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rassegna stampa del vino di venerdì 12 maggio 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 13 maggio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

In Russia si beve vino italiano (ma ora più economico).
I Russi continuano a brindare con i vini italiani E tra i più appassionati de11P etichette nostrane ci sono gli oligarchi (più o meno importanti) che, in alcuni casi, hanno preferito andar via dalla madrepatria ma non rinunciare ad un buon bicchiere di rosso o bianco italiana Nonostante una guerra devastante in corso, le difficoltà economiche egli embarghi Così, le vendite di etichette nazionali in Russia crescono con percentuali a due cifre Paradossi – si fa per dire – dell’economia che non guarda certo in faccia ai conflitti e alle relazioni istituzionali Paradossi che fanno capire una volta di più quanto sia complessa la realth al di là delle apparenze Ultimo, in ordine di tempo, a dire chiaro cosa sta accadendo è uno dei maggiori esportatori italiani di vini – Edoardo Freddi – che con la sua azienda ogni anno vende più di 33 milioni di bottiglie in tutto il mondo e che spiega: «Le esportazioni stanno continuando La guerra in Ucraina non ha per niente frenato l’esportazione e il commercio dei vini italiani in Ruccin».

Fonte: Avvenire.

Firenze imbiancata da una grandinata eccezionale.
Una violenta grandinata si è abbattuta ieri su Firenze. Dal centro alla periferia l’asfalto è coperto da chicchi di grandine grandi anche due centimetri che hanno riportato indietro di mesi l’orologio delle stagioni: le strade si sono imbiancate come se fosse caduta la neve, tra il fuggi-fuggi generale. Lo stesso sindaco Nardella ha invitato le persone a «evitare transiti dai sottopassi e prestare massima attenzione all’esterno». Decine sono stati gli interventi dei Vigili del Fuoco per prosciugamenti e danni d’acqua causati dalla forte pioggia. La Coldiretti ha segnalato danni alle vigne del Chianti, dove si produce il pregiato vino.

Fonte: Libero Quotidiano.

Speciale sapori della Campania – Vitigno Italia Napoli capitale.
Domani e lunedì torna la kermesse vitivinicola più importante del Sud con oltre 1500 etichette e 250 aziende Per la prima volta la sede sarà il Maschio Angioino, più centrale e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici In programma degustazioni, masterclass, incontri con i protagonisti e i buyers provenienti da tutto il mondo Luciano Pignataro D omani e lunedì torna Vitignoltalia 2023, il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani ormai da anni punto di riferimento nel calendario degli eventi legati al mondo del vino. Nuova la sede, il prestigioso Maschio Angioino; nei suggestivi spazi di quello che è uno dei più celebri simboli di Napoli i visitatori potranno godere di un vero e proprio viaggio nell’Italia del vino, con un particolare focus sulle realtà campane. Saranno circa 250 le aziende, oltre 1500 etichette, uno straordinario parterre di cantine e territori e Consorzi (Friuli DOC, Roma DOC, Vesuvio DOC) in grado di fare di Napoli, per due giorni, la capitale italiana del vino.

Fonte: Mattino.

Intervista a Maurizio Teti – Maurizio Teti «Un successo annunciato».
Ottimista il patron della kermesse: questa edizione si tiene in un momento magico per la città e per il vino italiano Maurizio Teti «Un successo annunciato». GRANDE SPINTA ALLA PRESENZA DEI BUYERS SUL TERRITORIO E MASTERCLASS DI ALTO PROFILO NELLE DUE GIORNATE.Tra aziende ed etichette, masterclass e progetti di sviluppo per il comparto e un occhio puntato verso le nuove generazioni: il direttore di Vitignoltalia, Maurizio Teti si prepara alla nuova edizione dell’evento, punto di riferimento nel mondo del vino. A cosa assisteremo in questa due giorni? «Abbiamo un programma di alto profilo per una manifestazione che cresce di anno in anno al punto che, giunti alla diciassettesima edizione, possiamo tranquillamente affermare di rappresentare ormai un punto di riferimento nell’ambito degli eventi di settore».
Fonte: Mattino.

Roma. Grande successo per «Beviamoci Sud».
Si è appena conclusa con grande successo la quinta edizione di Beviamoci Sud a Roma, l’appuntamento annuale romano, dedicato ai grandi vini del Sud Italia e del Lazio, molto atteso da wine-lovers e operatori, organizzato da Riserva Grande in collaborazione con Andrea Petrini di Percorsi di Vino e con il giornalista Luciano Pignataro. La manifestazione ha ottenuto un ottimo successo di partecipazione e ha determinato un passo ulteriore, rispetto alle precedenti edizioni. Un trend di crescita finalizzato a diffondere e valorizzare la grande qualità enoica, storica e culturale dei molteplici e diversi territori vocati del Sud d’Italia. L’evento ha visto la partecipazione di oltre 80 cantine produttrici di vino, alcune presenti in banchi condivisi, circa 500 etichette in degustazione e quasi 1.000 visitatori, inclusi circa 200 tra operatori Horeca e stampa.

Fonte: Mattino.

Barolo, Sicilia Campania e Ferrari.
Sei degustazioni nel pomeriggio Barolo, Sicilia Campania e Ferrari. LO CHARDONNAY SECONDO LUNELLI E LA VERTICALE DELL’AGLIANICO DEL VULTURE TITOLO DI ELENA FUCCI SCUOLA EUROPEA SOMMELIER. Le menzioni geografiche aggiuntive del Barolo: Facciamo Chiarezza Paolo Lovisolo (Direttore Vendite Bersano) Francesco Continisio (Presidente Nazionale Scuola Europea Sommelier) Barolo Nirvasco 2018 Barolo Badarina 2015 Barolo Badarina Riserva 2015 Barolo Cannubi Riserva 2016 SALA 1- ore 17.00 / Serafini e Vidotto L’Evoluzione del Phigaia Bianco Phigaia Bianco 2016 – 2017 – 2018 – 2019 – 2020 – 2021 Matteo Serafini (enologo dell’azienda) Francesco Continisio (Presidente Nazionale Scuola Europea Sommelier) SALA 1- ore 19.00 / Regione Sicilia – Istituto Regionale del Vino e dell’Olio I vitigni bianchi autoctoni della Sicilia.

Fonte: Mattino.

Carpineto story anfora e legni i vini del Friuli.
Consorzio DOC Friuli DOC Friuli a Napoli: dove i bianchi diventano di “Mille Colori” MODEANO, Ribolla gialla spumante brut – Avril – DOC Friuli ALBINO ARMANI, Ribolla gialla spumante brut metodo classico, 2016 – DOC Friuli FANTINEL, Friulano – Borgo Tesis, 2022 – DOC Friuli DI LENARDO, Friulano – Toh! 2022 – DOC Friuli LA SCLUSA, Malvasia – 2022 DOC Friuli PUTATTI, Sauvignon – 2022 – DOC Friuli CA’ BOLANI, Sauvignon 2022-DOC Friuli Francesco D’Agostino (Direttore Cucina e Vini) a cura delle Delegazioni Fisar Campania SALA 1- ore 17.00 / Regione Sicilia – Istituto Regionale del Vino e dell’Olio I GRANDI ROSSI DI SICILIA Nero d’Avola, Nerello Masealese, Frappato e Perricone Dott. Lucio Monte (Responsabile area tecnica IRVO) a cura delle Delegazioni Fisar Campania SALA 1- ore 19.00 / Anfore Campane Confronto e dibattito sui vini in anfora delle diverse province Campane In collaborazione con le aziende: Alessandra – Acciaroli Tenuta Sant’Agostino – Solopaca Cantina di Lisandro – Castel Campagnano Cantine Olivella – Sant’Anastasia Saranno presenti i proprietari delle aziende a cura delle Delegazioni Fisar Campania AIS CAMPANIA.

Fonte: Mattino.

In cantina – Chateau d’Yquem paga i rialzi.
Le quotazioni delle annate fra i 1945 e il 1962 hanno perso il 20% rispetto al 2021 Chateau d’Yquem paga i rialzi di Cesare Pillon Dopo la breve parentesi della settimana scorsa, dedicata eccezionalmente a un’asta con una sola presenza, quella del Masseto, torniamo a Chateau d’Yquem, che 15 giorni fa aveva consentito a questa rubrica di realizzare per la prima volta una puntata con protagoniste eccezionali: bottiglie con più (1’1100 anni d’età. Il ritorno al più famoso dei Sauterners avviene analizzando i prezzi che ha spuntato nel periodo postbellico del secondo conflitto mondiale, uno dei preferiti dagli investitori. Il bilancio però è tutt’altro che entusiasmante: complessivamente le attuali quotazioni delle annate fra i 1945 e il 1962 di Chateau d’Yquem sono inferiori di un abbondante 20% rispetto a quelle del 2021.

Fonte: Milano Finanza.

Speculazioni, il vino nel mirino i viticoltori stentano e i prezzi volano – Caro prezzi non solo per la pasta è allarme anche per il vino.
Dopo la pasta è la volta del vino. Si è appena chiuso, con uno strascico di polemiche, il primo incontro promosso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso per far luce sui rincari fuori controllo denunciati sui pacchi di pasta a fronte del crollo del prezzo del grano. RINCARI FUORI CONTROLLO: IL MINISTRO URSO VUOLE FARE CHIAREZZA CARO PREZZI NON SOLO PER LA PASTA È ALLARME ANCHE PER IL VINO. L’Uiv denuncia : le aziende vitivinicole non riescono a coprire i costi, con i prezzi delle bottiglie in aumento, mentre l’industria del vetro realizza profitti record Imballaggi, spunta un’altra emergenza con il regolamento Ue che metterà fuori mercato le confezioni magnum. Adesso a soffrire è uno dei settori trainanti per il Made in Italy. Dopo la pasta è la volta del vino. Si è appena chiuso, con uno strascico di polemiche, il primo incontro promosso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso per far luce sui rincari fuori controllo denunciati sui pacchi di pasta a fronte del crollo delle quotazioni del grano, e ieri è scoppiato un nuovo caso.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Per le Coop del vino ricavi a 4,8 miliardi – La crescita delle Coop del vino: giro d’affari oltre 4,8 miliardi.
Tra le prime cinque cantine italiane per fatturato tre sono cooperative: al vertice Cantine Riunite e Civ, poi Caviro e al quinto posto (dopo le private Argea e Antinori) c’è la trentina Cavit Giorgio dell’Orefice Sono l’altra metà del vino italiano. Rappresentano infatti circa il 58% dei volumi prodotti e il 40% del giro d’affari complessivo del settore. Si tratta dell’universo delle cooperative vitivinicole, tre distinte centrali che associano 379 cantine cooperative, contano oltre 100mila soci e un giro d’affari annuo di 4,8 miliardi di euro, due dei quali legati alle esportazioni. In termini occupazionali la cooperazione vitivinicola dà lavoro a 9mila addetti il 67% dei quali impiegati a tempo indeterminato. E sono l’altra metà del vino italiano rispetto al mondo delle cantine familiari e dei grandi brand storici, ma detengono esse stesse brand rinomati e spesso rappresentano unioni di famiglie di viticoltori.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Convocato un tavolo anticrisi per decidere sulla distillazione.
II problema delle eccedenze va affrontato per evitare oltre al calo delle vendite anche quello dei listini Dal Governo 1 vino resta il settore di punta del made in Italy agroalimentare ma non mancano i problemi e le difficoltà. Lo scorso anno, ad esempio, si è assistito a un rallentamento dei consumi, in Italia e all’estero, che ha penalizzato i vini rossi anche a denominazione d’origine. E se non ci fosse stata la locomotiva Prosecco anche le vendite all’estero avrebbero chiuso in negativo. Il problema delle eccedenze resta e va affrontato se non si vuole assistere in breve oltre al calo delle vendite anche a quello dei listini. A marzo scorso è stato registrato un volume di eccedenze di vino di 6o milioni di ettolitri, in crescita del 5% rispetto allo scorso anno. Un quantitativo superiore alla produzione di una intera vendemmia.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Tutti i profumi dell’Etna sotto il vulcano vince il bio.
Uno degli “spicchi” d’Italia su cui da tempo ha investito famiglia Piccini 1882, una delle più elettrizzanti esperienze vitivinicole della Penisola, è l’Etna. Torre Mora è una piccola tenuta di 15 ettari interamente dedicata alla viticoltura biologica e sostenibile. La realtà imprenditoriale si estende tra Contrada Daffare Galluzzo, a Rovitello, e nella Contrada Alboretto Chiuse del Signore, all’interno del comune di Linguaglossa, a un’altezza compresa tra i 600 e i 700 metri, abbracciando quindi tutta la ricchezza territoriale del Vulcano. I metodi utilizzati in campagna sono quelli tradizionali, con l’obiettivo di restituire la complessità di un territorio che esprime tutta la sua forza e vocazione attraverso i vitigni Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, per la produzione del rosso, e nel Carricante per i bianchi.

Fonte: Sport Week.

Gagliardo e i vini Una passione di famiglia targata Asti.
Nel 2017 l’acquisto della Tenuta Garetto ad Agliano Non solo Barbera di alta qualità, ma anche Moscato La voglia di mettersi in gioco non si può certo dire che sia mai mancata a Gianni Gagliardo, vignaiolo di grande spessore intellettuale, la cui relazione con il vino porta in sé le orme di quel viticoltore langarolo appassionato che fu Paolo Colla. Padre di Marivanna e suocero di Gianni, si devono a lui le prime sperimentazioni di quella che, solo nella metà degli anni Ottanta, diventerà l’azienda “Poderi Gianni Gagliardo”, una realtà in grado di spaziare tra tutte le bellezze enoiche del Piemonte, dal pregiato e prelibato Barolo, passando per l’esaltazione dell’Arneis e delle bollicine di Moscato, fino a raggiungere, in tempi più recenti, l’area del Barbera. Ed è proprio da quest’ultima tappa che oggi comincia il racconto della famiglia Gagliardo, le cui radici hanno iniziato a intrecciarsi con il territorio astigiano da qualche anno appena. È infatti del 2017 l’acquisto di Tenuta Garetto ad Agliano Terme, nel cuore della nuova denominazione Nizza Docg.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Gal Ducato, per la Malvasia si cercano gli «ambassador».
Appuntamenti A Sala Baganza, Parma e Borgotaro Gal Ducato, per la Malvasia si cercano gli «ambassador» Prima data, 23 maggio I primo dei tre incontri si terrà in Rocca Sanvitale a Sala. )) Sala Baganza Tre appuntamenti riservati ai ristoratori per scoprire e saper valorizzare un prodotto simbolo del nostro territorio: la Malvasia. L’occasione è offerta dal progetto «Il Mito della Malvasia» e propone agli operatori interessati una degustazione guidata delle migliori malvasie. L’evento è organizzato dal Gal del Ducato con il supporto tecnico di Parmaln, in collaborazione con la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma, la Strada del Fungo Porcino di Borgotaro, il Consorzio Volontario Tutela Vini Dop Colli di Parma, Ascom Confcommercio e Confesercenti Parma e si pone per obiettivo quello di formare un network di «ambassador» del vino più rappresentativo del territorio.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Torna Mare & Mosto, eccellenze in vetrina.
Domenica 21 e lunedì 22 maggio gli appassionati di vino di qualità ma non solo, potranno visitare ben 80 cantine che trasformeranno l’Annunziata, nella Baia del Silenzio, in un salone dedicato ai sapori e alle eccellenze enogastronomiche della Liguria. Torna “Mare e Mosto—Le vigne Sospese” (8a edizione), la più grande rassegna su vino e olio ligure organizzata da Ais (Associazione italiana sommelier) Liguria. Anche gli addetti ai lavori avranno l’occasione di partecipare a degustazioni, eventi e workshop sulle tecniche più avanzate e innovative. La domenica sarà dedicata ai visitatori, con degustazioni e laboratori di approfondimento sensoriale, mentre il lunedì sarà riservato a un pubblico specializzato, con incontri e workshop tematici riguardanti le più importanti novità del settore.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Alla scoperta del vivace Grignolino.
Oggi e domani due giorni dedicati al “vino anarchico” che piaceva pure ai Gonzaga In programma eventi di approfondimento e degustazioni con street food. Chi Si è limitato a definirlo un «vino anarchico» non lo conosce ancora abbastanza. L’occasione giusta potrebbe essere la due giorni di oggi e domani al castello dal titolo «Anteprima Grignolino». Vino che già troneggiava sulla mensa dei Gonzaga nel XVII secolo, facendolo arrivare a Mantova e che nel regno di Casa Savoia veniva annoverato tra i rossi più pregiati, sua maestà il Grignolino oggi dalle 17 alle 23 e domani dalle 11,30 alle 19 sarà in ottima compagnia con qualche altro vino pregiato e dalla coltivazione limitata come il Rubino di Cantavenna e il Gabiano prodotti in 11 mila e 7000 bottiglie nel 2021 nella manica lunga del castello, per l’organizzazione del Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese.

Fonte: Stampa Alessandria.

Appuntamento a Nizza Monferrato Weekend della Barbera notte bianca e spettacoli per la signora dei calici.
A Nizza Monferrato dei circa 1000 ettari dedicati alla viticoltura, più della metà sono coltivati a Barbera, un dato significativo che una ventina di anni fa ha spinto gli amministratori a dare vita ad una delle più importanti manifestazioni dedicate alla Barbera. A partire da questa mattina, la città si tinge di rosso per ospitare l’edizione 2023 di “Nizza è Barbera”. Un week end all’insegna della convivialità con un programma di iniziative che offrirà la possibilità ai wine lovers di conoscere da più vicino le origini di un importante vitigno. Al centro dell’iniziativa ci saranno i 70 produttori schierati nella cornice del foro Boario di piazza Garibaldi pronti a stringere la mano e far degustare il loro vino al pubblico dei visitatori.

Fonte: Stampa Asti.

Festa del Ruché, da sagra a evento mondiale “Il nostro vino guarda ai mercati del futuro”.
A Castagnole Monferrato oggi e domani, alla Tenuta La Mercantile, è in programma la tradizionale vetrina che celebra i produttori del territorio coltivato in sette comune, il vitigno ha già conquistato oltre 200 ettari e sta crescendo: nel 2022 prodotte un milione e 93 mila bottiglie Festa del Ruché, da sagra a evento mondiale “Il nostro vino guarda ai mercati del futuro” 17 I produttori del Nucht’, che limn() parte dell’associazione nata nel 2001. Al Ruché non manca nulla rispetto ai blasonati cugini delle vigne. Un po’ di mistero sul nome. Una leggenda sulle sue origini. E tante potenzialità, frutto di annidi studio, perfezionamento e investimenti. Lo dicono i numeri. Oltre 200 ettari coltivati in sette comuni. Estensione destinata a crescere. Quarantacinque produttori-imbottigliatori, 51 aziende che hanno prodotto l’uva da destinare in cantina. Un milione e 93mila bottiglie sfornate nel 2022. «Se non lo bevi per un po’, il Ruché ti manca» dice il neo presidente dell’associazione Franco Cavallero, che da solo ne produce quasi 80mila.

Fonte: Stampa Asti.

Una chicca enologica da casa Candido.
E’ uno strano destino quello dell’Aleatico di Puglia. Pur essendo ammessa la sua coltivazione in tutte le province, lo si coltiva ben poco. Stando ai dati Agea del zot5 (più recenti e attendibili non ce ne sono) la sua coltivazione m Puglia è estesa per circa 75 ettari, di cui 22 nella provincia di Lecce, zo in quella di Bari e il restante tra Brindisi, Taranto, Foggia e Bari. II motivo della sua scarsa coltivazione è intuibile. Data b sua aromaticità, non è un caso che in alcune zone venisse erroneamente chiamato Moscato Need è sempre stato mescolato ad altre varietà per ottenere vini più profumati, tranne quando si voleva produrre un vino dolce. In questo caso Aleatieo esprime al meglio le sue qualità. Ovviamente in periodi in cui i vini dolci non sono motto apprezzali la sua coltivazione subisce drastici ridimensionamenti.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Galasso il re dei sommelier.
Sisa, i detti popolari hanno origine dall’esperienza. E quello che recita “non c’è due senza tre” trova conferma nel concorso del miglior sommelier organizzato dall’Ais Puglia. Dopo essersi aggiudicato, lo scorso anno il doppio titolo di miglior sommelier del Primitivo e del Nero di Troia, il barlettano Carmine Galasso ha vinto di recente anche la gara per il Negroamaro. Venti i partecipanti, da tutta Italia, alla selezione tenutasi a Lecce presso l’Hotel Tiziano, in collaborazione con il Consorzio del Salice Salentino Dop. Due le fasi del concorso: alla prova scritta, che ha determinato una prima classifica, ha fatto seguito quella pratica e di comunicazione, riservata ai primi tre, con modalità di degustazione, tecniche di servizio, abbinamento cibo-vino e narrazione della storia, aziende e caratteristiche del vitigno Negroamaro.

Fonte: Gazzetta della Bat.

Cisterne piene di vino Il Primitivo Dop vive un momento di calo.
L’invenduto è di 13 milioni di litri mentre va meglio l’Igp La vendemmia si avvicina Si teme anche il crollo dei prezzi. In tutta la Puglia le cisterne sono colme di vino invenduto. Al 31 marzo i dati del Ministero dell’agricoltura segnavano una giacenza di 7 milioni e mezzo di ettolitri: 400mi1a in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Non meno preoccupante la situazione nella provincia di Taranto dove a pagare maggiormente la crisi è il Primitivo Dop: 371mila ettolitri a marzo del 2021, 501mila oggi con un invenduto di 13 milioni di litri. Cisterne ancora piene e mancano pochi mesi all’arrivo del nuovo prodotto della vendemmia che le cantine non sapranno dove mettere. Le conseguenze potrebbero essere gravissime, a partire dal crollo del prezzo delle uve che seconda le prime proiezioni scenderebbe a 25 0 30 euro per quintale, contro gli 80 euro della passata campagna e 1 160 euro degli anni d’oro quando e iniziato l’assalto del Primitivo Igp che ha drogato i mercati.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.

Wine & Spirits tasting: appuntamento a Lecce.
quelle di spirits: nel Salone delle feste gli spazi espositivi sono dedicati ai produttori di vino locali, nazionali e internazionali, che presenteranno le nuove annate e le novità di gamma. Sarà dedicato invece agli spirits e al mondo della “mixology” lo spazio in terrazza. Per tutto il giorno sono in programma momenti di formazione con i protagonisti di cantine storiche e prestigiose, produttrici di grandi vini e champagne. Si partirà, alle 11, con un seminario dedicato ai cocktail “Salento cocktails competition , con Fabio Bicchi, bartender, manager, formatore tra i professionisti più importanti del settore; alle 12 si va alla scoperta dei vini del Trentino con “CantinaToblino: i custo Degustazione e formazione di della Nosiola” accompa sono i tratti salienti di Wine gnati da Paolo Leone e Claue Spirits Tasting, la manifestazione dio Perpruner; alle 14 stazione organizzata da Lin- Michela Muratori racconta ciano Liquors in programma “Muratori una storia di lunedì 15 maggio nell’antica Franciacorta’: II ciclo di semi fortezza di Torre del Parco, nari giunge a conclusione dalle 11 alle 21.

Fonte: Salento in tasca.

Viti e frutteti nella tempesta adesso si contano i danni.
Interi campi coltivati vengono colpiti in pochi minuti da una mitragliata violenta di ghiaccio e pioggia. Decine di agricoltori corrono a ripararsi in casolari e tenute. Il paesaggio caldo di primavera a un tratto si ribalta e diventa un quadro invernale. Il temporale dura circa un’ora, ma tanto basta: nel primo pomeriggio le radici delle vigne nel Chianti fiorentino sono coperte da un manto sconfinato di chicchi di grandine. Lo stesso accade a terreni con alberi da frutto e distese di ortaggi. «La forte perturbazione non ha risparmiato la zona del Chianti, tra Panzano e Greve, dove si produce il pregiato vino Chianti Classico Docg ma anche alcune aree delle campagne del Mugello e Montespertoli – dice Coldiretti Firenze Prato che ha già iniziato un monitoraggio tra le aziende agricole del territorio per avere nei prossimi giorni una stima dei danni.

Fonte: Repubblica Firenze.

Consorzio Vini: Vincent Grosejan è il nuovo presidente Ha preso il posto del dimissionario Stefano Di Francesco.
Ha un nuovo presidente il Consorzio Vini Valle d’Aosta, che si occupa di promuovere e tutelare i vini Doc valdostani. Si tratta di Vincent Grosjean. Prende il posto del dimissionario Stefano Di Francesco, che ha guidato il sodalizio nel primo anno dopo la sua nascita, nella primavera del 2022. «Ho deciso molto serenamente di fare un passo indietro per motivi personali e professionali. – spiega Stefano Di Francesco – Già al momento di accettare l’incarico avevo chiarito che, avendo già due lavori – il viticoltore e l’avvocato – avrei dovuto fare i conti con il tempo a disposizione. La presidenza del Consorzio si è dimostrata una carica impegnativa che ho cercato di ricoprire al meglio. Ora ho però fatto presente che non posso più proseguire e sono felicissimo che per ricoprire questo ruolo sia stato scelto Vincent Grosjean, un maestro della viticoltura valdostana, una persona splendida a livello sia umano che professionale a cui auguro di cuore un buon lavoro!».

Fonte: Valle’ Notizie.

Dalla laurea alla cantina La mia nuova vita nel vigneto di famiglia.
Tre generazioni di produttori di #vino e una bellissima storia di avvicinamento alla terra risalente al secolo scorso. Oggi a prendere le fila del vigneto e dell’azienda agricola ci sono due giovani sorelle che portano avanti l’attività di famiglia con amore e rispetto della #biodiversità. Siamo andati a trovare Valeria Ferro, che ci ha raccontato dei vini e dell’attività de La Colombiera a Castelnuovo Magra, a cavallo tra Liguria e Toscana.

Fonte: YouTube.

Torna la seconda edizione di “Ossola in Cantina”.
Sabato 13 maggio – previsto il rinvio al 27 maggio in caso di maltempo – dalle 11 alle 18, sette cantine della Val d’Ossola apriranno le proprie porte per regalare al grande pubblico un viaggio di scoperta vitivinicola. I fianchi delle montagne della Val d’Ossola, fino ad un secolo fa letteralmente coperti da 400 ettari di vigneti, sono vere e proprie terrazze assolate (söstign in dialetto) e grazie all’impegno di valorosi coltivatori stanno tornando a regalare piccoli e grandi gioielli enologici. Alcune vigne della Val d’Ossola sono vigneti eroici, ubicati su terreni con pendenze importanti ad altitudini di media montagna, al pari dei più conosciuti in Valtellina, Liguria o nel vicino Canton Vallese svizzero. Perla del vino locale è da sempre il Nebbiolo tradizionale, il Prünen. In passato il Prünent è stato un vino pregiato, invecchiato in botte, conosciuto e apprezzato anche al di fuori dei confini locali.

Fonte: Italiaambiente.

Osteria dei Poeti fallita, la lunga fila per le 3 mila bottiglie all’asta.
C’è tempo fino a domani, anche se le bottiglie più pregiate sono state già vendute. Una lunga fila si è infatti formata ieri davanti all’Istituto vendite giudiziarie a Castenaso, dove sono state messe all’asta le bottiglie di vino e distillati, più di 3 mila, custodite nella cantina della storica Osteria dei Poeti, dopo la dichiarazione di fallimento della società che l’aveva gestita negli ultimi anni. Nel 2019 ci fu il sequestro preventivo per un’inchiesta per bancarotta fraudolenta della Guardia di Finanza. Tra i pezzi più ambiti, bottiglie di Champagne, Supertuscan, Cognac e Armagnac. Più del 90% delle bottiglie è stato venduto nel primo giorno, con oltre 400 ingressi. Tra i vini portati a casa dagli acquirenti, un Masseto, e poi Bordeaux e Chateau francesi, a 1000 euro a bottiglia, vini che sul mercato hanno prezzi superiori, anche oltre i 1600 euro. E poi Sassicaia e Ornellaia vendute a 600 euro, circa un terzo del valore di mercato.

Fonte: Bologna Today.

Gotto d’oro, la cantina marinese è in salute: approvato bilancio 2022, tanti progetti in cantiere.
Venerdì 5 maggio scorso si è svolta l’assemblea generale dei soci della Cooperativa Gotto d’oro per l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2022. Il periodo temporale in esame è stato fra i più difficili per le conseguenze della pandemia, della guerra, dell’aumento dei costi e della scarsità degli accessori. Una accorta revisione ed adeguamento dei piani di fornitura e di organizzazione del lavoro ha tuttavia consentito di recuperare un più 5% per le remunerazioni dei soci che rappresentano l’autentico ed irrinunciabile motore dell’attività aziendale. “Il raggiungimento di tale importante obiettivo rappresenta sicuramente uno stimolo importante, anche per i nostri produttori, alla continuazione della viticoltura laziale e con essa alla salvaguardia dell’ambiente” commenta il presidente di Gotto d’oro, ingegner Luigi Caporicci.

Fonte: Ilmamilio.it.

Convenzione ENEA – IRVO per l’efficientamento Energetico delle cantine siciliane.
Il crescente costo dell’energia elettrica e del gas degli ultimi mesi rischia di mettere in difficoltà il nostro settore produttivo, per cui si rende necessario una valutazione dei possibili interventi di risparmio energetico che possano mitigare gli effetti dovuti agli elevati aumenti delle bollette e il loro impatto nell’economia aziendale. In questo ambito, ENEA e I.R.V.O. hanno avviato una collaborazione per analizzare i principali consumi associati ai cicli di produzione delle aziende vinicole del territorio. Obiettivo della collaborazione è quello di individuare le possibili soluzioni tecnologiche e gestionali che potrebbero consentire un risparmio energetico mantenendo gli elevati standard di qualità dei prodotti e dei processi produttivi. Sebbene le cantine siano aziende che lavorano con un ciclo produttivo fortemente concentrato in alcuni mesi/anno (in particolare da agosto a ottobre) richiedono notevoli quantità di energia sia per i processi di trasformazione sia per la climatizzazione dei locali di stoccaggio (silos, serbatoi, vinificatori, botti, ecc) dove avviene il processo di fermentazione e il successivo affinamento

Fonte: Telesud.

Cresce il consumo di vino italiano in Russia.
Le sanzioni riguardano solo le bottiglie dal costo superiore ai 300 euro. Si registra “un leggero calo a volume ma cresciamo a valore”, spiegano gli esportatori. “I numeri dell’Istat parlano chiaro: nel 2022 il vino italiano in Russia è cresciuto del 16% a valore (per un totale di 172 milioni di euro) rispetto all’anno precedente, che, è doveroso dirlo, era stato segnato dagli strascichi della pandemia”, scrive il Gambero Rosso che allo stesso tempo sottolinea come al Vinitaly di quest’anno “i buyer russi non c’erano” tra i più di mille operatori accreditati provenienti da 68 Paesi. Anche perché la presenza o meno non sembra aver pesato affatto “sulle esportazioni di vino verso l’ex-Unione Sovietica”. Tant’è che il sito della rivista gourmet si chiede: “Ma allora che ne è dell’apocalisse commerciale paventata all’indomani delle sanzioni UE, emesse il 15 marzo dello scorso anno?” La risposta è però conseguente: “Forse troppo rumore per nulla, visto che riguardano solo i vini dal costo superiore ai 300 euro” in quanto “va da sé che una grossa, grossissima fetta dei vini del nostro Paese rimane fuori dal blocco, volto a colpire perlopiù gli acquisti lussuosi di magnati e oligarchi”.
Fonte: AGI.

Vino. Uiv: bollette e bottiglie, i conti non tornano. Volano gli utili dell’industria vetraria.
Si è chiuso con bilanci da record il 2022 per le principali vetrerie italiane ed europee che, in piena crisi energetica, hanno segnato utili anche sopra il 30%. Una performance eccezionalmente positiva, sostenuta anche dai crediti di imposta e dall’aumento dei listini imposti al mondo del vino (+70% il costo delle bottiglie in poco più di un anno). A fare da contraltare, più a valle lungo la filiera, sono i conti delle imprese vitivinicole italiane (tra minori vendite allo scaffale e costi di produzione alle stelle, con la relativa riduzione dei margini lordi per circa 900 milioni di euro) e i portafogli dei consumatori, sempre più alleggeriti da inflazione e carovita, che si traducono in tagli agli acquisti di vino nell’ordine del 6-7%. Una dicotomia denunciata da Unione italiana vini (Uiv) in seguito all’inchiesta in uscita lunedì 15 maggio sul Corriere Vinicolo (https://corrierevinicolo.unioneitalianavini.it/), che ha ricostruito l’andamento dei costi della bolletta energetica e del prezzo delle bottiglie di vetro degli ultimi due anni mettendo sotto la lente i bilanci di tre colossi europei del vetro attivi in Italia, O-I Glass, Verallia e Gruppo Zignago Vetro. A sorprendere Uiv, il paradosso che vede da una parte la riduzione dei costi energetici (tornati ai livelli del 2021), dall’altra il progressivo aumento – anche nel 2023 – del costo delle bottiglie di vetro.

Fonte: Agricultura.it.

Il business del vino rimane solido nonostante alcune sfide.
Su invito dell’assessore provinciale all’Agricoltura, Arnold Schuler, i presidenti delle cantine altoatesine, assieme al presidente e al direttore del Consorzio Vini Alto Adige, Andreas Kofler e Eduard Bernhard, hanno affrontato i temi di maggiore attualità per il settore vitivinicolo nell’incontro di ieri tenutosi presso il Centro di Laimburg. Presente anche il presidente dell’Unione Agricoltori e Coltivatori diretti sudtirolesi, Leo Tiefenthaler. L’obiettivo del confronto era quello di fare il punto sulla situazione attuale e di discutere le sfide future. Il comparto vitivinicolo locale ha ottenuto grandi successi negli ultimi anni. La qualità delle etichette prodotte in Alto Adige è ormai elevata e sono molto richieste sia a livello nazionale che internazionale. “Sono poche le zone al mondo che producono vino a un livello paragonabile al nostro”, ha sottolineato l’assessore provinciale. Secondo Schuler, le superfici coltivate potranno aumentare leggermente in futuro, ma su scala limitata e questo, come hanno confermato i presenti, nell’interesse del settore.

Fonte: Provincia autonoma di Bolzano.

Brad Pitt dopo il vino si cimenta col gin.
Dopo Bob Dylan e George Clooney, un’altra celebrita’ presta la sua fama al mondo dei superalcolici: Brad Pitt presentera’ al festival di Cannes la sua nuova creatura, un’etichetta di gin battezzata The Gardener e prodotta in collaborazione con il maestro distillatore Tom Nichol (ex Tanqueray) e la famiglia Perrin che fu partner dell’attore nelle sue prime esperienze enologiche al Castello Miraval e piu’ di recente lo scorso autunno si e’ associata con lui per una linea di skincare che utilizza il mosto rimasto dalla produzione del vino. Il Gardener e’ un London dry gin distillato in Francia da una base di grano con un mix botanico che include ginepro, coriandolo, liquerizia e angelica, note di limone, pompelmo rosa e arancia di Cap D’Antibes.

Fonte: ANSA.

Napoli capitale del vino per due giorni.
VitignoItalia a Napoli con oltre 250 aziende, più di 1500 etichette e 20 buyer provenienti da 15 paesi. Domenica 14 e lunedì 15 maggio: sono queste le date ufficiali di VitignoItalia 2023, il Salone dei Vini e dei Territori Vitivinicoli Italiani ormai da anni punto di riferimento nel calendario degli eventi legati al mondo del vino. Nuova la sede, il prestigioso Maschio Angioino; nei suggestivi spazi di quello che è uno dei più celebri simboli di Napoli i visitatori potranno godere di un vero e proprio viaggio nell’Italia del vino, con un particolare focus sulle realtà campane. Saranno circa 250 le aziende, oltre 1500 etichette, uno straordinario parterre di cantine e territori e Consorzi (Friuli DOC, Roma DOC, Vesuvio DOC) in grado di fare di Napoli, per due giorni, la capitale italiana del vino.

Fonte: Ambiente Quotidiano.

Degustare vino nello spazio: dal 2025 si potrà. Ma costa una fortuna
La nuova frontiera del vino? Probabilmente lo spazio, ma solamente per pochi eletti dal conto in banca particolarmente cospicuo. Dal 2025 infatti i wine lovers più abbienti avranno la possibilità di poter effettuare degustazioni direttamente nella stratosfera, a circa 25 chilometri di altezza (tre volte l’Everest, più del doppio rispetto all’altitudine massima degli aerei) e ammirando sotto di loro lo spettacolo della curvatura terrestre, sopra invece le stelle della volta celeste .
Un’esperienza all’insegna del vino vino, ma anche cibo, per la modica cifra di 120 mila euro per prenotare un singolo posto. Tutto è nato grazie all’intuizione di un’azienda privata francese che sta lavorando all’ambizioso progetto: portare degli ospiti illustri nella stratosfera e qui permettere loro di vivere un’esperienza unica e, siamo piuttosto sicuri, a disposizione di pochi eletti. Il tutto nel secondo strato dell’atmosfera terrestre, quanto basterà comunque per godersi un bel rosso a bordo di una speciale navicella e ammirare la curvatura del nostro pianeta sotto i loro piedi.

Fonte: Cookist.

STAMPA ESTERA

Why Mexican wine deserves its moment in the sun.
Mexican food, tequila and mezcal may be the height of fashion but the country’s wine has yet to have its moment in the sun. In fact, sun is a problem: winemakers must confront fierce heat and a notoriously dry climate. Mexico has been known for rustic, burly reds without much international appeal. Its dominant wine region, Valle de Guadalupe in Baja California in the far north-west of the country, is running out of water. Resources are increasingly being diverted away from wine production to the lively tourist scene there. But there are exciting developments on the horizon, as I learnt during a five-hour tasting of mostly new-wave Mexican wines chosen by three leading local wine experts in Mexico City last month. Sommeliers and wine writers Carlos Borboa and Manuel Negrete and wine consultant Sandra Fernandez chose 27 wines for me to taste and provided impressive background on them and the dramatic landscapes in which pioneers of newer wine regions are planting grapes. Wine is grown in 15 of Mexico’s 31 states, mostly in the north and centre but also further south. (I was told of one grower who somehow manages to grow the finicky, cool-climate Pinot Noir grape in Puebla, which is south of Mexico City.) Until I flew over the country, I hadn’t realised just how mountainous it is. The cool temperatures associated with high elevation go some way towards compensating for its low latitude; Mexico spans roughly the same tropical/subtropical zone as Saudi Arabia. Quite a few of the wines I tasted came from vineyards at between 1,800m and 2,000m, which is higher than many vineyards in Mendoza, Argentina’s most important Andean wine region. The wines I tasted were chosen to show what is possible rather than what is the norm. Among them Why Mexican wine deserves its moment in the sun Jancis Robinson Wine were a fine, recognisably varietal Riesling from 12-year-old vines at 1,800m “in the middle of nowhere” (in fact, Casio in Aguascalientes); a very creditable riposte to champagne; a sophisticated Sauvignon Blanc based on a certified clone from Ch d’Yquem in Bordeaux; interesting rosés from both Sangiovese and Malbec; a beautifully pure Syrah that could well withstand international comparison; and quite a few hearty red blends that were a bit more typical. A significant proportion of the winemakers involved came from outside Mexico, presumably bringing expertise and a new view of what is possible. Beer and tequila remain the most popular drinks in Mexico, although for a certain sort of younger drinker wine is a signifier of sophistication — just as it has been in China.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Grands vins cherchent jeunes chefs.
LE TEMPS D’UNE RÉSIDENCE OU D’UN ÉVÉNEMENT. LES CUISINIERS EN VUE SONT COURTISÉS PAR LES MAISONS DE CHAMPAGNE ET DE SPIRITUEUX DÉSIREUSES DE RAJEUNIR LEUR CLIENTÈLE, DÉVELOPPER LEUR NOTORIÉTÉ ET ÉLARGIR LES MOMENTS DE CONSOMMATION DE LEUR MARQUE. Effervescence à Reims : la première résidence de chefs a ouvert hier au sein de la Maison Cordon Rouge, ancienne demeure familiale des champagnes C. H. Mumm jusqu’alors fermée au grand public. Mallory Gabsi, prodige de 26 ans repéré dans « Top Chef» et auréolé depuis de 1 étoile et d’un prix du jeune chef par le Michelin pour sa table parisienne ouverte il y a un an, ouvre le bai. Dans trois mois, il sera remplacé par Florian Barbarot puis par Kelly Rangama, deux toques trentenaires réputées pour leur approche contemporaine et créative. « C’est la première fois que la maison ouvre un restaurant pérenne, qui recevra toute l’année, explique Raphaella Allouche, directrice de la communication chez Pernod Ricard, en charge de Mumm. Nous donnons carte blanche à des talents en devenir, des chefs décomplexés, qui collent à notre ADN. Mumm a toujours été tourné vers le challenge, l’innovation, comme ie montre !a bouteille que nous avons conçue dernièrement pour aller dans l’espace. Nous démarrons avec Mallory car il incarne la fraicheur, le dynamisme, l’audace, la volonté de surprendre tout en restant dans l’excellence. » En haut des marches de la coquette bâtisse de la fin du XIX• s’ ouvrent deux salons accueillant 26 couverts, un bar et un jardin, à mème d’en recevoir une trentaine de plus les jours de beau temps. Un cocon douillet où photos et menus vintage aux murs rappellent l’attachement de la maison à la gastronomie et à l’exploration. Des menus uniques sont proposés en trois (déj., 55 C), quatre (75 €) et six temps (115 E) ainsi qu’un brunch le dimanche (85 C). Mallory, qui prévoit de les changer tous les mois, démarre par les bestsellers de son étoilé parisien : langoustine juste snackée, broccia, tomates et consommé de crustacé; anguille au vert, grand classique belge qu’il présente ici dans sa cinquième version; soupe petits pois et haddock ; effiloché de joue de hceuf à la bière, siphon pomme de terre, tuile pain d’épices et moutarde; pigeon d’Anjou cuit sur le coffre, purée de carottes et piment et siphon de lasagnes; fraise des bois, amande, litchi et opaline acidulée. Un déroulé réconfortant avec quelques fulgurances, comme l’anguille ou le dessert tout en fralcheur. L’excitation d’une ouverture [in réel défi pour le jeune talent que d’apposer son nom sur une table où, bien qu’il ait formé les équipes et entende se rendre sur place tous les quinze jours, il ne sera pas présent à chaque service. «A 26 ans, je ne peux pas me permettre, rien que pour ma maman, de mettre en péril la belle petite carrière que j’ai construite. le n’aurais jamais signé si je n’avais pas confiance, l’ai compris que, meme en mon absence, Mumm ne laisserait jamais sortir un plat qui ne serait pas à la hauteur. » Ce projet, confie-t-il, c’est aussi la chance de revivre l’excitation d’une ouverture, les tracas logistiques en moins. 11 a posé une seule condition : celle de travailler avec les mêmes producteurs qu’à Paris. «l’ai l’impression d’être dans mon restaurant! Et heureusement, car j’ai besoin de me sentir bien pour m’exprimer pleinement.

