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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 31 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Alleanza a tre sul vino.
Italia, Spagna e Francia fanno fronte comune sulle etichette perii vino. «Documento comune , verrà sottoscritto anche da altre nazioni», ha detto il ministro Francesco Lollobrigida.
Fonte: Corriere della Sera.
Guerra del vino, Madrid e Parigi alleate di Roma Dublino resiste – Da Roma, Parigi e Madrid un fronte unico per il vino.
Francia e Spagna si schierano con l’Italia contro le etichette «sanitarie». Ma Dublino non molla. «Qui serve un sistema di informazione corretto. Solo gli eccessi causano rischi» Francesco De Remigis • Parola d’ordine: fare squadra. L’hanno capito subito Italia, Francia e Spagna. Sul vino, bisogna abbracciare una battaglia comune nell’Ue. E se ci attaccano sulle eccellenze alimentari, ci si difende insieme. Non è infatti solo un simbolo, il Nettare di Bacco. Ma un business. A cui ha provato a mettere i bastoni tra le ruote il recente ok della Commissione europea ai messaggi allarmistici piazzati sulle bottiglie: i cosiddetti alert sanitari.
Fonte: Giornale.
Piedirosso, la magia che sa di eterno dei Campi Flegrei.
S’addice al vino quel pensiero affascinante e compiuto di Sant’Ago atino che nelle Cor;fessioni parla del tempo. Sediamoci e ascoltiamo Eduardo De Filippo: «Dimane nun esiste. E ‘a juorno primma, siccome se n’è gghiuto, manco esiste. Esiste sulamente stu mumento’e chistu rito ‘e vino int’ ‘a butteglia. E che ffaccio, m”o perdo? Si m”o perdesse mane”a butteglia me perdunarria. E allora bevo… E chistu surz”e vino vence ‘a partita cu 1’eternita’ l ». A me piacerebbe far ascoltare questo verso alla Commissione europea che si ostina ad avere un approccio farmacologico al vino mentre ci propinano la farina d’insetti che l’Efsa sconsiglia di dare ai minorenni. E che ffaccio, m’o perdo? Non ci penso neppure soprattutto qui dove un vino antichissimo sgorga dalla magia dei Campi flegrei, dalle pendici del cratere Astroni che si specchia nel lago d’Averno.
Fonte: La Verita’.
«Sull’etichetta i benefici del vino».
II ministro Lollobrigida fa squadra coi colleghi stranieri «Sull’etichetta i benefici del vino». La minaccia, Bruxelles, su spinta di Dublino, entro tre anni vuole far scrivere su tutte le etichette delle bottiglie che il vino è correlato a patologie mortali. II progetto prevede inoltre di diminuirne il consumo del 1 0%. I produttori italiani ed esteri protestano. • L’Italia prova a sventare l’assalto al vino congegnato dall’Unione europea su spinta dell’Irlanda, e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ieri a Bruxelles, ha trovato un’intesa con gli omologhi francesi e spagnoli: «Abbiamo predisposto un documento che verrà sottoscritto anche dalle altre nazioni coinvolte». Le prime saranno Portogallo e Grecia.
Fonte: Libero Quotidiano.
Vino, l’alleanza con Francia e Spagna.
Lollobrigida vede il ministro irlandese Vino, l’alleanza con Francia e Spagna Si allarga il fronte dei Paesi che chiedono all’Irlanda di ripensare all’etichetta con avvertenze sanitarie sull’alcol tipo pacchetto di sigarette, e alla Commissione europea di intervenire. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha incontrato ieri a Bruxelles anche il suo omologo irlandese, ha annunciato che sta prendendo corpo una risposta comune da parte di un gruppo di Stati, tra cui Italia, Francia e Spagna, per etichette sugli alcolici «tese a informare, correttamente che gli eccessi di alcol portano danni», senza però creare «uno stigma per prodotti che assunti in maniera moderata possono invece essere fattori di benessere, e per noi il vino è proprio questo».
Fonte: Messaggero.
Piemonte Montalbera Castagnole Monferrato.
Il colore rubino con un sapore di rosa canina Fondata negli anni Ottanta dalla famiglia Morando, si estende su oltre cento ettari tra Monferrato e Langhe. Una tenuta circondata da vigneti disposti in forma circolare in posizione collinare, che si completa con le eleganti wine suites, per chi desidera un soggiorno “dentro la vigna”, ultima tendenza. I vigneti sono impiantati prevalentemente a Ruché, focus aziendale, che rappresenta circa il 60% dell’intera denominazione. Rigore, progettualità e interpretazione sono le basi della filosofia produttiva, che mette al VENETO.
Fonte: Messaggero.
Montelvini.
Nel 2022 il fatturato della cantina trevigiana ha raggiunto quota 31 milioni (34% dall’estero), con il record di 7,3 milioni di bottiglie commercializzate.
Fonte: Mf.
Italian Wine Brands.
Il cda ha approvato i ricavi consolidati su base annua pro-forma che sono risultati pari a 430,4 milioni, +5,2% rispetto al 2021. 11 gruppo è il principale player non cooperativo del vino italiano.
Fonte: Mf.
Langhe, il piacere della storia.
A Cassano Belbo (Cn) è aperto anche un Museo Enologico (con una sala dedicata al Vermouth). Viaggio a Casa Toso, tra degustazioni e memorie del territorio. In un luogo vocato e di straordinaria tradizione enologica come il Piemonte, ogni porzione di territorio ha caratteristiche e storie che lo rendono unico e che battezzano chi lo abita «figlio» di quelle colline per sempre. Già da questo punto di vista la famiglia Toso si distingue da oltre un secolo, perché Vincenzo Toso, il capostipite che agli inizi del Novecento diede via all’attività vitivinicola, era nato nell’astigiano, regno della Barbera. Quando, pert), sentì parlare di un vitigno dal gusto delicato e dolce, ottimo per dar vita a vini spumeggianti, decise che quella era la direzione da prendere.
Fonte: Mf.
Intervista a Stefano Francia – «Le etichette sul vino, preoccupati dal silenzio dell’Europa».
Emilia-Romagna Agricoltura «Le etichette sul vino, preoccupati dal silenzio dell’Europa» pericoloso allarmismo e disinformazione di Francesco Moroni «SONO brindisi amari quelli consumati nelle festività natalizie, a giudicare dai segnali che giungono dall’Unione europea. Il silenzio assenso della commissione europea rispetto alla norma con cui l’Irlanda introduce avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici, disincentivando di fatto il consumo di vino, rappresenta infatti un pericoloso via libera ad allarmismi e disinformazione, nonché un precedente rischioso per l’Europa, andando contro la definizione dell’etichettatura comune». Lo sottolinea Stefano Francia, presidente della Cia Agricoltori italiani dell’Emilia-Romagna, che con preoccupazione commenta il mancato intervento di Bruxelles in merito all’adozione della legge per gli «health warning» su vino, birra e liquori, da parte delle autorità di Dublino, superato il periodo di moratoria alla fine di dicembre.
Fonte: Resto del Carlino Top Aziende.
Vino, battaglia di Lollobrigida sulle etichette.
Ha incontrato il suo omologo irlandese e gli ha regalato una bottiglia di vino, perché il problema non è il consumo, ma il suo eccesso. I1 ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, da Bruxelles rilancia la battaglia italiana, e non solo, contro la decisione di Dublino di introdurre un’etichettatura per le bevande alcoliche, vino compreso, che prevede avvertimenti sui presunti rischi per la salute associati al consumo. «È un fatto di misura, di quantitativo del prodotto che fa la differenza. Non si può fare un ragionamento con l’accetta», ha avvertito Lollobrigida, spiegando ai aver trovato il collega Charlie McConalogue «non ostile», sebbene abbia precisato che la questione è anche competenza del dicastero della Salute.
Fonte: Secolo d’Italia.
Vino: iniziativa comune di Italia, Francia e Spagna contro le etichette in Irlanda.
II ministro Lollobrigida: «Non è il vino a danneggiare la salute, ma in realtà l’eccesso di consumo» Normative comunitarie Documento per la Ue che potrebbe essere firmato anche da altri cinque Paesi I147% delle bottiglie vendute nel mondo proviene da Italia, Francia o Spagna Micaela Cappellini L’Italia non è sola nella battaglia contro il bollino nero sulle bevande alcoliche. 11 nostro Paese presenterà infatti a Bruxelles un documento comune preparato insieme a Francia e Spagna, due big della produzione vinicola del continente, che altri cinque membri Ue – Portogallo, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria – sarebbero pronti a firmare. Lo ha annunciato ieri tl ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, a margine del Consiglio dei ministri dell’Agricoltura Ue a Bruxelles.
Fonte: Sole 24 Ore.
Dall’Asia al Sud America Veronafiere all’attacco con Vinitaly e Marmomac.
II polo veneto Le iniziative all’estero Marco Morino Nel 2022, tra le rassegne internazionali ospitate da Veronafiere, Vinitaly ha registrato la massima incidenza (28%) di compratori stranieri, provenienti da 139 Paesi, in rapporto al totale degli ingressi; un’edizione importante, che ha impresso un’ulteriore impronta business al più prestigioso salone del vino italiano. Internazionalità degli operatori professionali è stata anche la cifra di Marmomac (la fiera del marmo), con il 63% dei visitatori giunti a Verona da 132 nazioni. Ottimi risultati, inoltre, per le altre principali rassegne b2b e b2c del gruppo, come Fieragricola, Fieracavalli, Progetto Fuoco e Motor Bike Expo. Logico quindi che sia Vinitaly sia Marmomac rappresentino i due pilastri sui quali poggia la strategia per la promozione e il rafforzamento della Fiera di Verona – e delle filiere industriali collegate alle rispettive manifestazioni – sui mercati di tutto il mondo.
Fonte: Sole 24 Ore Rapporti.
Francia e Spagna alleate dell’Italia in difesa del vino.
Si allarga il fronte dei Paesi e delle parti sociali che chiedono all’Irlanda di ripensare all’etichetta con avvertenze sanitarie sull’alcol e alla Commissione europea di intervenire. Ieri, il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida ha confermato che sta prendendo corpo una risposta comune da parte di un gruppo di Stati, tra cui Italia, Francia e Spagna, per etichette «tese a informare correttamente» e che spieghino come «gli eccessi di alcol portano danni», senza però creare «uno stigma per prodotti che assunti in maniera moderata possono invece essere fattori di benessere, e per noi il vino è proprio questo».
Fonte: Stampa.
Il Morellino di Scansano protagonista all’estero.
EXPORTA +60% Il Morellino di Scansano protagonista all’estero … Vola l’export della Cantina vignaioli Morellino di Scansano, che nel 2022 ha segnato un + 60%. La cooperativa ha chiuso l’esercizio di bilancio con un fatturato con un +8,54% rispetto al 2021. La crescita è dovuta anche agli investimenti per aumentare ulteriormente la sostenibilità della produzione.
Fonte: Tempo.
L’Amarone si mette in mostra alla Gran Guardia a Verona.
Una sfilata di 64 aziende pronte a celebrare il millesimo 2018 del re della Valpolicella, il protagonista di Amarone Opera Prima in programma a Verona, al Palazzo della Gran Guardia il 4 e il 5 febbraio. Ticket: 35 euro in prevendita e 40 euro nelle giornate di manifestazione.
Fonte: Tempo.
Casa Vidaschi ospita Franciacorta Castello Bonomi.
Martedì 7 febbraio il sommelier Miro Caruso, organizza a Casa Vidaschi, il nuovo ristorante romano di Monteverde a via Lorenzo Vidaschi 59, una cena-degustazione a base di pesce, in abbinamento al Franciacorta Castello Bonomi (prenotazioni al numero 334 247 1016).
Fonte: Tempo.
Intervista a Chiara Soldati – «Basta vini internazionali Torniamo ai nostri autoctoni».
Chiara Soldati, cugina dello scrittore e Ceo della cantina «La Scolca» in Piemonte «Il futuro è nell’enorme varietà di vitigni che abbiamo in Italia». Il cognome è di quelli importanti, che possono anche «complicare» la vita. Specialmente se sei donna e ti dedichi al mondo del vino. Lei, però, l’esame lo ha passato a pieni voti: Chiara Soldati, Ceo della cantina «la Scolca» in Piemonte, l’anno scorso è stata nominata dal presidente della Repubblica Cavaliere del lavoro. «La più giovane in Italia – racconta – Una grande emozione ma io continuo ad aver voglia di andare avanti». Magari per capire tanta passione bisogna partire dall’inizio, sapere come è nato il suo amore per le vigne.
Fonte: Tempo.
Premio internazionale ai vini abruzzesi.
Imprudente: riconoscimento alla nostra terra. Nicodemi (Consorzio): traguardo importante. Vini abruzzesi in trasferta in California. F. proprio qui, a due passi da Napa Valley, il cuore pulsante della vitivinicoltura americana, che viene attribuito un importante riconoscimento alla qualità dei nostri vini. «È un grande onore per la nostra terra ricevere questo riconoscimento. Dal lancio del “modello Abruzzo”, nel sistema viticolo regionale si é registrata una svolta epocale che ha posto le basi per una crescita esponenziale della filiera», sottolinea il vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, in occasione della cerimonia di premiazione dei Wine Star Awards nella suggestiva cornice del maestoso Palazzo delle Belle Arti a San Francisco.
Fonte: Centro.
Enologia, il vino abruzzese conquista San Francisco.
«È un grande onore per la nostra terra ricevere questo riconoscimento. Dal lancio del modello Abruzzo, nel sistema viticolo regionale si è registrata una svolta epocale che ha posto le basi per una crescita esponenziale della filiera». Così il vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, in occasione della cerimonia di premiazione dei Wine Star Awards, che si è svolta ieri stasera, nella suggestiva cornice del maestoso Palazzo delle Belle Arti a San Francisco. Negli Usa anche il presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi.
Fonte: Messaggero Abruzzo.
Azienda Colesel: cinque generazioni di studio dei terreni per il Prosecco.
Accurata zonazione per valorizzare i suoli Una famiglia al potere I Bortolin attivi dal 1949 con nonno Antonio utilizzando l’autoclave Dagli anni ’80 c’è Siro d i Riccardo Corazza Sifa presto a dire Prosecco, chioserebbe il compianto Vittorio Zucconi, ma cosa ne sappiamo noi, intendo cosa ne sappiamo veramente? Dati alla mano si tratta di un fenomeno di rilevanza straordinaria, capace di trascinare l’intero comparto delle bollicine italiane a sfiorare l’assurda cifra del miliardo di bottiglie vendute nel 2022 (970 milioni) in periodo, fra l’altro, chiaramente deflativo anche per il settore vitivinicolo. D’altro canto il dato del fatturato, quello su cui ci si dovrebbe concentrare in casi come questo, recita un 2,85 miliardi che fa riflettere, se non allarmare, soprattutto se ci si sta muovendo, giustamente, verso il posizionamento (alto) del brand.
Fonte: Nuova Ferrara.
Un corso per assaggiatori a Ferrara.
Dal 27 febbraio all’hotel Astra le lezioni teoriche e pratiche organizzate da Onav II corso di Onav 1127 febbraio partono le lezioni di primo livello all’hotel Astra di Ferrara Ferrara Per tutti gli appassionati anche privi di esperienza, per conoscere il vino, dal grappolo alla bottiglia e imparare a degustarlo e apprezzarlo consapevolmente. Onav organizza a Ferrara un corso di primo livello per assaggiatori.
Fonte: Nuova Ferrara.
‘Romagna mosaico di vita’, la bibbia delle produzioni vinicole.
II Consorzio Vini di Romagna ha pubblicato un volume che dedica ampio spazio alle sedici zone del Sangiovese ‘Romagna mosaico di vita’ ma anche di viti: la gestazione del volume che il Consorzio Vini di Romagna aveva in mente da alcuni anni è finalmente terminata; le oltre duecento pagine sono state date alle stampe alcuni giorni fa, racchiudendo in unico testo il racconto delle produzioni vinicole romagnole e in particolare delle sedici sottozone del Sangiovese, dalle colline imolesi a quelle di San Clemente. II volume è a cura di Civiltà del bere: «la Romagna è del resto uno dei fenomeni vinicoli degli ultimi anni – spiega il direttore Alessandro Torcoli -sospinta dalla fascinazione per i vitigni autoctoni e da un’identità forte, testimoniata dalle differenze anche enormi fra le produzioni, quelle ‘rispettose distanze’ evocate nel sottotitolo del volume, che rendono così distinguibili un sangiovese di Modigliana da uno di San Clemente».
Fonte: Resto del Carlino Ravenna.
Via libera all’elenco regionale dei vigneti storici ed eroici.
Val di Magra Via libera all’elenco regionale dei vigneti storici ed eroici I vitivinicoltori possono richiedere l’adesione all’ispettorato agrario a partire da domani. II segreto del buon vino che arriva dalle colline della Val di Magra è, talvolta, racchiuso nei vitigni secolari che ancora vengono curati con le tecniche tramandate dai nonni. Da domani i produttori vitivinicoli possono richiedere al settore ispettorato agrario di Regione Liguria il riconoscimento e l’iscrizione nell’elenco regionale dei vigneti definiti ‘eroici’ e ‘storici’. La proposta lanciata dal vice presidente con delega all’agricoltura Alessandro Piana è stata infatti approvata dalla giunta regionale della Liguria, aprendo così la possibilità di presentare le domande a partire da domani, 1 febbraio.
Fonte: Nazione La Spezia.
Festival del vino etichette d’Oltrepo sbarcano a Venezia.
Pinotnero e Buttafuoco storico protagonisti di “Wine in Venice”, la kermesse che parla di etica, sostenibilità e innovazione nell’universo del vino: si è conclusa ieri in laguna. Il Consorzio, grazie alla collaborazione con Ascovilo, ha portato in degustazione le etichette di Pinot nero di Bosco Longhino, La Versa e Conte Vistarino. «In tanti anni di attività con il vino e di degustazioni in giro per il mondo credo che quella di Wine in Venice sia stata di sicuro la più bella location, con masterclass bene organizzate e la bellezza di Venezia dentro e fuori— afferma il direttore del Consorzio, Carlo Veronese —. Le denominazioni dell’Oltrepo Pavese stanno riscuotendo un crescente successo».
Fonte: Provincia – Pavese.
Francia e Spagna con Roma sul vino Dublino va avanti.
No a misure unilaterali Dalla capitale irlandese arriva l’avvertimento: «Andremo avanti con la nostra etichetta» La posizione di Lollobrigida. Si allarga il fronte dei Paesi e delle parti sociali che chiedono all’Irlanda di ripensare all’etichetta con avvertenze sanitarie sull’alcol tipo pacchetto di sigarette, e alla Commissione europea di intervenire. Ieri il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida ha confermato che sta prendendo corpo una risposta comune da parte di un gruppo di Stati, tra cui Italia, Francia e Spagna, per etichette sugli alcolici «tese a informare correttamente», ha sintetizzato Una degustazione di vini ANSA il ministro a margine del Consiglio Ue agricoltura, «che spieghi che gli eccessi di alcol portano danni».
Fonte: Provincia Sondrio.
Intervista a Maria Letizia Gardoni – «Scommessa sul biologico Va i rincari minacciano la ripresa».
presidente Coldiretti: allevamenti e vivai più colpiti dagli aumenti di Chiara Gabrielli «Scommessa sul biologico Ma i rincari minacciano la ripresa». Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti delle Marche, come sta reagendo il settore agricolo alle difficoltà determinate dal post pandemia, dalla guerra in Ucraina e dal clima impazzito? «La crisi economica legata alla diffusione della pandemia si è abbattuta sul mondo dell’agricoltura, anche se per fortuna, dovendo garantire beni di prima necessità, nel periodo più duro le aziende e le attività produttive sono rimaste aperte, garantendo un presidio, anche a livello di fiducia e conforto, tra i cittadini, in un momento di paura e incertezza.
Fonte: Resto del Carlino Top Aziende.
Concorso enologico internazionale “Città del vino” Sono aperte le iscrizioni, una sezione tutta per i Nebbioli.
Sono aperte le iscrizioni Miei vini alla 23esima edizione del concorso enologico internazionale Città del vino, associazione di cui fanno parte anche Sizzano e Ghemme; si chiuderanno il 14 aprile, mentre le selezioni si terranno a Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, dal 12 al 14 maggio. I campioni di vino dovranno essere inviati da lunedì 3 aprile e dovranno pervenire entro e non oltre lunedì 17 aprile all’ex ospedale Pietro Caruso, corso Umberto (angolo Pietro Caruso), 92017 Sambuca di Sicilia (AG).
Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.
Concorso enologico internazionale “Città del vino” Sono aperte le iscrizioni, una sezione tutta per i Nebbioli.
Non si placa la protesta contro l’etichetta autorizzata dall’Ue per il mercato irlandese. Non si placa la protesta di Coldiretti contro l’etichetta ingannevole sul vino, recentemente, autorizzata dall’Unione Europea per il mercato irlandese, andando ad equiparare il vino ad alcolici, super alcolici e, addirittura, alle sigarette. Un’etichetta riportante avvertenze fuorvianti e che non tiene conto delle sostanziali e basilari differenze tra vino e alcolici/superalcolici, in termini di quantità, contenuti e gradazione alcolica. Una dicitura abnorme, quella che recita: – nuoce fortemente alla salute, – che non contempla la distinzione se a basso, medio o elevato tenore alcolico.
Fonte: Notizia Oggi Borgosesia.
«Il vino un rischio? Scienza e storia dicono di no».
L’associazione nazionale Città del vino, the ha sede a Siena, da il benvenuto al Comune di Cuceglio. E non poteva essere altrimenti, con un sindaco, Antonino Iuculano, che è presidente del Consorzio di tutela vini docg Caluso e doc Carema e Canavese, oltre che fondatore della tenuta Roletto, punto di riferimento dell’enologia Canavesana. «Entrare a far parte dell’associazione — osserva luculano — permette una maggior visibilità, e la valorizzazione turistica del nostro piccolo Comune e del suo magnifico paesaggio collinare». Città del vino, fin dalla fondazione, nel 1987, è Caluso, patria dell’Erbaluce.
Fonte: Nuova Provincia (Asti).
Cuceglio città del vino per il primo anno Caluso è al 26esimo.
L’associazione nazionale Città del vino, the ha sede a Siena, da il benvenuto al Comune di Cuceglio. E non poteva essere altrimenti, con un sindaco, Antonino Iuculano, che è presidente del Consorzio di tutela vini docg Caluso e doc Carema e Canavese, oltre che fondatore della tenuta Roletto, punto di riferimento dell’enologia Canavesana. «Entrare a far parte dell’associazione — osserva luculano — permette una maggior visibilità, e la valorizzazione turistica del nostro piccolo Comune e del suo magnifico paesaggio collinare». Città del vino, fin dalla fondazione, nel 1987, è Caluso, patria dell’Erbaluce. Un’adesione confermata anno dopo anno con una quota associativa di 1.370 euro per meritarsi un sostegno di carattere nazionale. Ma Caluso, dal 2008, è anche socia della “Strada reale dei vini”, alla quale versa annualmente 375 euro.
Fonte: Sentinella del Canavese.
Manodopera in vigna “Creiamo un marchio di lavoro controllato”.
Proposta al convegno di apertura di Grandi Langhe a Torino Manodopera in vigna “Creiamo un marchio di lavoro controllato”. Dopo la Docg, `< di andiamo fieri, è aa arrivato il momento di creare nelle Langhe un altro marchio di qualità: il Lavoro di origine controllata e garantita, un segno eticamente distintivo e in grado di assicurare la corretta gestione della manodopera in vigna». A lanciare la proposta è il presidente del Consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, Matteo Ascheri, che ieri durante il convegno introduttivo dell’evento Grandi Langhe alle Ogr di Torino ha affrontato con coraggio e ospiti autorevoli gli aspetti etici, sociali e di sostenibilità che caratterizzano la produzione vitivinicola sul territorio albese.
Fonte: Stampa Cuneo
I grandi vini Applausi a «WineeSiena» Bilancio di successo.
Oltre 2500 persone tra visitatori, giornalisti, operatori e partner per la 3 giorni di «WineeSiena» iniziata venerdì 27 gennaio con il convegno promosso da Banca Monte dei Paschi di Siena dedicata a «Vino e Futuro» e il taglio del nastro nel pomeriggio. Importanti anche le donazioni per la bottiglia della solidarietà all’Associazione Quavio di Siena. Si è chiusa così l’ottava edizione di WineeSiena che si è tenuta di nuovo nelle prestigiose sale del Santa Maria della Scala. «Assaggiare il vino tra le mura affrescate è emozione – ha sottolineato Helmut Kocher, The WineHunter e patron del Merano Wine Festival – II vino qui ha trovato il proprio habitat».
Fonte: Nazione.
Nozze tra vino e cultura Wine&Siena chiude con il botto Registrate 2.500 presenze – Wine&Siena, un finale da standing ovation.
II bilancio della kermesse Nozze tra vino e cultura WineeSiena chiude con il botto Registrate 2.500 presenze Belvedere a pagina 2 WineeSiena, un finale da standing ovation Grande successo per l’ottava edizione della kermesse: oltre 2.500 presenze tra convegni, masterclass e degustazioni guidate. «Questa iniziativa non è solo una kermesse economica e sociale, è un evento culturale». Finale con il botto per WineeSiena, evento voluto dal patrön del Merano WineFestival Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini, per immergere produttori e visitatori nella città del Palio, dove il patrimonio culturale sposa le migliori produzioni enologiche e gastronomiche premiate da The WineHunter Award.
Fonte: Nazione Siena.
Il contest ‘Tra Borghi e Cantine’ premia il ristorante ‘Da Ciacco’.
II riconoscimento II contest ‘Tra Borghi e Cantine’ premia il ristorante ‘Da Ciacco’ Il riconoscimento è andato al locale di San Quirico d’Orcia La soddisfazione dei titolari Giorgio Costa e Rosetta. E’ II ristorante ‘Da Ciacco’ di San Quirico D’Orcia a vincere la quarta edizione di ‘Tra Borghi e Cantine dove la tradizione incontra il gusto’, manifestazione che con i suoi sette appuntamenti, sette diversi ristoranti e altrettante aziende vitivinicole locali, ha accompagnato i giovedì di autunno. II cartellone è stato progettato da Cat Confcommercio Siena, Confcommercio Siena per il programma regionale di promozione Vetrina Toscana e Camera di Commercio Arezzo Siena. ‘Tra Borghi e Cantine’ ha avuto la collaborazione di Ais Toscana, Fisar Siena e Valdelsa, il Consorzio del Vino Doc Orcia, il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, il Consorzio della Vernaccia di San Gimignano, il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino e Consorzio Chianti Colli Senesi.
Fonte: Nazione Siena.
Crescono le aziende guidate da under 40 in Valpolicella.
Conduttori giovani a + 100%: i dati in vista di Amarone Opera Prima •• Crescono le imprese del vino della Valpolicella condotte da under 40: +100% negli ultimi dieci anni. Al timone delle imprese vinicole nei diciannove Comuni della denominazione sono raddoppiati i conduttori giovani, in base alle elaborazioni del Consorzio tutela vini della Valpolicella. A parlare dell’exploit numerico dei giovani conduttori di vino sono le elaborazioni del Consorzio tutela vini Valpolicella basate sui dati dell’Agenzia regionale Avepa che saranno comunicate in occasione di Amarone Opera Prima (a Verona il 4 e 5 febbraio).
Fonte: Arena.
Slow Wine, Ca’ dei Carraresi diventa un vigneto.
Ca’ dei Carraresi si trasforma in un vigneto virtuale, domenica 5 febbraio, con l’ottava edizione di Treviso Slow Wine, vetrina che propone la “perle” della cultura enologica di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Slovenia. Le cantine vinicole presenti sono state selezionate dalla Guida Slow Wine 2023, edita da Slow Food. La delegazione di Treviso organizza la manifestazione in collaborazione con Fondazione Cassamarca, con il patrocinio del Comune e del coordinamento regionale del Veneto di Slow Food.
Fonte: Gazzettino Treviso.
«Occhio a cosa bevete».
Raffaele Alajmo della famiglia proprietaria del Quadri e delle Calandre mette in guardia sui vini naturali: «Anche in questo settore ci possono essere prodotti con difetti, seguite sempre i consigli del sommelier» Alajmo frequenta i migliori produttori sia francesi che italiani oltre che i viticultori «A noi interessa il vino buono, mettere in carta quelli buoni. Abbiamo vini biodinamici da 30 anni». Il parere di Raffaele Alajmo, amministratore delegato dell’omonimo Gruppo e uno che di vino se ne intende. Fra il tristellato Michelin Le Calandre di Rubano (Padova) e il Quadri di Venezia (una Stella Michelin), tanto per citare due dei locali della famiglia, di vino ne passa sui tavoli dei clienti. Raffaele Alajmo ha iniziato la sua carriera con il papà Erminio nel servizio in sala proprio a Le Calandre, facendo il sommelier.
Fonte: Nuova Venezia.
Chiara Pavan: «Il vino biologico è il futuro nei lo abbiniamo già con tutti i nostri piatti».
L’esperienza di Venissa, ristorante di Mazzorbo con una stella Michelin Chiara Pavan: «Il vino biologico è il futuro nei lo abbiniamo già con tutti i nostri piatti» Stella Michelin e Stella Verde sempre della Michelin. Chiara Pavan del ristorante Venissa a Mazzorbo ha sposato da tempo il tema del biologico; con il compagno Francesco Brutto, propone una cucina che mette al centro il vegetale e temi come il recupero, la stagionalità e l’autoproduzione. La chiamano “cucina ambientale”, che descrive l’ambiente circostante e, allo stesso tempo, fa una riflessione sull’impronta che lascia sul territorio.
Fonte: Nuova Venezia.
Astoria e il vino che abbatte differenze e intolleranze – Astoria, tutti i colori del vino «Noi modello di integrazione diciamo no alle intolleranze».
Quello di Astoria non è solo un modo di fare business nel settore. Filippo e Paolo Polegato (Astoria) Fondata da Paolo Polegato con il fratello Giorgio, oggi alla guida c’è il figlio adottivo Filippo Sponsorizzazioni dal calcio al ciclismo, sempre all’insegna del multiculturalismo. Fatturato a 60 milioni Astoria, tutti i colori dei vino of modello di integrazione diciamo no alle intolleranze». Opera, multiculturale, «intollerante alle intolleranze». Se lo è la famiglia, l’impresa lo sarà di conseguenza. Quello di Astoria non è solo un modo di fare business nel settore del vino: è un manifesto programmatico, un tratto del dna. Filippo Polegato, figlio adottivo di Paolo — che Astoria l’ha fondata assieme al fratello Giorgio—è arrivato in Italia in fasce, a sei mesi, dalla natia Cali, in Colombia.
Fonte: Tribuna Treviso.
Il Prosecco sul ghiaccio Villa Sandi a St. Moritz ai mondiali di Snow Polo.
L’azienda di Giancarlo Polegato è stata partner ufficiale dell’esclusivo evento Tre giorni di degustazioni anche per i cocktail al vino Si sono chiusi i tre giorni all’insegna dello sport e di esperienze glamour sul lago ghiacciato di St. Moritz, teatro anche quest’anno del più importante torneo di polo su neve a livello globale, di cui Villa Sandi è stata partner ufficiale. Per l’occasione, l’azienda trevigiana ha organizzato momenti di degustazione e socialità presso la propria area lounge, contando un record di presenze con migliaia di ospiti. Per loro, oltre al classico brindisi con un calice di Prosecco, la possibilità di degustare per la prima volta due cocktail della tradizione rivisitati dal bartender di fama internazionale, Giorgio Rocchino: il “Negroni sbagliato” e il “Monaco spritz”, interpretati sposando le bollicine di Villa Sandi con ingredienti scelti.
Fonte: Tribuna Treviso.
Wine in Venice, bellezza e sostenibilità simbolo delle cantine italiane.
Il dibattito a Venezia: l’estetica e il rispetto dell’ambiente devono diventare sinonimi del vino italiano. Il Consorzio del Lugana, denominazione esplosa nell’enoturismo: “Da noi la sostenibilità è misurabile e i wine lover se ne accorgono”. Il senso di responsabilità verso l’ambiente, le cantine immerse nella natura, la rigenerazione urbana. L’estetica che incontra l’etica. La sostenibilità nel mondo del vino si declina anche attraverso la bellezza. Del paesaggio e del territorio, laddove i vigneti diventano elementi di architettura naturali. E intellettuale, nel momento in cui i produttori, in qualità di committenti, e gli architetti, col proprio estro artistico, pongono i progetti a servizio, e soprattutto a tutela, dell’ambiente. In un obiettivo condiviso da tutte le professionalità che ruotano intorno al mondo enoico in cui “bello e sostenibile devono diventare sinonimi di vino italiano”, come sottolinea l’enologo Gianpiero Gerbi.
Fonte: la Repubblica.
7.3 milioni di bottiglie di vino commercializzate con 31 milioni di euro di fatturato.
Negli ultimi 5 anni la cantina veneta ha registrato una crescita del fatturato del 50%: per festeggiare gli ottimi risultati raggiunti, 4 milioni di euro saranno investiti in progetti sostenibili. Il 2022 è stato un anno significativo per la cantina veneta guidata da Alberto e Sarah Serena, con sede a Venegazzù (TV), nel cuore della DOCG Asolo Montello: per la prima volta, il fatturato ha raggiunto quota 31 milioni di euro, registrando un record mai raggiunto, con oltre 7.3 milioni di bottiglie di vino commercializzate, di cui 360.000 solo di Asolo Prosecco Superiore DOCG. Risultati positivi anche sul mercato estero, che rappresenta il 34% del fatturato totale, grazie a una presenza in oltre 50 Paesi, con una particolare attenzione al territorio del Far East.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Per tutti gli amanti del vino arriva anche a Bolzano Signorvino.
Il processo di espansione della ‘Grande cantina italiana’ prosegue: sono ora 29 le enoteche con cucina presenti sul territorio nazionale. Signorvino, la catena di enoteche con cucina ideata nel 2012 da Sandro Veronesi, giunge a Bolzano continuando a consolidare la crescita di un brand divenuto un riferimento per tutti gli amanti del vino. La ‘Grande cantina italiana’ inaugura infatti un nuovo spazio in Piazza Walther, nel cuore della città, portando a 29 il totale dei locali aperti sul territorio nazionale. Un’apertura fortemente voluta per rafforzare il legame territoriale: questa insegna si affianca a quella presente a Merano, sottolineando il valore di una regione che sempre recita un ruolo da protagonista nel panorama vitivinicolo italiano.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Vino: Spagna, no a misure unilaterali su etichette.
La questione dell’etichettatura degli alcolici va risolta all’interno dell’Ue, “ogni approccio unilaterale sinceramente non mi sembra adatto”. Così il ministro spagnolo dell’agricoltura Luis Planas arrivando al Consiglio a Bruxelles. “Dobbiamo preservare il mercato unico e questo vuol dire avere un approccio comune – ha detto Planas – abbiamo rispetto delle competenza degli Stati membri in materia di salute però qui stiamo regolamentando un prodotto alimentare riconosciuto dal Trattato di funzionamento dell’Ue, abbiamo chiesto alla Commissione di pronunciarsi su questo tema, so che c’è un gruppo di Stati membri che pensa a un ricorso al Wto, ma questo è un problema che dobbiamo risolvere in famiglia, all’interno dell’Ue e ogni approccio unilaterale sinceramente non mi sembra adatto”.
Fonte: ANSA.
Etichette sul vino, l’Irlanda conferma: «Soddisfatti del sostegno Ue, procederemo». Il contro-piano di Italia, Francia e Spagna.
Fonti diplomatiche di Dublino ribadiscono l’intenzione di adottare la legislazione. A Bruxelles il ministro Lollobrigida illustra la contrarietà dell’Italia. Nessun passo indietro: anzi. Il governo irlandese intende tirare dritto sulla regolamentazione che prevedrà etichette di avvertenza di rischio per la salute sulle bottiglie di bevande alcolici, incluso il vino. Lo hanno confermato oggi, 30 gennaio, fonti diplomatiche di Dublino all’agenzia Ansa. La strada intrapresa, hanno infatti spiegato, «segue una legislazione nazionale del 2018 che ha anticipato la presa di posizione molto positiva della Commissione Ue su una misura analoga nel Piano per battere il cancro». Per il governo irlandese il silenzio-assenso da parte di Bruxelles «rappresenta un altro importante passo per adottare queste norme». L’intenzione pertanto è e resta quella di procedere con l’adozione della regolamentazione che introdurrà il nuovo obbligo di indicazione di rischi per la salute – simile a quelle che si trovano sui pacchetti di sigarette – sulle bottiglie di bevande alcoliche, compresi birra e vino. «Non abbiamo ancora date precise, ma il governo ci sta lavorando e andremo avanti», hanno precisato le fonti.
Fonte: Open.
Il vino “nuoce gravemente alla salute”? Il parere dell’enologo.
Il comparto vitivinicolo si sente messo alle strette dalla scelta irlandese di apporre sulle etichette la scritta che l’alcol provoca malattie.
Fonte: RaiNews.
Troppo vino fa male.
Troppo vino fa male alla salute, alla società, all’ambiente. Il consumo di vino è ai massimi storici in Italia e all’estero. Domanda e offerta si influenzano a vicenda. L’aumento della domanda produce un aumento dell’offerta, ma l’offerta, attraverso il marketing produce un aumento della domanda. Il risultato è che si produce, si vende e si beve sempre più vino. Recentemente si è fatto un gran parlare di vino. La dott. Antonella Viola dice che fa male e conferma ciò che i medici sostengono da sempre. I produttori di vino, gli enologi e il multiforme stuolo degli addetti al settore sostengono che il vino fa bene, riduce l’insorgenza del cancro, rallenta l’invecchiamento, abbassa il colesterolo, riduce i trombi, contrasta l’osteoporosi, previene le malattie reumatiche, libera le endorfine e chissà che altro. Peccato che la dott. Viola e i medici fondano le loro affermazioni su studi scientifici indipendenti, mentre i comunicatori del settore vitivinicolo sono ben pagati dai produttori e commercianti di vino.
Fonte: Veramente.org.
STAMPA ESTERA
Las bodegas del grupo Castel d’Or invierten 8 millones en su expansión.
El grupo cooperativo Castell d’Or inaugura este próximo sábado sus nuevas instalaciones de Vila-rodona (Alt Camp), con las que quiere dar un nuevo salto, tanto en volumen como en ventas. Se trata de una nuevabodega de cava de dos plantas subterráneas, de un nuevo almacén logístico, de una sala social y de un espacio en el que han centralizado los departamentos de gestión y administración. Cuentan en Vila-rodona con 15.000 m2 dedicados a la elaboración y venta de cavas y vinos. La inversión realizada en el período 2020-2021 ha sido de 5,5 millones de euros. Durante el ano pasado, y también en Vilarodona, han creado una nueva línea de degüelle de cava, por valor de 2,8 millones de euros. Castell d’Or también dispone de centros productivos con líneas de envasado en los municipios de L’Arboç y Espluga de Francolí. Desde finales del 2019 y hasta el 2022, han invertido más de ocho millones de euros para mejorar sus instalaciones, además de expandir y ampliar sus redes comerciales por todo el mundo. Son una sociedad limitada con 16 cooperativas, que representan a más de 2.200 familias de agricultores, las mismas que forman parte de Cevipe (una empresa cooperativa de segundo grado de varias comarcas).
Fonte: Vanguardia.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 30 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Abruzzo, non solo Montepulciano – All’Abruzzo non manca niente per essere una grande regione del vino italiano.
Occorre un maggiore investimento sulla comunicazione e sul piano della crescita della qualità media. II Montepulciano è molto apprezzato dalla critica internazionale. La viticoltura in Abruzzo ha una tradizione antichissima che risale addirittura all’influenza degli Etruschi nel VII-VI secolo a.C. I vini locali furono tanto celebrati dai letterati latini, ma dal medioevo in poi l’enologia abruzzese è rimasta nell’ombra per ragioni economiche e sociali. Il rilancio di questo territorio vitivinicolo è una novità recente, legato agli ultimi venti anni di agricoltura e al merito delle tante cantine cooperative, diffuse soprattutto nella provincia di Chieti, nella, parte centro-orientale della regione. Il ritorno di fama di questi vini, pertanto, è ancora in itinere e, finora, è stato collegato ai nomi di alcune aziende autorevoli che hanno fatto la storia recente della viticoltura locale.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Per il vino il bicchiere è mezzo pieno pesano la guerra e i costi del vetro.
Le previsioni per il 2023 Per ii vino il bicchiere è mezzo pieno pesano la guerra e i costi del vetro Nonostante una buona ripresa dei consumi e gli 8 miliardi di esportazioni nel 2022, il settore si trova ad affrontare un anno pieno di incognite tra le polemiche sulle etichette e il rialzo di un altro 20% del prezzo del materiale per le bottiglie. Il bicchiere di vino del 2023? Mezzo pieno e mezzo vuoto. Come è stato nel 2022. Così il Wine Monitor, l’Osservatorio dedicato al mercato del vino di Nomisma, fotografa due anni difficili che, tra coda della pandemia e guerra in Ucraina, sono in chiaro scuro. «Il 2022 è stato un anno mezzo pieno – spiega Denis Pantini, Responsabile Wine Monitor di Nomisma – sul trend dell’export e delle vendite nel canale della grande distribuzione in Italia hanno pesato diversi fattori come l’inflazione, il cambio euro dollaro e il rallentamento economico.
Fonte: Repubblica Affari&Finanza.
Intervista a Alessandro Mutinelli – “Il mercato premia chi investe in bottiglie”.
L’ad di lwb, primo gruppo vinicolo italiano ad approdare al listino di Borsa: “Noi siamo stati una novità ma nel resto del mondo è normale. L’80% delle nostre vendite sono all’estero” D al 2015, anno della sua quotazione in Borsa tramite la Spac Ipo Challenger promossa da Electa Ventures di Simone Strocchi, Italian Wine Brands (il primo gruppo vinicolo italiano ad essere stato quotato in Borsa) ha moltiplicato la propria capitalizzazione con risultati da record. L’ad Alessandro Mutinelli racconta il mondo del vino visto dai mercati. La vostra realtà offre una chiave diversa del mondo del vino? «Noi siamo stati una novità per l’Italia ma non per il resto del mondo. A ogni modo si è creata una vera public company che conta centinaia di investitori e che è passata da 140 ad oltre 400 milioni di fatturato in 7 anni. E oggi il valore del titolo Iwb è attorno ai 30 euro ad azione, quindi ben sopra la quotazione a 10 euro».
Fonte: Repubblica Affari&Finanza.
Rapporti Fiere – Dal vino all’edilizia ecologica la forte spinta al made in Italy.
D a semplici vetrine per le novità di prodotto a protagoniste della politica industriale nazionale. Nel corso degli ultimi lustri, le fiere hanno conosciuto una trasformazione radicale che le ha portate al centro della scena, in particolare nella promozione del made in Italy a livello globale. Moda, lusso, edilizia, industria, prodotti della terra e cosmetica: le fiere più internazionalizzate del nostro Paese sono quelle dei settori economici nei quali maggiormente le imprese italiane hanno saputo raggiungere una rilevanza globale. Basti pensare al caso di Vinitaly (prossima edizione dal 2 al 5 aprile), la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore, che a febbraio partirà con un roadshow in tredici tappe, tra Europa, Asia e Nord America, che rappresentano i due terzi delle esportazioni di vino italiano.
Fonte: Repubblica Affari&Finanza.
De Andrè: “Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?”.
Imperversa il dibattito un po’ scientifico e un po’ no sui danni arrecati dall’alcol – quello presente in ordine crescente nella birra fino ad arrivare ai superalcolici – sulla salute umana. E certo che aumenti in qualche modo, forse anche esponenziale, il rischio di tumori, soprattutto nelle donne e in particolare delle neoplasie maligne al seno (pure in assenza di familiarità), ma pare ci metta molto di suo anche in quelli delle vie digerenti, nelle malattie cardio e cerebrovascolari e nei danni cerebrali a medio e lungo termine, soprattutto associati a una riduzione progressiva della massa encefalica globale – massimamente dello spessore della corteccia cerebrale – con relativo grave nocumento alle funzioni cognitive, ma anche ai meccanismi di controllo delle pulsioni.
Fonte: Roma.
I vigneti più resistenti e longevi avranno fondi per ristrutturarsi.
Iniziativa della Regione: si possono presentare le domande per l’iscrizione tra le coltivazioni eroiche e storiche Dalla giunta regionale un aiuto per preservare e ammodernare la viticoltura. Al via le domande per l’iscrizione nell’elenco dei vigneti «eroici» e «storici». L’iniziativa è stata promossa dalla giunta regionale, su proposta del vice presidente con delega all’Agricoltura Alessandro Piana. Un’opportunità apprezzata dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) savonese, visto che «darà altro impulso nell’assegnazione dei fondi per la ristrutturazione, con il reimpianto di nuovi vigneti su terreni sgomberati da vecchi vigneti ormai divenuti improduttivi, o per l’ammodernamento di quelli esistenti». Occasione tanto più preziosa, spiegano, dato che «l’unica possibilità di realizzare un nuovo impianto produttivo, infatti, è legata alla riserva di nuove autorizzazioni, nella misura dell’1% del potenziale produttivo nazionale.
Fonte: Secolo XIX Savona.
I vigneti più resistenti e longevi avranno fondi per ristrutturarsi.
I vigneti più resistenti e longevi avranno fondi per ristrutturarsi Iniziativa della Regione: si possono presentare domande per l’iscrizione tra le coltivazioni eroiche e storiche Dalla giunta regionale un aiuto per preservare e ammodernare la viticoltura. Al via le domande per l’iscrizione nell’elenco dei vigneti «eroici» e «storici». L’iniziativa è stata promossa dalla giunta Regionale, su proposta del vice presidente con delega all’Agricoltura Alessandro Piana. Un’opportunità apprezzata dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori) savonese, visto che «darà altro impulso nell’assegnazione dei fondi per la ristrutturazione, con il reimpianto di nuovi vigneti su terreni sgomberati da vecchi vigneti ormai divenuti improduttivi, o per l’ammodernamento di quelli esistenti».
