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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 13 marzo 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
La via dell’Abruzzo verso la qualità – Colline Teramane: 20 anni di docg La via dell’Abruzzo verso la qualità.
Il presidente del Consorzio, Enrico Cerulli Irelli: «Abbiamo dato importanza a un’area e un valore ai suoi prodotti . Nell’azienda Tenuta Terre dazio solo ai vitigni autoctoni e uve vinificate rispettando i singoli vigneti: ad ogni vigneto corrisponde la sua bottiglia. Tortoreto è un piccolo borgo di bassa collina con il Gran Sasso alle spalle e il mare Adriatico di fronte. In questa cornice delle dolci colline teramane si trovano le vigne ad anfiteatro di Tenuta Terraviva, sottratte all’urbanizzazione. “Questi 30 ettari sono circondati da case, il turismo ha preso il sopravvento”, racconta Pietro Topi, guida dell’azienda. “I terreni furono acquistati negli anni 70 da mio suocero Gabriele Marano, un imprenditore edile. Nei primi anni faceva l’uva e la vendeva alle cantine sociali e ad altri imbottigliatori. Poi nel 2006 abbiamo pensato di fare un salto di qualità”, continua. Pietro ha uno sguardo accogliente e diretto e una grandissima passione.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Se l’energia del vino alimenta la Formula 1.
Entro marzo verrà inaugurato un nuovo impianto per fornire biogas ai veicoli pesanti L’ultimo capitolo dell’evoluzione di Caviro è il nuovo impianto di bioLng, che permetterà di liquefare il biometano gassoso prodotto nel sito di Faenza e poterlo così trasportare facilmente in bombole alle stazioni di rifornimento, per alimentare veicoli pesanti della zona. A dimostrazione che nell’uva c’è tanto più del vino. Per il gruppo Caviro, che con una produzione di 600mila tonnellate di uva all’anno è la più grande cooperativa vitivinicola in Italia (controlla marchi come Tavemello e Cesari),l’affermazione si può tradurre in tre numeri. Sono oltre 16o i sottoprodotti ottenuti dagli scarti delle filiere agroalimentari che diventano a loro volta materia prima per aziende farmaceutiche, alimentari, chimiche e industriali, per il settore energetico, cosmetico, edile.
Fonte: Sole 24 Ore.
Bernardi: «In tutta Italia tanti lavoratori non in regola, servono i voucher.
Osservatorio speciale sulla fuga dei braccianti agricoli è “La Cantéina de Borg”, un’attività che affonda le radici nel lontano 1933, quando Giuseppe Bernardi, il nonno dell’attuale titolare, che porta lo stesso nome, cominciò a interessarsi di vigneti. All’erede resta il polso della situazione, anche se l’ultima vendemmia risale al 1998. «A mio avviso il sistema ha retto, finché in una conduzione tutta familiare gli anziani si dedicavano ai vigneti e – aggiunge – i giovani davano una mano durante la vendemmia». Poi il cambio di rotta. «Una volta morti i capofamiglia, gli eredi non hanno voluto beghe, vendendo le terre o destinandole a altre coltivazioni. Così il 70% vigne dell’entroterra è scomparso».
Fonte: Corriere Romagna del lunedì.
L’industria del vino in risalita concorrenza estera in agguato.
Primi per produzione, secondi per export, terzi per consumo La società con fatturato più alto non supera i 700 milioni di curo, un dato ben più basso dei competitor d’oltralpe di Giuseppe Centore Roma È uno dei simboli del made in Italy, ma a differenza di altri settori, come l’enogastronomia, deve affrontare una concorrenza spietata. E mondiale. Per adesso siamo ancora in testa, ma dietro non si danno per vinti. L’area studi di Mediobanca ha messo sotto la lente di ingrandimento il nostro settore vinicolo. Le stime relative al 2021 vedono il nostro Paese primo produttore mondiale con oltre 50 milioni di ettolitri. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14%). L’Italia è il terzo Paese per consumi di vino, pari a 24,2 milioni di ettolitri, dietro Francia e Usa e terzo anche per consumi pro-capite, 40,3 litri, dopo la Francia (53,7) e il Portogallo (50,3 litri). Nel 2021 l’Italia è stato il secondo esportatore con 22,2 milioni di ettolitri e un giro d’affari pari a 7,1 miliardi di euro (+12,5%), superata da Francia (11 miliardi). Nel 2021 60,1% del valore delle esportazioni italiane ha avuto come destinazione finale il continente europeo, in crescita de19% sul 2020; 1131,3% è confluito nel mercato americano, 7,1% in quello asiatico e 1’1,2% in Oceania. Un quarto del quantitativo complessivamente esportato dall’Italia confluisce in Germania. Il 2021 dei maggiori produttori italiani di vino ha chiuso con un aumento del fatturato del 14,2% (+14,8% il mercato interno, +13,6% l’estero). I vini frizzanti (+21%) hanno accelerato più dei vini fermi (+12,4%) mentre le cooperative hanno contenuto la crescita al +9,2% (+19,6% le non cooperative).
Fonte: Gazzetta di Reggio.
La bottiglia è anche un bene rifugio se è nella categoria dei vini di pregio.
Margini negli ultimi anni confrontabili solo con gli orologi di lusso Roma Parlare di industria riferito al vino non è una eresia. Un mercato che muove ogni anno quasi 5 miliardi di valore, coinvolgendo centinaia di migliaia di operatori, con una proiezione estera che non è solo enogastronomica o finanziaria ma anche di immagine, non può essere definito residuale da nessun punto di vista. Come tutti i mercati che si rispettino anche quello del vino ha la sua borsa, i suoi futures, i suoi beni rifugio e i suoi oracoli, sotto forma di riviste e giornali dedicati. Ma in quanto bene anche il vino non sfugge alle regole del mercato finanziario, così come i suoi protagonisti, le cantine e i produttori, che in una ottica di conquista di nuovi mercati hanno sempre più bisogno di capitali esterni, per i quali devono produrre valutazioni di merito sempre più sofisticate.
Fonte: Gazzetta di Reggio.
Via libera al decreto investimenti 22/23.
Organizzazione comune di mercato (Ocm) vino: è stato approvato il decreto relativo agli investimenti per la campagna 2022-2023, che contiene l’approvazione della graduatoria regionale dei beneficiari ammissibili, dei beneficiari finanziati e dei richiedenti non ammessi.
Fonte: Provincia – Pavese.
L’ex pubblicitaria cambia abito al vino «La rnia bottiglia si fa con il design».
Qnatro donne senza paura ai quattro angoli del monde per lanciare un packaging innovativo, al femminile e sostenibile. L’idea parte dall’azienda The Spearhead Group con base negli Stati Uniti e passa per Torino, dove Giovanna Pinna ha raccolto la sfida e poche settimane fa, a gennaio, ha fondato a Torino Spearhead Italy. «Il progetto mi ha conquistato, e condivido in pieno i valori», dice l’ex pubblicitaria torinese di 49 anni, una delle quattro amministratrici delegate, insieme alle colleghe di Pennsylvania, Messico e India del gruppo Spearhead, specializzato in packaging innovativo di superalcolici e non solo.
Fonte: L’Economia del Corriere Nord Ovest.
Asti, altre vittime della truffa del vino due arresti a Canelli.
Ci sono altre vittime della «truffa del vino» messa ripetutamente a segno nelle scorse settimane ai danni di produttori e commercianti di Astigiano e Torinese. I carabinieri di Canelli la scorsa settimana hanno arrestato in flagranza i due presunti autori dell’ultimo raggiro, andato in fumo: sono un uomo di 56 anni, originario di Dogliani (Cuneo) ma residente a Torino e una donna torinese di 42. L’uomo è stato portato in carcere mentre per la donna, con un ruolo considerato minore, sono stati subito decisi gli arresti domiciliari. I due sono al momento sospettati solo dell’ultimo tentativo di truffa: un produttore di Barbera Nizza Docg di San Marzano Oliveto, in Valle Belbo, era stato contattato da un uomo che aveva raccontato di lavorare per un’agenzia di catering, e di dover acquistare vini per eventi, chiedendo la consegna in due luoghi diversi di Torino dove sarebbero avvenute le feste.
Fonte: Stampa Piemonte e Valle d’Aosta.
Poca la superficie destinata alla viticoltura le esportazioni sarde ancora troppo contenute.
Ma il valore aggiunto del vino isolano è si Cagliai L’isola inizia a macinare premi nelle più rinomate riviste internazionali di vini, e a esser citata per alcune sue eccellenze, ma ancora una volta la massa critica con cui si confronta nel mercato è insufficiente. Colpa di un elemento di base: la ridotta ampiezza delle aree dove insistono i vigneti. Solo 1’1,5 per cento della superficie agricola utilizzata globale, è destinato alle viti, un decimo di quel che si registra in Veneto. Pochi ettari, solo 26mila, e anche di valore fondiario medio che non supera i 13mila euro a ettaro. Questi dati si spiegano anche con un fenomeno oggi impensabile: i contributi forniti dall’Ue negli anni ottanta e novanta per espiantare le viti che nel 1980 si estendevano su 73mila ettari.
Fonte: Nuova Sardegna.
L’industria del vino in risalita ma la concorrenza estera fa paura.
Primi per produzione, secondi per esportazioni, terzi per consumo La società con fatturato più alto non supera i 700 milioni di euro, un dato ben più basso dei competitor d’oltralpe 1 d Giuseppe Centore Cagliar) È uno dei simboli del made in Italy, ma a differenza di altri settori, come l’enogastronomia, deve affrontare una concorrenza spietata. E mondiale. Per adesso siamo ancora in testa, ma dietro non si danno per vinti. L’area studi di Mediobanca ha messo sotto la lente di ingrandimento il nostro settore vinicolo. Le stime relative al 2021 vedono il nostro Paese primo produttore mondiale con oltre 50 milioni di ettolitri. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14%). L’Italia è il terzo Paese per consumi di vino, pari a 24,2 milioni di ettolitri, dietro Francia e Usa e terzo anche per consumi pro-capite, 40,3litri, dopo la Francia (53,7) e il Portogallo (50,3litri). Nel 2021 l’Italia è stato il secondo esportatore con 22,2 milioni di ettolitri e un giro d’affari pari a 7,1 miliardi di euro (+12,5%), superata da Francia (11 miliardi). Nel 2021 i160,1% del valore delle esportazioni italiane ha avuto come destinazione finale il continente europeo, in crescita del 9% sul 2020; il 31,3% è confluito nel mercato americano, il 7,1% in quello asiatico e Nello studio analizzate le caratteristiche economiche e finanziarie dei principali player l’1,2% in Oceania. Un quarto del quantitativo complessivamente esportato dall’Italia confluisce in Germania. 112021 dei maggiori produttori italiani di vino ha chiuso con un aumento del fatturato del 14,2% (+14,8% il mercato interno, + 13,6% l’estero). I vini frizzanti (+21%) hanno accelerato più dei vini fermi (+12,4%) mentre le cooperative hanno contenuto la crescita al +9,2% (+19,6% le non cooperative).
Fonte: Nuova Sardegna.
Anteprima … di primavera – Anteprima Vini al Real Collegio Partenza col botto per la fiera che propone ben 600 etichette.
Tutto esaurito per le degustazioni e gli eventi collaterali con gli chef Tornei e Carrara Oggi la giornata conclusiva con orario 11-19 no stop. I produttori sono più di 70. Ieri, in una calda giornata di quasi primavera, il Real Collegio ha accolto la 22a edizione di Anteprima Vini della Toscana, la manifestazione enogastronomica che ospita nella nostra città più di 70 produttori e più di 600 etichette in degustazione, tutte provenienti dalla costa del Mar Tirreno. Una giornata all’insegna dei più variegati sapori del vino e non solo: successo anche per l’edizione zero di “Condì= Menti”, evento nell’evento con la direzione artistica dello chef Cristiano Tomei e la partecipazione della star della pasticceria Damiano Carrara. «Siamo alla 22a edizione e la manifestazione ha acquisito una continuità nel tempo che ci rende fieri. Anteprima Vini è cambiata nel corso degli anni, siamo di fronte a un cambiamento dei consumatori che preferiscono la qualità alla quantità – dice Alessandra Guidi, responsabile di Event Service Tuscany.
Fonte: Nazione Lucca.
Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto svettano su tutte.
Solo un ventesimo dei 12,4 milioni di ettari della Superficie Agricola Utilizzata nazionale è destinato alla coltivazione di viti. Naturalmente le regioni hanno diversa estensione di aree. Il picco è in Veneto, seguito dal Friuli-Venezia Giulia e Toscana; in coda si trovano la Valle d’Aosta e Basilicata. Il valore fondiario medio dei vigneti, sfiora i 54mila euro a ettaro, anche qui con grosse differenze. In Trentino-Alto Adige, si arriva anche a 250mila, in Veneto a 139mi1a euro per ettaro. Seguono Piemonte (73mila) e il Friuli-Venezia Giulia con poco più di 60mila. Poi ci sono le aree d’oro, dove la terra schizza di valore. Nelle tre aree Doc del Lago di Caldaro, della bassa Val Venosta e della Valle d’Isarco-Bressanonesi hanno quotazioni tra i 440 e i 690mi1a euro a ettaro.
Fonte: Tirreno.
La bottiglia è anche un bene rifugio se è nella categoria dei vini di pregio.
Margini negli ultimi anni confrontabili solo con gli orologi di lusso Parlare di industria riferito al vino non è una eresia Un mercato che muove ogni anno quasi 5 miliardi di valore, coinvolgendo centinaia di migliaia di operatori, con una proiezione estera che non è solo enogastronomica o finanziaria ma anche di immagine, non può essere definito residuale da nessun punto di vista. Come tutti i mercati che si rispettino anche quello del vino ha la sua borsa, i suoi futures, i suoi beni rifugio e i suoi oracoli, sotto forma di riviste e giornali dedicati. Ma in quanto bene anche il vino non sfugge alle regole del mercato finanziario, così come i suoi protagonisti, le cantine e i produttori, che in una ottica di conquista di nuovi mercati hanno sempre più bisogno di capitali esterni, per i quali devono produrne valutazioni di merito sempre più sofisticate. Lo studio Mediobanca applica le regole delle società finanziarie anche alle cantine, scoprendo come i vini più pregiati, o “fine wines” rappresentano un investimento in virtù della combinazione della loro capacità di migliorare nel tempo e dell’effetto del consumo che ne accresce la rarità diminuendone la quantità.
Fonte: Tirreno.
L’industria del vino in risalita concorrenza estera in agguato.
Primi per produzione, secondi per export, terzi per consumo 1 d i Giuseppe Centore Funo dei simboli del made inItaly, ma a differenza di altri settori, come l’enogastronomia, deve affrontare una concorrenza spietata. E mondiale. Per adesso siamo ancora in testa, ma dietro non si danno per vinti. L’area studi di Mediobanca ha messo sotto la lente di ingrandimento il nostro settore vinicolo. Le stime relative al 2021 vedono il nostro Paese primo produttore mondiale con oltre 50 milioni di ettolitri. In seconda posizione si trova la Francia (37,6 milioni) in terza la Spagna (35,3 milioni di ettolitri, in calo del 14%). L’Italia è il terzo Paese per consumi divino, pari a 24,2 milioni di ettolitri, dietro Francia e Usa e terzo anche per consumi pro-capite, 40,3 litri, dopo la Francia (53,7) e il Portogallo (50,3 litri). Nel 2021 l’Italia è stato il secondo esportatore con 22,2 milioni di ettolitri e un giro d’affari pari a 7,1 miliardi di euro (+12,5%), superata da Francia (11 miliardi). Nel 2021 il 60,1% del valore delle esportazioni italiane ha avuto come destinazione finale il continente europeo, in crescita del 9% sul 2020; i131,3% è confluito nel mercato americano, i17,1% in quello asiatico e l’1,2% in Oceania. Un quarto del quantitativo complessivamente esportato dall’Italia confluisce in Germania. Montalcino Un’esposizione dedicata alla Signora del Brunello (271), la toscana Antinori (265), la veneta Santa Margherita, (220,6) milioni, e la piemontese Fratelli Martini (219,4). Sulla redditività, (rapporto tra risultato netto e fatturato), Frescobaldi guida con il 25,6%, seguita Santa Margherita (21,3%) e Antinori (17%). Alcune aziende hanno una quota di export molto elevata, in alcuni casi totalitaria: Fantini Group tocca il 97,4%, Rufno i194,5% e il polo Botter-Mondodelvino il 91,1%.
Fonte: Tirreno.
Cantine alleate per valorizzare il tappo a vite.
Cinque aziende: vantaggi sia per i bianchi che per i rossi Cantine alleate per valorizzare il tappo a vite II veronese Graziano Prà con Franz Haas, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa: si mantiene la qualità perfettamente, con la micro ossigenazione costante Silvia Allegro economia`dlarena.it •• A volte le tradizioni sono difficili da abbandonare, soprattutto quando sono intrise di nostalgia. Ma c’è chi guarda al futuro, con coraggio, un pizzico di sana follia e prove scientifiche alla mano, a dimostrazione che la strada è quella giusta. Graziano Prà, Franz Haas, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa sono gli Svitati, cinque aziende che perla prima volta si sono messe insieme per raccontare e sostenere la scelta del tappo a vite per i vini italiani, sia bianchi che rossi.
Fonte: Arena.
Prà: «Abbiamo verificato Il Soave invecchia bene l’imbottigliamo solo così».
Autoctoni, esclusivamente vitigni autoctoni. È questo il marchio di fabbrica dell’azienda agricola Graziano Prà, a Monteforte d’Alpone. Una scelta che ha accompagnato il percorso della famiglia fin dagli esordi, con Graziano al timone fin dai primi anni ’80, dopo aver ereditato dal padre e dal nonno la passione per il territorio e la mission di salvaguardarne le peculiarità. In vigna come in cantina: proprio Graziano ha dato risalto alle aree del Monte Grande, cru dell’azienda, del Monte Bisson nel Soave e della Morandina nella Valpolicella. Ha ideato anche l’agriturismo Monte Bisson, una tenuta a fondo chiuso di 7 ettari di proprietà dell’azienda, circondata dai vigneti perla produzione del Soave con aree ricche di biodiversità. Sul Monte Bissone in passato furono ritrovati fondamenti di edifici antichi con pavimenti romani a mosaico, segno di presenza di una o più ville urbano-rustiche, articolate in una parte residenziale e in un settore produttivo.
Fonte: Arena.
Soave e Durello a Prowein puntano sulla «vulcanicità».
In fiera a Düsseldorf dall 9 marzo Soave e Durello a Prowein puntano sulla «vulcanicità» Degustazioni e incontri in sinergia con i vini bianchi del progetto Heva •• Mineralità, freschezza, sapidità, longevità. In una parola: vulcano. Questo sarà il tema guida della 28esima edizione di Prowein, in programma dal 19 al 21 marzo 2023 a Düsseldorf, per il Consorzio del Soave e il Consorzio del Lessini Durello, partner del progetto promozionale «Heva, Heroes of Europe: Volcanic Agriculture» – progetto di promozione e valorizzazione dei prodotti vulcanici, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della misura 1144 – assieme al Consorzio del Formaggio Monte Veronese e al consorzio greco Union of Santorini Cooperatives – Santo Wines. Il distretto italiano del vino bianco da suolo vulcanico dopo il successo dello scorso anno, con una edizione speciale di Prowein a maggio, torna a Düsseldorf forte dei risultati che il progetto Heva sta portando.
Fonte: Arena.
I «maestri potatori» per grandi vini.
SimoniteSirch hanno restituito dignità a un mestiere antichissimo. Oggi fatturano quasi 4 milioni, hanno un’Academy digitale e 5 sedi nel mondo otare le viti è considerato il lavoro più umile nell’ecosistema del vino. La poesia che nasce nel calice, però, non esisterebbe se non ci fossero uomini capaci di accarezzare con le forbici i tralci, inducendoli a crescere al massimo delle loro potenzialità. Dall’avvento di Marco Simonit, tutto è cambiato. Dopo avere partecipato ad alcune trasmissioni televisive, fra cui «I signori del Vino» di Rai 2 e «Linea Verde» di Rai 1, è diventato un influencer del saper potare, con tanto di 5 milioni di visualizzazioni dei suoi video su YouTube. Friulano di origine, dopo avere imparato e studiato l’arte su Glera e Sauvignon, adesso ha creato un gruppo di lavoro noto in tutto il mondo. L’azienda, fondata da Simonit assieme a Pierpaolo Sirch, entrambi classe 1966, si chiama Simonit e Sirch Vine Master Pruners (i maestri potatori, ndr), ha fatturato nel 2022 circa 3,9 milioni di euro e ha 25 collaboratori distribuiti su cinque sedi, dislocate nei luoghi sacri del vino: oltre all’Italia, anche in Francia, Spagna, Usa e Sud Africa.
Fonte: Corriere Imprese Nordest.
Arriva la Primavera quella del Prosecco è tutta una festa.
Da sabato prossimo all’11 giugno la 28. edizione della kermesse itinerante con 17 mostre che celebra le bollicine nel territorio di Valdobbiadene Arriva la Primavera quella del Prosecco è tutta una festa L’INTERA ZONA RACCONTATA FRA CULTURA E GASTRONOMIA SOTTO IL SEW DELLA OUALITA’. La “primavera”, quella del Prosecco superiore nel territorio delle colline dell’alta Marca, è pronta al via ed anticipa, come sempre, quella meteorologica. Dal 18 marzo, quando ad aprire sarà come sempre Santo Stefano, fino all11 giugno quando chiuderà Vittorio Veneto, sarà ‘Primavera del Prosecco Superiore”, il tour giunto alla 28. edizione che riunisce in un unico cartellone le 17 mostre delle bollicine del territorio della Docg, dal Prosecco Superiore al Cartizze, dalle Rive al “sui ]leviti”, da Valdobbiadene a Conegliano passando per Miane, Cison, San Pietro di Feletto, Corbanese e Vittorio Veneto, che produce in 8.675 ettari 102.845.500 bottiglie. Grazie al lavoro dell’Unpli e le Pro Loco locali che mettono in campo 1500 volontari.
Fonte: Gazzettino.
Siccità, acqua razionata Ordinanza se non piove – Razionamento dell’acqua.
Zaia è pronto a firmare, mentre si studiano soluzioni come la desalinizzazione dell’acqua di mare E Zoggia, ex sindaco di Jesolo: facciamo come in Israele. Piscine marine al Caribe. Razionamento dell’acqua La desalinizzazione dell’acqua di mare potrebbe diventare un’opportunità. In Veneto pioverà solo mercoledì, ma al più per 7 millimetri d’acqua (ne servono 200 in marzo per colmare il deficit). Siccità incalzante, dunque. Ed ecco che da Valdobbiadene, dove si è aperta l’Antica Fiera di San Gregorio, il presidente della Regione Luca Zaia ha confermato che ha allo studio un’ordinanza per razionare l’acqua, destinando la poca che c’è all’uso civico. E se sabato pomeriggio, a Udine, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha promesso che saranno accelerate gli studi per desalinizzare l’acqua del mare, Zaia assicura: noi siamo pronti. E già quest’estate potrebbero essere utilizzati i desalinatori mobili, nelle situazioni di emergenza.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Primi due mesi con 1,44 gradi in più al Nord In febbraio sul Veneto solo 3 mm di pioggia.
Analisi Coldiretti-Isac Cnr sulle medie climatiche e delle precipitazioni in due secoli Primi due mesi con 1,44 gradi in più al Nord In febbraio sul Veneto solo 3 mm di pioggia. Il 2023 potrebbe rivelarsi l’anno più caldo di sempre con + 1,44 gradi sopra la media nel Nord nei primi due mesi dell’anno. L’anomalia riguarda l’intera Penisola, dove la temperatura è stata comunque superiore di 0,76 gradi nei primi due mesi dell’anno. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr che rileva le temperature in Italia dal 1800, che evidenzia anche precipitazioni al di sotto della media nel primo bimestre dell’anno dopo un 2022 in cui è caduta il 30% di pioggia in meno. Nel Veneto mediamente a febbraio sono caduti 3 millimetri di pioggia: in media ne cadono 60. Le previsioni danno qualche scroscio domani e forse mercoledì, per una fase umida davvero brevissima.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
La ricetta dell’ex sindaco di Jesolo «Sfruttare il mare come in Israele».
Davanti al progressivo impoverimento di corsi d’acqua e falde sono i desalinizzatori gli strumenti che vengono visti ora come miracolosi per risolvere una crisi che si profila come permanente litorale preoccupalo per le esigenze dell’agricoltura ma pure per l’estate. Desalinizzare l’acqua del mare per combattere la siccità. L’ex sindaco di Jesolo, ora consigliere comunale, Valerio Zoggia, ha lanciato questa crociata per la desalinizzazione dell’acqua del mare di cui certo non difettiamo sulla costa veneziana come nel resto della penisola. «Ne abbiamo tanta ed è necessario iniziare a pensare a come utilizzarla». Questo è il punto di partenza di Zoggia che vuole partire dal territorio per arrivare a Roma e Bruxelles, prima che sia troppo tardi. L’agricoltura è in ginocchio da anni a causa della siccità. E quest’anno i problemi aumenteranno con la bella stagione perché non sta piovendo e molto colture sono a rischio. «Non è un appunto alla politica territoriale, ma a quella nazionale», premette Zoggia, «il problema è dell’Italia, come dell’Austria o della Germania e, pertanto, ci vuole l’attenzione anche da parte dell’Europa.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Ecco “Le Contrade dell’Etna”: 14esima edizione e record di cantine.
E’ probabilmente l’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa. “Le Contrade dell’Etna” è alle porte.
Si tratta della manifestazione che, quest’anno per la Quattordicesima Edizione, radunerà i diversi produttori vitivinicoli del comprensorio delle Contrade permettendo di usufruire di una vetrina privilegiata e di altissimo calibro nella tre giorni destinata agli addetti ai lavori quindi esperti, organi di stampa specializzata, critici, aziende ed operatori di settore del circuito Horeca. La kermesse avrà luogo da sabato 15 a lunedì 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). L’organizzazione è curata dalla società “Crew” che sta garantendo diverse novità e sorprese rispetto all’anno scorso che sveleremo pian piano fino ad arrivare all’inaugurazione. Intanto, la presenza delle cantine iscritte ha già superato il giro di boa del 2022 (che era 90), toccando allo stato dell’arte quota 93 imprenditori. I cosiddetti “wine lovers” avranno tanto da degustare e da raccontare e potranno partecipare in particolare alla giornata di domenica 16 aprile, quando l’evento accoglierà gli utenti.
Fonte: LiveSicilia.
Un sabato con “Cantine in Città” a Ravenna in compagnia di 31 produttori italiani di vino alle Artificerie Almagià.
Centinaia di appassionati di vino hanno affollato oggi sabato 11 marzo le Artificerie Almagià di Ravenna per la manifestazione Cantine in Città una giornata di incontro tra i produttori (presenti da ogni parte d’Italia) e i consumatori di vino. Ai diversi vignaioli presenti di narrare la propria storia, e ai “winelovers” di respirare e nutrirsi della loro passione degustando e, volendo, acquistare, grazie anche al buono compreso nel biglietto. A organizzare l’evento l’imprenditore Andrea Rondinelli dell’Osteria dalla Zabariona in collaborazione con Matteo Bergamaschi del Teodora Caffè e con il Patrocinio del Comune di Ravenna.
Fonte: RavennaNotizie.
«Basta pregiudizi, il tappo a vite mantiene il vino più buono»: la sfida del veronese Graziano Prà e di altre quattro cantine.
A volte le tradizioni sono difficili da abbandonare, soprattutto quando sono intrise di nostalgia. Ma c’è chi guarda al futuro, con coraggio, un pizzico di sana follia e prove schiaccianti alla mano, a dimostrazione che la strada è quella giusta. Graziano Prà, Franz Haas, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa sono gli Svitati, cinque aziende visionarie che per la prima volta si sono messe insieme per raccontare e sostenere la scelta del tappo a vite nel mondo del vino italiano.
Fonte: L’Arena,
Si finge svizzera e ruba 1,46 milioni di euro in vino.
Circa un anno e mezzo fa, in Spagna, una coppia di ladri ha sottratto a un albergo delle bottiglie di vino che valgono milioni. Una dei due ha finto di essere svizzera. Ma il furto pianificato allo strenuo di una scena di un film è terminato con la prigione. Quasi un anno e mezzo dopo lo spettacolare furto di 45 bottiglie di vino costoso da un ristorante di un hotel, un tribunale spagnolo ha condannato la coppia di ladri a diversi anni di carcere. L’uomo dovrà scontare quattro anni e mezzo, la sua complice quattro. I due devono anche pagare 753.454 euro di risarcimento all’hotel, ha stabilito lunedì il tribunale di Cáceres. Il furto cinematografico nella cantina del ristorante a tre stelle «Atrio», nella città sud-occidentale spagnola di Cáceres, aveva fatto notizia a livello internazionale nell’ottobre del 2021.
Fonte: Wine and Food Tour,
1 Bicchiere di vino allunga la vita, ma quante calorie contiene? Le stime.
Sentiamo spesso dire che il vino aiuta a perdere peso. Contiene infatti una sostanza che “limita” le molecole di grasso, il resveratrolo. Il vino però ha delle calorie che in genere variano in base a gradazione alcolica e presenza di zuccheri. Molte persone non hanno idea di quante calorie ci siano nel vino. L’alcool infatti, dopo il grasso, è il più grande contributo calorico nella nostra dieta. Quando cerchiamo di scoprire le caratteristiche del vino rosso, è importante avere un pensiero critico e non farsi ingannare dalle leggende che circondano questa bevanda. In effetti, sebbene internet sia un’eccellente fonte di informazioni di alta qualità, è anche un serbatoio di falsità e di miti in tutti i campi. Effettivamente, è vero che il vino rosso possiede qualità terapeutiche che possono contribuire ad attenuare gli effetti di alcune malattie o disturbi e, in generale, a condurre uno stile di vita più sano e piacevole.
Fonte: Focus.it,
Quando è nato il vino: una ricerca svela da quanto tempo esiste, nessun dubbio.
Il vino è bevanda che gode di fama antichissima. Un recente studio ha portato alla luce le sue origini a livello genetico – scientifico. Le domande a cui lo studio dà risposta suonano più o meno così: a che epoca risalgono i primi vigneti? Quando è possibile identificare a livello cronologico la sua comparsa in Europa Orientale? L’oggetto dell’indagine è dunque l’origine dell’arte della fermentazione dell’uva e della produzione del vino ad essa legata. La ricerca è stata portata avanti dall’Università Agraria dello Yunnan, in Cina, ed ha coinvolto nel suo team numerosi ricercatori e studiosi, biologi e storici. Le origini del vino sembrerebbe si ritrovino molto molto tempo fa, ai tempi dell’ultima glaciazione. Il risultato è stato ottenuto portando avanti una attenta analisi del suo DNA
Fonte: Ecoo.it.
Le mille sfumature del vino italiano, ed il suo valore: la visione di “The Wine Advocate”.
A WineNews da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo, le riflessioni di Monica Larner, italian editor della più autorevole voce della critica enoica mondiale. A WineNews, da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo, le riflessioni di Monica Larner, italian editor della più autorevole voce della critica enoica mondiale. Tra una promozione ancora da migliorare, per raccontare con più chiarezza il vino italiano al mondo, la forza dell’enoturismo, i territori classici dei grandi rossi in salute, e un patrimonio di grandi bianchi diffuso ancora tutto da scoprire, passando per l’importanza della sostenibilità e di mettere il vino il relazione a contesti più ampli, per uno storytelling più moderno ed efficace.
Fonte: WineNews.
Cenerentola: le donne del vino vincono le scommesse.
Col Fogliatonda Donatella Cinelli Colombini ha vinto la scommessa di realizzare un vino da un vitigno quasi estinto, ed ecco il Cenerentola – sapiente uvaggio Fogliatonda e Sangiovese. Questo blend diventato denominazione nel 2000 nasce nel bel mezzo tra due denominazioni blasonate della Toscana, tra quella del Brunello di Montalcino e del Nobile di Montepulciano e quasi a sfida delle due, Cenerentola tra le due sorelle affermate, mette in etichetta la corona del suo principe dimostrandosi vino di alto rango. Nel bicchiere il Fogliatonda regala colore e potenza che il Sangiovese armonizza in una leggera speziatura levigandone i tannini, un vino pronto alla beva anche in gioventù che riflette eleganza e gentilezza come frutto dell’approccio femminile al vino.
Fonte: La Voce di New York.
Il Vino può essere un mezzo per lo sviluppo economico dei territori è del turismo.
Sabato, undici marzo, un importante convegno, valido per l’acquisizione di crediti per la Formazione di giornalisti pubblicisti è organizzato dall’Associazione Stampa Romana, si è tenuto presso la sala convegni, nel complesso del Museo del Vino, a Castiglione in Teverina. Il tema del convegno, raccontare l’Italia attraverso i suoi vini, riguardava il settore enogastronomico con specifico riferimento alla viticultura ed alla vinificazione, valorizzando il vino come elemento di attrazione turistica ed al tempo stesso motivo e stimolo per la conoscenza dei territori e delle usanze locali. Durante i lavori è stato evidenziato il grande ruolo che ricopre il consorzio GAL nei comprensori del bacino del lago Trasimeno, dell’Orvietano e del Corcianese.
Fonte: OnTuscia.
STAMPA ESTERA
Una potencia vinícola sin mucho valor añadido.
El vino español se enfrenta a un futuro incierto marcado por la caída del consumo, los bajos precios de la exportación y la subida de costes. Los franceses, los mismos que consideran el vino como una especie de sello de civiJlización, están empezando a arrancar sus adoradas cepas. Los consumidores están dando la espalda a los tintos, lo que ha provocado una sobreproducción que ha afectado especialmente a Burdeos y, en menor medida, a Languedoc y al valle del Ródano. De modo que el Gobierno ya ha aprobado ayudas para deshacerse de las primeras 9.500 hectáreas de viñedo, algo que comenzó a ejecutarse esta misma semana. Es un primer paso para sacar del mapa hasta 35.000 hectáreas con el fin de equilibrar oferta y demanda. La situación, recoge Les Echos, está lejos de ser pasajera: el Consejo Interprofesional de Vinos de Burdeos cree que el consumo caerá un 60% en 10 años. A este lado de los Pirineos, los productores españoles comienzan a estar preocupados. Por distintas circunstancias, algunas zonas se han quedado con bastantes botellas en el almacén. Las existencias de vino envasado estaban en el mes de diciembre un 5,1% por encima del año precedente, que ya fue bastante malo, y sumaron 5,6 millones de hectolitros. En el supermercado, los datos de la consultora IRI muestran que la venta de vinos y espumosos se ha mantenido estable en valor porque las botellas son un 6,7% más caras, pero la demanda en volumen ha caído un 6,4%. Y eso que los aumentos de precio de los vinos han sido más moderados que los de otros productos alimentarios. Por si no fuera poco, la campaña de 2022, que se comenzará a comercializar este año, fue bastante abundante, sobre todo por los más de 3.000 millones de kilos de uva blanca cosechados. Sentado delante de un café cargado, José Luis Benítez, director de la Federación Española del Vino (FEV), reconoce que muchas bodegas no han superado todavía las cifras prepandemia, y que el sector, compuesto, grosso modo, en un 75% por bodegas medianas y un 24% pequeñas, debería tomarse muy en serio lo de impulsar promociones conjuntas de vino como marca de país, y no hacer la guerra por separado. “El canal de alimentación [la venta al consumidor final] ha caído. En este contexto de inflación, la gente prioriza la compra de otros productos antes que de vino”, reflexiona Benítez. Contrapone que la hostelería nacional va bien, y la exportación, que terminó 2022 con un récord histórico con casi 3.000 millones de euros, se ha moderado un poco en los últimos meses. En Rioja, por ejemplo, la depresión del consumo en el mercado británico, donde la población acusa los efectos del Brexit, ha afectado bastante a las bodegas porque es uno de sus principales compradores.
Fonte: Pais Negocios.
California Winemakers Face a Cash Crunch.
California’s wine industry is facing a potential short-term cash crunch and long-term loss of funding from the collapse of Silicon Valley Bank, which was a significant lender to vineyards and winemakers. Hundreds of wine producers borrowed from the bank and deposited their cash there, including some small, midsize and privately held businesses that are trying to make payroll or loan payments. “It could be devastating,” said John Balletto, president of family-owned vineyard and winery Balletto Vineyards in Santa Rosa. His deposits with Silicon Valley Bank are small and insured, but he knows other wine businesses in the area that have uninsured deposits and could come under pressure. `People are in shock,” he added. Mr. Balletto, who produces mostly Pinot Noir and Chardonnay grapes on about 850 acres in Sonoma County’s Russian River Valley, has three mortgage loans with the bank. It would be a major concern if they had to be restructured at higher interest rates depending on what happens with the bank, he said. The Federal Deposit Insurance Corp. said Friday it has taken control of Silicon Valley Bank via a new entity. Depositors under the bank’s $250,000 insurance cap are expected to have access to their funds as of Monday. Depositors with funds exceeding insurance caps will have to wait to get their money. Many companies are racing to line up other sources of cash. The bank’s swift failure was driven by clients’ withdrawing cash, which forced the bank to raise cash by selling long-term government bonds at a loss. Worries about the bank’s ability to raise additional funding prompted companies to withdraw their money quickly, accelerating the bank’s demise. The wine industry is a relatively small part of the bank’s business compared with the technology and healthcare industries. But SVB rode the growth of California’s wine business since the 1990s, benefiting from booming demand and soaring land prices. More recently, winemakers faced turmoil from the pandemic, higher labor costs and losses from wildfires and drought. “They’re upset and anxious,” said Rob McMillan, founder and executive vice president of the bank’s wine business. “Everybody is afraid of the unknown.” He has received about 50 calls from clients and others in the industry during the past few days. The division has about 400 wine clients and lent more than $4 billion to the industry over the past 30 years. It had more than $1 billion in loans outstanding to the sector at the end of 2022. The bank’s annual State of the Wine Industry report is read widely in the industry. Mr. McMillan has agreed to stay with the FDIC-controlled firm for 45 days and is fielding offers from other banks.
Fonte: Wall Street Journal Usa.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 12 marzo 2023!
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Arriva Vinitaly and the City, brindisi diffuso per tutta Verona.
Dal 31 marzo al 3 aprile degustazioni, masterclass ed eventi Arriva Vinitaly and the City, brindisi diffuso per tutta Verona Sarà una vera e propria ondata di wine passion quella che si propagherà da Vinitaly a Verona, pronta ad alzare i calici per Vinitaly and the City in un brindisi diffuso per tutta la città. Fuori salone dedicato al pubblico e agli appassionati in programma dal 31 marzo al 3 aprile, la quattro-giorni colorerà il centro storico scaligero in un mosaico di appuntamenti tra contaminazioni culturali, artistiche, musicali e geografiche, per un mix di degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate, tutto all’insegna dell’eccellenza enologica tricolore. A fare da quartiere generale nella capitale del vino sarà il triangolo tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, dove si concentrerà la gran parte degli appuntamenti e le lounge per i tasting. All’ombra di Dante, protagonista anche della mostra “Disposti a salire alle stelle.
Fonte: Le Cronache Nazionali.
Sessantottini e solidi principi.
Un progetto enoico importante, quello di Fattoria di Gratena, che nella sua veste moderna risale al 1968, tuttavia innestato sulle vestigia di un podere duecentesco. Siamo in zona Pratomagno, località Pieve a Maiano, due passi da Arezzo, 180 ettari, di cui 17, certificati bio dal 1994, a vigneto, e 10 ad olivo, ma soprattutto una ferrea volontà di preservare, e se necessario recuperare, tutto quello che in termini di risorse può fornire il territorio. Nasce così, da questa ostinazione, il rinvenimento, nel 1997, di qualche centinaio di piante di un vigneto storico, di una varietà ampelografica inedita, inizialmente scambiata per Sangiovese, ovverosia il Gratena Nero, identificato come varietà a sé stante ed omologato nel 2010, dopo un pluriennale lavoro svolto in collaborazione con l’Università di Milano, ma anche una linea di prodotti rilevanti, uniti dallo stesso fil rouge.
