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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 13 aprile 2023!
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Copagri al Vinitaly Assaggi di qualità.
Migliaia di wine lover e di appassionati hanno affollato lo spazio espositive della Copagri alla 55esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati Vinitaly, che è stato teatro di numerose iniziative, senza contare gli incoming con i buyer esteri, i wine tasting, gli showcooking e i numerosi momenti di confronto con i tanti rappresentanti delle istituzioni «che hanno potuto degustare e apprezzare – scrive Copagri in una nota – la grande varietà e qualità dei vini messa in mostra dall’ampia selezione delle cantine associate presenti». Particolare interesse hanno suscitato le degustazioni organizzate dalla Confederazione, così come gli approfondimenti legati ai temi di maggior interesse inerenti al comparto vitivinicolo, quali la certificazione di qualità e sostenibilità, senza dimenticare la consulenza, oggetto di un accordo siglato dalla Copagri con Sef Consulting, che va ad aggiungersi al protocollo siglato nell’ambito della fiera con Dnv e Valoritalia.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Il vino: la grande bellezza Made in italy.
Il vino è sempre più decisivo nella bilancia commerciale del made in Italy. Lo dice l’analisi presentata dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia in occasione della rassegna di enologia che si è tenuta a Verona dal2 al5 aprile, la più importante al mondo del settore. L’industria vinicola è in cima alla classifica delle cosiddette ‘qA” dell’eccellenza italiana – abbigliamento, alimentare, arredamento e automazione – che valgono ogni anno circa 200 miliardi di euro complessivi. Con 7,4 miliardi di esportazioni nette, il prodotto agricolo italiano più richiesto al mondo ha sorpassato altri comparti del lifestyle italiano, desiderato in tutto il mondo, come i gioielli (+6,8 miliardi di euro), la pelletteria (+6,7 miliardi di euro) e l’abbigliamento (+6,4 miliardi di euro). Alla 55a edizione di Vinitaly erano presenti 4.400 espositori di 30 Paesi.
Fonte: Famiglia Cristiana.
Gli esperti: «Va sempre bevuto con moderzione».
Sotto, brindisi della premier Giorgia Meloni, 46 anni, al Vinitaly (al centro nella foto). In basso, un “fuori salone” in una piazza di Verona. Vino e salute è uno dei temi caldi in questo periodo. Tra i dibattiti che hanno animato l’edizione di Vinitaly, quello voluto da Consorzio Valpolicella e Regione Veneto dal titolo Benefici del vino: bevuto con moderazione è salutare, con il medico e rettore veronese Pierfrancesco Nocini e il nutrizionista Giorgio Calabrese, ha fatto riflettere sugli effetti positivi del consumo moderato in un momento difficile, dopo la decisione irlandese di inserire in etichetta i cosiddetti health warnings, le comunicazioni sui rischi per la salute
Fonte: Famiglia Cristiana.
«Il vitigno coltivato da nostro nonno».
II titolare dell’azienda vinicola Patrizio Sartarelli, 68, con la moglie Donatella, 63, seduta, e i figli, Caterina, 40, e Tommaso, 36. Nelle loro terre ai Castelli di Jesi, i Sartarelli producono solo il Verdicchio, che vogliono far conoscere nel mondo anche con un nuovo museo di Francesca Fiocchi – foto Veronatiere-EnneviFoto i 1 Verdicchio è una storia di famiglia per loro. Un bigliettino da visita fortemente identitario, con cui portare in giro per il mondo le Marche e i Castelli di Jesi, un anello carico di storia e sapori genuini. E a ragione, perché un viaggio nelle Marche porta a vedere meraviglie, come scriveva Guido Piovene. Nei Castelli di Jesi il Verdicchio ha trovato il suo habitat migliore, irripetibile altrove con le medesime caratteristiche organolettiche e olfattive.
Fonte: Famiglia Cristiana.
In vino Business.
Nel 2022 l’export di vino Italiano ha raggiunto la cifra record di otto miliardi di euro, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Il re dei mercati esteri si conferma il prosecco: tra gennaio e settembre (gli ultimi dati disponibili nel database Nomisma), le bollicine venete vendute nel mondo ammontavano a 274 milioni di litri, pari ad un incasso di 1,15 miliardi di euro, in crescita rispetto allo stesso periodo l 2021.
Fonte: Forbes Italia Small Giants.
‘Vendemmia verde’, fondi in arrivo.
Regione Indennizzi per rimuovere grappoli non maturi ‘Vendemmia verde’, fondi in arrivo Il programma riguarda solo la nostra provincia alla luce delle difficoltà di vendita di uve nella stagione vitivinicola 2022 Nelle more dell’emanazione della Circolare Agea, sono in corso di approvazione le disposizioni regionali di attuazione della misura della Vendemmia Verde nell’ambito del Piano Nazionale di Sostegno al vino per l’annualità 2023. La misura, tenuto conto della crisi che ha caratterizzato il mercato delle uve da vino nel Sannio nel 2022, sarà rivolta esclusivamente alle Aziende viticole della Provincia di Benevento.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
Il vino Famoso si racconta con i sommerlier di Ais con convegno e assaggi.
Doppio appuntamento questo sabato alla Malatestiana e a Palazzo del Ridotto. Il Famoso, vitigno riscoperto da poco meno di un ventennio e oggi coltivato soprattutto in Romagna e parzialmente nelle Marche, sarà il protagonista di un doppio appuntamento fra cultura e degustazioni in programma in città sabato 15 aprile. La giornata si aprirà con un convegno alle 11, alla Biblioteca Malatestiana, con gli enologi Giancarlo e David Soverchia, Sergio Ragazzini e dei produttori delle zone a maggior diffusione del Famoso, per proseguire dalle 14 a Palazzo del Ridotto con i banchi d’assaggio. A tirare le fila della manifestazione è Ais Romagna (Associazione Italiana Sommelier), in collaborazione con i colleghi marchigiani.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Naso e beva potenti con frutti rossi sempre protagonisti.
Tenuta Calimaia Frescobaldi Vino Nobile di Montepulciano 2019. Naso e beva potenti con frutti rossi sempre protagonisti tenuta Calimaia segna il ritorno dei Frescobaldi a Montepulciano e ripercorre i passi di Lionardo di Niccolò Frescobaldi, che fu sindaco di Montepulciano nel 1390. Adagiata sulle colline tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia, la tenuta si estende per circa 70 ettari in una delle zone storicamente vocate alla produzione del vino nobile di Montepulciano: Cervognano. I vigneti, disposti a corona sul rilievo del Monteliscione, si posizionano a circa 300 metri sono caratterizzati da suoli di origine pliocenica, poveri di materia organica e quindi particolarmente adatti alla coltivazione del sangiovese (in questa zona tradizionalmente chiamato prugnolo gentile).
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Ricerca e cura il Frascati sale sul podio.
Donna Adriana è il secondo vino tra i bianchi d’Italia nella classifica stilata da Milano Finanza Ricerca e cura il Frascati sale sul podio 1985 ‘ 15 Nasce l’azienda C.: • De Paotis a Grottaferrata. Le Barrique riposare glia Cisterna Romana L’azienda a Grottaferrata. a poco meno di 300 metri sul tivetlodet mare, si estenrin su 15 ettari. Frascati, Frascati, Frascati! È la parola d’ordine che da qualche anno attraversa i salotti buoni della cucina d’autore. È la rivincita di un vino relegato per troppi anni nelle cantine del folklore, prima di diventare star a tutto campo
Fonte: Messaggero Cronaca di Roma.
San Benedetto Po “Lambrusco a Palazzo” torna con 180 etichette.
Il 6 e 7 maggio la tradizionale rassegna nei chiostri dei Secolari e di San Simeone Lambrusco a Palazzo”: 6 e 7 maggio 2023, un fine settimana tinto di Lambrusco, dedicato a tutte le sue declinazioni e ai quattro territori da cui nasce, le province di Mantova, Modena, Reggio Emilia e Parma. L’Abbazia di Polirone a San Benedetto Po, complesso monastico datato XI secolo, è già pronta ad accogliere i Lambruschi di eccellenza nei chiostri dei Secolari e di San Simeone, che saranno colorati da 180 etichette del vino con le bollicine, un in(chiostro) rosso effervescente. Dopo tre anni di pausa a causa del Covid, l’edizione del 2023 sarà un vero e proprio inno all’autenticità e alla naturalezza, grazie anche all’area “Indigeno”, allestita nella sala del Capitolo e dedicata all’assaggio di Lambruschi bio, prodotti con lieviti spontanei autoctoni, provenienti dalle quattro province.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Intervista a Giorgio Cotti – Stile liberty e bottiglie dell’800 L’enoteca che ha fatto la storia.
II titolare: «Siamo nazionalisti nelle etichette e abbiamo prodotti col nostro marchio Nei sotterranei c’è una cantina di 500 metri. Tra i nostri clienti Marchesi e Vanoni». Dal 1952, nel quartiere Brera, si trova una delle Enoteche più famose della città – la Cotti di via Solferino 42 – l’unica che può vantare una cantina, proprio sotto il negozio, di circa 500 metri che si estende fino a via San Marco. Il titolare, Giorgio Cotti, ci accoglie nel locale con l’orgoglio e il sorriso di chi custodisce un antico tesoro. La sua famiglia ha rilevato l’enoteca nel ’52, pub dirci qualcosa sulla storia del negozio prima che passasse alla vostra gestione? «L’enoteca è uno dei locali più antichi di Milano, l’arredamento è quello originale del 1906. Prima era una bottiglieria che vendeva vini e alcolici.
Fonte: Libero Quotidiano Milano.
Intanto ripartono le iniziative legate al vino.
L’enogastronomia sta a Sondrio come il trenino rosso del Bernina sta a Tirano. E’ questo l’assunto che sta alla base del (ri)lancio turistico del capoluogo cui sta lavorando l’amministrazione del capoluogo insieme ad altri soggetti, a partire da chi dell’enogastronomia è protagonista. Ed è con questo spirito di collaborazione che anche per quest’anno torna il Valtellina wine festival, il festival diffuso dei vini, nato da un’idea del Consorzio di tutela per condividere l’ospitalità e la convivialità, partito da Chiavenna e che ora raggiunge tutta la Valle con la convinzione, dichiarata, che dentro un bicchiere divino ci sia un concentrato di paesaggio, di natura, di territorio e di bellezza.
Fonte: Provincia Sondrio.
Etichetta in braille Ora anche il vino pensa all’inclusività.
Le aziende enologiche spingono la scoperta del territorio fermano. Il rilancio turistico passa anche attraverso i prodotti enogastronomici. Fra questi una vetrina particolare al Vinitaly per l’azienda biologica Castrum Morisci di Moresco che ha proposto le etichette delle bottiglie di vino in braille per permettere ai non vedenti di ottenere tutte le informazioni normalmente stampate sull’etichetta di una bottiglia di vino. «Le abbiamo adottate quando è nata l’azienda, nel 2016 racconta il titolare della cantina, Luca Renzi, intervenuto all’incontro organizzato dalla Regione sul tema “L’agricoltura sociale nelle Marche”.
Fonte: Corriere Adriatico Fermo.
C’è Wein Tour La produzione vitivinicola in riva al mare.
Alla kermesse anche seminari con gli esperti. Tutto pronto, a Cattolica, per la settimana edizione del “Wein Tour”. Annunciate le date di questa manifestazione enogastronomica, che torna, nella Regina, dal 19 al 21 maggio. Il Wein Tour apre porte dell’estate portando in riva all’Adriatico il meglio della produzione vitivinicola dell’Emilia-Romagna. L’evento di anno in anno cresce in numeri e importanza, confermandosi come riferimento per il settore. Le date della settima edizione, organizzata dal comitato Cuore di Cattolica e Veronica Pontis in collaborazione con l’amministrazione comunale, sono state anticipate giovedì, in anteprima alle associazioni di categoria e agli operatori economici del territorio, riuniti al Palazzo del Turismo, durante l’incontro con l’assessore al Turismo Belluzzi e la dirigente Rufer.
Fonte: Corriere Adriatico Fermo.
«In Ossola la salvezza del Nebbiolo».
L’incontro E il Prunent si conferma il re della tavola nella presentazione del libro di Marzia Pinotti «In Ossola la salvezza del Nebbiolo». L’istituto alberghiero Rosmini ha ospitato, nell’aula di fisica del collegio nei giorni scorsi, la presentazione del libro di Marzia Pinotti “Lungo i sentieri del nebbiolo”, organizzato dalla Condotta Slow food Valle Ossola. Introdotto da Mirella Gentili, presidente Slow food, il filo del racconto si snoda tra quasi mille chilometri che dai fasti del Barolo risale verso le atmosfere dei Nebbiolo di montagna con una scrittura lirica ed incisiva. La terra, gli studi della genetica ed i racconti delle persone che vivono le colline ogni giorno sono nelle pagine di un viaggio che coinvolge anche il Prunent ossolano che da oltre sette secoli viene prodotto e che negli ultimi anni ha saputo evolversi e farsi conoscere in Italia e all’estero in particolare con l’azienda vinicola Garrone.
Fonte: EcoRisveglio.
Piacciono i vini monferrini.
Grande protagonista è stato il grignolino nelle sue diverse declinazioni, dal tradizionale al Riserva Piacciono i vini monferrini Sono i preferiti dei principali buyer di Usa, Asia, Svizzera e Russia. Nuovi contatti raggiunti e mercati aperti per i vigneron monferrini, del Consorzio di Tutela Colline del Monferrato Casalese, reduci dalla 55a Edizione di Vinitaly. Sempre più, i vini cosiddetti di nicchia sono stati tra i più apprezzati rispetto ad un mercato in continua ricerca degli undescovery Made in Italy, owero, degli autoctoni meno noti ad effetto “wow”, quelli che trasferiscono un percepito di esclusività e di autenticità dei sapori, mentre sul Monferrato sta iniziando a muoversi l’interesse internazionale. Non solo di nicchia, ma di super nicchia, ha fatto la sua prima comparsa al Vinitaly il Rubino di Cantavenna doc (75% Barbera, 15% Freisa e 15% Grignolino) che, ad oggi, conta solamente 5 produttori in un areale molto ristretto, con poco più di 10mila bottiglie/anno.
Fonte: Vita Casalese.
Serve manodopera.
Pandemia e guerra hanno complicato la situazione Serve manodopera Vigne: richiesti 20 mila lavoratori Nei vigneti italiani servono almeno 20 mila lavoratori per garantire le operazioni colturali primaverili e la prossima vendemmia. E quanto emerge da una analisi della Coldiretti diffusa in occasione del Vinitaly. “Si tratta di un settore ad elevata intensità di lavoro con operazioni difficilmente meccanizzabili che richiedono manualità e professionalità – spiega il presidente Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco – con un bisogno medio di 80 giornate lavorative, fra coltivazione e vendemmia. Una parte centrale è rappresentata proprio dal lavoro stagionale con picchi di domanda nel periodi della vendemmia che sono sempre stati garantiti grazie a lavoratori provenienti da altri paesi che si fermano in Italia per qualche mese, tornando anno dopo anno con reciproca soddisfazione”.
Fonte: Vita Casalese.
Premi e riconoscimenti a quattro cantine.
Monti Vermentino e vini rossi protagonisti alla 55esima edizione del Vinitaly Monti Quattro cantine montine protagoniste alla 55esima edizione del Vinitaly -Verona e al Premio nazionale Epulae-Pezzi da 90 dell’Enologia italiana, promosso dall’Accademia enogastronomica internazionale, hanno ottenuto 24 premi. La Cantina del Vermentino ne porta a casa otto: quattro, nel 5StarWine-the Book, ai vermentini di diverse annate: Aghiloia (92/100), Funtanaliras (91), Arakena (91) e Balari (90). Altrettanti nel Premio nazionale Epulae dove ottiene due diplomi per i rossi e altrettanti per i vermentini: anfora d’oro per il Funtanaliras (95 /100), anfora platino per Arakena(98,5), anfora platino al Ruè cannonau di Sardegna riserva vendemmia 2017 (98,6), e anfora platino al Galana rosso Colli del Limbara vendemmia 2016 (98,7).
Fonte: Nuova Sardegna.
Wine festival: in alto i calici Quattro giorni di degustazioni II vino protagonista al Garibaldi.
Una nuova manifestazione in pieno centro storico. Presenti oltre cento etichette e 20 cantine L’inaugurazione oggi alle 18. Gli organizzatori: «L’obiettivo è renderlo un appuntamento fisso». In alto i calici. Prato si prepara a una quattro giorni di vino e buon cibo, con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. È questa l’essenza di «Prato Wine Festival», una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da oggi a domenica nello spazio Garibaldi Milleventi. La kermesse è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B.O.R e II Garibaldi Milleventi. Partner dell’iniziativa Prinz Food and Beverage e Fisar, con la collaborazione dei rappresentanti di vini Lorenzo Bellucci e Luciano Bruni, entrambi originari della città.
Fonte: Nazione Prato.
La grandine rovina i vigneti.
Verifiche ai germogli delle viti dopo il maltempo, agricoltura messa a dura prova C’è chi teme una minore produzione di uva e quindi del pregiato vino Doc ? di Stefano BramanH Portoferralo Vigne ed orti dell’ isola alle prese con le verifiche degli effetti negativi dovuti ad una recente forte grandinata, ma anche a delle temperature di aprile inferiori alla media, che possono aver creato problemi ai germogli delle viti. E c’è chi prevede una minore produzione di uva nella futura estate, per cui saranno prodotte meno bottiglie di pregiato vino Doc. Ma ad essere colpite maggiormente sono le colture da ortaggi come è successo alla fattoria didattica “Regali Rurali”, azienda agricola laconese caratterizzata anche dall’allevamento di pecore e gestita dalla dottoressa Sara Esposito e avvenimenti simili sono accaduti un po’in tutto il sud del cosiddetto Scoglio.
Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano
SignatureCollection i “Super Venetian”.
Cantine storiche: Cielo e Terra Dopietta da applausi per la cantina Cielo e Terra che dopo il Prowein a Düsseldorf, ha conquistato anche i buyer internazionali giunti a Vinitaly da tutto il mondo. L’asso nella manica anche in questione caso la nuova collezione di vini “Cielo 1908 Signature Collection”, sei referenze che sanciscono il traguardo di una lunga tradizione fatta di passione, esperienza e amore per il vino. «111908 non è solo l’anno di costituzione dell’azienda, ma rappresenta anche lo spirito di un’epoca di entusiasmo e di speranza dopo la Grande Depressione», ricorda Pierpaolo Cielo vice presidente e responsabile commerciale e marketing.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Il vino si fa in vigna?
Nel bel mezzo di una delle mie letture enoiche mi sono imbattuto in uno degli aneddoti più eloquenti e senza tempo dell’enologia e la viticoltura. Si tratta di un breve scambio di battute fra Andre Mentzelopulous – che acquistò Château Margaux e la portò ad essere la cantina più “importante” al mondo – ed Emile Peynaud – a sua volte, colui che divenne senza tema di smentita l’enologo più famoso della storia. Vi invito a cercare nel web i pensieri, dissertazioni enoiche e gli aforismi legati alla figura di Peynaud, in quanto capaci di sintetizzare un approccio alla viticoltura e al fare vino capace di fondere tecnica in cantina e rispetto in vigna. Concetti che fungevano e possono ancora fungere da riferimento, in quanto Peynaud fu un pioniere della tecnica e della tecnologia di cantina.
Fonte: WineBlogRoll.
Vino e spumante, ma aspettano i saldi.
Italiani popolo che ama brindare. O no? Stando ai dati della gdo la situazione è altalenante: il trend negativo delle vendite di vini e spumanti che ha caratterizzato il 2022, si è prolungato anche nei primi tre mesi del 2023. Ma alcuni segnali farebbero sperare in meglio i produttori. A dirlo è una ricerca dell’istituto Circana (già Iri) presentata al Vinitaly durante la tavola rotonda “Vino e Distribuzione Moderna”.
Fonte: la Repubblica.
Vino: Tenuta Vallocaia, qualità toscana sulla rotta svizzera.
Il pioniere, Jean Bindella, che all’inizio del 1900 con soli due cavalli aveva cominciato a trasportare damigiane e successivamente introdotto il famoso fiasco toscano in Svizzera. E negli anni Ottanta il nipote, l’imprenditore svizzero Rudi Bindella, che ha fondato a Montepulciano Tenuta Vallocaia, celebrando i primi 40 anni di attività a Roma, da Pipero in abbinamento al menu dello chef Ciro Scamardella. Una tappa che guarda al futuro con l’obiettivo di anticipare lo stile enoico del Nobile di Montepulciano che sarà e che ora contempla anche l’accoglienza turistica in una struttura, nella zona di Argiano, poggiata su un poggio della pregiata zona vinicola, quasi come tolda di nave che spazia sull’orizzonte della Val di Chiana. Oggi Tenuta Vallocaia si estende per 175 ettari, di cui 54 sono coltivati a vite con altri 16 dedicati agli oliveti, circa 4mila piante. La produzione vino si limita a circa 32mila bottiglie e il 90% dell’olio extra vergine è richiesto dal mercato svizzero
Fonte: ANSA.
Vino toscano in salute. Dimensione Agricoltura di aprile 2023.
“Abbiamo una tradizione da difendere ma non ci culliamo sugli allori abbondantemente conquistati: i nostri imprenditori del settore, anche con il sostegno della Regione, hanno infatti ampiamente dimostrato una buona capacità di innovazione”. Lo hanno sottolineato Giani e Saccardi al Vinitaly che si è svolto a Verona nei primi giorni di aprile. Un vino toscano che gode di ottima salute e tante aziende soddisfatte, sia per un Vinitaly che ha portato a molti incontri con buyer ed importatori, sia per un settore che sembra davvero ripartito dopo alcuni anni difficili segnati del Covid.
Fonte: Cia Toscana.
Strada del vino: esiste e si trova in Italia ed è anche patrimonio dell’UNESCO.
In Italia c’è una strada del vino, che è anche un sito del patrimonio dell’UNESCO. Un luogo che ha completamente trasformato una regione precedentemente povera. Come si è trasformata in una vera e propria locomotiva economica per il Paese. Strada del vino. Le Dolomiti e le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono due luoghi differenti ma entrambi sono stati riconosciuti dal patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Da un lato, ci sono le pareti sassose e scoscese delle montagne, e dall’altro versanti ripidissimi coltivati a vigneti. Tuttavia, questi due paesaggi distinti, il cui patrimonio è stato riconosciuto dall’Unesco, condividono l’orgoglio delle comunità locali che hanno preservato la storia e la cultura delle zone, dando vita a uno scenario straordinario.
Fonte: Visit Rimini.
Epoca di Vino.
Vieni a scoprire il fascino dell’epoca d’oro delle auto d’epoca e degustare i migliori vini locali all’evento “Epoca di Vino”! Organizzato dal Comitato Turistico di Viserba, questo appuntamento imperdibile si terrà il 22 e 23 aprile 2023 nella suggestiva cornice di piazza Pascoli e lungomare via Dati a Rimini Viserba. Preparati a un weekend di pura passione per le auto d’epoca, con un’esposizione di veicoli d’epoca che ti lascerà senza fiato. Ammirerai splendide auto d’epoca in mostra durante tutta la manifestazione e potrai persino vederle sfrecciare lungo il lungomare di Viserba fino al porto di Rimini, per poi fare ritorno a Viserba per un’esposizione finale. Ma non è tutto! Potrai anche deliziare il tuo palato con degustazioni di vini locali, accompagnate da prelibatezze gastronomiche offerte dagli stand presenti. Sarà un’occasione unica per scoprire le eccellenze enogastronomiche del territorio e lasciarti conquistare dai sapori della tradizione locale.
Fonte: TeleAmbiente.
Il vino in Gdo e un 2023 in salita, tra calo delle vendite, inflazione e aumenti dei listini.
A WineNews, le voci della grande distribuzione e della produzione, due rette che convergono nella costruzione del valore su tutta la filiera. Il ritorno alla normalità dopo due anni di pandemia, ma anche il crollo del potere d’acquisto e il ruolo delle promozioni, nel rapporto tra vino e scaffale. Ne abbiamo parlato con Virgilio Romano, business inside director di Circana, Francesco Scarcelli, responsabile del settore vino, birra e spirits di Coop Italia, Lorenzo Cafissi, responsabile beverage alcolico di Carrefour Italia, Marco Usai di MD, Luca Devigili, business development manager di Banfi, e Mirko Baggio, responsabile vendite Gdo di Villa Sandi.
Fonte: WineNews.
Go Wine alla scoperta dei vini del Friuli Venezia Giulia, 18 aprile 2023 Milano.
Nuova serata di degustazione Go Wine, un omaggio a una regione legata per tradizione a grandi vini bianchi, che nel tempo ha saputo valorizzare anche il comparto dei vini rossi recuperando un importante patrimonio di vitigni autoctoni.
Fonte: Carlo Zucchetti.
Pesaro Wine Festival 2023 torna la Fiera internazionale del vino d’artigianato.
Il calendario degli appuntamenti dedicati al mondo del vino è diventato negli anni una fitta giungla di date tra le quali è difficile programmare una visita. Ci sono fine settimana in cui addirittura gli eventi si accavallano rendendo complicata la scelta. Questo è certamente un bene per tutto il movimento del vino Italiano, ma in questo boom si nasconde anche una quota di inutilità sfruttata dal quelli che approfittato dell’appeal che suscita l’enomondo. Quel fenomeno che cattura quanti si sentano fighi roteando un bicchiere davanti ad un banco di degustazione soltanto per darsi un tono. Nelle giornate di Sabato 15 e Domenica 16 Aprile presso Villa Caprile, storica sede del locale Istituto Tecnico Agrario, saranno oltre 40 gli artigiani del vino (e del cibo) provenienti dall’Italia e dall’estero per rappresentare questa interpretazione della viticoltura.
Fonte: Egnews.it.
Le Donne e il Vino, seconda edizione.
Seconda edizione dell’evento Le Donne e il Vino in programma sabato 15 e domenica 16 aprile dalle 12 alle 20 presso il lussuoso Salone delle Feste dell’Hotel Principe di Piemonte Via Piero Gobetti 15 a Torino. Banchi di degustazione, incontri dedicati al mondo del vino al femminile per conoscere alcune delle più significative esponenti dell’imprenditoria vinicola al femminile. Una trentina di produttrici provenienti da alcune regioni italiane. Un ricco palinsesto che prevede: Sabato e domenica alle 14.30: l’abbinamento perfetto L’abbinamento tra cibo e vino appassiona e divide. Ogni piatto ha il suo vino ideale. E si andrà a scoprirlo con alcune specialità raccontate da Piera Genta.
Fonte: Agenfood.
Vinitaly, il giro d’Italia in dieci vini. Le difficili scelte della redazione e l’imbarazzo della scelta.
Dalla Lombardia alla Sicilia in pochi minuti, passando magari dall’Emilia Romagna, per poi andare in Sardegna. Fantascienza? No, non hanno inventato il teletrasporto. Ma è la piccola magia del Vinitaly, che nei quattro giorni di manifestazioni riesce ad azzerare le distanze, riunendo a Verona oltre 4mila produttori di vino da tutta Italia (e alcuni anche dall’estero). Come abbiamo già avuto modo di dire, il Vinitaly di quest’anno è stato per prima cosa all’insegna degli incontri, dei contatti umani. Una veste un po’ diversa, rispetto alle edizioni pre Covid: quest’anno ci sono stati molti più incontri produttivi per le aziende e meno tempo perso a versare bicchieri di vino a semplici curiosi. A Vinitaly c’eravamo anche noi, con una bella squadra: Raffaele Foglia, Chiara Mattiello, Annalisa Cavaleri, Stefania Oggioni, Amelia De Francesco, Fosca Tortorelli, Maurizio Trezzi, Marilena Lualdi e Salvo Ognibene. E se è vero che è stato il Vinitaly delle persone (leggi qui), di certo non possiamo mettere in secondo piano i vini. Ed ecco i nostri dieci migliori assaggi.
Fonte: Identità Golose.
Viaggio nelle cantine E il finale è con gli chef.
Nato con l’obiettivo di soddisfare le esigenze degli enoturisti e dei gourmet di tutto il mondo, in ciascuno dei sette giorni di Vinum verrà riproposto Vi¬numInCantina-Food-&Wi¬¬ne Experience, con la possibilità di visitare alcune tra le più importanti cantine di Langhe, Roero e Mon¬ferrato, selezionate da grandissimi chef che, al termine del tour, prepareranno uno speciale aperitivo abbinato al vino dell’azienda ospitante. L’esperienza è completa di un servizio navetta “andata e ri¬torno” da Alba, con partenza in piazza Medford alle 16 e ritorno alle 19.
Il calendario prevede sabato 22 aprile la “green experience” (il progetto targato Col-di¬retti Cuneo che mira a diffondere una viticoltura orientata alla qualità sempre più sostenibile e globale) con l’abbinamento tra la cantina Rocca Gio¬vanni e lo chef Alessandro Mec¬ca, domenica 23 aprile l’ac¬coppiata tra Marchesi di Ba¬rolo e lo chef Raffaele Len¬zi, lunedì 24 aprile l’“esperienza verde” con lo chef Mi¬chele Minchillo presso Cà del Baio, martedì 25 aprile lo chef Flavio Costa presso Te¬nuta Carretta, sabato 29 aprile la “green experience” pres¬so l’Azienda Piazzo Com¬m. Armando con lo chef Eu¬genio Boer, domenica 30 a¬prile lo chef Paolo Griffa presso la cantina Cecilia Mon¬te e lunedì 1° maggio lo chef Luigi Taglienti presso la cantina Cor¬dero di Monte¬ze¬molo.
Fonte: IdeaWebTv.
Abc della Cantina ad Alba Avanguardia enologica.
Vent’anni di professionalità sono un orgoglio e per Marco Culasso e Carlo Ardino, titolari di Abc della Cantina con sede ad Alba, non rappresentano un punto di arrivo, piuttosto uno stimolo a guaradre con entusiasmo al domani. «Evolverci è parte del nostro Dna. Lo testimoniano i nostri ampliamenti in termine di spazi e sedi, così come una crescita anche nel numero di collaboratori: dagli iniziali quattro, oggi siamo a ben dieci addetti. Nel tempo sono tanti i grazie doverosi come quello a Marco Biglino che tuttora ci supporta e quello a Sara Giacosa che segue la parte amministrativa e contabile».
Fonte: IdeaWebTv.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 12 aprile 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
La Bat al Salone del Mobile di Milano «illumina» la qualità del design.
Qualità dei materiali, la cura dei dettagli, l’originalità del disegno e delle forme ne fanno eccellenze a livello mondiale La Bat al Salone del Mobile di Milano «illumina» la qualità del design. A Milano è già tutto pronto per ospitare la 61^ edizione del Salone del Mobile, evento in programma dal 18 al 23 aprile e da partecipazione che qualcuno definisce addirittura “mostruosa” per l’entità dei flussi turistici che registra. E, mentre Federlegno Arredo, l’associazione degli operatori del settore che organizza la manifestazione, aggiorna continuamente il calendario degli eventi in programma, come quelli del “fuori salone” che coinvolge tutta la città con milioni di partecipanti.
Fonte: Gazzetta della Bat.
Cantina di Santa Croce premiata in Belgio.
Al “Concours Mondial de Bruxelles” due medaglie per la cooperativa carpigiana Nuovi riconoscimenti internazionali per la Cantina di Santa Croce di Carpi, che si conferma eccellenza del territorio nazionale, ma anche internazionale. La cooperativa, aderente a Confcooperative Terre d’Emilia, ha piazzato due prodotti nella 5StarWines, la guida internazionale presentata al recente Vinitaly di Verona e contenente l’elenco dei vini ai quali una giuria di professionisti provenienti da tutto il mondo ha assegnato un punteggio di almeno 90 su 100. Ha ricevuto 91 punti il Lambrusco di Sorbara dop frizzante 2022, mentre 90 punti sono andati al Lambrusco Salamino di Santa Croce dop frizzante vino biologico Il Primo 2022.
Fonte: Gazzetta di Modena.
Vinitaly, anche birra e olio per promuovere l’Irpinia.
Non cessano gli echi dalla savana del Vinitaly. Non solo vino per l’Irpinia che con il Consorzio di Tutela ed 1 suoi 109 Iscritti (più altri nomi di rilevo come Quintodecimo di Luigi Molo e Laura Di Marzio, Terredora di Paolo e Mastroberardino di Atripalda, comunque presente nella collettiva delle Camere di Commercio Irpinia-Sannio) non è stato l’unico protagonista di un agroalimentare di razza A brindare infatti al successo nel segna. soprattutto pittoreco che non a caso i ministri Sangiullano e Lollobrigida hanno voluto rimarcare con l’esposizione nel padiglione Mipaff di due capolavori della pittura mondiale: il Bacco di Michelangelo Merisi/Caravagglo e quello di Guido Reni, anche altre eccellenze quali olio evo, birre e sidri, finiti sotto I riflettori del SoleAgrifood, «l’altro» salone, palcoscenico di quel made in Italy.
Fonte: Mattino Avellino.
La Cantina di Santa Croce piazza due Lambruschi stellati.
II Sorbara dop e il Salamino sono entrati nella 5SStarWines, la guida internazionale presentata a Vinitaly Nuovi riconoscimenti internazionali per la Cantina di Santa Croce di Carpi (aderente a Confcooperative Terre d’Emilia). La cooperativa ha infatti piazzato due prodotti nella 5StarWines, la guida internazionale presentata al recente Vinitaly di Verona e contenente l’elenco dei vini ai quali una giuria di professionisti provenienti da tutto il mondo ha assegnato un punteggio di almeno 90 su 100. Nello specifico, ha ricevuto 91 punti il Lambrusco di Sorbara dop frizzante 2022, mentre 90 punti sono andati al Lambrusco Salamino di Santa Croce dop frizzante vino biologico II Primo 2022.
Fonte: Resto del Carlino Modena.
La secessione dello Zibibbo.
Il sindaco dell’isola, Campo, contro la Doc Sicilia. Comolli (Ovse): va imitato il Prosecco La secessione dello Zibibbo Pantelleria: nostro il vitigno a tutela Unesco. Ora la docg. L’hanno fatto in modo che lo Zibibbo possa essere commercializzato senza limiti anche fuori da Pantelleria: la denominazione Sicilia Doc lo ha fatto suo. Ma noi vogliamo riappropriarci dell’identità dell’isola che da secoli è legata a questo particolare vitigno: lo Zibibbo dal 2014 è un patrimonio tutelato dall’Unesco come pratica agricola, che ha nella vite il suo bene materiale»: non usa mezzi termini Vincenzo Campo, sindaco di Pantelleria, nello spiegare a ItaliaOggi quanto accade attorno al vitigno della piccola isola.
Fonte: Italia Oggi.
Partnership commerciale tra Maison Burtin.
Azienda vitivinicola di proprietà del gruppo Lanson-Bcc , con sede a Épernay, in Champagne, e Le Tenute del Leone Alato ramo vino di Genagricola società di Generali Assicurazioni. La maison di champagne è la prima azienda estera a entrare nel portfolio del gruppo che gestisce in proprio già cinque tenute (Torre Rosazza in Friuli, Costa Arènte in Valpantena di Valpolicella, Bricco dei Guazzi in Piemonte, Tenuta Sant’Anna e V8+ in Veneto). Presentate nel 2021, le Tenute del Leone Alato avevano in fatturato di 15 milioni di euro, un terzo di Genagricola.
Fonte: Italia Oggi.
Conclusa l’acquisizione di Cantina Zaccagnini.
La cantina con sede a Bolognano (Ps), da parte di Argea dopo aver raggiunto l’accordo ad ottobre scorso. Marcello Zaccagnini investirà nel progetto di Argea con una partecipazione azionaria. L’operazione fa parte del consolidamento nel settore vinicolo da parte di Argea, gruppo del Fondo Clessidra con partecipazioni di Mondodelvino e Botter. Nel 2021 Cantina Zaccagnini ha fatturato circa 27 milioni di euro, l’80% del quale derivante dall’export.
Fonte: Italia Oggi.
Citra festeggia i 50 anni.
La realtà abruzzese che raggruppa nove cantine della provincia di Chieti, produce 22 milioni di bottiglie di cui il 60% destinate all’estero. Si avvale della collaborazione di Riccardo Cotarella, ha effettuato la zonazione dei vigneti e applica viticoltura di precisione. Il packaging è affidato a Mario Di Paolo. A Vintaly, Citra ha ricevuto il Premio Speciale Tecnologia e Innovazione per «Ortense, Bag in Box d’Autore», e la medaglia di bronzo al concorso tra i vini bianchi per «Laus Vitae», edizione speciale del 50esimo. In Italia i128% dei consumatori sceglie Prosecco in base alla presenza di caratteristiche green come l’essere bio e il marchio di sostenibilità. L’interesse sale al 32% in Germania, 36% in Svezia e 40% negli Usa.
Fonte: Italia Oggi.
Il tesoro nascosto.
Genetica per salvare le viti. Salumi ai raggiX Il tesoro nascosto Super alimenti dal siero di bufala. Le proteine del siero di caseificazione di bufala idrolizzate da utilizzare in prodotti alimentari innovativi. Ma anche shelf life dei salumi, genetica per migliorare la vite e alimentazione di precisione dei bovini. Sono alcune delle otto tesi di laurea, su 158 analizzate, premiate da Legacoop Agroalimentare con duemila euro ciascuna in una cerimonia alla presenza del sottosegretario all’agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra. 41 livello della ricerca italiana è molto alto e non è un caso che alcuni di questi neolaureati siano già collocati al lavoro», spiega a ItaliaOggi il presidente dei Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti.
Fonte: Italia Oggi.
L’Ue impone bottiglie scadenti ai vini di pregio.
Se passa l’obbligo al riuso degli imballaggi saranno vietati i vetri spessi. A discapito dei nostri migliori rossi. Inutile girarci attorno Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega al Green deal al Farm to Fork, la declinazione agroalimentare del programma verde, ha deciso che l’agricoltura in Europa è incompatibile con l’ambiente. L’ultima trovata è la bottiglia comunista: riusabile e uguale per tutti. La dichiarazione di guerra a stalle e campi è stata pronunciata da Maria Pilar Aguar Fernandez che a Bruxelles è a capo della direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare che ha sancito: «Il sistema produttivo agricolo e agroalimentare europeo non é più sostenibile né da un punto di vista economico e sociale, né sotto una prospettiva ambientale».
Fonte: La Verita’.
Mps pronta a vendere le tenute del Chianti.
Mps va avanti nell’esecuzione del piano industriale e degli impegni presi con la DgComp da parte dello Stato Italiano. Il passo avanti sono le trattative, avviate, per la cessione dell’azienda agricola Mps Tenimenti Poggio Bonelli e Chigi Saracini. È il collegio sindacale della banca, nella relazione predisposta per l’assemblea e consultata da Radiocor, a dare conto delle «interlocuzioni per la possibile cessione». Le tenute Poggio Bonelli a Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, nella zona del Chianti Classico senese, oltre ai vigneti offrono ospitalità nelle strutture per l’agriturismo.
Fonte: Sole 24 Ore.
Allarmi in etichetta: per l’84% dei consumatori il vino fa bene alla salute.
Per l’84% degli italiani un consumo moderato di vino fa bene alla salute. È quanto emerge dall’indagine di Coldiretti e Centro studi Divulga presentata al Vinitaly che chiude oggi a Verona. Quasi un italiano su tre (32%) ritiene che con scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette si ridurrebbe il consumo di vino che è ritenuto da ben il 46% l’espressione della cultura nazionale e dei territori, secondo l’indagine Coldiretti/Centro Studi Divulga. Una risposta al via libera dell’UE alle etichette allarmistiche sul vino richiesto dall’Irlanda che potrà adottare sulle bottiglie avvertenze terroristiche come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Cuneo Sette.
Al via il tour enogastronomico con l’incognita della peste suina.
Un misto di timori e speranze in Val Borbera sulle prossime decisioni del commissario Al via il tour enogastronomico con l’incognita della peste suina.Torna il Tour Gastronomico delle Valli Borbera e Spinti ma potrebbe essere ancora un anno all’insegna dell’incertezza. Dopo il Covid, nel 2022 erano arrivate le prescrizioni per contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa), che hanno impedito tutte le attività outdoor nei primi mesi dell’anno fino alle deroghe arrivate dalla Regione in tarda primavera. Lunedì 17 aprile ci sarà la presentazione dell’edizione numero 43 del Tour.
Fonte: Stampa Alessandria.
Arriva Taste l’Alto Piemonte con i suoi vini – Dal Vinitaly al castello.
Da sabato a lunedì prossimi il castello di Novara tornerà a ospitare «Taste Alto Piemonte», la manifestazione che ogni anno mette in vetrina la produzione vinicola delle province del «quadrante». E’ il primo appuntamento del settore dopo il recente Vinitaly di Verona; vi parteciperanno 52 produttori. Dal Vinitaly al castello Questo fine settimana a Novara torna “Taste Alto Piemonte” coni vini delle quattro province la rassegna arriva dopo i1 successo della manifestazione di Verona e ospiterà 52 produttori Vinitaly si è appena concluso e Taste Alto Piemonte è già alle porte. Aprile è mese di vetrina per i vini del territorio, da un lato sempre più apprezzati e dall’altro messi a dura prova dai cambiamenti climatici.
Fonte: Stampa Novara-Vco.
Quattro giorni, 100 etichette Il nuovo festival.
II nuovo festival quattro giorni dedicati al vino e al buon cibo. Con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. E’ questa l’essenza di «Prato Wine Festival», una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da domani a domenica nello spazio Garibaldi Milleventi in pieno centro storico. La kermesse è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B.O.R e II Garibaldi Milleventi. L’ingresso alla manifestazione sarà libero. A pagamento ci saranno solo le degustazioni, con oltre cento etichette.
Fonte: Nazione Prato.
Al Garibaldi arriva il Prato Wine Festival.
Da domani a domenica quattro giorni di degustazioni nel cuore del centro storico Prato Quattro giorni dedicati al vino e al buon cibo. Con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. È questa l’essenza di “Prato Wine Festival”, una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da domani a domenica nello spazio Garibaldi Milleventi in pieno centro storico. La kermesse, che si tiene per la prima volta in assoluto a Prato e che segue la manifestazione “Vinitaly”, è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B. O. R e Il Garibaldi Milleventi. Partner dell’iniziativa Prinz Food and Beverage e Fisar, con la collaborazione dei rappresentanti di vini Lorenzo Bellucci e Luciano Bruni.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Perugia – Caprai: “Gelate tardive e danni ingenti alle viti stimati fra il 20 e 40%”.
Zone colpite a macchia di leopardo dalle basse temperature arrivate in alcuni casi anche a -6. Necessario attivare investimenti Caprai: “Gelate tardive e danni ingenti alle viti stimati fra ii 20 e 40%”. È stato un ponte pasquale tutt’altro che sereno per gli agricoltori che hanno trascorso i giorni di festa a vegliare sui vigneti colpiti dall’abbassamento repentino delle temperature, in alcune zone arrivate fino a – 6 gradi. Chilometri percorsi avanti e indietro nella speranza di non perdere il prossimo raccolto.
Fonte: Corriere dell’Umbria.
Il Palio del Recioto piace Tre giorni, 30mila ospiti.
Arrivati anche da Francia e Germania e dalle province vicine, anche in pullman Il Palio del Recioto piace Tre giorni, 3Omila ospiti II sindaco Grison: «C’è voglia tra la gente di ritrovarsi e questo territorio ha molto da offrire». Cantine: il primo premio è «in casa», a La Quena. Il Palio del Recioto e dell’Amarone piace. Ai giovani, ai gruppi di amici, alle famiglie. E pure ai viticoltori che vi partecipano per far assaggiare le loro «specialità» enologiche made in Valpolicella Classica, con il Recioto in testa. L’edizione 2023 della festa di piazza per eccellenza, a Negrar, di scena durante le festività pasquali, si è chiusa nel segno di una soddisfazione trasversale e condivisa tra organizzatori, partecipanti, visitatori. Le prime stime di pro loco e Comune di Negrar di Valpolicella indicano che dal tardo pomeriggio di sabato 8 a lunedì 10 aprile l’evento nelle vie del centro del capoluogo ha registrato circa 30mila presenze, 20 mila solo tra sabato sera e il giorno di Pasqua.
Fonte: Arena.
Vigne resistenti e acqua: dibattito a Poggio Pagnan sulla sostenibilità.
Meno consumo d’acqua, meno trattamenti e, in generale, una minore impronta di carbonio nella produzione: questi i vantaggi dei vigneti resistenti rispetto a quelli tradizionali, temi che saranno analizzati nel convegno in programma sabato alle 16 dal titolo “Vini e viti resistenti, sostenibilità e risparmio idrico”. Teatro dell’evento, sarà l’azienda vitivinicola Poggio Pagnan di Zottier. L’incontro sarà ospitato dall’azienda in occasione dalla “cantina aperta” organizzata sabato a partire dalle 10, un modo per festeggiare la presenza della cantina — la prima in più di 5 annidi attività — al recente Vinitaly di Verona. Un risultato reso possibile grazie all’adesione alla rete d’impresa “Resistenti Nicola Biasi” che riunisce otto aziende di diverse zone del Veneto e del Friuli.
Fonte: Corriere delle Alpi.
Nei cinquanta anni del “Premio Angelo Betti-Benemeriti della Vitivinicoltura”, ecco i vincitori 2023.
Dedicato al fondatore di “Vinitaly” è assegnato alle personalità che più hanno contribuito alla crescita del mondo del vino italiano. Dalla Famiglia Bosoni (Liguria) all’azienda Pantaleone di Federica Pantaleone (Marche), dall’azienda Colle di Maggio Wine Farm (Lazio) all’Agricola Calafata – Società Cooperativa Agricola Solidale (Toscana), dalla Cantina Scacciadiavoli della famiglia Pambuffetti (Umbria) a Chiara Soldati (Piemonte), da Andrea Franchetti (Sicilia) a Valerio Cescon (Veneto), da Andrea Ferraioli (Campania) a Camillo Zulli (Abruzzo), e, ancora, da Giuseppe Avigliano (Basilicata) a Paolo Ippolito (Calabria), da Roberto Monti (Emilia-Romagna) ad Alvaro Pecorari (Friuli Venezia Giulia), da Davide Lazzari (Lombardia) a Michele Lauriola (Molise), da Christine Mayr (Provincia Autonoma di Bolzano) a Maddalena Nardin (Provincia Autonoma di Trento), da Antonio Michele Coppi (Puglia) ad Antonello Pilloni (Sardegna) e a Giorgio Lale Murix (Valle d’Aosta): ecco i vincitori del “Premio Angelo Betti – Benemeriti della Vitivinicoltura 2023”, nato da un’idea di Angelo Betti nel 1973, e diventato, in 50 anni, celebrati nel 2023, uno dei riconoscimento più sentiti di “Vinitaly” perché assegnato da Veronafiere a coloro che, con la propria attività professionale o imprenditoriale, hanno contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese.