Fonte: Stampa Liguria.
Wine&Siena Un finale (di) vino – Wine&Siena da record Oggi c’è il gran finale.
Oggi c’è il gran finale Oltre 500 gli operatori accreditati per la giornata di oggi, tutta dedicata a loro Al Santa Maria tavola rotonda sui cambiamenti climatici: appello per l’ambiente SIENA Affluenza record anche nel secondo giorno di WineeSiena tra le 600 etichette in degustazione, gli oltre 60 prodotti alimentari e i tanti momenti di approfondimento. Sono infatti oltre 500 gli operatori accreditati per la giornata di oggi, che sarà interamente dedicata a loro. Continua dunque con successo l’ottava edizione di WineeSiena al Santa Maria della Scala, kernesse che conferma la città location ideale per il primo grande evento dell’anno dedicato al vino. Ma WineeSiena è anche un luogo dove approfondire temi di attualità come i cambiamenti climatici: tra i più sensibili all’aumento delle temperature c’è il Sangiovese e tra i territori più esposti c’è la Toscana, come riportato nello studio del climatologo americano Lee Hannah, che già dieci anni fa sosteneva che zone come Bordeaux o la Toscana diventeranno troppo calde.
Fonte: Nazione Siena.
Slow Wine: a Treviso i vini buoni, puliti e giusti.
Torna Slow Wine: domenica 5 febbraio, a Treviso, nella nuova sede di Ca’ dei Carraresi, oltre 60 produttori segnalati dalla nuova Guida Slow Wine presenteranno le proprie etichette. Protagoniste aziende provenienti da Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino e Slovenia con la presenza di Giancarlo Gariglio, curatore della Guida Slow Wine, che avrà modo di raccontare principi e valori del “Il manifesto Slow Food del vino buono, pulito e giusto”. Un evento aperto a tutti (320 persone la capienza massima), appassionati di enologia, ristoratori, gastronomie, a tutto il vasto pubblico degli amanti del vino, che avranno la possibilità di degustare alcune delle migliori espressioni del nostro territorio, oltre a conoscere la storia e le tradizioni. Un viaggio che si snoda dal Trentino Alto Adige, a Verona, dal Vicentino al Padòvano con Breganze, i Colli Berici e Euganei, fino a Treviso con le Colline del Prosecco e la zona del Piave, fino alla terre di Pianura e le Colline Orientali del Friuli, il Collio, Isonzo e Carso, per concludersi nella vicina Slovenia.
Fonte: Gazzettino.
Da 2,50 a 19euro Venezia, spritz per tutte le tasche Record a S. Marco – Spritz a diciannove euro in Piazza San Marco Al Bacaro due euro e 50.
Estate o inverno, all’ora dell’aperitivo o dopo cena, a Venezia è sempre il momento giusto per uno spritz. Tra Aperol, Select e Campan, non solo il long drink soddisfa tutti i gusti, ma anche i portafogli. Da poco più di due euro a quasi venti, il range del prezzo varia in base al luogo. Ovviamente, più ci si avvicina a Piazza San Marco e più il costo sale. Spopola il rito dell’aperitivo veneziano: Select, Aperol e Campari con prosecco, acqua e seltz Quadri, Florian e Lavena i più cari: «II plateatico costa dieci volte tanto». Da Lele il più popola Spritz a diciannove euro in Piazza San _Marco Al bacaro due euro e 50. Fstate o inverno, all’ora dell’aperitivo o dopo cena, a Venezia è sempre il momento giusto per uno spritz. Tra Aperol, Select e Campari, non solo il long drink soddisfa tutti i gusti, ma anche i portafogli.
Fonte: Nuova Venezia.
Daniele Piccinin Le Carline, cantina pioniera del biologico «Percorso virtuoso iniziato 37 anni fa».
Agricoltura sostenibile, alimentazione vegana, vino senza solfiti e vigneti resistenti sono i punti forti dell’azienda di Pramaggiore: a questi si somma anche l’impegno nel sociale con le persone fragili Etica, sostenibilità e innovazione. Sono i temi di questa prima Wine in Venice ma questa filosofia è cara all’azienda Le Carline di Pramaggiore da quasi 40 anni. Al vertice troviamo Daniele Piccinin, trovatosi a produrre vino quasi per caso. «Avevo fatto l’istituto industriale» racconta «e poi mi sono trovato a fare tutt’altro nella vita». Ieri Piccinin è stato premiato come Modello Green, a dimostrazione di un percorso caro adesso a molti, ma che Le Carline ha visto ben prima. E tra un sorso e l’altro, il titolare racconta una storia partita quando in pochi ci credevano, prima che certi temi diventassero d’attualità.
Fonte: Nuova Venezia.
Formazione su enoturismo e vendite in cantina: la formula vincente promossa da Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.
Grande interesse per l’evento formativo “Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica”, promosso dall’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana e che si colloca all’interno di un progetto di formazione ai territori del vino. Lo scorso 20 gennaio le cantine associate del Consorzio si sono date appuntamento a Rocca di Frassinello, Gungiarico (Grosseto), per parlare di enoturismo, vendite online e in cantina, CRM e analisi dei dati, marketing online e vendite direct to consumer. “La giornata di formazione dello scorso 20 gennaio, per la quale ringraziamo ancora Divinea per la professionalità e la disponibilità dimostrata, – dichiara Luca Pollini, Direttore del Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana – ha fatto riscontrare un’ampia partecipazione tra le aziende del Consorzio, segno che l’argomento è fortemente sentito e di grande attualità.
Fonte: Adriaeco.
I migliori champagne che dovresti procurarti per i tuoi momenti speciali.
In Champagne negli ultimi vent’anni ci sono state annate formidabili. Ecco una selezione di bottiglie con le quali brindare come e quando vuoi: per una promozione, per la laurea, per un anniversario e sì, anche per la cena di San Valentino. Scegliere quali sono i migliori champagne per cui vale davvero la pena fare un po’ di spazio nella propria cantina non è affatto semplice. Perché nonostante il territorio di provenienza degli spumanti più celebri del pianeta sia comunque limitato – un totale di circa 26.000 ettari oltremodo benedetti dal dio del brindisi – tra le sue bottiglie è comunque possibile trovare una varietà incredibile. Di sentori, di cuvée, di stili, di etichette che sembrano pensate apposta per determinate occasioni e sì, anche di rapporto qualità/prezzo. Abbiamo allora pensato di preparare una lista degli champagne a cui secondo noi, in questo preciso momento, qui e ora, vale la pena dare una chance. Da stappare quando si preferisce, per festeggiare un traguardo, per una cena romantica, o chissà, anche per San Valentino.
Fonte: GQ Italia.
Il Barolo tra i segreti delle Langhe.
Elvio Cogno è una di quelle rare aziende vinicole capaci di vedere oltre il qui e ora e anticipare, con successo, gli scenari futuri. Attestata come proprietaria-produttrice fin dalla fine del ’700, in zona Novello, la storia recente inizia negli anni ’60, quando Elvio decide di vinificare i cru Brunate e La Serra a La Morra, insieme al socio, il notaio Marcarini.
Fonte: Espresso.
Settimo San Pietro, la promozione del territorio con i vini, la musica e la gastronomia.
L’evento, promosso dall’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano (Barrali, Dolianova, Donori, Serdiana, Settimo San Pietro, Soleminis), con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della Regione con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, ha come obiettivo la promozione del territorio del Parteolla e del Basso Campidano mettendo in mostra due dei suoi gioielli più preziosi, il vino e il cibo. «Il nostro obiettivo – afferma il sindaco di Settimo San Pietro, Gigi Puddu – è sicuramente quello di far conoscere il territorio e i prodotti tipici. Territorio e prodotti sono le armi principali che abbiamo a disposizione per migliorare la percezione che i potenziali turisti hanno del nostro territorio e per veicolare nuovi flussi di visitatori all’interno del Parteolla. Suonidivini è un’occasione di promozione e comunicazione su cui vogliamo puntare con forza».
Fonte: Unione Sarda.
“Terre d’Oltrepo”, i 68 dipendenti: «Fateci collaborare al futuro della coop».
«Vogliamo mettere a disposizione le nostre competenze per il bene della cantina». È questo il messaggio che i 68 dipendenti di Terre d’Oltrepo lanciano in questa fase molto delicata per il futuro del colosso vitivinicolo oltrepadano, rimasto senza una guida dopo solo dieci mesi. Uno stallo che ha bloccato anche la trattativa in corso sul contratto di solidarietà per il personale, che sarebbe dovuto partire a febbraio. Giovedì scorso i dipendenti si sono riuniti per eleggere, per la prima volta, la rappresentanza sindacale unitaria della cantina: si tratta di Lorenza Cevini e Stefano Morini, per la Fai Cisl, ed Elisabetta Colombi per la Uila Uil, tre storici dipendenti della cantina di Casteggio, tramite i quali ora i lavoratori potranno tutelarsi al meglio nelle rivendicazioni sindacali, visto che, finora, Terre è stata sempre una grande azienda non sindacalizzata.
Fonte: La Provincia Pavese.
Raccontare il Trentino del vino.
Lunedì 30 gennaio la presentazione del libro di Attilio Scienza, Rosa Roncador e Nereo Pederzolli. I tre autori raccontano il territorio attraverso la cultura del vino, la cui storia è andata di pari passo con quella dell’uomo. Tre autori con competenze e punti di vista differenti: il professore, Attilio Scienza, l’archeologa, Rosa Roncador e il giornalista, Nereo Pederzolli. Hanno unito le forze per scrivere il libro “Raccontare il Trentino del Vino”. Utilizzando un approccio multidisciplinare gli autori hanno cercato di raccontare il territorio attraverso la cultura del vino, la cui storia, fin dall’antichità, è andata di pari passo con quella dell’uomo.
Fonte: Gardapost.
Il vino è anche… emozione.
Sette Università italiane e due Istituti di Ricerca stanno mettendo a punto un protocollo scientifico per studiare le correlazioni tra molecole e sentimenti. Per secoli il vino è stato considerato un alimento, prezioso ed importante a tavola.
Un tempo la cucina contadina si basava su alimenti umili, semplici, ma nutrienti A pranzo e a cena non mancavano mai il pane, cucinato in casa con farine di cereali poco nobili, acqua e sale, frutta e verdura, prevalentemente coltivate negli orti. Uno dei protagonisti era il vino, spesso servito nelle brocche e versato direttamente da fiaschi e botti. Soltanto una piccola parte della produzione finiva in bottiglia e veniva consumata in occasione di feste o momenti importanti.
Fonte: L’Adigetto.
Vino, Imprudente, Docg Casauria riconoscimento prestigioso.
“L’ormai prossimo riconoscimento della Denominazione d’origine controllata e garantita (Docg) Casauria, la terza d’Abruzzo dopo le Docg Colline teramane e Tullum, è la prova evidente che il ruolo di stimolo e impulso a una sempre maggiore coesione, svolto dall’istituzione regionale, sta dando ottimi risultati: naturalmente, grazie al centrale, grande e proficuo lavoro da parte delle aziende vitivinicole, abbiamo raggiunto un altro grande obiettivo e un’altra grande soddisfazione di un comparto vitale per la nostra economia”. Così il vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, a margine della pubblica audizione sul riconoscimento della Docg alla Casauria, richiesta dall’associazione delle aziende vitivinicole che operano nei 18 Comuni dell’aria casauriense, svoltasi presso il teatro di Alanno (Pescara) con centinaia di partecipanti, a testimonianza della coesione e del comune sentire della realtà locale.
Fonte: ANSA.
“Wine & Siena”, riflessioni su vino e futuro.
Sinergie tra Banca, Consorzi di Tutela, Istituzioni ed esperti al centro del dibattito per una nuova strategia dell’industria vitivinicola. Dello scenario del vino italiano e del ruolo di Banca MPS, dei Consorzi di Tutela e delle Istituzioni per strutturare una nuova strategia del sistema vitivinicolo toscano e nazionale si è parlato nel convegno dal titolo “Vino Futuro Italia. Identità, origine, ambiente, qualità ed economia”, organizzato da Banca Monte dei Paschi di Siena presso la propria sede storica, in Piazza Salimbeni, in collaborazione con Confcommercio Siena, Fondazione Qualivita e Wine&Siena. L’iniziativa, che apre la manifestazione Wine&Siena 2023 di cui Banca MPS è partner fin dal 2016, ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore vitivinicolo per fare il punto sulla situazione di quell’importante comparto “Win e condividere spunti di riflessione per il futuro, in vista di sempre maggiori sinergie tra i vari attori per lo sviluppo e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari dei nostri territori.
Fonte: Corriere dell’Economia.
Open, il community hub nel cuore di Milano, ospiterà Open Wine: alle radici del vino.
Nel centrale quartiere di Porta Romana a Milano riapre Open, il community hub interamente ripensato da Dove Vivo, la piattaforma europea di gestione del mondo living che ad oggi detiene un portfolio di 2.500 unità in 40 destinazioni e 6 paesi. Open è uno spazio di coworking e di eventi, caratterizzato da ambienti polifunzionali e dalla comodità e l’accoglienza delle postazioni e delle sale. Design, comfort e innovazione si coniugano in un unico luogo dedicato al lavoro, alla formazione, al networking e agli eventi culturali e di approfondimento. Al termine di una lunga riunione o di una dura giornata di lavoro non possono poi mancare socializzazione e svago sia all’interno della struttura che all’aria aperta, e proprio a questo Open ha dedicato il suo bistrot e la sua terrazza. Open, quindi, non è solo il nome dello spazio, ma rappresenta anche la filosofia che unisce la sua community internazionale, fatta di giovani coworker e imprese.
Fonte: WineBlogRoll.
Vino, Imprudente a S.Francisco, Wine Star Awards all’Abruzzo.
“È un grande onore per la nostra terra ricevere questo riconoscimento. Dal lancio del ‘modello Abruzzo’, nel sistema viticolo regionale si è registrata una svolta epocale che ha posto le basi per una crescita esponenziale della filiera”. Così il vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, alla vigilia della cerimonia di premiazione dei Wine Star Awards, che si svolgerà stasera, nel Palazzo delle Belle Arti a San Francisco. La delegazione, guidata dallo stesso Imprudente e dal presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, è già arrivata negli Stati Uniti. “L’obiettivo – ha spiegato Imprudente – è raggiungere una dimensione internazionale del nostro vino e del brand Abruzzo, preservando e valorizzando la marcata matrice identitaria e culturale del nostro prodotto e promuovendo la coesione tra le realtà produttive della regione.
Fonte: ANSA.
Obbligo vaccinale e stretta su vino e tabacco ▷ Rico: “Il nuovo ministro della salute usa il paradigma speranza.
Il ministro della salute nell’ultimo periodo ha ricevuto diverse critiche, da opposizione, giornalisti ed opinione pubblica. Al centro delle polemiche alcune dichiarazioni sulla gestione da qui in avanti della campagna vaccinale, ma anche per le uscite salutiste, in particolare per quel che riguarda una possibile stretta contro il fumo. Francesco Borgonovo in diretta su Radio Radio ha espresso la sua opinione sul momento che sta vivendo il ministro Schillaci: “Questo ministro un po’ tentenna, sta avendo parecchie difficoltà, dalla discussione sulla nuova campagna vaccinale alle derive salutiste, anche se queste ultime a mio parere sono solo relative ad annunci che poi lasciano il tempo che trovano“.
Fonte: Radio Radio.
STAMPA ESTERA
El vino español traspasa todas las fronteras y brinda por la diversificación.
Por primera vez, las exportaciones del sector superaron los 3.000 millones de euros mientras se redujo el volumen de litros, lo que indica una creciente apreciación global de la variedad y calidad de nuestros caldos EN CRECIMIENTO Hay regiones como Asturias o nuevas zonas de Galicia que se han lanzado ahora a producir. España es la séptima potencia exportadora de alimentos del mundo yen 2022 superó la barrera de los 60.000 millones de euros. El vino tuvo un gran protagonismo en este hito. Los datos oficiales acumulados hasta noviembre reflejan que las exportaciones alcanzaron un valor de 2.843 millones de euros, pero según ha adelantado María Naranjo, directora de la Industria Alimentaria de ICEX España Exportación e InversioAPUESTAS Un gran reto es democratizar los vinos con formatos nuevos, como la lata que triunfa en EE.UU. nes, las ventas al exterior del sector superarán por primera vez en la historia los 3.000 millones de euros, lo que supone un incremento del 15% respecto al año anterior. Una cifra de negocio lograda a pesar de haber reducido el volumen de litros, de modo que «ya no somos ese país de la excelente relación precio-calidad, sino un país de vinos excelentes y únicos, un mensaje que deberíamos creernos más», subraya Naranjo. España es el tercer mayor 40,5 millones de hectolitros produjo España en 2022 productor de vino del mundo, con 40,5 millones de hectólitros en 2022, y el primer exportador en volumen y tercero en valor. El 70% de su producción se exporta a través de 3.985 bodegas, de las que el 58% lo son de forma regular, es decir, han exportado más *** de cuatro campañas continuadas. Esta circunstancia revela que la internacionalización forma parte del ADN de nuestro vino, sobre todo en las regiones de Cataluña, con once denominaciones de origen (DO) más la del cava, seguida de Castilla-La Mancha, el mayor viñedo del mundo. Pero también hay regiones como Asturias o nuevas zonas de Galicia que se han lanzado a producir, incrementando la diversidad, «nuestra principal virtud y característica, pero también nuestro principal pecado, porque somos tan diversos que es difícil transmitirlo al mundo, que en principio les cuesta diferenciar, por ejemplo un Montsant de un Priorat al ser sus viñedos prácticamente vecinos», señala la alto cargo del ICEX. Las ventas internacionales casi se han triplicado en las dos últimas décadas, al pasar de 1.274 millones de euros en el año 2.000 a los 3.000 del año pasado. Un incremento que se ha producido de forma más espectacular en todo el ámbito de la alimentación, al crecer de los 17.380 millones a principios de este siglo a los 60.000 de 2022.
Fonte: ABC Empresa.
BWW bate récords: más de 800 bodegas y 70 sellos de calidad.
El evento, que se desarrollará entre el 6 y el 8 de febrero en la Fira, se consolida como cita de referencia para el comprador de vino español de calidad OBJETIVO Uno de los propósitos de esta edición es dar visibilidad a la riqueza de terruños del país. Organizado por Fira de Barcelona, Barcelona Wine Week (BWW), que tendrá lugar del 6 al 8 de febrero en el recinto Montjuïc, se consolida como la cita sectorial de referencia para el comprador nacional e internacional de vino español de calidad con una edición con cifras récord: 828 bodegas expositoras, 70 sellos de prestigio representados y la presencia de grandes firmas como Protos, Matarromera, Rioja Vega, Pago de los Capellanes, Juvé e Camps, Recaredo y Freixenet. Además, participarán también centenares de medianas y pequeñas bodegas agrupadas en más de 70 Denominaciones de Origen (D.Os), como Cava, Ribera del Duero, Rueda, Priorat, Bierzo, Madrid, Valencia, Jumilla, Costers del Segre, Navarra o Valdeorras. Javier Pagés, presidente del salón y de la D.O. Cava, destaca que «BWW será la primera gran cita ferial del año para el sector y llega con el propósito de dar visibilidad a la gran riqueza de terruños del país, analizar los retos de futuro de la industria vitivinícola y ofrecerle oportunidades de negocio tanto en el mercado nacional como internacional». BWW 2023 propone un viaje inmersivo por los múltiples terruños y vinos de calidad del país. Bajo el lema «España, mosaico singular de suelos», el visitante podrá participar en más de medio centenar de catas y ponencias a cargo de cerca de 90 expertos, sumilleres, elaboradores, etc. Destacan sesiones como la que reunirá a Masters of Wine (máxima distinción al conocimiento sobre vinos) que elaboran sus propios caldos, como Norrel Robertson, que desde 2003 produce sus vinos en Calatayud; Fernando Mora, con viñedos en diferentes puntos de Aragón; y Andreas Kubach, director de Península Vinicultores, con bodegas en La Rioja Alavesa, entre otros puntos. También protagonizarán una cata conjunta sumilleres multipremiados y reconvertidos en elaboradores como Bruno Murciano, Guillermo Cruz, Sergi Figueres y Xavi Nolla. Una quincena de bodegueros de renombre que cultivan en suelos singulares protagonizará sesiones como `Los sabios del terruño’, que reunirá a tres visionarios como René Barbier (Priorat), César Saldaña (Jerez) y Felipe Blanco (Canarias). Alvaro Palacios y su sobrino Ricardo P. Palacios mostrarán la riqueza de dos zonas vitivinícolas que han contribuido a revolucionar: el Priorat y el Bierzo.
Fonte: ABC Empresa.
Vinos de ‘ida y vuelta’ o ‘mareados’ tras navegar por el mundo en bota.
La icónica Bodega Tío Pepe ha recuperado la antigua técnica de transformar el vino en el mar con un viaje en el Juan Sebastián de Elcano Nuevo aroma El enólogo y master blender Antonio Flores con una copa del vino viajero de Tío Pepe. El vino es un alimento vivo y, a diferencia de otros productos, es una bebida que experimenta cambios constantemente y por ello no deja de evolucionar. El trasiego en barco de tinajas y ánforas en las que los romanos transportaban el vino de uvas locales a los confines del imperio debía causar antaño lo que provoca catar Tío Pepe Estrella de los Mares, un fino que ha surcado océanos y mares durante cinco meses a bordo del buque escuela de La Armada, el Juan Sebastian de Elcano, durante su crucero número 94 de vuelta al mundo. Dos botas de ese vino icónico de Jerez emprendieron una singladura que finalizó cuando el buque arribó a Cádiz en la conmemoración del 500 aniversario de la primera circunvalación realizada por la expedición Magallanes-Elcano, que en su día también estuvo bien provista de vino en sus bodegas, precisamente de Jerez. De esta manera, González Byass ha recuperado, gracias a La Armada, la tradición bodeguera de enviar vinos en barco y a vela, para propiciar su vaivén y en diciembre lanzó ese vino `de ida y vuelta’ ya embotellado y con una mayor riqueza de aromas y matices. Esta evolución del vino se ha producido en el escenario que la mar le ha propiciado y que provocó que en el pasado fuera común enviar botas en las largas travesías para que factores como la temperatura, la presión y, sobre todo, el vaivén continuo de las olas del mar, influyeran en la crianza del vino, mejorando notablemente su organolepsia. Antaño, estas condiciones provocaron que el valor de los vinos, conocidos como vinos `mareados; llegara a multiplicarse por cinco. Cambio casual Antonio Flores, enólogo y master blender, recuerda cómo esta bodega, que nació internacionalizada en 1835 y que exporta desde entonces a cien países, encontró esta técnica de forma casual.
Fonte: ABC Empresa.
Un marché en quête d’un nouvel élan.
La 30e édition du salon Millésime Bio, la plus importante manifestation du genre au monde, commence ce lundi, pour trois jours, à Montpellier. Après des années de croissance, les ventes ont un peu ralenti en 2022. Cependant, la filière jouit d’un fort potentiel de développement, en France et aussi à l’export, pour continuer de séduire les acheteurs. Jean-Michel Brouard Après l’euphorie. voici venu le temps de la circonspection pour les viticulteurs bio. Avec des signaux d’alerte qui sont autant d’opportunités de repartir à la conquête des consommateurs. Déjà. en 2021. le ralentisse` ment desveºtes de vin bio, bien que toujours en croissance de 9 %sur 2020. avait surpris. Dans un contracte général de baissedes ventes de produits bic. les dernières données consolidées par NielsenlQ sur les ventes en grandes et moyennes surfaces en 2022 risquent dalimenter les interrogations sur l’avenir. Bien qu’elles représentent 20 cit. seulement des volumes de vin bio vendus en France. celles-d ont plus reculé l’an dernier (-9 % en volume et -7 %en valeur) que celles des vins conventionnels (-S,t3 %en volume et-L9 %cavaleur). Unetendancegénéraie ? Préstdentde l’interprofession des vins bio d’Occitanie. Sudvinbio, Nicolas Richarme n’attend pas forcément un repli mais un tassement sur l’ensemble des marchés France et export R serait prématuré de tirer de ces premiers chiffres des conclusions définitives. Dans une période d’incerdtusde inflationniste, les arbitrages auxquels se livrant les consommateurs peuvent naturellement se faire au déainentde vins bio plus chers que les conventionnels. Mais une chose est sise : la filière viticole bio n’était pas habituée a ela. Jusque-là, les volumes produits ne permettaient pas de combler la soif des consommateurs Comme le rappelle l’enquête CSApourMilésime Bio. publiéeen janvier 2023. les surfacescometies ont connu un bond spectaculaire au cours des vingt dernières années. Alors qu’elles ºe représentaient que 1,5 % de l’ensemble du vignoble en 2001, surfaces labelhsees et en conversion ont dépassé la barre symbolique des 20 %(20,0996) fut 202L Lºven ir est loin dëtresombre pour la viticulture bio française. aujourd’hui leadermondialeen la matière devant l’Espagne et l’Italie. En dépit de conditions climatiques peu favorables ces dernières années, les conversions à la viticulture biologique n’ont jamais été aussi rtxmlxeuseset une hausse des surfaces de 7796 est attendue dans les trois prochaines années (passant de Ii 0_13 13 hectares à 159.968 hectares). Comme le souligne le nég udamtenvins bioJacques Frelin, actif sur ce marché depuis quarante ans, « le développement important de surfaces suscite des craintes aujourd’hui comme au début des années 2000 puis en 2010.
Fonte: Echos.
Climat-environnement : cette autre crise qui secoue le vignoble bordelais.
Les vins de Bordeaux se sont fixés pour objectif de décarboner leur activité à hauteur de 56 % d’ici à 2030. • Une ambition portée par l’interprofession (CIVB), qui oblige à repenser les modes d’exploitation, les cépages, les bouteilles, le transport… «Le vignoble bordelais est pris dans un torrent tumultueux. » Aux yeux de Pierre Hurmic, le maire écologiste de Bardeaux, la région est confrontée une crise économique doublée d’« un dérèglement climatique de plus en plus important.. Elle doitreiever – le défi d une vlticufture durable et d’un vin désirable». En ouvrant dans ces termes le 13° forum emrtronnemental desviras de Bordeaux la semaine dernière, Pierre Hurmic a repris les objectifs de dècarbonatíon et de baisse de 56 %des el/lissions de gaz à effet de serre d’ici à 2030par rapportà 2007. Rares par le Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB). Le temps presse. Surtout qu’en parallèle, la déconsommation du vin rouge, en particulier, a atteint des niveaux inquiétants avec une chute de 70 % en 60 ans et une nouvelle chute de 60 %d’ici dix ans. Les modes de consommation ont changé. Les repas déstructurés, le style de nourriture et les attentes des nauvellesgénérations ne jouent pas en faveur du vin. Les préoccupations à l’égard du climat vont grandissant. « De plus en plus en plus de nos gros clients. aux BtatsUnis, au Canada, au Royaume-Uni. nous demandent des comptes en matière d’émission de carbone. Si on ne cache pas les aises, an est bloqués. Les barques locales aussi sont sous pression a, explique Allan Sichel le président du CIVB. Réhabiliter le port de Bordeaux Les aléas climatiques modifient missile « D’année en année, ono de plus en plus de deculrfs à produire. On est sans cesse con ira ints de se réinventer., constate Cédric Plo. président de La commission technique du CIVB. Les vins gagnent en sucrusiié et en alcool au détriment de l’acidité. Les vendanges se font beaucoup plus rôt, avec un risque croissant de disqualification pour certains cépages comme le merlot, le plus utilisé dans l’assemblage des bordeaux. Dans un contexte de réchauffement climatique, le vignoble bordelais a décidé de lutter sur plusieurs fronts, Pour décarboner le transport du vin. le CIVB veut ainsi réhabiliter le rail et le trafic maritime au départ de Bordeaux. Les discussions sont en cours. «Nous voulons mettre fin au transport routier de notre vin en direction des ports duHavre, de Marseille ou de Rotterdam et privilégier les expéditions depuis le port Bordeaux. Aujourd’hui, il en sort des céréales et du bois. Il y arrive du pétrole, mais il njy a phis de trafic de vin », explique Allan Sichel. Le port de Bordeaux est déficitaire. « Les chargements tous produits atteignent 9 millions de tonnes par an, alors qu’fl faudraft12mlllfonsde tonnes pour que le port cessede pendre de l’argent.» La filiale vin du groupe Carrefour, elle, a décidé de privilégier le train.
Fonte: Echos.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 29 gennaio 2023!
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Vino, si allarga il fronte del no all’etichetta Ue.
Insieme a Italia, Francia e Spagna, anche Portogallo, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria potrebbero unirsi per fare pressione sulla Commissione Europea, che ha approvato l’etichetta «irlandese» che prevede avvertenze sanitarie sul consumo di alcolici, mettendo sullo stesso piano vino e sigarette. Nei giorni scorsi il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida (foto) aveva fatto riferimento al lavoro che Roma, Parigi e Madrid stavano portando avanti per arrivare a un documento comune. I canali diplomatici si sono attivati arrivando a coinvolgere altri cinque Paesi scettici sulla compatibilità tra le regole del mercato interno e le norme che Dublino vorrebbe emanare, a maggior ragione da quando la Commissione ha annunciato misure Ue in materia.
Fonte: Corriere della Sera.
Tra i segreti delle Langhe.
I classici del territorio magistralmente riletti. Come il caparbio Barolo Docg Rayera. E altre raffinate sorprese Elvio Cogno Elvio Cogno è una di quelle rare aziende vinicole capaci di vedere oltre il qui e ora e anticipare, con successo, gli scenari futuri. Attestata come proprietaria-produttrice fin dalla fine del ‘700, in zona Novello, la storia recente inizia negli anni ’60, quando Elvio decide di vinificare i cru Brunate e La Serra a La Morra, insieme al socio, il notaio Marcarini. È il periodo in cui si posano i primi mattoni della mitologia moderna del Barolo e in cui la neonata cantina già usa, profeticamente, i nomi delle vigne in etichetta.
Fonte: Espresso.
Vini, pasticceria, cioccolateria e prodotti caseari: tra assaggi e premi decolla «Dolce Puglia».
La manifestazione dei sommelier il 18 febbraio a Gioia • I)ai vini ai prodotti di pasticceria, alle cioccolate e ai prodotti caseari made in Puglia. «Dolce Puglia», la manifestazione dei sommelier AIS Murgia, ritorna nell’ultima giornata di Carnevale, sabato 18 febbraio nella suggestiva sede dei grandi hangar del 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle. È, ormai, un format ben collaudato quello che lega i dolci nettari di Puglia, tradizione e patrimonio unico della Puglia enologica, con il meglio della pasticceria tradizionale, delle specialità delle aziende del cioccolato e delle bianche bontà casearie.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
L’editoriale – Tutelare la produzione del vino italiano: smascheriamo un attacco travestito da scienza.
Si avvicina il Carnevale ma l’attacco al vino italiano non è uno scherzo, è un pericolo reale. A renderlo ancora più subdolo è la maschera pseudo-scientifica scelta per affondare il colpo sulla base di comprovate evidenze, che ha purtroppo indotto anche alcuni “esperti” del Bel Paese a salire sul carro a forma di cavallo di Troia confezionato ad arte fuori dai nostri confini nazionali. Si tratta della stessa logica d’oltralpe sapientemente ammantata di scienza che si sta utilizzando per far adottare a livello europeo un sistema di etichettatura Nutriscore che penalizza l’olio di oliva e altri prodotti italiani tipici.
Fonte: Giornale.
Il Morellino inonda il mondo intero. Cantina di Scansano, export record.
Vendite all’estero aumentate del 60 per cento. Il presidente Grechi: «Grande soddisfazione per i soci». Un’anno, quello che si è appena chiuso ricco di soddisfazioni per Cantina Vignaioli Morellino di Scansano, che ha fatto registrare un aumento dell’export pari al 60 % rispetto all’anno precedente. La Cantina di Scansano ha infatti presentato ai suoi soci il bilancio 2022 con un export, che ha fatto registrare +60% rispetto al 2021. II valore delle vendite all’estero, nell’esercizio 20212022, è stato di 1.401.512,45 euro, mentre nel periodo 2020-2021 è stato di 872.139,95 euro. II fatturato della cooperativa è pari a 14.938.386 euro, in crescita dell’8,54%, mentre nel 2021 è stato di 13.762.638,69 euro.
Fonte: Nazione.
«Anche poco vino fa male alla salute Più rischi di cancro» – Vino ed etichette per la salute «II rischio cancerogeno è elevato».
Il professore Francesco Caputo, associato di Gastroenterologia nel dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università di Ferrara, evidenzia i rischi che il vino provoca. Lo fa durante la discussione sull’etichettatura suite bottiglie, provando a informare “bene senza pregiudizi”. I)Oppoa pag. 5 Vino ed etichette per la salute KIl rischio cancerogeno è elevato» Il prof Fabio Caputo, docente di Unife e esperto di patologie alcool-correlate «Anche il consumo moderato giornaliero può avere effetti negativi sul corpo» ?di Daniele Oppo Ferrara L’etichettatura sui vini e altri alcolici che avvisa del rischio perla salute derivante dal loro consumo? «Mi vede concorde: esprime ciò che è la realtà e cioè che le bevande alcoliche, anche assunte in moderate quantità quotidianamente, espongono l’individuo ad un rischio».
Fonte: Nuova Ferrara.
Dalle vinacce del Refosco nasce la crema di bellezza.
L’azienda agricola Bagnarol ha lanciato ›«Abbiamo avuto un riscontri eccezionale con successo una linea per viso e corpo ben al di sopra delle nostre aspettative» DALLA CANTINA DI VIALE S.GIOVANNI ESCONO SEMPRE PIÙ PRODOTTI VITIVINICOLI MA CHE NON SONO VINO. Non si butta via niente nella cantina Bagnarol, dove nascono sempre più prodotti che rientrano nell’ambito vitivinicolo, ma senza essere per forza vino, in un’ottica di economia circolare. È il caso della linea di creme e sieri per il viso e per il corpo fatti con le vinacce, delle gelatine di vino e delle confetture di uva. «Adesso stiamo sviluppando un nuovo progetto che porterà alla produzione di caramelline al mosto d’uva, prive di zuccheri. E presto, per gli appassionati di cura del viso, arriverà anche un innovativo burro cacao», anticipa Franco Bagnarol, titolare dell’azienda agricola che ha sede in viale San Giovanni, a San Vito.
Fonte: Gazzettino Pordenone.
Il vino che nuoce alla salute Coldiretti: «Inaccettabile».
La polemica «Non è una questione di salute, ma di un’Europa ostaggio di lobby e multinazionali». Coldiretti Fvg rilancia le parole del presidente nazionale Ettore Prandini sul via libera all’Irlanda delle etichette con la scritta “nuoce gravemente alla salute” sul vino, come già accade per le sigarette. Una linea «inaccettabile – osserva il direttore Cesare Magalini -e che contestiamo anche in difesa di un settore che vale in Italia 14 miliardi di euro e dà lavoro a 1 milione e 300mi1a persone, con numeri importanti anche in Friuli Venezia Giulia, con oltre 4mila aziende vinicole, un export paria 146 milioni di euro nei primi nove mesi del 2022 e 27mila ettari coltivati».
Fonte: Gazzettino Pordenone.
«Il vino è cultura» Il Collio-Brda sarà protagonista dell’evento 2025.
II sindaco Ziberna contrario all’etichetta “Nuoce alla salute” «Gorizia e Nova Gorica riferimenti del bere consapevole» «Ne ho parlalo con il collega Turel Partiranno iniziative di valorizzazione» Francesco Fain Il vino ha accompagnato la storia dell’umanità e esprime cultura ma anche incontro, amicizia e convivialità. Non può diventare il simbolo di un nuovo e pericoloso «proibizionismo» bensì deve essere l’emblema di un nuovo rinascimento della società che alza i calici alla qualità della vita, all’ambiente e alla conoscenza. Ne è convinto il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, deciso a far sì che il Collio e la Brda diventino protagonisti della Capitale europea della cultura 2025, testimonial del vino di qualità e, contemporaneamente, occasione di un’educazione al bere responsabile. Ne parlerà anche con il collega d’oltreconfine Samo Turel, sindaco di Nova Gorica. I ferri sono in acqua. L’obiettivo è quello di far diventare le due città «capitali anche del bere consapevole». Il progetto è ancora in embrione ma visto il coinvolgimento del Collio-Brda, è facile pronosticare il decollo dell’iniziativa.
Fonte: Messaggero Veneto Gorizia.
Vini da preservare, scatta la petizione.
Un segnale alla Ue Operatori locali del settore contro le etichette di avvertenza sui rischi per i consumatori «Li vogliono equiparare a superalcolici e sigarette facendo del terrorismo ingiustificato». Una petizione per tutelare e preservare il nostro vino a livello europeo. Una battaglia contro la decisione della Commissione europea di dare il via libera all’Irlanda per applicare sulle bottiglie di vino le “etichette di avvertenza” sui rischi per i consumatori come avviene sul fronte dei superalcolici e delle sigarette. In prima linea anche Terracina con un gruppo di operatori del settore, molti dei quali produttori vinicoli, che venerdì sera si sono riuniti al ristorante “Centosedici” di via Lungomare Circe per le strategie da adottare in un incontro che hanno titolato “I magnum della merla – canto primo”.
Fonte: Latina Oggi.
Consegnate barbatelle ai vignaioli della zona.
Il Parco Cinque Terre consegna le barbatelle ai vignaioli della zona. Le piantine possono essere ritirate alla Cooperativa Agricoltura Cinque Terre di Groppo, sulle alture di Manarola e alla cantina Sassarini di Monterosso. Il Parco, tra le attività a sostegno dell’agricoltura, fornisce le barbatelle certificate a conduttori di terreno o aziende agricole, che hanno sede nel territorio dell’area protetta. Quest’anno le piantone in distribuzione sono 22.780, in aumento rispetto alle 19.625 del 2022. Con l’obiettivo di assicurare le migliori condizioni per la buona riuscita del vigneto, le barbatelle di bosco, albarola e vermentino fornite dal Parco hanno il bollino blu, che ne certifica la qualità dal punto di vista del valore genetico, e di varietà, e fitosanitario.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Cà du Ferrà Wine protagonista a Roma.
L’azienda Cà du Ferrà Wine e tasting di Bonassola partecipa a Proposta Vini, che si tiene oggi e lunedì alla Nuova Fiera di Roma. Una degli appuntamenti più attesi e di richiamo per il mondo del vino, che premette alle aziende italiane di entrare nel prestigioso catalogo Proposta Vini 2023. Cà du Ferrà, assieme ad altri duecento produttori, ha scelto la nuova fiera e il catalogo Proposta Vini, per presentare i propri prodotti. L’azienda di Davide Zoppi, sorge su un ampio pianoro, uri anfiteatro che affaccia sul mare e ha quattro ettari con undici vigneti diversi.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Vino, nel 2022 l’export segna un nuovo record.
Nuovo record per l’export del vino Made in Italy che ha toccato gli 8 miliardi di euro nel 2022, un +12% rispetto allo scorso anno, e un -6,4% a volume e -1,8% a valori nelle vendite nella grande distribuzione, ma con livelli di vendita comunque superiori a quelli pre-Covid. Resta comunque intatto il divario con la Francia che, negli ultimi dodici mesi ha esportato vino per 12,5 miliardi di euro (+12,5% sul 2021), oltre 4 in più rispetto all’Italia. Sono questi i dati sull’andamento delle esportazioni di vino italiano, usciti dalla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma che ha anticipato prospettive di crescita incerta per l’intero comparto del vino a causa dell’evidente rallentamento economico.
Fonte: Giornale di Brescia.
Santa Marta, corso Ais rivolto agli studenti sulla cultura del vino.
II Santa Marta diverrà sede del nuovo corso Ais di primo livello per la qualifica professionale di Sommelier. Il corso è una assoluta novità, le lezioni si svolgeranno in fascia pomeridiana e serale. Quello di offrire un corso per agli studenti dell’ultimo anno dell’Istituto Alberghiero è da sempre stato uno degli obiettivi di Ais Marche Delegazione di Pesaro che nel prossimo mese di febbraio finalmente si realizzerà. Il corso rappresenta per tutti un percorso di passione che può tradursi anche in opportunità lavorativa, dal momento che l’attestato di qualifica Ais è riconosciuto a livello nazionale.
Fonte: Corriere Adriatico Pesaro.
Dalla vigna alla tavola: a spasso con la tradizione.
II primo evento alla Cittadella dei Sibillini, per ritrovare gli antichi metodi di lavorazione del cibo. Così l’enogastronomia diventa volàno Torna il progetto «Marche Enoturismo dalla vigna alla tavola», l’iniziativa della Regione Marche per promuovere le eccellenze enogastronomiche. Il primo appuntamento del circuito «carni, pesci e orti dalla costa ai borghi piceni» è con una giornata dedicata alla salata del maiale (o pista), una delle tradizioni più antiche e diffuse delle aree rurali delle Marche. Il primo evento del circuito che vede come capofila l’Antico Caffè Soriano di San Benedetto, è previsto per domenica 29 gennaio alle ore 13 presso La Cittadella dei Sibillini di Montemonaco, un luogo storico della montagna ascolana.
Fonte: Resto del Carlino Ascoli.
Quei grandi vini di Langa e Roero in scena a Torino – Langhe nel bicchiere.
Le Langhe e il Roero del vino traslocano alle Ogr torinesi, dove domani e martedì va in scena Grandi Langhe 2023. Tremila buyers, enotecari, ristoratori e importatori italiani e internazionali da 30 Paesi potranno partecipare alla più grande degustazione delle denominazioni albesi. Il banco d’assaggio sarà dedicato alle nuove annate di Barolo, Barbaresco, Roero e alle principali denominazioni delle colline Unesco: 240 cantine presenteranno le proprie etichette. Langhe g nel bicchiere Domani e martedì a Torino maxi-degustazione con le ultime annate delle grandi etichette portate da 240 cantine delle colline Unesco. Le Langhe e il Roero del vino traslocano alle Jogr torinesi, dove domani e martedì va in scena Grandi Langhe 2023.
Fonte: Stampa Cuneo.
Vino ed emozioni con i sommelier Ais.
Una domenica di sapori e profumi Vino ed emozioni con i sommelier Ais Serata di degustazioni al Tiziano Vino ed emozioni. “Apollonio – Una storia italiana dal 1870″: quando la tradizione enologica va a braccetto con la solidarietà. Oggi serata di beneficenza a cura dell’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, guidata da Marco Albanese, al Grand Hotel Tiziano di Lecce (ore 19.30), con le etichette dell’azienda di Monteroni che vede al timone Marcello e Massimiliano Apollonio, quarta generazione di una famiglia che ha fatto della passione e dell’amore per la propria terra una filosofia aziendale.
Fonte: Gazzetta del Salento.
Morellino, record di esportazioni Vola il fatturato della cantina.
Dati export in decollo per l’azienda Vignaioli, che nel 2022 ha fatto registrare un aumento del 60% La cooperativa ha chiuso l’esercizio di bilancio presentato ai soci con un volume d’affari di quasi 15 milioni. II Morellino di Scansano vola a livello mondiale. Dati export in decollo per la Cantina Vignaioli, che nel 2022 ha fatto registrare un +60% che va oltre anche i dati registrati nell’anno precedente. La cooperativa ha inoltre chiuso l’esercizio di bilancio presentato ai soci con un fatturato di quasi 15 milioni (14.938.386 euro), registrando anche un +8,54% totale rispetto al 2021 (che era di 13.762.638,69 euro). I numeri dimostrano come il valore delle vendite all’estero nell’esercizio 2021-2022 sia salito passando a 1.401.512,45 euro, mentre nel periodo 2020-2021 era stato di 872.139,95 euro.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Anteprima del Nobile in Fortezza da Basso.
Dal 18 al 20 febbraio si tiene a Firenze l’evento atteso dai winelovers Sabato 18, domenica 19 e lunedì 20 febbraio torna in Fortezza l’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano, evento particolarmente atteso dai winelovers e dagli operatori del settore. La giornata dedicata alla stampa, quella del 15 febbraio, è ormai con il ‘pienone’. Nei calici, protagoniste saranno le annate entrate in commercio nel 2023, in particolare i riflettori saranno accesi sul Vino Nobile di Montepulciano 2020, annata a cinque stelle, e la Riserva 2019. Quarantaquattro le cantine presenti pronte a far conoscere i propri «gioielli». L’orario, per i partecipanti, è dalle ore 14 alle 19 con eccezione di lunedì 20 febbraio con inizio alle 12 e termine alle 17.
Fonte: Nazione Siena.
Caprai: chi non beve con me peste lo colga.
Bacco sotto attacco. Gli arrivano colpi da ogni dove, dalla Italia, esattamente da Padova, sede di lavoro della scienziata Antonella Viola, ma anche dalla Irlanda. Ma adesso che il fronte è stato rotto Caprai: «Chi non beve con me peste lo colga» pi viticoltori sono pronti a tutto. Meno che ad alzare bandiera bianca o mandare al macero il prezioso nettare. Resistere, resistere. Gli attacchi si attenueranno e il mercato farà la sua parte. Il primo produttore ad arginare la compagnia di comunicazione contro il vino è Marco Caprai con la consapevolezza di chi conosce un mondo in continua evoluzione. Occorre partire dall’inizio della storia : ” La mia famiglia in primis ha avuto l’intuizione di individuare nel Sagrantino le più grandi potenzialità e avviare un lavoro anzitutto di ricerca con l’Università di Milano durato anni, per recuperare il vitigno caduto nell’oblio, selezionando i cloni migliori per iniziare una produzione con un progetto ben definito.