Fonte: Espresso.
Intervista a Renata Garofano – «Il futuro del vino sarà donna».
Renata Garofano, figlia d’arte: «Siamo la carta vincente per superare vecchi retaggi e una mentalità ormai fuori dal tempo» Un dato biografico è d’obbligo: Renata Garofano – classe 1977 – è figlia di Severino, l’enologo di Puglia che ha determinato il riscatto della vitivinicoltura meridionale. Cresciuta tra i profumi e i colori del “nettare degli dei”, tra botti e vasche in cemento, tutto quello che concerne il vino l’ha imparato da lui. E con in tasca una laurea in Economia e Commercio, oggi ha la possibilità di lavorare in questo settore e dedicarsi al marketing e accoglienza nell’azienda vinicola di famiglia che gestisce con il fratello Stefano oltre a rappresentare la Puglia, come delegata, nell’associazione nazionale “Le Donne del Vino”. Donne e vino. Quando parliamo di questo binomio, è inevitabile pensare alle donne che come te stanno facendo la differenza nel settore, sia come produttrici ma, anche, a quelle che lo scelgono, amano e bevono.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Gusti tipici – Nel Buttafuoco Storico i sapori di vigne eroiche.
In Oltrepò Pavese si fa un vino unico, il Buttafuoco Storico, che alla fine di febbraio ha feste ato il ventisettesimo compleanno. Ho deciso di occuparmene in questa rubrica perché il Buttafuoco è un caso più unico che raro. Si tratta di un vero campione di tipicità, un rosso potente, corposo e seducente al palato. Un vino fermo in una terra di spumanti e vini rossi con le bollicine. Ma la terra del Buttafuoco Storico non è tutto l’O1trepò Pavese. I grappoli di croatina, barbera, uva rara, ughetta di Canneto e vespolina che ne costituiscono l’uvaggio possono arrivare soltanto da un fazzoletto di terra compreso fra i torrenti Versa e Scuropasso. In tutto 22 ettari coltivati a vite nei comuni di Canneto Pavese, Montescano, Castana e parte dei comuni di Broni, Stradella, Cigognola, Pietra de’ Giorgi. Tutti in pro Gusti tipici Nel Buttafuoco Storico i sapori di vigne eroiche vincia di Pavia. Una enclave particolarissima all’interno della denominazione Buttafuoco Doc, granita dal Consorzio tutela vini Oltrepò Pavese.
Fonte: Libero Quotidiano.
Brasile. Scandalo per l’inchiesta sugli “schiavi del vino”.
Erano tenuti come schiavi, costretti me a lavorare sotto il sole per 12 ore al giorno, accalcati in alloggi fatiscenti, con bagni precari e cibo di pessima qualità. Una ma1-operazione della giustizia del lavoro brasiliana ha svelato un sistema di lavoro in condizioni disumane in cooperative che prestano servizio per le più importanti imprese vinicole concentrate nel Sud del Paese. Circa 200 lavoratori stagionali sono stati fatti venire dallo stato settentrionale di Bahia con la promessa di una buona remunerazione per pochi mesi di lavoro; si sono trovati con un panorama di umiliazioni fisiche e verbali e ritmi massacranti. Chi si lamentava, poi, veniva picchiato e gli venivano applicate multe arbitrarie che, di fatto, riducevano considerevolmente il loro salario. La denuncia è stata fatta da tre di loro che sono scappati di notte e sono andati in un commissariato. L’indagine a tappeto disposta dagli inquirenti ha svelato situazioni simili in altre cooperative della regione.
Fonte: Specchio.
Eurodeputata in visita alla Caviro «L’Ue criminalizza il nostro vino» – Vini, il caso delle etichette «Un sorso non è abuso di alcol L’Europa non li confonda».
L’Irlanda fa scrivere sulle bottiglie le controindicazioni. L’eurodeputata Basso (Lega) in visita alla Caviro: «Patrimonio fondamentale da tutelare, non da criminalizzare» L’eurodeputata Alessandra Basso e il consigliere regionale Massimiliano Pompignoli sono stati in visita alla Caviro, colosso del vino che ha sede a Faenza ma la sua più grande cantina si trova a Forlì, nella frazione di San Giorgio. L’obiettivo: dire «no all’etichetta sanitaria». «Un attacco sferrato dall’Europa contro le eccellenze agroalimentari italiane. Saremo sempre al fianco dei produttori vitivinicoli». È quanto hanno dichiarato i due politici della Lega in merito alla decisione dell’Irlanda di indicare sulle etichette di vino, birra e liquori avvertenze come «II consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». Caviro è leader in Italia tra le cooperative vitivinicole e punto di riferimento nei segmento produttivo dei vini confezionati.
Fonte: Resto del Carlino Forlì.
Sembra plastica ma è biodegradabile «Boom di richieste» – La vendemmia ecologica «Nelle vigne addio plastica con un brevetto made in Forlì».
Si chiama ‘terralix’: la Sabiomaterials realizza un filo resistente ma biodegradabile «È realizzato con scarti del legno, amido di mais e i vinaccioli dell’uva». «Ogni giorno richieste da tutto il mondo» «Se un pezzo cade, si decompone a terra» Si chiama ‘terralix’: è un materiale biodegradabile, coperto da brevetto e realizzato dalla startup forlivese Sabiomaterials. In gran parte è composto da legno, proveniente da scarti di lavorazione delle segherie, amido di mais e vinaccioli, i semi contenuti negli acini d’uva. E proprio nei campi è destinato a tornare, comprese le vigne: è usato per realizzare fili, con cui legare viti e rami. È una delle tante applicazioni che l’innovativa azienda fondata da Alessandro Carfagnini (attuale amministratore delegato) ha studiato per avvicinarsi ai produttori agricoli locali. Inizialmente focalizzata sul settore dell’arredamento, la giovane realtà forlivese si è ‘convertita’ all’agricoltura dopo l’arrivo di Rocco Filippi, responsabile commerciale con esperienza nel settore.
Fonte: Resto del Carlino Forlì.
Tenuta Salano vola a Los Angeles.
Tenuta Salano è stata selezionata da Raw Wine 2023 e sarà presente a Los Angeles il 24 e 25 aprile per l’importante appuntamento internazionale, che celebra i migliori talenti enologici del mondo. Essere inclusi in questa selezione significa entrare a pieno titolo nell’élite dei «migliori talenti enologici del mondo», un riconoscimento che arriva ad Alex Fulvi e Olivia Maggioli di Tenuta Salano.
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
San Clemente si candida a capitale del vino: pronto un dossier per primeggiare in Europa.
II Comune di San Clemente si candida a Capitale Europea del Vino 2024. Sarà infatti l’anno in cui Recevin, la rete comunitaria delle 800 città del vino, assegnerà il riconoscimento a una città italiana. L’annuncio sarà dato dalla sindaca Mirna Cecchini venerdì 10 marzo, alle 11, nella sede della Fondazione Carim, a Palazzo Buonadrata, a Rimini. Il dossier di candidatura è stato preparato dal Comune e dal “Comitato promotore dell’Ambasciata delle città del vino d’Europa” di via Soardi a Rimini e dovrà essere presentato entro il 28 aprile 2023. La candidatura contiene un ricco calendario di eventi che si aggiungono alla tradizionale Sagra del Vino di maggio e a “Note di Vino” manifestazione ultraventennale di luglio dedicata al vino di qualità e alla musica.
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
Alla Festa regionale del vino 300 etichette di 70 cantine.
II sindaco: un volano per rilanciare il territorio. L’omaggio al regista Battiston Edoardo Anese. Centinaia le persone che hanno partecipato ieri sera al taglio del nastro che ha ufficialmente dato il via alle 74esima edizione della Festa regionale del vino friulano di Bertiolo. Oltre al sindaco, Eleonora Viscardis, e al presidente della Pro loco, Marino Zanchetta, erano presenti il coordinatore delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, il presidente del consiglio regionale uscente, Piero Mauro Zanin, e molti amministratori da tutto il Fvg. La cerimonia si è tenuta nell’enoteca di piazza Plebiscito, fulcro della kermesse enogastoronomica dove, per tutti i fine settimana di marzo, sarà possibile degustare circa 300 etichette di 70 cantine da tutta la regione. Nell’occasione sono stati resi noti i risultati della mostra-concorso “Bertiûl tal Friûl”, alla quale hanno partecipato centinaia di produttori.
Fonte: Messaggero Veneto Udine.
Il gradiscano Scubla terzo nella Top50 di Milano Finanza.
Con il bianco Pomèdes 2020 premiati dal mensile Gentleman anche i vini Braide Alte di Livon e Sauvignon Piere e Dut’un dell’azienda Le Vie di Romans Luigi Murciano. Nuova soddisfazione per il vignaiuolo gradiscano Roberto Scubla. Il suo Pomèdes 2020 dei Colli Orientali è stato classificato al terzo posto nella top 50 dei bianchi italiani, nonché primo del Friuli Venezia Giulia, nell’annuale graduatoria del mensile Gentleman di Milano Finanza, che con un conto algoritmico incrocia dati e punteggi delle migliori Guide Italiane. Al quarto posto compare un altro bianco regionale, Braide Alte Venezia Giulia 2020 di Livon (Dolegna del Collio), mentre l’ottima performance dei nostri vignaiuoli è completata dal settimo e dal nono posto di Vie di Romans di Mariano del Friuli, rispettivamente con il Sauvignon Piere del 2020 e con Dut’un, bianco Venezia Giulia del 2019.
Fonte: Piccolo Gorizia.
Etichetta nutrizionale per il vino «Complicazione in più per il settore».
Gli enologi al festival Tipicità di Fermo. «Obbligo da dicembre, ma non abbiamo nulla da nascondere». II mondo sta cambiando, ma non per tutti. Mentre i superalcolici non dovranno riportare l’etichetta nutrizionale, il vino sì, dal prossimo dicembre. Una contraddizione che ha provocato una sollevazione popolare nel mondo del vino e in particolare di Assoenologi, il cui presidente nazionale Riccardo Cotarella, intervenuto al forum degli enologi marchigiani nell’ambito del festival Tipicità di Fermo ha detto: «Più che preoccupati, siamo molto arrabbiati. Assistiamo a un accanimento sul vino da parte dell’Unione europea che ci lascia sconcertati. Non abbiamo niente da nascondere». Ma cosa dovrà riportare la nuova etichetta? Lo ha spiegato Silvio Salvi, dell’Ufficio repressioni frodi: «Sull’etichetta va scritto il valore energetico, in sostanza le calorie, il resto va indicato per via elettronica -dice -, in un link dove si riporta l’etichetta nutrizionale, compresi gli allergeni come solfiti, derivati del latte o dell’uovo che credo non si usino più e poi la quantità di grassi, i carboidrati, gli zuccheri, proteine e sale.
Fonte: Resto del Carlino Marche.
Nuove tendenze del mondo del vino Una giornata al Cosmopolitan dedicata agli esperti del settore.
Le nuove tendenze del mondo del vino e le migliori specialità del territorio in vetrina all’hotel Cosmopolitan di Civitanova Marche grazie all’evento “Wine Tasting Marche 2023”. Domani dalle 10 alle 19, nelle sale attrezzate dell’albergo di via De Gasperi, produttori e professionisti del settore Horeca si incontreranno per una giornata all’insegna del gusto e del buon bere. Giunto alla seconda edizione, l’evento è organizzato grazie alla collaborazione di più rappresentanti dei settore wine e spirits che hanno deciso di cooperare per creare una giornata unica nel suo genere. Questi i nomi dei rappresentanti: Francesco e Michele Valevi, Edoardo Marzi, Gianluigi Porfiri, Giuseppe Stacchiotti, Riccardo Fioretti e Fabio Dolciotti.
Fonte: Corriere Adriatico Macerata.
Viaggio in Israele a studiare soluzioni I produttori albesi guardano a Sud.
La trasferta organizzata da Confindustria Cuneo a maggio Viaggio in Israele a studiare soluzioni I produttori albesi guardano a Sud. Un tempo, la meta privilegiata per i viaggi studio dei vignaioli albesi era la Borgogna, o tutt’al più la regione di Bordeaux. Oggi invece, sulla scia dei cambiamenti climatici, si guarda decisamente più a Sud. È per questo che Confindustria Cuneo organizza, a inizio maggio 2023, una trasferta tra Tel Aviv e Gerusalemme, passando per il deserto e il Mar Morto, rivolta alle aziende della sezione Vini e Liquori. Il viaggio alternerà momenti di affari a sessioni di apprendimento tecnico e offrirà l’opportunità di venire a contatto con le più sviluppate tecnologie in ambito AgriTech. A partire dalla regione Arava’, dove vengono sviluppate le tecnologie più interessanti in ambito agrifood con la visita ad importanti enti di ricerca e innovazione, tra cui il Vidor Visitor Center, che offre un’ampia panoramica delle tecniche avanzate di coltivazione e al Volcani Center, l’ente deputato all’Innovazione nazionale dell’Agricoltura in Israele, specializzato in scienze idriche e ambientali e ingegneria agraria.
Fonte: tampa Cuneo.
Il futuro del vino.
Cambia il clima, cambierà anche il vino. Ci sono strategie di adattamento che possono mitigare l’impatto del surriscaldamento e della siccità tra i filari, ma serve un lavoro congiunto che permetta di pianificare la resilienza del settore, come auspica anche l’enologo Alessandro Ceretto. Il futuro dei vino Il nuovo clima avrà nei prossimi anni un impatto forte sull’agricoltura di pregio delle colline Unesco. Il settore studia strategie e deve pianificare al meglio la resilienza *** Cambia il dima, cambierà anche il vino. Le analisi condotte dagli studiosi sono concordi nel dire che il mutamento climatico potrà avere nei prossimi anni un grosso impatto sull’agricoltura di pregio della nostra regione e sull’economia ad essa legata. Occorre prenderne atto e poi iniziare ad agire di conseguenza.
Fonte: tampa Cuneo.
“Serve un discorso etico O restiamo qui seduti aspettando il disastro?”.
Alessandro Ceretto convertito in biologico vigneti della cantina di famiglia in Langa e Hoer. Il futuro dei nostri figli. E non lo dico solo come produttori divino: è ormai evidente che questo mutamento creerà conseguenze ben più ampie, un po’ in tutti i settori». Alessandro Ceretto è l’enologo della famiglia Ceretto di Alba, ma soprattutto è colui che in pochi anni ha traghettato un’azienda da 170 ettari verso una scelta rivoluzionaria e radicale, convertendo ad agricoltura biologica tutti i vigneti di proprietà situati sulle colline di Langhe e Roero. Alessandro non ha mai nascosto il suo credo biodinamico, ma senza etichette e bandiere da sventolare. «Non credo nelle certificazioni. Io credo nel metodo e nella sua applicazione, così come credo che un buon vino sia il frutto di tre elementi: origine, terroir emano dell’uomo». Ma proprio questo particolare terroir composto dalle colline di Langa e Roero, così come un po’ tutte le regioni vitivinicole più blasonate, oggi si interroga sul suo futuro osservando un costante innalzamento termico e una sempre maggiore carenza di piogge.
Fonte: tampa Cuneo.
Il Menu ibleo, con le sue Dop, protagonista al Vinitaly.
Non solo le eccellenze del vino saranno in mostra alla 55′ edizione del Vinitaly di Verona prossima ad andare in scena dal 1 al 5 aprile. Anche il vasto paniere dell’agroalimentare italiano, in particolare quell’insieme di produzioni che vantano la certificazione dell’origine e il blasone della qualità, è infatti pronto a mostrarsi nella vetrina tra le più glamour e internazionali delle fiere del settore vinicolo. Del resto i numeri del Vinitaly parlano chiaro con i suoi 4000 espositori annui che unendosi ai 120mi1a visitatori e ai 33 mila buyers stranieri, traducono in termini concreti l’appeal di una fiera che si sta rivelando sempre più imprescindibile. Impossibile dunque non esserci al Vinitaly, come è altrettanto inconcepibile non volere tentare di fare squadra per innalzare i livelli di competitività dettati da un mercato sempre più global. Obiettivi di un marketing territoriale del quale il Libero Consorzio di Ragusa ha scelto di esserne la regia decidendo di portare alla 55′ edizione della fiera veronese le eccellenze agroalimentari del territorio ibleo.
Fonte: Sicilia Siracusa – Ragusa.
Cardinale e rabbino. Faccia a faccia sul vino – Montalcino. Il confronto tra cardinale e rabbino.
Oggi alle 16,30 il Tempio sagli. Sono previsti due momenti del Brunello ospita l’iniziativa ti di confronto su «Il vino e la soll senso della vite stenibilità, un binomio vincente vino tra storia e sostenibilità’ te» con gli interventi di Giusep pe Romano, presidente nazionale di AIAB, Fabrizio Bindocci, presidente del consorzio del viSi parla ancora di vino a Montai- no Brunello di Montalcino e Picino ma questa volta non per no Di Blasio, capo redattore La analizzare dati di mercato o di- Nazione redazione di Siena. Sescutere sulla qualità in degusta- guirà «Il vino nei secoli tra due zioni che ormai si tengono in religioni: Ebraismo e Cristianesi ogni angolo di mondo, bensì mo» con l’introduzione di Renaper affrontare temi culturali di to Rossi, direttore del Servizio grande interesse e importanza. per l’Ecumenismo e il dialogo in Tutto si svolgerà in seno terre ligioso dell’Arcidiocesi di all’evento «Il senso della vite. Il Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalvino tra storia e sostenibilità”.
Fonte: Nazione Siena.
Dopo la pandemia Vini e distillati, il mercato segna una crescita del 38%.
Il 2022 ha registrato la ripresa, dopo la pandemia, del consumo fuori casa di vino e distillati, con la ripresa dei canali HoReCa (hotel, ristoranti e catering) del +38% rispetto al 2021, generando, secondo l’Osservatorio nazionale Federvini relativo ai primi nove mesi dell’anno, 1,1 miliardi di euro di consumazioni. Le performance migliori appartengono ai consumi serali.
Fonte: Tirreno.
Rosso, esce dal cda di Masi: «Non c’è spazio per dare un contributo innovativo».
Renzo Rosso sbatte la porta ed esce dal cda di Masi Agricola. I conti 2022 sono più che ottimi, per la casa vinicola quotata della famiglia Boscaini, griffe per antonomasia dell’Amarone. Il bilancio, approvato dal cda l’altro ieri, parla di ricavi 2022 per 74,7 milioni, +12,6% sul 2021, e un utile netto per 4,5 milioni, rispetto a 5,4, frutto della ripartenza di ristoranti e hotel, ma anche dei Duty Free, che hanno spinto specie il Prosecco Canevel, superando così i problemi legati agli aumenti dei costi. E anche il 2023, secondo quanto comunicato, appare promettente. Ma l’attenzione è attratta dalle ruvide dimissioni dal cda di Renzo Rosso. Il patròn di Diesel sta investendo con decisione nel vino, con la sua Red Circle Investments, ed ha costituito a febbraio la holding Brave Wine, in cui ha fatto confluire, oltre alla sua tenuta di Marostica Diesel Farm, le partecipazioni acquisite nelle cantine Benanti, in Sicilia, e Josetta Saffirio, in Piemonte.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Masi Agricola Renzo Rosso lascia il cda in polemica.
Renzo Rosso lascia polemicamente il cda di Masi Agricola. La decisione di abbandonare il consiglio dell’azienda veronese celebre per l’Amarone, quotata al listino Aim di Borsa Milano e nella quale Rosso detiene tramite la holding Red Circle Investments una quota del 10% del capitale, è emersa con la pubblicazione dei dati 2022 di Masi. «Segnalo – si legge nella lettera di dimissioni del patron di Diesel pubblicata su Il Sole 24 Ore – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali. Per quanto detto ritengo che non vi siano presupposti per poter apportare il mio contributo professionale e innovativo e per una proficua partecipazione ai processi gestori della società». Rosso ha inviato le dimissioni da consigliere il 9 marzo.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Le bottiglie senza il nome “Prosecco” sono 1’8 %.
Vivace dibattito intorno all’eventuale soppressione del nome “Prosecco” dalle bottiglie di Docg. Un’indagine Cirve ha rilevato che l’80% delle bottiglie di Docg viene venduta senza il termine “Conegliano”, ovvero con la sola indicazione “Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”. Solo l’8% è commercializzata priva del termine “Prosecco”, mentre il restante 12% riporta l’intera dicitura “Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”. Al recente convegno di Coldiretti, il direttore del Consorzio, Diego Tomasi, ha confermato che per la denominazione restano irrinunciabili i termini Conegliano, Valdobbiadene e Superiore. Da qui al cda di giugno che si soffermerà sull’eventuale aggiornamento della denominazione si decideranno le sorti della parola “Prosecco”, che a Valdobbiadene tante aziende preferiscono non riportare in etichetta qualificandosi solo con l’indicazione “Valdobbiadene”.
Fonte: Tribuna Treviso.
“Le Contrade dell’Etna” 2023, per la 14esima edizione le cantine aderenti superano il 2022.
Da sabato 15 a domenica 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). L’organizzazione è curata dalla società “Crew che presenterà uno studio affidato all’Università di Palermo. L’evento si concluderà lunedì 17 aprile. L’evento più importante dedicato ai vini del vulcano più alto d’Europa “Le Contrade dell’Etna” è alle porte. Si tratta della manifestazione che, quest’anno per la Quattordicesima Edizione, radunerà i diversi produttori vitivinicoli del comprensorio delle Contrade permettendo di usufruire di una vetrina privilegiata e di altissimo calibro nella tre giorni destinata agli addetti ai lavori quindi esperti, organi di stampa specializzata, critici, aziende ed operatori di settore del circuito Horeca. La kermesse avrà luogo da sabato 15 a domenica 17 aprile nel “Picciolo Etna Golf Resort”, a Rovittello – Castiglione di Sicilia (in provincia di Catania). L’organizzazione è curata dalla società “Crew” che sta garantendo diverse novità e sorprese rispetto all’anno scorso che sveleremo pian piano fino ad arrivare all’inaugurazione. Intanto, la presenza delle cantine iscritte ha già superato il giro di boa del 2022 (che era 90), toccando allo stato dell’arte quota 93 imprenditori.
Fonte: Sicilia Report.
Soldi dalla Regione alle cantine per il risparmio energetico. Ecco a chi.
E’ stata pubblicata la graduatoria del bando della Regione Siciliana destinato agli investimenti in cantina per la qualificazione dell’attività di produzione della viticoltura e dell’enologia siciliana. Sono stati finanziati 60 progetti (sei provenienti da cantine sociali), per 30 milioni di euro, presentati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Sono progetti che, nelle intenzioni, dovrebbero avere effetti positivi in termini di risparmio energetico, di efficienza energetica globale e di sostenibilità dei processi produttivi sotto il profilo ambientale.
Fonte: Virgilio.
Quartomoro apre il suo Archivio Storico di vitigni autoctoni.
Quartomoro di Sardegna, la cantina fondata 12 anni fa da Piero Cella e Luciana Baso, oggi affiancati dai figli Alberto e Violante, apre il suo Archivio Storico di vitigni autoctoni. L’azienda, nata dal sogno dei fondatori di recuperare i vitigni autoctoni dell’Isola selezionando le sue vigne più rappresentative nei territori più vocati, aggiunge così un nuovo tassello al suo progetto Memorie di Vite. L’Archivio sarà presentato il 17 marzo a partire dalle 10 nella cantina situata a Marrubiu, località Is Bangius, e da allora sarà fruibile per tutti. L’Archivio dei Vitigni Autoctoni è un nuovo progetto caratterizzato dalla volontà della cantina di capire se le varietà tradizionali e autoctone bianche e rosse possono sostenere un invecchiamento e una maturazione degna di regalare emozioni. Generalmente i vitigni sardi trasformati in vino non sono stati sottoposti a questo tipo di test, me sorprese sono tante: il Vermentino, ad esempio, dopo 10 anni mostra ancora freschezza e sensazioni olfattive agrumate vive, e una speziatura diversamente sferzante. Il Bovale da vigne di sabbia, spiega ancora l’azienda, regala tessiture caratteristiche di vitigni da lungo invecchiamento, e, tipico di un territorio vicino al mare, ci trasferisce note balsamiche e iodate ed una struttura tannica soave e fresca allo stesso tempo.
Fonte: Unione Sarda,
Si finge svizzera e ruba 1,46 milioni di euro in vino.
Circa un anno e mezzo fa, in Spagna, una coppia di ladri ha sottratto a un albergo delle bottiglie di vino che valgono milioni. Una dei due ha finto di essere svizzera. Ma il furto pianificato allo strenuo di una scena di un film è terminato con la prigione. Quasi un anno e mezzo dopo lo spettacolare furto di 45 bottiglie di vino costoso da un ristorante di un hotel, un tribunale spagnolo ha condannato la coppia di ladri a diversi anni di carcere. L’uomo dovrà scontare quattro anni e mezzo, la sua complice quattro. I due devono anche pagare 753.454 euro di risarcimento all’hotel, ha stabilito lunedì il tribunale di Cáceres. Il furto cinematografico nella cantina del ristorante a tre stelle «Atrio», nella città sud-occidentale spagnola di Cáceres, aveva fatto notizia a livello internazionale nell’ottobre del 2021.
Fonte: Bluewin.ch,
Rosso, bianco o bollicine? Il vino che scegli rivela la tua personalità.
Gli psicologi ce l’hanno detto: chi adotta un cane ha una personalità diversa da chi ama i gatti, chi sceglie una razza piuttosto che un’altra pure. E lo stesso vale per i giochi da tavolo: chi si diverte a giocare a Monopoli ha un carattere diverso da chi sceglie Taboo. Adesso, parliamo di gusti del vino: sembra che quello che ci piace versare nei nostri bicchieri riveli molto di ciò che siamo. Secondo i risultati della ricerca delle Università di Verona e di Macerata è così: circa 1.200 persone, tra i 18 e gli 87 anni, hanno compilato una versione del Big Five Inventory, un test che indaga cinque dimensioni fondamentali della personalità: estroversione, amicalità (gentilezza, empatia, atteggiamento collaborativo), stabilità emotiva, coscienziosità e apertura mentale. In più, hanno riferito ai ricercatori i loro vini prediletti.
Fonte: Focus.it,
Il Vino all’epoca dei Romani era come adesso? Le origini della viticoltura.
Gli antichi Romani hanno imparato le tecniche di coltivazione della vite e di vinificazione da Etruschi, Greci e Cartaginesi. La viticoltura dell’Antica Roma ha avuto origine dalla cultura greca ed etrusca, ma la vite è probabilmente autoctona della penisola italiana. Scopriamo il vino all’epoca dei Romani. L’Italia è la patria principale del vino, con una storia millenaria che si intreccia con l’evoluzione della civiltà romana. Sin dai tempi antichi, il commercio del vino è stato un’attività floridissima, che ha reso celebri i vini italiani in tutto il mondo. La viticoltura italiana è stata iniziata dai Greci che hanno importato le viti in Sicilia e in altre regioni dell’Italia meridionale. Ma è stato soprattutto durante l’epoca romana, che il vino italiano ha raggiunto la massima diffusione, diventando una delle principali attività economiche dell’Impero. Già nel III secolo a.C., l’Italia non produceva solo vino per il consumo interno, ma esportava anche grandi quantità di vino in tutta l’Europa.
Fonte: Wine and Food Tour.
“La critica del vino è cambiata, oggi ci sono più voci che in passato, ed è un bene per tutti”.
A WineNews Joe Czerwinski, critico di lungo corso oggi editor in chief di “The Wine Advocate”, da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo. A WineNews Joe Czerwinski, critico di lungo corso oggi editor in chief di “The Wine Advocate”, da “Matter of Taste” 2023 a Zurigo. “Con la guida Michelin condividiamo dei valori, ma anche se la proprietà è la stessa il nostro lavoro è diverso, non fa lo stesso percorso. La sostenibilità è importante, abbiamo istituito il “Green Emblem” per premiarla, ma nei rating valutiamo solo la qualità del vino che emerge dal calice. I vini di ogni Paese hanno il loro valore, nel giusto contesto, con il giusto cibo e con la giusta convivialità”.
Fonte: WineNews.
Il vino nella val di Noto.
In una calda domenica di marzo, all’ombra del barocco che connota in maniera inconfondibile la città di Noto, una serie di produttori vitivinicoli ha presentato i loro prodotti agli addetti ai lavori. Da domenica 5 a lunedì 6, infatti, si è svolto un evento interamente a tema. Un momento altamente identitario che ha permesso al territorio di raccontarsi tramite il coinvolgimento dei cinque sensi. I protagonisti principali sono stati i due vitigni principi della zona: il Moscato e il Nero d’Avola. Il primo, appartenente alla famiglia dei vitigni aromatici, è a livello ampelografico uno dei vigneti più antichi della storia del vino. Il secondo, autoctono siciliano per antonomasia, si distingue per la forte carica antocianica e per le tipiche note di frutta e spezie che porta al naso una volta vinificato. Sono stati però coinvolti anche altri vitigni (nazionali e non).
Fonte: Luciano Pignataro.
L’Europa, il vino e le questioni di etichetta.
Da tempo la tutela dei consumatori ha acquisito un ruolo decisivo nella definizione e nella realizzazione di un’economia europea integrata ed efficiente, notoriamente uno dei obiettivi dell’Unione nell’ambito del mercato interno. In tal senso, in numerosi settori, l’Unione europea chiede, applica e impone requisiti di sicurezza rigorosi a moltissime tipologie di prodotto (dai giocattoli agli alimentari, dai cosmetici ai prodotti elettrici) proprio per favorire una tutela completa degli interessi dei consumatori, proteggendoli del pari anche da pratiche commerciali scorrette e ingannevoli, sia che esse si manifestino nel settore dei privati sia che esse avvengano nei settori chiave dei servizi pubblici..
Fonte: Fortune Italia.
Altro che nuocere alla salute: ecco la rivincita del bicchiere di vino a tavola.
Dopo la recente decisione presa dal governo irlandese di mettere etichette di avvertimento sulle bottiglie di vino, sono arrivati diversi pareri di esperti e comitati scientifici che garantiscono sui benefici del bicchiere di vino durante i pasti. Ha fatto già molto discutere il via libera dato alla norma, notificata a gennaio all’Irlanda, dalla Commissione europea, che consentirebbe di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze sulle conseguenze del consumo eccessivo di alcol che potrebbe provocare malattie del fegato e tumori mortali, sulla falsariga di quello che viene applicato da anni sui pacchetti di sigarette. Una decisione che aveva provocato l’immediata risposta delle associazioni di produttori di vino non soltanto in Italia, ma anche in Francia e Spagna.
Fonte: Notizie.com.
Riforma IG. Frescobaldi (UIV). Bene De Castro, tenere fuori vino equivarrebbe a isolamento.
“Per Unione italiana vini è importante che il vino europeo rientri nella riforma delle Indicazioni geografiche.
Il nostro settore non può rimanere disancorato dalle politiche di qualità Ue: si rischia un isolamento pericoloso proprio in un momento delicato in cui le insidie, non ultime quelle delle lobby salutiste, sono dietro l’angolo”. Lo ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, commentando le dichiarazioni del relatore del Parlamento europeo della Riforma, Paolo De Castro, in merito alla proposta di revisione del sistema delle indicazioni geografiche dell’Unione Europea.
Fonte: Agricultura.it.
Vino: 180 etichette in mostra a Bolzano alla Bozner Weinkost
. Si rinnova l’appuntamento primaverile con la Bozner Weinkost. La storica dimora Castel Mareccio di Bolzano aprirà anche quest’anno le sue porte alla Bozner Weinkost, la mostra vini di Bolzano, giunta alla 97esima edizione. Si tratta del tradizionale evento enologico dell’Alto Adige in programma a Bolzano, capitale delle Dolomiti, da giovedì 20 aprile a domenica 23 aprile. In degustazione 180 etichette di una quarantina di cantine delle regioni vinicole di Bolzano, Oltradige, Unterland, Valle Isarco, Merano e del Burgraviato. La mostra, organizzata dall’Azienda di Soggiorno Bolzano col supporto della locale Camera di Commercio, Casse Raiffeisen dell’Alto Adige, Südtirol Wein-Vini Alto Adige, Consorzio Volontario per la Tutela della Produzione del Vino Santa Maddalena, sarà inaugurata alle ore 17 di giovedì 20 aprile e proseguirà venerdì 21 (ore 10-20), sabato 22 (ore 10-22), concludendosi domenica 23 aprile (ore 10-20).
Fonte: ANSA.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 11 marzo 2023!
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Contributi ai produttori di vino.
Dalla Regione Basilicata più di 900 mila euro per rinnovare gli impianti Cosa prevede la misura e come ottenere i contributi La Regione Basilicata ha attivato la misura di sostegno per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti per la campagna 2023-2024. L’iniziativa si pone l’obiettivo di aumentare la competitività dei produttori regionali di vino attraverso il rinnovamento degli impianti vitivinicoli. Gli obiettivi degli interventi Gli interventi previsti dovranno pertanto perseguire le seguenti finalità: 1) l’adeguamento della produzione alle esigenze di mercato; 2) la riduzione dei costi di produzione attraverso una progressiva sostituzione dei vigneti obsoleti e poco produttivi, con nuovi impianti che consentano di ottenere materia prima di buona qualità a prezzi competitivi e remunerativi; 3) la riconversione varietale dei vigneti attraverso l’introduzione di varietà, più performanti sia dal punto di vista enologico sia per quello commerciale.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Masi Agricola, Renzo Rosso lascia il cda.
Renzo Rosso, patron di Diesel, si dimette (con polemica) dal cda di Masi Agricola, azienda leader dell’Amarone della Valpolicella quotata al listino Aim di Borsa Milano e nella quale Rosso detiene una quota del 10% del capitale. «Segnalo – si legge nella lettera di dimissioni di Renzo Rosso – che sulla mia decisione di rinunciare alla carica ricoperta in seno all’organo amministrativo di Masi Agricola ha pesato il fatto di aver riscontrato un’organizzazione del governo societario non in linea con gli standard di riferimento di società con azioni negoziate sui mercati di capitali. Per quanto detto ritengo che non vi siano presupposti per poter apportare il mio contributo professionale e innovativo e per una proficua partecipazione ai processi gestori della società», conclude Rosso.
Fonte: Sole 24 Ore.
7,5 milioni Crurated aumenta il capitale.
La fine wine community Crurated raccoglie 7,5 milioni e punta sulla valorizzazione dei brand dei vini italiani da collezione.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Villa Sandi sulla spinta dei Prosecco supera i 145 milioni di fatturato.
Sul 2021 +20% Giorgio dell’Orefice Rtsultati record nel 2022 per lo “specialista” del Prosecco, Villa SandL L’azienda di Crocetta del Montello (Treviso) ha infatti chiuso i12022 con un fatturato a quota 145 milioni di euro con una crescita rispetto al 2021 del 20 per cento. Un balzo in avanti che chiude così un quinquennio di successi: il giro d’affari è aumentato di ben il 7o per cento. Villa Sandi è una delle aziende storiche e anche simbolo del Prosecco, vino che ha declinato in tutte le possibili tipologie visto che ha vigneti in tutte le differenti aree dalla pianura del Prosecco Doc alle colline delle Docg di Molo e Conegliano Valdobbiadene fino al cru del Cartizze. Una presenza che ha consentito all’azienda di offrire al mercato l’identità territoriale del Prosecco sempre nel rispetto della tipicità varietale del vitigno Glera.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Siamo alla frutta.
Coldiretti denuncia la “strage” di piante: in 15 anni spariti 100 mila ettari coltivati “E il consumo è sotto il minimo consigliato” Molti agricoltori costretti a cambiare dal clima e dall’arrivo di insetti “alieni”. Michele è un agricoltore di Lugo di Romagna, zona stori? Realmente vocata alla coltivazione di pesche. Ha dovuto dimezzare il suo frutteto e orientarsi su produzioni industriali e alberi di noce. Mattia, in Piemonte, ha detto addio a 12 ettari di kiwi, estirpati nel giro di pochi anni Adesso coltiva quasi soltanto mele, con i conseguenti rischi di una produzione sbilanciata. In Puglia, Dario ha scelto di destinare una parte dei terreni agli avocado, nuovo simbolo di una regione dal clima sempre più tropicale.
Fonte: Stampa.
San Clemente si candida a capitale europea del vino.
Arte, enogastronomia e memoria: il Comune lavora a un ricco calendario di eventi per ottenere l’incarico. Il comune di San Clemente si candida a Capitale europea del vino 2024. Ad annunciarlo la sindaca Mima Cecchini e l’assessore alla cultura Stefania Tordi, ieri mattina, nella sede della Fondazione Carim, a Palazzo Buonadrata. Il comune della Valconca, è riconosciuto come un paese dove viene prodotto uno dei migliori Sangiovese della Romagna, tanto è vero che è inserito nell’Associazione nazionale Città del Vino. Il riconoscimento viene assegnato da Recevin, la “Rete europea delle città del vino”, composta da 800 città del vino presenti in 11 Paesi europei.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Ottavo posto al Fvg per l’export di vino.
Nonostante il perdurare della guerra ed i rincari stellari delle materie prime (specie il vetro), dei trasporti (specie intercontinentali) e delle bollette energetiche, l’export di vini italiani tiene. Scendono i volumi specie in Gdo, ma salgono sensibilmente i valori dell’export trainato dai fine-wine specie nella ristorazione. A dirlo l’Osservatorio Edoardo Freddi International che colloca il Fvg all’8° posto tra le regioni italiane nella classifica riservata alle esportatrici di vino guidata dal Veneto, e a seguire Piemonte, Trentino e Toscana. Primo mercato gli Usa, a seguire Germania, Svizzera e Uk. Dal Fvg si esporta Prosecco, ovviamente, ma molti vini italiani di qualità come Friulano, Sauvignon, Chardonnay, Pinot Grigio.
Fonte: Messaggero Veneto.
Una cantina a Case Pianca per il vino delle 5 Terre.
È prevista su un terreno a Corniglia di proprietà del Comune di Riomaggiore Sarà una struttura polivalente e potrà ospitare anche un presidio antincendio La cantina sociale di Groppo a Manarola, finora l’unica in grado di servire tutti i produttori. Una cantina a supporto delle aziende agricole delle Cinque Terre. Il Comune di Riomaggiore ha dato il via alla progettazione a livello di fattibilità tecnico economica, per la realizzazione di una struttura polivalente che ospiti i locali per una nuova cantina, in zona Case Pianca, sopra Corniglia. Un progetto in fase iniziale, del quale i produttori delle Cinque Terre discutono da tempo, con l’obiettivo di avere uno spazio a loro dedicato, proprio in virtù del fatto che le cantine di proprietà delle singole aziende in quasi la totalità dei casi sono piccole e anche all’interno dei borghi gli spazi sono limitati.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Capitale europea del vino San Clemente si candida.
Nel 2024 la rete Recevin assegnerà il riconoscimento a una città italiana. Il Comune di San Clemente si candida a Capitale Europea del Vino 2024. Sarà infatti l’anno in cui Recevin, la rete comunitaria delle 800 città del vino, assegnerà il riconoscimento a una città italiana. L’annuncio sarà dato dalla sindaca Mima Cecchini venerdì 10 marzo, alle 11, nella sede della Fondazione Carim, a Palazzo Buonadrata, a Rimini. IL riconoscimento San Clemente, comune dell’entroterra riminese, dai ricordi malatestiani inseriti nell’antico tessuto urbano, è riconosciuto come un paese dove viene prodotto uno dei migliori Sangiovese della Romagna (San Clemente è oggi una delle Sottozone riconosciute e approvate a livello ministeriale).
Fonte: Corriere Adriatico Pesaro.
Grazzano Badoglio Grignolino Il Nobile Ribelle’: tre giornate tra degustazioni e masterclass.