Fonte: Figaro.

A Wine for Every Glass (And Budget).
The Perrins produce terrific expensive wines, good grocery store wines and wines at various price points in between. DON’T TRY TO BE all things to all people. That was one of my early life lessons. Fortunately, the Perrins were taught otherwise. Based in the southern Rhône Valley of France, this family produces terrific expensive wines, good grocery store wines and wines at various price points in between. Of the dozen or so Perrinproduced bottles ranging from $8 to $85 that I purchased for this column, only one was less than enjoyable. How does one family make so much good wine of so many kinds? I put the question to Max Perrin, CEO of Famille Perrin, when we spoke by phone a few weeks ago. Family members with diverse talents but similar palates is a big asset, said Mr. Perrin from his home in Châteauneuf-du-Pape. “That’s very unique in the wine world,” he added. Mr. Perrin’s brothers, sisters and cousins each oversees a different aspect of the family business. “But we make all the decisions as a family,” he noted. He might be CEO, but his vote doesn’t matter more than that of any other Perrin. “Every family member is a shareholder,” he said. The Perrins own Château de Beaucastel, one of the greatest estates in Châteauneuf-du-Pape, as well as hundreds of vineyard acres in the northern and southern Rhône Valleys, where they make wine under the Famille Perrin and Maison Les Alexandrins labels. They also produce wines in Champagne, Provence and California in partnership with other winemakers and one movie star. The latter, Brad Pitt, made news internationally when he and thenpartner Angelina Jolie acquired Château Miraval in Provence through a holding company in 2008. Four years later Mr. Pitt teamed up with Marc Perrin following an introduction by a mutual friend, the New Jersey-based furniture designer Frank Pollaro. “In the last 25 years we’ve looked at properties in Provence, but nothing really blew me away until I visited Miraval,” said Mr. Perrin. Mr. Perrin makes the winemalcing decisions, but Mr. Pitt is involved in all the winery’s design-related choices, said Mr. Perrin. The 2022 Miraval Côtes de Provence Rosé ($28) is well-designed inside and out: a wine that is beautifully balanced between acidity and fruit in an elegant flagon-shaped bottle. (A new Pitt-Perrin collaboration, the Gardener Gin, debuting at the Cannes Film Festival, is packaged in an equally beautiful bottle.) The Perrin-Pitt partnership might be the most public chapter of the Perrin wine story, which began over a century ago, when Pierre Tramier purchased Château de Beaucastel in 1909. He passed it along to his son-in-law Pierre Perrin, who in turn passed the estate along to his son, Jacques. When Jacques died suddenly in 1978, his sons Jean-Pierre and François took over. When they retired in 2022, they turned it over to their children. Today each of the seven Perrin offspring—Max, Pierre, Thomas, Cécile, Charles, Matthieu and César—oversees a specific aspect of the family empire, which indudes a restaurant and a hotel in addition to the wine business. The undisputed jewel of the Perrin wine portfolio is Château de Beaucastel, which wine critic and Châteauneuf-du-Pape fan Robert M. Parker Jr. proclaimed “the most consistently great producer of Châteauneuf-du-Pape over the last three decades or more.” It is one of the largest estates in Châteauneuf-du *** Pape, one of the most beautiful and one of the most viticulturally distinctive.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 12 maggio 2023!

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La corsa toscana del Vermentino verso la longevità.
Anche Terenzi nella classifica del Grand Prix Lo scrittore britannico Steven Spurner è stato un mito nel mondo del vino. Inventò, nel 1976, il Judgement of Paris, prima sfida vinta dai vini californiani sui francesi. La sua storia è raccontata in un film, Napa Valley. Quando, nel wu, gli chiesero di decretare quale sarebbe stato il vitigno del futuro, scelse il Vermentino italiano. La critica Jancis Robinson parlò subito del fascino dei Vermentino, «carattere vivace, agrumato, spesso minerale e talvolta marino, un vitigno tipicamente mediterraneo, che conserva bene la sua acidità anche in regioni relativamente calde». A credere e puntare sul Vermentino da qualche anno è soprattutto la Maremma.

Fonte: Corriere della Sera 7.

“Montiano” elegante come il tennis di Panatta.
Riccardo Cotarella e l’enologo Pier Paolo Chiasso. Riccardo Cotarella ama il tennis, lo ha giocato da giovane e ora si limita a fare il tifoso quando gli è possibile. Va compreso perché il pochissimo tempo libero lo dedica alla famiglia, tra le più famose del vino. Ternano di Monterubaglio, a 74 anni, Cotarella è docente di enologia presso l’Università della Tuscia, Presidente Mondiale degli Enologi, Presidente Nazionale dell’Assoenologi. E soprattutto è consulente di oltre cento cantine, in Italia come in Palestina, in Giappone e in Russia. Un intellettuale del vino, grande divulgatore e tecnico formidabile, che ha due miti della racchetta. «Panatta: è stato un fenomeno. al di là del fatto che molti dicono abbia vinto poco, ma forse non si ricordano come me come era capace di giocare quando era in forma. E poi c’è l’altro mito, Novak Djokovic: «Non si possono discutere il suo talento e la sua grinta, poi mi piace la tenacia che mette nel difendere le sue posizioni anche se talvolta vengono criticate».

Fonte: Gazzetta dello Sport G.

La vite è una cosa meravigliosa – Grande Dame, l’ottimismo di Veuve Clicquot.
Se di «garden gastronomie» deve trattarsi, allora tanto vale che il giardino sia lo strepitoso orto di Enrico Crippa ad Alba, punto di riferimento per tutti gli chef con le mani in terra. Qui, all’omba dell’azienda vitivinicola Ceretto che di Crippa e del suo orto è finanziatrice, si è svolta l’edizione 2023 della «Garden Gastronomie» di Veuve Clicquot, la maison di Champagne che con questo progetto visionario abbina la sua grand cuvée alla visione degli chef più sostenibili e consapevoli del mondo. L’occasione per riassaggiare l’insalata 21… 31… 41… 51… che è la summa del lavoro nell’orto di Crippa, una raffica di ingredienti (nella cartolina esplicativa ne sono elencati 181) che diventa sublime nelle mani dello chef brianzolo a spiazzare chi pensa che l’insalata sia un triste espediente da pausa pranzo.

Fonte: Giornale.

Enologia sartoriale.
Aperta alla meraviglia, l’azienda agricola Vignoli è da almeno vent’anni. Da tanto infatti viene immortalato sull’etichetta di Glenda, vino Docg Albana di Romagna, il volto di Simonetta Vespucci, in arte Venere di Botticelli. Pare che la promozione di questo vino e della bella etichetta sia costata molto meno di 9 milioni di euro. Del resto, per dare impulso alle cose buone, lo sanno anche i sassi, non serve spendere molto: è sufficiente proporre squisitezze e la gente ne parlerà. Il vino risulta color paglierino carico dai toni quasi giallo oro, naso fruttato che li per li rimanda all’albicocca e a indizi floreali come la ginestra. Il gusto è incisivo, secco, dalla giusta nota tannica e delicato fondo ammandorlato. Se disponibile, preferire vini di almeno tre anni di vita. Va provato con strozzapreti conditi con carciofi Moretti di Brisighella e scalogno di Romagna IGP ripassati in olio.
Fonte: Il Settimanale PMI.

Carinzia, in bicicletta per castelli e cantine.
Anche ai turisti che scelgono la regione austriaca della Carinzia come vacanza per le curate piste da sci e i boschi dove concedersi rilassanti passeggiate non sari sfuggito di cogliere una terra zeppa di cultura e rispetto per la natura grazie a percorsi ciclabili che permettono di collegare castelli, città d’arte e gli oltre mille laghi, alcuni balneabili durante l’estate. Se si hanno a disposizione quattro giorni, un circuito ad anelo può partire da Klagenfurt e snodarsi per un centinaio di chilometri a nord della città. Gli architetti italiani, in particolare Domenico Dell’Allio, hanno plasmato l’immagine del capoluogo rinascimentale sviluppandolo attorno alla Piazza Nuova, il salotto buono adornato da bei palazzi e ridisegnato dall’architetto Boris Podrecca in occasione dei mondiali di calcio del 2008.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Il numero della settimana – 82,4 euro.
È lo scontrino medio di spesa delle prenotazioni enoturistiche. Un canale di vendita su cui i viticoltori fanno sempre più affidamento.

Fonte: Repubblica Venerdi.

Un Sangiovese alle Maldive, what else?.
Dalle toscane fino alle Maldive. È la storia del vino Emerald Rosso Riserva 2019, Sangiovese nato tra i filari della Toscana, finito nelle profondità dell’Oceano Indiano. Si chiama Underwater Wine Project la prima cantina subacquea al mondo, realizzata all’Emerald Maldives Resort Er Spa, nell’Atollo di Raa. La tecnica di conservazione consiste nel porre le bottiglie a 30 metri di profondità, per minimo sei mesi: l’ambiente è ideale per il riposo del . vino, grazie all’impatto minimo dei ragiamogi solari, la temperatura costante, il cambio di pressione e il dolce movimento delle correnti oceaniche. E il gusto ci guadagna, con tannini setosi e raffinati, note floreali accentuate, maggior senso di freschezza e sentori evidenziati di frutti rossi come fragola e lampone.

Fonte: Repubblica Venerdi.

Coldiretti: «AI “Rogito 2021” di “Cantine del Notaio” va l’oscar del vino 2023».
Il presidente Pessolani: “Si tratta di una gran bella notizia per la Basilicata, un premio molto prestigioso» Coldiretti: «AI “Rogito 2021” di “Cantine del Notaio” va l’oscar del vino 2023» Ancora una successo per l’enogastronomia della Basilicata. E’ andato, infatti, al “Rogito 2021” l’Oscar del Vino 2023. Il vino prodotto da “Cantine del Notaio” di Rionero in Vulture è stato proclamato al vertice della categoria ‘miglior vino rosato’ in occasione della cerimonia di conferimento della XXIII edizione del “Premio Internazionale del Vino”, uno dei premi storici del vino italiano, ideato nel 1999 da Franco Ricci, presidente della Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda. E’ quanto fa sapere Coldiretti Basilicata. Il “Rogito 2021” ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nel corso di una cerimonia che si è svolta come da tradizione nella capitale, all’Hotel Rome Cavalieri.

Fonte: Le Cronache Lucane.

Avellino, sotto chiave 70mila litri di vino non tracciato: saranno distrutti.
I carabinieri forestali hanno sequestrato settanta mila litri di vino non tracciato in provincia di Avellino, nell’ambito dei controlli per la tutela della qualità e la repressione delle frodi agroalimentari. L’operazione ha coinvolto l’azienda vinicola irpina il cui titolare è stato sanzionato con una multa di 47 mila euro per violazione alle norme sulla tracciabilità. I settecento ettolitri di prodotto sequestrato, del valore di circa 54 mila euro, verranno distrutti.

Fonte: Cronache di Napoli.

Master Falanghina del Sannio DOC, ecco i vincitori 4.
Si è tenuto a Benevento, presso Masseria Roseto, la prima edizione del Master Falanghina del Sannio DOC, organizzato dal Sannio Consorzio Tutela Vini, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier e l’associazione Sommelier Campania. In seguito c’è stata la proclamazione dei vincitori. Al primo posto si è classificato Vincenzo Galati di Genova, secondo classificato invece Stella Marotta di Salerno e terzo classificato e Premio Miglior Comunicatore ad Ilaria Lorini di Firenze. Un verdetto stilato da una Giuria composta da Sandro Camilli (Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier), Maurizio Zanolla (Responsabile Nazionale Area Concorsi), Tommaso Luongo (Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Campania), Luca Matarazzo (Responsabile Regionale Area Concorsi), Libero Rillo (Presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini), Nicola Matarazzo (Direttore del Sannio Consorzio Tutela Vini) e Pasquale Carlo (Responsabile di Sannio Academy). Grande soddisfazione da Sannio Consorzio Tutela Vini per la grande partecipazione che c’è stata dei concorrenti-sommelier.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

I sabati del Guercino, musica e degustazioni.
«Il meglio dei prodotti e del vino verranno proposti dai venti locali aderenti» Cento, nel centro storico torna sabato la manifestazione che aggrega buon cibo, concerto e iniziative culturali. Continuano i ‘Sabati del Guercino’, un nuovo evento per il centro storico di Cento organizzato dal Comune in collaborazione con le associazioni Ascom – Confcommercio, Confesercenti e Cna, e con il coinvolgimento degli operatori commerciali. Questo sabato (in contemporanea con la “Notte Europea dei Musei” alla Pinacoteca San Lorenzo) sarà dedicato alla degustazione di vini e cibo di qualità nel centro storico di Cento in 20 locali aderenti, come evento diffuso nelle piazze e nelle vie. Si parla, in sostanza, di diverse iniziative distribuite in tutta la zona. Questo sabato ci saranno concerti, osterie aperte, eventi lungo le strade principali. Tutto il paese sarà vestito a festa per accogliere i visitatori.

Fonte: Resto del Carlino Ferrara.

Vini e prodotti tipici: il made in Friuli esposto nello stand multimediale di Promoturismo Fvg.
Aperta da ieri sera la tensostruttura di piazza XX Settembre Maxischermo di 70 metri per promuovere mare e montagna Vini e prodotti tipici: il made in Friuli esposto nello stand multimediale di Promoturismo Fvg a regione in uno schermo: è una vetrina di ultima generazione lo / stand di Promoturismo Fvg in piazza XX Settembre. Un tuffo, e non certo solo virtuale, tra prodotti e vini tipici di qualità, rigorosamente made in regione. Accattivanti design e arredi nella tensostruttura “Io sono Friuli Venezia Giulia” aperta al pubblico ieri sera. A firmare il design è stata la Girba di Pagnacco, specializzata in maxischermi, fornitore ufficiale del Giro d’Italia, del Moto Gp e della Formula Uno. Così, tramite le immagini, Promoturismo fa conoscere i prodotti tipici.

Fonte: Messaggero Veneto.

La grandine ha colpito le viti di Rossese – Grandine a sorpresa, colpiti a Soldano i vigneti del Rossese.
Una violenta grandinata, durata non più di un quarto d’ora, l’altro pomeriggio ha colpito le vigne del Rossese nel territorio di Soldano. Tra le più danneggiate, l’azienda Poggi dell’Elmo di Giovanni Guglielmi, che sottolinea: «Siamo nella fase di pre-fioritura, bisognerà aspettare per quantificare i danni. La grandine nelle vigne, che potrebbero interessare il 30% della produzione». La bufera si è concentrata sull’estremo Ponente, il resto della provincia è stato risparmiato, in diverse zone non ha neppure piovuto. Grandine a sorpresa, colpiti a Soldano i vigneti del Rossese La bufera si è abbattuta sulle viti in fase di pre-fioritura Guglielmi (Poggi dell’Elmo): «Danni ancora da valutare». Una grandinata improvvisa, in anticipo rispetto agli eventi calamitosi che, talvolta, minacciano le coltivazioni soprattutto nella seconda parte dell’estate.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

L’uva in zone impervie. Il vigneto diventa eroico.
Eroici e non per caso. I vigneti di Roccavignale entrano nello speciale elenco dedicato alle coltivazioni in zone impervie, sconosciute, dove il clima o la natura complicano l’attività, ma che proprio per queste caratteristiche sono anche più preziosi. In Valbormida, i vini dell’azienda “Roccavinealis” nascono a 520 metri sul livello del mare su un terreno che già in passato ospitava le vigne, poi abbandonato negli anni del boom industriale e che oggi è tornato a essere nuova dimora di viti e barbatelle. In questo contesto a essere “eroici” non sono solo i vigneti, ma anche coloro che li coltivano. «Tutto nasce da un bando della Regione, che invitava a segnalare vigneti eroici o storici. Abbiamo deciso di iscriverci, perché la filosofia che sta dietro ai vini eroici incarna il nostro progetto: ci sembrava impossibile che in un borgo che prende il nome proprio dalle vigne, non ce ne fossero più», racconta Amedeo Fracchia, sindaco e tra i soci della Roccavinealis.

Fonte: Secolo XIX Savona.

La grandine colpisce i vigneti del Rossese – La grandine ha colpito le viti di Rossese – Grandine a sorpresa colpiti a Soldano i vigneti del Rossese.
Una violenta grandinata, durata non più di un quarto d’ora, l’altro pomeriggio ha colpito le vigne del Rossese nel territorio di Soldano. Tra le più danneggiate, l’azienda Poggi dell’Elmo di Giovanni Guglielmi, che sottolinea: «Siamo nella fase di pre-fioritura, bisognerà aspettare per quantificare i danni, che potrebbero interessare il 30% della produzione». La bufera si è concentrata sull’estremo Ponente, il resto della provincia è stato risparmiato, in diverse zone non ha neppure piovuto. Grandine a sorpresa colpiti a Soldano i vigneti del Rossese La bufera si è abbattuta sulle viti in fase di pre-fioviiura Guglielmi (Poggi dell’Elmo): “Danni ancora da valutare”. Una grandinata improvvisa, in anticipo rispetto agli eventi calamitosi che, talvolta, minacciano le coltivazioni soprattutto nella seconda parte dell’estate.

Fonte: Stampa Imperia.

L’uva in zone impervie. Il vigneto diventa eroico.
Eroici e non per caso. I vigneti di Roccavignale entrano nello speciale elenco dedicato alle coltivazioni in zone impervie, sconosciute, dove il clima o la natura complicano l’attività, ma che proprio per queste caratteristiche sono anche più preziosi. In Valbormida, i vini dell’azienda “Roccavinealis” nascono a 520 metri sul livello del mare su un terreno che già in passato ospitava le vigne, poi abbandonato negli anni del boom industriale e che oggi è tornato a essere nuova dimora di viti e barbatelle. In questo contesto a essere “eroici” non sono solo i vigneti, ma anche coloro che li coltivano. «Tutto nasce da un bando della Regione, che invitava a segnalare vigneti eroici o storici. Abbiamo deciso di iscriverci, perché la filosofia che sta dietro ai vini eroici incarna il nostro progetto: ci sembrava impossibile che in un borgo che prende il nome proprio dalle vigne, non ce ne fossero più», racconta Amedeo Fracchia, sindaco e tra i soci della Roccavinealis.

Fonte: Stampa Savona.

Piano per il rilancio della Bonarda ma di alta qualità – Il Distretto del vino: «Rete di ristoratori e promozione per rilanciare la Bonarda».
Il Distretto del vino lancia un’operazione per rilanciare la Bonarda di qualità con una rete tra ristoratori, baristi e pubblico, ma anche eventi con sommelier in tutta Italia. I produttori saranno i118 maggio all’enoteca regionale di Broni, poi eventi con Gambero Rosso, Ais Lombardia, Onav e Fisar. In programma degustazioni ed eventi per tutto l’anno. II presidente: «Vogliamo allargare la platea dei produttori» Il Distretto del vino: «Rete di ristoratori e promozione per rilanciare la Bonarda». Rilanciare la Bonarda di qualità e di filiera con una rete tra ristoratori, baristi e pubblico, ma anche eventi con sommelier ed esperti in tutta Italia. A otto anni dall’uscita delle prime bottiglie della Bonarda frizzante #lamossaperfetta, il Distretto del vino, guidato dal presidente Fabiano Giorgi, ha deciso di lanciare per tutto i12023 una nuova operazione di promozione per uno dei prodotti più rappresentativi dell’Oltrepo, prodotto su 4 mila dei 13 mila ettari vitati e in 17 milioni di bottiglie.

Fonte: Provincia – Pavese.

Enoturismo, il Consorzio Primitivo lancia la Wine Experience.
Parte Primitivo di Manduria Wine Experience, il progetto enoturistico ideato dal Consorzio di Tutela che vuole offrire nuove esperienze ai wine lover e aumentare il coinvolgimento tra le cantine e le strutture ricettive in uno dei territori unici come quello del Primitivo di Manduria, terra di accoglienza e del buon bere italiano per antonomasia. Il progetto si propone di valorizzare e sostenere le aziende socie del Consorzio di Tutela inserendole nei circuiti degli esercenti che si occupano di ospitalità all’interno dell’areale di produzione. La partecipazione al progetto è gratuita e vedrà il lavoro sinergico di squadra tra Consorzio di Tutela, aziende socie e le strutture ricettive.

Fonte: Repubblica Bari.

Vini veronesi, export giù nei tre maggiori mercati.
I dati dell’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly su vendite nella Gdo nel primo trimestre Vini veronesi, export giù nei tre maggiori mercati I rossi segnano flessioni a due cifre in Germania e Usa. Castelletti: «In questo momento difficile si privilegiano le etichette low cost» Monicanagna un decremento prezzo all’origine». In questo mercati esteri: Stati Uniti, Regno 7,9% a valore (1,4 milioni). Fronte di volumi il dato di marzo sulle giacenze una flessione del 6,1% calo del 3% per i vini fermi per le vendite allo scaffale in italiani, gli sparkling arrivare (60 milioni di ettolitri) è il Italia con giacenze. In Italia nell’ultimo con le Dop che raggiungono Germania (-6%), mentre ne- triennio gli stock in cantina il +8,6%.

Fonte: Arena.

Debutta Wine to Asia: 71 aziende italiane alla conquista della Cina.
Si è alzato il sipario su Wine to Asia, l’appuntamento asiatico di Veronafiere dedicato a wine e spirits che fino al 13 maggio inaugura a Shenzhen il calendario 2023 delle fiere internazionali dentro in confini del colosso asiatico. La manifestazione si svolge nella Greater Bay Area, motore economico cinese con oltre 100 milioni di abitanti, all’interno del Shenzhen Convention e Exhibition Center di Futian che ospita per l’occasione oltre 450 espositori da 27 Paesi, 1.500 brand e 15 mila operatori attesi da tutta la Terra del Dragone, frutto di una campagna nazionale di incoming durata più di due anni e tenuta viva da roadshow ed eventi dedicati anche sotto la stretta della Politica Covid 0. In vetrina, gli 11 padiglioni nazionali ufficiali dei principali player dell’offerta enologica mondiale per il mercato cinese, organizzati da Ita/Agenzia Ice, Spectacular South Africa, Wines of Portugal, Wines of Argentina, I Feel SLOVEnia, Spain Top Wines, Yantai, Rioja, Sud de France, dai Consolati Generali di Argentina e di Uruguay a Guangzhou e dalla sezione commerciale del Consolato generale del Belgio. In particolare, l’Italia si presenta a Shenzhen con una rappresentanza di più di 100 aziende e il più grande padiglione di bandiera (con 71 brand del vino tricolore) mai allestito in Cina.

Fonte: Arena.

Calici di jazz, il Ristori porta la grande musica nelle «ville del vino».
Quattro appuntamenti realizzati in collaborazione con le Famiglie storiche Calici di jazz, il Ristori porta la grande musica nelle «ville del vino» Si parte il 25 maggio con Musica Nuda, il progetto di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, nelle Possessioni Serego Alighieri a Sant’Ambrogio •• Una nuova iniziativa suggella la collaborazione tra Famiglie Storiche, l’associazione che riunisce 13 importanti Cantine della Valpolicella, e il Teatro Ristori di Verona. Si tratta di “Calici di Jazz”, rassegna che avrà come protagonisti l’arte, la cultura enogastronomica, il territorio e la musica jazz. Quattro concerti con stelle del jazz italiano, in altrettante location suggestive che faranno da cornice a degustazioni e concerti immersi nel verde delle vigne tra la Valpolicella e il Lago di Garda. La prima location di Calici di Jazz sarà Possessioni Serego Alighieri a Sant’Ambrogio di Valpolicella, che farà da sfondo giovedì 25 maggio per il concerto del duo Musica Nuda. Le Possessioni Serego Alighieri si trovano nel cuore della Valpolicella Classica.

Fonte: Arena.

Gestione del suolo acqua e biodiversità: il protocollo Docg.
Approvato il protocollo viticolo 2023 della Docg: misure stringenti per il controllo dell’acqua. Il documento, sottoscritto da una commissione di esperti presieduta dal Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, sarà distribuito a tutti i viticoltori per tutelare il territorio di produzione e salvaguardare la salubrità dei suoi prodotti. «Il nostro protocollo viticolo-afferma il direttore Diego Tomasi- più restrittivo rispetto alle leggi regionali, si arricchisce anche di nuovi approfondimenti utili ai viticoltori e suggerimenti per gestire in modo sempre più sostenibile i vigneti: a partire dal suolo, la biodiversità, la gestione dell’acqua per concludere con l’equilibrio del vigneto». Uno dei nodi è la gestione dell’acqua. «Nello specifico caso del Conegliano Valdobbiadene accanto alla realizzazione e al ripristino di piccoli invasi a uso aziendale in grado di conservare l’acqua piovana, si sta operando anche su altri fronti -spiega il documento- Si chiede ai viticoltori di adottare strategie per incrementare la sostanza organica dei suoli aumentando in questo modo la loro capacità di trattenere e conservare l’acqua

Fonte: Gazzettino Treviso.

No al Clorpirifos Il protocollo Docg non dà deroghe per i fitofarmaci.
II Consorzio ha fornito le linee guida ai viticoltori per il 2023 «Il nostro documento più restrittivo delle leggi regionali». Non c’è il Clorpirifos, il pesticida per il quale la Regione aveva chiesto la deroga, perché possa essere utilizzato nel contrasto della flavescenza. Il Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg ha rilasciato l’edizione 2023 del Protocollo viticolo. Di questo prodotto, utilizzato per uccidere dei parassiti tra cui insetti e vermi e che può essere dannoso anche per l’uomo, non c’è traccia. Si dirà perché non è stato ancora derogato. Ma è anche vero che il Consorzio è ben consapevole che oggi il mercato interno, ma soprattutto quello internazionale, pretende bollicine che siano certificate come sostenibili, meglio ancora se biologiche. Ecco, dunque, che il protocollo evita ancora una volta il ricorso ai fitofarmaci o, quanto meno, ne consente un uso assai limitato. Anche perché tra i quindici Comuni del Superiore sta per nascere il bio distretto.

Fonte: Tribuna Treviso.

Quale e’ il momento migliore per una visita in cantina?.
Se sei un amante del vino o un intenditore alla ricerca di un’esperienza unica e piacevole, visitare le cantine è un’ottima opzione. La buona notizia è che la maggior parte delle cantine è aperta tutto l’anno, e ogni stagione ha il suo fascino. Tuttavia, sapere quando visitare e cosa aspettarsi può aiutarti a sfruttare al massimo il tuo viaggio. Il segreto, quindi, è capire cosa ti interessa e cosa vuoi ottenere dalla visita! Diamo un’occhiata a cosa aspettarsi quando si fa un viaggio in cantina, a seconda della stagione. La primavera è il momento perfetto per visitare le cantine se vuoi vedere i vigneti in fiore. Il clima è piacevole e inizia a essere caldo, anche se un po’ ventoso. Tutti conosciamo la sensazione di una piacevole passeggiata primaverile nella natura! In primavera, la campagna è vibrante e colorata.

Fonte: xtraWine Blog.

L’enoturismo sostiene le vendite dirette in cantina, tra pic-nic e degustrazioni.
In base a uno studio condotto da Divinea, il 73,8% di chi vive un’esperienza enoturistica tende ad acquistare almeno una bottiglia di vino. Il turismo del vino attrae in Italia un numero crescente di appassionati oltre che di semplici curiosi, promuovendo le vendite dirette in cantina e, attraverso la raccolta e la digitalizzazione delle informazioni relative ai clienti, quelle online. A rivelarlo è Divinea, azienda specializzata in prodotti e servizi digitali per il settore vitivinicolo, che nel ‘Report enoturismo e vendite direct-to-consumer 2023’ ha analizzato i dati di circa 300 cantine clienti.

Fonte: la Repubblica.

Alleanza Coop, alte giacenze in cantina si teme per la vendemmia.
A due mesi dalla prossima vendemmia, preoccupano l’aumento delle giacenze di vino in cantina (+5,1% a marzo scorso rispetto allo stesso periodo del 2022) e le difficoltà di mercato, due fattroi che confermano il perdurare di crisi in alcuni territori in particolare per i vini rossi. E’ quanto fa sapere il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative, Luca Rigotti, in relazione ad un calo generalizzato delle vendite, segnale più in generale di una fase di cambiamento del settore non soltanto in Italia, in termini di scelte d’acquisto e di consumi. “Occorre programmare una strategia di medio-lungo periodo per ristabilire un equilibrio tra domanda e offerta – osserva Rigotti – che consideri l’attivazione di misure di governo dell’offerta previste dal Testo unico del vino, o ancora, una differente gestione delle autorizzazioni di impianto per i nuovi vigneti, con l’eventuale applicazione delle dovute premialità e correttivi”.
Fonte: ANSA.

“Rosa” il management delle cantine eno-turistiche.
È triplicato il numero delle cantine italiane che presentano un’offerta di servizi per i viaggiatori eno-appassionati sempre più ricca e diversificata di esperienze appaganti e immersive. E determinante in questa crescita del settore enoturistico è il ruolo delle donne. Lo ha rilevato l’indagine realizzata da Nomisma-Wine Monitor per Movimento Turismo del Vino, Città del Vino, Donne del Vino e La Puglia in Più, studio che, però, ha fatto emergere anche criticità all’interno di questo segmento, comunque in forte accelerazione. La ricerca di Nomisma-Wine Monitor, che ha preso in esame 265 cantine e 145 comuni di distretti enologici, è la più estesa mai realizzata in Italia e fotografa un settore che registra un aumento significativo sia nel numero delle cantine sia nelle tipologie delle esperienze offerte.

Fonte: Banca del Piemonte.

La Grande Festa del Vino, 16^ edizione 16/17 Settembre 2023.
Torna, da sabato 16 a domenica 17 settembre 2023 in Veneto e precisamente a Santa Maria di Sala la 16° edizione della Grande Festa del Vino, l’evento dedicato al vino che vede protagonisti 141 tra i migliori produttori nazionali e mondiali. Per due giorni incontri e cene gourmet fanno da cornice alle degustazioni che si svolgeranno, dalle 10 alle 20, presso Villa Farsetti. Un evento straordinario – il più grande di sempre
Oltre 8.000 bottiglie di vini (400 etichette) presenti potranno essere degustate in Villa Farsetti (a Santa Maria di Sala, in Via Roma 1). 141 Espositori da 25 PAESI DEL MONDO. Un tour dell’Italia e da 24 paesi del Mondo calice alla mano per conoscere le tipicità e le eccellenze dei terroir italiani e mondiali, scoprire vitigni alloctoni, autoctoni, nazionali e internazionali, rari e ricercati, vini convenzionali, naturali, biologici, biodinamici, di montagna (da viticultura eroica), di mare, di collina, di pianura, di vignaioli indipendenti e di piccole realtà emergenti o di quelle già affermate.

Fonte: Newsfood.

Per quale motivo sorprendente molti stanno mettendo del vino rosso sulle piante.
Gli estimatori della bevanda di Bacco, in particolare del vino rosso troveranno insolita questa soluzione: mettere del vino rosso sulle piante. Scopriamo insieme il perché di questa strana scelta e se è realisticamente applicabile. Bacco è una divinità della mitologia romana associata al vino, alla vite e alla fertilità. La sua origine risale alle antiche religioni italiche, dove era venerato come dio della vegetazione e della fecondità. L’associazione tra Bacco e il vino deriva dal fatto che nella mitologia romana egli è stato l’inventore del vino e ha insegnato agli uomini come coltivare e utilizzare la vite per produrre questa bevanda. Secondo la leggenda, Bacco ha ottenuto il vino facendo fermentare il succo dell’uva e ha diffuso la conoscenza della sua produzione in tutto il mondo.

Fonte: Wine and Food Tour.

Sequestrati 700 ettolitri di vino non tracciato.
Settanta mila litri di vino sono stati sequestrati in provincia di Avellino dai carabinieri forestali nell’ambito dei controlli a tutela della qualità e della repressione delle frodi agroalimentari. Il sequestro ha riguardato un’azienda vinicola irpina il cui titolare è stato sanzionato con una multa di 47 mila euro per violazione alle norme sulla tracciabilità. Ai controlli dei militari di Mirabella Eclano e Volturara Irpina hanno collaborato i carabinieri forestali dell’Ispettorato generale di Salerno. I settecento ettolitri del prodotto sequestrato, pari a un valore di circa 54 mila euro, verranno distrutti.

Fonte: ANSA.

Vino, proposta Docg unica per lo Zibibbo di Pantelleria.
Si è conclusa a Pantelleria la tre giorni di incontri sul futuro vitivinicolo e agricolo dell’isola dal titolo “Zibibbo è Pantelleria”. Oltre 30 gli interventi che si sono succeduti nei diversi momenti di confronto organizzati dal Comune. Un’iniziativa voluta dal sindaco Vincenzo Campo per promuovere i prodotti e le bellezze dell’isola vulcanica, ma soprattutto per difendere lo Zibibbo, vite da sempre coltivata dai vignaioli panteschi. Oggi il nome Zibibbo figura come vitigno o sinonimo di Moscato nell’etichetta della Doc Sicilia e Igt Terre Siciliane ma non nella Doc Pantelleria.

Fonte: ANSA.

Vino e salute: un binomio possibile?.
Il vino riveste un ruolo molto importante nella cultura culinaria italiana e la sua rilevanza è cresciuta sempre più. Non è una semplice bevanda ma è storia, territorio, lavoro e soprattutto convivialità. Sulla nobile bevanda sono stati pubblicati negli anni numerosi articoli scientifici. Una recente review pubblicata su Nutrients indica che il vino, in virtù della sua composizione in polifenoli ed antiossidanti, differisce da altre bevande alcoliche ed il suo consumo moderato non solo non aumenta il rischio di malattie croniche degenerative ma è anche associato a benefici per la salute. In un’altra recente ricerca si è addirittura evidenziato come il consumo moderato di vino sia un ottimo aiuto per la memoria. Dobbiamo ricordarci che il vino, essendo ottenuto dalla fermentazione dell’uva, rientra nel gruppo dei prodotti fermentati.

Fonte: Eurosalus.

Vino, sette appuntamenti con la Malvasia tra Parma e Piacenza.
“Malvasia e…” è il titolo della rassegna enogastronomica che prenderà il via dal 13 maggio e che si svilupperà in sette appuntamenti tra Parma e Piacenza con protagonista la Malvasia. Il progetto è promosso da Gal del Ducato in collaborazione con Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, Strada del Fungo Porcino di Borgotaro e Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli di Parma e con il contributo di Emilia Wine Experience, il progetto di promozione dei vini di Emilia. “Si riparte da uno dei vitigni più simbolici dell’Emilia – ha spiegato Elisabetta Virtuani, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini, capofila di Emilia Wine Experience – per raccontare borghi e cultura che ruotano intorno a un filo conduttore, la Malvasia di Candia aromatica, cercando però di attrarre il visitatore anche attraverso suggestioni che vanno oltre al prodotto”.

Fonte: Askanews.

Vino, la 2019 del Montefalco Sagrantino Docg “annata eccezionale”.
Cinque Stelle, ovvero “annata eccezionale”: 95 su 100 è la valutazione del 2019 del Montefalco Sagrantino Docg presentata in occasione di “A Montefalco”, la nuova versione di Anteprima Sagrantino che, dall’edizione appena conclusa dell’evento promosso e organizzato dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, cambia “concept e naming”, racchiudendo il senso di quello che oggi il territorio di Montefalco (Perugia) vuole raccontare. Ovvero una “terra per il vino”, con la classica Anteprima che diventa l’anteprima non più solo del Sagrantino ma di tutti i vini e di tutte le annate in commercio.

Fonte: Askanews.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 11 maggio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Rossi col pesce una sfida vinta.
Una Schiava e un Pinot Nero dell’Alto Adige o della Valle d’Aosta così come un Rosso di Montalcino o un Nerello dell’Etna vanno tranquillamente d’accordo con baccalà e salmone in crosta Il gusto evolve e il palato gioisce grazie alla varietà delle nostre uve La passione e la maggiore consapevolezza nella cultura del vino generano nuove possibilità. Duello del tempo è uno dei grandi temi dell’uomo, che inizia a farsi più chiaro quando ha iniziato a riconoscergli un valore economico e a misurarlo concretamente con l’orologio. Ecco perché si parla di “tempi”, periodi in cui succedono cose. Mode o abitudini che diventano consuetudini. Guardandoci indietro, sono moltissimi i vini che rasentano la perfezione, pensati per accompagnare i prodotti tipici di una regione d’origine, “abbinamenti territoriali” come il Dolcetto e gli antipasti piemontesi, il Vin Santo toscano con i cantucci, il Lambrusco di Sorbara con i tortellini in brodo o le carni.

Fonte: Gusto.

80 petali di Five Roses il primo della sua specie.
Joe Bastianich nasce a New York, da una famiglia di ristoratori di origini istriane: è imprenditore nella ristorazione e appassionato viticoltore. Con il torinese Tiziano Gaia, regista, produttore e scrittore, ha scritto “Il grande racconto del vino italiano. Territori, storie e protagonisti” 80 petali di Five Roses il primo della sua specie Taglia un traguardo storico il vino prodotto dalla cantina pugliese Leone de Castris in piena seconda guerra mondiale nasceva l’etichetta salentina destinata a essere rivoluzionaria Un rosato italiano baciato dal sole, lambito da due mari in un paesaggio che “habla español” e frutto dell’abbraccio tra i vitigni di negroamaro e malvasia nera: il risultato è negli aromi intensi ‘Ye vogliamo portare il vino negli Vea, Svizzera un nome americano.

Fonte: Gusto.

Il vero gusto del Paese Sapori d’Italia.
L’esperta di turismo Roberta Garibaldi ha studiato conoscenze e desideri di chi viaggia “Ci sono regioni che devono migliorare nel raccontare l’offerta” “I turisti cercano connessioni tra cibo e arte, non ultime le cantine pregiate”. Il nuovo Viaggio in Italia, chiedendo il permesso a Johann Wolfgang Goethe, dovrebbe essere aggiornato con pastifici, caseifici, cantine e piccoli produttori enogastronomici. Perché il nuovo turista, o meglio, il nuovo viaggiatore, non vuole solo più innamorarsi di panorami e città del nostro Paese, ma anche dei suoi sapori. “Il profilo del turista oggi è diverso: è onnivoro, non è mosso al viaggio da un’unica motivazione. Cerca novità, stimoli e suggestioni ma vuole anche mangiare prodotti tipici, locali” – spiega Roberta Garibaldi vice presidente della commissione turismo dell’Ocse – Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo.