Fonte: WineNews.
Cantina&Cultura, ospite Pippo Zarrella “Nero chiaro quasi bianco”.
Prosegue Cantina&Cultura, il format voluto da Cantina Verace per unire cultura ed eccellenze enogastronomiche del territorio. Mercoledì 12, alle 19, sarà la volta di Pippo Zarrella, autore di “Nero chiaro quasi bianco” (Neo edizioni) in dialogo con lo psichiatra e scrittore Corrado De Rosa.
Fonte: Salerno Today.
I 10 migliori vini rossi da gustare in questo periodo: sapore unico e intenso.
Se amate il vino, non potrete restare indifferenti a questa classifica sui 10 migliori vini rossi in commercio. In Italia il vino è un’eccellenza ma alcune variante merita una menzione a parte. Grazie al suo territorio, l’Italia vanta una varietà di vini notevoli. La qualità è sempre molto alta: non è un caso se il nostro paese è tra i maggiori produttori di vino nel mondo. Chi viene in Italia non può fare a meno di assaporare le specialità e gustare i vini locali che, sono la punta di diamante del nostro paese. Di recente, sono state messe insieme le recensioni ricevute da tutte le etichette più note di vini italiani di colore rosso. Da questi pareri popolari, è stata poi stilata una classifica di 100 nomi di vini più graditi. Ovviamente, la maggior parte di questi vini nasce in Puglia e in Toscana. Ecco i 10 migliori vini rossi più graditi che si sono accaparrati giustamente una menzione in questa classifica dei migliori a livello mondiale.
Fonte: Wine and Food Tour.
Strada del vino: esiste e si trova in Italia ed è anche patrimonio dell’UNESCO.
In Italia c’è una strada del vino, che è anche un sito del patrimonio dell’UNESCO. Un luogo che ha completamente trasformato una regione precedentemente povera. Come si è trasformata in una vera e propria locomotiva economica per il Paese. Strada del vino. Le Dolomiti e le colline di Conegliano e Valdobbiadene sono due luoghi differenti ma entrambi sono stati riconosciuti dal patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Da un lato, ci sono le pareti sassose e scoscese delle montagne, e dall’altro versanti ripidissimi coltivati a vigneti. Tuttavia, questi due paesaggi distinti, il cui patrimonio è stato riconosciuto dall’Unesco, condividono l’orgoglio delle comunità locali che hanno preservato la storia e la cultura delle zone, dando vita a uno scenario straordinario.
Fonte: Wine and Food Tour.
Crypta, il vino che racconta la storia del territorio di Grottaferrata.
Al Vinitaly di Verona è stato presentato “Crypta”, un vino in grado di rispecchiare appieno il territorio criptense e le sue peculiarità, realizzato dall’Associazione Vignaioli in Grottaferrata, incentrata sulla valorizzazione delle radici e dell’identità del territorio. Ogni azienda ha quindi prodotto il proprio “Crypta”, nato da vitigni coltivati esclusivamente a Grottaferrata. “Cinque aziende di Grottaferrata con il desiderio di creare valore per il nostro territorio. – dichiara a TeleAmbiente Tiziana Torelli, presidente Associazione Vignaioli in Grottaferrata – Abbiamo deciso di fare un vino comune, l’innovazione che abbiamo voluto portare a questo Vinitaly 2023. Si chiama Crypta, un omaggio di passione a Grottaferrata. Il nome del vino deriva da ‘crypta ferrata’ all’interno dell’Abbazia di San Nilo, un unicum nel mondo. L’abbazia unisce la chiesa d’Oriente alla chiesa d’Occidente, un messaggio forte che umilmente cercheremo di veicolare con il nostro vino“.
Fonte: TeleAmbiente.
Bologna In Vino 2023.
Arte del Vino torna a Bologna con la Fiera Nazionale del Vino – BOLOGNA IN VINO – 14, 15 E 16 Marzo 2023. Spazio DumBO ospiterà l’evento che ha come protagonisti l’amore per il vino, cultura e divertimento. Negli orari sotto indicati il pubblico potrà accedere alle degustazioni, acquistando il calice e la taschina porta calice. I partecipanti oltre a degustare e imparare la cultura del vino potranno acquistare durante la fiera le bottiglie direttamente dai produttori, un vero e proprio MERCATO DEL VINO.
Fonte: Egnews.it.
Racconti sul vino – seconda vendemmia : Wine&Sport: is it possibile?
Ogni calice bevuto, ha la storia da raccontare In collaborazione con la Biblioteca Popolare dello Sport di Sassari . Il terzo appuntamento è a tema “sportivo” . Una serie di micro reading affidati all’estro di donne, uomini, giornalisti, scrittori, amanti dello scrivere ed esperti del buon bere Appuntamento domani in Vineria Tola, mercoledì 12 aprile dalle ore 19.30. In piazza Tola terzo appuntamento stagionale con la piccola rassegna eno-letteraria Racconti sul vino – seconda vendemmia. Dopo la sbornia musicale di due settimane fa, con la straordinaria e applauditissima performance di Giuliano Rassu e Maria Antonietta Fraoni, domani mercoledì 12 aprile alle 19,30 si torna alla Vineria Tola. Al centro della tavola ci sono sempre la passione per il buon vino e il buon bere, lo scrivere leggero e ironico, ma stavolta l’abbinamento è ancora più ardito: Wine&Sport: is it possibile?
Fonte: Algherolive.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 11 aprile 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Intervista a Luca Matarazzo – Nell’animo gentile di un vitigno tipico tutto lo spirito di una comunità.
Sotto gli occhi di tutti la crescita continua delle sei tipologie anche in altre regioni. Luca Matarazzo l’Albana ce l’ha nel sangue. Malgrado le sue origini campane, il vitigno tutto made in Romagna gli sta talmente a cuore da esserne divenuto l’ambasciatore, “certificato” dalla vittoria nell’ultima edizione del Master, svoltosi a Bertinoro e promosso da Ais Romagna e Consorzio Vini di Romagna. Due anni fa era arrivato secondo, nell’edizione 2022 è salito sul gradino più alto superando un sommelier romagnolo. Nella recente edizione di “Vinitaly” ha proposto una degustazione guidata di nove Albana che ha testimoniato la poliedricità territoriale di un vitigno che cresce dal cesenate e si dipana sino all’imolese.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
La stella bianca della Romagna è risorta.
Roberto Monti, neo presidente del Consorzio Vini di Romagna, a “Vinitaly” l’ha definita la «stella bianca della Romagna». In effetti, l’Albana è un unicum nel panorama nazionale, che si avvale del primato di prima Docg d’un vino bianco in Italia. Era i11987, pareva l’inizio dl un nuovo Eldorado e invece fu l’inizio della discesa. Un dato è rivelatore: 4.366 gli ettari coltivati nel1990, scesi a 872 nel 2021. In percentuale, -80%. Una parabola discendente invertita alcuni anni fa, quando i produttori hanno compreso il potenziale del vitigno in altre versioni, secco in primis, con proposte qualitative notevoli. I risultati non si sono fatti attendere: gli ettolitri in quattro anni sono cresciuti del +31%, arrivando a oltre 900.000 bottiglie.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Visitatori e compratori un Vinitaly da “regina” per i Emilia Romagna.
Bilancio più che positivo del l’Enoteca regionale Bologna Si è chiuso il sipario sulla 55a edizione di Vinitaly, in cui Enoteca Regionale Emilia Romagna ha celebrato con grande successo e partecipazione la ricchezza delle denominazioni regionali curando l’intero Padiglione 1 con i Consorzi, le aziende e ivini emiliano-romagnoli a capitanare uno spazio dedicato interamente all’ingegnosa bellezza nata nel territorio. Un unicum a livello nazionale, Enoteca Regionale Emilia Romagna porta avanti un progetto di promozione onnicomprensivo che abbraccia tutto il territorio della regione e il suo straordinario patrimonio vitivinicolo, in una stretta collaborazione con i Consorzi che ha portato l’intera filiera, dalla grande azienda al piccolo produttore, negli spazi del più importante appuntamento internazionale del mondo del vino.
Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.
Da allenatore di calcio a viticoltore La seconda vita di Malesani è distillare aromi nella sua cantina.
Ferrara Lui è Alberto Malesani, nato nel 1954 nel Veronese ai piedi della Val Squaranto. Alle sue spalle decenni di vero, sano e sanguigno calcio: da calciatore negli stadi del Veneto e poi da allenatore, dal Chievo in Cl nel 1987 e in totale su ben 12 panchine tra Italia e Grecia tra Serie C, B e A fino al 2014. Riesce a mettere in bacheca anche tre importantissimi trofei con il Parma, vale a dire una Coppa Italia, una Super coppa Italiana e una Coppa Uefa (l’attuale Europa League) conquistata nella stagione 1998-1999. E ora? Produce vino! E in ogni stagione, come ha fatto tanto da allenatore, vuole vincere con tutto il suo staff.
Fonte: Nuova Ferrara.
Un «rosa» mediterraneo per celebrare due campionesse.
Si sente voglia d’estate e in tavola approdano i cibi freschi, molto orto, c’è desiderio e profumo di Mediterraneo. Guardare al Salento è quasi un riflesso (di sole) condizionato e scoprire che bere in rosa offre immediatezza e compiutezza, è una gioia. Lo spiego in Cinque minuti. È un gioco di parole per tornare a frequentare la produzione di un signore del vino che è stato «costretto» dalla passione a farsi egli medesimo vignaiolo. Che però subisce il fascino della notizia e che fa crescere l’azienda radicata nelle terre opime di Avetrana affidandola ai figli.
Fonte: La Verita”.
L’investimento è nel bicchiere Alla Borsa dei vini l’Italia vola.
Nell’indice londinese delle bottiglie più pregiate, il Liv-Ex 100, le etichette di casa nostra guadagnano il 9,8%. Dal Sassicaia (300 euro in enoteca) al Tignanello Wino a 150), ecco chi vale di più. New entry il Barbaresco, che quest’anno sale del 22%. Ma prima di tutto è un piacere da condividere con amici. Poi è anche un vino su cui investire: questo è un plus di cui siamo molto felici». Renzo Cotarella è il ceo di Marchesi Antinori, griffe italiana del vino, presente con due grandi rossi, Tignanello e Solaia, nell’indice londinese Liv-Ex zoo. La Borsa dei vini di pregio (o fine wines, per dirla con gli addetti ai lavori) che monitora l’andamento delle cento etichette più gettonate al mondo sul mercato secondario.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Toni fruttati e cremosità al palato.
Dall’impianto delle prime barbatelle di Pinot Nero della Borgogna in Oltrepò, ad opera del conte Carlo Vistarino nel 1850, si instaura lo speciale vincolo della famiglia con queste uve. Legame oggi consacrato da Ottavia Giorgi di Vistarino che conduce l’attività estesa su oltre cento ettari vitati, coadiuvata da un team di esperti. Cultori del nobile vitigno, non facile da allevare, custodiscono la storica visione di famiglia: interpretare al meglio il territorio, esaltandolo con la qualità massima del prodotto finale.
Fonte: Messaggero.
Bonsai Ventures investe su eWibe.
Comprare e vendere vini pregiati con la stessa fcilità con cui si comprano e vendono le azioni in borsa. E questo il modello di business alla base di eWibe, realtà fondata da Edoardo Maria Lamacchia che ora cresce grazie all’ingresso nel capitale di Bonsai Ventures, la holding d’investimento founder-friendly guidata da Michele Padovani. Un primo round di investimento della startup da 0,5 milioni si era chiuso nel dicembre 2021 mentre ora la società è nella fase di scale up. L’ingresso di Bonsai Ventures con 0,25 milioni fa parte infatti di una più ampia operazione che vedrà coinvolti anche altri business angel e dovrebbe completarsi nel giro dei prossimi 12 mesi.
Fonte: Mf.
L’analisi – Tra vino e cibi vola all’estero l’agroalimentare made in Italy.
Nel 20221e esportazioni hanno sfiorato i 61 miliardi (contro i 32 miliardi di 10 anni fa) con oltre 27 milioni di tonnellate di prodotti Raffaele Lorusso L ‘ export agroalimentare italiano vola. Nonostante il clima di instabilità dei mercati generato prima dalla pandemia e poi dalla guerra in Ucraina, il settore mostra una grande capacità di resilienza. Nel 2022 le esportazioni hanno sfiorato i 61 miliardi, con oltre 27 milioni di tonnellate di prodotti collocati sui mercati esteri. Numeri sorprendenti, se si considera che dieci anni fa il valore era di 32 miliardi e che nel 2019, prima della pandemia, si era attestato a 45 miliardi. Mettendo a confronto i dati dell’ultimo quinquennio, la crescita in valore è stata del 44 per cento.
Fonte: Repubblica Affari&Finanza.
La Tenuta Neri conquista Germania e Spagna con tre vini d’eccellenza.
Merlot, Sangiovese e Albana vincono premi prestigiosi La cantina attiva dal 1951 è sempre più internazionale. Medaglia d’oro al “Mundus vini” in Germania, concorso internazionale con oltre 7.500 vini da tutto il mondo, per il Merlot Rubicone Igp 2018 “Alma” della tenuta Neri di Carpineta. E medaglia d’oro alla “Catavinum world Ovine e spirit competition” in Spagna per l’Albana secca Docg 2022 “Agostina” e per il Sangiovese superiore riserva Dop 2019 “Luis”. Sono i tre prestigiosi premi che la Tenuta Neri ha portato a casa in queste due importanti concorsi vinicoli internazionali.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Patatine alla zucca, vini delle sabbie e sigaro toscano: l’unione stupisce.
L’esordio Il lancio del peculiare abbinamento è avvenuto a Verona Patatine alla zucca, vini delle sabbie e sigaro toscano: l’unione stupisce Autoctono e globale I promotori: «Enologia e agroalimentare devono coniugare tradizione e innovazione continua» Ferrara Durante la 55a edizione di Vinitaly, che si è svolta dal 2 a15 aprile a Verona è avvenuto il grande lancio. Precisamente nel lussuoso salotto dello stand Manifatture Sigaro Toscano è avvenuto per la prima volta il peculiare abbinamento: patatine alla zucca violina autoctona ferrarese e vini delle sabbie estensi in connubio con il famoso sigaro delle Manifatture Toscano.
Fonte: Nuova Ferrara.
Che successo con il pesce dell’Adriatico.
Al Vinitaly, nel padiglione 1 dell’Emilia Romagna, il Consorzio Vini Doc Bosco Eliceo si è presentato al grande pubblico di esperti gourmet, sommelier e giornalisti, per proporre i vini delle sabbie in abbinamento ai prodotti ittici, frutto della ricerca e produzione compiuta da pescatori e allevatori di Comacchio. Acciughe, sardine, acqua delle, cefalo e anguilla sono stati presentati in abbinamento ai più rappresentativi vini delle sabbie del territorio del Parco del Delta. In passerella hanno sfilato: crostino con patédi acciughe e capperi abbinato ad un identitario Sauvignon Doc del Bosco Eliceo; cefalo di valle leggermente affumicato su crostino di pane, in abbinamento al vino da vitigno autoctono Fortana (conosciuto come Uva d’Oro).
Fonte: Nuova Ferrara.
All’insegna del ‘Dop’, viaggio nelle 35 acetaie.
Variegato e prezioso il mondo dell’oro nero nel distretto ceramico, come spiega il presidente del Consorzio Corsini: «Location uniche, come tesori» di Maria Silvia Cabri Sassuolo e il suo distretto terra di… aceto balsamico. Se si è soliti collegare i quattro comuni di Sassuolo, Maranello, Fiorano e Formigine al mondo della ceramica, esiste un’altra importante realtà che non va sottovalutata: quella dell’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop, di cui il distretto di Sassuolo è fiero rappresentante. «Sono 35 in totale le acetaie in questo distretto – racconta Enrico Corsini, presidente Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop – di cui quattro sono quelle comunali».
Fonte: Resto del Carlino Modena Speciale Sassuolo da vivere.
Parovel ci riprova e chiede all’Authority di immergere in mare altre 14 casse di vino.
Dopo l’esperimento da 6.492 bottiglie dello scorso anno l’azienda vuole fare il bis. Eventuali osservazioni entro il 26 Parovel ci riprova e chiede all’Authority di immergere in mare altre 14 casse di vino. La Parovel rinnova il progetto “Audace”, che lo scorso anno dal / Carso aveva portato 6.492 bottiglie di Prosecco doc a 20 metri di profondità nel Golfo di Trieste, per affinarsi e maturare. Il primo esperimento portato a termine dell’azienda di San Dorligo della Valle, guidata da Elena e Euro Parovel e che dal 1898 produce vino e olio extravergine di oliva, ha avuto successo. Le bottiglie, riemerse lo scorso mese di settembre da quella sorta di cantina sottomarina sono andate a ruba, incuriosendo triestini e turisti che hanno potuto apprezzare quel vino anche sulle tavole di diversi ristoranti della città.
Fonte: Piccolo Trieste.
Il Parco difende le vigne con il grasso di pecora: «Repellente naturale».
Ridurre la presenza dei cerbiatti nel Parco delle Cinque Terre. Questo l’obiettivo dei coltivatori e produttori che intendono ricompone gli equilibri ecologici, prevenire l’impatto sull’attività agricola e sul bosco. Il Parco prosegue il progetto attivato per contenere la presenza degli ungulati e dei cervidi, utilizzando come dissuasori sostanze repellenti quali il Trico che fornisce ai produttori. Questo prodotto può essere utilizzato nei vigneti che vengono danneggiati dai caprioli. Si tratta di una misura adottata già da alcuni produttori e sperimenta dal Parco tra il 2019 e 2022, in collaborazione con il Gesaf dell’Università di Firenze, che ha dato esiti positivi.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Appuntamenti – Cibo e vino siciliani al C30 OneDay.
Wine See Sicily in Tour debutta per la prima volta a Milano venerdì 14 e sabato 15 aprile presso lo spazio C30 OneDay Group con due giornate di degustazioni e attività pensati per wine e food lovers; sono presenti circa 30 produttori. I partecipanti vengono coinvolti in una degustazione multi prodotto di vino, birre artigianali e caffè, dopo essere stati sottoposti al test del gusto di Vmhood, un algoritmo in grado di suggerire un percorso di assa i4y personalizzato in base al rispettivo carattere.
Fonte: Libero Quotidiano Milano.
Vini, trasferta a Roma Si degusta il pinot nero.
Trasferta a Roma per il Consorzio e peri vini oltrepadani. Giovedì 27 aprile, la sede centrale della Fondazione Italiana Sommelier ospita l’evento degustazione “Oltrepo Terra di Pinot Nero”. Dopo l’esordio alla Tenuta Pegazzera, il Consorzio (diretto da Carlo veronese) ha deciso di portare nella capitale il format legato al Pinot nero , che ha avuto successo nelle precedenti edizioni. Dodici le aziende oltrepadane presenti. La degustazione pomeridiana avrà come protagonista le bollicine di Metodo Classico Docg con le aziende Calatroni (Extra Brut Norema 2020), Torre degli Alberi (Cruasè Brut 2019), Oltrenero (Nature 2018), Bruno Verdi (Vergomberra Dosaggio Zero 2018), Conte Vistarino (1865 Dosaggio Zero 2016), La Travaglina (Julillae 2011) . Alla sera, invece, la degustazione sul Pinot nero Doc con un focus sulla vinificazione in rosso.
Fonte: Provincia – Pavese.
Vino e cicloturismo L’antica cascina trova una nuova vita.
II progetto. La Tenuta Ronco Regio a San Fermo dove si produce il Sanfermino (1.500 bottiglie all’anno) Camere ricavate nel casale con piscina e biosauna ¦ Merlot e cabernet sauvignon Riposo di un anno in barrique. Una vecchia vigna abbandonata riprende vita e un’antica cascina de11400 rinasce, conservando tutto il suo fascino. La Tenuta Ronco Regio a San Fermo della Battaglia, ai piedi del Parco della Spina Verde, è oggi non solo un agriturismo a conduzione familiare, ma un vero e proprio progetto che guarda al futuro tra viticoltura e cicloturismo.
Fonte: Provincia Como.
Spingere sulle fonti rinnovabili per difendere i nostri buoni vini.
Dipartimento di Ingegneria dell’informazione Facoltà di Ingegneria Università Politecnica delle Marche Si è molto discusso del vino, del potenziale economico che pub rappresentare per il paese, delle competenze necessarie per una produzione di qualità, ma nulla sui pericoli che incombono sulle nostre vigne peri cambiamenti climatici ormai evidenti a tutti. Le uve stanno maturano troppo velocemente sotto un sole sempre più caldo, con il rischio di ottenere un vino sciropposo e poco gradito. Rispetto al Medioevo, nella Borgogna, in Francia, le temperature sono aumentate così tanto che le uve sono raccolte almeno due settimane prima.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
L’Alto Piemonte e il Gran Monferrato alleati per la Città europea del vino 2024.
Tredici Comuni del Novarese sostengono il progetto LJunione fa la forza. E così le Città del vino dell’Alto Piemonte si sono alleate con quelle del Gran Monferrato per presentare una candidatura congiunta a Città europea del vino 2024. E quale migliore vetrina del Vinitaly — la più importante manifestazione fieristica del vino in Italia e una delle più rilevanti al mondo, che si è appena conclusa a Verona — per presentare ufficialmente la candidatura, che è sostenuta da ben tredici Comuni del Novarese (Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Fara Novarese, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Romagnano Sesia, Sizzano e Suno) che fanno parte dell’associazione Città del vino.
Fonte: Azione – Eco di Galliate.
Confagricoltura L’associazione a Vinitaly: i bilanci e le proposte.
«Abbiamo sottoscritto un’intesa importante in materia di turismo. Con il nuovo protocollo passi avanti di rilievo» – Si è chiusa da pochi giorni Vinitaly 2023, la più importante fiera italiana del settore vitivinicolo e appuntamento immancabile anche per Confagricoltura Alessandria. la più antica Organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola, in Italia come in Provincia, era presente con uno spazio nel padiglione D della fiera di Verona per offrire una importante vetrina alle aziende italiane. Nella “Galleria delle Regioni”, erano infatti esposte una selezione di etichette del territorio alessandrino che ben hanno rappresentato le Doc e Docg del basso Piemonte. Vinitaly, tuttavia, non è solo una vetrina espositiva.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Casalese Vinitaly con il Grignolino tra i protagonisti dell’effetto ‘wow’.
Reduci dalla 55esima edizione del Vinitaly di Verona, i vigneron monferrini del Consorzio di Tutela Colline del Monferrato Casalese tornano a casa con nuovi contatti e mercati aperti anche oltreconfine. Sempre più, i vini cosiddetti di nicchia sono stati tra i più apprezzati rispetto ad un mercato in continua ricerca degli undescovery Made in Italy, ovvero, degli autoctoni meno noti ad effetto ‘wow’. In questo contesto, il grande protagonista del Casalese è indubbiamente stato il Grignolino nelle sue diverse declinazioni, dal tradizionale al Riserva fino alle bollicine, oltre che il Monferace. Ha fatto la sua prima comparsa al Vinitaly il Rubino di Cantavenna doc che, ad oggi, conta solamente 5 produttori in un areale molto ristretto, con poco più di 10mila bottiglie/anno.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Novi Ligure Gavi Docg: cresce l’export in Russia.
Il grande bianco piemontese conquista il mercato russo. Nonostante guerra, restrizioni, embarghi e minacce, il presidente Putin non rinuncia al vino italiano con le esportazioni tricolori in Russia che sono aumentate del 16% nel 2022 e hanno raggiunto lo storico record dei 172 milioni di euro. E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat. Il nettare di Bacco raggiunge le steppe russe e non ferma l’exsport, infatti, attraverso triangolazioni il vino arriva a Mosca dove i cittadini non rinunciano a consumare bottiglie tricolori, a casa e al ristorante. II primo paese «L’Italia è diventata nel 2022 il primo Paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa i130%, davanti a Spagna e Georgia, con i vini più gettonati che oltre al Prosecco sono l’Asti, il Gavi e i Dop piemontesi, toscani, siciliani e veneti-ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
L’Erbaluce vino Piemontese dell’anno 2023.
L’Erbaluce è il vitigno dell’anno 2023 del Piemonte. La presentazione della scelta è avvenuta ad inizio settimana nel contesto di Vinitaly a Verona in un evento che ha visto la partecipazione del Consorzio Tutela Vini Docg Caluso, Carema e Canavese e di Colline Novaresi — Consorzio di tutela Alto Piemonte. La Regione Piemonte, promotrice dell’iniziativa, è stata affiancata dalla candidatura di Alto Piemonte Gran Monferrato a Territorio europeo del vino 2024, a cura del Coordinamento Regionale della Città del Vino. Per l’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte è da apprezzare la strategia di presentare un territorio con tutte le sue peculiarità, dal sud al nord del Piemonte, e non solo una città, come proposta unica promozionale.
Fonte: Azione – Eco di Galliate.
Concorso enologico per istituti agrari Le classi vincitrici premiate al Vinitaly.
Alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida sono stati premiati gli Istituti agrari ad indirizzo enologico giunto alla sua settima edizione. ll concorso ha visto la premiazione di 21 scuole, provenienti da 15 diverse Regioni, per un totale di 66 vini in gara, valutati in base a 5 categorie: vini tranquilli DOC e DOCG, vini tranquilli IGT, vini spumanti DOC, vini spumanti VSQ (vini spumanti di qualità), vini passiti.
Fonte: L’Edicola del Sud.
«I vini sardi non temono rivali ora riformiamo le denominazioni».
Giuseppe Carrus (Gambero rosso): «Vinitaly un grande successo per l’isola» Il di Andrea Sin’ Sassari «Vinitaly per la Sardegna è stato un grande successo. Sia per la qualità proposta che – è giusto dirlo – anche per il modo in cui è stata proposta». Spenti i riflettori sulla fiera internazionale dell’enologia di Verona, Giuseppe Carrus traccia un bilancio che ricalca i risultati lusinghieri ottenuti e le impressioni di operatori ed esperti. «Da parte dei produttori sardi c’è una consapevolezza nel proporre vini di un certo tipo – conferma Carros, giornalista cagliaritano in forza alla redazione di Gambero Rosso, tra i curatori della Guida Vini d’Italia-, ed è una consapevolezza che ho trovato in tanti bicchieri.
Fonte: Nuova Sardegna.
Vinitaly: successo per i nostri vini Brinda la delegazione pisana.
Tante aziende impegnate in fiera. Tamburini (Camera di Commercio): «Opportunità importante». Si sono spenti da poco i riflettori sulla 55esima edizione del Vinitaly 2023, che si è svolta a Verona dal 2 al 5 aprile, e la Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest brinda al record di presenze registrate al grande stand allestito nel padiglione della Toscana dove ha rappresentato la varietà delle produzioni delle aziende di Pisa, Lucca e Massa-Carrara. Uno stand di 162 mq di superficie allestiti per presentare al pubblico le produzioni di questo territorio grazie alla presenza del Consorzio Vini Terre di Pisa DOC, del Consorzio Candia Colli Apuani DOC e della Strada del Vino e dell’olio Lucca, Montecarlo e Versilia e di altre quindici realtà aziendali, da Carrara fino alla DOC Montescudaio.
Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.
Metodi antispreco d’acqua Le scelte di Cantina Negrar.
La siccità sta colpendo anche la viticoltura in Valpolicella Metodi antispreco d’acqua Le scelte di Cantina Negrar H tecnico Oliboni: «Strategia fondamentale». A Vinitaly presentati vini della linea Domini veneti prodotti così. La siccità sta colpendo anche la viticoltura in Valpolicella, una terra che non l’ha mai sofferta fino a oggi e che, anzi, è sempre stata ricca d’acqua. I cambiamenti climatici obbligano sempre più anche i viticoltori della zona dei grandi rossi veronesi ad adottare innovative strategie o buone pratiche per il risparmio idrico, per riuscire a fronteggiare casi di prolungata siccità come in questo periodo e quello che si profila. Cantina Valpolicella Negrar, per produrre 9 milioni di bottiglie l’anno, integra tecniche e scelte agronomiche precise per risparmiare acqua e dosarla, nei 700 ettari di vigneti coltivati dai 244 soci.
Fonte: Arena.
Valentina Cubi cresce anche con l’enoturismo.
L’azienda di Fumane e le prospettive Valentina Cubi cresce anche con l’enoturismo •• Il Sud est asiatico si conferma area commerciale dalle grandi potenzialità, e l’agriturismo ha numeri in forte crescita: c’è soddisfazione nell’azienda agricola Valentina Cubi di Fumane per il 2022 e per le prospettive di questa nuova annata. «Abbiamo scollinato», sorride Valentina Cubi; «il 2022 è stato in linea con gli anni migliori come il 2019, il precovid». Nuovi mercati sono entrati in rete. «Penso a Taiwan ed al Vietnam con i primi ordini, aumentati quelli da Singapore, consolidati i mercati europei che restano il nostro punto focale con Canada e Usa». In crescita l’enoturismo in cantina.
Fonte: Arena.
Bonsai Ventures scommette sui vini di eWibe.
Bonsai Ventures, la holding d’investimento veronese guidata da Michele Padovani (nella foto sopra), entra nel capitale di eWibe, il live market dei vini pregiati, con un investimento di 250.000 euro. L’accordo, annunciato ieri, rappresenta il primo tassello di un’operazione che coinvolgerà diversi business angels, che investiranno in eWibe nelle prossime settimane attraverso uno strumento finanziario partecipativo (Sfp). L’hub eWibe è dedicato ai vini pregiati, è online dal luglio 2022 e oggi mette insieme una piattaforma di trading in tempo reale, deposito bottiglie e servizi di formazione e informazione per chi desidera investire.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
La Marca piazza 26 vini nella “5StarWines”.
Nella 7. edizione di “5StarWines”. la guida enologica dei migliori vini selezionati al Vinitaly, non mancano quelli trevigiani tra i 733 inseriti che hanno superato la soglia dei 90 centesimi, su oltre 2200 campioni che hanno partecipato al concorso enologico e che sono garanzia di qualità. Se il migliore in assoluto è stato il “Costa Amalfi Doc Furore bianco Fiorduva 2021” di Marisa Cuomo con 97 punti, la Marca piazza 26 vini tra bollicine di Prosecco Dogi e Doc (ma anche un rosso) che hanno raggiunto i 93 e 92 centesimi. Con 93 punti: Asolo Prosecco Docg extra brut 2022 Tenuta Mattia Dalla Francesca; Valdobbiadene Prosecco Docg Cartizze dry 2022 di Col Vetoraz; Valdobbiadene Prosecco Docg brut M4412022 di Vigneto Vecio; Valdobbiadene Prosecco Docg brut millesimato Rive Col San Martino Cuvèe del fondatore Graziano Merotto; Valdobbiadene Prosecco Docg extra dry millesimato Terra de Rù 2022 Cantina Bernardi.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Annate preziose e gioielli da degustare, una cantina e un brand di gioielli speciali.
Nel vasto panorama enogastronomico parlare di tradizione significa spesso tutto e niente. In particolare in Italia, Paese dove la parola è insita nel dna di ogni persona. Specialmente, appunto, in quella dei viticoltori, delle aziende vinicole. Motivo per cui, questo, i vini nostrani sono apprezzati in tutto il mondo, bevuti da intenditori e appassionati. Ma non solo: anche da persone che in quel mondo non riversano particolare interesse, semplicemente pasteggiano ogni pranzo con un buon calice. Decenni fa (e ancora oggi in alcune zone dello Stivale) si usava dire “contadino”. Il panorama rurale fa presto venire in mente ettari di vigneti, sparsi un po’ ovunque, che sorgono in procinto delle aziende agricole. E alcuni di loro sono spesso secolari. Come quello di Cantine Garrone, realtà in quel di Domodossola, poco distante dalla Svizzera. Nata nel Novecento a opera del bisnonno Luigi, ora è guidata dai nipoti trentenni Marco e Matteo Garrone, assieme allo zio Mario il quale, spiega Marco, “fa da vedetta”. Torna anche il coté familiare, rientrando perfettamente nell’amabile cliché di quei progetti italiani guidati da consanguinei che tengo alto il nostro onore, anche al di fuori dei confini nazionali.
Fonte: Marie Claire.
Info e lista cantine selezionate Only Wine 2023 “Salone nazionale dei giovani produttori e delle piccole cantine” – 22-23 (24 solo B2B) aprile a Città di Castello.
Se non avete ancora programmato il vostro ponte del 25 aprile l’Umbria e l’Only Wine vi aspettano assieme agli oltre 100 giovani produttori e piccole cantine d’Italia (e non solo) presenti alla decima edizione della mostra mercato che per 3 giorni trasformerà, ancora una volta, Città di Castello nella città del vino. Nella nuova edizione, oltre ai 100 e più produttori selezionati, un’area EXTRA WINE, un Temporary Restaurant condotto dal team di Gastrobì formato dal Matteo Antonelli (Migliori Sommelier Marche Ais) e da Michele Antonelli (Miglior giovane Chef Italiano 2023 per la Sanpellegrino Chef Accademy che rappresenterà l’Italia nella competizione mondiale), importanti riconoscimenti per le realtà più virtuose e un programma ricco di appuntamenti di approfondimento enoico, degustazioni tecniche e masterclass .
Fonte: Wine Blog Roll.
L’effetto protettivo del vino sul cuore: cosa c’è da sapere.
Il vino e il cuore: nuove ricerche suggeriscono un effetto protettivo. Un consumo moderato di vino può avere effetti benefici sul cuore, ma ciò che determina questi effetti protettivi potrebbe essere la sua capacità di agire su specifici grassi nel sangue chiamati ceramidi. Secondo l’IRCCS Sacro Cuore di Negrar e l’Università di Verona, che avvieranno presto un dottorato di ricerca sull’argomento, l’assunzione lieve-moderata di vino potrebbe avere effetti cardiovascolari positivi agendo sulla riduzione di questi lipidi. Studi precedenti hanno dimostrato che i ceramidi aumentano il rischio di malattie coronariche e di recidiva di eventi cardiaci come l’infarto, anche in persone che ricevono un trattamento farmacologico ottimale per la riduzione del colesterolo LDL.
Fonte: Microbiologia Italia.
7 vini per i 7 giorni della settimana.
Per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui) i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni hanno assaggiato oltre 24.000 vini, per riuscire a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino. Hanno inoltre selezionato un buon numero di etichette che sono approdate alle degustazioni finali che hanno decretato, per alcune di esse, il riconoscimento di TOP WINE. All’interno di questa lista, che contempla 787 vini, sono stati poi indicati 386 VINI SLOW e 156 VINI QUOTIDIANI. Due categorie di TOP WINES che vengono così descritte: Top Wine che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. Il Vino Slow risponde anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto.
Fonte: Slow Food.
Le parole del vino: tra significati nascosti e incomprensioni.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una rivoluzione nel modo di parlare di enologia e di vino: da argomento elitario di pochi professionisti, per fortuna, oggi si assiste ad una progressiva diffusione della cultura del bere. Il mondo del vino si è aperto e ha saputo raccontarsi maggiormente, dando la possibilità ai consumatori di essere più formati e consapevoli. Non sempre, però, le parole del vino e le informazioni diffuse sono chiare, e purtroppo in alcuni casi sono anche scorrette. Vediamo insieme alcune dei clam sul vino da conoscere e anche 4 miti da sfatare. In tutte le etichette è riportata la famigerata espressione “contiene solfiti”. Si tratta di un obbligo di legge in quanto i solfiti costituiscono un allergene, alla pari di altri alimenti che conosciamo di più come le uova, i crostacei o la frutta secca.
Fonte: La Gazzetta del Gusto.
Lunelli vuole scrivere il futuro del vino.
C’è una Ferrari che vince in Formula 1. Non la rossa del cavallino rampante (ahinoi), ma la bottiglia di Ferrari Trentodoc del Gruppo Lunelli che dal 2021 è il brindisi ufficiale nelle premiazioni del campionato del mondo. Una doccia alle bollicine italiane che ha chiuso l’era dello champagne sui circuiti, con buona pace dei francesi. “Un po’ di sana rivalità è normale – commenta a Wired Matteo Lunelli, amministratore delegato del gruppo, a cui fanno capo le Cantine Ferrari – ci stimola a puntare sempre più in alto”. La partnership con la Formula 1 ben raffigura l’ambizione dell’azienda trentina: diventare un “polo di eccellenza del bere italiano”. Matteo Lunelli, rappresentante della terza generazione della famiglia che ha raccolto l’eredità ultracentenaria di Giulio Ferrari, ripete la parola “eccellenza” quattordici volte al telefono. È il mantra che ispira tutte le scelte del gruppo, al tredicesimo posto nel 2021 tra le società vinicole italiane. Non è un caso che dal 2020 Lunelli sia anche a capo della Fondazione Altagamma, che riunisce le imprese italiane del lusso. Un approccio che permea la cultura aziendale e l’intera denominazione, a cui contribuiscono 60 cantine, e che incontra anche le inclinazioni dei consumatori.
Fonte: Wired Italia.
Ecco perché si vende sempre meno vino nei supermercati.
Prosegue il trend negativo delle vendite di vini e spumanti nella Distribuzione Moderna che ha caratterizzato il 2022, ma la recente tendenza a una progressiva diminuzione dell’inflazione fa sperare in una ripresa nella seconda parte dell’anno. È quanto è emerso a Vinitaly nel corso della tavola rotonda su Vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. L’istituto di ricerca Circana (già IRI) ha presentato la sua “Ricerca Circana per Vinitaly”, commentata poi da rappresentanti delle cantine e della distribuzione. Nel primo trimestre del 2023, infatti, le vendite di vino calano a volume del 6,2% e quelle delle bollicine dello 0,5% (dati Circana, primi 11 settimane del 2023, in Ipermercati, Supermercati Discount e e-commerce). Nel 2022 le vendite di vino erano scese del 5,4% e quelle delle bollicine del 5,0%. Le tensioni inflazionistiche hanno causato, anche nel primo trimestre del 2023, un sensibile aumento dei prezzi: +7,0% il vino e +6,6% le bollicine; il che ha portato a far registrare un aumento delle vendite a valore dello 0,4% per il vino e del 6,1% per le bollicine.
Fonte: quotidiano.net.
STAMPA ESTERA
La champagne met le cap sur l’export.
Après leur succès dans la grande distribution, deux puissants acteurs de la coopération champenoise s’allient pour conquérir de nouveaux marchés. Véronique Blin fait partie des très (trop) rares femmes à la tète d’une cave coopérative. Celle qui dirige le groupe Terroirs et vignerons de Champagne est, en plus, une discrète. Pourtant, l’entité dont elle assure la direction est un mastodonte. Fruit de la fusion du Centre vinicole-Champagne Nicolas Feulllatte et de la Coopérative régionale des vins de Champagne, plus connue sous le nom de sa marque Castelnau. Une union de coopératives qui fait du groupe un colosse réunissant 6 000 vignerons pour 2 800 hectares, soit près de 8 % de la surface du vignoble champenois. Avec un potentiel de production de 24,5 millions de bouteilles, l’ambition affichée de Terroirs et vignerons de Champagne est d’atteindre 5 “/ de part de marché en volume et de renforcer la marque Nicolas P’euillatte, label de champagne préféré des Français et n’ 3 dans le monde en 2021, d’après l’IWSC. « Cette création va dans le sens de la concentration des acteurs champenois et accompagne la restructuration de modèle coopératif», atteste Véronique Blin. Une division « développement et partenariats» Pour mener à bien cette fusion, elle a su convaincre les dirigeants des deux entités et surtout les vignerons. Un travail de longue haleine qu’elle a mené en parallèle avec la gestion de son domaine familial à Brugny-Vaudancourt, avec son mandat au conseil d’administration de Coop de France, la présidence de Nicolas Feuillatte depuis 2012, mais aussi avec son activité au Conseil économique, social et environnemental. En plus des marques Nicolas Feuillatte et Castelnau, le groupe Terroirs et vignerons de Champagne comprend aussi Champagne Abelé 1757 sous statut de négoce, ainsi qu’une division « développement et partenariats n. On est bien loin des débuts du Centre vinicole dont l’histoire débute en 1972.
Fonte: Figaro.
La renaissance de la Loire.
Une stratégie d’entreprise qui s’appuie sur le développement d’expériences innovantes, l’oenotourisme, des dégustations en musique ou sous les étoiles… la région s’invente un nouveau modèle. Le nom des Vignobles Edonis ne vous dit rien? Ce n’est pas si étrange que cela. Cette nouvelle marque regroupe. l’image institutionnelle et commerciale de la cave Robert e Marcel, référence des vins de Saumur et de Bourgueil. Tout commence en 1957 lorsqu’une quarantaine de vignerons lance la coopérative de Saumur. Ce n’est qu’en 2013 qu’elle adopte le nom de Robert e Marcel, en hommage à Robert et Marcel Neau, personnages emblématiques de la cave. Une marque au nom sympathique qui symbolise la volonté de remettre la simplicité et l’accessibilité au coeur du produit, le vin, et se veut le reflet de la personnalité et du travail des hommes qui la portent. Aujourd’hui, Robert e Marcel, ce sont 200 adhérents et 2000 hectares de vignes. F.t la volonté d’offrir plus que des cuvées reconnues, mais aussi des expériences innovantes. «Faire vivre des expériences » «Nous avons la chance d’avoir [es chàteaux de la Loire, 70 appellationº, des cépages identitaires et une gastronomie recors mie, cite Nicolas Emereau, directeur général de la cave. Notre objectif est de ne plus être axé uniquement sur la production, mais de faire vivre des expériences. Toute la transformation de l’entreprise tourne autour de ce projet avec une vraie stratégie. » Il faut dire que Robert e Marcel a toujours été précurseur avec la mise en place de l’entierbernent, la création de l’appellation Saumur-Champlgny, la mise en place de partenariats avec d’autres caves dans une optique claire : comment s’apporter mutuellement des choses tout en restant attractif pour les adherents.
Fonte: Figaro.
Bordeaux hisse les couleurs.
Vins blancs, rosés, rouges bio et sauternes sont les nouveaux atouts d’une fusion de coopératives tournée vers le futur. Sí la plupart des coopératives girondines ont été créées dans l’entre-deux-guerres ou Juste après la Seconde Guerre mondiale, Tutlac fait figure de benjamine puisqu’elle a vu le jour en 1974. Ce qui ne l’empêche pas aujourd’hui de dépasser toutes ses concurrentes par le nombre d’adhérents (520 vignerons) et sa superficie de 5 400 hectares. « Notre spécificité est d’être issu du regroupement par fusion de plusieurs coopératives du secteur, même si aujourd’hui nous ne formons qu’une seule entreprise, avec une On n’existait pas il y a trois ans, et aujourd’hui on vend plus qu’on ne produit, même en grande distribution. Les sauternes modernes, moins élitistes, séduisent de nouveaux Consommateurs’ STÉPHANE HERAUD PRESIDENT DES VIGNERONS DE TUTIAC gouvernance unique», explique Stéphane Héraud, président des Vignerons de Tutiac depuis 2005. La cave, qui fêtera son 50′ anniversaire l’année prochaine, est le leader dans les Côtes de Bordeaux (Blaye, Bourg), le premier producteur de bordeaux blanc, mals aussi le premier producteur de vins en AOC de France. Sans oublier la dernière fusion en date avec la petite cave de Sauternes, créée en 2015 et absorbée en 2019. Alors que l’essentiel des terroirs s’étend sur la rive droite de la Garonne, l’éloignement avec les vignes de Sauternes Vignerons (20 adhérents pour une centaine d’hectares) a contraint l’organisation à apprendre à travailler à distance et a Imposé de créer un site de vinification sur place, à Cérons. Alors que Bordeaux cannait des difficultés à vendre ses vins, comment les Vignerons de Tutlac arrivent-ils à réaliser un chiffre d’affaires de 100 millions d’euros avec une production de 20 millions de bouteilles par an? « En ayant une forte diversification de notre production, confirme Stéphane Héraud. L’AOC Bordeaux rouge représente 85 % de la production en Gironde, mais à peine plus de 50 % chez nous. Nous misons sur le blanc et le rosé, qui représentent un tiers de notre production cette année.
Fonte: Figaro.
La Bourgogne rajeunit.
De Chablis au Mâconnais, la dynamique de marque insufflée par les collectifs de producteurs séduit la nouvelle génération de vignerons. Les résultats sont au rendez-vous. Créée en 1923. La Chablisienne a toujours eu un positionnement particulier : certes, les vignerons se sont associés pour produire plus et mieux ensemble, mais surtout pour vendre. «La promesse de la cave a toujours été avant tout commerciale, insiste Damien Leclere, directeur général de la cave. Notre ADN est dans la mise en marché, la commercialisation et le marketing de nos vins. » D’ailleurs, si les ventes ont commencé des la première année, il faudra attendre 1947 pour que la production commune ne commence vraiment. A la tete aujourd’hui de près d’un quart du vignoble chablisien, la cave a connu un nouveau virage au début des années 1990. «La Chablisienne commercialisait peu de bouteilles, mais avec la guerre du Golfe, les négociants achetaient peu de vrac et les caves étaient pleines. Nous avons mis en place une stratégie commerciale dynamique. » Ainsi, dès 2000, La Chablisienne embouteille toute sa production et met en oeuvre une politique de marque qui fera son succès. « Nous nous considérons phis comme une belle maison de vin sous statut coopératif, ajoute Damien Leclere. Nous conservons nos spécificités, maris avec un pragmatisme économique réel..’ Et la tendance de consommation qui met l’accent sur les vins blancs joue nettement en faveur de la C’.hahlisienne. « Les consommateurs sont à la recherche de vvms élégants, pleins de minéralité. Avec nos caties eau luxe accessible, nous sommes bien placés, reconnaR Damien l.eclere.