Tre giorni nel segno del Grignolino. Da sabato a lunedì a Grazzano Badoglio grande evento enoico firmato da Ais del Piemonte, con organizzazione a cura delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato e con il contributo dei Consorzi di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Gran Monferrato e Barbera d’Asti vini del Monferrato e delle Associazioni Monferace e Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino. Saranno tre giorni per winelovers, operatori di settore e addetti ai lavori. “Grignolino, il Nobile Ribelle” è il titolo della manifestazione. Nel programma quattro banchi d’assaggio con oltre 140 etichette di circa 120 produttori, tre masterclass, companatico monferrino, territorio e arte: il tutto, nelle sale della ex scuola di via IV Novembre 15, con eventi satellite nel vicino Ristorante Bagatto.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Week-end a Graffiano con il Grignolino Tre giorni dedicati al “Nobile Ribelle”.
Il “Testabalorda” torna a scuola, anzi nella ex scuola che per il secondo anno ospiterà Grignolino, il Nobile Ribelle». Evento dedicato a questa Doc che unisce due province in programma da sabato a lunedì coinvolgendo ben 108 produttori che proporranno 129 etichette in degustazione. Ma in programma anche tre masterclass per fare un focus più approfondito sul Grignolino. La manifestazione ha la regia dell’Ais – Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con le delegazioni di Asti e Casale, supportate da Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato, dal Consorzio Colline del Monferrato Casalese, dalle Associazioni Produttori di Grignolino d’Asti Doc-Piemonte Doc Grignolino e Monferace, dal Consorzio Gran Monferrato e patrocinio del Comune di Grazzano. Spazi più grandi per rendere la degustazione più confortevole al pubblico, una giornata in più dedicata agli operatori e tre masterclass di approfondimento.
Fonte: Vita Casalese.
Vigna di Puglia racconta 21 vitigni autoctoni.
L’Associazione Italiana Sommelier Puglia Delegazione di Brindisi, in partnership con la Regione Puglia, l’Associazione Donne del Vino Puglia, il Movimento Turismo del Vino Puglia, l’I.I.S.S. agrario Basile Caramia Gigante Locorotondo, ha organizzato a prima edizione de La vigna di Puglia, un vigneto con più di 400 viti innestate con 21 vitigni autoctoni regionali. La rassegna si è svolta nella bucolica cornice della Masseria Didattica Tratturi Reali (a Villa Castelli – Brindisi), ed ha avuto come obiettivo quello di celebrare i vitigni autoctoni regionali per realizzare insieme una vera e propria vigna, la Vigna di Puglia, luogo reale di conoscenza ed esperienza del patrimonio ampelografico pugliese. Tra gli ambasciatori dei più importanti vitigni autoctoni pugliesi che hanno portato con sè le marze da innestare in campo.
Fonte: Salento in tasca.
Consorzio Doc Sicilia, Rallo presidente.
Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia elegge il presidente e i vicepresidenti. Alla guida del Consorzio viene riconfermato Antonio Rallo. La decisione è stata presa durante la prima seduta del nuovo CdA che riconferma per il triennio anche i due i vicepresidenti Giuseppe Bursi e Filippo Paladino.
Fonte: Giornale di Sicilia.
I presidenti delle cantine chiedono la distillazione.
Associazione e operatori sino, Settesoli, Colomba Bianca e hanno presentato un Paolini) per discutere delle attuali problematiche legate al mondo del piano contro la crisi vino alla crisi del mercato e al fine di individuare possibili linee di interdistillazione di crisi che sia pratica- vento per tonificare il mercato vitivita con prezzi congrui affinché venicolo ed arrivare alla prossima gano tolti dal mercato parecchi etto- campagna 2023-2024 con poche gia litri di vino; la distillazione è una cenze. Il presidente della Cia Sicilia pratica che non distrugge il prodotto Graziano Scardino, ha inviato una ma lo destina alla produzione di al- lettera all’assessore all’Agricoltura col per disinfettanti; stoccaggio dei della regione siciliana Luca Samvini, con una dotazione finanziaria martino, evidenziando il fatto che adeguata al fine di poter esaudire un anche la Francia sta adottando maggior numero di richieste, questo sure analoghe ed il governo francese per dare liquidità alle cantine in ha reso disponibili 160 milioni di intesa di una ripresa del mercato e vento a favore del mondo vitivinicolo.
Fonte: Giornale di Sicilia Agrigento-Caltanissetta-Enna-Trapani
Masi, nel 2022 ricavi a +12,6% «Puntiamo su qualità e brand».
La società quotata ha presentato i risultati 2022. Anche l’Ebitda in crescita. Bene il mercato Italia e il Far East Masi, nel 2022 ricavi a +12,6% «Puntiamo su qualità e brand» L’utile netto è in calo per effetto dei cambi, negativi nell’ultimo trimestre. Le incognite persistono anche per il 2023, ma c’è fiducia 1l presidente Boscaini: «II valore della multicanalità Avvicina al consumatore e mitiga il rischio». Un anno di soddisfazione nonostante le incognite e le insidie sotto le quali si era aperto: così commentano il 2022 i vertici di Masi Agricola spa, quotata nell’Euronext Growth Milan e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, che ieri hanno approvato il bilancio consolidato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre. Un esercizio che ha fatto registrare un incremento dei ricavi netti consolidati del 12,6% (a 74,7 milioni di euro) e dell’ebitda (a 13,2 milioni da 12,9), mentre vede un calo dell’utile netto a 4,5 milioni (da 5,4 milioni nel 2021); il dividendo proposto è di 6 centesimi per azione.
Fonte: Arena.
Villa Sandi sale nel 2022 a 145 milioni di fatturato.
È stato un 2022 chiuso con ricavi per 145 milioni, in crescita del 20% quello di Villa Sandi, casa vitivinicola di Crocetta del Montello (Treviso) guidata da Giancarlo Moretti Polegato (nella foto in alto), a fronte di un incremento in volume delle vendite intorno al lo%, e per i16o% derivante dai mercati internazionali. Il dato risente di un ritocco sui listini introdotto per compensare i ma 4,9 ori costi di produzione e delle materie prime «secche» (vetro, tappi, carta etc.) avvenuto due volte nel corso dell’esercizio e che riguarda anche i prezzi praticati nel 2023, un anno che comunque il presidente si attende «più tranquillo» del precedente.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestr.
Villa Sandi stappa il bilancio: fatturato a 145 milioni (+20%) con il boom del mercato Usa.
Sulla scia del fenomeno Prosecco, Villa Sandi continua a volare: il gruppo di Crocetta del Montello, uno dei marchi simbolo delle celebri bollicine e uno dei pochissimi produttori presenti con vigneti in tutte e tre le denominazioni (Doc, Conegliano Valdobbiadene e Asolo Montello), chiude il 2022 con un fatturato record, a 145 milioni di euro. Una crescita del 20% rispetto al 2021 e di quasi il 70% negli ultimi cinque anni. Per il 60% i ricavi derivano dall’export, frutto di un attento presidio dei mercati e di collaborazioni storiche con i più importanti distributori internazionali, che hanno permesso di intercettare ed interpretare tendenze ed esigenze dei mercati. La crescita più significativa l’anno scorso, in particolare, è stata registrata negli Stati Uniti, dal 2021 principale bacino estero, seguito dall’Asia. «Siamo molto soddisfatti di questi risultati – commenta il presidente Giancarlo Moretti Polegato.
Fonte: Gazzettino.
Verona Masi, utile in calo ma ricavi in crescita.
Ricavi netti consolidati a 74,7 milioni di euro, in crescita del 13% circa rispetto ai 66,4 del 2021, e utile netto a 4,5 milioni, in calo sui 2021(5,4 milioni), per Masi Agricola, tra i leader italiani nella produzione di vini premium, che ha approvato il bilancio. Ebitda in aumento a 13,2 milioni (12,9 nel 2021), in percentuale penalizzato dall’aumento dei costi operativi. L’indebitamento netto è a 7,7 milioni (2,7 al 31 dicembre 2021).11 dividendo sarà di 6 centesimi per azione. II mercato Italia è cresciuto del 20,8%; le Americhe del 14%e il resto del mondo segna +58%.
Fonte: Gazzettino.
Sfida tra marchi in tribunale: Glera batte Glerage – Glera batte Glerage in tribunale.
Il nome del vitigno è un riferimento. Non solo quando si parla dell’uva che sta alla base del Prosecco, ma anche quando si entra nel mondo dei profumi. Martina Montagner, imprenditrice e artista, titolare della Galleria d’arte nel centro di Montebelluna, ormai sei anni fa ha avuto l’intuizione di registrare il marchio iniziando a vendere l’eau de parfum Glera. Quasi in parallelo, però, tre imprenditori della zona di Pieve di Soligo, Mariavittoria Casagrande, Mirca Marchi e Roberto Baldassar, hanno fatto decollare il marchio Glerage per i loro prodotti di cosmesi. Battaglia finita in tribunale. Martina Montagner Glera batte Glerage in tribunale ›L’imprenditrice di Montebelluna Martina Montagner ›Chiamata in causa da un’azienda di Neve di Soligo, ha vinto aveva lanciato il suo profumo «come omaggio al Veneto» L’avvocato Parolin: «Ora il marchio rivale venga cancellato».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Al via “Vinetia Tasting” due giorni di assaggi masterclass e incontri.
Per due giorni, oggi e domani, i migliori vini del Veneto, selezionati dalla guida dei Sommelier Ais del Veneto, sono in degustazione a Treviso: si rinnova infatti l’appuntamento con “Vinetia Tasting – il Veneto nel calice”, con banchi d’assaggio, masterclass, un convegno e visite guidate in città. Un’occasione per degustare i migliori vini tra la Loggia dei Cavalieri, il salone Borsa della Camera di Commercio di piazza Borsa, e incontrare i produttori, con 300 vini di 80 aziende. Evento ideato dai sommelier Ais del Veneto presieduta da Gianpaolo Breda con la delegazione di Treviso capitanata da Wladimiro Gobbo, il sostegno del comune e della Camera di Commercio Treviso – Belluno Dolomiti. Il.via oggi alle 15.30 alla Loggia nei Cavalieri con le degustazioni gratuite (fino alle 19) con la collaborazione dei panificatori di Treviso, mentre alle 15 iniziano le visite guidate sul tema “Treviso tra dipinti e acque” insieme a Edi Conson, con replica domenica alle 16.30.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Villa Sandi, ricavi record il 2022 chiuso a 145 milioni «Ora pronti a nuove sfide».
Fatturato record per Villa Sandi che ha chiuso il 2022 con 145 milioni di euro. Se tutto il settore ha vissuto un anno eccezionale, l’azienda di Crocetta del Montello ha fatto ancora meglio, segnando una crescita del 20% rispetto al 2021 e di quasi il 70% negli ultimi cinque anni. «I risultati raggiunti rappresentano per noi un nuovo punto di partenza e una fonte di motivazioni per affrontare nuove sfide. Tra obiettivi raggiunti e traguardi a cui mirare, tanto lavoro, impegno, fiducia e coraggio», afferma il presidente Giancarlo Moretti Polegato. Un risultato direttamente proporzionale alle leve messe in campo dall’azienda: investimenti continui realizzati in cantina, vigna e sulle linee di imbottigliamento, sempre in ottica di sostenibilità; attenzione a mantenere sempre alta la qualità del prodotto; un rapporto di fiducia e di scambio con gli importatori.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Docg, l’80% venduto senza utilizzare la dicitura Prosecco.
I dati del consorzio giovedì in un convegno di Coldiretti II presidente Giorgio Polegato «Dobbiamo consolidare il mercato all’estero». Tra i170 e 80% dei 103 milioni di bottiglie del Prosecco Docg viene collocato col nome “Conegliano Valdobbiadene”, o solo “Valdobbiadene”, eventualmente con l’aggiunta dell’aggettivo “Superiore”. La denominazione “Prosecco’? Sparita. L’ha certificato un’indagine di qualche tempo fa e il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg si appresta a decidere importanti aggiornamenti della denominazione. Lo ha anticipato il direttore Diego Tomasi al convegno della Coldiretti Treviso svoltosi giovedì a Valdobbiadene. Tomasi ha assicurato i numerosi produttori che ovviamente resterà l’identificazione Conegliano Valdobbiadene. E che resterà pure l’aggettivo “Superiore”. In sala hanno capito che, dunque, verrà tolto il riferimento al Prosecco. Intanto il cda del Consorzio di tutela si è riunito l’altro ieri per l’elezione di Lodovico Giustiniani a proprio rappresentante nell’Associazione Unesco.
Fonte: Tribuna Treviso.
Due passi in vigna, l’evento per gli amanti del vino!
Quale motivo migliore per venire al Mercato se non un buon calice di vino? Torna sabato 25 marzo per la settima edizione Due Passi in Vigna, un viaggio nei territori del vino, tra degustazioni e masterclass, con focus sulle realtà emergenti in collaborazione con Vinario4. Dalle 16:00 alle 22:00 in tutto il Mercato si terranno degustazioni con banchi d’assaggio con oltre 100 etichette in abbinamento ai piatti delle botteghe dei nostri artigiani.
Fonte: Mercato Centrale.
I vigneti eroici nelle Alpi piemontesi: con “Ossola in Cantina” sette tappe per scoprire l’anima vitivinicola della Val d’Ossola.
Sette cantine della Val d’Ossola apriranno le proprie porte per regalare al grande pubblico un coinvolgente viaggio di scoperta vitivinicola. L’appuntamento è per sabato 13 maggio dalle 11 alle 18 (previsto il rinvio al 27 maggio in caso di maltempo). Dopo lo straordinario successo della prima edizione e uno stop lungo tre anni, torna “Ossola in Cantina”, la giornata organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Ossolani (Apao) con la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier Verbania e della Condotta Slow Food Valle Ossola per scoprire e valorizzare piccoli produttori del nord estremo del Piemonte, una porzione di territorio la cui anima vitivinicola è ancora poco conosciuta, pur raggiungendo livelli qualitativi ormai degni di nota.
Fonte: Turismo Italia News.
Vino Gerry Scotti, quanto costa 1 bottiglia? È accessibile a tutti: il costo.
Gerry Scotti, noto presentatore televisivo italiano, lancia il suo nuovo vino! Gerry Scotti è un personaggio molto amato dalla televisione italiana, grazie alla sua simpatia, alla sua professionalità e alla sua capacità di coinvolgere il pubblico. Gerry Scotti ha avuto una lunga carriera nel mondo dello spettacolo. Nato a Miradolo Terme in provincia di Pavia, il 7 agosto 1956, ha iniziato la sua carriera negli anni Settanta come presentatore telefonico a Radio Hinterland Milano. Gerry Scotti, il celebre conduttore, ha preso la decisione di coltivare la sua passione per il vino che ha ereditato dalla sua famiglia di viticoltori. Ha collaborato con i produttori della famiglia Giorgi, che sono attivi nel panorama vitivinicolo della Lombardia da più di un secolo, per produrre tre vini: un Barbera, un Riesling, e un Pinot Nero vinificato in rosa. Il Pinot Nero Rosato DOC “Pumgranin” è fresco e succoso, con sentori di fragoline di bosco, salvia, menta e melagrana, perfetto per accompagnare aperitivi e pranzi leggeri.
Fonte: Wine and Food Tour,
Vino: 200 Dop contro la riforma all’esame dell’Ue.
No a un ruolo forte dell’Agenzia Ue per la protezione dei brevetti (Euipo) sulle Dop e allo stralcio di parte delle norme sui vini a indicazione di origine dalla Pac. E’ la presa di posizione sulla riforma Ue delle norme Dop e Igp di oltre duecento denominazioni europee del vino, tra cui Franciacorta, Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, Istituto Marchigiano Tutela Vini, Consorzio Castel del Monte, Vino Nobile di Montepulciano, in una lettera che circola nel Parlamento europeo e nei ministeri nazionali. Sui due fronti indicati “la proposta di riforma della politica delle Ig” (che sta per prodotto a indicazione geografica) è “una minaccia esistenziale” per le denominazioni in questione, si legge nella lettera.
Fonte: ANSA,
Salvini, il vino e le bibite gassate.
La bellezza del saper tacere al momento opportuno andrebbe rivalutata, specie da alcuni nostri politici. Il ministro Matteo Salvini, ospite a LET Expo a VeronaFiere. Nell’incontro, durato circa 27 minuti (qui potete vedere la versione integrale), Salvini parla della sua materia da ministro, ma per quel mezzo minuto dice altre cose, e purtroppo le dice male. Perché vedete, è vero che le bevande gassate possano fare male, ma dovrebbe portare un esempio che dimostri quali farebbero peggio delle bevande alcoliche (la distinzione vino/altre bevande alcoliche è da ignoranti in materia). Sono ormai mesi che insieme a tantissime altre voci cerchiamo di far passare il messaggio spiegato dall’OMS a inizio anno: non esiste soglia di sicurezza nel consumo di bevande alcoliche, non c’è una dose che non presenti rischi per la nostra salute. I motivi di questo allarme sono molteplici, uno fra i tanti è il fatto che le bevande alcoliche contengono etanolo, sostanza sicuramente cancerogena, e lo IARC l’ha inserito nella categoria di maggior rischio. Sia chiaro, siamo tutti d’accordo che le bevande gassate possano essere dannose per la salute, ma da qui a sostenere che bere vino in quantità moderata possa portare meno rischi di un bicchiere di Coca ce ne passa.
Fonte: BUTAC,
La ristoratrice: “Giusto boicottare il vino di Franco Morando, quel video offende un’intera categoria”.
Parla Simona Vlaic, titolare dello storico ristorante San Giors di Torino: “Giusto boicottare vino di Franco Morando”.
Fonte: La Stampa.
Vino: ricerca EFI, Export italiano tiene nonostante guerra e crisi energetica.
Nonostante il perdurare della guerra ed i rincari stellari delle materie prime (specie il vetro), dei trasporti (specie intercontinentali) e delle bollette energetiche, l’export di vini italiani tiene. Scendono i volumi specie in GdO, ma salgono sensibilmente i valori dell’export trainato dai fine-wine specie nella ristorazione. Amarone, Barolo e Chianti Classico sono i “re di cuori” delle bottiglie premium, specie in USA e Cina; ma si assiste anche ad una rinnovata domanda di Prosecco (il “principe” delle bollicine), È quanto emerge dalla ricerca qualitativa realizzata dall’Osservatorio EDOARDO FREDDI INTERNATIONAL sui trend dell’export di vini italiani nel mondo negli anni 2020/2022 e proiezioni 2023 (analisi su dati ISTAT e Nielsen).
Fonte: Newsfood.
Vino, lo spumante subacqueo Akènta Sub Official Wine di Vinitaly and The City.
Dalle profondità del mare sardo alle piazze-museo a cielo aperto del centro storico di Verona. Akènta Subdella cantina Santa Maria La Palma di Alghero è l’official wine di Vinitaly and the City, il fuori salone per gli appassionati in programma dal 31 marzo al 3 aprile tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale. Primo Vermentino di Sardegna Doc ad essere affinato alla profondità di 30-40 metri nelle acque protette del Parco regionale di Porto Conte di Alghero, Akènta Sub – lo spumante subacqueo dal nome benaugurale (da ‘a chent’annos’, augurio di lunga vita in sardo) prodotto con metodo Charmat – riemergerà dai fondali in occasione del brindisi di inaugurazione di Vinitaly and the City (Piazza dei Signori – Loggia di Fra Giocondo, 31 marzo ore 18.00), per diventare il compagno di viaggio lungo tutto il percorso culturale, artistico, enogastronomico dell’evento diffuso organizzato da Veronafiere.
Fonte: Newsfood.
Importazioni mondiali di vino nel 2022: calate del 4% le quantità.
«Il commercio mondiale di vino ha segnato nel 2022 solo una lieve battuta d’arresto, chiudendo il conto volume a -4% sull’anno precedente (34,1 milioni di ettolitri) e rimanendo ancora sotto il dato pre-Covid (35,4 milioni di euro di ettolitri, -1% Cagr)». A sottolinearlo è una nota dell’8 marzo di Unione Italiana Vini (UIV), che commenta «tutto sommato è andata bene», trattandosi di «un anno complicatissimo, gravato da costi impazziti». Il dato, viene fatto sapere, è contenuto nel Consuntivo 2022 sulle importazioni mondiali dell’Osservatorio del Vino di UIV, pubblicato in un servizio del coordinatore dell’Osservatorio Carlo Flamini su Il Corriere Vinicolo n. 9/2023.
Fonte: Floraviva.
Dal MASE, VIVA la sostenibilità del vino italiano.
Da Nord a Sud salgono così a 152 le aziende agricole che credono nel modello produttivo di viticoltura sostenibile e, grazie all’unione in 14 cantine sociali e consorzi, questo significa una scelta precisa da parte di 10mila 482 realtà. In due mesi, la Direzione Generale per l’economia circolare del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) ha già siglato 18 accordi volontari di adesione al programma VIVA, con 4 rinnovi di “nomi” di fama mondiale e 14 nuovi ingressi. programma VIVA, con 4 rinnovi di “nomi” di fama mondiale e 14 nuovi ingressi.
Dal 2011, VIVA è l’unico standard pubblico italiano per la misurazione e il miglioramento della sostenibilità vitivinicola. I fatti parlano di 49mila 836 ettari di aziende certificate, quasi 324 milioni di litri di vino, per un totale di quasi 4 milioni e mezzo di bottiglie, più di 350 professionisti formati ad hoc e 4 programmi regionali che utilizzano gli indicatori VIVA per misurare la sostenibilità delle aziende (SOSTAIN Sicilia, VITA-VITicoltura Armoniosa in Piemonte, PROiNOS in Veneto, VITICOLTURA SOSTENIBILE in Friuli-Venezia Giulia).
Fonte: LineaAmica.
STAMPA ESTERA
Christine Vernay, esprit libre et vins vibrants.
Nous la rencontrons un matin dans la salle à manger d’un hôtel parisien, loin de ses vignes du sud de Vienne, en appellation Condrieu et C©te-rôtie. Christine Vernay nous parle d’abord de ses lectures, qui en disent long. Il y a l’ «énignnatique Joël deRomay et ses développements sur l’inné et l’acquis, une idée qui m’a toujours passionnée. l’ai longtemps été persuadée que l’acquis était plus important, mais cela change. » Elle reviendra sur le sujet. Elle évoque la poésie de François Cheng, «qui est aussi un chemin de vie. J’aime sa sensibilité, son approche du monde, entre écriture et calligraphie, beauté et intelligence. » Et puis il y a Marc Aurèle, «ma base, celui qui revient toujours, celui qui m’inspire et m’emmène». l’ancienne professeur de français et de latin cite son chouchou : «Que la force me soit donnée de supporter ce quine peut être changé et le courage de changer ce qui peut l’être mais aussi la sagesse de distinguer l’un de l’autre. » Puis elle évoque « ce domaine que mon père m’a transmis, avec ses valeurs de travail et ses valeurs morales ». Son père, Georges Vernay, a réussi la performance de transformer le condrieu, vin de peu d’intérêt, en un blanc formidable, une référence mondiale. «C’était un esprit libre. J’ai moi-mime grandi avec une grande liberté. Ce fut essentiel. Mes parents ont toujours respecté mes choix, mime si mon père aurait aimé que je fasse du droit. » Et d’ajouter : «Je n’ai jamais été jugée. Cela permet un épanouissement et d’aller plus vite vers ce qu’on est. Quant à ma mère, une femme forte, elle fut un pilier dans mu construction professionnelle. Elle était très impliquée dans l’entreprise familiale, dans l’ombre, en laissant mon père prendre la lumière. Mais elle n’en a pas souffert. Elle était consciente de sa valeur, sans besoin de plus. Je parle d’une femme décomplexée qui impose, qui dirige, qui est aussi triste, mais vivante. File et mon père, c’était un binôme. » Cela ressemble au couple qu’elle forme avec son mari, de façon Inversée. « Sauf que Paul (son marl, NDi.R) est expansif», dit-elle. « Le fait d’être une fille m’a rendue plus liure, reprend-elle. Rien ne reposait sur moi. Je suis ravie d’avoir été entourée de deux frères. » 1.’un est parti vivre aux États-Unis, l’autre travaille à ses côtés après avoir dirigé une école d’ll.M. «Moi, mon évasion, c’est la lecture, l’aventure intérieure. » Elle aime la marche, «c’est de la méditation », apprécie les écrits de Henry David Thoreau sur le sujet, sur le retour à soi. «J’ai une vie spirituelle», dit-elle. Elle évoque une éducation catholique dont elle s’est à peine affranchie, un grand-père maternel anticlérical, une grand-mère maternelle très pratiquante, de nouveau son père, issu d’un milieu catholique sans conviction. «Jusqu’à 18 ans, je me souviens d’avoir échangé avec un prêtre, celui de Condrieu qui revenait d’Afrique.
Fonte: Figaro.
Argentina launches Malbec dollar’ forex rate to boost ebbing wine sales.
Argentine wine producers are being given a preferential “Malbec dollar” exchange rate as the government seeks to boost exports and replenish its dwindling central bank reserves. Ministers said they would introduce the rate from April to help vineyards struggling with an annual inflation rate approaching 100 per cent, along with extreme weather affecting the harvest. Enrique Vaquie, minister for energy and economy in Mendoza province, told the Financial Times that exporting Argentine wine had been like “rowing through a river of dulce de leche”, referring to the nation’s sticky caramel sauce. The exchange rate plan follows a “soy dollar” policy introduced in September to boost exports of the soyabean crop, allowing farmers to sell at a premium rate of 200 pesos to the dollar compared with an official rate of about 150 pesos. Finance minister Sergio Massa said this month that the more generous exchange rate for wine — the exact level of which has not yet been unveiled — aimed “to help recover export competitiveness and help consolidate Argentina’s reserves”. The rate, swiftly dubbed the Malbec dollar, would be followed by preferential rates for more local products, Massa said. Other produce include lemons and cotton. Extreme climate conditions have damaged crops, reducing exports and the inward flow of foreign currency as farmers battled a late frost and severe drought over the past year. Argentina is among the world’s 10 largest wine exporters in dollar terms but overall production fell by a fifth in 2022 from a year earlier, while exports of bulk wines dropped 20 per cent by value..
Fonte: Financial Times.
Así serán los próximos cuarenta años de Tempos Vega Sicilia.
La familia Alvarez celebra cuatro décadas como propietaria del grupo bodeguero. Dice Amor Towles en Un caballero en Moscú que “hay muchas razones para pedir determinada botella de vino. Yla añoranza del hogar estáentre las mejores”. La frase, que recoge Alfonso Armada en el libro que conmemora el cuarenta aniversario de la familia Álvarez como propietaria de Vega Sicilia (Ribera del Duero), podría haberla pronunciado alguno de los hermanos Alvarez, que siempre han entendido Vega Sicilia, origen de un grupo que hoy suma otras cinco bodegas, como su hogar. Adquirida por su padre, David Alvarez, el 15 de abril de 1982, la historia de la bodega Vega Sicilia, que ya era una de las más renombradas del mundo cuando él entró, ha sido desde entonces sinónimo de excelencia. Y es que Pablo, Elvira, Juan Carlos, Emilio y Marta Álvarez, todos propietarios y administradores de la empresa familiar El Enebro, que a su vez es la dueña de Tempos Vega Sicilia, se han preocupado por mantener al vino al margen de disputas, polémicas o rencillas que no iban a ninguna parte, y se han centrado en la gestión. ¿Cómo serán los próximos cuarenta años? “Nuestro objetivo es impulsar el legado de Tempos Vega Sicilia; mejorar la calidad de nuestros vinos, uno de los principios sagrados de la casa; apostar por la excelenciay el trabajo bien hecha, concentrarnos en el sector de la alta gama y el lujo, y buscar proyectos que reafirmen la expansión internacional del grupo familiar”, explica Juan Carlos Alvarez, consejero delegado del grupo, que añade que ya preparan a la siguiente generación “para que continúen este legado en el que hemos invertido más de 300 millones de euros.
Fonte: Expansión.
Chilean winemaker Concha y Toro makes a splash with upmarket expansion.
Food S beverage Chilean winemaker Concha y Toro makes a splash with upmarket expansion. Among the French premiers crus and top bottles from California and Italy, Bordeaux’s historic fine-wine market La Place traded no less than six wines last season from Chile, a country formerly associated with easy-drinking, good-value tipple. One of the six was Almaviva, the Chilean Cabernet Sauvignon-led blend that first broke open the traditionally Frenchonly marketplace to foreign wines in 1998 and now retails for as much as $200 a bottle. Named after a character in The Marriage of Figaro, Almaviva is a symbol of its maker’s determination to grow by moving upmarket. Concha y Toro is Latin America’s biggest winery, with sales of about $lbn and an empire stretching beyond its native Chile to organic vineyards in California and vines in Argentina. Almost half of the company’s revenue in 2022 came from premium wines, and Eduardo Guilisasti, chief executive, is redoubling efforts on the push upmarket despite net profit slipping 2.9 per cent in the first nine months of 2022 to 66.1bn pesos ($82.6mn). “Chile has a lot of space to grow in the [fine wine] category because it’s only just becoming known,” Guilisasti said in a rare interview at the 19th century Concha y Toro mansion and vineyard outside Santiago. “Our business segments with the greatest resilience [last year] were the most premium ones, showing that the strategy adopted by the company five years ago was correct … the tendency towards premiumisation will continue.” Over a lunch of Chilean abalone, mushroom risotto and slow-cooked pork ribs, paired with different wines from the family portfolio, the Guilisastis discussed Concha y Toro’s biggest challenge: how to build a new global premium wine brand positioned above Casillero del Diablo as part of the push upmarket. The group’s Trivento brand from Argentina could be a template, because Argentina’s wine has historically sold at a premium to Chile’s. At the top of the Concha y Toro range sits the prized Almaviva wine. A joint venture with France’s legendary Château Mouton Rothschild, it was conceived after a trip by Guilisasti’s father to the Bordeaux vineyards in the 1990s in search of fine winemaking expertise. One château owner stood out for her willingness to help: Baroness Philippine de Rothschild, then the proprietor of Mouton Rothschild. Before signing any deal, De Rothschild sent her chief oenologist Patrick Léon to sample Chile’s wines.
Fonte: Financial Times.
The regeneration game.
M’ine he most instructive tasting I experienced during my two weeks in New Zealand recently was not specifically linked to either wine or New Zealand. I was given two wine glasses fine( with soil by Grant Rolston, a ruddy faced viticulturist from a long line of farmers. The contents of the lefthand one looked and, with a bit of encouragement, smelt like dust. But out of the right-hand glass leap a complex array of aromas that seemed as lively as the earth inside which was full of fragments of vine roots and tiny insects. The soil in the left-hand glass had been taken from an unidentified vineyard fanned conventionally, so treated with chemical fertilisers and fungicides. That on the right came from Rudi Bauer’s biodynamic Quartz Reef wine operation in Central Otago in the south of the South Island, where I was tasting. The two vineyards, Rolston said, had been planted at the same time. Biodynamic growing is a step beyond organic viticulture, whose adherents simply forswear agrochemicals. Bauer is an avid follower, which means being guided by the phases of the moon, burying homeopathic doses of special “dynamised” (stirred) preparations in cow horns at propitious times and other bizarre rituals. But all over the world producers of some of the most admired wines follow biodynamic principles, with a demonstrably beneficial effect. The soil demonstration took place in Bauer’s open-sided “centre of biodynamic operations”, more accurately described as a wooden shack. It was flanked by beds of valerian, chamomile and yarrow, and an old meat safe used for drying these ingredients for various biodynamic preparations hung from the ceiling. Butterflies flitted everywhere. The earth floor was home to a colony of sandflies. Like farmers of all sorts, vignerons are becoming increasingly aware of the importance of what goes on below rather than above ground. Soil, often degraded by decades of agrochemicals, is becoming the nev focus of vine-grower attention. We now understand the importano of underground networks of microbes and fungi in promoting healthy growth — the more earthworms the better. One requirement of biodynamic growing is to abandon tillage, which turns over the soil, breaking up these networks and reducing the soil’s water-holding capacity. One of its most visible effects is the planting between vine rows of a healthy mix of different cover crops that sequester carbon in the soil, and can be designed to attract predators that will keep vine pests at bay without recourse to pesticides. Bare earth is no longer a badge of honour in a vineyard, rather the reverse. Another buzzword is biodiversity. Even the Bordelais, who at one time rejected organic viticulture, boast of how many trees and hedges they have planted in their vineyards. In New Zealand, demand is so great that nurseries are short of native tree saplings. Every year we have a writing competition for visitors to JancisRobinson.com and the theme last year was regeneration.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
To Find the Best Wine Values, Think Like Warren Buffett.
The Oracle of Omaha may not be an oenophile, but could his investment rules serve as guidance? HOW DO YOU DEFINE a good value wine? It’s a question with multiple answers. I have my own set of value criteria, but so does just about every other wine drinker I know. Answering the question seemed almost impossible until my friend Holly suggested I consult a higher power. Warren Buffett. After all, Mr. Buffett is the ultimate value investor, reasoned Holly. I understand the Oracle of Omaha isn’t an oenophile—his assistant, Debbie Bosanek, said she has never seen him take a drink. But I wondered: Could his investment rules nevertheless help guide my search for value wines? I called up Ms. Bosanek to see if the man who has been called “the world’s most successful investor” might want to chat, but I was told that Mr. Buffett does not take such calls. “As you can imagine, he gets a lot of them,” she added. Undaunted, I consulted the book “The Warren Buffett Book of Investing Wisdom,” edited by Robert L. Bloch, and found seven Buffettisms that seemed remarkably applicable to selecting a good value wine—even if Mr. Buffett hadn’t intended the connection. ‘The time to get interested is when no one else is. You can’t buy what is popular and do well! When a wine becomes fashionable and greatly sought-after, its price is likely to be inflated—sometimes hugely so. I’m thinking of wines like Napa Valley Cabernet, grand cru Burgundy and first-growth Bordeaux—wines that people with lots of money are chasing. Sancerre is another wine I’d put into this category: Sommeliers have often told me they can charge whatever they want for Sancerre and wine drinkers won’t balk at the price. For drinkers who like these hugely popular wines but are looking for good value alternatives, I’d suggest Cabernets from Sonoma’s Alexander Valley instead of Napa. There are a lot of very well-made Cabernets from this next-door-toNapa location—that sell for much less. Ditto Chardonnay from the Jura region of France, just southeast of Burgundy’s Côte d’Or, another cool-climate region where quite a few Burgundian winemakers are making terrific (and more-affordable) wines. And the wine to buy instead of Sancerre? That’s easy. I’d choose a bottle from Menetou-Salon, the village next to Sancerre that produces a Sancerre taste-alike (often made by a producer based in Sancerre). ‘Big opportunities come infrequently. When it’s raining gold, reach for a bucket, not a thimble! If you find a wine that’s a really good value, I’d advise buying multi ple bottles—or better yet, a case or two. For example, I recently found a couple of good white wines that I’ve bought in multiples: the fresh and lively 2021 Benito Santos Igrexario de Saiar Albariño from Rías Baixas, Spain, for $14, and the brisk and juicy 2021 Hiedler Löss Grüner Veltliner from Austria, for a mere $13.
Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 10 marzo 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Splash Beverage & Hospitality Festival: spazio alla sesta edizione del Salone.
Al Levante Prof andrà in scena anche lo Splash Beverage e Hospitality Festival, la kermesse tra le più importanti in Europa dedicata ai cocktail, vini, e in generale alle bevande. Si tiene proprio a Bari la sesta edizione di “Splash — Beverage e Hospitality Festival”, il salone biennale specializzato nella cultura del bere e dell’accoglienza, in programma dal 12 al 15 marzo nella Fiera del Levante all’interno di Levante PROF, la fiera internazionale del “made in Italy” agroalimentare. Ideato e organizzato da Barproject Academy, scuola di formazione per barman, il festival sarà un vero e proprio “villaggio” che occuperà un’area di duemila metri quadri del nuovo padiglione fieristico in cui più di 50 espositori italiani e stranieri specializzati in distillati, liquori, cocktail, birre, vino, caffè e acqua, presenteranno le più importanti innovazioni del settore.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Bari.
CondiMenti: vino e cibo Un matrimonio perfetto.
Una tavola, 7 incontri con chef stellati, scrittori, giornalisti, 70 produttori e vignaioli di Costa Toscana e oltre 300 etichette in degustazione. Domenica 12 e lunedì 13 marzo al Real Collegio di Lucca Anteprima Vini della Costa Toscana, che quest’anno accoglierà Condi_Menti, evento ideato da chef Cristiano Tomei (foto) col pastry chef Damiano Carrara. La manifestazione, organizzata dai Grandi Cru della Costa Toscana ed Event Service Tuscany, permette di scoprire oltre 300 produttori che hanno scelto la Costa Toscana per dar vita a loro vini. Accanto a tutto questo nasce Condi_Menti: un omaggio che prende vita grazie agli incontri con Cristiano Tomei e Damiano Carrara, il bistellato Gennaro Esposito, Gianfranco Pascucci (una stella), l’anconetano Errico Recanati, lo scrittore Marco Malvaldi, il produttore Michele Marcucci e la giornalista Eleonora Cozzella.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
È tempo di Milano in Vino, 300 etichette e degustazioni.
In alto i calici, è tempo di Milano In Vino. Da oggi a domenica, Piazza Città di Lombardia ospita l’ottava edizione della mostra-mercato organizzata da Arte del Vino, con più di trecento etichette di oltre sessanta aziende vinicole di tutta Italia tutte da scoprire. Bianchi, rossi e bollicine di piccole e grandi cantine del Belpaese. Non mancano masterclass su prenotazione, intrattenimenti musicali serali, assaggi di specialità pugliesi. Biglietto 15 o 20 euro.
Fonte: Leggo Milano.
Cantine ed enoturismo Alleanza a RistorExpo del Lario con la Valtellina.
II bilancio del vino I consorzi dei produttori hanno organizzato due eventi comuni «Grande partecipazione» aaaaaa? Racconti, degustazioni, promozione, insieme a un pubblico delle grandi occasioni hanno accompagnato le cantine lariane e valtellinesi in quest’ultima edizione di Ristorexpo. Oltre ai ristoratori e agli operatori del settore in genere, target principale della manifestazione soprattutto nei giorni infrasettimanali, lo stand del Consorzio di tutela dei vini di Valtellina è stato una meta immancabile per tanti appassionati in visita alla manifestazione di Lariofiere. «C’è stato un buon afflusso di persone per tutta la durata di RistorExpo – dice Andrea Gandossini, presidente del consorzio – Soprattutto domenica e lunedì il pubblico è stato importante, un misto di operatori e curiosi. Nell’insieme direi che si è visto un ritorno ai livelli pre-covid».
Fonte: Provincia Como.
Viticoltura mediterranea?.
Gli attuali modelli di coltivazione risalgono a cent’anni fa e poco per volta andranno ripensati Ma c’è chi è fatalista: “Petrini è preoccupato perle Langhe, cosa dovrebbe dire della Toscana?” ROBERTO FIORI partiamo dai numeri. Secondo le rilevazioni di Arpa Piemonte, il 2022 per la nostra regione è stato il più caldo e siccitoso degli ultimi 65 anni. Solo 561 millimetri di pioggia contro i 1536 millimetri dell’annata più piovosa, il 1960. E una temperatura media di 11,37 gradi, contro i 7,97 gradi medi dell’annata più fredda, il 1963. Dari che hanno messo in difficoltà tutta l’agricoltura piemontese, vigne comprese. E che oggi creano più di un timore tra i produttori, visto che finora il 2023 sembra intenzionato a ripercorrere a ruota l’annata precedente. «Nelle mie Langhe la crisi climatica sta destando preoccupazione» ha spiegato ieri Carlo Petrini dalle pagine del nostro giornale.
Fonte: Stampa Cuneo.
l patron del Ruchè “Pentito per il video” – Il patron del Ruché e gli insulti ai ristoratori “Chiedo scusa, ero arrabbiato per la Porsche”.