Fonte: Gusto.

Bolla profonda il caso Alta Langa.
metodo classico piemontese conquista il mondo Negli ultimi 5 anni vendite cresciute a doppia cifra Merito della qualità e dei lunghissimi affinamenti. La collina ondulata, il fiume, tre province – Asti, Alessandria e Cuneo – che si incontrano e una grande storia che le accomuna. Il mare a pochi chilometri, le Alpi, maestose, alle spalle. L’Alta Langa è un paesaggio stato d’animo. Dove territori e vissuti si intersecano alla destra del Tanaro, per poi ritrovarsi nel calice sotto forma di raffinate bollicine, un’esplosione di gusto, eleganza, saggezza. Bolle profonde, come le cantine-cattedrali scavate nel tufo delle colline a Canelli, cuore astigiano della denominazione. Un territorio che è diventato un caso. Esegesi di un successo che se da un lato non può non tener conto del trend internazionale del boom delle bollicine, dall’altro fa riferimento alla passione e all’ostinazione dei produttori nel voler proporre un modello di qualità assoluta, senza compromessi: rese basse, raccolta solo manuale, altimetria minima di 250 metri e lunghi affinamenti sui lieviti con un minimo di 30 mesi previsti dal disciplinare. Basta guardare i numeri del Consorzio Alta Langa: i produttori associati, che fino al 2018 erano una ventina, oggi sono circa 70 e realizzano più di 140 etichette.
Fonte: Gusto.

Il Chianti riserva che ha le radici nel Sannio.
Quest’anno il mio Vinitaly è iniziato con il Chianti Classico. Precisamente il Ruello, sangiovese in purezza, pensato da Riccardo Cotarella che dal 2016 ha iniziato la collaborazione in questa magnifica azienda toscana in provincia di Siena. Una storia ormai comune ma sempre bella da raccontare, quella di un imprenditore di grande successo in altre attività, Luigi Frascino, che ad un certo punto della sua vita sente il bisogno di parlare alla terra. In questo caso Luigi viene da Benevento ed è per questo che non ha voluto rinunciare a produrre anche il vino bandiera della sua terra che Riccardo Conosce molto bene, la Falanghina. Ma torniamo al Chianti, elegante, fresco, moderno. Nasce nella tenuta di 22 ettari di cui 11 coltivati a vigneti a circa 400 metri di altezza.

Fonte: Mattino Napoli.

Capolavori del barocco e grandi calici.
Il piacere di scoprire grandi calici e la magnificenza del patrimonio artistico che si rivela tra le vie della Capitale. Sono questi i tratti caratterizzanti “Vino e Arte che passione!”, settima edizione dell’evento che domenica 14 anima il verde del Casino dell’Aurora Pallavicini, all’interno del Palazzo Pallavicini Rospigliosi, alla scoperta delle eccellenze vitivinicole dello Stivale. “Anche quest’anno la manifestazione conferma la sua formula distintiva, coniugando la bellezza di una location fuori dai canonici percorsi turistici, ai vini di tutte le cantine selezionate” racconta il co-fondatore Ciro Formisano. L’incontro fra buon bere e meraviglie d’arte è scandito da diversi momenti, a cominciare dalla visita guidata al Casino, che il cardinale Scipione Borghese fece erigere sulle rovine delle Terme di Costantino.

Fonte: Repubblica Trova Roma.

Hub del vino, Maglione: «Prevalga il territorio, non la contrapposizione».
La replica alle parole della consigliera Ceniccola: «Superficialità utile a distruggere, non a costruire» Hub del vino, Maglione: «Prevalga il territorio, non la contrapposizione» “Apprendo dalle pagine de Il Sannio la reazione scomposta della consigliera comunale Fiorenza Ceniccola, nonché coordinatrice provinciale di Forza Italia giovani, in relazione alla realizzazione dello hub del vino”, così il già deputato Maglione. “Innanzitutto mi dispiace che le dichiarazioni denotino uno scarso approfondimento della questione, soprattutto perché arrivano da un attore politico e istituzionale”, così continua Maglione che aggiunge: “partiamo dal presupposto che la realizzazione dell’infrastruttura rientra nel piano delle opere relative all’AV \AC Napoli-Bari e che era previsto nella zona Telesina. Appurato ciò, da Deputato ho avviato specifiche interlocuzioni per sostenere l’opera che al tempo era passata nel dimenticatoio a differenza dello scalo merci di Ponte Valentino.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

I preziosi vigneti di Modigliana minacciati o “mangiati” dalle frane Trattori e furgoni bloccati.
Un silenzio assordante. È quello che è calato su Modigliana ieri mattina presto quando l’acqua ha ricominciato a cadere dal cielo. La comunità dei vignaioli che ha reso questa una delle zone romagnole più quotata per il sangiovese, sa che quelle marne che danno carattere ai loro vini sono anche quelle che cedono facilmente. Eppure, a memoria di vignaiolo, non si ricordano disastri di questa portata. C’è chi ha avuto paura, prima ancora di vedere le sue vigne rimaste sospese sul vuoto. «Non ci sono state vittime, e a guardarsi intorno, è già una buona notizia —racconta Luca Monduzzi de 11 Teatro che ha casa e cantina sul Trebbio, dove la strada è stata mangiata dalla frana, motivo per cui ha dovuto anche chiudere l’agriturismo —. Aspettiamo. La notte fra il 2 e il 3 maggio, abbiamo temuto il peggio quando abbiamo cominciato a vedere i cavi dell’alta tensione portati via dalla terra tutto intorno a noi.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

Una «bolla» rosé di grande freschezza e personalità.
Una «bolla» rosé eli grande freschezza e personalità. Il Gruppo Tenute Capaldo riunisce Feudi di San Gregorio in Irpinia, Campo alle Comete a Bolgheri e Basilisco, nel Vulture e, con Feudi San Gregorio, presenta un nuovo progetto legato agli spumanti metodo classico, a cui lavora con convinzione e successo ormai da molti anni. Dubl nasce nel 2003 dallo studio e dalla ricerca che Feudi di San Gregorio ha da sempre condotto sui vitigni autoctoni e sul territorio irpino, vocato alla coltivazione di viti di altissima qualità®, studiati da almeno du decadi, da quando l’azienda decise di realizzare il primo Metodo Classico con la collaborazione del celebre Maestro dello Champagne, Anselme Selosse. Ora: le uve di Greco e Aglianico sono diventate il cuore di una produzione declinata in due tipologie, il Brut e il Rosé, con una linea legata sin da subito al design.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

35 anni a casa Villani.
Tutto esaurito al Labirinto della Masone di Fontanellato 35 anni a casa Villani «Winebyrinth»: l’agenzia di rappresentanza tutta parmigiana ha festeggiato questo traguardo con un incontro con le aziende di Sandro Plovani orne si possono festeggiare i 35 anni di attività di un’agenzia di rappresentanza? Mauro Villani ha avuto «un’idea meravigliosa». Niente autocelebrazioni, nessuna sviolinata, niente targhe o medaglie. Mauro Villani, con il suo staff, ha presentato proprio i suoi 35 anni di lavoro direttamente agli addetti ai lavori: così, al Labirinto della Masone, una quarantina di aziende soprattutto vitivinicole ma non solo hanno esposto i loro prodotti esclusivamente per i loro clienti, i ristoratori, gli addetti dei wine bar, i professionisti dell’enogastronomia in genere, i giornalisti e i manager. Non un mercato, non una pubblicità, non un obbligo a comperare.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Sabato del vignaiolo, un successo. Presenti 18 aziende e 60 etichette.
La prima edizione della rassegna ‘II sabato del vignaiolo’ è stata la conferma dell’alta qualità dei produttori locali e della Liguria. L’iniziativa organizzata dalla delegata regionale della Fivi Liguria Linda Salvetti – la federazione italiana vignaioli indipendenti – si è svolta alla Locanda dell’Angelo di Ameglia e ha visto la partecipazione di 18 aziende che hanno presentato oltre 60 etichette accompagnate dalla proposta gastronomica ispirata alla tradizione ligure e della Lunigiana. Hanno completato l’evento un concerto di musica dal vivo con il violino di Andrea Cecchinelli accompagnato da Michele Mascis alla chitarra, seguiti dal sound Funky Soul dei 4 Funks, la mostra di pittura di Mario Tamberi e di sculture di Walter dell’Amico.

Fonte: Nazione La Spezia.

Il vigneto della Bigattera è 4.0 Sperimentazione con Abaco.
Siglata una convenzione tra istituto agrario, Its Academy, Provincia e azienda L’obiettivo: estendere la collaborazione a seminativi, alberi da frutto e alveari Il vigneto sperimentale della Bigattera diventa 4.0. Ed è il punto di partenza per realizzare, all’interno dell’azienda dell’istituto agrario Strozzi, un Agri innovation centre che mette in rete la scuola, la Provincia di Mantova, l’Its Academy e Abaco, multinazionale specializzata in software per l’agricoltura di precisione che ha la propria sede principale a Mantova. Nella vigna della scuola sensori e apparecchiature di ultima generazione, centraline meteo e sistemi di irrigazione automatizzata; in volo flotte di droni per fare i rilievi e raccogliere dati preziosi. Un vigneto sperimentale, alla Carpaneta, c’era già, e ben avviato. Ai 9.800 metri quadrati esistenti (di vari vitigni, soprattutto internazionali), si sono aggiunti tremila metri quadrati di Chardonnay.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

L’enoturismo in crescita trascina gli investimenti: due milioni nel triennio.
Le aziende organizzano eventi tra i vigneti e investono in promozione anche all’estero Si stima che le presenze possano arrivare a 18mila Dal pic-nic tra i grappoli al cinema in vigna, dalle visite guidate alle degustazioni, fino ai gemellaggi gastronomici con altri territori e ai tour in bicidetta. L’enoturismo è un fenomeno in crescita e in provincia di Mantova, soprattutto dopo il Covid, si è mostrato uno strumento capace di rilanciare sia le visite sia le presenze, trascinate dalla voglia di stare all’aperto e condividere esperienze, e di abbassando l’età media degli eno-appassionati. Si tratta per lo più di persone tra i trenta e quarant’anni, con un interesse verso il vino che traspare grazie a una competenza sempre meno occasionale e più legata a corsi, studi, percorsi formativi nel settore. Le potenzialità di crescita dell’attività sono molto interessanti.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

«Saremo polo enologico» La scommessa di Visconti.
I progetti del nuovo presidente dell’Associazione Vini Varesini. «Al Vinitaly c’era una macchia bianca all’altezza della provincia di Varese nel disegno della carta enografica della Lombardia. E stato un colpo al cuore: il primo passo sarà colorare questa macchia». E iniziato così il nuovo corso dell’associazione Vini varesini che, martedì sera, allo Spitz di Varese, ha presentato il nuovo presidente, Marco Visconti, 39 anni, imprenditore agricolo della Cantina Torrerossa di Travedona Monate. Oltre alla partecipazione al Vinitaly, si cercherà di diventare il quarto polo enologico della Lombardia, dopo Franciacorta, Valtellina e Oltrepò Pavese. Per arrivare a “brindare” per questo risultato, inoltre, uno degli obiettivi è quello di ottenere la Doc, di cui si parlava già anni fa, ma che non si è mai raggiunta: «Sarebbe un passaggio importante sul fronte della qualità – commenta Visconti – rivedendo e migliorando quanto di buono è già stato fatto.

Fonte: Prealpina.

Enoteche italiane ospiti nella vetrina delle eccellenze oltrepadane.
Enotecari da tutta in Italia in visita in Oltrepo. Lunedì sera, al castel 4 lo di San Gaudenzio, si è svolta una serata di gala con ospiti una trentina di enoteche del circuito Vinarius, associazione a livello nazionale che a gennaio, a Roma, a Palazzo Madama, ha consegnato proprio all’Oltrepo il 9° Premio al territorio. A seguito di quel riconoscimento, Vinarius e la Camera di commercio di Pavia hanno organizzato un tour di tre giorni sul territorio con visite, showcooking, degustazioni divini e altri prodotti come il riso Carnaroli da Carnaroli pavese, che hanno coinvolto 40 aziende oltrepadane. Durante la serata al castello di San Gaudenzio, era presente inoltre un banco d’assaggio dei produttori della Bonarda #lamossaperfetta dei produttori del Distretto del vino, guidati dal presidente Fabiano Giorgi e dal coordinatore del progetto Giulio Fiamberti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Premio Ercole, la seconda edizione ufficialmente iniziata. Entro il 15 giugno la consegna dei campioni di vino doc.
La seconda edizione del concorso enologico Premio Ercole è ufficialmente iniziata: le cantine molisane avranno tempo fino al 15 giugno per consegnare i campioni di vino doc seguendo il regolamento pubblicato sul sito www.premioercole.it Quest’anno la Camera di Commercio del Molise affiancherà il Comune e la Pro Loco Maccla nell’organizzazione contribuendo alla visibilità delle cantine molisane. La commissione tecnica di degustazione, come per la passata edizione, sarà composta da tecnici enologi e professionisti del mondo del vino provenienti da fuori regione e selezionati in collaborazione con le associazioni ONAV Campobasso, Associazione italiana Sommelier Molise e Slow Food Abruzzo; vedrà come presidente Andrea Pala, l’enologo sardo, premiato nel 2021 come migliore giovane enologo nazionale.

Fonte: Primo Piano Molise.

Le cantine rivelano tutti i segreti Parte il tour alla scoperta del vino.
Sabato passeggiata al borgo di Cicignano e degustazione all’azienda Vanempo. «Intercettiamo nuovi turisti». II vino e le degustazioni come veicolo di promozione turistica. Prende il via sabato ‘Storia e vigneti nella collina delle meraviglie’, un progetto voluto dal Comune in collaborazione con la Fondazione Cdse, per valorizzare la produzione locale del vino e la storia del paesaggio della collina. Il primo appuntamento sarà sabato con una passeggiata che porterà i visitatori alla scoperta della collina di Montemurlo fino al piccolo borgo di Cicignano, dove si trova Vanempo, Azienda agricola Poggio di Cicignano, la cantina di Michele Sacchetti. Qui si svolgerà una degustazione con tre calici di vino, accompagnati da una selezione di affettati misti, pane e schiacciata. Il ritrovo è previsto alle 10.30 ritrovo in piazza Castello alla Rocca.

Fonte: Nazione Prato.

Enoteca Italiana, nuova offerta per il marchio – Enoteca, marchi all’asta Riaperto il bando per la nuova offerta «sensibilmente più alta».
Aggiudicati Enoteca Toscana al Comune e Viniadi a Tenute Piccini Ma resta incerto il destino del brand più prestigioso Enoteca italiana E si sollevano possibili dubbi sul ruolo dell’amministrazione ii Rinvii, caparre e possibile applicazione della legge Madia: tutte le incognite SIENA E una vicenda intricatissima, oltre che dolorosa in primo luogo per i lavoratori, ovviamente, ma anche perché è un emblema di ciò che Siena ha perso negli anni scorsi. II marchio Enoteca italiana, insieme a quelli Enoteca toscana e Viniadi, dal 12 gennaio dello scorso anno è al centro di una manifestazione d’interesse promossa dal liquidatore generale Raffaele Susini. Ma se per i due marchi meno importanti la trattativa privata può considerarsi chiusa (almeno virtualmente, poi vedremo perché), con l’assegnazione al Comune di Enoteca Toscana per 18.500 euro e di Viniadi a Tenute Piccini per duemila euro, su Enoteca italiana la partita si è riaperta.

Fonte: Nazione Siena.

Il rosso Doc Casa di Terra va sott’acqua al Giglio.
Affinamento subacqueo per un numero scelto di bottiglie Baidied «Casa di Terra sott’acqua. Abbiamo aderito a questo tipo di affinamento in una grotta sottomarina all’Isola Del Giglio a una profondità di 40 metri. Questa tecnica dà molteplici benefici al vino e noi siamo molto curiosi di degustarlo tra 6 mesi circa»: così l’azienda Casa di Terra della miglia Frollani annunciala decisione di “inabissare” il proprio rosso più antico, il Doc Boigheri superiore Casa di Terra. II vino può essere affinato anche negli abissi marini. Sono sempre di più i produttori, sia in Italia che all’estero, che si affidano all’acqua del mare per la maturazione delle loro bottiglie. In genere sono vini bianchi e bollicine, Casa di Terra invece ha scelto di “inabissare” il proprio rosso superiore, al Max Shark Diving del Giglio.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Antinori si aggiudica la più grande cantina della California sua la Stag’s Leap Wine Cellars.
I Marchesi Antinori, una delle più antiche aziende familiari di vini di qualità, e Ste. Michelle Wine Estates, la più grande cantina nell’area del Pacifico nord-occidentale e tra le migliori aziende negli Stati Uniti per la produzione di vini premium, annunciano che Marchesi Antinori acquisirà entro giugno la piena proprietà di Stag’s Leap Wine Cellars, dopo 16 annidi collaborazione con la prestigiosa azienda americana «Ci sono poche opportunità come questa nel corso di una vita in cui una realtà importante e storica come Stag’s Leap sia disponibile. Devo ringraziare Ste Michelle Wine Estates per quest’occasione che ci è stata data”» dice Piero Antinori, presidente onorario di Marchesi Antinori. «E fonte di orgoglio per me e la mia famiglia avere la possibilità di confermare la promessa fatta al mio amico Warren Winiarski 16 anni fa: preservare l’eredità e i valori di un’azienda così prestigiosa come Stag’s Leap Wine Cellars», aggiunge Piero Antinori.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Stasera dalle 19,30 all’Aioncino arriva un Gallo Nero Girogustando a Bibbona.
All’Aioncino arriva un Gallo Nero. Una locanda immersa nel verde, lungo la Strada del Vino Costa degli Etruschi. È l’Aioncino, lo scenario prescelto per la prima volta dei menu a 4 mani in provincia di Livorno nell’ambito della rassegna Girogustando che, dal 2002, propone in giro per la Toscana e non incontri-evento tra due chef che per I’occasione presentano al pubblico inediti menù frutto delle rispettive esperienze ed eccellenze dei territori. Un evento reso possibile da Confesercenti Livorno che, grazie a Vetrina Toscana (il progetto finanziato da Regione Toscana e Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno) , ha portato per la prima volta anche qui un appuntamento del progetto ultraventennale. Questa sera a partire dalle 19.30, la Locanda dell’Aioncino ospiterà il ristorante Gallo nero di Siena.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Le Vie del Gusto Enolia, quella goccia di prezioso oro verde che accarezza i palati.
Enolia, la Versilia dell’olio. DaI 20 al 22 maggio a Seravezza lrene Arquint. La Versilia è nota perle sue bellezze naturali, per il mare e la montagna, ma anche per l’olio. U n ingrediente che da ventidue edizioni viene festeggiato da Enolia, a Seravezza nel bel giardino antistante Palazzo Mediceo, patrimonio Unesco. Non a caso nel 2017 i coltivatori locali si sono uniti in nome dell’olio Quercetano riuscendo a farsi riconoscere Presidio Slow Food, una tutela che l’organizzazione fondata a metà anni Ottanta da Carlo Petrini pone a cappello delle piccole realtà rurali a rischio disarmo. Anche Enolia sorveglia e offre al settore una grande vetrina espositiva in cui acquistare fra le 30 tipologie presenti. Ma non ci sarà solo il nettare verde. Quest’anno la manifestazione, inizialmente prevista per questo fine settimana, è stata rinviata al prossimo, da sabato 20 a lunedì 22, a causa del maltempo.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Il Val di Cornia, un sorso d’identità.
Sottosuolo spettacolare, clima fantastico, la sua anima è ricca di unicità Il Val di Cornia, un sorso d’identità Sarebbe molto affascinante scrivere sul tema di com’era e cos’era la Val di Cornia. Ci sarebbe da sbizzarrirsi e percorrere a ritroso un filo di ricordi che oltrepassa la nascita di Cristo per giungere fino alla divinità etrusca Fufluns, che corrisponde al Dioniso dei Greci ed è collegabile a “Pupluna” (odierna Populonia) che ha in sé “puple”, cioè l’essenza di un germoglio (anche di vite) e lo ricollega all’isola di Nasso e ai vini ivi prodotti, che leggenda vuole attirasse i naviganti Tirreni. Se poi dovessimo raccontare della saga mineraria, ci vorrebbero dei tomi. Racconteremo invece il Vino. Si, con la “y” maiuscola, perché è doveroso sia così..

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Le cantine rivelano tutti i segreti Parte il tour alla scoperta del vino.
Il vino e le degustazioni come veicolo di promozione turistica. Prende il via sabato ’Storia e vigneti nella collina delle meraviglie’, un progetto voluto dal Comune in collaborazione con la Fondazione Cdse, per valorizzare la produzione locale del vino e la storia del paesaggio della collina. Il primo appuntamento sarà sabato con una passeggiata che porterà i visitatori alla scoperta della collina di Montemurlo fino al piccolo borgo di Cicignano, dove si trova Vanempo, Azienda agricola Poggio di Cicignano, la cantina di Michele Sacchetti. Qui si svolgerà una degustazione con tre calici di vino, accompagnati da una selezione di affettati misti, pane e schiacciata. Il ritrovo è previsto alle 10.30 ritrovo in piazza Castello alla Rocca. In caso di maltempo la cantina potrà essere raggiunta con mezzi propri.

Fonte: La Nazione.

“Decanto”, tornano i concerti in cantina: il programma.
Torna la stagione di “Decanto – Degustazioni e Concerti nelle cantine del territorio”. La seconda edizione presenta 19 appuntamenti che da maggio a settembre faranno incontrare l’arte con i prodotti delle più prestigiose aziende vitivinicole del territorio marchigiano. Il progetto dell’Orchestra, voluto dal presidente e sovrintendente Saul Salucci con referente del progetto Bruno Maronna, ha da subito ottenuto una vasta adesione delle aziende vitivinicole. In questa seconda edizione alle cantine del territorio pesarese se ne sono aggiunte alcune delle altre province marchigiane dando all’iniziativa sempre più un profilo regionale.

Fonte: La Nazione.

La fotografia che racconta la quotidianità tra i vigneti e la cantina.
L’azienda vitivinicola di Peschiera del Garda si racconta tramite Nadia Zenato, erede dell’impresa di famiglia, e Luca Panaro, curatore del progetto Zenato Accademy. Questo è il binomio portante dell’azienda Zenato, fondata nel 1960 da Sergio Zenato. Arrivata alla seconda generazione, i suoi vigneti si estendono per 95 ettari nella tenuta di san Cristina a san Benedetto di Lugana, vocati al Trebbiano di Lugana e nella tenuta Costalunga in Valpolicella, patria dell’Amarone Zenato, e in Toscana, in un piccolo podere di 3,8 ettari, dedicato, anche, alla personale interpretazione Zenato del celebre Bolgheri DOC. Con obiettivi che invadono sia il welfare aziendale che la proposta di comunicazione della propria marca, la società oggi gestita da Nadia ed Alberto Zenato, porta avanti dal 2019 un progetto consolidato che intreccia il territorio, l’azienda, la fotografia, le giovani generazioni e una collezione corporate. Scopriamo Zenato Academy in questa doppia intervista a Nadia Zenato e Luca Panaro, curatore del progetto.
Fonte: Il Giornale dell’Arte.

Le caratteristiche che differenziano le varie tipologie di vino.
Nella descrizione delle proprietà organolettiche di un vino ci si riferisce spesso al “corpo” o alla “struttura” per indicare la sensazione indotta al palato dopo un assaggio. Il corpo di un vino è legato alla presenza di sostanze non volatili, come gli acidi fissi, il glicerolo, i polifenoli e altre sostanze complesse, che vengono percepite dalle papille gustative e determinano alcune caratteristiche organolettiche tipiche delle diverse tipologie, dai bianchi beverini ai passiti ad elevato grado alcolico. A parlarcene, Alessia Famengo, chimica dell’Istituto di chimica della materia condensata e di tecnologie per l’energia del Cnr. Con oltre 50 milioni di ettolitri prodotti nel 2022, l’Italia è il primo produttore mondiale di vino, seguita dai cugini d’oltralpe e dalla Spagna, secondo i numeri dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Un settore, quello vitivinicolo, che non coinvolge solamente agricoltori, enologi, produttori, ma anche semplici appassionati, interessati ad apprendere le nozioni tecnico-scientifiche della produzione e caratterizzazione dei vini, tanto da rendere di uso comune molti termini appartenenti al glossario enologico.

Fonte: Almanacco della Scienza – CNR.

Vino bio, il fenomeno italiano al passo con l’Europa.
Superfici bio vitate in continua crescita e tra i principali produttori europei in termini di peso del biologico sul totale triplicato in 10 anni. È quanto emerge da VINOBIO. la piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del vino biologico Made in Italy curata da Nomisma e promossa da ICE Agenzia e FederBio. Il vino biologico è un fenomeno, almeno sul fronte produttivo, tutto europeo: in questo scenario, con 126 mila ettari di vite con metodo biologico nel 2021, l’Italia detiene il primato per incidenza di superficie vitata biologica (21% del totale). La concorrenza europea è però agguerrita, tanto che nel giro di un decennio le superfici bio in Italia sono cresciute del +141% (2020 vs 2010) contro il +148% degli spagnoli e ben il +218% della Francia. Rilevante anche il ruolo del vino bio italiano sui mercati internazionali: 626 milioni di euro il valore dell’export di vino biologico italiano nel 2022 secondo le stime Nomisma (+18% rispetto al 2021) e un peso sul totale dell’export vitivinicolo italiano (bio + convenzionale) pari all’8%.

Fonte: The Way Magazine.

Vino, Uiv: eventuale distillazione non dreni risorse a investimenti.
Unione italiana vini (Uiv) è contraria alla distrazione in favore della distillazione di crisi, di fondi già impegnati per la promozione e gli investimenti. Così Uiv, all’indomani del tavolo convocato dal ministero dell’Agricoltura per esaminare la situazione di mercato sulle possibili misure di intervento volte a fronteggiare la crisi del settore vitivinicolo. Pur riconoscendo e avendo ampiamente previsto il particolare momento di difficoltà per il settore, Uiv ritiene che la misura tampone non possa penalizzare il settore drenando fondi strategici per la sua crescita. Qualora si rendesse necessaria in alcune aree del Paese, la misura della distillazione dovrebbe invece poter contare su fondi regionali stanziati ad hoc.In ogni caso, aggiunge Uiv, “la distillazione risolve solo temporaneamente crepe strutturali già evidenziate sul sistema”. L’associazione ha evidenziato come sarebbe opportuno approfittare del tavolo “per affrontare con occhio critico dinamiche, come la sovrapproduzione, che generano distorsioni anche in termini di remunerazione della filiera”.

Fonte: Askanews.

La famiglia Mainetti entra nel vino con Aramaicos.
“Il progetto di produrre vino nasce per dare valore a quelle zone enologiche dalle grandi potenzialità ancora non del tutto espresse”: così Paola Mainetti, fondatrice di Aramaicos e azionista di riferimento di Tiberiade Holding di Roma, spiega all’ANSA come è nata l’idea di avvicinarsi alla vitivinicoltura che ha già portato alla creazione di “Les Deux Levriers”, un rosso realizzato con le uve delle colline delle Baronie, nel sud-est della Francia. “Siamo partiti dalla Francia, ma il progetto è in evoluzione ed abbiamo affidato al maestro dell’enologia mondiale, Riccardo Cotarella, il compito di scovare nuovi terroir dove, magari, produrre altri vini”.

Fonte: ANSA.

Parte progetto ‘Primitivo di Manduria Wine Experience’.
Parte “Primitivo di Manduria Wine Experience”, il progetto enoturistico ideato dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria che vuole offrire nuove esperienze ai “wine lover” e aumentare il coinvolgimento tra le cantine e le strutture ricettive in uno dei territori unici come quello del Primitivo di Manduria, terra di accoglienza e del buon bere italiano per antonomasia. Il progetto si propone di valorizzare e sostenere le aziende socie del Consorzio di Tutela inserendole nei circuiti degli esercenti che si occupano di ospitalità all’interno dell’areale di produzione. Le strutture consegneranno ai turisti materiale informativo della proposta enoturistica e la lista delle aziende partecipanti in formato elettronico e le cantine, a loro volta, garantiranno ospitalità, visite guidate e la vendita di Primitivo di Manduria ad un prezzo speciale.

Fonte: ANSA.

C’è troppo vino, riunione d’emergenza al Ministero.
Che non andasse tutto bene era chiaro da un po’. E non poteva essere altrimenti con l’Italia reduce da due vendemmie a 50 milioni di ettolitri, giacenze in aumento e tensione sui prezzi. Senza contare il rallentamento delle vendite in Gdo, non solo in Italia ma anche all’estero. Tre Bicchieri aveva già fatto un giro di ricognizione a dicembre scorso (vedi storia di copertina “C’è troppo vino, Serve un piano per il vino italiano”) sentendo i principali territori sotto pressione. Anche allora il responso era stato unanime: bisogna intervenire. Ma come? Intanto sono passati cinque mesi: tra tre mesi sarà di nuovo tempo di vendemmia e la soluzione non è ancora stata trovata. Il Tavolo di oggi, convocato dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare su richiesta delle Commissione Ue per capire lo stato del settore, doveva servire proprio a questo: trovare una soluzione condivisa. Ma di condiviso c’è ancora poco.

Fonte: Gambero Rosso.

Al via in Sicilia il Concorso enologico internazionale Città del Vino.
Saranno valutati per la qualità e il legame con il territorio di origine i 1.400 vini in concorso, oltre a 80 grappe, della 21esima edizione del Concorso enologico internazionale Città del Vino, organizzato dall’Associazione Nazionale Città del Vino fin dalla sua ideazione nel 2001, con il supporto scientifico dell’OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino).
Le selezioni si svolgeranno da venerdì 12 a domenica 14 maggio a Sambuca di Sicilia (Agrigento) nel cuore della Valle del Belice, all’interno del programma Menfi Città Italiana del Vino 2023 (vedi). La premiazione finale avrà luogo a Roma il 7 luglio nella Sala della Protomoteca del Campidoglio. Riguardo ai vini partecipanti al concorso, 1.170 sono italiani e provengono da quasi tutto il Belpaese: da 19 regioni. Al primo posto per numero di etichette la Sicilia con 121 vini, seguono la Sardegna con 101, quindi Emilia Romagna e Piemonte con 85 vini e poi la Toscana con 76 e il Lazio con 72 etichette. Fra i vini stranieri la partecipazione maggiore arriva dal Portogallo con 99 vini, Moldova 77 e Brasile 23. Quindi Croazia, Germania, Spagna, Austria, Francia, Lussemburgo e Corea del Sud.

Fonte: Floraviva.

STAMPA ESTERA

Quand c’est trop, c’est prosecco.
Longtemps indissociable du célèbre spritz, ce vin pétillant italien prend (enfin) son indépendance. Libéré, délivré ! A force de le noyer sous des rivières d’Aperol orange fluo, on avait presque oublié que c’est un excellent vin de dégustation. En ce printemps 2023, alors que l’inflation a percuté les ventes de champagne 18 %, selon l’institut Circana), le prosecco, beaucoup moins cher— avec ses 11 euros de prix moyen à la vente — connaît un beau retour en grâce. Notamment auprès de ceux qui «pré ferait les saveurs tendant vers le sucré et les arômes fruités, typiques de la méthode Charmat, cette fermentation en cuve close, utilisée pour la confection du prosecco », décrypte Luca Labarbuta, sommelier de la vinothèque d’Eataly Paris Marais. Si les chiffres de ventes astronomiques (près de 105 millions de bouteilles produites en 2021, selon le syndicat italien du prosecco) racontent surtout le succès du spritz, force est de constater que les consommateurs français commencent à apprécier de le déguster seul. Une petite révolution car, comme le rappelle Raymond Grandjean, fondateur d’Allegro ma non troppo, importateur français de vins italiens: « Il y encore trois ou quatre ans, les cavistes français ne proposaient pas de vins transalpins dans leurs rangées. » Pour s’y initier, il convient d’abord de choisir la bonne teneur en sucre, selon son goût; entre brut (très peu sucré), extra-dry (le plus famoso et légèrement sucré) et dry (plus sucré). Ensuite, trouver le bon accord mets/prosecco. Pietro Contigiani, caviste à RAP Cave italienne, dans le 9° arrondissement de Paris, le conseille «à l’apéritif accompagnéd’antipasti ou d’assiettes de charcuterie/fromages ». Une belle reconnaissance pour un produit qui a mis du temps à s’imposer comme un vin à part entière. Ainsi, ce n’est qu’en 2019 que les collines de Conegliano et Valdobbiadene, terres anciennes et argileuses où adore pousser le glera (le cépage dont est issu le prosecco) ont été intégrées au patrimoine mondial de l’Unesco.

Fonte: L’Obs.

Les vins d’Occitanie à l’affût du redémarrage de l’économie.
Les acteurs viticoles occitans sont retournés sur des salons en Chine, où le marché du vin reprend des couleurs après quatre années en berne. Du 11 au 13 mai, neuf entreprises viticoles occitanes seront présentes au salon Wine to Asia, à Shenzhen en Chine. Elles étaient 21 à avoir participé, à la mi-avril, à Tang Jiu Hui, la China Food e Drinks Fair à Chengdu, où les professionnels chinois sont venus nombreux… De bons signaux sur un marché du vin qui reprend des couleurs en Chine près avoir été en berne pendant près de quatre ans. Reste à voir s’il ces signaux seront confirmés par des bons de commande. C’était un rendez-vous attendu : Tang Jiu Hui, la China Food e Drnks Fair, rendez-vous incontournable pour les boissons alcoolisées, a rouvert ses portes en présentiel du 17 au 14 avril dernier à Chengdu, en Chine, après quatre armées d’absence du fait du Covid. Vingt-et-une entreprises viticoles régionales, accompagnées par l’agence de développement économique Ad’Occ et la Maison de la Région Occitanie de Shanghai, ont participé à cet événement et occupé un espace régional de 102 CIVL) m2 sur le pavillon France. Des salons Off ont également eu lieu dans les grands hôtels de la ville, dont le Off de l’hôtel Shangri’La, particulièrement fréquenté. Ces salons ont retrouvé leur dynamisme d’avant crise, avec la venue massive des professionnels du monde du vin chinois, souligne Catherine Machabert, responsable de la zone Asie à ‘agence Ad’Occ. Sur la China Food e Drinks Fair, les organisateurs annonçaient 300.000 visiteurs, ce qui est moins qu’en 2079 où ils étaient 400.000, mais c’est quand même une bonne fréquentation. Et le Off du Shangri’La a reçu 50.000 visiteurs, ce qui est plus que Prowein et Wine Paris. Après les années Covid où les ventes des vins de la région ont été bien secouées, c’est un signal encourageant. » « Les Chinois sont capables de rebondir très vite » Nicolas Vellas, des Vignobles Vellas, entreprise familiale propriétaire de douze domaines en Languedoc (330 ha), a fait le -41 *** déplacement en Chine où il dispose d’une filiale. II a lui aussi ressenti ce dynamisme. « C’est un salon qui redémarre fort, il y avait beaucoup de monde, a-t-il pu observer. Nos clients étaient heureux de nous revoir après ces quatre années de fermeture du pays. Mais les entreprises chinoises ont souffert et les affaires restent compliquées. Nous avons malgré tout pris des commandes sur le salon.

Fonte: Tribune.

El dueño del 50% de Freixenet eleva sus ventas un 8,5%.
La alemana Henkell Freixenet cierra el pasado ejercicio con unas ventas de 1.180 millones de euros. Wiesbaden (Alemania) La compañía alemana de vinos y licores Henkell Freixenet, propietaria del 50% de la empresa española de cava, cerró el pasado ejercicio con unas ventas de 1.180 millones de euros, un 8,5% más que en 2021, según Andreas Brokember, uno de los dos consejeros delegados de la firma, que comparte la responsabilidad ejecutiva con Pedro Ferrer, miembro de la familia titular del otro 50% del capital. Brokember no detalló las cifras de Freixenet, que consolida sus cuentas con el grupo alemán, pero situó en un 40% la aportación de la compañía catalana a la facturación de Henkell Freixenet El directivo alemán apuntó que Freixenet es actualmente la principal enseña de lacompañía. Los vinos espumosos, con el prosecco Mionetto como segunda marca más destacada, suponen el 66% del negocio del grupo. Brokember hizo un balance positivo de la alianza suscrita hace cinco años entre Henkell y la familia Ferrer, destacó la complementariedad que existe entre las dos firmas y apostó por mantener el actual equilibrio en el accionariado de Freixenet, con un 50% cada uno. “No vemos ninguna razón para cambiar”, afirmó el directivo. Pedro Ferrer defendió también la estabilidad accionarial “a medio plazo” de la compañía de Sant Sadurni d’Anoia (Barcelona). Freixenet, que abrirá una filial en Uruguay, vendió el año pasado 107 millones de botellas, al mismo nivel que en 2021, cuando batió su récord histórico. Gracias a la subida de precios, los ingresos aumentaron un 10%. La firma está a punto de culminar una inversión de 15 millones de euros en una nueva línea de embotellado en Sant Sadurni.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 10 maggio 2023!

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Sostenibilità è qualità: così il «green» ha assunto valore.
Secondo uno studio di Symbola e Ipsos, le componenti sociali, economiche e ambientali devono essere armonizzate Paolo M. Alfieri Uno dei cambiamenti sociali più importanti dell’ultimo decennio è rappresentato dalla crescente importanza che i cittadini attribuiscono al tema della sostenibilità. Un tema, spesso sottovalutato dalla politica, che risulta familiare a quattro persone su cinque, come mostra anche “Sostenibütà è qualità” uno studio diffuso da Symbola e Ipsos. L’aumento di interesse verso la sostenibilità è accompagnato dall’adozione di comportamenti virtuosi, che vanno dal crescente impegno nella raccolta differenziata dei rifiuti alle scelte di acquisto e di consumo al risparmio energetico. I cittadini sono sempre più informati, più consapevoli e attivi, e quindi più disponibili a mettere in discussione abitudini consolidate, stili di vita e modelli di consumo ancorati al passato.

Fonte: Avvenire L’Economia civile.

Antinori compra in Usa Colpo nella Napa Valley con la cantina Stag’s Leap.
Tra Marchesi Antinori e l’americana Stag’s Leap Wine Cellars di Luciano Ferraro Quando Steven Spurrier inventò, nel 1976, il Judgement of Paris, la prima sfida tra vini californiani e francesi, il Cabernet Sauvignon di una semi sconosciuta (in Europa) cantina della Napa Valley vinse su tutti, anche sui blasonati di Bordeaux e Borgogna. Una rivoluzione. Ora quell’azienda, la Stag’s Leap Wine Cllars, passa in mani italiane. E stata acquistata da Marchesi Antinori, un pezzo della storia enoica italiana, con alla guida il presidente onorario Piero e al timone la figlia Albiera, la presidente. E un passo importante per il settore.

Fonte: Corriere della Sera.

Quelle bollicine di lusso e di… Cassetta.
Il 2022 e stato un anno record per lo Champagne, che vede l’Italia fra i maggiori acquirenti al mondo del pregiato nettare francese. I numeri e le strategie di un successo planetario da cui si potrebbe apprendere molto L o Champagne ha molti primati. In termini di qualità indiscussa del prodotto, notorietà del brand a livello globale, capacità di creare intorno a ogni bottiglia un mondo, per posizionarsi sempre ad altissimo livello. Ma anche in ambito sostenibilità il pregiato nettare transalpino detiene un primato importante: è stato, infatti, pioniere nel mondo del vino in termini di sviluppo sostenibile.

Fonte: Economy.

Intervista a Luisa Todini – Che vuol dire cercare lavoratori ben pagati e non trovarli. Caso di scuola.
“Non avrei mai pensato che trovare quattro-cinque persone disposte a lavorare nella nostra azienda agricola in Umbria sarebbe stato più difficile di quotare Poste italiane in borsa….”. Con una battuta, Luisa Todini, imprenditrice, ex eurodeputata e manager, racconta al Foglio la sua recente esperienza di ricerca di lavoratori per la Cantina Todini, un complesso che sorge a Rosceto, in provincia di Todi, dove la sua famiglia, con interessi dalle costruzioni alla finanza, ha origine. “Pensavo che avrei avuto la fila e invece, dopo essermi rivolta a tutta la rete di conoscenze che ho sul territorio – amici, sindacati, aziende di somministrazione lavoro, associazioni datoriali – non riesco a trovare nessuno.
Fonte: Foglio.

