese costituisce un pericolo per l’intero settore vitivinicolo in Europa» conferma Ghidoni, forte dei numeri: «In Italia la filiera vitivinicola vale 14 miliardi di Euro e garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro. Ecco perché i produttori e gli operatori italiani chiedono l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Irlanda».

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

La “Giorgio Cecchetto” diventa “benefit”.
L’azienda vitivinicola “Giorgio Cecchetto” di Tezze di Piave rafforza il proprio impegno nel perseguire un modello vitivinicolo responsabile, volto ad avere un impatto positivo sulle persone e sull’ambiente, adottando la forma giuridica di società benefit e inserendo questo impegno nel proprio atto costitutivo. Si definiscono “Società benefit” quelle che nell’esercizio di una attività economica, oltre a dividerne gli utili, perseguono finalità di beneficio comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente. Diventare Società benefit rappresenta un ulteriore passo per consolidare il percorso di sostenibilità intrapreso nel 2017, soprattutto dialogando con le comunità locali. In quest’ottica nel 2022 è nato il primo bilancio di sostenibilità.

Fonte: Tribuna Treviso.

La vendemmia 2023 enologi oggi a convegno.
Importante convegno oggi all’auditorium di Cimadolmo, dove si sono dati appuntamento 400 soci dell’Assoenologi del Veneto Centro orientale e occidentale. La manifestazione inizia alle ore 15 con il saluto dei due presidenti Michele Zanardo e Alberto Marchisio ed il saluto del sindaco di Cimadolmo Giovanni Ministeri. Seguirà l’aggiornamento normativo a cura di Biagio Morana direttore Icgrf Nordest, quindi “Indicazioni nutrizionali ed elenco ingredienti in etichetta, controlli prevendemmiali e vendemmiali” a cura di Luigino Artico, poi una relazione sulla “Vendemmia 2023. Stato attuale del vigneto veneto e stime produttive” a cura di Patrick Marcuzzo del Crea-Ve di Conegliano. Il convegno si conclude con gli interventi delle aziende.

Fonte: Tribuna Treviso.

La classifica delle 50 cantine più belle del mondo.
La più bella cantina Italiana per il 2023 risulta essere Ceretto, con la sua bolla di vetro (significativamente chiamata «L’Acino») in cui sedersi a sorseggiare un bicchiere mentre si osservano dall’alto le colline vitate delle Langhe. Antinori nel Chianti Classico, che aveva vinto la classifica nel 2022, è stata inserita quest’anno nella World’s Best Vineyards Hall of Fame, riservata alle cantine che raggiungono la vetta della classifica, in un meccanismo del tutto simile a quello stabilito qualche anno fa per la The World’s 50 Best Restaurants.

Fonte: Vanity Fair.

Nelle cantine italiane 50 milioni di ettolitri in giacenza.
Il 55,2% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, in particolare nel Veneto; il 53% è a DOP, in prevalenza vini rossi (52,2%). Pubblicata dall’ICQRF sul sito del Ministero dell’Agricoltura la situazione dei vini nelle cantine italiane al 30 giugno. I dati sono desunti dai 21.296 registri telematici detenuti dalle aziende vitivinicole, che si stima rappresentino il 95% dei vini e dei mosti italiani. I vini in giacenza risultano pari a 49,5 milioni di ettolitri, in diminuzione del 6,3% rispetto al mese precedente (-3.340.431 hl) ma superiori del 5,1% rispetto ad un anno prima (+2.384.011 hl). Il 55,2% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto. Nel solo Veneto è presente il 23,7% del vino nazionale, soprattutto grazie al significativo contributo delle giacenze delle province di Treviso (9,9%) e Verona (8,4%). Il 53% del vino detenuto è a DOP, in prevalenza vini rossi (52,2%). Il 26,9% del vino è a IGP, in prevalenza rosso (62,4%), i vini varietali costituiscono appena l’1,4%. Il 18,8% è costituito da altri vini. Nonostante il gran numero di IG registrate (526), le giacenze sono molto concentrate: le prime 20 denominazioni contribuiscono al 58,6% del totale.

Fonte: VVQ – Vigne, Vini & Qualità – Edagricole.

“Chi produce vino è uno spacciatore di morte”. La provocazione di Stefano Cinelli Colombini.
“Io che produco vino sono uno spacciatore di morte, come uno che vende ecstasy?” è quanto si chiede il produttore Stefano Cinelli Colombini in un intervento sul wineblog Intravino, portando alle estreme conseguenze la tesi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui l’alcol nuoce alla salute, al di là delle quantità e delle modalità di assunzione. Quello di Cinelli Colombini è un ragionamento che si basa sulla cosiddetta logica giuridica. “Se vendo come prodotto alimentare una sostanza che è gravemente nociva per la salute in qualsiasi dose, commetto una sfilza di reati”, scrive il produttore ilcinese: “Portando tutto all’estremo, è da vedere se si tratta di omicidio o di procurato danno alla salute, ma per la immissione al consumo di elevate quantità forse si potrebbe configurare anche la strage. Vi ricordo che in Italia l’azione penale è obbligatoria”.

Fonte: Gambero Rosso.

L’ondata di caldo colpisce anche il vino, le enoteche avvertono: “A rischio la qualità, il problema è il trasporto”.
“Le alte temperature di queste settimane stanno avendo pesanti effetti negativi sulla qualità dei vini che vengono trasportati” è l’allarme lanciato da Vinarius, l’associazione delle Enoteche Italiane che rappresenta oltre 120 associati da tutto il territorio nazionale per un fatturato di 50 milioni di euro. Per far fronte a questa ondata di caldo anomalo, il presidente dell’associazione Andrea Terraneo propone l’utilizzo di mezzi refrigerati e chiama tutti gli attori della filiera vino a lavorare per una soluzione unitaria. Quello delle temperature sopra i 40 gradi è un problema che rischia, estate dopo estate, di divenire sempre più centrale all’interno della filiera vinicola italiana. “È un tema che deve essere sollevato e sottolineato nella sua importanza”, interviene Terraneo e continua: “Trasportare vini attraverso mezzi non predisposti per la refrigerazione e per mantenere una temperatura ideale che non alteri il prodotto, rischia di diventare un grande disservizio, verso noi enotecari e verso il pubblico.

Fonte: Gambero Rosso.

VINO: rallentamento delle vendite anche nei mercati internazionali.
La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e il 30 agosto, con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022, caratterizzato da forte caldo e siccità. È l’indicazione emersa nel corso dell’incontro a Palazzo Giacomelli a Treviso del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est. Un’occasione per imprenditori e operatori per fare il punto della situazione pre-vendemmiale con esperti del Cra Vit di Conegliano, dell’Università di Padova e di Federvini, e l’intervento dell’Assessore regionale all’Agricoltura e al Turismo Federico Caner sulle strategie per la sostenibilità, in chiave anche di lotta alle malattie della vite, e collegamento della filiera eno-gastronomica locale nella promozione turistica del territorio. «Quest’anno le previsioni di vendita, elaborate da Federvini, indicano un rallentamento delle vendite anche nei mercati internazionali, che penalizzerà più i vini fermi che gli spumanti. Occorre quindi proporre un racconto positivo del nostro prodotto e promuovere una strategia di comunicazione e promozione che valorizzi un consumo responsabile e sostenibile di prodotti alcoolici, che sono da millenni parte della nostra cultura alimentare», ha dichiarato Stefano Bottega, Presidente del Gruppo Vinicolo Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, anticipando che dal 28 settembre al 1 ottobre Treviso ospiterà la grande manifestazione internazionale Spirit Selection Concours Mondial de Bruxelles.

Fonte: L’Azione.

Conservare il vino avanzato: i rischi del ritappare la bottiglia.
Un bicchiere di vino può essere una bella ricompensa dopo una lunga giornata, ma non tutti riescono a bere un’intera bottiglia in una volta sola. La tentazione di rimettere semplicemente il tappo sulla bottiglia e riporla in frigorifero è forte. Tuttavia, potrebbe esserci un motivo per evitare di conservare il vino avanzato in questo modo: ritappare, infatti, non sempre lo conserva bene e può rendere il vino stantio e piatto. Il sommelier @confidenceuncorked ne ha parlato in un video TikTok, condividendo il motivo per cui sconsiglia questa pratica. Secondo lui, l’obiettivo dovrebbe essere quello di ridurre al minimo la quantità di ossigeno in relazione al vino nel contenitore. L’ossigeno, infatti, può far andare a male il vino e una bottiglia mezza vuota ne contiene in abbondanza. Un tappo poroso consente inoltre il passaggio di più ossigeno, provocando un’ulteriore ossidazione del vino.

Fonte: SuperEva.

Italia del Vino, entrano 3 nuovi soci: sono Diesel Farm, Tenimenti Leone e Nosio spa.
Cresce la squadra di Italia del Vino, il Consorzio leader nell’esportazione di settore, che in questi giorni ha raggiunto il numero di venticinque soci grazie all’ingresso di tre prestigiose realtà della vitivinicoltura nazionale: Diesel Farm (Renzo Rosso e Arianna Alessi); Tenimenti Leone (Gruppo Calzedonia e Famiglia Veronesi) e Nosio spa (Gruppo Mezzacorona). Con questi ingressi il fatturato aggregato di Italia del Vino supera 1,6 miliardi di euro con una quota dell’export nazionale di settore del 15%. L’occupazione complessiva si attesta su 3.500 unità per una produzione complessiva di oltre 250 milioni di bottiglie ed una superficie vitata complessiva di oltre 15 mila ettari ubicati in 17 regioni italiane. “L’ingresso di questi tre nuovi soci, gli ultimi di questa fase – sottolinea il presidente di Italia del Vino, Roberta Corrà – permette al nostro Consorzio di completare un quadro molto significativo del nostro settore con importanti innesti in termini di produzione e presenza sul mercato, ma anche approcci più intriganti grazie alle “contaminazioni” con un altro campione del made in Italy quale il comparto moda-tessile.

Fonte: Cronache di Gusto.

Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau: i premiati.
“Abbiamo voluto modificare il regolamento rendendolo più sfidante – ha spiegato Renzo Folgheraiter, Presidente del Comitato organizzatore – aggiungendo oltre al limite del massimo del 30% di premiati sul totale vincitori, anche il limite del 10% di Medaglie d’Oro. Novità anche per le Medaglie d’Argento – che da nuovo regolamento non potevano essere più del 20% dei totale vini in concorso, detratte le Medaglie d’Oro.”. “Alla 36° rassegna del Müller Thurgau abbiamo scoperto – ha commentato Andrea Amadei – quanto questo vino possa essere versatile ed estremamente moderno, con profumi caratteristici che non stancano e una interessante freschezza e sapidità, ma soprattutto la capacità di durare nel tempo. Per questo non bisogna aver paura – ha sottolineato – di aspettare qualche anno per degustarlo: nel tempo, come succede alle persone, riesce ad acquisire spessore e sfumature che prima non c’erano, maturando e moltiplicando gli aromi.

Fonte: Carlo Zucchetti.

Festa del vino a Pelago.
Alla Consuma, frazione del Comune di Pelago, nella giornata di domenica 7 agosto si terrà la 20° edizione della Festa del Vino. Il programma della festa prevede nel centro storico del paese un percorso enogastronomico con prodotti locali e vini tipici, che sarà attivo dalle 17:00 alle 22:00. Tra gli “spuntini” preparati dai rioni della Consuma ci saranno fettunta, polenta, porchetta, schiacciata ripiena, bruschette e dolci, il tutto accompagnato dai vini locali.

Fonte: Firenze Today.

STAMPA ESTERA

Dans le Bordelais, les vignerons à boutl.
Ventes en chute, redressement judiciaire, burn-out… Les petits producteurs de vin rouge traversent une grave crise. Au sommet d’une colline, Bastien Mercier, viticulteur et malre (1.R) de Carniran, en Gironde, observe avec dépit ses champs de vignes. D’ici à quelques mois, la moitié de son domaine, soit prés de 20 hectares de raisins, sera arrachée. Le paysage girondin, façonné par 108 000 hectares de parcelles joliment ordonnées, va erre défiguré à la rentrée. Un crève-coeur. « Ces champs repre sentent des années et des années de travail, je ne veux pas etre celui qui revend toute la propriété», souffle le représentant de la cinquième génération à diriger ce vignoble. Pourtant, il n’a pas le choix. En début d’année, son entreprise a été placée en redressement judiciaire. Alors, Bastien Mercier a décidé de se battre. Il n’a pas attendu le plan proposé par l’État, en juin dernier, pour agir. «6000 euros pour un hectare arraché? C’est un coupe-gorge, s’insurge-t-il. J’ai décidé d’installer des panneaux solaires et de planter du blé pour me diversifier et gagner en rendement. » Même si le vigneron n’est pas encore équipé en matériel pour pratiquer l’agrivoltaisme, des cultures entre des panneaux solaires, c’est pour lui le seul moyen de survivre. En février, avec d’autres viticulteurs, il avait été à l’origine d’une révolte. Un baroud d’honneur des petits producteurs de vins rouges. Ceux qui ne profitent pas de l’aura de leurs noms, comme celui de Saint-Émilion, Pomerol ou Pessac-Léognan, pour continuer d’exister et de vendre à l’international. Son collectif, Viti 33, avait réuni 300 vignerons «à bout de souffle». lis demandaient des états généraux pour « faire bouger les lignes», se souvient-II. Pour réduire la surproduction de vin rouge et arriver à l’équilibre entre l’offre et la demande, le collectif proposait une indemnisation de 10000 euros par hectare arraché. Cette somme attractive et incitative devait permettre d’arracher près de 15 00 0 hectares sur les 5 000 de rouge en Gironde. « En vain », se désole Bastien Mercier. Les demandes du collectif ont, en effet, été revues á la baisse. Le S juin dernier, lors d’une conférence de presse, avec un bureau installé devant les vignes, le ministre de l’Agriculture, Marc Fesneau, s’est rendu dans le département pour lancer sa propre version du plan nomme : « arrachage sanitaire». L’État propose 6000 euros par hectare déraciné. Et pour ceux qui ne veulent pas se reconvertir, ils ont l’obligation de laisser le terrain en Jachère pendant vingt ans. «Mais la Ierre sert justement à produire, on enlève aux producteurs l’opportunité qu’ils gagnent de l’argent», répond Bastien Mercier. Ce dispositif s’avère moins ambitieux que celui proposé par le collectif de vignerons. Au total, l’État a pour objectif d’arracher 9500 hectares, soit 5500 de moins que le modèle préconisé par Viti 33. Depuis des années, toute la filière du vin rouge de Bordeaux est en grande souffrance.

Fonte: Figaro.

Bercy envisage d’augmenter les taxes sur l’alcool.
Le ministre de fEconomie et des Finances envisage d’augmenter la taxe sur les alcools dans le prochain projet de loi de finances. Bruno Le Maire a évoqué cette Idée devant des députés de la majorité. Concrètement, il s’agirait de suivre l’exemple du tabac et d’indexer les taxes sur l’inflation de l’année précédente. Ce qui rapporterait plusieurs centaines de millions supplémentaires. L’augmentation ne toucherait pas de la meure façon le vin ou les spiritueux.’ Bercy envisage d’augmenter les taxes sur l’alcool • Le ministère de l’Economie et des Finances projette de les indexer sur l’inflation de l’année précédente. • L’augmentation ne toucherait pas de la même façon tous les alcools. Le Maire lorgne les taxes dites « comportementales ». Selon des informations du site Contexte, confirmées par plusieurs sources, le ministre de l’Economie et des Finances a évoqué une augmentanom :lemmes sur l alcool le 12 juillet, devant des députés de la majorité. Cette hausse devrait figurer dans le budget qui sera examiné par le Parlementa l’automne. « Cette piste semble quasiment arbitrée », confie un député, qui était présenté la réunion. « La mesure devrait avoir un impact mar. glnal sur le vin – la hausse serait de l’ordre de t)r3 centime par bouteille et toucher surtout les alcools forts », avance l’élu. Prendre exemple sur le tabac Concrètement, l’idée serait d’Indexerles droits d’accises perçus sur les boissons alcoolisées sur l’inflation de l’année N-1, alors que la hausse annuelle est aujourd’hui indexée sur l’évolution des prix en N-2 et plafonnée à 1,75 %. Cette Idée revient régulièrement Elle a été proposée dans Le rapport d’information remis le 2 Juin dernier par la commission des affaires sociales de l’Assemblée nationale. Il s’agissait de reprendre ce quia été adopté pour les produits du tabac en loi de finances de la Sécurité sociale pour 2023 « afin que les prix des produits soumis à accise n’évoluent pas moins rapidement que ceux des produits de con so m ma tl on cou m n te ». En 2023, les taux des droits des alcools et boissons alcooliques ont été augmentés de seulement 1,6 %. soft l’inflation de 2021. indique le tableau des douanes, qui détaille le tarif de chaque catégorie de produits. Par exemple, les « vins tranquilles » et « boissons fermentées autres que le vin et la bière » se sont vus appliquer un tarif de 3,98 euros par hectolitre, les « vins mousseux un tarif de 9,85euros. Le rapport d’information de juin pointait le caractère Ires «disparate et peu lisible» de ces préllwements. «Outre une TVA à20 %.les boissons alcaoltsfessontsoumisesa des droits d’accise, qui varient en fonction du type de produits et du degré d’alcool, mais aussi à une cotisation additionnelle poursuivant des objectifs de santé publique pour les boissons audelà de I S degrés », rappelaient les rapporteurs Cyrille Isaac-Sibille (Modem) et Thierry Frappé (Rassemblement national). Recettes fiscales importantes Combien est-ce que cette augmentation pourrait rapporter ? Quelques centaines de millions d’euros, souffle-t-on dans les couloirs de Bercy, sachant que les taxes sur les alcools représentent de tres importantes recettes fiscales. Selon le rapport d’information de la commission des affaires sociales, sur les 4,5 à 5 milliards de recettes annuelles de taxes sur les boissons (Incluant les baissons sucrées), une grande partie provient des accises suries alcools.

Fonte: Echos.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 17 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Intervista a Giancarlo Aneri – «Mi presentai a Maranello con sei bottiglie di Amarone e conobbi Enzo Ferrari».
II produttore di vini, oli e caffè d’eccellenza: chiacchierai con il Drake un’ora, una lezione di vita «La sfida con i francesi per chi esporta più bollicine la vinciamo: un miliardo di bottiglie di Prosecco» Nelle etichette ci sono i nomi di mia moglie, dei figli, dei nipoti Una vera tradizione di famiglia di Sandro Neri Gli riconoscono tante qualità: l’attaccamento alla famiglia, il coraggio di osare, l’intraprendenza che gli è valsa la nomea di «principe del marketing». Ma il suo biglietto da visita, forse, è la schiettezza. «Quanto guadagni lavorando ti dà la misura di quanto l’azienda ti reputi importante, di che risultati sei capace», dice Giancarlo Aneri. Lui, il giorno che si è fermato a fare i conti, ha capito che era il momento di licenziarsi e di creare un’azienda sua. Sono passati trent’anni. Divisi fra la casa di Legnago, nel Veronese, e i 500 fra ristoranti e alberghi di qua e di là dell’Oceano che acquistano i vini, l’olio e il caffè che portano il suo nome. «Sono nato in provincia – racconta – ma volevo essere un cittadino del mondo.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

L’incendio e l’alluvione superati con lo spirito cooperativo.
La Caviro di Faenza, la prima cantina d’Italia, ha affrontato due sfide senza precedenti di Patrick Colgan COOPERATIVA FONDATA nel 1966 a Faenza per valorizzare le uve dei soci, Caviro è oggi un autentico colosso del settore vitivinicolo, proiettato verso il futuro. Prima cantina italiana, può contare su un vigneto dei soci di 37.300 ettari ed esporta in ottanta Paesi e grazie a forti investimenti nell’economia circolare e sostenibile è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Eppure gli ultimi mesi hanno rappresentato una sfida senza precedenti per l’azienda che è stata colpita prima da un grosso incendio in uno stabilimento di Faenza e poi dall’alluvione che non ha coinvolto in maniera seria l’attività produttiva dell’azienda, ma tutto il territorio e i soci. Ne abbiamo parlato con il presidente del Gruppo Caviro, Carlo Dalmonte.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

Intervista ad Alberto Tasca – Tasca d’almerita il nostro vino è a impatto positivo.
La storica casa siciliana è diventata una B Corp, ultimo di una serie di riconoscimenti Esg. Il presidente e ceo, Alberto Tasca, ottava generazione: «L’intelligenza artificiale può migliorare la produzione e ridurre gli sprechi. Il clima? Preoccupano gli eventi estremi». L’aspetto più affascinante della sostenibilità è che «ogni azione non è fine a sé stessa, ma ha un impatto verso ciò che ci circonda: per questo motivo ogni euro speso in essa, sia dai consumatori sia dalle aziende, è un vero e proprio gesto politico». Ad affermarlo è Alberto Tasca, presidente e amministratore delegato di Tasca Holding, società di famiglia che comprende, tra le altre, Tasca d’Almerita, uno dei brand del vino più noti della Sicilia. La casa vinicola, infatti, ha da poco ottenuto la certificazione B Corp, riconoscimento che viene rilasciato alle aziende più virtuose in termini di sostenibilità da B Lab, organizzazione non profit che valuta l’impatto delle imprese su governance, comunità, persone, ambiente e clienti. Un lungo percorso Un traguardo non casuale, appunto, perché Tasca d’Almerita era già società Benefit e dal 2010 aveva aderito a SOStain, il protocollo di sostenibilità per la viticoltura siciliana.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Alla scoperta di “Vite in riviera” – Pigato, Vermentino e Rossese Alla scoperta di “Vite in riviera”.
La Liguria di Ponente protagonista del “risveglio” del settore vitivinicolo grazie all’associazione di aziende che vuole valorizzare le proprie eccellenze. La Liguria: una “scarsa lingua di terra che orla il mare”, secondo il poeta Camillo Sbarbaro. Un territorio quasi selvatico, costretto tra le colline e il mare, fatto di scoscesi saliscendi che sembra la rappresentazione geografica dell’indole dei suoi abitanti: introversi, schivi, sobri, affacciati sul mare ma soprattutto gente di entroterra, riparati all’interno. “Ombra e sole s’alternano/ per quelle fondi valli/ che si celano al mare/ per le vie lastricate/ che vanno in su, fra campi di rose,/ pozzi e terre spaccate,/ costeggiando poderi e vigne chiuse”, scrive della Liguria Vincenzo Cardarelli. E questo lo scenario che si può godere visitando la Riviera ligure di Ponente.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Nuovi talenti dell’Italia del vino.
Un la ente, comprensivo di una vigna, re la possibilità di innescare un percorso agricolo e travolto dalla passione per il vino si lancia in un progetto ambizioso iniziando per prima cosa a convertire il vigneto in b’ coltivato Tinessa si traferisce dalla pania a Milano per frequentare 1 capoluogo lombardo italiani e francese.