Travolto dalle polemiche per il filmato contro i poveri e l’enogastronomia, l’imprenditore Franco Morando si rivolge alle associazioni di categoria Il patron del Ruché e gli insulti ai ristoratori “Chiedo scusa, ero arrabbiato per la Porsche” IL CASO IRENE FAMÀ Chi lo conosce bene assicura che il patron del Ruché Franco Morando è affranto. Distrutto. Nulla sarebbe rimasto della superbia con cui, i128 novembre, in diretta Instragram insieme all’amica avvocata Alessandra De Michelis inveiva contro i poveri e i ristoratori della città. E nulla sarebbe rimasto della sufficienza con cui, nei giorni scorsi, ha minimizzato le critiche. «Mi pento e chiedo scusa alle associazioni di categoria l’eventuale disagio che le mie parole hanno provocato», dice. Anche se il termine “disagio” non rende l’idea. Perché con le sue parole, «Torino è una città di merda”, «A Torino la ristorazione è di basso di livello, andate a Milano», ha fatto imbufalire chiunque. E da Confesercenti sono stati chiari: «Non compreremo più i suoi prodotti».
Fonte: Stampa Torino.
Intervista a Simona Vlaic: “Giusto boicottare il vino Montalbera quel video offende un’intera categoria’.
La titolare dello storico ristorante San Giors “Giusto boicottare il vino Montalbera quel video offende un’intera categoria’. L’ha sparata grossa. Non i può offendere un’intera categoria di persone che lavora usando anche i tuoi prodotti, e che ti paga, senza darsi una bella zappata sui piedi». Simona Vlaic è la titolare del San Giors, storico locale a due passi da piazza Della Repubblica. Aperto nel 1815, lei lo ha rilevato cinque anni fa. Oggi interviene sul caso del patron del Ruché Franco Morando e dell’avvocata Alessandra De Michelis che in un video hanno offeso la ristorazione torinese, senza farsi mancare qualche insulto ai poveri, «che dovrebbero bruciare all’inferno». È vero che a Torino si mangia e si beve male? «No, tutt’altro. C’è un’offerta enorme, con una grandissima varietà di proposte differenti, per palati, gusti e tasche diverse. Basta sapere dove vuoi andare, o cosa vuoi mangiare, e la scelta è estremamente ampia.
Fonte: Stampa Torino.
Un rosato salentino da podio.
Rosa superstar. “Pietra” rosato di Menhir Salento ètra i migliori vini italiani per la seconda edizione dei Wine Awards di Food and Travel Italia, l’edizione italiana del magazine internazionale che si occupa di enogastronomia e viaggi gourmet. A decretare i vincitori, annunciati durante la serata di gala degli Awards l’altra sera a Matera, è stata una giuria di esperti del settore presieduta da Gabriele Gorelli, primo wine master italiano, insieme ai voti dei lettori. I Wine Awards sono stati presentati da Pamela Raeli, editore di Food and Travel Italia, e da Marita Spera, manager d’esperienza internazionale nel settore della comunicazione. Pietra rosato IGT Salento è un blend di Primitivo e Susumaniello, varietà autoctone del Salento allevate nella terra ricca, profonda e franco argillosa del podere San Pietro, una delle quattro micro-aree che costituiscono il vigneto di Menhir Salento.
Fonte: Gazzetta del Salento.
“Il Vino è cultura” Incontro di Coldiretti.
Si intitola “Vino è cultura. Dalle radici al futuro” la conferenza organizzata da Coldiretti Puglia in programma oggi nell’ambito della fiera “Pessima”. A partire dalle 17:30, nel Padiglione delle Conferenze della fiera, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie produttive si incontreranno per parlare di sviluppo del comparto economico di maggiore vocazione territoriale: quello della vitivinicoltura. L’incontro, introdotto e condotto da Piero Piccioni, direttore regionale di Coldiretti Puglia, sarà preceduto dai saluti istituzionali di Salvatore Mero, presidente di Coldiretti Manduria, Gregorio Pecoraro e Isidoro Mauro Baldari, rispettivamente sindaco e assessore all’Agricoltura di Manduria, e Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. La serie degli interventi sarà aperta da Domenico Bosco, responsabile nazionale dell’ufficio vitivinicolo di Coldiretti, che relazionerà sul tema “La vitivinicoltura come fattore di crescita economica del Paese”.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.
Vino è cultura La conferenza.
Si intitola “Vino è cultura. Dalle radici al futuro” la conferenza organizzata da Coldiretti Puglia per oggi, venerdì 10 marzo, alle 17.30, nell’ambito della 280a edizione di Pessima, la storica fiera aperta ogni giorno dalle 9 alle 21, fino al 12 marzo. Nel Padiglione delle Conferenze della fiera, rappresentanti delle istituzioni e delle categorie produttive si incontreranno per parlare di sviluppo del comparto economico di maggiore vocazione territoriale: quello della vitivinicoltura. L’incontro, introdotto e condotto da Piero Piccioni, direttore regionale di Coldiretti Puglia, sarà preceduto dai saluti istituzionali di Salvatore Mero, presidente di Coldiretti Manduria, Gregorio Pecoraro e Isidoro Mauro Baldari, rispettivamente sindaco e assessore all’Agricoltura del Comune di Manduria, e Novella Pastorelli, presidente del Consorzio di lbtela del Primitivo di Manduria Dop e Docg.
Fonte: Taranto Buonasera.
Il settore vitivinicolo rivendica contromisure.
Gli scenari tracciati dalle cantine sociali Il settore vitivinicolo rivendica connnmisure. Sono tre le linee di intervento emerse nel corso di un incontro nella sede della Cia Sicilia tra il gruppo dirigente della confederazione e i rappresentanti delle cantine sociali siciliane (Sant’Antonio, Ermes, San Francesco di Paola, Fiumefreddo, Europa, Petrosino, Settesoli, Colomba Bianca e Paolini). Al centro dell’incontro le attuali problematiche legate al mondo del vino, alla crisi del mercato e al fine di tonificare il mercato vitivinicolo ed arrivare alla prossima campagna 2023-2024 con poche giacenze. «La distillazione di crisi dev’essere praticata con prezzi congrui, affinché vengano tolti dal mercato parecchi ettolitri di vino; la distillazione e una pratica che non distrugge il prodotto malo destina alla produzione di alcol per disinfettanti; stoccaggio dei vini, con una dotazione finanziaria adeguata al fine di poter esaudire un maggior numero di richieste, questo per dare liquidità alle cantine in attesa di una ripresa del mercato e vendemmia verde diretta alle aziende agricole che, fatta in maniera selettiva e parziale, permetterebbe di diminuire un po’ la produzione ed immettere liquidità direttamente alle aziende agricole».
Fonte: Gazzetta del Sud.
A pochi giorni dall’Assemblea dei soci il Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia.
elegge il Presidente e i Vicepresidenti. Alla guida del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia viene riconfermato Antonio Rallo. La decisione è stata presa oggi, giovedì 9 marzo, durante la prima seduta del nuovo CdA che riconferma per il triennio, anche i due i Vicepresidenti Giuseppe Bursi e Filippo Paladino. Le azioni del Consorzio dovranno essere adeguate alle sfide che il mercato richiede”, ha commentato Giuseppe Bursi, “e sempre più incisive rispetto alla necessità di valorizzare sempre di più la vitivinicoltura siciliana”. Si completa dunque il nuovo corso del CdA, che ha visto l’ ingresso di Roberto Magnisi, direttore di Duca di Salapanta e Florio e Giuseppe Figlioli, enologo della cantina sociale Birgi, al posto rispettivamente di Laurent Bernard de La Gatinais della cantina Rapitalà e Nicolò Vinci della cantina Europa.
Fonte: MF Sicilia.
Vino ed export in Cina. Il Covid fa ancora paura.
Preoccupa la querelle tra Fbi e governo di Pechino sull’origine del virus I produttori del Chianti Fiorentino però continuano a puntare sul mercato. Da un lato la politica «globale», dall’altro l’economia del Chianti che vede nella Cina un mercato importante in costante crescita (laddove in altre sedi le vendite stagnano): i dati consolidati di alcuni mesi fa parlavano di una quota export in Cina attorno al 10%o per la Docg in questione ed altre firme di prestigio italiane. Il problema è che adesso serpeggia molta preoccupazione. Il fatto politico dopo quello economico: si è detto, nei giorni scorsi, che sarebbe “molto probabile” che il Covid-19 sia uscito da un laboratorio in seguito ad un errore a Wuhan.
Fonte: Nazione Empoli.
“Anteprima Vini”: anche due eventi con i ristoratori di Fipe Confcommercio.
Al Real Collegio “Anteprima Vini”: anche due eventi con i ristoratori di Fipe Confcommercio Domenica e lunedì “Nutri_menti” per giocare su prodotti e abbinamenti Ci sarà anche uno stand di Fipe ristoratori Confcommercio nel ricco programma di “Anteprima Vini”, tradizionale evento dedicato alle più prestigiose etichette della costa toscana. Per l’occasione i ristoratori Fipe daranno vita a “Nutri_menti”, format degustativo che prevede due appuntamenti pomeridiani – domenica 12 e lunedì 13 marzo, all’ex Real Collegio – che vedranno i ristoratori de “Il Mecenate” “l’Osteria dal Manzo”, Gli Orti di Via Elisa”, “Surreale” e “Carbone” proporre una degustazione di piatti aventi come filo conduttore il prodotto del territorio. “Nutri_menti” si colloca al fianco del format “Condi_menti”, evento che vede la direzione artistica di Cristiano Tomei.
Fonte: Nazione Lucca.
Consorzio agrario Siena ‘Gestione del vigneto e nuove tecnologie’ II corso tecnico.
Il Consorzio Agrario di Siena con le Società Basf, Intertec e Masseeds, organizza per mercoledì 15 marzo alle 18 presso il complesso di Sant’ Agostino a Montalcino, un incontro di aggiornamento tecnico dal titolo ‘Gestione del vigneto e nuove tecnologie’. Si parlerà di ‘Agrigenius Vite’, il tutor per l’agricoltura, le tecniche e la gestione dell’inerbimento del vigneto e sovescio, la nutrizione fogliare e i bi-organismi utili.
Fonte: Nazione Siena.
I ristoranti lucchesi star ad Anteprima Vini.
Conto alla rovescia per la kermesse al Real Collegio Damiano Carrara Lucca Ci sarà anche uno stand di Fipe ristoratori Confcommercio Lucca all’interno del ricco programma di “Anteprima Vini”, il tradizionale evento dedicato alle più prestigiose etichette della costa toscana in programma domenica e lunedì. Per l’occasione i ristoratori Fipe daranno vita a “Nutri_menti”, format degustativo che prevede due appuntamenti pomeridiani – 12 e 13 marzo, al piano superiore dell’ex Real Collegio — che vedranno i ristoratori de “Il Mecenate” “l’Osteria dal Manzo”, Gli Orti di Via Elisa”, “Surreale” e “Carbone” proporre una degustazione di piatti aventi come filo conduttore il prodotto del territorio. “Nutri_menti” si colloca al fianco del format “Condi_menti”, evento che vede la direzione artistica di Cristiano Tomei, con l’obiettivo di creare un’alchimia perfetta tra svariati modi di interpretare la cucina e di parlarne, giocando con i piatti e gli ingredienti in cerca dell’abbinamento migliore.
Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.
Dal 18 marzo la Primavera del Prosecco Superiore.
È stata presentata a Venezia, nella sede del Consiglio regionale del Veneto, la 28° edizione della Primavera del Prosecco Superiore che si svolgerà dal 18 marzo all’11 giugno prossimi nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Obiettivo: raccontare l’itinerario culturale e gastronomico dell’Alta Marca, ovvero i borghi e i vigneti da cui si ricava il celebre vino. «La Primavera del Prosecco Superiore – ha ricordato il Vicepresidente del consiglio regionale Nicola Finco – è caratterizzata da un messaggio, che è quello di produrre bene all’insegna della qualità: alle spalle di una bottiglia di vino c’è spesso tutta la storia di una famiglia e di un’impresa che, ed è questo il caso, ha creato un fortissimo volano economico e turistico». «La Primavera del Prosecco Superiore – ha sottolineato il Consigliere Tommaso Razzolini – è il frutto dell’intuizione e dell’illuminazione dei suoi creatori che quasi trent’anni fa trovarono l’accordo per realizzare una serie di mostre dedicate alla promozione del vino, degli altri prodotti tipici e alla valorizzazione di un territorio così particolare».
Fonte: Gazzettino.
Primavera del Prosecco: eventi, mostre e itinerari – Bollicine in vetrina: 17 mostre al via.
Il sipario si alza con la fiera di San Gregorio: le mostre proseguiranno fino a fine giugno. I Comuni coinvolti sono 17. Filtri a pagina XV Bollicine in vetrina: l7 mostre al via ›Presentata a Venezia l’edizione 2023 della Primavera del ? Riflettori puntati sulle colline Unesco: degustazioni, itinerari e piatti Prosecco Superiore: tutti gli eventi da domani all’ll giugno della tradizione con centinaia di volontari impegnati nelle esposizioni. Primavera del Prosecco: riflettori puntati sul mondo del Conegliano Valdobbiadene Docg. Ieri in sala Fallaci a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, la presentazione della manifestazione Primavera del Prosecco Superiore – edizione 2023 promossa dal Comitato Primavera del Prosecco Superiore presieduta da Giovanni Follador che vede comuni, istituzioni e il Consorzio impegnati nella valorizzazione delle bollicine superiori Unesco. «La Primavera del Prosecco Superiore-ha spiegato il consigliere regionale Tommaso Razzolini che ha invitato a Venezia i principali attori del mondo Docg- è una manifestazione che intende far vivere al pubblico la vera essenza dell’area storica di produzione delle bollicine italiane più conosciute al mondo.
Fonte: Gazzettino Treviso.
“Primavera del Prosecco” la siccità si mette di traverso.
Presentata a Venezia la 28ma edizione della serie di mostre che caratterizzerà il territorio per tre mesi. Ma Tomasi (Docg) è preoccupato: duemila ettari a rischio. Il cambiamento climatico sta mettendo a rischio 2 mila, degli 8 mila ettari di Prosecco Superiore, là dove, come sulle rive, è difficile far arrivare l’acqua ed altrettanto complesso aprire i pozzi. I primi, comunque, saranno realizzati entro l’estate. Lo ha detto il direttore del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene, Diego Tomasi, alla presentazione della Primavera del Prosecco, in consiglio regionale a Venezia. Tomasi non ha nascosto un altro dato dei primi lavori della GreenAcademy, un incubatore di nuovi progetti del Consorzio: il rischio di ripetere ogni 4 anni un’annata siccitosa come quella del 2022. Dati allarmanti, , che ieri sono stati portati anche all’esame della seduta del consiglio di amministrazione del Consorzio. Non sarà solo festa, dunque, la 28ma edizione della Primavera del Prosecco Superiore che si svolgerà dal 18 marzo all’1l giugno prossimi nel territorio del Conegliano Valdobbiadene.
Fonte: Gazzettino.
Ossola in Cantina: tour tra i vini eroici delle Alpi piemontesi.
Si terrà il 13 maggio Ossola in Cantina, seconda edizione del percorso di degustazione alla scoperta dei vigneti eroici nelle Alpi Piemontesi. Sette cantine della Val d’Ossola apriranno le porte al pubblico, abbinando la scoperta vitivinicola ad assaggi di vino e prodotti tipici del territorio. Organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Ossolani (APAO), in collaborazione con l’AIS Verbania e la Condotta Slow Food Valle Ossola, Ossola in Cantina ha l’obiettivo di far scoprire e valorizzare i piccoli produttori del nord estremo del Piemonte, zona vitivinicola ancora poco conosciuta. Calice dopo calice, il percorso porterà a percorrere strade, mulattiere e sentieri che sono anche linee di congiunzione tra passato e futuro, scoprendo un mondo antico il cui recupero è oggi in atto con volontà.
Fonte: INformaCibo.
Come l’intelligenza artificiale in cantina può fare il vino più buono.
L’azienda vinicola Viberti Barolo impiega soluzioni all’avanguardia che consentono di preservare tradizione e artigianalità a prescindere dai gravi cambiamenti climatici. Barolo e industria 4.0 sembrano un ossimoro della vinificazione. In realtà qualsiasi vino, cui associamo gusto o memoria di qualcosa che ci riguarda, può essere contraddistinto da tantissimi attributi, ma non quello industriale. È un dileggio, un affronto, una diminutio dell’intelligenza delle mani. Ma secondo Claudio Viberti, barolista di terza generazione dell’omonima azienda famigliare di Vergne (in provincia di Cuneo), non bisogna farsi tradire dalle apparenze del termine industria 4.0: “Se applicata al nostro mondo, serve a salvaguardare ed esaltare l’artigianalità di un prodotto che oggi, per svariati motivi, fra cui i cambiamenti climatici, non si riesce più a fare come vorremmo – ci ha raccontato – L’obiettivo di mantenere quel gusto della tradizione ci obbliga a comportarci diversamente.
Fonte: la Repubblica,
Agricoltura, graduatoria del bando cantine dell’Ocm vino: 60 progetti per 30 milioni.
Pubblicata sul sito del dipartimento regionale dell’Agricoltura la graduatoria del bando Ocm vino, destinato agli investimenti in cantina per la qualificazione dell’attività di produzione della viticoltura e dell’enologia siciliana. Sono stati finanziati 60 progetti (sei provenienti da cantine sociali), per 30 milioni di euro, presentati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, in coerenza con le direttive comunitarie sul Genuine Farmer, insieme a quelli che prevedono la trasformazione di uve biologiche.
Fonte: | Regione Siciliana,
Bere un bicchiere di vino al giorno fa bene?
Il vino è tra le bevande alcoliche più diffuse. Ne abbiamo molte varietà, in base all’IVA che si utilizza. Si ottiene infatti, dalla fermentazione dell’uova o del musto. Molti studi, hanno dimostrano che si tratta di una bevanda conosciuta ed utilizzata già in antichità, infatti si pensa che fu scoperta per caso, appunto per la fermentazione dell’uva, già nel neolitico.
Fonte: Il Dunque,
Dove e come è nato il vino.
La prestigiosa rivista Science dedica la copertina allo studio “Dual domestications and origin of traits in grapevine evolution” pubblicato da un team guidato da Yang Dong dell’università di Yunnan e dal Laboratorio di genomica vegetale di Shenzhen e che ha visto la collaborazione di Gabriella De Lorenzis (Uiversità di Milano), Fabrizio Grassi (università Milano-Bicocca), Francesco Sunseri (Mediterranea di Reggio Calabria) e di Francesco Mercati (Istituto di bioscienze e biorisorse – Cnr-Ibbr di Palermo), che riporta i risultati della più vasta analisi genetica mai condotta sulla vite, con un dataset finale di 2.448 genomi di vitigni unici (a partire dai 3.500 sequenziati), raccolti da 23 istituzioni in 16 Paesi del mondo, dal quale emerge che «L’origine e la domesticazione della vite, da tavola e da vino, finora avvolta in un mistero di difficile decifrazione, risalgono a circa 11 mila anni fa, grazie a due differenti eventi di domesticazione separati geograficamente circa 1.000 km, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso meridionale», smentendo studi precedenti che indicavano un solo evento nel Caucaso l’origine del vino.
Fonte: Greenreport.
Solo il 30% dei giovani wine lover digitali compra vino online.
Quali sono i nuovi trend del vino e chi sono i giovani wine lover? A tracciare l’identikit, in un momento di incertezza, arriva in aiuto una ricerca, realizzata da PwC Italia in collaborazione con Gruppo Meregalli, storica azienda di distribuzione di vini e distillati, con più di 160 anni di vita, presentata nella sede di Monza. Protagoniste sono la generazione digitale dei millennial, seguita dalla Gen-X e Gen-Z: i soggetti abitano nel Centro-Nord Italia e sono prevalentemente uomini (56%). Sono emersi aspetti interessanti. Innanzitutto le tipologie: il 60% riguarda il vino rosso, un dato che riflette il consumo nazionale, il 38% quello bianco e il restante 2% il vino rosato.
Grazie alla particolare metodologia, si è potuto avere un profilo dettagliato dell’utente. Il consumatore di vino rosso è millennial, tra i 25 e 34 anni, uomo, con un marcato interesse per lo sport. Tra i beni che acquista più facilmente online troviamo occhiali, auricolari e automobili. Quello di vino bianco è invece millennial donna, con un marcato interesse per il fashion & beauty. A sorpresa a scegliere il rosato sono principalmente gli uomini, millennial e sportivi. Un altro dato interessante riguarda il canale d’acquisto: solo il 30% sceglie l’eCommerce.
Fonte: Mark Up.
Il mito Sassicaia.
Abbiamo introdotto la settimana scorsa il mito Sassicaia, parlando della viticoltura Toscana, e come mi aspettavo le richieste di approfondirlo sono state tali da non potermi permettere di disattenderle. La storia inizia nel 1899 in Piazza Colonna a Roma, dove nasce il Marchese Mario Incisa della Rocchetta, discendente della nobile famiglia originaria di Rocchetta Tanaro (il paese di Giacomo Bologna e del suo Bricco dell’Uccellone, altro mito che meriterebbe un capitolo a sè) a Palazzo Chigi, allora residenza della famiglia materna. Il Marchese cresce in Piemonte nella tenuta di famiglia, dove si appassiona agli scritti del bisnonno Leopoldo Incisa della Rocchetta, grande appassionato di enologia, prima di trasferirsi a Pisa a metà degli anni ‘20 per frequentare la facoltà di Agraria, dove conosce la futura moglie, erede di una delle più importanti famiglie nobili Toscane, Clarice della Gherardesca.
Fonte: Cremona Sera.
Truffa del vino, arrivano altre testimonianze: “Si spacciò per addetto al catering, ordinò grandi quantità di vino. Ci fidammo, sbagliando”.
Riscontri da tutto il Piemonte dopo la notizia dell’arresto compiuto dai Carabinieri di Canelli nei confronti di un 56enne originario del Cuneese e della moglie. Ecco cosa è successo a Stella e a Marco (nomi di fantasia). Dopo la notizia dell’arresto della coppia specializzata nelle ‘truffe del vino’ sono state diverse le segnalazioni giunte in redazione. Testimonianze di persone vittime dello stesso raggiro (o quasi), messo in atto da soggetti diversi e sparse per tutto il Piemonte. Dal Torinese il racconto della titolare di un’enoteca, raggirata con la truffa del vino. “Un soggetto si è presentato a noi dicendo di essere un addetto all’allestimento di catering – ci spiega Stella, nome di fantasia – e di aver bisogno di acquistare del vino che non avesse prezzi troppo elevati”.
Fonte: Lavocedialba.it.
Nuovi consumatori digitali: così si parla di vino sui social.
Chi sono gli odierni consumatori digitali del vino? Una nuova ricerca ha mostrato alcune evidenze particolari, espresse nel corso di una tavola rotonda in grado di coinvolgere i principali player del mondo della distribuzione dei vini. Un confronto sul mondo dell’enologia attuale, trend del mercato del vino, comportamenti e preferenze d’acquisto, online e offline, nonché gli scenari futuri in un processo di perpetua trasformazione. Dallo studio, che ha analizzato 39.000 post condivisi dagli utenti, emerge che coloro che conversano di vino sui social sono perlopiù uomini (56%) Millennial del Centro-Nord Italia. Tra gli utenti della Generazione Z a discutere maggiormente di vino sono le donne. Le piattaforme social maggiormente utilizzate sono Twitter (49%), Facebook (46%) ma spostando l’attenzione alla Generazione Z i canali utilizzati sono soprattutto Instagram, YouTube e TikTok.
Fonte: Federvini.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 9 marzo 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
La «rivincita» del vino Un calice ai pasti fa bene e zittisce anche l’Irlanda.
Un maxi studio dimostra che un consumo moderato a tavola non crea danni alla salute 49 I milioni di ettolitri di vino prodotti nel 2022 in Italia, prima al mondo davanti alla Francia dati Uiv? Il vino non è una bevanda alcolica come altre. E non solo per il suo indubbio valore culturale, tradizionale, sociale, oltre che per l’impareggiabile capacità di accompagnare i pasti che gli altri drink, al netto di pairing acrobatici che sempre più spesso vengono proposti nei ristoranti fine dining, certo non possiedono. Il vino non è uguale alle altre bevande alcoliche anche da un punto di vista salutistico, ciò che rende ridicole certe prese di Posizione da parte di alcuni stati europei dell’Ue di rito non enologico, come l’Irlanda, che hanno di recente introdotto, con il silenzio assenso di Bruxelles, «alert» sanitari sulle etichette di Sangiovese e Sauvignon. Il vino infatti è «un’alchimia di proprietà uniche, un magico e irriproducibile mix di polifenoli e antiossidanti che lo rende utile, naturalmente quando il consumo va da basso a moderato, nel controllo delle malattie cardiovascolati, del diabete di tipo 2 e dei distrubi neurologici».
Fonte: Giornale.
Scubla.
L’azienda Scubla si estende su 12 ettari nella zona sud dei Colli Orientali del Friuli, a Ipplis. La casa padronale e la cantina si trovano sulla sommità di una dolce collina e i vigneti sui lati. Scubla considera il proprio lavoro un mosaico, dove ogni fase deve incastonarsi perfettamente per conferire ai vini colori e gusti armonici. L’attività sui mercati internazionali è rivolta da tanti anni verso gli Usa; altri mercati di riferimento sono il Canada, Uk e la Svizzera. «Due sono i miei vini ormai premiati da tutte le guide da tanti anni: il Bianco Pomédes blend di Pinot Bianco, Friulano e Riesling Renano e il Cràtis Verduzzo Friulano al 100% appassito sui graticci esposti al vento di bora, tipico di queste zone», racconta il titolare Roberto Scubla. «Quest’ultimo si è comunque ricavato una nicchia tra i vini dolci ed è presente negli Usa e in Svizzera.
Fonte: Capital Premio Export.
Vino, pasta, frutta È l’Italia che piace anche all’export.
Nel 2022 le esportazioni hanno raggiunto il record di 60,7 miliardi, con una crescita del 17% mentre il fatturato dell’intera filiera agroalimentare arriva a 580 miliardi, pari al 25% del Pil Bazzana (Coldiretti): “L’attenzione ai nostri prodotti è alta, Germania e Usa i mercati top” A supporto dell’economia il tessuto sociale, la passione dei produttori e le tradizioni locali. Ricordo benissimo la prima volta, ho ancora la fattura”. La battuta del comico e scrittore americano Groucho Marx ci traghetta in un mondo speciale in cui i numeri fanno coppia con la passione. I grafici con il desiderio. I fatturati con la fiducia. Un’enclave in cui l’economia è fondata sull’amore. “Per quanto egoista lo si possa supporre, l’uomo ha evidentemente nella sua natura alcuni principi che lo inducono a interessarsi alla sorte degli altri e che gli rendono necessaria la loro felicità’; si legge nell’incipit della Teoria dei sentimenti morali dell’economista scozzese Adam Smith.
Fonte: Gusto.
Manca l’acqua, ora salviamo il Barolo – Carlo Petrini L’emergenza siccità minaccia il Barolo è ora di salvare le viti delle Langhe.
In un primo momento, il riscaldamento del clima ha migliorato la produzione piemontese Adesso è difficile capire se si debba cambiare modalità di produrre o agire sulle piante In assenza di acqua gli acini vengono cotti dal sole e le alte temperature possono portare a un arresto della fotosintesi. Delle mie Langhe la crisi climatica sta destando preoccupazione. Quest’area del Piemonte che negli ultimi decenni ha vissuto un florido sviluppo economico, industriale e turistico, ora fa i conti con una sfida che minaccia da vicino l’ingrediente che più di ogni altro è stato la chiave del successo: il vino. La produzione vitivinicola, infatti, ha fatto da traino per il superamento del tragico tempo della malora, permettendo a quegli stessi territori fenogliani di diventare patrimonio dell’umanità nel 2014.
Fonte: Stampa.
Toso.
Dal 1910, la storia di Toso è legata al Moscato e alle Langhe, territorio d’eccellenza dove la vite e il vino sono di casa da sempre. Da quattro generazioni l’azienda coniuga con sapienza esperienza, passione e innovazione: la meccanizzazione e la tecnologia agevolano le operazioni fondamentali per ottenere prodotti di alta qualità. Casa Toso è una grande interprete dello spumante, che rappresenta gran parte della sua produzione: l’Asti Docg, il nuovissimo Asti Secco Docg, il Pinot Chardonnay, il Moscato Spumante e il Brachetto d’Acqui Docg sono le sue punte di diamante. L’assortimento comprende anche una linea di vini rossi, l’Amaro Toccasana e i Vermouth Gamondi. Il Moscato d’Asti ha confermato in questi anni di essere sempre più apprezzato anche sui mercati internazionali. Lo conferma il business export di Toso, che sviluppa all’estero la fetta più importante del proprio fatturato, attestato nel 2021 sui 40 milioni di euro.
Fonte: Capital Premio Export.
Giappone, Corea e Vietnam si beve il vino abruzzese.
Dalla Corea al Giappone, per poi approdare in Vietnam, tornano in Oriente I vignaioli abruzzesi con l’obiettivo di proporsi ai mercati del sud-est asiatico e racconta rsi agli operatori di settore. È iniziato nei giorni scorsi da Seul, mercato emergente e con più potenziale di crescita, il nuovo viaggio in Asia dei vini abruzzesi promosso dal Consorzio di tutela, che ha fatto registrare una grande partecipazione di pubblico. Interesse anche a Tokyo dove è in corso la fiera internazionale Foodex Japan, con la presenza di dodici aziende abruzzesi e tante etichette. Tra le iniziative in programma, una speciale masterciass dedicata al Cerasuolo d’Abruzzo e una cena in degustazione per la stampa più importante del settore con tante referenze in degustazione.
Fonte: Messaggero Abruzzo.
Un metodo classico carico di frutti gialli e note tostate.
Viticultura di montagna, viticultura del futuro. Con le temperature sempre più calde e con le conseguenti alte gradazioni dei vini l’altitudine diventa sempre più un fattore cruciale. Lo osserviamo nel calice di Oro Rosso: Trentodoc storico di Cembra, Cantina di Montagna, in grado di tra dune nel bicchiere l’anima incontaminata di una delle valli più alte e meno conosciute del Trentino e lo spirito indomito dei suoi viticoltori. Chardonnay in purezza, come dicevamo, raccolto eroicamente in vigne con forte pendenza tra i 600 e 750 metri Oro Rosso si presenta da quest’anno in versione millesimata Riserva Pas Dosé. Un’edizione che mette in risalto il carattere complesso e cremoso del vino ma anche la sua sapidità, che ha origine nei terreni ricchi di porfido della Val di Cembra.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
I vini d’Oltrepò sbarcano negli Stati Uniti.
21 aziende del Consorzio locale impegnate nello «Slow Wine Tour» a caccia di nuovi mercati I vini d’Oltrepò sbarcano negli Stati Uniti. Il vino dell’Oltrepò ritenta lo sbarco in grande stile negli Usa. Obiettivo perseguito da anni, incentivato negli ultimi mesi e che anche per il 2023, il Consorzio Tutela Vini Oltrepò cavalca con decisione. «Il mondo del vino, come tutto il mondo agroalimentare si trova a fronteggiare una crisi economica, energetica e climatica che di sicuro impatta su tutte le attività e sull’effetto finale della filiera e della promozione – sottolinea il direttore del Consorzio, Carlo Veronese – a maggior ragione bisogna rimboccarsi le maniche, frequentare i grandi eventi all’estero dove abbiamo da qualche tempo aperto nuovi canali con effetti già positivi e dobbiamo cercare, come Consorzio, di supportare quelle aziende che possono fare il salto di qualità complessivo.
Fonte: Giorno.
“Il mio vino al femminile da Vercelli alla Sicilia”.
Samantha Di Laura, ex manager del food e oggi produttrice, premiata a Roma con il riconoscimento «II giorno dopo: donna tutto fanno» “Il mio vino al femminile da Vercelli alla Sicilia”. Va all’imprenditrice vercellese Samantha Di Laura il premio «II giorno dopo: donna tutto l’anno» consegnato ieri a Roma e che ha come leitmotiv quello di «valorizzare la figura femminile per 365 giorni l’anno e non solo l’8 marzo». Un riconoscimento patrocinato dal Consiglio della presidenza della Regione Lazio e ideato da Francesco Prudenzano di Confintesa, Antonella Terranova della Federazione italiana piccole e medie imprese e Adalberto Bertucci della Fondazione Oreste Bertucci. Le motivazioni del premio, giunto alla sua terza edizione, sono particolarmente indicative: «La predisposizione e preparazione linguistica e culturale hanno portato Samantha Di Laura ad avere una visione molto più ampia del business e a riuscire a intercettare le tendenze del futuro.
Fonte: Stampa Vercelli.
Grignasco ora fa parte delle Città del Vino.
Fiorenti l’artigianato del mobile e la coltivazione del Nebbiolo, che dà vita a pregiate bottiglie Grignasco ora fa parte delle Città del Vino. L’Associazione nazionale delle Città del Vino dà il benvenuto al Comune di Grignasco. Grande soddisfazione da parte del sindaco, Katia Bui. L’attestazione più antica del toponimo fa riferimento a un Grignasculus, la cui derivazione in – ascus farebbe pensare al nome personale Crinius: è possibile che questo territorio fosse la proprietà fondiaria di un certo Crinio. I reperti paleontologici ed archeologici venuti in luce sul Monte Fenera testimoniano la presenza di insediamenti umani in questa importante stazione preistorica sin dal Paleolitico. In età storica, le pur scarne notizie di ritrovamenti archeologici (resti di una necropoli, frammenti di ceramica e pietra ollare) anche in pianura attestano una colonizzazione nei primi secoli dell’era cristiana.
Fonte: Corriere di Novara.
Viticoltori minacciati dalle direttive Ue Domani un incontro.
Alle 18 a villa Paolotti Viticoltori minacciati dalle direttive Ue Domani un incontro. Domani alle 18 nella sala conferenze di villa Paolotti di Gattinara si terrà l’incontro “Le nuove minacce all’eccellenza vitivinicola piemontese, dal nutri-score alle etichette: cos’altro ci riserva l’Europa?”. «Arrivano preoccupanti notizie relative ad un nuovo modello di proibizionismo», spiegano gli organizzatori. Il Comune di Gattinara in collaborazione con l’Enoteca regionale e grazie alla disponibilità dell’euro parlamentare Alessandro Panza, ha organizzato una conferenza per affrontare le tematiche legate al settore vitivinicolo, così da esporre le conseguenze delle misure previste dalle istituzioni europee.
Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.
Un territorio d’eccellenza in mostra per creare valore e attrarre visitatori.
La forza di una squadra di produttori e la loro determinazione per il rilancio del territorio è stato uno dei punti di forza della prima edizione di Vvn – Vini e Vigne del Val di Noto, appena andato in archivio con un numero più che raddoppiato di visitatori e una grande risposta sia da parte dei winelover che da parte degli operatori del settore. «Abbiamo confermato – ha dichiarato il direttore della Strada del Vino Valdinoto, Frankie Terranova – il rafforzamento della collaborazione tra la Strada del Vino Valdinoto e il Consorzio di Tutela Valdinoto nel far crescere il valore di questo sistema territoriale. Occasioni come questa rendono sempre più chiara la nostra missione e ci portano sempre più chiaramente a condividere questa responsabilità».
Fonte: Sicilia Catania.
Prosecco Docg prezzi in crescita «Le strategie per le bollicine».
La Coldiretti: «Prevista una contrazione dei consumi, bisogna stimolare il mercato». Prosecco Docg: prezzi in netto aumento. «Un convegno per ascoltare tutta la filiera e capire come affrontare quest’anno e come il Consorzio intende stimolare il mercato» spiega Giorgio Polegato, presidente di Coldiretti Treviso. Sarà Antonio Paolini, curatore delle guide del Gambero rosso, a moderare l’atteso evento dedicato alla filiera del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano Docg che si svolgerà a Valdobbiadene oggi all’auditorium Piva e che apre i convegni satelliti alla Fiera di San Gregorio, il più importante evento agricolo dell’anno sulle colline. Si tratta di un appuntamento voluto e organizzato da Coldiretti Treviso che vedrà attorno al tavolo tutti i rappresentanti della filiera, dai produttori delle uve fino agli imbottigliatori, per non parlare di esperti di export e di chi si dedica alla tutela e valorizzazione di questo straordinario prodotto.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Il buon vivere in salsa toscana un festival tra chianina e Syrah.
Dal 17, per tre giorni, masterclass, degustazioni, laboratori, per bambini e stand; E un gemellaggio con i vini della valle del Rodano Il buon vivere in salsa toscana un festival tra chianina e Syrah Cortona, la città della poesia raccolta tra le mura etrusche è pronta per la nuova edizione del festival del buon vivere. ll weekend del 17 marzo si terrà «Chianina e Syrah», una tre giorni che vedrà la partecipazione di ben 5o produttori di Syrah, in gemellaggio con il Rodano, e un programma ricco di masterclass, cooking class, talk show, seminari e banchi di assaggio di prodotti artigianali. L’evento organizzato da Terretrusche Events, sostenuto dal Comune di Cortona e Cortona Sviluppo,.in partnership con il Consorzio Vini di Cortona, ha come obiettivo quello di presentare il buon vivere in Toscana, in una città già sede di tanti eventi di successo legati all’enogastronomia.
Fonte: Corriere Fiorentino.
Vini della Costa Toscana A Lucca l’Anteprima al Real Collegio.
Quando il cibo, il territorio e il vino s’incontrano, la tavola diventa perfetta. Ed eccolo qui, il fine settimana all’insegna del convivio, sviluppato attorno al Real Collegio di Lucca che domenica 5 e lunedì 6 marzo accoglie la 228 edizione di Anteprima Vini della Costa Toscana (ore 11-19). Evento nell’evento, la manifestazione che versa nel calice 300 fra le migliori etichette delle 70 aziende convenute a Lucca, presenta il numero zero di Condi Menti. Quest’ultima novità si aggiunge alla rodata formula delle degustazioni di Anteprima Vini ideata dai Grandi Cru della Costa Toscana e vede schierati chef ed esperti. Sotto la regia del patron dell’Imbuto Cristiano Tomei, con il pasticciere giudice di “Bake Off’ Damiano Carrara e la giornalista enogastronoma Eleonora Cozzella, domenica e lunedì dalle 12 alle 18 si parlerà di dessert e di cucina del sud con Gennaro Esposito, di accoglienza con Michele Marcucci da Pietrasanta, di brace e fuoco vivo con Errico Recanati, di un approccio da bar con lo scrittore Marco Malvaldi.
Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.
Terre di Pisa Un calice di varietà.
Sotto la ‘Forre splende una Doc che racchiude l’essenza di un territorio eterogeneo Terre di Pisa Un calice di varietà isa, una delle quattro ex Repubbliche Marinare, oltre alla Torre dalla straordinaria pendenza, per cui è conosciuta in tutto il mondo, ha un ampio territorio provinciale di oltre 2.400 chilometri quadrati in cui si altemano paesaggi e tradizioni. Dal mare alla montagna, passando per le colline, troviamo condizioni pedoclimatiche diverse che danno vita a prodotti della terra altrettanto diversi tra loro. I reperti archeologici etruschi trovati a Montescudaio, Volterra e Terricciola, testimoniano come questo territorio sia da sempre luogo vocato alla coltivazione della vite e alla produzione di vino di qualità. L’istituzione nel 1840 della cattedra di Agricoltura e pastorizia, e la nascita nel 1871 della Facoltà di Agraria, la prima istituzione universitaria di studi agrari nel mondo, rappresentarono una forte spinta propulsiva alla valorizzazione e al rinnovamento della viticoltura pisana. Oltre alle storiche Docg Chianti Colline Pisane e Doc San Torpé nel 2011, nasce la Doc Terre di Pisa nelle due varianti: Terre di Pisa Sangiovese e Terre di Pisa Rosso.
Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.
L’Alchimia a Milano, la solida cucina di Giuseppe Postorino e una cantina da sogno.
Un locale in cui la cultura del vino e del bere si incrocia con una solida cucina che parla direttamente al cliente. L’Alchimia è appunto il diverso modo con cui si può vivere questo elegante locale nella zona Risorgimento: c’è il bar con i cocktail e tutto quello che un appassionato di mixology può desiderare, si può prendere un piatto velocale, fare un aperitivo, oppure cenare e pranzare alla grande. L’Alchimia fra Alberto Tassinato e Giuseppe Postorino è perfetta. Da un lato sala impeccabile e una cantina ricca di spunti, mai banale. Dall’altro una cucina solida che sa far conto con la tradizione, risotti e cotoletta alla milanese, ma anche capace di grande creatività che non punta a stupire ma al piacere assoluto: citiamo la lasagna d piccione e il rombo con il foie gras.