Fonte: Figaro.
La Provence à l’avant-garde.
Avec la montée en gamme du rosé et son rayonnement à l’international, la région mise sur des regroupements de producteurs et des initiatives inédites. La Provence viticole retient son souffle. Depuis la hausse significative de la qualité du rosé et l’augmentation de ses ventes à l’export, la région est suspendue à une équation à plusieurs inconnues. Avec l’arrivée de grands groupes d’investisseurs négociants, l’augmentation du prix du foncier vat-elle, à terme, fragiliser les transmissions familiales? Après un envol bienvenu, le prix de vente du raisin risquet-il de se tasser? Ft surtout, quel avenir pour les petites et moyennes exploitations regroupées en coopératives? Un modèle en plein essor après avoir été longtemps associé à une production moyen de gamme. Maitre de chais d’Estandon Coopérative en Provence. qui fédère 300 viticulteurs, 9 coopératives (Brignoles, RrueAuriac, Correns, Flayosc, I.a Roquebrussanne, Rougiers, SeillonSource-d’Argens, Le Thoronet, Le Lucen-Provence) et 12 caves particulières, Catherine Huguenin, se souvient du fonctionnement «rustique» qu’elle a connu à son arrivée dans la profession, il y a vingt ans. Les temps ont bien changé. L’élégante orfèvre des 20 millions de bouteilles produites chaque année par Estandon, le plus important metteur en marché des vins de Provence avec 10 de la production, dont 92’% en rosé, raconte la progression qualitative à tous les niveaux. Depuis la conduite du vignoble «dans une approche environnementale soudeuse de l’eau, de la plante et sa pérennité » – selon le cahier des charges défini collectivement et les conseils des sept techniciens qui veillent à son application -, jusqu’aux «vendanges généralisées à 3 ou 4 heures du matin», les outils techniques «maîtrise du froid, fermentation, vinifications…» et l’assemblage. Une dernière étape «jubiiatoire» dont Catherine Huguenin a la charge en concertation avec le service marketing et commercial. «Nous faisons des vins pow être certains de les vendre. Le rosé est un vin d’apparence, son achat est conditionné par sa couleur, son étiquette.
Fonte: Figaro.
Entretien avec Joël Boueilh: «Nos coopératives doivent etre ambitieuses».
Avec plus de 50% de la production de vin dans l’Hexagone, ces regroupements de vignerons sont des acteurs majeurs du dynamisme territorial. Mais pour préserver leurs parts de marché et envisager l’avenir, le président des Vignerons coopérateurs de France, Joël Boueilh, incite ses adhérents à se réinventer sans cesse. Le monde de la coopération viticole semble connattre une nouvelle dynamique. Comment voyez-vous la situation? Joél BOUEILH. – Les coopératives sont à l’image des appellations viticoles en France. Là où elles vont bien, Les caves tirent leur épingle du jeu; lorsqu’elles souffrent, les caves s’en tirent parfois mieux et sont sollicitées par des vignerons qui, individuellement, sont sans solution. Mais il y a globalement un effet locomotive de certaines unions coopératives : que ce soit Alliance Loire, Tutiac en Gironde, Marrenon dans le Sud-Fst, la Cave de Tain et la Chablisienne qui sont au plus près des attentes des consommateurs… Ces structures jouent un rôle moteur pour le monde viticole. A nous de regarder ce qui s’y fait pour comprendre ce qui fonctionne, sans occulter pour autant l’énergie et les investissements qu’elles consentent. Certaines caves n’auront pas les moyens de s’aligner et devront se rapprocher d’autres structures, coopératives ou metteurs en marché. Quel message portez-vous auprès de vos adhérents? En tant que président des caves coopératives, mon devoir est de dire et de répéter : attention, il est plus que temps de changer les choses, de se poser les bonnes questions. Plus on tardera, plus il sera difficile de trouver de nouvelles opportunités parce que d’autres auront pris des positions. Nous réunissons entre 95 et 100% des caves coopératives françaises, soit 550 adhérents, ce qui nous permet d’avoir une vision juste de la situation. Dès lors qu’on veut faire bouger les lignes, les freins au changement sont partout. Mais nous en sommes à un stade où il faut sauter le pas. Cela passe-t-il par des regroupements de caves? Certains sont en cours en Gironde, en Provence, un peu moins dans le Languedoc.
Fonte: Figaro.
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 9 aprile 2023!
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Il vino cooperativo romagnolo brinda alla conquista dei cinque continenti.
Terre Cevico fattura 190 milioni e festeggia i 60 anni Ormai il 40 per cento della sua produzione va all’estero. Il Vinitaly conferma il forte posizionamento sui mercati nazionali e internazionali del vino cooperativo romagnolo. A trainare l’export della filiera associata a Legacoop Romagna, con la capofila Terre Cevico in evidenza, sono soprattutto innovazione, qualità e sostenibilità. Traino da ristorazione ed export «In generale l’andamento della kermesse è stato molto positivo», commenta in una nota Legacoop Romagna, «con un copioso afflusso di acquirenti dall’estero e un notevole interesse per tutte le linee di prodotto. Il calo dei consumi nella grande distribuzione organizzata è compensato dal traino del settore della ristorazione e dall’export.
Fonte: Corriere Romagna.
Terre Cevico compie 60 anni Bene l’export, conferme a Vinitaly.
l vino cooperativo romagnolo protagonista della kermesse a Verona Innovazione, qualità e sostenibilità trainano l’export del vino cooperativo romagnolo. Dalla partecipazione al Vinitaly di Verona della filiera associata a Legacoop Romagna, con la capofila Terre Cevico, emerge la conferma di un posizionamento forte sui mercati internazionali e interni. L’andamento della kermesse è stato positivo, con un copioso afflusso di acquirenti dall’estero e un notevole interesse per tutte le linee di prodotto. Il calo dei consumi nella grande distribuzione organizzata è compensato dal traino del settore della ristorazione e dall’export. I gusti, però, come è emerso dagli appuntamenti dell’Alleanza delle Cooperative, continuano a mutare di paese in paese: occorre quindi evolvere la propria offerta.
Fonte: Resto del Carlino Forlì.
Che novità l’Aglianico
Nonostante la viticoltura campana viva da decenni una fase di rinomanza, è necessario ammettere che i Sannio ha avuto un’evoluzione più travagliata, almeno per quanto riguarda l’accesso al grande pubblico. E dire che la produzione del vino, nel beneventano, è attestata da millenni, lo confermano sia le tracce storiche che la vena, sempre brillante, delle creazioni locali. Per secoli risorsa economica principale, qui fare vino significa dedicarsi a quei vitigni della tradizione come l’Aglianico, sopra tutti, oltre a Falanghina, Greco e Fiano, che rappresentano l’inestimabile lascito della tradizione greca a quella italica. Un emblema della valorizzazione del mondo agricolo è proprio La Fortezza di Torrecuso, realtà che si deve agli sforzi di Enzo Rillo, affermato imprenditore tessile che, ricongiungendosi alle radici familiari, decide di investire nel suo territorio d’origine.
Fonte: Espresso.
Ogni bicchiere fa la differenza.
La sostenibilità si vede nei fatti. II Consorzio di tutela Vini del Trentino è il primo in Italia a redigere il proprio bilancio di sostenibilità per raggiungere in tempo gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Fa’ anche tu la tua parte. La sostenibilità è più buona in tutti i sensi. vinidettrentino.com Vini del Trentino.
Fonte: Espresso.
È in rampa di lancio la nuova certilicazione “DOCG Piacenza”.
Definita per la prima volta una piramide qualitativa completa dei vini piacentini. Al via il 17 aprile la raccolta delle firme Claudia Molinari • Partirà lunedì prossimo 17 aprile la raccolta firme che rappresenta il primo passo del capitolo finale del lungo percorso di aggiornamento dei disciplinari di produzione dei vini del territorio avviato dal Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini. L’obiettivo della raccolta firme (che avverrà presso la sede del Consorzio e delle organizzazioni professionali agricole: Coldiretti, Confagricoltrua e Cia) è quello di arrivare a oltre 900 vignaioli e vinificatori della provincia. Questo infatti il quantitativo necessario per sottoporre i nuovi disciplinari al vaglio della Regione Emilia Romagna, a cui seguiranno l’esame del Comitato nazionale vini a Roma e l’ultimo sigillo a Bruxelles da parte dell’Unione Europea.
Fonte: Liberta’.
Spazio ai vini “moderni” e meno denominazioni.
Tanti i punti virtuosi del nuovo sistema, a partire da una migliore organizzazione • Anche i vini macerati e i vini rifermentati con metodo ancestrale potranno rientrare nelle nuove denominazioni: infatti la nuova Doc Colli Piacentini li prevederà dando voce e rinnovando un’antica nobile tradizione piacentina nel mondo. Infatti questi vini oggi non erano contemplati nella Doc Colli Piacentini, nonostante i nostri colli siano stati la culla di questi vini attualmente molto apprezzati dal mercato. Questa problematica nel mondo delle Doc è nota da tempo, infatti negli anni molte Doc italiane hanno visto l’uscita di diversi produttori, alcuni tra i più illustri dei rispettivi territori, per il loro non essere allineati a disciplinari produttivi troppo rigidi o Incapaci di comprendere scelte e stili personali adottati con la volontà di elevare la qualità finale dei vini.
Fonte: Liberta’.
Allarme gelate notturne «Il freddo tardivo mette in ginocchio frutteti e vigneti».
Gli agricoltori chiedono il riconoscimento dello stato di calamità naturale «In pericolo la sopravvivenza delle nostre aziende già vessate dai costi» La Regione: «Chiederemo un sostegno economico ai produttori colpiti». Il caldo anticipato fa esplodere la vegetazione che poi diventa vulnerabile: albicocche, ciliege e pesche le più colpite «Le gelate di queste notti mettono a rischio vigneti e frutteti che sono in piena in fioritura: l’ennesima ondata di freddo tardivo rischia di compromettere le produzioni agricole». Lo evidenzia Alberto Notavi, presidente di Cia, che descrive la difficile situazione climatica che ha visto temperature notturne scendere sotto lo zero sull’intero territorio, con punte di meno 5 gradi nelle prime ore del mattino.
Fonte: Resto del Carlino Modena.
Ritorna la Gorgazzina, gloria di Polcenigo L’antica acqua tonica presentata al Vinitaly.
L’ha riportata alla gloria di un tempo l’opificio Fred di Federico Cremasco Mario Della Toffola: «È l’ideale per fare il miglior gin tonic di sempre» Ritorna la Gorgazzina, gloria di Polcenigo L’antica acqua tonica presentata al Vinitaly. Il Gorgazzo di Polcenigo diventa la “Gorgazzina botanical tonic water”: un prodotto doc nell’Opificio Fred di Federico Cremasco sul palcoscenico di Vinitaly, il salone di Verona. «A Vinitaly c’è stata l’occasione per la presentazione in anteprima della “Gorgazzina botanical tonic water’ — annuncia Mario Della Toffola, ex sindaco a Polcenigo —. È la tonica nata per realizzare il miglior gin tonic di sempre. Il prodotto, è ovvio, prende il nome dal torrente Gorgazzo».
Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.
Tenuta Maffone nelle Star Wines del Vinitaly.
Ci sono anche due vini della provincia di Imperia nel prestigioso elenco dei 5 Star Wines, aggiornato dopo l’edizione 2023 di Vinitaly. In un catalogo che racchiude le migliori eccellenze vinicole dell’intera Italia figurano infatti due prodotti della Tenuta Maffone, eroico vigneto dell’Alta Valle Arroscia. Le due etichette premiate alla prestigiosa fiera vinicola tenutasi a Verona sono un bianco e un rosso. Il rosso, ribattezzato “Vuscià”, è un vino a produzione molto limitata (1720 bottiglie e 120 magnum). Si tratta di un Ormeasco della vendemmia 2016,14 gradi, affinato in legno e anfora, con colore, profumi e struttura degni dei migliori rossi. Un vino importante che però mantiene una grande freschezza e un solido retrogusto fruttato.
Fonte: Secolo XIX Imperia.
Nino Negri cala il poker “Wine Spectator” premia quattro etichette.
La celebre guida americana continua a orientare le scelte dei consumatori I riconoscimenti Sfursat ’18, Inferno ’19 Valgella ’18 e Grumello ’19 le bottiglie citate dalla rivista Un poker importante quello della cantina Nino Negri ottenuto con quattro delle sue etichette premiate dalla celebre rivista americana Wine Spectator, una sorta di bibbia globale dell’universo enoico. I quattro vini della cantina di Chiuro hanno ottenuto super punteggi oltre i 90 punti, un rating in una scala in centesimi che certifica la qualità eccelsa di questi prodotti. 95 punti per lo Sfursat Cinque Stelle annata 2018, 94 punti per il Ca’ Guicciardi Valtellina Superiore Dogc Inferno 2019, 93 punti rispettivamente per il Fracia Valtellina Superiore Dogc Valgella 2018 e per il Sassorosso Valtellina Superiore Grumello 2019.
Fonte: Provincia Sondrio.
A Torino, Biella e nel Canavese il Festival che celebra il vermouth.
Dal 13 al 16 aprile appuntamento con il mito che ha reso il Piemonte famoso nel mondo Tra laboratori, ricette e tante degustazioni. E una passione torinese dal 1786, quando ne formalizza la ricetta Antonio Benedetto Carpano (la targa in piazza Castello all’angolo con via Viotti Io ricorda). 11 vermouth oppure vermuth o vermut — le grafie sono varie, quel che è sicuro è il rimando all’artemisia, l’erba che lo caratterizza, in tedesco Vermut (e pare che Carpano abbia scelto quel nome perché appassionato di Goethe) — è il nostro mito che cl rende famosi nel mondo. Non a caso il vermut c arrivato anche a Detroit, con la torinese Bitta Balzola, o in Perù, introdotto da emigrati piemontesi a fine ‘Roo. Dal 13 al 16 aprile un festival celebra 11 vermouth fra Biella, il Canavese e Torino.
Fonte: Corriere Torino.
Neia e Nerodivo, due nuove etichette Crifo nei supermercati della gdo.
Neia e Nerodivo sono le ultime novità nella produzione di vini firmata Crifo ad approdare sugli scaffali della Gdo tra le etichette premium. Per l’occasione la Cantina di Ruvo di Puglia lancia uno spot sotto la produzione creativa del regista e produttore Alessandro Piva e la regia di Tancredi Di Paola. “Farsi vino è un gesto d’amore” è il claim della campagna curata dall’agenzia Metodonove. Lo spot, produzione esecutiva Seminal Film, lanciato il 2 aprile in occasione del Vinitaly continuerà a girare fino a tutto luglio sui canali online e sulle reti del Gruppo Norba. Crifo punta molto sulle due etichette Igp. Neia è un Nero di Troia in purezza vinificato in rosato con l’innovativa tecnica della riduzione.
Fonte: Repubblica Bari.
Bottiglie “cinque stelle” in Sardegna sono 82 – I 79 vini (e 3 biologici) inseriti nella guida 5Star Wines 2024 Le eccellenze sarde a Verona.
Inserite nelle guide Vinitaly Bottiglie “cinque stelle” in Sardegna sono 82 I 79 vini (e 3 biologici) inseriti nella guida 5Star Wines 2024 Le eccellenze sarde a Verona ? Sassari Sono 79 i vini isolani che a Vinitaly hanno ottenuto almeno 90 punti, guadagnandosi l’accesso alla guida 5StarWines. 95 punti. Mandrolisai Doc Rosso Domo ’20 Fam.Demelas; Vermentino di Gallura Docg Superiore ’21 Società Agricola Campianatu; Vernaccia di Oristano Doc ’13 Fam.Orro; Vemaccia di Oristano Doc Riserva Per Te’02 Silvio Carta. 94 punti. Vermentino Gallura Docg Sup.Sciala ’21 Surrau 93 punti. Vermentino di Sardegna Doc Frinas ’21 Carpante; Vemaccia di Oristano Doc Riserva ’97 Attilio Contini 92 punti. Isola Dei Nuraghi Igt Bianco Passito Passitosmeraldo ’20 Unmaredivino Di Sini Gioacchino; Isola Dei Nu raghi Igt Bovale Memorie Di Vite Bvl ’21 Quartomoro Di Sardegna; Isola Dei Nuraghi Igt Cagnulari Sass’antico ’20 F.11i Rau.
Fonte: Nuova Sardegna.
«Il segreto del Vermentino è nell’unicità della Gallura».
Andrea Pala ha firmato il Campianatu premiato a Vinitaly Il giovane enologo di Luras è tra i più quotati in Italia: «Il granito e le condizioni climatiche fanno la differenza». Sassari Il sole e il granito, la qualità dell’aria e della materia prima. Ma poi servono l’occhio e la mano. C’è il talento di un giovane enologo isolano dietro l’eccezionale exploit dell’annata 2021 del Vermentino Superiore Docg prodotto dalle Tenute Campianatu, che con il punteggio di 95 assegnato dalla guida 5StarWines si è consacrato come miglior vermentino sardo a Vinitaly. Andrea Pala, 37 anni, gallurese di Luras, si è già messo in evidenza da tempo e dopo essere stato eletto Migliore giovane enologo italiano 2021 da Vinoway Italia, ha continuato a macinare uve, consensi e soddisfazioni.
Fonte: Nuova Sardegna.
La cantina dell’anno è sull’Etna.
Oscar da bere. L’azienda di Pucci Giuffrida al top della “5StarWines” la selezione enologica di Veronafiere. «Il successo è del territorio» uu» Al Vinitaly prestigioso riconoscimento per la produzione dell’etichetta randazzese Al-Cantàra. Presto, portami un bicchier di vino, cosicché possa bagnare la mia mente e dire qualcosa d’intelligente». Con la consueta ironia, Pucci Giuffrida, che con la sua azienda Al-Cantàra ha ottenuto uno straordinario successo nel recente 5StarWines del Vinitaly vincendo il titolo di Cantina dell’anno, la butta subito in cultura, citando il commediografo greco Aristofane. Si, perché questo commercialista prestato al comparto vitivinicolo (o viceversa?) da quasi due decenni ormai lavora su un doppio fronte: coltura e cultura, o se preferite vitigni e poesia, vendemmia e arte.
Fonte: Sicilia Catania.
Vinitaly, in crescita gli operatori di Usa ( 45%) e Asia ( 116%).
Vinitaly spazza via il lungo pit stop imposto dalla pandemia mostrando agli occhi del mondo una produzione vinicola italiana ad alta qualità diffusa lungo la Penisola. Alla Fiera di Verona il Salone internazionale dei vini si è chiuso con 93mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. In crescita rispetto all’ultima edizione gli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Degna platea per una ripartenza grintosa delle 4mila aziende espositrici che a Veronafiere hanno incontrato, in oltre 11mila appuntamenti commerciali programmati, oltre mille buyer, perlopiù qualificati e big spender a detta di molte cantine. In forte crescita, tra i 18 padiglioni e i banchi di assaggio, gli arrivi di operatori da Usa (+45%) e Asia (+116%).
Fonte: Sicilia Catania.
Gelo fuori stagione, ma vigneti salvi «Danni se dovesse arrivare la brinata.
La qualità? Ottima, come il 2022» A tu per tu con Gino «Fuso» Carmignani presidente Consorzio Doc vini di Montecarlo, ma anche produttore «In Lucchesia la vite è ancora ferma, sta ripartendo adesso e quindi non dovrebbero esserci contraccolpi». Nessun problema. Almeno per il momento. Questo avvio di primavera anomalo, specialmente nella prima settimana di aprile, a ridosso della Pasqua, con il brusco calo termico, ha generato non poche preoccupazioni per i produttori di vino di Montecarlo. Le temperature sono drasticamente calate, con la colonnina di mercurio che la notte e in prima mattina va ad accarezzare lo zero.
Fonte: Nazione Lucca.
Vin santo, sfida tra 66 produttori II prossimo fine settimana appuntamento a Montefollonico.
Ci sarà anche una sfida tra sessantasei produttori a “Lo gradireste un goccio di Vin Santo?”, appuntamento in programma sabato e domenica prossimi a Montefollonico, località nel Comune di Torrita di Siena. In occasione dell’evento, ogni anno i produttori si sfidano in una gara che decreta, per le categorie dolce e secco, il Vin Santo di migliore qualità. Sono 66 i vini in concorso, provenienti dalla Toscana e anche dalle Marche.
Fonte: Nazione Siena.
La nostra economia.
Nobile, etichetta sostenibile È stata presentata al Vinitaly «Moderna e gentile», così viene descritta la nuova etichetta presentata dal Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano a Vinitaly, in collaborazione con i partner tecnici, la Cooperativa Betadue di Arezzo e la Vecchia Cantina di Montepulciano. Un packaging completamente sostenibile da un punto di vista ambientale, sociale e di governo delle imprese.
Fonte: Nazione Siena.
Nelle campagne è allarme gelate – I falò che scaldano i terreni. Gli antichi rimedi contro il gelo.
Maledetta primavera Notti di lavoro tra falò e coperte per salvare i raccolti Falò accesi nella notte tra venerdì e sabato tra le vigne di Suvereto Nelle campagne è allarme gelate I Centini falò che scaldano i terreni Gli antichi rimedi contro il gelo Suvereto, di notte al lavoro per difendere vigneti e uliveti Alcuni produttori usano pure ventilatori con aria calda. E c’è chi protegge le fioriture dal freddo improvviso con le coperte Idi Luca Centini Suvereto Una distesa di piccoli falò che seguono i filari della vigna. Un rimedio messo in campo per far fronte alle temperature straordinarie, fino a sotto lo zero a primavera inoltrata, che mettono a rischio le produzioni. L’immagine, particolarmente suggestiva, è stata pubblicata su Facebook dalla sindaca di Suvereto Jessica Pasquini e ritrae uno dei terreni agricoli nel territorio comunale della Val di Cornia.
Fonte: Tirreno.
Palio del Recioto, torna la festa Degustazioni, musica e ciclismo.
Attesi a Pasqua e Pasquetta i visitatori veronesi ma gli organizzatori sperano anche nel ritorno dei turisti Palio del Recioto, torna la festa Degustazioni, musica e ciclismo Stand delle aziende vinicole, chioschi con prodotti tipici, una mostra e il luna park Grison: «È l’anno della candidatura della tecnica di appassimento delle uve all’Unesco». Il Palio del Recioto e dell’Amarone dice addio alle limitazioni e paure del Covid e torna la festa popolare che anima il centro di Negrar nei giorni pasquali. La sessantanovesima edizione dell’evento legato a vino e sapori, ma sempre di più anche a cultura, paesaggio e storia locale, è iniziata ieri con l’apertura alle 17.30 degli stand delle cantine, dei chioschi gastronomici e delle bancarelle anticipata dall’inaugurazione da parte dell’amministrazione comunale di Negrar di Valpolicella e della pro loco.
Fonte: Arena.
Vigneti al posto dei bosco Zanoni: «Paesaggio stravolto».
Interrogazione in Regione su permessi e prescrizioni. I lavori di sistemazione agraria in corso sopra l’abitato di Refrontolo nel terreno collinare dove c’è anche la storica Villa Corradini, al centro di una interrogazione del consigliere regionale Pd Andrea Zanoni. «Sono stati attuati consistenti disboscamenti, che ne hanno stravolto il paesaggio. Tutto questo per realizzare una struttura turistico-ricettiva “di alto livello”, con annessa azienda agricola dedicata alla produzione di prosecco. Dunque ancora una volta, nel territorio che si snoda tra Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio Unesco, ettari di bosco sono stati rasi al suolo per far spazio alla monocoltura della vite, che sta deturpando e danneggiando questi meravigliosi luoghi».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Pressing in Regione sul disboscamento della collina di Refrontolo.
II consigliere Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione «In territorio Unesco ettari di bosco sono stati rasi al suolo». Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, vuol vederci chiaro sulla rigenerazione di villa Corradini a Refrontolo e su quella delle sue pertinenze. «Sbancamenti e disboscamenti per far spazio a struttura ricettiva. Quali permessi? Sono state rispettate le prescrizioni Unesco?», sono i temi al centro di un’interrogazione posta dall’esponente dem. Zanoni evidenzia che «Il disboscamento è causa di fragilità idrogeologica, determina eventi franosi e rende il suolo impermeabile e sterile. L’irrigazione dei vitigni richiede in più ingenti volumi d’acqua, determinando l’utilizzo sempre più elevato di questa preziosa e fondamentale risorsa che deve essere invece risparmiata.
Fonte: Tribuna Treviso.
“Summa” n. 24: le eccellenze del vino bio, da tutto il mondo, protagoniste.
A Magrè, in Trentino-Alto Adige, la Tenuta Alois Lageder ha accolto oltre 2.500 visitatori alla scoperta delle migliori cantine dall’anima green Oltre 100 le cantine da tutto il mondo – Italia, Grecia ed ancora Germania, Nuova Zelanda, Austria, Portogallo, Svizzera e Francia, con la partecipazione di maison dalla Champagne – protagoniste a “Summa”, edizione n. 24, rassegna delle eccellenze enologiche biologiche e biodinamiche organizzata dalla Tenuta Alois Lageder. L’evento è stato ospitato nei saloni storici di Casòn Hirschprunn & Tòr Löwengang, a Magrè, le cui prime tracce documentali risalgono al Duecento. Già fissate in calendario le date della prossima edizione, che andrà in scena il 13 e 14 aprile 2024.
Fonte: WineNews.
Vini, conflitto nella cantina Masi fra Boscaini e Renzo Rosso: un’altra dimissione nell’azienda quotata in borsa.
Dopo la rumorosa uscita dal Consiglio di amministrazione di Masi Agricola di Renzo Rosso, avvenuta lo scorso 12 marzo, anche il professionista che Mister Diesel aveva proposto quale presidente del collegio sindacale, due anni fa, rassegna le dimissioni dal suo incarico in modo tutt’altro che discreto. Il 7 aprile, Cristiano Agogliati, commercialista milanese formatosi alla Bocconi, ha interrotto con effetto immediato il suo rapporto con Masi per «l’impossibilità di svolgere con la necessaria autonomia il proprio ruolo». Considerazioni che la società veronese non condivide, ritenendole pretestuose e infondate. Si completa così la frattura tra la Red Circle Investments, società dell’imprenditore del casual di Breganze (Vicenza), e il tempio dell’Amarone di Sant’Ambrogio di Valpolicella (Verona). Il rapporto è tenuto assieme ormai soltanto da un punto di contatto di non semplice interpretazione, cioè il subentro sulla poltrona lasciata da Rosso della di lui moglie, Arianna Alessi. La quota di Red Circle Investments in Masi Agricola è oggi del 10% e si confronta con il 73,5% complessivo detenuto da Sandro, Bruno e Mario Boscaini. Un altro 5% appartiene all’ente di previdenza dei lavoratori agricoli Enpaia, mentre il rimanente 11,5% è sul mercato.
Fonte: Corriere del Veneto.
Questo è il miglior vino bianco italiano del 2023 premiato con le 5 stelle.
Il vino è una delle eccellenze del Made in Italy, nonché uno dei prodotti più esportati (e imitati) all’estero. Ma quali sono i vini migliori che si producono nel nostro Paese? Come ogni anno, anche quest’anno la rivista internazionale “5starWines” ha selezionato i migliori vini italiani per inserirli nella sua guida, e ha pubblicato i risultati della selezione in occasione del Vinitaly che si è svolto a Verona. I vini oggetto della selezione sono assaggiati “alla cieca” da una giuria di esperti: dopo un’attenta analisi visiva e gusto-olfattiva, ogni giudice assegna a ciascun vino un punteggio da uno a cento. Secondo il parere degli esperti valutatori di 5StarWines, il miglior vino bianco dell’anno è il Greco di Tufo D.O.C.G. 2022, prodotto dall’azienda vitivinicola “Terre d’Aione”: il vino ha conquistato ben 95 punti su 100.
Fonte: greenMe.
Adi, ‘vino non va demonizzato, divieti controproducenti, serve educare’.
“Il vino, prodotto tipico e caratteristico dei nostri bellissimi territori e della nostra millenaria cultura, non deve essere demonizzato, ma armonizzato con una alimentazione corretta e consapevole, tenendo presente gli effetti dannosi di un suo abuso, o dell’uso in condizioni patologiche che ne sconsigliano il consumo. Ma ricordiamo anche dei tanti componenti bioattivi che svolgono un ruolo positivo per la salute”. Così all’Adnkronos Salute Barbara Paolini, presidente dei medici dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), ritorna sul tema della relazione tra salute e vino.
Fonte: Costruire Salute.
Indagine Coldiretti/Divulga: per l’84% degli italiani il vino fa bene alla salute.
Per l’84% degli italiani un consumo moderato di vino fa bene alla salute. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti e Centro studi Divulga presentata al Vinitaly, con in mostra per la prima volta la storia millenaria del vino, dall’Arca di Noè alla stazione spaziale, di fronte l’ingresso principale Cangrande di Casa Coldiretti. Quasi un italiano su tre (32%) ritiene che con scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette si ridurrebbe il consumo di vino che è ritenuto da ben il 46% l’espressione della cultura nazionale e dei territori, secondo l’indagine Coldiretti/Centro Studi Divulga. Una risposta al via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino richiesto dall’Irlanda che potrà adottare sulle bottiglie avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Beverfood.com.
Propaganda Live, Zoro prende di mira Meloni e Zaia su vino ma non ride nessuno.
Meloni al Vinitaly difende l’eccellenza italiana … ma a Propaganda Live viene derisa
Diego Bianchi, in arte “Zoro”, un passato di collaboratore anche con Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, deve essere a corto di idee, complice il clima pasquale che In Italia induce sempre a pericolose rilassatezze tattiche. Ad esempio, ieri sera a Propaganda Live su La 7, il buon Diego non aveva evidentemente fatto una cippa in attesa di uovo e companatico e così ha fatto un po’ come facevano a scuola quegli studenti birichini e svogliati che quando non studiavano improvvisavano il tema con risultati in genere rovinosi e così è stato per Zoro. Si vedeva lontano un miglio che il clima pasquale spingeva alla smobilitazione e in studio si cazzeggiava più del solito, sperando che il tempo passasse velocemente e suonasse la campanella del liberi tutti, con fugone fantozziano verso mare e montagne. Così Bianchi, non ha trovato di meglio che fissarsi sull’evento Vinitaly con Luca Zaia come anfitrione e Giorgia Meloni ospite di eccezione.
Fonte: Affari Italiani.
Paestum Wine Fest – Masterclass sui Vini Estremi della Campania.
Ennesima Masterclass effettuata nell’ambito della recente manifestazione Paestum Wine Fest. Stavolta la degustazione ha riguardato nove Vini Estremi della Campania splendidamente condotta da Antonella Amodio e Daniele Cernilli. Capri Bianco Doc 2019. Azienda Agricola Scala Fenicia. Blend di Greco, Falanghina e Biancolella. Colore affastellato da una lucente impronta giallo paglierino carico. Bouquet estremamente stimolante, che subito si apre al naso diffondendo i suoi magnifici e molteplici profumi. In prima linea si ritrovano così deliziose fragranze fruttate di pesca bianca, albicocca, pera, mela, susina bianca, melone bianco, cedro e cadenze esotiche. Spunti di fiori bianchi e sospiri vegetali contribuiscono poi ad elevare l’ottimo tasso olfattivo, insieme a frammenti speziati.
Fonte: Luciano Pignataro.
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Turismo, eventi e cultura Dopo Vinitaly cosa sarà.
II boom della fiera, il pienone pasquale, l’appello di Federalberghi ele strategie in campo Turismo, eventi e cultura Dopo Vinitaly cosa sarà Ugolini: «Iniziative tutto l’anno. Mostre? Se un privato ha un palazzo…» Tessitore: «Serve coordinamento». La guida: «Valorizzare i quartieri». Eventi tutto l’anno, di qualità, ma spalmati in maniera omogenea. Non concentrati solo nel centro storico. E facendo in modo che anche iniziative e manifestazioni pensate per residenti possano coinvolgere turisti, italiani o stranieri. In pieno boom di turisti e visitatori in città, in questi giorni pasquali, e dopo il picco con Vinitaly, la città ragiona per il futuro. Raccogliendo anche l’appello di Federalberghi a evitare che ci siano periodi scarichi e a prevedere mostre ed eventi attrattivi.
Fonte: Arena.
Siccità, è allarme Mattia: bene il piano del governo – Allarme siccità, si corre ai ripari.
Il governo nazionale vara un decreto: una cabina di regia interministeriale e la nomina un commissario straordinario Mattia (FdI): «Strumenti importanti per contrastare la crisi idrica». Previsto anche il riutilizzo delle acque reflue depurate II “Piano laghetti” può costituire una valida risposta per contrastare la carenza di piogge. Piove sempre meno e questo contribuisce a creare sempre maggiore preoccupazione tra gli agricoltori. L’inizio dell’anno è stato particolarmente avaro di precipitazioni, soprattutto nella parte alta della Ciociaria, secondo i dati dell’ufficio meteorologico del Comune capoluogo, per restare agli ultimi cinque anni, in almeno due occasioni. Mentre febbraio è andato sotto media praticamente sempre, fatta eccezione nel 2021, l’anno più piovoso del periodo.
Fonte: Ciociaria Oggi.
Che bel Vinitaly per le Marche.
La fiera Le produzioni delle cantine marchigiane in vetrina Che bel Vinitaly per le Marche. Orgogliosamente Marche. Il sottotitolo dell’edizione 2023 del Vinitaly appena conclusa. Protagoniste assoluti sono stati la qualità dei vini marchigiani e l’autenticità dei suoi produttori in un maxi-stand dove la Regione ha saputo esaltare le Marche come Wine Destination e tradurre negli spazi la dimensione salotto a tutto business di una delle fiere internazionali più importante del settore. La kermesse In quattro giorni, la kermesse ha registrato 92mila presenze di cui 29.600 stranieri provenienti da 143 paesi.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Oltre cento aziende per gustare la biodiversità della regione.
Un’edizione di Vinitaly memorabile, con 93 mila presenze complessive di cui 29.600 straniere e una crescita rispetto all’ultima edizione del numero dei buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi. Ha chiuso i battenti la cinquantacinquesima edizione della più importante fiera italiana del trade nel mondo del vino e i produttori tornano a casa con grande soddisfazione. «Bilancio molto positivo – ha detto l’assessore regionale Donato Pentassu ‘a -. Una quattro giorni intensa grazie anche all’impegno di associazioni e organizzazioni ‘onali di promozione del settore per raccontare e promuovere una Puglia che è terra di eccellenze gastronomiche, di prodotti certificati, tracciati, della llena e del mare».
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
L’Irpinia eccelle al Vinitaly il “De Sanctis” pluripremiato.
L’Irpinia protagonista al Vinitaly ancora una volta con l’ Istituto Tecnico Agrario ‘Francesco De Sanctis”. La più antica scuola di viticoltura ed enologia d’Italia è stata premiata con ben cinque riconoscimenti. La scuola ha ottenuto il maggior numero di premi alla presenza del presidente del consiglio Meloni, il ministro della salute Schillaci, del turismo Santanché e del ministro delle imprese e del made in Italy Urso, il ministro dell’agricoltura Lollobrigida che si è complimentato unitamente al direttore generale del CREA Stefani Vaccari. Questo ennesimo riconoscimento si aggiunge a tantissimi premi già assegnati tra cui l’Expo’ di Milano ed il concorso Nazionale Bacco e Minerva. Soddisfatto il preside Pietro Caterini: “Non possiamo non essere immensamente soddisfatti di questo risultato, che vede la scuola enologica di Avellino ai vertici dei livelli nazionali per la qualità della produzione vitivinicola.
Fonte: Corriere dell’Irpinia.
Le finte bollicine a Vinitaly II settore è in crisi cronica Patruno: «Manca una visione del problema».
Vinitaly: “fu vera gloria?”. Una delle vetrine internazionali del vino più importanti al mondo, questa volta ha floppato. Al di là delle presenze, ridotte considerevolmente, dovuto anche al prezzo esorbitante del biglietto (130 euro), non si è mai parlato concretamente della vera grande crisi del Vino. «La crisi del vino si sta dimostrando ogni anno sempre più una crisi strutturale. Stiamo vivendo questa crisi a causa dell’assenza di una visione che possa far aggredire mercati mondiali che porterebbero vantaggi sia dal punto dei consumi quantitativi», dichiara Vincenzo Patruno vicepresidente nazionale di Fedagri e presidente di Fedagri Puglia.
Fonte: L’Edicola del Sud Foggia.
Vinitaly: Puglia, la qualità premia.
Ha chiuso i battenti mercoledì, a Verona, la 55a edizione del Salone internazionale dei vini e distillati Vinitaly: Puglia, la qualità premia di Daniele Lo Cascio. Ha chiuso i battenti mercoledì scorso a Verona la 55^ edizione di Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e distillati in una edizione che ha visto partecipare ben 115 aziende pugliesi all’interno del padiglione 11 grazie all’apporto del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia, in stretta collaborazione con Unioncamere Puglia. Quattro giorni intensi di relazioni e contatti commerciali per gli operatori che giungono in una Verona trasformatasi in capitale del vino. La città veneta infatti in occasione di Vinitaly ha ospitato oltre 4.000 aziende espositrici provenienti da più di 30 nazioni, su 100mi1a metri quadrati espositivi netti, con 17 padiglioni occupati.
Fonte: Taranto Buonasera.
Retrogusto – L’Italia del vino corre forte: ecco i nostri assaggi migliori.
Conferme, sorprese e follie tra i padiglioni veronesi Dall’Alto Adige alla Sicilia 24 etichette da provare di Andrea Cuomo Il vino è tornato al centro del villaggio. L’edizione numero 55 del Vinitaly che si è svolta nei giorni scorsi alla fiera di Verona ha dimostrato che anche la politica considera il made in Italy un asset fondamentale del sistema Paese. Ci voleva tanto? E anche tra i corridoi affollati dei padiglioni veronesi si respirava un’aria di ottimismo, di rinascita anche grazie al fatto che si è trattato del primo vero Vinitaly full optional dopo lo stop del Covid e il timido ritorno del 2022. Ma io qui parlo di calici pieni (o mezzo pieni), di profumi, di gusti, di emozioni.
Fonte: Giornale.
Vino, il business fa brindare In cantina indotto da 88 milioni.
Le visite e gli acquisti dai produttori spingono i conti di Valtellina, Franciacorta e Oltrepò. Nella nostra regione a fronte di 30mila ettari coltivati a vite si ottengono 1,4 milioni di ettolitri di prodotto. Fa bene alla salute, ma anche al turismo il vino che quest’anno solo nella nostra regione porterà un indotto di 88 milioni di euro grazie ai turisti, e ai lombardi, che visiteranno le oltre 3mila aziende vitivinicole disseminate tra la Valtellina e il Pavese. A fare i conti in tasca all’enoturismo ci ha pensato Cna Lombardia con uno studio che ha stimato in 1,7 milioni i turisti che nel 2023 si dedicheranno al turismo enologico non limitandosi alla gita fuori porta ma pernottando perlomeno una notte fuori casa in strutture alberghiere e spesso extra-alberghiere.
Fonte: Giorno.
In Cantina.
Sulle sponde dell’Adige ereclula del Re dei vini è l’orgoglio di un ferrilorio Aldeno è, da qualsiasi parte la si guardi, un unicum nello sfaccettato panorama vitivinicolo italico, territorio dotato di microclima rarissimo. Del resto era stato proprio Gino Veronelli a ribattezzare – leggenda vuole dopo una maestosa abbuffata di bollicine locali – questo fazzoletto di terra, incastrato nella Val d’Adige, la “Champagne d’Italia”. Eredità raccolta orgogliosamente da una cantina, quella di famiglia Malfer, che rievoca nel nome il segno dell’elezione (dal toponimo popolare, “Re dei vin”), ovverosia Revì. Si deve agli sforzi di Paolo, talento e ostinazione precocissimi, che dopo diversi anni di prove e micro-vinificazioni sugli spumantizzati la crea, proprio ad Aldeno, nel 1982. Esordi orgogliosamente garage winery, seguiti da una crescita esponenziale – e paralleli encomi, di pubblico e critica – che l’hanno portata al traguardo delle 200.000 bottiglie prodotte.
Fonte: Sport Week.
Taurasi Via per cantine degustando il Barolo del Sud.
Nasce in queste zone l’eccellenza vitivinicola nel mondo L’area di produzione comprende altri diciassette comuni Taurasi Via per cantine degustando il Barolo del Sud Un luogo e la sua storia. • Un vino, un racconto. Un viaggio alla scoperta di una meta che i francesi chiamano terroin si parte dalle vigne, toccando la terra e incontrando gli uomini che la lavorano. Un itinerario che inizia dalla bottiglia per risalire alla località o, al contrario, parte dal territorio per riconoscerlo all’interno di un calice. In mezzo ci sono sempre loro: i vignaioli. Visionari, appassionati, agguerriti, agricoltori o professori, a volte stanchi ma che, in quella bottiglia, ci mettono l’anima per raccontare l’amore per la propria terra. La zona del Taurasi, con la sua D.o.c.g., rappresenta l’orgoglio campano dell’eccellenza vitivinicola nel mondo, non a caso ritenuto il “Barolo del Sud”.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Food.
Viale Bovio torna capitale del vino Il Wein Tour dal 19 al 21 maggio.
Degustazioni di vini e prodotti tipici per l’evento che anticipa l’estate. Si è rimessa in moto la macchina organizzativa del Wein Tour Cattolica. L’edizione 2023 della manifestazione si svolgerà dal 19 al 21 maggio. «Il Wein Tour Cattolica apre le porte dell’estate portando in riva all’Adriatico il meglio della produzione vitivinicola dell’Emilia-Romagna—spiegano gli organizzatori —. L’evento di anno in anno cresce in numeri e importanza, confermandosi come riferimento per il settore». Le date della settima edizione, organizzata dal comitato Cuore I protagonisti del Weln Tour Cattolica di Cattolica e Veronica Pontis in collaborazione con l’amministrazione, sono state anticipate ieri in anteprima alle associazioni di categoria e agli operatori economici del territorio, riuniti al Palazzo del Turismo, durante l’incontro con l’assessore al Turismo, Alessandro Belluzzi e la dirigente Claudia Rufer.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Dal “prebuggion” al vino I liguri raccontano la terra.
“Ligurians do it better” è il titolo del nuovo evento di “Parla come Mangi”, bottega gastronomica di Rapallo in via Massini angolo via De André. Oggi dalle 16 è in programma un evento con degustazione dedicato alla Liguria e alla sua cucina. Aprirà la giornata Lella Canepa, grande esperta di tradizioni e cucina ligure che insegnerà a riconoscere le erbe spontanee che compongono il “prebuggiun”. Da Salea di Albenga giungerà la leggenda del vino ligure, Fausto de Andreis dell’Azienda Agricola Le Rocche del Gatto. Produttore di Pigato, racconterà dei suoi vini che sfidano il tempo e le mode.
Fonte: Secolo XIX Genova.
Pitei ‘n Cantina promosso da Italive.it.
L’evento enogastronomico con musica, balli, mercatini e visite guidate Pitei ‘n Cantina, organizzato dalla Pro Loco locale con il patrocinio del Comune della Spezia ha ricevuto il premio 2022, Sagre ed Eventi Enogastronomici promosso da Italive.it. «La valorizzazione del territorio passa soprattutto anche dalle Pro Loco, con cui il Comune vuole continuare a collaborare: promuovono le tradizioni, la nostra storia e sono una ricchezza che va tutelata – dice il sindaco Pierluigi Peracchini – questo riconoscimento è rappresentativo di tutto l’impegno che le organizzazioni spezzine ci mettono ogni anno per dare visibilità e promuovere tutto il comprensorio e il premio assegnato a Pitei’n Cantina, ci riempie di orgoglio».
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Per il Garda Doc promozione sulla motonave in navigazione.
Al Vinitaly 2023 il Consorzio Garda Doc, per la prima volta presente con un proprio stand, ha presentato gli eventi Garda Wine Stories e Garda Doc a Bordo. I due appuntamenti, il primo dedicato alla stampa e il secondo al pubblico dei wine lovers, sono volti a scolpire nell’immaginario collettivo l’identità dei vini della denominazione, dai varietali alle bollicine, che coprono un territorio che va dalla Valtenesi al Durello, passando per i Colli Mantovani, in tutto 10 Doc. «In questi anni come Consorzio ci siamo impegnati molto per far conoscere sempre più i vini dell’areale gardesano, dalle denominazioni storiche ai vini varietali – spiega il presidente Paolo Fiorini.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Anche il vino ha bisogno di acqua «Salire di quota con le vigne Doc».
Al Vinitaly fa capolino il tema siccità e si riflette all’interno del Consorzio L’ipotesi di andare sopra i 750 metri e delle diverse varietà di Nebbiolo ¦ «Ormai tra colleghi parliamo più di acqua che di vino». II pensiero di Marco Fay, detto con un sorriso amaro, è probabilmente la sintesi maggiore di quello che sta avvenendo in buona parte dell’Italia e che ha coinvolto anche la Valtellina il problema della siccità. Ed è anche uno dei temi del Vinitaly iniziato domenica e terminato mercoledì alla fiera di Verona, giunto alla sua 55esima edizione. Tra i protagonisti, all’interno del Palaexpo interamente dedicato alla Lombardia, c’è la Valtellina, con l’area istituzionale che contiene una quindicina di produttori.
Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.
II presidente Drocco «Aumentare le bottiglie e la loro valorizzazione Massa critica troppo bassa».
«Le Olimpiadi come vetrina per la Valtellina, non solo del vino, è un’occasione da non perdere. Ma dobbiamo continuare sulla strada della salvaguardia dei nostri vigneti, valorizzando i nostri vini». II presidente Consorzio di tutela, Danilo Drocco, traccia la strada da fare per il futuro, non solo a lungo termine. Se l’export internazionale è stato molto importante per il mondo del vino italiano, e in particolare della Lombardia (arrivando a quota 320 milioni di euro nel 2022), la Valtellina si concentra maggiormente sui mercati interni. «D’altronde – sottolinea Drocco-ci sono anche problemi per quanto riguarda il numero di bottiglie. Basti pensare che facciamo circa 3,5 milioni di bottiglie tra Docg, Doc e Igt. Dobbiamo aumentare la massa critica come numero di bottiglie».
Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.
A Verona i nuovi volti del rosso valtellinese.
Nello stand un mix di produttori tra realtà ormai consolidate e giovani cantine ¦ Volti conosciuti e facce nuove, in Valtellina è sempre più in atto un cambio generazionale anche nel mondo del vino. La conferma arriva da Vinitaly 2023, dove allo stand del Nebbiolo delle Alpi del Consorzio tutela vini non è mancato un mix di produttori tra realtà consolidate e giovani cantine che preservano il nostro territorio. Tra gli interpreti di questo rinnovamento, sicuramente la cantina Dirupi ha avuto un ruolo centrale come fonte di ispirazione di tanti giovani per ritornare a prendersi cura delle vigne e del nostro patrimonio terrazzato.
Fonte: La Provincia Settimanale di Sondrio.
Imprenditrice del vino premiata dal Lions «Passione e tecnica».
Un premio all’imprenditoria femminile, in particolare del settore del vino. Un modo per valorizzare l’impegno e la professionalità nel campo vinicolo. Il Lions Club “Le Vigne” di Montù Beccaria ha organizzato una serata presso il ristorante Colombi, in frazione Loglio, durante la quale ha assegnato il riconoscimento ‘Vino al femminile” a Donatella Quaroni, produttrice di vino e titolare dell’azienda agricola “Tenuta Borgolano” di Montescano. All’imprenditrice è stata consegnata come premio una foglia di vite, scolpita dall’artista montuese Sergio Alberti.
Fonte: Provincia – Pavese.
Assaggi in stand e nuovi clienti: per l’Oltrepo Vinitaly record – Vinitaly da ricordare «In fiera mai così tanti contatti con nuovi clienti».
Circa seimila assaggi solo allo stand Consorzio-Buttafuoco Storico. Successo per le etichette oltrepadane al Vinitaly 2023. Vinitaly da ricordare «In fiera mai così tanti contatti con nuovi clienti» Oltre seimila assaggi nello stand del Consorzio di tutela La presidente Fugazza: «La nostra immagine ha colpito». Circa seimila assaggi solo allo stand Consorzio-Buttafuoco Storico. Grande successo per le etichette oltrepadane all’edizione 2023 del Vinitaly che si è chiusa nei giorni scorsi. Erano 41 le aziende presenti alla rassegna veronese con il loro stand, mentre altre erano rappresentate da Consorzio e Club del Buttafuoco Storico, che hanno guidato la delegazione locale insieme alla Camera di commercio di Pavia. Grande affluenza tra i banchi dei produttori e molto interesse per i vini oltrepadani, in particolare per le bollicine di Metodo Classico, chiesto da due terzi dei visitatori.
Fonte: Provincia – Pavese.
Vinitaly: i grandi assenti – C’è chi dice no.
I grandi assenti del Vinitaly: i marchi storici Braida. Lancia e Contratto disertano la fiera di Verona 13 il lancio positivo da parte dei Consorzi del vino e dei produttori astigiani che hanno partecipato all’edizione 2023 di Vinitaly, buyer e distributori internazionali non sono mancati, ma a creare alcune perplessità al pubblico dei visitatori sono state le clamorose assenze di alcuni marchi storici del panorama astigiano. Tra i produttori più noti a mancare all’appello sono stati Braida di Rocchetta Tanaro, Gancia e Contratto di Canelli. Nonostante la loro consueta partecipazione hanno disertato la fiera e altri come la Cantina dei viticoltori Associati di Vinchio e Vaglio Serra, annunciano alcuni dubbi per la loro partecipazione futura.
Fonte: Stampa Asti
Vinitaly: sostegno ai Consorzi irrigui.
Nella riunione della commissione Politiche agricole Vinitaly: sostegno ai Consorzi irrigui. In occasione della seconda giornata del Vinitaly si è tenuta la riunione della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, con la partecipazione di tutti gli assessori regionali. Il Piemonte, insieme alle altre Regioni, ha proposto un documento da presentare, con urgenza, al Governo sul tema della gestione della risorsa idrica, in particolare a sostegno dei Consorzi di bonifica e irrigui. I punti salienti dell’istanza riguardano la richiesta di finanziamento per i progetti esecutivi di infrastrutture irrigue ammessi ma non finanziati negli ultimi tre anni, l’istituzione di un Fondo nazionale di finanziamento triennale per la realizzazione di invasi per la conservazione dell’acqua ai fini irrigui, la riduzione dei costi energetici per le strutture irrigue.
Fonte: Vita Casalese.
I nostri vini a Vinitaly.
Le politiche europee mettono a rischio il comparto I nostri vini a unitary Esposto il patrimonio della provincia “Non si cancellano diecimila anni di storia del vino che rappresenta uno degli alimenti più antichi sulle tavole di tutto il mondo, ora messo a rischio da scelte e politiche insensate a livello europeo e internazionale”. È quanto afferma Coldiretti Alessandria che ha partecipato con i suoi vertici alla 55° edizione di Vinitaly con la presenza di numerosi espositori della provincia alessandrina in rappresentanza di un patrimonio vitivinicolo che vanta 12 Doc e 7 Docg, con 10.669 ettari di superficie vitata per una produzione di circa 944.313 quintali e 661.400 ettolitri prodotti, mentre la produzione di uva da tavola è di circa 520 quintali.
Fonte: Vita Casalese.
La guerra non ferma l’export.
Nonostante l’embargo, le restrizioni e le minacce piacciono le bollicine italiane La guerra non ferma l’export Nel 2022 crescono le esportazioni in Russia che aumentano del 16 Nonostante guerra, restrizioni, embarghi e minacce, la Russia non rinuncia al vino italiano con le esportazioni tricolori che sono aumentate del 16% nel 2022 e hanno raggiunto lo storico record dei 172 milioni di euro. E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat che attestano come non si fermano gli acquisti di vino italiano che arriva a Mosca dove i cittadini non rinunciano a consumare bottiglie tricolori, a casa e al ristorante. “L’Italia è diventata nel 2022 il primo Paese fornitore di vino in Russia – spiega il presidente Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco – con una quota di mercato di circa il 30%, davanti a Spagna e Georgia, con i vini più gettonati che oltre al Prosecco sono l’Asti, il Gavi e i Dop piemontesi, toscani, siciliani e veneti.
Fonte: Vita Casalese.
Vinitaly Mandrolisai protagonista con undici vini su 79 sardi premiati.
E sette sono prodotti da aziende di Atzara tra conferme e nuove realtà Idi MIchela Columba Avara Mandrolisai protagonista al Vinitaly: su 79 vini sardi segnalati e premiati per la guida 5StarWines – the Book 2024 e Wine Without Walls di Vinitaly, 11 sono di questa regione storica. Di questi ben 7 i vini prodotti dalle aziende di Atzara. «Un successo meritato e senza dubbio estremamente gratificante – spiega il sindaco di Atzara Alessandro Corona – che rafforza il percorso di crescita del Mandrolisai ed in particolare di Atzara, un percorso che vede le nuove generazioni investire in conoscenza, qualità e passione come mai era successo in passato». Grande risultato dell’azienda Famiglia Demelas e del suo vino “Domo”, un Mandrolisai doc premiato come miglior vino rosso et Questi prodotti valorizzano la migliore esperienza del nostro territorio.
Fonte: Nuova Sardegna.
I danni del gelo – Allarme dopo le gelate «Le viti hanno sofferto. Il bilancio dei danni si farà dopo Pasqua».
Allarme dopo le gelate «Le viti hanno sofferto li bilancio dei danni si farà dopo Pasqua» II presidente Baragli della cantina di Montespertoli fa il punto «Le centraline di rilevazione in Valdelsa con temperature a -5 gradi» Anche gli altri prodotti dei campi sono a rischio a causa del freddo. «Le gelate di questi giorni, almeno fino al 10 aprile, pongono a serio rischio le nostre produzioni vitivinicole. L’auspicio è che non si ripeta un disastro come quello vissuto nello stesso periodo del 2021, quando il 30 per cento circa dei raccolti andò perso». II timore espresso nei giorni scorsi da Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana e presidente della Cantina sociale Colli Fiorentini di Montespertoli, era fondato. Ieri notte la colonnina del mercurio è scesa sotto lo zero anche in alcune zone della Valdelsa e dell’Empolese.
Fonte: Nazione Empoli.
«Gli invasi lungo la Pesa non bastano per la siccità».
L’assessore montelupino Lorenzo Nesi interviene a proposito dell’emergenza. Tre invasi collinari anti-siccità ‘resistono’ nei progetti sulla valle della Pesa, «ma da soli non bastano. Servono interventi sulle perdite degli acquedotti, sui massicci prelievi, e sulla naturalità dei corsi d’acqua». Sono parole dell’assessore all’ambiente di Montelupo, Lorenzo Nesi, che ha altresì espresso soddisfazione per il documento passato in consiglio sulla Pesa. Intanto, sul fiume sono stati piazzati i piezometri per controlli più approfonditi. Ma andiamo alla questione invasi. Qualche giorno fa Confagricoltura Toscana aveva sollecitato: «Troppa burocrazia, sbloccare subito gli invasi».
Fonte: Nazione Empoli.
Montecucco in festa La denominazione compie 25 anni «Fatto un gran lavoro».
Basile: «La carta vincente è un vino che rispecchia il territorio» II Consorzio ha 68 aziende e la produzione è di 1,2 milioni di bottiglie Cinquecento gli ettari di vigneti oggi vocati a Doc e Docg. Era 11 1998 quando, alle pendici del Monte Amiata, nasceva la Doc Montecucco. Sono trascorsi 25 anni e di passi in avanti ne sono stati fatti molti, sempre conservando la vocazione biologica originaria. Oggi questa denominazione d’origine vanta circa l’80%o di produzione certificata bio per un totale di 68 aziende associate, circa 1,2 milioni di bottiglie e 500 ettari di vigneto oggi vocati alle Doc e Docg (su una superficie potenziale di 800 ettari).
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Monteverro Un bianco da premio.
Una grande riconferma di qualità per la Cantina Monteverro di Capalbio che con il suo Chardonnay 2020 si è aggiudicata l’inserimento all’interno della rinomata guida 5StarWines – the Book 2024 nella categoria «Miglior vino biologico bianco». Il requisito essenziale per farne parte è aver ottenuto un punteggio di almeno 90/100 in seguito alla degustazione alla cieca da parte della giuria internazionale dell’evento: circa 70 esperti – scelti tra Master of Wine, Master of Sommelier, diplomati Wset, Italian Wine Ambassador e Expert certificati dalla Vinitaly International Academy, enologi e giornalisti – hanno esaminato, commentato e valutato le 2269 referenze iscritte – per la maggior parte vini bianchi – , premiandone poi 733.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Cantina di Pitigliano in crescita.
È soddisfatto Moreno Felici, presidente della cooperativa Cantina di Pitigliano, della trasferta a Verona, in occasione del Vinitaly. «In fiera abbiamo portato tutti i nostri vini – dice Felici -, ovvero la linea premium, riservata alla clientela Horeca, ma anche quei prodotti destinati ai mercati esteri e alla Gdo, più le nostre Doc Maremma presenti nell’area dedicata al Consorzio». Tra le note positive riscontrare su tutti i prodotti portati in fiera vi è un oggettivo innalzamento nello standard qualitativo dei vini. «Apprezzamenti importanti sono arrivati sul salto qualitativo che i nostri vini hanno fatto specie nell’ultima annata – conferma Felici -. Per questo dobbiamo ringraziare tutti i nostri soci che hanno lavorato in vigna nella maniera corretta e la struttura messa in piedi a livello produttivo dalla nostra enologa Katia Guerrini».
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Todi – Un atto della TravIata dedicato al Grechetto.
Performance a Vinitaly grazie al tenore Terranova. Scelto “Amami Alfredo” Un atto della Traviata dedicato al Grechetto. Il Grechetto di Todi superiore di scena, nel senso letterale della parola, al Vinitaly, l’importante manifestazione internazionale che ha da poco chiuso i battenti a Verona. E’ avvenuto nel corso di un’originale performance proposta e condotta dal tenore Gianluca Terranova che attraverso tre giovani cantanti lirici – Daniele Terenzi, Giovanni Pio Battaglino e Yu Zhang- ha presentato lo spettacolo Italia opera talent “Tre atti in tre stappi” in cui sono stati abbinati ai tre atti della Traviata di Giuseppe Verdi altrettanti vini umbri.
Fonte: Corriere dell’Umbria.
Conflitto Masi-Rosso, lascia anche il presidente dei sindaci.
Agogliati: «Manca la necessaria autonomia». La società: «Tesi intontiate». Dopo la rumorosa uscita dal Consiglio di amministrazione di Masi Agricola di Renzo Rosso, avvenuta lo scorso 12 marzo, anche il professionista che Mister Diesel aveva proposto quale presidente del collegio sindacale, due anni fa, rassegna le dimissioni dal suo incarico in modo tutt’altro che discreto. Ieri, Cristiano Agogliati, commercialista milanese formatosi alla Bocconi, ha interrotto con effetto immediato il suo rapporto con Masi per «l’impossibilità di svolgere con la necessaria autonomia il proprio ruolo». Considerazioni che la società veronese non condivide, ritenendole pretestuose e infondate.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Lo scontro sul super pesticida che salva i vigneti – È scontro sul pesticida tossico che sconfigge il flagello delle viti.
C’è un super pesticida, a quanto pare una delle uniche armi rimaste contro la terribile flavescenza dorata, che l’Europa vieta ma che il Veneto vorrebbe reintrodurre in deroga. «Non solo il Veneto – precisa l’assessore all’agricoltura Caner ma tutto il Nord Italia L’altenativa è stare senza vino, la flavescenza divora in serie i vigneti». Secondo gli ambientalisti, a partire dal dem Andrea Zanoni, cl sarebbero studi che catalogano il super pesticida come altamente nocivo peri bambini fino al punto da metterne in pericolo lo sviluppo. «Allarmismo» secondo Caner. E scontro sul pesticida tossico che sconfigge il flagello delle viti Zanoni: danni tremendi ai bambini. Caner è l’unico che funziona, l’uso sarà mirato.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Allarme parassita, metà vigne a rischio «Serve un pesticida».
Veneto, polemica per la deroga chiesta al ministero Zanoni: «Sostanza neurotossica». Caner: «Non è vero». Dice Federico Caner, assessore regionale all’Agricoltura, che in Veneto 1150% dei vigneti – alcun in maniera grave – è aggredito dalla “cicalina” e cioè l’insetto (nome scientifico Scaphoideus titanus) che funge da vettore di una delle peggiori malattie per le piante: la flavescenza dorata. «E una pandemia, siamo in piena emergenza», dice l’assessore, spiegando che questa malattia che ammazza le vigne. dopo i due iniziali focolai nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene e in Valpolicella, è ormai estesa in tante regioni: oltre al Veneto, anche Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, pure le Marche.
Fonte: Gazzettino.
«Manodopera e burocrazia, vigneti eroici senza futuro».
Fuori programma ieri mattina a Palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, dopo la presentazione delle “Terre Alte della Marca Trevigiana” che si sono aggiudicate il titolo di Città Veneta della Cultura 2023. Quando il governatore Luca Zaia ha chiesto se c’erano domande, il primo ad alzarsi in piedi e ad intervenire è stato Francesco Miotto, della famosa azienda Col Vetoraz di Santo Stefano di Valdobbiadene. «Presidente, qua i vigneti eroici sono destinati a scomparire perché non si trovano giovani disposti a venire a lavorare. E poi il titolo di patrimonio dell’Unesco ci ha messo tanti, troppi paletti. Per noi non ci sono bandi, le attrezzature costano tantissimo. per un trattorino si spendono più di 1OOmila euro.
Fonte: Gazzettino.
Masi, nuovi attacchi e dimissioni Boscaini: «Sono accuse infondate».
Dopo Rosso se ne va anche il presidente dei sindaci ?Agugliati: «Non posso operare, non c’è autonomia» indicato dalla Red Circle del patron di Diesel e Otb II presidente della spa del vino: «Non siamo scalabili» LA GUIDA DELL’AZIENDA VERONESE DELL’AMARONE: «PER CONSOB NON CI SONO PROBLEMI, FORSE L’IMPRENDITORE VICENTINO VOLEVA PIÙ POTERE». Ora sembra proprio guerra aperta. Masi Agricola, dopo Renzo Rosso se ne va anche Cristiano Agogliati, presidente del collegio sindacale della società del vino quotata in Borsa famosa in tutto il mondo per il suo Amarone. L’addio è motivato, spiega una nota, «dall’impossibilità di svolgere con la necessaria autonomia il proprio ruolo». «Considerazioni che la società non condivide in quanto pretestuose e infondate» risponde Masi Agricola.
Fonte: Gazzettino.
Le colline Unesco sono Città veneta della cultura – Il riscatto delle “Terre Alte”.
I 29 Comuni delle Marca, con Pieve di Soligo capofila, sono stati riconosciuti “Città veneta della Cultura” 2023 con un progetto di 60 eventi diffusi sul territorio e imperniati su paesaggio e musica: come scenari vigne, laghi e cantine. Filini a pagina XXII 129 Comuni delle Marca, con Pieve di Soligo capofila, sono stati riconosciuti “Città veneta della Cultura” 2023 con un progetto di 60 eventi diffusi sul territorio e imperniati su paesaggio e musica: come scenari spazi inconsueti, dalle vigne a laghi e cantine Il riscatto delle “Terre Alte”. La tenerissima valle di Zanzotto, il buon ritiro del soprano Toti Dal Monte sempre più paesaggio dell’arte: le “Terre Alte della Marca Trevigiana” si aggiudicano il titolo di Città Veneta della Cultura 2023, battendo altre 17 candidature che avevano partecipato al bando.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Pesticidi, deroga contro la flavescenza «Autorizzato anche il più pericoloso».
II Veneto e le altre Regioni chiedono di utilizzare II clorpirifos, nocivo per i bambini. Zanoni: «Un rischio inaccettabile» Si tratta di un prodotto vietato nell’Ue dal 2020 «Causa disabilità psichica e autismo» Andrea De Polo Può danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini, causare disabilità psichica e autismo, determinare squilibri ormonali e metabolici. Ma a giugno si potrà tranquillamente utilizzare sui vigneti veneti per combattere la flavescenza dorata. Il clorpirifos, pesticida e insetticida tra i più potenti ed efficaci nella lotta alla cicalina, vietato nell’Unione Europea dal 2020, sta per tornare in auge grazie a una deroga chiesta al ministero della Salute dal Servizio Fitosanitario Nazionale, appoggiata dalla Regione Veneto (e dalle altre Regioni), con lo scopo di contrastare l’epidemia di flavescenza dorata.
Fonte: Nuova Venezia.
Terre Alte di Marca nominate Città veneta della cultura.
Alla fine l’hanno spuntata le “Terre Alte della Marca Trevigiana”: ecco il nuovo vincitore della terza edizione del titolo di “Città veneta della cultura”. Non un singolo Comune, quest’anno, bensì una cordata di realtà che, con la guida di Pieve di Soligo, ha presentato un programma di 60 eventi diffusi sul territorio e imperniati su paesaggio e musica. In particolare, sono stati pensati diversi eventi musicali che avranno cornici assolutamente inconsuete – dai laghi alle vigne, dai belvedere alle manifatture, dalle cantine alle chiesette rurali – e che si svolgeranno in momenti particolari della giornata, come l’alba o il tramonto, tra aprile e novembre 2023.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Pesticidi, arriva la deroga anche per il più pericoloso – Pesticidi, deroga contro la flavescenza «Autorizzato anche il più pericoloso».
Lotta alla flavescenza: la Regione chiede l’utilizzo dello clorpirifos, nocivo per i bambini Caner: «Solo un trattamento». L’imbarazzo dei Consorzi: «Per noi è vietato». Pesticidi, deroga contro la flavescenza «Autorizzato anche il piu pericoloso» ll Veneto e le altre Regioni chiedono di utilizzare il clorpirifos, nocivo per i bambini. Zanoni: «Un rischio inaccettabile» Si tratta di un prodotto vietato nell’Ue dal 2020 «Causa disabilità psichica e autismo» Andrea De Polo Può danneggiare lo sviluppo mentale dei bambini, causare disabilità psichica e autismo, determinare squilibri ormonali e metabolici. Ma a giugno si potrà tranquillamente utilizzare sui vigneti veneti per combattere la flavescenza dorata.
Fonte: Tribuna Treviso.
«Solo un trattamento a giugno rischi limitati per le persone».
L’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner: «Non siamo stati gli unici a chiederlo» «Continueremo a incentivare le buone pratiche agronomiche, nel rispetto del territorio» «Solo un trattamento a giugno rischi limitati per le persone». Un solo trattamento, tra giugno e luglio, dovrebbe essere sufficiente a debellare la cicalina che causa la flavescenza dorata. Un solo trattamento, soprattutto, non dovrebbe rappresentare un rischio per la salute delle persone. E la difesa della Regione Veneto alle accuse mosse dal consigliere dem Andrea Zanoni, che ricorda come la storia del clorpirifos, vietato nell’Ue ma pronto a tornare tra i vigneti grazie a una deroga, sia segnata dagli allarmi arrivati dagli Stati Uniti, e recepiti in Europa, sulle conseguenze nefaste perla salute dei bambini.
Fonte: Tribuna Treviso.
Il mondo Prosecco ora è in imbarazzo «La sostenibilità prima di tutto».
Zanette (Doc): «Noi contrari, ma non possiamo opporci» Tomasi (Docg): «Garantire una gestione attenta dei vigneti» \el Protocollo Viticolo la Docg ha espressamente vietato il clorpirifos Nel Protocollo viticolo del Consorzio del Prosecco Conegliano Valdobbiadene, dettagliato vademecum sui prodotti che si possono utilizzare o meno all’interno della denominazione, il clorpirifos è bandito per la sua «alta tossicità nei confronti dell’uomo». Cosa succede ora che il ministero della Salute sembra intenzionato ad autorizzarlo in deroga per i trattamenti contro la flavescenza dorata? Il Consorzio non ha ancora preso una decisione a riguardo. E il Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, da anni impegnato in un percorso per la sostenibilità che non gli ha risparmiato qualche critica da parte di alcuni associati, ha ribadito la sua contrarietà alla deroga per il clorpirifos, sottolineando però di non potersi oppone alle decisioni del ministero.
Fonte: Tribuna Treviso.
Le colline Unesco e i 29 Comuni sono “città veneta della cultura” – La “Città veneta della cultura” per il 2023 sono i 29 comuni delle Colline Unesco.
Montedoro: «La nomina è il grande risultato delle capacità di fare rete dei protagonisti di questo territorio». La “Città veneta della cultura 2023” saranno i 29 Comuni dell’area Unesco. Con 130 eventi culturali, soprattutto di carattere musicale e paesaggistico, programmati sino a fine anno. Lo ha deciso la Regione, sulla base della candidatura presentata in forma associata attraverso l’Ipa (Intesa Programmatica d’Area) delle Terre Alte della Marca Trevigiana, capofila Pieve di Soligo, e sostenuta dall’Associazione Colline Unesco. «Il riconoscimento di Città veneta della cultura – ricorda il presidente della Regione, Luca Zaia – è stato istituito con legge regionale al fine di sostenere e promuovere la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, la crescita del turismo e degli investimenti nel territorio, la conservazione dell’identità, la creatività, l’innovazione, la crescita economica e sociale del territorio.
Fonte: Tribuna Treviso.
Lo scivolone di Ceccardi (Lega). Celebra il primato dei vini Antinori «alla faccia della Ue». Ma la cantina ha vinto il premio anche grazie ai fondi europei (ben spesi).
Non era mai successo che un’azienda vitivinicola italia si aggiudicasse il primo posto nella classifica The World’s Most Admired Wine Brands, gli “Oscar” per le cantine. È Marchese Antinori, storica cantina dell’omonima famiglia toscana, a vincere il riconoscimento del magazine Drinks International. Solo pochi mesi fa, l’iconica cantina nel Chianti Classico, progettata dall’architetto Marco Casamonti, aveva ottenuto il primato anche nella classifica World’s Best Vineyards. Comunque, per celebrare il più recente successo, l’ex candidata presidente della Regione Toscana, la leghista Susanna Ceccardi, rimasta in Europarlamento dopo aver perso la tornata del 2020, ha pubblicato un post sui social. «Ancora una volta, un vino italiano primo nelle classifiche internazionali. Un primato che mi rende orgogliosa in primis come cittadina toscana. La tutela dei nostri prodotti è una priorità per me e per il governo. Alla faccia di chi vorrebbe etichettare il nostro vino come cancerogeno».
Fonte: Open.
La Francia che si racconta con orgoglio: i vini di Les Grands Chais de France.
Oggi quest’azienda vende nel mondo una bottiglia su quattro di vino francese, ma guarda con estremo interesse all’Italia dove punta alla ristorazione, alle enoteche e alla grande distribuzione. Senza trascurare la frontiera dell’online. Le cifre danno ragione alle aspettative, poiché lo scorso anno il giro d’affari in Italia ha toccato i 6 milioni e 800 mila euro, contro i 5.600.000 euro del 2021. Se guardiamo a due anni prima, le cifre raddoppiano. Stesso discorso per i volumi: dalle poco più di 832.000 bottiglie nel 2019 e 2020 si è passati a 1.132.824 nel 2021 e a 1 milione e 300 bottiglie nel 2022.
Fonte: Identità Golose.
Vino, il futuro è biodinamico, l’incontro a Vinitaly.
Demeter Italia, presente a Vinitaly con un proprio stand ospitante una collettiva di 6 aziende vinicole, ha organizzato il Convegno “Vino: il Futuro è Biodinamico”, che si è svolto lunedì 3 aprile dalle 15.30 alle 16.30 presso il Padiglione F – Organic Hall. In occasione di questo incontro, moderato da Francesca Lucifero, sono intervenuti produttori vitivinicoli e operatori del settore che hanno raccontato le loro storie e si sono espressi sulle prospettive future per la viticoltura biodinamica. Federica Camerani dell’Azienda Corte Sant’Alda di Mezzane di Sotto (Verona), ha scelto la viticoltura biodinamica “quando ancora non era di moda”, intraprendendo un percorso iniziato da sua madre, Marinella. L’azienda nasce nel 1986 a conduzione biologica, per diventare nel 2010 la prima azienda veronese certificata Demeter. Secondo Federica, il vino biodinamico sta attraversando un percorso di crescita qualitativa e chi lo produce non ha bisogno di “giustificarsi” su apparenti imperfezioni, che vengono apprezzate sempre di più dai consumatori che condividono questa filosofia.
Fonte: Gazzetta di Milano.
Qual è il vino più costoso di sempre? La storia della bottiglia da oltre 500.000 euro.
Aveste la possibilità, spendereste mai oltre mezzo milione di euro per una bottiglia di vino? Qualcuno probabilmente sì, anzi c’è chi l’ha effettivamente fatto, per un vino a dir poco speciale, proveniente dalla Borgogna. Si tratta infatti di un vino ricavato dalla prima vendemmia post seconda Guerra Mondiale. Un vino ricavato da vigne, storiche, subito dopo definitivamente espiantate. Un vino, insomma, già unico e che tale poi è rimasto, proprio perché le piante dalle quali è stato ottenuto poi sono state eradicate. Questo, ma non solamente come vedremo, ha contribuito al prezzo folle al quale è stato venduto un Romanée-Conti Grand Cru del 1945, battuto all’asta al modico prezzo di 558.000 euro (base di partenza poco più di 30.000 euro). Se insomma a qualcuno può sembrare caro il vino italiano più costoso di sempre, un Barolo Riserva Monfortino, capace di raggiungere per le sue annate migliori anche i 1200 euro, per questo rosso proveniente direttamente dalla Francia il discorso si fa decisamente più serio.
Fonte: Cookist.
La carta d’identità del vino.
Affrontati a Vinitaly i temi del riconoscimento della categoria «Vignaiolo» in etichetta. Le altre battaglie della Fivi: le informazioni ambientali, nutrizionali e sanitarie. Si è chiusa con numeri da record l’edizione numero 55 di Vinitaly: 93 mila operatori di cui 29.600 stranieri. Quattro giorni all’insegna dell’internazionalità, durante i quali Verona si è confermata la più grande fiera per il business vitivinicolo concentrata sull’incoming estero. Al termine della kermesse sono state annunciate anche le date della 56.ma edizione: 14-17 aprile 2024. L’edizione 2023 di Vinitaly è stata salutata con riscontri largamente positivi anche dall’Associazione Vignaioli Indipendenti che quest’anno era presente con la partecipazione corale di oltre 200 associati FIVI, provenienti da tutta la Penisola.
Fonte: L’adigetto.
L’Italia del vino corre forte: ecco i nostri assaggi migliori.
Il vino è tornato al centro del villaggio. L’edizione numero 55 del Vinitaly che si è svolta nei giorni scorsi alla fiera di Verona ha dimostrato che anche la politica considera il made in Italy un asset fondamentale del sistema Paese. Ci voleva tanto? E anche tra i corridoi affollati dei padiglioni veronesi si respirava un’aria di ottimismo, di rinascita anche grazie al fatto che si è trattato del primo vero Vinitaly full optional dopo lo stop del Covid e il timido ritorno del 2022. Ma io qui parlo di calici pieni (o mezzo pieni), di profumi, di gusti, di emozioni. E vi racconto i miei assaggi preferiti dei quattro giorni veronesi. In mezzo c’è di tutto per prezzo, provenienza geografica e umnanità (fattore che per me è sempre fatidico). La suddivisione che abbiamo scelto è però per tipologia. Buone bevute.
Fonte: Il Giornale.
Il vino, consumato con moderazione, è amico del cuore.
Dietro gli effetti protettivi del vino sul cuore potrebbe celarsi un meccanismo che agisce su particolari lipidi presenti nel sangue, chiamati ceramidi. Proprio in occasione di Vinitaly, manifestazione che si è tenuta a Verona, i ricercatori dell’IRCCS Sacro Cuore di Negrar annunciano che avrà inizio a breve un Dottorato di ricerca, nato dalla collaborazione con l’Università scaligera, con l’obiettivo di dimostrare che l’assunzione lieve–moderata di vino può avere effetti cardiovascolari benefici agendo sulla riduzione delle ceramidi, acidi grassi presenti in quantità elevata nel sangue dei pazienti colpiti più volte da eventi ischemici come l’infarto cardiaco. Il Dottorato in Medicina Biomolecolare, presieduto da Massimo Donadelli, professore ordinario di Biochimica dell’ateneo veronese, coinvolge per l’IRCCS Sacro Cuore di Negrar il dottor Stefano Bonapace, cardiologo, il dottor Gianluigi Lunardi, farmacologo clinico, e il dottor Antonio Conti, direttore del laboratorio di Chimica Clinica.
Fonte: Teatro Naturale.
Vino, con Naturalia la qualità del mosto cristallino.
A seguito delle recenti normative comunitarie, anche in Italia diventa obbligatorio nel 2023 per i produttori di vino indicare nel retro delle etichette i valori nutrizionali e la lista degli ingredienti utilizzati. Di particolare rilievo, nei prodotti vitivinicoli, anche per garantire la trasparenza delle etichette nei confronti dei consumatori, la presenza degli zuccheri, utilizzati nel processo produttivo. Ce ne parla Maurizio Cambrea, amministratore delegato dell’azienda Naturalia che, con il suo prodotto principale, il mosto concentrato rettificato solido, lavora per promuovere una filiera vitivinicola sempre più sostenibile e un vino derivante per il 100% da uva. “Finalmente anche il settore enologico dovrà informare il consumatore su come viene fatto il prodotto. Indicando gli ingredienti che costituiscono il prodotto finale, in questo caso il vino. Attraverso l’etichetta QR Code il consumatore potrà leggere se il vino è un prodotto integro, salubre, 100% da uva oppure contiene ingredienti estranei alla filiera.
Fonte: Stream24 – Il Sole 24 Ore.
Vinitaly 2023, presenti le eccellenze del vino del municipio VI delle Torri di Roma.
Per la prima volta a Verona all’evento Vinitaly 2023, il salone internazionale del vino e dei distillati, presente una delegazione del municipio VI delle Torri di Roma per dare risalto alle aziende del territorio e raccontare ed esaltare le eccellenze vitivinicole romane. “Purtroppo spesso e volentieri finiamo sulle cronache nere quando invece abbiamo un territorio ricco di grandi eccellenze. – spiega ai microfoni di TeleAmbiente Nicola Franco, presidente Municipio VI Le Torri Roma – Siamo qui per dare una forza in più alle nostre cantine che hanno sede e operano nel municipio delle Torri”. E aggiunge: “I terreni del Frascati doc si trovano sulle pendici del vulcano dei Colli Albani e, la maggior parte di questi, ricade sul municipio Roma VI delle Torri, ma non tutti lo sanno. Dietro ad una bottiglia di vino c’è una storia, una tradizione e tanto sacrificio. E noi siamo qui perché vogliamo essere vicino alle nostre eccellenze.”
Fonte: TeleAmbiente.
Vino, il business fa brindare la Lombardia: in cantina indotto da 88 milioni.
Fa bene alla salute, ma anche al turismo il vino che quest’anno solo nella nostra regione porterà un indotto di 88 milioni di euro grazie ai turisti, e ai lombardi, che visiteranno le oltre 3mila aziende vitivinicole disseminate tra la Valtellina e il Pavese. A fare i conti in tasca all’enoturismo ci ha pensato Cna Lombardia con uno studio che ha stimato in 1,7 milioni i turisti che nel 2023 si dedicheranno al turismo enologico non limitandosi alla gita fuori porta ma pernottando perlomeno una notte fuori casa in strutture alberghiere e spesso extra-alberghiere. Una quota significativa dei 10 milioni appassionati gourmet che ogni anno in Italia si concedono almeno un week-end tra i filari, generando un indotto di 2,5 miliardi di euro. A loro si aggiungono gli enoturisti provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Austria, per quanto riguarda l’Europa, e da Stati Uniti d’America e Giappone, fuori dal Vecchio Continente. La maggioranza degli enoturisti incastona l’esperienza vinicola in una vacanza più lunga, magari deviando per un giorno o due dall’itinerario prestabilito.
Fonte: Il Giorno.
STAMPA ESTERA
The good and bad news for UK wine buffs.
I hiring lockdown. the average age id Nine Society joiners was IO gars younger than beltlre here is bad news for wine drinkers in the UK. As chancellor Jeremy Hunt announced quietly in his budget last month, from August 1 duty will increase by 44p on an average bottle of table wine, by 97p on a bottle of sherry and by £1.30 on a bottle of port. It is the biggest rise in wine duty since 1975. Judging from what has happened in the wake of past increases, I have a nasty feeling that some retailers will be unwilling to increase the price of their own bottlings by this much, so may well look at sourcing cheaper and generally poorer quality wine for them. Smaller or more traditional wine merchants may just have to take a deep breath and explain to their customers why their prices have gone up — or hope that between now and then currency movements will soften the blow. One significant wine retailer in Britain has decided to promise its customers that current prices (and quality) will be maintained until the end of the year. “It will cripple our margin,” says Steve Finlan, chief executive of The Wine Society, “but I think we can do it. It’s a very Wine Society thing to do. No one else could.” What he means is that this 148year-old wine-buying co-operative’: shareholders are its wine-buying The good and bad news for UK wine buffs Jancis Robinson W inc members, each of whose shares cos just £40 with half of that redeemable against their first order So the Society doesn’t have to pay dividends or even make a profit. Member-shareholders have the satisfaction of knowing that the Society’s prices and quality are some of the best in the land, if not the very best in terms of pricing, especially as delivery is free. Finlan feels he can make the bold promise to hold prices because the Society’s biggest investment to date a fifth temperature-controlled warehouse for its members’ reserves next to the Society’s Stevenage headquarters, has already been accounted for. (The move from central London to the unglamorous outskirts took place back in 1965 when the Society’s chair, the late Edmund Penning-Rowsell, was also this paper’s wine correspondent, scrupulously avoiding mention of the Society.) The Society has a crack team of professional wine buyers, who are encouraged to buy direct rather than from UK importers, and are increasingly sourcing special bottlings to be labelled either The Society’s X or, if they are of an even higher quality, The Society’s Exhibition X, a reference to the 1874 International Exhibition in the Royal Albert Hall that led to the Society’s formation.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
Fonte: Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 7 aprile 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Le top aziende «ambasciatrici» della filiera del vino italiano.
Unicredit e Nomisma hanno analizzato oltre 90 indicatori delle imprese del settore Le top aziende «ambasciatrici» della filiera del vino italiano Record di export e creazione di valore. Spiccano quelle in Veneto •• Le imprese rappresentano un asset strategico per il valore della filiera vitivinicola italiana e del Veneto in particolare. Negli anni si sono infatti evolute per rispondere alle continue sfide del mercato, generando valore non solo per sè stesse ma anche per i territori in cui sono inserite. E quanto emerge nella tappa finale del percorso di analisi sul posizionamento competitivo delle filiere agroalimentari avviato da Unicredit e Nomisma che – dopo aver presentato a Vinitaly 2021 e 2022 rispettivamente il super-indice Agri4lndex dedicato al rating della filiera vitivinicola italiana rispetto ai competitor europei e lo scoring delle Regioni del Vino – in questa occasione ha identificato 8 imprese BestAmbassador del vino italiano.
Fonte: Arena.
Multe e rimozioni crollo verticale Promosso il piano traffico per il Vinitaly.
Posivito il bilancio della rassegna internazionale dal punto di vista viabilistico. E in programma ci sono altri interventi Crollano le multe e le rimozioni Promosso il piano per il Vinitaly Nel 2022 erano state 1.753 e 122, oggi sono 772 e 52. Ferrari: «Decisive le navette» Strategico UP anche l’utilizzo delle telecamere di sorveglianza Luigi Altamura Comandante della polizia locale Roberto Vacchini •• Dicono che al centralino della polizia municipale c’era più di qualche agente sorpreso. Non di ricevere telefonate nei giorni di fiera che quello, si sa, è ineluttabile come le tasse. Di riceverne, invece, così poche rispetto agli anni passati. Fuori il pennarello rosso: Vinitaly 2023 può essere cerchiato nel calendario come l’anno della svolta.
Fonte: Arena.
Promozione del vino potenzialità inespresse – Promozione del vino….
Anche quest’anno il Vinitaly di Verona si è confermato punto di riferimento per il mondo enologico mondiale, anche attraverso un cartellone ricco di appuntamenti e di incontri utili a raccontare, al meglio, quella che è la grande cultura del vino. Non nascondo, però, di aver avvertito con una certa forza, aggirandomi per stand e padiglioni, la necessità di un aggiornamento delle forme di promozione del vino, alla quale anche il Vinitaly è chiamato. Paradossalmente, proprio in una edizione dei grandi numeri c dei numerosi eventi collaterali organizzati, penso che la grande fiera del Vinitaly debba puntare a un cambio di passo decisivo e che non possa sottrarsi al confronto con quegli aspetti che hanno letteralmente invaso anche l’universo enologico.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
La Vernaccia fa splendere lo stand della Copagri.
Si è conclusa la kermesse veronese di Vinitaly 2023 e per le Marche continua a crescere l’attenzione verso i propri vitigni che dimostrano di essere sempre più all’altezza di quelli italiani. Anche per il 2023 il trend di crescita dell’export del vino marchigiano sarà ultra positivo e supererà di molto l’aumento delle vendite avvenuto nel 2022, che ha toccato quasi un più 26%. La Copagri (Confederazione produttori agricoli), presente con uno stand, ha ospitato una selezione di cantine da tutta Italia di cui tre marchigiane, l’azienda agricola Marchetti di Ancona con il suo Verdicchio, la cantina Villa Pigna di Ascoli Piceno con il Rosso piceno superiore e l’azienda agricola Colleluce di Serrapetrona (Macerata) con la Vernaccia.
Fonte: Resto del Carlino Macerata.
San Marino brinda al Vinitaly.
Anche il Titano è stato protagonista alla 55esima edizione del Vinitaly-Salone internazionale dei vini e distillati, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino che ha visto la partecipazione di oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni. San Marino ha presentato e valorizzato i prodotti vitivinicoli del territorio. Il segretario di Stato al Territorio, Stefano Canti, ha visitato lo spazio espositivo della Repubblica di San Marino esprimendo compiacimento per i risultati ottenuti durante l’esposizione. «Si è concluso Vinitaly 2023 – dice l’enologo della Cantina San Marino, Michele Magalotti -, una grande opportunità.
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
«A Vinitaly bilancio positivo Rivediamo i compratori asiatici».
L’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia «A Vinitaly bilancio positivo Rivediamo i compratori asiatici» BARI – Puglia terra di vini pregiati, di imprese e cantine immerse in paesaggi mozzafiato, tra i filari di vitigni autoctoni, che hanno difeso, valorizzato di generazione in generazione, e migliorato un prodotto oggi fortemente richiesto sui mercati europei ed internazionali. È la Puglia in mostra alla 55esima edizione del Vinitaly 2023 di Verona, che martedì scorso ha chiuso i battenti centrando ancora una volta l’obiettivo prefissato, ovvero di promuovere la qualità indiscussa dell’enogastronomia regionale, così come da strategia della Regione che, con il suo Dipartimento Agricoltura, in collaborazione con Unioncamere Puglia, ha sostenuto la partecipazione di 115 imprese vitivinicole, presenti nel Padiglione 11, e coordinato numerosi eventi promozionali dedicati dentro e fuori Salone.
Fonte: Taranto Buonasera.
Ca’ del Bosco, mezzo secolo in volata.
Maurizio Zanella, 270 ettari: cresceremo ancora «Più cambia il clima, più servono vigneti in Franciacorta». Maurizio Zanella (nell’illustrazione qui sotto), presidente e fondatore di Ca’ del Bosco, racconta la nuova corsa alla terra sulle colline del Metodo classico bresciano. «Le cantine decano accumulare vini di riserva, anche al 15% della produzione, per fat fronte alle annate più sinistre, tra gelate primaverili e siccità». A 5o anni dalla prima bottiglia, Ca’ del Bosco è una solida azienda che domina su 270 ettari di vigneti. Punta a crescere ancora, come altre aziende franciacortine. La disponibilità di vigneti è limitata e per questo i prezzi all’ettaro sono saliti, si parte da 200 mila euro l’ettaro e si supera il doppio. Anche íl successo della denominazione rende più competitiva la corsa al terreni.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Il nostro vino buono e i suoi tanti nemici.
Oltre agli astemi, i tappi di plastica, la vendemmia a giugno e non a settembre, il Chianti e il Pigato che fanno più bottiglie dell’uva che li produce, la raccolta meccanica, il prezzo e gli americani. Il Foglio, perla penna di Paola Peduzzi, ha fatto un lungo e interessante reportage su Vinitaly, la fiera del vino che si svolge in questi giorni. Il Foglio però si occupa soprattutto dell’aspetto economico, che ovviamente c’è perché il vino è un prodotto, anche se molto particolare. Io penso invece che quella del vino sia soprattutto una questione culturale più importante di quella economica. Di quest’ultima mi preme solo sottolineare che noi italiani siamo incapaci di promuovere i nostri prodotti. I francesi hanno degli ottimi vini, beaujolais, bordeaux, borgogna. Ma noi ne abbiamo di altrettanto validi, e forse più validi e soprattutto molto diversificati.
Fonte: Il Fatto Quotidiano.
Il vignaiolo 4.0 rilancia la viticoltura con blockchain e NFT.
La startup piemontese GroGrapes, che conta 17 soci, punta a crea una community di vigneron virtuali che con un minimo investimento possono sostenere appezzamenti reali nel Monferrato astigiano di Paola Stringa possiamo chiamarla `mezzadria 4.0′, o `mezzadria digitale’. Il progetto pionieristico di GroGrapes unisce reale e virtuale, vigna e piattaforma, istituti del codice agricolo e smart contract della blockchain. Prende forma nel 2020, in piena pandemia, dall’idea di due amici, Carlo Farotto e Stefano Francia, con un background professionale industriale ma una storia familiare che affonda le radici, come per molti in Italia, nella terra. In quella del Monferrato, dove, dal `700, nella Cascina della Pesa c’erano le stalle e i vitelli e si producevano frutta e vino.
Fonte: Il Settimanale PMI.
Enologia sartoriale.
Piccoli produttori e grandi bottighe — a cura di Riccardo Lagorio Azienda Agricola Mammoliti Wines • Lucraetio Nella terra dell’oliva taggiasca, dove un tempo erano pure famosi gli agrumi, tra i vitigni si sta riaffermando il Moscatello di Taggia. Accantonata a favore degli ulivi, la vite locale è in prima linea per affermare la specificità del territorio e contrastare il mercato (indifferenziato) dei vitigni internazionali. Suo padrino Eros Mammoliti, che a fine Novecento, ascoltando i racconti degli anziani e inseguendo le loro orme alla ricerca degli alberi superstiti, ha saputo intravedere tra quei tralci un futuro vinicolo delle Valli Argentina e Armea. Lucraetio, secco e giallo intenso, profuma di timo e pesca bianca. Lo stoccafissu à baücôgna, ancestrale versione di Badalucco del brandacujun (quest’ultimo, stoccafisso accomodato con patate), si invaghisce del persistente retrogusto salino e ammandorlato del vino.
Fonte: Il Settimanale PMI.
Il nuovo liceo del made in Italy.
Perché risponde alla crescente proiezione verso il resto del mondo dell’economia italiana Il nuovo liceo del made in Italy La sinistra sul suo conto ha preso lucciole per lanterne. C’erano una volta i due licei: classico e scientifico. Poi sono nati il linguistico, il musicale, il liceo classico con indirizzo scientifico e infine il liceo delle scienze umane opzione economico-sociale. Insomma, dal santuario ateniese dedicato ad Apollo liceo (da lùcos, lupo o dalla Licia, regione dell’Asia Minore) il termine liceo ne ha fatta di strada. Fino al Vinitaly di Verona, dove l’altro giorno la premier Meloni ha presentato la sua nuova idea: il liceo del made in Italy, che sarà «quello più legato alla cultura italiana». «Vogliamo valorizzare il legame che esiste tra la nostra cultura, i territori e la nostra identità» ha spiegato il Presidente del Consiglio.