Fonte: Messaggero Umbria.
Il mondo del vino, tradizione e futuro E conta l’influencer.
Inaugurata tra Ca’ Vendramin Calergi e Misericordia “Wine in Venice”, la rassegna tutta dedicata all’enologia Il mondo del vino, tradizione e futuro E conta l’influencer. Il mondo dell’enologia trova a Venezia un nuovo punto di riferimento grazie a “Wine in Venice”. Da ieri la Scuola Grande della Misericordia e la sede del Casinò Ca’ Vendramin Calergi sono i due poli di un centro di gravità attorno a cui ruota il mondo degli esperti del settore vinicolo, dal produttori agli appassionati. Attraverso degustazioni e dibattiti, presentazioni, laboratori oltre a tour e itinerari tematici è infatti possibile comprendere le dinamiche che stanno dietro alla cultura del vino, un settore che da sempre trova in Veneto terreno fertile grazie al Prosecco e non solo.
Fonte: Gazzettino Venezia.
Ecco le 20 cantine sul red carpet di “Wine in Venice” Anche “Le Carline” di Pramaggiore è tra i vini top – Venti regine alla Misericordia Anche Le Carline Pramaggiore.
II colpo di sciabola del sommelier Alessandro Nigro Imperiale ha aperto “Wine in Venice” alla Misericordia, il red carpet del vino, nato per creare una cultura di uno dei prodotti principi della tradizione italiana. Venti le cantine che espon gono, tra cui “Le Carline” di Pramaggiore, e numerose iniziative. Wine in Venice Una cantina per regione protagonista della nuova rassegna, con “Gusto” media partner Centinaio, vice presidente del Senato: «Sgombriamo il campo, ii vino non fa male» Venti regine alla Misericordia anche Le Carline Pramaggiore. Il colpo di sciabola del miglior sommelier Ais 2022, Alessandro Nigro Imperiale, ha aperto “Wine in Venice”, il red carpet del vino, nato per creare una cultura di uno dei prodotti principi della tradizione italiana. Sino a domani, all’interno della Scuola Grande della Misericordia e nello storico Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, sono protagoniste 20 cantine, una per regione, selezionate da 18 esperti, oltre a degustazioni e dibattiti.
Fonte: Nuova Venezia.
La produzione dei frati in laguna e la scoperta degli aromi antichi.
Dalla Malvasia al Verduzzo, fino alla Dorona La produzione dei frati in laguna e la scoperta degli aromi antichi I grande rassegna enologica accende i riflettori anche sulle produzioni minori. Dorona, Malvasia, Verduzzo. Un vitigno autoctono della laguna dal colore giallo dorato, appunto. Un vino mitico, importato dai veneziani della Serenissima dal Peloponneso. E un’uva tornata in auge, base profumata per i bianchi lagunari. Tre esempi di come sia antico e forte il legame della laguna con il vino. Lo testimoniano le numerose “vigne” dei conventi, come quella di San Francesco della Vigna, coltivata dai frati francescani a Castello. Ma anche il Redentore con i frati Cappuccini, San Michele in Isola, antico convento dei camaldolesi oggi deserto.
Fonte: Nuova Venezia.
Lara loreti (gusto), guarda alle prossime sfide «festival che premia la ricerca e l’ambiente».
Un annodi lavoro, tanta fatica premiata quando si vedono le prime persone varcare l’ingresso della Scuola Grande della Misericordia per una tre giorni dedicata al vino, tutta da vivere. II Gruppo Gedi c’è, con “Il Gusto” e la responsabile della WineeSpirits, Lara Loreti (nello foto a fianco). «Etica, sostenibilità e innovazione», spiega, «sono i pilastri di questo primo Wine in Venice, che vuole essere un festival delle cantine vitivinicole italiane. Diciotto esperti hanno selezionato le cantine, ma abbiamo avuto 150 richieste di partecipazione: è stato difficile selezionarne una per regione. Vogliamo porre l’accento sull’importanza del vino in Italia come cultura, premiando chi fa uno sforzo importante nel rispetto dell’ambiente e nella ricerca».
Fonte: Nuova Venezia.
Consumo moderato e danni del vino almeno la qualità aiuti il libero arbitrio.
La a professoressa Viola ha puntualizzato, in maniera onesta e ineccepibile, sugli effetti dell’alcol nel corpo umano. Le hanno risposto, condividendo, molti alcolici e si è scatenata, al contrario, la “Compagna del fegato è mio e lo gestisco io”. Hanno brillato i Fusaro (il più spassoso filosofo degli ultimi secoli), i Bassetti, i Porro, facendosi un selfie con un bel bicchiere di rosso in mano, mettendo dispiacere al miliardo di bottiglie di spumante vendute nel 2022. La questione è vivamente interessante, ma nello spazio ristretto di queste righe, provo a sottolineare alcuni aspetti. Tra le tante sostanze che abbiamo imparato ad estrarre dal mondo naturale, quelle derivanti dal tabacco, dall’uva, dal papavero da oppio e della coca, hanno a che vedere con importanti effetti sul sistema nervoso centrale. Si sono diffuse a partire da queste proprietà e si sono creati mercati importanti attorno ad esse.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Wine in Venice: regione per regione le 20 cantine vincitrici.
Una giuria capitanata dal direttore de ilGusto Luca Ferrua, ha selezionato per la kermesse veneziana le aziende che più di tutte si sono distinte per etica, sostenibilità ed innovazione. Venezia e il vino. Venezia come casa del vino. Frasi che apparentemente non hanno molto a che vedere le une con le altre, binomi che non siamo abituati ad utilizzare. Eppure da oggi ancora di più sono frasi estremamente reali (ma lo sono già da secoli, da quando la vite cresce a Venezia in angoli a volte sconosciuti agli stessi veneziani). È giunto infatti a compimento il lavoro di una giuria di qualità voluta da Wine in Venice (la manifestazione legata all’etica alla sostenibilità e all’innovazione nell’universo vino di cui ilGusto è media partner, inaugurata il 28 gennaio 2023 con una conferenza stampa tenutasi alla Scuola Grande della Misericordia di Venezia), capitanata da Luca Ferrua, direttore del ilGusto e coordinata da Lara Loreti, responsabile wine ad spirits di questa testata.
Fonte: la Repubblica.
Vino, ha preso il via a Venezia la prima edizione di “Wine in Venice”.
Ha preso il via questa mattina a Venezia la prima edizione di “Wine in Venice”, manifestazione che mette al centro del mondo vitivinicolo la sostenibilità, l’etica e l’innovazione. Sono questi i tre focus scelti dagli organizzatori dell’evento (Winetales, Beacon, The Media Company Store e Venezia Unica) che fino a lunedì 30 gennaio ragionerà su “il vino del futuro”. La giuria di giornalisti, sommelier ed esperti ha assegnato le “Wine wild card” a venti Cantine, una per regione italiana, che accederanno al “red carpet” nel suggestivo scenario della Grande Scuola della Misericordia e nello storico palazzo di Cà Vendramin Calergi. Si tratta di Firriato (Sicilia), Cantina Mesa (Sardegna, Ippolito1845 (Calabria), Cantina di Venosa (Basilicata), Erminio Campa Viticoltore (Puglia), Feudi di San Gregorio (Campania), Herero (Molise), Villa Simone (Lazio), Vignamadre (Abruzzo), Lungarotti (Umbria), Tenuta Cocci Grifoni (Marche), Fattoria Zerbina (Emilia-Romagna), Lamole di Lamole (Toscana), Tenuta Maffone (Liguria), Castello di Uviglie (Piemonte), Grosjean Vins (Valle d’Aosta) Nove Lune (Lombardia), Le Carline (Veneto), Terre di Ger (Friuli-Venezia Giulia) e Cantina Kaltern (Trentino-Alto Adige).
Fonte: Askanews.
Vino: verso coalizione di Paesi contro etichetta Irlanda .
Non solo Italia, Francia e Spagna, ma anche Portogallo, Danimarca, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria potrebbero unirsi per fare pressione sulla Commissione Europea contro l’etichetta irlandese che prevede avvertenze sanitarie sul consumo di alcolici. Lo apprende l’ANSA da diverse fonti di Bruxelles. Nei giorni scorsi il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida aveva fatto riferimento al lavoro che Roma, Parigi e Madrid portavano avanti per arrivare a un documento comune. A quanto apprende l’ANSA, i canali diplomatici si sono attivati nelle scorse settimane arrivando a coinvolgere altri cinque Paesi scettici sulla compatibilità tra le regole del mercato interno e le norme che Dublino vorrebbe emanare, a maggior ragione da quando la Commissione ha annunciato misure Ue in materia. L’iniziativa degli otto Paesi potrebbe concretizzarsi la prossima settimana.
Fonte: ANSA.
Vino: Stajnbech il ‘vigneto dei Dogi’ che ama i Beatles.
Nel cuore del Lison c’è una piccola cantina, che fonda la sua storia nel 1800, che si è fatta spazio con determinazione nel mercato oltralpe con un palmares di attestati e premi. Stajnbech è un’azienda a conduzione familiare, che oltre al nettare di Bacco condivide l’amore dei Beatles, situata a Pramaggiore. Il nome si collega al Borgo di Belfiore noto nel XVII secolo come ‘Stagnibech’, toponimo già presente in documenti del XV secolo, e che durante la dominazione austriaca è stato cambiato in Steinbach, “ruscello delle pietre” e al quale i dogi avevano attribuito l’appellativo di “Vigneto della Serenissima”.
Fonte: ANSA.
Wine in Venice, Centinaio all’Europa: “Il consumo moderato di vino non fa male alla salute”.
Il vicepresidente del Senato, il leghista Gian Marco Centinaio, torna sul via libera dell’Ue alla normativa irlandese che sul piano dell’etichettatura equipara il vino alle sigarette. Queste le sue parole a Wine in Venice, il festival che si svolge a Venezia dal 28 al 30 gennaio.
Fonte: Repubblica TV.
Banche e aziende del vino, sostenibilità e tracciabilità sono gli “asset” di investimento del futuro.
Oggi confronto tra il mondo economico-bancario con Banca Monte dei Paschi di Siena e della ricerca del Santa Chiara Lab con il vino italiano. “Gioia, sinergia, educazione, eccellenza, bellezza: sono parole importanti quando si parla di vino, e che stanno dietro ad una logica di sistema, che se ben organizzata e convogliata crea valore. È quello che cerchiamo di stimolare come banca, perché il valore è ciò che ti consente di investire e fare innovazione, che se viene fatta da un’eccellenza diventa tradizione, in un circuito virtuoso fondamentale per il posizionamento internazionale. Quando 30 anni fa incontrai Renzo Rosso, il patron di Diesel, mi disse che non vendeva jeans, ma uno “stile di vita”. Lo stesso vale per una bottiglia che, con la sua storia, cultura, innovazione, investimenti, invecchiamento, fatica, è un evento e come tale va celebrata, e per la capacità che anche il vino ha di elevarsi ad uno stile di vita. E come la cultura genera i comportamenti delle persone, così il vino influenza quello che avviene in un territorio. È molto importante investire in questa logica, perché è quella che fa la differenza”.
Fonte: WineNews.
l vino nella bottiglia di cartone dalla Gran Bretagna conquista anche il Giappone.
Sostenibile e… resistente ai terremoti: la case history di When in Rome, con un packaging alternativo che ammicca alla bottiglia di vetro. La sfida della sostenibilità, per il mondo del vino, si gioca su più fronti, dalla vigna alla tavola. Il più importante, in termini di impatto e peso specifico lungo la filiera, è il trasporto, che rappresenta un peso ambientale talvolta enorme. Gli spazi per intervenire sono molti, a partire evidentemente dal packaging. Uno dei più grandi produttori di Spagna, Torres, ha lanciato ad esempio l’idea di uno standard unico per le bottiglie in vetro, più leggere e riutilizzabili. I monopoli del Nord Europa, intanto, riconoscono un peso sempre maggiore, nei loro tender, alle confezioni meno impattanti, come i bag-in-box e le lattine. Una sensibilità simile si sta affacciando timidamente anche tra i consumatori giapponesi, in quello che, nel 2022, si è rivelato l’unico mercato in crescita per le spedizioni di vino italiano, con 172,4 milioni di euro di vino importato, il 29,3% in più dei primi 10 mesi 2021.
Fonte: WineNews.
Vino. Apre Wine & Siena: identità, origine e ambiente le chiave per guardare al futuro.
Lo scenario del vino italiano e il ruolo di Banca MPS, dei Consorzi di Tutela e delle Istituzioni per strutturare una nuova strategia del sistema vitivinicolo toscano e nazionale. Sono questi i temi affrontati oggi nel convegno dal titolo “Vino Futuro Italia. Identità, origine, ambiente, qualità ed economia”, organizzato da Banca Monte dei Paschi di Siena presso la propria sede storica, in Piazza Salimbeni, in collaborazione con Confcommercio Siena, Fondazione Qualivita e Wine&Siena. L’iniziativa, che apre la manifestazione Wine&Siena 2023 di cui Banca MPS è partner fin dal 2016, ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore vitivinicolo per fare il punto sulla situazione di quell’importante comparto e condividere spunti di riflessione per il futuro, in vista di sempre maggiori sinergie tra i vari attori per lo sviluppo e la valorizzazione delle eccellenze agroalimentari dei nostri territori.
Fonte: Agricultura.it.
Maurizio Bai: le imprese del vino italiano sono resilienti, ma devono lavorare sul prezzo unitario.
A WineNews, il Chief Commercial Officer Imprese e Private di Banca Mps sul settore come asset e sugli strumenti finanziari che ha a disposizione. Il valore del vino italiano come asset per una banca, e la capacità del suo tessuto imprenditoriale di dialogare con il mondo bancario, cogliendo le opportunità offerte dagli strumenti finanziari, come il pegno rotativo, introdotto nell’emergenza Covid, e, ora che appare superata, se l’agroalimentare e il vino in particolare hanno fondamentali solidi per affrontare lo scenario economico che stiamo vivendo. Lo abbiamo chiesto a Maurizio Bai, Chief Commercial Officer Imprese e Private di Banca Monte dei Paschi di Siena.
Fonte: WineNews.
«Enozioni», comunicare il vino: il premio dei sommelier ad Angela Frenda.
La giornalista e responsabile editoriale di Cook – Corriere della Sera, insieme a Gabriele Gorelli e Angela Velenoso, ha ricevuto il premio dell’Associazione italiana sommelier per aver saputo comunicare con successo il vino in Italia e nel mondo. «Sono riusciti a comunicare con successo il vino in Italia e nel mondo». Con questa motivazione Ais Lombardia, l’Associazione italiana dei sommelier, ha conferito il premio «Enozioni» alla giornalista e responsabile editoriale di Cook – Corriere della Sera Angela Frenda, al primo Master of Wine italiano Gabriele Gorelli e alla produttrice marchigiana Angela Velenosi .
Fonte: Corriere.
In Maremma la tecnologia aiuta a vendere meglio il vino.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana hanno promosso un evento formativo dal titolo “Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica“. Un’iniziativa che si colloca all’interno di un progetto di formazione nei territori del vino e che si è svolta a Rocca di Frassinello, Gungiarico (Grosseto). Affrontati i temi dell’enoturismo, ma anche delle vendite, in cantina e online e direttamente al consumatore, delle analisi dei dati del settore. Un’iniziativa che, come spiegato a Foodaffairs dal direttore del Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana, Luca Pollini, è stata molto apprezzata dalle cantine consorziate. E questo per favorire un moderno approccio all’enoturismo, sia in azienda, sia nel territorio maremmano. Partner importante per il settore è Divinea che, oltre a proporre cicli di webinar gratuiti per le cantine (il prossimo calendario avrà inizio a febbraio), ha creato il portale Wine Suite Academy, lo spazio digitale di formazione continua e gratuita dedicata alle cantine e ai professionisti del vino.
Fonte: Corriere dell’Economia.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 28 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Non dovete sottovalutare i vini analcolici.
Nella sua newsletter “Planet Money” Greg Rosalsky, affermato autore della National Public Radio, raccontava dei crescenti numeri dei vini, delle birre, dei liquori analcolici negli Stati Uniti. Un mercato in grande espansione che secondo i dati di Nielsen solo nell’ultimo anno è cresciuto del 20 per cento sul precedente e del 120 per cento in appena quattro anni. Un dato straordinariamente piccolo se comparato a quello delle bevande alcoliche in generale, il cui mercato nel paese supera i 200 miliardi di dollari, ma che è riuscito a passare da una quota dello 0,22 per cento nel 2018 a quella dello 0,47 per cento nel 2022.
Fonte: Cibo.
Etichette sul vino, il padre del Nutriscore contro Tajani La Lega: «Vuole solo difendere il flop del suo progetto».
l’ideatore del Nutriscore, Serge Hercberg, tor na ad attaccare l’Italia. Ne fa le spese stavolta il ministro degli Esteri Antonio Tajani, «reo» di aver preso posizione contro l’etichettatura irlandese sugli alcolici («È un danno alla dieta mediterranea, che rappresenta uno strumento fondamentale di tutela della salute ma non solo») e di aver difeso uno dei prodotti di eccellenza del Made in Italy. «Scientificamente totalmente sbagliato e irresponsabile…» dice in un tweet: «Dichiarazione del ministro degli Esteri italiano Tajani scrive contro la proposta di regolamento dell’Irlanda per Fetietcchettatura dei prodotti alcolici».
Fonte: Giornale.
In cantina – Château Haut-Brion in caduta.
Perdita media rilevante (-26%) alle aste per i sedici millesimi dal 1947 al 1969 Château Haut-Brion in caduta di Cesare Pilon Sotto esame, questa settimana, sono i 16 millesimi di Château Haut-Brion del periodo post-bellico della Seconda guerra mondiale (vanno de11947 a11969) che sono stati quotati alle aste internazionali sia nel 2022 sia nell’anno precedente. Sono state prese in considerazione, come sempre, le quotazioni massime, e queste sono cresciute soltanto in tre casi, in tutti gli altri 13 sono diminuite. II risultato è perciò profondamente deludente per chi ci ha investito il proprio denaro: complessivamente le 16 bottiglie valevano 39.007 euro nel 2021, mentre adesso, per comprarle, ne bastano 28.822. La perdita è ingente: 10.186 euro, che rappresentano oltre il 26% del capitale investito.
Fonte: Milano Finanza.
Il meglio del vino italiano in 600 etichette.
Fino a domenica l’ottava edizione di WineeSiena: ci sono anche le eccellenze gastronomiche II meglio del vino italiano in 600 etichette. Taglio del nastro per l’ottava edizione di WineeSiena. La manifestazione fino a domenica porterà a Siena l’eccellenza dell’enologia italiana e della gastronomia. Circa 600 le etichette da degustare. E circa 60 i prodotti tra cioccolati, formaggi, olio, carni e salumi, birra, salumi, pasta, riso, cereali, grappe e liquori da tutto il paese. Sei le Masterclass, dallo Champagne ai Cru del Chianti, ci saranno inoltre i colori dell’idromele e si parlerà dei bicchieri giusti per ogni vino.
Fonte: Nazione.
007, licenza di invecchiare.
Essendo un signore inglese degli anni Cinquanta, James Bond ha evidentemente sempre preferito gli spirits al vino, dunque con ogni probabilità non avrebbe mai pensato che la sua strada si sarebbe incrociata con uno dei rossi più particolari del mondo. Ma nelle storie di Bond tutto è possibile, allora un rifugio montano può allo stesso tempo essere il set dell’inquietante Hoffler Klinik del film Spectre, ospitare la mostra interattiva 007 Elements (fino al 23 aprile) e nascondere due botti in cui viene affinato uno dei vini più estremi d’Europa. Lice Q di Sölden, in mezzo alle Alpi austriache, non difetta di fascino: l’ha progettato in vetta al monte Gaislachkogl l’architetto Johann Obermoser esattamente dieci anni fa e, nel 2015, è stato scelto dalla produzione di Spectre come sede di una clinica al centro di mille segreti.
Fonte: Repubblica D.
Lasciamo che il vino canti ancora per noie con noi.
Mettiamo etichette “nuoce veramente alla salute” ai cambiamenti climatici, all’inquinamento dell’aria, al mare avvelenato dalla plastica, alla povertà sempre più diffusa , alla guerra e al militarismo sempre più aggressivo, ai programmi televisivi sempre più demenziali. E lasciamo le bottiglie di vino così come sono: e che la sua anima canti ancora per noi e con noi. Una sera, l’anima del vino cantava nelle sue bottiglie”: così comincia lo strepitoso elogio del vino scritto da Charles Baudelaire. Il vino ha un’anima e canta. Mi dispiace per gli altri,ma io credo a Baudelaire: il vino scende nel petto del lavoratore e lo scalda, illumina gli occhi della sua compagna, restituisce forza e colorito a suo figlio. Il vino è umano, generoso, immaginoso, poetico, divino.
Fonte: Secolo XIX.
Cantine giovani e sostenibili rinnovano l’Amarone.
A febbraio a Verona La tradizione nelle cose e l’innovazione nelle persone. È tra queste due frontiere il prossimo futuro dell’Amarone della Valpolicella I cui produttori si sono dati appuntamento per i prossimi 4 e 5 febbraio a Verona per Amarone Opera Prima. Da un lato c’è il percorso per vedere riconosciuta la tecnica dell’appassimento delle uve, il procedimento alla base della produzione dell’Amarone come patrimonio immateriale Unesco. E dall’altro l’innovazione delle persone con un distretto che negli ultimi died anni ha assistito al raddoppio nel numero di cantine condotte da under 40, secondo le cifre che l’Agenzia regionale Avepa e diffonderà a Opera Prima.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
E in cantina… vini glamour.
In Francia l’alta moda e i grandi vini hanno gli stessi indirizzi. Bernard Arnoult, il gigante del lusso che sta a capo della galassia Lvmh, fa brillare sotto allo stesso tetto Louis Vuitton e Dom Perignon, Dior e Chateau d’Yquem, Bulgari e Cheval Blanc. E gli fa eco Francois-Henri Pinault, proprietario di Gucci e Bottega Veneta, ma anche delle etichette Chateau Latour (leggenda dei vini bordolesi) o Clos de Ta, icona della Borgogna. In Italia moda e vino hanno una storia più recente, ma tanta strada davanti. Brunello Cucinelli, signore del cachemire italiano, ha comprato la Tenuta Castello di Solomeo nella “sua” Umbria, e da anni produce un bordolese a base di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese. Brunello (nome che nel mondo dei vini è una garanzia…) Cucinelli si è affidato a Riccardo Cottarella, il più prestigioso degli enologi italiani.
Fonte: Sport Week.
Abruzzo Economia – Una Docg per i vini di Casauria.
Cento produttori di vino, quindici aziende vinicole e diciotto Comuni pescaresi: sono I numeri dell’Associazione Docg Casauria, guidata dal l’enologo Concezio Martil li, promotore della nuova Docg Casauria, la terza in Abruzzo dopo Colline teramane e Tullum. II progetto È stato illustrato mercoledì scorso in un Incontro nel teatro comunale di Alanno, a cui hanno partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura Emanuele Imprudente; il presidente Consorzio d i Tutela dei Vini d’Abruzzo, Alessandro Nlcodeml; Anna Marla Di Ciolla, referente territoriale del comitato Vini Dop e Igp; Andrea Squarcia e Beatrice Bernabei del Ministero delle PolItkhe Agricole.
Fonte: Centro.
Abruzzo Economia – Intervista a Alessandro Nicodemi – Nicodemi: «Ecco i nostri progetti per far crescere l’Abruzzo del vino».
Il presidente del Consorzio Tutela Vini racconta come sarà il futuro del settore enologico della regione Dall’ondata di politiche anti-alcool della Ue fino alle novità che puntano verso una produzione di qualità 66II Montepulciano d’Abruzzo è un diamante con molte facce: è generoso e sfaccettandolo, come con le gemme, gli diamo più valore dl Sabrina Del Nobili Dagli eccellenti numeri del 2022 alle imminenti sfide del 2023. Alessandro Nicodemi, alla guida dal settembre scorso del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, racconta la realtà regionale, tra nuove regole e antiche criticità. Presidente, il 2023 si presenta burrascoso per il comparto: rincari di energia e materie prime, le politiche anti-alcool in Europa, con l’etichettatura da bollino nero in Irlanda.
Fonte: Centro.
Oggi l’incontro dedicato a vino e produttori.
Si tiene oggi alle 16.30, nell’Enoteca comunale di Controguerra, la sesta edizione di “vignaioli di professione”. L’evento, nato da un’idea del vice sindaco Fabrizio Di Bonaventura, verrà moderato dal giornalista e docente Fondazione italiana sommelier Paolo Lauciani con il patrocinio del comune. sarà protagonista il produttore veneto Riccardo Tedeschi dell’omonima azienda di Pedimonte della Valpolicella.
Fonte: Centro Teramo.
Consorzio Tutela vini, “ora Rillo si dimetta” – Consorzio tutela vini, chieste dimissioni.
Confagricoltura Cia e Unica a: «Danno di immagine irrevocabile» L’iniziativa di Confagricoltura, Cia e Unica a Le tre sigle del mondo agricolo: «In un momento storico molto delicato per il comparto Libero Rillo deve fare passo indietro» Consorzio tutela vini, chieste dimissioni Libero Rillo si deve dimettere. Lo pensano e lo affermano Confagricoltura, Cia e Unica a di Benevento. Le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo hanno registrato “la mancanza di terzietà del presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini” asserendo che “il 27 gennaio 2023 è stato sancito un accordo tra Confagricoltura Benevento, nella persona del presidente Antonio Casazza; Cia Benevento, presidente Carmine Fusco e Unica a Benevento, direttore Fabio Di Bellona, che hanno concordato di chiedere, in maniera palese, le dimissioni di Libero Rillo da Presidente del Sannio Consorzio Tutela Vini.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
Consorzio vino “Gragnano della Costiera”, pace fatta.
Con un bel bicchiere frizzantino di Gragnano è stata ristabilita la pace tra gli stabiesi e i sorrentini, generata sembra più che altro da un disguido. «Dobbiamo chiarire – ha tenuto a precisare Piergiorgio Sagristani, sindaco di Sant’Agnello a nome dei colleghi della costiera -, che non c’è preclusione verso la meritevole iniziativa dell’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo per la Dop della Penisola Sorrentina, ma se la forma è sostanza bisogna fare tutti i passi ufficiali necessari per avviare seriamente un percorso condiviso con gli altri sindaci del versante stabiese e con gli operatori in tale direzione, per arrivare alla Dop dei vini Gragnano, Lettere e Sorrento».
Fonte: Roma.
Intervista a Edoardo Pozzoli – Il patto dello champagne accelera la crescita di Domori».
II nuovo ad Edoardo Pozzoli: «L’accordo con la famiglia Rothschild valorizza l’eccellenza dei nostri prodotti. A fine anno fatturato intorno ai 27 milioni» Luigi Dell’Olio/ MILANO Proseguire nella politica della crescita senza strappi, che in una fase di stagnazione (e forse recessione prossima) dell’economia sarebbe già un grande risultato. È l’obiettivo di Domori, azienda di cioccolato super premium che fa parte del Polo del Gusto, la subholding del gruppo Illy che racchiude tutti i business extracaffè. Da novembre la società ha un nuovo amministratore delegato, il 40enne manager torinese Edoardo Pozzoli, con precedenti esperienze nel campo dell’industria alimentare, da ultimo presso la Centrale Latte d’Italia, il terzo polo di settore nella Penisola, dove ha ricoperto l’incarico prima di direttore generale e successivamente di amministratore delegato.
Fonte: Piccolo.
Vino, Battistoni (FI): «Chi mente ai consumatori è Hercberg».
«Sono gravissime e pericolose le affermazioni rese dal presunto scienziato Hercberg contro il ministro Tajani e contro il nostro governo, accusandoci di diffondere fake news e di strumentalizzare la nostra giusta protesta verso la scelta dell’Irlanda di etichettare come dannosi i prodotti alcolici compreso ilvino, per un nostro ritorno economico». Lodice il vice presidente della commissione Ambiente alla Camera Francesco Battistoni. «Ancora più incredibile e fuori da ogni garbo – prosegue – è sostenere che i nostri richiami in Ue da parte dei ministri Tajani e Lollobrigida verso una corretta e leale concorrenza, siano frutto di artificiosi presupposti senza alcuna base scientifica.
Fonte: La Provincia Viterbo.
Terre d’Oltrepo,sfida tra due liste ai dibattiti presenti trecento soci.
II presidente uscente: «Crisi che non si spiega». I dimissionari: «Votavamo sì per evitare tensioni». Cda uscente contro consiglieri dimissionari. A meno di un mese dall’assemblea dei soci di Terre d’Oltrepo, che il 21 febbraio deciderà i nuovi vertici del gruppo, si stanno definendo gli schieramenti in campo (il termine ultimo per presentare le candidature è 1’11 febbraio). Da una parte il presidente uscente Enrico Bardone con i consiglieri rimasti nel Cda decaduto, dall’altra i consiglieri che hanno rassegnato le dimissioni. Non sarà della partita, invece, l’ex presidente Andrea Giorgi, che ha annunciato che non si candiderà, criticando la posizione dei consiglieri che non si sono dimessi. Intanto, giovedì sera sono terminati i tre incontri zonali organizzati dalla cantina in vista del voto, che hanno visto la partecipazione di circa 300 soci.
Fonte: Provincia – Pavese.
L’Oscar triennale dei sommelier premia il pavese Vaccarini.
È il più importante riconoscimento assegnato dall’associazione mondiale L’esperto di Miradolo Terme sarà celebrato durante una cena di gala a Parigi 1 sommellier pavese (è di Miradolo) Giuseppe Vaccarini è stato proclamato dai presidenti dei 66 paesi membri di ASI (Association de la Sommellerie Internationale) il vincitore del Gérard Basset Lifetime Achievement Award, il più alto riconoscimento che la sommellerie internazionale assegna ogni tre anni a un personaggio che, come Basset, ha svolto un ruolo importante nel far brillare e sviluppare la professione del sommelier in tutto il mondo.
Fonte: Provincia – Pavese.
Si ispira alla garofonata «Cantine Fontezoppa» presenta il vino bianco «Samarcanda».
L’azienda «Cantine Fontezoppa» di Civitanova ha avviato la produzione di uno nuovo vino, etichettato «Samarcanda». Ispirata alla garofonata, un vitigno antico marchigiano, ormai prossimo all’estinzione, è stato riscoperto dall’impresa che ha così deciso di celebrarne la peculiarità con una produzione ad hoc. «Si tratta di un vitigno esclusivo del territorio – sottolinea il giornalista Carlo Cambi -, che era tra quelli prossimi all’oblio. Un vino bianco dal sentore deciso e fruttato con una nota semiaromatica inconfondibile. Questo vino si sposa bene con tutta la cucina vegetale, da un risotto con gli asparagi fino alla caponata e alla verdura cruda, ottimo anche per il sushi che si incontra perfettamente con l’essenza delicata della garofonata».
Fonte: Resto del Carlino Macerata.
Alert sanitari? No, grazie.
Fa discutere la proposta irlandese di una legge che imporrebbe sulle etichette del vino testi come quelli delle sigarette. Levata di scudi dei produttori e delle associazioni, oltre che della politica La polemica è nata alcune settimane fa, quando il silenzio-assenso dell’Unione europea ha dato di fatto il via libera a una legge irlandese che prevede l’inserimento di “alert sanitari” in etichetta sul vino. I testi potrebbero ricalcare quelli attualmente esistenti sulle sigarette, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Il via libera alla legge non è definitivo, perché l’Irlanda dovrà essere autorizzata anche dall’Organizzazione mondiale del commercio, «in quanto questa normativa rappresenta una barriera anche a livello internazionale.
Fonte: Lo Jonio.
Melissa Maci riconfermata alla guida di cantine due palme.
Alla vice presidenza un’altra donna, Novella Pastorelli, che affianca il “patron” storico Angelo Maci. Si è tenuta il 19 gennaio scorso, nella consueta cornice della sala Selvarossa, l’assemblea dei soci Due Palme, chiamata all’approvazione del 33mo bilancio d’esercizio e al rinnovo delle cariche sociali. All’unanimità i presenti hanno riconfermato Melissa Maci come presidente. Una relazione intensa la sua, con chiari riferimenti al suo esordio: «Prendere il timone di un’azienda come la nostra e solcare rotte tracciate da una figura di riferimento come mio padre, non è stata certo un’impresa semplice.
Fonte: Lo Jonio.
«La scienza si pronunci in modo chiaro».
Lazzàro (Confagricoltura Puglia): «Tesi buttate lì sui media danneggiano consumatori e produttori» «LA SCIENZA SI PRONUNCI IN MODO CHIARO» Sul vino e sulla sua presunta pericolosità si sta facendo un gran parlare in questi giorni. Va bene informare l’opinione pubblica, però fare sensazionalismo danneggia tutti, sia consumatori che produttori. Soprattutto se questo sensazionalismo viene fatto da donne e uomini di scienza ai quali guardiamo con fiducia». Così il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro sulla querelle sorta sulla bevanda più legata alla storia dell’umanità dopo l’acqua.
Fonte: Lo Jonio.
La Svezia brilla per il vino bio di Puglia – La Svezia brilla per il vino pugliese.
Con il Veneto, la Puglia è leader delle esportazioni nel Paese scandinavo. L’EXPORT DA CAPOGIRO DEL BIO NEL PAESE SCANDINAVO. La Svezia brilla per il vino pugliese Per produzione, la Puglia è seconda regione italiana dopo il Veneto Gli svedesi ubriachi per il vino bio pugliese. Con il Veneto, la Puglia è leader delle esportazioni nel Paese scandinavo. Il bio made in Italy, infatti, conquista il nord Europa. Danimarca e Svezia, infatti, sono tra i mercati più promettenti del settore, nonché due Paesi in cui il biologico ha avuto un incremento rispettivamente del +183% e del +176% negli ultimi 10 anni e un tasso di penetrazione del bio dell’87%.
Fonte: Mattino Puglia e Basilicata.
Ais propone un viaggio alla scoperta del Divoto.
Domenica 29 gennaio a partire dalle ore 19,30 Ais Lecce propone, negli eleganti spazi del Grand Hotel Tiziano e dei Congressi, la Verticale di Divoto della cantina Apollonio. La serata, che vede protagonista la cantina di Monteroni di Lecce avviata nel 1870, ha anche uno scopo benefico. Una parte del biglietto d’ingresso verrà destinato al la Curia di Lecce per attività rivolte alle persone meno fortunate. La nuova iniziativa dell’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, propone un viaggio alla scoperta dell’etichetta iconica di una delle aziende vitivinicole più antiche e prestigiose del territori salentino.
Fonte: Salento in tasca.
Avvisi anche per il vino? Demonizzare non serve.
Il presidente di Assovini Sicilia Avvisi anche per il vino? Demonizzare non serve Sull’etichetta i possibili rischi, il dibattito si estende anche all’Italia. «Assovini Sicilia promuove il consumo responsabile del vino valorizzando la sua storia, la sua cultura, la tutela dei territori e il suo valore economico». È la premessa di Laurent de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia, in merito al dibattito sul via libera all’Irlanda di inserire gli “alert sanitari” su tutte le etichette dei prodotti alcolici. »Non credo serva mettere un bollino per risolvere il problema dell’abuso — aggiunge –. Altri esempi non sono stati risolutivi, se non per fare stare bene le coscienze dei burocrati europei e degli stati promotori».
Fonte: Gazzetta del Sud.
II futuro del vino, il boom della Dop economy «Strategie di sistema il segreto del successo».
A Rocca Salimbeni il convegno di apertura di WineeSiena con i vertici di Banca Mps, Lovaglio e Bai, e i presidenti dei Consorzi Sostenibilità dei prodotti e tracciabilità le sfide con i fondi Pnrr. L’ad del Monte: «L’agroalimentare è un’eccellenza da 140 miliardi». Lo scenario del vino italiano e il ruolo di Banca MPS, dei Consorzi di Tutela e delle Istituzioni per strutturare una nuova strategia del sistema vitivinicolo toscano e nazionale. Sono i temi affrontati nel convegno ‘Vino Futuro Italia. Identità, origine, ambiente, qualità ed economia’, organizzato da Banca Mps a Rocca Salimbeni, in collaborazione con Confcommercio, Fondazione Qualivita e WineeSiena. L’iniziativa, che ha aperto WineeSiena 2023 di cui Banca Mps è partner fin dal 2016, ha visto la partecipazione di numerosi esperti del settore vitivinicolo per fare il punto sulla situazione di un importante comparto e condividere riflessioni per il futuro.
Fonte: Nazione Siena.
Si alza il sipario su Wine&Siena 8.
II brindisi di apertura nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico Si alza il sipario su WineeSiena 8 II brindisi nella Sala delle Lupe tra Helmuth Köcher e Stefano Bernardini, ideatori e curatori della kermesse, assieme ai sindaci di Siena e Merano, Luigi De Mossi e Dario Del Medico, ha fatto da taglio del nastro e partenza ufficiale per l’ottava edizione di di WineeSiena. La manifestazione in tre giorni porterà a Siena l’eccellenza dell’enologia italiana e della gastronomia. Circa 600 le etichette da degustare. E circa 60 i prodotti tra cioccolati, formaggi, olio, carni e salumi, birra, salumi, pasta, riso, cereali, grappe e liquori, birra da tutta Italia.
Fonte: Nazione Siena.
Dop Economy, l’area livornese viaggia spinta dal vino doc di Bolgheri.
L’impatto economico dei prodotti a denominazione di origine vale 63 milioni Castagneto La Dop Economy vale 63 milioni di euro. Livorno è la quinta provincia, nella speciale classifica toscana, per impatto economico dei prodotti a denominazione di origine dietro a Siena, Firenze, Grosseto ed Arezzo e davanti a tutte le altre. A trainare l’agroalimentare di qualità è il vino con 58 milioni di euro di valore, più del 90% del totale di tutti i prodotti a denominazione grazie al lavoro e all’esperienza di 600 imprese vitivinicole. A dirlo è Coldiretti Livorno sulla base del rapporto Ismea-Qualivita 2022 presentato in occasione della dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche a Firenze a cui ha partecipato l’europarlamentare e relatore, Paolo De Castro.
Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.
Sandro Boscaini e l’Amarone rubato: «Sono bottiglie tracciabili, restituitele».
L’ad di Masi: «Il danno? Non è quantificabile: il vino è emozione. È stato un furto sicuramente su commissione. Quell’annata è perfetta, può durare altri 20 anni. Va trattata con cura». «L’idea che ci siamo fatti è che si tratti di un furto su commissione». Sandro Boscaini è il presidente e amministratore delegato di Masi Agricola. Fatturato da 66 milioni di euro nel 2021, per quello che nel mondo è conosciuto come «mister Amarone». Ma che in questa vicenda torna ad essere un vignaiolo. Un produttore che mentre celebra la 25oesima vendemmia della sua azienda, si è visto portare via 9mila bottiglie dell’etichetta scelta proprio per essere il «vessillo» di quei due secoli e mezzo passati a far fruttare filari.
Fonte: Corriere di Verona.
Masterclass e tour, clou alla Misericordia.
Da oggi a lunedì: tutto il programma della tre giorni dedicata al vino Masterciass e tour, clou alla Misericordia Tanti gli appuntamenti di Wine in Venice. Il centro sarà la Scuola Grande della Misericordia, dove oggi il tema è l’etica, domani toccherà all’innovazione e lunedì alla sostenibilità. Da oggi a lunedì, le degustazioni si aprono alle 10.45 per chiudersi alle 18. Alle 10.45 la Masterclass Valpolicella, alle 12 toccherà a quella dell’Ascovilo e alle 14 il Metodo Classico a Valdobbiadene. Dalle 14 alle 16, spazio al tour “Venezia e la moda del vino” con partenza da Misericordia e termine al Sestiere San Polo (sarà replicato anche lunedì alle 14), mentre alle 15.30 si terrà un dibattito dal titolo “Buono e giusto: dialoghi sull’etica del vino”.
Fonte: Nuova Venezia.
Al via “Wine in Venice” le cantine italiane in laguna tra innovazione e sostenibilità Un premio a “Le Carline”.
Il vino sbarca a Venezia e lo fa in grande stile, come impone la magia di questa città. “Wine in Venice”, si chiama l’iniziativa, un vero e proprio “red carpet” che si tiene da oggi a lunedì prossimo alla Scuola Grande della Misericordia e a Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, dove saranno protagoniste 20 cantine, una per regione (i nomi saranno resi noti solo oggi, ndr), selezionati da 18 esperti, oltre a degustazioni e dibattiti. Un palcoscenico dedicato a protagonisti, storie, contaminazioni tra il mondo del vino e non solo. Un contenitore ideale per parlare di tre temi scelti dagli organizzatori — Winetales, Beacon, The Media Company e Venezia Unica, di cui “Gusto” del Gruppo Gedi è media partner — per la prima edizione dell’iniziativa, che saranno il centro del dibattito di tavole rotonde e talk dedicati. A fare gli onori di casa il Comune di Venezia.
Fonte: Nuova Venezia.
Dalle degustazioni di vino in cantina alla ciaspolata sulla neve: tutti gli eventi del weekend.
Tanti gli appuntamenti in programma. Dalle visite domenicali alla Duca di Salaparuta fino agli spettacoli al teatro, come quello di Salvo Piparo ed Ernesto Maria Ponte al Teatro Jolly. Sono i giorni della merla, i più freddi dell’anno. Ma a Palermo non mancano le cose da fare. Le montagne sono innevate e questa è una buona occasione per una gita fuori porta. Ad esempio nel cuore delle Madonie viene organizzata la ciaspolata della merla (ma tante altre iniziative simili sono previste in provincia). Per che non sceglie l’avventura, può optare per una visita in cantina, a pochi passi dalla città, per degustare un buon calice di vino. Non mancheranno gli spettacoli, come quello al Jolly con Piparo e Ponte, i tour, come quello tra i vicoli che hanno fatto la storia della città, e concerti live, tra tutti quello di Lelio Morra alla Fabbrica 102.
Fonte: Palermo Today.
Tra app e ristoranti in cantina.
Da non trascurare l’estro nel campo della ristorazione. In città si trova un ristorante praticamente nascosto in una cantina nel centro di Rotterdam. Si tratta del misterioso ristorante cinese OX, dove il bartender italiano Jacopo Di Domenico prepara cocktail in base al segno zodiacale del cliente. Se poi non si vuole perdere un piatto popolare, è sufficiente utilizzare l’app Bite Me. Il percorso proposto porterà in sei luoghi diversi per un pranzo piacevole.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Cantina Vignaioli Morellino di Scansano: vola l’export: +60% nel 2022.
Cantina Vignaioli Morellino di Scansano presenta ai soci il bilancio 2022: vola l’export, che registra +60% rispetto all’anno precedente. Il valore delle vendite all’estero nell’esercizio 2021-2022 è stato di 1.401.512,45 euro, mentre nel periodo 2020-2021 è stato di 872.139,95 euro. Il fatturato della cooperativa è pari a 14.938.386 euro, in crescita dell’8,54%, mentre nel 2021 è stato di 13.762.638,69 euro. Anche il canale Ho.Re.Ca. riporta un’ottima performance, segnando +32% sullo scorso esercizio, così come il punto vendita, che si riconferma come riferimento per gli acquisti e per le esperienze enogastronomiche, con un +4,54% sulle vendite a scontrino e +4,45% sulle degustazioni guidate.
Fonte: Italianfoodtoday.it.
UniCredit sigla una convenzione di filiera con la Cantina di Carpi e Sorbara – Società agricola cooperativa Sostegno alla crescita delle aziende e dei fornitori associati.
UniCredit ha finalizzato una convenzione per le filiere produttive con la Cantina di Carpi e Sorbara – Società agricola cooperativa per affiancare le aziende del territorio, supportandole nel loro percorso di crescita. L’accordo attiva tra la Cantina e la Banca una stretta sinergia finalizzata ad un’analisi della filiera nel suo complesso ed al ruolo dei suoi fornitori, con l’obiettivo di realizzare una migliore valutazione della catena produttiva, del suo assetto e dei fattori di crescita.In base alla convenzione, con periodicità mensile, la Cantina definirà l’ambito di analisi da sviluppare e UniCredit valuterà eventuali specifici bisogni finanziari delle singole imprese che partecipano alla filiera. Questo permetterà agli associati di avere un accesso più diretto al portafoglio prodotti della banca, in termini di consulenza e più semplice e conveniente accesso al credito.
Fonte: UniCredit Group.
È vero che il vino fa male al cervello?
L’Unione Europea ha deciso di concedere il via libera all’Irlanda per gli alert sanitari sulle etichette degli alcolici. E sì, anche su quelle di vino. Una scelta che ha fatto discutere prima sul piano politico, attirando le ire di nazioni come Francia, Spagna e Italia, fermamente contrarie a una mossa che potrebbe equiparare (nella percezione dei consumatori) gli alcolici a prodotti notoriamente dannosi per la salute come le sigarette. E poi nel mondo medico-scientifico. Sul fronte dei sostenitori della decisione di Bruxelles troviamo ad esempio Antonella Viola, immunologa dell’Università di Padova, che ha affidato il suo pensiero ad un lungo editoriale su La Stampa in cui accusa gli alcolici (tra le altre cose) di danneggiare il cervello, anche in caso di consumo lieve o moderato. Sul versante opposto Matteo Bassetti, che ha risposto facendosi immortalare con un calice di rosso, assicurando che un bicchiere di vino a cena non ha mai fatto male a nessuno. Chi ha ragione?
Fonte: Wired Italia.
Il vino è la locomotiva dell’export alimentare italiano, che brinda al record storico: 60 miliardi.
