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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 11 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Damilano extra Langhe.
Per il barolista ricavi per sei min (+20%) e 430 mila bottiglie vendute Damilano extra Langhe Otto ettari nel tortonese. Caccia al Timorasso. Il barolista Damilano chiude un 2022 con ricavi in crescita di quasi i120% a 6 min di euro e 430 mila bottiglie vendute, di cui 130 mila di Barolo. In dicembre l’azienda piemontese ha perfezionato l’acquisto di 8 ettari di terreni sui Colli tortonesi, inoltre cerca un vigneto di Timorasso in affitto per avviare a breve la produzione. Una svolta per Damilano, storicamente coinvolta nei rossi delle Langhe. Guido Damilano, dg e comproprietario, si dichiara soddisfatto del 2022 nonostante «la corsa di energia e imballaggi abbia pesato sul conto economico.
Fonte: Italia Oggi.
Giù l’export di vino sfuso argentino.
Calano le esportazioni di vino sfuso argentino che diventano però sempre più mono-varietali. L’analisi della Camara Argentina de Vinos a Granel (CAVG) mostra come tra gennaio e novembre 2022, le esportazioni di sfuso siano stati pari a 647mi1a hl (-39,8%) per un fatturato di 55 min di dollari. Un calo dovuto principalmente ai vini generici (-74,3%) mentre i varietali hanno avuto una diminuzione più contenuta (-19,2%). Ma non solo. La quota dei vini varietali sul totale dello sfuso esportato è in continua crescita ed è arrivata all’84% (+21 punti percentuali). Per quanto riguarda lo specifico dei vini, ad uscire in cisterna dall’Argentina sono Malbec (74% del totale dei mono-varietali), Chardonnay (10,7%) e Torrontés Riojano (3,3%).
Fonte: Italia Oggi.
Spumanti, l’export Ue su del 29%.
Ammontano a 6,36 min di ettolitri le esportazioni divini spumanti dall’Unione europea verso paesi terzi per il 2021. Secondo i dati Eurostat diffusi il 30/12/2022, l’export 2021 è cresciuto del 29% rispetto ai 4,94 min di ettolitri del 2020. L’aumento tuttavia, arriva dopo il primo anno di pandemia quando i consumi erano stati frenati (-6% nel 2020 sul 2019) dalle chiusure di bar e ristoranti. A guidare le esportazioni 2021 è il Prosecco (43%, 273 min di litri), seguito dalle altre due principali categorie vini di spumanti europei, lo Champagne (15%, 94 min di litri) e il Cava (10%, 65 min di litri). Le due principali destinazioni di esportazione delle bollicine europee sono state gli Usa (il 31% del totale dell’export extra-Ue di spumante con198 min di litri) e il Regno Unito (28% e 177 min di litri). Gli stati Ue hanno importato 5,8 min di litri di spumante extra Ue, pari all’ 1% della quantità esportata.
Fonte: Italia Oggi.
Il futuro del vino è nei dealcolati.
L’Iwsr: consumi boom al 2026 (+30%) Ilfuturo del vino è nei dealcolati I vini a bassa gradazione o completamente senza alcol saranno il trend dei prossimi anni, tanto che sono sempre più accettati come uno stile di vita e una norma sociale. Con un mercato globale attuale pari a 11 miliardi di dollari, i vini Nolo (no or low alchol) sono cresciuti nel 2022 del 10% in volume. A dirlo è un’analisi di Iwsr Drinks Market Analysis condotta in Australia, Brasile, Canada, Francia, Germania, Giappone, Sud Africa, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, che rappresentano i dieci tra i più importanti mercati mondiali delle bevande alcoliche. Un andamento di consumi in continua salita, se si considera che nel 2018 il valore era pari a 8 miliardi di dollari: in quattro anni la crescita è stata del 37,5%.
Fonte: Italia Oggi.
Vino spagnolo Sale il valore, cala il volume.
Nei 12 mesi tra novembre 2021 e ottobre 2022 il fatturato dell’export di vino dal paese iberico ha raggiunto quota 2.983 min di euro, con un +3,8% grazie ad un aumento del prezzo medio di vendita arrivato fino a 1,42 euro/litro. Se si parla, invece, di volumi il trend continua ad avere un andamento negativo (-9,7%) con vendite che si attestano a 2.100,2 milioni di litri. È quanto ha rilevato il rapporto Exportaciones Españolas de Vino y Productos Vitivinícolas Octubre 2022, realizzato dall’Observatorio Español del Mercado del Vino (OeMV), in collaborazione con l’Organización Interprofesional del Vino de España (OWE). L’osservatorio evidenzia anche come nei primi 10 mesi del 2022, invece, l’export è cresciuto in valore del 3,9% mentre in volume ha RICAVI A 3 MLD Vino spagnolo Sale il valore, cala il volume subito in calo maggiore che nei 12 mesi, -10,3 %. A trainare il fatturato dell’export vinicolo spagnolo sono stati prevalentemente ivini in cisterna con un +13% in valore, gli spumanti e l’imbottigliato fermo.
Fonte: Italia Oggi.
Se la moda sposa le bollicine.
Dalla collaborazione tra due grandi case del made in Italy, Lunelli e Missonl, è nato uno spumante in edizione limitata ed esclusiva. Buono da bere, bello da vedere. O collezionare. di Chiara Risolo Cera da aspettarselo. Dall’incontro di due veri giganti del made in Italy, la famiglia Lunelli da una parte e la famiglia Missoni dall’altra, poteva nascere soltanto qualcosa di unico, riconducibile a una definizione très chic, quella di «wine couture», che, a pensarci bene, unisce mondi apparentemente lontani tra di loro: la cultura vitivinicola e la moda per l’appunto. I maestri delle bollicine tricolore e la maison del lusso di Sumirago, in provincia di Varese, hanno unito genio e forze per creare un Trentodoc Blanc de Blancs millesimato in edizione limitata.
Fonte: Panorama.
Competizione enologica internazionale in Campania.
La Campania ospiterà, per la prima volta in Italia, la sessione dedicata ai vini effervescenti, coinvolgendo 50 operatori internazionali che dovranno valutare circa 1.200 vini prodotti in tutto il mondo. Venerdì 13 gennaio, alle ore 10.30, presso la Sala “De Sanctis” di Palazzo Santa Lucia a Napoli, si terrà la conferenza stampa promossa dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Campania per presentare l’edizione 2023 del Concours Mondial de Bruxelles, in programma ad Agerola dal 31 maggio al 4 giugno presso il Campus Principe di Napoli. Interverranno Nicola Caputo, assessore all’Agricoltura della Regione Campania, Quentin Havaux, direttore generale di Vinopres, e Karin Meriot, coordinatrice eventi del Concours Mondial de Bruxelles in Italia.
Fonte: Il Golfo.
Daniela Mastroberardino eletta presidente del club.
Irpina al vertice dell’Associazione Donne del Vino Daniela Mastroberardino eletta presidente del club. Daniela Mastroberardino è la nuova presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Produttrice campana, amministratore ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco (Avellino), ha ricevuto l’incarico oggi dal nuovo Consiglio direttivo. Ed è la seconda volta che la carica torna al Sud, sempre in Campania. La presidente uscente Donatella Cinelli Colombini, che ha retto l’Associazione per sette anni portando le socie a oltre quota mille, le ha consegnato il simbolico campanellino. “È tempo di guardare avanti – ha detto Mastroberardino appena eletta – senza dimenticare questi quasi 35 anni di eredità che ci vengono consegnati e che sono frutto del lavoro di tutte noi donne del vino, ma, in particolare, delle presidenti che mi hanno preceduto e che tanto hanno profuso, ognuna di loro con il proprio tratto distintivo.
Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.
Terremoto nel Cda di Cantina Terre – Cantina Terre, il Cda senza maggioranza Altre 4 dimissioni: ora si tornerà al voto.
Broni, altre quattro dimissioni. E per la seconda volta in un anno si dovrà tornare al voto. Cantina Terre, il Cda senza maggioranza Altre 4 dimissioni: ora si tornerà al voto Bufera sulla coop: lasciano Romanini, Cocchi, Morini e Cristina. «Andiamo alle urne per avere un Consiglio più coeso». Terremoto a Terre d’Oltrepo: decade dopo nemmeno un anno il consiglio di amministrazione della cantina. II colpo di scena è arrivato ieri con le dimissioni di quattro consiglieri che, sommate ai tre membri che avevano lasciato tra ottobre e novembre, hanno tolto la maggioranza al Cda, formato da 12 membri (più il socio sovventore) ed entrato in carica dieci mesi fa, a febbraio 2022. Una decisione che porterà ora la cantina (circa 600 soci, un fatturato di 38 milioni di euro e poco più di 270 mila quintali di uva pigiati nell’ultima vendemmia) per la seconda volta ad elezioni nel giro di dodici mesi.
Fonte: Provincia – Pavese.
Dieci mesi puntando al rilancio Poi siccità e costi in aumento.
Elezioni vinte a grande maggioranza dopo la sfiducia a Giorgi Problemi finanziari e tensioni sull’ipotesi dei contratti di solidarietà Dieci mesi puntando al rilancio Poi siccità e costi in aumento. E’ durato solo 326 giorni il consiglio di amministrazione di Terre d’Oltrepo, guidato da Enrico Bardone, che era stato eletto con una maggioranza schiacciante dai soci il 18 febbraio dello scorso anno ed è decaduto ieri dopo le dimissioni di quattro consiglieri. Per ricostruire la vicenda di questi dieci mesi, bisogna tornare indietro al 21 gennaio 2022, quando l’assemblea dei soci, con una maggioranza del 67%, aveva sfiduciato l’allora presidente Andrea Giorgi, criticando le strategie di mercato adottate dalla dirigenza.
Fonte: Provincia – Pavese.
Come si pota una vite Lo spiegano gli esperti.
Un incontro teorico e una lezione pratica L’iniziativa è curata dalla Comunità montana La Comunità montana organizza una serie di incontri sulla potatura della vite. Si terrà mercoledì 18 gennaio il primo rivolto ai viticoltori. L’appuntamento è stato fissato per le 20,15 nella sala assemblea della Cm di Morbegno, sede della Protezione civile, in via Ghislanzoni numero 17. L’ingresso è libero. Si tratta di un incontro teorico dedicato alla potatura invernale della vite. Il secondo appuntamento è stato fissato per venerdì 20 gennaio alle 9,30 nella vigna di Giordano Giumelli in località Poiac a Traona. In questo caso di farà una prova pratica di potatura. Il relatore sarà Ivano Foianini, tecnico della Fondazione Fojanini di Studi superiori di Sondrio.
Fonte: Provincia Sondrio.
Nasce il consorzio del Mamertino Doc, primo appuntamento a Verona.
A compimento di un percorso che è partito dal riconoscimento della Doc nel 2004, la nascita dell’ associazione ne12019. Quindici le realtà vitivinicole coinvolte riunitesi lo scorso 15 novembre per programmare, sotto la guida del Presidente, Flora Mondello, il futuro della DOC. Un areale ricadente nella parte nord-orientale della provincia di Messina (abbracciando ben 31 comuni) che dalla costa tirrenica risale colline, boschi e rilievi per caratterizzare uno degli habitat viticoli più straordinari e ricchi di biodiversità della Sicilia: i Nebrodi. Un territorio unico, aperto sul mare, ma con altezze che raggiungono anche i 500 metri s.1.m., in grado di esprimere condizioni pedoclimatiche assai peculiari e dove l’interazione di queste con le varietà autoctone impiantate, concorrono a definire l’identità enologica di un’area così differenziata, in quanto a suoli, clima ed esposizione.
Fonte: MF Sicilia.
Bra, il 13 gennaio una degustazione di vini dalla Palestina prodotti dalla cantina gestita dai Salesiani.
La degustazione sarà un’occasione per far conoscere ai braidesi il progetto di questa cantina, che permette a cristiani e musulmani di lavorare insieme, e sensibilizzare sulla situazione in Palestina. Venerdì 13 gennaio si terrà a Bra, nei locali dell’osteria “Centrostorico” di via Vittorio Emanuele 194, la seconda edizione di “Territori Di Vini”, evento organizzato dal Vis (Volontariato internazionale per lo sviluppo). Si tratta di una serata, che inizia alle 19, in cui si potranno degustare i vini palestinesi della cantina Cremisan di Betlemme, gestita dai Salesiani e in cui lavorano cristiani e musulmani.
Fonte: Lavocedialba.it.
L’importanza della ricerca nel vino, ed il valore di fare rete: il caso “Wine Research Team”.
L’esperienza di un progetto che mette insieme decine e decine di cantine di tutta Italia, per lavorare su innovazione, qualità e sostenibilità. Le riflessioni dei vertici del Wrt, Riccardo Cotarella, Vincenzo Tassinari e Nicola Biasi, e di alcune cantine aderenti come Monte Zovo, Tenute del Leone Alato (Genagricola), Tenute del Cerro (Unipol), Cantine Trequanda e Pucciarella (Cariplo). Voci di un gruppo di imprese che vede nella ricerca condivisa un elemento chiave per il futuro del vino, anche sul fronte della valorizzazione dell’identità e della distintività della produzione del Belpaese. Con l’innovazione che diventa elemento di competitività sui mercati del mondo.
Fonte: WineNews.
Vino: nasce consorzio Mamertino.
Dopo il riconoscimento della DOC nel 2004 e la nascita dell’Associazione nel 2019, giunge a compimento il lungo percorso di affermazione del Mamertino con la fondazione del Consorzio. Ben quindici le realtà vitivinicole coinvolte – tra aziende storiche e nuove generazioni -, riunitesi lo scorso 15 novembre per programmare, sotto la guida del Presidente, Flora Mondello, il futuro della DOC. “Il Mamertino – spiega Flora Mondello, produttrice e Presidente del Consorzio – è un piccolo gioiello della storia vitivinicola siciliana che, pur venendo da un glorioso passato, deve poter interpretare oggi una modernità enologica davvero interessante e competitiva grazie, soprattutto, al coinvolgimento delle nuove generazioni”.
Fonte: ANSA.
Daniela Mastroberardino nuova presidente “Donne del Vino”.
Daniela Mastroberardino è la nuova presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Produttrice campana, amministratore ed export manager dell’azienda Terredora a Montefusco (Avellino), ha ricevuto l’incarico oggi dal nuovo Consiglio direttivo. Ed è la seconda volta che la carica torna al Sud, sempre in Campania. La presidente uscente Donatella Cinelli Colombini, che ha retto l’Associazione per sette anni portando le socie a oltre quota mille, le ha consegnato il simbolico campanellino.
Fonte: ANSA.
Il marmo la nuova frontiera del Vino? Farneticare o ragionare?
Del resto essere un genio, a volte, è essere mosso da intuito e follia. Qualcuno si è limitato a definire l’operazione della quale si parla “come nuova frontiera del vino semplicemente fantasiosa”. Non posso che essere d’accordo. C’è chi, per dimostrarne una possibile conquista, ha riempito fogli e fogli di formule chimiche a dimostrazione che, poi alla fine, il Vino ci guadagnerebbe. Non più contenitori dove preservarlo da contaminazioni esterne ma, nella ricerca di “nuovi gusti”, affinarlo in recipienti che possano respirare e magari cedere del carbonato di calcio, in dosi infinitesimali, al prodotto finito. Così dicono i partecipanti a questo originale quanto bizzarro e stravagante progetto.
Fonte: Corriere del Vino.
Vino, cashmere e il lusso di una dimora d’epoca. Viaggio a Villa Spalletti Trivelli a Roma.
Una villa esclusiva dei primi del Novecento che racconta i fasti della Roma patrizia, di cenacoli culturali, di ospiti illustri, teste coronate e premi Nobel. L’eco di quegli anni pervade ancora il salone degli arazzi, la biblioteca, le camere del primo piano che dal 2004 accolgono i viaggiatori più colti e appassionati. Ancora oggi è la famiglia Spalletti Trivelli che cura l’accoglienza: la villa fa parte di Small luxury hotels ed è icona di un’ospitalità di altri tempi, raffinata, senza fronzoli, tipicamente italiana. Americani e giapponesi ne apprezzano l’autenticità, l’allure.
Fonte: Wine&Thecity.
Tra sostenibilità e cambiamenti nei consumatori, il vino in lattina è in rampa di lancio.
Il business passerà da 241 a 725 milioni di dollari (nel 2030). In Uk Waitrose lo adotterà per i piccoli formati, eliminando il vetro. E in Svezia … Ancora non conquista i puristi, ma piace sempre più ai giovani del mondo, e guadagna nuovi spazi di mercato, sull’onda della semplicità di consumo, della sostenibilità e non solo. Il vino in lattina, ancora quasi sconosciuto in Italia, è sempre più un fenomeno globale, e le conferme arrivano da più parti. Si tratta di un segmento di mercato che nel 2021 è stato stimato in 241 milioni di dollari in valore, e che nel 2030 potrebbe arrivare a superare i 725, con una crescita del 13% all’anno, secondo un recente report di “Straits Research”. Ormai tante realtà del vino mondiale ci scommettono, le grandi pubblicazioni internazionali della critica, come “Wine Spectator”, dedicano ai vini in lattina recensioni e classifiche specializzate, non mancano in concorsi internazionali ad hoc, e c’è anche chi, come il produttore specializzato inglese, Canned Wine, li ha sposati, nell’immagine, ai capolavori dell’arte custoditi dalla National Gallery.
Fonte: WineNews.
STAMPA ESTERA
Raising a Glass to a Historically Great City for Wine.
Terrific lists can be found in pubs, bars and all sorts of restaurants around London. What’s the greatest city in the world in which to drink wine? The answer is subjective, but to me it comes down to two: New York and London. Neither is associated historically with a winemaking region, which is part of what makes them so great. Without the legacy of local production, both cities were compelled to look far and wide for wine, and as port cities, they had access to wines from wherever they were made. In London, the far older city, that freedom required far-reaching discernment. Wine lovers needed to judge every sort of wine on its merits rather than specialize in what was easily accessible. Americans have Britain to thank, or to blame, for the notion of wine connoisseurship. Expertise with an open heart is an extraordinary thing. Combined with insularity and disdain, however, it gives rise to snobbery and pretentiousness, which is the bane of wine everywhere. I have always believed that New York was the best city for wine, but after 10 days in London in late November, I am rethinking that conviction. Great wine lists can be found at the most expensive restaurants with multiple Michelin stars, as well as at famous places like St. John and the Ledbury. But I skipped those and a few other restaurants with excellent reputations for wine, like Gymkhana, an Indian restaurant in Mayfair, Sager e Wilde in Bethnal Green, the 10 Cases in Covent Garden and Planque in Haggerston. London’s place as a noteworthy wine city is felt in all sorts of restaurants, from storefronts and counters to more formal dining rooms. Great wine is everywhere. Here are a dozen places to find an excellent glass. The Drapers Arms The Drapers Arms, in Islington, is the English pub of my dreams. The food is wonderful and the cask beer excellent. The wine list is astonishing and mostly French, along with terrific, well-priced choices from Germany, Spain and South Africa. And this comfortable old pub, with its bare wooden tables, pea-green bar and simple barstools, pours its bottles into expensive Zalto glasses, so you know it takes wine ultraseriously. I had simple poached leeks and a delightful venison pie with a suet crust, carrots and onions, lovely on a rainy autumn afternoon.
Fonte: New York Times Food.
Four ways to have more fun drinking wine this year.
Have you abandoned your New Year’s resolutions yet? Yeah, me too. Actually, I long ago abandoned the idea of New Year’s resolutions altogether. But I do like to take the new year as an opportunity to consider ways to juice up my wine exploration. Despite the incredible variety of wines available to us, it’s easy to become a creature of routine, locked-in preconceptions of what we like, too timid to venture into the new and unknown. So, let’s pop a cork to new adventures. Here are a few suggestions for jump-starting your wine life in 2023. These aren’t revolutionary ideas, nor are they difficult, though some may challenge your budget. Mostly, they require your attention and focus. Let your corkscrew be your passport to wine adventure in the year ahead. 1. Cultivate your retailer If you’re not on a first-name basis with a specialist at your local wine store, you should be. Your local retailer is the single best resource you have for exploring the wine available in your market. A good retailer will have tasted the wines, maybe traveled to the regions where they were made and met with the winemakers. They can also introduce you to the story that brings the wine to life. Don’t be wary that the retailer is “trying to sell you something.” Of course they are. But they also want to sell you the second bottle, and the only way to do that is to make you happy with the first one. A good retailer is a good listener. Tell them what you do and don’t like. If they seem uninterested in what you have to say, find someone else or a different store. But when you get on a first-name basis and cultivate this relationship, your personal wine curator can point you to interesting wines you might not have heard of, and away from pretty labels that may not be your style. This is where you must pay attention. It won’t work to say, “I loved that red wine with the blue label you sold me last month.” (Pro tip: A photo of the label on your phone will help.) Does your store offer monthly sampler packs? These are a great way to explore wines that may be new to you or outside your comfort zone. And if your store sponsors dinners at a local restaurant with a visiting winemaker, take the opportunity to learn about wine over a delicious meal, usually at a reasonable cost. You’re supporting two local businesses (the store and the restaurant) while getting a firsthand introduction to a winery that may become a new favorite. 2. Explore a wine region or a grape variety Do you enjoy Argentina’s malbec? Mendoza, where most of Argentina’s wine is made, is one of the most fascinating regions in the wine world. Winemakers are exploring different areas of the Uco Valley in the Andes foothills to suss out subtly different expressions of malbec, cabernet franc and other grapes. Catena and Zuccardi are two wineries with national U.S. distribution that offer wines from subregions of Mendoza’s Uco Valley such as Gualtallary, San Pablo, Tupungato and Paraje Altamira.
Fonte: Washington Post Food.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 10 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Rifermentazione per i vini passiti, tardivi e i vin santi.
Per i vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica che utilizzano le menzioni tradizionali di Passito, Vin Santo e Vendemmia tardiva è consentita l’operazione di fermentazione e rifermentazione fino al 30 giugno 2023. Lo stabilisce il decreto del ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare n. 660654 del 23 dicembre 2022, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. La fermentazione e rifermentazione è consentita dalla normativa italiana (legge 12 dicembre 2016, n. 238) tra il 1° agosto e il 31 dicembre di ogni anno.
Fonte: Italia Oggi.
La «bottiglia storta», un must per iniziare bene l’anno.
Nonno Luciano emergeva dalla cantina con la bottiglia storta. Era il pranzo di capodanno quando i bolliti lasciavano il posto agli arrosti. Nonno beveva scarsamente vino, ne produceva: ottimo Sangiovese. Ma nel giorno di festa tirava fuori sempre quella bottiglia. Cosi il Gattinara di Travaglini è il mio battesimo del vino. Non vengo meno al rito di famiglia e raccomando per cominciare con buoni auspici Panno di accostarvi a questa manifestazione di rara eleganza del Nebbiolo. Siamo usi esaltarci per il Barolo in tutte le sue espressioni legate alle microzone e alle diverse interpretazioni di cantina; molti riconoscono oggi al Barbaresco una personalità ancora più spiccata e in alcune interpretazioni, ad esempio quelle di Angelo Gaja, il Nebbiolo sfiora la perfezione.
Fonte: La Verita’.
Uk, tutti pazzi per il Lambrusco – Gioia, gioventù, godimento La frizzante riscossa del Lambrusco.
Quello spumante che ha sposato lo stile d’Oltralpe L’azienda ha affrontato il settore spumantistico classico adottando uno stile decisamente d’Oltralpe. Un progetto decisamente audace nel 1993, avviato dall’enologo-proprietario Piero Cane, nella convinzione di poter ottenere ottimi spumanti lavorando uve Chardonnaye Pinot Nero, nei suoi vigneti collinari, oggi rientranti nella prestigiosa Denominazione Controllata e Garantita Alta Langa. Un obiettivo quindi centrato in pieno, testimoniato da una produzione di spiccata personalità, ottenuta con procedimenti molto simili a quelli.
Fonte: Messaggero.
Consorzio di tutela. Via al progetto Roma DOCet per spiegare il vino ai giovani.
Raccontare il vino ai giovani. E farlo approfondendo tematiche storiche, sociali e culturali allo scopo di promuovere un consumo basato sulla conoscenza e sulla consapevolezza. È il progetto Roma DOCet messo a punto dal Consorzio di Tutela Vini Roma Doc.
Fonte: Tempo.
Fondazione Italiana Sommelier. A Valmontone inizia il primo Corso sugli Spumanti.
La Fondazione Italiana Sommelier organizza a Valmontone il primo Corso sugli Spumanti. Sette lezioni da giovedì 12 gennaio a giovedì 6 aprile, dalle ore 19,30 alle 22,00 presso il Fashion Hotel – Via della Pace 1/2 a Valmontone. Per ogni lezione assaggio di 6 Spumanti.
Fonte: Tempo.
Osservatorio Nomisma. Vola l’export dei vini abruzzesi Nel 2022 registrato un +10%.
L’export dei vini abruzzesi va verso un nuovo record in valore mettendo a segno un +10% rispetto al 2021. È quanto emerge dall’analisi dei primi nove mesi del 2022 dell’Osservatorio Permanente Wine Monitor Nomisma. I primi cinque mercati sono Germania, Stati Uniti, Canada, Svizzera e Regno Unito.
Fonte: Tempo.
Sommelier, al via a Rimini i nuovi percorsi formativi.
Corsi, si parte II 12 gennaio RIMINI Riconoscere un vino dal sentore olfattivo, scoprire i vitigni della Penisola e internazionali, abbinare un vino a un piatto. Prendono il via anche a Rimini i corsi Ais Romagna (Associazione italiana sommelier) per diventare sommelier, in un percorso didattico formativo articolato in tre livelli. Il primo livello nel riminese sarà presentato ufficialmente il 12 gennaio: alle ore 15 presso il Chiosco di Bacco (Via Santarcangiolese 62) di Poggio Torriana; alle ore 20.30 nell’Hotel San Francisco (Viale Regina Margherita, 42) a Rivazzurra di Rimini. Info: Giulia Galari 335.6628104.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Montonale simbolo dell’ostinazione Vini di pregio nelle aree del Garda.
La cantina della settimana Montonale simbolo dell’ostinazione Vini di pregio nelle aree del Garda Premiata la stoica fiducia di Francesco Girelli Quarta generazione Nei 35 ettari di vigneti si punta anche a ottenere un bassissimo impatto antropico d i Riccardo Corazza I1 mondo del vino è un magnifico caleidoscopio composto, spesso, di corsi e ricorsi storici che fanno pensare quanto, in fondo, il molo della predestinazione sia estremamente sottovalutato nell’insieme delle faccende umane. Come è il caso di cantina Montonale. Tutto inizia ai primordi del secolo scorso, a Desenzano, località Conta, anfiteatro morenico baciato da un – rarissimo! – clima mediterraneo collocato a sud-ovest del lago di Garda, la cui fortissima propensione vitivinicola era già manifesta ampiamente ai tempi dei romani. In quegli anni Francesco Girelli, profetica figura di allevatore-agricoltore dotato di grande visione imprenditoriale, è fermamente ostinato ad estrarre dal suo terreno un vino di pregio.