Fonte: We Wealth.

Dal 21 riparte «Tramonto DiVino».
Sette tappe tra mare e città d’arte per celebrare i vini e i prodotti dell’Emilia-Romagna. Dal 21 luglio riparte Tramonto Di Vino, il roadshow che da 18 anni sposa vini e cibi a qualità certificata (Dop e lgp), cultura enogastronomica e turismo, apparecchiando il meglio dell’enogastronomia per turisti, winelover e addetti ai lavori.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Intervista ad Angela Travagli – L’assessore Travagli: «Strada dei vini e dei sapori Volano per il Ferrarese» – Strada dei vini e dei sapori «Una rinascita per il territorio».
L’assessora comunale Angela Travagli traccia un bilancio dell’attività «La sintonia con le associazioni per valorizzare i prodotti ferraresi» Idi Clan Pietro Zerbini Ferrara Si è concluso positivamente anche quest’anno il bilancio della Strada dei vini e dei sapori, con l’assemblea dei soci che ha accolto favorevolmente il rendiconto economico e la nuova linea di progettazione e di sviluppo. L’assessora comunale Angela Travagli ha avuto un ruolo di raccordo fondamentale nel dare più spinta a questa istituzione. Assessore, un primo bilancio? «Mi sento di stilare dopo quattro anni di lavoro e di rilancio un bilancio più che positivo in merito ai risultati che stiamo ottenendo soprattutto per il ruolo che la Strada sta assumendo quale partner del Comune di Ferrara L’associazione necessitava assolutamente di un forte rilancio e di una rivoluzione di visione che permettesse una vera e identitaria promozione del valore del territorio, delle aziende agricole e soprattutto dei prodotti enogastronomici che caratterizzano la Provincia di Ferrara, che entusiasmasse il farne parte, i partners e la città.

Fonte: Nuova Ferrara.

Enogastronomia e turismo “Il percorso è comune una linea condivisa da tutti”.
L’incontro. La buona tavola è una primaria motivazione della vacanza A Livigno gettate le basi per definire una governance chiara ed efficace 00 Grande attenzione verso la qualità, l’innovazione e la sostenibilità 0. Fondamentale valorizzare l’immagine unitaria della Valle. Un’unica regia riconosciuta, una governance chiara per sfruttare le potenzialità del turismo enogastronomico che caratterizza tutto il territorio e che è in costante crescita anche in provincia di Sondrio, ma che necessita di una strategia di medio e lungo periodo. Anche perché i turisti enogastronomici sono molto esigenti in fatto di qualità e di esperienze da fare e le emozioni e le sensazioni vissute stanno diventando sempre più importanti anche per la scelta della meta. Cinque km di gusto Si è parlato di questo nei giorni scorsi a Livigno, in occasione della giornata dedicata all’evento Sentiero Gourmet, il percorso enogastronomico di 5 km alla scoperta delle eccellenze della cucina valtellinese, grazie a Valtellina Turismo che, in collaborazione con Apt Livigno, Associazione turismo e commercio Livigno e Associazione cuochi e pasticceri Livigno, ha organizzato il think tank “Turismo enogastronomico in Valtellina”, importante momento di condivisione e riflessione incentrato sulle prospettive e le potenzialità di questo cluster turistico a cui anche Sondrio, nell’ottica di trasformazione in veste turistica, sta guardando da tempo.

Fonte: Provincia Sondrio.

Verso un nuovo record di vendite per il vino, la pasta e i salumi.
Indagine Coldiretti sull’export Verso un nuovo record di vendite per il vino, la pasta e i salumi Aumentano le esportazioni alimentari che fanno segnare un balzo del 19% rispetto al mese precedente, in netta controtendenza rispetto al calo generale. quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero a maggio 2023.«A certificare il buon andamento dell’export alimentare – sottolinea la Coldiretti – è l’aumento del 9,3% delle esportazioni alimentari nei primi cinque mesi del 2003 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che spingono il Made in Italy a tavola ad un nuovo record dopo il massimo storico di 60,7 miliardi di euro registrato lo scorso anno grazie ai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio delle specialità italiane più venduti all’estero».

Fonte: Provincia Sondrio.

L’aperitivo è in quota Con le flop valtellinesi.
In Lombardia una crescita dei turismo pari al4% «Rafforziamo la sit, una regione che si appresta adav re7,4miliaridimrivie22,3 miliari d presenza geon un incremento de14%perenLambe le loci secando le proiezioni Wernosliopiav, spiega il presidente del Ctcb, Marro Deghi Nei rifugi e nei locali. Iniziativa del Consorzio di tutela Bitto e Casera Ai formaggi vengono abbinati tre cocktail a base di ingredienti locali SONDRIO Sapori e natura per restate valtellinese. È questo il connubio che caratterizza “Aperitivo in quota”, la nuova iniziativa pronta a partire venerdì 21 luglio, e attiva fino alla fine di agosto, messa a punto dal Consorzio tutela formaggi Valtellina Casera e Bitto Dop che abbina i suoi formaggi a tre cocktail a base di ingredienti locali come il Braulio, il Nebbiolo e le mele della Valtellina Igp. Prodotti da degustare insieme in una selezione di quattordici tra rifugi e di locali in altitudine. «Con questa iniziativa – spiega il presidente del Ctcb, Marco Deghi – rafforziamo la sinergia tra prodotti di montagna e valle, territorio, sport e natura, per offrire ai turisti un’esperienza estiva sempre più integrata in una regione che quest’estate si appresta ad avere 7,4 milioni di arrivi e 22,3 milioni di presenze, con un incremento del 4% per entrambe le voci secondo le proiezioni Demoskopica.

Fonte: Provincia Sondrio.

Le Langhe ri-progettano il turismo – Le Langhe progettano “insieme” in cerca di un turismo che funzioni.
Nelle Langhe, in Monferrato e nel Roero il futuro sostenibile è una cosa che si disegna insieme: amministratori, cittadini, imprenditori, ma anche un comitato scientifico creato ad hoc. L’Azienda Turistica Locale, promotrice dell’iniziativa, la chiama “progettazione partecipata”, uno strumento per immaginare collettivamente il turismo degli anni a venire, con lo sguardo rivolto alla sostenibilità. L’obiettivo? Calare tra i filari delle terre Unesco l’Agenda 2030 e trasformarla in proposte concrete da includere nel prossimo piano strategico dell’Ente. Si comincia dalle idee dei residenti, gente che porta nelle mani i saperi antichi dei vignaioli e quelli nuovi dell’export e che si confronta quotidianamente con i turisti. Italiani, ma soprattutto stranieri: per lo più svizzeri, ma anche tedeschi, francesi e statunitensi. A vagliare le proposte sarà poi un comitato scientifico di esperti e accademici presieduto da Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo e già ministro dell’Istruzione.

Fonte: Repubblica Torino.

Vitigni come antiche gemme.
Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante: il `triunvirato’ che ha importato 11 vulcano alla fama enologica. Ma non finisce qui: altri vitigni autoctoni che trovano clima e terroir ideali si rivelano decisivi per arricchire i vini di Maria Antonietta Pioppo Ruolo guida, quello del Nerello Mascalese: dona una gradazione alcolica elevata (dai 13 ai 14 gradi) e vini con una particolare predisposizione all’invecchiamento grazie alle sue componenti, soprattutto la spalla acida, ovvero la freschezza nello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante in primis sono i vitigni che nascono dal vulcano attivo più alto d’Europa, l’Etna, incarnandone ormai l’iconografia e la fama. Ma non solo, ci sono anche altri vitigni minori tra gli autoctoni. Quali siano le peculiarità dell’uno o dell’altro, li racconta il terroir unico di questo luogo, oggi tra i più noti a livello internazionale. Il suolo vulcanico, l’altitudine, l’esposizione al vento e al sole e poi la differenza anche tra i due versanti, settentrionale e meridionale non possono che regalare vini raffinati, accomunati da una freschezza prorompente che è sinonimo di longevità.

Fonte: I Love Sicilia.

Vino per l’Aperitivo Mediceo: dallo scandalo dell’etanolo alle eccellenze di oggi.
Seravezza “Vino anni ’80 vs vino di oggi” è il tema del nuovo appuntamento di Aperitivo Mediceo, in programma oggi alle 18,30 a Palazzo Mediceo. L’ormai familiare talk condotto da Fabrizio Diolaiuti riserva in questa edizione una particolare attenzione agli anni ’80. Nel nuovo appuntamento si parlerà di una delle eccellenze italiane, muovendo dalla comparazione tra il vino di quel decennio e quello di oggi. Si partirà dal 1986 e dallo scandalo del vino al metanolo, una truffa perpetrata mediante adulterazione del vino da tavola che causò la morte di 23 persone e l’intossicazione di 153, alcune con danni neurologici permanenti e con 15 persone che persero la vista. Un punto di svolta per il settore enologico che ha portato a più attenzione, consapevolezza e qualità.

Fonte: Tirreno Viareggio

Medaglia d’oro all’Amarone di Pierantonio Mello.
Al suo primo anno di partecipazione. Tenuta Villa Bellini acquistata nel 2016 dall’imprenditore veronese Al suo primo annodi partecipazione al concorso di Decanter, Centenarie 2016, Amarone Classico Docg, ha ottenuto una medaglia d’oro. Il vino – prodotto da Tenuta Villa Bellini, azienda di Castelrotto di San Pietro in Cariano – ha portato a casa una votazione di 95 punti. Secondo la motivazione del premio: «Al naso è un vino che presenta sottili sentori di fiori freschi, ciliegia rossa, lamponi, note di vaniglia dolce ed un carattere leggermente pepato, mentre il palato è maturo, con tannini vellutati». «Il nostro Amarone è un vino agile e di vera profondità», spiegano alla Tenuta Villa Bellini, «l’elemento chiave del Centenarie è il tempo, quello del riposo delle uve prima della pigiatura, quello della fermentazione, influenzato dalle rigide temperature invernali, e quello di affinamento in cantina».

Fonte: Arena.

Conto alla rovescia per salvare i vigneti Più di diecimila pali spezzati dal vento.
II caso della storica azienda Roveda di Tezze di Piave «Si sono salvate solo le viti sostenute dai vecchi gelsi» Giovedì la cantina sociale discuterà dei problemi delle aziende vinicole. Corsa contro il tempo a Tezze di Piave per salvare due ettari di vigneto, coltivati con l’antica tecnica a “bellussera”. Il vigneto, che ha oltre un secolo di vita, è crollato sotto le raffiche della tromba d’aria di giovedì, che nella Marca ha causato danni ingenti non solo ad abitazioni, attività produttive e allevamenti, ma anche a coltivazioni d’uva e cereali. L’antico vigneto di via Prati a Tezze appartiene alla famiglia Roveda, la cui coltivazione è tramandata di padre in figlio e ora è coltivato da Desiderio Roveda. La furia del vento ne ha spezzato i tiranti in ferro, facendone crollare una ad una le viti con impianto a “bellussera”, ovvero con tralci disposti a “raggiera”, rara testimonianza delle tecniche contadine di un tempo. Solo alcune viti legate ai vecchi gelsi sono rimaste in piedi, ma quelle sorrette dai pali in cemento sono crollate. In totale, caduti circa 2 ettari di vigneto, di cui 6.000 metri quadri coltivati a vitigno raboso Piave, altri 8.000 metri quadri a tocai e merlot.

Fonte: Tribuna Treviso.

Colline Unesco, vigneti e cantina: l’enoturismo esperienziale firmato Foss Marai.
L’azienda vitivinicola trevigiana, punto di riferimento nel panorama degli spumanti italiani di alta fascia, ha aperto le porte della sua sede storica a Guia di Valdobbiadene per fare vivere agli ospiti esperienze di cultura ed emozione in abbinamento a degustazioni guidate. Guia è una piccola frazione di Valdobbiadene. È adagiata in un’ampia vallata sulle colline pedemontane a 267 metri di altezza ed a meno di cinque chilometri dal capoluogo. Quello che colpisce, già al primo sguardo, è la dolcezza del paesaggio orlato da boschi e ricamato dall’incessante rincorrersi dei filari di vite. Si è nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene inserite dall’Unesco, nel 2019, nella World Heritage List come Patrimonio Culturale dell’Umanità, grazie all’opera dei viticoltori che ha contribuito a creare uno scenario unico.

Fonte: Latitudes Travel Magazine.

Mura Mura, il Monferrato secondo Guido Martinetti e Federico Grom.
Se avete pensato che le menti di Guido Martinetti e Federico Grom avrebbero potuto rimanere a riposo a lungo, dopo la cessione del marchio Grom, vi sbagliavate. Vino, ospitalità, ristorazione e tante novità in arrivo segnano il cammino di questi ex enfants prodige della scena italiana, oggi più che mai uomini di successo. Costigliole d’Asti è il loro quartier generale, 80 chilometri da Torino e 140 da Milano, un luogo circondato da colline dove sono distese vigne e piantati alberi da frutto. Una porzione di Piemonte adiacente alle Langhe. Un luogo che ha dato i natali alla mamma di Guido e che, dopo la vendita del 2015 di Grom a Unilever, assieme all’amico e socio di sempre, Federico, hanno deciso di valorizzare.

Fonte: Identità Golose.

L’Akènta Sub dai mari di Alghero sino a New York e Miami.
Grande successo per l’edizione 2023 dell’Akènta Day, l’evento che celebra l’emersione dell’Akènta Sub, il vino subacqueo affinato sui fondali marini dalla Cantina Santa Maria La Palma. Nella mattina di sabato scorso 15 luglio oltre 8 imbarcazioni ufficiali hanno assistito alle suggestive operazioni dell’emersione del vino sottomarino, insieme ad oltre 60 imbarcazioni private aggregate alla comitiva: intorno alle 11.30 nelle acque della costa di Alghero una squadra di sub – capitanata dal diver professionista Michele Sanna – ha fatto emergere due cantine subacquee, rimaste tra i 6 e i 12 mesi sul fondo del mare per far affinare il vino Akènta Sub; l’attività è stata conclusa con lo spettacolare intervento dell’elicottero pilotato da Andrea Baccanti che ha sollevato le gabbie che proteggono le preziose bottiglie, portandole sino al punto di stoccaggio e poi alla Cantina Santa Maria La Palma. L’operazione ha visto emergere circa 1000 bottiglie di Akènta Sub: contestualmente ne sono state immerse altrettante, pronte per tornare alla luce durante il prossimo Akènta Day.

Fonte: LinkOristano.it.

Cresce l’enoturismo, ma in Puglia le cantine sono a corto di personale.
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Del Turismo Del Vino 2023 (Nomisma Wine Monitor e Città del Vino) nel biennio 2021-2022 il 74% delle cantine ha avuto difficoltà nel trovare personale e le regioni con maggiori problemi sono: Veneto (92%), Sicilia (89%), Friuli Venezia Giulia (83%), Puglia (83%) e Piemonte (80%). Le cantine clienti hanno registrato un +120% di fatturato generato dai ticket enoturistici per le aziende che usano la piattaforma (sempre nei primi cinque mesi 2023 rispetto al 2022). I responsabili del motore di ricerca Google, a proposito di travel search hanno segnalato che cresce la ricerca online di esperienze enogastronomiche, che registrano +13% sul 2019 per le wine-tasting e +17% per le food-tasting. Inoltre in tutto il web, il Barolo è più cercato del Brunello di Montalcino e del Franciacorta.

Fonte: Borderline24.com.

Il vino è cancerogeno? Cosa dice la ricerca scientifica.
“L’alcol. Una semplice molecola. Facile da ottenere da quasi qualsiasi carboidrato. Facile da consumare. Immagazzinabile. Dosabile in modo preciso”. E prodotto e utilizzato da sempre in gran parte del mondo, da quando abbiamo notizia di qualsiasi civiltà umana, nonostante sia evidente che il suo utilizzo non comporta alcun vantaggio evolutivo, nel senso biologico del termine, a differenza di altre sostanze alteranti, come la caffeina ad esempio, che quanto meno aiutano a sentirsi più attivi. Nel suo libro Drunk – How we sipped, danced and stunned our way to civilization, Edward Slingerland, filosofo e psicologo alla British Columbia, parte proprio da qui. Qual è la ragione per cui, nonostante gli effetti evidentemente nocivi dell’uso di alcol sul nostro cervello, sul nostro corpo, sui comportamenti e sulla nostra salute, noi umani da sempre facciamo in modo di produrne e consumarne regolarmente una certa quantità?.

Fonte: Valigia Blu.

Vino Vip al Forte.
Seconda edizione dell’evento promosso dalla rivista Civiltà del Bere che ha visto coinvolte 62 aziende vitivinicole leader nazionali, nello scenario di Villa Bertelli a Forte dei Marmi. Cortina d’Ampezzo per la prima edizione, Forte dei Marmi per la seconda. E le location, i nomi blasonati delle aziende presenti, collocano questa manifestazione in un segmento particolare dell’offerta vitivinicola italiana. Sia chiaro. Il mio giudizio sull’utilità di questi eventi è positivo perché, lo si voglia o no, è rappresentativo dell’offerta vinicola italiana nel mondo.

Fonte: Corriere del Vino.

Doc Vino Campania, CIA Avellino frena: tutelare le DocG irpine.
Sul progetto di una Doc Vino Campania proposta dall’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo interviene il Presidente della CIA – Confederazione italiana agricoltori di Avellino, Stefano Di Marzo. «Bisogna tutelare le eccellenze territoriali», spiega. «La Doc Vino Campania non può mettere in discussione la punta di diamante dell’enologia regionale localizzata in Irpinia». Di seguito l’analisi. La proposta dell’assessore all’agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, di costituire una denominazione d’origine controllata “Vino Campania” non trova il no pregiudiziale della Confederazione italiana agricoltori, ma incontra osservazioni di merito tecnico destinate ad alimentare il confronto. Va evitato che una eventuale Doc Campania alimenti confusione per i consumatori e produca l’effetto di un livellamento verso il basso di produzioni di alta qualità, come quelle irpine, strettamente legate a territori unici al mondo, che danno vita a prodotti irripetibili quali sono i vini commercializzati sotto le tre Docg Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.

Fonte: Nuova Irpinia.

In Ticino si produrrà più vino Merlot vinificato in bianco.
Probabilmente anche le uve ticinesi costeranno di più, perchè per i viticoltori sono aumentati i costi di produzione. Costano di più, infatti, sementi e concimi oltre al carburante e Andrea Conconi, direttore di Ticinowine conferma che c’è l’esigenza da parte di chi produce di alzare i prezzi. Il settore, ad ogni modo, sta bene. Da dopo il Covid il vino locale si vende di più e c’è dunque maggior richiesta da parte dei commercianti, con una conseguente diminuzione delle giacenze, altro motivo per cui la categoria vorrebbe alzare i prezzi. Non ci si deve però scordare che il consumatore avrà a disposizione altri vini di fascia e prezzi inferiori e bisogna trovare il giusto compromesso per restare competitivi.

Fonte: Liberatv.

Il vino è giovane o lo vuole diventare?
«Il vino dovrebbe diventare giovane»: esordisce così Andrea Moser, primo dei quattro relatori a intervenire nella «difficile discussione». Lui, enologo e consulente, ha infatti ben chiaro il suo andamento: «Sta diventando sempre più élitario, si vede anche dai consumi. La prima fascia di prezzo sta perdendo numeri. Quando sei studente non ti puoi permettere bottiglie da trenta, quaranta, cinquanta euro o più. Funziona invece bene la fascia più alta». Riuscire a portare le nuove generazioni ad approcciare il vino come si è fatto con la birra è per lui la chiave di svolta per riuscire nell’intento. Berlo con più leggerezza e disinvoltura, ovviamente, sottolinea: «Senza dimenticarsi che è giovane, ma affonda le sue radici, specialmente in Italia e in Europa, in una tradizione importante».

Fonte: Linkiesta.

Vino e salute | Ragionamento sull’alcol portato alle estreme conseguenze.
Una discussione dei giorni scorsi mi ha spinto a esaminare la statuizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’alcol in un modo che non avevo ancora preso in considerazione. Vorrei condividere con voi le mie perplessità, perché sul punto non ho certezze. L’OMS ha deciso che l’ingestione di qualsiasi quantità di alcol, in combinazione con qualunque sostanza o tal quale, nuoce gravemente alla salute. Questa decisione è stata accolta nei modi più svariati, ma non ho ancora visto nessuno “stressare” il punto, e portarlo alle sue conseguenze logiche terminali. Tanto per capirci, parlo di logica giuridica.

Fonte: Intravino.

IW Private Investments, il connubio tra vino e finanza arriva anche a Roma – Bluerating.com.
Esiste un “miglior vino” o “investimento” assoluto? In che modo le preferenze personali e la propensione al rischio guidano la scelta del vino o dell’investimento? E come il tempo può influire sulla loro valutazione? Sono questi alcuni dei temi affrontati da IW Private Investments nel corso del secondo appuntamento con la conferenza “Vino e Finanza 2.0 tra Tradizione e Innovazione” curata da Giuseppe Riccardi – amministratore delegato di Fondi&Sicav, Conoscere per investire al meglio – dopo aver aperto le danze con il primo appuntamento di Milano. “L’evento si è tenuto in un ambiente accogliente e familiare in un angolo di Piazza Cavour a Roma, il Simposio Restaurant, dove i partecipanti hanno potuto apprezzare non solo la cucina ma anche prestigiose etichette di vino” si legge sulle pagine social del gruppo.

Fonte: Bluerating.com.

Vino: gli imprenditori Francesco Monchiero e Massimo Damonte guidano Piemonte Land e Consorzio Roero.
Due imprenditori vitivinicoli, le cui aziende sono associate a Cia Cuneo, sono stati nominati alla guida di due importanti realtà piemontesi e della “Granda”. Francesco Monchiero, classe 1975, di Canale, enologo e produttore, già responsabile del Consorzio Tutela Roero, è diventato presidente di Piemonte Land of Wine: l’Ente che associa i 14 Consorzi vinicoli del territorio regionale riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura, oltre alla Vignaioli Piemontesi. Il compito? Confrontarsi e individuare delle strategie comuni per la promozione del vino piemontese in Italia e nel mondo. Attraverso i Consorzi sono rappresentati i 44.000 ettari di vigneto che dalle province di Alessandria, Asti e Cuneo si estendono fino ai piedi delle Alpi. Un grande patrimonio enologico costituito, per l’80%, dalle 19 Docg e dalle 41 Doc regionali. Monchiero è arrivato al timone di Piemonte Land dopo un periodo di vuoto, in seguito alle dimissioni presentate nel 2021 dall’allora presidente in carica Matteo Ascheri alla guida del Consorzio di Barolo e Barbaresco.

Fonte: Lavocedialba.it.