Fonte: Luciano Pignataro.
Val d’Ossola, sabato 13 Maggio: seconda edizione “Ossola in Cantina”.
Attesissima, dopo lo straordinario successo della prima edizione e uno stop lungo tre anni, torna “Ossola in Cantina”, la giornata organizzata dall’Associazione Produttori Agricoli Ossolani (APAO) con la collaborazione dell’Associazione Italiana Sommelier Verbania e della Condotta Slow Food Valle Ossola per scoprire e valorizzare piccoli produttori del nord estremo del Piemonte, una porzione di territorio la cui anima vitivinicola è ancora poco conosciuta, pur raggiungendo livelli qualitativi ormai degni di nota. Sabato 13 maggio – previsto il rinvio al 27 maggio in caso di maltempo – dalle 11 alle 18, sette cantine della Val d’Ossola apriranno le proprie porte per regalare al grande pubblico un coinvolgente viaggio di scoperta vitivinicola.
Fonte: Valsesia,
Lo sapevi che puoi fare il bagno nel vino? Perché è consigliato farlo.
Nell’antichità era molto praticato, oggi nessuno si sogna di fare il bagno del vino. Secondo gli esperti però farlo arreca al corpo tantissimi benefici. Ecco perché dovreste cominciare a farlo almeno una volta al mese. Chi ama avere una bella pelle, curata e pulita da anti-estetiche macchie, dovrebbe ricorrere alla vinoterapia. Il vino, infatti, non è solo buono da bere ma anche da usare come antiossidante, tonificante e detossificante. L’uva può apportare al vostro corpo più benefici di quanti ne immaginate.
Fonte: Wine and Food Tour,
Le sorelle del vino: quel legame indissolubile che fa la differenza.
Dalle ragazze del Barbaresco alle Cotarella Sisters fino alle signore del Bordeaux: storie di donne che hanno fatto della sorellanza il marchio di fabbrica dell’azienda e il segreto del successo. Il calore della famiglia, l’imprenditorialità femminile e la complicità sorellare, tutto in un colpo solo. Accade a chi ha la fortuna di lavorare fianco a fianco con la propria sorella, un’alleata con cui confrontarsi, con cui si fa squadra sin da bambine, un appoggio, un sostegno, un punto di riferimento, una persona con cui si riesce ad essere quasi intercambiabile. Si è diverse ma complementari, si litiga ma si è complici, e soprattutto orientate verso il medesimo orizzonte. Nel mondo del vino le sorelle-colleghe sono molte, un legame che cresce parallelamente all’emergere di figure femminili nei ruoli di leadership.
Fonte: La Repubblica,
Vino Nobile di Montepulciano | Una 2020 di dolce finezza e conferme targate 2018/2019.
Definizione dello stile e posizionamento del Nobile di Montepulciano sul mercato non sono facili da identificare ma squilli di novità e un continuo ingresso di nuovi player con idee chiare nella zona fanno ben sperare. Senza contare che l’annata 2020 si è rivelata nei bicchieri molto più nelle corde dei poliziani di quanto si potesse immaginare. Annata calda ma non torrida, piogge primaverili e qualche altra sparsa nel proseguo hanno portato a chicchi di notevole grandezza e polpa, mosto abbondante ma non diluito, il tutto unito a moderati toni bruniti di lievi scottature degli acini: guardandola in prospettiva da queste parti è più simile alla fresca 2018 che non alle seguenti 2021 e 2022. Nonostante in pratica la produzione venga completamente venduta (anzi è la DOCG toscana che cresce di più, con 7,2 milioni di bottiglie) e con il Rosso (la denominazione di ricaduta del Nobile, 2,8 milioni di bottiglie).
Fonte: Intravino.
Donne e mondo del vino: considerazioni di un maschietto.
La mia intenzione era di scrivere un pezzo semplice, magari frivolo, a tematica enoica per l’8 marzo (che non si chiama ‘festa della donna’: non è una festa). Volevo partire leggero e terminare anche leggero, come si suppone dobbiamo comportarci noi maschietti in questo giorno: leggerezza, cordialità e tante mimose alle nostre damigelle. Ma è fin troppo evidente come di leggero non ci sia granché. La considerazione di cui gode il genere femminile, nel mondo del vino come in altri ambiti, è formata da tanta facciata e da parecchi kilotoni di ipocrisia e aggressività, più o meno passiva. Se vi sembro esagerato, illogico, parziale, consiglio di proseguire comunque nella lettura del pezzo e di provare a minare il marmoreo pensiero “le donne esagerano” con qualche piccolo dubbio, qualche minuscolo “e se invece”.
Fonte: Dissapore.
Eventi di domesticazione della vite: così è nato il vino.
L’origine e la domesticazione della vite, da tavola e da vino, finora avvolta in un mistero di difficile decifrazione, risalgono a circa 11 mila anni fa, grazie a due differenti eventi di domesticazione separati geograficamente circa 1.000 km, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso meridionale. Nell’ultimo numero della prestigiosa rivista Science, conquistando anche la copertina, un gruppo internazionale di ricerca ha riportato la più vasta analisi genetica mai condotta sulla vite, un dataset finale di 2.448 genomi di vitigni unici (a partire dai 3.500 sequenziati), raccolti da 23 istituzioni in 16 nazioni del mondo. La ricerca è stata guidata dall’Università di Yunnan (Cina) e dal Laboratorio di genomica vegetale di Shenzhen (Cina), con la collaborazione italiana delle Università di Milano (Prof.ssa Gabriella De Lorenzis), Milano-Bicocca (Prof. Fabrizio Grassi) e Mediterranea di Reggio Calabria (Prof. Francesco Sunseri), e dell’Istituto di bioscienze e biorisorse (Cnr-Ibbr) di Palermo (Francesco Mercati).
Fonte: CNR.
Il gusto del vino sta cambiando a causa del surriscaldamento climatico.
Il cambiamento climatico può influire in modo determinante sul sapore e sul gusto del vino. Una recente ricerca dimostra come il surriscaldamento globale sta spostando zone legate alla viticoltura verso Nord, e questo determina la resa del prodotto finito. Il surriscaldamento climatico sta cambiando il gusto del vino. È quanto emerge da un recente, e pluriennale, studio degli effetti del climate change sulla percezione del vino condotto nell’ambito del progetto europeo Red and White. Se qualche tempo fa avevamo parlato di come l’aumento delle temperature stia rendendo adatti alla viticoltura territori fino a qualche anno fa incapaci di ospitare le vigne (in quanto troppo freddi), ora questo progressivo spostamento a nord delle zone del vino sta influendo pure sulla resa del prodotto finito.
Fonte: Cookist.
Una ricerca ricalcola l’origine del vino: sarebbe nato 11mila anni fa.
Quanto è vecchio il vino? Non quello in cantina per cui basta leggere l’etichetta, ma il vino come arte della fermentazione dell’uva? Secondo una nuova ricerca guidata dall’Università Agraria dello Yunnan in Cina che ha coinvolto un vasto team internazionale di ricercatori, l’origine del vino è riconducibile a due diversi eventi di addomesticazione dell’uva selvatica avvenuti in Asia Occidentale e nel Caucaso ben 11.000 anni fa, ai tempi dell’ultima glaciazione. La ricerca di fatto riscrive quella che era considerata fino ad oggi la storia dell’origine del vino e dell’uva. I nostri antenati ancora non utilizzavano strumenti in metallo, ma probabilmente già si godevano un buon vino attorno al fuoco. È quanto emergerebbe dalla ricerca pubblicata sulla rivista Science che ha portato alla più vasta analisi genetica mai condotta su campioni di piante di vite.
Fonte: inNaturale.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 8 marzo 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Il raboso del Piave viene imbottigliato dai ragazzi Down.
Sabato alla cantina Cecchetto per la mostra del Vinitaly a Verona. Sabato prossimo un gruppo di ragazzi appartenenti all’Associazione italiana persone Down (Aipd) prenderà parte, nelle strutture della azienda agricola Cecchetto, alle operazioni di imbottigliamento del «Raboso del Piave». Queste bottiglie saranno poi portate al Vinitaly ed esposte allo stand della Regione Veneto dove chiunque, a fronte di una donazione, potrà portarsene a casa una. Sabato mattina il gruppo di ragazzi dell’Aipd sarà all’opera per imbottigliare e personalizzare 1500 bottiglie, con l’applicazione di particolari etichette e la chiusura con i tappi forniti dall’azienda Amorim Cork Italia. Quella di sabato è la fase conclusiva di un processo iniziato ancora lo scorso ottobre, quando i giovani Down hanno vendemmiato i grappoli di Raboso Piave, varietà per la quale la cantina è nota.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Eletti i componenti del cda del Consorzio di tutela vini doc Sicilia.
I nuovi consiglieri sono, Roberto Magnisi, direttore di Duca di Salaparuta e Florio e Giuseppe Figlioli, enologo della cantina sociale Birgi. Subentrano a Laurent Bernard de La Gatinais e Nicolò Vici. Confermati invece, il presidente uFrpnte Antonio Rallo e i vice Giuseppe Bursi e Filippo Paladino, oltre ai consiglieri Vmcenzo Ampola, Gaspare Baiata, Salvatore Chiantis, Rosario Di Maria, Alessio Planets, Letizia Russo e Alberto Tasca. 11 cda dovrà adesso eleggere presidente e i due vice.
Fonte: Italia Oggi.
Les Grands Chais de France cresce sul mercato italiano.
e acquisisce in Cile e Sud Africa. Il gruppo francese della Famille Helfrich ha registrato nel 2022 in Italia un giro d’affari di 6 milioni e 800 mila euro, contro i 5,6 milioni del 2021 mentre al 2020 erano 3.528.220 euro. Crescono anche i volumi arrivati a 1 milione e 300mi1a bottiglie venduti. In Cile il gruppo ha acquistato la tenuta Las Niñas, 80 ettari nel cuore della Apalta, cui ha aggiunto 150 ettari a Leyda per una produzione di 700mi1a bottiglie e un fatturato di 2 milioni di euro. In Sud Africa, Helfrich ha acquistato la tenuta di Neethlingshof, 100 ettari a Stellenbosch. La produzione si aggira intorno alle 600mi1a bottiglie, obiettivo arrivare a due milioni nel 2023, con un fatturato pari a 15 milioni di dollari.
Fonte: Italia Oggi.
L’Onav: il vino è salutare se il consumo è moderato.
Il vino fa bene, basta allarmismi. A dirlo è il comitato scientifico di Onav che si è espresso sulla proposta di etichettatura dell’Irlanda. Vincenzo Gerbi, presidente del comitato voluto dall’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav), rileva: «Sono trent’anni che il mondo scientifico affronta il tema del rapporto vino-salute. Ed è assodato da molti studi che il consumo moderato è protettivo contro lo sviluppo delle malattie coronariche e delle patologie associate allo stress ossidativo». Questo perché «il potenziale beneficio salutistico del vino è stato principalmente attribuito ai composti polifenolici, in particolare flavonoidi, presenti in abbondanza e in forma biodisponibile nel vino. Stupisce quindi che nel recente dibattito sia completamente ignorata questa parte della ricerca scientifica e sia stato enfatizzato solo l’effetto deleterio dell’etanolo, qualunque sia la sua origine e la modalità di consumo».
Fonte: Italia Oggi.
Distretti del cibo a tutto export.
Monitor di Intesa Sanpaolo sui primi nove mesi dei 2022. Crescono i mercati emergenti Distretti dei cibo a tutto export Il giro d’affari sfiora i 19 mid. Il solo vino vola a 4,9 mid. Aumentano dei 14,1% le esportazioni complessive dei distretti agro-alimentari italiani e arrivano a sfiorare i 19 mld di euro. Un dato che conferma il trend di crescita del totale delle esportazioni agro-alimentari nazionali (+16,7% nei primi nove mesi del 2022), di cui i distretti rappresentano i144% in termini di valori esportati. Sono i dati al 30/9/2022 del Monitor curato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, che ItaliaOggi ha in anteprima. Secondo Massimiliano Cattozzi, responsabile della direzione agribusiness del gruppo bancario: »I 19 mld di export attribuibili ai distretti agroalimentari su un totale di 60 mld di esportazioni complessive di questo comparto testimoniano la forte biodiversità delle produzioni italiane.
Fonte: Italia Oggi.
Per i vini d’Emilia-Romagna vitigni autoctoni resistenti.
Nascono i vitigni autoctoni resistenti dell’Emilia Romagna grazie ad un progetto di sperimentazione e ricerca del Consorzio Vitires, che associa quattro gruppi del mondo cooperativo (Cantine Riunite e Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico), insieme al Centro di ricerche Ri.Nova. Un progetto, che mette insieme il 70% delle uve prodotte nella regione e 1’11% in ambito nazionale, per il miglioramento genetico di varietà locali emiliano-romagnole resistenti ai patogeni. Sono stati studiati Sangiovese, Trebbiano romagnolo, Albana, Grechetto gentile, Ancellotta, Lambrusco Salamino, Lambrusco Grasparossa e Lambrusco di Sorbara dei quali è stato già possibile individuare le prime selezioni (genotipi) che hanno evidenziato caratteristiche di resistenza ai patogeni, in particolare oidio e peronospora, e adattabilità agli ambienti di coltivazione anche in relazione ai cambiamenti climatici in atto.
Fonte: Italia Oggi.
Nella botte vincente.
Vitivinicolo italiano a cura di Luca Ricolfi e Luca Princivalle (Fondazione David Hume) Alla nostra volumi sono importanti e raccontano la rilevanza economica del settore vitivinicolo. L’Italia produce vino da sempre, eppure per molto tempo — specie dal nostro Sud — parte del prodotto finiva in navi cisterna e trasportato in Francia. A dimostrazione che la concorrenza fa bene, il nostro mercato è molto cresciuto perché è cresciuta la cultura enologica ed enotecnica. Il nostro è un successo di formazione, passione e qualità. Capace di trascinare in alto esportazioni e fatturato, impreziosendo il paesaggio. Avremo sempre più bisogno di mani e cervelli esperti. Un modello che va oltre la vigna. Secondo gli ultimi dati Nomisma, il 2022 è stato un anno da record per l’esportazione del vino nostrano, che ha raggiunto un valore complessivo di 8 miliardi (+12% rispetto all’anno precedente)!.
Fonte: La Ragione.
La rivoluzione e quel connubio inaspettato tra vino e tecnologia.
Vino e tecnologia ancora a braccetto. Una rivoluzione dal gruppo de Gli Svitati (Franz Haas, Graziano Prà, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa), cinque aziende d’eccellenza e pioniere del tappo a vite in Italia, riunite per raccontare il loro modo di fare vino. Le supporta Fulvio Mattivi, ricercatore della Fondazione Edmund Mach, con le analisi dell’Australian Wine Research Institute.
Fonte: L’Identità.
La Calabria è in pieno «risorgimento» dei vigneti.
Snobbata per molto tempo dalla critica e non rilevata dai radar dell’enoturismo, sta risalendo la china per andare orgogliosamente a riprendersi ciò che le spetta: un posto di tutto rispetto nell’Italia del vino. La Calabria, soprattutto grazie all’impegno delle nuove generazioni, è nel pieno del suo «risorgimento» vitivinicolo. Il potenziale è enorme, i vitigni autoctoni di certo non mancano e gli uomini di buona volontà pure. I Ceraudo ne sanno qualcosa. Roberto, il capofamiglia, ha scommesso tutto sulla vite già a partire dagli anni Settanta. La tenacia lo ha portato nel 1991, quindi in tempi non sospetti quando di sostenibilità si parlava pochissimo, a ottenere la certificazione biologica per la sua azienda di Strongoli, nel Crotonese, mala soddisfazione più grande è arrivata nel momento in cui i suoi figli, Susy, Giuseppe e Caterina, in un pezzo di terra da cui è più semplice scappare, hanno deciso di rimanere per portare avanti l’impresa.
Fonte: Panorama.
La siccità record mette alla prova le colline del vino – Aumento di 2 gradi entro il 2050 Le colline del vino al test del clima.
Scompare il verde, avanzano il rosso, l’arancione e il giallo. Uno studio elaborato dal centro previsionale di Arpa Piemonte sulla vocazionalità climatica della coltura della vite nei prossimi 50-80 anni desta più di una preoccupazione. Seguendo i modelli scientifici più accreditati che indicano un aumento fino a 2 gradi centigradi entro il 2050 e un rialzo anche di 6 gradi entro la fine del secolo, le cartine tematiche regionali mostrano una forte contrazione degli spazi attualmente vocati alla produzione di uva e un relativo scostamento territoriale. L’analisi è stata presentata a Torino durante l’ultimo giorno del Salone del vino. Ma se questi sono gli scenari previsionali, più che negarli o contrastarli occorre pianificare le strategie di adattamento e resilienza al cambiamento climatico. Ecco allora la richiesta di progettare, a livello regionale, la creazione di invasi per trattenere l’acqua sempre più preziosa.
Fonte: Stampa Cuneo.
Quando le vigne “traslocano” in montagna Così la valle Varaita sperimenta il futuro.
Questa storia parte da un esperimento nel prato di casa, in val Varaita. La scelta è tra trasformarlo in un parcheggio oppure impiantare una vigna, e Mario Deltetto, responsabile dell’Accademia alberghiera di Alba e appassionato di vini, decide di mettere in pratica i pareri scientifici ascoltati ad un convegno enologico sulla robustezza del vitigno Solaris, sviluppato negli Anni ’70 all’Università di Friburgo proprio per la resistenza alle infezioni fungine. «Un vitigno selezionato per le latitudini più settentrionali, interessante perché bisognoso di pochi trattamenti, quindi a elevata sostenibilità ambientale e basso impatto in termini di emissioni. Ho impiantato le prime trecento barbatelle nel 2020 vicino alla casa-vacanze di famiglia in borgata Roccia a Sampeyre — racconta.
Fonte: Stampa Cuneo.
Novità agritech Adesso a lezione si va in Israele.
La sezione Vini e liquori di Confindustria Cuneo organizza a inizio maggio una missione in Israele. L’obiettivo è carpire i segreti di un Paese che ha sviluppato uno straordinario settore vinicolo utilizzando tecniche di coltivazione all’avanguardia, che permettono di ottimizzare le risorse, prima di tutte l’acqua, limitando gli approvvigionamenti foranei. Spiega Paola Lanzavecchia, presidente della sezione Vini e Liquori: «Da Israele provengono alcune delle tecnologie più interessanti in ambito agrifood. Il suo territorio è caratterizzato da un paesaggio semi-desertico, inadatto a una agricoltura intensiva che invece gli israeliani hanno reso possibile grazie allo sviluppo di tecnologie innovative, prima fra tutte la micro-irrigazione». Il viaggio è destinato agli imprenditori dell’ecosistema agritech e agrifood.
Fonte: Stampa Cuneo.
Vinitaly and The City: il fuorisalone a Verona.
II programma (31 marzo-3 aprile) per la 55′ edizione Vinitaly and The City: il fuorisalone a Verona Enogastronomia, spettacoli e talk in città. E in Fiera (2-5 aprile) business e 2 opere di Caravaggio e Reni. Un brindisi diffuso per tutta la città con Vinitaly and the City, il fuori salone per gli appassionati dal 31 marzo al 3 aprile In fiera Vinitly si svolgerà dal 2 al 5 aprile. Per quattro giorni il centro storico di Verona sarà popolato di appuntamenti tra contaminazioni culturali, artistiche, musicali e geografiche, per un mix di degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate, all’insegna dell’eccellenza enologica italiana. Tra Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, si concentrerà gran parte degli appuntamenti. All’ombra di Dante, protagonista anche della mostra «Disposti a salire alle stelle.
Fonte: Arena.
Gregori, prima donna direttore di una cantina sociale in Italia.
Nuovi vertici alla realtà vitivinicola di Monteforte e debutto al Vinitaly delle linee e brand White e Black Lava Gregori, prima donna direttore di una cantina sociale in Italia E la sua prima sfida: altre etichette di vini vulcanici: «Sono lgt veronesi nati del blend di 5 cru. Poi? Punto a valorizzare le persone in azienda» Paola Dalli Caul paola.dalficani@larena.it N Il «vulcano Gregori», che arriva alla Cantina di Monteforte da primo direttore donna di una cantina cooperativa in Italia, rimescola i ruoli dei dipendenti per mettere qualità e inclinazioni di ognuno al servizio dell’azienda e poi decide di imbottigliare lava: si chiamano infatti White Lava e Black Lava e sono i vini rappresentano la sfida che Paola Gregori lancerà al prossimo Vinitaly.
Fonte: Arena.
Cantine d’Italia a Roma, 9 marzo 2023.
Go Wine presenta il volume Cantine d’Italia 2023 – Guida per l’enoturista, con una serata di promozione e degustazione. L’evento è rivolto a soci Go Wine e simpatizzanti e a professionisti del settore. La Guida è in omaggio per tutti i soci Go Wine, sia per coloro che rinnovano la quota sia per coloro che si iscrivono per la prima volta. Quando: giovedi’ 9 marzo 2023. Dove: Savoy Hotel , Via Ludovisi, 15 Roma.
Fonte: Carlo Zucchetti.
Le bollicine di Cantina Valtidone in mostra al festival di Sanremo e alla Fashion Week di Milano.
Cantina Valtidone inaugura il 2023 presentandosi alle più importanti occasioni artistiche e mondane nazionali d’inizio anno. Dopo aver deciso di riprendere in questo anno le iniziative che la contraddistinguono quali il Concorso dedicato alle scuole, le visite guidate con degustazione e la Festa del Novello, Cantina Valtidone si è presentata lo scorso mese sul palcoscenico del Festival di Sanremo e alla Fashion Week di Milano. I vini portati in queste due importanti manifestazioni sono stati lo Spumante rosè extra dry Swing, il vino Spumante Metodo classico Perlage e il pregiatissimo Spumante Metodo classico pas dosé Arvange.
Fonte: PiacenzaSera,
Inaugura oggi “Osteria”, il nuovo spin off di Cantina Urbana Milano®.
La rivendita di Cantina Urbana Milano si trasforma in Osteria per completare il servizio della vicina Winery dedicata a produzione, eventi ed esperienze. Oggi 7 marzo l’inaugurazione! “L’esigenza nasce dal voler completare il servizio della Winery di Via Ascanio Sforza, che torna ad essere aperta al pubblico oltre che per degustazioni ed experiences, anche con un programma eventi con musica e stand-up comedy. Con questo spin off vogliamo offrire la parte cena che mancava e l’aggiunta dell’Osteria completa la nostra offerta in Na.Pa, con due locali separati a pochi metri di distanza e sinergici. Mi piace poi l’idea di proporre anche delle serate complementari come la visita alle lavorazioni in cantina con la nostra classica degustazione per poi proseguire con la cena in Spaventa”, dichiara Michele Rimpici, founder di Cantina Urbana Milano.
Fonte: Horecanews,
La fontana che sgorga vino: è tutto vero, esiste in questa città.
Esiste davvero e funziona no stop 24h su 24: stiamo parlando della prima fontana di vino rosso d’Italia. Siamo in Abruzzo, in provincia di Chieti. Proprio qui sul Cammino di San Tommaso i pellegrini (ma anche qualsiasi tipo di visitatore) possono rifocillarsi bevendo gratuitamente un bel bicchiere di vino abruzzese riempito direttamente dalla fontana del vino. Se siete curiosi di saperne di più, non vi resta che continuare la lettura. Sembra un miracolo, ma non lo è. Sicuramente ricorda molto il miracolo delle nozze di Cana, ma la fontana da cui sgorga vino rosso abruzzese è stata voluta e costruita dall’uomo e non è frutto di un intervento divino. Inaugurata l’8 ottobre del 2016, è la prima fontana di vino rosso d’Italia.
Fonte: Wine and Food Tour,
PwC Italia e Gruppo Meregalli: “I trend del vino: dall’identikit dei consumatori digitali all’outlook sul futuro”.
Gli utenti che discutono di vino sono per la maggior parte uomini, Millennials e sono collocati nell’area del centro-nord Italia. Le conversazioni riguardano prevalentemente il vino rosso (60%), seguite da quelle sul vino bianco (38%). Le caratteristiche maggiormente apprezzate del vino sono: la territorialità, il senso di convivialità, la sostenibilità, la qualità e gli abbinamenti ai piatti. Inoltre la maggior parte degli utenti dichiara di consumare il vino a casa (61%), mentre per quanto riguarda l’acquisto il 70% delle conversazioni menziona i canali tradizionali e il restante 30% i canali online. Infine, chi acquista dai siti dei produttori lo fa principalmente per una migliore esperienza d’acquisto e per la possibilità di accedere ai programmi di fidelizzazione.
Fonte: La Repubblica.
Maxi furto di vino nel ristorante stellato, arrestati ex miss e il compagno: nel bottino (anche) una bottiglia da 350mila euro.
In fuga da un ristorante stellato con una refurtiva altrettanto di pregio: 45 bottiglie di vino dal valore complessivo stimato di oltre 1,6 milioni di euro. I Bonnie e Clyde con la passione per il buon bere sono una ex reginetta di bellezza e il compagno, che nel 2021 hanno messo a segno il furto. Oggi un tribunale spagnolo li ha condannati a quattro anni di carcere. Il fatto è avvenuto nel 2021 in un hotel di lusso nella città spagnola di Cáceres, dove la coppia soggiornava. Dopo il furto sono fuggiti, ma nove mesi dopo sono stati arrestati al confine tra Croazia e Montenegro e sono stati ricondotti in Spagna. Il vino non è mai stato recuperato. Il tribunale ha nominato la coppia solo come Tatania e Estanislao, ma sono stati identificati dai media spagnoli come Priscila Guevara, ex Miss Earth 2016 messicana, e Constantn Dumitru.
Fonte: Corriere Adriatico.
Donne nel vino, dai vigneti una lezione di gender equality.
Secondo Coldiretti le donne impiegate che lavorano nel comparto della produzione del vino sono 14mila, IL trenta per cento del totale. La vendemmia è donna. Dal settore vitivinicolo, infatti, arriva un modello virtuoso di presenza femminile, sia per quantità che per qualità delle addette, spesso in ruoli dirigenziali. Secondo Coldiretti, le donne impiegate che lavorano nel comparto della produzione del vino sono 14mila. Il trenta per cento del totale. Spesso responsabili o titolari, in prima fila in aziende che esportano in tutto il mondo. Imprenditrici e manager affermate, come Chiara Soldati, Ceo dell’azienda piemontese La Scolca.
Fonte: AGI.
Vino, il progetto de “Gli svitati”: cinque aziende insieme per sostenere la scelta del tappo a vite.
Le imprese si sono riunite per raccontare il loro modo di “fare vino” e, soprattutto, di tapparne le bottiglie. È una piccola rivoluzione quella del neonato gruppo de “Gli Svitati”. Franz Haas, Graziano Prà, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa, cinque aziende pioniere del tappo a vite in Italia, si sono riunite per raccontare, tutti assieme, il loro modo di “fare vino” e, soprattutto, di tapparne le bottiglie, contro i pregiudizi che hanno spesso accompagnato questa tipologia di chiusura. Le basi del gruppo sono state poste già negli anni ’80, quasi quattro decenni fa, quando le cinque cantine hanno iniziato a riflettere sul possibile utilizzo di altre tipologie di chiusure. Il loro sguardo avanguardista si è inevitabilmente spostato verso le nuove frontiere del vino, che in quel momento già si stavano facendo largo negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda.
Fonte: La Repubblica.
Il mondo del vino al femminile: 1 Francesca Auricchio.
I numeri parlano chiaro: le donne rappresentano la maggioranza degli addetti e dei manager nell’ambito marketing e comunicazione (80%), commerciale (51%) e turismo (76%). Quali sono le figure femminili impegnate nei diversi rami del settore vitivinicolo? Dopo il successo della serie di interviste alle critiche di vino e parallelamente a quella dedicata alle donne produttrici, scopriamo impostazione, visione e prospettive con le dirette interessate. Francesca Auricchio ha 26 anni ed è campana. Attualmente ricopre il ruolo di Sales & Export Manager presso l’Azienda Vitivinicola Joaquin Sarl. Si è laureata in Economia & Management presso l’Università degli Studi di Salerno e ha conseguito la laurea magistrale con il massimo dei voti in Food Innovation & Management presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Fin da piccola la sua passione per il mondo della viticoltura e per il vino l’ha spinta ad approfondire le conoscenze in campo enologico, infatti a 18 anni ha intrapreso il corso di sommelier AIS ultimandolo a 19. L’internship presso la Società di investimento sul vino, la OENO FUTURE in Inghilterra, le ha permesso di ampliare le sue conoscenze nel mondo dei fine wines. Questo settore di nicchia l’ha fortemente appassionata e l’Azienda per cui lavora oggi è una delle poche sul territorio campano a inserirsi in questa nicchia a livello internazionale.
Fonte: Luciano Pignataro.
Lollobrigida, a Vinitaly parleremo di vino e sanità.
“Il vino va visto nella sua complessità. A Vinitaly 2023 parleremo di vino e sanità e di consumo consapevole. Faremo questo lavoro con Daniela Santanché ed Orazio Schillaci, ma anche con il collega Adolfo Urso, insieme alle imprese, per valorizzare il nostro marchio all’interno di quell’evento e di altri eventi”. Lo ha detto il ministro Francesco Lollobrigida, in Trentino, in merito alla fiera che si terrà a Verona tra il 2 e il 5 aprile 2023. A Vinitaly, ha aggiunto Lollobrigida, ci saranno “due opere d’arte, una del Caravaggio e una di Guido Reni, per fare vino e cultura, per raccontare che cosa c’è dietro in termini di costruzione e di storia, per far comprendere cosa significa valorizzare il nostro sistema nella sua complessità”. (ANSA).
Fonte: ANSA.
STAMPA ESTERA
Italian women cultivating a life in winemaking.
Women in Business Italian women cultivating a life in winemaking Viticulture A former male preserve in Italy is under pressure to adopt sustainable practices, In 1385, when Florence was emerging as a Renaissance centre of banking, commerce and art, Giovanni di Piero Antinori was admitted to the city’s winemaking guild — laying the foundation of what is, today, one of Italy’s oldest and biggest family-owned wine businesses. For 25 generations, the Antinori winemaking operations passed from fatherto-son in the family’s stronghold of Tuscany — terrain of the Sangiovese grape that produces Chianti Classico, one of Italy’s best-known wines. But, these days, the family business, Marchesi Antinori — which has more than 3,000 hectares of vineyards on 26 estates in Italy and overseas — is run not by a male dynastic scion, but by the three Antinori sisters, led by the eldest, Albiera, the company’s president. She is among a growing contingent of women in leadership roles in Italy’s f 13bn wine industry. “My father did not have a son — that made things much easier,” says Antinori, who started working in the winery just out of school in 1986. “Coming from avery traditional family with a long history, it could have been an issue to think about a girl or woman working in, and possibly in the future even leading, the company. But life is such.” Traditionally, Italian winemaking, like most Italian agriculture, had been a male preserve. In the 1990s, though, women began making inroads, as young men from rural landowning families chose to pursue careers in cities. “The countryside was not on the priority list of first male children, who were going to work in finance or other situations,” says Antinori. “The countryside was given to daughters [who] showed interest. Nobody else wanted to look after it.” Now, Le Donne del Vino, or Women of Wine — founded in 1988 for the handful of women then in the wine business — has more than 1,000 members. They range from the inheritors of established family estates to critics and sommeliers, and entrepreneurs who founded their own wineries. Women’s growing influence comes as the industry confronts the impact of climate change, demands for more sustainable practices, and concerns over the next generation’s willingness to take charge of family-owned wineries. “It’s a poetic business, but it’s tough,” Antinori says. Yet she sees women bringing a greater sense “of stewardship” to the wine world. Marchesi Antinori currently produces more than 20mn bottles of wine a year, under 100 or so labels.
Fonte: Financial Times.
El `alma’ de la Place de Bordeaux.
Alma 2020 se venderá íntegramente a través de este sistema único. Es un tinto fresco, con una expresión frutal nítida y delicada, sutiles acen tos minerales, gran equilibrio y deli cioso paso por boca, pero lo que dE verdad convenció a los doce néga ciants que tendrán la responsabili dad de dar a conocer Alma 2020 er el resto del mundo, más allá de la montañas de San Vicente de la Son sierra, es la pasión con la que Benja mín Romeo habla de él. Yes que Al ma 2020, que sale hoy ala venta, Ile va el nombre de su hija, una niña quE cumplirá este mes de junio siet( años y que tiene la misma sonrisay e mismo brillo en los ojos que su pa dre, un viticultor de raza, que defien de el valor de lo auténtico. Por eso, y teniendo en cuenta quE la Place de Bordeaux es quizá el sis tema de comercialización más espe sial del mundo, este vino de Bodegas Contador, de la DOCa. Rioja, debía estar en él. Con orígenes que se remontan a ocho siglos atrás -fue creado por ingleses y holandeses en el siglo XVII-, La Place de Bordeaux concentra un mercado en el que se desenvuelven más de trescientos négociants y compradores o coleccionistas de 170 países, que hasta hace no mucho estaba restringido sólo a los mejores vinos de Burdeos. Pero la globalización es un hecho también en el mundo del vino y este método que es capaz de introducir en e mercado global las referencias mi exclusivas -su fuerza es capaz de al canzar más de 1.500 importadores en pocas horas- se abrió en el año 1998 a otras zonas productoras y hoy en él encontramos bodegas de Italia Portugal, Australia o Sudáfrica -e primer vino extranjero comerciali zado de esta forma fue Almaviva dE la añada 1996, elaborado en la bode ga propiedad del Barón Philippe dE Rothschild y Concha y Toro, en Chi le-. Pero aún son muy pocos los es pañoles que se comercializan a tra vés de él y es que son los négociant los que eligen qué y cómo quierer vender y no al revés. Uno de ellos y tras muchas pre sentaciones alas que ha acudido per sonalmente Romeo será Alma 2020 que se elabora con uva de las varie dales tempranillo (92%) y garnacha tinta (8%), aunque este bodeguero ya avisa que estos porcentajes cam biarán cada añada, dependiendo de clima y de la acidez de la uva. “Es ur vino diferente, que elaboro con liber tad, me motivay con él que me siento identificado”, reconoce Romeo, quE decidió elaborarlo cuando nació st hija y que ha tardado siete años er encontrar el ensamblaje que mejor expresara el carácter de una niña alegre y extrovertida Así, en La Place de Bordeaux se venderán las 10.000 botellas que se han producido de Alma 2020 dándole a este vino único, que tiene un precio de 120 euros, un halo de exclusividad “Quiero expresar con él el alma de San Vicente de la Sonsierra, interpretando lo que ofrecen las parcelas de distintas zonas, con diferentes altitudes, suelos, microclimas y orientaciones, buscando el equilibrio, acorde a las condiciones de cada año climático”, explica Romeo.
Fonte: Expansión.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 7 marzo 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
«Donne e vino: un mondo unito».
Tutti gli eventi organizzati dalla delegazione pugliese nel corso delle Giomate» al via da domani. Incrementare la cultura enologica e la valorizzazione femminile nel settore • Si sono aperte le Giornate delle Donne del Vino, organizzate in occasione dell’8 marzo, per trasmettere un messaggio comune di unione, dialogo e apertura a un network internazionale di donne per incrementare la cultura del vino e la valorizzazione femminile nel settore vitivinicolo. Decine di eventi, convegni, dibattiti in tutta Italia così come in Puglia dove imprenditrici, sommelier, enologhe e ovviamente Ovine lovers celebreranno questa ricorrenza, decise a rendere omaggio alla cultura e ai luoghi del vino.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Il Magliocco, leggenda guerriera della Calabria.
Converrà anche attraverso il vino che ne costituisce parte cospicua dell’identità di cultura e coltura – argomento ignoto sia alla baronessa Von der Leyen che ai suoi emuli irlandesi – restituire piena nobiltà alle nobilissime terre calabresi. È il Ciró – a due passi da quel mare crotonese che vive ingiusta damnatio di polemica – in questi anni ad aver narrato la Calabria in vigna. Ma c’è molto di più in questa penisola sospesa tra il mito dei bronzi di Riace, le ricordanze di ataviche colonizzazioni, immersa in un’esplosione delle forze del Creato. Si va perciò nel cosentino dove albergano antichi vitigni come i Nerelli o come il Magliocco cosi opimo da ritenersi necessario doverlo tagliare con altri per mitigarne l’ardore. Il Magliocco e invece una sorta di Murgese al galoppo.
Fonte: La Verita’.
In vino veritas.
Rosso Pignolo in barrique etereo e pieno Risalgono a metà del secolo scorso i primi passi della famiglia Cozzarolo nella produzione vitivinicola, con l’acquisto di un piccolo terreno, dove coltivare le proprie vigne. Dai soli due ettari iniziali, il parco vitato ne conta oggi 60, distribuiti nel distretto di Cividale, a soli 130 metri di quota. Un terreno di consolidata vocazione vitivinicola, ricco di marne e arenarie, dove trovano dimora i classici autoctoni della zona, dal Sauvignon alla Ribolla Gialla, dal Refosco dal Peduncolo. Un Frascati che profuma di ginestra Marino è per definizione la patria del vino del Lazio e il Frascati il vino per antonomasia, un prodotto che si promuove da solo. Ma per Vinea Domini la produzione vinicola è passione e ambizione per un territorio da vivere con entusiasmo.
Fonte: Messaggero.
Debutta il rosso Peratara Valpolicella Superiore Doc 2019.
Un rosso elegante e strutturato che interpreta l’essenza del terroir nel bicchiere. È il Peratara, il nuovo Valpolicella Superiore Doc 2019 de La Collina dei Ciliegi, l’azienda della Valpantena (zona Doc Valpolicella), che debutta sul mercato ed è prodotto in poco più di 9mila bottiglie.
Fonte: Tempo.
Donna Adriana Castel de Paolis secondo miglior bianco del Paese.
Un vino laziale al secondo posto assoluto tra i bianchi italiani. È il Donna Adriana 2020 dell’Azienda Castel de Paolis di Grottaferrata secondo la classifica stilata dalla rivista Gentleman di Milano Finanza. Il Donna Adriana lo scorso anno si era classificato al 7° posto, primo vino bianco del centro-sud.
Fonte: Tempo.
Torna Cantine in città: la degustazione diventa un viaggio in Italia.
Saranno 31 le aziende produttrici che sabato prossimo alle Artificierie Almagià presenteranno i loro prodotti. Tanti vini da scoprire e degustare in un ambiente conviviale e all’insegna dell’attenzione per la qualità. Dopo gli anni di forzata rinuncia per la pandemia tornano le “Cantine in città”, che si fanno sempre più numerose. Per la precisione saranno 31 le aziende produttrici che sabato prossimo, alle Artificierie Almagià, presenteranno i loro prodotti alla quinta edizione della mostra mercato dedicata a rossi, bianchi, rosè provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è nata da un gruppo di appassionati enologi e quest’anno si presenta in una veste rinnovata. Lo staff di appassionati, che ha organizzato le precedenti edizioni, riparte sotto la guida dell’imprenditore Andrea Rondinelli dell’Osteria Dalla Zabariona – da sempre molto attento alla realtà enologica e gastronomica del territorio – e con la collaborazione di Matteo Bergamaschi del Teodora Caffè.
Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.
Raccontare il vino come tradizione e rapporto viscerale con la terra.
