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rassegna stampa del vino di mercoledì 22 marzo 2023!

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 23 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Al Vinitaly 55 aziende trentine.
Ieri a Roma la presentazione: si punterà forte su export e posizionamento Al Vinitaly 55 aziende trentine. Saranno 55 le aziende vitivinicole trentine che presenteranno i loro prodotti al prossimo Vinitaly, in programma dal 2 al 5 aprile alla fiera di Verona. Ieri a Roma, alla presenza del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida c’è stata la presentazione ufficiale della 55esima edizione. I produttori trentini saranno, al solito, inseriti nei circa 1.800 metri quadrati del padiglione 3 dove è stata garantita anche la presenza dell’area istituzionale con il Consorzio di tutela dei vini trentini, la Provincia, Trentino Marketing, l’Istituto Trento Doc, l’Enoteca provinciale, l’Istituto tutela della grappa, la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Le direttrici lungo cui si svilupperà Vinitaly 2023 sono state delineate ieri a Roma: business, internazionalizzazione e posizionamento. Non per nulla le oltre 4mila aziende vitivinicole provenienti da tutta Italia e da più di 30 nazioni, si presenteranno a più di 1.000 top buyer (in crescita del 43 per cento rispetto al 2022) in rappresentanza di 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.

Fonte: Adige.

«Sarà un Vinitaly in trincea» – Vinitaly in trincea.
La kermesse numero 55 Business da 31 miliardi. E in fiera esposti anche due capolavori di Caravaggio e Guido Reni «Sarà un Vinitaly in trincea» Il ministro: «A Verona faremo contro-informazione, il vino è benessere è cultura». È il Vinitaly ai tempi delle etichette salutistiche, o allarmistiche, dipende dall’ottica. Tanto che il mondo del vino, quel mondo ch’è un’industria da 31.3 miliardi di valore, 53omila aziende e 87omila addetti, sceglie Verona e il 55esimo Vinitaly per fare «contro-informazione positiva». Una «trincea», il salone del vino in fiera, come da parole di Francesco Lollobrigida, ministro all’Agricoltura ieri a Roma alla presentazione ufficiale dell’edizione 2023 che parte domenica 2 aprile e finirà mercoledì 5. Vinitaly in trincea Il ministro: «A Verona faremo contro-informazione, il vino è fattore di benessere ed espressione di cultura». Business da 31 miliardi Danese Il settore è cresciuto lino a diventare un capitale strategico del prodotto Italia.

Fonte: Corriere di Verona.

Musica e degustazioni: un «fuori salone» con 50 eventi.
Si parte il 31 marzo nelle piazze di Verona. Sul palco musicisti degli Aflerhour e Joe Bastianich. Quasi 50 appuntamenti: apre venerdì 31 marzo e chiude lunedì 3 aprile, Vinitaly and the City, il fuori-salone per il pubblico di appassionati. Degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Tra gli eventi inaugurali, «Lives — L’Incredibile vita di Maurizio Cattelan raccontata in parole e musica», con l’esperto d’arte Nicolas Ballario e i musicisti Rodrigo D’Erasmo (Afterhours) e Giulio Favero. Nella loggia di Fra’ Giocondo, poi, la mostra «Disposti a salire alle stelle – Il Purgatorio cantica del Perdono» curata da Franco Nembrini.

Fonte: Corriere di Verona.

Vinitaly al servizio del business.
Più di 4 mila aziende da 68 Paesi. Consolidate le piazze di Usa e Canada Settore strategico Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre direttrici del 55° Vinitaly pronto a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande `ambasciata’ del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia. L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati organizzato da Veronafiere è stata presentata oggi a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Matteo Zoppas, presidente di ICE-Agenzia, Giuseppe Schirone, economista e manager di Prometeia, e Carlo Flamini, wine observatory manager di Unione Italiana Vini.

Fonte: Corriere di Verona.

A Vinitaly oltre 4mila aziende Export in crescita.
Business, internazionalizzazione e posizionamento. Sono le tre parole chiave del 55esimo Vinitaly, che si appresta a diventare, dal 2 al 5 aprile a Verona, la più grande «ambasciata» del vino, con oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni. II comparto è passato, in 10 anni, dal quarto al primo posto della bilancia commerciale con un export di 7,4 miliardi di euro.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Vinitaly con 4mila aziende «Trincea anti fake sul vino».
Prima di tutto il business, grazie ad una campagna di partecipazioni senza precedenti con oltre 1.000 top buyer da 68 paesi, +43% sul 2022. E poi il grande ritorno dell’Asia con Cina e Giappone e delegazioni record dagli Usa, dal Canada, dal Sud America e Nord Europa. Sarà questa l’impronta della 55esima edizione di Vinitaly, che si svolgerà dal 2 al 5 aprile a Veronafiere. Una edizione con 4mila aziende espositrici che raccoglie i frutti dei numerosi e importanti eventi all’estero realizzati con Ice Agenzia e che punta sempre più alla internazionalizzazione. Grande attesa per il ritorno della Cina che, dopo i lockdown e i divieti prolungati, è pronta a riprendersi il proprio status di colosso emergente con 130 responsabili acquisti a Vinitaly tra i quali i primi venti importatori nazionali per volume e valore.

Fonte: Gazzettino.

Al Vinitaly dal 2 al 5 aprile il governo punta sull’identità.
II ministro Lollobrigida su attacchi al Prosecco ed etichette salutistiche «Verona sarà la nostra trincea di controinformazione positiva». In una fiera internazionale del vino italiano, Vinitaly a Veronafiere dal a15 aprile, sempre più orientata al business e all’internazionalizzazione, il governo italiano si fa parte attiva per presentare questo settore di punta del made in Italy in tutti i suoi aspetti identitari, culturali, nutrizionali oltre che come polo attrattivo del turismo. Anche per liquidare, tra tante luci, quelle ombre portate dal conflitto in corso in Ucraina, gli attacchi a denominazioni di successo come il Prosecco, e la recente polemica accesa dalla proposta di etichette con moniti salutistici da parte dell’Irlanda. Comparto passato negli ultimi dieci anni dal quarto al primo posto della bilancia commerciale con un export che vale 7,4 miliardi di euro, secondo dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

«The library» l’enciclopedia dell’Amarone.
Il progetto della storica cantina Bertani di Grezzana (Verona) per far conoscere il rosso della Valpolicella Classico e 43 annate che attraversano 6 decadi, dal 1958 al 2013. Il volume, pensato per ristoratori, appassionati, collezionisti e importatori, è curato dal Master of Wine Nick Jackson «THE LIBRARY» L’ENCICLOPEDIA DELL’AMARONE di Angelica Carrara si dice che l’Amarone sia un vino senza tempo. Quale, allora, se non il re delle etichette venete da invecchiamento potrebbe costruire il mito, e il sogno, del nettare immortale? La sua testimonianza migliore si trova in una biblioteca: <II’he Library». La più profonda del tempo della Valpolicella realizzata dalla storica cantina Bertani. Una monografia enciclopedica che è il racconto non solo di un vino, ma di un territorio, dei suoi cambiamenti di clima e di gusto. Una storia enoica secolare..

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Le mille bollicine di Bruno sono cool e anticonformiste.
E’ presente in ogni occasione importante, dal compleanno alla laurea, accompagna le serate liete con gli amici o le cene romantiche a lume di candela, così come gli eventi ufficiali e istituzionali; il Prosecco è uno dei vini italiani con alle spalle la storia più lunga e che non smette di sorprendere persino i palati più esigenti. Questo è dovuto soprattutto a una nuova generazione di enologi che è stata capace di reinterpretare quest’antichissima arte senza tradirla.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Vinitaly – I 10 appuntamenti imperdibili.
Dalle grandi degustazioni agli incontri per appassionati. La Fiera di Verona ospita dal 2 al 5 aprile la 55esima edizione del Salone del vino. In programma anche gli eventi nello stand di Cook di Alessandra Dal Monte Vinitaly, edizione numero 55: il Salone internazionale del vino e dei distillati dedicato agli operatori del settore sta per cominciare alla Fiera di Verona, dal 2 al 5 aprile prossimi, preceduto sabato i aprile da OperaWine, la degustazione evento con i 130 migliori produttori italiani selezionati da Wine Spectator. Cosa aspettarsi dalla settimana del vino veronese? Intanto, 1 numeri: 100mila metri quadrati di spazio espositivo, i7 Padiglioni, più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy e da oltre 3o Paesi. In Fiera ci saranno anche il focus sul Bio, l’International wine hall, le sezioni Vinitaly Mixology e Micro Méga Wines, i Grand Tasting con gli esperti più importanti e le occasioni di incontro tra buyer, aziende, Consorzi, riviste internazionali.

Fonte: Cook Corriere della Sera.

Geografia del vino.
Consorzio di tutela inserisce il rispetto dell’ambiente nei conti. E si prepara al Vinitaly. L’occhio di Buzzati Lo scrittore raccontò l’amore dei trentini per la propria terra che oggi si rispecchia nei viticoltori di Luciano Ferraro quando Dino Buzzati, l’inviato speciale del Corriere della Sera, arriva a Trento nell’agosto del i già uno scrittore famoso: «Il deserto dei Tartari», il maggiore tra successi, era stato pubblicato 27 anni prima. Come un umile cronista, Buzzati si occupa dei protagonisti di una polemica ambientalista sul progetto per una funivia sul Brenta. Scopre che c’è un trentino emigrato in Canada che finanzia la funivia come segno di ringraziamento per la sua provincia, ostacolato da Italia nostra e dagli alpinisti. A differenza di altre diatribe, ad esempio quella sull’autostrada per Cortina d’Ampezzo, non esistono angeli e diavoli, speculatori contro salvatori dell’ambiente.

Fonte: Corriere della Sera.

Bilancio di sostenibilità «Scelta legata ai valori».
Molon: aiuta a tutelare e valorizzare la diversità del territorio Rappresenta per noi un importante parte della rendicontazione delle attività svolte di Barbara Mlllucd Vigneti a basso impatto ambientale. «Per la prima volta abbiamo redatto il nostro bilancio di sostenibilità nel settore vitivinicolo. Si tratta del primo bilancio di questo tipo in Italia, da parte di un consorzio di tutela». Graziano Molon è il direttore generale del Consorzio Vini del Trentino, che raggruppa 91 aziende del territorio, 15 cantine cooperative ed oltre 6 mila viticoltori trentini. La provincia del Nord Italia è nota in tutto il mondo per le numerose varietà di vini prodotti: dai Teroldego Rotaliano, Marzemino e Nosiola, agli internazionali Chardonnay, Pinot Grigio. C’è il mondo del Trentodoc, naturalmente, in una zona che si estende dalla sponda più mite del Lago di Garda ai ripidi pendii delle aree dolomitiche, passando per il fondovalle.

Fonte: Corriere della Sera.

Spremiture e fioriture, scatta l’ora dell’enoturismo slow.
I tour alla scoperta dei riti del Vino Santo. E la natura di Vallagarina, Piana Rotaliana, Colline Avisane Le visite Tra i luoghi, il museo Casa Caveau di Padergnone e il borgo di Santa Massenza Wine trekking nei vigneti lagarini, passeggiate tra i borghi della Vallagarina, della Piana Rotaliana delle Colline Avisiane, soste relax e rigeneranti alle terme, mostre, pedalate a bordo di laghi, degustazioni, corsi di cucina. Per le prossime vacanze pasquali e i ponti primaverili da aprile a giugno, il Trentino «Wine Region of the Year 2020» secondo la prestigiosa rivista newyorkese Wine Enthusiast, propone un ricco programma dedicato all’ enoturismo slow, a piedi o in bici, ospiti di vignaioli «montani» che incanteranno i turisti, portandoli alla ricerca delle bellezze naturali, storiche e culturali del luogo.

Fonte: Corriere della Sera.

Vino in vetta alla top ten dell’export, più 79% in dodici anni.
Il vino è il campione del made in Italy. Con 7,4 miliardi di export netto, balza al primo posto per il saldo positivo nella bilancia commerciale. Lo attesta il rapporto presentato ieri dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia. E un Vinitaly rinnovato, più snello e concentrato sugli affari per vignaioli e operatori, quello che si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile prossimi. Mezzo governo è pronto a trasferirsi tra i padiglioni, con in testa il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida. Arriveranno poi i ministri Sangiuliano, Santanchè, Schillaci, Urso. È attesa la conferma della premier Meloni. Una spinta ad un settore che, secondo gli ultimi dati, vale 31,3 miliardi di euro e impegna 53o mila aziende con 870 mila addetti. Nel saldo commerciale, le bottiglie tricolori hanno sorpassato il nucleo duro delle 4 A del made in Italy (abbigliamento, alimentare, arredamento, automazione) che vale Zoo miliardi di euro l’anno.

Fonte: Corriere della Sera.

Vinitaly, l’eccellenza in vetrina Un tesoro da 7,4 miliardi di euro.
Verona, dal 2 al 5 aprile la nuova edizione. Oltre 4mila aziende da più di 30 Paesi e mille top buyer. «Grandi investimenti, garantire business e nuove opportunità commerciali per gli espositori è la nostra priorità». «QN. Quotidiano Nazionale sarà presente con un’area dedicata e i suoi giornalisti. La civiltà del bere italica consolida la sede della propria “ambasciata”. Lo show di Vinitaly, la kermesse di Veronafiere, può cominciare per il 55esimo anno (2-5 aprile) con una gold edition con grandi e rinnovati numeri e un’evoluzione della specie che punta a essere più funzionale alle esigenze delle aziende, senza perdere di vista la tradizionale identità del pubblico di appassionati e wine lovers. I numeri non dicono tutto ma spiegano molto di questa rassegna diventata gli Stati generali del vino. A Verona planano oltre 4 mila aziende che rappresentano tutte le regioni d’Italia, 30 Paesi stranieri tra emergenti e veterani del settore, un contingente record che supera i mille top buyer, in aumento del 43% sul 2022, provenienti da 68 Paesi ospitati da VeronaFiere in collaborazione con Ice agenzia.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.

Gambero Rosso, risultati sopra il pre-Covid.
Gambero Rosso, leader nel settore wine travel food e quotata all’Egm, ha approvato il bilancio consolidato 2022 e quello della capogruppo. Il comunicato del cda sottolinea il miglioramento dei ricavi netti e dell’ebitda anche rispetto agli anni pre-pandemia. I ricavi netti di vendita 2022 della controllata di Class Editori hanno raggiunto 17.333 mila euro rispetto a 12.770 mila euro del 2021 (+36%). Tale crescita è stata trainata dal settore della promozione internazionale e organizzazione di eventi in cui i ricavi sono cresciuti del 135% dopo il periodo di chiusura di mercati causa covid; il settore delle partnership in cui i ricavi sono cresciuti del 30% grazie all’avvio dei nuovi progetti di consulenza e comunicazione per istituzioni e per i primari clienti del settore agroalimentare; il settore Tv e Digital, ha registrato un +3%. L’ebitda consolidato 2022 è stato pari a circa 5,3 milioni di euro (3,63 milioni nel 2021, +46%).

Fonte: Italia Oggi.

Paestum Wine Fest.
L’undicesima edizione apre la stagione delle kermesse in Campania. Da sabato al 27 marzo tre giorni di masterclass, convegni, degustazioni per la seconda volta nel grande spazio dell’ex tabacchificio Sotto, gli organizzatori con il sindaco Franco Alfieri. Nella foto grande, la spettacolare degustazione della scorsa edizione sullo sfondo dei templi di Paestum 8500 METRI QUADRATI COPERTI, 4000 SCOPERTI OLTRE 250 AZIENDE 20 CONSORZI E GRUPPI D’ACQUISTO, 11.000 ETICHETTE IN VETRINA. Si prospetta un’altra annata magica a Paestum, la città dei tre ristoranti stellati e delle cinque stelle Michelin, dei grandi caseifici capaci di fare accoglienza, delle trattorie, delle pizzerie.

Fonte: Mattino Napoli.

Tanta eleganza e carattere nel rosso di Rillo.
Proseguiamo sul tema dell’eleganza, quello che maggiormente cerchiamo nel vino. Dopo due merlot è il momento dell’Aglianico del Taburno, figlio di una annata preziosa e accudito molto bene dall’enologo abruzzese Vittorio Festa. Enzo Rillo restituisce al suo territorio quello che ha avuto in dono: la determinazione e la cura dei dettagli di una comunità laboriosa. Mano libera, da vero imprenditore, all’enologo, ed ecco allora che nasce un piccolo grande capolavoro capace di colpire persino il palato di Luca Gardini, che di vini ne ha bevuto a iosa, per tutti i gusti e tutte le tasche. Il genietto romagnolo si è attaccato a questo rosso conosciuto durante il wine day organizzato alla Fortezza e non lo ha mollato per tutta la cena, consigliandolo a tutti con vivace convinzione.

Fonte: Mattino Napoli.

Il vino italiano è il più venduto nel mondo – Vola il fatturato del vino italiano Oggi è il più venduto al mondo.
Ieri nella giornata mondiale dell’acqua è stato celebrato il vino che di acqua ne contiene tanta come ha ricordato il ministro. La f filiera enologica del nostro Paese è riuscita a battere la moda e la meccanica strumentale, Lollobrigida: «Per contrastare gli attacchi controinformazione positiva, il Governo fa squadra per tutelare il settore». Ieri nella giornata mondiale dell’acqua è stato celebrato il vino che di acqua ne contiene una buona parte, come ha ricordato i1 ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e che soprattutto dall’acqua dipende. Alla presentazione della 55° edizione del Vinitaly, che aprirà i battenti a Verona il prossimo 2 aprile, sono stati presentati i numeri che rappresentano il valore strategico della filiera vitivinicola italiana, ma sono stati anche centrati i fattori di rischio

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Forchetta curiosa e buon vino.
Genova, l’osteria dei vicoli si aggiudica il premio perla miglior selezione di vitigni autoctoni nell’ambito dei riconoscimenti Slow Food. Una storica osteria tra i vicoli genovesi si è aggiudicata un prestigio riconoscimento nazionale sotto il segno di Slow Food per il buon vino della sua cantina. È la “Forchetta curiosa”, in piazza Negri, davanti al Teatro della Tosse: “Miglior selezione di vini da vitigni autoctoni”. Ossia, qualità assoluta. I riconoscimenti sono arrivati nell’ambito di Slow Wine Fair, la fiera del vino “buono pulito e giusto” di Bologna e dei 36 riconoscimenti del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, prima edizione dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Milano Wine Week.

Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.

Dossier Economia del vino – Vinitaly punta sui mercati esteri L’export da record sfiora gli 8 miliardi.
Presentata la 55esima edizione della fiera che dal 2 al 5 aprile a Verona ospiterà un settore che ha visto crescere le esportazioni negli ultimi dieci anni dell’80% e che ora deve difendersi dagli attacchi anti alcol portati da alcuni provvedimenti Ue Lollobrigida (ministro dell’Agricoltura): «Serve una campagna di controinformazione per tutelare il nostro vino» Giorgio dell’Orefice una filiera che vale 31,3 miliardi di euro, coinvolge 53omila aziende e oltre 87omila addetti. Un settore che realizza sui mercati esteri oltre il 50% delle proprie vendite con un fatturato di 7,9 miliardi di euro (cresciuto nel 2022 del 10%) e che proprio grazie alla propria propensione all’export guida la classifica delle “4A” (abbigliamento, alimentare, arredamento e automazione) della bilancia commerciale made in Italy. È l’universo del vino italiano che si è dato appuntamento dal 2 al 5 aprile prossimi a Verona per la 55ma edizione di Vinitaly che è stata presentata ieri a Roma.

Fonte: Sole 24 Ore.

Dossier Economia del vino – Intervista a Maurizio Danese – «Dalla Cina al Sudamerica sempre vicini alle imprese».
Vinitaly 2023 prima ancora di iniziare ha già fatto registrare alcuni importanti risultati. Il vero e proprio boom di grandi acquirenti stranieri (mille già accreditati con una crescita rispetto allo scorso anno del 43%) e tra questi ben 130 dalla Cina. Un fermento che ha già generato grandi attese nel mondo dei produttori. L’Italia in Cina è rimasta finora confinata entro quote di mercato limitate e molto al di sotto delle reali potenzialità. Ne abbiamo parlato con l’amministratore delegato di Veranafiere, Maurizio Danese. Sarà la volta buona per invertire finalmente questa tendenza? I segnali sono molto confortanti. Stiamo cominciando a registrare i risultati dei massicci investimenti effettuati sul fronte dell’internazionalizzazione con il recente roadshow che ha toccato più di 13 Paesi e la significativa campagna di incoming. Adesso abbiamo avuto la conferma della presenza di mille grandi buyer da 68 Paesi.

Fonte: Sole 24 Ore.

Il vino vale 31,3 miliardi e l’export netto supera gioielli e pelletteria.
II rapporto Uiv-Vinitaly-Prometeia rivede i numeri del mondo del vino italiano che si scopre «sempre più decisivo in chiave made in Italy». Secondo i ricercatori, infatti, il vigneto Italia e il suo indotto, (tecnologie e macchinari per le vigne e il controllo di qualità) valgono 31,3 miliardi, frutto del lavoro di 530 mila aziende con circa 870 mila addetti. II rapporto offre spunti di approfondimento per l’edizione numero 55 del Vinitaly in programma a Verona dal 2 al 5 aprile. Secondo i ricercatori infatti, «senza il contributo del vino, che ha una propensione all’export doppia rispetto agli altri alimentari e bevande (54,5% contro 27,3%), l’avanzo commerciale dell’alimentare sarebbe inferiore del 64%». Si spiega anche così perché il vino sia al primo posto nella bilancia commerciale del made in Italy – 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette – superando altri comparti icona del lifestyle italiano come la gioielleria/bigiotteria (6,8 miliardi), la pelletteria (6,7 miliardi) e l’abbigliamento (6,4 miliardi di euro).

Fonte: Stampa.

Vini, il Montepulciano d’Abruzzo terzo più venduto in Italia.
Seppur in un mercato in recessione, il Montepulciano d’Abruzzo si conferma, nella tipologia dei fermi, il terzo vino più venduto nella grande distribuzione italiana nel 2022. Sul podio dopo Chianti e Lambrusco, la Doc portabandiera della regione, con i suoi 12millonl e 840mi1a litri, è stata scelta e apprezzata dai clienti di iper, supermercati e discount nonostante la crisi e ha raggiunto anche un altro primato. In termini percentuali è Il vino italiano che perde in assoluto meno quote di mercato.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Un sorso lieve. leggiadro e fiorito con buona acidità.
Originario della Borgogna, il Pinot Bianco è considerato una mutazione del Pinot Grigio, che a sua volta è considerato una mutazione del Pinot Nero. Quarti di nobiltà direttamente per parentela visto che il capostipite è il vitigno aristocratico per eccellenza. E su questo vitigno punta le sue carte l’azienda franciacortina Mirabella. L’azienda ha una lunga storia di utilizzo della varietà: i primi impianti risalgono al 1981 (vigna Mirabella a Pa demo Franciacorta) e sono tuttora produttivi; nel 2015 creò il primo Pinot Bianco 100% della Franciacorta – etichettato Vino Spumante di Qualità, in quanto non ancora previsto dal Disciplinare DOCG – che fu poi inserito nella linea Demetra, composta da quattro brut nature fatti con le uve delle vigne storiche.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

La Pandolfa dedica una giornata al Sangiovese – Predappio Wine Days, prima edizione.
Domenica una giornata di osservazione, approfondimento e confronto sul Sangiovese presso l’azienda agricola La Pandolfa. A spasso per calanchi, vigne e cantine con l’esperto Armando Castagno Per capire ed interpretare un territorio con vini di una tradizione centenaria e con vignaioli che hanno scelto di prendersene cura, i produttori dell’Associazione Terre di Predappio hanno organizzato per domenica 26 marzo la prima edizione di Predappio Wine Days, una giornata di osservazione, approfondimento e confronto sul Sangiovese di Predappio. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Predappio e dal Consorzio Vini di Romagna, si svolgerà presso l’azienda vitivinicola La Pandolfa, dove a portare a spasso per calanchi, vigne e cantine e a guidare gli approfondimenti sarà il giornalista e scrittore esperto di vino Armando Castagno. Il programma prevede alle 10 l’apertura dei banchi d’assaggio delle 11 aziende associate a Terre di Predappio.

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Vino, la filiera vale 31,3 miliardi.
I dati della fiera di Verona confermano che il settore rappresenta il Made in Italy Vino, la filiera vale 3 1,3 miliardi Il vino italiano si scopre sempre più decisivo in chiave made in Italy con numeri e performance che migliorano di anno in anno. L’intera filiera vinicola oggi vale 31,3 miliardi di euro, impegna 530 mila aziende con circa 870 mila addetti, ed è in cima alla speciale classifica relativa alla bilancia commerciale del made in Italy «tradizionale», quello delle 4A (Abbigliamento, Alimentare, Arredamento, Automazione) che vale ogni anno circa 200 miliardi di euro e che con 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette (saldo commerciale tra export e import), si colloca nel 2022 al primo posto per livello del saldo commerciale, lasciandosi alle spalle altri campioni del Made in Italy nel mondo, sia del sistema moda che della meccanica strumentale.

Fonte: La Provincia Edizione Nazionale.

Le quattro eccellenze del Ponente premiate dalla «Guida Bibenda» – Le 4 eccellenze del Ponente premiate da Bibenda.
Ecco i viticoltori e olivicoltori imperiesi al top nazionale Le quattro eccellenze del Ponente premiate dalla «Guida Bibenda». Al top nazionale per la prestigiosa guida che assegna riconoscimenti ai produttori di vini, liquori e olii extravergine italiani Le 4 eccellenze del Ponente premiate da Bibenda Domani a Genova saranno insigniti i viticoltori “Bruna” di Ranzo e Ka’ Mancinè di Soldano e gli olivicoltori Marco Ferrari e Paolo Cassini. La viticoltura e l’olivicoltura di eccellenza del Ponente ligure di presentano in gran forma all’annuale premiazione della Guida Bibenda in programma domani (venerdì 24 marzo) a Genova.

Fonte: Riviera.

Piana: «Premi che accrescono la reputation».
Venerdì a Genova la consegna dei premi 5 Gocce e 5 Grappoli Piana: «Premi che accrescono la reputation». Ci sarà anche il vice presidente della Regione Liguria con delega all’A ricoltura e al Marketing Territoriale, 1 imperiese Alessandro Piana, insieme alla presidente della delegazione Liguria di Fondazione Italiana Sommelier Roberta Bonasegale alla premiazione con gli Attestati Bibenda in programma domani, venerdì 24 marzo, dalle ore 18 presso l’hotel Holiday Inn Genoa (via Milano 47, Genova). «Ringrazio gli organizzatori di questo evento molto importante per il territorio – le parole di Piana – che con le 5 Gocce e i 5 Grappoli della nota guida Bibenda accresce ulteriormente la reputation delle nostre eccellenze e la caparbietà dei produttori nell’impegnarsi su standard altissimi
Fonte: Riviera.

Forchetta curiosa e buon vino.
Una storica osteria tra i vicoli genovesi si è aggiudicata un prestigio riconoscimento nazionale sotto il segno di Slow Food per il buon vino della sua cantina. È la “Forchetta curiosa”, in piazza Negri, davanti al Teatro della Tosse: “Miglior selezione di vini da vitigni autoctoni”. Ossia, qualità assoluta. I riconoscimenti sono arrivati nell’ambito di Slow Wine Fair, la fiera del vino “buono pulito e giusto” di Bologna e dei 36 riconoscimenti del Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, prima edizione dell’iniziativa realizzata in collaborazione con Milano Wine Week.

Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.

Vinitaly, una vetrina record E maxi battaglia «anti fake».
Dal 2 al 5 aprile prossimi a Verona la 55esima edizione del salone internazionale anche dei distillati Vinitaly, una vetrina record E maxi battaglia «anti fake» Oltre 4 mila aziende dall’Italia e dall’estero, mille top buyer Lollobrigida: «Vogliamo fare controinformazione positiva». Oltre 4.000 aziende da tutta Italia e da 30 altre nazioni, un contingente di 1.000 top buyer (+43% sul 2022) in arrivo da 68 Paesi del mondo, una superficie espositiva superiore a 100 mila metri quadrati netti: sono i numeri di Vinitaly 2023, la rassegna internazionale dei vini e dei distillati in scena a Verona Fiere dal 2 al 5 aprile prossimi.

Fonte: Brescia Oggi.

Quando il vino è naturale: non solo moda.
“Vino Esclamativo” propone solo prodotti “artigianali” Una passione nata da cliente e sfociata in un locale di successo accio quello che vorrei vedere dall’altra parte del bancone quando sono io il cliente». La regola di Nedo Negri è semplice e al Vino Esclamativo di via Calvi a Mantova l’ha messa in pratica con successo. Una regola basata anche su un assioma: «Il vino dev’essere naturale» o, come Nedo preferisce, «artigianale». Con una precisazione: «Non sono un talebano – sottolinea – e non credo che tutto il vino naturale sia buono. Bisogna saperlo fare, è come camminare sul filo senza la rete sotto: se sbagli, è finita, butti tutto».

Fonte: Gazzetta di Mantova I piaceri del Gusto.

La passione e i segreti del vino Sono 24 i nuovi sommelier.
La consegna dei riconoscimenti, avere un personale qualificato e preparato aumenta la qualità dell’offerta II corso La consegna dei diplomi nella cantina Berlucchi «Le congratulazioni ai nuovi comunicatori» Si amplia la famiglia dei sommelier della nostra provincia. Giovedì 16 marzo 19 dei 24 neo sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier della delegazione di Sondrio hanno ricevuto il meritato diploma. In una terra di vino come la Valtellina avere nuovi esperti nel settore indica il profondo attaccamento alle radici anche delle nuove generazioni.

Fonte: Provincia Sondrio.

Ecco il «Wine tour delle Marche»: si parte dalle terre del Verdicchio.
La rassegna farà tappa domani e sabato tra Arcevia e Staffolo: tutto il programma Prende il via da una delle piccole capitali del Verdicchio, Staffolo, il ‘Wine Tour delle Marche’, manifestazione sostenuta dalla Regione nell’ambito dell’iniziativa ‘Enoturismo Marche: dalla vigna alla tavola’. Domani all’osteria Vino e Cucina va in scena ‘Tradizione in tavola’, serata-evento dedicata a chi ama i sapori autentici della tradizione, la pasta tirata a mano, l’abbinamento tra buona cucina ed etichette di qualità, quelle delle cantine Vignamato, Finocchi e Fattoria Coroncino. Il giorno dopo, sabato, la golosa ‘carovana’ del ‘Wine Tour delle Marche’ dalla Vallesina si trasferirà nella valle del Misa e, inerpicandosi lungo tortuosi e pittoreschi percorsi, salirà in direzione del panoramico balcone naturale di Arcevia.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

«Montepulciano al top, una svolta per i vini del territorio».
Massimo punteggio nella guida nazionale Ais per il «Guerriero della Terra Igt», Luca Guerrieri premiato a Cesena «Montepulciano al top, una svolta per i vini del territorio» Riconoscimento nazionale per il «Guerriero della terra» Marche rosso Igt, il Montepulciano in purezza della cantina Guerrieri di Piagge verrà premiato con il massimo punteggio dalla guida ai vini d’Italia «Vitae» dell’Ais. Il riconoscimento verrà consegnato sabato 25 marzo a Cesena a Luca Guerrieri (foto) che ne sottolinea l’importanza per il tutto il settore vitivinicolo. «Vorrei condividere questo riconoscimento con il territorio – spiega Guerrieri – perché lo ritengo carico di significati per la mia azienda ma anche al di là di noi, per tutta la nostra provincia e il nostro bellissimo territorio. Questo premio può francamente aprire dei nuovi e incredibili scenari alla viticoltura pesarese.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Riconversione dei vigneti, aperti i termini. Un milione a disposizione del Molise.
Sono aperti i termini per la presentazione telematica delle domande di aiuto per la “ristrutturazione e riconversione dei vigneti – campagna 2023/2024”. L’importo totale assegnato al Molise in questa campagna è pari a circa un milione di euro (983.031,00 euro). Lo rende noto l’assessorato all’Agricoltura. «Anche quest’anno, grazie al sostegno Ocm Vino che ammonta a quasi un milione di euro, le aziende molisane vedranno finanziati gli interventi per il rinnovamento dei vigneti — ha spiegato l’assessore Nicola Cavaliere — con un obiettivo concreto, quello di potenziare e valorizzare la qualità delle produzioni vitivinicole del nostro territorio». Le richieste devono essere rilasciate esclusivamente per via telematica, entro il 31 marzo 2023, secondo le predisposizioni Agea, sul portale Sian.

Fonte: Primo Piano Molise.

L’esordio Vinoso!, due giorni in mostra La Provincia in vetrina con il suo vino.
Il 25 e 26 marzo il taglio del nastro per l’evento creato per raccontare l’enoturismo del territorio Proposta itinerante, sbarco a Ovada nel 2024 ll logo che accompagna l’evento, creato dall’illustratore alessandrino Lele Gastini, riproduce le cinque città protagoniste. Con Ovada, rappresentata attraverso la Forma stilizzata della parrocchia dell’Assunta, ci sono Casale e Acqui (già assieme nel progetto di promozione del Gran Monferrato). E poi l’ortona e Gavi. Si terrà al castello di Casale la prima edizione di “Vinoso!”, il progetto d’esordio della della Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato. L’appuntamento è per il 25 e 26 marzo prossimi. Ma l’obiettivo è quello di creare una rassegna itinerante che coinvolga anche la nostra cittä che così potrebbe nuovamente contare su un evento di prestigio legato al vino non solo locale. Ambizione comune Ad Ovada la fiera sarà proposta nel prossimo anno.

Fonte: Novese.

L’idea di un “fondo” locale per salvare il Dna di Langa – Fondo locale per le vigne.
Un fondo d’investimento locale per salvare i sempre più preziosi vigneti di Langa e Roero dalle mire di conquista dei forestieri. È l’idea lanciata dal barolista Gianni Gagliardo di La Mona, osservando il mutamento di pelle che le colline del vino stanno subendo con l’arrivo di sempre più agguerriti finanziatori italiani e stranieri. «La Langa è un territorio che ha il suo valore strettamente legato alle donne e agli uomini che ci vivono» è il ragionamento di Gagliardo. Una vigna nelle Langhe Fondo locale per le vi e L’idea di investimenti del territorio per tutelare il patrimonio Langhe dalla conquista da parte di grandi gruppi provenienti dall’estero.

Fonte: Stampa Cuneo.

La stagione dei bianchi per accompagnare formaggi freschi e ricci – La primavera dei bianchi alla pugliese.
La stagione ideale per accompagnare un buon carpaccio di manzo, i fiori di zucca o i ricci E poi l’immancabile pane con un piattino di olio da degustare primavera. Dunque: aprite i frigoriferi, prendete i calici giusti, se potete comprate un buon carpaccio di mare o magari ricci, visto che siamo nei mesi con la R. Friggete un fiore di zucca, riempito con la ricotta, versate dell’olio in un piatto non troppo grande, accanto del sale e del pane. Di Laterza, Altamura, non è importante. L’importante è aprire una bottiglia di bianco. Askos, Cantina LI Vell È una verdeca speciale. Dicono: “Colore giallo vivace con riflessi verdi. Profumi fruttato intenso, con sentori di frutta tropicale, agrumi verdi, macchia mediterranea e spezie fresche. Gusto pieno, armonico, voluminoso con una buona acidità.

Fonte: Repubblica Bari.

Il vino siciliano è giovane e attivo.
Dal marketing all’enoturismo e alla produzione: il viaggio nelle cantine dell’Isola che vanno al Vinitaly rivela perché sia importante il ricambio generazionale L’imprenditoria giovanile va delineando una nuova era che vuole un “ritorno alla terra” consapevole con un tocco di brio intraprendenti, determinati, giovani e con esperienza. Sono solo alcune delle caratteristiche della new generation del vino siciliano con cui la Sicilia va al Vinitaly. Dal marketing all’enoturismo, alla produzione, sono in tanti che con impegno e passione garantiscono il ricambio generazionale alle cantine, delineando una nuova era che vuole un “ritorno alla terra” consapevole con un tocco di brio e innovazione. «L’ingresso mio e quello di mio fratello in azienda — spiega Graziano Nicosia, 36 anni, quinta generazione di Cantine Nicosia.
Fonte: Repubblica Palermo.

Vitigni autoctoni la rivincita tardiva.
Oggi i riflettori di addetti ai lavori e stampa specializzata sono puntati sui siciliani. Ma vince la tradizione o l’adattamento al gusto esterno? Abbiamo chiesto il parere di enologi e consulenti E la risposta è stata univoca: “Il patrimonio dell’Isola è assolutamente intrigante” Catarratto, Grillo, Nero d’Avola, Zibibbo, Malvasia: sono solo alcuni dei vitigni autoctoni che tengono alta la bandiera siciliana nel mondo. E se è vero che la Sicilia enologica si è fatta spazio nel mondo attraverso gli internazionali, è altrettanto chiaro che oggi i riflettori di addetti ai lavori e stampa nazionale e internazionale sono puntati proprio sugli autoctoni. Ma qual è il valore aggiunto di un vino da vitigno autoctono? Vince la tradizione o l’adattamento al gusto esterno? Mattia Filippi, consulente enologo di Uva sapiens, esprime il suo pensiero: «Non voglio dare una risposta democratica, ma il risultato degli autoctoni di oggi è figlio di più strategie, alcune più ricercate, alcune legate a come si è evoluto il mondo.

Fonte: Repubblica Palermo.

La Regione espone a Verona: 412mila euro l’impegno di spesa – La Regione “espone” a Verona.
Un impegno di spesa di 412mila euro “Spingeremo moltissimo per sponsorizzare i nostri produttori” dice il presidente Renato Schifani 1 budget è di quelli da capogiro. Anche quest’anno la Regione Siciliana sarà presente al Vinitaly di Verona, la più grande manifestazione fieristica sul mondo del vino in Italia. A disposizione dei produttori siciliani uno stand costato alla Regione 412mi1a euro: sarà uno dei 17 stand allestiti dalle amministrazioni regionali e, osservano dell’organizzazione, già tutti prenotati. «Spingeremo moltissimo per sponsorizzare i nostri produttori» promette il presidente della Regione Renato Schifani, con un impegno che si tradurrà anche nella presenza del governatore alla kermesse. «Abbiamo bisogno — osserva — di valorizzare i nostri prodotti, che sono di eccellenza mondiale». È un ritorno a pieno regime, quello della 55ma edizione del Vinitaly, dopo i difficili anni della pandemia: per il grande evento, che si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile, sono previsti oltre quattromila espositori, di cui poco meno di 200 provenienti dall’Isola.

Fonte: Repubblica Palermo.

Vinitaly ambasciatore del sistema Italia.
Business, internazionalizzazione posizionamento: letredirettrici dell’eventoche si aprirà il aprile Veronafiere. Manca il sindaco, Fdl attacca Vinitaly ambasciatore del sistema Italia Arriva l’edizione numero 55, più di quattromila imprese, mille top buyer da 68 paesi «Il vino scala la vetta nella bilancia commerciale: 7,4 miliardi di euro di esportazioni nette». «Una chiave per la promozione del sistema Italia nel mondo». Il vino italiano rivede e aggiornai suoi numeri e si scopre sempre più decisivo in chiave made in Italy. Lo dice l’analisi presentata dall’Osservatorio Uiv Vinitaly e Prometeia, lo rilancia con forza il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida che ha partecipato alla presentazione dell’edizione numero 55 di Vinitaly in programma a Veronfiere dal 2 al 5 aprile.

Fonte: Arena.

Riso e Amarone a tavola insieme.
Riso e Amarone a tavola insieme Accordo di collaborazione tra il Palio del Recioto e Risosterie di Isola della Scala E’ stato confermato l’accordo di collaborazione fra l’evento storico Palio del Recioto e dell’Amarone della Valpolicella Classica, che da 69 anni riscuote grande successo nel Comune di Negrar e il nuovissimo e attesissimo evento Risosterie di Isola della Scala, promosso da Ente Fiera di Isola della Scala, Consorzio Vialone Nano IGP e Comune di Isola della Scala. Due eventi in piazza a partecipazione gratuita con l’intento di promuovere le eccellenze del territorio veronese quali vino e riso. Come dice il famoso detto scaligero “II riso nasce nell’acqua e muore nel vino”. Le date ufficiali 2023 sono già definite, e saranno le seguenti: dal 08 al 10 aprile per il Palio e dal 19 al 21 maggio per Risosterie.

Fonte: Cronaca di Verona.

L’azienda Dal Maso è la miglior cantina Pronta per il Vinitaly.
Guida al Mangiare e Bere Bene a Vicenza e in Veneto L’azienda Dal Maso è la miglior cantina Pronta per il Vinitaly •• L’azienda Dal Maso di Selva di Montebello si è aggiudicata il primo posto tra le cantine elencate nella “Guida al Mangiare e al Bere Bene a Vicenza e nel Veneto” realizzata da “Il Giornale di Vicenza” a cura di Alberto Tonello. La targa attestante l’ottenimento del premio è stata consegnata ai titolari dell’azienda Nicola e Anna Dal Maso a nome della giuria della guida da Giovanni Roncolato, vicepresidente del Consorzio del formaggio Monte Veronese e tra i titolari dell’azienda Casara di Roncà (VR).

Fonte: Giornale di Vicenza.

Vino italiano nel mondo: i dati per il 2022 di un export cruciale.
Un prodotto prezioso, dall’immenso valore culturale oltre che economico Vino italiano nel mondo: i dati per il 2022 di un export cruciale Secondo i dati presentati da Nomisma Wine Monitor e rilanciati da Federvini, nel 2022 calano le importazioni e crescono i valori. Si potrebbe riassumere in questo modo il mercato mondiale del vino nell’arco dello scorso anno, uno scenario che ovviamente risente delle forti tensioni geo-politiche che coinvolgono direttamente o indirettamente molti mercati. L’Italia registra un record dell’export a 8 miliardi di euro e percentuali che si allineano al trend generale: crescita del 16% in USA, del 32,7% nel Regno Unito, del 21,7% in Canada, del 25,3% in Giappone e del 9,6% in Corea. Risultati leggermente al di sotto della media in Germania (-11,9%) e in Cina (-7,2%). Dati positivi registrano anche i mercati enoici di USA, in crescita del 18% tra gennaio e novembre 2022, Gran Bretagna (•28,4%), Canada (•16,2%), Giappone (•22,5%) e Corea del Sud (•19,2%). Negativi i dati che provengono dalla Germania, con un calo del 4,4%, e soprattutto della Cina, che non riesce a rialzarsi ormai dal lontano gennaio 2018. Grazie ai Mondiali di calcio maschile conclusi pochi mesi fa, il Qatar rientra tra i 7 mercati del vino mondiale in grande espansione, con un incremento del 209%, insieme all’Australia (238%), Francia (215%), Italia (163%), Thailandia (146%), Vietnam (120%), India 1113%), Angola (112%), Malesia (99%) e Filippine (92%). La guerra ha influenzato il mercato sulle importazioni di vino in Ucraina e in Russia, che ha continuato ad importare soprattutto da Spagna e Georgia.

Fonte: Giornale di Vicenza Focus Rapporto Economia.

Cantina Italia: 65,5 milioni di ettolitri di vino.
La situazione aggiornata al 31 gennaio Cantina Italia: 65,5 milioni di ettolitri di vino Al 31 gennaio 2023 negli stabilimenti enologici italiani sono presenti 65,5 milioni di ettolitri di vino, 7,8 milioni di ettolitri di mosti e 537 mila ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (VNAIF). Rispetto al 31 gennaio 2022, i dati mettono in luce un valore delle giacenze superiore per i vini (i5,7%1. Pressoché invariata risulta la giacenza dei mosti (-0,9%), n netto calo per i VNAIF (-15,0%). Rispetto al 31 dicembre 2022 il dato delle giacenze è leggermente superiore per i vini (.0,8%) ed è in calo sia per i mosti (-20,1%) che per i VNAIF (- 78,2%1. Il 54,5% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto. Il 51,6% del vino detenuto è a DOP, il 27,3% a IGP, i vini varietali costituiscono appena l’1,2% del totale. Il 19,9% è rappresentato da altri vini.

Fonte: Giornale di Vicenza Focus Rapporto Economia.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 22 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vinitaly, 68 Paesi presenti a Verona.
Oggi presentazione ufficiale della fiera che si terrà dal 2 al 5 aprile: oltre 1.000 “top buyer” Una sessantina di cantine trentine, oltre agli stand istituzionali, riempiranno il padiglione trentino di Vinitaly a Verona dal 2 al 5 aprile. Sarà un Vinitaly da record l’edizione numero 55 della kermesse enoica che andrà in scena nei padiglioni fieristici di Verona da domenica 2 aprile a mercoledì 5 aprile. Oggi si terrà la presentazione ufficiale a Verona. Un Vinitaly sempre più internazionale che parla tutte le lingue del mondo e che si appresta a registrare il record di “top buyer” (oltre 1.000 con il grande ritorno di Cina e Giappone oltre alle Americhe e alle Repubbliche euroasiatiche) e di espositori (4.400) provenienti da 68 Paesi con il Vecchio Continente presente in pompa magna. Un incremento di espositori del 43 per cento rispetto al 2022. Un dato che incrementerà il totale del panel internazionale del business in fiera nei quattro giorni di manifestazione e che, secondo le proiezioni, dovrebbe superare il consuntivo 2022 di Vinitaly che si chiuse con 25mila buyer stranieri da 139 Paesi, il 28 per cento degli 88mila operatori totali arrivati a Verona, facendo registrare la più alta incidenza estera di sempre.