Fonte: Nuova Ferrara.
Emilia wine experience centra l’obiettivo.
Bilancio positivo dopo il primo anno di promozione delle eccellenze territoriali Piacenza Buona la prima. Lo si può dire per il primo annodi attività legate al marchio “Emilia wine experience”, progetto sistemico di promozione turistica che parte dalle eccellenze agroalimentari dell’Emilia. “Emilia, terra di capolavori enogastronomici dove la vita si gusta e si sorseggia” il filo conduttore e al contempo motore che ha animato oltre 15 iniziative aperte al pubblico promosse nel 2022 e vari press tour lungo le Strade Vini e Sapori di Emilia.
Fonte: Nuova Ferrara.
Venerdì torna La scienza ci racconta.
Venerdì, poi i1 20 e 27 gennaio toma alle 20.30 GoToWebinar con “#lascienzaciracconta7” su temi legati al vino (iniziativa peri soci Onav, info www.onav.it). Tre serate a titolo gratuito con tre professori dell’Università di Milano, a partire da venerdì con Osvaldo Failla, professore ordinario di Arboricoltura generale e Coltivazioni arboree. Docente di viticoltura, terrà una lezione sul tema “Difetti del vino e loro origine” e, in particolare, dei sentori di fumo e d cimice
Fonte: Nuova Ferrara.
Stasera parte il corso Ais per sommelier.
La delegazione Ais (associazione italiana sommelier) di Ferrara organizza il corso di I livello per approfondire temi legati al vino, le basi della professionalità del sommelier. II corso è costituito da 15 lezioni con relatori abilitati Aise una visita guidata a un’azienda vitivinicola. II corso parte questa sera (lezione sulla figura del sommelier) per terminare martedì 18 aprile, sempre all’hotel Lucrezia Borgia (via Franchi Bononi 34 a Ferrara).
Fonte: Nuova Ferrara.
Una gita tra i vigneti della Valtellina.
La guida ambientale Giada Butti propone, mercoledì 11 gennaio, un’uscita lungo la Via dei Terrazzamenti, sul versante più solivo della Valtellina. Settanta chilometri di vigneti terrazzati da cui si ottengono i pregiati vini valtellinesi e dove godere di alcuni scorci suggestivi. Verrà percorso il tratto da Morbegno ad Arden no. I l ritrovo è fissato a Morbegno alle 9.15 e il costo di adesione è di 15 eu ro (10 sotto i 12 anni).
Fonte: Provincia Como.
Le piantine di Nebbiolo Aperto il bando fornitura.
Una distribuzione a cura dell’ente montano che rientra negli interventi a sostegno della viticoltura La Comunità montana apre il bando fornitura di viti di Nebbiolo Chiavennasca 2022-2023. Le prenotazioni delle piantine – che ogni anno incontra l’interesse di molti appassionati – possono essere inoltrate via mail o presentandosi presso gli uffici della Cm da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12; il giovedì pomeriggio dalle 14 alle 16. La distribuzione delle piantine rientra negli interventi a sostegno della viticoltura nel territorio mandamentale. La Cm al fine di contenere il fenomeno dell’abbandono delle aree coltivate a vite e per valorizzare, promuovere e tutelare il territorio a vocazione vitivinicola, promuove il servizio di assistenza tecnica, formazione e prove in campo in collaborazione con la Fondazione Fojanini.
Fonte: Provincia Sondrio.
Microinvasi per garantire riserve idriche nei vigneti.
Proposta in Langa contro l’emergenza siccità Microinvasi per garantire riserve idriche nei vigneti. Scampato il pericolo della grande siccità della scorsa estate e dimostrata ancora una volta tutta la loro capacità di resilienza, i vigneti sulle colline di Langhe e Roero si godono il meritato riposo invernale. Le operazioni di potatura sono già iniziate e proseguiranno senza fretta, fino alla fine di febbraio. Ma la calma tra i filari è solo apparente. «L’acqua e la neve che sono scese finora non sono affatto bastate a recuperare le riserve idriche necessarie, in profondità i terreni sono ancora sofferenti e se non arriveranno altre piogge o nevicate, la situazione in primavera sarà tutt’altro che rosea» dice il presidente di Cia Cuneo, Claudio Conterno, produttore divino a Monforte.
Fonte: Stampa Cuneo.
Uve, l’Amarone aumenta le quotazioni veronesi.
Dati dell’Osservatorio di Veneto Agricoltura: la provincia scaligera è in testa Uve, l’Amarone aumenta le quotazioni veronesi Le Doc e Docg nostrane salgono 0,91 euro al chilo (+13,2% sul 2021). Produzione regionale verso gli 11,5 milioni di ettolitri (pari a +5,4%) Le uve per Recioto Diversificata e Amarone a 2,49 la situazione per euro al chilo per le uve Igt che, con la zona classica; quotazione media tra i bianchi Doc di 0,39 euro al Lugana fino a 1,90 chilo, sono a -1,3% Valeria Zaneui economia@larena.it •• I viticoltori veronesi possono essere mediamente soddisfatti. I prezzi delle uve raccolte durante l’ultima vendemmia hanno evidenziato gli incrementi più marcati in regione rispetto a un anno fa. Le quotazioni delle Doc e Docg scaligere salgono a 0,91 euro al chilo (+13,2% rispetto al 2021). I prezzi più elevati, tra le bacche rosse Doc, li spuntano gli Amarone e i Recioto, che si attestano a 2,49 euro a chilo per la «zona classica», mentre tra i bianchi Doc è la Lugana che si spinge fino a 1,90 euro al chilo.
Fonte: Arena.
Valpolicella, dalla Francia a scuola di appassimento.
Gli enologi di Les Grands Chaix di Famille Helfrich Valpolicella, dalla Francia a scuola di appassimento Alla Cantina di Negrar il team di tecnici d’Oltralpe Il presidente Bighignoli: «Per noi un onore». Enologi francesi de Les Grands Chais a scuola di appassimento delle uve in Valpolicella Classica. Il team di tecnici del gruppo d’Oltralpe, leader mondiale nelle vendite di vini francesi e proprietario di importanti domain nelle maggiori regioni vinicole, hanno visitato a metà dicembre Cantina Valpolicella Negrar, a Negrar di Valpolicella, con uno scopo preciso: approfondire la loro conoscenza della tecnica millenaria di appassimento delle uve, candidata a patrimonio immateriale dell’Unesco grazie a una task force che coinvolge mondo del vino, istituzioni locali, associazioni, università di Verona, Regione. Gli enologi sono arrivati dall’Alsazia.
Fonte: Arena.
Allarme costi sul vetro «Rischi per le aziende».
Materie prime alle stelle. Gdo: congelare i prezzi Allarme costi sul vetro «Rischi per le aziende» Salirà dai prossimi mesi di un altro +20%, già chiesto dai fornitori in aggiunta al surplus (+ 48%) del 2022 Federvini: «Siamo tra incudine e martello» Uiv: «Rigidità di industria e grande distribuzione» Ancora su le quotazioni del vetro nei 2023, mentre la Gdo chiede di congelare i prezzi del vino. Le aziende enoiche italiane, alle prese con bassa marginalità e poca redditività, lanciano l’allarme: sono a rischio gli investimenti per crescita e promozione. La materia prima secca più usata nelle cantine, il vetro appunto, salirà dai prossimi mesi di un ulteriore +20%, già chiesto dai fornitori in aggiunta al surplus (+ 48%), riscontrato nel 2022.
Fonte: Arena.
Per le bollicine italiane record feste di fine anno.
A dispetto dell’inflazione, che limita i consumi, anche queste festività si stimano da record per le bollicine italiane. Secondo l’Osservatorio Uiv-Ismea si stapperanno 341 milioni di bottiglie di spumante (+6%), sia in Italia (95 milioni) che, soprattutto, all’estero, sempre più testimone della febbre da Italian sparkling con i 3/4 delle vendite totali. II 2022 si è chiuso con un nuovo record produttivo molto vicino al tetto di un miliardo di bottiglie (970 milioni), per un controvalore di 2,85 miliardi di euro, due dei quali solo di export. A trainare la crescita, Stati Uniti, Regno Unito e Germania, ma anche piazze consolidate ed emergenti, come Canada, Svezia, Giappone, Est Europa e Francia, sempre più attratta dalle bollicine italiane (+25% la crescita in volume nel Paese dello Champagne).
Fonte: Arena.
l Prosecco Rosè Armani in mostra a Pitti Uomo.
L’autunno/inverno 2023 pensato da Bikkembergs, casa di moda sportiva, debutta a Pitti Immagine Uomo sulle raffinate note del Prosecco Rosè Millesimato 2021 di Albino Armani: a voler giocare con le parole…questione di etichetta. I quattro secoli di storia di una famiglia che si è fatta azienda (quella vitivinicola di Dolcè) e i 37 anni della geniale espressione artistica con cui Dirk Bikkembergs ha costruito l’impero della sport-couture, si incontrano ai margini della passerella dove domani buyer e visitatori scopriranno le ispirazioni sporty-chic firmate Bikkembergs perla prossima stagione invernale.
Fonte: Arena.
La vigna più alta d’Europa perde il deposito attrezzi «Ordinata la demolizione ma tengono gli chalet».
Fabrizio Zardini, titolare del vigneto più alto d’Europa, è amareggiato È convinto che sia stato qualche regoliere a mettere in moto l’iter. La vigna più alta d’Europa perde il deposito attrezzi «Ordinata la demolizione ma tengono gli chalet». Qltre dieci annidi duro lavoro, lo scorso autunno finalmente il raccolto, la vendemmia, il vino: un sogno realizzato che ora, dopo tanta fatica e sacrifici, rischia di finire proprio nel primo annodi produzione. È amareggiato e deluso Fabrizio Zardini, enologo, colui che (assieme a Francesco Anaclerio) ha dato vita nel 2011 alla `Vigna 1350″.116 settembre è arrivata infatti l’ordinanza da parte del Comune di Cortina di demolizione della baracca costruita sul terreno regoliero dove sorge la vigna, che i due enologi avevano costruito per depositare gli attrezzi occorrenti al mantenimento del vigneto.
Fonte: Corriere delle Alpi.
Guida alle cantine vinicole d’autore italiane.
Vino e arte si mescolano insieme nelle cantine vinicole di design, un progetto che unisce la tradizione alla modernità. L’idea di base è quella di creare una sorta di “tempio del vino”, un luogo dal design anticonformista e innovativo in cui questo possa essere conservato. In questo modo le cantine non si limitano più a essere punti di riferimento per gli amanti del vino, ma vere e proprie attrazioni turistiche. Ecco quindi una lista di cantine di vini di design italiane da visitare assolutamente almeno una volta nella vita.
Fonte: Esquire.
Enoturismo e vendite in cantina: Divinea e Consorzio Tutela Vini della Maremma toscana insieme per una giornata di formazione.
L’impresa tecnologica Divinea e il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana insieme in prima linea per un evento formativo a beneficio dei soci del Consorzio sul tema dell’enoturismo e delle vendite diretta in cantina. Il titolo della giornata di formazione è “Come incrementare le vendite dirette e ottimizzare l’attività enoturistica” e ha come obiettivo quello di dare risposte concrete alle opportunità legate all’enoturismo e alle vendite dirette e di come queste possano decollare, sfruttando la tecnologia e l’innovazione digitale per il settore del settore vino. L’evento gratuito su iscrizione è in programma venerdì 20 gennaio 2023 a Rocca di Frassinello, Gungiarico (Grosseto).
Fonte: Adriaeco.
Visite e degustazioni domenicali alle Cantine Florio.
Un percorso che conduce tra le cantine storiche più importanti della Sicilia, ma anche tra i vicoli di Palermo, alla scoperta di racconti, luoghi emblematici e la storia delle grandi famiglie del vino siciliano. Un tuffo nella tradizione enologica marsalese, attraverso la visita di una delle più antiche case vinicole di Sicilia, che ha fatto grande la fama del vino Marsala, dove si gusterà il prodotto che ha fatto la storia dell’enologia siciliana che dalle cantine Florio rese questo vino liquoroso porta bandiera della Sicilia nel mondo.
Fonte: Palermomania.it.
I 19 Comuni del Douro, in Portogallo sono la “Città Europea del vino 2023”.
La più importate regione vinicola lusitana al centro di tante iniziative sul vino e sull’enoturismo, di scena il 4 febbraio. Nel 2023 appena iniziato, il vino, come sempre, dovrà affrontare tante sfide, e vivrà tanti momenti ed eventi che lo metteranno sotto i riflettori. Tra gli altri, quelli che vedranno protagonista uno dei territori storici del vino europeo, ed il più importante del Portogallo, come il Douro, dai cui vigneti nascono i vini che portano il nome stesso della valle che si sviluppa intorno al fiume Douro, ma anche il celeberrimo Porto (e che abbiamo raccontato in questo video). E che, nel 2023, con i suoi 19 Comuni riuniti del CimDouro (Alijó, Armamar, Carrazeda de Ansiães, Freixo de Espada à Cinta, Lamego, Mesão Frio, Moimenta da Beira, Murça, Penedono, Peso da Régua, Sabrosa, Santa Marta de Penaguião, São João da Pesqueira, Sernancelhe, Tabuaço, Tarouca, Torre de Moncorvo, Vila Nova de Foz Coa e Vila Real), che raggruppano 22.000 produttori di vino, saranno la “Città Europea del Vino 2023”, secondo quanto stabilito a Bruxelles nel giugno 2022, nelle iniziative di Recevin, la rete europea delle Città del Vino.
Fonte: WineNews.
I migliori vini di gennaio secondo Luca Gardini: 10 bottiglie da non perdere.
Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le etichette più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Abbadia di Montepulciano, una realtà giovane ma sorprendente, quella di famiglia Valdambrini, capace di esaltare tipologie territoriali come il Sangiovese (qui, ovviamente, ribattezzato Prugnolo Gentile) ma anche internazionali come Cabernet Sauvignon, Pino Bianco e Chardonnay. Questo Viola è raffinato, intenso ed elegante, con naso di amarena, sottobosco, su note floreali di rosa canina, con nette sensazioni balsamiche di mentolo ed eucalipto. Ha un gusto teso e croccante, con una trama fitta. Il ritorno è mentolato-fruttato, con sfumature di caramella al rabarbaro.
Fonte: Reporter Gourmet.
Vini vitigni e miglior vino al mondo.
Quali sono i migliori vini italiani e qual è il migliore vino al mondo? Classifiche, premi, degustazioni e recensioni di bottiglie pregiate provenienti da vitigni e cantine di ogni regione, nazione e continente dall’Europa all’Australia fino alla Cina. Qual è il miglior vino al mondo? Forse vi sarete posti questa domanda solo per curiosità, dato che tutti i vini pregiati e non hanno mille caratteristiche che cominciano dall’uva e arrivano al nostro palato. Si tratta di un argomento complesso che mischia storia, cultura, agricultura ma anche geologia e genetica. Per non parlare di tecniche di imbottigliamento e conservazione, abbinamento con il cibo e modalità di degustazione e bicchieri da usare per rossi e bianchi.
Fonte: Bintmusic.it.
Il vino in TV – Parola all’autrice RAI Isabella Perugini.
Inizio questo 2023 con un tema tanto distante dal mio approccio al mondo del vino quanto interessante per andare a definire il potenziale di un ambito comunicativo al quale si pensa molto poco in campo enoico ma che può rappresentare un veicolo di contenuti tanto capaci di arrivare a un pubblico “generico” quanto in grado di approfondire temi cari anche agli addetti ai lavori. Parlo della TV e ad aiutarmi a comprendere alcune dinamiche di quello che è, ancora oggi, il mezzo più impattante per la comunicazione generalista sarà Isabella Perugini, nota autrice di programmi televisivi legati al racconto dei territori italiani e delle loro eccellenze.
Fonte: WineBlogRoll.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 9 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Intervista a Micaela Pallini – Pallini, la gioia dei 150 anni «Il nostro 2023 di crescita» – Pallini al traguardo dei suoi «formidabili» 150 anni.
II traguardo della storica distilleria e il momento d’oro dei vini Perego alle papule2e3. Pallini, la gioia dei 150 anni «II nostro 2023 di crescita» Micaela Pallini, ceo dell’omonima azienda, si prepara a festeggiare una crescita del 25% di Achille Perego Palm! al traguardo dei suoi «formidabili» 150 anni. «Questo settore è una punta di diamante dell’agroalimentare italiano tanto che il vino ha chiuso il 2022 con il primato assoluto di circa 8 miliardi di export». L’ULTIMO BRAND ARTIGIANAL degli spirits italiani entrato in produzione, dopo la sua acquisizione, nello stabilimento di via Tiburtina a Roma è l’Amaro Formidabile. Come «formidabile» è la storia della Pallini che nel 2025 celebrerà i suoi primi 150 anni.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Economia&Lavoro.
Tuzzi (Bellavista): costruiamo poli per battere i francesi – Così cambiò Bellavista Famiglia, manager e nuovi marchi per Terra Moretti.
Massimo Tuzzi, ceo del gruppo: «Fatturato 2022 in crescita, ci avviciniamo a (}dota 100 milioni. Dopo due anni di ristrutturazione della governance, pensiamo a costruire il futuro in Italia e all’estero». L’azienda della Franciacorta vuole allargare il suo polo del vino valutando altre acquisizioni in aree di grande valore. Focus sugli Usa di Isidoro Trovato Lavori in corso per un futuro dalle grandi ambizioni. È ciò che sta accadendo alla Terra Moretti Vino, il comparto vitivinicolo di Holding Terra Moretti, gruppo imprenditoriale diversificato di proprietà della famiglia Moretti, che opera nel settore delle costruzioni, del vino e dell’hotellerie. Il fondatore, Vittorio Moretti, da qualche anno ha affidato il suo «impero» alle tre figlie: Carmen guida l’ospitalità, Valentina le costruzione e Francesca (enologa) si dedica al vino. Un settore, quello vinicolo, che (secondo i dati di Federvini) nel 2022 ha fatto toccare il record storico di 8 miliardi di export.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Uk, tutti pazzi per il Lambrusco – Gioia, gioventù, godimento La frizzante riscossa del Lambrusco.
Economia e tendenze Si esporta in tutto il mondo e nel Regno Unito riesplode la passione. I1 2023 enologico si apre con una interessante notizia che viene dal mercato del Regno Unito. Secondo l’indagine realizzata da Bibendum, distributore di wine e spirits leader sul mercato Uk, l’emilianissimo Lambrusco sembra destinato a ritornare con grande successo sulla tavola dei consumatori inglesi. Bidendum ne capre visto che muove il 15% degli acquisti del settore dell’on trade nel paese tornato a crescere dopo la Brexit con 582 milioni di euro di vino italiano importato nei primi nove mesi dell’anno scorso (+14,9% sullo stesso periodo del 2021). Il sondaggio del grossista britannico racconta che il popolare (sia nel senso di celebre, che nel senso di essere alla portata di tutti) rosso leggermente frizzante e fruttato, originario dell’Emilia Romagna e di una piccola porzione della Lombardia, è ora stabilmente ospite nelle carte dei vini di un ristorante o wine bar di tendenza su cinque nel Regno Unito.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Aziende, boom di Antinori – Antinori Boom di fatturati. Ecco le aziende cresciute di più.
Con i ristoranti la maison del vino cresce del 900 per cento Tutte le imprese che nell’ultimo anno hanno aumentato di più i fatturati Vinattieri, Worldair, Fantini e Fancelli, Grazzini. E ancora Capecchi, Edil Design e TM Wagen. Sono solo alcune delle aziende fiorentine che figurano nelle prime posizioni della classifica stilata da Report Aziende, in base all’aumento del fatturato e agli utili percepiti nell’ultimo anno. Ecco le aziende cresciute di più La maison del vino in un anno registra il 900% in più nei conti La classifica è redatta da ReportAziende in base ai bilanci dalle società fiorentine nel corso del 2021 Firenze Vinattieri, Worldair, Fantini e Fancelli, Grazzini. E ancora Capecchi, Edil Design e TM Wagen. Sono solo alcune delle aziende fiorentine che figurano nelle prime posizioni della classifica stilata da Report Aziende, in base all’aumento del fatturato e agli utili percepiti nel 2021. La pandemia sembra essere oramai alle spalle con la maggior parte delle imprese che hanno eguagliato, o addirittura superato, il bilancio del 2019, l’anno prima della pandemia.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Uve a rischio estinzione «Le aziende le adottino».
Al centro della terza edizione di Graspo, bianchi e rossi della vendemmia 2022 Uve a rischio estinzione «Le aziende le adottino» Lorenzoni e Bertolazzi: «Fare solo ricerca non serve se non troviamo imprese che mettano in sicurezza almeno uno di questi vitigni» Monica Sommacampagna eoonomia@larena.it •• Diciannove vini da uve antiche a rischio di estinzione raccolte tre mesi fa nel Veronese sono stati proposti in assaggio nelle scorse settimane nella cantina Zymè a San Pietro in Cariano. La terza edizione dell’evento organizzato da Graspo (Gruppo di Ricerca Ampelografica per la salvaguardia e la preservazione dell’originalità e della biodiversità viticola) ha visto protagonisti bianchi e rossi da grappoli della vendemmia 2022, microvinificati e messi nel bicchiere per cogliere al massimo l’espressione dei loro aromi primari e manifestame l’identità.
Fonte: Arena.
La Cantina di San Pietro cresce col nuovo fruttaio.
È la moderna espressione di Sangiovese in purezza. Parliamo del Nozzole Chianti Classico Docg 2020 della Tenuta omonima. Nel Chianti Classico per la Ambrogio e Giovanni Folonari rappresenta il Sangiovese nella forma sensoriale più elegante e tradizionale. Da una parte l’Insolia che in Sicilia si esprime al top in alta collina, dall’altra il Viognier, che nasce nella Valle del Rodano (Francia) ed è anch’esso presente nei vigneti della Tenuta Pianetto. Coltivati a Santa Cristina Gela originano in blend al Ficiligno, uno dei vini bianchi più iconici e bio di Baglio di Pia netto. Grande traguardo per Fontanafredda che con il vino più iconico, prima menzione comunale al mondo, dal 1988, il Barolo di Serralunga d’Alba 2018 Renaissance, conquista il 78° posto tra i Top 100 vini di Wine Spectator 2022.
Fonte: Arena.
In vendita l’immobile dell’ex cantina sociale.
La cantina sociale di Carpi e Sorbara ha messo in vendita il complesso delle strutture che, per molti decenni, hanno costituito la cantina di Poggio Rusco. Le offerte per l’acquisto del vasto complesso dovranno arrivare entro il 31 di marzo. Si tratta di un’area molto vasta, che supera i diecimila metri quadrati, che è già starà individuata dall’amministrazione di Poggio Rusco come possibile area di espansione residenziale mista e area a servizi. Si tratta di un complesso che ha una storia pluridecennale e riveste una notevole importanza storica per il Comune del Basso Mantovano. La vicinanza con la stazione ferroviaria ne fa anche un punto di interesse per lo sviluppo dell’intermodalità dei trasporti.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Vino ed emozioni: fruttati, floreali e speziati attivano i nostri canali più profondi.
Un progetto, tra 7 Università e 2 Istituti di Ricerca, mette a punto un protocollo scientifico per studiare le correlazioni tra molecole e sentimenti. Non solo per i punteggi delle guide o gli abbinamenti con il cibo, il vino si dovrebbe anche scegliere per le emozioni che ci suscita: un fattore che a quanto pare non è non solo soggettivo, ma dimostrabile scientificamente. L’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team composto dagli esperti di sette Università (Pisa, Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due Istituti di Ricerca (Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e Centro Studi Assaggiatori) che hanno messo a punto un protocollo di prova e hanno cominciato ad eseguire test su vini provenienti da regioni differenti. Lo studio è finalizzato a capire quali emozioni sono trasmesse da ciascuno e se è possibile fare delle correlazioni tra queste, i caratteri sensoriali e le molecole presenti. Quello che è emerso in particolare è che le emozioni positive hanno una correlazione diretta soprattutto con la percezione sferica, la struttura, il floreale, il fruttato e lo speziato, seppure in misura diversa.
Fonte: WineNews.
Vino e design. L’arte in bottiglia, la nostra top ten.
In una bottiglia di vino deve prevalere la funzionalità oppure l’estetica? Magari entrambe. L’importante è comunicare e colpire il consumatore. Nonostante le rigide regole delle DOC e DOCG in Italia, in materia di recipienti per il vino, c’è chi osa e sceglie il design, senza tralasciare i principi di conservazione e affinamento del vino, trovando il giusto connubio tra funzionalità ed estetica. La forma di anfora, ispirata agli antichi contenitori etruschi, è l’iconica bottiglia dell’azienda Fazi Battaglia di Verdicchio dei Castelli di Jesi, nata a seguito del Concorso istituito nel 1953 dall’imprenditore Francesco Angelini, cofondatore dell’azienda e vinto dall’Architetto Antonio Maiocchi. La forma sinuosa, il colore verde smeraldo ed il prezioso cartiglio attaccato al collo, seppur nel tempo imitate, sono protette e tutelate dal brevetto registrato nel 1953.
Fonte: Adnkronos.
Le Doc, che cosa sono e cosa vogliamo farcene.
In Italia esistono dagli anni Sessanta, ma hanno una storia ben più lunga. Per qualcuno sono un must, per altri un ferrovecchio. Tutti ne hanno sentito parlare, ma restano sempre circondate da un alone di confusione. Per quelli tra voi che hanno sempre avuto qualche dubbio, o che hanno segretamente bisogno di un ripasso, abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza ricorrendo al comodo formato delle domande frequenti (FAQ). Iniziando dalle basi. Prima di tutto: che cos’è una denominazione di origine?
Si potrebbe rispondere in molti modi, ma per farla semplice possiamo spiegare le denominazioni d’origine come i “nomi comuni” dei vini, quelli che permettono di rispondere alla domanda: «Che vino è questo?» o, se preferite: «Cosa vuoi bere?». «Un barolo», «un valpolicella», «un franciacorta», «un prosecco» (che, vale la pena ricordarlo, non è una bollicina qualsiasi ma una in particolare). O, per andare all’estero, «Uno champagne», «un bordeaux», «un porto».
Fonte: Linkiesta.