STAMPA ESTERA

CVNE logra un año récord en ventas y beneficios por el tirón exterior.
El grupo vinícola facturó 125 millones de euros en su último ejercicio, un 5% más, con unas ganancias de 27,7 millones, un 11,2% más. Logra ya dos tercios de sus ventas fuera de España. Víctor Umitla: PREVISIONES “Tenemos la ventaja de contar con un negocio sólido y mamas reputadas” Victor M. Osorio. Madrid Compañía Vinícola del Norte de España (CVNE), el dueño de Cune, Imperial, Asia o Viña Real, entre otras marcas, sigue enlazando un año récord detrás de otro. La compañía finalizó su último ejercicio, en marzo de 2023, con unas ventas de 125 millones de euros, un 5% más, aunque por debajo de lo previsto, mientras que su beneficio neto ascendió a 27,7 millones, un 11,2% más, en este caso por encima de lo esperado “Ha sido un buen año. Crecimos más en exportación que en España, donde la hostelería se comportó de manera excelente, pero el canal de alimentación estuvo más complicado. Dos tercios de las ventas se generan ya fuera de España, donde además estamos muy diversificados”, asegura Víctor Urrutia, CEO de CVNE. El directivo afirma que el sector del vino está viviendo un momento dificil en 2023, con las principales denominaciones de origen perdiendo ventas debido a la coyuntura económica (inflación, tipos altos…) y su impacto en el consumo. No obstante, confia en esquivar esta situación y crecer un 10% en el año. “Tenemos la ventaja de contar con La compañía espera cerrar 2023 con un crecimiento del 10%, aunque avisa que está siendo un año complicado para el sector del vino. un negocio sólido y marcas reputadas”, asegura. Urrutia explica que el fuerte incremento de la rentabilidad de la compañía el pasado año se debió, sobre todo, a un cambio en el mix de ventas. “Hemos vendido más vino de valor y, por tanto, con más margen”, explica. La compañía también elevó precios y creció en volumen, aunque en menor medida. El desarrollo de nuevos proyectos de alto valor como Bela, La Val o Val do Galir, así como la mayor venta de vinos gran reservay espumosos, explica el cambio en el mix. “Son proyectos en otras denominaciones que están creciendo más rápido que los de Rioja, que ya están más consolidados”, asegura el CEO de CVNE. “Los blancos y rosados van muy bien, en parte por el calor, pero también por una tendencia global que ha llegado a España. Siempre ha existido el prejuicio de que eran vinos peores, pero eso ha cambiado”, añade. CVNE compró hace unos meses La Val, una de las bodegas fundadoras de la DO Rías Baixas, así como un viñedo significativo que hace a la compañía tener ya 94 hectáreas en esta zona.

Fonte: Expansión.

Alcohol deaths rise in Iran.
Many fault government as the hazards of drinking bootleg products grow. When a renowned Iranian artist hosted friends at his apartment in Tehran last month, he served, as he did often, a bottle of homemade aragh, a traditional Iranian vodka distilled from raisins, that he had secured from a trusted dealer. His guests and his partner did not drink that evening, so he raised shot glasses to them and drank alone. Within a few hours, the artist, Khosrow Hassanzadeh, 60, felt his vision blur. By the next morning, his sight was gone, and he was delirious and short of breath. He was rushed to a hospital, where doctors diagnosed him with methanol poisoning from the aragh, according to his partner, Shahrzad Afrashteh. Mr. Hassanzadeh fell into a coma that night and died two weeks later, on July 2. His death, from something as innocuous as having drinks, shocked and infuriated many Iranians who have found ways around the Islamic Republic’s longstanding ban on the sale and consumption of alcohol, which is punishable by up to 80 lashes and fines. Rather than stopping drinking, the ban over time has led to a flourishing and dangerous bootleg market. In the past three months, a wave of alcohol poisonings has spread across Iranian towns big and small, with an average of about 10 cases per day of hospitalizations and deaths, according to official tallies in local news reports. The culprit is methanol, found in homemade distilled alcohol and counterfeit brand bottles that apparently circulate widely, according to Iranian media reports and interviews with Iranians who drink, sell and make alcohol. To many Iranians, the deaths are an example of how the Islamic Republic’s religious rules oppress ordinary citizens and meddle in their personal lives. “Khosrow was taken from us because of the lack of social freedoms. It was you who took Khosrow from us,” Nasser Teymourpour, a fellow artist, wrote on Twitter, blaming the government for the alcohol-related deaths. Iran is still reeling from a nearly yearlong uprising against the rule of the Islamic Republic, which erupted after a 22-year-old woman, Mahsa Amini, died in the custody of morality police on accusations that she had violated a strict religious law requiring women to cover their hair and bodies. Many Iranian women are now defying the hijab rule and appearing in public with their hair showing. After Mr. Hassanzadeh’s death, a collective of artists and writers in exile issued a statement saying that he was, “without a doubt, a victim of religious authoritarianism.” At his funeral, his partner screamed, “Don’t ever forget that they killed him.” Mr. Hassanzadeh was known in art circles in Iran and abroad for his remarkable trajectory from a fruit seller in a working-class neighborhood to a celebrated artist whose work was exhibited at places like the British Museum and auctioned at Christie’s and Sotheby’s. His art, a mixture of painting, Persian calligraphy and print, captured the everyday triumphs and struggles of Iranians, and his themes included religious rituals, scars of war and the reverence of cultural icons, consumerism and pop culture. “Khosrow spent his entire life trying to preserve in his art certain ideals, rituals and lives of ordinary people in Iran.

Fonte: New York Times International Edition.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 16 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Sciampagna, non champagne.
Esiste la «sciampagna»? II nome allude allo spumante Metodo Classico (un tempo si scriveva champenoise). Terreni vocati alla produzione di quelle bollicine che, figlie del nobile champagne, hanno trovato una propria Identità. Storia, sensorialità, abbinamenti, eleganza, seduzione. Sciampagna. Lo Spumante Classico Italiano a cura dl Glampaolo Zulianl (Marcianum Press, pp. 248, € 28) ospita vari contributi.

Fonte: Corriere della Sera La Lettura.

Monella in carriera.
Difficile raccontare la storia di Braida senza farsi cogliere dalla nostalgia per quel personaggio dal carisma incredibile, animatore di un mondo del vino che (forse) non esiste più che era Giacomo Bologna. Tuttavia, non soltanto la sua leggenda sopravvive nella cantina che porta il soprannome del padre – di professione carrettiere ma portentoso nella nobile arte del “pallone elastico”, o pallapugno – grazie all’accurato lavoro dei figli Raffaella e Giuseppe, ma anche una certa idea di anticonvenzionalità: la stessa, essenziale, del suo fondatore. La nuova sfida, da affiancare alle solite, inimitabili Barbera, che in loro racchiudono aneliti all’immortalità, si chiama Grignolino, vitigno storico e storicamente ostico, cui sta paradossalmente giovando il cambiamento climatico. A Rocchetta Tanaro, nel Monferrato astigiano, ormai si è arrivati ai 70 ettari totali, cui si è aggiunto, recentemente, un altro cru di Barbera, per una cantina ancora, fortemente, sulla breccia.

Fonte: Espresso.

Caputo: «Vini, Doc Campania una grande occasione» – Doc Campania, Caputo «Una grande occasione».
«La Doc Campania è ancora un foglia bianco. Ogni cosa sarà decisa in maniera collegiale, ma su un aspetto non ho dubbi: rappresenta una grande opportunità di crescita per le aziende e per il territorio». A parlare è l’assessore regionale all’Agricoltura. Nicola Caputo, che prova a fare chiarezza sulla vicenda dell’istituzione di una Doc peri vini regionali che sta animando il dibattito in Irpinia. «La nostra -spiega- è una regione che produce vini dl qualità, ma non certo i n grandi quantità eli successo è stato determinato dalle forza delle aziende che hanno trascinato vitigni e territorio». Nigroapag.29 Doc Campania, Caputo «Una grande occasione» ›L’assessore regionale all’agricoltura: ›«Siamo percepiti poco come regione «Discussione aperta, decisione collegiale» aiutiamo le piccole imprese all’estero». Alberto Nigro «La Doc Campania è ancora un foglio bianco.

Fonte: Mattino Avellino.

Matelica Wine Festival, il Verdicchio fa il pieno di consensi.
Grandi apprezzamenti per la cena in piazza in presenza degli esperti. Si è aperto nel segno dell’alta qualità il Matelica Wine Festival edizione 2023. Nella giornata di venerdì in tanti hanno potuto apprezzare le grandi proprietà organolettiche del Verdicchio di Matelica, presentato con 15 etichette in 4 diverse annate durante la cena degustazione che si è tenuta nel meraviglioso contesto della Loggia degli Ottoni di piazza Mattei. Ai piatti del ristorante Il Marchese del Grillo sono state abbinate bottiglie di Verdicchio risalenti fino al 2019. a dimostrazione del fatto che il tempo leviga le sfumature del vino matelicese rendendolo ancor più affascinante e complesso. Una caratteristica legittimata dal detto popolare “vino rosso vestito di bianco”, ovvero, tra le altre cose, prodotto in grado di maturare e migliorare nel tempo, caratteristica di solito comune al vini rossi e non ai bianchi.

Fonte: Corriere Adriatico Macerata.

Pievalta fa 20 anni «Miglior vino d’Italia».
Ha festeggiato i 20 anni con un grande risultato l’azienda agricola biodinamica Pievalta: il riconoscimento della rinomata Critica Enologica riscosso dal Verdicchio dei Castelli di Jesi San Paolo come «Miglior Vino Bianco d’Italia 2023». Venerdì sera Pievalta ha organizzato un evento culturale con la messa in scena dello spettacolo «Dalla Semina a al Cielo, vita e pensieri di Gino Girolomoni, padre del Biologico», a cura del Teatro Urbano dell’Università degli Studi di Urbino con lo scopo di «celebrare con clienti, ristoratori, consumer, giornalisti e amici il riconoscimento di ‘Miglior Vino Bianco d’Italia 2023’». È stato scelto Gino Girolomoni, lungimirante contadino e comunicatore marchigiano, e ‘padre’ universalmente riconosciuto del biologico in Italia.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

«Viticoltura ininfluente in Europa sulla sicurezza alimentare», l’analisi.
Di coltivazioni vinicole se ne è parlato molto negli ultimi mesi, a fronte dei disastri provocati dal maltempo. Su questa coltura così importante è intervenuto il cultore del territorio Pasquale Di Lena. «L’affermazione è della Commissione Ue che sta discutendo il Regolamento Sur, riferito alla sostenibilità e al necessario abbassamento dei quantitativi di fitofarmaci. Come dire che un calo di produzione di uva e, poi, di vino dovuto alla riduzione di fitofarmaci non è un problema. Non lo è perché — sempre a parere della Commissione Ue – ininfluente per la sicurezza alimentare europea. Ciò vuol dire che per i componenti di un importante organismo legislativo che decide le sorti dell’agricoltura comunitaria, valori come la storia, la cultura, l’ambiente, il paesaggio, le tradizioni, non hanno alcun significato. Lo stesso discorso, purtroppo, vale anche per le associazioni europee che, contestando il giudizio della Commissione, hanno sottolineato l’importanza della coltivazione della vite solo per i posti di lavoro e l’incidenza sul bilancio dell’Ue.

Fonte: Primo Piano Molise.

Dopo siccità e alluvioni il vino migliore – Dopo siccità e alluvioni la vendemmia è eccellente.
Parla l’esperto: «Quest’anno una vendemmia di ottima qualità. L’ideale sarebbe neve d’inverno e pioggia in primavera, ma la natura sa adeguarsi. Il pericolo è la grandine» • «Qualità ottima». Gianfranco Toso, amministratore delegato della omonima e storica società delle Cantine Toso, anticipa quelle che sono le previsioni per la vendemmia 2023. Che non sarà rovinata dagli eventi climatica di cui tanto si sente sempre parlare. Siccità e alluvioni non hanno condizionato la qualità dell’uva. «Semmai sono le grandi- nate, quelle si, ad essere un vero pericolo per tl raccolto, come sempre». Mt de i a pagina S Dopo siccità e alluvioni la vendemmia è eccellente La natura sa adeguarsi ai cambiamenti climatici e anzi la qualità è aumentata. «Il vero incubo sono le grandinate» Al momento può andare perso il 20 3G) del raccolto in quei vigneti colpiti più duramente dai grossi chicchi Diego Pistacchi ¦ La natura sa adattarsi a se stessa e ai cambiamenti, che peraltro fanno parte della storia della terra. L’importante è non esagerare.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Progetto di vendemmia turistica nato ad Alba diventa nazionale.
Da Barolo a Marsala, da Barbaresco a Montalcino, la vendemmia turistica lanciata tre anni fa dalla città di Alba si allarga su scala nazionale ed è pronta a diventare una delle grandi novità dell’estate e autunno 2023. A Roma, è stato siglato dal direttore generale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro Paolo Pennesi e dal presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino Angelo Radica, alla presenza del consigliere albese con delega all’Agricoltura Mario Sandri, il protocollo che stabilisce le linee guida per regolamentare in tutta Italia la raccolta delle uve a livello amatoriale e didattico. Era inizio settembre 2020, quando il sindaco Carlo Bo e il consigliere Sandri concordavano con l’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Cuneo e con lo Spresal dell’Asl Cn2, diretto dal dottor Giuseppe Calabretta e grazie alla fattiva collaborazione del tecnico della prevenzione Marisa Saltetti, un innovativo protocollo che dava un inquadramento a una attività molto richiesta, ma ostacolata da una non chiara interpretazione delle normative.

Fonte: Stampa Cuneo.

Nuova annata più sostenibile per il vino che nasce a Mazzorbo.
Le isole della laguna che sono oggi a 20 minuti di J barca a motore un tempo erano a due ore di remo. Non si può capire il progetto Venissa senza pensare alle due diverse velocità con cul è sempre andato il centro storico rispetto alle isole. Lo ha detto Matteo Bisol, che con il padre Gianluca ormai 15 anni fa Iniziò un progetto di recupero della viticoltura nell’isola di Mazzorbo. Venezia in passato aveva un legame fortissimo con il mondo del vino, lo testimoniano gli antichi toponimi come Calle Malvasia o la Riva del vin. Oggi in centro storico troviamo le vigne come il Giardino mistico vicino alla stazione di Santa Lucia o quello di San Francesco della Vigna. Ma tra Mazzorbo e Santa Cristina, ogni anno viene effettuata la vendemmia dell’uva dorona (vitigno che si considerava scomparso dopo l’acqua alta de11966) per il Venissa bianco e di merlot e cabernet sauvignon per il Venissa Rosso.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Maculan, 50 anni di enologia che hanno cambiato il vino.
Gli aneddoti di una vita consacrata allo studio e alla ricerca della qualità. Le “lezioni” francesi e le scommesse vinte di un grande produttore Ario Gervasutti 1 primo ricordo del vino, per Fausto Maculan, è traumatico: «Mi avevano regalato un’automobilina a pedali, giravo per la cantina di mio padre e ho centrato una damigiana: 50 litri persi. Per due settimane non sono più entrato in cantina». Poi, però, si è rifatto con gli interessi: Maculan ha festeggiato con amici e colleghi 150 anni da enologo nella cantina di Breganze (Vicenza) che si appresta ad ampliare ulteriormente per far fronte a un successo che arride dalla fine degli anni ’80 ma le cui radici affondano nella vita agreste di quel “vino di campagna”. «Alle medie andavo bene – racconta -, al Pio X di Treviso, scuola della Treviso-bene. Siccome non si potevano leggere giornalini, ho tradotto tutto il De Bello gallico per vedere come andava a finire. Ero veloce. I prof volevano che facessi il liceo. il papà ha detto no: scuola enologica di Conegliano. A casa c’era il lavoro che mi aspettava».

Fonte: Gazzettino – Cibi, vini&piaceri.

Sui Colli oggi si brinda con il Serprino tra suoni della natura e bagni di gong.
Ai Giardini dell’Arena il concerto delle Trombettissime, Este apre il Mastio del Castello Carrarese Erika Bollettin Visite guidate, aperitivi al tramonto immersi nel verde dei Colli Euganei o momenti di relax coni Gong sono alcune delle idee per passare questa domenica senza pensare troppo alla calura. La musica, classica ha il compito di dare il risveglio, mentre quella più rock e alternativa di chiudere la giornata. Colli Euganei. Il Parco Frassanelle a Rovolon dà appuntamento con l’evento “Mondo Antico di Parco Frassanelle e Bagni di Gong”. Oltre alla visita alla villa ci sarà la possibilità di partecipare a vari laboratori esperienziali. Uno è dedicato ai bambini (con doppio turno alle 11.30 e 15.30), che potranno suonare strumenti musicali e scoprire gli effetti delle vibrazioni e delle frequenze sull’acqua. Gli adulti possono invece godersi un’esperienza multisensoriale che combina suoni della natura, vibrazioni dei gong, armonia delle campane di cristallo, melodia dei diapason, frequenze dei colori e vibrazioni degli strumenti a contatto con il corpo, o concedersi un massaggio sonoro.

Fonte: Mattino Padova.

Le osterie del Prosecco protagoniste su Discovery.
“Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” protagoniste del nuovo programma condotto da Lele Marcassa “Osterie”, che va alla scoperta delle osterie più antiche e caratteristiche del Veneto. Il programma si articola in 6 puntate nelle quali la regione viene esplorata dalle acque salmastre della Laguna ai pendii scoscesi delle Dolomiti, passando proprio tra le Colline Unesco. È partito venerdì questo nuovo format. Per impreziosire ulteriormente il viaggio, in ogni osteria Marcassa incontra un “grande” del posto: per le colline a fare da testimonial è stato il campione mondiale di ciclismo Alessandro Bailan. La puntata sulle “Osterie” del Prosecco è stata la prima della serie, sulla piattaforma Discovery+ con repliche. «La chiave del viaggio – si legge nella nota della trasmissione – sono le osterie, luoghi spesso bistrattati, ma in realtà i veri custodi dell’anima della città o del paese, dell’isola o della vallata».

Fonte: Tribuna Treviso.

World’s Best Vineyards 2023: le migliori cantine d’Italia.
Ci sono tante eccellenze italiane nella classifica World’s Best Vineyards 2023 dedicata alle migliori cantine del mondo e comandata dall’argentina Catena Zapata che ha un po’ di sangue tricolore, visto che è stata fondata nel 1902 dall’expat marchigiano Nicola Catena. La prima cantina italiana presente in classifica è la piemontese Ceretto, iconica delle Langhe che viene eletta come la migliore del Paese grazie al suo “Acino”, ai suoi vigneti e non solo: a livello internazionale occupa la posizione numero 29. Scendendo più in basso, al 53esimo posto c’è Villa Sandi, meraviglia di stampo palladiano e cuore di uno dei marchi più importanti del Prosecco. Sei posti più giù, alla posizione numero 59 si piazza Tenuta San Leonardo, una vera e propria eccellenza del Trentino della famiglia Guerrieri Gonzaga. Si va in Sicilia, diventata la meta preferita dai turisti milionari, per la posizione numero 62 delle migliori cantine al mondo del 2023: qui troviamo Donnafugata, una delle cantine che ha contribuito in maniera decisiva al rinascimento del vino sull’Isola, con la famiglia Rallo alla guida.
Le migliori cantine italiane del 2023 #1 Ceretto (29 al mondo), #2 Villa Sandi (53 al mondo), #3 Tenuta San Leonardo (59 al mondo), #4 Donnafugata (62 al mondo), #5 Tenuta Cavalier pepe (65 al mondo), #6 Castello Banfi (87 al mondo), #7 Ferrari Trento (99 al mondo).

Fonte: Initalia Virgilio.

Tra le Colline del Prosecco, patrimonio Unesco, per vivere un territorio unico
Con il Prosecco Hills Link a Cantina La Farra per un enoturismo ricco di esperienze.
Il paesaggio delle colline del Prosecco è uno dei più suggestivi dell’intera enologia italiana, vigneti terrazzati a picco sulle “Rive” (le ripide colline) dove la viticoltura, definita eroica, è al tempo stesso unicità e tradizione, dove la lavorazione esclusivamente manuale rende la viticoltura “eroica”. Un’esperienza da vivere perché le emozioni e le suggestioni di questi territori sono davvero emozionanti. Per queste ragioni, dal 1° luglio al 10 Settembre, sabato e festivi, Trenitalia propone il servizio “Prosecco Hills Link” per scoprire ed esplorare le Colline del Prosecco e le sue cantine. Un unico biglietto di viaggio per raggiungere con la rete regionale la stazione ferroviaria di Conegliano e proseguire in bus attraverso un percorso circolare con fermate in molte località di questo territorio Patrimonio Mondiale dell’Unesco. L’offerta di viaggio consente di salire e scendere ogni volta che lo si desidera, nell’ambito della validità del biglietto, per visitare le diverse località.

Fonte: FSNews.

Per Postounico Danza, vino e architettura in una notte a Lonigo.
Luglio continua con Postounico, il Festival dei luoghi unici, delle architetture straordinarie che diventano i palcoscenici naturali dello spettacolo e luoghi del gusto, con la degustazione dei vini dei Colli Berici e Vicenza e la visita guidata su prenotazione. Non farà eccezione la doppia serata di mercoledì 19 luglio, alle ore 21.15, in una serata dedicata alla danza contemporanea, con le coreografie Under Water + Autunno, ospitate nello straordinario “Ingresso dei Fiumi” di Villa San Fermo a Lonigo. Un dialogo con le architetture che le compagnie Naturalis Labor e Areaarea hanno saputo cogliere come spettacolare occasione per far rivivere i fasti della Lonigo dei secoli passati, ma in chiave rigorosamente contemporanea e al prezzo accessibile di soli 10 euro a biglietto.

Fonte: TViWeb.

OCM Vino – Investimenti: prorogato il termine per le domande di saldo biennale..
Con comunicazione del 13 luglio 2023 a firma della Direzione dell’Organismo di Coordinamento Agea è stato autorizzato, per la Regione Lazio, il differimento al 31 agosto 2023 del termine ultimo per la presentazione delle Domande di pagamento di saldo fine lavori per le domande biennali di aiuto delle campagne 2020/2021 e 2021/2022, in precedenza stabilito al 15 luglio 2023. Con successiva comunicazione dell’Organismo Pagatore Agea è stata altresì resa operativa l’attivazione di tale differimento su piattaforma SIAN.

Fonte: Lazio Europa.

Campania nel calice, il mosaico dei vini e tutti i premiati dell’anno per la loro eccellenza.
La Campania produce meno del 3% del vino italiano, eppure può vantare, insieme con un viticoltura di origini antichissime, la presenza di una straordinaria biodiversità che la colloca al secondo posto tra le regioni italiane, subito dopo la Calabria. Fiano, Greco, Falanghina e Aglianico, tipiche uve campane, sono tra i vitigni più importanti del nostro patrimonio ampelografico, talmente significativi e apprezzati da essere allevati anche in altre regioni, soprattutto quelle limitrofe come la Basilicata, il Molise e la Puglia. Negli ultimi anni, accanto a queste più celebri, sono state rivalutate altre varietà autoctone, oggi vinificate in purezza o in assemblaggio all’interno delle denominazioni principali.

