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rassegna stampa vino di lunedì 12 giugno 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 12 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Con ‘Made4ltaly’ nuove risorse per il turismo.
UniCredit vara un sistema integrato con l’agroalimentare per attrarre sui territori nuovi flussi internazionali di Andrea Telara Con ‘Made4ltaly’ nuove risorse per il turismo. La banca supporta progetti che valorizzano il profilo di sostenibilità delle aziende dei due comparti, tra cui riqualificazione energetica e transizione digitale. IL TURISMO è considerato da UniCredit uno dei settori di eccellenza del Paese, su cui puntare per accelerare la ripresa. Perciò l’impegno della banca verso questo comparto dalle enormi potenzialità di crescita, visto il patrimonio artistico, culturale e paesaggistico del nostro Paese, non si esaurisce con le iniziative destinate al settore nell’ambito di UniCredit per l’Italia. La banca infatti già nel giugno del 2022 aveva lanciato la seconda edizione di ‘Made4ltaly” che prevedeva un plafond di finanziamenti da 5 miliardi di euro per le imprese del turismo e dell’agricoltura, con l’obiettivo di favorire un’offerta congiunta tra aziende ricettive e agroalimentari.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.

Alessio Planeta. La Sicilia è un modello cresceremo con i francesi ma dateci strade e treni.
L’azienda vitivinicola si allarga: apre un beach cluli a Menfi, prepara un wine bar all’aeroporto di Palermo. Ed espande la distribuzione con i banchieri parigini Oddo. «Ci vogliono le infrastrutture. E il Ponte di Messina non serve» Sir Rocco Forte con il Verdura Resort ha avuto un ruolo fondamentale per l’isola, ha attratto turismo di alta gamma Va seguita quella strada. Alessio Planeta, amministratore delegato dell’azienda vitivinicola di famiglia, è un palermitano che ama Wagner. «La sera che il Napoli ha vinto lo scudetto ero al San Carlo ad ascoltare la Valchiria», dice. Un imprenditore poliedrico che con il gruppo Planeta, che produce vini e olio in Sicilia, si sta allargando su tre direttrici, affiancato dal fratello Santi e dalla cugina Francesca.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Pinot nero, Alto Adige e Oregon – Trait d’union tra Alto Adige e Oregon Un’amicizia nel segno del Pinot Nero.
L imprcscendibile c profondo legame hu Martin Foradori Hofstätter, e David Adelsheim “PINOT” Da `piccola pigna’: come la modesta dimensione del grappolo fitto. I1 mondo del vino crea talvolta dei collegamenti imprevedibili e, spesso, dei legami profondi. E quello che succede, per esempio, per il link tra l’Alto Adige e l’Oregon, due regioni lontanissime, site in due continenti diversi, una in Europa e l’altra in America. Due regioni che condividono un profondo rapporto con la montagna e, soprattutto, una spettacolare storia vitivinicola ed enologica che oggi ne decreta un successo indiscutibile. E quello che succede, per esempio, nel profondo rapporto di amicizia che lega Martin Foradori Hofstätter, guida della Tenuta Hofstätter, uno dei nomi più iconici della viticoltura altoatesina con sede a Termeno, e David Adelsheim, titolare dell’azienda omonima sita a Newberg, in Oregon, stato americano del nord-ovest, rivolto all’Oceano Pacifico. Ovviamente, il trait d’union non può che essere il vino.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

La novità – Vino, Sicilia avrà un nuovo piano vitivinicolo regionale.
Dopo 30 anni dall’ultimo documento programmatico, approvato nel 1993, la Regione Siciliana avrà un nuovo Piano vitivinicolo, fondamentale per elaborare le direttrici dello sviluppo di uno dei settori simbolo delle produzioni d’eccellenza dell’Isola. L’assessore regionale dell’Agricoltura, Luca Sanunartino, ha istituito con mi decreto il nuovo gruppo di lavoro che si occuperà della redazione del documento. “Sono trascorsi 30 anni dall’ultimo documento programmatico approvato nel 1993, sotto la regia di Diego Planeta e Giacomo Tachis – ricorda Sanunartino – mi periodo di tempo lunghissimo nel quale la Sicilia è passata dall’essere terra di produzione di vini sfuri, o di vini che i grandi marchi internazionali utilizzavano per tagliare i propri, a terra dalla quale provengono alcuni dei più importanti brand dell’enologia internazionale.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Anche il mondo del vino si mobilita Evento in programma oggi al Verdi.
Tre masterclass, una cena di gala, un’asta benefica e un salotto didattico. Il vino per aiutare chi ha avuto tutto distrutto dall’acqua. In programma oggi, a partire dalle 14,30 al Teatro Verdi, l’iniziativa benefica Wine for Romagna, promossa da Partesa for Wine, Teatro Verdi di Cesena e ristorante La Buca di Cesenatico. Per raccogliere fondi per la Protezione Civile a sostegno delle province della Romagna colpite dall’alluvione sono state organizzate tre masterclass, una cena di gala, un’asta benefica con preziose etichette e un salotto didattico con alcuni dei più grandi nomi del vino italiano. Dalle 14,30 il ciclo di tre ma Un evento al Teatro Verdi sterclass a 35 euro l’una, aperte a professionisti e appassionati: si inizia con “Champagne vs Metodo Classico”, condotta da Alessandro Rossi; alle 16,30 “I grandi bianchi del mondo” guidata da Gianni Fabrizio; alle 18,30 Eros Teboni su “Le grandi denominazioni italiane”.

Fonte: Corriere Romagna del lunedì.

Albana, l’ambasciatore dalle terre più colpite – Marco Saiani, dalla tragedia a Conselice al titolo di ambasciatore dell’Albana.
Emblema di una Romagna del vino che vuole rialzarsi, il vincitore arriva da uno dei territori più colpiti dall’alluvione. «Dedico questa vittoria a tutti i vignaioli della nostra terra ferita ma pronta a rialzarsi». «Dedico questa vittoria alla mia famiglia ed a tutti i produttori della Romagna, soprattutto a quelli che purtroppo pagano le conseguenze di questi nefasti giorni. Il mio impegno di ambasciatore? Fare in modo che i locali della Romagna abbiano in carta almeno un’Albana». Sono le prime parole di Marco Saiani, sommelier arrivato da Conselice, uno dei paesi maggiormente colpiti dall’alluvione, che ha conquistato il titolo di Master Romagna Albana Docg. Così la Romagna del vino dopo tre anni torna nel gradino più alto. Una vittoria dedicata ai vignaioli della sua terra con l’augurio di rialzarsi presto dai disastri dell’alluvione. Saiani, ingegnere, è alla quinta partecipazione al Master, lo scorso anno era arrivato secondo.

Fonte: Corriere Romagna del lunedì.

Saiani è il nuovo ambasciatore dell’albana di romagna – È di Conselice il sommelier ‘Ambasciatore dell’Albana’ 2023.
Marco Saiani, ingegnere di professione, ha dedicato il suo successo sul ‘colle’ ai produttori della Romagna colpiti dal maltem La Romagna del vino dopo tre anni torna sul gradino più alto del podio nel Master Albana Docg. La manifestazione di Bertinoro, che assegna fra sommelier il titolo Ambasciatore dell’Albana e un premio di 2mila euro, ha visto il successo di Marco Saiani, ingegnere nella vita, emblema del riscatto di una terra ferita che prova a rialzarsi: arriva inf atti da Conselice, il paese del Ravennate fra i più colpiti dall’alluvione. E le sue prime parole sono state proprio per i vignaioli della sua terra: «Dedico questa vittoria alla mia famiglia e a tutti i produttori della Romagna, soprattutto a quelli che purtroppo pagano le conseguenze di questi nefasti giorni. ll mio impegno di ambasciatore? Fare in modo che i locali della Romagna abbiano in carta almeno un’Albana».

Fonte: Resto del Carlino Romagna.

Caporalato, contratti capestro agli immigrati – Caporalato, la trappola dei vigneti.
Lavorano per pochi euro l’ora nell’agricoltura. Dopo tre anni la società chiude per non pagare tasse e il titolare sparisce Sognano di riscattarsi da una vita di miserie, ma la maggior parte finisce nelle trappole tese dai caporali che forniscono braccianti alle aziende agricole. Nemmeno il Friuli Venezia Giulia sfugge a questo fenomeno. La maggior parte degli avventizi delle viti provengono da Pakistan, Afghanistan, India, Bangladesh e i loro nomi ricorrono nei verbali della Guardia di finanza di Pordenone quando perlustra le campagne con i droni per individuare i lavoratori irregolari. Ai caporali si rivolgono perché nei loro Paesi è così che funziona il mondo del lavoro. Ma anche perché arrivano senza conoscere una parola di italiano e si fidano ciecamente di chi parla la loro lingua, offre un alloggio e un lavoro.

Fonte: Gazzettino Friuli.

«Se li mandiamo via chi va a lavorare tra le viti per dieci euro al giorno?».
In Friuli Venezia Giulia ci sono 16.400 aziende agricole (-26,5% rispetto alle 22.316 del 2020) che lavorano 28.498 ettari di terreni a vigneto. Gli introiti legati all’uva da vino venduta sono più che raddoppiati. «C’è bisogno di questi lavoratori stranieri – spiega Dina Sovran, segretaria provinciale della Flai Cgil di Pordenone – C’è carenza di manodopera soprattutto in agricoltura, dove gli italiani non vogliono lavorare perché non vogliono essere sfruttati. Tutti cercano immigrati, ma spesso rischia di essere un escamotage per sfruttarli. E se respingiamo gli immigrati, che lavorerà per dieci euro al giorno?». E facile approfittare di chi non conosce l’italiano. La conoscenza della lingua è fondamentale, ma nessuno spinge gli immigrati della rotta Balcanica a seguire corsi di alfabetizzazione. «Alcuni non sanno nemmeno leggere e scrivere – spiega Sowan – perché appartengono alle frange più povere del Pakistan.

Fonte: Gazzettino Friuli.

Le Pro loco fanno il pieno: 400 mila visitatori alle manifestazioni 2023.
La “stagione” delle sagre è partita con numeri superiori a quelli dell’era pre-Covid19: le manifestazioni primaverili in varie località del territorio regionale unite a Sapori Pro Loco a Villa Manin hanno registrato 400 mila presenze. Questo il dato emerso durante l’assemblea del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, che ha approvato all’unanimità il bilancio 2022. La riunione si è svolta all’auditorium di Zoppola, ospiti della Pro Loco comunale. «Ora sta iniziando l’estate e i primi riscontri sono molto positivi — ha commentato il presidente del Comitato regionale Valter Pezzarini —, sia come qualità delle proposte che come affluenza. Non nascondiamo che ci sono delle sfide a cui siamo chiamati a rispondere, come la crisi del volontariato con la difficoltà a trovare nuove persone da coinvolgere.

Fonte: Messaggero Veneto.

La guida degli extravergini Gli oli storici di Paola Orsini.
Slow Food All’azienda di Priverno è stata attribuita la “chiocciola” È uno dei simboli più prestigiosi assegnati ogni anno dagli esperti Riconoscimento ai migliori produttori oleari per come interpretano i valori (1111) nella di Paola Orsini di Priverno è una delle due aziende pontine (l’altra è la Mandrarita di Itri) a cui gli esperti della “Guida agli extravergini” dello Slow Food hanno assegnato la “chiocciola”, simbolo che viene attribuito ai produttori “per come interpretano valori (organolettici, ambientali, sociali) in sintonia con la filosofia dell’associazione”. Da sempre, sin dall’uscita del primo numero della stessa, l’azienda privernate riesce a conquistare tale riconoscimento. E anche al suo Dop Colline Pontine, come al solito, è stato assegnato tale simbolo perché è un “Olio del Presidio degli olivi secolari”. Da ricordare che per fare parte di tale presidio, gli olivicoltori “devono avere oliveti di cultivar autoctone del territorio gestiti senza fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.

Fonte: Latina Oggi.

Le altre aziende della provincia pontina segnalate.
Qualche numero interessante Questi i numeri della Guida: 766 aziende segnalate tra frantoi, aziende agricole eoleifici e 1227 oli recensiti. Oltre a Paola Orsini e Mandrarita, questi gli altri produttori pontini consigliati: Marco Carpineti di Cori, Riccardo Palombelli di Cori, Cosmo Di Russo di Gaeta, Francesco Paolo Arzano di Itri, Masseria di Itri, Diamante Verde di Latina, La Torretta di Priverno, Mater Olea di Prossedi3Oscardi Rocca Massima, Agresti 1902 di Sabaudia, Alessandro Scanavini di Sabaudia, Alfredo Cetrone di Sonnino, Gregorio De Gregoris di Sonnino e Americo Quattrociocchi di Terracina, L’Olivastro di quest’ultimo è un “Olio Slow”, “un olio eccellente, capace di emozionare in relazione a cultivar autoctone a territori di provenienza, ottenuto con pratiche agronomiche sostenibili””.

Fonte: Latina Oggi.

La campagna olivicola nel Lazio.
“Per il Lazio – scrivono gli esperti dello Slow Food – l’ultima campagna olivicola è stata decisamente positiva, anche se densa di rischi e difficoltà a causa dell’ennesima serie di cambiamenti climatici, gestiti con crescente professionalità ed esperienza da produttori e frantoiani. Una stagione anticipata e segnata da alcuni elementi decisivi: il lungo regime siccitoso estivo e la ormai consueta instabilità meteorologica primaverile. Gli oliveti secolari, sui quali punteremo al massimo nella rinnovata impostazione del Presidio Slow Food, hanno resistito senza problemi alle carenze idriche, mentre per i nuovi impianti la necessità di irrigazione si è fatta sentire”.

Fonte: Latina Oggi.

Vini e altri prodotti Dall’Europa maggiore tutela.
Il fatto Nella nuova normativa sono contenute maggiori protezioni contro la contraffazione nel settore agroalimentare Soddisfatti della novità i parlamentari europei pontini Adinolfi e De Meo. Ogni tanto dall’Europa arrivano buone notizie. Questa volta, in particolare, a sorridere possono essere i tanti operatori del settore vitivinicolo della provincia pontina che commercializzano vini con marchio Igp (indicazione geografica protetta). Le nuove norme previste dall’Europa mirano a favorire l’adozione degli strumenti di proprietà intellettuale nell’Unione Europea, consentendo ai prodotti agricoli con specifiche caratteristiche legate al luogo di produzione di accedere alle tutele del riconoscimento dì “Indicazione Geografica”. «Una revisione con cui si semplificano le procedure di riconoscimento e si rafforzano le misure dì protezione» commenta il parlamentare europeo di Forza Italia Salvatore De Meo.

Fonte: Latina Oggi.

Il caso etichette: «L’Irlanda non se la può prendere con il vino».
L’intervento del ministro Lollobrigida II caso etichette: «L’Irlanda non se la può prendere con il vino» «L’Irlanda ha un problema serio con le alcolismo, ma non seta pub prendere col vino perchè evidentemente in quella nazione non lo producono e non sanno nemmeno consumarlo con moderazione come e giusto fare». A dirlo e stato Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, che e tornato sul caso delle etichette con avvertenze sanitarie. «E un’etichetta che racconta il vino come qualcosa che nuoce gravemente alla salute, ma e un’etichetta che racconta una cosa distorta».

Fonte: Provincia Sondrio.

Nel pomeriggio ancora allerta meteo per temporali coldiretti: «danni enormi per le nostre coltivazioni» – Agricoltura a forte rischio Solfanelli: «Clima pazzo, danni a grano, frutta, vite».
II direttore di Coldiretti: «Rischiamo di perdere un terzo della produzione di cereali. L’alternanza di caldo e piogge può provocare malattie per i vigneti» SIENA Giusto per capire l’aria che tira, per oggi da mezzogiorno alle ventuno è previsto l’ennesimo allerta meteo. Un codice giallo per «rischio idrogeologico e idraulico del reticolo minore e per temporali» che riguarda la Toscana centro meridionale, Siena compresa, con Valdelsa e Valdichiana ancora a rischio. oltre ai rischi per gli allagamenti delle aree urbanizzate e per la tenuta delle strade, una maledizione per l’agricoltura. Simone Solfanelli, direttori di Coldiretti Siena, non ci gira troppo intorno: «Rischiamo di perdere il 30 per cento del raccolto dei cereali e i nostri vigneti sono rischio di malattie funginee per l’alternarsi di caldo umido e precipitazioni». Considerando che nel Senese si produce un terzo del grano della Toscana, tra 1,5 e 2 milioni di quintali di grano duro, la proiezione porta al pericolo di perdita di mezzo milione di quintali di grano duro, un’enormità.

Fonte: Nazione Siena.

Rosso Morellino, piace la nuova formula.
I due giorni hanno favorito il dialogo tra gli addetti ai lavori Scansano Ha coinvolto oltre un migliaio di addetti ai lavori e di appassionati la rinnovata formula di Rosso Morellino, la manifestazione dedicata al Morellino di Scansano. La giornata inaugurale, quella alla base aerea Baccarini, ha fatto da cornice ai due momenti: il grande banco di assaggio a cielo aperto, in cui i winelovers grazie alla partecipazione di 40 produttori hanno avuto l’opportunità di scoprire le peculiarità organolettiche dei vini Annata e in Riserva in degustazione, e il concerto inaugurale del tour 2023 di Joe Bastianich e La Terza Classe. Il popolare showman, reduce dalla vittoria della decima edizione di Pechino Express, ha così voluto omaggiare la sua passione per questa zona, che lo vede impegnato con la sua famiglia in un progetto produttivo proprio all’interno del territorio della storica denominazione della Maremma.

Fonte: Tirreno Grosseto.

Vigneti di Ettore fra tradizione ed evoluzione.
L’azienda della Valpolicella Vigneti di Ettore fra tradizione ed evoluzione II passaggio generazionale a Giampaolo e Gabriele Righetti. Il ricordo di una figura che ha cambiato la storia della Valpolicella. Una profonda memoria storica nei vigneti unita alla grande passione tramandata dal nonno al nipote. L’avventura di una famiglia che racconta l’evoluzione di un territorio, la Valpolicella, e del suo sguardo verso il futuro che può ancora contare, e lo farà sempre, su solide radici. È nata nel 2012 l’azienda Vigneti di Ettore, male terre appartengono di fatto alla famiglia Righetti dal 1930, ed è questo il segreto che consente a Giampaolo e al figlio Gabriele di portare nella bottiglia vini dal carattere forte: «Puntiamo sempre a ottenere vini eleganti e agili più che muscolari», racconta Giampaolo Righetti. È lui l’anello di congiunzione tra Gabriele e nonno Ettore, figura indimenticabile nella storia di Cantina Valpolicella Negrar di cui fu direttore, ad e poi presidente.

Fonte: Arena.

Maia wines all’evento a Cannes con Di Caprio.
Cin cin col vino veronese in alcuni dei più prestigiosi festival del cinema del mondo. «Abbiamo portato alla 76ma edizione del Festival di Cannes», racconta Angelo Lelia, amministratore delegato dell’agenzia di comunicazione veronese UNited Studio, «una prestigiosa abbinata: le bollicine del lago di Garda Maia Wine ed i vini fermi di Casa Sartori, entrambi erano presenti nel padiglione americano al Palais des Festivals sulla Costa Azzurra». Angelo Lelia aggiunge: «Con Maia siamo stati sponsor dell’evento benefico, che è stato organizzato, al Carlton Hotel, da Better World Fundation a favore di Amazônia Fund Alliance della Federazione brasiliana dell’Unesco per la conservazione degli ecosistemi amazzonici. All’evento ha partecipato anche la star cinematografica americana Leonardo Di Caprio».

Fonte: Arena.

Colline Teramane in tour: è partito da Milano l’omaggio al Montepulciano d’Abruzzo.
Il Consorzio di Tutela Vini Colline Teramane nasce nel 2003 per tutelare, valorizzare e promuovere la prima denominazione di origine controllata e garantita della regione Abruzzo: il Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg. ln occasione dei 20 anni è stato organizzato il Tour di Colline Teramane, che ha fatto tappa a Milano, per continuare con Torino, Roma e poi tornare “in patria” a Pescara e Teramo. Obiettivo principale del Consorzio – presieduto da Enrico Cerulli Irelli, al secondo mandato, in carica dal 2018 – è costruire, nell’immaginario collettivo, lo spazio per un Abruzzo speciale, racchiuso tra il massiccio del Gran Sasso e il mare Adriatico. Un luogo “di confine”, che incanta per la varietà dell’ecosistema, dove l’uomo c’è, ma discretamente e rispettosamente, in equilibrio costante con la natura che ne domina una grande parte.

Fonte: Identità Golose.

Campania Stories 2023 – Selezione dei migliori vini e stato dell’arte del vino campano.
Torna Campania Stories e a ospitare l’edizione 2023 è stata l’Irpinia. Un appuntamento diventato, oramai, imperdibile per la stampa enoica nazionale e internazionale che può sperimentare una vera e propria full immersion nel territorio vitivinicolo campano attraverso due profonde sessioni di degustazione, cene con i produttori e visite in cantina. Una regione dalla produzione vitivinicola variegata in termini ampelografici e sfaccettata per quanto concerne le sue molteplici denominazioni. Denominazioni che rappresentate dagli oltre 330 vini in degustazione suddivisi in categorie e areali di riferimento, con la partecipazione straordinaria delle delegazione dell’associazione “Generazione Vulture” ospite della manifestazione. Gesto che mostra l’apertura al confronto con altre realtà dei produttori campani, attitudine fondamentale per la crescita e l’acquisizione di una sempre maggiore consapevolezza.

Fonte: Wine Blog Roll.

Dal Lambrusco per Putin allo Champagne, i vini più amati dal Cavaliere.
Uno degli ultimi aneddoti risale allo scorso autunno, ottobre 2022, quando in un audio ha rivelato di aver regalato 20 bottiglie di Lambrusco a Putin, che a sua volta lo aveva omaggiato per il compleanno con altrettante bottiglie di vodka. Silvio Berlusconi non si è mai presentato come un gran bevitore, eppure con la sua personalità carismatica, è sempre riuscito a stupire anche in campo di vino e beverage. Originale e non banale la scelta di optare per il rosso frizzantino, allegro, amatissimo all’estero e in grande ascesa negli ultimi anni (pur senza rinunciare all’anima pop), per ringraziare lo zar. Secondo fonti “vinose”, le bottiglie volate in Russia erano dall’azienda agricola Rinaldini da cui l’ex premier si è rifornito per anni. Cantina storica fortemente radicata nel territorio emiliano, a Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), ai piedi delle colline Matildiche, fondata alla fine degli anni Sessanta dal papà Rinaldo Rinaldini, che all’epoca gestiva con la famiglia un ristorante famoso nella zona per i vini e i salumi prodotti artigianalmente.

Fonte: La Repubblica.

Vino, in 15 anni i consumatori aumentano del 35% ma si beve meno.
Negli ultimi 15 anni in Italia è aumentato del 35% (+4,4 milioni) il numero di consumatori saltuari di vino e parallelamente sono diminuiti del 22% i consumi quotidiani. E’ quanto emerge dal’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) sui dati Istat, secondo il quale oggi i consumatori sono 29,4 milioni, il 55% della popolazione. Si tratta di una platea trainata dalle donne (+12% contro -2% dei maschi), che non rinuncia alla bevanda alcolica nazionalecon un approccio diverso rispetto al passato. “I numeri – ha detto il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi – sintetizzano il rapporto responsabile degli italiani con il vino, oggi inteso più come elemento di socialità e di stile di vita che come alimento”. Una tendenza che si riflette meno allargando il campo ad altri alcolici. Per la birra, che conta 27,4 milioni di consumatori, sono cresciuti sia gli user quotidiani (+19% dal 2008) che quelli occasionali (+30%). In accelerazione gli aperitivi alcolici con quasi 22 milioni di adepti (+41% negli ultimi 15 anni), grazie al boom al femminile dei consumi fuori casa (+79%), ormai appannaggio non più solo dei giovani della gen Z (fino a 26 anni) e millennials (27-42 anni) ma in fortissima ascesa anche per la fascia, 45-54 anni.

Fonte: ANSA.

Vino, meno consumi ma più consumatori. Cresce la birra. E le donne….
Meno consumi quotidiani (calo del 22%), ma più salutari (+35%) e più consumatori: è l’analisi dell’Osservatorio di Unione Italiana Vini (elaborando i dati Istat) sugli ultimi 15 anni. I consumatori di vino nel nostro Paese sono 29,4 milioni (ossia 55% della popolazione). “I numeri sintetizzano una volta di più il rapporto responsabile degli italiani con il vino, oggi inteso più come elemento di socialità e di stile di vita che come alimento. È la prova di come l’approccio culturale al prodotto sia ormai fondamentale in un Paese che non solo è il primo produttore di vino al mondo ma anche uno dei più virtuosi in termini di aspettativa di vita”, spiega il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi.

Fonte: Affari Italiani.

Vino, l’eccellenza della Basilicata si chiama aglianico.
Una delle stelle più luminose del Vulture, Paternoster, fondata nel 1898 da Anselmo, pioniere della viticoltura italiana, fu poi portata al successo dal figlio Giuseppe, una laurea in enologia a Conegliano ma soprattutto il sogno di mostrare al mondo l’eccellenza vitivinicola della Basilicata. Lo scenario, incantevole, è quello di Barile, provincia di Potenza, luogo-simbolo del “rinascimento lucano”, un territorio – caratterizzato da suoli di matrice vulcanica – che non ha mai nascosto la sua vocazione. Ora sono circa 20 gli ettari vitati in gestione (anche con piante oltre i 50 anni) arrampicati sulle pendici del Vulture, fino ai 650 metri di altezza, oggetto di un lavoro quotidiano puntiglioso, arricchito da convinzioni sostenibili (ora approdate alla certificazione biologica), parte essenziale della rinomanza del marchio.

Fonte: L’Espresso.

PER LE DONNE DEL VINO UN POMERIGGIO ITALO – FRANCESE.
Un evento esclusivo. La “Collection Printemps Été
– Femmes de Vin présentent les vins rosés de Campanie et France” svoltasi presso l’Institut Français Grenoble di Napoli ha visto protagoniste le prestigiose associazioni femminili del mondo della viticoltura internazionale “Donne del vino della Campania” e “Femmes de Vin”: il Consolato Francese ha ospitato così un pomeriggio “in rosa” tra degustazioni di vini, passeggiate in terrazza e sfilate di moda. In un’atmosfera elegante e raffinata, la Console Generale di Francia a Napoli Lise Moutoumalaya ha accolto le socie della delegazione campana de “Le Donne del Vino” per conoscerne obiettivi, attività e finalità : l’incontro, fortemente voluto dalla Delegata campana Valentina Carputo, ispirato al tema dell’anno “ Donne, Vino, un mondo unito” ha presentato dunque le due realtà associative, unendole con il racconto delle rispettive produzioni dei vini rosati.

Fonte: Terronian Magazine.

Il futuro del vino sostenibile è in bag-in-box e lattina. Ma molti mercati non sono ancora pronti.
Dal “ProWein Business Report” 2022, le aspettative di 2.500 commercianti di 16 Paesi diversi: l’Italia, sui packaging alternativi, è ancora indietro. La sostenibilità ha assunto ormai, da qualche anno, un valore fondamentale nell’industria del vino, confermato da un grande numero di studi, compresi i “ProWein Business Report” 2019 e 2020, che hanno raccolto l’opinione di wine merchant e produttori di tutto il mondo, da cui emergeva forte la necessità, condivisa dal 70% degli intervistati, di ridurre l’impronta carbonica della filiera. Legata, per quasi il 40%, alla produzione del vetro e al trasporto del vino imbottigliato: per diventare sostenibile, quindi, bisogna puntare con convinzione sugli imballaggi alternativi al vetro, più leggeri, come il bag-in-box e le lattine. È sul potenziale di questi packaging che si è concentrato il “ProWein Business Report” 2022, in un’appendice che ha raccolto le opinioni di 2.500 operatori del settore vino di 16 Paesi diversi, per capire – secondo il punto di vista commercianti e distributori – quanto i consumatori siano realmente pronti ad un cambiamento tanto radicale.

Fonte: WineNews.

STAMPA ESTERA

La alianza entre Henkell y Freixenet da buenos frutos.
Cinco años después de la operación, el gigante hispano-alemán del vino es líder mundial de los vinos espumosos Pere Ferrer asegura que “hay un buen entendimiento con los socios alemanes que se complementan” Ramon Franck Cinco años después de que fuera plantado por Josep Ferrer Sala y Glòria Noguer, en abril del 2018, su hijo Pere Ferrer ha regresado como consejero delegado de Henkell Freixenet a los jardines de la impresionante bodega Schloss Johannisberg de la región vitivinícola de Rheingau (Alemania), muy cerca del caudaloso Rin, para reencontrarse con un fresno que ha enraizado con fuerza. Este árbol, que aún no da mucha sombra ni cobijo, simboliza la alianza entre Henkell y Freixenet. El fresno puede llegar a vivir 100 años, y puede alcanzar los 20 metros de altura con una gran copa de hojas caducas pequeñas. En catalán se le denominafreixe. Ambas partes han confesado en Wiesbaden, la sede del gigante alemán, que cinco años después la relación entre ambos sigue siendo positiva y fructífera. Dicen que ha beneficiado tanto a Henkell como a Freixenet. Pere Ferrer asegura que “hay un buen entendimiento con nuestros socios alemanes y nos complementamos, y eso se nota”. Y reconoce que “para mí, estos últimos cinco años han sido de los mejores de mi vida profeEn el primer trimestre del año han subido las ventas en el mercado español un 1,9% gracias al turismo sional”, y que “tengo muchas ganas de continuar”. Desde la compañía se asegura que “las sinergias son de manual”. De hecho, la división de vinos, espumosos y licores de Geschwister Oetker Beteiligungen KG es líder de la DO Cava en 104 países, líder del mercado del Prosecco en 38 países y líder de los vinos espumosos en 33 países, según Andreas Brokemper, CEO de Henkell Freixenet. Exportan un 85% de su producción. El instituto de estudios de mercado IWSR sitúa a Henkell Freixenet como líder mundial de vinos espumosos, con una cuota de mercado del 9,5%. Y este primer trimestre del año han conseguido unos buenos resultados en el mercado español (un +1,9% en valor) gracias al retorno del turismo, pero no tan destacados en mercados como los americanos o el alemán. Pese a ello, esperan “un gran verano”. Pere Ferrer no esconde que, si se lo permitiera la ley europea de Defensa de la Competencia, les gustaría poder adquirir a su histórico rival, el grupo Codorníu, que dice que tiene “grandes marcas”. Destaca productos como los cavas Anna de Codorníu, los vinos riojanos Viña Pomal o los vinos y cavas de Raimat. Pese a ello, reconoce que “Codorníu tendrá muchos novios”. Tanto la parte alemana como la catalana aseguran que no habrá, a medio plazo, ningún cambio accionarial, a pesar de que Pere Ferrer ya ha cumplido los 65 años y que su padre Josep, que posee un 42,75% de las participaciones, ya va camino de cumplir, e119 de octubre, los 98 años.

Fonte: Vanguardia Dinero.

Pour Nicolas Feuillatte, le prix du champagne va continuer de grimper.
Le groupe Terroirs e Vignerons de Champagne, qui commercialise la marque, annonce une augmentation des prix. Une tendance générale dans la région. « Divine surprise » : Christophe Juarez, directeur généraidugroupe Terroirs e Vignerons de Champagne, qui commercialise les champagnes Nicolas Feuillame, Castelnau et Abe1é, n’a pas de mots assez forts pour qualifier l’année 2022. La vendange a été particulièrement «abondante» et de «grande qualité ». « Nous allons pouvoir reconstituer les réserves aux deux tiers », s’est-il réjoui. Un profond soulagement pour toute la région qui, faute d’avoir anticipé l’incroyable rebond de la demande en champagne après le Cavil, s’est trouvée à court lbuus les entreprises ont dû limiter le urs ventes. Dans ce contexte, la vendange 2022 a fait figure de miraculeux ballon d’oxygène. Chez Nicolas Feuillatte. de loin la marque la plus importante du groupe coopératif, mals alise la plus dépendante des enseignes de distribution française, le système d’allocation a pesé sur le chiffre d’affaires (-4 %). I1 sest établi à164,5 millions d’euros. La hausse des prix (de 7àS%)et des apports (+26 %) des champagnes Castelnau et Abelé ont néanmoins permis au groupe de réaltser unchlffred’affalresglobal record en hausse de 37 %, à 284 millions d’euros et 17 % à périmètre égal. Le bénéfice, lui, a diminué de 27 %. à 12,5 millions d’euros. Des résultats obtenus malgré l’inflation des coûts duverre(+56 %)etledoublementde Li facture d’électricité de 1,5 h 3 millions d’euros. , Quatre gras verriers ont fermé at Ukraine en raison de la guerre. majorant considérablement le prix des bouteilles en Europe », a indiqué C hnstophe Juares La tendance générale en champagne est à la montée en gamme. Le groupe Terroirs e Vignerons de Champagne ne fera pas exception. « Les maisons art pour objectif common de gagner en luxe. L’appellation a eu tendance pendant trop longtemps à se reposer sur les volumes »,ajoute tedlrecteurdeTerralrs e Vignerons. Plus d’exportation Autant dire (Lm la hausse des prix va se poursuivre. D’autant que Le prix du raisin continue lui aussi de monter. Il s estitabli h 8euroslekilo, en hausse de1096. NicolasF’eulllatte, pour sa part, a iècidé de monter les prix de 10 % er. 2023, de réduire sa dépendance à l’égard de la distribution française et d’augmenter son activité à rexport de 40 % à 50 % en valeur.

Fonte: Echos.

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Affari e masseria, Fnsi e Usigrai attaccano Vespa.
I sindacati dei giornalisti minacciano esposti e chiedono che la Rai faccia indagini interne sulrevento(con mezzo governo) organizzato nel resort di famiglia. Dopo l’inchiesta di Domani che ha raccontato come Bruno Vespa e i suoi familiari hanno ottenuto, per organizzare l’evento in masseria a cui ha partecipato mezzo governo, oltre 200mila euro da sponsor e aziende pubbliche, ieri i sindacati dei giornalisti minacciano esposti e chiedono indagini interne alla Rai sull’evento organizzato dal conduttore Bruno Vespa nel resort di famiglia in Puglia. «Valuteremo un esposto all’Antitrust sull’evento organizzato da Bruno Vespa nella sua masseria — ha detto il presidente del sindacato Fnsi, Vittorio di Trapani.

Fonte: Domani.

Affari vostri – Dova si va in crociera?.
A Gavi. Si parte da Genova con una nave Costa Crociere e si arriva a Gavi, in provincia di Alessandria, per vedere la Tenuta La Scolca dove si producono i vini Gavi Docg di Chiara Soldati. A bordo, il ristorante Arcipelago propone i menù ideati dagli chef Bruno Barbieri, Hélène Darroze e Ángel Leon.

Fonte: Espresso.

Rinascimento aglianico.
Una delle stelle più luminose del Vulture, Paternoster, fondata nel 1898 da Anselmo, pioniere della viticoltura italiana, fu poi portata al successo dal figlio Giuseppe, una laurea in enologia a Conegliano ma soprattutto il sogno di mostrare al mondo l’eccellenza vitivinicola della Basilicata. Lo scenario, incantevole, è quello di Barile, provincia di Potenza, luogo-simbolo del “rinascimento lucano”, un territorio – caratterizzato da suoli di matrice vulcanica – che non ha mai nascosto la sua vocazione. Ora sono circa 20 gli ettari vitati in gestione (anche con piante oltre i 50 anni) arrampicati sulle pendici del Vulture, fino ai 650 metri di altezza, oggetto di un lavoro quotidiano puntiglioso, arricchito da convinzioni sostenibili (ora approdate alla certificazione biologica), parte essenziale della rinomanza del marchio.

Fonte: Espresso.

Coriano è pronta per l’estate Rinnovata la Fiera del Sangiovese.
In calendario anche trekking e yoga all’alba, teatro diffuso, mostre mercato di prodotti a Km0. Teatro diffuso d’animazione, fiabe all’ombra del Castello Malatestiano, camminate e yoga all’alba, una nuova veste per la Fiera del Sangiovese, la Notte Rosa dei bambini: sono alcuni degli appuntamenti attesi a Coriano da giugno a settembre. Tra fiere e mostre con degustazioni dedicate ai prodotti agricoli locali, trekking immersi nella natura e sulle colline, gli eventi dell’estate corianese, da mattina a sera, sono rivolti ad un pubblico variegato che abbraccia famiglie con bambini, appassionati del turismo all’aria aperta e amanti del cibo di qualità.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

L’estate di Gabicce riparte con le cantine marchigiane.
Ottanta aziende produttrici di vino e dieci birrifici, anche oggi in strada dalle 17 alle 24. Un’occasione per conoscere ed apprezzare l’eccellenza vitivinicola marchigiana. Sono arrivati ieri, sul lungomare Cristoforo Colombo di Gabicce, ottanta aziende produttrici di vino e dieci birrifici che anche oggi, dalle 17 alle 24, saranno a disposizione del pubblico appassionato del buon bere. Domani sarà invece riservato agli operatori del settore, nel corso della quale i produttori marchigiani avranno modo di presentare i propri vini “faccia a faccia” con buyer nazionali e internazionali in una sorta di speed date, a rotazione.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Sangiovese, birra e trekking La ricetta dell’estate corianese.
La ricetta dell’estate corianese Dal Sangiovese, a cui brindare con una vera e propria fiera, al trekking tra i campi e le vigne di Coriano, fino ad arrivare allo yoga nella natura e alle atmosfere che solo le rovine del castello malatestiano sanno regalare. Coriano è pronta ad inaugurare la sua estate. Mercoledì si parte con ‘Pane burro e burattini’, il festival diffuso di teatro d’animazione realizzato in collaborazione con Arcipelago Ragazzi e la Compagnia Fratelli di Taglia. Al Parco Ivo Casadei alle 21.30 arriva Katastrofa Clown con Crazy Animals. Seguiranno altre due serate il 7 luglio in occasione della Notte Rosa, e il 4 agosto. ‘Arancione è la notte al castello dei bambini’ animerà il prato interno alle mura il 24 giugno, l’1, l’8 e il 15 luglio.

Fonte: Resto del Carlino Rimini.

Vinòforum, 10 serate dedicate al vino e alla cucina d’autore.
La manifestazione romana festeggia i venti anni di vita Vinòforum, 10 serate dedicate al vino e alla cucina d’autore Torna nella Capitale “Vinòforum, Lo Spazio del Gusto di Roma” .La manifestazione, allestita nel Parco di Tor di Quinto dal 9 al 18 giugno, propone dieci serate all’insegna dell’incontro tra etichette del vino e cucina d’autore, per un format che nel 2023 festeggia i 20 anni. Alla rassegna saranno presenti 800 cantine, 2500 etichette e 50 chef. Per l’edizione 2023 rinnovati gli appuntamenti con le Wine Top Tasting, degustazioni che vedranno protagonisti i terroir più vocati italiani e non solo. Non mancherà la cucina d’autore con The Night Dinner.

Fonte: Il Nuovo Corriere di Roma e del Lazio.

I Bosoni tra tradizione e futuro. Inaugurata la nuova cantina La casa del vino è luogo magico.
Ca’ Lunae cresce. Dall’intuizione di nonno Oriente di trasformare i vigneti della piana in mestiere fino all’investimento da 9 milioni di euro per scrivere un nuovo capitolo di questa lunga storia LUNI Dall’intuizione di nonno Oriente di trasformare i vigneti della piana di Castelnuovo in un mestiere, giusto per produrre e vendere qualche buona bottiglia da pasto, si è arrivati all’ultima creazione della famiglia Bosoni che chiude un cerchio imprenditoriale. Un investimento da 9 milioni di euro per scrivere un nuovo capitolo di una storia iniziata nel dopoguerra. Dopo 7 anni di cantiere preceduti da 5 di progettazione è stata presentata ‘La cantina’, nuova casa del vino che si aggiunge alla già nota ‘Cà Lunae’ distante qualche centinaio di metri.

Fonte: Nazione La Spezia.

Ca’ Lvunae inaugura la nuova cantina. Vino come cultura, tra storia e sviluppo.
Un percorso alla scoperta delle etichette di casa Bosoni Spazi avveniristici disegnati dal designer Andrea Del Sere Alessandro Grasso Peroni. Nove milioni di euro di intervento, di cui 3, 5 provenienti dai vecchi fondi europei Pssr. Cinque anni di progettazione e sette per la realizzazione, su una superficie di 5 mila metri quadrati, di cui 3 mila indoor e 2 mila all’aperto. È la nuova cantina avveniristica-centro culturale di Cantine Lvnae della famiglia Bosoni. Ca’Lvnae sale ancora un gradino e diventa una vera e propria industria del vino 2. 0. Ampliando in modo considerevole la sua base logistica, con una nuova cantina che è al tempo stesso un’opera d’arte moderna, oltreché un centro di produzione vitivinicola che in Liguria non ha eguali.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Un cestino con vino e prelibatezze Il picnic si fa tra i filari dei vigneti.
Tante le aziende in Oltrepo the propongono la formula con prodotti a km zero aperitivo, merenda o cena sul plaid, ma anche fitness al calar del sole La giornata internazionale del pasto frugale sull’erba A Travacò Il Girasole propone la Pavia Summer Bag (da comporre) per una pausa pranzo o un pomeriggio sul fiume può scegliere tra il picnic panoramico o l’apericena. All’arrivo il cestino con tutte le prelibatezze è pronto per essere ritirato e piazzato sulla tovaglia in mezzo alle vigne. Si potranno degustare vini come Armonia, Bonarda Oltrepo Pavese, Una Notte, Pinot nero vinificato in Rosa, Una giornata a contato accompagnato da frittatine, taglieri to con la natura in con salame di Varzi, coppa al poche mosse: una vino, pancetta steccata mini coperta, buon cibo mo 12 mesi di stagionatura, genuino, una bottiglia di vino verdure dell’orto in agrodole il resto lo aggiunge il panorace, riso venere, toma locale, ma intorno.