Fonte: Adige.

Apre l’enoteca Emilia Romagna Vinitaly: il padiglione 1 è tutto per noi.
Dal 2 al 5 aprile i produttori in vetrina con una varietà di offerta che non ha eguali dal Lambrusco, in prima linea, a Malvasia e Sangiovese Torna il consueto appuntamento annuale di Vinitaly, dal2 al5 aprile e, anche quest’anno, Enoteca Regionale Emilia Romagna curerà, per i quattro giorni del salone, l’intero Padiglione 1, con i Consorzi, le aziende e i vini emiliano-romagnoli a capitanare lo spazio dedicato a una regione dove l’uomo ha saputo, con ingegno e sapienza, creare bellezza da ogni risorsa. Un unicum a livello nazionale, Enoteca Regionale Emilia Romagna porta avanti un progetto di promozione onnicomprensivo che abbraccia tutto il territorio della regione e il suo straordinario patrimonio vitivinicolo, in una stretta collaborazione coni Consorzi che porta l’intera filiera.

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara Economia&Lavoro.

Gente di spirito – Cardo e caffè Sfumature dolci-amare.
Raramente in questa rubrica si mixano prodotti diversi. Quello lo lasciamo fare ai bartender, di solito. Eppure questa settimana ci è capitato di assaggiare due cose assolutamente distanti fra loro che ci hanno fatto riflettere sulla categoria filosofica dell’amaro. Che parte dalla ferocia di certi Petrus e Unicum e arriva al bitter, e ai liquori. Ognuno la sua sfumatura, ognuno la sua occasione. Partiamo da Cardamaro, il marchio del gruppo Tosti distribuito da Meregalli. Ovvero un tonico digestivo a base di vino, in cui vengono infuse tre varietà di cardo (tra cui il cardo gobbo di Nizza Monferrato), genziana, salvia e liquirizia. Realizzato secondo un’antica ricetta della famiglia Bosca, Cardamaro per certi versi ricorda l’idea del Cynar, dato che il cardo e il carciofo un po’ parenti lo sono.

Fonte: Giornale.

Poltrone in erba.
II Consorzio tutela vino Custoza ha rinnovato a Roberta Bricolo (Cantina Gorgo) il ruolo di presidente. Sarà affiancata da Marks Bonomo (Monte del Frà) e Luca Oliosi (Cantine di Verona). Il nuovo cda è composto anche da Alessandro Bianchi, Paolo Campagnola, Luigi Caprara, Stefano Casali, Luca Degani, Giuliano Fasoli, Paolo Fiorini, Alberto Marchisio, Alessandro Pignatti, Franco Pions, Luca Sartori e Luigi Turco. La denominazione produce 11 min di bottiglie. info@vinocustoza.it Jan Derck van Karnebeek è il nuovo ad di FrieslandCampina, cooperativa lattiero-casearia olandese. Dal 1° giugno prenderà il posto di Hein Schumacher a sua volta nominato dal 1° gennaio ceo di Unilever. Jan Derck van Karnebeek è ad di GreenV, gruppo di aziende attive nel settore dell’orticoltura. Ha passato gran parte della sua carriera in Heineken. info@frieslandcampina.com Chiara Bardini è stata eletta presidente della sezione agroalimentare di Confindustria Cuneo. General manager diAgrimontana, Bardini da 15 anni fa parte del direttivo dell’Aipa, Associazione italiana industrie prodotti alimentari, nella divisione conserve di frutta.

Fonte: Italia Oggi.

Passaggio di proprietà per la tenuta «il Palazzone», situata nella terra del Brunello di Montalcino.
La cantina, 5 ettari circa, era di proprietà di Richard Parsons, uomo d’alari, consigliere economico dell’ex presidente Usa Barack Obama, avvocato per il governatore di New York, Nelson Rockefeller, ed ex ceo di Aol Time Warner, che l’aveva comprata nel 2000. Adesso è passata nelle mani di Peter Kern, vice chairman e ceo di Expedia group e della moglie Kirsten. Non è noto il valore dell’acquisto, ma a Montalcino un ettaro di vigna più arrivare a costare fino a 1 min di euro. Nel 2021 l’azienda ha registrato un fatturato di 582.673 euro.

Fonte: Italia Oggi.

Continua il trend positivo del Vermouth di Torino Igp.
arrivato in 5 anni a raddoppiare la produzione con gli attuali 4,4 mln di litri, con un aumento medio annuale del +23% dal 2018 a oggi. In aumento anche il numero dei soci del consorzio, arrivati a 34, con gli ingressi di Antica Casa Vinicola Scarpa, Bosca-Cora, Distilleria F.11i Revel Chion, Isolabella della Croce, Mancino Vermouth, Opificio Gaio- Karminia.

Fonte: Italia Oggi.

I vini rossi ora vendono meno.
Vinitaly traccia gli ultimi 12 anni. L’Italia ha perso un min di ettolitri I vini rossi ora vendono meno Ma il fuori salone del Vinitaly riempie Verona di eventi, potrebbe essere un calo strutturale quello del commercio dei vini rossi fermi; protagonisti in negativo di un’oggettiva difficoltà degli scambi, fatta eccezione per il segmento premium. A questo fa da contraltare la crescita dei bianchi fermi e, soprattutto delle bollicine. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio del vino Uiv-Vinitaly, che ItaliaOggi ha in anteprima, e che elabora i dati delle Dogane sul commercio mondiale di vino per colore degli ultimi 12 anni. Nel 2022 sono passivi i saldi di tutti i principali paesi esportatori: complessivamente hanno perso, in 5 anni, vendite per 3,5 min di ettolitri. Le esportazioni di vino rosso dei principali paesi sono sono state 33 min di ettolitri, -10% ma, soprattutto, -13% sul 2019, anno antecedente la pandemia.

Fonte: Italia Oggi.

Intervista a Roberta Corrà – Giv cresce in margini e ricavi. E investe.
Gruppo italiano vini chiude un 2022 con ricavi e margini consolidati migliori e mette sul piatto investimenti per 15 min di euro destinati all’ammodernamento delle cantine. Nel 2022 il fatturato consolidato del gruppo leader italiano per giro d’affari è stato di 460 min, +6,7%, con un Ebitda di 21 min, +5%, e una posizione finanziaria netta di 117 min. L’azienda ha migliorato i margini nell’anno dell’impennata dell’energia e dei noli marittimi. Gruppo italiano vini (Giv) è una cooperativa costituita da 15 cantine, situate in 10 regioni, con marchi noti (Nino Negri, Santi, Folonari, Rapitala, Re Manfredi) ed export oriented. L’Italia vale il 40% del fatturato. Ha base nel Veronese e gestisce circa 1.700 ettari fra proprietà e affitto agrario, controlla (con 1’87%) l’importatore e distributore americano Wildman (fattura oltre 150 min) e l’importatore francese (con il 65%) di vini, salumi, formaggi e pasta Carniato Europe (80 min). Inoltre è proprietaria della siciliana Tenute Rapitala e della salentina Castello Monaci.

Fonte: Italia Oggi.

Vino, Argea cresce per linee esterne: nel mirino Bolgheri e la Valpolicella.
Nel 2022 è stata acquisita Zaccagnini, una delle cantine simbolo dell’Abruzzo L’ad Romani: «Siamo attratti dai marchi emergenti, più che dai grandi classici» Giorgio dell’Orefice Un giro d’affari di oltre 455 milioni di euro (in crescita del 2,3%) e oltre 160 milioni di bottiglie vendute. Sono i numeri del bilancio di Argea, la società nata dalla fusione di Mondodelvino e del Gruppo Botter controllata dal fondo Clessidra, che nel corso del 2022 ha anche concluso l’acquisizione di una delle cantine simbolo dell’Abruzzo vitivinicolo: Zaccagnini. I numeri sul fatturato, che saranno comunicati nei prossimi giorni, sono al netto dell’acquisizione. Considerando infatti nel computo anche Zaccagnini la crescita sarebbe stata dell’8,3 per cento. «I12022 è stato un annodi consolidamento – spiega l’ad di Argea, Massimo Romani – tutt’altro che scontato perché venivamo da un 2021 in cui avevamo messo a segno una crescita del 25% e perché lo scorso anno abbiamo dovuto affrontare una congiuntura difficile con l’esplosione dei costi produttivi e di trasporto.

Fonte: Sole 24 Ore.

Distretto di agricoltura biologica: nasce un progetto tra 19 Comuni.
Oggi a Vacri la prima riunione del comitato promotore: invitate 130 aziende e 22 cantine sociali Nelle valli dell’Alento e del Foro si punta a facilitare le certificazioni e la promozione dei prodotti di Andrea Rapino VACRI Un distretto agricolo ed economico che faccia delle produzioni biologiche la sua forza, e che spinga cosl l’economia del territorio. Muove oggi i primi passi il comitato promotore del distretto biologico “Le verdi valli teatine”, che punta a coinvolgere una ventina di centri tra le valli dell’Alento e del Foro, e con essi le circa 130 aziende agricole che vi hanno sede. Si riunisce stamani alle 10.30, nella sala consigliare del Comune di Vacri che ospita l’evento, la prima conferenza di servizio che illustra i dettagli del progetto che punta ad arrivare all’attivazione del distretto biologico.

Fonte: Centro Chieti Lanciano Vasto.

A fine maggio undicesima edizione di “Vini da Terre Estreme” a Matera.
Ma si prosegue per avere una maggiore visibilità nella Città dei Sassi nella nuova data A fine maggio undicesima edizione di “Vini da Terre Estreme” a Matera. Per problemi organizzativi l’undicesima edizione “Vini da Terre Estreme” in programma a Matera (Hotel Alvino 1884) dal 26 al 27 marzo è spostata a fine maggio (date da definire). Ne dà notizia Alvaro De Anna (Pilota Green), organizzatore dell’evento di Matera riferendo che ci sono comunque due eventi ravvicinati nei quali sarà presentata l’iniziativa di Matera, punto di incontro privilegiato con la migliore tradizione vitivinicola “eroica” italiana, dedicando spazio e attenzione alle numerose realtà capaci di regalare questi vini straordinari che rendono ricco e variegato il nostro patrimonio enoico. Il 4 aprile un fuori Vinitaly a Verona, i “Vini Eroici” danno spettacolo.

Fonte: Le Cronache Lucane.

Vini da terre estreme approda a Matera alla fine di maggio.
«Acquistarli vuol dire sostenere i territori” Per problemi organizzativi l’ 11 ma “Vini da Terre Estreme” in programma a Matera all’Hotel Alvino 1884 dal 26 al 27 marzo, è spostata a fine maggio. Ne dà notizia Alvaro De Anna (Pilota Green), organizzatore dell’evento, riferendo che ci sono comunque due eventi ravvicinati nei quali sarà presentata l’iniziativa di Matera, punto di incontro privilegiato con la migliore tradizione vitivinicola “eroica” italiana. I14 aprile un “fuori Vinitaly” a Verona: i “Vini Eroici” danno spettacolo in una serata evento al Teatro Nuovo, con le musiche di Ennio Morricone arrangiate dal maestro Massimo Scattolin. Una serata che avrà il suo culmine con una degustazione con banchi d’assaggio di etichette provenienti da cantine eroiche e riservata a un pub Mercato descritto dall’organizzatore De Anna Vini da terre estreme approda a Matera alla fine di maggio blico selezionato.

Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.

‘Vitae 2023’: ecco i 18 vini forlivesi premiati, in testa c’è Predappio.
I riconoscimenti saranno assegnati sabato a Cesena Fiera. Emerge in particolare la «vocazione rossa» con il Sangiovese di Quinto Cappelli Sono diciotto i vini top del Forlivese premiati dai sommelier di Ais Romagna nella guida nazionale Vitae 2023. La premiazione avverrà sabato 25 marzo nella seconda edizione di ‘Esperienze di Vitae’ a Cesena Fiera, evento che fa incontrare l’enologia d’eccellenza di quattro territori: Romagna, Emilia, Marche e Umbria. Quello che emerge nel giudizio dei sommelier è «un vino forlivese a forte vocazione rossa», tanto che 14 delle 18 ‘Quattro viti’ (il punteggio massimo) sono a bacca nera, tutti Sangiovese. Riguardo i territori primeggia il Romagna Sangiovese Predappio (7), seguito da Bertinoro (4) e Modig liana (3).

Fonte: Resto del Carlino Forlì.

Il vino Labianca di Bosoni supera la prova della qualità.
Non era scontato il successo di uno tra gli ultimi nati della produzione delle Cantine Lunae della famiglia Bosoni. Il “Labianca” (Igt Liguria di Levante), espressione dei Colli di Luni e dell’amore di tutto il team Bosoni per ogni lembo di questa terra, ha resistito come tutte le altre viti alla siccità. Ed è giunto alla sua terza vendemmia, per una versione 2022 più piacevole che mai. Una coltivazione particolare perché vicinissima al mare, con i vitigni dislocati intorno all’antica città di Luni. «Labianca è un vino aperto, conviviale e che interpreta il più autentico spirito di Luni — sottolinea Diego Bosoni -. Ma soprattutto è il manifesto positivo che rappresenta tutta la gioia di vivere di una terra baciata dal clima, dalla storia e dalla natura. E l’annata 2022 lo dimostra. Qui le brezze del mare hanno protetto le viti dal caldo e dalla siccità dell’estate scorsa. La raccolta è stata lievemente anticipata, ma molto tempestiva e ha portato in cantina grappoli di grande qualità».

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Parte venerdì il Wine tour delle Marche dall’osteria Vino e Cucina con “Tradizione a tavola”.
Parte da Staffolo, terra del Verdicchio, il Wine Tour delle Marche . Si comincia venerdì all’osteria Vino e Cucina con «Tradizione in tavola», serata-evento sui sapori autentici della tradizione.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

Incontro sulla viticoltura a palazzo Banca d’Alba.
alle 14,30 a palazzo Banca d’Alba, Confagricoltura Cuneo e l’Istituto per la protezione sostenibile delle piante propongono il convegno dal titolo «Miglioramento genetico di nuova generazione al servizio della viticoltura piemontese».

Fonte: Stampa Cuneo.

Marilina, in tv la «regina» del vino Nero di Troia.
Marilina e Carmine Nappi • Ha fatto “l’ignota” in tivvù e ha ha fatto parlare di se come produttrice di “Nero di Troia” come si leggeva nella stringa dei lavori da abbinare agli ignoti nella puntata. Marilina, all’anagrafe Nappi, l’ignota n.8, ha dato filo da torcere ai due concorrenti che, dopo vari tentativi, finalmente hanno scoperto che era proprio lei a produrre il rinomato vino pugliese, nella cantina di famiglia a Stornara. La partecipazione di Marilina è poi continuata con la ricerca del “parente misterioso”: suo padre Carmine era in effetti il personaggio da abbinare ad uno degli ignoti. Tutto si è concluso con la vittoria dei concorrenti che hanno notato e confermato la somiglianza tra padre e figlia. Un passaggio importante nella popolare trasmissione di Raiuno condotta da Amadeus.

Fonte: Gazzetta di Capitanata.

Da Stornarti ai Soliti Ignoti su Rai Uno.
Marilina e Carmine Nappi delle Cantine Spelonga protagonisti da Amadeus Da Stornara ai Soliti Ignoti su Rai Uno “Produce Nero di Troia” si legge nella stringa dei lavori da abbinare agli ignoti nella puntata del 20 marzo 2023. Marilina, l’ignota n.8, ha dato filo da torcere ai 2 concorrenti che, dopo vari tentativi, finalmente hanno scoperto che è proprio lei a produrre il rinomato vino pugliese, nella cantina di famiglia a Stornara. Una cantina che da anni fa parlare di se per l’alta qualità dei vini prodotti, riconosciuti e premiati a livello nazionale ed internazionale, nei più rinomati concorsi enologici. La partecipazione di Marilina è poi continuata con la ricerca del “parente misterioso”: suo padre Carmine era in effetti il personaggio da abbinare ad uno degli ignoti.

Fonte: Quotidiano di Foggia.

Gardini Cinelli Colombini premiata dalla Regione.
II Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo e la Presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità Francesca Basanieri hanno festeggiato la recente festa della Donna premiando appunto otto donne che rappresentano il talento toscano nel mondo e conferendo un riconoscimento speciale alle donne iraniane che lottano per la libertà dell’associazione «Donna. Vita. Libertà». Una delle premiate è Violante Gardini Cinelli Colombini, export manager del Casato Prime Donne di Montalcino e Presidente del Movimento Turismo del Vino della Toscana.

Fonte: Nazione.

Consorzio agrario Corso di aggiornamento ‘Gestione del vigneto’ con le tecnologie.
il Consorzio Agrario di Siena organizza per domani alle 18 presso il l’Agenzia di Siena in località Capannacce a Montevarchi, un incontro di aggiornamento tecnico dal titolo ‘Gestione del vigneto’. L’incontro vuole sensibilizzare i soci e clienti relativamente agli aspetti della sostenibilità nella conduzione del vigneto, utilizzando nuove tecnologie. Si parlerà di ‘Soluzioni per la difesa e la nutrizione della vite’ e ‘Nutrizione fogliare e biorganismi utili’.

Fonte: Nazione Siena.

Viticoltura e i pericoli del clima: convegno di Terre dell’Etruria.
Al via oggi la due giorni di approfondimenti con esperti del settore Castagneto La crisi climatica e i suoi effetti sulla coltivazione della vite e la produzione dei vini. È questo il tema al centro della 3a edizione dell’evento “Sangue della Terra”, che la cooperativa Terre dell’Etruria dedica alla viticoltura e all’enologi.a. Due giorni di approfondimenti e confronti al via da oggi alle ore 9 nella cornice della sala conferenze della cooperativa, in via del Casone Ugolino 2 a Donoratico. Obiettivo della due giorni è quello di riunire alcuni dei più rappresentativi esperti negli ambiti della climatologia, dell’agronomia, delle soluzioni tecnologiche e digitali nonché dell’enologia per fare il punto sullo stato dell’arte scientifico e sulle soluzioni tecniche e agronomiche disponibili utili a mitigare gli effetti negativi dell’attuale andamento climatico sulla coltura della vite e sugli aspetti sensoriali dei vini.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

ProWein 2023, trasferta in Germania per i vini altoatesini.
La fiera a Düsseldorf. Kofler: piattaforma eccezionale per presentarci al mondo. Con uno stand collettivo, 45aziendeeunaseriecompleta di eventi organizzati ad hoc, il settore della viticoltura altoatesina è tornato anche quest’anno a presentarsi a ProWein di Düsseldorf. Con i suoi 6.000 espositori provenienti da oltre 60 Paesi, i suoi quasi 40.000 visitatori annui da145 nazioni la fiera, che si è conclusa ieri, si è confermata una delle più importanti rassegne dedicate al vino del mondo. ProWein si svolge a Düsseldorf dal 1994 e la partecipazione dell’Alto Adige è un must fin dalla sua seconda edizione nel 1995. E anche quest’anno a Düsseldorf la viticoltura locale era ben rappresentata: 38 cantine, tenute vinicole e vignaioli indipendenti presentano loro stessi e i loro vini migliori presso lo stand collettivo dell’Alto Adige E71 nel padiglione 15 organizzato da Idm Alto Adige e ampio ben 442,5 metri quadrati, mentre altri sette produttori di vino hanno aree di presentazione esterne a esso.

Fonte: Alto Adige.

Vino e web, balzo vendite di Amarone in Germania.
I dati dell’Osservatorio realizzato da Nomisma Wine Monitor con Vino.com Vino e web, balzo vendite di Amarone in Germania I rossi sono la categoria più richiesta e cresce l’attenzione dei giovani Pantini: «Anche Lugana e Prosecco tra le dop più acquistate online» •• Sul mercato tedesco crescono gli acquisti online di vino. Le Dop italiane preferite sono Lugana, Prosecco Docg e Primitivo di Manduria. I rossi sono la categoria più acquistata e tra questi l’Amarone. Aumentano le transazioni da parte di Millennials (nati tra inizio anni Ottanta e metà anni Novanta) e Gen Z (nati tra 1997 e 2012), tuttavia, come in Italia, la maggior parte degli acquisti è a opera di Baby Boomers (nati tra il 1946 e il 1964) e Gen X (nati tra 1965 e 1980), per una quantità dell’80% delle bottiglie comprate all’anno. Questi gli esiti del terzo focus dell’Osservatorio sull’e-commerce del vino, nato dalla partnership tra Nomisma Wine Monitor e Vino.com e dedicato al consumatore tedesco a confronto con quello italiano.

Fonte: Arena.

Sernaglia offre due invasi per fornire l’acqua ai vigneti.
Una cassa di espansione già esistente e sfruttabile al confine con Farra di Soligo L’altra è in corso di realizzazione dal Consorzio Piave a Falzè, alle ex cave Trentin. Dove trovare l’acqua che manca per irrigare i vigneti di Prosecco? Ecco l’idea di poter utilizzare i bacini di laminazione di Sernaglia, uno esistente, l’altro in realizzazione. «Sono disponibili, in attesa che piova», allarga le braccia, quasi sconsolato, il sindaco Mirco Villanova, ieri in sopralluogo con il tecnico Dario Cisotto. Al confine tra Sernaglia e Farra di Soligo esiste un invaso di circa 2 ettari trasformato a suo tempo in bacino di laminazione, dove i torrenti sversano l’acqua che prima inondava le abitazioni dei borghi. «L’imputato numero uno è il Patean che, quando si gonfia d’acqua, fa davvero paura — spiega il primo cittadino di Sernaglia — e che, nel passato, ha creato gravi problemi. La precedente amministrazione è riuscita a farsi finanziare dalla Regione, con un milione di euro, la realizzazione di una cassa di espansione di 60 mila metri cubi e di 2 ettari di estensione».

Fonte: Tribuna Treviso.

La cantina di vino più bella del mondo è in Italia, proprio in questa amata regione.
La cantina di vino nostrana è la migliore nel mondo ed è una regione in particolare che detiene il primato assoluto. Il vino è un pregio e l’Italia vanta sicuramente un ottimo primato di produzione e qualità. Gli ingredienti sono ottimali così come i terreni e i metodi di vinificazione. È stata stilata una classifica importante, che ha determinato quale fosse la cantina di vino più bella sotto ogni punto di vista: è in questa regione italiana. La classifica del World’s Best Vineyards ha decretato il vincitore, con la migliore cantina di vino nel mondo. L’eccellenza è italiana – per la prima volta – ed è l’Antinori nel Chianti Classico. È un riconoscimento che mette l’accento su quello che le aziende vinicole italiane possono fare per il territorio e per il mondo.

Fonte: Wine and Food Tour.

Cantina Italia, 60,3 milioni di ettolitri di vino in giacenza a febbraio. Il 5,1% in più del 2022.
I dati Icqrf (aggiornati al 28 febbraio 2023). “Spia” di un mercato che, nell’anno che sta entrando nel vivo, non è partito con il botto. Il mercato del vino italiano nel 2023, a detta di molti produttori sentiti in questi giorni da WineNews, tra grandi fiere come la ProWein a Dusseldorf, e non solo, non è partito male, dopo il record delle esportazioni in valore nel 2022 (ma a volumi stabili), ma neanche con il botto. Inflazione, effetti della guerra e perdita del potere di acquisto si fanno sentire, e, come emerso da tutti gli studi sul tema, il vino, ormai bene voluttuario per quanto identitario, per gli italiani, è tra quelli più a rischio di tagli. Ed a loro modo sembrano confermare queste sensazioni i dati del report Cantina Italia dell’Icqrf, su dati dei registri telematici del vino (con coprono almeno il 95% dei vini e mosti detenuti in Italia), secondo il quale, al 28 febbraio 2022, nelle cantine italiane erano a dimora 60,3 milioni di ettolitri di prodotto, il 5,1% in più sulla stessa data del 2022, a cui sommare 7 milioni di ettolitri di mosti e 244.000 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione. Un dato da leggere, per altro, alla luce di una vendemmia 2022 sui 50 milioni di ettolitri, in linea con quella del 2021, secondo le stime di Assoenologi, Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea.

Fonte: WineNews.

Enoturismo, è boom di visitatori nelle cantine del Nordest.
White Lotus è una serie americana ambientata in Italia prodotta dal canale televisivo HBO. Mi ha colpito che i protagonisti quasi mai utilizzino la parola vino, ma quasi esclusivamente Prosecco, Moscato o Rosè. È la dimostrazione che il mercato americano ormai ha capito che non esiste il vino italiano, ma moltissime etichette, ognuna con una caratteristica diversa. Andrea Menini, professore di Economia aziendale all’università di Padova, studia da anni i trend dell’enoturismo e sottolinea come anche google trend dimostri come ormai le ricerche siano diventate molto specifiche: «All’estero non cercano più vino italiano o vino francese, ma puntano direttamente al nome del vino. E questo perché ormai, sopratutto chi viene dagli Stati Uniti, se viene in vacanza in Italia considera quasi come un dovere anche la visita ad una cantina».

Fonte: Nordest Economia.

In Puglia alla scoperta del vino col progetto ‘Adotta un filare’.
In tanti sognano di produrre vino, ma i costi sono proibitivi. Grazie all’iniziativa dell’azienda agricola Tenute Lu Spada di Brindisi, però, si può adottare il filare di un vigneto e vivere in prima persona tutto il percorso che porta alla trasformazione dell’uva in vino. Finora sono arrivate 50 richieste e nei giorni scorsi è svolta la prima fase di consegna dei certificati di adozione. Tre richieste sono arrivate dall’Emilia Romagna, due da Roma, due da Milano, una dagli Stati Uniti d’America, cinque da Mesagne, tre da Fasano, due da Lecce, 24 da Brindisi. Ogni adottante ha potuto scrivere il proprio nome, o quello della sua famiglia, per contrassegnare il filare adottato.

Fonte: ANSA.

Può un calice di vino essere large?
Se a Milano le quantità sono spesso stitiche e implicano un dubbio amletico che c’assale sempre quand’è troppo tardi («Avremmo forse dovuto ordinare una bottiglia?»), in Gran Bretagna sono misurabili grazie a comode tacchette. Il dilemma però rimane: quando si parla di bicchieri di vino, le dimensioni contano? In un primo momento pensavo di aver capito male io. È vero che avevo studiato inglese dalle medie, è vero che avevo in tasca il First Certificate di Cambridge, è vero che ascoltavo musica inglese da sempre e guardavo film in lingua originale, ma essere a Londra, in un bar pieno di gente, con musica a palla, la sera di Halloween, ecco quella era tutta un’altra storia. Senza contare che la pronuncia della biondina che mi scrutava al di là del bancone tradiva le sue origini gallesi, zona dell’isola famosa per un inglese di difficile comprensione alle orecchie straniere. Avevo solo chiesto un bicchiere di vino, mica una Coca-Cola o una maglietta. Eppure. Eppure, lei stava aspettando una risposta: «Do you want it small, medium or large?», mi ripeteva.

Fonte: Rolling Stone.

Nomisma Wine Monitor e Vino.com: focus sull’e-commerce del vino in Germania e confronto con l’Italia.
La Germania, dove da domenica è in corso il Prowein, rappresenta il secondo mercato di export del vino italiano, dopo gli Stati Uniti. Nel 2022, degli oltre 2,7 miliardi di euro di vino acquistato dall’estero, il 38% era di provenienza italiana. A differenza di molti altri mercati, quello tedesco si contraddistingue per la stabilità dei consumi e delle importazioni e non è solito stupire per “colpi di scena”: nell’ultimo quinquennio, il tasso medio di crescita annuo del valore degli acquisti di vino dall’estero è risultato pari a poco più dell’1%, con Francia e Italia in grado di spuntare incrementi più sostanziosi (3%).

Fonte: Beverfood.com.

Il vino fa bene, anche in Spa.
Gli italiani lo sanno: un buon bicchiere di vino al pasto fa bene al cuore, al cervello e sopratutto all’anima. Sarà che la cultura enogastronomica fa parte del nostro Dna, ma nel Bel Paese il vino si sorseggia, si degusta e si condivide. Senza (quasi mai) cadere negli eccessi tipici del Nord Europa. Ed infatti proprio l’Irlanda, dove il fenomeno del binge drinking (letteralmente abbuffate alcoliche) è una vera e propria emergenza sanitaria, potrebbe diventare il primo Paese dell’Unione europea ad apporre sulle bottiglie di vini, amari e liquori avvertimenti come quelli che leggiamo sui pacchetti delle sigarette: «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». Immaginate lo shock di Italia, Francia e Spagna, davanti a questa misura così eclatante, pronta a minare il mercato interno e lo stile di vita dei propri concittadini.

Fonte: Esquire.

Fra dolci colline e sorsi di vino: parte il Wine Trekking.
Sabato 1° aprile si rinnova l’appuntamento con il Wine Trekking sulle colline di Oriolo dei Fichi, iniziativa organizzata dall’agriturismo La Sabbiona insieme alla Leopodistica Faenza. Nel pieno della fioritura primaverile della campagna faentina, gli amanti del trekking e del nord walking potranno immergersi in un paesaggio affascinante lungo un percorso di 10 km che attraverserà campi e vigneti, svelando angoli suggestivi e particolari unici di una delle località più autentiche della Romagna contadina. La camminata partirà alle ore 15 dall’agriturismo La Sabbiona (via di Oriolo 10, Faenza), dove si farà ritorno tre ore più tardi per un goloso aperitivo in cantina composto da un piatto unico con prodotti locali e un calice a scelta tra Famoso, Centesimino e altri vini tipici del territorio.

Fonte: Ravenna Today.

I giovani amano il vino rosso e non sono interessati ai vini bio.
L’indagine tra Millennial e Gen Z italiani, statunitensi e britannici, realizzata da Toluna per Pasqua Vini, ribalta alcune certezze diffuse negli ultimi anni. Intanto l’azienda veronese, che investe su brand e target giovane, punta sul linguaggio dell’arte. Curiosi, consapevoli, conviviali, attenti al rapporto qualità-prezzo, amanti del vino rosso e poco interessati al carattere sostenibile dei vini naturali e biologici. Sono le caratteristiche che accomunano Millennial e Gen Z, scavalcando i confini (e l’Atlantico) tra Italia, Regno Unito e Stati Uniti, secondo l’indagine commissionata a Toluna da Pasqua Vini, l’azienda veronese della famiglia Pasqua. La ricerca prende in analisi un campione di 2.400 partecipanti di sesso femminile e maschile, nati a cavallo tra il 1980 e il 2000, equamente divisi tra Italia, Regno Unito e Stati Uniti, che hanno consumato vino almeno una volta nell’ultimo mese, indagando il loro rapporto con il mondo del vino, tra preferenze, approccio al prodotto, stili e luoghi di consumo.

Fonte: Linkiesta.

Menfi Capitale Italiana del Vino 2023.
Distese di vigneti abbracciano oltre la metà del territorio di Menfi (Ag), dalle spiagge fino alle colline, i lunghi filari raccontano l’essenza del territorio: agricoltura di qualità e turismo enogastronomico ed esperienziale, oggi considerati il vero valore aggiunto di un areale dove il vino è motore propulsore dell’intero comprensorio. In questo palcoscenico, nella nuova location di Mandrarossa è stato presentato, nei giorni scorsi, il calendario di attività (che sarà incrementato in itinere) per Menfi Città Italiana del Vino 2023: presenti i Comuni della valle del Belìce e diverse Città del Vino, gli agricoltori, gli operatori del settore ricettivo ed enogastronomico ma soprattutto le cantine, vera anima di un territorio che oggi racconta una Sicilia legata alle tradizioni ma con un continuo sguardo al futuro.

Fonte: Federvini.

STAMPA ESTERA

La alianza de Bodegas Faustino con Norman Foster.
Con más de 160 anos de historia, más de 60.000 barricas en las que envejecen los vinos de Rioja y más de nueve millones de botellas de Reserva y Gran Reserva, Bodegas Faustino es referencia en el sector, por eso elegir al arquitecto Norman Foster para realizar una de las renovaciones más ambiciosas de sus instalaciones parecía lo más coherente. Los mejores sólo pueden recurrir ala excelencia y eso es lo que ha hecho Faustino, que ayer anunció el proyecto El Legado de Bodegas Faustino. El objetivo: “construir el complejo arquitectónico más innovadory sostenible del mundo alrededor del vino”. Para conseguirlo, se cubrirá con vegetación las fachadas de la bodega, lo que ayudará a mantener la temperatura de forma más eficiente, y se renovará el color del pavimento y de las paredes para elegir uno que no absorba el calor. También, se creará una nueva nave de elaboración en la bodega, que contará con herramientas diferenciadoras para la elaboración de vinos blancos de muy alta calidad para dar respuesta a la demanda del mercado; se instalarán plaras solares en los edificios existentes y en las nuevas instalaciones y se cambiará el esquema de flujo de los visitantes y la actividad empresarial diaria a través de actuaciones que supondrán un cambio estético y arquitectónico, para hacer compatible la actividad productiva con la presencia de visitantes que disfrutarán de un conjunto de experiencias alrededor del vino, del viñedo, la naturaleza, la arquitectura, la cultura y la sostenibilidad.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 21 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Appuntamento sabato con i Vignaioli indipendenti.
Appuntamento sabato 25 marzo all’ex Cartiera Latina in via Appia Antica 42 a Roma con la degustazione dei vini dei Vignaioli indipendenti del Lazio. Oltre 30 cantine con una rappresentanza anche di produttori di altre regioni. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione.

Fonte: Tempo.

Nova Corica-Gorizia, due città per la Capitale della Cultura 2025.
La cultura come mezzo per unire i popoli e per superare tutte le barriere. In vista del 2025, quando Nova Gorica – Gorizia saranno Capitale europea della cultura in un’ottica transfrontaliera, il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano ha visitato ieri le due città incontrando in Piazza Transalpina a Gorizia la sua omologa slovena, Asta Vrecko. “E’ un momento di unione fra due popoli – ha detto il titolare del dicastero al Collegio Romano – Queste due città si riuniranno nell’appuntamento della Capitale europea della cultura, declinato al singolare. Dopo le tragedie della Guerra Fredda, da molti decenni si è ritrovata una concordia e diventare insieme Capitale della cultura assume un significo intenso e particolare, perché significa fame l’epicentro di uno sviluppo socio-economico che porti a guardare a questa parte importante dell’Europa.

Fonte: Tempo.

La perla rosa della Franciacorta che accoglie la Primavera.
Ci siamo appena destati con l’equinozio (Fora X ieri sera alle 22 e 24) e il sole è allo zenit. È il tempo del risveglio, la natura comincia il suo ciclo fertile. Va festeggiata, accolta. C’è un’immagine che mi sovviene: è la Primavera di Sandro Botticella. C’è in quel dipinto tutto lo spirito del Rinascimento, ci sono i codici esoterici consustanziali all’idea di Alessandro Filipepi e per quanto sia Venere che domina la scena, il balletto delle Grazie, il profluvio dei fiori, ma soprattutto la ieratica dolcezza di Flora offrono di che meditare. Allora tiro fuori un capolavoro del nostro far vino che s’accorda al carattere femminile ed energico della Primavera, che si riflette in Francesca Moretti e diventa – visto che si è appena festeggiato San Giuseppe – anche omaggio a un papà che è un grande del vino e mecenate: Vittorio Moretti. Se Botticelli delizia la vista viene da pensare a Bellavista.

Fonte: La Verita’.

Tra la vigna e la cantina grande sintonia.
L’azienda fondata nel 1985 da Giulio Santarelli, già sottosegretario al ministero dell’Agricoltura e autore di importanti leggi sugli enologi e sul vino, è oggi polo di riferimento per le produzioni dell’area. Il figlio Fabrizio al timone porta alta la bandiera della qualità con forza e dedizione, valorizzando il territorio e i suoi frutti. I vini, sintesi di uve sane e genuine, scaturiscono da cure scrupolose legate alle tradizioni, in perfetta sintonia tra vigna e cantina. A quasi trent’anni dalla nascita Donna Adriana si conferma vino inconsueto e magnifico, affascinante, assolutamente unico nel panorama dei bianchi del territorio. Veste oro lucente, apre al naso ricami floreali ingentiliti da delicate spezie dolci, poi frutta gialla, agrumi, erbe aromatiche e in fondo sbuffi minerali e salmastri.

Fonte: Messaggero.

Lambrusco protagonista in Germania Due le presenze al Prowein di Düsseldorf.
Cantina di Carpi e Sorbara e Cantina Formigine Pedemontana tra gli espositori Ci sono anche la Cantina di Carpi e Sorbara e la Cantina Formigine Pedemontana tra i produttori di Lambrusco che partecipano a Prowein, la fiera internazionale dedicata al vino che si conclude oggi a Düsseldorf in Germania e che rappresenta una delle manifestazioni più importanti in questo settore. Alla fiera tedesca le cooperative carpigiana e formiginese (aderenti entrambe a Confcooperative Terre d’Emilia) sono presenti da domenica scorsa assieme ad altre aziende private e cooperative (tra cui la cantina di Settecani) sotto l’egida del Consorzio Tutela Lambrusco, per incontrare gli operatori del settore e presentare le proverbiali bollicine rosse della nostra zona.

Fonte: Gazzetta di Modena.

Vigneti minacciati dalla flavescenza.
«La flavescenza dorata preoccupa i produttori vitivinicoli italiani ed è necessario un intervento efficace da parte delle istituzioni per evitare che questa malattia, una delle più distruttive dei vigneti, comprometta il potenziale produttivo di intere zone viticole». È l’appello lanciato da Confagricoltura. «Dietro il controllo della fitopatia c’è molto di più — ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – : c’è il tema dell’economia di un territorio e c’è la questione del lavoro. Dobbiamo fare squadra e collaborare con tutte le istituzioni, perché la situazione è di emergenza e per questo chiediamo che vengano assegnati fondi di emergenza». La flavescenza dorata in questi anni ha avuto una diffusione crescente.

Fonte: Gazzetta di Parma.

Quel fascino potente del Bio L’artigianato che si imbottiglia.
La sostenibilità ambientale si collega all’elevata qualità delle produzioni Un intero padiglione della manifestazione veronese dedicata al comparto il settore avanza Idi MarcoSimon’ Il mondo della viticoltura ed enologia bio sta richiamando da anni sempre più il mercato ed il mercato si sta lasciando sempre più conquistare dalla bellezza, dal fascino e dal potere del Bio. Un circolo “vizioso”. Secondo il rapporto Sinab (Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica), da censimento Istat (ultimi dati 2021) in Italia su 590mila ettari vitati previsti a produzione vino ben 126mila sono coltivati in biologico, 101mila di questi già lo erano mentre gli altri 24mila sono stati convertiti. Si parla quindi di metodo-filosofia Bio in incidenza per almeno il 21% sulla produzione totale italiana e il 17% sul convertito.

Fonte: Nuova Ferrara.

Sei vini del territorio ravennate premiati dai sommelier di Ais Romagna nella Guida nazionale Ais Vitae.
La premiazione avverrà sabato 25 marzo nella seconda edizione di ‘Esperienze di Vitae’ a Cesena Fiera, evento che fa incontrare l’enologia d’eccellenza di quattro territori: Romagna, Emilia, Marche e Umbria. Quello che emerge nel giudizio dei sommelier è un ravennate sempre più a vocazione rossista, tanto che 4 delle 6 Quattro viti (il punteggio massimo) sono a bacca nera: 3 sangiovese e un centesimino. Questi i vini al top dei sommelier che saranno premiati a Cesena: Ancarani (Faenza) Centesimino Savignôn Rosso 2020; Cà Di Sopra (Marzeno) Romagna Sangiovese Marzeno Cadisopra Podere Ca’ del Rosso Riserva 2018; Costa Archi (Castel Bolognese) Gs 2016; Fattoria Zerbina (Marzeno) Romagna Albana Passito Scaccomatto 2018; Fondo San Giuseppe (Brisighella) Romagna Albana Secco Fiorile 2021; Menta e Rosmarino (Ravenna) Romagna Sangiovese Modigliana Area 8 2020. La guida Vitae è una delle più autorevoli dedicate al vino nel panorama nazionale.

Fonte: Resto del Carlino Ravenna.

Vino, missione tedesca «Adesso ci apprezzano» – I vini locali alla campagna di Germania.
A ProWein sventola la bandiera valtellinese in un’area che è rimasta finora piuttosto fredda. «Sembra che si stiano accorgendo del nostro territorio», spiegano le aziende. I vini locali alla campagna di Germania Undici cantine. A ProWein sventola la bandiera valtellinese in un’area che finora era rimasta piuttosto fredda «Sembra che si stiano accorgendo del nostro territorio» – Buoni contatti anche con i Paesi del Nord Europa. Valtellina uber alles, a ProWein sventola anche la bandiera dei vini valtellinesi su quella che da molti viene considerata a ragione la più importante fiera internazionale del mondo del vino e dei distillati. Oggi ultimo giorno di apertura per le undici cantine valtellinesi presenti a Düsseldorf per tre giornate, dal 19 al 21 marzo, salite in Germania sotto il cappello dello stand istituzionale del Consorzio tutela vini di Valtellina.

Fonte: Provincia Sondrio.

Ecco i vini d’eccellenza di quattro regioni.
L’Associazione Italiana Sommelier fa il bis. Sabato 25 marzo il gran gala dei vini top premiati dalla Guida Vitae si sposta a Cesena, nel padiglione eventi della Fiera cittadina. Quattro regioni, un’unione di eccellenze. Presenti alla kermesse le cantine di Marche, Emilia, Romagna e Umbria che hanno ottenuto le Quattro Viti nella guida nazionale Vitae 2023, pubblicazione tra le più autorevoli nel mondo del vino. In degustazione i 116 vini che hanno ottenuto l’eccellenza: 33 in Romagna, 31 in Emilia, 30 nelle Marche e 22 in Umbria.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

La Fis incorona 44 sommelier di vino e olio.
II corso si è svolta tra Falerone e San Benedetto del Tronto. Soddisfatti gli organizzatori FALERONE La Fis (Fondazione Italiana Sommelier) sella sezione di Fermo ha diplomato 44 nuovi sommelier del vino e degli oli nelle Marche. II corso si è svolto fra Falerone e San Benedetto del Tronto. «Mi ritengo davvero soddisfatto ed orgoglioso del percorso portato a termine dai nostri corsisti – spiega Marco Medori, presidente della Fis Marche – un viaggio lungo, affascinante, approfondito e complesso, fatto di cultura e passione che neppure le restrizioni del covid sono riuscite ad inficiare. La Fis si è arricchita di 44 nuovi ambasciatori e portavoce della cultura del vino e non solo». II corso di Falerone era iniziato il 19 ottobre 2020 ed è terminato a febbraio, è stato fortemente sostenuto dalla vice sindaco Pisana Liberati. II corso di San Benedetto del Tronto, invece, era iniziato a gennaio 2021 diretto da Lucio Franceschelli presso l’Hotel Calabresi.

Fonte: Resto del Carlino Fermo.

I vini del Monferrato in fiera a Düsseldorf.
Prowein Appuntamento internazionale per i produttori del settore enoico I vini del Monferrato in fiera a Düsseldorf I prossimi eventi Tante occasioni in questa anteprima di primavera per fare conoscere le etichette. Vignerons monferrini del Consorzio di tutela Colline del Monferrato Casalese al Prowein di Düsseldorf, in Germania, in programma dal 19 al 21 marzo, tra gli oltre 6mila espositori provenienti da circa 60 Nazioni. Tra gli altri, nel Padiglione Italia sono presenti: Ermanno Accornero e Figli di Vignale Monferrato, Castello di Gabiano, Castello di Uviglie di Rosignano Monferrato e Vicara di Rosignano Monferrata Dopo il Salone del Vino di Torino e l’evento Grignolino Il Nobile e Ribelle di Grazzano Badoglio, il Prowein giunge puntuale per un incontro mondiale del mondo enoico, confermandosi un appuntamento di ad elevato passaggio settoriale e un opportunità in termini di contatti e sbocchi commerciali per i vigneron di tutto il mondo.

Fonte: Monferrato.

“Parole al vino” poesia e musica in mezzo alle vigne.
Serralunga d’Alba Alle 19.30 Fondazione Mirafiore “Parole al vino” poesia e musica in mezzo alle vigne Più che un evento dedicato al nettare degli dei, si prefigura quasi come un simposio in onore di Bacco, l’evento “Parole al vino” in programma alla Fondazione Mirafiore. Che s’apre con una degustazione guidata dalla giornalista e wine educator, Laura Donadoni, e termina con una cena all’Osteria Disguido con cinque portate abbinate ad altrettanti vini del territorio. Oltre a Donadoni, che intervisterà Andrea Farinetti e Marta Rinaldi alla scoperta della storia di chi il vino lo vive e lo produce.

Fonte: Repubblica Torino.

L’Asti spumante vola in Russia: +42% e il Derthona sfiora il 50% di export.
Tempo di bilanci per il Consorzio dell’Asti Docg e per quello Vini dei Colli Tortonesi che guardano sempre di più ai mercati esteri. Il Consorzio Asti Docg chiude il 2022 con 103 milioni di bottiglie vendute trainato dall’exploit dell’Asti Spumante sul mercato russo che ha assorbito quasi 18 milioni di bottiglie, il 42% in più dell’anno precedente. Invece la manifestazione DerthonaDue.Zero, l’anteprima dell’annata 2021 del Timorasso, lo storico autoctono piemontese, è servita per fare il punto dell’attività di un consorzio che raccoglie la produzione di 90 aziende che vendono all’estero quasi la metà delle bottiglie prodotte. Nel 2022 le vendite del Consorzio Asti Docg crescono del 22% rispetto ai dati di vendita di prima della pandemia.