Bene al calice, non allo scaffale.
Il presidente del consorzio, Giovanni Busi: il caro prezzi ha costretto ad aggiornare i listini Bene al calice, non allo scaffale Il vino Chianti perde colpi in gdo, ma va forte al ristorante. Il Chianti perde colpi nella grande distribuzione, ma recupera nella ristorazione. Il 2023 è partito con vendite nei primi 4 mesi sostanzialmente stabili: -3% con 28 mln di bottiglie. Molto meglio dell’intero 2022 che si era chiuso con un -15% degli imbottigliamenti e 83 mln di bottiglie. Lo tsunami dell’inflazione ha imposto l’adeguamento dei prezzi e la domanda si è contratta pressoché in tutte le fasce di prezzo. Nel 2022 l’aumento medio dei prezzi del Chianti sugli scaffali è stato del 6-7% e quest’anno del 3-4%. Aggiornamenti indispensabili per fronteggiare l’impennata dei costi di vetro, energia e imballaggi.

Fonte: Italia Oggi.

Vini toscani doc. Il 2023 parte al ralenti.
Sui prezzi, giù le vendite dei vini toscani Doc. Nei primi 4 mesi del 2023 le bottiglie immesse sul mercato sono calate del 12% sull’analogo periodo del 2022. Lo tsunami colpisce quasi tutte le Doc, in particolare Nobile (-24%) e Rosso di Montepulciano (-19%) che però arrivano da un triennio di crescita. Seguono: Igt Toscana (-22%), Chianti Classico e Rosso di Montalcino (-19%) e Morellino (-13%). Chianti e Bolgheri contengono la perdita nel 3%. Risparmiate Maremma Toscana (+22%) e Brunello di Montalcino (ferma) che arriva dal -14% dell’intero 2022. Secondo i dati dell’Associazione vini toscani (Avito), nel primo quadrimestre le fascette di Stato acquistate dai produttori delle Doc Top 15 (non si fa magazzino) sono arrivate a 88,5 mln di bottiglie rispetto ai 100 mln del 2022 e ai 102 mln del 2021. «Attenzione! I primi 4 mesi non indicano il trend dell’intero 2023», mette in guardia Francesco Mazzei, presidente di Avito e del Consorzio Maremma.

Fonte: Italia Oggi.

Vino, Veronafiere sbarca in Cina A Shenzhen il Vinitaly asiatico.
All’appuntamento attesi oltre 15mila operatori cinesi, frutto di una campagna di incoming durata oltre due anni Eventi Wine to Asia ospiterà 45o espositori da 27 Paesi (ioo cantine solo dall’Italia) Giorgio dell’Orefice Per il vino in Cina qualcosa sta cambiando. Sembra infatti avviata chiudersi la lunga fase che ha visto protagonisti dei consumi vini realizzati da grandi imbottigliatori internazionali (francesi, australiani, cileni, spagnoli e anche italiani)perle private labeidnesi e peri quali la variabile chiave era il prezzo (con quotazioni tra i 20 e i 3o centesimi al litro) che potrebbe presto lasciare il posto a una fase nuova nella quale aumenta la domanda di vini di qualità, con una rintracciabilità e un’origine chiara, come anche la richiesta di vini a minore gradazione alcolica e di quelli naturali o biologici. È con queste premesse che si apre domani (e fino a113 maggio), a Shenzhen, Wine to Asia: l’appuntamento asiatico di Veronafiere dedicato al settore del vino e degli spirits.

Fonte: Sole 24 Ore.

‘Hub del Vino’ solo in Valle Telesina.
Bocciata l’idea di Maglione che vuole su Ponte Valentino ‘Hub del Vino’ solo in Valle Telesina Fiorenza Ceniccola, Consigliere Comunale di maggioranza e Coordinatrice provinciale di Forza Italia Giovani, torna a ribadire l’importanza di istituire una hub del vino. Una richiesta sulla scia di quanto avanzato dall’ex deputato Pasquale Maglione per la realizzazione del polo logistico che dovrebbe sorgere a Ponte Valentino interconnesso alla linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli-Bari è strategico per il Sannio così come per le aree interne della Campania. Spiega la Ceniccola: “Senza fare polemica, non posso non ricordare a Maglione quello che affermava in data 10 febbraio 2022: `… è necessario aprire un hub per il comparto vinicolo nella zona Telesina, per offrire alle aziende del settore presenti nel nostro territorio, una struttura di interscambio di merci e di deposito.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

Anteprima Wein Tour A cena con i produttori e i racconti di vino.
L’appuntamento è venerdì prossimo in sei ristoranti cattolichini. Il Wein Tour entra nei ristoranti cattolichini con un appuntamento dedicato ai protagonisti dell’edizione 2023 e al connubio tra vino e gastronomia del territorio. L’iniziativa, intitolata Anteprima Wein Tour 2023, coinvolge sei ristoranti cattolichini, ognuno dei quali proporrà un menù degustazione in abbinamento a prestigiosi vini, da assaporare ascoltando storie di vino raccontate direttamente dai produttori. I ristoranti protagonisti dell’evento enogastronomico sono Taverna A Pesci in Faccia con le cantine Vini San Valentino e Enio Ottaviani; Tipico Ristorante con Cantina Franco Galli, I Sabbioni e Tenuta il Plino; Osteria Mocambo con Fattoria Nicolucci, Tenuta Casali e Tenute Bacana; Trattoria i Mangiari con Modigliana e Stella dell’Appennino; L’Anfora con Nero del Bufalo, Fattoria Poggio San Martino e Ter L Un momento del Weln Tour 2022 tenuta Villa Rovere; Enoteca Oivos con Fattoria Nicolucci, Bolé Wine e Cantina della Volta.

Fonte: Corriere Romagna Rimini.

Brindisi (e vista) d’autore per i tre uomini «in rosa».
La terrazza è di quelle che danno immediatamente la misura del potere seduttivo di Roma sull’immaginario globale: tetti della città barocca e «fondamentali»: Palazzaccio, Pantheon, Altare della Patria. Sulla cima di Palazzo Taverna i tre produttori di vini pregiati, Anselmo Guerrieri Gonzaga, Ettore Rizzi e Antonio Capaldo, si sono incontrati per brindare con il Cupolone sullo sfondo al lunch «Tre Uomini in Rosa», dopo un passaggio ai fornelli della cucina di Violante Guerrieri Gonzaga (Vio’s Cooking). Qui hanno realizzato tre piatti da abbinare ai loro rosati, tre diverse interpretazioni dell’annata 2022 («Gemma» di San Leonardo, «RosaMati» di Fattoria Le Pupille e «Visione» di Feudi di San Gregorio). A tavola, degustatori ed esperti di enogastronomia tra cui Daniela Scrobogna di Bibenda e Giuseppe Carozzo Zannini Quirini, già concorrente di Masterchef Italia.

Fonte: Corriere della Sera Roma.

Masterclass dedicata alle bollicine made in Italy.
Conto alla rovescia per la seconda edizione del Ventimiglia Wine Festival, che quest’anno terrà banco nelle piazzette del centro storico. A poche settimane dall’avvio della seconda edizione del Festival 2023, in calendario dal 26 al 28 maggio nelle vie e piazze della città alta, realizzata in collaborazione con Marina development corporation, sono aperte le iscrizioni per la Wine Masterclass in programma sabato 27 maggio dalle ore 18 presso il ristorante Venti di piazza Colletta. Promossa e organizzata da MDC, la degustazione guidata ha come tema il “Viaggio tra le bollicine d’Italia”, un appassionante tour da nord a sud per conoscere le eccellenze e le novità degli spumanti italiani. A condurre la Masterclass, torna Cristina Mercuri, DipWSET, Wine educator e prima donna italiana candidata Masterof Wine.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Fra i vigneti di Rocca Vinealis degustazioni e paesaggi da fiaba.
Vino protagonista a Roccavignale. Un’eccellenza che diventa anche strumento di promozione turistica ed economica, oltre che ottica di recupero del territorio. Sabato 20 la società agricola “Rocca Vinealis” ospiterà la prima tappa del circuito “FAI un giro in vigna”, organizzato dal Fondo per l’ambiente Italiano; e domenica 28 la prima edizione di “Rokkawine”, con la presenza di 28 cantine che presenteranno le loro proposte nella piazza accanto al Municipio. “Rocca Vinealis” ospiterà la prima di cinque tappe proposte dal FAI: appuntamenti dedicati alla riscoperta del territorio e delle tradizioni della Liguria attraverso alcune eccellenze vitivinicole. La società agricola nasce nel 2016 da un’idea di quattro giovani imprenditori: Amedeo Fracchia, che di Roccavignale è anche sindaco, Davide Bosio, Paolo Anelli e Stefano Perugini.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Masterclass dedicata alle bollicine made in Italy.
Conto alla rovescia per la seconda edizione del Ventimiglia Wine Festival, che quest’anno terrà banco nelle piazzette del centro storico. A poche settimane dall’avvio della seconda edizione del Festival 2023, in calendario dal 26 al 28 maggio nelle vie e piazze della città alta, realizzata in collaborazione con Marina development corporation, sono aperte le iscrizioni per la Wine Masterclass in programma sabato 27 maggio dalle ore 18 presso il ristorante Venti di piazza Colletta. Promossa e organizzata da MDC, la degustazione guidata ha come tema il “Viaggio tra le bollicine d’Italia”, un appassionante tour da nord a sud per conoscere le eccellenze e le novità degli spumanti italiani. A condurre la Masterclass, torna Cristina Mercuri, DipWSET, Wine educator e prima donna italiana candid ata Master of Wine.

Fonte: Stampa Imperia.

Fra i vigneti di Rocca Vinealis degustazioni e paesaggi da fiaba.
Vino protagonista a Roccavignale. Un’eccellenza che diventa anche strumento di promozione turistica ed economica, oltre che ottica di recupero del territorio. Sabato 20 la società agricola “Rocca Vinealis” ospiterà la prima tappa del circuito “FAI un giro in vigna”, organizzato dal Fondo per l’ambiente Italiano; e domenica 28 la prima edizione di “Rokkawine”, con la presenza di 28 cantine che presenteranno le loro proposte nella piazza accanto al Municipio. “Rocca Vinealis” ospiterà la prima di cinque tappe proposte dal FAI: appuntamenti dedicati alla riscoperta del territorio e delle tradizioni della Liguria attraverso alcune eccellenze vitivinicole. La società agricola nasce nel 2016 da un’idea di quattro giovani imprenditori: Amedeo Fracchia, che di Roccavignale è anche sindaco, Davide Bosio, Paolo Anelli e Stefano Perugini.

Fonte: Stampa Imperia.

Binomio vino-cultura all’hotel Cosmopolitan.
Protagonista anche l’arte. Presentata La kermesse in programma nel weekend. L’EVENTO CIVITANOVA Vino e cultura, binomio per valorizzare il territorio. È l’obiettivo di Artevinando, evento in cui, come dice il nome, i prodotti enologici si abbinano non solo a specialità gastronomiche ma anche all’arte. Si tratta della nona edizione della manifestazione; la terza in programma a Civitanova nella sala convegni dell’hotel Cosmopolitan sabato e domenica. Organizza l’associazione elpidiense “Di arte in vino” in collaborazione con la Regione, la Provincia di Fermo, gli assessorati al Turismo e Cultura di Civitanova e Sant’Elpidio a Mare.

Fonte: Corriere Adriatico Macerata.

La sicurezza in cantina prove di evacuazione e analisi delle criticità.
Settimana di convegni, corsi di formazione e prove pratiche all’insegna della sicurezza sul lavoro e della sostenibilità. Accade in questi giorni a Canelli con la XVII edizione dell’iniziativa organizzata da OICCE (Organizzazione Interprofessionale perla Comunicazione delle Conoscenze in Enologia), dal Comune e da Asso.Forma, in collaborazione con carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza, Spresal, Consorzio Per.Form dell’Unione industriale, Protezione Civile, Istituto tecnico Pellati e Croce Verde di Nizza Monferrato. Si è iniziato lunedì con un webinar peri preposti alla sicurezza, si è proseguito ieri al Foro Boario con gli studenti del Pellati: la sicurezza come cultura e stile di vita peri lavoratori del futuro. Oggi alle 1610 stabilimento Bosca di Costigliole ospiterà un seminario tecnico sulla sicurezza negli spazi confinati della cantina, con la partecipazione dello Spresal.

Fonte: Stampa Asti.

I Morellini del cuore Dieci etichette in vetrina.
Una giuria ha selezionato i prodotti «Annata», «Intermedio» e «Riserva» Adesso il Consorzio di tutela organizza tre cene per la loro degustazione. Primo appuntamento a Firenze, poi tappa a Rosignano e infine a Grosseto, da «Canapone». Svelati i dieci «Morellino del Cuore 2023» e adesso a loro saranno dedicate tre serate in Toscana per farli conoscere alla stampa ed agli amanti del buon vino: il 24 maggio al Boulevard Parc Bistrò a Firenze; il 22 giugno a Lo Scoglietto a Rosignano; il 12 luglio da Canapone a Grosseto. La selezione di 64 etichette è avvenuta nella sede del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano e la commissione di assaggio era formata da sei note firme del mondo del vino: i giornalisti Antonio Boco, Andrea Gori, Riccardo Margheri, Richard Baudains, Stefania Vinciguerra e William Pregentelli.

Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.

Danno di 20 miliardi dai “tarocchi”.
Il Prosecco è la Dop italiana più imitata all’estero, ma ci sono anche i formaggi Danno di 20 miliardi dai tarocchi Fenomeno spinto anche dalla guerra in Ucraina. Zaia: “Servono regole chiare dall’Ue”. Sale a no miliardi di euro il valore del falso made in Italy agroalimentare nel mondo, anche sulla spinta della strana “alleanza” tra Russia e Usa che, divise dalla guerra in Ucraina, si riassifrcano rispettivamente come il Paese dove le produzioni tricolore taroccate sono cresciute e di più nell’ultimo anno e quello in cui registrano i più elevati fatturati. L’allarme è di Coldiretti che, in occasione di Tuttofood di Milano, ha inaugurato la prima esposizione della top ten del made in Italy tarocco a tavola. Nella “galleria dei tarocchi” a tavolo trovano posto anche alcune produzioni d’eccellenza venete.

Fonte: Voce di Rovigo.

Cercare lavoratori ben pagati e non trovarli: il caso della Cantina Todini in Umbri.
“C’è un mancato allineamento tra domanda e offerta di lavoro che sta diventando strutturale”, ci dice la manager Luisa Todini. Il paradosso degli imprenditori che non trovano lavoratori in un paese in cui la disoccupazione è poco al di sotto dell’8 per cento. Con una battuta, Luisa Todini, imprenditrice, ex eurodeputata e manager, racconta al Foglio la sua recente esperienza di ricerca di lavoratori per la Cantina Todini, un complesso che sorge a Rosceto, in provincia di Todi, dove la sua famiglia, con interessi dalle costruzioni alla finanza, ha origine. “Pensavo che avrei avuto la fila e invece, dopo essermi rivolta a tutta la rete di conoscenze che ho sul territorio – amici, sindacati, aziende di somministrazione lavoro, associazioni datoriali – non riesco a trovare nessuno. Ora, sto facendo un ultimo tentativo con il centro regionale per l’impiego, spero che lì mi aiutino”, dice Todini specificando che, ovviamente, si tratta di tutti contratti regolari, full time o part time e di cui uno a tempo indeterminato, e comunque con una prospettiva di stabilità in futuro visto che l’attività sta andando bene, come in altre regioni italiane alla vigilia della stagione estiva che si annuncia da boom per turismo, eventi, hotellery, dopo gli anni di magra del Covid

Fonte: Il Foglio.

Marchesi Antinori compra la cantina icona dei vini californiani.
L’aristocrazia del vino mondiale e una delle più grandi cantine degli Stati Uniti. Marchesi Antinori, forte di una tradizione familiare lunga ben 26 generazioni, ha acquisito il controllo totale di Stag’s Leap Wine Cellars. La cantina Stag’s Leap Stag’s Leap è stata fondata nel 1970 e ha contribuito a lanciare la Napa Valley nel mondo. Felice l’intuizione di piantare 17 ettari di cabernet sauvignon, ottenendo un vino raffinato capace di battere le migliori etichette francesi nella famosa degustazione alla cieca “Jugement de Paris” del 1976. Oggi produce circa 1,5 milioni di bottiglie e fattura circa 80 milioni di dollari. Da qui arrivano i vini premium più interessanti d’oltreoceano. L’acquisto della celebre cantina è un vero e proprio colpo per l’Italia del vino.

Fonte: intoscana.

Vino: stop vendite in Gdo dei top mercati esteri.
Volumi in calo del 4% e valori a -1%. Per il vino italiano si chiude con saldi negativi il primo trimestre dell’anno sui canali retail di Usa, UK e Germania. Uno stop, rilevano le ultime elaborazioni effettuate dall’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly su base NielsenIQ, che fa il paio con il risultato a marzo delle vendite allo scaffale in Italia (-6,1%) e che appesantisce le cantine italiane anche sul fronte delle giacenze, a +5,1%, con le Dop a +8,6%. Volumi in calo del 4% e valori a -1%. Per il vino italiano si chiude con saldi negativi il primo trimestre dell’anno sui canali retail di Usa, UK e Germania. Uno stop, rilevano le ultime elaborazioni effettuate dall’Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly su base NielsenIQ, che fa il paio con il risultato a marzo delle vendite allo scaffale in Italia (-6,1%) e che appesantisce le cantine italiane anche sul fronte delle giacenze, a +5,1%, con le Dop a +8,6%.

Fonte: Foodaffairs.

Vino, nel Pavese viaggio di approfondimento per associati Vinarius.
Si sono concluse il 9 maggio le quattro giornate di approfondimento dedicate alle eccellenze enogastronomiche e culturali del Pavese, organizzate per i suoi associati dall’Associazione delle enoteche italiane Vinarius, in collaborazione con Paviasviluppo, l’azienda speciale della Camera di commercio di Pavia. Un viaggio di “studio” arrivato dopo la consegna del nono “Premio al territorio” lo scorso 16 gennaio a Palazzo Madama a Roma, durante la quale erano intervenuti il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, il presidente di Vinarius, Andrea Terraneo e la presidente del Consorzio Tutela vini Oltrepò Pavese, Gilda Fugazza.

Fonte: Askanews.

L’alcol del vino è cancerogeno? Facciamo chiarezza con il prof. Cinieri (AIOM).
L’alcol contenuto nel vino e in tutte le sostanze alcoliche è cancerogeno. L’affermazione, di per sé, non è una novità: da anni la ricerca scientifica ha messo in luce la correlazione tra il consumo di bevande alcoliche e l’insorgenza di tumori. Non a caso l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (AIRC) ha inserito l’alcol nel gruppo 1 della classificazione delle sostanze oncogene data la presenza di “sufficienti evidenze di cancerogenicità negli esseri umani”. Per questo anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si è posta l’obiettivo di sensibilizzare sul tema implementando un piano di azione globale. Il tema è tornato alla ribalta dopo le parole dell’immunologa Antonella Viola che ha dichiarato come, data cancerogenicità dell’alcol, anche il consumo di due bicchieri di vino al giorno sia pericoloso. L’affermazione ha suscitato non poche polemiche, soprattutto da parte delle associazioni di produttori di vino che hanno parlato di terrorismo e disinformazione.

Fonte: TAG24.

STAMPA ESTERA

Les vignerons sommés de jouer franc jeu..
En décembre, les bouteilles devront préciser additifs, taux de sucre ou apport calorique. Sous pression, les professionnels testent des solutions. Souvent décriés, les pionniers des vins dits naturels pourraient prendre leur revanche Aride fumarique, bisulfite de potassium, gomme arabique, azote… Beaucoup d’amateurs de vins ignorent la liste des régulateurs d’acidité, conservateurs, agents stabilisateurs et gaz autorisés dans la boisson de Bacchus. Et pour cause : Bruxelles n’exigeait pas de les détailler sur les bouteilles. Ce privilège tombera le 8 décembre avec l’entrée en vigueur du règlement européen 2021/2117, qui impose d’afficher les composants, le taux de sucre et la valeur calorique pour 100 ml. Grands crus, AOP, piquettes, champagnes, mousseux, pineau, porto, tous devront livrer leurs secrets. Fin d’une époque et d’une certaine magie. « Depuis une quinzaine d’années, le monde du vin est sous pression de l’Europe, des associations de consommateurs, et de la société. Nous discutons depuis cinq ans des modalités. Cette obligation n’est ni aberrante ni une surprise », estime Eric Tesson, directeur général de la Confédération nationale des producteurs de vins et eaux-de-vie de vin à appellations d’origine contrôlées, qui regroupe l’ensemble des syndicats viticoles d’appellation de France. Prêts à tout pour éviter une contreétiquette longue comme le bras, les lobbys viticoles ont obtenu une concession majeure. Le cépage, l’indication géographique, le taux d’alcool, la présence d’allergènes comme les sulfites, ou le logotype pour avertir les femmes enceintes, déjà mentionnés sur l’étiquette, resteront visibles au premier coup d’oeil. En revanche, le tableau nutritionnel pourra être consulté via un QR code. Cette manip simple devient un frein lorsqu’on manque de temps en magasin. Et comment scanner une bouteille à l’occasion d’un dîner ou d’une fête sans passer pour un impoli? Comme toujours à Bruxelles, le diable se niche dans les détails. La filière négocie encore pied à pied un règlement délégué, qui sera officialisé en juillet, pour préciser la date des cuvées concernées. « Je défends le principe suivant : le millésime 2022 embouteillé après décembre portera le QR code, mais les millésimes antérieurs ne seront pas concernés », plaide Irène Tolleret, députée européenne Renaissance. Si l’Europe agrée cette demande, les premières étiquettes numériques seront visibles très progressivement. Le dos au mur, près de 60 000 producteurs, coopératives et négociants partent en quête d’un prestataire capable de digitaliser les données et d’imprimer les précieux QR codes.

Fonte: Express.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 9 maggio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Intervista a Gabriele Valentini «I nostri vini nascono sulle sponde del Secchia».
Dino Lugli e Gabriele Valentini nel 2020 hanno fondato a Cortile Cantina Secula: «Omaggio alla tradizione con un pizzico di follia». Vinitaly ha consacrato la società, ora pronta per i mercati esteri «Il Rosè è il nostro cavallo di battaglia» Alla recente edizione del Vinitaly, la annuale manifestazione che si tiene in primavera a Verona, a rappresentare le eccellenze dell’area carpigiana nello stand dedicato all’Emilia-Romagna c’era una giovane cantina, Secula, nome latino del Secchia, con sede a Cortile di Carpi. La scelta del nome è un richiamo alla sua territorialità, in omaggio al fatto che i suoi vigneti, estesi su 4 ettari di terreno della azienda del padre di Dino Lugli, sono a ridosso di questo fiume. Dino Lugli è uno dei due soci della cantina che occupa una superficie di circa 160 metri quadrati.

Fonte: Resto del Carlino Modena Speciale Carpi da vivere.

Esplosione e nube di fuoco: paura a Faenza.
Lingue di fuoco e nubi di fumo nero visibili a chilometri di distanza, poi una forte esplosione e una serie di deflagrazioni più lievi. Gli operai che scappano correndo via e le prime sirene dei soccorsi. Faenza ha vissuto una giornata di passione. Un vasto incendio ha avvolto, ieri mattina, 15 silos da 200 metri cubi di alcol dell’azienda vitivinicola Caviro Extra, del Gruppo Caviro. Fortunatamente, nessuna persona è rimasta coinvolta.

Fonte: Avvenire.

Due miti e un vino.
La quarta tappa del giro esplora la terra di Orazio e di Gesualdo I boschi magici del Vulture e il misterioso Aglianico, Barolo del Sud. Il poeta delle Odi e di massime ancora in voga («Carpe diem») e l’immenso madrigalista (ed efferato uxoricida): niente male per una cittadina come Venosa aver generato due simili geniacci he meraviglia sarà il baluginare dei ciclisti variopinti del Giro attraverso i «belli boschi», crivellati dalla luce della primavera, in una delle più verdi regioni d’Italia: la Basilicata. Lossò lossò, qualcuno adesso dirà ma come? Ma allora le desertiche lontananze mitizzate da Carlo Levi nel Cristo si è fermato a Eboli? Ehi, ma qui siamo nel Vulture! Terra di impenetrabili secolari foreste e rigogliose vigne e argentei oliveti e profondissime sorgenti di celebri acque minerali come quelle dei laghi di Monticchio con il loro bosco, «tra i più belli d’Italia, con le mille specie di piante, quasi una fantasia natalizia» (Guido Piovene), di fronte al romantico — «romantico» alla Wackenroder — eremo di San Michele.

Fonte: Corriere della Sera.

Il rosso di mister Spalletti per brindare allo scudetto.
Fuga dopo la vittoria. Raccontano le cronache pallonare dal delirio azzurro di Napoli che Luciano Spalletti, artefice del trionfo e intelligente concertatore dell’orchestra dai piedi buoni, ha costruito la gloria per poi burlare i rituali eclissandosi. Dimenticano, per primo Aurelio De Laurentis patron della gloriosa brigata pedatoria, che il «mister» è nato a Certaldo e fin da bambino ha confidenza con Giovanni Boccaccio perciò guarda alle cose del mondo col giusto disincanto. C’è da scommettere che Luciano abbia fatto rotta su Montaione per brindare allo scudetto col suo vino. È quel borgo d’incanto sospeso tra Firenze e San Miniato dove la Valdelsa fiorentina si mostra in una fiera gentilezza di paesaggio tra vigne, cipressi, ulivi e casali.
Repubblica La Verita’.

L’azienda del Tavernello va a fuoco.
Un vasto incendio cha avvolto ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, 15 silos da 200 metri cubi di alcol dello stabilimento di Faenza (Ravenna) della azienda vitivinicola Caviro Extra, del Gruppo Caviro, il cui marchio più famoso è il Tavemello. Fin dall’inizio si temeva il peggio, con diverse vittime e feriti, ma poi sia i vigili del fuoco sia l’azienda hanno confermato che nessuna persona è rimasta coinvolta. La Caviro Extra è impegnata nel recupero dei sotto-prodotti derivati dalla filiera vitivinicola e agroalimentare, che vengono trasformati in biometano e prodotti nobili per l’alimentare, il farmaceutico e l’agricoltura. 11 vino, infatti, viene prodotto a Forli. Il Gruppo Caviro, nato nel ’66 a Faenza, o lei esporta in oltre 70 Paesi.

Fonte: Libero Quotidiano.

In vino veritas.
Dall’Alta Gallura un Vermentino molto premiato Nel cuore dell’Alta Gallura, questa giovane azienda in continua ascesa è guidata da un team compatto e affiatato che intende rappresentare nei propri vini la purezza dell’Isola. La tenuta vanta una superficie che oggi supera i 200 ettari, dei quali 70 sono destinati alla coltivazione sostenibile della vite. I vigneti sono incastonati all’interno di paesaggi di rara bellezza, coperti da fitti boschi e profumata macchia mediterranea, lungo le pendici del granitico Monti Juanni dove arrivano le brezze del mare. Terra vocata per il Vermentino, nelle PUGLIA Il Primitivo rosa è superbo e fresco al palato.

Fonte: Messaggero.

Maxi rogo nell’azienda del Tavernello bruciano quindici silos pieni di alcol.
Una colonna di fumo nero, visibile da decine di chilometri di distanza, si è innalzata verso il cielo. Subito prima, un forte boato. Ore di paura ieri mattina in Emilia Romagna, dove una delle distillerie dello stabilimento Caviro Extra di Faenza, in provincia di Ravenna, che produce anche il vino Tavernello, ha preso fuoco all’improvviso. Nessuna vittima né feriti, mentre centinaia di persone sono state costrette ad evacuare. Tutti i cittadini residenti nel raggio di un chilometro sono stati invitati ad abbandonare la propria abitazione per ragioni di sicurezza. Secondo i primi accertamenti, infatti, le fiamme hanno coinvolto 15 silos da 500 metri cubi di alcol. 1 vigili del fuoco hanno cominciato a ricevere decine di segnalazioni intorno a mezzogiorno.

Fonte: Messaggero.

Il Roma Bar Show all’Eur dal 29 maggio.
Il Palazzo dei Congressi dell’Eur ospita il 29 e i130 maggio la terza edizione dell’evento “Roma Bar Show”, che promuove la valorizzazione e la diffusione della cultura del bere attraverso un approccio basato sull’unione tra business, formazione e intrattenimento. La manifestazione, la più esclusiva dedicata al mondo del beverage, del bar e dell’accoglienza, è diventata un punto di riferimento per gli operatori professionali del settore a livello internazionale con numeri importanti: l2mila persone coinvolte, 250 aziende, 60 ospiti internazionali, oltre 2mila brand.

Fonte: Messaggero.

Vino, Usa e Cuba contro le etichette irlandesi.
Per gli Stati Uniti sono sufficienti le misure già in vigore, l’isola invece difende la libera circolazione delle merci Washington e L’Avana hanno depositato alla Wto i propri pareri contrari Giorgio dell’Orefice Stati Uniti e Cuba contrari all’estensione di health warnings in etichetta per vino e alcolici come già avviene perle sigarette. Washington e L’Avana, infatti, nei giorni scorsi hanno depositato alla Wto (il termine ultimo erail7maggio) propri pareri contrari allalegge irlandese che puntaarendere obbligatoria nelle etichette di vino, birra o altri alcolici l’indicazione circa gli effetti del consumo di alcol su cancro, donne in gravidanza e malattie del fegato. Una contrarietà che gli Stati Uniti hanno giustificato col quadro di misure già invigore mentre per Cuba è legata ai possibili effetti sulla libera circolazione delle merci..

Fonte: Sole 24 Ore.

Torna a Borgo di Fossanova «Vini d’Abbazia».
Dal 2 al 4 giugno torna a Borgo di Fossanova, nel Comune di Priverno (LT), la seconda edizione di «Vini d’Abbazia», la manifestazione ideata per ricordare il ruolo che, sin dal Medioevo, le abbazie hanno avuto non solo nella produzione del vino ma anche nella preservazione di vitigni.

Fonte: Tempo.

La Roma doc conquista l’Italia.
Quarantasette produttori insieme per promuovere il vino della Capitale Degustazioni, forum e manifestazioni che coinvolgono anche i turisti. Anche la Capitale ha il suo vino, e il mondo se ne sta accorgendo. Tutto merito del Consorzio di Tutela Vini Roma D.O.C., il quale in questi ultimi anni si è impegnato, con risultati notevoli, in una incessante attività di promozione delle produzioni vitivinicole romane lungo tutto lo Stivale, valorizzando al massimo il lavoro dei 47 produttori che hanno aderito al progetto. Oggi, però, il Consorzio ha deciso di tornare a casa, nella Città Eterna da cui tutto è iniziato, con una nuova iniziativa, il cui nome è tutto un programma, «Roma DOC…et», un progetto di ampio respiro pensato per supportare e valorizzare con ancor più vigore il sistema vitivinicolo capitolino.

Fonte: Tempo.

Vigneti sempre più verdi, in Campania nel 2021 su del 29,5% la superficie biologica.
Campi sempre più `verdi’. Sta per partire la XXXI edizione della Rassegna Nazionale dei vini da agricoltura biologica e biodinamica, il tradizionale evento dedicato ai migliori vini bio d’Italia. Per il trentunesimo anno, Legambiente dà appuntamento a Rispescia nella storica sede in cui ogni anno trova casa Festambiente per la rassegna degustazione nazionale dei vini da agricoltura biologica e biodinamica. Occasione prestigiosa finalizzata a mettere al centro le produzioni biologiche e biodinamiche dello Stivale, la rassegna degustazione tornerà ad accendere i riflettori sulla necessaria e irrimandabile transizione ecologica del settore agricolo, strategica per il futuro dell’intero Paese. In Campania nel 2021 sono 2671 ettari di superficie di vite biologica con un aumento del 29,5% rispetto all’anno precedente.

Fonte: Cronache di Napoli.

Al via il Master Falanghina del Sannio Doc.
Si terrà oggi 9 maggio la prima edizione del Master della Falanghina del Sannio Doc. Organi77ato dal Sannio Consorzio Tutela Vini, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier Campania e Associazione Italiana Sommelier Italia ha l’obiettivo di contribuire a valorizzare la conoscenza e la divulgazione del vitigno e del vino Falanghina del Sannio Doc e la professione del Sommelier. Uno dei punti focali del concorso è proseguire sul percorso di valorizzazione delle specificità vitivinicole locali, con la conoscenza e la divulgazione del vitigno falanghina, dei vini a Doc e della professione sommelier, il cui interesse è sempre più in ascesa Questi i candidati-sommelier che dovranno presentarsi oggi martedì 9 maggio alla Masseria Roseto a Benevento.

Fonte: Il Sannio Quotidiano

Anche Orietta per Fermento Emilia.
Grande successo per la rassegna al castello dedicata al vino Montecchio Successo perla seconda edizione del salone del vino artigianale “Fermento Emilia”, che nei giorni scorsi ha accolto mille visitatori e amanti del vino emiliano prevenienti da tutto il territorio al castello di Montecchio. E domenica, erano presenti per l’evento il sindaco Fausto Torelli accompagnato dal suo braccio destro, la vice sindaca Roberta Dieci e altri assessori della giunta, l’assessore regionale alle Politiche agricole Alessio Mammi, rappresentanti del mondo del volontariato locale e dell’associazionismo. Per l’occasione speciale, è arrivata anche la madrina della manifestazione, la cantante reggiana Orietta Berti accolta con entusiasmo.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Non solo shopping I commercianti raccontano col vino l’arte del territorio.
Venerdì dalle 17 alle 20 i negozi ospiteranno 18 cantine Con le degustazioni verranno offerte informazioni turistiche Alex Pessotto In sintesi, è un modo per promuovere il territorio, a partire da una delle sue eccellenze: il vino. Ecco che venerdì, dalle 17 alle 20, sedici attività commerciali cittadine accoglieranno altrettanti produttori locali. Ai clienti, saranno offerte degustazioni gratuite e si faranno riferimenti a ciò che Gorizia offre, a partire dalla mostra in corso a palazzo Attems Petzenstein “Italia Cinquanta Moda e Design-Nascita di uno stile” che ha appena superato i 4.100 visitatori. Perché, come ieri ha sottolineato nella sede di Confcommercio, Antonella Pacorig, al vertice di Federmoda Gorizia, «il primo front office è proprio quello costituito dai negozi».

Fonte: Piccolo Gorizia.

Olio bio e carne veg il meglio di Tuttofood – Olio bio, cremini e carne vegana Quando il cibo diventa creazione.
Nel cuore di Tuttofood dove trionfa il Made in Italy Olio bio, cremini e carne vegans Quando il cibo diventa creazione Sono 2500 gli stand e 46 i Paesi rappresentati, per un indotto di 25 milioni. Ma a farla da padrone sono gli stand dedicati all’Italia e alle aziende a conduzione familiare. Con vere e proprie sorprese… Al via Tuttofood, la manifestazione della Fiera di Rho dedicata al comparto agroalimentare, con la presenza di 2.500 stand da 46 paesi e oltre 800 buyer da 86 nazioni. Un evento che nel 2023 porterà alla città di Milano 25 milioni di indotto, +34% rispetto all’anno scorso. Il suo cuore pulsante è il made in Italy ma nei sette padiglioni della rassegna hanno i loro spazi anche Spagna, Irlanda, Norvegia, Cina, Corea del Sud ed Ecuador.

Fonte: Libero Quotidiano Milano.

Anche le bottiglie magnum potrebbero essere vietate.
Oltre a vietare l’insacchettamento di frutta e verdura per le confezioni al di sotto di 1,5 chili per produrre meno plastica, il regolamento Ue imporrebbe la standardizzazione delle bottiglie per il vino e la riduzione del loro peso per ridurre la quantità di energia utilizzata nei processi industriali. Questo, però, porterebbe all’eliminazione di fatto del formato magnum (equivalente a due bottiglie standard, quindi un litro e mezzo) ma anche le tipologie più “importanti’, come ad esempio quelle necessarie peri grandi vini invecchiati. Non sarebbero vietati i “bottiglioni” per l’uso domestico, ma dal 1° gennaio 2030, il 10% delle bevande alcoliche immesse sul mercato deve inoltre utilizzare imballaggi inseriti in sistemi di riuso ma dal 1° gennaio 2040 tale soglia salirà al 25% dei prodotti immessi sul mercato. Per i vini, ad eccezione dei vini spumanti, è prevista una soglia del 5% a partire dal 1° gennaio 2030 che salirà al 15% entro il 1° gennaio 2040.

Fonte: Provincia – Pavese.

C’è il vino della Valtellina All’Università Terza Età.
Domani alle 15 al Fatebenefratelli il nono incontro dell’edizione di quest’anno uuuuu? Avrà luogo domani, alle 15, nell’auditorium del centro culturale “Fatebenefratelli”, un nuovo appuntamento con “Uni3”, l’università comunale della Terza Età, per dare voce – e ascolto – a letture tratte dal libro “Valtellina terra di vigne”. Si tratterà del nono incontro dell’edizione di quest’ anno. Saranno gli organizzatori stessi dell’intera rassegna, Gianni Magistris e Rita Bosisio, a proporre la presentazione del libro. Come rimarca Magistris, «la Valtellina, con le sue pendenze vertiginose, i terreni aspri e l’infinito susseguirsi di muretti a secco è la più estesa area viticola terrazzata d’Italia. I vini della Valtellina sono prodotti principalmente con le uve Nebbiolo, localmente dette chiavennasche, nei vigneti a terrazzo lungo le pendici media e bassa valle.

Fonte: Provincia di Lecco.

Viticoltura, tecniche per ovviare al clima.
Convegno scientifico Domenica 14 maggio al Castello del Monferrato Viticoltura, tecniche per ovviare al clima Costanza Fregoni. Prima relatrice Luigi Falginella. Agronomo “Cambiamenti climatici, portinnesti di nuova generazione e tecnologia applicata alla viticoltura”. Se ne parlerà durante il convegno scientifico di domenica 14 maggio al Castello di Casale Monferrato, nell’ambito della due giorni di Anteprima Grignolino eCo. dedicata alle quattro denominazioni del Monferrato casalese. A parlare di “Un vigneto a prova di climate change. La adaptation in vigneto, tra tecniche e tecnologie nuove e innovative e rivisitazione in chiave attuale di pratiche consolidate” sarà Costanza Fregoni (communication specialist), mentre l’agronomo Luigi Falginella (Vivai Rauscedo) interverrà su “Dai portinnesti M alle varietà resistenti: nuove sfide e nuove soluzioni”; infine, Daniele Trinchero (fondatore iXem labs Politecnico di Torino) parlerà di “Radiocomunicazione e monitoraggio del clima.

Fonte: Monferrato.

Una certificazione geologica per i vigneti del Monferrato.
A Vignale sono stati consegnati 25 pannelli informativi ai produttori del Consorzio alla loro analisi e trascrizione nelle diverse componenti d’interesse: la formazione geologica del substrato, l’età, la profondità del mare, il bacino, le note sul periodo geologico, nonché la posizione del vigneto, la litologia, gli ambienti marini del passato e la granulometria riferita alle sabbia (contenuti minerali e fossilifieri), con l’aggiunta d’immagini al microscopio. A corredo dei dati reperiti il geologo e sedimentologo ha tenuto in considerazione le percentuali di sabbia, limo, argilla, Carbonato di Calcio e pH. Fra le unità geologiche prevalenti sono documentate la Formazione di Cardona, la Formazione di Antognola, la Pietra da Cantoni, le Areniti di Tonengo e la Formazione di Sant’Agata Fossili.

Fonte: Monferrato.

Oscar del vino dai sommelier ad Angelo Gaja.
Fondazione italiana sommelier (Fis) ha assegnato, sabato scorso a Roma, l’hotel Rome Cavalieri, l’Oscar del vino 2023 – XXIII Premio internazionale del vino al piemontese Angelo Gaja in qualità di «produttore genio della parola, calamita culturale e uomo straordinario». A ritirare personalmente il premio è stato il celeberrimo produttore che ha tenuto una lectio magistralis molto apprezzata. La cerimonia, precisa il presidente di Bibenda e della Fondazione italiana sommelier Franco Maria Ricci, quest’anno ha sottolineato un lato più mondano del vino, inserendola in una competizione che ricalca i parametri dell’Oscar del cinema.