Coldiretti: la Germania resta il principale mercato di sbocco dell’alimentare, in aumento del 13%, davanti a Stati Uniti e Francia. È l’export a trainare il comparto food del Made in Italy con il vino a fare da “locomotiva”. A spingere il fatturato degli alimentari (+14,7%), è stata soprattutto la domanda dall’estero di cibi e bevande che, nel 2022, fa segnare il record storico di 60 miliardi di euro, grazie ai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. Il “bollettino” della Coldiretti (su dati Istat sul fatturato dell’Industria a novembre) conferma lo stato di salute del comparto in un mese “chiave” con il Natale in vista. Coldiretti ha spiegato che il re dell’export tricolore si conferma il vino per un valore stimato vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero. Al secondo la pasta e gli altri derivati dai cereali, con un volume di vendite all’estero che a fine anno supereranno i 7 miliardi di euro mentre al terzo ci sono frutta e verdura fresche con 5 miliardi e mezzo di euro di export.
Fonte: WineNews.
Vino e pasta conquistano la tavola nel mondo. Export da record.
A novembre il fatturato sale del 14,7% segnando il record di 60 miliardi di euro. Germania e Stati Uniti i principali mercati per i prodotti made in Italy. Il fatturato degli alimentari è salito a novembre del 14,7% grazie soprattutto alla domanda dall’estero di cibi e bevande, con il record storico dell’export a 60 miliardi di euro, trainato dai prodotti simbolo della dieta mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Istat sul fatturato dell’Industria a novembre. Si tratta del mese – sottolinea la Coldiretti – in cui si preparano le scorte per le festività di Natale durante le quali si è verificata una vera esplosione del Made in Italy sulle tavole mondiali.
Fonte: AGI.
Toscana Wine Architecture e il vino del futuro.
Etica, innovazione e sostenibilità sono i cardini attorno a cui ruota la prima edizione di “Wine in Venice”: tre giorni di confronti, degustazioni, presentazioni e spunti di riflessione sul mondo del vino che si terrà dal 28 al 30 Gennaio 2023 nel cuore dei palazzi simbolo di Venezia come la Grande Scuola della Misericordia e lo storico palazzo del Cà Vendramin Calergi. A ognuno di questi temi sarà dedicato un incontro della tre giorni veneziana, organizzata da Winetales, Beacon, The Media Company Store e Venezia Unica,con importanti ospiti che si confronteranno per immaginare: “il vino del futuro”.
Fonte: FoodMakers.
Le giacenze di vino in Italia valgono una vendemmia e mezza.
Sono 64,9 i milioni di ettolitri di vini in giacenza a fine anno secondo l’Icqrf, in aumento (+16,7%) rispetto allo scorso 30 novembre 2022 (+9.307.414 hl) e superiori del 5,0% rispetto al 31 dicembre 2021 (+3.084.553 hl). Rispetto al 31 dicembre 2021, si osserva un valore delle giacenze superiore per i vini (+5,0%) e per i mosti (+1,6%), pressocché invariata risulta la giacenza di vini in fermentazione (-0,1%). Rispetto al 30 novembre 2022 il dato delle giacenze è superiore per i vini (+16,7%) ed è in calo sia per i mosti (-23,3%) che per i vini in fermentazione (-79,7%). Il 55,3% del vino è detenuto nelle regioni del Nord. Nel solo Veneto è presente il 24,9% del vino nazionale, soprattutto grazie al significativo contributo delle giacenze delle province di Treviso (10,8%) e Verona (8,3%).
Fonte: Teatro Naturale.
Vino, Confeuro:’Urge etichettature Europea, basta disinformazione’.
Bisogna creare un etichettatura europea che sia inderogabile. Non è pensabile che ogni stato adotti una propria etichetta creando disomogeneità dell’informazione, come sta accadendo con le etichette adottate dall’Irlanda – afferma Andrea Michele Tiso, presidente di Confeuro. Ribadiamo il concetto che il vino italiano non fa male e se inserito all’interno di una dieta varia ed equilibrata permette uno stile di vita salutare, come dimostrato da numerosi studi. I nostri vini rappresentano un’eccellenza a livello mondiale, con 225mila aziende e un indotto che vale 14 miliardi di euro. Il problema dell’abuso del vino, come di qualsiasi altra bevanda alcolica, va ricercato nelle abitudini alimentari di alcuni popoli che non hanno una cultura del vino e tendono a farne un uso eccessivo – prosegue il Presidente di Confeuro.
Fonte: OnTuscia.
Vino: polemiche su etichette spaventano un italiano su due.
Le polemiche sull’allarme in etichetta rischiano di spaventare ingiustamente più di un italiano su due (54%) che beve vino, emblema di uno stile di vita lento, attento all’equilibrio psico-fisico che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre proprio all’assunzione sregolata di alcol. È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimento all’annuncio della revisione delle norme sull’etichettatura delle bevande alcoliche da parte del portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker mentre in Italia si moltiplicano gli attacchi ingiustificati. La dichiarazione della Commissione fa seguito a ripetuti blitz, a livello comunitario, di penalizzare il settore come il via libera concesso all’Irlanda ad adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze “terroristiche” ma anche il tentativo di escluderlo dai finanziamenti europei della promozione nel 2023, sventato anche grazie all’intervento della Coldiretti.
Fonte: Quotidiano Piemontese.
Il vino della settimana, “Insieme” dalla Sicilia: vegano, senza solfiti e dai profumi intensi.
L’anno inizia con il Veganuary, mese dedicato all’alimentazione sostenibile. Dai terreni rossi e sabbiosi del Ragusano, la cantina Santa Tresa propone un Nero d’Avola vegan friendly che affina solo in acciaio: bouquet di frutti rossi e prugne, al palato morbido e piacevole, nota sapida e bella persistenza. Perfetto con la cucina vegetale.
Fonte: Repubblica TV.
STAMPA ESTERA
A new dawn for Austrian red.
Blaufränkisch needs years in bottle to show its best, which is not helpful in our fast-forward age Austrians would like you to afford their signature red wine grape Blaufränkisch the same sort of respect as Cabernet Sauvignon, Pinot Noir and Syrah. But there is a snag: they only started to do so themselves relatively recently. Like many of their counterparts elsewhere, Austrian wine producers at the end of the last century were preoccupied with the famous French grape varieties and heavily oaked, powerful styles of red wine. Red was still a bit of a novelty in the land of Grüner Veltliner and the most admired examples tended to be copies of red bordeaux based on Cabernet Sauvignon grapes, with Kollwentz of Eisenstadt a revered pioneer of the style. Blaufränldsch, which is naturally high in acidity and tannin in its youth, was relatively difficult to appreciate as a single-grape “varietal” wine. Viewed by Austrians themselves as a gauche native, it generally got a look-in only as an ingredient in blends. Austrian winemakers’ growing experience with making varietal Blaufränkisch has resulted in better and better wines, and its notoriously long growing season has become less of a problem given warming summers. But the inconvenient fact remains that most serious varietal Blaufränkisch really needs extended time — years — in bottle to show its best, which is not helpful in our fast-forward age. All this emerged at a recent Blaufränkisch Summit at the Austrian ski resort Lech am Arlberg. It was organised by Dorli Muhr, Austria’s leading Wine publiçist, fiwho:also happens to;produce some of the most distinctive Blaufränldsch in the windswept Carnuntum region. Addressing a convocation of wine professionals from all over Europe and the US, she explained that “in our new red wine era [Austrian] consumers wanted early-drinking copies of bordeaux so this was not a good time for Blaufränkisch. Now we realise we must give Blaufränldsch both time in bottle and the right site, so we need to help the consumer understand that.” Ernst Triebaumer’s 1986 Blaufränkisch, still in good shape, was a seminal, if lone, example that showed many years ago just what was possible for varietal Blaufränkisch. The next milestone came when celebrated winemaker Roland Velich decided to devote his new Moric label to varietal, terroirdriven Blaufränkisch, launching it with the 2001 vintage.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
Love Barolo, Hate the Wait.
Langhe Nebbiolo, a much cheaper alternative, is fresher, fruitier—and styled to be consumed in its youth. JUST ABOUT EVERY great wine has a “good” counterpart: a wine made from the same grape in the same place but in a more accessible and/or affordable style. For lovers of Barolo and Barbaresco, the great wines from the Langhe region in Piedmont, Italy, that wine would likely be Langhe Nebbiolo. It’s made from the same grape in the same place, but unlike its superstar counterparts, it’s incredibly cheap. How much does a Langhe Nebbiolo actually resemble a Barolo or Barbaresco? I’d say it depends on where the grapes were sourced, how the wine was vinified and, perhaps most important, how much pride the producer takes in making a “lesser” wine. Nebbiolo is considered one of the world’s greatest grapes, but unlike widely planted varietal superstars such as Cabernet and Merlot, Nebbiolo is really only great in one place: Italy’s Piedmont. It’s planted elsewhere in Italy (chiefly Valle d’Aosta and Lombardy) and in various places around the world, but the consensus among wine professionals is that truly world-dass Nebbiolo only comes from Piedmont. The Langhe hills of Piedmont are particularly well suited to this early-budding but late-ripening variety. In many ways, it’s a contradictory grape: light-bodied, almost translucent and marked by beguiling aromas of red fruit and spice that evoke comparisons to Pinot Noir; and yet, unlike Pinot Noir, Nebbiolo wines can be quite tannic, even astringent and high in acidity, particularly in their youth. I’ve had young Nebbiolos that could strip the enamel from your teeth. Such characteristics are one reason Barolo and Barbaresco are fermented and aged in oak—commonly large Slavonian oak barrels, less commonly small French oak barriques—for a long time. Regulations decree how long Barolo and Barbaresco must be aged. In the case of Barolo, it’s at least 38 months, including 18 months in oak barrels, and much longer for Barolo “riserva” wines. Barbaresco wines must be aged at least 26 months, with at least 9 months of that time in oak, before they’re released. Many producers will age their wines even longer than what is officially required. There are no such rules regarding Langhe Nebbiolo. The wines can be aged in oak or not; they can be fermented in oak or stainless steel or concrete tanks, depending on the producer’s preference and style. The result is, generally, a fresher, fruitier wine with softer tannins, styled to be consumed in its youth—though some of the wines I purchased proved much more tannic and less pleasurable to drink than others.
Fonte: Wall Street Journal Usa Off Duty.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 27 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Il corsivo dei giorno – Vino, il bollino non confonda uso e abuso.
Premesso che vanno prese molto sul serio le ricerche medico scientifiche sui danni dell’alcol e soprattutto l’allarme sulla diffusione crescente tra i giovani, con le conseguenze dirompenti che conosciamo. Premesso che la lotta a ogni dipendenza è sacrosanta: alcol certo, droghe certo, ma anche la tecnologia. Premesso tutto ciò, c’è da chiedersi quanto sia davvero utile il bollino che l’Ue si propone di applicare sulle etichette del vino per scoraggiarne il consumo. In realtà, la prima premessa sarebbe che in quasi tutto nella vita ci sarebbe da distinguere tra uso e abuso, e il caso vuole che proprio in questi giorni ritorni uno dei racconti più clamorosamente struggenti sull’abuso di alcol, in particolare di Pernod, la famosa bevanda all’anice che si beve volentieri nei bistrot francesi.
Fonte: Corriere della Sera.
La nuova gioventù del Morellino (e del Cabernet).
Giovanni, con gli amici, guida Poggio Argentiera Dai banchi di scuola alla cantina, con i compagni di classe. Giovanni Frascolla (nell’illustrazione qui sotto) ha 25 anni ed è figlio d’arte. La nonna è Rita Tua, l’anima dal 1984 della cantina che ha chiamato, con una retromarcia del nome, Tua Rita. Lì, nella toscana Val di Cornia, nasce il Redigaffi, un Merlot conteso nelle aste di tutto il mondo. Giovanni ha iniziato a girare tra I vigneti con il nonno Virgilio, sul trattore. Si è laureato in Viticoltura a Pisa, durante il Covid, discutendo la tesi da casa.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda.
È questa la proposta dell’europarlamentare De Castro Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda 0 on il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli “alert sanitari” in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando il ricorso alla Wto. E i ministri degli Esteri e dell’Agricoltura, Tajani e Lollobrigida, hanno anche indirizzato una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton.
Fonte: Giornale.
La carica delle sommelier «Emozione ed empatia».
Il vino raccontato da Bertini, Bivona e Rossi, alla guida delle cantine di ristoranti di prestigio. «La donna sceglie un’etichetta solo se capisce, l’uomo deve sempre fare una performance» Anna Muzio • L’altra metà del vino. Ma anche, forse, il suo futuro. Son dovuti passare 2000 anni perché bere vino per una donna fosse ritenuto accettabile (era precluso alle matrone oneste in Grecia e nell’antica Roma) ma oggi il consumo, in declino tra gli uomini, cresce nel gentil sesso. E seppur in minoranza, finalmente si vedono al ristorante sempre più sommelier donne, anche a livelli altissimi: Estelle Touzet al The Ritz di Parigi, Paz Levinson, chef sommelier del gruppo Anne-Sophie Pic che per lei evoca «quella visione femminile del vino», Virginie Routis che dal 2007 preside la cantina dell’Eliseo forte di 14mila, blasonatissime bottiglie.
Fonte: Giornale.
La vite è una cosa meravigliosa – Casa Vaaz, un futuro Primitivo.
Un manifesto esistenzial-territoriale quello di una singolare realtà produttiva pugliese, Terre dei Vaaz, che si ispira alla figura di Miguel Vaaz de Andrade, un uomo di affari portoghese, ebreo convertito al cristianesimo, che nei primi anni del Seicento, acquistò il feudo di Casamassima, oggi Sammichele di Bari, e cercò di popolarlo con dei profughi serbi. Una storia, la sua, che incarna i valori di coraggio e di intraprendenza nel dar corpo alle tradizioni, agli odori e all’identità della Puglia e del Mediterraneo tutto. Casa Vaaz è quindi un’azienda che ha radici nel tempo e sguardo alto verso il domani, ciò che si evidenzia anche nelle magnifiche etichette, graficamente eccelse, e nei nomi dei tre vini al momento Casa Vaaz, un futuro Primitivo prodotti, tutti Puglia Igt e tutti a base Primitivo.
Fonte: Giornale.
Contributi per i vigneti, domande entro il 31\3.
Il 31 marzo prossimo i viticoltori che intendono beneficiare del regime di aiuto per l’intervento di ristrutturazione e riconversione dei vigneti sono tenuti a presentare la domanda presso l’organismo pagatore competente per territorio. Le disposizioni applicative per il funzionamento del regime di aiuto sono state pubblicate con la circolare Agea n. 5577 del 25 gennaio 2023, contenente tutte le informazioni operative necessarie ai produttori e ai centri di assistenza agricola per predisporre e presentare la documentazione necessaria. Il termine del 31 marzo si applica in via eccezionale solo alle domande relative all’annualità 2023. Dal prossimo anno si applica la tempistica standard stabilita dal decreto ministeriale n. 646643 del 16 dicembre 2022.
Fonte: Italia Oggi.
Quell’etichetta che ridà fiato ai tanti nemici.
Ora sparano sciocchezze anche i biologi, trasformando una battaglia commerciale in una riedizione delle polemiche sui vaccini. Il vino è, suo malgrado, equiparato alle terapie antiCovid, nel senso che subisce attacchi e denigrazioni dallo stesso fronte. II riferimento è alle frasi della dottoressa Antonella Viola, biologa e ricercatrice dell’Università di Padova, che si è dichiarata dalla parte dell’Irlanda e della decisione di apporre sulle bottiglie di vino l’etichetta ‘nuoce alla salute’. «Chi beve vino ha il cervello più piccolo» ha sentenziato la biologa, scatenando le reazioni dell’intera comunità scientifica, dei produttori, dei consumatori e di tutto il mondo legato al vino. Antonella Viola si è spinta fino ad esaltare il succo di pomodoro come alternativa.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
Tra caldo e allarmi Un nuovo clima sul mondo del vino – «Sono stato il primo a credere all’evento La città è con noi, dal Monte alle istituzioni».
Si apre l’ottava edizione della kermesse al Santa Maria. «Sono stato il primo a credere all’evento La città è con noi, dal Monte alle istituzioni» Stefano Bernardini, presidente Confcommercio: «La scintilla è scoccata al Merano Wine Festival, siamo arrivati all’ottava edizione» La collaborazione con Köcher e il ricordo di Andrea Vannini. «Una scommessa vinta, oggi inizia la kermesse della ripartenza». «La tavola rotonda con i vertici della Banca e i Consorzi la dimostrazione di un legame proficuo». E’ stato il primo a crederci, Stefano Bernardini. Il primo a convincersi che Siena avrebbe potuto essere la cornice ideale per una kermesse enoica tanto prestigiosa. Il primo a dare forma all’idea.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
Intervista a Helmuth Köcher – «Vino di qualità e arte, un binomio vincente».
Helmuth Köcher alza il sipario sull’ottava edizione della kermesse «Il Santa Maria della Scala è l’habitat ideale per la voglia di stare insieme». «Primo evento in un periodo senza flussi turistici, così apriamo la nuova stagione». Helmuth Köcher, ideatore e patron del Merano Wine Festival da trenta anni, è l’anima di WineeSiena, l’evento senese cui fa da prologo un anno intero di appuntamenti targati The Wine Hunter che avvicinano alla due giorni principale, preceduta e seguita da altri due giorni di iniziative. Un ulteriore marchio di qualità per un’iniziativa ormai consolidata nel panorama enogastronomico nazionale e nel calendario cittadino, arrivata ora all’edizione numero otto. Köcher, l’anno scorso dopo il Covid si era tornati in presenza con qualche necessaria variazione sul programma, ora alla formula piena.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
«Vino Futuro Italia», tavola rotonda a Rocca Salimbeni come prologo.
Oggi alle 10,30 il convegno organizzato da Banca Mps con Fondazione Qualivita e WineeSiena I presidenti di tutti i consorzi assieme a Bai, Rosati e Riccaboni. Le conclusioni dell’ad Lovaglio. Taglio del nastro alle 18, conferenza nella Sala delle Lupe. Poi via ai convegni e alle masterclass. Protagonista il vino e le eccellenze enogastronomiche italiane, ma anche la sostenibilità e i cambiamenti climatici: tra incontri, degustazioni e masterclass, si alza il sipario sull’ottava l’ottava edizione di WineeSiena. Si inizia oggi dalle 10,30 con il convegno «Vino Futuro Italia.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
«Fiere e Fondazione, il 2023 di Montalcino».
II presidente del Consorzio del Brunello, Bindocci: «Siena è l’inizio, poi Dusseldorf e Verona. Benvenuto Brunello, scelte ragionate». «Gli Stati Uniti restano il punto fermo, poi Europa e Inghilterra nonostante la Brexit». È il Brunello di Montalcino uno dei grandi protagonisti presente a Wine e Siena, al Santa Maria della Scala. Una ricchezza quella di Montalcino che risuona a livello internazionale, producendo uno dei vini più amati in Italia e all’estero. Una storia che ha radici lontane e un mercato che continua ad espandersi verso nuovi Paesi. Come ci racconta il Presidente del Consorzio Vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci. «Il mercato dei nostri vini, nonostante la situazione a livello internazionale, continua ad avere un trend positivo.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
Intervista a Cino Cinughi de’ Pazzi – «Chianti Colli senesi, ottima annata Nonostante le crisi e la siccità».
Cino Cinughi de’ Pazzi, presidente del Consorzio: «La qualità e le quantità migliori delle previsioni Pandemia e conflitto in Ucraina hanno complicato gli affari sui mercati esteri. Ma è iniziata la ripresa». «I Paesi anglosassoni restano i nostri mercati di riferimento Gli alert irlandesi ora complicano il quadro Un’idea criticabile». «Vorremmo rientrare in posti che si sono chiusi, Cina e America Latina». II mondo del grande vino torna al Santa Maria della Scala. Due parole, enogastronomia e cultura, che vanno di pari passo nella storia della tradizione senese e che si riscontrano in produzioni come il Chianti Colli Senesi, con il consorzio di tutela presieduto da Cino Cinughi De Pazzi.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
«Respiro e grido della terra», il clima e il vino.
Un incontro tra esperti per vedere come salvare le produzioni di fronte ai cambiamenti climatici. L’anno enoico è alle porte, e anche quest’anno per celebrare il suo inizio va in scena WineeSiena – Capolavori del gusto, giunto all’ottava edizione. Voluto dal Patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini il collaborazione con Camera di Commercio, Comune, Monte dei Paschi e con il patrocinio della Regione, l’evento sarà all’insegna della sostenibilità, come dimostra il convegno ‘Respiro e grido della Terra’, il talk sul climate change programmato per domani alle 14 alla Cappella del Manto e alle 15 in Sala Sant’Ansano, che si pone una semplice domanda: come salvare le produzioni vinicole italiane ad alto rischio?.
Fonte: Nazione Speciale Wine & Siena.
Quanto è ricco il vino sotto il vulcano.
UNA GUIDA RACCONTA LE TANTE CANTINE NEL TERRITORIO DELL’ETNA. DOVE LA GARA TRA LE MIGLIORI ETICHETTE SI FA BOLLENTE «C 9 di Micol Passarlello È CHI SI SPINGE a definire il vino dell’Etna il più sexy del Sud Italia»: Fabrizio Carrera e Federico Latteri da oltre un decennio seguono questo terroir con grande attenzione, girando per tenute, cantine, filari e produttori. Il risultato è nella Guida ai vini dell’Etna 2023 (Cronache di Gusto), un volume diviso in quattro parti, quanti sono i versanti del vulcano, che hanno caratteristiche proprie e danno vini diversi: macro aree che facilitano la comprensione dell’Etna da bere.
Fonte: Repubblica Venerdi.
Vino, i ‘Sorsi di Re Desiderio’ uniscono l’Italia.
L’azienda agricola `Fontanavecchia’ di Torrecuso e l’azienda vinicola `Perla del Garda’ di Lonato del Garda (Brescia), due realtà imprenditoriali vitivinicole si sono unite in occasione dell’evento “I sorsi di Re Desiderio” promosso dall’Associazione Italiana Sommelier a Brescia. Un’importante degustazione dedicata ai vitigni dei rispettivi territori, proposti in vinificazioni particolari come il metodo classico e la vendemmia tardiva, nella quale Fontanavecchia ha portato per l’occasione la Falanghina del Taburno Vendemmia Tardiva Libero e l’Aglianico del Taburno. Nello specifico si sono assaggiate queste etichette: La Perla del Garda metodo classico Garda Doc 2009 chardonnay 100%; Principe Lotario brut rose metodo classico 2009 aglianico 100%; Lugana riserva Doc Madre Perla 2018 trebbiano di lugana 100%; Aglianico del Taburno Docg 2018 aglianico 100%; Vendemmia tardiva Doc 2018 trebbiano di lugana 100%; Libero 2017 vendemmia tardiva Falanghina del Sannio Dop Falanghina 100%.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
Consorzio tra le Dop Gragnano e Sorrento, bufera contro l’assessore regionale Caputo.
La politica costiera litiga per il vino con il marchio Dop della Penisola Sorrentina, aprendo un contenzioso tra l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo e i sindaci della costiera, assenti all’iniziativa. È successo l’altra sera a Gragnano dove si erano ritrovati in tanti nella sala consiliare del Comune per varare un unico consorzio per una delle eccellenze dell’enogastronomia della Regione Campania: il vino Dop Penisola Sorrentina. Primo passo per l’iter regionale e poi nazionale per costituire il consorzio di tutela dei vini Gragnano, Lettere e Sorrento, le tre sottozone Dop della denominazione di origine protetta Penisola Sorrentina, alla presenza della neonata associazione Produttori Penisola Sorrentina, presieduta da Raffaele La Mura.
Fonte: Roma.
Etichettatura vino, le Regioni dicono “no”.
E il ministro Lollobrigida lunedì incontra il collega irlandese Etichettatura vino, le Regioni dicono “no” «Siamo i primi produttori al mondo di vino. E una nostra eccellenza e la Conferenza delle Regioni intende difenderla per evitare danni alla produzione e all’immagine internazionale delle nostre aziende. Contrastiamo l’abuso di etichettature sui nostri vini». Lo afferma il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga in merito alla decisione dell’Irlanda, appoggiata dall’Ue, di etichettare le bottiglie di vino. Un’impostazione che «va contrastata con forza» aggiunge. «Pensare di ridurre il consumo di alcolici attraverso etichette-allarmistiche – sottolinea ancora il presidente della Conferenza delle Regioni – è superficiale e sbagliato.
Fonte: La Provincia Edizione Nazionale.
Come valutare la pericolosità del rischio reale per un modesto consumo alcolico.
Ho insegnato gastroenterologia E nutrizione pediatrica per 17 anni all’Università di Milano e , negli ultimi 20 anni, ho approfondito lE mie conoscenze sulla nutrizione dell’adultc e dell’anziano per la stesura di un testo, or- finito, inerente l’argomento. Per ragioni pro. fessionali ho quindi molto seguito, negli ulti mi tempi, gli studi scientifici relativi al rapporto concausale fra alcol e cancro. Va innanzi tutto ricordato che dal 1997 lo IARC (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro) ha inserito l’alcol fra gli agenti cancerogeni per i quali la cancerogenicità è stata dimostrata con certezza. È poi indispensabile menzionare il fatto che, a fine 2021, la World Heart Federation (WHF) ha formulato una serif di raccomandazioni nelle quali in sintesi s. consiglia l’astinenza dall’alcol per: 1) colorc che sono affetti da patologia cardio-vascola re o altra patologia cronica, 2) gravide e nu trici, 3) bambini e adolescenti, 4) adulti che non hanno mai bevuto alcolici, invitandoli non iniziare a farlo.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Bottiglie a bollino nero.
I produttori temono un calo delle esportazioni Bottiglie a bollino nero Etichettatura del vino con destinazione l’Irlanda Nei giorni scorsi la Commissione Europea ha autorizzato l’Irlanda ad adottare le avvertenze sanitarie sulle etichette degli alcolici. Un’indicazione analoga a quella riportata sui pacchetti di sigarette: “nuoce alla salute”. Il piano Ue prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025, ma il bollino nero sull’etichetta del vino ha suscitato forti reazioni contrarie, anche del Governo italiano e delle Associazioni di categoria. Il provvedimento fa tremare i produttori che temono un calo dell’export. Nella “Granda” operano oltre 6.000 aziende del comparto, che occupano più di 16.000 ettari vitati e con una produzione di 100 milioni di bottiglie all’anno: quasi totalmente marchiate Docg e Doc.
Fonte: Corriere di Saluzzo.
Carema “d’argento” al Concorso enologico “Città del Vino”.
Un economiche. II `Città leggeri riflessi arancio, altro riconoscimento per il Carema. Al XX Concorso enologico internazionale “Città del Vino”, il Carema Riserva doc 2018 ha ottenuto la medaglia d’argento: risultato di tutto rispetto, in una classifica ricca di etichette blasonate. Il Concorso premia aziende vitivinicole, vini e Comuni ed è una vetrina con importanti ricadute del Vino” descrive il Carema Riserva doc 2018 come “un vino rosso eroico, che cresce tra le rocce”. In particolare lo definisce “vino secco tranquillo, non aromatico, con intensità odorosa elevata e struttura sostenuta, 3 anni di invecchiamento, di cui 24 mesi di affinamento in botti grandi di rovere.
Fonte: Risveglio Popolare.
Etna doc vini, ecco come una crescita di rimbalzo diventa un numero da record.
Etna Doc vini anno 2022: imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, con una crescita del 28,68% rispetto al 2021. Un dato che, se confrontato con il 2019, ultimo anno prima dell’inizio della crisi pandemica e che si era chiuso già in modo molto positivo, sale al 34,6%. Sono i dati diffusi dal Consorzio di tutela Etna Doc e che indicano a chiari lettere come il comparto qui navighi in situazione ottimale. «Se gli ottimi dati del 2021 potevano essere visti come un normale rimbalzo rispetto all’anno precedente, flagellato dall’inizio della pandemia, grazie soprattutto alla riapertura del mondo Horeca, quelli relativi al 2022 certificano ora in modo inconfutabile la grande e costante crescita della richiesta sia sul mercato nazionale che internazionale» commenta Francesco Cambria, presidente del Consorzio Tutela Vini Etna Doc.
Fonte: Sicilia.
«Vino, etichette allarmanti. E denigratorie».
II presidente e il direttore del Consorzio tutela del Morellino contestano la scelta dell’Irlanda. «Non ci sono dati scientifici». Fuorvianti e, soprattutto, prive di fondamento scientifico. Così i vertici del Consorzio tutela Morellino di Scansano definiscono le motivazioni attraverso le quali l’Irlanda ha deciso di far apporre anche sulle etichette delle bottiglie di vino la dicitura che mette in guardia per rischi per la salute. «Siamo alquanto preoccupati per la decisione presa dall’Irlanda di inserire sulle etichette dei vini un health warning e lo siamo ancora di più perché la decisione è supportata da un silenzio assenso da parte della Comunità Europea e dalle dichiarazioni dell’Oms relative a questa spinosa questione – dichiara Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano Docg.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Visite e degustazioni. Un mese di eventi con Carpineto.
La tenuta di Montepulciano aprirà le sue porte al pubblico con un ricco calendario di appuntamenti. Un calendario di eventi legato all’enoturismo e alla degustazione di prodotti tipici locali che andrà avanti da ora fino alla fine di marzo. È quello proposto dall’azienda Carpineto che, nella tenuta di Montepulciano, in strada della Chiana, a Chianciano Terme apre le sue porte a quanti vorranno passare un week end con un calice in mano per qualche ora da wine lover fra strade di campagna, scorci mozzafiato ed eccellenze enogastronomiche. Il primo appuntamento è per domani alle 11.30 con una visita guidata di cantina, barriccata e museo e una degustazione alle 12 a base di wine e cheese tasting.
Fonte: Nazione Siena.
Eccellenze e gusto C’è il Mercatale.
Empoli Sapori, gusto e cordialità. Un mix vincente in ogni appuntamento del mercato agroalimentare empolese. Anche domani , il Mercatale in Empoli, dalle 8 alle 13, in via Bisarnella, vetrina delle eccellenze di `casa nostra’, offrirà tante buone idee per cucinare piatti all’insegna della qualità e stagionalità. Il tutto a due passi dal parco Mariambini, dal centro cittadino e dalla Tosco Romagnola. Tornano le arance di Gerry Perricone di Ribera, la cooperativa Le Furiose da Viareggio con il pescato del giorno, il Podere San Pierino con vino, Chianti classico, olio extravergine di oliva e verdure, Clementina Becarelli di Montaione con i formaggi caprini e ancora Juri Scarselli di Fucecchio con le verdure di stagione e trasformati, Maria Castrogiovanni con latticini, carne bovina e suina e formaggi.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Rinunciare al vino? Lucchin: «No, se si beve con moderazione ci sono anche benefici».
Le dichiarazioni della dottoressa Viola al centro del dibattito tra medici e produttori BOLZANO. Ma “alla salute”, alzando un calice di vino, si potrà ancora dire? «Lo si potrà fare – risponde Lucio Lucchin – brindando alla salute di Paracelso, l’alchimista. Lui diceva che è la dose che fa il veleno». Perché, invece, per alcuni europarlamentari no. Gira voce che si abbia in animo di stampare sulle etichette delle bottiglie, su tutte, il teschio che già si nota sui pacchetti di sigarette. «”La solita semplificazione – dice a sua volta Michi Bradlwarter – si confonde l’alcol, che è una delle componenti del prodotto, col prodotto stesso. Il vino oggi si degusta, si gode a tavola. La moderazione è la chiave del buon bere». E Lucchin, che è un medico, dietologo clinico, va oltre: «Studi importanti tengono fermo un dato: due bicchieri al giorno per gli uomini e uno per le donne non danneggiano la salute». Perché invece, un altro medico, Antonella Viola, volto amico in tv durante la pandemia, ha lanciato una crociata contro Sassicaia e Brunelli, Lagrein e Prosecchi e lo ha fatto dal Veneto, dove lavora.
Fonte: Alto Adige.
Colline del Prosecco Perencin nel direttivo.
Mattia Perencin, sindaco di Farra di Soligo, entra a far parte del consiglio direttivo dell’Associazione per il patrimonio delle colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. La nomina è arrivata il 20 gennaio con decreto firmato dal presidente della regione del Veneto Luca Zaia, al quale compete la scelta di due dei componenti del direttivo dell’associazione. Da statuto il consiglio rimane in carica 3 anni. Nel gennaio 2020, Zaia aveva nominato consiglieri Marina Montedoro e Silvia Mion. Ora ha indicato, oltre alla riconfermata Montedoro, Perencin, che nei mesi scorsi – da semplice cittadino – aveva risposto all’avviso indetto dalla regione per le proposte di candidatura per la nomina di due consiglieri. Perencin ha anche partecipato al gruppo di lavoro del tavolo tecnico per l’aggiornamento del disciplinare del sito Unesco.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Verso la Fiera Un dibattito sui vini Doc e Docg.
In attesa della Fiera di Godega, che in per l’edizione 2023 tornerà nel primo fine settimana di marzo, ci sarà un convegno in cui si discuterà di Prosecco e delle altre denominazioni vinicole. Un confronto tra i presidenti dei diversi Consorzi, Docg Valdobbiadene Conegliano e della Docg di Asolo, Doc Prosecco ma anche della Docg Vini Venezia e del Pinot grigio Venezia doc. La tavola rotonda è stata fissata per la serata del 10 febbraio nel padiglione fiera. Interverranno anche il presidente del Veneto Luca Zaia e l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner, oltre a Pierclaudio De Martin dell’Unione vini Veneti e il direttore regionale del settore agroalimentare, Alberto Zannol.
Fonte: Tribuna Treviso.
Quota 101, un altro successo.
E’ arrivata la certificazione come “CasaClima Wine” Quotaioi, un altro successo La cantina Quota ioi, della famiglia polesana Cardina compie un importante passo nella strategia di sostenibilità ambientale. E’ la nona cantina in Italia, la secondain Veneto e la prima nei Colli Euganei a ricevere la prestigiosa certificazione “CasaClima Wine” per avere soddisfatto i criteri di sostenibilità definiti dall’ente certificatore altoatesino. Una certificazione che ha attestato le scelte compiute nella costruzione di una nuova cantina efficiente e attenta al consumo di risorse idriche ed energetiche, con l’adozione di un impianto fotovoltaico e la scelta di un innovativo sistema costruttivo in legno.
Fonte: Voce di Rovigo.
Il Giovine Re, da uve Viognier, della cantina Michele Satta.
Ne parlerò a piccoli bocconi (se volete leggere altre parti di storia cercate i miei post su i loro prodotti) di questa cantina perché merita, ha prodotti che meritano (e ne porterò diversi) e se parliamo di Bolgheri è una delle prime cantine che mi vengono in mente. È il 1983 quando Michele fonda la propria cantine fu uno dei primi protagonisti della zona di Bolgheri, la cui doc viene istituita nel 1984. Dall’anno di fondazione ad oggi è stata fatta tantissima strada, la moglie Lucia è uno dei pilastri e due dei suoi figli lavorano in azienda. Ventiquattro ettari vitati con le vigne che sono tra le più a sud del comprensorio. Si coltiva con tecniche biologiche.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
SAN VALENTINO IN CANTINA.
La Giusti Experience si arricchisce di due serate dedicate a tutti gli innamorati.. Il 14 e 18 febbraio la cantina di Nervesa della Battaglia (TV) apre le porte all’Amore, per due serate all’insegna del buon vino e del buon cibo firmate Giusti Wine. Un tour con degustazione di tre dei vini simbolo dell’azienda, seguito da un aperitivo in barricaia e una cena al Ristorante Country House, immerso nei vigneti della denominazione Asolo Prosecco Superiore e Montello. A partire dalle ore 18.00, gli ospiti sono invitati in un viaggio alla scoperta delle eccellenze dell’enologia delle colline a nord di Treviso, dai delicati Asolo Prosecco Superiore DOCG ai grandi rossi del Montello, in un contesto ricco di storia e di fascino: la cantina ipogea si fonde perfettamente nel paesaggio che la ospita, mentre a poca distanza dal ristorante si scorge l’antica Abbazia di Sant’Eustachio, dove Monsignor della Casa scrisse il suo Galateo.
Fonte: Storie Di Eccellenza.
Teoria del Marketing e pratica delle cantine.
Otto le esperienze enoturistiche create da Donatella Cinelli Colombini come esemplificazione pratica del marketing delle wine destination. La Fattoria del Colle, in Toscana nella Doc Orcia propone agli amanti delle tradizioni le sale storiche della villa cinquecentesca dove il Granduca di Toscana aveva fatto il suo nido d’amore segreto. Un percorso villa e vino che comprende la Cappella gentilizia, il giardino all’Italiana e finisce nella bottaia. I wine lovers hanno due esperienze su misura: la prima vigna, video e vino riguarda la vigna, tutte le zone della cantina e ha il momento clou nella sala che insegna ad ascoltare le vigne; la seconda fa diventare enologo per un giorno e permette di produrre il proprio vino Supertuscan con tanto di etichetta.
Fonte: QBquantobasta.
turismo del vino.
“Novità nel turismo del vino 2023 cambiano i turisti e le esperienze. La vera novità 2023 è nelle proposte “con vita propria” cioè nelle esperienze capaci di attrarre turisti indipendentemente dalla fama della cantina o del vino e ancora più decisivo sarà l’uso della tecnologia nella prenotazione e nella fidelizzazione dei visitatori.” ad affermarlo Donatella Cinelli Colombini forte della sua profonda conoscenza del fenomeno enoturistico, comprovata dai 5 manuali che ha firmato, ideatrice nel 1993 di Cantine Aperte e del Movimento Turismo del Vino e dalla sua esperienza come produttrice al Casato Prime Donne a Montalcino e alla Fattoria del Colle nella Doc Orcia. In Italia la Toscana è ancora in posizione leader ma altre wine destination stanno crescendo. Il male oscuro delle cantine turistiche italiane è ancora la loro proposta tutta uguale e Donatella Cinelli Colombini prova a dare il buon esempio mostrando come le esperienze vadano diversificate e strutturate in base a 4 profili di enoturisti.
Fonte: LA FOLLA.
Il vino è o il vino fa ? Questioni di etichetta….
C’è fermento in questi giorni su una questione antica ma, a mio parere, da sempre mal posta e oggi sfuggita ad un rigoroso rispetto di ciò che le evidenze scientifiche e le norme indicano come approccio da seguire sulla tematica alcol e salute e nello specifico vino e salute. Legittimi gli schieramenti a favore o contro una qualsiasi ipotesi di messaggio o, meglio, “health information” (così stabilisce la Risoluzione del 16 febbraio del Parlamento Europeo) da inserire obbligatoriamente in etichetta delle bevande alcoliche ma … est modus in rebus.
Fonte: Fondazione Umberto Veronesi.
Vero: l’Italia è il primo produttore di vino al mondo.
Il 26 gennaio, in un’intervista con Libero, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia (Lega) ha criticato la decisione dell’Irlanda, avallata dall’Unione europea, di inserire sui prodotti alcolici messaggi sui pericoli del consumo di alcol per la salute. Secondo Zaia, che comunque non mette in dubbio il fatto che l’abuso di vino e di alcol faccia male, etichette di questo tipo danneggerebbero i produttori di vino italiani. «L’Italia è il primo produttore di vino al mondo», ha detto il presidente della Regione Veneto in difesa della sua posizione. Al di là del giudizio politico sulla vicenda (come ha spiegato Domani al momento non sono in programma norme simili a livello europeo), abbiamo verificato e il primato rivendicato da Zaia è corretto. I dati più aggiornati e affidabili sulla produzione di vino nel mondo sono raccolti dall’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv). Secondo un rapporto pubblicato da Oiv alla fine dello scorso ottobre, nel 2022 la produzione mondiale di vino è stimata tra i 257,5 e i 262,3 milioni di ettolitri, con un calo dell’1 per cento rispetto al 2021. Queste cifre non sono ancora definitive, ma sono comunque in linea con i dati registrati nei quattro anni precedenti.
Fonte: Pagella Politica.
Il vino e la sua diversità dalle altre bevande alcoliche: la “lectio” del professor Luigi Moio.
Nel dibattito su “alcol e salute”, la versione del presidente Oiv – Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. Nel dibattito su “alcol e salute”, la versione del presidente Oiv (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino). “Il vino è intrappolato in un discorso che mette sotto accusa l’alcol etilico, che, nel vino, pure è contenuto, ma in maniera minoritaria. Inutile negare che esistono criticità nel rapporto di alcuni con l’alcol, e con l’abuso che vanno affrontare, ma il vino c’entra poco o nulla. Dobbiamo parlare non di consumo moderato, ma di consumo intelligente”.
Fonte: WineNews.
Wine Tour con Graziano Prà per vivere il vino in ogni stagione.
In programma degustazioni in barricaia, bike tour tra le colline ed escursioni nel Percorso Natura del nuovo agriturismo Monte Bisson. Quella di Graziano Prà è una realtà vitivinicola che nasce da un produttore appassionato e lungimirante, immersa in una natura rigogliosa a pochi passi da uno dei borghi più belli d’Italia. La cantina in provincia di Verona è una vera e propria esperienza immersiva per wine lovers da scoprire tutto per far vivere il suo territorio in ogni stagione.
Fonte: Wine&Thecity.
Vino. La Doc delle Venezie nel 2022 aumenta il valore economico (+10%) e percepito a livello internazionale.
Con il 2023 si apre un nuovo capitolo per il Consorzio DOC delle Venezie, che forte dei risultati raggiunti nell’anno appena terminato è pronto a ripartire con attività promozionali ed informative volte a rafforzare la presenza nei mercati e ad aumentare sempre più il valore identitario della Denominazione a livello internazionale. Attraverso azioni strategiche e mirate che hanno portato la DOC delle Venezie a calcare le scene delle principali fiere di settore, eventi e manifestazioni, masterclass e seminari in America, Europa e Asia, destinati sia ad operatori professionali che a consumatori, il Consorzio di Tutela è oggi testimone di un percorso di crescita della percezione qualitativa della Denominazione d’Origine Delle Venezie da parte del mercato e di una sempre maggiore fidelizzazione dei partner commerciali esteri, che continuano a scegliere e a sostenere la sua unicità.
Fonte: Agricultura.it.
Fedriga contro gli alert sanitari sulle etichette: “Difendiamo i nostri vini”.
Il presidente della Conferenza delle Regioni contesta la decisione europea. Al Senato parla il ministro Lollobrigida: “Vedrò il ministro irlandese, gli regalerò una delle nostre bottiglie”. La battaglia sul vino tra Italia e Irlanda sarà al centro di un incontro a livello ministeriale nei prossimi giorni. Ma da quando Bruxelles ha dato il via libera alla normativa irlandese che introduce alert sanitari sulle etichette del vino – con messaggi tipo “l’alcol nuoce gravemente alla salute”, come succede già con le sigarette – non passa giorno in cui l’Italia mostra il proprio malcontento.
Fonte: La Repubblica.
Vino e salute: la posizione di Assoenologi.
Riccardo Cotarella, “il simposio di Napoli ha chiarito che un uso moderato di vino fa bene alla salute”. Alla luce dell’autorizzazione che l’Unione Europea ha concesso all’Irlanda di inserire gli “alert” per la salute sulle etichette che vengono apposte nelle bottiglie di alcolici e superalcolici, il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ritorna sul tema “vino e salute” che è stato il filo conduttore del recente simposio che l’Associazione degli Enologi ed Enotecnici italiani ha organizzato a Napoli. Lo fa legandosi alle recenti affermazioni rese dalla dottoressa Antonella Viola – ricercatrice e docente presso l’Università degli studi di Padova – alla trasmissione radiofonica “Mondo Nuovo” di Rai Radio 1. Nel corso del suo intervento l’immunologa ha affermato, tra le altre cose, che “anche un consumo moderato di alcol danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”.
Fonte: Carlo Zucchetti.
Vino, denominazione di origine Mo.Vi.To.: un’innovazione per le politiche di mercato.
Monitorare gli andamenti produttivi e di mercato, e gestire in questo modo l’offerta per perseguire l’equilibrio dei prezzi. E’ questo l’obiettivo di Mo.Vi.To. (Monitoraggio vini toscani), progetto finanziato dal PSR 2014-2020 (rientra in Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani) e realizzato dal Gruppo operativo del partenariato europeo per l’innovazione, focalizzato sul monitoraggio dell’andamento di mercato dei principali vini toscani a denominazione di origine e benchmarking di filiera per la gestione delle politiche di mercato.
Fonte: Toscana News.
STAMPA ESTERA
La Toscane de Stefano Amerighi.
Au coeur d’une région où le sangiovese règne en maître, il est l’un des rares à avoir tout misé sur la syrah, avec des rouges d’une puissance à concurrencer les plus fiers côtes-rôties Béret vissé sur des boucles auburn, lunettes écaille encerclant un regard en fentes noires, Stefano Amerighi est un véritable faux tranquille De ceux à qui l’on prêterait une sagesse de bonze, mais dont l’esprit ne cesse de vagabonder. Si le vin ne ressemble pas toujours à celui ou celle qui l’a mis au monde — ce serait bien trop facile —, on y retrouve pourtant systématiquement ce petit je-ne-sais-quoi de mystère, cette part obscure qui révèle une facette parfois inconnue de l’intéressé lui-même. Il faut avoir bu et rebu maintes fois les syrahs de ce domaine insolemment alangui sur les volumes de la petite ville de Cortona, en Toscane, pour avoir le sentiment d’avoir déjà rencontré Stefano, voire de parler la même langue. Dans une région dont les rouges battent encore des records d’opulence, il a fait le choix de planter de délicates syrahs sélectionnées dans la vallée du Rhône. Des vignes cultivées en biodynamie sur une zone appelée Poggiobello di Farneta, soit deux collines exposées plein sud, délimitées par un chemin ocre bordé de cyprès, dans cette perfection paysagère typiquement toscane — qui donne à une certaine distance le sentiment d’être née sous le pinceau d’un maître de la Renaissance. Au regard de la pression exercée par une demande mondiale qui ne cesse d’augmenter, sa production annuelle reste pour le moins confidentielle, avecdescuvées distribuées au comptegouttes dans nos contrées, parmi lesquelles Apice — le sommet, en français.