Fonte: Stampa Nord Ovest.

Cresce la Strada del vermentino sede anche a Loiri Porto San Paolo.
La nuova apertura si aggiunge a quelle già operative di Monti e Tempio di Giuseppe Mattloli Loin Porto San Paolo Cerimonia di inaugurazione della nuova sede della “Strada del vermentino di Gallura docg”, a Loiri Porto San Paolo. Fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Lai e dal cda della “Strada”, presieduto daGavino Sanna, la nuova sede operativa si aggiunge a quelle già aperte di Monti e Tempio. La cerimonia si è svolta nella sala consiliare alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Andrea Biancareddu, del consigliere regionale Giuseppe Meloni, di Giuliano Lenzini, dell’Associazione turismo in Sardegna, di alcuni rappresentanti delle associazioni di categoria e di numerosi operatori del settore vitivinicolo. A fare da cornice musicale, l’esibizione del coro di Loiri.

Fonte: Nuova Sardegna.

Reimpianto vigneti: prezziari aggiornati.
L’ultima versione risale al 2016, ma nel frattempo i costi sono lievitati per la guerra e la pandemia Sassari «Abbiamo ritenuto opportuno aggiornare la sezione dedicata all’estirpazione e reimpianto del vigneto del prezziario regionale e in particolare, in vista dell’imminente scadenza, il prossimo 31 marzo, del bando per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per l’annualità finanziaria 2024, e trovare una soluzione amministrativa corretta che non penalizzasse i produttori del comparto viticolo in assenza di un prezzario dell’agricoltura aggiornato». Lo ha detto l’assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta, commentando la delibera, approvata nell’ultima seduta di Giunta, che definisce la revisione delle voci di costo specifiche per l’estirpazione e il reimpianto dei vigneti.

Fonte: Nuova Sardegna.

Il Palio del Recioto si allea con Risosterie.
Si comincia l’8 aprile con la manifestazione dedicata al vino Il Palio del Recioto si allea con Risosterie Patto per la promozione delle eccellenze del territorio con Pro loco, fiera e consorzio vialone nano Igp. Recioto, Amarone e altri vini rossi della Valpolicella, riso e risotti della Bassa veronese. Fervono a Negrar i preparativi della sessantanovesima edizione del Palio del Recioto e dell’Amarone, che animerà il centro del capoluogo nei giorni pasquali. E per la festa primaverile per eccellenza dei 2023, abbinata anche a una gara ciclistica internazionale, il Comune di Negrar e la pro loco Negrar di Valpolicella che lo organizza hanno siglato un accordo di collaborazione con il nuovo e atteso evento Risosterie di Isola della Scala, promosso da Ente Fiera di Isola della Scala, Consorzio vialone nano Igp e Comune di Isola della Scala.

Fonte: Arena.

Oltre che vendere occorre raccontare storie e luoghi.
Il vino è uno dei business più potenti del Nordest. Sono eloquenti i numeri relativi alle aziende che lo producono, come le varie Doc e Docg esprimono l’alto livello di qualità raggiunto dalle produzioni dei territori. Il Triveneto fa i145% del mercato italiano, con 150 società vinicole e un fatturato di 4,6 miliardi, secondo alcuni dei dati riportati in questo numero di Nordest Economia. Semmai il problema è che non esiste un campione del settore, un tema che accomuna il vino a settori altrettanto trainanti come moda e lusso. Il processo di consolidamento che pure è in atto, non ha ancora creato un player globale a misura dei conglomerati stranieri. Così l’Italia non ha ancora il suo Lvmh, divisione Ovineespirits, o un Gallo Winery e neppure un Constellation Brands.

Fonte: Nordest Economia.

Il vino: 4,6 miliardi nei calici.
Le Top 20 del vino valgono oltre la metà del settore II Nordest esprime 12 tra principali gruppi nazionali. Che il Nordest abbia la leadership italiana del vino non è un segreto. Nel settore italiano operano 585 aziende, per un valore del mercato 2021 stimabile intorno ai 10 miliardi di euro. I primi 23 gruppi vinicoli contribuiscono al 43% del mercato. Il Triveneto fa il 45% del mercato, con 150 società vinicole e un fatturato di 4,6 miliardi. I numeri dunque ci sarebbero, ma il processo di consolidamento in atto non ha ancora creato un player globale a misura dei conglomerati stranieri. Insomma l’Italia non ha ancora il suo Lvmh, divisione wineespirits, o un Gallo Winery e neppure un Constellation Brands. Guardando alle cifre di questi gruppi è chiaro a tutti che un Gallo Winery da solo fa tutto il volume d’affari del Nordest.

Fonte: Nordest Economia.

Dal 2 al 5 aprile – Il Vinitaly? Internazionale e con il ritorno dei cinesi «Sarà più leggero e smart».
L’amministratore delegato Maurizio Danese: «Al lavoro per riposizionare il nostro brand nei Paesi esteri». Toccati nove Paesi per tredici tappe in dodici città e tre continenti (Europa, Asia e Nord America) che rappresentano complessivamente i due terzi del totale delle esportazioni del vino. Si è concluso il roadshow globale di Vinitaly lungo 50 mila chilometri, in collaborazione con le istituzioni, Ice-Agenzia e il sistema camerale, per presentare la principale manifestazione del prodotto enologico. Da 55 anni il salone veronese è la manifestazione di riferimento nel panorama globale degli appuntamenti di settore. Torna a Veronafiere dal 2 al5 aprile e punta i riflettori sul business, con un’edizione ancora più focalizzata sul mercato e sul potenziamento, anche in chiave innovativa, dei b2b diretti. «Abbiamo avviato un importante processo di rinnovamento del nostro Vinitaly, in Italia e all’estero, con l’obiettivo di incrementare ulteriormente il posizionamento del brand entro i prossimi due anni – ha commentato Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere.

Fonte: Nordest Economia.

Enoturismo boom di visitatori nelle cantine.
II 60% dei turisti ha meno di 35 anni e con una buona capacità di spesa II professor Menini: «Ma serve una maggiore propensione a fare squadra» A Nordest esistono Camilla Rossi Elvira Bortolomiol ben 28 “Strade del Chauvenet «Il progetto Green vino” lungo le quali i «Fondamentale Academy sarà un visitatori possono offrire ai visitatori incubatore per vivere molte esperienze che vadano favorire emozioni diverse oltre l’etichetta» l’aggregazione». hite Lo «serie una americana ambientata in Italia prodotta dal canale televisivo HBO. Mi ha colpito che i protagonisti quasi mai utilizzino la parola vino, ma quasi esclusivamente Prosecco, Moscato o Rosè. È la dimostrazione che il mercato americano ormai ha capito che non esiste il vino italiano, ma moltissime etichette, ognuna con una caratteristica diversa»

Fonte: Nordest Economia.

Intervista a Sandro Boscaini – «Dal vigneto alla tavola Ogni vino racconta la storia di un territorio».
«L’auspicio è che il sistema in Italia, ancora troppo frammentato, si consolidi attorno a strutture e capitali». Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, è conosciuto come Mister Amarone. L’azienda che presiede ha compiuto 250 anni. Presidente è un anniversario importante per una società che gode di un modello di business molto particolare. «È così, non sono tantissime le aziende vitivinicole che nascono dalla terra, che possono dire che il loro lavoro parte dal vigneto, arriva alla cantina e al consumatore. Per celebrare questo anniversario abbiamo realizzato un Amarone dedicato alla 250esima vendemmia della famiglia Boscaini nel vigneto originario del Vaio dei Masi, da cui prende il nome, che rappresenta l’essenza di Masi e racconta sei generazioni, una settima ora in azienda e un’ottava che è pronta ad entrare. Indipendentemente dalle nostre tenute in Toscana, Triveneto e Argentina, abbiamo voluto celebrare il cuore, il vigneto originario da cui tutto è iniziato.

Fonte: Nordest Economia.

Il business del sigillo Unesco Amarone in scia al Prosecco.
Per lo spumante boom di esportazioni dopo il riconoscimento. Ora ci prova la Valpolicella Il business del sigillo Unesco Amarone in scia al Prosecco Anche i rossi a denominazione di origine “Colli Euganei” possono puntare ad ottenere il timbro. Ad aprire la strada erano state nel 2014 le Langhe e il Monferrato. Cinque anni dopo era stato il turno delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. E ora anche la Valpolicella va a caccia del sigillo Unesco di Patrimonio immateriale dell’umanità. Un riconoscimento ambito che non solo regala prestigio a chi lo ottiene ma garantisce anche un impennata del business grazie alle visite turistiche e all’export. Ne è un esempio perfetto il Prosecco per il quale il riconoscimento dell’Unesco ha contribuito a rafforzare il posizionamento come un prodotto di alta qualità e autentico aprendo la strada a nuove opportunità di business, soprattutto nei mercati emergenti come l’Asia. E i numeri sono lì a dimostrarlo. Il Prosecco Doc ha chiuso il 2022 con un incremento dei volumi di produzione dell’1,8% sul 2021 e un aumento del valore dell’11,5%, per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre tre miliardi di euro.

Fonte: Nordest Economia.

«Le Olimpiadi Milano-Cortina una vetrina per le nostre colline».
Non c’è solamente il riconoscimento dell’Unesco a Patrimonio dell’umanità a fare da traino all’economia del Prosecco. Un altro evento globale, come le Olimpiadi Milano – Cortina in programma per 112026, promette un’enorme visibilità a tutto il settore. «Ci aspetta una grande occasione per la quale dobbiamo farci trovare preparati», afferma Giuliano Vantaggi, Site manager del Sito Unesco delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, «i turisti visiteranno i nostri territori e pernotteranno ovunque lungo la direttrice tra Cortina e Venezia. Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono al centro e questa tratta ed è un’opportunità unica perché saranno tra le mete più ambite, anche grazie al fatto di essere Patrimonio Unesco». Secondo le previsioni sarà un turista internazionale, che cercherà l’esperienza oltre che la bellezza, ad arrivare nella Marca.

Fonte: Nordest Economia.

«È patrimonio dell’umanità» Il Collio-Brda ci vuole credere.
La richiesta di riconoscimento all’Unesco sta mobilitando energie e investimenti pubblici È patrimonio dell’umanità» Il Collio-Brda ci vuole credere Il sindaco di Cormòns Felcaro: «L’ingresso nella tentative list è un obiettivo alla portata, occasione irripetibile». Traguardare, possibilmente in parallelo, l’ingresso nella tentative list quale patrimonio mondiale dell’Unesco e la positiva ricaduta di Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025. Il Collio/Brda entra nella sfida più decisiva della sua storia con la consapevolezza che certi treni passano una volta sola. Quel “vigneto diffuso”, 1.500 ettari di qualità dei vini (soprattutto bianchi) e biodiversità, muore dalla voglia di raccontarsi al mondo. E con esso i suoi produttori, circa 300 aziende nella sola parte italiana – di cui due terzi sono associate nel Consorzio Collio – e le sue strutture alberghiere, forti di 45mila presenze annue ma con una capacità ricettiva in costante ascesa. Tutti i pianeti sembrano allineati, dunque

Fonte: Nordest Economia.

Intervista a Giancarlo Moretti Polegato – «Grande esistenza contro i venti contrari Il mordo del vino riesce ad adattarsi».
«Difendere i margini con l’inflazione galoppante non è affatto facile, però quando c’è qualità si riesce a venire fuori dalle difficoltà» Giancarlo Moretti Polegato Presidente di Villa Sandi «Sostenibilità, avvertiamo la responsabilità di essere rispettosi di questa terra che è un grande patrimonio», li eventi degli ultimi anni ci hanno insegnato che le sorprese sono spesso dietro l’angolo e, anche se nessuno può prevedere con sufficiente certezza ciò che accadrà a breve, ci sono delle forze strutturali che cambiano le nostre vite e la società nel suo insieme. Intercettare questi cambiamenti tenendo il passo di ciò che chiedono i consumatori è la sfida di chiunque faccia business, dai settori tradizionali a quelli innovativi». È la convinzione di Giancarlo Moretti Polegato, esponente del Prosecco tra i più noti del territorio, con il suo marchio d’eccellenza Villa Sandi, che da Crocetta del Montello ha saputo affermarsi in tutto il mondo.

Fonte: Nordest Economia.

Città del Vino fra enoturismo e sostenibilità.
Nuove adesioni in Friuli Venezia Giulia Città del Vino fra enoturismo e sostenibilità a recente adesione di San Dorligo della Valle ha ulteriormente / migliorato la performance locale delle Città del Vino: ora in Friuli Venezia Giulia più di un cittadino su 10 risiede in un Comune membro dell’associazione che valorizza i territori vocali al vino. Non solo per quanto riguarda l’enoturismo, visto che il coordinamento regionale guidato da Tiziano Venturini, assessore a Buttrio e membro della giunta nazionale delle Città del Vino, si è attivato pure in progetti innovativi sulla sostenibilità. “Città del Vino FVG: Obiettivo Agenda 2030” è il nome del progetto di ricerca applicata per la nascita di un Regolamento intercomunale di Polizia rurale: l’Università degli studi di Udine e il Coordinamento tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia vi stanno lavorando in un’ottica di buone pratiche sostenibili all’interno dell’iniziativaVite FVG 2030.

Fonte: Nordest Economia.

Roppa: «Così Donne del vino stimola i territori a fare rete».
La nuova delegata Fvg: regione piccola ma molto diversa da una Doc all’altra Dalla laurea in filosofia all’attività da imprenditrice enogastronomica «Una passione nata quasi per caso». Dal pensiero di Platone ed Hegel ai profumi fruttati di bianchi e rossi del territorio il passo non sembra breve. Ma non lo ha di certo ipotizzato Elena Roppa, 45 anni, monfalconese con residenza a Mariano del Friuli, sposata con una figlia, che, dopo aver conseguito brillantemente la laurea in filosofia, si è buttata anima e corpo nel mondo del vino. E da gennaio è la nuova delegata del Friuli Venezia Giulia delle “Donne del vino”, associazione che raggruppa circa 40 produttrici di tutta la regione, dal Carso alle Grave del Sacilese, e una trentina tra sommelier, giornaliste, enologhe, agronome. Insomma un po’ tutte le figure che ruotano attorno all’enologia, rigorosamente al femminile.

Fonte: Nordest Economia.

Intervista a Ilaria Felluga – Ilaria Felluga: «Nel Collio la culla dei bianchi Ho appreso da mio padre l’arte del vino sostenibile».
«Sono stata spinta da una vocazione che già sentivo. Una decisione di cui oggi sono molto felice e consapevole». Ilaria Felluga rappresenta la sesta generazione di una delle più importanti dinastie di produttori di vino nel Collio Isontino fra le colline sopra Capriva dove ha sede Russiz Superiore. La storia dei Felluga comincia nella seconda metà dell’Ottocento quando la famiglia inizia ad acquistare e commercializzare il Refosco e la Malvasia a Isola d’Istria. Negli anni Venti iniziano ad acquistare vigneti trasportando in barca fusti di vino istriano a Grado, dove per un certo periodo la famiglia si stabilisce. Si arriva al secondo dopoguerra, capofamiglia era il bisnonno di Ilaria, Giovanni Felluga, che dopo essere stato costretto ad abbandonare l’Istria passata sotto la Jugoslavia, alla fine degli anni Trenta decide di stabilirsi nel vicino Collio.

Fonte: Nordest Economia.

Vino e turismo Leone Alato apre le sue tenute.
La ex Genagricola ha cambiato nome e organizzazione «Vogliamo essere un gruppo sostenibile a filiera proprietaria». Leone Alato Spa, l’impero agroalimentare e vinicolo delle Generali già Genagricola, ha cambiato volto e organizzazione. Nato nel 1851 con la prima e più grande bonifica ad opera di privati della storia d’Italia, oggi la realtà agroindustriale guidata dall’amministratore delegato Igor Boccardo si muove su diversi fronti: «L’ambizione-si sottolinea a Trieste- è quella di diventare un gruppo agroalimentare sostenibile a filiera proprietaria, in grado di trasformare le materie prime che produce in prodotti che, immessi sul mercato, valorizzino i territori di origine. Su questo solco è nata Birra 1851 Passione Agricola, che verrà affiancata nel futuro da altre produzioni». Dopo il riassetto, ci sono Le Tenute del Leone Alato Spa, la divisione vitivinicola del gruppo che controlla alcune delle aree a maggior vocazione vinicola del Paese: Torre Rosazza nel Collio, Bricco dei Guazzi in Piemonte, Costa Arente in Valpolicella, V8+ e Tenuta Sant’Anna ad Annone Veneto. Genagricola 1851 coltiva ed amministra 15 mila di superficie agricola in Italia e Romania.

Fonte: Nordest Economia.

Niente Dna animale così Ramuscello produce vino vegano.
Lo certifica anche il dato della vendemmia 2022 della Cantina produttori Ramuscello e San Vito, che ne ha raddoppiato la produzione. Sono stati prodotti e certificati, infatti, 10 mila ettolitri rispetto ai 5 mila 400 dell’anno precedente. Di fatto, si tratta della maggior quantità di vino vegano prodotto e certificato in Friuli Venezia Giulia. «Da anni la nostra Cantina cooperativa — ha spiegato il presidente Gianluca Trevisan — è impegnata nella costante ricerca della salubrità, sia delle uve sia dei vini prodotti. Oltre al vino vegano, lo scorso anno abbiamo ottenuto anche la certificazione per la produzione del vino biologico. Inoltre, 1’80 per cento dei nostri soci aderisce volontariamente alla difesa integrata, denominata Sqnpi, seguendone scrupolosamente il disciplinare ministeriale». Sul tema della sostenibilità ambientale «siamo sempre attenti alle sensibilità del mercato — ha sottolineato il presidente – e alle diverse richieste degli imbottigliatori.

Fonte: Nordest Economia.

Il Prosecco “Audace” affinato sott’acqua «Progetto da estendere a tutti i vini dei Carso».
Trieste Doc nel segno del mare, l’idea di due famiglie del vino Il Prosecco “Audace” affinato s ott ‘acqua «Progetto da estendere a tutti i vini del Carso» L’alleanza fra i Parovel di San Dorligo della Valle e i Serena di Conegliano: cos) è nata la formula Underwater Wine. Si chiama “Audace” ed è il primo vino Prosecco Trieste doc affinato nel mare, risultato della collaborazione professionale di due grandi famiglie di amici e produttori di vino: la Parovel di San Dorligo della Valle e la Serena di Conegliano. Il progetto, ribattezzato Underwater Wine, rappresenta in realtà un sogno territoriale: affinare il Prosecco doc Trieste nel suo golfo, utilizzando l’esperienza di un grande gruppo come Serena Wines 1881 e l’estro di un’azienda del Carso come Parovel vigneti-oliveti 1898.11 tutto, sotto il comune denominatore dell’amicizia: unire le forze per realizzare le prime bottiglie da affinare in mare iniziando un cammino non certo facile ma sicuramente unico che parte dalle origini del Prosecco e sviluppa le sue potenzialità in maniera inedita. «Il progetto Audace — spiega Elena Parovel una dei titolari dell’azienda di San Dorligo — rappresenta la conferma del dialogo, della passione per la terra e della tradizione che guarda al futuro.

Fonte: Nordest Economia.

Vignaioli, nuova generazione già in postazione di comando.
Ormai numerose nel Nordest le dinastie in cui è già avvenuto il passaggio di consegne Vignaioli, nuova generazione già in postazione di comando Zonin, Boscaini, Lunelli Polegato, Tramet: ecco le famiglie in cui i giovani hanno già ereditato posizioni strategiche. I fratelli Domenico, Francesco e Michele Zonin sono trai nomi più noti. A loro il papà Gianni, dopo il crac della Banca Popolare di Vicenza, ha affidato prima le azioni e poi la guida dell’azienda di famiglia Zonin 1821. Oggi il primo è presidente (dopo esserne stato l’amministratore delegato), gli altri due vice. Sono arrivati al vertice dopo un percorso decennale avviato con una tripartizione delle responsabilità (produzione; commerciale e marketing; amministrazione e controllo di gestione) poi evoluta in un nuovo sistema di governance che visto salire ai ruoli operativi manager esterni. Non si tratta di un caso isolato dato che buona parte delle aziende vitivinicole del Triveneto è di stampo familiare. Come nel caso dei Boscaini, che da 250 anni operano nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”

Fonte: Nordest Economia.

Vino, i prezzi elevati frenano le vendite.
I numeri sono eloquenti: -5,4% le vendite di vino nella Distribuzione Moderna nel 2022 rispetto al 2021, con i rossi che registrano un calo del -7% e gli spumanti del -4,7 per cento. È quanto emerge dalla ricerca di Circana, la nuova società nata dalla fusione di IRI e NPD, che sarà presentata a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Un’anteprima della ricerca ha presentato i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini emergenti (a valore).
Fonte: Food.

Vino: Lugana, Prosecco e Primitivo i top-dop per i tedeschi.
La Germania, dove da ieri è in corso il Prowein, rappresenta il secondo mercato di export del vino italiano, dopo gli Stati Uniti. Nel 2022, degli oltre 2,7 miliardi di euro di vino acquistato dall’estero, il 38% era di provenienza italiana. E, fa sapere l’Osservatorio sull’e-commerce Nomisma Wine Monitor e Vino.com, nelle vendite online tra i principali vini Dop italiani preferiti dai tedeschi emergono Lugana, Prosecco Docg e Primitivo di Manduria anche se, nel complesso, sono i vini rossi la categoria più acquistata. A differenza di molti altri mercati, aggiungono gli analisti economici, quello tedesco si contraddistingue per la stabilità dei consumi e delle importazioni e non è solito stupire per “colpi di scena”: nell’ultimo quinquennio, il tasso medio di crescita annuo del valore degli acquisti di vino dall’estero è risultato pari a poco più dell’1%, con Francia e Italia in grado di spuntare incrementi più sostanziosi (3%).

Fonte: ANSA.

Vino: prezioso ma delicato. La vitivinicoltura ha chiuso il 2022 in modo positivo.
Il vino italiano continua a riscuotere successo in tutto il mondo. Anche se i problemi non mancano di certo. E’ un risultato di tendenze contrastanti, quello che i vitivinicoltori hanno stanno registrando in queste settimane. Una condizione che, se continua ad essere tutto sommato positiva, costringe comunque tutti a porre molta attenzione sul futuro del settore (che continua ad essere tra i più ricchi dell’ agroalimentare nazionale). Ma quali sono i numeri che contano per davvero? Stando all’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati rilasciati oggi da Istat sui 12 mesi dello scorso anno in vista dell’edizione 2023 della manifestazione scaligera, l’Italia del vino sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo le esportazioni del 2022 con un nuovo record commerciale:7,9 miliardi di euro di euro (+9,8%). Buon risultato che indica tuttavia una cosa: a crescere sono stati i prezzi e non i volumi che sono stati definiti “piatti” con 22 milioni di ettolitri (-0,6%).

Fonte: La Difesa del Popolo.

Vino: il calo delle vendite è destinato a continuare, svela un’analisi di mercato.
Il futuro del mondo del vino pare destinato a vivere un periodo di relativa magra: stando a un’analisi di mercato redatta dagli esperti di IWSR, azienda specializzata in indagini nel mercato globale delle bevande alcoliche, il settore dovrà fare i conti con un calo delle vendite in lieve ma costante declino per buona parte dell’anno in corso. Il nodo della matassa giace principalmente nella forte incertezza di stampo economico che, negli ultimi anni, ha dominato i mercati internazionali: con il costo della vita alimentato da una crescita incessante, infatti, molti consumatori hanno cominciato a ridurre le cosiddette spese discrezionali, categoria in cui naturalmente rientrano le bevande alcoliche.

Fonte: Dissapore.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 20 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

La Puglia al Vinitaly ospita gli istituti agrari.
Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il CREA Viticoltura ed Enologia , organizzano, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e del Merito e con RENISA (Rete Nazionale Istituti Agrari), il VII Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia, che seleziona e premia le migliori produzioni vinicole realizzate dagli studenti e dalle scuole agrarie di tutto il Belpaese. I vini in gara saranno valutati in base a 5 categorie: vini tranquilli DOC e DOCG, vini tranquilli IGT, vini spumanti DOC, vini spumanti VSQ (vini spumanti di qualità), vini passiti IGT. La giuria, composta da due diverse commissioni esaminatrici, ciascuna formata da 5 membri, di cui 3 del CREA Viticoltura ed Enologia, si avvarrà della scheda per l’analisi sensoriale “Union Internationale des Oenologues”.

Fonte: L’Edicola del Sud.

Talenti per Bacco.
Programma di recruiting e formazione di Ethica Wines Talenti per Bacco Giovani da avviare all’export divini. Al via World Wine Pro, programma di recruiting e formazione di giovani talenti appassionati di vino da inserire nel mercato mondiale del settore. E questa la mission del progetto appena nato che Ethica Wines, partner globale che importa e distribuisce vini italiani negli Stati Uniti, in Canada e in Asia Pacific, ha messo a punto per incrementare la propria struttura commerciale ed offrire una concreta opportunità di lavoro in un settore in grande espansione. «Siamo alla ricerca di giovani talentuosi e speciali», spiega Francesco Ganz, founder di Ethica Wines, ache abbiano voglia di esprimere il loro potenziale e crescere professionalmente misurandosi in un mondo di eccellenza qual è quello del vino italiano».

Fonte: Italia Oggi Sette.

Intervista a Daniela Santanchè – Santanchè: «Turismo sempre Basta stagioni» – «Basta stagioni, borghi sempre aperti».
Santanchè: «Turismo sempre Basta stagioni». L’intervista DANIELA SANTANCHE «Basta stagioni, borghi sempre aperti» Il ministro: KIl nostro turismo deve essere attivo tutto l’anno. Puntiamo su fiere, sagre, cultura e eventi sportivi Così riusciremo a stabilizzare il lavoro. Nel mondo tanta voglia di Italia. Io più sobria? Le istituzioni educano» It Covid lia cambiato la percezione: chi viaggia chiede percorsi tenti, esperienze rassicuranti e confortanti. E noi in questo siamo maestri. Si racconta che il segretario particolare preoccupato ammonisse Camillo Cavour: «Eccellenza i repubblicani pretendono seggi in Parlamento». Il Cavour rispose: «Che vengano, si metteranno la cravatta!». Daniela Santanchè, ministro per il Turismo, fino a pochi mesi fa rappresentata come la pasionaria della destra, che in tv non disdegna la polemica, con un look molto deciso, affine a DolceeGabbana nello stile, da mesi ha un profilo sobrio: outfit severo, pochissime dichiarazioni, ancora più diluite presenze televisive.

Fonte: La Verita’.

Matteo Lunelli Ferrari – Ferrari spinge il made in italy con il polo del bere.
L’azienda che oggi fattura 131 milioni spazia dal prosecco alle bevande Tassoni <Servono più aggregazioni per competere al meglio sui mercati internazionali» Mettersi insieme è produttivo: sta già accadendo nel design e nell’arredo, è auspicabile che accada anche in altri settori. Un polo italiano del bere. Un’aggregazione di etichette storiche che rappresentino al meglio il beveídge made in Italy. Un polo che racchisá un’offerta trasversale che ha il territorio e la tradizione italiana come filo conduttore. Matteo Lunelli da anni porta avanti questo progetto che oggi vede collocato un nuovo mattoncino rappresentato dall’acquisizione di Tassoni, la storica azienda del Garda famosa nel mondo per la sua cedrata.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Bicchiere green? il 44% è disposto a pagarlo di più.
Vino, le tendenze del settore e le risposte Bicchiere green? 1144% è disposto a pagarlo di più 116o% degli italiani è d’accordo o stimenti sono tanti, con un impatto 0 addìrittura molto d’accordo sul fatto che il sitivo sul consumatore». Infatti, i171% vino di maggiore qualità sia anche quel- degli intervistati si dice disposto a paga- La quota di italiani lo più sostenibile. Il dato è significativo re un prezzo superiore per un prodotto per i quali ùn vino per sottolineare quel cambio di passo di qualità nel settore vitivinicolo, in me- è sostenibile e nella percezione dei consumatori nei dia 111296 in più. E la sostenibilità incide di qualità se possiede confronti dei prodotti green e della so- su questa scelta per il 44%. certificazioni ambientali stenibilità in generale, asse portante Ma quali sono le caratteristiche che un della ricerca di Ipsos e Fondazione Sym- prodotto vitivinicolo deve possedere bola (vedi articolo sopra).

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Vigneto Italia con l’export si brinda a quota 8 miliardi.
A Verona mille top buyer da 68 paesi. Volano Prosecco + 6% e Asti + 9%. Il comparto tiene. E la domanda continua a crescere.

Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.

Cibo e vino, export da record – Commercio estero: Coldiretti, inizio 2023 a +18%.
Il 2023 inizia con un nuovo record storico per le esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero dell’Istat a gennaio 2023. La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio del 22%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19% mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 12%e in Russia con un -13% fra sanzioni, embargo e guerra.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Vendemmia eroica sulle Rive – La vendemmia eroica sulle Rive nel paesaggio unico di Valdobbiadene.
Degustazione rivoluzionaria:: è il caso del Prosecco Superiore Docg Rive di San Pietro di Barbozza Val d’Oca della Cantina Produttori di Valdobbiadene. Perfetto per antipasti e primi piatti ma anche per semplici brindisi. La migliore porta d’ingresso per conoscere una cantina è una e una sola: l’assaggio. È solo passando dall’impatto di un assaggio, infatti, che ogni pregiudizio può essere superato e che la nostra scala di valori può essere riformulata. La degustazione di un calice, nella sua semplicità, è un atto che può mettere in dubbio le nostre conoscenze e può rivoluzionare il nostro rapporto con un territorio vitivinicolo. Qualcosa del genere mi è capitato assaggiando il Prosecco Superiore Docg Rive di San Pietro di Barbozza Val d’Oca della Cantina Produttori Valdobbiadene.

Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.

Questioni di governance tra Masi Agricola e Renzo Rosso.
L’imprenditore della moda è anche un appassionato di aziende vitivinicole, in cui ha da tempo investito. Nella società scaligera ha mantenuto il 10 per cento Roberta Paolini S i erano tanto amati. Il divorzio tra Renzo Rosso e Masi Agricola si consuma a meno di un anno dall’ascesa della holding del re del jeans made in Italy (e non solo) nel capitale del gruppo veronese. Rosso ha lasciato polemicamente il consiglio di amministrazione di Masi il 9 marzo scorso. La decisione di abbandonare il cda dell’azienda veronese celebre per l’Amarone, quotata all’Egm (l’ex Aim) della Borsa di Milano e nella quale Rosso detiene tramite la holding Red Circle Investments una quota del 10% del capitale, è emersa con la pubblicazione dei dati 2022 di Masi. «Segnalo – si legge nella lettera di dimissioni del patron di Diesel – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

Rapporti imprese – Fantini pensa positivo e punta a ingrandirsi.
L’azienda non crede alle stime di forte calo nel fatturato 2023 per il vino italiano: “È fuori logica” Pierpaolo De Mejo L’ annata vinicola 2022 è andata oltre ogni previsione per Fantini Group, tra i principali esportatori di vini del Sud: circa 24 milioni di bottiglie immesse sul mercato, poco di meno in volume rispetto allo scorso anno, ma in crescita in valore. «A fronte di costi crescenti, nella scelta necessaria tra tutelare la marginalità e abbassare la qualità, non abbiamo impiegato neanche mezzo secondo per imboccare la prima strada», è l’analisi di Valentino Sciotti, fondatore e Ceo di Fantini. L’Ebitda (il Margine Operativo Lordo) è a doppia cifra, sopra il 20%, un dato che riflette l’apprezzamento del mercato rispetto alla politica dell’azienda, identificata come produttrice di qualità. Non è un caso se il gruppo è stato premiato da Deloitte per la quinta volta consecutiva con il Best Managed Companies Award, entrando così nel prestigioso circuito Gold delle migliori aziende internazionali.

Fonte: Repubblica Affari&Finanza.

Le mani sulle langhe.
Le vigne Unesco di Barolo e Barbaresco prese d’assalto da fondi stranieri e da miliardari che puntano sul vino L’allarme degli storici produttori “Difficile opporsi al cambiamento ma rischiamo di perdere la nostra anima”. Le Langhe sono come la barriera corallina: un ecosistema bellissimo che una volta distrutto non si può ricostruire II patron del Parma Calcio ha comprato due cantine storiche per 60 milioni di euro Nel 2022 è arrivato un milione di turisti e quest’anno la cifra potrebbe aumentare 2000 Gli ettari della zona del Barolo, con 1250 proprietari di vigneti e 400 aziende vinicole. Era la terra della Malora. Terra povera. Terra di partigiani, di fascine, di forconi, di gorghi, di miseria. Adesso tutti la vogliono.

Fonte: Stampa.

L’Abruzzo del vino al Prowein di Dusseldorf.
Fiera internazionale con 6.000 espositori da più di 60 Paesi L’Abruzzo del vino al Prowein di Düsseldorf. Con quarantasei aziende e l’attesa degustazione sul Cerasuolo, l’Abruzzo del vino è pronto per il “Prowein” di Düsseldorf, la fiera internazionale che, fino a martedì, aprirà le sue porte ad un pubblico selezionato di operatori, con oltre 6.000 espositori, da più di 60 Paesi e una rappresentanza qualificata di più di 400 terroir da tutti i continenti. Forte della crescita del 12% (rispetto al 2021) in valore dell’export proprio in Germania che resta il principale mercato oltreconfine, il Consorzio di Tutela vini d’Abruzzo continua a investire su promozione e sviluppo con una crescita complessiva dell’export di un più 10% rispetto allo scorso anno.

Fonte: Messaggero Abruzzo.

Promozione delle etichette dalla Regione 99mila euro.
Lo stanziamento al Consorzio tutela vini Promozione delle etichette dalla Regione 99mila euro. Quasi 100mi1a euro al Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese perla promozione delle etichette di eccellenza del territorio. Il contributo (99.300 euro) è stato assegnato dalla Regione, tramite il Programma di sviluppo rurale, e le risorse serviranno per finanziare progetti e attività di promozione dei prodotti, per migliorare la conoscenza della qualità e dei processi produttivi, del legame con il territorio di origine, così come per la partecipazione a fiere, manifestazioni ed eventi. «Sono attività sempre più necessarie a fronte di una concorrenza che spesso sfocia in un vero e proprio mercato parallelo di falsi» commenta il neo assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi.

Fonte: Provincia – Pavese.

«La mia scuola insegna a produrre il vino in modo etico e giusto» – Il Barolo a lezione di impresa sociale «La mia scuola per vigne più etiche».
La strada di Giulia Maccagno, 27 anni, cofondatore dell’impresa sociale Weco, è partita attraversando quel luogo a pochi passi da dove viveva. Come volontaria Caritas ha imparato nomi e ascoltato storie, fino a quando l’anno scorso ha contribuito a lanciare ad Alba il progetto «Accademia della vigná», la prima academy ad impatto sociale sulla viticultura. Nata per promuovere il lavoro regolare e di qualità in Langa, in collaborazione con aziende del calibro di Ascheri o Agricola Mirafiore (marchio Fontanafredda). Le più prestigiose dell’albese. «Stare in mezzo a quel primo accampamento di Fortuna, con quelle persone, è stato un modo di incontrare mondi diversi dal mio, spalancare finestre verso culture, difficoltà, sogni di allri non per forza così lontani dal miele», racconta l’imprenditrice sociale, nata e cresciuta a Saluzzo, eletta in Consiglio comunale appena ‘Benne c poi laureata in Comunicazione interculturale all’Università dl’lbrino con un master in Fundraising dell’Università di Bologna.

Fonte:

Europa & Sud.
Le Regioni italiane al mobilitano in difesa del vino e fanno fronte ,-; comune a livello europeo contro l’etichetta sanitaria sul vino proposta dall’Irlanda. La delegazione al Comitato europeo delle Regioni (CdR) chiede formalmente «un dibattito» sul tema «ai lavori della prossima sessione plenaria» in programma il 24-25 maggio a Bruxelles. «Siamo pronti a portare avanti; in ogni sede, nuove iniziative per modificare questo approccio a livello europeo», affermano i ,rappresentanti regionali e locali 1taliant. Le Regioni italiane ;`’hanno trovato un’intesa totale su una questione che sta destando grande preoccupazione tra i produttori e hanno concordato all’unanimità una linea comune.

Fonte: L’Economia del Corriere del Mezzogiorno.

II vino salentino conquista ProWein.
La puglia in mostra anche quest’anno al ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf da ieri, domenica 19 e fino a martedì 21 marzo. Saranno, infatti, ben 54 cantine e centinaia le etichette che rappresenteranno l’enologia regionale nell’area espositiva istituzionale riservata alla Regione Puglia- Dipartimento Agricoltura – in collaborazione con Unioncamere. Appuntamento nella Halle 17, stand 27 (spazio Enoteca Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari di approfondimento per addetti ai lavori organizzativi dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia . Ieri mattina, alle 11.30, si è tenuto il primo evento dal titolo “Parliamo di Negroamaro”, realizzato in collaborazione con il Consorzio di tutela della Doc Salice Salentino e quello del Brindisi e Squinzano DOC.

Fonte: ‘Edicola del Sud Brindisi.

«L’ultima vendemmia? Mi ricorda quella del 2003».
Mi ricorda quella del 2003» «Non mi sbilancio sull’esito della raccolta del 2022 ma è un’occasione per fare una nuova esperienza». «La vendemmia 2022?. Ci metterei tanti punti di domanda a causa dell’andamento climatico ma, al tempo stesso, la ritengo un’occasione unica per acquisire nuova esperienza». Non usa giri di parole Celestino Gaspari, deus ex machine della cantina Zymè, a San Pietro in Cariano, nel cuore della Valpolicella. L’imprenditore agricolo spiega con schiettezza: «La scorsa annata è stata contraddistinta da un inverno secco, una primavera asciutta, pioggia misurata nella seconda parte», afferma Celestino Gaspari che aggiunge: «Per certi versi mi ricorda la vendemmia 2003». Una vendemmia in cui «ho osservato foglie della vite più piccole rispetto alle precedenti annate, grappoli esposti al sole per tempo prolungato», ricorda il viticoltore. «Peraltro ho notato uve arrivate perfettamente sane al momento della lavorazione.

Fonte: Arena.

Alla cena di gala donne ammesse solo con tacco “minimo” di 7 centimetri: sui social è rivolta.
“Bollicine in villa” a Santa Maria di Sala Alla cena di gala donne ammesse solo con tacco “minimo” di 7 centimetri: sui social è rivolta. Una serata con cena e degustazione di vini, dress code “elegante” e per le donne “tacchi alti, minimo 7 centimetri”. L’indicazione, poi rimossa, è comparsa su una pagina per pubblicizzare l’evento «Bolle a cena» organizzato per l’1 e 2 aprile prossimi nell’ambito della manifestazione «Bollicine in villa», che si terrà nella villa Farsetti di Santa Maria di Sala. Come evento collaterale della manifestazione vinicola è stata infatti organizzata una serata speciale di gala in programma presso l’Osteria Antico Veturo di Trebaseleghe, nel Padovano. Male polemiche sono divampate: sulla pagina Facebook degli organizzatori sono arrivati commenti del tipo «Volevo sapere se il metro per misurare i tacchi lo devo portare io o lo trovo al l’ingresso?»; «Vergogna, medioevo»; «Scusate io ho il tacco 6 cm. Sono bannata dai vostri eventi?». Qualcuno definisce «sessista» anche la locandina in cui compare una donna quasi svestita che beve da una flute.

Fonte: Gazzettino.

Il vino italiano in numeri.
A poco più di due settimane dall’apertura del Vinitaly, i dati Istat rivelano un’Italia enologica che continua la sua scalata nel commercio internazionale, ma ha ancora molto margine di crescita. 7,9 miliardi di euro è la cifra da record con cui si chiude il bilancio dell’export 2022 del vino italiano. Un numero che effettivamente non era mai stato registrato fin ad ora, determinando una crescita rispetto all’anno precedente pari al 9,8%. A dare un’interpretazione chiara e meditata di questi dati sono stati l’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv), l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo (Ismea) e la stessa organizzazione di Vinitaly, tutti e tre concordi nel riconoscere un mercato italiano forte, capace di resistere davanti all’inevitabile rialzo dei prezzi, portando a casa un risultato più che lodevole. Lo testimoniano ancora una volta i numeri, decretando l’incremento della domanda da parte dei principali buyer stranieri. Al primo posto, con un +10%, gli Stati Uniti si confermano principale mercato dell’export italiano. Seguono la Germania (15% lo share), Regno Unito (+10%), Canada (+11%), Svizzera (+3%) e infine la Francia con un importante +25%.

Fonte: Linkiesta.

In attesa di Vinitaly, l’Italia del vino si conferma una potenza.
L’Italia del vino sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo l’export 2022 con un nuovo record commerciale:7,9 miliardi di euro di euro (+9,8%) a fronte di volumi piatti (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati rilasciati da Istat sui 12 mesi dello scorso anno, il mercato ha retto anche alle inevitabili quanto parziali variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha abbondantemente eroso i margini della filiera in particolare per i prodotti entry-level e popular (fino a 6 euro al litro). Il risultato finale, vista anche la congiuntura, è senz’altro positivo per uno dei settori del made in Italy più virtuosi nella bilancia commerciale, che chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro.

Fonte: CNA Macerata.

Qual è la regione italiana dove si produce più vino? Chi ottiene il primo posto.
Il vino di ogni tipologia è sicuramente una eccellenza anche italiana. Tra le varie regioni che vantano una produzione di tutto rispetto, una in particolare è stata considerata come la maggiore. Ovviamente, nel Bel Paese si possono sorseggiare vini di altissima qualità che si sposano perfettamente con i cibi della tradizione classica o con quelli innovativi che danno un tocco particolare al palato. Qual è la regione italiana che vanta il primato di produzione del vino? Facciamo chiarezza. Il vino è sicuramente la bevanda tra le più antiche, già amata dalle vecchie popolazioni che accompagnavano il cibo e i festeggiamenti per le battaglie vinte. Secondo le ricerche svolte dall’Istat, solo in Italia si ha una produzione che si aggira intorno ai 50 milioni di ettolitri. Un dato che è in continua crescita se si considerano i dati degli anni precedenti.

Fonte: Wine and Food Tour.

“Pani dua, un bocal di vino”: la lista della spesa geniale. Nelle lettere restaurate la vita di Michelangelo: i consigli del padre, i pensieri sulle donne.
I dialoghi a distanza con papi e architetti, ma anche le comunicazioni con i parenti: dagli scritti di uno dei più grandi artisti di tutti i tempi emerge la “normalità” di tutti i giorni, venata anche di simpatia. Oltre 2mila lettere. A tanto ammonta il patrimonio delle missive scritte (o ricevute da) Michelangelo Buonarroti, conservato a Casa Buonarroti, in via Ghibellina a Firenze. Un tesoro cartaceo che, nonostante sia conosciuto dagli studiosi e le cui trascrizioni da anni si trovino facilmente sul web, proprio per la precarietà del supporto cartaceo non possono stare sotto i riflettori, come invece meriterebbero. Per questo, per uno studioso così come per un semplice curioso o perfino per una restauratrice meticolosa, trovarsi tra le mani una “vera” lettera di Michelangelo e poter ammirare da vicino la sua calligrafia, è pur sempre una grande emozione.

Fonte: Il Fatto Quotidiano.

Vino, sfida biodinamica in Franciacorta con 1701, le bollicine firmate Stefini.
La prima cantina ad adottare questo metodo e la sola a seguirlo per l’intera produzione mentre altre hanno solo singole aree in Franciacorta e si limitano a piccoli esperimenti. Per dare un nome alla loro cantina di Cazzago San Martino, i fratelli Silvia e Federico Stefini — bresciani di nascita ma iseani di origine — hanno scelto 1701: un numero, una data importante per il comune franciacortino. In quell’anno c’è la testimonianza del primo vino, prodotto dal «brolo» domestico dell’azienda dei conti Bettoni Cazzago. Nacque dal vigneto cinto da mura dell’XI secolo, utilizzato dagli Stefini che nel 2011 acquistarono il sito per realizzare il loro sogno: fare il vino biodinamico. Ci sono riusciti, la loro cantina è la prima ad adottare questo metodo ed è la sola a seguirlo per l’intera produzione mentre altre hanno solo singole aree in Franciacorta e si limitano a piccoli esperimenti.

Fonte: Corriere Brescia – Corriere della Sera.

Il vino protagonista a ’Giardini’.
Dal verde di piante e creazioni floreali di Giardini d’autore al vino bianco riminese con cui brindare alla primavera. La kermesse in programma anche nella giornata di oggi tra il Castello e piazza Malatesta ha il profumo e gli aromi della Rebola, grazie alla partnership con il consorzio Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini e il ristorante di Cesenatico Marè. Le 16 Rebole in mostra accompagnano i pranzi e gli aperitivi del Maré, per la prima volta a Giardini d’autore, e saranno protagoniste di tutti i momenti di degustazione proposti nello stand del ristorante. ” Siamo venuti a Rimini da Cesenatico e volevamo il vino di Rimini – dichiara Omar Casali, lo chef de Maré –. Giardini d’autore è una manifestazione che abbiamo seguito da lontano con la quale condividiamo la volontà di portare bellezza nel territorio”. Non solo Maré: anche allo spazio Biberius le Rebole riminese sono presenti, in particolare Giulietta del Podere dell’Angelo e Favola della Cantina Fiammetta.

Fonte: Il Resto del Carlino.