Non una semplice bevanda ma un simbolo Viaggio come patto «Narrazioni come mezzo per trasmettere le vite dei nostri padri e delle nostre madri». Ebbene sarà necessario ri pensare il mondo della viticoltura italiana come un assieme molto più omogeneo di quello che si è considerato finora. Molte più eccellenze, insomma, guidate da una serie di tipologie consolidate che hanno “lanciato” il movimento, che poi, soltanto ora, quando la maturità tecnica, unita alla spinta che una nuova generazione di vignaioli sta fornendo, evidenzia un panorama diversificato e di qualità media notevolissima. Ma altrettanto diversificati sono gli scenari che si vengono a disegnare per il futuro… essendo cosa evidente, e da verun negata accidenti… accidenti? SI, accidenti! Accidenti accidenti e accidenti! Ci mancava solo il Manzoni a ” inciampare tra i miei pensieri” e farmi perdere ispirazione, senso del ritmo e concentrazione. Maledizione!.
Fonte: Nuova Ferrara.
A Vinitaly con l’Ersa 90 aziende Si punterà ancora sulla Ribolla.
Spazi tutti esauriti nello stand collettivo: tornano anche enoteca e masterclass Quest’anno pure gli espositori privati potranno accedere ai contributi regionali UDINE Il vigneto Friuli protagonista anche quest’anno al Vinitaly, la più importante rassegna di settore, che si svolgerà dal 2 al 5 aprile. Lo stand dell’Ersa, nello spazio del padiglione 5 del quartiere fieristico veronese, ospiterà 90 aziende e ha fatto il tutto esaurito. Ma saranno almeno altre 30 le aziende del settore che avranno un loro stand privato. Quindi la delegazione friul-giuliana, alla fine, potrà contare su oltre 120 vignaioli, il meglio che il territorio possa esprimere. Torneranno anche, dopo le limitazioni per il Covid che erano in vigore nel 2022, l’enoteca, dove si potrà gustare un’ampia selezione di bianchi e rossi delle varie Doc regionali e le masterclass, con lezioni specifiche dedicate alle diverse tematiche di attualità. Il filo conduttore del Vinitaly 2023 per il Friuli Venezia Giulia sarà ancora la Ribolla gialla, come conferma l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier.
Fonte: Messaggero Veneto.
Nella superclassifica dei bianchi migliori 20 etichette friulane: al top Scubla e Livon.
II mensile Gentleman incrociai giudizi delle G guide maggiori E tra i 100 rossi più buoni si mette in luce solo un autoctono C’è lustro per il Pignolo Arbis Ros 2017 di Borgo San Daniele, azienda di Cormons. Fa la parte del leone il Friuli dell’eccellenza vitivinicola nella superclassifica di Gentleman, il mensile del quotidiano economico Milano Finanza. Una classifica autorevole e prestigiosa, ottenuta incrociando i voti delle sei più importanti guide del settore, vale a dire Gambero Rosso, Veronelli, Bibenda, Vitae, Cernilli e Maroni. Una graduatoria che, nella top 50 dei migliori bianchi per il 2023, vede un dominio regionale, con addirittura 20 etichette presenti, più di qualsiasi altro territorio. Vanno meno bene le cose per quanto riguarda i vini rossi, visto che nella top 100 c’è solamente un rappresentante, un autoctono nobile come il Pignolo.
Fonte: Messaggero Veneto.
Consorzio vini, trasferta negli Usa «Stiamo aprendo nuovi canali».
Ventidue produttori all’edizione 2023 dello Slow Wine Tour prima tappa a San Francisco, il 14 marzo si chiude a New York Consorzio vini, trasferta negli Usa «Stiamo aprendo nuovi canali». Il Consorzio tutela vini 01trepo Pavese vola negli Stati Uniti per l’edizione 2023 dello Slow Wine Tour, organizzato da Slow Food Editore. Il tour americano è partito ieri da San Francisco (City View at Metreon), poi proseguirà a Seattle (oggi al Block 41), Dallas (9 marzo, EatalyDallas), Miami (13 marzo, Rubell Museum), New York (14 marzo, Eataly NCY Downtown). Il Consorzio 01trepo porta in degustazione le etichette di 22 aziende locali: Berté e Cordini, Bruno Verdi, Cà Di Frara, Cà Montebello, Calatroni, Cantine Montagna, Castello di Cigognola, Castello di Luzzano, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Defilippi, Frecciarossa, Giorgi, La Travaglina, La Versa, Losito e Guarini, Manuelina, Quaquarini, Tenuta Mazzolino, Terre d’Oltrepo, Torti Eleganza del Vino, Vanzini.
Fonte: Provincia – Pavese.
Wine trekking da sogno «Un vero tesoro turistico» – A piedi in vgna «Un tesoro turistico».
In 29 hanno partecipato, a Chiuro, al corso di aggiornamento per accompagnatori di media montagna e guide alpine Teoria e pratica alla scoperta di un angolo ancora poco conosciuto. A piedi in vigna: «Un tesoro turistico» Wine trekking. In 29 presenti al corso di aggiornamento per accompagnatori di media montagna e guide alpine Teoria e pratica alla scoperta di un angolo ancora poco conosciuto: «Un’offerta incredibile, non c’è solo l’Alta Valle» I Pietro Baruta: «Siamo seduti su una miniera d’oro e non ne abbiamo colto le potenzialità». «Le Olimpiadi sono dietro l’angolo e questo è ilmomento giusto per cominciare a fare qualcosa. Non solo grandi infrastrutture per convogliare turisti in Alta Valtellina, ma anche un’offerta che li attragga nella Media Valle, che ha tanto da offrire e che non lo sa ancora fare come potrebbe. Basta guardare Airbnb, uno dei maggiori portali promozionali dei BeB e, sotto il campo vigneto, si noterà che la nostra valle è completamente assente.
Fonte: Provincia Sondrio.
“Luoghi del vino” nella contrada Il cantiere sta entrando nel vivo.
Castione Il progetto da 2 milioni fiore all’occhiello della giunta Franchetti ha faticato a partire Lavori in corso nel centro di Castione, dove sono ufficialmente iniziati i lavori destinati a trasformare la contrada Böcc in una vera e propria cittadella del vino. La scorsa settimana è stato terminato il basamento per posizionare la gru e da ieri sono al lavoro gli operai della CM Valtellina sas, impresa di Caiolo, che si è aggiudicato l’appalto indetto dal Comune per 1.527.108,04 euro, al netto dell’Iva, su un totale complessivo dell’intervento di rigenerazione urbana su questo antico nucleo di case rurali, che supera i due milioni di euro, per 1190% finanziati con fondi statali. «Si inizia un’opera che abbiamo a lungo caldeggiato – spiega il sindaco Massimiliano Franchetti -. Sto parlando del progetto “Luoghi del vino di Valtellina”, di cui questa amministrazione va orgogliosa». Stando a quanto riferisce il primo cittadino, «si comincerà dal tetto delle case, che sarà rimosso».
Fonte: Provincia Sondrio.
Caluso, vigneto Erbaluce in un terreno comunale Accordo Lions-produttori.
la trovato uno sbocco positivo il progetto di impiantare un vigneto di Erbaluce in un terreno di proprietà comunale in regione Castellazzo, dove si trovano i ruderi di un’antica cassaforte risalente al tredicesimo secolo, teatro di battaglie tra Guelfi e Ghibellini. Dopo un tentativo andato a vuoto con l’istituto agrario Carlo Ubertini, due avvisi pubblici per la presentazione di manifestazioni d’interesse, un bando assegnato ad un viticoltore calusiese, che poi ha rinunciato, sarà la Cooperativa produttori Erbaluce ad occuparsi delle gestione del vigneto, dopo una sinergia stretta coni club Lions del Canavese, nell’ambito di un più vasto progetto di sostenibilità ambientale. Si prevede un investimento intorno ai 20 mila euro, divisi tra cooperativa, Lions club ed alcuni sponsor privati. L’idea è venuta a Michele Perino, presidente Lions di zona e molto legato alla città del vino, in cui risiede. Suo il progetto che si è aggiudicato il bando.
Fonte: Sentinella del Canavese.
Agricoltura Riconversione vigneti – Riconversione vigneti, Regione finanzia tutte le istanze.
Sono state ammesse a contributo tutte le domande della misura collegata al bando dell’Ocm vino 2022-2023 Riconversione vigneti, Regione finanzia tutte le istanze Trovati altri 356 mila euro, che si aggiungono ai 13 milioni inizialmente stanziati, per ammodernare le coltivazioni Sostegno a diversi tipi di intervento, dall’estirpazione e reimpianto alla meccanizzazione. Sono stati rimpinguati i fondi per la campagna 2022/2023 dell’Ocm Vino relativamente alla misum della riconversione dei vigneti, ed è stato finalmente possibile finanziare tutte le domande che erano state ritenute ammissibili, ma non erano rientrate tra quelle finanziate per l’esaurimento fondi. Si tratta di altre 20 richieste, per le quali saranno stanziati ulteriori 356 mila euro i cui fondi sono stati trovati grazie ad economie ottenute da altre misure del Pns vino.
Fonte: Quotidiano di Sicilia.
Rosignano. Lavoro in classe: le donne del vino all’Alberghiero – Le donne del vino fanno lezione agli studenti dell’alberghiero.
Le donne del vino fanno lezione agli studenti dell’alberghiero Obiettivo: farlo diventare materia di studio ) di Dh ina Vitale Rosignano Tutti a lezione di vino con le Donne del Vino. Si sono infatti da poco conclusi, presso l’Istituto Alberghiero Mattei di Rosignano Solvay, gli incontri previsti per il progetto di formazione sul vino dal titolo D-VINO, dedicato agli studenti degli istituti alberghieri e turistici promosso dall’Associazione Donne del Vino” a livello nazionale, affinché il progetto diventi materia di studio nelle scuole. Nei prossimi mesi sarà coinvolto anche l’Istituto Agrario Cattaneo di Cecina con indirizzo turistico. Sei incontri dedicati con un approccio pragmatico, una didattica basata sulla professionalità di produttrici, imprenditrici, ristoratrici, enotecarie, giornaliste, sommelier, esperte di marketing. Attraverso le varie esperienze gli obiettivi sono far conoscere ai ragazzi le molteplici opportunità di lavoro che offre il mondo del nettare degli dei; conoscere i nostri territori affinché i futuri responsabili di sala e manager del turismo promuovano il turismo enogastronomico.
Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.
Tenuta Sant’Antonio cresce Fatturato a 14 milioni di euro.
L’azienda di Colognola ai Colli, dopo il +23% di vendite del 2021, consolida i risultati Tenuta Sant’Antonio cresce Fatturato a 14 milioni di euro Armando Castagnedi: «Valorizzati i nostri migliori cru e il territorio» 11 gruppo riunisce i brand Tenuta Sant’Antonio, Scaia e Télos: per quest’ultimo prima vendemmia bio Laura 7,anoni laura.zanoni@larena.it N Famiglia Castagnedi chiude il bilancio 2022 con un consolidamento della crescita, un fatturato di quasi 14 milioni di euro, con un +2% a livello di gruppo: l’azienda di Colognola ai Colli riunisce i brand Tenuta Sant’Antonio, Télos e Scaia. Se l’esercizio 2021 aveva registrato un incremento del 23% sulle vendite dell’anno precedente, grazie alla fase di forte ripresa generalizzata del post-pandemia, l’ultimo anno ha segnato un aumento pari al10 per cento. L’espansione è stata accompagnata da una presenza internazionale solida: distribuzione in oltre 45 Paesi del mondo, con vendite pari al 70% del fatturato totale, trainate da Giappone (+32%), Belgio (+26%), Svezia (+11%), Svizzera (+8%) e Brasile (+7%). Nei mercati internazionali, risultati di rilievo sono stati ottenuti soprattutto negli sbocchi più maturi.
Fonte: Arena,
Pasqua in Cantina.
Durante le giornate del Palio del Recioto e dell’Amarone 2023 la nostra cantina sarà aperta tutto il giorno con visite guidate e degustazioni dei nostri vini. Il giorno di Pasqua, il 9 Aprile, alle 10.30 e alle 14.30 ci sarà l’“Amarone Experience”: sono proprio dei percorsi degustazione dove mentre si visita la cantina si degustanno i vini: Valpolicella, 100% Corvina, Per prenotare è sufficiente mandare a info@vogadorivini.it i una volta raggiunto il numero
chiuderemo le iscrizioni. Nella mail occorre indicare un nome di riferimento, il numero di partecipanti ed un numero di cellulare dove è possibile contattarvi in caso di necessità. A fine visita-degustazione, quando si arriva in sala degustazione, è possibile acquistare le bottiglie degustate.
Per chi vuole fermarsi per il weekend abbiamo anche delle camere proprio in Cantina! In centro paese ci svolgerà il Palio del Recioto e dell’Amarone!
Fonte: Movimento Turismo del Vino,
VVN Prima edizione – Vini e Vigne del Val di Noto, successo di visitatori.
La forza di una coesa squadra di produttori e la loro determinazione per il rilancio del territorio è stato uno dei punti di forza della prima edizione di VVN – Vini e Vigne del Val di Noto, che – dopo l’edizione zero dell’anno scorso – va in archivio con un numero più che raddoppiato di visitatori e una grande risposta sia da parte del pubblico dei winelovers che da parte degli operatori del settore. «Il grande successo di pubblico è la principale ragione per cui ci sentiamo di chiudere con soddisfazione questo evento – commenta il direttore della Strada del Vino Valdinoto Frankie Terranova -, ma siamo altrettanto felici di confermare il rafforzamento della collaborazione tra la Strada del Vino Valdinoto e il Consorzio di Tutela Valdinoto nel far crescere il valore di questo sistema territoriale.
Fonte: Winery Tasting Sicily,
Perché il fondo delle bottiglie di vino è concavo: il vero motivo che non conoscevi.
Chi ama il vino avrà notato che viene conservato in bottiglie dal fondo concavo. Sapete il motivo di quest’insolita forma? Spunta finalmente la verità. Il vino, è tra le bevande più antiche al mondo. Risale alla preistoria, direttamente dalla lingua latina vīnum. Addirittura negli scavi di Pompei, ultimamente, sono stati ritrovati contenitori di vetro che ne testimoniano la conservazione e quindi il consumo. Per essere più precisi, le prime tracce di vino – ovvero di tralci di vite – risalgono addirittura all’età della pietra, precisamente al periodo Neolitico e Paleolitico.
Fonte: Wine and Food Tour.
Vino e ortofrutta, le donne fanno squadra.
In Sicilia lo scorso weekend si è svolto il primo appuntamento dedicato alle Giornate delle Donne del Vino, associazione presieduta da Daniela Mastroberardino e che conta a oggi 1018 socie. La manifestazione, giunta all’ottava edizione, è iniziata a Menfi, Città del Vino Italia 2023, e si svolgerà fino al 12 marzo in molte città italiane. Presenti alla prima giornata anche le Donne dell’Ortofrutta con Elisa De Luca e Sara Grasso, export manager di Oranfrizer Gruppo Unifrutti, a rappresentare che quando si parla di Terra e Vita le donne ci sono e fanno squadra. “E’ stata una piacevole esperienza, molto stimolante, entrare in contatto con un’altra Associazione di Donne, più grande e con una storica più lunga rispetto alla nostra, dell’Ortofrutta, nata nel 2017 ha dichiarato Sara Grasso.
Fonte: Italiafruit News.
«Donne, vino: un mondo unito» decine di eventi per le Giornate delle Donne del Vino.
Le Giornate delle Donne del Vino, dal 1° al12 marzo 2023, un tassello del network internazionale di cui l’associazione italiana è capofila. «Stiamo lavorando per creare una solida alleanza capace di accrescere le opportunità e l’internazionalizzazione usando lo sharing, la condivisione di esperienze, contatti, formazione e comunicazione». «Donne, vino: un mondo unito». È con questo tema che si aprono le Giornate delle Donne del Vino, organizzate in occasione dell’8 Marzo, per trasmettere un messaggio comune di unione, dialogo e apertura a un network internazionale di donne per incrementare la cultura del vino e la valorizzazione femminile nel settore vitivinicolo.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Perché il vino bianco fa venire mal di testa? Ecco cosa dicono gli esperti.
Amate il vino bianco ma non riuscite a berlo perché vi provoca mal di testa? Bene, sappiate che non siete soli. Stando a quanto sostengono gli esperti, questa problematica è piuttosto diffusa, specialmente tra coloro che soffrono spesso di emicrania. Vediamo perché il nettare di Bacco per alcuni è amato e odiato e cosa si può fare per aggirare l’ostacolo. Un bicchiere di vino bianco, specialmente quando le temperature salgono, fa gola a tutti. Innanzitutto, a differenza di quello rosso, si può gustare fresco, poi si accompagna bene ad ogni tipo di pietanza: dall’antipasto al dolce. Eppure, tante persone sono costrette a rinunciarvi perché, dopo qualche sorso, iniziano ad avvertire un forte mal di testa.
Fonte: Trend Online.
La moda del vino, il vino di moda.
È un prodotto che va di moda il vino. Come tale ha le sue molteplici voci che indicano direzioni e misurano il polso del mercato. Tra moltissimi produttori di vino, tipologie, target, dimensioni produttive, le varianti per scegliere una bottiglia si sono moltiplicate all’ennesima potenza: vino Rosso? Vino Bianco? Bollicina? Giovane e beverino? Evoluto e complesso? Italiano, francese, spagnolo, australiano? C’è l’imbarazzo della scelta anche per un cambiamento climatico che ha reso la vite coltivabile in zone fino a qualche anno fa impensabili, come il sud della Gran Bretagna o il Nord Europa.
Fonte: Blog – Eco della Stampa.
Degustazione sold out in Comune per le eccellenze albizzatesi del vino.
L’Assessore alla Cultura, Federico Maggio, ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia come parte integrante della cultura italiana e ha ringraziato i tre protagonisti della serata per la loro competenza. Il proprietario della cantina pugliese Rosa del Golfo, il direttore di cantina Quadra in Franciacorta, un produttore di vino IGT Ronchi Varesini. Tutti e tre hanno in comune il fatto di vivere o operare ad Albizzate. Per questo lo scorso venerdì si trovavano sul palco della sala Piotti del municipio. Il Venerdì diVino, un evento di degustazione organizzato dall’associazione Le Vecchie Glorie con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Albizzate, si è svolto in una gremita Sala Piotti. Durante la serata, i presenti hanno potuto assaggiare sei vini provenienti da tre diverse cantine legate ad Albizzate.
Fonte: MalpensaNews.
Trent’anni di DOCG, l’Irpinia si rilancia da New York.
A trent’anni dalla prima DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) per i suoi vini, l’Irpinia rilancia la carta dell’internazionalizzazione al di fuori dell’Europa partendo dalla città di New York. Con una serie di eventi organizzati dal Consorzio di Tutela Vini d’Irpinia la provincia campana esce dalla sua nicchia per riproporsi in modo aggressivo sul mercato americano partendo dalla promozione di un territorio ancora poco conosciuto.
La campagna di promozione del brand Irpinia è iniziata con una masterclass al ristorante Il Gattopardo sui vini irpini tenuta dalla wine educator Susannah Gold sui tre principali vitigni autoctoni, Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e Irpinia Aglianico.
Fonte: ANSA.
Business di 8 mln per bevande alternative a superalcolici.
E’ stimato in circa 8 milioni di euro il mercato italiano delle bevande “low/no” alternative ai superalcolici nel 2021 (lo 0,1% del totale della categoria), a fronte, ad esempio, dei 78 milioni di euro del mercato francese. Cifre ancora più ridotte per i vini aromatizzati, rappresentati principalmente dalle alternative al Vermouth, con vendite stimate in meno di un milione di euro. Se la cava un po’ meglio il vino (parzialmente) dealcolizzato, con un mercato nazionale stimato di circa 30 milioni di euro, nettamente in rincorsa rispetto a Francia (166 milioni) e Germania (69 milioni).
Fonte: ANSA.
Come si faceva il vino nell’antica Roma.
Dalla catalogazione dei vitigni ai consigli per la cura della vite, fino alle indicazioni per favorire la fermentazione e preservare la conservazione: nella “Naturalis Historia” c’è tutto quello che un produttore di vino del primo secolo dopo Cristo doveva sapere. Il vino si fa in vigna. No, il vino si fa in cantina. Il dibattito che appassiona professionisti del settore e amanti del vino un tempo non aveva ragion d’essere. Perché il vino si faceva (e forse si fa) prima in vigna e poi in cantina. Un ordine filologico che salta immediatamente all’occhio se si scorre l’opera di Plinio il Vecchio, il naturalista latino che all’enologia ha dedicato pagine e pagine della sua opera, la “Naturalis Historia”. Leggendo queste pagine appare evidente che per i Romani del primo secolo dopo Cristo il lavoro dell’uomo per portare il nettare di Bacco nei bicchieri iniziava dalla terra e proseguiva fino a quando l’invecchiamento non fosse concluso. E già allora si parlava di vitigni e di varietà, si selezionavano uve e si sceglievano tecniche di vinificazione di volta in volta più adeguate, anche se non necessariamente in linea con i gusti di oggi.
Fonte: Linkiesta.
STAMPA ESTERA
Los espumosos de Corpinnat crecen un 12% pese a la sequía.
El sello de vinos espumosos Corpinnat ha logrado consolidar su actividad después de unos inicios dificiles marcados por el veto de los países nórdicos a las once bodegas que lo integran, ya que estos mercados no aceptaban adquirir productos ajenos a denominaciones de origen. Las once bodegas citadas -Gramona, Llopart, Nadal, Recaredo, Sabaté i Coca, Torelló, Huguet-Can Feixes, Júlia Bernet, Mas Candí, Can Descregut y Pardas- crearon la nueva marca tras abandonar la DO Cava en 2018 con la idea de apostar por unos mayores estándares de calidad Sin embargo, la decisión les hizo vivir una auténtica “travesía del desierto”, según explicó ayer su presidente, Ton Mata En 2022, las enseñas de Corpinnat crecieron un 12% en facturación conjunta, con 25,89 millones, y comercializaron 2,43 millones de botellas, un 5,7% más. El ejercicio, no obstante, estuvo marcado por los problemas de suministro derivados de la guerra de Ucrania por una pertinaz sequía que ya dura 30 meses. Este hecho se tradujo en la contratación de un 75% más de viticultores externos que suministran uva a las firmas de Corpinnat, de 77 en 2021 a 126, ya que la producción de las viñas propias sufrió “una significativa disminución” por la falta de lluvias. En paralelo, Corpinnat ha retomado las negociaciones con el grupo de bodegas Clàssic Penedès para crear una DO específica de espumosos.
Fonte: Expansión.
Ingrédients et calories bientôt étiquetés sur les bouteilles de vin.
La transparence n’est pas dénuée du risque de voir des consommateurs se détourner du vin. Les différents additifs alimentaires sont plutôt mal perçus. A compter du 8 décembre 2023, il sera obligatoire de préciser la liste de tous les ingrédients contenus dans les bouteilles de vin ainsi que leur valeur calorique. Une nouvelle réglementation europeenne a été établie dans ce sens. Mais que peut bien contenir une bouteille de vin 7 Rares sont les consommateurs qui ont une idée des ingrédients, au-delà du raisin, nécessaires à son élaboration. Cela peut aller du sucre aux additifs en passant par les conservateurs. La Commission européenne a décidé de jouera transparence et de réglementer l’étiquetage des bouteilles, comme elle l’a fait de longue date pour les aliments. Elle répond ainsi aux associations de consommateurs, qui dénonçaient un traitement exceptionnel du vin qui n’a pas lieu d’Ave à leurs yeux. Bruxelles évitent passage que ne se multiplient les initiatives nationales en matière d’étiquetage Une perspective qui inquiétait au plus haut point les filières françaises etftalennac a le risqueéraltqu’on se renvu ve avec 27 réglementations différentes dans un marché unique. Mfeuxvºiait réussir h mettre sur pied un texte commun acceptable par tous ».expliqueBernard Farges, président du Comité national des interprofessions des vins à appellation d’origine et à indication géographique (CNIV). Ce qui na pas été une mince affaire vu «la complexité du monde du vin, sans parler des vins eux-mêmes », commente Bernard Farges, a IljCtllatt que cette rt’giemenrºtion soir financièrement supportºbleerquWle neperturbe pas complètement la présentation de la bouteille. Modalités opératoires Après de nombreux Ec hanges enure les fédérations professionnelles et la Commission européenne, ladédsion a été prise de rédiger une nouvelle réglementation en la matière et de l’appliquer à compter du S décembre 2OZi. A partir de cette date, tous les vignerons, négociants, entreprises privées ou coopératives en Europe devront spécifier sur les bouteilles et les cubis la composition de leur vin, les valeurs nutritionnelles et caloriques. Le principe est acquis mais les modalités opératoires ne sont pas encore connues. Elles feront l’objet d’un acte délégué (l’équivalent d’un arrêté en droit français) de la Commission européenne d’ici quelques semaines. Dores et déjà cependant, les professionnels du vin saventque cetétiquetage pourra être dématérialisé et prendre la forme d’un OR code, a C’est un moind-e mal H, estime Bernard Farges.
Fonte: Echos.
Barcelona se suma a Nueva York y París para reivindicar la viña urbana.
La finca de L’Olivera se integra en la red internacional de ciudades con viñedos Jardines, pequeñas fincas y las vides en una azotea de Brooklyn reivindican la agricultura urbana. Cepas que crecen en 42 jardineras ubicadas en la azotea de un edificio de Brooklyn con vistas a Manhattan. Este es el experimento de un joven emprendedor, Devin Shomaker, que quiere demostrar que la viticultura es posible en la capital de los rascacielos. Nueva York, París, Aviñón, Lyon, Turín, Milán, Venecia, Siena, Palermo y Catania, a las que se acaban de sumarTesalónicayBarcelona, forman parte de la Asociación de Viñedos Urbanos (UVA, en sus siglas en inglés) para promover y dar a conocer plantaciones de vid en ciudades. Can Calopa de Dalt, la iniciativa de la cooperativa L’Olivera en el parque natural de Collserola, es el socio barcelonés de esta red internacional que también pretende potenciar el enoturismo. La capacidad productiva de estos enclaves es lo de menos. Lo importante es el valor simbólico de la supervivencia y el renacimiento de vides que conforman sugerentes oasis a tiro de piedra del cemento. Son pequeñas fincas, jardines e incluso un terrado, en el caso de Brooklyn, abiertos a la ciudadaníapara profundizar en la cultura y la historia del vino a través de catas, charlas y rutas. “En todos los casos, las añadas son muy limitadas. En Nueva York solo salen 150 botellas al ano, pero es una iniciativa que nos interesa incorporar por su valor pedagógico y de sostenibilidad”, comenta Luca Balbiano, presidente de la UVA y uno de los gestores de los viñedos de Vigna della Regina, en Turín, de propiedad pública. Al finalizar la Segunda Guerra Mundial, este complejo palaciego que data de principios del siglo XVII se sumió en el abandono y no fue hasta comienzos del 2000 que se replantó con la variedad de la uva tinta freisa, según cuenta Balbiano. Vigna della Regina y Can Calopa de Dalt son los destinos de la UVA con más producción, unas 4.000 botellas, el primero, y 5.000, el segundo, en su última cosecha. El viñedo barcelonés reducirá en los próximos anos esta cifra, pues se han arrancado las cepas foráneas de agiorgítiko y aglianico para apostar por variedades autóctonas y también las de garnacha por su escaso rendimiento. Ahora, la oferta de Collserola se centra en dos tintos ecológicos, el Vinyes de Barcelona, con garnacha y syrah; y el Negre Natural, con sangiovese. Uno de los puntos fuertes del proyecto catalán es su vocación de facilitar el acceso a un puesto de trabajo a ciudadanos con discapacidad intelectual y a jóvenes migrantes. En estos momentos, Can Calopa de Dalt ocupa a 18 personas, entre las que se encargan del cuidado de las viñas y los olivos, y las que están al frente del espacio de degustación devinosy de restauración.
Fonte: Vanguardia.
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 6 marzo 2023!
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L’industria del vino mantiene la leadership Italia prima nel mondo – Passione, cultura e Pil Il vino italiano in vetrina.
Dal 2 al 5 aprile Vinitaly celebrerà a Verona la leadership mondiale nella produzione per volumi, con un valore di 11,6 miliardi di euro, di cui almeno 7,3 miliardi di export di Beppe Boni Passione, cultura e Pil II vino italiano in vetrina. «A Vinitaly 2023 sarà presente una selezione di oltre 100 top buyer cinesi, tra gruppi dell’horeca, principali importatori e player dell’e-commerce» PER FORTUNA le fantasiose e a volte creative direttive dell’Unione europea sul vino non hanno effetti concreti su un mondo che per l’Italia è un valore economico, di passione e cultura con l’onda sempre in crescita dei wine lovers, i quali insieme al bicchiere scoprono, fra l’altro, il fascino di borghi e agriturismi. I numeri non dicono tutto ma spiegano molto. Con un valore di produzione di circa a 11,6 miliardi di euro di cui almeno 7,3 miliardi di export, il mercato italiano è al primo posto nella classifica mondiale di produzione per volumi (20% del totale) seguito da Francia e Spagna (14% ex aequo), nostre storiche competitors. Il consumo interno nel 2022 è stato intorno ai 4,7 miliardi di euro. L’export è il settore che ancora porta a casa le maggiori soddisfazioni per produttori e area commerciale: la crescita aggregata è del 4,4% dal 2017 al 2021, anno che registra un’accelerazione del +12,5% rispetto al 2020 (Dati Vinonews24).
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.
Una guida al vino.
Corso di forrnazione promosso dai consorzi toscani Una guida al vino L’enoturismo cerca professionisti. partirà il 13 marzo un corso online per la formazione dell’addetto all’enoturismo, figura professionale sempre più centrale nella vita di una cantina e specializzata nella ricezione e nell’accoglienza degli ospiti. Si tratta, in particolare, di una figura capace di presentare e promuovere con competenza i vini, ma soprattutto in grado di veicolare lo storytelling aziendale con efficacia. A promuoverlo il Consorzio Vino Chianti, insieme a Consorzio Tutela del Vino Morellino di Scansano, Consorzio tutela Vini Montecucco, Consorzio tute Montecucco, Consorzio tutela Vini della Maremma Toscana, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino Toscana, la società Consolve, WineTrade e l’avvocato Marco Giuri dello Studio Giuri Avvocati, specializzato nel settore vinicolo in qualità di ideatore e coordinatore scientifico.
Fonte: Italia Oggi Sette.
Giansanti: si diffonde la Flavescenza dorata, vigneti a rischio. Servono fondi e ricerca scientifica.
Arginare una delle malattie epidemiche più gravi che interessano il comparto vitivinicolo. Si tratta della Flavescenza dorata, un fitoplasma che si insedia nei vasi linfatici della pianta. Le viti malate hanno una crescita stentata e non riescono a portare a termine la maturazione delle uve. Troppi danni produzioni rischio Il settore vitivinicolo è in difficoltà e la Confagricoltura chiede “Interventi coordinati a livello nazionale investimento in ricerca scientifica e risorse economiche a sostegno delle imprese vitivinicole”. Le richieste sono state presentate dal presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, al governo e al ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, per il contrasto alla diffusione della Flavescenza dorata.
Fonte: La Discussione.
Bianchi al top.
Lo Chardonnay Aruba Bois 2020 Les Crates (in alto, i vigneti valdostani il miglior bianco d’Italia secondo le sai guide più autorevoli. LA SUPERCLASSFICA 2023 DI GENTLEMAN DEI MIGLIORI 50 VINI BIANCHI FERMI E DEI 25 MOSSI ITALIANI, OTTENUTA INCROCIANDO I VOTI DELLE SEI PIÙ AUTOREVOLI GUIDE DI CESARE PILLON ELABORAZIONE DATI DI EMANUELE ELLI IGUOR VINO bianco d’Italia, secondo tutt’e sei le guide che Ii giudicano con un voto, è uno Chardonnay della Valle d’Aosta, il Cuvée Bois 2020 dell’azienda Les Cettes, che già l’anno scorso si era classificato al primo posto della superclassifica di Gentleman. Poiché nasce in Val d’Aosta non stupisce che sia fatto con uve di varietà francese, ma se si é. La Guida Vint 2C23 prendono in esame anche il secondo e il terzo classificato si constata che sul podio dei migliori vini bianchi d’Italia neanche uno è ricavato esclusivamente da uve italiane: il laziale Donna Adriana 2020 di Castel De Pao Bs, che tallona il Cuvée Bois, nasce infatti dall’unione di Malvasia e Viognier, mentre il terzo, il friulano Pomédes di Roberto Scublº, è frutto di un ménage à trois fra Pinot Bianco, Friulano e Riesling Renano.
Fonte: MF Gentleman.
Ferla Albugnano, Nebbiolo democratico – Origini contadine, gusto metropolitano Da Albugnano il Nebbiolo democratico.
Una iniziativa di 9 viticoltori locali nel comune di Albugnano, sito a 549 metri di altitudine, il 5 aprile 2017 nasce l’Associazione Albugnano 549, con l’obiettivo di creare una rete di aziende connesse fra di loro, in grado di scambiare informazioni ed esperienze, per velocizzare il processo di crescita della qualità dei vini. Serve valorizzare la denominazione – oggi conta 47 ettari vitati – anche perché il Nebbiolo di quest’area, connotata da im terreno di matrice marnosa e da un’altitudine maggiore rispetto ai sistemi collinari delle altre denominazioni, è mi Nebbiolo molto diverso dagli altri. Oggi l’associazione riunisce 15 produttori dei quattro Comuni della doc: Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano Marmorito.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Vinitaly 2023.
Un quartiere fieristico di oltre 100mila mq, diciassette padiglioni tra fissi e tensostrutture al completo, pronti a diventare il più grande centro b2b internazionale del vino italiano e non solo, con più di 4mila aziende in rappresentanza di tutto il made in Italy enologico e da oltre 30 nazioni. Vinitaly 2023, il salone internazionale in programma a Veronaflere dal 2 al 5 aprile, rinsalda il proprio posizionamento business e di servizio a sostegno di uno dei settori tra i più strategici dell’export tricolore e, per la 55^ edizione, rafforza il piano di sviluppo dell’unica manifestazione che ha contribuito a segnare crescita e successo del vino italiano sui mercati internazionali. “A pochi giorni dalla conclusione del Roadshow straordinario di Vinitaly in 9 Paesi di tre Continenti, realizzato in collaborazione con Ice-Agenzia unitamente alla rete internazionale dei nostri delegati esteri, abbiamo definito la selezione dei top buyer che saranno in fiera – spiega il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Il boom senza fine delle bollicine: un giro d’affari che vale 3 miliardi.
Le prospettive di un settore in forte espansione secondo il Consorzio di tutela del Prosecco Doc Il boom senza fine delle bollicine • • un giro d’affari che vale 3 miliardi, più febbre da Prosecco. Lo spumante più in voga, nonchè patrimonio Unesco, nel 2022 ha sfondato il muro dei 600 milioni di bottiglie per un giro d’affari di oltre 3 miliardi. Va detto che le bollicine che nascono tra Veneto e Friuli Venezia Giulia sono ormai diventate un caso mondial: le stesse strutture produttive e distributive si stanno integrando e dialogano a distanza sempre più ravvicinata. I numeri sono da capogiro. La quota dell’export, per la prima volta, vale oltre l’80% del giro d’affari mentre il consumo interno nel 2022 ha raggiunto il 18,8% delle vendite totali. Sul fronte dei mercati esteri, la novità è il balzo compiuto dagli Stati Uniti che con una crescita del 5,8% ha sorpassato il Regno Unito. Al netto dell’Italia, che consuma 120 milioni di bottiglie, oggi il primo mercato sono gli Usa con oltre 134 milioni importate, seguiti dalla Gran Bretagna (+3,5% a quota 130 milioni di bottiglie) mentre la Germania, in terza posizione, cresce di un +2,8% sull’anno precedente arrivando a 46 milioni.
Fonte: Piccolo.
Zanette: «Valorizzare di più la produzione triestina dove il Prosecco è nato».
La strategia indicata dal presidente Zanette: «Valorizzare di più la produzione triestina dove il Prosecco è nato» Lorenzo Degrassi Valorizzare l’area giuliana, territorio dal quale deriva la denominazione del Prosecco. È una delle sfide messe in campo dal consorzio di tutela del pregiato vino bianco. «È nostra intenzione iniziare un percorso di ricerca e valorizzazione del territorio triestino – spiega il presidente del consorzio di tutela Stefano Zanette – che possa dare nuovo interesse nell’area, sia nella produzione di prodotti con il metodo chermat sia con il fermentato in bottiglia». Quello menzionato da Zanette è in realtà un percorso già proposto e intrapreso dopo aver avuto l’avallo del cda del Consorzio doc Prosecco. «Per rendere operativo questo progetto però è necessaria una preventiva modifica del disciplinare di produzione – prosegue Zanette – e una volta approvato avrà come obiettivo quello di dar modo ai produttori della provincia di Trieste e del Carso di esprimere al meglio le caratteristiche di quel territorio con qualcosa che sia compatibile con la nostra denominazione e tradizione.
Fonte: Piccolo.
Enologi a confronto sul futuro del vino tra biodiversità e i guai del clima.
Iniziativa del Distretto a Corvino San Quirico 11 15 marzo «Affrontiamo una situazione mai vista e che peggiora». Agronomi, enologi e tecnici tra i filari a studiare le migliore tecniche di gestione della vite per migliorare sempre di più la qualità dei prodotti e affrontare i cambiamenti climatici, in particolare la siccità, che sta preoccupando parecchio anche il mondo del vino oltrepadano. Dopo lo svolgimento dei primi sei dei dodici seminari teorici, il progetto Biodivigna, promosso dal Distretto del vino, entra nel vivo con la prima attività in campo, alla quale sono già iscritti una cinquantina di tecnici. 01tre 500 persone, iscritte da tutta Italia, invece, hanno seguito, in presenza e online, gli incontri svolti in aula.
Fonte: Provincia – Pavese.
I contributi per le cantine.
Le cantine interessate ad accedere ai contributi pubblici destinati agli investimenti per la campagna vitivinicola 2023-2024 devono presentare la domanda entro il 31 luglio prossimo, secondo le indicazioni fornite dall’Organismo pagatore regionale (Opr).
Fonte: Provincia – Pavese.
Missione tedesca per il consorzio di tutela del Primitivo – II Primitivo in Germania.
Quattro eventi a marzo tra Monaco di Baviera e Düsseldorf per la valori’za7aone e la promozione del Primitivo di Manduria, nati dal consorzio di Tutela e Gambero Rosso. La dop manduriana alla conquista del mercato tedesco tra cene degustazioni, masterclass e momenti di approfondimento. Ventitré aziende con 40 etichette sono pronte a sbarcare nel primo mercato di riferimento con quattro appuntamenti internazionali dedicati alla valorizzazione e alla promozione del grande rosso pugliese. Il primo denominato “Road Show” si terrà a Monaco di Baviera mercoledì 15 marzo al ristorante Martinelli, prestigiosa location premiata dalla guida Top Italian Restaurants. La cena ha l’obiettivo di rafforzare il posizionamento della Dop Manduria in Germania, stimolando la percezione dell’associazione tra il vino e la ristorazione di eccellenza.
Fonte: L’Edicola del Sud Taranto.
L’Anteprima Chiaretto apre la stagione.
Brindisi alla Dogana Veneta per awiare la manifestazione. C’erano anche gli studenti del primo corso scolastico in Italia che diploma operatori cantinieri L’Anteprima Chiaretto apre la stagione Grande afflusso per l’evento del Bardolino rosé favorito dalla giornata di sole e di temperatura mite In crescita la produzione e la distribuzione del vino Kada Ferraro MI Si è aperta con un successo di pubblico la tredicesima edizione dell’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, tornata ieri in Dogana Veneta a Lazise dopo tre edizioni saltate o ridimensionate causa Covid. L’affluenza, buona fin dalle prime ore di apertura, si è intensificata nel corso della giornata di pari passo con l’arrivo di visitatori che hanno affollato il paese gardesano, complici la domenica di sole e le temperature miti. Una conferma delle parole del sindaco Luca Sebastiano, che ha ricordato come da sempre l’Anteprima rappresenti per Lazise e per il lago «l’inizio ufficiale della stagione turistica». Inizio salutato con il brindisi inaugurale tra i rappresentanti del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino, di Confagricoltura e Coldiretti e di alcuni amministratori dei 16 Comuni che compongono la denominazione.
Fonte: Arena.