Fonte: Figaro Magazine.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 26 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Vinitaly, prorogata la scadenza per partecipare.
C’è tempo fino al 31 gennaio per iscriversi e partecipare con la collettiva lucana al Vinitaly 2023, salone internazionale dei vini e dei distillati, ospitato a Verona Fiere dal 2 al 5 aprile prossimi. La data di scadenza del 25 gennaio, precedentemente indicata per registrarsi agli eventi del primo trimestre, tra cui anche Cibus e Sole Agrifood, inseriti nel calendario fieristico 2023 della Regione Basilicata, è stata prorogata per consentire alle imprese del settore primario, in particolare del comparto vitivinicolo, di avere maggiore flessibilità e tempo per programmare la propria presenza alla più autorevole fiera al mondo.
Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.
È l’eccesso di alcol che fa male Si dica chiaro – È l’eccesso di alcol che fa male ed è meglio averlo ben chiaro.
La scelta del governo irlandese, approvata dalla Commissione Europea, di apporre etichette sugli alcolici per evidenziarne i rischi… A pagina 3 Effetti benefici solo con consumi modesti e non per i giovani. La scelta del governo irlandese, approvata dalla Commissione Europea, di apporre etichette sugli alcolici per evidenziarne i rischi sulla salute ha riaperto il dibattito sul consumo di bevande alcoliche, in Italia come in altri Paesi del continente. L’etanolo (più semplicemente chiamato alcol) è una delle sostanze psicoattive più frequentemente consumate, in diverse popolazioni, attraverso bevande quali vino, birra e superalcolici.
Fonte: Avvenire.
Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda.
È questa la proposta dell’europarlamentare De Castro Vino: Wto si deve opporre a etichette Irlanda 0 on il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli “alert sanitari” in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando il ricorso alla Wto. E i ministri degli Esteri e dell’Agricoltura, Tajani e Lollobrigida, hanno anche indirizzato una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton.
Fonte: Conquiste del Lavoro.
Vino sì, glifosate no. Le incoerenti reazioni dei salutisti a convenienza.
C’era una volta la pubblicità del “Confetto Falqui”. Ma la pubblicità di un lassativo nell’Italia puritana anni ’60 non poteva spiegarne bene gli effetti e gli usi. Così i geniali pubblicitari inventarono uno stratagemma diventato poi uno slogan indelebile: “Basta la parola!” Così, senza dire nulla, alludevano all’indicibile (in televisione). In questi giorni assistiamo a una infiammata polemica sul vino: fa bene, fa male, restringe il cervello, no aiuta la circolazione, è cancerogeno, no non fa male. Premesso che provo una simpatia istintiva e ragionata per la professoressa Antonella Viola, la polemica mi ha sorpreso perla faziosità di alcuni negazionisti dei danni da vino, capaci di sventolare una bandiera a due facce (tra loro opposte), esibendo un lato o l’altro secondo convenienza.
Fonte: Foglio.
Intervista a Luca Zaia – «Se tocca il vino l’Europa rischia» – Zaia: «Europa a rischio se tocca il nostro vino».
L’avviso di Zaia a Bruxelles «Se tocca il vino l’Europa rischia» «Le racconto una cosa». Prego. «Quando i giornalisti stranieri vengono qui nel Trevigiano a visitare la zona del Prosecco a volte gli faccio da Cicerone: mi chiedono della sostenibilità ambientale, del trattamento dei vitigni, dei prodotti che vengono usati. Sa come rispondo?» Sentiamo… «Gli dico di seguirmi: a un certo punto della Strada del Prosecco, che faccio ogni giorno. Il governatore del Veneto da 13 anni II governatore del Veneto Zaia: «Europa a rischio se tocca il nostro vino» Il “Doge” contro Bruxelles che punta a ridurre del 10% il consumo di alcolici e ha dato l’ok alle etichette-allarmistiche: è un attacco alle nostre eccellenze in macchina perché è immersa nella natura, c’è un incrocetto all’altezza della storica osteria La Guizza, e lì c’è una piccolissima casa abbandonata in pietra, sembra una stalla, ha una porta di vecchie assi di legno dove vengono affisse le epigrafi. Bene: non ne trovi mai uno sotto i novant’anni.
Fonte: Libero Quotidiano.
L’Italia nel piatto seduce il mondo.
Da sabato Venezia sceglie il vino e le sue storie per svelare un altro volto affascinante (Il LII(‘:\ FI:RRII:\ M L’enogastronomia sempre di più uno strumento chiave per raccontare tutti i territori ed eccellenze non solo da gustare aserati ha scelto il mondo dell’enogastronomia e i suoi protagonisti per raccontare su «Le strade del Gusto» un’eccellenza assoluta del «Made in Italy» con una notorietà planetaria. Gucci ha affidato a Massimo Bottura il progetto delle sue Osterie che oltre a Firenze sono protagoniste con successo a Beverly Hills, Tokyo e Seoul. Un brand della moda «Made In Italy» di notorietà mondiale usa la cucina ai massimi livelli planetari per raccontarsi e legarsi sempre di più al gusto italiano.
Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.
Intervista a Raf Alajmo – “In bar e bacari incontri il mondo”.
“Qui giovani del posto e wine lover venuti da lontano condividono il fascino di bere lungo i canali”. Vuoi sapere qual’è il rapporto tra Venezia e il vino? Ma è semplice, semplicissimo! E un rapporto antico e vitale: il vino è il sangue di Venezia, e come l’acqua scorre nei canali e tiene viva la città, così il vino scorre nelle vene». È un imprenditore di razza e un uomo di forti emozioni, uno che la vita se la mangia con passione, Raffaele “Rai’ Alajmo, patron assieme al fratello – formidabile cuoco – Massimiliano `Max’ di uno dei gruppi eno-gastronomici più prestigiosi d’Italia: ha il Veneto nel cuore, possedendo il Quadri in Piazza San Marco e le Calandre a Rubano (Padova), con una base nautica estiva in fondo alla Laguna, davanti allo storico Collegio Militare Morosini.
Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.
Venezia e il vino amore senza fine.
Un rapporto millenario quello con il nettare di Bacco: le isole della Laguna sono costellate di vigne secolari Il festival “Wine in Venice” riscopre l’antica passione I: assessore al Turismo: «laguna meta enogastronomica mondiale: stiamo riscoprendo le nostre radici». L’ imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito nel X secolo racconta che per sfuggire ad Attila i contadini e gli artigiani dell’entroterra veneto fuggirono nelle isole della laguna veneziana, da Torcello a Mazzorbo, fino ad allora pressoché disabitate. E con sé portarono la cultura della vite. Venezia ha un’anima agricola, un passato rurale millenario di cui ancora oggi si conservano le tracce: la città lagunare è ricca di orti e vigne.
Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.
Intervista a Chiara Pavan – “Amiamo i naturali qui c’è tanta scelta”.
La vita in Laguna di Chiara Pavan e Francesco Brutto “L’offerta enogastronornica in città è esplosa”. Non una Stella e una Stella verde Michelin, Chiara Pavan e Francesco Brutto rappresentano, con il loro “Panissa”, la certezza che Venezia c’è. Non solo dal punto di vista turistico, ma soprattutto da quello enogastronomico. «In questo senso la città è letteralmente esplosa, e si beve bene», osserva Chiara Pavan. Ma il rapporto Venezia-Vino è conflittuale o d’amore? «Non direi proprio conflittuale, anzi. Il nostro ristorante è all’interno di un wine resort, ci sono vigneti di uva Dorona, ma in Laguna ci sono altre realtà e una nuova sta nascendo. Direi che per essere appunto una città di laguna avere tre-quattro aziende vinicole non è davvero poco».
Fonte: Stampa I piaceri del Gusto.
Aglianico e Taurasi, ogni portata ha il suo vino.
Non ha dubbi: per accompagnare la lasagna a tavola un Irpinia Aglianico doc. «È un rosso che mantiene perfettamente la grassezza della lasagna. Un piatto che è composto non solo da parti grasse ma anche morbide come la pasta e dall’elemento acidità del pomodoro. L’Aglianico, pertanto, è un vino rosso ben strutturato che con la sua parte di sannicità equilibrata riesce a sostenere l’opulenza della lasagna. Un Taurasi, invece, sarebbe troppo imponente» spiega Teresa Bruno, presidente del Consorzio di Tutela dei vini irpini.
Fonte: Repubblica Napoli – I piaceri del Gusto.
Arriva il sigillo antifrode intesa per i vini sanniti Igt – Lotta alla contraffazione intesa per i vini sanniti Igt.
La prima sperimentazione in Italia Arriva il sigillo antifrode intesa per i vini sanniti Igt Accordo Consorzio-Zecca: tracciabilità garantita con il bollino Un sigillo sulla bottiglie renderà più sicuri e tracciabili i vini sanniti Igt. Con l’avvio di una significativa intesa tra Coldiretti, Sannio Consorzio Tutela Vini, Agroquanta e l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, prende vita Ia prima sperimentazione di un sistema di anti contraffazione e tracciabilità per tutto il settore vitivinicolo a indicazione geografica tipica. Un sistema dl sicurezza e garanzia costituito dall’applicazione di un sigillo antifrode sulle bottiglie di vino. Inoltre, un’app permetterà al consumatore di ottenere informazioni. L’economia, gli scenari Lotta alla contraffazione intesa per i vini sanniti Igt ›Siglato l’accordo con la Zecca dello Stato ›Consorzio di tutela sarà il primo in Italia previsto un sigillo antifrode sulle bottiglie Tracciabilità con 1’app “Trust your wine”.
Fonte: Mattino Benevento.
Consorzio del vino: è bufera Assessore Caputo sotto accusa.
Sindaci contro Regione Consorzio del vino: è bufera Assessore Caputo sotto accusa «Nessuna preventiva interlocuzione con noi che dovremmo essere i riferimenti principali sul tema». In una lettera congiunta, i sindaci dei sei comuni della penisola sorrentina hanno spiegato all’assessore regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo, le ragioni per cui hanno deciso di declinare l’invito a partecipare all’incontro che ha avuto luogo lunedì presso il Comune di Gragnano per la costituzione del consorzio per la valorizzazione e tutela dei vini della penisola sorrentina.
Fonte: Metropolis.
Vino Gragnano dop, intesa tra tre soggetti del territorio.
Un unico consorzio per promuovere una delle eccellenze dell’enogastronomia della Regione Campania: il vino Dop Penisola Sorrentina. Il primo passo verso l’intesa è stato siglato nella sala consiliare del Comune di Gragnano. E qui che è stato avviato l’iter per costituire il consorzio di tutela dei vini Gragnano, Lettere e Sorrento, le tre sottozone Dop della denominazione di origine protetta Penisola Sorrentina. In tale contesto importante slancio dall’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo che dovrà accettare la Dop e dall’associazione Produttori Penisola Sorrentina.
Fonte: Roma.
Etichette dei vini, mozione Pd per salvaguardare la produzione.
Firmata anche dal deputato romagnolo Gnassi, promuove il consumo consapevole. «Il governo italiano deve attivarsi in tutte le sedi europee e internazionali per scongiurare sia l’autorizzazione da parte dell’Organizzazione mondiale del commercio, sia l’adozione di analoghe iniziative da parte di altri Paesi membri dopo l’iniziativa dell’Irlanda che vuole introdurre, anche nelle etichette del vino, informazioni sul pericolo dell’uso di alcol». È quanto si legge in una mozione del Pd firmata Debora Serracchiani e sottoscritta a prima firma dai deputati Andrea Gnassi (Attività produttive), ex sindaco di Rimini, e Stefano Vaccari (capogruppo commissione Agricoltura).
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Un rosso rubino carico di frutta mediterranea.
Cannonau è un’uva dai risvolti avviluppati nel mistero: conosciuta in Europa come «grenache» (nella valle del Rodano) o «garnacha» (in Spagna), è diffusa anche in Italia la «granaccia» della Liguria, il «tocai rosso» del Veneto, il «gamay» del Trasimeno, più di recente il «bordò» del Piceno. Fino a pochi anni fa, si riteneva che fosse giunta dalla Spagna nel Medioevo, ma recenti ricerche archeologiche hanno portato alla scoperta di centinaia di vinaccioli carbonizzati dal tempo e databili al XII secolo a.C. E’ un’uva ricca di zuccheri che dà un vino spesso robusto di buon tenore alcolico, con tannini abbastanza morbidi già in gioventù.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Monte delle Vigne Debutta Poggio Alto.
A Monte delle Vigne debutta Poggio Alto Brut 2021, il primo spumante biologico e certificato DOC della cantina di Ozzano Taro, sulle colline parmensi. Certificato ICEA – Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale, Poggio Alto Brut è un Colli di Parma DOC ottenuto da uve 70% Chardonnay e 30% Chardonnay Mousquè e prodotto in sole 10 mila bottiglie. Poggio Alto è un vino che è piena espressione del suo territorio di origine, situato tra il Parco Fluviale del Taro e il Parco Naturale dei Boschi di Carrega, a poca distanza dalla Riserva Naturale Monte Prinzera.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Frena l’export del vino Colpa di prezzi più alti causati dai maxi rincari.
Frena l’export dei vini mantovani, in controtendenza rispetto alla crescita costante che il settore registra a livello nazionale e vicino, nel 2022, agli 8 miliardi di euro. I numeri, elaborati da Coldiretti su base Istat, evidenziano una frenata nei primi nove mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 64,39 milioni di euro contro 75,38 milioni. Una diminuzione di circa 11 milioni di euro (-14,6%), evidenzia Coldiretti, che trova più di una spiegazione. Innanzitutto, dopo le difficoltà del 2020, dovute alle paralisi a singhiozzo del Covid, il 2021 ha segnato un’accelerazione delle vendite al di fuori dei confini italiani.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Venezia e il vino amore senza fine.
Un rapporto millenario quello con il nettare di Bacco: le isole della Laguna sono costellate di vigne secolari Il festival “Wine in Venice” riscopre l’antica passione L’ imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito nel X secolo racconta che per sfuggire ad Attila i contadini e gli artigiani dell’entroterra veneto fuggirono nelle isole della laguna veneziana, da Torcello a Mazzorbo, fino ad allora pressoché disabitate. E con sé portarono la cultura della vite. Venezia ha un’anima agricola, un passato rurale millenario di cui ancora oggi si conservano le tracce: la città lagunare è ricca di orti e vigne. Li trovi dove non te l’aspetti, in un chiostro, alla fine di una calle, dentro una pizzeria, sul bordo di un canale. Coltivazioni che nei secoli sono state contaminate dall’urbanizzazione, ma mai estinte.
Fonte: Gazzetta di Mantova I piaceri del Gusto.
Cantina Terre i soci chiedono lo stop a tensioni e instabilità – Tensioni personali e incognita prezzi I soci di “Terre” chiedono la svolta.
Terre d’Oltrepo, agli incontri zonali i soci chiedono di mettere da parte le tensioni in vista del rinnovo dei vertici di febbraio. Tensioni personali e incognita prezzi I soci di “Terre” chiedono la svolta A Broni e S. Maria dibattito sul Cda decaduto della cantina Confcooperative: «Crisi continue, finanziamenti a rischio» BRONI «Troppa litigiosità interna, è ora di mettere da parte queste tensioni per il bene della Cantina. Basta crisi». È questa l’aria che si respirava trai soci di Terre d’Oltrepo durante gli incontri zonali di lunedì e martedì a Santa Maria della Versa e Broni (l’ultimo è in programma questa sera, alle 21, alla Certosa Cantù di Casteggio) con il consiglio uscente in vista delle elezioni di metà febbraio per il rinnovo dei vertici. Incontri dove sono stati ammessi solo i soci, ma dai quali, poi, inevitabilmente, sono trapelate alcune voci.
Fonte: Provincia – Pavese.
Venezia e il vino amore senza fine.
Un rapporto millenario quello con il nettare di Bacco: alle isole della Laguna sono costellate di vigne secolari Il festival “Wine in Venice” riscopre l’antica passione L’ imperatore bizantino Costantino VII Porfirogenito nel X secolo racconta che per sfuggire ad Attila i contadini e gli artigiani dell’entroterra veneto fuggirono nelle isole della laguna veneziana, da Torcello a Mazzorbo, fino ad allora pressoché disabitate. E con sé portarono la cultura della vite. Venezia ha un’anima agricola, un passato rurale millenario di cui ancora oggi si conservano le tracce: la città lagunare è ricca di orti e vigne. Li trovi dove non te l’aspetti, in un chiostro, alla fine di una calle, dentro una pizzeria, sul bordo di un canale. Coltivazioni che nei secoli sono state contaminate dall’urbanizzazione, ma mai estinte.
Fonte: Provincia – Pavese I piaceri del Gusto.
«Vino criminalizzato, tuteleremo il settore».
«Assimilare vino e alcol è più che un crimine: è un errore. Si accomuna surrettiziamente un prodotto di elevato profilo e tradizione a sostanze la cui presenza nel vino è marginale. Inoltre, la tossicità emerge solo in presenza di consumi smodati ed è assente nelle condizioni in cui il vino è normalmente consumato da migliaia di anni». Lo dice il presidente della commissione agricoltura, Mirco Carloni. «L’etichettatura voluta dall’Ue in accoglimento della richiesta irlandese ignora completamente questa imponente realtà. Come commissione agricoltura tuteleremo in ogni sede il vino, i produttori e il comparto vitivinicolo».
Fonte: Resto del Carlino Marche.
Trame rosse e notte santa.
Sera d’inverno con trittico d’autore da bere: Guerrieri nero, della Terra e Galileo Luca, Maria Giulia e Alberto Guerrieri tra le loro vigne di Piagge. Una sera d’inverno di queste, fredde e bagnate, è un buon pretesto per camminare con la memoria in vigna, seguendo trame rosse d’autore. II Guerriero nero Marche rosso Igt 2020 della cantina Guerrieri di Piagge appare opulento e impenetrabile al calice, vaporando bollicine ossigenate che ci dicono come questo vino respiri. Appare dunque con densità di terra, come vino carnale. Fiutandolo mostra subito una selva speziata di bacche di sottobosco, come un calpestio di bacca di corbezzolo, crepito di macis, il fiore della noce moscata come insegna il maestro Otello Renzi.
Fonte: Resto del Carlino Pesaro.
«Difendiamo il vino piemontese dalla “etichettatura irlandese”».
La Regione Piemonte prova a esprimere «un fermo “no” alla norma europea che permetterebbe all’Irlanda di etichettarlo come “prodotto gravemente nocivo alla salute”» attraverso un ordine del giorno presentato dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bongiovanni, che chiede di avviare con il governo e le altre Regioni un’azione presso la Commissione europea perché blocchi il provvedimento. II settore vitivinicolo in Piemonte vale oltre un miliardo di euro, con una produzione pari a quasi 2,26 milioni di ettolitri che ne fa la seconda regione italiana per fatturato e un export di rilevanza che interessa circa il 60% del vino prodotto di cui il 70% consumato nei Paesi comunitari e il 30% fuori Ue.
Fonte: CronacaQui Torino.
Grandi Langhe 2023 rafforza il legame con il territorio.
Oltre 240 cantine presenteranno il 30 e 31 gennaio, negli spazi delle Ogr Torino, le nuove annate delle Docg e Doc di Langhe e Roero Grandi Langhe 2023 giunge alla VII edizione e si prepara ad accogliere, lunedì 30 e martedì 31 gennaio dalle 10 alle 17 presso le Ogr Torino, i professionisti del mondo del vino. Più di 240 cantine presenteranno le proprie etichette nei suggestivi spazi di Ogr nel capoluogo piemontese, luogo strategicamente confermato per il secondo annodi seguito per rimarcare la crescita nazionale e internazionale della manifestazione e consolidare il rapporto con la città di Torino. Novità di questa edizione è la partecipazione attraverso un grande banco d’assaggio del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte.
Fonte: Idea.
Cala in Italia l’e-commerce del vino.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno nei lockdown, che aveva portato, tra 112019 e il 2021, alla crescita-monstre del 250% del business online, 112022 chiude con un calo del15% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato rilevato dall’Osservatorio Uv-Ismea.
Fonte: Metropolis.
Affronto dell’Unione europea: «Il vino nuoce alla salute» – L’affronto dell’Unione Europea: «Il vino nuoce alla salute».
Il via libera dall’Ue in Iralnda. Anna Maria Abbona: «Attacco deliberato alle nostre eccellenze c al nostro Paese, l’Italia ora si faccia rispettare». Nelle scorse settimane l’Unione Europea ha dato il via libera alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette di vino, birra e alcolici consumati nel proprio Paese avvisi del tipo “L’alcol provoca malattie del fegato” oppure «Alcol e tumori sono collegati in modo diretto”. Etichette con moniti precisi, come già accade per i pacchetti delle sigarette. L’ok è arrivato nonostante i pareri negativi espressi da Italia, Francia e Spagna – i principali produttori di vino in Europa – e di altri sei Stati dell’Ue, che considerano il provvedimento una barriera al mercato interno.
Fonte: Unione Monregalese.
Avvisi sulle etichette delle bottiglie di vino come sulle sigarette: un italiano su due si dice “spaventato”.
Le polemiche relative all’allarme in etichetta sulle bottiglie di vino spaventano più di un italiano su due (54%) che beve vino. È quanto afferma Coldiretti Cuneo sulla base dei dati ISTAT in riferimento all’annuncio della revisione delle norme sull’etichettatura delle bevande alcoliche da parte del portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker. «Minacce che mettono in pericolo un comparto dalla tradizione millenaria con un impatto devastante sull’economia, sull’occupazione e sul turismo delle nostre colline», dichiara il presidente di Coldiretti Cuneo, Enrico Nada, secondo il quale “il giusto impegno dell’Unione per tutelare la salute dei cittadini.
Fonte: Unione Monregalese.
Lazzàro: «Vino, la scienza si pronunci chiaramente».
«Sul vino e sulla sua presunta pericolosità va bene informare l’opinione pubblica, però fare sensazionalismo danneggia tutti, sia consumatori che produttori. Soprattutto se questo sensazionalismo viene fatto da donne e uomini di scienza». Così il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro sulla querelle sorta sulla bevanda più legata alla storia dell’umanità dopo l’acqua. «Siamo tutti d’accordo sulla necessità di promuovere un consumo moderato del vino e di tutte le bevande alcoliche, cosa che del resto andrebbe fatta anche con le bevande gasate e i succhi di frutta particolarmente zuccherini, ma di lì a dire come ha fatto la mia conterranea, la professoressa Antonella Viola, che l’unica quantità sicura di alcol da assumere è zero e che si tratta di un liquido potenzialmente cancerogeno e che bere un paio di bicchieri fa rimpicciolire il cervello ne passa. ).
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
Rosati e Susumaniello con il Nero di Troia le bottiglie per il 2023 – In alto i calici con rosati e Susumaniello.
Non soltanto i grandi classici di questo territorio. Il presidente dei sommelier pugliesi, D’Ambruoso, racconta le novità che ci aspettano. Il consiglio di Slow Wine: “Attenti alle bottiglie da 4-5 euro”. Sul trono restano Primitivo e Negroamaro, due vitigni che sono diventati la bandiera della Puglia nelle enoteche di tutto il mondo e che continueranno a imporsi sulle tavole anche nel 2023. Ma fra i calici dei grandi rossi tipici della regione si sta facendo sempre più largo il rosé, un tempo considerato figlio di un dio minore e oggi invece corteggiato dall’aperitivo in poi. Anche dalle donne. Per non parlare del Nero di Troia, che dall’area di Castel del Monte si è costruito una nicchia di mercato ben frequentata.
Fonte: Repubblica Bari.
«Vino, la scienza si pronunci in modo chiaro».
Luca Lazzàro presidente di Confagricoltura Puglia BARI – “Sul vino e sulla sua presunta pericolosità si sta facendo un gran parlare in questi giorni. Va bene informare l’opinione pubblica, pert) fare sensazionalismo danneggia tutti, sia consumatori che produttori. Soprattutto se questo senszionalismo viene fatto da donne e uomini di scienza ai quali guardiamo con fiducia’ Così il presidente di Confagricoltura Puglia, Luca 1 a7iàr, sulla querelle sorta sulla bevanda più legata alla storia dell’umanità dopo l’acqua. Il vino prodotto nella nostra regione vale in tutto 395 milioni di euro l’anno. La maggior parte di questo fatturato viene dai mercati esteri.
Fonte: Taranto Buonasera.
Wine&Siena scalda i cuori e i calici.
Dal domani al 30 gennaio la città celebra le eccellenze premiate da The WineHunter Award al Santa Maria. L’anno enoico è alle porte, e anche quest’anno per celebrare il suo inizio va in scena WineeSiena – Capolavori del gusto, giunto all’ottava edizione. Voluto dal Patron del Merano WineFestival Helmuth Köcher e dal presidente di Confcommercio Siena Stefano Bernardini il collaborazione con Camera di Commercio, Comune, Monte dei Paschi e con il patrocinio della Regione, l’evento sarà all’insegna della sostenibilità, come dimostra il convegno ‘Respiro e grido della Terra’, il talk sul climate change programmato per sabato 28 alle 14 alla Cappella del Manto e alle 15 in Sala Sant’Ansano, che si pone una semplice domanda: come salvare le produzioni vinicole italiane ad alto rischio?.
Fonte: Nazione Siena.
Banca del vino all’Enoteca Valpolicella Serata Merlot.
Il grande Merlot italiano: giovedì 2 febbraio è dedicato a questo vino il primo appuntamento 2023 con «La Banca del Vino» di Slow Food a Fumane all’Enoteca della Valpolicella, regno di cultura enogastronomica guidato da Ada Riolfi. Qui la filiale veronese del progetto «Banca del Vino», di cui è responsabile la sommelier professionista e coordinatrice Veneto della guida Slow Wine Corinna Gianesini, ha trovato casa per degustazioni. Il 2 febbraio, dalle 19.30, protagonista il Merlot di 7 annate della cantina Vistorta, azienda vinicola con sede a Sacile (Pordenone). La degustazione si aprirà con il Merlot Stomo 2019; poi il Merlot Vistorta Igt 2015 e le annate di Friuli Grave Merlot Vistorta 2012, 2009, 2005, 2003 e 1999.
Fonte: Arena.
Lady Pink Aglianico del Taburno Rosato DOCG 2021 Cantine Tora.
Se siete in cerca di un vino rosato che conserva freschezza, corpo, salinità ed equilibrio, il Lady Pink 2021 fa per voi. Lo avevo assaggiato anche nell’annata precedente e mi era piaciuto il corpo importante e l’accenno tannico che si palleggiava con l’acidità, lasciandosi poi bere con molta facilità. Il territorio del Lady Pink è quello di Torrecuso, là dove la cantina Tora ha sede e vigneti, e dove i fratelli Gianpiero e Francesco Rillo hanno dato vita nel 2004 al progetto aziendale, portando all’interno della cantina la passione e le tradizioni di famiglia. Chiamano l’enologo Angelo Valentino per realizzare i vini che esaltano la tipicità e che nel contempo siano attuali, moderni e dotati di stile.
Fonte: Luciano Pignataro.
Autoctono si nasce, a Milano l’ultima tappa del tour.
Autoctono si nasce, a Milano l’ultima tappa del tour 2022/2023 apertosi in settembre a Roma e svoltosi in cinque grandi città italiane. Un modo per celebrare la cultura del vino italiano e il rapporto tra vino e territorio, tema caro alla community di Go Wine. Ma anche un momento che segna l’apertura dell’attività di Go Wine a Milano che, dal 2003, propone con cadenza mensile appuntamenti di degustazione che coinvolgono soci, enoappassionati e professionisti del settore. Giunto alla 15° edizione, “Autoctono si nasce” ha visto negli anni la partecipazione di un sempre maggiore numero di cantine. Provenienti da ogni parte d’Italia e rappresentative di vitigni spesso misconosciuti ma che hanno sempre suscitato nel pubblico un grande interesse. “L’evento nasce nel gennaio 2009 sulla base dell’omonimo libro che si proponeva di valorizzare un centinaio di vitigni autoctoni, rari o poco conosciuti – racconta il Presidente di Go Wine, Massimo Corrado – Negli anni Il nostro impegno ci ha portato ad avere oggi oltre 70 cantine partecipanti ed a coprire l’intero territorio nazionale”.
Fonte: Time Magazine.
Una delle “next big thing” del vino? La Sicilia, tra le regioni vitivinicole più trendy del 2023.
Colangelo & Partners ha pubblicato il suo primo sondaggio con “Wine Opinions” basato sul mercato americano e sui wine lovers d’oltreoceano come target. Una delle “next big thing” del vino? La Sicilia, tra le regioni vitivinicole più trendy che avrà un vero e proprio “boom” nel 2023, seguita da Paso Robles in California, dal Douro in Portogallo, dal Piemonte e da Mendoza. A dirlo, è un sondaggio che coinvolto un campione di oltre 1.000 persone distribuite nei 50 Stati Usa, di cui il 50% nello Stato di New York e nella California, seguiti dalla Florida, Washington e Colorado, condotto per la prima volta in sinergia da Colangelo & Partners, tra le principali agenzie americane di comunicazione integrata specializzata nel mondo del vino e degli spirits, e nel food, e “Wine Opinions”, la società di ricerca di mercato che fornisce dati relativi all’industria vinicola statunitense, che hanno unito risorse e competenze per mettere a punto uno studio sul commercio del vino negli Stati Uniti a supporto delle strategie di marketing delle aziende.
Fonte: WineNews.
Il medico irride la Viola: “Sì a vino e culatello, vi spiego perché”.
Un bicchiere di vino e passa la paura. Senza esagerare, ovviamente. Ma soprattutto senza dare troppo peso ai lunghi articoli vergati da Sua Santità immunologica, Antonella Viola, l’insigne scienziata che da esperta di Covid s’è fatta pure esperta enologa. I fatti li conoscete, ne abbiamo parlato a più non posso. Ma oggi non potevamo non registrare la lettera che Pietro Cavalli, un medico, ha inviato al Quotidiano Sanità e che merita di essere letta da cima a fondo. Dice Cavalli che nessun medico sulla faccia della terra ha mai avuto dubbi sul fatto che “un eccessivo consumo di alcol fosse associato non solo ad un incremento del rischio di malattie epatiche, tumori e incidenti stradali”; tuttavia i più ignoravano “che anche un uso moderato di bevande alcoliche determinasse una riduzione della massa cerebrale assieme a problemi tumorali e cardiologici”. Il famoso “cervello più piccolo” di Violana memoria, lei che diceva di fare aperitivo col succo di pomodoro e poi l’hanno pizzicata a brindare e con lo Spritz e con un bicchiere di bianco.
Fonte: Nicola Porro.
Maxifurto alla Masi, rubato un tir di bottiglie di vino Amarone per un valore di oltre 300mila euro.
Sarebbero circa 9mila le bottiglie di Amarone Costasera rubate all’azienda produttrice Masi. Un furto da record per un valore di oltre 300mila euro. Il colpo è stato messo a segno all’interno del magazzino di Oppeano, in provincia di Verona, dal quale sono sparite 1.500 casse di vino. Stando a quanto riferito dalla stessa Masi Agricola Spa, celebre azienda di vino veronese, nota soprattutto per la produzione dell’Amarone, all’interno di ogni casa ci sono sei bottiglie, arrivando così a 9mila , ovvero l’equivalente di un tir piano. Le bottiglie, annate 2017 e 2018, sono state sottratte dalle scorte pronte per la spedizione e hanno un valore complessivo di circa 315 mila euro.
Fonte: Fanpage.
L’Europa, il vino e quella sua nobiltà che ci rende fratelli.
All’Unione Europea che ha proposto di marchiare il vino con scritte sui danni che può provocare alla salute, molti hanno replicato non solo sottolineando l’importanza sul piano economico del settore vinicolo in Italia, in Francia e in Spagna ma ricordando le grandi ragioni della tradizione alimentare mediterranea e i numerosi studi medici che dimostrano come il vino, assunto in modo giusto, favorisca la salute soprattutto a una certa età. Sembra, però, che pochi abbiano ricordato la natura intrinsecamente sacra, poetica e sapienziale di questa bevanda, la sua energia fondativa, i suoi legami cruciali, spirituali con l’Occidente. Com’è possibile ignorare che il vino non è un intruglio qualunque al pari delle famose (e probabilmente, quelle sì, assai poco salutari) bibite gassate ma una bevanda nobile se usata in modo equilibrato, una realtà enorme sul piano simbolico, un nutrimento a cui hanno attinto profondamente la tradizione grecolatina e quella ebraico cristiana?.
Fonte: Avvenire.
Vino e emozioni: un legame a prova di scienza.
Conclusa la fase preliminare dello studio dell’International Academy of Sensory Analysis, coordinata dall’Università di Pisa. Tristezza, paura, rabbia, serenità/gioia, sorpresa, disgusto: quali vini danno quali emozioni? Ed è possibile fare delle correlazioni tra queste e i caratteri sensoriali? E con le molecole presenti? Le neuroscienze, attraverso la misurazione strumentale, confermano quanto emerge dai test chimici e sensoriali? Per rispondere a queste domande nel 2022 l’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team scientifico, al quale partecipano esperti dell’Università di Pisa e di altri sei atenei italiani (Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia), assieme a quelli di Cnr e Centro Studi Assaggiatori, che ha messo a punto un protocollo di prova e ha cominciato ad eseguire test su diversi vini provenienti da regioni differenti. Ovviamente quelli che prevedevano l’intervento umano erano svolti senza che gli attori avessero la benché minima informazione sul brand o sulla denominazione.
Fonte: uniPi.
Il vino fa male alla salute ma niente etichette terroristiche.
L’Irlanda ha deciso di equiparare l’alcol alle sigarette e di scrivere, anche sulle etichette del vino, che fa male alla salute. Con l’approvazione della Commissione Ue. Antonella Viola, ricercatrice e docente all’Università di Padova, ha affermato che anche un consumo moderato di alcol “danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”. E ancora: “chi beve ha il cervello più piccolo”. Secondo la biologa, volto illustre e, di solito, pacato della tv, bere vino fa male alla salute perché favorisce lo sviluppo di alcuni tipi di cancro, tra cui quello al colon e al seno. Il sostegno della dottoressa alla decisione irlandese, come ci siamo già detti, ha messo altra legna sul fuoco delle polemiche. Al diktat “il vino fa male alla salute” hanno replicato tutti.
Fonte: Scatti di Gusto.
“Il vino consumato in modo moderato ai pasti non crea problemi, anzi ci protegge”.
Il messaggio di Giorgio Calabrese, medico dietologo e presidente Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. Il messaggio di Giorgio Calabrese, medico dietologo e presidente Comitato Nazionale Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. “Il vino è all’85% acqua, poi contiene anche una parte di alcol, ma anche polifenoli e tante altre sostanze. Il problema sono in superalcolici, dove c’è tanto alcol in poca quantità, e dove ci sono tanti “alcoli superiori” che, nel vino, non ci sono. Un calice di vino a pasto, come regola generale, è quella giusta”.
Fonte: WineNews.
Vino: Lollobrigida, informare su rischi non stigmatizzare.
La posizione italiana rispetto alla decisione dell’Irlanda sull’etichettatura del vino “è una posizione molto dura, perché si tratta di una posizione illogica, sbagliata, perché va in contrasto con quella che era l’indicazione del Parlamento Europeo tanto è vero che anche in queste ore grazie al supporto del ministro Tajani che ne ha parlato con il collega irlandese si sta probabilmente ridefinendo. Abbiamo presentato in queste ore alcune proposte congiunte con Francia e Spagna per spiegare che si deve informare ovviamente la persona che utilizza dei prodotti su quali siano i rischi di eccessi”. L’ha detto a margine del Congresso Nazionale Federparchi il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, con riferimento alla decisione irlandese di prevedere l’etichettatura delle bevande alcoliche, tra cui il vino, con avvertimenti sul presunto rischio sanitario associato al consumo.
Fonte: ANSA.
Il vino sulla tavola è l’equivalente delle croci visibili in cima ai campanili e nelle campagne d’Europa. L’esempio di Artsakh nell’autunno 2020.
Brussel sbaglia a repudiare di nuovo le radici cristiane. Dietro la battaglia commerciale dell’Unione Europea sul vino, l’ennesimo tentativo di rinnegare una storia millenaria, sempre più sulle orme dell’Islam. Quando nell’autunno del 2020, gli invasori islamici dell’Azerbajgian, coadiuvati da Turchi e da mercenari jihadisti siriani si presero l’80 per cento dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh fu di distruggere la culla preziosa del vino atavico, prodotto avendo ridato salute ai vitigni primigeni, nella provincia di Hadrut, vicino all’antico monastero Katarovank. Si sono meritati la cittadinanza onoraria dell’Unione Europea. Scrivere sulle etichette che «il vino nuoce alla salute», oltre che essere una tipica calunnia da beoni Irlandesi di Guinness, è un chiaro segno di sottomissione all’Islam e alla Coca Cola. Un piccolo passo per l’Irlanda verso l’idiozia ma un grande balzo dell’Europa verso il suo stesso rinnegamento. Dopo aver estirpato le radici giudaico-cristiane dalla costituzione, adesso si passa al pratico: è in corso la character assassination del vino che Gesù Cristo ha proposto ai discepoli come bevanda in realtà “transustanziata” nel suo stesso sangue. Il Vangelo racconta che il Nazareno di questo «frutto della vite e del lavoro dell’uomo» ne regalò con il suo primo miracolo damigiane agli sposi di Cana. Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha fotografato la situazione con ironia dolente: una «scelta gravissima», ha detto, aggiungendo che si accusa Gesù di aver provato «ad avvelenare», su istigazione di sua Madre, i convenuti alle nozze.
Fonte: Korazym.org.
Vino, Uiv-Ismea: nel 2022 in Italia i vini fermi perdono il 7%.
L’incremento del 13% degli spumanti con metodo Charmat non frena la caduta delle vendite in volume nella Gdo e nel retail. I vini perdono il 6% sul 2021. E le giacenze in Italia aumentano di 3 milioni di ettolitri su anno a fine 2022. Si chiude un anno di riposizionamento per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia. Nel 2022, l’unica voce chiaramente positiva – rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea-Nielsen Iq – è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount), a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%). A fare il paio con questi dati c’è quello sulle giacenze di vino, registrato da Cantina Italia: al 31 dicembre 2022, secondo il Report n.1/2023 dell’Icqrf, Istituto Centrale per la Qualità e la Repressione Frodi del Masaf, rispetto al 31 dicembre 2021, si osserva un valore delle giacenze superiore per i vini (+5,0%) e per i mosti (+1,6%), quasi invariata risulta la giacenza di vino nuovo ancora in fermentazione (-0,1%).
Fonte: AgroNotizie – Image Line Network.
STAMPA ESTERA
Le vin bio (encore) sa place.
Premier producteur mondial, la France enregistre cette année un tassement des ventes inédit. A l’occasion des trente ans du salon Millésime bio, enquête sur un secteur en plein questionnement. MEDOC. n 1993,1a première édition du Salon Millésime bio n’avait réuni qu’une quinzaine de vignerons engagés et.. à peine quelques dizaines de visiteurs Trente ans plus tard, ce ne sont pas /moins de 1500 exposants qui feront déguster leurs vins à quelque 10000 visiteurs attendus Devenu le plus grand Salon international dédié aux vins bio – seuls ceux certifiés par ce label peuvent être représentés -, il accueillera 80 % de producteurs français et 20 %de vignerons issus de 18 pays (Nouvelle-Zélande, Australie, Chili, Bulgarie, Italie..). Une présence tricolore qui fait écho au chemin parcouru par la France en la matière: avec aujourd’hui 160000 hectares certifiés bio ou en conversion en 2021 (contre seulement 63000 en 2012), elle s’impose comme le premier producteur mondial «Le v(gnoble bio a plus que doublé sur les cinq dernières années », se réjouit Jeanne Fabre, présidente de Millésime bio et vigneronne dans le Languedoc (Famil e Fabre). Après les premières conversions au sein des grandes régions viticoles méridionales (Occitanie, Paca) ainsi qu’en Alsace dans les années 1990, l’ensemble du vignoble français a pris le virage bia Et ce, y compris dans des zones réputées plus complexes en raison de conditions climatiques moins favo rabies telles que le Bordelais ou la Champagne. «Jusqu alors, la demande des consommateurs était telle qu’il suffisait de produire pour vendre ses vins bio, rappelle Jeanne Fabre. Aujourd’hui, les volumes sont enfin disponibles, mais le secteur doit encaisser la baisse structurelle de la consommation globale de vins, non seulement en France, mais également dans la plupart des gmrds pays consommateurs » S’il est encore trop tôt pour avoir les chiffres sur la consommation de vins bio dans l’Hexagone en 2022, il semblerait que sa croissance manque le pas alors qu’elle était encore de 9 % en 2021(1). En attendant, force est de constater qu’être vigneron bio n’est pas une sinécure. Dans le Haut-Médoc, Pierre Cazeneuve a rejoint la propriété familiale en 2015 et engagé la conversion du domaine dès l’année suivante.
Fonte: L’Obs.
Un millón para moderniza los laboratorios del vino de Vilafranca y Reus.
Vilafranca del P. El Institut Català de la Vinya i el Vi de la Generalitat (Incavi) presentó ayer el reimpulso de sus laboratorios de Vilafranca del Penedès y Reus, con la intención de convertirlos en referencia internacional para el sector vitivinícola. El Departament d’Acció Climàtica ha realizado una inversión extraordinaria de más de un millón de euros para “ampliar y mejorar las soluciones que ofrece a los profesionales” con la compra de nuevos equipos. Con el Incavi Lab también se quiere impulsar el conocimiento y la investigación, ofreciendo “soluciones innovadoras”. Duplica su capacidad analítica para dar respuesta a las necesidades del sector, como las nuevas exigencias de menciones obligatorias en las etiquetas de las botellas de vino. El objetivo de la nueva etapa es “asegurar la calidad de los vinos que se ofrecen al consumidor final”. Los laboratorios ampliarán el abanico de parámetros acreditados, y se podrá realizar nuevas analíticas de alergógenos, metales pesados y detección rápida de Brettanomyces. También se incorporan nuevas capacidades para quintuplicar la producción de levaduras autóctonas fruto de la investigación colaborativa entre bodegas y el Incavi.
Fonte: Vanguardia.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 25 gennaio 2023!
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Rubate a Masi 9mila bottiglie di amarone.
Da un magazzino a Oppeano (Verona) sono sparite 1500 casse da 6, per un totale di circa 9mila bottiglie, di Amarone Costasera Masi. “Si presume si tratti di un furto deliberato, dal momento che sono rimasti indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali» spiega l’azienda. Una bottiglia di Costasera costa circa 35 euro, per un “bottino” da 315mila euro.
Fonte: Avvenire.
Elzeviro – L’Europa, il vino e quella sua nobiltà che ci rende fratelli.
L’Unione Europea che ha proposto di marchiare il vino con scritte sui danni che uò provocare alla salute, molti hanno replicato non solo sottolineando l’importanza sul piano economico del settore vinicolo in Italia, in Francia e in Spagna ma ricordando le grandi ragioni della tradizione alimentare mediterranea e i numerosi studi medici che dimostrano come il vino, assunto in modo giusto, favorisca la salute soprattutto a una certa età. Sembra, però, che pochi abbiano ricordato la natura intrinsecamente sacra, poetica e sapienziale di questa bevanda, la sua energia fondativa, i suoi legami cruciali, spirituali con l’Occidente.
Fonte: Avvenire.
Lettera. I bevitori moderati vivono più degli astemi (meditate gente, meditate…).
I bevitori moderati vivono più degli astemi (meditate gente, meditate…) Caro direttore, ho letto l’importante servizio giornalistico pubblicato i124 gennaio 2023 da “Avvenire” («Un bicchiere di vino? Salutare»). Come medico ed epidemiologo che ha studiato la relazione travino e altri alcolici e salute per più di quattro decenni, sono rimasto sconvolto da un certo numero di recenti casi in cui sono stati utilizzati dati molto distorti per suggerire che il consumo di alcol sia dannoso per la salute a qualsiasi dose.
Fonte: Avvenire.
Etichette sugli alcolici: l’Ue per ora frena sul vino.
IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA: “Stiamo lavorando con Spagna e Francia a documento comune” Etichette sugli alcolici: l’Ue per ora frena sul vino Dulla ‘querelle’ aperta dall’Irlanda in sede Ue sull’etichettatura del vino “stiamo lavorando con Spagna e Francia a un documento comune, e a diversi incontri bilaterali. Vogliamo tessere una rete europea per valorizzare questo settore, rafforzare il sistema senza pagare sempre dazi e stigmatizzare un prodotto di cui l’Italia è leadre. Ho apprezzato molto il lavoro ieri del collega Tajani per un ‘tavolo di ragionevolezza’ col ministro irlandese, mentre ho fatto a Berlino a titolo preventivo un incontro con la ministra canadese che mi ha escluso l’adozione di etichette allarmistiche”.
Fonte: Conquiste del Lavoro.
Bottiglie e meno Co2.
I winelover sanno che possono contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2? Ad esempio acquistando bottiglie di vetro più leggere, la cui produzione infatti comporta un impatto energivoro minore. A spiegarlo è la scienziata dell’Università di Lund Kimberly Nicholas nel nuovo podcast su storie inedite di vino di Jancis Robinson, master of wine e giornalista. Disponibile su tutte le piattaforme.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Scuola di vino & cocktail – Il frappato doc.