Fonte: Italia Oggi.
Conoscere (e trovare) il vino naturale.
“Vino naturale per tutti. Che cos’e, dove trovarlo, come amarlo”. Toma in un pratico formato tascabile il volume di successo di Alice Feiring, giornalista, divulgatrice e paladina di questo unico, sempre piu distinto e affermato frangente del mondo enologico. ll libro è pubblicato da Slow Food Editore. A completare l’opera è un elenco di produttori italiani e stranieri di grandi vini naturali.
Fonte: Libero Quotidiano.
Milano finanza Personal – Château Ausone, bene i senior.
Rivalutazione media del 4,98% alle-aste per le 16 annate dal 1934 al 1999 Château Ausone, bene i senior di Cesare Pillon prodotto in quantità limitata, Château Ausone prende parte con molta parsimonia alle aste, dove però spunta abitualmente quotazioni stabili ed equilibrate. L’anno scorso ha rinunciato alla classificazione di Premier Grand Cru Classé A, di cui era stato insignito insieme a Château Cheval Blanc nel 1955, quando questa denominazione era stata creata a Saint Emilion: lo ha deciso per protestare contro la concessione della Classé A ad aziende più attive nel marketing che nella ricerca della qualità ma lo ha fatto senza clamore, mostrando ancora una volta la sua scarsa propensione a mettersi in mostra.
Fonte: Milano Finanza.
Carpineto scommette su ricerca e green – Carpineto investe su ricerca e sostenibilità per crescere.
Carpineto, l’azienda di Greve che ancora oggi fa capo alle due famiglie Sacchet e Zaccheo, investe in innovazione. Conta cinque tenute nelle denominazioni storiche, Chianti Classico, Nobile di Montepulciano e Brunello di Montalcino, oltre che in Maremma e Valdarno, per un totale di zoo ettari di vigneti, 3o etichette e 3,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno. «La nostra forza è il buon rapporto qualità-prezzo», spiega elencando i punteggi ottenuti nelle guide vinicole Antonio Michael Zaccheo, figlio del fondatore che segue l’export ed è appena tornato dal Vinitaly. Pieraccini —u pag. 11 Carpineto investe su ricerca e sostenibilità per crescere Toscana. In arrivo a Greve una nuova linea di. imbottigliamento da 2,4 milioni che servirà per il Chianti Classico. Pannelli solari, impianti di irrigazione e parco macchine nuovi per tagliare i costi dell’energia Silvia Pieraccini sogni si possono avverar.
Fonte: Sole 24 Ore Centro.
Il Vino delle Sabbie diventa Divino Comacchio torna capitale del gusto.
Il 29-30 aprile e l’1 maggio la prima edizione d i un grande percorso enologico Comacchio I vini delle sabbie in festa a Comacchio. Con la manifestazione Delta Divino, in programma il 29-30 aprile e il 1° maggio, la città lagunare ospiterà la prima edizione di una manifestazione enologica del Delta del Po e delle eccellenze gastronomiche. Si tratterà di una tre giorni dedicata al vino e al cibo, ma anche con appuntamenti di cultura e arte contemporanea, nel suggestivo palcoscenico urbanistico e monumentale costituito dal centro storico di Comacchio.
Fonte: Nuova Ferrara.
Lambrusco, dopo il Mef trasferta a Parigi.
È tra i vini italiani diffusi in più Paesi al mondo, oltre 90 nel complesso. È il Lambrusco: un vino che, sotto un unico nome, racchiude un’ampia gamma di interpretazioni e denominazioni, alcune delle quali sono nate oltre 50 anni fa. Questo traguardo, festeggiato di recente insieme ai produttori presso il Museo Enzo Ferrari a Modena, sarà al centro di un evento internazionale che il Consorzio Tutela Lambrusco, in collaborazione con Apt Servizi Emilia-Romagna, sta organizzando per il 21 giugno a Parigi.
Fonte: Resto del Carlino Modena.
Mazzali: «Investiamo sull’enoturismo».
Dopo il record di Vinitaly, Mazzali: «Investiamo sull’enoturismo» L’assessore Barbaraa Mazzali: Enogastronomia e turismo sono strettamente connessi nella promozione del territorio. «Il vino è un prodotto del territorio e quindi anche un biglietto da visita per i turisti, nazionali e esteri. Lo sa bene la Lombardia, che è protagonista nell’enoturismo», ha spiegato Barbara Mazz1i, assessore al Turismo, Marketing territoriali e Moda di Regione Lombardia, commentando i numeri da record del Vinitaly 2023.
Fonte: Brescia Oggi.
Mazzali dopo Vinitaly «Lombardia protagonista».
«Enogastronomia e turismo sono strettamente connessi nella promozione del territorio. Il vino è un prodotto del territorio e quindi anche un biglietto da visita peri turisti, nazionali e esteri. Lo sa bene la Lombardia, che è protagonista nell’enoturismo», spiega Barbara Mazzali, assessore al turismo della Regione, commentando i numeri da record del Vinitaly 2023 che ha chiuso i battenti ieri a Verona. Sono state 93mila le presenze, di cui 29.600 straniere, registrando un +20% di buyer esteri rispetto allo scorso anno, con la presenza di 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vigneti sottozero per troppe ore «Speriamo che si riprendano».
L’allarme scatta nelle zone di Rovescala, Santa Maria della Versa e Casteggio. Più fortunati i terreni meglio esposti al sole Vigneti sottozero per troppe ore «Speriamo che si riprendano». Anche i vigneti dell’Oltrepo Pavese colpiti dalla gelata della notte tra mercoledì e giovedì. E ora si temono danni sulla produzione, che già risente del prolungato periodo di siccità. I tecnici della Coprovi di Casteggio stanno effettuando i sopralluoghi nelle zone più colpite e solo nei prossimi giorni si potrà fare una stima completa dei danni. Le colonnine meteo che la Coprovi ha installato sul territorio hanno registrato tra i vigneti di fondovalle, in alcuni casi, temperature sotto lo zero, da -2 a -4 gradi, come ad esempio a Rovescala, Santa Maria della Versa, ma anche in zone del Casteggiano.
Fonte: Provincia – Pavese.
II vino come ambasciatore del gusto «Cene a tema per attrarre turisti».
Nel mondo del vino «fare sistema» significa promuovere il territorio. II vino, da anni, si lega sempre di più alla gastronomia, alla cultura, all’arte e alla storia di un luogo divenendo uno dei principali elementi capaci di attrarre un numero sempre crescente di turisti. Un modello emblematico è quello legato al progetto «Enoturismo Marche. Dalla vigna alla tavola» che è stato presentato ieri ad Ancona nella sede direzionale di Confcommercio Marche. Nato dalla collaborazione tra la Regione Marche, Marche e Wine e Confcommercio, coinvolge circa duecento cantine, oltre trenta birrifici agricoli e artigianali, e più di duecento tra ristoratori, bar e produttori di cibi di denominazione.
Fonte: Resto del Carlino Ancona.
Vinitaly: Gran Monferrato con Paolo Desana e la Doc.
A Verona La candidatura a Territorio europeo del vino 2024 e il libro sulla vita del senatore Vinitaly: Gran Monferrato con Paolo Desana e la Doe • Nella seconda giornata del Vinitaly, al Padiglione 10, nello spazio istituzionale di Piemonte Land of wine e Regione Piemonte, è stato presentato il grande evento che avrà luogo a Torino dal 21 al 23 settembre: il Salone Mondiale del Turismo WTE — World Tourism Event 2023, a cura dell’Assessorato regionale al Turismo e Cultura, Visit Piemonte e Mc Marketing Consulting. Vittoria Poggio, assessore al Turismo, cultura e commercio della Regione ha sottolineato «l’importanza dei grandi eventi per rendere sempre più attrattiva la regione. Il Salone sarà a Torino, e si svolgerà in uno dei luoghi culturali e storici più prestigiosi, Palazzo Carignano, ma non solo, coinvolgerà tutte le province attraverso la rete delle Agenzie turistiche».
Fonte: Monferrato.
Grignolino e anche Rubino A Verona conferme e sorprese.
Per i nostri vigneron presenti in fiera tantissimi contatti sia in Italia che all’estero Grignolino e anche Rubino A Verona conferme e sorprese • Si è conclusa con soddisfazione, per i vigneron monferrini del Consorzio di Tutela Colline del Monferrato Casalese, l’edizione 2023 del Vinitaly, con nuovi contatti raggiunti e mercati aperti sia in Italia sia nel resto del mondo. Per qualcuno è stata una conferma, per altri una sorpresa rispetto ad un Salone tra i più importanti del mondo enoico che, quest’anno, ha contato oltre mille top buyer provenienti da 68 Paesi selezionati. I vini cosiddetti di nicchia sono stati tra i più apprezzati rispetto ad un mercato in continua ricerca degli un descovery Made in Italy, ovvero, degli autoctoni meno noti ad effetto “wow”, quelli che trasferiscono un percepito di esclusività e di autenticità dei sapori.
Fonte: Monferrato.
Novità al Vinitaly L’idea valenzana: gioiello’ al collo …della bottiglia.
Si torna dal Vinitaly con ottimismo, per un Piemonte sempre al centro dell’attenzione del mondo enologico. Sui buoni affari stretti tra i padiglioni c’è naturalmente riserbo, ma tra gli operatori alessandrini si ostenta soddisfazione perla fiera, ritornata ai livelli pre-pandemia per numero di visitatori specializzati e per l’interesse che ha catalizzato, polemiche comprese. Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura, sprona all’orgoglio piemontese: «Il Piemonte, con una superficie vitata di 48.000 ettari – di cui il 43% situata in montagna, il 30% in collina e il 27% in pianura – offre eccellenze enogastronomiche riconosciute a livello internazionale. I nostri vitivinicoltori hanno saputo affrontare e superare, grazie alla qualità dei loro prodotti, la riduzione delle esportazioni durante il Covid, trovandosi oggi ad essere il primo comparto export del Paese»
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Presenze in calo ma più stranieri a Vinitaly 2023 – Mondo Vinitaly.
Quella che si è appena conclusa a Verona è stata un’edizione di Vinitaly caratterizzata dalla presenza di tanti importatori e buyer stranieri, ma pochi ristoratori e appassionati italiani, frenati dal costo del biglietto di 120 euro. È l’impressione dei produttori biellesi presenti in fiera in base all’affluenza negli stand nell’area del Consorzio Nebbioli Alto Piemonte o in altri padiglioni. Per gli organizzatori un buyer su 3 proveniva dall’estero con un +20% rispetto al 2022. Mondo Vinitaly Alla fiera di Verona che si è chiusa mercoledì il ritorno massiccio fra gli stand dei compratori internazionali Bilancio positivo per le aziende biellesi e vercellesi, grandi assenti dell’edizione numero 55 invece i ristoratori. Le cantine laniere soddisfatte della kermesse veneta Bramaterra in vetrina “C’è molto interesse per il nostro territorio”.
Fonte: Stampa Biella.
Mondo Vinitaly.
Alla fiera di Verona che si è chiusa mercoledì il ritorno massiccio fra gli stand dei compratori internazionali Bilancio positivo per le aziende biellesi e vercellesi, grandi assenti dell’edizione numero 55 invece i ristoratori Contatti preziosi per i produttori del Gattinara Docg Gli Usa alla scoperta dei rossi gattinaresi E c’è anche il Vietnam. La conferma del fatto che il Nord Piemonte Je i suoi vini sono noti ben oltre i confini italiani e che il Gattinara, unica Docg vercellese, è uno degli ambasciatori migliori del nebbiolo nel mondo. La 558 edizione di Vinitaly, conclusasi mercoledì, ha regalato nuove certezze e qualche sorpresa ai produttori di Gattinara. Miglior organizzazione, meno privati ma più addetti al settore negli stand, l’atteso ritorno dei rappresentanti di mercati esteri importanti che tra pandemia e conflitto ucraino mancavano a Verona da quattro anni.
Fonte: Stampa Vercelli.
Due mari e tre marchi “doc”, Messina conquista il ” Vinitaly”.
La nostra città protagonista alla kermesse di Verona con Mamertino, Faro e Malvasia. L’intervento del sindaco Basile Due mari e tre marchi “doc”, Messina conquista il “Vinitaly” Un’occasione preziosa per promuovere sempre più l’immagine del territorio Messina è sempre stata la cittä “porta” della Sicilia, e questa funzione ne ha scritto il destino. Terra d’accoglienza, terra di culture che si avvicendano nella Storia, ognuna in grado di integrarsi all’altra, in quell’universalità che e stato il Mediterraneo. Su questo scenario il si ste ma vino de] Messinese – l’unico in grado di poter vantare tre denominazioni “Doc” distribuite tra la terra ferma e le Eolie (Doc Malvasia delle Lipari, Doc Mamertino e Doc Faro) -, può generare sinergie di sistema tra territori video strutture ricettive e, ovviamente ristorazione.
Fonte: Gazzetta del Sud Messina.
Ecco come si diventa la prima denominazione d’Italia certificata «Equalitas» per la sostenibilità.
II Consorzio di Montepulciano svela le buone pratiche delle aziende che hanno contribuito a raggiungere l’obiettivo Ecco come si diventa la prima denominazione d’Italia certificata «Equalitas» per la sostenibilità Andrea Rossi: certificazione. Quale sia stato il ultimi cinque anni ha investito modo in cui ciascuna cantina ha in formazione e contribuito a farlo, ha cercato di sensibilizzazione sui temi di «Essere una scoprirlo il Consorzio del Vino sicurezza e ambiente. La totalità Nobile di Montepulciano che ha delle aziende ha dichiarato denominazione chiesto ai propri associati con inoltre di aver ridimensionato quali attività abbiano l’utilizzo di fitofarmaci e sostenibile privilegiato questo obiettivo.
Fonte: Toscana Oggi.
Il Consorzio del Brunello brinda al Vinitaly.
«E stato un Vinitaly all’altezza delle nostre aspettative: abbiamo riscontrato una buona presenza di operatori, importatori e distributori internazionali altamente profilati». È il commento del presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, a conclusione della 55^ edizione del Salone internazionali che si è svolto Veronafiere. «Tra i buyer esteri – ha aggiunto Bindocci -, è stato particolarmente interessante incontrare delegazioni provenienti anche da mercati emergenti come Est Europa, Cina e Messico. Si sono chiusi affari e aperte nuove possibilità per le nostre denominazioni a conferma di quanto la partecipazione a questi eventi sia necessaria». Al 55° Vinitaly hanno esposto 134 aziende di Montalcino, di cui 63 nella collettiva coordinata dal Consorzio.
Fonte: Nazione Siena.
Intervista a Ulrich Pedri – «Vini, costi di produzione alle stelle ma qualità superiore alla media».
Il personaggio. Dal 1991 Ulrich Pedri lavora al settore Enologia del Centro di Sperimentazione a Vadena e dal 2008 ne è il responsabile «Dal 2010 siamo entrati a far parte del mercato dei “grandi vini” e la nostra ricerca mira ad essere il più possibile applicabile nell’immediato» Ci concentriamo sulla tipicità, sulle sensazioni gustative dei vini e sulla conservabilità. Dal 1991 Ulrich Pedri lavora al settore Enologia del Centro di Sperimentazione Laimburg e dal 2008 ne è il responsabile. Con il suo team, Pedri si occupa di ricerca applicata e trasferimento di conoscenze in stretto contatto con vignaioli ed enologi delle cantine vitivinicole locali. Grazie alle degustazioni effettuate, gli operatori del settore hanno la possibilità di informarsi e aggiornarsi in prima linea sulle novità dalla ricerca scientifica.
Fonte: Alto Adige.
La prima volta per i laboratori del Noi Techpark al Vinitaly.
Nuove tecnologie. Uno stand con i partner dell’ateneo bolzanino e del Centro di Laimburg. Cinque giorni, oltre 4.000 aziende espositrici da 30 nazioni, più di 125mila presenze da oltre 130 Paesi. Sono i numeri dell’edizione 2023 – chiusa l’altro ieri – del più importante salone dedicato al vino e ai distillati, il Vinitaly, a cui, per la prima volta, hanno partecipato anche i laboratori Food Tech del Noi Techpark con i partner unibz e Centro di sperimentazione Laimburg, oltre a 90 produttori altoatesini. Quello vitivinicolo è un settore importantissimo per l’Alto Adige, così come per il resto d’Italia – l’industria vitivinicola nazionale vale 31,3 miliardi di euro e impegna 530 mila aziende con circa 870 mila addetti – e le attività di ReS sono strategiche per ogni impresa del settore che voglia guardare al futuro con business innovativi e sostenibili.
Fonte: Alto Adige.
All’ombra del sogno Unesco si apre il Palio del Recioto.
Cultura, sport e gastronomia nel programma dell’evento che inizierà domani e si chiuderà dopo Pasqua All’ombra del sogno Unesco si apre il Palio del Recioto II titolo potrebbe andare alla tecnica dell’appassimento delle uve Brunelli: «II metodo è parte delle attività e della storia della Valpolicella» Il sindaco Grison: coordinamento del Consor- economici in rete sono i punzio« Siamo orgogliosi tutela vini Valpolicella. ti chiave per l’assessore a turi«Siamo« In questi primi mesi del smo e promozione, Camilla di essere parte 2023 sono iniziati i passaggi Coeli: «Comune, pro loco, as del percorso istituzionali con la Commis- sociazioni locali e stakeholsione nazionale italiana per der condividono l’obiettivo e proporremo l’Unesco e il Ministero della di promuovere luoghi di intero fondimenti» cultura», afferma il sindaco resse per i visitatori e il no approfondimenti» Roberto Grison.
Fonte: Arena.
Doppio riconoscimento per l’azienda “Le Carline’.
Al concorso enologico internazionale “Wine Without Walls” alla 55.esima edizione di Vinitaly. “Le Carline” si è aggiudicato i premi con i vini “Sauvignon Nepis IGT Veneto 2021” e “Carline Rosso IGT Veneto Orientale 2020”. «Siamo orgogliosi di questo risultato – commenta il produttore Daniele Piccinin – in quanto il Sauvignon Nepis 2021 è uno dei pochi PIWI, vino ottenuto da vitigni resistenti alle malattie fungine, ad essere premiato e segna qual è l’importante strada che questi nuovi vitigni stanno percorrendo». Il riconoscimento al Vinitaly è tanto più importante in quanto proprio al Vinitaly è stata ufficialmente presentata “Iwi Italia”, l’associazione che racchiude le varie PIWI regionali.
Fonte: Gazzettino Venezia.
Finto vino Doc Perquisizione anche nella Marca.
Le perquisizioni, nelle aziende Antonutti di Colloredo di Prato e Wine Company Srl di Premariacco, sono proseguite anche ieri, per tutta la giornata e ne sono state effettuate anche a carico di un agente di commercio trevigiano. Sono circa 20 mila, per un totale di 150 ettolitri e un valore di 200 mila euro, le bottiglie, già pronte per essere commercializzate, sequestrate giovedì sera dai carabinieri del Nas e dagli ispettori dell’Ufficio Icqfr Nord Est (Ispettorato centrale a tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) in quanto la documentazione acquisita a seguito della perquisizione avrebbe evidenziato, secondo quanto si è appreso, alcune divergenze in merito alla provenienza e alla consistenza del vino.
Fonte: Tribuna Treviso.
Il volo dei paracadutisti apre la Mostra Docg di Col San Martino.
Al via ieri l’evento più antico della Primavera del Prosecco Zaia annuncia che a giugno sarà pronto il Cammino Unesco. Come sono le colline dell’Unesco dal paracadute? «Una meraviglia di merletti», rispondono, i carabinieri del rinomato I Reggimento Tuscania. Il volo dei paracadutisti durante l’inaugurazione della 67. Mostra del Valdobbiadene Superiore, è l’emozione che il presidente della Pro Loco, Luciano Stival, ha voluto riservare alla sua gente. «Abbiamo scelto i carabinieri del Tuscania — ha detto il presidente della Pro Loco, Stival, dando avvio all’evento inaugurale con l’arrivo dal cielo del tricolore —, perché vogliamo lasciare il segno, ma soprattutto lasciarci alle spalle il passato. È un sogno che si realizza anche per me che sono stato paracadutista». Ad augurare buona mostra è stato Walter Balliana, il presidentissimo, 93 anni, reduce da tutte le 67 edizioni della Mostra.
Fonte: Tribuna Treviso.
Ecco Co(u)ltura, il festival di vino e di letteratura.
Il Vinitaly ha appena certificato il profondo legame tra vino e cultura. E sul grande palcoscenico scaligero internazionale il Consorzio del Prosecco Docg ha annunciato “Co(u)ltura Conegliano Valdobbiadene”, primo Festival della letteratura del vino, al castello di San Salvatore a Susegana sabato 6 e domenica 7 maggio. La rassegna, realizzata in collaborazione con Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, proporrà incontri con gli autori, banchi d’assaggio con i produttori, masterclass abbinate a libri di scrittori che hanno raccontato il territorio del Conegliano Valdobbiadene, e video spettacoli sulle diverse declinazioni del tema enologico. Tra gli ospiti, Gad Lerner in dialogo con lo storico dell’alimentazione Alberto Grandi; il giornalista ed esperto del mercato enologico globale Mike Veseth, intervistato dall’esperta di fama mondiale Susan Gordon.
Fonte: Tribuna Treviso.
Vinitaly: dalle etichette ai falsi, ecco la cantina degli orrori.
Kressecco, Bordolino, vino senza uva e senza alcol: la “cantina degli orrori” al Vinitaly. L’allarme di Coldiretti: “Il vino italiano è sotto attacco con ripetuti blitz a livello comunitario, come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche”. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione di Vinitaly 2023 di Verona, dove è stata aperta la prima cantina degli orrori con gli esempi più eclatanti degli attacchi al vino. «Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini – scrive Coldiretti – non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate
Fonte: Gardapost.
La storia di Marchesi Antinori, eletta migliore cantina al mondo.
Che il vino italiano fosse un prodotto apprezzato in tutto il mondo si sapeva, l’ha riconfermato anche il successo della 55esima edizione di Vinitaly, la più grande fiera internazionale dedicata al vino, alla sua produzione e, soprattutto, ai suoi produttori. Ecco perché, quando si parla di eccellenze vinicole e storie Made in Italy non si può non pensare alla storica cantina Marchesi Antinori, premiata con un nuovo importante riconoscimento. Marchesi Antinori si è aggiudicata il primo posto di The World’s Most Admired Wine Brands, l’autorevole classifica stilata dal magazine Drinks International che comprende le aziende vinicole più apprezzate al mondo, votate da un’Academy di Masters of wine, sommelier, buyer, giornalisti ed esperti del settore.
Fonte: ELLE.
Nonino oltre i 18 milioni di euro. In arrivo l’ottava cantina.
Un 2022 di ulteriore crescita e un 2023 ricco di investimenti. Non si arresta la corsa di Nonino, azienda distillatrice e produttrice di grappa fondata nel 1897 in Friuli-Venezia Giulia. “Il 2022 è stato un anno molto positivo, in cui abbiamo raccolto quanto seminato negli anni precedenti”, racconta a Pambianco Wine&Food Cristina Nonino, consigliere con delega alla distillazione artigianale e al mercato Italia. I ricavi hanno infatti oltrepassato quota 18 milioni di euro, in aumento sui 16,9 milioni di euro del 2021 (anno chiuso a +25%), grazie a “una bellissima performance dell’estero”, che genera il 56% dei ricavi totali in 87 Paesi, ma anche all’Italia dove “c’è stato un bellissimo riscontro grazie alla ripresa dell’Horeca”.
Fonte: Pambianco TV – Pambianconews.
Sai qual è il miglior vino rosso italiano del 2023?
Il vino è uno dei prodotti che meglio rappresentano la nostra cultura culinaria nel mondo. Esistono tante guide che elencano quali sono i migliori vini in commercio ogni anno, per offrire ai consumatori la possibilità di scegliere l’eccellenza. Da oltre dieci anni, la rivista internazionale “5starWines” seleziona i migliori vini italiani, appartenenti alle diverse categorie (bianco, rosso, frizzante, dolce…) per inserirli nella sua prestigiosa guida. I risultati della selezione di quest’anno sono stati diffusi nei giorni scorsi, in occasione del Vinitaly che si è svolto a Verona.
Fonte: greenMe.
Queste 8 imprese sono le migliori ambasciatrici del vino italiano.
Bilanci aziendali, investimenti in sostenibilità ambientale e sociale, digitalizzazione, internazionalizzazione, brand reputation e valorizzazione territoriale. Sono questi alcuni degli oltre 90 indicatori che hanno portato a eleggere i Best Ambassador del vino italiano, tappa finale di un percorso di analisi sul posizionamento competitivo delle filiere agroalimentari, avviato da Unicredit e Nomisma e presentato in occasione del Vinitaly 2023. A ricevere l’Unicredit Wine Award la cantina G.D. Vajra (Piemonte), l’azienda agricola G. Ricci Curbastro e Figli Società Benefit (Lombardia), l’azienda vinicola Umani Ronchi (Marche, Spinelli (Abruzzo), Feudi di San Gregorio Società Agricola (Campania), Aziende agricole Planeta (Sicilia) e Masi Agricola (Veneto). Quest’ultima, in particolare, è stata premiata per il suo livello di awareness e reputation nei confronti del consumatore italiano e internazionale, che hanno contribuito a rafforzare il posizionamento dell’Amarone e in generale dei vini Made in Italy nel mondo.
Fonte: Business People.
Il vino fa bene al cuore, lo proteggere dai grassi dannosi presenti nel sangue.
Bere un bicchiere di rosso fa bene o male? I benefici del vino si discutono da diverso tempo: molti credono che le sue proprietà siano in qualche modo sopravvalutate, mentre altri sono convinti che se bevuto con moderazione possa ridurre il rischio di diverse malattie, tra cui quelle cardiache. Di quest’ultimo parere sono anche i ricercatori dell’Irccs Sacro Cuore di Negrar (Verona) che, insieme all’Università scaligera, avvierà a breve un dottorato di ricerca all’interno del quale si cercherà di dimostrare se l’assunzione lieve-moderata di vino può avere effetti cardiovascolari positivi agendo su alcuni grassi presenti nel sangue, chiamati ceramidi, che favoriscono le placche.
Fonte: Tiscali Notizie.
La nuova vita (interattiva) della Città del vino di Bordeaux.
A quasi sette anni dall’apertura, la Cité du Vin di Bordeaux si rinnova completamente per offrire nuove esperienze interattive ai visitatori che sono circa 400 mila l’anno (più di 2,3 milioni in totale). L’innovativo edificio in vetro e metallo sulle rive della Garonna, che con le sue forme sinuose evoca la rotazione del vino in un calice, inaugura il 7 aprile “Via Sensoria”, un nuovo percorso immersivo di degustazione dove si vive l’esperienza della vigna e del vino nel corso delle quattro stagioni, dalla primavera all’inverno. Guidati da un sommelier-animatore, ci si addentra fra le scenografie progettate da GEDEON Programmes in collaborazione l’Atelier Sylvain Roca degustando vini del mondo, uno per stagione, con l’accompagnamento dei versi composti appositamente per questi spazi dal poeta Nami Moukheiber. Le luci cangianti, le musiche di sottofondo creano l’atmosfera adatta a un nuovo approccio sensoriale alla degustazione, che si concentra sull’abbinamento del vino con la stagione.
Fonte: La Repubblica.
Biologico e a bassa gradazione. La scelta del vino per i giovani consumatori passa attraverso un approccio moderato e consapevole.
I risultati dell’indagine tra i wine & food lovers under 40 condotta dal professor Gabriele Micozzi, docente di marketing presso la Luiss Business School e l’Università Politecnica delle Marche. Lo studio effettuato su richiesta dalla delegazione marchigiana dell’Associazione Le Donne del Vino. Biologico e a bassa gradazione. La scelta del vino per i giovani consumatori passa attraverso un approccio moderato e consapevole. E’ quanto emerge da un’indagine condotta tra i wine & food lovers under 40 dal professor Gabriele Micozzi, presidente di Marketing Associati e docente di Marketing presso la Luiss Business School e l’Università Politecnica delle Marche.
Fonte: Foodaffairs.
Vendite di vino nella gdo: trend ancora negativo nel I trimestre 2023.
«Nel primo trimestre del 2023 si prolunga il trend negativo delle vendite di vini e spumanti nella Distribuzione Moderna che ha caratterizzato il 2022, ma la recente tendenza a una progressiva diminuzione dell’inflazione fa sperare in una ripresa nella seconda parte dell’anno». È il messaggio lanciato dalla tavola rotonda su “Vino e Distribuzione Moderna” del 3 aprile a Vinitaly, subito dopo la presentazione dei dati della “Ricerca Circana per Vinitaly”. Dai quali risulta che nel primo trimestre del 2023 le vendite di vino sono calate in volume del 6,2% mentre quelle delle bollicine dello 0,5% (dati Circana, primi 11 settimane del 2023, I+S+Lsp+Discount+ E-Commerce Panel Circana). «Nel 2022 le vendite di vino erano scese del 5,4% e quelle delle bollicine del 5,0% – si legge nel comunicato di Vinitaly -. Le tensioni inflazionistiche hanno causato, anche nel primo trimestre del 2023, un sensibile aumento dei prezzi: +7,0% il vino e +6,6% le bollicine; il che ha portato a far registrare un aumento delle vendite a valore dello 0,4% per il vino e del 6,1% per le bollicine.
Fonte: Floraviva.
Il mondo del vino al femminile: le figure italiane coinvolte nel settore 2 | Sara Piovano.
I numeri parlano chiaro: le donne rappresentano la maggioranza degli addetti e dei manager nell’ambito marketing e comunicazione (80%), commerciale (51%) e turismo (76%). Quali sono le figure femminili impegnate nei diversi rami del settore vitivinicolo? Dopo il successo della serie di interviste alle critiche di vino e parallelamente a quella dedicata alle donne produttrici, scopriamo impostazione, visione e prospettive con le dirette interessate. Sara nasce come contabile, ma abbandona il posto fisso per diventare una libera professionista nel mondo del vino. È Sommelier AIS e appassionata ricercatrice di piccoli produttori artigiani, lavora nella comunicazione del mondo del vino per valorizzare aziende e territori attraverso lo sviluppo e la gestione di progetti di comunicazione, in particolare di marketing e comunicazione digitale. Grazie alla rete di contatti creata nel tempo, coinvolge le nuove generazioni con diverse attività online e offline facendole appassionare al bello del vino.
Fonte: Luciano Pignataro.
Vino: le Cantine Ceci propongono le prime bottiglie in alluminio.
Anche il mondo del vino è chiamato a doversi confrontare in maniera sempre più urgente con la questione della sostenibilità; e la più recente innovazione proposta dalle Cantine Ceci, creata in collaborazione con Berlin Packaging e poi presentata a Vinitaly, va proprio in questa direzione. Il produttore parmense, infatti, diventa il primo al mondo a proporre i propri vini Otello Nero di Lambrusco e Otello Brut in una bottiglia di alluminio. Si tratta, stando a quanto dichiarato dalla stessa cantina durante la presentazione dell’iniziativa, di un “progetto innovativo all’insegna della sostenibilità e del rispetto della tradizione”, che di fatto punta ad allinearsi con le urgenze di una modernità sempre più macchiata dalla crisi climatica.
Fonte: Dissapore.
Vino: l’export segna un nuovo record di fatturato (7,87 miliardi), ma qualcosa non torna.
Il lato oscuro del numero: la cifra in sé non cambia, ma se calata in un contesto ecco che la sua interpretazione può mutare. Al tramonto del Vinitaly 2023 si parla ancora di vino, e in particolare della performance del canale in esportazione del nostro caro e vecchio Stivale che ha fatto registrare un nuovo record di fatturato – 7,87 miliardi di euro, a essere precisi, frutto di una crescita del 9,8%. C’è sempre un “ma”, però: una sillaba guastafeste che ci porta ad avvicinarci ai dati e notare che sotto una manata di vernice dorata sono state nascoste crepe più o meno evidenti. Eh sì, perché se come accennato sul fronte dei valori l’Italia continua a inanellare un risultato positivo dietro l’altro, sul piano delle quantità la musica cambia.
Fonte: Dissapore.
STAMPA ESTERA
Roederer va animer artistiquement ses domaines viticoles.
La stnnture philanthropique de la maison de champagne se dote d’ine directrice artistique afin de créer ses propres événements culturels et de se céployer à l’international. Dans lt maison de champagne Roedanr, on a toujours eu une passion pour la culture. Lois Raedeier. qui soutenait tes écrivains, z constitué l’une des plus riches’iábiiothèques de France au X1K° siècle. Dens les années 1990. Jean-Claude Rouzaud, à la téte de l’entreprise et grand admirateur de SaintExupéry, avait financé la recherche de l’avion depuis longtemps disparu de l’auteur du Peli:Prince. Tout naturellement, son fils, Frédérc Rouzaud, actuel PDG. a eu à •:aeur de poursuivre ce mècérat : il a commencé en aidant dans les années 2000 la BNF à exploiter son patrimoine Photographique. Puis il a soutenu les cartes blencl•es du Palais de Tokyo aux artistes contemporains, la galerie dédiée à la photo du Grand Palais. le festival Planches Contact de Deauville, les Rencontres d’Arles, le musée du Jeu le Paume, les Prix Rivélattons de la Semaine de la Critique dufestival de Cannes et du festival du filin américain de la cité bahéaire normande… Soutenir l’émergence . Nousne nidcinons pas les événemenis les plus attendus etpréférote réu9er des artistes moins connus, faire grandir de jeunes talents., souligne ï rédéº-k Itouzaud. Cest le sens aussi de son engagement auprès de la Villa Médias à Rome et de la Villa Albert te aux Etats-Unis. Autant d’actions qui ont valu à Roecerer le titre de Grand mécène de la Culture et conduit Frédérc Rouzaud à créer il y a douze ms une fondation. a In maison Roederer a toujours a, Jtchéses+aleursd’indépendanceet sa vision é long terme ll en est de méme pour notre mécénat ». poursuit le dirigeant qui naussi lancé le Louis Roecerer Photographs Prim for Sustainlbility en 20Z pour récompenser des photographes sensibilisés à la question environnementale. Afin de franchir une nouvelle étape. Yrédérlc Rouzaud vient de recrater une directrice artstique, Audrey Bazin. «Ia fandaton vase structurer autour de ses piliers -la création er la transmission – mais également se déployer á l’étranger », explique cette historienne de l’art contemporain passée par La Galerie Particulière et la Galerie Christophe Gaillard pour laquelle elle a développé des bourses et des résidences, aptes une incursion dans l’hôtellerie de luxe au sein d’un domaine viticole du sud de la France.
Fonte: Echos.
Bernard Magrez prêt à ouvrir le capital de son empire dans le vin.
L’homme aux quarante vignobles cherche 200 à 300 millions d’euros pour se développer en France et à l’étranger. A 87 ans, il prépare aussi sa succession. VIN « les banques m’ont toujours fuit confiance, ce qui m’a permis de me développer. Mais aujourd’hui, passer h l’étape supérieure, en France comme à l’étranger, nécessite un partenaire plantiez. » S’il a bäti son suces sur son goût certain pour se jouer des traditions, Bernard Magrez n’avait jamais varié sur un point : l’entrepreneur, devenu en quarante ans une figure incontournable du Bordelais, n’a jamais tu sa volonté de rester seul maitre a bord d’un empire de 38 vignobles, répartis partout dans le monde. Jusqu’à rester, soixante-deux ans après ses débuts dans le porto et les spiritueux, propriétaire à 100% de son groupe. Mais comme les goûts des consommateurs, dont ll a toujours senti avec un temps d’avance les évolutions, l’heure est bien au changement dans l’une des plus belles aventures entrepreneuriales du monde du vin. Alors que ses 87 printemps n’ont en rien entamé sa volonté de poursuivre l’expansion de son groupe, Bernard Magrez se dit désormais prêt à ouvrir son capital. « Pour avancer, ii faut investir clans de nouveaux vignobles, mais aussi dans la force commerciale, la communication ou encore l’élargissement de nos gammes, détaille le dirigeant. Cela nécessite d’apporter entre 200 et 300 millions d’euras. » Pour ce faire, le dirigeant a déjà mandaté il y a quelques mois une banque pour l’aider à trouver ces nouveaux investisseurs. Plutôt que des fonds, «pourquoi ne pas être accompagné par un acteur du secteur pour créer des synergies, ou un family office, l’idée étant de conquérir de nouveaux horizons», renchérit Bernard Magrez, qui y voit aussi un moyen de préparer sa succession. Alors que ses enfants n’ont pas vocation à prendre sa suite, le dirigeant le reconnaît, «A mon dge, c’est une question importante». Parmi les priorités du groupe, la France, bien sfûr, où il réallse 30 “/ d’un chiffre d’affaires qu’il tient jalousement secret. «Pourquoi ne pas envisager l’acquisition d’autres chAteaux classés, explique le baron du vin qui écoule déjà 1,6 million de cols de prestige issus de ses quatre propriétés classées. Avoir cinq ou six grands crus, c’est s’assurer une garantie de sérieux sur le pkm mondial » Après une première vie à développer en grande surface portos, tequilas et whiskys bon marché (sous la marque William Pitters), puis des vins de marque (Malesan, Sidi Brahim…), Bernard Magrez prend le tournant de la montée en gamme en 1980. Il rachète Pape Clément, un grand cru classé de Graves. Il lui faudra vingt ans pour acquérir à la fin des années 1990 Château Fombrauge (grand cru Saint-1milion), puis le Château la Tour Carnet (Médoc).
Fonte: Figaro.
Sécheresse : alerte rouge sur le vignoble du Languedoc- Roussillon.
Philippe Chamayrac dans ses vignes en AOC La Ciape e On se demande comment on va tenir iusgL’au vendanges s’il ne pleut pas » (Crédits Michèle Trevoux). Le déficit de pluviométrie, en recul de 40 à 60% sur les quatre départements viticoles du Languedoc-Roussillon, est une source d’inquiétude pour les viticulteurs qui ont déjà subi des pertes de rendement à cause de la sécheresse de l’été 2022. Et les menaces de restrictions d’eau ne sont pas de nature à rassurer ceux qui ont la chance de pouvoir irriguer. Alerte rouge sur le vignoble du Languedoc-Roussillon. Entre le l er octobre 2022 e; le 14 mars 2023, les quatre départements viticoles du Languedoc-Rouss’Ilon (Hérault, Gard, Aude et Pyrénées-Orientales) accusent un déficit de précipitations de 60% par rapport à la normale décennale, d’après les données relevées par la société Weenat, spécialiste des stations météo connectées. Ainsi, au cours des six derniers mois, il est tombé 263 mm d’eau alors que la moyenne décennale s’établit à 638 mm. Les Pyrénées-Orientales sont le département où la situation est la plus critique, avec seulemert 158 mm de pluviométrie sur cette période pour une normale décennale à 487 mm. L’Aude enregistre un cumul de précipitations de 250 mm (431 mm en moyenne sur dix ans), l’Hérault est à 278 mm (742 mm en moyenne décennale) et le Gard 367 mm (892 mm de moyenne décennale). Les sols sont secs en surface et en profondeur Pour les viticulteurs, la situation est très critique. « Tout le pourtour méditerranéen, de Nîmes à Perpignan, subit un déficit hydrique très important, indique Fmmanue Buisson, directeur Recherche et Innovation ctie7 Weenat. Cette importante zone viticole a reçu entre 40% et 60% de précipitations en moins par rapport à la normale. Les sols sont secs en surface et en profondeur, et les nappes phréatiques très basses. Ce n’est pas l’année la plus sèche : en 1989, la *** pluviométrie était encore inférieure. Mais la situation de ce début d’année 2023 est plus inquiétante car elle s’inscrit dans ce contexte de changement climatique avec des sécheresses récurrentes. Sur le terrain, l’inquiétude grandit. Frédéric Vrinat, le directeur de la cave coopérative de Gruissan, s’alarme : « Nous n’avons quasiment pas eu de pluie cet hiver. La végétation démarre avec des sols très secs, ce qui peut compromettre dès le départ le potentiel de récolte. Certains bourgeons pourraient ne pas sortir du fait de ce stress hydrique. Déjà en 2021 et 2022, certaines souches ont péri à cause de la sécheress.
Fonte: Tribune.
Pourquoi l’innovation de Bacchustorm intéresse les domaines viticoles.
Bacchustorm propose de décontaminer les barriques de vin par lumière pulsée (Crédits Bacchustorm). Spécialisée dans la décontamination par lumière pulsée des barriques de vin, Bacchustorm propose une alternative au méchage soufré, peu écologique. Approchée par des domaines viticoles, la jeune société gardoise entre en phase commerciale et entend déployer son innovation d’abord en France puis, dès l’an prochain, à l’international. Après avoir créé en 2018 Sterixène (9 salariés, 650.000 euros de chiffre d’affaires), une société spécialisée dans la décontamina:ion des surfaces par lumière pulsée, Jaryce Franc et Christophe Puisnel se lancent Gens une nouvelle aventure avec Bacchustorm, créée en septembre 2022. le En 2019, les dirigeants du domaine viticole Calon Segur, en Gironde, ont contacté Sterixène pour trouver une solution de décontamination de leurs barriques, qui serait une alternative à la technique ancestrale du méchage soufré, contextualise Janyce Franc. Leur maitre de chai avait fait réaliser des relevés parla MSA et le taux de S02 gazeux dans les chais explosait les compteurs. Comme ils ont 1.800 barriques de vins, ils cherchaient une solution plus écologique, moins gourmande en eau mais capable de réduire la quantité de micro-organismes, notamment les 8rettanomyces, ces levures d’altération donnant parfois ce goût d’écurie de vin. Sterixène étant dédié aux entreprises pharmaceutiques, cosmétiques ou agroalimentaires, nous avons estimé que la création d’une société à part entière, Bacchustorm, faisait sens. » Trois minutes chrono Après deux ans de travail. Janyce Franc et Christophe Puisnel ont mis au point un appareil de décontamiration qui fonctionre en utilisant la lumière pulsée. Une oremière dans le milieu viticole. [innovation a d’ailleurs fait l’objet, en novembre dernier, d’un brevet. *** L’appareil est composé d’un caisson mobile contenant la partie électronique (convertisseur d’énergie électrique), une zone de pilotage, le pistolet et une gaine de raccordement. a Le pistolet contient une lampe avec une ampoule au xénon, gaz neutre et inoffensif, précise Janyce Franc. Grâce à une impulsion électrique de très haute tension, le flash de lumière envole l’équivalent de 100.000 fois le spectre du soleil (intensité similaire à un arc de soudure, NDLR). C’est ce flash qui altère l’ADN des micro-organismes et détériore ainsi les pathogènes. » Des tests préliminaires ont été effectués avec le laboratoire Excell et ont montré une réduction drastique de Brettanomyces dans le vin après un élevage dans des barriques contaminées et traités par lumière pulsée. Grâce au système mis au point par Bacchustorm, en trois minutes et trente-six flashs (soit une énergie de 800 joules par flash).
Fonte: Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 6 aprile 2023!
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Intervista a Francesco Lollobrigida – Vinitaly incorona Verona – «Verona distretto alimentare? Sì a ogni iniziativa di sostegno».
La manifestazione chiude con 93mila arrivi e un aumento del 20% di operatori esteri da 143 Paesi D Vinitaly incorona Verona Capitale del business. Lollobrigida: «Distretto agroalimentare? Sì ad ogni iniziativa di sostegno» Un Vinitaly a pieno regime con numeri pre-Covid: la manifestazione si è chiusa ieri con 93mila presenze e la crescita è stata determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20%). Verona incoronata capitale del vino mentre si lavora al progetto del distretto agroalimentare. Il ministro Lollobrigida: «Sì ad ogni iniziativa di sostegno». Il ministro dell’Agricoltura parla della proposta lanciata da Zaia. E fa il bilancio di una rassegna conclusa con numeri da record «Verona distretto alimentare? Si a ogni iniziativa di sostegno» Lollobrigida: «Si promuove e valorizza il sistema. La direzione è quella di sviluppo territoriale e di inclusione sociale»
Fonte: Arena.
«Vinitaly sia l’unica rassegna internazionale italiana del vino».
II presidente regionale: «Edizione straordinaria, bandiera del Made in Italy» «Vinitaly sia l’unica rassegna internazionale italiana del vino» Zaia al Governo: «Urí Italia che si muove compatta per fare sistema» •• I numeri da record ma soprattutto la credibilità riconosciuta a livello internazionale. Il Vinitaly si chiude con gli apprezzamenti del mondo politico e imprenditoriale, con il governo schierato in forze alla rassegna scaligera. E proprio alla squadra di ministri capitana dalla premier Giorgia Meloni si rivolge il presidente regionale Luca Zaia alla chiusura della manifestazione. «E giunto il momento perché il governo esprima chiaramente l’indicazione che Vinitaly diventi l’unica manifestazione internazionale italiana del vino», le parole del governatore sempre presente la rassegna a Veronafiere.
Fonte: Arena.
Dall’Arte a Zaia: l’alfabeto del salone tra Made in Italy e le scelte «green» – Dall’arte ai buyer alla nave Vespucci Poi il Made in Italy e le scelte «green».
Un viaggio tra colori, istituzioni e profumi Dall’arte ai buyer alla nave Vespucci Poi il Made in Italy e le scelte «green» Tanti esponenti del governo e ospiti a Casa Athesis. L’alfabeto del Vinitaly. Un viaggio con le parole tra i colori e i profumi di una rassegna che è già nella storia. Per i numeri, per le presenze istituzionali, per gli affari. Mettendo di nuovo Verona al centro del mondo del vino. In Italia, in Europa, in tutto il pianeta. C’è anche l’arte tra Plk i grandi protagonisti della rassegna grazie alla mostra “Bacco divino” con i meravigliosi dipinti di Caravaggio e Guido Reni entrambi “prestati” dagli Uffizi di Firenze. Più di quattromila aziende presenti a Veronafiere e con il record di top buyer stranieri in arrivo da ben 68 Paesi di tutto il mondo per oltre l0mila incontri durante la rassegna. Nel grande stand del nostro gruppo editoriale tantissimi incontri con politici, imprenditori, sportivi e personaggi dello spettacolo per un totale di oltre 50 appuntamenti tra interviste e talk.