Fonte: Repubblica Torino.

Aumenti a doppia cifra per olio extravergine di oliva, pasta e vino.
A Vignale sono stati consegnati 25 pannelli informativi ai produttori del Consorzio alla loro analisi e trascrizione nelle diverse componenti d’interesse: la formazione geologica del substrato, l’età, la profondità del mare, il bacino, le note sul periodo geologico, nonché la posizione del vigneto, la litologia, gli ambienti marini del passato e la granulometria riferita alle sabbia (contenuti minerali e fossilifieri), con l’aggiunta dimmagini al microscopio. A corredo dei dati reperiti il geologo e sedimentologo ha tenuto in considerazione le percentuali di sabbia, limo, argilla, Carbonato di Calcio e pH. Fra le unità geologiche prevalenti sono documentate la Formazione di Cardona, la Formazione di Antognola, la Pietra da Cantoni, le Areniti di Tonengo e la Formazione di Sant’Agata Fossili.

Fonte: Quotidiano di Bari.

Ecco il Morellino del Cuore Le dieci bottiglie vincitrici.
Scansano Le etichette saranno regine di tre cene in Toscana Scansano Si è riunita venerd’i 5, nella sede del Consorzio di Tutela Morellino di Scansano Docg, la commissione di assaggio formata da sei note firme del mondo del vino che hanno selezionato i 10 Morellino del Cuore 2023. A degustare 64 etichette sono stati i giornalisti Antonio Boco, Andrea Gori, Riccardo Margheri, Richard Baudains, Stefania Vinciguerra e William Pregentelli, collaboratori di alcune tra le più importanti guide e riviste di settore. Per il Morellino Annata salgono sul podio del loro cuore: Santa Lucia Morellino di Scansano Docg A’ Luciano 2022; T enuta Agostinetto Morellino di Scansano Docg La Madonnina2022; Mantellassi Morellino di Scansano Docg Mago di 032022; Le Rogaie Morellino di Scansano Docg Forteto 2021.

Fonte: Tirreno Grosseto.

Soave, via libera a restrizioni sulla produzione della doc.
La sospensione temporanea delle nuove richieste è stata decisa dal Consorzio di tutela Soave, via libera a restrizioni sulla produzione della doe Lo stop ai vigneti di Garganega impiantati entro luglio 2018 o dopo ma che non abbiano già raccolto tre volte uve di origine controllata. «Nello scenario generale e preso atto dell’enorme aumento dei costi il Consorzio ha voluto mettere in campo un’azione di tutela del prodotto immesso su un mercato ipercompetitivo dalla più grande Denominazione d’origine bianca d’Italia»: così Igor Gladich, da poco più di un anno direttore del Consorzio di tutela del Soave, spiega l’istanza (accolta e resa norma dalla Direzione agroalimentare della Regione del Veneto) volta alla sospensione temporanea della rivendica per le produzioni a Denominazione di origine Soave, Soave superiore e Recioto di Soave.

Fonte: Arena.

Maculan, da uve Cabernet e Merlot il primo Piwi.
Si chiama MaWi il primo vino Piwi, prodotto in modo sostenibile, di Maculan, azienda vitivinicola con sede a Breganze nel Vicentino. L’etichetta nasce da uve Cabernet Volos e Merlot Khorus, varietà resistenti alle malattie fungine (peronospora e oidio) che richiedono minori trattamenti in vigna. Anche il packaging è improntato all’ambiente e alla sostenibilità: la bottiglia in vetro del peso sotto i 450 grammi ha un’etichetta ottenuta completamente da cotone riciclato. La Cantina avvia il progetto Piwi nel 2017, mettendo a dimora 4000 viti di Merlot Khorus e Sauvignon Rytos, varietà selezionate dall’Università di Udine, e in seguito di 4300 viti di Cabernet Volos. Nel 2020 Maculan è stata tra le 7 aziende protagoniste dell’iniziativa Passaporto Ambientale per i prodotti agroalimentari della Montagna Vicentina, grazie all’introduzione di varietà resistenti.

Fonte: Arena.

Vini, prezzi in aumento Vendite in ritirata nei Paesi esteri Spumanti più penalizzati.
Ad americani, inglesi e tedeschi il vino italiano pare piacere meno. O più probabilmente i prezzi più alti e la diminuzione dei consumi indotta dalla riduzione dei soldi in tasca causa inflazione inizia a farsi sentire. E a pagare il conto in particolare paiono essere gli spumanti, fino ad oggi in vendita ai favori. Lo pone in evidenza l’Osservatorio del vino di Unione italiana vini (Uiv) — Vinitaly sulla base di dati dell’agenzia di ricerche di mercato NielsenlQsul primo trimestre 2023. Dopo il poco soddisfacente risultato delle vendite in Italia, che da gennaio a marzo sono scese del 6,1% sullo spesso periodo 2022, facendo lievitare le giacenze del 5,1% (+8,6% le produzioni a denominazione di origine), sullo scenario internazionale e con riferimento ai tre maggiori mercati di sbocco oggi si registra un calo del 4% dei volumi e dell’e% del fatturato.

Fonte: Corriere del Veneto Vicenza e Bassano.

Torna Enoforum in Fiera tra innovazione e ricerca.
Dal 16 al 18 maggio nelle sale del ViCC 1.200 esperti datutto il mondo Torna Enoforum in Fiera tra innovazione e ricerca È l’evento più importante d’Europa per il settore: oltre cento relazioni sulle recenti novità viticole, 60 relatori italiani e 30 stranieri da 10 Paesi Allecto’l’onello alberto.tonello@ilgiornaledivicenza.it N I maggiori esperti internazionali nel campo tecnico-scientifico del mondo del vino si daranno appuntamento in Fiera dal 16 al 18 maggio: Enoforum torna per la quarta volta in città nei padiglioni del ViCC di Italian Exhibition Group. E a fare da ideale padrone di casa al congresso saranno le bollicine vulcaniche del Durello Metodo Classico, protagonista di una delle masterclass più attese della tre giorni. Organizzato da Vinidea, in collaborazione con Sive (Società italiana di viticoltura ed enologia), Assoenologi e Unione italiana vini, Enoforum negli anni è diventato il più importante congresso tecnico-scientifico a livello europeo, dedicato all’innovazione in campo viticolo ed enologico, nel cui ambito vengono presentate le novità provenienti dalla ricerca pubblica e privata a livello mondiale

Fonte: Giornale di Vicenza.

Pinot grigio, approvato lo svincolo stoccaggio.
Vola la domanda di Pinot grigio Venezia Doc, approvato lo svincolo allo stoccaggio. Una misura che interessa gli oltre duemila produttori, tra il Veneto orientale e il vicino trevigiano, riuniti nel Consorzio Vini Venezia. La richiesta dello svincolo è stata avanzata dall’assemblea dei soci del consorzio e già approvata dalla Regione. Lo stoccaggio era stato deciso la scorsa estate, per evitare di eccedere la domanda con le inevitabili ricadute economiche. Il consorzio si era ripromesso di verificare gli andamenti della domanda, per poter eventualmente allentare il freno messo alla produzione. Adesso il trend positivo del mercato lo ha permesso. Da tre anni il Consorzio Vini Venezia registra un aumento degli imbottigliamenti rispetto all’anno precedente. Nel 2022 è stato registrato un aumento del 9,8% rispetto al 2021 e del 15,59% sul 2020.

Fonte: Nuova Venezia.

Cantine Aperte, in Toscana la festa per 30 anni dell’enoturismo.
Appuntamento nelle cantine del Movimento turismo del vino Toscana dal 27 al 28 maggio con ‘Cantine Aperte’, che quest’anno celebra i trenta anni dell’iniziativa. Era infatti il 1993 quando Donatella Cinelli Colombini ebbe l’intuizione di aprire le porte delle cantine agli appassionati del vino. ‘Cantine Aperte’, trenta anni fa, è nato proprio come un appuntamento unico nel panorama dell’enologia italiana partendo nel 1993 con sole 25 cantine accessibili ai visitatori, raggiungendo oggi oltre 25mila aziende vinicole che offrono accoglienza e valorizzando il turismo nei distretti viticoli per un business che vale oltre 2,5 miliardi di euro.

Fonte: ANSA.

Taste Alto Piemonte, alla scoperta di Nebbioli diversi.
Le mura di un castello, quello di Novara, nobili quanto gli sforzi silenziosi dei viticoltori dell’Alto Piemonte. Sforzi che sono andati in vetrina con 52 aziende, capaci di attirare oltre 1.800 persone con i loro vini per Taste Alto Piemonte in aprile. Dalle masterclass con Ais Piemonte ai banchi di degustazione e alla cena di gala, passando dal territorio che si è raccontato nella sua varietà di caratteristiche e produzioni. A prodigarsi per la manifestazione il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, guidato da Andrea Fontana, con la Regione Piemonte, il patrocinio del Comune di Novara, i partner istituzionali Camera di commercio Monte Rosa Laghi, Fondazione Castello di Novara, Atl Terre dell’Alto Piemonte e numerosi sponsor. A rapporto, storie e vini delle province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola. La loro ricchezza emerge dalle dieci denominazioni: Boca Doc, Bramaterra Doc, Colline Novaresi Doc, Coste della Sesia Doc, Fara Doc, Gattinara Docg, Ghemme Docg, Lessona Doc, Sizzano Doc e Valli Ossolane Doc.

Fonte: Identità Golose.

Il reparto vino nel canale discount, Aldi e Lidl valorizzano l’offerta.
Il reparto vino ha assunto sempre più importanza anche nel canale discount, che andando oltre le proprie caratteristiche di canale semplice e spartano, ha nel tempo creato ambientazioni e caratterizzazioni distintive, che valorizzano le bottiglie invitando anche i consumatori più diffidenti ad affidarsi all’insegna. Anche Lidl ha registrato in pandemia un aumento dei consumi di vino, che successivamente, già nel corso del 2021, è rientrato per tornare alle quote usuali. “Il nostro comparto vini si compone di circa un centinaio di referenze, presenti a scaffale in assortimento fisso e alle quali si aggiungono prodotti promozionali in&out. L’ampia varietà dell’offerta e il display accattivante caratterizzano questa categoria nei nostri punti vendita”, spiega Eduardo Tursi, amministratore delegato acquisti e marketing di Lidl Italia.

Fonte: Mark Up.

Vino: Uiv-Vinitaly, saldi negativi sui principali mercati esteri.
Il vino italiano chiude con saldi negativi il primo trimestre dell’anno sui canali retail di Usa, Uk e Germania. I volumi sono in calo del 4% e i valori a -1%. È quanto rilevato con le ultime elaborazioni effettuate dall’ Osservatorio del Vino Uiv-Vinitaly su base NielsenIq. Lo stop, evidenziano gli analisti, arriva insieme “al risultato a marzo delle vendite allo scaffale in Italia (-6,1%) e che appesantisce le cantine italiane anche sul fronte delle giacenze, a +5,1%, con le Dop a +8,6%”. Secondo l’Osservatorio, sui tre principali mercati di esportazione a soffrire maggiormente sono i vini spumanti: a fronte di volumi in calo del 3% per i vini fermi (814.000 ettolitri), gli sparkling arrivano a -5% (245.000 ettolitri), con picchi negativi in Uk (-10%) e Germania (-6%), mentre negli Usa “per ora – è sottolineato – si viaggia ancora in terreno moderatamente positivo (+1%). Sui vini fermi, invece, il calo più vistoso viene marcato proprio dagli Stati Uniti (-9%), mentre Londra limita le perdite a -1% e Berlino segna stallo. A valore, complici i listini in aumento a causa del surplus dei costi produttivi, il saldo generale dice -1% (1 miliardo di euro).

Fonte: ANSA.

Vino, una Docg Pantelleria Zibibbo per dare futuro a vignaioli locali.
Si è conclusa a Pantelleria la tre giorni di incontri sul futuro vitivinicolo e agricolo dell’isola dal titolo “Zibibbo è Pantelleria”. Oltre 30 gli interventi che si sono succeduti nei diversi momenti di confronto organizzati dal Comune. Un’iniziativa voluta dal sindaco Vincenzo Campo per promuovere i suoi prodotti e le bellezze della splendida isola vulcanica in provincia di Trapani, ma soprattutto per difendere lo Zibibbo, vite da sempre coltivata dai vignaioli panteschi. Perché oggi il nome Zibibbo figura come vitigno o sinonimo di Moscato nell’etichetta della Doc Sicilia e Igt Terre Siciliane ma non nella Doc Pantelleria.

Fonte: Askanews.

In quale Regione di Italia si beve più vino? Al primo posto un’insospettabile.
Qual è la Regione italiana in cui si beve più vino? Dove si registrano i maggiori consumi percentuali rispetto alla popolazione totale? Piccolo spoiler iniziale: nonostante le battute che circolano per lo più sul web, e tra i social, no, non sono i nostri amici veneti i più assidui consumatori di questo prodotto (anche se, comunque, si piazzano sul podio). I dati un po’ a sorpresa infatti evidenziano come sia in particolar modo il Centro, e più in generale il Centro Nord, la parte dello Stivale in cui è stata calcolata la maggiore fruizione di vino. Per qualcuno potrebbe rappresentare una sorpresa ma a guardare tutti dall’alto in basso in questa speciale classifica c’è l’apparentemente innocua Umbria. È nel cuore verde d’Italia infatti che sono stati registrati i maggiori consumi medi di vino. Da un Osservatorio di Unione italiana vini è emerso come a livello nazionale la quota di bevitori si sia assestata sui 30 milioni di appassionati tra amatori e più esperti, vale a dire circa il 50% della popolazione adulta.

Fonte: Cookist.

Lollobrigida: Irlanda ha grande problema di alcolismo ma non legato al vino.
“L’Irlanda ha un grande problema di alcolismo ma certamente non legato al vino, che non producono”. A dirlo il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che è tornato sulla questione delle etichette informative sulle bottiglie di vino, volute proprio dall’Irlanda, a margine dell’inaugurazione di TuttoFood. Il ministro ha parlato di questo come di “altri condizionamenti che mettono da parte l’elemento della qualità per far prevalere indirizzi che portano sempre e soltanto a cibi standardizzati e iper processati e spesso realizzati invece che da agricoltori allevatori e pescatori, da grandi multinazionali”.

Fonte: Askanews.

Viaggiando, insieme al vino.
Con una felice coincidenza di date, nella giornata in cui il Monferrato ospitava Golosaria, la Fondazione Casale Ebraica ha dedicato al vino il nuovo appuntamento della propria stagione culturale, mettendo in programma un concerto e una degustazione. La letteratura enoica del resto non manca nell’ebraismo. Nella sinagoga di vicolo Olper Elio Carmi, il presidente della Comunità ebraica, introduce l’argomento con un’immagine che i visitatori del locale Museo conoscono bene: “In una delle prime sale è collocata una sovrapporta con due uomini che trasportano un gigantesco grappolo d’uva. È la rappresentazione degli esploratori inviati da Mosè nella terra di Caanan, i quali ritornano insieme alla prova che fosse abitata dai giganti. Così il popolo di Israele dovette aspettare ancora 40 anni per entrarvi. Una metafora di come per fare le cose bene ci vuole tempo”.

Fonte: Moked.

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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 8 maggio 2023!

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“Hic et Nunc”; vigna attenta e responsabile nel Monferrato.
Investire sul personale e la responsabilità sociale è un dovere civico e morale di una impresa, ma anche una scelta strategica. Comportamenti etici, che si accompagnano spesso a politiche aziendali ecosostenibili, creano un clima piacevole che genera maggiore produttività e accoglienza nei luoghi in cui l’impresa si inserisce. E questo è possibile sia in una fabbrica che in una vigna. Lo sa bene Hic et Nunc, l’avanguardistica azienda vitivinicola di Vignale Monferrato, che per il secondo anno consecutivo ha raggiunto l’importante traguardo della certificazione di azienda Great Place To Work Certified, piazzandosi al 5° posto nella classifica dedicata alle aziende sotto i 50 dipendenti.

Fonte: La Discussione.

Grappe (e non solo) da export Bonollo distilla l’innovazione.
«Controlliamo ogni fase, dalla raccolta della materia prima all’invecchiamento», dice Elvio Bonollo, erede alla guida del gruppo L’azienda con oltre un secolo di storia cresce a 73 milioni di ricavi. Tra i prossimi step, il rilancio del brand Ballor e un possibile ingresso in Cina. L’accordo con Italgas per produrre biometano dagli scarti di lavorazione «Siamo orgogliosi del lavoro fatto al Sud: un mercato improntato su liquori e amari, che però ha apprezzato i nostri prodotti» per la famiglia Bonollo, proprietaria da quattro generazioni di Distillerie Bonollo Umberto, la lezione tramandata a ogni successore sembra scolpita nella pietra: rimettere in discussione quanto già fatto e ottenuto. E così che, attraverso la costante ricerca dell’innovazione, l’azienda è diventata la principale produttrice di grappa in Italia, con un fatturato di 73 milioni di euro nel 2022 (+12% sull’anno precedente).

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Salento, Negroamaro e non solo – Salento, Negroamaro e non solo… La meta enogastronomica imperdibile.
In mezzo ai due mari, Adriatico elanio, viaggi comiso vini e specialità gastinomiche nel sontuoso e unico scenario del barocco lácese. Unico e identitario, che nel nome intreccia la lingua latina e greca. Imuretti a secco bruciati dal sole e battuti dai venti che arrivano dallo Ionio e dall’Adriatico. Le stradine di campagna circondate da finocchi selvatici e fichi d’india. Bianche e lineari chiesette di campagna. Cripte basiliane con i loro coloratissimi affreschi. Sontuose chiese barocche dal capoluogo fino ai borghi minori. Masserie piene di luce, nascoste tra i boschi di ulivi secolari. Il Salento è questo e tanto altro. Chi cerca l’animapiù profonda di questa terra non può fare a meno di pensare al Negroamaro, un vitigno unico e per questo identitario, che nel suo nome intreccia la lingua latina (niger sta ad indicare il colore impenetrabile della bacca) e quella greca (mavros rimanda al retrogusto amarognolo del vino che ne deriva).

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Cantine e abbazie storiche La cultura del vino tramandata dai monaci.
La manifestazione Cantine e abbazie storiche La cultura del vino tramandata dai monaci di Clemente Pistilli Incontri e degustazioni dal2 al 4 giugno nel borgo di Fossanova Trenta produttori e una sezione di gastronomia curata da Slow Food A salvare la tradizione vinicola italiana e a trasmettere a tanti agricoltori la cultura romana della coltivazione della vite, durante il Medioevo, sono stati i monaci. Quello dei vini di abbazia, passati i secoli, continua ad essere un grande patrimonio del Paese e anche un’occasione per lo sviluppo dell’enoturismo. Nel Lazio, attorno all’affascinante abbazia di Fossanova e all’omonimo borgo, in provincia di Latina, ha così preso forma la manifestazione «Vini d’abbazia», giunta quest’anno alla sua seconda edizione e che ha portato gli organizzatori a stringere rapporti anche con l’associazione francese «Les vins d’Abbayes».
Repubblica Roma.

Il polo logistico – Hub del vino ponte Valentino Maglione: «Opera strategica».
“Il polo logistico che dovrebbe sorgere a Ponte Valentino interconnesso alla line AV/AC Napoli-Bari, così come ho sempre sostenuto da parlamentare, è strategico per il Sannio così come per le aree inteme della Campania”, così l’ex deputato Maglione sulla questione polo logistico. “In tal senso condivido la posizione del Sindaco Mastella volta a evitare una inutile contrapposizione tra sanniti e irpini. Così come ho accolto con favore e ottimismo le parole del Govematore De Luca sulla reale possibilità di finanziare entrambi”, continua Maglione. “Detto ciò, ritengo che altrettanta attenzione e spinta bisogna riservarla alla realizzazione nella stessa area dello hub del vino esteso a tutte le nostre eccellenze agricole. Una progettualità che ho sostenuto durante la scorsa legislatura e che ha raccolto una traversale convergenza istituzionale, produttiva, accademica e delle realtà associative di settore.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

“Lambrusco a Palazzo” brinda In 800 nei chiostri del Polirone.
Numeri in crescita rispetto all’edizione del 2019, quella prima del Covid Significativo lo spazio occupato dalle donne nell’ambito della manifestazione Un brindisi con le bollicine per circa ottocento visitatori, tante sono state le presenze di “Lambrusco a Palazzo”, che a San Benedetto Po ha animato nel fine settimana i chiostri dei Secolari e di san Simeone all’interno del Polirone. Numeri in crescita rispetto alla precedente edizione del 2019, quella prima del Covid, che hanno riempito di soddisfazione gli organizzatori: il Comune, la Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani e Onav. Diversificate le provenienze, non solo dalle quattro province coinvolte (Mantova, Parma, Reggio Emilia e Modena), ma anche da Brescia, Bergamo, Milano e dalla zona del Garda, segno di un’efficace promozione che ha saputo abbinare il richiamo del vino Lambrusco, coltivato in zona fin dal tempo dei monaci, con quello del prestigio dell’ex abbazia benedettina.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Festa dello champagne nella patria del nebbiolo.
Una serata a base di bollicine francesi in una terra eletta al nebbiolo italiano. È la proposta che la delegazione Fisar Vercelli Novara fa per venerdì a Gattinara, comune che si fregia del nome dell’unica Docg della provincia vercellese. Venerdì sera, quando verranno consegnati gli attestati ai corsisti che hanno svolto il corso di primo livello a Gattinara per ottenere il diploma da sommelier, la proposta è una degustazione di champagne. Si tratta di una selezione delle etichette di Michel Arnauld. A Gattinara, nell’anno in cui la delegazione Fisar Vercelli festeggia il 25° anniversario, in degustazione ci saranno blanc de noirs, extra brut: 100 per cento pinot nero, fleur de rosé da vecchie vigne di un solo anno e Mémoire de Vignes, daviti antiche.

Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.

Crifo lancia due nuovi vini con uno spot prodotto da Piva.
Neia e Nerodivo, ultime novità tra i vini Crifo, approdano sugli scaffali della Gdo tra le etichette premium e per l’occasione la Cantina di Ruvo di Puglia lancia uno spot sotto la produzione creativa del noto regista e produttore Alessandro Piva e la regia del talentuoso Tancredi Di Paola. “Farsi vino è un gesto d’amore” il claim della campagna curata dall’agenzia Metodonove. Lo spot, produzione esecutiva Seminal Film, sarà lanciato il 2 aprile in occasione dell’apertura della 55esima edizione del Vinitaly e continuerà a girare fino a tutto luglio. La pianificazione è in tv sulle emittenti del Gruppo Norba e nei circuiti online. Nello spot Neia e Nerodivo sono due splendidi amanti, dalle sembianze di esseri umani soltanto per una notte: una bellezza mediterranea rosea e senza tempo lei, uno straniero dallo sguardo fiero ed elegante lui.

Fonte: L’Edicola del Sud Bari.

Meloni nel Regno Unito brinda con il Durello.
Incontro con la Bubby Bandits della veronese Reniero Melon! nel Regno Unito brinda con il Durello La startup si occupa di import di bollicine italiane •• Non si è parlato solo di immigrazione e Pil durante la prima visita a Londra del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nel regno Unito per incontrare il premier britannico Rishi Sunak. Anche il Lessini Durello, il metodo classico veronese-berico, è stato protagonista, portabandiera della spumantistica italiana. Al ricevimento ufficiale, organizzato all’Ambasciata Italiana e al quale sono stati invitati alcuni imprenditori italiani che lavorano nel Regno Unito oltre ad alcuni rappresentanti dei grandi gruppi finanziari internazionali, la premier, accompagnata dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ha incontrato la Bubby Bandits, startup specializzata nell’ importazione di bollicine italiane, in particolare di Durello.

Fonte: Arena.

Tenuta. Sant’Antonio lancia il Pinot Grigio.
La svolta nella Famiglia Castagnedi Tenuta Sant’Antonio lancia il Pinot Grigio Alla linea di quattro bianchi viene ora aggiunto anche quello delle Venezie doc «Puntiamo sui nostri cru» •• Famiglia Castagnedi annuncia un nuovo ingresso, cioè un Pinot Grigio delle Venezie doc, e altre etichette premium che si aggiungono alla linea dei quattro bianchi del brand Tenuta Sant’Antonio. In sintonia con la filosofia aziendale, che guarda al terroir e alla valorizzazione dei cru, come spiega una nota, Famiglia Castagnedi ha aggiunto un Pinot Grigio delle Venezie doc agrumato che va ad aggiungersi al Single Vineyard Vigna Monte Ceriani e al selezionato Vecchie Vigne, «capaci di reinterpretare la denominazione Soave doc con consapevolezza identitaria». A chiudere la linea si unirà Monte di Colognola, che quest’anno vedrà la prima vendemmia e sarà disponibile dal 2024, per valorizzare le espressioni dell’areale.

Fonte: Arena.

Faenza, grosso incendio alla cantina Caviro. Un dipendente: “Il botto mi ha fatto fare un salto di un metro”.
Nessuna persona risulta coinvolta. Attivato un numero di emergenza. Evacuate 530 persone, sindacati chiedono incontro urgente all’azienda. L’Arpae: nessun inquinante nell’aria. Un violento incendio è scoppiato stmattina alla Caviro di Faenza, una delle cantine più grandi in Italia. I vigili del fuoco sono impegnati con dieci squadre per domare l’incendio nella distilleria che ha coinvolto 15 silos da 200 metri cubi di alcol. Nessuna persona risulta coinvolta, dicono i vigili del fuoco. Ma la zona è stata evacuata e il sindaco di Faenza, Massimo Isola, lancia l’allarme: “Se vi trovate nel raggio di almeno un chilometro allontanatevi subito”.

Fonte: Repubblica Bologna.

Con “Cantine aperte” il Movimento turismo del vino festeggia 30 anni.
Il 27 al 28 maggio con “Cantine aperte”, il Movimento turismo del vino (Mtv) festeggia trenta anni da quando Donatella Cinelli Colombini ebbe l’intuizione in Toscana, di aprire le porte delle Cantine agli appassionati del vino. Nel 1993 le aziende vinicole accessibili erano 25, oggi sono oltre 25mila quelle che offrono accoglienza per un business che vale oltre 2,5 miliardi di euro. “‘Cantine aperte’ è un evento che negli anni è stato anche uno stimolo di continua crescita per le nostre cantine e per un modello di accoglienza che si può dire unico al mondo” ha dichiarato la presidente del Movimento turismo del vino Toscana, Violante Gardini Cinelli Colombini, aggiungendo che in occasione del trentennale, “ripercorreremo in maniera ancor più particolare l’evoluzione dell’offerta in Cantina con attività originali proposte dalle aziende che prenderanno parte all’iniziativa in tutta la Toscana”.

Fonte: Askanews.

Vino, quel cannonau di Sardegna merita la lode.
Tradizione di famiglia, laurea in agraria, coltivazione ecologica. E in poco più di dieci anni Antonella Corda ha raggiunto i massimi livelli. La vicenda della cantina di Antonella Corda di Serdiana, nel basso Campidano, collocata per l’esattezza a Pranu Raimondo, pochi chilometri da Cagliari, è per tanti aspetti emblematica dello stato di salute davvero incoraggiante della viticoltura sarda. Tre generazioni di una famiglia di viticoltori, certo, la sua – che in più portano un cognome non importante ma essenziale nel mondo vitivinicolo, non solo isolano, come Argiolas – tuttavia in poco più di 10 anni di attività la cantina di Antonella, nata appena nel 2010, è già riuscita ad incidere, con grande personalità, in un palcoscenico vitivinicolo di tradizione solida e di non facilissimo approccio.

Fonte: L’Espresso.

Brindiamo alla salute, con il vino dealcolato.
<<Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere», scriveva Baudelaire. Chissà cosa penserebbe trovandosi davanti del vino parzialmente o totalmente dealcolato. Il trend del vino a basso tenore alcolico sta spopolando in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione: secondo un recente studio Areté per la Commissione Agricoltura Ue, è un mercato che sta crescendo molto velocemente, soprattutto tra i più giovani, ed è destinato a raggiungere cifre astronomiche entro il 2032. Le statistiche mostrano che la fascia di età tra i 18 e i 24 anni non beve alcol. Le nuove generazioni, infatti, sono sempre più attente alle pratiche salutari, in accordo con l’interesse verso i temi della sostenibilità e del benessere, ma soprattutto, sono mosse dal desiderio costante di scovare novità.

Fonte: Millionaire.

Nomisma, crescono le superfici con produzione di vino biologico.
Crescono, in Italia, le superfici dedicate alla produzione di vino biologico, un settore che vede il Paese tra gli attori principali a livello internazionale. È quanto emerge da ‘Vinobio’, piattaforma online di dati e informazioni per l’internazionalizzazione del vino biologico ‘Made in Italy curata da Nomisma e promossa da Ice Agenzia e FederBio. Nel dettaglio con 126mila ettari di vite coltivata con metodo biologico nel 2021, l’Italia detiene il primato per incidenza di superficie vitata biologica, pari al 21% del totale. Nel giro di un decennio – tra il 2010 e il 2020 – le superfici bio in Italia sono cresciute del 141% contro il +148% della Spagna e +218% della Francia.

Fonte: ANSA.

Tuttofood: l’Ue cancella insalate in busta e magnum vino.
Coldiretti Vicenza: “Si rischia di fare un clamoroso passo indietro rispetto alla cultura anti-spreco e, soprattutto, nell’ambito dei prodotti di quarta gamma” – Tuttofood: l’Ue cancella insalate in busta e magnum vino. Il nuovo regolamento sugli imballaggi dell’Unione Europea rischia di cancellare dagli scaffali dei supermercati l’insalata in busta, i cestini di fragole, le confezioni di pomodorini e le arance in rete, ma anche le bottiglie magnum di vino, con un effetto dirompente sulle abitudini di consumo dei vicentini e sui bilanci delle aziende agroalimentari. A denunciarlo è Coldiretti in occasione dell’inaugurazione di Tuttofood a Milano, dove è stato aperto al padiglione 1 stand A13-D34 il Salone “Il cibo italiano sotto attacco”, per scoprire dal vivo le minacce al Made in Italy a tavola portate dall’Unione Europea, alla vigilia della Giornata dell’Europa che si celebra il 9 maggio.

Fonte: Vicenzareport.

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Ritorno al futuro nell’alta Langa.
Piaceri Crescono la produzione e la qualità delle bollicine piemontesi delle colline in quota. Non solo in Italia. Da campagna povera a terreno di conquista. L’Alta Langa, a lungo descritta come la terra della malora, da un paio di decenni è diventata l’oggetto del desiderio dei vignaioli. Anche per il riscaldamento globale, he riguarda tutto il Vigneto Italia. Per i bianchi e per i rossi: l’aumento delle temperature ha trasformato qualche esangue del Nord in robusto (e più alcolico) protagonista dei mercati mondali, con piacevolezza e bevibilità. E per gli spumanti: i produttori del Metodo classico sono stati spinti a salire sempre più in quota, perché vitigni come Pinot nero e Chardonnay danno il meglio se la differenza di temperatura tra giorno e notte garantisce l’acidità, sinonimo di freschezza per le bollicine.

Fonte: Corriere della Sera.

Quel patto con la terra che fu di Pavese e di Fenoglio.
Un forte, onesto impegno, volto a rispettare e a custodire queste colline. C’è la Resistenza proprio com’era di dentro e di fuori, vera come era stata scritta, serbata per tanti anni nella memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione e la furia». Sono parole di Italo Calvino, di cui quest’anno ricorre il centenario dalla nascita, a proposito di Una questione privata, opera di Beppe Fenoglio in cui fra le righe c’è la sua terra di Langa, fatta di sentieri, montagne, lotta, amore per il territorio. Un amore che si vede oggi nel vino, che si può leggere fra i libri. Beppe Fenoglio, certo, ma anche Cesare Pavese. «Oggi vedevi la collina a conche, il ciuffo d’alberi, il bruno e il celeste, le case e dicevi: è come è. Come deve essere. Ti basta questo. E un terreno perenne», scriveva Pavese ne II mestiere di vivere. Un terreno che per essere perenne deve godere di una amorevole cura da parte di chi ne fruisce.

Fonte: Corriere della Sera.

Cannonau con lode.
La vicenda della cantina di Antonella Corda di Serdiana, nel basso Campidano, collocata per l’esattezza a Pranu Raimondo, pochi chilometri da Cagliari, è per tanti aspetti emblematica dello stato di salute davvero incoraggiante della viticoltura sarda. Tre generazioni di una famiglia di viticoltori, certo, la sua – che in più portano un cognome non importante ma essenziale nel mondo vitivinicolo, non solo isolano, come Argiolas – tuttavia in poco più di 10 anni di attività la cantina di Antonella, nata appena nel 2010, è già riuscita ad incidere, con grande personalità, in un palcoscenico vitivinicolo di tradizione solida e di non facilissimo approccio. Studi solidi alle spalle, laurea in agraria a Sassari e specializzazione in Trentino, Antonella riceve la passione della vigna dalle mani della madre, e ovviamente da nonno Antonio Argiolas, prodighi di consigli e trasmissione di conoscenze inestimabili.

Fonte: Espresso.

Con i nettari di montagna c’è sempre più gusto – Borgogna d’Italia.
La Toscana terra buona per i nettari di montagna con eccellenze dall’Appennino al Casentino E adesso nei grandi ristoranti anche stellati non è difficile trovare il Chianti Rufina on il vino di montagna il gusto ci guadagna, vien da dire prendendo a prestito un vecchio spot che in realtà parlava di caffè. E doveva essere cosa nota anche qualche secolo fa, e doveva saperlo anche il Granduca di Toscana, in quel settembre 1716; eppure l’inverno precedente era stato tra i più freddi della storia, c’erano state un paio di nevicate abbondanti a Roma, classica cartina di tornasole del gelo. Eppure, secondo Cosimo Ill de’ Medici e il suo celebre ‘editto sulle terre dei vini buoni; tra quelle terre c’era anche Pomino, 6-700 metri sul mare nei contrafforti dell’Appennino sotto il Passo della Consuma che unisce piana dell’Arno e Casentino, venti gelidi e suolo particolare. Dunque, Toscana terra buona per vini di montagna. Oggi più che mai, in tempi di cambiamento climatico.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.
Alta Langa l’altra bollicina.
Tra Alpi e mare Dal 1848 ad oggi una terra unica: qui è le etichette piemontesi nato il metodo classico hanno conquistato degli spumanti italiani il mondo dei wine lover. Il primo segreto del suo successo risiede nel nome. Alta Langa Docg è molto più di una denominazione effervescente che richiama un’espressione geografica, per quanto suggestiva e distintiva. Le alte terre di Langa guardano le cime innevate delle Alpi, respirano il mare e custodiscono l’anima più vera e libertaria delle colline del vino, mantenuta intatta senza subire trasformazioni radicali come è avvenuto invece nelle basse colline piemontesi, oggi molto apprezzate da turisti e gourmet, ma anche un po’ abbacinate dalle luci della ribalta. Quello dello spumante metodo classico Alta Langa è un territorio prezioso, da sostenere, in cui è salvaguardata la biodiversità.

Fonte: Specchio.

Masiello (Coldiretti): “Agroalimentare opzione strategica” – “Agroalimentare opzione strategica”.
«Agroalimentare opzione strategica» Il presidente di Coldiretti: «Gli ITS Academy ormai si sono arenati, mancano risorse e decreti attuativi» Gianni De Blasio Il destino degli ITS Academy (Istituti tecnologici superiori) è alquanto incerto, anzi, le prospettive che il Governo li rilanci sono piuttosto scarse. Eppure, introducono ad un lavoro non solo inerente al proprio percorso, ma anche piuttosto sicuro: il tasso di occupabilità degli ITS italiani, secondo il monitoraggio INDIRE 2021, raggiunge infatti 1’80% ad un anno dal diploma. Da queste colonne, ieri, il consigliere comunale Luigi Perifano esprimeva il suo rammarico per un’occasione persa dal Sannio, la costituzione di un ITS agroalimentare da localizzare a Villa dei Papi, un modo per rilanciare pure un bene tra i più preziosi della città. Perifano accennava ad una tiepidezza da parte di alcuni attori, tiepidezza che avrebbe inconsapevolmente favorito la nascita dell’ITS agroalimentare a Salerno anziché a Benevento.

Fonte: Il Sannio Quotidiano.

“Wine&TheCity” una settimana tra calici, arte, moda.
Da domani via agli eventi della rassegna al suo quindicesimo anno: coinvolti hotel, boutique e gallerie di Alessandra Del Prete Coltiviamo ebbrezza creativa, mettiamo in moto la città, andiamo alla scoperta di luoghi mai visti o semplicemente dimenticati. È questa la “mission” della quindicesima edizione di WineeThecity, la rassegna che nasce da un’idea di Donatella Bernabò Silorata, un progetto indipendente dell’Associazione WineeThecity realizzato con il patrocinio del Comune di Napoli e il fondamentale supporto di sponsor privati e mecenati. Da domani al 13 maggio torna a Napoli la manifestazione che dal 2008 unisce arte, vino, moda e cultura. Protagonista della rassegna è, ovviamente, il vino, proveniente dalle migliori cantine italiane, abbinato al piacere della scoperta di nuovi itinerari urbani tra siti storici, spazi privati, atelier di artisti e designer, boutique, giardini e cortili.

Fonte: Repubblica Napoli.

‘WineFood Valley’ da record In migliaia per il gusto.
Nella due giorni tantissime persone hanno riempito il centro storico per la prima edizione dell’iniziativa che abbracciava anche la Lambruscolonga. Coinvolti produttori locali e cantine, collaborazione con Buk, concerti e arte per le strade «Leggi, brinda, sogna». Era questo lo slogan della due giorni dedicata ai sapori, alle passioni, alle tradizioni del nostro territorio. Infatti oltre 3000 persone hanno riempito il centro storico per partecipare alla prima edizione della Modena WineFood Valley, promossa da Confesercenti Modena, che ha compreso la 19a edizione della Lambruscolonga e la prima Lambruscolonga Brunch. «Un grande happening che ha visto la presenza di artisti internazionali lungo i tour enogastronomici», afferma Alessio Bardelli, ideatore dell’evento insieme a Valentina Reggiani. Una kermesse che ha fatto respirare a Modena un’atmosfera da grande città turistica, coinvolgendo le migliori cantine vinicole, i produttori locali e i locali più belli di Modena allo slogan di «leggi, brinda, sogna».

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Cibo e vino: cultura italiana.
Nel corso della quotidiana visione dei giornali, una notizia ci ha particolarmente e positivamente colpito: l’incremento esponenziale, da parte degli italiani, dell’interesse per la visita delle cantine indigene. Più in particolare ed addirittura la percentuale femminile, sul tema che prevale su quella maschile. A parte la fisiologica (intendiamo senza imposizione), prevalenza delle donne per il tema, fatto che mostra l’evidente parità sull’argomento, cid che maggiormente, secondo noi, è da evidenziare è la scoperta di un settore, quello viti-vinicolo, che si proietta come importante sia sul piano economico-aziendale che su quello culturale. Non ultimo, infine, il piacere di poter degustare vini di alta qualità che sono caratteristici dei diversi territori italiani e che ne tracciano tratti distintivi ineguagliabili. Per procedere con ordine, trattiamo, anzitutto, la parte economico-aziendale. Le diverse aziende agricole che si occupano della produzione e lavorazione delle uve sono, appunto, aziende; connotate dalla caratteristica imprenditoriale ma con una specifica indicazione, quella di agricole, che le rende quasi immuni dalla tassazione che, se troppo incipiente, rischierebbe di fermare il processo prima ancora che lo stesso prenda piede.

Fonte: Corriere di Viterbo.

Monterosso, il gemellaggio fra Buranco e azienda Amoretti.
Sale alla ribalta nazionale il binomio Monterosso-Parma, grazie alla stipula del patto di collaborazione tra i produttori vinicoli monterossini della Tenuta Buranco e la storia azienda di specialità alimentari Amoretti di Parma. L’incontro che ha sancito l’accordo tra i vertici delle due realtà enogastronomiche si è tenuto nel complesso della Perla delle 5 Terre alla presenza di imprenditori del settore turistico alberghiero di Liguria e regioni limitrofe. «Abbiamo presentato i nuovi vini appena imbottigliati e lo sciacchetrà 2019 – spiega il dirigente di Buranco Giovanni Plotegher – mentre in abbinamento ai nostri vini sono state presentate le specialità alimentari della storica azienda parmense, con cui abbiamo intrapreso una stretta collaborazione commerciale.

Fonte: Nazione La Spezia.

