Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 21 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
L’ultima sparata della Viola: «Chi beve uno o due bicchieri di vino ha il cervello più piccolo» – Viola choc: «Bevi? Hai il cervello più piccolo».
L’immunologa benedice la crociata dell’Irlanda a colpi di etichette contro il vino e rilancia: «Legami coi tumori anche con uno o due bicchieri». Nella sua ansia di educare il popolo, attacca gli aperitivi: «Casomai succo di pomodoro, ma io festeggio passeggiando» La virostar orfana della pandemia, che vorrebbe più statue femminili a Padova, fa la snob: «Alcol solo quando vado in un ristorante stellato». Proprio come i geni universali del Rinascimento, poliedrici per definizione, oggi, molti secoli dopo, non c’è materia che sfugga alla sapienza e al tocco magico di Antonella Viola. Nelle pause dei quotidiani impegni pandemici, la celebre immunologa non si fa (e non ci fa) mancare nulla, peraltro sempre con l’aria scocciata e superiore di chi è costretta suo malgrado a civilizzare i selvaggi (cioè noi), a rieducare dei ragazzini tonti (sempre noi), a dare lezioni di vita e di eleganza all’italiano medio, che si presume orrendamente incompetente nonché scarsamente progressista.
Fonte: La Verita’.
Prove di Stato etico in Canada: «Non più di due drink a settimana».
Il Paese della cannabis libera e dell’eutanasia ora impone limiti stringenti sul vino. Lo spinello si, lo spumante no. La terra promessa del politically correct è il Canada, dove si sta sperimentando lo Stato etico che lascia ai cittadini la libertà di pensarla come chi comanda e di comportarsi di conseguenza. L’ultima iniziativa è la messa al bando del vino: astemi per legge! Il ministero della Salute impone ai «sudditi» di non bere se non un bicchiere o una birra a settimana per evitare di morire di cancro. Strana preoccupazione in un Paese dove è legale l’eutanasia. Si pone però l’obbligo di etichette «terroristiche» come si fa con le sigarette.
Fonte: La Verita’.
Per la prof. Viola bere un bicchiere è come spararsi – Bere un calice non è come spararsi.
La “sparata” della professoressa Viola Bere un calice non è come spararsi. Sta prepotentemente diventando di moda il proibizionismo più becero. Il ministro della Salute (si fa per dire) Schillaci si sta impegnando per impedire a noi poveri, anzi ricchi, viziosi di fumare in santa pace per strada, e persino nei ristoranti dotati di tavoli all’esterno sarà vietato accendersi una sigaretta e di godersela col rituale caffè. Non bastasse la lotta al tabacco, ora si tende a fare la guerra al vino, dopo che l’Irlanda, Paese ad alto tasso alcolico, va dicendo che fa male, provoca cancri in ogni parte del corpo, in una parola uccide. Io, nonostante l’età, ho deciso di suicidarmi sia con il tabacco sia con il nettare degli dei, ma confesso di avere molte difficoltà bevendo e aspirando a farmi secco e finire al cimitero.
Fonte: Libero Quotidiano.
In cantina – Margaux, boom delle Jeroboam.
Rivalutazione del 17% per le bottiglie da cinque litri, bene anche le doppie magnum Margaux, boom delle Jeroboam di Cesare Pillon Ela volta, questa settimana, di Château Margaux nelle bottiglie di quattro formati speciali: mezza bottigha, doppia magnum, Jeroboam da 5 litri e Imperial. Lo strano è che l’anno scorso fu impossibile prendere in esame questi multipli e sottomultipli delle bottiglie firmate Margauz perché le loro annate quotate anche l’anno precedente erano troppo poche per trarne indicazioni valide sugli orientamenti del mercato, mentre quest’anno sono talmente numerose chela tabella ha potuto accoglierne soltanto la metà, ovviamente le più significative.
Fonte: Milano Finanza.
Traguardo Usa.
L’azienda spumantistica trevigiana ha siglato un accordo con la C.Mondavi e Family (CMF) proprietaria del marchio Charles Krug Winery. Tra le prime cantine nate nella nota contea della Napa Valley Traguardo Usa di Alessandro Bozzi Valenti n accordo strategico per rafforzarsi ulteriormente nel mercatp statunitense. E questo il primo tassello inserito da Valdo nel 2023, per continuare ed accelerare un percorso di crescita significativa. Nonostante le problematiche che hanno caratterizzato il 2022, infatti, l’azienda spumantistica trevigiana è cresciuta ancora, segnando un +10% circa rispetto all’anno precedente (65 milioni di euro circa) e raggiungendo e superando così quota 70 milioni di euro di fatturato.
Fonte: Milano Finanza ed. Nord-Est.
Riassetto Terra Moretti, liquidato il socio cinese torna al 100% italiana.
Ieri il closing del riacquisto con l’uscita dal capitale del fondo N.U.O. Giorgio dell’Orefice Proprietario in casa propria. Vittorio Moretti ha riacquistato l’intero capitale di Terra Moretti Distribuzione, azienda leader della Franciacorta (con brand come Bellavista, Contadi Castaldi ma anche proprietaria di cantine come Sella e Mosca in Sardegna oltre a Petra, Acquagiusta e Teruzzi in Toscana) che toma così al i00% italiana. È stato infatti siglato ieri il closing dell’operazione che ha portato a liquidare la partecipazione detenuta dal fondo di investimento cinese N.U.O. Capital Sa che fa capo alla famiglia Cheng Pao di Hong Kong.
Fonte: Sole 24 Ore.
Vino, sprint del Montecucco.
Il Montecucco si fa largo tra i big della Toscana e cresce del 35% nel 2022. È biologico l’85%della produzione sui 500 ettari delle 68 aziende associate e il 60% va all’estero.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Feudi, il green porta utili.
Dalle bottiglie più leggere al risparmio idrico: così il vino dei Feudi di San Gregorio puntando sulla sostenibilità ha fatto crescere gli utili.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Il gin “nato” a Zoppola sul podio mondiale La creazione friulana supera 900 concorrenti.
Prestigiosa medaglia d’oro a Londra per il proprietario de II mulino Daniele Lecinni dedica il titolo al suo team: premiata l’alta qualità Il gin “nato” a Zoppola sul podio mondiale La creazione friulana supera 900 concorrenti Resta segreta la ricetta del liquore che si produce a Spilimbergo. Il miglior compound gin d’Italia è di Zoppola. Risorgimento 5, ideato dal proprietario del ristorante Il Mulino, Daniele Lecinni, e prodotto dalla Liquoreria Friulana di Spilimbergo, ha vinto la medaglia d’oro ai World gin awards 2023, il più importante concorso al mondo, organizzato a Londra. La creazione friulana è risultata la migliore tra le 900 partecipanti, certificando una volta di più la qualità della linea, che comprende anche un bitter, un vermouth e un amaro.
Fonte: Messaggero Veneto Pordenone.
Barbera spacciato per Sassicaia A processo in Italia e a Lugano.
Nella Penisola è indagata una ventina di persone, mentre nel nostro cantone la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti ha rinviato a giudizio a fine 2021 cinque persone di fronte a una Corte delle assise criminali e una sesta alle Correzionali – Sequestrate migliaia di bottiglie in Svizzera Le bottiglie di vini falsi sarebbero decine, se non centinaia, di migliaia vendute soprattutto in Svizzera Federico Storni I primi arresti, nel 2018, erano avvenuti in Ticino. Ma il fulcro dell’operazione era nell’Astigiano, dove ora risulta coinvolta una ventina di persone. Parliamo della falsificazione di decine – forse centinaia – di migliaia di bottiglie di Barbera «camuffato» da vino pregiato proveniente da grandi cantine italiane (Gaja, Marchesi Antinori, Tenute San Guido, Ornellaia e Massetto) e venduto in Svizzera e in Germania sull’arco di almeno due anni (2016-2018) anche tramite la grande distribuzione.
Fonte: Corriere del Ticino.
Gran Monferrato si candida a Città del vino – Firma dal notaio e brindisi benaugurale per provare a essere città europea del vino.
Così, ieri a Ovada, si è costituito in modo formale il comitato che curerà la candidatura a Città europea del vino 2024 delle colline del Gran Monferrato e di quelle dell’Alto Piemonte, una partnership su vasta scala nella quale Acqui, Ovada e Casale uniranno le forze con le zone vinicole di Ghemme e Gattinara. Firma dal notaio e brindisi benaugurale per provare a essere città europea del vino Il primo atto a Ovada: ci sono anche Acqui, Casale e i territori di Ghemme e Gattinara. Prima la firma dal notaio, poi il brindisi all’Enoteca regionale di via Torino. Così, ieri a Ovada, si è costituito in modo formale il comitato che curerà la candidatura a Città europea del vino 2024 delle colline del Gran Monferrato e di quelle dell’Alto Piemonte, una partnership su vasta scala nella quale Acqui, Ovada e Casale uniranno le forze con le zone vinicole di Ghemme e Gattinara.
Fonte: Stampa Alessandria.
Donne del vino, Gennari vice delegata.
Iscritta dal 2008 alla delegazione Puglia dell’Associazione Nazionale Donne del Vino, Anna Gennari (nella foto al centro tra Renata Garofano e Marianna Cardone) ora ricopre la carica di vice delegata accanto a Renata Garofano, eletta delegata regionale, che succede a Marianna Cardone (eletta nel consiglio nazionale con il ruolo di vice presidente). “Dopo 15 anni di presenza è un onore poter affiancare la delegata ed essere di supporto ad una delegazione che n si è dimostrata essere tra le più attive a livello nazionale. — ha affermato Gennari, dal 2007 PR Eventi Hospitality Manager della storica cantina Produttori di Manduria – continue rb anche a seguire il settore formazione che vedrà presto la delegazione impegnata con “D Vino”, progetto nazionale di formazione destinato agli studenti degli istituti alberghieri e nel passato anno con il progetto “Il Bere Consapevole”, progetto ideato da Pia Berlucchi sul consumo del vino fra i giovani”.
Fonte: Taranto Buonasera.
«Due bicchieri a settimana fanno bene al cuore» Spuntano i medici pro vino – I medici: « Il vino favorisce il cancro? È esagerato ma serve moderazione».
Scienza e salute Le reazioni all’intervista di Viola «Due bicchieri a settimana fanno bene al cuore» Spuntano i medici pro vino Che l’alcol abbia un peso specifico nell’insorgenza dei tumori nessuno lo nega, ma vanno fatti alcuni distinguo. Dal cardiologo all’oncologo, come anche l’ex dentista ora produttore, contestano a Antonella Viola, biologa e ricercatrice, un eccesso di rigidità. «Due bicchieri al giorno di vino sono troppi, ma due a settimana possono fare piacevolmente bene al cuore», sostiene il cardiologo Claudio Bilato. «Ci sono sempre più fattori correlati con l’insorgenza di tumori», precisa Fernando Bozza, ex primario dello Iov. D’Este I medici: «Il vino favorisce il cancro? È esagerato ma serve moderazione» Il cardiologo: «Privarsene è peggio». Il dentista-produttore: «Basta non eccedere» Ha detto Antonella Viola Ci sono grandi interessi nel settore ma dobbiamo dire la verità: come per le sigarette la dose sicura è zero, chi beve ha il cervello più piccolo di Alice D’Este.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Oenoterris e l’agro-enologia ragionata – Partire dal vigneto per arrivare in cantina con uve orientate ai propri obiettivi enologici.
Qualche mese fa ho avuto modo di moderare, assieme a Gabriele Gorelli, un incontro con i produttori di una importante denominazione italiana riguardante la Quercetina apportando alla discussione alcune considerazioni sul tema dei cambiamenti climatici e dei loro esiti sulla viticoltura contemporanea. Fu in tale occasione che mi permisi di lanciare una provocazione al relatore tecnico che si stava occupando degli aspetti meramente analitici della ricerca presentata. Quel relatore era Daniele Pizzinato, responsabile Ricerca e Sviluppo di Oenofrance (azienda leader nel settore dei prodotti enologici), e la mia provocazione mirava a spostare l’attenzione dalla cantina alla vigna, domandando se la necessità di intervenire in addizione correttiva o migliorativa in cantina potesse essere limitata da un’accorta e mirata preparazione della “materia prima uva” in funzione dei propri obiettivi enologici.
Fonte: WineBlogRoll.
Storia del vino: la Leone de Castris, nata nel 1665, entra nell’Unione Imprese Centenarie Italiane.
La storica cantina di Puglia, e produttrice del “Five Roses”, il primo rosato imbottigliato in Italia, nel “club” che conta già grandi nomi del vino. Non sono molte, sul totale, le imprese italiane che hanno saputo segnare la storia, a modo loro, e che hanno avuto la capacità di attraversare i secoli. Ma in questo senso, il vino in particolare e l’agrolimentare in generale, hanno molto da offrire, con aziende capaci di raccontare storie di dinastie familiari plurisecolari, o intuizioni storiche che hanno dato il via al successo di interi territori. Ed ora, nell’Unione Imprese Centenarie Italiane, che raggruppa 43 nomi storici come quelli delle cantine Marchesi Antinori, Luigi Cecchi e Figli, Marchesi Mazzei, Barone Ricasoli e Azienda Agricola Travignoli, dalla Toscana, della Carpenè Malvolti, “culla” del Prosecco, in Veneto, e delle pugliesi Casa Vinicola Apollonio, Cantine D’Alfonso del Sordo e Cantina Coppola (oltre a realtà come quella delle cravatte Marinella di Napoli, di Banca Sella, o ancora del Biscottificio Mattei di Prato, dei salumi Villani di Castelnuovo Rangone di Modena, o della distilleria Mazzetti D’Altavilla, di Altavilla Monferrato, per fare solo pochi esempi), entra anche un altro nome storico del vino di Puglia, ed icona, in particolare, dei rosati italiani, con il suo celeberrimo “Five Roses”, il primo rosato imbottigliato in Italia (con una storia peculiare, raccontata nel focus), ovvero la Leone De Castris. Cantina davvero storica, fondata nel 1665.
Fonte: WineNews.
Antonella Viola: “Il vino fa male, chi beve ha il cervello più piccolo. L’aperitivo con gli amici? Succo di pomodoro o, meglio, una passeggiata”.
In un’intervista al Corriere della Sera, la biologa ha appoggiato la decisione irlandese di includere gli avvertimenti sui danni alla salute anche sull’etichetta degli alcolici, spiegandone i motivi. Avvertimenti sui danni alla salute anche sull’etichetta degli alcolici. Dopo un periodo di moratoria di sei mesi, la Commissione Europea ha dato il via libera alla normativa irlandese che equipara l’alcol alle sigarette. Una decisione presa nonostante il parere negativo di Spagna, Francia, Italia e altri sei paesi membri dell’Unione. Sulla questione si è esposta la professoressa Antonella Viola, ricercatrice e docente all’università di Padova, appoggiando la scelta di Dublino e spiegandone le motivazioni in un’intervista al Corriere della Sera: “Una decisione giustissima. Bisogna far sapere che l’alcol è incluso nella lista delle sostanze cancerogene di tipo 1, come amianto e benzene. È chiaro il legame tra il consumo di alcol, e non solo l’abuso, e i tumori al seno, del colon-retto, al fegato, all’esofago, a bocca e gola. Le donne che bevono uno o due bicchieri di vino al giorno hanno un rischio aumentato del 27% di sviluppare il cancro alla mammella”, ha spiegato. E il famoso detto, ‘un bicchiere al giorno fa bene al sangue, fa bene al cuore’? Una bufala.
Fonte: Il Fatto Quotidiano.
Vino rosso o vino bianco? Ecco cosa conviene bere.
Il vino, è una delle bevande più apprezzate soprattutto quando si è ad un aperitivo, una cena importante o ad una festa. Oltre a berlo, viene usato anche per cucinare vari piatti, sia di carne, che di pesce. Ovviamente, deve essere di qualità, infatti è fondamentale per la buona riuscita del piatto. Quando si è a dieta però, ci si chiede se fa bene o male e se è meglio utilizzare il vino bianco o il vino rosso. I pareri sono molto discostanti, alcuni dicono che è pieno di grassi, mentre altri che ha proprietà benefiche per il nostro organismo. Andiamo però a vedere quale preferire dei due.
Fonte: Il Dunque.
Etichette di pericolo sulle bottiglie di vino, la leghista Ghidoni contro Viola: «Fa terrorismo».
L’europarlamentare del Carroccio replica alla nota immunologa che aveva difeso la scelta dell’Irlanda di equiparare alcol e sigarette e di inserire gli avvertimenti sui danni alla salute. Contro di lei l’intero centrodestra. Massimo rispetto e gratitudine per la dottoressa Viola e per il suo lavoro di ricercatrice. Le chiedo però prudenza e lo stesso rispetto quando assume le vesti di opinionista. E’ evidente a tutti che l’abuso di alcol è nocivo per la salute, come lo sono l’abuso di fritto, di burro o di tanti altri alimenti. Ma in nome della scienza, che è ricerca continua e mai verità assoluta, non si possono cancellare millenni di storia e tradizione vitivinicola e mettere a repentaglio un intero settore, già provato dalla crisi energetica e dalla siccità». Lo ha detto Paola Ghidoni, europarlamentare Lega, in seguito alle dichiarazioni di Antonella Viola, apparse sulla stampa locale, che sostiene l’etichettatura irlandese sulle bottiglie di vino.
Fonte: PadovaOggi.
Export Agroalimentare: vino e pasta da record nel 2022.
Record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo, che nel 2022 ha raggiunto i 60 miliardi di euro, con un aumento del 17%, trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. Secondo l’analisi della Coldiretti, grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero, il re dell’export tricolore si conferma il vino per un valore stimato vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022. “Al secondo posto – ha continuato Coldiretti – si piazzano la pasta e gli altri derivati dai cereali con un volume di vendite all’estero ben oltre i 7 miliardi di euro mentre al terzo ci sono frutta e verdura fresche con circa 5 miliardi e mezzo di export.
Fonte: TeleAmbiente.
STAMPA ESTERA
Intervista a Félix Solís “He trabajado como un burro, y con gusto”.
Grupo Félix Solís Avantis “He frabajado como un burros y con gusto” Tras sesenta años en la bodega familiar, Félix Solís encara la sucesión sin dejar de ir un solo día ala empresa en la que empezó a trabajar con 18 años. Una vida dedicada al vino que no le ha dado resaca: “Sólo he vivido para la bodega, pero no me ha costado’: idMe imagino de presidente honorífico yendo a juntas y poco más que contar, de otra manera la sucesión no tendría éxito”. Félix Solís (Villanueva de los Infantes, Ciudad Real, 1945) ya ha mirado el calendario de festivos de 2023. No para planificar puentes o motivarse con días de descanso como el resto de los mortales, sino porque no le gustan: “Cuando viene un festivo echo en falta la presión del trabajo”. Mejor no imaginar cómo afrontará Solís la jubilación, una decisión que ha tenido que poner en barbecho tras “la que ha venido”. De una futura recesión, de la sucesión que encara la empresa que fundó su padre en 1952, Grupo Félix Solis Avantis, y de sus 60 años de trayectoria habla este empresario de pura cepa poco dado a que el vino le suelte la lengua. – Siempre ha trabajado en la bodega familiar. ¿No se imaginó nunca en otro sitio? Las empresas familiares antiguas eran pequeñas y todo estaba por hacer, estábamos todos en el mismo barco y había que arrimar el hombro. Con 15 años, a mis hermanos y a mí ya nos enseñaban cómo hacer el embotellado, cómo funcionaba la bodega e incluso nos ponían a barrer. No conocíamos otra cosa que no fuera el trabajo y la responsabilidad – ¿Ha tenido que hacer muchos sacrificios personales? Yo sólo he vivido para la empresa, pero no me ha costado. – Eso a ver cómo se lo explica a las nuevas generaciones… En este negocio no se vive, pero yo entiendo que ahora la gente quiere sus días libres, viajar y estar con la familia. – Ha elegido a su hijo Félix Solis como sucesor. ¿Cuando usted dé un paso atrás también seguirá mirando el calendario laboral? Qué va. Yo me imagino de presi id Un consejo para las empresas familiares es tener el cajón cerrado con llave. Las familias no deben tirar de la caja” dente honorífico yendo a juntas generales y poco más que contar, de otra manera la sucesión no tendría éxito. – Sesenta años trabajando con la família y la bodega sigue en pie. ¿Cuál es el secreto? Es complicado tenerle que dar una orden aun padre o aun hijo, pero con el negocio no se juega, hay que ser profesional.
Fonte: Expansión.
Viticulture : pourquoi la certification HVE tourne au vinaigre.
Le nouveau cahier des charges de la certification HVE, entré en application au ler janvier 2023, mécontente la viticulture régionale qui s’est engagée massivement dans cette labellisation. (Crédits Patrice Thebautl – Région Occitanie). Le durcissement de l’accès à la certification HVE (Haute Valeur Environnementale), annoncé par le gouvernement fin 2022 et entré en application au le janvier, soulève la colère de la filière viticole régionale, exception faite de la viticulture bio. Les mécontents déplorent le manque de concertation et craignent un coup d’arrêt des démarches de certification, dans laquelle le vignoble régional s’est massivement engagé, et un retour à des pratiques traditionnelles. e On se fout de nous. Nous avons fait des efforts pour améliorer nos pratiques. La certification HVE nous a coûté de l’argent sans qu’on obtienne aucune valorisation de nos vins en contrepartie. L’Etat qui devait communiquer sur ce nouveau label n’a pas tenu ses engagements. Et aujourd’hui le gouvernement nous annonce, sans aucune concertation, un durcissement de l’accès au label HVE. Les trois-quarts des exploitations viticoles ne répondront plus aux critères exigés par ce nouveau cahier des charges », tempête Anthony Bafoil, président de la coopérative de l.édignan et représentant du Gard au sein des Vignerons Coopérateurs d’Occitanie. Annoncé le 22 novembre dernier pour une entrée en application au ler janvier 2023, le nouveau cahier des charges du label HVF mécontente la viticulture régionale qui s’est engagée massivement dans cette certification. La nouvelle mouture relève le niveau d’exigence, avec notamment l’ nterdiction des pesticides CMR (cancérogènes, mutagènes, toxiques pour la reproduction) et un usage très restreint des herbicides et des engrais azotés. Qui plus est, la procédure se complexifie avec de nouveaux points de contröle qui vont alourdir la tâche administrative des viticulteurs et des organismes certificateurs, renchérissant d’autant le coût de cette certification. *** « Des décisions prises à l’arrache par des technocrates » Le ministre de l’Agriculture attendu sur le sujet Président des Vignerons coopérateurs d’Occitanie, Ludovic Roux ne cache pas sa déception : « Nous avions fait des propositions pour faire évoluer ce référentiel. Elles n’ont pas été retenues alors que la certification HVE est portée à 75% par la viticulture. Elle nous coûte 3 euros par hectolitre, et avec le nouveau référentiel, il faudra rajouter au moins 2 euros par hectolitre.
Fonte: Tribune.
Moldova navigates winemaking politics.
Pub quizmasters, take note. The country with the most grapevines per capita is … Moldova. Sandwiched between Romania, another important wine producer, and war-torn Ukraine (with a slice of Russian-backed Transnistria in between the two) it is one of the poorest countries in Europe. Wine is hugely important to its economy. Back in 2005, wine constituted a quarter of the country’s entire export earnings. Almost all of it went to Russia, where Moldovan wine — mostly pasteurised, semisweet and sold in bulk — made up about 25 per cent of all wine consumed. But in 2006, in a move related partly to the conflict over Transnistria, Russia suddenly banned imports of wine from Moldova along with wine from its other major supplier, Georgia. For both countries this was disastrous in the short term, but in the longer term it has provided real (albeit painful) impetus to make better wine that will appeal to other markets. As eastern European wine specialist and Master of Wine Caroline Gilby puts it, “losing the Russian market meant that Moldovan wine had to reinvent itself.” Gilby went to Moldova in 2006 as part of a project funded by the development agency USAID to assess how to improve the country’s wine sector. In her 2018 book The Wines of Bulgaria, Romania and Moldova, she writes that she encountered “some of the worst winemaking I’ve seen in my life — old Soviet-style reactor tanks, cellars reeking of stale wine, rusting painted vats, dirty pipes strewn across the floor and vile-smelling, leaky barrels”. Fortunately, the country had many natural advantages as a wine producer. The climate is mild with usefully long, relatively warm summers and just the right amount of rainfall. The rolling hills help to provide contrast between day and night temperatures, regarded as a factor in wine quality. Furthermore, many Moldovan vineyards can boast of two similarities with fashionable Burgundy: latitude and limestone. But Burgundy is almost 1,500 miles from Ukraine. The most prominent Moldovan winery, Purcari, based in a handsome stone building in the south-east of the country, is only 20 miles from the border and shelling can sometimes be heard there. I recently tasted 26 current wines made by Purcari and its associated producer Bostavan and they certainly demonstrate the results of considerable investment in Moldova’s vineyards and cellars. Grapes currently include a standard list of the international varieties that were once so fashionable and quite an array of local specialities that are arguably in a more contemporary idiom. In fact there was one white wine grape, Viorica, that was relatively new to me. This cross was made in Moldova as long ago as 1969 and the variety seems to be increasingly popular there today. Moldovan grape-breeders are an active bunch, keen to distinguish their country from its much bigger western neighbour Romania.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 20 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Alla fiera dei vini naturali 80 produttori da tutta Italia.
Tutto pronto per la quarta edizione di “Evoluzione naturale” Alla fiera dei vini naturali 80 produttori da tutta Italia. Tutto pronto a Grottaglie nella storica Masseria Lella, immersa nel verde della provincia tarantina, la quarta edizione di Evoluzione Naturale la fiera pugliese dei vini naturali che riunisce oltre 80 produttori provenienti dall’Italia e dell’Europa e accomunati dall’impegno e l’attenzione di operare, in vigna e in cantina, in maniera rispettosa dell’ambiente. Il 22 e 23 gennaio tutti gli appassionati del buon bere potranno degustare oltre 400 etichette di vino unici e tutti da scoprire direttamente dalla voce di chi li produce. Saranno i rossi del mediteranno al centro dell’anteprima di sabato 21 gennaio, alle ore 19:30. Una piccola anticipazione per assaporare quella che sarà la quarta edizione della fiera enologica.
Fonte: Taranto Buonasera.
Sogni da bambino sulle rive del prosecco.
I fratelli Adami e la storia del Vigneto Giardino Quand’era in quinta elementare, la maestra gli diede un tema immancabile: cosa farai da grande. Franco Adami aveva già le idee chiare. «Da grande farò l’enologo», scrisse, «la maestra mi diede buono». Nel 1981 ha deciso di prendere il timone dell’azienda di Colbertaldo di Vidor, nel cuore del Prosecco superiore. Assieme al fratello Armando ha seguito la strada del nonno Abele che creò nel 1933 il primo cru di Valdobbiadene, il Riva Giardino Asciutto. f la puntato tutto sul marchio aziendale, sugli investimenti e sulla qualità delle Rive, i vigneti collinari molto ripidi, dove si pratica una “viticoltura eroica”, i tanta fatica, solo lavoro manuale, per portare in cantina uve «in grado di creare un Prosecco non banale e con personalità».
Fonte: Corriere della Sera 7.
Torna Wine&Siena Etichette e non solo.
Arrivano da Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna, Lombardia, Alto Adige, Friuli. E poi da Toscana, Piemonte, Veneto. Ci sono anche regioni come Abruzzo, Emilia Romagna, il Lazio. E c’è la Francia. Saranno circa 600 le etichette di vini selezionate da The Wine Hunter nel percorso del gusto al Santa Maria della Scala in occasione di ‘WineeSiena i Capolavori del Gusto’ dal 27 al 30 gennaio. E poi cioccolato, formaggi, olio, carni, salumi, birra, pasta, riso, cereali, grappe e liquori e birra.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Abruzzo regione vinicola dell’anno.
Una regione ricca di tradizione c intrisa di innovazione”. Con questa motivazione l’Abruzzo e stata eletta regione vinicola dell’anno dalla rivista inglese Wine Enthusiast, spuntandola su Marlborough (Nuova Zelanda). Southern Oregon/Rogue Valley (Stati Uniti). Uco Valley (Argentina) e Slo Coast (California, Stati Uniti). A decretarne la vittoria e la definizione di “gemma nascosta”. il mix di villaggi incontaminati, castelli storici, gastronomia locale. tradizione pastorizia e, ovviamente, i vini: dal rosso Montepulciano ai grandi bianchi. il Trebbiano e il Pecorino. fino al C’erasuolo d’Abruzzo. «Un importante riconoscimento internazionale per la nostra regione e il lavoro che i nostri produttori fanno ogni giorno.
Fonte: Abruzzo Magazine.
La prima vendemmia bio al 100%.
Un traguardo orgogliosamente raggiunto e condiviso dai soci della storica cooperativa orsognese, in provincia di Chieti. con 1.400 ettari di vigneti integralmente convertiti alla coltivazione biologica. Prossimo obiettivo? Chiudere il cerchio e arrivare dall’attuale 45% circa di superficie biodinamica certificata Demeter al 100% di coltivazione biodinamica. Memorabile il San Martino di venerdì I I novembre. lesta per onorare gli sforzi compiuti e gli obiettivi ottenuti e che ha siglato una nuova e significativa denominazione: Bio Cantina Orsogna. Per l’occasione si sono riuniti tutti i soci e i dipendenti che hanno ricordato, dopo cinquant’anni.
Fonte: Abruzzo Magazine.
La migliore cantina GDO 2023 è abruzzese.
Caratine Spinelli si à aggiudicata il titolo di “Miglior cantina Gdo 2023” per la guida “Migliori vini al supermercato by winemag.it”. Grazie all’attenta lavorazione in vigna e al modernissimo impianto produttivo di Atcssa, in provincia di Chieti, la famiglia Spinelli riesce a proporre ai clienti della Grande distribuzione organizzata i vini tipici della regione, dall’inimitabile rapporto qualità prezzo. Non solo Montepulciano d’Abruzzo, ma anche Cerasuolo, Passerina e Pecorino. disponibili in numerose catene retail, in Italia e all’estero. Cantine Spinelli produce ( 76 ! Abru:mMagazine *** od e Wine circa 7 milioni di bottiglie l’anno. per il 60% destinate all’esportazione.
Fonte: Abruzzo Magazine.
Si brinda in Val Pescara per la Docg vini Casauria.
La promozione dell’attuale sottozona del Montepulciano è ormai a un passo >Dopo il via libera dei tecnici ministeriali i produttori si riuniranno i125 ad Alanno SI PUNTA AL DEBUTTO CON LA PROSSIMA VENDEMMIA, IL RILANCIO DELLA VOCAZIONE GRADE AL PATTO TRA CANTINE E SCUOLA. Di origine controllata e garantita. Già dalla prossima vendemmia vini ottenuti dai vitigni di diciotto comuni del pescarese, potrebbero essere contraddistinti con il marchio Docg Casauria, toponimo conosciuto sin dal Medioevo e riconducibile alla costruzione nell’871 dell’Abbazia di San Clemente nell’attuale territorio di Castiglione a Casauria. Una vera e propria consacrazione per la vallata che, da alcuni decenni, ha riscoperto, con orgoglio e grazie agli investimenti di tanti vignaioli, la vocazione vitivinicola.
Fonte: Messaggero Abruzzo.
Ais, lunedì sera si presenta il nuovo corso da sommelier.
Si svolgerà lunedì 23 gennaio presso la sede Ais Romagna a Cesena (via delle Fragole, 255) la serata di presentazione (a partire dalle ore 20.30) del corso di primo livello per sommelier Ais. La prima lezione del corso invece è prevista lunedì 30 gennaio nella stessa sede. Dedicato agli appassionati del vino, il corso di primo livello propone una immersione di base in questo mondo con l’apprendimento degli aspetti principali della degustazione, della viticoltura, dell’enologia e i primi rudimenti del corretto servizio del vino. Il tutto accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica della degustazione. In sintesi: 16 lezioni, 45 campioni da assaggiare, due libri di testo e una valigetta con 4 calici per una full immersion di base nell’universo del vino.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Valtidone, concorso per creare la mascotte.
Torna la proposta dell’azienda vinicola rivolta alle scuole Valtidone, concorso per creare la mascotte Torna nelle scuole il concorso “Crea la mascotte!” promosso dalla Cantina Valtidone, rivolto agli allievi delle primarie e delle secondarie di primo e secondo grado delle province di Piacenza, Cremona, Lodi e Pavia. «Il concorso – riferiscono gli organizzatori – intende promuovere il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e dei loro alunni nell’ideazione di un personaggio rappresentativo del rapporto tra i valori del mondo della viticoltura, dell’ambiente e del territorio, da utilizzare come idea di progetto nella realizzazione della mascotte ufficiale di Cantina Valtidone nelle proprie attività di comunicazione».
Fonte: Cittadino di Lodi.
Tecnologia a tavola Debutta a Bergamo il sommelier virtuale.
Parte da Bergamo, con l’apertura del primo wine bar dedicato in piazzetta Santo Spirito, la rivoluzione dell’era «Web 3.0». L’intelligenza artificiale permette infatti di passare dal sommelier in livrea ad uno virtuale. Il Personal Gpt (che sta per generative pre-training transformer) Sommelier, sviluppato dalla società «Italian Wine Crupto Bank» (Iwcb) consente di creare modelli di linguaggio in grado di rispondere alle domande ricevute in modo del tutto simile rispetto ad un essere umano. Il nuovo sistema permette di ricevere consigli sui vini da abbinare a determinati alimenti o con quali piatti sposare le bottiglie custodite nella cantina di casa o in base alla carta vini disponibile al ristorante.
Fonte: Eco di Bergamo.
“Il vino fa male” un oltraggio alla storia.
Il vino nuoce alla salute”, ecco l’intimidatoria ammonizione che sarà stampata sulle bottiglie vendute in Irlanda, così ha deciso il governo di Dublino. Anche se gli irlandesi, mi pare, amino più altre bevande, in particolare i superalcolici, il diktat preoccupa molto i produttori di vino di Italia, Francia e Spagna. La decisione irlandese che, oltre a tutto già è stata approvata dalla Commissione europea, è vista come una pericolosa riproposta di progetti già avanzati tempo fa, da nazioni nordiche e tesi ad avvertire i clienti di una presunta (diciamo noi) pericolosità del vino. La Coldiretti teme infatti l’approvazione “normativa comunitaria” sui pericoli immaginati della rischiosità del vino, anche se l’iniziativa è già stata frenata da Strasburgo.
Fonte: Provincia Como.
I braccianti dei vigneti portano nelle Langhe un angolo di Macedonia – Un angolo di Macedonia nelle Langhe la nuova vita dei braccianti dei vigneti.
Pante ha 53 anni e i suoi amici lo prendono in giro: «Sembra più vecchio, eh». «Ho lavorato tanto — ribatte lui — Adesso sto bene, ho una casa, una famiglia, ma nel 1992 quando sono arrivato non avevo documenti, la chiesa mi aiutava, ma ho anche dormito in mezzo ai campi». Se ne sta in disparte con un bicchiere di vin brulé in mano mentre i ragazzotti si buttano nel Tanaro — chi in costume, chi mezzo vestito — per il tuffo che da anni la comunità macedone del Basso Piemonte organizza sotto il ponte di Neive nel giorno dell’Epifania ortodossa, che cadeva ieri. La pandemia aveva bloccato questa tradizione e ieri in centinaia sono tornati a festeggiare sul greto del fiume.
Fonte: Repubblica Torino.
Grottaglie, Evoluzione Naturale la quarta fiera dei vini pugliesi.
Ottanta produttori per 400 etichette. Tutto pronto a Grottaglie nella storica Masseria Lella, immersa nel verde della provincia tarantina, la quarta edizione di Evoluzione Naturale la fiera pugliese dei vini naturali che riunisce oltre 80 produttori provenienti dall’Italia e dell’Europa e accomunati dall’impegno e l’attenzione di operare, in vigna e in cantina, in maniera rispettosa dell’ambiente. Il 22 e 23 gennaio tutti gli appassionati del buon bere potranno degustare oltre 400 etichette di vino unici e tutti da scoprire direttamente dalla voce di chi li produce. Saranno i rossi del mediteranno al centro dell’anteprima di sabato 21 gennaio, alle ore 19:30. Una piccola anticipazione per assaporare quella che sarà la quarta edizione della fiera enologica.
Fonte: Gazzetta di Taranto.
L’isola da bere protagonista a Roma.
L’isola del vino regina a Roma, protagonista di due giornate interamente dedicate alle etichette sarde. Una prima assoluta e considerata doverosa dagli organizzatori: la produzione vitivinicola della Sardegna è cresciuta moltissimo, per quantità ma soprattutto per qualità, ma ancora ha difficoltà a farsi conoscere e apprezzare come merita oltre mare. Ecco perché nasce “La Sardegna di Vinodabere”, iniziativa organizzata dal magazine Vinodabere diretto sin dalla nascita (nel 2017) da Maurizio Valeriani. Giornalista enogastronomico e guru dell’enologia, già vice curatore delle guide dei vini e ristoranti dell’Espresso, Valeriani ha una passione sfrenata per la Sardegna «per la sua gente, per la sua storia e per i suoi vini.
Fonte: Nuova Sardegna.
Cantina del Morellino, la festa è doppia.
Celebrati i 50 anni di vita dell’azienda e consegnato l’assegno alla Fondazione «II Sole» con il ricavato della bottiglia speciale. Si è svolta nella Sala Eden, a Grosseto, la serata di celebrazione del 50° anniversario della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano. Presenti, oltre ai soci e ai dipendenti della Cantina, anche i rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’ordine. È intervenuto anche Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione il Sole di Grosseto. A lui è stato dato un assegno simbolico di 15.000 euro. È una prima parte del contributo che la Cantina ha versato a favore del Progetto Dopo di Noi, che mira a garantire alle persone disabili una vita piena e dignitosa una volta che le famiglie non potranno più farsene carico.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Montecucco, un anno record. È la migliore «Denominazione».
Secondo il report di Avito è quella che ha ottenuto il miglior risultato nel corso del 2022. II 2023 inizia nel migliore dei modi per la «Do» Montecucco che, mettendo in archivio un 2022 con dati molto più che incoraggianti, si classifica a tutti gli effetti come la Denominazione più performante della Toscana. A confermarlo il report statistico sulle principali denominazioni vitivinicole toscane di Avito che evidenzia un andamento degli imbottigliati da record per la piccola denominazione amiatina pari a +35% sul 2021, superando persino i risultati del già fortunato 2019.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Enoturismo. Un corso per le aziende.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana presieduto da Francesco Mazzei insieme in prima linea per un evento formativo a beneficio dei soci del Consorzio sul tema dell’enoturismo e delle vendite diretta in cantina. Il titolo della giornata di formazione è «Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica» e ha come obiettivo quello di dare risposte concrete alle opportunità legate all’enoturismo e alle vendite dirette e di come queste possano decollare, sfruttando la tecnologia e l’innovazione digitale per il settore del settore vino.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Empoli Al Mercatale arrivano le arance da Tursi.
Tutto pronto per un nuovo appuntamento con delizie ed eccellenze del mercato agroalimentare empolese in via Bisarnella. Domani dalle 8 alle 13, a due passi dal parco Mariambini, dal centro cittadino e dalla Tosco Romagnola, sarà possibile trovare prodotti locali, toscani e `fuori porta’ come le arance di Pino Mariella da Tursi, dalla provincia di Matera, Basilicata. Ecco gli altri espositori: saranno presenti l’azienda agricola Fabio Conti con la farina di castagne, la cooperativa Le Furiose da Viareggio con il pescato del giorno, il Podere San Pierino con vino, Chianti classico, olio extravergine di oliva e verdure, Clementina Becarelli di Montaione con i formaggi caprini e ancora Juri Scarselli di Fucecchio con le verdure di stagione e trasformati, I 2 Falcetti di Castelfiorentino con i formaggi e Maria Castrogiovanni con latticini, carne bovina e suina e formaggi.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
«Opera Prima» celebra l’Amarone con il ritorno in scena alla Gran Guardia.