Fonte: Provincia – Pavese.

Una Bonarda al fresco il frizzante in rosso è una #mossaperfetta.
Non semplice vino da tavola ma un prodotto di qualità che punta a una nuova immagine. Il progetto Mossa Perfetta promosso dal Distretto de1Vino Oltrepo Pavese che ha coinvolto i viticoltori di filiera, dalla vigna alla bottiglia, dopo gli anni del Covid e lo stop degli eventi, si rilancia in maniera incisiva. La Croatina dopotutto copre 4 mila dei 13500 ettari vitati dell’Oltrepo. Come qualsiasi zona vocata in cui la stratificazione della qualità è diversificata (vedi Chianti o Soave), anche la Dop Oltrepo Pavese consente una varietà ampia. «L’idea del disciplinare nasce da qui, dalla volontà di identificare una Bonarda specifica, che potesse conquistare un pubblico sempre più esigente: non più il vino da tavola, considerato demodé.

Fonte: Provincia – Pavese.

Allarme fungo-killer nei vitigni di Canosa Sos di Malcangio – Peronospora-killer a Canosa Sos di Malcangio alla Regione.
Il settore agricolo, per quanto asse portante dell’economia locale, continua a dover fare i conti con numerose difficoltà e problematiche che attanagliano imperterrite le campagne degli agricoltori pugliesi. Nello specifico, ad essere penalizzato questa volta è il settore vitivinicolo che nella Bat e soprattutto nel territorio canosino, a causa delle piogge intense e prolungate che hanno caratterizzato il mese di maggio, è stato attaccato dalla peronospora, una malattia che colpisce sia i vigneti di uva da vino, sia quelli da tavola. L’amministrazione Malcangio, da sempre sensibile alle tematiche che riguardano l’universo agricolo.

Fonte: L’Edicola del Sud Bat.

«Ora c’è solo da imparare la lezione promuoviamo di più ciò che abbiamo».
Tamburini (Turismo del vino) «Da sfruttare al massimo il nostro marchio» Si può vedere il lato positivo: la Toscana crea suggestioni talmente ford che a livello di promozione turistica è imbattibile. Tanto che pure l’areaoccitana tra Tolosa, Montauban e Albi, nel sud della Francia, si vuole accostare all’immagine di dolci colline e vigneti ribattezzandosi, appunto, “Toscana Occitana”. Ma c’è anche il lato negativo: essere “copiati” non è «una cosa né corretta, né giusta per la Toscana, perché alla lunga può creare confusione nel turista», dice Emanuela Tamburini, ex presidente e ora nel consiglio direttivo del Movimento turismo del vino Toscana. La preoccupazione è proprio questa: confondere il viaggiatore che magari viene da lontano, richiamare immagini e paesaggi che però si trovano solo da noi. E va bene, possono avere anche loro colline, borghi e vitigni, ma «la Toscana — sottolinea Tamburini — è solo in Italia, in un territorio circoscritto che ha le sue peculiarità e offre tantissimo a livello di cultura, di enoturismo, e questo è il suo valore aggiunto.

Fonte: Tirreno.

Tre giorni con i vini euganei e le eccellenze della tavola.
Torna la “Monselice wine experience”. Al museo San Paolo la degustazione diciannove cantine in piazza Mazzini che ha anticipato l’attesa manifestazione. Vino e cultura del territorio al museo San Paolo: le migliori cantine dei Colli incontrano gli appassionati. Si è tenuta venerdì sera l’evento-degustazione che anticipava la seconda edizione di Monselice wine experience, una tre giorni che, da venerdì 16 a domenica 18 porterà l’enogastronomia euganea ai piedi della Rocca. Alla degustazione hanno partecipato 80 persone, divise in 20 tavoli da 4. Ciascun ospite aveva l’opportunità di assaggiare 19 vini prodotti da altrettante cantine, le stesse che nel prossimo weekend popoleranno piazza Mazzini. L’evento è stato organizzato dall’amministrazione comunale e dal Consorzio per la tutela dei vini euganei e si è svolto nella suggestiva cornice dell’ex chiesa di San Paolo. Per l’occasione, è stata aperta al pubblico la sala della Buona morte e sono state organizzate visite guidate al museo civico.

Fonte: Gazzettino Padova.

Museo del Vino, un fondo in campo nuova sede all’ex cartiera Fedrigoni.
Il Museo internazionale del vino di Verona, il cui progetto aveva subito qualche battuta d’arresto, riparte alla grande con lo stanziamento di un milione di euro da parte della Regione Veneto. «Una apposita legge regionale — spiega il consigliere regionale e ideatore del Museo del vino Enrico Corsi — stanzia 350mi1a euro annui per tre anni, al fine di dare il via alla promozione ed ai primi passi per la realizzazione nel triennio del “MuVin”. Si tratta di un atto politico assunto all’unanimità importante, di cui ringrazio l’assessore al bilancio Francesco Calzavara e a cui mi aspetto seguano altrettanti segnali operativi da parte di Governo e Comune di Verona». L’ultimo atto riguardante l’avvio del progetto di Museo risaliva ad un anno fa, con la costituzione della Fondazione Museo del vino da parte di quattordici soci fondatori rappresentativi del territorio, che vanno da Confagricoltura a CIA, da ConfCommercio a Confesercenti, da API all’Unione Vini Veneti.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Lvnae, nella nuova cantina si uniscono bellezza e praticità. «Per puntare sempre più in alto».
Tanta emozione e un pizzico d’orgoglio. Il sorriso di Diego Bosoni nasconde tutto questo: finalmente può mostrare a tutti la nuova cantina di Lvnae, un progetto partito da lontano e seguito direttamente da lui. Si tratta, soprattutto, non di un traguardo, ma di un nuovo punto di partenza per l’azienda dei Colli di Luni, che guarda al futuro puntando sempre più in alto. «È un progetto che mi ha coinvolto per tanti anni, e che ho seguito in prima persona – spiega Diego Bosoni – abbiamo portato avanti la progettazione con il mio amico designer Andrea Del Sere e, per la parte tecnica, con AT Studio di Roma. Abbiamo sposato un linguaggio contemporaneo, non abbiamo voluto realizzare un falso storico, con un finto casale d’epoca, ma abbiamo dato spazio all’architettura contemporanea

Fonte: Identità Golose.

A Pantelleria, trekking nelle cantine del Passito.
E’ un’isola di terra, Pantelleria. Praticamente priva di spiagge sabbiose, ad eccezione di piccole calette, ha un accesso difficoltoso al mare. Per non parlare della sua cucina, che mette al centro piatti agricoli più che marinari. Non a caso l’isitituzione del parco nazionale è terrestre, per l’80% della sua superficie, e non marino. E i riconoscimenti Unesco, a Patrimonio immateriale dell’Umanità, sono stati assegnati alla pratica agricola della vite da alberello e all’arte della costruzione dei muretti a secco (comune ai paesi dell’area del Mediterraneo). L’agricoltura qui si fa eroica nella quotidiana operosità che addomestica l’aspro ma fertile suolo vulcanico e resiste ai venti e alle scarse piogge. Non a caso, in questo paesaggio rurale storico terrazzato, si parla di aridocoltura: una pratica che compensa la siccità con la forte umidità trattenuta dal terreno e dalle rocce vulcaniche. Così, in uno scambio di favori fra uomo e natura, si raccolgono frutti dai sapori ancora più concentrati.

Fonte: Vanity Fair.

Velletri diventa la patria del vino con “Tutti giù in cantina”. Date e programma 2023.
Sarà un grande contenitore culturale dove incontrare scrittori, seguire presentazione di libri, assistere a performance teatrali e musicali, talk show. Ma soprattutto sarà un luogo dove degustare le migliori produzioni enologiche d’eccellenza della Regione Lazio, nazionali e internazionali, guidati da esperti del settore. La VIII edizione di “Tutti giù in cantina – Festival della cultura del vino” è organizzata dall’Associazione “Idee in fermento” e dal “CREA Viticoltura Enologia”, nella splendida cornice della struttura in Via della cantina sperimentale a Velletri, tra grandi spazi all’aperto, giardini e vigneti sperimentali.

Fonte: Voloscontato.

Calici di Stelle 2023: L’Evento Magico tra Vigne e Borghi Italiani.
Calici di Stelle 2023, l’atteso evento organizzato dal Movimento Turismo del Vino Italia e dall’Associazione Città del Vino, sarà il protagonista indiscusso dal 28 luglio al 20 agosto 2023. Centinaia di cantine e numerosissime iniziative culturali animeranno le vigne e i suggestivi borghi italiani, creando un’atmosfera unica e coinvolgente. Questa affascinante manifestazione offre ai partecipanti l’opportunità di immergersi in un mondo di suggestioni, tra passeggiate tra i filari, degustazioni, picnic, musica e spettacoli, con un denominatore comune: l’incanto del cielo stellato e del chiaro di luna.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

Meno consumi, più consumatori. La relazione instabile degli italiani con il vino.
Scendono i consumi, salgono i consumatori. Come stanno insieme queste due realtà, apparentemente in contrapposizione tra loro? Lo spiega l’Osservatorio di Unione Italiana Vini, elaborando i dati Istat, secondo cui negli ultimi 15 anni (2008-2022), a fronte della diminuzione dei consumi quotidiani, sono cresciuti quelli saltuari. Nel dettaglio, questi ultimi registrano un +35% (+4,4 milioni di euro), mentre la fruizione quotidiana è in calo del 22%. Il nuovo volto dei consumatori italiani di vino – oggi a quota 29,4 milioni (ovvero 55% della popolazione) – è, quindi, sempre più moderato. E questo senza bisogno di alert in etichetta, in netta contrapposizione rispetto a quello che sostiene l’Irlanda. “I numeri” rileva il presidente Uiv, Lamberto Frescobaldi “sintetizzano una volta di più il rapporto responsabile degli italiani con il vino, oggi inteso più come elemento di socialità e di stile di vita che come alimento.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino. Unione italiana vini (Uiv), impasse preoccupante su OCM promozione.
Ocm vino-Promozione e dealcolati i temi oggetto delle principali preoccupazioni di Unione italiana vini (Uiv), oggi riunita in Consiglio nazionale presso l’Azienda Bellavista a Erbusco (Bs). Si allungano infatti – dopo le recenti richieste di “aggiustamento” da Parte del ministero dell’Economia – i tempi di approvazione della misura relativa alla promozione 2022-2023 del vino italiano nei Paesi terzi. Ora l’ok alla misura è ulteriormente rinviato al 21 giugno, con il competitor francese ha già emanato il bando da quasi 2 mesi e ora ha tutto il tempo per organizzare al meglio i programmi il cui avvio è previsto il prossimo 16 ottobre. Contestualmente, Uiv rileva il permanere della situazione di impasse sul fronte della produzione e commercializzazione dei prodotti dealcolati, che in Italia restano ancora inibite nonostante il via libera da parte dell’Unione Europea (Regolamento 1308/2013) e le reiterate sollecitazioni dell’associazione imprese italiane del vino presso il ministero dell’Agricoltura per risolvere uno stallo che di fatto genera un evidente svantaggio competitivo.

Fonte: Salento in tasca.

Gaiole in Chianti e il suo sogno: ridare vita a un vino di oltre 2300 anni.
Gaiole in Chianti (Siena), 10 giugno 2023. – Il passato del Chianti ritorna….. in un vino: questa è l’idea del Comune di Gaiole in Chianti, che intende ridare nuova vita a una bevanda risalente ad oltre 2300 anni fa. Nel territorio del municipio infatti sono stati ritrovati quattromilacinquecento vinaccioli, che risalgono al 300 avanti Cristo, in due pozzi nell’area di Cetamura. La cosa incredibile è che i loro acini si sono ben conservati nell’acqua presente nei pozzi, “per cui sarebbe possibile studiare e ricostruire il loro codice genetico”, ha affermato il sindaco di Gaiole in Chianti Michele Pescini.

Fonte: La Nazione.

Vino: sulle rese il Ministero non concede deroghe all’Abruzzo, insorgono i produttori.
Un provvedimento che può “compromettere gravemente il sistema vitivinicolo della regione”. Così i produttori di uve e le cantine di trasformazione abruzzesi, nel definirsi “fortemente preoccupate”, dopo che – da quanto apprende Virtù Quotidiane – il Ministero dell’Agricoltura, con una nota inviata nei giorni scorsi, ha respinto la richiesta con cui la Regione Abruzzo chiedeva la possibilità, derogando alle norme nazionali, di portare da 300 a 400 quintali per ettaro le rese delle uve per la produzione dei vini generici, i cosiddetti vini da tavola, quelli cioè né doc né docg. Sulle rese il dibattito si era animato già nei mesi scorsi, dopo che la Confederazione degli agricoltori (Cia) aveva chiesto proprio la possibilità di aumentarle per i vini da tavola arrivando appunto ai 400 quintali (si pensi che mediamente i vini doc sono entro i 140), facendo tornare prepotentemente di attualità l’atavico problema della quantità di vino abruzzese imbottigliato fuori regione.

Fonte: Virtù Quotidiane.

Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, John Barker (Nuova Zelanda) è il nuovo dg.
Eletto nel Congresso in Spagna, condotto dal presidente Luigi Moio. Dove si è parlato della difesa della reputazione del vino, e non solo. La reputazione del vino, da difendere a tutti i costi, come ha ricordato nel Congresso il presidente Luigi Moio, da attacchi che arrivano lampanti come dimostra la ormai famigerata vicenda degli health warnings irlandesi, ma anche focus sui territorio come quello di Jerez de la Frontera, luogo del congresso, passando per Israele ed il Texas, per esempio, ma anche tante risoluzioni che regoleranno la viticoltura e la produzione di vino nei prossimi anni, e che ci sarà tempo di approfondire: tanti i temi toccati dall’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv), nel Congresso n. 44, che si chiude oggi, in Spagna. Dove, tra le altre cose, è stato eletto il nuovo direttore generale Oiv, che sarà John Barker, votato da 46 Stati aventi diritto su 47. Che inizierà il suo mandato nel gennaio 2024, ”Anno internazionale della vite e del vino” e quando l’organizzazione celebrerà il suo centenario.

Fonte: WineNews.

Vino: Bertinoro capitale Albana con la settima edizione del master Romagna Albana Docg.
Forlì-Cesena, 9 giu. (Labitalia) – Bertinoro (Forlì-Cesena) capitale dell’Albana con la settima edizione del master Romagna Albana Docg. In programma sabato 10 giugno, l’evento vede confluire nel Balcone della Romagna 12 sommelier (14 erano gli iscritti, 2 si sono ritirati) dal nord al sud d’Italia a testimonianza di un vitigno sempre più protagonista nel panorama nazionale. Promosso dal Consorzio Vini di Romagna per l’organizzazione di AIS Romagna e Comune di Bertinoro, il Master negli ultimi quattro anni ha registrato adesioni in doppia cifra con arrivi da tutta la Penisola: 14 nel 2020, 17 nel 2021, 10 lo scorso anno, sino alle 12 di questa edizione..

Fonte: Today.

Dal lago d’Iseo riemergono 3.500 bottiglie di vino Nautilus.
Una tradizione, un procedimento produttivo, uno spettacolo per, appassionati, turisti e curiosi. Dal 2010, anno in cui per la prima Alex Belingheri (titolare dell’azienda Agricola Vallecamonica di Artogne) decise di provare a far affinare nelle acque del lago d’Iseo alcune bottiglie di Metodo Classico, con l’inizio della stagione calda va in scena il «ripescaggio» del Nautilus. Si tratta di bottiglie di vino che riposano sul fondo del Sebino per non meno di quattro anni a 30/40 metri di profondità. Quest’anno a Monte Isola, poco distante dalla frazione di Peschiera Maraglio, sono state riportate a galla 3.500 bottiglie di Metodo Classico 2018 dell’azienda agricola Vinivallecamonica. E dopo l’estrazione Belingheri è pronto a riporre sui fondali i vini del 2022: 8.500 bottiglie, 216 magnum e 20 jeroboam che verranno recuperate nei prossimi anni.

Fonte: Giornale di Brescia.

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Retrogusto – «Ora, labora» e bevi bene Ecco i vini delle abbazie.
A Fossanova, nel Basso Lazio, un evento unico che valorizza la viticoltura cistercense (e non) • Era il Natale del 1098. I monaci della neonata abbazia di Citeaux, in latino Cistercium, fondata da Roberto di Molesme come costola dell’ordine cluniacense, ricevettero in regalo un vigneto nei pressi dei Meursault, in Borgogna. E siccome i miti fratelli avevano escogitato il piccolo scisma proprio per il desiderio di adottare uno stile di vita più vicino a quello originario dei benedettini, e quindi anche di rimboccarsi le maniche del saio e di lavorare la terra, diventarono in breve tempo piuttosto bravi a fare vino, creando le tecniche che tuttora sovrintendono alla produzioni dei vini detti di Borgogna, tra i più rinomati del mondo. Erano nate la Côte de Beaune e la Côte de Nuits, nomi che al solo pronunciarli fanno salivare la bocca degli enoappassionati.

Fonte: Giornale.

Château d’Yquem, imperial -0,5%.
Personal Sostanziale tenuta delle quotazioni per i sette millesimi in formato extralarge Château d’Yquem, imperial -0,5% di Cesare Pillon Eun palcoscenico su cui compaio- no le bottiglie di stazza XXL di Château dquem che sono state quotate alle aste sia nel 2022-23 sia nel 2021 quello su cui su cui sono puntati i riflettori questa settimana. Ma non è un palcoscenico molto affollato: i grandi formati non sono mai stati molto utilizzati per conservare questo vino da dessert che si beve a bicchierini. Il lockdown ha provocato una svolta positiva, amplificata dalla proliferazione delle aste online, ma i suoi effetti sembrano adesso paralizzati dall’incertezza della situazione.

Fonte: Milano Finanza.

Il vino? Si beve sempre più all’aperitivo e sempre meno a tavola.
In quindici anni il consumo di vino è stato anticipato: sempre meno a cena, a tavola, e sempre di più all’aperitivo. Una “traslazione” che ha consentito all’Italia di mantenere intatti i consumi, ha avvicinato almeno in parte i giovani e ha beneficiato di un forte traino da parte della componente femminile. In fatto di consumi enologici la parità di genere è un dato acquisito. È quanto emerge dall’elaborazione effettuata dall’Osservatorio dell’Unione italiana vini dell’aggiornamento Istat sui consumatori di alcolici. Negli ultimi 15 anni in Italia è aumentato del 35% (+4,4 milioni) il numero di consumatori saltuari di vino mentre sono parallelamente diminuiti (-22%) gli acquisti quotidiani. I consumatori italiani di vino sono oggi 29,4 milioni (1155% della popolazione). Un numero che resta ancora superiore rispetto a quelli di birra (27,4 milioni) nonostante la forte crescita, dal 2008 a oggi di questi ultimi, cresciuti sia tra i consumatori quotidiani (+19%) che tra quelli occasionali (+30%).

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Le “pupille” di Elisabetta dov’è nato il Morellino.
Difficile riassumere il percorso nel vino di Elisabetta Geppetti. “Lady Morellino”, prima donna a vincere l’ambitissimo premio Winemaker of the Year, nel 2006, inizia a lavorare ad appena 20 anni a Pereta, in una fattoria di proprietà della famiglia del marito e che Alfredo, il suocero, ha già adibito alla viticoltura. Nel Grossetano tutti chiamano la tenuta “Le Pupille” per la presenza di due casolari identici, collocati su due poggioli attigui. Quello sarà il nome. Il suo sogno prende poi corpo insieme a Giacomo Tachis, enologo tra i fautori della rinascita vitivinicola toscana, a partire dal 1985. Sono i primordi del Morellino, Doc dal 1978 ma ancora parzialmente oggetto misterioso.

Fonte: Sport Week.

Vino e salute, fanno bene due bicchieri al giorno ma di 200ml (ovvero mezzo).
Nuovo record per l’esportazione di vino abruzzese. Nel 2022 il fatturato ha sfondato il tetto dei 220 milioni di euro arrivando, per la precisione, a 229 milioni, con una crescita rispetto all’anno precedente dell’8%. Il dato è stato elaborato sui numeri del Centro Estero delle Camere di Commercio. I paesi destinatari dei vini abruzzesi sono la Germania (per il 20%), gli Stati Uniti (13%) seguiti da Svizzera (9%), Regno Unito (9%), Canada (9%), Paesi Bassi (8%), Belgio (5%), Giappone (3%), Svezia (3%), Francia (3%), Cina (2%) Danimarca (1%), Australia (1%) e Austria (1%). Gli altri mercati valgono, complessivamente, il 13%. Tradotto in termini commerciali si conferma la vendita nella grande distribuzione europea di oltre 130 milioni di bottiglie di vini abruzzesi nella grande distribuzione, che in unità di misura raggiungono la somma di oltre un milione di ettolitri di vino abruzzese venduti nel mondo. Fin qui tutto bene. Anzi: benissimo!

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Dedicato all’Albana portabandiera della Romagna.
Oggi e domani a Bertinoro focus sul vitigno con il Master che vede in gara i sommelier dell’Ais. È ancora l’unico bianco Docg della Romagna, il primo in Italia. Dopo annidi oblio l’albana è oggi portabandiera dell’enologia romagnola e Bertinoro ne diventa capitale questo fine settimana con la settima edizione del Master Romagna Albana Docg. In programma oggi, l’evento vedrà sfidarsi sul Balcone della Romagna 12 sommelier (14 erano gli iscritti, 2 si sono ritirati) dal nord al sud d’Italia a testimonianza di un vitigno sempre più protagonista nel panorama nazionale. Promosso dal Consorzio Vini di Romagna per l’organizzazione di Ais Romagna e Comune di Bertinoro, il Master negli ultimi quattro anni ha registrato adesioni in doppia cifra con arrivi da tutta la penisola: 14 ne12020, 17 nel 2021, lO lo scorso anno, sino alle 12 di questa edizione.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Vent’anni di estati con i calici alzati sotto la Torre di Oriolo, si riparte il 14.
Festeggia i suoi primi vent’anni la rassegna estiva “Oriolo di sera”, che ogni mercoledì a partire dal 14 giugno ospiterà alla Torre di Oriolo una selezione dei migliori vini e sapori del territorio in una cornice di relax e divertimento. Musica dal vivo, eccellenze enogastronomiche locali, appuntamenti speciali e la magia dell’estate animeranno come da tradizione uno degli angoli più suggestivi delle colline faentine, diventato nel tempo una tappa fissa per decine di migliaia di persone che hanno fatto del parco panoramico ai piedi dell’antico fortilizio medievale uno dei propri luoghi d’elezione. Il programma della ventesima edizione della manifestazione è più ricco che mai e prevede fino al 23 agosto concerti, cene sotto le stelle e altri eventi adatti a tutte le età.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Montalcino e il suo Brunello A Cava d’Onice vince la qualità.
La passione della famiglia Nannetti è nella sua storia «I vini devono essere l’espressione del territorio». Se avessimo a disposizione un solo aggettivo per descrivere un uomo, allora quello giusto per Simone Nannetti sarebbe “tenace”. Perché è proprio da qui che nasce Cava d’Onice, ossia dalla passione di un uomo per la terra di Montalcino e dal duro lavoro che lo hanno condotto, nel 2005, a decidere di intraprendere un percorso assolutamente personale nella produzione di uno tra i più noti simboli dell’enologia nazionale: il Brunello. «Fin da piccolo seguivo mio padre — racconta Simone — per molti anni cantiniere in un’azienda Montalcinese, durante il suo lavoro. Poi all’età di quattordici anni ho iniziato a lavorare, così ho intrapreso la mia esperienza agricola in vigna, imparando a conoscere le viti e il loro ciclo vegetativo.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Due centenari per la Cantina di Carpi e Sorbara.
La Cantina di Sorbara ha festeggiato i suoi primi cento anni e, in contemporanea, quella di Carpi addirittura 120. È stata festa grande a Sorbara per il duplice anniversario a cui hanno preso parte circa 300 invitati. La Cantina di Carpi, fondata nel 1903, fu esempio pionieristico di cooperazione vitivinicola, mentre la Cantina di Sorbara (costituita nel 1923) prese il nome che per eccellenza identifica il Lambrusco doc. Dal 20121e due cooperative sono unite nella Cantina di Carpi e Sorbara, che oggi rappresenta una realtà da mille e 200 soci e produce 450 mila ettolitri di vino l’anno nei sei stabilimenti di Carpi, Sorbara, Concordia, Poggio Rusco, Rio Saliceto e Bazzano.

Fonte: Voce di Carpi.

Etichette locali, buon cibo e arte Al via la novantesima Fiera dei vini.
Inaugurata la rassegna a villa Di Toppo-Florio: negli stand 145 produttori dal Friuli e dal resto d’Italia Timothy Dissegnai. È partita ovviamente con un bridisi l’edizione numero 90 della Fiera regionale dei vini, che richiamerà nel fine settimana tantissimi appassionati del mondo enologico e non solo in villa Di Toppo-Florio. Ieri sera a riempire i calici è stato il brut dell’azienda di Alessio Dorigo, omaggiando così la memoria del padre Girolamo, colonna del mondo produttivo friulano scomparso a inizio maggio. Una figura, la sua, che ha dedicato la propria carriera al recupero di vitigni autoctoni e per questo ancora più doverosa da ricordare per dare il via a una festa che fa della tradizione la sua arma vincente. Non a caso, prima dell’inaugurazione ufficiale c’è stata la visita alla mostra fotografica allestita al Lapidarium, che raccoglie scatti d’epoca fin dagli albori della kermesse, quando i Colli Orientali non avevano ancora una propria produzione di qualità.

Fonte: Messaggero Veneto Udine.

Vermentino superstar: «E’ il momento di svoltare».
Marcesini: «Serve la volontà politica. II vino come simbolo della nostra zona» Due milioni e mezzo di bottiglie prodotte all’anno: economia ma anche turismo 2 Gli stand di Benvenuto Vermentino e sullo sfondo la torre dei vescovi di Luni a Castelnuovo Alessandro Grasso Peroni. «Il momento è quello propizio, perché non c’è mai stata così grande popolarità per il vino di casa nostra: serve la volontà politica di imporre il Vermentino inteso come vitigno e prodotto finale in bottiglia, come una delle immagini dell’intera vallata del Magra, dei Colli di Luni e di questa parte della Liguria. Siamo fortissimi, e abbiamo tutti l’obbligo di lavorare in questa direzione. Noi produttori lo stiamo facendo grazie al lavoro quotidiano.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Degusta Wine Festival si terrà ogni mese.
Ad annunciare la novità è il presidente della Pro Loco Morbegno, Luca Della Sale. «Stiamo lavorando affinché Degusta Morbegno Wine Festival possa diventare un appuntamento mensile, non più solo annuale – ha affermato -. Lo stiamo sviluppando con il Consorzio Tutela dei Vini di Valtellina e con Saverio Monti. Vogliamo rinforzare un evento già importante e farlo crescere con loro». E prosegue: «Credo che per l’esodio si debba aspettare dopo l’estate. Invece di un evento all’anno vorremmo si ripetesse tutti i primi sabati di tutti i mesi. Una proposta a numero chiuso con il giro nelle cantine, le degustazioni guidate e il tour turistico della città.

Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.

Moser a Canneto nel nome dei grandi vini.
Cultura enogastronomica e amore per lo sport. Viaggio a metà tra lavoro e passione quello di Francesco Moser a Canneto sull’Oglio. Ospite dell’Osteria Da Diego, l’ex ciclista ha presentato i vini di sua produzione in una serata emozionante per i presenti.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Geni di lombardia/Meregalli. L’enoteca nella casa della Monaca di Monza – A casa della monaca di Monza l’Enoteca delle stelle Michelin.
A casa della monaca di Monza l’Enoteca delle stelle Michelin Leader nell’export di vini italiani in Francia e ha l’esclusiva per distribuire Sassicaia e Bollinger. Con 92 milioni di fatturato ha conquistato i più grandi ristoratori e hotel. Per i monzesi è da sempre l’enoteca cittadina con la E maiuscola Dal 1955 il negozio Meregalli in piano centro a Monza è infatti la vetrina di riferimento per chi cerca vini di qualità. Eppure, quella della vendita al dettaglio è solo la punta dell’iceberg di una realtà che ha alle spalle una storia molto più lunga, cominciata nel 1856 con un’osteria per la mescita del vino, passata per la vendita all’ingrosso e giunta ai giorni nostri con un’azienda modello della distribuzione moderna.

Fonte: Libero Quotidiano Milano.

Intervista a Vitaliano Maccario – «Vini del Monferrato, Nord Europa e Usa sono i nuovi’ mercati».
Mai abbassare la guardia nei confronti della flavescenza • E stato eletto all’unanimità presidente del Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato: Vitaliano Maccario si mette alla guida di una più importanti realtà vitivinicole della regione con l’entusiasmo di sempre. Ma anche con obiettivi chiari. Maccarlo, che cosa è oggi 11 Consorzio? E una struttura forte, che nelle varie province coinvolte punta su tutte le denominazioni impiantate. Abbiamo un tesoro di 11.800 ettari che può contare su Barbera, Nizza, Ruchè, Grignolino, Freisa, Albugnano, Dolcetto d’Asti, Loazzolo, Terre Alfieri, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, tutte le denominazioni del Monferrato Doc e il Cortese dell’Alto Monferrato: parliamo di 404 soci per un totale di 65 milioni di bottiglie.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Il Consorzio Aziende socie? 404 Con 4 etichette Docg e nove Doc.
II Consorzio della Barbera d’Asti e vini del Monferrato conta 404 aziende associate e 13 denominazioni tutelate. Quattro le Docg – Barbera d’Asti, Nizza, Ruché di Castagnole Monferrato e Terre Alfieri – mentre sono nove le Doc: Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato e Piemonte. Ogni anno, dal Consorzio, vengono prodotte circa 66 milioni di bottiglie, per quella è che sicuramente una delle realtà più importanti d’Italia, presenza fissa alle fiere internazionali e promotrice di grandi eventi a favore del territorio.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Grom: “Voglio sapere tutto e ora faccio il vino” – “Voglio conoscere e sapere tutto e ora faccio il vino”.
Imprenditore Federico Grom Federico Grom “Voglio conoscere e sapere tutto e ora faccio il vino” quando abbiamo chiamato Federico Grom per “L’invito a pranzo” ha subito risposto: «Volentieri, ma andiamo dove dico io». Sorpresa. Saliamo in macchina, direzione Costigliole d’Asti. In un’ora arriviamo a destinazione: Mura Mura la nuova invenzione di quei due (oramai ex) ragazzi Martinetti e Grom che vent’anni fa sono stati i pionieri nella riscoperta di un antico piacere, il gelato, e ne hanno rilanciato l’abitudine. Ma poi è cominciata un’altra storia. Sazi di gelato, sono passati al vino. «La nostra avventura è cominciata che eravamo molto giovani. Abbiamo lavorato tantoeci siamo divertiti.

Fonte: Repubblica Torino.

Enoteca regionale Un calendario di eventi per l’Erbaluce.
Nella città del vino ha sede l’Enoteca regionale. Ospitata dal 2003 nelle seicentesche cantine di palazzo Valperga, che erano state oggetto di un delicato restauro, l’Enoteca regionale dei vini della provincia di Torino è garanzia di una promozione mirata perla viticoltura, che si è fatta più intensa da quando l’Erbaluce di Caluso ha ottenuto la docg. Ed il 2023 non sarà da meno con un Erbaluce eletto a vitigno dell’anno. «A settembre al castello di Masino -anticipa il presidente dell’Enoteca, Corrado Scapino – presenteremo il calendario delle iniziative, sostenute dalla Regione, perla valorizzazione dell’Erbaluce». L’Enoteca intanto, dopo un periodo di difficoltà, a causa di bilanci sempre più risicati, ora gode di una discreta salute: un finanziamento regionale di 100mila euro nell’ambito di un bando del Piano di Sviluppo rurale in materia di creazione di filiere corte, mercati locali e attività promozionali.

Fonte: Sentinella del Canavese.

Un’estate tra musica gastronomia e miss per sedurre i turisti – Musica, enogastronomia e miss in passerella l’estate di Manduria strizza l’occhio ai turisti.
Tra le rassegne “Tramonti di vino”, concerto che vedrà il debutto il 7 luglio. Un primo assaggio del prossimo cartellone della stagione estiva a Manduria. Su iniziativa dell’assessorato alle Attività produttive la marina di Manduria e il centro abitato della città ospiteranno quattro iniziative per supportare gli esercenti e valorizzare l’enogastronomia locale nel periodo di massima affluenza dei turisti sul territorio. La prima e anche la più importante è stata denominata “Tramonti di vino”, un concerto che verrà realizzato da dei duetti in modalità semiacustica sull’ex rotonda e vedrà il suo debutto il 7 luglio con cadenza ogni venerdì nei mesi di luglio e agosto. «Questa iniziativa serve a valorizzare le cantine del territorio e vedrà la presenza di anche di prodotti tipici.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Intervista a Leone de Castris – Leone de Castris, il segreto di un’azienda vinicola di grande successo.
Basi solide e ben radicate nella propria terra, sguardo al futuro: il traguardo dell’80esima vendemmia del Five Roses continuano le Celebrazioni net l’azienda Leone ce Castris, che continua a collezionare traguardi e successi. Dopo pochi giorni dall’ evento dedicato al Five Roses, durante il quale in occasione delle 80 vendemmie dell’iconico vino rosato si e creata un’interessante tavola rotonda con numerosi esponenti del tessuto politico economico e agroalimentare, arriva ta nomina di Cavaliere del Lavoro a Piernicola Leone de Castris, l’unico pugliese tra i nuovi 25 Cavalieri nominati dal Presidente delta Repubblica Mattareila. Un’onorificenza che va a imprenditori che hanno contribuito in modo significativo con la loro attività d’impresa alla promozione dell’economia nazionale e al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro del Paese.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.

Viaggio tra i sapori: Alessandro Lunelli al Nautilus.
Proseguono gli appuntamenti con le serate di degustazione presso il ristorante Nautilus Garden, in via Paisiello 9 a Lecce. Nella suggestiva cornice del giardino estivo, in un elegante trionfo di luci e di verde, Alessandro Lunelli ha presentato alcune tra le migliori etichette delle Tenute Lunelli, fedeli espressioni della vocazione vinicola di una famiglia nota al grande pubblico per aver portato a tavola, nel 1952, il famoso Ferrari, la Cantina Metodo Classico leader in Italia. A fare gli onori di casa non poteva che essere Gianmarco Villanti, sommelier e proprietario del locale, sempre attento a conciliare i sapori mediterranei con le inebrianti peculiarità dei vini prelibati.

Fonte: Salento in tasca.

Puglia del vino pluripremiata a Bruxelles.
in collaborazione con la Regione Puglia Puglia del vino pluripremiata a Bruxelles Ufficio perle Relazioni con il Pubblico sa lentointasca Numero Verde 800-713.939 La Puglia del vino conquista la trentesima edizione del Concours Mondial de Bruxelles 2023 nelle due sessioni dedicate ai rosati e ai bianchi e rossi, tenutesi rispettivamente a marzo scorso e maggio. Si tratta della più grande competizione al mondo dedicata alle eccellenze enoiche con una giuria altamente qualificata composta da oltre 300 degustatori internazionali che hanno valutato 7500 campioni. La Puglia per l’Italia è regione pluripremiata: sessantanove i vini insigniti, di cui 14 ori e 13 argento nella sessione rosati, più altre 17 medaglie d’oro e 25 d’argento nella sessione rossi e bianchi con una gran medaglia d’oro per il Moros, vino rosso rivelazione, un Salice Salentino Doc prodotto da Claudio Quarta.

Fonte: Salento in tasca.

Un nuovo piano vitivinicolo.
A trent’anni dall’ultimo documento programmatico Un nuovo piano vitivinicolo L’assessore regionale all’Agricoltura ha messo in campo un gruppo di lavoro. A 30 anni dall’ultimo documento programmatico, approvato nel 1993, la Regione avrà un nuovo Piano vitivinicolo. L’assessore regionale dell’Agricoltura, Luca Sammarti no, ha istituito con un decreto il nuovo gruppo di lavoro che si occupera della redazione del documento. *Sono trascorsi 30 anni dall’ultimo documento programmatico approvato nel 1993, sotto la regia di Diego Planeta e Giacomo Tachis – ricorda Sammartino – un periodo di tempo lunghissimo nel quale la Sicilia è passata dall’essere terra di produzione di vini sfusi, o di vini che i grandi marchi internazionali.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Un documento programmatico per il nuovo piano vitinicolo.
Un doc umento programmatico per il nuovo piano vitinicolo. Dopo 30 anni dall’ultimo documento programmatico, approvato nel 1993, la Regione Siciliana avrà un nuovo Piano vitivinicolo, fondamentale per elaborare le direttrici dello sviluppo di uno dei settori simbolo delle produziom d’eccellenza dell’Isola. L’assessore regionale dell’Agricoltura, Luca Sammartino, ha istituito con un decreto il nuovo gruppo di lavoro che si occuperà della redazione del documento. «Sono trascorsi 30 anni dall’ultimo documento programmatico approvato nel 1993, sotto la regia di Diego Planeta e Giacomo Tachis”, ricorda Sammartino, “un periodo di tempo lunghissimo nel quale la Sicilia è passata dall’essere terra di produzione di vini sfusi, odi vini che i grandi marchi internazionali utilizzavano per tagliare i propri, a terra dalla quale provengono alcuni dei più importanti brand dell enologia internazionale.

Fonte: MF Sicilia.

Soave rientra nell’associazione Città del Vino.
Minchio: «Ampliamo l’attrattività turistica». Opposizioni contrarie •• Con voti unanimi, senza la presenza di consiglieri di minoranza al momento del voto, il Consiglio comunale ha deciso di rientrare dopo un paio di decenni nell’associazione nazionale Città del Vino: la quota annuale di adesione è di circa 1.300 euro. Soave ha già fatto parte di questo sodalizio a partire dal 1998 durante l’amministrazione dell’allora sindaco Giorgio Magrinelli, ma dopo quattro anni il Comune aveva deciso di disdire l’adesione. «Questo perché, rispetto alla quota associativa che pagavamo al tempo di due milioni di lire, non arrivavano risultati concreti», ha ricordato l’ex sindaco Gaetano Tebaldi, all’epoca consigliere dell’amministrazione Magrinelli, «in quegli anni l’organismo non funzionava: ci dava solo uno spazietto sulla propria rivista. Nel frattempo hanno aderito altri Comuni vicini al nostro, vocati al vino, come Illasi, Colognola ai Colli e San Bonifacio.

Fonte: Arena.

Tre vini della cantina “Il Barone” premiati con medaglie a Bruxelles.
Triplo riconoscimento all’azienda vitivinicola “Il Barone” di Belfiore al “Concours Mondial de Bruxelles”, nella sessione Vini Rossi e Bianchi, svoltasi a Porec in Croazia. Due medaglie d’oro e una di argento sono state vinte dai vini di Andrea Cescon denominati “Le Tre Grazie”, “Le 500 del Nicio” e “El Ciuti”. I tre rossi sono stati premiati tra i 7504 campioni di vino provenienti da tutto il mondo. Il titolare e cantiniere de “Il Barone” è Andrea Cescon, maestro enogastronomico sommelier. “Le 500 del Nicio” è in ricordo di Dionisio, il fratello di Andrea. Cinquecento le bottiglie di Cabernet Sauvignon dal colore rubino intenso che ogni cinque anni vengono prodotte in barrique di rovere francese.

Fonte: Gazzettino Venezia.

“SerVite”, il vino dell’ex don È signore solo chi serve».
Luca Favarin ha presentato il suo progetto sociale che coinvolge gli ultimi e i fragili «Quando lavoro la terra sento la presenza di Dio, è un legame intriso di gratitudine» 44 s erVite”, il vino dell’ex don È signore solo chi serve» parecchio tempo che sono carcerato. Qualche anno fa ho conosciuto Stefano Ferro e, quando ho potuto chiedere un lavoro, gli ho scritto una lettera. Stefano ha parlato con Luca Favarin e mi è arrivato un contratto. Succedeva 3 anni e 7 mesi fa. Sono un idraulico, ma ho iniziato a coltivare la terra della cooperativa di Luca a Sacro Cuore: una terra crudele, che chiedeva tanto lavoro. Abbiamo iniziato con l’orto, ma non vendevamo molto. Così un giorno Luca mi ha detto “piantiamo delle viti”. Gli ho risposto “non so come si fa, non l’ho mai fatto”.