Fonte: Arena.
Fiera, record di presenze e buyer Forte spinta del governo al settore.
Stand chiusi, bilancio positivo del salone internazionale del vino. Storico il numero di interventi di premier e ministri flera, record di presenze e buyer Forte spinta del governo al settore Visitatori a quota 93mila e balzo di operatori esteri (+20%). L’ad Danese: «Undicimila incontri business e qui l’esecutivo ha presentato molti progetti». II presidente Bricolo: «Connubio vincente tra Veronafiere e città». Un’edizione di Vinitaly «a pieno regime», in cui si è tornati a numeri pre-covid. La manifestazione si è chiusa ieri con 93mila presenze cornplessive, di cui 29.600 straniere. La crescita rispetto all’anno precedente è stata in buona parte determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20%) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori: di questi, oltre mille i top buyer selezionati e ospitati da Veronafiere e da Ice-Agenzia.
Fonte: Arena.
Vinitaly saluta con dati record Zaia al governo: maggiori tutele.
“Sia unica fiera italiana” Vinitaly saluta con dati record Zaia al governo: maggiori tutele. Ha chiuso i battenti il Vinitaly che anche quest’anno ha portato a Verona il meglio del mondo enologico, tra produttori, associazioni di categoria e mondo politico. Tempo di bilancie a stilare il primo è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia. “E’ un Vinitaly che non smette di stupire. Quest’anno è stato registrato il numero record nella storia della manifestazione di presenze dall’estero. Operatori specializzati, buyer, aziende, che fanno a gara per potersi garantire quote della produzione enologica italiana, da proporre nei rispettivi Paesi. Vinitaly si è guadagnata negli anni una credibilità, un prestigio internazionale che ha trasformato la manifestazione in una vera bandiera del Made in Italy, dalla dirompente forza come ambassador delle eccellenze del nostro vino”, ha affermato Zaffa che incalza il governo affinché “esprima chiaramente l’indicazione che Vinitaly diventi l’unica manifestazione internazionale italiana del vino” euro.
Fonte: Voce di Rovigo.
Vinitaly chiude con 93mila presenze – In fiera 93mila presenze, piace il Vinitaly «business» «E ora il governo lo blindi».
Agli operatori piace la formula «business». Zaia: «Unica Cera del vino in Italia» VERONA Era, ieri, il giorno di chiusura di Vinitaly 2023 e VeronaFiere parla di 93mila presenze complessive, 5mila in più rispetto all’anno scorso, di cui 29.600 straniere: «La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri provenienti da 143 Paesi, +20% rispetto all’anno scorso nonché un terzo del totale degli operatori accreditati». Al 55esimo Vinitaly c’erano anche oltre mille top buyer. a pagina 7 SorIo In fiera 93mila presenze, piace il Vinitaly «business» «E ora il governo lo blindi» Zaia: «Va indicata come unica manifestazione italiana del vino» Christian Marchesini (Consorzio Valpolicella) La fiera ha ormai trovato la formula giusta per indirizzare i flussi: aziende stupide dalla qualità degli incontri. «Spinta» anche dal prezzo dei biglietti — mai cos.’ alto:120 euro quello giornaliero e 26o euro l’abbonamento — la nuova formula business del Vinitaly esce rafforzata dall’edizione numero 55 del salone. «La fiera ha ormai trovato la formula giusta per indirizzare i flussi: eravamo qui con 18 aziende e tutte sono state favorevolmente stupite dal numero di incontri “economici” svoltisi nei loro stand».
Fonte: Corriere di Verona.
Brilla la Puglia del vino – A Verona brilla la Puglia del vino.
All’interno quattro pagine dedicate alla fiera di Verona. Cala il sipario sull’edizione 2023 del Vinitaly di Verona, con l’esercito del vino di Puglia e Basilicata già proiettato agli obiettivi da mettere in cantiere. Tra premi e progetti, le cantine tornano a casa portandosi dietro il grande entusiasmo della ripresa post pandemica. Gli operatori regionali sono stati impegnati anche in una lunga serie di attività «fuori salone» Il riconoscimento al ristoratore Antonello Magistà (di Conversano) «Ambasciatore dei vini campani» A Verona brilla la Puglia del vino Cala il sipario sul salone con una lunga lista di riconoscimenti per í produttori. Cala il sipario sull’edizione 2023 del Vinitaly di Verona, con l’esercito del vino di Puglia già proiettato agli obiettivi da mettere in cantiere in vista della stagione più bella dell’anno
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Intervista a Donato Pentassuglia – «Il nostro vino parla della Puglia».
«Rivedrei la formula del salone: una «Dobbiamo recuperare terreno campionaria di rilancio sempre più forte, rispetto a regioni come la Toscana ma costi esorbitanti, quasi insopportabili» che sono avanti di qualche secolo» «Il nostro vino parla della Puglia» L’assessore Pentassuglia: abbiamo guadagnato appeal a favore del territorio Con la Puglia che si conferma seconda regione d’Italia per produzione di vino, i presupposti per il grande salto si fanno concreti. I dati diffusi da Coldiretti Puglia in occasione del Vinitaly non lasciano dubbi: export a più 10,4%, 38 vini Dop e Igp e quinto posto nella classifica nazionale per prodotti certificati. L’indotto dell’esercito del vino è sostanziale e oggi il futuro dell’agricoltura pugliese dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali e il patrimonio Made in Puglia.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
«Valorizziamo le tradizioni lucane».
II premio «Betti» assegnato a Giuseppe Avigliano fondatore della cooperativa agricola Vitis in Vulture In primo piano gli spumanti, ma anche i rossi in abbinamento con i formaggi del territorio «Valorizziamo le tradizioni lucane» ll presidente Bardi: «ll vino prodotto in Basilicata guadagna sempre più importanza» Tante novità ma anche la conferma della grande importanza del settore vitivinicolo nel panorama produttivo regionale. È positivo il bilancio della pattuglia di operatori del settore che ha rappresentato la Basilicata al Vinitaly 2023. Ben 17 aziende nello stand collettivo della Regione Basilicata più una manciata di altre aziende presenti alla rassegna enologica della città scaligera con un proprio stand.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
«Il Salento ora è al centro dei mercati internazionali».
«Ogni imprenditore fonda il successo anche sulle capacità del proprio personale» Il Salento ora è al centro dei mercati internazionali» Leccisi (Cantina Sampietrana): «Gli investimenti sulla qualità hanno dato grandi frutti. Pure il Quirinale chiede nostri vini». Ieri ha chiuso i battenti Vinitaly. Nella cornice che ha ospitato conferenze, dibattiti e, soprattutto spazi espositivi e degustativi di vini provenienti dalle varie regioni italiane e, ormai famosi nel mondo, hanno ben figurato le eccellenze pugliesi che, ormai da diversi anni, con l’innovazione, la ricerca, importanti investimenti, e soprattutto con la passione, hanno raggiunto altissimi livelli nel panorama nazionale ed internazionale.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
«Turismo del Vino» convince pure i sindaci Stefano: la mia legge ha avviato lo sviluppo.
Il ministro Daniela Santanchè ha partecipato a Vinitaly alla presentazione della più grande indagine mai realizzata sul turismo del vino in Italia: 265 cantine e 145 Comuni di distretti enologici che fotografano un turismo che accelera, con l’aumento nel numero e nelle tipologie delle esperienze offerte. A Verona, il 3 aprile di 30 anni fa nasceva il Movimento Turismo del Vino, la prima associazione sull’enoturismo e oggi Città del Vino, Donne del Vino, La Puglia in Più e il Movimento celebrano l’anniversario mostrando gli spettacolari dati di crescita di questo comparto. L’indagine a cura di Nomisma – Wine Monitor diretta da Denis Pantini e realizzata da Roberta Gabrielli e Paola Piccioni va a costituire l’Osservatorio sul turismo del vino ed è la più estesa mai realizzata in Italia.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Cin Cin Campania.
La Campania, con la sua varietà di vitigni e le buone tecniche di spumantizzazione, è una regione molto interessante per chi ama le bollicine: dal Greco all’Aglianico, in ogni provincia di trovano ottimi prodotti Antonella Amodio Equi la festa? Le bollicine campane che piacciono tutto l’anno. Un trend in fermento che fa sempre festa. Gli spumanti non si bevono più solo a Natale e Capodanno, quando il consumo di questa tipologia di vini li vede comunque protagonisti indiscussi delle feste, sia per aperitivo che a tutto pasto. Negli anni hanno conquistato una fetta rilevante nel consumo generale, con una crescita esponenziale.
Fonte: Mattino Napoli.
In vino veritas – Ricco e fresco il primo Grillo dell’annata calda.
Tenute Navarra è un’azienda agricola siciliana giovane e dinamica, nata nel 2019 con l’intento di valorizzare le colture presenti nei 175 ettari della proprietà. Ulivi, mandorli, alberi da frutto, prodotti orticoli e 20 ettari di vitigni sorgono in quella “terra di mezzo”, tra le campagne dell’entroterra siciliano e la costa sud, già riconosciuta con la DOCG – Cerasuolo di Vittoria. Fondata da due Totò Navarra (nonno e nipote),la cantina si è presentata per la prima volta al Vinitaly raccontando i valori di famiglia legati alla terra e al lavoro e l’essenza di un territorio unico per le sue caratteristiche geomorfologiche e sociali.
Fonte: Mattino Napoli.
Le parole non bastano.
Il tic linguistico scatta ogni volta che compare la parola Italia, come se fosse una proprietà privata della destra. Lo è probabilmente della propaganda lessicale, ma come tutti i termini reca con sé numerose questioni e problemi. Prima il ministero del Made in Italy e ora la scuola (liceo e istituto tecnico?) del Made in Italy. Il concetto di “fatto in Italia” non è facile da definire: lo è ogni prodotto che viene costruito in Italia? Ma quanti lo sono davvero? Un esempio tra tanti segnalato da vari autori: la Moka Bialetti, realizzazione del talento inventivo di Alfonso a Crusinallo, frazione di Omegna. Cosa c’è di più italiano di un caffè che sale nella macchinetta di alluminio? Oggi la si fabbrica in Cina insieme alle pentole marchio Bialetti.
Fonte: Repubblica.
Vinitaly 2023.
La cinquantacinquesima edizione del Vinitaly ha celebrato la qualità della produzione vinicola italiana, a conferma dell’impegno e della ricerca dei nostri produttori. Lo ha detto Mario Serpillo, presidente Nazionale dell’Unione Coltivatori Italiani in una riflessione sui recenti attacchi rivolti all’Italia da molteplici Stati membri – «etichette allarmistiche per i vini, nutriscore, carne sintetica sono manovre sibilline che vorrebbero insidiare le filiere del Made in Italy, candidate» come patrimonio Unesco.
Fonte: Sole 24 Ore.
Una bevuta fresca e suadente, ricca di frutta gialla.
Azienda agricola biologica Santa Venere si estende per circa 150 ettari sulle colline dell’antica terra di Cirò, piccolo paese della Calabria in provincia di Crotone. Le terre fin dal 1600 sono di proprietà della famiglia Scala, da sempre dedita alla coltivazione della vite e dell’ulivo anche se del complesso anale ovviamente non c’era nulla. Nei vigneti si producevano uve con lo scopo di fornire coloro i quali si occupavano della trasformazione. Nel 1960 a prendere le redini di questa attività è Federico Scala, nipote di Falcone Lucifero, ministro della Real Casa.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Al Vinitaly 93 mila presenze Usa e Germania i primi mercati.
Per quattro giorni Verona è stata la capitale del business del vino e della politica L’Asia raddoppia la presenza trainata dal rientro dei cinesi e dal Giappone. Oltre 93.000 presenze complessive di cui 29.600 straniere. Ma i numeri non bastano a spiegare la centralità che Vinitaly ha acquisito da domenica soprattutto dal punto di vista politico. Perché in Fiera a Verona, territorio solitamente occupato dalla Lega, è arrivato tutto lo stato maggiore di Fratelli d’Italia, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a caccia di consensi in vista delle prossime elezioni Europee. «È giunto il momento che il governo esprima chiaramente l’indicazione che Vinitaly diventi l’unica manifestazione internazionale italiana del vino», ha detto ieri il presidente della Regione Luca Zaia, congratulandosi con gli organizzatori
Fonte: Messaggero Veneto.
Dal Friulano al Refosco in una guida il top del vitivinicolo Fvg.
Ben 160 pagine dedicate alle cantine – e ai vini – della regione, uno speciale dedicato agli autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo Rosso a cura di Claudio Fabbro vini, descrizione delle aziende e informazioni sul metodo di coltivazione dei vigneti, il metodo di raccolta, la vinificazione e l’affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, la sostenibilità ambientale. Questo e molto altro ancora è la guida Top vini Friuli Venezia Giulia 2023 presentata ieri a Vinitaly, nello stand dell’Ersa. La guida, alla sua terza edizione, è nata per orientare la scelta tra i tanti vini prodotti da eccellenti aziende vitivinicole grandi e piccole del Friuli Venezia Giulia, per gli appassionati e i turisti nazionali e internazionali che visitano la regione.
Fonte: Messaggero Veneto.
Il vino italiano cresce all’estero Usa e Germania i primi mercati.
Nei quattro giorni del Vinitaly 93 mila presenze (di cui 29.600 straniere) L’Asia raddoppia la presenza trainata dal rientro dei cinesi e dal Giappone Registrate oltre 15 mila degustazioni da parte dei winelover nel centro di Verona stanno ritornato totalmente consolidamento del Canada nella sfera organizzativa della (+19%). Anche l’Australia in Oltre 93.000 presenze fiera di Verona, ha inoltre regi- tripla cifra, a +130 per cento. complessive di cui 29.600 stranie- strato oltre 45 mila degustazione. Ma i numeri non bastano a ni (+50% sul 2022) da parte spiegare la centralità che Vini- dei winelover nel centro stori- Trentatré aziende in mostra, Italy ha acquisito da domenica co di Verona.
Fonte: Piccolo.
Levante in vetrina a Vinitaly «Export in Usa e Giappone».
La Ricolla di Ne tra le aziende presenti alla kermesse Elisa Folli Italo Vallebella Si chiude con il segno più Vinitaly, la rassegna dedicata al mondo del vino ospitata a Verona, che ha visto protagonista anche la Liguria, con presenze anche dal Levante. La cantina dell’azienda agricola “Pino Gino” di Castiglione Chiavarese è stata apprezzata per i suoi vini al banco collettivo nello stand della Regione, dove i sommelier, quest’anno sono stati quelli di Ais Liguria; ogni anno, difatti, ruotano le varie associazioni di settore.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Vinitaly 55 chiude con numeri record: 93 mila presenze e picco di stranieri – Vinitaly 2023 brinda all’edizione dei record con 93 mila presenze.
Un visitatore su tre è arrivato da 143 Paesi esteri, 500 buyers al Lounge Ascovilo Vinitaly 2023 brinda all edizione dei record con 93 mila presenze II presidente di VeronaFiere: «L’obiettivo è una piattaforma promozionale permanente» Giuseppe Spatula inviato a Verona N A Verona l’hanno già indicata come l’edizione dei record con 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. Vinitaly 2023 ha chiuso ieri dando un segnale positivo all’intero comparto vitivinicolo e all’enogastronomia lombarda La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyers esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati.
Fonte: Brescia Oggi.
L’isola lombarda nel cuore della rassegna veronese.
È stato un Vinitaly all’insegna della convivialità nello spazio Lounge ricavato nel cuore del Palaexpo Lombardia gestito da Ascovilo e Unioncamere Lombardia con il supporto della Regione. Un successo di numeri e frequentazione che ha permesso ai vini di bresciani di avere una vetrina importante. L’isola lombarda nel cuore della rassegna veronese Lo chef Andrea Mainardi è stato ospite per il pranzo degustazione organ zza±o negli spazi di Regione Lombardia-Ascovilo insieme ai rappresentanti del Consorzio Montenetto, al presidente Giovanna Prandini e a Radio Bruno. La sala degustazioni è stata protagonista delle Masterclass organizzate dai singoli consorzi vitivinicoli lombardi che hanno messo in mostra il meglio delle produzioni e la capacità di fare rete tra le diverse realtà dei consorzi regionali.
Fonte: Brescia Oggi.
Bresciani protagonisti assoluti «L’eccellenza è stata premiata».
Consorzi e produttori entusiasti dell’edizione 2023 che ha riportato la fiera al centro del mercato globale Bresciani protagonisti assoluti «L’eccellenza è stata premiata» Le 106 postazioni bandiera del «made in Bs» hanno animato il grande Palaexpo Lombardia con Masterclass ed eventi ad hoc. Clima di grande soddisfazione tra le fila bresciane di Vinitaly: aziende e consorzi che per quattro faticosi giorni di maratona veronese hanno presidiato le 110 postazioni bandiera del «made in Bs» tornano a casa con un bilancio decisamente positivo. A partire dall’esperienza collettiva della Lounge Grana Padano-Ascovilo, dove erano in degustazione i vini di ben 13 consorzi lombardi e dove durante la manifestazione sono stati serviti oltre 400 pranzi di altissima qualità a produttori, buyer, importatori, giornalisti e blogger.
Fonte: Brescia Oggi.
Turismo e vino alleati nel mondo.
Confagricoltura ha ospitato nel grande spazio espositivo al Vinitaly la presentazione del Rapporto annuale sulla Ristorazione a cura di Fipe-Confcommercio e rilanciato anche la Giornata della Ristorazione, in programma il prossimo 28 aprile. Un appuntamento che evidenzia l’attenzione della Confederazione per il comparto della ristorazione, essenziale perla filiera agroalimentare che rappresenta il 25 per cento del Pil nazionale e che costituisce una componente fondamentale per i prodotti agricoli valorizzati dagli chef e per un consumo consapevole del vino.
Fonte: Brescia Oggi.
Successo di Vinitaly Oltre 90mila ingressi e uno su 3 dall’estero.
Una sommelier Vinitaly. La fiera Si è chiusa la manifestazione di Verona dedicata al buon bere. Tra gli stranieri Interesse maggiore dagli Stati Uniti. Vinitaly spazza via il lungo pit stop imposto dalla pandemia mostrando agli occhi del mondo una produzione vinicola italiana ad alta qualità diffusa lungo la Penisola. Alla Fiera di Verona il Salone internazionale dei vini si è chiuso ieri con 93 mila presenze cornplessive, di cui 29.600 straniere. In crescita rispetto all’ultima edizione gli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati.
Fonte: Eco di Bergamo.
A Vinitaly ottimismo e crescita.
Vinitaly spazza via il lungo pit stop imposto dalla pandemia mostrando agli occhi del mondo una produzione vinicola italiana ad alta qualità diffusa lungo la Penisola. Alla Fiera di Verona il Salone internazionale dei vini si è chiuso ieri con 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. In crescita rispetto all’ultima edizione gli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Degna platea per una ripartenza grintosa delle4mila aziende espositrici che a Veronafiere hanno incontrato, in oltre llmila appuntamenti commerciali programmati, oltre mille buyer, perlopiù qualificati e big spenderà detta di molte cantine).
Fonte: Prealpina.
Intervista a Lorenzo Callegari – «Per Terre d’Oltrepo sarà un 2023 difficile ma stiamo preparando un grande rilancio».
Lorenzo Callegari, neo presidente della cantina, racconta i progetti e annuncia: «Più risorse sulla promozione» «Per Terre d’Oltrepo sarà un 2023 difficile ma stiamo preparando un grande rilancio». Ricordo che quand’ero bambino mio padre mi portava sempre da Ballabio, che era il re degli spumanti. Ecco, eravamo orgogliosi del nostro vino, conosciuto in tutta Italia. Vorrei che tornassimo ad essere orgogliosi della nostra cantina, del vino del nostro territorio». Lorenzo Callegari, medico, ex sindaco di Casteggio, oggi presidente del consiglio d’amministrazione che guida Terre d’Oltrepo, chiudeva con queste parole la chiacchierata sul futuro della cantina più grande e importante dell’Oltrepo. Ma fino a quell’istante aveva tracciato un quadro non del tutto ottimistico del destino della cooperativa di soci conferitori che ha vissuto un periodo difficile. Lorenzo Callegari, partiamo dalle dolenti note.
Fonte: Provincia – Pavese.
Grande successo dei vini mantovani.
Si è chiusa ieri a Veronafiere la 4 giorni di Vinitaly, il salone Internazionale del vino e dei distillati, giunto quest’ anno alla sua 55′ edizione. Una rassegna che ha visto la partecipazione di numerosissime persone, tra cui il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ma soprattutto ha visto l’arrivo di oltre 1.000 top buyer provenienti da 68 Paesi esteri. Grande successo anche per i vini di casa nostra presenti nel Palaexpo Lombardia, con capofila il Consorzio Vini Mantovani. Le aziende virgiliane si sono dichiarate più che soddisfatte per aver avuto l’opportunità di confrontarsi con un pubblico “selezionato”, composto in larga maggioranza da operatori del settore e potenziali compratori.
Fonte: Voce di Mantova.
Il vino sostenibile fa bene alla terra e anche al mercato.
Progetto dell’Imt per realizzare una filiera certificata molto attenta all’ambiente Il presidente Michele Bernettl: «Lavoriamo da mezzo secolo sulla tracciabilità» INDAGINE NOMISMA: «SETTE CONSUMATORI SU DIECI PREFERISCONO IL BIO» ulteriore salto di qualità per i vini marchigiani. L’Istituto Marchigiano di Tutela Vini che aggrega 16 denominazioni, 519 aziende e rappresenta i145% della superficie vitata regionale, fa della sostenibilità un driver del futuro della viticoltura. Il progetto, presentato martedì al Vinitaly di Verona, alla presenza dell’onorevole Mirco Cartoni, presidente della commissione agricoltura, prevede una certificazione con il supporto di Valoritalia dalla vigna alla bottiglia. Tanti i vantaggi in termini di efficienza, di produttività, di trasparenza e comunicazione.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Carloni: «Il particolarismo come eccellenza».
Sostegno al progetto Imt è arrivato durante il Vinitaly anche dal presidente delta Commissione Agricoltura alla Camera, Mirco Carloni. «Per noi il vino è il più grande biglietto da visita dell’agricoltura italiana – ha osservato . E questo vale anche in una regione piccola come le Marche, che ha nel particolarismo la sua eccellenza». La realtà marchigiana ha, per il presidente Cartoni, «ampi margini di crescita: possono crescere i prezzi dei vini sul mercato interno e deve aumentare l’export, grazie a una migliore capacità logistica, sulla quale la giunta Acquaroli si sta impegnando molto per dare nuove prospettive alla regione».
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Intervista a Andrea Fontana – I nostri vini cresceranno dei 30%.
«In 4-5 anni vogliamo passare da 2 a 2,5 milioni di bottiglie» «I nostri vini cresceranno del 30%)) Fontana: «Far diventare doc tutti gli 800 ettari dell’Alto Piemonte». lI Consorzio di Tutela dei nebbioli dell’Alto Piemonte, che rappresenta 10 doc (Gattinara e Ghemme, uniche Docg, insieme a Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane) era ben rappresentato a Vinitaly, vetrina importante per promuovere il nostro territorio e i suoi 800 ettari di terreni in parte vitati e in buona parte in grado di incrementare di un terzo la produzione vinicola Doc nelle province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. C’è un progetto si sviluppo importante.
Fonte: Eco di Biella.
Erbaluce, vitigno 2023 del Piemonte: un’opportunità per tutto il territorio.
Ha suscitato grande entusiasmo la candidatura dell’Erbaluce come vitigno del 2023, proposta il 29 marzo scorso a Bruxelles, nella sede istituzionale della Regione Piemonte, dall’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa. Il vitigno è stato presentato durante la 55° edizione del Vinitaly a Verona, domenica 2 marzo, nell’area istituzionale di Regione Piemonte e Piemonte Land of wine. «Spero sia un’opportunità – dichiara Bartolomeo Merlo – presi Bruno Giacometto dente della locale Cooperativa Produttori Erbaluce – per il momento non sappiamo ancora ci muoveremo, ma siamo consapevole che questa opportunità che ci viene data dalla Regione sia da sfruttare al meglio». In sinergia con i l produttori anche Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino.
Fonte: Nuova Periferia di Chivasso.
Il Timorasso tra i 12 bianchi da conoscere “Un successo certificato anche al Vinitaly”.
Una ventina di aziende nell’area istituzionale in collaborazione con Piemonte Land e altrettanti soci del Consorzio tutela vini colli tortonesi con stand propri erano presenti a Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino. «Quest’anno—dice il presidente del Consorzio Gian Paolo Repetto — abbiamo registrato un interesse sempre crescente su Derthona Timorasso da parte della distribuzione italiana ed estera, in particolare Stati Uniti, Inghilterra e Nord Europa, con incontri mirati allo stand del Consorzio con selezionatori dei monopoli scandinavi e importatori da varie parti del mondo». Alla masterclass di Vinitaly per la stampa e gli operatori internazionali, Derthona Timorasso è stato scelto da Gabriele Gorelli, unico Master of Wine italiano, tra i 12 grandi vinibianchi italiani da conoscere.
Fonte: Stampa Alessandria.
Una fiera da brindisi – I vitigni autoctoni conquistano il Vinitaly dal Nizza ai cocktail con Asti e Moscato.
Oltre 170 le cantine del territorio presenti al salone di Verona con un proprio stand oppure ospiti nelle aree collettive dei Consorzi di tutela In crescita i consumi di bianchi e di bollicine, in calo i rossi. Tra le degustazioni più gettonate quelle del Moscato di Canelli diventato Docg I vitigi il autoctoni conquistano il Vinitaly dal Nizza ai cocktail con Asti e Moscato. Bilancio positivo per Vinitaly 2023. Alta l’affluenza di professionisti del settore, tra ristoratori ed enotecari in arrivo da tutta Italia, e buyer esteri da tutto il mondo. Attesissimi, gli asiatici e gli americani non hanno deluso le aspettative. «Abbiamo finalmente rivisto gli importatori da Cina e Giappone», hanno sottolineato all’unisono i produttori astigiani in folta schiera nel padiglione 10.
Fonte: Stampa Asti.
Pentassuglia: “Puglia protagonista con le sue eccellenze”.
“Una quattro giorni intensa” Pentassuglia; “Puglia protagonista con le sue eccellenze” “Una quattro giorni intensa dedicata naturalmente alle nostre imprese vitivinicole e al prodotto vino, ma anche un’occasione straordinaria grazie all’impegno di associazioni e organizzazioni regionali di promozione del settore, per raccontare e promuovere una Puglia che è terra di eccellenze gastronomiche, di prodotti certificati, tracciati, della terra e del mare. Così il vino è sia protagonista sia pretesto straordinario per conoscere e apprezzare un patrimonio agroalimentare che tutto il mondo ci invidia. Lo abbiamo dimostrato in occasione dei 16 showcooking che hanno coinvolto oltre 250 visitatori e nel corso delle degustazioni al banco enoteca di Puglia”.
Fonte: Quotidiano di Bari.
Vinitaly brillano le cantine sarde in un’edizione con numeri record.
Chiusa ieri la rassegna veronese con 93mila presenze di cui 30mila straniere Sassari La 55a edizione di Vinitaly si è chiusa ieri con 93mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi. A Verona grande successo dei vini sardi. Lo dimostrano i molteplici riconoscimenti conferiti alle cantine per le loro produzioni di qualità in questa quattro giorni veronese e l’affluenza di visitatori allo stand della Regione. Tanti i visitatori negli oltre 1.700 metri quadri dello stand che ha ospitato 72 cantine, delle 110 arrivate dall’Isola a Verona. 79 sono stati ivini sardi premiati e segnalati nella guida 5Stars Wine – the book 2024 e W(ne Without Walls di Vinitaly, tra questi il Vermentino di Gallura Docg.
Fonte: Nuova Sardegna.
Identità certificata per vitigni siciliani.
Sono già dieci i campi con doni di varietà omologati dalla Regione. Centinaia di visitatori e appassionati hanno avuto modo di apprezzare i vini siciliani Doc ne] corso del Vinitaly 2023. appena concluso, alla Fiera di Verona. È stata registrata in primis grandissima affluenza nel corso delle oltre dieci degustazioni, riservate alla stampa italiana ed estera, ai buyer e operatori del settore, come ristoratori e sommelier, sui vitigni più rappresentativi dell’isola, ovvero Nero D’Avola, Grillo, Lucido. Erano 70 le aziende siciliane che hanno avuto l’opportunità di rappresentare una realtà in crescita. Nel corso del Vinitaly, sono stati anche illustrati nel dettaglio gli aggiornamenti del progetto “L’identità del vigneto Sicilia – Il vivaio Paulsen e la valorizzazione del germoplasma viticolo siciliano”, promosso e sostenuto dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia.
Fonte: Gazzetta del Sud.
Wine lover e appassionati, l’Isola fa il pieno a Verona.
Dai wine lovers agli addetti ai lavori, sono centinaia coloro che hanno avuto modo di apprezzare i vini siciliani DOC nel corso del Vimtaly 2023, appena concluso, alla Fiera di Verona dal 2 al 5 aprile 2023. E stata registrata in primis grandissima affluenza nel corso delle oltre dieci degustazioni, riservate alla stampa italiana ed estera, ai buyer e operatori del settore, come ristoratori e sommelier, sui vitigni più rappresentativi dell’isola, ovvero Nero D’Avola, Grillo, Lucido, presentati nell’ottica della promozione e della divulgazione di tutte le molteplici caratteristiche dei vini che rappresentano la denominazione. “La Sicilia è il luogo ideale in cui coltivare la vite”, spiega Antomo Rallo, presidente del Consorzio Vini DOC Sicilia, “dalle uve sane si fanno grandi vini: da questa semplice equazione nasce il successo, un successo che dura da anni ma che cresce sempre di più.
Fonte: MF Sicilia.
Vini toscani Tra i più venduti il Vermentino e la Vernaccia.
Il Vermentino toscano e la Vernaccia di San Gimignano guidano la svolta patriottica del bicchiere. Sono tra i vini autoctoni più venduti in Italia con un incremento in valore del +9,9% per il Vermentino e del 3,3% per la Vernaccia. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Toscana presentata al proprio stand del Vinitaly.
Fonte: Tirreno.
Miss Toscana Nicole Ninci ospite al Vinitaly.
Miss Toscana Nicole Ninci ospite a Vinitaly. II 2 aprile ha avuto il via la nuova edizione in cui si contano oltre 4mila espositori. AI 55°appuntamento del settore vinicolo Ninci è presente come ospite per il marchio di una cantina del Brunello di Montalcino nel padiglione fieristico dedicato ai migliori vini Toscani. Una bella vetrina per la giovane di Venturina Terme eletta lo scorso settembre a Casciana Terme.
Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.
Bianco di Pitigliano trebbiano etrusco.
Un vino leggiadro e profumato che fa della semplicità un puro pregio Bianco di Pitigliano trebbiano etrusco Roberto Bellini (Ais Toscana) Nel 1966 nacque la Doc. Ci si attendeva molto da questo scrigno enologico etrusco, perché di vino bianco la Toscana ne aveva bisogno, e ne ha ancora oggi, e soprattutto si riponeva molta fiducia in un’interpretazione del trebbiano toscano, qui detto procanico, che vedesse, attraverso il contributo di greco, malvasia bianca toscana e verdello, all’epoca impiegabili dal 30 al 35%, una rinnovata dimensione enoica. Ricordare quei fasti iniziali emoziona, ed evoca un po’ di sana nostalgia rileggere le note organolettiche che accompagnavano il vino nel ’66: asciutto, neutro, leggermente amarognolo, di corpo medio, morbido; e che dire dei suggerimenti di abbinamento: antipasti magri, pesce e verdure, frittate e tortini di carciofi.
Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.
Parchi solari Le opportunità in agricoltura.
Valpolicella Benaco Banca. Nuovi finanziamenti (secondo la misura chiamata parchi solari) per chi prevede di installare pannelli fotovoltaici nelle aziende agricole e sistemi di gestione dei flussi di accumulatori. Sono questi i temi cardine del convegno che si terrà oggi, alle 18, nella sala convegni di Cantina Valpolicella Negrar. Si tratta di un appuntamento che torna dopo tre anni di pausa forzata, causa Covid, grazie all’organizzazione di Valpolicella Benaco Banca in collaborazione con Coldiretti Verona, la cantina cooperativa che lo ospita, il Consorzio Tutela Vino Valpolicella, il Comitato Palio del Recioto e dell’Amarone e la Pro loco Negrar di Valpolicella.
Fonte: Arena.
Gelo di Pasqua, raccolti a rischio.
Il calo deciso delle temperature ha messo in allarme? SaIvan: «Frutteti in pericolo tra Rovigo e Venezia» gli agricoltori: nei campi in azione ventilatori e bracieri Polegato (Treviso): «Salvate le vigne del Prosecco Doc. Il gelo di questi giorni ha messo a rischio i raccolti anche del Nordest con gli agricoltori che azionato ventole e irrigatori in molte zone, dal Bellunese al Trevigiano passando dalle provincie di Rovigo e Venezia. Le temperature sottozero che si sono abbattute sull’Italia dopo un inverno caldissimo (+ 1,38 gradi al Nord) e siccitoso, hanno messo in allarme al Coldiretti. «Gelo e brina provocano gravi danni alle nostre colture, gli alberi di albicocche. pere, susine, kiwi, mele stanno germogliando in questi giorni e possono subire gravi danni, non c’è stato il crollo delle temperature del 2021, ma nelle scorse notti siamo andati sotto zero tra Rovigo. Venezia e Verona.
Fonte: Gazzettino
Col San Martino oggi inaugura la mostra del Valdobbiadene Docg.
Viene inaugurata oggi alle 18 a Col San Martino la 67° Mostra del Valdobbiadene Docg. Dopo le ultime due edizioni. che hanno subito uno spostamento temporale verso i mesi estivi rispetto al consueto calendario. a causa della pandemia, la Mostra torna a pieno regime a cavallo della Pasqua. Soddisfatto il presidente della Pro loco Luciano Stivai: «Questo è l’anno della ripartenza. Questi due anni di Covid ci hanno tolto lo spazio che era consono a questo evento; la speranza è di tornare ora alla normalità, coni numeri di sempre. i presupposti ci sono tutti. Sul fronte prenotazioni ci sono ottimi risultati». Annunciata anche la presenza del governatore Zaia. Saranno presenti 90 espositori, con oltre 120 etichette diverse di vino frizzante e 30 di vino fermo; la Mostra di Col San Martino si conferma punto di riferimento nel panorama del Prosecco superiore Docg.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Al concorso del Vinitaly 2023 G.Milazzo è la cantina più premiata in assoluto con i suoi vini biologici.
Sono stati appena pubblicati tutti i vini premiati al Concorso del Vinitaly 2023. Due le guide: 5StarWines dedicato ai vini tradizionali e l’altro “Wine Without Walls” che comprende solo vini biologici, biodinamici o aderenti a protocolli/certificazioni di sostenibilità. In queste guide sono compresi e premiati i vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90 da una qualificatissima giuria internazionale i cui 80 giudici, di cui 25 italiani, sono stati selezionati tra Master of Wine, Master of Sommelier, diplomati WSET, VIA expert e ambassadors, enologi, e giornalisti. La differente provenienza geografica, la varietà dei profili professionali dei giudici e il processo di degustazione alla cieca, garantiscono oggettività alla selezione.
Fonte: All Food Sicily.
Vinitaly: Coldiretti apre la cantina degli orrori.
Dalle etichette allarmistiche ai wine kit, dai falsi al taglio dei fondi per la promozione, il vino italiano è sotto attacco con ripetuti blitz a livello comunitario che penalizzano il settore come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze “terroristiche”. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione di Vinitaly 2023 di Verona dove è stata aperta la prima cantina degli orrori con gli esempi più eclatanti degli attacchi al vino. “Il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini – sostiene l’organizzazione agricola – non può tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate”.
Fonte: ANSA.
Albiera Antinori: «La nostra cantina è la “più ammirata”: merito di qualità e idee».
Marchesi Antinori è stata premiata dall’importante rivista inglese Drinks International quale aziende vinicola «più ammirata». The World’s Most Admired Wine Brands è una classifica redatta da giudici selezionati chiamati a valutare qualità, costanza, rapporto qualità-prezzo e forza del marchio. Per Albiera Antinori, Presidente dell’azienda toscana, si tratta di «un riconoscimento che una cantina italiana non aveva da anni». Un grande risultato, quindi, ottenuto nel tempo, da 26 generazioni. Tutto questo «grazie non solo alla qualità imprescindibile, ma probabilmente anche ad alcune idee che hanno funzionato, come la nostra nuova cantina vicino a Firenze, nel Chianti classico, che ci ha portato grande visibilità perché ha un’architettura particolare».
Fonte: Corriere Tv.
Vinitaly 2023, ecco il vino più costoso del sud: “Si chiama Arso e costerà 150 euro”
“Questo vino è una provocazione abbiamo voluto usare come vitigno un Cabernet Franc per giocare ad armi pari con i grandi territori internazionali e dimostrare che anche la Puglia può produrre grandissima qualità”. Così Vito Palumbo, dell’azienda Bocca di Lupo in Puglia, racconta i dettagli del vino che a tutti gli effetti diverrà il più costoso del sud.
Da oggi al 5 aprile il Vinitaly del rilancio. Presenze da 30 nazioni, dall’Isola la Regione e 150 aziende Vino, vetrina internazionale La Sicilia protagonista Un migliaio di top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi. Ritorna la Cina. Un trampolino prezioso per gli accordi commerciali business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, da oggi al 5 aprile a Verona, la più grande “ambasciata” del vino, con oltre 4 mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.
Fonte: Repubblica TV.
Chi sono i più ricchi nel mondo del vino italiano? La classifica dei primi 15.
L’Osservatorio Pambianco presenta l’analisi delle top 15 aziende del settore wine per fatturato e registra che, nonostante l’onda lunga del Covid, la guerra in Ucraina, l’impennata del costo dell’energia e delle materie prime e un’inflazione fuori controllo, il 2022 è andato meglio del previsto. Le grandi aziende del made in Italy vitivinicolo non solo hanno respinto le difficoltà ma sono anche cresciute, tratteggiando un comparto in grado di aumentare il proprio volume d’affari. Se si considera la sommatoria dei fatturati, infatti, la crescita media è stata del 9%, passando da poco meno di 3,9 miliardi di euro a poco oltre i 4,2 miliardi. A guidare la classifica un sestetto che ricalca perfettamente le gerarchie dello scorso esercizio, c’è sempre Cantine Riunite & Civ, che da sola, forte dei suoi 1.500 soci e 4mila ettari vitati ha registrato 261 milioni di euro (+10%) di fatturato ma che, comprendendo anche Gruppo Italiano Vini e le società estere di distribuzione, come la francese Carniato e la statunitense Frederick Wildman & Sons, è stata in grado di arrivare a 650 milioni di euro, ovvero il 5% in più rispetto al 2021. Segue Argea, che ha superato i 455 milioni di euro (+8%) anche grazie all’acquisizione dell’abruzzese Cantina Zaccagnini avvenuta nel mese di ottobre, per una crescita che altrimenti si sarebbe attestata al 2 per cento. A completare il podio resta saldamente Iwb, che tra l’altro è anche l’unica azienda del ranking negoziata a Piazza Affari. Per lei il bilancio appena depositato parla di un monte ricavi di poco superiore ai 430 milioni di euro (+5%). Anche in questo caso, determinanti sono state le acquisizioni: nella fattispecie quelle di Enovation Brands e Barbanera. In quarta posizione troviamo Caviro che, con un’evoluzione del 7%, ha sfondato abbondantemente quota 400 milioni. Una performance sostenuta dalle attività alternative al vino, come testimonia il +10% nel settore tradizionale (alcol, mosti e acido tartarico, che insieme generano il 21% del fatturato complessivo) e il +25% nel comparto ‘energia e ambiente’ (che invece vale il 18% del totale).
Fonte: Luciano Pignataro.
Il miglior vino italiano sfila in passerella al Vinitaly di Verona.
Più di 4.000 aziende dall’Italia e da oltre 30 nazioni, oltre 1.000 top buyer da 68 Paesi diversi, con il grande ritorno della Cina. Dal 2 al 5 aprile il vino italiano sfila in passerella al Vinitaly di Verona e lo fa con una serie di appuntamenti dedicati agli addetti ai lavori, in Fiera. Ma non dimentica i sempre più numerosi wine lover e appassionati con gli eventi cittadini della manifestazione collaterale Vinitaly and the City, che uniscono al piacere di un calice l’arte, le visite a musei e monumenti, i libri e la musica.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Quali sono le regioni italiane dove si produce maggior vino? È un vero paradiso.
Ci sono alcune regioni italiane che hanno il primato come produzione del vino. Un prodotto di pregio che si esporta in tutto il mondo, con la consapevolezza di dare al consumatore qualcosa di unico. Rossi, bianchi, rosati sino al prosecco fresco in Italia c’è l’imbarazzo della scelta. Secondo una analisi di mercato e una ricerca, alcune regioni spiccano per essere le maggiori produttrici e sono anche dei posti da sogno amati dai turisti di tutto il mondo. Il settore italiano è sicuramente leader nella produzione del vino, con 585 aziende all’attivo e un valore di mercato che supera i 10 miliardi di euro. I 23 gruppi italiani vinicoli contribuiscono direttamente con più del 40% sul mercato. Solo il Triveneto detiene un primato al 45% grazie alle 150 aziende che fatturano circa 4,5 miliardi.
Fonte: Wine and Food Tour.
Vinitaly, è friulana una tra le etichette di vino più belle al mondo.
Le eccellenze vinicole del mondo si gustano con tutti i sensi, vista compresa. E in occasione della 27ª edizione della Vinitaly Design International Packaging Competition, ad aggiudicarsi il titolo “Etichetta d’Oro” nella categoria “vini rossi tranquilli a denominazione d’origine e a indicazione geografica dell’annata 2020 e precedenti” è stata proprio una cantina friulana, la Spolert Winery di Prepotto. Unica cantina del Friuli Venezia Giulia premiata tra oltre 315 iscritti da tutto il mondo, Spolert si è aggiudicata il titolo con il suo Friuli Colli orientali Doc Refosco dal Peduncolo Rosso “Ostinato” 2019.
Fonte: UdineToday.
Bottiglia di vino in alluminio per le Cantine Ceci.
Le Cantine Ceci 1938 e Berlin Packaging presentano a Vinitaly Otello Ceci for the future, «un progetto innovativo all’insegna della sostenibilità e del rispetto della tradizione», come si legge in una nota. Ceci 1938 sarà il primo produttore al mondo a proporre per i propri vini Otello Nero di Lambrusco e Otello Brut in una inedita bottiglia di alluminio – battezzata “Next” – concepita e brevettata da Berlin Packaging, leader del packaging a livello mondiale. Si tratta di una bottiglia da 0,75 litri dotata di un collo progettato per ospitare il classico tappo di sughero, la gabbietta di metallo e la capsula: una vera e propria bottiglia per il vino spumante.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Vino dealcolato: che sapore ha, e per quale motivo viene prodotto.
Il vino dealcolato rappresenta un nuovo trend che sta prendendo piede, soprattutto tra coloro che non bevono alcolici, una fetta della popolazione mondiale pari al 70%. Questo prodotto, esiste da qualche anno ma che sta diventando sempre più richiesto. Il vino dealcolato si presenta come un’alternativa alle bibite gassate e come risposta alle esigenze di una vasta gamma di persone che non possono o non vogliono bere vino a causa di motivi culturali, religiosi, allergici o sportivi. Il vino dealcolato si ottiene attraverso un processo di dealcolizzazione, ovvero l’estrazione dell’alcol dal vino dopo che questo ha seguito tutti i processi di produzione. Questo processo viene utilizzato anche per altri prodotti senza glutine o senza lattosio.
Fonte: Wine and Food Tour.
Vino italiano sotto attacco. Meloni: “Dobbiamo difenderlo”.
“È un dovere sostenere questo settore – ha affermato la premier – perchè funziona grazie alla capacità di mettere insieme tradizione e modernità. L’impegno del governo è con i provvedimenti che abbiamo immaginato per le imprese e per i giovani”. Coldiretti: “È in atto una demonizzazione indiscriminata che punta ad affermare un nuovo modello alimentare e culturale”. “Dalle etichette allarmistiche ai wine kit, dai falsi al taglio dei fondi per la promozione, il vino italiano è sotto attacco con ripetuti blitz a livello comunitario che penalizzano il settore come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze ‘terroristiche. È l’allarme lanciato dalla Coldiretti, che al Vinitaly di Verona ha aperto la prima “cantina degli orrori” con gli esempi più eclatanti degli attacchi al vino. Non è un caso, quindi, che la premier Giorgia Meloni, nel suo intervento al Vinitaly, ha insistito sulla necessità di difenderlo.
Fonte: AGI.
STAMPA ESTERA
Le vin italien souffre d’être moins valorisé que son rival français.