Sabato 4 e domenica 5 febbraio la presentazione dell’annata 2018 con i dati di mercato della Doc «Opera Prima» celebra l’Amarone con il ritorno in scena alla Gran Guardia Tavola rotonda sulla candidatura Unesco della tecnica di messa a riposo delle uve. Il re dei rossi veronesi torna alla Gran Guardia in piazza Bra con 64 aziende pronte a celebrare l’annata 2018, protagonista di Amarone Opera Prima, www.amaroneoperaprima.it, in programma sabato 4 e domenica 5 febbraio. Organizzato dal Consorzio vini Valpolicella, l’evento di punta della denominazione torna alla tradizionale collocazione invernale, mantenendo il restyling del nome dell’anteprima straordinaria del giugno scorso a beneficio di un format versatile realizzabile anche fuori stagione, seppure con focus tematici diversificati. Tanti i motivi per brindare con le bottiglie, pronte per il mercato, dopo il lungo periodo di appassimento delle uve, lavorazione ed invecchiamento necessari a definire la più pregiata produzione della Valpolicella.
Fonte: Arena.
Wine in Venice I vini migliori tra etica e innovazione.
Conto alla rovescia per Wine in Venice, la prima edizione del Red Carpet del Vino che sbarcherà a Venezia dal 28 al 30 gennaio, per portare in laguna l’eccellenza di questo settore. Un palcoscenico dedicato a protagonisti, storie e contaminazioni, ma anche un contenitore ideale per parlare di sostenibilità, etica ed innovazione, tre focus scelti dagli organizzatori (Winetales, Beacon, The Media Company Store e Venezia Unica) per la prima edizione della manifestazione, che vedrà la presenza di tanti ospiti per confrontarsi insieme e immaginare “Il Vino del Futuro”. Etica, innovazione e sostenibilità sono, infatti, le tre discriminanti selezionate dai giurati per assegnare le venti Wine Wild Card e garantire così l’acces so finale, una per regione d’Italia, al red carpet nella Grande Scuola della Misericordia e a Cà Vendramin Calergi.
Fonte: Nuova Venezia.
Il Veneto “delle ombrette” si trasforma nella piccola patria di cuochi e gourmet.
In dieci anni sono scomparsi moltissimi bar e al loro posto sono sorti ristoranti di ogni tipo e livello, in particolare a Venezia Una conseguenza dell’aumento del turismo ma anche della quasi impossibilità di sbarcare il lunario vendendo solo caffè n dieci anni 2.540 locali in più nel Veneto. Tanti, tantissimi. Nonostante la pandemia che ha messo a dura prova il settore della ristorazione. E una fotografia precisa quella che si evince dal database di Infocamere interrogato dal nostro giornale. Descrive su cosa abbia deciso di puntare l’impresa locale, cittadina, sempre meno legata alla bottega artigiana e sempre più proiettata verso le fortune di quella che potemmo chiamare manifattura del cibo. Nel 2012, le attività di ristorazione registrate nelle province venete erano 32.593.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Intervista a Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi – Agricoltura e clima Scotti Bonaldi: «La tecnologia ci potrà salvare» – «Ricerca e tecnologia Così la nostra agricoltura supererà crisi e rincari».
«Ricerca e tecnologia Così la nostra agricoltura supererà crisi e rincari» Bonaldi, presidente di Confagricoltura, analizza lo stato di salute del settore «L’Europa non freni l’innovazione. Sul Prosecco no a una crescita incontrollata» «Una parte dei costi è stata scaricata sui consumatori ma di più non si può». Il valore della produzione agricola in provincia tocca quota 1.3 miliardi di curo «Tecnologie per il risparmio d’acqua nell’irrigazione, piante più resistenti a malattie e alla siccità stessa: saranno ricerca e innovazione a salvare l’agricoltura in un momento così difficile a causa dell’aumento dei costi. Ma l’Europa ci lasci fare il nostro percorso». Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente provincia «Abbiamo tante denominazioni ma il vero problema è saperle valorizzare» «Serve maggiore cultura della sicurezza per evitare incidenti Le norme ci sono» le di Confagricoltura, non ha stato di salute del settore. dubbi: la sfida del cambia- «I12022 è stato un anno tutto mento climatico e dei rincari si vince solamente innovando.
Fonte: Tribuna Treviso.
Cantina ‘CentoPassi’ in terre confiscate. Lavori per 1.115.000 euro a San Cipirello.
Un milione e 115 mila euro per potenziare la Cantina Centopassi di contrada Don Tomasi. Si tratta di impianti, nati nel 2009 dalla riconversione di un bene confiscato alla mafia. Il potenziamento rientra negli interventi approvati dall’Agenzia per la coesione territoriale nell’ambito del Pnrr “Missione 5 –Inclusione sociale”. Il progetto, presentato dal Comune di San Cipirello, è stato approvato giorni fa. Prevede una serie di interventi per accrescere il potenziale produttivo della cantina. L’obiettivo è –infatti- “ampliare la possibilità di stoccaggio del vino, sia imbottigliato che in fase di maturazione, oltre che a migliorare in termini strutturali i percorsi di accoglienza”.
Fonte: Alpauno.
Custodi del vino: storie di un’Italia che resiste.
Il suo blog The Italian Wine Girl e il profilo Instagram, contano su una community di oltre 60.000 persone sia dall’Italia che dall’oltreoceano. Laura Donadio ora è autrice di un pregevole libro edito da Slow Food Editore, “Custodi del vino”, che racconta la rinascita dei territori della penisola attraverso la produzione di vini. Laura Donadoni ha viaggiato in tutte le regioni italiane, ha incontrato e scoperto persone che, grazie al vino e attraverso il vino, hanno costruito e percorso un cammino di resistenza e di rinascita dei territori che abitano. I racconti dell’autrice, delle sue esperienze vissute in prima persona in vigna, dei suoi pranzi in cantina e dei suoi incontri più o meno accidentali rompono la barriera della carta e trasportano il lettore proprio di fronte a quei personaggi che lei stessa intervista, in quei paesaggi suggestivi così minuziosamente descritti da comparire davanti agli occhi di chi legge. Non sarà quindi difficile ritrovarsi a sentire il profumo della polvere vulcanica dei vigneti dei Campi Flegrei, a percorrere tortuose strade liguri alla ricerca di meravigliosi angoli nascosti, e ancora ammirare incantati i ricami sulle colline delle Langhe e inerpicarsi sui versanti vitati delle montagne.
Fonte: The Way Magazine.
Il vino saprà farsi trovare pronto anche in caso di recessione, ma preoccupa il calo dei consumi.
Punti di forza e di debolezza del settore, da un punto di vista americano, nello “State of the US Wine Industry” 2023 by Silicon Valley Bank. Il momento, per l’economia globale e per il mondo del vino, è delicato e complesso, e per capire come affrontare il 2023, e possibilmente uscirne indenni, è importante non avere paura di analizzare dati e tendenze, siano essi positivi o negativi, come fa, ogni anno, il report “State of the US Wine Industry” firmato – anche nell’edizione 2023 – da Rob McMillan, fondatore della Silicon Valley Bank Wine Division, che offre una lettura – per quanto legata essenzialmente alla realtà del vino californiano – utile a tutto il mondo produttivo. Il primo aspetto positivo, che meriterebbe forse maggiore attenzione, è che il segmento premium del settore vino, dopo le difficoltà del 2020, sta andando benissimo, facendo segnare, secondo i dati raccolti dalla Silicon Valley Bank, una crescita decisamente solida, pari al +9,7% sul 2021.
Fonte: WineNews.
Vino: Italia seconda in Europa per l’export.
Secondo Confartigianato, nei dodici mesi terminati a giugno 2022 ne abbiamo venduto all’estero per 7,6 miliardi di euro. Ci precede la Francia con 11,7 miliardi. Il Veneto è primo in Italia e terzo in Europa: con 2,7 miliardi di vendite esporta quasi quanto la Spagna intera. Il via libera dell’Unione europea all’etichettatura proposta da Dublino per i superalcolici ha messo in agitazione i produttori italiani di vini. L’idea del governo irlandese, infatti, è di inserire nelle etichette delle avvertenze sanitaria, come, ad esempio, “l’alcol uccide”, sulla falsariga di quanto, ormai da anni, avviene per le sigarette. Il timore dei produttori è che la svolta dell’Irlanda, autorizzata da Bruxelles, possa aprire la porta ad iniziative simili anche da parte di altri governi.
Fonte: Quotidiano Nazionale.
Il vino come “facilitatore” di relazioni umane, motore dell’Eros, inteso come convivialità.
Le riflessioni di Rosario Iannacchero, neurologo, e presidente Società Italiana Studio Stroke. “Il vino è uno strumento che stimola l’amicizia, il suo consumo moderato aiuta a relazionarsi, si dice “in vino veritas”, importante è non esagerare. Il vino ha la sua storia, e per le malattie cardio e celebro vascolari in determinate condizioni può avere anche un ruolo protettivo e preventivo. Dire categoricamente che non si deve mangiare questo o quello, o che non si deve bere, è un messaggio che non è corretto”.
Fonte: WineNews.
Nuovo record per il vino italiano. L’export vola a 8 mld nel 2022.
Il 2022 del vino italiano si è chiuso con un nuovo record dell’export che ha toccato gli 8miliardi di euro (+12% sul 2021), e un -6,4% a volume e -1,8% a valori nelle vendite nella G.D.O. ma con livelli di vendita comunque superiori (sia nei valori che nelle quantità) a quelli pre-pandemici. Una flessione che ha riguardato anche l’ecommerce e i vini biologici, che è stata compensata dal canale horeca: le stime indicano un ritorno ai livelli del 2019 con un +46,6% sul 2021, spinto da una stagione primaverile-estiva molto lunga e dal gran ritorno dei turisti stranieri nel nostro Paese. Questi i dati esposti durante la nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. Secondo il responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini, “è indubbio come sul trend dell’export e delle vendite nel canale G.D.O. in Italia abbiano pesato diversi fattori come l’inflazione, il cambio euro-dollaro e il rallentamento economico, ma gli stessi andamenti sottendono anche uno spostamento nei consumi del periodo estivo e di inizio autunno verso il fuori-casa, trainati altresì dalla ripresa del turismo dopo gli anni più critici della pandemia”.
Fonte: Carlo Zucchetti.
Vino, Uiv-Ismea: nel 2022 in Gdo cresciuti solo gli spumanti low cost.
Il 2022 è stato «un anno di riposizionamento per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia». A farlo sapere ieri è stato l’Osservatorio Unione italiana vini-Ismea, su base dati dell’Osservatorio Ismea-Nielsen IQ, con una nota in cui è stato messo in luce che l’anno scorso «l’unica voce chiaramente positiva è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount)». Ciò «a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%)». E con un saldo 2022 delle vendite nella grande distribuzione «in passivo anche sul fronte dei valori: -2%, a 2,94 miliardi di euro». «L’exploit degli spumanti low cost (il cui prezzo medio a 4,4 euro/litro registra un aumento molto più contenuto dei listini rispetto ai competitor) – sottolinea la nota di Uiv-Ismea – è lo specchio del limitato potere di acquisto degli italiani nell’ultimo anno (i più costosi spumanti a Metodo classico chiudono – dopo un 2021 da incorniciare – a -9%, gli Champagne a -25%, anche per effetto delle limitate disponibilità) ma allo stesso tempo evidenzia tutta l’ormai irrinunciabile centralità raggiunta dalle bollicine anche tra le mura domestiche»..
Fonte: Floraviva.
Vino italiano, record dell’export. Toccati gli 8 mld (+12%).
Il mercato mondiale del vino, nel 2022, ha registrato un calo generalizzato delle importazioni, in termini di volumi, a fronte di una crescita dei valori. Secondo quanto emerso dal Forum Wine Monitor di Nomisma, nel periodo da gennaio a novembre dello scorso anno la Gran Bretagna ha registrato una crescita del 28,4% delle importazioni di vino a valore, gli Stati Uniti del 18,1%, il Giappone del 22,5%, la Corea del Sud del 19,2 per cento. Ha sorpreso invece la Germania che è passata in territorio negativo, sia a valore sia a volume, mentre la Cina non esce dal tunnel e continua a mostrare una variazione in calo che persiste dal dal 2018. L’Italia, secondo le stime, ha chiuso il 2022 con un nuovo record dell’export che ha toccato gli 8 miliardi di euro con una progressione del 12% rispetto al 2021. L’andamento del vino italiano nei mercati principali si conferma in linea con quello mondiale: negli Stati Uniti la crescita è stata del 16,2%, nel Regno Unito del 32,7%, in Canada del 21,7%, in Giappone del 25,3% e in Corea del Sud del 9,6%, mentre in Germania e in Cina il vino italiano segna un calo, rispettivamente, del 11,9% e del 7,2%.
Fonte: Wine Pambianco – Pambianconews.
Vino: Nomisma Wine Monitor, 2022 in chiaroscuro.
Un anno in chiaroscuro per il vino italiano il 2022. La fotografia è stata scattata da Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor, durante la nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. L’Italia ha chiuso l’anno con il nuovo record dell’export, 8 miliardi di euro, ossia +12 per cento. Negli Stati Uniti cresce del 16,2%, nel Regno Unito del 32,7%, in Canada del 21,7%, in Giappone del 25,3% e in Corea del Sud del 9,6%. Segno negativo invece in Germania, -11,9%, e Cina, -7,2%. Bollicine superstar con +25,4% in Usa, +78,9% in Gran Bretagna, +25,4% in Giappone, +19,6% in Svizzera, +31,3% in Canada e +37,3% in Corea del Sud. Ci sono paesi che hanno fatto meglio del nostro. Come Usa (+14,2%), Cile (+12,8%) e Francia (+12,5%), che raggiunge i 12,5 miliardi di export contro gli italiani e i 3 della Spagna (+6%), che è il terzo esportatore. Meno bene dell’Italia anche la Nuova Zelanda (+8%) e l’Australia (+4,1%). Il distacco dai francesi aumenta per un prezzo medio di vendita dei vini transalpini valorizzato oltre il 40% in più.
Fonte: Corriere dell’Economia.
Vino: convegno Ampelografia su futuro vigneto ad Agrigento.
Il Blues & Wine Soul Festival si conclude con un convegno di Ampelografia e di studio sul futuro del vigneto italiano e siciliano, anche in relazione ai cambiamenti climatici, che per la prima volta metterà attorno ad un tavolo i maggiori studiosi della vite in campo italiano ed internazionale. Il simposio si svolgerà venerdì 20 e sabato 21 gennaio prossimi, presso la Sala Fazello del Museo Archeologico Regionale di Agrigento; Attilio Scienza, Manna Crespan e Rosario Lentini saranno i relatori ufficiali del Convegno, i cui lavori saranno coordinati dal Presidente e direttore artistico del Blues & Wine Joe Castellano. Tra gli ospiti anche l’editore della rivista media-partner “Bubble’s Italia” e famoso scrittore del vino – Andrea Zanfi, il celebre enologo siciliano Tonino Guzzo, il grande esperto del Vino e direttore della testata “Vin Up”, Luigi Salvo ed il Direttore della Federazione Italiana Strade del Vino, Gori Sparacino
Fonte: ANSA.
STAMPA ESTERA
Raising a glass to a great city for wine.
Lacking a local tradition in winemaking, London imports from everywhere. What’s the greatest city in the world in which to drink wine? The answer is subjective, but to me the choices come down to two: New York and London. Neither is associated historically with a winemaking region, which is part of what makes them so great. Without the legacy of local production, both have been compelled to look far and wide for wine, and as port cities, they have had access to wines from wherever they were made. In London, by far the older city, that freedom required far-reaching discernment. Wine lovers needed to judge every sort of wine on its merits, rather than specialize in what was accessible. Americans have Britain to thank, or to blame, for the notion of wine connoisseurship. I have long believed that New York was the best city for wine, but after 10 days in London in late November, I am rethinking that conviction. Great wine lists can be found, of course, at the most expensive restaurants with multiple Michelin stars, as well as at famous places like SL John and the Ledbury. But I skipped those and a few other restaurants with excellent reputations for wine, like Gymkhana, an Indian restaurant in Mayfair, Sager e Wilde in Bethnal Green, the 10 Cases in Covent Garden and Planque in Haggerston. London’s place as a noteworthy wine city is felt in all sorts of restaurants, whether storefronts and counters or more formal dining rooms. Great wine is everywhere. Here are a dozen places to find an excellent glass. The Drapers Arms, in Islington, is the English pub of my dreams. The food is wonderful and the cask beer excellent. The wine list is astonishing and mostly French, along with terrific, well-priced choices from Germany, Spain and South Africa. And this comfortable old pub, with its bare wooden tables, pea-green bar and simple barstools, pours its bottles into expensive Zalto glasses, so you know it takes wine ultraseriously. I had simple poached leeks and a delightful venison pie with a suet crust, carrots and onions, lovely on a rainy autumn afternoon. Most of the patrons were hoisting glasses of ale, but I drank a gorgeous 2018 Vin de Jardin from Domaine de Galouchey, one of my favorite tiny Bordeaux producers.
Fonte: New York Times International Edition.
Castel veut rester incontournable dans la bière en Afrique.
Numéro deux de la bière sur le continent africain, le très discret groupe y est en pleine réorganisation. • L’entreprise familiale française modifie sa stratégie et s’y renforce en se diversifiant, en verdissant ses activités et en investissant dans l’amont agricole. Castel… Un chiffre d’affaires de 6 milliards d’enras. 250 filiales. 37.000 salariés. Roi du vin, roide la bière. le groupe est pourtant largement méconnu du public. Pierre Castel est pourtant numéro deux de la bière en Afrique, numéro un du vin en Europe avec des marques d’entrée de gamine comme Vieux Papes et Baron de Lestas. Il est également propriétaire de la chaîne decavistesNicolaas. C’est d’abord dans la bière en Afrique que le groupe s’est taillé un empire, au point d’y réaliser aujourd’hui 85 % de son chiffre döres. Après solaonte ans d’activité sur ce continent, alors que des grands groupes-Bollore. Zara. Dingue, AB 1nBev… – cèdent une partie de leurs actifs ou se retirent, le groupe est, lui, plus résolu que Jamais à y développer ses affaires sous Lena/ride sa filiale BGf. Cession de l’eau Cet objectif nev a pas sans des changementsassez pro1oncisdestratEgle. Castel souhaioerevnirsesmétiers, se diversifier, élargir sa présence à plus de 21 pays en Afrique et poursuivre sa croissance externe. D’ores et déjà, il a entamé sa sortie de l’eau enbouteille trophée au plastique et dix fois moins rentable que la bière. 85 ? DU .CHIFFRE D’AFFAIRES de Castel sont réalisés en Afrique. Après sein délecté de son pôle eau en France en 2008 (Cristaline, Chàteldon, Vichy Saint Yorre…), il veut maintenant vendre cette division en Afrique, où ildétient]7 marques d’eau (au Bénin. au Eurlàna Faso, au Cameroun, en Côte d’Ivoire, au Gabon, an Maroc, au Tchad et en Iluvste). Aln Ifrane au Maroc et les marques locales en Celte d’Ivoire ont déjà été cédées en 2022. Le groupe entend se concentrer sur la bière, les boissons gazeuses et les mélanges alcoolisés (prémix), qui connaissent un engouement importanten Afrique. Pour yparvenir, il vise la malaise de ses emballages et cherche à donner plus d’importance au verre. C’est dans cette optique qu’il vaacquérirAlver, le leader du verre en Algérie, ce qui porte à quatre le nombre de ses verreries par ailleurs situées au Cameroun, en Angola et au Maroc. Castel renfo rte ainsi ses capacités de production et ses ventes de bouteilles en Algérie, une base d’exportation vers l’Afrique de l’Ouest et 1Futnpe. Legaz et lesable largement disponibles y rendent très compétitive la fabuiratlon du verne. BGf souhaite développer le verre consigné.
Fonte: Echos.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 19 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Il roadshow del vino italiano 13 tappe in tre continenti.
Vinitaly Tour fino al 23 febbraio 11 roadshow del vino italiano 13 tappe in tre continenti. Verona Vin italy e il vino italiano in p rimo piano con un road show globale realizzato in collaborazione con il sistema paese. Da oggi e fino al 23 febbraio, la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore approderà in 9 Paesi (13 tappe in 3 continenti: Europa, Asia e Nord America) che rappresentano i due terzi del totale delle esportazioni italiane.
Fonte: Gazzetta di Parma.
Signore, brindiamo.
Le donne e il mondo del vino è il rapporto che indaga la giornalista Barbara Sgarzi nel suo libro Vino, donne e leadership (II Sole 24 Ore, 26 euro) che raccoglie più di 30 interviste a grandi protagoniste del settore: produttrici, wine writer, leader di grandi aziende o di piccole realtà. L’autrice racconta quanta importanza abbia il lato femminile in un mondo prima guidato solo da uomini. Le storie di vita, gli aneddoti e la grande passione testimoniano quanto il protagonismo al femminile stia aiutando le cantine a diventare più forti.
Fonte: Donna Moderna.
Mixology.
UN ROSSO MORBIDO CON RIFLESSI VIOLA E profumi di frutti rossi: Oppidum Marche rosso Igp Ciü Ciù è un tesoro bio che nasce nei vigneti delle Marche da uve 100% Montepulciano.
Fonte: Donna Moderna.
Très chic il rosé.
Stappalo per l’aperitivo o servilo con una cena di pesce: Abruzzo Rosé spumante dop di Cantina Tollo, metodo classico, è realizzato con uve di pinot nero che affinano in bottiglia per minimo 36 mesi. Fresco e ben bilanciato, profuma di frutti rossi, fragola e lampone. Servilo a 8°-10°.
Fonte: Donna Moderna.
Sul vitivinicolo 324 milioni per sostegni e promozione.
Sono stati ripartiti i 323,9 min di euro disponibili per la corrente annualità e da utilizzare per il finanziamento e gli interventi di sostegno al settore vitivinicolo italiano, così come programmati nell’ambito del Piano strategico della Pac 2023/27. I dati sono contenuti nel decreto del ministero dell’agricoltura n. 23313 del 18 gennaio 2023 in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Gli interventi di sostegno a favore del settore vitivinicolo sono articolati in cinque diverse operazioni. La riconversione e la ristrutturazione dei vigneti è quella che beneficia del maggiore stanziamento con 144,2 min di euro tutti assegnati alle regioni e alle province autonome che li erogheranno ai viticoltori calibrando l’applicazione in base alle specifiche esigenze del territorio.
Fonte: Italia Oggi.
Lettera. Dalla vostra parte. L’iniziativa irlandese contro il vino si presta a considerazioni maligne.
L’iniziativa irlandese contro il vino si presta a considerazioni maligne di Tony Damascelli Rammento a questa Europa senza fede e senza Dio che il vino lo beveva Nostro Signore Gesù Cristo. Ricordate le nozze di Cana quando trasformò l’acqua in vino? E già che ci sono ricordo che Gesù mangiava anche i pesci, l’agnello e quanto altro è al servizio dell’uomo. L’Europa senza idee e senza fede, almeno si informi. Gabriela Greganti Milano Gentile signora Greganti, l’iniziativa della repubblica d’Irlanda, subito accolta dall’Unione Europea, non è spiegata nei dettagli e questo si presta ad alcune considerazioni, da parte mia anche maligne.
Fonte: Giornale.
Lettera. L’Irlanda insiste nella guerra al vino.
Giù le mani dal buon vino. È incredibile leggere che il parlamento irlandese sia in procinto di approvare una legge per imporre l’obbligo di riportare sulle etichette indicazioni relative al cancro e alle malattie del fegato, così come già avviene sui pacchetti di sigarette. In poche parole, siamo di fronte ad un malcelato tentativo di affossare il vino cercando di farlo apparire cancerogeno, con un danno enorme per l’Italia che dal vino ricava circa 14 miliardi di euro e dà lavoro a più di un milione e 300mi1a persone.
Fonte: Giornale.
Lettera. Il vino fa male? Bruxelles di più.
Il vino fa male? Bruxelles di più La birra fa male perché ingrassa. Anche lo zucchero preso in quantità nuoce alla salute. Le aringhe salate induriscono le vene. Il latte contiene colesterolo. Anche la carne e il burro. Se il vino fa male perché alcoolico, allora il whisky la vodka ed il cognac sono letali. I Paesi anglosassoni lo sanno? Ma chi abbiamo a Bruxelles per farci attaccare cosi?.
Fonte: Giornale.
Feudi San Gregorio, su i margini: «La sostenibilità fa bene ai conti».
IL PRESIDENTE ANTONIO CAPALDO: «DAL 2018 CRESCITA DEL 12%» ROMA «La sostenibilità non è un mero costo, ma un modo per misurarsi, ripensare l’organizzazione e migliorare la performance aziendale. È una forma positiva di cambiamento e diventa reddito quando aiuta a pensare a lungo termine». Lo ha detto Antonio Capaldo, presidente di Feudi di San Gregorio, nel precisare che per il gruppo vitivinicolo, tuttora a gestione familiare, con l’avvio nel 2018 del Piano di sostenibilità la marginalità è cresciuta del 12%. Oggi il Gruppo Tenute Capaldo, con 34 milioni di fatturato, 200 dipendenti e 400 ettari di vigneto 300 dei quali in Irpinia, e il resto a Bolgheri, in Basilicata e Friuli, è classificato tra i primi cinque brand vinicoli in Italia.
Fonte: Messaggero.
Storia dell’amarone, passioni e inventiva con forti radici venete.
Il libro Giuseppe Lupo spesso, quando si leggono storie di imprese, si ricava l’impressione di avventure nell’orizzonte della modernità, accadute in maniera fortunosa, quasi si sia trattato di un’ascesa casuale e involontaria. Ogni narrazione, di solito, prende spunto da tre elementi: ci sono gli uomini (o le famiglie) che ne sono stati protagonisti; il territorio in cui è venuto a germinare un determinato tipo di prodotto; i fatti che appartengono all’evolversi della Grande Storia, declinati come sfondo in cui pure interagiscono in maniera più o meno diretta con le sorti dell’azienda, lasciando inevitabilmente il segno.
Fonte: Sole 24 Ore.
Il vino resta il re delle esportazioni.
Con un aumento del 17% è record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo che ha raggiunto i 60 miliardi di euro nel 2022 trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. E’ quanto emerge dalle proiezioni della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi undici mesi del 2022 che evidenziano un balzo a doppia cifra per l’alimentare nonostante la guerra in Ucraina e le tensioni internazionali sugli scambi mondiali di beni e servizi.
Fonte: Cronache di Napoli.
Levata di scudi per il vino locale.
Confronto sulla crisi del settore Levata di scudi per il vino locale “Giù le mani dal vino”. E questo il monito maturato domenica scorsa durante l’appuntamento che si è svolto nella suggestiva location della `Casa di Bacco’ a Guardia Sanframondi un pubblico confronto sulla crisi che attraversa la viticoltura sannita ed è stato illustrato l’ordine del giorno presentato dalla consigliera Fiorenza Ceniccola al Sindaco di Guardia Sanframondi ed approvato all’unanimità dal civico consesso guardiese nella seduta del 23 dicembre dello scorso anno avente ad oggetto la richiesta alla regione Campania di istituire la “Via della Falanghina” intesa come un impegno concreto verso le aree interne caratterizzate da una vera e propria desertificazione economica e sociale.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
«Vino emiliano da difendere L’etichettatura un pericolo».
I dem chiedono alla Regione di attivarsi con il Governo Modena La decisione dell’Irlanda di adottare un sistema di etichettatura delle bottiglie di vino sui rischi sanitari che non distingue tra l’uso e l’abuso di alcol è irregolare: si agisca per salvaguardare le produzioni vitivinicole italiane ed emiliano-romagnole. A chiederlo è una risoluzione del Partito democratico a firma di Palma Costi (prima firmataria), Marilena Pillati, Roberta Mori, Gianluigi Molinari, Nadia Rossi, Luca Sabattini, Matteo Daffadà, Marcella Zappaterra, Andrea Costa, Massimo Bulbi, Manuela Rontini, Marco Fabbri, Stefano Caliandro, Gianni Bessi, Ottavia Soncini, Francesca Marchetti e Francesca Maletti.
Fonte: Gazzetta di Modena.
Fiori e frutti di bosco in un sorso pieno e anche elefante.
In un sorso pieno e anche elegante a Cantina Terlano è una delle più antiche cantine sociali dell’Alto Adige essendo nata nel 1893, anno in cui 24 viticoltori si riunirono in associazione per produrre e commerciare il vino. Ora i soci sono 143 e coltivano 190 ettari coordinati dall’enologo Rudi Kofler con una qualità che su certi numeri è difficilissimo riprodurre. Prendiamo per esempio il Lagrein della linea Tradition. Questo vino è in pratica il rosso paradigmatico altoatesino. L’epicentro della produzione è situato nella zona attorno a Gries, e lo è da tempi lontani se pensiamo che ci sono fonti che ne danno notizie ancor prima del 1400.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Il mercato dei Vignaioli scappa? Restano pochi giorni per evitarlo.
A fine mese la Fivi deciderà la location della fiera che per undici anni si è svolta a Piacenza e nel 2022 ha richiamato 24mila visitatori Uno scorcio del Mercato Fivi. Entro la fine di gennaio la Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti prenderà una decisione: mantenere a Piacenza, dove si svolge da undici anni, il mercato Fivi, oppure emigrare verso un’altra città. Le indicazioni che arrivano, seppure informalmente, non inducono all’ottimismo. Rischiamo di perdere una scommessa importante, che poteva rappresentare un sempre più significativo volano per la nostra economia e per il turismo. Il motivo del paventato trasloco? Prima di tutto la capienza di Piacenza Expo.
Fonte: Liberta’.
«Il vino nuoce alla salute? Quel bollino è discriminatorio».
Castelvetro, il vicensindaco Mezzacqui: «Non distingue tra abuso e consumo». «Fortunatamente il via libera non è definitivo: ora l’Irlanda dovrà essere autorizzata anche dall’Organizzazione mondiale del commercio, in quanto questa normativa rappresenta una barriera anche a livello internazionale». Così Giorgia Mezzacqui, vicesindaca di Castelvetro e coordinatrice regionale dell’associazione Città del Vino, prende posizione all’indomani della decisione del governo irlandese di apporre sulle bottiglie di alcolici, vino compreso, l’etichetta «Nuoce gravemente alla salute».
Fonte: Resto del Carlino Modena.
Intervista a Luigi Grillo – «Non è vero che il vino è dannoso. Anzi, la scienza dice il contrario».
II viticoltore Grillo cita il ricercatore monterossino che indaga le proprietà antiossidanti dei vitigni E il politico di lungo corso strizza l’occhio: «E’ una direttiva, mica significa che sarà applicata domani…». Vendemmia alle Cinque Terre. «Dalle nostre parti la qualità dell’uva è talmente elevata che non corriamo alcun pericolo» La politica è stata la sua vita, la produzione di vino una nuova passione che sta ‘coltivando’ nella sua azienda di Monterosso. La doppia veste, dunque, consente a Luigi Grillo di valutare con lucidità la ventata di novità che arriva da Bruxelles esaminandola con l’occhio esperto del politico di lungo corso e con quello del viticoltore legato alla sua terra e orgoglioso del suo prodotto.
Fonte: Nazione La Spezia.
«Il prodotto non va demonizzato. Bisogna coltivare la cultura del bere».
II punto di vista di Bosoni «Sarebbe molto più efficace una seria campagna di informazione tra i giovani». La questione non è affatto nuova. Già in passato infatti si era paventata l’ipotesi di segnalare la pericolosità per la salute anche sulle bottiglie di vino ma poi non se ne fece nulla. A ricordarlo è Diego Bosoni il titolare, insieme al fondatore Paolo, della cantina Cà Lunae al confine tra i territori di Castelnuovo e Luni. «Credo che non sia affatto una soluzione al problema dell’abuso di alcol – spiega Bosoni – anzi possa diventare soltanto una penalizzazione per tutti i coltivatori».
Fonte: Nazione La Spezia.
“Alert sanitari” sulle etichette degli alcolici. Produttori in ansia per il danno d’immagine.
L’assessore regionale all’agricoltura mette in guardia: «Vigileremo e continueremo la nostra battaglia per la tutela del ‘made in Italy’» II vino, soprattutto quello di qualità, è un’autentica bandiera per il nostro Paese e per il territorio ligure. In alto, l’assessore regionale Alessandro Piana. La linea sembra quella di equiparare le bottiglie di vino e alcolici ai tabacchi L’oste ha sempre difeso la qualità del proprio vino, figuriamoci come potrà reagire all’idea di inserire nelle etichette delle bottiglie il messaggio di attenzione alla salute e alle conseguenze che potrebbe arrecare il consumo del prodotto.
Fonte: Nazione La Spezia.
Intervista a Laura Lombardi – L’esperta: «Bene educare al consumo responsabile».
«Per analogia lo stesso trattamento di protezione andrebbe riservato a insaccati e affettati» Un bicchiere, ogni tanto, può essere tollerato. Ma attenzione: l’alcol non fa certamente bene all’organismo e non soltanto perché provoca il famoso cerchio alla testa quando si esagera con i brindisi e gli assaggi. Le indicazioni alla moderazione arrivano dalla nutrizionista Laura Lombardi, presidente provinciale Lilt. «Non bisogna dimenticare – spiega la biologa – che l’alcol è cancerogeno. E’ indubbiamente vero che la buccia dell’acino contiene il polifenolo che è un antiossidante però è altrettanto vero che è presente anche la quantità alcolica per questo il problema sussiste, soprattutto se consumato in grandi quantità e con continuità.
Fonte: Nazione La Spezia.
Mantova tra le città che promuoveranno piatti e vini lombardi.
La giunta comunale ha approvato la bozza di protocollo d’intesa per la promozione dell’enogastronomia nella Lombardia Orientale “East Lombardy”. Il protocollo sarà sottoscritto per il Comune di Mantova, a breve, dal sindaco Palazzi, o da un suo delegato, insieme ai Comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e le Camere di Commercio di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova. La bozza di protocollo d’intesa per la promozione dell’enogastronomia nella Lombardia Orientale “East Lombardy”, trasmessa dall’Agenzia per lo Sviluppo e la Promozione Turistica della Provincia di Bergamo scarl (Visit Bergamo), prevede lo sviluppo e la promozione delle seguenti azioni comuni da realizzarsi entro il 31 dicembre 2023: ampliamento e consolidamento della rete degli operatori turistici; attività di comunicazione social e ufficio stampa, aggiornamento sito ed eventi, strumenti di comunicazione; azioni di promozione mirata (infopoint, fiere di settore, press tour, promozione su portali turistici); organizzazione di eventi; momenti formativi.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Terre d’Oltrepo A fine febbraio 600 vignaioli al voto per il Cda – Terre d’Oltrepo, il 21 febbraio al voto per le elezioni del Cda.
Dopo le dimissioni di sette consiglieri in pochi mesi, verrà rinnovato il consiglio di amministrazione della nota cantina. Terre d’Oltrepo, 1121 febbraio al voto per le elezioni del Cda La prossima settimana previsti tre incontri del consiglio d’amministrazione uscente coni soci. Si terrà martedì 21 febbraio l’assemblea elettiva della cantina Terre d’Oltrepo per il rinnovo del consiglio d’amministrazione, in sostituzione dell’uscente, decaduto dopo solo dieci mesi a causa delle dimissioni di sette consiglieri nel giro di poco tempo. Due le liste che si prevedono in campo, ma non sono escluse sorprese dell’ultim’ora, mentre il presidente uscente Enrico Bardone conferma la sua indisponibilità a ripresentarsi.
Fonte: Provincia – Pavese.
Vini lombardi Corre l’export ma i costi sono esplosi.
Coldiretti Dai concimi al vetro: l’aumento dei prezzi comprime i margini dei produttori Le esportazioni di vino lombardo sono aumentate del 10% in un anno, ma sul settore gravano diverse minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia sulla base dei dati Istat relativi ai primi nove mesi de12022. Nei vigneti si sono registrati, in particolare, rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. «Una bottiglia di vetro costa fino a150% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi è aumentato del 20% per quelli di sughero e addirittura i140% per quelli di altri materiali», ha rimarcato nel dettaglio la stessa Coldiretti.
Fonte: Provincia Como.
Salute a rischio per il vino? Gli studi dicono il contrario.
Gli studi dicono il conti al io per ora solo l’Irlanda, ma in un futuro anche altri paesi potrebbero approvare leggi che equiparano il danno del fumo a quello del vino introducendo le etichette allarmistiche quali “l’alcol nuoce gravemente alla salute”, “l’alcol provoca il cancro”. I121 giugno 2022 il governo irlandese ha notifica alla Commissione Europea la volontà di introdurre l’obbligo di riportare indicazioni sanitarie relative al cancro nell’etichettatura e presentazione delle bevande alcoliche. La Commissione Ue ha avuto tempo fino al 22 settembre per presentare le proprie obiezioni, ma non l’ha fatto. A dicembre è scaduto anche il periodo di moratoria e Il silenzio assenso della Commissione Europea consente da gennaio all’Irlanda di adottare la famigerata etichetta sanitaria per vino, birra e liquori.
Fonte: Provincia Sondrio.
«Basta inutili allarmismi nelle etichette del vino».
ok alle etichette allarmistiche sul vino che l’Ue ha concesso all’Irlanda preoccupa il settore vitivinicolo marchigiano. Non tanto per il mercato in sé che appare davvero marginale rispetto alle esportazioni di vino dalla nostra regione (l0 0,3% del totale secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat del 2021) quando perché questo via libera rappresenta un pericoloso precedente che arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati membri. La Commissione Ue ha consentito all’Irlanda di etichettare con alert sui rischi perla salute tutti gli alcolici, vino compreso, su un piano analogo alle sigarette.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
La serata Assaggiare il vino Consegnati i diplomi 2022.
Nuovi Assaggiatori di vino nell’Alessandrino. A Ovada, in una bella serata organizzata all’Enoteca regionale, la delegazione Onav di Alessandria, guidata dal Delegato Provinciale (e Consigliere nazionale) Glanluigi Corona, ha consegnato i diplomi a 19 neo Assaggiatori di vino Onav dl 1° livello. Al momento di festa, erano presenti le tre associazioni agricole, rappresentate da Cristina Bagnasco (Confagricoltura), Gabriele Gaggino (Confederazione italiana Agricoltori) e Valeria Pollaiolo (Coldiretti). Momento dl lesta La missione di Onav è quella di avvicinare al mondo del vino nuovi appassionati. «Alessandria – commenta la Vicepresidente nazionale Onav Teresa Bordin – è una delle vivaci e attive sezioni ONAV del Piemonte, dove ONAV nacque 71 anni fa.
Fonte: Novarese.
Vini, attacco all’Italia.
Coldiretti: “Duro colpo all’intero settore che mette anche la filiera a rischio” Vini, attacco all’Italia Preoccupa il via libera dell’Unione Europea agli “allarmi in etichetta” La Commissione Europea ha dato il via libera all’Irlanda di apporre etichette nocive, su vini, birre e alcolici. “E’ un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero – afferma Coldiretti Alessandria – Sono avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Parere contrario alla concessione della UE è stato espresso parere contrario di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno
Fonte: Vita Casalese.
Canelli, falsi vini pregiati venduti all’estero.
Venivano comprati al Sud e da coltivatori piemontesi, poi imbottigliati con etichette e marchi Docg contraffatti Migliaia di bottiglie di vini comuni venduti in Svizzera e Germania con i marchi di alcune tra le più importanti case vinicole italiane. Una presunta frode in commercio da centinaia di migliaia di euro scoperta tra il 2019 e il 2020 dalla Guardia di finanza. Al centro Paolo Marcarino, 43 anni, produttore vinicolo di Canelli che ha ampliato la storica azienda di familiarte civile la prestigiosa azienda vinicola Angelo Uaja glia raggiungendo fatturati ragguardevoli. Secondo le accuse del pm Francesca Dentis, sarebbe lui uno degli uomini-chiave del raggiro.
Fonte: Stampa Asti.
Nel messinese un nuovo Consorzio – Vino, nel messinese un nuovo Consorzio.