Fonte: tiscali food culture.

DI Marzo (CIA Avellino): Doc Vino Campania, tutelare le eccellenze territoriali.
La proposta dell’assessore all’agricoltura della Regione Campania, Nicola Caputo, di costituire una denominazione d’origine controllata “Vino Campania” non trova il no pregiudiziale della Confederazione italiana agricoltori, ma incontra osservazioni di merito tecnico destinate ad alimentare il confronto. In sintesi, a parere del presidente di Cia Avellino Stefano Di Marzo, da anni impegnato sul fronte della produzione viti-vinicola e quindi esperto del settore, “va evitato che una eventuale Doc Campania alimenti confusione per i consumatori e produca l’effetto di un livellamento verso il basso di produzioni di alta qualità, come quelle irpine, strettamente legate a territori unici al mondo, che danno vita a prodotti irripetibili quali sono i vini commercializzati sotto le tre Docg Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi.

Fonte: M Sud Notizie.

Vini estivi sotto i 20 euro da stappare per rinfrescarsi senza spendere cifre folli.
Ci sono alcuni vini estivi che, in effetti, possono essere decisamente adatti quando le temperature sono alte. Durante i mesi caldi, in genere, la stragrande maggioranza delle persone cambia alcune abitudini della stagione invernale. Anzitutto, come è ovvio che sia, il guardaroba si fa leggero e corto. Poi, ancora, si ha più voglia di uscire e di divertirsi fuori casa con gli amici.

Fonte: Wine and Food Tour.

La Bandiera ha la migliore carta dei vini regionali d’Europa e quella dei vini di valore.
C’è anche La Bandiera, il ristorante stellato della famiglia Spadone di Civitella Casanova (Pescara) nella classifica delle migliori carte dei vini del mondo. A decretarlo è la rivista The World of Fine Wine, che annuncerà i vincitori della categoria globale durante la cerimonia di premiazione alla Glaziers Hall di Londra il prossimo 11 settembre. I riconoscimenti vengono assegnati in 19 categorie e individuati tra Asia, Australasia, Europa, Medio Oriente e Africa, Nord America, Sud e Centro America e Caraibi. Le carte dei vini sono giudicate secondo un rigoroso protocollo da giurie internazionali indipendenti di professionisti di spicco, tra cui sommelier campioni del mondo, maestri sommelier, maestri del vino e scrittori di vino.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Vino, a scuola di dendrochirurgia in vigna con i vine master pruners Simonit&Sirch.
Per combattere il mal dell’esca in vigna i Vine master pruners Simonit&Sirch hanno messo a punto da anni con successo la tecnica della dendrochirurgia, una vera e propria operazione chirurgica sulle piante della vite grazie alla quale la carie bianca che colonizza la struttura legnosa delle piante e ne causa l’infezione viene eliminata con una specifica attrezzatura, mantenendo intatta la qualità delle uve. I risultati che il Team Simonit&Sirch ha raggiunto in 13 anni di lavori e sperimentazioni sono sorprendenti e di grande importanza sia per la qualità dei vini che per il risparmio economico da parte dell’azienda: il 90% delle piante trattate è tornato infatti pienamente produttivo. La dendrochirurgia è, al momento, l’unica tecnica valida per fermare il mal dell’esca ed evitare l’estirpo.

Fonte: Enti Locali Online

CIOFFI A RFV: “ITALIANO È COME IL VINO. PARISI UN’OTTIMA MOSSA DI MERCATO. E SU BIRAGHI…”.
L’allenatore, Gabriele Cioffi, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola durante “Viola amore mio”. Queste le sue dichiarazioni partendo dalla nuova casa dei gigliati, il Viola Park: “È un ottimo punto di partenza per la Fiorentina, perché costruisci grandi obiettivi partendo dalle fondamenta. Un allenatore sogna di lavorare in un ambiente così, soprattutto in una città come Firenze”. Sulle due finali perse nella scorsa stagione: “È uno step di crescita notevole. La città non deve mettere fretta alla società e alla squadra, ci vuole tempo per crescere”. Sulla Fiorentina come avversaria in campo: “È una squadra scomoda da affrontare perché è coraggiosa. Giocano sempre per vincere, la partita contro di loro non è mai finita, ma nelle finali ci possono essere dei retroscena non positivi”. Sulla scelta di proseguire con Italiano: “La conferma di Italiano è stata scelta giustissima, è cresciuto tantissimo. La Fiorentina ha fatto bene a tenerlo. L’allenatore è come il vino, più il tempo passa e più impara, ha un’idea di calcio convinta”.

Fonte: Firenze Viola.

Il mondo di vino in Italia al centro di acquisizioni, fusioni e aperture di capitale.
L’ultimo report di Mediobanca sul settore vini in Italia fornisce un’ampia analisi dei produttori nazionali. All’interno di questa analisi viene focalizzata l’attenzione anche sulle principali operazioni di merger & acquisition (M&A) che hanno come oggetto le aziende vinicole nazionali. Di seguito riportiamo le principali informazioni e i dati aggiornati su questo fenomeno fornite dal report. Il mondo del vino negli ultimi anni è stato al centro di acquisizioni, fusioni e aperture del capitale. A livello globale nel 2021 le operazioni di M&A hanno raggiunto il valore di 8,1 miliardi di dollari, in crescita di 4,5 volte rispetto al 2020 (1,8 miliardi). Nello stesso anno in Italia le transazioni, che nella maggior parte dei casi si realizzano mediante l’acquisizione di aziende da parte di investitori nazionali, hanno raggiunto i 496 milioni di euro, in crescita del 119% sul 2019.

Fonte: Beverfood.com.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 15 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Federvini, Montanaro nuovo dg.
Il Consiglio della Federazione Federvini ha nominato Marco Montanaro direttore generale.

Fonte: Corriere della Sera.

Calici in classifica.
DESTINAZIONI PREDILETTE DELVESTATE per chi ama il mare al suo massimo splendore, le isole italiane sono tesoro di tradizioni enogastronomiche radicate sul territorio, figlie delle caratteristiche climatiche e geologiche uniche, ma anche di quel confine così mutevole che è il mare, ora aperto e accessibile a qualsiasi influsso, ora respingente e protettivo. Tutto questo non può che riflettersi sulla tavola e soprattutto nel vino, tra i prodotti della terra uno dei più fedeli al carattere del luogo da cui ha origine e delle persone che ne curano l’espressione. È cosl per gli arcipelaghi più piccoli, e anche per le due isole maggiori, Sicilia e Sardegna. Quali sono dunque le etichette migliori per conoscere questi territori, quelle da ordinare al ristorante o da portarsi a casa come ricordo dopo una vacanza a Taormina o in Costa Smeralda? Le classifiche di queste pagine sono state realizzate da Gentleman sommando i voti di tutti i vini giudicati con i massimi punteggi nelle sei principali guide enologiche italiane (i Vini d’Italia di Gambero Rosso, I vini di Veronelli, Vitae dell’AIS, la Guida essenziale ai Vini d’Italia di Daniele Cernilli, Bibenda della FIS e l’Annuario di Luca Maroni).

Fonte: MF Gentleman.

La forza della vite.
ARCIPELAGO BIANCO COSTA TOSCANA BIANCO GORGONA È UN BLEND DI VERMENTINO E ANSONICA. QUEST’A È UNA STORIA D’AMORE e, come tutte le storie d’amore che si rispettino, comincia con una lettera, prosegue con un colpo di fulmine e va avanti con un brindisi. E poi? Nell’estate del 2012 la Casa circondariale di Livorno, sezione Isola di Gorgona, rischiava la chiusura, come era già alle isole carcere di Capraia e Pianosa. Mancanza di fondi, ostacoli burocratici e problemi di gestione; dunque, anche l’ettaro di vigna di cui si prendevano cura i detenuti rischiava l’abbandono. «Cerchiamo una mano per fare un vino migliore», dice la lettera inviata via fax a un centinaio di destinatari, i più importanti produttori della Toscana. Si cerca un cavaliere bianco; o, chissà, un principe azzurro. Dei cento destinatari, ne risponde solo uno, ma risponde subito: il marchese Lamberto Frescobaldi. Il suo naso di enologo avventuroso lo guida a Livorno e attraversa le 20 miglia che separano il continente dalla più piccola delle isole dell’Arcipelago toscano, uno sperone fasciato di azzurro e coperto dal verde della macchia mediterranea.

Fonte: MF Gentleman.

In cantina – La Tâche, crollano le magnum.
Brusca correzione (-23%) del valore delle 23 bottiglie da un litro e mezzo alle aste La Tâche, crollano le magnum di Cesare Pillon Questa puntata, che analizza le Quotazioni spuntate alle vendite all’incanto da La Tâche nella bottiglia di formato magnum, si preannuncia di notevole interesse. I 16 millesimi che compaiono in tabella sono infatti soltanto in significativi dei 23 magnum di La Tâche per i quali è possibile confrontare la quotazione ottenuta alle aste di quest’anno con quella dell’anno scorso. Una bella differenza rispetto ai magnum di Romanée Conti, per i quali il confronto è stato possibile solo per dieci annate, e una maggior garanzia sulla validità delle indicazioni fornite dal confronto. Ma quali sono queste indicazioni? Ecco le cifre: per acquistare le 23 annate l’anno scorso bisognava sborsare 432.268 euro, oggi ne bastano 331.386, cioè 100.882 in meno.

Fonte: Milano Finanza.

Tesori sommersi.
I SOMMOZZATORI CON I LOTTI SCELTI DA VEUVE CLICOUOT PER CELLAR IN THE SEA. A DESTRA, LE ISOLE ALAND E LE BOTTIGLIE DEL NAUFRAGIO DEL 1840. CELLAR IN THE SEA E LA CANTINA NEL MARE DI VEUVE CLICQUOT, PROGETTO NATO DA UNA STORIA AVVINCENTE CHE INIZIA CON UN NAUFRAGIO. È UN TESORO IN FONDO nel Mar Baltico al largo delle Isole Aland e Veuve Clicquot invita a scoprirlo con Cellar in the Sea. La cantina nel mare nata da una vicenda avvincente quanto un romanzo d’avventura e inizia, nel 1840, con una tempesta. Proprio all’ingresso del Golfo di Botnia, una nave viene colta dalla mareggiata nel bel mezzo delle migliaia di isolotti che dividono la Svezia dalla Finlandia e affonda con tutto il suo carico. Esattamente 170 anni dopo, nel luglio 2010, una spedizione subacquea individua il relitto e trova il tesoro: oltre un centinaio di bottiglie di vino, tra cui alcune champenoise.

Fonte: MF Gentleman.

Vino. Arrivano gli indici per misurare gli investimenti nel settore.
Si parte dall’analisi delle etichette italiane e francesi più scambiate Il mercato dei vini da collezione è un mondo articolato e variegato, tradizionalmente riservato ai collezionisti e operatori di settore. In questo contesto eWibe, giovane operatore italiano che riunisce servizi di trading con una piattaforma che opera in tempo reale, deposito bottiglie e informazioni sul settore per consentire di investire in vini pregiati anche ad un vasto pubblico ha definito quattro indici. Questi sintetizzano il valore di un paniere di vini iconici delle ultime dieci annate, ovvero quelle a maggior potenziale in termini di investimento, monitorandone la performance di mercato. 11 tutto attraverso un algoritmo proprietario che analizza tutte le informazioni relative alle etichette più rappresentative del mercato dei vini da investimento Italia- Francia. Gli indici evidenziano un valore sintetico informativo, in grado di rappresentare le diverse sensibilità che fanno capo agli operatori di mercato: dagli investitori agli appassionati, dai collezionisti fino a tutta la filiera.

Fonte: Sole 24 Ore Plus 24.

vigneti di Ettore, il classico si sposa con la modernità.
Parte essenziale della storia vitivinicola della Valpolicella, la rande personalità di Ettore Righetti, purtroppo mancato nel 2021, è stata essenziale non soltanto per la Cantina Cooperativa, di cui è stato encomiabile direttore e presidente, ma anche per la struttura che porta il suo nome, nella quale era coadiuvato fin dal 2011 dal nipote Gabriele (appena insignito, dalla guida i 1000 Vini d’Italia de l’Espresso, del titolo di “Miglior Produttore Under 40”) e dal papà Giampaolo. Siamo sulle colline di Negrar, uno degli emblemi della tipologia, collocazioni che variano tra i 250 e i 400 metri, complessivamente cinque ettari vitati con i classici territoriali, ovverosia Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara, Croatina e Oseleta, abbinati ai più rari Peleta, Spigamonti e Recantina, allevati su suoli di composizione varia, da alluvionale ad argilloso, da magmatico a effusivo.

Fonte: Sport Week.

Vino, consegnati gli attestati della Sannio Academy.
Nel Parco delle Terme di Telese, all’interno di “Sannio Experience Tour”, sono stati consegnati gli attestati di partecipazione alla “Sannio Academy”. I partecipanti, opportunamente formati, sono diventati “ambasciatori” dei vini sanniti, soprattutto al di fuori del territorio provinciale. Il progetto targato Sannio Consorzio Tutela Vini era iniziato nel marzo scorso «con l’obiettivo di diffondere la cultura e la storia vitivinicola del territorio» ed era indirizzato a ristoratori, titolari, responsabili di strutture ricettive e, in maniera particolare, agli studenti che stanno concludendo il percorso formativo in “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera”.

Fonte: Roma.

Ecco il nuovo logo di Friuli Doc – Un’impronta digitale che raffigura la regione Friuli Doc cambia logo.
II simbolo rappresenta la volontà di essere il centro enogastronomico del territorio. Dopo anni di assenza piazza Garibaldi ospiterà di nuovo gli stand e i tavoli. II verde richiama l’attenzione dell’amministrazione De Toni ai temi dell’ambiente e della sostenibilità Alessandro Cesare Un’impronta digitale con la forma della regione Friuli Venezia Giulia. E la nuova immagine di Friuli Doc, la kermesse del gusto che invaderà il centro di Udine tra il 7 e il 10 settembre. A svelarla, ieri mattina a palazzo D’Aronco, è stato il vicesindaco con delega a Turismo e Grandi eventi, Alessandro Venanzi, insieme alla responsabile dell’ufficio Turismo, Emanuela Grillo. Uno scoprimento simbolico del nuovo logo per dare il via alla narrazione che porterà all’edizione numero 29 di Friuli Doc. Dopo due anni con la stessa immagine, un tappo di sughero, la nuova amministrazione ha voltato pagina, creando qualcosa di più peculiare.

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Cocktail & Cantine, la meta è Maenza.
Terre Pontine Autentiche Barbara Votta riunisce produttori vinicoli, ristoratori, eccellenze. Le eccellenze di questo territorio si prestano ad essere declinate in moltissimi modi. E saperne intercettarne le potenzialità put. dar vita ad eventi capaci di innovarne il settore. Sotto quest’ottica Barbara Votta, esperta in marketing territoriale e presidentessa dell’associazione Terre Pontine Autentiche, lancia un nuovo format dal titolo “Cocktail e Cantine” che ha come obiettivo la diffusione dei prodotti e del territorio pontino. L’esordio è programmato a Maenza per venerdì 21 luglio presso il castello Baronale. Nata nell’aprile del 2022, Terre Pontine Autentiche è il frutto di un’idea di Barbara Vona che vede, con lungimiranza, la grande potenzialità che l’alleanza tra operatori del turismo, dell’enogastronomia come chef, ristoratori, chi lavora nell’accoglienza turistica – dagli albergatori alle guide -, lavorando in sinergia possa creare e sviluppare una rete di turismo sostenibile che porti alla valorizzazione del nostro territorio che è ospitale, pieno di bellezze da vedere e ricco di tradizioni enogastronomiche da scoprire e rivalutare.

Fonte: Latina Oggi.

Calici stelle, brindisi numero 26 Protagonista anche la Via dei palazzi.
L’appuntamento è giovedì 10 agosto nel centro storico dalle 19 alle 24 Ma in programma ci sono anche gustose anteprime e un giro nei vigneti ¦ Tre date, quattro appuntamenti e qualche novità, ma tutto sempre nel nome del Nebbiolo delle Alpi. Festeggia i suoi primi 26 anni Calici di stelle, la manifestazione che tradizionalmente accompagna la notte di San Lorenzo in città e che da qualche anno è accompagnata da un prologo che unisce al gusto e ai sapori dei vini e del territorio, la bellezza. Una bellezza naturalistica, paesaggistica e, in questa edizione in particolare, architettonica, legata al capoluogo e alla sua Via dei palazzi di Sondrio. «Con il Consorzio di tutela dei vini abbiamo cercato di valorizzare alcuni aspetti ed elementi fondamentali non soltanto per l’evento in sé – spiega Michele Diasio, assessore al Turismo di palazzo Pretorio -, ma per la promozione della bellezza del territorio e della città. Focalizzeremo l’attenzione su alcuni scorci, ben sapendo che il protagonista assoluto rimane il Nebbiolo».

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

II programma Prenotazioni online e acquisto carnet: date, orari e numeri.
lin pubblico ampio per la serata di Calici di stelle del 10 agosto, numeri più ristretti e contingentati invece per le altre tre proposte che caratterizzano il programma di questa edizione 2023 dedicata al Nebbiolo delle Alpi, parte integrante del calendario del Wine festival. Sarà aperta ad un massimo di 75 partecipanti, con obbligo di prenotazione, “Calici d’autore”, la cena itinerante in programma per domenica 6 agosto alle 20 con tappe nel giardino dell’arcipretura, in piazza Quadrivio, in piazza Cavour e nel giardino del Bim. Al costo di 85 euro sarà possibile gustare la cena a più mani affidata a nove diversi ristoratori. In cucina per il Gruppo Ristoratori della Provincia di Sondrio ci saranno: hotel Tremoggia, Jom Bar, Ma! Officina gastronomica, Posteria del Rosso, ristorante Il Poggio, ristorante La Pòsa, ristorante San Carlo, ristorante Soltojo e ristorante Trippi. Platea più ampia (un centinaio di persone e anche qualcosa in più) per “Aspettando Calici di stelle”, la serata in programma lunedì 7 agosto dalle 20 al castel Masegra.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

La cantina Giorgi riparte un anno dopo l’alluvione.
Macchinari e locali dell’azienda erano stati invasi dal fango dopo le forti piogge di luglio 2022 Oltre un milione e mezzo di danni, produzione possibile grazie all’aiuto di altre realtà vicine La cantina Giorgi riparte un anno dopo l’alluvione. La cantina in frazione Monteveneroso spazzata via un anno fa dal / maltempo ora è quasi pronta per ripartire con la vendemmia. Fabiano Giorgi ce l’ha fatta: le pareti distrutte dal fiume di acqua e fango sceso dalla collina, gli impianti fuori uso e i silos ribaltati, i portoni divelti, trattori e cataste di bottiglie scaraventati a decine di metri sono solamente un brutto di ricordo. Ora la cantina dell’azienda Giorgi, una delle più colpite dall’alluvione di fine luglio 2022, con oltre 1,5 milioni di euro di danni, sta tornando alla normalità: gli operaie il personale si dedicano agli ultimi interventi e a verificare il funzionamento degli impianti e poi la struttura sarà pronta a ricevere nuovamente le uve.

Fonte: Provincia – Pavese.

Gli undici Comuni delle terre del Gavi discutono di vino, sviluppo e territorio.
Presso la Cantina Produttori presieduta da Alessandro Cazzulo Gli undici Comuni delle terre del Gavi discutono di vino, sviluppo e territorio a Oggi presso la Cantina Produttori del Gavi, presieduta da Alessandro Cazzulo, si svolgerà l’evento: ‘Gli undici Comuni delle terre del Cavi DOCG’ con una tavola rotonda dal titolo ‘Fln vino, un territorio, un’occasione di sviluppo: Alle 17.30 i sindaci degli undici Comuni della DOCG Gavi, moderati dal Preside del Liceo ‘Amaldi’ Michele Maranzana, incontreranno autorità provinciali, regionali e del Ministero dell’Agricoltura, fra cui il Presidente della Provincia Enrico Bussalino, il Presidente di Alexala Roberto Cava, gli Assessori regionali al Turismo e all’Agricoltura Vittoria Poggio e Marco Protopapa, il Sottosegretario all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare Luigi D’Eramo, gli Onorevoli Federico Fornaro e Riccardo Molinari.

Fonte: Panorama di Novi.

Vendemmia a fine agosto, vendite vino in ritirata.
La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e il 30 agosto, con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022. Prevista la crescita dell’uva raccolta rispetto all’anno scorso. Sono le indicazioni emerse nell’incontro a Treviso del gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est che conta 73 aziende vinicole e 13 distillerie/liquorifici associate per 2.511 dipendenti. «Quest’anno le previsioni indicano un rallentamento delle vendite anche nei mercati internazionali, che penalizzerà più i vini fermi che gli spumanti», ha dichiarato il presidente del gruppo Stefano Bottega. Gabriele Castelli di Federvini, riferendosi alla questione dell’etichettatura con l’obbligo dall’8 dicembre 2023 di indicare in bottiglia i valori nutrizionali del prodotto, ha spiegato di aver «ottenuto in sede comunitaria che l’applicazione sia graduale, solo dopo l’esaurimento delle scorte e per i vini prodotti dopo la data dell’8 dicembre 2022».

Fonte: Gazzettino.

Vendemmia a fine agosto Mercati in flessione – Vendemmia, partenza in ritardo.
La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e il 30 agosto con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022, caratterizzato da forte caldo e siccità. È l’indicazione emersa nel corso dell’incontro a Palazzo Giacomelli a Treviso del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est (che coordina gli interessi degli imprenditori di Treviso, Padova, Venezia e Rovigo e conta 73 aziende vinicole e 13 distillerie, liquorifici storicamente legate al mondo del vino per 2.511 dipendenti diretti). Un’occasione per imprenditori e operatori per fare il punto della situazione pre-vendemmiale con esperti del Cra Vit di Conegliano, dell’Università di Padova e di Federvini, e l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura e al Turismo, Federico Caner, sulle strategie per la soste Economia Vendemmia a fine agosto Mercati in flessione La vendemmia 2023 in Veneto partirà tra il 23 e i130 agosto con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto al 2022, caratterizzato da forte caldo e siccità.

Fonte: Gazzettino Treviso.