Tedeschi ha catturato gli aromi dei suoi vini.
Seconda fase dello studio con l’ateneo veronese sui Valpolicella legati al terroir Tedeschi ha catturato gli aromi dei suoi vini Amarone e «superiore» nelle zona classica e nell’alta Val di Mezzane Ugliano: «Scoperto cosa rende i sentori di freschezza o speziati» Riccardo Tedeschi «I nostri prodotti? Dopo i caratteri unici, volevamo capire l’evoluzione nel tempo». Scoperta l’origine scientifica degli aromi dei vini nobili della Valpolicella, in primis dell’Amarone. E ciò che emerge dalla fase due dello studio voluto dall’azienda Tedeschi avviata nel 2017 dal professor Maurizio Ugliano e dal dipartimento di biotecnologie dell’università di Verona. «Dopo aver identificato l’impronta aromatica delle singole parcelle di vigneto nel 2021 e aver verificato che rimane invariata a livello qualitativo indipendentemente dall’annata, volevamo comprendere la sua evoluzione nel tempo», ha dichiarato l’enologo Riccardo Tedeschi mercoledì scorso nella sede a Pedemonte.
Fonte: Arena,
Carbone vegetale per salvare i vigneti Docg dalla siccità – Carbone vegetale nei vigneti Biochar per trattenere acqua.
Continua la ricerca del Consorzio Prosecco Docg per contrastare i cambiamenti climatici: gli esperti hanno proposto di utilizzare il “biochar”, carbone vegetale ottenuto dalla pirolisi del legno, in grado di assorbire acqua e apportare sostanza organica. Carbone vegetale nei vigneti Biochar er trattenere acquap Bruciare i tralci di vite per farne carbone da sistemare in terra lungo i filari. Il Consorzio Prosecco Docg continua la sua ricerca per i cambiamenti climatici. Bruciare i tralci di prosecco per farne carbone da sistemare in terra lungo i filari? Sotto il segno della sostenibilità, il Consorzio Prosecco Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene continua le sue ricerche, alla luce anche dei cambiamenti climatici. Ed ecco la proposta — emersa in un recente convegno a Valdobbiadene e che verrà rilanciata questa settimana, in occasione degli appuntamenti dell’antica Fiera di San Gregorio —del biochar ottenuto dalla pirolisi del legno, in grado di assorbire acqua ma anche di apportare sostanza organica. Il biochar (o carbone vegetale) è ottenuto attraverso processi di pirolisi odi gassificazione dei residui lignocellulosici, in pratica è il risultato della decomposizione termochimica in assenza di ossigeno di biomasse vegetali.
Fonte: Tribuna Treviso,
Cartizze brut La Rivetta sul podio degli spumanti.
Il frutto delle vigne eroiche del Cartizze sale per la prima volta sul podio della classifica di Gentleman, dedicata ai 25 migliori spumanti d’Italia, conseguita incrociando i voti delle sei più autorevoli guide di settore. A ricevere il premio è “La Rivetta”, il Cartizze brut di Villa Sandi ottenuto da un singolo vigneto immerso nel cuore del cru, nell’area Conegliano-Valdobbiadene. Bollicine di straordinaria qualità che nascono in un territorio con un’esposizione meravigliosa, fatta di ripidi pendii alternati a dolci declivi, dove la passione e la tenacia hanno reso possibile la coltivazione anche nelle zone più impervie. Una speciale interazione tra uomo e ambiente radicata tra le colline, plasmate e protette da gesti sapienti che si ripetono immutati da generazioni, e che consentono la produzione di un vino dalle caratteristiche e qualità uniche.
Fonte: Tribuna Treviso,
I Vini del Piemonte on tour. 13 marzo 2023.
Dopo il successo delle prime due edizioni nel 2020 e nel 2021, torna il tour itinerante che porta i vignaioli piemontesi aderenti al consorzio I Vini del Piemonte nel capoluogo campano per un lungo pomeriggio di degustazioni. I banchi di degustazione apriranno alle 15:00 per ristoratori, enotecari e per tutti gli operatori del settore Ho.Re.Ca.; dalle 17:30 alle 20:00 l’ingresso per la degustazione sarà aperto a tutti i wine lovers. L’accesso alla degustazione dà diritto alla possibilità di scoprire i vini delle aziende presenti e di dialogare direttamente con il produttore. L’appuntamento sarà l’occasione per scoprire il Piemonte del vino che si compone di territori fertili diversi tra loro, colline verdeggianti ricoperte di vigneti alternate a rocche e borghi di origine feudale: Langhe, Roero, Monferrato Astigiano, Alto Monferrato, dove oltre a vini celebri come il Barolo e il Barbaresco (che rappresentano solo il 3% della produzione vinicola regionale) si producono 18 tra Doc e Docg.
Fonte: Wine&Thecity.
L’arte del togliere nel vino necessita di consapevolezza tecnica, oltre la faziosità fra vino “convenzionale” e vino “naturale”.
Si sente sempre più spesso parlare di vini prodotti in “sottrazione”, ovvero cercando di togliere il più possibile per impattare il meno possibile su ciò che finirà nei nostri calici. Sono fortemente convinto che la strada della sottrazione del superfluo possa essere un obiettivo da perseguire e che, oggi, possa dar luogo alla produzione di vini di grande interesse e carisma. E’ fondamentale, però, non travisare il concetto di sottrazione che, come la scultura ci insegna, deve basarsi sulla cognizione di causa: “non per via di porre ma per forza di levare” (Michelangelo Buonarroti). Per fare vino in sottrazione, quindi, bisogna sapere cosa togliere; per sapere cosa togliere bisogna conoscere i principi tecnici che permettono alla vite di produrre uva sana e di qualità e a quell’uva di diventare vino capace di farsi traduttore fedele della propria identità varietale e ancor più di quella territoriale.
Fonte: Wine Blog Roll.
I vini del Collio Nikolas Juretic, una garanzia a Cormons.
Nikolas Juretic è un garagista a Cormons che si sta distinguendo per dei vini dalla grande finezza e peculiarità distintive. Pochissime bottiglie prodotte, da assaggiare assolutamente senza riserve. Originario del Collio, da sempre ama la natura e il suo meraviglioso territorio. Gira il mondo facendo numerose esperienze lavorative, tra cui quella con la famosa Simonit&Sirch-Vine Master Pruners. Decide infine di avviare il suo progetto, a Cormons, proprio nelle terre in cui è nato e cresciuto. Con l’aiuto del padre Robert conduce circa 1,5 ettari, distribuiti soprattutto sul versante del monte Quarin, che sovrasta la cittadina alle sue spalle. Le uve crescono su viti vecchie, di oltre 50 anni, che affondano le loro radici nella Ponca, terreno tipico della zona del Collio. L’agricoltura praticata per la realizzazione dei suoi vini è totalmente sostenibile e priva dell’utilizzo di sostanze chimiche invasive. Tutte le operazioni vengono svolte manualmente, con estrema cura di ogni dettaglio.
Fonte: Apetime-Magazine.
7 vini per i 7 giorni della settimana.
Per l’edizione 2023 della guida Slow Wine (che puoi acquistare cliccando qui) i vari collaboratori sparsi in tutte le regioni hanno assaggiato oltre 24.000 vini, per riuscire a comporre un racconto ricco e approfondito dell’Italia del vino. Hanno inoltre selezionato un buon numero di etichette che sono approdate alle degustazioni finali che hanno decretato, per alcune di esse, il riconoscimento di TOP WINE. All’interno di questa lista, che contempla 787 vini, sono stati poi indicati 386 VINI SLOW e 156 VINI QUOTIDIANI. Due categorie di TOP WINES che vengono così descritte:
Fonte: Slow Food.
Non ci crederai, ma il vino ha 11.000 anni! Ce lo dice il suo… DNA.
Da dove provengono uva e vino? Siamo pronti a scommettere che non solo gli amanti del buon vino si sono posti questa domanda almeno una volta nella vita. Bene, finalmente un nuovo studio pubblicato addirittura sulla prestigiosa rivista Science, ci svela la tanto attesa risposta. Dopo aver deciso di coltivare vino nello spazio poco tempo fa, l’Italia si trova nuovamente al centro di una ricerca portata avanti da un gruppo internazionale, sulle vere origini della celebre ed amata bevanda. Lo studio, guidato dall’Università agraria cinese dello Yunnan, dal Laboratorio statale di genomica agraria di Shenzhen e dall’ Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, insieme all’Università di Milano-Bicocca, a quella Mediterranea di Reggio Calabria, al Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo e al Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha finalmente trovato una risposta al quesito.
Fonte: Everyeye Tech.
Torino apre il Salone del vino. Non mancheranno Langhe e Roero, anche se i produttori cuneesi per ora sono tiepidi.
Oltre 250 produttori di vino, sparsi in quattro luoghi simbolo di Torino: il Museo del Risorgimento, la Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna ospitano fino a domani la prima edizione del Salone del vino. Un evento che ha l’ambizione di rappresentare l’intero territorio piemontese: dai vini dell’Alto Piemonte a quelli della Val Susa passando per il Pinerolese e le colline novaresi, il Canavese e l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, arrivando fino a quelle Tortonesi e di Ovada.
Fonte: La Stampa.
Guida ai Migliori Vini dell’Alto Piemonte 2023 di Vinodabere – La Classifica dei Migliori Gattinara.
Dopo avervi parlato della Classifica dei migliori Ghemme è il momento di passare ai migliori Gattinara nella Guida ai Migliori Vini dell’Alto Piemonte 2023. L’impostazione vede confermate le scelte principali. L’obiettivo rimane quello di rivolgersi al consumatore finale, ai ristoratori e tutti gli esercenti dei circuiti commerciali che ruotano attorno al vino. Che abbiamo dunque messo al centro del nostro lavoro, creando delle classifiche per tipologia ed insiemi omogenei, provando a rispondere alle esigenze di chi vuole orientarsi nell’acquisto di una bottiglia o nella costruzione di una cantina o anche di una carta dei vini se titolare di un locale. Non mancano le descrizioni delle aziende e le loro storie, ma solo dopo ciascun vino recensito; per questo alcune – quelle di cantine presenti con più vini – saranno ripetute per non costringere il lettore ad andare a cercarle altrove nella Guida.
Fonte: Vinodabere.
Iniziamo a parlare seriamente di vino in lattina. Ho bevuto i Quartin (e poi intervistato chi ci sta dietro).
È storia ormai stranota, i giovani e i giovanissimi si filano poco il vino.
Articoli, report e approfondimenti di ogni genere hanno sviscerato il tema in lungo e in largo arrivando alle conclusioni di cui sopra: millennials e generazione Z si stanno allontanando in modo progressivo dal vino e da tutto ciò che ci gira intorno. Eric Asimov, in un pezzo di inizio febbraio uscito sul New York Times (i primi tre che volessero leggerlo senza essere abbonati devono solo indicare la mail nei commenti e glielo regaliamo noi, ndr), ha tracciato i contorni di questa situazione relativamente al mercato americano. Bottiglie che costano sempre di più, un marketing ad uso e consumo degli over 50 sono solo alcune delle ragioni che rendono il mondo del vino poco appetibile per i bevitori di domani. È interessante notare però che, parallelamente a questo disamore, si vadano consolidando nuovi trend che provano a rianimare un mondo del vino sempre più anziano e immobile nelle sue abitudini.
Fonte: Intravino.
STAMPA ESTERA
Wine: the ultimate price bottleneck -.
Glass-packaging production soars Half-year figures Tonnage (mn tonnes) 10.6 2016 18 20 Units (bn) 42.0 41.0 – 40.0 39.0 38.0 22 2016 18 20 Wine bottles make up half the glass-container market Per cent Still wine Sparkling and fortified wine 0 25 Beer Food } 22 Soft drinks/ water/juices 50 75 100 Scarcity contributes to the mystique of fine wines. But only when the wine rather than the bottles is in short supply. French and Portuguese wineries say they cannot find enough of the latter. Perhaps it is time for oenophiles to start gushing over the lustrous finish of their favourite plonk bottle. instead of the fruity top notes of the contents? Two questions apply. Is there evidence of a shortage? If not, are there pointers to a price bottleneck that might be responsible for the grumbling instead? Wine still dominates demand for bottles, accounting for nearly half of the volume produced. But wine sales in Europe have fallen a fifth by volume in the past three years, according to data from Statista. In contrast, production of glass containers rose nearly 7 per cent by volume in the first half of 2022 compared with the same period of 2019. So there is unlikely to be a real shortage. Some kinds of bottles may be harder to obtain, however. For example, finding enough typically larger Burgundy bottles in certain colours, such as “dead leaf” green, may be a problem. Winemakers complain of rising prices in a concentrated market. There may be more than sour grapes in these gripes. Paris-listed Verallia and O-I, which is quoted in New York. dominate the output of wine bottles in France. Their costs have risen. especially for energy, accounting for almost a quarter of the total last year, according to FEVE, an industry body. However, wine bottles are becoming lighter to reduce shipping and distribution costs.
Fonte: Financial Times.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
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Se fa troppo caldo grandi vini a rischio.
Ve li immaginate il Chianti e il Brunello senza Sangiovese? Potrebbe accadere, prima di quanto si pensi. Sono gli effetti dei cambiamenti climatici. L’Europa ha vissuto la sua estate più calda. In Italia ci sono 1,15 gradi in più, le precipitazioni sono a -30% (elaborazioni Coldiretti su dati Cnr-Isac). Uno studio di Lee Hannah del Center for Ecosystem Science and Economics di Arlington (Virginia), sostiene (da 10 anni) che zone come Bordeaux o la Toscana diventeranno troppo calde. Un aumento medio di 2 gradi porterebbe alla distruzione del 73% delle aree più vocate in Italia e in Francia. Lui pensava al 2050, ma siamo già oltre metà strada. Come ha spiegato, durante l’ultimo WineeSiena, il professor Simone Bastianoni, i dati attuali sono addirittura peggiori: «al 2050 la temperatura potrebbe salire di 2,73 gradi Celsius, rendendo difficile immaginare in Italia una viticoltura come la vediamo adesso». In molti casi, si teorizza, la soluzione sarà cambiare vitigno.
Fonte: Espresso.
I quattro della Valpolicella.
palcoscenico-cardine dell’Italia enologica, la Valpolicella è una zona collinare collocata a nord-ovest di Verona, a valle delle Prealpi Veronesi, sette comuni distribuiti in un’area di circa 240 chilometri quadrati. Una delle più affidabili interpreti della viticoltura valpolicellese è indubbiamente Tenuta Sant’Antonio, cantina che vanta una genesi avventurosa: a metà degli anni ’90, infatti, i 4 fratelli Castagnedi investono in un territorio, Mezzane, sui Monti Garbi, fino a quel momento considerato non particolarmente rinomato. I vini veronesi, inoltre, non attraversano un periodo fiorente, prigionieri di una reputazione tutta da ricostruire. Ma i quattro non si fanno intimidire, anzi, creano già nel 1999 una nuova cantina, con l’idea di vinificare i rossi, mentre a Colognola ai Colli, sede tradizionale dell’attività di famiglia, rimane la coltivazione dei vitigni a bacca bianca.
Fonte: Espresso.
Ecco i «Wine Awards» l’evento il 7 a Matera.
l migliori vini saranno premiati nella seconda edizione. I «Wine Awards» di Food and Travel Italia tornano a celebrare le aziende produttrici italiane e internazionali che brillano per qualità, selezionate da una giuria di esperti del settore, dalle redazioni dell’importante magazine dedicato al foodewine e ai viaggi gourmet, e dagli stessi lettori. I migliori vini saranno premiati martedì 7 marzo in occasione della seconda edizione del prestigioso evento enologico, quest’anno di scena all’UNA HOTELS MH di Matera. 11 format, ideato per valorizzare il vino e l’enoturismo, vedrà protagoniste le grandi eccellenze tra vini rossi, bianchi e spumanti, raccontate sul palco da Pamela Raeli, editore dell’edizione italiana del magazine internazionale pubblicato in diciotto Paesi del mondo, e da Marita Spera, brillante manager nel settore della comunicazione dall’ampia esperienza internazionale.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
C’è «La Vigna di Puglia».
Domenica in masseria didattica per innestare i vitigni autoctoni Appuntamento a partire dalle ore 10.30 nella bucolica cornice della Masseria Didattica Tratturi Reali a Villa Castelli • L’Associazione Italiana Sommelier Puglia Delegazione di Brindisi in partnership con la Regione Puglia, l’Associazione Donne del Vino Puglia, il Movimento Turismo del Vino Puglia, IISS AGRARIO Basile Caramia – Gigante Locorotondo, organizzano l’evento «La Vigna di Puglia. Una domenica in masseria didattica per innestare i vitigni autoctoni pugliesi» che si terrà domenica 5 marzo 2023 a partire dalle ore 10.30 nella bucolica cornice della Masseria Didattica Tratturi Reali a Villa Castelli (Br). La manifestazione vuole celebrare i vitigni autoctoni regionali per realizzare insieme una vera e propria vigna, la Vigna di Puglia, luogo reale di conoscenza ed esperienza del patrimonio ampelografico pugliese.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Nel cuore d’Italia.
L’Umbria vanta una enorme varietà di nettari 21 denominazioni in 13mila ettari di vigne per un totale di 70 milioni di bottiglie all’anno Da Orvieto a Todi, passando per Montefalco l’esperienza nel bicchiere è tutta da vivere tra paesaggi meravigliosi, storia e buon vivere Italia ha un cuore verde, ci ricorda da cinquant’anni fa (già, fu ideato nel 1973) il fortunato slogan-spot che meglio dipinge le suggestioni evocate dalla piccola splendida Umbria, verde di boschi e acque e prati, verde di fedi e di speranze nell’incanto delle città e dei borghi ricchi d’arte e storia e nei silenzi mistici dei luoghi di culto, anch’essi scrigni d’arte. Ma si tinge d’altri colori, l’Umbria, in un caleidoscopio-arcobaleno che coinvolge più sensi e va dal giallo paglierino all’oro, dal rosato al rosso rubino fino al violaceo intenso. Colori di grappoli che maturano al sole e si fanno vino nel silenzio esso pure mistico delle cantine, uno dei grandi miracoli della piccola Terra di Mezzo: 21 denominazioni in 13mila ettari di campi per un totale di circa 70 milioni di bottiglie.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.
Il ritorno dei vini Ronchi di Castelluccio.
La cantina di Modigliana che ha fatto la storia in Romagna ancora sul mercato con produzioni di grande qualità 11 ritorno dei vini Ronchi di Castelluccio. Metti una sera a cena al San Domenico di Imola con nel bicchiere quattro monumenti enoici della Romagna, i rinati Ronchi di Castelluccio dopo l’acquisizione nel 2020 da parte dei fratelli Paolo e Aldo Rametta, già proprietari della cantina Poggio della Dogana tra Castrocaro-Terra del Sole e Brisighella. La cantina di Modigliana, che ha fatto la storia del vino in Romagna, torna al nome primitivo (appunto Ronchi di Castelluccio, non più solo Castelluccio) e torna sul mercato con piccole produzioni (circa 8.000 bottiglie), anche perché all’arrivo dei Rametta in azienda e dell’enologo Francesco Bordini, il 40% delle piante erano morte e due Ronchi (Simia e Casone) mancavano sul mercato da vent’anni. L’obiettivo è di arrivare a regime, dopo la ristrutturazione, a circa 15mila bottiglie.
Fonte: Resto del Carlino.
“Pre Wine” atto primo Predappio racconta il suo Sangiovese.
Domenica 26 alla Tenuta Pandolfa 13 produttori con le loro etichette e due seminari di Armando Castagno. Il Sangiovese c’è sempre stato, è la storia di Predappio, campeggia persino nello stemma comunale. Il racconto più accattivante arriva adesso, forte di una qualità crescente giunta a un punto di svolta. Perché fermo restando che il vino è buono… se si beve bene, come si è sempre fatto da queste parti senza spendere troppe parole, vero è che oggi la narrazione di un territorio è indispensabile per uscire dai confini della provincia. Tocca quindi ai vignaioli di Predappio ora raccontare il loro territorio e il frutto dei loro vigneti. L’associazione Terre di Predappio che riunisce 13 aziende è forse una di quelle che per prima in Romagna, era nata infatti nel 2007, aveva creduto nella forza del gruppo. Il racconto ci ha messo però un po’ più di tempo ad emergere.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Viaggio bevo e non guido.
Tra i tanti motivi di viaggi e di spostamenti è sempre più frequenta la scelta di muoversi per degustare dei vini. In Italia ci sono tanti eventi, manifestazione, fiere e proposte di singole cantine che hanno costruito una ricca offerta che coinvolge un sempre maggior numero di persone e produce un’ulteriore tipologia di turismo, economia e mobilità diffusa, locale e nazionale. Una prima testimonianza proprio nella nostra città dove, lunedì 27 e martedì 28 febbraio, a “Cesena in Bolla” hanno esposto circa 100 cantina con 400 etichette di vini. Dopo il timido avvio nel 2015 al teatro Verdi l’evento cesenate si è dovuto spostare nei locali della fiera per ospitare il maggior numero di produttori e di partecipanti. Nello scorso fine settimana un evento ancora più rilevante alla fiera di Bologna con la seconda edizione di “Slow Wine Fair” con 750 espositori e 4.000 etichette di 16 paesi, degustate da 10mila visitatori.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Dai terrazzamenti sull’Oglio un sorso che permane.
I Vignaioli da generazioni, i Bertoli a Castelli Calepio. I loro vigneti rivolti verso lo scorrere dell’Oglio sono molto ben esposti e taluni, data la notevole pendenza, sono stati terrazzati dagli avi. Il cambio di passo è avvenuto grazie ad Angelo che ha intrapreso una riqualificazione partendo dalle basi, appunto dalla gestione accurata di ogni fase vegetativa della vigna. Parla del buon lavoro l’assaggio dell’ultima annata del Montecroce, rosso di bello spessore ma al contempo di fresca bevibilità: ha profumi di frutto intensi e sorso che si allunga in surplasse.
Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.
Il Salone del vino tra eventi e cultura.
Degustazioni, ma non solo: Fino a domani a Torino c’è II Salone del Vino Fino a domani II Salone ciel vino tra eventi e cultura inaugurata ieri la prima edizione del Salone del vino di Torino. Fino al 6 marzo un evento diffuso in città che ha l’obiettivo di unire cultura, territorio e meraviglia nell’assaggio del vino. Sono luoghi simbolo, sono stati organizzati oltre eventi «off» in numerose location tra ristoranti, osterie, enoteche e luoghi cult da San Salvarlo a Vanchigia, passando per il Quadrilatero.
Fonte: Corriere Torino.
Ordinano vino e non Io pagano Coniugi arrestati.
Truffavano imprenditori vinicoli ordinando grandi quantità di vino senza poi pagarle. I carabinieri della Compagnia di Canelli hanno arrestato in flagranza due coniugi del Torinese, entrambi pregiudicati, di 56e 42 anni, accusati di truffa ai danni di un imprenditore di San Marzano Oliveto (Asti). La truffa consisteva nel richiedere la consegna urgente a Torino di diverse centinaia di bottiglie di pregiati vini astigiani da recapitarsi in due tranche e a due indirizzi diversi. Il produttore vitivinicolo avrebbe dovuto poi ricevere il pagamento complessivo all’atto della consegna della seconda tranche di bottiglie, ma, in realtà, al secondo appuntamento, non si presentava nessuno. È stata accertata un’altra truffa con modalità analoghe questa volta ai danni di un produttore di vino di Canelli.
Fonte: CronacaQui Torino.
Truffa ai danni di un produttore vinicolo: arrestati due pregiudicati.
I carabinieri della Stazione e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Canelli hanno arrestato in flagranza due coniugi residenti nel Torinese, entrambi con precedenti penali, per una truffa ai danni di un produttore vinicolo di San Marzano Oliveto, nel cuore dell’Astigiano. Secondo le indagini condotte dai militari, la coppia avrebbe richiesto la consegna urgente di diverse centinaia di bottiglie di pregiati vini astigiani da recapitarsi in due tranche e in due indirizzi diversi. Il produttore vitivinicolo avrebbe dovuto poi ricevere il pagamento complessivo all’atto della consegna della seconda tranche di bottiglie, ma, al secondo appuntamento, non si sarebbe presentato nessuno. Questo ha comportato il mancato pagamento del vino già recapitato e prontamente ritirato dai presunti truffatori.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Arrestati ladri di vino da mesi truffavano i produttori di Asti.
Si fingevano commercianti di vino, ordinavano grossi quantitativi dai produttori locali ma poi non pagavano le bottiglie, spesso anche abbastanza pregiate. Una truffa studiata nei minimi dettagli, che si svolgeva in due tempi, in modo da riuscire a depistare i produttori una volta consegnato il primo carico di bottiglie e avere il tempo di scomparire nel nulla. I carabinieri della stazione e del nucleo operativo e radiomobile di Canelli hanno smascherato lo stratagemma della truffa del vino di cui, sospettano, potrebbero essere state vittime molti produttori vitivinicoli dell’astigiano e del torinese. I carabinieri hanno arrestato due torinesi, un uomo e una donna, fidanzati, fermati nella periferia della città. Sono accusati di truffa. Da tempo nel mondo dei viticoltori piemontesi girava era stato lanciato l’allarme per questo genere di truffe.
Fonte: Repubblica Torino,
La truffa del vino pregiato non pagato Due arresti dei carabinieri.
Vittime del raggiro imprenditori vitivinicoli e ristoratori a truffa del vino era nota negli ambienti vitivinicoli piemontesi. Per questo era stato diramato una sorta di allerta, un passaparola, dove ai viticoltori e rivenditori di vino veniva spiegato l’inganno. Non solo: alcune aziende vinicole della provincia hanno presentato una denuncia. Se ne sono occupati i carabinieri di Canelli che hanno studiato il caso e predisposto un piano riuscendo ad arrestate una coppia torinese. La truffa era ben organizzata. Consisteva nell’ordinare almeno un centinaio di bottiglie di vino astigiano molto pregiato da consegnare lo stesso giorno in due indirizzi diversi. Il conto sarebbe stato saldato nel secondo incontro. Solo che dopo la prima consegna non si presentava più nessuno. I truffatori sparivano con il primo «bottino», senza pagare. Le vittime, specialmente tra le province di Asti, Torino e Cuneo, sarebbero numerose.
Fonte: Stampa Asti,
Oltre 250 cantine piemontesi nei luoghi-simbolo di Torino.
Fino a domani c’è la prima edizione del Salone del vino tra degustazioni e iniziative Oltre 250 cantine piemontesi nei luoghi-simbolo di Torino. Oltre 250 produttori di vino, sparsi in quattro luoghi simbolo di Torino: il Museo del Risorgimento, la Cavallerizza Reale, Palazzo Birago e Palazzo Cisterna ospitano fino a domani la prima edizione del Salone del vino. Un evento che ha l’ambizione di rappresentare l’intero territorio piemontese: dai vini dell’Alto Piemonte a quelli della Val Susa passando per il Pinerolese e le colline novaresi, il Canavese e l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, arrivando fino a quelle Tortonesi e di Ovada. Non mancheranno le Langhe e il Roero, anche se i produttori cuneesi, reduci dal successo della seconda edizione di Grandi Langhe andata in scena a fine gennaio alle Ogr torinesi, per ora sono rimasti tiepidi di fronte a questa nuova proposta che si colloca a un mese dal Vinitaly veronese.
Fonte: Stampa Cuneo,
Progetto «D-Vino» domani la tappa all’Alberghiero «Pertini».
«Una scuola profondamente radicata nel territorio, e che del territorio recepisce istanze e bisogni, e addirittura ne anticipa le richieste e si propone come volano di nuovi possibili sviluppi , ecco, quella è una scuola di qualità». Queste le parole del Dirigente scolastico dell’Istituto alberghiero «Pertini» di Brindisi, Cosimo Marcello Castellano, alla presentazione in Istituto del Progetto «D-Vino». Un progetto dedicato agli Istituti alberghieri, ideato e portato avanti dall’Associazione nazionale «Le Donne del Vino», che raccoglie tutte le espressioni al femminile del mondo del vino, produttrici, enotecarie, giornaliste di settore, agronome, manager, sommelier, enologhe, esperte del turismo. Un mondo al femminile, che dà una visione fortemente innovativa al settore vitivinicolo, oggi trainante nell’economia del Paese.
Fonte: Gazzetta del Salento.
Simposio days, l’eccellenza a Lecce Un percorso di profumi e sapori.
Appuntamenti oggi e domani all’Antica Rudiae • “Simposio days 2023. L’ eccellenza a Lecce”. È il titolo del percorso degustativo proposto da Simposio Divino Salento e dai Consulenti del Vino. Appuntamento oggi dalle 16 alle 20 e domani dalle 11 alle 19 negli spazi dell’Antica Rudiae sulla strada provinciale Lecce-San Pietro in Lama – km. 1,5. Un evento che vede protagonista 60 aziende del settore enogastronomico: dalle cantine alle imprese che producono pasta, sottoli, cioccolato e tanto altro. Un percorso d’ eccellenza, dedicato ad appassionati, ristoratori, professionisti del settore e semplici curiosi, alla scoperta di profumi e sapori reso ancora più intenso grazie alla partecipazione delle Enoteche amiche, dei sommelier di Ais Lecce e dello chef Antonio Raffaele. «Un viaggio tra le eccellenze nazionali ed internazionali per far incontrare il consumatore fmale con coloro che producono i vari prodotti che vengono proposti nel corso di una cena o negli spazi di una delle enoteche salentine.
Fonte: Gazzetta del Salento.
La vigna di Puglia a “Tratturi Reali”.
La nostra storia vitivinicola, tra passato e futuro, al centro di un incontro presso la masseria didattica di Villa Castelli La vigna di Puglia a “Tratturi Reali” Celebrare la storia vitivinicola della Puglia, guardando al passato ed al futuro. Storia, tradizione, ma anche ricerca e la volontà di aprirsi ad una nuova sfida saranno gli elementi che oggi. caratterizzeranno l’evento La Vigna di Puglia” che si terrà nella masseria didattica `Tratturi Reali’ a Villa Castelli. L’obiettivo è realizzare insieme una vera e propria vigna, la Vigna di Puglia, luogo reale di conoscenza ed esperienza del patrimonio ampelografico pugliese. L’iniziativa e promossa dall’Associazione Italiana Sommelier, delegazione Brindisi, in partnership con la Regione Puglia, l’Associazione Donne del Vino Puglia, il Movimento Turismo del Vino Puglia e IISS Agrario Basile Caramia – Gigante Locorotondo. L’evento in vigna ci sarà alle 10:30.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.
«MareMMMa che vini» con 300 etichette – «MareMMMa» che vini Grande evento degustazione a Spergolaia di Alberese.
«Maremma», «Montecucco» e «Morellino» presentano le proprie etichette agli esperti Un modello di promozione per i professionisti del settore: sommelier, ristoratori ed enotecari zei Presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – per quanto riguarda la nostra Denominazione si stanno sempre più affermando il Ver Questo appuntamento è diventato ormai uno degli eventi di riferimento. Appuntamento domani con la quarta edizione di «mareMMMa, la Natura del vino». L’evento, che presenta la più grande selezione di etichette di tutte le Doc e Docg della Maremma toscana – Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano – si svolgerà nella tradizionale location del salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia ad Alberese.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
profumi della costa ad Anteprima vini – Viaggio tra i profumi della costa Anteprima Vini è pronta a stupire.
Oltre 300 etichette toscane al Real Collegio nell’evento che fa parte del cartellone di «Lucca Gustosa». Domenica 12 e lunedi 13 marzo, al Real Collegio, torna la 22a edizione di Anteprima Vini della Costa Toscana, che fa parte del Cartellone di Lucca Gustosa, e che quest’anno sarà arricchita dall’edizione Zero di Condi_Menti, con la direzione artistica dello Chef Cristiano Tomei con la partecipazione del pastry chef Damiano Carrara La cultura del vino si fonderà cosi a quella del cibo trasformando per due giorni il Real Collegio nella casa delle annate più interessanti dei viticoltori della costa toscana e dell’esperienza culinaria di massima eccellenza che prende vita intorno alla tavola.
Fonte: Nazione Lucca.
Domani a Spergolaia la “Maremmma” del vino con etichette.
Domani appuntamento con la quarta edizione di “Maremmma, la Natura del vino”. L’evento, che presenta la più grande selezione di etichette di tutte le Doc e Docg della Maremma toscana — Maremma Toscana, Montecucco e Morellino di Scansano— si svolgerà nella tradizionale location del salone centrale del Granaio Lorenese di Spergolaia. “Maremmma” — si scrive con tre emme — è un evento frutto della sinergia tra i Consorzi delle tre Denominazioni che rappresentano l’eccellenza enologica di un territorio peculiare perché incontaminato e con una reputazione in ascesa sui mercati nazionale e internazionali. Un modello di promozione di grande impatto informativo e formativo per i professionisti del settore—sommelier, ristoratori, enotecari, distributori — a cui l’iniziativa è rivolta e che fa dell’unione una forza trainante per il territorio. Oltre 300 le etichette in degustazione, in rappresentanza di un’ottantina di cantine, ognuna delle quali avrà un proprio banco di assaggio per favorire il contatto e la conoscenza diretta tra operatori e produttori.
Fonte: Naz Tirreno Grosseto.
Grandi vini e grandi cibi insieme con la rassegna “Condì-Mente”.
Con Tornei e Carrara un viaggio alla scoperta della cultura del cibo Grandi vini e grandi cibi insieme con la rassegna “Gondi-Mente” ) d i Lullgl8pInosl Lucca Per godere fino a fondo dei piaceri della vita è meglio essere in due che non da soli, e questo vale anche per i piaceri del palato o, per dirla con l’espressione del celebre chef Cristiano Tomei, «la cucina non è masturbativa, ma scopatoria». E proprio l’unione è la grande novità dell’edizione di quest’anno, la 22a, di “Anteprima Vini”. La manifestazione, che è stata presentata da Duccio Corsini, presidente dell’associazione Grandi Cru della Costa Toscana, e dal direttore della rassegna Alessandra Guidi, proporrà – domenica 12 e lunedì 13 al Real Collegio – settanta vini dei territori toscani che si affacciano sul mare, da Massa a Grosseto (con una folta rappresentanza lucchese naturalmente).
Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.
Il Friularo è il “vin pavàn” Vitigno tipico padovano.
Un libro scopre l’origine del vino di Conselve attraverso una citazione del Ruzante «Fin dai tempi dei paleoveneti c’è traccia di ampie coltivazioni nel nostro territorio» Elvira Scigliano Il Friularo è un vino e questo i padovani l’hanno imparato molto bene, un bicchiere di rosso dopo l’altro. Ormai sanno anche che è il vino dei padovani per eccellenza. Ma oggi c’è un libro che lo dimostra. E quello scritto dall’ex consigliere comunale Nicolò Calore, che si intitola “Memoria di acqua terra e vino — La storia del Vin Friularo”, è edito da Cleup, e racconta — con il contributo di Conselve Vigneti e Cantine e in particolare del presidente Roberto Lorin — una storia antica radicata nel territorio padovano. Il testo ripercorre l’epopea dei primi coltivatori di vite della campagna padovana, dai paleoveneti, all’epoca Carrarese e Veneziana, fino ai giorni nostri. La domanda da cui tutto è partito è molto semplice ma intrigante: «Qual è il vino dei padovani? ». La fatica di Calore sembra non lasciare dubbi e svela che si tratta proprio del vin Friularo.
Fonte: Mattino Padova.
Nuova degustazione oggi Sotto il Salone.
Un’altra giornata di degustazione di Friularo (Ambasciatore e Fondatore Riserva) oggi da Devis, al bar Romeo Sotto il Salone. Denominazione di origine controllata e garantita da un rigoroso disciplinare datato 2011 per queste uve raboso, uniche a bacca rosa riconosciute unanimemente come autoctone in tutta la provincia padovana e coltivate nei 14 comuni della Bassa, vero simbolo della campagna padovana. Non solo parole, ma fatti. Come dimostra il libro di Nicolò Calore — “Memoria di acqua terra e vino —La storia del Vin Friularo”, edito da Cleup, che racconta, con il prezioso contributo di Conselve Vigneti e Cantine e in particolare del presidente Roberto Lorin, l’epopea dei primi coltivatori di vite della campagna padovana — dai Paleoveneti, all’epoca Carrarese e Veneziana—fino ai giorni nostri.
Fonte: Mattino Padova.
marone e Valpolicella Le prove scientifiche della “firma aromatica”.
Sotto la lente dei ricercatori l’impronta sul sapore delle singole particelle di vigneto. L’aroma di un vino è legato indissolubilmente al territorio, allo specifico vigneto. E anche in aree affini la diversità di ciò che sentiamo al palato dopo aver degustato un sorso di un bianco o di un rosso, deriva da quel determinato terreno dove è nata e cresciuta quella vite. Le prove scientifiche dell’esistenza di un codice chimico trasmesso da uno specifico terroir ai vini arrivano grazie ai nuovi strumenti a disposizione dei ricercatori. Dopo la presentazione dei primi risultati, nel 2021, di uno studio iniziato nel 2017 svolto dalla famiglia Tedeschi, uno dei brand più importanti della Valpolicella, con il professor Maurizio Ugliano e in collaborazione con il dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona sui caratteri aromatici delle uve e dei vini da singoli vigneti e sui principali fattori coinvolti nella loro espressione, arriva oggi un ulteriore aggiornamento. I risultati della ricerca sono stati presentati nel corso di un incontro con tecnici e specialisti del settore, svoltosi nell’azienda Tedeschi a Pedemonte di Valpolicella.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Desenzano, tre realtà regionali a “Produttori in Cascina”.
Saranno tre le aziende regionali che presenti alla terza edizione di Produttori in Cascina che si terrà lunedì presso la Cascina Capuzza: Cantina Cesconi di Pressano, Trota Oro di Preore e l’altoatesina Klaus Lentsch. All’appuntamento organizzato dai fratelli Luca e Rudi Montanari saranno presenti 25 espositori che andranno ad allestire un Villaggio dei Sapori dove si troveranno possibilità di degustazioni, presentazioni di nuove attività e prodotti, ma anche storia, assaggi e cultura. Si tratta di un appuntamento riservato agli operatori del settore dell’accoglienza che potranno incontrare alcune eccellenze enogastronomiche del territorio a carattere interregionale. La giornata del lunedì è stata scelta in quanto tradizionale giorno di chiusura di molte attività di ristorazione.
Fonte: Il nuovo Trentino.
Donne e vino, l’8 marzo serata di beneficienza al Convento San Giuseppe.
Inizia ad arricchirsi il programma in città per l’8 marzo, giornata della festa delle donne. Le Donne del vino della Sardegna organizzano per l’occasione una serata di beneficenza al Convento San Giuseppe, in via Paracelso 16 a Cagliari. L’evento prevede una cena a buffet durante la quale verranno servite pietanze delle 10 nazioni partecipanti all’associazione Donne del vino. Una parte del ricavato è destinata a un’associazione contro la violenza sulle donne. Il menù. Tra le pietanze proposte come antipasti le argentine empanadas de tonno, il georgiano khachapuri, il cileno ceviche di pesce bianco; a seguire il tedesco currywurst, che consiste in un würstel speziato e cipolle. Come primi piatti la zuppa di zucca alla macadamia, piatto australiano, e poi lo spatzle con cipolle e speck dell’Austria. Il classico piatto neozelandese agnello e patate e i mini hamburger chiudono i secondi piatti.
Fonte: SardiniaPost.
La prima coltura del vino risale a 11 mila anni fa, forse anche 15.
“La vite è stata probabilmente la prima coltura da frutto sottratta dall’uomo al suo stato primitivo”, ha affermato l’autore di uno studio pubblicato su Science. Alcuni calcoli più approfonditi fanno risalire addirittura il rendimento della vite a 15.000 anni fa, ben prima dello sviluppo dell’agricoltura per come l’abbiamo conosciuta noi. Da quando l’ultima era glaciale è finita e i ghiacciai si sono ritirati, circa 11.000 anni fa, “qualcosa sembra essere cambiato tra le viti selvatiche dell’Asia”, osserva il Washington Post, perché sono state rese coltivabili e produttive. Ed è così nato il vino e la sua civiltà. A definire questo passaggio è la rivista Science, che proprio giovedì, sulla base della collaborazione di un gruppo di scienziati provenienti da 17 nazioni, ha pubblicato gli esiti d’una ricerca che ha esaminato i genomi di migliaia di viti raccolte da tutta l’area terrestre eurasiatica “per tracciare il lungo e tortuoso viaggio di questa pianta dall’età della pietra all’ecoteca di quartiere”. Un viaggio lungo 11 mila anni.