Nasce il “Mamertino”: messe insieme 15 aziende per una produzione annua di 100 mila bottiglie Vino, nel messinese un nuovo Consorzio La presidente Mondello: “Produttori seri che hanno creduto fortemente nel progetto” Il primo appuntamento del neonato Consorzio Doc è il Vinitaly 2023. Una nuova Doc in Sicilia, un nuovo progetto di sviluppo e di rilancio di una storica denominazione, che coinvolge 15 aziende e un ampio territorio della provincia di Messina. Per la Sicilia in generale si tratta di un accrescimento della propria offerta di qualità, mentre anche la zona occidentale porta novità importanti di garanzia del prodotto. Il nuovo Consorzio Doc è quello di Mamertino: dopo il riconoscimento della denominazione nel 2004 e la nascita dell’associazione nel 2019, giunge a compimento il lungo percorso del Mamertino con la fondazione del Consorzio.
Fonte: Quotidiano di Sicilia.
Vini doc di Pantelleria, anno nuovo fascetta di Stato in tutte le bottiglie.
Per quanto concerne invece la Sicilia occidentale la grande novità è data dal fatto che dall’ 1 gennaio scorso le fascette di Stato accompagnano tutte le bottiglie del Consorzio per la tutela e la valorizzazione dei vini Doc di Pantelleria, tracciando le varie fasi di vita di ogni vino. Si tratta di un sistema a garanzia dell’autenticità, che tutela sia i produttori sia i consumatori e appassionati dei grandi vini dell’Isola, in primis passito, moscato e zibibbo dolce, ma anche Pantelleria Bianco e Frizzante. Uno strumento che ne certifica non solo la qualità e la provenienza ma anche la tracciabilità, dalle origini del prodotto all’imbottigliamento e al posizionamento sul mercato.
Fonte: Quotidiano di Sicilia.
La Vernaccia risponde all’Europa.
Irina Strozzi presidente del Consorzio: «Triste insistere a voler indicare il vino come nocivo alla salute». Dalle bottiglie della Vernaccia di San Gimignano, primo Doc italiano, si è alzato il grido forte e chiaro nel ribadire che non è vero che il vino fa male alla salute. «È davvero triste e seriamente preoccupante che si voglia continuare ad insistere ad indicare il vino come alimento dannoso per la salute». La riflessione e la voce di Irina Strozzi, presidentessa del ‘Consorzio della Vernaccia di San Gimignano’, Come replicare a certe voci dall’Europa? «Questo tipo di affermazioni – precisa la presidente -, portano avanti un messaggio totalmente equivoco che non appartiene al mondo del vino e che rischia di discriminare, senza alcuna comprovata giustificazione, una cultura – aggiunge -, che esiste da migliaia di anni.
Fonte: Nazione Siena.
Vinitaly, al via un roadshow globale.
19 Paesi selezionati rappresentano i due terzi del valore di vino italiano esportato nel 2022 Vinitaly, e il vino italiano, in primo piano con un road show globale realizzato in collaborazione con il sistema paese. Dal 19 gennaio al 23 febbraio prossimi, la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore approderà in 9 Paesi (12 città, 13 tappe in 3 continenti: Europa, Asia e Nord America) che rappresentano complessivamente i due terzi del totale delle esportazioni di vino del Belpaese. «É un lavoro di squadra con le istituzioni che vede coinvolte le istituzioni, l’Ice e il sistema camerale, la rete di rappresentanza estera e la struttura interna di Veronafiere — sottolinea il presidente Federico Bricolo.
Fonte: Cronaca di Verona.
I nuovi Amarone in anteprima alla Gran Guardia.
Degustazione I nuovi Amarone alla in an Amarone Appassionati di Amarone c’è la data dell’anteprima 2023 degli ultimi Amarone prodotti. Sabato e domenica 4 e 5 febbraio, alla Gran Guardia di Verona si svolgerà Amarone Opera Prima. Apertura al pubblico sabato e domenica pomeriggio dalle 16.30.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Roccolo Grassi punta sul valpo Superiore senza appassimento.
Il nuovo stile veneto sui rossi, dai Colli Berici alla Valpolicella, gioca sull’eleganza, la freschezza e la bevi bilità, anche quando si tratta di vini importanti, caratterizzati da una certa complessità. I rossi marmellatosi in molti casi sono soltanto un ricordo. Ancora poche cantine però, alla ricerca di questo nuovo stile, si sono avventurate nella produzione di un Valpolicella Superiore solo da uve fresche, senza appassire le uve. Bene, il Valfresca 2015 di Roccolo Grassi, è un grande vino che nasce appunto con l’idea di produrre un Cru di Valpolicella Superiore da uve fresche, senza la tecnica dell’appassimento e cercando di ottenere un vino importante e da evoluzione, valorizzando il terreno di roccia calcarea da cui proviene.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Al via road show del vino 13 tappe e 9 paesi.
Vinitaly e il vino italiano in primo piano con un road show globale realizzato in collaborazione con il sistema paese. Da domani e fino al 23 febbraio, la principale manifestazione al mondo del prodotto enologico tricolore approderà in 9 Paesi (12 città, 13 tappe in 3 continenti: Europa, Asia e Nord America) pari ai due terzi del totale delle esportazioni di vino italiano. Si tratta di una iniziativa di promozione che si aggiunge e implementa l’importante investimento di oltre 3 milioni di euro per l’incoming di buyer e operatori in vista del prossimo Vinitaly.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Gli spumanti (e non solo il Prosecco) “rubano” mercato ai vini fermi, anche in Italia.
I dati sulla Gdo (che, nel 2022, chiude in calo in volume e valore) dell’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea- Nielsen IQ. Come ci si aspettava, e come già raccontato dai dati Iri riportati da WineNews nei giorni scorsi, il 2022 è stato un anno di riposizionamento (al ribasso) per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia, dopo i boom condizionati dalla pandemia e dei lock down totali e parziali del 2020 e 2021, con buona parte dei consumi fuori casi trasferiti tra le mura domestiche. Ed a confermarlo adesso sono i dati dell’Osservatorio Unione Italiana Vini (Uiv) e Ismea (su base Osservatorio Ismea-Nielsen IQ).
Fonte: WineNews.
Prosecco re delle nevi: bollicine italiane alla coppa del mondo di Saint Moritz.
La cantina trevigiana Villa Sandi protagonista nella rinomata località svizzera: alla Coppa del Mondo di Snow Polo, dal 27 al 29 gennaio, si brinda col Prosecco, assoluto e in mixology. Sulla neve in Svizzera si brinda con il Prosecco, assoluto e in mixology. Si rinnova il legame tra la Snow Polo World Cup di St. Moritz e la cantina trevigiana di Crocetta del Montello Villa Sandi (tra le World’ Best Vineyards 2022), che si conferma partner ufficiale del prestigioso torneo di polo su neve. La 38ª edizione della Coppa del Mondo si svolgerà dal 27 al 29 gennaio 2023 in una delle località montane simbolo dell’eleganza e del lusso con un calendario di momenti esclusivi.
Fonte: la Repubblica.
Parco agri-solare e progetto etico per la conduzione dei vigneti: il 2023 della Cantina Terre del Barolo.
L’azienda, fondata nel 1958 da Arnaldo Rivera, ha chiuso un bilancio in crescita con oltre 22 milioni di Euro di fatturato, e guarda al futuro nel rispetto del capitale umano e dell’ambient. Settembre 2021 – agosto 2022: un nuovo anno di grande crescita per la cantina Terre del Barolo. Domenica 15 gennaio i soci viticoltori si sono riuniti presso la sede per approvare il bilancio annuale. La soddisfazione è stata unanime: l’ultimo esercizio si è chiuso con un fatturato record, di oltre 22 milioni di Euro, cifra mai raggiunta prima nella storia della cooperativa e in ulteriore crescita rispetto ai 20 milioni dell’annata precedente. Soprattutto l’utile è stato chiuso ad una cifra di 2.8 milioni di Euro. Un risultato storico che conferma il trend positivo sul mercato, dove il marchio è ulteriormente cresciuto in reputazione e valore, a parità di volumi prodotti.
Fonte: Lavocedialba.it.
Export record di vino a 8 miliardi: il Prosecco ancora re delle vendite.
Nel 2022 l’export di vino italiano ha raggiunto la cifra record di 8 miliardi di euro, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Le stime arrivano dal Wine Monitor di Nomisma: per l’Italia si tratta di un indubbio successo, anche se il nostro Paese continua a rimanere distante dai record della Francia, che nel 2022 si stima abbia esportato vino per 12,5 miliardi di euro, in crescita del 12,5% rispetto all’anno precedente. La ragione alla base di questo gap sta anche nella capacità dei vignerons d’Oltralpe di portare a casa un valore aggiunto superiore per ogni bottiglia: il prezzo medio all’export dei nostri vini fermi è risultato inferiore del 40% anche nel 2022. Lo stesso dislivello che c’era già dieci anni fa, dunque, ancora non è stato colmato.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Vino italiano: l’export segna un nuovo record, ma la Francia è avanti.
Le vendite della Penisola sui mercati stranieri nel 2022 raggiungono gli 8 miliardi di euro, con un incremento del 12% rispetto allo scorso anno; crescono anche le esportazioni francesi, che raggiungono i 12,5 miliardi di euro. I dati illustrati durante la nona edizione del Forum Wine Monitor. Il 2022 sarà ricordato come l’ennesimo anno in “chiaro-scuro” per il vino italiano, dove a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future. La nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma, che si è tenuta a Bologna, si è posta l’obiettivo di “decifrare” i trend del momento per individuare le possibili traiettorie di sviluppo per il settore vinicolo italiano.
Fonte: la Repubblica.
Uiv-Ismea, acquisto vino online perde appeal -15% nel 2022.
Calano del 15% gli acquisti online di vino e spumanti, con picchi del 21% per le tipologie più pregiate. Un canale che ha registrato segni negativi sui prezzi, con listini in media in calo del 10%. Lo rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea, dopo il boom delle vendite nel 2020 (da 2,6 a 8 milioni di litri) e un ulteriore incremento nel 2021 (9 milioni). Un segmento che sembra ora destinato ad assestarsi sui livelli dell’anno pandemico e quindi aver interrotto la crescita. Quanto alle vendite in Gdo, l’Osservatorio segnala quali sono i vini che strutturalmente hanno imboccato una fase involutiva e quali invece stanno ripiegando sui valori pre-Covid dopo la fiammata 2020/21.
Fonte: ANSA.
Vino e pasta, export da record. Raggiunti i 60 miliardi di euro.
Con un aumento del 17% è record storico per l’export agroalimentare italiano nel mondo, che ha raggiunto i 60 miliardi di euro nel 2022 trainato dai prodotti simbolo della Dieta Mediterranea come vino, pasta e ortofrutta fresca che salgono sul podio dei prodotti italiani più venduti all’estero. E’ quanto emerge dalle proiezioni della Coldiretti sulla base dei dati Istat sul commercio estero relativi ai primi undici mesi del 2022, che evidenziano un balzo a doppia cifra per l’alimentare nonostante la guerra in Ucraina e le tensioni internazionali sugli scambi mondiali di beni e servizi. Il re dell’export tricolore si conferma il vino per quasi 8 miliardi, seguito da pasta e altri derivati dai cereali con un volume di vendite di oltre 7 miliardi e da frutta e verdura fresche con circa 5,5 miliardi, ma ad aumentare sono anche l’extravergine di oliva, oltre a formaggi e salumi.
Fonte: ANSA.
Vino. Nel 2022 boom di spumanti “low cost”, ma crollano i vini fermi (-7%). Il report dell’Osservatorio Uiv-Ismea.
Si chiude un anno di riposizionamento per le vendite dei vini in grande distribuzione (e retail) in Italia. Nel 2022, l’unica voce chiaramente positiva – rileva l’Osservatorio Uiv-Ismea su base Osservatorio Ismea-Nielsen IQ – è relativa alla categoria “Altri spumanti Charmat” (diversi dal Prosecco), che ha archiviato il 2022 con una crescita tendenziale in volume del 13% (+22% nei discount), a fronte di un calo generale degli acquisti allo scaffale che supera il 6% con perdite sopra la media per la tipologia dei vini fermi (-7%) e in particolare per le Doc rosse che scendono in doppia cifra (-11%). L’exploit degli spumanti low cost – il cui prezzo medio a 4,4 euro/litro registra un aumento molto più contenuto dei listini rispetto ai competitor – è lo specchio del limitato potere di acquisto degli italiani nell’ultimo anno (i più costosi spumanti a Metodo classico chiudono – dopo un 2021 da incorniciare – a -9%, gli Champagne a -25%, anche per effetto delle limitate disponibilità) ma allo stesso tempo evidenzia tutta l’ormai irrinunciabile centralità raggiunta dalle bollicine anche tra le mura domestiche. Il saldo 2022 delle vendite in grande distribuzione chiude in passivo anche sul fronte dei valori (-2%, a 2,94 miliardi di euro).
Fonte: Agricultura.it.
Etichette di vino con alert per la salute: cosa succede?
Sta facendo molto discutere in questi giorni la decisione presa della Commissione Europea, che ha deciso di autorizzare l’Irlanda a mettere un alert per la salute su etichette di vino, birra e superalcolici. Questo renderebbe le etichette di vino simili ai pacchetti di sigarette, con un avviso per il consumatore sulla nocività del prodotto. L’accaduto ha suscitato forte dissenso da parte dei paesi produttori di vino, come Italia, Francia e Spagna. Infatti, questa decisione porta a categorizzare come nocivo un prodotto che, se consumato nella giusta quantità, non porta alcun problema alla salute. Il rischio è quello di condizionare il mercato, scoraggiando il consumatore dall’acquisto di vino senza un giusto motivo.
Fonte: Hello Taste.
Vino: Italia seconda al mondo. Vendite sui mercati stranieri per 8 mld.
Nuovo record per l’export del vino Made in Italy che ha toccato gli 8 miliardi di euro nel 2022, un +12% rispetto allo scorso anno, e un -6,4% a volume e -1,8% a valori nelle vendite nella Gdo, ma con livelli di vendita comunque superiori a quelli pre Covid. Resta comunque intatto il divario con la Francia che, negli ultimi dodici mesi ha esportato vino per 12,5 miliardi di euro (+12,5% sul 2021), oltre 4 in più rispetto all’Italia. Sono questi i dati recenti sull’andamento delle esportazioni di vino italiano, usciti dalla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma che ha anticipato prospettive di crescita incerta per l’intero comparto del vino a causa dell’evidente rallentamento economico. Dunque, anche nel 2022, la Francia, si è tenuta stretta il suo podio, mentre la Spagna, terzo esportatore mondiale è ancora a distanza con quota 3 miliardi di fatturato estero sul vino, nonostante i progressi del 6%.
Fonte: CIA – Agricoltori Italiani.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 18 gennaio 2023!
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Quando il vino ha valore positivo.
Don Kessy Baltaiary è un giovane prete della Tanzania che è stato inviato dal suo vescovo alla scuola enologica di Alba, per imparare a fare il vino e costituire una cantina in quel lontano Paese. Lo ha chiamato sul palco il presidente degli enologi italiani, Riccardo Cotarella, davanti ai 400 colleghi giunti a Napoli per il Simposio annuale, per mostrare come continui a diffondersi la cultura del vino nel mondo. Basterebbe questo per evidenziare la contraddizione di un provvedimento, come quello votato in Irlanda, che metterebbe sulle etichette di vino allarmi di nocività. Il Simposio di Napoli, quasi profetico quando è stato pensato, aveva per titolo “Vino e Salute, tra alimentazione e benessere” ed ha raccolto il parere di esperti a livello internazionale sul valore positivo del vino, se bevuto con moderazione.
Fonte: Avvenire.
Cultura del buon vino, Palazzo Taverna diventa un nuovo centro di sviluppo.
«The Apartment» di Antonio e Ella Capaldo Ella e Antonio Capaldo nell’ufficio di Feudi San Gregorio (foto Claudio Guaitoli) L’artista Pietro Ruffo Cultura del buon vino, Palazzo Taverna diventa un nuovo centro di sviluppo Quando si dice, la genesi di una buona idea. Così Palazzo Taverna, già importante centro di mostre, performance e dibattiti, diventa un nuovo centro di sviluppo della cultura del buon vino con Antonio e Ella Capaldo e il loro «The Apartment». Operazione per nulla scontata visto che, a differenza di quanto si possa pensare, in realtà del vino, finanche in Italia, non si sa molto nonostante l’interesse sia sicuramente alto.
Fonte: Corriere della Sera Roma.
Riorganizzazione della governance di Banfi, azienda del Bruneio di Montalcino (Si).
Enrico Viglierchio, direttore generale del gruppo, assume anche l’incarico di presidente del cda di Banfi Società Agricola srl. Con lui ci saranno: il vice presidente Gabriele Mazzi, cfo di entrambe le società Banfi srl e Banfi Società Agricola srl; Cristina Mariani-May, Philip Calderone e Jason Arfin. Rodolfo Maralli direttore commerciale e marketing, sarà anche presidente del cda di Banfi srl. Vice presidente Bono stati nominati Enrico Viglierchio, Gabriele Mazzi ed Elizabeth Koenig, di fresca nomina a direttore hospitality di Castello Banfi Wine Resort. Cristina Mariani-May è anche la presidente del neonato comitato esecutivo.
Fonte: Italia Oggi.
Roberta Surini è il nuovo marketing e communication manager di Allegrini e Corte Giara.
Da anni, si può dire da decenni, si discute se la forza dell’Italia in cantina non risieda nella «collezione» di vitigni autoctoni di cui si dispone. Va detto che degli oltre 800 fenotipi conservati ne saranno in produzione effettiva il io% e che anche la definizione di autoctono avrebbe bisogno di una messa a punto. Dopo quanto tempo un vitigno acclimatato in un determinato territorio può dirsi tale? E soprattutto in un mercato scandito dai brand ha senso puntare tutto sulla biodiversità dovendo spiegare al mondo, sovente distratto, caratteristiche, peculiarità e via dicendo? Tenendo conto che – come direbbe un vecchio contadino friulano – il vino «o xe bon o no xe bon». E lì dovrebbe finire la discussione.
Fonte: Italia Oggi.
Daniela Mastroberardino è la nuova presidente delle Donne del Vino.
Prende il posto di Donatella Cinelli Colombini. Produttrice campana, amministratore ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco (Av) è nata nel 1968. Con lei nella governance dell’associazione la vice presidente vicaria Francesca Poggio e le vice presidenti Marianna Cardone e Paola Longo. Fanno parte del consiglio Marilisa Allegrini, Pia Donata Berlucchi, Antonella Cantarutti, Cristiana Cirielli, Carolin Martino, Dominique Marzotto, Antonietta Mazzeo, Jenny Vian Gomez. Nel collegio dei probiviri, Michela Guadagno, Elena Tesseri, Romina Togn.
Fonte: Italia Oggi.
Cresce il fatturato di Vivo Cantine….
Ha chiuso il bilancio con +41% di fatturato arrivato a 164 min di euro. Il gruppo veneto di Salgareda (Tv), realtà nata nel 2012 dalla fusione tra la Cantina Produttori Campodipietra e la Cantine Produttori Riuniti del Veneto Orientale, con il bilancio 2022 raggiunge un valore della produzione di 120 min di euro, +64,4%, mentre il valore distribuito tra i soci in termini di remunerazione dei conferimenti è pari a 101,4 min di euro. «L’acquisizione di nuove aziende e investimenti per venti milioni di euro fatti nell’ultimo triennio hanno prodotto i risultati attesi.
Fonte: Italia Oggi.
Intervista a Lamberto Frescobaldi – Cara Ue, che figuraccia sul vino.
Uiv: col caso irlandese va in crisi il mercato comune Cara Ue, che figuraccia sul vino Il parlamento dice una cosa, la commissione fa l’opposto. Credo che in Europa facciano proprio una brutta figura micidiale. Il Parlamento dice una cosa, la Commissione un’altra. Il Parlamento ha votato contro il beating cancer, la Commissione trova giusto mettere gli health warning sulle etichette di vino e alcolici». E categorico, Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini, nel commentare a ItaliaOggi il recente via libera in Irlanda agli alert per vino, birra e liquori passato col silenzio della Commissione. E concorda con quanto svelato sabato (14 gennaio 2023) dal nostro giornale: in un articolo ha riportato la risposta della commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides ad un’interrogazione dell’eurodeputato francese, Brice Hortefeux; con essa la commissione conferma il suo ok agli health warnings, nonostante il voto contrario degli eurodeputati nel febbraio 2022.
Fonte: Italia Oggi.
All’estero il vino italiano va In Italia meno: vendite giù.
Bene l’export, ma non benissimo, male il mercato interno. È in chiaro scuro l’andamento 2022 del vino made in Italy tracciato dal Forum Wine Monitor di Nomisma che si è tenuto ieri a Bologna. L’export ha toccato un nuovo record a 8 miliardi di euro, +12% sul 2021, ma la Francia è arrivata a 12,5 miliardi di euro. La Spagna, terzo esportatore mondiale, ha invece segnato un aumento di circa il 6% per arrivare a 3 miliardi di euro. Quello che fa la differenza è il prezzo dei vini italiani che, a confronto con quelli francesi, è inferiore del 40%: il solito divario come dieci anni fa. In Italia, secondo i dati NielsenlQ, calano del 6% le vendite a volume nella gdo anche se le quantità vendute restano ancora sopra al livello pre pandemia.
Fonte: Italia Oggi.
Emozioni del vino correlate alle molecole.
Descrivere in maniera scientifica le emozioni che riesce a trasmettere un vino quando viene bevuto. L’International Academy of Sensory Analysis (Iasa) di Brescia ha messo a punto un protocollo finalizzato a generare correlazioni tra i diversi vini e le differenti emozioni. E, se è possibile, tra queste e i caratteri sensoriali e le molecole presenti. Il progetto del protocollo coinvolge esperti di sette università (Pisa, Brescia, Cattolica di Piacenza, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due istituti di ricerca: il Cnr e il Centro Studi Assaggiatori. Luigi Odello. segretario accademico dello Iasa spiega il senso del progetto a ItaliaOggi: «Ci siamo chiesti se le emozioni che si hanno nel bere un vino fossero misurabili. E abbiamo cercato di dare una risposta con il contributo di varie figure, statistici, tecnologi, umanisti, filosofi, specialisti delle neuroscienze.
Fonte: Italia Oggi.
Vino in lattina, vendite doppie entro 5 anni.
Il Pecorino non è il più noto dei vini italiani, forse per la poco romantica coincidenza linguistica che associa il suo nome a un formaggio dal bouquet tutt’altro che «vinicolo». È comunque un handicap commerciale meno pesante nei paesi anglofoni, dove l’omonimia è poco sentita e dove il vino, un bianco gradevole e poco impegnativo, prodotto perlopiù nelle Marche e in Abruzzo, occupa invece un posto d’onore nell’ambito di un interessante esperimento di marketing. La prestigiosa catena di supermercati inglese Waitrose, frequentata dalla borghesia abbiente britannica, ha deciso di sostituire la sua offerta di vino in «monodose» di vetro, bottigliette da 187m1, con lattine di alluminio.
Fonte: Italia Oggi.
Vino, export a 8 miliardi Italia seconda nel mondo.
Promozione del vino Parte domani il roadshow per promuovere le cantine in Europa, Usa e Asia Giorgio dell’Orefice Contro gli allarmismi sul vino e gli health warning in etichetta alla stregua delle sigarette la strada maestra è quella della promozione. Ne sono convinti a Veronafiere, la società che gestisce il Vinitaly di Verona che ha dato vita, insieme a Ice Agenzia e al sistema camerale a un roadshow internazionale dedicato al vino made in Italy che prenderà il via domani. Una grande campagna promozionale che durerà fino al 23 febbraio prossimo toccando u città di 9 Paesi in tre diversi continenti (Asia, Nord America ed Europa) che consentirà alle cantine italiane di allacciare rapporti con i buyer internazionali ma anche di favorire l’incoming degli operatori stranieri alla 55ma edizione di Vinitaly in calendario a Verona dal 2 al 5 aprile prossimi.
Fonte: Sole 24 Ore.
Vinitaly, Veronafiere e Ice portano in nove Paesi il meglio del made in Italy.
Anche per il 2023 la Scuola per assaggiatori di vino riapre le porte nella capitale mondiale delle barbatelle, con l’ottavo corso formativo dal suo insediamento permanente a Rauscedo. Il delegato provinciale, Francesco Zoldan, insieme al consiglio direttivo hanno organizzato, infatti, un nuovo corso Onav, per ottenere la patente di “Assaggiatori di vipo”. La delegazione ha deciso di riproporre il corso, a Rauscedo, a partire dal prossimo 8 febbraio, ricordando a tutti che l’obiettivo di Onav è quello di diffondere la cultura del vino e del bere consapevole, la valorizzazione del patrimonio enologico italiano e la formazione continua di appassionati e professionisti competenti.
Fonte: Sole 24 Ore.
L’export di vino vola oltre quota 8 miliardi Vendite giù nella Gdo.
Un anno, i1 2022, in «chiaro-scuro» per il vino italiano, in cui «a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future» e a un export che corre a quota 8 miliardi fa da contraltare il calo delle vendite a volume nella Grande Distribuzione Organizzata. È quanto emerge dalla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. Secondo le stime dell’istituto bolognese lo scorso anno il vino italiano ha raggiunto «gli 8 miliardi di euro di esportazioni, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%. Anche la Francia è risultata in crescita, arrivando così a 12,5 miliardi di export vinicolo, mentre la Spagna, terzo esportatore mondiale, si è dovuta accontentare di un aumento di circa il 6%, raggiungendo i 3 miliardi di euro».
Fonte: Piccolo.
«Dall’Irlanda etichette allarmistiche sul nostro vino».
Le esportazioni di vino lombardo crescono de110%in un anno ma sul settore gravano diverse minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. Nei vigneti si registrano rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Una bottiglia di vetro costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%.
Fonte: Cittadino di Lodi.
Il vino sfuso in crisi, le aziende cercano soluzioni.
Si studiano le strategie per risollevare il settore Un seminario il 27 gennaio. «II mercato del vino sfuso è fermo. A partire dall’ultima vendemmia non ci sono richieste di vino sfuso». Questo l’allarme che è stato lanciato dal presidente della cooperativa agricola Vinea, Ido Perozzi, che ha tenuto un incontro con gli operatori di aziende vitivinicole per discutere della difficoltà che il mercato del vino sfuso, e non solo, sta attraversando in questi mesi a livello locale, nazionale e comunitario.
Fonte: Corriere Adriatico Ascoli Piceno.
Lettere ala Redazione – Etichette allarmistiche Un attacco al vino italiano.
Etichette allarmistiche Un attacco al vino italiano Il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia. L’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda, che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, è un pericoloso precedente che rischia di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio una filiera che, nelle nostre province, vanta 4 Doc e una Docg.
Fonte: Stampa Biella.
Sensori in vigna per monitorare il clima impazzito – Sensori fra i vigneti Unesco monitorano gli effetti dei cambiamenti climatici.
L’obiettivo è creare sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato il primo Osservatorio nazionale sui cambiamenti climatici in vigna. A lanciare il progetto è stata l’Associazione per il Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli tutelati dall’Unesco. Dopo la fase di studi e analisi, il progetto sta continuando negli aspetti più tecnici. In questi giorni si sta lavorando tra i filari per installare sensori di rilevazione dei fattori legati ai cambiamenti climatici in viticoltura. Un obiettivo ambientale ambizioso: verranno installati in tre località, una è Grinzane e misureranno dall’umidità del terreno alla temperatura degli acini Sensori fra i vigneti Unesco monitorano gli effetti dei cambiamenti climatici? Si sta lavorando alla nascita di un Osservatorio sul tema obiettivo è ambizioso: creare sulle colline di Langhe, Roero e Monferrato il primo Osservatorio nazionale sui cambiamenti climatici in vigna.
Fonte: Stampa Cuneo.
Festa. per Alessandro Nigro miglior sommelier d’Italia – Festa per Nigro migliore sommelier d’Italia.
II foggiano Alessandro Nigro Imperiale, miglior sommelier d’Italia 2022, incontra il Territorio a poche settimane dal prestigioso traguardo raggiunto che accompagna il suo percorso di crescita professionale. Appuntamento venerdì 20 gennaio con “Mesdames et Messieurs”, un incontro culturale attorno al vino organizzato dalla Delegazione di Foggia dell’AIS (Associazione Italiana Sommelier). Alessandro Nigro colleghi dell’Ais Festa per Nigro migliore sommelier d’Italia II foggiano Alessandro Nigro Imperiale, miglior sommelier d’Italia 2022, incontra il territorio a poche settimane dal prestigioso traguardo raggiunto che accompagna il suo percorso di crescita professionale.
Fonte: Gazzetta di Capitanata.
Il vino? Se poco è salutare.
«Il vino per la sua composizione ricca e originale, in termini di polifenoli e antiossidanti, è anche associato a benefici per la salute, in particolare se il consumo é integrato in un modello di dieta mediterranea italiana». Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un videomessaggio al simposio di Assoenologi a Napoli, difende il consumo sano del vino dopo le polemiche sull’etichettatura europea. Schillaci non ha esplicito riferimento alla querelle ma sottolinea: «Promuovere l’informazione e la conoscenza per sostenere la diffusione di stili di vita e di consumo sani e responsabili è il primo passo per la tutela e la prevenzione dei cittadini.
Fonte: Unione Sarda.
Troppo Vermentino e poca uva locale: indaga la Finanza.
Non ci sarebbe corrispondenza tra le quantità: materia prima importata? Troppo Vermentino e poca uva locale: indaga la Finanza Uva della Penisola (Puglia e Sicilia) per produrre Vermentino made in Olbia. È l’ipotesi di una indagine della Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Sassari) che viene condotta in Sardegna e in altre regioni dopo la segnalazione di alcune anomalie di partite divino bianco di pregio, già commercializzate. L’attività é coperta da riserbo e riguarda società che hanno distribuito migliaia di bottiglie di vino con la certificazione dell’origine controllata.
Fonte: Unione Sarda.
Se il bag in box incontra il design.
L’idea di Sessa per portare il vino a tavola in modo diverso. Un’idea innovativa per trasformare un oggetto di uso quotidiano in un elemento di design, capace non solo di diventare esteticamente piacevole alla vista ma anche di essere pratico e più sostenibile per l’ambiente. Nasce a Pontedera il nuovo IIBox, uno spillatore di design per conservare il vino. IIBox può essere personalizzato e con la possibilità in futuro di poter essere refrigerato, illuminato o sorretto da un piedistallo. È stato l’architetto e designer Giuseppe Sessa, che da 27 opera a Pontedera nel suo studio Italian Design ai piedi del ponte Napoleonico, a trasformare l’idea di Giuseppe Martino e della figlia Stella in un oggetto commercializzabile e già entrato in produzione nel dicembre scorso con tanto di brevetto nazionale depositato.
Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.
Anteprima: 120 cantine con Chianti e Morellino.
Saranno più di 120, per oltre 400 etichette presenti, le cantine presenti ad Anteprima Chianti Lovers e Rosso Morellino, presentazione delle nuove annate in commercio il 12 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze. Si rinnova così l’appuntamento con protagonisti il Consorzio Vino Chianti e il Consorzio Morellino di Scansano Docg, organizzato e promosso da Ascot, Associazione consorzi toscani per la qualità agroalimentare. Per Bernardo Guicciardini Calamai (foto), presidente del Consorzio Morellino di Scansano, «arriviamo a questa edizione di Chianti Lovers e Rosso Morellino come una denominazione che sempre di più è percepita tra quelle di riferimento del vino toscano.
Fonte: Nazione.
Vinitaly rilancia dall’estero: 13 tappe dal Giappone agli Usa.
Il road show parte domani e in 36 giorni presenterà il vino italiano e la 55′ edizione in tre continenti Vinitaly rilancia dall’estero: 13 tappe dal Giappone agli Usa L’ad Danese: «Iniziativa senza precedenti per il futuro del vino» II presidente Bricolo: «Nuove opportunità di crescita del settore» Promozione delle etichette italiane in un momento delicato per il comparto con l’aumento di costi. «Una iniziativa di promozione senza precedenti nella storia di Vinitaly verso i Paesi obiettivo del presente e del futuro commerciale del vino italiano». Maurizio Danese, ad di Veronafiere, definisce con queste parole il Road Show globale che parte domani e fino al 23 febbraio porterà Vinitaly in Austria, Germania, Svizzera, Danimarca, Regno Unito, Belgio, Usa, Giappone e Corea del Sud.
Fonte: Arena.
Campus e laurea in spumanti Chies: «Ricadute importanti».
Polo universitario viticolo: il territorio plaude al nuovo progetto di eccellenza. Conegliano è destinata a diventare un polo della viticoltura universitaria internazionale, soprattutto nel campo delle bollicine: il nuovo campus universitario attirerà studenti anche dall’estero grazie a un percorso universitario in lingua. «È un progetto di grande interesse sul quale c’è molta attenzione anche da parte nostra-conferma il sindaco Fabio Chies- Abbiamo avuto ripetuti incontri col direttore del centro Andrea Curioni e anche interlocuzioni con l’UsI». Chies ricorda come il corso di laurea internazionale e la laurea nello specifico settore degli sparkling sia un riconoscimento per quanto fatto dal territorio.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Villa Sandi a St. Moritz partner del polo su neve.
Si rinnova il legame tra la Snow Polo World Cup di St. Moritz e la cantina trevigiana Villa Sandi, di nuovo partner ufficiale del torneo di polo su neve. La 38ª edizione della Coppa del Mondo si svolgerà dal 27al 29 gennaio. A distanza di un anno, Villa Sandi rinnova un’importante partnership per il Prosecco: in un contesto tradizionalmente legato allo Champagne, le bollicine venete affiancano i grandi interpreti della spumantistica d’Oltralpe. Giancarlo Moretti Polegato, presidente di Villa Sandi, ha commentato: «Brindare con il Prosecco in un contesto così esclusivo sarà un momento significativo per il nostro territorio».
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Nelle cantine italiane, al 31 dicembre 2022, c’era più di “una vendemmia e mezzo” in giacenza.
Tra botti e cisterne 64,9 milioni di ettolitri di vino in cantina (+5% sul 31 dicembre 2021). I dati del report “Cantina Italia”. Il 2022 delle cantine italiane si è chiuso con più o meno “una vendemmia e mezzo” custodita tra botti, cisterne e barrique: al 31 dicembre 2022, infatti, i dati delle giacenze del report “Cantina Italia” su dati raccolti dall’Icqrf, pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, parlano di 64,9 milioni di ettolitri di vino in cantina (+5% sul 31 dicembre 2021), a cui vanno aggiunti 9,8 milioni di ettolitri di mosti (+1,6%) e 2,5 milioni di ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione. Il 51,7% del vino detenuto è a Dop, il 27,5% a Igp, con 20 denominazioni sulle 526 totali italiani che contribuiscono al 50,4% del totale delle giacenze. A dominare come sempre è il Prosecco Doc, che rappresenta quasi 1 litro su 10 tra quelli a denominazione in giacenza (4,9 milioni di ettolitri), davanti all’Igp Puglia che pesa per il 5% delle giacenze (2,59 milioni di ettolitri) e alla Doc Sicilia che vale il 3,5% (1,8%).
Fonte: WineNews.
Le cantine più belle del mondo, svelate dalla “World’s Best Vineyards” 2023 in Rioja.
Mancano ancora mesi per scoprire le destinazioni al top secondo la list che, nel 2022, ha incoronato Antinori nel Chianti Classico. C’è una “50 Best” anche nel vino, che ogni anno mette in fila le 50 cantine nel mondo capaci di offrire le migliori esperienze, nei territori più belli e nelle bottaia disegnate dalle più grandi archistar, tra vini eccezionali e ristoranti stellati: è la “World’s Best Vineyards”, che, nel 2022, ha premiato la monumentale e visitatissima cantina Antinori nel Chianti Classico, capolavoro architettonico firmato da Marco Casamonti per la famiglia Antinori, al primo posto nella classifica delle cantine più belle del mondo. Allargando lo sguardo alla top 100, alla posizione n. 11 si è piazzata Ferrari Trento, leader del Trentodoc, della famiglia Lunelli, seguita dalla siciliana Donnafugata, guidata da Antonio e Josè Rallo, new entry alla posizione n. 45.
Fonte: WineNews.
Vini Etna DOC: Nel 2022 cresce di oltre il 28% il numero degli ettolitri imbottigliati rispetto al 2021.
Se il 2021 ha rappresentato l’anno della auspicata ripresa, con dati in linea con gli anni precedenti l’inizio della pandemia, il 2022 certifica in modo chiaro l’ottimo stato di salute del vino prodotto alle pendici dell’Etna. È quanto emerge dai numeri relativi all’imbottigliato dell’anno solare 2022, analizzati e diffusi dal Consorzio di Tutela Etna DOC. Nell’anno appena conclusosi sono stati imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, con una crescita del 28,68% rispetto al 2021. Un dato che, se confrontato con il 2019, ultimo anno prima dell’inizio della crisi pandemica e che si era chiuso già in modo molto positivo, sale al 34,6%.
Fonte: Winery Tasting Sicily.
A Vittoria s’impara facendo: all’istituto Fermi oltre 100mila euro per la creazione di una cantina.
L’Istituto E. Fermi di Vittoria, grazie al PON FESR 2014-2020, ha ottenuto un finanziamento di 130.000 euro per la creazione di una cantina. “L’obiettivo è di preparare i giovani al loro futuro. Per noi fare orientamento non significa solo aprire le porte dell’Istituto, ma dare ai ragazzi la possibilità di conoscere e toccare con mano come si lavora nella nostra scuola, attraverso attività laboratoriali che consentono di apprendere facendo – a dirlo è Rosaria Costanzo, dirigente scolastica dell’I.S.S. E. Fermi di Vittoria -. Robotica, droni, stampante 3D, software per i ragazzi e giochi creati dai nostri studenti sono testimonianza di una didattica innovativa e della centralità di ciascuno studente”.
Fonte: Ialmo.
Vino: export in crescita, ma rallenta la vendita nei supermercati italiani.
Lo scenario del mondo vinicolo secondo Wine Monitor di Nomisma: “Il 2022 in chiaro-scuro, ma anche le prospettive sono legate a troppi fattori di incertezza”. Archiviato un anno in chiaro-scuro, il mondo del vino italiano non vede con troppo ottimismo il 2023. Colpa, dicono gli esperti di Wine Monitor di Nomisma, di numerose criticità che ne minano le prospettive future. Se l’export rappresenta ancora la locomotiva del settore (basta non fare confronti con la Francia, altrimenti si otterrebbero risultati che evidenziano il gap), preoccupa il calo delle vendite nella grande distribuzione. Questo per quello che riguarda l’anno appena messo in soffitta. Il futuro delle cantine, invece, è tratteggiato dagli esperti che hanno dato vita a Bologna alla nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma. E siccome i trend non sono entusiasmanti, l’obiettivo è quello di decifrare quali traiettorie intraprendere.
Fonte: la Repubblica.
Vino:Nomisma,export vola a 8 mld ma calano vendite nella Gdo.
Un anno, il 2022, in “chiaro-scuro” per il vino italiano, in cui “a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future” e a un export che corre a quota 8 miliardi fa da contraltare il calo delle vendite a volume nella Grande Distribuzione Organizzata. E’ quanto emerge dalla nona edizione del ‘Forum Wine Monitor’ di Nomisma. Secondo le stime dell’istituto bolognese lo scorso anno il vino italiano ha raggiunto “gli 8 miliardi di euro di esportazioni, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%.
Fonte: ANSA.
Vino, health warning in etichetta: le risposte dell’intelligenza artificiale.