La Confraternita di Valdobbiadene «Ecco la bottiglia scelta per il 2023».
È stata presentata la Bottiglia selezionata per il 2023 dalla Confraternita di Valdobbiadene durante una cerimonia partecipata ed evocativa al “Municipio 1815 Boutique Hotel” a San Pietro di Barbozza. Insieme a una nutrita rappresentanza di Confratelli – tutti vestiti con il tradizionale mantello scarlatto – ha presenziato alla cerimonia il Gran Maestro Enrico Bortolomiol che ha presentato la Bottiglia selezionata: “un’etichetta di Valdobbiadene DOCG extra dry, che fa riferimento all’annata vendemmiale 2022 e che di fatto funge da punto di riferimento della tipicità e della qualità d’annata, esprimendo nel contempo l’identità del nostro territorio”. Quella del Prosecco è una terra generosa e unica che, come ricorda Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg deve essere preservata. Ciò avviene anche grazie alla Confraternita, ringraziata dalla presidente durante la cerimonia proprio per l’impegno nella tutela e nella promozione del Docg.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Vendemmia, si parte col Pinot L’avvio sarà tra il 23 e 30 agosto.
L’avvio sarà tra i123 e 30 agosto VO’ La vendemmia delle uve precoci come il Pinot Grigio partirà in Veneto tra il 23 e il 30 agosto, con una settimana di ritardo rispetto alla passata stagione che è stata caratterizzata dal caldo e dalla siccità. L’indicazione è emersa nel corso di un incontro a Palazzo Giacomelli a Treviso del Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est. Convegno che è stato l’occasione per fare il punto sulla situazione pre-vendemmiale con esperti del CraVit di Conegliano, dell’Università di Padova e di Federvini. È intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura e al Turismo Federico Caner. Quest’anno le previsioni di vendita, elaborate da Federvini, indicano un rallentamento delle vendite anche nei mercati internazionali, che penalizzerà più i vini fermi che gli spumanti. «Occorre quindi proporre un racconto positivo del nostro prodotto e promuovere una strategia di comunicazione e promozione che valorizzi il consumo responsabile e sostenibile dei prodotti alcoolici», ha dichiarato Stefano Bottega, presidente del gruppo vinicolo distillati e liquori di Confindustria Veneto Est. Patrick Marcuzzo ricercatore al CraVit, ha sottolineato che dopo un 2022 altamente siccitoso, fenomeno che si temeva potesse caratterizzare anche quest’anno, le piogge di maggio e giugno hanno migliorato la situazione e non ci sono segnalazioni di danni da gelate primaverili e malattie.

Fonte: Mattino Padova.

La vendemmia inizia il 23 agosto Siccità e malattie sono un ricordo – Vendemmia dal 23 agosto «Ma le vendite rallentano».
Le previsioni di Confindustria: uve sane e abbondanti, anche se i mercati mostrano una lieve frenata delle vendite. Vendemmia dal 23 agosto «Ma le vendite rallentano» Le previsioni di Confindustria: uve sane, per i vini fermi frenata sui mercati Coldiretti incontra sindaci: confronto sulla manutenzione della rete di scolo Gli spumanti resistono e crescono del 9% mentre per gli altri il calo è del 7.1% Le bollicine tengono sul mercato, non altrettanto i vini fermi. E la prossima vendemmia? Tutti temevano la siccità, anche quest’estate, invece no. Le uve stanno maturando al meglio e il Gruppo Vinicolo di Confindustria Veneto Est, riunitosi a Palazzo Giacomelli a Treviso, prevede che la raccolta delle uve partirà tra il 23 e il 30 agosto, con le varietà precoci come il Pinot Grigio, una settimana più tardi rispetto a12022. Tempistica positiva, dunque. Ma, a proposito di acqua, si faccia attenzione: bisogna ripristinare la rete scolante dei fossi, come Coldiretti e sindaci si sono detti in un convegno all’Astoria a Refrontolo.

Fonte: Tribuna Treviso.

STAMPA ESTERA

À Château Clarke, l’art au service du vin.
La propriété médocaine du groupe Edmond de Rothschild Heritage fait peau neuve avec un chai et un cuvier contemporains. Sans renier la passion d’Ariane de Rothschild pour la peinture et la sculpture, qui trouve son écrin. Que de chemin parcouru depuis l’acquisition, en 1973, du château Clarke, en appellation Listrac-Médoc, et de ses 145 hectares dans le Médoc! le groupe F..dmond de Rothschild Heritage (ERH) a pris son temps pour faire du domaine une pépite, notamment avec l’achat des deux propriétés voisines, les chateaux Malmaison (en appellation Moulin-en-Médoc) et Odilon (en Médoc). C’est à peu près à la même époque que le baron Edmond de Rothschild achète les chàteaux Beychevelle et Margaux, mais c’est à Clarke qu’il. s’établit. Un de ses grands talents aura été de percevoir, bien que le vignoble de la propriété médocaine suit en mauvais état, tout le potentiel des terroirs. « C’était un homme de challenge, et rf avait la volonté de démarrer im nouveau projet », confirme Boris Bréau, dlrecteur général de la branche vins d’F.RH. Le baron s’attache les lions conseils du célébre oenologue français Émile Peynaud, redimensionne le vignoble qui n’a pas évolué depuis sa création et replante 85 hectares en quatre ans en faisant le choix de supprimer de l’encépagement le cabernet franc et le petit verdor. «Ce vaste chantier de restructuration va se poursuivre jusqu’en 2032 et devrait nous permettre d’envisager sereinement les cinquante prochaines années», précise Boris Bréau. Aujourd’hui, c’est un nouveau volet qui s’ouvre, avec la création de deux chais, l’un pour Malmaison, l’autre pour Clarke. «Nous avions de nombreux hdttments, repartis sur les différentes propriétés, qui n’étaient pas toujours très pratiques à utiliser. Avec ce projet, nous avons voulu nous concentrer sur la vinification et l’élevage», ajoute Boris Bréau. Pendant des mois, une noria de camions a dégagé des tonnes de gravats pour creuser le chai à barriques du chäteau Malmaison, avant de reconstruire, en surface, le cuvier à L’identique de ce qui existait, mais avec des cuves adaptées à des vinifications parcellaires de précision. Pour le chai de Chäteau Clarke, Ariane de Rothschild, qui dirige F.HR depuis le décès prématuré de son mari, Benjamin, en 2021, a demandé au graveur et sculpteur sur verre Gilles Chabrier et au peintre-décorateur Jean -NI – colas Boulmier d’imaginer un écrin à la hauteur des ambitions de la propriété, une ode à l’excellence. Les deux artistes ont eu carte blanche pour créer un ensemble qui rend hommage à la vision du baron Fdmond de Rothschild. Dégradés de peintures fait à la main, flammes de verre et vanité de l’artiste Philippe Pasqua participent à créer un environnement d’exception dans lequel les vins patientent tranquillement en barrique. «Notre responsabilité est de faire de I’art de vivre une partie intégrante des terrain,, de leur vie économique, culturelle et artistique, explique Ariane de Rothschild. Et d’ériger le savoir-faire en trésor à défendre et 4 transmettre aux générations suivantes. » Une ambition qui aura nécessité trois ans de travaux, mais dont le résultat est bluffant tant la cathédrale qui abrite les fûts est spectaculaire avec ses 44 « arbres » en verre extra-blanc, sablé en façade, qui font jaillir la lumière par diffraction. Jean-Nicolas Boulmier a imaginé un décor tout en lignes de fuite, animé par des murs patinés telle une toile abstraite. «Faire du vin est un geste qui relève de l’esthétique.

Fonte: Figaro.

Prosecco bubble may burst as hillside vineyards wilt.
Italy’s most celebrated prosecco vineyards are in danger as climate change makes life far tougher for growers, a study has suggested. Researchers have warned that “heroic viticulture” — where vines are grown on very steep slopes — is at risk of becoming unsustainable in Italy, Portugal and Spain. Paolo Tarolii, the professor of soil and water conservation at the University of Padova who led the research, said that irrigating these vineyards during increasingly frequent droughts was difficult and expensive. At the same time, winter downpours are becoming heavier, which raises the risk of soils and terraces being washed away and the landscape depleted. The regions under threat include the Prosecco Hills of Conegliano and Valdobbiadene in Italy, a Unesco world heritage site where the landscape is characterised by ciglioni, small plots of vines grown on narrow grassy terraces carved into steep hills. The region would have accounted for only a small portion of the record 130 million bottles of prosecco that were reported to have been shipped to Britain last year. However, it is responsible for a sought-after, high-quality version: Prosecco Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). As one of the region’s producers told ‘l’he ‘l’imes in 2018: “If ordinary prosecco is a Fiat, then the DOCG we make locally is an Alfa Romeo and our top-end Cartizze is a Ferrari.” Vineyards are considered to be sites of “heroic viticulture” if grapes are grown on a slope steeper than 30 degrees, if they are located on small islands or at an altitude of more than 500 metres above sea level, or if they include vines grown on terraces. Other examples include the Allo Douro region in Portugal, which produces port and is also a Unesco world heritage site, and the Soave vineyards in Italy. “‘l’hese farmers are considered to be heroes because they deal with this adverse environment, typically by purely manual operations without mechanised tools,” Tarolli and his team said in a study published in the journal I Science.

Fonte: Times.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 14 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il Sangiovese di Tommaso cucito su misura.
Grignano, alla guida il rampollo degli Inghirami Laurea alla Bocconi, e primo impiego come manager dell’innovazione alla Ferrero, Tommaso Inghirami (nell’illustrazione qui sotto) è un giovane vulcanico produttore del Chianti Rufina Docg. È alla guida della Fattoria di Grignano, a pochi chilometri da Firenze, vicino a Pontassieve. «Quando sono arrivato qui pensavo di cambiare tutto» racconta «poi ho pensato che valeva la pena di valorizzare l’esistente e, allo stesso tempo, di cercare nuove strade». Ha portato in cantina la sua collezione di 300 macchine per cucine di ogni età. Un richiamo alla storia della famiglia, gli Inghirami, famosi dal dopoguerra per la produzione di camicie (Ingram il marchio più noto), grazie al nonno di Tommaso, l’avvocato Fabio: capì che bisognava passare dai sarti e dalle cucitrici. alle produzioni in serie. Un successo servito ad acquistare Grignano, tenuta di 600 ettari, di cui 5o a vigneto (180 mila bottiglie l’anno), sul quale si staglia l’ombra del palazzo appartenuto nel Cinquecento a Caterina de Medici.

Fonte: Corriere della Sera 7.

Intervista ad Alessandro Chiesa – Castello di Albola: sapori Doc La tradizione toscana nel piatto e il Chianti Classico nel calice.
Chef Alessandro Chiesa e i segreti della sua cantina con cucina II borgo medievale, il cui direttore e vignaiolo è Alessandro Gallo, sorge, a Radda, tra le più alte colline del Chianti Classico. Un luogo incomparabile per il fascino della storia, le suggestioni artistiche e il contesto agropaesaggistico. Nel corso degli ultimi 40 anni questo luogo si è letteralmente trasformato in un vero paradiso: le vigne sono a un livello di altissima qualità e un’intera area rurali con i casolari e la bellissima villa padronale sono tornati agli antichi splendori. Vigne quasi ‘eroiche’, collocate in territori caratterizzati da forti pendenze, tra i 350 e 650 metri con un microclima ideale per la produzione di vini prestigiosi. Castello di Albola è questo e molto di più. Con una visione ‘green’ che ha portato nel 2016 a un processo di conversione al biologico. Chef Alessandro Chiesa è colui che riesce a portare nel piatto la meraviglia del territorio e i suoi sapori nel contesto della tenuta. Qualità di vita, relax, buon bere e buon mangiare.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Dalla peronospora alle assurde norme Ue mille nemici congiurano contro il vino.
Nel mondo consumi in frenata, ma per Thalia i mercati estensi confermano la carta vincerúeper bilanciate il calo interno. Tempi duri per il vino, un prodotto che è diventato la bandiera del made in Italy alimentare e che rappresenta il motore dell’economia agricola di molte regioni del Mezzogiorno. I colpi arrivano da più fronti. Dall’Unione europea, in primis, che vuole adottare etichette allarmistiche sul modello di quelle che campeggiano sui pacchetti di sigarette e che ha anche ammesso che il vino può tranquillamente essere sanificato per perseguire una strategia green, dai consumi in rallentamento e dal cambiar mento climatico che, con i fenomeni meteo estremi, favorisce il proliferare di parassiti. Come la peronospora che sta decimando i vigneti lungo tutto lo Stivale. Intanto, però, l’industria nazionale del vino (che allargata vale oltre 31 miliardi) continua a reggere i colpi: lo scorso anno sono state esportate etichette nazionali per circa 8 miliardi. Ma il futuro potrebbe non essere così brillante. A lanciare l’allarme è l’Unione Italiana Vini (Uiv) che, in occasione dell’assemblea generale, ha fornito i dati sui consumi con proiezioni fino al 2040. In Italia a mancare all’appello sono i giovani, e questo provocherà una perdita di 1,2 milioni di ettolitri al 2039.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Se il vino rosso va di traverso.
L A MALATTIA della vite provocata dal fungo peronospora incombe sulla vendemmia 2023. I produttori sono disperati perché non sanno più come contrastare il parassita che sta distruggendo parte delle uve dei vigneti d’Italia. Da mesi attacca le foglie, i germogli e i grappoli. Compromette maggiormente i vitigni dei rossi rispetto ai bianchi. Certo, è ancora presto per una previsione ufficiale sulla raccolta, tuttavia l’Osservatorio dell’Unione italiana vini stima un taglio della produzione del 40 per cento in Abruzzo sul Montepulciano e del 30 per cento in Puglia dal Salento a Foggia, le due regioni maggiormente colpite. In Campania il fungo prospera di più nella zona appenninica.

Fonte: Repubblica Venerdi.

Trema la terra dell’Aglianico il fungo killer è inarrestabile – Un attacco frontale alla terra dell’Aglianico.
Tra l’80 e l’85% dei vitigni risulta compromesso dal fungo, con la perdita di buona parte dei grappoli d’uva Un attacco frontale alla terra dell’Aglianico Allarme Peronospora: viticoltori del Vulture nel panico. I viticoltori del Vulture, il «regno dell’Aglianico», cominciano a fare la stima dei danni dell’aggressione di un fungo, la Peronospora, che ha colpito i vigneti e distrutto i grappoli d’uva sino a renderli completamente da macero. In tanti, nella sede zonale della Cia-Agricoltori di Venosa, partecipando ad una riunione con il direttore regionale Donato Distefano e in collegamento video il dirigente nazionale Domenico Mastrogiovanni (responsabile ufficio Pac), hanno portato il proprio censimento danni che contribuisce ad una previsione per la vendemmia autunnale: tra 1’80 e 1’85% dei vitigni risulta compromesso e buona parte dei grappoli di uva irrimediabilmente perduta.

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Viticoltura, annata da dimenticare.
Incontro della Cia nel Vulture: raccolti danneggiati dalla peronospora Viticoltura, annata da dimenticare 1119 un incontro al Ministero: alla Regione si chiede eli produrre precisa mappatura. Nella sede Cia di Venosa si sono riuniti i direttivi dei comuni di Venosa, Ripacandida, Maschito, Rapolla, Barile, Ginestra e Montemilone per fare il punto sull’andamento dell’annata agraria e per effettuare una puntuale analisi relativamente allo stato in cui versano i vari comparti produttivi a partire da quello vitivinicolo, passando a quello cerealicolo e zootecnico a seguito dei danni registrati a causa dei numerosi eventi atmosferici e calamità naturali nei mesi di maggio e giugno scorsi, con oltre 45 giorni di piogge incessanti e bombe d’acqua che hanno compromesso raccolti e produzioni. All’incontro, introdotto dal presidente Cia Venosa Liliana Sileo, hanno partecipato anche il direttore regionale Donato Distefano e il presidente residente Cia Potenza Giannino Lorusso.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

Degustazioni all’Enoteca di Dozza.
Prosegue la frequentata iniziativa di “Sere d’estate fresche di vino… a corte” a Dozza. Si tratta di un format messo in campo dall’Enoteca regionale, quest’anno in collaborazione con la Fondazione Dozza città d’arte, pensato per chi vuole fare un tuffo nella geografia vitivinicola regionale. Fino al 10 agosto, dalle 20.30, nella sede della Rocca Sforzesca, si tengono incontri-degustazioni in cui sarà possibile conoscere e degustare i vini emiliano-romagnoli. Il tutto arricchito da una visita guidata nelle stanze e negli ambienti del museo, accompagnati da un sommelier e da una guida.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Venerdì in centro tra vino e motori.
Pronto, dopo il grande successo della prima giornata, un nuovo appuntamento con i “Venerdì di Luglio”: tappa fissa per chi ama vivere il centro storico di Cesena la sera d’estate. Oggi secondo il progetto degli organizzatori 2023 (l’Accento srl assieme al Comune) è prevista la valorizzazione delle tante eccellenze che la Romagna è in grado di propone. «Di…Wine, Eccellenze Divine” Cesena vedrà 47 cantine pronte a invadere pacificamente il centro storico per una serata insieme ai produttori di tutto il territorio ed un excursus enologico sull’intera Romagna. L’inizio è previsto a partire dalle 20 e la partecipazione per il pubblico prevede un gettone di 10 euro che consente la degustazione di 3 vini a scelta.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Vini e Ferrari per il secondo appuntamento.
Questa sera, per il secondo appuntamento con i venerdì di luglio, sono attese in centro oltre 50 cantine romagnole con i loro vini pregiati. Il progetto degli organizzatori 2023 (l’Accento s.r.l unitamente all’Amministrazione Comunale di Cesena) prevede la valorizzazione delle tante eccellenze che la Romagna è in grado di proporre. ‘Di…Wine’ è la rassegna che porterà in zona Almerici, Carbonari e Mazzini oltre cinquanta cantine romagnole e i loro vini che potranno essere degustati con l’acquisto, nello stand dell’organizzazione, di un kit con cui si potranno fare tre degustazioni attraverso un calice e un marsupio per trasportarlo. In Piazza Giovanni Paolo Il si posizionerà il Vespa Club Cesena con le moto dagli anni 50 in poi: i gioielli di casa Piaggio saranno in mostra tutta la sera per la gioia dei tanti amanti delle vespe.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Friuli Doc cambia immagine addio al tappo di sughero «Resta una festa di popolo».
Cambiata l’amministrazione, cambia pure la grafica della principale manifestazione cittadina, Friuli Doc. Oggi alle 11, a palazzo D’Aronco, il vicesindaco Alessandro Venanzi svelerà la nuova immagine della kermesse in programma dal 7 al 10 settembre. «Più che rimarcare le differenze con il recente passato —chiarisce — si tratta di un nuovo punto di partenza per ridefinire gli obiettivi dell’evento. Friuli Doc deve restare una grande festa di popolo, in grado di trasmettere l’identità della città e del territorio friulano». Il primo passo, come dimostrerà la presentazione odierna, sarà la nuova grafica, diversa da quella con il tappo di sughero brandizzato delle ultime edizioni. «Quest’anno andrà in scena il Friuli Doc numero 29 —ricorda Venanzi —quindi ritengo sia importante dare spazio ad alcune novità in vista del trentennale».

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Caldo e fitopatologie La zona del Lambrusco rischia grosse perdite.
Caldo, umidità, temperature record. Un’estate bollente, al punto che quello in corso – secondo le elaborazioni di Coldiretti sui dati Isac Cnr nel primo semestre del 2023 – è per il Nord Italia il terzo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,80 gradi superiore la media. I cambiamenti climatici in corso per alcuni versi incidono alla diffusione di fitopatologie, che rischiano di compromettere le produzioni in campo. Coldiretti Mantova ha raccolto segnalazioni per la presenza di flavescenza dorata su una superficie vitata vicina ai 1.500 ettari, dei quali 700 in zona Lambrusco. Colpiti, in particolare, i vigneti biologici, con un’incidenza di poco superiore al 30%, mentre un 10% dei vigneti colpiti dalla fitopatologia si trovano sulle Colline Moreniche e hanno investito le produzioni di Garda Doc e Garda Colli Mantovani Doc.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Sessanta vendemmie Per celebrare ecco una bottiglia speciale e la festa in azienda.
Compleanno rotondo per la Cantina Colli Morenici: nasce il Merlot Garda Collector’s Edition. Domani l’evento Una bottiglia speciale e una festa per celebrare le sessanta vendemmie della Cantina sociale Colli Morenici di Ponti sul Mincio, che con Cantina Valpantena e Cantina di Custoza costituisce il gruppo Cantine di Verona. Nasce così il Merlot Garda Doc Collector’s Edition, un’edizione limitata, etichetta creata per l’occasione e per mettere in evidenza l’importante traguardo raggiunto dalla cooperativa di Ponti sul Mincio con dettagli dorati. «Abbiamo scelto di celebrare le sessanta vendemmie di Cantina Colli Morenici con il Merlot Garda Doc Collector’s Edition, un tributo al lavoro e all’impegno dei nostri soci nel produrre ogni giorno vini di alta qualità— afferma Luigi Turco, presidente di Cantine di Verona—. In quest’occasione desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a rendere Cantina Colli Morenici ciò che è oggi: una realtà inserita in un gruppo in crescita, simbolo di innovazione ed eccellenza, e un punto di riferimento peri vini tipici e più noti di questa zona, a pochi passi dalla sponda lombarda del lago di Garda».

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Vendemmia da Velenosi per i ragazzi speciali.
Rinnovatala collaborazione tra l’azienda Velenosi e il centro diurno per l’autismo L’Orto di Paolo. Gli utenti della struttura hanno partecipato alla vendemmia svoltasi nei vigneti dell’azienda. L’iniziativa è frutto del progetto solidale promosso dalla cantina Velenosi per sostenere le attività inclusive del centro. Da questo connubio nelle passate edizioni sono nati speciali vini come il Falerio doc, il Falerio Pecorino Doc e il Rosso Piceno Superiore Doc. Il ricavato della vendita di queste bottiglie è stato interamente devoluto al centro diurno. Come spiega Angela Piotti Velenosi «quando mi è stata proposta questa opportunità, ho pensato che qualcosa si poteva fare. Ogni volta i ragazzi sono sempre più felici e aspettano quel giorno. Qui c’è il loro lavoro e la loro semplicità. A breve ripartiremo con la nuova annata con il nostro bianco e il nostro rosso de L’Orto di Paolo.

Fonte: Corriere Adriatico Ascoli Piceno.

Settore in difficoltà i costi sono a monte i guadagni a valle.
L’uria: “Basilare il ruolo delle cantine sociali” Per l’invenduto sarà necessaria la distillazione guadagna sul vino? Se ai produttori di uve rimangono le briciole, a chi vanno i guadagni? «Si sta assistendo a una generica flessione in negativo dei prezzi del vino — dice Mariagrazia Baravalle, direttore Confagricoltura Asti – Questa diminuzione si riflette ancora più negativamente sulla marginalità delle aziende dal momento che i costi produttivi (concimi, prodotti fitosanitari) sono sensibilmente aumentati». «Vendere le uve sul mercato libero — dice Marco Pippione, direttore della Cia — significa andare incontro a una speculazione su un prodotto facilmente deperibile». Si può ritardare la vendemmia di qualche giorno ma non più di tanto con il rischio, fondato in questi anni di cambiamenti climatici, che a vendemmiare non sia il coltivatore ma la grandine. «Grano e nocciole sanno attendere — dice Pippione — l’uva no»

Fonte: Stampa Asti.