Promosso nella serie A dei rossi italiani, il suo regno è nel ragusano. Ed è grazie a Veronelli che oggi viene vinificato in modo moderno. Quando, dieci anni fa, il New York Times dedicò un lungo articolo alla «Natural woman» Arianna Occhipinti, si capì che il Frappato era finalmente promosso nella serie A dei rossi italiani. Arianna Occhipinti incarna l’interpretazione autentica e artigianale del vitigno, oggi come all’esordio, anche se il piccolo appezzamento di famiglia si è trasformato in un vigneto di 3o ettari. II regno del Frappato è Vittoria, nel Ragusano, dove esiste la Doc. II matrimonio ideale è con il Nero d’Avola, con il quale forma il Cerasuolo di Vittoria.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Chiara Lungarotti.
Ad del gruppo di Torgiano, ha un sogno: «Un nuovo distretto del vino in Umbria». Puntando sullo spirito francescano del luogo: «Prima schivo, poi esplode in bocca». Come i suoi rossi di Alessandra Dal Monte foto di Valentina Sommariva, styling di Giulia Taglialatela I 1 passaggio generazionale lo ricorda ancora come «molto cruento»: «Avevo 27 anni, mio padre Giorgio mi aveva cresciuta tra le vigne e insegnato tantissimo. Era stato un pioniere: aveva capito l’importanza della viticoltura di precisione e della filiera, oltre ad aver modernizzato le condizioni di lavoro, portando i mezzadri a diventare dipendenti salariati. Però l’azienda era fatta a sua misura: padronale, e negli ultimi anni orientata più sul vigneto che sul mercato.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Fi Puglia, mozione in Regione per difendere il comparto vino.
A Roma Fdl propone ricorso a Corte giustizia Ue • Una risoluzione che impegna il governo a 360 gradi ad assumere iniziative per contrastare l’introduzione nell’etichettatura dei vini di indicazioni di rischio per la salute connesso al consumo di alcool, ma anche se nel caso a fare ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea. È il provvedimento presentato ieri in Commissione Agricoltura della Camera (prima firmataria la deputata di FdI Maria Cristina Caretta) in seguito al pacchetto normativo irlandese «Public Health Alcohol Labelling Regulations», finalizzato all’uso di etichettatura sui prodotti a base di alcol con avvisi di carattere sanitario in modo analogo a quanto avviene per quelli a base di tabacco.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Il peggio della diretta – Virologi tv, dal Covid al Valpolicella.
SENZA FINE BURIONI, CRISANTI, VIOLA e C.: VARIANTI DA BAR *IL GREEN PASS è morto, le mascherine non si sentono tanto bene; i virologi però tengono duro. Lo scienziato da smart tv produce varianti e sottovarianti sempre più contagiose, tipo cerberus e kraken, non ce ne libereremo nemmeno con la nona dose. Roberto Burioni è il meno mutato di tutti, i suoi question time e le sue lezioni stile Consorzio Nettuno a Che tempo che fa sono state le prime ad apparire in video, quando non si aveva idea di cosa fosse il coronavirus e saranno le ultime a chiudere i battenti, quando non si avrà idea di cosa sia stato il coronavirus.
Fonte: Il Fatto Quotidiano.
Vino e birra, l’Ue tira dritto sull’etichetta allarmistica.
«Penso che un bicchiere di vino piaccia a tutti, ma ciò di cui si occupa il Cancer plan è il consumo dannoso di alcol»: lo ha detto due giorni fa il portavoce della commissione europea Stefan De Keersmaecker, ricordando che Bruxelles punta ad «una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro i12025». In merito al regolamento irlandese che prevede messaggi allarmistici in etichetta sugli effetti dell’alcol, De Keersmaecker ha aggiunto: «L’etichettatura è un tema molto importante e abbiamo già annunciato nella strategia Farm to Fork e nel Cancer plan che lavoriamo a una revisione» delle norme in ma tenia, per «rendere i consumatori capaci di fare scelte informate su alimenti sostenibili e salutari».
Fonte: Italia Oggi.
Rosario Di Lorenzo è il nuovo presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.
Nato a Palermo nel 1955, professore ordinario di arboricoltura generale e coltivazioni arboree all’Università di Palermo, succede ad Antonio Calò, nominato presidente onorario. Sarà affiancato dai vicepresidenti Angelo Costacurta e Vincenzo Gerbi. Fanno inoltre parte del consiglio Emilio Celotti, Donatella Cinelli Colombini, Davide Gaeta, Cesare Intrieri, Giusi Mainardi, Vittorino Novello, Michele Pontalti, Danilo Riponti, Oriana Silvestroni, Paolo Storchi, Alessandro Torcoli e Carlo Viviani.
Fonte: Italia Oggi.
Roberta Urso.
Delegata di Regione Sicilia delle Donne del Vino, è stata confermata alla guida dell’associazione nell’isola. Con Urso, responsabile pr e comunicazione di Cantine Settesoli, confermata con la carica di vicedelegata anche Flora Mondello, presidente del consorzio di tutela del Mamertino doc. Nuovo ingresso, invece, perla Sicilia orientale, quello di Teresa Gasbarro, delegata dell’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino della provincia di Siracusa.
Fonte: Italia Oggi.
Botti piene nel Veneto e al Sud.
Dati Masaf più vino in cantina anche in Puglia e Sicilia. I produttori smentiscono il trend Botti piene nel Veneto e al Sud Giacenze di Prosecco in doppia cifra rispetto a un anno fa. Sale il livello delle giacenze di vino per il sistema Prosecco e per le doc Puglia e Sicilia. In Veneto, gli stock di Prosecco Doc, Valdobbiadene e delle Venezie crescono a due cifre rispetto a un anno fa. In Puglia e Sicilia si fermano alla singola cifra. Il ministero dell’agricoltura (Masaf) ha registrato al 31 dicembre giacenze nelle cantine per 64,9 mln di ettolitri, +5% rispetto a un anno fa. Si tratta di 3 mln di ettolitri in più, di cui 1 min di Prosecco Doc. Divario pero azzerato dalle stime del Consorzio Prosecco che abbassa a 5 mln di ettolitri le giacenze, come nel 2021.
Fonte: Italia Oggi.
Champagne da export. Spumanti low cost.
Sono state 326 milioni di bottiglie, le spedizioni totali di Champagne nel 2022 +1,6% sul 2021. Il valore delle spedizioni supera, per la prima volta, i 6 miliardi di euro. La Francia, con 138,4 milioni di bottiglie, registra un leggero calo (-1,7%). Le esportazioni, 187,5 milioni di bottiglie, sono aumentate del 4,3%. La quota delle esportazioni sul totale delle vendite è passata dal 45% di dieci anni fa a poco più del 57% di oggi. Nonostante un contesto geopolitico ed economico mondiale che invita alla cautela, i produttori di Champagne rimangono fiduciosi sulle prospettive per il 2023. Continua il trend positivo dell’imbottigliato di vini Etna doc. Nel 2022 so- no stati imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, +28,68% rispetto al 2021.
Fonte: Italia Oggi.
Sparito un tir di Amarone.
Masi Agricola spa, quotata nell’Euronext Growth Milan ieri ha reso noto che nel magazzino dell’operatore specializzato nella logistica internazionale del vino di cui si avvale da anni, dove sono stoccate le proprie bottiglie, si è verificato l’ammanco di circa 1.500 casse da 6, per un totale di circa 9.000 bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella Classico docg delle annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte perla spedizione. Masi presume si tratti di un furto deliberato, visto che manca solo Costasera in quantità equivalente a un Tir. Indenni gli altri vini pregiati vini di Masi.
Fonte: Italia Oggi.
No vino, sì vermi Buon appetito – L’Unione in crisi di identità mette a dieta l’intero continente.
La folle dieta dell’Europa N o vino, sì vermi Buon appetito L’Ue autorizza la vendita di farina di grillo e, da domani, di larve congelate. E vuole limitare il consumo di alcol. Buon appetito, italiani. Da ieri l’Unione Europea ci consente di mangiare grilli e da domani vermi. Non è uno scherzo, sono gusti. Partigiana dell’inclusività ma incapace di far crollare le barriere culturali, Bruxelles, Debole su tutto tranne che su regole e burocrazia L’Unione in crisi di identità mette a dieta l’intero continente dove ogni comunità vive rigorosamente separata dall’altra, abbatte quelle alimentari. La beffa è che non possiamo neppure berci sopra.
Fonte: Libero Quotidiano.
È un ripudio delle nostre radici cristiane – Ripudiano di nuovo le radici cristiane.
L’Europa sembra sempre più sulle orme dell’islam Ripudiano di nuovo le radici cristiane Dietro la battaglia commerciale l’ennesimo tentativo di rinnegare una storia millenaria. Scrivere sulle etichette che «il vino nuoce alla salute», oltre che essere una tipica calunnia da beoni irlandesi di Guinness, è un chiaro segno di sottomissione all’Islam e alla Coca Cola. Un piccolo passo per l’Irlanda verso l’idiozia ma un grande balzo dell’Europa verso il suo stesso rinnegamento. Dopo aver estirpato le radici giudaico- cristiane dalla costituzione, adesso si passa al pratico: è in corso la character assassination del vino che Gesù Cristo ha proposto ai discepoli come bevanda in realtà “transustanziata” nel suo stesso sangue.
Fonte: Libero Quotidiano
Il governo all’assalto dell’europroibizionismo «Vietato pure a messa?».
II ministro Lollobrigida: «Dire che nuoce alla salute è una oscenità, solo gli eccessi fanno male Insieme a Francia e Spagna lavoriamo a un documento comune che contesti questo modello». Certo, la schiera di espertoni che negli ultimi giorni si è messa a discettare sulle devastanti conseguenze che un bicchiere di Chianti odi Vermentino può avere sulla salute umana, a scelta tra cancro fulminante e restringimento del cervello, non dà una grande mano. Ma dopo il via libera a grilli e vermi, considerati il massimo in fatto di nutrizione, i colpi bassi su forma:: e salumi, ritenuti pericolosi quasi quanto il vino, e l’annunciato sdoganamento della came finta, pare faccia un gran bene pure quella, l’Italia questa volta sembra intenzionata a non farsi fregare dalla Ue.
Fonte: Libero Quotidiano.
Danneggerà il cervello, ma anche Antonella Viola beve.
Rimpicciolirà il cervello, ma anche la biologa cade sul vino. Antonella Viola nei giorni scorsi ha scatenato la polemica dichiarando, a sostegno alla scelta di inserire nell’etichetta degli alcolici avvertimenti sui danni alla salute, che «chi beve ha il cervello più piccolo». Ed ecco che l’europarlamentare leghista Paola Ghidoni, spulciando il profilo Facebook della ricercatrice, ha trovato una foto in cui Viola (a destra) brinda allegramente. Si predica bene e… si beve meglio.
Fonte: Libero Quotidiano.
Furto di Amarone sparite 9.000 bottiglie.
Dal magazzino di Oppeano (Verona) sono sparite 1500 casse da 6: circa 9.000 bottiglie di Amarone Costasera Masi. «Si presume si tratti di un furto deliberato, perché sono rimasti indenni gli altri pregiati vini Masi» precisa una nota, che sottolinea il «danno notevole (oltre 315mi1a euro) anche in considerazione del pregio delle bottiglie in questione.
Fonte: Messaggero.
A Masi rubate 9.000 bottiglie di vino.
Masi Agricola, società quotata all’Egm e tra i leader italiani nella produzione di vini premium, ha comunicato che nel magazzino dell’operatore specialinato nella logistica internazionale del vino di cui si avvale, in cui sono stoccate le proprie bottiglie, sono venute a mancare circa 1.500 casse da sei, per un totale di circa 9.000 bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella Classico Docg delle annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte perla spedizione. Si presume si tratti di un furto deliberato, dal momento che, spiega una nota, quello che manca fa riferimento al solo Amarone Costasera in quantità equivalente a un tir, mentre sono indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali.
Fonte: Mf.
Tutta la magia di Bolgheri in bottiglia.
Dici Bolgheri, dici vino. Di grande qualità, prestigio e con prezzi medi a scaffale (spesso) da capogiro. Per i vigneron di questo fortunato spaccato di Toscana (sono poco più di una sessantina in tutto) non è poi così scontato riuscire ad ampliare la propria capacità produttiva. Qui la terra arata, baciata dal mare, pesa e brilla come l’oro: il costo medio di un ettaro vitato supera anche i 300 mila euro. Ambrogio Cremona Ratti e l’enologa Elena Pozzolini ci sono riusciti. Entro la fine del 2023, Tenuta Sette Cieli arriverà a contare 18 ettari e mezzo. Due, piantati a Cabernet Franc e Merlot, sono di recentissima acquisizione e nella prossima primavera è previsto un ulteriore impianto di 1,4 ettari (solo di Cabernet Franc e destinato alla produzione di Igt).
Fonte: Panorama.
Vino “Casauria”: presentazione ad Alanno.
Oggi, nel teatro comunale Perrotti, la nuova associazione Docg composta da 15 aziende di 18 comuni. Sono cento i produttori di vino appartenenti alla nascente associazione Docg Casauria guidata da Concezio Marulli, e composta da 15 aziende vinicole che operano in 18 Comuni dell’area casauriense: Alanno, Bussi, Bolognano, Brittoli, Castiglione a Casauria, Corvara, Cugnoli, Lettomanoppello, Manoppello, Pescosansonesco, Pietranico, Popoli, Scafa, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Serramonacesca, Tocco da Casauria, Torre de’ Passeri e Turrivalignani.
Fonte: Centro Pescara.
Vino ed etichette di pericolo Il Pd: «Intervenga il governo».
Polemica sulle possibili etichette sul vino. «Il governo italiano deve attivarsi in tutte le sedi europee e internazionali per scongiurare sia l’autorizzazione da parte dell’Organizzazione mondiale del commercio, sia l’adozione di analoghe iniziative da parte di altri Paesi membri dopo l’iniziativa dell’Irlanda che vuole introdurre, anche nelle etichette del vino, informazioni sul pericolo dell’uso di alcol». È quanto si legge in una mozione del Pd firmata Debora Serracchiani e sottoscritta a prima firma dai deputati Andrea Gnassi (attività produttive). «Abbiamo l’obiettivo di salvaguardare le produzioni italiane e assicurare un corretto funzionamento del mercato interno, prevenendo o rimuovendo eventuali barriere» hanno dichiarato gli esponenti del Pd..
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Cala in Italia l’e-commerce del vino.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno nei lockdown, che aveva portato, tra 112019 e il 2021, alla crescita-monstre del 250% del business online, 112022 chiude con un calo del15% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato rilevato dall’Osservatorio Uv-Ismea.
Fonte: Metropolis.
Vino sotto tiro: trema l’export – Friuli, “la battaglia” del vino.
Dopo l’Irlanda anche il Canada decide di marchiare >Per l’economia friulana rischia di essere un durissimo colpo le bottiglie in entrata dall’Italia: “Può provocare il cancro” si tratta del terzo destinatario mondiale del nettare del Nordest Dopo l’Irlanda è la volta del Canada. La richiesta è la stessa: marchiare le bottiglie in arrivo dall’Italia con l’etichetta da brividi: “il vino porta il cancro al colon e al seno”. Un danno per tutta la produzione nazionale già sotto attacco, ma che questa volta fa ancora più male al Friuli Venezia Giulia perché l’export del vino verso il Canada è il terzo nella classifica dei paesi. Il mercato dell’export friulano si è assestato ne) 2021, anno in cui i dati sono completi á 142 milioni di euro. Una fetta non da poco del Pil regionale. Non è tutto.
Fonte: Gazzettino Friuli.
«Siamo molto preoccupati da queste scelte» – Zuliani (Rauscedo): «Grosso problema Sono a rischio tante aziende friulane».
«Per noi è un grosso problema, siamo preoccupati». A parlare è Antonio Zuliani, presidente di Cantina Rauscedo, azienda che produce migliaia di ettolitri di vino eli vende sul mercato, e esporta anche verso il Canada. Zuliani (Rauscedo): «Grosso problema Sono a rischio tante aziende friulane» ›«Dobbiamo rispondere con indagini scientifiche ›«Se non si corre ai ripari il danno all’immagine che spieghino che un bicchiere non può fare male» sarà fortissimo: quelle etichette fanno paura». «Lo sappiamo. Anche il Canada vuole quelle incredibili etichette sulle bottiglie di vino e il dipartimento della sanità canadese invita a bere al massimo un bicchiere di vino alla settimana.
Fonte: Gazzettino Friuli.
Etichette sulle bottiglie di vino Dopo l’Irlanda anche il Canada.
II presidente della Cia Clementin: scelte incomprensibili, minata la nostra cultura Serracchiani (Pd): il governo agisca per evitare che Dublino adotti i nuovi alert. Altre nubi si addensano sul futuro del vino, prodotto che per il Friuli Venezia Giulia rappresenta un vero e proprio motivo d’orgoglio, oltreché un importante asset economico. Dopo l’Irlanda, che intende adottare le etichette salutiste, anche il Canada, importatore di bianchi e rossi del Collio, delle Grave e dei Colli orientali, ha intenzione di dare una stretta ai consumi, introducendo gli stessi alert anti cancro. Sul fronte diplomatico, invece, interviene la presidente del gruppo del Pd alla Camera, la deputata udinese Debora Serracchiani, che pungola il governo a darsi da fare.
Fonte: Messaggero Veneto.
Fi Puglia, mozione in Consiglio per la difesa del comparto.
Il gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale pugliese presenterà una mozione per “difendere il comparto vinicolo”. “La questione dell’etichettatura degli alcolici – dicono Paride Mazzotta, capogruppo, Napoleone Cera, Paolo Dell’Erba e Massimiliano Di Cuia – su cui punta l’Unione Europea richiama tutti alla difesa degli interessi del nostro Paese. Vino e birra nel mirino di Bruxelles, con etichette che dovrebbero far desistere il consumatore. Eppure, un conto è l’abuso ed un altro è il consumo responsabile, considerando peraltro che vino e birra non possono essere assimilati ai super alcolici.
Fonte: Quotidiano di Bari.
Vino, etichette «all’Irlandese»: un ordine del giorno per dire no.
Un ordine del giorno a tutela del v no italiano, uno degli elementi di spicco della cultura enogastronomica del nostro paese, da sempre un fiore all’occhiello che ha nel Monregalese una produzione di grande qualità riconosciuta a livello nazionale ed internazionale: questa la proposta dei consiglieri comunali di Centro-destra di Mondovì. Sotto i riflettori è la decisione dell’Irlanda di riportare sulle etichette del vino e degli alcolici una serie di avvisi che avvertano le persone dei rischi legati al consumo di tali bevande, simili a quelli già in uso su tabacco e sigarette.
Fonte: Piazza Grande.
Oltre 150 aziende siciliane nella Guida ai vini 2023.
Sono 152 le aziende siciliane raccontate nella guida a cui sono stati assegnati diversi riconoscimenti a conferma di come la Sicilia continua a crescere in qualità su tutti gli areali di produzione. Un lavoro svolto da diversi degustatori e sommelier Ais che hanno dato vita alla Guida ai Vini 2023: la presentazione è avvenuta al Palacongressi di Agrigento, uno spazio polifunzionale a due passi della famosa Valle dei Templi, sito Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. “Siamo felici ed emozionati per il lavoro presentato oggi che è frutto di centinaia di degustazioni e che rappresenta il manifesto del vino siciliano per la nostra associazione – racconta il neo presidente regionale AIS Francesco Baldacchino.
Fonte: Quotidiano di Sicilia.
Furto da quasi 400mila euro di Amarone Costasera Masi.
L’ammanco è di circa 1.500 casse da 6: novemila bottiglie prelevate dal magazzino Furto da quasi 400mila euro di Amarone Costasera Masi Sandro Boscaini: «Brand rappresentativo». I recenti attacchi al vino? «Bisogna educare, non reprimere». Una quantità di Amarone Costasera Masi equivalente a un tir è stata sottratta dalle scorte dell’azienda Masi, pronte per la spedizione, dal magazzino dell’operatore specializzato in logistica internazionale di cui l’azienda di Gargagnago di Valpolicella si avvale da anni. L’ammanco è di circa 1.500 casse da 6, per un totale di 9.000 bottiglie dell’Amarone della Valpolicella Classico docg delle annate 2017 e 2018. Naturalmente tutte coperte da assicurazione.
Fonte: Arena.
Rubate novemila bottiglie di Amarone.
Furto di 1.500 casse di Costasera Amarone della «Masi Agricola» di Oppeano, pari al carico di un tir, è avvenuto nel magazzino dell’operatore di logistica internazionale del vino, di cui l’azienda si avvale da anni. Sono sparite novemila bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella, Classico DOCG, annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte per la spedizione. Il tutto per un valore superiore ai 315mi1a euro. «Si presume un furto deliberato, visto che manca solo l’Amarone Costasera», recita una nota di Masi.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Amarone Masi, rubate 9mila bottiglie – Sparite dal magazzino 9mila bottiglie di Amarone Masi ironizza: va a ruba.
Il colpo al magazzino di Oppeano da oltre 300mila euro. «Siamo assicurati» voi «L’Amarone Costasera va a ruba». Provano a ironizzare, alla Masi Agricola, nonostante il duro colpo: la sparizione di circa 9 mila bottiglie del «Classico» di casa, annata 2017-2018, per un valore di mercato tra i 300 e i 400 mila euro. La storica società agricola della Valpolicella denuncia che la merce sottratta dalle scorte pronte per la spedizione era all’interno di 1500 casse da 6 bottiglie l’una contenute nel magazzino di Oppeano. «Ma siamo assicurati». a pagina 10 Sergio Sparite dal magazzino 9mila bottiglie di Amarone Masi ironizza: va a ruba. Il furto ad Oppeano da oltre 300 mila euro.
Fonte: Corriere di Verona.
Furto nella società di spedizione: sparite 9mila bottiglie di Amarone.
Un furto di 1.500 casse di Costasera Amarone di Masi Agricola Spa, pari a un carico di un Tir, è avvenuto nel magazzino dell’operatore di logistica internazionale del vino di cui l’azienda si avvale da anni. L’ammanco equivale a un totale di circa 9.000 bottiglie, di Costasera Amarone della Valpolicella Classico DOCG, annate 2017 e 2018, sottratte dalle scorte pronte per la spedizione. «Si presume – riferisce Masi in una nota – si tratti di un furto deliberato, dal momento che quanto mancante si riferisce al solo Amarone Costasera; indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali».
Fonte: Gazzettino.
Rubate 9 mila bottiglie di Amarone per un valore di 315 mila euro.
Dal magazzino di Oppeano (Verona) sono sparite 1500 casse, per un totale di circa 9 mila bottiglie, di Amarone Costasera Masi. «Si presume si tratti di un furto deliberato, dal momento che sono rimasti indenni gli altri pregiati vini Masi immagazzinati negli stessi locali», precisa una nota che sottolinea il danno notevole. Costasera è il prodotto bandiera di Masi, a un prezzo medio di 35 euro a bottiglia, equivale a un maxi furto da oltre 315 mila euro. «Rientra fortunatamente nell’ambito delle casistiche coperte da assicurazione dalla società e dall’operatore logistico depositario» precisa l’azienda.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
I grandi vini del Belpaese tornano nel mirino della criminalità: rubate 9.000 bottiglie di Masi.
Dopo le cantine dei ristoranti stellati e i furti di Brunello di qualche anno fa, sparite 1.500 casse di Amarone Costasera delle annate 2017 e 2018. I grandi vini come bene da investimento, i fine wines protagonisti delle aste internazionali, ma più in generale, il vino, nelle sue espressioni qualitative migliori, come qualcosa di estremamente prezioso e redditizio. Tanto da tornare nei radar della criminalità, ammesso che ne fosse mai uscito. Gli ultimi, clamorosi, casi di cronaca, in questo senso, ci portano lontano dall’Italia, nelle cantine di due grandi ristoranti europei: il “Coque” di Madrid, che vanta una delle migliori collezioni di Spagna, da cui (lo abbiamo raccontato qui), a novembre 2022 sono state rubate 132 bottiglie, per un valore di 200.000 euro; e il Maison Rostang di Parigi (qui), che, a luglio 2019, ha subito il furto di 150 bottiglie, valutate 400.000 euro.
Fonte: WineNews.
«Dal vigneto alla tavola»: così si traccia l’uva. E anche i ladri.
Rubate 9mila bottiglie di Costasera Masi, il re dell’Amarone. Il presidente Boscaini: le ritroveremo anche grazie al sistema di tracciabilità. Investire nella trasparenza verso i consumatori, nella tracciabilità e nelle tecnologie green conviene. Quasi come pagare un’assicurazione contro i furti. Lo dimostra quello che è capitato alla cantina Masi, uno dei più famosi produttori di vino in Italia, a cui sono state appena rubate 1.500 casse da 6 di Costasera, il suo prodotto più iconico. Le bottiglie di Amarone Docg annata 2017 e 2018 si trovavano nel magazzino dell’operatore specializzato nella logistica internazionale del vino di cui la cantina della Valpolicella si avvale da anni. Un furto ben studiato, dal momento che a mancare sono solo le 9mila bottiglie di Amarone Costasera, quanto basta per riempire un Tir, mentre non sono stati toccati gli altri vini Masi immagazzinati negli stessi locali.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Toscana, presentata terza edizione del Chianti Economic Forum.
È stata presentata al Media Center Sassoli a palazzo del Pegaso la terza edizione del forum “RePower Chianti: energie per il Futuro” che si svolgerà il 3 febbraio alle Cantine Antinori a San Casciano Val di Pesa (località Bargino). All’interno dell’iniziativa del Forum verranno assegnati anche i premi #ChiantiTesi, per tesi di laurea volte a sostenere, analizzare e valorizzare lo sviluppo delle economie locali. L’obiettivo del Chianti Economic Forum, che si terrà nel pomeriggio del 3 Febbraio alla Cantina Antinori nel Chianti Classico, è di portare il dibattito riguardante la Transizione Verde sul piano locale. Chianti Economic Forum è un’associazione senza scopo di lucro che si ripropone di facilitare e promuovere l’interazione ed il confronto tra i vari attori socio-economici che hanno a cuore lo sviluppo economico del Chianti creando opportunità di discussione e confronto su grandi tematiche intersettoriali e favorendo la comprensione dei trend e dei cambiamenti che influenzano il mercato e l’economia, sia locale che globale.
Fonte: Askanews.
Stretta su vino (e alcol) anche in Canada: al massimo 2 bicchieri a settimana.
Solo due drink a settimana. Queste le raccomandazioni elaborate in Canada dagli esperti nelle nuove linee guida sull’alcol. La raccomandazione generale di ridurre del tutto l’alcol sta suscitando un ampio dibattito sui rischi connessi al suo consumo in un Paese in cui la stragrande maggioranza degli adulti lo beve regolarmente. La notizia arriva poco tempo dopo quella dell’autorizzazione da parte dell’Unione europea che consente all’Irlanda di applicare delle etichette sugli alcolici con avvertenze della stessa tipologia di quelle riportate sul tabacco. Il Canadian Centre on Substance Use and Addiction (Ccsa) ha avvisato che anche un consumo apparentemente moderato determina gravi rischi per la salute, evidenziando la relazione con il cancro, le malattie cardiache e gli ictus. Finanziate da Health Canada, le nuove linee guida rappresentano una virata rispetto alle raccomandazioni che erano state emesse nel 2011.
Fonte: AgriFoodToday.
Vino e tumori, il dottor Berrino: “Donne più a rischio, massimo un bicchiere a settimana”.
Il vino fa male? E in quali dosi? Cosa dobbiamo sapere? Per rispondere a queste domande il dottor Franco Berrino – epidemiologo, ha diretto il Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto dei tumori di Milano – ha rilasciato un’intervista al Corriere in cui spiega: “Per la mia esperienza e i miei studi sono convinto che se si beve un po’ di vino si rischia molto meno rispetto all’esposizione ad altri fattori, come inquinamento, fumo, pesticidi… Ma veniamo a quello che dice la scienza: intanto nelle linee guida internazionali non si parla di vino, si parla genericamente di alcol. E il punto su cui la comunità scientifica concorda è che la relazione delle bevande alcoliche con il cancro è molto chiara”.
Fonte: TPI.
Vino: risoluzione FdI propone ricorso a Corte giustizia Ue.
Una risoluzione che impegna il governo a 360 gradi ad assumere iniziative per contrastare l’introduzione nell’etichettatura dei vini di indicazioni di rischio per la salute connesso al consumo di alcool, ma anche se nel caso a fare ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea. E’ il provvedimento presentato oggi in Commissione Agricoltura della Camera, prima firmataria la deputata di FDI Maria Cristina Caretta, in seguito al pacchetto normativo irlandese “Public Health Alcohol Labelling Regulations”, finalizzato all’uso di etichettatura sui prodotti a base di alcol con avvisi di carattere sanitario in modo analogo a quanto avviene per quelli a base di tabacco.
Fonte: ANSA.
Vino: a ‘Grandi Langhe’ focus su condizioni lavoro in vigna.
Ci sarà anche un focus sulle condizioni di lavoro nelle vigne alla prossima edizione di ‘Grandi Langhe’, in calendario a Torino il 30 e 31 gennaio alle OGR, organizzato dai Consorzi di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani e Roero, con il supporto della Regione Piemonte e il sostegno di Intesa Sanpaolo. Il tavolo di ‘Changes’, alle 10:45 di lunedì 30 gennaio vedrà confrontarsi istituzioni, enti pubblici e mondo del lavoro. La ‘due giorni alle Ogr accoglierà buyers. operatori del settore vitivinicolo, commercianti, ristoratori, importatori italiani e internazionali e appassionati di vino. Il Consorzio Barolo e Barbaresco rappresenta 542 aziende vitivinicole, su 10mila ettari di vigneto, per una produzione di 66 milioni di bottiglie, al Consorzio Roero sono associate 250 aziende, su 1.300 ettari di vigneto e 7,5 milioni di bottiglie.
Fonte: ANSA.
Vino e salute, il dibattito si infiamma, e diventa mediatico, con virologi ed immunologi.
Il botta-risposta tra Viola e Bassetti, come in tempo di Covid, tra “l’alcol dannoso tout court”, ed il consumo moderato di vino “che può fare bene”. Calice sì, calice no, vino, alcol, consumo, eccesso, salute, “healt warnig”, benefici, danni, drink che causano i tumori e restringono il cervello, modiche quantità che invece farebbero bene e così via. In questi giorni, il dibattito, sacrosanto, sul tema “alcol e salute”, riacceso prima dal via libera (per tacito assenso) della commissione Ue all’iniziativa dell’Irlanda, che, per legge, inserirà, da quest’anno, sulle bottiglie di tutte le bevande alcoliche avvisi sui rischi per la salute come sui pacchetti di sigarette, poi dal Simposio Assoenologi (di cui vi abbiamo ampiamente raccontato), dove sono state portate sotto i riflettori ricerche scientifiche a sostegno della tesi che un consumo moderato di vino non solo non fa male ma sarebbe anche benefico per certi aspetti, e poi di nuovo infiammato, proprio in queste ore, dalle dichiarazioni della dottoressa Antonella Viola, immunologa e professoressa ordinaria di Patologia Generale nel Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, che, sui media nazionali, a partire dalla trasmissione radiofonica “Mondo Nuovo” di Rai Radio 1, ha sostenuto e continua a sostenere a spada tratta quelle che poi sono le posizioni dell’Oms, ovvero che non esiste un livello di consumo di alcolici che non sia a rischio, e che anche un consumo moderato di alcol “danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”, perchè sostanza cancerogena. Posizioni sostenute da ricerche e documenti scientifici, così come da ricerche e documenti scientifici sono sostenute quelle contrarie alla demonizzazione dell’alcol e del vino tout court (mentre tutti, indistintamente, ovviamente, condannano l’abuso e l’eccesso”.
Fonte: WineNews
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Un bicchiere o niente? Ora il vino fa discutere – Il dibattito agita gli scienziati: «Fa male e basta» «No, il consumo limitato aiuta cuore e arterie».
Ora il vino fa discutere. Il dibattito agita gli scienziati: «Fa male e basta» «No, il consumo ‘ limitato aiuta cuore e arterie» Sulla scelta dell’Irlanda di inserire sulle etichette degli avvisi di rischio malattie, l’Ue precisa che «si lavora a una revisione di norme per rendere i cittadini consapevoli di cosa consumano». La scelta dell’Irlanda di inserire nelle etichette del vino e degli alcolici messaggi di “alert” sui rischi per la salute, proprio come accade per le sigarette, continua a far discutere. In Italia più che altrove, dove il dibattito si accende così tanto da creare contrapposizioni all’interna della stessa comunità scientifica. Sollecitato sull’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie e richiamando il progetto di prevenzione oncologica dell’Ue, il portavoce della Commissione europea, Stefan de Keersmaecker, ribadisce che «nessuno è contro il vino.
Fonte: Avvenire.
Un bicchiere di vino? «Salutare».
Due autorevoli ricercatori rispondono, dati alla mano, all’immunologa Antonella Viola per la quale la dase sicura è solo «zero» Giovanni De Gaetano e Fulero Ihsini: assumendo posizioni “proibizioniste” finiremmo col privarci di un meccanismo proettivo. «Chi beve con moderazione ha un minore rischio di incorrere in 22 gravi patologie». E la dicitura “Nuoce alla salute” sulle etichette? «Se così fosse, andrebbe utilizzata pure per zucchero, carne, patatine, salumi, scatolette…». Milano « dose moderata di vino non è che non faccia male: fa addirittura bene. Sarebbe grave, a causa di posizioni proibizioniste, privare la popolazione di un importante meccanismo di protezione per la salute com’è il vino, se assunto con moderazione». Così il professor Giovanni De Gaetano, tra i fondatori e primo direttore del “Mario Negri Sud” e dei Laboratori di ricerca dell’università Cattolica del Molise, oggi responsabile del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), e il professore emerito di Biochimica dell’università di Padova, Fulvio Ursini, entrano nel dibattito esploso all’interno del mondo scientifico, da quando l’immunologa Antonella Viola in un’intervista ha dichiarato che anche una dose minima di vino è cancerogena come l’amianto, che chi beve un bicchiere al giorno ha il cervello più piccolo e che l’unica dose sicura è zero, dunque che la proposta dell’Irlanda di denunciare in etichetta la pericolosità del vino, come avviene per le sigarette, è sacrosanta.
Fonte: Avvenire.
Intervista a Giuseppe Curigliano – «Vino, cancro e cervello ristretto? Non si parla mai di un solo fattore».
Curigliano: bevo anch’io con molta moderazione. Pericolosa è l’interazione alcol-fumo L’oncologo di Glusl Fasano 99 Tra i giovanissimi Sono preoccupato per l’eccessivo consumo di alcolici tra gli adolescenti Professor Curigliano, lei beve vino? «Con molta moderazione, mi capita una volta ogni tanto, a cena con gli amici. A tavola mediamente no. Perché ho una cultura personale che mi porta a non bere e non fumare. E poi sono condizionato dagli studi che ho fatto, dal lavoro che faccio…». Giuseppe Curigliano è professore di oncologia medica all’Università di Milano ed è direttore della Divisione Nuovi farmaci all’Istituto europeo di oncologia. La scelta dell’Irlanda (approvata dalla Commissione europea) di equiparare le sigarette all’alcol e di scrivere dei rischi per la salute sull’etichetta degli alcolici, è diventata contesa politica.
Fonte: Corriere della Sera.
Il vino nuoce alla salute? A che punto è la battaglia europea sulle etichette.
Nei giorni scorsi si è diffusa la notizia che sulle bottiglie di vino potrebbe divenire obbligatoria un’etichetta analoga a quella che compare sui pacchetti di sigarette: “nuoce alla salute”. La vicenda va affrontata su tre livelli: l’azione europea di lotta contro il cancro, gli obblighi informativi per le etichette dei vini, l’autorizzazione dell’Unione europea (Ue) alla legge irlandese che prescrive di apporre sulle bottiglie specifiche avvertenze sui danni da alcol. Come si vedrà, al momento non c’è nessuna ipotesi di regolamentazione europea tesa a imporre etichette sanitarie sulle bottiglie di vino. Il piano europeo di lotta contro il cancro.113 febbraio 2021, la Commissione europea ha presentato il Piano europeo di lotta contro il cancro.
Fonte: Domani.
«L’alcol fa male Non si esageri» – «L’alcol fa male ed è rischioso… ma attenzione alle quantità».
Ed è scontro Roma-Europa • Scontro Italia-Ue sull’etichetta «nuoce alla salute» da apporre sulle bottiglie di vino, birra e liquori, così come deciso dall’Irlanda col tacito assenso di Bruxelles. Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è un attacco alla dieta mediterranea e agli interessi nazionali. Per il prof. Vito Lorusso, direttore oncologia medica dell’Istituto Tumori di Bari, l’alcol è un cancerogeno certificato. «L’alcol fa male ed è rischioso… ma attenzione alle quantità» Parla il prof. Vito Lorusso, direttore Oncología medica dell’istituto tumori di Bari «Giovanni Paolo li». L’alcol – ci dice il prof. Vito Lorusso, direttore oncologia medica dell’Istituto Oncologico di Bari – è un cancerogeno certificato e aumenta il rischio di tumori del distretto cervicoencefalico di bocca, esofago, laringe, fegato (facile evoluzione della cirrosi), spesso in pericolosa combutta esplosiva con il fumo di tabacco.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Su vino, birra e liquori scontro aperto Italia-Ue.
Tajaní: dieta mediterranea e interessi nazionali sotto attacco. Sull’etichetta degli alcolici, tensione alle stelle Italia-Europa. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ieri ha detto chiaro e tondo che è in corso un attacco alla dieta mediterranea e che il nostro Paese deve difendere i propri interessi, anche commerciali. 11 punto è che l’Unione europea, giustamente, sta dichiarando guerra ad alcolismo e cancro alcol-correlato, però – questa l’opinione dei produttori di birre, vini e alcolici d’ogni sorta – lo sta facendo nel modo sbagliato come, per esempio, puntando su etichette simil-tabacco con frasi tipo: «Nuoce alla salute». Nonostante le pressioni, Bruxelles non pare intenzionata ad arretrare: «Nessuno è contro il vino, penso che un bicchiere di vino piaccia a tutti, ciò di cui si occupa il Piano per battere il cancro è il consumo dannoso di alcol, che è una preoccupazione di salute pubblica», ha detto ieri il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Etichette salutiste per gli alcolici? L’Italia è in rivolta.
Le bottiglie di alcolici come i pacchetti di sigarette. Con etichette che avvertano le persone dei rischi per la salute. Il provvedimento arriva dall’Irlanda e ha ottenuto il via libera da parte della Commissione Europea, che ribadisce: «Il consumo dannoso di alcool è una preoccupa zione di salute pubblica, lavoriamo a una revisione delle norme Ue sull’etichettatura». la legge varata da Dublino, però, ha scatenato la rabbia degli agricoltori e delle associazioni di categoria in Francia, Spagna e soprattutto Italia. Protestano la Coldiretti e i produttori vinicoli, il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di «un attacco alla dieta medi terranea».
Fonte: Giornale.
Il vino fa male? Viva il buon vino – Poesia, mito e piacere: il vino è la nostra cultura.
Lo abbiamo sempre saputo che tutte le cose buone o fanno male o sono causa di peccato. A pagina 24 Poesia, mito e piacere: il vino è la nostra cultura L’Europa discute di etichettarlo come nocivo. Ma è una bevanda che ci accompagna fin dall’antichità e combatte simbolicamente la morte. Nell’eucaristia rappresenta il sangue accanto al pane che è il corpo del Cristo In Europa si discute di etichettare il vino come alimento nocivo per la salute e l’Irlanda ha già deciso di procedere in tal senso. Ieri un portavoce della Commissione europea ha precisato: «Nessuno è contro il vino, lo scopo del Piano di lotta contro il cancro è evitare il consumo dannoso di alcol».
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.
Dalle sigarette al vino: i nuovi puritani a caccia delle streghe – Alcol, fumo, sesso: i nuovi puritani a caccia di peccatori da redimere.
Quando l’8 aprile del 1630 John Winthrop salpò dall’isola di Wight a bordo della nave Arbella aveva in mente di raggiungere la Terra promessa. Uomo di legge e politico britannico, egli guidava la prima grande ondata di colonizzazione puritana del Nordamerica. Agli altri fedeli che si apprestavano a lasciare l’Inghilterra anglicana – considerata ancora troppo Alcol, fumo, sesso: i nuovi puritani a caccia di peccatori da redimere Una tendenza in corso, accelerata dal Covid, vuole le élite intente a renderci più «performanti», a costo di mettere il becco nelle nostre abitudini private. Un finto ascetismo che convive con l’edonismo sfrenato corrotta dall’influenza cattolica – Winthrop regalò un sermone con i fiocchi: «Saremo come una città sulla collina. Gli occhi di tutte le genti saranno su di noi», disse.
Fonte: La Verita’.
Caffè corretto – La, Viola alza un polverone. E pure il gomito.
Antonella Viola insiste e, con la stessa foga di un’attivista dell’Anti-Saloon League nell’America degli Dieci, innalza al cielo i suoi vessilli anti vino: «I rischi di cancro, legati a un consumo anche moderato di alcol, sono un dato scientifico», dice l’immunologa all’Adnkronos Salute, «evidenze consolidate riferite dall’Istituto superiore di sanità, dall’Oms, dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Non c’è discussione su questo: la scienza non si discute». Dopo la tempesta Covid e il naufragio del burionismo, siamo ancora a questo punto: la scienza non si discute. E questo Dio infallibile, ovviamente, parla solo per bocca della sua Prescelta, la sua intermediaria con l’umanità, la dottoressa Viola. Non, per esempio, tramite le bocche dei tanti esimi colleghi che in queste ore l’hanno criticata.
Fonte: La Verita’.
Il Susumaniello «viola» va a nozze con la melanzana.
Ci sono in questi giorni attacchi immotivati al vino, come se uno degli elementi costituenti dell’identità mediterranea invece di apportare un profondo senso all’esistenza minasse il benessere. Si può discutere di cosa ci stia dietro a questi infondati allarmi, ma certo sappiamo cosa sta dentro il vino: il mistero del naturale e del rapporto che l’uomo ha avuto nella sua evoluzione con ciò che noi chiamiamo Creato e che i greci, saggiamente, chiamavano «fusis» in un’accezione di natura che va molto oltre l’esperienza fisica del mondo. Converrà ricordare ai molti che Ippocrate, sempre citato per la massima «fa’ che il cibo sia la tua medicina», aggiungeva «meglio un alimento meno salubre, ma grato, che uno incapace di soddisfare l’anima».
Fonte: La Verita’.
Intervista a Francesco Lollobrigida – «Bonus spesa per le famiglie» – «Bonus per la spesa così aiutiamo un milione e mezzo di famiglie».
Il piano di Lollobrigida per arginare “il caro carrello”. «E contro le frodi altri 300 ispettori» • Diventato ministro tre mesi fa, Francesco Lollobrigida, a capo del dicastero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, ha spiegato in questa intervista a Leggo come è riuscito a mettere i temi dell’agricoltura al centro dell’agenda di governo. «Bonus per la spesa: così aiutiamo un milione e mezzo di famiglie» Il ministro dell’Agricoltura a Leggo: «Puntiamo all’autosufficienza sui beni primari. Etichette sul vino come sulle sigarette? Inaccettabili». Larve e grilli non entreranno nella dieta mediterranea Le carni create nei laboratori sono pericolose per la salute Davide Desario È diventato ministro tre mesi fa.
Fonte: Leggo.
L’Europa dichiara guerra al vino e al cervello.
Dichiarare guerra al vino è la cosa più stupida che l’Europa possa fare, ed è tra le più pericolose perla nostra economia visto che il comparto ha un fatturato in crescita che supera i tredici miliardi all’anno. Partiamo da una certezza: il vino in sé non è per nulla nocivo (semmai è vero il contrario), a creare problemi è il suo abuso alla pari di qualsiasi altro abuso in ogni campo del vivere. I nostri produttori sono tra i migliori al mondo, per qualità ma anche per cultura, metterli sullo stesso piano degli spacciatori di sostanze tossiche, ma anche solo pensare di mettere loro i bastoni tra le ruote, è cosa, questa sì, criminale. Per pura coincidenza ieri sono stato in visita in una delle più prestigiose cantine al mondo, un concentrato di architettura, tecnologia, storia e tradizioni.
Fonte: Libero Quotidiano.
Europa in guerra contro chi beve vino: «Va ridotto del 10%».
Dopo le etichette sulle bottiglie che associano l’alcol al tumore al fegato, Bruxelles e Dublino impongono la stretta sui consumi. Produttori in rivolta. II 12 gennaio l’Ue ha dato il via libera alla proposta dell’Irlanda di introdurre l’etichettatura sulle bottiglie di vino, liquore e birra che evidenzi il legame diretto tra alcol e tumori, e più in generale alle malattie del fegato. I produttori avranno tre anni per mettersi in regola. Nel nostro Paese il maggior produttore è il Veneto con circa 12 milioni di ettolitri nel 2022, davanti alla Puglia (10,6), all’Emilia Romagna (7,4) e alla Sicilia (4,3). II fatturato del Veneto vale 11 13% di quello nazionale. II vino italiano più esportato è il Prosecco, che vale il 70% del settore.
Fonte: Libero Quotidiano.
Sbonia di divieti.
Il battibecco accende i virologi, ma a insorgere sono le associazioni di categoria: “Venga fatta chiarezza”. Il dibattito sul vino è acceso: ma stavolta non è sul bianco e rosso che la diatriba si accende, bensì sulle etichette. Ieri la Commissione Ue ha dato il via libera alla proposta dell’Irlanda in merito all’etichettatura — con le avvertenze – dei prodotti alcolici, in quanto “il piano europeo per battere il cancro mira ad evitare il consumo dannoso di alcool”. Eppure, con il portavoce per la salute pubblica e la sicurezza alimentare Stefan de Keersmaecker l’Ue dichiara di non prendere posizione: “La Commissione non ha fatto commenti e non intende intervenire ulteriormente”.