Il caso dell’Irlanda divide il mondo del vino sull’opportunità dell’introduzione di health warning in etichetta. Abbiamo provocatoriamente interrogato OpenAI Chat BPT che sul tema risponde mettendo al centro i concetti di prevenzione, moderazione e consapevolezza del consumatore. In questi giorni imperversa la querelle sull’opportunità dell’introduzione di Health Warning sulle etichette di vino. Abbiamo provocatoriamente interpellato l’intelligenza artificiale sul tema che tocca gli animi di Paesi, Italia in testa, che intorno al vino hanno costruito nel corso dei secoli uno stile di vita e una dieta riconosciuta a livello mondiale come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, Paesi che inevitabilmente levano gli scudi a difesa di un tratto identitario da tutelare e custodire con crociate che però rischiano di trasformarsi in derive negazioniste dell’evidenza del dato scientifico.
Fonte: Horecanews.
Vino, export da record per l’Italia nel 2022. Ma la Francia ha fatto meglio.
L’Italia, nel 2022, ha fatto segnare un nuovo record di export nel vino con un giro d’affari complessivo da ben otto miliardi di euro. Ma la Francia ha fatto meglio con esportazioni per dodici miliardi e mezzo. Ed il rallentamento economico rappresenta la principale minaccia che incombe sulle prospettive di crescita del settore vinicolo nell’anno appena iniziato. L’’ennesimo anno in chiaro-scuro. Sarà ricordato così il 2022 per il vino italiano, dove a buoni risultati di mercato raggiunti dalle imprese si affiancano criticità in grado di minarne le prospettive future. La nona edizione del Forum Wine Monitor di Nomisma, che si è tenuta oggi a Bologna, si è posta l’obiettivo di decifrare i trend del momento per individuare le possibili traiettorie di sviluppo per il settore vinicolo italiano. Secondo stime Wine Monitor, nello scorso anno, il vino italiano ha raggiunto gli 8 miliardi di euro nell’export, con una progressione rispetto all’anno precedente del 12%. Anche la Francia è risultata in crescita, arrivando a toccare i 12,5 miliardi di euro in esportazioni nel settore vinicolo, mentre la Spagna (terzo esportatore mondiale) si è dovuta “accontentare” di un aumento di circa il 6% (raggiungendo i tre miliardi di euro).
Fonte: Italia a Tavola.
Il 2022 del vino italiano nel mondo secondo i numeri di Nomisma Wine Monitor.
Il mercato segna un calo dei volumi, e nuovi record dei valori. Il fuori casa erode quote alla Gdo, ma, nel 2023, cresceranno solo Asia e Africa. Il mercato mondiale del vino, nel 2022, ha registrato un calo generalizzato delle importazioni, in termini di volumi, cui ha fatto da contraltare una crescita dei valori, pur con qualche eccezione. Come raccontano i numeri (presentati, oggi, a Bologna, da Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor, dal “Forum Wine Monitor” n. 9), gli Usa, tra gennaio e novembre 2022, segnano una crescita delle importazioni enoiche, a valore, del 18,1%, la Gran Bretagna del +28,4%, il Canada del +16,2%, il Giappone del +22,5%, la Corea del Sud del 19,2%, mentre la Germania, un po’ a sorpresa, segna un calo del 4,4%, e la Cina, che continua nel suo trend negativo iniziato ormai nel 2018, ben prima che la pandemia di Covid investisse il mondo e che l’invasione russa dell’Ucraina ne sconvolgesse gli equilibri politici ed economici, con una spirale inflattiva che si sta già facendo sentire sul settore.
Fonte: WineNews.
Crescita record per l’imbottigliamento del vino prodotto alle pendici dell’Etna.
Nell’anno appena conclusosi sono stati imbottigliati 43.651,09 ettolitri di vino, pari a poco più di 5,8 milioni di bottiglie, con una crescita del 28,68% rispetto al 2021. Etna Rosso e Bianco in cima. Un dato che, se confrontato con il 2019, ultimo anno prima dell’inizio della crisi pandemica e che si era chiuso già in modo molto positivo, sale al 34,6%. Secondo Francesco Cambria Presidente del Consorzio Tutela Vini Etna D.O.C. “se gli ottimi dati del 2021 potevano essere visti come un normale rimbalzo rispetto all’anno precedente, flagellato dall’inizio della pandemia, grazie soprattutto alla riapertura del mondo Horeca, quelli relativi al 2022 certificano ora in modo inconfutabile la grande e costante crescita della richiesta sia sul mercato nazionale che internazionale.
Fonte: Carlo Zucchetti.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 17 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Chi semina digital raccoglie valore.
Lo sviluppo di soluzioni tech in Italia alimenta un ecosistema integrato che consente alle aziende vitivinicole di rendere più trasparente ed efficiente tutta la filiera di produzione e di relazione con i clienti, anche e soprattutto in riferimento alla Next gen di Fabrizio Guidoni *** Tecnologie e processi digitali utilizzati sempre più spesso in altri settori commerciali, finanziari e industriali hanno iniziato a diffondersi anche tra le cantine italiane. Persino l’era del web 3.0 sta aprendo nuove prospettive anche per il mondo del vino, con l’Augmented Reality, espansione virtuale del mondo reale, che è a tutti gli effetti un nuovo territorio da esplorare, un insieme di nuovi mondi virtuali tridimensionali in cui interagire. E così, con l’esplosione delle tecnologie digitali a portata di tutti, la differenza nel mondo del vino italiano la sta facendo chi è in grado di trovare soluzioni tech alle esigenze specifiche e verticali di una tipica azienda vitivinicola.
Fonte: We Wealth.
No al teschio sulla bottiglia di vino si può accusare l’abuso, non l’uso.
La campagna europea sugli alert sanitari in etichetta. Francamente, non me l’aspettavo. Bruxelles ha dato l’ok agli alert sanitari sulle bottiglie di vino. Già non capisco che senso abbiano gli allarmi sui pacchetti di sigarette: tu sei lo Stato, hai messo nella Costituzione che il tuo compito è proteggere la salute dei tuoi cittadini, allora come puoi vendere, in regime di monopolio (cioè: tu vendi questo prodotto, ma impedisci che chiunque altro possa venderlo), un prodotto ma nel contempo decidi di contrassegnarlo con l’ammonimento che chi lo usa può ammalarsi e addirittura morire?.
Fonte: Avvenire.
Torre di controllo – Lo strapotere della Ue su Mes, case green e insetti come cibo, conferma la vittoria delle élites sulla democrazia – Lo strapotere della burocrazia Ue su Mes, case green, vino e cibo con grilli e insetti conferma la vittoria delle élit.
Qualcuno ha mai votato perché l’Italia dica sì al Mes, sì alle case green, sì alle etichette anticancro sul vino, sì ai grilli polvere nel cibo? Da alcuni giorni domande come queste circolano su molti siti di varie tendenze. Per gli europeisti «senza se e senza ma» il problema non esiste: si tratta soltanto di nuovi dossier burocratici che dividono l’Italia dalla Commissione Ue, questioni su cui il governo di Giorgia Meloni farà finta di opporsi, salvo poi compiere l’ennesima retromarcia. Per gli eurocritici, ovvero gli europeisti senza paraocchi (quorum ego; fra i quali mi ci metto), si tratta di decisioni Ue discutibili, per molti aspetti dannose, che confermano la supremazia dell’élite tecnocratica di Bruxelles sulle democrazie nazionali.
Fonte: Italia Oggi.
Il rosso che ha dato «l’indipendenza» al Molise.
Da anni, si può dire da decenni, si discute se la forza dell’Italia in cantina non risieda nella «collezione» di vitigni autoctoni di cui si dispone. Va detto che degli oltre 800 fenotipi conservati ne saranno in produzione effettiva il io% e che anche la definizione di autoctono avrebbe bisogno di una messa a punto. Dopo quanto tempo un vitigno acclimatato in un determinato territorio può dirsi tale? E soprattutto in un mercato scandito dai brand ha senso puntare tutto sulla biodiversità dovendo spiegare al mondo, sovente distratto, caratteristiche, peculiarità e via dicendo? Tenendo conto che – come direbbe un vecchio contadino friulano – il vino «o xe bon o no xe bon». E lì dovrebbe finire la discussione.
Fonte: La Verita’.
Se anche il vino nuoce alla salute.
Il mio vecchio cardiologo si raccomandò, molto tempo fa, che a pasto non mi facessi mancare un bicchiere di buon vino rosso. Ora leggo – piuttosto distrattamente (ormai me lo devo confessare: leggo distrattamente quasi tutto quello che pubblicano i giornali…) – che una sorta di complotto tra l’Irlanda (non ci sono mai stato ma sembrava un posto per certi versi simpatico) e le perfide burocrazie europee, potrebbe consentire al paese che produce quei whisky torbati tanto gradevoli di mettere sulle bottiglie di vino una perfida etichetta del tipo: “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. O altri “alert” – questo il termine tecnico anglofono, credo – con simili paurose minacce. E se comincia un paese, poi gli altri potrebbero facilmente accodarsi.
Fonte: Manifesto.
Un rosé dai riflessi ramati.
Josef Reiterer è a capo di una delle più affascinanti realtà spumantistiche italiane che, con i suoi 1200 metri di altitudine, è anche la più alta in quota d’Europa. Non esisteva ancora in Alto Adige una cantina specializzata nel Metodo Classico quando, nel 1979, Josef inizia ad acquistare uve e vini base da piccoli produttori, selezionando i cru dai 900 metri e oltre a Terlano e dintorni. Alla stregua di un négociant manipulant, porta tutto su in cantina e assembla, per poi proseguire con le pupitre, il rémuage e tanta SICILIA.
Fonte: Messaggero.
Il 12 febbraio «Chianti Lovers & Rosso Morellino».
Parte il conto alla rovescia per il ritorno dell’Anteprima «Chianti Lovers e Rosso Morellino» alla Fortezza da Basso di Firenze. A meno di un mese dall’evento in programma il prossimo 12 febbraio, il Consorzio Vino Chianti e il Consorzio Morellino di Scansano DOCG iniziano a svelare i primi dettagli del programma: oltre 400 le etichette proposte in degustazione, di cui la metà saranno nuove annate offerte in anteprima da più di 120 aziende. Anche per il 2023 «Chianti Lovers e Rosso Morellino si concentrerà in una sola giornata di degustazioni nella quale verranno allestite più aree. «Ci avviciniamo a questa ottava edizione dell’Anteprima con molto entusiasmo – commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – perchè presenteremo ai nostri Chianti Lovers due annate davvero speciali.
Fonte: Tempo.
“Il vino è nocivo” sull’etichetta Indino: «Attentato economico».
Nel mirino la dicitura sulle bottiglie emessa dall’Irlanda che l’Ue non ha bloccato. «Siamo al fianco di produttori e commercianti di vino contro la decisione della Commissione europea di permettere all’Irlanda l’indicazione di nocività per la salute in etichetta». È quanto dichiara Gianni Indino, presidente della Confcommercio riminese, chiarendo che si tratta di un «attacco commerciale che mina l’identità, la cultura e l’economia dei Paesi produttori».
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Vini italiani, vola l’export «Ma troppi costi».
E’ record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo per un valore vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati Istat. Nei vigneti si registrano infatti rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Una bottiglia di vetro – spiega la Coldiretti – costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali.
Fonte: Gazzetta di Parma.
Speciale Brunello a firma Col di Lama Avvocato mancato in cabina di regia.
Una farm creativa con princìpi molto severi 1 d i Riccardo Corazza n una vita di incontri enoici capita davvero raramente di trovare quei personaggi capaci di trasfondere integralmente la loro essenza nel vino che fanno. È una sorta di alchimia, una magia consentita dalla miracolosa simbiosi dell’uomo con la natura e con la vite, rapporto che perdura – almeno così si dice-da svariati millenni. Quando poi la formula è agita spontaneamente, senza forzature, anzi, la mano di chi fa il vino quasi gioca a nascondino con il vino stesso, facendolo parlare in sua vece e trovando in quello una consonanza, beh, allora ci si può considerare fortunati e segnare la data sulla bacheca della memoria.
Fonte: Nuova Ferrara.
Carta Canta, corso per chi fa ristorazione.
Iniziativa di Enoteca regionale a Faenza: tre giornate con l’esperto Melandri Giorgio. Torna “Carta Canta”, il concorso dedicato alle carte dei vini che coinvolge i professionisti del settore della ristorazione e accoglienza, ideato e promosso da Enoteca regionale Emilia Romagna, per valorizzare i vini del territorio. Carta Canta da sempre mira a rappresentare al meglio l’identità regionale, dando visibilità a prodotti e produttori e coinvolgendo tutte le imprese che fanno mescita e propongono vino nel proprio esercizio.
Fonte: Nuova Ferrara.
Nuovo corso Onav per assaggiatori di vino alla scuola di Rauscedo.
Anche per il 2023 la Scuola per assaggiatori di vino riapre le porte nella capitale mondiale delle barbatelle, con l’ottavo corso formativo dal suo insediamento permanente a Rauscedo. Il delegato provinciale, Francesco Zoldan, insieme al consiglio direttivo hanno organizzato, infatti, un nuovo corso Onav, per ottenere la patente di “Assaggiatori di vipo”. La delegazione ha deciso di riproporre il corso, a Rauscedo, a partire dal prossimo 8 febbraio, ricordando a tutti che l’obiettivo di Onav è quello di diffondere la cultura del vino e del bere consapevole, la valorizzazione del patrimonio enologico italiano e la formazione continua di appassionati e professionisti competenti.
Fonte: Gazzettino Pordenone.
Il Ducato dei vini friulani: proibizionismo senza senso meglio educare i giovani.
II duca Alessandro Salvin: da 15 anni promuoviamo tali iniziative II vignaiolo Lorenzon: qualunque eccesso è dannoso alla salute Il Ducato dei vini friulani: proibizionismo senza senso meglio educare i giovani. Bere responsabile, studi medici, pareri di esperti, associazioni e produttori. Il mondo che ruota attorno al vino in Friuli continua la mobilitazione contro la decisione dell’Irlanda, avallata con un silenzio-assenso da parte dell’Unione europea, di introdurre etichette con gli alert per la salute sulle bottiglie, in chiave anti cancro. Alessandro Salvin, il duca Alessandro primo del Ducato dei vini friulani, sodalizio che da poco ha festeggiato i 50 anni di attività sul territorio, punta tutto sulla prevenzione.
Fonte: Messaggero Veneto.
Premio “Vinarius al territorio” assegnato all’Oltrepo Pavese.
Il territorio pavese, in particolare l’Oltrepo, si è aggiudicato la nona edizione del premio “Vinarius al territorio”, che viene assegnato ogni due anni da Vinarius, associazione che riunisce oltre 110 enoteche in tutta Italia, ad un territorio italiano in cui è presente una spiccata vocazione vitivinicola, un rilevante paniere agroalimentare ma anche una grande attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale, valorizzazione delle tradizioni, storia e accoglienza enoturistica.
Fonte: Provincia – Pavese.
L’Enoteca popolare dellArci Pianella, un segnale di vita.
Novità II circolo è già aperto, ma l’inaugurazione è prevista per sabato 28 gennaio aaaaa? Una riapertura che avviene in Pianella, dove in tanti hanno chiuso – e proprio a pochi passi, c’era sino a qualche anno fa una vineria – e dove al civico 3 di via Ettore Brambilla ha riaperto l’Arci. Dopo il pensionamento sancito dal circolo “Virginio Bianchi”, è arrivato ora “Arci Terra e Libertà”, a proporre non solo l’Enoteca popolare, ma anche un luogo di aggregazione e di cultura. Con il mese di gennaio, il circolo è già aperto il giovedì dalle 18.30 alle 23, il venerdì dalle 18.30 alle 24, il sabato dalle 18 alle 24, la domenica dalle 18 alle 23.
Fonte: Provincia Como.
Vino, la guerra delle etichette – Etichette salutistiche sulle bottiglie di vino «Fuori dal tempo».
I produttori valtellinesi contrari alla possibile etichettatura delle bottiglie di vino con l’indicazione che “nuoce gravemente alla salute”. Danilo Drocco: «Sbalordito, credo ci sia stato un malinteso, ormai da anni è cambiato il modo di bere». Simone Nera: «Retaggio del proibizionismo degli anni Venti negli Usa». Etichette salutistiche sulle bottiglie divino «Fuori dal tempo» II caso. I produttori contrari alla scelta in Irlanda Drocco: «C’è già la filosofia di bere meno e meglio» Nera: «Faticheremmo anche a trovare uno spazio» ¦ «Speriamo che si tenga conto degli interessi dei paesi produttori».
Fonte: Provincia Sondrio.
Alla scoperta del vino Inizia il corso.
Sono aperte le iscrizioni per diventare assaggiatori di vino con Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori di vini). La sezione di Onav di Sondrio comunica, infatti, l’avvio delle iscrizioni al 20° corso di primo livello per aspiranti assaggiatori di vino. Obiettivo del corso è «diffondere la cultura e la passione del vino, con un occhio di riguardo al vino valtellinese, ma anche fornire competenze tecniche ai partecipanti, fornendo quelle conoscenze teoriche/pratiche relative alla produzione del vino e, soprattutto, alla sua corretta degustazione»-spiegano gli organizzatori.11 corso, che inizierà i113 febbraio, è articolato in 15 lezioni teorico-pratiche il lunedì ed il giovedì di circa due ore ciascuna.
Fonte: Provincia Sondrio.
Attacco UE alla produzione e all’export di vini Made in Italy.
Vino: con allarmi in etichetta a rischio 100 milioni di bottiglie della provincia di Cuneo Attacco UE alla produzione e all’export di vini Made in Italy Il via libera dell’Unione europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia, principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato di cui più della metà all’estero, e alla Granda dove sono a rischio 100 milioni di bottiglie. E quanto afferma Coldiretti Cuneo in riferimento all’autorizzazione UE concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati” nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati UE, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.
Fonte: Cuneo Sette.
“Se continua a mancare l’acqua, anche per i vigneti sarà crisi”.
Il presidente provinciale aggiunge che si parla da vent’anni di accumulo invaso microinvasi e irrigazione, ma non si è fatto nulla ¦ Per la stagione vitivinicola 2022 è tempo di tracciare il bilancio definitivo. Ma si vuole anche capire con quali prospettive si apre quella 2023. A raccontare lo stato dell’arte è Claudio Conterno, presidente provinciale di Cia Cuneo, e titolare, insieme a Guido Fantino, di un’importante azienda biologica del settore a Monforte d’Alba. Sottolinea: “Per quanto riguarda il 2022 è stata una delle annate più precoci degli ultimi decenni, con un anticipo nella vendemmia di una quindicina di giorni. A inizio estate eravamo consapevoli che sarebbe stata una raccolta difficile, però non avremmo mai pensato che potesse poi diventare un buona annata.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Difendere la specificità del vino è la priorità.
Fondamentale aguv al più pasto contro l’etichettatura irlandese e silenzio della commissione europea ¦ “La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori per tutte le bevande alcoliche, vini compresi, è una scelta azzardata e sproporzionata che non tiene conto della specificità del prodotto vino rispetto ad altre bevande, con il rischio di creare confusione verso il consumatore sul rapporto tra alcol, vino e salute”. E’ il commento di Paola Lanzavecchia, presidente della Sezione Vini e Liquori di Confindustria Cuneo, che stigmatizza l’azione discriminatoria, per ora portata avanti dallo stato Irlandese, fortemente offensiva nei confronti di produttori e viticoltori che da generazioni tramandano il loro prezioso know how.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Morellino, cento etichette in degustazione a Firenze.
Molta attesa per la rassegna alla Fortezza da Basso del 12 febbraio Bernardo Guicciardini Calamai: «Anteprime del 2022 e Riserva 2020» Parte il conto alla rovescia per il ritorno dell’Anteprima «Chianti Lovers e Rosso Morellino» alla Fortezza da Basso di Firenze. L’evento è in programma il 12 febbraio e il Consorzio Morellino di Scansano inizia a svelare i primi dettagli dell’intenso programma: oltre 400 le etichette proposte in degustazione, di cui la metà saranno nuove annate offerte in anteprima da più di 120 aziende. Anche per il 2023 «Chianti Lovers e Rosso Morellino» si concentrerà in una sola giornata di degustazioni.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Basile: «Assurde le decisioni irlandesi Messaggi sbagliati».
«Nel 2022 l’export rappresenta ancora la quota maggiore di fatturato per le aziende del Montecucco, con un buon 60% di prodotto che vola oltreconfine, sviluppandosi principalmente in Germania, Svizzera, Nord Europa (Olanda, Danimarca, Belgio ed Estonia), Usa e Canada e per una piccolissima parte anche in Estremo Oriente. L’Irlanda rappresenta un fetta davvero residuale del totale delle nostre esportazioni, ciononostante non posso che trovarmi in accordo con le dichiarazioni fatte finora dai maggiori produttori italiani e condividere lo sconcerto e la preoccupazione in merito agli effetti degli health warning sulle etichette del vino». E’ quanto afferma Giovan Battista Basile, Presidente Consorzio di tutela del Montecucco.
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Pollini: «Precedente molto preoccupante Europa contraddittoria».
Consorzio tutela Vini della Maremma Toscana: «La mancata opposizione della Commissione Europea alla proposta di legge irlandese che prevede l’inserimento nell’etichetta delle bevande alcoliche (vino compreso) e della birra di alert salutistici, alla stregua di quelli previsti già per tabacco e sigarette, è un precedente molto grave, ancor più se la posizione della Commissione sconfessa quanto deliberato poco tempo fa dal Parlamento europeo, che aveva bloccato la proposta di escludere dalle misure di cofinanziamento comunitario, contenute nella nuova Pac in discussione, i settori del vino e delle carni rosse, richiesta motivata con una presunta pericolosità di questi alimenti per la salute umana».
Fonte: Nazione Grosseto-Livorno.
Sfida tra vini, pioggia di medaglie. Premiati i “re” del Vermentino.
Marina di Massa, la cerimonia a Villa Cuturi con le aziende protagoniste. Presenti i Colli di Luni e i vini del Candia dei Colli Apuani C’era anche il passito “Pian del Fico” dalla Liguria. II Concorso Enologico Internazionale Vermentino ha visto protagonisti diversi vini toscani e liguri appartenenti alle nostre zone. La seconda edizione del concorso organizzato dall’associazione sarda Laore per lo sviluppo dell’agricoltura, si è svolta a Cagliari in Sardegna il 24 e 25 giugno 2022, ufficialmente autorizzata dal Ministero delle politiche agricole, forestali e del turismo della Repubblica Italiana. Ieri a Villa Cuturi di Marina di Massa alla presenza dei premiati e delle istituzioni si è svolta la cerimonia della consegna degli attestati di medaglie d’oro ricevuti dai produttori dei vermentini di Toscana e Liguria e sul totale dei vini partecipanti, i nostri vini hanno raggiunto il 35% di medaglie d’oro.
Fonte: Nazione Massa Carrara.
Valdo Spumanti, partnership con Mondavi per il mercato Usa.
L’operazione dell’azienda di Valdobbiadene guidata dal veronese Pierluigi Bolla per lo sviluppo in America Valdo Spumanti, partnership con Mondavi per il mercato Usa II presidente: «Inizialmente sono distribuiti i nostri prodotti; poi una società importerà una selezione dei migliori veronesi e italiani». Dal primo gennaio l’americana Mondavi, proprietaria del marchio Charles Krug, ha iniziato a importare i prodotti di Valdo Spumanti negli Stati Uniti: è nata una partnership tra la famiglia Mondavi, storica produttrice di vini in California, e la famiglia Bolla, proprietaria di Valdo Spumanti dal 1938, che intende tomare con questa operazione a rivestire un ruolo importante nel mondo del vino a stelle e strism.
Fonte: Arena.
Il Lugana sceglie per le degustazioni la città di Venezia.
Dal 28 al 30 gennaio. Fabio Zenato: «Per un pubblico internazionale». Il Consorzio Tutela Lugana doc ha scelto Venezia per il primo evento del 2023: il Lugana sarà tra i protagonisti della prima edizione di Wine in Venice, evento in cui Venezia diventerà dal 28 al 30 gennaio il centro enoico del paese, ospitando il primo Red Carpet del vino. L’evento si svolgerà nella Scuola Grande della Misericordia. La prima edizione di «Wine in Venice» verterà su temi scelti dagli organizzatori (Winetales, Beacon, The Media Company, Venezia Unica), che saranno al centro del dibattito di tavole rotonde e talk nei tre giorni: sostenibilità, innovazione e etica.
Fonte: Arena.
Conegliano, nasce il corso di laurea in spumanti – Enologia, prima laurea in bollicine.
L’Ateneo di Padova ha vinto un bando, destinato a progetti di eccellenza: gli spazi del nuovo campus all’ex Caserma san Marco: Filini a pagina XIII Enologia, prima laurea in bollicine ? Ateneo di Padova e Usl al lavoro per il comodato d’uso della ? Progetto da 13 milioni per docenti e ricerca. «Il corso in vini caserma San Marco: ospiterà il nuovo campus universitario. All’Università di enologia di Conegliano il primo corso di laurea in vini spumanti del mondo. L’Ateneo di Padova ha vinto un bando destinato a Progetti di eccellenza che vedrà arrivare quasi 8 milioni di euro insieme a altri 5 milioni messi a budget dall’Università. Digitale, internazionalizzazione, un corso universitario in lingua inglese e nuovi docenti destinati solo all’università di enologia di Conegliano.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Bilancio da record per i viticoltori «Più sostenibilità e informatizzazione».
Vivo Cantine ha raggiunto nel 2022 i 164 milioni (+40%) L’ad Passador: ora quattro nuovi fronti su cui impegnarci. Numeri record per Vivo Cantine Viticoltori del Veneto orientale. Il fatturato consolidato ha raggiunto nell’ultimo anno i 164 milioni di euro, con un +41% rispetto al precedente. Per il futuro si punta sempre più sulla sostenibilità e sull’informatizzazione delle vendite. Il dato è emerso in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio 2022 da parte dell’assemblea generale dei soci del Gruppo Vivo, che comprende otto cantine di vinificazione (Pramaggiore, Jesolo, Meolo, Portogruaro, Torre di Mosto e Premaore, oltre a Campodipietra e Motta di Livenza nel trevigiano), la casa vinicola Bosco Malera e Vivo Agricola, azienda di produzione e imbottigliamento.
Fonte: Nuova Venezia.
Enoturismo Tenerife: conosciamo Felipe Monje, proprietario dell’omonima cantina.
Felipe Monje, proprietario dell’omonima cantina vince il premio San Andres 2022. Il Cabildo de Tenerife concede dal 1996 il premio San Andres, coincidendo a novembre con l’onomastico e l’inaugurazione della nuova annata dei vini dell’isola. La consegna di questo prestigioso premio avviene ne La Casa del Vino (El Sauzal), con l’intento di riconoscere il lavoro di persone e istituzioni che si sono distaccate per il loro apporto al settore vitivinicolo dell’isola. Vincitore del premio San Andres 2022, Felipe Monje, proprietario di Bodega Monje, appartiene alla quinta generazione di una famiglia che ha tramandato la sua passione per la vitivinicoltura dal 1750!
Fonte: ViviLeCanarie.
Storia, arte e tradizioni: alla riscoperta del Pavese, che vince il “Premio Vinarius al territorio”.
Oltre 13.000 ettari di vigneto lo rendono una delle mete enoturistiche italiane più ricche di attrattive. Un territorio ricco di storia, arte e tradizioni culinarie, in cui si inserisce un fiorente settore vinicolo: il Pavese – con i suoi vini Doc e Docg dell’Oltrepò Pavese e Igp della provincia di Pavia ed i numerosi percorsi enoturistici – è una meta unica e tutta da riscoprire, che ha vinto il “Premio Vinarius al territorio” Edizione n.9. Ogni due anni Vinarius – Associazione delle Enoteche Italiane che riunisce oltre 110 associati che rappresentano un fatturato di 50 milioni di euro – seleziona un territorio in cui è presente una spiccata vocazione vitivinicola, un rilevante paniere agroalimentare ma anche una grande attenzione nei confronti delle tematiche legate alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione delle tradizioni, della storia e all’accoglienza enoturistica. Nel Pavese sono oltre 13.000 gli ettari vitati, di cui ben 11.000 iscritti alle diverse denominazioni, che danno vita a vini di qualità, rappresentativi del territorio e della passione dei suoi produttori.
Fonte: WineNews.
Due grandi multinazionali coreane entrano nel business del vino.
Due chaebol (conglomerati di grandi aziende) coreani si sono lanciati nella vendita al dettaglio di vino nel Paese, dopo aver acquistato vigneti nella Napa Valley per soddisfare la crescente richiesta vinicola dei sudcoreani. Secondo il Korea Times, il mese scorso il conglomerato multinazionale Doosan è entrato nel business del vino con l’apertura di un’enoteca su larga scala, chiamata Tap Shop Bar, all’interno del centro commerciale Doota nel centro di Seoul. L’azienda ha spiegato che spera di sfruttare la crescente popolarità del vino tra i consumatori più giovani per rilanciare le sue attività nei centri commerciali, colpite durante la pandemia. Nel frattempo, un altro conglomerato, Hanwha Group, che ha appena speso 34 milioni di dollari per acquisire l’azienda vinicola Seven Stones nella Napa Valley, è entrata nel settore dei vini pregiati.
Fonte: Federvini.
Vino, l’etichetta della discordia.
La Commissione Ue consente all’Irlanda di adottare sugli alcolici un’etichetta con scritto “Nuoce gravemente alla salute” come le sigarette. Le associazioni italiane del settore non ci stanno. L’Irlanda cambia l’etichetta sul vino. Arriva il messaggio “sanitario”, che ricorda quello sui pacchetti di sigarette. L’Italia, neanche a dirlo, è contraria. L’Ue sta zitta, chiusa in una specie di silenzio assenso. Cosa succede? L’Irlanda potrebbe diventare il primo Paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche una “allerta” sanitaria tipo quella che si legge sui pacchetti di sigarette: “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato”. La questione diventa di fatto un precedente; cosa che potrebbe portare anche altri Paesi a intraprendere la stessa strada. Un percorso che potrebbe valere soprattutto per i Paesi del Nord Europa, dove è in genere più frequente un elevato consumo di alcol.
Fonte: AgroNotizie – Image Line Network.
“Vino Cibo e Natura”: il nuovo programma di Gambero Rosso Channel con Cristiano Tomei e Giuseppe Carrus.
Esuberante, estroso, dissacrante, fortemente legato alla terra e ai frutti che può offrire: Cristiano Tomei è un cuoco di razza, che esprime il suo carattere in una cucina personale e profondamente toscana. Quella che propone al suo L’Imbuto di Lucca, ma anche da Terraforte, il ristorante dell’azienda vitivinicola Castello di Terriccio , in provincia di Pisa, dove da poco più di un anno guida la cucina con il consueto stile che si nutre dei tesori offerti dal territorio circostante per poi elaborarli con originalità e grande tecnica. Qui sono i 1500 ettari circostanti a fare da sfondo alla sua cucina: vigneti, pascoli, casali che Vittorio Piozzo di Rosignano ha dedicato a un progetto di ospitalità diffusa. Con tanto di ristorante d’autore, per il quale ha chiamato Cristiano Tomei.
Fonte: Gambero Rosso.
Francia, presentato un emendamento per la non negoziabilità del prezzo del vino.
Un deputato del Medoc propone di cambiare la legge in vigore per combattere il fenomeno dei prezzi troppo bassi pagati per i vini sfusi. Le vendite di vino sfuso in Francia, in particolare a Bordeaux, registrano prezzi irrisori, decisamente troppo bassi rispetto ai loro costi di produzione, alimentando così una spirale di deflazione: ecco perché un deputato del Medoc propone di estendere anche al vino la non negoziabilità del prezzo, il cosiddetto “floor price”, legge già in vigore per le materie prime agricole. Grégoire de Fournas del Rassemblement National (partito di estrema destra, ndr) ha presentato un emendamento alla legge cosiddetta “Egalim 2” del 19 ottobre 2021 (che introduceva nuovi meccanismi di regolamentazione e trasparenza a beneficio di una migliore remunerazione degli agricoltori francesi) per inserire il vino – che al momento non è compreso – nell’elenco delle materie prime agricole non negoziabili e garantire così una migliore remunerazione dei viticoltori: potrebbe essere una soluzione per la spirale deflazionistica che investe interi settori del vigneto francese.
Fonte: WineNews.
ETICHETTA VINO IN IRLANDA OTTIENE ANCHE IL SOSTEGNO DELLA MATRIGNA UE CONTRO ITALIA.
Dopo il “semaforo” come il nutriscore ora l’attacco al vino. Il vino come il tabacco. Secondo l’Irlanda e la Commissione UE, il vino è più pericoloso degli alcolici e degli intrugli bruciabudella. Il vino paragonato alla sigaretta? Lo zucchero fermentato assimilato alla nicotina e alla carta affumicata? E’ solo una sleale mossa commerciale, oppure c’è dietro un fine più sottile. L’Europa con chi sta? Se è vero che un bicchiere di vino è così nocivo… arriveremo a mettere sotto accusa, e dovremo rimetterlo in croce, anche Gesù Cristo per istigazione al bere di sostanze “cancerogene”. E anche gli officianti durante la Santa Comunione, poiché da oltre duemila anni -per noi Cattolici- il vino rappresenta il sangue di Cristo.
Fonte: Newsfood.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 16 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Nuoce gravemente alla salute! Tsunami dall’Irlanda sul vino italiano.
Potrebbe diventare il primo Paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche `alert” riguardanti i danni perla salute, equiparando di fatto il vino alle sigarette. La partita dell’etichettatura si gioca da anni e su diversi tavoli. Con il silenzio assenso di Bruxelles, l’Irlanda potrebbe diventare il primo paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche ‘alert’ come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Equiparando di fatto il vino alle sigarette. Un precedente che potrebbe spronare altri Stati membri a percorrere la stessa via, soprattutto nel Nord Europa dove il pesante consumo di alcol ha delle conseguenze obiettive sulla salute della popolazione.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Guide d’Italia I bianchi battono i rossi.
Tutte le etichette campane premiate Annata favorevole per Fiano e Falanghina Sono bianchi, sono precisi e sono longevi. Questo l’identikit dei vini campani che raccolgono i riconoscimenti più prestigiosi in ambito nazionale e internazionale. La combinazione di più fattori (trend sociali, economici, climatici, ambientali) ha fatto sì che i viticoltori puntassero soprattutto sulla triade consolidata composta da Falanghina, Fiano e Greco, per conquistare il mercato dei winelovers. E infatti sono queste le varietà che anche quest’anno meritano il podio per le Guide tanto attese dai cultori di Bacco. Partiamo dall’antesignana, la Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso, giunta alla 36esima edizione, che nella lista delle eccellenze della regione ha inserito venti etichette.
Fonte: Mezzogiorno Food.
«Bruxelles vieta di allargare le colture. Chiederemo una deroga a Roma».
Appello tramite la Regione: il settore vitivinicolo in Liguria è in forte espansione «Bruxelles vieta di allargare le colture Chiederemo una deroga a Roma» pigato, Vermentino, Rossese, Granaccia ed in generale tutti i vini liguri hanno accresciuto negli ultimi anni il numero di estimatori, in Italia e nel mondo. Aumenta la richiesta delle bottiglie, i viticoltori sono pronti ad investire, ma una norma, un parametro europeo, blocca la crescita del comparto. «Chiediamo semplicemente di soddisfare le domande dei produttori per la crescita del settore vitivinicolo; le normative di Bruxelles sono troppo restrittive – spiega Mirco Mastroianni, produttore e presidente di Cia Savona.
Fonte: Secolo XIX Savona.
«Il vino non è nocivo come le sigarette» Viticoltori ingauni in rivolta contro la Ue.
La svolta in Irlanda dove sulle bottiglie apparirà la scritta “nuoce alla salute”. «Esagerazione, per noi è un grave danno» Sopra a sinistra, Mirco Mastroianni: sotto, Caterina Vio. A destra, vigneti delle colline albenganesi. Presa di posizione dei viticoltori, con i produttori savonesi in prima fila, contro le nuove etichettature imposte dalla Unione europea alle bottiglie di vino. Da alcuni giorni in Irlanda è diventato obbligatorio apporre un nuovo tipo di scritte alle bottiglie contenenti alcolici, un obbligo che potrebbe essere esteso a tutti gli Stati del vecchio continente. «Lo stato irlandese ha chiesto un banner da evidenziare sulle etichette delle bottiglie contenenti alcolici, come già avviene nei pacchetti di sigarette.
Fonte: Secolo XIX Savona.
Prende il via il Registro storico dei vigneti.
Al via il registro regionale dei vigneti storici ed eroici, che darà altro impulso nell’assegnazione dei fondi per la ristrutturazione delle superfici, con il reimpianto di nuovi vigneti su terreni sgomberati da vecchi vitigni ormai divenuti improduttivi o per l’ammodernamento di quelli esistenti. «Oltre alla difesa del suolo, si potrà valorizzare i vitigni autoctoni, anche con nuove azioni promozionali come la creazione di un nuovo brand identificativo e territoriale delle nostre eccellenze vinicole — spiegano i vertici Cia Savona — L’aumento, attraverso il recupero la ristrutturazione, di impianti in disuso o poco produttivi sarebbe anche un volano ai processi innovativi nell’ambito della complessiva filiera del vino.
Fonte: Secolo XIX Savona.
I viticoltori chiedono nuovi terreni per aumentare produzione ed export.
Viticoltura: c’è “fame” di spazi, ma la normativa frena richieste e investimenti: serve più elasticità nell’interpretarla. Si chiede alla Regione di attivarsi presso il Ministero. A confermarlo il referente della Cia Savona, Mirco Mastroianni: «Da tempo i viticoltori liguri e savonesi stanno lottando per l’aumento delle superfici vinicole, con numerose domande rimaste al palo, penalizzando aziende e nuovi investimenti. L’unica possibilità di realizzare un nuovo impianto produttivo, infatti, è legata alla riserva di nuove autorizzazioni, nella misura dell’1% del potenziale produttivo nazionale. Nel recente tavolo tecnico regionale è emerso che a livello ligure, con 1.650 ettari complessivi, la percentuale dell’1% implica una possibile ripartizione di appena 16 ettari su tutte le superfici regionali: davvero pochissimo.
Fonte: Stampa Liguria.
Fratelli d’Italia difende il vino italiano.
Contro le scelte dell’Irlanda sulle etichette Fratelli d’Italia difende il vino italiano GLI ESPONENTI biellesi di Fratelli d’Italia in campo per difendere il vino italiano «La Commissione UE, nonostante il voto contrario del parlamento Europeo, ha autorizzato l’Irlanda, a imporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute. Questo è oggettivamente falso, poiché sono gli eccessi ad essere problematici e non il moderato e benefico consumo». A scendere in campo a difesa del vino italiano sono i rappresentanti di Fratelli d’Italia, che aggiungono: «Il vero danno si arreca, con questa iniziativa, alle nazioni che producono vino tra le quali l’Italia è leader.
Fonte: Eco di Biella.
Etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino.
)Il via libera dell’Unione Europea alle etichette allarmistiche sul vino è un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati.
Fonte: Nuova Provincia di Biella.
II consorzio di tutela «È disinformazione».
La replica di laia: «Ci difenderemo» Tanto amareggiati sul via libera dell’Unione Europea alla possibilità che l’Irlanda possa adottare un’etichetta per il vino con l’indicazione “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Ci siamo sempre battuti con fermezza nel sostenere che vi è una differenza sostanziale tra uso ed abuso di alcol e quindi tra consumo nocivo e moderato di bevande alcoliche». Così Novella Pastoreh , la presidente del consorzio di tutela del Primitivo di Manduria.
Fonte: L’Edicola del Sud Taranto.
In Sardegna tutti contro l’etichetta sul vino – Vino pericoloso? L’isola insorge «A fare male è soltanto l’abuso».