Vino e Gdo: Circana fa il punto in attesa di Vinitaly.
Aspettano Vinitaly, che si terrà a Verona dal 2 al 5 aprile, Circana (ex Iri) fa il punto sul vino in Gdo, tema che sarà al centro, lunedì 3 aprile, di una tavola rotonda animata da Federvini, Unione italiana vini e da esponenti delle maggiori catene della moderna distribuzione. Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere, sottolinea la rilevanza dell’evento: «Nel tempo è divenuto uno dei luoghi privilegiati del dialogo tra le cantine e le insegne distributive, spesso caratterizzato da posizioni lontane. Per favorire l’incontro, in un periodo non facile per le vendite di vino, abbiamo anche rinnovato la formula, che consentirà ai rappresentanti dei produttori di porre direttamente domande ai distributori, in modo che il confronto sia sempre più costruttivo»..

Fonte: Distribuzione Moderna.

“Incontri lungo la Strada”: la Strada dei Vini del Cantico nei 13 comuni aderenti.
Puntando sempre più alla promozione di un’offerta turistica integrata costruita sulla qualità dei prodotti e dei servizi, la Strada dei Vini del Cantico ha ripreso il suo cammino andando alla scoperta delle eccellenze del territorio. L’obiettivo è quello di fare sempre più rete, per rappresentare così ancora meglio quell’originale connubio fra i luoghi più rappresentativi dell’Umbria e l’armonia dei vini e delle altre specialità gastronomiche. Da Monte Castello di Vibio sono così partiti gli “Incontri lungo la Strada” con l’intenzione di ampliare la vasta offerta turistica ed enogastronomica del territorio, migliorare la cultura dell’accoglienza e promuovere così al meglio una terra ricca di attrattive enogastronomiche, culturali e paesaggistiche.

Fonte: Umbria Domani.

Unicità, identità, varietà e rapporto con il prezzo: il segreto del successo del vino italiano.
Dopo un 2022 ancora da record, con l’export a 7,9 miliardi di euro, le aspettative per un 2023 che ci si aspetta complesso da gestire, ma positivo. Dopo un 2022 ancora da record, con l’export a 7,9 miliardi di euro, le aspettative per un 2023 che ci si aspetta complesso da gestire, ma positivo. Da Düsseldorf, in clima Prowein, le riflessioni dei leader di cantine del Belpaese di riferimento nei loro territori come Pasqua, Tommasi, Velenosi, Mazzei, Cecchi, Perla del Garda, La Guardiense, Tedeschi, Rocca delle Macìe e Casanova di Neri.

Fonte: WineNews.

Marsala: Colomba Bianca presenta l’undicesima edizione de “Le Uve raccontano, annata 2022”.
Giovedì scorso a Marsala le Cantine Colomba Bianca hanno presentato l’undicesima edizione de “Le Uve raccontano, annata 2022”. Un annuario che per la cantina è una sorta di verificatore dell’annata vinicola appena trascorsa, con tutti i dati che riguardano le uve della cantina e in generale del territorio. Un’opera con la quale si conosce a fondo il territorio e le sue produzioni vitivinicole. Al testo realizzato da Colomba Bianca in collaborazione con assessorato regionale Agricoltura, il Sias (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano) e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, hanno lavorato Filippo Paladino, agronomo e vice presidente dell’azienda, Antonio Pulizzi enologo e responsabile dello staff tecnico viticolo, Luigi Pasotti del Sias per i dati meteo, Tommaso Frisoni, docente della Facoltà di Scienze Agrarie dell’Università Cattolica Sacro Cuore e Laura Palermo studentessa che ha realizzato “Cara Terra, una dedica alla Sicilia”.

Fonte: Tp24.it.

STAMPA ESTERA

“Vino senza alcol? Noi, no”.
Es la primera mujer al frente de la cornpañía familiar Grupo Varma, un imperio de 80 años propietario de marcas como Ron Barceló o Marqués de Vargas. Aplaude el carácter socializador del alcohol en España: “Debemos mantenerlo, nos dife renia del resto de Europa”. Estudió Bellas Artes, pero por sus venas corre sangre emprendedora. Desde hace dos años, está al frente de una compañía que factura 213 millones de euros.”Tengo una vertiente muy creativa, pero nunca tuve la intención de ser pintora. Mi dedicación siempre fue bastante comercial”, desvela Teresa Martin de la Mata (Madrid, 15 de diciembre de 1972), quien en 2021 se convirtió en la primera mujer en asumir la dirección estratégica del Grupo Varma, un imperio familiar de distribución de bebidas en España propietario de marcas como Ron Barceló, las bodegas Marqués de Vargas, en La Rioja; Pazo de San Mauro, en Galicia; o Conde La empresa la fundó su abuelo, Hilarlo ale la Mata, hace 80 años. Hoy, bajo el liderazgo de Teresa, trabajan 219 empleados en una compañia que distribuye más de 50 marcas. En su portfolio abunda la variedad y cuenta con bebidas como cl vermú Yzaguirre, Moskovskaya, Capitán Maní o el champagne Bollinger, el favorito de James Bond.Atiende la llamada de este medio en su domicilio, en el centro de Madrid. Su tono es amable y seguro, igual que su carrera profesional. “Siempre he estado vinculada al Grupo Varma”, asegura y matiza que su vocación siempre ha estado enfocada a crear eun’iculun.”Desdejoven me he formado en idiomas y, cuando terminé Bellas Artes, trabajé dos años en una agencia de diseño en Londres especializada en bebidas espirituosas premium”, recuerda. El siguiente paso fue oc ORES LARIO F = JAV de San Cristóbal, en Ribera riel Duero, entre otras, así como distribuidor de la ginebra 11endrick’s, Cadbury o Gillette. estudiar un master en di rección comercial y marketing en IE. Ahí me picó el gusan llo y vi claro que tenia que abrir mi propia agencia”. Corda el año 2003 cuando abrió Delamata Desigm, una agencia de branding estratégico especializada en identidad visual y packaging. Empezó sola con un ordenador y ahora cuenta con un equipo de 20 personas.”Cuando tuve mi primer hijo se incorporó mi marido para encargarse de la parte administrativa y comercial, y eso fue de isivo para cuando empezó el proceso de selección para el relevo generacional del Grupo Varma”, confiesa.

Fonte: El Mundo AE.

El empuje del enoturismo alienta proyectos hoteleros en el Priorat.
Inversores estadounidenses promueven alojamientos en edificios históricos Raja tiene fincas y edificios en Torroja, Escaladei y Porrera; el Ora es su primer hotel en el Priorat. Torroja del Priorat El Priorat es una comarca de grandes contrastes. El encantador pueblo de Torroja del Priorat ha sido el destino elegido por dos empresarios estadounidenses para poner en marcha alojamientos en edificios históricos, el Ora Hotel, en una antigua rectoría del siglo XVIII, y el Mas d’en Bruno, en una masía rodeada de viñedos cercana a Escaladei. Dos establecimientos destinados a un público de elevado poder adquisitivo en un municipio con nueve bodegas amparadas por la DOC Priorat, apenas 140 habitantes y ninguna tienda, tal como hace notar el alcalde, Joan Sentís. El Priorat inició su renacimiento y revolución vitivinícola hace más de tres décadas hasta sumar en la actualidad 168 bodegas,112 en la DOC Priorat y 56 en la DO Montsant. Paralelamente al auge de sus vinos, el sector ha impulsado poco a poco el enoturismo. La llegada de visitantes de todo el mundo deseosos 168 de conocer el territorio bodegas funcioque ha alum- nan en la comarbrado tintos ca,112 en la DOC de culto ha Priorat y 56 en el evidenciado ámbito de la la necesidad denominación de de incremen- origen Montsant tar la oferta “Lo bonito del Priorat es que conserva ese punto de autenticidad”, destaca la historiadora Anna Figueras hotelera, de complementar las casas rurales con propuestas de lujo. En 20 años se ha pasado de solo tres a 16 hoteles que suman alrededor de 350 plazas, alos que cabe sumar tres hostales con 80 camas y 37 casas de turismo rural, con 316, según los datos facilitados por la Oficina Comarcal de Turismo. Dakshinamurti Raja, cofundador de la tecnológica Computer Enterprises Inc, en Pensilvania, y también con inversiones en el sector cafetero en Centroamérica, Sudamérica y África, se enamoró del Priorat en un viaje en el 2015, tal como apunta su asesor en la comarca, Xavier Peñas. El paisaje, la historia y el atractivo de localidades que preservan la autenticidad, lejos de las adulteradas apariencias de destinos de cartón piedra, le cautivaron y empezó a adquirir fincas e inmuebles en Torroja, Escaladei y Porrera. El primer proyecto que ha visto la luz es su Ora Hotel, que empezó a funcionar a finales del 2022 bajo el paraguas del sello Design de la cadena Marriott, y que Raja prevé ampliar tras la compra de más casas en la misma calle. El empresario de origen indio también trabaja en la reconversión de la Casa Rius, que data de 1865, en el núcleo de Escaladei, en otro hotel. La uva que dan sus tierras de momento la vende a elaboradores locales.

Fonte: Vanguardia.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 19 marzo 2023!

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Vinitaly: meno vino nel carrello della spesa ma Prosecco è il n 1.
Ricerca Circana, emergenti Ribolla, Muller Thurgau e Vermentino Vinitaly: meno vino nel carrello della spesa ma Prosecco è il n+1 12022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19/a tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Sul podio delle vendite nell’anno 2022 il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra sul podio: Ribolla (Friuli V.G.) con +12%; Muller Thurgau (Tren tino Alto Adige) con +10,0%; Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%. Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia). I dati dell’intero comparto vino mostrano una flessione, a volume, del vino (-5,4%), dei vini rossi (-7%), degli spumanti (-4,7%) che diventa -0,2% se si esclude il Prosecco.

Fonte: Le Cronache Nazionali.

Renaissance calabrese.
Il percorso di Cantina Baroni Capoano, di suo una realtà fortemente rappresentativa del territorio di Cirò Marina, è emblematico del processo di trasformazione che coinvolge l’intera viticoltura calabrese. Del resto si tratta di uno degli avamposti, dato che è proprio qui che arrivarono i primi coloni greci attorno all’VIII secolo, i quali, impressionati dalla spiccata vocazione della costa ionica, vi impiantarono innanzitutto Greco Bianco e Mantonico, avviando i fasti della cosiddetta Magna Grecia. I Capoano vi sono accreditati da ben 13 secoli, tuttavia il consolidamento è recente, dovuto prima a Raffaele, poi, a partire dal 2005, a Massimiliano, che inizia l’avventura dell’imbottigliamento a marchio, periodo in cui, anche grazie ai cosiddetti “Girò Boys”, gruppo di produttori originari di Cirò Marina, la viticoltura calabrese vive una vera e propria renaissance.

Fonte: Espresso.

Ribolla campione di crescita al supermercato.
CHI SALE DI PIÙ SULLO SCAFFALE Classifica di vini e spumanti per crescita a valore e volume nel formato da 75cl – anno 2022. Ribolla (Friuli V.G.) Muller Thurgau (Trentino AA) Vermentino (Sardegna, Tosana, Liguria) Gnllo (SidGa) Valpolicella Ripasso (Veneto) Vemaccia (Toscana) Pinot Nero (Intemazionale) Orvieto (Umbria Lazio) Aglianco (Basilicab,Campania lgt Mese) Ortrugo (Emilia Romagna Lombardia) Nebbiolo (Piemonte, Lombardia) Sagrantino (Umbria) Soave (Veneto) Negroamaro (puglia) Orb (Calabria).

Fonte: Libero Quotidiano.

Domenico, storie di finanza e di buon vino Il Bosco di Lison fra cultura e uccelli rari.
Come fa un esperto di finanza a catapultarsi in un bosco planiziale del 1200 della cui biodiversità è diventato il principale e più appassionato custode? Domenico Veronese ha 54 anni, laurea alla Bocconi, padre medico e madre insegnante di lingua tedesca. Una famiglia da cui apprende il rispetto e i valori del lavoro e della natura. Ecco, questo il primo suggerimento per capire come è arrivato ad amare così profondamente il Bosco di Lison di Portogruaro. Prima, 3o anni nel mondo della finanza. Quali, gli ultimi suoi sorrisi amari? La domanda brusca, ispirata dalla narrativa sulla finanza, viene assorbita dalla riservatezza. La risposta apre ad un quotidiano altalenante. “Sì, qualcuno, durante il mio principale lavoro, ma anche nel mondo del vino e della ristorazione, dove a volta non mancano pure i momenti di noia”. Veronese è il titolare di Villa Bogdano 188o, un’azienda vinicola rilevata circa 7 anni fa: “Il vino fa da sempre parte della mia vita anche perché con Lucio Tessari, il nostro enologo, abbiamo sposato due sorelle.

Fonte: L’Identità.

Vino e birra senza alcool da Roma la sfida italiana.
Il mercato europeo è in forte espansione Pallini (Federvini): «La Capitale sarà con un giro d’affari a quota 7,5 miliardi protagonista in questo nuovo settore» FRANCIA, SPAGNA, GERMANIA E BELGIO HANNO LA LEADERSHIP COPRENDO 1’84% DEL FABBISOGNO COMPLESSIVO. L’Italia anche nel 2023, come avviene da tre anni, si confermerà probabilmente primo Paese al mondo produttore di vino. Ma c’è un mercato collaterale in enorme sviluppo dove inseguiamo – e di molto – i diretti concorrenti. E’ quello delle Lna, low no alcohol, bevande con poco o zero alcol che imitano o evocano birra, vino o addirittura gin e whiskey. L’ultimo campanello d’allarme arriva dal Prowine, la fiera internazionale diretta concorrente del Vinitaly, che apre domani a Düsseldorf. LA STRADA Perla prima volta un padiglione sarà riservato ai prodotti zero alcol, nuova frontiera di un mercato che interessa oltre alle nuove generazioni il 50% della popolazione mondiale che non consuma bevande alcoliche, spesso per motivi religiosi. In Europa il giro d’affari stimato è di circa 7,5 miliardi di euro, in gran parte coperto dalla birra. Il finto vino si attesta a 322 milioni di euro e gli alcoli – distillati e liquori senza alcol – a circa 168 milioni di euro, secondo le analisi che per conto della Direzione Agri della Commissione Europea ha realizzato Areté, azienda italiana specializzata nella valutazione di politiche per il settore agroalimentare.

Fonte: Messaggero.

A Tebano altri 18 nuovi laureati in viticoltura ed enologia.
Al Polo di Tebano, 18 nuovi laureati in viticoltura ed enologia. La cerimonia di conferimento del titolo di studio a Lorenzo Cavini, Pietro Cimatti, Serena Mondani, Alessandro Paterlini, Leonardo Lanzoni, Alex Leoni, Emil Malucelli, Gianmarco Mancini, Nicola Minguzzi, Massimo Berti, Stefano Borlenghi, Mattia Salatelli, Matteo Silvestrelli, Riccardo Stafuzza, Davide Pazzi, Federico Pellegrini, Giammarco Profeta e Paolo Trevisani, si è svolta venerdì alla sala “Aureliano Amati”. In apertura di giornata, in rappresentanza della società Terre Naldi che ospita il corso, ha fatto gli onori di casa Giovanni Carapia. In seguito sono intervenuti Andrea Fabbri, vice sindaco del Comune di Faenza, l’eno Un momento della cerimonia di venerdi logo Pierluigi Zama, presidente della sezione Romagna di Assoenologi, e Martina Laghi, assessore del Comune di Faenza alla scuola e formazione.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Diciotto nuovi laureati in enologia al corso del Polo di Tebano.
Diciotto nuovi laureati del Polo di Tebano in Viticoltura ed Enologia al termine del corso triennale dell’università di Bologna. La discussione delle tesi si è tenuta venerdì nella sala ‘Aureliano Amati’, a Tebano. In apertura di giornata, per Terre Naldi che ospita il corso a Tebano, ha fatto gli onori di casa Giovanni Carapia. Sono intervenuti Andrea Fabbri, vice sindaco di Faenza, l’enologo Pierluigi Zama, presidente della Sezione Romagna di Assoenologi, e l’assessora alla Scuola, Martina Laghi.

Fonte: Resto del Carlino Ravenna.

L’eccellenza dei vini traina i territori così Doc e Docg diventano un volano.
Nel nuovo numero del mensile Nordest Economia il crescente successo della promozione enoturistica. Vino e territorio. Un binomio inscindibile, sul quale negli ultimi anni il tessuto delle imprese vitivinicole del Nordest ha puntato sempre più consapevolmente, proponendo oltre all’eccellenza delle varie denominazioni, anche il racconto delle aree geografiche di provenienza. Se ne parla, con analisi, interviste e approfondimenti, nell’ultimo numero del mensile Nordest Economia, in uscita martedì prossimo allegato al nostro giornale. Il vitivinicolo è un settore trainante per l’economia del Nordest. Per rendere l’idea, in Italia operano 585 aziende, per un valore del mercato 2021 stimabile intorno ai 10 miliardi di euro. I primi 23 gruppi vinicoli contribuiscono al 43% del mercato.

Fonte: Messaggero Veneto.

Enologia dell’Agro Pontino Il trionfo delle tre etichette.
I riconoscimenti Al Mater Matuta, al Radix e al Kius extra brut la guida Bibenda assegna “cinque grappoli”, il massimo punteggio Non mancano ottimi consigli sui cibi migliori ai quali abbinarle Il Mater Matuta e il Radix dell’Azienda agricola Casale del Giglio de Le Ferriere e il Kius extra brut dell’Azienda agricola Marco Carpineti di Cori. Così come l’anno passato, a questi tre vini la guida “Bibenda” della Fondazione italiana sommelier ha assegnato il massimo punteggio: i cinque grappoli. Sono oltre vent’anni che il Mater Matura raggiunge tale traguardo. Ecco come gli esperti di tale guidalo descrivono: “Rubino compatto e limpido. L’ampio ventaglio olfattivo apre con note di frutti neri e fiori appassiti che cedono il passo a cenni boisé, spezie dolci ed erbe aromatiche. A seguire sentori di cacao e humus, armonizzati da affascinanti effluvi balsamici. Sorso con spiccate percezioni minerali e ferrose, elegantemente bilanciato, di ottima corrispondenza e dal lunghissimo finale”.

Fonte: Latina Oggi.

Storia e descrizione delle aziende premiate.
L’attenzione degli esperti su tutti i vini prodotti Oltre ad assegnare i cinque grappoli al Kius, al Mater Matuta e la Radix, gli esperti della guida “Bibenda” recensiscono quasi tutti gli altri i vini prodotti dalle due cantine pontine e descrivono le stesse. Circa la cantina di Marco Carpineti affermano: “Aldilà delle mode l’azienda di Marco Carpineti rappresenta un punto di riferimento per la cultura enologica sana ed ecosostenibile ben oltre i confini della regione. Alle pendici dei Monti Lepini, nella storica cittadina di Cori, a pochi chilometri da Roma e a 400 metri di altitudine, coadiuvato dal figlio Paolo conduce la splendida tenuta seguendo già dal 1994 i rigidi dettami dell’agricoltura biologica, con un’attenzione anche verso le pratiche della biodinamica.

Fonte: Latina Oggi.

Il Turano profondo ed elegante di Carlo Ravasio (e le sue figlie).
L’etichetta II Hirano profondo ed elegante di Carlo Ravasio (e le sue figlie) Non fosse stato per la tenacia e la caparbietà di Carlo Ravasio, è quasi certo che anche le balze sopra l’Abbazia di Fontanella sarebbero state «mangiate» dal bosco, privandoci così di vini che sono quanto di meglio la terra bergamasca sappia offrire. Particolarmente buono il Turano, cabernet sauvignon in purezza, biologico come tutta la gamma dei vini che produce ora con l’aiuto delle figlie che ne hanno sposato la causa. Dopo un 2017 super, il 2018 si conferma ricco e complesso all’olfatto (profumi balsamici di menta e fruttati di ciliegia); al palato ha allungo profondo ed elegante.

Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.

Vino, per le cantine un business da oltre 430 milioni: vola l’export.
Gli Usa sono il primo mercato per i prodotti italiani, seguono la Germania e il Regno Unito Viticoltura Le fiere sono strategiche: da ProWein al Vinitaly per segnare nuovi record. Sfiorato il traguardo degli 8 miliardi di euro. E’ questo il dato, secondo l’analisi dell’Osservatorio Ismea, dell’export 2022 di vino italiano. Siamo a 7,9 miliardi di euro (+9,8%) a fronte di volumi in lieve decrescita (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi, che ha elaborato i dati rilasciati da Istat sui 12 mesi del 2022, il mercato ha tenuto anche di fronte alle inevitabili, quanto parziali, variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha eroso i margini della filiera, in particolare per i prodotti di prezzo più basso (fino a 6 euro al litro). Verso Vinitaly. Un risultato che arriva alla vigilia della importante manifestazione di Vinitaly 2023 in programma a Verona dal 2 al 5 aprile dove si rinsalderà il posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore.

Fonte: Giornale di Brescia.

Ecologico e sano, dagli scarti della vite un nuovo alimento.
L’Università di Brescia, lo Spallanzani di Rivolta, una startup e la Barone Pizzini per creare dal nulla un superfood che elimini gli sprechi Ecologico e sano, dagli scarti della vite un nuovo alimento di Federica Pacella — ?..i Esparta Daniela Uberti docente di farmacologia Composti bioattivi ricavati dagli dell’Università scarti della filiera vitivinicola per ot- di Brescia tenere un nuovo alimento innovativo, sostenibile e salutare. Si chiama Cibovivis il progetto che vede la collaborazione di Università degli Studi di Brescia, Istituto Spallanzani di Rivolta d’Adda e dalla startup innovativa CiboCi di Montichiari, con la Barone Pizzini di Provaglio d’Iseo, finanziato con 239mi1a euro da Regione Lombardia.

Fonte: Giorno.

Il Consorzio Vini Piceni al ProWein in Germania.
Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. I12023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già Iri) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Nel dettaglio, il vino venduto dalla Distribuzione Moderna ha registrato nel 2022 un calo delle vendite d ell’ 1, 8% a valore e del 5, 4% in volumi. Per quanto riguarda gli spumanti, il calo è stato dello 0,2% a valore e del 4,7% a volumi (-0,2% se si esclude il Prosecco), mentre per i vini liquorosi si è registrato un -8,5% a valore e -12,6% a volumi. Per quanto riguarda i vini più venduti attraverso il canale della DistriIl Prosecco del Friuli sul podio dei vini più venduti nel 2022 distribuzione Moderna, sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti (-11,9% e -3,6% a valore).

Fonte: Resto del Carlino Ascoli.

‘II vino nella dieta meditarranea’.
L’area fermano-picena come madre della ‘Dieta mediterranea’, un mix di regole nutrizionali e stile di vita che tocca diversi aspetti delle abitudini quotidiane di ognuno, facendone una chiave fondamentale di salubrità e longevità. Il vino ne rappresenta una parte non trascurabile sia per gli effetti benefici che per il legame da tradizione nutritiva. Questo il concetto fondante dell’incontro dal titolo ‘Il vino nella dieta meditarranea’ che si terrà oggi pomeriggio alle 17 presso l’Auditorium Sant’Antonio di Padova ad Ortezzano. Relatore dell’incontro, sarà Lando Siliquini, medico specialista, presidente e cofondatore del ‘Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea’, nonché autore di diverse pubblicazioni tra cui ‘Dieta Mediterranea, il Tempio della Sibilla’. A seguito dell’incontro, Matteo Menconi e Tommaso Annibali (della Fondazione Italiana Sommelier Marche) presenteranno i vini di alcune cantine del territorio, confrontandone le varie caratteristiche e tipologie e proponendo i relativi abbinamenti culinari.

Fonte: Resto del Carlino Ascoli.

II castello di Novara riapre le porte ai grandi vini dell’Alto Piemonte.
Più di 50 aziende vitivinicole delle province di quadrante pronte a servire le loro ultime produzioni: da sabato 15 a lunedì 17aprileal castello di Novara torna Taste Alto Piemonte, il salone dedicato alle dieci denominazioni di origine del territorio. Per tre giorni i locali dello storico edificio in piazza Martiri ospiteranno addetti ai lavori, pubblico e media per una nuova edizione dell’evento promosso dal Consorzio di tutela nebbioli Alto Piemonte, impegnato nella tutela e nella valorizzazione delle otto doc Boca, Bramaterra, Colline novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli ossolane e delle due docg Gattinarae Ghemme. Il Novarese sarà l’area più rappresentata, considerando peraltro che solo il Colline nelle sue numerose versioni costituisce circa la metà della produzione complessiva, ma anche Vercelli, Biella e Vco parteciperanno con le loro eccellenze.

Fonte: Stampa Novara-Vco.

I vini della costa a Terre di Toscana.
La 15 fiera enologica si terrà il prossimo fine settimana a Lido di Camaiore Bolgheri. È tutto pronto per la quindicesima edizione di Terre di Toscana, la fiera dedicata al vino toscano che si terrà domenica 26 e lunedì 27 marzo all’ hotel Una Esperienza Versilia di Lido di Camaiore. 10 aziende della costa Tra gli oltre 146 produttori presenti oltre 10 provenienti da Bolgheri, tra cui la rinomata Tenuta San Guido, ma ancora Rip arb ella, Suvereto, Castiglioncello, Cecina, Casale Marittimo, Bibbona, Volterra e chiaramente la Maremma_ Una vetrina per 140 140 vignaioli presenteranno al pubblico le annate correnti delle loro etichette (e nella giornata di lunedì anche intriganti vecchie annate, per un salto vinoso nel passato) , Terre di Toscana darà la possibilità di conoscere la ricchezza enologica di questa splendida regione, tra le più apprezzate a livello internazionale per la qualità della proposta.

Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.

Verona, nasce l’hub dell’agroalimentare – Via all’hub dell’agroalimentare «Verona ecosistema da replicare».
Un’alleanza a sette Verona, nasce l’hub dell’agroalimentare Iprotagonisti di Verona Agrifood Innovation Hub. Cariverona, Veronafiere, Confindustria, Unicredit, Comune, Università, Cattolica, Eatable Adventures Via all’hub dell’agroalimentare «Verona ecosistema da replicare» Bricolo: «Sostegno alle start up» Mazzucco: «Risposte concrete» Boscaini: «II ruolo di Confindustria sarà di facilitatore delle attività» 11 rettore Nocini: «È un programma innovativo e irrinunciabile» L’intervento di Giorgetti. L’hub dell’innovazione agroalimentare prende casa in riva all’Adige. La prima pietra è il protocollo e siglato ieri, a Veronafiere, tra un’ampia partnership di attori pubblici e privati: Fondazione Cariverona, Unicredit, Comune, Veronafiere, Confindustria e Università di Verona, Cattolica Assicurazioni (Gruppo Generali) e Eatable Adventures, coinvolti nel progetto.

Fonte: Arena.

Cantine, le misure per la sicurezza e i risvolti giuridici.
Norme e accorgimenti del mondo vitivinicolo da sapere e applicare •• Meno rischi e più sicurezza nelle aziende vitivinicole della Valpolicella, attuando una serie di misure protettive. E conoscendo a fondo aspetti e normative attinenti all’eliminazione o riduzione dei pericoli a livello aziendale, lavorativo, sanitario. Per diffondere una cultura della sicurezza a tutto campo, giovedì 23, a Valgatara, nella Sala Incontri di Valpolicella Benaco Banca, dalle 10.30 alle 12.30 si terrà l’incontro con esperti e operatori del settore «Cantine sicure – Aspetti tecnici e giuridici», aperto a tutti gli imprenditori agricoli della zona, fino a esaurimento dei posti in sala. Dopo i saluti istituzionali del presidente della Bcc Valpolicella Benaco, Daniele Maroldi, e l’introduzione ai lavori del direttore generale della stessa Bcc, Alessandro De Zorzi, il direttore dello Spisal dell’Ulss 9, Mario Virgilio Gobbi, entrerà nel vivo trattando il tema «Rischi nel comparto della produzione vinicola».

Fonte: Arena.

«Tacchi alti almeno 7 cm» Dress code con polemiche.
Cená di gala, spettacolo e per le donne dress code, «tacchi alti, minimo 7 centimetri». E 1’evento«BoJle a cena» serata dl gala organizzata nell’ambito della manifestazione «Bollicine in villa». Cento espositori e produttori di vino da varie regioni l’1 e 2 aprile a Santa Maria di Sala per fare conoscere 11 meglio della vitivinicoltura. E «una serata speciale» 1,1 aprile, come dice l’evento su facebook: vini ricercati, ottime portate, musica, violini, spettacolo, dj e vari artisti,13o gli ospiti, nella maggior parti espositori alla kermesse di Santa Maria di Sala. La cena per cui è richiesto 11 dress code tacco minimo 7 centimetri si svolge all’Osteria Antico Veturo di Trebaseleghe, che mette in chiaro pero di non avere nulla a che fare con l’organizzazione. Nè con la richiesta del dress code.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Più vigneti e più pesticidi in Veneto I rossoverdi: «La Regione intervenga».
NELL’ULTIMO DECENNIO LA SUPERFICIE VITATA E I FITOSANITARI SONO CRESCIUTI SOPRATTUTTO A TREVISO E VERONA. Più vigneti (soprattutto a Treviso e Verona) uguale più pesticidi in Veneto. E l’equazione calcolata dall’opposizione rossoverde in Consiglio regionale, sulla base dei numeri ottenuti dalla Giunta attraverso gli schedari di Avepa e Arpav. «Occorre che la Regione si prepari alla nuova regolamentazione dell’Unione europea», dicono Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon (Partito Democratico), annunciando di aver presentato un’interrogazione con Elena Ostanel (II Veneto che Vo- gliamo) e Cristina Guarda (Euro- pa Verde). I DATI Secondo i dati ricavati in particolare da Zanoni, nel giro di una dozzina di anni la superficie agricola veneta destinata alla viticoltura ha registrato un progressivo aumento, passando dai 74.897 ettari della campagna vendemmiale 2009/2010 ai 101.165 della stagione 2021/2022. L’incremento è stato particolarmente rilevante nelle terre del Prosecco e dell’Amarone: a Treviso da 28.156 a 43.417 ettari, a Verona da 26.875 a 30.289. In parallelo fra il 2012 e il 2021 i chili o litri di pesticidi venduti sono cresciuti nella Marca da 3.266.876 a 4.196.197, nella provincia scaligera da 5.631.372 a 6.363.181, tanto che la L’OPPOSIZIONE: «L’UE VUOLE RIDURRE DEL 50% LE SOSTANZE CHIMICHE ENTRO IL 2030. FANNO MALE AD AMBIENTE, SALUTE ED ECONOMIA» media per abitante in Veneto è salita da 3,03 a 3,26, visto che l’ammontare complessivo si è alzato da 14.775.851 a 15.820.826 unità.

Fonte: Gazzettino.

L’eccellenza dei vini traina i territori così Doc e Docg diventano un volano.
Nel nuovo numero del mensile Nordest Economia il crescente successo della promozione enoturistica Maurizio Caiaffa Vino e territorio. Un binomio inscindibile, sul quale negli ultimi anni il tessuto delle imprese vitivinicole del Nordest ha puntato sempre più consapevolmente, proponendo oltre all’eccellenza delle varie denominazioni, anche il racconto delle aree geografiche di provenienza. Se ne parla, con analisi, interviste e approfondimenti, nell’ultimo numero del mensile Nordest Economia, in uscita martedì prossimo allegato al nostro giornale. Il vitivinicolo è un settore trainante per l’economia del Nordest. Per rendere l’idea, in Italia operano 585 aziende, per un valore del mercato 2021 stimabile intorno ai 10 miliardi di euro. I primi 23 gruppi vinicoli contribuiscono al 43% del mercato. Il Triveneto fa il 45% del mercato, con 150 società vinicole e un fatturato di 4,6 miliardi. Come afferma l’imprenditore Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi di Crocetta del Montello, vigneti fra il Trevigiano e la friulana Spilimbergo, si tratta di un settore capace di resistere ai venti contrari che in questi anni certamente non mancano.

Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.

«Nuovi vigneti vicino al Molinetto e c’è pure un bosco raso al suolo».
II comitato Stop Pesticidi denuncia interventi lungo il Lierza, il sindaco: «Verificherò la situazione». Un accorato appello arriva dal Comitato “Stop Pesticidi”, rivolto ai Comuni e all’Associazione per la protezione delle Colline Unesco, affinché vigilino rispetto ai nuovi vigneti, per verificare le autorizzazioni. «Nuovi vigneti si trovano percorrendo lo sterrato che fiancheggia il Lierza, qualche centinaio di metri dopo il Molinetto della Croda, là dove s’incrociano i confini di Refrontolo e di Tarzo», testimonia Dante Schiavon, per conto del Comitato. «L’area ha visto crescere un vigneto là dove insisteva un prato», spiega. «Il cartello del cantiere indica anche un lavoro di “riordino forestale”, sull’altro lato dello sterrato. Non poteva mancare, in abbinata con l’occupazione vitivinicola di un prato, un “taglio boschivo” che, però, dopo un “diradamento forestale” prospicente lo sterrato, fa intravedere, seminascosto, un taglio a raso funzionale all’impianto di futuri vigneti». Schiavon e il Comitato Stop pesticidi fanno notare che «tra l’altro, quel vigneto, piantato in una zona umida non vocata per micro-clima e composizione del terreno, è maggiormente esposto all’attacco di parassiti e di conseguenza richiederà un maggior uso di pesticidi».

Fonte: Tribuna Treviso.

La Docg vain Germania insieme a 25 aziende.
Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg va alla conquista del mercato tedesco. Il Consorzio infatti è presente in questi giorni a `Prowein’, la più importante fiera internazionale del settore in Germania, con 25 aziende che porteranno oltre 100 vini della Denominazione, inclusa la nuova annata, la 2022. «La Germania è da sempre un punto di riferimento importante per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg», sottolinea la presidente Elvira Bortolomiol «si tratta del secondo Paese importatore dello Spumante Docg e il suo valore si attesta attorno ai 47,3 milioni di euro con un volume di 7,6 milioni di bottiglie e un prezzo medio di 6,20 euro a bottiglia».

Fonte: Tribuna Treviso.

Vecchia Cantina e lavoratori in memoria di Katia.
A seguito dell’accordo integrativo aziendale firmato nel dicembre 2022 tra Flai Cgil Siena e Vecchia Cantina di Montepulciano, in cui si prevedeva anche un fondo a sostegno di associazioni sociali del territorio per aiutare chi ha più bisogno, lunedì scorso si è svolto nella bottaia dell’Azienda l’incontro tra i lavoratori, il presidente Andrea Rossi, la vicepresidente Ilaria Chiasserini e le rappresentanti dell’associazione ‘Iosempredonna’ per la donazione, da parte degli stessi lavoratori e della Presidenza con l’approvazione all’unanimità da parte del CdA, di 3.000 euro in memoria della lavoratrice Katia Meacci scomparsa prematuramente qualche mese fa.

Fonte: Siena Free.

I migliori vini sotto i 15 euro secondo Berebene 2023.
Il vino è uno di quei punti fermi per gli italiani. Raramente si rinuncia ad una buona bottiglia di vino durante le cene o i pranzi in compagnia. Sopratutto se la qualità è ottima. Quali sono i migliori vini sotto i 15 euro in vendita in Italia quest’anno? A fornirci una risposta esaustiva è l’edizione 2023 della guida Berebene. Nell’elenco vengono indicati i migliori vini italiani per ciascuna regione, con il relativo prezzo. Il più caro di tutti (caro tra virgolette)? Il Molise Falanghina in Anfora ’21, prodotto dalla cantina molisana Catabbo, il cui prezzo a bottiglia è pari a 14 euro.

Fonte: Investire Oggi.

VINITALY: MERCATO E CLASSIFICHE DEL VINO NELLA DISTRIBUZIONE MODERNA.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Un’anteprima della ricerca, vedi allegato, presenta i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini “emergenti” (a valore).

Fonte: FoodMakers.

Il vino della settimana: quel Trebbiano “fatto in casa” in un palazzo del ‘400.
Tra botti borboniche e contrappesi in pietra viva, nel cuore del borgo abruzzese di Loreto Aprutino, la Cantina Amorotti ha riportato in vita il vino degli antenati: l’omonima famiglia nobiliare di origini mantovane. Tutte le fasi della vinificazione, dalla fermentazione all’imbottigliamento, avvengono nel ventre del palazzo quattrocentesco, oggi di proprietà di Gaetano Carboni, discendente per ramo materno degli Amorotti. Ecco il Trebbiano d’Abruzzo, un vino artigianale, testimone di un territorio in cui l’intervento dell’uomo è ridotto al minimo, privilegiando il sapore naturale della vigna.

Fonte: Repubblica TV.

Wine Day alla Fortezza: i vini Premium brillano nelle due masterclass di Pignataro e Gardini.
I grandi vini, contribuiscono alla crescita dei territori in maniera proporzionale e complementare. Un vino che racconta il luogo in cui viene prodotto, parla di persone, di tradizioni, di costumi. Un territorio che racconta bene la sua storia, la sua vocazione, offre al vino uno story telling gratuito, reale, invitando al consumo, anche alle fasce più esigenti. Il progetto in divenire del brand “Super Sannio”, è un percorso interessante e praticabile. I player che possono giocare forte ci sono, ma serve il supporto di tutta la filiera. Le aziende che hanno più disponibilità, quelle che producono grandi quantità di bottiglie, sono quelle che possono investire in ricerca e sviluppo. Questo il motivo per cui Enzo Rillo, patron della maison “i vini la fortezza” ha moltiplicato le forze. Pur conservando la produzione dedicata alle linee horeca e GDO, ha investito in un progetto impegnativo
al centro del quale ha messo le sue origini:il sannio.

Fonte: Luciano Pignataro.

Vinitaly: mercato e classifiche del vino nella distribuzione moderna.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Un’anteprima della ricerca, vedi allegato, presenta i dati generali delle vendite nell’anno 2022, la classifica dei vini e spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della Distribuzione Moderna e la classifica dei vini “emergenti” (a valore). Sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri.

Fonte: Newsfood.

Vino, Zaia: ” Etichettatura e’ un attacco identitario. Non svendiamo a multinazionali”.

Fonte: ANSA.

Terre di Ger presenterà al Vinitaly 6 vini prodotti “secondo natura”.
La cantina friulana Terre di Ger, tra le più importanti realtà italiane nel mondo dei vini Piwi per esperienza e prestigio, scommette sui resistenti e si presenta al Vinitaly (Verona, 2-5 aprile) con ben 6 vini prodotti “secondo natura” da piante che sono fortemente tolleranti alle avversità fungine. 18 ettari tra varietà bianche e rosse, forse una delle superfici maggiori attualmente piantate che permettono un’ampia sperimentazione e maturazione di esperienze sia in campagna che in cantina. L’azienda di Robert Spinazzè, pioniere dei vitigni resistenti a Frattina di Pravisdomini (Pordenone), al confine tra Veneto e Friuli con vigneti anche nelle Coste del Feltrino (progetto “Dolomiti”) e nel cuore delle colline di Jesi nelle Marche, dopo aver inanellato una serie di successi – migliore cantina del Friuli Venezia Giulia per etica, sostenibilità e innovazione all’ultimo Wine in Venice, primo posto in Italia sia come miglior vino assoluto (Feltro 2021) sia come miglior vino rosso (Caliere Rosso 2020) al Concorso nazionale dei vitigni Piwi della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento) – arriva al salone veronese con un progetto coraggioso che pone al centro l’uomo e l’ambiente per una resistenza “enoica” alla viticoltura di massa.

Fonte: Apetime-Magazine.

Campania: cresce il mondo del vino, ma bisogna investire ancora.
Per analizzare lo scenario del vino in Campania, come al solito, partiamo dai numeri e, come al solito, facciamo elogio dell’approssimazione: non riportiamo i decimali, procediamo per arrotondamenti onde leggere dati più facili da ricordare, il tutto senza svilire la veridicità dell’informazione. Due dati essenziali a prescindere dal vino, ma utili per circoscrivere lo scenario. In Italia siamo circa 59milioni di abitanti. La Campania ha una popolazione di circa 6milioni di abitanti. Ergo, circa un italiano su dieci risiede in Campania. La superficie della Campania è di circa 14mila kmq, quella dell’Italia è di circa 302mila kmq. Ergo, la Campania arriva al 5% circa della superficie totale del nostro Paese. E detto ciò? Detto ciò, entriamo nel merito del vino in Campania. La Campania pesa solo per il 3% del vino italiano e ancora è inadeguato e sotto la media nazionale il peso delle denominazioni di origine. Si pensi che sono solo 4 le Docg campane: due bianche (Fiano di Avellino, Greco di Tufo) e due rosse (Aglianico del Taburno, Taurasi). Oltre alle 4 Docg, ci sono 15 Doc e 10 Igt. La produzione totale campana è di circa 1.700mila ettolitri. Il peso dei “colori” vede rossi e rosati al 60% e bianchi al 40%.

Fonte: Italia a Tavola.

Vini e spumanti: quali sono i più venduti in Toscana.
Prosecco, Chianti, Sangiovese, Vermentino, Montepulciano d’Abruzzo: sono questi i vini e gli spumanti più venduti nei punti vendita della Distribuzione Moderna della Toscana (totale: iper, super, superette). Lo riferisce l’anteprima della ricerca “Circana (già IRI) per Vinitaly” che sarà presentata a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, elaborata a valore, mostra sul podio: Ribolla (Friuli V.G.) con +12%; Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) con +10,0%; Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana) con +9,9%. Da notare i buoni piazzamenti in questa speciale classifica di Vernaccia (Toscana), Orvieto (Umbria, Lazio), Nebbiolo (Piemonte, Lombardia).

Fonte: Firenze Today.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 18 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Nei vini del Trentino tutto il gusto dell’ambiente.
Pubblicato il primo Bilancio di Sostenibilità del settore. Ecco tutte le eccellenze del Consorzio Camilla Golzi Saporiti • Bianco, rosso e soprattutto, complice la vocazione storica verso la tutela ambientale, green. Tre colori, ambasciatori della bandiera italiana, che colorano il vino trentino e lo rendono non solo una specialità locale, ma anche un’affermata e soprattutto apprezzata eccellenza made in Italy nel mondo, con tanto di certificazione sostenibile più unica che rara nel settore. Poche parole per descrivere la ricca e rinomata identità vitivinicola della provincia di Trento che lega le proprie origini a un territorio tanto sfidante quanto fertile. Raccolto e concentrato, sembra proprio essere «nato» per il vino. Con una superficie vitata di oltre diecimila ettari, pari all’1,5% della superficie vitata nazionale, questo territorio a forma di farfalla si muove su fasce climatiche e terreni molto diversi tra loro.

Fonte: Giornale Stile.

Il prossimo appuntamento è al Vinitaly con oltre cinquanta cantine in vetrina.
Verona dal 2 al5 aprile un’area di 1.800 metri quadrati per il meglio dell’enologia, delle grappe e dei distillati della Provincia Autonoma • Dal 2 al 5 aprile toma Vinitaly a Verona. La manifestazione per eccellenza legata al mondo del vino è pronta a riaprire i battenti, promettendo un’edizione, niente meno che la 55esima, in grande, grandissimo stile. Con oltre 100mila metri quadrati di superficie disponibile, diciassette padiglioni, più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e in arrivo da oltre trenta Paesi, si annuncia ancora una volta come l’evento tra gli eventi, la tappa clou del calendario annuale del vino. Tra i protagonisti in vetrina, una menzione speciale spetta di sicuro al Consorzio dei Vini del Trentino.

Fonte: Giornale Stile.

La Vitovska frutto del Carso – Vitovska frutto del Carso.
Solamente negli ultimi 15-20 anni questa varietà ha iniziato a conquistare la scena vinicola mondiale di cui oggi è una delle eccellenze. Per molti ancora un vino da scoprire, è uno dei simboli di quella cultura vinicola di frontiera che traccia un ponte tra Italia e Slovenia fatto di buon bere, vigneti da esplorare, cantine da visitare. La Vitovska è un vitigno autoctono originario del Carso triestino. Solamente negli ultimi 15-20 anni questa varietà ha iniziato a conquistare la scena vinicola mondi ale di cui oggi è una delle eccellenze. Per molti ancora un vino da scoprire, è uno dei simboli di quella cultura vinicola di frontiera che traccia un ponte tra Italia e Slovenia fatto di buon bere, vigneti da esplorare, cantine da visitare.

Fonte: L’Identità.

Cheval Blanc, bene le giovani.
Le bottiglie delle vendemmie da12001 a12017sono rincarate di un 5% abbondante Cheval Blanc, bene le giovani di Cesare Pillon La valutazione alle aste delle bottiglie di Château Cheval Blanc, su cui era imperniata questa rubrica la settimana scorsa, terminava con una domanda: quanto ha influito la polemica decisione di Cheval Blanc di rinunciare al titolo di Premier Grand Cru Classè A di Saint Emilion sul ribasso del 16% dei prezzi subito dalle sue bottiglie dal 1947 al 1971? Non ha influito quasi per niente, è la risposta che si può dare adesso, e la si può dare a cuor leggero perché le quotazioni delle bottiglie di Château Cheval Blanc del nuovo millennio, quelle cioè delle vendemmie dal 2001 al 2017, non sono ribassate ma sono rincarate di un 5% abbondante, come testimonia la tabella.

Fonte: Milano Finanza.

Vini Schenk in crescita.
I vini di Schenk crescono in Italia anche se la quota all’estero resta al 70%. II giro d’affari della cantina di Ora (Bolzano) nel 2022 ha infatti toccato i 140 milioni di euro (+7% rispetto al 2021) pari a 55 milioni di bottiglie vendute. Effettuati investimenti in due linee di imbottigliamento ad alta efficienza.