La filière vitivinicole italienne se félicite du bond des exportations au cours de la dernière décennie. Mais elle déplore sa trop grande dépendance à quelques marchés seulement et un prix moyen de ses bouteilles trop bas. Correspondant à Rome Les vins italiens progressent depuis dix ans à Fexport, mais souffrent mujours de la comparaison avec leurs concurrents françaf;. Cest l’une des faiblesses mises en exergue lors de la 55° édíton du Salon Vlnitaly qui s’est telle du 2 au 5 avril. Pendant glaire jours. Vérone est deve nue la capitale Italienne du vin avec plus de 4.000 exposants représentant l’ensemble des régions de la péninsule, mals également plus de 30 pays étrangers. «Nos entreprises souffrent des surcotks liés à la crise énergétique. mais a usst à des prix beaucaip plus bas que ceux des étiquettes françaises », regrette Mlacaela Palllni, la présidente ce la Federvini, la fédération italienne des producteurs industriels, exportateurs et importateurs de vins. spiritueux sirops et vinaigres. Selon une étude du canne de recherche Ncmisma, le prix moyen d’un vin italien est de 3,28 euros Le prix moyen d’un vin italien est de 3,26 euros, contre 6,32 euros pour celui produit en France. contre 6,32 euros pour celui produlen France. Un secteur fondamental Alors que cette industrie est stratégique pour le made in Italy airoalimentaire, elle a dfl compter pour 2022 sur une inflation historique et une explosbn de 28 % des coffts de production et de transports du fait de la guerre en Ukraine. Selon une enquête reallcer par l’observatoire UIV-Vinitaly, la crise énergétique aentralné l’an dernier un manque à gagner de près del milliards d’euros pour la filière vitivinlcºle italienne. Lesvertesdevin sur un an dans la grande distribution ont égalementbelssé de 1,8 %en valeur et de 5,4% en volume. « C’est none devoir de soutenir ce sectru r fondamental pour le pays »,.1 insisté la présidente du ConseiGlorgla Meloni en inaugurant le Salon. Il exploite 674.003 hectares de vignes et rassemble 570.00 entreprises qui emploient 870.000 personnes. Sa valeur est estimée 31,3 milliards d’euros. En une décennie, les exportations ont augmenté de S0 % pour frôler les 8 milliards d’euros en 2022, en hausse de 10 %. «Nous sommes fiers d’attirer à cette édition de Viniralyplus de 1.000 grands acheteurs – soit 43 % de plus que l’a n dernier, s’enorgueillit Federico Bricola. président de Veronafiere, organisateur du Salon. Ils Chinois one fait leur retou r et, po ur la première fois, le président des Importateurs américains ¿tait présent. » Un marché outreAtlantique essentiel, puisqu’il représente plus de 2 milliards d’euros pour levin Italien. La menace irlandaise Mais les acteurs de la filière vitivinicole transalpine ne sabandonnent pas à l’ivresse de ces bons chiffres. Lavalidationpar l’1JE d’un projet de règlement irlandais prévoyant l’affichage obligatoire d’avertissements sanitaires sur les bouteilles d’alcool inquiète.
Fonte: Echos.
Intervista a Antoine Leccia, Advini – « La Chine va devenir le premier consommateur mondial de vin d’ici cinq ans à dix ans».
Antoine Leccia, président du groupe Advini. (Crédits . Adwrn). ENTRETIEN – A l’occasion de la présentation des résultats 2022 du groupe Advini, Antoine Leccia, son président, revient sur les faits marquants de l’année et les perspectives pour 2023. Malgré une progression du chiffre d’affaires de 6,3%, le groupe accuse des hausses massives des cofits (énergie, intrants, matières sèches, masse salariale). Ses ventes performent en Amérique du Nord et le groupe parie sur la Chine. LA TRIBUNE – Comment analysez-vous l’activité du groupe Advini en 2022, dont le chiffre d’affaires de 297,8 millions d’euros est en hausse de 6,3% par rapport à 2021, mais progresse de seulement 1,2% à périmètre et change constants Antoine LECCIA président du groupe Advini – 2022 a été une année difficile avec beaucoup de vents contraires. La hausse massive oes coüts – matières sèches, intrants, énergie, masse salariale, coûts financiers – nous a conduit à revoir nos tarifs dans un environnement de consommation défavorable. Nous avons subi un effet ciseau qui comprime nos marges. Nos ventes sont en repl. en volume de 11% et en valeur de 8,4% sur le réseau off-trade (cavistes, grandes et moyennes surfaces, Internet NDLR) en Europe avec une baisse très sensible dans la grande distribution en France. Nous avons réussi à compenser une partie de ce repli par une norme progression sur le réseau on-trade (café-hòtellerie-restauration, NDLR) en Europe, avec nos vins premium et rotre offre de vins de terroir (+10,6%, NDLR). Mais le on-trade représente 20% de notre chiffre d’affaires, contre un tiers pour le off-trade. *** Comment se portent vos ventes à l’export ? Nous enregistrons de belles progressions sur certains marchés tiers comme l’Amérique du Nord : +15,3% dont 8,2% à change constant. Nous sommes particulièrement performants au Québec où nous sommes le leader français avec plus de 500.000 caisses vendues par an, grâce à nos investissements dans notre réseau de distribution. On note également une belle reprise des ventes sur l’Asie, de +38%. La Chine retrouve le chemin de la consommation après trois ans d’abstinence du fait du Covid. Je pars d’ailleurs en Chine la semaine prochaine. Nous y sommes attendus comme le Messie ! Les Chinois n’ont qu’une envie, c’est de revivre après ces trois années de fermeture du pays. Je suis persuadé que la Chine va devenir le premier consommateur mondial de vin d’ici cinq ans à dix ans. Comment expliquez-vous la belle dynamique des ventes de vos vins sud-africains ? Après la crise du Covid, où la consommation d’alcool était interdite, les ventes ont très bien redémarré, portées par le rebond de la fréquentation touristique.
Fonte: Tribune.
Bremser Italien.
Rom Bei der Weinmesse Vinitaly in Verona gibt sich in dieser Woche fast die gesamte italienische Regierung die Klinke in die Hand. Die Tropfen der Winzer bildeten nicht nur einen wichtigen Wirtschaftszweig, sondern auch einen “fundamentalen Bestandteil unserer Kultur und Identität”, schwärmte die Ministerpräsidentin Giorgia Meloni und bestätigte damit das Italienbild, das viele kennen und lieben. Die Regierung gibt sich alle Mühe, die traditionellen Stärken des Landes zu huldigen und zu schützen. Vor wenigen Tagen beschloss das Kabinett ein Produktionsverbot für Laborfleisch und machte damit die Landwirte glücklich. Gesundheitsrisiken seien nicht auszuschließen, argumentiert die Regierung — ohne jede wissenschaftliche Grundlage. Auch gegen die Einführung von Insektenmehl haben Regierungsmitglieder gepoltert und sie unter europäischem Druck letztlich nur murrend hingenommen. Argumente gegen die klassische Landwirtschaft wie die klimaschädlichen Emissionen und der Ressourcenverbrauch der Viehzucht schlägt die Regierung in den Wind. Auch beim synthetischen Fleisch steht vieles noch infrage. Doch sind Verbote die richtige Antwort für eine Entwicklung im Forschungsstadium? Ihr Ausgang ist zwangsläufig offen, kann aber eines Tages brauchbar sein. Vorübergehend gesperrt hat Italien auch das amerikanische Unternehmen Open AI mit seiner auf Künstlicher Intelligenz (KI) beruhenden Anwendung ChatGPT. Das Verbot geht nicht auf die Regierung zurück, sondern auf die unabhängige Datenschutzbehörde Italiens. Kein anderes Land der Welt hat so gehandelt. Regierungsmitglieder haben den Beschluss als übertrieben kritisiert. Dem kann man zustimmen, denn nun sind die Italiener von der bekanntesten KI-Plattform der Welt abgeschnitten; Daten aus Italien darf diese vorerst nicht verarbeiten, um die Plattform damit besser zu machen. Die Kritik der Datenschützer ist ernst zu nehmen; es geht um die fehlende Möglichkeit für Nutzer, die Verwendung ihrer persönlichen Daten für das “Training” der Algorithmen abzulehnen und um mangelnden Jugendschutz. Doch muss man gleich zur Sperrung des Dienstes greifen? Sie hängt das Land vorerst von einer zukunftsweisenden Entwicklung ab. Italien kann sich keine Fehler bei der Positionsbestimmung im technischen Fortschritt leisten.
Fonte: Frankfurter Allgemeine.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 5 aprile 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
05/04/23 Arena 8 Polo alimentare, Verona corre – Polo alimentare scaligero, si va avanti
Lorandi Francesca 1
05/04/23 Arena 9 Il Made in Italy in tour mondiale con la Vespucci Giardini Enrico 4
05/04/23 Arena 8 Il nuovo liceo fa discutere i presidi e la politica Ferro Camilla 6
05/04/23 Arena 9 «La risorsa umana è il punto di forza» … 8
05/04/23 Arena 11 Signorvino esce dall’Italia: «Nuova location a Parigi» Lu.Fi. 9
05/04/23 Arena 12 Vino italiano, un 2022 in crescita ma pesano regole Ue e inflazione
Zanetti Valeria 10
05/04/23 Arena 12 Trend, il nuovo consumatore? Giovane, donna e consapevole Allegri Silvia 12
05/04/23 Arena 12 Sol&agrifood, punto di riferimento internazionale per l’agroalimentare di qualità
… 13
05/04/23 Arena 13 Consorzi: «Molti contatti Soddisfatti del business» Zanoni Laura 14
05/04/23 Arena 13 Boscaini: «Un nuovo racconto del vino» … 16
05/04/23 Arena 14 Tommasi e Gasdia incontro al Vinitaly Giardini Enrico 17
05/04/23 Centro 5 Vino di qualità ecco il modello di sviluppo per l’Abruzzo – Abruzzo, il vino di qualità nuovo modello di sviluppo
Ranieri Domenico 19
05/04/23 Centro 5 Docg Casauria, c’è la presentazione … 21
03/04/23 Corriere Adriatico
Ascoli Piceno
05/04/23 Corriere di Verona 6 Siccità e vigneti, l’allarme degli esperti «Le Doc cambino le regole
05/04/23 Corriere di Verona 6 Intervista a Giancarlo Moretti Polegato – «Solare e idroelettrico
investiamo su sistemi sempre più sostenibili»
Padovese Antonino 23
A.Pad. 25
05/04/23 Corriere di Verona 6 L’ascesa delle donne alla guida le cantine A.Pad. 27
05/04/23 Corriere di Verona 7 Missione Far East «Ma forse l’Amarone è troppo strutturato» Sorio Matteo 28
05/04/23 Corriere di Verona 7 Il bianco diventa «hawaiano» e adocchia i giovani con il poke m.s. 30
05/04/23 Corriere di Verona 7 Soave «apre» il castello Mostre e annate storiche Padovese Antonino 31
05/04/23 Corriere Romagna Forli’
-Cesena
05/04/23 Cronache di Napoli 9 Vitigni a rischio, servono 20mila lavoratori per garantire la
vendemmia – Vigneti, mancano 20mila lavoratori
05/04/23 Gazzetta di Taranto 4 «Un grande successo per i nostri vini produzioni di sempre
Pari Francesco 33
… 35
05/04/23 Giornale di Vicenza 11 Caner e il Burello: «Rilanciamo il turismo enogastronomico» Tonello Alberto 36
05/04/23 La Provincia Cerveteri Ladispoli
2 Cerveteri protagonista al Vinitaly … 38
05/04/23 La Provincia Viterbo 8 Lollobrigida e Righini nello stand della Valle del Marta, Serafini:
«Un grande riconoscimento a livello nazionale per la nostra città»
05/04/23 Mattino Napoli Nord 31 Campi Flegrei e Ischia i “vulcanici” seducono i sommelier di
05/04/23 Mattino Padova 13 Elena, Catia e Sabrina sfida al femminile per raccontare il villo dei
… 39
Maione Carmine 40
Stievano Nicola 41
05/04/23 Messaggero Abruzzo 31 Anche i giapponesi allo stand Abruzzo Piccioli Francesca 43
05/04/23 Nuova Ferrara 12 Vinitaly, decolla il Bosco Eliceo «C’è tanta richiesta e poca produzione»
05/04/23 Nuova Venezia 15 Vinitaly, 30 cantine del Veneziano Ecco tutte le novità – Ribolla
gialla, Pinot e Chardonnay Lison Pramaggiore 30 aziende alla carica
Barbieri Maurizio 44
Monforte Giovanni 46
05/04/23 Nuova Venezia 15 Ecco il nuovo Bellini 0 analcolico La “rivoluzione” dei vini Canella G.MO. 48
05/04/23 Nuova Venezia – Mattino
di Padova – Tribuna di Treviso
05/04/23 Nuova Venezia – Mattino
di Padova – Tribuna di Treviso
05/04/23 Nuovo Quotidiano di
Puglia edizione di Lecce
05/04/23 Nuovo Quotidiano di
Puglia edizione di Taranto
14 Tra bottiglie e nuove App Barbieri Giorgio 49
14 Consumi, dal Ripasso al Ribolla trionfano i prodotti sovranisti … 51
13 Vinitaly, eccellenze dal mare alla tavola Pentassuglia: «Investiamo … 52
18 Iaia: «Una grande opportunità» Montefrancesco «Aria di rinascita» … 53
05/04/23 Resto del Carlino Fermo
05/04/23 Resto del Carlino
Ravenna
18 Dalla sorpresa premier al cioccolato Centimetro Zero adesso rilancia
2 Sorrisi dal Vinitaly – Vinitaly, ottimismo fra i produttori È l’export a tirare la volata
… 54
Colgan Patrick 55
05/04/23 Resto del Carlino
Ravenna
2 «Mai avuti così tanti contatti» … 57
05/04/23 Taranto Buonasera 7 «Il vino per raccontare il territorio e promuovere il turismo di
… 58
05/04/23 Voce di Rovigo 28 Un miliardo di bottiglie di Prosecco … 59
STAMPA NAZIONALE
05/04/23 Foglio 3 Perché il vino non deve fuggire da innovazione e tecnologia Battistuzzi Giovanni 60
05/04/23 Foglio 3 Esplodono con il vino le contraddizioni del km 0 in agricoltura Pascale Antonio 61
05/04/23 Gazzetta del
Mezzogiorno
05/04/23 Giorno – Carlino –
Nazione
14 La Puglia dei sapori conquista il Vinitaly Politi Barbara 62
21 Vinitaly Il turismo in un bicchiere Viaggiare è dolce tra le cantine Gamberini Letizia 65
05/04/23 Italia Oggi 20 Poltrone in erba – Il Consorzio del Chiaretto di Bardolino… … 67
05/04/23 Italia Oggi 21 Tra Prosecco adulto e uve di cent’anni Settefonti Andrea 68
05/04/23 Italia Oggi 21 Pro Wein o no, il Vinitaly vola Scarci Emanuele 69
05/04/23 Italia Oggi 21 Risiko agricolo – Collis Veneto Wine Group … 70
05/04/23 Italia Oggi 21 Risiko agricolo – Ruffino acquisisce 15 ettari nella zona vinicola… … 71
05/04/23 Italia Oggi 21 Risiko agricolo – Il gruppo veneto Le Tenute del Leone Alato… … 72
05/04/23 Italia Oggi 22 Crolla il vino al supermarket Scarci Emanuele 73
05/04/23 Italia Oggi 22 Più donne brindano. In primis le dirigenti Settefonti Andrea 74
05/04/23 Italia Oggi 22 Il 2023 del vino? Al ralenti La sfida è l’export in Asia Chiarello Luigi – Settefonti 75
Andrea
05/04/23 Italia Oggi 23 Intervista a Pietro Mattioni – Meno vino, più utili Settefonti Andrea 76
05/04/23 Italia Oggi 23 Di vino … 77
05/04/23 Libero Quotidiano 6 Per il Fatto il Vinitaly ha traslocato in Umbria – Vinitaly a Verona
Ma per il Fatto si tiene a Perugia
05/04/23 Mattino 34 Vinitaly, l’idea di un marchio doc per la Campania – Vinitaly, ecco
l’idea di un marchio doc per la Campania
05/04/23 Mf 23 Intervista a Luca Zaia – Speciale Regioni e Pnrr Veneto – Zaia: l’economia terrà anche quest’anno il 2023 sarà l’anno dei cantieri
05/04/23 Mf 25 Speciale regioni e pnrr Veneto – Vinitaly da record, a Verona 1000 top buyer da 68 paesi
Sallusti Giovanni 78
Pignataro Luciano 80
Brillo Nicola 82
… 85
05/04/23 Repubblica 23 Lettera. Posta e risposta Merlo Francesco – 86
Colussi Marzia
05/04/23 Sole 24 Ore 21 Vinitaly chiude con il record di 30mila buyer esteri – Vinitaly,
chiude l’edizione 2023 con 30mila buyer esteri
Dell’Orefice Giorgio 87
05/04/23 Tempo 8 Il mercato premia i vini «sovranisti» Zappitelli Paolo 89
05/04/23 Tempo 12 Oltre 12,1 milioni di donne bevono vino responsabilmente Ventura Leonardo 90
EMILIA ROMAGNA
| 05/04/23 | Corriere Romagna Rimini | 13 | Intervista a Lorenzo Lunedei e Aris Ruggeri – «Ecco Tinto, colorato come il vino rosso» Calici, tigelle e salumi emiliani in Romagna | Strazzacapa Nicola | 91 |
| 05/04/23 | Liberta’ | 8 | Coldiretti: sul vino Made in Italy record fatturato, ma non mancano le minacce | clamol | 93 |
| 05/04/23 | Nuova Ferrara | 29 | Degustazioni di vino per appassionati Si parte domani sera | … | 95 |
LOMBARDIA
| 05/04/23 | Cittadino di Lodi | 18 | Vinitaly, ottima affluenza allo stand dei vini banini | Bagatta Andrea | 96 |
| 05/04/23 | Gazzetta di Mantova | 35 | Coltura e cultura secondo la destra Prova generale al Vinitaly, per Bacco | Scansani Stefano | 97 |
| 05/04/23 | Giorno Lodi Crema Pavia | 7 | Territorio in vetrina a Verona «Vino e riso i nostri ambasciatori» | Zanette Stefano | 99 |
| 05/04/23 | Provincia – Pavese | 32 | Vinitaly verso il gran finale L’Oltrepo ancora in vetrina | O.m. | 100 |
MARCHE
| 05/04/23 | Corriere Adriatico Pesaro | 13 | Casciotta d’Urbino dop «Tesoro unico al mondo altro che cibo sintetico» | Giannotti Beatrice | 101 |
| 05/04/23 | Resto del Carlino Macerata | 4 | «Vinitaly successo oltre le aspettative» – Ora le cantine possono brindare «Un Vinitaly oltre le aspettative» | Masetti Nicholas | 102 |
PIEMONTE
04/04/23 Nuova Provincia (Asti) 24 Il Piemonte del vino si schiera al Vinitaly «Qualità, competenza,
04/04/23 Nuova Provincia (Asti) 25 Asti spumante e Moscato d’Asti Docg bollicine naturalmente
… 105
… 107
04/04/23 Piccolo di Alessandria 26 Vinitaly Il Piemonte? Piace, ma è lontano’. Tornano sia i cinesi che Panaro Giordano 109
05/04/23 Stampa Cuneo 39 Il Piemonte al Vinitaly – La difesa del vino Fiori Roberto 111
SARDEGNA
05/04/23 Nuova Sardegna 6 La Sardegna a Vinitaly Innovazione sostenibile l’orgoglio delle
cantine – «Tra innovazione e tradizione la vera sfida è nella sostenibilità»
Sini Andrea 114
SICILIA
05/04/23 Quotidiano di Sicilia 8 Vinitaly: la Sicilia grande protagonista – La Sicilia e l’Etna
protagonisti della 55a edizione del Vinitaly
VENETO
Ognibene Salvo 117
| 05/04/23 | Gazzettino | 14 Giovane e con buona cultura: è “lei” il traino del prosecco | Porcellato Natascia | 118 |
| 05/04/23 | Gazzettino | 23 Il plebiscito sul prosecco non ammette repliche | De Min Claudio | 120 |
| 05/04/23 | Giornale di Vicenza | 11 Franciacorta scommette sulla ristorazione berica | Lazzari Andrea | 121 |
| 05/04/23 | Giornale di Vicenza | 11 Aumentano le donne che bevono vino buono | … | 122 |
| 05/04/23 | Mattino Padova | 13 Villa dei Vescovi il 22 e 23 aprile ospiterà le eccellenze enologiche | Biasetto Gianni | 123 |
|
05/04/23 |
Frankfurter Allgemeine | STAMPA ESTERA |
Schubert Christian |
124 |
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 4 aprile 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
FIERE
04/04/23 Arena 11 «Città che con questa rassegna conferma il suo potenziale» E.G. 1
04/04/23 Arena 8 Meloni lancia il liceo made in Italy – Meloni lancia il liceo made in Italy Ma sulla scuola è caso politico
Mazzara Luca 2
04/04/23 Arena 8 II ministro Urso e i parlamentari Ma arriva anche Elia Viviani … 7
04/04/23 Arena 9 Dal Veneto all’Abruzzo il giro d’Italia in otto ore Giardini Enrico 8
04/04/23 Arena 9 Coldiretti nella «cantina degli orrori» … 10
04/04/23 Arena 11 Zaia candida Verona «Distretto nazionale dell’agroalimentare» Mazzara Luca 11
04/04/23 Arena 11 «Vanno sostenuti i deboli non chi non vuol lavorare» Va.Za. 13
04/04/23 Arena 12 Vino, servono ventimila a giovani «Aumentare le remunerazioni» Lorandi Francesca 14
04/04/23 Arena 12 La collettiva «open balkan»: paesi balcanici insieme in fiera … 16
04/04/23 Arena 12 Allegrini, settima generazione conti in crescita e investimenti Va.Za. 17
04/04/23 Arena 13 Imballaggi, «l’Ue mette a rischio l’intera filiera» … 18
04/04/23 Arena 13 Agroalimentare e turisti «Sostegni alle aziende» Zanetti Valeria 19
04/04/23 Arena 13 Sostenibilità e salute guidano i consumatori M.S. 21
04/04/23 Arena 13 Masi e il «fenomeno Campofiorin» Allegri Silvia 22
04/04/23 Arena 19 Record di presenze a Vinitaly … 23
04/04/23 Arena 19 Valpolicella: tecniche agronomiche che permettono l’ottimale gestione dell’acqua
04/04/23 Arena 21 “Amarone fine and contemporary wine” con le Famiglie Storiche del Valpolicella
… 25
… 26
04/04/23 Arena 21 “Enolitech” affianca Vinitaly … 28
04/04/23 Arena 22 Soi&Agrifood: le eccellenze del food, dell’olio EVO e delle birre artigianali
04/04/23 Centro 3 Meloni abbraccia l’Abruzzo al Vinitaly. E domani sarà all’Aquila – La premier dà carta bianca a Marsilio per ricandidarsi
… 30
l.c. 32
04/04/23 Corriere Adriatico Ancona
3 La premier Giorgia Meloni: «Appassionata dei vostri vini» … 35
04/04/23 Corriere di Verona 5 Prosecco Superiore aumenta il prezzo e la presenza all’estero Padovese Antonino 36
04/04/23 Gazzetta di Modena-
Reggio-Nuova Ferrara
10 Bacchettata di Meloni a La Russa Sgrammaticatura su via Rasella»
Rossi Luca 38
04/04/23 Gazzetta di Modena-
Reggio-Nuova Ferrara
10 La premier: «Non vogliamo rinunciare» … 39
04/04/23 Gazzetta di Modena-
Reggio-Nuova Ferrara
14 Vinitaly: il Lambrusco e altre eccellenze l’Emilia Romagna fa gioco di squadra
Paolini Antonio 40
04/04/23 Gazzetta di Parma 26 Tavola rotonda su territorio e gusto del vino … 42
04/04/23 Gazzetta di Reggio 10 Re dei formaggi e whisky a nozze … 43
04/04/23 Gazzettino 6 Meloni: «Un liceo del made in Italy» – Meloni, sette ore tra i vini
«Io, grande appassionata» Via al liceo del made in Italy
Vanzan Alda 44
04/04/23 Gazzettino 6 Viola: L’alcol fa sempre male» Ma Tirelli: «Il rischio da altro» a.pe. 47
04/04/23 Gazzettino 6 Con Sorsi d’autore le eccellenze nelle ville venete M.Cr. 48
04/04/23 Gazzettino Padova 23 Al Vinitaly tre imprenditrici raccontano la loro realtà produttiva … 50
04/04/23 Giornale di Vicenza 6 Meloni lancia il liceo del Made in Italy – Meloni lancia il liceo made
in Italy Ma sulla scuola il caso è politico
Mazzara Luca 51
04/04/23 Giornale di Vicenza 6 Agroalimentare e turisti «Sostegni alle aziende» V.Z. 53
04/04/23 Giornale di Vicenza 9 Una Fiera per fare business soddisfazione dei produttori Tonello Alberto 54
04/04/23 La Provincia Edizione Nazionale
04/04/23 La Provincia Edizione Nazionale
04/04/23 La Provincia Edizione Nazionale
3 «Lavoriamo per un liceo “Made in Italy”» … 56
8 Trasferta veronese per l’Urbe, protagonista al Vinitaly … 57
10 I Bacco di Michelangelo e Reni esposti insieme … 58
04/04/23 La Provincia Viterbo 5 Meloni e Lollobrigida con Cotarella … 59
04/04/23 Mattino Avellino 22 Festa ambasciatore al Vinitaly – Festa in tour al Vinitaly:
“Prendiamo spunti per il nostro AvelVino”
Fierro Rossella 60
04/04/23 Mattino Padova 26 All’olio di Barbiero il premio “Olivario” e il “Mastro d’Oro” Biasetto Gianni 62
04/04/23 Messaggero Abruzzo 29 La premier Meloni brinda ai vini abruzzesi – Vinitaly, la premier
Meloni brinda ai vini abruzzesi
04/04/23 Nuova Ferrara 15 L’Emilia fa gioco di squadra Joe Bastianich apprezza i prodotti
ferraresi – Bastianich, imprenditore e showman È lui la star della kermesse veronese
04/04/23 Nuova Ferrara 15 Tradizione e innovazione vanno a braccetto «Oggi bisogna avere il coraggio di osare»
Piccioli Francesca 63
Simoni Marco 65
D.B. 67
04/04/23 Nuova Venezia – Mattino
di Padova – Tribuna di Treviso
Barbieri Giorgio 68
04/04/23 Nuova Venezia – Mattino
di Padova – Tribuna di Treviso
04/04/23 Nuova Venezia – Mattino
di Padova – Tribuna di Treviso
11 Bottiglie leggere e carta riciclata la parola d’ordine è sostenibilità Barbieri Giorgio 71
04/04/23 Nuova Venezia – Mattino
di Padova – Tribuna di Treviso
04/04/23 Nuovo Quotidiano di Puglia
10 Export, boom delle imprese venete in dieci anni cresciuto del 92% Superficie di vite bio quadruplicata
7 Entusiasmi e forza: la Puglia al Vinitaly brinda all’export col 2022 da record – Al Vinitaly anche lo stand Puglia: «Trionfa l’export»
G.Barb. 73
… 75
04/04/23 Nuovo Quotidiano di Puglia
7 Boom enoturismo, Stefano: «L’offerta migliora ancora» … 77
04/04/23 Quotidiano di Foggia 12 Pentassuglia: “Si respira entusiasmo e voglia di mantenere alto il
livello del nostro settore vitivinicolo”
04/04/23 Resto del Carlino Ascoli 5 IL REGALO ALLA PREMIER – Che sorpresa al Vinitaly Meloni da Centimetro Zero
… 78
Lappa Maria_grazia 80
04/04/23 Resto del Carlino Ferrara
6 Bosco Eliceo, vini protagonisti a Verona – Le fragranze estensi al Vinitaly Nuove etichette per il ‘Made in Fe’
Casoni Lauro 82
04/04/23 Voce di Rovigo 3 Agricoltura, lavoro sì assistiti anche no – “Nei campi manodopera e S. V. 85
04/04/23 Voce di Rovigo 3 Meglio i campi al divano … 87
04/04/23 Voce di Rovigo 27 “Sostegno a un comparto chiave” … 88
STAMPA NAZIONALE
04/04/23 Avvenire 19 Il vino italiano è in salute Zaghi Andrea 89
04/04/23 Corriere della Sera 35 Sussurri & Grida – Confcooperative, sale l’export di vino … 90
04/04/23 Foglio 1 Il vino italiano è rinato europeo – Vino europeo Battistuzzi Giovanni 91
04/04/23 Foglio 1 Si scrive vino, si legge realtà – In vino veritas Cerasa Claudio 92
04/04/23 Gazzetta del
Mezzogiorno
04/04/23 Gazzetta del
Mezzogiorno
14 Vino, olio, turismo «Venite in Puglia» Politi Barbara 94
14 Le bollicine pugliesi conquistano le donne b.pol. 97
04/04/23 Giornale 5 Governo contro la Lega: non rinunciamo al Pnrr – Meloni tira dritto
«Basta allarmismi sui fondi da Bruxelles» – Meloni: «Basta allarmismi sul Pnrr» E smentisce la linea del Carroccio
Signore Adalberto 98
04/04/23 Giornale 6 Il commento – La vera chiave è lo sbocco sul lavoro Zecchi Stefano 100
04/04/23 Giornale 25 Intellettuali alla ricerca di una Identità (e di un nuovo immaginario
Giubilei Francesco 101
04/04/23 Giorno – Carlino –
Nazione
21 Vinitaly brinda con la Cina Nuovi mercati per l’export Colgan Patrick 102
04/04/23 Il Fatto Quotidiano 4 Braccia rubate all’agricoltura – Il liceo di Meloni è made in
Cannavò Salvatore 103
04/04/23 Il Fatto Quotidiano 5 Lo sberleffo – Giorgia e Bruno brindano insieme FQ 107
04/04/23 La Verita’ 5 Giorgia porta il sovranismo in classe «Faremo il liceo del Made in
04/04/23 La Verita’ 23 In vino veritas – Dal Carignan del Sulcis, una rosa gentile di Sardegna
04/04/23 Leggo 2 Idea Meloni: «Un liceo del Made in Italy» – Corsa al Pnrr Meloni:
«Nessun ritardo, ai fondi non rinunciamo»
04/04/23 Leggo 2 Santanché: «Itis distrutti dalla sinistra». Ora spunta il “liceo del made in Italy”
Cambi Carlo 108
Cambi Carlo 110
Severini Alessandra 111
… 113
04/04/23 L’Identità 15 In vino Italy Vitolo Angelo 114
04/04/23 Messaggero 18 In vino veritas Ricci Franco_M 115
04/04/23 Messaggero 15 L’Amarone Allegrini cambia governance r.dim. 116
04/04/23 Metro 2 Pnrr, Meloni tranquillizza «Io non sono preoccupata» – Meloni:
… 117
04/04/23 Metro 6 Vinitaly – Vino, presentata una “cantina degli orrori” … 119
04/04/23 Mf 14 Federvini denuncia le etichette irlandesi e la stretta della Ue sugli imballaggi – Il vino italiano è sotto attacco
Zoppo Angela 120
04/04/23 MF Fashion 1 Meloni, liceo per il Made in Italy … 121
04/04/23 Nazione 22 Sempre più vigne a coltivazione bio In Italia nessuno come la
D.B. 122
04/04/23 Quotidiano del Sud
L’Altravoce dell’Italia
8 Un Vinitaly dei record (con polemiche) – Giù le mani dal vino: governo in campo per tutelare le eccellenze italiane
Capparelli Anna_Maria 123
04/04/23 Repubblica 6 La premier vuole il liceo sovranista: gli altri non fanno trovare
lavoro – Il liceo secondo la premier “Sarà del made in Italy E quello vero è l’agrario”
04/04/23 Repubblica 7 L’analisi – Il made in Italy e la scuola “forestiera” – La scuola
autarchica della revanscista Giorgia
Lauria Emanuele 126
Merlo Francesco 128
04/04/23 Repubblica 32 Integrate, sostenibili il buon esempio delle vigne trentine Giuliani Gaia 132
04/04/23 Repubblica 33 Le vie del vino fra bici e trekking … 135
04/04/23 Sole 24 Ore 22 Ismea punta sul vino: investimento nella coop Terre Cortesi
Dell’Orefice Giorgio 137
TOSCANA
| 04/04/23 | Corriere Fiorentino | 7 | Per la vendemmia servono 5 mila stagionali L’appello di Coldiretti a studenti e disoccupati | Lignelli Matteo | 193 |
| 04/04/23 | Nazione Siena | 10 | Palcoscenico Vinitaly Guasconi: «Vetrina per le nostre eccellenze» | Pacchiani Orlando | 195 |
| 04/04/23 | Tirreno | 17 | La Toscana dei vini regina a Verona | Paolini Antonio | 196 |
TRENTINO ALTO ADIGE
| 04/04/23 | Adige | 12 | Coldiretti in campo per difendere il vino trentino di qualità – In | … | 198 |
| difesa del vino e contro l’Ue scende in campo la Coldiretti |
UMBRIA
| 04/04/23 | Corriere dell’Umbria | 23 | Città di Castello – Only Wine conquista il Vinitaly VENETO | L.G | 200 |
| 04/04/23 | Arena | 27 | Nuovo presidente al Consorzio del Chiaretto | Joppi Stefano | 202 |
| 04/04/23 | Gazzettino | 15 | Santa Margherita, nuovo record e non si ferma: «Pronti a crescere» | Crema Maurizio | 203 |
| 04/04/23 | Gazzettino | 14 | Cambia la governance dell’Amarone Allegrini | … | 205 |
| 04/04/23 | Gazzettino Treviso | 15 | Docg, Prosecco da 634 milioni di euro | Miriade Michele | 206 |
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 3 aprile 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Sistema del vino, Verona capitale – La difesa del «Made in Italy» Ministri uniti e oggi c’è la Meloni.
Aperto il salone con cinque ministri, oggi la premier Meloni. Lollobrigida ai giovani: «Sul divano col reddito? Lavorino in agricoltura» Sistema del vino, Verona capitale Difesa del Made in Italy, identità, istituzioni: «Qui il motore del Paese». Tajani: fare sistema sulle riforme Ue 99 Vinitaly si conferma uno strumento strategico a servizio del Made in Italy, facendo di Verona la capitale del sistema-vino nazionale. Il ruolo della manifestazione è stato ribadito ieri dalle istituzioni del governo durante la cerimonia di inaugurazione. Cinque i ministri presenti. Il titolare dell’Agricoltura, Lollobrigida, è intervento sulla necessità di manodopera nelle campagne: «I giovani italiani sappino che non è svilente lavorare in agricoltura. Meglio che stare sul divano col reddito di cittadinanza». E oggi in fiera arriva la premier Meloni.
Fonte: Arena.
«Legge quadro sui prodotti nazionali».
II ministro Urso annuncia l’apertura dei lavori al dicastero delle Imprese e del Made in Italy «Legge quadro sui prodotti nazionali» Grande attenzione al vino «Ha aperto la strada culturale che ci ha portati sul podio mondiale». Biogas, neutralità tecnologica con impatto ambientale positivo, ma anche fotovoltaico e Vinitaly in the City. È un ministro delle Imprese e del Made in Italy a tutto tondo quello che incontriamo in piazza delle Erbe. Adolfo Urso, a Verona per la kermesse dedicata al vino, coglie la palla al balzo per rimarcare i successi del nostro Paese nelle ultime ore, pur concedendosi qualche momento di svago per ammirare la bellezza della nostra città dall’alto della Torre dei Lamberti.
Fonte: N Arena.
Il vigneto Italia vale 56 miliardi e quelli veneti sono tra i più cari.
Indagine: al top i 300-500mila di Trento Doc, Valpolicella, Bolgheri e Franciacorta Il vigneto Italia vale 56 miliardi e quelli veneti sono tra i più cari Pari a 84mila euro ad ettaro. II sistema genera 30 miliardi all’anno •• Il vigneto Italia vale 56,5 miliardi di euro, per un corrispettivo a ettaro di 84 mila euro, quattro volte più della media delle superfici agricole. Lo rileva l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly con una ricognizione sui valori dei 674 mila ettari del vigneto nazionale che da Nord a Sud della Penisola generano un’economia da oltre 30 miliardi di euro l’anno e rappresentano al contempo uno degli investimenti più redditizi in assoluto sul piano fondiario. Con il mercato che risponde con un boom di transazioni, dettate in particolare da fondi e family office interessate soprattutto alle regioni a maggior vocazione enologica e di conseguenza a maggior tasso valoriale, come Alto Adige, Trentino, Veneto, Toscana e Piemonte.
Fonte: Arena.
Il governo: «Stop a bugie Il vino non fa male».
Dopo il caso delle etichette irlandesi e gli attacchi al settore da parte di alcuni studiosi Il governo: «Stop a bugie Il vino non fa male» Levata di scudi di medici e ministri: fa parte della tradizione e della dieta mediterranea. Schillaci: «Contrasto all’abuso». Prandini: «Più tutela» Laura Zanoni laura.zanoni@larena.it •• Una levata di scudi parte da Verona sia contro le etichette di pericolo sulle bottiglie di vino in Irlanda, sia contro i messaggi di studiosi sui rischi rappresentati dall’alcol in qualsiasi quantità. Il mercato costituito dallo storico prodotto della viticoltura è oggetto di attacchi incrociati: a Vinitaly sono stati organizzati incontri e tavole rotonde per approfondire il concetto di «Vino e salute», che hanno avuto quale comune denominatore la distinzione tra abuso e consumo moderato, e i vantaggi che può rappresentare quest’ultimo all’interno di una dieta mediterranea, che ha fatto degli italiani uno dei popoli più longevi.
Fonte: Arena.
Il vino traina il made in Italy.
II settore è al primo posto nel saldo commerciale, con 7,4 miliardi di euro. Il vino traina il made in Italy Superati i comparti del sistema moda e della meccanica strumentale Il settore vitivinicolo italiano è cresciuto ed ha affinato la propria managerialità fino a diventare un capitale strategico del prodotto Italia. Per questo Vinitaly ha voluto quest’anno concentrarsi su un’analisi in grado di definire il reale valore del comparto. Il vino è una ricchezza straordinaria per l’Italia e la strada per l’ulteriore crescita passa necessariamente dall’export. E questo anche il traguardo di un Vinitaly che ha destinato gran parte delle proprie risorse in funzione di un allargamento globale della platea business e per il radicamento all’estero sui mercati mergenti e maturi. I numeri parlano chiaro, come spiega l’analisi dell’Osservatorio Uiv/Vinitaly e Prometeia, secondo cui la wine industry del Belpaese vale 31,3 miliardi di euro, impegna 530.00 aziende, con 870.000 addetti, ed è in cima alla speciale classifica relativa alla bilancia commerciale del made in Italy tradizionale, che vale ogni anno, complessivamente 200 miliardi di euro.
Fonte: Arena.
Inaugurato a Verona lo spazio Abruzzo: 50 cantine e 400 etichette – Vinitaly, Spazio Abruzzo: 50 cantine e 400 etichette.
Il primo ospite del padiglione è stato il ministro Salvini: «Apprezzo i vostri vini» II vicepresidente della Regione, Imprudente: «Noi qui con le nostre eccellenze» di Domenico Ranieri L’Abnizzo delle eccellenze enologiche protagonista a Verona. Si è aperta ieri la 55esima edizione del Vinitaly, la fiera internazionale dedicata al vino, e sono 50 le cantine presenti allo spazio Abruzzo; 400 invece le etichette messe in vetrina per acquirenti e operatori del settori nell’Enoteca regionale coordinata dal Consorzio tutela vini d’Abruzzo. [I vicepresidente della Giunta regionale con delega all’Agricoltura, Emanuele Impnrdente, ha inaugurato lo stand Abruzzo (padiglione 12). «Sarà un Vinitaly straordinario», osserva Imprudente, «la nostra regione partecipa con le migliori eccellenze del settore vitivinicolo. Durante la fiera racconteremo le peculiarità e la storia del territorio abruzzese attraverso eventi e iniziative mirati a valorizzare il nostro vino.
Fonte: Centro.
Fipal mette al centro persone e innovazione.
Dopo la pandemia si è focalizzata su soluzioni per il beverage e nuove sinergie Fipal mette al centro persone e innovazione Trasformare la crisi in opportunità: è una frase ad effetto su cui tanti hanno speso parole. Per farlo veramente però ci vuole determinazione, volontà e la capacità di generare nuove idee per cambiare il corso delle cose. Fipal lo ha fatto. Nel 2020 la pandemia ha portato all’azzeramento di nuove commesse da parte dei grandi clienti dell’impiantistica, per i quali l’azienda produceva macchine per il fine linea e che rappresentavano più del 50% del suo volume d’affari. II conseguente crollo del fatturato di quell’unità di business ha indotto la realtà di Felegara a ripensare totalmente le proprie strategie.
Fonte: Gazzetta di Parma G Economia.
Vino, il governo fa quadrato – Il vino orgoglio italiano Etichette, governo pronto allo scontro con l’Irlanda.
Tajani: «Difenderemo i nostri prodotti» L’intervista Leo: «Pagella sulle tasse chi è onesto pagherà meno» Andrea Bassi tiamo pensando a un sistema articolato, che va nella direzione di cambiare verso alla fiscalità del nostro Paese. Partiamo dai soggetti più piccoli, fino a 5 milioni di ricavi/compensi, ai quali si applicano gli lsa, gli indicatori sintetici di affidabilitä fiscale che, appunto, attribuiscono ai contribuenti un voto. Immaginiamo che uno di questi soggetti abbia un buon voto Isa, pari 8: l’amministrazione gli potrà proporre (…) Continua a pagina 5 È il Vinitaly dei record: 4mila espositori da più di 30 nazioni, 100mila metri quadri di superficie per 17 stand tutti occupati, solo dall’estero 25mila presenze. Ma è anche il Vinitaly dell’orgoglio italiano. In risposta soprattutto all’Irlanda ha deciso che le bottiglie che entreranno dovranno avere un bollino per avvisare i consumatori. Il Vinitaly edizione numero 55 contrattacca. Il Governo l’ha fatto schierando i suoi uomini, mai visti così tanti ministri all’inaugurazione.
Fonte: Gazzettino.
Lollobrigida: mancano addetti, nei campi chi prende il Reddito.
Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, contro i furbetti del reddito di cittadinanza che preferiscono il sussidio dei Cinque stelle al lavoro. Intervento al Vinitaly di Verona il ministro si è soffermato sul problema della carenza di manodopera nelle campagne, dove sono a rischio le raccolte e le lavorazioni ortfofrutticole per la difficoltà riscontrata da parte delle aziende agricole nel reperire braccianti e personale con adeguate competenze. Così il ministro: «Nelle campagne c’è bisogno di manodopera e i giovani italiani devono sapere che non è svilente andare a lavorare in agricoltura.
Fonte: Gazzettino.
Le bollicine di Marca protagoniste al Vinitaly di Verona.
Marca protagonista alla 55esima edizione del Vinitaly di Verona. A partire dal rosè targato Astoria con l’esordio di Rosé Mina, blend “tranquillo” di uve a bacca rossa vinificate in bianco con breve macerazione, che porta il nome Mina, omaggio alla moglie del fondatore Vittorino Polegato. Le Manzane della famiglia Balbinot presenta le ultime novità come il nuovo Springo Gold Valdobbiadene Prosecco Superiore di Cartizze Docg, la linea più prestigiosa della cantina con 5.500 bottiglie numerate. La Bottega, tra i principali produttori di vino e distillati, ha portato in fiera le nuove etichette col marchio a forma di cuore con la scritta “Vi suggeriamo un consumo massimo giornaliero di due calici”. Infatti, bruciando tutti, primi in Italia, speciali etichette sono opposte sulle bottiglie.
Fonte: Gazzettino Treviso.
L’inaugurazione dello stand della Regione.
È arrivato anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini all’inaugurazione dello stand della Regione Veneto. A fare gli onori di casa il presidente della Regione, Luca Zaffa, con il sindaco di Verona, Damiano Tommasi. Con loro l’altro vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Salvini, invitando i più giovani a bere con moderazione, ha annunciato che è al lavoro per modificare il Codice della strada.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Vinitaly, agricoltori da tutelare.
A Verona gli esponenti di una filiera che vale 31,e miliardi di euro con 570 mila imprese Vinitaly, agricoltori da tutelare Mattia (FdI) alla rassegna: Necessario difendere le ricchezze del Paese» «Tutelare e difendere il vino italiano da aggressioni, contrastando le frodi e la concorrenza sleale, e allo stesso tempo valorizzare un patrimonio di tipicità, qualità, sicurezza alimentare, cura del territorio che tutti ci invidiano, è tra gli obiettivi del Governo». Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Ambiente, Aldo Mattia , in visita al Vinitaly di Verona. «L’Italia è leader mondiale della produzione di vino davanti a Francia e Spagna, un primato di cui dobbiamo essere orgogliosi.
Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.
L’attacco del ministro all’inaugurazione del Vinitaly Lollobrigida: «Lavoro nei campi non sul divano col Reddito».
Verona Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ospite nella giornata di apertura del Vinitaly, attacca il Reddito di cittadinanza e invita i giovani italiani ad andare a lavorare nei campi. «Nelle campagne c’è bisogno di manodopera, i giovani devono sapere che non è svilente. Anzi, quello che non è un modello di civiltà è non andare a lavorare, stare sul divano e gravare sulle spalle altrui col Reddito», ha affermato. E poi sui flussi per le quote di stagionali per le campagne di raccolta, ha aggiunto: «C’è la volontà di organizzarli seriamente, contrastando l’immigrazione illegale, e facendo formazione nei Paesi di provenienza dei migranti. In Italia c’è bisogno di immigrazione legale per dare supporto ad alcuni settori, e il primo nemico dell’immigrazione legale è quella clandestina.
Fonte: Tirreno.
Vino, Italia seduta su un tesoro.
I vigneti valgono 84mila euro a ettaro, 4 volte più della media delle superfici agricole Vino, Italia seduta su un tesoro Terreni considerati beni rifugio. Il Veneto in testa alla classifica generale dei valori fondiari. Il vigneto Italia vale 56,5 miliardi di euro, per un corrispettivo a ettaro di 84 mila euro, quattro volte più della media delle superfici agricole. Lo rileva l’analisi dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, in occasione della 55esima edizione di Vinitaly (aperta ieri e in corso fino al 5 aprile) con una ricognizione sui valori dei 674 mila ettari del vigneto nazionale che da Nord a Sud della Penisola generano un’economia da oltre 3o miliardi di euro l’anno e rappresentano al contempo uno degli investimenti più redditizi in assoluto sul piano fondiario.
Fonte: Voce di Rovigo.
Vinitaly, tanti i politici tra gli stand Zaia: il vino fa male a chi non lo beve.
Verona, la prima giornata tra degustazioni, dibattiti e arte. Oggi arriva la premier Meloni di Luciano Ferraro 1 vino dannoso? Il vino fa male a chi non lo beve». Luca Zaia, presidente del Veneto, riassume così la nube che incombe sulla edizione 55 del Vinitaly. La preoccupazione che avanzi la richiesta irlandese di scritte minacciose sulle etichette delle bottiglie, simili a quelle sui pacchetti di sigarette. E il tema ricorrente di decine di incontri e dibattiti. «Sarebbe un danno enorme, promosso da un Paese che non produce vino, ma vedrete che non passerà, presto sarà una minaccia dimenticata», è sicuro Zaia. La tesi prevalente è quella uscita dal convegno voluto dal Consorzio Valpolicella e dalla Regione Veneto, con il medico e rettore veronese Pierfrancesco Nocini e il nutrizionista Giorgio Calabrese: «Bevuto con moderazione il vino è salutare». Al fronte veneto e ai produttori si è unito il governo, con una presenza così numerosa da far sembrare il giorno d’avvio del Vinitaly un appuntamento politico.