Quando fare il vino è una tradizione di famiglia, ma con un occhio attendo alla sostenibilità.
È nella classifica degli imprenditori più promettenti under 40, arriva da una famiglia che produce vino da generazioni, ma ha scelto di proseguire in autonomia la sua strada nel settore con un’attenzione particolare al tema sostenibilità. Elisabetta Pala, classe 1987, e i suoi vini in giro per il mondo. Fare un vino che le somigli. Questa l’aspirazione della giovane vignaiola sarda Elisabetta Pala. La grande passione per le vigne e per il vino, ereditata dal nonno, ha dunque radici lontane. Fin da bambina è stata abituata a vivere la vigna, poi una volta cresciuta, complice un’eredità di 40 ettari di vigneti poco lontano da Cagliari, dà vita ad un progetto tutto suo.
Fonte: Italian Gourmet.
Vinitaly Roadshow: tappa a Copenaghen il 24 gennaio per promuovere il vino italiano.
Promuovere le eccellenze del vino made in Italy in Danimarca. Questo l’obiettivo del roadshow di Vinitaly, il salone internazionale dei vini e dei distillati in scena a Verona per la 50sima edizione dal 2 al 5 aprile 2023, farà prima tappa a Copenaghen il prossimo 24 gennaio. In collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Danimarca, Vinitaly International ha organizzato una cena nel ristorante italiano Ché Fè alla quale parteciperanno circa 35 invitati, tra esperti danesi del settore come importatori, blogger e giornalisti, e alti funzionari di Verona Fiere. Alla cena non mancheranno degustazioni di vini rappresentativi di particolari territori del Belpaese.
Fonte: Alimentando.info.
ViniVeri Assisi, il vino naturale torna protagonista.
Appuntamento lunedì 16 gennaio con ViniVeri Assisi, un evento che torna dopo due anni di stop. Protagonista il vino naturale con i vignaioli del Consorzio Viniveri, che avrà il suo clou nell’incontro dalle ore 10 alle 17 all’Hotel Valle di Assisi. La sera precedente domenica 15 gennaio, andranno in scena le Cene con i Vignaioli di Viniveri in vari ristoranti umbri. Oltre 200 etichette di vino con protagonisti 60 vignaioli per la quarta edizione di ViniVeri Assisi, al centro naturalità, territorio, rispetto dell’ambiente ed identità coniugata in una produzione artigianale, sostenibile ed ecocompatibile. Una intera giornata in cui addetti del settore, enotecari, ristoratori, sommelier, i tantissimi appassionati e curiosi del vino naturale potranno incontrare in Umbria quasi tutti i vignaioli del Consorzio Viniveri.
Fonte: Beverfood.com.
Riso, vino, formaggi: l’alto Piemonte sorprende la gola.
Cannavacciuolo guida giovani, talentuosi chef in un territorio sempre più meta gourmet. E se il risotto è una liturgia, il Gorgonzola è amato ovunque e cresce l’interesse per salumi, pesce e vini. Un’enclave di gusto che, dalla pianura alle montagne, ha un invidiabile paniere gastronomico e lo sta valorizzando a dovere: tra riso, formaggi come Gorgonzola e Bettelmatt, Nebbiolo (il Gattinara era il vino preferito dell’imperatore Carlo V, il Sizzano quello del conte di Cavour) e una miriade di altri prodotti di nicchia che comprendono anche il pesce d’acqua dolce. Il territorio dell’Alto Piemonte sta dimostrando le potenzialità di quella terra subalpina speculare alla Langa che con essa ha tanti punti di contatto, e che sta crescendo come modello da seguire.
Fonte: La Repubblica.
STAMPA ESTERA
El brindis aún pendiente del sector del vino con la tecnología `blockchain’.
Cierta mentalidad conservadora y la inversión necesaria frenan el despliegue de la `cadena de bloques’ como gran garante de la trazabilidad de los caldos. La tecnología `blockchain’ va mucho más allá del mundo cripto, y está llamada a marcar un antes y un después en numerosas industrias, no solo la financiera. Un ejemplo es el sector agroalimentario, donde esta `cadena de bloques’ permite ofrecer una información completa, segura y no manipulable sobre los productos, desde su origen y proceso de producción al de ventas y distribución. De la misma manera que ya es habitual tras la pandemia abrir la cámara del móvil y escanear el código QR de un restaurante para ver el menú, ahora también es posible para el consumidor conocer la trazabilidad de un alimento con el mismo sencillo gesto. Esta visión de toda la cadena de valor de los productos agroalimentarios ya acumula varias propuestas de éxito, pero esa buena cosecha aún no se ha consolidado en el sector del vino, donde el `blockchain’ podría marcar diferencias permitiendo no solo certificar cada detalle de una botella (por ejemplo el origen de las uvas o su denominación de origen), sino que también pondría coto a las falsificaciones, un problema cada vez más extendido. Pero aunque en países como Italia el uso del `blockchain’ se ha hecho popular, en España el sector aún se resiste. Las razones son dos: el conservadurismo y el alto coste económico. Tendrían que apartar los libros de bodega tradicionales, invertir en un nuevo sistema y cambiar el etiquetado de las botellas por otro inteligente donde entra en juego el código QR. Con todo, algunos proyectos intentan abrir camino. Pionera fue por ejemplo la convocatoria que la bodega Emilio Moro lanzó con el objetivo de mejorar la trazabilidad de sus botellas. Airtrace fue la empresa seleccionada, y creó BlockeWine, una aplicación móvil a través de la cual se guarda la información desde que los viticultores recogen las uvas hasta que llega a las bodegas. «Digitalizamos la trazabilidad aplicando `blockchain’ en toda la cadena de valor, desde la recogida de la uva hasta la entrega en la tolva», explica Jesús Caicedo, cofundador de la compañía.
Fonte: ABC Empresa.
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Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 8 gennaio 2023!
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Il gentiluomo del Barolo che conquistò il mondo partendo da un garage.
Addio a Luciano Sandrone, aveva 76 anni Il gentiluomo del Barolo che conquistò il mondo partendo da un garage di Luciano Ferraro «Sono Luciano Sandrone dell’azienda Sandrone Luciano, in Barolo. Voglio far innamorare la gente dei miei vini». Si presentava così il geni tiluomo del Barolo. E morto a 76 anni, dopo una battaglia contro il cancro, nella sua casa accanto alla cantina in cui tutto iniziò. Non era figlio d’arte. La sua era una famiglia di falegnami, a La Morra, uno degli u Comuni del Barolo. Era allergico alla segatura, preferì le vigne. Cantiniere prima (da Borgogno e Marchesi di Barolo), vignaiolo in proprio dal 1977, acquistando un po’ di terra sulla collina di Cannubi, diventata uno dei luoghi del vino più costosi al mondo. Sandrone, con la moglie Mariuccia, fece nascere in un garage le sue prime 1.500 bottiglie.
Fonte: Corriere della Sera.
Ecco i 36 migliori vini di Puglia.
La guida Bibenda ha assegnato í 5 grappoli del 2023 con la fondazione sommelier • I trentasei migliori vini di Puglia consacrati dalla guida Bibenda con il massimo riconoscimento dei “5 Grappoli 2023” – frutto dell’impegno di trentaquattro produttori del territorio – hanno sfilato nella serata di gala celebrata da Fondazione Italiana Sommelier Puglia ieri a Borgo Egnazia, a Savelletri di Fasano, Brindisi. «La nostra regione produce vini di qualità che arrivano sulle tavole di tutto il mondo, grazie ad una comunicazione attenta, tecnica e di forte coerenza -; ha spiegato il presidente di Fondazione Italiana Sommelier Puglia, Giuseppe Cupertino – abbiamo dato merito e riconoscimento al vino di Puglia e agli sforzi dei suoi protagonisti».
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Intervista a Donato Pentassuglia – Pentassuglia punta sulla valorizzazione tramite l’innovazione e i nuovi canali.
L’assessore: «Rispetto per le esposizioni e le rassegne ma andiamo oltre». «L1 vino è un ambasciatore vero della Puglia e della pugliesità, grazie al quale stiamo promuovendo in maniera seria e forte i nostri territori». Il 2022 si è chiuso con un bilancio estremamente positivo, anno in cui – secondo l’assessore all’Agricoltura e all’Industria Agroalimentare della Puglia, Donato Pentassuglia – la regione «ha tenuto bene nel periodo post pandemico e la filiera ha compiuto un ottimo lavoro nella valorizzazione spinta dei vitigni autoctoni e delle nuove cultivar ». Tempi lontani quelli in cui la Puglia era considerata una regione da vini da taglio: «Ora siamo in uno scenario differente, proiettati verso delle novità assolute -; ha spiegato l’assessore regionale – basti pensare all’enoturismo, alle potenzialità dei wine resort e ai percorsi sensoriali che negli ultimi due anni abbiamo approcciato e sottoposto a normativa.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Torna Evoluzione Naturale.
Torna a fine gennaio, con la quarta edizione, la fiera Evoluzione Naturale, rassegna dedicata al mondo dei vini naturali, ormai conosciuta e apprezzata da vignaioli, professionisti e wine lovers. II 22 e 23 gennaio a Grottaglie, terra conosciuta in tutto il mondo per la pregiata ceramica artistica e l’uva da tavola, ci sarà la due giorni alla scoperta di etichette e vignaioli provenienti da diverse regioni italiane e dall’estero uniti dall’attenzione all’ambiente e dalla sostenibilità delle pratiche adottate in vigna e in cantina. Anche quest’anno, nella cornice della storica Masseria Lella, non solo degustazioni ma spazio anche all’approfondimento.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Mangiare, bere e pedalare l’idea del campione – Assaggiare pedalando La Toscana del ‘Grillo’.
Si chiama ‘Bikeandtaste’ il progetto ideato dall’ex iridato campione di ciclismo Bettini Assaggiare pedalando La Toscana del ‘Grillo’ di Angelo Costa Da Pomarance, nelle colline metallifere toscane, si vede il mare. E si può raggiungere in bicicletta attraversando parchi naturali protetti e vie di tutti i colori. Non è un modo di dire: ci sono la ghiaia delle strade grigie, lo sterrato, le pietre, il fondo della pineta, persino la sabbia della spiaggia. E’ una sorta di filo che cuce un territorio sparso fra nove Comuni e almeno tre province, perché Siena è a un passo. Il sarto che lo utilizza è una faccia nota in tutto il mondo: Paolo Bettini. Alle sue tante vite (fuoriclasse in bici, ct della Nazionale di ciclismo, testimonial di aziende, coltivatore di ulivi e pilota di aerei), il ‘Grillo’ aggiunge quella di guida del gusto a due ruote nella terra dove è nato: è lui ad accompagnare cicloamatori e turisti a pedali nel territorio della Geotermia che proprio a Pomarance ha le centrali più importanti.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Dal Sangiovese al Ficiligno siciliano.
È la moderna espressione di Sangiovese in purezza. Parliamo del Nozzole Chianti Classico Docg 2020 della Tenuta omonima. Nel Chianti Classico per la Ambrogio e Giovanni Folonari rappresenta il Sangiovese nella forma sensoriale più elegante e tradizionale. Da una parte l’Insolia che in Sicilia si esprime al top in alta collina, dall’altra il Viognier, che nasce nella Valle del Rodano (Francia) ed è anch’esso presente nei vigneti della Tenuta Pianetto. Coltivati a Santa Cristina Gela originano in blend al Ficiligno, uno dei vini bianchi più iconici e bio di Baglio di Pia netto. Grande traguardo per Fontanafredda che con il vino più iconico, prima menzione comunale al mondo, dal 1988, il Barolo di Serralunga d’Alba 2018 Renaissance, conquista il 78° posto tra i Top 100 vini di Wine Spectator 2022.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Premiato il Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda de Puppi.
All’interno della 25a Edizione della Guida Bibenda 2023, che raccoglie le eccellenze italiane nell’ambito del vino, ristorazione, olio e grappa, il 5 dicembre a Roma, sono stati assegnati i 5 Grappoli di Bibenda 2023 al Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda Agricola Luigi De Puppi. Un vino dal profumo elegante e molto intenso, con note di vaniglia, crema e un intenso aroma floreale di viola e gardenia, che unisce tecniche di coltivazione innovative a pratiche antiche, come la selezione manuale dei grappoli in cantina. L’Azienda Agricola Luigi De Puppi si trova parte nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, zona particolarmente vocata alla produzione di vini di alta qualità, e parte a Moimacco (Udine), dove sorge la villa di proprietà della famiglia e dove è situata anche la cantina di produzione.
Fonte: La Discussione.
Vino investimento dell’anno l’indice Italy 100 su del 9% Neanche l’oro va meglio.
Sassicaia, Masseto, Tignanello (Antinori), Ornellaia (Frescobaldi), Case Basse (Soldera), Giacomo Conterno, Bruno Giacosa, Bartolo Mascarello, Gaja. Sono alcuni dei vini italiani – non i soli – che vale la pena conservare in cantina e che negli anni crescono di valore più dell’oro. Lo scorso anno l’indice Italy 100 dei vini di pregio italiani più trattati ha segnato un ottimo +9,2%. «Nel 2022 investire sui questi vini, non solo italiani, – afferma Alessandro Regoli, direttore di Winenews – si è rivelato un buon investimento. Il Liv-Ex 100 (l’indice del fine wine market curato da London International Vintners Exchange) ha guadagnato il 6,9%. Nessuno ha saputo fare meglio, neanche l’oro. Solo il FTSE 100 ha chiuso in territorio positivo (+0,9%), mentre tutti gli altri indici azionari hanno segnato cali importanti». «La bontà di un investimento – aggiunge Regoli – non si misura comunque solo nel breve periodo, ma anche sul lungo termine, e il quadro dipinto dai dati relativi agli ultimi 5 anni è decisamente positivo.
Fonte: Messaggero.
L’abbinamento.
II Sornino di Cogo Metti un rosato bio sulle Colline Novaresi: un Nebbiolo, dalla dinamica cantina Cogo, profumato di ciliegia, freschissimo, persistente a cura di Lara Loreti 11 ríe II Boca di Barbaglia Trai primi territori in Italia a darsi un disciplinare nel 1969. Nebbiolo e Vespolina si fondono in un rosso fine, armonico e minerale Tre Vigne Travaglini La bottiglia caratteristica rende il Gattinara di Travaglini inconfondibile. II top di tre vigne offre note di china e liquirizia, palato fine, personalità grintosa.
Fonte: Specchio.
Premiato il Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda de Puppi.
All’interno della 25^ Edizione della Guida Bibenda 2023, che raccoglie le eccellenze italiane nell’ambito del vino, ristorazione, olio e grappa, il 5 dicembre a Roma, sono stati assegnati i 5 Grappoli di Bibenda 2023 al Sauvignon Blanc Rosa Bosco 2021 dell’azienda Agricola Luigi De Puppi. Un vino dal profumo elegante e molto intenso, con note di vaniglia, crema e un intenso aroma floreale di viola e gardenia, che unisce tecniche di coltivazione innovative a pratiche antiche, come la selezione manuale dei grappoli in cantina. L’Azienda Agricola Luigi De Puppi si trova parte nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, zona particolarmente vocata alla produzione di vini di alta qualità, e parte a Moimacco (Udine), dove sorge la villa di proprietà della famiglia e dove è situata anche la cantina di produzione.
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
Cantina di Ramuscello via libera all’ampliamento.
Via libera dal Consiglio comunale alla richiesta della coop agricola Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito di poter realizzare, su un terreno attiguo alla propria sede (terreno già acquistato e con una superficie di oltre 4.700 metri quadri) nuovi impianti tecnologici oltre ad ampliare il capannone esistente ad uso magazzino (aumentando la superficie attuale di 250 metri quadrati). La cooperativa punta infatti a dar corso ad una serie di azioni di sviluppo sostenibile promosse dal Piano di sviluppo rurale regionale, integrando la propria attività produttiva con nuovi impianti tecnologici (tra cui un nuovo depuratore, una piazzola di lavaggio dei mezzi agricoli, box perle pompe antincendio, una cabina elettrica ad uso interno e nuovi vinificatori) oltre ad installare pannelli fotovoltaici su tutte le coperture disponibili.
Fonte: Gazzettino Pordenone.
Dai terrazzamenti vista lago un bianco pieno di nuances.
Le vigne di Scraleca sembrano sospese sulle acque: quelle vicine del piccolo lago Moro e quelle più lontane ma ben visibili del più grande lago d’Iseo. Le ha volute così Tino Tedeschi, appassionato di cultura agricola camuna. Autentico visionario, in quel posto magnifico ma quasi impossibile da coltivare, ha ricavato i terrazzamenti 1?+ _ L _ che sostengono le viti di Incrocio Manzoni (in prevalenza) e di Kerner che danno vita al Griso, un eccellente bianco finemente aromatico, sapido e ricco di nuances sia nei profumi che nel gusto.
Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.
C’è un “diario di viaggio” per visitare il Museo del vino.
Il Museo del vino che si propone come il più innovativo tra quelli italiani non può che trovarsi nelle Langhe, e in un castello dalla storia millenaria la cui storia è fortemente legata allo sviluppo della viticoltura di queste colline. Qui il Wimu, Wine museum, frutto dell’estro di François Confino, autore degli allestimenti di mostre e musei in tutto il mondo, ha la peculiarità di proporre, intorno al mondo del vino, un viaggio interattivo ed emozionale, inquadrandolo innanzitutto come prodotto e produttore di cultura, capace di accompagnare l’evoluzione di intere civiltà, permearne le espressioni artistiche e plasmare il volto del territorio. «Ho visitato diversi musei dedicati al vino nel mondo. Ma nessuno di essi racconta la dimensione sociale del vino.
Fonte: Stampa Cuneo.
Una cantina che vale come una Coppa.
A Lozzo Atestino l’azienda rigorosamente’ bio” di Nevio Scala, gloria del calcio italiano e mister del Parma dei miracoli Renato Malaman. Risorta, come un’Araba Fenice. Sogno che si realizza, che profuma di riscatto. Eccola la cantina nuova, che ridà vita alla vecchia e grande casa colonica: quella dei conti Albrizzi in via Saline, dove Nevio Scala visse parte della propria infanzia con i genitori Francesco e Regina. Quest’ultima morta di recente a 100 anni, lasciandogli in eredità l’album con tutti i ritagli di giornali che raccontano la sua carriera. Eccola perfettamente ristrutturata la cascina, per diventare anche un luogo di accoglienza e di degustazione di prodotti buoni e naturali, frutto di quell’etica sempre presente in tutte le scelte dell’ex allenatore. Nevio Scala non ha mai fatto mistero del suo sogno: rendere giustizia all’ingiustizia patita dai nonni Angelo e Giuseppina. Si mangiarono una campagna per aver aiutato persone di cui si erano fidati.
Fonte: Mattino Padova.
L’esperienza magica del Wine Resort: guida ai più belli della Campania.
Qualora decideste di vivere la magia di dormire, mangiare, degustare e fare attività fisica, direttamente immersi tra le vigne, sappiate che in Campania avete ampia scelta, grazie anche al fenomeno del turismo del vino che prende sempre più piede, anche tra coloro che di vino ne sanno poco e sono alla ricerca di bellezze territoriale, ricche di tipicità, di storia e di arte associate alla viticoltura. Un trend che sarà costante anche nel prossimo futuro. Una vacanza fuori dal caos, che concilia paesaggio, relax e gusto, in un contesto naturale, dove le camere sono ad un passo dalla vigna, la spa è ricavata da ambienti naturali e la vista dei vigneti ritempra l’anima, godendo di quell’allure del lusso della semplicità da cui non si vorrebbe più andare via. Angoli di paradiso, arricchiti da esperienze sensoriali dove il valore aggiunto delle cantine, con le produzioni di vino.
Fonte: Luciano Pignataro.
Gli States celebrano il Barolo: a Los Angeles e New York galà per il grande vino piemontese.
Antonio Galloni (Vinous) fa sbarcare oltreoceano tutti i più grandi produttori, da Altare a La Spinetta, da Burlotto a Rinaldi, da Sandrone a Vietti. Gli americani si preparano a festeggiare “sua Maestà” il Barolo: due eventi di gala dedicati al grande vino piemontese, il 28 gennaio, a Los Angeles, e, dal 1 al 4 febbraio, a New York, organizzati da Vinous by Antonio Galloni, critico enologico di fama mondiale ed uno dei massimi esperti oltreoceano della prestigiosa denominazione italiana. La “Festa del Barolo”, edizione n.10, comincia in California, dove il 28 gennaio, a Los Angeles (Marino Restaurant), è in programma un tasting in cui gli ospiti potranno assaggiare i diversi vini di ciascuna azienda e parlare con i produttori.
Fonte: WineNews.
Rufulía Pet-Nat metodo ancestrale, da sole 500 bottiglie.
Un piccolo vigneto di Catarratto, piantato vicino la cantina di famiglia a Contessa Entellina(AG) è dedicato alla produzione di Rufulía Pet-Nat metodo ancestrale. Ci troviamo a 630 m.s.l.m. dove le uve biologiche vengono vendemmiate a mano a fine agosto e diraspate. Fermentazione spontanea in vasche di acciaio. A 10 g/1 di zucchero residuo il vino viene imbottigliato durante la fermentazione. La fermentazione termina in bottiglia e il vino matura per 9 mesi in bottiglia, conferendo lo stile leggermente mussante di un Frizzante Naturale. Il vino non viene sboccato, quindi troviamo i depositi in bottiglia.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Vini d’Italia 2023: Premio Miglior Rapporto Qualità/Prezzo.
«Nel 2016, appena tornata dall’Università, avevo deciso di iniziare a lavorare con i miei in azienda. Un giorno ero al computer, tranquilla, quando a un certo punto arrivò la mail del nostro primo Tre Bicchieri, al Montepulciano Luì. L’emozione del primo Tre Bicchieri non te la scordi. Ma quella del Premio Speciale è qualcosa di molto molto più grande». E di certo Federica Topi questa emozione non la nasconde. Insieme alla mamma Pina Marano e al papà Pietro, Federica è alla guida di Tenuta Terraviva, una delle aziende più in forma del panorama vinicolo abruzzese. Quest’anno abbiamo conferito loro il premio speciale per il Miglior Rapporto Qualità Prezzo: ad aggiudicarselo l’Abruzzo Pecorino ’21 che ci ha conquistati con un profilo olfattivo verace, dai tratti vagamente rustici di cereale uniti a una fragrante sensazione di polpa di agrumi su una bocca venata da sussulti sapidi; un grande bianco offerto a poco più di 10 euro a bottiglia.
Fonte: Gambero Rosso.
Fuori Marmo la prima linea di vini al mondo affinati in botti di marmo.
Dagli abissi marini all’alta quota, dal fondo di un lago ai confini smisurati dello spazio. Nessuno fino a qualche anno fa avrebbe immaginato che il vino potesse essere affinato in luoghi tanto insoliti quanto affascinanti. Se pensavate di averle viste e sentite tutte sappiate che non è così, perché c’è chi ha deciso di lasciarvi con la bocca aperta, ancora una volta. Si tratta di Olivier Paul-Morandini, proprietario di Fuori Mondo, cantina situata sulle colline della Toscana in Maremma, che durante il lungo periodo di lockdown si è lasciato persuadere da un’idea a dir poco visionaria: essere il primo produttore al mondo ad affinare il vino in botti di marmo.
Fonte: Wine&Thecity.
Sondaggio Swg: il vino piace anche ai giovani, ma è un mondo ancora tutto da scoprire.
Per gli italiani, da sempre, il vino è molto di più di una semplice bevanda. E questa è una tradizione che si tramanda anche ai più giovani: per l’80% il vino si conferma un’eccellenza tutta italiana. L’87% sottolinea come sia un vero e proprio conglomerato di cultura, storia e tradizione. L’amore per questa bevanda sembra essere trasversale, indipendentemente dall’età. Per Millennials ed adulti il vino si conferma infatti il più consumato, mentre nella Gen Z occupa il secondo posto dopo la birra: ben il 60%, infatti, lo beve più volte al mese. Sono i risultati della ricerca Swg per raccontare le scelte di acquisto e consumo delle nuove generazioni.
Fonte: Beverfood.com.
Vino, Confartigianato: cresce l’export. Partnership con ‘Vini da Terre Estreme’.
Nel primo semestre del 2022, l’export di vini italiani registra un aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sia pure più lentamente anche l’export del vino prodotto in Basilicata va avanti (più 1,5%) per un giro di affari annuo che sfiora i 12 milioni di euro. Sono dati contenuti nell’Elaborazione Flash ‘Un regalo di Natale a valore artigiano. Focus Confartigianato su Artigianato alimentare – 12a edizione’.
Fonte: Sud Notizie.
Vino e olio oggi sono dei veri toccasana per la salute.
Il termine sabotare deriva da Sabot (zoccolo in francese) e si riferisce al boicottaggio degli operai francesi contro i padroni delle ferriere nell’ottocento. Questi uomini disperati lanciavano i loro sabot negli ingranaggi delle macchine per boicottare il lavoro infernale cui i padroni li sottoponevano. Questo perché la vita di questi ragazzi nelle fabbriche dell’ 800 era micidiale: turni massacranti, altissimo rischio di incidenti, paga da fame e malnutrizione.
Fonte: La Nazione.
Il mercato dei fine wine italiani, letto da chi ne è stato pioniere, con clienti in tutto il mondo.
A WineNews parla Carlo Maggi, alla guida della storica Enoteca “La Loggia” di Orvieto. Con riflessioni anche su enoturismo e investimenti enoici. A WineNews parla Carlo Maggi, alla guida della storica Enoteca La Loggia di Orvieto. Con riflessioni anche su enoturismo e investimenti enoici. “Il segreto per saper stare sul mercato è saper comprare, vendere è una conseguenza. I clienti più preparati da noi, in media, sono i tedeschi. Investire in vino non è mai stato interessante come oggi, c’è un mercato che prima non c’era. L’Italia cresce, ma ad oggi, oltre al Piemonte e alla Toscana, non si va molto oltre”.
Fonte: WineNews.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 5 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie tecniche commerciali per potenziare il tuo business.
Camarato grande classico del Falerno.
Un grande classico della viticultura campana, ottenute dalle uve della tenuta collinare di San Castrese, alle falde del vulcano spento di Roccamonfina, proprio ci confini fra la Campania e il Lazio. Lo beviamo avidamente, la 2011 si conferma annata fortunata per tutte le uve tardive come l’Aglianico, sulla spettacolare lepre à la royale messa a punto da Domenico Candela al ristorante stellato George del Parker’s. Un appuntamento che si rinnova di anno in anno e che dimostra la grande versatilità di questo rosso che rappresenta il top di Villa Matilde, l’azienda gestita a Cellole dai fratelli Maria Ida e Tani Avallone.