Fonte: Mattino Padova.

Liliana Resinovich, l’amico speciale Claudio Sterpin: “Ci vedevamo in una cantina, lei aveva le chiavi”.
“Anziché andare al bar a bere un caffè ci nascondevamo lì”. Così Claudio Sterpin, l’uomo che nei mesi scorsi ha confermato di avere una relazione con Liliana Resinovich, ha raccontato ai microfoni della trasmissione Ore 14 su RaiDue, dove incontrava lontano da occhi indiscreti la 63enne scomparsa un anno fa a Trieste e trovata cadavere il 5 gennaio nel bosco dell’ospedale psichiatrico di San Giovanni, a un paio chilometri da casa. In particolare si tratterebbe di una cantina e di una soffitta, due posti concessi da alcuni loro amici di cui Liliana aveva le chiavi. “Li abbiamo usati per un paio di mesi durante i primi mesi del 2021” spiega Sterpin che oltre a confermare la relazione tra lui e la donna, a Chi L’ha Visto? ha anche parlato di un codice che utilizzavano per comunicare tra di loro senza essere scoperti dal marito di Liliana, Sebastiano Visintin. Claudio in uno di quei luoghi segreti si è recato anche dopo la scomparsa della donna. “Ci sono andato per cercarla, ma poi ho capito che era inutile farlo” ha detto.

Fonte: Fanpage.

In cantina, sul tram, dietro le sbarre: i ristoranti dove non te li aspetti. Ecco 5 luoghi insoliti dove mangiare a Milano.
Una tentazione culinaria che vince su tutte le altre: il sapore della scoperta di luoghi nascosti, inusuali e talvolta perfino inafferrabili, perché in movimento. Il mangiare è, allo stesso tempo, un rituale intimo e di condivisione. Un meccanismo complesso dal punto di vista di simboli e consuetudini, dove anche le emozioni si spingono su piani diversi: l’ebbrezza di un ristorante gourmet, il vincolo dell’esclusività ma anche la curiosità di indagare lo sconosciuto. Insomma, “famolo strano” anche (anzi, soprattutto) a tavola. C’è forse però una gastro-tentazione che vince su tutte le altre, che è il gusto del segreto, dell’unico, dell’eccezionale: insomma, il sapore della scoperta di luoghi nascosti, inusuali e talvolta perfino inafferrabili, perché in movimento.

Fonte: Milano – la Repubblica.

Vigneti aperti: continua il successo dell’enoturismo dopo Cantine Aperte.
Dopo il successo che, anche in Umbria, ha riscosso la trentunesima edizione di Cantine Aperte il 27 e 28 maggio scorso, prosegue per tutta l’estate la possibilità per gli enoturisti di arricchire il proprio soggiorno nella regione con esperienze in vigna e in cantina, grazie a “Vigneti Aperti” l’appuntamento organizzato dal Movimento Turismo del Vino Umbria a partire dal mese di giugno. Le cantine aderenti resteranno aperte, su prenotazione, per visite ai luoghi di produzione e degustazioni guidate di vino ed eccellenze della tavola umbra. E nei fine settimana estivi si potrà godere della bellezza del territorio, dell’accoglienza che solo le cantine MTV sanno offrire e di tutto il piacere della tradizione enogastronomica regionale.

Fonte: Umbria e Cultura.

Il Metaverso: un importante strumento per conoscere prodotti, marchi e cantine.
Il metaverso – uno spazio tridimensionale all’interno del quale le persone fisiche possono muoversi, condividere e interagire – è una grande opportunità per scoprire la storia di un marchio, di una cantina, ma anche per scegliere le materie prime e per conoscere la provenienza delle eccellenze enogastronomiche (una frontiera tecnologica già sperimentata, per esempio, dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele). Questo è ciò che è emerso nell’incontro con Agia-Cia, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli di Cia-Agricoltori Italiani, nell’ambito dell’evento della Fondazione Mondo Digitale, per esplorare la tecnologia e le sue implicazioni nell’economia, nella cultura e nella formazione.

Fonte: Italia a Tavola.

Unione Vini, il ritardo nella misura Ocm promozione è un danno.
Preoccupa l’allungamento dei tempi di approvazione della misura Ocm promozione 2022-2023 del vino italiano nei Paesi terzi, che concede finanziamenti e contributi ai produttori. La data è slittata infatti ulteriormente al 21 giugno, con il competitor francese che ha già emanato il bando da quasi 2 mesi e ora ha tutto il tempo per organizzare al meglio i programmi il cui avvio è previsto il prossimo 16 ottobre. Il tema è stato affrontato dall’Unione italiana vini (Uiv) riunita in Consiglio nazionale presso l’Azienda Bellavista a Erbusco (Bs), come anche la situazione di impasse sul fronte della produzione e commercializzazione dei prodotti dealcolati, che in Italia restano ancora inibite nonostante il via libera da parte dell’Unione Europea e le reiterate sollecitazioni dell’associazione al ministero dell’Agricoltura.

Fonte: ANSA.

Vino, consiglio Uiv: “Impasse preoccupante su Ocm promozione e dealcolati”.
Secondo l’Unione italiana vini, si allungano i tempi di approvazione della misura relativa alla promozione 2022-2023 del vino italiano nei Paesi terzi. Il presidente Uiv Frescobaldi: “Svantaggi competitivi evidenti”. Ocm vino – promozione e dealcolati i temi oggetto delle principali preoccupazioni di Unione italiana vini (Uiv), riunita venerdì 9 giugno in Consiglio nazionale presso l’Azienda Bellavista a Erbusco (Bs). Come si legge in un comunicato stampa dell’associazione, si allungano i tempi di approvazione della misura relativa alla promozione 2022-2023 del vino italiano nei Paesi terzi, dopo le recenti richieste di “aggiustamento” da parte del ministero dell’Economia. Ora l’ok alla misura è ulteriormente rinviato al 21 giugno, con il competitor francese ha già emanato il bando da quasi 2 mesi e ora ha tutto il tempo per organizzare al meglio i programmi il cui avvio è previsto il prossimo 16 ottobre. Contestualmente, Uiv rileva il permanere della situazione di impasse sul fronte della produzione e commercializzazione dei prodotti dealcolati, che in Italia restano ancora inibite nonostante il via libera da parte dell’Unione europea (Regolamento 1308/2013) e le reiterate sollecitazioni dell’associazione imprese italiane del vino presso il ministero dell’Agricoltura per risolvere uno stallo che genera un evidente svantaggio competitivo. Per Unione italiana vini la situazione di stallo su questi due aspetti strategici risulta ancora più pesante nel contesto di brusco rallentamento dei mercati internazionali registrato in questi primi mesi dell’anno.

Fonte: La Repubblica.

Vino di Sicilia, dopo 30 anni ci sarà un nuovo Piano della Regione siciliana.
L’Agricoltura in Sicilia vede dopo 30 anni un nuovo Piano vitivinicolo regionale. L’ultimo era stato approvato nel 1993: si tratta di un documento fondamentale per elaborare le direttrici dello sviluppo del settore del vino, una delle produzioni d’eccellenza della Sicilia. L’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, Luca Sammartino, ha istituito con un decreto il nuovo gruppo di lavoro che si occuperà della redazione del documento. Secondo Sammartino dal 1993, anno del documento precedente redatto da Diego Planeta e Giacomo Tachis “la Sicilia è passata dall’essere terra di produzione di vini sfusi, o di vini che i grandi marchi internazionali utilizzavano per tagliare i propri, a terra dalla quale provengono alcuni dei più importanti brand dell’enologia internazionale”. Eccellenze come il Nero d’Avola, il Cataratto, l’Inzolia, il Nerello mascalese, i vini dell’Etna e il Carricante, tutti vini “che oggi non hanno nulla da invidiare, quanto a prestigio e riconoscibilità, ai grandi vitigni italiani e internazionali tradizionali”.

Fonte: FocuSicilia.

Il mercato degli alcolici crescerà ancora. Anche per il vino, ma soffrirà il segmento entry-level.
Le previsioni Iwsr: per vini fermi premium e spumanti crescita aggregata del 2% in valore all’anno fino al 2027. Un quadro politico internazionale sempre più teso non aiuta il commercio, e neanche le pressioni di alcuni Governi e dell’Oms per politiche sempre più stringenti in materia di consumo, comunicazione, commercio e promozione delle bevande alcoliche. D’altronde, però, se vino, birra e liquori accompagnano la vita dell’uomo da millenni, un motivo ci sarà, e al crescere della popolazione mondiale e della ricchezza in alcune aree anche il giro d’affari del comparto del wine & spirits è destinato a crescere ancora, con un aumento di ben 21 miliardi di dollari a fine 2023, rispetto ad un valore globale stimato in oltre 1,7 trilioni di dollari (di cui 207 miliardi imputabili al vino nel 2022). E le previsioni di crescita fino al 2027 sono di un +2% annuo, nel complesso. Usa e Cina, a livello globale, restano i motori principali della crescita, ma sempre più importanti, saranno economie come India, Messico e Brasile, soprattutto per la crescita in volume.

Fonte: WineNews.

Ocm vino-Promozione, il governo chiede altro tempo. Uiv: “Danneggiati”.
Ocm vino-Promozione e dealcolati i temi oggetto delle principali preoccupazioni di Unione italiana vini (Uiv), oggi riunita in Consiglio nazionale presso l’Azienda Bellavista a Erbusco (Bs). Si allungano infatti – dopo le recenti richieste di “aggiustamento” da Parte del ministero dell’Economia – i tempi di approvazione della misura relativa alla promozione 2022-2023 del vino italiano nei Paesi terzi. Ora l’ok alla misura è ulteriormente rinviato al 21 giugno, con il competitor francese che ha già emanato il bando da quasi 2 mesi e ora ha tutto il tempo per organizzare al meglio i programmi il cui avvio è previsto il prossimo 16 ottobre. Contestualmente, Uiv rileva il permanere della situazione di impasse sul fronte della produzione e commercializzazione dei prodotti dealcolati, che in Italia restano ancora inibite nonostante il via libera da parte dell’Unione Europea (Regolamento 1308/2013) e le reiterate sollecitazioni dell’associazione imprese italiane del vino presso il ministero dell’Agricoltura per risolvere uno stallo che di fatto genera un evidente svantaggio competitivo.

Fonte: Cronache di Gusto.

STAMPA ESTERA

Sherry-Lehmann deja sin vino a los ejecutivos de Wall Street.
La compañía gestiona una Bolsa oficiosa que permite invertir en botellas de vino de todo el mundo A punto de cumplir un siglo de historia, Sherry-Lehmann es mucho más que una tienda de vinos en el corazón de Manhattan. Es una institución entre los amantes del vino y, sobre todo, entre los ejecutivos de Wall Street, a los que permitía invertir en las mejores añadas con la promesa de grandes rentabilidades futuras. Hoy, las botellas han desaparecido misteriosamente y los millones de dólares invertidos se han esfumado. La compañía se defiende: como en la Bolsa, no hay inversión segura y ésta era de alto riesgo. Perderlo todo entraba dentro de las posibilidades. ¿Desde cuándo es necesario explicar esto en Wall Street? Sin embargo, no son pocos los que empiezan a sospechar que han sido víctimas de una estafa. Y aunque a este Lehmann le sobra una `n’ en el apellido, los inversores creen que ha ido demasiado lejos con la especulación. Que la compañía atraviesa momentos dificiles es más que evidente. Hace unos días se vio obligada a cerrar sus puertas porque perdió su licencia para vender licores en Nueva York. No liquida sus impuestos y los proveedores ya no le fian más mercancía porque no paga sus facturas. Sherry-Lehmann cuenta con nueve décadas de historia a sus espaldas. Su emblemática tienda está situada en Park Avenue, en un punto neurálgico en el que confluyen el distrito de oficinas de Manhattan, la conocida como milla de los milmillonarias y el barrio residencial más noble de la ciudad, el Upper East Side. Hasta antes de la pandemia, era el proveedor oficial de cualquier fiesta de la jet set Se sospecha que el dueño del negocio ha malvendido los vinos que custodiaba acosado por las deudas que se preciara en la Gran Manzana.

Fonte: Expansión.

Vinos de mujeres en Madrid y Barcelona.
El lunes se celebrará la primera edición del showroom de Mujeres del Vino en Madrid (Librería Blanquerna). Participarán, de 17 a 20 horas, ocho bodegas catalanas: Clos Figueras, Vinyes d’Olivardots, Mas Bertran, Vins el Cep, Pla de Morei, Clos Galena, Bodegas Pinord y Marco Abella. Mujeres del Vino es un proyecto de la sumiller Meritxell Falgueras y de la elaboradora Anne-Joséphine Cannan. Quieren “proyectar a las mujeres involucradas en la viticultura y la elaboración de vino, además de la enología, la sumilleríay la comunicación, para tejer sinergías y visibilizar un rol que cada vez tiene un mayor peso en las bodegas familiares y en las grandes marcas”. Las bodegas que integran Mujeres del Vino se distribuyen con proyectos en Catalunya, Baleares, Galicia, Navarra, La Rioja, Castilla y León, Castilla-La Mancha, Andalucía y Canarias. Por otra parte, el Reial Cercle Artistic de Barcelona acogerá a partir de las 19 horas del jueves Wine and Jazz, donde se maridará música y gastronomía con vinos elaborados por mujeres o nacidos en bodegas lideradas por mujeres. Participarán Vallformosa, Juvé e Camps, Jean Leon, Alta Alella, Herència Altès, Parés Bala, Vins el Cep, Lagravera, Vinyes d’Olivardots y Vins de Pedra. Este es un acto solidario a beneficio de la investigación de la endometriosis. Los 45 euros de la entrada se destinarán a la Fundació Clinic per la Recerca Biomèdica.

Fonte: Vanguardia.

Should You Actually Buy the Second-Cheapest Wine?
I wanted to know whether I might be missing some interesting wines in the lower price range. “I HAVE GOOD NEWS and bad news,” I told my friend Holly as we sat down to dinner recently at Koloman restaurant in Manhattan. “I’m buying the wine. But it has to be the second-cheapest one on the list.” Ordering the second-cheapest wine has long been put forward as a strategy, but whether it will get you the best or the worst value—or whether anyone actually orders this way—remains up for debate. According to one theory, many people order the second-cheapest wine because they want a good price without appearing to be the sort of cheapskate who orders the cheapest bottle. A counter-theory says the second-cheapest wine is a bad value because those who create the lists anticipate this strategy and mark up the second-cheapest wine more than others, confident it will sell. I’ve never paid attention to either premise because I’ve never ordered a wine in a restaurant based on price alone. But I certainly know people who have. How bad—or good—could such a wine be? I decided to find out. Koloman’s beverage director, Katja Scharnagl, was more than game for the challenge of pairing our meal with one of her secondcheapest wines. There were several options at the second-cheapest price of $55. (The cheapest wines were $50). Scharnagl chooses all her wines with the same care, from the $50 to the four-figure options. And yet, she said, no one ever orders the cheapest ones. Most of the bottles she sells are priced at $150-$200. From the various $55 bottles on offer, Scharnagl chose the 2020 Sylvain Morey Bastide du Claux, a white from the Luberon region in France’s southern Rhône Valley. Left to my own devices, I would have overlooked this wine and focused instead on the Koloman list’s many great whites from Austria and Burgundy that cost a good bit more. But the Morey wine was truly delicious, with lush, ripe fruit balanced by bright acidity—an ideal match for the fennel tagliatelle and smoked trout Holly and I had. Scharnagl had shot down the theory that customers tend to order the second-cheapest wine—at least at her establishment.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

On the hunt for Napa’s ancient, vanishing vines.
Napa’s ancient, vanishing vines Jancis Robinson Wine apa native Tegan Passalacqua is as unlike the stereotypical owner of a Napa Valley winery as you could imagine. His vines are not neat green rows tended by an expensive vineyard management company, but forgotten, ancient stumps. They grow in appellations as unglamorous as Lodi, in the flat delta land south of Sacramento in the San Joaquin Valley, as well as those areas of Contra Costa County, east of the Bay Area, that have so far managed to escape the predation of property developers. He’s also a repository of northern California viticultural history and geography and a sort of unpaid grape broker. Some people know where the bodies are buried. He knows where the deepest vine roots are. During my recent visit to the US, Passalacqua took me on a day trip to his personal centre of operations in his vast pick-up truck. Physically he is larger than life, but he works at a minute scale. Most of the 19 wines he makes for his own Sandlands label are made in tiny quantities, perhaps just 100 crates, from small plots of intriguing vines so old and longuntended that they are no longer very productive. As we headed east out of Napa city he warned me about the transformation of Contra Costa since I’d last visited in the 1980s. Back then, it was a characterful sandy wasteland dominated by pylons between patches of vines fanned by the descendants of Portuguese immigrants. It’s still windy, as evidenced by the forest of turbines on the horizon, but is now soulless San Francisco commuter country. What used to be a two-lane highway is now a freeway with a constant, noisy stream of commuters doing their best to get somewhere with more somewhereness than these housing tracts. There is no town centre. Perhaps because of the proximity to San Francisco and its homelessness crisis, we saw several lost souls walking we knew not where, some barefoot. Passalacqua was careful to lock up his truck when showing me round the few remaining vineyards. This is truly a very strange place, whose ancient vine roots will doubtless soon be prey to bulldozers. “In 20 years the whole area will forget it had an agricultural past,” he predicted. There’s a new Contra Costa Logistics Center here, its first tenant a vast Amazon warehouse. As well as producing his own wine, Passalacqua has for 20 years been director of winemaking at Turley Cellars, another specialist in old-vine wine founded by Larry Turley in 1993. But there are fewer and fewer vines to choose from: Turley’s second-oldest grape source, a six-acre plot of Zinfandel planted in Contra Costa in 1896 that was personally pruned by its 90year-old owner until recently, is now covered with 57 (identical) homes.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 9 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Le 600 famiglie del prosecco sulle colline.
Novità per gli storici Produttori di Valdobbiadene C’è un luogo comune nel mondo del vino: il Prosecco fa diventare ricchi chi lo produce. Per alcuni imprenditori magari è vero, ma esiste un mondo di piccoli viticoltori con poche piante e tanta fatica alle spalle che mettono assieme il raccolto. Sono il nucleo storico, i piccoli contadini che hanno resistito sulla loro terra anche quando molti emigravano in cerca di fortuna. Uno dei punti di riferimento di questa imprenditoria per nulla minore è la Produttori di Valdobbiadene, nata nel 1952 come cantina sociale, con 129 soci. Ora sono diventato 600, con mille ettari in 41 Comuni della provincia di Treviso, tutti con certificazioni multiple sulla sostenibilità. Il marchio sulle etichette è Val d’Oca, che ha portato all’ultimo Vinitaly una nuova linea: le Cuvée Classiche, quattro etichette. Due esistenti Prosecco Docg Brut ed Extra Dry.

Fonte: Corriere della Sera 7.

L’uomo che ha inventato il vino.
Una straordinaria avventura umana e professionale. Giancarlo Aneri fu il primo a capire che il “buon bere”, per affermarsi, aveva bisogno di un marketing dedicato Così se ne è fatto ambasciatore nel mondo, brindando coi personaggi più prestigiosi di cultura, politica, sport. Nunc est bibendum, tocca brindare: la vita con lui è stata – ammettiamolo – un filare gentile. Se sfogliate l’album dei potenti e dei sognatori del XX secolo, c’è Xi Jinping che accarezza un Amarone con l’etichetta personalizzata da un traduttore di Ca’ Foscari. C’è il Berlusca che mesce un rosso potente nei bicchieri di Putin e Bush (fantascienza, oggi). C’è Obama neopresidente immortalato nel sollevare il calice in un ristorante di Chicago chiamato La spiaggia, non prima d’avere stappato il bottiglione nella finale del campionato di basket

Fonte: Libero Quotidiano.

I primati d’Italia raccontati in dieci selfie.
Spesso siamo molto critici con i mali nazionali, ma ora un dossier approfondito e appassionato illustra le eccellenze del nostro Paese di Gaia Giuliani er spiegare il senso del nostro nuovo rapporto, mi viene da citare Proust quando dice che: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”, solo così possiamo essere capaci di vedere veramente quello che ci circonda». La frase scelta da Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, illustra bene il contenuto de L’Italia in 10 selfie, un ritratto approfondito e appassionato sulle eccellenze, spesso misconosciute, del nostro Paese, che la fondazione ha ultimato di recente.

Fonte: Repubblica.

Monaci, sommelier ed enologi insieme a Fossanova per “Vini d’Abbazia”.
Monaci, sommelier, enologi, viticoltori e amanti del buon vino hanno animato per tre giorni il suggestivo borgo di Fossanova per la seconda edizione di “Vini d’Abbazia”. Un successo annunciato che supera abbondantemente nei numeri la manifestazione di esordio e colloca di diritto in una vetrina internazionale il territorio pontino, ricco di storia, di tradizioni e produzioni enogastronomiche di eccellenza. Oltre tremila le presenze registrate dagli organizzatori che hanno voluto, con `vini d’Abbazia” valorizzare l’opera dei monaci ai quali va riconosciuto il merito di aver tramandato e salvato dall’estinzione, vitigni autoctoni che altrimenti sarebbero andati perduti e che oggi consentono la produzione di vini di prestigio, in Italia come in Francia unite in un ideale fil rouge.

Fonte: Messaggero Latina.

Castel di Tora si prepara a ospitare Turano di Vino.
La diffusione e la conoscenza della cultura del vino di qualità e del bere bene. Domenica prossima, nel centro storico di Castel di Tora, sul lago del Turano, è in programma la manifestazione “Turano diVino”: si parte alle 12 per concludere intorno alle 18. All’appuntamento prenderanno parte numerosi produttori di vino e cantine del Lazio, da ogni provincia, con la possibilità di degustare quasi una cinquantina di tipologie di vino. Una iniziativa che si rivolge, da un lato, agli intenditori ed esperti di vino, che possono trovare proposte di qualità e approfondire la conoscenza. Dall’altro, a semplici appassionati e anche a curiosi del vino di qualità. Nel corso della manifestazione sono in scaletta momenti di confronto tra produttori e appassionati, sulle origini della produzione e sulle caratteristiche dei vigneti di provenienza.

Fonte: Messaggero Rieti.

I consorzi Dop, Doc e Igp lanciano «Modello Portofino in tutti i locali».
«La scelta del Comune è molto importante perché richiama una visione strategica legata alla valorizzazione della qualità e dell’identità del territorio». L’antefatto è noto: Portofino è il primo Comune a mettere come obbligo per i ristoratori e le enoteche quello di avere in menù almeno tre prodotti certificati liguri (igp, doc e dop) e nella carta dei vini almeno tre produzioni regionali. Una scelta fortemente voluta dal sindaco, Matteo Viacava, e apprezzata prima di tutto dagli stessi chef e sommelier portofinesi, i primi ad essere convinti che il brand Liguria nel campo della ristorazione funziona. Oggi il piccolo ma significativo miracolo di Portofino unisce — fatto non frequente — i Consorzi di Tutela della dop, olio e basilico, oltre che l’Enoteca Ligure.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Menfi Città del Vino 2023, il nuovo sindaco: “Proseguiamo il lavoro già programmato”.
Distese di vigneti abbracciano la metà del territorio di Menfi, dalle spiagge fino alle dolci colline i lunghi filari raccontano l’essenza del territorio: agricoltura di qualità e turismo enogastronomico ed esperienziale, oggi considerati il vero valore aggiunto di un areale dove il vino è motore propulsore dell’intero comprensorio. Città Italiana del Vino 2023, Menfi e le Terre Sicane stanno ospitando diversi eventi pensati per winelovers, viaggiatori ed amanti del vino e del turismo di qualità. Un riconoscimento che è arrivato in un momento di difficoltà per il Comune belicino e che ha visto succedersi, proprio nei giorni scorsi, un cambio al vertice della macchina amministrativa e politica.

Fonte: Quotidiano di Sicilia.

Le Donne del Vino Toscane La sfida del vetro leggero per una maggiore sostenibilità.
Al convegno alla vetreria Etrusca è intervenuta la vicepresidente della Regione, Stefania Saccardi «Bisogna fare molti passi avanti sia sul fronte culturale sia sul tema del riuso e non solo del riciclo» bottiglie, il riciclo del vetro e l’indicazione in etichetta del corret to processo di smaltimento so no fra le proposte europee pe ridurre l’impatto ambientale del la produzione del vino e ad esse si sta affiancando il riuso delle bottiglie con un progetto che prevede, entro 7 anni, una quota fra il 5 e il 10 per cento di bottiglie riusate fra quelle immesse nel mercato europeo. Percentuale che dovrebbe sa lire all’80 entro il 2040. Un progetto che lascia però perplesse le produttrici riguardo alle difficoltà della tappatura. Ammettendo anche un’omologazione dei vetri a pochi formati e l’allestimento di un circuito di recupero e sanificazione delle bottiglie usate, è difficile immaginare l’assenza di differenze fra i colli dei contenitori fatti da vetrerie diverse.

Fonte: Nazione Empoli.

‘Arte e vino’, l’asta di undici Lions Club.
Arte e vino si incontra no per un bel progetto. Si chiama «Ars et Vinum« e vede in prima fila undici Lions Club del territorio senese ed aretino, trovando la collaborazione di importanti cantine e di artisti per una iniziativa che fa del bene. Domani al Resort Poggio Paradiso a Torrita di Siena ci sarà un’asta di beneficenza il cui ricavato sarà devoluto a due importanti realtà: all’associazione ‘Durante e dopo di noi’ di Chiusi che si occupa di aiutare soggetti fragili, prioritariamente in condizioni di disabilità fisica, psichica e sensoriale e al Servizio cani guida Lions che ha sede a Limbiate dove vengono addestrati i cani per divenire poi guide per persone ipovedenti e non vedenti, rappresentando così un aiuto fondamentale per loro. Rispetto alla prima edizione i lotti sono aumentati così come gli artisti che hanno sposato la solidarietà.

Fonte: Nazione Siena.

Festa vini classici Villa Crine miglior Recioto del 2023.
Riflettori puntati sul Recioto, spesso oscurato dal suo «fratello» più celebre, l’Amarone. Alla Festa dei vini classici di Pedemonte, che da 62 anni si celebra fra gli ultimi giorni di aprile e il primo maggio, il rosso dolce della Valpolicella è stato protagonista di un concorso in cui si sono sfidati i produttori vitivinicoli della zona. Anche per la edizione, la giuria di enologi, nella sala degustazione del Consorzio perla tutela dei vini valpolicellesi, ha decretato, con un assaggio alla cieca, i tre migliori calici nella rosa della decina in gara. Il premio per il «Recioto classico 2023» più pregevole, prodotto con le uve della scorsa vendemmia, è andato all’azienda Villa Crine di Giovanni Battista Venturini (Pedemonte) con un punteggio di 88 centesimi. Secondo posto, sul filo di lana, con 87,80 punti, La Quena di Domenico Berzacola (Negrar).

Fonte: Arena.

La nuova vita di (don) Favarin: «”Servite”, il vino dei detenuti» – Il personaggio Favarin, da sacerdote a produttore di vino: «Al lavoro i detenuti».
Il personaggio Da prete di strada a imprenditore La nuova vita di (don) Favarin: «”Servite”, il vino dei detenuti». Luca Favarin, ex prete di strada, oggi presenterà ufficialmente la sua nuova etichetta vinicola realizzata grazie al lavoro di molti detenuti, alcuni addirittura ergastolani e con regime di alta sicurezza: da sacerdote a imprenditore agricolo. Il personaggio Favarin, da sacerdote a produttore di vino: «M lavoro i detenuti» ›L’ex don, chiusi i rapporti con la Chiesa, ›«Sono sommelier, cerco un prodotto oggi presenta la nuova etichetta “Servite” di qualità. Con me anche gli ergastolani». “Se io sarei”. “Siccome che”. “Ma però”. “Più meglio”. “C’è nè”. “A me mi”. I sei tipi di vino prodotto prendono tutti il nome da errori grammaticali. «Le persone che finiscono in carcere vengono considerate degli errori della società e allora noi con questa iniziativa vogliamo dimostrare che si può sbagliare ma si rimane sempre persone» racconta alzando metaforicamente un calice Luca Favarin, l’ex prete di strada che questa sera presenterà ufficialmente la sua nuova etichetta vinicola realizzata grazie al lavoro di molti detenuti, alcuni addirittura ergastolani e con regime di alta sicurezza. Da sacerdote a imprenditore agricolo per solidarietà, con l’aggiunta del titolo ufficiale di sommelier.

Fonte: Gazzettino Padova.

Il primo museo del vino nascerà a Verona.
Proposta di Corsi approvata all’unanimità Il primo museo del vino nascerà a Verona All’ex cartiere Fedrigoni ipotesi di polo con la lirica •• In Italia non c’è un Museo internazionale del vino. Ma non per molto. Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una legge, votata in modo unanime, che getta le basi per concretizzare questo ambizioso progetto. Dove? A Verona, patria del Vinitaly, la rassegna conosciuta in tutto il mondo e che muove milioni di visitatori. Due i siti al momento papabili: l’ex Galleria Mercatali e il complesso dell’ex Cartiere Fedrigoni dove potrebbero trovare spazio anche il Museo della lirica della Fondazione Arena e pure quello delle auto di Villafranca. Propulsore di questa iniziativa è il consigliere veronese Enrico Corsi (Lega): «Il Veneto e l’Italia sono ai primi posti al mondo per produzione del vino ed è l’unico Paese privo di un museo del vino.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Luca Favarin presenta Servite il vino prodotto dai detenuti.
II progetto è stato realizzato nel campus Kidane e verrà presentato stasera alle 18 al ristorante etico Strada Facendo Molto emozionato, un bel po’ orgoglioso, con le mani segnate dalla fatica e la gioia negli occhi di chi ha raggiunto l’ennesimo obiettivo. Luca Favarin, ex don di strada, sempre amico degli ultimi, presenta il suo ultimo progetto — SerVite, vini biologici olistici — realizzato nel campus Kidane che accoglie e accompagna giovani e giovanissimi che si erano persi. La presentazione dei vini (bianchi) sarà organizzata questa sera, a partire dalle 18, al ristorante etico Strada Facendo invia Chiesanuova 131. «Non è una semplice bottiglia di vino», racconta Favarin, «Da sempre abbiamo fatto una scelta chiara a cui teniamo molto: non vivere di beneficenza e carità ma del lavoro delle nostre mani.

Fonte: Mattino Padova.

Dramma in azienda, travolto e schiacciato: Massimiliano era padre di 3 figli.
L’azienda agricola Monte Rossa di Cazzago San Martino è chiusa per lutto per la morte di Massimiliano Piermattei, 50 anni, da 10 anni direttore ed enologo della celebre cantina della Franciacorta. È lui la vittima dell’ennesimo incidente sul lavoro nel Bresciano: è deceduto mercoledì pomeriggio travolto e schiacciato da un macchinario che purtroppo non gli ha lasciato scampo. Si tratta di una macchina nota come gyropalette, attrezzatura che viene utilizzata per la produzione di spumanti con metodo classico (come i vini Franciacorta) dove avviene una seconda fermentazione in bottiglia..

Fonte: BresciaToday.

Winelivery e Cantina Urbana nel Wine Summer Party.
Winelivery, e Cantina Urbana sono i principali sinonimi di Vino a Milano, il primo grazie al suo servizio espresso di consegna in 30 minuti alla temperatura perfetta e l’altro per essere la prima cantina a produrre i suoi vini all’interno della nostra città. Per la prima volta quest’anno le due realtà si uniranno per offrire al PARTERRE Milanese una serata indimenticabile volta a festeggiare l’arrivo dell’estate nel migliore dei modi: alzando calici al cielo accompagnati da ottima musica in un ambiente urban chic. Il Wine Summer party vedrà la sua prima edizione sabato 17 giugno 2023 dalle 17:30 alle 24 presso Cantina Urbana (Via Ascanio Sforza 85/87).

Fonte: Agenfood.

È questa la meta dei sogni per gli amanti del vino, imperdibile ed affascinante.
Gli amanti del vino sicuramente conosceranno l’evento che per il dodicesimo anno di fila, unirà tutti gli appassionati del genere. Parliamo di Cantine Gourmet una manifestazione unica alla scoperta del vino DOC. Cantine Gourmet offre ogni anno, da ben dodici anni, una manifestazione che accompagna i partecipanti, alla scoperta del vino DOC della Val d’Aosta. Durante quest’evento si potranno degustare anche piatti tipici e prodotti di nicchia della Val d’Aosta. Quest’occasione vede unire i piatti della tradizione, con quelli in chiave moderna che unisce i prodotti tipici all’innovazione.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino: caos sui fondi promozione. Decreto in ritardo.
Il decreto Ocm Promozione per il vino partirà in ritardo, nonostante le sollecitazioni della filiera nazionale che a metà maggio aveva chiesto al ministro Francesco Lollobrigida tempi rapidi. Lo stesso ministro il 7 giugno, dall’assemblea di Federvini, aveva parlato di provvedimento “in dirittura d’arrivo”. Niente da fare. La Conferenza Stato-Regioni è stata, infatti, riconvocata per dare l’ok al decreto il 21 giugno, in attesa delle osservazioni del ministero dell’Economia che, a quanto pare non ha approvato il testo. È vero che non sarebbe la prima volta che, nel nostro Paese il bando promozione accumula ritardi, tuttavia, per le imprese, queste tempistiche sono fortemente penalizzanti in vista dell’esecuzione dei progetti. Tra le associazioni filtra la delusione, anche perché in Francia, principale competitor italiano, il bando è stato già aperto.

Fonte: Gambero Rosso.

Emilia sur lì 2023 | Abbiamo degustato ogni vino e questo è tutto quel che c’è da sapere.
Anche noi, nell’inedito trio Marco Colabraro, Giorgio Michieletto e Thomas Pennazzi, siamo stati a Emilia Sur Lì 2023 e abbiamo degustato tutto, ma proprio tutto. Note di degustazione ne avremmo, sì, dimenticate in qualche prato dopo una notte di festa. Le idee però, sono abbiamo abbastanza chiare.

Fonte: Intravino.

L’Abruzzo del vino punta ad avere presto una unica voce.
L’Abruzzo del vino punta ad avere presto una unica voce che tuteli l’intera produzione regionale certificata Docg, Doc e Igt, sotto l’unico brand del “Consorzio Vini d’Abruzzo”, che racconterà tutte le migliori espressioni produttive in campo enologico. Ad annunciarlo è Enrico Cerulli Irelli, presidente del Consorzio di tutela Vini Colline Teramane, in occasione della tappa romana delle celebrazioni dei primi 20 anni della realtà consortile nata nel 2003 per tutelare,valorizzare e promuovere la prima denominazione di origine controllata e garantita della regione Abruzzo, “Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg”. Enrico Cerulli Irelli, al secondo mandato, in carica dal 2018, ha precisato che “è in corso una modifica normativa a livello regionale con l’obiettivo di raccontare in modo nuovo le peculiarità e le qualità enologiche made in Abruzzo, e anche al Ministero dell’Agricoltura il tema è stato oggetto di un proficuo confronto.

Fonte: ANSA.

“Emergenza costo vetro”, Grillo incontra le aziende coinvolte nella produzione di vino.
Il Sindaco di Marsala ha organizzato un incontro con le aziende coinvolte nella produzione di vino per discutere del problema del “caro vetro”. All’incontro erano presenti importanti rappresentanti del settore vitivinicolo locale, tra cui il presidente dell’Associazione Strade del Vino, notaio Salvatore Lombardo, il presidente del Consorzio del Vino Marsala, dott. Benedetto Renda, e il presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia, dott. Antonio Rallo. Il Sindaco, on. Massimo Grillo, ha dichiarato di aver preso a cuore l’allarme lanciato dalle aziende locali riguardo al costo crescente del vetro. Nel giro di tre anni, il prezzo del vetro è aumentato da 25 euro a tonnellata a 189 euro a tonnellata a causa del conflitto in Ucraina e delle conseguenti speculazioni sulla scarsità di materie prime.

Fonte: Prima Pagina Mazara.

Vino: Puglia, nasce U.CO.VI.P.
I cinque consorzi di tutela del vino della Puglia con attività “erga omnes” – Primitivo di Manduria, Salice Salentino, Castel del Monte, Brindisi e Squinzano, Gioia del Colle – che, con oltre 420mila Hl di vino certificato, rappresentano oltre il 90% del vino a Denominazione di Origine prodotto in regione, si associano e danno origine all’Unione dei Consorzi di Tutela dei Vini a D. O. di Puglia (U.CO.VI.P.). U.CO.VI.P è un tavolo di confronto e di elaborazione di una visione di lungo termine e voce unitaria dei consorzi che si affianca alla loro normale attività di tutela e promozione dei rispettivi territori e produzioni vitivinicole, e intende rappresentare, valorizzare e tutelare gli interessi collettivi della intera filiera vitivinicola pugliese di qualità rappresentata dalla produzioni a Denominazione di Origine, collaborando attivamente con le istituzioni per promuovere politiche e iniziative che sostengano la sostenibilità e il valore dell’intero settore vitivinicolo pugliese.

Fonte: Corriere dell’Economia.

Vino e potere, storia delle vigne di Bruno Vespa.
Dall’8 all’11 giugno, il governo (o almeno gran parte) si sposta in Puglia nella Masseria Li Reni (a Manduria in provincia di Taranto) al richiamo della terza edizione del Forum in Masseria. Una struttura agricola del ‘500, nel cuore del territorio salentino, diventerà così lo spazio dedicato al confronto su svariati temi dell’ambito politico. Di proprietà della famiglia Vespa dal 2015, la masseria è stata sottoposta a importanti lavori di restauro conservativo che hanno permesso di mettere in piedi un resort di lusso, con tanto di spa e ristorante, mantenendo la struttura originale. È in questa cornice che il giornalista porta avanti un’altra sua grande passione: quella del vino. Fin dagli anni ‘70 Bruno Vespa si è dimostrato un grande entusiasta del nettare di Bacco, un amore che lo ha portato a creare, insieme ai figli Alessandro e Federico, il brand Vespa Vignaioli per Passione, ormai noto sul mercato sia italiano che internazionale.

Fonte: Gambero Rosso.

STAMPA ESTERA

When wine is crucial to cultural identity.
Autocrats have routinely tried to destroy wine production. The Pour. For most people, wine is a commodity on a shelf, a treat for when the mood strikes. For the mass-market companies, wine might as well be pencils or paper towels — merchandise to move. But for serious-minded producers and fans, wine has a far deeper meaning that cuts almost to the core of human existence. Among those who understand this view of wine are autocrats and wouldbe dictators. Throughout history, authoritarians have sought to suppress cultural expressions that deviate from the party line, whether books, film, music, religion or wine. It is no less true in our own times. Within the last century, dictatorial governments have routinely tried to destroy wine production, if that suited their needs. They have bent and shaped traditions to fit their own desires. They have also seen wine as a desirable commodity, looting vast amounts for themselves as the Nazis did in France during World War II. The Soviet Union routinely sought to transform the local winemaking customs of its constituent republics, discouraging, for example, the winemaking culture of Georgia, and instead creating vast state vineyards that could supply enormous amounts of wine for the Russian market. Likewise, in the Alentejo region of southeastern Portugal, the tradition of making wine in clay talha, amphoralike vessels, largely disappeared in the mid-20th century as the dictatorship of Antónic, de Oliveira Salazar pushed for centralized wine production. In Spain under Franco, regional methods died off as the government channeled wine into bulk production. Growers were encouraged to leave the countryside for factory work in the cities, abandoning vineyards and other agricultural pursuits. As each of these countries became more democratic in the last few decades, local wine cultures were resuscitated. Diverse wines of Spain, Portugal and Georgia are now among the most interesting and exciting in the world. I’ve been thinking about this history more because it’s still playing out today, in Ukraine, Armenia and Iran. In late February, I attended Vines and Threads, an event in Providence, R.I., intended to raise awareness of how Russia’s invasion of Ukraine threatened its distinctive culture. The event included discussions and presentations of fashion and style, music, food and wine, including a tasting of the sparkling wines of Artwinery, said to be the largest sparkling wine producer in Eastern Europe.

Fonte: New York Times International Edition.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 8 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vini d’Abruzzo, 350 etichette in vetrina.
La scoperta dell’Abruzzo enologico, ma anche delle bellezze naturali della regione, del buon cibo e delle cantine. Sono gli ingredienti di Abruzzo Wine Experience 2023, l’iniziativa del Consorzio tutela vini d’Abruzzo per far comprendere agli opinion leader internazionali la crescita di livello dei vini locali. Presenti, da lunedl a domani, oltre cento giornalisti arrivati dal Nord America, dall’Asia, dall’Europa e dall’Italia. Ieri l’evento clou nella cornice della Tenuta Coppa Zuccari, a Città Sant’Angelo, dove si sono ritrovate una novantina di aziende, con circa 350 etichette in rappresentanza di tutte le produzioni del territorio, per il Grand Tasting dei vini d’Abruzzo che ha visto protagonista, per la parte food, la brigata di Villa Maiella, Stella Michelin.

Fonte: Centro Pescara.