Le nostre eccellenze, Cantinae Lunae a Vinitaly. Conferito il premio Betti.
A consegnare l’importante riconoscimento l’assessore regionale Piana Intanto è iniziato il conto alla rovescia per la rassegna vinicola castelnovese. II 17 e il 18 giugno apriranno le cantine e il borgo storico ospiterà produttori vitivinicoli e tanti eventi collaterali Un nuovo successo per le Cantine Lunae. L’azienda vinicola al confine tra Castelnuovo Magra e Luni infatti è stata premiata nel corso della 55^ edizione di Vinitaly a Verona, la fiera internazionale di vino tra le più famose al mondo. L’azienda del produttore Paolo Bosoni è stata infatti insignita del prestigioso premio «Angelo Betti» intitolato all’ideatore di Vinitaly, assegnato dal 1973 e riservato ai benemeriti della viticoltura italiana. Un premio alla famiglia Bosoni, oggi alla quarta generazione, che ha avuto l’innegabile merito di elevare il famoso Vermentino da vino di nicchia a panorami internazionali.

Fonte: Nazione La Spezia.

I vini valtellinesi alla conquista di Milano nel segno dell’unicità del nostro territorio.
Tanti sono i rapporti che legano la Valtellina a Milano. E il Nebbiolo delle Alpi può diventare, con le altre eccellenze enogastronomiche lombarde, il vino rappresentativo della città, capace di essere abbinato ai piatti tradizionali, ma anche di saper rispondere alle necessità di una ristorazione globale. «La bellezza e la naturale biodiversità della Valtellina sono direttamente espressi nelle caratteristiche organolettiche del nostro Nebbiolo: eleganza, freschezza e sapidità», ha affermato giovedì il presidente del Consorzio di tutela dei vini di Valtellina, Danilo Drocco alla presentazione di «Obiettivo Valtellina: viaggio nella terra dove la bellezza è un atto agricolo, alla scoperta del Nebbiolo delle Alpi».

Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.

L’estate a Vieste si apre brindando nel centro storico con il vino rosato.
Vieste aprirà il mese di giugno celebrando il vino rosato e il suo connubio perfetto con arte, musica e divertimento. Si tratta dell’evento “La Vieste en Rose”, efunto alla sua quarta edizione, in programma nel centro storico di Vieste. Le viuzze del borgo antico saranno decorate e arredate a tema rosé, con spazi informativi che diventeranno luoghi di incontro, confronto e distribuzione di degustazioni di vino. La manifestazione nasce con l’intento di creare un percorso di gusto e cultura tra i principali brand di vino. Ai banchi d’assaggio non solo cantine pugliesi ma, per la prima volta quest’anno, anche produttori provenienti da ogni parte d’Italia che giungeranno nella città garganica per promuovere il vino rosato. Inoltre, gli angoli del centro storico saranno caratterizzati dalla presenza di artisti e musicisti che intratterranno con le più belle canzoni della musica italiana.

Fonte: L’Edicola del Sud Foggia.

Assemblea dei soci per la Strada del vino.
Assemblea dei soci della Strada del vino Montello e Colli Asolani domani alle 19 nella sala polifunzionale del municipio di Maser. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio dell’esercizio 2022 ma sarà soprattutto l’occasione per parlare dei programmi finalizzati a rilanciare le attività, dopo anni di stasi, dell’associazione Strada del Vino Montello e colli asolani che va da Possagno fino a Nervesa.

Fonte: Tribuna Treviso.

Damon Galgut, scricchiolii minacciosi dalla cantina della Storia.
Nel suo saggio del 1993, Spettri di Marx, Jacques Derrida conia un neologismo, hantologie (da hanter, «ossessionare», e ontologie, «ontologia») riferendosi a quelle opere, o situazioni, costruite a partire da tracce del passato che arrivano a ossessionare il presente. Allo «spettro del comunismo» che – secondo il celebre incipit del Manifesto di Marx e Engels – si aggira (e continua ad aggirarsi, suggerisce Derrida) per l’Europa, corrispondono, in letteratura, opere in cui si manifesta la persistenza o il ritorno del passato sotto forma spettrale: un esempio classico è l’Amleto di Shakespeare, con l’inquietante presenza del fantasma del padre, spettro sul crinale tra presenza e assenza, in grado, con la sua apparizione, di determinare quella che Derrida definisce una «disgiuntura temporale».

Fonte: il manifesto.

Visitano la cantina e il 74% acquista vino.
Enoturismo è un elemento importante di vendita. Lo shop delle cantine è spesso il miglior cliente della cantina stessa. Tre i fattori fondamentali per incrementare le vendite, oltre alla qualità del vino che diamo per scontata: proposta di visita strutturata che emozioni il cliente: non solo storia e aspetti produttivi, ma passione e rappresentazione, uno store della cantina che esprima i valori del brand e dell’enogastronomia territoriale, strumenti digitali e web di supporto alla visita nella fase pre, durante, post visita e acquisto. I più evoluti hanno introdotto anche la multimedialità. I dati ci dicono che le cantine che si sono strutturate in questo modo riescono a vendere il proprio vino al 74% dei visitatori. Dato in crescita 2022 su 2021.

Fonte: La voce del Trentino.

VINO. ANCHE IN VDA IL 28 MAGGIO APPUNTAMENTO CON CANTINE APERTE.
Anche in Valle d’Aosta torna alla sua data storica, l’ultima domenica di maggio, l’appuntamento con Cantine Aperte, un’occasione per il mondo del vino di raccontarsi a tanti turisti e appassionati. La manifestazione è organizzata da Movimento Turismo del vino (Mtv), nato nel 1993, associazione no profit che proprio quest’anno compie 30 anni. “Torniamo come Mtv a riproporre un evento dopo il periodo della pandemia nella sua versione originale e nel periodo in cui è storicamente nata- spiega Stefano Celi, referente di Mtv Valle d’Aosta-. Siamo fiduciosi che la gente apprezzerà lo sforzo ma anche la gioia dei vignerons di aprire le loro cantine, di far degustare il frutto del loro lavoro, vi aspettiamo numerosi”. Saranno otto le cantine che parteciperanno all’edizione 2023: si parte dalla bassa Valle, con la storica Cooperativa Caves de Donnas, l’azienda Pianta Grossa di Luciano Zoppo Ronzero e una new entry, l’azienda Chateau Vieux di Pont Saint Martin.

Fonte: Notizia – Regione autonoma Valle d’Aosta.

La nuova classifica dei vini più ricercati d’Itali.
Il mercato del vino è sempre più caratterizzato dalla crescita dei prodotti di alta gamma: il trend si sposta verso il “bere meno ma meglio” che predilige vini pregiati, mettendo la qualità davanti alla quantità. Come riferito da Wine News che cita un recente report di Allied Market Research, il mercato dei vini di lusso è destinato a crescere in maniera esponenziale: la ricerca rivela che ci sarà un incremento del 6,2% all’anno da qui fino al 2031 e si toccherà un giro d’affari di 414 miliardi di dollari. In un contesto del genere i miti del vino a livello internazionale, quelli delle etichette più prestigiose, restano praticamente sempre gli stessi: basta dare uno sguardo all’ultimo aggiornamento della Top 100 Most Searched-For Wines & Spirits, classifica by Wine-Searcher, il portale che monitora costantemente i prezzi e le ricerche delle etichette di vini in tutto il mondo.

Fonte: Initalia Virgilio.

Tutte le volte che l’immunologa Viola ha attaccato il vino.
Era il 12 gennaio di quest’anno quando sul profilo FB dell’immunologa Antonella Viola compariva il primo post contro il vino. Il motivo? Entrare a gamba tesa nella polemica sugli health warning che l’Irlanda aveva proposto e su cui la Commissione Ue aveva deciso di non intervenire, dando una sorta di silenzio assenso. Nel polverone mediatico, la professoressa Viola aveva dato una posizione fuori dal coro che, senza giri di parole, appoggiava la decisione di Dublino, contro l’Italia: “La scelta dell’Irlanda, approvata dalla Commissione europea, di equiparare alcol e sigarette e di inserire nell’etichetta delle bevande alcoliche gli avvertimenti sui danni per la salute non è giusta: è giustissima!” aveva scritto nella sua pagina FB. Per poi continuare: “L’alcol è un cancerogeno, direttamente collegato al cancro del seno, colon-retto, fegato, esofago, bocca e gola. Non c’è una dose sicura: come per le sigarette, la dose sicura è zero!”. Parole poi ripetute con maggior vigore in varie interviste rilasciate al Corriere del Veneto e alla Stampa, in cui si finiva per sostenere anche che “le persone che bevono da uno a due bicchieri di bevande alcoliche al giorno hanno un volume del cervello inferiore”.

Fonte: Gambero Rosso.

Il vino della settimana: da Bordeaux il rosso da bere anche dopo un secolo.
Chateau Figeac, di proprietà della famiglia Manoncourt dal 1892, è uno dei Bordeaux più iconici della prestigiosa regione vitivinicola della Francia. E uno dei più longevi: evolve nel tempo con personalità, e si può degustare anche dopo 80 o 100 anni. Ben riconoscibile, è considerato l’archetipo dei grand cru bordolesi. Il bouquet è un crescendo di fiori, frutto e spezie; al palato i tannini sono finissimi e il gusto vellutato e armonioso, dal finale lunghissimo. In enoteca un’annata giovane costa sui 300 euro.

Fonte: Repubblica TV.

Con Wine Profit vini da investimento nel caveau e rendimenti fino al 12%.
Alcune etichette hanno quotazioni così elevate che spesso non si prestano ad essere selezionate come scelta primaria dell’investimento: la plusvalenza che possono generare sarebbe infatti troppo bassa. «Molto meglio scommettere su quei sei o sette vini che hanno ottime probabilità di crescita, scegliendo quelli prodotti in quantità limitata», dice il ceo di Wine Profit, Emanuel Paglicci. Wine Profit è la società, con sede a Chiasso, nata per aiutare collezionisti e investitori a scegliere il vino più adatto per ottenere il migliore rendimento possibile nel corso degli anni, garantendone la conservazione nelle giuste condizioni di temperatura, umidità e luce, in attesa che si completi la maturazione.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Vino di Gaza: nuovi studi su uno dei più antichi vini della storia.
I ricercatori dell’Università di York, dell’Università di Copenaghen e dell’Università di Tel Aviv, in collaborazione con l’Israel Antiquities Authority, hanno condotto una ricerca sul celeberrimo Vino di Gaza, a seguito del rinvenimento di resti di vinaccioli in un monastero bizantino del deserto del Negev. In modo particolare, hanno identificato alcuni dei semi coltivati in quest’area, con l’obiettivo di far luce sulla storia della coltivazione di vite e della produzione di vino in ambienti desertici. I semi – uno dei quali è stato datato all’VIII secolo d.C. – provenivano probabilmente da un’uva bianca, forse la prima documentata di questo genere in ogni parte del mondo, utilizzata per produrre vino bianco dolce, come il Vino di Gaza. Proprio nel deserto del Negev veniva prodotto questo vino, poi commerciato per tutto l’Impero bizantino, sino ad arrivare nelle odierne Francia, Germania e Gran Bretagna.

Fonte: Mediterraneo Antico.

Il vino si fa letteratura, primo Festival su colline Prosecco.
Debutta sulle colline del Prosecco Docg, al castello di San Salvatore, di Susegana (Treviso), il primo Festival della letteratura del vino, una rassegna di due giorni iniziata questa mattina e promossa dal Consorzio di tutela del Conegliano-Valdobbiadene. All’evento partecipano circa 30 aziende vitivinicole della zona, l’Associazione per il patrimonio Unesco delle colline del Prosecco e vari esponenti della stampa nazionale di categoria, oltre a numerosi autori di produzioni letterarie dedicate al vino. Uno spazio particolare è stato dedicato ai cinque finalisti del premio Campiello Giovani i quali, ospitati dal Consorzio in questi ultimi tre giorni, hanno composto dei racconti ispirati al territorio visitato ed all’attività dei produttori del famoso vino con le bollicine.

Fonte: ANSA.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 6 maggio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Grammatica di base per non sbagliare vino.
Le regole del buon gusto sono le stesse del buon senso. Bisogna scegliere le bottiglie secondo una scaletta di corpo e alcolicità La temperatura è fondamentale, per il naso e per il palato. Gli inglesi predicano che l’unica regola è non averne: una fesseria. Una tradizione goliardica legata alla cucina tradizionale veronese vede brigate di amici darsi appuntamento a tavola a Ferragosto per mangiare il piatto tipico più tipico che c’è in riva all’Adige: bollito con la pearà. La pearà è la tipica salsa scaligera che una leggenda fa risalire ad Alboino, re dei Longobardi. È fatta con pan grattato, midollo di bue (c’è chilo sostituisce col burro) e tanto pepe. Si fa cuocere a lungo su fuoco basso e si serve ben calda su cotechino, lingua bovina, testina di vitello, manzo e pollo appena impiantati. Roba da sauna gastronomica. La temperatura sfiora i 4o° all’ombra? Tanto meglio, «i veronesi tutti matti» – così recita un proverbio veneto – rispondono con un piatto altrettanto torrido.

Fonte: La Verita’.

In cantina – Masseto, bene la Caveau Release.
Personal Aggiudicazioni in rialzo dell’88% per le 132 bottiglie di vari formati in asta online Masseto, bene la Caveau Release di Cesare Pilon uesta puntata è imperniata sulle quotazioni ottenute da un vino, il Masseto in una sola asta, indem per una piccola partita (46 lotti) di sue bottiglie di vari formati. 11 fatto è che con questa vendita all’incanto, battuta online dal 12 al 27 aprile ha fatto il suo esordio una formula inedita di vendita: la Tenuta Masseto si è accordata con Sotheby’s per porre periodicamente all’asta un numero limitato di annate storiche prelevate direttamente dal suo Caveau di Bolgheri. Com’è andata questa prima edizione di Masseto/Caveau Release? Ha riscosso un notevole successo: le 132 bottiglie in palio, il cui valore complessivo era stimato in 200 mila euro, sono state aggiudicate per 376.625, 1’88% in più.

Fonte: Milano Finanza.

Con “bozza in festa” vino protagonista per una settimana.
Tra mercato, stand gastronomici e spettacoli per bimbi riflettori saranno puntati sulle degustazioni di Albana. L’identità in calice di un territorio raccontata attraverso una festa ed eventi in tema vitivinicolo. Dal domani al 14 maggio torna infatti “Dozza in Festa — Settimana di vino e Albana” che vede la manifestazione spalmata lungo otto giornate. In totale saranno quattordici le cantine presenti per fare assaggiare i propri alfieri della vigna: Palazzo di Varignana, Fattoria Monticino Rosso, Marco Tampieri, Branchini, Podere Ferraruola, Tramosasso Società Agricola di Foschi, Gandolfi Marco e Andrea Società Agricola, Cenni e Assirelli, Corte San Ruffillo Agriresort, Fondo Ca’ Vecja Società Agricola, Premiata Cantina Poderi delle Rocche, Cantine Ceci, Assirelli Vini, Mazzolani e Biagi. Si parte domani, dalle 10 alle 20.30, con mercato, degustazioni, stand gastronomico delle Arzdore di Dozza e fiera di paese.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Una Fortezza in Campania dove il principe è il vino buono.
A Torrecuso di Benevento c’è l’azienda di Enzo Rillo Qui la storia si sposa con l’innovazione e la qualità. Tanti anni fa Enzo Rillo fece una promessa alla sua terra: che avrebbe lavorato sodo per esaltarla e raccontarla al mondo intero. Per questo oggi dice: «Se mi domandassero perché un imprenditore di successo già affermato nel campo delle costruzioni, della sicurezza stradale, impegnato nel tessile e nel terziario avanzato, decide di investire nel settore vitivinicolo la risposta non potrebbe che essere una: amo la mia terra». Ed è un amore che dura da tutta una vita e che Enzo traduce confezionano ogni anno bottiglie che sono la summa di un pensiero innovativo, come il suo, e di un territorio generoso, come quello campano. Concetti che si sintetizzano in un marchio: La Fortezza. «Sono prima di tutto figlio di contadini — racconta il titolare dell’azienda che ha sede a Torrecuso, nella provincia di Benevento — con un’infanzia e un’adolescenza trascorse a scorrazzare tra i campi tra gente umile e onesta.

Fonte: Corriere Romagna La Settimana.

Torna il salone dedicato ai vini artigianali.
Domenica e lunedì la seconda edizione di “Fermento Emilia” Assaggi e dibattiti al castello e Casa Cavezzi con area gastronomica e mercato contadino della comunità Slow Food Montecchio Domenica 7 e lunedì 8 maggio il castello di Montecchio ospiterà la 2a edizione di “Fermento Emilia – il Salone dei vini artigianali dell’Emilia”. Saranno presenti circa 40 vignaioli che nelle province di Reggio Emilia, Ferrara, Bologna, Modena, Parma e Piacenza che hanno dato vita a piccole produzioni artigianali e che in questa occasione presenteranno il loro lavoro in una mostra mercato che propone degustazioni tematiche, dibattiti e tavole rotonde sul valore culturale e sociale del mondo agricolo oggi. “Fermento Emilia” è organizzata e promossa da Naturalmente Emilia con il patrocinio del Comune di Montecchio. Vitigni autoctoni, molti da riscoprire, pratiche enologiche antiche e tradizioni secolari sono un patrimonio condiviso e apprezzato.

Fonte: Gazzetta di Reggio.

Dozza fa la festa al vino Mercato, sapori, trekking Otto giorni di eventi.
Si comincia domani, in centro lo stand gastronomico delle arzdore Domenica convegno di Nomisma nel salone maggiore della Rocca. Lunedì apre la mostra con immagini e storie del borgo, poi aperitivo nel castello 1114 gran finale con le camminate. Otto giorni di festa con i migliori vini del territorio. A Dozza è tutto pronto per la ‘Settimana di vino e Albana’ che da domani al 14 maggio celebrerà l’eccellenza del territorio. Una bella triangolazione d’intenti quella messa in campo da municipio, Fondazione Dozza Città d’Arte ed Enoteca Regionale per un’edizione da record in termini di durata e 14 cantine locali coinvolte. Tantissime le iniziative: full immersion enologica domani dalle 10 alle 20.30, tra mercato, degustazioni, stand gastronomico curato dalle arzdore e piccola fiera di paese.

Fonte: Resto del Carlino Imola.

Storia e cultura dei territorio raccontate dai viticoltori.
Al via da oggi gli appuntamenti della rassegna “Un giro in vigna” promossa dai gruppi del Fai Coinvolte cinque aziende del Friuli Venezia Giulia che sveleranno agli ospiti cantine e filari Storia e cultura del territorio raccontate dai viticoltori e vigne sono patrimonio immateriale di storie e buone pratiche vitivinicole, bagaglio di tradizioni e, allo stesso tempo, specchio della nostra contemporaneità: nel calice si ritrovano storia e cultura della nostra regione. “Fai un giro in vigna”, progetto delle delegazioni e gruppi Fai del Friuli Venezia Giulia e di concerto con la Regione, torna nella sua terza edizione per aprire le porte di alcune delle preziose aziende agricole del territorio, e così riportare i visitatori a contatto con le proprie radici attraverso queste eccellenze In tutto cinque appuntamenti già in calendario, a partire da oggi: giri letterali e metaforici, che vogliono «partire e tornare alla vigna – spiega la presidente regionale del Fai Tiziana Sandrinelli -, riconoscendo nella degustazione finale dei vini tutte quelle sfumature di storia locale e cultura della sostenibilità assaporate durante il percorso».

Fonte: Piccolo.

Il Lambrusco arriva in mostra: 50 cantine al Polirone.
Lambrusco a Palazzo oggi e domani mette in scena la sua ottava edizione, che professa un amore verso i Lambrusco di eccellenza mantovani, modenesi, parmensi e reggiani. La manifestazione ospitata a San Benedetto Po accoglierà 50 cantine dalle 4 province di produzione in un contesto di valore artistico, storico e turistico: l’Abbazia di Polirone. Vanessa Morandi, assessore comunale al Turismo, sottolinea l’importanza di questo evento per il territorio e la centralità dell’Abbazia nella promozione delle eccellenze enogastronomiche e culturali. Onav Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia, assieme a La Strada del Vino e dei Sapori Mantovani, in accordo col Comune, si propongono di omaggiare il Lambrusco in tutte le sue sfumature e diversità. Matteo Battisti, delegato Onav Mantova, insiste sul valore spesso dimenticato di questo vino eclettico.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

La sfida de La Fiuma Un metodo classico rosso e non dosato dal Grappello Ruberti.
Fabio Zappellini punta sul vitigno che caratterizza l’Oltrepò Mantovano già usato per Lambrusco e vermouth. Fabio Zappellini il coraggio non è mai mancato, fin da quando ha trasformato l’azienda agricola di famiglia, in riva al Po a Portiolo, con tre ettari di vigneto, impiantati per 1’80% a Grappello Ruberti e per il 20% a Salamino. Da quella scommessa, e da un percorso che ha visto come suoi maestri due enologi come Roberto Negri e Mattia Vezzola, è nato “La Fiuma”, un Lambrusco di Ruberti, il vitigno che caratterizza l’Oltrepò Mantovano, che ha subito preso piede nella ristorazione mantovana di qualità. Zappellini, però, non si è fermato, con l’intento di valorizzare sempre più il suo territorio. Uno dei passi successivi è stato presentato ieri, una novità per il panorama mantovano: La Fiuma metodo classico, frutto della vendemmia 2020, tiraggio nel febbraio 2021 e sboccatura il primo aprile scorso.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

La Valle a Milano: «II nostro vino è quello di casa».
L’evento organizzato dal Consorzio di tutela per lunedì 15 maggio: «Siamo i perfetti candidati» • Valtellina alla conquista di Milano armata di Nebbiolo, bellezza e racconti di uno e dell’altra. Si chiama “Obiettivo Valtellina” l’evento organizzato dal Consorzio di tutela vini per lunedì 15 maggio alla Casa degli artisti del capoluogo lombardo allo scopo di consolidare il legame tra la provincia di Sondrio e la metropoli, eccellenza turistica assoluta nel panorama nazionale e internazionale, attraverso il mondo dell’enologia. Un modo per promuovere le unicità del territorio valtellinese anche in vista delle Olimpiadi 2026 che annoderanno ancora di più i fili che intessono le trame di rapporti tra la pianura e le sue montagne. «Dopo tanti anni ci riaffacciamo su un mercato e una zona come Milano che per noi è molto importante – dice Danilo Drocco, presidente del Consorzio.

Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.

Cantina Terre confermata multa da 134mila euro – “Terre d’Oltrepo”, multa da 134mila euro.
La sede della cantina a Broni “Terre d’Oltrepo”, multa da 134m11a euro La corte d’Appello conferma la sentenza di primo grado: risarcimento per i fondi europei ottenuti ingiustamente neI 2011. I vecchi guai della Cantina Terre d’Oltrepo presentano il conto, anche ad anni di distanza e con una nuova gestione completamente estranea a quei fatti. Secondo la corte d’Appello di Milano, infatti, è valida la sentenza di primo grado del tribunale di Pavia. Sentenza di fine 2021 in cui si diceva che la cantina Terre d’Oltrepo deve risarcire 134mila euro al Ministero delle Politiche agricole e forestali per aver percepito indebitamente dei contributi pubblici. Inizialmente la multa era di 497mi1a euro, ma era già stata ridotta dal tribunale di Pavia. Proprio alla sentenza pavese, del 2021, si è appellata la cantina Terre d’Oltrepo rappresentata dagli avvocati Pietro Roveda e Luca Lucini entrambi del foro di Lodi.

Fonte: Provincia – Pavese.

Canneto, asta deserta per l’ex cantina sociale In ottobre altro round.
Niente da fare per il primo tentativo di vendita dell’immobile e del marchio dell’ex cantina sociale di Canneto Pavese. Se ne riparlerà in autunno. È andata, infatti, deserta l’asta che era in programma ieri mattina, alle 11, nello studio di Vigevano del liquidatore giudiziale Gino Mario Socci: il complesso di frazione Camponoce (25 mila metri quadrati solo di capannoni e piazzali) e il marchio della ex cantina sociale erano in vendita per 3,3 milioni di euro con possibilità di offerta minima di 2,5 milioni di euro. Ma, nonostante in questi mesi ci siano stati richieste e interessamenti, non si è concretizzata nessuna offerta. Ora il tribunale di Pavia, che a maggio 2022 aveva dato il via libera alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, prevista dall’articolo 14ter della legge 3/2012 (la cosiddetta “salva suicidi”), tramite la liquidazione di tutti i beni dell’azienda, evitando così la liquidazione coatta amministrativa, ha già fissato la data della prossima asta, che si terrà il 18 ottobre: li il prezzo a base d’asta scenderà a 2,5 milioni di euro, mentre l’offerta minima sarà ridotta del 20%, quindi intorno ai 2 milioni di euro.

Fonte: Provincia – Pavese.

Lambrusco a Palazzo: il Polirone si tinge di rosso effervescente.
Un fine settimana dedicato al vino-simbolo di 4 province (Mantota, Modena, Parma e Reggio Emilia) Poemi 50 cantine che esporranno 150 etichette di Lambrusco in tutte le sue sfumature e sfaccettature. Vermiglio, rubino o porpora. Ha le bolle. E il Lambrusco! Un calice di Lambrusco, inconfondibile ed estremamente versatile, 8 capace di soddisfare le esigenze del bere moderno e di mettere d’accordo quattro province: Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia sono unite indissolubilmente da questo vino-simbolo. E un vino contemporaneo che si rivela adatto anche a chi fa della sostenibilità ambientale e della territorialità una filosofia di vita e di consumo. L’ottava edizione di Lambrusco a Palazzo b alle porte e l’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po, complesso monastico datato XI secolo, 8 pronta ad accogliere i Lambruschi di eccellenza, l’Olimpo dei Lambruschi.

Fonte: Voce di Mantova.

Dalla cantina al bicchiere È “Il sabato del vignaiolo”.
L’enoteca regionale ospita 60 produttori indipendenti con assaggi e degustazioni. Sabato, giornata particolare nell’ex convento di San Francesco ora Enoteca Regionale. È “Il sabato del vignaiolo” caratterizzato da degustazioni, storie e racconti dei piccoli viticoltori regionali di circa 60 cantine della regione appartenenti alla Fivi Marche. Dalle 10.30 alle 19, saranno allestiti i banchetti in cui si potranno assaggiare e acquistare bottiglie di vino con la presenza di un food point gestito dall’Enoteca Regionale. L’organizzazione è della Fivi con il contributo del Comune di Offida il cui scopo è promuovere e tutelare la figura dei piccoli produttori di vino. Sarà l’occasione per scoprire la filosofia di viticoltura differente.

Fonte: Corriere Adriatico Ascoli Piceno.

Il molise ubriaca il trentino – Il Molise ubriaca il Trentino.
Il Friuli Venezia Giulia e il Trentino scoprono con sorpresa e piacere i vini molisani e si innamorano della nostra tintilia, con l’edizione 2023 di Borghi diVino. II Molise ubriaca il Trentino II successo durante le prime tappe dell’edizione Borghi diVino Il Friuli Venezia Giulia e il Trentino scoprono con sorpresa e piacere i vini molisani e si innamorano della nostra tintilia. E’ quanto è accaduto in questi giorni durante le prime due tappe (dal 21 al 23 aprile a Valvasone Arzene in Friuli Venezia Giulia e dal 30 aprile al primo maggio a Egna in Trentio Alto Adige) dell’edizione 2023 di Borgo diVino. Borgo diVino è l’appuntamento itinerante, organizzato da Valica s.r.l. in collaborazione con l’associazione i Borghi più belli d’Italia che abbraccia l’Italia dei suoi borghi più belli e dei suoi vini migliori, a cui la Camera di Commercio del Molise quest’anno ha aderito per supportare, sostenendo i costi di partecipazione, le produzioni e i produttori molisani di vino e per promuovere la nostra regione come meta turistica enogastronomica in tutta Italia.

Fonte: Il Nuovo Molise.

I 70 anni della Cantina voluta da Olivetti – La Cantina di Olivetti.
Compie 70 anni e diventa hi-tech il consorzio viticoltori della Serra che fu sostenuto dal grande imprenditore di Ivrea. Compie settant’anni la Cantina Sociale della Serra di Piverone, che oggi conta su 230 soci che coltivano vigne nell’anfiteatro morenico, compresi i comuni biellesi attorno al lago: in tutto si tratta di 150 ettari, di cui 110 iscritti alla Docg, da cui si ricavano a seconda delle annate dagli otto ai diecimila quintali di uva, poco meno della metà di Erbaluce, sufficienti a produrre circa 500 mila bottiglie distribuite in trenta etichette. Di queste alcune come l’Erbaluce Ramblé (così si chiamano i terrazzamenti tipici delle viticoltura collinare) o il Sessanta, lanciato dieci anni fa, che vengono prodotti soltanto con l’uva proveniente da vigneti selezionati. Tre i vitigni coltivati, oltre all’Erbaluce, autoctono piemontese, il Nebbiolo altrettanto noto e un altro classico della Regione, il Barbera. Come ha ricordato il presidente della Cantina sociale Ivo Actis Dana nell’evento organizzato per celebrare l’anniversario, la nascita del sodalizio partita da un’idea molto precisa (vivere di agricoltura in una terra di industrie) ha non solo una data ma anche un’ora precisa. Alle 21 del 20 maggio 1953 i 99 soci davano il via all’avventura.

Fonte: Stampa Biella.

Puro Minutolo del Salento, altro che Fiano.
Si scrive Fiano ma si legge Minutolo. È una lunga storia quella di questo vitigno, originario della Valle d’Itria. Per anni erroneamente chiamato Fiano, localmente flanello, è stato recuperato dalla scomparsa e dall’oblio dall’enologo Lino Carparelli agli inizi del 2000. Da allora per alcuni anni sembrava che il futuro e lo sviluppo dei vini bianchi in Puglia si misurasse con questo vitigno, visto il proliferare di nuovi impianti ad esso dedicati. Solo nel 2ou la varietà viene riconosciuta come autoctona e iscritta nel Registro nazionale delle varietà di vite. Vittoria effimera per certi versi, visto che molti per facilità di comunicazione, specie in ambito internazionale, preferiscono ancora chiamarlo con il vecchio nome. Basta però mettere il naso nel bicchiere per accorgersi che con il Fiano, quello di origine campana, ma anche con le versioni pugliesi, non ha nulla a che vedere. I suoi profumi ci riportano verso i vitigni aromatici come il moscato, a cui assomiglia molto.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

Il Consorzio Valpolicella porta l’Amarone a Roma.
Domani e dopodomani la manifestazione nella capitale Il Consorzio Valpolicella porta l’Amarone a Roma All’Hotel Hassler di Trinità dei Monti. Marchesini: «Romani appassionati del grande rosso veronese». Due giorni di «Vacanze romane» per il Consorzio Vini Valpolicella, dedicati alla promozione del vino rosso della denominazione più famoso e apprezzato nel mondo. Domani e dopodomani a Roma, all’Hotel Hassler di Trinità dei Monti, torna l’evento «Amarone in Capitale» e tornano per il secondo anno le degustazioni per un viaggio sensoriale dall’Arena al Colosseo, dalle colline della Valpolicella alla celebre scalinata. «Roma è tra le principali destinazioni italiane dei nostri vini di punta e in particolare dell’Amarone», afferma il presidente del Consorzio Vini Valpolicella, Christian Marchesini. «Oltre a rappresentare un fil rouge tra Verona e la capitale, l’Amarone riflette la passione consolidata dei romani per il grande Rosso veneto». Il cartellone di «Amarone in Capitale» parte domani, domenica 7, con un «walk around tasting» aperto a operatori dell’horeca e al pubblico, dalle 18 alle 22.30, allo Spazio Imàgo dell’Hassler. Sarà dedicato ai due vini iconici della denominazione, l’Amarone della Valpolicella e il Valpolicella Superiore.

Fonte: Arena.

Ca’ di Rajo, il vino è giovane La cantina degli under 40 con un occhio alla bellezza.
Nonni mezzadri, genitori conferitori, oggi i tre fratelli Cecchetto guidano un’azienda da 53 milioni Diversificazione di prodotto, canali e mercati le chiavi. E ora si punta sul turismo esperienziale Ca’ di Rajo, il vino è giovane La cantina degli under 10 con un occhio alla bellezza più che una storia di ricambio generazionale, quella di Ca’ di Rajo lo è di giovani al comando. Della famiglia, ma non solo: in un gruppo con 54 dipendenti, 33 sono under 40. Nonni Marino e Palmira mezzadri, papà Bortolo conferitore, non aveva ancora compiuto vent’anni Simone Cecchetto quando ha deciso la continuità e lo strappo. La prima, evidente, è quella del settore: vino. Il secondo, invece, lo strappo, è nella decisione di fare da solo, di avere un’impresa propria. E nata così quella che oggi è Ca’ di Rajo, che ha chiuso il 2022 con 53 milioni di euro di fatturato — con le etichette Ca’ di Rajo, Terre di Rai e Aganis — contro i 39 milioni dell’anno precedente, ed è gestita proprio da Simone Cecchetto con i fratelli Alessio e Fabio.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vino italiano in perenne crescita: qual è il problema?
Leggendo le riviste specializzate, seguendo i comunicati stampa delle varie cantine e dei grandi gruppi che le controllano, si deduce di un grande stato di salute del vino italiano in perenne crescita. A margine però dei toni trionfalistici vi è anche una problematica legata alla produzione perennemente crescente; in sostanza c’è anche chi dice che c’è troppo vino in circolazione. Secondo dati pubblicati dal “Sole 24 ore” in Italia a marzo 2023 le giacenze il vino sono cresciute del 5,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Significa che l’Italia ha 60 milioni di ettolitri di vino in cantina, in pratica è come se si fosse già vendemmiato.

Fonte: Apetime-Magazine.

VINO SÌ, VINO NO.
Sistematicamente ci imbattiamo in articoli che osannano le proprietà del vino, salvo poi leggere tutto il contrario di tutto su altre riviste. Lasciando a medici e scienziati la diatriba “tecnica”, pensiamo sia opportuno, se proprio non ne possiamo fare a meno, bere con moderazione e scegliere vini di qualità. Sulla tipologia di uva utilizzata e sul sapore finale non entriamo nel merito, perché i gusti sono troppo personali. Pensiamo sia utile, però, considerare le qualità oggettive del vino. Ma cosa si intende per qualità? In commercio si trovano vini a basso costo che di vino hanno ben poco. Sono più bevande a base di uva visto il corpo e la struttura dalla scarsa personalità (molto spesso sembrano annacquati), la cronica mancanza di gusto e aromi.

Fonte: OrticaWeb.

L’Abc del marketing per vendere il vino.
L’incoraggiante più 9,6 per cento registrato dalle esportazioni di vino aretino che, tradotto in euro significa oltre 112 milioni di euro in più di bottiglie vendute oltre confine, è un risultato importante che può e deve essere ancora rafforzato. Nasce proprio per migliorare le performance produttive e commerciali l’eno-seminario “Marketing del vino: tendenze, opportunità e sostegni”, organizzato da Cia Arezzo nell’ambito di Pro-Ag (Precision Agriculture), il progetto di formazione gratuita per le imprese agricole da accompagnare sulla strada dell’innovazione. Ad ospitare l’evento ad Arezzo sarà la sala Piero della Francesca dell’Hotel Minerva (Via Fiorentina 4). L’appuntamento, in programma l’8 maggio a partire dalle ore 9, sarà aperto da Giordano Pascucci, Direttore di Cia Toscana. Seguiranno i contributi di Simone Tomarchio di Area 39 srl, che traccerà un quadro del mercato del vino con un focus sulle tendenze e sulle opportunità per le denominazioni toscane. Sarà quindi la volta di Francesco Sassoli, responsabile Servizi alle imprese Cia Toscana, per fare il punto sugli interventi e sui sostegni messi a disposizione dalla PAC. Infine la parola passerà ad Alessandra Vacchi di Area 39 srl per illustrare le opportunità rese disponibili dall’OCM Vini promozione.

Fonte: La Nazione.

Evviva il buon vino… e alla malora Polifemo.
È pur vero che il costo del vino sta velocemente scivolando verso parametri fuori mercato per le tasche degli italiani, tuttavia, per quanto possibile è necessario bere vino e, per quanto permettono le nostre tasche, bere vini costosi. Per due ordini di motivi: il primo è che il peggior modo, il più volgare, di utilizzare il denaro è per fare altro denaro, aumentare l’indegno cumulo privando del necessario il prossimo, magari accatastando case e automobili di cui non possiamo usufruire contemporaneamente. Viceversa, il modo migliore è di sprecarlo in beni considerati futili, purché beni. Buttare il denaro in opere d’arte, in armi, libri, alcol e tasche altrui è il modo migliore di utilizzarlo. Migliore per noi, ci libera di un peso, migliore per chi lo riceve, perché ne ha bisogno. Il modo più gradevole in assoluto – dico gradevole per noi, perché fare l’elemosina, per quanto a tre zeri è gradevolissimo più che altro per chi la riceve -, è quello di buttare soldi in bottiglie costosissime.

Fonte: Ricognizioni.

Il Giro d’Italia parte dalla Costa dei Trabocchi. L’Italia in rosa nelle Città del vino d’Abruzzo.
Tutto pronto per l’esordio dell’edizione numero 106 del Giro d’Italia. La prima tappa della corsa rosa, in programma sabato 6 maggio, si snoda nell’affascinante Costa dei Trabocchi, tra i comuni di Fossacesia Marina e Ortona, centri abruzzesi della provincia di Chieti che appartengono al circuito delle Città del vino dove le eccellenze vitivinicole, e in generale agroalimentari, sono di casa. Fossacesia si trova lungo la strada del vino “Tratturo del re” ed è terra di produzione di Montepulciano d’Abruzzo Doc così come di altri vini, tra cui Pecorino, Cococciola e Passerina. Il comune teatino, da dove partiranno i ciclisti impegnati nella cronometro individuale di circa 19 chilometri, oltre nel wine&food (tra cui l’arte dolciaria) vanta tradizioni di rilievo nel mondo delle due ruote, visto che è la città natale del ciclista Alessandro Fantini, attivo tra il 1956 e il 1961, vincitore di tappe sia al Giro d’Italia sia al Tour de France.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino, il 9 maggio al via il Master della Falanghina del Sannio Doc.
Si terrà il prossimo 9 maggio alla Masseria Roseto di Benevento, la prima edizione del Master della Falanghina del Sannio Doc, il concorso organizzato dal Sannio Consorzio tutela vini in collaborazione con l’Associazione italiana sommelier (Ais). La manifestazione ha l’obiettivo di contribuire a valorizzare la conoscenza e la divulgazione del vitigno e delle eccellenze vitivinicole locali, insieme con la professione di sommelier. I sedici candidati dovranno orientare la loro preparazione tecnica-teorica sui seguenti argomenti: storia e diffusione del vitigno falanghina tipo beneventano; peculiarità del vitigno falanghina tipo beneventano, terreno e clima; vini, tipologie e produttori del Falanghina del Sannio Doc ed infine analisi organolettica e abbinamento cibo-vino.

Fonte: Askanews.

Vini di primavera: dieci consigli dei nostri esperti.
Raffaele Foglia mi ricorda, e io lo ricordo a voi che ci leggete, che questa newsletter dedicata al vino, in assoluto la numero 172, è un nostro omaggio alla primavera e a quelle bottiglie che la sanno esaltare al meglio, per i nostri palati e i nostri cuori. Buona lettura, utile per orientare le vostre scelte. Summa 2023 si conferma l’evento straordinario creato e messo in scena con la famiglia Lageder nel cuore di un Alto Adige fiabesco che ti riporta alle origini di una viticoltura bio con progettualità. Come affermano Alois e Clemens Lageder: «Con i nostri vini desideriamo portare il passato nel futuro». E padre e figlio identificano questo mantra con il loro Löwengang Uvaggio Storico Un vigneto di viti che vantano un’età di 140 anni, una delle vigne più alte della regione distesa tra i 230 ai 330 metri sul livello del mare. Viti coltivate a Carmenère, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. Un patrimonio genetico esemplare dal quale stanno, da qualche anno, riproducendo viti con selezione massale per la creazione di cloni giovani al fine di ampliare la superficie di appezzamento.

Fonte: Identità Golose.