Fonte: AGI.
Salone del Vino di Torino, eventi e programma della prima edizione.
Nasce la prima edizione del Salone del vino di Torino, un omaggio alla terra e all’attività vitivinicola del Piemonte, tra storia e innovazione. Da sabato 4 a lunedì 6 marzo la nuova manifestazione entra nel calendario dei grandi eventi del capoluogo piemontese, coinvolgendo più di 250 produttori. Il salone si terrà in luoghi simbolo di Torino. Al Museo del Risorgimento ci sarà la Casa del Gambero Rosso, con una selezione di produttori piemontesi e un’area ospiti con 20 cantine da tutta Italia. Previste 10 degustazioni gratuite (fino a esaurimento posti). Alla Cavallerizza Reale attese oltre 100 aziende vinicole, i consorzi e le enoteche regionali di tutto il Piemonte, oltre a un’area dedicata ai vini naturali. Palazzo Birago diventa la Dimora delle grandi Masterclass, con al centro 20 cantine per degustazioni orizzontali e verticali. A Palazzo Cisterna ci si ritroverà per degustare alcune eccellenze Torino Doc.
Fonte: Sky TG24.
Ora sappiamo quando l’uomo ha bevuto il primo sorso di vino.
Gli esseri umani bevono il vino da migliaia di anni, come dimostra la documentazione archeologica, ma quando l’Homo sapiens ha effettivamente iniziato a coltivare l’uva per ottenere l’amatissima bevanda? Fino ad oggi si riteneva che la pratica fosse sorta prima della nascita dell’agricoltura – in base alle teorie più accreditate affonderebbe le radici attorno a 10mila fa –, tuttavia non si avevano certezze. Grazie a un’approfondita indagine genetica gli scienziati hanno ora determinato che la domesticazione della vite selvatica (Vitis sylvestris) per ottenere la vite da vino (Vitis vinifera) e uva da tavola è iniziata 11mila anni fa, in due eventi indipendenti verificatisi in aree geografiche distinte: l’Asia occidentale e il Caucaso.
Fonte: Fanpage.
Metti il bicarbonato nel vino: ecco le conseguenze, incredibile.
Il bicarbonato di sodio è generalmente noto come rimedio naturale per molteplici usi domestici: dal bucato al piano cottura, dalle macchie di umidità sul muro agli incrostamenti nei tubi del lavandino. Pochissimi sanno però che vi è un trucchetto che consta nel gettare il bicarbonato nel vino. Esistono infinite varianti di vino, non tutte di qualità eccellente. Se al ristorante poniamo attenzione alla bottiglia da congiungere perché magari è una ripetizione speciale e ascoltiamo pertanto i consigli del sommelier, per il consumo giornaliero capita quasi sempre di acquistare il vino al supermercato. Il segreto per sé un vino è di grande qualità o anche è pieno di conservanti, solfiti e additivi regolatori di acidità è il bicarbonato di sodio e il trucchetto consiste nel versare il bicarbonato di sodio nel vino. Pertanto il bicarbonato di sodio, per le sue caratteristiche alcaline, può essere utilizzato per sperimentare la qualità del vino. Se si ha acquistato una bottiglia di vino all’enoteca o al supermercato, ma non sei sicuro che sia di ottima qualità, puoi usare il trucchetto del bicarbonato di sodio.
Fonte: Il Dunque.
Un vino pensato come dono ricco di significato attraverso un concept unico.
TO YOU è presentato in una bottiglia di vetro nero opaco che diventa una vera e propria lavagna, una tela intonsa su cui scrivere o disegnare. In dotazione, con il vino, due gessi bianchi e un “cancellino”, il tipico di feltro arrotolato. Il tocco glamour è il sovra tappo color rame metallizzato con il logo CECI 1938. La bottiglia è chiusa da un tappo a corona. Questa bottiglia rende le mani protagoniste di questa creazione, con la loro capacità di creare, donare e condividere. Le mani disegnano e danno vita ad un decoro unico, creativo, personalizzato senza porre limiti alla libertà di espressione. Un vino che si fa portatore di un messaggio, di una dichiarazione d’amore o di un dolce augurio, attraverso l’utilizzo del gessetto e del cancellino “come quello di una volta”.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Il nutrizionista Giuseppe Vinci: “Per Chi è senza particolari patologie un poco di vino ai pasti non fa male”.
L’Irlanda ha deciso di equiparare l’alcol alle sigarette e di scrivere, anche sulle etichette del vino, che fa male alla salute. Con l’approvazione della Commissione Ue. Antonella Viola, ricercatrice e docente all’Università di Padova, volto noto della tv specialmente nel periodo del covid, ha affermato che anche un consumo moderato di alcol “danneggia” il cervello e aumenta il rischio di tumori”. E ancora: “chi beve ha il cervello più piccolo”. Secondo la scienziata bere vino fa male alla salute perché favorisce lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, tra cui quello al colon e al seno. Il sostegno della dottoressa alla decisione irlandese, come ci siamo già detti, ha messo altra legna sul fuoco delle polemiche. Al diktat “il vino fa male alla salute” hanno replicato tutti.
Fonte: Itaca Notizie.
Vino: nella Capitale debutta Wine Cube – A Great Experience.
Assaggi dall’Italia e da Austria, Germania, Slovenia, Spagna, fino alla Francia dei Bordeaux e degli Champagne ma soprattutto masterclass esclusive e incontri con produttori, ristoratori, esperti e opinion leader del panorama italiano e internazionale per “elevare al cubo l’esperienza del vino”. E’ quanto propone a Roma “Wine Cube – A Great Experience”, evento ideato da Partesa, azienda operante in Italia nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca.. L’appuntamento è in programma il 20 e 21 marzo al Salone delle Fontane, dalle 11.00 alle 19.00.
Fonte: ANSA.
L’Italia del vino oltre l’etichetta.
Dire che fa bene non è corretto, ma è sbagliato demonizzare un prodotto della nostra cultura e tra i cardini del Made in Italy. La possibilità che alcuni Paesi europei, come ha fatto l’Irlanda, equiparino il vino alle sigarette indicando sull’etichetta che «nuoce gravemente alla salute» ha innescato un meccanismo di non dialogo dividendo la platea tra chi inneggia al vino, arrivando a dire «che fa bene», e chi lo demonizza con una serie di sfumature scientifico-mediche. Così finiamo per dimenticarci il valore che il vino ha per la nostra economia, la nostra storia, per il rapporto con la nostra cucina, con il brand Italia, perdendo l’occasione per essere propositivi in una vicenda nella quale salire sulle barricate rischia di essere l’azione peggiore per far ascoltare la propria voce.
Fonte: La Repubblica.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 4 marzo 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Degustazioni, masterclass e musica Un week end da wine lovers.
Da venerdì 10 a domenica 12 marzo, in piazza Città di Lombardia, torna Milano in Vino, la mostra-mercato dedicata al vino di qualità. Organizzata da Arte del Vino e giunta all’ottava edizione, la Fiera Nazionale Milano in Vino accoglie etichette e produttori da tutta Italia e dà ai wine lovers la possibilità di conoscere piccole e grandi realtà della vitivinicoltura nostrana, senza muoversi da Milano. Oltre sessanta aziende, per un totale di più di trecento etichette da tutta la penisola, saranno a disposizione degli appassionati conoscitori così come dei semplici curiosi. Un’occasione unica per scoprire, i profumi, i sapori e le sfumature del grande “vigneto Italia”, raccontato in prima persona dai vignaioli.
Fonte: Metro.
In cantina – Cheval Blanc, quotazioni in calo.
Diminuzione media del 5,76% alle aste per gli 84 milllesimi dal 1918 al 2017 Cheval Blanc, quotazioni in calo di Cesare Pillon Sotto esame, questa settimana, le bottiglie di Château Cheval Blanc quotate sia alle aste del 2022/23 che a quelle del 2021. Sono state poste a confronto, come sempre le quotazioni massime. Il valore complessivo delle 84 bottiglie, che nel 2021 era di 83.438 euro, è sceso adesso a 78.632 con una perdita di 4.807 euro, cioè del 5,76%. Una diminuzione che in anni tumultuosi come questi, con saliscendi di valore accentuati, si potrebbe archiviare come non preoccupante se non fosse troppo generica, dal momento che gli 84 millesimi esaminati vanno dal 1918 412017, ovvero esattamente un secolo.
Fonte: Milano Finanza.
Panorama – Vino, a sorpresa Zenato evita la liquidazione.
Tolta dal mercato una cantina che stava catalizzando l’interesse di molti investitori. Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci di Zenato ha infatti deliberato all’unanimità la riassegnazione agli stessi soci del significativo pacchetto azionario che su istanza del Tribunale di Venezia si apprestava a essere messo sul mercato. Zenato è uno dei marchi più conosciuti della Valpolicella e dell’Amarone, ma va anche ricordato come il compianto Sergio Zenato anni fa fu trai primi a scommettere su un vino bianco del Garda, il Lugana, diventato poi in anni recenti una delle Doc più performanti. Nei mesi scorsi, a causa dell’alta conflittualità tra i diversi membri della compagine sociale, e della famiglia, era stato impossibile nominare il nuovo consiglio di amministrazione.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Brunello di Montalcino al top.
In forte crescita fatturato (+ 18%) ed esportazioni del Brunello di Montalcino. Secondo il Consorzio di tutela, gli Stati Uniti valgono il 30% del mercato.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
I vini teramani sotto la lente di 50 giornalisti specializzati.
Con la presenza della stampa nazionale di settore è partita alla sala ipogea “La Nostra anteprima – The cool on the hills”, l’iniziativa organizzata dal Consorzio Tutela Vini Colline Teramane per valorizzare il patrimonio vitivinicolo della provincia. 50 giornalisti da tutta Italia hanno assaggiato in anteprima 37 vini di annate non ancora in commercio della denominazione “Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Docg”. La stampa ospite ha incontrato 27 produttori del Consorzio nella pinacoteca civica. Il programma de “La Nostra Anteprima” continuerà da oggi a lunedì 6 marzo tutti i pomeriggi dalle 14.30 alle 19.30 con i banchi di assaggio aperti al pubblico e operatori di settore nella pinacoteca civica (costo dell’ingresso 15 euro, non è necessaria la prenotazione).
Fonte: Centro Teramo.
Il Prosecco ha fatturato 3 miliardi 638 milioni le bottiglie vendute.
Il Prosecco continua la sua marcia inarrestabile e si conferma come il vino spumante più conosciuto al mondo. Nel 2022 sono state vendute infatti 638 milioni di bottiglie per un controvalore di oltre 3 miliardi di euro. Sono questi i dati più significativi del bilancio 2022, resi noti dal Consorzio della grande Doc Veneto-Friuli presieduta da Stefano Zanette. Con i conti che testimoniano dunque l’ottimo stato di salute del Prosecco Doc, il Consorzio che tutela e promuove le note bollicine veneto-friulane chiude l’anno 2022 registrando un incremento dei volumi di produzione (+1,8% sul 2021), ma soprattutto un aumento più che proporzionale dei valori (+11,5% sul 2021) per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre 3 miliardi di euro. La quota export, per la prima volta, si spinge all’81,2%, mentre il consumo interno nel 2022 si è attestato al 18,8% delle vendite totali, confermando comunque la leadership della denominazione a livello nazionale.
Fonte: Messaggero Veneto.
Primavera dei vini quattro domeniche cento etichette con i rossi di Rovescala.
Domani, e per tutte le domeniche di marzo, a Rovescala è in programma la XXXVII’ Primavera dei vini — festa del bonarda, manifestazione organizzata dalla Pro loco Rovescala, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e in collaborazione con la biblioteca civica, gli Alpini e l’Auser. Le quattro domeniche (5, 12, 19 e 26 marzo) saranno sempre caratterizzate dalla presenza di un banco di assaggio, con possibilità di acquisto, di oltre 100 etichette di vini dei produttori locali, uno stand gastronomico con specialità tipiche del territorio oltrepadano, aperitivi in piazza e il gelato artigianale con “Borelli Lab”. Per trovare posto al tavolo delle specialità gastronomiche occorre prenotarsi, chiamando uno dei seguenti numeri: 338.3073700 o 338.1920256. Inoltre tutte le domeniche, con partenza alle 15 dal palazzo comunale, sono previste delle escursioni, delle passeggiate alla scoperta del centro storico e dei vigneti (prenotazioni e informazioni al numero 340.2506087).
Fonte: Provincia – Pavese.
Cinque appuntamenti per la riscoperta dei grandi vini del Nord.
Cultura del vino e degustazione, all’Hub di Voghera (piazzetta Garibaldi) una serie di lezioni per imparare ad amare il nettare di Bacco. Sono 5 gli appuntamenti, da marzo a maggio, nel corso dei quali il divulgatore del vino, degustatore e vice curatore della guida Slow Wine, Paolo Camozzi, guiderà i partecipanti alla scoperta di altrettante zone vocate all’enologia. L’Hub di Voghera si conferma un contenitore plastico ed eterogeneo di idee e spunti per il territorio. Dagli spazi per lavorare e per incontrarsi, agli eventi di promozione. Questa volta mette in campo 5 date, tutte la sera dalle 20,30 alle 22,30 per approfondire la conoscenza di diversi vini, anche non della zona, e far crescere la cultura enologica che serve a esperti e sommelier.
Fonte: Provincia – Pavese.
Torino brinda con il Salone del vino – Torino brinda con il Salone del vino.
Da oggi a lunedì eventi in tutta la città dedicati alle elichel le piemontesi e non solo di Plgrp Gentatna mole illuminata augura la prima edizione del Salone del vino di ‘ibrino. Dal 4 al 6 marzo un evento diffuso che vuole unire cultura, territorio e meraviglia nell’assaggio ciel vino. Sono coinvolti quattro luoghi simbolo della città ed un palinsesto di oltre rcxr eventi «off» in numerose location tra ristoranti, osterie, enoteche e luoghi cult da San Salvarlo a Vanchiglia, passando per il Quadrilatero fino alle periferie. Presso 11 Museo del Risorgimento, le sale di Palazzo Carignano diventano la Casa del Gambero Rosso con una selezione dl oltre 6o produttori piemontesi tra cui una ventina di grandi cantine provenienti da tutta Italia con un calendario di io degustazioni guidate e gratuite. Alla Cavallerizza Reale saranno presenti I consorzi, le enoteche regionali ed un centinaio di aziende in collaborazione con Go Wine e Fisar’ Torino.
Fonte: Corriere Torino.
Cene, degustazioni e artisti Via al primo Salone del vino.
Eventi con 250 produttori sparsi in quattro sedi “auliche” fino a lunedì Cene, degustazioni e artisti Via al primo Salone del vino La Notte Rosso Barbera e la Mole colorata di viola, come il vino che inonderà Torino: ieri la serata di concerti nelle piole e la speciale illuminazione del simbolo cittadino hanno dato il via alla prima edizione del Salone del Vino, che si svolgerà da domani a lunedì, con lo slogan “la città del gusto omaggia la regione del vino”. «Questo Salone aumenta l’offerta di eventi in città, arricchisce la vita dei torinesi e attira turisti attraverso il vino, uno dei nostri simboli a livello internazionale» rivendica il sindaco Stefano Lo Russo. Aggiunge il direttore Patrizio Anisio: «Non creeremo una fiera ma un Salone del vino.
Fonte: CronacaQui Torino.
Grazzano Badoglio Tre giorni di ‘Grignolino: il Nobile Ribelle’.
Da sabato 11 a lunedì 13 marzo masterclass, food, territorio e arte. Oltre 140 le etichette che saranno in degustazione, circa 120 i produttori partecipanti • Ire giornate (di cui una rivolta ad operatori di settore, giornalisti, blogger e wine tender); tre masterclass; Fresa come vino ospite 2023. E tutto pronto per la nuova edizione de ‘Grignolino: il Nobile Ribelle’, grande evento, interamente dedicato al Grignolino in programma dall’ 11 al 13 marzo a Grazzano Badoglio, promosso dall’Associazione Italiana Sommelier del Piemonte, con organizzazione a cura delle delegazioni di Asti e di Casale Monferrato e con il contributo di Consorzio di tutela vini Colline del Monferrato Casalese, Associazione Monferace, Consorzio Gran Monferrato, Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato e Associazione Produttori di Grignolino d’Asti Doc e Piemonte Doc Grignolino. Patrocinio del Comune di Grazzano.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Torino in un calice di vino degustazioni, talk e street food.
Torino si candida a diventare la città del vino. Da oggi a lunedì la città presenterà al pubblico l’intero panorama dei vini piemontesi con il “Salone del vino”: da quelli dell’alto Piemonte a quelli della Val di Susa, passando per il pinerolese e le colline novaresi, senza tralasciare il Canevese, raggiungendo l’Alto Monferrato, l’Astigiano e le colline di Torino, e poi ancora il Cunese con le Langhe e il Roero e i territori della Val Bormida, ai bordi della Liguria.
Fonte: Repubblica Torino.
Novant’anni di Cantina – Novant’anni e non li dimostra L’Antica Cantina, storica cooperativa tra le prime in Italia, prepara i festeggiamenti.
Nata il 6 maggio 1933 da 30 soci lungimiranti, oggi continua la sua attività per la qualità e l’artigianalità del vino. Con una bottiglia per l’anniversario. I compleanni, come i novant’anni de “L’Antica Cantina” di San Severo, son quelli che vanno celebrati in modo solenne perché raccontano la storia di un territorio, dell’uva e del vino, dei sacrifici e dell’impegno degli uomini e delle donne che ne hanno scritto le pagine e che continueranno a scriverne. La memoria storica, serve a far comprendere il presente, affinché la proiezione verso il futuro sia convinta. La vigna e il vino, le lotte bracciantili. II 6 maggio 1933, trenta soci lungimiranti, facevano nascere la Cantina Sociale San Severo Società Cooperativa, una delle prime in Italia – oggi nota come “L’Antica Cantina” — perché dovevano dar valore a ciò che producevano. “Dare valore alla terra e al lavoro — ha esordito a l’Attacco, il presidente della cooperativa, Ciro Caliendo.
Fonte: L’Attacco,
II vino Amore Infinito Uve dall’estero per una bottiglia tutta pugliese.
L’etichetta Amore Infinito 2020 Puglia IGP Az.; Cantine Ferri Uve: Syrah Prezzß: 15 Euro II vino. Amore Infinito Uve dall’estero per una bottiglia tutta pugliese di Pasquali Porcelo Io confesso ho una certa prevenzione all’uso dei vitigni internazionali fuori dalla loro zona d’origine. Usati come «migliorativi» il più delle volte stravolgono II carattere originario del vitigno autoctono che dovrebbero affiancare, prendendone frequentemente il sopravvento in termine di espressione. Anche la loro vinificazione in purezza difficilmente è riuscita a trovare realizzazioni che possano competere, sia pur nella diversità geografica, con gli originali. Per questo potete immaginare la mia diffidenza quando misi propone in degustazione uno dei tanto celebrati vitigni in questo caso il Syrah. II vitigno trova in regione buona diffusione già da molti anni. I dati riportati dall’American Association of Wine Economists (Aawe) lo vedono in termini di superfice vitata (779 ettari) appena sotto il Bombino Nero con 857 ettari, ma sopra addirittura al Piano che ne conta 738 e questo la dice lunga sull’utilizzo del Syrah in Puglia.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia,
Il vino fa bene alla salute.
Convegno a Sava il 4 marzo alle 17.30 su iniziativa di Fratelli d’Italia 11 I vino fa bene alla salute’; è il titolo del dibattito promosso dalla sezione savese di Fdi per il prossimo 4 marzo alle ore 17.30 nella sala Amphipolis del palazzo municipale. Dopo i saluti istituzionali da parte dei deputati ionici Dario laia, Giovanni Maiorano e Maria Nocco, seguiranno quelli del consigliere regionale Renato Perrini e dei presidenti provinciali di Coldiretti e Confagricoltura, Alfonso Cavallo e Luca Lazzaro. Sarà un’occasione per discutere sugli avvertimenti in etichetta, così come proposti dall’Irlanda e sugli effetti che tale misura potrebbe generare sull’intero comportato vitivinicolo. “Occorre difendere l’eccellenza — rimarca l’onorevole Dario laia — il vino è, senza dubbio, uno tra i prodotti più rappresentativi del nostro territorio. Fino a qualche mese fa, nessuno ha mai, nemmeno lentamente, pensato o dichiarato che potesse nuocere alla salute.
Fonte: Lo Jonio,
La dop Manduria alla conquista della Germania.
Quattro eventi a marzo tra Monaco di Baviera e Düsseldorf per la valorizzazione e la promozione del Primitivo di Manduria nati dal Consorzio di Tutela e Gambero Rosso “Una bella vetrina per la nostra dop dove uno del mercati di rifermento è proprio la Germania. Qui il nostro vino raggiunge ottimi risultati assicurandosi una grande fetta del proprio export, circa il 25 per cento”. IL CONSORZIO DI TUTELA DEL PRIMITIVO DI MANDURIA PORTA LA SUA DOP IN GERMANIA TRA CENE DEGUSTAZIONI, MASTERCLASS E MOMENTI DI APPROFONDIMENTO. Ventitré aziende con 40 etichette sono pronte a sbarcare nel primo mercato di riferimento con 4 appuntamenti internazionali, finanziati dal Consorzio di Tutela e organizzati dal Gambero Rosso, tutti volti alla valorizzazione e alla promozione del grande rosso pugliese. Il primo denominato “Road Show” si terrà a Monaco di Baviera mercoledì 15 marzo 2023 presso il Ristorante Martinelli, prestigiosa location premiata dalla guida Top Italian Restaurants.
Fonte: Lo Jonio.
Grande attesa per lAnteprima del “Chiaretto di Bardolino”.
L’evento va in scena, domani e lunedì, presso la Dogana Veneta di Lazise Grande attesa per l’Anteprima del “Chiaretto di Bardolino” Domani l’evento sarà aperto al pubblico, lunedì agli operatori specializzati Ho.Re.Ca e della distribuzione La tredicesima edizione dell’evento Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, dedicato al vino rosa veronese, andrà in scena domenica 5 e lunedì 6 marzo presso la Dogana Veneta di Lazise. Durante la manifestazione, organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, sarà possibile assaggiare la nuova annata del Chiaretto di Bardolino, il vino rosa da uve Corvina che nasce sulla sponda orientale del lago di Garda (in degustazione 120 etichette di 40 produttori gardesani). L’ospite speciale della rassegna sarà la Scuola della Formazione Professionale Salesiani Bardolino, che presenterà il vino rosato prodotto dai propri allievi cantinieri nel vigneto sperimentale della rocca di Bardolino.
Fonte: Arena.
Anteprima del Chiaretto con quaranta produttori.
Toma nella sede che l’ha resa celebre l’Anteprima del Chiaretto di Bardolino, in programma domani per il pubblico (dalle 10 alle 18) e lunedì per gli operatori dell’accoglienza, della ristorazione e della distribuzione (dalle 14 alle 18). «Corvina Manifesto – L’Anteprima del Chiaretto di Bardolino» il titolo della 13a edizione di questo evento che richiama sempre più visitatori. Organizzata dal Consorzio di tutela del Chiaretto di Bardolino, la manifestazione sarà la vetrina privilegiata di 120 etichette di 40 produttori gardesani del vino rosa che nasce da uve Corvina sulla sponda orientale del lago di Garda. Ospite speciale sarà la Scuola di formazione professionale Salesiani Bardolino, che presenterà il vino rosato prodotto dai propri allievi cantinieri nel vigneto sperimentale della Rocca di Bardolino.
Fonte: Arena.
Prosecco di record in record La Doc vale 3,3 miliardi.
Nel 2022 638 milioni di bottiglie. Export, gli Usa davanti al Regno Unito viso Due numeri. II primo è quello delle bottiglie: 638,5 milioni. Il secondo è quello del valore stimato: 3,35 miliardi di euro. Il Prosecco Doc ha presentato ieri i dati del 2022, che segnano l’ennesimo record sia dal punto di vista quantitativo (+1,8% sul 2021, quando si era giunti a 627,5 milioni di bottiglie per 3 miliardi) che sul valore (+11,5% sul 2021), mostrando che i valori sono cresciuti in maniera più che proporzionale. Merito anche del Rosé, che ha partecipato con 6o milioni di bottiglie e ormai è ovunque a scaffale nei supermercati e nelle liste dei vini dei ristoranti. Dati destinati a confermarsi anche quest’anno: Z primi due mesi fanno prevedere in media un’ulteriore crescita nelle vendite del 2023. Un risultato ottenuto dal presidente Stefano Zanette immettendo nel mercato le giuste quantità di vino per mantenere stabili i prezzi in un mondo dove domanda e offerta oscillano a ritmi vertiginosi, come o durante la pandemia.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Il Prosecco “vale” 3 miliardi, vola l’export.
Produzione più 1,8%, cresce molto di più il valore ?I1 presidente del Consorzio Doc Zanette: «Siamo Usa primo mercato estero, Gran Bretagna superata di gran lunga la prima denominazione italiana» LE BOLLICINE VENETO-FRIULANE CONQUISTANO LA FRANCIA CON AUMENTI A DOPPIA CIFRA. Bilancio Prosecco Doc: consumi in crescita e bilancio in salute. Esplode l’export con consumi oltre l’80%: la novità è che gli Stati Uniti sorpassano il mercato inglese diventando la prima destinazione del prosecco veneto e friulano. A due mesi dall’inizio del 2023 il Consorzio della Doc comunica i dati ufficiali dell’annata precedente. Con un bilancio che testimonia l’ottimo stato di salute del Prosecco Doc, il Consorzio che tutela e promuove le note bollicine veneto-friulane chiude l’anno 2022 registrando un incremento dei volumi di produzione (+ 1,8% sul 2021) e un aumento più che proporzionale dei valori (+ 11,5% sul 2021) per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre 3 miliardi di euro.
Fonte: Gazzettino.
Prosecco a 3 miliardi Balzo negli Stati Uniti.
Il Consorzio di tutela del Prosecco Doc chiude l’anno 2022 registrando un incremento dei volumi di produzione (+1,8% su12021) e un aumento più che proporzionale dei valori (+11,5%), per un totale di 638,5 milioni di bottiglie vendute e un controvalore stimato di oltre 3 miliardi di euro. La quota export, per la prima volta, si spinge all’81,2%, mentre il consumo interno nel 2022 si è attestato al 18,8% delle vendite totali. Anche per quanto riguarda la vendemmia dello scorso anno i segnali sono positivi, con volumi in grado di soddisfare l’intero 2023. Sul fronte dei mercati esteri, risalta il balzo compiuto dagli Stati Uniti, che con una crescita del 5,8% hanno sorpassato il Regno Unito, a volume, mentre da diversi anni risultano al vertice in termini di valore.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Docg festeggia a quota 2.732 Matrimonio fra terre Unesco.
Matrimonio fra terre Unesco Positivi i primi dati di vendita della denominazione nel 2023 II Conegliano-Valdobbiadene sale al rifugio Lagazuoi perla Dolomiti Expo. I mercati del vino stanno crollando. Dalla Spagna all’Australia, dove addirittura stanno estirpando ettari di vigneti. Il Prosecco, invece tiene, specie il Superiore Docg Conegliano Valdobbiadene, che salirà fino ai 2.732 metri grazie al gemellaggio siglato con il Lagazuoi Expo Dolomiti. Eventi, mostre e attività per unire promuovere territori ed eccellenze Patrimonio dell’Umanità, in vista di Milano Cortina 2026. Le vendite di gennaio hanno eguagliato quelle del gennaio 2022. Per brindare, il Consorzio presieduto da Elvira Bortolomiol salirà fino al Lagazuoi, sopra passo Falzarego. «Lo farà — annuncia Diego Tomasi, il direttore — alzando i calici alla sostenibilità: quella delle Colline Unesco e delle Dolomiti Unesco, ma anche delle Olimpiadi 2026».
Fonte: Tribuna Treviso.
Bologna in cucina e in cantina, tradizione e non solo, con dieci indirizzi da ricordare.
La Dotta, la Rossa, la Grassa: Bologna è piuttosto conosciuta anche per queste tre sue note caratteristiche. Ricca di storia, è un’importante città universitaria, tanto che l’Alma Mater Studiorum, datata 1088, è la più antica istituzione accademica dell’Occidente. In tema di colore, basta faticare un po’ e arrivare fino in cima alla Torre degli Asinelli: al di là della vista spettacolare che spazia dalla pianura ai colli, si può osservare che i toni del rosso sono quelli che prevalgono, frutto fin dal medioevo dell’utilizzo del mattone bolognese. Infine, la peculiarità probabilmente più diffusa: già il gastronomo Pellegrino Artusi aveva affermato: “Quando sentite parlare della cucina bolognese fate una riverenza che la merita”..
Fonte: Italiaambiente.
Il vino è nato 11mila anni fa, la sua origine è scritta nel Dna.
L’origine dell’uva e quella del vino, che finora sono state un mistero finora irrisolto, risalgono a 11mila anni fa, grazie a due eventi di domesticazione separati geograficamente da più di 1.000 chilometri ma simili nel risultato, avvenuti in Asia occidentale e nella regione del Caucaso. Lo ha ricostruito la più vasta analisi genetica mai condotta, che ha esaminato oltre 3mila campioni di varietà di vite provenienti anche da collezioni private e da esemplari mai documentati. Lo studio è pubblicato sulla rivista Science, conquistando anche la copertina, dal gruppo internazionale guidato da Università agraria cinese dello Yunnan, Laboratorio statale di genomica agraria di Shenzhen e Accademia Cinese delle Scienze di Pechino, con la collaborazione italiana delle Università di Milano, Milano-Bicocca e Mediterranea di Reggio Calabria, del Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).
Fonte: ANSA.
Il riscaldamento globale cambia (anche) il gusto al vino.
Recuperate la lista delle cose belle della vita che il riscaldamento globale sta mettendo a rischio e preparatevi ad aggiungere la voce “vino”. E probabilmente non per i motivi che immaginate. Perché è vero che da un lato l’aumento delle temperature globali si sta dimostrando paradossalmente un vantaggio per chi produce vino: fa sempre più caldo, e si può piantare la vite anche in aree dove tradizionalmente non cresceva. L’esplosione dei vini inglesi degli ultimi anni è un esempio clamoroso: in un Paese che non è certo noto per la sua produzione vinicola ci sono oggi circa 500 vigneti che producono una grande varietà di vini diversi. Dove sta allora il problema? Per dirla in modo semplice, il gusto del vino sta cambiando, perché stanno cambiando le condizioni geografiche e anche la composizione del suolo; e quindi diventa sempre più difficile ottenere gli stessi sapori che caratterizzano da sempre certi vitigni.
Fonte: Focus.it.
L’effetto salutare del vino è dimostrato dalla scienza.
“Sono trent’anni che il mondo scientifico affronta il tema del rapporto tra vino e salute ed è assodato da molti studi che il consumo moderato è protettivo contro lo sviluppo delle malattie coronariche e delle patologie associate allo stress ossidativo. – Afferma Vincenzo Gerbi, presidente del Comitato Scientifico ONAV, organo unico nel proprio genere, voluto dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino. – Il potenziale beneficio salutistico del vino è stato principalmente attribuito ai composti polifenolici, in particolare flavonoidi, presenti in abbondanza e in forma biodisponibile nel vino. Stupisce quindi che nel recente dibattito sia completamente ignorata questa parte della ricerca scientifica e sia stato enfatizzato solo l’effetto deleterio dell’etanolo, qualunque sia la sua origine e la modalità di consumo.”.
Fonte: Teatro Naturale.
Il ruolo delle fiere del vino, e come scegliere quelle giuste: le riflessioni di produttori.
Sempre più importante che la fiera abbia un target preciso, in linea con quello della cantina. Da Bologna, in Slow Wine Fair, parlano i “vigneron”. Sempre più importante che la fiera abbia un target preciso, in linea con quello della cantina. Da Bologna, in Slow Wine Fair, parlano i “vigneron”. Parlano Alessio Planeta (Planeta), Francesco Marone Cinzano (Col d’Orcia), Enrico Drei Donà (Drei Donà-La Palazza), Andrea Contucci (Contucci), Isidoro Vajra (G. D. Vajra), Valentina Di Camillo (I Fauri), Sergio Germano (Ettore Germano), Rocco Toscani (Toscani), Alberto Paltrinieri (Paltrinieri) e Maria Grazia Mammuccini (Mannucci Droandi).
Fonte: WineNews.
Difesa del vino in Europa, etichettatura: intervista al ministro dell’Agricoltura Lollobrigida a 4 mesi dall’incarico.
Qualche settimana fa il Governo Meloni ha superato il traguardo dei primi 100 giorni di Governo: 100 giorni impegnativi, tra Legge di Bilancio da portare a casa e conseguenze della guerra in Ucraina a cui far fronte. Il vino, in particolare, ha dovuto fare i conti con la spinosa “questione irlandese”, inserita nella più ampia discussione sulle conseguenze del consumo di alcolici sulla salute. Questione su cui il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, si è più volte speso, fino a portare in dono al suo omonimo irlandese una bottiglia di vino per cercare di alleviare la tensione. “Il vino nuoce alla salute … di chi non lo beve” è diventato il suo mantra delle ultime settimane. Assieme a lui, abbiamo provato a fare un bilancio di questi mesi e a delineare le prospettive per quelli a venire.
Fonte: Gambero Rosso.
Finalmente la Toscana (75).
Sembra incredibile, lo so, ma sono quasi due anni che parliamo di vino e ancora non ci siamo occupati della Toscana. Regione simbolo, assieme al Piemonte, dell’enologia di qualità, la Toscana è considerata l’ambasciatrice nel mondo del Made in Italy enologico. Questo suo prestigio si deve al fatto che, per prima, la Toscana è stata oggetto di interesse e di investimenti da parte dei grandi capitali stranieri, Inghilterra e Stati Uniti in primis, e per questo ha assunto, prima di ogni altra regione Italiana, il ruolo di riferimento per i mercati esteri. Patria di innumerevoli zone vinicole, che non riuscirò a elencarti tutte in questo articolo, si è soliti catalogare la Toscana tra denominazioni storiche e denominazioni nuove. Le denominazioni storiche ricadono essenzialmente nella Toscana Centrale, quella Collinare, e vedono la predominanza pressoché totale dell’uva Sangiovese. Tra le tante esistenti, le tre denominazioni principali sono Chianti, Montalcino e Montepulciano.
Fonte: Cremona Sera.
“Così 11 mila anni fa è nata l’uva da vino”, la scoperta fatta anche da ricercatori di Palermo.
Il vino ha 11 mila anni. A datarne le origini una ricerca alla quale ha partecipato il Centro nazionale per la biodiversità (Nbfc) di Palermo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Science ed è basato sulla più vasta analisi genetica mai condotta, che ha esaminato oltre 3 mila campioni di varietà di vite provenienti anche da collezioni private e da esemplari mai documentati. Finora non era mai stato individuare il momento e il luogo esatto dell’origine del vino, principalmente a causa di analisi genetiche che avevano riguardato soltanto poche varietà. Le principali ipotesi, si legge su Ansa.it, sostenevano che la coltivazione della vite da vino (Vitis vinifera) fosse nata da un’unica domesticazione della varietà selvatica (Vitis sylvestris), avvenuta in Asia occidentale prima dell’avvento dell’agricoltura e che le varietà di uva da tavola fossero arrivate solo molto più tardi. Il nuovo studio smentisce però questo scenario: gli eventi di domesticazione della vite selvatica sono stati in realtà due, uno in Asia occidentale e l’altro nella regione del Caucaso, al confine tra Asia ed Europa. Inoltre, i due eventi sono avvenuti contemporaneamente, circa 11mila anni fa.
Fonte: Palermo Today.
Le giornate delle “Donne del vino” 2023 nel segno di un mondo unito.
Donne , vino: un mondo unito”. È con questo tema che si sono aperte l’1 marzo le Giornate delle Donne del Vino, (1°-12 marzo 2023), organizzate in occasione dell’8 marzo, per trasmettere un messaggio comune di unione, dialogo e apertura a un network internazionale di donne per incrementare la cultura del vino e la valorizzazione femminile nel settore vitivinicolo. Decine di eventi, convegni, dibattiti in tutta Italia così come in Puglia dove imprenditrici, sommelier, enologhe e ovviamente wine lovers celebreranno questa ricorrenza, decise a rendere omaggio alla cultura e ai luoghi del vino, portando alla scoperta di un mondo affascinante dove le donne si sono affermate con talento e professionalità. Le iniziative prenderanno il via mercoledì 8 marzo, con la tavola rotonda “Donne, vino: un mondo unito. Competenze e creatività internazionale”, che vedrà coinvolta tutta la delegazione regionale
Fonte: BrindisiReport.
Il vino della settimana: il Pinot Nero delle nevi.
Sulle pendici delle Dolomiti, in Trentino, nasce un vino di montagna unico, fatto con uno dei vitigni più affascinanti e complessi del mondo: il Pinot Nero. A realizzarlo, nella sua Tenuta Hofstätter, il viticoltore Martin Foradori: qui l’uva nasce in uno scenario straordinario, nel Maso Michei, nella valle dei Ronchi. Ogni operazione viene fatta a mano, compresa la potatura che avviene con i piedi immersi nella neve. L’eleganza dell’annata 2020 emerge nel ricco bouquet di frutti rossi e piccole spezie e nell’armonia e mineralità che emergono al palato. Un calice che sa intrecciare finezza e tenacia.
Fonte: Repubblica TV.
STAMPA ESTERA
Of vino, veritas.
The origin of grapevines is a tangled vine itself ACCORDING TO THE Bible, Noah was the first man to make wine. He was also, not unrelatedly, the first man to drink to excess, be found naked in his own vineyard, and wake up with a hangover. But, certain colourful details aside, this legend of the most premier of crus is not too far off the standard picture of the birth of viticulture: a single domestication that happened thousands of years in the past. But how many thousands? Most domestications of Old World crops and animals are thought to have taken place during a white-hot period of innovation between 15,000 and io,000 years ago. Grapes were a notable exception. Small-scale genetic analyses had pegged their cultivation as happening between 15,000 and 400,000 years ago—a range implausibly wide, not least because, a few minor excursions aside, Homo sapiens left Africa only about 60,000 years before the present day. This estimate of when grapes were first cultivated has nowbeen pruned. In a study just published in Science, Chen Wei of Yunnan Agricultural University, in China, and a team of collaborators from across the world, have distilled a new picture. Grapevines were, it seems, domesticated on two occasions, in quick succession but in different parts of the world, about ii,000 years ago. That makes the old model so much noble rot. “Now that whole building just collapsed,” says Dr Chen. The •confusion was caused not by poor analysis but limited data. Indeed, one of Dr Chen’s own papers provided evidence for the 400,000 year figure, based on some 70 varieties of wild grapes from a small region of Germany. His new work tramples over such limitations by including over 3,500 varieties from the full terroir of existing viticulture: i,000 or so wild; the remainder cultivated. Getting hold of that many samples was not easy. Dr Chen’s team relied on thegood will of collaborators, enthused by the prospect of participating in a definitive study with generous funding, provided mostly by Chinese scientific bodies. Kristina Margaryan, of the Institute of Molecular Biology in Armenia, for instance, spent weeks trekking with colleagues through her country’s hills, collecting what would later turn out to be hundreds of hitherto unknown varieties of wild grape. Elsewhere, researchers negotiated with vineyard owners to take samples from their precious vines. Thousands of these were then sent to Dr Chen’s laboratory, where each had its DNA extracted, sequenced and fed into a supercomputer for analysis.
Fonte: Economist.
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A risentirci a domani.