Fonte: Corriere della Sera.
Il vino cambia il mondo – L’illusione del prodotto naturale – Un tessuto produttivo forte ma ancora legato al “piccolo è bello”.
Il bere dolce dello spritz, un preavviso della fluidità sessuale. Il salutismo e il biologico che entrano nella bottiglia. E poi l’Europa e il commercio, i gusti che si evolvono, l’industria, il made in Italy e il trionfo del glocal. Idee foglianti per accompagnare il Vinitaly 2023 L’illusione del prodotto naturale Dalla vite alla vinificazione, un processo profondamente, violentemente innaturale, frutto del lavoro dell’uomo. I terrazzamenti che reggono mezza Italia (che in origine si chiamava “terra del vino”) Uri tessuto produttivo forte ma ancora legato al `piccolo è bello” di Camillo Langone, Paola Peduzzi e Stefano Cingolani N on so se il vino può cambiare il mondo ma so che il mondo può cambiare il vino. Perché il mondo è più forte del vino.
Fonte: Foglio.
Un’industria da 56,5 miliardi II ministro Tajani sfida i burocrati europei: «II vino non è cancerogeno».
I pericoli dell’alcol sulle etichette sarebbero un problema per l’eccellenza italiana Massimo Restelli • «Guarda il calor del sol che si fa vino, giunto a l’omor che de la vite cola»: l’analogia con cui Stazio, nel XXV canto del Purgatorio, spiega a Dante l’infusione dell’anima razionale nel corpo e quindi il passaggio dall’animale all’uomo, dimostra quanto la cultura del vino e la coltura della vite siano connaturati al nostro Paese. Un’industria che, dai campi alla catena distributiva, impiega 1,3 milioni di persone e che poggia su un «asset» – cioè sui vigneti – a cui si può attribuire un valore di 56,5 miliardi. Ogni ettaro a vite è insomma valutato 84 mila euro, quattro volte più della media delle superfici agricole, ha calcolato l’Osservatorio Uiv-Vinitaly dopo aver passato in rassegna le quotazioni dei 674 mila ettari di grappoli che si estendono da Nord a Sud della Penisola, generando un tesoro oltre 30 miliardi l’anno.
Fonte: Giornale.
Gambero Rosso per la prima volta nel cuore della città di Verona Il presidente Cuccia: a fianco delle eccellenze anche con l’Academy.
Gambero Rosso partecipa da protagonista alla 55esima edizione del Vinitaly, con i suoi appuntamenti, in un’ottica di qualità e di visione internazionale. L’iniziativa della rivista organizzatrice anche di eventi è finalizzata a promuovere e supportare le aziende, i territori, e a farsi portavoce del Made in Italy nel mondo. Il nuovo traguardo raggiunto nel 2022 dall’export è di 8 miliardi di euro (+12% 2021) è infatti indice che il mondo vuole sempre più bere italiano. Presso lo stand Gambero Rosso (PAD 9 Toscana — Stand C16 all’interno della Fiera) sarà inoltre possibile acquistare le pubblicazioni 2023 e partecipare ad iniziative ed incontri in collaborazione con i partner. La relazione con Vinitaly vanta una lunga tradizione. Nel 1988 Gambero Rosso presentò a Verona la 1° Guida Vini d’Italia.
Fonte: Italia Oggi Sette.
Rapporto vinitaly – I numeri record della 55° edizione di Vinitaly a Verona: mille compratori provenienti da 68 Paesi e 4mila aziende presenti.
Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttaci del 55° Vinitaly che si candida come la più grande `ambasciata’ del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i mille top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. «Sarà un Vinitaly di servizio e sempre più funzionale alle esigenze delle aziende che operano sui mercati – spiega il presidente di Veronafiere SpA, Federico Bricolo -. Una evoluzione prevista dal piano industriale con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’identità e la centralità della manifestazione, oggi riconosciuta quale brand in grado di trainare la promozione del vino italiano a livello internazionale.
Fonte: Italia Oggi Sette.
Vinitaly in cantina un business che vale 31 miliardi.
Sono i ricavi complessivi del comparto, di cui 8 vengono dall’export Il settore è una ricchezza del made in Italy prodotta da 530 mila aziende e 870 mila addetti. Il futuro? Puntare di più sui prodotti di lusso? E l’oro nero italiano e una ricchezza straordinaria per il Paese». E’ Il vino by Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere. Che sfoggia numeri sorprendenti: l’industria vinicola nazionale vale 31,3 miliardi, coinvolge 530 mila aziende con 870 mila addetti, e ha una spiccata vocazione internazionale con ricavi all’export che lo scorso anno hanno sfiorato gli 8 miliardi. Ce n’è abbastanza perché il vino salti in testa alla classifica relativa alla bilancia commerciale dei prodotti made in Italy, facendo meglio di ben 4o settori rappresentativi delle cosiddette 4A del made in Italy ( Abbigliamento, Alimentare, Arredamento e Automazione), dalla moda, alla meccanica strumentale o alla gioielleria per portare qualche esempio concreto.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
La gara delle cantine smart dal nord al sud, le magnifiche 8.
Si chiamano Umani Ronchi e Cantine Spinelli, Feudi di San Gregorio e Ricci Curbastro, Gd Vajra e Planeta, Masi Agricola e Cavit. Sono le vincitrici dell’Unicredit Wine Award che premia competitività e innovazione. Umani Ronchi nelle Marche, Cantine Spinelli in Abruzzo, Feudi di San Gregorio in Campania, Ricci Curbastro e figli in Lombardia, GD Vajra in Piemonte, Planeta in Sicilia e Masi agricola nel Veneto: ecco le magnifiche sette cantine vincitrici dell’Unicredit Wine Award. A queste se ne aggiunge un’ottava: Cavit. Alla coop trentina è stato assegnato il premio speciale dedicato alle innovazioni tecnologiche legate alla filiera, che riguarda nel suo caso il progetto Pica, acronimo di Piattaforma integrata cartografica agriviticola, avanzata piattaforma tecnologica per l’implementazione di una viticoltura di precisione, intelligente ed eco-sostenibile. Che cosa sono questi premi? L’Unicredit Wine Award è il riconoscimento assegnato dal gruppo bancario alle cantine valutate Best Ambassador nell’ambito del progetto Agriilndex.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Intervista a Luca Zaia – Zaia: «I soldi del Pnrr? Chi non li sa usare li dia a noi» – «Date a noi i soldi del Pnrr che altri non spendono».
II governatore del Veneto: «Se ne ricevessimo anche il doppio saremmo in grado di impiegarli». «Il percorso va regolamentato con buonsenso. Incrociando domanda e offerta, portando qui dai Paesi africani dei garanti, come avviene in altri Stati. Penso che il mondo dell’impresa sia d’accordo. Siamo solidali, ma dobbiamo anche tutelare gli occupati locali». «Sono convinto che l’autonomia differenziata giovi più al Sud che al Nord: il Meridione può colmare il gap. Ogni governatore si vanta della sanità, poi però quando gli viene detto “ti do più autonomia per migliorarla” protestano “perché spacca l’Italia”». «Il Veneto si candida a essere la terra dei giovani. Lo scriva, ci tengo. Chi li lascia indietro è destinato a perdersi.
Fonte: Libero Quotidiano.
Bottiglia di alluminio e tappo di sughero Ceci punta a rivoluzionare il mercato.
Una bottiglia all’insegna della sostenibilità che rappresenta una sorta di rivoluzione nel mondo del vino, così attento al rispetto della tradizione: una 0,75 litri in alluminio, dotata di un collo progettato per ospitare il tappo in sughero, la gabbietta di metallo e la capsula. Ceci 1938, winery internazionale da oltre 80 anni e produttrice storica di Lambrusco, ha lanciato il packaging innovativo per l’etichetta Otello Nero di Lambrusco e Otello Brut. L’inedito contenitore è stato concepito da Berlin Packaging, il maggiore Hybrid Packaging Supplier a livello mondiale. Il lancio in anteprima avverrà al Vinitaly, la vetrina internazionale. «Il progetto Otello Ceci for the Future è l’esempio perfetto della potenzialità della nostra offerta innovativa di soluzioni di packaging personalizzabili, sostenibili e in linea con le ultime tendenze di mercato», dice Alessandro Tonoli, ceo Italia di Berlin Packaging.
Fonte: Repubblica Affari&Finanza.
La Basilicata del vino al Vinitaly, taglio del nastro con 17 aziende.
Anche il governatore a Verona. Assegnato il premio Betty Benemerito a Giuseppe Avigliano di Vitis in Vulture Lavello La Basilicata del vino al Vinitaly, taglio del nastro con 17 aziende Taglio del nastro questa mattina al Vinitaly, nello stand della collettiva lucana costituita da 17 aziende, alla presenza del Presidente della Giunta regionale e assessore ad interim alle Politiche agricole, Vito Bardi. «Il comparto vitivinicolo – ha affermato il Presidente – riveste un ruolo di straordinaria importanza e siamo felici di affiancare gli operatori per la loro capacità di valorizzare la nostra antica tradizione agricola, accompagnata dalla crescente capacità di innovare.
Fonte: Le Cronache Lucane.
La Basilicata al Vinitaly.
La Basilicata si presenta all’evento più esclusivo dell’anno con un percorso che è tutto un programma. #versolabasilicata, destinazione, sonetto poetico, mescita sarà i lei motiva che accompagnerà la visita presso l’area della Regione Basilicata, estesa su 300 mq, presente nel padiglione 11 Stand E5, per promuovere il territorio della Basilicata Tipica, i vini DOP e IGP lucani. Il concept generale con cui è stato disegnato lo spazio rende omaggio al grande scrittore, poeta e politico di Tricarico, Rocco Scotellaro, in occasione delle celebrazioni del centenario della sua nascita. Suggestivo lo spazio poetico dedicato al vino che prende vita sui monitor e sulle pareti dello stand, con l’intento di promuovere la memoria e valorizzare l’attualità del suo messaggio sulle passioni del mondo contadino che emoziona attraverso il tempo e le generazioni.
Fonte: Mattino Puglia e Basilicata.
Menu di Pasqua senza i capretti.
Hoak mote premature Sulla tavola di domenica evitiamo cuccioli di 15 giorni uccisi solo per soddisfare un errato senso della tradizione di Gimmo Cuomo Ancora prima di entrare nel merito, e a costo di sembrare ripetitivo, voglio riformulare l’appello che ormai da più anni rivolgo ai lettori alla vigilia di Pasqua. Per il pranzo del 9 aprile evitate agnelli e capretti di latte. Piccole creature, la cui nascita, e la più che prematura uccisione, viene programmata proprio per soddisfare un malinteso senso della tradizione. Bestioline di 15-2o giorni meriterebbero di vivere un po’ più a lungo. Peraltro non offrono particolare pregio gastronomico rispetto a esemplari più grandi. Cerchiamo tutti, nel momento in cui scegliamo il menu del giorno in cui si celebra la Resurrezione di Cristo, di rifiutare di alimentare il macabro rituale dello sterminio di massa dei cuccioli, non ancora svezzati, tanto per.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Food.
I produttori friulani a Vinitaly 2023: stop a messaggi sbagliati sul vino – Il vigneto Friuli compatto nella difesa del vino: stop a messagli sbagliati.
I produttori: la nostra cultura è antica, diciamo sì al bere consapevole II ministro Tajani: difenderemo sempre il principio che il vino non è cancerogeno Dario l:rmacora (Colli orientali): «Noi dobbiamo sempre avere alta qualità» L’export regionale del 2022 ha toccato quota 150 milioni, un record storico Maurizio Cestos campagne c’è bisogno di manodopera – ha dichiarato. AVERONA giovani italiani devono sape re che non è svilente andare a Fiumana di gente alla giorna- lavorare in agricoltura. Anzi, ta inaugurale di Vinitaly quello che non è un modello 2023. In tantissimi anche nel- di civiltà è non andare a lavolo stand del Friuli Venezia rare, stare sul divano e grava Giulia, nonostante non vi fos- re sulle spalle altrui col reddisero eventi particolari, vista todi cittadinanza».
Fonte: Messaggero Veneto.
Premio a Cà Lunae, simbolo di viticoltura eroica.
II riconoscimento intitolato a Angelo Betti assegnato al Vinitaly a Paolo Bosoni. Paolo Bosoni di Cantine Lunae, celebre azienda agricola di Castelnuovo Magra, è stato insignito del “Premio Angelo Betti” nell’ambito del 55° Vinitaly 2023, salone vitivinicolo internazionale in corso fino al 5 aprile a Veronafiere. A consegnare il riconoscimento, intitolato all’ ideatore di Vinitaly e assegnato dal 1973 ai benemeriti della viticoltura italiana, è stato l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Alessandro. La famiglia Bosoni, oggi alla quarta generazione, punta a proiettare il Vermentino nell’olimpo del vino mondiale. «II riconoscimento a Cantine Lunae della famiglia Bosoni – spiega il vice presidente della Regione – ne sigla il ruolo da grande interprete del mondo enologico italiano.
Fonte: Nazione La Spezia.
Il vino mantovano guarda al 2026 Beduschi: Olimpiade grande occasione.
L’assessore regionale ieri all’inaugurazione della rassegna che proseguirà fino a mercoledì con oltre 4mila espositori Le eccellenze gastronomiche e vitivinicole lombarde, e quindi anche mantovane, guardano con grande attenzione all’occasione promozionale che si presenterà nel 2026 con l’organizzazione dell’Olimpiade invernale Milano-Cortina: lo ha chiaramente sottolineato ieri l’assessore regionale all’Agricoltura, il mantovano Alessandro Beduschi, in occasione dell’inaugurazione a Verona del Vinitaly 2023. «Questa è una giornata speciale – ha dichiarato l’assessore – dove il made in Lombardia ha trionfato nell’eccellenza e nell’interesse dei visitatori.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Al Vino Esclamativo alcuni grandi italiani e la curiosità cinese.
Il vino naturale, fondamentalmente ottenuto dalla semplice fermentazione del mosto, senza aggiunta di altre sostanze, sta conquistando sempre più appassionati e la conferma si è avuta dal successo dell’iniziativa che venerdì sera al “Vino Esclamativo” di via Calvi ha portato a Mantova alcuni produttori di spicco, con la curiosità della presenza di due operatori cinesi. L’iniziativa ha associato Vi.Te, acronimo che sta per Vignaioli e Territori, una delle più importanti associazioni di vini naturali, a Wine to Asia, la fiera asiatica di Veronafiere, in collaborazione con Grape Wall of China, il media in lingua inglese più influente sui vini cinesi, e un gruppo di importatori di vini naturali in Cina, guidati da Zefiro.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Castel d’Ario è lo snodo con il suo Fuorisalone C’è anche la masterclass.
La passione per i vini naturali ha sempre avuto un suo punto di riferimento a Castel d’Ario, in particolare per merito di Marcello Travenzoli della Trattoria Stazione e di Antonio Camazzola, ora produttore a Monzambano (Vigne del Pellagroso) ma a suo tempo gestore de L’Hostaria. Non stupisce, quindi, che proprio a Castel d’Ario, venerdì, si siano dati appuntamento circa trenta produttori di vini naturali, biologici e biodinamici per il “Fuorisalone dei vini naturali” di EKWine, movimento di avanguardia enoica. la zona del Mantovano al confine col Veronese, peraltro, è divenuta strategica, perché attorno al Vinitaly, che peraltro ha un suo padiglione dedicato ai cultori di questa tipologia, si svolgono in contemporanea altre iniziative, come la fiera Vini Veri di Cerea e il Vin Natur Tasting di Gambellara.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Brunello di Montalcino Serata dei sommelier alla scoperta dei segreti.
Sempre venerdì, Ais Mantova, con il suo delegato Luigi Bortolotti, ha organizzato al Tesoro di Rivalta sul Mincio una serata dedicata al Brunello di Montalcino. A raccontare la storia di questo nobile vino, Stefano Cinelli Colombini, discendente di una delle più antiche famiglie del territorio, che seguendo le indicazioni di suo nonno Giovanni, guida l’azienda di famiglia, una delle aziende storiche di Montalcino: la “Fattoria dei Barbi”. Il Brunello non è solo un vino, ma un fenomeno che affonda le sue radici nella storia, fin dagli etruschi. Almeno fino agli inizi dell’800, tuttavia, tra tutte le varietà prodotte a Montalcino, non fu un vino rosso a essere il più apprezzato, ma un bianco dolce, il `Moscadello’.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vinitaly, tanta folla e un po’ di ottimismo.
Oggi una giornata di eventi dedicati all’Oltrepo e ai marchi L’assessore regionale Beduschi invita già alle Olimpiadi. Boom di presenze, ieri, agli stand delle aziende oltrepadane nella prima giornata della 55esima edizione di Vinitaly. Subito oltre un migliaio di degustazioni. Clima ottimista, dopo gli ultimi tre anni segnati dallo stallo e dal rallentamento legato alla pandemia. Tornano in massa i visitatori e l’interesse per le etichette in grado di abbinare qualità e innovazione. Dopo l’inaugurazione ufficiale della rassegna, il neo assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, ha visitato il Padiglione Lombardia, insieme alla presidente di Ascovilo, Giovanna Prandini, e anche il settore Oltrepo Pavese, accolto dalla presidente del Consorzio, Gilda Fugazza, e dal direttore Carlo Veronese. Presente tra gli stand anche il consigliere regionale pavese Claudio Mangiarotti e il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo.
Fonte: Provincia – Pavese.
Il Molise divino.
La Tintilia sul podio a Lione tra 6.256 vini da 47 Paesi È un Molise di… vino, quello presentatosi al Vinitaly di Verona con 18 aziende produttrici di vini DOC e IGT e il Consorzio di Tutela della Tintilia. Aziende di altissima qualità, molte delle quali gestite da giovani imprenditori che hanno investito in agricoltura e, in particolare, nella viticoltura. Mentre la Tintilia del Molise Doc ‘Herero’ annata 2019 ottiene la medaglia d’argento a Lioni, tra 6.256 vini provenienti da 47 Paesi.
Fonte: Il Nuovo Molise.
L’Erbaluce è il vitigno dell’anno.
“Guarda e gusta il Piemonte: un viaggio tra cibo e cinema” che si è tenuto a a Bruxelles, nella sede istituzionale della Regione Piemonte, l’assessore all’Agricoltura e cibo della Regione Piemonte Marco Protopapa ha annunciato quello che sarà celebrato come vitigno dell’anno 2023 del Piemonte: l’Erbaluce, vitigno autoctono che ha dato il nome alla prima DOC a bacca bianca del Piemonte, Erbaluce di Caluso, istituita nel 1967. “Un’opportunità di visibilità e riconoscimento di un territorio piemontese dedito alla viticoltura che abbraccia aree incantate e forse meno conosciute del Piemonte”. Sono circa 300 gli ettari vitati a Erbaluce in Piemonte con cui vengono prodotte le denominazioni: Erbaluce di Caluso o Caluso Docg, Canavese Bianco Doc, Coste della Sesia Doc, Colline Novaresi Doc.
Fonte: Nuova Provincia di Biella.
Perché ci manca la fiera del vino?.
Il Piemonte è riconosciuto in tutto l! mondo come la terra dei grandi vini. Le Langhe, in particolar modo, portano alta la bandiera dell’Italia. L’ennesima conferma arriverà domani, alla 55esima fiera del Vinitaly di Verona, quando il Barolo Sarmassa 2018 sarà incoronato miglior vino rosso dell’anno. Un premio prestigioso, che arriva direttamente dalla più grande manifestazione Internazionale del settore. Capace, lo scorso anno, di attirare nella città dl Romeo e Giulietta ben 88 mila visitatori In soli 4 giorni. Ovvero 22mila al giorno, 2omila in più in confronto al Salone del Vino di Torino. E qui sorge spontanea una domanda. Perché la terra dei vini, per promuoversi, è costretta ad andare in trasferta? Perché il territorio sabaudo, il fiore all’occhiello d’Italia, non riesce ad organizzare una kermesse internazionale di alto calibro?.
Fonte: L’Economia del Corriere Nord Ovest.
L’Ovada Docg sul palco di Vinitaly Lotta alla flavescenza, aiuti in arrivo.
I produttori del Basso Piemonte protagonisti al salone di Verona L’Ovada Docg sul palco di Vinitaly Lotta alla flavescenza, aiuti in arrivo. Dopo i festeggiamenti per i115° anniversario della nascita del Consorzio dell’Ovada Docg, a Verona durante il 55° Vinitaly, il salone internazionale del vino che si svolge da ieri al 5 aprile, con il Basso Piemonte tra i maggiori protagonista, la valorizzazione dell’enologia piemontese continuerà con iniziative a favore dei vigneti storici e contributi contro la flavescenza dorata. Oggi, dalle 14 alle 15.30, nel padiglione 10 (isola 14, posizione D3) della fiera di Verona si svolgerà la masterclass con degustazione dal titolo “Ovada Docg: passato, presente e futuro”.
Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.
Dall’Erbaluce al Gavi, Piemonte al Vinitaly orfano del Consorzio Barolo e Barbaresco.
Il premio “Retti” assegnato a Chiara Soldati. La prima Doc a bacca bianca del territorio è vitigno dell’anno. «Una buona notizia al giorno», dice Matteo Salvini passeggiando tra gli stand piemontesi del Vinitaly inaugurato ieri mattina. «Quella qui a Verona è che vedo tantissimo giovani, ragazzi di 25 anni laureati in enologia che portano i nostri vini in giro per il mondo, alimentando uno dei settori più effervescenti della nostra economia, alla faccia degli irlandesi invidiosi che continuano a dire che il vino fa male». Ma anche la buona notizia che prenderà forma oggi riguarda il Piemonte: «In mattinata sarò ad Alba per un sopralluogo sull’autostrada Asti Cuneo e per dire che siamo a buon punto, sempre più determinati ad arrivare fino in fondo».
Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.
Dal 15 al 17 aprile Taste Alto Piemonte con cinquanta aziende al castello di Novara.
Più di 50 aziende vitivinicole di Novarese, Vercellese, Biellese e Vco pronte a far conoscere le loro produzioni: da sabato 15 a lunedì 17 aprile al castello di Novara torna Taste Alto Piemonte, il salone dedicato alle dieci denominazioni di origine del territorio. Per tre giorni l’antico edificio in piazza Martiri ospiterà addetti ai lavori, pubblico e media per una nuova edizione dell’evento promosso dal Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte, impegnato nella tutela e nella valorizzazione delle otto doc Boca, Bramaterra, Colline novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli ossolane e delle due docg Gattinara e Ghemme.
Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.
Vino, Puglia al top Le esportazioni crescono del 10% – Il vino di Puglia? Autentica meraviglia.
Un ritorno di promozione indiretta per gli altri saloni che sono in corso Un quartiere fieristico di oltre 100mila mq netti, diciassette padigliom tra fissi e tensostrutture il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Questo in sintesi è Vinitaly 2023, il salone internazionale aperto ieri a Verona fino al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a soste no di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore e, per la 55 edizione, rafforza ulteriormente il piano di sviluppo dell’unica manifestazione che ha contribuito a segnare crescita e successo del vino italiano sui mercati internazionali. Business, quindi, ma anche comunicazione.
Fonte: L’Edicola del Sud.
Le cantine sarde puntano al mercato internazionale – Nello stand della Sardegna il cuore pulsante dell’enologia.
Vinitaly l’apertura ufficiale con i primi incontri istituzionali e i seminari I prodotti biologici di Un mare di vino e Fattorie Isola nella guida 5Star Wines Dopo l’evento dedicato al pane, oggi il formaggio di capra sarà protagonista insieme al vino. I migliori clienti dei vini sardi restano gli stessi sardi, ma i produttori isolani vogliono continuare a guadagnare piccole e grandi fette di mercato. C’è tanta Sardegna in evidenza alla 558 edizione di Vinitaly, che si è aperta ufficialmente ieri con presentazioni, conferenze stampa, incontri istituzionali, seminari e degustazioni. Soprattutto degustazioni.
Fonte: Nuova Sardegna.
A Prato c’è il Wine festival Con oltre cento etichette.
La kermesse debutta nello spazio del Garibaldi Milleventi dal 13 al 16 aprile. PRATO Quattro giorni dedicati al vino e al buon cibo. Con oltre 100 etichette provenienti da più di 20 cantine sparse in tutta Italia. E’ questa l’essenza di «Prato Wine Festival», una novità assoluta tra le manifestazioni della primavera pratese, che si terrà da giovedì 13 a domenica 16 aprile nello spazio Garibaldi Milleventi in pieno centro storico. La kermesse, che si tiene per la prima volta in assoluto a Prato e che segue la manifestazione «Vinitaly», è nata da un’idea di Alessandro Rubino ed è organizzata da Fonderia Cultart, B.O.R e II Garibaldi Milleventi. Partner dell’iniziativa Prinz Food and Beverage e Fisar, con la collaborazione dei rappresentanti di vini Lorenzo Bellucci e Luciano Bruni, entrambi originari della nostra città.
Fonte: Nazione Prato.
Un corso di avvicinamento alla degustazione del vino.
Si comincia con la presentazione giovedì 13 aprile Un corso di avvicinamento alla degustazione del vino Carrara La CAVA (Compagnia Amici del Vino Apuolunensi) recentemente protagonista con un proprio stand alla Tirreno CT di Marina di Carrara, ha organizzato un corso di avvicinamento alla degustazione del vino. Il corso partirà, con cadenza settimanale esattamente giovedì 13 aprile con una serata di presentazione prevista per martedì 11. Otto serate, otto lezioni dalle ore 20 alle 22.30 che si svolgeranno presso i locali dell’Enoteca Cordiviola in viale Galilei 126 a Marina di Carrara. Questi gli argomenti delle varie serate. Presentazione del seminario con brindisi. Il vino nella storia , nel mondo, in Italia e nel territorio Apuo-lunense. Quanto siamo sensibili al gusto.
Fonte: Tirreno Massa Carrara.
La Doc delle Venezie e il magico Pinot Grigio.
Vino bianco di origini francesi (Pinot gris) ma ormai in Italia da oltre cento anni (fece la sua comparsa verso la fine del 800), il Pinot Grigio è ormai di casa sulle tavole di mezzo mondo, soprattutto negli USA, dove – secondo una recente inchiesta – è diventato il bianco più richiesto nei ristoranti, sorpassando perfino l’eterno Sauvignon. E se ormai viene coltivato in molte regioni d’Europa (comprese quelle dell’est, come Croazia, Repubblica Ceca, Romania, Moldavia) e anche negli Stati Uniti (in particolare nell’Oregon), è all’Italia che giustamente viene riconosciuto il merito di aver creato uno stile originale, con l’azienda Santa Margherita che tra gli anni ’60 e’70 fu la visionaria e innovativa creatrice di un nuovo stile capace di valorizzare il vitigno. Missione compiuta alla grande, si direbbe. Con tanto di – inevitabili – tentativi di imitazione che obbligano, ed impongono, al Consorzio una costante e attenta attività di vigilanza e tutela.
Fonte: Gazzettino.
«Dopo gli Usa conquistiamo l’Italia».
Flavio Innocenzi, veronese, classe 1970, laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche, poliglotta specializzato in marketing strategico a Losanna ed in proprietà intellettuale a Ginevra, è da meno di due mesi alla guida del Consorzio Delle Venezie, dopo una lunga esperienza manageriale presso primarie industrie alimentari, nel settore fieristico (Verona) e in una prestigiosa realtà consortile perla tutela di prodotti DOP. E reduce dal Prowein di Dusseldorf, in Gemania, che definisce un’esperienza “moderatamente positiva” e spiega perché: «Ogni fiera importante porta con sé occasioni e opportunità, questo è fuori discussione, ma francamente non ho visto grandi novità né innovazioni e mi chiedo se kermesse cosl concepite siano ancora davvero efficaci.
Fonte: Gazzettino.
Se la tendenza è più rosa il Pinot Grigio va a nozze.
II mercato internazionale del vino conferma l’affermazione del trend dei rosati grazie all’irresistibile fascino di questo colore, simbolo di delicatezza e intensità, finezza e decisione, leggerezza e carattere. Dopo essere stato si può dire da sempre snobbato e considerato (erroneamente) quasi un vino di seconda scelta, il “vino rosa” è da anni in espansione, sia nella domanda sia nell’offerta. Anche in Italia dove un certo scetticismo è stato duro a morire più che altrove. Per questo, anche la DOC delle Venezie, procede in questa direzione, valorizzando l’attitudine naturale di un vitigno – il Pinot grigio-che nel rosa affonda le sue radici. Da qui, la sua lunga tradizione di vinificazione in ramato o, secondo una più recente consuetudine, in rosato.
Fonte: Gazzettino.
Sos flavescenza dorata «Monitorare i vigneti e intervenire in tempo».
«Monitorare i vigneti e intervenire in tempo». Vitigni a rischio per la “Flavescenza dorata” nel territorio del Veneto orientale. Una malattia epidemica che sta mettendo in ginocchio tanti viticoltori anche nel Sandonatese e Portogruarese. Nei giorni scorsi un incontro organizzato dal Comune di Musile, che, per esigenze di capienza, è stato trasferito al centro culturale Da Vinci di San Donà. Un incontro in cui è stato affrontato il tema con competenza e dati nuovi di settore. E i dati parlano chiaro: se non si tratta lo scaphoideus titanus (cicalina) in tempo, da un piccolo focolaio, dopo solo 4 anni si potrebbe avere il 24% di diffusione della malattia nel vigneto, arrivando inevitabilmente all’estirpo. Ci sono in media 2500/2600 piante per ogni ettaro di vigneto. E oggi l’incidenza è addirittura del 73 per cento.
Fonte: Nuova Venezia.
Vino, vetrina internazionale La Sicilia protagonista.
Da oggi al 5 aprile il Vinitaly del rilancio. Presenze da 30 nazioni, dall’Isola la Regione e 150 aziende Vino, vetrina internazionale La Sicilia protagonista Un migliaio di top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi. Ritorna la Cina. Un trampolino prezioso per gli accordi commerciali business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, da oggi al 5 aprile a Verona, la più grande “ambasciata” del vino, con oltre 4 mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.
Fonte: Giornale di Sicilia.
Bicchieri e business va in scena al Vinitaly.
Più di 4mila espositori da 30 Paesi per un settore che fattura 31,3 miliardi. Sfilata di ministri e politici, domani arriva Meloni. Business e politica marciano di pari passo in questo Vinitaly, l’edizione numero 55 al via oggi in cartellone a Veronafiere fino al 5 aprile. Con 31,3 miliardi di euro di fatturato, quasi 8 miliardi di export, 530mi1a aziende e 870mi1a addetti, il settore vitivinicolo italiano è un asset importante dell’economia che ha in Vinitaly la sua principale piattaforma di promozione internazionale, con oltre 4mila espositori da 30 Paesi. E il governo vivrà al fianco di questa filiera strategica per il Paese, con l’arrivo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni previsto lunedì quando, negli spazi del ministero dell’Agricoltura e Sovranità alimentare, interverrà anche a premiare i ragazzi vincitori del settimo Concorso enologico Istituti Agrari d’Italia, organizzato dal Crea Viticoltura ed Enologia e dalla Rete nazionale Istituti Agrari (Re.N.Is.A).
Fonte: Sicilia Catania.
Buyer esteri cercano i vini italiani top.
Oggi al via gli stand in Fiera, passerella di ministri. Domani attesa la premier Buyer esteri cercano i vini italiani top Organizzati 400 incontri con compratori provenienti dai cinque continenti. Nel Gotha mondiale anche 15 aziende veronesi Monica Sommacampagna economia`dlarena.it •• Operawine è tornata in grande stile con una dodicesima edizione speciale alle Gallerie Mercatali davanti alla Fiera, con 130 produttori italiani d’eccellenza selezionati dalla rivista americana Wine Spectator. E il pubblico selezionato è affluito in prospettiva di un 55° Vinitaly che, come ha anticipato il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, apre oggi fino a mercoledì e «sarà una delle più grandi edizioni della manifestazione, al servizio di migliaia di operatori e con forte focalizzazione sul business».
Fonte: Arena.
Etichetta sanitaria, primo ok agli emendamenti dell’Italia.
Ciambetti: «Questione vino nella prossima plenaria» Etichetta sanitaria, primo ok agli emendamenti dell’Italia •• Tre dei quattro emendamenti proposti dalla delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni (CdR) contro la proposta dell’Irlanda sull’etichetta sanitaria su vino e alcolici sono stati approvati ieri a Bruxelles nel corso di un voto alla commissione Risorse naturali (Nat) del CdR su un parere sui sistemi alimentari sostenibili. Accanto al voto, le delegazioni di Spagna – che dal 1° luglio riceverà il testimone dalla guida semestrale dell’Ue -, Croazia, Grecia, Slovacchia, Cipro, Romania e Ungheria hanno anche fatto sapere di condividere l’iniziativa italiana per chiedere un dibattito sul tema a Bruxelles.
Fonte: Arena.
II Pinot Grigio seduce.
Nell’area del Consorzio quasi la metà della produzione planetaria di questa uva Una realtà da 245 milioni di bottiglie, 575 aziende e 6.141 viticoltori «Il segreto? Qualità, stile e unicità» di Mauro Pigozzo « i è sapienti quando si beve bene: chi non sa bere, non sa nulla». Nicolas Boileau fu poeta e scrittore francese a cavallo tra il Seicento e il Settecento e coniò una di quelle frasi che divennero leggendarie. Un aforisma che oggi è perfettamente adattabile al mondo del Pinot Grigio, più specificatamente il Pinot Grigio delle Venezie Doc, una realtà che rappresenta quasi la metà di tutta la produzione mondiale di questa uva. Un prodotto chiave da sempre cercato ed apprezzato dal pubblico internazionale, in particolare quello anglosassone, anche se come spesso accade, «nemo propheta in patria»: se provaste a chiedere in un wine bar veneto o friulano quale è il vino più noto, in pochi risponderebbero il Pinot Grigi.
Fonte: Corriere del Veneto Vicenza e Bassano.
Vinitaly apre tra piazze piene aspettando la Meloni – A Vinitaly Meloni e mezzo governo.
Aprirà oggi i battenti in fiera l’edizione 2023 di Vinitaly. E domani arriverà il premier Giorgia Meloni, per «raccontare l’approccio del governo al tema del made in Italy enologico» e premiare circa 200 studenti di scuole agrarie coinvolti dal centro di ricerca del Crea. Ieri il «preludio» con OperaWine alle gallerie mercatali, in una giornata che ha visto piazza dei Signori e i cortili del Tribunale e di Mercato Vecchio presi d’assalto per «Vinitaly and the city». a pagina 9 A Vinitaly Meloni e mezzo governo Oltre al premier, domani, attesi sette ministri. Lollobrigida: «Vino, un’eccellenza da proteggere». A Vinitaly, domani, arriverà il premier Giorgia Meloni. Per «raccontare l’approccio del governo al tema del made in Italy enologico» e premiare circa 200 studenti di scuole agrarie coinvolti dal centro di ricerca del Crea.
Fonte: Corriere di Verona.
Etichette salutistiche, a OperaWine l’allarme: «Ricadute sulla filiera».
Il nodo siccità: nuovi impianti e vecchi pozzi La «vetrina» di Matteo Sorio VERONA Campagne ed etichette salutistico-allarmistiche, da queste parti, preoccupano. «In Canada, dove c’è una campagna piuttosto importante contro l’alcol, le vendite paiono rallentare. Siamo convinti si tratti di un momento. Ma un po’ di timore c’è». L’esempio canadese lo fa Maria Sabrina Tedeschi, responsabile marketing dell’omonima azienda di Pedemonte, in Valpolicella. H tema, a OperaWine, è sentito. Anche perché fra i 130 stand di brand scelti da Wine Spectator come ambasciatori del vino italiano nel mondo — mentre scriviamo — passa il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il primo a definire il 55esimo Vinitaly come «una trincea di contro-informazione positiva».
Fonte: Corriere di Verona.
Cantine veronesi in gran spolvero.
Ecco alcune «chicche» in programma a Vinitaly per le principali cantine veronesi. Le Famiglie Storiche, che raggruppa 13 grandi produttori della Valpolicella, organizza una masterclass sull’Amarone «fine and contemporary» per martedì alle u in fiera. Cantine Pasqua continua il connubio con lo studio d’arte fuse* e presenta alle Gallerie Mercatali l’installazione «Luna Somnium». Masi, reduce dai festeggiamenti per i 25o anni, lancia la «Bottiglia Masi» per Fresco di Masi: minor peso, più qualità e design. Allegrini, oltre alle degustazioni in fiera organizza cene di gala su invito a Villa della Torre, curate dallo chef stellato Guido Paternollo. La cantina Valpolicella di Negrar celebra a Vinitaly i suoi primi go anni.
Fonte: Corriere di Verona.
Vitigni resistenti, la sfida passa anche per l’ambiente.
In Fiera a Verona le novità di un comparto dinamico e attivissimo, sempre più attento alla sostenibilità e alla salute dei clienti e dei lavoratori: da Giusti a Bortolomiol nel Trevigiano, da Vitevis di Gambellara a Tinazzi I1 Veneto farà la parte del leone», ha detto nei giorni scorsi l’assessore regionale Federico Caner e, infatti, anche numericamente, sarà la solita corazzata, forte anche del vantaggio del “fattore campo”, di giocare in casa. Fra progetti nuovi, ottimismo ed entusiasmo, confortanti da numeri e buoni bilanci, ma anche con grande attenzione alle nuove problematiche, da quelle relative al clima (su tutti quello della siccità) ad una doverosa e sempre più accentuata attenzione alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente.
Fonte: Gazzettino – Cibi, vini&piaceri.
Il futuro è oggi Vitevis premiata col marchio Sqnpi.
«Col lavoro di squadra si ottengono risultati ritenuti irraggiungibili» •• Un percorso di sostenibilità che si traduce in linee guida e pratiche condivise, in grado di coinvolgere 1.350 soci su un territorio di 2.800 ettari di vigneti nelle zone più vocate del Veneto, tra Verona e Vicenza. Questa è la scelta di Vitevis, società cooperativa agricola nata nel 2015 dall’unione di tre Cantine storiche vicentine: Cantina Colli Vicentini di Montecchio Maggiore, Cantina di Garnbellara e Cantina Valleogra di Malo ed in grado di ampliarsi ancora nel 2019 grazie all’acquisizione della Cantina di Castelnuovo del Garda. Concepire la sostenibilità come un cammino, un tragitto è la chiave per affrontare nuove sfide e migliorare costantemente. Il percorso di Vitevis ha garantito il coinvolgimento di tantissime persone, con il lavoro di squadra si possono ottenere risultati eccezionali.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Il mondo del vino vicentino pronto per l’edizione record.
Oggi s’inaugura a Veronafiere la 55′ edizione, oltre 4000 espositori presenti Il mondo del vino vicentino pronto per l’edizione record Tra le importanti realtà beriche presenti la cantina Beato Bartolomeo da Breganze che ha avviato un importante progetto di rinnovamento dei vini e lancerà “Diamante” Presenti anche tutti i consorzi di promozione e tutela dal Durello a Gambellara Berici e Breganze. Il conto alla rovescia è terminato, si apre a oggi e sino al 5 aprile a Veronafiere la 55′ edizione di Vinitaly che quest’anno gioca su tre di rettrici trainanti: business, internazionalizzazione e posizionamento. La più importante e grande vetrina per il vino italiano nel mondo, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni e un parterre record che supera i 1000 top buyer, (+43% sul 2022) da 68 Paesi.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Intervista a Pietro Mattioni – «Il settore può crescere solo con aggregazioni Zonin 1821 è pronta a valutare partnership».
L’analisi di Pietro Mattioni, ad del gruppo di Gambellara Nel 2022 il fatturato dell’azienda ha sfiorato i 200 milioni di euro «Il settore punta crescere solo con aggregazioni Zonin 1821 è pronta a valutare partnership» «Siamo riusciti ad assorbire l’impatto inflazionistico che per noi vale circa 10 milioni di euro». L’eno volumi e più valore. È stata la filosofia che ci ha permesso di affrontare la tempesta perfetta del 2022». Pietro Mattioni, amministratore delegato di Zonin 1821, spiega così i risultati ottenuti dal gruppo di Gambellara che l’anno scorso ha visto il fatturato sfiorare i 200 milioni di euro (in crescita rispetto al 2021) a fronte di una diminuzione di bottiglie prodotte: 50 milioni contro le 58 dell’anno precedente. Tra guerra in Ucraina e aumento dei costi per l’energia i12022 è stato un anno difficile anche per il settore del vino.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Dal gelato alla cantina modello, la nuova sfida dei ragazzi di Grom.
Il paradiso potrebbe essere più o meno così. Così come il luogo dei sogni che Guido Martinetti e Federico Grom stanno costruendo sulle colline di Costigliole d’Asti, lì dove è appena finito il Monferrato e stanno per cominciare le Langhe… Sì, sono i geniali ragazzi che all’inizio degli Anni 2000 hanno fondato una gelateria fino a farla diventare la più buona e famosa del mondo. Grom, appunto, che Guido e Federico hanno venduto a Unilever nel 2015. Parte dei ricavi è servita per acquistare la tenuta di Costigliole, il paese natale della mamma di Guido e realizzare il sogno- appunto – di sempre, nato molto prima di fare il gelato. L’hanno chiamata “Mura Mura”, che in malgascio, la lingua del Madagascar, significa piano piano. Guido e Federico hanno scelto quel nome perché la loro tenuta vuole essere uno stile di vita. Un’idea di vita.
Fonte: Gazzetta.
STAMPA ESTERA
Protos crece un 4,5% Y supera la barrera de los 50 millones.
El grupo vinícola se apoya en la hostelería y la exportación para elevar su facturación y mejorar sus márgenes. Vfctor M. Osorio. Madrid Protos cierra un año muy exitoso tanto a nivel de ventas como resultados. El grupo vinícola con sede en Peñafiel (Valladolid) finalizó el ejercicio 2022 con una cifra de negocio de 50,6 millones de euros, lo que representa un 4,5% más que un año antes. El crecimiento de las ventas se vio impulsado por las exportaciones, que avanzaron un 15,5%yyarepresentan en torno al 20% de los ingresos de la compañía. La evolución de Protos fue especialmente positiva en México, EEUU, China y los canales de duty free, principalmente aeropuertos, según explica Carlos Villar, su director general. El grupo también creció, aunque más tímidamente, en el mercado nacional gracias a un incremento del 3,4% en sus ventas de hostelería, donde vende vinos de más valor, lo que compensó la caída del 3,8% sufrida en el canal de alimentación. Las tres regiones donde tiene presencia la empresa (Ribera del Duero, Rueda y Cigales) registraron crecimientos en 2022, aunque con un mayor empuje de los vinos blancos y rosados. Por su parte, la venta directa (online, clubes de vinos, venta a empresas, tiendas en las bodegas) representó el 5% del negocio de la compañía. Protos subió los precios un 2,5% de media en 2022, por debajo de la inflación y del incremento de sus costes, aunque la empresa mejoró sus márgenes gracias a un mix de producto más positivo -vinos de más valor- y a que el precio de la uva -que representa entre el30%y40%de los costes- de los vinos que se vendieron el pasado año, sobre todo roble y crianza, se situó en 2020 por debajo de 2019. El grupo espera empezar a notar la subida de la materia prima en su cuenta de resultados en 2023 y, sobre todo, en el ejercicio 2024. Margen al alza “El margen ebitda alcanzó el 52% de las ventas el año pasado, frente a una media histórica del 46%”, explica Villar, mientras que el beneficio neto de la compañía aumentó un 12,9%, casi tres veces más que el alza de las ventas, hasta alcanzar los 15,26 millones de euros. Si la empresa vinícola mantiene su pay out en el 30%, algo que todavía tiene que ser propuesto y aprobado por su junta general de accionistas, repartirá este ejercicio un dividendo de 4,58 millones de euros.
Fonte: Expansión.
Bernard Magrez prêt á ouvrir le capital de son groupe viticole.
A 87 ans, le propriétaire le plus connu de Bordeaux envisage une association avec un partenaire financier ou industriel. Pour Bernard Magrez, la retraite n’a pasenmre sonné. A87 ans,1 entrepreneur est toujours bon pied bon cet mals une page pourrait se tourner pour son groupe viticole. Farouchement indépendant Jusqu’à présent, le propriétaire le plus connu de Bordeaux, avec quatre grands crus classés et une quarantaine de vignobles en France et dans le monde sur 1.000 hectares, se dit prétà ouvrir son capital. a Nous avons beaucoup Investi dans le marque Bernard Magrezet, je crois, encore plus qu’auparavant dans son potentleL epasstdel00% de l’entreprise et si je veux me développer, d faudrapire emrvr un partenaire d’ici d un an ou un peu plus ». expliquet-il. Son äge avancé entre aussi bien dans cette décision. admet-il: « Personne n’est éternel. beniire cette annonce, il y a donc aussi ute raison plus patrimoniale. «,lepence qu’il n’a pas desucaesseuretqu lln’en veutpas f! dort donc trouve,- une solatfon s’il veut éviter de transmettre l’intégralité à ses enfante et ne pas courir le risque qu’ils verden t n, analyse un bon connaissetr du milieu du vin. Un documentaire sur Netflix Bernard Magna, qui a eu un parcou rs d’autodidacte et des relalions très dlffiel es avec son père, a certes associé tes deux enfants à ses affaires – sen fils Philippe est ainsi chargé dela partie négoce – mais il ne les ajamals présentés comme ses successeurs possibles. L’homme d’affaires fut l’un des premiers à Bordeaux à mettre son nom sur chaque houteillealnsl désormais, que son blason aux deux clés d’or papales. Son groupe vend chaque années à 6 millions de bouteilles, dont 1,6 million de grands crus presque uniquement en primeur à travers le négoce bordelais.
Fonte: Echos.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