Fonte: Mattino Napoli.
Elegante e fragrante, dal sorso cremoso, immediato e raffinato.
Sedizione è un progetto della famiglia Barzanò dedicato a vecchie annate, già uscite sul mercato, riproposte con una sboccatura recente; progetto in cui l’azienda crede moltissimo, un vero e proprio esercizio di stile, la più alta espressione dello stile Mosnel e che dimostra come questo Franciacorta sappia trovare, nel tempo, un prezioso alleato. Ora è la volta del millesimo 2007, un’annata che ha visto un inverno molto mite e un periodo estivo caratterizzato da temperature leggermente inferiori alle previsioni. Uno sviluppo dei grappoli lento e graduale, che ha garantito un’ottima maturazione degli acini sia in termini di acidità che di componenti aromatiche.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
La Ricolla e Pino Gino nelle Cantine d’Italia.
È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. Una delle più prestigiose pubblicazioni che si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4550 vini segnalati, circa 1600 indirizzi utili per mangiare e dormire. La Liguria si distingue con 18 cantine recensite, due delle quali si trovano nell’entroterra della Riviera di Levante: l’azienda La Ricolla di Ne e l’azienda Pino Gino di Castiglione Chiavarese. Una bella soddisfazione per un territorio che in tema di vini può già contare su Matteo Circella della Brinca, il miglior sommelier d’Italia secondo la Guida Michelin 2021.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Le eccellenze inserite nella Guida Vitae 2023 Vino, l’associazione dei sommelier premia dieci etichette della Liguria.
Sono dieci le eccellenze del vino in Liguria premiate dall’Associazione Italiana Sommelier della Liguria (Ais). La cerimonia di premiazione si è svolta a Rapallo durante la presentazione della «Guida Vitae 2023» realizzata da Ais. La guida racconta quasi 2.300 aziende in tutta Italia, mettendo in luce le eccellenze italiane e i loro prodotti di alta qualità. I dieci vini liguri premiati sono: Cinque Terre Sciacchetrà Riserva 2018; Colli di Luni vermentino superiore Solarancio 2021; Duezerosette Brut Rosè non dosato; Harmoge 2019; Riviera Ligure di Ponente Pigato Bon In Da Bon 2021 (Bastia d’Albenga); Riviera Ligure di Ponente Pigato U Baccan 2020; Riviera Ligure di Ponente Vermentino Gold Label 2021; Rossese di Dolceacqua Luvaira 2019; Rossese di Dolceacqua Superiore Barbadirame 2020 e Trexenda 2018.
Fonte: Stampa Savona.
Vini fruttati e speziati producono emozioni positive e piacevoli.
L’International Academy of SensoryAnalysis hariunito un team scientifico con la partecipazione di esperti di sette università, compresa quella di Pavia (gli altri atenei coinvolti sono Pisa, Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due istituti di ricerca (si tratta del Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Centro Studi Assaggiatori) che hanno messo a punto un protocollo di prova e hanno cominciato a eseguire test su diversi vini provenienti da regioni differenti. Lo studio, informa una nota, è finalizzato a capire quali vini danno emozioni, e di quali emozioni si tratta, se è possibile fare delle correlazioni tra queste emozioni e i caratteri sensoriali e con le molecole presenti.
Fonte: Provincia – Pavese.
Cantina Scuropasso, 60 cin-cin! Tutto iniziò con 11 botti di legno.
L’azienda della famiglia Marazzi festeggiato sei decenni di attività Il titolare Fabio: «Da mio padre e mio zio la passione per il Metodo classico» Undici botti in legno, undici vasche in cemento, una vigna di “Rosso” e una grande esperienza con le bollicine. E iniziata in questo modo, ne11962,l’avventura della Cantina Scuropasso di Pietra de’ Giorgi, che, dopo 60 anni, è diventata una delle aziende più importanti della spumantistica dell’Oltrepo Pavese. Ora a gestirla ci sono il titolare Fabio Marazzi (nato proprio nel 1962) e la figlia Flavia, giovane promessa dei vignaioli locali, con l’aiuto della moglie Manuela e il supporto e sostegno dell’altra figlia Francesca, medico.
Fonte: Provincia – Pavese.
Barbarossa da «bere».
A Candelara una cantina dedicata all’imperatore che si rifugiò al castello. Dare un vino a Candelara è come restituire un po’ di sapore alla storia. E’ il 29 Maggio 1176, le truppe imperiali di Federico Barbarossa subiscono tra Legnano e Borsano una cocente sconfitta per mano della Lega Lombarda. Il Barbarossa è in fuga, deve salvarsi la vita e percorre a cavallo centinaia di chilometri in direzione sud, cercando un rifugio sicuro, lontano dalle principali vie di comunicazione e dove possa nascondersi senza il rischio di essere catturato: il castello di Candelara. Lo aiuta il vescovo pesarese Stefano. L’imperatore resta nascosto all’interno del fortilizio dove presumibilmente assaggia anche vino locale.
Fonte: Resto del Carlino Pesaro.
Bere bene – Il Morellino è la potenza della Maremma.
Una terra ricchissima di Doc in cui l’enologia si pratica fino dall’800 Il Morellino è la potenza della Maremma Maremma è parola vasta e ricca di sfumature come poche altre sia in ambito geografico che lessicale; ed anche enologico. “Forse non tutti sanno che” in geografia la “maremma” con la “m” minuscola è un’area paludosa generata dall’arrestarsi dei rivoli d’acqua sui tomboli prossimi alla costa; la Maremma Toscana è quella zona compresa fra Cecina e Tarquinia spesso identificata con la sola, enorme, provincia di Grosseto. Le “maremme” sono invece quelle che si dicono quando una bottiglia di Brunello sa di tappo, ma questo è un altro discorso.
Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.
Marsala piange Giuseppe Monteleone, era il presidente della Cantina Birgi.
Monteleone si è spento oggi a Palermo, dove era ricoverato in ospedale. Aveva 47 anni. Il cordoglio dell’amministrazione comunale di Marsala, del sindaco Massimo Grillo e del presidente del consiglio comunale e di Enzo Sturiano: “Apprendiamo con grande tristezza della prematura scomparsa dell’avvocato Monteleone di cui abbiamo sempre apprezzato sia le doti umane che quelle di avvocato e di ottimo conduttore di una delle più importanti cooperative vitivinicole del nostro territorio – affermano Grillo e Sturiano –. In questo momento di granissimo dolore, siamo vicini alla moglie Arianna e ai due figli, Ludovica e Antonio nonché a tutti i suoi familiari fra cui Piergiorgio Giacalone, consigliere comunale”.
Fonte: Trapani – Giornale di Sicilia.
Cantine d’Italia 2023: ruolo importante per l’Emilia Romagna nella Guida dedicata ai turisti del vino.
È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1 dicembre a Milano presso l’Hotel Melià. Cantine d’Italia 2023 si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. Si tratta di una Guida alle Cantine, con una sua identità specifica, non è una Guida tradizionale ai vini. Una Guida pensata per i turisti del vino, invita a camminare l’Italia del vino, racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”. Ovvero la Cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti.
Fonte: Emilia Romagna News 24.
Gli algoritmi entrano in cantina: l’«occhio» di Orobix seleziona l’uva.
Gli algoritmi entrano in cantina. Finora la cernita dell’uva dopo la vendemmia era affidata all’occhio attento dell’uomo, ora invece l a bergamasca Orobix, specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale per il manifatturiero, ha messo a punto un sistema che riesce a riconoscere le difettosità dell’uva vendemmiata prima che i grappoli vengano pigiati. «La nostra applicazione – racconta Manuela Bazzana, responsabile marketing di Orobix – riesce a rilevare danni dovuti a grandine o pioggia, la presenza di marciume, ma anche di rami, foglie o insetti attraverso le immagini provenienti da telecamere smart installate all’ingresso della zona di conferimento dell’uva.
Fonte: L’Eco di Bergamo.
Contributo a fondo perduto di 187mila euro dalla Regione per le Cantine Fina.
Contributo a fondo perduto di 187mila euro dalla Regione Siciliana per le Cantine Fina di Marsala. Lo ha stabilito un decreto dell’Assessorato alle Attiività Produttive dello scorso 29 Dicembre. Il contributo rientra nell’area degli interventi dell’Asse 1 del Programma Operativo Complementare (POC Sicilia 2014-2020) per l’ammodernamento e l’efficentamento energetico della cantina. Situata in Contrada Bausa, Cantine Fina srl ha avuto nel 2021 un fatturato di 5.380.000 euro, con un incremento del 23% rispetto al 2020.
Fonte: Tp24.it.
Birra, vino e liquori negli Stati Uniti: come sono andati nel 2022 e cosa possiamo aspettarci per il 2023.
Come si sono comportati birra, vino e liquori nel 2022 e cosa accadrà nel 2023? Gli esperti di NielsenIQ individuano 10 punti chiave per il mercato. L’andamento del beverage alcolico tra cui vini, birra e liquori nel mercato statunitense ha le sue peculiarità e i suoi trend, che si manifesteranno nel 2023, mostrando agli addetti ai lavori la strada da seguire. Gli esperti Nielsen IQ Drew Hummel e Jon Berg hanno condiviso le ultime informazioni in uno speciale webinar sull’industria delle bevande alcoliche, evidenziando i 10 punti chiave che tracciano la mappa per districarsi in questo mondo variegato e ricco, in senso metaforico ma soprattutto letterale.
Fonte: Horecanews.
Vini d’Italia 2023: Progetto Solidale.
Lamberto Frescobaldi, quando nel 2012 decise di lanciarsi nell’impresa di fare il vino sull’Isola di Gorgona, riflettè molto su un’attività che per lui è quotidiana e prosegue da generazioni: fare un vino vuol dire porsi obiettivi e la qualità rimane una costante. In questo caso, però, sarebbero cambiate sia la prospettiva che la meta da raggiungere. Il prodotto, ovvero il vino, diventa un mezzo; lo scopo diventano le persone che devono produrlo, che sono i detenuti. Attraverso il lavoro necessario, in vigna e in cantina, nasce per i carcerati una possibilità di reinserimento nella società civile, una volta scontata la pena: è ciò che può avvenire imparando un mestiere vero.
Fonte: Gambero Rosso.
Emozioni prodotte da vini, positive con quelli fruttati, floreali e speziati.
L’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team scientifico al quale partecipano esperti di sette università (Pisa, Brescia, Cattolica, Pavia, Udine, Torino e della Tuscia) e due istituti di ricerca (Cnr-Consiglio Nazionale delle Ricerche e Centro Studi Assaggiatori) che hanno messo a punto un protocollo di prova e hanno cominciato a eseguire test su diversi vini provenienti da regioni differenti. Lo studio, informa una nota, è finalizzato a capire quali vini danno quali emozioni, se è possibile fare delle correlazioni tra queste e i caratteri sensoriali e con le molecole presenti.
Fonte: ANSA.
Wine Searcher: Sassicaia è il vino italiano tra i top 5 della classifica mondiale.
Il Sassicaia continua a essere tra i vini italiani più apprezzati, e cercati, al mondo. Secondo la classifica stilata da Wine Searcher, infatti, questo particolare rosso toscano si piazza al quinto posto nella classifica internazionale (e primo in quella nazionale) delle etichette maggiormente cliccate dai wine lovers. È stato un grande anno, quello appena trascorso, per i vini italiani nel mondo. Le etichette di casa nostra hanno fatto la voce grossa a livello globale, protagonisti delle (e nelle) classifiche internazionali più importanti. Solo per fare un esempio, forse il più rappresentativo, l’illustre rivista di settore Wine Spectator ha piazzato tre vini italiani (e nello specifico toscani) nei primi dieci del mondo, mentre per quanto riguarda le cantine quella di Antinori (sempre in Toscana) è stata eletta la più bella e funzionale a livello globale.
Fonte: Cookist.
Perché il vino al ristorante costa di più.
l ricarico dei vini in un ristorante a volte ci fa storcere il naso. Ma come funziona esattamente? Che costi ci sono dietro? L’abbiamo chiesto a tre ristoratori. Oggi parliamo di vino. E di quella irrazionale, onnipresente voglia di capire perché quel vino, al ristorante, ci costa un sacco di più. Per alcuni questa storia dei ricarichi sui vini può essere già conosciuta, ma volevamo andare al fondo della questione. Partiamo da una domanda semplice: quanto pagheresti la miglior bistecca sulla piazza? Il taglio di carne che preferisci, cottura da manuale e camino che crepita mentre riscalda la sala di un bel ristorante. Bene, quanto spenderesti invece per lo stesso taglio di carne dal macellaio? Da scegliere e cucinare a casa tua con quella vecchia bistecchiera comprata da Ikea? Niente fuoco che crepita, ovviamente. Ci siamo capit*.
Fonte: VICE.
L’Ornellaia 2012 è il vino dell’anno.
Nuovo, importante riconoscimento per il vino italiano: Decanter, la prestigiosa rivista britannica diffusa nel mondo in più di 90 Paesi, ha proclamato l’Ornellaia annata 2012, uno dei gioielli della famiglia Frescobaldi, il «Red Wine of the Year». Questo il verdetto dei tre giudici Vincenzo Arnese (head sommelier presso il ristorante Alain Ducasse at The Dorchester di Londra, il Master of Wine Pedro Ballestero Torres e la wine writer Amanda Barnes) dopo tre giorni di degustazioni alla cieca di 125 etichette segnalate dai commissari degustatori dei vari Paesi (tra costoro figurano gli italiani Aldo Fiordelli ed Alessandra Piubello) che collaborano con il magazine inglese considerato assieme a Wine Spectator la Bibbia mondiale del vino.
Fonte: L’Adigetto.
Felici o tristi? La scienza spiega come il vino ci dà emozioni.
L’International Academy of Sensory Analysis ha riunito un team scientifico che ha confermato le emozioni prodotte dai vini: in particolare sono positive (gioia e felicità) con vini fruttati e speziati. Dati importanti che, come confermato da Luigi Odello, presidente del Centro Studi Assaggiatori, sono molto utili alle aziende per la creazione di un vino. Che il vino dia emozioni è assodato. Il vino è piacere e spesso si lega ai ricordi più profondi e intimi che abbiamo. Ma è scientifico? E ancora quali vini possono farci provare serenità, gioia, sorpresa o, addirittura, tristezza, paura, rabbia e disgusto? Ed è possibile fare delle correlazioni tra queste e i caratteri sensoriali? E con le molecole presenti? Dati che, se confermati dalle neuroscienze, attraverso la misurazione strumentale, posso essere molto utili anche alle aziende nelle creazioni dei vini. E oggi, sì, la scienza sembra confermare, dicendo di più: che i vini floreali, i fruttati e gli speziati siano in grado, più degli altri, di darci emozioni positive.
Fonte: Italia a Tavola.
STAMPA ESTERA
Viticulture : cherche bouteille en verre désespérément….
Depuis deux ans. le secteur viticole rencontre des difficultés croissantes d’approvisionnement en bouteilles en verre, et notamment en verre blanc, dont le prix flambe. La pénurie de bouteilles pénalise la filière viticole. Les entreprises viticoles suent sang et eau pour s’approvisionner en bouteilles en verre, dont les prix flambent. Les vignerons explorent toutes les pistes : diversification des fournisseurs, changement de type de bouteilles, recours renforcé au bag-in-box, constitution de stocks… l:année 2023 s’annonce pour autant compliquée. IK On s’est battu pour éviter les ruptures. Mais à quel prix I » Jérôme Vic, vigneron-négociant aJ Domaine Preignes-le-Vieux à Vias (Hérault) a choisi la pugnacité face aux difficultés d’approvisionnement en bouteilles en verre qui, depuis deux ans, empoisonnent la vie des vignerons, caves coopératives et négociants de la région. Pour continuer à livrer ses clients, il s’est démené pour trouver cette denrée devenue rare : des bouteilles en verre et notamment en verre blanc. a On a sonné à toutes les portes, contacté tous les distributeurs, on est allé jusqu’en Tunisie pour se fournir, confie-t-il. Notre service production a passé 40% de son temps à ces recherches et à modifier ses programmes d’embouteillage au gré des aléas de livraison. » Des hausses de prix de 40 à 50% Il lui a fallu malgré tout faire des concessions, accepter des bouteilles un peu plus hautes, ce qui implique de commander de nouveaux cartons : a C’est une stratégie qui nous a coûté cher, car évidemment, il n’était pas question de négocier les prix sur les bouteilles. Nous avons subi des hausses de 40 à 50 % par rapport aux tarifs 2021. Mais perdre un client, c’est faire une croix sur dix à quinze ans de travail et d’investissement ». A la cave coopérative de Pomérols (Hérault), le directeur, Joel Julien, a commencé à sentir le vent tourner dès 2020 avec la crise du Covid : a En 2020, les verriers avaient encore des stocks, on a pu s’approvisionner sans trop de difficultés mais dès 2021, nous avons été en rupture sur notre bouteille Neptune, *** agrémentée de la Croix du Languedoc, qu’on utilise pour nos Picpoul de Pinet. C’est un modèle exclusif, produit par Veralia, il était donc compliqué de se fournir ailleurs. O-1 Glass a pu nous dépanner en nous fournissant une flûte verte qui se rapprochait du modèle Neptune, mais n’a pas souhaité continuer à nous approvisionner alors que nous lui avions proposé un marché de 7 million de cols à l’année » L’alternative du bag-in-box Pour faire face à cette pénurie de bouteilles, la coopérative a revu sa stratégie.
Fonte: Tribune.
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A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 3 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da QuidQuid Srls strategie per potenziare il tuo business.
Un archetipo del grande successo italiano in bottiglia.
Si racconta che la baronessa Philippine de Rothschild (una mai abbastanza rimpianta animatrice del gran mondo del vino) fosse raggiunta dal suo cantiniere con una bottiglia di uno dei molto raccontati Cabernet prodotti in Napa Valley. Il buon uomo pareva preoccupato attendendo il giudizio di madame Philippine che proffer’, dopo la degustazione, questo giudizio: «Me ne preoccuperò tra duemila anni». A significare che per fare un grande vino occorrono storia, civiltà, territorio e non bastano né ottime uve, né artifizi tecnici. Perciò come prima bottiglia del 2023 ne ho scelta una che smentisce in apparenza la baronessa ed è l’archetipo dell’impetuoso successo che il vino italiano ha conosciuto nel mondo.
Fonte: La Verita’.
TOSCANA IL. MORACCffl TAMBURN.
l primo rosato dedicato a Mariadele L’azienda, a conduzione familiare, si estende tra vigneti, uliveti e splendidi boschi, nell’area del Chianti e a Montalcino. E di venti anni fa l’avvio di un importante processo di rinnovamento che ha condotto nel 2005a imbottigliare la prima etichetta. Oggi la tenuta è gestita da Mauro Tamburini, sua figlia Emanuela e da Michele Jermann, nota figura nel mondo del vino, entrato in azienda con lo scopo di ampliare e migliorare la rete commerciale, ma anche per amore. Dall’unione di Michele con Emanuela è nata la piccola.
Fonte: Messaggero.
Intervista a Marco Levorati – Ma la Cina è ancora vicina?
Per le aziende toscane (e non solo) che esportano, la Cina è da anni una grande promessa, in parte mantenuta e in parte no. E oggi, più che mai, domina l’incertezza, pur restando intatte le potenzialità. Nel tentativo di capire quale potrebbe essere l’evoluzione, Motore Italia si è rivolta a Marco Leporati, che in Cina vive da 25 anni e, in veste di presidente della Salvino Del Bene, specialista globale di spedizioni con headquarter a Scandicci, fa da ponte, non solo ideale, tra Regno di Mezzo e l’Italia del fare. Domanda. Qual è il sentiment attuale? Risposta. Dopo quanto è stato espresso negli interventi nel XX Congresso del Partito comunista cinese, è ragionevole pensare a un graduale ritorno di livelli soddisfacenti di importazione – quindi anche di esportazione – dall’Italia, sebbene io personalmente ritenga che non sarà facile tornare allo status quo ante.
Fonte: MF Motore Italia.
Intervista a Giovanni Busi – Chianti, non è solo questione di vocazione.
L’icona del vino italiano nel mondo viene esportato ogni anno in 65-70 milioni di bottiglie. Ma lo zero-covid in Cina, l’italian sounding negli Usa e la bolletta energetica in patria ne frenano la corsa .II Consorzio studia come reagire. Nel 2027 compirà cent’anni il Consorzio nato per tutelare e promuovere il vino più famoso d’Italia, quello che insieme alla pizza e a un paio di monumenti è l’icona del made in Italy nel mondo. Con un simile heritage ci sono ancora slide da vincere sul piano globale e dove? Motore Italia ne ha parlato con Giovanni Busi, da 12 anni presidente del Consorzio del vino prodotto in sei delle provincie toscane e titolare dell’azienda vitivinicola Travignoli. Domanda. Quant’è attualmente la quota d i export sulla produzione? Risposta. Dei più o meno I00 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, il 65-70% viene esportato.
Fonte: MF Motore Italia.
Torna Wine&Siena dal 27 al 30 gennaio.
Siena si conferma la location per il primo grande evento del vino in Toscana grazie a WineeSiena che torna nella città a fine gennaio, come da tradizione, per iniziare l’anno enoico. Dal 27 al 30 gennaio sono le date della manifestazione che vedrà il 28 e il 29 gennaio gli stand delle degustazioni aperti a tutti, mentre il terzo giorno sarà dedicato solo agli operatori del settore gastronomico e turistico. L’8a edizione di WineeSiena-Capolavori del gusto sarà di nuovo nelle prestigiose sale del Santa Maria della Scala. La manifestazione inaugura l’anno di eventi dedicati all’enogastronomia.
Fonte: Nazione.
Confartigianato: «Cresce l’export italiano e lucano».
Vini all’estero, perla Basilicata + 1,5%. La soddisfazione della presidente Gentile che annuncia: «Si rinnova partnership evento “Vini da terre estreme”» Confartigianato: «Cresce l’export italiano e lucano» Nel primo semestre del 2022, l’export di vini italiani registra un aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sia pure più lentamente anche l’export del vino prodotto in Basilicata va avanti (più 1,5%) per un giro di affari annuo che sfiora i 12 milioni di euro. Sono dati contenuti nell’Elaborazione Flash “Un regalo di Natale a valore artigiano. Focus Confartigianato su Artigianato alimentare, 128 edizione”.
Fonte: Le Cronache Lucane.
Flavescenza, stanziato un milione e mezzo Mammi: «Passo avanti».
Lotta alla fitopatia che colpisce i vigneti Flavescenza, stanziato un milione e mezzo Mammi: «Passo avanti» Vigneti da estirpare La flavescenza colpisce soprattutto le varietà lambrusco e pignoletto, nelle province di Reggio Emilia e Modena. )) «È n primo passo per far fronte a un problema reale e complesso, quello della flavescenza dorata, che minaccia i vitigni dell’Emilia-Romagna, insieme a quelli di altre regioni italiane. Ma non basta: le risorse nazionali, frutto di un emendamento, devono essere molte di più» lo ha affermato l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi dopo che la Commissione Bilancio della Camera, grazie a un emendamento a firma dell’onorevole Stefano Vaccari del Pd, ha approvato l’istituzione di un fondo, presso il ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, riservato ai danni provocati da questa fitopatia.
Fonte: Gazzetta di Parma.
Tenuta la Riva Una storia riaperta grazie alla passione di un impiantista.
Una famiglia di viticoltori dedita ai bianchi Gli inserimenti Dalla “tasting house” inaugurata nel 2018 all’arrivo di un enologo del valore di Pagli Molte delle meraviglie del mondo, non è una verità assoluta ma una teoria sulla quale vi prego di fidarvi ciecamente di me, non ci arrivano incontro perché le stiamo, spasmodicamente, inseguendo, ma semplicemente perché, in un dato momento della nostra vita, ci limitiamo ad osservare con sguardo sereno e acritico, lasciandoci invadere di bellezza. Teorizzazione a riguardo della quale l’Hermann Hesse di Siddartha aveva già detto qualcosa di interessante, ma è anche, non me ne vogliate, la necessità, altrettanto forte, di sottrarsi alla sventata frenesia della vita moderna che siamo troppo pigri, torse, per respingere.
Fonte: Nuova Ferrara.
Sparite in due anni 19 tonnellate di uva. Boom di richieste di indennizzo: «Fermate i cinghiali» – Cinghiali, sparite 19 tonnellate d’uva.
Una sessantina, in due anni, gli agricoltori che hanno bussato al Parco delle 5 Terre per avere indennizzi. Negli ultimi due anni, nei vigneti del Parco nazionale delle Cinque terre caprioli e cinghiali hanno mandato in fumo qualcosa come 19 tonnellate di uva. È il dato monstre che emerge dalle pratiche di indennizzo liquidate pochi giorni fa dall’ente di via Discovolo a favore dei viticoltori rimasti vittima nell’ultimo biennio delle attenzioni predatorie degli ungulati. Un problema enorme, contro il quale da anni è stata avviata una lotta senza quartiere che però almeno per ora sembra decisamente persa, almeno a vedere l’enorme quantità di uva che, anziché finire sulle tavole con un’etichetta Doc, è finita irrimediabilmente nella pancia degli ungulati.
Fonte: Nazione La Spezia.
Viticoltura sostenibile riprendono i corsi.
Riprendono gli incontri formativi del progetto “Biodivigna”, organizzato dal Distretto del vino per promuovere buone pratiche di biodiversità e sostenibilità nella conduzione dei vigneti. Il primo appuntamento del 2023 sarà lunedì 9 gennaio, alle 15, nella sala dell’Ecomuseo di via Roma 13 a Canneto Pavese: il tema dell’incontro, aperto a viticoltori, tecnici aziendali e consulenti, è “Certificazioni di sostenibilità” con relatori Leonardo Valenti dell’università di Milano e Marco Tonni. Il secondo incontro si terrà lunedì 16, sempre alle 15 all’Ecomuseo di Canneto, sul “Bio e biodinamica nella normativa” con relatori Leonardo Valenti, Paolo Di Francesco e Pierluigi Donna.
Fonte: Provincia – Pavese.
Assaggiatori di vino Dal 9 gennaio nuovo corso.
Sono aperte le iscrizioni al corso per assaggiatori di vino organizzato da Onav Como. Le lezioni si terranno ogni lunedì e giovedì sera dalle 21 alle 23 a partire dal 9 gennaio a Cometa Formazione in via Madruzza 36. Il corso si compone di 16 lezioni e terminerà con l’esame finale il 27 febbraio, superato il quale si riceverà il diploma di Assaggiatore e si verrà iscritti all’albo nazionale degli Assaggiatori di vino. Chiunque può iscriversi per sviluppare le sue doti naturali e imparare, in modo piacevole, a gustare e saper giudicare la qualità di un vino. I corsisti riceveranno tutto il necessario per partecipare correttamente alle lezioni: valigetta con sei bicchieri, testo didattico, blocco delle schede di valutazione, cavatappi.