La norma Ue voluta dall’Irlanda In Sardegna tutti contro l’etichetta sul vino a pag. 4 Vino pericoloso? L’isola insorge «A fare male e soltanto l’abuso» Tutti contro l’iniziativa irlandese delle etichette allarmistiche sulle bottiglie Coldiretti attacca: «Falsificano la realtà» Città del Vino: «Serie conseguenze sul piano economico» Sassari Nuoce gravemente alla salute: non il fumo delle sigarette, ma il vino. Così sostengono in Irlanda, dove hanno deciso di imporre l’avvertenza su tutte le etichette col beneplacito del Parlamento europeo. L’alto tasso di alcolismo ha di certo condizionato l’iniziativa di Dublino, che ha suscitato l’indignazione dei grandi paesi produttori di vino, con l’Italia e la Sardegna a battere la grancassa della protesta: «È un precedente grave che mi auguro non trovi seguito da parte di altri Stati, soprattutto quelli del nord Europa- sostiene il consigliere nazionale e coordinatore regionale di “Città del Vino”.
Fonte: Nuova Sardegna.
“Le etichette? Una sciagura” – «Etichette sui vini? Sciagura Non tutelano le eccellenze».
Non tutelano le eccellenze» Bondielli, presidente del Consorzio del Candia, fa il punto sul “caso Irlanda” «Sbagliato equiparare i danni del fumo di una sigaretta a un calice di vino». E’ difficile immaginare di sedersi a tavola in un ristorante e vedersi aprire una bottiglia di vino con l’etichetta allarmistica che avverte dei connessi rischi per la salute. Proprio come coi pacchetti di sigarette, che segnalano i pericoli di un abuso, legati alla comparsa di tumori. Ma questa scena diventerà normale in Irlanda: Bruxelles ha detto sì agli ‘alert sanitari’ sulle bottiglie di vino. In prospettiva i rischi per il settore anche nella nostra provincia ci sono e sono alti.
Fonte: Nazione Massa Carrara.
Vino, produttori e gdo «Rilanciamo il tavolo».
II sindaco di San Bonifacio ripropone l’appuntamento tra gli attori della filiera Vino, produttori e gdo «Rilanciamo il tavolo» Le preoccupazioni maggiori dal Pinot Grigio e la Doc delle Venezie solleva la questione dell’immagine. Armani: «Urgono punti di incontro» Provoli: «È un impegno che mi sono preso con gli imprenditori agricoli della mia zona». Consorzi di tutela, cantine cooperative, mondo della produzione e Grande distribuzione organizzata: il mondo del vino riorganizza il faccia a faccia a San Bonifacio. Si sarebbero dovuti incontrare il 17 dicembre, su invito del sindaco Giampaolo Provoli, ma poi l’appuntamento era stato rimandato a dopo le feste, alla luce delle tante scadenze legate al periodo natalizio.
Fonte: Arena.
Riccardo a 42 anni da venditore a vignaiolo bio.
Vigneti a Postuman di Mezzane Riccardo a 42 anni da venditore a vignaiolo bio La storia di Marinello. Le bottiglie di Giarugola Igt in numero limitato. Da rappresentante di macchinari per rifiuti a produttore di un vino biologico che vuole essere figlio delle stagioni. Un vino che, infatti, cambia di anno in anno, in base a come si evolvono clima e condizioni organolettiche dell’uva. È una storia a suo modo singolare quella di Riccardo Marinello, veronese, che da quattro anni, al termine di un percorso che aveva iniziato nel 2012 portando avanti due attività lavorative in contemporanea, si è dedicato a tempo pieno all’agricoltura. Marinello, che ha 42 anni, racconta che ha deciso di dedicarsi alla coltivazione in seguito al nascere di una passione che è emersa piano piano.
Fonte: Arena.
La principessa tra i vigneti e gli eventi nell’antico castello.
Una famiglia che ha radici millenarie nella Marca Trevigiana, lo straordinario complesso fortificato di San Salvatore a Susegana teatro di feste e matrimoni, l’azienda vitivinicola sulle colline del Prosecco che produce 850 mila bottiglie. «E da due anni mi occupo di valorizzare le Ville Venete» di Glomo considerata una delle più esperte manager del mondo vitivinicolo, un’abile organizzatrice di eventi e, soprattutto, una donna di classe, colta, amante del bello, della storia e del suo Veneto, anche se è nata, 62 anni orsono, a Francoforte e ha trascorso parte della sua vita all’estero. Isabella Collalto, figlia primogenita del principe Manfredo di Collalto e della principessa Trinidad Castillo de Jura Real, ha trascorso infanzia e adolescenza in un contesto internazionale.
Fonte: Corriere Imprese Nordest.
La Prima del torcolato «È la nostra tradizione».
Successo per la 28esima edizione dell’iniziativa con la spremitura della vespaiola La Prima del torcolato «È la nostra tradizione» Nominato ambasciatore 2023 Bernd Hoffman, nuovi fra gli altri Francesco Castello e Massimo Vitacchio che ha ricordato il papà Silvia Dal Vaso •• Nonostante la pioggia, che sicuramente ha portato molte persone a non uscire di casa, ha comunque riscosso un buon successo ieri la “Prima del torcolato”, grande festa che si ripete per tradizione la terza domenica di gennaio da 28 anni e che ha attirato a Breganze non solo gli appassionati di enogastronomia ma anche le famiglie che hanno voluto far sentire il loro calore e riempire piazza Mazzini per assistere alla prima spremitura delle uve di vespaiola vendemmiate nell’autunno precedente e messe ad appassire.
Fonte: Giornale di Vicenza.
Il vino di Copertino per la Messa in Vaticano, e Papa Francesco ringrazia.
Il vino “Ex vite” è approdato anche in Vaticano. Nei giorni scorsi, in occasione delle festività natalizie, una confezione del vino per la Santa Messa prodotto esclusivo della cantina “Cupertinum” è stato donato a Papa Francesco, tramite il sottosegretario monsignor Simone Renna. In una nota inviata al presidente della cantina Francesco Trono, il sottosegretario ha ringraziato lo stesso presidente, l’enologo Giuseppe Pizzolante e tutti i collaboratori della cantina, assicurando il recapito della confezione presso la Segretaria del Santo Padre.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno.
Cibo, dal Nutriscore all’allarme sul vino: tutte le etichette proposte dall’Ue.
L’etichetta “semaforo” non convince l’Italia e molti altri Paesi dell’Unione: la decisione in merito è stata rinviata al 2024. Ok di Bruxelles invece sull’avviso da apporre agli alcolici in Irlanda. E dal 2020 è in vigore la specifica sull’origine delle materie prime dei prodotti, da chiarire in caso di diciture o immagini fuorvianti. Nei giorni scorsi l’Ue ha dato il via libera alla scelta di Dublino: l’Irlanda potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria che è scaduto a fine dicembre 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge.
Fonte: Sky TG24.
Le barricate di Joe Formaggio contro l’UE sul vino.
Sul tema della tutela della salubrità del vino interviene il consigliere regionale di FdI Joe Formaggio. “La Commissione UE, nonostante il voto contrario del Parlamento Europeo, ha autorizzato l’Irlanda a imporre sulle bottiglie di vino e birra etichette che ne denunciano la pericolosità per la salute. Questo è oggettivamente falso, poiché sono gli eccessi ad essere problematici e non il moderato e beneficio consumo”. Continua Formaggio:”In questo ultimo weekend sono stato presente allastorica Prima del Torcolato, prima delle numerose feste dei nostri eccellenti vini veneti, dove tutti i produttori della DOC si ritrovano in piazza: tutti insieme a divertirci, ridere e scherzare, creando comunità. Nessuno è morto mentre gustavamo i nostri prodotti di vino”. Conclude Formaggio:
Fonte: Tviweb.
Il Mondo in un Calice, torna il podcast per chi ama il vino.
Il vino in podcast. Un nuovo trend. Ma torniamo a questa nuova serie de Nel Mondo in un Calice che ci porta in sei appuntamenti alla scoperta dei territori vitivinicoli nazionali e internazionali. Quindi, sei puntate per un totale di sei ospiti d’eccezione che ci conducono in un viaggio tra le sei macro aree vitivinicole rappresentate nel catalogo di Elemento Indigeno. E’ Alessandro Salvano, Wine Sales Manager del brand, a condurre e a dialogare ogni volta con un ospite curioso legato al tema del vino, che porta il proprio contributo condividendo esperienze, emozioni, sensazioni e aneddoti personali legati a una terra del vino ogni volta diversa.
Fonte: Apetime-Magazine.
Vino pericoloso, dalla Ue via libera all’etichetta. Liris (Fdi): Ridicolo. E’ come dire che le medicine sono letali.
“Proprio come per il vino, dove molteplici studi hanno dimostrato che un’assunzione entro certi limiti fa bene alla salute ma superati i quali diventa nocivo, anche per le medicine il dosaggio è fondamentale, perché se si assume un farmaco oltre il necessario l’effetto che può avere sul nostro fisico può diventare persino letale. È anche per questo che evidenziare le avvertenze sui rischi per la salute nelle etichette del vino è una scelta ridicola”. Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, eletto in Abruzzo, a proposito della scelta dell’Irlanda, che ha avuto il via libera dell’Ue, di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Il Denaro.
Vino, altro che allarme sulle etichette. Nicoletto (Angelini Wines): subito un piano sul turismo.
Soprattutto italiana e francese, in campo enologico e turistico, due settori che possono essere un grande volano di sviluppo. Ne è convinto Ettore Nicoletto, presidente e amministratore delegato della Angelini Wines & Estates. Azienda che gestisce 1.700 ettari di proprietà, dei quali 460 vitati, con una produzione da circa 4 milioni di bottiglie l’anno (gruppo Angelini Industries). Da una vita nel mondo del vino, Nicoletto è da sempre in prima linea nella difesa del patrimonio vitivinicolo italiano e oggi è anche vicepresidente del gruppo vini di Federvini e membro del Comité Européen des Entreprises Vins.
Fonte: Verità&Affari.
L’Umbria del vino in concorso.
Sei categorie esaminate, 58 cantine iscritte, 162 vini in gara. Dal 24 al 26 gennaio a Perugia si rinnova l’appuntamento con la competizione riferimento della vitivinicoltura umbra. Presieduto da Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, entra nella fase di selezione l’edizione 2023 di “L’Umbria del Vino”. Il concorso enologico regionale rivolto alle aziende vitivinicole umbre, l’unico autorizzato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, si svolgerà presso la sede di Perugia della Camera di Commercio dell’Umbria dal 24 al 26 gennaio; nelle sei categorie esaminate – bianchi, rossi, rosati, spumanti, frizzanti, dolci – saranno esaminati dalla commissione di qualità 162 vini, proposti dalle 58 cantine iscritte. Eccetto gli spumanti di qualità, tutti i vini partecipanti sono classificati esclusivamente come Doc, Docg e Igt.
Fonte: Linkiesta.
Etichettatura vino con rischi salute: via libera dell’Ue per l’Irlanda, il commento di Liris.
“Proprio come per il vino – dove molteplici studi hanno dimostrato che un’assunzione entro certi limiti fa bene alla salute ma superati i quali diventa nocivo – anche per le medicine il dosaggio è fondamentale, perché se si assume un farmaco oltre il necessario l’effetto che può avere sul nostro fisico può diventare persino letale”, afferma il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris eletto in Abruzzo, a proposito della scelta dell’Irlanda che ha avuto il via libera dell’Ue, “di adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come il consumo di alcol provoca malattie del fegato e alcol e tumori mortali sono direttamente collegati.
Fonte: AbruzzoLive.
STAMPA ESTERA
Desamor hacia el vino.
Después de tres presidentes de la República más bien reacios al vino -Jacques Chirac prefería la cerveza, Nicolas Sarkozy bebía siempre agua y François Hollande evitaba el champán-, los viticultores franceses parecían de enhorabuena con la llegada al Elíseo de Emmanuel Macron, degustador y entendido (aunque con apreciaciones discutidas). Pero una flor no hace primavera, y lo cierto es que en Francia, la patria del vino, cada vez se bebe menos. Los últimos datos facilitados por la Oficina Francesa de las Drogas y Conductas Adictivas (OFDT) muestran un auténtico desplome del consumo del vino entre los franceses: si en 1960 el consumo medio era de 120 litros por persona y año, en el 2020 – últimos datos disponibles- el nivel se situó en 40 litros. El verdugo del vino no es otro que la cerveza, que a cada generación va ganando adeptos, sobre todo entre los jóvenes: en la franja de 25 a 35 anos, su consumo es superior al del vino (32% a 27%) Por lo menos, el queso resiste: el 96% de los franceses lo come habitualmente, y con una media de 30 kilos por persona y año…
Fonte: Vanguardia.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 15 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Le mani della mafia sul business del vino.
Alla mafia piace molto l’uva. Tanto da farne una delle attività più lucrose del momento. Anche in accordo con la `ndrangheta calabrese. Così, uno dei comparti agricoli più importanti per tanta parte dell’agricoltura del Mezzogiorno, si trova a dover fare i conti con la malavita organizzata. L’ultimo esempio di cosa sta accadendo arriva dall’operazione Condor condotta da Carabinieri di Agrigento che ha portato a nove arresti e ad un obbligo di dimora. A carico di alcuni degli indagati sono anche le interferenze nelle transazioni per la vendita di uva con la graduale ingerenza in questo comparto da parte della Stidda.
Fonte: Avvenire.
Case e vino, la partita tra l’Italia e l’Europa – Bollino di salute per il vino e case green: verità e falsi miti sulle nuove regole Ue – La scelta dell’Irlanda divide l’Europa in due.
La direttiva sulle prestazioni energetiche e gli avvisi anti-alcol rischiano di penalizzare settori chiave Case e vino, la partita tra l’Italia e l’Europa Si è aperto un doppio fronte di scontro tra il nostro Paese – ma siamo in buona compagnia – e l’Unione Europea: da un lato le nuove regole per l’efficientamento energetico degli edifici che rischiano di essere troppo pesanti e difficilmente realizzabili nei tempi previsti dato il patrimonio immobiliare italiano costituito da tanti edifici storici. Dall’altra, l’etichettatura degli alcolici con le indicazioni “nuoce alla salute, sulla falsariga di quella utilizzata per le sigarette, chiesta e ottenuta dall’Irlanda. Il governo (ma nel caso del vino anche le opposizioni) si è espresso in difesa degli interessi nazionali. Alcuni allarmi lanciati da associazioni di categoria rischiano di essere forse esagerati, ma la partita è senza dubbio rilevante.
Fonte: Avvenire.
«Siamo coerenti, ci vuole l’avviso sulle bottiglie».
Il vino nuoce alla salute? Se questo monito è su un pacchetto di sigarette, sta bene, se invece viene riprodotto su una bottiglia di vino, non sta bene. La coerenza, noi italiani, non sappiamo dove stia di casa e non ci vergogniamo di manifestarlo apertamente come in questo caso.
Fonte: Corriere della Sera.
Sfumature di Montalcino.
Montalcino è uno di quei rarissimi e insieme fortunati casi in cui la denominazione e il territorio (non a caso inserito nel 2004, insieme a tutto il complesso “agricolo-pastorale” della Val d’Orcia, tra i Patrimoni Mondiali Unesco) vanno a braccetto, identificando immediatamente un brand con grandissima risonanza internazionale. Una delle cantine capaci di incarnare questo fenomeno è proprio Casanova di Neri, ormai inserita dalla stampa specializzata tra le migliori al mondo. Una tenuta di circa 500 ettari, di cui 75 vitati, organizzati in sette parcelle totali – dotate di grande varietà di collocazioni e microclimi – per circa 300 mila bottiglie prodotte ogni anno, non numeri imponenti insomma, ma una grande capacità di esplorare, con ammirevole sensibilità enoica, tutte le sfumature del Sangiovese Grosso.
Fonte: Espresso.
Le bollicine 2006 sono un opera d’arte.
Ferrari Trento dedica al capostipite della famiglia Lunelli il ‘Ferrari Riserva Bruno Lunelli 2006′, figlio di una splendida vendemmia che coincise con i cent’anni dalla nascita del visionario imprenditore e che si presenta come un unicum da collezione per il suo fondo convesso (per cui non sta in piedi da sola). Realizzata in 6.891 esemplari, è inoltre abbinata al primo NFT di Ferrari, una versione digitale collezionabile che ne garantisce autenticità e identificazione.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
L’Ue ha messo nel mirino i vini made in Italy.
In Irlanda il vino verrà etichettato praticamente come i prodotti contenenti tabacco. E poi? E poi toccherà a pasta, pane e ad altri prodotti tipici del nostro Paese. Da quando l’Italia é entrata nell’Unione europea, per il nostro Paese ci sono state solo costose incombenze e disastri economici. Con il «ce lo chiede l’Europa», l’Italia ha conosciuto chiusure e povertà. Nel caso si avessero dei dubbi, si guardi allo stato in cui versa l’economia reale. E nonostante questo, Bruxelles ci chiede pure di riqualificare le nostre case, per poi magari dopo tre anni cambiare tutto di nuovo, ma naturalmente con stipendi da fame.
Fonte: La Verita’.
L’abbinamento.
II Blangé di Ceretto Cremosoe fine, Blangé di Cerettoè la quintessenza dell’Arneis. Un vino che ha fatto scuola, simbolo dei bianchi piemontesi a cura di Lara Loreti Un Pecorino da scoprire Un’uva autoctona abruzzese che sta vivendo una seconda giovinezza. Èkwo di Terraviva è un vino di grande fascino e complessità. Dorato II blend di Santa Tresa Mineralità, freschezza e struttura in un super Wend siciliano di Grillo e Viognier.
Fonte: Specchio.
Vino, la deputata Vietri a Salerno: “Governo difenderà la sovranità”.
“Il Governo Meloni, attraverso l’impegno del ministro Lollobrigida, è al lavoro sulla difesa della sovranità alimentare per tutelare prodotti di qualità come il vino italiano”. Lo ha detto la deputata di Fratelli d’Italia Imma Vietri, a margine della nuova edizione della Guida Bio Vino 2023, a Salerno, dove ha portato i saluti istituzionali del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e della foresta Francesco Lollobrigida.
Fonte: Cronache di Napoli.
Cibo sintetico e etichette La battaglia di Coldiretti.
Carne «finta» (o meglio, sintetica), scritte allarmistiche su vino, grappa e birra, una guerra dichiarata a qualsiasi tipo di insaccato. E poi la famigerata etichetta del Nutri-score, il sistema di catalogazione degli alimenti (in scala cromatica e alfabetica, dalla A verde per i prodotti sani alla E rosso fuoco per quelli ad alto contenuto di grassi o zuccheri) pensato in Francia e adottato anche da Spagna e Germania. Il Made in Italy enogastronomico, che in Emilia Romagna vanta il più alto numero di prodotti a indicazione geografica tipica o protetta al mondo, è sotto attacco. Le eccellenze emiliano-romagnole sarebbero messe a rischio «tutte, sostanzialmente», dalla mortadella al parmigiano.
Fonte: Corriere di Bologna.
«L’alert sul vino attacco al nostro Paese».
Lo dice il il vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera Francesco Battistoni «L’alert sul vino attacco al nostro Paese» «Decisione che colpisce il made in Italy e il turismo» «La decisione della Commissione di dare seguito al progetto di legge irlandese sugli health warnings ci lascia davvero senza parole. La scelta dell’Irlanda di apporre ‘alert’ sulle etichette divino e altre bevande alcoliche analoghe a quelle poste sulle sigarette, rappresenta un precedente molto pericoloso ed un attacco diretto anche al nostro Paese». A dirlo in una nota il vice presidente della commissione Ambiente alla Camera, Francesco Battistoni, che non ha dubbi sul fatto che si tratta di una decisione sbagliata.
Fonte: La Provincia Viterbo.
Dalla vigna alla tavola per lanciare l’enoturismo.
Al via una nuova edizione del progetto “Enoturismo Marche: dalla vigna alla tavola” presentata venerdì in Regione. Si tratta di una «iniziativa di valorizzazione del vino e della birra, delle aziende, delle cantine, dei ristoranti e soprattutto della Regione Marche che vuole dare una impronta importante alla valorizzazione dei propri prodotti e delle eccellenze anche come attrattore turistico», come ha spiegato dall’assessore all’Agricoltura Andrea Maria Antonini. Questo evento va ad integrare e affiancare la strategia avviata dalla giunta regionale con la legge 28/2021 sull’enoturismo, realizzando un percorso per gli operatori del settore vitivinicolo e sostenendo, attraverso il bando ‘Dalla Vigna alla Tavola’, i progetti (16 presentati e tutti finanziati) finalizzati a promuovere, in abbinamento con la cucina tipica marchigiana, l’utilizzo di prodotti marchigiani di qualità certificata.
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Polemica sull’etichetta Ue sui rischi connessi al vino.
L’etichetta di pericolo per la salute che la Ue dispone anche sulle bottiglie di vino, scatena proteste e discussioni e contestazioni. Infuria la polemica, dopo che l’Unione Europea ha concesso alcuni giorni fa il via libera a Dublino sull’adozione di una nuova norma che pretende di salvaguardare la salute dei consumatori, attraverso una generica quanto incompleta indicazione che recita «il consumo di alcool provoca malattie del fegato» ed inoltre «alcool e tumori mortali sono direttamente collegati». Queste due diciture dovrebbero essere apposte anche sulle etichette del vino, bevanda da sempre nota come un elisir di salute, date le sue caratteristiche organolettiche e il contenuto di sostanze antiossidanti utili a contrastare eventuali effetti negativi sul metabolismo cellulare.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.
Intervista a Stefano Berti – «La ripresa del food ha spinto quella del vino».
II 2022 passa in archivio con una crescita per il settore. Berti: «Le nuove etichette per l’Irlanda mi sembrano una scelta sciocca». L’anno che si è appena concluso ha visto una crescita anche della quota export nonostante la guerra ed i rincari. I dati del 2022 parlano di crescita a doppia cifra per il mondo del vino. Che, nella nostra zona, ha chiuso nei mesi scorsi una vendemmia con un media del meno 20% in produzione (a causa della siccità dell’estate scorsa), ma con una qualità assolutamente eccellente. Tuttavia, il dato significativo, è la ripresa sia sul mercato interno che nell’export. Lo conferma anche Stefano Berti, responsabile della relazioni esterne di Cia Etruria.
Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.
Intervista a Pietro Bergna – Il vino fa male come le sigarette? «È una bugia, lo dice la scienza».
Pietro Bergna, enologo con master alla Sant’Anna di Pisa. «Il nostro obbiettivo è migliorare la comunicazione». «Ricordiamoci sempre che non veicoliamo solo una bevanda, ma anche storia, cultura e tradizione». «Affermare che il vino nuoce alla salute come le sigarette è scientificamente sbagliato, ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che l’alcol non sia una sostanza tossica per l’organismo. T tuttavia esistono decine di studi clinici che confermano come il consumo moderato di vino non produca alcun danno alla salute, anzi». Parola di Pietro Bergna, enologo laureato all’Università degli Studi di Milano, con master alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in “Vini italiani e mercati mondiali”.
Fonte: Nazione.
«Etichette sul vino, la Toscana alzi la voce in Europa».
Anna Paris, consigliere Pd annuncia un atto in Regione «La giunta si attivi subito per contrastare Dublino». «La Toscana deve farsi sentire». Anche Anna Paris, consigliera regionale del Partito Democratico senese, interviene sulla decisione del governo irlandese di inserire gli alert ‘nuove gravemente alla salute’ sulle etichette dei prodotti vitivinicoli. «Nelle prossime ore – ha sottolineato Paris – presenterò un atto per chiedere alla Giunta Regionale di attivarsi subito con tutti gli strumenti e le iniziative necessarie in Europa affinché la Commissioni ripensi alla posizione che ha assunto, e si eviti una pericolosa deriva che potrebbe scaturire dall’atto irlandese se altri paesi decidessero di seguire quanto deciso a Dublino.
Fonte: Nazione Siena.
Dop Economy, Siena entra nella ‘Top 20’.
La provincia al nono posto nella classifica di Coldiretti Toscana con 676 milioni di euro di fatturato grazie al vino e al settore food. «Oggi a Montalcino e Bolgheri il prodotto agricolo traina tutto il territorio» Dop Economy: Siena nella top 20 delle province italiane per impatto economico delle produzioni di qualità di origine denominata protetta e delle IGP. Siena, al nono posto con 676 milioni di euro, è una grande protagonista della Dop Economy regionale che con 89 prodotti tra vino e food vale complessivamente 1.361 miliardi di euro (+18,6%) e il quinto posto nazionale. A rivelare la speciale classifica della Dop Economy regionale è Coldiretti Toscana sulla base del Rapporto Qualivita – Ismea 2022 presentato nell’ambito dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche che si è tenuto all’Innovation Center di Firenze con l’apertura della vetrina della Dop Economy
Fonte: Nazione Siena.
«All’Europa risponderemo con l’amore per il territorio».
I produttori dei Colli insorgono contro le etichette sul vino. In vino veritas? Non sulle etichette che, su via libera dell’Unione Europea, riporteranno sulle bottiglie della bevanda più diffusa in Italia, che “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” favorendo i tumori. Ad esserne convinti sono i produttori dei vini dei Colli e le associazioni di categorie, con in testa Coldiretti, convinti che le disposizioni di Bruxelles, assunte su richiesta dell’Irlanda, nonostante la contrarietà di altri paese fra cui Italia, Francia e Spagna, arrecheranno danni irreparabili a tutta la filiera agroalimentare.
Fonte: Gazzettino Padova.
«Sforzi per una produzione di qualità vanificati da campagne senza senso».
È allarme anche tra i viticoltori dei Colli Euganei per la decisione dell’Unione Europea di concedere il via libera alle etichette allarmistiche sul vino. Una autorizzazione alla richiesta dell’Irlanda nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei stati dell’Ue, che gli operatori del settore vitivinicolo contestano perché potrebbe diventare un pericoloso precedente che metterebbe a rischio una filiera che in Italia dal campo alla tavola garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro ed è la principale voce dell’export alimentare.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Alcol e danni alla salute, le cantine cooperative umbre dicono “no” all’etichettatura.
“La scelta della Commissione di avallare il progetto di legge irlandese sugli health warnings, i messaggi salutistici presenti generalmente in tutti i prodotti a base di tabacco, da inserire anche sulle etichette delle bottiglie di vino ci lascia davvero sconcertati. Con questa azione l’Irlanda è andata a ledere e a mettere in discussione i principi del mercato unico, nel cui perimetro è disciplinato il settore vitivinicolo e che dovrebbe garantire, tramite l’Organizzazione Comune di Mercato, un’applicazione per l’appunto ‘comune’, dei principi e delle regole europee in tutti gli Stati membri”.
Fonte: Corcianonline.
Dal Nutriscore al bollino nero sul vino, tutte le etichette che la Ue vuole mettere sulla tavola.
L’ok all’Irlanda, che vuole mettere sulle bottiglie di vino e birra lo stesso warning salutistico che si scrive sui pacchetti di sigarette, è solo l’ultimo tassello della volontà di Bruxeless di stabilire regole univoche per le etichette alimentari che circolano nei suoi paesi membri. Le prime regole Ue a entrare in vigore riguardavano l’origine dell’ingrediente principale con cui sono preparati i cibi. A infuocare il dibattito tra i 27 è però, da sempre, la questione dell’etichetta a semaforo, il cosiddetto Nutriscore, che impone ai cibi il bollino rosso o verde a seconda del quantitativo che hanno di grassi, sali e zuccheri ma senza tenere conto delle quantità consumate. La Francia è il principale sponsor, l’Italia è fermamente contraria. A questo, ora, si è aggiunto il tema degli health warning su vino, birra e alcolici.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Etichette sul vino: a rischio mercato da 14 miliardi in Italia.
Sta facendo discutere molto anche in Italia il “caso etichette” sulle bottiglie di vino: dal mese di gennaio l’Irlanda può decidere se apporre o meno sulle etichette degli alcolici delle avvertenze che ricalcano quelle già presenti anche in Italia sui pacchetti di sigarette, come per esempio “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati“.Contro i cosiddetti “health warning” si sono apertamente schierati 9 Paesi europei, tra cui l’Italia, e i maggiori produttori europei di vino, tra cui la Francia e la Spagna. Il timore è che l’esempio dell’Irlanda possa spingere altri Stati ad adottare etichette simili, prima che si giunga ad adottare iniziative comuni in ambito comunitario.
Fonte: inItalia – Virgilio.
Vino e salute, il settore deve essere proattivo e più presente in Europa, dove si decide il futuro.
“Per respingere gli attacchi, non bastano i no”: da Simposio Assoenologi, a Napoli, la rotta tracciata da Federvini e Unione Italiana Vini (Uiv). Di studi storicizzati che dimostrano non solo che il vino bevuto con moderazione non solo non fa male, ma può fare bene, ce ne sono ormai a decine. È stato raccontato, ieri, nel Simposio Assoenologi, che abbiamo raccontato qui, ed è stato ribadito oggi, tra excursus tra storia e biochimica, come raccontato dal professor Michele Scognamiglio (specialista in Scienza dell’Alimentazione, biochimica e patologia clinica), cultura, come ha fatto il giornalista Luciano Pignataro, ed ancora ricerca innovativa, come quella presentata da Marco Deriu, docente di Bioingegneria al Politecnico di Torino, che, con il progetto europeo “Virtuosus”, sta mettendo a punto un modello di intelligenza artificiale per predire il profilo organolettico e il rapporto tra gusto ed effetti sulla salute, o da Massimo Barchino della Asl Orvieto ed esperto di dipendenze, che ha spiegato la differenza tra bevitori “problematici e non problematici”. Ma la battaglia, che politica, economica, culturale ed identitaria, va portata a Bruxelles, in sede di Unione Europea, ed a Ginevra, sede dell’Oms, perchè è in queste sedi che si gioca la partita.
Fonte: WineNews.
Il vino fa male come le sigarette? “E’ una bugia, lo dice la scienza”.
Pisa. 15 gennaio 2023 – “Affermare che il vino nuoce come le sigarette è scientificamente sbagliato, ma sarebbe altrettanto sbagliato sostenere che l’alcol non sia una sostanza tossica per l’organismo: tuttavia esistono decine di studi clinici che confermano come il consumo moderato di vino non produca alcun danno alla salute, anzi”. Parola di Pietro Bergna, enologo laureato all’Università degli Studi di Milano, con master alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in “Vini italiani e mercati mondiali”. E’ insomma un “ambasciatore” del vino formatosi al corso di primo livello che forma professionisti capaci di comunicare, con le competenze sviluppate nella fase di formazione in aula e di stage aziendale. Bergna dal 2018 lavora come enologo presso l’azienda Le Corti di Principe Corsini a San Casciano in Val di Pesa. La nuove etichette irlandesi che contraccolpi possono indurre al nostro export? “E’ presto per fare previsioni economiche. Ma i produttori devono continuare a fare ciò che fanno molto meglio di altri nel mondo”. Si spieghi meglio. “Penso che alla fine questa legge possa addirittura essere un’opportunità in più per i nostri vini. Se la campagna irlandese, infatti, incidesse sulle abitudini dei consumatori di superalcolici mettendoli in guardia dai rischi per la salute derivanti dal consumo massiccio di alcol, il buon bere, con responsabilità, può rappresentare un profilo di comunicazione per le nostre aziende produttrici di vino per aumentare le loro quote di mercato”. Perché? “Perché veicoliamo molto di più di un prodotto alcolico. Vendiamo storia, cultura, tradizione.
Fonte: La Nazione.
Vino: Cotarella, consumo moderato fa bene a salute e spirito.
“Il consumo moderato e intelligente di vino non può che fare bene alla salute e allo spirito. Lo dice la scienza”: è quanto ha detto all’ANSA il presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella, a margine del simposio sul tema ‘Vino e salute tra alimentazione e benessere’, che si tiene oggi pomeriggio e domani a Napoli. “Questo simposio di Assoenologi – ha aggiunto Cotarella – arriva casualmente a poche ore dal via libera dell’Unione europea all’Irlanda di poter apporre delle etichette sulle bevande alcoliche con gli allarme per la salute, un’iniziativa folle”. “Per noi enologi sarà un’occasione in più per fare chiarezza sul tema in nome della scienza e della medicina. Di certo mi meraviglia questo assenteismo dell’Unione europea che con il suo silenzio dà assenso a queste prese di posizione”, ha spiegato ancora Cotarella.
Fonte: ANSA.
Vino e salute, il consumo moderato meglio dell’astinenza e, ovviamente dell’eccesso.
L’intervento di Pierre-Louis Teissedre, presidente della Commissione Sicurezza e Salute Oiv, al Simposio “Vino e Salute” di Assoenologi. L’intervento di Pierre-Louis Teissedre, presidente della Commissione Sicurezza e Salute Oiv, al Simposio “Vino e Salute” di Assoenologi. Con il racconto di tanti esempi e tante ricerche scientifiche e studi che, negli anni, hanno messo in evidenza come un consumo regolare e moderato del vino (e non solo) possa avere effetti benefici per la salute sul fronte delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative.
Fonte: WineNews.
Case green, Mes, etichette del vino: i 3 dossier che dividono Italia e Ue.
In una fase particolarmente delicata che vede il governo Meloni impegnato in una trattativa con Bruxelles per apportare delle modifiche al Piano nazionale di ripresa e resilienza, tre dossier europei si impongono all’agenda dell’esecutivo. E sono tutti politicamente spinosi. Il primo è la proposta di direttiva europea “Epbd” con le nuove regole sull’efficienza energetica degli immobili: la presidenza di turno svedese dell’Unione europea si impegna ad approvarla green entro sei mesi, ma l’Italia è pronta a dare battaglia e a bloccare una normativa che di fatto imporrebbe l’obbligo di ristrutturare due immobili su tre per renderli più efficienti da un punto di vista energetico. Il secondo dossier è in realtà “un vecchio classico”: la ratifica del Mes da parte dell’Italia (mancano solo la sua e quella della Croazia) . Nelle ultime ore da Bruxelles è giunto un messaggio chiaro: la riforma del Meccanismo europeo di stabilità va approvata così com’è, ci sarà poi tempo per riflettere sul suo futuro. Un messaggio che è giunto all’indomani dell’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del consiglio Giorgia Meloni e i vertici del Mes, in cui la premier ha auspicato correttivi per renderlo uno strumento capace di rispondere alle esigenze delle diverse economie.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 14 gennaio 2023!
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Destra contro l’etichetta irlandese sul vino.
II centrodestra si é scagliato contro il via libera dell’Ue alla legge irlandese che introduce l’etichetta sulla correlazione tra l’uso di alcol e l’insorgenza di tumori. Per gli europarlamentari è un danno al Made in Italy.
Fonte: Domani.
Lollobrigida boccia le etichette irlandesi sul vino: «A nuocere gravemente alla salute sono le bugie».
Il vino «nuoce gravemente alla salute» – dicono dall’Irlanda – ma l’Italia non ci sta. L’idea dell’etichetta sulle bottiglie, sulla falsariga delle scritte già presenti sui pacchetti di sigarette, è appunto irlandese, mentre l’Ue, che in questa storia ha fatto la sua parte, ha dato un primo ok. A preoccupare sono sia l’iniziativa in sé sia l’andazzo, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida ha le idee più che chiare sul da farsi.
Fonte: Giornale.
La commissione Ue conferma la linea: etichette allarmistiche sui vini.
Le etichette allarmistiche sugli alcolici irlandesi aprono un conflitto politico tra commissione Ue ed Europarlamento. La commissaria per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, il 10 gennaio scorso ha risposto a un’interrogazione in forma scritta (E-003729/2022) posta 1’11/11/2022 dall’eurodeputato francese Brice Hortefeux (Ppe), proprio in merito alla notifica di Dublino (datata 21/6/22) della norma che prevede l’apposizione di health warnings sugli alcolici; Hortefeux, in vista della scadenza dei sei mesi di silenzio-assenso (avvenuta il 22/12/2022, si veda ItaliaOggi del 12/01/2023), ha chiesto all’esecutivo Ue cosa intendesse fare delle disposizioni irlandesi, dato che: «Nave stati membri tra cui la Francia, hanno presentato pareri circostanziati sfavorevoli», poiché «i regolamenti proposti sembrano violare la legislazione Ue e le norme armonizzate sulle bevande alcoliche a livello Ue.
Fonte: Italia Oggi.
Svezia, raddoppiano le vendite di vino.
Non ditelo a Greta Thunberg. Ma in Svezia, il suo paese d’origine, il surriscaldamento globale ha anche effetti positivi. Paradossale, sì. Eppure, i cambiamenti climatici hanno trasformato la fredda Svezia in un terreno fertile per la coltivazione delle uve. E il vino svedese, sconosciuto ai più, inizia a farsi largo sul mercato. Negli ultimi cinque anni le vendite interne di vino svedese sono quasi raddoppiate. Systembolaget, la catena di licenze di proprietà del governo col monopolio sulle bevande alcoliche con un tasso superiore al 3,5%, ha affermato che le vendite sono aumentate da 19.300 litri nel 2017 a 34.500 nel 2022.
Fonte: Italia Oggi.
Scorribande in biblioteca – Il Chianti è una roccaforte assediata.
Resiste, ma sta per franare. Lo ha salvato, prima, la povertà, spopolandolo; poi una certa ricchezza forestiera, che lo ha restaurato e conservato, Ma lo insidiano le cooperative, che possono costruire praticamente ovunque, e si accaniscono sui punti più belli. Mica che costruire sia un delitto. E’ che costruiscono male. Saverio Vertone: «Viaggi in Italia»”.
Fonte: Italia Oggi.
La Repubblica astemia d’Irlanda.
Gli irlandesi potranno scrivere sulle etichette che “il vino ¡a male alla salute”. Come le sigarette… 40 anni fa un laminare della cardiochirurgia mi disse. stupendomi: il funto fa molto male ma una sigaretta al giorno. in alcuni casi pub anche essere d’aiuto. 0. ‘sarebbe bruciato rivo. N’on è tempo di saggezza ed equilibrio. Lo stile dei pasdaran ha are la meglio: ovunque trionfa l’estremismo, la polizia morale” rischia di diventare un modello. l’espressione blasfema dell’hegeliano Stato-etico. Ma sarà segnalato tutto ciò che fa male… non resta che il digiuno e l’astinenza che riducono i rischi per la salute eliminando il soggetto titolare del diritto a vivere.
Fonte: La Discussione.
Giansanti: deriva antiproibizionista dell’Unione, sbagliato etichettare il vino come bevanda pericolosa.
Per la Confagricoltura è in “pericoloso precedente a dimostrazione di come le produzioni Made in Italy agroalimentari siano nel mirino di altri Paesi. Ultimo caso delle ostilità la decisione di etichettare il vino, al pari di bevande alcoliche, come dannoso per la salute. Deriva proibizionistica “Siamo particolarmente preoccupati per la deriva proibizionistica che il settore vitivinicolo europeo sta affrontando; scrive il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, “La Commissione non ha ascoltato le riserve che l’Italia, con altri numerosi Stati membri, ha manifestato per opporsi alle misure introdotte dalla normativa irlandese creando un grave precedente e un potenziale ostacolo al commercio interno Danno per il mercato Il presidente Giansanti, sottolinea, come l’inclusione del vino come bevanda dannosa, non abbia subito in altolà.
Fonte: La Discussione.
L’attacco di Bruxelles al vino è solo l’inizio.
II ministro Lollobrigida a tutela delle nostre bottiglie: «Cercheremo ogni strada legale». Ma entro la primavera arriverà l’ok a carne e latte prodotti in laboratorio. Intanto è crisi sulle tavole: gli italiani spendono di più pur comprando meno. La messa al bando del vino da parte dell’Irlanda con il silenzio assenso della Commissione europea è solo l’inizio. L’Italia è costretta a minacciare le vie legali col ministro della Sovranità alimentare Francesco Lollobrgida : Entro la primavera pero arriverà il via libera alla produzione e commercializzazione di carne e latte prodotti in laboratorio da cellule staminali. In Olanda e in Danimarca i bioreattori sono già in piena attività. A Bruxelles sta per cominciare la guerra del cibo; ci sono due pretesti ottimi per chi vuole mettere al bando le produzioni mediterranee e in particolare quelle italiane per ragioni che, travestite da preoccupazioni ambientali e salutistiche, sono di pura speculazione.
Fonte: La Verita’.
L’ultima follia Ue La guerra fa bene il vino fa male.