Fonte: L’Identità.
Una garanzia dalla vigna alla cantina.
Il piccolo borgo di Medoro si trova al centro di un’enorme tenuta con oltre 100 ettari di vigneti dedicati alle varietà tipiche del territorio allevate a pergola e a spalliera, come tradizione vuole. La supervisione in vigna e in cantina è nelle mani del grande Luca D’Attoma, vera e propria garanzia di una produzione di spiccata personalità e dalla forte impronta territoriale. In questo solco si inserisce alla perfezione l’Adrano, dalla Docg Colline Teramane, zona ad altissima vocazione. Colore rubino profondo, spettro olfattivo intenso.
Fonte: Messaggero.
Cuzziol GrandiVini, ricavi a 24,4 mln.
La società di distribuzione Cuzziol GrandiVini ha chiuso il 2022 con un fatturato di 24.4 milioni contro i 21 milioni del 2021. Rispetto all’anno precedente l’aumento di fatturato è stato del 16%, ma soprattutto è cresciuta la redditività. L’ebitda margin si è infatti attestato all’ 11,12%, dato sostanzialmente stabile rispetto 1’11,41% del 2021. L’azienda opera attraverso più di 6.800 clienti sul territorio nazionale distribuendo 46 aziende italiane e 91 estere per un totale di circa 2,2 milioni di bottiglie consegnate nel 2022 avvalendosi di una rete di 160 agenti di vendita. «Credo che dopo il Covid il mondo del vino abbia iniziato ad mere una maggiore attenzione ai numeri e ai bilanci», spiega l’amministratore unico Luca Cuzziol. I1 dato che più mi soddisfa, prosegue, «è che siamo riusciti nel corso degli anni a portare la nostra marginalità dal 7% a superare stabilmente l’11%». I12023 da questo punto di vista dovrebbe ricalcare i numeri del 2022.
Fonte: Mf.
Vino, Bruxelles non annacqua le liti sulle etichette – Bruxelles e i virologi senza freni non si fermano gli attacchi al vino.
La Commissione europea ha provato a stemperare le polemiche sul vino ma ha confermato le nuove etichette, così come prevede il Piano per battere il cancro. L’EUROPA RILANCIA LE ETICHE CONTRO I RISCHI DELLA SALUTE. BRUXELLES E I VIROLOGI SENZA FRENI. NON SI FERMANO GLI ATTACCHI AL VINO. La Commissione Ue conferma la revisione delle etichette nel quadro della lotta al cancro. A rischio una filiera che vale 14 miliardi, di cui 8 di export e garantisce lavoro a oltre 1,3 milioni di addetti È certo che l’alcolismo sia una piaga, ma ancora una volta il pm blehna è legato esclusivamente all’educazione alimentare. Tutto può nuocere alla salute, se consumato in quantità sconsiderate.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Vino, coro di critiche contro Antonella Viola.
Il fuor d’opera dell’immunologa Antonella Viola sul vino scatena reazioni a catena. E tutte negative. Dopo la replica puntuale del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, oggi è la volta dei medici. Che sostengono che non è l’uso del nettare di Bacco a fare male, ma l’abuso. “Può esserci un danno cerebrale con un abuso enorme e prolungato di alcol. In questo caso i neuroni piano piano diminuiranno, ma parliamo di grandi bevitori. Che hanno una dipendenza dall’alcol. Un normale consumo di vino, un bicchiere ogni tanto a cena con gli amici, non può arrivare a fare danni al cervello”.
Fonte: Secolo d’Italia.
Buongiorno – Cin cin, salute.
Sì, lo so: ha ragione Antonella Viola, il vino non fa bene. Con gli anni ho smesso di bere super alcolici, dopo cena talvolta mi piaceva bere una grappa, ma l’ho abolita da un sacco di tempo. Birra poca per il colesterolo. Ho smesso presto di giocare a calcio perché il calcio fa male, mi ha causato i legamenti lassi alle caviglie e una discopatia. Ho smesso pure di andare in bicicletta dopo avere sbagliato una curva. Ho smesso di giocare a pallavolo perché mi è venuto il ginocchio del saltatore. E col tennis per il gomito del tennista. Fra l’altro fumo. Ho ridotto di molto ma fumo. Compenso con la sigaretta elettronica ma il ministro Schillad ha detto che fa male anche quella. Con la carne rossa ho quasi chiuso: diceva il professor Veronesi che niente fa male come la carne rossa. Ma una bistecchina ogni tanto me la faccio.
Fonte: Stampa.
Verona. Torna la festa dell’Amarone con 64 aziende.
Una sfilata di 64 aziende pronte a celebrare il millesimo 2018 del re della Valpolicella, il protagonista di Amarone Opera Prima in programma a Verona, al Palazzo della Gran Guardia il 4 e il 5 febbraio. Organizzato dal Consorzio vini Valpolicella, l’evento di punta della denominazione torna così alla tradizionale collocazione invernale, mantenendo però il restyling del nome dell’anteprima del giugno scorso. In apertura della due giorni di Amarone Opera Prima a Verona, città che detiene il primato del vigneto urbano più esteso d’Italia, la conferenza stampa inaugurale (sabato 4 febbraio, Auditorium Gran Guardia ore 11).
Fonte: Tempo.
L’Ue prepara nuove etichette contro il vino.
Bruxelles prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% L’Ue prepara nuove etichette contro il vino }) Roma 11 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino».
Fonte: Gazzetta di Parma.
Nei vini di Parusso la tecnologia sposa la tradizione Con ottimi risultati.
L’azienda vola spedita verso il secolo di vita Innovazioni Dal 2007 macerazione a grappolo intero E i rotovinificatori per la fermentazione 1 d i Riccardo Corazza a storia di Parusso è una di quelle ideali per raccontare insie4 me una parabola fondamentale della viticoltura, ma anche un momento importante della storia d’Italia. Inizia nel 1925 proprio qui, a Mariondino e successivamente Cascina Rovella, Località Bussia, sulle colline che da Monforte d’Alba conducono a Castiglione Falletto, ora un tempio della denominazione, ed è vicenda comune (nei casi di successo) a diverse altre aziende familiari piemontesi, capaci di evolversi da attività agricole-allevative, con la viticoltura sullo sfondo, alla costruzione di una realtà enoica di grande successo, che miscela artigianato solido a brillanti scelte imprenditoriali.
Fonte: Nuova Ferrara.
Vino bianco e spumante sulle montagne.
I 40 anni della cooperativa Cave Mont Blanc: vigne a 1.200 metri in Valle d’Aosta Morgex In Valle d’Aosta, dove incombe la maestosa mole del Monte Bianco, fa parte la zona vitivinicola del Blanc de Morgex et de La Salle. Splendido paesaggio vitato contornato da pascoli, ripidi pendile boschi di conifere. In questo territorio la coltura della vite si innalza ad altezze fino a 1.200 metri sul mare. Vigneti fra i più alti d’Europa, estesi tra Comuni di Morgex e La Salle. In queste terre aspre in cui davvero la viticoltura è eroica, viene coltivato il Prié Blanc, unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca, che presenta un ciclo vegetativo molto breve e riesce così a sfuggire alle gelate primaverili e a evitare le prime nevi.
Fonte: Nuova Ferrara.
L’allarme Ue sul vino rischia di spaventare gli italiani.
Caro Carlino, è noto che un buon bicchiere di vino al giorno “toglie il medico di torno” e allunga la vita. Infatti noi Italiani, produttori e degustatori di ottimi vini, siamo uno dei popoli tra i più longevi al mondo. Non a caso, anticamente, la prelibata bevanda fu chiamata “nettare degli dei”. Fa quindi discutere la proposta irlandese di mettere sulle bottiglie l’etichetta:” attenzione il vino fa male”. Per contro, in Europa, vorrebbero far passare per ottimo cibo alcune specie di improponibili insetti. Mia nonna nel sentire simili nefandezze avrebbe esclamato:” non c’è più religione”. Elio Cataldo Gentile lettore, in riferimento all’annuncio della revisione delle norme sull’etichettatura delle bevande alcoliche da parte dal portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker, Coldiretti informa – sulla base di dati Istat – che le polemiche sull’allarme in etichetta «rischiano di spaventare ingiustamente» più di un italiano su due (54%) che beve vino.
Fonte: Resto del Carlino Ferrara.
Vino, l’Ue al lavoro sulle nuove etichette Tensione con l’Italia.
Una selezione di vini italiani. Alimentare «È in corso un attacco alla dieta mediterranea», afferma i I ministro degli Esteri Tajani. In allarme l’Unione italiana vini. I1 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino».
Fonte: Eco di Bergamo.
L’Ue lavora a nuove etichette per il vino.
Tafani preoccupato: «In corso un attacco alla dieta mediterranea, l’Italia deve difendersi». 11 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino. «Serve trovare una soluzione che tuteli la salute ma non colpisca la produzione agroindustriale del vino che nel nostro Paese è fondamentale anche per le esportazioni.
Fonte: Prealpina.
Cantina Terre, stasera secondo incontro.
Secondo appuntamento, questa sera, con gli incontri zonali organizzati dal Cda uscente della cantina Terre d’Oltrepo con i soci, in vista dell’assemblea de121 febbraio per il rinnovo del consiglio, dopo meno di un anno, a causa delle dimissioni di sette consiglieri nel giro di pochi mesi. La riunione si terrà a Broni, alle 20.30, nella zona pigiatura della cantina, mentre l’ultimo appuntamento è giovedì sera, alle 20.30, a Casteggio, alla Certosa Cantù. Durante le riunioni, il presidente uscente Enrico Bardone, che ha deciso di ricandidarsi, e il Cda uscente, che sta lavorando ad una lista per le elezioni, presenteranno ai soci il lavoro fatto e i progetti futuri.
Fonte: Provincia – Pavese.
Vino, l’Ue al lavoro sulle nuove etichette Tensione con l’Italia.
Alimentare «È in corso un attacco alla dieta mediterranea», afferma il ministro degli Esteri Tajani. In allarme l’Unione italiana vini. 11 2023 parte in salita per il settore vino che, dopo il lockdown e i rincari delle materie prime ed energetici, rileva in corso di navigazione falle normative con nuove burrasche all’orizzonte sul fronte dell’etichettatura e della promozione. «È in corso un attacco alla dieta mediterranea e l’Italia deve difendere i propri interessi, anche commerciali» ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani confermando di aver avuto uno scambio ? ,.q Una selezione di vini italiani di vedute col collega irlandese a proposito della etichettatura sul vino». «Serve trovare una soluzione che tuteli la salute ma non colpisca la produzione agroindustriale del vino che nel nostro Paese è fondamentale anche per le esportazioni.
Fonte: Provincia Sondrio.
La Viola si è bevuta il cervello.
«Le evidenze di chi sostiene un approccio proibizionistico”, rispetto al vino, “in modo epistemologicamente non corretto come la professoressa Antonella Viola sono confutate da una serie di elementi di scienza’; dice il presidente del Neuromed di Isernia. IL CASO DELL’IMMUNOLOGA CONTRO IL NETTARE DEGLI DEI. La Viola si è bevuta il cervello. IL PRESIDENTE NEUROMED, DE GAETANO, CONTESTA LE SMANIE PROIBIZIONISTICHE DEL VINO DA PARTE DELLA VIROSTAR. “Le evidenze di chi sostiene un approccio proibizionistico”, rispetto al vino, “in modo epistemologicamente non corretto come la professoressa Antonella Viola sono confutate da una serie di elementi di scienza di base, plausibilità, coerenza biologica, epidemiologia ed analisi statistica.
Fonte: Il Nuovo Molise.
l 2023? Quello appena iniziato sarà l’anno della resa dei conti.
Il comparto ha reagito bene alla pandemia e alla crisi energetica, ma ora è attesa l’onda lunga della recessione. «II 2023 si annuncia con qualche ombra di recessione ma noi, temprati da una esperienza secolare, sonò convinto che la supereremo di slancio con la qualità dei nostri vini e l’intraprendenza degli imprenditori italiani». Con queste parole Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini “trà lc carte” a questo 2023, che giocoforza porterà tutti i nodi al pettine. II Covid prima, la crisi energetica c la guerra poi, hanno creato la cosiddetta “tempesta perfetta”, che in un modo o nell’altro è stata superata senza grossi patemi dalle aziende vitivinicole, grazie a congiunture astrali forse irripetibili.
Fonte: Corriere di Alba.
Torino ci riprova e propone un rinnovato Salone del Vino.
Per l’ennesima volta Torino ci prova e a noi non resta che augurarci che sia la volta buona. Nasce. intatti, il nuovo Salone del Vino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. l’evento si terrà dal 4 al 6 marzo, ma al momento, in verità, non ci sono molte altre notizie, visto che nel sito ufficiale, si promettono novità e dettagli sul programma. Ignota anche la sede della rassegna, che probabilmente sarà decisa sulla base delle adesioni da parte dei produttori della nostra regione. Ci limitiamo a riprendere ciò che gli organizzatori hanno delle Notizie frammentarie sulla location del nuovo Salone del Vino di Torino chiarato: «Sarà un vero e proprio omaggio alla nostra terra e all’attività vitivinicola della nostra regione, tra storia e innovazione.
Fonte: Corriere di Alba.
Vigneti sotto controllo.
Installate centraline per il monitoraggio delle precipitazioni Le Amministrazione comunale, su Iniziativa del vicesindaco Luca Tosa e del consigliere Luca Bosca, ha deciso di installare alcune centraline per il monitoraggio del territorio. «Dopo un’attenta valutazione delle offerte presenti sul mercato abbiamo deciso di incaricare l’azienda X-farm technologies di Milano, che ha risposto alle nostre esigenze di creare una rete di postazioni in grado di monitorare il territorio cossanese per dare un supporto ai contadini, soprattutto nella pianificazione dei trattamenti fltosanitari», afferma Tosa.
Fonte: Gazzetta d’Alba.
Intervista a Albano Carrisi – «Viola e Lopalco, il vino è un farmaco» – Al Bano a Viola e Lopalco «Il vino è medicina sacra, si beve anche a messa».
Al Bano, il cantante produttore di Primitivo, replica ai due scienziati sugli effetti nocivi 99 di Francesco Mazzotta ‘«j 1 vino è storia e cultura. Non so quanto la professoressa Antonella Viola s’intenda di vino. Dovrebbe sapere che, con l’olio, è tra le più antiche medicine prodotte dall’uomo». Così il cantante Al Bano, tra i più importanti produttori pugliesi di vino, ir rompe nel dibattito sull’effetto cancerogeno del vino innescato dalla Viola e proseguito con le dichiarazioni di Bassetti e Lopalco. a pagina 6 Al Bano a Viola e Lopalco «Il vino è medicina sacra, si beve anche a messa» Il cantante e produttore di Primitivo replica ai due scienziati «Vengo da una terra dove è soprattutto storia e cultura» 99 99 L’umanità Il vino si beve in tutto il mondo.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
Primitivo di Manduria, il Consorzio attacca «Il vino non va “bollato” come le sigarette».
La direttrice Pastore!!! lancia un monito ai ricercatori favorevoli ad etichettare i rischi: «È disinformazione». Una bocciatura senza appello per la prospettiva di inserire nell’etichetta degli alcolici gli avvertimenti sui danni alla salute. Proprio non ci sta il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, che parla di «disinformazione» mettendo all’indice quanto avrebbe affermato Antonella Viola – biologa, ricercatrice e docente all’Università di Padova – nell’appoggiare la scelta dell’Irlanda, approvata dalla Commissione europea, di equiparare alcol e sigarette apponendo sulle bottiglie le “temute” etichette. «Dichiarazioni gravissime che potrebbero avere ripercussioni sostanziali per l’intero comparto economico vitivinicolo nazionale ed internazionale», afferma la direttrice del Consorzio, Novella Pastorelli.
Fonte: Gazzetta di Taranto.
Il vino e la disfida sulle dimensioni del cervello Scienziati contro. De Castro: «Nocivi gli abusi» – «Bere? È per cervelli piccoli» Il mondo del vino insorge e anche la scienza si divide.
Il mondo del vino insorge e anche la scienza si divide ›Molti gli esperti che hanno risposto alle dichiarazioni della biologa Viola. Non c’è pace per il nettare degli dei. Questa volta la crociata contro il vino parte da una delle patrie della birra, l’Irlanda. E trova proseliti anche in Italia, in primis la biologa Antonella Viola. Semplificando: Dublino ha deciso di equiparare vino e sigarette inserendo nell’etichetta gli avvertimenti sui danni alla salute. La ricercatrice ha approvato questa scelta aggiungendo anche frasi che hanno suscitato perplessità e polemiche. E. in Puglia la decisione irlandese – approvata dalla Commissione europea – è stata accolta come un attacco alle esportazioni di vino, da sempre uno dei prodotti di qualità più commercializzati all’estero.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
Intervista a Paolo De Castro – «Un buon bicchiere non può far male Fa parte della nostra cultura nazionale».
«Sto lasciando ora la Commissione, abbiamo presentato un’interrogazione urgente dopo l’ok di Dublino all’etichetta “Il vino nuoce alla salute”: la cosa che più ci fa arrabbiare è questa assoluta noncuranza del voto espresso dal Parlamento europeo in seduta plenaria. Rischiamo di compromettere anche il commercio internazionale». Paolo De Castro, eurodeputato nato a San Pietro Vernotico, esperto di sistemi agricoli e agroalimentari, è ordinario di Economia e Politica Agraria presso l’Università degli Studi di Bologna. La sua è una battaglia politica a tutto tondo in difesa del vino. L’europarlamentare risponde anche alle parole della biologa pugliese Antonella Viola, secondo cui “beve chi ha il cervello più piccolo». Onorevole De Castro, è arrabbiato per la scelta dell’Irlanda sostanzialmente avallata da Bruxelles? «Abbiamo avuto mesi di discussione sul tema “health warning”, cioè le etichette sulla salute.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
Leone de Castris nel gotha delle imprese storiche Un’avventura cominciata nel lontano 1665 – Una storia lunga 358 anni Leone de Castris nell’olimpo delle imprese centenarie.
L’azienda vitivinicola di Salice Salentino >La soddisfazione dei vertici della società: entra a far parte della prestigiosa Unione «Per noi è anche una grande responsabilità» Leda CESARI Chiss.si se Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos l’aveva previsto, in quel lontano 1665, mentre Carlo II diventava re dí Spagna, Londra veniva divorata da un’epidemia di peste bubbonica. gli astronomi scoprivano la Grande Macchia Bossa di Giove. Perché fondare un’azienda vitivinicola va bene, ma fondare un’azienda vitivinicola capace di attraversare 358 anni di storia- non solo indenne dai guai che ciclicamente si abbattono sulle cose, ma anche sulle di crescere e sviluppare senza sosta nuovi segmenti di business – è davvero impresa ragguardevole.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Lecce.
Nuova sfida per Frescobaldi: la pasta d’autore A Greve nasce «Tirrena»: i grani antichi della Val di Pesa e un pastificio centenario.
«L’idea ci è venuta durante il lockdown e in questi gironi stanno partendo i pacchi di pasta fatta con il 100% di grano duro coltivato in Toscana, nella nostra tenuta di Castiglioni, in Val di Pesa». Lamberto Frescobaldi, alla guida della casa vitivinicola che per prima ha varato «l’olio d’autore» con il Laudemio, spiega così la nuova avventura. Trent’anni dopo l’olio il gruppo fiorentino è di nuovo apripista, in un settore inesplorato per i grandi del vino: la pasta. E lancia «Tirrena», realizzata con grani antichi di varietà Cappelli, Khorasan ed Evoldur, ed essiccazione naturale dal Pastificio Artigiano Fabbri, a Strada in Chianti, nel comune di Greve.
Fonte: Corriere Fiorentino.
II vino trascina l’economia di tutta la provincia.
II vino trascina l’economia di tutta la provincia Coldiretti: seicento imprese nell’ambito dei prodotti a denominazione di origine. II vino guida la Dop Economy. Livorno è la quinta provincia, nella speciale classifica toscana, per impatto economico dei prodotti a denominazione di origine. A trainare l’agroalimentare di qualità è il vino con 58 milioni di euro di valore, più del 90% del totale di tutti i prodotti a denominazione grazie al lavoro e all’esperienza di 600 imprese vitivinicole. A dirlo è Coldiretti Livorno sulla base del rapporto Ismea-Qualivita 2022 presentato in occasione della dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche a Firenze a cui ha partecipato l’europarlamentare e relatore, Paolo De Castro.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Dopo il vino e l’olio anche la pasta Frescobaldi mette in vendita Tirrena “Grani antichi e l’odore del mare”.
Spaghetti olio, aglio e peperoncino annaffiati da un buon bicchiere di vino: un pasto veloce che potrebbe essere interamente firmato Frescobaldi, una delle grandi famiglie fiorentine produttrici di vino conosciute nel mondo che adesso aggiungono la pasta al brand Marchesi Frescobaldi. Si chiama Tirrena e va aggiungersi al vino — che resta il core business — e all’olio Laudemio di cui l’azienda produce 100mila bottiglie da mezzo litro l’anno. «L’idea ci è venuta perché da sempre la nostra famiglia ha come primo obiettivo l’agricoltura e non ci occupiamo solo di vigne e uliveti.
Fonte: Repubblica Firenze.
Vino ed etichette «La condotta Ue è contraddittoria».
Dopo l’health warning dell’Irlanda Vino ed etichette «La condotta Ue è contraddittoria» Castelletti, Uiv: «No alle iniziative unilaterali dei singoli stati membri» •• L’intervento del portavoce della Commissione europea Stefan De Keersmaecker, che ieri doveva chiarire come si sta muovendo l’Ue nei confronti della proposta irlandese di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con gli heath warning, già presenti sui pacchetti di sigarette, non ha convinto. «Su argomenti di tale importanza», afferma il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, «le dichiarazioni cerchiobottiste non servono. Da una parte si afferma che “nessuno è contro il vino”, dall’altra si annuncia una “revisione delle etichette”, oltre a una “riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025″».
Fonte: Arena.
Valdo si rafforza negli Usa «Diffondiamo il made in Italy».
Prosecco, intesa con la storica cantina Mondavi e Family Pierluigi Bolla A causa dei costi energetici abbiamo dovuto rallentare gli investimenti. «L’anno si è concluso in crescita, ma i margini si sono ridotti per colpa dell’aumento dei costi delle materie prima, dal vetro all’uva». Pierluigi Bolla, presidente di Valdo Spumanti, riassume così il 2022 delle sue «bollicine». Un andamento che è simile a quello dell’intero comparto: produzione stabile, fatturato in crescita, ma rispetto alle aspettative euforiche di un anno fa tutto si è raffreddato. I numeri, per Valdo, sono questi: 72 milioni di euro di fatturato (erano 63 nel 2021), con una crescita di circa il 1096, 19 milioni di bottiglie immesse nel mercato. «Dal Rosé non è arrivata una spinta particolarmente forte – spiega ancora Bolla.
Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.
La società della prevenzione – Il dibattito sul vino e la società della prevenzione.
Viviamo in una società che sente di doversi e doverci proteggere da tutto, e che spesso ci impone di farlo. Preventivamente. Ragionevole, all’apparenza: salvo che la deriva comincia a sembrare un po’ estremista. Tra poco il casco protettivo, che è l’immagine simbolica che meglio riassume la nostra ossessiva ricerca di sicurezza, e che abbiamo giustamente introdotto nelle più svariate attività, diventerà una consuetudine, se non un obbligo, anche in casa, per proteggere i nostri bimbi dagli spigoli e gli anziani dalla caduta dalle scale. Una metaforica cintura di sicurezza ci avvolge in un numero sempre maggiore di attività. Tutto giusto, tutto comprensibile, tutto spesso necessario e in L’editoriaIe alcuni casi doverosissimo: pensiamo alle precauzioni, purtroppo ancora mal rispettate e quindi insufficienti, che ci proteggono dagli incidenti sul lavoro, o all’obbligo vaccinale, che ho difeso strenuamente proprio su queste pagine.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Università, scontro sugli effetti del vino Ursini contro Viola: «Può fare bene».
Docente del Bo critica la posizione della collega immunologa: «È una divulgatrice che non conosce gli studi recenti» «Chi assume abitualmente alcol in piccole dosi riduce il rischio per 22 malattie». Alla bocciatura senza riserve del vino considerato dannoso in qualsiasi misura assunto, tesi divulgata dalla professoressa Antonella Viola scatenando un acceso dibattito, si oppone il pensiero di alcuni colleghi accademici, convinti sostenitori invece dell’effetto addirittura positivo della moderazione. Il professore emerito di Chimica biologica dell’Università di Padova Fulvio Ursini e il professor Giovanni De Gaetano, presidente dell’Irccs Neuromed, si direbbero diretti discendenti del pensiero di Paracelso, che nel quindicesimo secolo sosteneva: «Omnia venenum sunt: nec sine veneno quicquam existit.
Fonte: Mattino Padova.
Grande successo per l’appuntamento annuale di 33 cantine che in questa edizione ha coinvolto la Cantina Alois, in Alta Campania.
Complimenti a Massimo Alois. Bravo per come è riuscito a far sposare egregiamente il vino, la gastronomia e l’arte, coinvolgendo le eccellenze produttive territoriali affiancate da produttori proveniente da tutta l’Italia che hanno raccontato la loro interpretazione del vino. Si è conclusa la giornata all’insegna della convivialità, che ha visto la presenza di circa 500 persone, tra appassionati, wine lovers, giornalisti e operatori del settore, che oltre ad assaggiare i vini, hanno apprezzato le preparazioni gastronomiche di nove chef dell’Alta Campania.
Fonte: Luciano Pignataro.
Cantine d’Italia 2023 Go Wine: i premiati.
“Una Guida pensata per i turisti del vino, invita a camminare l’Italia del vino, racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”. Ovvero la Cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti.”. «Vi è un obbiettivo di fondo che anima questa Guida – dichiara Massimo Corrado, presidente di Go Wine e direttore editoriale – raccontare attraverso l’Italia del vino una bella idea d’Italia, uno dei volti più belli del nostro Paese. Vigneto e vino ci conducono in ogni regione, in tantissimi siti ed angoli del Paese. La cantina è la meta, il luogo animato dove storie di vini e persone si intrecciano, dove il vino è la chiave per ascoltare il racconto di un luogo, di una terra, respirandone le atmosfere».
Fonte: Carlo Zucchetti.
Cantina di Terlano, il regno dei bianchi invecchiati.
Terreni vulcanici e un microclima particolare favoriscono una produzione importante in Alto Adige, dove i vigneti vengono coltivati fra i 250 e i 900 metri d’altitudine. Fondata nel 1893, la Cantina di Terlano è una delle cooperative di produttori più all’avanguardia di tutto l’Alto Adige. I suoi 143 soci coltivano 190 ettari di vigneti, pari a una produzione annua di 1,5 milioni di bottiglie. E, attorno alla Cantina Terlano, si è sviluppata un’enclave vitivinicola ricca di originalità. A partire dalla microparcellizzazione dei vigneti, che agevola la loro gestione accurata e mirata.
Fonte: la Repubblica.
Un bicchiere di vino fa male alla salute? L’epatologo Testino: «Sbaglia chi banalizza. Le etichette con i rischi opportune anche in Italia».
«Chi banalizza lo fa per stare più simpatico alla gente», ha spiegato il medico e presidente della Società Italiana Alcologia a proposito delle polemiche sui rischi legati all’assunzione di alcol, che hanno visto tra i protagonisti Matteo Bassetti e Antonella Viola. Mentre l’Unione Europea frena e tranquillizza sulle etichette di avvertimento per la salute da incollare sulle bottiglie di alcolici, «perché un bicchiere di vino piace a tutti», gli esperti di casa nostra hanno già approfittato per il botta e risposta sull’effettiva necessità di una messa in guardia simile a quella dell’Irlanda. Paese in cui i produttori di vino e birra in primis dovranno, proprio come con le sigarette, prevedere etichette che ricordino al cittadino i rischi che corre consumando ogni bevanda alcolica. Realismo o demonizzazione? Sul primo fronte c’è Antonella Viola, che pochi giorni fa ha ribadito lo stretto collegamento dell’alcol con i tumori, con l’effetto di riduzione del cervello e con un dosaggio di alcol che non deve necessariamente essere alto per provocare danno. Sull’altro Matteo Bassetti che immortalandosi con un bicchiere di rosso ha invitato la collega a non creare falsi allarmismi. Un dibattito che ha bisogno di chiarezza soprattutto per il consumo di alcol che milioni di persone di ogni età fanno quotidianamente, anche soltanto a tavola o durante l’aperitivo.
Fonte: Open.
Etichette sugli alcolici, Bruxelles ora frena: «Un bicchiere di vino piace a tutti».
«Nessuno è contro il vino» assicura il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker, sollecitato a rispondere dopo giorni di polemiche contro la nuova legge in Irlanda che impone un’etichetta di avvertimento sui possibili rischi di vini e altri alcolici. Una norma che in Italia ha messo il governo sul piede di guerra, ha cominciare dal ministro per la Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, che vedeva dietro quella decisione dell’Irlanda un tentativo di danneggiare i principali produttori di vino in Europa, tra cui proprio l’Italia. Da parte della Commissione Ue c’era stato un silenzio assenso sulla legge irlandese, lasciando immaginare che quella stessa direzione potesse essere seguita nell’atteso Piano Ue contro il cancro. Uno scenario che solo oggi, 23 gennaio, la Commissione Ue allontana: «Penso che un bicchiere di vino piaccia a tutti – ha aggiunto De Keersmaecker – ciò di cui si occupa il Piano per abbattere il cancro è il consumo dannoso di alcol, che è una preoccupazione della salute pubblica». Il progetto europeo punterebbe a una riduzione di «almeno il 10% entro il 2025» del consumo di alcol, ma su come Bruxelles vorrà scoraggiare birra e vino è ancora da chiarire.
Fonte: Open.
Etichette vino, l’obiettivo Ue: entro il 2025 ridurre consumo alcol del 10%.
«Nessuno è contro il vino, ciò di cui si occupa il Piano per battere il cancro è il consumo dannoso di alcol, che è una preoccupazione di salute pubblica». Lo ha ribadito il portavoce della Commissione europea, Stefan De Keersmaecker, all’interno dello scontro sull’etichettatura degli alcolici con avvertenze sanitarie. Il Piano Ue prevede una riduzione del consumo dannoso di alcol di almeno il 10% entro il 2025. «L’etichettatura – ha proseguito De Keersmaecker – è un argomento molto importante e abbiamo già annunciato nella strategia Farm to Fork e nel Piano per battere il cancro che lavoriamo a una revisione delle norme Ue in materia, per rendere i consumatori capaci di fare scelte informate su alimenti sostenibili e salutari. Una valutazione di impatto è in preparazione, e il lavoro tecnico è in corso».
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Il super sommelier contro Viola: «Vino e cervello? Basta semplificazioni inutili».
L’immunologa fa scoppiare l’ennesima polemica sui danni causati da un consumo moderato di alcol. La risposta del critico: «Questa campagna diffamatoria è solo dannosa per il settore. Perché il problema, come ribadiscono i ricercatori, è sempre nel giusto dosaggio. E nella qualità del prodotto». Mi sento in dovere, vista la pesante campagna discriminatoria che uno dei prodotti-cardine della manifattura italiana come il vino sta subendo da mesi, di dire la mia sull’argomento. È infatti dalla fine di ottobre del 2022, dalla pubblicazione cioè del “Libro Bianco in materia di alcol e problemi correlati” del Ministero della Salute, frutto di un monitoraggio pluriennale nei 30 Paesi Membri dell’UE da parte dell’OMS, che si susseguono messaggi allarmistici, aggravati da “ingiustificate fughe in avanti sugli health warnings”, vedi quella dell’Irlanda, come giustamente ha commentato Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini, che rischiano di penalizzare ingiustamente il segmento.
Fonte: Espresso.
STAMPA ESTERA
Les Hauts-de-France se lancent dans la production de vin blanc.
Le projet de Ternoveo engage 130 agriculteurs de quatre départements en quête de renouveau. La première vendange de chardonnay a eu lieu au début de l’automne dernier. Les Hauts-de-France se mettent a la viticulture. Une petite révolution dans une région oit on est pl us habitué a cultiver du blé, des pommes de terreau de la betterave à sucre. Près de 130 agriculteurs de quatre départements doivent se lancer dans l’aventure. ils auront planté 200 hectares de vigne d’ici à 5 ans pour produire du vin blanc – du chardonnay. Les premiers hectares ont été vendangés en septembre dernier. « La champagne n estpasloin. Nos voisins b elges f on t d u vin. Les Britanniques aussi. Pourquoi pasnous ? », lance Xavier Harle, directeur général de Ternoveo. une société appartenant à la coopérative Advitam. Nous voulions proposer une activité nouvelle, pour profiter du changement climatique. Un moyen de diversifier les revenus de nos agriculteurs ». Laurent Seitlé. un exploitant de 52 ans est des plus enthousiastes. <J’Avals une parcelle de terre crayeuse. Ily a longtemps que je pensais h y planter de la vigne L’implantation de la première vigne n’a pas été simple. Les jeunes plants sont toujours un peu fragiles. Aujourd’hui. ifs ne cmlgn ent plus rien. La vigne a faltdesmrinessurdeuxmètres ». L’agriculteur a dQ embaucher des saisonniers, méme si l’entretien des vignes est décalé par rapport au calendrier des travaux des champs. lia investi 150.000 euros pour l’achat des plants, du palissage, des fils oit accrocher lavigna. Sans oublier le petit tracteur spécial, et un pulvérisateur… Laurent Seillé ne table pas sur un retour rapide sur investissement « vin ce n’est pas de l’or. Mais la vigne c’est un placement.
Fonte: Echos.
Dans les vignobles bordelais, l’explosion du nombre de viticulteurs en difficulté.
10 % des vignerons girondins envisagent de stopper leur activité et de procéder à l arrachage total de leurs vignes. Au moins un tiers des viticulteurs se déclarent en difficulté économique : les derniers chiffres publiés par la Chambre d’agriculture de la Gironde sont édifiants sur la profondeur de la crise qui traverse le vignoble bordelais. Conséquence :10 % des vignerons girondins envisagent de stopper leur activité et de procéder à l’arrachage total de leurs vignes. D’autres songent à remplacer le raisin par l’olivier ou le noisetier. Ce n’est malheureusement pas une surprise tant le nombre de viticulteurs en difficulté a explosé depuis 2018 ! On a observé une hausse de 50 % des exploitants ayant des revenus faibles ou négatifs entre 2018 et 2021. Ces nouveaux chiffres attestent d’une dégradation rapide de la situation mais ce sera encore pire demain… », réagit Philippe Abadie, directeur du pôle entreprises de la Chambre d’agriculture de la Gironde. Ces nouveaux chiffres ce sont les premiers résultats de l’enquête lancée par la chambre consulaire au lendemain de la manifestation des vignerons bordelais dans le centre-ville de Bordeaux le 6 décembre dernier. Et ils sont inquiétants. Alors que le département cornete environ 4.000 exploitants viticoles dont la vigne est le métier principal, 1 320 viticulteurs se sont déclarés en difficulté, soit très exactement 33 % ! « Et encore ce chiffre est nécessairement un plancher puisque tous les viticulteurs concernés ne se sont probablement pas signalés », remarque Philippe Abadie qui voit ce nouveau chiffre venir confirmer des tendances déjà à l’oeuvre depuis plusieurs années. A rebours des autres départements de Nouvelle-Aquita *** ine, la Gironde connaît en effet depuis 2018 des indicateurs qui témoignent de la crise commerciale et économique. Ainsi, en 2021, 70 % des exploitants viticoles girondins gagnaient moins que le Smic, c’est-à-dire moins de 16.000 euros bruts annuels, et 34 % déclaraient un revenu négatif, signe d’un modèle structurellement déséquilibré.
Fonte: Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 23 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Cara Viola, se non si eccede un po’ di vino può farci bene – Cara Viola, l’altra voce della scienza dimostra che l’alcol può far bene.
Cara professoressa Viola, scrivo da medico-nutrizionista clinico a proposito dell’articolo a sua firma apparso ieri su La Stampa, dove attesta indiscutibilmente che il vino accorcia la vita. Tale affermazione trae spunto da una ristretta quantità di «papers in review». Cara Viola, l’altra voce della scienza dimostra che l’alcol può far bene Il vino è un alimento liquido da assumere responsabilmente e in dosi moderate l’etichetta “nuoce fortemente” rischia effetti paradossali e di fare da incentivo 236 mila sono le pubblicazioni scientifiche che sottolineano gli aspetti positivi del vino 12-15%u è la percentuale di alcol in una bottiglia ed è associata a vitamine minerali e antiossidanti Cara Professoressa Viola, le scrivo da medico-nutrizionista clinico a proposito dell’articolo in cui attesta indiscutibilmente che il vino accorcia la vita.
Fonte: Stampa.
Vino è questione di cervello.
Vino I grandi produttori piemontesi rispondono agli allarmi sulla salute: è un frutto del territorio e della cultura che si accompagna alla consapevolezza è questione di cervello. Trovo sia una polemica assurda e ridicola Ci penseranno i francesi a sistemarla Un dibattito falsato dall’abuso dei superalcolici H prodotto della fermentazione degli zuccheri dell’uva è il meno tossico, punto uno: gli eccessi fan male. «Non è questione di cervello che si riduce bevendo vino, che si fa piccolo che questo e che quello. Il problema è quanto usi il tuo cervello quando bevi». Ipse dixit Claudio Conterno, presidente della Cia di Cuneo, e garanzia in Langa per le sue produzioni vinicole. Punto due: l’educazione.
Fonte: Stampa.
Dalle case green al «vino nocivo» Levata di scudi – «Il nostro vino fa bene alla salute Etichette, schiaffo al made in Italy».
L’Europa che non piace Dalle case green al «vino nocivo» Levata di scudi I produttori puntano il dito contro l’Irlanda Bocciato anche l’efficientamento energetico. «1l nostro vino fa bene alla salute Etichette, schiaffo al made in Italy» evata di scudi dei produttori contro la proposta dell’Irlanda di ‘bollare’ le bottiglie come «nocive» Il governo deve intervenire a Bruxelles per salvare una coltura che è tradizione, identità, ricchezza». E pensare che i Galli avevano messo a ferro e fuoco Roma anche, così dice la leggenda, per il vino. Apriti cielo, fa male. Questo tenta di far credere l’Irlanda che, patria di pastose birre e di pub dove alzare il gomito è assai frequente, chiede che venga messa sulle bottiglie di bianco e rosso doc la minacciosa etichetta: ‘attenzione, il vino fa male.
Fonte: Resto del Carlino Ferrara.
«Campagna di terrorismo, la vittima è il consumatore».
«E’ uno dei prodotti che funzionano meglio nell’ambito delle esportazioni Le nostre aziende, delle eccellenze». Etichette del vino come quelle delle sigarette. La decisione che arriva da Bruxelles, spaventa molti dei Paesi del Vecchio continente. Si, perché se da un lato l’Irlanda ha ricevuto il placet dell’Ue all’introduzione, sulle bottiglie di vino, di etichette con le indicazioni degli ‘alert sanitari’. Di fatto, come si diceva in premessa, un’equiparazione del nettare degli dei alle ‘paglie’. «Stiamo assistendo a una campagna di terrorismo verso il consumatore. Questa non è informazione». Non usa giri di parole, il presidente di Confagricoltura, Francesco Manca.
Fonte: Resto del Carlino Ferrara.
Nebbiolo Chiavennasca Ecco il bando per i vitigni.
Si possono richiedere entro venerdì 3 febbraio i vitigni di Nebbiolo Chiavennasca. La Comunità montana di Morbegno ha aperto il bando fornitura 2022-2023 e le prenotazioni delle piantine possono essere inoltrate via mail o presentandosi agli uffici della Cm da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12; il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 16. La distribuzione delle piantine rientra negli interventi a sostegno della viticoltura nel territorio mandamentale.
Fonte: Provincia Sondrio.
Saper parlare in pubblico Corso per imprenditori agricoli.
La tendenza È già iniziato e terminerà giovedì 9 febbraio «Anche nel nostro settore bisogna comunicare bene» Public speaking, ovvero parlare in pubblico. Un tema che, con un percorso di formazione, sta coinvolgendo i giovani imprenditori agricoli lombardi di Coldiretti e si tiene proprio in provincia di Sondrio, presso l’agriturismo La Fiorida di Mantello, coinvolgendo giovani di tutta la regione. Il modello si compone di tre giornate formative, che si concluderanno giovedl 9 febbraio. Nei giorni scorsi primi due appuntamenti, dove si sono sviluppati i primi temi: dalla gestione di contatto visivo e gestualità, alla postura e uso di spazio e voce, alla gestione delle emozioni, ovviamente con diverse esercitazioni pratiche.
Fonte: Provincia Sondrio.
Mostra del Chianti Svelate le date della rassegna – Mostra del Chianti, svelate le date Vetrina internazionale per ripartire.
La kermesse si svolgerà dal 27 maggio al 4 giugno II Comune ha stanziato 75mila euro di contributi. Dal 27 maggio al 4 giugno: la giunta di Montespertoli ha deciso le date della prossima Mostra del Chianti. Vetrina internazionale nella capitale di produzione della celebre Docg, da 100 a 150mi1a ettolitri l’anno su un totale di circa 800mi1a (di cui quasi un terzo a ogni modo di origine Empolese). Si spera sia la kermesse di una vera ripartenza dopo anni difficilissimi. C’è bisogno di ripartire: come ha detto giorni fa il vicepresidente del Consorzio del Chianti, Ritano Baragli, alcuni segni di sofferenza nelle vendite sono evidenti.
Fonte: Nazione Empoli.
«Best of Wine Tourism» Anticipate le iscrizioni.
Per aderire al concorso le aziende hanno tempo fino al 27 febbraio «Best of Wine Tourism» Anticipate le iscrizioni Verona rappresenta l’Italia nella rete delle 11 capitali mondiali del vino La guida disponibile per la stagione 2023 sarà una mappa dell’offerta. Iscrizioni anticipate quest’anno al concorso «Best of Wine Tourism», organizzato dalla rete Great Wine Capitals (Gwc), che riunisce 11 capitali mondiali dell’enoturismo. La Camera di commercio di Verona è l’unica rappresentante del circuito per l’Italia e promuove l’iniziativa alla settima edizione. Le esperienze offerte dal comparto scaligero saranno raccolte in una guida disponibile perla stagione turistica 2023 che, promossa attraverso gli uffici del turismo provinciali (Iat) e gli stand fieristici organizzati dalla Regione, sarà allegata a un magazine di settore (nel 20221a scelta è caduta su Dove, ndr).
Fonte: Arena.
Tabarini punta sulla longevità e premia i clienti.
Sulle colline di Custoza con otto etichette Tabarini punta sulla longevità e premia i clienti Etichetta dedicata a un fedelissimo dal 1957. Usato l’azoto in pigiatura. Sessantacinque anni di fedeltà. Al signor Oreste, bresciano, che dal 1957 è cliente stabile della cantina, i fratelli Damiano e Silvio Tabarini hanno deciso di dedicare un’etichetta, in ricordo della storia dell’azienda che ha visto la fondazione grazie alla passione di papà Elio. Tra le tappe più significative ci sono il 1979, anno della prima etichetta di Custoza, in concomitanza con un ampliamento della cantina, il 1986, con un ulteriore restyling e l’introduzione di serbatoi in acciaio con controllo della temperatura, e l’acquisto, nel 2001, dei vinificatori e fermentini.
Fonte: Arena.
ENOLOGIA Monteci in cantina si impara a degustare.
A Cantina Monteci ad Arcè di Pescantina parte una serie di corsi e incontri dedicati al mondo enologico. Il primo appuntamento sarà quello dal titolo «Vino e Cioccolato: L’abbinamento che non ti aspetti» che si terrà martedì 24 febbraio. Durante la serata, fa sapere l’azienda, un esperto sommelier e chocolatier guiderà gli ospiti nell’assaggio di quattro vini abbinati a quattro tipologie di cioccolato, per scoprire gli accostamenti più adatti. Per chi muove i primi passi nel mondo della degustazione Cantina Monteci propone il Corso di avvicinamento al vino, che inizierà lunedì 6 marzo; durante i quattro incontri saranno forniti ai partecipanti gli strumenti per poter riconoscere ed apprezzare vini di qualsiasi tipologia.
Fonte: Arena.
Vino: fatturato 2022 record per la Cantina Terre del Barolo.
Bilancio annuale positivo per la Cantina Terre del Barolo con sede a Castiglione Falletto, cuore delle Langhe piemontesi. I 280 soci viticoltori si sono riuniti nella sede sociale per approvare il documento. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato «di oltre 22 milioni di euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della nostra cooperativa ed in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente» sottolinea il direttore Stefano Pesci «soprattutto l’utile è stato chiuso ad una cifra di 2,8 milioni di euro». Il direttore di Terre del Barolo aggiunge: «L’utile ha fatto segnare un 80 per cento in più rispetto al 2021. Il risultato complessivo è stato ottenuto grazie al lavoro di tutti i soci viticoltori, i dipendenti e i collaboratori che hanno dimostrato ancora una volta di credere in un’azienda che punta soprattutto a valorizzare la cultura contadina delle Langhe, nei 600 ettari coltivati dai soci» conclude il direttore di Terre del Barolo.
Fonte: Gazzetta d’Alba.
Cantina “Terre” si lavora alle liste L’ex presidente tornerà in campo.
«Ho molte perplessità ma ricevo tante sollecitazioni» In bilico le trattative sui vecchi debiti e sul prezzo uva.
Fonte: La Provincia Pavese.
ROBERTA URSO, DELEGATA SICILIA DELL’ASSOCIAZIONE DONNE DEL VINO, FA IL BIS.