Fonte: Sole 24 Ore Food 24.

Sulle pendici del Vulture col vino bio si fa la storia del “rinascimento lucano”.
Uno scenario incantevole, quello di Barile, provincia di Potenza, che soprattutto negli ultimi anni ha fatto (legittimamente) versare fiumi d’inchiostro, lanciando il propizio “rinascimento lucano” della viticoltura. In un territorio – caratterizzato da suoli di matrice vulcanica – che non ha mai nascosto la sua vocazione, famiglia Paternoster si occupa di vini da quasi 100 anni. Tre generazioni, iniziate dal capostipite Anselmo, che si sono avvicendate nella gestione di circa 20 ettari di vigne (alcune anche over-fifty) arrampicate sulle pendici del Vulture, collocate fino ai 650 metri, dotate di grande predisposizione, che unite a un lavoro quotidiano puntiglioso, arricchito da convinzioni sostenibili (ora approdate alla certificazione biologica), completano una cura in campagna che genera materia prima sontuosa.

Fonte: Sport Week.

L’Abruzzo protagonista a Slow Wine Fair 2023.
La manifestazione dedicata al vino buono, pulito e giusto che si è svolta a febbraio. Organizzata da BolognaFiere, con la direzione artistica di Slow Food, rappresenta l’incontro internazionale della Slow Wine Coalition e ha riunito 750 cantine selezionate da Slow Food. operatori della filiera del vino provenienti da 21 Paesi e da tutte le regioni italiane. Tra questi, dodici cantine dall’Abruzzo dove il settore vinicolo risulta fiorente, con piccole aziende artigianali e grandi realtà consolidate. Le condizioni naturali e la crescente consapevolezza agricola hanno portato a un aumento del biologico e a una viticoltura a basso impatto.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Un anno record frutto della cooperazione.
Siamo di ne ur bivio a spiegato Si presidente frodita Erenntana Carloh Romanelli -. Non possiamo esimerci da una riflessione più ampia, che porterà anche la nostra cantina ad affrontare un futuro sempre più incerto a causa della crisi recessiva in atto. La nostra idea di futuro ci vedrà impegnati a camminare sul doppio binario della sostenibilità e dell’attenzione ai mercati. A coltivare il valore della cooperazione su più larga scala e a guardare alle persone al territorio come risorsa imprescindibile». «Usciamo dal fermo dovuto all’emergenza Covid- I9, con numeri molto positivi – ha invece sottolineato il direttore di Cantina Frentana Felice Di Biase -. Dal fatturato alla penetrazione sui mercati, il bilancio aziendale 2021/2022 della nostra grande famiglia cooperativa ha l’ano registrare incrementi su tutti i fronti.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Wine Region of the year.
A fine gennaio, nel Palazzo delle Belle Arti di San Francisco, Stati Uniti, il vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, e il presidente del Consorzio tutela vini d’Abruzzo. Alessandro Nicodcmi, hanno ritirato il premio “Wine region of the year 2022”, assegnato all’Abruzzo dalla celebre rivista a stelle e strisce Wine enthusiast alle realtà vitivinicole più interessanti. Nella motivazione che ha decretato l’assegnazione del riconoscimento si legge: “l’Abruzzo è una regione ricca di tradizione e intrisa di innovazione, una gemma nascosta per gli enofili più appassionati”. A fare la differenza, oltre all’esaltazione delta sua bellezza naturale, anche il legame tra cultura, persone, cibo e musica locali, che fanno dell’Abruzzo “una destinazione ambiziosa per *** od e Wine • • viaggi sostenibili”.

Fonte: Abruzzo Magazine.

Tornano i vini a San Leucio le eccellenze in vetrina – Vini a San Leucio Terra di Lavoro dentro un calice.
Le eccellenze Vini a San Leucio Terra di Lavoro dentro un calice >Protagoniste le Igt Roccamonfina e Terre del Volturno e le Doc Aversa Asprinio, Falerno del Massico e Galluccio. Oggi e domani «Terra di Lavoro Wines» promosso dal consorzio Vitica Emanuele Tirelli I1 vino racconta il territorio e per questo ha tutte fe caratteristiche per contribuire in modo robusto alla crescita turistica della provincia. Così il consorzio Vitica ha scelto di tornare al Belvedere di San Leudo con la seconda edizione di «Terra di Lavoro Wines», che nel titolo richiama già le note di un appuntamento concentrato sulle cinque denominazioni casertane tutelate dal consorzio: le Doc Aversa Asprinio, Falerno del Massico e Galluccio, e le Igt Roccamonfina e Terre del Volturno.

Fonte: Mattino Caserta.

Vola l’export di cibo e vino: 2023 da record.
Il 2023 inizia con un nuovo record storico perle esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero del l’Istat a gennaio 2023. La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio del 22%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19%mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre è dato negativo in Cina con un calo del 12%e in Russia con un -13% fra sanzioni, embargo e guerra.

Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.

Consorzio del Lambrusco A Düsseldorf per conquistare gli operatori internazionali.
II presidente Biondi: «Sarà un’occasione per far conoscere le nostre bollicine che con la loro versatilità e immediatezza sono al centro di un rinnovato interesse» II Consorzio Tutela Lambrusco si prepara a partecipare a Prowein, fiera internazionale di riferimento del mondo del vino, in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo, insieme ad alcune aziende del territorio: Pezzuoli, Cantina di Carpi e Sorbara, Cantina Sociale Formigine Pedemontana, Cantine Lombardini, Cantina Settecani, Venturini Baldini, Zanasi. Quello di Prowein rappresenta un appuntamento irrinunciabile per un vino italiano come il Lambrusco, presente in oltre 90 Paesi al mondo. Tra i principali mercati esteri, da sempre, c’è anche la Germania: da una recente indagine condotta da Nomisma Wine Monitor e citata dalla rivista di settore Winenews, il Lambrusco è risultato tra i vini italiani più acquistati sul mercato tedesco nel 2022, menzionato dal 38% dei consumatori intervistati.

Fonte: Resto del Carlino Modena.

Il rilancio del passito di Fogarina.
Lo storico vitigno sarà protagonista anche al Vinitaly II rilancio del passito di Fogarina. Lo storico vitigno della Fogarina, celebrato da una nota canzone, è originario di Gualtieri, precisamente della golena del Po, scoperto oltre cento anni fa quasi per caso. Ora si punta al rilancio di un prodotto di qualità, il vino o il passito di Fogarina, attraverso un’azione che coinvolge la Cantina sociale e il Comune di Gualtieri, valorizzando un prodotto destinato a essere evidenziato pure alla fiera veronese del Vinitaly, a inizio aprile. Intanto, proprio per illustrare qualità e pregi del vitigno, l’altra sera a palazzo Bentivoglio esperti e operatori del settore si sono ritrovati con le autorità locali guidate dal sindaco Renzo Bergamini per conoscere meglio storia e qualità di questo prodotto.

Fonte: Resto del Carlino Reggio Emilia.

Il Prosecco del Friuli sul podio dei vini più venduti nel 2022.
Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. I12023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già Iri) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. Nel dettaglio, il vino venduto dalla Distribuzione Moderna ha registrato nel 2022 un calo delle vendite d ell’ 1, 8% a valore e del 5, 4% in volumi. Per quanto riguarda gli spumanti, il calo è stato dello 0,2% a valore e del 4,7% a volumi (-0,2% se si esclude il Prosecco), mentre per i vini liquorosi si è registrato un -8,5% a valore e -12,6% a volumi. Per quanto riguarda i vini più venduti attraverso il canale della DistriIl Prosecco del Friuli sul podio dei vini più venduti nel 2022 distribuzione Moderna, sul podio il Prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti (-11,9% e -3,6% a valore).

Fonte: Messaggero Veneto.

Viticoltura e territori Seminario a Cà Lunae.
Il vino, bene prezioso e nettare foriero di piacere a tutti i livelli, al centro del dibattito in programma oggi alle 16,30 allo spazio accoglienza di Cà Lunae della famiglia Bosoni a Castelnuovo Magra. Organizzazione a cura dall’associazione culturale “Amici di Luni” con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Tema dell’incontro ovviamente il vino a tutto tondo con la presenza del professor Claudio D’Ambrosia, docente ordinario di Coltivazioni Arboree dell’università degli Studi Pisa, facoltà di Agraria che tratterà il tema “L’origine dei vitigni italiani”. L’altro ospite importante è l’enologo Giorgio Baccigalupi, tecnico del consorzio che unisce i produttori dal pregiato Colli di Luni fino a Levanto sul tema del valore della viticoltura ai nostri giorni.

Fonte: Secolo XIX La Spezia.

Vino, birre e food: il top all’Annunziata. A Sestri 50 aziende.
Una precedente edizione del Sestri Levante Wine Festival FI ASE Wine Festival, madrina luliana lerugan Vino, birre e food: il top all’Annunziata A Sestri 50 aziende. Al via la terza edizione del “Sestri Levante Wine Festival”. La manifestazione, dedicata ad esperti, intenditori ma anche semplici appassionati, è in programma domani e lunedì all’Annunziata, nelle sale che si affacciano sulla Baia del Silenzio, dalle ore 10 e fino alle 19, con orario continuato. Una cinquantina nel complesso le aziende partecipanti, anche fuori del nostro comprensorio. L’evento ha l’obiettivo di valorizzare tutto il territorio ligure, attraverso la partecipazione di molti produttori di vino e birre locali, nonché di imprenditori del settore food, abbracciando nel contempo diverse regioni d’Italia che saranno protagoniste attraverso le loro cantine e i prodotti d’eccellenza che contraddistinguono ciascuna realtà.

Fonte: Secolo XIX Levante.

Utopia, il Verdicchio elegante e longevo.
Utopia, Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva 2019 é il primo vino marchigiano presente con il sesto posto nella Super classifica 2023 di Gentleman dei migliori 50 vini bianchi fermi. Super classifica in quanto è ottenuta incrociando i voti delle cinque più autorevoli guide italiane dal Gambero Rosso alla Guida dei Vini Vitae dell’Ais (Associazione Italiana Sommelier), oltre alla Guida Essenziale dei Vini d’italia Doctor Wine di Daniele Cernilli, i Vini di Veronelli e l’Annuario dei Migliori Vini Italiani di Luca Maroni. Segnalato proprio come un vino della tradizione. La soddisfazione Una soddisfazione che parte da lontano per Gianluca Mirizzi, proprietario dell’azienda vinicola di Jesi, Mirizzi di Montecappone e che si estende a tutto il territorio dal momento che, ancora una volta, il Verdicchio arriva in vetta alle preferenze dei maggiori critici italiani.

Fonte: orriere Adriatico Ancona.

«Il vino marchigiano fa volare l’export».
II vino marchigiano vola sempre di più. «Nel 2022 l’export del vino prodotto nelle Marche ha toccato quota 75,6 milioni- spiegano dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che ha elaborato gli ultimi dati Istat – con un incremento di quasi il 26 per cento ( 25,9) rispetto all’anno precedente». A incidere probabilmente anche la fine della pandemia e il ritorno alla convivialità. «Registriamo un dinamismo crescente sui mercati internazionali – spiega il presidente di Imt, Michele Bernetti -, con risultati oltre la media nazionale (+9,8%), che premiano non solo l’impegno delle aziende, ma anche lo sforzo di regia nel mettere a sistema la promozione a livello consortile e regionale, puntando sulla qualità». Secondo l’istituto, l’aumento in valore dell’export, non direttamente proporzionale ai trend dell’imbottigliato 2022, è dovuto da una parte all’indubbia accelerazione sul terreno internazionale delle imprese delle Marche, dall’altra all’aumento forzato dei listini dovuto all’escalation dei costi di produzione.

Fonte: Resto del Carlino Ancona.

Festival del bianchetto e del vino bianchello con chef ed esperti.
Oggi prendono il via due fine settimana dedicati alla buona cucina e al buon vino. È II Festival del Tartufo Bianchetto e del Vino Bianchello di Fossombrone, 39esima edizione. Si comincia alle 9,30 con la «Truffle Experience», ovvero la possibilità di vivere l’esperienza della ricerca del bianchetto accompagnati da tartufai nel bosco delle Cesane. Alle 10 l’apertura della mostra dell’artista forsempronese Leonarda Faggi dal titolo «La mia natura», che anticiperà quella degli stand di corso Garibaldi. La cerimonia della inaugurazione ufficiale alle 16,30 sulle note della banda musicale città di Fossombrone. Alle 15,30 ad attendere i bambini ci sarà il laboratorio «Mani in pasta». Sotto la guida di Letizia, i più piccoli impareranno a tirare la sfoglia e a realizzare le loro prime tagliatelle.

Fonte: Resto del Carlino Pesaro.

Il 25 e 26 marzo debutta Vinoso! La provincia si unisce nel segno del calice.
Il 25 e 26 marzo, sabato e domenica, il castello di Casale ospiterà la prima edizione di ‘Vinoso! Vini e Sapori del Gran Monferrato, Derthona, Gavi’. Prima, perchè gli stessi promotori della Strada dei Vini e dei Sapori del Gran Monferrato (che coinvolge in oltre 600 km ben 107 Comuni), attraverso le parole del presidente Carlo Ricagni, hanno manifestato l’intenzione di ripeterlo il prima possibile anche ad Acqui Terme e Ovada, e magari pure a Tortona e Gavi. «Si troveranno insieme tutti i vini del Gran Monferrato e non solo. L’idea del vino della Provincia si era persa nel tempo ma mi auguro che questo evento sia innovativo e di grande interesse». U calice per degustare Dalle 11 alle 20 del sabato (inaugurazione alle 12.30) quindi dalle 11 alle 19 della domenica i visitatori del Castello, aperto a ingresso gratuito, troveranno 30 produttori. Vino, ma anche golosità dell’eccellenza provinciale come i formaggi, i salumi e il miele.

Fonte: Piccolo di Alessandria.

Un altro modo di interpretare il Primitivo.
Gira e rigira si finisce sempre per parlare o scrivere di Primitivo. Come potrebbe essere diversamente, quando i dati riportati dall’Aawe lo indicano come il vitigno autoctono più piantato in regione con 13.568 ettari, poco sopra il Negroamaro che ne conta 11.393, preceduto dal Sangiovese e Trebbiano Toscano che restano i due vitigni più piantati in assoluto. Naturalmente parliamo del Primitivo in generale, comprendendo le Doc di Manduria e Gioia del Colle, le Igt Salento e Puglia e anche lo sfuso. II solo Consorzio di Manduria dichiara 3o milioni di bottiglie con un fatturato di circa 195 milioni di euro. La Doc Manduria comprende un territorio molto vario se si guarda alla composizione dei suoi terreni. Si va dalle terre rosse ricche di ossido di ferro che colorano i terreni di quel rosso ruggine molto diffuso nel comprensorio di Manduria, alle terre bianche composte prevalentemente dal disfacimento di rocce calcaree spesso affioranti.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.

La Puglia di nuovo protagonista dell’enologia internazionale.
Cinquantaquattro cantine presenti e centinaia di etichette in degustazione a Dusseldorf dal 19 al 21 marzo uglia grande protagonista anche quest’anno del ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo prossimi. Saranno ben 54 cantine e centinaia le etichette che rappresenteranno l’enologia regionale nell’area espositiva istituzionale riservata alla Regione Puglia, Assessorato all’Agricoltura e Unioncamere. Appuntamento dunque nella Halle 17, stand 27 (spazio Enoteca-Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari di approfondimento per addetti ai lavori organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia”.

Fonte: Lo Jonio.

Vermentino, Cannonau e prosecco restano i vini più venduti in Sardegna.
Distribuzione Moderna, buone anche le performance di Carignano e Isola dei Nuraghi Sassesi Vermentino, Cannonau, Prosecco, Carignano del Sulcis, Isola dei Nuraghi, sono i vini e gli spumanti più venduti nei punti vendita della Distribuzione Moderna della Sardegna (totale: iper, super, superette). Lo riferisce l’anteprima della ricerca “Circana (già IRI) per Vinitaly” che sarà presentata proprio a Vinitaly (in programma a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della diciannovesima tavola rotonda su vino e distribuzione moderna, organizzata da Veronafiere. 112022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico.

Fonte: Nuova Sardegna.

Me-doc Protagonisti i veri buoni vini siciliani.
Imperdibile appuntamento al Teatro Vittorio Emanuele sabato 18 e domenica 19 marzo Me-doc Protagonisti i veri buoni vini siciliani a sempre attenta alla valorizzazione e promozione delle eccellenze enologiche, l’Associazione Italiana Sommelier Sicilia volge il suo sguardo allo straordinario territorio messinese, areale produttivo di incomparabile bellezza, circoscritto tra le vette dei monti Peloritani ed i suoi panoramici promontori e valli, talvolta a strapiombo sui mari Tirreno e Ionio e anche compreso dentro il suggestivo arcipelago delle isole Eolie. Luoghi celebri perla mitologia greca e anche per la storia antica dove generazioni da sempre eroicamente producevano uva da vino. Due giorni interamente dedicati ai vini delle Doc: un importante contenitore di appuntamenti tematici ed iniziative dedicate: dal meeting d’apertura volto all’approfondimento della storia, dell’ampelografia e della potenziale ricchezza di questi vocati territori, ancora non del tutto scoperti; e le sfide e gli obbiettivi futuri per queste tre Denominazioni d’origine.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Vino, olio & C., un traguardo storico: export oltre i 3 miliardi.
Trainato da vino, olio e pasta, l’export dei prodotti alimentari toscani ha superato per la prima volta i 3 miliardi, stabilendo un nuovo record. Un risultato maturato in un anno, il 2022, in cui la guerra in Ucraina ha aumentato i costi e l’incertezza, con un balzo dell’u,7% rispetto al 2021. Ricorda Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana: «Dal 2000 il valore delle esportazioni è cresciuto del 18ò%, visto che era poco più di un miliardo. Per il nostro agroalimentare è un momento memorabile, è stata premiata la qualità e la sostenibílità delle produzioni». La Germania è prima tra gli acquirenti, con 494 milioni (più 14%), seguita dalla Francia (353 milioni) e in generale è l’Europa la destinazione principale. Stabili le esportazioni verso Il Regno Unito, mentre gli Stati Uniti sono cresciuti del 20% in un anno. passando da acquistare • 689 milioni di euro di prodotti, agli attuali 827 milioni. Lo stesso ha fatto il Canada. Il vino è il prodotto più esportato con oltre 1,2 miliardi di euro (più 10,4%) venduti. Al secondo posto c’è l’olio, che vale 855 milioni ed è cresciuto del 23%. Poi la pasta con 89 milioni (più 25%), la frutta e gli ortaggi (più 7,4%).

Fonte: Corriere Fiorentino.

Coldiretti. Vola l’export di cibo e vino: 2023 da record.
Il 2023 inizia con un nuovo record storico perle esportazioni alimentari che fanno segnare a gennaio un aumento del 18% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati relativi al commercio estero dell’Istata gennaio 2023. La Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare in aumento a gennaio de122%, davanti agli Stati Uniti, in salita del 19% mentre – sottolinea la Coldiretti – la Francia si piazza al terzo posto ma mette a segno un tasso di crescita del +30%. Risultati positivi – precisa la Coldiretti – anche nel Regno Unito con un +16% che evidenzia come l’export tricolore si sia rivelato più forte della Brexit, dopo le difficoltà iniziali legate all’uscita dalla Ue. Grande balzo nella Turchia di Erdogan (+70%) mentre dato negativo in Cina con un calo del 12%e in Russia con un -13%fra sanzioni, embargo e guerra.

Fonte: Tirreno.

Stefano Cinelli Colombini: «Il Brunello di Montalcino è storia. Ma è anche futuro».
Incontrare Stefano Cinelli Colombini significa entrare nella storia del Brunello di Montalcino. Ma anche guardare al futuro della zona. Perché il passato insegna e ci prepara ad affrontare meglio le prossime sfide. Difficile, chiacchierando con lui, prendere appunti: semplicemente ci si immerge in quello che Montalcino è stato e che sarà, in una sorta di piccolo mondo antico che sa diventare moderno. Alla Fattoria dei Barbi si respira la storia del Brunello, ma c’è anche la sensazione, chiara e netta, che non ci sia seduti sugli allori, ma che si cerca di stare al passo con i tempi, senza seguire le mode a tutti i costi.

Fonte: Identità Golose.

Navarra, dalla tenuta abbandonata alla cantina sostenibile in Sicilia.
Dalla Sicilia una storia di famiglia, sacrificio e buon vino: i Navarra ci aprono le porte della loro tenuta, un tempo abbandonata e oggi esempio di sostenibilità. La chicca da non perdere? Battichiè, un Nero d’Avola di grande personalità. Come tutte le storie che vale la pena raccontare, anche quella di Tenute Navarra comprende il vissuto di una persona e della sua famiglia. Salvatore Navarra, che dell’azienda siciliana è il business relationship manager, racconta: “Mio padre Totò Navarra senior è tornato alle sue origini. Nato e cresciuto nell’entroterra della provincia di Caltanissetta, lascia i campi della Sicilia del dopoguerra per andare a Londra e ci rimane fino alla fine degli anni Ottanta.” Di nuovo nell’isola, dà vita a diverse aziende finanziandosi con la vendita della sua unica casa e da visionario mette in piedi una realtà importante nel mondo dei servizi che costituiscono ancora il cuore degli interessi di famiglia. “Sono stato un bambino diventato subito adulto, almeno nella coscienza delle cose, nella ponderazione dei fatti quotidiani, nella responsabilità.

Fonte: Reporter Gourmet.

Vinitaly: meno vino nel carrello della spesa ma Prosecco n.1.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19/a tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere.

Fonte: ANSA.

Vino: Prosecco, Chianti e Lambrusco ai primi posti per performance.
Vino e distribuzione moderna è il titolo della tavola rotonda che si tiene a Verona, nella cornice del Vinitaly 2023 (2-5 aprile) e nella quale Circana (ex IRI) presenta i dati generali delle vendite 2022, la classifica dei vini e degli spumanti più venduti (a volume) sugli scaffali della gdo, e la classifica dei vini emergenti (a valore). Sul podio, il prosecco (Veneto e Friuli Venezia Giulia) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri. Si fanno notare le buone performance del Nero d’Avola (Sicilia) al 10° posto con quasi 8 milioni di litri, il Pignoletto (Emilia Romagna) al 12° posto con 6 milioni di litri, il Primitivo (Puglia) al 13° posto con quasi 6 milioni di litri.

Fonte: Mark Up.

Com’è il secondo vino di un grandissimo produttore (Chateau Margaux).
L’occasione fa l’uomo ladro e dopo il piccolo vino di un grandissimo produttore ci sono ricascato: come sarà il second vin di un grandissimo Chateau di Bordeaux? Ho pescato un’annata buona (1998) a un prezzo “vantaggioso” (150 €) del Pavillon Rouge di Chateau Margaux, conservato per un mesetto e poi avidamente stappato con tutte le aspettative del caso. Un inizio timido e un po’ legnosetto mi ha fatto pensare al peggio ma se c’è una cosa che ho imparato sui Bordeaux è che sono come un diesel: partono lenti e rumorosi ma quando entrano in coppia iniziano a correre, trainando gusto, piacere e stati d’animo di chi li beve. Dopo neanche un’ora infatti così è stato: fragole in confettura e sottobosco, poi cenere, cuoio, pepe nero, beva carnosa ma comunque pimpante orchestrata da una vivacissima acidità e un tannino sabbioso che abbranchia lingua e gengive senza però affaticarle.

Fonte: Intravino.

Vinitaly, nel 2022 cala vendita del vino: sul podio il prosecco.
Questo il quadro – che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly, in programma a Verona dal 2 al 5 aprile – emerso nel corso della 19esima tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere. La classifica dei vini “emergenti”, cioè quelli col maggior tasso di crescita rispetto all’anno precedente, mostra sul podio Ribolla (Friuli V.G.), Muller Thurgau (Trentino Alto Adige) e Vermentino (Sardegna, Liguria, Toscana). Il 2022 è stato un anno difficile per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora critico per i volumi, ma potrebbe esserci un recupero nel secondo semestre. Questo il quadro tracciato dall’istituto di ricerca Circana che verrà presentato a Vinitaly a Verona dal 2 al 5 aprile. Sul podio delle vendite nell’anno 2022 il Prosecco (Veneto e Friuli V.G.) con 46 milioni di litri venduti, il Chianti (Toscana) con 17 milioni di litri, il Lambrusco (Emilia Romagna) con quasi 17 milioni di litri.

Fonte: Sky TG24.

Lo stato che consuma più vino al mondo è questo, non ci avresti mai pensato.
Non ci crederai mai, ma lo stato che consuma più vino al mondo è il Vaticano. Non è la Francia, come si potrebbe facilmente credere, che si piazza solo al secondo posto, subito dopo lo Stato della Chiesa. La notizia è stata appena lanciata dal quotidiano italiano Libero che riporta la classifica annuale stilata dal prestigioso ente americano “California Wine Institute”. Se sei curioso di saperne di più, non ti resta che continuare la lettura. Il Vaticano è lo stato che consuma più vino di tutti. Lo Stato dei prelati si posiziona primo nella classifica dei maggiori consumatori di vino del mondo intero. La notizia, rilasciata dal “California Wine Institute” che ogni anno analizza i consumi di ciascuno stato del nostro pianeta, ha spiazzato tutti. Non ci si aspetta che uno Stato che è il regno dei cardinali, vescovi e alti prelati sia il maggior consumatore di vino al mondo.

Fonte: Wine and Food Tour.

Ecco i dieci vini italiani più amati dai tedeschi.
Lugana, Prosecco e Primitivo spopolano in Germania, secondo mercato per l’export, insieme ai rossi toscani e veneti: alla vigilia del Prowein, il Gusto anticipa i dati dell’Osservatorio Wine Monitor e Vino.com. Tedeschi pazzi per Lugana e Prosecco, con quest’ultimo in crescita nei consumi di quasi il 30%, sia in versione Doc sia Docg. Alla vigilia del Prowein, fiera internazionale del vino (19-21 marzo) in cui Düsseldorf si prepara a ricevere i produttori vinicoli di tutto il mondo, la Germania si conferma il secondo mercato di export del vino italiano, dopo gli Stati Uniti.

Fonte: la Repubblica.

Prosecco, Chianti e Lambrusco sul podio per le vendite di vino nel 2022. Anno difficile per l’aumento dei costi.
L’anteprima dei dati del mercato del vino nella Distribuzione Moderna raccolti dall’istituto di ricerca Circana (già Iri). Lo studio verrà illustrato in dettaglio a Vinitaly, a Verona dal 2 al 5 aprile. Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere.

Fonte: la Repubblica.

Vino. Prosecco, Chianti e Lambrusco i vini più venduti nel 2022. Circana: flessione del 5,4%.
Il 2022 è stato un anno difficile anche per il mercato del vino nella Distribuzione Moderna a causa degli aumenti di costo delle produzioni e dei prezzi al pubblico. Il 2023 potrebbe essere ancora un anno difficile per i volumi, a causa del pieno manifestarsi degli effetti legati al prezzo, ma potrebbe anche verificarsi un recupero nel secondo semestre, se l’inflazione calerà e se le promozioni diventeranno più incisive. Questo il quadro che verrà presentato in dettaglio dall’istituto di ricerca Circana (già IRI) a Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile), nel corso della 19° tavola rotonda su vino e Distribuzione Moderna, organizzata da Veronafiere.

Fonte: Agricultura.it.

Crurated, ma non solo: quando il vino incontra gli Nft.
Per quanto possa compensare in campo e in cantina, il mercato enologico rimane sempre irrimediabilmente in debito con la CO2 nell’atmosfera per i costi ambientali del trasporto. Oggi però è possibile acquistare e godersi un buon vino senza far viaggiare ai quattro angoli del mondo tonnellate di vetro ogni anno. Il segreto sono gli Nft (Non Fungible Token , certificati digitali di possesso), che permettono di possedere preziose bottiglie che, fino al momento di essere stappate, vengono conservate in caveau a prova di umidità e a temperatura ideale, per il bene del vino stesso oltre che dell’ambiente.

Fonte: Business People.

Se l’energia del vino alimenta la Formula 1.
L’ultimo capitolo dell’evoluzione di Caviro è il nuovo impianto di bioLng, che permetterà di liquefare il biometano gassoso prodotto nel sito di Faenza e poterlo così trasportare facilmente in bombole alle stazioni di rifornimento, per alimentare veicoli pesanti della zona. A dimostrazione che nell’uva c’è tanto più del vino. Per il gruppo Caviro, che con una produzione di 600mila tonnellate di uva all’anno è la più grande cooperativa vitivinicola in Italia (controlla marchi come Tavernello e Cesari), l’affermazione si può tradurre in tre numeri. Sono oltre 160 i sottoprodotti ottenuti dagli scarti delle filiere agroalimentari che diventano a loro volta materia prima per aziende farmaceutiche, alimentari, chimiche e industriali, per il settore energetico, cosmetico, edile.

Fonte: Il Sole 24 Ore,

STAMPA ESTERA

Le vin géorgien, la Russie et nous.
Un début de mois de février, à Tbilissi. Salomé Zourahichvlli, présidente de la Géorgie, reçoit un aréopage d’influenceurs et de journalistes invités par son ami Gocha Chkhaidxe, charismatique entrepreneur dans le vin, sous l’étiquette Askaneli – 14 millions de bouteilles chaque année. Son initiative d’inviter n’est pas à prendre à la légère. Jusqu’à récemment, il vivait de l’exportation des deux tiers de sa production vers la Russie, un marché qu’il connalt par coeur et où 11 a ses entrées. Aujourd’hui, cet homme jovial veut conquérir le monde, pas seulement parce qu’il y croit, mais parce qu’il y est obligé : commercer avec la Russie n’est plus aussi simple qu’auparavant. Et, bien sûr, la présidente franco-géorgienne en fait une affaire personnelle. Qui imaginerait Emmanuel Macron recevoir ainsi journalistes et blogueurs pour célébrer un producteur local? Mais dans ce pays où règne une tension extrême entre les clans politiques – pro ou antirusses -, les autorités paraissent au moins unies derrière l’un des rares produits d’exportation qu’il faut soustraire à l’emprise de Moscou. Qu’un industriel du vin tente de se faire connaltre des marchés asiatiques, européens et américains est un signe clair du changement des temps. La guerre en Ukraine pèse lourd sur ce petit pays pourvoyeur de vin au monde russe depuis que les tsars ont mis les pieds à Tbilissi, au XIX” siècle. «ri est tres difjicfle pour nos producteurs de s’arracher au marché russe. Là-bas, tout le monde cornait le vin géorgien, qui a été le premier fournisseur pendant si longtemps – notamment d l’époque de Staline, qui était géorgien. Au contraire, dans les autres pays du monde, personne ne nous contant, et nous devons séduire des consommateurs beaucoup plus sophistiqués que ceux du marché russe : la reconversion va être très longue », nous dit Ana Chei.shvllf, conservatrice du patrimoine à Tbilissi et historienne. Dans les années 2000, certains ont envisagé que la voie de l’émancipation passerait par le vin nature, breuvage sans additifs, dont la Géorgie avait le talent inné grâce á l’élevage du vin dans des jarres de terre cuite, les a qvevri». Cette technique longtemps sous-estimée par les Géorgiens eux-mêmes a fait du pays une destination culte dans le petit monde des pionniers du vin nature, excédés par l’excès d’adjuvants chimiques et les arômes de vieux chêne. Mais cela ne changea rien à la dépendance au marché russe. Il suffit de regarder les chiffres, qui racontent une autre histoire que celle dont les Géorgiens rêveraient. Selon l’agence nationale du vin, en 2022, la Géorgie a produit 103 millions de litres et en a exporté 70 millions vers la Russie, 20 millions de plus qu’en 2021. Faute d’avoir accès aux vins du monde entier, les Russes se jettent depuis un an sur le vin géorgien.

Fonte: Figaro.

A Wine Columnist Walks Into a Natural -Wine Bar .
I’M A SELF-CONFESSED naturalwine skeptic. I’ve had some natural wines that were pleasant and many that were not. I just don’t get what the fuss is about. So I decided to taste the wines in their natural habitat: natural-wine bars. Perhaps I had been missing out on an important piece of the experience. The natural-wine movement is quite strong right now. You can find natural-wine bars all over the world, and New York City—on Manhattan’s Lower East Side and in Brooklyn’s Williamsburg, in particular—is a real stronghold. If I was going to get a clearer impression of natural wine and perhaps taste some better wines, these New York neighborhoods seemed like good places to start. Over the years, I’ve heard various definitions of what makes a natural wine. Noah, the bartender at Skin Contact in Manhattan, defined it this way: “It means there’s no intervention in the cellar—nothing added, nothing taken away. Natural is the concept that you’re tasting grapes and that’s it.” Diego, the bartender at Have e Meyer in Brooklyn, had this take: “Natural means they don’t put any chemicals in the wine. It’s a respect for nature.” This is one of my frustrations with natural wine: The more people define it, the more confused I become. The best I can figure, it’s natural if its producer declares it as such. I started my natural-wine bar crawl at the Ten Bells, a veritable natural-wine institution. When it opened on the Lower East Side in 2008 it was one of few all-natural wine bars in New York; not many bars served natural wine, let alone made it their entire focus. (A second location opened in Brooklyn’s Bushwick neighborhood in 202L) The Ten Bells is a dark, woodpaneled place with a decidedly clubby feel, but the bartender, Rusudan, was as sunny as the bar was Perhaps the wine was too complex for a naturalwine tyro such as myself. dark. She greeted my friend and me with a smile and handed us a list of wines by the glass. When I said I didn’t know much about natural wine, she offered to let us taste a few samples. How about an orange wine? I proposed. “Orange wine is a little drier than white wine,” Rusudan said and offered me a taste of a wine that was tannic and oxidative and kind of gritty—reminding me why I don’t like orange wine.

Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.

Diplomatic Dispute Becomes Grape Growers’ Crisis.
‘You have to seriously think: Is it worth continuing on?’ MAURO TRAVAG LIONE, who grows grapes near Waikerie. For years, China’s thirst for Australian wine seemed insatiable. Chinese drinkers were so passionate about big-bodied red wines from Australia that many vineyards replaced white grapes with darker varieties. Wineries even reverted to using corks — instead of convenient screw tops — because Chinese consumers liked the traditional plug. But then everything unraveled. In April 2020, Australia’s prime minister at the time, Scott Morrison, called for an independent investigation into the origin of Covid-19. Beijing was furious, denouncing “political games” meant to assign blame for the pandemic. In response, China unleashed its overwhelming economic might. It imposed a punitive tariff on Australian wine, and the country’s biggest overseas market vanished almost immediately. Sales to China plummeted 97 percent that first year. Storage tanks overflowed with unsold vintages of shiraz and cabernet sauvignon, pressuring red grape prices. Australia’s grape growers are still suffering. This year, there is even less demand for red wine. Farmers are facing a choice between selling grapes at a huge loss or keeping costs to a minimum and not harvesting. Grape growers like Mauro Travaglione are even questioning the future of their family business. On his 130-acre farm in Australia’s Riverland region outside Adelaide, Mr. Travaglione has not produced any wholesale red wine since the tariff came into effect. Last year, he sold his red grapes to other wineries and felt lucky to do so, even though he barely covered his costs. “Every day is a struggle,” said Mr. Travaglione, whose family has lived in Waikerie, a rural town in the state of South Australia, since his parents bought a small fruit farm there in 1966. “You have to seriously think: Is it worth continuing on?” When the Chinese market was emerging, Beijing dangled entry as a carrot. Now that its economy is entrenched as the world’s second largest, the threat of losing access to China’s 1.4 billion consumers is a stick that few countries or industries can afford to provoke. China has applied political pressure on Taiwan by blocking imports of the island’s pineapples, apples and fish. When Lithuania cozied up to Taiwan, China imposed an unofficial trade blockade on the Baltic nation. In recent months, China has embraced a softer approach to diplomacy, fueling optimism that trade relations with Australia may improve.

Fonte: New York Times.

Investir dans le vin : gare à la gueule de bois ?
Cet actif tangible peut générer des gains sur une longue durée, mais sans garantie DES ACTEURS EN LIGNE PROPOSENT DES MANDATS DE GESTION COMME POUR UN PORTEFEUILLE D’ACTIONS, AVEC DES FORMULES «CLÉS EN MAIN». Mêlant les aspects plaisir et finance, le vin est un placement singulier qui ne doit pas faire tourner la tête. Jouant un rôle de diversification dans un patrimoine, pour pouvoir espérer rapporter, ce noble breuvage doit être conservé plusieurs années. «Le côté ludique et tangible et le fait que cet actif non coté soit décorrélé des marchésfinanciers sont autant d’arguments qui séduisent de nombreux épargnants, qu’ils soient néophytes ou connaisseurs en vins », reconnaît Laure Vasco, responsable de l’offre Produits et partenariats de Cyrus Conseil, qui propose depuis quelques mois un éventail de solutions dans cet univers. Pas question de se laisser griser par des achats et des reventes express de bouteilles avec de juteuses plus-values à la clé. Proposées en ligne, ces promesses aguichantes sont trompeuses et la gueule de bois est garantie. Pour accéder à ce placement alternatif, les chemins sont multiples. Une piste consiste à se constituer une cave physique. «A l’instar d’une sélection d’actions cotées pour se bâtir un portefeuille, la création d’une cave d’investissement doit jouer la diversification avec des valeurs sûres et des montantes», indique Vincent Martins, directeur général de Wakerstone, cabinet spécialisé dans l’ingénierie patrimoniale. On parle de cave d’investissement à partir d’une valeur de 5000 euros. «Pour mémoire, le vin détenu en direct ne génère pas de rendement. Aussi, pour espérer un jour empocher des gains, il faudra acheter des bouteilles de qualité, les stocker dans de bonnes conditions pour qu’elles ne se détériorent pas et ensuite les revendre. La conservation des factures d’achats est un gage de traçabilité et de transparence», ajoute ce dernier. Reste qu’il faut disposer de connaissances et des réseaux pour acheter des vins susceptibles de se valoriser. Voilà pourquoi, depuis quelques années, des acteurs en ligne proposent des mandats de gestion comme pour un portefeuille d’actions, avec des formules «clés en main » facturées entre 3 % et 8 %, et parfois offrent la possibilité de mettre en place une épargne programmée. Bouteilles dès 50 euros Ces professionnels font payer leurs services pour acheter, stocker et revendre pour le compte de leurs clients. Ainsi, les propriétaires de cave en ligne peuvent, s’ils le souhaitent, ne jamais voir la couleur de leurs nectars.

Fonte: Monde.

The artist who became a Bordeaux vigneron.
Don’t filter your wine. Filter your customers.” This is clearly the most valuable bit of advice ever received by artist Fabrice Domercq. He quoted it to me both times we met recently, once at a tasting of his no-additive wines organised by UK importer Dynamic Vines and at a subsequent meeting I arranged because I was so intrigued by his story and its relevance to Bordeaux’s current crisis, in which all but the top layer of châteaux are running at a loss because demand for basic Bordeaux has fallen so much. Domercq was born in Paris in 1965. As a young adult making his way in the worlds of art and design, he was drawn to Italy, where he spent 15 formative years “discovering love, food and wine”. His work has been exhibited, inter alia, at the Musée des Arts Décoratifs and Fondation Cartier in Paris, and he continues to create at home in Brussels, where he now lives with his Belgian wife and family. He works “not in a studio but always at the kitchen table. An onion skin can be as rich as marble — it’s just a matter of scale.” What turned him into a vintner was his mother’s purchase of a house on the banks of the Dordogne on the northern edge of Bordeaux’s Entre-Deux-Mers wine region in 2006. “It was a very beautiful old wine house, very isolated,” he says. It also came with four hectares of vineyards whose produce had until then been sent straight to the local co-op. “So then I thought, ‘Why not try to create wine?'” His first reaction was to call one of the best friends he had made in Milan in the 1980s, the designer Jasper Morrison. “We’re both a bit crazy ati pve tº,d?ó thins together. They started with a plot of just 0.6ha of grapes. “We knew nothing about wine except drinldng it,” he says. “That was a good thing because if I’d known what was involved in producing wine, I’d never have started. But it all carne very naturally.” He was helped initially by a friend, Béarn vintner Paul Bordes, who would come to Bordeaux to consult informally with wine producers. At the end of a long day visiting châteaux, Bordes would drop in on Domercq to taste the young juices. “As I knew nothing, I was a very good pupil,” Domercq says. A name was chosen for the business — Ormiale — an amalgam of the names of Domercq’s sons Igor, Alexandre and Achille as well as Morrison’s son Milo. Morrison moved to Japan early on in the enterprise and so became less involved. But Domercq stuck with it and found himself commuting more than 900km from Brussels to oversee the project. (He still does an astonishing amount himself, even wrapping each bottle in tissue paper. “It’s a way for me to create something from A to Z,” he says.) His customer filtration came into effect as early as 2009, by which he had made only a handful of vintages.

Fonte: Financial Times Life&Arts.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 17 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Vini lucani, masterclass al Vinitaly con Grifalco e Parco dei Monaci.
Ancora eccellenze lucane nella maggiore kermesse dedicata ai vini di prestigio. Nell’ambito del Vinitaly a Verona, in programma dal prossimo 2 a15 aprile, si svolgerà una masterclass di grandi produttori di vino di Micro Mega Wines. A rappresentare «Tra centro e sud Italia: vini di potenza ed eleganza», ci saranno due azienda. C’è quella Grifalco con il suo Aglianico del Vulture 2018 Damaschito Doc, prodotta dai fratelli «Piccin, che in Basilicata stanno diversificando la loro produzione di Aglianico in base ai comuni e ai crudi provenienza delle uve». E poi la pluripremiata Tenuta Parco dei Monaci di Matera con il suo Spaccasassi 2019 Moro di Matera Doc, che «sta facendo un lavoro encomiabile per valorizzare una Doc poco conosciuta, con un intelligente assemblaggio di Primitivo e uve internazionali».

Fonte: Gazzetta di Basilicata.

Filippo, così il prosecco è più giusto.
Polegato jr, ad di Astoria, e le campagne social Si guarda intorno, scuote la massa di capelli, sorride a chi gli sta vicino, e dice: «sono un ragazzo fortunato. Dove vivo conta più il mio cognome che il colore della mia pelle». Filippo Polegato è il nuovo amministratore delegato di Astoria, storica azienda del Prosecco. È cresciuto a Cornuda (Treviso), da quando è stato adottato assieme al fratello Wilson, dalla Colombia. «Anche grazie ai miei genitori non mi sono mai sentito vittima di razzismo», racconta. Ora, a 32 anni, papà Paolo lo ha portato al timone di un gruppo da 17 milioni di bottiglie (7o ettari, 65% vendute in Italia, il resto in i6o Paesi, 12 milioni di euro di fatturato), ` con base nella tenuta Val del Brun. «Non ci limitiamo a produrre Prosecco Doc e Docg di qualità, Astoria ha due y aspetti che la rendono una cantina diversa dalle altre.

Fonte: Corriere della Sera 7.

E infine un sorriso di Fausto.
UN SORSO DI FAUSTO COPPI POSSEDEVA VIGNETI E INVESTIVA NEL SETTORE. DAL 2007 FRANCESCO BELLOCCHIO, NIPOTE DEL CAMPIONISSIMO. PRODUCE A CASTELLANIA UN GRANDE BIANCO CHE PORTA IL NOME DEL NONNO Fausto Coppi e il fratello Serse In una rara foto d’epoca mentre seguono il lavoro in cantina. II Campionissimo dl Castellania possedeva vigneti e investiva sul vino. «Viveva la terra come un grandissimo valore» ricorda il nipote Francesco Bellocchio (nella foto In alto). LA BOTTIGLIA Fausto – prima vendemmia nel 2007 – è II vino più rappresentativo di Vigne Marina Coppi. che esalta tutte le peculiarità del Timorasso: profumi complessi ed eleganti. mineralità, sapidità, calore e freschezza. «Un anima da rosso nel corpo dl un blanco. un vino di livello: non potevamo che dedicarlo al nonno» spiega Bellocchio.

Fonte: Gazzetta dello Sport G.

Retrogusto – La vite è una cosa meravigliosa – Tenuta di Biserno, il progetto che riunisce gli Antinori.
Bibbona è un piccolo comune dell’Alta 1.1 Maremma che confina con la ben più nota Bolgheri e condivide con essa anche il destino enologico, fatto di un terroir unico, di un terreno calcareo-argilloso, del benefico sbuffo della brezza marina, di un’esposizione generosa, ciò che ne fa terra d’elezione dei vitigni internazionali. Qui a Bibbona ha casa la Tenuta di Biserno, l’azienda sotto la quale un paio di decenni fa si riunirono i tre rami della famiglia Antinori, quelle di Lodovico (il padre di Ornellaia e Masseto), di Piero (dei Marchesi Antinori) e di Ilaria, che di vino non si è mai occupata.

Fonte: Giornale.

Vino ma anche distillati di qualità: un brindisi speciale per tutti i papà.
Un regalo mai banale per i wine lovers: rosso, bianco o bollicine, non fa alcuna differenza Ma non solo, un buon liquore fa sempre centro Un brindisi speciale in una giornata speciale. Non c’è occasione migliore, e modo migliore, per festeggiare il papà che un brindisi in famiglia. Regalare una bottiglia di vino non è mai qualcosa di banale: è un pensiero che, arriva dritto al cuore. Bianco, rosso o bollicine, non fa differenza. Se il papà in questione è un wine lover rimarrà colpito. Per andare sul sicuro, optare per un grande classico che arriva dalla Valpolicella è la scelta migliore. Qui ci sono tante cantine di qualità tra cui Tedeschi con il suo Capitel Fontana Recioto della Valpolicella DOCG Classico, vino di grande struttura ma dolce, quasi come un padre.

Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Speciale Festa del papà.

Pazzo clima: vigne di altura, ulivi al nord e mango siciliani.
Al Salone del Vino di Torino il rapporto tra meteo e nuova geografia delle produzioni agricole e vigne traslocano in montagna, anzi in alta montagna, sulle vette delle Alpi, per via del cambiamento climatico. E se in Sicilia si coltiva il banano e frutta esotica come mango e avocado al posto di limoni e arance, la coltura dell’ulivo e la produzione di olio si spostano sempre più al nord, in zone impensabili come il Piemonte. Stessa sorte tocca anche ai vitigni che, per via delle alte temperature e la mancanza di acqua, si spostano e vengono coltivati sulle Alpi e in Val di Susa.

Fonte: Il Settimanale PMI.

Da Düsseldorf al Vinitaly a Verona, il meglio in mostra.
In attesa della fiera Vinitaly (che aprirà H 2 aprile a Verona) da domenica 19 marzo il mondo del vino si incontrerà al Prowein di Düsseldorf. Lo stand del Consorzio, in collaborazione con Trentino Marketing, sarà nella Halle 15/E51 con un’ampia selezione di tutte le denominazioni regionali.

Fonte: Messaggero.

Trentino Tra i vigneti dove l’ambiente sposa il gusto.
Tra i vigneti dove l’ambiente sposa il gusto Il Consorzio Vini della regione gli obiettivi prioritari la difesa ha approvato il primo Bilancio del paesaggio e la qualità di sostenibilità che fissa tra delle produzioni vitivinicole FIORI ALL’OCCHIELLO SONO LA NETTA RIDUZIONE DELL’USO DEI FITOFARMACI CONTRO I PARASSITI E L’ALTA PERCENTUALE DEL RECUPERO DEGLI SCARTI. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Nel caso della produzione di vino in Trentino nel mezzo ci sono invece i vasti vigneti di montagna dove alle promesse seguono fatti concreti. Che poi, raccontati nel primo Bilancio di Sostenibilità approvato dal Consorzio Vini del Trentino, diventano ulteriore spunto per ancora nuovi impegni. «Sostenibile – secondo la definizione ufficiale dell’Onu del 1992 – è un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri.

Fonte: Messaggero.

Nel segno di agricoltura e turismo: «I due volti della nostra eccellenza».
Dal nostro piccolo punto «di vista, come Trentino vitivinicolo, siamo sempre stati consci che agricoltura e ambiente formano un’unione indissolubile, come un Giano bifronte, che da una parte guarda il rigoglioso crescere della vite verso il cielo e dall’altra vede affondare le radici nella terra e nel territorio». Pietro Patton, presidente del Consorzio di tutela dei vini del Trentino, introduce così il primo Bilancio di sostenibilità. Accanto a lui nel consiglio di amministrazione ci sono imprenditori del calibro del big della cooperazione Luca Rigotti (appena riconfermato a Bruxelles presidente del Gruppo Vino di Copa-Cogeca, la principale organizzazione di rappresentanza agroalimentare europea) o Marcello Lunelli, della Ferrari, la cantina italiana più premiata al mondo nel settore delle bollicine. Patton è anche senatore del gruppo delle Autonomie.

Fonte: Messaggero.

La grappa, metodi e vinacce locali per un vero distillato di tradizione.
PER OTTENERE L’AMBITO MARCHIO DI QUALITA, I DISTILLATORI DEVONO CONSEGNARE UNA CAMPIONATURA PER I TEST IN LABORATORIO I VALORI. In tempo, seppure amata dagli alpini, era la Cenerentola degli spiriti. Oggi, diventata più morbida e meno pungente, la grappa è una delle eccellenze del made in Italy e quella trentina è sicuramente tra le più buone grazie ai profumi di erba, mela, banana, fragola, frutta esotica, nocciola, giacinto, pesca, lampone, mughetto, moscato, rosa e poi al dolce e all’amaro che si percepiscono in bocca. Da un anno l’Istituto tutela grappa del Trentino con i suoi 26 soci e il Consorzio vini promuovono insieme vini e distillati trentini. Anche nelle distillerie – così come nel caso dell’enoturismo – si sta sviluppando il grappaturismo. Un mondo affascinante, infatti, tutto ancora da scoprire.

Fonte: Messaggero.

Uno scrigno di sapori racchiuso nelle montagne.
Dossier Il Consorziò di tutela del Trentino raccoglie 91 produttori, che grazie al clima dolomitico sono in grado di offrire una grande varietà di vini: 8 bianchi, 9 rossi, 3 dolci, 3 spumanti Uno scrigno di sapori racchiuso nelle montagne. L’immagine è forse abusata, • ma è quella giusta: uno scrigno. Cioè, spiegano i dizionari, «piccolo forziere o stipo, per riporvi e custodirvi oggetti preziosi». Cos’altro è, altrimenti, un territorio vitato come quello del Trentino, che si sviluppa dalle sponde del Lago di Garda per passare a fondo valle e poi salire fino ai ripidi pendii delle aree dolomitiche? Dal punto di vista enologico è una viticultura di montagna che con i 10 mila e 200 ettari vitati è ben più di un continente in cui la diversità di aree climatiche, suoli, uve, sistemi di allevamento, stili produttivi regalano agli appassionati strepitosi vini. 1174% a bacca bianca, il 26% a bacca rosa. Un record per le tante varietà allevate, dove accanto a Pinot grigio e Chardonnay (il 50% del totale), c’è spazio per Teroldego, Sauvignon, Muller Thurgau e via elencando senza dimenticare chicche che solo qui danno il meglio.

Fonte: Messaggero.

Export, in Piemonte mais in flessione del 18,4%.
Nel 20211e imprese agricole del Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta hanno prodotto 1’1,44%del valore aggiunto dell’area, mentre in Italia la produzione agricola corrisponde al 2,19% del totale. Il settore primario ha un peso maggiore in Piemonte (1,60%), rispetto a Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (1,27%) e Liguria (1,02%), ultima regione italiana in questo senso. È tuttavia ligure la prima provincia del Nord-Ovest per Incidenza del valore aggiunto agricolo su quello totale dell’area: si tratta di Imperia, che con un peso del 5,50% è anche 2lesima in graduatoria a livello nazionale. A seguire, 4 province piemontesi, tutte con incidenze superiori al 2%: Cuneo, Asti, Vercelli e Alessandria.

Fonte: Sole 24 Ore Nord Ovest.

I vini al top di quattro regioni mostrano le loro meraviglie.
Vetrina per tutte le 116 etichette che si sono meritate le “quattro viti” Tra le eccellenze ci sono quelle di due cantine cesenati: Casali e II Plino. Quattro regioni con i loro vini migliori. I125 marzo, alla fiera a Pievesestina, si terrà l’evento della “prima” al Palazzo del Turismo di Riccione nel 2022, che torna, potenziato, nel padiglione eventi a Cesena. È “Esperienze di Vitae”, gran galà dedicato ai vini top premiati dalla “Guida Vitae”, la `bibbia” del vino secondo l’Associazione Italiana Sommelier (Ais). Romagna, Emilia, Marche e Umbria sono le regioni coinvolte. Se ne è parlato ieri mattina presentando in fiera l’evento, alla presenza di Adolfo Treggiari, presidente di Ais Romagna, Luca Manfredi, presidente di Ais Emilia, Pietro Marchi presidente di Ais Umbria, e Raffaele Papi, vice presidente di Ais Marche.

Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.

‘Michiletta’ rinasce – L’osteria più antica si rinnova Michiletta, al via la gestione Roseto.
II titolare Simone Rosetti: «Fedeli al territorio e alla stagionalità con una grande cantina» Boom dei locali pubblici, le associazioni: «Segno di vitalità ma occorre qualificare l’offerta» L’osteria più antica si rinnova Michiletta, al via la gestione Rosettu Ieri l’inaugurazione del ristorante in via Strinati. L’ex titolare Rocco Angarola è il primo cliente. «Resteremo fedeli al territorio e alla stagionalità ma con una grande attenzione all’offerta del vino» di Luca Ravaglia 1l primo cliente è il più emozionato di tutti. II primo cliente della nuova Osteria Michiletta è il suo storico e ormai ex gestore, Rocco Angarola, che in un ruolo per lui decisamente inedito, aspetta seduto al tavolo l’arrivo della prima portata.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Vini top di Ais alla Fiera ‘Esperienze di Vitae’, il gran galà dedicato alle migliori etichette.
Sabato 25 marzo saranno premiate 116 cantine di Romagna, Emilia, Marche e Umbria e nel pomeriggio alle 14 saranno aperte le porte al pubblico e alla platea degli appassionati per le degustazioni di Annamaria Senni Per i ‘winelovers’ (gli amanti del vino) arriva l’evento dell’anno. Sabato 25 marzo alla Fiera di Cesena si terrà ‘Esperienze di Vitae’, il gran galà dedicato ai vini top, premiati dalla Guida Vitae 2023, la ‘bibbia’ del vino secondo Ais, l’associazione italiana Sommelier. Degustazioni aperte al pubblico dalle 14 in Fiera (entrata 25 euro; 15 euro per i soci Ais) dove calici tintinnanti saranno riempiti da 696 bottiglie di vino. «Una manifestazione riservata alle eccellenze, come testimoniano i vini e le cantine protagonisti della kermesse che hanno ottenuto le ‘Quattro Viti’ nella guida – dice il presidente Ais Romagna Adolfo Treggiari.

Fonte: Resto del Carlino Cesena.

Ecco “Sestri Levante Wine Festival”.
Domenica 19 e lunedì 20 all’ex Convento dell’Annunziata Ecco “Sestri Levante Wine Festival”. Torna “Sestri Levante Wine Festival”, l’appuntamento che Fisar, Federazione Italiana Sommelier, Albergatori e Ristoratori, dedica ad appassionati e operatori del settore. Domenica 19 e lunedì 20 marzo, dalle 10 alle 19.30, nell’ex Convento dell’Annunziata produttori, esperti e consumatori, con il calice nella tasca a tracolla, potranno condividere gli assaggi delle produzioni di numerose aziende vitivinicole e birrifici artigianali, a disposizione per spiegare le caratteristiche dei loro prodotti. Il tutto accompagnato da diverse selezioni dei migliori specialisti dello street food e di piatti ella tradizione ligure.

Fonte: Nuovo Levante.

Tra vigneti e fatica riecco Schiacchetrail alle Cinque Terre.
Conto alla rovescia per la corsa in programma i125 marzo che arriva dopo due anni di stop e una edizione interrotta dalla nevicata di Chiara Tenca D suo nome è un neologismo che racconta un matrimonio riuscito: quello fra uno dei prodotti più preziosi del Levante ligure ed una disciplina senza confini, fatta di natura e sport. È partito il conto alla rovescia per l’edizione 2023 dello Sciacchetrail, l’ultra trail fra i vigneti delle Cinque Terre, dove viene prodotto il passito Sciacchetrà, in programma i125 marzo: un percorso ad anello di 46 chilometri di corsa e 2100 metri di pendenza lungo cui si metteranno alla prova 300 atleti in arrivo da 16 paesi. «Una cosa di comunità, un sogno nato qui». Così Nicola Bordoni da Manarola, che con Christine Godfrey ha immaginato e realizzato la gara, parla della loro creatura: dal 2015, ispirandosi ai sentieri del vino della Valtellina, hanno voluto omaggiare il territorio con una competizione fatta di gambe, polmoni, fatica, antica tradizione e bellezza.

Fonte: Repubblica Genova.

Progetto “Biodivigna” l’incontro nella tenuta con tecnici e agronomi.
Si è svolta mercoledì pomeriggio, presso la Tenuta Mazzolino di Corvino San Quirico, la prima attività pratica del progetto Biodivigna, promosso dal Distretto, che ha dimostrato sul campo le procedure di gestione sostenibile dei vigneti, illustrate nei primi sei seminari teorici, che si sono svolti nei mesi scorsi. Oltre 45 i partecipanti tra agronomi, tecnici e operatori del settore, provenienti sia dalla zona che da fuori territorio, che hanno assistito alla lezione “Rilievi Biopass sulla qualità funzionale dei suoli”, ovvero come valorizzare la sostanza organica e la biodiversità a favore della qualità del prodotto che si vuole ottenere: relatori dell’incontro sono stati Leonardo Valenti, docente dell’università Statale di Milano, e Marco Tonni, consulente in aziende del settore vitivinicolo per la gestione agronomica e fitosanitaria di vigneti.

Fonte: Provincia – Pavese.

Riesling e Nebbiolo nella vigna rinata.
Un ingegnere di Premana e una maestra di Introbio hanno recuperato un terreno in disuso Con l’aiuto degli amici e la consulenza di un enologo produrranno vino sulle colline di Ombriaco, in località Ronch ¦ L’obiettivo adesso è una cantina per l’affinamento in un’areale di Vendrogno. Grazie alla passione per la terra e per il vino di due giovani, in località Ronch di Ombriaco, nel Comune di Bellano, è rinato il vigneto a lungo abbandonato. Artefici della “resurrezione” sono il premanese Giacomo “Jack” Fazzini, 29 anni, ingegnere gestionale che lavora a Calolziocorte alla Fontana Group, e Sara Ferrari di Introbio, 26 anni, maestra elementare all’Ics “Monsignor Luigi Vitali” di Bellano. Gli esordi «Tutto è cominciato nel giugno 2021- racconta Fazzini – Avevo voglia di fare qualcosa di mio. – La mia passione è cucinare ed il sogno è quello di aprire un ristorante.

Fonte: Provincia di Lecco.

Da Regione 250mila euro per vini e meloni.
Un importante sostegno per le eccellenze enogastronomiche del territorio mantovano: ammonta a circa 300mi1a euro lo stanziamento che Regione Lombardia ha deciso in favore del Consorzio Melone Mantovano e del Consorzio Vini Mantovani, oltre a un sostegno al Provolone Valpadana che vede una parte della produzione nella nostra provincia. Stanziamenti che fanno parte di un piil ampio programma di aiuti – per 1,8 milioni di euro – che la Regione ha riconosciuto a 14 progetti dei vari consorzi di tutela delle Dop e delle Igp. Pagina 13 Da Regione 250mila euro per vini e meloni L’annuncio dell’assessore Beduschi: “Vogliamo valorizzare promozione e conoscenza”.

Fonte: Voce di Mantova.

Vino, il Consorzio del Salice Salentino Dop «vola» alla fiera internazionale di Dusseldorf.
Damiano Reale: «Alla ProWein promuoviamo i prodotti delle nostre aziende e del territorio • Le eccellenze enologiche del Consorzio del Salice Salentino Dop pronte a volare a Dusseldorf con l’obiettivo di valorizzare la denominazione con tutta una serie di eventi realizzati in occasione della nuova edizione del ProWein, la fiera internazionale specializzata che copre l’intero mercato mondiale con migliaia di operatori professionali, in programma dal 19 a121 marzo 2023. Le attività previste nell’ambito del programma “Radici Virtuose” a cui il Consorzio ha aderito con il supporto del DAJS – Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentina, saranno realizzate in collaborazione con Gambero Rosso, storica azienda specializzata nel mondo dell’enogastronomia.

Fonte: Gazzetta del Salento.

Le elezioni comunali frenano l’evento “Vino, Appia, Mare” slitta a fine giugno.
Sarà spostato tra i130 giugno ed il 2 luglio l’evento “Brindisi! – Vino, Appia, Mare”. La notizia è stata data, tra gli altri, dai canali social del Teatro pubblico pugliese, uno degli organizzatori: la decisione, si legge, è stata presa da quest’ultimo e dall’amministrazione comunale “per venire incontro alle richieste emerse nel corso degli incontri di co-progettazione e in considerazione della data di svolgimento delle prossime elezioni amministrative a Brindisi” che sono state fissate per il 14 e 15 maggio, con l’eventuale turno di ballottaggio il 28 e 29 dello stesso mese. Resta comunque da capire come sarà articolato l’evento in relazione alla nuova amministrazione brindisina, che potrebbe insediarsi proprio nei giorni in cui si svolge “Brindisi! – Vino, Appia, Mare”.

Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.

la Puglia protagonista al Prowein.
Puglia grande protagonista anche quest’anno del ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo prossimi. Saranno ben 54 cantine e centinaia le etichette che rappresenteranno l’ enologia regionale nell’area espositiva istituzionale riservata alla Regione Puglia, Assessorato all’Agricoltura e Unioncamere. Appuntamento dunque nella Halle 17, stand 27 (spazio Enoteca-Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari di approfondimento per addetti ai lavori organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia. Si comincia domenica 19 marzo alle 11.30 con “Let’s talk about Negroamaro”, realizzato in collaborazione con il Consorzio di tutela della Doc Salice Salentino e quello del Brindisi e Squinzano Doc.

Fonte: Salento in tasca.

Mamoiada fa squadra al Vinitaly con il primo stand territoriale.
Undici cantine del paese insieme al prossimo appuntamento di Verona Negli ultimi tempi l’imprenditoria vitivinicola è in costante crescita e diffusione 1 di Luca urgo Mamolada Fare squadra nel nome del territorio. Quest’anno, per la prima volta, un’area vitivinicola della Sardegna parteciperà al Vinitaly con uno stand territoriale. Undici produttori di Mamoiada presenteranno i loro vini nel padiglione F nell’ambito del Micro mega wines nello stand Mamoja’. L’appuntamento è dal 2 al 4 aprile a Verona con la più grande manifestazione dedicata al mondo dei vini e dei distillati arrivata alla 55esima edizione. Le rivoluzioni, piccole e grandi che siano, si fanno anche osando. Mostrando coraggio e lungimiranza. E Mamoiada nel mondo del vino la sua rivoluzione la sta compiendo da tempo, forte della tradizione e vocazione di un territorio che negli ultimi venticinque anni ha saputo aumentare decisamente il passo con scelte moderne e una presenza di aziende in costante crescita.

Fonte: Nuova Sardegna.

Vip nella terra del Brunello Manager dei viaggi on line compra «II Palazzone».
Peter Kern e la moglie sono i nuovi proprietari dell’azienda gioiello Era appartenuta anche all’ex consigliere economico del presidente Obama. II Brunello di Montalcino e il suo territorio continuano ad affascinare ed a mantenere un forte appeal. Tanto che le luci dei riflettori internazionali si accendono sempre più spesso su questo angolo di Toscana dal valore straordinario. Un interesse forte che si nota anche con i passaggi di proprietà delle aziende avvenuti negli ultimi anni e anche recentemente. Dagli Stati Uniti, Peter Kern, vice chairman e ceo di Expedia Group, leader mondiale nel settore dei viaggi online (i cui siti web includono anche CarRentals.com, HomeAway, Hotels.com, Hotwire.com, Orbitz, Travelocity, Trivago e Vrbo) e la moglie Kirsten, con alle spalle una carriera in ambito finanziario ma anche da chef, sono i nuovi proprietari de Il Palazzone, azienda «gioiello» del Brunello di Montalcino, quasi 5 ettari vitati, ad oggi, alle Due Porte, uno dei punti più alti della collina, ed a Castelnuovo dell’Abate, vicino alla meravigliosa Abbazia di Sant’Antimo.

Fonte: Nazione Siena.

E’ Paolo Corbini l’ospite d’onore in sala stampa.
Domani alle 13, nella sala stampa del Franchi, l’ospite d’onore dell’evento culturale organizzato dalla Robur e riservato ai possessori di tagliandi o abbonamenti Executive e Tribuna Onore, sarà il direttore dell’Associazione Città del Vino, il giornalista Paolo Corbini. Corbini converserà con il responsabile dell’area comunicazione della Robur, Andrea Bianchi Sugarelli sul tema: ‘Le Città del Vino, l’associazione nata a Siena che ha guidato la rinascita dell’enologia italiana dopo lo scandalo del metanolo’. Saranno affrontati i temi più importanti sul vino, ma anche sul mercato post pandemia, il mondo del Chianti, del Brunello, del Nobile e della Vernaccia e non mancheranno i numeri legati alle iniziative imprenditoriali della città e del territorio del comparto enologico, soprattutto con uno sguardo rivolto al futuro.

Fonte: Nazione Siena.

Vino e cancro: ammissione di incoerenza (con qualche alibi) – Cancro e vino, l’incoerenza.
Già dai trent’ anni 1 bicchiere di vino al giorno io me lo concedo e confesso che continuerò a farlo. Dovrei allora autocriticarmi, consapevole come sono dei rischi dell’alcol e soprattutto di quello cancerogeno, problema quest’ ultimo di attualità mediatica (ma non nuovissimo). Intanto, però, una premessa riportando qualche stralcio di quanto ho scritto anni fa sull’Alto Adige. Ricordavo in quell’anno che nei Francesi della zona di Tolosa-Strasburgo “ghiotti” di vino rosso, nonostante un largo consumo di grassi animali, si sarebbe registrata una mortalità per infarto e ictus più bassa di quella di altri Paesi con analogo introito di lipidi. Il fatto era noto come “Paradosso francese”. Questa protezione la si ascriveva frettolosamente all’antiossidante “resveratrolo” (RESV) contenuto nel vino rosso.

Fonte: Alto Adige.

Venti micro invasi e raccolta dei rifiuti: i colli «sostenibili».
Porta innesti capaci di assorbire meno acqua. Riduzione della vigoria delle foglie. Migliorare il terreno dove cresce la vite, inserendo del materiale organico. Ma soprattutto un nuovo piano di micro invasi, in attesa di un finanziamento da 85o mila euro che se arrivasse potrebbe cambiare la conformazione delle colline di Valdobbiadene e Conegliano per sempre. Ieri sera, a margine dell’Antica Fiera di San Gregorio, si è tenuto il convegno «Cambiamento climatico e strategie per la gestione della risorsa idrica nei vigneti di collina» a Valdobbiadene. L’occasione perfetta per fare il punto sulla gestione della siccità. Amo- derare l’incontro il direttore del Consorzio della Docg di Conegliano e Valdobbiadene, Diego Tomasi, che ha introdotto la relazione di Paolo Tarolli, docente dell’università di Padova che sta seguendo il progetto sulla ventina di «laghetti» che dovrebbero nascere sulle colline.

Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.

Nasce la «Bottiglia Masi» Meno vetro, più sostenibile.
Supporto della Regione Veneto con il progetto Sustaln4food Nasce la «Bottiglia Masi» Meno vetro, più sostenibile Design di Piero Lissoni e realizzazione di Verallia produttore mondiale di contenitori in vetro •• Una bottiglia sostenibile, con un peso di vetro inferiore del 33% rispetto alla media di quelle per vini di analogo posizionamento, vestirà la nuova annata di Fresco di Masi, la linea che include un bianco e un rosso biologici del gruppo e sarà presentata alle fiere internazionali ProWein a Düsseldorfe Vinitaly a Verona. Lo ha annunciato Raffaele Boscaini, direttore marketing di Masi Agricola spa, mostrando gli esiti del progetto «la bottiglia Masi», supportato dalla Regione Veneto attraverso il programma Sustaln4Food.

Fonte: Arena.

Custoza, Bricolo rieletta alla guida del Consorzio.
Vicepresidenti saranno Marica Bonomo e Luca Oliosi Custoza, Bricolo rieletta alla guida del Consorzio Promozione globale, enoturismo e formazione al centro del programma per i prossimi tre anni •• Il Consorzio Tutela Vino Custoza Doc ha confermato alla presidenza per il prossimo triennio Roberta Bricolo, alla guida di Cantina Gorgo, che sarà affiancata da Marica Bonomo, Azienda Agricola Monte del Fra’, e Luca Oliosi, enologo di Cantine di Verona. I consiglieri di amministrazione sono Alessandro Bianchi, Paolo Campagnola, Luigi Caprara, Stefano Casali, Luca Degani, Giuliano Fasoli, Paolo Fiorini, Alberto Marchisio, Alessandro Pignatti, Franco Piona, Luca Sartori, Luigi Turco. «Ci siamo riscoperti sempre più uniti nella volontà di aumentare qualità e percezione del Custoza, aprendoci a nuovi mercati internazionali» Afferma Bricolo, «I12022 è stato un anno complesso ma la Doc si è spesa con il massimo impegno per aumentare la conoscenza del Custoza.

Fonte: Arena.

Prosecco, le feste della primavera.
La rassegna si apre a Santo Stefano di Valdobbiadene: previste 18 Mostre sul vino. Passeggiate alla scoperta dei boschi di Cison Prosecco, le feste della primavera DOMENICA MATTINA FACILE CAMMINATA ALL’ISOLA DEI MORTI PER PRATICARE YOGA E PILATES CON SERENA CAGNIN. Con la primavera alle porte molte sono le proposte per un fine settimana all’aria aperta. A partire dalla Primavera del Prosecco Superiore, manifestazione giunta alla XXVIII edizione che, con le sue 18 Mostre del vino, intende far vivere al pubblico a vera essenza delle colline del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Spetterà alla piccola frazione di Santo Stefano di Valdobbiadene tenere a battesimo la nuova edizione della rassegna con la 53. Mostra del Cartizze e Valdobbiadene Docg che, dal 18 al 30 marzo, festeggerà il ritorno della Primavera. Alla tradizionale Mostra dei Vini, si accompagneranno momenti di intensa bellezza con camminate didattiche nelle colline, modellate nel corso dei secoli dalla sapienza contadina.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Vino, miele e radicchio rilanciano gli agriturismi – Prosecco Asolo-Montello, miele e radicchio le tipicità guidano la ripresa degli agriturismi.
I vini docg e doc del Montello e dei colli asolani, il radicchio, il miele del Montello diventano traino per il turismo rurale. Analisi di Coldiretti e Terranova: la tutela delle auto-produzioni e la ricerca di cibo genuino spingono il turismo Prosecco Asolo-Montello, miele e radicchio le tipicità guidano la ripresa degli agriturismi Ivini docg e doc del Montello e dei colli asolani, il radicchio di Treviso, il miele del Montello, altri prodotti tipici che diventano traino per il turismo rurale tra Asolo, Maser, Cornuda, Montebelluna e gli altri comuni montelliani tramite la rete degli agriturismi. Non è zona Unesco come le vicine colline di Valdobbiadene, ma nel territorio si difendono bene. «Con 24 milioni di bottiglie di Asolo-Montello», ha spiegato Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di Tutela dei vini Molo e Montello, «abbiamo superato Franciacorta e Trento doc».

Fonte: Tribuna Treviso.

Al Vinitaly il coraggioso progetto di una cantina friulana.
E’ prodotto da piante fortemente resistenti alle malattie e che quindi non necessitano di funghicidi: è il vino eco-sostenibile della cantina friulana Terre di Ger, tra le più importanti realtà italiane nel mondo dei vini Piwi, che ha Vinitaly ha presentato sei etichette prodotte “secondo natura”. L’azienda di Robert Spinazzè, pioniere dei vitigni resistenti a Frattina di Pravisdomini (Pordenone), al confine tra Veneto e Friuli con vigneti anche nelle Coste del Feltrino (progetto “Dolomiti”) e nel cuore delle colline di Jesi nelle Marche, è infatti approdato al salone veronese con un progetto innovativo e attento all’ambiente, per una resistenza “enoica” alla viticoltura di massa.

Fonte: Friuli Oggi.

Successo per il wine tasting de ‘La Fortezza’, Pignataro e Gardini: “Passione e sacrificio dietro la qualità delle etichette”.
‘La Fortezza’ ha organizzato un wine tasting che ha permesso ai numerosi ristoratori intervenuti, non solo di conoscere meglio le etichette della Cantina di Torrecuso, ma anche di scoprire come comunicare in modo innovativo ed efficace un’offerta di vini. La giornata di lunedì 13 marzo, infatti, si è aperta con una masterclass tenuta da Luciano Pignataro, noto giornalista enogastronomico, che – insieme con il collega Pasquale Carlo e l’enologo Vittorio Festa – ha spiegato come portare in tavola dei vini che siano in grado di evolvere nel tempo e che diano valore all’agricoltura: “Il futuro della vitivinicoltura italiana non può che essere la capacità di creare prodotti che si collocano nel mercato del lusso – Pignataro ha poi proseguito – non significa, ovviamente, che bisogna rinunciare a fare delle bottiglie accessibili a tutti, però è importante dare valore al proprio lavoro”. “E’ fondamentale stringere relazioni tra le aziende e i locali – ha aggiunto il giornalista, sottolineando l’importanza dell’evento organizzato dal team La Fortezza – e questo è possibile attraverso la formazione”.

Fonte: Anteprima24.it.

Nuova etichetta “cancerogeno” per il vino: cosa sta succedendo esattamente.
Contro l’uso eccessivo di bevande alcoliche arriva il via libera dell’Ue che consente agli Stati membri di apporre delle avvertenze sulle etichette non piace alle Regioni italiane. Non è possibile assimilare – dicono – l’eccessivo consumo di superalcolici tipico al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità a più bassa gradazione come il vino. Leader mondiale nelle esportazioni e nella produzione con più di 50 milioni di ettolitri nell’ultima vendemmia. E allora è ovvio che l’Italia non ci sta e dice no all’etichetta sanitaria sul vino proposta dall’Irlanda. È questa la decisione della delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni, quella – cioè – di chiedere formalmente “un dibattito” sul tema “ai lavori della prossima sessione plenaria” in programma il 24-25 maggio a Bruxelles.

Fonte: greenMe.

I vini e i distillati più pregiati da regalare adesso.
Bere bene e con gusto. Chi ama prendersi una pausa sorseggiando un calice di bollicine o un whisky single malt invecchiato, sa quanto è importante scegliere le etichette migliori. Qui una selezione dei vini e distillati più pregiati da regalare per non sbagliare un colpo. Gli amanti del Sauvignon apprezzeranno Terre Magre di Piera 1899, ideale da abbinare a primi piatti di pesce con i suoi sentori di salvia, peperone, albicocca e alle note di frutta esotica e pompelmo. Giall’Oro è invece il prosecco superiore di Ruggeri da donare agli amanti delle bollicine venete. Dal colore giallo paglierino acceso, rivela aromi di fiori bianchi e mela, mentre la beva è fresca e fruttata, dal perlage sottile. Un viaggio nella Loira è quello offerto a ogni sorso da Château De Fesles La Chapelle Anjou Blanc di Famille Helfrich. Dal colore giallo paglierino, al naso presenta note di tiglio e sambuco, mentre il sorso è rotondo ed equilibrato, con sentori di frutta secca e pane tostato. Perla di Graziano Prà, Soave Classico Colle Sant’Antonio è una pregiata riserva 100% Garganega che affina per almeno due anni in botti grandi e sfrutta il tappo a vite per il lento affinamento in bottiglia. Il bouquet di frutta matura, cannella, vaniglia e miele di castagno, lascia spazio al sorso ricco di corpo con incursioni di mandorla dolce tostata e albicocca candita.

Fonte: Icon Magazine.

Vino: Caveri, no a etichettatura come bevanda cancerogena.
No alla possibile introduzione da parte dell’Irlanda di un’etichettatura che definisce tutte le bevande alcoliche come cancerogene, incluso il vino. Lo ha ribadito l’Assessore agli Affari europei, Luciano Caveri, durante una riunione della delegazione italiana del Comitato europeo delle Regioni. “La dichiarazione congiunta – sottolinea – ricorda come il settore vitivinicolo abbia un ruolo fondamentale per l’economia dell’intera Unione europea, dando lavoro a milioni di persone e garantendo la sostenibilità delle economie locali in molte regioni e aree rurali.

Fonte: ANSA.

I migliori vini di Ais in fiera a Cesena.
Due tenute del Cesenate sono state premiate con le “Quattro viti” dalla guida nazionale “Vitae 2023”, una delle pubblicazioni più autorevoli dedicate al vino nel panorama nazionale, a cura di Ais (Associazione italiana sommelier). Si tratta della Tenuta Casali di Mercato Saraceno, con il suo Trebbiano vigna Cavaliere bianco 2021, e della Tenuta Il Plinio di San Carlo di Cesena con il Sangiovese Torre di Roversano 2020. Sono due delle 116 etichette distribuite fra Romagna (33), Emilia (31), Marche (30) e Umbria (22) che sabato 25 marzo si presenteranno al pubblico e agli addetti ai lavori nel padiglione eventi della Fiera di Cesena con l’evento “Esperienze di Vitae”, il gran galà dedicato ai migliori vini premiati dalla Guida di Ais. In totale sono 1.011 le etichette che hanno ottenuto le “Quattro viti” a livello nazionale.

Fonte: Corriere Cesenate,

Dall’uva, oltre il vino.
Da quasi due anni ti intrattengo, amico mio lettore, amica mia paritaria, raccontandoti e illustrandoti zone geografiche, vitigni rari, curiosità e aneddoti sul mondo del Vino. Ma cosa c’è oltre il vino? In altre parole: il vino è l’unico prodotto che si può ottenere dall’uva? No, non lo è, e tra poco vediamo cos’altro si può ottenere dal frutto della vitis vinifera. Partiamo però dalle basi, facendo un brevissimo riassunto. Il vino è il prodotto della fermentazione del frutto della vite vinifera. Questa definizione, come ti ho già detto, è la più semplice e la più vicina alla realtà, data anche la complessità della materia. Inoltre, contiene anche una regola generale molto importante, vale a dire che tutto ciò che ha zucchero (frutta, cereali, ecc.) può essere fermentato, cioè trasformato in alcol.

Fonte: Cremona Sera,

Turismo e vino, binomio perfetto per la Puglia.
Il vino affascina, sorprende, emoziona ma bisogna saperne sfruttare qualità e valore, soprattutto in una terra come la Puglia che lo ha “adottato” come uno dei pilastri del settore turistico. Se ne è parlato ieri, mercoledì 15 marzo, in occasione dell’incontro “Enoturismo in Puglia? Parliamone”, organizzato dal Circolo della Stampa “Secondo Adamo Nardelli” di Fasano, presso Masseria Ancella a Montalbano. Dopo i saluti del presidente del sodalizio Gino Bianco, l’incontro è entrato nel vivo con l’intervento di Salvio Capasso dell’Associazione Studi e ricerche per il Mezzogiorno Intesa SanPaolo, incentrato su “Il mercato enoturistico oggi”. Dai dati presentati all’attento pubblico è emerso che la Puglia è la prima regione in Italia per produzione vinicola, seguita da Veneto ed Emilia Romagna, con i suoi 10,7 milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2022, grazie alle sue 11 mila aziende agricole e circa 600 cantine.

Fonte: Gofasano,

L’ecommerce non frena importatori e distributori di vino e distillati: fatturato a +17%.
Lo scorso anno è cresciuto a 311 milioni (+17%) il giro d’affari di Società Excellence, realtà che riunisce 21 importatori e distributori italiani di vini e distillati di qualità. «Se già il 2021 era stato archiviato come un anno positivo e di rinascita dopo il periodo pandemico più duro, il 2022 conferma il ruolo determinante della distribuzione nel commercio e nella valorizzazione dei vini e distillati di pregio – commenta il presidente Luca Cuzziol –. Nonostante il periodo che stiamo attraversando sia certamente turbolento e ricco di insidie e sfide, la professionalità che ogni giorno mettono in campo i nostri agenti e collaboratori, consente di dare un servizio professionale fondamentale alle realtà che operano nel normal trade: è questa la grande forza della distribuzione, insostituibile per la commercializzazione di vini e distillati premium».

Fonte: Il Sole 24 Ore.

Donne produttrici: il vino italiano al femminile 27| Antonella Cantarutti.
Dopo una lunga serie sulle critiche di vino, il focus si sposta sulla produzione al femminile. Zone di ispirazione, stili produttivi e prospettive: ecco qual è l’approccio delle produttrici italiane.
Come membro dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino mi rivolgo alle produttrici di diverse regioni d’Italia per saperne di più. Antonella è nata a Udine a metà degli anni ’60 durante il boom economico da una famiglia che non ha perso tempo ad adeguarsi allo sviluppo economico. Il padre all’epoca era già ben inserito nel mondo industriale delle vernici per legno e la madre si dedica attentamente alla famiglia. Antonella a 12 anni inizia a praticare l’equitazione che la porta a raggiungere risultati importanti. Intraprende in gioventù gli studi di agraria con profitto e grande determinazione, considerato che nel 1969 il padre Alfieri acquista il primo Ronco da una nobile famiglia del Comune in cui vivono e pertanto il suo inserimento in azienda è quasi segnato. Gli studi proseguono e nel frattempo a 24 anni decide di uscire di casa per formare la sua famiglia sposando Fabrizio che oltre essere compagno di vita sarà il suo più stretto e affidabile compagno di lavoro.

Fonte: Luciano Pignataro.

STAMPA ESTERA

González Byass gana 12,7 millones tras elevar ventas un 22%.
El grupo crece por su internacionalización, su Propuesta de enoturismo y sus marcas prémlum. González Byass, la empresa familiar con sede en Jerez (Cádiz), cerró su último ejercicio fiscal -de septiembre de 2021 a agosto de 2022- con unas ventas netas de 240 millones de euros, un 22% más que un año antes, pero también por encima de sus ingresos previos a la pandemia. Su cifra de negocio bruta ascendió a319 millones. El grupo explica que su fuerte crecimiento se cimentó en la diversificación geográfica de su negocio, con un 72% de las ventas fuera de España. La empresa resalta la buena evolución de los brandy y vinos de Casa Pedro Domecq en México. Además, González Byass destaca que está logrando premiumizar varias de sus marcas emblemáticas, como los vinos de Jerez de González Byass, Beronia Rioja o CavaVilarnau, entre otros. La otra pata de su crecimiento se centra en su negocio enoturístico, donde destacan el Hotel Bodega Tío Pepe o el nuevo restaurante Pedro Nolasco, entre otras opciones impulsadas por el grupo. El incremento de la facturación se vio acompañado de una clara mejora de los beneficios de la compañía. El resultado bruto de explotación (ebitda) ascendió a 28,2 millones de euros, un 21% más que un año antes y en línea con su cifra anterior a la pandemia. El resultado neto fue de 12,7 millones de euros, un 39% más que los 9,1 millones de euros logrados en el ejercicio anterior.

Fonte: Expansión.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 16marzo 2023!

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Vinitaly da record: attesi oltre mille super acquirenti esteri dopo il record dell’export.
Il Veneto è la regione italiana leader nel vino e uno dei primi esportatori al mondo. Una potenza che ha una grande vetrina: il Vinitaly di Verona. L’edizione di quest’anno – in calendario dal 2 al 5 aprile – si annuncia con numeri record: attesi oltre 1.000 super acquirenti esteri accreditati provenienti da 68 paesi, + 43% rispetto al 2022. Appassionati e operatori sono in arrivo dagli Usa all’Africa, dall’Asia – con il grande ritorno della Cina e Giappone – e dal Centro e Sud America fino all’Europa e alle repubbliche dell’ex Urss. Gli organizzatori di . Veronafiere scommettono che si supererà il consuntivo 2022, chiuso con 25mila compratori stranieri da 139 Paesi, i128% degli 88mila operatori totali arrivati nella città scaligera: la più alta incidenza estera di sempre. «Un risultato storico, frutto di un roadshow globale senza precedenti che ha coinvolto i principali player istituzionali della promozione del made in Italy – commenta il presidente di Veronafiere spa, Federico Bricolo.

Fonte: Gazzettino.

Bianco d’artista.
Sono 20.000 le bottiglie dell’edizione La Pettegola 2023, il Vermentino limited edition di Banfi, firmato da artisti di fama internazionale. Quest’anno l’etichetta è opera del designer israeliano Noma Bar che ha creato 5 figure femminili che chiacchierano e, osservandole bene, grazie anche all’etichetta che si anima con la realtà aumentata, rivelano nei loro tratti piccoli dettagli sul mondo del vino (banfi.it).

Fonte: Donna Moderna.

L’agrivoltaico contro il climate change che minaccia i vigneti.
David Taddei Siena ‘è un punto d’incontro fra le esigenze di produrre energia pulita senza consumare suolo e la necessità di difendere le nostre colture dagli effetti del climate change che prevede +2 gradi entro il 2050. Un valore che secondo il professor Simone Bastianoni (lo leggete nel box a parte) può salire addirittura a +3, con effetti catastrofici per i nostri vigneti più tradizionali e famosi nel mondo. I dati di Terna (proprietaria della rete elettrica nazionale) dicono che il fotovoltaico oggi non copre neanche il 10% del fabbisogno italiano. Per arrivare al 60% dovremmo coprire con pannelli solari almeno 50mila ettari, 500 chilometri quadrati, tre volte il comune di Milano. Dovremmo consumare quasi 1’1% del terreno agricolo, aumentando del 3-4% la superficie urbanizzata in Italia. Cifre da capogiro.

Fonte: Espansione.

Lettera. Risponde Mario Giordano – Serve ribellarsi ai poteri forti che guidano l’Ue.
Caro Giordano, a Bruxelles volevano che sulle etichette delle bottiglie di vino comparisse la scritta «il vino danneggia la salute» . Poi è arrivata la proposta sulle nuove auto che, dal 2035, avrebbero dovuto essere tutte munite di motori a batteria. Per ultimo è in arrivo la direttiva sulle case green che dovranno cambiare, e non di poco, la classe energetica. Vedremo come andrà a finire. Sta di fatto che c’è sempre qualche burocrate, lautamente pagato, che non trova altro da fare che complicarci la vita. Aldo Maccagnoni Monticelli (Piacenza) ¦ La sensazione più sgradevole in tutto ciò, caro Aldo, è che queste decisioni vengono calate dall’alto, sulla testa dei cittadini, senza che questi ultimi possano esprimere il loro parere. È un sistema totalmente antidemocratico. Noi scegliamo i governi che, però, non decidono nulla, o quasi, perché devono necessariamente allinearsi alle linee guide di Bruxelles. E chi stabilisce quelle linee guida non risponde agli elettori.

Fonte: La Verita’.

Regioni in campo per difendere il vino.
Pronto il ricorso alla Corte Ue contro le etichette irlandesi Regioni in campo per difendere il vino • Le Regioni italiane fanno fronte comune in Europa contro l’etichetta salutista sugli alcolici proposta dall’Irlanda e all’esame dell’Organiz7a7ione mondiale del commercio. Guidata dal governatore del Piemonte Alberto Cirio, la delegazione italiana al Comitato europeo delle Regioni ha chiesto formalmente «un dibattito» sul tema durante «i lavori della prossima sessione plenaria» in programma il 24-25 maggio a Bruxelles e ha lanciato la sfida: «Siamo pronti a portare avanti, in ogni sede, nuove iniziative per modificare questo approccio a livello europeo», hanno avvertito i rappresentanti regionali e locali italiani.

Fonte: Libero Quotidiano.

Mimma Posca presenta Classy Wines.
Una nuova società di distribuzione che propone una selezione esclusiva di vini di grande livello provenienti da territori d’eccellenza. Fondata da Mimma Posca (nella foto) , la distribuzione di Classy Wines è mirata ai segmenti ultra-premium e top range. Il debutto avverrà partendo da Maison Chanoine Frères 1730, Champagne Tsarine, Château Kirwan Margaux, Cantine Beladea (Corno di Rosazzo), Marina Danieli (Buttrio). Posca è un nome noto soprattutto nel mondo degli champagne, avendo portato la filiale italiana di una importante maison di Reims ai vertici della distribuzione nel nostro Paese.

Fonte: Messaggero.

Nuova bottiglia Masi.
Masi ha messo a punto una bottiglia che impiega il 33% in meno di materia prima, il vetro, oltre ad essere 100% sostenibile. La Bottiglia “Masi” nasce dalla collaborazione tra la storica azienda vitivinicola, l’architetto e designer e Piero Lissoni e Verallia, azienda riferimento nella progettazione e fornitura di contenitori in vetro.

Fonte: Sole 24 Ore.

Piacevolezza, morbidezza e buona semplicità.
Di Fiabe Aganis Friuli Colli Orientali Ribolla . Dall’acquisizione di una realtà da tempo dismessa nei pressi di Borgo Salariis a Treppo Grande, in provincia di Udine, nasce Aganis il nuovo progetto di Simone, Fabio e Alessio Cecchetto, i tre giovani alla guida della cantina trevigiana Ca’ di Rajo. Un impegno economico di grande portata per i giovani imprenditori che li vede impegnati in prima linea nell’avvio di una nuova cantina che mira soprattutto alle varietà autoctone, come Refosco e Friulano. «Vogliamo fare di Aganis un’azienda da vivere – spiegano i tre.

Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.

Frascati doc, il Consorzio guidato da Caporicci.
L’ingegner Luigi Caporicci, di 72 anni e abitante a Marino, è il nuovo presidente del Consorzio di tutela vini denominazione Frascati doc. L’elezione di Caporicci, che da 20 anni è alla guida anche della cooperativa ‘Gotto d’oro’ di Marino, è stata votata all’unanimità dai 9 membri, componenti del Consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela vini Frascati. Vicepresidenti sono stati eletti Felice Gasperini e Lorenzo Costantini. Al consorzio di tutela vini Frascati aderiscono più di 300 produttori di Frascati, Monte Porzio Catone, Grottaferrata e Roma e 32 aziende, in cui lavorano circa 200 addetti. Ogni anno si producono più di 8 milioni di bottiglie con il marchio Frascati doc e docg, che in gran parte vengono commercializzate all’estero.

Fonte: Messaggero Roma Metropoli.