Campania.Wine 2023 alla Galleria Umberto.
Un evento unico dedicato al vino campano nel cuore di Napoli. Un comparto, quello vitivinicolo, che si mostra coeso ed in grado di dialogare con altre eccellenze del territorio campano per dare vita a momenti di valorizzazione di grande valore. L’ll e il 12 giugno le bellezze architettoniche e monumentali di Napoli accoglieranno “Campania.Wine”, rassegna promossa e organizzata in cooperazione dai cinque Consorzi di Tutela Vini della Campania (Sannio Consorzio Tutela Vini, Vesuvio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Vita Salernum Vites, Viticaserta – Consorzio Tutela Vini Caserta, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia) e dal Consorzio di Tutela Pomodorino del Piennolo Vesuvio Dop, con l’obiettivo di valorizzare e promuovere i vini a Indicazione Geografica della Campania e i loro produttori-attori, attraverso un suggestivo itinerario di conoscenza esperienziale rivolto ad esperti, giornalisti di settore, addetti ai lavori e appassionati del mondo del vino.

Fonte: Mattino.

L’Aglianico subito bevibile non è utopia Giuseppe Pagano ha il vino nelle vene.
Viene da una famiglia che da sempre lavora in questo settore in Campania, sicuramente tra le più antiche all’ombra del Vesuvio, San Marzano sul Sarno perla precisione. Lui rappresenta la generazione che ha operato la riconversione, passando dal commercio, ‘a trafeca, alla coltivazione delle uve. Per questo ha deciso di investire in un territorio che conosce bene rilevando una cantina a Luogosano in Irpinia, Tenuta Ponte. Il progetto arricchisce la Carazita, magica collina dove l’Aglianico e ben allocato. E per una volta non parliamo di bianchi, nostra scostumata passione, ma del rosso sanguigno prodotto insieme all’enologo Sergio Romano, grande esperienza in Campania..

Fonte: Mattino.

Allarme dei distillatori italiani, a rischio un quinto dei posti.
Il comparto fattura 1,5 miliardi di euro all’anno, contribuisce al gettito fiscale per 750 milioni Assodistil Senza un consorzio ad hoc il comparto rischia di perdere mille posti di lavoro. Le imprese italiane della distillazione lanciano l’allarme: senza un consorzio ad hoc perla tutela e la promozione delle grappe, e con la minaccia europea delle etichette che demonizzano il consumo di alcol sul modello di quelle già adottate dall’Irlanda, il comparto rischia di perdere fino a mille posti di lavoro. Una quota considerevole, se si considera che nelle distillerie italiane lavorano 5mila addetti. La via dell’export L’allarme arriva da Assodistil, che proprio oggi riunisce in assemblea i suoi associati. Il comparto fattura 1,5 miliardi di euro all’anno, contribuisce al gettito fiscale per 750 milioni e nel 2022 ha messo a segno un annata particolarmente positiva, con una crescita della produzione di grappa del 12% e dell’export addirittura del 16%.

Fonte: Sole 24 Ore.

Vendemmia 2023, Nicodemi lancia l’allarme.
Le piogge scatenano la diffusione del fungo della peronospera, scende in campo il Consorzio dei vini. E allarme peronospora per i vigneti, sostegno del Consorzio tutela vini d’Abruzzo ai viticoltori. «Siamo in prima linea nell’aiutarli in questo momento di grande difficoltà e ci siamo già attivati con le autorità competenti per chiedere un tavolo d’emergenza Regione-Ministero e trovare insieme una soluzione», afferma il presidente Alessandro Nicodemi. Un anno di lavoro è messo a rischio. Le recenti straordinarie precipitazioni hanno creato un ambiente favorevole alla diffusione della peronospora, una malattia fungina che può causare gravi danni alle viti e compromettere la qualità delle uve. Questo fenomeno ha il potenziale di avere conseguenze disastrose sull’economia delle aziende vinicole della regione, se non gestito correttamente. Per questo è fondamentale intervenire immediatamente.

Fonte: Centro.

+45,5% export di vini italiani in Gb.
Cresce nel 2022 rispetto all’anno precedente l’export di vino italiano nel mondo, con le eccezioni di Germania e Cina. Lo evidenzia una ricerca Nomisma illustrata da Denis Pantini, responsabile Agroalimentare e Wine Monitor, durante l’Assemblea Federvini. Tra i mercati più ricettivi quello britannico (+46,5%) e giapponese (+25%).

Fonte: Gazzetta di Parma.

Una bevuta gentile con toni arumatici di grande freschezza.
Una bevuta gentile con toni aromatici di grande freschezza espressione «mura mura», che letteralmente significa «piano piano», rimanda al più ampio concetto del condiviso vivere e godere, senza fretta, delle piccole cose: questo il motto su cui è fondata e trae ispirazione l’azienda agricola Mura Mura di Montegrosso d’Asti. Un approccio che si riflette in termini significativi sulla produzione vinicola, effettivamente improntata alla cura del dettaglio e alla proverbiale osservanza dei tempi di ciò che in natura evolve e matura secondo ritmi morbidi e pacati, qui tradotto nell’assoluto rispetto delle viti e del paesaggio (anche attraverso la regolare manutenzione dei fossi e la legatura dei tralci con il salice) e nell’attenta considerazione per i tempi di maturazione dell’uva; il vino è felice espressione della combinazione tra la perpetua tensione all’eccellenza, la saggezza e la precisione su cui poggia il suo iter produttivo.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Vino, degustazioni, cultura in Darsena Uain rilancia con tredici appuntamenti.
Martedì l’inaugurazione, quattro serate a bordo della Nena Ferrara Dodicieventi di Stefano Zobbi, dopo il successo dello scorso anno dell’iniziativa “Uain”( la classe non è acqua) per la prima volta in Darsena, quest’anno ci riprova. E anche per sottolineare il ragguardevole traguardo di 20 anni dell’evento, ha raddoppiato le proposte per il periodo 13-25 giugno. L’inaugurazione martedì 13 giugno alle 19 con aperitivo, poi la cena e alle 21.30, l’accensione spettacolare del fiume. «Le giornate sono infatti 13 – annuncia – di cui 4 in collaborazione con l’imbarcazione Nena che offrirà gli aperitivi al Tramonto con la disponibilità di 40 posti durante un’ora e mezza di escursione insieme all’Associazione SommeliersAies Delta del Po (imbarco ore 19.30e rientro 21);cisono inoltre 14 aree di degustazione con la possibilità di cenare sulla piattaforma Commodoro posizionata sul fiume dove una veranda accoglierà massimo 20 persone».

Fonte: Nuova Ferrara.

Cinquanta cantine salgono a bordo Lungo la Darsena un sorso di ‘Uain’.
Dal 13 al 25 giugno l’evento con le aziende vitivinicole, degustazioni sulla Nena. Torna da martedì 13 a domenica 25 giugno, in versione più ampia e ricca ‘Uain’, la manifestazione dedicata alle aziende vitivinicole nazionali e alla ristorazione locale nella Darsena di Ferrara. All’incontro di presentazione sono intervenuti l’assessore comunale alle Attività produttive fiere e mercati Angela Travagli e Stefano Zobbi dell’agenzia ‘Dodicieventi’, il direttore di Confesercenti Alessandro Osti, Giorgia Minzoni del Canoa club Ferrara, Giancarlo Pallotta dell’Accademia internazionale enogastronomi sommelier-Aies e il presidente del Gruppo modellisti Ferrara Franco Ragazzi. «Come Comune – ha sottolineato l’assessore Angela Travagli è un piacere sostenere ancora una volta questa iniziativa che è stata la prima a dare il via alla sfida degli eventi nella nuova Darsena e che ha avuto grande successo. Ringrazio gli organizzatori e tutti i partner della manifestazione.

Fonte: Resto del Carlino Ferrara.

Premiati i vini della cooperativa Colli Cimini.
Al Greco, al bianco Superiore doc e al Trebbiano/Libentino igt il diploma del concorso di Pramaggiore Premiati i vini della cooperativa Colli Cimini. Ancora riconoscimenti di prestigio ai vini della cantina/cooperativa “Viticoltori dei Colli Cimini”. Il Greco di Vignanello doc, il Vignanello bianco Superiore doc e il Trebbiano/Libentino igt hanno ricevuto il diploma medaglia d’oro al 62° Concorso nazionale dei vini docg, doc e igt di Pramaggiore (Venezia). E il concorso enologico più antico d’Italia, al quale partecipano le etichette più blasonate della nazione. Dettaglio eloquente: i vini della “Viticoltori dei Colli Cimini” hanno ricevuto il punteggio massimo dalla giuria. La consegna dei diplomi è avvenuta, sabato scorso, nello scenario incomparabile del teatro veneziano “La Fenice” alla presenza di numerose autorità.

Fonte: Corriere di Viterbo

I vent’anni di Vinòforum.
Una storia lunga vent’anni, un’accorata narrazione, fra grandi etichette e cucina d’autore, dell’evoluzione del panorama enogastronomico italiano. Da venerdì 9 a domenica 18 al Parco di Tor di Quinto è in programma la nuova edizione di Vinòforum. Dieci giorni di degustazioni, con una platea di ben 800 cantine, 2500 etichette, e oltre 50 grandi chef impegnati nelle cene speciali e gli stand dei temporary restaurant. “È un compleanno che per noi rappresenta un importante traguardo – commenta Emiliano de Venuti, Ceo della kermesse – e certifica una crescita costante che pone Vinòforum di diritto nella lista di eventi da non perdere..

Fonte: Repubblica Trova Roma.

Etichette dedicate alla Grande Milano per conquistare anche Cina e Brasile.
Nuove etichette e nuove linee, il primo Orange Wine della collina, export verso la Cina e il Brasile, con vista su Europa centrale e Stati Uniti. La cantina vitivinicola Poderi di San Pietro di San Colombano spinge sull’acceleratore del mercato, e intanto riparte con gli aperitivi in vigna, due a giugno, già sold out, e ogni settimana a luglio. Il cambio di etichetta ha interessato diversi prodotti della Poderi, tutti in chiave milanese. Così il Costaregina è diventato “Navigli”, il Verdè “Brera”, il Collada “Sforzesco’ e il Morosa “La Scala”. Le vecchie etichette resistono per ora nella grande distribuzione organizzata, mentre i nomi nuovi serviranno per arrivare sul mercato milanese con più riconoscibilità meneghina In futuro, anche in base al successo della nuova linea, i nomi milanesi potrebbero sostituire definitivamente gli originari e più banini.

Fonte: Cittadino di Lodi.

Vini e birre da tutta Italia Due giorni al polo fieristico.
Sabato 17 e domenica 18 la manifestazione enogastronomica di “VALe20 eventi” Appuntamento con “Morbegno Divino”: oltre 500 etichette in degustazione. Sabato 17 giugno e domenica 18 giugno al polo fieristico di Morbegno andrà in scena “Morbegno Divino, il mercato del vini in Valtellina” e dei distillati che porterà ai banchi d’assaggio circa 60 produttori con 1.500 etichette in degustazione. A organizzare l’evento è l’agenzia “VALe20 eventi e comunicazione” che sulla scia del successo degli altri mercati dei vini organizzati riproporrà lo stesso format. I produttori vitivinicoli potranno proporre i propri vini in degustazione e vendita diretta, raccontando ai visitatori le loro creazioni da postazioni e allestimenti ecosostenibili fatti in cartone riciclabile, in linea con lo spirito green dell’evento. In contemporanea, nella zona esterna, ci sarà Birritaly on tour, una selezione di birrifici artigianali italiani che proporranno le loro birre migliori accompagnati dalla musica di Radio Station one che farà ballare tutti fino a tarda sera.

Fonte: Provincia Sondrio.

Tutti astemi ma sommelier Il vino narrato solo grazie a vista e olfatto – Raccontano il vino con vista e olfatto Ecco i primi sei sommelier astemi.
Ecco i primi sei sommelier astemi Gli attestati sono stati consegnati dall’Ais a sei ragazzi speciali (Bes) dopo la formazione Associazione Italiana Sommelier di Lecce, ci sono i primi professionisti “astemi”. Consegnati infatti nei giorni scorsi presso H Grand Hotel Tiziano di Lecce i primi attestati di qualificazione originati dal progetto AIS “11 sommelier astemio”, nato per consentire ai ragazzi dai 16 anni in poi – con Bisogni Educativi Speciali (BES) – di acquisire in maniera assolutamente gratuita la tecnica di degustazione del vino per farne strumento di inclusione sociale e di inserimento nel mondo del lavoro nonostante l’im possibilità di degustare praticamente il prezioso nettare.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Lecce.

Il vino di Foggia nel mondo: la Camera di Commercio premia Borgo Turrito.
Al titolare Luca Scapola Il riconoscimento per l’Impresa Internazionale Il vino di Foggia nel mondo: la Camera di Commercio premia Borgo Turrito Dall’Italia alla Francia e al Giappone, un messaggio di gusto, valori ed eccellenza produttiva In occasione della giornata inaugurale per le celebrazioni del proprio Bicentenario, la Camera di Commercio di Foggia ha assegnato il “Premio Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico” all’azienda vitivinicola Borgo Turrito di Luca Scapola. E stato lo stesso presidente Damiano Gelsomino a consegnare il premio al titolare dell’impresa che, con i suoi vini, negli ultimi anni ha conquistato riconoscimenti in Italia e nel mondo, dalla Francia al Giappone. Ed è per questo motivo che il premio della Camera di Commercio di Foggia è stato assegnato a Borgo Turrito per la categoria “Impresa internazionale”.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Il “profondo rosso” che racconta l’anima della Sicilia.
Evoluzione e prospettive del Nero d’Avola, oggi il vitigno a bacca rossa più diffuso sull’Isola Il “profondo rosso” che racconta l’anima della Sicilia Una sfida di qualità per valorizzare il suo carattere Antonio Siracusano Quel “brutto anatroccolo” che serviva per le trasfusioni di vigore, necessarie a ringalluzzire vini toscani e francesi un po’ emaciati, era stato catapultato -a sua insaputa – nella favola. Cosi una ventina di anni fa il Nero d’Avola, il vitigno che sommamente racconta anima e corpo della terra siciliana, aveva vissuto la parabola del povero-ricco, ritrovandosi fiero a innaffiare il mercato del vino in un’arrembante scalata. Così bastava portare a cena una bottiglia di “calabrese” (primo nome all’anagrafe del Nero d’Avola) per dare alle libagioni un profondo rosso che esaltava radici e storia di un riscatto.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Il fascino di vino e cibo di qualità. I turisti prediligono la Valdichiana.
Tra itinerari del gusto e lezioni di cucina, 100 proposte diverse. La soddisfazione del sindaco Angiolini. La Toscana è la seconda regione più popolare tra i turisti enogastronomici del Belpaese: il 21% afferma di esservi recato nel corso dei suoi viaggi per vivere esperienze food e wine. Un appeal che si conferma anche guardando all’immaginario collettivo, con il 30% degli italiani (ed il 29% dei viaggiatori enogastronomici) che la indicano come migliore meta enogastronomica, posizionandola nella top5 (al 5° posto). A fare da traino le specialità toscane, celebri in tutto il mondo. 7 italiani su 10 ne sanno indicare almeno una, e fra queste spiccano la bistecca alla fiorentina (18%), la ribollita (7%) ed il vino (6%). E quanto emerge dalla sesta edizione del “Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano”, curata da Roberta Garibaldi.

Fonte: Nazione Siena.

Monteregio, un calice di Maremma.
Vassa Marittima e dintorni regalano una Doc Monteregio, un caIice c Testimonianze che si perdono nella storia fin dagli Etruschi e una viticoltura che ha lunga tradizione, quella del Monteregio, in provincia di Grosseto. I primi segnali significativi si attestano nel 1700 con la dominazione dei Lorena. In particolare con Pietro Leopoldo furono ideati i principali interventi rivolti allo sviluppo agricolo delle campagne e alla bonifica delle aree paludose non solo costiere ma anche dei fondovalle, tutte queste opere portarono alla diffusione della coltivazione della vite e di pari passo anche dell’olivo. Il territorio di riferimento è ricco di storia, con quel gioiello che è Massa Marittima e gli altri borghi medievali che le fan da corona nella parte settentrionale della Maremma grossetana includendo non solo la parte costiera ma anche la zona delle Colline Metallifere.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Verona capitale del turismo enologico – Verona capitale dell’enoturismo Nell’Olimpo ci sono sette aziende.
Alla Camera di Commercio per tre giorni gli incontri tra imprese vinicole, frantoi e buyers Verona capitale dell’enoturismo Nell’Olimpo ci sono sette aziende Casa Sartori, Farina winery, Cantine Giacomo Montresor, Le Carezze, Valentina Cubi, Osteria Domini Veneti, Strada del vino Valpolicella sono le realtà premiate quest’anno Giuseppe Riello: «Il turismo enogastronomico in forte sviluppo Contribuisce alla crescita». Per tre giorni Verona è la capitale del turismo dell’olio e del vino, prodotti tipici del territorio, sempre più apprezzati dai visitatori. Soprattutto quelli stranieri, disposti a spendere per mettere in tavola prodotti che ricordino il loro viaggio, assicurando un impulso all’export scaligero. La scelta di Verona per questo evento non è casuale: la città fa parte della rete delle grandi Capitali del Vino con Adelaide (South Australia), Bilbao e Rioja (Spagna), Bordeaux (Francia), Losanna (Svizzera), Mainz (Germania), Mendoza (Argentina), Porto (Portogallo), San Francisco e Napa Valley (Usa), Valparaiso, Casablanca Valley (Cile), Cape Town (Sudafrica) e Hawke’s Bay, in Nuova Zelanda, new entry che porta a 12 il numero delle «Great Wine Capitals».

Fonte: Arena.

Il Re Amarone va in Vetrina tra calici e arte.
A ottobre la rassegna a villa Bertani •• Tra conferme e novità, per gustare vino, territorio, tradizioni. La Vetrina dell’Amarone 2023, in programma il 21 e 22 ottobre a Villa Mosconi Bertani di Novare di Arbizzano, sposa la stagione autunnale perla prima volta dopo l’edizione primaverile dell’anno scorso che ha visto 800 presenze in due giorni. E, arrivata alla sesta annata, consolida i punti di forza: degustazioni libere direttamente dai produttori che partecipano all’evento negli stand con la loro interpretazione di Amarone; masterclass con i sommelier; convegni; intronizzazione di nuovi cavalieri dello Snodar; asta di beneficenza in cui saranno messe in palio pregiate bottiglie d’annata o da collezione. Sul fronte delle novità, la proposta gastronomica comprenderà qualche nuovo piatto o abbinamento originale e a ogni cantina sarà abbinata un’opera d’arte grazie alla collaborazione con l’Accademia di belle arti statale di Verona.

Fonte: Arena.

Vino, turismo e innovazione: i premi in Camera di Commercio – Vino, turismo e impegno: premiate selle cantine.
Il premio Best of Wine Tourism — curato dalla Camera di Commercio — ieri sera ha messo in luce l’attività di sette aziende vinicole. a pagina 8 Vino, turismo e impegno: premiate sette cantine Il riconoscimento della Ccia da chi realizza mostre di artisti a chi ha mette in atto pratiche sostenibili. Era lo scorso settembre e dalla sesta conferenza mondiale dell’enoturismo ad Alba, in Piemonte, rimarcavano come l’enoturismo valga in Italia 2.5 miliardi l’anno e i turisti legati al settore siano 14 milioni: a Verona, prima provincia italiana per export del vino con 1.2 miliardi di valore nel 2022, il tema è cavalcato da quel premio Best of Wine Tourism — curato dalla Camera di Commercio, guidata dal presidente Giuseppe Riello — che ieri sera ha messo in luce l’attività di sette aziende.

Fonte: Corriere di Verona.

Clorpirifos per i vigneti Zanoni invoca prudenza.
Il Ministero della salute ha concesso l’utilizzo in deroga del Clorpirifos, ma invita i competenti uffici regionali a dare le direttive al riguardo, quindi le modalità e i tempi. La Cia, con il presidente Salvatore Fedelli, non si straccia le vesti. «La fiavescenza dorata è una piaga che sta mettendo a serio rischio la sopravvivenza del settore vitivinicolo del Nord Italia. L’autorizzazione rilasciata dal Ministero, grazie al lavoro proattivo della componente politica regionale nella figura dell’assessore Caner, deve essere letta come un’opportunità, da approfondire attraverso un’analisi tecnica e scientifica, per contrastare questa emergenza». Secondo la Cia «si tratta di una deroga temporanea e legata a rigide e mirate autorizzazioni e dovrà comunque essere integrata con protocolli e certificazioni di sostenibilità che le aziende agricole già applicano».

Fonte: Tribuna Treviso.

Anche il vino va a Eccellenti Dilavanzo1 la miss si racconta.
La diretta Anche il vino va a Eccellenti Dilavanzo1 la miss si racconta. Una puntata dedicata alla bellezza e agli amanti del buon vino. Sulle frequenze di Delta Radio torna “Eccellenti, storie che lasciano il segno”, il programma condotto da Fiammetta Benetton, che racconta il territorio attraverso le voci dei personaggi più noti ed iconici del Veneto e dell’Emilia Romagna. Ospite della uesima puntata in onda oggi, dalle 13 alle 15, come ogni giovedì, e in replica la domenica mattina dalle io alle u sarà Elisa Dilavanzo, reginetta di bellezza che ha scelto di diventare imprenditrice fondando nel zoll, “Maeli”, una moderna cantina, i cui vigneti si trovano all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei.

Fonte: Voce di Rovigo.

Incidente a Cazzago, il direttore della cantina schiacciato da un macchinario.
Lo hanno trovato poco dopo le 14.30 i colleghi che non lo vedevano da diverse decine di minuti dopo la pausa pranzo. Lui, Massimiliano Piermattei, «capocantiniere», ovvero direttore della prestigiosa cantina Monte Rossa di Cazzago San Martino, era riverso a terra, schiacciato dalla rotazione delle moderne macchine «gyropalette» che in quasi tutte le grandi cantine franciacortine realizzano la lunga e laboriosa funzione del «remuage», l’antico procedimento che consiste nel girare molto gradualmente ogni bottiglia su se stessa. I colleghi hanno immediatamente agito sul pulsante di emergenza delle macchine in rotazione e hanno estratto Piermattei dall’impianto. Ma le lesioni di schiacciamento riportate sono parse subito gravissime. Quando sono intervenuti gli uomini del 118 con l’auto medica, per il 50enne non c’era più nulla da fare.

Fonte: Giornale di Brescia.

“Grazie alla tecnologia miglioriamo la qualità di vini e spumanti”.
Come sta cambiando il mondo della produzione del vino grazie all’innovazione tecnologica? Per scoprirlo ci siamo recati a Cossano Belbo, tra le colline delle Langhe e il Monferrato, dove l’azienda Cantine Toso – attiva da oltre cent’anni e specializzata principalmente in vini, spumanti, vermouth e amari – utilizza numerose tecnologie per controllare tutte le fasi della produzione, dall’uva alla tavola. Tra i marchi più conosciuti dell’azienda – che produce circa 28 milioni di bottiglie l’anno, che vengono esportate all’estero per il 65% – vi sono i vini e gli spumanti Toso, i vermouth e gli aperitivi Gamondi e i vini frizzanti Fiocco di Vite. Ad accompagnarci a scoprire come la tecnologia possa migliorare tutte le fasi della produzione del vino, prima in cantina e poi nei magazzini, è Gianfranco Toso, amministratore delegato dell’azienda e quarta generazione di vinificatori. Cantine Toso, ci spiega, ha deciso di investire decine di milioni di euro in macchinari digitali e connessi che potessero seguire e tracciare tutto il percorso del vino, prima, e della bottiglia, poi, per garantire il massimo della qualità.

Fonte: Sky TG24.

Da multisala a cantina vinicola, la seconda vita dell’ex cinema.
Da cinema a cantina vinicola. Trasformare l’ex cinema multisala nella zona industriale di Fonzaso in cantina per il vino prodotto sul territorio è il sogno dell’azienda agricola Gorza, che dopo aver acquistato nel 2020 il fabbricato ne ha fatto la propria sede legale e attualmente lo utilizza come magazzino per il suo Prosecco Doc. In collaborazione con il comitato organizzatore della Mostra dell’artigianato artistico e tradizionale di Feltre è stato promosso un concorso di design che ha come obiettivo la riprogettazione della facciata dell’edificio con la sua riconversione a cantina vinicola, la progettazione di massima della sala degustazione e l’ideazione di quattro oggetti di design utilizzabili all’interno della sala stessa.

Fonte: Corriere delle Alpi.

Il vino protagonista al Consolato Francese di Napoli.
Si è tinto di rosa il consolato francese di Napoli lo scorso 31 Maggio tra degustazioni di vino e sfilate di moda. In un’atmosfera elegante e raffinata, la Console Generale di Francia a Napoli Lise Moutoumalaya ha accolto le socie della delegazione campana de “Le Donne del Vino” per conoscerne obiettivi, attività e finalità. Il benvenuto della console francese ha anticipato la conferenza moderata dalla giornalista Donatella Bernabó Silorata che ha coordinato gli interventi delle socie Gilda Guida Martusciello, vice Delegata Campana che ha presentato la realtà campana e nazionale de Le Donne del Vino, Chiara Moio, che ha magistralmente raccontato la nascita delle tecniche di produzione dei vini rosati, Monica Salvatore e Monica Piscitelli con i loro entusiasmanti racconti hanno regalato un viaggio virtuale nelle aree di produzione dei rosati francesi e campani in degustazione; il video della presidente delle “Femmes de Vin”, Aurélie Bertin, ha presentato l’associazione francese.

Fonte: FoodMakers.

Vini macerati, come si fanno gli orange.
I vini macerati sono chiamati anche orange wine per via del colore, ogni aprile a Isola, in Slovenia, va in scena un festival dedicato. Adesso anche in Italia li chiamano orange wine. Ma i vini macerati, che spopolano nelle vinerie naturali e negli ambienti hipster più cool dei grandi centri, fanno parte della tradizione enologica italiana da molto tempo. I feudi di questo stile enologico sono il Friuli Venezia Giulia (soprattutto zona del Collio) e alcune parti del Centro Italia. Ma ultimamente sta salendo molto la Sicilia.

Fonte: inNaturale.

Made in Italy. Il vino fattura 20 miliardi e tiene su l’export.
Vini, spiriti e aceti italiani valgono oltre 20 miliardi di euro di fatturato e rappresentano il 21% dell’export complessivo del “Food & Beverage” nazionale. Numeri che fanno dell’Italia il secondo esportatore mondiale di vino. È partita da questo dato l’assemblea generale di Federvini svoltasi oggi a Roma, a pochi giorni dall’approvazione in Irlanda del provvedimento che introdurrà i cosiddetti “health warning” sulle etichette delle bevande alcoliche. Una norma che preoccupa il comparto per le possibili conseguenze economiche sulle filiere produttive. «Bere alcol causa malattie del fegato»; «c’è una correlazione diretta tra alcol e tumori mortali»: queste le avvertenze che compariranno sulle etichette di tutte le bevande alcoliche in Irlanda, bottiglie di vino incluse, a partire dal maggio 2026. Il ministro della sanità irlandese ha affermato di aspettare con ansia che altri paesi seguano l’esempio del suo e ha dichiarato che «le prove mediche hanno mostrato che anche bassi livelli di consumo di alcol comportano un rischio di cancro».

Fonte: Avvenire.

Vino. Cera: “Chiesto incontro ad Assessore su crisi del settore vitivinicolo, necessarie misure efficaci per combattere la crisi”.
“Le forti e incessanti piogge hanno avuto un impatto devastante sul settore vitivinicolo pugliese: per affrontare le difficoltà del comparto e trovare soluzioni efficaci, ho chiesto un incontro all’assessore regionale all’Agricoltura. Le precipitazioni, infatti, hanno reso le nostre vigne particolarmente suscettibili a specifiche malattie, tra cui la temuta peronospera. La peronospera, una malattia fungina che colpisce le piante di vite, può causare gravi danni alle nostre colture: le viti infette possono subire un calo significativo della produzione, portando a un’inevitabile crisi economica per i nostri viticoltori. A fronte di questa emergenza, chiediamo che venga istituito un tavolo di confronto tra esperti, agronomi, associazioni di categoria e rappresentanti del settore vitivinicolo, per valutare le strategie più appropriate per combattere queste malattie e mitigarne gli effetti sulla produzione.

Fonte: Consiglio Regionale della Puglia.

Vino, spirits e aceti: il 20% dell’export agroalimentare respinge gli attacchi Ue.
Un settore che vale oltre 20,6 miliardi di fatturato (10,5 legati all’export) conta 2.600 imprese e 30mila addetti e vale complessivamente il 21% dell’export agroalimentare made in Italy. È il comparto dei vini, degli spiriti e degli aceti. Un asset del made in Italy e che in questo frangente è fortemente minacciato dalle politiche Ue. In primo luogo, dalla normativa irlandese sugli health warning in etichetta per avvertire il consumatore dei rischi legati al consumo di alcol senza distinguere tra consumo moderato e abuso. Ma, in una prospettiva, più ampia anche dalle nuove regole sugli imballaggi che privilegia il riuso al riciclo e punta alla standardizzazione del packaging e che in questo modo rischia di mettere in grave difficoltà le imprese del settore. Imprese per le quali gli imballaggi di vetro spesso sono luogo di maturazione del prodotto ma soprattutto un importante leva di marketing e di riconoscibilità presso il consumatore.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Vino, le cantine italiane fanno quadrato contro l’etichetta irlandese.
A fare il punto sul sistema e la rete d’imprese del Food & Beverage è stata l’Assemblea Generale di Federvini – presso le Scuderie di Palazzo Altieri a Roma – occasione anche per cogliere spunti e riflessioni con i protagonisti dell’associazione e con importanti membri delle Istituzioni. A illustrare i dati sullo stato del comparto, anche alla luce dell’approvazione – in Irlanda – del provvedimento di qualche giorno fa che prevede l’introduzione dei cosiddetti health warning sulle etichette di bevande alcoliche, sono stati i numeri di Nomisma. Il report stima il settore di vini, spiriti e aceti italiani oltre 20 miliardi di euro di fatturato, segmento che rappresenta il 21% dell’export complessivo Food & Beverage italiano. Nel 2022, rispetto all’anno precedente, l’export di vino italiano è cresciuto, con le eccezioni di Germania e Cina, fino a toccare gli 8 miliardi di euro. Tra i mercati più ricettivi, ci sono quello britannico (+46,5%) e giapponese (+25%). Confermate anche le notizie positive sul fronte dei consumi fuori casa, in ripresa dopo il periodo pandemico (+19% delle visite rispetto al 2021), che genera nel complesso un fatturato 93 miliardi di euro.

Fonte: Italia a Tavola.

STAMPA ESTERA

Sarah Jessica Parker trae a España su marca de vinos.
Se llaman Invivo X, SJP y más allá de la calidad de los mismos, lo que convierte a estos vinos en noticia es que los elabora la actriz Sarah Jessica Parker. La inolvidable Carrie Bradshaw, a la que veíamos en Sexo en Nueva York, que se decantaba más veces por el cóctel Cosmopolitan que por una copa de vino, lleva desde el ano 2019 colaborando con la bodega neozelandensa Invivo Wines con la que produce un blanco y un rosado que acaban de lanzarse en España. Definidos como ideales para compartir con amigos (o amigas y sin necesidad de que se llamen Miranda, Charlotte y Samantha), salen al mercado en 22 euros y solo se pueden adquirir en la tienda online celebrityfoodstore.com yen espacios gourmets especializados. El blanco es un sauvignon blanc, de Marlborough (Nueva Zelanda, que resulta intensamente aromático en nariz, con una deliciosa mezcla de cítricos maduros y frutas tropicales; y, en boca, a su paso por el paladar, la llena con un final crujiente y equilibrado de fruta y acidez. El final es largo y elegante. Por su parte, el rosado es un sud de France rasé (un tipo de vino que se elabora con un 60% de garnacha, un 20% de cinsault y otro 20% de syrah) que proviene de la Provenza francesa.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 7 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vino e cibo, domanda alle stelle «L’offerta ora deve migliorare».
II bilancio del Rapporto sul turismo enograstronomico: anche la Lombardia faccia di più. Morde tutto, perché ogni cosa va assaggiata, testata. E vissuta. Fa di più: adora il cibo e il vino, convinto com’è che, così facendo, aiuta chi produce quel cibo e quel vino. Per giunta, non si accontenta di essere un consumatore passivo. Profilo virtuoso, quello del turista enogastronomico, disposto a scarpinare per chilometri pur di regalarsi incontri ravvicinati con i sapori e i saperi del Belpaese. Ma anche parzialmente insoddisfatto, perché nell’Italia dal patrimonio culinario ed enologico strepitoso spesso non trova quello che si aspetterebbe di ottenere. Fotografia a colori, ma con un po’ di bianco e nero, quella scattata da Roberta Garibaldi nel nuovissimo «Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2023», pietra miliare di un settore trainato dal foodebeverage, elemento prioritario del travel dopo essere stato per anni un semplice «fattore complementare».

Fonte: Giorno.

Poltrone in erba.
È Margherita Mastromauro la nuova presidentessa del settore pasta di Unione italiana food, Subentra a Riccardo Felicetti. Mastromauro è presidentessa dal 2020 dell’azienda di famiglia, Pastificio Riscossa F.11i Mastromauro a Corato (Ba). Laureata in scienze politiche ai Bari, ha vinto il Premio Mela d’Oro della Fondazione. Il Norwegian Seafood Council ha nominato Tom-Jurgen Gangs() nuovo direttore Italia. Succede a Gunvar L. Wie. Gangs0 ha iniziato la sua carriera nel Norwegian Seafood Council (Nsc) nel 2012. E laureato in International business administration presso la Middlesex University di Londra. Dal 2017 è direttore del dipartimento Market Insight e Market Access di Nsc. Fabio Cusin nominato ceo di Blu Lion, quinto gruppo a capitale italiano attivo nei settori della ristorazione organizzata, vending, facility, logistica ed energy.

Fonte: Italia Oggi.

Restyling impianti per la Colli Fiorentini.
Due milioni di euro per la riqualificazione degli impianti e la riconversione ecologica. È quanto investirà la Cantina Sociale Colli Fiorentini di Valvirginio, comune di Montespertoli (Fi), per rendere più green la cooperativa. Si tratta di due interventi che serviranno, uno per ottenere la riqualificazione dell’impianto di raccolta dell’uva e l’altro per il miglioramento dell’impianto di frangitura, oltre allo smaltimento delle piastrelle di amianto presenti sui tetti. «Si tratta dell’ultima trance di una serie di lavori che ci permette di crescere ancora puntando non solo sul miglioramento di alcuni impianti ormai datati, ma anche sul risparmio energetico, la riconversione ecologica e il riutilizzo dei beni», sottolinea Ritano Baragli, presidente della cantina.

Fonte: Italia Oggi.

Intervista a Giovanni Porcu – Porcu (Foodbrand), una filiera della birra tutta italiana è utopia. Mancano i cereali.
«Una filiera tutta italiana della birra è per adesso una bella utopia, non ci sono le quantità per i grandi numeri. Se si vuole produrre si deve importare dall’estero, e i cereali arrivano dal blocco Est Europa». È quanto spiega a ItaliaOggi, Giovanni Porcu founder e ceo di Foodbrand società che detiene Doppio Malto, birra artigianale e fomat di ristoranti, un brand da 70 milioni di euro di fatturato e 30mila ettolitri di birra. Domanda. Perché non è possibile una birra 100% made in Italy? Risposta. Per piccole quantità tecnicamente è possibile. Ma al crescere dei volumi diventa difficile soprattutto avere l’orzo per produrre il malto. Per le grandi quantità la produzione di cereali italiani non è cosi importante da sostenere quella della birra.

Fonte: Italia Oggi.

Dove il prosecco è un elogio Alla lentezza.
Andrea Biaslotto, primogenito di Carlo e Adriana, in Foss Marai si occupa del mercato interno. di Chiara Risolo Foss Marai è, prima di tutto, una bellissima storia d’amore. Basta guardare la fotografia in bianco e nero nella pagina qui accanto. Carlo e Adriana Biasiotto, marito e moglie nella vita, restituiscono all’osservatore l’immagine di una persona soltanto. La complicità, la passione, la fiducia e la stima sono tutte lì, nelle pieghe del sorriso, nell’intima postura delle mani, nell’inclinazione di quegli occhi che raccontano, meglio di un romanzo, una vita insieme. Hanno tempi di fermentazione più lunghi degli altri e tecniche di vinificazione ricercatissime. Viaggio nella storia e nella cantina Foss Marai di Valdobbiadene, che produce spumanti di altissima qualità. «Nata sui banchi della scuola enologica di Conegliano» precisa Andrea, il primogenito.

Fonte: Panorama.

Olio e prosecco, gemellaggio tra eccellenze.
Un abbraccio virtuale identitario, istituzionale ed enogastronomico ma anche pregno di cultura e salute. E’ quello che sull’asse Calabria – Veneto sancisce il gemellaggio tra l’olio di Calabria Igp ed il prosecco Docg avvenuto nella storica “Locanda Condo” a Col San Martino, in provincia di Treviso. Un abbinamento che unisce gusti e tradizioni.

Fonte: Metropolis.

Master Romagna Albana al via la sfida tra sommelier.
L’evento vuole essere un omaggio al vitigno che è al centro di una vera e propria rinascita tanto da sfiorare il milione di bottiglie prodotte Vitigno eclettico: con 5 tipologie da disciplinare. Saranno 14 i sommelier, provenienti da Campania, Emilia, Lombardia, Romagna che sabato 10 giugno a Bertinoro si sfideranno nella settima edizione del Master Romagna Albana Docg. «Il concorso tra sommelier Master dell’Albana è ormai entrato nella tradizione – spiega Roberto Monti, presidente del Consorzio vini di Romagna -. La nostra terra ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, soprattutto sui vini Albana, con crescita qualitativa e di vendite importante che si legge nella rapida crescita degli imbottigliamenti». L’evento è un vero e proprio omaggio all’Albana, vitigno al centro di una vera e propria rinascita tanto da sfiorare il milione di bottiglie prodotte (700mila erano nel 2018) con una crescita degli ettolitri del +31% in quattro anni (6867 gli ettolitri oggi).

Fonte: Corriere Romagna Economia&Business.

Vini d’Abbazia tra storia e futuro Un successo – Oltre tremila visitatori per Vini d’Abbazia.
Un successo Degustazioni e riflessioni nella cornice unica di Fossanova Tra gli ospiti della tre giorni anche il Vescovo Crociata e Carlo Petrini. I luoghi, le tradizioni, i riti contadini delle abbazie d’Italia, i produttori, i convegni, gli incontri, le visioni del futuro e le storie del passato che parlano di vigneti e uliveti. di mastri vinai e di gusti inconfondibili, di religiosi ed enologi accorti; le considerazioni in merito a un settore che potrebbe rappresentare un volano prezioso L’assessore II fondatore Righini: di Slow Food una legge parla di sull’eno-olio transizione turismo ecologica tra storia come via e cultura per la felicità per l’economia del territorio, i progetti in divenire che puntano a fare squadra, il rispetto della natura e del consumatore, i percorsi di Slow food.

Fonte: Latina Oggi.