Fonte: Provincia Como.
Gambero Rosso premia l’Enoteca Vanni, «un tempio del vino per gli appassionati».
La guida BereBene assegna il “Tre Cavatappi 2023” allo storico locale. Nuovo prestigioso riconoscimento per l’Enoteca Vanni di piazza San Salvatore. Lo storico locale gestito da Paolo Petroni (in foto) ha infatti ricevuto il premio Tre Cavatappi 2023, riconoscimento del Consorzio tutela Vini d’Abruzzo e delle guida «BereBene» del Gambero Rosso. II riconoscimento di ambasciatore del vino italiano insieme a sole 43 altre realtà nazionali, 5 delle quali in Toscana. «Un vero tempio del vino. Nei suoi locali – si legge nella guida BereBene del Gambero Rosso – regna un’atmosfera che lascia l’appassionato senza fiato, sia per la suggestiva bellezza che per la quantità di bottiglie sugli scaffali, perfettamente conservate».
Fonte: Nazione Lucca.
Enologia Wine&Siena torna dal 27 al 30 gennaio Stand aperti a tutti.
Siena si conferma la location per il primo grande evento del vino in Toscana grazie a Wine&Siena che torna nella città a fine gennaio per iniziare l’anno enoico: dal 27 al 30gennaio sono le date della manifestazione, che vedrà il 28 e il 29 gennaio gli stand delle degustazioni aperti a tutti, mentre il terzo giorno sarà dedicato esclusivamente agli operatori del settore.
Fonte: Tirreno.
Quotate veronesi in altalena ma spiccano Banco Bpm e Masi.
Un 2022 sulle montagne russe per le società a Piazza Affari. Soffre anche il mercato obbligazionario Quotate veronesi in altalena ma spiccano Banco Bpm e Masi La banca guidata da Castagna balza del 30% in controtendenza come la cantina scaligera che sfiora il +16%. Unicredit stabile. E Revo a -10% Alessandro Azzoni economiaparena.it •• Con il calo dell’ultima seduta dell’anno, nel 2022 Piazza Affari ha lasciato sul terreno quasi il 13,5 della capitalizzazione complessiva, ovvero circa 100 miliardi di euro. Quasi un «annus horribilis» che ha riguardato fra l’altro anche il comparto obbligazionario, solitamente di segno opposto all’azionario. Anche per le società veronesi quotate chiude un anno non facile, pur con la tendenza ad un importante recupero dai minimi dell’anno maturato a partire da ottobre. Fanno eccezione il Banco Bpm e Masi Agricola, in netta controtendenza. Banco Bpm Per i bancari il momento è indubbiamente positivo.
Fonte: Arena.
Solo prodotti made in Lazio per un menu al top mare e monti.
La storia della famiglia Pandolfo ha tanti capitoli tra viticoltura tenace e artigianato del gusto che, negli ultimi due secoli, hanno dapprima trovato sede a Pantelleria, poi in Tunisia fino a Terracina, nell’agro pontino. Ogni capitolo è una storia a sé sulla capacità tutta italiana di fare impresa familiare ovunque e comunque. Ma è in provincia di Latina, nei terreni pontini della Bonifica, ultimo approdo dalla fine degli anni ’60, che il sogno imprenditoriale prospera con la pluripremiata Cantina Sant’Andrea, con 50 ettari di vigne cui si aggiungono grandi appezzamenti di terreno ubicati tra Aprilia, Sabaudia e Campo Soriano, per un totale di 105 ettari di vigna e una microproduzione di vini certificati kosher.
Fonte: ANSA.
Grazzano Badoglio, quel terroir del Monferrato di cui sentiremo parlare.
Una cena fra produttori vitivinicoli per scrivere il futuro del vino di un’enclave dell’Astigiano più unica che rara: dalla Tenuta Santa Caterina ai Fratelli Natta fino a Emanuel Monti. Grazzano Badoglio è il nome di un paese da tenere bene a mente per tanti motivi. Il primo, da non dimenticare, è che qui, da oltre mille anni (stiamo parlando del 961) riposa Aleramo, il fondatore del Monferrato, immortalato dal Caccia in un quadro posto sopra la sua tomba sulla destra della chiesa del paese, di fianco al chiostro del monastero che lui fece erigere. Ora, dal balcone del monastero si scorge un panorama bellissimo, di vigneti e boschi, ma anche di cantine, come la Tenuta Santa Caterina, che è di fronte.
Fonte: La Repubblica.
Vino italiano, record di bottiglie per le feste: dove lo esportiamo.
La locomotiva è il Prosecco, ma registrano numeri in crescita anche gli altri bianchi frizzanti: dagli Usa alla Francia, tutti pazzi per le nostre bollicine. Non è un mistero che il marchio italiano rappresenti una vera e propria eccellenza mondiale in molti settori dell’industria enogastronomica. Dalla pasta ai formaggi, dall’olio agli insaccati, nel corso dei decenni le nostre produzioni nazionali sono diventate dei veri e propri punti di riferimento per il mercato culinario in tutto il mondo. Pullulano gli esempi virtuosi non solo per quanto riguarda il gusto unico e inimitabile dei nostri prodotti, ma anche per la capacità di portare sulle tavole delle famiglie alimenti e bevande realizzati nel pieno rispetto dell’ambiente e della biodiversità.
Fonte: QuiFinanza.
I consumatori di spumante superano quelli di vino in Germania.
Lo spumante è molto popolare in Germania. In termini di consumo pro capite di spumante, la Germania è addirittura leader mondiale con circa 3,2 litri all’anno. Un’indagine svela tutto sul consumo di sparkling wine in Germania, dove però si preferisce il prodotto locale.. Mentre esiste un gran numero di studi di ricerca di mercato per il settore del vino fermo, finora sono mancati risultati di ricerca dettagliati sul tema dello spumante in Germania. Per la prima volta, la Hochschule Geisenheim University e il Verband Deutscher Sektkellereien e.V. hanno condotto uno studio rappresentativo congiunto con oltre 800 intervistati nell’ottobre 2022 al fine di ottenere informazioni aggiornate sul mercato tedesco degli spumanti e sulle sue preferenze dei consumatori.
Fonte: Horecanews.
Vino e cibo d’autore nelle Langhe.
Le Langhe sono tra i paesaggi più affascinanti del Piemonte. Zone di colline, paesi e antichi borghi arrampicati sulle alture, vigneti e grandi tradizioni gastronomiche. Per gli amanti del cibo e del vino questa è sicuramente una delle zone d’eccellenza, il luogo ideale per rilassarsi e godere della natura, dell’arte e soprattutto del buon vino e della buona cucina. Nei primi anni 2000 Alessandro Ceretto, terza generazione della famiglia che detiene Cantine Ceretto, entra in azienda fresco di scuola enologica e di anni di esperienza nelle cantine di mezzo mondo, dall’Australia alla California. Col tempo – e grazie alla strada aperta soprattutto da produttori francesi d’avanguardia come Pierre Overnoy in Jura e Nicolas Joly in Loira – si consolida in lui l’idea che per capire le caratteristiche del terroir sia necessario limitare l’impatto dell’uomo. In poche parole, rinunciare a buona parte delle lezioni di enologia mandate a memoria fino a quel momento: la scuola forniva ricette, ma queste sono per definizione in antitesi con il terroir, che è sempre unico.
Fonte: The Way Magazine.
Sassicaia e Monfortino, i vini italiani al top delle classifiche di “Wine Searcher”.
La griffe di Bolgheri è la più cercata online dai wine lovers, il mito di Barolo in vetta sia per il prezzo che per il giudizio della critica. Il Sassicaia di Tenuta San Guido è il vino italiano più popolare su “Wine Searcher”, ed il quinto più cercato in assoluto, su quello che è il portale di riferimento per i wine lovers di tutto il mondo. Al secondo posto, troviamo il Tignanello della famiglia Antinori, al n. 15 nella classifica generale, seguito sul terzo gradino del podio dal Masseto della famiglia Frescobaldi, n. 54 tra i vini più popolari. Nella classifica dei migliori vini italiani, data dall’incrocio tra i giudizi della critica internazionale, al vertice c’è il Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno, davanti al Brunello di Montalcino Cerretalto di Casanova di Neri ed al Masseto. Anche nella Top 10 dei vini più costosi primeggia il Barolo Riserva Monfortino di Giacomo Conterno, che spunta un prezzo medio di 1.276 euro a bottiglia, più del Barbaresco Crichet Pajè di Roagna (1.062 euro) e del Brunello di Montalcino Riserva Case Basse di Gianfranco Soldera (1.055 euro).
Fonte: WineNews.
Chi premierà il 2023 del vino? Etna e Alto Adige pronte al grande salto.
Secondo Daniele Cernilli, curatore della guida DoctorWine, le due aree vitivinicole sono in rampa di lancio per guadagnare la ribalta internazionale. Bene anche Friuli, Nord Piemonte e Romagna. Barolo, Barbaresco, Brunello, Bolgheri, Amarone sono nomi che fanno già parte del gotha internazionale dei vini. Il 2023 potrebbe però essere l’anno della ribalta per altre aree vitivinicole italiane, pronte al grande salto. Due su tutte, almeno stando a Daniele Cernilli, curatore della guida DoctorWine, che ha individuato nell’Etna e nell’Alto Adige due zone ormai mature per i più importanti palcoscenici. Non sono sole. Il nuovo anno potrebbe infatti sorridere ai vini bianchi friulani, in ripresa dopo anni di appannamento, e a zone meno note, come il Nord Piemonte e la Romagna.
Fonte: Italia a Tavola.
Vino e salute tra alimentazione e benessere, se ne parlerà a Napoli nel Simposio Assoenologi.
Bere vino moderatamente fa davvero bene alla salute? A declinarne le virtù e le proprietà in ambito medico, cardiologico e nutrizionale, ci penserà dal 13 al 14 gennaio 2023 un parterre di esperti. Il 2022 si è chiuso lasciandoci in eredità l’ultima follia dell’Organizzazione mondiale della sanità: equiparare il vino al tabacco in termini di pericolosità per la salute umana. Un’indicazione falsa che non ci piace e che il mondo del vino (compresi noi, semplici appassionati) ha deciso di combattere con tutte le energie. Non solo perché rischia di minare in modo irreversibile una fetta importante dell’economia italiana e del nostro made in Italy, ma soprattutto perché scagliarsi contro la storia millenaria del vino nel suo rapporto con l’uomo senza reali ragioni scientifiche, piuttosto che cercare di valorizzare il consumo consapevole e moderato, non ha senso.
Fonte: Adnkronos.
Vino, contributi per promozione extra Ue.
Firenze: Sono 34 i progetti ammissibili a contributo nell’ambito della misura Ocm-vino per la promozione dei prodotti dell’enologia toscana sui mercati extra Ue e 500 le imprese coinvolte. E’ quanto indica la graduatoria definitiva, che è stata approvata con il decreto dirigenziale n. 24372 del 6 dicembre scorso. A fronte di un monte investimenti complessivo di 34 milioni di euro, saranno disponibili, per il pagamento dell’anticipo del contributo ammissibile, oltre 11 milioni di euro, tutti a valere sulla campagna 2022-23. La dotazione iniziale per gli anticipi era inizialmente pari a poco più di 8,6 milioni di euro ma la Regione Toscana è riuscita a recuperare, nell’ambito del Programma nazionale di sostegno, quasi 2,5 milioni da destinare alla misura della promozione, portando quindi il totale delle risorse disponibili, come detto, a più di 11 milioni. In questo modo è stato possibile soddisfare tutte le domande presentate e ritenute ammissibili, riconoscendo per tutti i 34 progetti una percentuale di anticipo del contributo pari all’80 di quanto richiesto.
Fonte: Maremma News.
Salone del Vino a Torino: novità 2023 per le eccellenze piemontesi.
Sì terrà a Torino dal 4 al 6 marzo prossimi il nuovo Salone del Vino interamente dedicato ai grandi vini piemontesi. Dalla fine di febbraio partiranno anche gli eventi off che coinvolgeranno la città. Il 2023 si apre con un nuovo spazio dedicato al vino, il Salone del Vino previsto a Torino dal 4 al 6 marzo prossimi sarà l’occasione per i grandi vini piemontesi di essere finalmente protagonisti assoluti di una manifestazione interamente dedicata. “La Città di Torino da sempre si contraddistingue per la capacità di accogliere e innovare – dichiarano Mimmo Carretta, Assessore Sport, Grandi eventi, Turismo della Città di Torino e Paolo Chiavarino, Assessore Commercio e Mercati della Città di Torino
Fonte: Adnkronos.
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A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 2 gennaio 2023!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Vino: 2023 difficile, tra costi in rialzo e fatturati in calo.
Prezzi lievitati, vendite in flessione, crollo della redditività. Il surplus di costi registrato quest’anno in Italia dalle imprese – 1,5 miliardi, l’83% in più, derivanti dai soli aumenti della materia energetica e delle materie prime secche, come tappi, vetro e carta – complicherà parecchio i bilanci 2022. Il margine operativo lordo è previsto quest’anno al 10%, in discesa rispetto al 25% del 2021 e peggiore anche dell’annus horribilis 2020, quando l’indicatore di redditività riscontrato era al 17%.
Fonte: ilBollettino.
Vino sfuso: buono da bere, buono da pensare.
Schiettezza espressiva, leggiadria, convivialità. Caratteristiche comuni a tutti i vini sfusi, bianchi e rossi che nonostante un costante calo delle vendite rappresentano un baluardo per la tradizione di tante cantine artigiane, da nord a sud. Il vino sfuso avvicina produttori e consumatori non solo dal punto di vista della conoscenza personale: l’acquisto di grandi quantità di vino, tutto in una volta, si traduce in minori costi di produzione soprattutto legati a vetro e trasporto, con un significativo impatto in termini di sostenibilità. Non solo: chi beve sfuso non delega alle varie certificazioni ma stringe un patto con il produttore, unico responsabile della qualità del vino in un contesto che unisce valori agricoli tanto antichi quanto contemporanei.
Fonte: Domani.
Thailandia, dove il vino rappresenta l’1% dei consumi di alcolici ma cresce del +7,7% annuo.
Nel Paese del Sud Est asiatico comanda la birra, e tra gli esportatori di vino guida l’Australia, seguita da Cile e Francia. Sulla mappa del mercato mondiale del vino, la Thailandia non rappresenta che un puntino, ma il Paese del Sud Est asiatico, meta ogni anno di oltre 40 milioni di turisti, ha un potenziale tutto da scoprire, a partire da un dato: il consumo medio di alcolici è di 12,3 litri ad abitante, con la birra a farla da padrone (73% dei consumi a volume), seguita dagli spirits (26%), mentre il vino, ad oggi, vale appena l’1%, vale a dire un consumo medio pro capite (tra chi ha più di 15 anni) di 0,4 litri. Il consumo di alcolici riguarda solo 16 milioni di persone, sui 69 milioni di abitanti della Thailandia, ossia il 23% della popolazione, ma ciò nonostante il Paese desta comunque un certo interesse, anche perché la sua economia cresce in fretta, così come i consumi di vino, per i quali è previsto un aumento annuo del +7,7% fino al 2026.
Fonte: WineNews.
Vino in-dipendente: 15 gennaio 2023 Calvisano.
Vino in-dipendente raggruppa vignaioli che difendono l’integrità del proprio territorio, attraverso una forte etica ambientale, per produrre vino che prevede il minor numero possibile di interventi in vigna e in cantina, attraverso l’assenza di additivi chimici e di manipolazioni innaturali da parte dell’uomo. Quando: 15 gennaio 2023
Dove: Sala Polivalente Beata Cristina – Via S. Michele 25012 Calvisano (BS) Orari: 10,30 – 20,00 Costo: € 15,00 Info: 333 4308938 info@vinoindipendente.it
Fonte: Carlo Zucchetti.
Mercato vino in Germania, dove i consumatori di spumante superano quelli di vini.
Mentre esiste un gran numero di studi di ricerca di mercato per il settore del vino fermo, finora sono mancati risultati di ricerca dettagliati sul tema dello spumante in Germania. Per fermi la prima volta, la Hochschule Geisenheim University e il Verband Deutscher Sektkellereien eV hanno condotto uno studio rappresentativo congiunto con oltre 800 intervistati nell’ottobre 2022 al fine di ottenere informazioni aggiornate sul mercato tedesco degli spumanti e sulle sue preferenze dei consumator.
Fonte: Beverfood.com.
L’oroscopo nel bicchiere: ecco che vino scegliere nel 2023.
L’affinità tra una bottiglia e la personalità astrale di ogni individuo: dallo studio di Andrea Gori e Giulio Graglia tutti gli abbinamenti perfetti. C’è un vino adatto a ogni segno zodiacale, o almeno a ogni carattere e personalità che viene individuata dalla nascita e dai movimenti delle stelle. E possiamo dire che è un dato di fatto, o almeno così sostengono Andrea Gori e Giulia Graglia (autori di Divinando Le Stelle Nel Bicchiere) che lo scorso anno, in occasione delle celebrazioni dell’Anno del Cortese, sono stati chiamati dal Consorzio Tutela del Gavi a trovare le similitudini tra vini e segni zodiacali. Ma prima di tutto dovremo fare delle distinzioni tra gruppi di segni “simili” per impeto, e quindi per tipologia di vino. Perché per quante siano le sfumature dei singoli vitigni ed etichette, tutti sono guidati da una denominazione, o da un cappello astrale che è il segno zodiacale.
Fonte: La Repubblica.
Esportazioni.
Nel 2021, le esportazioni di vini spumanti dell’Ue verso paesi extra Ue sono state pari a 636 milioni di litri, un aumento significativo del 29% rispetto ai 494 milioni di litri esportati nel 2020. Lo rileva l’Eurostat precisando che le tre maggiori categorie nelle esportazioni extra-Ue sono state il prosecco (43%, 273 milioni di litri), lo champagne (15%, 94 milioni di litri)e il•cava (10%, 65 milioni di litri). Le due principali destinazioni sono stati gli Stati Uniti (31% del totale delle esportazioni extra-UE di vino spumante, 198 milioni di litri) e il Regno Unito (28%, 177 milioni di litri). Nel frattempo, gli Stati membri dell’Ue hanno importato 5,8 milioni di litri di spumante da paesi extra Ue, che corrispondevano solo all’1% della quantità esportata. Questi dati giungono dopo il primo anno di pandemia, che ha notevolmente frenato il commercio di vino poiché molti bar e ristoranti sono stati chiusi durante tutto l’anno, portando a un calo del 6% nel 2020 rispetto al 2019.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Angela Velenosi, la ragazza con la valigia Da 35 anni promuove il Piceno nel mondo.
Da 35 anni promuove il Piceno nel mondo «Oggi siamo presenti in 52 paesi e produciamo 2 milioni e mezzo di bottiglie» LE MARCHE Il territorio ha una vocazione’ specifica per la viticoltura. L’ho combattuto tanto per H fare emergere il territorio piceno. Oggi siamo presenti in 52 paesi nel mondo e produciamo 2 milioni e mezzo di bottiglie”. A parlare è Angela Velenosi, origini abruzzesi ma a tutti gli effetti marchigiana, titolare e ambasciatrice nel mondo di Velenosi Vini, splendida azienda vitivinicola di 190 ettari con sede ad Ascoli Piceno. Se oggi i vini di questo territorio così piccolo ricevono apprezzamenti e riconoscimenti anche a livello internazionale buona parte del merito è certamente suo. Con 180 chilometri di coste (con splendide località turistiche) e, alle spalle, la catena dell’Appennino, il territorio marchigiano ha una vmayione specifica per la viticoltura.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
«Io, influencer della grappa».
Francesca Bardelli Nonino, 32 anni, è diventata l’ambasciatrice del prodotto sui social, raccontando e insegnando agli americani i suoi segreti: «Sono stata travolta dalla passione di famiglia e ora cerco di trasmettere la nostra storia di rivincita e di cultura contadina sul web». Una rivoluzione illustrata in un filmato condiviso su Linkedin che in piena pandemia è diventato poi virale «Io, influencer della grappa». La risposta più moderna per il prodotto più antico. Ha funzionato subito e Francesca Bardelli Nonino, 32 anni, udinese, è diventata di colpo la prima “influencer della grappa”. Riconosciuta negli Usa e in Italia. La sesta generazione dei Nonino, distillatori dal 1897, si è recata al completo a Roma alla Camera dei Deputati per ritirare il “Premio America”.
Fonte: Gazzettino.
Folla e lacrime per l’addio alla signora del Brunello – Commozione e folla per l’addio a Cinelli Colombini.
Il funerale dell’imprenditrice si è tenuto nella chiesa della Madonna del Soccorso. Oggi il corpo sarà seppellito nella cappella di famiglia. Una cerimonia semplice, ma partecipatissima. Sono stati in molti quelli che, due giorni fa, hanno scelto di rendere omaggio e salutare per l’ultima volta Francesca Cinelli Colombini, imprenditrice scomparsa il 30 dicembre all’età di 92 anni. II funerale si è svolto il 31 dicembre nella Chiesa della Madonna del Soccorso e la cerimonia è stata celebrata dal parroco Don Luca che, durante l’omelia, ha definito la donna una imprenditrice illuminata, ma anche una persona fra i puri di cuore. Alla cerimonia, oltre al primo cittadino Silvio Franceschelli e al presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, erano presenti i figli Stefano e Donatella e i familiari e tutte le persone con cui la storia dell’imprenditrice in questi anni si è incontrata.
Fonte: Nazione Siena.
Alla Vecchia Cantina premio di produzione.
Siglato un accordo integrativo fra l’azienda e Flai Cgil Istituito un fondo per sostenere le associazioni sociali. Siglato da Flai Cgil e azienda il nuovo accordo integrativo alla Vecchia Cantina di Montepulciano. Da segnalare un premio produzione che si traduce in un’assicurazione vita-sanitaria per tutti i dipendenti della cooperativa, polizza stipulata con Unipol e che per il momento avrà una copertura fino al 2026. Un altro importante risultato della contrattazione di secondo livello è che azienda e addetti hanno deciso di istituire un fondo a sostegno di associazioni sociali del territorio per aiutare chi ha più bisogno.
Fonte: Nazione Siena.
Quattro le cantine superstar.
Premiate, incrociando i riconoscimenti delle varie guide, l’altoatesina Tramin, la lombarda Ca’ del Bosco e le toscane Castello di Fontetutoli e Fattoria di Petrolo. Capodanno, tempo di bilanci. Per quanto riguarda il pianeta vino WineNews anche quest’anno ha messo a confronto i riconoscimenti, le pagelle e i punteggi assegnati dalle varie guide, quelle più autorevoli e diffuse che valutano i vini con criteri più o meno omogenei, almeno sotto il profilo organolettico.
Come ormai accade da anni, nessuna singola etichetta è riuscita a mettere d’accordo tutte le guide dedicate all’Italia enoica. Discorso diverso, invece, se si guarda alle cantine premiate con i massimi riconoscimenti delle varie pubblicazioni. «Criterio – ha precisato Alessandro Regoli, direttore di WineNews – che nel tradizionale incrocio di fine anno, è stato seguito per raccontare la platea di produttori di qualità, su cui convergono la maggior parte delle guide.»
Fonte: L’Adigetto.
I 12 vini migliori del mondo secondo Forbes, c’è anche un bianco di Monreale.
Prestigiosa citazione per Lu Bancu, annata 2020, ottenuto da uve Catarratto prodotto della cantina Feudo Disisa. C’è anche un prodotto di Monreale tra i 12 migliori vini del mondo del 2022 secondo la lista stilata dalla celebre rivista economica Forbes. A ottenere la prestigiosa citazione è il Lu Bancu, un Catarratto annata 2020, dell’azienda Feudo Disisa. Ecco il giudizio della giornalista enogastronomica Katie Kelly Bell sul vino della cantina di Grisì che fa parte di una più ristretta selezione che comprende soltanto tre bianchi: “Un vino siciliano ottenuto da Catarratto Bianco, è setoso e fresco al palato con note mature di mela rosa, melone e caprifoglio seguite da una meravigliosa struttura costruita con acidità. Succoso, da acquolina in bocca, ottimo da gustare con gli amici per un pomeriggio in veranda. Vincitore del primo posto dei premi Decanter World Wine”.
Fonte: Palermo Today.
Brindisi a pizza e vino, il Capodanno porta premi alle eccellenze di Pizzaman e Antinori.
Riconoscimenti internazionali e del territorio a due brand molto diversi, per target di riferimento e tanto altro, ma accomunati dall’appartenere ad ambiti di qualità. Brindisi a pizza e vino, il Capodanno porta premi alle eccellenze fiorentine di Pizzaman e Antinori. Riconoscimenti internazionali e del territorio a due brand molto diversi, per target di riferimento e tanto altro, ma accomunati dall’appartenere ad ambiti di qualità. La pizza migliore del mondo, dunque, si mangia a Firenze, da Pizzaman Firenze. Lo dice la giuria di Golden tree events. La catena di pizzerie tutta fiorentina ha conquistato l’International dining awards 2022 nella categoria Best Pizzeria 2022. Pizzaman, con cinque punti vendita in tutta la città, è l’unica pizzeria fiorentina a portare a casa il riconoscimento internazionale, organizzato annualmente da Golden tree events organizing & managing di Dubai.
Fonte: Firenze – la Repubblica.
Wine not?
Diventare imprenditori del vino, i consigli di chi ce l’ha fatta. Già 100mila aziende in Italia guidate da under 35, il 25% donne: giovani spinti soprattutto dalla passione. In Italia il settore del vino, dalla bottiglia alla gestione di vigneti e aziende vitivinicole fino alle molte attività di servizi, ha retto bene nel periodo della pandemia e oggi evidenzia una crescita che apre anche ai giovani imprenditori grandi opportunità di business. Lo studio “Il business vitivinicolo in Italia: Export, sfide future e nuove professionalità“ della Rome Business School, curato da Valerio Mancini, afferma che il settore vitivinicolo italiano si conferma maggior produttore al mondo, nonostante il +35% dei costi per la guerra in Ucraina. Nel 2021 l’Italia è stata il secondo esportatore di vino con 22,2 milioni di ettolitri (+7,3% sul 2020) per un giro d’affari di 7,1 miliardi di euro (+12,5%). E anche il 2022 sarà più che positivo: il 91,7% dei principali produttori italiani prevede un incremento dei ricavi, addirittura a due cifre nel 23,3% dei casi.
Fonte: Millionaire.