Roberta Urso, delegata della Regione Sicilia dell’ Associazione Donne del Vino, fa il bis. A Palermo, nei locali di Assovini Sicilia, si è svolto stamattina il rinnovo delle cariche per la guida nell’Isola dell’associazione che promuove dal Nord al Sud del Bel Paese, la cultura e la conoscenza del vino attraverso la formazione e la valorizzazione del ruolo delle donne nel settore vitivinicolo. Nata nel 1988, l’associazione nazionale Donne del Vino è presieduta oggi da Daniela Mastroberardino. Con Roberta Urso, Responsabile PR e Comunicazione di Cantine Settesoli, è stata riconfermata con la carica di vicedelegata, Flora Mondello, presidente del Consorzio di Tutela del Mamertino DOC e la new entry, per la Sicilia orientale , Teresa Gasbarro, delegata dell’ Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino della provincia di Siracusa.
Fonte: Winery Tasting Sicily.
La Puglia e il turismo del vino un percorso ancora agli inizi.
La Puglia strizza l’occhio ai modelli enoturistici extraregionali. Sono diverse, anche se non tantissime rispetto ai numeri potenziali del comparto, le cantine che hanno attivato in loco l’offerta ricettiva. Che sia la strada per il successo, è pensiero unanime fra i produttori. «L’accoglienza però è un altro mestiere, servono impegno e competenza», tiene a precisare Simona Natale, immagine e direttore commerciale della “Gianfranco Fino Viticoltore” di Manduria: «Ci siamo presi il giusto tempo per elaborare una proposta che fosse in linea con la qualità dei nostri vini e solo dopo aver osservato gli esempi eccellenti in Italia e nel mondo abbiamo realizzato la cantina, la cui progettazione è stata affidata a uno studio di Montalcino che, insieme a Bordeaux, riteniamo rappresentare la massima qualità dell’accoglienza in vigna.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.
I «signori del vino della Franciacorta» alla conquista dell’Italia.
Un conto è essere bravi nel territorio di riferimento, un altro è emergere in altri territori. Il vino porta a pensare, studiare e sognare. Altra storia è riuscire. Negli ultimi decenni, i signori della Franciacorta non sono stati fermi. Vittorio Moretti, nel pianeta enoico di Terra Moretti annovera sei cantine: Teruzzi, Petra e Acquagiusta in Toscana, Sella & Mosca in Sardegna, Bellavista e Contaldi Castaldi a Erbusco. I Gussalli Beretta hanno il cuore a Monticelli Brusati con Lo Sparviere, ma si impegnano duro anche in Piemonte (Fonte Masso), Toscana (Castello di Radda) , Marche (Orlandi Contucci Ponno) e Alto Adige (Steinhaus). Sono due esempi illuminanti, perché hanno saputo brillare e continuano per qualità, collezionando tanti premi. Terzo esempio è quello di Barone Pizzini, che si è sviluppata senza clamore ma molto bene. Prova ne sia che, sempre per la Guida del Gambero Rosso, il Castelli di Jesi Verdicchio Classico San Paolo Riserva ’19 Docg è il miglior vino bianco italiano 2023.
Fonte: Brescia – Corriere.
La Viola ci vieta il vino: ritorna il “metodo lockdown”.
Il problema non è ciò che pensa Antonella Viola sul vino, ma il fatto che scambi la sua opinione per quella dell’intera comunità scientifica. Oggi la Viola, in una sua intera paginata sulla La Stampa, ci spiega che “un aperitivo accorcia la vita”: avete capito bene, secondo la virologa, anche un singolo bicchiere di birra o di vino è cancerogeno. Ma la cosa che mi fa impazzire è che, nelle prime righe, esordisce dicendo che “non sono opinioni personali” ma è proprio la scienza a sostenerlo. Curioso tuttavia che Mariano Bizzarri, professore oncologo della Sapienza, ma anche Matteo Bassetti ed altri, dicano che, talvolta, una dose moderata di vino rosso possa addirittura ridurre l’incidenza di diverse malattie tra cui alcuni tumori. Però queste sicuramente sono opinioni personali, vero? Come se non bastasse, lo studio per cui con il vino “ridurrebbe il cervello”, citato già ieri dalla Viola, sarebbe – come spiega lo stesso Bizzarri – uno studio criticatissimo e considerato minoritario.
Fonte: Nicola Porro.
“Un uso moderato di vino fa bene alla salute. Non accettiamo affermazioni figlie, forse, della voglia di protagonismo”.
Il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ritorna sul tema “vino e salute” che è stato il filo conduttore del recente simposio che l’Associazione degli Enologi ed Enotecnici Italiani ha organizzato a Napoli. Lo fa alla luce delle recenti affermazione rese dalla dottoressa Antonella Viola – ricercatrice e docente presso l’Università degli studi di Padova – alla trasmissione radiofonica “Mondo Nuovo” di Rai Radio 1. Nel corso del suo intervento l’immunologa ha affermato, tra le altre cose, che “anche un consumo moderato di alcol danneggia il cervello e aumenta il rischio di tumori”. Il tutto si inserisce all’indomani dell’autorizzazione che l’Unione europea ha concesso all’Irlanda di inserire gli “alert” per la salute sulle etichette che vengono apposte nelle bottiglie di alcolici e superalcolici.
Fonte: Orvietonews.it.
Ella Loprete, dalla consulenza al mondo del vino: “Il cambiamento arriva dalle piccole e medie imprese”.
Donne Impresa. Dopo un’esperienza nel settore delle relazioni istituzionali è approdata nell’azienda di famiglia del marito, dove occupa il ruolo di direttrice marketing e accoglienza. Un salto dalla città alla campagna, in una realtà da 30 milioni di euro di fatturato. La politica è stata una passione, la vigna è il luogo in cui concentra energie e idee nel segno della modernità. Archiviati gli studi di Giurisprudenza alla Sorbona di Parigi, scelti per indecisione, virando sulla laurea in Scienze della comunicazione politica alla Sapienza di Roma, Ella Loprete è approdata al mondo del vino. Dal 2019 è direttore marketing e accoglienza di Tenute Capaldo e membro del comitato esecutivo del gruppo vitivinicolo campano che comprende le cantine Feudi di San Gregorio in Irpinia, Campo alle Comete a Bolgheri, Basilisco sul Vulture, per valorizzare le uve in purezza.
Fonte: la Repubblica.
Etichetta vino, FdI: condanniamo l’abuso, ma Bruxelles non penalizzi i nostri produttori.
“E’ evidente che ogni abuso è dannoso: non solo il tabacco e l’alcool possono, se consumati in dose massicce, provocare danni serissimi per la nostra salute. Così come è ‘dannoso’ parlare genericamente di alcool: il vino o la birra non sono paragonabili ai super-alcoolici”. E’ la nota congiunta del gruppo regionale di Fratelli d’Italia (il capogruppo Francesco Ventola e i consiglieri Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Antonio Gabellone, Renato Perrini e Michele Picaro). “Per questo – proseguono – condividiamo l’appello dei produttori di vino pugliesi a Bruxelles perché faccia chiarezza sulla norma sull’etichettatura non lasciando ai singoli Paesi decidere se scrivere sulle bottiglie di vino che ‘il consumo di alcool provoca malattie del fegato’. I nostri vini hanno conquistato il mercato mondiale, ‘punirli’ cos? significherebbe assestare un brutto colpo anche all’economia vitivinicola, con ripercussioni negative sull’export.
Fonte: Giornale di Puglia.
Vino e benzina, l’inganno delle etichette.
“Ogni distributore di carburanti, in Italia, avrà l’obbligo di mostrare un cartello con indicato il prezzo medio della benzina, stabilito ogni giorno dal Ministero dell’ Ambiente, accanto al proprio prezzo di vendita”. “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato”. “Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Equiparando il vino alle sigarette, l’ Irlanda potrebbe essere il primo Paese in Europa – con l’ assenso di Bruxelles – ad applicare queste diciture sulle etichette delle bevande alcoliche, compreso il vino. Ogni distributore di carburanti, in Italia, avrà l’obbligo di mostrare un cartello con indicato il prezzo medio della benzina, stabilito ogni giorno dal Ministero dell’ Ambiente, accanto al proprio prezzo di vendita. Ma siamo matti? Siamo di fronte all’ inganno delle etichette e alla beffa per consumatori e automobilisti.
Fonte: Lavocedialba.it.
STAMPA ESTERA
Zero Bouquet.
France is turning away from a noble bibulous culture to embrace abstinence Isn’t wine the supreme French offering to the world, the nectar that lubricates every fond memory and has spread the vocabulary of viticulture across the globe — from terroir to grand cru, champagne, rosé and Bordeaux to carafe and sommelier? And isn’t a glass of vin rouge as much a cliché of eternal France as a beret or a string of onions? How shocking, therefore, to discover that not only are more and more young French people turning away from a decent bouteille and opting instead for beer, the quintessential Teutonic drink, but that now it is becoming increasingly chic to ask for alcohol-free wine. Can such a thing be produced in a decent French vineyard? Apparently, the answer is yes — and one such product, French Bloom, is being pioneered by Maggie FrerejeanTaittinger, a scion of the famous champagnemaking dynasty. A century or more ago, France was all about absinthe; now the cry is abstinence. France has succumbed to a recent fashion from across the Channel, le dry January. An opinion poll indicated that 27 per cent of French people were attempting to avoid alcohol this month, a sharp increase on only 10 per cent two years ago. Even more shockingly, this healthy trend is particularly marked among the young some 40 per cent of those aged between 18 and 24 are hoping not to drink all January. I lave they been listening to all the doctors and health officials who constantly urge their fellow citizens to drink less? It would surely be a betrayal of those student rebellions of yesteryear to approve of, and follow, government advice.
Fonte: Times.
For Calif. vineyards, record rains are ‘a dream come true’.
First time in years that water won’t be a major concern of vintners. RUSSIAN RIVER VALLEY, CALIF. — This region’s vintners have been turning very little water into very good wine year after year during an unrelenting drought. So when recent rainstorms wreaked chaos across California, growers in the heart of the state’s iconic wine country did not grumble about the dangerous and disruptive weather. Instead, they welcomed the downpours like a godsend. The record rainfall, brought on by a series of atmospheric rivers, may not be enough to officially end the state’s long dry spell. But it has filled depleted reservoirs, deposited many feet of snow atop California’s mountains and pulled the driest parts of the state out of “extreme drought” conditions. And it has quenched some very thirsty vines. “It’s been a dream come true,” said Justin Seidenfeld, the winemaker at Rodney Strong Vineyards in Healdsburg, where the storms dumped nearly a full season of rain on parched fields over about three weeks. “Water has always been a concern for the last several years, and this year it’s not.” The rainfall began around New Year’s Eve and continued steadily for weeks, with varying intensity. The storms turned streets into rivers and rivers into rushing rapids. Floods, mudslides and falling trees led to fatal accidents, and some initial estimates have put the damage at $1 billion. In Sonoma and Napa counties, bucolic enclaves north of San Francisco where a rich history of agricultural production collides with playgrounds for California elites, the rains drenched vineyards. In some places, just the tips of vines were visible above pools of murky water. Some of the images appeared dire. But for growers, the timing was just right. While the region hasn’t seen this much rain in years, winter is usually peak wet season. And grape vines, fresh off a fall harvest, have gone dormant — a period akin to hibernation, when roots are active but the plant is storing nutrients for coming months. Because the vines have not yet reached “bud break,” the moment leaves begin to emerge, their sturdy, woody trunks are able to withstand an extraordinary amount of standing water. And the soil, after years of drought, has been able to drink up much of the precipitation, draining the pools before disease or other ailments take hold. The rain then seeps into the groundwater system, recharging aquifers. For an industry worth an estimated $70 billion to the state’s economy, a few weeks of steady rain can have broad ripple effects. The precipitation allows farmers to save money on irrigation and water purchases, and it could lead to larger yields this year and next. “There’s been a lot of joy,” said Karissa Kruse, president of the Sonoma County Winegrowers, a booster organization for the region’s grape farmers. “Our water storage levels have been so low, and growers have been figuring out how to use the bare minimum.
Fonte: Washington Post.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
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Buongiorno,
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Bassetti sui vini «No alle etichette con gli allarmi sulla salute».
La risposta a Viola Bassetti sui vini. Ad Antonella Viola, che ha apprezzato la decisione dell’Irlanda, approvata dalla Commissione europea, di equiparare l’alcol alle sigarette e di inserire gli avvertimenti alla salute nelle etichette degli alcolici, replica Matteo Rassetti. «L’alcol è incluso nella lista delle sostanze cancerogene di tipo i, come amianto e benzene. E chiaro il legame tra consumo di alcol e alcuni tumori», aveva detto la biologa dell’Università di Padova, aggiungendo che «chi beve ha il cervello più piccolo, come dimostrato da recenti studi». Rassetti, che ha pubblicato su Facebook una sua foto con un bicchiere di vino rosso, spiega: «Sembra un post polemico, ma non è così.
Fonte: Corriere della Sera.
Mosto o vino purché cotto.
Secondo quanto decretato da Columella, che ne scrisse già nel I secolo d.C., le vie del vincotto sono almeno due: «defrutum», particolarmente apprezzato già nella cucina di Apicio, se ridotto di un terzo, oppure «sapa» se ridotto della metà. Dagli scritti di Columella, appunto, apprendiamo che già presso i romani era usanza ravvivare le carni col mosto cotto. E così veniva usato anche in preparazioni dolci, come nelle torte, dove compariva come edulcorante ante litteram, mentre si faceva energizzante se allungato con acqua e la sua versione fermentata e cruda veniva apprezzata come tonico appetitoso e inebriante. Oggi sono altri i parametri per stabilire se si può parlare di mosto cotto o di vino cotto, in base alla sua consistenza.
Fonte: Espresso.
Destinazione Prosecco.
Una denominazione vincente e una famiglia che da cinque generazioni punta sulla qualità. In un territorio che traina l’export delle bollicine Delittuoso sottovalutare il paradigma di successo del Prosecco, fenomeno capace di trascinare, in deflativo generalizzato (che riguarda, ovviamente, anche il mercato del vino), il comparto degli spumanti italiani, capaci di raggiungere, oltre al traguardo spaventoso di quasi un miliardo di bottiglie prodotte (970 milioni nel 2022), valori di export (dati Uiv-Ismea) superiori ai due miliardi. Il Prosecco, nella fattispecie, nome che unisce tre denominazioni, Prosecco DOC, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene DOCG e Asolo Prosecco DOCG, due regioni (Veneto e Friuli-Venezia Giulia) e nove province che lo delimitano, è la riprova di quanto un coordinamento territoriale sapiente, unito ad un lavoro impeccabile sul marchio, possano realizzare.
Fonte: Espresso.
L’e-commerce? Dopo il lockdown bocciato dai consumatori di vino.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno durante il lockdown, che aveva portato – tra il 2019 e il 2021 – alla crescita monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo del 15% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato, rileva l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ – che monitora sia le vendite online dei retailer che quelle di Glovo, Amazon e similari sul web, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha approfittato dell’anomalia pandemica per sostituirsi ai mercati tradizionali. Da Unione italiana vini invitano però a osservare il bicchiere mezzo pieno: «Anche con lo stop dei 2022, rispetto al pre-covid in 2 anni il business del vino online è triplicato nei suoi volumi – ha detto il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – adesso si dovrà assestare, consolidare.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Garofano guida le donne del vino fari puntati su promozione e qualità.
Garofano dell’azienda Garofano Vigneti e Cantine di Copertino (Lecce) a guidare le Donne del Vino Puglia per il prossimo triennio 2023-2025. Eletta all’unanimità nel corso del consiglio direttivo, Renata, che subentra a Marianna Cardone, ha ringraziato le socie per la fiducia, assicurando il massimo impegno nel suo nuovo ruolo: “Emozionata e onorata di poter rappresentare le Donne del Vino pugliesi per il prossimo triennio, consapevole di avere un’eredità importante da custodire grazie ad una delegata che ha guidato la delegazione per sette anni con grande grinta e determinazione, e a un bel lavoro di squadra che è il nostro punto di forza da sempre.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Terre d’Oltrepò, tre tappe verso il Cda.
Pavia, il percorso assembleare dopo il terremoto-dimissioni Terre d’Oltrepò, tre tappe verso il Cda BRONI (Pavia) Tre incontri plenari prima dell’assemblea (la terza in tre anni) che il 21 febbraio prossimo eleggerà il nuovo CdA. Questo l’iter deciso per i circa 600 soci di Terre d’Oltrepò dopo che l’attuale organo esecutivo è decaduto per le dimissioni (in due tornate) di sette consiglieri. Le riunioni con i soci prenderanno il via domani sera a Santa Maria della Versa e proseguiranno martedì a Broni e quindi ancora giovedì alla Certosa Cantù di Casteggio.
Fonte: Giorno.
Intervista a Mariano Bizzarri – «Studio il cancro da anni: il vino lo combatte» – «La Viola non è preparata Il vino combatte il cancro e non va criminalizzato».
L’oncologo Mariano Bizzarri, professore di patologia clinica alla Sapienza, critica Antonella la Viola: «Una dose moderata di vino rosso riduce l’incidenza di diverse malattie, tra cui alcuni tumori. In altri casi c’è un’azione anti tumorale diretta. Il cervello di chi beve si restringe? Quello studio è stato criticato». «La Viola non è preparata II vino combatte il cancro e non va criminalizzato» Parla l’oncologo della Sapienza: «Studio i tumori da anni, un uso moderato aiuta la prevenzione. La riduzione del cervello? Quello studio è stato criticato». L’attacco al vino, che sarebbe veleno per l’organismo e ridurrebbe il cervello, lanciato dall’immunologa Antonella Viola in un’intervista al Corriere del Veneto, ha lasciato esterrefatto l’oncologo Mariano Bizzarri, professore di patologia clinica alla Sapienza.
Fonte: La Verita’.
Vino, l’e-commerce frena Torna l’acquisto diretto.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno nei lockdown, che aveva portato, tra il 2019 e il 2021, alla crescita-monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo de115% nei volumi e addirittura del 23% nei valori. Un dato, rileva l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ – che monitora sia le vendite online dei retailer che quelle di Glovo, Amazon e similari sul web, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha approfittato dell’anomalia pandemica per sostituirsi ai mercati tradizionali.
Fonte: Messaggero.
Donne del vino, Martino nel cda.
La produttrice di Rionero in Vulture rappresenterà la Basilicata: è la prima volta Donne del vino, Martino nel cda Prestigioso riconoscimento per l’ex p ridente del Consorzio di tutela dell’Aglianico. La produttrice Carolin Martino, di Rionero in Vulture, è entrata a far pare del consiglio di amministrazione dell’associazione nazionale “Le donne del vino” e rappresenterà la Basilicata per il triennio 2023-2025. Per la prima volta, dalla nascita dell’associazione, sarà rappresentata la regione Basilicata. Carolin Martino è nata e cresciuta nel mondo del vino, tra botti e profumi di travasi e ha sempre proiettato il proprio futuro in questo settore e nell’azienda di famiglia guidata dal padre Armando.
Fonte: Quotidiano del Sud Basilicata.
Per amanti del vino corso da sommelier.
Per gli amanti del vino è in programma un corso di primo livello di sommelier. Sarà presentato domani alle 20.30 nella sede Ais Romagna in via delle Fragole a Cesena. La prima lezione del corso invece è prevista lunedì 30 gennaio nella stessa sede. Dedicato agli appassionati del vino, il corso di primo livello propone un’immersione di base in questo mondo con l’apprendimento degli aspetti principali della degustazione, della viticoltura, dell’enologia e i primi rudimenti del corretto servizio del vino.
Fonte: Resto del Carlino Cesena.
Parte dal Friuli la campagna contro l’Ue a difesa del vino.
Partirà dal Friuli Venezia Giulia la reazione dei territori italiani contro le etichettature proposte dall’Ue per i prodotti alimentari e per il vino. Lo annuncia il Consiglio regionale del Fvg. A marzo – spiega una nota – si riunirà a Trieste il coordinamento Politiche europee della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni – presieduto dal presidente del Consiglio Fvg, Piero Mauro Zanin -, con l’obiettivo di produrre la Carta Fvg, ovvero «un ordine del giorno impattante quanto unitario che rappresenti la posizione comune di tutte le Regioni sul problema delle etichettature ‘killer’ proposte dalla Ue su prodotti di enorme rilievo socioeconomico quali ad esempio il vino».
Fonte: Gazzettino Pordenone.
Alleanza fra le regioni per contrastare nell’Ue le etichette anti vino.
I Friuli Venezia Giulia si fa promotore di una “Carta” da recapitare alle istituzioni europee Il summit si terrà in marzo: nel documento si chiederanno valutazioni scientifiche imparziali Alleanza fra le regioni per contrastare nell’Ue le etichette anti vino. Sarà il Friuli il territorio capofila da cui partirà la controffensiva italiana a quella che il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, ha definito «la scure proibizionista e omologatrice da parte di istituzioni sovranazionali, in questo caso un’Unione europea che sembra viaggiare troppo a trazione nordica a scapito delle eccellenze agroalimentari dei Paesi mediterranei, in primis l’Italia».
Fonte: Messaggero Veneto.
Vino, nell’e-commerce vincono le bollicine Ma le vendite frenano.
Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno durante il lockdown, che aveva portato – tra i12019 e il 2021 – alla crescita monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo del 15% nei volumi e addirittura del 23%neivalori. Un dato, rileva l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ – che monitora sia le vendite online dei retailer che quelle di Glovo, Amazon e similari sul web, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha approfittato dell’anomalia pandemica per sostituirsi ai mercati tradizionali.
Fonte: Piccolo.
L’alert sulle bottig lie di vino I produttori: «È per colpire la cultura e la qualità italiane».
Dal Gradiscano al Collio una levata di scudi contro la scelta fatta dall’Irlanda e I silenzi dell’Europa «Qualsiasi prodotto fa male se assunto in modo eccessivo e non paragonateci alle sigarette» L’alert sulle bottiglie di vino I produttori: «È per colpire la cultura e la qualità italiane». Il caso delle etichette “health alert” (allerta sanitaria) sulle bottiglie di vino scatena l’indignazione del mondo vitivinicolo. Entro il 2026 sulle bottiglie degli alcolici venduti in Irlanda dovranno essere apposte nuove etichette che avvertano le persone dei rischi legati al consumo. E l’Europa, che a riguardo non si è espressa, di fatto ha spalancato le porte affinché il dibattito si allarghi anche agli altri Paesi dell’Ue.
Fonte: Piccolo Gorizia.
Venturini: «Va tutelato l’export della catena».
Notevole la preoccupazione anche da parte dell’associazione Città del Vino Fvg per le possibili ricadute sul sistema vitivinicolo regionale. «La salute va tutelata, e su questo non si discute, ma diciamo no — afferma il coordinatore regionale Tiziano Venturini — a opere di demonizzazione e sì invece al proseguimento della strada dell’educazione al consumo consapevole». Venturini, infatti, con l’Associazione nazionale Città del Vino, il cui presidente Angelo Radica ha fatto appello al governo affinché intervenga in sede comunitaria, in modo che sia fatta chiarezza nel tutelare un comparto che rappresenta il Made in Italy nel mondo e per difendere un prodotto come il vino al centro della dieta mediterranea.
Fonte: Piccolo Gorizial.
Roppa guida la nuova squadra delle Donne del Vino in regione.
Una nuova squadra guiderà le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia. Si sono svolte nei giorni scorsi, al ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, le elezioni del sodalizio tutto al femminile, recentemente premiate sempre nella Fortezza in occasione del Gran Premio Noé all’enoteca Serenissima, per il triennio 2023-2025. Eletta delegata regionale Elena Roppa, professionista che opera nel marketing del vino, unitamente a un team di tre vice delegate composto dalla produttrice di vino Sabrina Savorgnan Di Brazzà e dalle sommelier ed esperte di vino Maria Teresa Gasparet e Rosa Prisciandaro.
Fonte: Piccolo Gorizia.
Ecco come si diventa sommelier. Al via il corso promosso da Ais.
Con l’inizio del nuovo anno tornano anche le attività formative dell’Associazione Italiana Sommelier della Liguria. Martedì, alle ore 16 all’Hotel Stella del Mare di viale Millo a Chiavari, prende il via il corso pomeridiano di qualificazione professionale per sommelier della Delegazione del Tigullio e promontorio di Portofino. Il corso è di primo livello e approfondisce gli argomenti di viticoltura, enologia, tecnica della degustazione e del servizio, che rappresentano le basi della professionalità del sommelier, a partire dalla corretta temperatura di servizio dei vini fino all’organizzazione e alla gestione della cantina.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Dalla Val Seriana all’Etna per stupire «poco a poco».
A Picca, in siciliano «a poco a poco». Perché il vigneto secolare di nerello mascalese alle pendici dell’Etna, allevato ad alberello, poco produce. Se n’è accorto Ferdinando Imberti da Fiorano al Serio, titolare dell’omonima ditta di legnami, che alcuni anni fa lo ha acquistato affidandolo all’enologo Paolo Caciorgna. A poco a poco, anno dopo anno, il vino s’è fatto sempre più buono. Superbo 11 2017 che esprime il carattere dei terreni vulcanici: profumi balsamici, delicatamente aromatici (mirto); finezza ed eleganza al palato, morbido con finale di rabarbaro.
Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.
La viticoltura tra etichette allarmistiche e rincari.
Coldiretti lancia l’allarme per le scritte autorizzate dall’Ue in Irlanda. E non è l’unico problema… La viticoltura tra etichette allarmistiche e rincari in crescenti per il lavoro in vigna, dall’altro 1 allarme per le etichette con scritte allarmistiche simili a quelle che si trovano da anni sui pacchetti di sigarette. E’ una situazione difficile quella della viticoltura e a lanciare l’allarme, in particolare per le etichette che sono state autorizzate in Irlanda. «Le etichette allarmistiche sul vino in Irlanda che rappresentano un pericoloso precedente che – afferma la Coldiretti – rischiano di aprire le porte a una normativa comunitaria ingiustificata, capace di influenzare negativamente le scelte dei consumatori, come dimostra il fatto che quasi un italiano su quattro (23%) smetterebbe di bere vino o ne consumerebbe di meno se in etichetta trovasse scritte allarmistiche come quelle apposte sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.
Intervista a Salvatore Vullo – “C’è futuro, le strutture possono riaprire e riorganizzarsi”.
L’esperto in politiche di valorizzazione del territorio spiega l’importanza di investire sull’enoturismo Salvatore Vullo è un esperto di politiche e valorizzazione delle produzioni agricole della Regione Piemonte, ha lavorato come funzionario per 37 anni nel settore agricoltura e fino al 2016 (anno della pensione) è stato un punto di riferimento per le strutture di promozione riconosciute dalla Regione. La chiusura temporanea o permanente di alcune Botteghe del Vino e Cantine comunali rappresenta un evento negativo perla promozione del territorio astigiano, come si potrebbe rimediare? «Intanto bisogna precisare che le strutture riconosciute dalla Regione Piemonte hanno la possibilità di riorganizzarsi e riaprire i battenti.
Fonte: Stampa Asti.
Le botteghe del vino che non esistono più – Calice vuoto.
Era il 1980 quando la Regione promosse la nascita di Enoteche e botteghe del vino comunali nell’Astigiano ne sorsero una quindicina ma oggi quasi la metà ha chiuso i battenti, era il 1980 quando la Regione Piemonte con la legge 37 offri J la possibilità a Comuni e produttori vinicoli di realizzare punti di promozione territoriale e vendita di vini e prodotti tipici. Aveva intuito (forse troppo in anticipo), che un giorno sarebbero arrivati gli enoturisti ad animare le colline astigiane. In provincia di Asti, nel giro di pochi anni, sorsero Enoteche Regionali, Cantine Comunali e Botteghe del Vino, se ne contarono più di una quindicina.
Fonte: Stampa Asti.
Intervista a Danilo Machetti – “Anche nell’enologia la promozione va adattata ai tempi “.
” Il ristoratore analizza i cambiamenti “I visitatori cercano il contatto con produttori In questo mondo del XXI secolo, veloce, connesso, sempre pronto e reattivo ai cambiamenti di ogni genere sarebbe davvero bizzarro pensare che il «pianeta vino» e i suoi moltissimi frequentatori e appassionati non siano pure loro sottoposti a mutamenti rapidi e, spesso, poco prevedibili. Negli ultimi quarant’anni i consumi, i consumatori, i confini e le aspettative del mondo enologico hanno davvero subito rivolgimenti copernicani. Questi si sono verificati anche nelle nostre colline e cantine ed ancora di più tra le fila dei nostri eno appassionati.
Fonte: Stampa Asti.
Falsi vini pregiati venduti in Nord Europa “Contraffatte anche le etichette di Gaja”.
Diciannove imputati per frode ad Asti, la cantina di Barbaresco è parte civile al processo Falsi vini pregiati venduti in Nord Europa “Contraffatte anche le etichette di Gaja”. Migliaia di bottiglie di vini comuni venduti in Svizzera e Germania con i marchi di alcune fra le più importanti case vinicole italiane. Una presunta frode in commercio da centinaia di migliaia di euro scoperta tra il 2019 e i12020 dalla Guardia di Finanza. Al centro Paolo Marcarino, 43 anni, produttore vinicolo di Canelli che ha ampliato la storica azienda di famiglia raggiungendo fatturati ragguardevoli. Secondo le accuse del pm Francesca Dentis, sarebbe lui uno degli uomini-chiave del raggiro
Fonte: Stampa Cuneo.
Dal bollino anti-cancro alle tesi di Viola i produttori di vino vanno al contrattacco – Etichette anti-cancro sulle bottiglie di vino «L’Europa le blocchi».
Lo scontro Parte una raccolta di firme da presentare all’Unione Europea. «E l’immunologa sa che il problema è [abuso» Novella Pastorelli, presidente del Consorzio del Primitivo Dal bollino anti-cancro alle tesi di Viola i produttori di vino vanno al contrattacco I produttori pugliesi di vino non ci stanno e reagiscono con una petizione da inviare a Bruxelles. Così replicano alla decisione della Ue di lasciare ai paesi membri la facoltà di mettere etichette sulle bottiglie di vino che avvertano sui pericoli per la salute, alla decisione dell’Irlanda che va in questa direzione e, per ultimo, alle dichiarazioni dell’immunologa Antonella Viola sulla pericolosità dell’alcool. a pagina 2 Bedllt Primo piano Economia e salute Etichette anti-cancro sulle bottiglie di vino «L’Europa le blocchi».
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
Intervista a Pier Luigi Lopalco – Lopalco sta con la collega «Fa male, lo dice l’Oms» – Lopalco sta con la collega Viola «Il bicchiere sicuro? Non esiste».
Il vino, al pari di tutti gli alcolici, è cancerogeno, come dice l’Oms. Più se ne consuma più alto è il rischio». L’epidemiologo Lopalco interviene nella polemica sul consumo di vino. Lopalco sta con la collega Viola Il bicchiere sicuro? Non esiste» L’ex assessore dalla parte dell’immunologa finita al centro di una bufera «È stato definitivamente acclarato che l’alcol ha un effetto cancerogeno» L’intervista di Francesco Stoppoll s*m Nella discussione sul pericolo dell’alcool, due cose bisogna evitare, secondo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ex assessore alla sanità e ora consigliere regionale: pensare di saperne più degli studiosi e bere troppo. Ha seguito le polemiche sulle dichiarazioni della sua collega Antonella Viola? «Sì e penso che la prima cosa da evitare è di innescare polemiche sulla base di espressioni come “io penso che” oppure “secondo me”.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
I Mondiali vinti dai bianchi siciliani.
Nel 2022 il Qatar è stato il primo importatore per effetto della kermesse sportiva con un incremento del +209%, l’Isola ha avuto il maggiore exploit tra i fornitori (+920%) Effetto guerra: la nostra produzione ha invece subito un calo in Russia (-7,7%), mentre ha conquistato posizioni in Ucraina (+39,6%). I Mondiali di calcio del Qatar non li ha vinti solo la Nazionale dell’Argentina, ma anche i vini bianchi siciliani. A certificarlo è l’annuale Wine Monitor di Nomisma presentato a Bologna. Secondo i dati illustrati da Denis Pantini, lo scorso anno nel mondo ci sono stati mercati che hanno notevolmente ridotto l’import, come Germania e Cina, e altri che lo hanno, al contrario, sviluppato. In testa c’è stato proprio il Qatar che, per effetto della “febbre” dei Mondiali, da gennaio a ottobre (ma soprattutto verso la parte finale del periodo) ha registrato un +209% di importazioni di vino.
Fonte: Sicilia Catania.
Bottiglie di solidarietà, Wine&Siena dice sì.
La kermesse aderisce alla campagna in sostegno dei malati oncologici. La raccolta di eccellenze servirà a finanziare progetti per loro. Si terrà al Santa Maria della Scala dal 27 al 30 gennaio e radunerà circa 600 etichette provenienti da tutta Italia. WineeSiena ha aderito all’invito di QuaViO odv, organizzazione di volontariato impegnata a Siena e provincia nelle cure palliative a malati oncologici, che chiede ai produttori presenti alla kermess del vino che si terrà dal 27 al 30 gennaio al Santa Maria della Scala, di donare una loro bottiglia. L’obiettivo: raccogliere prodotti di eccellenza da destinare ad iniziative di raccolta di fondi utili a finanziare un nuovo progetto di sostegno psicologico.
Fonte: Nazione Siena.
Da Masterchef al vino di Riparbella Scelta d’amore per Francesca che apre un’enoteca in cantina.
La storia IcAecilia Morello Riparbella Si è candidata alle selezioni di Masterchef per gioco, e perché la cucina, e tutto ciò che ruota intorno all’enogastronomia, la appassionano da sempre, tanto che ne ha fatto un lavoro. Francesca Filippone, originaria del Lago Maggiore, dopo 15 anni tra Cina, Hong Kong e Sudafrica, si è stabilita a Riparbella da quando ha conosciuto il suo compagno, Leopoldo Papi, figlio dei fondatori dell’azienda vitivinicola riparbellina Pakavran Papi – Enzo Papi ed Amineh Pakravan hanno due figli: Leopoldo e Chiara, che li affiancano nell’azienda, di cui Francesca è direttore commerciale. Innamorata della cucina «M as terchef è stata un’esperienza bellissima e intensa – dice.
Fonte: Tirreno Piombino-Elba-Cecina-Rosignano.
Vino, torna la convivialità: primo calo per l’e-commerce.
I prezzi sono scesi del 9,5%: acquistate 10,2 milioni di bottiglie per 52 milioni di euro. Stravince il Prosecco Vino, toma la convivialità: primo calo per Fe-commerce Nel 2022 in flessione del 23% il valore delle vendite sul web Ma Capaldo avverte: «Sarebbe un errore abbandonare l’online». Segna il passo l’e-commerce di vino in Italia. Dopo il pieno durante il lockdown, che aveva portato – tra il 2019 e il 2021 – alla crescita monstre del 250% del business online in Gdo e in alcune tra le principali piattaforme digitali di vendita, il 2022 chiude con un calo del 15% nei volumi e del 23% nei valori. Un dato, per l’Osservatorio Uv-Ismea su base Ismea-Nielsen IQ, meno vistoso ma comunque significativo, che segna un ritorno alla normalità anche per chi ha nella pandemia si è sostituito ai mercati tradizionali
Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.
Sì alla salute, no agli allarmismi Il vino è anche economia e cultura.
Premetto subito che non sono un medico. Ho però una lunga militanza tra vigneti e cantine, e da diversi anni, come giornalista, cerco di promuovere la cultura enologica, all’insegna del bere consapevole. A tal proposito, ho scritto ‘ anche un libro — Calici e Camici (edito da Cinquesensi) — intervistando una ventina di professionisti delle più disparate specializzazioni mediche, finanche dermatologi, urologi e oculisti. Ebbene, tutti i protagonisti della pubblicazione, a cominciare dai cardiologi (fatto salvo il veterinario, che però faceva riferimento ai nostri amici a quattro zampe), mi hanno confermato che un approccio olistico al vino non fa per niente male. Insomma, il vino ci può essere amico.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Bollicine d’eccellenza Il miglior vino 2023 è il Durello Cecchin.
Guida al Mangiare e Bere Bene a Vicenza e in Veneto Bollicine d’eccellenza Il miglior vino 2023 è il Durello Cecchin Casa vitivinicola premiata per il metodo classico riserva 2011. È arrivata alla terza generazione. Ha contribuito a scrivere la storia dell’enologia vicentina e non solo, è stata la prima cantina a credere nel Durello metodo classico, l’ingegnere Renato Cecchin ha tracciato una strada poi percorsa da molte altre cantine. Casa Cecchin a Montebello, alla terza generazione con la figlia Roberta e la nipote Sara, è stata premiata nei giorni scorsi per il miglior vino 2023 della Guida al Mangiare e Bere Bene a Vicenza e in Veneto, edita dal Giornale di Vicenza: il Durello metodo classico riserva 2011. La guida, 265 pagina a colori, recensisce quest’anno 122 cantine, 374 vini degustati alla cieca da un panel di sommelier coordinati da Wine meridian, 276 ristoranti e 76 pizzerie da tutto il Veneto, consigli golosi per trovare sempre il vino o il ristorante giusto: in vendita in edicola a 10 euro con il quotidiano.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Vino: fatturato 2022 record per la Cantina Terre del Barolo.
Bilancio annuale positivo per la Cantina Terre del Barolo con sede a Castiglione Falletto in provincia di Cuneo, cuore delle Langhe piemontesi. I 280 soci viticoltori si sono riuniti nella sede sociale per approvare il documento. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato «di oltre 22 milioni di euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della nostra cooperativa ed in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente» sottolinea il direttore Stefano Pesci «soprattutto l’utile è stato chiuso ad una cifra di 2,8 milioni di euro». Il direttore di Terre del Barolo aggiunge: «L’utile ha fatto segnare un 80 per cento in più rispetto al 2021. Il risultato complessivo è stato ottenuto grazie al lavoro di tutti i soci viticoltori, i dipendenti e i collaboratori che hanno dimostrato ancora una volta di credere in un’azienda che punta soprattutto a valorizzare la cultura contadina delle Langhe, nei 600 ettari coltivati dai soci» conclude il direttore di Terre del Barolo.
Fonte: ANSA.
Le migliori carte dei vini d’Italia (e non solo) le decidi tu, insieme a Slow Wine Fair.
Nasce il “Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow”, di scena nella kermesse firmata Slow Wine e BolognaFiere (26-28 febbraio, Bologna). Avete un’enoteca o un ristorante del cuore che vanta una particolare attenzione per un terroir o che dispone di una selezione di etichette biologiche? Potete segnalarli e votarli per il “Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow” n. 1, nuovissimo award di scena alla Slow Wine Fair, evento organizzato da BolognaFiere, con la direzione artistica di Slow Food, in programma dal 28 al 28 febbraio, a Bologna. Il premio (nato dalla collaborazione tra Slow Wine e Milano Wine Week) si distingue dagli altri legati alle carte dei vini, che valutano per lo più varietà di etichette e profondità di annate, per gli speciali criteri di selezione, studiati per rafforzare il legame tra wine lover e locali che curano le proprie selezioni di vini con particolari criteri.
Fonte: WineNews.
Enoturismo Un corso per valorizzarlo.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana insieme in prima linea per un evento formativo a beneficio dei soci del Consorzio sul tema dell’enoturismo e delle vendite diretta in cantina. Titolo della giornata di formazione è stato: “Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica”. Obiettivo insegnare a dare risposte concrete alle opportunità legate all’enoturismo e alle vendite dirette, ma anche come esse possano decollare sfruttando la tecnologia e l’innovazione digitale per il settore del settore vino. “Le cantine Italiane hanno un altissimo potenziale da esprimere, – sottolinea Filippo Galanti, Co-Founder & Chief Business Officer dell’impresa tecnologica Divinea – e la Maremma Toscana in particolare è un luogo con un immenso patrimonio vitivinicolo, naturalistico, storico e culturale. Tuttavia, molte cantine non sanno ancora come sfruttare al meglio tutte queste risorse a disposizione per ottenere maggiori risultati di vendita ed ingaggio del cliente finale. Per questo siamo entusiasti di questa opportunità formativa che è nata tra noi e il Consorzio, che tutela una Denominazione prodotta su un territorio che è un vero gioiello per l’enoturismo italiano”. Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC, oggi conta 443 aziende associate e ha raggiunto i 7 milioni di bottiglie prodotte all’anno..
Fonte: Il Giorno.
Vino e tumori, Lopalco difende Viola «Non c’è dose sicura, lo dice l’Oms».
L’epidemiologo pugliese dopo le polemiche delle dichiarazioni della virologa
«È definitivamente acclarato che l’alcol è una sostanza cancerogena». l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, ex assessore alla sanità della Regione Puglia e ora consigliere regionale: pensare di saperne più degli studiosi e bere troppo. Ha seguito le polemiche sulle dichiarazioni della sua collega Antonella Viola? «Sì e penso che la prima cosa da evitare è di innescare polemiche sulla base di espressioni come “io penso che” oppure “secondo me”. Bisogna invece guardare alle evidenze scientifiche».
Fonte: Corriere del Mezzogiorno.
Vino nuoce alla salute? Cosa dicono gli esperti.
Bassetti: “No agli alert, certe bottiglie sono opere d’arte”. Pregliasco: “Il resveratrolo del rosso è un immunostimolante”. Continua a far discutere la scelta dell’Irlanda di inserire nelle etichette del vino e degli alcolici messaggi di alert sui rischi per la salute, come succede con le sigarette. La polemica si consuma in terra tricolore e la netta presa di posizione dell’immunologa Antonella Viola sugli effetti negativi legati al consumo di alcol tra cui anche la riduzione della dimensione del cervello, divide gli esperti.
Fonte: Adnkronos.
Il vino fa male e chi beve ha il cervello più piccolo? È polemica.
L’immunologa Antonella Viola sconfessa il vecchio adagio secondo il quale un bicchiere di vino a tavola “fa bene al cuore”, e infiamma il dibattito. Il commento della ricercatrice riguardo all’equiparazione in Irlanda dell’alcol alle sigarette, con il via libera da parte dell’Ue, ha fatto scalpore: “Chi beve ha il cervello più piccolo”, ha dichiarato la docente dell’Università di Padova, scatenando le reazioni sul web. La ricercatrice ha appoggiato l’introduzione da parte del governo di Dublino delle etichette con le avvertenze sui danni alla salute anche sulle bottiglie di alcolici, come per le sigarette (qui avevamo parlato della dicitura che preoccupa l’Italia mentre qui abbiamo parlato della stretta del ministro Schillaci sulle sigarette).
Fonte: QuiFinanza.
Etichetta vino, la scienza si divide. Il prof. Matteo Bassetti risponde ad Antonella Viola e brinda con un calice di rosso.
Arriva da Matteo Bassetti, professore ordinario Malattie Infettive Università di Genova, attraverso i suoi canali social, una risposta ad Antonella Viola, che sostiene che anche un bicchiere di vino faccia male alla salute in quanto tutto l’alcol è cancerogeno (leggi il suo intervento). Più che le parole è la foto pubblicata da Bassetti che non lascia spazio ad interpretazioni. “Antonella Viola – ha scritto il professor Bassetti – ha detto che il vino rimpicciolisce il cervello ed è paragonabile all’amianto per i suoi danni. Si è definita astemia anche se si concede un calice solo nei ristoranti stellati. Ha raggiunto livelli di scienza elevatissimi. Inarrivabili per chi ama il vino. Cin Cin!!”.
Fonte: Agricultura.it.
Vino:Assoenologi,consumo moderato fa bene,lo dice la scienza.
“Il simposio che Assoenologi ha organizzato a Napoli e che ha visto la partecipazione di medici e scienziati ‘veri’ da ogni parte del mondo, ha detto che il consumo moderato e intelligente di vino fa bene alla salute”: è quanto ha ribadito l’umbro Riccardo Cotarella, presidente nazionale di Assoenologi, tornando sul tema vino e salute. Lo ha fatto dopo che negli ultimi giorni erano emerse posizioni contrastanti in materia, in cui si era evidenziato che anche un uso moderato di alcol può provocare “danni ai cervello e aumenta il rischio tumori”. “Che il bere moderato e consapevole non è dannoso per la salute umana ce lo hanno detto gli esperti con relazioni e ricerche dettagliate, non viene acclarato da noi enologi che non siamo certo medici”, ha sottolineato Cotarella.
Fonte: ANSA.
Fratelli d’Italia promette battaglia all’etichetta sul vino: “Altri potrebbero seguire l’Irlanda”.
Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi è imprenditore nel turismo, è proprietario di alcune attività di ristorazione lungo il litorale dell’alta Toscana. Turismo e impresa sono gli ambiti nei quali dà il suo maggior contributo al partito e al governo Meloni. Non a caso è sua la mozione presentata per impegnare il governo a salvaguardare l’export del vino in Europa, dopo la normativa introdotta in Irlanda (a cui la Commissione Eu ha dato l’ok) per cui le bottiglie di alcolici avranno la stessa etichetta delle sigarette: “Nuove gravemente alla salute”.
Fonte: Pisa Today.
Vino e comunicazione, i consigli per gestire quella “di crisi”.
Le riflessioni di Michelle Erland, Senior Account Supervisor di Colangelo & Partners, tra le principali agenzie di Pr e comunicazione in Usa. Le riflessioni di Michelle Erland, Senior Account Supervisor di Colangelo & Partners, tra le principali agenzie di Pr e comunicazione in Usa. “Le crisi purtroppo ci sono, accadono, e bisogna farsi trovare preparati per rispondere a tutti, clienti, dipendenti e media. L’errore più grande da evitare è quello di non sapere cosa fare, ma in generale si deve essere autentici, trasparenti e dare informazioni appena è possibile. La fiducia dei consumatori è la risorsa più preziosa per un brand”.
Fonte: WineNews.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