«Etichette sul vino con informazioni: i consiglieri ci ripensino».
L’appello del professor Gianni Testino, presidente Società Italiana Alcologia «Etichette sul vino con informazioni: i consiglieri ci ripensino» Monica Bottino IN Continua la battaglia tra chi promuove il consumo di alcolici, ritenendoli un elemento caratterizzante della nostra tradizione e in nome della difesa di un comparto che occupa migliaia di persone in Italia, e i medici che ritengono sia necessario avvisare chi consuma vini, birra e liquori che ci sono dei rischi per la salute, bene evidenziati dagli studi scientifici che segnalano la presenza di sostanze cancerogene. «Nessuno vuole “proibire” di produrre o vendere bevande alcoliche, ma non si può “proibire” di informare correttamente gli attuali o i potenziali consumatori», dice Gianni Testino, medico e presidente della Società Italiana di Alcologia, intervenendo dopo che il consiglio regionale della Liguria, con 24 voti a favore e 3 astenuti (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha approvato l’ordine del giorno 717.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Le 5 Terre rilanciano l’inclusione: «Vigneti curati dai rifugiati».
Al lavoro anche ex detenuti, disoccupati e persone fragili. Don Palei: «È un percorso di speranza» Foto di gruppo dei docenti e dei responsabili degli enti impegnati nel progetto. A destra lavoro sulle alture di Manarola. Integrazione, nuove opportunità lavorative, recupero del territorio e potenziamento del comparto agricolo. Le Cinque Terre cercano una nuova stagione con il progetto “IntegrAzioni” , che punta a inserire nel mondo del lavoro immigrati, rifugiati, ex detenuti, disoccupati e persone fragili. Nato grazie a un protocollo d’intesa siglato nel 2016 da Fondazione Carispezia con Caritas Diocesana La Spezia — Sarzana— Bugnato, Parco nazionale delle Cinque Terre, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori, ha realizzato percorsi di integrazione e inserimento socio-lavorativo nei settori dell’agricoltura e della viticoltura, del ripristino dei muri a secco e della manutenzione del territorio.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Bolano, in alto i calici: Vinum fa il pienone.
Sedici produttori Doc, 462 calici e 1.649 ticket di degustazione. Sono i numeri della seconda edizione di Vinum in Bolano, che si è tenuta nello scorso fine settimana nel centro storico della bassa Val di Vara. Un’iniziativa che punta a mettere in risalto le produzioni vitivinicole locali, diventando una delle manifestazioni principali del settore sul territorio. La seconda edizione ha di fatto più che raddoppiato i numeri dello scorso anno, tanto che il Comune di Bolano, che organizza l’appuntamento, ha già fissato la data dell’edizione del 2024: si terrà l’8 giugno. «L’obiettivo è quello di crescere sempre di più, anche per quel che riguarda la qualità dell’offerta — spiega l’assessore Paolo Polloni, che ha curato l’iniziativa.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Festa dei vini Alta val Petronio fra degustazioni, incontri, premi.
Il Consorzio rurale Missano, con il patrocinio del Comune di Castiglione Chiavarese, organizza la seconda edizione della “Festa dei vini Alta val Petronio”. L’appuntamento si terrà domenica prossima al santuario del Conio, nel territorio comunale di Castiglione Chiavarese. Il programma della “Festa dei vini Alta val Petronio” prevede alle ore 10 la celebrazione della messa, alle 11 l’inaugurazione degli stand e a seguire, intorno alle 11.30, si potrà prendere parte alla conferenza dedicata alla storia del vigneto in Alta val Petronio, a cura del professor Fausto Figone, mentre alle 12.30 si potrà pranzare a base di porchetta e altri prodotti tipici locali. Per organizzare al meglio questo momento conviviale gli organizzatori informano che è obbligatoria la prenotazione al numero telefonico 3470058169.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Alcol e comunità A Gasparri replica Cacaci – «La comunità di San Patrignano non può mettere vini in vendita».
II primario Cacaci replica alle accuse di Gasparri: «Una contraddizione per chi vuole combattere l’alcol» «È successo anche da noi? Io sono il direttore e non il padrone del Dipartimento». Non sono piaciute al senatore Gasparri le dichiarazioni del primario del servizio territoriale di dipendenze patologiche, Claudio Cacaci, a un convegno tenutosi ad Ascoli sul fatto che a San Patrignano si producano bottiglie di vino. «Quella che è stata definita inizialmente una domanda – ha detto Gasparri – è stata preceduta da premesse e dati non sempre esatti, per concludere con la seguente così: “San Patrignano è un’industria, una macchina da guerra, producete 6/7 vini Doc, bottiglie di pregio che vendete in tutto il mondo. Ma ci pensate, quando li vendete, che qualche goccia provoca qualche danno nel mondo, oppure no?”». E puntuale arriva anche la replica del primario.

Fonte: Corriere Adriatico Ascoli Piceno.

Non solo mare, c’è l’enoturismo Ora il brindisi è con lo spumante.
Dopo “Rosso di sera” Villa Bonaparte ci riprova con `Bollitine marchigiane”: partono le prenotazioni Isidori dell’Ais: «In regione una lunga tradizione vinicola in questo settore». Bollicine marchigiane, c’è lo sbarco a Porto San Giorgio. Ais Marche, in collaborazione con Luce e sentieri e Comune e con il patrocinio della Regione organizza banchi d’assaggio e master class alla scoperta del meglio delle produzioni marchigiane. L’appuntamento il 10 e 111 giugno. Dopo il fortunato evento Rosso di Sera, arriva il festival targato Ais Marche. Le prospettive «Lo spumante di qualità nella bellissima cornice di Villa Bonaparte», dice il presidente di Ais Marche, Stefano Isidori. Alla di presentazione dell’evento, l’assessore al Commercio, Giampiero Marcattili rimarca di essere orgoglioso «della collaborazione con Ais Marche, nata in seguito all’evento invernale Rosso di sera che ha dato lustro al calendario natalizio.

Fonte: Corriere Adriatico Fermo.

L’Alto Piemonte Gran Monferrato diventa Città europea del vino 2024 II riconoscimento ufficiale a luglio.
Dell’associazione fanno parte anche Ghemme e Sizzano, oltre Gattinara, Romagnano e altri Comuni della zona L’Alto Piemonte Gran Monferrato diventa Città europea del vino 2024 Il riconoscimento ufficiale a luglio GHEN (sdo) La Città del vino Alto Piemonte Gran Monferrato, di cui fanno parte anche Ghemme e Sizzano, è candidata Città Europea del vino 2024. E’ stato comunicato nei giorni scorsi da Angelo Radica, presidente della Città del Vino nel corso dell’assemblea generale dell’associazione. Sarà il consiglio di Recevin (Rete europea delle città del vino) a formalizzare la nomina del vincitore, che avverrà a Bruxelles al parlamento europeo entro i primi dieci giorni di luglio. Il riconoscimento di questa parte del Piemonte, che si estende dal nord al sud, la porrà come riferimento dell’Unione Europea sulle tematiche del vino. Destinatarie del prestigioso riconoscimento sono le città di Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco.

Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.

Pioggia e peronospora vigneti danneggiati La denuncia della Cia.
Vigneti irrimediabilmente danneggiati in Puglia e in provincia di Foggia A causa delle piogge intense, persistenti e prolungate verificatesi nell’ultimo periodo di maggio e nei primi giorni di giugno, le piante sono state attaccate dalla peronospora, una fitopatologia che compromette del tutto la consistenza e lo stato di salute del grappolo, sia quando esso è ancora in fase di sviluppo sia nel momento in cui — come nel caso dell’uva da tavola in questo periodo — è già quasi pronto per la vendemmia. Il fenomeno è stato particolarmente distruttivo nella quasi totalità della Capitanata. «La persistenza delle piogge ha tolto la possibilità ai viticoltori di intervenire con i trattamenti che sarebbero stati necessari per salvare almeno in parte i vigneti.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

I Pisani più schietti Agli Arsenali eccellenze a km0.
I migliori vini delle cantine di tutta la provincia protagonisti della XXIII edizione della kermesse PISA L’eccellenza dei vini pregiati provenienti dalle cantine della provincia, la cultura e la storia di Pisa in un viaggio tra degustazioni e sapori a chilometri zero. Tutto questo è «I Pisani più schietti», la manifestazione organizzata dalla Fisar di Pisa, delegazione storica dell’associazione nazionale di sommelier albergatori e ristoratori che vanta 51 anni di storia, un evento imperdibile che quest’anno ha come teatro i grandi spazi degli Arsenali Repubblicani. L’appuntamento è per domenica 11 giugno, dalle 11 alle 19, quando per l’occasione si riuniranno produttori locali, ristoratori, sommelier e appassionati del buon vino: i partecipanti possono gustare una varietà di vini pregiati provenienti dalle cantine della provincia, con l’opportunità di esplorare la cultura e la storia di Pisa attraverso i sapori locali, respirando l’aria di autenticità che sarà confermata anche quest’anno.

Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.

Unicredit e Vino Nobile.
Accordo per le aziende Soluzioni sul credito UniCredit e il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano hanno siglato un accordo per affiancare le aziende del territorio: la Banca renderà disponibili per le imprese afferenti al Consorzio soluzioni mirate in tempi rapidi, in termini di credito e di consulenza. «L’accordo costituisce un progetto di sistema capace di stimolare un virtuosismo economico che negli ultimi anni ha caratterizzato Montepulciano, dove il 70% dell’economia ruota intorno al Vino Nobile», sottolinea Andrea Rossi, presidente del Consorzio del Nobile. «Le filiere sono leve primarie dell’economia del territorio – aggiunge Andrea Burchi, manager Centro Nord di UniCredit.

Fonte: Nazione Siena.

Anima internazionale, cuore pisano I migliori vini allo Scotto Festival.
Terza serata dell’iniziativa, arricchita del format de La Pisaniana Anima internazionale, cuore pisano I migliori vini allo Scotto Festival Pisa Terza serata per la terza edizione del “Pisa Scotto Festival” che quest’anno si è arricchito del format de La Pisaniana. «L’idea è quella di creare un vero e proprio punto di riferimento, con la certezza che i cittadini ogni sera possano trovare un evento di livello, che sia uno spettacolo, la presentazione di un libro, un dibattito o la degustazione di vini del territorio — spiega Francesca Petrucci, direttrice artistica del Pisa Scotto Festival— . Quest’ anno abbiamo realizzato un programma che offre la possibilità di spaziare tra temi e personaggi molto diversi fra loro, con in più una finalità benefica che è quella di raccogliere fondi per l’Emilia Romagna».

Fonte: Tirreno Pisa-Pontedera.

Torna “I Pisani più schietti” agli Arsenali Repubblicani.
La manifestazione di promozione del vino della nostra provincia Pisa Toma “I Pisani più schietti”, la manifestazione di promozione del vino della nostra provincia. Un evento portato avanti dalla Fisar di Pisa e ospitato domenica 11 giugno, dalle 11 alle 19, presso il complesso degli Arsenali Repubblicani, con il patrocinio del Comune. Una iniziativa, giunta alla sua 23a edizione, unica nel suo genere che riunisce produttori locali, ristoratori, sommelier e appassionati del buon vino. Durante la manifestazione, i partecipanti potranno infatti gustare una varietà di vini pregiati provenienti dalle cantine della provincia, con l’opportunità di esplorare la cultura e la storia di Pisa attraverso i suoi sapori.

Fonte: Tirreno Pisa-Pontedera.

Distretti scaligeri del cibo Le eccellenze in vetrina.
II documento del consigliere Bozza già in approvazione in Regione Distretti scaligeri del cibo Le eccellenze in vetrina Arriva una legge per dare più forza e struttura ai comparti produttivi Poche realtà in Veneto. Zaia: «Verona capitale dell’agroalimentare» •• Valorizzare le produzioni agricole e agroalimentari, ma anche l’ambiente e il paesaggio sostenendo l’economia e aiutando a ridurre gli sprechi di cibo. Un fare sistema per consentire di aumentare la qualità ma anche di intercettare nuovi fondi e finanziamenti. Si chiamano distretti del cibo e sono sistemi produttivi locali che si caratterizzano per una specifica identità storica e territoriale omogenea, integrando attività agricole e altre attività imprenditoriali: ora anche il Veneto avrà una sua legge specifica a tutela dei distretti del cibo, dopo la proposta confezionata dal consigliere regionale Alberto Bozza con la collega di Forza Italia Elisa Venturini, proposta sottoscritta tra l’altro da tutti gli altri consiglieri regionali veronesi.

Fonte: Arena.

Museo del vino a Verona La Regione dà un milione.
Via libera dal Consiglio veneto alla deliberazione Museo del vino a Verona La Regione A. un milione Il finanziamento andrà alle iniziative promozionali Corsi: «Ora Comune e Stato facciano la loro parte» •• Verona e il Veneto saranno sede del primo Museo internazionale del vino in Italia, per valorizzare il territorio regionale, le sue eccellenze enogastronomiche e la sua cultura. A Venezia, a Palazzo Ferro Fini, il, veronese Enrico Corsi, consigliere regionale della Lega, presente l’assessore regionale al bilancio Francesco Calzavara, e del presidente della Terza commissione Marco Andreoli, leghista veronese, ha presentato il Progetto di legge 182, di cui è primo firmatario, di modifica della legge regionale del 7 settembre 2000, numero 17, dal titolo “Istituzione delle strade del vino e di altri prodotti tipici del Veneto e iniziative per la promozione della cultura materiale della vite e del vino e per la valorizzazione della tradizione enologica veneta” e successive modifiche e integrazioni.

Fonte: Arena.

Premi ai giovani laureati nel ricordo di Accordini.
Ad un anno dalla tragedia iniziativa in memoria del 26enne imprenditore del vino Premi ai giovani laureati nel ricordo di Accordini Convegno e i riconoscimenti di «Vivi la Valpolicella» alle migliori tesi «Doveroso omaggio ad un ragazzo che applicava gli studi al territorio». La ventunesima edizione del premio tesi di laurea «Vivi La Valpolicella» è intitolata alla memoria di Marco Accordini, agricoltore morto sul lavoro a soli 26 anni i121 giugno 2022, travolto dal trattore che stava guidando tra le colline di Mazzurega all’interno del wine relais di cui era titolare. Marco era il figlio di Daniele Accordini, direttore generale ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar. Memoria Ed è proprio in collaborazione e condivisione con la Cantina e con Valpolicella Benaco Banca che l’associazione culturale «Vivi La Valpolicella» ha voluto intitolare alla memoria del giovane e talentuoso professionista lo storico premio nazionale che riconosce il valore di tesi di laurea discusse nelle università del Nord Italia.

Fonte: Arena.

In Regione ok al Museo del Vino «Ora il Comune indichi la sede».
Approvato il progetto di legge. Potrebbe finire alle ex Cartiere L’idea. È stato approvato all’unanimità, dal consiglio regionale del Veneto, il progetto di legge per la promozione e la realizzazione del Museo del Vino, che avrà sede a Verona. Il progetto era stato presentato e portato avanti dal consigliere della Lega Enrico Corsi. Adesso si attende una decisione di Palazzo Barbieri sulla sede del museo, che potrebbe essere all’interno delle ex Cartiere di Basso Acquar (se verrà approvato il progetto presentato da alcuni privati per quell’area). E Corsi sollecita una presa di posizione da parte della giunta Tommasi. «L’Italia e il Veneto sono tra i primi posti al mondo per produzione del vino — spiega Corsi – ma l’Italia è l’unico paese privo di un Museo del Vino: la sua realizzazione, a Verona, creerà un centinaio di posti di lavoro e sarà strategica come supporto alla manifestazione internazionale del Vinitaly.

Fonte: Corriere di Verona.

Una nuova visione della Valpolicella.
Si riconosce il merito della ricerca scientifica per realizzare una nuova idea di futuro “Era doveroso dedicare questo importante riconoscimento territoriale al ricordo di un giovane valpolicellese che ha applicato la sua formazione universitaria nel suo territorio d’origine, la Valpolicella, per promuoverla e valorizzarla, come tanti imprenditori hanno fatto nella storia e stanno ora facendo. La sua prematura scomparsa nel 2022 a 26 anni ha interrotto il suo operato, ma con questo intitolazione vogliamo ricordare Marco Accordini ancora tra noi “. Con queste sentite parole gli organizzatori del Premio “Vivi la Valpolicella” – l’associazione omonima, in collaborazione con la presidenza di Cantina Valpolicella Negrar e Valpolicella Benaco Banca -, annunciano la decisione condivisa di dedicare alla memoria del figlio di Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, il Premio che dà il merito alla ricerca scientifica di poter pensare e realizzare un’idea di futuro basata su nuove conoscenze e competenze.

Fonte: Corriere di Verona.

Un milione e sì unanime per il Museo del Vino.
Capita raramente che in consiglio regionale del Veneto maggioranza e opposizione votino compatte e che, unanimi e convinte, approvino un progetto. È successo ieri con il Museo del Vino (MuVin), una proposta di legge presentata dal leghista Enrico Corsi che punta a realizzare a Verona una struttura che ancora manca in Italia. «Pur essendo leader per qualità e produzione del vino, in Italia non esiste un Museo internazionale del vino, al contrario di Francia, Spagna e Portogallo – ha detto Corsi -. Il Museo sarà internazionale ma guarderà con molta attenzione ai nostri territori, a iniziare dalle Colline del Prosecco. Sarà una realtà che cercherà di fare rete con gli altri Musei internazionali già esistenti e che insegnerà cos’è il vino, come si produce, come si possa abbinarlo con le diverse tipologie di cibo che caratterizzano le regioni italiane.

Fonte: Gazzettino.

Pesticidi e cicalina Caner “stana” i Consorzi.
Pesticidi contro la cicalina, sì o no? I Consorzi lo dicano chiaramente. E f senso della lettera che l’assessore all’Agricoltura del Veneto, Federico Caner, ha inviato ai Consorzi di tutela delle denominazioni dei • vini chiedendo un’espressione formale circa l’opportunità di utilizzare o meno il Clorpirifos. Si tratta del pesticida contro la cicalina, l’insetto vettore della flavescenza dorata. E siccome dal Consorzio Prosecco Doc è arrivata una sorta di altolà in nome della sostenibilità, Caner ha preso carta e penna. «In questo momento – recita la lettera – la flavescenza dorata rappresenta una criticità importante per la viticoltura regionale: servono risposte chiare e non rinviabili. Le strutture competenti del ministero dell’Agricoltura hanno indicato che il Clorpirifos rappresenta il presidio fitosanitario più efficace nella lotta alla cicalina.

Fonte: Gazzettino.

Museo del vino, c’è il via libera verrà realizzato a Verona.
Via libera all’istituzione delle strade del vino e di altri prodotti tipici del Veneto, così come alle iniziative per la promozione della cultura della vite e del vino e per la valorizzazione della tradizione enologica veneta. Il sigillo di modifica alla legge regionale è un «Sì» convinto arrivato dal Consiglio regionale del Veneto, all’unanimità. Prevede la nascita del Museo internazionale del vino a Verona, «città del Vinitaly e provincia tra le principali produttrici di vino» ha detto il consigliere Enrico Corsi, illustrando l’iniziativa. E fornendo alcuni numeri del settore, in Veneto: «Dodici milioni di ettolitri di vino prodotti ogni anno, che nel 2022 hanno reso il Veneto la prima regione per produzione in Italia. E quasi 100 mila ettari di superficie vitivinicola».

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

Il “Doc” conquista la Nuova Zelanda Promozione, Zaia va da Lollobrigida.
La guerra (commerciale) del prosecco è vinta, ancora una volta, dalle bollicine trevigiane (e veneto-friulane). Altro, dunque, che il prosecco australiano o neozelandese. Anche in quei lontani Paesi arriva la denominazione presieduta da Stefano Zanette e il successo è garantito. «La Nuova Zelanda è il nuovo paese obiettivo – spiega Zanette – per la promozione del Prosecco Doc. Nella carta dei vini di qualsiasi ristorante nel quale ci siamo recati erano presenti più etichette di Prosecco Doc di quante ce ne fossero di “prosecco australiano». La Nuova Zelanda è stata una della tappe del lungo itinerario percorso da Prosecco Doc in occasione del Trebicchieri World Tour Special Edition del Gambero Rosso.Il viaggio del Prosecco Doc è proseguito con il Top Italian Wines Roadshow verso l’Australia con una doppia tappa a Sydney, per poi concludersi a Ho Chi Minh in Vietnam.

Fonte: Tribuna Treviso.

STAMPA ESTERA

Autocrats, and the Culture of Wine.
As countries become more democratic, local wine producers tend to prosper. Some leaders try to control, or even stamp out, its production. FOR MOST PEOPLE, wine is a commodity on a shelf, a treat for when the mood strikes. For the mass-market companies, wine might as well be pencils or paper towels — merchandise to move. But for serious-minded producers and fans, wine has a far deeper meaning that cuts almost to the core of human existence. Among those who understand this view of wine are autocrats and would-be dictators. Throughout history, authoritarians have sought to suppress cultural expressions that deviate from the party line, whether books, film, music, religion or wine. It is no less true in our own times. Within the past century, dictatorial governments have routinely tried to destroy wine production, if that suited their needs. They have bent and shaped traditions to fit their own desires. They have also seen wine as a desirable commodity, looting vast amounts for themselves as the Nazis did in France during World War II. The Soviet Union routinely sought to transform the local winemaking customs of its constituent republics, discouraging, for example, the winemaking culture of Georgia, and instead creating vast state vineyards that could supply enormous amounts of wine for the Russian market. Likewise, in the Alentejo region of southeastern Portugal, the tradition of making wine in clay talha, amphoralike vessels, largely disappeared in the mid-20th century as the dictatorship of António de Oliveira Salazar pushed the country into centralized wine production. In Spain under Franco, regional methods died off as the government channeled wine into bulk production. Growers were encouraged to leave the countryside for factory work in the cities, abandoning vineyards and other agricultural pursuits. As each of these countries became more democratic in the past few decades, local wine cultures were resuscitated. The diverse wines of Spain, Portugal and Georgia are now among the most interesting and exciting in the world.

Fonte: New York Times Food.

2022, le millésime du siècle.
L’équipe de dégustatrices du «Figaro Vin» a passé deux semaines à Bordeaux afin de goûter en primeur plus de 600 vins exceptionnels. Eltailster Nous étions souvent deux à déguster le même vin ensemble, parfois à deux ou trais reprises, afin de juger chaque échantillon de ce millésime absolument inédit en termes de textures, d’accessibilité et de fralcheur inattendue. Pour une année aussi aride et chaude, 2022 a produit des vins aux tanins techniquement élevés mais qui, en pratique, se fondent dans le décor. Après un millésime difficile en 2021, l’année 2022 semble bien placée pour remporter le titre de meilleur millésime du siècle (à ce jour), surpassant le triptyque d’excellence de 2018, 2019 et 2020 pour, sans doute, entrer dans l’histoire, à l’instar du légendaire 1982. Personne ne s’y attendait. Les vignes ont enduré une sécheresse record, en plus de températures au-dessus de la normale. En revanche, il n’y a pas eu de canicule extreme, et les températures nocturnes sont restées relativement fraiches. Les vignes se sont acclimatées aux conditions chaudes et sèches dès le début de la croissance puis ont puisé dans les réserves accumulées en 2021, avant de bénéficier d’un. peu d’eau en juin, pour ensuite survivre à 50 Jours sans pluie. Sélection de 200 vins Ces conditions climatiques extrémes se sont révélées un piège pour les vignerons n’ayant pas hien choisi leurs dates de vendanges ou n’ayant pas effectué une extraction assez douce. Certes, 2022 n’est pas un millésime de qualité homogène mals, s’est révélé relativement facile pour les dégustateurs professionnels.

Fonte: Figaro.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 6 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Villa Le Prata mette all’asta il Brunello certificato Nft.
Villa Le Prata lancia la prima asta internazionale Nft (Non fungibile taken) dei vini Vigna, con una selezione di 12 bottiglie di Brunello di Montalcino (sei Vigna Le Prata 2018 e sei Vigna San Prospero 2018) prodotte da piccole particelle di vigneti e vinificate con l’enologa Graziana Grassini e con la firma dell’artista Arianna Papini. L’asta su blockchain avverrà in collaborazione con Trefoloni e associati con il supporto di Young platform. Contrattazioni dal 14 giugno.

Fonte: La Verita’.

Il bianco che avvicina l’Etna alle montagne trentine.
Mi piacerebbe invitare Frans Timmermans, l’ecosinistro vicepresidente della Commissione europea che ce l’ha con l’agricoltura, specialmente quella italiana e se la piglia con il vino foriero di ogni malanno al punto che vuole nutrirci di integratori prodotti dalle multinazionali sue amiche, a farsi un giro nelle campagne ragusane e ascoltare la storia di una piccola immensa cantina: Cortese. Capirebbe che del Mediterraneo, dell’Italia, dell’agricoltura non ha capito nulla. La signora Giovanna Cortese ha accudito, finché ce l’ha fatta, le sue vigne, II a Vittoria, fin quando la globalizzazione non l’ha costretta ad alzare le mani. In soccorso sono arrivati due trentini che fanno vino dall’eternità: Stefano e Marina Girelli. Giusto in tempo per una prima vendemmia.

Fonte: La Verita’.

Paura peronospora per i vigneti d’Abruzzo.
I danni veri, spiegano enologi ed agronomi, si conteranno fra otto, dieci giorni, ma le preoccupazioni sono più che fondate, seppur diverse a seconda dei territori considerati. Si teme, soprattutto, per i vigneti di valle, dove, durante le recenti e lunghe settimane di pioggia, le piante sono rimaste sott’acqua, rischiando l’asfissia dell’apparato radicale. Mentre in collina, i vignaioli fanno i conti con smottamenti e frane. Per i vigneti d’Abruzzo è allarme peronospora, temuta malattia fungina che attacca principalmente il prezioso frutto e che potrebbe avere conseguenze disastrose sull’economia delle aziende vinicole della regione, se non gestito correttamente. Le straordinarie precipitazioni delle scorse settimane, poi il caldo e le nuove piogge delle ultime ore hanno creato, infatti, un ambiente favorevole alla diffusione della peronospora.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Viti e ulivi, disastro in un’ora di pioggia – Viti e ulivi, disastro in un’ora.
Le testimonianze dei produttori • k 4 Gli improvvisi temporali hanno messo in ginocchio l’agricoltura del Sannio “—-: ?, Viti e ulivi, disastro in un’ora di pioggia. Viti e ulivi, disastro in un’ora. Le testimonianze di alcuni giovani imprenditori: Da Cese San Manno altro resoconto drammatico: «A Massa i nostri 5 ettari di vigna distrutti al 90%» «Martoriate 6 piante su 10, ma andiamo avanti». Poco più di un’ora di pioggia intensissima. anticipata da una fitta e copiosa grandinata trai territori di San Salvatore Telesina e Massa di Faicchio. A distanza di circa 48 ore dall’evento calamitoso i territori della valle Telesina e Titernina fanno la conta dei danni. Ingenti, soprattutto per due autentiche eccellenze del territorio, l’olio e il vino, oltre che per frane, smottamenti e case allagate soprattutto a San Salvatore. La grandine – qualche chicco ha colpito anche la zona di Castelvenere anche se in maniera limitata – ha infatti, praticamente azzerato la produzione nei campi e nei vigneti.

Fonte: Mattino Benevento.

Ballardini non molla il suo “vino al fango” venduto da Cracco.
La cantina di Giorgio Ossani devastata da fango e acqua «La vendemmia è fra 80 giorni, dobbiamo ripartire da zero». Le bottiglie macchiate di fango prodotte nell’azienda forlivese Ballardini sono in vendita sul sito dello chef stellato Cracco. Il fango e l’acqua che hanno devastato la cantina di Giorgio Ossani, titolare dell’attività di via Firenze 127 che collabora con l’azienda agricola Ballardini di Brisighella dove vengono coltivate le uve, non hanno fermato la voglia di ricominciare. Asciugate le lacrime per aver perso in una notte 40 anni di lavoro, si sono rimboccati le maniche e non si sono lasciati andare alla disperazione nonostante l’esondazione abbia portato via con sé macchinari, impianti elettrici e tutto il magazzino con migliaia di bottiglie pronte per essere vendute. «Lo chiamiamo “il vino al fango” – racconta Ossani.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

La Festa del vino colonizza la piazza: Carnevale estivo, tombola e cabaret.
«Apertura dalle 18 con 10 stand e 3 cucine a ferro di cavallo sul porfido per non sporcare la pietra chiara» Il programma varato non prevede solo l’animazione dei bimbi e la cronoscalata Tiziana Carpinelli Una volta la Festa del vino, cascasse il mondo, si allestiva solo là: sulla via fratelli Rosselli interna, di fianco al duomo, per uno spicchio in piazza della Repubblica e lungo la via Sant’Ambrogio. Un quadrilatero di chioschi inviolabile al traffico e pure ai taxi. Et voilà servita la popolare kermesse enogastronomica monfalconese. Ora, invece, siamo a «una nuova edizione zero». Così commenta il presidente della Pro Loco di Monfalcone Giorgio Iuretta. La terza dal 2020 a oggi e mica a causa del sodalizio di via Mazzini, che ha dovuto digerire la pandemia prima e poi inventarsi il nuovo circuito per i lavori ancora in dirittura di arrivo in centro storico.

Fonte: Piccolo Gorizia.

La pioggia salva i vigneti – «Vigne salvate dalle piogge di maggio. Possiamo sperare in una buona annata».
Una vigna di Rossese a Dolceacqua in valle Nervia L’incubo siccità ancora a fine aprile aveva portato a temere che le viti del Ponente (dal Rossese al Vermentino, dal Pigato all’Ormeasco) andassero in stress idrico, ma le piogge di maggio le hanno salvate, ora sono rigogliose e cariche di grappoli. «Speriamo che il passaggio dalla fioritura agli acini sia ottimale, per avere una buona annata», dicono i produttori. Il settore vitivinicolo del Ponente fa un primo punto della stagione, fugato (per ora) il pericolo siccità «Vigne salvate dalle piogge di maggio Possiamo sperare in una buona annata» e piogge di maggio sono state provvidenziali e sono arrivate in extremis: il protrarsi della siccità sino a fine aprile stava rischiando di mandare le viti in stress idrico. Ora possiamo invece guardare alla stagione con ottimismo, si sono create buoni condizioni di sviluppo vegetativo e quindi produttivo. Certo, è presto per avventurarsi in previsioni più mirate».

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Visita in vigna alla scoperta del Moscatello di Taggia.
Dopo il successo dello scorso anno domenica 11 giugno torna “Fai un giro in vigna” a Taggia. Nell’evento organizzato dal Gruppo Fai Giovani di Imperia, in collaborazione con l’Associazione dei produttori del Moscatello di Taggia, i visitatori saranno accompagnati in un vigneto non lontano dalla chiesa della Madonna del Canneto: sarà un’occasione di conoscere e riscoprire il Moscatello, un’eccellenza della produzione vinicola del ponente ligure. Verrà anche raccontata la coltivazione dell’oliva taggiasca attraverso una passeggiata tra gli alberi secolari di ulivo, piantati in tempi antichi dai monaci benedettini. Alla fine della visita si proseguirà nel centro storico, presso la sede dell’Associazione, per una degustazione di vino con abbinamento di piatti.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

I vigneti eroici e storici riconosciuti dalla Regione. Undici casi nello Spezzino.
La Regione Liguria ha riconosciuto undici vigneti eroici e uno storico fra Cinque Terre e Riviera spezzina. Le attività riconosciute hanno sede fra Monterosso, Vernazza, Riomaggiore, Levanto e Campiglia. Le richieste presentate dalle aziende e dai viticoltori sono state quarantacinque. Ad essere certificati come eroici sono undici vigne dei comuni della Spezia: Vernazza, Levanto, Monterosso, Riomaggiore, Bolano e Bonassola, ed è spezzino anche l’unico vigneto storico finora certificato, sulle colline di Campiglia. Tra i vigneti storici individuati nel primo censimento ci sono anche aziende note quali, Buranco a Monterosso guidata dall’ex senatore Luigi Grillo, Cheo di Bartolomeo Lercari e Lise Charlotte Bertram a Vernazza, la Finis Terrae di Riomaggiore, la Terre di Levanto, l’azienda Cà du Ferrà di Davide Zoppi a Bonassola.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Alleanza tra ristoratori «RioDiVino: la tipicità come valore aggiunto».
Assaggiare i prodotti locali per riscoprire e celebrare il territorio. Questa è la filosofia alla base del progetto RioDiVino che punta a promuovere le tipicità delle Cinque Terre e della vicina Val di Vara con serate a tema all’insegna del paesaggio terrazzato delle Cinque Terre. Una golosa rassegna enogastronomia che per la prima volta abbina vini e cibo, che e vignaioli, ristoranti delle Cinque Terre con menù dedicato ai vini locali. nata per la prima volta nel 2022 il risultato è stato un successo, una proposta innovativa che offre esperienze indimenticabili nel segno della sostenibilità, della stagionalità e del chilometro zero. «Un progetto che mette in collaborazione e unione i coltivatori con i ristoratori — dice Vanessa Signoretto titolare dei ristoranti la Grotta e il Grottino di Riomaggiore, tra gli ideatori del progetto—per promuovere e lanciare sul mercato delle Cinque Terre le produzioni locali dei cinque borghi, ma anche di Pignone, Beverino e Riccò del Golfo.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

La pioggia salva i vigneti – “Vigne salvate dalle piogge di maggio. Possiamo sperare in una buona annata”.
L’incubo siccità ancora a fine aprile aveva portato a temere che le viti del Ponente (dal Rossese al Vermentino, dal Pigato all’Ormeasco) andassero in stress idrico, ma le piogge di maggio le hanno salvate, ora sono rigogliose e cariche di grappoli. «Speriamo che il passaggio dalla fioritura agli acini sia ottimale, per avere una buona annata», dicono i produttori. II settore vitivinicolo del Ponente fa un primo punto della stagione, fugato (per ora) il pericolo siccità “Vigne salvate dalle piogge di maggio Possiamo sperare in una buona annata” e piogge di maggio sono state provvidenziali e sono arrivate in extremis: il protrarsi della siccità sino a fine aprile stava rischiando di mandare le viti in stress idrico.

Fonte: Stampa Imperia.

Visita in vigna alla scoperta del Moscatello di Taggia.
Dopo il successo dello scorso anno domenica 11 giugno torna “Fai un giro in vigna” a Taggia. Nell’evento organizzato dal Gruppo Fai Giovani di Imperia, in collaborazione con l’Associazione dei produttori del Moscatello di Taggia, i visitatori saranno accompagnati in un vigneto non lontano dalla chiesa della Madonna del Canneto: sarà un’occasione di conoscere e riscoprire il Moscatello, un’eccellenza della produzione vinicola del ponente ligure. Verrà anche raccontata la coltivazione dell’oliva taggiasca attraverso una passeggiata tra gli alberi secolari di ulivo, piantati in tempi antichi dai monaci benedettini. Alla fine della visita si proseguirà nel centro storico, presso la sede dell’Associazione, per una degustazione di vino con abbinamento di piatti.

Fonte: Stampa Imperia.

Concorso Pramaggiore: medaglie d’oro a 3 cantine mantovane.
II momento della premiazione di Bresciani Concorso Pramaggiore: medaglie d’oro a 3 cantine mantovane Nel teatro La Fenice di Venezia sono stati premiati con medaglia d’oro dalla presidente Camera di Commercio di Venezia e Rovigo i produttori di vino mantovani che hanno ottenuto la medaglia d’oro alla Mostra nazionale di Pramaggiore. Tra questi, la Cantina Bresciani di Rivarolo Mantovano per il suo vino Igp Lambrusco frizzante semisecco “58 Rodomonte 2022 Enrico Bresciani”. A premio anche l’azienda agricola Mantaldo della famiglia Virgili per l’Alto Mincio Igt Merlot “Al Tèrs” e la Cantina sociale di Quistello per il Quistello Igp Frizzante Rosso “La ricerca dell’infinito” 2021 e per il Vsq Brut Metodo Classico “1.6 Armonia” 2020. Nuova affermazione, dunque, per Enrico Bresciani, imprenditore che crede nel suo progetto Lambrusco: ha piantato i suoi primi vigneti nel 2000 mettendo a dimora barbatelle autoctone.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Marche diWine, a Gabicce sfila l’eccellenza vitivhuicola.
Dal 10 al 12 giugno saranno coinvolte 80 aziende produttrici e 10 birrifici. Presentato in Regione “Marche diWine”. Un evento che ha l’obiettivo di promuovere il vino e la birra “made in Marche”, che si svolgerà sul lungomare Cristoforo Colombo di Gabicce, dal 10 al 12 giugno (dalle 17 alle 24). Sabato 10 e domenica 11 giugno. saranno due giornate aperte al pubblico, per semplici appassionati o esperti “winelovers”, dedicate alle degustazioni di vini e birre delle Marche. Lunedì 12 giugno, invece, sarà dedicato al “business” e riservato agli operatori del settore, nel corso della quale i produttori marchigiani avranno modo di presentare i propri vini “faccia a faccia” con buyer nazionali e internazionali in una sorta di speed date, a rotazione.

Fonte: Corriere Adriatico Pesaro.

Marche diWine a Gabicce La fiera dei produttori.
Ottanta aziende di vini e dieci di birra aprono a pubblico e agenti commerciali Sabato 10 giugno e domenica 11 percorso gustativo con assaggi al calice OTTO DEGUSTAZIONI A 15 EURO Organizzazione di Regione, Atim, Imt, Consorzio Piceni e Comune di Gabicce. Si chiama «Marche diwine» ed è la tre giorni che coinvolgerà ottanta aziende marchigiane produttrici di vino e dieci di birra in un percorso gustativo e di incontro con importatori e agenti commerciali. L’iniziativa è in programma a Gabicce sabato 10 e domenica 11 giugno (aperta al pubblico,15 euro, compreso calice, porta calice e 8 assaggi) e lunedì 12 giugno (per operatori)

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Maltempo e parassiti, l’allarme delle associazioni di categoria per i viticoltori: a rischio metà raccolto – Maltempo e parassiti, viticoltori in ginocchio.
Le associazioni di categoria denunciano il concreto rischio di perdere, fino a metà raccolto Chiesto aiuto alle istituzioni Dopo le abbondanti piogge che hanno interessato il nostro territorio, lo scenario regionale evidenzia vigneti impraticabili, distese di cereali completamente allettati e coltivazioni orticole allagate. Particolarmente colpito il basso Molise, specie nei territori dei comuni di Campomarino, Portocannone, Guglionesi e San Marino in Pensilis. A causa delle abbondanti piogge, che hanno impedito di eseguire con regolarità i trattamenti fitosanitari, si sono verificati ingenti danni provocati dalla peronospera in tutti i Comuni del Basso Molise. I danni superano il 40% e 50% della produzione lorda vendibile e quindi la Ugl viticoltori, nella persona del presidente Costantino Pasquale, chiede ai Comuni e alla Regione di attivare tutte le procedure per i riconoscimenti della calamità naturale.

Fonte: Primo Piano Molise.

Adelfia, riconosciuto il vitigno «Notardomenico».
La chiave di volta è mettere insieme esigenze diverse. Valorizzare un vitigno vuol dire unire l’economia, con la produzione di un vino del territorio, la cultura con la storia locale, la rete delle cantine private, l’università, con possibili sbocchi nel turismo enogastronomico. Qualche sera fa, nei locali di una nota cantina privata cittadina l’associazione italiana sommelier, per mano del suo rappresentante territoriale Vincenzo Carrasso, ha ufficialmente riconosciuto il vitigno «notardomenico» da cui si produce un vino parente stretto del primitivo ma allo stesso tempo con caratteristiche diverse.

Fonte: Gazzetta di Bari.

«Vieste en rose», festa dei vini 15mila presenze nel week end – Vieste, 15 mila presenze alla rassegna enologica.
ll Comune: «Adesso può cominciare l’estate». Degustazioni in piazza, a Vieste c’è una gran voglia di vivere Pestate. Vieste, 15 mila presenze alla rassegna enologica 11 Comune: «Adesso può partire la nostra estate». Quindicimila presenze nell’ultimo fine settimana a “La Vieste en Rose”, la prima rassegna enologica italiana di giugno, tenuta nel centro storico della capitale del turismo del sud Italia. E’ quanto sostengono gli organizzatori in una nota diffusa. «I partecipanti alla quarta edizione della kermesse – informano gli organizzatori – hanno sorseggiato vino e assaggiato gustosissimi prodotti del presidio Slow Food e pietanze tipiche del Gargano preparate da ristoranti e locali della zona.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Intervista a Piernicola Leone De Castris – Importante e meritato riconoscimento per l’imprenditoria e per il vino pugliese.
Tra i venticinque nuovi Cavalieri del Lavoro Importante e meritato riconoscimento per l’imprenditore e per il vino pugliese Nominato il salentino Piernicola Leone De Castris, amministratore delegato del prestigioso marchio Salice Salentino Importante e meritato riconoscimento per l’imprenditoria e per il vino pugliesi. Alla vigilia della Festa della Repubblica, infatti, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha nominato, tra i venticinque nuovi Cavalieri del Lavoro, uno degli esponenti maggiormente rappresentativi nel campo della produzione vitivinicola pugliese e nazionale: il salentino Piernicola Leone De Castris, amministratore delegato del prestigioso marchio Salice Salentino. Egli, dal 2010 è amministratore delegato dell’affermata azienda vitivinicola salentina che ha al suo attivo vitigni di pregio quali il Primitivo di Manduria, il Copertino e il Locorotondo. L’ azienda Salice Salentino si estende su 300 ettari di vigneto, 70 dipendenti e un Museo del Vino.

Fonte: Quotidiano di Bari.

“La Regione aiuti il settore vitivinicolo”.
Lo stato di crisi continua ad attanagliare il mondo agricolo e in particolare il settore vitivinicolo sul quale si è abbattuta una ulteriore piaga legata alle abbondanti piogge che hanno portato alla proliferazione della peronospora nelle vigne, creando seri problemi ai viticoltori”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale pugliese, Giannicola De Leonardis (Fdi). “Il grido d’allarme del mondo agricolo – aggiunge – va ascoltato perché quest’anno si rischia seriamente di non raccogliere l’uva. Alcune Regioni hanno usato fondi Ocm per attivare la misura della cosiddetta vendemmia verde, cioè il contributo a sostegno della mancata raccolta che prevede la distruzione dei grappoli non ancora giunti a maturazione”.

Fonte: Quotidiano di Bari.

Un successo da 4.800 calici per la mostra del Chianti – Venduti 4.800 calici. La Mostra del Chianti stappa numeri da record.
Venduti 4.800 calici La Mostra del Chianti stappa numeri da record La 65esima edizione della manifestazione si è conclusa con tante novità Per il gran finale niente fuochi d’artificio ma una proiezione sul municipio. Montespertoli capitale del vino per sette giorni. Un evento, quello del 2023, caratterizzato dai numeri e dalla qualità. La 65a edizione della Mostra del Chianti va infatti in archivio con la partecipazione di visitatori provenienti anche da molto lontano, anche se la cerimonia di chiusura non ha visto i classici fuochi d’artificio ma una proiezione luminosa che ha dato vita al Palazzo Comunale: «Nonostante la pioggia dell’ultima serata è stato bello chiudere la nostra festa tutti insieme: viticoltori, associazioni e cittadini.