Il vino della solitudine – Uva esclusa.
I viticoltori astigiani sono preoccupati per il futuro delle proprie aziende: i recenti rincari e le patologie che hanno colpito il settore incidono pesantemente sul loro reddito, ormai insufficiente per garantire adeguate prospettive e un ricambio generazionale. Le aziende viticole in provincia di Asti possiedono una superficie media attorno ai 4 ettari, una dimensione che per un’efficiente conduzione aziendale richiede normalmente la manodopera di almeno due persone e l’utilizzo di moderni macchinari. Durante le operazioni di vendemmia serve più personale, sovente fornito da cooperative agricole dove il costo del lavoro viene a incidere sull’azienda agricola circa 15 euro all’ora Ova esclusa) a persona.

Fonte: Stampa Asti.

“I giovani scelgono lavori meno faticosi e pagati meglio”.
Sandrino Vico a Castel Boglione è proprietario di un’azienda di 26 ettari con diverse varietà di Vitigni Sandrino Vico conduce la sua azienda viticola a Castel Boglione, 26 ettari vitali a Moscato, Barbera, Brachetto, Dolcetto e Chardonnay, dal suo punto di vista non si intravedono prospettive per il settore viticolo. Quali sono le difficoltà del settore? «Il problema principale è riuscire a tirare avanti, non ottenere un reddito ma arrivare al pareggio a fine anno cercando di salvare l’azienda. Siamo abituati a non considerare il tempo del nostro lavoro, ma i costi generali sono aumentati a dismisura senza adeguati aumenti dei prezzi delle uve, l’acquisto e la manutenzione dei macchinari incide notevolmente sui bilanci delle nostre realtà. La manodopera specializzata è difficile da reperire e comporta una spesa che rapportata alle entrate non sta in piedi, una persona costa 15 euro all’ora iva esclusa».

Fonte: Stampa Asti.

Cerignola, c’è il «wine fest» undici cantine protagoniste – Cerignola, il food stasera torna ancora in vetrina.
Apre la vetrina sull’agroalimentare locale. La «location» dell’evento, protagonisti i produttori dell’industria alimentare cerignolana ». Cerignola, il food stasera torna ancora in vetrina. Per il secondo anno torna a Cerignola il “CeriWineFest”, in scena questa sera in piazza Matteotti, cuore culturale della città. Ad organizzare la kermesse l’Associazione culturale “Il Titolo” con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cerignola, del Gal Tavoliere e dell’Aret. La manifestazione in questa edizione vede la presenza di undici cantine, di sei produttori di olio evo, di un mulino, di una cooperativa sociale e di diversi artigiani del territorio con momenti musicali e di animazione; confermata la partecipazione di tutti i locali di piazza Matteotti e di viale Roosevelt che organizzeranno dei punti food con degustazioni tipiche cerignolane. Saranno previsti anche spettacoli per bambini con artisti di strada e degustazioni di succhi d’uva.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Strade di…Vino Rosato, l’evento che promuove le tipicità delle regioni del sud.
San Giovanni Rotondo celebra il buon vino grazie alla prima edizione della manifestazione “Strade di Vino…Rosato”, che si svolgerà oggi 14 luglio in Corso Umberto I e in Piazza Don Bosco. L’evento comincerà alle ore 19 con il talk “Tipicità perla valorizzazione dei territori. La strada interregionale del vino rosa to”, coordinato dal giornalista Gennaro Tedesco e con gli interventi del Sindaco, Michele Crisetti dei rappresentanti del l’associazione “Amici di Bacco” (che promuove nel territorio la cultura enogastronomica); dell’onorevole Giandiego Gatta. componente della Commissione agricoltura: di Rosa Barone. assessora al Welfare della Regione Puglia: di Napoleone Cera, consigliere regionale, di Giuseppe Mangiacotti. consigliere della Provincia di Foggia.

Fonte: L’Attacco.

La nuova edizione di Calici di Stelle scatta a partire dal 28 luglio ed è dedicata agli amici a 4 zampe.
Degustazioni “pet friendly”? Bolgheri: Calici di stelle, l’evento estivo organizzato dal Movimento turismo del vino Toscana, in programma dal 28 luglio al 20 agosto, sarà dedicato agli amici a 4 zampe, proprio per sensibilizza re al non abbandono degli animali, fenomeno purtroppo sempre più diffuso. Una serie di eventi e appuntamenti che potranno essere goduti anche con i piccoli amici a 4 zampe (a partire da14 agosto in particolare) dal momento che le cantine toscane diventano “pet friendly” e proprio ai “wine lovers” d’eccezione saranno dedicati alcuni eventi speciali che si concentreranno nei giorni che vanno dal al 16 agosto. Nasce così #ionontiabbandono da un’idea che prende il nome e tag dal progetto #ionontiabbandono lanciato dall’Ordine dei Medici Veterinari di Bergamo.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano

Wine Spectator premia la carta vini del Borgo Antico.
Peril 10° anno il Best of Award of Excellence va alla lista di 800 etichette storiche e globali del ristorante dei Tornrnasi La carta dei vini del ristorante Borgo Antico di Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel e Spa ha ottenuto per il decimo anno consecutivo il Best of Award of Excellence di Wine Spectator. L’americana Wine Spectator, che è tra le riviste più autorevoli al mondo per quanto riguarda il vino e la sua cultura, pubblica ogni anno la classifica Restaurant Wine List Awards, la cui sezione Best of Award of Excellence premiai ristoranti che si sono contraddistinti per carte vini che siano eccellenti, di qualità, in armonia con la cucina proposta e complete di informazioni accurate. Borgo Antico ha una carta dinamica, che comprende 800 etichette sia locali che globali. Ad esso è stato nuovamente riservato il riconoscimento per aver proposto vecchie annate ed un’ampia offerta di vini di alta gamma da diverse regioni vinicole.

Fonte: Arena.

Intervista a Luca Zaia – Zaia firma subito lo stato di calamità. «Danni straordinari anche ai vigneti».
Il governatore: «Sinistra Piave la più colpita ›«Lavoreremo anche a livello nazionale per capire la maggior parte delle segnalazioni arriva da lì» al più presto come dare una mano agli agricoltori» duramente colpite. C’è stato portare a qualche rimborso? Un brutto tempo un po’ ovunque. E «Abbiamo subito avviato tutte anche Treviso ha avuto sicura le procedure. Ho firmato lo stato di emergenza, alla luce di quanto è successo. va riconosciuto che il danno catastrofale non è di ordinario ma straordinario.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Prosecco, Bortolomiol eletta presidente anti-contraffazione.
Lotta serrata alla contraffazione, per poter poi valorizzare il prodotto originale. Sistema Prosecco rilancia la sua missione. La società nata nel 2016 dalla comune volontà dei tre consorzi del mondo Prosecco (Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Prosecco Doc e Asolo Prosecco Docg) di mettere insieme le forze proprio per combattere falsi e imitazioni, ha rinnovato i suoi vertici. L’aggregazione ha eletto il nuovo Cda e assegnato gli incarichi per il prossimo mandato: presidente sarà Elvira Bortolomiol, alla guida dell’organismo di tutela del Conegliano Valdobbiadene. La affiancheranno, come vicepresidente, Ugo Zamperoni, numero uno del consorzio dell’Asolo Prosecco, e i consiglieri Stefano Zanette, leader della compagine del Prosecco Doc, Giancarlo Moretti Polegato, a sua volta consigliere sia della Doc sia dell’Asolo Prosecco, Franco Varaschin, consigliere del Conegliano Valdobbiadene Docg, infine, Diego Tomasi e Luca Giavi, rispettivamente direttori del consorzio Conegliano Valdobbiadene e di quello del Prosecco Doc. Il Prosecco continua la sua espansione sui mercati di tutto il mondo: nel 2022 le tre denominazioni hanno immesso sul mercato oltre 763 milioni di bottiglie. Un risvolto negativo di tale successo, però, sono anche i sempre più frequenti tentativi di “ingannare” i consumatori.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Bortolomiol alla guida del Sistema Prosecco.
Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, è alla guida di Sistema Prosecco. «Mi riprometto di continuare il prezioso lavoro di chi mi ha preceduto. Solo avendo uno scopo comune, la tutela delle Denominazioni, potremo collaborare al meglio, insieme, arginando così fenomeni dannosi e garantendo massima trasparenza al consumatore» spiega Bortolomiol. Al suo fianco avrà il vicepresidente, Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio dell’Asolo Prosecco Docg, e i consiglieri Stefano Zanette, presidente del Consorzio Prosecco Doc, Giancarlo Moretti Polegato, consigliere Consorzio Prosecco Doc e Consorzio Molo Prosecco Docg, Franco Varaschin, consigliere Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, Diego Tomasi, direttore Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg e Luca Giavi, direttore Consorzio Prosecco Doc.

Fonte: Tribuna Treviso.

Comprare vino online: i nostri consigli per non sbagliare bottiglia.
Comprare vino online conviene sotto molti punti di vista. Non si tratta solo del risparmio economico che è possibile ottenere, ma della praticità di fare acquisti ogni giorno e in qualsiasi orario. Senza dimenticare che i migliori e-commerce specializzati offrono una scelta molto ampia, così da riuscire sempre a scovare la bottiglia perfetta per ogni occasione. Ma come capire quali sono i vini che meritano di essere acquistati? Di seguito alcuni utili consigli per non commettere errori. La scelta di un vino è molto soggettiva, dipende infatti dal proprio gusto personale, dall’occasione in cui si decide di stappare quella bottiglia, dal tipo di pietanza che quel vino deve accompagnare.

Fonte: ELLE.

Vino, allarme per il calo della produzione di uva.
Uno studio della Commissione europea sull’impatto del cosiddetto regolamento SUR sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione di tali prodotti, stimato al 18% in Spagna e al 20% in Italia. Dallo studio emergerebbe che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante.

Fonte: Italpress.

Il vino nel mondo secondo Uiv: “Peronospora non così devastante. I consumi? Rallentano”.
“Non credo che gli effetti della peronospora> saranno così devastanti come si è detto, ma senz’altro la vendemmia sarà meno ricca degli altri anni. Vedremo come andrà, anche se noi dovremmo programmare le cose”. Così Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione italiana vini (Uiv), nel corso della parte pubblica dell’assemblea generale di questa mattina a Roma. All’inizio di luglio, Uiv stimava che la malattia della vite, seguita alle piogge primaverili, potesse compromettere in alcune zone fino al 40% della vendemmia, in particolare lungo la dorsale adriatica. Questo potrebbe compensare almeno in parte le giacenze esistenti che allo scorso giugno ammontavano nel complesso a 49,5 milioni di ettolitri (+5,1%), di cui per i vini Dop +9,7% rispetto a un anno prima.

Fonte: Cronache di Gusto.

Bando OCM Vino: nuove prospettive per la filiera vitivinicola italiana.
Il 21 luglio segna un momento di grande importanza per la filiera vitivinicola italiana: il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, ha annunciato l’attesa pubblicazione del bando OCM Vino. Durante l’Assemblea dell’Unione Italiana Vini tenutasi oggi a Roma, il ministro ha comunicato che l’opportunità di accedere a finanziamenti e incentivi sarà finalmente a portata di mano per le imprese vinicole del paese. L’OCM Vino (Organizzazione Comune di Mercato del Vino) rappresenta un’importante iniziativa dell’Unione Europea volta a sostenere e promuovere il settore vitivinicolo in tutti i paesi membri. Questo bando offre un’opportunità unica per le imprese italiane, consentendo loro di accedere a risorse finanziarie e strumenti di supporto per migliorare la competitività e promuovere la qualità dei vini italiani sia sul mercato nazionale che internazionale.

Fonte: Floraviva.

I giovani non bevono più vino. Crescita dei consumi al ralenti nei prossimi 20 anni.
Consumatori sempre più vecchi, consumi sempre più in calo. È questo il paradigma che caratterizzerà l’andamento del vino nel mondo nei prossimi 20 anni. Da qui al 2039 si prevede un incremento a rallentatore: appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%. Nel ventennio 1999-2019 – periodo di maturità del mercato – l’incremento era stato del 27%. E questo nonostante le stime delle Nazioni Unite secondo cui la popolazione mondiale arriverà a sfiorare i 9,2 miliardi di individui contro gli 8,1 attuali. Non è, quindi, solo questione di invecchiamento della popolazione, ma anche di una contestuale preoccupante distanza dal vino da parte delle nuove generazioni.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino. Nel mondo oltre 37 mld di bottiglie consumate. Usa in testa, l’Italia al terzo posto.
Nel mondo si consumano oltre 37 miliardi di bottiglie di vino l’anno, di queste più della metà sono stappate in 8 Paesi: Stati Uniti (14%), seguiti da Francia (10%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%), Canada (2%) e Giappone (1%). Aree epicentro dei consumi globali che negli ultimi vent’anni (1999-2019) hanno visto incrementare la domanda di vino del 27%, una corsa destinata però a tirare il fiato nel prossimo ventennio. Complice il progressivo alzarsi dell’età media e la contestuale preoccupante distanza dal vino da parte delle nuove generazioni, si prevede un incremento del tasso di consumo di appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%. Lo rileva, oggi a Roma all’assemblea generale di Unione italiana vini, l’Osservatorio Uiv con un outlook basato sulle curve storiche delle tendenze globali dei consumi e sulle previsioni demografiche da qui al 2039.

Fonte: Agricultura.it.

Italia, Francia e Spagna contro l’UE, che definisce il vino “produzione non essenziale”.
Questa ci pare una di quelle storie che non può essere spiegata senza un piccolo riassunto. D’altronde, che significa che l’UE ha definito il vino “produzione non essenziale”? In parole povere – poverissime – la cosiddetta pietra dello scandalo sarebbe un rapporto della Commissione Ue che, prendendo in esame i potenziali tagli produttivi causati dal taglio di pesticidi e altri agenti chimici in agricoltura, ha descritto come “irrilevante” la diminuzione della produzione di uva nell’UE, descrivendo quest’ultima come una coltura per l’appunto “non essenziale”. Lo studio europeo si inquadra nel regolamento SUR (sustainable use of pesticides regulation) che, come accennato, prevede il dimezzamento dell’uso di pesticidi in agricoltura. L’Italia, la Francia e la Spagna non l’hanno presa bene.

Fonte: Dissapore.

World’s Best Vineyards 2023: è l’argentina Catena Zapata la migliore cantina del mondo.
L’azienda di Mendoza, pioniera in Sudamerica della vite in alta quota, si aggiudica il primato. La famiglia ha origini marchigiane: “Siamo orgogliosi, è il nostro momento”, dicono a IlGusto. Sette le italiane in classifica, Ceretto l’unica in top 50. Il sogno di una nuova vita, la passione per il vino, un territorio incontaminato da scoprire. Era il 1898 quando Nicola Catena, marchigiano, partì alla volta del Nuovo Mondo: destinazione Argentina. Solo 4 anni più tardi fondò la cantina Bodega Catena Zapata in quella splendida enclave enologica che è Mendoza, ai piedi delle Ande, panorami straordinari, grandi orizzonti, natura preponderante. Oggi quella cantina, da oltre un secolo di proprietà della stessa famiglia (da Nicola al figlio Domingo, poi a Nicolás Catena Zapata che la gestisce tuttora con la figlia Laura, dove Zapata che è il cognome acquisito della mamma di Nicolas) è sul podio mondiale, al primo posto della classifica World’s Best Vineyards 2023.

Fonte: La Repubblica.

Sette italiane (+1) tra le cantine più belle al mondo.
Catena Zapata, in Argentina, si aggiudica il primo posto dei World’s Best Vineyards 2023, classifica dedicata alle 100 cantine più belle e accoglienti a livello internazionale. L’italiana Antinori, fuori classifica, entra nella Hall of Fame. È l’argentina Catena Zapata la migliore cantina al mondo, seguita da Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal in Spagna e da Vik in Chile. La prima cantina italiana è la piemontese Ceretto (29esima), senza dimenticare l’iconica cantina toscana Marchesi Antinori, vincitrice dello scorso anno ed entrata nella Hall of Fame delle cantine più belle e accoglienti al mondo. È quanto emerge dalla nuova edizione dei WBV – World’s Best Vineyards, il premio lanciato a Londra dalla William Reed nel 2019 e giunto quest’anno alla quinta edizione. La classifica, che potete vedere in fondo a questo articolo, nasce dalle sette preferenze che ciascuno membro del panel (circa 800 professionisti tra sommelier, giornalisti ed esperti nel settore enoturistico ed enogastronomico provenienti da 22 regioni in tutto il mondo) può assegnare liberamente a cantine del proprio Paese di origini o estere.

Fonte: Business People.

World’s Best Vineyards 2023, nella top 50 c’è solo una cantina italiana.
Dopo la vittoria, lo scorso anno, della tricolore Marchesi Antinori all’interno della classifica ‘World’s Best Vineyards 2023′, quest’anno lo scettro passa all’Argentina, nello specifico a Catena Zapata. L’Italia, considerando la classifica Top 50, porta a casa un solo nome: Ceretto, che scala molteplici posizioni dal 2022, passando dalla 62esima alla 29esima. Lo scorso anno le italiane erano tre, oltre a Marchesi Antinori, erano in lista Donna Fugata (alla 45esima) e Ferrari Trento (all’11esima). Quest’ultime due nel 2023 hanno perso posizioni arrivando rispettivamente alla 62esima e alla 99esima. Marchesi Antinori non è stata inclusa nella classifica poiché è entrata nella World’s Best Vineyards Hall of Fame, riservata ai vigneti che hanno primeggiato nella classifica dei vincitori. Riguardo alla classifica totale dei Top 100 di World’s Best Vineyards 2023′, l’Italia conta sette nomi. Unico debutto per Banfi che approda in classifica in posizione 87, mentre risalgono posizioni Tenuta Cavalier Pepe, dal 74esimo al 65esimo posto; Tenuta San Leonardo, dalla 97esima alla 59esima posizione; e Villa Sandi che occupa la 54esima dalla 70esima del 2022. Perdono posizioni le già citate Ferrari Trento e Donnafugata.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 13 luglio 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Il chianti classico di Castellina.
Il borgo senese è anche sede di una delle 11 unità geografiche della celebre Docg La più vitata di tutte coni suoi 1.600 ettari. Castellina in Chianti è il nome di un Comune senese, di una Uga (le Unità geografiche aggiuntive del Chianti classico) che ne ricalca il territorio e ora è anche il titolo di un libro di Armando Castagno (Tre Bit) sotto l’egida della locale Associazione Viticoltori. Armando Castagno, storico dell’arte e cronista sportivo (football americano, ippica, calcio internazionale) si dedica alla critica attorno al mondo del vino, con un pensiero mai banale. Ha scritto u libri, monografie su Borgogna e Barolo e molto altro. La particolarità di Castellina è di rappresentare in un solo Comune (poco meno di diecimila ettari, i.600 di vigneto, il più vitato del Chianti classico) tutte le caratteristiche della denomina7ione. La diversità dei suoli, dei produttori e dei loro vini

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Wine stories – Gabriele Gorelli.
Come Master of Wine (unico del Paese), racconta la produzione tricolore all’estero: «Nel mondo c’è un culto per l’italianità: cavalchiamolo, oggi servono una critica nazionale forte e un manifesto per il nostro vino» di Alessandra Dal Monte foto di Valentina Sommariva, styling di Giulia Taglialatela T ra le vigne ci è cresciuto, dato che suo nonno Assunto era il più piccolo produttore di Brunello di Montalcino. Ma fin da ragazzino Gabriele Gorelli, classe 1984, aveva capito di non voler fare vino. Voleva piuttosto raccontarlo: «Mi sono reso conto di quanta fatica ci fosse nella vinificazione e di quanto poco questa complessità arrivasse al consumatore. Desideravo intervenire lì, in quel gap informativo», spiega. Ecco perché, dopo essere diventato sommelier e degustatore Ais, e dopo aver aperto un’agenzia di comunicazione dedicata al settore.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Barolo Dai re ai giovani, una storia d’amore.
Questa è la terra più cara d’Italia, che fa gola agli stranieri. Ma in tante aziende famigliari sopravvive un’anima antica grazie alle nuove generazioni di Paolo Perazzolo da queste parti, nulla accade senza tirare in ballo re, conti e marchesi. E il Barolo, uno dei vini più pregiati al mondo, non fa eccezione. Si racconta che un ruolo decisivo lo recite. il matrimonio tra Carlo Tancredi Falletti e Juliette Colbert, donna straordinaria, filantropa oltre che imprenditrice. Re Carlo Alberto le chiese come mai non le avesse ancora fatto assaggiare il prelibato vino delle • Il Castello di Grinzane Cavour nell’omonimo paese (Cuneo) immerso frai vigneti. *** Sopra, Marco, 26 and, e Sara Moscone, 33 (secondo e quarta da sinistra) con il loro staff. A lato, una suggestiva veduta di Barolo. h basso, la Cappella del Barolo a La Morra. loro tenute: pochi giorni dopo le vie di Torino furono attraversate da centinaia di carri diretti a Palazzo Reale.

Fonte: Famiglia Cristiana.

Il vino non piace ai più giovani: calerà il consumo – Allarme generazionale per il mondo del vino: nei grandi mercati i consumi rallenteranno.
Bevitori sempre più anziani, i volumi frenano (ma aumenta la qualità) Andrea Cuomo • Esiste un problema generazionale anche nel vino. Le nuove generazioni non sono così appassionate del nettare di Bacco e la mancanza di ricambio anagrafico tra i wine lover probabilmente nei prossimi anni interromperà la crescita della domanda di vino, finora in costante incremento. Più 27 per cento nel ventennio dal 1999 al 2019 nei principali Paesi consumatori secondo i dati resi noti nell’assemblea generale dell’Unione italiana vini Più della metà del vino mondiale viene consumato in otto Paesi: Stati Uniti (14 per cento), Francia (10), Italia (7), Germania (7), Cina (6), Regno Unito (5), Canada (2) e Giappone (1). Si calcola però che nel G8 del vino nel ventennio successivo che va dal 2019 al 2039 l’aumento del consumo sarà molto più contenuto, stimato nel 7 per cento, con una media annua dello 0,35
Fonte: Giornale.