Nel carrello della spesa degli italiani nel 2023 ci sarà meno vino.
Il carrello della spesa si modifica per contenere l’inflazione. Tra gli alimenti oggetto delle strategie di risparmio c’è anche il vino. Secondo l’Osservatorio ISMEA NielsenIQ sui consumi alimentari, nei primi 9 mesi dell’anno 2022, la crescita dello scontrino è stata contenuta a un +4%, grazie alle strategie di risparmio messe in atto dalle famiglie. Il carrello della spesa degli italiani si è fatto più leggero per fronteggiare il carovita con scelte oculate verso i prodotti considerati essenziali. Sono molte le contromisure adottate per limitare l’impatto della spinta inflattiva, che si conferma a novembre all’11,8%. Le preferenze si orientano verso i prodotti dal valore unitario più basso, quelli a marca del distributore, il parziale abbandono del canale digitale e il maggiore orientamento verso i discount. Osservando le dinamiche della spesa presso la Grande distribuzione, si rilevano diminuzioni per gli alcolici. Più nello specifico, flettono gli acquisti in valore di vino (-4,6%), spumanti e champagne (-1,9%) e, in misura più lieve, della birra (-0,8%), anche di riflesso al ritorno delle occasioni di consumo fuori casa.
Fonte: Adnkronos.
Dalle varietà autoctone ai rossi inglesi: i trend del 2023 sul mercato del vino Uk secondo Bibendum.
Nelle previsioni del distributore britannico anche il ritorno del Lambrusco sulla scena, i piccoli produttori di Champagne e la miscelazione di domani. La ricerca di nuovi produttori di Champagne, il ritorno del Lambrusco e delle bollicine rosse, la sorpresa dei rossi inglesi, la curiosità per le varietà autoctone, il boom del Manzanilla, la nicchia del Macvin de Jura, i vini sudafricani prodotti da uve appassite, gli spirits asiatici, la ricerca della salinità nei cocktail, così come dei sentori affumicati e legnosi: sono i dieci trend che segneranno il mercato del vino e degli spirits nel 2023 secondo Bibendum (https://www.bibendum-wine.co.uk/), uno dei distributori di wine & spirits leader sul mercato Uk, che muove il 15% degli acquisti del settore dell’on trade nel Paese, uscito dalle difficoltà scaturite dalla Brexit, e tornato a crescere, toccando i 582 milioni di euro di vino italiano importato nei primi nove mesi 2022, il +14,9% sullo stesso periodo del 2021.
Fonte: WineNews.
Ancora su vino e salute. Arriva il Simposio di Assoenologi tra alimentazione e benessere (gulp!).
Sorvolando sull’attacco e sul fatto Riccardo Cotarella nell’ultimo editoriale dell’Enologo si paragoni a Martin Luther King temo tocchi insistere sul tema, e sottolineare quanto questa battaglia che Assoenologi sta portando avanti sul vino che fa bene alla salute appaia vista da qui come vecchia, polverosa, anacronistica oltre che profondamente sbagliata. Il presidente della più importante associazione di settore italiana se la prende con chi “in ambienti non estranei all’Unione europea e all’Organizzazione mondiale della sanità sta additando il vino come un prodotto cancerogeno”. Non lo è, forse? Ci siamo persi qualche novità delle ultime settimane? Di più, proprio a questo tema Assoenologi dedicherà nientepopodimeno che un congresso nazionale: “un tema di cui ci stiamo ormai occupando quotidianamente e torneremo a farlo in gennaio con una grande Simposio a Napoli che si concentrerà proprio su “Vino e Salute”. Assoenologi ha deciso di farsi capofila della resistenza, necessaria per ricacciare indietro questi folli attacchi che rischiano, prima o poi, di creare seriamente dei danni inestimabili al vino, patrimonio della nostra storia e tradizione culturale e gastronomica.”
Fonte: Intravino.
STAMPA ESTERA
Cataluña frena el crecimiento del cava.
El Consejo Regulador permite un aumento mínimo de los viñedos con la oposición de Extremadura y Valencia. Las plantaciones de superficies de viñedos dedicadas a la producción de uva para la elaboración de cava solo se podrán aumentar en 0,1 hectáreas en 2023, 2024 y 2025, igual que sucedió en 2022, según decisión del Consejo Regulador que debe respetar el Ministerio de Agricultura. Esta posición es la defendida por este organismo, compuesto mayoritariamente por agricultores e industriales catalanes, que concentra la mayoria de las bodegas y de las superficies de cultivo. La decisión ha sido rechazada por el único representante en la organización de los agricultores y de los industriales de la Comunidad Valenciana y de Extremadura. En concreto, de las zonas de Requena (Valencia) y Almendralejo (Badajoz), que quieren seguir aumentando las extensiones de cultivo de uva para cava. Como en ocasiones anteriores no se descarta que la Junta de Extremadura acuda a los tribunales. El debate se mantiene sobre si aumentar la superficie puede provocar o no excedentes y con ello bajada de los precios. Desde el Consejo Regulador se han reforzado en los últimos años las medidas para apostar por la calidad, con nuevas calificaciones y reducción de la oferta de uva, rebajando los rendimientos por hectárea a 10.000 kilos. Por su parte, desde las posiciones contrarias, especialmente desde Extremadura, se estima que están funcionando las ventas según los datos del propio Consejo Regulador con incrementos de ingresos en 2021 y en 2022 por lo que no debería haber trabas para aumentar una oferta de calidad. La producción actual de la uva para cava con denominación de origen se extiende sobre una superficie de más de 38.000 hectáreas, de las que unas 30.000 están situadas en Cataluña. El resto de cultivos se hallan en otras comunidades autónomas, destacando unas 4.500 hectáreas la zona de Requena y otras más de 1.400 en Almendralejo. También hay otras zonas con extensiones más pequeñas en Rioja, Navarra, Aragón o País Vasco, en un total de 159 municipios.
Fonte: Pais.
La filière viticole redoute une baisse de la consommation de 60 % en dix ans.
La chute des importations chinoises, les taxes Trump et la déconsommation ont mis au jour les faiblesses du secteur. • Le Comité national des interprofessions des vins à appellation d’origine trace des pistes pour redresser la barre. s’estaaoutéeen octobre 2019. sion de Donald Trump, quand il était président des Etats-Unis de L’heure n’est pas B la fete dans le taxer à hauteur de 25 % les vins vignoble français. Viticulteurs et français dans le cadre du conflit négociants redoutentunecrise sans opposant Boeing et Airbus. La pmprécédent et annoncent a un plan duction hexagonale n’a jamais social massif dans la filière », qui retrouvé le niveau des expéditions emploie 550.000 personnes. Le vin, antérieures à l’automne 2019. Pour cest aussi un excédent commercial certains propriétaires du Bordelais, de i3 à14 milliards deuros et ml]- «laprodurtlan est trop morrefée.mal lions d’aenomuristes. «La filière est adaptée il la nouvelle concurrence de en danger », avertit Bernard Farges, grands domaines étrangers, très président du Comité national des structurés et organisées comme de interprofessions à vins d’appelle- vraies entreprises. Il ester’ train rie se Lions contrôlées (CNIV). passer dans la vigne ce qui s’est passé Le vin est en pleine crise de dans l’industrie française», dit ddconsommation, s’alarment les Renan aborde de Chateau Citnet professionnels. En 60 ans, les valu- à Pomerol. mes ont diminué de 70 %. « Nous allons perdre encore 6ß % de la con- Distribution â revoir snmmarian aucaundesdfxprochai- «La somme de la déconsommation, [tes années », dit encoreleCNlV. a On du Covid et de ces deux gros chocs a agagné fa bataille de la modération fait se rapprocher le mur. D’autant maison est en train de perdre la que nous avons continué a produire bataille de la transmission de la awrmohnsdedébouchés ». explique culture du vin aux jeunes généra- Bernard Farges. Les ventes en tions », estime Samuel Montger- supermarché reculent de 10 % an mont, négocianten Vallée du Rhône depuis des années, alors que les et président de Vin et Société. enseignes commercialisent une bouteille sur deux.
Fonte: Echos.
En 2022, des ventes record pour le champagne.
Les exportations du vin pétillant ont bondi, avec 330 millions de bouteilles vendues cette année, soit 10 millions de plus qu’en 2021. La filière champagne a vécu une lin d’année en fanfare. La star des tables du nouvel an frôle son record, avec un bond historique à l’export. Selon le comité interprofessionnel du vin de champagne (CIVC), les expéditions devraient en effet atteindre 330 millions de bouteilles, soit 10 militons de plus que l’an demie rqui émit déjà une année exceptionnelle. Un bilan proche de son niveau de 2007/2008, où 338 millions de bouteilles avalent été vendues. Ces premiers chiffres ont été communiqués lors de l’assemblée générale de l’association viticole champenoise. Ce sont les exportations qui ont tiré la demande. En 2022. elles sont en hausse de 4,7 % par comparaison avec l’an dernier (+18ßb par rapport à 2019), et pèsent désormais 57 % des volumes, une première depuis un siècle. « 7but le monde veut do champagne. La demande afflue de partout. Des pays voisins. fies F7ars-Unis, où elle explose avec la parité favorable au dollar. En France. on voit se multiplier les ouvertures de cavistes ». avait indiqué Maxime Tou hart le coprésident du CIV aux« Ethos » à l’automne, après des vendanges exceptionnelles Face à cet engouement, les maisons de champagne ont du mal à répondre aux commandes. Faute de réserves suffisantes. En cause, la crise sanitaire. Suite à l’épidémie de Covid en2020. les ventes s’étaient effondrées, les restaurants, les bottes de nuit comme les frontières étant fermées. Du coup, pour éviter un surstockage, les professionnels avaient décidé de réduire de 20 % les récoltes. a Mais les gelées et les maladies l’année suivante ont en tralrté une nouvelle perte de 40 % 9,a expliqué le président de la maison Drappier, Michel Drappier sur MPM Business. De son côté, la consommation, elle, est vite repartie, notamment pour les Rites de fin d’année. Et 2021a signé un rebond de 32 %pources petites bulles. D’oh la pression sur l’otïre. Des tarifs en augmentation Si la demande reste soutenue cette année, la haussedes prix ria visiblement pas ralenti les envies des consommateurs. lmpactées par l’inflation des cotas de production (verre. étiquette, transport.). les maisons de champagne ont fait grimper leurs tarifs, avec des augmenffitions estimées entre 5 % à 10%.
Fonte: Echos.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 31 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Brindare!
Le bottiglie Ferrari Trento per Missoni. Brindare Cin Cin! Tante bollicine per lo storico (e modernissimo) motivo a zig-zag Missoni che oggi veste le bottiglie Ferrari Missoni Limited Edition: un Trentodoc Blanc de Blancs millesimato (enotecalunelli. com).
Fonte: Io Donna.
Serena Wines 1881.
ha superato nel 2022 il tetto dei 100 milioni di euro di fatturato. I volumi del produttore di vino di Conegliano Veneto sono cresciuti del 10% a quasi 400 mila ettolitri.
Fonte: Italia Oggi.
Serena Wines 1881 raggiunge i 100 milioni di fatturato.
Nel 2022, l’azienda di prodotti enologici di Conegliano (Tu) ha registrato una crescita del 10% in volume, per un totale di circa 400 mila ettolitri. Più nello specifico, la produzione di bottiglie da 0,75 ml ha superato i 28 milioni, mentre le bottiglie in versione 0,20 ml sono state circa 10 milioni. La quota export arriva al 53% dell’intero fatturato, superando il fatturato domestico con oltre 53 min di euro in valore. Nei 2023, il marchio punta al lancio di un nuovo prodotto destinato al settore Ho.Re.Ca. in Italia e di un nuovo prosecco Docg Ville d’Arfanta extra brut.
Fonte: Italia Oggi.
Brunello ai massimi.
Ma nel 2022 a prevalere nelle quotazioni tra le bottiglie italiane sono stati i produttori piemontesi: le etichette Bruno Giacosa hanno fatto +40%, il Monfortino +61%. Il rendimento medio nell’anno è +18% Brunello ai massimi. Questa graduatoria, che Milano Finanza pubblica a fine dicembre, è nata per segnalare le gWazioni più elevate ottenute alle aste dai vini italiani e dal 2019 lo fa mettendo a confronto queste quotazioni ove possibile, con quelle spuntate l’anno precedente. E’ un’iniziativa che oggi si rivela doppiamente utile per valutare gli effetti che hanno avuto sulla loro evoluzione la pandemia da Covid-19 con il lungo periodo di lockdown e la guerra in Ucraina con gli sconvolgimenti che ha provocato nell’economia mondiale.
Fonte: Milano Finanza.
La signora del Brunello.
È morta ieri, all’età di 92 anni, Francesca Cinelli Colombini, la signora del Brunello. Sua la Fattoria dei Barbi e l’istituzione del Premio Casato Prime Donne.
Fonte: Sole 24 Ore.
Spumanti italiani per Capodanno.
Oltre ad essere ideali per i festeggiamenti e il Capodanno, questi vini hanno un altro comune denominatore che, in un momento di recessione e inflazione, non è di poco conto: hanno tutti un rapporto qualità prezzo spumeggiante. Le tre soluzioni che abbiamo pensato per rendere migliore il tuo Capodanno e quello di chi sarà con te sono tutti spumanti tricolore appartenenti a tre Denominazioni simbolo della spumantistica italiana. Ce ne sarebbero tanti altri da segnalare, ma per il prezzo conveniente a cui sono in vendita, le protagoniste della nostra selezione meritano una speciale menzione e considerazione. Per aiutarti ad orientare le tue scelte e ad individuare la bollicina che cerchi, oltre a descriverti le proprietà del nettare, ti diamo qualche suggerimento sul momento del pasto in cui portarle a tavola, ti riveliamo se sono adatte o meno per il brindisi e se sono adatte per una cena formale o tra amici.
Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.
I corsi per diventare sommelier Si parte al Chiosco di Bacco.
Riconoscere un vino dal sentore olfattivo, scoprire i vitigni della Penisola e internazionali, abbinare un vino a un piatto. Prendono il via anche a Rimini i corsi Ais Romagna (Associazione italiana sommelier) per diventare sommelier, in un percorso didattico formativo articolato in tre livelli. Il primo nel riminese sarà presentato ufficialmente i1 12 gennaio in due sedi e momenti diversi, per andare incontro alle esigenze degli appassionati: alle 15 presso il Chiosco di Bacco (Via Santarcangiolese 62) di Poggio Torriana; alle 20.30 nell’Hotel San Francisco (Viale Regina Margherita, 42) a Rivazzurra di Rimini. I corsi prendono il via il16 gennaio, per terminare il 27 marzo.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Intervista ad Adolfo Treggiari – Stappiamo il 2023 – «Brindisi di mezzanotte? Stappate vini romagnoli».
Tutte le feste nei locali I consigli del sommelier per cenone e brindisi di mezzanotte: «Puntate sui vini romagnoli» «Brindisi di mezzanotte? Stappate vini romagnoli» I consigli del presidente dell’associazione sommelier per il cenone: dall’antipasto al dolce ecco tutte gli abbinamenti. «Scegliete un Sangiovese rosè, le bollicine esaltano il sapore ricco di salumi e formaggi» Bollicine, rosé, metodo classico, brut o dolce? La scelta dei vini da abbinare alle portate del cenone di San Silvestro, nonché dello spumante per il brindisi di mezzanotte, è un dettaglio da non trascurare: complice il proliferare di format televisivi dedicati all’enogastronomia, nelle tavole delle feste ci si imbatte sempre più spesso nell’intenditore di turno, pronto a deliziarci sull’importanza dei sentori al palato o sulle diverse consistenze delle etichette.
Fonte: Resto del Carlino Cesena.
Ambra ‘Donna del vino’ «Custode della cucina e della tradizione» – Ambra è la ‘Donna del vino 2022’.
La ristoratrice premiata dall’Associazione nazionale: «Custode dell’antico sapere della cucina della tradizione» SOMMELIER «Chi approda a Imola vuole scoprire i vini della zona Abbiamo cantine eccellenti, con prodotti premiati» È Ambra Lenini dell’Osteria del Vicolo Nuovo la ‘Donna del Vino 2022’. II riconoscimento è stato tributato alla nota ristoratrice imolese, che è anche da tempo sommelier professionista, da Antonietta Mazzeo, delegata per l’Emilia-Romagna dell’associazione nazionale ‘Le Donne del Vino’. Un sodalizio senza scopo di lucro nato nel 1988, che oggi è la realtà tematica più grande al mondo con le sue oltre mille associate tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste ed esperte, che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la cultura del vino.
Fonte: Resto del Carlino Imola.
La Merlotta premia due promesse – La Merlotta premia i ciclisti Alessia Patuelli e Matteo Montefiori.
L’azienda vinicola ha voluto celebrare così il sessantesimo anniversario di attività Premiare due giovani sportivi del territorio per chiudere al meglio il 60°anniversario di attività. Sono i ciclisti Alessia Patuelli e Matteo Montefiori i destinatari del ‘Premio Merlotta 2022 – 60 Anni di Successi’ organizzato dalla cantina vitivinicola Merlotta. Un incontro informale, nella cornice dello showroom dell’azienda con sede in via Merlotta, per la consegna di una splendida bottiglia Magnum in cofanetto di Spumante Prèdio Rosè Extra Dry. Una scelta particolarmente indicata per i brindisi delle festività. La diciannovenne Patuelli è una ciclista professionista del Team UAE (squadra femminile del campionissimo Pogacar, ndr) che vanta diverse esperienze in maglia azzurra nella categoria Juniores.
Fonte: Resto del Carlino Imola.
Vini a “km zero”, nei calici c’è tanta tradizione.
Per brindisi e cin cin emerge la riscoperta dei prodotti locali. «Abbiamo un patrimonio enogastronomico ricchissimo da valorizzare» Che Capodanno sarebbe senza bollicine? Ogni festività che si rispetti deve essere accompagnata da un brindisi, che sia al nuovo anno, alla salute o per celebrare una buona compagnia i calici devono essere pieni. I vini e gli spumanti non sono soltanto un prodotto simbolico di convivialità e buon augurio, sono anche l’espressione di un savoir-faire e di una tradizione produttiva che rappresenta un territorio. Anche nella nostra città questo settore si sta evolvendo, non solo diversi ristoranti propongono carte dei vini molto interessanti, ma alcuni si sono specializzati nella conoscenza approfondita dei produttori.
Fonte: Nazione La Spezia.
Lo spumante d’Oltrepo fa boom il rosè traina tutto il settore – Spumanti, è un boom di brindisi oltre mezzo milione di bottiglie.
Spumanti, è un boom di brindisi oltre mezzo milione di bottiglie Le vendite delle bollicine d’Oltrepo cresciute del 23 per cento. Ora si attende il nuovo disciplinare. L’Oltrepo Pavese spinge sempre più sulle bollicine. E nel 2022 sono andate forte quelle “rosé”. Lo spumante Metodo Classico Docg oltrepadano, protagonista anche quest’anno del tradizionale brindisi di Capodanno, fa registrare numeri sempre più in crescita e sono in aumento le aziende che decidono di avvicinarsi alla spumantistica. In base agli ultimi dati, relativi al 2021, le bollicine d’Oltrepo hanno sfondato il tetto storico del mezzo milione di bottiglie (523 mila, 23% in più del 2020). Non a caso, è proprio sulla Docg che il Consorzio sta investendo parecchio sia in termini di eventi e di comunicazione che di regolamenti: è delle scorse settimane, infatti, la proposta di revisione del disciplinare del Metodo Classico con la variazione del nome in “Oltrepo Docg Metodo Classico” (tolta la dicitura “Pavese”), l’obbligo della raccolta manuale delle uve, l’inserimento della tipologia Riserva con almeno 48 mesi di permanenza sui lieviti.
Fonte: Provincia – Pavese.
Vigneti eroici e storici da tutelare «Dobbiamo favorire la biodiversità».
Via libera della Regione alla delibera sulla salvaguardia dei vigneti “eroici” e “storici”. «È compito dell’assessorato — ha spiegato Valeria Satta, titolare dell’Agricoltura – favorire e tutelare la biodiversità in ogni sua forma, per rafforzare i servizi dell’ecosistema e preservare le ricchezze del paesaggio». La condizione di “vigneto eroico è legata alla presenza in aree difficili, dove la coltivazione del vigneto è possibile solo con eel». Valeria Satta, 39 anni grande sforzo e dedizione, che rende la sua coltivazione e il suo mantenimento un atto eroico. I vigneti “storici”, invece, sono i vigneti la cui presenza è segnalata in una determinata superficie, antecedente al i496o, coltivati con l’impiego di pratiche e tecniche tradizionali.
Fonte: Unione Sarda.
Ultimo saluto alla Signora del Brunello – Addio a Francesca Colombina Cinelli, la Signora del Brunello che ascoltava le vigne.
Oggi i funerali Addio Francesca Cinelli Colombini. Flordelli 1931-2022 Addio a Francesca Colombini Cinelli, la Signora del Brunello che ascoltava le vigne L’ultimo saluto Oggi alle 15.30 si celebreranno i funerali al Santuario della Madonna del Soccorso a Montalcino. Dal 1976 guidava la storica Fattoria dei Barbi Se come diceva «il vino parla, in ogni bicchiere», lei ha saputo ascoltare calici, tini, vigne e contadini. Verrà ricordata come la «signora del Brunello» Francesca Colombini Cinelli, scomparsa ieri nella sua casa di Siena con vista sulla mossa del Palio. Era nata nel 1981 a Modena, figlia di Giovanni Colombia, l’avvocato viticoltore che prese per mano gli ex mezzadri di Montalcino, fu tra i fondatori del Consorzio del Brunello e pose le basi perché un aspro borgo senese al confine con la Maremma diventasse un gioiello dell’enologia mondiale.
Fonte: Corriere Fiorentino.
Colombini Cinelli Montalcino piange la regina del Brunello – Montalcino piange la ‘signora del Brunello’.
E’ scomparsa Francesca Colombini Cinelli, 92 anni. Era stata una delle prime e più intraprendenti produttrici del pregiato vino. «Addio mamma Francesca». La notizia della morte di Francesca Colombini Cinelli arriva direttamente dalla figlia Donatella. «Gratitudine e rimpianto verso una donna forte e coraggiosa a cui noi figli, i nipoti, il Brunello e tutto il vino italiano devono molto» aggiunge Donatella Cinelli Colombini. Se ne è andata ieri la signora del Brunello, nella sua casa di Montalcino, all’età di 92 anni. Francesca Colombini, sposata con Fausto Cinelli nel 1952, è stata una delle prime e più intraprendenti produttrici del Brunello, figura di spicco dell’imprenditoria enologica italiana.
Fonte: Nazione Siena.
Ultimo appuntamento dell’anno Il Mercatale torna in piazza.
In Empoli, oggi, dalle 8 alle 13, in via Bisarnella. Gli affezionati clienti e i numerosi visitatori di Empoli città del Natale, che in queste settimane stanno affollando la strade del centro, potranno assaggiare e gustare prodotti di qualità e stagionalità da mettere in tavola al cenone dell’ultimo dell’anno. Saranno presenti l’azienda agricola Fabio Conti con la farina di castagne, la cooperativa Le Furiose da Viareggio con il pescato del giorno, il podere San Pierino con vino, Chianti classico, olio extravergine di oliva e verdure, Clementina Becarelli di Montaione con i formaggi caprini e ancora Juri Scarselli di Fucecchio con le verdure di stagione e trasformati, I 2 Falcetti di Castelfiorentino con i formaggi e Maria Castrogiovanni con latticini, carne bovina e suina e formaggi.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Prosecco, boom export fuori Europa.
Nei Paesi extra-Ue Le principali destinazioni l’aumento è dei 43% per l’Eurostat sono Stati Uniti ed Inghilterra Durante le feste stappate 95 milioni di bottiglie: buoni numeri per il Trento Doc. Nel 2021, le tre maggiori categorie nelle esportazioni extra-Ue di spumante sono state il Prosecco (43%, 273 milioni di litri), lo Champagne (15%, 94 milioni di litri) e il Cava (10%, 65 milioni di litri). Le due principali destinazioni di esportazione di vino spumante dall’Ue sono gli Stati Uniti (31% del totale delle esportazioni extra-Ue di vino spumante, 198 milioni di litri) e il Regno Unito (28%, 177 milioni di litri). Lo rileva Eurostat. Lo studio economico dell’ufficio statistico dell’Unione europea registra che nel 2021, le esportazioni di vini spumanti dell’Unione verso Paesi extra Ue sono state pari a 636 milioni di litri, un aumento del 29% rispetto ai 494 milioni di litri esportati nel 2020. Anche le esportazioni registrate nel 2021segnalano gli analisti- sono state superiori ai livelli visti nel 2019, con dati che indicano un aumento del 21% rispetto ai 528 milioni di litri del 2019. Tra il 2017 e il 2021 le esportazioni sono aumentate a un tasso medio annuo del 7%.
Fonte: Adige.
World’s Best Vineyards, è di Antinori la più bella cantina del mondo.
San Cassiano Val di Pesa, 30 dicembre 2022. Una targa celebrativa, accompagnata da un profondo sentimento di orgoglio e gratitudine, è stata consegnata dal sindaco di San Casciano in Val di Pesa Roberto Ciappi, in rappresentanza della comunità chiantigiana, ad Albiera Antinori, presidente di Marchesi Antinori, storica azienda toscana legata alla tradizione vitivinicola da oltre 600 anni. Profonde radici che da sempre si accompagnano a spirito innovativo, una grande passione per il vino e all’espressione della sua massima qualità. Valori familiari che si tramandano da sempre e che, il 26 ottobre del 2022, hanno portato la cantina Antinori nel Chianti Classico, sede dell’azienda dal 2012, a raggiungere il primo posto della World’s Best Vineyards, classifica che premia le migliori eccellenze dell’enoturismo mondiale. Per il 2022, la cantina Antinori nel Chianti Classico ha messo gli oltre 500 esperti d’accordo, aggiudicandosi il primo posto in classifica.
Fonte: Nove da Firenze.
Guide: en plein per Tramin, Ca’ del Bosco, Fonterutoli e Petrolo.