Le etichette parlano tedesco al classico Prowein (Dusseldorf).
Una delegazione presente da domenica. Concluso il tour negli Usa Le etichette parlano tedesco al classico Prowein (Dusseldorf). Non solo il Vinitaly. Da domenica 19 a martedì 21 marzo, infatti, una piccola delegazione di aziende oltrepadane, guidata dal Consorzio, tra cui ci sono anche le cantine sociali Terre d’Oltrepo e Torrevilla, infatti, sarà a Dusseldorf per il Prowein, una delle più importanti fiere enologiche a livello internazionale. In Germania, in Consorzio collaborerà come già da alcuni anni con Ascovilo-Grana Padano e per domenica alle 15 è in programma un evento-degustazione con le denominazioni dell’Oltrepo Pavese. Dopo Dusseldorf e Verona, poi, sono in già in calendario le partecipazioni a London Wine Fair e Vinoforum a Roma, inoltre il Consorzio sta programmando una serie di attività dedicate al settore della ristorazione e della sommellerie sia portando sul territorio dell’Oltrepo operatori del settore e stampa qualificata, sia proponendo degustazioni su piazze importanti come Roma.

Fonte: Provincia – Pavese.

Agroalimentare, 20% di esportazioni.
Settore trainato dal vino, che fattura 75,6 milioni di euro di scambi ‘ export dell’agroalimentare marchigiano vola nel 2022 con un+20% rispetto all’anno precedente nonostante i rincari delle materie prime e le tensioni internazionali alimentate dalla guerra in Ucraina. Lo rende noto Coldiretti Marche che ha rielaborato i dati Istat sul commercio delle regioni con l’estero. Tutti positivi i numeri provinciali con Ancona che si conferma il territorio che più è riuscito a internazionalizzare i suoi prodotti (178,5 milioni, +16,8%) davanti a Pesaro con 140 milioni (+25%). Seguono Macerata (116 milioni, +20%), Ascoli (102 milioni, +18%) e Fermo (18 milioni, 28%). «L’export agroalimentare-commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche – costituisce una fetta importante della nostra economia oltre a rappresentare un biglietto da visita per tutto il territorio, uno dei principali attrattori turistici.

Fonte: Corriere Adriatico Ancona.

«Vogliamo diventare città europea del vino».
Evento Venerdì 10 marzo al Museo della civiltà contadina c’è stato un incontro dedicato alla tematica «Vogliamo diventare città europea del vino». II presidente nazionale dell’Associazione Città del vino Angelo Radica è stato ospite venerdì 10 marzo al Museo della civiltà contadina a Santa Cristina per l’incontro “Racconti intorno al vino”. «Siamo qui grazie ad un’intuizione di Annalisa Beccaria che ha voluto Borgomanero nell ‘associazione – ha detto l’assessore Francesco Valsesia -. Borgomanero ha sempre prodotto vino. Ci troviamo in una cantina storica per premiare un concorso letterario. Sono felice del legame tra cultura, territorio e tradizione».

Fonte: EcoRisveglio.

Enoteca di Ovada, ecco le iniziative «Cultura e vino: volano turistico».
Fornaro e il libro su Mussolini: dialogo con Ubaldeschi, direttore del Secolo XIX Enoteca di Ovada, ecco le iniziative «Cultura e vino: volano turistico». Domani, ore 17.30, all’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato, ex cantine di Palazzo Delfino in via Torino 69, Federico Fornaro presenterà il libro dal titolo “Il collasso di una democrazia. L’ascesa al potere di Mussolini (1919-1922)” (Bollati Boringhieri, 2022). Dialogherà con l’autore, il direttore de Il Secolo XIX, Luca Ubaldeschi. Saranno ripercorse le cause che, a partire dal primo dopoguerra fino al 1922, portarono alla nascita e all’affermazione del movimento fascista e all’ascesa al potere di Benito Mussolini. Il saggio analizza con particolare attenzione la situazione sociale dell’Italia di inizio Novecento. Federico Fornaro è deputato Pd-Idp (Italia democratico e progressista), saggista e studioso delle dinamiche elettorali. Ex sindaco di Castelletto d’Orba, suo paese d’origine, Fornaro dal 2019 è anche consigliere comunale di Ovada.

Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.

Rossi, bianchi e rosati: i vini di Puglia alla conquista di Düsseldorf.
Cinquantaquattro cantine presenti e centinaia di etichette in degustazione a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo: la Puglia concede il bis al ProWein, prestigiosa fiera internazionale del vino in programma a Düsseldorf dal 19 al 21 marzo prossimi. Appuntamento nella Halle 17, stand 27 (spaio Enoteca-Vinotek) per degustare il meglio della produzione vitivinicola pugliese, mentre per approfondire la conoscenza dei principali vitigni pugliesi sono in programma tre seminari per addetti ai lavori organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier Puglia. Domenica con “Let’s talk about Negroamaro”. A seguire la degustazione di varie etichette di questo vitigno. A seguire focus sui vini bianchi di Puglia. Lunedì 20 marzo, focus su un altro vitigno pugliese: il primitivo.

Fonte: Repubblica Bari.

Orcia Wine Festival Quattro giorni con i grandi del vino.
Dal 22 al 25 aprile a San Quirico d’Orcia puntamento con la 12esima edizione di Orcia Wine Festival, la mostra mercato del vino Orcia Doc che racconta il paesaggio patrimonio mondiale dell’umanità Unesco attraverso l’eccellenza del vino. La mostra mercato con i vini dell’Orcia Doc promossa dal Comune di San Quirico d’Orcia, in collaborazione con il Consorzio del Vino Orcia, è allestita nelle suggestive sale di Palazzo Chigi dove troveranno spazio degustazioni tecniche guidate, il banco d’assaggio di oltre 20 aziende.

Fonte: Nazione Siena.

Eco e bio, il vino da 140 milioni Schenk investe da Ora al Salento.
Il fatturato lievita anche nel 2007 e il gruppo punta a ridurre ancora gli sprechi In Italia e all’estero L’export vale il 70% il mercato interno invece nel 2022 è cresciuto del 10%. Decine di milioni di bottiglie vendute, centinaia di milioni di euro di fatturato, che si traducono in una crescita di sette punti percentuali sull’anno precedente, ma soprattutto in una serie di investimenti che andranno a potenziare la produzione tanto nei nuovi vigneti salentini quanto nella storica sede di Ora. Schenk Italia festeggia un 2022 estremamente positivo e, con l’occasione del bilancio annuale, presenta anche i piani per il futuro prossimo. «Nonostante l’instabilità del mercato e le difficoltà emerse in produzione, con la spesa triplicata per l’energia elettrica e l’aumento dei prezzi di prodotti sussidiari come vetro, legno e carta che hanno messo sotto pressione la marginalità, abbiamo chiuso il 2022 con un fatturato di quasi 140 milioni di euro, registrando un incremento del 7% rispetto al 2021.

Fonte: Corriere dell’Alto Adige.

Mezzacorona il migliore produttore italiano al «Mundus Vini 2023».
Concorso in Germania Mezzacorona il migliore produttore italiano al «Mundus Vini 2023» I1 gruppo Mezzacorona conquista la Germania, che l’ha eletto «miglior produttore italiano» nell’ambito del «Mundus Vini Spring Tasting 2023» di Neustadt. Il concorso ha impegnato oltre 200 esperti da tutto il mondo, chiamati a valutare 7.500 vini. Mezzacorona ha ottenuto il sigillo «Best of Show» con il Pinot Grigio Castel Firmian Trentino Doc Riserva 2021 (miglior vino bianco del Trentino) e il Dalila Feudo Arancio Sicilia Doc 2021 (miglior vino bianco della Sicilia). In totale il gruppo ha incassato 13 medaglie d’oro e 14 medaglie d’argento.

Fonte: Corriere dell’Alto Adige.

Vinitaly, più di 1.000 i buyer già accreditati.
Presenza dall’estero +43% rispetto all’edizione 2022 Vinitaly, più di 1.000 i buyer già accreditati Nord America il più rappresentato e c’è attesa per il ritorno degli operatori da Cina e Giappone. Un Vinitaly internazionale che parla tutte le lingue del mondo e che si appresta a registrare, per l’edizione numero 55 in fiera a Veronafiere da domenica 2 a mercoledì 5 aprile, il record di top buyer selezionati e ospitati anche in collaborazione con Ice Agenzia. Ad oggi, comunica Veronafiere spa in una nota, sono più di 1.000 i «superacquirenti» esteri di vino italiano da 68 Paesi già accreditati: +43% rispetto al 2022. Il panorama comprende Usa, Africa, Asia – con il grande ritorno di Cina e Giappone – Centro e Sud America Europa tutta rappresentata e Repubbliche eurasiatiche. L’incoming dunque incrementerà il totale del business internazionale in fiera nei quattro giorni di Vinitaly e che, secondo le proiezioni, dovrebbe superare il consuntivo 2022 che si chiuse con 25mila buyer stranieri da 139 Paesi, il 28% degli 88 mila operatori totali arrivati a Verona.

Fonte: Arena.

Etichette sanitarie al vino Le Regioni alzano la voce.
La delegazione italiana al Comitato consultivo Etichette sanitarie al vino Le Regioni alzano la voce II presidente del Veneto, Zaia: «Attacco identitario a produzioni tipiche» Cirio, Piemonte: «Pronti a rivolgerci anche alla Corte di Giustizia». Sul vino non si scherza. E anche se il presidente del Veneto, Luca Zaia, la battuta l’ha fatta sul Prosecco che forse non c’era tra le bottiglie proposte per brindare all’inaugurazione della mostra che si è aperta a Bruxelles, ieri mattina al Comitato europeo delle Regioni, ridendoci sopra con il collega del Piemonte, Alberto Cirio, poi i toni sono cambiati. Poco dopo, al quinto piano dell’edificio che ospita l’assemblea degli enti regionali e locali di tutta Europa, non lontano dalla sede del Parlamento europeo, si è tenuta la riunione della delegazione italiana del Cdr, il Comitato delle Regioni. C’erano, tra gli altri, anche i presidenti Marco Marsilio (Abruzzo), Eugenio Giani (Toscana), il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti.

Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.

Zaia a Bruxelles no alle etichette «vino nocivo» – Il presidente contro l’Ue «Le etichette sul vino attentato all’identità».
Trasferta europea per il governatore Zaia che tuona, alla Conferenza delle Regioni, contro l’etichettatura che avvisa sugli effetti nocivi degli alcolici: «Così si favoriscono le multinazionali ed è un attacco identitario. a pagina 5 Il presidente contro l’Ue «Le etichette sul vino attentato all’identità» E sul Pnrr: «Va rinegoziato, priorità sbagliate» voua I vertici della Regione in trasferta a Bruxelles non lesinano bacchettate all’Europa. Alla Conferenza delle regioni c’erano il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti e anche il presidente del Veneto Luca Zaia che ha discettato di vari argomenti. Il primo, ma forse non sarebbe potuto essere altrimenti, è la difesa a spada tratta del vino, l’«oro veneto». Il tema, spinosissimo, è quello dell’etichettatura delle bottiglie che dovrebbe riportare l’avviso di nocività per la salute.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Masi ridisegna la bottiglia e l’alleggerisce di un terzo.
Pesa 200 grammi in meno, cioè circa un terzo, e sarà il nuovo involucro per le 126 mila bottiglie di Fresco di Masi, una linea di vini biologici prodotti dall’omonima casa vitivinicola veronese, griffe-principe per l’Amarone. Si chiama «Bottiglia Masi» (nella foto tra le mani del direttore marketing, Raffaele Boscaini) e porta la firma del designer Piero Lissoni, che ha affidato le sue linee a Verallia, multinazionale specializzata nelle soluzioni di confezionamento in vetro di alta gamma. Oltre che la valenza estetica, la bottiglia reca in sé caratteristiche meccaniche di leggerezza e resistenza che rendono più gradevole il gesto del versare il vino e, soprattutto, permettono notevoli risparmi in materia prima e costi di produzione e trasporto.

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Etichetta “salutista” sui vini, il Veneto guida la rivolta – Vino, l’Italia sfida l’Irlanda «Ricorso contro le etichette».
Zaia: «Sarà battaglia dura». I1 vino nuoce alla salute? È pericoloso come il fumo? Bisogna avvertire i consumatori con una etichetta sulla bottiglia? «Anche semi bevo diciotto litri di acqua in una mattinata posso avere un problema serio. E un provvedimento che non ha senso. Lo ostacoleremo». A parlare nbn è un produttore di vino, ma l’ambasciatore l’italiano presso la Ue, Pietro Benassi. E per una volta non c’è partito che tenga: tutti d’accordo, in Italia, a stoppare l’Irlanda e la sua “salutista” idea di etichettare il vino come il tabacco. Ma il tempo stringe: il 6 maggio le etichette in Irlanda potrebbero diventare obbligatorie. E l’Europa non sta facendo niente per impedirlo. E così che le Regioni italiane hanno deciso di passare all’attacco: «Siamo pronti ad arrivare alla Corte di giustizia europea», tuona Alberto Cirio, presidente del Piemonte. E Luca Zaia promette: «Sarà battaglia dura». Continua a pagina 9 Vino, l’Italia sfida l’Irlanda «Ricorso contro le etichette» ›Pronti a portare il caso davanti alla Corte ›Zaia: «Un attacco identitario, è in atto di giustizia europea: «No ad alert sanitari» un confronto tra modelli di agricoltura».

Fonte: Gazzettino.

Paesaggi rurali storici, anche le colline Docg.
Omaggio ai custodi dell’agricoltura tradizionale ed eroica dei nostri territori più belli: nasce ad Arezzo l’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico. Dalle colline vitate del Soave agli oliveti terrazzati di Vallecorsa, dal paesaggio della Bonifica Leopoldina in Valdichiana ai limoneti di Amalfi, dalle colline di Conegliano Valdobbiadene paesaggio del Prosecco Superiore al.paesaggio agrario della Piana degli oliveti monumentali di Puglia, dalle Terre di Gresta al paesaggio policolturale del Mandrolisai i vigneti di Atzara e Sorgono, dal paesaggio della bonifica romana e dei campi allagati della piana di Rieti fino ai muretti a secco che contraddistinguono le coltivazioni tradizionali sull’Isola di Pantelleria, passando per la Fascia olivata tra Assisi e Spoleto e il paesaggio policolturale di Trequanda 25 dei 27 paesaggi rurali storici iscritti al Registro Nazionale si costituiscono ufficialmente in Associazione.

Fonte: Gazzettino Treviso.

Tappo di sughero oppure tappo a vite? I big vicentini li scelgono entrambi.
L’uscita allo scoperto dell’associazione gli “Svitati” creata da cinque delle più autorevoli cantine italiane (Franz Haa.s, Pojer e Sandri, Pra, Jerman e Vigneti Massa) che ha organizzato un convegno per fissare lo stato dell’arte della ricerca (tutta a favore del tappo a vite) e una degustazione comparata di vini vecchi della stessa annata (in buona parte a favore del tappo a vite) ha fatto discutere e sollevato notevole interesse. Siamo dunque andati a chiedere ad alcuni `big” berici cosa ne pensino della querelle e soprattutto se abbiano già in produzione vini con il tappo a vite che poi, al di là delle parole è l’attestazione prima di una scelta di campo. Il risultato è stato per certi aspetti sorprendente, le cantine sono più avanti dei consumatori italiani e hanno tutte, chi più e chi meno, vini con tappo a vite e giudizi lusinghieri sulla resa di questo tipo di tappatura.

Fonte: Giornale di Vicenza.

Successo per il wine tasting de ‘La Fortezza’, Pignataro e Gardini: “Passione e sacrificio dietro la qualità delle etichette”.
‘La Fortezza’ ha organizzato un wine tasting che ha permesso ai numerosi ristoratori intervenuti, non solo di conoscere meglio le etichette della Cantina di Torrecuso, ma anche di scoprire come comunicare in modo innovativo ed efficace un’offerta di vini. La giornata di lunedì 13 marzo, infatti, si è aperta con una masterclass tenuta da Luciano Pignataro, noto giornalista enogastronomico, che – insieme con il collega Pasquale Carlo e l’enologo Vittorio Festa – ha spiegato come portare in tavola dei vini che siano in grado di evolvere nel tempo e che diano valore all’agricoltura: “Il futuro della vitivinicoltura italiana non può che essere la capacità di creare prodotti che si collocano nel mercato del lusso – Pignataro ha poi proseguito – non significa, ovviamente, che bisogna rinunciare a fare delle bottiglie accessibili a tutti, però è importante dare valore al proprio lavoro”. “E’ fondamentale stringere relazioni tra le aziende e i locali – ha aggiunto il giornalista, sottolineando l’importanza dell’evento organizzato dal team La Fortezza – e questo è possibile attraverso la formazione”.

Fonte: Anteprima24.it.

Elogio del vino semplice.
Il vino semplice non ha cittadinanza su queste pagine. Bevitori di châteaux, appassionati puntigliosi, professionisti del settore, critici e guidaroli, tutti lo snobbano. Perché lui, poverino, non ha etichetta – che orrore! – e lo vendono a litri. Diamogli voce, per una volta. Il vino semplice è il proletario dell’enologia, non ha pretese di blasone né rappresentanti azzimati e ciarlieri. Al massimo gli è permesso sfoggiare una paternità di vitigno ed una DOC, ma ormai un cavalierato lo si dà a chiunque, che sarà mai? Se ci pensate bene però, è la colonna portante del vino italiano: la massa ettolitrica la costituisce lui, insieme all’infame fratellastro, il vino da bottiglione.

Fonte: Intravino.

Dal Sangiovese alla Glera, la Calabria rivela le origini del vino.
La vite era coltivata prima dei Greci, come dimostrano studi scientifici, e molti vitigni autoctoni locali sono antenati di note varietà italiane. Giovani vignaioli hanno ripreso i terreni di famiglia e stanno riscoprendo antiche uve. Ci sono luoghi in cui il vino rivela segreti atavici. Succede quando la vite affonda le radici in un passato lontano che torna a vivere nei calici e nella passione di chi, quelle antiche verità, l’ha scoperte e riscritte con impegno e fatica. Si svela così, a piccoli sorsi, la Calabria del vino. Siamo nella terra degli Enotri, popolo che conosceva e coltivava la vite ancor prima dell’arrivo dei Greci, e che ha “scelto” questa regione per fondarvi quella che è poi diventata la Magna Grecia.

Fonte: la Repubblica.

Wine bar e enoteche: le ultime novità del bere a Milano.
C’era un tempo la Milano da bere, qualcuno la ricorderà. Erano gli anni ’80 della transizione tra prima e seconda repubblica, quelli dell’individualismo spinto e della superficialità come state of mind. Tempi veloci, rapidi come il lampo che consegnavano ai posteri una società dedita al culto del drink serale. E se qualcosa di quella stagione lo abbiamo trattenuto, va di certo cercato nelle abitudini della gente, in quel ritrovarsi dei milanesi nei locali, che col trascorrere del tempo hanno assunto nuove forme e identità. Non passa stagione senza che fiorisca sotto la Madonnina un indirizzario da tenere a mente, a punteggiare la città di nuove insegne. Molte di queste sono germinazioni di altre ormai consolidate.

Fonte: Gambero Rosso.

Vino rosso o bianco, quale fa più male alla salute: arriva la conferma degli esperti.
I vini italiani sono una vera e propria eccellenza: sono conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo. Bere un bicchiere di vino al giorno fa bene al nostro organismo. Ma quale è preferibile, il vino rosso o bianco? Scopriamolo insieme. Anche se parliamo dello stesso prodotto, tra il vino rosso o bianco ci sono delle notevoli differenze non solo nel gusto. Le prime diversità riguardano i valori nutrizionali. Ovviamente, non serve dire che l’alcol va consumato con parsimonia, senza esagerazioni. Bere vino con moderazione allunga la vita: pare, infatti, che il tanto amato “succo d’uva” porti benefici a tutto il nostro organismo. Aiuta a tenere sotto controllo le malattie cardiache, le malattie neurodegenerative, aiuta nell’artrosi e tiene sotto controllo il colesterolo. Ma quale vino scegliere per avere tutti questi benefici?

Fonte: Wine and Food Tour

Lo sapevi che esiste la città del vino? Dove si trova e perché viene definita tale.
Se stai pensando di organizzare un viaggio a Bordeaux, ti consigliamo di includere questa destinazione nel tuo itinerario, poiché offre un’esperienza completa con visite alle cantine, prelibatezze culinarie di alta qualità e servizi di trasporto inclusi. Il parco tematico si trova nella città di Bordeaux, una località di fama mondiale per il suo rapporto con il vino, che ha coronato il tutto promuovendosi come una meta ambita per gli amanti dell’enoturismo. Probabilmente, molti di voi si chiedono come sia possibile creare un parco a tema dedicato al vino. Ci saranno attrazioni come montagne russe? Nel negozio di souvenir troveremo costumi da bottiglia di vino? Le attrazioni acquatiche faranno schizzare vino al posto dell’acqua? Sebbene la creazione di un’attrazione in cui una fontana di vino sia protagonista sembri allettante, la verità è che sembra che la Cité du Vin (la città del vino) abbia scelto un approccio diverso. Non è prevista alcuna attrazione con effetti speciali basati sul vino, ma ci si potrà godere una degustazione di pregiati vini, tenendo in mano un bicchiere.

Fonte: Wine and Food Tour,

Ue, le Regioni unite contro l’etichetta che mette in guardia sul vino.
Le Regioni italiane fanno fronte comune in Ue contro l’etichetta sanitaria sul vino proposta dall’Irlanda. La delegazione al Comitato europeo delle Regioni (CdR) – rappresentata tra gli altri dai presidenti Marco Marsilio (Abruzzo), Eugenio Giani (Toscana), Alberto Cirio (Piemonte) e Luca Zaia (Veneto) – chiede formalmente “un dibattito” sul tema “ai lavori della prossima sessione plenaria” in programma il 24-25 maggio a Bruxelles. “Siamo pronti a portare avanti, in ogni sede, nuove iniziative per modificare questo approccio a livello europeo”, affermano i rappresentanti regionali e locali italiani.

Fonte: Sky TG24,

Vino: la minaccia della Flavescenza sul patrimonio viticolo italiano. L’appello del presidente Giansanti alle Istituzioni.
La Flavescenza dorata preoccupa i produttori vitivinicoli italiani ed è necessario un intervento efficace da parte delle istituzioni per evitare che questa malattia, una delle più distruttive dei vigneti, comprometta il potenziale produttivo di intere zone viticole. Questo l’appello lanciato oggi da Confagricoltura da uno dei luoghi simbolo della vitivinicoltura italiana: la Cantina Antinori nel Chianti Classico. “Dietro il controllo della fitopatia c’è molto di più – ha affermato il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti – : c’è il tema dell’economia di un territorio e c’è la questione del lavoro. Dobbiamo fare squadra e collaborare con tutte le istituzioni, perché la situazione è di emergenza e per questo chiediamo che vengano assegnati fondi di emergenza”. La Flavescenza dorata in questi anni ha avuto una diffusione crescente. Le aree più colpite sono Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, e anche in Toscana sono stati segnalati di recente nuovi focolai.

Fonte: Confagricoltura,

Toscana, Giani “No alla proposta irlandese di etichettatare il vino”.
“E’ stata una giornata importante. Con l’ambasciatore Benassi abbiamo discusso dell’iniziativa del governo irlandese, cui siamo assolutamente contrari, tesa a mettere sulle bottiglie di vino l’etichetta ‘nuoce gravemente alla salutè. Mi fa piacere che l’intero sistema Italia respinga fermamente tale ipotesi. Quello che fa male non è il buon vino, qual è quello toscano, ma l’abuso dell’alcol”. Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, al termine quest’oggi, mercoledì 15 marzo, della giornata passata a Bruxelles, dove in mattinata ha incontrato la commissione consiliare Politiche europee presieduta dal consigliere Francesco Gazzetti, che ha svolto un incontro istituzionale nella sede della Regione in Belgio alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo. Poi il presidente Giani si è spostato al Comitato europeo delle regioni, l’assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione Europea, dove ha incontrato la delegazione italiana e ha partecipato ai lavori della plenaria in cui è stato ascoltato, sul tema dell’etichettatura del vino, l’ambasciatore italiano presso l’Unione, Pietro Benassi.

Fonte: Italpress.

Etichette con “nocività” del vino, Zaia: «Attenzione a non togliere identità e fare favori alle multinazionali».
L’etichettatura con indicazioni sulla nocività del vino «è un attacco anche identitario, nel senso che se passa questa filosofia di togliere l’identità alle produzioni finisce che noi consegneremo l’agricoltura e i territori in mano alle multinazionali». Lo ha affermato il presidente del Veneto, Luca Zaia, in un intervento alla Conferenza della Regioni europee (Cer) a Bruxelles, il cui testo è stato diffuso dalla Regione. «Abbiamo fatto delle battaglie sacrosante come Italia in passato – ha aggiunto Zaia – difendendo la tipicità, difendendo l’identità, quindi io spero che si veda dietro questa operazione non solo la difesa di un comparto economico che è sacrosanta, ma anche la difesa di un altissimo valore che è quella identitaria. Se a noi tolgono questa parte d’identità poi a ruota ci sarà lo smontaggio di tutto quello che è il comparto agricolo di comunità come le nostre. Noi abbiamo 4.500 prodotti tipici in Italia; immaginate cosa c’è dietro ad ogni prodotto tipico, c’è la storia di una comunità, sono i sacrifici della nostra gente».

Fonte: Il Gazzettino.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 15 marzo 2023!

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Appelli di gusto – Non serve l’indovino, solo la storia dà le risposte.
Conoscete il Timorasso? È un’uva a bacca bianca delle valli Tortonesi (Alessandria), citata nelle cronache locali del 1800. Ne11891 il 20% delle uve locali era di morasso o timorasso; all’inizio degli anni’80 ne rimasero solo 2 ettari, ma lunedì il Consorzio di Tutela del Derthona che contempla il Timorasso ha snocciolato i dati: oggi sono 330 gli ettari, per un milione di bottiglie, che fra pochi anni saliranno a 3 milioni. E c’erano almeno 50 giornalisti ad assaggiare i 41 campioni di altrettante aziende, che hanno presentato in anteprima l’annata 2021, più che eccellente, per un territorio che, in quanto a investimenti vitivinicoli, è pari all’Etna. Ora, mentre assaggiavo quei vini, in tre ore di degustazione attenta, mi chiedevo: «Sarà così anche l’annata 2022 che ha subito siccità? E l’annata 2023 come andrà?».

Fonte: Avvenire.

Giovani, bevitori e «rossisti» Così Millennial e Generazione Z scelgono i loro vini (e perché).
Competenti, edonisti, avventurosi (ma fino a un certo punto) e soprattutto amanti del rosso. Sono alcuni dei dati salienti della ricerca commissionata dall’azienda veneta Pasqua Vini alla società di ricerca Toluna, che indaga gli stili di consumo e le attitudini dei Millennials (ovvero le persone nate tra il 1980 e il 1995) e della Generazione Z (i nati dal 1996 al 2005). Il campione è composto da 2.400 giovani (e quasi giovani) divisi equamente tra tre Paese i mercati importanti per il gruppo della Valpolicella: 800 in Italia, 800 nel Regno Unito e 800 negli Stati Uniti. «Osserviamo con attenzione i nuovi stili di consumo – spiega l’amministratore delegato Riccardo Pasqua – e costruiamo una conversazione attorno al vino che evolve per stile e forma, assieme alle nuove generazioni. Non ci limitiamo a registrare trend di mercato ma siamo interessati ad analizzarli e comprenderli per costruire un dialogo aperto e non intermediato con chi sceglie i nostri vini».

Fonte: Giornale.

Il Prosecco, primo in gdo, perde il 12%.
E’ il Prosecco il vino più venduto in gdo. Anche se la performance sul 2021 è in negativo: perde 1’11,9% in volume e il 3,6% in valore. Il suo giro d’affari è di circa 328,5 min per oltre 46,8 min di bottiglie. Subito dopo il Chianti con 17,6 min di bottiglie (-8,4%) per 94,6 min di ricavi (-3,5%). Al terzo posto il Lambrusco: quasi 17 min di bottiglie (-9,4%) per 60,2 min (-4,2%). Sono i dati sul trend del mercato del vino italiano allo scaffale nel 2022 e nel primo bimestre 2023, elaborati dall’istituto di ricerca Circana (già IRI), che ItaliaOggi può anticipare. Saranno presentati i13 aprile al Vinitaly. Medaglia di legno il Montepulciano d’Abruzzo: 12,8 min di bottiglie vendute (-3,1%) per quasi 46,5 min (-0,5%). Il primo segno + arriva alla 6° piazza: il Muller Thurgau sale in volume del 7,5% (10,5 min di bottiglie), in valore del 6,5% (50,9 min). Bene il Vermentino: 10,1 min di bottiglie vendute (+6,4%) per 69,3 min (+9,9%).

Fonte: Italia Oggi.

Poltrone in erba – Antonio Rallo….
riconfermato alla guida del consorzio di tutela vini doc Sicilia. Riconfermati anche i due i vicepresidenti Giuseppe Bursi e Filippo Paladino. La nomina è arrivata pochi giorni dopo l’elezione del nuovo cda del consorzio. La Sicilia è la più grande area vinicola biologica in Italia: con gli oltre 42mila ettari rappresenta il 30% della superficie nazionale.

Fonte: Italia Oggi.

Antinori, boom di ricavi.
2022 chiude a 240 min (+12,4%). Rivalutati 23 marchi aziendali Antinori, boom di ricavi Il ceo Cotarella: il 2023? L’inflazione pesa. Antinori chiude un 2022 molto positivo, con ricavi di 240 min di euro (+12,4%), riordina le funzioni della holding Palazzo Antinori e della vitivinicola Marchesi Antinori e rivaluta 23 marchi aziendali per un valore di 400 min di euro. Dallo scorso luglio, la scissione di alcune attività essenzialmente finanziarie di Marchesi Antinori ha comportato una riduzione del patrimonio netto di circa 380 min. «Ci siamo dati una organizzazione societaria rispettosa delle singole attività», commenta Renzo Cotarella, ceo di entrambe le società. «Palazzo Antinori è la holding di famiglia che svolge una funzione essenzialmente di controllo e indirizzo delle attività operative mentre la Marchesi Antinori è concentrata sulla produzione e distribuzione dei vini». Nella holding tuttavia c’è la quota del 75% della friulana Jerman, rilevata per 45 min nel 2021.

Fonte: Italia Oggi.

Big data al viticoltore per migliorare i raccolti.
Impiego dei big data in ambito vitivinicolo a supporto delle decisioni di viticoltori e cantine per ottimizzare, risorse, lavoro e risultati in campo. È l’obiettivo di Big Vite, applicativo sensorless che rileva dati specifici per il vigneto e propone soluzioni strategiche per ottimizzare le performance del raccolto. Attraverso l’analisi dei big data, Big Vite fornisce tre tipologie di informazioni: descrittive, prescrittive e predittive. Le prime descrivono l’azienda o la gestione del vigneto e possono essere utilizzate per migliorare i processi o le dinamiche che hanno portato ad un certo risultato. Ad esempio, il perché la gradazione zuccherina ha avuto un certo tipo di andamento in una certa decade. Quelle prescrittive sono invece da utilizzare per prendere decisioni tempestive, quali il momento migliore per intervenire con l’irrigazione.

Fonte: Italia Oggi.

Doppio filare nel vigneto contro il climate change.
Tecnologia, ma anche inventiva dell’uomo per rispondere ai cambiamenti climatici. Nasce così da una idea di Remo Falconieri, titolare della Cantina Cieck di San Giorgio Canavese (To), terra di Erbaluce, una nuova forma di allevamento della vite. L’invenzione, brevettata da Falconieri, è una doppia spalliera, un doppio filare modello Cieck, che permette una produzione quantitativamente più importante e la riduzione dell’accumulo di umidità sotto chioma. Spiega a Italia Oggi Remo Falconieri: «Il primo obiettivo è di non fare più la pergola che si tribola molto tra potatura e raccolta. E poi c’è il grosso problema dell’umidità. Con le piogge di fine maggio, inizio giugno, se poi arriva il sole sale l’umidità che va a finire sui grappoli e sulle foglie e questo provoca malattie. Con la doppia spalliera l’umidità non si ferma. E poi anche la potatura e la raccolta sono più facili, richiedono minor manodopera tanto avere dei risparmi economici che fanno rientrare in due anni dal maggior costo iniziale».

Fonte: Italia Oggi.

Di vino.
L’export di vini italiani tiene nonostante la guerra, i rincari delle materie prime (vetro), dei trasporti e dell’energia. Scendono i volumi specie in gdo, ma salgono sensibilmente i valori dell’export trainato dai fine-wine. Amarone, Barolo e Chianti Classico sono i «re di cuori» delle bottiglie premium, specie in Usa e Cina. Continua a crescere il Prosecco. E quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Edoardo Freddi International sui trend dell’export su dati Istat e Nielsen. Pellegrin, azienda bergamasca di distribuzione di vini e distillati, cresce del 13,5% nel 2022 e chiude l’anno con un giro d’affari di 22,5 milioni di euro, mentre le bottiglie distribuite nel canale horeca sono state 1.650.000. Entro il primo trimestre 2023 Pellegrini inserirà a catalogo 4 nuove aziende.

Fonte: Italia Oggi.

In Toscana, alla corte di re Lupicaia.
A Castellina Marittima, Vittorio Piozzo di Rosignano produce, tra gli altri, un Cabernet Sauvignon che ha stregato una severa giuria di critici. L’annata 2016 è sul tetto del mondo. di Chiarn Risolo Decanter, bibbia enologica made in UK, lo ha inserito nell’elenco dei migliori vini rossi al mondo del 2022. Panorama lo ha degustato e sposa in pieno la scelta del magazine britannico. Lupicaia 2016 è emozionante. II plauso va a Castello del Terriccio, ai suoi 60 ettari vitati, dei 1.500 totali su cui si estende la tenuta di Castelli na Marittima in provincia di Pisa, capaci di restituire incanto nel calice. Vittorio Piozzo di Rosignano Rossi di Medelana, alla guida dell’azienda ereditata dallo zio Gian Annibale, con gli enologi Carlo Ferrini (consulente esterno) e Valerio Corsini, ha tirato fuori un Cabernet Sauvignon, con una piccola percentuale di Petit Verdot, che parla.

Fonte: Panorama.

Vinitaly, tornano i buyer cinesi ed è record di stranieri: +43%.
Presto l’avvio della 55ma edizione con gli acquirenti esteri oltre quota mille Dopo il roadshow globale voluto da fiera, in arrivo operatori da 68 Paesi Giorgio dell’Orefice Non cala l’appeal del vino italiano. A meno di venti giorni dall’avvio della 55ma edizione di Vinitaly (a Verona dal 2 al 5 aprile) si registra un vero e proprio boom di buyer esteri. Grazie al lavoro svolto nei mesi scorsi da Veronafiere e Ice Agenzia sono infatti oltre mille i “super acquirenti” esteri di vino selezionati e confermati (+43% rispetto allo scorso anno). Operatori che provengono da 68 Paesi, dagli Usa all’Africa, all’Asia con il grande ritorno, dopo le difficoltà legate alla fase pandemica, di Cina e Giappone (ben 130 i buyer accreditati dalla Cina), ma con una forte presenza anche da Sudamerica e Europa. Numeri molto attesi soprattutto da parte delle oltre 4mila cantine espositrici. Secondo Veronafiere ci sono ottimi presupposti per superare in termini di partecipazione degli operatori i numeri di Vinitaly 2022 che chiuse con 25mila buyer da 139 Paesi:1128%del totale operatori giunti lo scorso anno a Verona.

Fonte: Sole 24 Ore.

Kwak, la scuola di cucina ad alta formazione: incontri con esperti, corsi.
È stata aperta appena due mesi fa, ma si sta già affermando come punto di riferimento del settore sul territorio: la scuola di cucina ad alta formazione Kwak è in fermento tra corsi, incontri con esperti e televisione. Nelle prossime settimane la scuola di cucina con sede nei locali di Ascom Faenza ospiterà due corsi di formazione rivoiti al personale del mondo Horeca. Il primo, i123 marzo, ha come protagonista Jacopo Ticchi e sarà dedicato alla lavorazione in cucina del pesce. Una giornata, dalle 9 alle 17.30, con l’obiettivo di far comprendere che è possibile creare nuove prospettive sul mondo del pesce grazie a un rapporto speciale tra i pescatori, il mare e tecniche di lavorazioni attente in funzione di salubrità, sostenibilità e gusto.

Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.

Non solo vermentino. Vino tra storia e turismo.
Conferenza a Cà Lunae sul valore della viticoltura La storia del vino raccontata nella terra del Vermentino. L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Amici di Luni, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, e si terrà sabato alle 16.30 all’azienda Cà Lunae di via Aurelia, a ingresso libero. Alla conferenza saranno presenti Claudio D’Ambrosio, professore ordinario di coltivazioni arboree all’Università di Pisa che tratterà il tema ‘L’origine dei vitigni italiani’ e l’enologo Giorgio Baccigalupi tecnico del consorzio che unisce i produttori del Colli di Luni fino a Levanto, che evidenzierà il valore della viticoltura ai nostri giorni. oltre all’aspetto storico della coltivazione della vite, risalente agli antichi Liguri, si guarderà al presente e alle difficoltà che il settore sta incontrando anche a causa del clima mutato.

Fonte: Nazione La Spezia.

Trenta etichette astigiane in trasferta a Dusseldorf tra gli stand di Prowein.
Marzo per gli operatori del vino internazionale significa Prowein, la manifestazione enoica che, assieme al Vinitaly, segna i calendari di tutte le aziende e gli addetti del settore. L’evento di Düsseldorf – da domenica 19 a martedì 21 marzo – vede quest’anno l’Italia leader assoluta con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni. Tredici quelli della fiera che accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. Si attendono 150.000 visitatori, operatori professionali in arrivo da tutto il mondo. Folta la delegazione di cantine astigiane che partecipano alla fiera sia con stand propri sia all’interno della collettiva organizzata da Piemonte Land of Wine, il super consorzio che rappresenta i 14 enti di tutela delle 41 Doc e delle 18 Docg subalpine. «Ospiteremo una novantina di aziende, di cui un terzo astigiane – anticipa Filippo Mobrici, vice presidente di Piemonte Land – le aspettative sono molto alte.

Fonte: Stampa Asti.

Produrre vino in modo sostenibile: il convegno a Costigliole.
Quanto costa e quanto rende produrre vino in modo sostenibile? Impegni, certificazioni, mercato e territorio sono i temi al centro del convegno che si tiene sabato 25 marzo (ore 10) al Teatro di Costigliole d’Asti. Organizza il Comune, intervengono: Vincenzo Gerbi (Università di Torino e Comitato tecnico di Equalitas), Giuseppe Liberatore (direttore generale Valoritalia), Luigi Bersano (Coordinatore tavolo normativo di UIV), Denis Pantini (Wine Monitor Nomisma). Modera Ercole Zuccaro.

Fonte: Stampa Asti.

l vino siciliano a Dusseldorf.
La più prestigiosa fiera europea del settore Il vino siciliano a Dusseldorf Importante missione promozionale per 27 aziende. Sono 27 le aziende di Assovini Sicilia che rappresenteranno la straordinaria varietà vitivinicola dell’Isola nell’area Sicilia della ProWein, la più importante fiera al mondo di vini, distillati e bevande alcoliche che si svolge a Dusseldorf: Dal 19 al 21 marzo, i tredici padiglioni dell’ente fieristico Messe Dusseldorf ospiteranno sei mila espositori e quattrocento aree vitivinicole. Sono in tutto sessanta i paesi rappresentati. In testa l’Italia con 1750 espositori. La delegazione di aziende siciliane rappresenterà l’Isola, le sue Doc e Igp nel Padiglione 17 gestito dall’Irvo (istituto Regionale Vini e Oli di Sicilia). Diverse aziende dell’associazione vitivinicola siciliana prenderanno parte alla fiera in altre aree e padiglioni.

Fonte: Gazzetta del Sud.

Petrolio e vino trainano l’export siciliano.
Terzo territorio con il rialzo più marcato d’Italia, trainato dai prodotti petroliferi raffinati ma anche da quelli alimentari, vini in testa. È il consuntivo dell’export siciliano nel 2022 tracciato ieri nel dall’Istat, che nell’Isola, rispetto all’anno precedente ancora legato alla catena del Covid, segna un incremento del volume d’affari verso l’estero pari al 56%: un’asticella equamente esposta verso i Paesi Ue ed extra Ue, superata solo da Marche e Sardegna e alta quasi il doppio rispetto alla media del Mezzogiorno (29%) e il triplo di quella italiana (20%). Ma a spiccare, in scala nazionale, è anche Siracusa, annoverata dall’Istituto di statistica nella top ten delle province più “virtuose”, che hanno dato i maggiori contributi nell’esportazione del Made in Italy, mentre Palermo si piazza tra le ultime.

Fonte: Giornale di Sicilia.

Cercansi manager: il master del vino è già sold out.
Venti laureati all’anno non bastano per una realtà che conta 900 aziende. A Trapani un’altra opportunità di Maria Antonietta Pioppo Cercansi manager esperti in enoturismo e in export. E non solo: il mondo del vino in Sicilia vuole esperti, da cercare nell’alta formazione accademica. Livello master, per capirsi. Questa è la richiesta crescente da parte del settore vitivinicolo in Sicilia, uno dei pilastri fondamentali per l’economia con la presenza nell’Isola di circa 900 aziende imbottigliatrici. Ma gli esperti, quelli veri, non bastano mai: si avvicina regolarmente al sold out in relazione all’offerta di lavoro la percentuale di assunzioni dei profili altamente qualificati (tra 15 e 20 all’anno) sfornati ogni anno dal master “Manager per le aziende vitivinicole”, istituito dall’Università di Palermo. Il master soddisfa in buona parte la “sete” di cantine e aziende con percentuali di placement invidiabili e insolite per i comparti economici siciliani in generale.

Fonte: Repubblica Palermo.

La Toscana è terza per le esportazioni.
II Veneto guida la classifica regionale delle esportazioni di vino nel 2022 con oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero. I dati emergono dall’Osservatorio Uiv, Ismea Vinitaly sulla base di dati dell’Istat. Sul podio, al secondo e terzo posto, Piemonte in crescita rallentata con +4,6% e Toscana, che chiude in linea con i risultati nazionali +10,4% e 1,25 miliardi di euro.

Fonte: Nazione.

Vino, etichette allarmiste. Il Consiglio si ribella – Il vino e le etichette allarmiste. La richiesta all’Unione Europea: «Si faccia un passo indietro».
Non si ferma l’iter per rendere obbligatorie le avvertenze sanitarie sulle bottiglie II consiglio comunale di Montespertoli si ribella a voti unanimi al nuovo provvedimento. E se un ‘bel’ giorno su una etichetta di Chianti Montespertoli – si parla di vino – spuntasse l’allarme per la salute (il famoso ‘warning’)? Eppure potrebbe succedere, incredibilmente (mal comune con altre grandi denominazioni di pregio). II consiglio comunale di Montespertoli si è ribellato a voti unanimi (mozione di Progetto). Richiesta alla Ue: fare un passo indietro. Si torna a quelle che erano idee dell’Europa e a quanto di fatto ha messo in piedi iI governo irlandese: l’obbligo delle avvertenze sanitarie sulle etichette dei prodotti alcolici, incluso iI vino.

Fonte: Nazione Empoli.

Pasqua, +4% nel 2022 Il traino dell’alta gamma.
L’azienda vinicola veronese presenta i conti. Gli investimenti in tecnologia e vigneti Pasqua, +4% nel 2022 Il traino dell’alta gamma Giro d’affari di 65,4 milioni di euro L’ad Riccardo: «Per il 2023 siamo moderatamente ottimisti L’Horeca è in continua crescita». Pasqua Vini ha chiuso il 2022 con un giro d’affari consolidato di 65,4 milioni di euro (+4% rispetto all’anno precedente) e con una quota di export pari al 90,2%. «Il primo semestre 2022 ha visto un aumento di prezzi perché non si trovavano bottiglie e materie secche», ha spiegato Riccardo Pasqua ieri al Park Hotel Hyatt Milan presentando il bilancio. «I mercati oltreoceano si sono coperti facendo più sell in, comprando più vino per tenere la curva di crescita che stavano sperimentando. Inoltre, il volume delle bottiglie prodotto è sceso a favore del valore». E l’amministratore delegato ha anticipato: «Di conseguenza, il 2023 sui mercati oltreoceano è partito piano come sell in e siamo vicini alla parità rispetto al 2022.

Fonte: Arena.

Il Veneto primo in Italia per export vinicolo.
È il Veneto a guidare la classifica regionale delle esportazioni di vino nel 2022: oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei 12 mesi superiore alla media italiana del 13,4%, che fa guadagnare il 36% sul totale del venduto nazionale. È uno dei dati che emergono dall’Osservatorio Uiv, Ismea, Vinitaly sulla base di dati Istat. Sul podio, al secondo e terzo posto, si confermano il Piemonte in crescita con +4,6%, a quota 1,28 miliardi e la Toscana, in linea con i risultati nazionali, +10,4% e 1,25 miliardi di euro. Seguono poi le tre regioni, responsabili complessivamente del 68,2% dell’export enologico made in Italy: il Trentino Alto-Adige (-1,1% tra gennaio e dicembre 2022) e l’Emilia-Romagna (+8,9%). Sul fronte delle performance nelle principali regioni enologiche, spiccano le accelerazioni di Friuli-Venezia Giulia (+39,7%), Marche (+25,9%) e Sicilia (+21%). «C’è un grande entusiasmo a leggere che il settore vitivinicolo veneto è sul podio più alto dell’export», commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia.

Fonte: Arena.