Fonte: Nazione Empoli.

Il vino simbolo dell’unità. Nove cantine a produrlo.
Nove vini in blend per rappresentare un paese. Anche quest’anno i produttori di Lamole hanno dato vita ad un vino unione di nove vini diversi, quelli appunto delle cantine del territorio. E così è nato il vino simbolo di unità, capacità di costruire relazioni e lavorare in rete per la promozione del più piccolo paesaggio storico d’Italia. Con questo rito, la comunità ha brindato alla 20a edizione della kermesse enogastronomica «I profumi di Lamole». L’iniziativa, promossa e organizzata dal Comune di Greve e dall’associazione I Profumi di Lamole ha visto la presenza delle cantine Castellinuzza e Piuca, I Fabbri, Le Masse di Lamole, Podere Castellinuzza, Fattoria di Lamole, Lamole di Lamole, Castellinuzza, Jurij Fiore e Figlia, II campino di Lamole.

Fonte: Nazione Firenze.

La Mostra del Chianti dei record Venduti 4800 calici con 22 aziende.
La kermesse è durata da sabato 27 maggio fino a domenica scorsa La Mostra del Chianti dei record Venduti 4800 calici con 22 aziende Montespertoli. La sessantacinquesima edizione della Mostra del Chianti di Montespertoli è andata in archivio con un nuovo brillante successo e sorprendendo i tanti visitatori con una proiezione luminosa che ha dato vita al Palazzo Comunale. Un evento sperimentato per la prima volta visto che in passato erano i fuochi di artificio a fare da epilogo finale. «Nonostante la pioggia dell’ultima serata è stato bello chiudere la nostra festa tutti insieme: viticoltori, associazioni e cittadini. È una festa che cambia ogni anno e che vorremmo non finisse mai. È la festa di Montespertoli e dei montespertolesi», ha detto il sindaco Alessio Mugnaini.

Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.

Etichette del vino, esposto contro l’Irlanda.
A firmarlo il trentino Luca Rigotti di Mezzacorona «Norma sproporzionata e incompatibile col diritto» Dal 2026 sulle bottiglie vendute sull’isola dovranno La replica: «No a regole discriminatorie basate su essere riportati contenuto calorico, avvertimenti sui rischi un approccio ideologico, allarmistico che non pone di cancro e malattie del fegato e sui pericoli in gravidanza alcuna differenza tra abuso e consumo responsabile». I produttori di vino italiano adesso passano al contrattacco per stoppare l’iniziativa dell’Irlanda che vuole imporre l’obbligo di etichette con informazioni sulla pericolosità perla salute. Un conto – dicono – è sostenere e sensibilizzare verso l’educazione ad un consumo moderato, un altro è accanirsi contro un prodotto dalle radici antichissime e che fa parte della cultura tradizionale di gran parte dell’Europa.

Fonte: Adige.

Consorzio Vini Alto Adige, Kofler confermato alla presidenza.
L’assemblea generale. Eletto il nuovo consiglio di amministrazione Foradori vicepresidente. Anche per i prossimi tre anni, il presidente del Consorzio Vini Alto Adige sarà Andreas Kofler. Il neoeletto consiglio di amministrazione ha riassegnato la presidenza a Kotler, così come la vicepresidenza a Martin Foradori. L’attenzione rimarrà pertanto incentrata sulla prosecuzione dei progetti già avviati: l’implementazione della sostenibilità in tutti i settori del comparto vinicolo, la concretizzazione dell’ambizioso progetto legato alla zonazione e la realizzazione della nuova sede del Consorzio. Il cda, recentemente eletto durante l’assemblea generale tenutasi a Bolzano, ha riconfermato l’incarico a entrambi. Anche questo voto è stato all’insegna della continuità.

Fonte: Alto Adige.

Il Premio Giulietta a Marilisa Allegrini.
Venerdì la consegna del riconoscimento destinato a donne che rivestono un ruolo positivo nella società Il Premio Giulietta a Marilisa Allegrini Lady Amarone conosciuta in tutto il mondo è stata la prima donna in copertina della rivista Wine Spectator •• Il Premio Giulietta alla donna alla carriera edizione 2023 sarà consegnato all’imprenditrice del vino Marilisa Allegrini. La cerimonia si terrà venerdì alle 17 all’interno di Porta Palio. Il Comitato ha scelto di insignire l’imprenditrice veronese conosciuta anche come «Lady Amarone», con il trofeo cesellato dallo scultore Felice Naalin, in quanto «si è distinta nel panorama imprenditoriale italiano, promuovendo il prodotto della cantina di famiglia, con l’amore per la cultura enologica, la valorizzazione e la promozione della Valpolicella». Una tradizione innestata nella storia di Fumane e della Valpolicella fin dal XVI secolo. L’espansione dell’azienda di Marilisa Allegrini ha inizio già nel 1993, con l’entrata nel mercato americano e le prime connessioni fra cultura e vino. Nel 2001 Marilisa ha messo radici in Toscana, prima a Bolgheri e poi a Montalcino.

Fonte: Arena.

Lancia l’insetticida «vegano» «Gli utili? Alla ricerca» – Lancia l’insefficida «vegano» contro i pesticidi nei vigneti «Ricavi alla ricerca sul cancro».
Maurizio Polo, imprenditore di Oderzo a capo di Bioenologia, ha proposto alla Regione un pesticida «vegano»: utili in beneficenza. Lancia 1’insefficith «vegano» contro i pesticidi nei vigneti «Ricavi alla ricerca sul cancro» L’ imprenditore Polo: contro la flavescenza la Regione ci ascolti. Ma chi l’ha detto che non esiste un’alternativa «green» al Clorpirifos-metile, cioè il famigerato pesticida che salva le vigne dall’attacco della temibile « cicalina» – l’insetto vettore responsabile della flavescenza dorata, una malattia da 200 milioni di danni stimati soltanto in Veneto – ma è stato vietato negli Usa e bandito dall’Unione Europea a causa della sospetta tossicità per la salute umana dei suoi residui? «Esiste e si chiama Biovinum, un prodotto completamente naturale, che si può mangiare e che è stato creato da noi più di vent’anni fa per altri utilizzi (la cicatrizzazione La vicenda • I viticoltori sono in attesa di sapere se il ministero della Salute autorizzerà l’utilizzo in deroga del Clorpirifosmetiie, pesticida particolarmente efficace contro l’insetto vettore della flavescenza dorata ma bandito dall’Unione Europea e dagli Usa per il forte sospetto che I suoi residui siano tossici, soprattutto per i bambini.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Brugnano, le due vite della cantina all’insegna di sostenibilità ed entusiasmo.
Nate a Partinico nel 1970 ad opera di Francesco Brugnano, seguito dal figlio Salvatore, le Cantine Brugnano all’inizio si sviluppano con l’intento di produrre vini di qualità da destinare ad altre cartine italiane e non solo, per integrare la loro produzione. A partire dagli anni 2000 però, con i primi acquisti di terreni, sino ad arrivare a circa 90 ettari dislocati in 3 vigne differenti, inizia a concretizzarsi il progetto di imbottigliamento che si avvierà a partire dal 2006. Le aree dei vigneti sono quella di Alcamo, la più importante, dove si produce l’Alcamo doc, poi circa 15 ettari su Monte Mirto e altri 5 ettari tra Partinico e Trappeto. Nonostante i buoni risultati, tra il 2011 e il 2014 Salvatore Brugnano, che nel frattempo ha diversificato gli investimenti in settori completamente differenti rispetto al mondo del vino, decide di ridurre fortemente la produzione, temendo di non riuscire a sostenere i costi.

Fonte: All Food Sicily.

Cantina Sociale di Gonzaga per assaggiare le eccellenze italiane.
Cantina Sociale di Gonzaga è un’azienda vitivinicola attiva dal 1928 e che ha saputo sempre conquistare il favore degli appassionati proponendo prodotti di qualità. Il segreto risiede nel cuore e nel sentimento che viene messo nel proprio lavoro, che non consiste in una produzione intensiva di un prodotto in grande quantità, ma nella ricerca della vera e propria eccellenza, mantenendo inalterato il sapore e l’aroma di ogni uva. I processi usati sono quelli di una volta. Se sei curioso di scoprire in cosa consiste la nostra offerta, vediamo quali sono i servizi e le bottiglie che potrai trovare facendo visita al nostro punto vendita a Gonzaga, nella provincia di Mantova.

Fonte: Pagine Gialle.

Ômina Romana. Torna la Festa in Cantina con Heinz Beck.
Una grande ed esclusiva festa in mezzo alle vigne, per incontrarsi e trascorrere una serata spensierata e conviviale con chi condivide la stessa passione per il vino di eccellenza, l’eleganza della cucina stellata, l’autenticità dei prodotti tipici del territorio e la buona musica. Sabato 17 giugno Ômina Romana, azienda vitivinicola di riferimento dei Colli Albani con sede a Velletri, ospiterà la seconda edizione della sua Festa in Cantina, che anche quest’anno avrà come ospite d’onore Heinz Beck, chef 3 Stelle Michelin del Ristorante La Pergola di Roma.

Fonte: Agenfood.

Spumantitalia e “Bollicine di Sicilia”.
La Sicilia riscuote grandi apprezzamenti nella quinta edizione di Spumantitalia, l’unico evento nazionale che celebra le meraviglie delle bollicine italiane. In questo importante incontro tra aziende e mercato, che si tiene a Riva del Garda dal 4 al 6 giugno 2023, la Regione Sicilia con la partecipazione di 13 prestigiose aziende è stata promotrice del fascino e delle qualità del vino spumante siciliano, grazie all’impegno dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino (IRVO). IRVO che ha presentato agli operatori del settore il nuovo logo istituzionale dell’ente, simbolo del suo impegno e della sua dedizione nella promozione del vino spumante. Nella masterclass dal titolo “Bollicine di Sicilia, una realtà da valorizzare” i numerosi partecipanti hanno apprezzato le peculiarità e le sfumature uniche che queste offrono.

Fonte: Winery Tasting Sicily.

Cantina Valdobbiadene stima ricavi a 60 mln €. Trainano le Rive.
Cantina Produttori di Valdobbiadene stima di chiudere l’esercizio fiscale 2022-23 (il prossimo 30 giugno) con 60 milioni di euro di fatturato, in crescita sui 55 milioni dell’anno precedente. Con questi numeri la realtà veneta conferma l’andamento positivo del primo semestre, quando aveva registrato una crescita del 10% delle vendite di imbottigliato. “Abbiamo dovuto ritoccare i listini, come chiunque, per il secondo anno di fila”, ha dichiarato Tito Campesan, direttore commerciale della cantina, a Pambianco Wine&Food. “E ancora non vediamo la luce in fondo al tunnel, per via dei costi e dell’approvvigionamento del vetro. L’ultimo ritocco di prezzo fatto da parte delle vetrerie è stato a gennaio 2023 e ora speriamo non ce ne saranno più, anche se i tempi di consegna sono molto dilatati”.

Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.

Velletri – Degustazioni di livello alla VIII edizione di “Tutti giù in cantina – Festival della cultura del vino”.
Un grande contenitore culturale dove incontrare e seguire scrittori, presentazione di libri, performance teatrali e musicali, talk show, ma soprattutto degustare le migliori produzioni enologiche d’eccellenza della Regione Lazio, nazionali ed internazionali. In aggiunta alle degustazioni guidate da esperti del settore. È tutto racchiuso in questi appuntamenti la VIII edizione della manifestazione “Tutti giù in cantina – Festival della cultura del vino”, in programma a Velletri dal 23 al 25 giugno organizzato dall’Associazione “Idee in fermento” e dal “CREA Viticoltura Enologia” nella splendida cornice della struttura in via cantina sperimentale a Velletri, con i suoi grandi spazi all’aperto, i giardini e soprattutto i vigneti sperimentali.

Fonte: Castelli Notizie.

La festa rosa delle Donne del Vino della Campania all’Institut Français di Napoli.
Assaggi, sfilata di moda, musica e un incontro, svoltosi alla presenza del console generale Lize Moutoumalaya, moderato dalla giornalista Donatella Bernabò Silorata, che ha proposto una panoramica dei vini francesi e campani in degustazione serviti dalle sommelier socie. Un momento doveroso di riflessione, con le esperte e socie Chiara Moio, Monica Salvatore e la sottoscritta (ndr: Monica Piscitelli), prima della festa finale, sulla ormai consolidata “moda” dei “Pink Wines”, che travolge in questi ultimi anni i mercati di tutto il Mondo.

Fonte: Wine&Thecity.

12 GIUGNO 2023 – A Bari il salone del vino e dell’ olio del Sud.
Radici del Sud 2023, si avvicina l’appuntamento con la diciottesima edizione del Salone dei vini e degli oli del Sud Italia – 8-12 giugno, Castello normanno-svevo di Sannicandro di Bari – e tutti i dettagli della manifestazione vanno ulteriormente a fuoco. Completo ad esempio l’elenco delle quattro giurie internazionali incaricate di testare e valutare le etichette di vini e oli provenienti da ben 140 aziende provenienti da Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia. Si tratta di due consessi internazionali e due nazionali che avranno il compito di testare e valutare i vini presenti da due diversi punti di vista: quello di una prospettiva di più ampio respiro, quello di un’ottica più “glocal”.

Fonte: FoodMakers.

“Il vino è legato ad agricoltura e territorio. Il consumo intelligente va difeso con la scienza”.
Il discorso di Luigi Moio, presidente dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, nel Congresso n. 44 a Cadice (5-9 giugno). Ribadire che il vino è prodotto diretto di un atto agricolo e legato al territori, a differenza di altre bevande, alcoliche e non solo, e che il suo consumo “intelligente”, moderato, in abbinamento ai pasti ed in un contesto di stile di vita sano, ha un valore positivo. Imparando dalla storia e dal passato recente, quando anche per la mancanza di un riferimento scientifico autorevole, il vino stesso, bevanda culturale per eccellenza, è stato messo all’angolo da scelte controproducenti e scientificamente immotivate. Come in parte rischia di succedere ancora oggi. E dalle quali va difeso, con la forza della scienza. Anche in vista del centenario dalla nascita dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (Oiv), il 29 novembre 1924, con il 2024 che si vuol far proclamare “Anno Internazionale della Vigna e del Vino”, cosa che avrebbe un alto valore simbolico, ma non solo.

Fonte: WineNews.

Il governo del Regno Unito avvia una consultazione per la riforma delle normative sul vino.
La consultazione comprende proposte per: sostituire le disposizioni specifiche sull’etichettatura del vino per gli importatori con disposizioni generali sull’etichettatura degli alimenti che richiedono l’identificazione di un operatore del settore alimentare; allentare le restrizioni sul trattamento del vino sfuso importato, compresa l’autorizzazione alla miscelazione, all’addolcimento e alla dealcolizzazione; sopprimere l’obbligo per i vini spumanti di utilizzare cartocci e tappi a fungo; rimuovere i requisiti di certificazione per i vini non Dop/Igp che riportano in etichetta informazioni sull’annata o sulla varietà; abbassare al 4,5% vol il minimo vol per il vino; consentire l’uso di ibridi di vitis vinifera nella vinificazione; e la rimozione delle restrizioni sull’uso di determinate forme di bottiglia (non volumi). Il termine per le risposte alla consultazione sarà il 21 luglio 2023 alle 23:59 (Regno Unito).

Fonte: Federvini.

Anche la Francia contro la legge irlandese sull’etichettatura del vino: “Precedente pericoloso”.
Gli esportatori francesi di vino hanno criticato l’iniziativa irlandese riguardante l’etichettatura delle bevande alcoliche, per pubblicizzare i rischi per la salute connessi al loro consumo. Sebbene la proposta abbia già ricevuto l’approvazione della Commissione europea a gennaio, per gli esportatori francesi si tratta di un pericoloso precedente che potrebbe distorcere la concorrenza nel mercato unico dell’UE. I vini e gli alcolici venduti in Irlanda dovranno essere etichettati con messaggi simili a quelli presenti sui pacchetti di sigarette a partire dal 22 maggio 2026. “Sono lieto che altri Paesi stiano seguendo il nostro esempio”, ha dichiarato il ministro della Salute irlandese Stephen Donnelly dopo il via libera della Commissione. Tuttavia, la mossa dell’Irlanda non piace a tutti, soprattutto agli esportatori di vino francesi e non solo.

Fonte: EURACTIV Italia.

Armenia, dove vino e guerra non hanno tempo.
Secondo la Bibbia, la storia del vino inizia con la fine del diluvio universale, quando Noè raggiunse la cima del monte Ararat, introducendone la coltivazione come simbolo di una ritrovata armonia tra Dio e l’umanità. Con altitudini elevate, un clima dinamico e terreni vulcanici, i vitigni autoctoni dell’Armenia sono stati utilizzati per la vinificazione nel corso dei millenni e solo ora vengono riscoperti grazie alla diaspora armena, forti delle loro nuove esperienze, risorse e contaminazioni. Quello che oggi è conosciuto come il rinascimento del vino armeno è dovuto ai primi grandi progetti vitivinicoli iniziati con il rientro della diaspora armena, desiderosa di contribuire allo sviluppo di una giovane nazione in pieno fermento. «Da qui ai prossimi dieci anni i vini armeni cambieranno moltissimo». A sostenerlo è la fondatrice di Zulal Wines, una giovane cantina armena che coniuga tradizione e modernità in un paese schiacciato tra il desiderio di divenire una democrazia moderna e la perenne minaccia di una guerra con l’Azerbaijan.

Fonte: Agricultura.it.

Vino. Peronospora killer, vigneti in malora a Foggia, Bari e Taranto. Cia Puglia: “Raccolti ko”.
Vigneti irrimediabilmente danneggiati nel Foggiano, in provincia di Bari e nel Tarantino. A causa delle piogge intense, persistenti e prolungate verificatesi nell’ultimo periodo di maggio e nei primi giorni di giugno, le piante sono state attaccate dalla peronospora, una fitopatologia che compromette del tutto la consistenza e lo stato di salute del grappolo, sia quando esso è ancora in fase di sviluppo sia nel momento in cui – come nel caso dell’uva da tavola in questo periodo – è già quasi pronto per la vendemmia. Il fenomeno è stato particolarmente distruttivo nella zona orientale della provincia di Taranto, nella quasi totalità della Capitanata e, a macchia di leopardo, anche in provincia di Bari, soprattutto a Canosa. “Stiamo ricevendo decine di segnalazioni, purtroppo”, spiega Pietro De Padova, presidente di CIA Due Mari (Taranto-Brindisi). “La persistenza delle piogge ha tolto la possibilità ai viticoltori di intervenire con i trattamenti che sarebbero stati necessari per salvare almeno in parte i vigneti. I danni sono ancora da stimare, ma fin d’ora si può ipotizzare che nelle zone colpite la perdita del raccolto sia totale”.

Fonte: RaiNews.

Concours Mondial de Bruxelles, conclusa in Campania la sezione “vini effervescenti”.
Si è appena conclusa la seconda edizione del Concours Mondial de Bruxelles dedicata ai Vini Effervescenti, (Sparkling Wine Session), che ha avuto luogo in Campania nella città di Agerola, che è stata per alcuni giorni la capitale internazionale delle bollicine del mondo. Il luogo scelto dall’organizzazione è situata nel cuore del Monti Lattari presso il Campus Principe di Napoli dove il grande chef tristellato Heinz Beck ne è il Direttore. A questo importante ed atteso Concorso, si sono dati appuntamento 50 giudici internazionali scelti tra le più importanti figure del mondo del vino mondiale, per degustare vini in rappresentanza di più di 25 nazioni. 960 le etichette presenti di cui, tra le regioni, la Champagne è in cima alle iscrizioni con 160 vini. Anche l’Italia è ben rappresentata con oltre 300 campioni, e come era prevedibile, i Prosecco sono i vini con il più altro numero di iscrizioni del paese con oltre 100 campioni. La Campania, regione ospitante, ha colto questa opportunità anche per un rilancio dei vini di questo territorio agli occhi degli ospiti internazionali del Concorso.

Fonte: Cronache di Gusto.

Quale bicchiere scegliere per la degustazione dei vini.
Che sia rosso, bianco o rosato; frizzante, dolce o brut il vino è il compagno perfetto per pranzi e cene. Degustarlo però è un altra cosa, coglierne i sapori, gli odori le sensazioni che regala è pura magia. Ma per farlo è essenziale scegliere il giusto bicchiere: uno per ogni qualità di vino. Come facciamo a sapere qual è il bicchiere giusto però? Scopriamolo insieme. Il vino rosso in linea di massima ha un sapore più deciso e la sua consistenza è più corposa e vellutata del vino bianco. Questa qualità di vino, che va dal colore porpora al rubino si adatta alle centinaia di pietanze di tutto il mondo, grazie anche all’ampia varietà di profumi che vanno dai fiori alla frutta e dalle erbe alle spezie. Queste permettono al vino di avere una sua unicità per ogni alimento.

Fonte: Wine and Food Tour.

STAMPA ESTERA

Viticulture : une étude dévoile la vulnérabilité des cépages face aux sécheresses.
Avec l’amplification des sécheresses, quels sont les cépages qui s’en sortiront le mieux ? C’est la question posée par huit chercheurs bordelais ä travers une étude conduite sur 30 espèces de raisin. A rebours du contexte économique, les cépages du bordelais s’en sortent mieux que celui cultivé dans le cognaçais. Entretien avec Sylvain Delzon, directeur de recherches à l’Inrae en écophysiologie. C’est une étude particulièrement instructive pour le monde viticole qui est parue le 12 mai dernier, Même si ses conclusions sont partielles, puisque d’autres facteurs doivent encore ‘être approfondis, huit chercheurs bordelais dressent un classement de 30 cépages selon leur niveau de résistance,à la sécheresse. Les espèces ont été cultivées sous serre dans les mêmes conditions ambiantes afin de mesurer la résistance de leur système vasculaire au stress hydrique. *** Sylvain DELZON, directeur de recherches à l’Inrae – La résistance à la sécheresse des vaisseaux de la vigne n’avait jamais été mesurée auparavant, on n’avait jamais comparé les cépages entre eux. L’intérêt est de savoir quels sont les cépages les plus résistants et prédire ceux qui seront les plus vulnérables, les plus à risque. li faut déterminer quelles sont les variétés à planter maintenant dans l’optique d’un climat plus sec, plus chaud, plus aride. La vigne est pourtant une plante particulièrement résistante à la sécheresse, mais l’amplification de ce phénomène climatique pourrait donc la menacer ? La vigne est très résistante au déficit hydrique. Mais dans sa réponse à la sécheresse, il y a deux niveaux. Est-ce que le cépage sera capable de maintenir de la production dans une année sèche ? Et, dans un cas plus extrême, est-ce que l’on peut constater une défoliation [chute des feuilles, ndlrjr, voire une mortalité s’il y a des sécheresses ? Les viticulteurs ne rencontrent pas encore de mortalité, ce n’est pas un phénomène très marqué. Mais lorsqu’il fait sec, ils ont une faible production. Les cépages les plus vulnérables que nous avons quantifié ne peuvent pas continuer à transporter de l’eau lorsqu’il fait très sec. Ils sont obligés de fermer leurs stomates au niveau des feuilles pour limiter les échanges gazeux. Cela a un impact sur la productivité de la plante. [année dernière, on a quand même eu des vignes qui ont perdu leurs feuilles, à cause de la sécheresse extrême. Elles ne sont pas restées toutes vertes jusqu’à fin août. Ce qui nous intéresse, c’est de voir si elles ont produit du raisin ou pas. Notre étude veut montrer si des cépages identifiés comme vulnérables, comme l’Ugni blanc, peuvent produire du raisin quand il fait sec. Ce cépage sera limité avant les autres en terme de production de baies pour des sécheresses identiques. C’est-à-dire qu’il faut éviter de le planter dans des régions où la disponibilité en eau est faible.

Fonte: Tribune.

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Intervista a Philippe Schaus – L’anima verde di moet «è parte del busiess».
All’interno di Lvmh, il più grande gruppo del lusso del mondo, la divisione vini e alcolici Moët Hennessy comprende a sua volta 25 maison di grande tradizione come Moét e Chandon, Krug, Veuve Clicquot, Dom Pérignon, Château d’Yquem, Ruinart, Hennessy, dallo champagne al cognac. A Parigi per il summit Change Now sull’ambiente, il 6oenne ceo Philippe Schaus parla con il Corriere di tutela dei terreni agricoli, delle tendenze negli alcolici di qualità e dell’importanza del mercato italiano. Perché Moët Hennessy ha stretto una partnership con Change Now? «Lo sviluppo sostenibile è fondamentale per noi, in particolare la questione del suolo. È piuttosto semplice: la buona terra fa una buona vigna che fa del buon vino. Quindi ci stiamo concentrando soprattutto sulla tutela del terreno, da cui l’idea di creare il World Living Soils Forum, la cui prima edizione si è tenuta ad Arles l’estate scorsa». In che cosa consiste l’iniziativa «living soils»? «È un consesso internazionale in cui le aziende e gli esperti si scambiano idee e informazioni per cercare le migliori soluzioni.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Vini del Sannio sempre più protagonisti Riflessi dal festival “Beviamoci Sud”.
Vigneto Sannio: diecimila ettari vitati, 7.900 vignaioli, 100 aziende imbottigliatríci per coltivare un milione di ettolitri di vino prodotto. Diecimila ettari vitati, 7.900 vignaioli, circa cento aziende imbottigliatrici per oltre un milione di ettolitri di vino prodotto, tre denominazioni di origine e una indicazione geografica per più di sessanta tipologie di vini, un potenziale di cento milioni di bottiglie. Questi sono gli elementi salienti del vigneto Sannio, che permettono alla provincia beneventana di presidiare il primo posto nel comparto vitivinicolo della Campania con i150% della superficie viticola e della produzione vinicola regionale. E poi c’è lo straordinario patrimonio di biodiversità declinato nei nomi dei vitigni che caratterizzano questo territorio.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Vitivinicolo, dop e ipg – Ue, Cia: Con ok a riforma Ig più tutele per agricoltori.
Il parere favorevole del parlamento Ue alla proposta di riforma dell’indicazione geografica dei prodotti alcolici rappresenta “un passo importante verso un modello agroalimentare europeo più solido, a tutela degli agricoltori e orientato alla qualità”. Lo afferma Cia agricoltori italiani, in una nota, esprimendo soddisfazione per l’approvazione della norma a favore del settore e sottolineando la validità del testo come “strumento di maggiore tutela per dop e ipg anche del comparto vitivinicolo, più snello e semplice nelle procedure, realmente innovativo quanto a trasparenza e sostenibilità”. Da parte di Cia agricoltori italiani arriva l’appello alle istituzioni in Europa affinché con i Triloghi, al via il prossimo 7 giugno, “si rispetti l’impalcatura portante della riforma, sostenuta dall’organizzazione e strategica per l’Italia che nel panorama delle ig è il primo Paese al mondo con 883 denominazioni, tra cibo e vino, e un valore complessivo alla produzione di 19,1 miliardi di euro”.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Poltrone in gioco – Marzia Varvaglione.
Una nuova presidente per Agivi, associazione dei giovani imprenditori vinicoli italiani. È la pugliese Marzia Varvaglione, incaricata dal neoeletto consiglio direttivo. Classe 1989, Varvaglione è business developer e direttore marketing e vendite nell’omonima azienda di famiglia. Ad affiancarla nel ruolo di vicepresidenti saranno Tommaso Canella della Casa Vinicola Canella e Vittoria Rocca della Angelo Rocca e figli). Dalla Puglia una nuova presidente per i giovani vinicoltori dell’Agivi.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

La casa vinicola riscoperta.
Il progetto Concluso lo studio storico sulla prestigiosa azienda del cavalier Stanislao Sindici L’ex assessore Stefano Gizzi e il delegato alla Cultura Alessio Patriarca gli artefici della ricerca. Si è concluso il progetto di recupero della storia di Stanislao Sindici, cavaliere del Lavoro e fondatore a Ceccano della casa vinicola Castel Sindici. Iniziativa che Stefano Gizzi definisce «un piccolo miracolo». In proposito, l’ex assessore spiega: «Nell’incredibile indifferenza e superficialità che ha caratterizzato decenni di disinteresse, abbiamo rischiato di perdere per sempre una pagina fra le più belle della storia della Ceccano moderna. Per questo, da oltre venti anni, mi sono messo alla ricerca di dati, documenti, lettere, fotografie di Stanislao Sindici e della sua casa vinicola.

Fonte: Ciociaria Oggi.

Il premio speciale al Capolemole di Marco Carpineti.
L’Azienda agricola di Cori II Capolemole rosso dell’Azienda agricola di Marco Carpineti è uno dei vini a cui gli esperti della guida hanno assegnato il premio speciale “Sole 2023”. che ogni viene attribuito “dalla redazione in modo del tutto indipendente dal punteggio in centesimi”. “Viene infatti assegnato – precisano gli esperti di tale guida – a dieci vini scelti tra migliaia di campioni assaggiati nel corso dell’anno, dieci etichette di cui desideriamo segnalare l’originalità e il valore, motivando dettagliatamente al lettore, caso per caso, le ragioni delle nostra preferenza”. Questi i motivi che hanno spinto gli esperti a premiare Carpineti: “L’aggettivo vulcanico ben definisce lo spirito di Marcoe il terreno dei dintorni di Cori su cui, 1986, lui mosse i primi passi nel mondo del vino.

Fonte: Latina Oggi.

Guida Oro “I vini di Veronelli” Le migliori etichette pontine.
Il riconoscimento Quindici bottiglie hanno conquistato le “tre stelle rosse” Hanno raggiunto un punteggio da 90 a 93/100. Scopriamo quali sono… Le aziende Lazio bianco, Madreselva Lazio del territorio rosso, Tempartnijo rosso e provinciale Aphrodisium passito. emergono Questi invece i quattro vini ancora dell’Azienda agricola Marco Carpineti di Cori premiate con le per i loro “tre stelle rosse”: Nzù Bellone, prodotti Apolide rosso e Capolemole rosso u attro bianchi, e Dithyrambus. Riconoscimento dieci rossi e un che è stato attribuito anche a passito. Aqueste queste tre etichette vini quattordici dell’Azienda agricola Donato etichette pontine la Giangirolami di Borgo Montello. guida”I vini di Lepino Nero Buono, Pancarpo Veronelli” ha attribuitole “tre rosso e Peschio rosso. Infine, ha stelle rosse” che ogni anno conquistato il massimo vengono assegnate a quelle punteggio Sogno dell’Azienda bottiglie che raggiungono un agricola Sant’Andrea di Borgo punteggio da 90 a 93/100. In Vodice.

Fonte: Latina Oggi.

Allerta sul rischio salute Confagricoltura auspica un correttivo dalla Ue.
Etichetta sui vini: la decisione di inserire l’avviso “health warning” (rischio perla salute) sulle etichette dei vini da parte dell’Irlanda «non è conforme alla normativa europea». Confagricoltura si è attivata presso la Commissione europea per ribadire l’incompatibilità con le regole Ue della legge irlandese relativa all’inserimento di “health warning” sulle etichette dei vini e delle bevande alcoliche. Nell’ambito della procedura già svolta in ambito Ue, la Commissione non ha sollevato obiezioni a proposito della decisione dell’Irlanda che, se attuata, determinerebbe un pericoloso precedente per il regolare funzionamento del mercato unico. In merito interviene Francesca Seralvo, presidente della Sezione vitivinicola di Confagricoltura Pavia e titolare di Tenuta Mazzolino.

Fonte: Provincia – Pavese.

Asti brinda con la Docg e si prepara a stappare 100 milioni di bottiglie – Cento milioni di bottiglie Asti brinda con le bollicine.
Dopo anni di crescita rallenta, invece, il mercato a stelle strisce, ma per i moscatisti è pronto un nuovo alleato, nasce, infatti, il Canelli Docg che promette di diventare il re dei Moscati, con una produzione di nicchia riservata a 17 comuni di astigiano e cuneese. Il Consorzio di tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti archivia un 2022 da 102.661.097 bottiglie contrassegnate, in crescita dello 0,5% con numeri da record per l’Asti Docg (66,6 milioni +u% rispetto al 2021) e un -14% di vendite per il Moscato Docg. Un andamento altalenante spiegato dal direttore del consorzio Giacomo Pondini: «II calo di vendite di Moscato Docg è fisiologico e arriva dopo annidi crescita costante. L’obiettivo nel primo anno post restrizioni era consolidarci oltre i too milioni di bottiglie e ci siamo riusciti ampiamente».

Fonte: L’Economia del Corriere Nord Ovest.

L’anno di Antinori dal Bargino a Bolgheri.
Il World Best Vineyards alla cantina del Ch.anti Classico e il completamento di quella del Guado al Tasso, il gruppo fiorentino nel 2022 ha fatturato 240 milioni e per quest’anno prevede un’ulteriore crescita del 4-5% di Divina Vitale E senz’altro l’anno degli Antinori. Dal riconoscimento come World’s Best Vineyards per Bargino, la grande realtà del Chianti Classico — circa trentamila visite l’anno — al colpo grosso con l’acquisto di Stags Leap in Napa Valley, fino alla conclusione della cantine di Guado al Tasso, a Bolgheri, per un investimento di circa 6 milioni di euro. Con un fatturato che si aggira attorno ai 240 milioni di euro, per il 2022, e una previsione di crescita tra i14 e 115º6, l’azienda si afferma tra le più performanti del panorama italiano. Gli investimenti in attività correnti, come confermano dall’azienda, rappresentano circa i17% del fatturato, ogni anno, e si concentrano nell’ambito produttivo.

Fonte: L’Economia del Corriere Fiorentino.

Il Chianti pirata sul vascello di Sean il Guercio.
Avolte parliamo di «una vita da romanzo» ma qua i romanzi sono almeno due. Quello del corsaro che salpa i mari del Chianti Classico rinverdendone la storia (complici personaggi che meriterebbero un romanzo a sé) e quello del sangiovese stesso, varietà principe delle terre toscane, gioiosamente indagata e valorizzata verso nuovi orizzonti. II pirata che guida il vascello ha veramente la benda su un occhio, aria scanzonata e sorriso beffardo, il suo logo è nato sulla tazza del cesso e prevede cinque colpi di matita a stilizzare naso, bocca, occhio, una X al posto dell’altro. Persona molto seria, specie sul lavoro, in tanti lo conoscono come il Guercio: «Mi chiamava così chi voleva prendermi in giro, quindi ho pensato fosse il nome giusto per firmare il mio vino».

Fonte: L’Economia del Corriere Fiorentino.

Antichi vitigni: microvinificazioni per recuperarli.
Nasce «Graspo». La ricerca e il recupero di antichi vitigni abbandonati, la convinzione che la biodiversità sia una risorsa essenziale per il futuro della viticoltura, la valori77a7ione di chi ha permesso di tutelare piante antiche divenendo custode di un patrimonio di inestimabile valore. Sono gli intenti dell’associazione G.r.a.s.p.o., Gruppo di ricerca ampelografica per la salvaguardia e la preservazione dell’originalità e biodiversità viticola. All’appuntamento all’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona è stato presentato il volume realizzato da Aldo Lorenzoni, Luigino Bertolazzi, Giuseppe Carcereri e Gianmarco Guarise dedicato alla biodiversità viticola, che ha come focus il territorio di Verona.

Fonte: Arena.

Bottiglie e aneddoti Cantina Valpolicella si svela alle donne.
Ad accoglierle il direttore Accordini Bottiglie e aneddoti Cantina Valpolicella si svela alle donne Visita alla cooperativa del gruppo di Bruna Pavesi «Conosciamo la cultura del territorio che abitiamo» •• Le socie di «Donne della Valpolicella» in visita a Cantina Valpolicella Negrar, la cantina cooperativa negrarese che nel 2023 festeggia il novantesimo anniversario. Scopriranno la prima bottiglia di Amarone etichettata con questo nome nel 1936 e altre storiche, il museo dell’appassimento e gli aspetti inediti dell’economia agricola. La visita è stata guidata dall’export manager della cantina, Silvia Minoccheri. Ha partecipato il direttore generale della cooperativa vinicola, Daniele Accordini. «Donne della Valpolicella» comprende un centinaio di socie residenti in tutti i paesi della vallata e in aree vicine.

Fonte: Arena.

Idea laghetti per la «sete» del Prosecco.
Per un litro di vino servono 500 litri di acqua pionieri degli invasi, il piano del Consorzio. Quattrocento metri su livello del mare, siamo sul colle Mondragon ad Arfanta, Tarzo. Da questa collina, che assomiglia ad un drago, si vede l’intero universo del Prosecco eroico, lo sguardo arriva fino a Cima Grappa. In zona sono piantati tre ettari di vigneto di Francesco Borghi, viticoltore che immette sul mercato quarantamila bottiglie col marchio «Prosecco Fato 1734». E lui che ha realizzato alcune tra le più spettacolari opere di tutela del territorio e di riutilizzo delle acque piovane. C’è una vasca da 2.86o metri cubi, ma non solo: canalette che raccolgono l’acqua piovana in eccesso e la fanno fluire evitando frane, soluzioni idrogeologiche che hanno reso questa zona metafora stessa della battaglia che il Prosecco sta combattendo contro la siccità. «Da trent’anni lavoro duramente per realizzare queste opere, dalle briglie alla pompa per riportare in quota l’acqua», dice Borghi.

Fonte: Corriere della Sera Extra Veneto & Friuli Venezia Giulia.

lo, principessa nel paradiso sostenibile.
Isabella di Collalto, il Castello-azienda e il Prosecco eccellenza della Marca bio diversità, fonti energetiche rinnovabili, sostenibilità. E un approccio tutto green, quello che la principessa Isabella Collalto de Croe porta avanti per vigneti, campi e boschi che circondano il Castello di San Salvatore nella Marca trevigiana a Susegana, azienda agricola all’ottavo posto tra le 5o più antiche del mondo. La dinastia dei Collalto è protagonista nella storia della Marca trevigiana dal 958 e l’azienda nel 2024 festeggerà i 120 anni. Dal 2007 al comando c’è la principessa Isabella Collalto de Croy (che è anche la presidente delle Ville Venete), figlia del principe Manfredi VI di Collalto, sposata con il principe belga Guillaume de Crop. II Prosecco è il fiore all’occhiello della produzione. La cantina, su tre livelli, mantiene la struttura originaria del Novecento, mentre all’interno ha le più moderne tecnologie. Il castello, di proprietà dei Collalto dal 1245, ha un parco abitato da scoiattoli, fagiani, daini e asini, circondato da vigneti, pascoli e boschi.

Fonte: Corriere della Sera Extra Veneto & Friuli Venezia Giulia.

Bisol, volo sulle colline Unesco Lai-Giusti, patto per “Soffioni”.
Biso1 1542 ha inaugurato nei giorni sorsi la prima live webcam della Denominazione, il Prosecco Superiore Eye, per mostrare a tutto il mondo la bellezza delle colline di Valdobbiadene, Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 2019. Posta in uno dei vigneti più storici di proprietà dell’azienda, a 300 metri di quota, sulla collina di Cartizze, la live webcam offre una panoramica completa delle ripide colline dove nascono i vini di Biso11542. Attivo dal 30 maggio e visitabile dalla home page del sito web di Biso11542 (www.bisol.it), Prosecco Superiore Eye è accessibile a tutti gli utenti e mostra la visuale a 360 gradi e sempre aggiornata del paesaggio oltre ad indicare ora, velocità del vento e temperatura. E dall’alto di questo luogo magico, nelle giornate più terse, si può arrivare a scorgere l’orizzonte sino a Venezia, di cui Bisoll542 celebra lo stile di vita e il fascino in tutte le bollicine che crea.

Fonte: Gazzettino.

Lo Sforzato contemporaneo: territorio, tecnica e ricerca.
La gastronomia e i grandi vini della Valtellini sono stati protagonisti a Milano – grazie all’impegno del suo Consorzio Vini – durante l’evento Obiettivo Valtellina che si è tenuto a La Casa degli Artisti di Corso Giuseppe Garibaldi. Durante la giornata, aperta ai professionisti della ristorazione, alla stampa e agli appassionati winelover della città, oltre alla possibilità di assaggiare decine di etichette al banco di assaggio, si sono svolte masterclass di approfondimento per raccontare il percorso di crescita dei produttori della valle lombarda.

Fonte: Identità Golose.

Cavit, Cantina Bozen, Toblino, Gaierhof, Laimburg, Maso Poli, Tramin … I top del Trentino Alto Adige.
Ecco le etichette che celebrano i vini della Regione nel Concorso promosso dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Cavit, Cantina Rotaliana, Cantina Tramin, Pedrotti, Toblino, Gaierhof, Cantina Laimburg, Maso Poli, Cantina Bozen: ecco le firme top dei vini del territorio del Trentino Altoadige, i migliori nelle diverse categorie (su più annate) dedicate ai vitigni più identitari, selezionati dal Concorso “Vino e territorio” della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Ad individuare i vini migliori una giuria qualificata (formata da 30 esperti) che ha degustato e valutato i 102 vini in gara di 52 aziende provenienti dal Trentino e dall’Alto Adige.