L’Italia fa quadrato a difesa del vino, eccellenza agroalimentare sotto attacco con il placet dell’Unione europea. L’ultima follia della Ue la guerra fa bene e il vino fa male No al boicottaggio di una delle principali eccellenze del made in Italy in tutto il mondo Lollobrigida e Tajani scrivono al commissario Ue Breton e annunciano azioni legali. L’Italia fa quadrato a difesa del vino, eccellenza agroalimentare sotto attacco con il placet dell’Unione europea. La maggioranza, il governo e la comunità scientifica condannano la decisione dell’Irlanda, avallata da Bruxelles, di applicare le etichette sanitarie agli alcolici — vino compreso. “Nuoce alla salute”? “Alla salute”, semmai. Con moderazione, il vino fa bene, addirittura. Mentre il fumo, al quale è equiparato il consumo di alcolici, fa sempre male. A prescindere dalla quantità di sigarette.
Fonte: L’Identità.
Carpineto wine experience.
“Un’agricoltura di precisione con macchine e tecnologie a scarsissimo impatto ambientale a salvaguardia della biodiversità”. Un wine retreat di 184 ettari di terreno dedicati a vigneto, uliveto e bosco, ambiente ideale per la selvaggina che lo popola allo stato naturale. Un’oasi di natura e ambiente all’insegna della sostenibilità. E’ la Tenuta di Montepulciano, la più estesa delle 5 tenute della griffe toscana dei grandi rossi. Una piccola, grande storia di famiglia, anzi di famiglie, lungo tre generazioni, raccontata attraverso vini che rimangono a lungo nella memoria e suscitano emozioni. Diverse le esperienze di full immersion nella natura, a sti etto contatto con chi fa, produce, grandi vini.
Fonte: L’Identità.
Vino, scontro a Bruxelles sulle etichette allarmiste.
L’Italia difende i suoi vini IL CASO IL MINISTRO LOLLOBRIGIDA: «CERCHEREMO OGNI STRADA CONTRO LA DECISIONE IRLANDESE». «Cercheremo ogni strada legale non solo per rivendicare il diritto di promuovere il vino, ma anche per evitare che in alcune nazioni venga stigmatizzato con un’etichettatura fuorviante». Intervenendo con un videomessaggio al simposio di Assoenologi, al via ieri a Napoli, il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida è tomato sulla tenzone europea esplosa questa settimana dopo che il silenzio-assenso della Commissione Ue ha consentito all’Irlanda l’inserimento delle avvertenze perla salute sulle bottiglie degli alcolici, vino compreso, sull’esempio di quanto già avviene per le sigarette.
Fonte: Messaggero.
In cantina – Margaux, brillano le magnum.
Rivalutazione media del 32% per le 24 bottiglie da un litro e mezzo passate in asta Margaux, brillano le magnum di Cesare Pilon L, analisi delle quotazioni spuntate alle aste dai grandi rossi del Bordolese in tutti i loro formati speciali ha come protagonista questa settimana Château Margaux nella bottiglia da un litro e mezzo, la magnum. Per motivi di spazio i 16 prezzi che compaiono in tabella non sono tutti: sono i più significativi dei 24 peri quali è possibile il confronto con il prezzo che avevano ottenuto alle aste dei 2021.
Fonte: Milano Finanza.
«Vino tossico? Schiaffo all’Italia» Si ribellano anche le cantine umbre.
Dal regno del Sagrantino: «L’etichetta “nuoce alla salute” è assurda e non si addice al nostro Paese» Il pericolo reale è che si potrebbero colpire più i prodotti di qualità che quelli di fascia bassa PERUGIA II vino come le sigarette? II «nuoce gravemente alla salute» stampato sui pacchetti di ‘bionde’ per annunciare – a ragione – tristi presagi ai fumatori potrebbe campeggiare, col ‘placet’ dell’Europa, anche sulle bottiglie di vino italiano, turbando il sorseggiare di chi ama bere poco e bene. Uno ‘schiaffo’ per l’Italia, scrigno di tesori in bottiglia capaci di trainare economia e turismo. Una dinamica di tutta evidenza anche in Umbria, dove il temuto ‘vento punitivo’ che soffia dall’Europa, in prima istanza dall’Irlanda, sta facendo dormire notti insonni ai produttori di vino di casa nostra.
Fonte: Nazione.
La campagna di Fdi in difesa del vino italiano.
L’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Antonio Tajani il ricorso al Wto. Per Tajani “c assurda la decisione dell’Irlanda di introdurre un’etichetta per tutte le bevande alcoliche, incluso il vino italiano. Nonostante la contrarietà del Parlamento europeo”. “E’ alquanto anomalo — nota il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida — che si sia autorizzata contro il parere del Parlamento europeo” una cosa dalla quale “traspaiono tante cose. Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare un’evidenza: bere con moderazione fa anche bene, e un dato che ogni medico e scienziato potrà affermare con serenità, ogni eccesso fa male”.
Fonte: Secolo d’Italia.
Denaro & lettera – Più inflazione, meno bevute: il gruppo C&C taglia le stime.
Meno brindisi e meno bevute al pub a causa del carovita e degli scioperi dei treni. È il quadro con cui il gruppo CeC, produttore e distributore di birra, sidro, vino, alcolici e bibite, ha spiegato l’indebolimento delle sue prospettive per il secondo semestre del 2023. L’indicazione è stata male accolta alla Borsa di Londra, dove il titolo CeC ha accusato una flessione dei 9,03% a 167,20 pence. In un aggiornamento sull’attività, CeC ha indicato che le prospettive della seconda metà dell’esercizio accusano l’impatto delle «continue pressioni sul costo della vita», destinate a proseguire nel breve termine e che l’attività risente «in modo significativo» anche degli scioperi sulla rete ferroviaria del Regno Unito che hanno ridotto la frequentazione dei centri urbani soprattutto durante il periodo delle festività.
Fonte: Sole 24 Ore.
Coop europee del vino contro lo stop ai pesticidi in agricoltura.
I produttori di Francia, Spagna e Italia ritengono inapplicabile la riduzione del 50% della chimica nei campi entro il 2030 finchè non ci saranno strumenti alternativi credibili Sostenibilità e nonne Giorgio dell’Orefice a proposta Ue di tagliare in maniera drastica il ricorso alla chimica in agricoltura(meno 50% entro il 2030) non solo risulterà inapplicabile, ma fornirà un assist ai competitor extra Ue del vino europeo perché la produzione Ue mollerà e d sari. più spazio di mercato per il vino prodotto altrove e senza regole né sul fronte ambientale né su quello dell’attenzione alla salute umana. È un duro j’accuse quello mandato in una lettera inviata nei giorni scorsi all’Europarlamento dalle organizzazioni cooperative del vino di Italia, Francia e Spagna che rappresentano un volume di circa 75 milioni di ettolitri di vino l’anno, pari al 50%, dell’intera produzione europea.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Dop economy, solo in Toscana vale più di 1 miliardo.
Verso la riforma Ue Vino protagonista Giovanni Uggeri La cosiddetta Dop economy Toscana vale 1,36 miliardi di euro (+18,6%inun anno) , con Siena (676 milioni) e Firenze (273 milioni) nella top 20 delle province per impatto economico delle produzioni di qualità Dop e delle Igp. È quanto rivela Coldiretti Toscana sulla base del Rapporto Qualivita Ismea 2022, che ieri ha organizzato a Firenze un evento dedicato alla riforma europea del sistema delle Dop e delle Igp. Il contributo principale ai primati della Dop Economy toscana, secondo Coldiretti, provengono dal vino con 58 produzioni a denominazioni (52 Dop e sei Igp), di cui 4 tra le principali 20 italiane (Chianti Dop, Chianti Classico, Brunello di Montalcino Dop e Toscano Igp) con 1.183 milioni di business e 5.839 operatori. Il comparto food crea invece un valore complessivo di 178 milioni grazie a 3i prodotti (16 Igp e 15 Igp) con 11.938 operatori e al primato nazionale dell’olio extravergine con 29 milioni di euro.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Lollobrigida in difesa del made in Italy “Basta bugie, ogni azione a tutela del vino”.
Attacca il cibo sintetico e difende il vino. Soprattutto quello italiano. «Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza. Bere con moderazione fa anche bene, e questo è un dato che ogni scienziato penso potrà affermare con serenità». Sono le parole del ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e foreste, Francesco Lollobrigida, ospite ieri a Lonato del Garda, nel Bresciano, per il convegno “Frankenstein nel piatto? Il cibo sintetico la nuova minaccia” organizzato da Coldiretti. Una presa di posizione che rafforza la lotta intrapresa dall’Italia subito dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino come quel «nuoce gravemente alla salute» già presente sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Stampa.
Produttori di vino riuniti, nasce l’associazione Penisola Dop.
Si amplia la gamma dei prodotti da tutelare dell’enogastronomia locale Il neo presidente La Mura: «Solo insieme si raggiungono traguardi importanti» Si continua a puntare sull’associazionismo, per garantire a tutti i produttori un maggiore ascolto ma soprattutto arrivare al riconoscimento di tutela per l’enogastronomia locale. “Quello di due sere fa sera è stato un altro successo di questa amministrazione – dichiara il sindaco Nello D’Auria – che continua a muoversi nei solchi della sinergia e della cooperazione. Dare lustro a questo meraviglioso territorio, alle sue eccellenze enograstronomiche e ai talenti dei tanti valorosi operatori è dovere di una buona politica e in quest’ottica stiamo muovendo i nostri passi per sostenere i tanti prodotti del nostro paniere”.
Fonte: Metropolis.
Distretto vini: via libera a 11,3 milioni.
Dal Ministero dell’ agricoltura ok ai primi 14 progetti, Regione rilancia con il 10% I distretti del cibo diventano realtà, con la Campania che vede tre progetti approvati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, grazie al sostegno territoriale di Coldiretti. Tra questi c’è il Distretto Agroalimentare dei Vini d’Irpinia, che aggrega oltre 170 aziende vitivinicole. Dal Ministero è arrivata l’approvazione definitiva, con il via libera ai primi 14 progetti, per un valore di investimenti complessivo paria 11,3 milioni di euro, di cui oltre 4,2 milioni di contributo in conto capitale. Buona parte delle risorse serviranno a finanziare interventi innovativi per la sostenibilità ambientale.
Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.
Altra follia Ue: “Il vino nuoce alla salute” Lollobrigida: etichette fuorvianti, vie legali.
«Siamo pronti alle vie legali». Parte da Napoli la crociata contro l’ultima euro follia. L’occasione è il Simposio di Assoenologi che si tiene in città, dove il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida (nella foto), invia un videomessaggio per dire che affermare «che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza». Il riferimento è a ciò che rischia di accadere dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino come quel «nuoce gravemente alla salute» già presente sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Roma.
Vini d’Irpinia, al Distretto 11,3 milioni.
Tre progetti approvati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Vini d’irpinia, al Distrett 11,3 milioni. I distretti del cibo diventano realta’, con la Campania che vede tre progetti approvati dal Ministero dell’Agricoltura e della Sovranita’ Alimentare, grazie al sostegno territoriale di Coldiretti. Tra questi c’e’ il Distretto Agroalimentare dei Vini d’Irpinia, che aggrega oltre 170 aziende vitivinicole. Dal Ministero e’ arrivata l’approvazione definitiva, con il via libera ai primi 14 progetti, per un valore di investimenti complessivo pari a 11,3 milioni di euro, di cui oltre 4,2 milioni di contributo in conto capitale. Buona parte delle risorse serviranno a finanziare interventi innovativi per la sostenibilita’ ambientale.
Fonte: Roma.
Il vino etichettato come il tabacco La Regione: «Il governo intervenga».
Non si è tenuto conto del pronunciamento del Parlamento Ue Gardini: «Che grande sciocchezza!». Immaginate una bottiglia di Sangiovese con l’etichetta “Nuove gravemente alla salute”. Non è un’ipotesi tanto campata in aria. Anzi, presto potrebbe essere realtà nelle enoteche irlandesi. L’Irlanda ha infatti varato una legge che prevede l’etichettatura sanitaria anche per vino e superalcolici sullo stesso modello di quanto avviene per sigarette e altri prodotti del tabacco. La Commissione Europea ha dato il via libera nonostante l’opinione contraria manifestata su questo argomento dal Parlamento Ue nel febbraio scorso.
Fonte: Corriere Romagna.
«E’ tutta salute» – «Vino come le sigarette» Le cantine contro l’Europa.
Etichette sul vino come per le sigarette, il sindaco non è d’accordo: «Il problema è l’abuso, non il consumo. Danni all’enogastronomia». «Vino come le sigarette» Le cantine contro l’Europa Nel mirino la proposta di esporre sulle bottiglie etichette sui rischi del’alcol. Produttori riminesi in rivolta: «Un bicchiere non ha mai fatto male a nessuno». «Informazione non corretta, così si danneggia un settore importante della nostra economia» La proposta di equiparare il vino alle sigarette, applicando sulle bottiglie etichette del tipo «l’alcol prova malattie del fegato» o «alcol e tumori sono collegati», va di traverso agli appassionati di enologia e viticoltori riminesi.
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
Le regole sugli abiti a scuola Polemiche sul vademecum – Le etichette in Irlanda sulle bottiglie di vino: «Fa male alla salute» Il Friuli: una minaccia.
Quell’opuscolo ci porta indietro di mille anni. Se verrà istituito un tavolo di confronto io siederò dalla parte dei ragazzi». Dusolina Marcolin, la presidente della Commissione regionale pari opportunità, prende le distanze, senza se e senza ma, dalla pubblicazione anti violenza realizzata dal Comune di Cividale con il contributo dalla Regione, distribuito agli studenti del Convitto Paolo Diacono. Come gli anni scorsi, il libretto è rivolto a tutti gli studenti e le studentesse delle scuole superiori della città, ma per ora è stato consegnato solo agli iscritti al Convitto.
Fonte: Messaggero Veneto.
Zanin: «È un eccesso di zelo Qui si parla di cultura e salute».
La reazione del presidente del consiglio regionale Zanin: «È un eccesso di zelo Qui si parla di cultura e salute» a una parte c’è il buon senso, dall’altra c’è l’eccesso di zelo dei funzionari di Bruxelles. E io ribadisco quello che vado dicendo da un anno: è inaccettabile l’idea di mettere sulle bottiglie di vino etichette che indichino i pericoli legati all’alcol». A sottolinearlo ancora una volta è Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, che già nel febbraio dell’anno scorso aveva preso posizione contro quella che definisce «la scure proibizionista, che trova proseliti nell’ambito della Commissione europea, alimentando purtroppo l’immagine di un’Europa matrigna e non certo madre nei confronti dei suoi diversi territori».
Fonte: Messaggero Veneto.
In Irlanda vino come le sigarette Il Fvg: una minaccia.
Categorie e produttori contro le etichette con riferimenti alla salute consentiti dall’Ue. «Così si colpisce tutto il made in Italy» In Irlanda vino come le sigarette Il Fvg: una minaccia ne anche il tempo di brindare ai grandi risultati del 2022, y \ vale a dire gli 8 miliardi di euro di export (tra gennaio e settembre ben 146 milioni di vendite all’estero per il vigneto Friuli), che il settore del vino, uno dei motori del made in Italy nel mondo, deve fare i conti con una grana. E che grana. La Commissione Ue, infatti, con il silenzio-assenso, ha consentito ai Paesi aderenti di introdurre le etichette sulle bottiglie con “avvertenze” sui danni alla salute che l’alcol può provocare.
Fonte: Piccolo.
Vino pericoloso come le sigarette, Battistoni non ci sta.
La polemica Sbagliata la decisione dell’Ue di far apporre “alert” sulle etichette delle bottiglie: “E’ un attacco diretto all’Italia” Vino pericoloso come le sigarette, Battistoni non ci sta. “La scelta della Commissione di dare seguito al progetto di legge irlandese sugli health warnings ci lascia davvero senza parole”. Così Francesco Battistoni sulla decisione dell’Irlanda di apporre “alert” sulle etichette di vino e altre bevande alcoliche analoghe a quelle poste sulle sigarette. Si tratta secondo il parlamentare viterbese di “un precedente molto pericoloso ed un attacco diretto anche al nostro Paese”. “Colpire il nostro vino – aggiunge Battistoni – oltre a produrre effettivi economici negativi a livello nazionale, colpisce il nostro made in Italy, la nostra dieta mediterranea e il nostro turismo.
Fonte: Corriere di Viterbo.
Lollobrigida in difesa del made in Italy «Basta bugie, ogni azione a tutela del vino».
Attacca il cibo sintetico e difende il vino. Soprattutto quello italiano. «Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza. Bere con moderazione fa anche bene, e questo è un dato che ogni scienziato penso potrà affermare con serenità». Sono le parole del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. Una presa di posizione che rafforza la lotta intrapresa dall’Italia subito dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea – di fatto un via libera – al progetto di legge irlandese sugli alert sanitari in etichetta sul vino come quel «nuoce gravemente alla salute» già presente sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Secolo XIX.
Cda Terre d’Oltrepò dimissioni di massa.
Ennesima bufera a Broni, esecutivo ancora da riassemblare. L’ira del vicepresidente: scelte immotivate Cda Terre d’Oltrepò, dimissioni. Ennesima bufera ai vertici di Terre d’Oltrepò, il colosso della cooperazione vinicola in Lombardia. Per la seconda volta, a distanza di un solo anno, i quasi 600 soci saranno anticipatamente chiamati a votare per il rinnovo del Cda, a data ancora da destinarsi. Quello attuale, in carica dal febbraio 2022, infatti, decade in seguito ad altre quattro dimissioni, quelle di Mario Cocchi, Davide Cristina, Antonio Morini e Giulio Romanini (che fu anche il più votato un anno) dopo quelle di Davide Gabetta, Davide Scabini e Valter Della Bianca avvenute fra novembre e dicembre. Insomma un dissenso in atto già da alcuni mesi.
Fonte: Giorno.
Cantina Terre, in vista il pagamento delle uve e la “grana” contratti.
Un’agenda pesante per il prossimo Cda che sarà eletto Sono già riprese le trattative tra la direzione e i dipendenti BRONI Pagamento del secondo acconto delle uve 2022, rilancio delle linee commerciali, interventi alle strutture e il contratto di solidarietà per i 68 dipendenti. Sono questi i temi nell’agenza del nuovo consiglio di amministrazione della cantina Terre d’Oltrepo, che sarà nominato a metà febbraio, dopo che le dimissioni di sette consiglieri nel giro di pochi mesi hanno fatto cadere la dirigenza attuale, ora in carica per un mese per l’ordinaria amministrazione.
Fonte: Provincia – Pavese.
Caso etichette: «Sono falsità ma dovremo farci l’abitudine».
Protesterb produttori di vino e associazioni di categoria per l’obbligo delle indicazioni sanitarie. Centinaio: «Scorrettezza commerciale» Caso etichette: «Sono falsità ma dovremo farci l’abitudine». Passa un messaggio fastidioso, ma è più importante rimboccarci le maniche per far conoscere sempre di più il nostro vino». Il Consorzio tutela vini Oltrepo Pavese commenta così il via libera dell’Unione europea alla norma con cui l’Irlanda introduce avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici («Il consumo di alcol provoca malattie al fegato» o «Alcol e tumori mortali sono direttamente collegati»), simili ai messaggi che compaiono sui pacchetti di sigarette.
Fonte: Provincia – Pavese.
«Allarmi in etichetta, così il settore del vino diventa a rischio».
L’ok alle etichette allarmistiche sul vino che l’Ue ha concesso all’Irlanda preoccupa il settore vitivinicolo marchigiano. Non tanto per il mercato in sé che appare davvero marginale rispetto alle esportazioni di vino dalla nostra regione (lo 0,3% del totale secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Istat del 2021) quando perché questo via libera rappresenta un pericoloso precedente che arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati membri. «Così facendo – spiegano da Coldiretti Marche – il rischio è quello di aprire le porte a una normativa comunitaria che metterebbe a rischio la principale voce dell’export agroalimentare regionale.
Fonte: Resto del Carlino Ancona.
“Azzardato inserire in etichetta messaggi di allarme salutistici”.
La presidente della sezione vini e liquori di Confindustria Cuneo “Azzardato inserire in etichetta messaggi di allarme salutistici” Anche i produttori di Langhe e Roero esprimono preoccupazione per il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. «La scelta unilaterale del governo irlandese di introdurre in etichetta messaggi di warning salutistici obbligatori è azzardata e sproporzionata – dice Paola Lanzavecchia, presidente della sezione vini e liquori di Confindustria Cuneo.
Fonte: Stampa Cuneo.
Dal Salento un Negroamaro promettente.
Prima che il Primitivo diventasse la star indiscussa del panorama vitivinicola pugliese, questo primato spettava al Negroamaro. II vitigno è stato da sempre identitario della Puglia o meglio del Salento. Le sue origini restano ancora molto incerte, se non addirittura sconosciute. Di sicuro le influenze greche, ma anche latine sono riscontrabili già dal nome, composto dal latino niger (nero) e greco mavros (nero) che sta ad indicare molto probabilmente il colore molto scuro delle sue uve. Detto questo però null’altro ci è dato di conoscere sulle sue origini. Molto di più, grazie alla ricerca effettuata dal CRA-VIT, sappiamo invece sui cloni che compongono il variegato universo di questo vitigno.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
A Borgo Egnazia la cerimonia di consegna dei 5 Grappoli Bibenda 2023 ai migliori vini di Puglia.
I trentasei migliori vini di Puglia consacrati dalla guida Bibenda con il massimo riconoscimento dei “5 Grappoli 2023” – frutto dell’ impegno di trentaquattro produttori del territorio – hanno sfilato nella serata di gala celebrata da Fondazione Italiana Sommelier Puglia nell’esclusivo evento di scena a Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, Brindisi. “La nostra regione produce vini di qualità che arrivano sulle tavole di tutto il mondo, grazie ad una comunicazione attenta, tecnica e di forte coerenza -ha spiegato il presidente di Fondazione Italiana Sommelier Puglia, Giuseppe Cupertino – abbiamo dato merito e riconoscimento al vino di Puglia e agli sforzi dei suoi protagonisti”.
Fonte: Salento in tasca.
Sigarette come il vino levata di scudi contro l’idea irlandese.
È no al “bollino” sulle etichette Caggliard. A scatenare il putiferio sono stati gli irlandesi e l’Europa non ha fatto nulla per impedire che anche sulle bottiglie vino siano stampati i messaggi d’allarme per la salute, gli alert, come accade da tempo sui pacchetti di sigarette. L’Italia ha lanciato una controffensiva, chiedono all’Unione Europa di fermare il progetto di legge dell’Irlanda. A schierarsi contro sono stati anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia, e il gruppo di Fdi in Consiglio regionale. Per il primo, «non si può mettere il vino, nostra eccellenza, alla stessa stregua delle sigarette.
Fonte: Nuova Sardegna.
Alert sulle bottiglie di vino «Etichette fuorvianti» – Allerta salute in etichetta Tutti uniti contro la scelta.
I produttori di vino dell’Empolese Valdelsa compatti nel condannarla La difesa del consumo moderato, secondo lo stile della dieta mediterranea. «II governo Sarebbero disastrose si faccia promotore se il provvedimento delle nostre fosse adottato proteste da altri Paesi con l’Unione Europea» non produttori. A volte il tempismo è tutto. Ecco perché il simposio in corso da ieri e che si conclude oggi a Napoli organizzato dall’Assoenologi che ha come argomento “Vino e salute, fra alimentazione e benessere” non poteva avvenire in un momento più opportuno.
Fonte: Nazione Empoli.
Lista Igp e Doc La provincia è penultima.
Siena e Firenze nella top 20 delle province italiane per impatto economico delle produzioni di qualità Dop e delle Igp. Siena, al nono posto con 676 milioni di euro e Firenze al ventesimo posto con 273 milioni di euro trainano la Dop Economy regionale che con 89 prodotti tra vino e food vale complessivamente 1.361 miliardi di euro (+18,6%) ed il quinto posto nazionale. Nella speciale classifica tutta Toscana Massa Carrara con 10 milioni di euro precede soltanto Lucca con 8 milioni di euro. Si parla del vino con il Chianti ed il Chianti Classico all’olio extravergine Igp, dal pane toscano al miele della Lunigiana, dal fagiolo di Sorana al Lardo di Colonnata Igp passando per lo Zafferano di San Gimignano Dop, il farro della Garfagnana Igp fino al Panforte di Siena Igp.
Fonte: Nazione Massa Carrara.
«Il vino nuoce alla salute? Attacco alle eccellenze» – Il vino nuoce come le sigarette? «L’Irlanda così ci danneggia tutti».
Pisa: l’esperto della Scuola Sant’Anna «Il vino nuoce alla salute? Attacco alle eccellenze». 11 vino nuoce come le sigarette? «L’Irlanda così ci danneggia tutti» Fa discutere la legge di Dublino che impone ai produttori le etichette con avvertenze sugli alcolici Il docente Tonutti: «Un provvedimento che penalizza i produttori, il mercato e le nostre tradizioni». Proviamo per un attimo a immaginare alla possibile reazione di un italiano in Irlanda, che sia lì per lavoro o in vacanza, se per la mani gli capitasse una bottiglia di vino o di birra con apposta etichetta che recita: «II consumo di alcol provoca malattie al fegato», o peggio, «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati».
Fonte: Nazione Pisa-Pontedera.
Dale nostre Dop un fatturato di 33 milioni.
In arrivo il nuovo regolamento europeo sulle indicazioni geografiche. Coldiretti: « Favorirà la certificazione di altre eccellenze». In Provincia non solo piante di qualità. Ma pure tanti prodotti a marchio di indicazione geografica che, soprattutto grazie al vino e all’olio, nel 2021 hanno avuto un impatto economico di 33 milioni di euro, in aumento del 17% rispetto all’anno precedente. È il dato che risulta dalla speciale classifica della Dop Economy regionale redatto da Coldiretti Toscana sulla base del Rapporto Qualivita – Ismea 2022, e presentato nell’ambito dell’evento sulla riforma del sistema delle indicazioni geografiche che si è tenuto all’Innovation Center di Firenze con l’apertura della vetrina della Dop Economy.
Fonte: Nazione Pistoia-Montecatini.
Wine&Siena al Santa Maria Tanti eventi dal 27 al 30 gennaio con 600 etichette in vetrina.
Profumate etichette e prodotti d’eccellenza, in arrivo da ogni parte d’Italia, si preparano a inaugurare la nuova stagione del WineeSiena dedicata agli amanti del buon bere e del gusto. Sono circa 600 i vini attesi per l’ottava edizione del WineeSiena, dal 27 al 30 gennaio, premiati da The Wine Hunter Award: dalle bollicine all’Alta Langa, un percorso enogastronomico che tocca Sicilia, Campania, Puglia e Sardegna, ma anche le eccellenze lombarde, dell’Alto Adige e del Friuli. Non mancheranno i rossi della Toscana e il Pelaverga del Piemonte, il vino che nasce da un vitigno autoctono a bacca nera coltivato nella provincia di Cuneo, così come quelli del Veneto, dell’Abruzzo, dell’Emilia Romagna e del Lazio.
Fonte: Nazione Siena.
Anteprima del Nobile. S’inizia il 18 febbraio.
I produttori saranno in passerella a Montepulciano per far conoscere l’annata 2020 e la riserva 2019. E’ tutto pronto per il primo grande evento dell’anno dedicato alla prima Docg d’Italia, il Vino Nobile di Montepulciano, che come ormai da tradizione in febbraio apre le porte di casa, la Fortezza, agli operatori e agli appassionati. Da sabato 18 a lunedì 21 febbraio infatti, presso la Fortezza di Montepulciano, i produttori torneranno in presenza per far conoscere le nuove annate in commercio dal 2023: il Vino Nobile 2020 e la Riserva 2019. Una passerella internazionale che coinvolge l’intera comunità di Montepulciano che per tre giorni sarà presa d’assalto dai tanti appassionati provenienti da tutta Italia.
Fonte: Nazione Siena.
Ue e vino, Verona rischia 1,2 miliardi.
Se l’Irlanda riceverà l’ok anche del Wto sulle etichette di allerta sanitario («l’alcol uccide»), può diventare un precedente pericoloso in Europa Ue e vino, Verona rischia 1,2 miliardi È il valore dell’export scaligero. Consorzi di Valpolicella e Soave: «Gravi danni per l’economia». Insorge la filiera vitivinicola De Castro: «L’Italia si è mossa bene e subito ora serve il pressing anche di Francia, Spagna e Grecia. Un miliardo e 123 milioni. A tanto ammontava il valore dell’export di vino veronese nel mondo nel 2021. Un valore in aumento nell’anno che si è appena concluso: il primo semestre ’22 ha evidenziato vendite sui mercati stranieri per 588,3 milioni, in crescita dell’11,6% sui 12 mesi precedenti.
Fonte: Arena.
Intervista a Carlo Petrini – Carlo Petrini: «Gli eccessi? Non si limitano con i bollivi ma con la conoscenza».
Parla il fondatore del movimento internazionale Slow Food Carlo Petrini: «Gli eccessi? Non si limitano con i bollini ma con la conoscenza» GG Le doc non perderanno mercato perché il consumatore informato acquista già vino di qualità •• Il silenzio assenso dell’Esecutivo Ue che di fatto ha dato il via libera, a un soffio dal Natale, alla normativa irlandese che introduce gli health warnings (gli ammonimenti o richiami perla salute) obbligatori sulle etichette dei vini, equiparati di colpo ai pacchetti di sigarette non piace neanche a Carlo Petrini, fondatore del movimento internazionale Slow Food. Petrini comprende le preoccupazioni dei produttori , tra i quali tanti veneti e veronesi.
Fonte: Arena.
Le differenze culturali «spaccano» l’Unione.
II sistema vino italiano è sotto attacco da mesi. Uno dei principali scogli sembrava superato quando a febbraio 2022, il Parlamento europeo ha votato le linee guida del Beating Cancer (Beca) Plan. Sulla base delle raccomandazioni formulate, la Commissione ha il compito di emanare direttive regolatorie che, approvate dal Parlamento, vincoleranno i Paesi membri. La novità consiste nell’eliminazione di riferimenti a nutri score e bollini neri sul vino. «Ma gli ostacoli non sono completamente rimossi», aveva avvertito l’europarlamentare veronese, Paolo Borchia, che punta l’indice verso i Paesi del Nord Europa privi di adeguata cultura del vino.
Fonte: Arena.
L’anteprima del Chiaretto fa tappa in due comuni.
Giovedì 2 e venerdì 3 marzo spazio agli assaggi L’anteprima del Chiaretto fa tappa in due comuni Cristoforetti: «Contiamo di chiudere l’anno con una crescita globale del 5%, grazie ai nuovi mercati». La tredicesima edizione dell’Anteprima del Chiaretto di Bardolino si sdoppia in due sedi diverse. Giovedì 2 e venerdì 3 marzo l’hotel Caesius Thermae e Spa Resort di Bardolino ospiterà la stampa di settore che assaggerà la nuova annata mentre domenica 5 e lunedì 6 marzo alla Dogana Veneta di Lazise ci saranno due giorni dedicati rispettivamente al pubblico e agli operatori di settore, che potranno degustare il Chiaretto di Bardolino e conoscere i produttori. In degustazione circa cento vini di quaranta produttori.
Fonte: Arena.
Vivo Cantine, bilancio record col fatturato che sale del 41%.
Cantina ha chiuso i12022 con un fatturato consolidato di 164 milioni (+ 41% rispetto all’anno precedente), utile netto sopra i 3 milioni e patrimonio netto a oltre 22,8 milioni. «E stato un anno straordinario», sottolinea in un comunicato Franco Passador, Ad di Vi.V.O. Cantine, realtà vinicola con sede a Salgareda che controlla 8 realtà tra Veneziano e Trevigiano, oltre duemila i soci per 6300 ettari vitati. «L’acquisizione di nuove aziende nell’ultimo triennio e i processi di trasformazione strutturale, ovvero investimenti per venti milioni, hanno prodotto i risultati attesi.
Fonte: Gazzettino.
Bottega pronto ad aprire altri 10 Prosecco bar.
Sfiora i 110 milioni di ricavi l’universo Bottega mettendo a segno l’ennesimo anno in crescita: l’azienda vinicola di Bibano di Godega ha archiviato il 2022 con 84,7 milioni di euro di fatturato, +20% sul precedente, cui si aggiungono i 25 milioni di incassi realizzati dai Prosecco bar. Locali che a gennaio 2023 si preparano a raggiungere quota 34 con l’inaugurazione prevista all’aeroporto di Istanbul. Un’espansione, quella dei Prosecco bar, che non si ferma alla Turchia, pronta com’è a proseguire nel 2023 con altre 10 aperture: a Praga, Nizza, Mykonos, Sofia, Londra (dove aprirà il quarto Prosecco bar), nell’isola cinese Haivan e a Corfù oltre ad un’altra Terrazza Bar nel più lussuoso albergo di Nairobi.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Le belle idee delle aziende “rosa”: un milione di euro per il vino biologico di una cantina abruzzese.
Arriva dall’Abruzzo un esempio virtuoso di azienda femminile capace di interpretare l’innovazione in agricoltura e il desiderio delle donne di tentare la scalata alle grandi imprese: si tratta di Antonella Di Tonno, titolare della società agricola ‘I Lauri’ di Loreto Aprutino, che ha ottenuto il via libera a un finanziamento per un milione di euro dalla misura Ismea “Più Impresa” per la realizzazione di un progetto innovativo di una cantina per produrre vino biologico. La sua storia è stata raccontata in diretta nella trasmissione Geo&Geo, condotta da Sveva Sagramola, dalla presidente nazionale di Coldiretti Donne Impresa Chiara Bortolas che ha parlato dell’universo femminile, delle opportunità a vantaggio delle aziende guidate da donne. ma anche delle numerose difficoltà che devono affrontare le manager del settore agroalimentare.
Fonte: AbruzzoLive.
Vino: Lollobrigida, le bugie nuocciono gravemente alla salute.
“Le bugie nuocciono gravemente alla salute e sosterremo in ogni modo non solo azioni di difesa rispetto all’aggressione di etichettature fasulle, ma faremo tutte le azioni promozionali per spiegare ad ogni livello quali sono i benefici della dieta mediterranea, nella sua complessità, e dei prodotti della nostra nazione”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida a margine di un convegno sulla ‘minaccia’ del cibo sintetico organizzato da Coldiretti Brescia a Lonato del Garda. La sfida, dice il ministro, è ulteriore spinta all’export contro modelli di consumo che non sono utili alla salute. Secondo Lollobrigida, “dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza.
Fonte: ANSA.
Vino: esportazioni da record, ma preoccupano gli allarmi in etichetta.
Coldiretti: record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo, ma pesa il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta. Le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo raggiungono un record storico, per un valore vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022, grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero, ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri ed il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. E’ quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati Istat in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda, che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”, nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.
Fonte: Horecanews.
Il vino come le sigarette? In Irlanda via libera agli “health warning”, già paventati due anni fa dalla Commissione Europea.
Da qualche giorno impazza sul web e sui social la notizia riguardante quello che potrebbe rappresentare un precedente storico, nell’accezione più negativa del termine, in merito all’introduzione di “alert” sanitari da parte dell’Irlanda da applicare alle bottiglie di vino, alla stregua degli “health warning” presenti, da anni, sui pacchetti di sigarette. Decisione, quella del governo Irlandese, che sembra non essere un problema per la Commissione Europea che, giusto poco prima della fine del 2022 non si è opposta (“il 22 dicembre scorso, infatti, è finito il periodo di moratoria per il Public Health Alcohol Labelling Regulations, con il quale il governo irlandese ha introdotto l’obbligo delle avvertenze sanitarie sulle etichette dei prodotti alcolici, incluso il vino”) nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Paesi Ue. Il problema, infatti, non coinvolge direttamente altri paesi, ma in maniera indotta e per il precedente che si sta per verificare, tutti i maggiori produttori di vino, compresa, ovviamente, l’Italia dovranno fare i conti con questa solo parzialmente attesa “evoluzione” degli eventi.
Fonte: Wine Blog Roll.
STAMPA ESTERA
«Emily in Paris», marchande de vins français.
LE VIN ROSÉ MIRAVAL DE BRAD PITT. CHÂTEAU HAUT-BRION OU LE CHAMPAGNE PIPER HEIDSIECK TIENNENT LES PREMIERS RÔLES DANS LES NOUVEAUX ÉPISODES DE LA SÉRIE A SUCCÈS. UNE EXPOSITION MONDIALE INESPÉRÉE POUR NOTRE VITICULTURE. DÉCRYPTAGE. Nul ne l’avait anticipé mais l’avenir de la viticulture française se joue à Hollywood. Il suffit de visionner la série Fmity in Paris, l’histoire d’une ingénue américaine qui débarque dans la capitale, pour s’en convaincre. Rarement nos vins avaient été mis autant en avant, et avec une telle candeur. Dans une scène, l’héroïne Emily Cooper sirote des verres remplis d’un breuvage rosé. Derrière elles, deux bouteilles de vin Miraval, en format classique et magnum. Elle ne mourra pas de soff. Changement de décor : la voilà qui siffle le méme breuvage dans son appartement du Se arrondissement, les fenétres grandes ouvertes sur les toits du quartier… Les séquences gentiment imbibées se succèdent à bon rythme au fil des épisodes, au point de laisser à penser que Miraval est devenu la boisson nationale française. L’américain Brad Pitt, propriétaire de la marque, s’est toujours montré impliqué dans La promotion et la distribution des vins qu’il produit depuis plus de dix ans du côté de Correns, dans le Var. Plus d’une soirée organisée dans le milieu du cinéma est associée au rosé de Provence à l’étiquette plus ronde que la roue de la fortune. Cette fois, comment l’acteur a-t-i1 mis en avant ses cuvées de si belle façon dans une des séries transgénérationnelles les plus regardées du moment – il est question de centaines demillions de vues – diffusée sur laplateforme Netfllx? Placement de produit Aujourd’hui, en termes de placement de produits, deux systèmes cohabitent. Soit la marque passe un accord avec la société de production de l’oeuvre audiovisuelle dans le cadre d’un contrat à la précision chirurgicale. Le réalisateur a alors l’obligation de filmer le produit dans une scène et un cadre prédéterminés. Pour un show comme Emily in Paris, selon nos sources, le montant d’une telle opération oscille autour de 500 000 dollars. Marques de voitures de prestige et chaînes de restauration rapide se laissent tenter. Le résultat de telles opérations peut manquer de subtilité. Chacun a en tete la série des lames Bond, ou la montre, la bière et l’auto du héros sont mis en avant de façon très frontale.
Fonte: Figaro.
Love California? Try Essex.
Wine ham Idzlkowski was a Northern Irish amateur jockey who got fed up with the climate there. He has ended up in the warmest, driest corner of the British Isles, making wines that have opened a whole new chapter in the history of English wine, even if their provenance is distinctly unsung. But he took a major swerve along the way. When I met Idzikowski last year, I was surprised to learn that it was an episode of a BBC TV series I presented back in the 1990s that set him off on his wine journey. He was so entranced by the warm, sunny climate at Williams Selyem winery in northern California, as seen in our programme on Pinot Noir, that he wrote to the winery offering his services as an intern. “They thought it was hilarious that they could employ someone who would willingly do all the hard work,” he told me. In Sonoma, he was well and truly bitten by the wine bug and went on to work at Tyrrell’s in Australia’s Hunter Valley as well as in South Africa and the Rhône. By 2011, Idzikowski had graduated with first class honours from Plumpton in Sussex, Britain’s centre of learning about and research into wine production. “I really enjoyed Plumpton,” he said, “and the idea then was to emigrate, maybe to California or Australia.” But before he could be lured to balmier dimes, he was offered a job as winemaker at Langham Estate in Dorset, south-west England. “I got lucky because it’s a good site and making good sparkling wine there was easy. It’s one of the few sites in England with genuine Champagne chalk, the only place where the two chalks overlap.” But Id lkówsld wanted to make still wine, riot the sparkling wine that has dominated the English wine scene this century, so in 2015 he moved to nearby Lyme Bay, which was starting to get a bit of a reputation for its still Pinot Noir. He knew that Pinot Noir can be difficult to ripen properly and is prone to rot. The 2012 vintage had been notoriously rainy and challenging in England, with vineyards riddled with rot. But many wineries in counties including Sussex, Hampshire and even Cornwall managed to buy clean fruit from the much drier county of Fssex in the east. So when Idzikowski was offered Pinot Noir grapes from a new estate in eastern Essex in 2016, he gladly accepted. Over to Janine Bunker, who now runs that estate, known today as Danbury Ridge. Back then, however, she was as startled as anyone by what Idzikowsk achieved. “Our vines had gone into the ground only in 2014. We were still just growers. But then Liam sent us his 2016s made at Lyme Bay from Danbury Ridge grapes. Once we tasted Liam’s wine, we quickly decided to go into grape-to-glass.” Their launch vintage, 2018, was made at Lyme Bay, but by 2019 they were making wine in their own no-expense-spared estate winery, designed by Idzikowski and backed by the Bunker family’s determination to make England’s finest still wines.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 13 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Agroalimentare Italia al Wto contro etichetta per il vino.
II ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha annunciato che chiederà «l’intervento della Commissione Ue sul Wto” contro l’etichetta introdotta dall’Irlanda per avvertire dei rischi per la salute dai prodotti alcolici, vino compreso.
Fonte: Avvenire.
Vino con etichette anti cancro L’Italia: la Ue le blocchi.
È partita l’Irlanda. Sulle bottiglie la scritta: danni per la salute Lollobrigida e Tajani: assurdo, l’abuso è pericoloso, non l’uso Lollobrigida Si vuole equiparare il vino ai superalcolici, ma il vino usato in modo moderato è im alimento sano II caso di Luciano Ferraro «L’assurda decisione contro il vino», come l’ha chiamata il ministro degli Esteri Antonio Tajani, viene da una delle capitali della birra. L’idea è di far comparire sulle etichette delle bottiglie europee, dal Prosecco allo Champagne, dal Barolo al rossi di Bordeaux, una scritta che metta in guardia: «alcol e tumori mortali sono collegati». Un colpo per il Vigneto Italia che esporta quasi 8 miliardi di euro l’anno, ne fattura 14. Sono anni che sul tema alcol e salute gli Stati si scontrano a Bruxelles, nordici da una parte, Paesi a vocazione vinicola dall’altra.
Fonte: Corriere della Sera.
L’ex monastero e la svolta con il pinot nero.
Cristina Cerri Comi, la terza vita di Travaglino Viene dalla Bocconi, Cristina Cerri Comi (qui sotto, nell’illustrazione). Ha lavorato in mezzo mondo nella finanza dopo la laurea, da Madrid, a Hong Kong a Sidney. Fino a quando ha capito che sarebbe stato un imperdonabile errore abbondare l’azienda che la sua famiglia ha fatto crescere in un secolo e mezzo. Un monastero del 1868 diventato la cantina Travaglino, con 400 ettari di verde, di cui 8o a vigneto, con 200 mila bottiglie l’anno. Così Cristina, da quasi un decennio, è tornata a Calvignano, nell’Oltrepò Pavese. «Una terra magica, con un potenziale incredibile», dice sicura.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Giovani timorati.
La Gen Z che non beve, non fuma, non ama ma puzza di naftalina. Una ricerca La musica è finita se i giovani hanno piantato in asso festini e libertinaggio. Dal 1999 al 2019, nei paesi a più alto reddito, uomini e donne fra i 12 e i 16 anni hanno messo in campo una austerity dello spasso. Lo rivela la ricerca di Social Science e Medicine sui cambiamenti dei costumi giovanili. Sono numeri definitivi. Dati che tirano giù il sipario sulla vita nel fiore degli anni. Trent’anni fa i quindicenni fumatori rappresentavano il 26 per cento del totale, oggi sono circa il 10. E se è ancora vera la sentenza di Piero Ciampi – “beve come un irlandese” – in queste ore la stessa Irlanda ottiene il via libera della Commissione europea a indicare avvertenze sanitarie sui vini, le birre e i liquori.
Fonte: Foglio.
Anime astemie.
L’Irlanda senza Cristo dice che il vino fa male. In difesa del corpo, dimentica il trascendentale. Assurda”, secondo il ragionevole Tafani, “la decisione dell’Irlanda di introdurre un’etichetta per tutte le bevande alcoliche, incluso il vino italiano”. E ovviamente si parla di un’etichettatura negativa, scoraggiante, tipo quella sui pacchetti di sigarette: lasciate ogni speranza di salute voi che bevete… Ma l’aggettivo non è il migliore che si potesse scegliere. “Assurdo”, secondo il vocabolario, significa “contrario alla ragione, al buon senso”, parola per descrivere “anche cose o fatti reali, ma quasi incredibili per la loro stranezza”. Purtroppo nell’attacco irlandese al vino non vedo assolutamente nulla di strano. Già nel 2011 lo scrittore irlandese Colm Tóibín scrisse, molto compiaciuto: “Oggi il cattolicesimo in Irlanda è finito”.
Fonte: Foglio.
Etichette e guerra all’alcol. Insorgono i produttori – Vino, liquori e birra non sono fumo».
Produttori apelo-lucani contro l’etichetta irlandese che associa il consumo a malattie e tumor’. Nel nostro Paese il settore del vino è una “fabbrica diffusa” che vale 14 miliardi all’anno e dà lavoro a 1,3 milioni di persone. Il consumo di alcol provoca malattie del fegato» oppure «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati» o «l’alcol uccide»; il fatto che avvertenze sanitarie simili a queste, cioè simili a quelle che campeggiano sui pacchetti di sigarette, potrebbero comparire sulle bottiglie di vini, liquori e birre in vendita in Irlanda e, potenzialmente, in tutti i Paesi europei, sta levando il sonno agli operatori di Italia, Spagna e Francia e ai migliori produttori di Puglia e Basilicata.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
L’Ue si beve 8 miliardi d’export dei nostri vini.
In Irlanda passa una legge che impone di associare alcol e cancro sulle etichette, come per il fumo. La commissione poteva opporsi ma non lo ha fatto entro i termini. Cosi ha creato un precedente pericoloso in un comparto dove l’Italia primeggia con 6.500 aziende Il mondo vinicolo si era ripreso egregiamente dopo la pandemia. L’abbinamento con la farina di grilli o le cavallette arrosto che l’Europa ci propone come cibi sani e sostenibili quando non sono né l’una né l’altra cosa (chissà se i camerieri servendole chiederanno: coscia o petto?) rischiava di mettere in crisi i sommelier. Cosi la Commissione europea, con un atteggiamento che fa passare Ponzio Pilato per risoluto decisionista, ha scelto di non scegliere e di far diventare il vino nemico della salute, togliendolo di fatto dal mercato. Anzi, peggio, il vino è accusato di essere altamente cancerogeno e di meritare lo stesso stigma negativo delle sigarette.
Fonte: La Verita’.
Cause di vita.
L’Irlanda ha ottenuto un via libera per piazzare le tipiche etichette terrorizzanti (come quelle pacchetti di sigarette, «schiatterai entro mezz’ora») anche sulle bottiglie di alcolici, sulle quali appariranno cordiali moniti su cirrosi, tumori e aborti spontanei. Qui lo preannunciamo da una ventina d’anni, assieme – presto o tardi – alle etichette sui cibi, alla mutua negata agli obesi e al peso dei bambini sulla pagella, come negli Usa. Il cosiddetto «health warnings» non perdonerà più la moderazione che regolava tante nostre concessioni al buon vivere: dopo la came rossa, nel 2016, il Chief Medical officer annunciò che faceva male anche il vino, sempre.
Fonte: Libero Quotidiano.
Alla Commissione Ue «vanno bene» le etichette irlandesi.
La legge approvata dall’Irlanda che prevede l’etichettatura delle bevande alcoliche, vino incluso, con avvertimenti sul presunto rischio sanitario associato al consumo, per la Commissione europea «va bene». Lo confermano all’Adnlcronos fonti Ue, richiamando la posizione che la Commissione ha già trasmesso al Parlamento. Con il piano europeo di lotta contro il cancro, la Commissione vuole «lavorare per introdurre avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche». Attualmente sono in corso i lavori preparatori e la raccolta delle prove.
Fonte: Libero Quotidiano.
I vini di pregio battono la Borsa.
La cassaforte in cantina I vini di pregio battono la Borsa Ma è più facile perdere dei soldi Negli ultimi dieci anni le grandi etichette da collezione si sono apprezzate del 94% Regoli (WineNews): «Si tratta però di investimenti alternativi e sempre rischiosi». In dieci anni le quotazioni dei vini di pregio sono cresciute del 94%. Praticamente hanno raddoppiano il loro valore. E nel 2022 il valore delle bottiglie da collezione, quelle che entrano nei portafogli d’investimento, è cresciuto del 10,7%, con un risultato ben superiore a quello registrato dai mercati finanziari. La Borsa di Milano, ad esempio, ha perso il 13%, il Nasdaq dei tecnologici Usa addirittura il 33%. Il dato esce dall’indice eWibe Market, elaborato dall’omonima piattaforma accessibile su Internet. Ma a meno di essere dei veri esperti di eno-business o di appoggiarsi a intermediari affidabili, con le etichette di pregio è più facile rimetterci dei soldi anziché guadagnare.
Fonte: Libero Quotidiano.
Giù le mani dal vino: non è un nemico.
Bere acqua in eccesso fa molto male e può avere conseguenze negative. Il meno che possa capitare è una sudorazione eccessiva che comporta, in casi estremi, la rimozione delle ghiandole sudoripare. Contraccolpi seri possono riguardare anche il cervello e il cuore, lo sapevate? Il cervello potrebbe non riuscire a controllare la gestione dei liquidi all’interno del nostro organismo. Giù le mani dal vino: non è un nemico Mentre il cuore potrebbe dover pompare sangue troppo diluito, con conseguenti problemi cardiologici. E bere troppo provoca anche problemi di insonnia perché agisce in maniera negativa sull’ormone che regola l’attività dei nostri reni mentre dormiamo. Ecco dunque di cosa si può occupare adesso l’Unione Europea: mettere sulle bottiglie di acqua minerale la dicitura, con tanto di teschio e ossa incrociate: «Bere acqua può portare ad avere seri problemi cardiovascolari e di sanità mentale».
Fonte: Mattino.
Vino, Roma scrive alla Ue: l’Irlanda ci danneggia.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, hanno indirizzato una lettera al commissario europeo Thierry Breton per sollevare la questione legata alla normativa irlandese nel comparto delle bevande alcoliche. Dublino infatti intende apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche messaggi come «esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali». Equiparando di fatto il vino alle sigarette. «La scelta di Dublino incide negativamente sulla libertà degli scambi e sulla libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione», si legge nel testo della lettera.
Fonte: Messaggero.
Il Made in Italy sotto attacco in Europa – Made in Italy sotto attacco Ue: ora anche il vino .
A colpire pesantemente il top delle produzioni, vanto soprattutto del Sud, sono sicuramente i fenomeni meteo estremi e i rincari energetici. Made in Italy sotto attacco Ue: ora anche il vino diventa pericoloso La Commissione concede all’Irlanda di applicare sulle bottiglie etichette allarmistiche sui pericoli perla salute. Vino, olio e pomodoro: sotto attacco i campioni della Dieta Mediterranea. A colpire pesantemente il top delle produzioni, vanto soprattutto del Sud, sono sicuramente i fenomeni meteo estremi, i rincari energetici e delle materie prime, aggravati dalla guerra in Ucraina, ma a mettere il carico da novanta ci sta pensando Bruxelles. L’ultimo “regalo” la Commissione europea lo ha riservato al vino, con il via libera all’Irlanda a utilizzare sulle bottiglie etichette allarmistiche che segnalano il pericolo per la salute dei consumatori.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Vino, Italia all’attacco sulla scelta di Dublino.
La norma irlandese sugli health warnings nelle etichette di vino, birra e alcolici è contro il mercato interno. Lo affermano i ministri Tajanie Lollobrigida in una lettera al commissario Ue Breton. -a pag. 18 Vino, Italia all’attacco sulla scelta di Dublino Etichette Lettera al Commissario Ue Breton dei ministri Tajani e Lollobrigida Giorgio dell’Orefice La norma irlandese che punta a introdurre gli health warnings nelle etichette di vino, birra e alcolici sulla scorta di quanto avvenuto per le sigarette «viola il principio della libera dealcolazione delle merci con pesanti ripercussioni sul mercato interno ed effetti distorsivi sugli scambi intracomunitari». A denunciarlo in una lettera al Commissario Ue al mercato interno, Therry Breton il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, e il ministro dell’Agricoltura e della Sovrani alimentare, Francesco Lollobrigida.
Fonte: Sole 24 Ore.
Mood pairing.
Le emozioni influenzano anche il modo di percepire i sapori. Affinché il palato possa apprezzare fino in fondo un buon vino, l’ultima sfida dei sommelier e abbinarlo non solo al cibo, ma all’umore dei commensali. Perché ogni stato d’animo, coli come ogni occasione, ha la sua bottiglia adatta. Di Barbara Sgarzi II Pinot Nero? Intellettuale, complesso. eclettico. Adatto a una tavolata con ottimo cibo, intorno alla quale la conversazione è vibrante e il dibattito acceso. La cena, magari in famiglia, si prospetta più tesa? Meglio andare su una bottiglia più morbida e calda: un giovane Cabernet o Merlot. ad esempio. Se invece temete una serata troppo lunga e faticosa, la classica cena di lavoro o un evento aziendale ad alto rischio di noia, accorrono in aiuto la freschezza e l’acidità di uno Chenin Blanc u un Sauvignon Blanc.
Fonte: Sole 24 Ore How to Spend It.
L’intervento – Irlanda, la guerra al vino e i veri guai degli eccessi – Educazione e buon senso così si evitano gli eccessi.
Educazione e buon senso così si evitano gli eccessi Il consumatore evoluto degusta e apprezza il bere senza esagerare. Il buon senso ed educazione alimentare. Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Fino a 50 anni fa, il vino era un alimento che entrava nelle case e nella dieta quotidiana di milioni di persone: aveva una sua funzione, forniva calorie e nutrimento.
Fonte: Stampa.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” Vino La battaglia sulle etichette 14,2 miliardi di euro è la stima del valore del giro d’affari totale del vino in Italia I ministri Tajani e Lollobrigida attaccano Bruxelles “Scelta assurda”. Alert sanitari sulle bottiglie divino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un “alimento liquido” che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «È giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati».
Fonte: Stampa.
In Irlanda vino come il fumo Made in Italy sotto attacco – In Irlanda «il vino nuoce alla salute» L’etichetta fa infuriare Coldiretti.
Alcolici come sigarette. La protesta italiana contro Dublino. Lollobrigida: «Temono la nostra concorrenza» In Irlanda «il vino nuoce alla salute» L’etichetta fa infuriare Coldiretti … Arriva il via libera della Commissione europea alla decisione del governo irlandese di etichettare vino, birra e liquori come pericolosi per la salute. Una decisione che piomba nel dibattito pubblico proprio nel giorno in cui Coldiretti ha comunicato il boom dell’export italiano del settore, vicino agli 8 miliardi di euro nel 2022 grazie ad una crescita a due cifre delle vendite all’estero.
Fonte: Tempo.
Vino, pericolo segnalato sulle etichette La Regione contro la Commissione Ue.
L’assessore Mammi: «Assurdo paragonarne gli effetti a quelli delle sigarette» Paragonare il vino al tabacco, riportando sulle bottiglie la stessa tipologia di alert utilizzata sui pacchetti di sigarette, sta suscitando vasta disapprovazione in Italia. Numerose le reazioni per questa decisione, approvata dall’Unione europea sulla base di una legge irlandese che potrebbe estendersi anche alla distribuzione dei vini italiani. Sulla questione interviene anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi: «E grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, attraverso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso».
Fonte: Gazzetta di Modena.
Etichette choc sul vino come per le sigarette La Regione: «Ci opporremo» – Vino, etichette come per il fumo «Una vera discriminazione».
Ok dell’Ue alla norma irlandese. La Regione: «Ci opporremo in ogni sede» Bologna Paragonare il vino al tabacco, riportando sulle bottiglie la stessa tipologia di alert utilizzata sui pacchetti di sigarette, sta suscitando vasta disapprovazione in Italia. Sono numerose le reazioni per questa decisione, approvata dall’Unione europea sulla base di una legge irlandese che potrebbe estendersi anche alla distribuzione dei vini italiani. Sulla questione interviene anche l’assessore regionale all’Agricoltura, il reggiano Alessio Mammi: «È grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, aura verso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso».
Fonte: Gazzetta di Reggio.
L’export intanto raggiunge il record storico.
È record storico per le esportazioni del vino Made in Italy nel mondo per un valore vicino agli 8 miliardi nel 2022. Ma a pesare sono i costi delle aziende spinti dai rincari energetici, il moltiplicarsi delle imitazioni sui mercati esteri e il rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette. È quanto emerge dal bilancio della Coldiretti sulla base dei dati (stat in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato “e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati” nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di possibili iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici.
Fonte: Gazzetta di Reggio.
Etichettatura sui rischi del vino Agricoltori contro la decisione Ue.
Ferrara «Ci preoccupano molto le decisioni che l’Europa sta prendendo rischiando di incrinare il settore vitivinicolo, fondamentale per l’Italia. La Commissione non ha ascoltato le riserve che l’Italia, con altri Stati membri, ha manifestato per opporsi alle misure introdotte dalla normativa irlandese creando un precedente e ostacoli al commercio». Sono le parole del Presidente di Confagricoltura Ferrara, Francesco Manca, dopo che l’Unione Europea ha dato il via libera all’Irlanda all’applicazione di un nuovo sistema di etichettatura delle bevande alcoliche. Si tratta di un progetto di regolamento che introduce l’obbligo di riportare messaggi sanitari relativi al cancro, alle malattie del fegato, alle donne in gravidanza in etichette e presentazioni di superalcolici, ma anche vini e birre, immessi nel mercato domestico.
Fonte: Nuova Ferrara.
Lambrusco fermo e cucina local a Villa di là.
La pregevole pieve storica di Fogliano, risalente alla fine del XVI secolo, edificata su una prima chiesa del 963, non è l’unico motivo per arrivare quassù. Un cucuzzolo a cinque minuti di auto dal centro di Maranello con una vista notevole, da riscoprire, per riappropriarsi dei propri ritmi, lontani dal traffico, dalle automobili, dallo stress. A pochi passi l’Agriturismo Villa di là, una cucina di collina, tradizionale, vera, dove sedersi a tavola cullati dalle premure di Marco e dalle delizie cucinate da Luana, per immergersi in uno stato di soave benessere. Un incubo per i podisti e i bikers che devono ricorrere al rapportino per riuscire a superare quella china impervia, ma un paradiso per i cultori della buona tavola che sanno bene quanto Marco e Luana Raimondi, sappiano destreggiarsi ai fornelli, basta lasciarsi guidare dai loro consigli.
Fonte: Resto del Carlino Modena.
Le etichette sul vino, l’assessore Zannier: «Una follia».
«Una disfatta. Ma non solo per noi, per tutta Italia. Non ha dubbi l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier, sempre attento ai cambiamenti e sempre pronto a cogliere i rischi, come in questo caso. Se come appare sempre più certo, sulle etichette delle bottiglie di vino appariranno le scritte “Bere alcol provoca malattie del fegato”, oppure “Esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali”, come avviene per le confezioni di sigarette, allora c’è il concreto rischio che il mercato possa punire uno dei business economicamente più importanti della regione. E ancora una volta l’Europa, considerata sempre più matrigna, a imporre queste regole che potrebbero entrare in vigore con il prossimo anno. Il mercato del vino in Friuli Venezia Giulia conta più o meno 28 mila ettari di coltura a vigneto.
Fonte: Gazzettino Friuli.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute’ Vino La battaglia sulleetichette Questa misura mina i principi dell’Unione europea che nasce come libero mercato comune Non si può fare di tutta l’erba un fascio, le bevande alcoliche non sono tutte uguali 14,2 miliardi di curo ò la stima del valore del giro d’affari totale del vino in Italia Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie di vino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai».
Fonte: Messaggero Veneto.
Vino lombardo, cresce l’export Ma si teme il monito europeo.
Le vendite all’estero nel 2022 sono aumentate del 10%. Dati che potrebbero risentire della decisione della Ue che consente di applicare sulle bottiglie un’etichetta di rischio come nel caso dei superalcolici. Il vino made in Lombardia è sempre più senza confini, ma all’estero deve fare i conti con continue minacce. Come evidenzia la Coldiretti regionale, sulla base dei dati Istat relativi ai 9 mesi del 2022, l’export lombardo è cresciuto in valore del 10% su base annua (a circa 231 milioni di euro): la performance conferma il ruolo di spicco di un territorio che conta oltre 20 mila ettari destinati a vigneto, con produzioni destinate, per il 90%, a etichette al top grazie a 5 Docg (Denominazione origine controllata e garantita, 21 Doc (Denominazione origine controllata) e 15 Igt (Indicazione geografica tipica).
Fonte: Avvenire Milano.
Vino lombardo, cresce l’export ma incombono nuove minacce.
Per la collina banina il mercato estero è una buona opportunità Vino lombardo, cresce l’export ma incombono nuove minacce Andrea Bagatta Export in crescita per il vino lombardo nei primi nove mesi del 2022, ma diverse minacce all’orizzonte per il settore produttivo, che sconta le difficoltà legate agli aumenti dei costi di produzione e al nuovo protezionismo. Sulla collina di San Colombano l’export rimane un canale alternativo a quello tradizionale e di carattere piuttosto occasionale, legato alle richieste di mediatori o a contatti diretti delle cantine, ma con volumi decisamente bassi, marginali rispetto alle circa 2 milioni di bottiglie prodotte.
Fonte: Cittadino di Lodi.
Il «caso etichette» per il vino manda l’Italia su tutte le furie.
L’alert per la salute Le reazioni dopo l’ok dell’Ue alla decisione dell’Irlanda Lettera al commissario Breton Lollobrigida: scelta gravissima. Con il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli «alert sanitari» in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Tajani, il ricorso al Wto. Perché «crediamo che dietro questa scelta un’altra volta si miri non a garantire la salute ma a condizionare i mercati», tuona il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. E proprio Tajani e Lollobrigida hanno indirizzato ieri una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, invocando un intervento dell’Ue.
Fonte: Eco di Bergamo.
Basta un po’ di buon senso per limitare gli eccessi.
Il buon senso ed educazione alimentare. Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Fino a 50 anni fa, il vino era un alimento che entrava nelle case e nella dieta quotidiana di milioni di persone: aveva una sua funzione, forniva calorie e nutrimento.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” Vino La battaglia sulle etichette Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie divino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo i115% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «Giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
La Coldiretti lancia l’allarme «A rischio l’export di vino» – «Esportazioni di vino a rischio per la campagna della Ue».
«Le esportazioni di vino lombardo crescono del 10%in un anno, ma sul settore gravano minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette». Lo afferma la Coldiretti Lombardia in riferimento all’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori come perle sigarette. II vino fa discutere in Europa «Esportazioni di vino a rischio per la campagna della Ue» La Coldiretti regionale attacca l’iPotesi di etichette salutistiche in Irlanda E sui costi di produzione lancia l’allarme: «Troppi rincari nei vigneti» «Le esportazioni di vino lombardo crescono del 10% in un anno, ma sul settore gravano diverse minacce, dagli aumenti dei costi produttivi al rischio di un nuovo protezionismo alimentato dagli allarmi salutistici in etichetta come per le sigarette».
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vini, bene l’export ma rincari salati In Valtellina stangate sui vigneron.
L’export di vino lombardo cresce del 10% in un anno ma sul settore gravano diverse minacce, a partire dagli aumenti dei costi produttivi. Lo rileva Coldiretti Lombardia. Nei vigneti di Valtellina e Valchiavenna si registrano rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Mnetre una bottiglia di vetro costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, i tappi in sughero hanno superato il +20%, i cartoni di imballaggio sono rincarati del 45%.
Fonte: Giorno.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” Vino La battaglia sulle etichette Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie di vino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «Giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Provincia – Pavese.
Basta un po’ di buon senso per limitare gli eccessi.
Il buon senso ed educazione alimentare. Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo.
Fonte: Provincia – Pavese.
Cantina Terre al voto forse due le liste Centinaio attacca: «Ingovernabili».
Entro il 3 febbraio le candidature, Il 13 fissata l’assemblea II presidente Bardone ha deciso: resterà fuori dalla sfida. La cantina Terre d’Oltrepo al voto il 13 febbraio per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, dopo le dimissioni di quattro consiglieri che hanno fatto cadere il Cda in carica da appena dieci mesi. Per le elezioni si parla già di due liste contrapposte, ma tra i candidati non ci sarà il presidente uscente Enrico Bardone. Intanto, sulla vicenda arriva il durissimo commento del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio (Lega), che parla di «ennesima scelta suicida di un territorio ingovernabile». La dirigenza uscente, in carica per l’ordinaria amministrazione, ha ufficializzato l’ipotesi che circolava da giorni: i 600 soci saranno convocati lunedì 13 febbraio, al pomeriggio, al teatro Carbonetti di Broni per le votazioni.
Fonte: Provincia – Pavese.
Il «caso etichette» per il vino manda l’Italia su tutte le furie.
L’alert per la salute Le reazioni dopo l’ok dell’Ue alla decisione del l’Irlanda Lettera al commissario Breton Lollobrigida: scelta gravissima. Con il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli «alert sanitari» in etichetta sul vino, di fatto un via libera. l’Italia landa la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Tajani, il ricorso al Wto. Perché «crediamo che dietro questa scelta un’altra volta si miri non a garantire la salute ma a condizionare i mercati», tuona il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. E proprio Tajani e Lollobrigida hanno indirizzato ieri una lettera al Commissario Ue per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, invocando un intervento dell’Ue.
Fonte: Provincia Como.
The wine killer: se un vino non è buono oggi nemmeno il tempo lo correggerà.
In questa domenica, 15 gennaio, alle ore 12 da Off Topic in via Pallavicino35, il mondo del vino si fa accessibile e coinvolgente con la presentazione del volume “Il bicchiere d’argento” (cd. Domus), a cura di Luca Gardini: c’è una sezione tecnica, una parte dedicata all’abbinamento con il cibo e una scelta di 500 etichette d’eccellenza a cui ispirarsi. Tra i massimi esperti di vini a livello internazionale, una star nel suo campo, Gardini, classe 1981, ha dimostrato di saper comunicare in modo schietto, emozionante e senza tanti sofismi. Miglior sommelier d’Italia nel 2004, e del mondo nel 2010, poi le esperienze da Enoteca Pinchiorri (3 stelle Michelin) a Firenze e con Carlo Cracco a Milano hanno segnato la carriera del Wine killer di gardininotes.com.
Fonte: Stampa Torino Sette.
La burocrazia impazzita che fa del vino un nemico – La burocrazia impazzita che fa del vino….
Bere acqua in eccesso fa molto male e può avere conseguenze negative. Il meno che possa capitare è una sudorazione eccessiva che comporta, in casi estremi, la rimozione delle ghiandole sudoripare. Contraccolpi seri possono riguardare anche il cervello e il cuore, Io sapevate? Il cervello potrebbe non riuscire a controllare la gestione dei liquidi all’interno del nostro organismo. La burocrazia impazzita che fa del vino… Mentre il cuore potrebbe dover pompare sangue troppo diluito, con conseguenti problemi cardiologici. E. bere troppo provoca anche problemi di insonnia perché agisce in maniera negativa sull’ormone che regola l’attività dei nostri reni mentre dormiamo. Ecco dunque di cosa si può occupare adesso l’Unione Europea: mettere sulle bottiglie di acqua minerale la dicitura, con tanto di teschio e ossa incrociate: «Bere acqua può portare ad avere seri problemi cardiovascolari e di sanità mentale».
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia.
Note di Suondivini festival del sapore.
A Serdiana i Parteolla ha aperto H 2023 con gli incontri di cultura e storia tra i ca ici I di Giovanni Dessole Note e sentori, armonicamente distribuiti e trasformati in sinfonie di forma liquida ma capaci di conquistare cuore e mente passando dal palato. Questo, e tanto di più visti i riscontri e risultati in termini di partecipazione, è stato il festival “Suonidivini”, appuntamento andato in scena lo scorso fine settimana a Serdiana – una delle piccole grandi capitali del vino made in Sardegna-, evento promosso dall’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano (Banali, Dolianova, Donori, Serdiana, Settimo San Pietro, Soleminis. Il modo migliore per dare inizio all’anno venti ventitrè e opportunità, per tutto il Parteolla, di promuoversi nel suo intero e aprire a nuovi flussi turistici mettendo in vetrina i suoi prodotti più preziosi e ricercati.
Fonte: Nuova Sardegna.
Il vino come il fumo, l’Isola insorge.
Coldiretti: «Misura pericolosa che falsifica la realtà e mette a rischio l’economia sarda» Il vino come il fumo, l’Isola insorge Ok dell’Ue all’Irlanda: nelle etichette “alert” sanitari simili alle sigarette Dopo il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese che vuole inserire “alert sanitari” nelle etichette di confezioni di vino e alcolici per certificarne il potenziale danno alla salute, proprio come successo per le sigarette, l’Italia lancia la controffensiva in difesa del patrimonio enogastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Tajani, il ricorso al Wto (l’organizzazione mondiale del commercio). «Crediamo che dietro questa scelta un altra volta si miri non a garantire la salute, ma a condizionare i mercati», ha tuonato íl ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Fonte: Unione Sarda.
Vino, una rivolta contro l’Europa – L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo».
Ok di Bruxelles all’Irlanda che adotterà le etichette con l’avvertenza. Tra i produttori toscani c’è chi sospenderà l’export Vino, una rivolta contro l’Europa Via libera alle bottiglie con 1’alert: «L’alcol nuoce alla salute». L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo» Rivolta contro il via libera della Commissione all’Irlanda gli alcolici avranno l’etichetta con le avvertenze Tra le vigne toscane ieri son fischiate le orecchie a San Patrizio per l’ultimo provvedimento della Ue sul vino. La comunità europea ha infatti dato il via libera all’Irlanda per poter mettere sulle bottiglie di tutti gli alcolici senza distinzione un’etichetta di attenzione alla salute simile a quella dei pacchetti di sigarette. Il vino nuoce gravemente alla salute, fa venire il cancro al fegato, uccide… Si chiama «health warning» è un vecchio progetto dell’isola di smeraldo al quale l’Europa non si è mai opposta fino a scadenza.
Fonte: Corriere Fiorentino.
«Siamo al riduzionismo culturale Serve educazione, non slogan» – «Riduzionismo culturale Per limitare lo sballo non servono gli slogan».
La Commissione europea La professoressa Maurizia Brunetto, direttrice dell’unità operativa di Epatologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa è contro l’etichetta anti alcol: «È una sostanza tossica, ma il problema è l’abuso che non si contrasta con forme di riduzionismo culturale». «Riduzionismo culturale Per limitare lo sballo non servono gli slogan» «L’alcol è una sostanza tossica, ma mi sia concessa una provocazione: se si ragiona in questi termini anche vivere è da considerarsi tossico, perché è una malattia sessualmente trasmessa che porta inevitabilmente alla morte. Per questo credo che la tossicità dell’alcol vada declinata in base alle quantità che se ne assumono». La professoressa Maurizia Brunetto, direttrice dell’unità operativa di Epatologia dell’Azienda ospedaliero universitaria di Pisa, spiega le insidie legate alle varie forme di abuso di alcol, ma invita alla «ragionevolezza» sull’uso moderato nelle persone sane.
Fonte: Corriere Fiorentino.
Vino, una rivolta contro l’Europa – L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo».
L’Europa equipara il vino alle sigarette I viticoltori: «Danno da un miliardo» Rivolta contro il via libera della Commissione all’Irlanda gli alcolici avranno l’etichetta con le avvertenze Tra le vigne toscane ieri son fischiate le orecchie a San Patrizio per l’ultimo provvedimento della Ue sul vino. La comunità europea ha infatti dato il via libera all’Irlanda per poter mettere sulle bottiglie di tutti gli alcolici senza distinzione un’etichetta di attenzione alla salute simile a quella dei pacchetti di sigarette. Il vino nuoce gravemente alla salute, fa venire il cancro al fegato, uccide… Si chiama «health warning» è un vecchio progetto dell’isola di smeraldo al quale l’Europa non si è mai opposta fino a scadenza.
Fonte: Corriere Fiorentino.
«Quelle frasi mai sulle mie bottiglie Se resta questa legge stop all’export».
Martino Manetti (Montevertine): «Una pazzia, è un tentativo di lavarsi la coscienza» L’intervista Con un pizzico dell’ironia toscana che lo contraddistingue, del buon pragmatismo retaggio dell’attivita in campagna, e molto scoramento da burocrazia, Martino Manetti di Montevertine reagisce all’ultimo provvedimento della Commissione europea in materia di vino. Manetti ha sentito dell’ultimo obbligo di legge sul vino verso l’Irlanda? «Mi hanno scritto poche ore fa. È una pazzia. Una cosa del tutto priva di buon senso. Ma se il vino fa male come dicono perché non ne vietano la vendita?». La politica è costretta a delle mediazioni. «A me sembrano più tentativi di lavarsi la coscienza.
Fonte: Corriere Fiorentino.
L’Irlanda: «Il vino nuoce alla salute» Consorzi toscani sul piede di guerra.
Bufera su Dublino che vuole la scritta sulle etichette come per il tabacco: «Inestimabile danno d’immagine». «Siamo tutti molto preoccupati, si rischia un crollo dell’export davvero disastroso». «Nuoce gravemente alla salute». Un avviso che da anni in Italia siamo abituati a leggere sui tabacchi, ma che in Irlanda potrebbe essere presto inserito sulle etichette di vini, liquori e alcolici. II via libera è arrivato direttamente dall’Unione Europea, con un silenzio-assenso alla norma notificata in estate da Dublino e che permetterà alle autorità nazionali di adottare gli avvertimenti. Se altri Paesi dovessero seguire l’Irlanda, c’è il rischio di penalizzare fortemente membri dell’Ue, tra cui l’Italia. La prima ad alzare gli scudi è la provincia senese, che fa del vitivinicolo uno dei suoi punti di forza sui mercati internazionali con 700 milioni di export all’anno.
Fonte: Nazione.
«Giù le mani sul nostro oro» – «L’allarme sul vino attacco al made in Italy».
Talanti e Costa a pagina 7 «L’allarme sul vino attacco al made in Italy» Guasconi, presidente della Camera di Commercio: «L’export vitivinicolo è salito a 700 milioni di euro, la scritta mette a rischio i fatturati». ‘Nuoce gravemente alla salute’: un alert che da anni in Italia siamo abituati a leggere sui tabacchi, ma che in Irlanda potrebbe essere presto inserito nelle etichette di vini, liquori e alcolici. II via libera è arrivato direttamente dall’Unione Europea, con un silenzio-assenso alla norma notificata in estate da Dublino e che permetterà alle autorità nazionali di adottare gli avvertimenti. Una scelta che, soprattutto se altri Paesi dovessero seguire l’Irlanda, rischia di penalizzare fortemente membri dell’Ue, tra cui l’Italia con la provincia senese, che fa del vitivinicolo uno dei suoi punti di forza sui mercati internazionali.
Fonte: Nazione Siena.
«L’abuso di ogni prodotto è nocivo. Così il danno è solo per il vino».
Consorzi levano gli scudi contro la misura dell’Irlanda «Ci sarà un aggravio di costi anche per le etichette dedicate». «II consumo di alcol nuoce alla salute» così le etichette con avvertenze sanitarie arrivano sulle bottiglie di vino ed alcolici in Irlanda. L’unione europea ha infatti dato il via libera ad una misura che da tempo è oggetto di dibattito. L’Irlanda è il primo Paese dell’Ue ad inserire le etichette, ma non l’unico a richiederlo. Un parere che però si scontra completamente con quello di altri Paesi produttori di vino come l’Italia, che considerano la misura un grave danno per l’intero settore. «Si tratta di un pericoloso precedente generato da un silenzio-assenso della Commissione europea.
Fonte: Nazione Siena.
L’intervista Frescobaldi: evitare che il fenomeno dilaghi in Europa – L’ira del marchese Frescobaldi «Così vogliono discriminarci».
Questa deriva protezionistica va fermata subito». Parla il marchese Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Unione Italiana Vini. Vitale a pag. 3 L’ira del marchese Frescobaldi «Così vogliono discriminarci» L’intervista «È una deriva protezionistica da far bloccare» Idi Divina Vitale Bolgheii È stata una vera e propria doccia fredda per i produttori di vino la nuova normativa unilaterale irlandese che sposa l’introduzione di etichette con messaggi allarmanti, simili a quelli usati per il tabacco sui pacchetti delle sigarette, relativi al con sumo di alcol su tutte le bevande vendute nel paese. È vero che si parla di alcol in una regione, l’Irlanda, dove il problema dell’alcolismo non è certo da sottovalutare, ma è anche vero che non si può fare di tutta l’erba un fascio, a partire dalla discriminazione del vino, una bevanda che in Italia come in Francia e in altri paesi vuol dire principalmente cultura.
Fonte: Tirreno.
«Il vino nuoce alla salute» In Veneto sono a rischio oltre 2 miliardi di export.
Categorie contro l’Ue per l’ok all’Irlanda alle scritte sulle etichette delle bottiglie «Ill vino nuoce alla salute» In Veneto sono a rischio oltre 2 miliardi di export Zaia: «Bruxelles sbaglia. Serve difendersi». Variati, Pd : «I consumatori vanno informati, non spaventati». Berlato, Fdl: «Pericoloso precedente». «Il vino uccide». L’Irlanda ha ottenuto il via libera dalla Commissione europea per una etichettatura con diciture simili a quelle del fumo per mettere in guardia i consumatori. Un via libera per silenzio assenso, decorsi i termini, nonostante il Parlamento europeo si fosse espresso in modo contrario. In particolare, il `No” era arrivato da Italia, Spagna, Francia e altri sei Paesi Ue. La decisione presa a Bruxelles ora sta provocando un terremoto in regione, tra le più importanti produttrici di vino in Italia.
Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.
«Terrorismo psicologico Serve dare informazioni».
«La trovo a tutti gli effetti una pubblicità ingannevole. Non può essere accettato a testa bassa dall’Unione europea la norma di Dublino che obbligherà i produttori di alcolici ad apporre in etichetta avvertenze sui rischi dell’alcol perla salute. Come tutte le cose, persino le vitamine o i preziosi minerali, come il calcio e il ferro, in dosi massicce alterano l’equilibrio del nostro corpo». L’assessore all’agricoltura del Veneto, Federico Caner, critica l’autorizzazione Ue concessa all’Irlanda che potrà adottare un’etichetta di avvertenza sui rischi legati al consumo di vino, birra e liquori. Sulle confezioni dei prodotti, quindi, dovranno essere riportate le indicazioni come «l’alcol provoca malattie del fegato» oppure «alcol e tumori sono collegati in modo diretto». Una modalità finora contemplata solo per le sigarette.
Fonte: Arena – Giornale di Vicenza.
“Il vino nuoce alla salute” Il Veneto si ribella all’UE.
Come per le sigarette: Irlanda autorizzata a inserire gli «avvisi» VENEZIA «L’autorizzazione dell’Unione Europea all’Irlanda a inserire la dicitura “il vino uccide” sulle bottiglie è una scelta assurda, che rischia di costituire un pericolosissimo precedente soprattutto per le produzioni genuine, a denominazione controllata, risultato di secoli di cultura enoica come le nostre. Occorre opporsi con forza al diffondersi di questa pratica fuori luogo, inutile e pericolosa». Parole del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a commento della decisione europea di autorizzare l’Irlanda a inserire scritte allarmistiche sulle bottiglie di vino, sulla falsariga di cio che avviene per le sigarette. «Quella del vino — prosegue Zaia — è una delle maggiori voci della produzione e dell’export del Veneto che, da un’azione come questa, rischia di subire ingenti danni, nell’ordine di miliardi di euro.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Bottega cresce del 20% a 84,7 milioni di ricavi «Un evento per i 45 anni».