Tasca d’Almerita, l’intelligenza artificiale per governare vigne e cantine.
I vigneti, la cantina e in generale l’azienda governati con l’uso dell’intelligenza artificiale. È il progetto della cantina siciliana Tasca d’Almerita guidata da Alberto Tasca. L’azienda siciliana, già società benefit, da anni impegnata sul fronte della sostenibilità ambientale (Alberto è presidente della Fondazione SoStain) ha di recente ottenuto il riconoscimento di B-Corp (primi in Sicilia e secondi in Italia nel settore del vino) e quindi l’ammissione tra le imprese che si impegnano a misurare e considerare le proprie performance ambientali e sociali con la stessa attenzione tradizionalmente riservata ai risultati economici. Una certificazione che ha richiesto un lavoro di raccolta di dati durato un paio d’anni all’interno dell’azienda nelle cinque macroaree previste dall’iter di certificazione: governance, comunità, persone, ambiente e clienti.

Fonte: Il Sole 24 Ore.

STAMPA ESTERA

L’Italie vinicole, un voyage sans fin.
LES CRUS DE LA BOTTE COMPTENT AUJOURD’HUI PARMI LES PLUS RECHERCHÉS PAR LES AMATEURS DE NOUVEAUTÉ. VOICI NOTRE SÉLECTION POUR SE PLONGER DANS LA DIVERSITÉ DES CÉPAGES ET DES RÉGIONS DE LA PÉNINSULE. Sommelier depuis seize ans, en Italie, en Belgique et maintenant en France chez Fataly Paris, Teodoro Ventera est un passionné de vins italiens. «Avec 350 cépages différents, les expressions sont totalement différentes d’une année à l’autre et ce, de façon plus marquée qu’en France, explique le jeune homme. De plus, avec des différences climatiques plus intenses et, il faut le reconnaître, des vfnijfcatlons moins précises, les Italiens arrivent ä produire des vins de grande qualité qui séduisent de phis en plus les Français. » Avec quelque 1700 références, la boutique F.ataly du Marais est une caverne d’Ali Baba pour les amateurs ou les néophytes à la recherche de pépites. SI les hest-sellers sont, sans beaucoup de surprise, les célèbres toscans chianti, brunello di montalcino et les vins du Piémont à hase de nebbiolo (barolo et nebbiolo di Langhe), il faut se laisser tenter par des cuvées plus originales. Car dans toutes les réglons italiennes, la production est importante et les prix plus que raisonnables, que ce soit pour les blancs, les effervescents ou les rouges. Seule ombre au tableau : les rosés, encore rares et qui n’ont pas encore trouvé leur place, d’autant que la législation italienne permet de mélanger blanc et rouge, pratique interdite en France, sauf en Champagne. Des cuvées abordables L’attrait des amateurs pour les vins italiens ne fait qu’augmenter. D’après l’observatoire UIV-Vinitaly, même les vins rouges enregistrent des ventes records à l’export, en hausse de 200 % depuis 2010. Tandis que dans le même temps, les effervesceni vins ts ne croissent que de 6 “/ et les vins blancs de 1,3%. « Nous assistons é un important changement du positionnement des vins italiens, constate Maurizio Danese, directeur général de Veronafiere, organisateur du salon Vinitaly. Les consommateurs sont à la recherche de produits qui évoquent l’art de vivre d l’italienne, et nos vins répondent à ces attentes. » « D’un edre, nous avons la chance d’avoir des produits très abordables et, de l’autre, fi existe une forte demande de vins de qualité qui bénéficient de l’image du “made in Italy” », ajoute Lambert° Frescobaldi, président de l’L1V (Union italienne du vin). Pour s’en convaincre, nul besoin de casser sa tirelire. Chez Fataly, chacun peut découvrir des cuvées de qualité à moins de 30 euros, même si les vins les plus prestigieux atteignent facilement le prix de grands crus bordelais. «le suis convaincu que les vins italiens offrent la phis grande diversité pour un coût abordable, insiste Teodoro Ventura.

Fonte: Figaro.

A `Birth-Year’ Wine Makes a Great Gift— Sometimes.
Buying a birth-year wine long before a child turns 21 is, as a rule, easier and much less costly. HAVE YOU EVER tasted a wine made the year you were born? Some people will buy a wine for that reason alone. Purchasing “birth-year” wines for loved ones has long been a tradition among oenophiles. But I wonder if it is (still) a good idea, or a relic of an earlier era when wines weren’t styled to be consumed right away, as most are today. The British tradition of “laying down” a “pipe” of Port the year of a child or godchild’s birth is likely where the birth-year-wine idea began. “The Oxford Companion to Wine” dates the practice to the Victorian era. A pipe is a 550-liter barrel, equal to about 60 cases of wine, according to Hugh Symington, marketing and communications manager for Premium Port Wines, the San Francisco-based import company for Port producer Symington Family Estates. “The glass bottle as we know it didn’t appear until the mid 1800s, so it was common practice to trade Port by the barrel,” Mr. Symington explained. Kristie Petrullo Campbell, managing director of Blacksmith Wines, a store in Cold Spring, N.Y., told me she receives many calls for birthyear wines as well as for what she called “milestone” wines to mark wedding anniversaries and other important occasions. “The 10-year milestone is a big one,” she said. Ms. Campbell has an extensive inventory of older wines in her store, including bottles purchased from private collectors. The vintages date back to 1910, and prices range from $50 to $20,000-plus a bottle, she said. The wines that Ms. Campbell counsels would-be buyers to consider depend on the vintage of their birth year. Any year will be better in some places than others. Champagne is one of her top picks, but, she noted, “not every birth vintage is a Champagne vintage.” The same is true for Port. In the Douro region of Portugal, where Port is made, producers “declare” a vintage only if they judge the wines produced in that harvest year worthy. Not every year is a declared vintage. Gerald Weisl, proprietor of Weimax Wines e Spirits in Burlingame, Calif., advised that buying a birthyear wine long before a child turns 21 is, as a rule, easier and much less costly. He might recommend buying California Cabernet or a vintagedated Armagnac. Some clients are looking for wines to give as wedding presents for the new couple to open on an anniversary. Mr. Weisl recalled a customer who said, “We need a few bottles for this couple, but it’s his third marriage and her fourth, so nothing that needs 10 years’ aging to reach its peak. Let’s go for more near-term anniversaries.” Mr. Weisl made a few suggestions, such as Burgundy, Piemontese reds, Sauternes and Loire Valley Chenin Blanc. Although Ben Wallace, the owner of Cellaraiders in Brewster, N.Y., does a brisk trade in buying and selling old(er) wines from collectors’ cellars, he’s not a big fan of the idea of buying wines to mark a birth or anniversary. “A lot of people who buy birth-year wines don’t know anything about wine,” said Mr. Wallace.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 5 maggio 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Processo al prosecco – Fino all’ultima bollicina.
È il vino italiano più venduto al mondo, re incontrastato di brindisi e aperitivi. Ma per scegliere bene il prosecco non basta la prova dell’assaggio. Per questo abbiamo cercato pesticidi e solfiti in 18 delle bottiglie più vendute di Lorenzo Misurata Gli anni passano e con loro cambiano le mode, anche in campo gastronomico. Ma il prosecco rimane il re dei vini italiani, almeno stando ai numeri. Le bollicine venete infatti, anche nel 2022, si confermano al primo posto tra le vendite all’estero, secondo i dati Nomisma: l’export sfiora quota 274 milioni di litri, pari a un incasso di 1,15 miliardi di euro, sugli 8 miliardi di tutto il comparto. E visto che il successo si mantiene immutato, il Salvagente si è chiesto se dal primo confronto eseguito nel 2018 fosse cambiato qualcosa anche dal punto di vista qualitativo.

Fonte: Salvagente.

Intervista a Giovanni Vattani – Un assaggio perfetto richiede poche regole.
Abbiamo chiesto al sommelier Giovanni Vattani, che ha giudicato i nostri campioni di prosecco, come guidare vista, olfatto e gusto alla ricerca delle bollicine migliori. E di spiegarci i differenti metodi di produzione Alcune informazioni importanti, per giudicare un prosecco, si possono ottenere leggendo l’etichetta, altre portandolo in laboratorio, ma è impossibile stabilirne il valore complessivo senza stapparlo e assaggiarlo. Per questo abbiamo affidato le bottiglie del nostro test al sommelier Giovanni Vattani, a cui abbiamo chiesto un approfondimento e alcuni consigli per gli acquisti delle bollicine più famose d’Italia. Vattani, In generale, che caratteristiche deve avere un buon prosecco? Il prosecco deve avere una buona effervescenza, ed essendo prodotto con una uva semi-aromatica come la glera, deve avere un buon corredo aromatico fruttato e delicatamente floreale, oltre a un giusto equilibrio tra acidità, sapidità e morbidezza.

Fonte: Salvagente.

In Veneto, circondati dalle vigne (e dai pesticidi).
Mentre i consumatori indicano la loro preferenza per i prosecchi bio, i cittadini delle zone coltivate a uva glera protestano per l’invasione di filari a pochi metri dalle case. I comitati locali e persino la chiesa accusano le istituzioni di fare poco Il futuro del prosecco non può che essere bio. Lo sostengono tanti cittadini che vivono nelle zone adibite alla coltivazione dell’uva glera in Veneto, che si sentono “circondati” dai filari sempre più pervasivi e vicini alle case, e temono costantemente l’effetto sulla loro salute dei tanti pesticidi irrorati, ma lo dice anche il mercato. In occasione della fiera di settore Vinitaly 2023, Wine Monitor Nomisma ha condotto un sondaggio per conto del Consorzio del prosecco Doc, arrivando alla conclusione che “la sostenibilità rappresenta insieme al biologico uno dei principali driver (motivazioni, ndr) di acquisto del prosecco, un trend che coinvolge trasversalmente – seppur con entità diversa – i consumatori di tutti i principali mercati di riferimento”.

Fonte: Salvagente.

Deroga per il clorpirifos La richiesta shock.
La richiesta shock Nonostante sia stato vietato nel 2020 perché dannoso per lo sviluppo cognitivo dei bambini, il fitofarmaco è ora al centro di una richiesta di via libera da parte delle regioni per combattere un parassita. Protestano i produttori bio In Europa è stato vietato nel 2020 perché dannoso per lo sviluppo cognitivo dei bambini, eppure il Veneto e altre regioni produttrici di vino fanno pressione sul ministero della Salute affinché approvi una deroga ad hoc per il suo utilizzo in vigna. Il clorpirifos metile è infatti efficace contro la cicalina della vite, l’insetto che causa la flavescenza dorata, una malattia che porta all’essiccamento della pianta e che soprattutto nelle zone di produzione del prosecco e del valpolicella è un problema serio.

Fonte: Salvagente.

Dall’unione tra arte e grappa un aiuto per Libera.
I genitori mi hanno dato la possibilità di sognare e con tanto impegno ho dato concretezza ai sogni. Tanti ragazzi invece si perdono. Sono felice di poterne supportare alcuni con la mia arte». Adriano Attus racconta l’orgoglio di vedere le sue opere al servizio di un progetto che aiuta giovani meno fortunati a riprendere in mano la propria vita. Oggi si tiene nel Monferrato “Berta Libera Tutti” (nell’originale il nome finisce con la “e capovolta; la cosiddetta scevà), asta di beneficenza di Distillerie Berta a sostegno del progetto Amunì di Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti. In vendita 20 pezzi unici dell’artista, con la propria offerta sarà possibile supportare le attività dei volontari di Libera e degli operatori di giustizia, che annualmente in sei Regioni accompagnano in un percorso riabilitativo oltre 300 giovani, quasi tutti minorenni e al primo reato.

Fonte: Avvenire.

Tutto l’amore per il buon bere.
Drusian, storico produttore di bollicine nel cuore della Valdobbiadene Docg, ha recentemente presentato il nuovo Valdobbiadene Docg, Rive di Colfosco, vino ottenuto da single vineyard che valorizza le uve Glera e che fa parte del progetto triennale ‘Le RIVE, la nostra FIEREZZA’. 2 BORDERWINE SENZA CONFINI Tutto pronto per il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale del Friuli Venezia Giulia. La 7a edizione di Borderwine attende gli amanti del vino prodotto ‘secondo natura’ domenica 18 e lunedì 19 giugno nella fantastica location del parco di Villa Manin di Passariano (Codroipo, Udine). BAGLIO: L’ARTE NELL’ETICHETTA L’arte e il vino hanno molto in comune: possono raccontare un territorio e mille emozioni. E questa visione che guida il progetto di restyling delle etichette della linea Monovarietali Bio di Baglio di Pianetto, che l’azienda ha affidato ad Andrea Buglisi, street artist palermitano.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Assaggi preziosi innalzando i calici.
Alla Fortezza Orsini di Sorano domenica 7 e lunedì 8 maggio attesa kermesse sul Ciliegiolo, durante la quale gli ospiti potranno degustare vini di produttori di Maremma, di altre zone della Toscana e d’Italia come Liguria, Marche e Umbria. Un luogo magico sulle colline del paese di tufo. 2 RESTYLING Monteverro, Terra di Monteverro, Tinata 2019 e Chardonnay 2020 – prime annate a certificazione biologica – sfoggiano il nuovo logo. La cantina di Capalbio ha inaugurato il progetto di rivisitazione grafica per creare una sinergia estetica con la filosofia della cantina, tra eleganza e linearità.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.

Un brindisi al vino simbiotico, amico dell’ambiente.
Quest’anno a vincere il premio “Miglior iniziativa sostenibile in ambito produttivo”, consegnato da Vini e Consumi Awards in occasione di Vinitaly 2023, è un vino rosso unico: il Sangiovese DOC Gualdo, il primo vino biosimbiotico tenuto a battesimo da Poderi dal Nespoli. La storica cantina romagnola, ubicata nella Valle del Bidente e parte del più ampio gruppo vinicolo Argea, ha aderito a un progetto di viticoltura sostenibile che esclude l’impiego di sostanze chimiche, ma che nutre il suolo e le piante attraverso le micorrize, microrganismi fungini capaci di nutrire il suolo e di creare un ambiente sfavorevole ai patogeni e ai parassiti.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Enologia Sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottiglie – a cura di Riccardo Lagorio Azienda Agricola Bigagnoli Bardolino DOC Cosa accomuna Steve Jobs ad Alessio Bigagnoli? A prima vista forse nulla, ma entrambi iniziarono la loro carriera in un garage per coltivare le proprie passioni. Se la notorietà dell’uno è oggi planetaria, il mondo del vino conosce bene la storia del secondo: è partito privo di vigneti, acquisendone uno in comodato d’uso, e senza macchinari. Puntando tutto, sin dall’inizio, sulla bontà del prodotto finale e sull’attraente confezione. Si è inventato anche una comunicazione al passo con i tempi, come il suo mitologico equivalente d’oltreoceano, raccontando minuziosamente il lavoro in vigna e in cantina attraverso gli odierni strumenti tecnologici. Così il suo Bardolino vola, specie all’estero, nelle minime quantità che la limitata quantità di terra coltivata impone.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Wine&TheCity illumina Napoli.
La rassegna ideata da Donatella Bernabò Silorata alla XV edizione: dall’ 8 al 13 maggio decine di appuntamenti nei grandi alberghi e a Chiaia con le migliori cantine campane e italiane. Due fuoricittà: i120 maggio ai Giardini del Fuenti in Costa d’Amalfi e l’8 giugno al Museo di Capua. Fuori programma i128 e il 29 settembre a La Reggia Designer Outlet di Caserta Luciano Pignataro D all’8 al 13 maggio torna a Napoli WineeThecity, la rassegna ideata da Donatella Bernabò Silorata che da 15 anni unisce arte, vino, moda e cultura. Protagonista della rassegna è il vino proveniente dalle migliori cantine italiane abbinato al piacere della scoperta di nuovi itinerari urbani tra siti storici, spazi privati, atelier di artisti e designer, boutique, giardini e carte ilta grande festa mobile che ogni tlttno si conferma tra gli appuntamenti più attesi della primavera napoletana come l’ha definita nel 2017 la Lonely Planet International.

Fonte: Mattino.

Aperitivi e degustazioni sulle spettacolari terrazze dei grandi alberghi.
Wine&Thecity entra nei grandi alberghi di Napoli per accogliere i turisti in arrivo e per condividere roof top e terrazze mozzafiato con tutti i winelover. Si comincia i19 maggio con il “Welcome Wine” di WineeThecity, una novità assoluta: in 11 alberghi, quattro e cinque stelle, WineeThecity, con i sommelier dell’AIS Napoli, darà il benvenuto ai turisti in arrivo con i vini del Consorzio Tutela Vini Vesuvio che oggi riunisce 114 associati. Un’esperienza insolita e inaspettata per i viaggiatori che, appena giunti in città, potranno scoprire e degustare le migliori etichette prodotte dalle uve coltivate lungo le pendici del vulcano più famoso al mondo. Un invito a conoscere i profumi del Piedirosso e del Caprettone, della storia dell’uva Catalanesca e dei sentori del Coda di Volpe. Gli hotel aderenti all’iniziativa sono: Gold Tower Lifestyle, Grand Hotel Oriente, Grand Hotel Parker’s, Hotel Piazza Bellini, Hotel Palazzo Alabardieri, Renaissance Hotel Mediterraneo, Hotel Royal Continental, Santa Chiara Boutique Hotel, Hotel San Francesco al Monte, Decumani Hotel de Charme, Hotel NH Napoli Panorama.

Fonte: Mattino.

Happy Wine a Chiaia tutto il quartiere da bere.
Le giornate del vino Happy Wine a Chiaia tutto il quartiere da bere ›Mercoledì dalle 18 tanta moda, dj set ?Il martedì vino, jazz, le pizze di Civitiello mostre e performance in oltre 60 indirizzi a Galleria Navarra a piazza dei Martiri Luciano Pignataro On solo giorno, un quartiere in festa: mercoledì 10 maggio torna il carosello di degustazioni a Chiaia. A partire dalle ore 18 calici, vini e i sommelier dell’Ais Napoli entreranno in oltre 60 boutique, gioiellerie, showroom di design, gallerie d’arte, bistrot e ristoranti. In ogni indirizzo una cantina e un vino da scoprire: oltre 60 aziende vinicole in campo. Una road map che vedrà coinvolte le principali insegne del quartiere napoletano in un via vai diffuso. La sera prima, martedì 9, a Galleria Navarra con Pizza, vino e Jazz in piazza dei Martiri: una serata in giardino e un percorso enologico inedito etichette provenienti dalla Valpolicella (Le Bignele), dai Colli asolani (Costa vini) e dall’Agro pontino (Casale del Giglio) in abbinamento alle pizze di Davide Civitiello.

Fonte: Mattino.

Debutto al Fuenti in Costa d’Amalfi.
WineeThecity approda per la prima volta in Costa d’Amalfi. Sabato 20 maggio I Giardini del Fuenti ospitano l’evento SentieriDivini: un suggestivo percorso di scoperta e degustazione, tra storia e natura, architettura contemporanea e alta cucina. I Giardini del Fuenti, lungo la celebre statale amalfitana, tra Vietri e Cetara, sono un progetto importante di recupero e riqualificazione di un sito a lungo negato, un esempio virtuoso di rivalorizzazione del territorio con elegante beach club, spiaggia privata, ristorante a mare e ristorante fine dining. L’evento SentieridiVini rientra nel calendario di appuntamenti OFFCity della 15esima edizione di WineeThecity,Dalle ore 18, I Giardini del Fuenti diventeranno il set speciale di un inedito walk around tasting in un saliscendi di percorsi, pergolati, scale e giardini di limoni, una piccola vigna di Fiano, erbe aromatiche e agapanti in fiore.
Fonte: Mattino.

A Vinitaly vendemmia d’arte e cultura.
L’aspetto nuovo, frequentando l’ultima edizione di Vinitaly, è la diffusa propensione all’arte e alla cultura, che si riscontrava visivamente negli stand e nella formula degli eventi proposti per promuovere denominazioni e territori. La formula assonante con la cultura è quella del festival, a partire da `Co(u)lturá , il primo Festival della letteratura del vino, voluto da Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio Conegliano Valdobbiadene docg – territorio del Prosecco – dove già nella sua cantina è stato creato il Parco della Filandetta, una `Art e Wine Farm’, disseminando opere d’arte contemporanea tra vigne e cantina. Un percorso di cui le famose cantine piemontesi Ceretto e Michele Chiarlo sono state tra i pionieri con le installazioni di arte contemporanea in vigna
Fonte: Prima Comunicazione.

«Tarquinia crescerà grazie ai fondi del Pnrr e al turismo».
La capitale degli Etruschi. Parla il sindaco Giulivi: stimiamo un +30% di arrivi. A settembre l’avvio dei cantieri legati ai 15 milioni previsti dal Pnrr Tra i progetti in cantiere, quello della costruzione di un porto turistico da 700 posti barca Andrea Marini a capitale degli Etruschi cambia pelle. Con i progetti legati ai 15 milioni del Pnrr, ma non solo: in cantiere c’è il nuovo porto turistico e la ristrutturazione e il rilando della parte medioevale e di quella rinascimentale della città. Per Tarquinia l’obiettivo è attrarre sempre più visitatori, intercettando segmenti di quel flusso di turisti che al momento resta quasi tutto circoscritto a Roma. Già nel periodo del Covid, complici le paure per i viaggi all’estero, la città in provincia di Viterbo ha beneficiato della riscoperta del turismo di prossimità, proveniente soprattutto dalla capitale, con cui c’è un legame storico risalente fino ai re etruschi di Roma.

Fonte: Sole 24 Ore Centro.

Uno spumante dal gusto pieno, asciutto e fruttato.
giusto pieno, asprigno, che colpisce per il gioco che intraprende con la salivazione, stimolandola con un leggero retrogusto amarognolo. Le corde di questo spumante vibrano infatti di una decisa vena citrina che innerva il sorso, asciutto e fruttato, e così disinvolto, da essere, a tratti, pericoloso. L’olfatto, dal canto suo, evoca fiori di campo e frutta a polpa bianca, parlando dell’anima più agreste e rustica della Durella, di cui è fatto, vitigno autoctono dei Monti Lessini ubicato di preferenza a cavallo tra le province di Verona, di Vicenza e di Trento, e della Garganega. Una annotazione storica che ben dà l’idea di questa uva che nel ‘500 si chiamava Duràsena e che generava il vino bevuto da due protagonisti dell’Historia poi ritrovata di due nobili amanti, raccontata da Luigi da Port.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Cinquanta produttori a ‘Vino crudo’ «Obiettivo bere bene e con calma».
Appuntamento in programma il 27 maggio al cortile del Leccio. La giornata comincia alle 11 e termina alle 21 «Storie e competenze a disposizione degli appassionati per apprezzare il metodo biologico e il biodinamico». «Accoglieremo quanti verranno sotto il grande albero e con loro compiremo questo viaggio» di Stefano Luppi A Modena, a maggio, il vino è protagonista sia su ampia scala con un evento per migliaia di persone (oggi e domani, ‘Modena WineFood Valley’), sia per ‘consumo’ slow prendendosi i propri tempi e compiendo così un vero e proprio viaggio nella storia di questo nettare e nella passione di chi lo produce secondo le antiche tecniche naturali. Quest’ultimo metodo di avvicinarsi alla viticoltura è quello che tutti potranno provare il 27 maggio a ‘Vino Crudo’, previsto al cortile del Leccio di via Selmi 67.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Bomporto, a Villa Cavazza vini e degustazioni Torna ‘Terre di Vite’.
Domani e domenica nella secentesca Villa Cavazza di Solara di Bomporto viene ospitata la undicesima edizione di «Terre di Vite», evento patrocinato dal Comune di Bomporto e promosso dalla sommelier Barbara Brandoli, ideatrice e anima della manifestazione. Qui, nella zona di produzione del Lambrusco di Sorbara si tiene questo appuntamento unico nel suo genere, che anche l’anno scorso ha richiamato oltre 2000 visitatori. La manifestazione propone due giorni di assaggi di ottimi vini provenienti da circa 120 piccole cantine artigianali da tutta Italia e non solo, presente anche la vicina Slovenia. Saranno 22 i vignaioli emiliano romagnoli, tra i quali 6 cantine modenesi minori. «Terre di Vite» vuole raccontarne la storia e valorizzarne la proposta, abbinando la degustazione di questi vini con il piacere di ricercati e originali prodotti gastronomici sempre nell’ottica della sostenibilità e naturalità.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

«Bene procedere alla selezione dei vigneti eroici. Punteggi differenziati nei bandi per chi coltiva».
II consigliere Natale propone l’inserimento dei terrazzamenti nel registro dei paesaggi rurali. «Accogliamo con soddisfazione l’individuazione dei primi vigneti storici ed eroici, un’iniziativa che il gruppo del Partito democratico aveva portato in consiglio regionale ormai due anni fa. Ora è necessario che Regione Liguria si attivi per informare di questa opportunità tutti gli operatori agricoli della regione e che per questa fattispecie siano previsti punteggi più elevati all’interno dei bandi, a partire dal piano di sviluppo rurale». Non finisce l’impegno del consigliere regionale dem Davide Natale primo firmatario della proposta nel 2021 – per la tutela dei vigneti storici ed eroici: il nuovo step è la sollecitazione di due ordini del giorno, già approvati all’unanimità.

Fonte: Nazione La Spezia.

«Riconoscimento ai vigneti, coinvolgiamo gli agricoltori».
«Attendiamo l’applicazione di altri due ordini del giorno che possono far ripartire l’attività di coltivazione e la partecipazione ai bandi». «Accogliamo con soddisfazione l’individuazione dei primi vigneti storici ed eroici, un’iniziativa che il gruppo del Partito Democratico aveva portato in consiglio regionale ormai due anni fa. Ora è necessario che Regione Liguria si attivi per informare di questa opportunità tutti gli agricoltori e che siano previsti punteggi più elevati all’interno dei bandi, a partire dal Piano di sviluppo rurale». Davide Natale, consigliere regionale del Pd, già primo firmatario della proposta nel 2021, commenta così l’iniziativa della Regione Liguria che ha riconosciuti undici vigneti eroici fra Cinque Terre e Riviera spezzina: Vernazza, Levanto, Monterosso, Riomaggiore, Bolano e Bonassola, spezzino è anche l’unico vigneto storico finora certificato sulle colline di Campiglia.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

“Argegno DiVino” preparailbis Ci saranno cinquanta produttori.
L’appuntamento Nella giornata di sabato l’iniziativa dei locali “La P’osteria” e “Bistrò” Ecco il programma L’enogastronomia sarà per residenti e turisti la protagonista di questo primo sabato di maggio (dalle 11 alle 19) attraverso la seconda edizione di “Argegno DiVino – Wine Experience”, promossa sul Lungo Telo, all’ombra del Ponte Vecchio, da “La P’osteria” e dal “Bistrò”, che fanno capo a Niccolò Civelli, con la cucina affidata a Barbara Burzio. L’obiettivo dichiarato è almeno raddoppiare le quasi 200 presenze della prima edizione, promossa in via sperimentale lo scorso anno. E le premesse ci sono tutte, considerato che ad Argegno sono attesi cinquanta produttori in rappresentanza di etichette da tutta Italia, dalla Lombardia (a fare gli onori di casa il Consorzio Igt “Terre Lariane” e l’immancabile Valtellina) alla Toscana, passando per il Piemonte, la Campania e la Sicilia.

Fonte: Provincia Como.

Lambrusco a palazzo Ecco dove parcheggiare.
Per “Lambrusco a Palazzo” che si svolge nel weekend nel Complesso abbaziale, in concomitanza con il mercatino “Amarcord” ormai tradizionale in centro storico nella prima domenica del mese, l’amministrazione ha introdotto alcuni temporanei divieti di sosta. Si prevede, infatti, un notevole afflusso di visitatori, provenienti anche dalle province vicine, intenzionati ad assaggiare le tante varietà di bollicine proposte dalle 50 cantine che espongono i loro prodotti. Per favorire il parcheggio degli organizzatori ed espositori il Comune ha deliberato il divieto di sosta con rimozione forzata, nel parcheggio della biblioteca in via Dugoni e nei 5 posteggi antistanti l’ingresso della scuola di musica in via Dugoni n.5 dalle 7 di venerdì 5 maggio alle 13 di lunedì 8.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Con “Il sabato del vignaiolo” si gustano i calici della Fivi.
Domani alla tenuta Frecciarossa di Casteggio degustazione con i produttori «Venite a scoprire il lavoro in vigna». Alla prima edizione l0mila persone per gli appassionati di vino, arriva un appuntamento imperdibile in Oltrepo Pavese. Domani torna infatti l’atteso “Sabato del Vignaiolo”, l’evento diffuso su scala nazionale organizzato dalle Delegazioni locali della FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti per raccontare al pubblico e agli appassionati le realtà territoriali degli oltre 1.500 soci. Per quanto concerne il nostro territorio, “Il Sabato del Vignaiolo” si terrà alla tenuta Frecciarossa di Casteggio, dalle 12 alle 20. L’ingresso alla zona adibita alla degustazione dei vini costerà 15 euro, che comprendono una tasca con il calice targati FIVI.

Fonte: Provincia – Pavese.

Tra masterlab e degustazioni Alla conquista dei “winelover”.
II programma La mattinata sarà dedicata agli operatori e alla stampa Nel pomeriggio spazio alla platea degli appassionati Una giornata, tre masterlab, una platea di un centinaio di operatori, l’evento del 15 maggio rappresenta una prima assoluta per il Consorzio di tutela dei vini di Valtellina che mira anche all’originalità della proposta come dimostra la location scelta: la Casa degli artisti di corso Giuseppe Garibaldi, luogo fuori dal circuito classico di presentazioni del vino. In programma nella giornata milanese full day ci saranno masterlab, degustazioni e installazioni immersive aperte al mondo della ristorazione milanese, alla stampa di settore e agli appassionati winelover della città. La mattinata sarà dedicata agli operatori professionali HoReCa e alla stampa vino con tre masterlab.

Fonte: Provincia Sondrio.

Torna la Milano da bere Con i vini di Valtellina – A Milano una Valtellina da bere.
15 maggio Consorzio di tutela protagonista alla Casa degli artisti. «Vogliamo diventare il vino della città» “Racconto” di Gabrielle Gorelli, primo master wine italiano. Focus eccellenze I nostri rossi e i mercati da conquistare A Milano una Valtellina da bere L’iniziativa Lunedì 15 maggio i I Consorzio di tutela sarà protagonista alla Casa degli artisti del capoluogo lombardo «Vogl iamo diventare il vino della città». Gabriele Gorelli, primo master wine italiano, si occuperà del “racconto” I I1 presidente Danilo Drocco: «Siamo pronti ad affrontare tutti i mercati». Valtellina alla conquista di Milano armata di Nebbiolo, bellezza e racconti di uno e dell’altra. Si chiama “Obiettivo Valtellina” l’evento organizzato dal Consorzio di tutela vini per lunedì 15 maggio alla Casa degli artisti del capoluogo lombardo.

Fonte: Provincia Sondrio.

Vigneti dei Moiiferrato Conzanesi d’Australia.
Golosaria AVignale si inaugurano i pannelli con la caratterizzazione geologica \Iigiieti del Monferrato Conzanesi d’Australia. Prende il nome di “Caratterizzazione geologica vigneti del Monferrato casalese” il progetto scientifico promosso dal Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, realizzato dal geologo e sedimentologo Alfredo Frixa nell’ambito del Psr 3.2.1 B 2022 e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. L intervento si pone in continuità con la precedente azione di mappatura delle zone e dei vigneti del Monferrato Casalese, di cui a “I cru di Enogea”, realizzato dal cartografo e divulgatore scientifico Alessandro Masnaghetti.

Fonte: Monferrato.

A Vignale si premiano amici del Grignolino.
Domenica, piazza del Popolo Alessandra Colonna e Claudio Lauretta A Vignale si prem• iano Amici del Grignolino. Saranno Alessandra Colonna, imprenditrice vitivinicola, scrittrice, docente universitaria e titolare dell’Azienda Agricola Colonna, e l’attore e comico Claudio Lauretta i nuovi “Amici” del Grignolino. L’onorificenza verrà consegnata domenica, alle 11,30, in Piazza del Popolo, dalle mani di Paolo Massobrio, patron di Golosaria, a testimonianza dell’impegno, della dedizione, della passione e della creatività profusi nel promuovere e valorizzare reccellenza enologica del territorio. Dopo la pratica legale e un’esperienza imprenditoriale decennale come gestore di un Agriturismo e creatrice di un’azienda di cosmesi naturale, Alessandra Colonna ha dato vita alla”Bridge Partners”, società italiana specializzata in consulenza e formazione nel campo della negoziazione e della comunicazione.

Fonte: Monferrato.

“Cibo e Vino”: due Distretti.
`Cibo e Vino’: due Distretti Interessa Monferrato, Langhe e Roero Un ampio settore L’intera area, su cui ricadono 197 Comuni distribuiti nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, si caratterizza per le produzioni di vini di qualità Docg e Doc per le eccellenze agroalimentari certificate Dop, Igp, Pat. Riconoscimento ufficiale del ‘Distretto del cibo e del vino Langhe – Monferrato’ e del ‘Distretto del cibo del Roero’. Un’ulteriore opportunità di valorizzazione per i Comuni e le realtà economiche che ne fanno parte, dai Consorzi di tutela, alle associazioni di produttori e realtà imprenditoriali, grazie ai quali ci sono produzioni vitivinicole e agroalimentari che hanno reso unici e rinomati a livello internazionale i territori coinvolti. Il nuovo Distretto del Cibo e del Vino Langhe – Monferrato è stato costituito dai due principali Consorzi di tutela del territorio, il Consorzio Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato e il Consorzio per la tutela dell’Asti, da cui è partita l’iniziativa, insieme al Consorzio Tutela Vini d’Acqui, Consorzio Tutela Cardo gobbo Nizza Monferrato, GAL Terre Astigiane nelle Colline patrimonio dell’Umanità soc. coop, Associazione Astesana strada del Vino e del Cibo.

Fonte: Monferrato.

‘GranMonferrato’, tour di 670 Km.
La Strada del Vino tra Casale, Acqui e Ovada E’ nato il progetto per realizzare la Strada del Vino GranMonferrato, un itinerario composto da una eterogeneità paesaggistica e da un numero considerevole di Comuni, che la rende la più ampia strada del vino italiana.L’iniziativa nasce dalla volontà progettuale dei Comuni di Acqui Terme, Casale Monferrato e Ovada, in collaborazione con la Camera di Commercio Alessandria-Asti, per realizzare uno strumento attraverso il quale i territori a vocazione vinicola e le relative produzioni possano essere presentati sotto forma di offerta turistica. La Strada del Vino GranMonferrato tocca diverse aree: l’acquese, il casalese e l’ovadese, lungo un itinerario di 670 km che collega 109 comuni, con oltre 20 varietà di vini tra Docg e Doc.

Fonte: Monferrato.

Un anno complicato.
Vignaioli Piemontesi: «Si può parlare quasi di un miracolo». “Miracolosa” è davvero il termine più appropriato per l’annata 2022 e rispecchia il risultato ottenuto nel novanta per cento dei vigneti piemontesi, considerando l’andamento estremo di temperature e precipitazioni. L’analisi di una annata tra le più complicate e delicate è contenuta nell’annuale pubblicazione “Piemonte Anteprima Vendemmia” curata da Vignaioli Piemontesi e Regione Piemonte in cui vengono analizzati i dati tecnici, le valutazioni e l’andamento economico del comparto. Vignaioli Piemontesi svolge la ricerca dal 1992, raccogliendo i dati regionali delle uve e l’andamento climatico, oltre a coordinare i tecnici viticoli e agronomi. Il 2022 è stato classificato un anno tra «l’ottimo e l’eccellente», nonostante «le criticità climatiche». Un fatturato miliardario La produzione dei 45.823 ettari di vigneto in Piemonte (pari a circa il sette per cento a livello nazionale) è stimata in oltre 2,26 milioni di ettolitri dichiarati (la produzione nazionale è stata di 50,3 milioni) di cui 2,08 milioni di ettolitri Dop (i192 per cento) e 185.000 ettolitri di vino generico.

Fonte: Monferrato.

Un 2022 “miracoloso”.
Vino e condizioni climatiche, il futuro è tutto da scrivere Assessore Protopapa II settore «deve approfondire le conoscenze sui meccanismi fisiologici di adattamento agli stress idrici e termici». Gli interrogativi per il 2023, soprattutto per i vigneti già in sofferenza Scelte forti Programmare, pianificare, pensare al domani e al dopodomani perché l’andamento climatico estremo con cui si è fatto i conti nel 2022 potrebbe ripetersi, e l’inverno è stato decisamente preoccupante. L’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Marco Protopapa, alessandrino, parla di «miracolo viticolo» e invita il settore «ad approfondire le conoscenze sui meccanismi fisiologici di adattamento della vite agli stress idrici e termici. (interrogativo maggiore è sui livelli produttivi dell’anno prossimo, soprattutto per quei vigneti che erano già in sofferenza dalla scorsa stagione.

Fonte: Monferrato.

Vino, ruolo primario.
Arrivato il momento del sorpasso per la produzione di tutto il paese Export Un quarto della produzione italiana è esportata nel grande mercato della Germania. Un’Italia riveste un ruolo di primo piano nel panorama mondiale del vino. Come conferma la storia recente attraverso fonti statistiche nazionali e il rapporto elaborato dall’Area Studi di Mediobanca con un confronto che si ferma, per ragioni tecniche, al 2021, un anno che ha visto il Paese attestarsi come primo produttore mondiale con un quantitativo superiore a 50 milioni di ettolitri, in crescita del per cento sul 2020. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) penalizzata da condizioni climatiche che hanno contratto la produzione del 19 per cento, in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14 per cento). L’Italia è il terzo Paese per consumi di vino, pari a 24,2 milioni di ettolitri; i maggiori fruitori di vino al mondo sono gli Stati Uniti (33,1 milioni), in seconda posizione la Francia con 25,2 milioni.

Fonte: Monferrato.

«Ecco di Distretti del Vino e del Cibo: grande opportunità».
L ‘ Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, guidato da Marco Protopapa, ha riconosciuto ufficialmente nei giorni scorsi, ai sensi dello specifico regolamento regionale numero 4 del 13 novembre 2020, il Distretto del Cibo e del Vino Langhe-Monferrato e il Distretto del Cibo del Roero, dando comunicazione al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste per la loro iscrizione nell’albo nazionale dei Distretti del Cibo. L’assessore ad Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Marco Protopapa, ha sottolineato: II riconoscimento dei due Distretti non può che essere una ulteriore opportunità di valorizzazione per i Consorzi. Altro importante riconoscimento per le colline terrazzate di Langhe, Monferrato e Roero muni e le realtà economiche che ne fanno parte, dai Consorzi di Tutela, alle associazioni di produttori e realtà imprenditoriali, grazie ai quali abbiamo produzioni vitivinicole e agroalimentari che hanno reso unici e rinomati a livello internazionale i territori coinvolti».

Fonte: Idea.

Nasce il Distretto del cibo e del vino Langhe-Monferrato – Nasce il triangolo d’oro del cibo e del vino “Proteggeremo le eccellenze e l’ambiente”.
Quasi 200 comuni nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, 170 milioni di bottiglie di vini e spumanti di prodotti in un anno, oltre 21 mila ettari coltivati, 1450 aziende consorziate, una settantina di strutture di accoglienza turistica e migliaia di aziende agricole. Sono i numeri del Distretto del cibo e del vino Langhe – Monferrato riconosciuto dalla Regione. E’ stato costituito dai due principali Consorzi di tutela del territorio, Asti e Moscato d’Asti Docg e Barbera d’Asti e dei Vini del Monferrato, da cui è partita l’iniziativa. -P. as Entro la fine del mese sarà costituito il Distretto Langhe e Monferrato che coinvolge 200 Comuni tra le province di Alessandria, Asti e Cuneo promosso dai principali consorzi di tutela del territorio, il nuovo ente metterà in rete aziende, imprese agricole e decine di strutture turistiche Nasce triangolo d’oro del cibo e del vino “Proteggeremo le eccellenze e l’ambiente”. Quasi 200 comuni nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, 170 milioni di bottiglie di vini e spumanti di prodotti in un anno, oltre 21 mila ettari coltivati, 1450 aziende consorziate, una settantina di strutture di accoglienza turistica e migliaia di aziende agricole.

Fonte: Stampa Asti.