Fonte: WineNews.

Viaggio in Grecia e Turchia | Di moto, dogane, duty-free, cantine (tante) e Dioniso dappertutto.
Il viaggio inizia, mi lascio alle spalle la routine, salgo in moto e parto per la Grecia. Imbarco ad Ancona su un cargo pieno di camionisti russi panzuti e barbuti. Dalla nave vedo una enorme scritta Leone su un cubo di marmo in uscita dal porto che mi guarda. Comprendo che i fatti che sto per raccontare siano già avvenuti, mi tocca solo ripercorrerli a ritroso… Ad Igoumenitsa salto con la moto fuori dal vascello, mi tuffo in mare e, ricoperto di cristalli di sale, giungo a Meteora dove mi addormento negli antichi monasteri ortodossi sospesi in cielo al suono degli inni sacri. Da quassù mi precipito nella prima cantina, Kontozisis winery in piena Tessaglia, terra di Centauri e Lapiti. Lungo la strada non scorgo neanche un vigneto, solo campagna incolta e qualche villaggio. In cantina mi aspetta Aphrodite.

Fonte: Intravino.

Investire nel vino. Ma come riconoscere i fine wines?
Investire nel vino significa, innanzitutto, diventare un collezionista di bottiglie di pregio. Non tutte le etichette, però, hanno le caratteristiche per essere considerate da investimento e solo circa l’1% della produzione vinicola globale supera l’accurata selezione, che viene fatta ogni anno da critici internazionali. Esperti sommelier degustano i vini non appena questi vengono rilasciati sul mercato e, in alcuni casi, l’assaggio viene fatto ancora prima che il vino sia imbottigliato e commercializzato. Questo è il caso della famosa campagna En Primeur di Bordeaux, dove i critici vengono invitati a valutare le nuove annate, quando ancora si trovano nelle botti di maturazione.

Fonte: Corriere del Vino.

Il vino in Valle d’Itria ha il suo chakra.
Questa settimana vi porto nel cosiddetto Canale di Pirro, alle pendici della Valle d’Itria, area carsica di storia e leggende sostanziose, collocata tra i comuni di Castellana Grotte e Alberobello. È qui che il giovane “enologo per amore” Giovanni Aiello materializza il suo sogno vitivinicolo. Giovanni è professionista dal background cospicuo, studi in Veneto e Friuli, poi esperienze importanti, tra California ed Australia, successivamente una passione in embrione per la produzione, cui è stato fatale l’incontro con 6 ettari di vecchi alberelli, tra i 60 e i 110 anni di età, che poi, dal 2016, inizia ad imbottigliare a marchio.

Fonte: L’Espresso.

Torna Vinòforum, 10 serate dedicate al vino e alla cucina d’autore.
La manifestazione, allestita nel Parco di Tor di Quinto dal 9 al 18 giugno, propone dieci serate all’insegna dell’incontro tra etichette del vino e cucina d’autore, per un format che nel 2023 festeggia i 20 anni. Alla rassegna saranno presenti 800 cantine, 2500 etichette e 50 chef.. Per l’edizione 2023 rinnovati gli appuntamenti con le Wine Top Tasting, degustazioni che vedranno protagonisti i terroir più vocati italiani e non solo. Non mancherà la cucina d’autore con The Night Dinner. “Un compleanno che per noi rappresenta un importante traguardo – commenta Emiliano de Venuti, Ceo di Vinòforum – ne certifica una crescita costante che pone Vinòforum di diritto nella ristretta lista degli eventi da non perdere nel nostro settore”. “Il segreto del successo – aggiunge il Ceo – della nostra manifestazione risiede, a mio giudizio, nel perfetto mix tra divertimento e conoscenza, condivisione e approfondimento. A ciò aggiungerei il connubio tra eccellenze enologiche e i più importanti volti della ristorazione, altro elemento che ben rappresenta l’anima del nostro format e la sua unicità”.

Fonte: ANSA.

Europa, si consuma troppo alcol, dal vino alla birra.
Scopriamo i 10 paesi che bevono di più al mondo, nove sono nell’Ue. Ma ci sono grandi differenze tra le nazioni. Un bicchiere di vino aiuta cuore e umore. Ma attenzione all’uso eccessivo. Dal secondo rapporto sulla salute del 2021 dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) è emerso che gli europei sono dei grandi bevitori. Ogni anno ogni persona, dai 15 anni in su, consuma in media 9,5 litri di alcol puro, che equivalgono a circa 190 litri di birra, 80 litri di vino o 24 litri di alcolici. Il consumo totale di alcol pro capite è diminuito di 2,5 litri (21%) tra il 2000 e il 2019 in tutta l’area europea, che comprende 53 paesi tra cui la Russia e gli ex stati sovietici come la Moldavia. Ma la gente continua ad alzare troppo il gomito, soprattutto nell’Europa occidentale.

Fonte: Euronews.

Armenia, dove vino e guerra non hanno tempo.
Secondo la Bibbia, la storia del vino inizia con la fine del diluvio universale, quando Noè raggiunse la cima del monte Ararat, introducendone la coltivazione come simbolo di una ritrovata armonia tra Dio e l’umanità. Con altitudini elevate, un clima dinamico e terreni vulcanici, i vitigni autoctoni dell’Armenia sono stati utilizzati per la vinificazione nel corso dei millenni e solo ora vengono riscoperti grazie alla diaspora armena, forti delle loro nuove esperienze, risorse e contaminazioni. Quello che oggi è conosciuto come il rinascimento del vino armeno è dovuto ai primi grandi progetti vitivinicoli iniziati con il rientro della diaspora armena, desiderosa di contribuire allo sviluppo di una giovane nazione in pieno fermento. «Da qui ai prossimi dieci anni i vini armeni cambieranno moltissimo». A sostenerlo è la fondatrice di Zulal Wines, una giovane cantina armena che coniuga tradizione e modernità in un paese schiacciato tra il desiderio di divenire una democrazia moderna e la perenne minaccia di una guerra con l’Azerbaijan.

Fonte: Domani.

In alto i calici. Nel chiostro di Fossanova il vino delle abbazie d’Italia (e Francia).
Torna la manifestazione che racconta le tradizioni vitivinicole dei terreni coltivati intorno a questi antichi luoghi di preghiera. Tra gli stand monaci e imprenditori. Quest’anno ospiti i produttori d’Oltralpe. All’abbazia di Fossanova il vino è di casa dal 1208, quando dalla Francia arrivarono i monaci cistercensi, creatori di quelle che sarebbero diventate le etichette più rinomate della Borgogna. Sono passati più di 800 anni ma sembra che poco sia cambiato. Ancora oggi i terreni intorno alle abbazie restano un piccolo paradiso: è qui che vengono salvati i vitigni, mantenuti i sapori ed è qui che prende vita un’economia inimitabile. Un mondo che dal 2 al 4 giugno si è ritrovato nel chiostro dell’abbazia di Fossanova: oltre 30 cantine insieme per “Vini d’Abbazia”. Monaci e imprenditori (molte le imprenditrici), arrivano da tutta Italia e quest’anno anche dalla Francia.

Fonte: RaiNews.

Torna a Cogne Cantine Gourmet, il viaggio per gli amanti del vino.
Va in scena dal 9 all’11 giugno Cantine Gourmet 2023 a Cogne, l’evento dedicato al vino di qualità. Un intero weekend, da venerdì a domenica, con un’esperienza itinerante alla scoperta dei vini Doc valdostani, dei piatti della cultura cogneintse e prodotti tipici valdostani, anche rivisitati in chiave moderna. Cena itinerante, percorsi guidati all’insegna del turismo di qualità, show cooking: il programma di Cantine Gourmet 2023 è ampio e variegato. Si parte venerdì 9 giugno, dalle 17 alle 22, con la cena itinerante, che coinvolgerà una decina di locali tipici dislocati dal centro di Cogne al villaggio di Cretaz: qui si daranno appuntamento piccoli produttori e cooperative vitivinicole affiliate al Consorzio Vini Valle d’Aosta. Le migliori etichette Doc valdostane e non saranno abbinate ai piatti della tradizione gastronomica locale, oltre a salumi tipici e prelibatezze dolciarie.

Fonte: INformaCibo.

Re-Discovery, oltre 1000 persone alle cene evento del cibo-vino marchigiano: ora il gran finale.
Più di venti eventi in tre mesi per promuovere al meglio vino marchigiano in abbinamento con i prodotti del territorio. Una quarantina di soggetti tra locali, aziende vitivinicole e mastri birrai, sommelier e condotte Slow Food che sono riusciti a coinvolgere oltre 1000 persone in serate a tema dedicato all’agroalimentare della nostra regione. Sono questi i numeri di Re-Discovery Marche, il progetto realizzato nell’ambito del bando regionale “Enoturismo Marche”, giunto al suo ultimo appuntamento che si terrà il 15 giugno al ristorante La Tartana di Senigallia per una serata che vedrà protagoniste circa 30 etichette rappresentative del territorio, dal Bianchello del Metauro al Pecorino, da nord a sud della regione, tra nicchie del gusto e grandi realtà. Per i partecipanti anche la possibilità di incontrare i produttori e ascoltare dal vivo il lavoro che si cela dietro ogni calice.

Fonte: Ancona Today.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
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Mostra del Chianti. Dai calici al corteo. Oggi il gran finale – Mostra Chianti. È il momento del gran finale.
Auto d’epoca, ultima degustazione e corteo storico Oggi la manifestazione si chiude in grande stile. La presenza di eccellenze vinicole e un pubblico numeroso ed entusiasta hanno caratterizzato fin qui la 65esima Mostra del Chianti di Montespertoli, che oggi si chiuderà in grande stile. La principale novità rispetto alle scorse edizioni sarà lo spettacolo di luci e proiezioni che illuminerà il palazzo comunale al calar del sole. Sarà proiettato infatti un video mapping progettato esclusivamente per questo evento, che attraverso immagini e animazioni accompagnate da musica su superfici tridimensionali darà vita a delle vere e proprie storie e illusioni ottiche creando un’esperienza immersiva per gli spettatori. Stasera alle 23.45 l’ultimo spettacolo di luci e suoni si concluderà con una sorpresa e con un brindisi con tutti i viticoltori che hanno partecipato a questa 65esima edizione.

Fonte: Nazione Empoli.

Va’ dove ti porta il sole.
Questa settimana vi porto nel cosiddetto Canale di Pirro, alle pendici della Valle d’Itria, area carsica di storia e leggende sostanziose, collocata tra i comuni di Castellana Grotte e Alberobello. È qui che il giovane “enologo per amore” Giovanni Aiello materializza il suo sogno vitivinicolo. Giovanni è professionista dal background cospicuo, studi in Veneto e Friuli, poi esperienze importanti, tra California ed Australia, successivamente una passione in embrione per la produzione, cui è stato fatale l’incontro con 6 ettari di vecchi alberelli, tra i 60 e i 110 anni di età, che poi, dal 2016, inizia ad imbottigliare a marchio.

Fonte: Espresso.

In vino ventas nettari marchigiani.
Si può fare un viaggio di-vino controcorrente, navigando nelle Marche dei grandi bianchi e scoprendo che lì, nella vigna di fianco, nascono anche grandissimi rossi. Vini insospettabili, di eleganza rurale, veri. Mettetevi dunque in automobile e prendete l’autostrada A14 uscendo al casello di Fano. Qui risalite la superstrada direzione Piagge e al casello prendete per la collina fino a raggiungere la cantina Guerrieri. Vi accoglierà Luca con la sua famiglia e con i suoi valori: la campagna, il lavoro solidale (dipendenti tutto l’anno, anche da generazioni e non stagionali), riconversione energetica dell’azienda e poi i vigneti da cui oltre a Bianchello del Metauro e Igt Marche bianchi conosciuti in tutto il mondo, come il Guerriero del Mare, il Guerriero Bianco o il Celso, nascono anche grandi vini rossi.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.

Intervista a Michele Bernetti – Andar per cantine Emozioni senza tempo.
Il presidente di Imt illustra le strategie per favorire la crescita dell’enoturismo locale Michele Bernetti, presidente di Imt (Istituto marchigiano tutela vini), quanti enoturisti arrivano nelle Marche ogni anno? “Non abbiamo un numero preciso, siamo nella fase di organizzazione del sistema. Per enoturismo finora si intendeva la visita in cantina con l’assaggio. Ma il passo che vogliamo fare è sfruttare una legge regionale che consenta all’azienda di aprire una attività di impresa che vada al di là del mordi e fuggi: un pacchetto offerta da mettere in circuito a livello internazionale. Quello che possiamo dire è che abbiamo avuto grande interesse per Doc e Docg con il Covid che ha aumentato l’attenzione e i numeri sul settore”. A cosa state lavorando? “A una piattaforma di coordinamento che possa mettere in chiaro le offerte.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.

Al Consorzio del basilico non servono più spazi – I viticoltori della Liguria hanno bisogno di altre aree – Ora i viticoltori chiedono più aree: «Non stiamo al passo della domanda».
II Consorzio del basilico in controtendenza: « Il mercato è equilibrato» Ora i viticoltori chiedono più aree: «Non stiamo al passo della domanda». «La normativa blocca la possibilità di espandere le coltivazioni: in un anno concessi solo 17 ettari». Una nicchia d’élite, che a sua volta racchiude tanti mondi, con ambizioni e esigenze diverse. Per Giorgio Baccigalupi, direttore del Consorzio viticoltori Liguria (Colli di Luni, Liguria di Levante, Cinque Terre e Colline di Levanto), i livelli del valore della produzione non sono soddisfacenti. Alle sue spalle ci sono le aziende del comparto che scalpitano per avere più spazi: «Oggi il nostro prodotto fatica a stare dietro alla domanda: molte nostre consorziate arrivano a dicembre, che è il mese di maggiori vendite, trovandosi nella condizione di dover commercializzare il vino prodotto nell’anno in corso. Non abbiamo quasi giacenze: per rimanere in argomento, i vini che fanno capo alla Doc di Portofino hanno una giacenza media di 270 ettolitri in meno sugli ultimi tre anni, un livello molto basso.

Fonte: Secolo XIX.

L’allarme: “Vigneti devastati, si intervenga”.
Drammatica prima conta dei danni, l’appello del presidente Carmine Fusco L’allarme: «Vigneti devastati, si intervenga» Il presidente di Cia Benevento Carmine Fusco ha lanciato il suo allarme dopo il violento nubifragio e la pesante grandinata che ha interessato il Sannio e in particolare la Valle Telesina. “Il maltempo – ha dichiarato Fusco – toma a fare danni alle nostre aziende agricole e devasta interi vigneti. In queste ore registriamo grande preoccupazione di nostri associati e chiediamo a gran voce alle istituzioni, a tutti i livelli, di intervenire in tempi stretti con misure di sostegno concreto per i tanti imprenditori agricoli che non devono essere lasciati soli”. Insomma a fronte di devastazioni e danni diffusi appello a fare preso.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Pesticida vietato per salvare le viti Scoppia la polemica.
Il primo a scendere in campo contro l’uso Si? muove anche la politica: la Regione in deroga è subito il Consorzio del Prosecco torni sui suoi passi e salvaguardi la salute. «Nell’apprendere la possibilità che il Ministero della Sanità ammetta in deroga l’utilizzo, ancorché con limitazioni, del Clorpirifos-metile, il Consorzio di tutela della Doc Prosecco – nell’impossibilità di vietare al proprio sistema produttivo l’impiego di tale sostanza – auspica venga preferita l’adozione dei principi attivi il cui impiego è ordinariamente ammesso perla lotta alla cicalina, seguendo le eventuali raccomandazioni sull’impiego di categorie di prodotti ritenuti più efficaci». È questa la posizione del Consorzio del Prosecco alla notizia che alcune Regioni, tra, cui il Friuli Venezia Giulia e il Veneto hanno chiesto al Ministero una deroga per poter utilizzare contro la flavescenza dorata, un pesticida che è stato vietato dal 2020 dall’Unione Europea.

Fonte: Gazzettino Pordenone.

Vini e prodotti ciociari protagonisti in abbazia.
Prodotti e aziende ciociare tra í protagonisti di “Vini d’Abbazia”, la manifestazione ideata per ricordare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella preservazione di vitigni che altrimenti sarebberó andati perduti. Iniziativa che si conclude oggi nell’Abbazia cistercense di Fossanova, a Priverno. Oltre 30 cantine e, per la prima volta, alcune importanti Abbazie francesi legate all’Associazione LesVins D’Abbayes, che svolge un’analoga manifestazione a Parigi: Tante etichette e la possibilità di degustare anche i vini locali tra i quali quelli della Strada del Cesanese del Piglio e del consorzio Cabernet Dop di Atina. All’interno dello straordinario Borgo, per l’occasione, è allestita una speciale sezione gastronomia curata da Slow Food Latina con numerosi stand di produttori e presidi del grande movimento internazionale, ad ingresso gratuito.

Fonte: Messaggero Frosinone.

Intervista a Gianfranco Toso – La «via del vino» per andare oltre la Cina – La nuova frontiera per l’Est e la Cina è la «via del vino».
Le Cantine Toso di Cossano Belbo A destra, l’amministratore delegato Gianfranco Toso, nella foto in basso con il cugino Massimo (al centro) e il fratello Pietro, insieme alla guida della storica azienda di famiglia La nuova frontiera per l’Est e la Cina è la «via del vino» Cantine Toso conquista nuovi mercati portando la cultura del bere bene e del «made in Italy» Diego Pistacchi • «Come va? Molto meglio dell’anno scorso di questi tempi». Gianfranco Toso, amministratore delegato della società che guida le omonime cantine proseguendo una ormai più che centenaria tradizione di famiglia, abbozza un sorriso ripensando a quanto accaduto nell’ultimo quinquennio. Un’azienda che vive soprattutto di export, che vende all’estero ben il 65% dei suoi prodotti, è un termometro ideale per stabilire lo stato di salute dell’economia italiana e del Nord Ovest in particolare. E dalla sede di Cossano Belbo, dove ormai da 30 anni si sono trasferite le Cantine Toso, l’imprenditore vede finalmente qualcosa di positivo.

Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.

Intervista a Veronica Russo – «Etichettatura di vini e birre. Bisogna tutelare i produttori».
Non sempre l’etichetta è una cortesia tanto gradita. La proposta dell’Oms di ‘marchiare’ vino e birra come accade già per i tabacchi e i superalcolici sta creando non pochi dissapori. O Catalogare vino e birra come prodotti nocivi alla salute è sbagliato? «Metterli sullo stesso livello – spiega Veronica Russo consigliere regionale di Fratelli d’Italia – rischia di creare un danno enorme a nostri produttori. Bisogna affrontare correttamente il tema dell’etichettatura per tutelare i capisaldi del Made in Italy». O E cosa propone? «Intanto ho presentato un ordine del giorno approvato in Consiglio regionale per tutelare un mondo di viticoltori, produttori di vino e birra che sono custodi dei territori e di una cultura millenaria».

Fonte: Nazione La Spezia.

Olio e vino, il tesoro ligure vale ogni anno 38 milioni – Liguria Dop.
Per l’Istituto di servizi per il Mercato agricolo alimentare (Ismea), la Liguria nel 2022 ha generato prodotti Dop e Igp per un valore di 38 milioni, a fronte dei 19,1 miliardi del totale nazionale, impiegando 2.010 persone. Una produzione di élite: prevale la qualità, in particolare di vino e olio. Liguria Dop Portofino obbliga i ristoranti a mettere in menu almeno tre vini e tre cibi di origine protetta Il settore vale 38 milioni e occupa 2010 addetti. Dopo l’ordinanza sul decoro che vieta persone in costume e bivacchi nel borgo, il Comune di Portofino vara un regolamento che farà nuovamente discutere, entrando nei menù dei ristoranti e imponendo – attraverso un regolamento con tanto di multe – la presenza tra le voci offerte di almeno tre cibi e tre vini a Denominazione di origine protetta (Dop) o Indicazione geografica protetta (Igp) liguri.

Fonte: Secolo XIX.

Oltre trecento prelibatezze dagli ortaggi alla cucina.
La Liguria vanta due prodotti alimentari Dop, il marchio più importante, che tutela giuridicamente la denominazione comunitaria dei prodotti le cui «peculiari caratteristiche qualitative dipendono esclusivamente dal territorio in cui sono stati prodotti»: l’olio extravergine e il basilico. Poi ha tre prodotti Igp, la cui «qualità, reputazione o ulteriore caratteristica dipendono dall’origine geografica»: la Focaccia di Recco, le acciughe sotto sale del Mar Ligure, il vitellone piemontese della Coscia. Stesso discorso per i vini. I Dop: Cinque Terre e Cinque Terre Sciacchetrà, Colli di Luni, Colline di Levanto, Golfo del Tigullio-Portofino o Portofino, Pornassio o Ormeasco di Pornassio, Riviera Ligure di Ponente, Rossese di Dolceacqua o Dolceacqua, Val Polcevera. Gli IAp: Liguria di Levante, Colline del Genovesato, Colline Savonesu e Terrazze dell’Imperiese.

Fonte: Secolo XIX.

I viticoltori della Liguria hanno bisgno di altre aree – Consorzio del basilico, non servono più spazi – Ora i viticoltori chiedono più aree: «Non stiamo al passo della domanda».
Al Consorzio del basilico non servono più spazi. Una nicchia d’elite, che a sua volta racchiude tanti mondi, con ambizioni e esigenze diverse. Per Giorgio Baccigalupi, direttore del Consorzio viticoltori Liguria (Colli di Luni, Liguria di Levante, Cinque Terre e Colline di Levanto), i livelli del valore della produzione non sono soddisfacenti. Alle sue spalle ci sono le aziende del comparto che scalpitano per avere più spazi: «Oggi il nostro prodotto fatica a stare dietro alla domanda: molte nostre consorziate arrivano a dicembre, che è il mese di maggiori vendite, trovandosi nella condizione di dover commercializzare il vino prodotto nell’anno in corso. Non abbiamo quasi giacenze: per rimanere in argomento, i vini che fanno capo alla Doc di Portofino hanno una giacenza media di 270 ettolitri in meno sugli ultimi tre anni, un livello molto basso.

Fonte: Secolo XIX.

Ecco perché il vino fa bene alla salute Le fake news e le risposte della scienza.
La stretta dell’Irlanda apre il dibattito, la spiegazione di Rondanelli, luminare dell’alimentazione. Il vino fa davvero bene? O è un grave pericolo per la nostra salute come sostiene ora, con tanto dileggi ed etichet te, per esempio l’Irlanda? Laparola a Mariangela Rondanelli, specialista in Scienze dell’Alimentazione, in malattie del Ricambio e in Igiene e Medicina Preventiva oltreché endocrinologa e responsabile dell’Unità di Nutrizione Clinica all’Università di Pavia. La luminare cremonese dell’alimentazione, ospite nei giorni scorsi di Elisir, programma Rai condotto sul terzo canale da Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi, ha risolto il dilemma del momento in modo semplice, scientifico e puntuale nel corso della sezione `Vero o Falso’. «Il vino fa parte dell’alimentazione mediterranea, come i cereali, come la frutta e i legumi – ha spiegato Rondanelli.

Fonte: Provincia – Cremona.

Settore vitivinicolo in crisi Sos di Acli Terra al governo.
Allarme di Luigi Vecchio, presidente provinciale Settore vitivinicolo in crisi Sos di Acli Terra al governo Giovanna Neri Settore vitivinicolo in ginocchio. A manifestare grande preoccupazione con un allarmato Sos è Luigi Vecchio, presidente provinciale di Acli Terra Agrigento che rivolge un appello al Governo della Regione Siciliana per sollecitare sostegni ai viticoltori. Un allarme crisi economica che indebolisce una delle più importanti filiere del sistema agroalimentare regionale. «Tra i provvedimenti opportuni per poter arginare il pericolo del crollo del prezzo dell’uva da mosto nella prossima vendemmia – afferma il presidente Vecchio – l’adozione urgente di misure straordinarie. Il settore vitivinicolo siciliano sta attraversando un grave momento a causa della crisi economica.

Fonte: Giornale di Sicilia Agrigento-Caltanissetta-Enna-Trapani.

Gli Agronauti. Ecco il vino realizzato dal Cerboni.
La classe quinta dell’agrario Dalla vendemmia alle 70 bottiglie si cimenta in vigna e in cantina di rosé: l’impresa degli studenti Portoferraio Non finisce di stupire l’istituto tecnico Cerboni di Portoferraio, diretto da Lorella Di Biagio. Dopo aver prodotto “praline di cioccolato all’aroma di birra dell’Elba”, aver realizzato un progetto per il recupero della “Strada maestra napoleonica di San Martino”, ed aver creato manifesti, con il corso di grafica, per fare appelli tesi alla tutela ambientale della Madonna del Monte di Marciana, ecco che la quinta agrario ha creato il primo vino della storia dell’Isola, nato nel laboratorio di chimica dell’Istituto, posto in piazzale Buttafuoco, una settantina di bottiglie di un rosè ricavato da uve Merlot ricevute dalla scuola, che verrà presentato domani, lunedì 5 giugno alle ore 10, 30 nell’aula magna.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

La cicalina e il pesticida: Prosecco Doc e Regione divisi – Il consorzio Prosecco Doc contrario a un pesticida È scontro con la Regione.
Con i tempi sempre più stretti per salvare le vigne dalla flavescenza dorata, ecco che ai produttori di Prosecco arriva dal Consorzio Doc un invito: meglio astenersi dall’uso del Clorpirifos-metile, il pesticida di cui il ministero dovrebbe autorizzare in deroga l’utilizzo. L’assessore veneto all’Agricoltura Federico Caner ribatte: «Perché non l’avete detto prima? Se siete contrari al Clorpirifos, vietatelo nel disciplinare». Sullo sfondo i timori per la commercializzazione delle bollicine in America. Il consorzio Prosecco Doc contrario a un pesticida È scontro con la Regione ?Caner: «Non l’hanno mai detto prima Mettano il divieto nel loro disciplinare». «Non usate quel pesticida». A giugno ormai iniziato e quindi con i tempi sempre più stretti per salvare le vigne dalla flavescenza dorata, ecco che ai produttori di Prosecco arriva dal Consorzio Doc un invito. Così riassumibile: meglio astenersi dall’uso del Clorpirifos-metile. Al che l’assessore veneto all’Agricoltura Federico Caner ribatte: «E perché non l’avete detto prima? In ogni caso, se siete contrari al Clorpirifos, vietatelo nel disciplinare: nulla ve lo impedisce».

Fonte: Gazzettino.

L’olio di Cornoleda porta i Colli Euganei a trionfare in Europa.
II frantoio di Zanaica ottiene il prestigioso “Leone d’Oro” L’annata 2023 si prospetta eccellente nel nostro territorio. Ancora un riconoscimento alla eccellente qualità dell’olio extravergine d’oliva prodotto nei Colli Euganei. La varietà Grignano, del Frantoio di Cornoleda di Devis e Jaci Zanaica, ha vinto il primo premio, come miglior olio monovarietale d’Italia, al concorso internazionale Leone d’Oro. La cerimonia di premiazione di è tenuta sabato scorso a Toscolano Maderno (in provincia di Brescia), sul lago di Garda. «È stato un risultato inaspettato, quando ho ricevuto la comunicazione del successo quasi non ci credevo», afferma il quarantaseienne Devis Zanaica, che assieme alla moglie nel 2008 ha avviato l’attività. «Questo riconoscimento ci ripaga di tanti sacrifici e va ad aggiungersi agli altri che abbiamo ottenuto».

Fonte: Mattino Padova.

«No all’utilizzo del Clorpirifos» Anche il Doc boccia il pesticida.
II presidente del Consorzio Stefano Zanette segue la linea del protocollo Docg Appello ai viticoltori: «Vanno preferite altre sostanze nella lotta alla cicalina». Il Ministero della Salute si appresterebbe a concedere la deroga, su richiesta delle Regioni, all’utilizzo, ancorché con limitazioni, del Clorpirifos-metile, pesticida neurotossico vietato in Ue e negli Usa che, a luglio, potrebbe tornare sui colli Unesco di Conegliano e Valdobbiadene per salvare il Prosecco dalla cicalina, nonché nei vigneti di pianura delle bollicine più classiche. La sostanza chimica non è prevista tra quelle in uso al Consorzio Prosecco Doc e alla denominazione Conegliano Valdobbiadene Docg (che l’ha espressamemte vietata nel suo protocollo). Ed è fortemente contestata dalle associazioni di produttori bio, dai Comitati come “Stop Pesticidi”, da ambienti politici. Ebbene, Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc, paladino da anni della sostenibilità, invita i suoi a prestare la massima prudenza.

Fonte: Tribuna Treviso.

Addio a Giorgio Massari, storico titolare della cantina Ju Boss.
Lutto all’Aquila per la morte di Giorgio Massari, storico titolare, insieme al fratello Franco, della nota cantina Ju Boss, in piazza Regina Margherita. La cantina ha aperto i battenti nel lontano 1931, grazie a Mariano Massari, minatore tornato dagli Stati Uniti, soprannominato “ju boss”. Dopo anni di lavori di ristrutturazione, il locale ha riaperto le sue porte a novembre 2021 in piazza Regina Margherita. “A nome della Municipalità e a titolo personale esprimo profondo cordoglio alla famiglia Massari per la perdita di Giorgio, storico titolare, insieme al fratello Franco, della cantina Ju Boss di Piazza Regina Margherita”, così il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Fonte: NewsTown.

Caltagirone, vino e turismo sostenibile: in una cantina che guarda l’Etna l’uomo si ricongiunge con il creato.
Le cantine sono i nuovi luoghi della socialità, sono spazi specializzati per la produzione del vino, sparsi nei nostri territori, come presidi di slow food, come luoghi d’incontro tra cultori della lentezza e buongustai della dieta mediterranea. Accoglienza, convivialità, ricerca e sperimentazione. Nelle campagne, fuori dai circuiti urbani più glamour, sono diventati un nuovo paesaggio, quasi un nuovo rituale per famiglie, giovani e viaggiatori.

Fonte: Corriere Etneo.

La Cuvée Nicolas François 2008 Billecart- Salmon: uno champagne senza tempo per omaggiare il fondatore della Maison.
Nel 1818 Billecart- Salmon prende vita dall’unione in matrimonio di Nicolas François Billecart con Elisabeth Salmon proprio a Mareuil-sur- Aÿ, un piccolo villaggio vicino a Épernay. Una Maison familiare fondata con il fratello di Elisabeth, Louis, enologo. Oggi alla direzione di Billecart-Salmon c’è la settima generazione con Mathieu Roland-Billecart. Il mantra aziendale è sempre sincronizzato sulla produzione d’eccellenza e proprio la cuvée appena presentata in Italia dallo chef de cave, Florent Nys e Nicolas Roland-Billecart, responsabile commerciale della Maison, sanciscono all’unisono il voler puntare sulla qualità assoluta dei loro Champagne. Certo il millesimo 2008 rappresenta anche per Billecart- Salmon una grande annata come per tutta la Champagne.

Fonte: Identità Golose.

Vitigni irpini a cena con il produttore.
Per tutti gli appassionati di vino e gastronomia è possibile trascorrere una piacevole serata all’evento A cena con il produttore organizzato da Vitigni Irpini. Sarà un’occasione per conoscere da vicino il produttore della cantina Vini Contrada e degustare i suoi vini abbinati alla cucina del ristorante Que Sabroso. Appuntamento giovedì 8 giugno 2023 alle ore 20:30 presso il ristorante Que Sabroso in via Brigata ad Avellino. Ricordiamo che l’evento è esclusivamente su prenotazione, tutti i dettagli li troverete nella locandina. Sul sito ufficiale www.vitigniirpini.com potete scoprire il progetto Vitigni Irpini e tutti i servizi offerti per far conoscere il territorio dell’Irpinia attraverso l’enoturismo; ad oggi partecipano al progetto 34 produttori.

Fonte: Il Mattino.

Quale vino consigliano gli chef quando dobbiamo sfumare un piatto in cucina.
Quando si tratta di preparare un piatto perfetto, il vino può essere uno degli ingredienti segreti che fanno la differenza. Quali sono i migliori vini da usare in cucina? E soprattutto, quale vino consigliano gli chef per sfumare un piatto o per creare dei dolci deliziosi? Scopriamolo insieme. Il vino da usare per sfumare un piatto non è mai da sottovalutare. È un tema culinario che sta diventando sempre più popolare tra gli appassionati di cucina. Non tutti sanno come utilizzarlo al meglio, e spesso si finisce per scegliere una bottiglia casuale senza sapere se sia adatta alla preparazione del piatto. In realtà, il vino può donare ai piatti un sapore eccezionale e migliorarne la consistenza. Tuttavia, è importante conoscere le giuste tecniche per utilizzarlo al meglio, dall’abbinamento con i cibi alla scelta del tipo di vino da usare.

Fonte: Wine and Food Tour.

La supremazia francese nel vino…ANCHE nel lessico.
È innegabile che il mondo del vino (Italia inclusa) sconti una certa sudditanza nei confronti della Francia. Balza subito agli occhi quella a livello commerciale: perché va bene produrre tanto vino ed essere i primi in classifica tra i Paesi produttori, ma poi quello che conta davvero è il prezzo a cui quel vino viene venduto. Giusto per fare il paragone “tra noi e loro”: l’Italia nel 2022 ha prodotto 49,8 milioni di ettolitri di vino, la Francia qualcosa in meno, 45,6 milioni; ne abbiamo mandato all’estero ben 21,9 milioni di ettolitri; i cugini molto meno, 14 milioni; il dato importante però è che loro da tutto questo hanno guadagnato 12,3 milioni di euro, noi “solo” 7,8 (dati OIV). Perché questa differenza? Le motivazioni sono tante e non è questo il posto per declinarle tutte. Certamente i francesi, storicamente, non hanno iniziato prima degli altri a produrre vino.

Fonte: Gambero Rosso.

Il vino biologico italiano conquista anche Svezia e Giappone.
Il vino biologico italiano conoquista Svezia e Giappone. Mercati di sbocco analizzati nel focus di Winemeridian.com attraverso i dati della piattaforma VINO.BIO , curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio. Nei Paesi dell’Unione Europea, dove si concentra il 79% della superficie vitata bio del mondo (il 12% del totale), l’Italia detiene il primato per incidenza di superficie vitata biologica (21% del totale), nonostante la crescita importante in Spagna (+148% nell’ultimo anno) e Francia (+218%). Il valore dell’export del vino biologico italiano ha raggiunto nel 2022 i 626 milioni di euro (8% dell’export vitivinicolo totale).

Fonte: Corriere dell’Economia.

I potenziali benefici per la salute del consumo moderato di vino: una prospettiva scientifica.
Il consumo di vino è stato oggetto di dibattito e speculazioni per molto tempo. Molte persone si sono chieste se sia realmente vero che bere un bicchiere di vino al giorno possa apportare benefici alla salute. In questo articolo, cercheremo di esplorare questa domanda e di fornire una risposta basata sulle evidenze scientifiche disponibili. Il vino, soprattutto il vino rosso, è noto per contenere una varietà di composti chimici che possono avere effetti benefici sul nostro organismo. Uno dei principali componenti del vino rosso che ha attirato l’attenzione degli studiosi è il resveratrolo, un polifenolo presente nella buccia dell’uva. Alcune ricerche suggeriscono che il consumo moderato di vino rosso, e quindi di resveratrolo, possa offrire i seguenti benefici per la salute: Salute cardiaca, Antiossidante, Salute cerebrale, Benefici metabolici.

Fonte: Microbiologia Italia.

Colline Teramane, cresce l’export del Montepulciano docg.
Dal mar Adriatico al Gran Sasso, con un dislivello di 3.000 metri: è la grande area geografica che con la varietà dei suoi ambienti e dei suoi climi crea le condizioni affinché sulle colline maturino le uve per la docg ‘Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo’. Un vino che da vent’anni viene tutelato e promosso dal Consorzio, presieduto da Enrico Cerulli Irelli, protagonista in questi giorni di un mini-tour promozionale per la stampa di settore, con tappe a Milano, Torino e Roma. Del Consorzio fanno parte una trentina di aziende che rappresentano il 90% della produzione: 600 mila bottiglie all’anno, da una superficie complessiva di 172 ettari, destinate per il 60% al mercato italiano e il 40% all’export, con una tendenza alla crescita di quest’ultimo in virtù della riapertura dei mercati esteri.

Fonte: ANSA.

Golden Wine, vini e cucina a Torre del Greco.
Golden Wine non è solo una semplice enoteca che vanta numerose etichette italiane e internazionali, ma è anche cucina di qualità. Giuseppe Fornito è l’anima giovane della Voce del Mare, ristorante storico a Torre del Greco, sua è la passione del vino e sua è l’idea di aprire un anno e mezzo fa una vineria al porto, poco distante dal locale di famiglia. L’intento era quello di avvicinare un pubblico di appassionati al mondo del wine che, però, apprezzasse anche la buona cucina. Non solo taglieri, infatti, ma anche piatti gourmet lo chef Vincenzo Russo abbina alle bottiglie e ai calici selezionati da Golden Wine. Piatti che restano fedeli alla tradizione e ai prodotti del posto, che subiscono il fascino di contaminazioni internazionali come quelle giapponesi e che, alla fine, danno sempre risultati originali. Una nota di merito va ai lievitati: ottimi il pane e la focaccia di lievito madre, saporiti i grissini all’alga spirulina.

Fonte: Luciano Pignataro.

Vino e fake news, Rondanelli: bevuto con moderazione, diminuisce il rischio di malattie.
Il vino fa davvero bene? O è un grave pericolo per la nostra salute come sostiene ora, con tanto di leggi ed etichette, per esempio l’Irlanda? La parola a Mariangela Rondanelli, specialista in Scienza dell’Alimentazione, in malattie del Ricambio e in Igiene e Medicina Preventiva oltreché endocrinologa e responsabile dell’Unità di Nutrizione Clinica all’Università di Pavia. La luminare cremonese dell’alimentazione, ospite nei giorni scorsi di Elisir, programma Rai condotto sul Terzo Canale da Michele Mirabella e Benedetta Rinaldi, ha risolto il dilemma del momento in modo semplice, scientifico e puntuale nel corso della sezione ‘Vero o Falso’. «Il vino fa parte dell’alimentazione mediterranea, come i cereali, come la frutta e i legumi – ha spiegato Rondanelli –. Bere vino ‘in modo mediterraneo’ diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari, neuro-degenerative e di diabete».

Fonte: La Provincia di Cremona.

Vino e passione Via alla rassegna.
Novanta residenti, una passione smodata per il vino. Tanto da farne una rassegna, i Profumi di Lamole. Lamole è il più piccolo paesaggio storico d’Italia, riconosciuto dal 2018 paesaggio rurale storico dal Ministero delle Politiche agricole, dove il vino si coltiva ad alta quota sin dai tempi dei romani. Per i suoi terrazzamenti chiamati dai latini ‘lamulae’ il borgo grevigiano per questo fine settimana la rassegna enogastronomica giunta alla 20esima edizione. Da oggi a domenica “I profumi di Lamole” metterà in piazza le produzioni delle nove aziende che partecipano alla manifestazione: Castellinuzza e Piuca, I Fabbri, Le Masse di Lamole, Podere Castellinuzza, Fattoria di Lamole, Lamole di Lamole, Castellinuzza, Jurij Fiore e Figlia, Il campino di Lamole. L’apertura della manifestazione è in programma oggi alle 15, quindi mostra fotografica sui vent’anni dell’evento. Domani alle 15.30 tradizionale taglio del nastro alla presenza del sindaco Paolo Sottani e dell’assessore al Turismo Giulio Saturnini. Sempre domani sarà proclamata Lamolese DOCG 2023, la giornalista statunitense Monica Larner.

Fonte: La Nazione.

Vino. Comune Paglieta chiede stato calamità per peronospora.
La Giunta comunale di Paglieta, riunita su convocazione del sindaco Ernesto Graziani, ha approvato all’unanimità la delibera per il riconoscimento dello stato di calamità naturale nel settore vitivinicolo comunale. Questa decisione è stata presa a seguito dei gravi danni subìti dalle aziende a causa delle avverse condizioni meteorologiche che hanno provocato problemi al settore dell’agricoltura, per il proliferare della peronospora. “Le abbondanti recenti piogge stanno mettendo a rischio l’annata agraria e causando pesanti ripercussioni economiche dovute alla diminuzione dell’uva o alla mancata produzione – afferma il primo cittadino -. Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni su questa preoccupante situazione, in particolare dall’Azienda agricola Paolucci e dalla Cantina sociale che rappresentano i produttori locali. Anche le organizzazioni di categoria hanno espresso il loro disagio per i problemi causati dagli attacchi persistenti della peronospora sul territorio, i quali, se non affrontati tempestivamente, peggioreranno ulteriormente le difficoltà socio-economiche delle aziende”.

Fonte: Abruzzo Live TV.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che la rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 3 giugno 2023!