Con una crescita del 20% sull’anno precedente, Bottega ha chiuso il 2022 a 84,7 milioni di euro di ricavi, a cui vanno aggiunti i 25 milioni introitati dai «Prosecco Bar», che aumentano di anno in anno, in tutto il mondo. Un exploit che ha portato l’azienda vinicola e distilleria trevigiana a inaugurare, un paio di mesi orsono, un sesto sito produttivo, dedicato ai liquori, a Fontanafredda (Pordenone). «In Italia – afferma Sandro Bottega, a capo dell’azienda che porta il suo nome – siamo cresciuti del 7%, un po’ con tutti i nostri prodotti, poi l’export ha prodotto il resto. Siamo presenti in 155 Paesi, da alcuni giorni siamo arrivati anche in Alaska.
Fonte: Corriere del Veneto Venezia e Mestre.
Vino, etichette modello sigarette Ok Ue all’Irlanda, Italia in rivolta.
Avvertenze “terroristiche” sul rischio salute, altri Paesi potrebbero seguire Dublino. Coldiretti: export a rischio. DE CASTRO: «DERIVA NUTRIZIONISTICA NELL’ESECUTIVO DI BRUXELLES, COSÌ SI ROMPE IL MERCATO UNICO». Produttori italiani in allarme per la svolta Ue sull’etichetta: autorizzata in Irlanda la dicitura sulle etichette di vino, birra e alcolici di avvertenze per il rischio della salute. Un passo che secondo Coldiretti è un «attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale di vino con oltre 14 miliardi di fatturato, di cui più della metà all’estero», col Veneto primo attore nazionale (quarto in Europa da solo). «L’Irlanda potrà adottare un’etichetta con avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”», denuncia l’organizzazione, che sottolinea come nella filiera del vino siano impegnati 1,3 milioni di lavoratori.
Fonte: Gazzettino.
Il vino come le sigarette: Prosecco sulle barricate – Vino come le sigarette: coro di no.
La polemica Il vino come le sigarette: Prosecco sulle barricate Bortolomiol, Docg: «Posizione che porterà danni al comparto» Zanette, Doc: «Serve informazione soprattutto per i più giovani» Filia a pagina XVII Vino come le sigarette: coro di no ? Il governatore Zaia contro il via libera dell’Ue all’Irlanda ›Bortolomiol, Docg: «Posizione che porterà danni al comparto» «Opposizione durissima per bloccare etichette allarmistiche» Zanette, Doc: «Serve informazione soprattutto per i più giovani». Il vino uccide: contro l’Irlanda un coro di no. Sta suscitando scalpore la decisione dell’Irlanda di apporre al vino, con il placet dell’Ue, etichettature simili a quelle apposte alle sigarette sulla nocività del prodotto.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Vino La battaglia sulle etichette.
L’Irlanda potrà scrivere sulle bottiglie di alcolici “Fa male alla salute” I ministri Tajani e Lollobrigida scrivono a Bruxelles «Scella assurda» Lara Loreti Alert sanitari sulle bottiglie di vino? Il nutrizionista: «C’è un grosso equivoco: è l’abuso di alcol a far male, non un bicchiere di un alimento che ha al massimo il 15% di alcol». Il wine expert: «In Italia e Francia non accadrà mai». Il presidente di Assoenologi: «Nel nostro Paese è da escludere, sarebbe masochismo». Il produttore: «La Commissione europea ha sbagliato». Il sommelier: «Giusto avvisare i consumatori dei rischi». Il mondo del vino italiano è in fibrillazione di fronte al via libera dell’Europa alla richiesta dell’Irlanda di adottare sulle etichette degli alcolici gli avvisi, come sulle sigarette, “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono dire ttamente collegati”.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Basta un po’ di buon senso per limitare gli eccessi.
Sono questi i primi pensieri che mi vengono in mente per commentare il via libera dato dall’Unione Europea alla normativa irlandese che prevede l’applicazione di messaggi demonizzanti sul rapporto tra alcol e salute su tutte le bevande alcoliche vendute nel Paese, compreso il vino. Che l’eccesso di alcol faccia male è una realtà indiscutibile: non possiamo negarlo e occorre capire le motivazioni che, soprattutto in certi Paesi, inducono a ridurne il consumo. Ma non si può fare di ogni erba un fascio. Fino a 50 anni fa, il vino era un alimento che entrava nelle case e nella dieta quotidiana di milioni di persone: aveva una sua funzione, forniva calorie e nutrimento.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Etichetta “il vino uccide” rabbia contro Irlanda e Ue – «Il vino uccide», ok all’etichetta in Irlanda Produttori trevigiani in rivolta contro l’Ue.
L’Unione europea autorizza il governo di Dublino a inserire la dicitura sulle bottiglie importate I produttori trevigiani: «Assurdo paragonarlo al fumo». Zaia: «Ora opposizione durissima». «Il vino uccide», ok all’etichetta in Irlanda Produttori trevigiani in rivolta contro l’Ue Insorge il mondo del Prosecco: «Senza fondamento il paragone con le sigarette». Zaia: «Opposizione durissima» «Il vino uccide». «Alcol e tumori sono direttamente collegati». «Il consumo di alcol provoca malattie del fegato». Scritte che potrebbero presto comparire sull’etichetta delle bottiglie vendute in Irlanda, come avviene per i pacchetti di sigarette. La norma decisa da Dublino, e notificata a Bruxelles lo scorso giugno, non ha ricevuto osservazioni dalla Commissione Europea, e scaduto il periodo di moratoria, può ora essere applicata. I produttori trevigiani – Prosecco in primis – sono insorti temendo non solo il danno commerciale immediato, ma anche l’effetto domino che potrebbe portare altri Stati ad adottare simili provvedimenti.
Fonte: Tribuna Treviso.
«Gli abusi fanno male alla salute ma questa norma non serve».
Giangiacomo Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso «Assurdo che valga solo per gli europei: ci danneggiamo da soli» «Gli abusi fanno male alla salute ma questa norma non serve» iamo sempre intervenuti affermando che qualsiasi abuso è deleterio per la salute, ma fornire un’indicazione come quella approvata dall’Irlanda, che non distingue tra abuso e consumo consapevole, rischia di rendere tutto un po’ simile e di non affrontare il tema nel modo corretto». Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Treviso, evidenzia le contraddizioni della norma appena approvata dall’Unione Europea, valida per ora solo in Irlanda. «Non c’è prodotto il cui abuso non determini problemi per la salute. Dobbiamo essere chiari verso i consumatori.
Fonte: Tribuna Treviso.
Coldiretti: un milione di euro ad un’impresa pescarese per una cantina innovativa.
Arriva dall’Abruzzo un esempio virtuoso di azienda femminile capace di interpretare l’innovazione in agricoltura e il desiderio delle donne di tentare la scalata alle grandi imprese. Si tratta di Antonella Di Tonno, titolare titolare della società agricola I Lauri di Loreto Aprutino, che ha ottenuto il via libera a un finanziamento per 1 milione di euro dalla misura Ismea “Più Impresa” per la realizzazione di un progetto innovativo di una cantina per produrre vino biologico. La sua storia è stata raccontata in diretta nella trasmissione Geo&Geo, condotta da Sveva Sagramola, dalla presidente nazionale di Coldiretti Donne Impresa Chiara Bortolas che ha parlato dell’universo femminile, delle opportunità a vantaggio delle aziende guidate da donne ma anche delle numerose difficoltà che devono affrontare le manager del settore agroalimentare.
Fonte: PescaraLive.
I vini di Elemento Indigeno protagonisti del podcast de “Il Meglio in Cantina”.
“Il Mondo in un Calice”, i vini di Elemento Indigeno protagonisti del podcast realizzato in collaborazione con “Il Meglio in Cantina”. “Il Mondo in un Calice” è il ciclo di podcast – realizzato in collaborazione con “Il Meglio in Cantina” powered by Haier – dove Elemento Indigeno porta alla scoperta dei territori vitivinicoli nazionali e internazionali. Il progetto di ricerca e selezione delle “storie di vite” più autentiche sceglie lo strumento del podcast per parlare ad un pubblico ampio ed eterogeneo di appassionati wine lovers ed esperti del settore. “Il Mondo in un Calice” è il nome della nuova stagione del podcast ideato da “Il Meglio in Cantina”, il portale dedicato al pubblico dei wine lovers creato da Haier – leader globale nel settore delle cantine vino – che dispensa in modo semplice e glamour consigli, esperienze, news e contenuti inediti, raccogliendo attorno a sé una community di persone che vogliono intraprendere un viaggio inebriante sulle strade del vino.
Fonte: Horecanews.
Menfi città del vino 2023: le spiagge, le cantine e i gioielli d’arte da non perdere.
Spiagge senza confini, bordate da un mare caraibico. Oasi naturali e riserve. Uliveti e vigneti che si estendono a perdita d’occhio. Menfi è stata eletta “città del vino 2023”. Ecco le spiagge, le cantine e i gioielli d’arte da non perdere. Spiagge senza confini bordate da un mare caraibico. Oasi naturali e riserve. E, ancora, uliveti e vigneti a perdita d’occhio. Affacciata su un mare che sa già d’Africa, la costa occidentale della Sicilia è capace di regalare emozioni uniche grazie ai suoi scenari naturali (la costa è un mélange di baie di ciottoli bianchissimi, distese di dune e scogliere a picco sul mare) e ai suoi incredibili tesori artistici (da qui sono passati un po’ tutti: Fenici e Greci, Romani e Bizantini, Arabi e Spagnoli e tutti hanno lasciato le loro tracce).
Fonte: Dove Viaggi – Corriere.
“Il vino italiano ha una qualità eccezionale. A livello sensoriale siamo i migliori del mondo”.
Parola di Luca Maroni, nel lancio del suo “Annuario dei Migliori Vini Italiani 2023”. Con Abruzzo, Puglia e Roma Doc sotto i riflettori. “La qualità del vino è la piacevolezza del suo sapore”. Questa, da sempre, è la filosofia della critica enoica seguita da Luca Maroni, “analista sensoriale” che nel valutare i vini italiani segue con coerenza, da anni la sua visione peculiare. Secondo la quale “ogni anno il vino italiano raggiunge e consolida dei vertici qualitativi eccezionali, con miglioramenti su tutti i fronti, con i produttori sempre più capaci di attutire e attenuare l’impatto negativo del cambiamento climatico, con grande rigore e attenzione ai tempi di raccolta, con trasformazioni enologiche sempre più pulite, sempre più all’insegna del rispetto massimo del portato dell’aroma del frutto. A livello sensoriale ci confermiamo leader mondiali”. Così il critico romano, nel fotografare in estrema sintesi, a WineNews, il racconto del suo “Annuario dei Migliori Vini Italiani 2023”, in arrivo in libreria, e costantemente aggiornato anche on line.
Fonte: WineNews.
Etichette del vino come quelle delle sigarette, Italia all’attacco.
Con il silenzio-assenso dell’Unione europea al progetto di legge irlandese sugli “alert sanitari” in etichetta sul vino, di fatto un via libera, l’Italia lancia la sua controffensiva in difesa del patrimonio eno-gastronomico nazionale, annunciando con il ministro degli esteri Antonio Tajani il ricorso al Wto. Perché “crediamo che dietro questa scelta un’altra volta si miri non a garantire la salute ma a condizionare i mercati”, tuona il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida”.
Fonte: ANSA.
“Il vino nuoce alla salute”, la Regione Emilia-Romagna non ci sta.
Paragonare il vino al tabacco, riportando sulle bottiglie la stessa tipologia di alert utilizzata sui pacchetti di sigarette (“Nuoce alla salute”), sta suscitando vasta disapprovazione in Italia, non solo da parte del Governo. Numerose le reazioni per questa decisione, approvata dall’Unione europea sulla base di una legge irlandese che potrebbe estendersi anche alla distribuzione dei vini italiani. Sulla questione interviene con una nota anche l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna Alessio Mammi: “È grave che un Paese membro dell’Unione europea come l’Irlanda abbia disposto una vera e propria discriminazione verso un prodotto con una storia e una tradizione come il vino, attraverso un’etichettatura che di fatto evidenzia un allarme sanitario per i cittadini che ne fanno uso”.
Fonte: Corriere Cesenate.
“Nuoce alla salute”, stessa etichetta su vino e sigarette? Come stanno davvero le cose.
In Irlanda, dopo l’ok dell’Ue, le bottiglie dovranno indicare i rischi per la salute legate al consumo di alcol. Perché la misura di Dublino preoccupa l’Italia. L’Europa vuole equiparare il vino alle sigarette, e compromettere così il mercato di uno dei pezzi forti del nostro made in Italy. È quanto si legge su media e social italiani all’indomani della decisione della Commissione europea di dare il via libera al provvedimento con cui l’Irlanda renderà obbligatorio per i produttori di bevande alcoliche l’inserimento su bottiglie e lattine di un’etichetta che avverte sui rischi per la salute umana del consumo di alcol, in particolare sul legame tra tale consumo e il cancro. Secondo Coldiretti, la misura irlandese “è un attacco diretto all’Italia che è il principale produttore ed esportatore mondiale (di vino, ndr) con oltre 14 miliardi di fatturato”, e le informazioni sui rischi per la salute sono “avvertenze terroristiche”.
Fonte: Europa Today.
STAMPA ESTERA
Trockene Angelegenheit.
Das Geschäft mit nullprozentigem Sekt boomt Wer zur Party alkoholfreien Sekt mitbrachte, musste dafür lange mit ziemlicher Sicherheit ein bis zwei Fragen über sich ergehen lassen. “Oh, Du fährst wohl?”, das war die eine, begleitet von einem mitleidigen Gesichtsausdruck. Die andere, meist an weibliche Partygäste gerichtet: “Oh, bist du schwanger?” Die wird dann oft begleitet von einem nervösen Kichern. Wer auf nervige bis grenzüberschreitende Kommentare keine Lust mehr hat, übt sich jetzt einfach im “Dry January”. Man ist dabei in guter Gesellschaft. Immer mehr Menschen trinken alkoholfreien Sekt, heißt es gerade beim Verband Deutscher Sektkellereien (VDS). Im Jahr 2021 verzeichneten die Hersteller ein Absatzplus von 7,3 Prozent verglichen mit dem Vorjahr. Das Deutsche Weininstitut fügt an, dass der Anteil der alkoholfreien Variante an den hierzulande konsumierten Schaumweinen bei immerhin sechs Prozent liegt. Die nichtschwangeren Nicht-Fahrer fristen also kein Exotendasein mehr. Die Branche erklärt sich die Entwicklung mit dem Trend zu bewusster Ernährung. Zu verzichten ist gerade generell in Mode. Und die Menschen in den Marketingabteilungen der Republik hätten ihren Job verfehlt, wenn es ihnen nicht gelänge, aus diesem Trend neue Produkte zu entwickeln, auf die man nicht verzichtet. Die großen Supermarktketten drängen ihrer Kundschaft den “Veganuary”, also eine vorübergehende vegane Lebensweise, derzeit fast schon auf, die großen Modeketten tun geschickt so, als lehnten sie Wegwerfmode ab. Und die Hersteller von alkoholischen Getränken? Sie lassen den Alkohol weg. Dank Placeboeffekt kann der Abend trotzdem albern werden Beim Bier, vor allem beim Weißbier, ist das schon längst gesellschaftlich akzeptiert. Seit die Bierindustrie damit wirbt, dass das goldene Gesöff mit der Schaumkrone isotonisch wirkt, kann sich, wer im Biergarten daran nippt, als lässige Sportskanone geben. Zwischen 2011 und 2021 nahm die Produktion von Weizen, Pils oder Kölsch um 74 Prozent zu.
Fonte: Sueddeutsche Zeitung.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 12 gennaio 2023!
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Alcol e tumori, così un’etichetta fa litigare la Ue – «Alcol e tumori sono collegati» Le etichette dividono la Ue.
Con il silenzio assenso di Bruxelles, l’Irlanda potrebbe diventare il primo Paese Ue ad apporre sulle bottiglie delle bevande alcoliche un’allerta in cui si dice che «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». Equiparando di fatto il vino alle sigarette. Un precedente che potrebbe spronare altri Paesi a percorrere la stessa via, soprattutto in quel Nord Europa segnato da un pesante consumo di alcol. Eppure è già battaglia in Europa sulle avvertenze sanitarie sull’etichetta di vino, birra e liquori.
Fonte: Giornale.
L’etichetta salute colpisce l’Italia.
La Ue concede all’Irlanda gli “alert” sulle bottiglie: l’ira di Roma. La Coldiretti: «Un danno da 14 miliardi». Passo avanti forse decisivo per gli alert sanitari in etichetta, che metteranno vino e alcolici su un piano analogo a quello delle sigarette. Bruxelles ha dato il proprio via libera alla normativa irlandese che introduce questa possibilità e che era stata notificata lo scorso giugno alle autorità Ue dall’Irlanda. Trascorso a fine dicembre il periodo di moratoria di sei mesi, Bruxelles ha ora autorizzato Dublino ad adottare la normativa che di fatto, sul piano dell’etichettatura, equipara il vino alle sigarette. Infatti anche su vino, birra e alcolici si potranno riportare indicazioni come «l’alcol provoca malattie del fegato» oppure «alcol e tumori sono collegati in modo diretto».
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.
L’Ue tace. In Irlanda alert allarmistici su vino e birra.
Etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino, birra e alcolici in genere per scongiurarne la vendita. Con avvertenze come: «Il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcol e tumori mortali sono direttamente collegati». E quanto accadrà in Irlanda, il cui governo – dopo aver notificato a giugno alla commissione europea una norma che punta a introdurre a livello nazionale l’obbligo di inserire gli alert sanitari sugli alcolici – ha incassato il 22 dicembre il silenzio assenso dell’esecutivo Ue al suo varo, nonostante i pareri contrari di nove paesi europei tra cui Italia, Francia e Spagna.
Fonte: Italia Oggi.
Per l’Ue il vino fa male quanto il fumo. C’entra ancora il Qatar?
L’Irlanda, Paese membro Ue, ottiene il via libera da Bruxelles per etichettare il vino con le avvertenze per la salute come per le sigarette. Frasi e immagini-shock per scoraggiare il consumo di alcolici. Una decisione in netta contraddizione con l’orientamento espresso dal Parlamento Ue, che ha bocciato tale sistema di etichettatura per il vino. Come ricorda Dino Giarrusso, della commissione Ue Agricoltura, “il vino è un prodotto che se consumato responsabilmente non è nocivo, ed accompagna l’umanità da millenni”.
Fonte: L’Identità.
Assoenologi «Vino è salute».
Domani e sabato il simposio scientifico nazionale organizzato dall’Associazione degli Enologi a Napoli Per la prima volta operatori e medici discutono le ricerche sul rapporto tra il bere e la salute umana. IL PRESIDENTE RICCARDO COTARELLA «NON ABBIAMO TESI PRECOSTITUITE CI AFFIDIAMMO SOLO ALLA SCIENZA» Luciano Pignataro Una iniziativa senza precedenti in Italia: «Vino e Salute tra alimentazione e benessere» è il titolo del Simposio Assoenologi 2023 che si terrà domani e sabato presso l’Hotel Royal Continental. Dodici relazioni e due tavole rotonde per fare chiarezza su una tematica sempre molto attuale e che nelle ultime settimane è tornata alla ribalta dopo che la Commissione europea ha deciso di togliere, finalmente, il vino, i salumi e le carni rosse dalla lista dei cibi ritenuti pericolosi per la salute dell’uomo.
Fonte: Mattino Napoli.
«Il vino nuoce alla salute» La mossa Ue allarma l’Italia.
Via libera all’Irlanda per l’indicazione >Ma l’allerta sanitaria danneggia i nostri sulle etichette come accade per le sigarette produttori. Coldiretti: 14 miliardi a rischio. L’OBBLIGO, ANCORA NON DEFINITIVO, E PASSATO PER UNA SORTA DI SILENZIO-ASSENSO DI BRUXELLES. «Bere alcol provoca malattie del fegato». «Esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali». Ecco alcune delle frasi che presto potremmo leggere sulle etichette delle bottiglie di vino, birra e di altri alcolici venduti in Irlanda, come già avviene sui pacchetti di sigarette. Un precedente che potrebbe essere seguito da altri paesi del Nord Europa, dove l’alcolismo è un grave problema sociale, e – quel che è peggio – imposto nel resto dell’Unione. Si tratta però di vero e proprio terrorismo, perché una cosa è il consumo consapevole, un’altra l’abuso.
Fonte: Messaggero.
“L’alcol fa male” Etichette del vino come le sigarette.
Sulle bottiglie scritte sui rischi sanitari del consumo e i legami con tumori e altre patologie. Coldiretti: è un attacco all’Italia. Il vino come le sigarette. L’Irlanda ha ottenuto il via libera della Commissione Europea alle avvertenze sanitarie obbligatorie sulle etichette di vino, birra e liquori. Se arriverà anche l’ultima autorizzazione necessaria, quella dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, su tutte le bottiglie di bevande alcoliche che circolano nel Paese del Nord Europa sarà obbligatorio indicare i rischi di malattie del fegato, tumori, aborti spontanei. Per l’Irlanda rappresenta la vittoria di una battaglia intrapresa da lungo tempo per combattere l’alcolismo, un grave problema sanitario per il Paese.
Fonte: Repubblica.
Alcolici, l’Irlanda mette in etichetta i danni per la salute Proteste dell’Italia – Vino come le sigarette, ok Ue alle etichette in Irlanda.
Sulla scia delle indicazioni sui pacchetti di sigarette, l’Irlanda adotta una etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze sui danni alla salute derivati da uso e abuso di alcol La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria scaduto a fine 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge. Contrari all’iniziativa Italia, Francia, Spagna e altri sei Stati Ue, che temono che la decisione sia estesa a tutta la Ue. Cappellini con l’analisi di dell’Orefice —a pag. 18 Vino come le sigarette, ok Ue alle etichette in Irlanda Normative comunitarie Dublino potrà adottare sulle bottiglie la scritta «alcol e tumori sono legati».
Fonte: Sole 24 Ore.
L’analisi – Una deriva pericolosa che l’Italia deve fermare.
Anni fa era in voga il fortunato slogan televisivo di un dentifricio che consigliava: «Prevenire è meglio che curare». Uno slogan che andrebbe ricordato alla Commissione Ue che invece, in tema di agroalímentare, ha deciso che “condizionare, se non terrorizzare, è meglio che educare”. Questo è l’atteggiamento dietro il via libera agli alert salutistici in etichetta su vino, birra e alcolid previsto da una legge irlandese approvata ieri da Bruxelles con un semplice “silenzio-assenso”. Il tentativo di mettere vino e alcolici sul banco degli imputati, come avvenuto qualche tempo fa con tabacco e sigarette, sta ronzando da mesi sulle politiche comunitarie.
Fonte: Sole 24 Ore.
Intervista a Giuseppe Pagano: “Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me”.
Abbiamo incontrato il patron Giuseppe Pagano alla vigilia della consegna dell’ambito premio “Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me El Due i vini a marchio Azienda Agricola San Salvatore 1988 premiati al Salone dei Vini Guida Bio: IGP Paestum Aglianico “Omaggio a Gillo Dorfles” 2017 e IGP Paestum Fiano “Pian di Stio” di Alfonso Mauro “Ho visto un bufalo tra le vigne e lui ha visto me” — il Cilento del mito (ri)fondativo contemporaneo, Cadmo come Giuseppe Pagano, in un identitario ritorno alle terre dell’azienda dall’anima etica nel cuore pestàno. Fondamentale l’orgoglio del lavoro ma anche la narrazione, il rebranding della bellezza del Cilento nel mondo, magari in collaborazione con il celeberrimo Dorfles, asceso veramente al mito. Due i vini a marchio Azienda Agricola San Salvatore 1988 premiati al Salone dei Vini Guida Bio: IGP Paestum Aglianico “Omaggio a Gillo Dorfles” 2017 (appunto), e IGP Paestum Fiano “Pian di Stio” vinificato in biologico. 75 ettari di cui 15 vitati sono in area del Parco Nazionale del Cilento; espansi altri 25, di cui 15 vitati. Un’area ricompresa tra i comuni di Stio, Paestum e Giungano.
Fonte: Le cronache del Salernitano.
Un rosso rubino elegante, raffinato, dai profumi speziati.
Feudi del Pisciotto Terre Siciliane IGT Rosso Moro di Testa 2019 Un rosso rubino elegante, raffinato, dai profumi speziati Feudi del Pisciotto è situato in prossimità della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi a ricordo di una grande e antica foresta di querce da sughero (come si evince dal nome), nella parte centrale della Sicilia. Fra la sua gamma di etichette isolane spicca il Moro di Testa, un cru da uve Syrah con un quid di Nero d’Avola, della Tenuta Siciliana del gruppo Domini Castellare di Castellina locata in Val di Noto. I vigneti si estendono ad una altitudine di circa 300 metri sul livello del mare da cui dista una manciata di chilometri in una zona dotata di un microclima ideale alla viticoltura.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
«Ancora disattese le promesse per il Carso legate alla Doc Prosecco».
Realizzare i punti previsti dal Protocollo d’intesa per l’istituzione della Doc Prosecco, per il quale è stato promesso un impegno forte da parte della Regione e del ministero per le Politiche agricole, a cominciare dai fondi per gli addetti ai lavori trestini. È questa la richiesta che Franc Fabec, presidente dell’Associazione degli agricoltori (Kmecka Zveza), ha indirizzato a Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari della giunta Fedriga, con l’obiettivo di «favorire lo sviluppo dell’agricoltura triestina, da tempo ignorata, a fronte di grandi sacrifici a essa imposti». Fabec ha inviato per conoscenza la lettera anche allo stesso governatore Massimiliano Fedriga e ai rappresentanti di tutte le formazioni politiche che siedono in Consiglio regionale.
Fonte: Piccolo Trieste.
La Maccario è lady-wine è suo il miglior Rossese – Giovanna Maccario è la viticoltrice dell’anno “Tre bicchieri” al Rossese.
La migliore viticoltrice d’Italia? Abita e lavora nell’estremo Ponente ligure e si chiama Giovanna Maccario. A sancirlo è l’autorevole guida «Vini d’Italia» che, in uscita in questi giorni, le ha attribuito il «Premio Viticoltrice dell’anno 2023». Giovanna Maccario, che produce un (neanche a dirlo) ottimo Rossese di Dolceacqua, è figlia e nipote d’arte. In una famiglia che è alla quinta generazione di vignaioli, il nonno Giobatta, esattamente un secolo fa, nel 1922, aveva vinto un premio analogo in un concorso bandito dall’allora Regno d’Italia. Ereditata la ditta dal padre Mario, prematuramente scomparso nel 1991, Giovanna ha assunto le redini dell’azienda, condividendo il lavoro nei vigneti con il marito Goetz Dringenberg.
Fonte: Stampa Imperia.
Avvertenze sanitarie sulle bottiglie di vino «Un attacco contro le eccellenze italiane».
Il silenzio assenso della Commissione europea alla norma con cui l’Irlanda introduce avvertenze sanitarie in etichetta per gli alcolici, disincentivando, di fatto, il consumo di vino, rappresenta un pericoloso via libera ad allarmismi e disinformazione, nonché un precedente rischioso per l’Europa, andando contro la definizione dell’etichettatura comune. Lo sostiene Cia-Agricoltori Italia. Il via libera agli health warning per vino, birra e liquori in Irlanda consentirà di inserire sulle etichette degli alcolici avvertenze come «il consumo di alcol provoca malattie del fegato» e «alcole tumori mortali sono direttamente collegati».
Fonte: Corriere Adriatico Ancona.
Nel laboratorio di analisi enologiche oltre 20 mila cartelle “cliniche” per l’export.
II Centro studi Vini del Piemonte nato in seno alla Coldiretti compie dieci anni: nella sede a San Damiano d’Asti elabora certificazioni ed esami Sono 300 le aziende seguite, il bacino è regionale e nazionale, in 48 ore è possibile avere consulenze anche per pratiche bloccate all’estero Nel laboratorio di analisi enologiche oltre 20 mila cartelle “cliniche” per l’export. Dal progetto Barbera Amica a migliaia di certificazioni necessarie per esportare la produzione oltre i confini dell’Unione Europea. Compie 10 anni di attività il Centro Studi Vini del Piemonte di San Damiano d’Asti, fiore all’occhiello di Coldiretti. E’ il primo e tuttora l’unico laboratorio di analisi nato in seno all’organizzazione agricola nazionale, con l’obiettivo di fornire supporto e assistenza specialistica al settore vitivinicolo.
Fonte: Stampa Asti.
Vini naturali A Palermo l’evento più atteso.
Il 15 e e 16 gennaio ai Cantieri Culturali della Zisa centinaia di vignaioli da tutta l’Europa Vini naturali A Palermo l’evento più atteso Cinquecento etichette in degustazione, laboratori nei ristoranti Il Giornale di Sicilia media partner na grande vetrina per il vino artigianale che pone Palermo al centro del Mediterraneo e sotto i riflettori della ribalta internazionale. La terza edizione di Not Vini Franchi, la rassegna che celebra la figura del vignaiolo, il lavoro artigianale e promuove la coscienza del bere come atto culturale di salvaguardia dell’identità territoriale e della Natura, aprirà l’anno solare delle fiere del vino con più di 400 vini in degustazione. Ai Cantieri Culturali alla Zisa giornate tutte da vivere e…da bere, il 15eil 16 gennaio, con NOT vini franchi.
Fonte: Giornale di Sicilia.
Progetto in continua crescita Il futuro è in grande stile.
La manifestazione si candida ad essere la più importante d’Italia Un settore in forte ascesa per rispondere alle esigenze dei consumatori Progetto in continua crescita Il futuro è in grande stile n simbolo dell’impegno nella ristorazione gourmet e nei vini d qualità a Palermo è certamente Franco Virga, anima di NotVini Franchi insieme a Stefania Milano, Manuela Laiacona e Giovanni Gagliardi che parla dell’evento con un entusiasmo coinvolgente anche se siamo a pochi giorni dall’apertura e l’impegno nella cura degli ultimi dettagli perchè tutto sia definito nel migliore dei modi è davvero notevole. «Not Vini Franchi -spiega – sta raggiungendo livelli nazionali e internazionali di grande spessore.
Fonte: Giornale di Sicilia.
Cantina Roeno tutela l’Enantio Premiata dalla critica enologica.
AI Valdadige Terra dei Forti Enantio 1865 Pre-Fillossera Riserva 2017 i Tre Bicchieri Cantina Roeno tutela l’Enantio Premiata dalla critica enologica Piante con più di 150 anni. Primo presidio viticolo Slow food veneto •• Dopo oltre vent’anni di investimenti e di impegno sul campo, Cantina Roeno conquista la critica enologica con il suo vino e, insieme, il suo progetto più antico e pionieristico: l’enantio. L’azienda agricola con sede a Brentino Belluno è l’unica veronese insieme alle trentine Vallarom ad Avio e Lorenzo Bongiovanni a Sabbionara a far parte del presidio Slow Food annunciato lo scorso settembre a Terra Madre Salone del Gusto a Torino per tutelare l’enantio a piede franco. «Si tratta del primo presidio viticolo in Veneto e l’undicesimo a livello mondiale», afferma Cristina Fugatti che lavora da un ventennio alla valorizzazione del vitigno autoctono diffuso nella Vallagarina, tra le province di Trento e Verona
Fonte: Arena.
Prosecco, un anno di bollitine Nuovo record per Doc e Asolo.
Cresce il volume di mercato: nel 2022 stima a oltre 760 milioni di bottiglie 640 milioni di bottiglie sono stati imbottigliati dal Consorzio Prosecco Doc Territori Unesco Aumentano fatturato e turismo: i colli sono attrattivi anche per i visitatori stranieri. Il 2022 è di nuovo l’anno record per il Prosecco. Nonostante l’aumento dei costi dei materiali, la Doc del presidente Stefano Zanette ha imbottigliato lo scorso anno più bottiglie di quanto aveva fatto nel 2021, quando ci si era fermata a 627,5 milioni. I dati ufficiali saranno diffusi solo a fine mese, ma si è registrata una crescita di oltre un punto percentuale, portando il numero definitivo attorno alle 64o milioni di bottiglie. Quello che più fa sorridere i produttori, però, è l’aumento a valore della singola bottiglia. Tale risultato è stato possibile grazie al consolidamento del mercato interno e, soprattutto, di quello internazionale, in primis quello statunitense che, sulla scorta dei dati al terzo trimestre, dovrebbe far registrare, a fine anno, il sorpasso, anche a volume del Regno Unito.
Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.
«Il vino nuoce alla salute» La mossa Ue allarma l’Italia.
Via libera all’Irlanda per l’indicazione. Ma l’alert sanitario danneggia i nostri sulle etichette come accade per le sigarette produttori. Coldiretti: 14 miliardi a rischio. L’OBBLIGO ANCORA NON DEFINITIVO E PASSATO PER UNA SORTA DI SILENZIO ASSENSO DI BRUXELLES. «Bere alcol provoca malattie del fegato». «Esiste un legame diretto tra alcol e tumori mortali». Ecco alcune delle frasi che presto potremmo leggere sulle etichette delle bottiglie di vino, birra e di altri alcolici venduti in Irlanda, come già avviene sui pacchetti di sigarette. Un precedente che potrebbe essere seguito da altri paesi del Nord Europa, dove l’alcolismo è un grave problema sociale, e – quel che è peggio – imposto nel resto dell’Unione. Si tratta però di vero e proprio terrorismo, perché una cosa è il consumo consapevole, un’altra l’abuso.
Fonte: Gazzettino.
Spese e rincari, controlli a sorpresa – Caro gasolio: «Costretti ad aumentare i prezzi».
Caro carburante, rischio aumenti a catena in tutti i settori >Blitz dei vigili nei supermercati per evitare speculazioni Bottega (Prosecco): «Così le aziende perdono competitività» il comandante: «Faremo verifiche nei grandi punti vendita». Controllo dei prezzi Controlli a sorpresa nei supermercati del capoluogo per evitare speculazioni su prezzi: per tutelare i cittadini scende in campo la polizia locale di Treviso. La sua azione si andrà ad affiancare a quella della guardia di finanza, impegnata con controlli sull’andamento dei prezzi del carburante dopo il balzo in avanti di inizio anno dovuto al venir meno dello “sconto” governativo di quasi venti centesimi. Sandro Bottega, patron della Bottega Spa di Bibano, mette in guardia imprese e istituzioni sul rischio di un’ulteriore perdita di competitività: «I rincari si ripercuoteranno a catena sui prezzi di vendita».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Cantina Santa Maria La Palma e l’artista Bruno D’Elia raccontano la nuova selezione di vini.
Cantina Santa Maria La Palma e l’artista Bruno D’Elia raccontano la nuova selezione di vini. La grande e prestigiosa cantina di Alghero lancia un nuovo video firmato dall’artista Bruno D’Elia per raccontare il restyling di 10 etichette e presentare tre nuovi vini. Un grande viaggio attraverso mare, natura, artigianato e storia della Sardegna, in uno scenario da sogno disegnato da un artista e videomaker locale. È l’idea della Cantina Santa Maria La Palma per raccontare la nuova immagine di alcune storiche etichette, insieme al lancio di tre nuovi vini.
Fonte: Sardegna Reporter.
“Il Mondo in un Calice”: i vini di Elemento Indigeno protagonisti del podcast “Il Meglio in Cantina”.
“Il Mondo in un Calice” è il ciclo di podcast – realizzato in collaborazione con “Il Meglio in Cantina” powered by Haier – dove Elemento Indigeno porta alla scoperta dei territori vitivinicoli nazionali e internazionali. Il progetto di ricerca e selezione delle “storie di vite” più autentiche sceglie lo strumento del podcast per parlare ad un pubblico ampio ed eterogeneo di appassionati wine lovers ed esperti del settore. “Il Mondo in un Calice” è il nome della nuova stagione del podcast ideato da “Il Meglio in Cantina”, il portale dedicato al pubblico dei wine lovers creato da Haier – leader globale nel settore delle cantine vino – che dispensa in modo semplice e glamour consigli, esperienze, news e contenuti inediti, raccogliendo attorno a sé una community di persone che vogliono intraprendere un viaggio inebriante sulle strade del vino.
Fonte: Beverfood.com.
Il mondo cambia, sempre più velocemente. E allora, meglio essere innovatori o conservatori?
A WineNews il pensiero dei produttori di vino, al vertice di cantine con una storia forte alle spalle, e la voglia di scrivere il futuro. A WineNews il pensiero dei produttori di vino, al vertice di cantine con una storia forte alle spalle, e la voglia di scrivere il futuro. Come Cristina Ziliani (Berlucchi), Alessandro Ceci (Cantine Ceci), Marina Cvetic (Masciarelli), Sabrina Tedeschi (Tedeschi), Andrea Lonardi (Bertani), Nadia Zenato (Zenato Winery), e Valentina Abbona (Marchesi di Barolo).
Fonte: WineNews.
Arriva la nuova edizione della Guida ai Vini di Sicilia 2023.
Sarà la città di Agrigento ad ospitare la presentazione ufficiale della Guida ai Vini di Sicilia 2023. La guida, edita da AIS Sicilia, è attesa ogni anno da tanti sommelier e appassionati di vino. Facile da consultare e ricca di contenuti, racchiude le migliori eccellenze della produzione vitivinicola siciliana. L’evento di presentazione della Guida ai Vini di Sicilia 2023, tra i più importati appuntamenti del vino siciliano organizzato da AIS Sicilia, si terrà Sabato 21 Gennaio 2023 presso il Palacongressi di Agrigento a partire dalle ore 9:30 e fino alle 20:00.
Tutte le delegazioni provinciali siciliane saranno presenti alla manifestazione durante la quale sono previsti diversi momenti di incontro, dibattito e degustazione.
Fonte: Winery Tasting Sicily.
La storia di Giusti Wines nel trevigiano: un progetto di riscoperta della bellezza.
Siamo a Nervesa della Battaglia: qui la famiglia Giusti ha deciso di investire tutte le risorse in un piccolo territorio per la riscoperta di vitigni resistenti. La bellezza della gratitudine, o meglio: la bellezza è gratitudine. Ascolti Ermenegildo Giusti, viaggi nel mondo con lui e con il suo vino ti ritrovi poi a casa, il luogo dove tutto è cominciato e di cui l’imprenditore si prende cura anche con il progetto dei vitigni resistenti. Dalla vite ai tesori architettonici che il tempo o l’indifferenza hanno ferito, il passo è stato breve e deciso per Giusti Wine.
Fonte: Identità Golose.
Etichette del vino come le sigarette: ‘Nuoce alla salute’.
L’Irlanda potrà adottare un’etichetta per vino, birra e liquori con avvertenze come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. La norma è stata notificata a giugno da Dublino a Bruxelles, che – con il periodo di moratoria che è scaduto a fine dicembre 2022 – ha confermato che le autorità nazionali possono adottare la legge. Il via libera arriva nonostante i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che considerano la misura una barriera al mercato interno, e l’annuncio della stessa Commissione di iniziative comuni sull’etichettatura degli alcolici nell’ambito del piano per battere il cancro.
Fonte: ANSA.
“Nuoce alla salute”, etichette del vino come quelle delle sigarette: l’ultima follia Ue.
“Il vino nuoce gravemente alla salute”. Presto potremo leggere questa frase su apposite etichette applicate alle bottiglie di vino. Sì, sulla falsa riga di quelle usate per i pacchetti di sigarette. E’ l’ultima, assurda, iniziativa targata Ue. I cosiddetti “alert sanitari in etichetta”, mettono così vino e birra sullo stesso piano del tabacco. Si tratta per l’esattezza di una normativa irlandese a cui Bruxelles ha dato il via libera, consentendo a Dublino di adottarla. Al momento, dunque, soltanto l’Irlanda dovrebbe equiparare tutti gli alcolici al tabacco, con specifiche etichettature del tipo: “Il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”.
Fonte: Il Primato Nazionale.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