Quale futuro per il vino? Domani un convegno.
Al Teatro per i 90 anni dell’Antica Cantina. “San Severo città del vino? Quale futuro?” è il tema del convegno in programma domani, alle ore 16.30, nel Foyer del Teatro comunale “Verdi” organizzato dal Comune di San Severo e e dall’Antica Cantina” che, quest’anno, celebra i 90 anni di attività sul territorio. Dopo l’introduzione del sindaco Francesco Miglio, sono previsti gli interventi di Celeste Iacovino (assessore alla cultura del Comune di San Severo), Felice Carrabba (assessore all’agricoltura), Barbara La Gatta (Università di Foggia), Laura De Palma (Università di Foggia), Antonio Stasi (Università di Foggia), Claudio Gori (winemaker), Pasqua Attanasio (presidente Gal Daunia Rurale), Giuseppe Baldassarre (rappresentante regionale Ais), Maria Colangelo (dirigente scolastico Istituto tecnico “Fraccacreta”) e Anna Maria Troiano (dirigente scolastico primo circolo didattico “De Amicis”); i lavori saranno moderati dal giornalista Stefano Zurlo. Un interrogativo di non poco conto, che gli organizzatori intendono analizzare.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Due eventi e 62 etichette il tour promozionale della «Dop Manduria».
Con due eventi e 62 etichette, a Roma e Milano, continua l’impegno di rapida crescita e forte spinta promozionale della Dop Manduria da parte del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. A Roma, presso l’Hotel Paladino, da sabato 6 a lunedì 8 maggio 2023, la Dop Manduria sarà protagonista a Beviamoci Sud, il festival dei grandi vini del sud Italia. A Milano, invece, il Primitivo di Manduria sarà presente da sabato 20 a lunedì 22 maggio 2023 a Best Wine Stars, l’evento- degustazione dedicato a vini e distillati. «Promozione, valorizzazione, tutela della denominazione e del suo territorio collegato. Sono questi i pilastri sui quali si fonda l’intera attività del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria», spiega Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

Fonte: Gazzetta di Taranto.

Borgogna del Chianti Due giorni da scoprire.
Unione Viticoltori: domani e domenica a Panzano Borgogna del Chianti Due giorni da scoprire. I produttori hanno fatto squadra per un prodotto che «tira» sui mercati. Due giorni per conoscere la piccola Borgogna del Chianti Classico. E magari ficcare il naso dietro le quinte, curiosare in cantina nei profumi delle botti e delle barricale, far due chiacchiere con i produttori, dare un’occhiata alle vigne che cominciano a inverdire e fogliare. E assaggiare, certo. Accade domani e domenica dalle 11 alle 18,30 a Panzano, il borgo sul colle che domina la Conca d’Oro, e guarda dall’alto le valli della Greve e della Pesa, e il primo Senese che s’incammina verso Volpaia e Radda, e di là invece Lamole e sotto Vignamaggio. Vivace perché c’è Dario Cecchini, con le sue «cicce» ammantate di poesia e di schiettezza; vivace perché si è ripopolato di artigiani e artisti, di botteghe e delizie. Vivace soprattutto nel mondo del vino, del Gallo Nero.

Fonte: Nazione.

L’ok dalla Regione per la costituzione del Museo del Vino.
La Fondazione avrà sede a Verona Nel pdl anche più tutele per le carni. La Terza commissione del Consiglio regionale del Veneto si è espressa all’ unanimità all’«istituzione delle strade del vino e di altri prodotti tipici del Veneto ed iniziative perla promozione della cultura materiale della vite e del vino e perla valorina7ione della tradizione enologica veneta» e successive modifiche ed integrazioni». Concisamente, il progetto di legge si inserisce in una pluralità di iniziative assunte dalla Regione Veneto che si prefigge l’obiettivo di rendere conoscibile e promuovere sui mercati, nazionali ed internazionali, un aspetto che caratterizza il Veneto, un aspetto non che espressione di una identità culturale e tradizione: la produzione vitivinicola.

Fonte: Arena.

Bollicine e letteratura primo festival del vino.
Domani e domenica al castello di San Salvatore in scena “Coultura Conegliano Valdobbiadene”: incontri con autori e produttori, masterclass e spettacoli Bofficine e letteratura primo festival del vino. Il primo Festival della letteratura del vino si svolgerà domani e domenica 7 maggio al Castello San Salvatore a Susegana. Nasce così “Co(u)Itura Conegliano Valdobbiadene”, festival che sarà aperta al pubblico e darà spazio a incontri con gli autori, banchi d’assaggio con i produttori, masterclass, ma anche spettacoli di video proiezioni e mostre sulle diverse declinazioni del tema enologico. Il program ma è stato realizzato con la collaborazione di Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere. I visitatori e gli appassionati di vino potranno trascorrere un intero fine settimana tra incontri con i nomi più autorevoli dell’enologia italiana come l’agronomo Attilio Scienza e Luigi Moio, presidente dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino; i critici più noti come Daniele Cernilli.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Primavera del Prosecco con Market in chiostro.
Un weekend di degustazioni, beneficenza, visite guidate, spettacoli, intrattenimento e mostra mercato, tra sabato 13 e domenica 14 maggio, con “Conegliano Doc.g Street WineeFood” e “Market in Chiostro”. La tappa di Conegliano della Primavera del Prosecco, che tornerà poi nella città del Cima per il Gran galà finale nel primo fine settimana di luglio, porterà in via XX Settembre dieci casette per 20 cantine. Dalle 14 alle 23 di sabato e dalle 10 alle 23 di domenica prossimi i visitatori potranno degustare (con sommelier Fisar) il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Docg e del Colli di Conegliano Docg, oltre agli altri vini del territorio. L’organizzazione dei due eventi paralleli partita dall’assessorato al turismo e manifestazioni vede come partner la Pro Loco Conegliano, l’associazione “Club Serenissima Storico” ed il Comitato Primavera del Prosecco superiore Conegliano Valdobbiadene. Oltre al vino, i visitatori potranno degustare, grazie alla collaborazione con cinque locali del centro, assaggi di cicchetti.

Fonte: Tribuna Treviso.

Continua la voglia di bollicine: grandi classici e novità che rinfrescano la tavola.
Certe volte c’è bisogno di una bollicina allegra e spensierata, che comunque sappia valorizzare il territorio e l’identità dell’Etna. Sono poche bottiglie, per la precisione 3.386, per il Mirantur Spumante Rosè Brut dell’azienda Serafica, ottenuto da uve autoctone di Nerello Cappuccio provenienti dai vigneti situati a 900 metri sul livello del mare, su terreni ovviamente di origine vulcanica. Metodo Charmat lungo ottenuto con la tecnica del saignée, è un vino che gioca sicuramente le sue carte di bevibilità e immediatezza, ma anche una grande sapidità in grado di renderlo ideale non solo per un aperitivo, ma per abbinamenti con crostacei e piatti di pesce gustosi siciliani. Si tratta di un progetto recente della famiglia Serafica, che dal 1950 si dedica ai terreni aziendali a Nicolosi, sul versante Sud dell’Etna.

Fonte: Identità Golose.

Ritorna anche in Valle Cantine Aperte.
CANTINE APERTE è il più famoso e importante appuntamento che apre le porte a milioni di enoturisti e appassionati per scoprire il mondo e la cultura del vino direttamente nei suoi luoghi di produzione. CANTINE APERTE è il più famoso e importante appuntamento che apre le porte a milioni di enoturisti e appassionati per scoprire il mondo e la cultura del vino direttamente nei suoi luoghi di produzione. “Torniamo come MTV a riproporre un evento dopo il periodo della pandemia nella sua versione originale e nel periodo in cui è storicamente nata” spiega Stefano Celi referente MTV Valle d’Aosta “siamo fiduciosi che la gente apprezzerà lo sforzo ma anche la gioia dei vignerons di aprire le loro cantine, di far degustare il frutto del loro lavoro, vi aspettiamo numerosi”.

Fonte: Valledaostaglocal.it.
Crava: il Museo “La Cantina” apre al pubblico, ogni prima domenica del mese.
Il Museo “La Cantina” di Crava (Rocca de’ Baldi) torna ad aprire le sue porte al pubblico con una serie di giornate dedicate, una ogni prima domenica del mese. La prima apertura dell’allestimento incentrato sulla vita e sulle tradizioni contadine e gestito magistralmente dalla famiglia Pagliano nei locali in centro paese è previsto per domenica 7 maggio. In collaborazione con il castello di Rocca de’ Baldi, è possibile accedere al Museo la mattina, dalle ore 9 a mezzogiorno, e nel pomeriggio, dalle ore 14 alle 18.30.

Fonte: Unione Monregalese.

Il Movimento Turismo del Vino compie trent’anni.
Compie trent’anni il Movimento Turismo del Vino, iniziativa nata nel 1993 da un gruppo di vignaioli e mirata alla divulgazione e cultura del vino. La festa di compleanno prevede un ricco calendario di appuntamenti a partire da “Cantine Aperte”, evento storico del movimento, che quest’anno si svolgerà nel fine settimana del 27 e 28 maggio in tutta Italia. Anche per l’edizione 2023 è in programma “anteprima Cantine Aperte” che vedrà un numero selezionato di influencer specializzati nell’enoturismo visitare e raccontare alcune cantine delle regioni italiane.

Fonte: ANSA.

Vino, sindaco Pantelleria: Zibibbo è nostro, nessuno deve portarcelo via.
“Non è una battaglia per il solo vitigno e vino di Zibibbo ma la difesa di una produzione rinomata che identifica Pantelleria nel mondo. Delocalizzare lo Zibibbo vuol dire incentivare un lento declino produttivo, economico, vitale a vantaggio di pochi imprenditori non panteschi. Urge trovare una soluzione intelligente che blocchi la clonazione di un gioiello locale e impedisca la scomparsa di un paesaggio unico”. E’ quanto ha dichiarato Giampietro Comolli, esperto di enologia, agronomia e Distretti, in merito all’allarme lanciato dai viticoltori panteschi sul rischio di clonazione dello Zibibbo nella Doc Sicilia e Igt Terre Siciliane.

Fonte: Askanews.

Vino, il 14 e il 15 maggio a Scansano torna “Rosso Morellino”.
È iniziato il conto alla rovescia per “Rosso Morellino”, l’evento organizzato a Scansano (Grosseto) dal Consorzio di tutela del vino Morellino che, da quest’anno, si svolgerà in due giornate, domenica 14 e lunedì 15 maggio. Il sipario sull’evento che celebra la Denominazione toscana si alzerà all’aeroporto militare Beccarini di Grosseto, dove domenica alle 18 oltre 40 aziende, ognuna con il proprio banco di assaggio, accoglieranno il pubblico per far conoscere le tipicità del Sangiovese della Costa toscana. Alle 21 si terrà il concerto d’esordio del tour 2023 di Joe Bastianich & La Terza Classe. Bastianich è, tra l’altro, anche un produttore di Morellino di Scansano e vive in Maremma con la famiglia da oltre venti anni.

Fonte: Askanews.

Terza commissione: istituzione delle strade del vino e di altri prodotti tipici del Veneto.
La Terza Commissione permanente del Consiglio regionale del Veneto presieduta da Marco Andreoli (Lega-LV), e dalla Vice Presidente Cristina Guarda (EV) nel corso della seduta del 3 maggio si è espressa all’unanimità al Pdl n. 182 di iniziativa dei consiglieri Enrico Corsi (Lega-LV) ed altri “Modifica della legge regionale 7 settembre 2000, n. 17 “Istituzione delle strade del vino e di altri prodotti tipici del Veneto ed iniziative per la promozione della cultura materiale della vite e del vino e per la valorizzazione della tradizione enologica veneta” e successive modifiche ed integrazioni”. Concisamente, il progetto di legge si inserisce in una pluralità di iniziative assunte dalla Regione del Veneto che si prefigge l’obiettivo di rendere conoscibile e promuovere sui mercati, nazionali ed internazionali, un aspetto che caratterizza il Veneto, un aspetto nonché espressione di una identità culturale e tradizione: la produzione vitivinicola.

Fonte: ANSA.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 4 maggio 2023!

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Vinum, edizione da 160 mila degustazioni.
Sono state 160 mila le degustazioni vendute per la 45esima edizione di Vinum, la fiera nazionale dedicata ai grandi vini del Piemonte organizzata dall’Ente Fiera di Alba, in collaborazione con il Comune di Alba e la Giostra delle Cento Torri, che ha visto Alba diventare la più grande enoteca a cielo aperto d’Italia durante i due weekend da sabato 22 a martedì 25 aprile e dal 29 aprile al 1° maggio. Un evento sempre più internazionale, con i primi biglietti online acquistati in Texas e una grande partecipazione di pubblico straniero. Molti i giovani: delle 160 mila degustazioni vendute (oltre il 50% online), più del 60% è stato acquistato da utenti nella fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni, con wine lovers (+10% rispetto al 2022) arrivati ad affollare le strutture ricettive nelle colline di Langhe, Roero e Monferrato da 22 Paesi del mondo oltre che dall’Italia.

Fonte: Italia Oggi.

Académie Internationale de la Gastronomie: Izzo sommelier dell’anno.
Voleva fare il giornalista sportivo, era astemio. Oggi Emanuele Izzo, uno dei fratelli Izzo del ristorante stellato Piazzetta Milù a Castellamare di Stabia, è uno dei sommelier più amati e apprezzati del nostro Sud. Il suo curriculum stellare, corredato da numerosi premi, oggi si arricchisce di un riconoscimento internazionale di grande prestigio. Emanuele Izzo è stato infatti nominato Sommelier dell’Anno 2023 dall’Académie Internationale de la Gastronomie. Da dieci anni delegato Ais perla Penisola sorrentina e Capri, il più giovane al tempo della sua nomina, Emanuele ha selezionato perla cantina del ristorante di famiglia a Castellammare di Stabia i migliori vini da tutto il mondo, da accompagnare alla cucina d’avanguardia del fratello Maicol, con abbinamenti che cambiano anche di giorno in giorno.

Fonte: Mattino.

Il bianco gentile nato a Tramonti è lezione di vite.
Amo i vini di Prisco Apicella perché non strillano, nascono discreti nelle gole di Tramonti lontano dalla confusione della Costa che dissetano. Colle Santa Marina, da uve falanghina, biancolella, ginestra e pepella, mi ha sempre appassionato per un protocollo semplice, acciaio e una punta di tonneaux dopo la fermentazione per esprimere fiori di ginestra e frutta a pasta bianca matura prima di avviarsi ad una evoluzione belle e appagante, lunga e vibrante. Un bianco rivelazione della Costiera, amico della cucina.

Fonte: Mattino.

Beviamoci Sud marcia su Roma.
Dal 6 all’8 all’Hotel Palatino di Roma torna la fortunata kermesse dedicata ai vini del Sud, la nuova frontiera La Campania presente con i suoi consorzi. Premiati i ristoratori italiani che hanno il Mezzogiorno in carta. La diversità del Sud in un solo colpo per tre giorni. Torna la fortunata rassegna Beviamoci Sud che ha lo scopo di diffondere e valorizzare la grande qualità enologica, storica e culturale dei molteplici e diversi territori votati del Sud d’Italia. Tante e importanti le novità di questa nuova edizione: la prima riguarda l’estensione della manifestazione anche alla giornata di lunedì 8 maggio, che dedicheremo agli operatori Ho.Re.Ca e alla stampa specializzata; la seconda riguarda la consegna, lunedì 8 maggio alle ore 14, del premio di grande qualità, le “Eccellenze di Beviamoci Sud 2023”, che verrà riconosciuto alle etichette di maggior pregio prodotte dalle aziende espositrici, selezionate grazie alla valutazione di una giuria tecnica di assoluto livello.

Fonte: Mattino.

Al via l’edizione 2023 della rassegna Degustazione dei vini da agricoltura biologica di Legambiente.
Il tradizionale evento dedicato ai migliori vini da agricoltura biologica e biodinamica d’Italia sta per tornare. Per il trentunesimo anno, Legambiente dà appuntamento a Rispescia (Gr), nella storica sede in cui ogni anno trova casa Festambiente – manifestazione nazionale dell’associazione ambientalista – per la rassegna degustazione nazionale dei vini da agricoltura biologica e biodinamica. Occasione prestigiosa finalizzata a mettere al centro le produzioni biologiche e biodinamiche dello Stivale, la rassegna degustazione tornerà ad accendere i riflettori sulla necessaria e irrimandabile transizione ecologica del settore agricolo, strategica per il futuro dell’intero Paese. In Campania nel 2021 sono 2671 ettari di superficie di vite biologica con un aumento del 29,5% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi dieci anni, le produzioni di vini biologici sono cresciute del 110% in Italia e il trend non sembra registrare battute d’arresto, tanto che un italiano su due, stando ai dati di Nomisma-Wine Monitor, predilige i vini bio rispetto a quelli tradizionali.

Fonte: Il Golfo.

Degustazioni ed eventi: Bolano scommette sul vino.
Tradizione legata al Vermentino con una produzione di 70 mila bottiglie all’anno Si comincia sabato con passeggiata nel borgo e assaggio dell’annata 2022 La prima edizione di Vinum in Bolano. Quindici ettari di superficie coltivata avite, una produzione di 70 mila bottiglie all’anno, quattro produttori tra cui la società cooperativa I Castelli, che conta 90 iscritti. Bolano si candida ad essere una piccola capitale del vino, grazie a una produzione certificata che conquista sempre più estimatori. Due gli appuntamenti dedicati al vino che verranno organizzati nelle prossime settimane per far conoscere la produzione vitivinicola locale, con la sua tradizione, incentrata soprattutto su Vermentino. Sabato 6 maggio in programma una camminata con degustazione tra i vigneti della cooperativa, mentre sabato 3 giugno è in programma la seconda edizione di Vinum in Bolano, con 16 tra le migliori cantine del territorio che troveranno spazio nel centro storico per degustazioni e abbinamenti con i piatti della cucina locale.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Riviera, undici vigneti eroici riconosciuti dalla Regione.
La Regione Liguria riconosce undici vigneti eroici e uno storico fra Cinque Terre e Riviera spezzina. È il risultato del primo censimento avviato dal settore politiche agricole e pesca su tutto il territorio ligure. Le attività riconosciute hanno sede fra Monterosso, Vernazza, Riomaggiore, Levanto e Campiglia. Il censimento è stato avviato a seguito della richiesta avanzata nei mesi scorsi dal Consiglio regionale e recepito dalla giunta guidata da Giovanni Toti. Le richieste presentate dalle aziende e dai viticoltori sono state quarantacinque. Ad essere certificati come eroici sono undici vigne dei comuni della Spezia: Vernazza, Levanto, Monterosso, Riomaggiore, Bolano e Bonassola, ed è spezzino anche l’unico vigneto storico finora certificato, sulle colline di Campiglia.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

“Brindisi a Bacco, il vino nell’arte” Appuntamento al museo Lia.
Appuntamento al museo Lia alle 18, per “Un brindisi a Bacco: il simbolismo di vino e di cibo nell’arte / A Toast to Bacchus: Wine and food symbolism in art”. Si tratta del secondo appuntamento con la visita guidata alla collezione in lingua inglese, a cura della storica dell’arte Tara Keny. Al termine della visita ogni volta è associata una degustazione di vino di un viticoltore locale, con i biglietti in vendita a 20 euro (prenotazione necessaria e ancora aperta 0187727220 o museolia.reception@comune.sp.it), che includono entrata al museo, tour in inglese e aperitivo nel giardino o all’interno in caso di pioggia. Il vino è generosamente sponsorizzato da Cantina CheO, ed offerto ad ogni ospite con annessa presentazione del prodotto.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Valcalepio, il ritorno di Rota «Cambieremo, facendo rete».
Dopo 9 anni Medolago Albani lascia la presidenza del Consorzio Tre nuovi eletti nel Cda. L’appello ai giovani: «Attendo nuove idee da voi» I Il neo eletto era già stato leader nel triennio 2011-2014 I due vice sono Plebani e Locatelli aaaaaa? Enrico Rota torna al timone del Consorzio Tutela Valcalepio. Ieri pomeriggio il Cda, composto da 13 consiglieri eletti dall’assemblea dei soci, ha ufficialmente deliberato le cariche per il triennio 2023-2026 puntando anche sui giovani. Dopo nove anni di presidenza nelle mani di Emanuele Medolago Albani, il testimone passa ad Enrico Rota, già alla guida del Consorzio dal 2011 al 2014. «Sono estremamente ottimista circa le prospettive future del nostro lavoro consortile – dichiara il neo eletto presidente -. La situazione nella quale operiamo non è semplice ed è giunto il momento di mettere in atto dei cambiamenti di rotta importanti e decisivi.

Fonte: Eco di Bergamo.

“Lambrusco a Palazzo” ritorna con 50 cantine e specialità locali.
Sabato e domenica c’è la nuova edizione Quattro province unite nella promozione presentazione ieri in Camera di Commercio per “Lambrusco a Palazzo”, l’evento che il 6 e 7 maggio accoglierà nei Chiostri dell’abbazia del Polirone a San Benedetto Po ben 50 cantine provenienti dalle quattro province di produzione: Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia. Presenti Vanessa Morandi, assessore al turismo, insieme a Matteo Battisti, delegato Onav, Gianni Boselli e Federico Patera, rispettivamente presidente e direttore della Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani. Gli interventi si sono focalizzati sulle potenzialità di questo vino, caratterizzato dalle bollicine e da almeno cinquanta sfumature di rosso, tante quante i produttori che partecipano a questa ottava edizione, la prima dopo il Covid. D’accordo anche sull’importanza dell’evento per il territorio che, grazie alla splendida location, mette insieme eccellenze enogastronomiche con eccellenze artistiche, storiche e turistiche.

Fonte: Gazzetta di Mantova.

Il presidente scrive ai soci «Ecco la lista delle criticità» – Terre, il presidente scrive ai soci «Ecco le grane che ho trovato».
A due mesi dall’insediamento il presidente di Terre d’Oltrepo, Callegari, scrive ai 600 soci: «Ecco le grane che ho trovato». Terre, il presidente scrive ai soci «Ecco le grane che ho trovato» Tre le denunce di Callegari spicca una maxi-giacenza di vino in eccedenza: «700mila litri non inseriti nei registri, ne parleremo con la repressione frodi» BRONI Giacenze di vino in eccedenza, organizzazione interna e incarichi da rivedere, ricerca di soluzioni alternative alla costruzione dei due depuratori per le cantine di Broni e Casteggio. Sono queste alcune delle questioni che ha affrontato la nuova dirigenza di Terre d’Oltrepo nei primi due mesi dall’insediamento. A fotografare la situazione attuale della cooperativa oltrepadana è stato il presidente Lorenzo Callegari con una lettera indirizzata ai 600 soci dove illustra le criticità principali e getta le basi per il lavoro futuro, per far uscire la cantina dallo «stato comatoso in cui oggi versa».

Fonte: Provincia – Pavese.

Callegari: «Vogliamo raddoppiare le vendite nel giro di un anno».
«Un atto di trasparenza nei confronti dei soci per spiegare la situazione che abbiamo trovato. Abbiamo le idee chiare su come procedere: se ci lasciano lavorare, con pazienza i risultati arriveranno». Il presidente di Terre d’Oltrepo, Lorenzo Callegari, motiva così la lettera inviata ai 600 produttori per illustrare lo stato dell’arte della cooperativa vinicola: a due mesi dall’insediamento, il nuovo Cda ha deciso di rompere il riserbo, causato dalle tante problematiche riscontrate nella gestione dell’azienda, per illustrare lo stato dell’arte della cooperativa vinicola e i prossimi passi che affronterà nella gestione dell’azienda. «Tra 10-15 giorni nomineremo il nuovo direttore commerciale – annuncia l’ex sindaco di Casteggio -. L’obiettivo che vogliamo provare a raggiungere è quello di raddoppiare le vendite nel giro di un anno. Vogliamo puntare molto di più sull’estero, che ad oggi vale appena il4% del fatturato e riguarda praticamente solo gli Stati Uniti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Lambrusco a Palazzo, eccellenze al Polirone.
Sabato e domenica ben 50 cantine provenienti dalle quattro province di produzione in un contesto di altrettanto valore artistico, storico e turistico. Vini, sapori, cultura e territorio. Sono i quattro pilastri dell’VM edizione di “Lambrusco a Palazzo” che si terrà sabato e domani all’Abbazia di Polirone di San Benedetto Po. Alla manifestazione hanno aderito 50 cantine provenienti dalle 4 province di produzione – Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia — per un totale di 150 vini, interpretazioni del Lambrusco. “Abbiamo una grande aspettativa per questa nuova edizione”, ha ammesso Vanessa Morandi, assessore al Turismo del Comune di San Benedetto Po, “il nostro obiettivo è duplice. Da un lato valorizzare la location che la ospita, una sede ideale perché questo genere di vini nasce proprio nei monasteri. Dall’altro, far conoscere i prodotti gastronomici tipici ai fan della manifestazione che arrivano anche dalle province limitrofe”. Novità di questa edizione l’area Indigeno dedicata ai lambruschi biologici ottenuti dall’azione di lieviti autoctoni spontanei.

Fonte: Voce di Mantova.

Calici di parole’, quei libri dal sapore di vino.
Sette appuntamenti in programma ‘Calici di parole’, quei libri dal sapore di vino «Calici di Parole» è stata presentata nella sede di Confcommercio, si tratta di sette appuntamenti che si terranno nella sede dell’associazione di categoria, per ‘degustare’ libri insieme ai vini locali. «Una nuova iniziativa di promozione culturale ed enogastronomica – ha esordito il direttore Amerigo Varotti – che diventerà annuale. Una rassegna nell’anno che precede Pesaro Capitale Italiana della Cultura, che va onorata con tanti appuntamenti di qualità. Presenteremo ben otto libri di sette autori, e avremo il piacere di degustare tanti ottimi vini grazie alla collaborazione dell’Ais» Convinto il sostegno del Comune di Pesaro: «Un’ottima iniziativa – ha proseguito il vice sindaco Daniele Vimini – in linea con Pesaro Capitale della Cultura. Interessante e stimolante l’abbinamento di libri e vini.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Annate storiche e aste-record cifre da capogiro per il vino. Un Masseto acquistato a 56mila euro è solo l’ultima follia – Il vino come l’oro.
L’etichetta dei record: un Masseto battuto all’asta per 56mila euro L’enologo Paolini: «Un investimento alternativo a Borsa e opere d’arte» di Sara Venchiarutti Il vino può essere un “Rolex nel bicchiere”. Usato per darsi un tono, ricordare il proprio status symbol. Può essere un momento di spensieratezza, un viaggio nel gusto di annate pregiate, senza badare a spese. O un investimento sicuro. Un’alternativa per “congelare” un sacco di soldi in qualcosa che non perderà valore invece che comprare azioni in Borsa o opere d’arte. A questo punto la maggior parte delle persone, abituate a comprare le bottiglie al supermercato o al massimo in qualche enoteca o cantina per bersele a cena, penserà: “e perché mai?”. Beh, la risposta è semplice. I vini, come i gioielli, possono valere nemmeno migliaia, ma centinaia di migliaia di euro. Anche se per i super ricchi durano il tempo di un brindisi. Il record mondiale è stato raggiunto da un vino francese: il Borgogna n. 1 de la Romanée-Conti del 1985 da 6 litri, venduto tre anni fa per 900mila dollari.

Fonte: Tirreno.

Porte apertr al Chianti Anteprima Vino al Vino con 23 cantine.
Nel vino sta la verità, sentenziavano i latini. E sarà il vino a fare da cicerone in un periodo lontano dalle classiche gite fra i vigneti in piena raccolta, per mostrarci le bellezze di Panzano in Chianti. Un lungo filo rosso per due giorni unirà le ventitré cantine coinvolte in Anteprima Vino al Vino che sabato e domenica dalle 11 alle 18,30 aprono i cancelli agli appassionati del Chianti Classico, in un tour in alcuni casi percorribile a piedi, in altri in bicicletta, più facilmente in auto. Tra le novità: verrà inaugurato un nuovo itinerario per gli appassionati di bicicletta e per chi ama fare escursioni a piedi o a cavallo. Per godersi con lentezza un territorio che ha scelto da tempo la via della sostenibilità, tra storia e natura, dimore storiche e il paesaggio incantevole che si incontra lungo il percorso, sono stati tracciati oltre 28 chilometri di ciclabile. In parte su strada asfaltata e in parte sterrata, con percorsi ad anello, sarà possibile attraversare Panzano avventurandosi nelle varie diramazioni che toccano le singole aziende vitivinicole.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Montespertoli è una culla del Chianti.
Una lunga tradizione che risale al XIV e XV secolo ed è legata a vitigni autoctoni Montespertoli è una culla del Chianti Montespertoli è uno dei comuni più visitati della Toscana e il maggior produttore di Chianti Docg a livello mondiale. La sua storia è da sempre legata alla viticoltura e alla produzione divino, sin dall’epoca Etrusca. Ma è tra i114° e i115° secolo che si ebbe un forte impulso della coltivazione della vite da parte delle nobili famiglie della Toscana, quali Guicciardini, Frescobaldi, Acciaroli, Rucellai, Strozzi Barbadori, che acquistarono terreni e costruirono castelli e splendide ville, attratti dall’importanza commerciale del territorio. Un vero e proprio crocevia tra Firenze, Siena e Volterra, che gli conferì, già nell’11° secolo, un primato commerciale come luogo di scambio. Varie le teorie sull’origine del nome Montespertoli.

Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.

Attività in Toscana tra paesaggi, vini e cantine del Chianti.
Degustazione, pranzi e cene tra i paesaggi e i vini della Toscana. La primavera è il momento perfetto per vivere un’esperienza alla scoperta della regione del Chianti. Ecco una lista di attività da fare in coppia o in compagnia di amici nelle cantine toscane. Sedersi tra i filari e degustare i prodotti tipici del Chianti, nel giardino della Tenuta, degusterete molti vini, l’esperienza inizia con una passeggiata nei vigneti della Tenuta Torciano per conoscere la storia del vino di famiglia, Esplorare la Toscana a cavallo consente di scoprire i sentieri di campagna, ammirando vigneti e uliveti a un ritmo rilassato con lo sfondo di colline verdeggianti. Durante la cena-degustazione, imparerete il processo di produzione dei vini della Tenuta Torciano, il galateo del bicchiere e le nozioni tecniche sulle caratteristiche organolettiche, olfattive e sensoriali, un’esperienza pensata per mostrare il meglio di ciò che il Chianti ha da offrire nelle sue diverse declinazioni: la storia, i paesaggi, le tradizioni enogastronomiche e le incomparabili atmosfere.

Fonte: TgTourism.

«La Cantina sociale non può fare la fine del pomodorificio» Il noto politico chiede all’Arsial un incontro urgente per avere spiegazioni chiare.
Una protesta decisa, per evitare che Tarquinia perda un altro simbolo del territorio sia in termini economici sia in termini di opportunità lavorativa. Sandro Vallesi ieri mattina si è incatenato per protesta davanti al cancello della Cantina sociale, situata lungo la strada Porto Clementino a Tarquinia, per spiegare le sue ragioni, che sono poi quelle della città di Tarquinia. Il noto personaggio politico, rappresentante della sinistra locale ed ex presidente dell’Università Agraria, chiede un intervento urgente all’Arsial, per evitare che lo stabilimento, per anni punto di riferimento dei produttori locali, finisca nell’abbandono come l’ex pomodorificio. Vallesi chiede un incontro pubblico affinchè l’Arsial spieghi le ragioni per le quali non ritorna in possesso del bene e non permette ai produttori di Tarquinia di poter lavorare in loco le loro uve.

Fonte: Civonline.

Il 27 e 28 maggio torna Cantine Aperte.
L’attesa iniziativa organizzata dal Movimento Turismo del Vino che quest’anno compie 30 anni, con un nuovo logo e una community. Nel fine settimana del 27 e 28 maggio in tutta Italia torna “Cantine Aperte”, tradizionale appuntamento organizzato dal Movimento Turismo del Vino che quest’anno compie 30anni. Infatti, durante il Vinitaly del 1993, nasceva il Movimento Turismo del Vino, grazie ad un’intuizione, un’idea ambiziosa e lungimirante di un gruppo di vignaioli. Dalla sua fondazione il Movimento si è presto trasformato in una realtà di riferimento in cui tradizione, cultura, divulgazione e passione hanno dato vita a un brand unico e riconosciuto a livello mondiale.

Fonte: Corriere dell’Economia.

Sabato del vignaiolo a Offida: una festa che unisce 62 cantine.
Offida, è tutto pronto per la seconda edizione del ‘Sabato del vignaiolo’, che si terrà quest’anno all’Enoteca regionale e vedrà la partecipazione di 62 cantine marchigiane appartenenti alla FIVI (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti). A partire dalle 10.30 di dopodomani, si apriranno le porte dell’ex convento di San Francesco agli enoturisti e gli appassionati del vino per una intera giornata non stop di assaggi delle piccole cantine partecipanti. Da tutta la regione, infatti, si sono riuniti i produttori di vino artigianali, molti dei quali biologici, che portano avanti la bandiera del rispetto del territorio e del buon bere. “Siamo molto soddisfatti di questa grande partecipazione da parte dei produttori – dice Massimo Palmieri, delegato regionale FIVI – che ci ha sorpreso e ci fa ben sperare nel futuro”. Esprime grande soddisfazione anche l’amministrazione comunale che ha patrocinato l’evento fin da subito.

Fonte: Il Resto del Carlino.

Il Movimento Turismo del Vino compie 30 anni.
Un anno speciale per il Movimento Turismo del Vino che compie 30anni, iniziato nel migliore dei modi e ricco di appuntamenti. A partire dal primo evento storico e irrinunciabile, Cantine Aperte, che quest’anno si svolgerà nel fine settimana del 27 e 28 Maggio in tutta Italia. E proprio un mese prima di Cantine Aperte, durante il Vinitaly del 1993, nasceva il Movimento Turismo del Vino, grazie ad un’intuizione, un’idea ambiziosa e lungimirante di un gruppo di vignaioli. Dalla sua fondazione il Movimento si è presto trasformato in una realtà di riferimento in cui tradizione, cultura, divulgazione e passione hanno dato vita a un brand unico e riconosciuto a livello mondia

Fonte: Foodaffairs.

Come investire in vino grazie ai servizi online.
Investire nel vino è un’idea a cui sempre più persone guardano con interesse, per diverse ragioni. Per le persone ad alto reddito, i vini da collezione possono aiutare a diversificare il portafoglio e ottenere un rendimento a lungo termine. Per i semplici appassionati acquistare un vino pregiato dà emozione: è bello avere tra le mani una bottiglia prestigiosa ed esclusiva, come un Brunello di Montalcino di un’annata ricercata. Ma non bisogna confondere il collezionismo con l’investimento. In entrambi i casi, però, si pone un problema di competenze. Il vino è un prodotto complesso, soggetto anche a mode, fluttuazioni e variabili diverse da quelli dei tradizionali mercati finanziari. Non si può considerarlo un bene rifugio come gli altri: ci vogliono competenze.

Fonte: AziendaBanca.

Ecco perché l’immunologa Viola ce l’ha tanto con il vino.
Tra moglie e marito non mettere il vino. Potrebbe essere questo il segreto del felice matrimonio tra l’immunologa Antonella Viola e il marito chimico Marco Cattalini che, non sazio delle tante interviste rilasciate dalla moglie in questi mesi (“il vino fa male: chi beve ha il cervello più piccolo”), ha anche lui voluto dire la sua in un’intervista al Corriere del Veneto. E “la sua” è praticamente la rinnegazione della dieta mediterranea: “Pratico il digiuno intermittente dal 2016, saltando la cena ogni sera, l’ultimo pasto lo faccio alle 15” ha detto “bevo vino solo in casi eccezionali, perché l’Oms ha dimostrato con studi scientifici che fa male. Chi dice il contrario mente sapendo di mentire”..

Fonte: Gambero Rosso.

Vino: a Roma il 7 e 8 maggio torna ‘Amarone in capitale’.
Dall’Arena al Colosseo, dalle colline della Valpolicella alla cinematografica scalinata di Trinità dei Monti per una due giorni di ‘Vacanze romane’. Torna la seconda edizione di “Amarone in Capitale”, l’evento del Consorzio Vini Valpolicella in programma il 7 e l’8 maggio all’Hotel Hassler, sulla sommità dei 135 gradini emblema dei tempi in cui Roma era considerata la “Hollywood sul Tevere”. “Roma è tra le principali destinazioni italiane dei nostri vini di punta – ha detto il presidente del Consorzio Vini Valpolicella, Christian Marchesini – e in particolare dell’Amarone che, oltre a rappresentare un fil rouge tra Verona e la capitale, riflette la passione consolidata dei romani per il grande Rosso veneto”.

Fonte: ANSA.

Torna “Beviamoci Sud”,tre giorni sui grandi vini meridionali.
Fine settimana nel cuore della Capitale alla scoperta dei nettari del Mezzogiorno. Torna a Roma “Beviamoci Sud “, quinta edizione, dedicata esclusivamente ai grandi vini del Sud Italia, con una rappresentanza anche di vini del Lazio, quale regione ospite. L’iniziativa di Riserva Grande, in collaborazione con Andrea Petrini di Percorsi di Vino e con il giornalista Luciano Pignataro, si svolgerà presso il Grand Hotel Palatino di Roma il 6, 7 e 8 maggio. L’evento, sottolineano gli organizzatori, permetterà ad operatori del settore ed appassionati di degustare tutte le eccellenze vinicole di un territorio culla, da tempi immemori, di grandi vini dalla inconfondibile personalità, intrisi di storia, cultura e territorialità unica al mondo. Mission della manifestazione è diffondere attraverso i banchi di assaggio e valorizzare la grande qualità enoica, storica e culturale dei molteplici e diversi territori vocati del Sud d’Italia.

Fonte: ANSA.

Vini di Vignaioli 2023: Bari si conferma polo d’eccellenza del vino artigianale
Il colpo d’occhio offerto dalla sala del Teatro Kismet di Bari, che ha ospitato l’edizione 2023 di “Vini di Vignaioli” – Puglia è stato certamente il miglior attestato possibile della riuscita della manifestazione e della potenzialità di Bari per tutto il movimento della produzione del vino artigianale, un comparto di grande rilevanza per il settore vitivinicolo italiano. Due giorni intensi (1 e 2 maggio) a giudicare dalla fase di degustazione e vendita, con operatori ed appassionati che hanno letteralmente preso d’assalto le postazioni dei 60 produttori presenti a Bari, in rappresentanza di ben 15 regioni italiane.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.

STAMPA ESTERA

Un estudio medirá el impacto de la’copita’ de vino en la dieta mediterránea.
El catedrático de la Universidad de Navarra Miguel Ángel Martínez estudiará si el consejo que apunta hacia el consumo moderado de alcohol siguiendo el patrón mediterráneo es equiparable al consejo de abstención. Miguel Angel Martínez, catedrático de Medicina Preventiva de la Universidad de Navarra e investigador del CIBEROBN, acaba de ser seleccionado por el Consejo Europeo de Investigación (ERC) como uno de los beneficiarios de sus Advanced Grants, una de las convocatorias de financiación científica europea más prestigiosas y mejor dotadas. «Necesitamos la máxima evidencia científica acerca de los consejos sanitarios sobre el consumo de alcohol y este ensayo puede proporcionárnosla», dice. La subvención, de 2,5 millones de euros, se ha concedido al proyecto UNATI (siglas de University of Navarra Trialists Initiative), cuyo objetivo es aportar evidencias sobre el consumo de alcohol y sus efectos en la salud. «No hay ninguna duda de que, en personas jóvenes, en España, el alcohol está haciendo mucho daño, especialmente a través de un consumo de tipo botellón», señala Martínez. Sin embargo, continúa, en personas mayores con otros patrones de consumo, son necesarios más estudios. «La pregunta relevante surge en personas más mayores si siguen un patrón prudente de bebida», , indica el investigador a través del correo electrónico. «Actualmente hay dos posturas divergentes respecto a los consejos de salud que deben darse a los mayores de so años que mantienen habitualmente un consumo de alcohol moderado (entre una y dos copas al día). Grandes expertos en salud pública defienden que la educación sanitaria para estas personas debería conducirles hacia un patrón mediterráneo de consumo de alcohol, que minimice los riesgos. Pero otras voces, también muy autorizadas, defienden que únicamente se les debería recomendar la abstinencia total. La realidad es que falta evidencia científica de primer nivel para decantarse por una u otra… Lo que se sabe hasta ahora está basado solo en estudios observacionales que pueden tener sesgos o en pequeños ensayos a corto plazo». Esta nueva investigación, dice Martínez, «dará una respuesta basada por primera en un ensayo de gran tamaño aleatorizado y con seguimiento a largo plazo». El estudio, que se llevará a cabo durante los próximos cinco años, comparará en io.000 voluntarios de edades comprendidas entre los so y los 70 años los efectos a largo plazo de dos tipos de consejos diferentes sobre el consumo de alcohol: abstinencia total frente a consumo moderado de alcohol —principalmente vino— en el marco de una alimentación mediterránea.

Fonte: El Mundo.

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