La rassegna stampa vino di oggi, è stata offerta da QuidQuid Srls, consulenze e strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

In cantina – Château d’Yquem, ok le magnum.
Rivalutazione media alle aste superiore all’8% per i 15 millesimi da un litro e mezzo Château d’Yquem, ok le magnum di Cesare Pillon Il palcoscenico è riservato questa settimana alle magnum di Château d’Yquem perché, imprevedibilmente, le annate delle sue bottiglie da un litro e mezzo quotate adesso e per le quali è possibile il confronto con la quotazione che avevano nel 2021 sono 15, cioè non solo più del solito ma in quantità sufficiente per poter dedicare la puntata, questa volta, all’analisi dei prezzi di Yquem in questo formato speciale, che a lume di naso non si direbbe abbia le caratteristiche per essere tra i più apprezzati dagli investitori. Però insultati verificabili in tabella, dicono che farebbero bene a interessarsene anche loro. Complessivamente, infatti, i 15 millesimi, che nel 2021 valevano 13.492 euro, sono quotati adesso per 14.622, e la differenza è di 1.130 euro una bella sommetta che rappresenta 1’8,37% del capitale investito.

Fonte: Milano Finanza.

Quanta storia in un calice.
La linea 1673 della cantina Cesarini Sforza rappresenta il vertice degli spumanti Trentodoc. Siamo in Val di Cembra, le vigne crescono sui terrazzamenti creati da muretti di pietra, un paesaggio orgogliosamente entrato a far parte del Patrimonio Unesco. La raccolta delle uve è a mano e sono tre le etichette che raccontano questo lavoro eroico e lo stile delle bollicine. Il Riserva è prodotto con le migliori uve Chardonnay, riposa in bottiglia per settanta mesi, elegante, da grandi occasioni. Il Rosé è uno spumante setoso dalle note di frutti rossi. Il Noir Nature, infine, è un metodo classico realizzato da pinot nero ed è proposto nella versione pas dosé, cioè privo di addizioni zuccherine.

Fonte: Repubblica D.

Il Nebbiolo della Valtellina vuole vincere nei ristoranti.
Fuori casa già al 90% Emiliano Sgambato Ivini della Valtellina puntano a consolidare la crescita degli ultimi anni, in cui la qualità del Nebbiolo delle Alpi ha conquistato spazio tra i rossi di qualità. Soprattutto nel settore della ristorazione, che pesa già per circa il 90% del giro d’affari. In quest’ottica Milano – sbocco naturale per vicinanza al terroir e palcoscenico internazionale per intercettare i wine lovers – è la piazza ideale, soprattutto in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, che vedranno il capoluogo lombardo protagonista in tandem con gli impianti valtellinesi di Bormio e Livigno, non lontani dalle vigne che danno vita a etichette come Grumello e Valgella, Inferno e Sforzato. Anche per questo 33 cantine (su 54 aziende produttrici e 900 viticoltori aderenti al Consorzio) sono state protagoniste di un evento a Milano dedicato agli operatori, con degustazioni condotte da Gabriele Gorelli, primo (e unico) Master of Wine italiano.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Enoteca batte web.
Le enoteche non cedono il passo all’online secondo i migliori professionisti del settore premiati dall’Associazione enotecari.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Anche l’Enoteca Regionale in prima linea per affrontare l’emergenza nei vigneti.
FRASCARI: «MONITORARE I TERRENI PER LIMITARE I DANNI» Supporto alla comunità e dialogo con le banche da parte dell’associazione con sede a Dozza. L’alluvione in Emilia Romagna è stata una catastrofe senza precedenti, coinvolgendo cento comuni e causando più di mille frane. I danni al territorio, alle aziende agricole e agli allevamenti sono preoccupanti, soprattutto nell’area romagnola, epicentro della tragedia e sede di molte aziende socie di Enoteca Regionale, che ha casa a Dozza. «Siamo in contatto costante con la popolazione locale — dichiara il presidente Davide Frascari — per sostenere coloro che hanno dovuto affrontare questa calamità naturale e non ci limitiamo alle parole ma vogliamo offrire un aiuto concreto a chi ha perso tutto».

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Anche Carlo Cracco cucina per la Romagna Ma non è il solo.
Io chef milanese sarà a Cesenatico e porterà anche i suoi prodotti romagnoli A Roncofreddo, invece, la cantina Villa Venti il 7 sostiene Sorrivoli e altri vignaioli. Gli chef stellati e i vignaioli della Romagna si sono mobilitati fin dall’inizio per guardare oltre il danno della tragica alluvione e per sostenere coloro a cui è andata peggio. Il cibo, la tavola e i calici, si sono già dimostrati un ottimo strumento per raccogliere fondi e pensare a risollevarsi senza perdere il senso del gusto. Carlo Cracco In riviera Ora scende in campo anche Carlo Cracco, romagnolo d’adozione si può dire, dal momento che a Santarcangelo, terra d’origine della moglie Rosa Fanti, gestisce da qualche anno un’azienda agricola. Da lì verranno gli ortaggi, le ciliegie per il dessert e il vino che saranno protagonisti sulla tavola di una speciale cena charity organizzata per il prossimo 11 giugno al Grand Hotel Da Vinci di Cesenatico, messo a disposizione dalla famiglia Batani.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Il castello medievale accarezzato dalla Luna.
Questa eclissi di Luna immortalata da Cristiano Antonini bacia il castello che nel Medioevo fece del borgo la culla dei Malatesta. Fortezza da cui la casata raccontata tre volte nella Divina Commedia scese poi alla conquista di Rimini. La Rocca del Sasso è uno dei gioielli della cittadina dal 2017 nella famiglia dei Borghi più belli d’Italia, perché Verucchio era assurta agli onori della storia già diversi secoli prima, quando fu una delle capitali della Civiltà Villanoviana di cui conserva reperti unici nel Museo civico archeologico.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Tenuta Viglione Da cento anni il vino buono è di famiglia.
Traguardi ambiziosi in collaborazione con l’Università Le tecniche produttive di Zullo sono all’avanguardia. Quella del saper aspettare è un’arte che non tutti sanno davvero apprezzare. Ma chi lavora con la natura, chi da essa trae i frutti del proprio successo, invece sì. Dentro la famiglia Zullo questa capacità viene tramandata di generazione in generazione, seguendo la logica che chi è venuto prima insegna a chi viene dopo ad apprezzare il tempo e il suo scorrere lento. «Sono passati quasi cento anni da quando la mia famiglia ha iniziato a lavorare in questi vigneti, con passione e dedizione, realizzando quello che da semplice sogno si è trasformato in una splendida realtà, che raccontiamo con orgoglio ogni giorno nei nostri vini».

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Stasera sulla Nena con Simoni per Calici d’Estate.
Questa sera alle 19.30 sulla Darsena a Ferrara, nell’ambito di Calici d’Estate, si tiene “Banchetto fluviale – in viaggio con la corte Estense”, percorso di Analisi Sensoriale enogastronomico ferrarese guidato, in esplorazione, navigando a bordo dell’imbarcazione Nena tra le mura della città di Ferrara in compagnia dei produttori. L’evento ideato e a cura del grande esperto Marco Simoni. Sarà possibile degustare i seguenti vini: Terre Ca’ Bindola “Astemio” Charmat Brut Trebbiano e Chardonnay; Cantina Pettyrosso “Confondo” ancestrale biologico Trebbiano e Montuni; Cantina Val Testa “Monterastelli 1947” Lambrusco Maestri Frizzante; Cantina “Ca Nova” Fortana Frizzante doc Bosco Eliceo. Un appuntamento per esperti ma anche per semplici appassionati. Dalle 18 alle 24 e domani dalle 16 alle 22 sarà possibile prendere parte alle degustazioni.

Fonte: Nuova Ferrara.

Benvenuto Vermentino, oltre cento etichette sabato 17 a Castelnuovo.
Scattato il conto alla rovescia verso l’edizione numero 12 di “Benvenuto Vermentino”, la manifestazione autentico caposaldo della posizione di luogo leader, da parte del territorio castelnovese, per la produzione del prezioso nettare. La kermesse dedicata al vitigno simbolo dei Colli di Luni andrà in scena sabato 17 e domenica 18 giugno, in un cuore del paese che si trasforma mettendo in evidenza le sue bellezze, grazie anche ad un arredamento fatto di stand, colori e profumi mirati alla sua sublimazione. E allora ecco le degustazioni, gli assaggi, i dibattiti e gli incontri, i convegni, la possibilità di fare trekking e tanta musica.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

La sfida del vino senza solfiti «Bastano i tannini naturali».
Roberto Negri ha applicato la sua tecnica allo spumante rosè Menalca Ora lo stesso metodo viene utilizzato per il Vigna Alta dell’azienda di Tano Martini Luca Ghirardini Vino senza solfiti? Si può. Parola di Roberto Negri. L’esperto enologo mantovano, produttore di vini con il suo marchio a Villanova Maiardina, ha messo a punto una sua tecnica per arrivare a questo risultato. «Non sto dicendo “senza solfiti aggiunti”, proprio senza» sottolinea. Ma come è possibile eliminare ciò che serve a mantenere nel tempo le caratteristiche organolettiche del vino? L’enologo lo ha spiegato nel corso di una serata organizzata dall’enoteca Enoclub di via Roma al Cigno-Trattoria dei Martini.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Novità per il Lambrusco: Teieto affianca La Fiuma Un omaggio ai Gonzaga.
Nel corso di una serata conviviale alla presenza di molti addetti ai lavori nel settore enogastronomico a Corte Barco di Marmirolo, Fabio Zappellini ha presentato l’ultimo nato tra i vini della sua azienda agricola “La Fiuma”. Un progetto che parte da lontano e affonda le radici nel territorio basandosi sull’autenticità e su un continuum storico-culturale della nostra provincia. Lo stesso nome del Lambrusco, Teieto, come dice Zappellini, «vuole essere un omaggio ai Gonzaga e alla città di Mantova, che nell’isola del Teieto (poi denominato semplicemente Te, ndr) costruirono grazie a Giulio Romano quella splendida villa di piaceri e feste chiamata Palazzo Te. Quello stesso Giulio Romano che restaurò la Basilica del Polirone a San Benedetto Po, dove è nato quattro anni fa il Lambrusco La Fiuma, Grappello Ruberti in purezza, che ha avuto da subito una repentina e gratificante approvazione da parte della clientela
Fonte: Gazzetta di Mantova.

Contours Mondial de Bruxelles Produttori mantovani al top.
Ottimi risultati sono stati ottenuti dai produttori di vino mantovani in occasione della trentesima edizione del Concours Mondial de Bruxelles, un prestigioso concorso internazionale – è stato definito da alcuni critici “le Nazioni Unite dei vini di qualità” – che, a dispetto del nome, non si svolge necessariamente nella capitale del Belgio, ma è itinerante. Quest’anno è andato in scena in Croazia, a Parenzo, con in lizza migliaia di vini provenienti da cinquanta Paesi valutati nell’arco di tre giorni da trecentocinquanta degustatori internazionali. Quattro sono risultate le etichette premiate prodotte da aziende mantovane, entrambe della zona di produzione dei colli morenici. La migliore valutazione è quella ottenuta dal Garda Doc Carpino Merlot 2017 dell’azienda Ricchi di Monzambano, al quale è stata assegnata la Gran Medaglia d’Oro.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Fondo milionario paga i vitigni malati di flavescenza – Flavescenza dorata fondi dal governo per sostituire i vitigni uccisi dalla malattia.
Un vitigno malato di flavescenza. STANZIAMENTO PER OTTO REGIONI Flavescenza dorata fondi dal governo per sostituire i vitigni uccisi dalla malattia In due anni previsti 3,5 milioni: l’Oltrepo tra le zone colpite Il recente convegno a Torrazza ha rilanciato l’allarme. Risorse dal governo ai territori vinicoli colpiti dal ritorno della flavescenza dorata. C’è anche la Lombardia, e quindi anche la zona dell’Oltrepo Pavese tra le regioni inserite nel decreto, firmato dal ministero dell’Agricoltura, che contiene i criteri di riparto e di gestione del Fondo per il sostegno alle imprese agricole colpite dalla flavescenza dorata della vite. Il Fondo, previsto dalla legge di bilancio, ha una dotazione di 1,5 milioni di euro per il 2023 e 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2024, con l’obiettivo di erogare contributi per la sostituzione, tramite rimpiazzo o reimpianto, di piante di vite estirpate in vigneti colpiti dalla malattia epidemica. Le risorse sono ripartite tra le Regioni Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Liguria e nelle province autonome di Trento e Bolzano interessate dalla recrudescenza della malattia.

Fonte: Provincia – Pavese.

La Strada del vino vuole mappare le mete turistiche in Oltrepo.
Depaoli nuovo presidente, l’uscente Allegrini resta come vice «Il nostro obiettivo è creare sinergie con consorzi, enti e Comuni» La Strada del vino vuole mappare le mete turistiche in Oltrepo. Un lavoro di mappatura e tracciamento dei punti di interessi strategici del territorio oltrepadano in chiave turistica. E questo il progetto, reso possibile da un bando di Regione Lombardia, a cui sta lavorando la Strada del vino e dei sapori, che lo presenterà ai sindaci della zona dell’Oltrepo. Tra l’altro, la Strada ha di recente rinnovato il consiglio di amministrazione e il nuovo presidente è Edoardo Depaoli, giovane capogruppo di maggioranza del Comune di Broni, che sostituisce l’avvocato casteggiano Giorgio Allegrini, che resta nel Cda con il ruolo di vicepresidente; la nuova segretaria, invece, è Sara Zambianchi. Il progetto prevede la realizzazione di undici video promozionali delle varie offerte del territorio oltrepadano.

Fonte: Provincia – Pavese.

Mercalli: nelle Langhe spariranno i vigneti – L’apocalisse di Mercalli “Con questo clima addio vino nelle Langhe”.
«Se andiamo avanti così ci possiamo scordare il vino delle Langhe, o il riso del Vercellese». E i ghiacciai delle nostre montagne? «Per quello servirà ancora meno tempo: nel 2050 non ci saranno più». II meteorologo: anche il riso del Vercellese rischia di scomparire “E città come Torino saranno inospitali, con punte vicine ai 50 gradi” L’apocalisse di Mercaffi “Con questo clima addio vino nelle Langhe”. Così ci possiamo scordare il vino delle Langhe, o il riso del Vercellese». E i ghiacciai delle nostre montagne? «Per quello servirà ancora meno tempo: nel 2050 non ci saranno più». Parola di Luca Mercalli, meteorologo e climatologo, ieri ospite del Festival dell’Economia. Un kermesse dove la questione ambientale sta tenendo banco: dagli scienziati ai vertici delle banche, tutti parlano del clima, quest’anno il vero sfondo della kermesse. Non c’è da stupirsi”.

Fonte: Stampa Torino.

Compie 80 anni il primo rosato pugliese e italiano.
Il Five Roses ha fatto il lifting, verrebbe da dire, ma la parola potrebbe evocare qualcosa di negativo, un intervento anti-invecchiamento, un artifizio che maschera una situazione decadente. Invece la parola giusta è: restyling, cioè un intervento che tende a migliorare, attualizzare, rimodernare un vino che negli anni, e ne sono passati 8o dalla prima vendemmia, è stato sempre un punto di riferimento non solo per l’enologia regionale. Era il 1943 quando Piero de Castris mise in bottiglia quello che divenne il primo rosato imbottigliato in Italia. Negli anni, tutti o quasi si sono dovuti misurare con questo vino che ha sempre rappresentato un modello con cui confrontarsi e spesso da inseguire. Negli anni il Five Roses ha cambiato pelle, ma comunque in qualche modo è rimasto fedele a sé stesso.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Forum Wine Festival È conto alla rovescia.
Appuntamento dal 23 al 25 giugno Si ravviva di bollicine il Forum Eventi di San Pancrazio Salentino che, da venerdì 23 a domenica 25 giugno, ospiterà la prima edizione del Forum Wine Festival, grande rassegna dedicata al mondo dell’enologia pugliese. Un settore in costante crescita, come evidenziano i recenti importanti appuntamenti delle fiere di settore, nazionali e internazionali, e i relativi premi ai vini pugliesi e salentini. Un settore che, grazie al lavoro quotidiano di uomini e donne, abbraccia storia, cultura, tessuto economico e sociale dei territori con vigneti e cantine. Il Forum Eventi di San Pancrazio è un contenitore di grandi manifestazioni che si sviluppa su un’area di oltre 50mila metri quadri. Immerso tra ulivi e palmeti, è diviso in diverse aree.

Fonte: L’Edicola del Sud Brindisi.

Vino e passione Via alla rassegna.
Da oggi a domenica «I profumi di Lamole» esporrà le produzioni delle 9 aziende partecipanti. Novanta residenti, una passione smodata per il vino. Tanto da farne una rassegna, i Profumi di Lamole. Lamole è il più piccolo paesaggio storico d’Italia, riconosciuto dal 2018 paesaggio rurale storico dal Ministero delle Politiche agricole, dove il vino si coltiva ad alta quota sin dai tempi dei romani. Per i suoi terrazzamenti chiamati dai latini ‘lamulae’ il borgo grevigiano per questo fine settimana la rassegna enogastronomica giunta alla 20esima edizione. Da oggi a domenica «I profumi di Lamole» metterà in piazza le produzioni delle nove aziende che partecipano alla manifestazione.

Fonte: Nazione Firenze.

‘Tutto esaurito’ in Val d’Orcia Negli agriturismi si parla straniero.
Tutto esaurito negli agriturismi della Val d’Orcia, anche per il ponte del 2 giugno. Ed è un turismo rurale che parla sempre più straniero, con l’effetto Covid che è solo un lontano ricordo. Attratti dal paesaggio più bello del mondo, luoghi iconici come i cipressini di San Quirico e la Cappella di Vitaleta, centri storici unici come Pienza e Bagno Vignoni, prodotti enogastronomici come il Brunello di Montalcino, il vino Orcia, il pecorino di Pienza e i pici fatti con il grano di queste colline. E poi percorsi da fare a piedi lungo la Via Francigena o in bicicletta per le strade sterrate. II turismo in Val d’Orcia, che non si è arrestato neanche negli anni del Covid, continua a crescere e guarda sempre più all’estero. L’agriturismo è una meta quantomai desiderata, ma rispetto al passato diminuiscono gli italiani e aumentano gli stranieri, che oggi, facendo una media dei tre mesi di primavera valgono il 60 per cento.

Fonte: Nazione Siena.

Enoturismo, partnership tra Cantina La Scolca e Costa Crociere.
Costa Crociere e la Cantina piemontese La Scolca hanno siglato una nuova partnership: da giugno, gli ospiti che arriveranno ogni venerdì a Genova a bordo della Costa Toscana, nave ammiraglia della compagnia, potranno fare una visita guidata nei vigneti di Cortese della Tenuta a Gavi (Alessandria). Inoltre, sulla terrazza dell’azienda, potranno degustare tre Gavi e assaporare alcuni prodotti tipici del territorio. “Sono particolarmente orgogliosa di questa collaborazione fra due brand che rappresentano un’eccellenza di hospitality e di lifestyle autenticamente italiani, riconosciuti a livello internazionale” ha dichiarato la Cav. Chiara Soldati, Owner & Ceo di La Scolca, dicendosi “certa che questa scoperta del nostro territorio contribuirà a lasciare un ricordo profondo ed indimenticabile”.

Fonte: Askanews.

Vini d’Abbazia, la Toscana riscopre le cantine di eremi e conventi.
Monasteri, abbazie, eremi e conventi con frati-vignerons e vendemmie in clausura. Una tradizione sempre più sotto i riflettori come dimostra “Vini d’Abbazia” in programma all’Abbazia di Fossanova, a Priverno dal 2 al 4 giugno. La Toscana, dopo la prima edizione, raddoppia la sua presenza. Accanto alla storica Badia a Passignano con i vini Antinori e al Monastero dei Frati Bianchi di Fivizzano si aggiungono l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Vallepicciola – Pievasciata che sorge su un ex convento e il Monastero di Camaldoli. L’evento riunisce oltre 30 cantine delle più antiche abbazie d’Italia e per la prima volta dedica uno spazio alla Francia e alle cantine associate a Les Vins D’Abbayes: appuntamento analogo che si tiene a Parigi. Banchi d’assaggio, masterclass e un incontro con Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, per esaltare il ruolo delle abbazie nella salvaguardia del vino.

Fonte: intoscana.

Addio a Giovanna Bombarda La storica cantiniera di Sainè.
Carrara dice addio a Giovanna Bombarda, regina dello stoccafisso e del baccalà marinato. Giovanna Bombarda era la storica cantiniera di ‘Sainè’, la tipica cantina di via del Plebiscito in cui ha lavorato per decenni affiancata dal marito Carlo Rossi, per tutti ‘Sainè’. Con lei se ne va un pezzo di storia popolare, quella fatta di gente vera e verace. Da Sainè per assaggiare i piatti della Giovanna ci sono andati cantanti, attori, registri degli anni d’oro del teatro Animosi. I piatti della Giovanna erano famosi e molto apprezzati. La sua cantina è stata il punto di ritrovo per intere generazioni di carraresi, che dopo aver mangiato i piatti tipici cucinati da Giovanna si intrattenevano fuori e dentro il locale suonando la chitarra tra un bicchieretto e l’altro..

Fonte: La Nazione.

Wein Tour dal 2 al 4 giugno: la Romagna si rialza dopo l’alluvione, sono 54 le cantine partecipanti.
Con 54 protagonisti fra singoli produttori e consorzi territoriali, la settima edizione del Wein Tour Cattolica segna la ripresa della Romagna dopo i danni dell’alluvione. All’evento si associa la campagna #BeviamoRomagnolo per sostenere concretamente le aziende vitivinicole colpite. L’obiettivo dell’attività di sensibilizzazione è che questa estate in Riviera si scelgano sempre di più i vini regionali per brindare, e anche ristoranti e hotel propongano ai loro clienti le etichette del territorio. L’edizione 2023 del Wein Tour si annuncia come la più grande di sempre. Sono numeri in costante crescita quelli della manifestazione dedicata ai migliori vini e cantine dell’Emilia-Romagna, che si conferma un appuntamento atteso e consolidato nel settore vitivinicolo, punto di riferimento sia per i wine lovers, sia per i migliori produttori regionali. Il format della kermesse coniuga vino e cultura gastronomica, portando l’entroterra al mare in un legame continuo fra il territorio e le strutture ricettive della riviera, che sempre più si rivolgono a un segmento di turisti amanti dell’enogastronomia, delle tipicità e della riscoperta delle eccellenze locali.

Fonte: Geronimo News.

Il vino d’Abruzzo, color della notte e color del giorno.
L’estate è ormai alle porte e le temperature iniziano ad alzarsi. L’aereo vola pesante nel cielo sereno e dopo una forte virata, la fusoliera viene invasa di raggi solari mentre sotto di noi, piano piano, l’azzurro del mare lascia il posto alla terra. Ecco di fronte a noi l’Aeroporto degli Abruzzi! Appena fuori dall’aereo la calda brezza ci accarezza il viso..Pescara che insieme a Chieti, L’Aquila e Teramo, raccoglie sulle sue colline i bei grappoli compatti di un’uva dagli acini tondi e scuri che permettono di ottenere uno tra i vini più impenetrabili d’Italia: il Montepulciano d’Abruzzo. CURIOSITA’ ENOICA: ma Montepulciano non è un ameno borgo toscano? Ebbene si! Ma non vi è alcun legame tra quest’uva e il borgo toscano..in questo inganno era caduto anche il buon Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III Farnese. Il Vino Nobile di Montepulciano (lui si dall’omonimo borgo toscano!) è ottenuto da un clone di Sangiovese!

Fonte: Osimo e Dintorni.

Vino andato a male, la tecnica per scoprirlo anche se non te ne intendi.
Oggi vi illustreremo la tecnica per riconoscere se il vino è andato a male dopo l’apertura. Potrebbe sembrare superfluo, in realtà questa tecnica può salvarci da un’indigestione o problemi più gravi. Se ti è mai capitato di aprire una bottiglia di vino e trovarla andata a male dopo qualche giorno, sai quanto può essere frustrante. Ma come riconoscere se il tuo vino è effettivamente deteriorato? Non devi essere un sommelier professionista per farlo! In questo articolo, ti forniremo alcuni consigli utili su come utilizzare le tue abilità sensoriali per distinguere un buon vino da uno andato a male dopo l’apertura. Condivideremo anche alcune linee guida sulla corretta conservazione delle bottiglie aperte. Quindi preparati a diventare un esperto nel rilevare i segnali di avvertimento del tuo vino andato a male.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vini d’Abbazia, sapori e territori della storia.
Confagricoltura dà il patrocinio alla seconda edizione di “Vini d’Abbazia”, in programma da oggi, fino a domenica 4 giugno, nel chiostro dell’abbazia cistercense di Fossanova, a Priverno (Latina). Alla tre giorni, dedicata alla secolare produzione di vino negli antichi monasteri, sarà presente anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che parteciperà al convegno “Il vino motore di un territorio: progetti di sviluppo”, sabato alle 18, all’auditorium Infermeria dei Conversi, con la conduzione del giornalista Rocco Tolfa. Tante le degustazioni e le masterclass. Si segnala in particolare quella con Marco Caprai (Arnaldo Caprai) e Antonio Capaldo (Feudi di San Gregorio). L’incontro con i due imprenditori vitivinicoli, in calendario stasera alle 19, sarà moderato dall’autrice Rai Isabella Perugini.

Fonte: The Way Magazine.

C’era una volta il vino.
Siamo cresciuti a tavola con il nonno che, controllata l’ora nel suo inseparabile orologio da tasca, puntualmente a pranzo e a cena sorseggiava un buon bicchiere di vino; un’immagine indimenticabile che dava l’idea della famiglia e soprattutto della salute. Da qui le frasi stereotipate: vino rosso fa buon sangue, un bicchiere di vino al giorno toglie il medico di torno…ed anche se nello specifico era una mela andava sempre bene purché il signor dottore rimanesse lontano dalla nostra casa! Insomma: la vigna, la vendemmia, le botti, la cantina, l’imbottigliamento ed infine tutti a tavola per brindare ad un’annata che ogni volta ci regalava quel nettare che pareva l’immagine del benessere. Ora tutto ciò sembra svanire nel nulla in quanto nel mondo, solo perché qualcuno si è inventato che anche il vino ‘nuoce gravemente alla salute’, a tutti i costi pretende che la scritta venga messa sull’etichetta della bottiglia.

Fonte: Avanti.

Mediobanca: “Rallenta la crescita del vino”. Ma resta l’ottimismo per il 2023.
Nuovo report di Mediobanca sui grandi brand del vino italiano e nuova classifica aggiornata sui fatturati del 2022. Lo scorso anno, sul podio si è confermata la cooperativa Cantine Riunite assieme alla società controllata Gruppo italiano vini (Giv), con 698,5 milioni di euro di ricavi (+10,1% sul 2021). Al secondo posto, il nuovo polo vinicolo Argea (455,1 mln, +9,6%) seguito da Italian wine brands (+5,2% sul 2021 a 430,3 mln di euro). Positiva anche la performance di Caviro, cooperativa romagnola che registra 417,4 mln/euro (+7,1% sul 2021).. Sette società, come evidenzia Mediobanca nell’ultimo studio pubblicato a maggio 2023, rilevano ricavi tra 200 e 300 milioni di euro. Si tratta della cooperativa trentina Cavit (264,8 mln/euro, in calo 2,3% sul 2021), seguita da Santa Margherita gruppo vinicolo (260,7 mln/euro, +18,2%), Marchesi Antinori (245,4 mln/euro, +14,9%), dalla piemontese Fratelli Martini (237,6 mln/euro, +8,2%), dalla cooperativa La Marca, specializzata in spumanti, con 235,2 mln/euro (+30,9%), dalla trentina Mezzacorona (213,4 mln/euro, +8,6%) e da Zonin1821 (200,1 mln/euro, +0,8%).

Fonte: Gambero Rosso.

Tra piatti del Sud e ricette spagnole, ecco i vini della settimana.
Abbinare un vino all’insalata agrodolce di ciliegie e cipolla di Tropea non è un’impresa facile. La salsa agrodolce realizzata con l’aceto è già un contrasto in sé, ma la presenza delle erbe aromatiche e della frutta complica ulteriormente le carte in tavola, tanto più se l’insalata servirà da contorno a secondi piatti a base di carne o pesce. Per uscire dall’impasse, potremmo restare in Calabria e optare per un Cirò Rosato Doc Mabilia Di Ippolito 1845, un vino dal colore cerasuolo con riflessi rubini ottenuto dal Gaglioppo, il più antico vitigno della regione. Il nome è un omaggio alla principessa normanna vissuta nelle terre del Cirò nell’XI secolo.

Fonte: La Repubblica.

Vino e passione Via alla rassegna.
Novanta residenti, una passione smodata per il vino. Tanto da farne una rassegna, i Profumi di Lamole. Lamole è il più piccolo paesaggio storico d’Italia, riconosciuto dal 2018 paesaggio rurale storico dal Ministero delle Politiche agricole, dove il vino si coltiva ad alta quota sin dai tempi dei romani. Per i suoi terrazzamenti chiamati dai latini ‘lamulae’ il borgo grevigiano per questo fine settimana la rassegna enogastronomica giunta alla 20esima edizione. Da oggi a domenica “I profumi di Lamole” metterà in piazza le produzioni delle nove aziende che partecipano alla manifestazione: Castellinuzza e Piuca, I Fabbri, Le Masse di Lamole, Podere Castellinuzza, Fattoria di Lamole, Lamole di Lamole, Castellinuzza, Jurij Fiore e Figlia, Il campino di Lamole. L’apertura della manifestazione è in programma oggi alle 15, quindi mostra fotografica sui vent’anni dell’evento. Domani alle 15.30 tradizionale taglio del nastro alla presenza del sindaco Paolo Sottani e dell’assessore al Turismo Giulio Saturnini. Sempre domani sarà proclamata Lamolese DOCG 2023, la giornalista statunitense Monica Larner.

Fonte: La Nazione.

Il vino è più antico del pane.
La coltivazione e la crescita della vite hanno fortemente influenzato le civiltà europee, ma l’origine della vite e la sua diffusione nel mondo sono state finora molto controverse. Nell’ambito di un ampio progetto genomico, i ricercatori dell’Università Agraria cinese dello Yunnan hanno determinato la sua origine e la sua evoluzione dalla vite selvatica all’attuale cultivar analizzando migliaia di genomi di vite raccolti lungo la Via della Seta dalla Cina all’Europa occidentale. La vite è una delle colture più antiche del mondo. Il vino è stato uno dei più antichi prodotti commercializzati in tutto il mondo. Ha favorito lo scambio di culture, idee e religioni. Alla fine dell’era glaciale, la vite si è originata dalla vite selvatica europea, di cui sono sopravvissute solo alcune popolazioni relitte.

Fonte: Teatro Naturale.

STAMPA ESTERA

South Africa finds Pinot’s sweet spot.
Pinot Noir has been fashionable for two, possibly three, decades, but South Africa has taken its time to identify where this delicate grape has the best chance of prospering. The country now seems to have found its sweet spot: on the south coast west of Cape Agulhas, Elgin and particularly in an underpopulated valley that is known as “heaven on earth” — Hemel-en-Aarde in Afrikaans — in the hinterland of the whalewatching resort of Hermanus. At the turn of the century there were just six wine producers in the valley. By 2004, the year the Pinot-promoting road-trip comedy Sideways was released, there were eight more. Today there are about 20. Such is the region’s reputation that quite a few of the younger, smaller producers who have revitalised the Cape wine scene are buying fruit in Hemel-en-Aarde and trucking it out to vinify elsewhere. Reino Thiart is winemaker at the Whalehaven winery, which is just outside the boundary of Hemel-en-Aarde, but has always sourced its grapes from there. It owns no vineyards but is a popular tourist destination. Thiart told me during a recent visit to the area, “If you want to make good Pinot [in South Africa], you have to come to Hemel. We have fantastic growers in the valley and the price of Pinot grapes has, justifiably, risen massively — to R25,000 to R30,000; approximately £1,000 to £1,250 a ton.” As a reference point, Stellenbosch’s celebrated Cabernet Sauvignon grapes sell for about R14,000 to R16,000 a ton. Most Hemel Pinots retail for between £25 and £40 a bottle, less in South Africa. Only slightly less planted in Hemel-en-Aarde is the white burgundy grape Chardonnay, whose grapes sells for between R16,000 and R22,000 a ton, with wines a bit cheaper than the Pinots — perhaps because, unlike Pinot Noir, there are so many other South Africa finds Pinot’s sweet spot Janis Robinson wine sources of exciting South African Chardonnay. I would argue, however, that Hemel is currently better at Chardonnay than Pinot Noir. Admittedly, it is generally easier to make Chardonnay anywhere than Pinot, but it is taking some time to find exactly the right mix of Pinot’s many clones for each vineyard strung out along the valley, which means that many of the best-quality Pinot vines are yet to hit their mature stride. This was true for many years of the wines at Hamilton Russell, Hemel’s pioneering wine estate, which was founded by Tim Hamilton Russell in 1975 when he was chairman of ad agency J Walter Thompson in Johannesburg. It was an exceptionally brave punt to imagine that what was once poor sheep-farming country (and so remote that it was chosen as the site of the Cape’s leper colony) would become a fine wine region.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

El vino español conquista el exterior.
El incremento de los precios de venta ha catapultado al vino español hasta rebasar una barrera que había sido infranqueable. Las exportaciones del sector han superado por primera vez los 3.000 millones de euros de forma interanual -entre abril de 2022 y marzo de 2023-, según el Observatorio Español del Mercado del Vino. El dato supone un crecimiento en todas las categorías (envasado y granel) yen los principales mercados internacionales, liderados por EEUU, el principal destino exterior del vino nacional. No obstante, también muestra varios de los desafios a los que se enfrenta este sector. El principal es que, aunque los precios han subido más de un 13% en el primer trimestre de 2023 frente al mismo periodo del ano anterior, los vinos españoles se siguen comercializando muy por debajo de las tarifas que aplican sus iguales en Francia o Italia, donde se encuentran sus mayores competidores. Las razones son varias e incluyen, en general, menos imagen internacional y menor experiencia de las bodegas nacionales como exportadoras, pero sobre todo un enorme peso de los vinos a granel o de bajo valor en volumen. Suiza es el país donde los vino españoles se venden más caros, superando los cinco euros por litro, pero sólo hay otros cinco países (EEUU, Canadá, Noruega, Irlanda y México) donde los precios medios, sumando todas las variedades, superen los tres euros por litro.

Fonte: Expansión.

El vino español bate su récord de exportaciones por el alza de precios.
EI incremento de las tarifas de venta y un repunte de los volúmenes, sobre todo en marzo, impulsan al sector. EEUU se consolida como el mayor mercado. EEUU es el mayor mercado exterior del vino español, con ventas en el último año de 430 millones El vino envasado supone el 82,7% de las exportaciones en valor, pero el granel manda en volumen. El vino español rompe por primera vez la barrera de los 3.000 millones de euros en exportaciones. La facturación exterior del sector alcanzó los 3.062 millones de euros, un 6,7% más que un año antes, entre abril de 2022 y marzo de 2023, pese a que las ventas ascendieron en volumen a 2.112 millones de litros en esos doce meses, lo que representa un 4,9% menos que en el mismo periodo del año anterior, según el último Observatorio Español del Mercado del Vino, elaborado por la Interprofesional del Vino de España. La clave de la evolución se debe a los precios de venta del vino español en el exterior, que crecieron un 13,3% de media en el primer trimestre del año frente al mismo periodo del ejercicio anterior. No obstante, el pasado marzo mostró también una importante recuperación en volumen (+27%) frente a un mismo mes de 2022 que fue especialmente flojo, lo que puede adelantar un cambio de tendencia, ya que las ventas exteriores en volumen venían cayendo mes ames desde finales de 2021. “En 2018 se superaron los 2.900 millones exportados, pero desde entonces hemos tenido muchos sustos por el Los espumosos, sobre todo cava, han crecido un 13,6% en valor y un 8,6% en volumen en un año Suiza es el país donde el vino español se vende más caro: 5,47 euros/litro camino. Ahora, el repunte de los precios y el crecimiento en volumen en el primer trimestre (+4,7%), sobre todo por marzo, nos ha llevado a rebasar esta cifra histórica, pero el mercado sigue irregular y no podemos asegurar que las cifras se vayan a mantener o a subir durante todo el año. Hay mercados que van mal cuando deberían ir bien y con otros pasa lo contrario”, afirma José Luis Benítez, director general de la Federación Española del Vino (FEV). Todas las categorías, al alza Los vinos envasados son los que menos han incrementado sus exportaciones en valor (un 6%, hasta 2.532 millones) en el cálculo interanual hasta marzo, lo que supone un alza por debajo de la media. Dicho eso, sus volúmenes vendidos también han caído menos (960 millones de litros, un -0,5%) en los últimos 12 meses. En cambio, los vinos a granel crecieron un 9,9% en el exterior entre abril de 2022 y marzo de 2023, hasta alcanzar los 529 millones, pero su caída en volumen alcanzó el 8,4%, hasta 1.151 millones de litros.

Fonte: Expansión.

La Audiencia de Madrid entierra la disputa por la bodega de Zalacaín.
Gartía-Cereceda defiende que la bodega valía más de un millón y no 133.346 euros. La Audiencia Provincial de Madrid ha desestimado el recurso presentado por Yolanda García-Cereceda, una de las herederas de la promotora inmobiliaria La Finca que también poseía el restaurante Zalacaín, en el que denunciaba que la valoración que se había hecho de la bodega del restaurante madrileño tras entrar en concurso era insuficiente, según consta en una sentencia a la que ha tenido acceso EXPANSIÓN. En concreto, García-Cereceda presentó una demanda contra la administración concursal, FTI e Partners, tras considerar que había hecho unavaloración demasiado baja (133.346,89 euros) de las existencias del restaurante. Para la empresaria, solo el valor de la bodega asciende a, por lo menos, un millón de euros. Esos cálculos se justifican con un recorte de una revista que publicó un reportaje del restaurante en 2017 donde se mencionaba que la bodega contaba con “800 referencias de las principales denominaciones de origen”. Hace casi dos años, el Juzgado de lo Mercantil número 13 de Madrid que lleva el concurso desestimó la demanda en su totalidad “por falta de fundamento al basarse la misma en meras opiniones personales y desconfianzas que en modo alguno resultan acreditadas”. “La administración concursal ha aportado al proceso un principio de prueba objetivo y fiable, como es lacontabilidad de la concursada, habiéndose limitado la administración concursal, en su informe, a valorar tales partidas, según el valor neto contable”, señala la sentencia de instancia. `Por tanto, al no disponer este juzgador de otros elementos probatorios, no hay razón alguna para apartarse del criterio adoptado por el administrador concursal”. La Audiencia de Madrid ha desestimado el recurso de García-Cereceda y confirma los argumentos de la sentencia del juzgado mercantil, que ya es firme. Para impugnar la valoración de un inventario, como es en este caso la bodega, es necesario presentar en el recurso una valoración alternativa, y el tribunal señala que un recorte de prensa no es suficiente. La impugnación también incluía la partida referida a la valoración de la reforma del restaurante en 2015.

Fonte: Expansión.

A Beaujolais Now In Full Flower.
Fleurie wines are famous for their suppleness and elegance. FLEURIE MIGHT HAVE the prettiest name in Beaujolais, and it might even have the first premier cru vineyards in Beaujolais, too. Fleurie is one of 10 designated Beaujolais crus: places where the best wines of Beaujolais, a subregion in Burgundy, France, are produced. So good are the wines, in fact, that a few months ago, a group of Fleurie winemakers put together a list of seven potential “premier cru” vineyards they plan to soon present to the INAO (National Institute of Origin and Qual ity). While a decision on their pro motion is pending and might take years to resolve, I bought 15 Fleuries to see how impressive (or otherwise) the wines are today. The melodius moniker, which translates from the French as “flowered,” “in bloom” or “flowery”—highly appropriate to this famously floral wine—is said to derive from the Roman place name Floriacum or possibly the name of a Roman general (depending on the source). Fleurie is also regularly referred to as the “Queen of Beaujolais.” The wines themselves are famous for their suppleness and elegance—qualities that oenophiles of a bygone era often called “feminine.” Fleurie is said to owe its distinctive character to the region’s unique pink-granite soils, though the exact soil type varies from one site to another. Some soils are sandier, some have more day. Soil variation and vineyard exposition—some Fleurie vineyards are planted on very steep slopes—are key factors in determining premier cru sites, according to the Cru Fleurie consortium of growers. The group conducted a number of tastings and discussions before agreeing on the seven lieuxdits (named vineyards or locales) that should be upgraded to premier crus: Les Moriers, Poncié, Les Garants, La Madone, La Roilette, Grille Midi and La Chapelle des Bois. The grape of Fleurie and all red Beaujolais is Gamay. Thought to be a cousin of Pinot Noir, the Gamay grape produces similarly lighterbodied, less-tannic and often fruity wines. Its aromas range from red fruit and spice to quite floral, especially in Fleurie. Fleurie wines are considered some of the most immediately enjoyable in Beaujolais, medium bodied with soft tannins and fairly low acidity, though some producers produce more structured wines. Most Fleuries are produced by means of (partial) carbonic maceration, a technique wherein whole fully-ripe grapes are placed in a fermentation tank and basically crush themselves, resulting in wines that are juicy and fresh with soft tannins.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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