Le cantine premiate con almeno un vino da Gambero Rosso, Veronelli, Bibenda, Doctor Wine, Ais, Slow Wine, Vinibuoni d’Italia e “Corriere della Sera”. Come ormai accade da anni, nessun singolo vino riesce a metterle d’accordo tutte le guide dedicate all’Italia enoica, guardando alle più autorevoli, storiche, seguite e diffuse voci della critica italiana, che valutano i vini con criteri più o meno omogenei, almeno sotto il profilo organolettico. Discorso diverso, invece, se si guarda alle cantine premiate, per almeno uno dei loro vini, con i massimi riconoscimenti delle varie pubblicazioni. Strada che, nel nostro storico “incrocio” di fine anno, abbiamo scelto di seguire, per cercare di raccontare uno zoccolo duro di produttori di qualità, su cui convergano la maggior parte delle guide. E, così, ecco l’altoatesina Cantina Tramin, tra i riferimenti del territorio celebre soprattutto per i grandi vini bianchi, la lombarda Ca’ del Bosco, una delle stelle più luminose della Franciacorta, e le toscane Castello di Fonterutoli (Mazzei), che racconta un pezzo di storia del Chianti Classico, e Fattoria di Petrolo di Luca Sanjust.
Fonte: WineNews.
Almanacco 2022. Il bilancio dell’anno nel mondo del vino in 12 notizie.
Climaticamente è stato l’anno più caldo dal 1800. Economicamente, quello con l’inflazione più alta dagli anni ‘80. Geopoliticamente quello della guerra in Ucraina. Concettualmente quello della sostenibilità. E dal punto di vista vitivinicolo, come lo si può definire? Difficile riassumere in un unico aggettivo un anno impegnativo e imprevedibile come il 2022. È chiaro che tutte le condizioni di cui sopra hanno avuto i loro effetti diretti e indiretti anche sul settore. Rincari e mancanza di materie secche sono state all’ordine del giorno, mentre la siccità dei mesi estivi ha fatto temere il peggio per la vendemmia, per poi, invece riportare i quantitativi al livello del 2021. Una notizia solo in parte positiva, visto che, in un contesto come quello attuale, non è facile trovare collocazione per 50 milioni di ettolitri.
Fonte: Gambero Rosso.
Vino, Veneto e Toscana esportano più di Germania e Portogallo.
L’impatto del Made in Italy di vini nella prima metà del 2022 segna il record assoluto arrivando allo 0,4% del pil. Nella prima metà del 2022 l’export di vini di uve italiane è arrivato a valere quasi 7,6 miliardi di euro, in aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. L’Italia si conferma così seconda tra i 27 dell’Ue, dietro solo alla Francia con i suoi 11,7 miliardi, ma con grande distacco dai cugini spagnoli al terzo posto con 3 miliardi. Il Made in Italy di vini tocca il suo massimo storico, pari al 0,4% del pil, valore identico a quello francese e il doppio dello 0,2% spagnolo. Questa la fotografia diffusa da Confartigianato, elaborando dati dell’Istat e della Commissione europea.
Fonte: Milano Finanza.
Vino o birra? Confronto tra vari stati nel mondo.
Vino o birra? WineMeridian cita un articolo di David Morrison, pubblicato sul suo noto blog “The Wine Gourd”, in cui si esaminano i gusti alcolici di 48 Paesi. Dati presi dall’Annual Database of Global Wine Markets 2018 redatto da Anderson, Nelgen e Pinilla. Dati che sono stati elaborati da Morrison, che li ha standardizzati in base alle caratteristiche dei diversi Paesi, così da poterli confrontare. C’è generalmente una relazione negativa tra il consumo di birra e vino: più vino viene consumato, meno spazio c’è per il consumo di birra. Ci sono comunque alcuni Paesi, per lo più asiatici, che consumano pochissimo vino e non lo compensano nemmeno con un consumo eccessivo di birra. Bulgaria, Russia e Ucraina consumano molti distillati al posto di birra o vino. Grecia, Marocco, Svizzera e Uruguay, pur non producendo vino, ne consumano molto, comunque più della birra. I Paesi scandinavi sono vicini alla linea di equilibrio tra birra e vino, insieme all’Ungheria e alla Nuova Zelanda.
Fonte: Corriere dell’Economia.
Vini dealcolati? La nuova normativa provoca polemiche e perplessità.
Dopo il recente successo in sede europea (forse meglio dire scampato pericolo) che ha fatto sì che il che il vino non debba esser etichettato come “bevanda dannosa per la salute”, altre nubi si addensano sul futuro di questa bevanda, che fa parte della storia e tradizione di tutti i popoli mediterranei. Non ci si può oramai più nascondere di fronte al fatto che le normative europee consentono di produrre vini privi di alcol o quasi, e di conseguenza anche la normativa italiana dovrà in qualche modo adeguarsi e trovare una propria via per sottostare all’indirizzo proveniente dall’Europa. Il governo sta dunque preparandosi a mettere mano alla normativa vigente per far sì che siano chiare le regole in questo settore così importante per l’Italia.
Fonte: Apetime-Magazine.
Ma cosa bevono i produttori di vino a Capodanno?
L’ultimo listone dell’anno 2022 è dedicato alle voci di chi il vino lo fa. Abbiamo chiesto a un po’ di loro quali etichette sceglieranno per festeggiare il 2023. Tutto lecito, a patto che non siano le loro bottiglie. Ecco le risposte: Gli appassionati di vino, si sa, aspettano feste, celebrazioni, date emblematiche, per poter aprire bottiglie un po’ speciali. Capodanno è tra queste occasioni. Si pensa a cosa si ha in cantina, da quale enoteca andare, o su quale portale web cercare l’etichetta che fa al caso proprio. Si pensa che non abbiano che l’imbarazzo della scelta tra le loro bottiglie, tra annate nuove e annate vecchie, millesimati o cuvée, tra bianchi, rossi e rosé. Ma è “il vino degli altri” che vogliamo conoscere. O meglio, cosa vorrebbero bere o cosa berranno, non di loro produzione, a Capodanno. Abbiamo chiesto a un po’ di produttori e produttrici, sparsi per l’Italia, di dirci un vino e darci una motivazione. È andata che in pochi si sono “contenuti”, mettendo giù spesso delle vere e proprie liste. Abbiamo deciso di lasciarle così, queste risposte, perché ci sembra un bel gesto di affetto e di stima che circola tra i viticoltori, magari distanti per tante ragioni, ma vicini per impegno e amore verso questo nostro mondo del vino.
Fonte: Adnkronos.
Vino: Eurostat, export extra-Ue spumanti cresce +29% in 2021.
Nel 2021, le tre maggiori categorie nelle esportazioni extra-Ue di spumante sono state il Prosecco (43%, 273 milioni di litri), lo Champagne (15%, 94 milioni di litri) e il Cava (10%, 65 milioni di litri). Le due principali destinazioni di esportazione di vino spumante dall’Ue sono gli Stati Uniti (31% del totale delle esportazioni extra-Ue di vino spumante, 198 milioni di litri) e il Regno Unito (28%, 177 milioni di litri). Lo rileva Eurostat. Lo studio economico dell’ufficio statistico dell’Unione europea registra che nel 2021, le esportazioni di vini spumanti dell’Unione verso Paesi extra Ue sono state pari a 636 milioni di litri, un aumento del 29% rispetto ai 494 milioni di litri esportati nel 2020. Anche le esportazioni registrate nel 2021- segnalano gli analisti- sono state superiori ai livelli visti nel 2019, con dati che indicano un aumento del 21% rispetto ai 528 milioni di litri del 2019 (+ 108 milioni di litri). Tra il 2017 e il 2021 le esportazioni sono aumentate a un tasso medio annuo del 7%.
Fonte: ANSA.
Vino made in Italy a 7,6 miliardi euro. Veneto, Piemonte e Toscana in Ue 27 dietro solo a Francia e Spagna.
Nel 2022, ultimi dodici mesi a giugno, l’export di vini di uve vale 7.565 milioni di euro, registrando nel primo semestre del 2022 un aumento del 13,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’Unione europea a 27 l’Italia è seconda esportatrice dietro a Francia con 11.743 milioni di euro, posizionandosi davanti a Spagna con 3.004 milioni, Germania con 1.013 milioni e Portogallo con 921 milioni. La competitività sui mercati internazionali è supportata dalla qualità vini italiani, con le loro peculiarità e varietà. Secondo la più recente rilevazione del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste al 21 novembre 2022 sono 526 i vini Doc (Denominazione di Origine Controllata, tra i quali spiccano i Docg, Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e Igt (Indicazione Geografica Tipica). Il made in Italy di vini di uve cresce dal 2010 e, nonostante un calo nel 2020, nel 2022 conferma il massimo storico di 0,4% sul PIL toccato nel 2021, valore identico a quello della Francia e doppio rispetto allo 0,2% della Spagna.
Fonte: Il Giornale delle PMI.
Il vino (moderato) fa bene.
L’accoppiata vino-salute tiene banco da qualche tempo sui tavoli delle associazioni di settore italiane e non solo. Da quando, almeno, l’Ue ha lanciato la sua campagna proibizionista (integralista, secondo parecchi esperti) arrivata sui banchi della Commissione europea che sta lavorando su alcune importanti iniziative legislative in tema. A schierarsi apertamente a favore del nettare di Bacco è la nutrizionista Elisabetta Bernardi del dipartimento di Bioscienze, biotecnologie e biofarmaceutica dell’università di Bari Aldo Moro. Lei, insieme a un gruppo di ricercatori (Silvana Hrelia, Laura di Rienzo, Luigi Bavaresco, Marco Malaguti, Attilio Giacosa) ha realizzato lo studio intitolato significativamente “Moderate Wine Consumption and Health: A Narrative Review”, pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutriens.
Fonte: EFA News.
STAMPA ESTERA
El cava ya exhibe sus acentos: el caso de los espumosos de Requena.
«Una de las cosas que valora el consumidor es el origen», según el presidente del Consejo Regulador de la D.O. Cava, Javier Pagés ? El aval judicial al uso de `Cava de Requena’ y las últimas elecciones consagran la pluralidad de la denominación. El año 2022, que se cierra en apenas unas horas, representa para la Denominación de Origen (D. O.) Cava la culminación de un proceso por el que todos sus acentos (catalán, extremeño, valenciano…) están más presentes que nunca. Dos hechos han marcado esta tendencia: las últimas elecciones al Consejo Regulador del Cava, con sede en Villafranca del Penedés (Barcelona) y celebradas el pasado mes de julio, se saldaron con la elección por primera vez de un representante de los viticultores extremeños y valencianos entre los 12 vocales de este organismo. Un segundo suceso es la reciente sentencia del Tribunal Superior de Justicia de Madrid (TSJM), que avala el uso del término ‘Cava de Requena’ dentro del etiquetado para las ocho bodegas que elaboran este espumoso en el citado municipio del interior de la provincia de Valencia. «La Denominación de Origen Cava va a salir reforzada», sostiene en conversación con ABC el presidente de la Unión Vinícola del Este (Uveste) David Jiménez. Este grupo bodeguero se dedicaba a la viticultura ecológica y apuesta por la variedad de uva Chardonnay («tenemos condiciones climáticas y del suelo que nos hacen un poco únicos»), además de ser una de las principales bodegas productoras de cava en esta zona. «Es una buena noticia y va a ayudar a la Denominación de Origen Cava y al consumidor, pero no hay ninguna gana de polemizar. ¡Hemos ganado todos! No queremos romper la denominación en absoluto», explica Jiménez sobre la sentencia del TSJM que descarta cualquier posible confusión con la Denominación de Origen Utiel-Requena. Para este bodeguero que se consagre la expresión ‘Cava de Requena’ como una de las subzonas en que está dividida esta denominación de origen es «una apuesta por una mayor cultura del cava, ya que nuestro principal mercado es el Levante y Valencia por el fenómeno de la regionalización de los vinos».
Fonte: Abc.
Champagne: les ventes battent des records.
Portées par le boom de l’export, elles dépasseront 6 milliards d’euros. La profession peine à satisfaire la demande. Les ventes de champagne en valeur dépasseront le record de 2021 Fxpeditinns inIllions Tillions de bDtJtplCc 302 297 13 O/ O Hausse moyenne des prix du champagne en 2022. LUXE Alors que les Français s’apprêtent à fêter leur réveillon de Li Saint-Sylvestre, petites bulles et flûtes effilées pétilleront à nouveau sur les tables. Peut-être un peu moins que d’habitude – les ventes dans les grandes surfaces ont reculé de 10 % en décembre – mais cela n’empêchera pas le champagne de finir 2022 sur de nouveaux records. Portée par la forte reprise de la demande mondiale, l’appellation, qui compte 16200 vignerons et couvre 34200 hectares, a vu s’envoler ses volumes. Selon le Comité interprofessionnel du vin de Champagne (CIVC), les expéditions en France et à l’export devraient osciller entre 325 et 330 millions de bouteilles cette année. Soit 3 à 8 millions de phis qu’en 2021, non loin du record de 339 millions enregistré en 2007. « En chiffre d’affaires, nous atteindrons un nouveau record, après les 5,7 milliards d’euros de 2021, promet David Chatillon, copresident du CIVC et président de l’Union des maisons de Champagne (IIMC(. Selon phisieurs observateurs, le seuil de 6 milliards d’euros devrait ainsi être franchi. En 2020, le secteur avait souffert de la fermeture Chiffre d’af aires en 7illheilc c’etnox des très importants débouchés hors du domicile (restaurants, boites de nuit…) partout dans le monde. Rien qu’en France, ceuxci pèsent 70% du total. Mais une fois les restrictions levées, la reprise a été immédiate. Pernod Ricard, se félicitait en septembre du bond de 32% du chiffre d’affaires annuel de sa marque phare Perrier-Jouêt (+16 % en volumes), et de 9% pour Mumm. Sursaut inattendu Un rebond qui a presque pris la filière de court.
Fonte: Figaro.
Finding bargains in an overpriced wine market.
Wine never cease to be amazed by the extent to which wine prices are out of sync with quality. This is true of many arenas, of course, but it may be exacerbated by the fact that, with wine, few consumers feel completely confident of their preferences and buying choices. In my recent Christmas selections, why on earth are the carefully crafted, delicious red and white Portuguese blends I highlighted less than £10 a bottle? Why are Southern Rhône reds with many years of future development ahead of them easy to find under £15? And why is sherry still almost given away’? Wine lists are full of apparent pricing anomalies, especially those that specialise in famous names. I’ve long maintained that there is no direct relationship between price and quality in wine but the point was forcefully made to me at two recent Italian tastings. The first, organised by UK importers Berkmann Wine Cellars, was a comparative tasting of three Cabernet blends: the Tuscan prototype Sassicaia, Antinori’s Guado al Tasso (made nearby), and San Leonardo, a wine inspired by Sassicaia, in Trentino on the way to the Dolomites in the north. We tasted all three wines in vintages 2016, 2013, 2011, 2010 and 2007—a good, representative spread that was wide enough to iron out seasonal quirks. I hate to reduce wine to numbers but, for the purposes of comparison, I see that I awarded the three wines the following totals out of 100: Sassicaia 88.5, San Leonardo 88 and Guado al Tasso 845. Yet the prices per bottle, estimated by Berkmann, were: Sassicaia £275 to £325, San Leonardo £50 to £65 and Guado al Tasso £75 to £98. Sassicaia’s first commercial vintage was way back in Italian wine history in 1968. And its 1985 vintage justifiably achieved iconic status in the fine-wine world. (I have been lucky enough to taste it five times this century but one of my life-long regrets is that I decided some time in the early 1990s that, at £30 a bottle on the list at Leith’s restaurant, it was too expensive to order.) Being first in the field, and succeeding, has made Sassicaia a trophy wine, with a concomitant effect on the price. But the Guerrieri Gonzaga father-and-son partnership has been making its refined Bordeaux blend San Leonardo since the 1982 vintage, guided closely by Marchese Mario Incisa della Rocchetta, the man who developed sassicaia on his San Guido estate in Bolgheri. Why is San Leonardo so much cheaper? It certainly shows how ineffectual my many articles in praise of San Leonardo have been.
Fonte: Financial Times Life&Arts.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 30 dicembre 2022!
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Storico record di bottiglie per le bollicine italiane L’effetto traino del Prosecco Volano le esportazioni.
Nel mondo Corre la domanda nei mercati chiave di Usa, Regno Unito e Germania. Quandø, 16 anni fa, Gianluca Bisol, ventunesima generazione di una famiglia veneta che produce vino da cinque secoli, profetizzò che il secco sarebbe diventato lo spumante più vv,enduto al mondo, molti gli-diedero dell’utopista. Qualche tempo dopo stupì tutti dichiarando che la richiesta mondiale di Prosecco sarebbe arrivata a un miliardo yli bottiglie. La prima previsione si è avverata da tempo. Nel 2022 è toccato alla seconda, anche se non riguarda solo le bollicine del Nord Est. Quota un miliardo è stata raggiunta dall’intero comparto delle bollicine italiane., Il Prosecco è comunque la locomotiva: oltre 7 bottiglie su io vengono dalle due Docg (Conegliano-Valdobbiadene e Asolo) e dalla Doc che si estende su 5 province venete e 4 del Friuli-Venezia Giulia. La conferma del 2022 come anno d’oro per lo spumante italiano è arrivata a novembre da Londra: allo Champagne e Sparkling Wine World Championships 2022, il campionato planetario degli spumanti, l’Italia ha conquistato 53 medaglie d’oro,129 d’argento e il trofeo più ambito, quello di cantina dell’anno, è andato per la quinta volta alla Ferrari di Trento della famiglia Lunelli.
Fonte: Corriere della Sera.
Leyda Tacconi.
Dopo la maturità al liceo artistico, Leyda Tacconi ha deciso di prendersi un anno sabbatico. Vuole chiarirsi le idee sul futuro. Intanto fa la cameriera «per fare un po’ di esperienza» e insegna ginnastica ritmica a bambine e ragaz7P (ha praticato questo sport per 13 anni). Nel 2023 ha in mente di andare nel Regno Unito o in Irlanda per perfezionare l’inglese. E ora pensa già al prossimo settembre: «Potrei cominciare un’università di moda perché mi piacerebbe diventare modellista però vorrei iniziare anche un corso di sommelier, mi sto avvicinando al mondo del vino, ho fatto un corso di conoscenza generale e mi è piaciuto». 11 vino è una passione condivisa anche dai genitori. La sua famiglia ha un ristorante a Firenze con grandi varietà. E il vino, ci tiene a raccontare Leyda, è un elemento che la lega anche ai trisnonni che avevano un negozio a Lambeth, nel cuore di Londra, dove vendevano il Chianti importato dall’Italia.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Aceto balsamico dop Modena. Nel 2022 record di bottiglie certificate.
Nel 2022 record di bottiglie certificate Si chiude con un forte segno più l’anno 2022 dell’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop. Soprattutto in termini di bottiglie certificate, che rispetto al 2021 hanno registrato un ulteriore incremento del 43″‘x, migliorando il già lusinghiero + 30s’io dello scorso anno rispetto al precedente.
Fonte: Giornale.
I record dei Vignaioli Indipendenti, e la burocrazia che li frena.
Edizione record per la manifestazione targata Fivi e Piacenza Expo, giunta all’ l la edizione e ormai fondamentale appuntamento per appassionati e operatori, con 870 Vignaioli e 24mila ingressi distribuiti nei tre giorni. A parlare sono i numeri, con ingressi totali che registrano un + 20% rispetto all’edizione 2021 .Presentato il Dossier Burocrazia: i Vignaioli Indipendenti chiedono semplificazione, efficienza e proporzionalità. Le aziende dei Vignaioli, infatti, hanno la struttura delle micro imprese, spesso a conduzione familiare e non prevede, nella maggior parte dei casi, una persona addetta a svolgere pratiche burocratiche.
Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.
Alessandro Perini, una vita di scommesse.
Cantine Romagnoli nascono dal sogno di un imprenditore visionario che per primo ha creduto nella produzione di Spumanti con Metodo Classico in terra piacentina da sempre legata a vini semplici. Oggi questa stessa filosofia muove la Nuova Romagnoli guidata da Alessandro Perini: una cantina con un’anima giovane, molto attenta alla tradizione ma con tanta voglia di stupire. «Fare vino è una passione, una filosofia di vita, un continuo sognare e immaginare. Ma non è semplice, occorrono sacrifici. La Natura è la nostra ricchezza ma anche la nostra più grande paura. Chi fa vino ha lo sguardo per aria: per tenere d’occhio il cielo e per sentire i profumi delle vendemmia. I vini migliori nascono da “scommesse” con le uve che ogni annata raccontano sapori e aromi differenti.
Fonte: Corriere di Bologna Vivi Bologna.
Cantina Il Poggio: un anno di successi.
Tutto è cominciato da qui. Si potrebbe riassumere così, con una fotografia della cantina «II poggio», la visione della «rinascita» di Salsomaggiore che ha guidato un imprenditore di successo nelle scelte sul territorio e per la città, ad iniziare proprio da quella che, ancor oggi, è l’unica cantina salsese. Emilio Mondelli l’ha comprata un bel po’ di tempo fa, la tenuta «11 poggiolo», in quel delle colline di Cangelasio: una tenuta che conservava un passato di viticoltura, anche se trascurato. Innamorato di Salso e della natura che circonda la «città bellissima», Mondelli ha voluto intraprendere una strada nuova: la via dell’esperienza diretta, della capacità di far assaporare quella che chiama «la cultura del vino», in quel luogo speciale che è «II poggio». Niente vendite in Italia (ad esclusione della provincia di Panna): «II 75% della nostra produzione viene esportato – dice Mattia Ravanetti, il «wine expert» che guida i visitatori alle degustazioni – innanzitutto verso la Cina, il Brasile, la Svizzera, ma in questi ultimi anni sta prendendo piede anche il nord Europa»>.
Fonte: Gazzetta di Parma.
Marketing territoriale, vice presidente Alessandro Piana: “Enoturismo ed experience a tema per promuovere la Liguria”.
Imperia. Continua la promozione delle eccellenze liguri, con le politiche propulsive dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Liguria insieme ad Assaggia la Liguria, all’Enoteca Regionale della Liguria, al Consorzio di Tutela dell’Olio extravergine di Oliva Dop Riviera Ligure e al Consorzio di Tutela del Basilico Genovese Dop. Una valorizzazione dei prodotti di qualità che è risultata vincente soprattutto con gli eventi in presenza come Vinitaly, Euroflora, Ventimiglia Wine Festival, Mare e Mosto, Oliveti Aperti, Premio Vermentino, 50 anni di Rossese DOC, OliOliva, Fattorie Didattiche, Montecarlo Gastronomie e molte altre. Agroalimentare e ristorazione sono la punta di diamante della Liguria.
Fonte: Stampa Imperia.
Intervista a Carlo Aguzzi – «È Capodanno solo col brindisi» – «Non rinunciate al brindisi È Capodanno!».
Aguzzi, decano dei sommelier: come scegliere lo spumante d’Oltrepo. «Non rinunciate al brindisi È Capodanno!» Carlo Aguzzi, decano dei sommelier pavesi e scrittore «Uno spumante d’Oltrepo è perfetto: si può scegliere» il decano dei somme/ lier (degustatore dal 1984), grandissimo esperto divini e ambasciatore del talento enologico d’Oltrepo in tutto il mondo, qualifica che gli è valsa nel 2010 anche il titolo di cavaliere della Repubblica. La sua passione per l’enogastronomia si è tramutata anche in numerosi libri di successo. All’approssimarsi del classico brindisi di mezzanotte (che lo vedrà sul palco del Fraschini) ci dà alcune indicazioni e valutazioni personali. Il brindisi di mezzanotte… quali sono i vini consigliati da Carlo Aguzzi? «Io sono tradizionalista per natura e quindi, vista la zona, direi di puntare sui vini dell’Oltrepo Pavese.
Fonte: Provincia – Pavese.
Per la Cantina Terre due nuovi depuratori a Broni e a Casteggio.
Gli impianti dovrebbero entrare in funzione entro un anno obiettivo: evitare contenziosi (e sanzioni) sugli scarichi BRONI Nuovi depuratori, si spera in funzione a partire dalla vendemmia 2023, per i due stabilimenti a Broni e Casteggio di Terre d’Oltrepo. Nei giorni scorsi, il presidente del colosso cooperativo Enrico Bardone ha presentato istanza alla Regione per l’autorizzazione alla nuova costruzione degli impianti di lavorazione degli scarichi e delle acque reflue prodotti dalle cantine. Una questione che era sul tavolo del nuovo consiglio di amministrazione fin dai primi giorni dopo l’insediamento, visto che, a causa di alcune irregolarità nella gestione degli scarichi e problemi di inquinamento, è in corso da tempo un contenzioso con Ato e Broni-Stradella Pubblica con alcune diffide nei confronti della cantina.
Fonte: Provincia – Pavese.
Capodanno tra cenoni e spettacoli in piazza – Capodanno 2023: «foodwine» trainano il turismo in Piemonte.
L’assessore piemontese al Turismo Vittoria Poggio annuncia il boom di occupazione delle camere d’albergo Ai turisti «fanno gola i prodotti dell’enogastronomia, A Genova preparativi per la diretta di Mediaset ¦ Un 2022 ricco di soddisfazioni, dove i nu- alberghi registrano quasi il tutto esaurito». meri parlano chiaro: un turista su due sce- Anche Genova si è organizzata per una festa glie il Piemonte come meta del proprio viaggio lunga tre giorni. Il «TriCapodanno» è cominciato. Un risultato che nasce dalla varietà ciato ieri sera e culminerà domani con lo dell’offerta e che si conferma anche per la spettacolo Mediaset in diretta da piazza De pausa natalizia. Risultati riportati con soddisfazione, Ferrari. Attenzione alla sicurezza anche nel sfazione dall’assessore alla Cultura, Turismo la zona del Porto Antico, meta di molti turisti. e Commercio della Regione Piemonte Vittoria Poggio: «Fioccano le prenotazioni.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Nasce il Salone del Vino di Torino Appuntamento dal 4 al 6 marzo.
Nasce il nuovo Salone ino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo 20231a Città di Torino diventa una grande cantina che accoglie produttori delle nostre terre. «Abbiamo la fortuna di vivere in un territorio meraviglioso, dove, attraverso il vino, le eccellenze, le tradizioni e l’innovazione trovano cura e passione – sottolinea Patrizio Anisio, Direttore del nuovo Salone del vino di Torino -Al salone nasce per contribuire a questo racconto. Grazie ai produttori e alle tante realtà che lavorano per far conoscere la nostra regione e le sue unicità, porteremo in città tutti i sapori delle nostre terre». Il Salone sarà «un’occasione importante per contribuire alla diffusione delle eccellenze vitivinicole del territorio torinese» secondo Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di Torino.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
Brindisi col botto delle “bollicine” piemontesi – Per le bollicine piemontesi è un brindisi da record.