La bolla analcolica a zenzero e lime.
Viticoltori Ponte è una cantina di sana e robusta costituzione. Non solo perché la sua nascita è coeva a quella della Carta costituzionale del 1948, ma perché in questo lungo tratto di tempo ha saputo crescere e radicarsi con etichette di successo, in primis il Prosecco Doc Rosé ottenuto con l’introduzione di un 15% di Pinot Nero. Ponte, che ha il quartier generale a Ponte di Piave (Treviso), nel 2022 ha spinto il proprio fatturato verso i 100 milioni di euro, con +49,3% Italia, +10,5% estero e una forte spinta verso i mercati asiatici e i monopoli internazionali (in primis Canada e Svezia). Tra le novità del 2023, la più curiosa è la “bollicina analcolica” Choose by Ponte1948 che nasce dalla combinazione tra mosto d’uva ed anidride carbonica, e che è declinata in tre varianti (pompelmo rosa, lime e zenzero). Sul fronte drink, invece, il marchio Choose si articola in un’ampia gamma dei cocktail pronti e facili da bere, anche in lattina, con gradazione alcolica di solo 5,5%.

Fonte: Gusto.

Vini gioiello in Valle d’Aosta.
Quando un bene funziona – perché apprezzato – l’obiettivo di un’azienda è crescere. Investire. È il desiderio di molte delle 60 aziende che animano la piccola Valle d’Aosta, dove i vini godono di una forte domanda nello Stivale quanto all’estero. Qui, come in pochi altri luoghi al mondo, si parla di “viticoltura eroica”, quasi 800 ore di lavoro per un ettaro contro le 150 in media rispetto alle altre denominazioni del nostro Paese. Vini dal livello qualitativo altissimo. Che il mercato paga. La media dei prezzi è tra le più alte d’Italia, un processo di creazione del valore riuscito da parte del gruppo delle cantine all’interno del neo Consorzio Vini Valle d’Aosta che, fondato un anno fa, tutela i sogni di uno stratificato tessuto imprenditoriale di produttori, fatto di piccole realtà familiari, cooperative e aziende storiche.

Fonte: Gusto.

Clima, prezzo e cuvée La rivoluzione del mito.
“Nello champagne l’assemblaggio è la fase decisiva’; dice Leonardo Sagna Louis Roederer lo dimostra col progetto Brut Collection che valorizza il lavoro dell’uomo e lancia la sfida globale con la biodinamica di Quando in Champagne arriva il momento dell’assemblaggio dei vini provenienti dai diversi vigneti, qualcosa di magico accade nell’aria. Profumi intensi si diffondono nei corridoi delle cantine, l’atmosfera è elettrica, così come l’aspettativa degli esperti che andranno a comporre quel miracolo con le bolle che si chiama champagne. Nella maison Louis Roederer c’è un’emozionante attesa. Lo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon è uno dei “nasi” e delle menti più brillanti della regione. Il vigneto della maison, nata nel 1776, è formato da 410 parcelle: Lécaillon le conosce tutte, singolarmente, e le assaggia una per una dopo averle annusate e osservate con cura. Un lavoro enorme, un rituale affascinante che si ripete ogni anno. Il risultato? Cuvée uniche, sempre diverse, che rispecchiano il terroir, ma arricchite dall’azione dell’uomo.

Fonte: Gusto.

Trentino da amare la missione di Cavit.
Il legame profondo con il territorio, la tecnologia e la sostenibilità sono i capisaldi del Gruppo nato nel 1950. Riunisce undici cantine sociali legate a 5.250 viticoltori Il direttore generale Enrico Zanoni: “Vinifichiamo il 60% dell’area coltivata della regione”. Il vero asset competitivo del Gruppo Cavit è la sua grande versatilità. Vinifichiamo oltre il 60% dell’area coltivata a vigneto del Trentino e questo ci permette di portare al pubblico una vasta varietà di vitigni autoctoni e internazionali. La strategia vincente è quindi quella di garantire ottima qualità e prodotti legati al territorio, differenziando i canali di vendita: per i canali horeca abbiamo linee come Bottega Vinai, mentre per la grande distribuzione Mastri Vernacoli. Ed è proprio questa linea, punto di riferimento per il canale gdo, che abbiamo deciso di rinnovare”. A parlare è Enrico Zanoni, direttore generale del Gruppo. Mastri Vernacoli rappresenta, infatti, il connubio tra la diversificata varietà dei vitigni del Trentino, sia autoctoni che internazionali, e l’expertise decennale di Cavit.

Fonte: Gusto.

La rinascita del Lambrusco figlio prediletto dell’Emilia.
Joe Bastianich e Tiziano Gaia. Joe Bastianich nasce a New York, da una famiglia di ristoratori di origini istriane: è imprenditore nella ristorazione e appassionato viticoltore. Con il torinese Tiziano Gaia, regista, produttore e scrittore, ha scritto “Il grande racconto del vino italiano. Territori, storie e protagonisti” La rinascita del Lambrusco figlio prediletto dell’Emilia A partire dal dopoguerra, spopola negli Usa accanto al più ruspante Chianti in fiaschetto Poi cambia il gusto e vive una fase di ribasso, ma negli anni Duemila risorge e vive la svolta qualitativa Oggi conquista i palati con la sua versatilità e la sua tipica allegria, da assaporare sul territorio S ono in molti a pensare che il vino rifletta il carattere della comunità che lo produce, un’idea che ben si addice al Lambrusco, il tradizionale rosso frizzante dell’Emilia, protagonista di un recente exploit di pubblico e critica. Tra Reggio Emilia e Modena, il suo regno indiscusso, il Lambrusco trascende la mera connotazione enologica, e diventa parte integrante dei riti e della cultura di un popolo.

Fonte: Gusto.

Alta Langa la bolla chic che piace a tutti.
Torniamo in Piemonte e parliamo di Alta Langa, la bollicina metodo classico piemontese, la prima nata in Italia nell’800 grazie ai conti Sambury, ispirati dai vicini francesi iniziano a coltivare i vitigni come il Pinot Nero. La storia prosegue fino al1996, quando viene introdotta la denominazione “Alta Langa”, nel giungo 2001, dopo 5 anni, nasce il Consorzio Alta Langa, tempo contava 48 soci. La denominazione Alta Langa Docg è riservata agli spumanti metodo classico composti da Pinot Nero e/o Chardonnay, con una permanenza minima di 30 mesi sui lieviti. La zona di produzione di trova tra le province di Cuneo, Asti e Alessandria. Tra le aziende e i prodotti assaggiati troviamo il metodo classico 2014 Giulio Riserva “100 a zero” Alta Langa Docg, 60% di Pinot Nero e da un 40% di Chardonnay dell’azienda di Massimo Pastura, Cascina La Ghersa, nella zona di Moasca, in provincia di Asti. Prodotto da agricoltura convenzionale su un terreno argilloso e calcareo.

Fonte: Gusto.

Intervista a Claudio Mazzini – “I nostri produttori-eroi garantiscono la qualità”.
Claudio Mazzini, responsabile Freschissimi di Coop Italia “La vera forza delle nostre selezioni sta nei professionisti profondi conoscitori della terra e del ciclo delle stagioni”. Innovazione. Agricoltura e allevamenti eroici. Etica. Coop lucida scaffali e lessico, lanciando nell’orbita dei Freschissimi prodotti ortofrutticoli ma anche carne e pesce che promettono d’essere “buonissimi”, non solo al palato. Ma davvero esiste o può esistere un marchio laterale alla grande distribuzione con la coscienza pulita? “Signorsì, esempi alla mano”. Parola di Claudio Mazzini, agronomo formato nei campi prima ancora che all’Alma mater, con un passato da tecnico di campagna. “Ho cominciato dal gradino essenziale, all’epoca in cui il mondo cominciava a sillabare le parole agricoltura biologica e noi ispettori venivamo inviati a controllare le produzioni all’origine. Poi, il 16 agosto 1989, sono stato assunto dalla Coop per i controlli sull’ortofrutta e da lì è cominciata la storia più lunga della intera storia della mia vita”. Emilia laboriosa, in armi anche il giorno dopo ferragosto. Da anni Mazzini è responsabile dei Freschissimi Coop Italia.

Fonte: Gusto.

Il punto – Enoturismo: Fdl mette le mani in una legge che funzionava bene.
Nuova legge al posto di un’altra inapplicata in metà delle regioni. Più uno stato è corrotto, più fa leggi»: chi lo ha «detto? Due indizi: non un economista teorico della “laissez-faire” e neppure un pluto-liberista della seconda repubblica berlusconiana (che di leggi ne ha fatte a iosa). Lo disse Publio Cornelio Tacito, senatore romano, vissuto tra il 55 d.C. e il 120 circa. Bene, nonostante siano passati due millenni, a Roma il legislatore (figura mitologica) fa di tutto per confermare cib che Tacito non tacque. L’ultimo caso riguarda il vino: secondo quanto rivelato da Tre Bicchieri del Gambero Rosso, Fratelli d’Italia ha depositato una proposta di legge in commissione agricoltura alla Camera dal titolo: “Disciplina dell’attività di enoturismo”. Il testo, a firma della deputata Yilenja Lucaselli, è stato presentato come: «Un lavoro che va a regolamentare il settore enoturistico, fino ad ora lasciato all’approssimazione personale».

Fonte: Italia Oggi.

«Il Nutriscore e il bollino anti vino sono sbagliati».
Il presidente di Confagricoltura «Troppe proposte europee penalizzano ancora l’Italia. La Pac è inadeguata: andrà rivista». Nel corso della sua relazione all’assemblea generale di Confagricoltura, il presidente Massimiliano Giansanti ha bacchettato l’Ue. Secondo il numero uno dell’associazione, «sono troppe le proposte e gli orientamenti della Commissione che vanno nella direzione sbagliata, dal Nutriscore all’etichetta irlandese sugli alcolici ingiustamente penalizzante per il consumo moderato e consapevole dei vini, alle proposte sugli imballaggi che penalizzano I’Italia che sulla pratica del riciclo, ha conquistato posizioni all’avanguardia in Europa», ha detto. Giansanti ha ricordato anche che però «una buona notizia è arrivata nei giorni scorsi da Bruxelles, con la presentazione della proposta di regolamento sulle tecniche di evoluzione assistita. Forse, è finita l’epoca dell’ostracismo nei confronti della ricerca scientifica e delle innovazioni», ha ribadito.

Fonte: La Verita’.

Un bianco ischitano oltre il limite.
A cura di Luciano Pignataro Forastera, uva che viene da fuori, straniera. Fu introdotta a Ischia per fronteggiare la fillossera e proprio nell’Isola Verde ha trovato casa per sempre, quasi dimenticata dalla costa campana. Vinificata in purezza con convinzione da non molto tempo, è sempre stato considerato un vino di pronta beva, da bere fresco. In realtà invece questa bottiglia, pescata dalla cantina di Nino Di Costanzo dal sommelier di Dani Maison Roberto Tornabene, ci ha regalato momenti di vera estasi. Chiunque avrebbe pronunciato la parola “Riesling” e in effetti dobbiamo dire che il sentore forte di idrocarburi, coniugato ancora ad una pimpante freschezza rimanda Oltralpe anche se ormai l’esperienza degustativa ci insegna che si tratta di un regalo del suolo tufaceo.

Fonte: Mattino.

Petracca: “Doc Campania coinvolgeremo i produttori” – Vini Doc Campania: “La Regione coinvolgerà il comparto produttivo”.
«Raccolgo le preoccupazioni di molli viticoltori irpini, ma la vera discussione sulla Doc Campania deve ancora iniziare». Maurizio Petracca, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente d ella Commissione Agricoltura, si inserisce così nel dibattito che sta accompagnando la proposta lanciata dall’assessore Nicola Caputo di istituire una denominazione d’origine peri vini prodotti in Regione. Nigro a pag. 22 Vini Doc Campania «La Regione coinvolgerà il comparto produttivo» ?Il consigliere Petracca: «Preoccupazione ›«Dall’assessore Caputo disponibilità dai viticoltori, ma percorso non iniziato» per trovare insieme delle soluzioni». Alberto Nigro «Raccolgo le preoccupazioni di molti viticoltori irpini, mala vera discussione sulla Doc Campania deve ancora iniziare».

Fonte: Mattino Avellino.

Tramonto DiVino Presentate le 7 tappe.
Etichette vinicole abbinate a piatti con prodotti dop e igp L’appuntamento in piazza Spose dei Marinai è il 4 agosto. “Tramonto DiVino”: 7 tappe in località della regione per assaporare vini e prodotti dell’eccellenza agroalimentare. Presentata la rassegna in un ex capanno da pesca sul molo di ponente. Le tappe romagnole Debutto al Graft Gin Summer Fest di Cervia il 21 luglio, replica il 28 luglio a Milano Marittima e sabato 4 agosto a Cesenatico, in piazza Spose dei Marinai, dove in degustazione saranno i vini di 60 cantine del forlivese e del cesenate, con un doppio ospite d’onore: le migliori bollicine emiliane, Lambrusco e Pignoletto in testa, e una selezione di vini a medaglia, bianchi, rosé e bollicine, del Concorso mondiale di Bruxelles con cui Enoteca regionale e Tramonto DiVino hanno stretto una collaborazione. A cucinare una ricetta artusiana Omar Casali, chef del Maré. Dopo le 3 tappe in Romagna, le altre 4 saranno in Emilia.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Bollicine senza segreti.
Bruno Paillard pioniere della carta d’identità per lo Champagne Italia primo mercato per lo champagne e Parma ha il record di consumo di bollicine francesi rispetto al numero di abitanti In pochi decenni di attività Maison di Champagne Bruno Paillard ha saputo raggiungere la fascia più alta del mercato vinicolo internazionale, pur non perdendo l’energia e la creatività una delle più giovani realtà produttive di Reims. «L’ultima nata tra le grandi maison di Champagne – come ha spiegato Paolo Leone di Cuzziol Grandivini Srl, il distributore per l’Italia, in occasione della presentazione a Roma dei vini per l’estate – ha puntato sull’innovazione anche per comunicare la qualità e per prima ha presentato in etichetta la carta di identità dello Champagne». Nelle bottiglie Magnum dei quattro multi-millesimati selezionati per la bella stagione ci sono l’annata e in retroetichetta la data di sboccatura, il dégorgement, che viene fatta anche dopo otto anni e più per ottenere quella che è stata definita dagli esperti di settore presenti alla degustazione a Palazzo Ripetta «una carbonica di rara eleganza».

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Ribelle ma classico, dal sorso spaziato e dalla beva intensa.
In vigna è la natura a det- tare le sue regole, ma in \ cantina è poi l’uomo a giocare la sua partita. Lì si cerca da sempre di preservare ciò che la natura regala e di valorizzare le specifiche di ciascun vitigno attraverso una vinificazione per suoli». Parola di Giampaolo Motta, che attraverso questa filosofia ha modellato il carattere unico dei suoi vini. Napoletano di nascita ma toscano di adozione, quando il suo destino e quello de La Massa s’intrecciano nel 1992, danno luogo ad un unicum tra l’uomo e il suo terroir. Lo scenario è quello dell’incantevole Conca d’Oro di Panzano, nel cuore del Chianti Classico, dove la tenuta conta 25 ettari di vigneto esposti a sudovest. Una volta effettuati una laboriosa ristrutturazione dei vigneti presenti e un approfondito, meticoloso, studio dei terreni, Giampaolo ha osato scelte viticole ed enologiche assolutamente rivoluzionarie rispetto agli schemi tradizionali toscani affinché i vini potessero sprigionare con vigore la personalità dei suoli, vera ricchezza del luogo.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

“Tramonto Divino” a Scandiano alla scoperta della Spergola.
Per la prima volta la manifestazione fa tappa nella cittadina del Boiardo L’iniziativa è dedicata al meglio dell’enogastronomia e prevede diverse tappe in tutta la regione ScandlanoAnchea Scandiano si brinderà con “Tramonto Divino”, la manifestazione itinerante che da 18 anni sposa vini e cibi Dop e Igp, cultura enogastronomica e turismo, apparecchiando il meglio dell’enogastronomia per turisti e addetti ai lavori. In programma, dal 21 luglio, sette tappe tra mare e città d’arte per celebrare i vini e i prodotti dell’Emilia-Romagna. Attori dello show saranno sommelier, chef, addetti ai lavori, giornalisti e foodblogger pronti a raccontare al pubblico le perle del gusto messe a disposizione dai consorzi e dalle cantine regionali. Sui banchi d’assaggio protagonisti saranno 44 prodotti Dop e Igp, abbinati a 30 tipologie di vini a denominazione fra Doc, Docg e Igt per circa mille diverse etichette.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Viaggio tra i vini romagnoli con ‘Eccellenze Divine’.
Appuntamento in centro a Cesena con produttori e sommelier Viaggio tra i vini romagnoli con ‘Eccellenze Divine’ Saranno 47 le cantine protagoniste di ‘Eccellenze Divine’, la serata proposta in centro a Cesena dai produttori di tutto il territorio per un excursus enologico sull’intera Romagna. Appuntamento domani in piazza Almerici e in via Carbonari che saranno allestite con banchi d’assaggio presidiati dalle cantine partecipanti insieme ai sommelier di Ais Romagna. L’inizio è dalle ore 20, la partecipazione per il pubblico prevede un gettone di 10 euro che consente la degustazione di 3 vini a scelta. Le cantine partecipanti provengono tutte dalla Romagna.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Premio Vermentino, sul podio anche Rezzo.
Il vino dell’azienda agricola di Giulia Dell’Erba al terzo posto Premio Vermentino, sul podio anche Rezzo. Un’etichetta di Rezzo sul podio del 30° Premio Vermentino di Diano Castello. Si tratta di “Soffio di Ponente 2022” dell’azienda agricola Giulia Dell’Erba con sede a Rezzo e vigne nell’albenganese. Al primo posto il Mala Superiore di Gallura Docg 2021 dell’azienda Siddùra di Luogosanto (Ss). Al 2° posto e migliore della Liguria, con l’etichetta Lunatico 2022, l’azienda La Carreccia di Gasano di Luni (Sp). Il terzo posto di Giulia Dell’Erba è a pari merito con il Tudurighe 2021 dell’azienda Montefenosu di Muros (Ss). Al concorso nazionale hanno aderito 81 aziende, da sette regioni (Sardegna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia e Sicilia) per un totale di 125 etichette.

Fonte: Riviera.

Un pacchetto turistico per gustare il Moscatello.
Grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in questi giorni tra “Fattorie di Gusto”, brand di Confesercenti e Tourist Comm Service, e la rete di imprese “Terre del Moscatello”, nasce un pacchetto turistico (visite dei borghi, in bicicletta e trekking, degustazioni nelle cantine) legato all’enoturismo con visite nei centri storici di Taggia, Ceriana e nei vigneti del Moscatello. «Un’esperienza in cui la degustazione delle produzioni vinicole locali— spiegano i protagonisti dell’intesa (a firmarlo il direttore di Confesercenti Sergio Scibilia e Giacomo Ferrarti perle imprese del Moscatello) — si abbina alla visita dei luoghi e dei territori di produzione, alla conoscenza di cultura, tradizioni e persone». In programma la presenza in importanti fiere internazionali e la distribuzione del nuovo pacchetto turistico nelle strutture turistiche ricettive e balneari.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Un pacchetto turistico per gustare il Moscatello.
Grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in questi giorni tra “Fattorie di Gusto”, brand di Confesercenti e Tourist Comm Service, e la rete di imprese “Terre del Moscatello”, nasce un pacchetto turistico (visite dei borghi, in bicicletta e trekking, degustazioni nelle cantine) legato all’enoturismo con visite nei centri storici di Taggia, Ceriana e nei vigneti del Moscatello. «Un’esperienza in cui la degustazione delle produzioni vinicole locali—spiegano i protagonisti dell’intesa (a firmarlo il direttore di Confesercenti Sergio Scibilia e Giacomo Ferrarti per le imprese del Moscatello) — si abbina alla visita dei luoghi e dei tenitoridi produzione, alla conoscenza di cultura, tradizioni e persone». In programma la presenza in importanti fiere internazionali e la distribuzione del nuovo pacchetto turistico nelle strutture turistiche ricettive e balneari.

Fonte: Stampa Imperia.

Trionfo per Villa Franciacorta all’International Wine Challenge.
La soddisfazione «Siamo stati onorati da riconoscimenti che confermano l’eccellenza delle uve e del nostro terroir • Le etichette della cantina di Monticelli Brasati ottengono il massimo con due medaglie d’oro e il trofeo dei migliori Un trionfo per una cantina di Monticelli Brusati l’International Wine Challenge, da sempre ritenuto il concorso vinicolo più prestigioso e imparziale al mondo: degustazioni alla cieca effettuate esclusivamente da oltre 250 «Masters of Wine» (massimo riconoscimento a livello mondiale assegnato a un professionista nel campo dell’enologia) garantiscono una valutazione delle etichette in gara obiettiva e scevra da preconcetti. Sul tetto del mondo Villa Franciacorta di Monticlli si è aggiudicata due medaglie d’oro e un punteggio di 95/100 con l’etichetta Extra Blu Extra Brut 2018 ed Emozione Brut 2019, unici in Franciacorta.

Fonte: Brescia Oggi.

Bollicine e Versilia. Abbinata eccellente per tavole d’èlite.
Ai prestigiosi premi della ristorazione il Franciacorta sugli scudi come prodotto di altissimo profilo. Che la Versilia sia una zona di alto interesse per Franciacorta è dimostrato, soprattutto per il 2023: si è aperta la stagione con il Festival del 19 giugno alla mitica Bussola a Marina di Pietrasanta, è proseguita con la Franciacorta Week, e infine è arrivato l’immancabile appuntamento con Versilia Gourmet, partnership consolidata con il celebre Premio della ristorazione versiliese di eccellenza, di cui Franciacorta è wine partner dal 2021. Lunedì sera si è celebrata la cena di gala dell’evento cult della ristorazione in Versilia: un fantasioso menu di terra in abbinamento alle diverse tipologie di Franciacorta, con lo sfondo del mare, nella splendida location del Bagno Montecristo di Ponente a Forte dei Marmi.

Fonte: Brescia Oggi.

Cinquemila euro per ArteVino: «Se paga il Comune, sia per tutti».
Polemica dell’opposizione sui contributi alla serata inaugurale Cinquemila euro per ArteVino: «Se paga il Comune, sia per tutti» La serata inaugurale di ArteVmó” sia aperta a tutta la cittadinanza è la proposta avanzata dal gruppo di opposizione “Maleo Insieme” per l’edizione 2024. «In occasione dell’edizione 2023 della manifestazione “ArteVino'”, il Comune ha stanziato 1.999,58 euro perla fornitura straordinaria di energia elettrica e 2.991,56 euro per l’organizzazione della serata inaugurale (noleggio di tavoli, sedie e tovagliato, fornitura di vini) – spiegano da “Maleo Insieme” -; nonostante le criticità rilevate in merito all’invio degli inviti, giunti solo cinque ore prima dell’inizio della serata inaugurale, giudichiamo con favore la manifestazione organizzata dall’associazione ArteVino Maleo” e crediamo che debba essere supportata: proponiamo tuttavia che, a fronte del consistente impegno di spesa del Comune, la partecipazione alla serata inaugurale sia aperta a tutti i cittadini.