Vino, le vendite all’estero valgono 2, 8 miliardi.
Prosecco da record. Secondo l’analisi dell’osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati Istat, il vino veneto ha vissuto un ottimo 2022. Mentre a livello nazionale si chiude il 2022 con un nuovo record commerciale nell’export (7,9 miliardi di euro di euro, ossia +9,8% afronte di volumi piatti di 22 milioni di ettolitri, -0,6%), in Veneto si festeggia l’ennesimo primato. Con oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei dodici mesi superiore alla media italiana (+13,4%) la nostra regione ora vale il 36% sul totale nazionale. Tra le tipologie — rileva l’Osservatorio — continua il forte traino degli spumanti che volano a +19% in valore (Prosecco a +22%) e confermano la positività sui volumi (Prosecco a +6%), mentre faticano i vini fermi imbottigliati (-3% volume). In particolare, sui rossi risultano in buona crescita i vini premium, in particolare piemontesi (+g%) e veneti (+4%).

Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.

Esportazioni di vino Veneto primo in Italia.
Fatturato all’estero da 2,8 miliardi, +13,4% sul 2021 Zaia:«Eccellenza da tutelare dai danni d’immagine» •• È il Veneto a guidare la classifica regionale delle esportazioni di vino nel 2022: mette a segno oltre 2,8 miliardi di euro di fatturato all’estero e una performance nei dodici mesi superiore alla media italiana de113,4%, guadagnando il 36% sul totale del venduto nazionale. E uno dei dati che emerge dall’Osservatorio Uiv, Ismea Vinitaly sulla base di dati dell’Istat. Sul podio, al secondo e terzo posto, si confermano il Piemonte (+4,6%, 1,28 miliardi di euro) e la Toscana (+10,4%, 1,25 miliardi di euro). Sul fronte delle performance nelle principali regioni enologiche, spiccano le accelerazioni di Friuli-Venezia Giulia (+39,7%), Marche (+25,9%) e Sicilia (+21%). Il vino italiano, uno dei settori del made in Italy più virtuosi nella bilancia commerciale, chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro.

Fonte: Giornale di Vicenza.

L’area della Docg nell’Associazione paesaggi rurali.
Un omaggio ai custodi dell’agricoltura tradizionale ed eroica dei nostri territori più belli. È nata ad Arezzo l’Associazione dei paesaggi rurali di Interesse storico, di cui fanno parte anche Colline di Conegliano Valdobbiadene paesaggio del Prosecco Superiore. «Sono fiera che il nostro territorio, quello del Conegliano Valdobbiadene, faccia parte dell’associazione», afferma la presidente del Consorzio di tutela Docg, Elvira Bortolomiol. L’associazione raccoglie 25 paesaggi rurali storici da tutta Italia. Al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg – aggiunge la presidente Bortolomiol – indissolubilmente legato al territorio di produzione, è frutto della caparbietà di generazioni di viticoltori e della forza culturale che insieme alla fatica hanno costruito l’identità della nostra Denominazione.

Fonte: Tribuna Treviso.

Vino italiano ed export, gli spumanti protagonisti della crescita.
Il vino italiano sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo l’export 2022 con un nuovo record commerciale: 7,9 miliardi di euro di euro (+9,8%) a fronte di volumi in lieve decrescita (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, che ha elaborato i dati rilasciati oggi da Istat sui 12 mesi del 2022, il mercato ha tenuto anche a di fronte alle inevitabili, quanto parziali, variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha eroso i margini della filiera, in particolare per i prodotti di prezzo più basso (fino a 6 euro al litro). Il risultato finale, vista anche la congiuntura, è senz’altro positivo per uno dei settori del made in Italy più strategici nella bilancia commerciale, che chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro. L’Osservatorio rileva che il record commerciale è determinato da un “doping” dei prezzi, necessario per limitare l’erosione dei margini causata dall’impennata dei costi, ma pericoloso sul fronte dei consumi previsti per il 2023. L’ultimo trimestre 2022 è in forte rallentamento, con chiusura nei valori a +5% contro +19% a marzo, +11% a giugno e +12% a settembre, mentre i volumi si mantengono in area negativa (-3% medio da giugno, con il solo primo trimestre positivo). Tra i concorrenti, la Francia si conferma leader mondiale con 12,3 miliardi di euro (+11% valore e -5% volume) mentre l’Italia mantiene la posizione di primo fornitore a livello quantitativo e secondo in valore davanti alla Spagna (2,98 miliardi di euro, che chiude a +3,5% nei valori e -9% nei volumi).

Fonte: Mark Up.

Vino italiano: l’export vola a 8 miliardi. Spumanti +19%.
L’Italia del vino sfiora il traguardo degli 8 miliardi di euro chiudendo l’export 2022 con un nuovo record commerciale: 7,9 miliardi di euro (+9,8%) a fronte di volumi piatti (22 milioni di ettolitri, -0,6%). Secondo l’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly , che ha elaborato i dati rilasciati oggi da Istat sui 12 mesi dello scorso anno, il mercato ha retto anche alle inevitabili quanto parziali variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha eroso i margini della filiera in particolare per i prodotti entry-level e popular (fino a 6 euro al litro). Ultimo trimestre in forte rallentamento, con chiusura nei valori a +5% contro +19% di marzo, +11% di giugno e +12% di settembre, mentre i volumi si mantengono in scia negativa (a -3% medio da giugno, con il solo primo trimestre positivo).

Fonte: Business People

Bottiglie di vino usate: non buttarle, come riutilizzarle in casa | Valgono oro.
Noi italiani non possiamo fare a meno di questa deliziosa bevanda, ma a volte commettiamo un errore: quello di buttare via le bottiglie ormai vuote. Ci possiamo ritrovare con numerose bottiglie di vino usate dopo una cena o una festa importante. Come possiamo dare loro una seconda vita? Oggi vi sveleremo come sfruttarle al meglio. In un’epoca consumistica come quella in cui viviamo, siamo soliti buttare via tutto quello che apparentemente non serve più. In realtà, alcune cose possono avere una seconda vita che – oltre a limitare i danni sull’ambiente – riesce anche a farci risparmiare qualche soldino. Vediamo insieme, come sfruttare al meglio le bottiglie di vetro vuote che in genere si ricavano dal vino. A volte bastano piccole azioni quotidiane per fare la nostra parte nella salvaguardia dell’ambiente. Riutilizzare bottiglie di vino usate può rappresentare un piccolo passo verso la salvezza.

Fonte: Wine and Food Tour.

Vino: bilancia commerciale +7,3 mld, regge ad aumenti 2022.
Risultato positivo per il vino italano uno dei settori del made in Italy più virtuosi nella bilancia commerciale, che chiude in attivo di oltre 7,3 miliardi di euro. Un record determinato da un doping dei prezzi necessario per limitare l’erosione dei margini causata dal surplus dei costi, quanto pericoloso sul fronte dei consumi previsti per il 2023. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Uiv, Ismea e Vinitaly, sulla base dei dati Istat sui 12 mesi dello scorso anno, evidenziando un mercato che ha retto anche alle variazioni dei listini, ma l’escalation dei costi di produzione ha abbondantemente eroso i margini della filiera in particolare per i prodotti entry-level e popular fino a 6 euro al litro.

Fonte: ANSA.

Origine del vino: la coltivazione della vite risale a più di diecimila anni fa.
Ebbene era tutto sbagliato o meglio impreciso; a quanto pare i nostri antenati iniziarono a coltivare la vite e a produrre il vino più di diecimila anni fa nella zona delle attuali Palestina, Israele, Giordania e Libano. La ricerca è stata pubblicata sulla importante rivista Science, e testimonia come i ceppi più simili ai nostri attuali vitigni siano quelli provenienti appunto da quelle aree. Le viti addomesticate nel Caucaso sarebbero invece le attuali progenitrici delle sole viti coltivate in Georgia e Armenia. Imponenti i numeri della ricerca che ha visto l’analisi di quasi 2500 genomi provenienti da viti di 16 Paesi diversi, lavoro che ha coinvolto 89 ricercatori di 23 istituzioni nazionali e internazionali; a capo del progetto un ricercatore della China Yunnan Agricoltural University.

Fonte: Apetime-Magazine.

Vino più buono: l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare?
Trattando questo esperimento di connubio tra intelligenza artificiale e produzione enologica non si tratta un vino qualunque, ma il vino italiano per eccellenza: il Barolo. Simbolo in tutto il mondo di tradizione e lavoro della terra. Rispetto agli anni novanta, in cui la firma dell’enologo contava più del contenuto liquido del vino, oggi si sta recuperando un’idea del della produzione enologica integrata tra lavoro in vigna e lavoro in cantina dove il prodotto della terra non rappresenta solo la fase iniziale, ma la condizione necessaria perché un vino sia vivo. La differenza fondamentale tra un prodotto come il vino ed uno come la birra infatti è proprio la sua instabilità nel tempo e la sua evoluzione.

Fonte: Ecoo.it,

Prowein 2023: il mondo del vino a Düsseldorf.
Italia leader assoluta di Prowein 2023 con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni. Da domenica 19 a martedì 21 marzo, i 13 padiglioni della fiera accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. Era il 1994 quando Prowein faceva il suo ingresso sul palcoscenico delle manifestazioni internazionali legate al comparto vino. Lo faceva in punta di piedi, con appena 321 espositori da 8 Paesi. A nemmeno 30 anni dalla sua nascita la fiera di Düsseldorf può contare su oltre 6000 espositori, provenienti da più di 60 Paesi con una rappresentanza qualificata di più di 400 terroir da tutti i continenti e con un pubblico selezionato di operatori che la pone al vertice assoluto tra gli eventi del settore a livello internazionale. Più che giustificata quindi l’attesa per le tre giornate della fiera (da domenica 19 a martedì 21 marzo) quando finalmente i visitatori potranno spaziare per i 13 padiglioni di uno dei più funzionali poli fieristici al mondo.

Fonte: Corriere del Vino,

Le esportazioni di vino italiano nel 2022 si fermano a 7,87 miliardi di euro (+9,8%).
I dati Istat certificano la frenata delle spedizioni: gli effetti dell’inflazione si fanno sentire, ma i mercati di riferimento resistono. Si ferma un po’ al di sotto delle aspettative l’export del vino italiano nel 2022, che raggiunge un nuovo record, a 7,87 miliardi di euro, ma inferiore a quella previsione di 8 miliardi di euro condivisa per mesi dalla totalità degli osservatori. I dati Istat, analizzati a cadenza mensile da WineNews, del resto, hanno raccontato una costante frenata delle esportazioni, che alla fine segnano comunque una crescita importante: +9,8%. Si fanno sentire, nella seconda parte del 2022, gli effetti dell’inflazione, che ha portato ad una contrazione dei consumi in ogni mercato ed in ogni categoria merceologica, compreso ovviamente il vino.

Fonte: WineNews,

Maccanico (Ice): Azerbaigian mercato strategico per Italia e vino.
Il mercato dell’Azerbaigian è un mercato nuovo e strategico per le esportazioni italiane, che ama il Made in Italy, i brand dell’eccellenza e del lusso italiani ed è considerato il più importante nella regione del Caucaso meridionale per la proiezione dell’internazionalizzazione italiana. Tanti i settori di interesse e cooperazione, dai macchinari ad alta tecnologia nell’ambito energetico al settore agroalimentare e vitivinicolo in particolare. L’Ice, con il suo ufficio a Baku, si sta impegnando per portare avanti un programma di eventi destinati alla promozione dell’Italia e dei suoi prodotti, del suo know how e della sua tecnologia. Di particolare interesse, come ha spiegato in un’intervista ad askanews il direttore Andrea Maccanico, il settore vinicolo in cui l’Italia è già al primo posto per export davanti alla Francia. Ma, avverte Maccanico, serve un cambio di approccio culturale dei consumatori e per questo Ice sta investendo per “sostituire il vino alla vodka e ci riusciremo”, afferma il direttore: il consumo pro-capite di vino in Azerbaigian è di circa tre litri all’anno, contro i 10,6 litri di superalcolici.

Fonte: Askanews.

STAMPA ESTERA

Burgundy sees red over machine pickers.
With their air-conditioned cabs, GI’S guidance, touchscreen technology and rods that shake grapes until they fall off the vines, mechanical harvesters arc being hailed by some as the future of wine. The question of whether they should be allowed to operate in Burgundy’s most renowned vineyards is proving divisive, however, with officials in the eastern French region engaged in a battle to ensure that the finest vintages are made from hand-picked grapes. The argument is “sowing friction in Burgundy”, according to La Revue du Vin de France, the monthly French wine magazine. Some vineyards back the government view that machines should only be used to harvest grapes for mass-market wines. Others say that in an era of climate instability and labour shortages, even top-of-therange vineyards can no longer rely on humans. French wine may be associated in popular imagination with grape pickers spending their days under the late summer sun and their evenings around a fire with glass in hand, but in practice two thirds of the country’s vineyards now use machines that cost anywhere between €60,000 and €250,000. The mechanical harvesters work faster than grape pickers and are cheaper too, at least in the long run. Their technology has evolved to the extent that they are able to remove the grapes from the stalk while eliminating leaves and other impurities. However, the French wine elite does not like them. Purists say whatever their sophistication, the machines are unable to match the human eye when it comes to selecting perfectly ripe grapes. Sume also claim they leave a metallic taste in the bottle. Bordeaux’s most renowned châteaux are loath to use the machines, and in Champagne they have been outlawed. Burgundy, which is home to four categories of wine régionales, communales, premiers crus and grands crus is divided. In the bottom two categories, which produce 88.5 per cent of the region’s bottles that sell for as little as €10, mechanical harvesters are common.

Fonte: Times.

Distinctive Wines Rise From Deep Convictions.
Small producers can succeed by following their own muse. The best are made by those who make what they like. THERE’S AN OLD JOKE about a street with four restaurants side by side. The first has a sign saying, “Best Food in the City,” and its tables are sparsely populated. The second says, “Best Food in the Country,” and even fewer people are inside. The third says, “Best Food in the World,” and it’s empty. The fourth says, “Best Food on the Block,” and it’s packed. The joke could well be about the intentions of wine producers. Some aspire to make the best wines in their region; others, the country or the world. But for me, the most enlightened approach is simply to try to make the best possible wine from the place where the grapes are grown. This might sound like the least ambitious path, but it’s the most demanding one of all, requiring a strong set of beliefs. My favorite wine producers look inward, not outward. They ask themselves, “How can I do my utmost to convey the character of this particular patch of earth?” And they often conclude: “I’m going to make the wines that I like to drink. If nobody buys them, I’ll drink them myself.” You’d be right to think that this doesn’t make much business sense. Successful corporations rely on focus groups and surveys to determine what the public likes and loathes. Their products fit their perception of what will sell, which in the world of wine often results in imitation rather than originality. It’s a paint-by-numbers approach that starts with analyzing a wine that received accolades and ends with a facsimile of that wine. These sorts of wines can, nonetheless, be delicious. Plenty of people will love them and find them satisfying. But a delicious wine is not necessarily the same thing as an original wine. Original wines that are delicious, too, are best of all. The most distinctive wines tend to be made by small, family-run producers. They do need to sustain their businesses, but they do not answer to outside forces motivated primarily by sales and profits, or to critics’ notions of what is proper and desirable. They are free to define their own aesthetic standards. They might focus on unpopular or littleknown grapes, on places that few deem capable of making good wines or on styles that seem passé or have been critically rejected. I don’t mean to say that small wine producers and vignerons are always the best judges or that their motives are always pure.

Fonte: New York Times Food.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 14 marzo 2023!

Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.

Eden, un parterre esclusivo ed esperti alla degustazione con vista sulla Capitale.
Via Ludovisi Conte e D’Alema Paola Malnettl e Maite Bulgari Riccardo Cotarella, Fausto Bertinotti Eden, un parterre esclusivo ed esperti alla degustazione con vista sulla Capitale Cosa hanno in comune Fausto Bertinotti e Massimo D’Alema? Anche l’aver partecipato, mescolati ad un parterre di addetti ai lavori, alla preview esclusiva per il lancio di una nuova etichetta di vino (Les Deux Lévriers) che fonde la morbidezza del Merlot, la struttura del Cabernet Sauvignon e la dinamicità del Syrah. Il debutto con vista su Villa Medici e sulle cupole della Capitale, all’ultimo piano dell’hotel Eden dove Valter e Paola Mainetti hanno presentato l’altra mattina il nuovo progetto Aramaicos costruito insieme al maestro dell’enologia Riccardo Cotarella, che ha celebrato l’unione tra le colline delle Baronie nel sud est della Francia con la cultura e la passione italiana.

Fonte: Corriere della Sera Roma.

In Vino Veritas – Una sinfonia di fragola e di rosa per festeggiare i papà.
Tipo Brachetto d’Acqui Docg Cantina Braida Giacomo Bologna Indirizzo via Case Sparse San Bernardo 33/36, Rocchetta Tanaro (At) Sito braida.it Telefono 3282334387 Prezzo a partire da 13 euro. Se le boomers, cosi definite da quelli che parlano bene, nate tra gli anni ‘5o e ‘6o, oggi amano il vino che le rende belle e felici è merito di un vitigno profumato come un sentimento croccante d’amore: il Brachetto. Vi fu negli anni del boom la transumanza (o forse deportazione) umana dalle campagne alle città del Nord dove l’industria chiedeva braccia. Furono gli anni d’oro degli antiquari che andavano nelle campagne svuotate a comprar mobili che gli ex contadini rifiutavano attratti dalla formica, furono gli anni in cui si rinnegava la ruralitá. E così il vino che, cessato il bisogno calorico, tornava appannaggio solo dei maschi.

Fonte: La Verita’.

Vino ad alta quota, si può Produzione made in Mugello.
Viti a 900 metri d’altezza: l’esperimento è riuscito. Adesso lo studia l’Università di Firenze Simone Menichetti nella sua vigna innevata. La scommessa di Simone Menichetti Tre vitigni di Pinot «C’è un grande potenziale quassù». Chi passa da Pietramala, terra di montagna toscana ai confini con l’Emilia Romagna, tra due passi appenninici, quello della Futa e il passo della Raticosa, nel comune di Firenzuola, adesso trova una coltivazione inusuale. Perché a quasi 900 metri di altitudine i vigneti sono rarissimi. L’ha impiantata il mugellano Simone Menichetti, classe 1980. L’esperienza non gli manca: per più di 10 anni ha lavorato per le vigne del podere Fortuna, che con il suo Pinot Nero ha reso il Mugello famoso a livello internazionale, conquistando tre grappoli del Gambero Rosso. E poi tre anni in Svizzera, dedicandosi al merlot. Per poi tornare in Mugello. Visto che i suoi tre zii avevano un’azienda agricola a Pietramala ma erano ormai anziani («il più giovane – dice Simone – ha 78 anni, il più vecchio 87») ha deciso di mettersi in proprio.

Fonte: Nazione.

Düsseldorf. Italia leader di espositori alla fiera del vino ProWein.
Da domenica 19 a martedì 21 marzo il mondo del vino si incontra alla fiera ProWein a Düsseldorf. I tredici 13 padiglioni della fiera accoglieranno più di 6000 espositori da oltre 60 Paesi in rappresentanza di 400 terroir. L’Italia è leader assoluta con circa 1750 espositori distribuiti in 3 padiglioni.

Fonte: Tempo.

In Trentino si fa festa con Nosiola e Vino Santo.
Al via «Di Vin Nosiola: quando il vino si fa santo», manifestazione trentina dal 30 marzo all’8 aprile, che vedrà protagonisti la Nosiola e il Vino Santo, Doc trentina e presidio Slow Food. Un appuntamento organizzato dal Consorzio turistico Valle dei Laghi e dall’associazione Vignaioli Vino Santo Trentino Doc.

Fonte: Tempo.

Debutta il “Lonigo Wine & Beer Festival”, la regia è ferrarese.
Da venerdì a domenica Debutta il “Lonigo Wine e Beer Festival”, la regia è ferrarese 1 Dal 17 al 19 marzo va in scena il primo “Lonigo Wine e BeerFestival”, un progetto ideato dalla ferrarese Feshion Eventi, in collaborazione con Lonigo Expo. Sarà un festival dedicato a vini, distillati e birre artigianali: venerdì e sabato dalle 16alle 23, domenica dalle 11 alle 22. L’ingresso alla manifestazione è gratuito, ma per accedere alla degustazione si dovrà acquistare un ticket di 12 euro, che comprenderà 10 talloncini da utilizzare per scegliere i vini e i distillati che più si preferiscono. Sarà possibile partecipare a Masterclass e degustazioni guidate da esperti di settore. Nell’area dedicata alla birra saranno proposte degustazioni guidate con diversi assaggi osi potrà scegliere di acquistare la singola birra direttamente dal mastro birraio.

Fonte: Nuova Ferrara.

Il meglio della Doc imperiese ospite a Verona per Vinitaly. Venti le aziende con gli stand.
Ormeasco, Rossese e Riviera Ligure i vini in mostra dal 2 al 5 aprile Il meglio della Doc imperiese ospite a Verona per Vinitaly Venti le aziende con gli stand. Non solo olio e fiori ma anche vino, e di ottima qualità. La Biy viera di Ponente è pronta a mettere in vetrina le sue peculiarità enologiche e il palcoscenico sarà quello prestigioso e noto a livello internazionale di Vinitaly. A Veronafiere, dal 2 al 5 aprile, saranno una ventina le aziende imperiesi che prenderanno parte a quello che è, per antonomasia il salone del vino in Italia. In questi giorni si stanno definendo tutte le prenotazioni degli spazi e perfezionando le modalità di presentazione delle varie etichette, ma è già assodato che, per la provincia di Imperia, quella del prossimo aprile sarà una presenza da record.

Fonte: Secolo XIX Imperia.

Con «Divino» 200 produttori in fiera, 11 orobici.
Sabato18edomenica19 «Divino, il mercato dei vini», fa tappa anche a Bergamo proponendo in degustazione 1500 etichette frutto del lavoro di circa 200 produttori. Sabato e domenica prossimi anche undici aziende della nostra provincia esporranno in fiera: Azienda Agricola Cattaneo Pierangelo di Zandobbio, Azienda Agricola La Rodola di Scanzorosciate, Azienda Agricola Ronchi di Genestaro situata ad Ambivere, Distilleria Fratelli snc di Treviglio, Doa Distilleria Orobica Autonoma di Bracca, La Mosca Bianca Bio con sede legale a Bergamo, Spirito Bergamasco BGin come e-commerce di liquori, Tenuta della Fonda con sede legale a Madone, Tenuta Iris di Frusca Gabriele a Grumello del Monte, Tenuta Louisa di San Paolo d’Argon e Vignaioli Bergamaschi di San Paolo d’Arie L’evento – organizzato dall’agenzia «VALe20» segue l’iniziativa «Trevino» dello scorso novembre che ha registrato 6 mila visitatori a Treviglio – si svolgerà in fiera a Bergamo.

Fonte: Eco di Bergamo.

“Paesaggi rurali” I vigneti terrazzati nell’associazione.
Nel direttivo Scarpellini, presidente di Provinea «Così si inizia ad avere un pensiero condiviso» C’è anche la Valtellina tra i firmatari della costituzione dell’associazione dei Paesaggi rurali di interesse storico, che ha visto la formalizzazione venerdì 10 marzo ad Arezzo. Pris, questo l’acronimo dei paesaggi iscritti al Registro nazionale, che comprende mari e monti lungo tutto il territorio italiano. All’associazione hanno aderito 25 dei 27 Paesaggi rurali di interesse storico, veri e propri custodi dell’agricoltura tradizionale ed eroica dei nostri territori più belli, che comprendono insieme ai vigneti terrazzati della Valtellina, le colline vitate del Soave, gli oliveti terrazzati di Vallecorsa, i limoneti di Amalfi, le colline di Conegliano Valdobbiadene paesaggio del Prosecco superiore, il paesaggio agrario della Piana degli oliveti monumentali di Puglia e altri ancora.

Fonte: Provincia Sondrio.

Grignolino, un grande vino ma da trattare con cara….
Grazzano Badoglio La Masterclass con il giornalista Paolo Massobrio e l’enologo Mario Ronco Grignolino, un grande vino ma da trattare con cura… «Questo è il momento del Monferrato e del Grignolino!ll» Così, ha esordito con triplo esclamativo, sabato 11 marzo, il giornalista, scrittore ed enogastronomo Paolo Massobrio, in occasione della Masterclass “Vino-Cibo-Territorio. I sapori e gli areali di produzione enoica del Grignolino del Monferrato Casalese’ (Azioni PSR 3.2.1 2014-2022 Bando B 2022), presentata in apertura della seconda edizione de: “Grignolino, il Nobile Ribelle” a Grazzano Badoglio. Un grande evento interamente dedicato ad un altrettanto grande vino di carattere, nobiltà e, anche, versatilità, che sa essere fedele a se stesso per esprimere, senza compromessi, i tanti volti dei variegati areali di produzione del Monferrato.

Fonte: Monferrato.

Successo Anteprima Vini. E ora tocca a GD show – “Anteprima Vini” Un’edizione spumeggiante «Grande occasione per noi».
Parlano alcuni dei 70 produttori che hanno dato vita alla manifestazione «Ciò che rende più memorabile il sapore del vino è la sua storia, il lavoro…». Una ventiduesima edizione saporita e spumeggiante quella di Anteprima Vini della Costa Toscana che, ieri e domenica, ha animato e insaporito le sale del Real Collegio. Un grande successo per la rassegna enogastronomica che ha portato nel nostro centro storico più di settanta produttori e più di seicento etichette in degustazione: «i numeri che gli scorsi anni registravamo in due giorni, quest’anno li abbiamo raggiunti solo nella prima giornata» commentano gli organizzatori. Tra le sale del Real Collegio i vini da poter assaporare sono molti e variegati, ognuno unico nel proprio genere. Ma ciò che rende ancora più memorabile il sapore del vino è la storia, il lavoro e la conoscenza che si celano dietro la sua produzione.

Fonte: Nazione Lucca.

La Cappuccina, tre vini bio premiati con medaglie d’oro.
L’azienda di Monteforte al MillesimeBio Challenge La Cappuccina, tre vini bio premiati con medaglie d’oro Monte Stelle Soave doc 2021, Basaltik e Soave 2021 Elena Tessari: «Noi siamo stati pionieri in Italia». La Cappuccina è l’unica azienda italiana ad aver ottenuto tre medaglie d’oro per tre vini biologici alla sedicesima edizione del concorso internazionale MillesimeBio Challenge a Montpellier, nel sud della Francia. Le bottiglie che hanno colpito la giuria internazionale della competizione con in lizza 1.981 vini da 14 Paesi, aggiudicando 232 medaglie d’oro, sono Monte Stelle Soave classico doc 2021, Basaltik 2021 e Soave 2021 dell’azienda con sede a Costalunga di Monteforte d’Alpone. «Abbiamo presentato tre vini e il risultato è una grande soddisfazione che premia tanti sforzi», dice Elena Tessari. «Abbiamo sempre creduto nell’agricoltura biologica e ci abbiamo investito sin dagli anni Ottanta, pionieri in Italia. Le tre medaglie ci spronano a credere sempre più a questo sogno divenuto realtà.

Fonte: Arena.

Masi, il Cda perde un pezzo Si dimette Renzo Rosso.
Detiene il 10% della cantina veronese Masi, il Cda perde un pezzo Si dimette Renzo Rosso «Non ho potuto dare un contributo innovativo» La replica: «Mai negata l’opportunità di esprimersi». Ha destato un certo clamore l’annuncio delle dimissioni di Renzo Rosso dal Cda di Masi Agricola, azienda leader dell’Amarone della Valpolicella, quotata al listino Aim di Borsa Milano e nella quale il presidente di Otb, attraverso la cassaforte Red Circle Investments detiene 3.215.568 azioni ordinarie pari al 10% del capitale sociale. «Segnalo – scrive nella lettera di dimissioni – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali. Ritengo che non vi siano presupposti per poter apportare il mio contributo professionale e innovativo e per una proficua partecipazione ai processi gestori e che, pertanto, sia nel mio interesse rinunciare a ricoprire tale carica».

Fonte: Giornale di Vicenza.

55 edizioni di Vinitaly, auguri “vecio”.
Sembra solo ieri, 25 anni fa, che misi piede per la prima volta al Vinitaly di Verona. Miseria se me lo ricordo. Ci andai in camper con Pino Memoli, un operatore televisivo che purtroppo non è più con noi e che sempre resterà nel mio cuore. Parcheggiammo al camping “Giulietta e Romeo”, manco fossimo amanti, e tutte le mattine con il camper raggiungevamo la fiera. Che storia! Non sapevamo nulla di Vinitaly e forse anche di vino non è che ne masticassimo poi tanto. Dovevamo fare interviste a pieno ritmo, già allora, per ottimizzare e abbattere i costi. Erano interviste per un programma TV per…lasciamo stare; il tempo è passato e tutto è servito per fare esperienza. La cosa simpatica che ricordo bene è che con la telecamere eravamo veramente in pochi. 25 anni fa non era di moda parlare di vino in TV come oggi, così come di cibo. Di filiere dei prodotti poi meno che mai, e credo francamente che di questo se ne parli ancora poco anche adesso: anche se non esiste più un programma televisivo che non abbia l’angolo cottura! I colleghi mi sfottevano perché andavo nelle stalle a filmare la mungitura del latte: faceva molto più figo andare ad intervistare i cantanti o i giocatori di calcio.

Fonte: Bra Oggi.

Coppa Milano Sanremo: si beve piemontese.
Il Consorzio dell’Asti DOCG partner della XIVa Rievocazione dedicata alle auto storiche in programma dal 23 al 26 marzo Coppa Milano Sanremo: si beve piemontese ASit (ces) Dettagli ultimati per la XIVa Rievocazione Storica della Coppa Milano – Sanremo, in programma dal 23 al 26 marzo 2023, evento all’interno del Campionato Italiano Grandi Eventi 2023 di ACI Sport, riservato alle più importanti gare di regolarità classica. Sono ammesse a partecipare le vetture costruite dal 1906 al 1990, certificate e appartenenti a registri di marca; ci saranno anche le supercar moderne e le più iconiche youngtimer costruite dal 1990 fino ai giorni nostri, il tutto con una presenza di oltre il 30% sull’edizione 2022. La manifestazione vedrà per la prima volta in assoluto la città di Milano come punto di partenza e di arrivo, trasformando così il percorso da lineare in circolare, una novità sostanziale sia dal punto di vista sportivo che logistico che porterà a quattro i giorni di competizione effettivi.

Fonte: Nuova Periferia di Settimo.

I Salone dei Vino promosso all’esordio dai produttori.
Un quartetto di location di pregio nel cuore della capitale subalpina – Cavallerizza Reale, Museo del Risorgimento, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna – hanno fatto da cornice, dal 4 al 6 marzo, per l’edizione 2023 del Salone del Vino. I numeri segnalati dall’organizzazione parlano di oltre 13 mila presenze, di cui 7400 solo durante il fine settimana, e il “sold out” di biglietti d’ingresso prima dell’apertura al pubblico. D lunedì era invece dedicato ai professionisti del settore, dai ristoratori agli enotecari a chi si occupa di vendita e distribuzione, per circa un migliaio di operatori presenti per incontri, degustazioni e masterclass. In parallelo si svolgevano infatti un centinaio di eventi “off’, in 60 sedi cittadine, con il programma arricchito dai 18 appuntamenti alla “Wouse”, alias “wine house”, ospiti un centinaio di addetti ai lavori per momento ‘incontro, dibattito e degustazione, più una trentina di masterlass con protagoniste le cantine tesse.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Basta notizie catastrofiche sul vino: la scienza non dice che fa male.
Sono trent anni che il mondo scientifico affronta il tema del rapporto travino e salute ed è assodato da molti studi che il consumo moderato è protettivo contro lo sviluppo delle malattie coronariche e delle patologie associate allo stress ossidativo. II potenziale beneficio salutistico del vino è stato principalmente attribuito ai composti polifenolici, in particolare flavonoidi, presenti in abbondanza e in forma biodisponibile nel vino. Stupisce quindi che nel recente dibattito sia completamente ignorata questa parte della ricerca scientifica e sia stato enfatizzato solo l’effetto deleterio dell’etanolo, qualunque sia la sua origine e la modalità di consumo. Negli ultimi 30 anni ci sono state migliaia di pubblicazioni scientifiche che hanno confermato l’utilità del vino, da quelle sugli effetti del resveratrolo a quelle sulla longevità, dal ruolo protettivo rispetto alle malattie cardiovascolari fino alla capacità di prevenzione delle degenerazioni neurologiche.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Grignolino, il vino ribelle che sa ancora stupire.
Pubblico curioso attento, grande qualità, partecipazione interessata l’evento “Grignolino, il Nobile Ribelle” ha superato l’esame dei wine lovers. Ospitato a Grazzano Badoglio, con la regia di Ais Asti e Casale Monferrato e la collaborazione del Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese e dell’Associazione Monferace, nonché col sostegno del Consorzio Gran Monferrato, la seconda edizione del Nobile e Ribelle ha ampiamento superato la già fortunata prima edizione, in termini di etichette e cantine partecipanti, di visitatori, di giornate. Un grande evento interamente dedicato ad un altrettanto grande vino di carattere, nobiltà e, anche, versatilità, che sa essere fedele a se stesso per esprimere, senza compromessi, i tanti volti dei variegati areali di produzione del Monferrato. Questo, il commento dell’enologo Mario Ronco: “11 Grignolino dà grandissime soddisfazioni, ma va trattato con grande cura.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Le Città del Vino premiano il Grignolino d’Asti.
È stato principalmente un incontro per celebrare i Comuni che producono il Grignolino d’Asti a 50 anni dall’istituzione della denominazione d’origine controllata. L’assemblea delle Città del Vino del Piemonte si è svolta, sabato scorso, nella sala consigliare del Comune di Moncalvo. Presenti numerosi sindaci e con Stefano Vercelloni, vicepresidente Città del Vino e Coordinatore Piemonte il quale ha aperto l’appuntamento con una dettagliata relazione nella quale sono stati svelati i programmi per le Città del Vino del Piemonte per quest’anno. Ospite d’onore Angelo Radica, Presidente Città del Vino che ha Illustrato le attività a livello nazionale per il 2023. L’obiettivo dell’associazione è quello di aiutare i Comuni a sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomie, tutti quei progetti che permettono una migliore qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro.

Fonte: Nuova Provincia (Asti).

Grandi vini francesi e distillati rari nell’asta della collezione Kotovsky.
Il Dipartimento Vini di Christie’s ha annunciato la messa all’asta de La Collezione dei Due Continenti: The Private Cellar of Irwin Kotovsky Online Part I, vendita da unico proprietario aperta alle offerte dal 6 al 18 aprile 2023. L’asta presenta 581 lotti che rappresentano i vini più ricercati al mondo, provenienti dalla cantina privata di Irwin Kotovsky, un appassionato collezionista che nel corso della sua vita ha creato una cantina spettacolare. Americano di prima generazione, nato da madre lituana e padre ucraino, Kotovsky era orgoglioso delle sue origini di immigrato. Il suo interesse per il vino si sviluppò durante i suoi viaggi in Europa, in particolare a Parigi, per rappresentare la sua azienda di illuminazione di Pittsburgh.

Fonte: Federvini.

Vinitaly va al museo: Cantine Giacomo Montresor.
Aperitivo con tasting vini e prodotti tipici, visita guidata al Museo ed intrattenimento musicale. Costo: 10 euro. Partecipa anche tu al nostro evento “Vinitaly va al museo”, ti aspettiamo domenica 2 aprile dalle ore 18 alle ore 21 per un aperitivo con tasting vini e prodotti tipici ed intrattenimento musicale. Durante l’evento sarà possibile visitare il nuovo Museo del Vino Montresor con tour guidati di mezz’ora e successivamente degustare i vini della Cantina e le specialità gastronomiche del nostro territorio. L’evento è a pagamento, previa iscrizione online obbligatoria a questo link fino ad esaurimento posti: https://www.vinimontresor.com/vinitaly-va-al-museo/. Dopo l’iscrizione riceverai via mail un coupon sconto da utilizzare durante l’evento presso il nostro Wine Shop per acquistare ad un prezzo speciale i tuoi vini preferiti.

Fonte: Verona Sera.

Pasqua Vini “porta” la luna a Vinitaly 2023, con la suggestiva istallazione site-specific by fuse.
La liason tra vino e arte continua, con le grandi cantine che diventano mecenati contemporanei e promuovono i linguaggi del futuro. La luna, uno dei simboli più evocativi dell’immaginario umano, è la protagonista della suggestiva installazione site-specific “Luna Somnium”, ideata da fuse*: commissionata da Pasqua Vini, sarà protagonista a Vinitaly 2023 (Verona, 2/5 aprile), come un sogno che si realizza attraverso la creatività umana. Una similitudine perfetta con la visione stessa di Pasqua Vini, un laboratorio di ricerca continua, aperto al dialogo e al confronto, che non ha paura dell’inesplorato e del nuovo. La bellissima opera, che WineNews è in grado di anticipare, sarà presentata, ufficialmente, domani a Milano: prosegue così il percorso dell’azienda veneta nei territori dell’arte, in una liason che vede sempre più le grandi cantine farsi mecenati per promuovere i linguaggi del futuro.

Fonte: WineNews.

Il borgo italiano in cui si produce “il vino più alto d’Europa”.
C’è un borgo, situato in un ampio spazio pianeggiante a oltre 900 metri di altitudine, dove si produce “il vino più alto d’Europa”. Un paesino che si sviluppa tra vigneti che lasciano a bocca aperta e castelli nei dintorni che sono uno più affascinante dell’altro, insieme a un paesaggio e un centro storico che da soli valgono il viaggio. Morgex, un borgo antico dall’anima moderna.
Il grazioso borgo in questione si chiama Morgex e si trova al centro della Valdigne, la parte più settentrionale della Valle d’Aosta. Come potete immaginare, la sua è una posizione assolutamente privilegiata: è a pochi passi dalle celebri stazioni sciistiche di Courmayeur e di La Thuile, alla quale è collegata attraverso il panoramico Colle San Carlo.

Fonte: SiViaggia.

Vino online: chi sono i consumatori digitali, quali vini bevono (e di quali parlano).
Il vino sui social resta una prerogativa dei Millennial. È una delle prime evidenze emerse dalla ricerca realizzata da Team Innovation e Team Consumer di PwC Italia in collaborazione con Gruppo Meregalli (storica azienda di distribuzione di vino e distillati con 160 anni di storia alle spalle), secondo cui su una base di 7.673 conversazioni riguardanti le tipologie di vino, il 60% riguarda il vino rosso, il 38% quello bianco e il restante 2% il vino rosato. Ma occhio, perché mai come in questo momento i gusti e le abitudini stanno cambiando e le nuove generazioni potrebbero portare un approccio differente ai consumi. Motivo per cui, “spiare” i cosiddetti consumatori digitali resta uno strumento utile per capire verso dove stiamo andando. A partire dalle loro conversazioni e condivisioni.

Fonte: Gambero Rosso.

Chiaretto di Bardolino | Anteprima 2023 del vino rosa più importante d’Italia.
1000 ettari di vigneto, 100 produttori e 10 milioni di bottiglie annue fanno del Chiaretto di Bardolino il vino rosa più importante d’Italia. Sulla sponda veronese del Lago di Garda ho avuto l’opportunità di tuffarmi nell’anteprima 2023 con maschera e pinne fornite dal Consorzio di Tutela Chiaretto e del Bardolino, e l’impeccabile supporto logistico di Studio Cru. C’è stato un tempo in cui il Chiaretto era considerato soltanto un sottoprodotto del Bardolino. Veniva infatti ottenuto attraverso il prelievo di mosto (salasso) dalle vasche destinate al vino rosso per aumentarne la concentrazione per effetto dell’aumento del rapporto bucce/succo. Oggi la vinificazione in rosa esige la selezione di uve espressamente dedicate che vengono sottoposte a macerazione prefermentativa di alcune ore a bassa temperatura per l’estrazione di profumi e colore. La fermentazione si innesca a posteriori previa separazione del mosto dalle bucce. Il nuovo disciplinare del Chiaretto di Bardolino prevede l’utilizzo obbligatorio di due sole cultivar: la corvina veronese (fino a un massimo del 95%) e la rondinella (con un minimo del 5%).

Fonte: Intravino,

Vino, gli italiani cercano sostenibilità, socialità e qualità. Ecco l’identikit del consumatore.
Dai Millennial ai Gen X e Gen Z, la passione per rossi, bianchi e rosati riguarda diverse generazioni, che amano conversare sui social su questi temi. La ricerca di PwC Italia in collaborazione con Gruppo Meregalli. Il vino per gli italiani non è affare da poco: che siano esperti o supposti tali, per molti di loro, non è una mera commodity ma un tema di conversazione e di relazione. Per saperne di più, Team Innovation (attraverso una metodologia sviluppata con KPI6) e Team Consumer di PwC Italia, in collaborazione con Gruppo Meregalli, azienda di distribuzione di vino e distillati, hanno sviluppato una ricerca che ha analizzato 39.000 post condivisi dagli utenti, e stilato un identikit degli italiani che amano conversare sui social e sul web intorno al mondo vino. La prevalenza è costituita da Millennial, cui seguono la Gen-X e, successivamente, la Gen-Z, abitano nel Centro-Nord Italia e sono in maggioranza uomini (56%). mentre i dissertatori di vino della Gen-Z sono invece prevalentemente donne.

Fonte: La Repubblica,

7 vini per i 7 giorni della settimana.
Per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui) i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni hanno assaggiato oltre 24.000 vini, per riuscire a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino. Hanno inoltre selezionato un buon numero di etichette che sono approdate alle degustazioni finali che hanno decretato, per alcune di esse, il riconoscimento di TOP WINE. All’interno di questa lista, che contempla 787 vini, sono stati poi indicati 386 VINI SLOW e 156 VINI QUOTIDIANI. Due categorie di TOP WINES che vengono così descritte: Top Wine che, oltre ad avere una qualità organolettica eccellente, riesce a condensare nel bicchiere caratteri legati a territorio, storia e ambiente. L’attribuzione di questo simbolo implica l’assenza di diserbo chimico nei vigneti. Il Vino Slow risponde anche al criterio del buon rapporto tra la qualità e il prezzo, tenuto conto di quando e dove è stato prodotto.

Fonte: Slow Food,

“Racconti sul vino – Seconda Vendemmia”, la rassegna eno-letteraria che celebra il gusto e la cultura del vino.
Siamo tornati lì, nell’angolo di piazza dove tutto era cominciato: luci basse, bottiglie, una botte a far da tavolino, tre bicchieri colmi di vino rosso, tre voci e confronto. Un’idea messa sul tavolo, giocane e ricca di spunti ed entusiasmo con un buon vino. Quell’idea aveva preso forma di “Racconti sul vino – Ogni calice ha una storia da raccontare”: ad un primo giro di degustazioni e sta promessa e poi lasciata a riposare tanto da affinare i suoi sentori e prendere ancora più carattere, pronta ad essere di nuovo condivisa. Proprio come un buon vino, alla sua seconda vendemmia.

Fonte: S&H Magazine.

Vino, tra sostenibilità e biodiversità.
Buono, pulito e giusto. È molto più che uno slogan. Dal cibo al vino, è la filosofia slow, che ha conquistato il mondo per opera di Carlo Petrini, l’aedo che dagli Anni Ottanta ha messo al centro dello sviluppo agricolo la biodiversità, l’equilibrio, il mondo contadino. Tanto amato quanto a volte scansato, Petrini ha conquistato persino Papa Francesco, col quale ha condiviso idee, siglando l’introduzione all’Enciclica Laudato Si’ e trasportando nel volume “TerraFutura” i dialoghi che Petrini ha avuto con Papa Bergoglio. Nei giorni scorsi si è conclusa a Bologna Slow Wine, rassegna dedicata al mondo del vino appunto “Buono, pulito e giusto”, un modello che sempre più sta intercettando un modo di vivere e di consumare più attento e sostenibile, a tutte le latitudini.

Fonte: AgroNotizie – Image Line.

Vino rosso o bianco, quale ubriaca di più? La risposta ti stupirà.
L’eterna lotta tra bene e… bene. O bere e… bere. Fate voi. Eh già, perché sia il vino rosso, che il vino bianco, sono davvero buonissimi. Da sempre, però, c’è la disputa su quale ubriachi prima e di più. Oggi siamo in grado di dirvi la verità. L’Italia, si sa, è uno dei Paesi che produce e consuma la maggior quantità di vini. Che siano rossi o bianchi, il nostro Paese è un’eccellenza. E, anche per questo, in queste settimane, si sta battagliando per evitare che possa prendere concretezza la volontà dell’Unione Europea di inserire sulle bottiglie di vino avvertimenti allarmistici sulla salute, sulla scorta di quanto avviene già sui pacchetti di sigarette.

Fonte: Radio7.it.

L’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa “Le Contrade dell’Etna” è alle porte.
Una inedita ricerca di mercato sul valore commerciale dei vini, commissionata da Crew, sarà presentata a “Le Contrade dell’Etna” 2023. L’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa “Le Contrade dell’Etna” è alle porte. Si tratta della manifestazione che, quest’anno per la Quattordicesima Edizione, radunerà i diversi produttori vitivinicoli del comprensorio delle Contrade permettendo di usufruire di una vetrina privilegiata e di altissimo calibro nella tre giorni destinata agli addetti ai lavori quindi esperti, organi di stampa specializzata, critici, aziende ed operatori di settore del circuito Horeca. La kermesse avrà luogo da sabato 15 a domenica 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania).

Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.

Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup

A risentirci a domani.

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