Fonte: Cittadino di Lodi.

Caldo e umidità record La vite e l’erba medica si ammalano di più.
Caldo, umidità, temperature record. Un’estate bollente, al punto che quello in corso – secondo le elaborazioni di Coldiretti sui dati Isac Cnr nel primo semestre del 2023 – è per il Nord Italia il terzo anno più caldo, con l’anomalia del periodo che è stata di ben +0,80 gradi superiore la media. I cambiamenti climatici incidono, per alcuni versi, sulla diffusione di fitopatologie, che rischiano di compromettere le produzioni in campo. Coldiretti ha raccolto segnalazioni perla presenza di flavescenza dorata su una superficie a vigneto di circa 1.500 ettari, dei quali 700 in zona lambrusco. Colpiti, in particolare, i vigneti biologici, con un’incidenza di poco superiore al 30%, mentre un 10% dei vigneti colpiti dalla fitopatologia si trovano sulle colline moreniche e hanno investito le produzioni di Garda Doc e Garda Colli Mantovani Doc.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Enoteca regionale, Allegrini alla presidenza «Noi polo d’attrazione per i turisti del vino».
L’avvocato Casteggiano riceve il testimone dall’imprenditore Giorgi. Primo impegno, il rinnovo della convenzione Enoteca regionale, Allegrini alla presidenza «\ of polo d’attrazione per i turisti del vino». Rinnovo della convenzione con la Regione e bando per l’assegnazione dei locali dell’Enoteca regionale di Broni. Con un obiettivo principale: fare dell’ente di Cassino Po un polo di riferimento enogastronomico e turistico capace di attuare quel progetto di unificazione, tante volte proclamato e auspicato e mai realmente concretizzato. Sono queste le priorità del nuovo presidente dell’Enoteca regionale, Giorgio Allegrini, che riceve il testimone dall’imprenditore vitivinicolo Fabiano Giorgi. Avvocato Casteggiano, 63 anni, finora presidente della Strada del vino, Allegrini è stato nominato lunedì scorso: accanto a lui, in Cda, siederanno il sindaco di Broni, Antonio Riviezzi, il direttore del Consorzio, Carlo Veronese, il presidente uscente Fabiano Giorgi e un rappresentante della Regione che deve essere ancora designato.

Fonte: Provincia – Pavese.

A Canneto tre serate per spumanti, bianchi e rossi.
Torna da domani la 42esima rassegna dei vini: degustazioni, rinfresco, ristorante all’aperto, Lunedl cena con Bazzini Quella di domani sarà una serata dedicata ai vini spumanti, sabato sera ai bianchi e domenica ai rossi, dalle bonarde ai pinot Da sabato a lunedì, al parco comunale di Canneto Pavese, si svolge la 42′ Rassegna dei vini: la serata d’apertura a tema spumanti, domenica i bianchi e lunedì i rossi. Sabato 15, alle 18, l’apertura ufficiale della manifestazione e il brindisi con bollicine (18.30). Dalle 18.30 alle 19.30, alla Sala della Cultura e del Vino di via Roma 15, la masterclass “Spumante metodo classico” con i produttori locali (Cantine Giorgi, Az. agricola Quaquarini Francesco, Az. agricola Maggi Francesco, Bruno Verdi Wines, Fiamberti vini, Az. agricola Andrea Picchioni) e la partecipazione del maestro Fiorenzo Detti. Posti limitati (costo 30 euro a persona): prenotazioni al 338.3225570. A seguire, dalle 19.30 alle 20.30, sempre alla Sala della Cultura, banco di degustazione vini con rinfresco a cura del ristorante “La Tinaia’ (costo 10 euro a persona).

Fonte: Provincia – Pavese.

Calici di Rosato per scoprire l’enofood e il territorio.
Via alla prima edizione di “Strade di-Vino…Rosato”che si svolgerà domani in corso Umberto I e in piazza Don Bosco. L’evento non subirà modifiche di rilievo: si parte venerdì alle ore 19, con il talk “Tipicità per la valorizzazione dei territori. La strada interregionale del vino rosato”, coordinato dal giornalista Gennaro Tedesco e con gli interventi del sindaco, Michele Crisetti, dei rappresentanti dell’Associazione “Amici di Bacco”, dell’on. Giandiego Gatta, componente della commissione agricoltura, di Rosa Barone, assessora al Welfare della Regione Puglia, di Napoleone Cera, consigliere Regione Puglia, di Giuseppe Mangiacotti, consigliere Provincia di Foggia. Inoltre ci sarà un focus specifico sul Food eWine Communication con la partecipazione di Francesco Aiello, wine communicator/journalist, ed Elisa Nardi, sommelier e wine influencer.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Concorso enologico delle “Città del vino”: azienda Travaglini premiata in Campidoglio.
Roma premia Gattinara per le eccellenze enologiche. Pochi giorni fa in una delle sale del Campidoglio la azienda di Giancarlo Travaglini ha ricevuto un importante riconoscimento. Un grande traguardo quindi non solo per la attività che da tempo è una delle più note nel panorama valsesiano, ma anche per la città guidata da Maria Vittoria Casazza. A ricevere il premio insieme al titolare della ditta c’era anche il sindaco particolarmente felice per il risultato. «Gattinara ancora una volta è grande protagonista a livello internazionale nei concorsi enologici – rende noto il vice sindaco Daniele Ba one – Nella celebre sala “Giulio Cesare”, aula consiliare del Comune di Roma in Campidoglio, alla presenza del Ministro del agricoltura, Francesco Lollobrigida, del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri e di molti sindaci d’Italia, è stato consegnato il premio del Concorso enologico internazionale promosso dell’Associazione Nazionale Città del Vino “per i prestigiosi riconoscimenti ottenuti dall’azienda “Giancarlo Travaglini”.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Opportunità da non perdere.
II testimone arriverà dalla Valle del Douro in Portogallo. Quale città ospiterà la prossima primavera la cerimonia inaugurale? Opportunità da non perdere Grandi aspettative attorno al calendario di eventi previsti per celebrare “Citta del Vino 2024”. Un opportunità per Casale e per tutto íl territorio. C’è tanto ottimismo attorno all’idea che l’elezione di Alto Piemonte e Gran Monferrato come Città Europea del Vino 2024, possa diventare un volano importante per l’economia piemontese. Non solo per quanto riguarda íl turismo, ma anche per i produttori vitivinicoli e per le enoteche che già iniziano ad assaporare il gusto dolce di quel +30% di ricaduta registrato negli altri territori. Un grande risultato in particolare per il consorzio Gran Monferrato che a meno di tre anni dalla sua nascita ha già conquistato un riconoscimento di livello internazionale. Una commissione di livello europeo di altissimo profilo che conferisce grande credibílitò al progetto turistico monferrino.

Fonte: Vita Casalese.

“Vittoria di un intero territorio”.
Progetto nato nel 2020 e che in meno di tre anni ha già acquisito una credibilità europea “Vittoria di un intero territorio” 11 sindaco Federico Riboldi esulta per il successo del suo Gran Monferrato. “Per tutto íl Piemonte orientale e una grande vittoria – dice soddisfatto il sindaco Federico Ribold! – ma in paritcolare è una vittoria per il Gran Monferrato, un progetto nato nel 2020 durante la pandemia e che in meno di tre anni ha già conquistato un traguardo eccezionale. Un riconoscimento che premia e dona credibilità a territori con una grande tradizione e preziosi prodotti riconosciuti a livello internazionale. Una vittoria del Gran Monferrato, la prima a livello internazionale che è frutta di una sinergia tra territori diversi che hanno saputo lavorare insieme per un obiettivo comune. Il percorso proseguirà, ora, con l’attuazione del programma delineato nel dossier di candidatura che si svilupperà nel corso del 2024 e che sarà realizzato grazie ai molti partner istituzionali coinvolti.

Fonte: Vita Casalese.

Città europea del vino, c’è il riconoscimento.
Candidatura accolta II Borgomanerese e il Novarese lo saranno nel 2024 insieme al Monferrato Città europea del vino, c’è il riconoscimento. L’Alto Piemonte ed il Gran Monferrato sono Città europea del vino 2024. L’assegnazione del prestigioso titolo da parte della “Rete europea delle Città del vino” rappresenta un’importante occasione per la promozione dei rispettivi territori. Nell’alto Novarese sono coinvolti i Comuni di Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Para Novarese, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Romagnano Sesia, Sizzano e Suno. «Si tratta di un bel risultato in termini di promozione, che premia le nostre aziende che stanno lavorando sul territorio – ha commentato il sindaco di Boca Andrea Ceni -. Speriamo che questa scelta serva da volano nell’attrarre nuovi investimenti da parte dei privati.

Fonte: EcoRisveglio.

Le nostre Città del vino premiate a Bruxelles.
Sono 20 i Comuni premiati a Bruxelles con il titolo di “Città europea del vino 2024”. Il comitato promotore della Rete europea delle città del vino è stata ospite dell’europarlamentare Alessandro Panza il 4luglio. I Comuni sono Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.
Fonte: EcoRisveglio.

Menzione rosé e gradazioni cromatiche in disciplinare, Nicodemi: “Così difendiamo il Cerasuolo d’Abruzzo”.
Tre sfumature di colore tipiche di Cerasuolo d’Abruzzo nel disciplinare con la nuova vendemmia, la scelta di attestare, e salvaguardare, l’identità del vino quotidiano degli abruzzesi puntando sulla tradizione – il colore ciliegia (cerasa) – piuttosto che cedere allo stile provenzale scarico di colore, ma senza escluderlo. Di questo e altro il presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, ha parlato con Virtù Quotidiane in occasione del Grand Tasting del 7 giugno a Tenuta Coppa Zuccari a Città Sant’Angelo (Pescara), evento voluto dallo stesso Consorzio che rientra nel più ampio programma di Abruzzo Wine Experience 2023 coinvolgendo per cinque giorni oltre 100 giornalisti italiani ed esteri in una serie di iniziative alla scoperta dei vini, territori e bellezze d’Abruzzo.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Grandine su Langhe e Roero, risparmiati i vigneti a sud.
Prosegue la conta dei danni dopo l’intensa grandinata che, lo scorso 6 luglio, ha investito i territori di Langhe, Roero e Monferrato, causando ingenti danni all’agricoltura, alla viticoltura, ma anche ad abitazioni e mezzi privati. Sono ancora in corso in queste ore i sopralluoghi nei vigneti per stabilire con certezza l’entità del danno, ma da una prima ricognizione effettuata dai nostri uffici con le principali cantine sociali presenti nelle zone colpite, quello che emerge è un quadro in chiaro-scuro. Troppo presto per dare stime e percentuali ufficiali sui danni causati dal maltempo. A fronte di una precipitazione tanto estesa quanto pesante, i produttori stanno rispondendo con tenacia e cautela.

Fonte: La Guida.

Vino: i consumi diminuiscono, i consumatori “invecchiano”. Obbligatorio puntare sul valore.
L’outlook al 2040 secondo l’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv). Lamberto Frescobaldi: “dobbiamo anche rinnovare e razionalizzare l’offerta”. Nel mondo si consumano oltre 37 miliardi di bottiglie di vino l’anno, di queste più della metà sono stappate in 8 Paesi: Stati Uniti (14%), seguiti da Francia (10%), Italia e Germania (7%), quindi Cina (6%) e Regno Unito (5%), Canada (2%) e Giappone (1%). Aree epicentro dei consumi globali che, negli ultimi vent’anni (1999-2019), hanno visto incrementare la domanda di vino del 27%, una corsa destinata, però, a tirare il fiato nel prossimo ventennio. Complice il progressivo alzarsi dell’età media e la contestuale preoccupante distanza dal vino da parte delle nuove generazioni, si prevede un incremento del tasso di consumo di appena il 7%, con una crescita media annua dello 0,35%.

Fonte: WineNews.

Non è un paese per giovani… Identikit del consumo del vino al 2040.
(di Bernardo Pasquali). Parafrasando il titolo del famoso libro di Cormac McCarthy Non è un paese per vecchi possiamo dire che il futuro del vino ci riserverà proprio il contrario. L’inesorabile crescita e senescenza dell’umanità porterà a conseguenze sostanziali sul consumo del vino da qui al 2040. E’ quanto emerge dalla ricerca presentata questa mattina a Roma da Carlo Flamini dell’Osservatorio del Vino dell’Unione Italiana Vini. Vi ricordate i proclami annuali su chi produceva il numero più alto di bottiglie? Vi ricordate il sorpasso dell’Italia sulla Francia? Ebbene non sarà più una virtù…semmai lo fosse mai stata! D’ora in poi i migliori saranno coloro che riusciranno a vendere al prezzo medio più alto creando le migliori aspettative nei consumatori. Tutta un’altra prospettiva che farà deviare il mondo del vino “non costruirà più la sua crescita sul volume, ma sul valore evocativo espresso dalle bottiglie: dal gusto all’esperienza, dal concetto di sostenibilità, al lifestyle” come ha affermato il Presidente dell’UIV Lamberto Frescobaldi.

Fonte: L’Adige di Verona.

Marvin, degustare vino sospesi nel tempo.
Esattamente l’opposto del ‘binge drinking’, cioè del bere in fretta per sballarsi. “No, no. Il vino è troppo importante, deve prendersi il suo tempo, nella tranquillità dell’ambiente intorno. Io non farò mai fretta ai clienti seduti ai miei tavoli”. Lo dice Marcello Rocca, agente di commercio di 59 anni, che nel 2020 poco prima di precipitare nell’incubo Covid ha deciso di dare concretezza a un sogno che coccolava da tempo, quello di servire buon vino e offrire uno spazio accogliente a chi cerca un po’ di relax a fine giornata. Così è nato Marvin, il wine shop di 110 metri quadri in viale Carducci a Carpi, con tavoli per la degustazione. “Un ambiente semplice che ho voluto arredare con mobili d’antiquariato che avevamo in famiglia e pezzi moderni acquistati da me. Abbiamo anche una parte esterna dove abbiamo allestito il dehors.

Fonte: Il Resto del Carlino.

INL: Vendemmia turistica – protocollo d’intesa con l’Associazione Città del Vino.
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha stipulato, in data 12 luglio 2023, un protocollo d’intesa con l’Associazione nazionale Città del Vino, finalizzato all’individuazione di linee guida in materia di “vendemmia turistica”. Per “vendemmia turistica ”- viene chiarito nel documento sottoscritto dal Direttore generale di INL, Paolo Pennesi, e dal Presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica- si intende l’attività di raccolta dell’uva, non retribuita, di breve durata, episodica, circoscritta ad appositi spazi, avente carattere culturale e ricreativo, svolta da turisti e correlata preferibilmente al soggiorno in strutture ricettive del territorio e/o alla visita e degustazione delle cantine locali nell’ambito di un’offerta turistica di tipo integrato. Tale attività non può considerarsi rapporto di lavoro”.

Fonte: Dottrina Lavoro.

Assemblea Uiv, Lollobrigida: “A luglio il bando Ocm vino”. Frescobaldi: “La crescita si costruirà sul valore”.
Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso del convegno sugli scenari economici del settore enologico organizzato a Roma da Unione italiana vini. “A luglio uscirà il bando dell’Ocm Vino, dopo un confronto dialettico con l’Unione europea e con le Regioni, con le quali abbiamo cercato una formula di pari responsabilità per evitare gli incresciosi incidenti che si sono verificati nel passato”, ha dichiarato il ministro. Nella sua relazione, il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha poi evidenziato la necessità di sostenere l’export – e in particolare la crescita del comparto premium – nonostante il rallentamento del mercato dovuto anche al boom di ordini registrato nel post-pandemia e il “brusco risveglio” che è seguito.

Fonte: Alimentando.info.

Italia sul podio dell’enoturismo in Europa
La ricerca, commissionata da weloveholidays, ha analizzato 6 fattori, tra cui la produzione di vino e uva, il numero di wine festivals, il numero di DWWA awards e di listing con alte recensioni su Vivino. Una volta normalizzati i dati raccolti per i fattori, questi sono stati quindi normalizzati, per fornire a ciascun fattore un punteggio compreso tra 0 e 1.

Fonte: Federvini.

Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023 : i premiati.
Questi i risultati della XXI edizione svoltesi a Sambuca di Sicilia (AG), nel cuore della Valle del Belice, all’interno del programma Menfi Città Italiana del Vino 2023. Vini e distillati suddivisi delle diverse categorie: Premio speciale Città del Bio; Nebbiolo world; Mondo Merlot, Forum degli Spumanti e Premio speciale Vini Vulcanici. Tra i Paesi stranieri, 16 le Gran Medaglie d’oro assegnate: 10 sono andate al Portogallo, 5 alla Moldova e 1 alla Romania. Sempre per quanto riguarda i Paesi stranieri 64 in totale le Medaglie d’oro assegnate: al Portogallo sono andati 29 riconoscimenti, 12 medaglie per la Moldova, 8 alla Croazia, 6 al Brasile, 3 alla Germania, 2 al Lussemburgo, e 1 ciascuna a Romania, Spagna, Francia e Corea.

Fonte: Carlo Zucchetti.

STAMPA ESTERA

Les interprofessions viticoles du Languedoc-Roussillon dans la tourmente : querelles de chapelles ou crise de sens ?
Les interprotessons viticoles du Languedoc et du Roussillon traversent une cnse interne au a déjà conduit p ,s eur3 appellations á quitter te navire interprofessionnel. Sil est bien un sujet épineux en cet été, c’est bien celui du devenir des interprofessions viticoles du Languedoc et du Roussillon. Sécessions, guerre d’influence entre familles professionnelles, etc. Difficile de deviner ce qui sortira de ces querelles dans les mois qui viennent. Au moment où la crise s’amplifie dans les vignobles, ces dissensions interrogent les missions des interprofessions viticoles régionales. C’était annoncé mais la nouvelle a quand même du poids. [appellation Corbières a fait le choix de sortir de l’interprofession des vins du Languedoc (CIVE.) avec ses 980.000 hectolitres et les trois euros de cotisation obligatoire par hectolitre. C’est la troisième appellation de la région à procéder ainsi après les appellations Minervois il y a quelques années et Fitou au printemps dernier. Si l’appellation audoise Malapère avait envisagé se joindre au mouvement, elle a fait machine arrière. Des sécessionnistes revendiqués ces derniers mois, il ne reste donc pus que Fougères qui devrait se prononcer à l’automne. En Roussillon, c’est le cru Banyuls qui a acte le fait de sortir de l’interprofession, et l’indication géographiques des Côtes Catalanes qui merace de suivre le même chemin. Au coeur de ces décisions, les récriminations sont les mêmes : les appellations concernées ont l’impression que les cotisations versées ne leur reviennent pas à leur juste valeur. -43 *** « Nous ne nous retrouvions pas dans les projets de l’interprofession, explique Olivier Verdale, président de l’AOP Corbières Cela fait vingt ans que les mêmes questions se posent et, en vingt ans, Corbières est passé de 700.000 à 280.000 hectolitres. Et jamais Christophe Bousquet (le président du CIVL, ndlr) ne m’a appelé pour en discuter. » Dans le même temps, la pyramide imaginée, avec l’appellation Languedoc en socle et toutes les autres appellations au dessus, a été bouleversée : les vins sous appellation Languedoc sont régulièrement achetés plus cher que ceux des Corbières ou de Fitou. En Roussillon, l’ensemble de la communication s’appuie sur le nom de Roussillon, « ce qui ne laisse pas de place à Banyuls, Collioure ou aux Côtes catalanes », plaident les deux présidents des organismes de gestion des appellations, Romuald Peronne et Laurent Girbau. « Nous allons nous rencontrer, avec les appellations Fitou et Minervois, pour voir ce qu’il est possible de faire ensemble, quelles mutualisations nous pouvons éventuellement mettre en place », indique Olivier Verdale, pour l’appellation Corbières, qui se veut rassembleur. « Un complot téléguidé » Mais cette bataille, finalement assez médiatique, en cache une autre tout aussi virulente qui tient aux équilibres mêmes des interprofessions.

Fonte: Tribune.

Dans les Pyrénées-Orientales, une SCIC pour sauver les vignes de Rasiguère.
Dans les Pyrénées-Orientales, la cave coopérative du Cellier de Trémoine, á Rasiguère, a créé une société coopérative d’nterèt collectif (SCIC) pour preserver les surfaces productives de son périmètre. La cave coopérative du Cellier de Trémoine vient de constituer une société coopérative d’intérêt collectif (SCIC) pour faire du portage foncier et attendre des repreneurs pour les vignobles les plus intéressants du secteur. Une démarche inédite dans le département pour préserver les surfaces productives. Le monde viticole est face à un mur : le départ à la retraite d’une génération entière dans les cinq ans qui viennent. Pour les caves coopératives, l’enjeu est de préserver les surfaces productives pour faire tourner les outils. Dans les Pyrénées-Orientales, elles vont jusqu’à acheter des te’res pour les préserver, en particulier chez leurs adhérents sans succession. C’est ce que vient de faire la cave coopérative du Cellier de Trémoine, à Rasiguère, sous une forme encore inédite pour le département, la création d’une société coopérative d’intérêt collectif (SCIC). David Bleuze, directeur de la cave de Rasiguère, détaille la démarche : ‘ Dans notre cave, nous avons 65% de vignerons qui ont moins de 55 ans, mais ensuite, il y a un creux dans le pyramide des âges entre 55 et 65 ans. Le SCIC va donc remédier aux départs en retraite qui vont survenir durant les cinq prochaines années pour maintenir les vignes et leur potentiel de production ». La SCIC, appelée Domaine de la vallée secrète, a l’ceil sur une soixantaine d’hectares qu’elle veut sauver. Mais elle ne rachètera pas n’importe quoi. Nous privilégions les parcelles qui sont mécanlsebles, cela représentera 80% des surfaces, et nous ne conserverons les parcelles è travailler à la main uniquement si elles sont hautement qualitatives », précise le directeur de la cave. CIVL *** Un million d’euros à terme A peine lancée, et sans vraiment de communication, la SCIC a vu les investisseurs toquer à la porte pour se saisir d’une ou plusieurs parts sociales dont le prix est fixé à 1.000 euros. L’investissement moyen tourne plutôt autour de 1.500 euros, indique Davide Bleuze. Dès le départ du projet, une dizaine de vignerons ont souscrit au capital. Fin juin, nous avons collecté 45.000 euros auprès des vignerons, des salariés, de nos clients et de nos partenaires. Nous espérons atteindre 150.000 euros début 2024 et à terme, dans huit ans, un million d’euros pour les 60 hectares que nous envisageons d’acquérir..

Fonte: Tribune.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

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