Brindisi con il botto per le bollicine piemontesi. Il Metodo Classico Alta Langa, 3 milioni circa di bottiglie prodotte nell’ultima vendemmia, vede crescere le vendite del 40% rispetto a12021. L’Asti spumante a fine novembre segnava un + 14%, ovvero 61,2 milioni di bottiglie pronte per la vendita che perl’85%è all’estero. Prodotti e numeri molto diversi accomunati dal vento di favore che spinge l’intero comparto spumantiero a vele spiegate, tutto l’anno. Nell’ultima vendemmia prodotte 3 milioni di bottiglie di Alta Langa Metodo Classico Bene anche l’Asti Spumante che segna una crescita del 14 per cento e per il Moscato Per le bollicine piemontesi è un brindisi da record brindisi con il botto per le bollicine piemontesi.
Fonte: Stampa Asti.
Empoli Ultimo appuntamento con il Mercatale.
Ultimo appuntamento dell’anno in corso per il Mercatale in Empoli. Odori e sapori a chilometro zero sui banchi del mercato agroalimentare, tra eccellenze e qualità dei prodotti locali e toscani, sabato 31 dicembre 2022, dalle 8 alle 13, in via Bisarnella, a due passi dal parco Mariambini, dal centro cittadino e dalla Statale Tosco Romagnola. Gli affezionati clienti e i numerosi visitatori di Empoli Città del Natale, che in queste settimane stanno affollando la città e che hanno scoperto il ‘Mercatale’, potranno assaggiare e gustare prodotti di qualità e stagionalità da mettere in tavola al cenone dell’ultimo dell’anno.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Dal ritorno delle anteprime con “Grandi Langhe” a “Vinitaly” & “OperaWine”, ecco gli eventi 2023.
Le “Anteprime di Toscana” e “Wine&Siena”, “Identità Golose” e la “Slow Wine Fair”, e non solo, mentre le Feste si trascorrono nei territori del vino. “Vinitaly”, l’evento di riferimento internazionale del mondo del vino italiano a Verona (2-5 aprile), con il prologo di “OperaWine 2023”, la prestigiosa degustazione firmata Vinitaly e “Wine Spectator” con 130 produttori e altrettanti vini icona a rappresentare il meglio del made in Italy enologico (1 aprile), ma anche il ritorno delle Anteprime con “Grandi Langhe”, la grande degustazione dedicata alle Denominazioni di Langhe e Roero firmata dai Consorzi del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e del Roero a Torino (30-31 gennaio), la Settimana delle “Anteprime di Toscana” con le ultime annate dei vini toscani (11-17 febbraio, da Firenze ai territori), e “Vini ad Arte”, l’appuntamento di riferimento del Consorzio Vini di Romagna con la Romagna del vino in anteprima a Faenza (28-30 maggio). E ancora e non solo, “Wine&Siena – Capolavori del gusto” a Siena (27-30 gennaio), primo appuntamento del “The WineHunter” Helmuth Köcher, “Identità Golose” a Milano, il Congresso internazionale di Cucina d’Autore tra i più prestigiosi al mondo (28-30 gennaio), “Slow Wine Fair”, la Fiera del vino buono, pulito e giusto organizzata da BolognaFiere e Sana-Salone Internazionale del Biologico e del Naturale con la direzione artistica di Slow Food a Bologna (26-28 febbraio), il nuovo “Salone del vino di Torino” (4-6 marzo), e “Summa”, la rassegna delle eccellenze enologiche biologiche e biodinamiche della Tenuta Alois Lageder (1-2 aprile): ecco alcuni degli eventi già in programma nell’agenda 2023, segnalati a WineNews.
Fonte: WineNews.
Promozione: se le Regioni “fanno concorrenza” alle fiere internazionali.
Dal 4 al 6 marzo il Salone del Vino di Torino: i Consorzi piemontesi in ordine sparso, ma per Barolo e Barbaresco la priorità è “Grandi Langhe”. Dopo i due anni di pandemia, che hanno a lungo azzerato il calendario dei grandi eventi delle grandi fiere del vino, adesso il settore sembra volersi rifare con gli interessi. Tanto che, oltre agli appuntamenti di carattere internazionale (su tutti la ProWein di Dusseldorf e il Vinitaly di Verona) le grandi Regioni del vino italiano puntano ad avere un grande appuntamento collettivo, un momento di promozione e business che sposti, almeno per qualche giorno, il fulcro e l’attenzione dall’ambito nazionale a quello locale, da VitignoItalia, con le cantine riunite a Napoli, all’ormai storica BuyWine di Firenze, appuntamento prettamente business dedicato all’internazionalizzazione delle aziende toscane, a Sicilia en Primeur, la finestra internazionale del vino siciliano, solo per citarne alcuni. In questo senso, anche Torino avrà il suo Salone del Vino, sulle ceneri della Torino Wine Week e sull’esempio della Milano Wine Week, di scena dal 4 al 6 marzo e dedicato ai vini della Regione, con un calendario di oltre 100 eventi Off, tra masterclass, cene, degustazioni ed enoteche, che animeranno ristoranti, piole ed enoteche della città della Mole già dal 28 febbraio.
Fonte: WineNews.
Fine wines: quando il vino è così prezioso che va messo in cassaforte.
Rossi da invecchiamento e champagne millesimati: la ricerca di bottiglie pregiate come beni rifugio sta crescendo a ritmi esponenziali. Ma occorre sapere come conservarle. È l’affascinante nome dato ai vini che vengono venduti durante l’affinamento. Ossia mesi, più spesso anni, prima del rilascio sul mercato. Una realtà tipica per vini come il Barolo, che riposa per anni prima di essere pronto nel calice. Si chiama proprio Barolo en primeur l’asta svolta a fine ottobre al Castello di Grinzane Cavour, in collaborazione con Christie’s e in contemporanea con New York. Sono state battute 14 barrique di Barolo della vendemmia 2021 dalla vigna storica Cascina Gustava, quella di Camillo Benso di Cavour, che diventeranno circa 300 bottiglie con etichette artistiche ad hoc, per un ricavato di quasi 770mila euro, donato a progetti di solidarietà e inclusione sociale sul territorio.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Vino e salute, alimentazione, e cibo sintetico: le riflessioni del nutrizionista Giorgio Calabrese.
“Mai e poi mai gli “healt warning” nelle etichette dei vini. Altrimenti andrebbero messe su tutto. È questione di quantità e ripetitività. Il vino è un alimento liquido, che non va consumato prima dei 16-17 anni, perchè il fegato non ha gli enzimi per digerirlo. Dopo di che è dimostrato che un bicchiere a pasto non solo non fa male, ma può avere effetti benefici. Il cibo sintetico? Semplicemente, non è cibo, ma una questione di grandi interessi economici”.
Fonte: WineNews.
Per fare un vino ci vuole il lievito.
E spesso il loro apporto enzimatico e la loro azione, che servono per trasformare l’uva in aromi, alcol, CO2 e calore, viene manovrato in cantina per dare nel bicchiere i sentori che servono a essere piacione, o a vincere i concorsi. Abbiamo provato a capire come. Per fare un vino ci vuole il lievito, e su questo non si discute. Questi piccoli esserini unicellulari sono indispensabili per trasformare l’uva in aromi, alcol, CO2, calore e, diciamolo, piacere inebriante. Spesso viene manovrato in cantina per dare nel bicchiere i sentori che servono a raggiungere l’obiettivo enologico e/o commerciale sperato. Abbiamo provato a capire come, perché e quando…
Fonte: Linkiesta.
Vino: i contributi ai produttori per la digitalizzazione.
Sono state decisi i criteri e le modalità per i contributi a favore dei produttori di vino per promuovere i territori locali di produzione. A cura di Cica Bologna, Assistenza Tecnica e Servizi per lo Sviluppo delle Imprese. Il Decreto del Ministero dell’Agricoltura,della Sovranità Alimentare e delle Foreste del 20 giugno 2022 ha stabilito criteri e modalità per l’assegnazione di contributi a favore dei produttori di vino Dop e Igp nonché dei produttori di vino biologico che investano in più moderni sistemi digitali, ai sensi dell’art. 1, comma 842, della legge 30 dicembre 2021, n. 234. Sono ammessi a presentare istanza di contributo i viticoltori ed i trasformatori di vino Dop, Igp o biologico. Nonché gli imbottigliatori qualora siano anche viticoltori o trasformatori, che esercitino anche l’attività agrituristica, ovvero l’attività enoturistica nel rispetto della normativa nazionale e regionale vigente.
Fonte: AgroNotizie – Image Line Network.
STAMPA ESTERA
Charles Philipponnat. Des bulles et des étoiles.
PORTRAIT CE VITICULTEUR DIRIGE DEPUIS PLUS DE VINGT ANS LES CHAMPAGNES PHILIPPONNAT, CRÉÉS PAR SES ÁÍEUX IL Y A 500 ANS. LA MAISON EST AUJOURD’HUI SALUÉE À [UNANIMITÉ POUR LA QUALITÉ DE SES CUVÉES, DIGNES DES PLUS GRANDS.
Depuis Apvril le Philipponnat en 1522, viticulteur à Ay – la Beaune du champagne, le patronyme ne s’est jamais éteint. Charles est son descendant direct. La quinzième génération de cette lignée agnatique. Il arbore à l’annulaire une chevalière aux armes de la famille, les mêmes que celles qui décorent depuis plus d’un siècle les étiquettes du champagne Philipponnat. Mais ce sexagénaire tient à préciser qu’il a longtemps juge ceta ostentatoire et prétentieux. « Je n’ai commencé à la porter qu’en 2000 lorsque j’ai pris les rênes de la maison qui n’était d’ailleurs plus dans l’escarcelle familiale mais aux mains du groupe Lanson BCC (Boizel Chanoine Champagne) depuis le milieu des années 1990. Aujourd’hui je l’assume. Je suis le faire-valoir d’un patrimoine que je me dois de faire fructifier. » A l’époque, il est appelé pour redorer le blason de la maison champenoise, qui, après deux propriétaires successifs, a perdu de sa superbe. Pour cela il n’a qu’une obsession, «améliorer chaque jour quelque chose dans l’entreprise, précise-t-il. Cela peut être un détail administratif. une décision plus importante (lamie gestion du vignoble, dans la vinification. C’est comme cela que j’inculque la culture de la qualité auprès de mes équipes». Aujourd’hui, Charles Philipponnat récolte les fruits de son travail. Alors que la maison fête ses 500 ans cette année, ses cuvées viennent d’obtenir leur troisième étoile dans le Guide vert de Lu Revue des vins de France (elles n’en avaient aucune à son arrivée). Elles sont aujourd’hui notées entre 93 et 100 (sur 100) par les critiques anglosaxons et Philipponnat a été élu maison de l’année par le Guide Bettane et Desseauve qui a, au passage, qualifié son président de génie du vin – un détail qui le gêne un peu, « tant ma modestie en souffre », précise-t-il. Derrière ses lunettes, on devine néanmoins dans ses yeux une certaine fierté. Il explique être « le petit nouveau des helles maisons de champagne », alors que – ironie du sort – « elle est l’une des plus vieilles de France ». Pas question en revanche de « stariser » ses bulles. i.e glamour, ce n’est pas le genre de la maison. « Nous ne voulons pas devenir une marque recherchée pour son étiquette. Notre marketing se concentre à l’intérieur de la bouteille.» 11 poursuit : « Faire un bon vin demande de la patience et de la persévérance. Entre le montent où l’on décide d’apporter des améliorations dans nos vignes et le moment où le champagne est commercialisé, il se passe dix à quinze ans. A cela, il faut ajourer le temps que les professionnels, les cavistes, les restaurateurs mais aussi le public reconnaissent le sérieux et la régularité de notre travail. Ces vingt années à la tête de Philipponnat, je les ai donc passées à préparer la reconnaissance que l’on a aujourd’hu.
Fonte: Figaro.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 29 dicembre 2022!
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La vigna del conte Max.
La notizia di cui tutti parlano a Roma tra Natale e Capodanno è che la Zte, colosso cinese delle telecomunicazioni, emanazione più o meno diretta del governo di Pechino, dunque colosso un po’ inquietante, avrebbe mandato come omaggio natalizio a dirigenti e “stakeholder” una cassetta di “Sfide”, uno dei vini prodotti da Massimo D’Alema in Umbria. Cerchiamo conferme ma non arrivano, “questi cinesi sono dei pulciari”, mi dice anche un ex manager dell’azienda deluso (non ha ricevuto il pacco). Rinunciamo al fact e wine checking. Ma al netto della fama di lobbista internazionale o come dice lui di consulente, specializzato in autocrazie, dal Venezuela appunto alla Cina, ritorna in primo piano l’intervento entusiastico di D’Alema al convegno organizzato proprio dal gruppo cinese due anni fa, avente come titolo “Perchè avere paura del 5G? Quando la conoscenza crea valore”, e si sa che il 5G è una delle specialità della Zte.
Fonte: Foglio.
Vini protagonisti in fiera dal 27 al 29 gennaio.
Oltre 100 etichette da degustare nella ottava edizione di Forlì Wine Festival FORLÌ Vino protagonista in fiera. La straordinaria varietà di vitigni e produzioni di tutte le regioni italiane si raccolgono nella 8a edizione di Forli Wine Festival, in programma dal 27 al 29 gennaio al centro fieristico. Oltre 100 diverse etichette presentate dai produttori ospiti della manifestazione, che proporranno degustazioni di bianchi, rossi e frizzanti che già nei loro nomi, profumi e sapori, raccontano la storia della terra dalla quale provengono.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Bollitine scintillanti tra frutti gialli e torrefazione.
Devaux cec Michel Chaputier Champagne Brut Sténopé 2012. Bollicine scintillanti tra frutti dalli e torrefazione a Maison Devaux è al centro di una saga familiare che inizia con i fratelli Jules e Auguste Devaux poco prima della metà del XIX secolo; successivamente è stata gestita da tre donne ispirate che hanno guidato l’azienda vinicola di famiglia con notevole energia e talento in egual misura. Tanto che la casa ebbe un buon successo, esportando alla fine del secolo il 75% della sua produzione. Nel 1907, dopo la morte di Charles-Auguste De vaux, Marguerite MarieLouise, la terza «vedova Devaux» nata Hussenot, prese le redini e gestì l’azienda fino alla sua morte, avvenuta nel 1951 all’età di 80 anni, concludendo così una straordinaria saga di «vedove dello Champagne».
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Registro dei vigneti storici ed eroici la Regione si candida per adottarlo.
Strategia di valorizzazione per produzioni veterane o in quota dalle Cinque Terre al Ponente Registro dei vigneti storici ed eroici la Regione si candida per adottarlo. Nuove prospettive di crescita e di «appeal» per la viticoltura ligure. Nella strategia di valorizzare ulteriormente il patrimonio vinicolo regionale, che si estende dalle Cinque Terre fino all’estremo Ponente, la Regione si candida per dotarsi, tra le prime in Italia, del «Registro dei vigneti storici ed eroici», proseguendo così il percorso per la regolamentazione dei vigneti. Molte delle coltivazioni viticole del Ponente potrebbero rientrare agevolmente nei due elenchi. I vigneti, per essere definiti storici, devono essere stati impiantati prima del 1960.
Fonte: Stampa Imperia.
Torino, a marzo debutta il nuovo Salone del Vino.
L’azienda fondata da Emanuele Piasini ospita nella sua sede la nuova China house Intanto pensa ai figli dei dipendenti e produce un vino a due passi dagli uffici Dalla Cina al vino, senza tralasciare i camp estivi per i propri dipendenti. Webtek, l’azienda fondata da Emanuele Piasini nel 2008 con sede a Poggiridenti, guarda sempre più lontano, ma non scorda le sue radici. L’agenzia web e creativa ospita, dal mese di aprile, la nuova China house negli spazi dell’hub tecnologico Khub.
Fonte: Eco di Bergamo.
Stasera a Villa Pasquali pioggia di Amarone.
Un impegno della casa vinicola Nera «Tutela del paesaggio e sostenibilità» A Chiuro minor impatto sull’ambiente e aiuti alla comunità locale Grande attenzione anche alla selezione dei materiali del packaging Casa vinicola Nera Chiuro 1940 Inizio attività Fine anni ’50 Le acquisizioni di Pietro Nera Oggi e domani Il timone ai figli Stefano Simone e Angela Buone pratiche Cambia il packaging La casa vinicola Pietro Nera, con 8 ettari di proprietà, rappresenta oggi una tra le più importanti e prestigiose case vinicole della Valtellina. L’attività della famiglia ebbe inizio nel 1940 grazie a Guido Nera, che rimase al comando dell’azienda sino al decennio successivo. La cantina si sviluppò significativamente verso la fine degli Anni Cinquanta con Pietro Nera, il quale, con caparbietà ed orgoglio, acquisì diversi ettari di vigneti nelle classiche zone di produzione del Valtellina Superiore Docg.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Torino, a marzo debutta il nuovo Salone del Vino.
Nuovo competitor per Vinitaly: da14 a16 marzo 2023 debutta a Torino il Salone del Vino, preceduto da un centinaio di appuntamenti in città.
Fonte: Eco di Bergamo.
Stasera a Villa Pasquali pioggia di Amarone.
“Amarone Night” è il titolo dell’iniziativa enologica di fine anno che si terrà a Villa Pasquali stasera alle 20. Nell’occasione verranno degustati alcuni tra i più importanti amaroni prodotti nella Valpolicella. Tra questi: Amarone classico Il Bosco cantina Cesari, Amarone classico cantina Zenato, Amarone classico Sant’Urbano cantina Speri. L’iniziativa è a cura della `Sapori Arte Cultura’, che intende festeggiare l’arrivo del nuovo anno con un `brindisi alternativo’ senza l’utilizzo delle famose bollicine, ma valorizzando appieno il `Re dei vini rossi’. Una storia strana quella dell’Amarone, secondo la quale pare che l’Amarone sia figlio del vino Recioto, o meglio di alcune botti di Recioto che furono dimenticate in cantina.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Franciacorta e Oltrepò Pavese Quando il brindisi è lombardo.
Sette etichette regionali tra Chardonnay e Pinot Nero • Lo Champagne è una delle passioni di chi scrive. Ma si pub fare un brindisi classico (inteso come metodo) e di altissimo livello senza muoversi dalla nostra regione. La Lombardia infatti ospita due dei territori italiani maggiormente vocati per le bollicine di qualità: la Franciacorta nella provincia di Brescia e l’Oltrepò Pavese nella provincia (ovviamente di Pavia). Partiamo dalla Franciacorta, terra di bolle eleganti e nobili per nascita. Qui la vocazione è tutta dello Chardonnay, che come anche nella Champagne è l’uva della morbidezza e dell’eleganza. Come si casca si casca in piedi, ma ci permettiamo di consigliarvi qualche etichetta: da una delle aziende più blasonate sul lago di Iseo, la Guido Berlucchi, suggeriamo un brindisi con il Franciacorta docg 61 Nature, una cuvée millesimata del 2015 composta da un 80 per cento di Chardonnay e da un 20 per cento di Pinot Nero.
Fonte: Giornale Milano.
Vino: da Regione oltre 400mila euro per riconversione vigneti.
Superano i 400.000 euro i contributi erogati dalla Regione per le aziende vitivinicole mantovane, nell’ambito del Piano regionale di ristrutturazione e riconversione vigneti per la campagna 2022-23, finalizzata al reimpianto di vitigni di qualità. Lo rileva Coldiretti Mantova, alla luce del decreto emesso dall’Organismo pagatore regionale (Opr). “La viticoltura mantovana — sottolinea Gianni Rondelli, responsabile del settore vitivinicolo di Coldiretti Mantova — continua a mostrare segnali di vitalità e conferma la volontà di investire per migliorare produzione e competitività, grazie a una superficie che supera i 2mila ettari e a una produzione per oltre l’80% indirizzata ai circuiti Dop e Igp”. Mantova esprime alcune delle Dop e Igp più note a livello nazionale in ambito vitivinicolo.
Fonte: Voce di Mantova.
Dopo lo strappo di Automotoretrò Torino si rifà con il Salone del vino.
II nuovo evento interamente dedicato ai vini piemontesi si terrà in città dal 4 al 6 marzo 2023 Dopo lo strappo di Automotoretrò Torino si rifà con il Salone del vino M Nebbiolo, Barolo, Barbaresco. E ancora: Barbera, Erbaluce e Arneis. I grandi vini del Piemonte si danno appuntamento al nuovo Salone di Torino, interamente dedicato alle uve dei territorio. L’annuncio dell’evento itinerante (e inebriante) arriva a pochi giorni di distanza dallo strappo di Automotoretrò, che ha lasciato Torino per insediarsi in quel di Parma. Nonostante la delusione, la città guarda avanti e, dal 4 al 6 marzo 2023, si trasforma in una grande cantina, pronta da accogliere i migliori produttori delle nostre terre.
Fonte: CronacaQui Torino.
L’annuncio A marzo arriva il Salone del vino.
Nasce il nuovo Salone del vino di Torino, tutto dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo la città diventa una grande cantina. Da martedì 28 febbraio fino alla conclusione del salone, inoltre, più di l00 eventi diffusi, per un calendario Off in cui diventano protagonisti anche ristoranti, piole e enoteche, artisti e scrittori, tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli. «L’idea del salone ci ha da subito convinto per la valenza turistica e culturale e perla ricaduta che può portare sugli operatori del settore», commentano gli assessori ai Grandi eventi e al Commercio, Mimmo Carretta e Paolo Chiavarino.
Fonte: Repubblica Torino.
Lo spumante? Figlio del Rinascimento.
Il Moscatello di Montalcino risale al 1540. E la Montellori ha creato un must Lo spumante? Figlio del Rinascimento Molti credono che la storia del vino spumante in Italia sia alquanto recente, in realtà le testimonianze che avvalorano il contrario sono numerose e si avvicinano moltissimo alla fine del 1700. La Toscana, è risaputo, è terra da vino rosso, questo non significa che il processo di spumantizzazione, sia esso ancestrale, familiare, artigianale o tecnologico non fosse e non sia conosciuto. Una prova su tutte: “… delicato Moscatello, tondotto, leggiero e di quel frizzante incarico … “: siamo nel 1540, e il vino in questione è il Moscadello di Montalcino.
Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.
Aneri, nuova cantina nella terra dell’Amarone.
L’imprenditore veronese, ambasciatore dei grandi vini, festeggia i 25 anni di carriera. Un gioiello da 1.200 metri quadrati disposti su tre piani all’interno di una villa, a San Pietro in Cariano nel cuore della zona di produzione dell’Amarone classico. Giancarlo Aneri, insieme ai figli Alessandro e Stella, ha voluto farsi un regalo per festeggiare il venticinquesimo compleanno della sua casa vinicola: una nuova cantina dove affinare il suo prestigioso rosso. Nella nuova struttura – già esistente, ma che la famiglia veronese ha completamente recuperato dopo alcuni anni in disuso – già troneggiano le bottiglie con l’etichetta personalizzata e le barrique con i nomi degli illustri clienti a cui sono destinate.
Fonte: Gazzettino.
Prosecco, nessuna crisi il brindisi vale 2 miliardi – Prosecco, un brindisi da 2 miliardi di euro Lo spumante delle feste non sente la crisi.
L’indagine Uiv-Ismea anticipa che per San Silvestro saranno stappate più bottiglie del 2021 I concorrenti delle bollicine di Marca saranno Trento Doc, Asti e Franciacorta. Prosecco, un brindisi da 2 miliardi di euro Lo spumante delle feste non sente la crisi Indagine Uiv-Ismea saranno stappate più bottiglie che nel 2021. Bortolomiol (Docg): «Protagonisti in Italia e nel mondo» I “concorrenti” delle bollicine di Marca saranno Trento I)oc, Asti e Franciacorta Inflazione e caro bollette sembrano non sfiorare le tradizioni di fine anno, e le bollicine delle feste sono destinate – secondo le previsioni degli addetti ai lavori – a infrangere nuovi record a cavallo tra 2022 e 2023. In base all’ultima indagine dell’Osservatorio Uiv-Ismea, infatti, da Natale all’Epifania saranno saltati 341 milioni di tappi di spumante, una crescita di circa il 6 per cento rispetto a un anno fa, e com’era prevedibile, nella stragrande maggioranza saranno bottiglie di Prosecco.
Fonte: Tribuna Treviso.
CONSORZIO VINI DOC SICILIA PROTAGONISTA DEL 2022.
Nel 2022 il vino DOC Sicilia ha viaggiato per Paesi e città, attraversando confini e parlando le lingue di 3 Continenti: press tour, campagne pubblicitarie, seminari e Masterclass in Italia e all’estero sono state alcune delle attività a cura del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia, che fin dal 2012, in parallelo alle attività di tutela e vigilanza a difesa del consumatore e dei produttori, realizza attività e iniziative volte a promuovere la denominazione. Il 2022, che in qualche modo ha rappresentato il ritorno alla vita dopo la crisi pandemica, si è sviluppato anche per il Consorzio con l’intenzione chiara di instaurare un rinnovato rapporto con appassionati, consumatori e professionisti del settore vinicolo di tutto il mondo, tra Europa, Canada, USA, Cina e UK.
Fonte: Winery Tasting Sicily.
“Cantine storiche d’Italia”, un viaggio tra architettura ed enologia.
Margherita Toffolon e Paolo Lauria hanno realizzato una sorta di viaggio attraverso l’architettura e la storia di alcune delle più antiche cantine, per conoscere i migliori vini, i luoghi di produzione e la conservazione. Margherita Toffolon, architetto e giornalista, e Paolo Lauria, sommelier professionista, in un volume illustrato di grande formato, intitolato Cantine storiche d’Italia, accompagnano il lettore a visitare alcune cantine storiche, da Nord a Sud, del nostro Paese alla scoperta della storia, delle bellezze architettoniche e della loro produzione vinicola.
Fonte: Italia a Tavola.
In giro per il mondo a caccia di vini-gioiello: il mestiere del wine explorer.
Dal Giappone all’Argentina, Alessandro Salvano di Elemento Indigeno: “Diamo voce a bottiglie che non sono figlie di brand prestigiosi, ma che meritano di essere raccontate”. Ecco quali bere per le feste.
Fonte: la Repubblica.
Nasce a Torino il nuovo Salone del vino, debutto dal 4 al 6 marzo 2023.
Nasce il nuovo Salone del vino di Torino, interamente dedicato ai vini piemontesi. Dal 4 al 6 marzo 2023 la Città di Torino diventa una grande cantina che accoglie produttori delle nostre terre. Un vero e proprio omaggio alla nostra terra e all’attività vitivinicola della nostra regione, tra storia e innovazione. Da martedì 28 febbraio fino alla conclusione del Salone, inoltre, più di 100 eventi diffusi, per un calendario OFF in cui, oltre ai produttori, diventano protagonisti i grandi ristoranti, le piole e le enoteche, artisti e scrittori, tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli.
Fonte: Quotidiano Piemontese.
Vino, all’inizio di marzo debutta il Salone di Torino.
All’inizio di marzo debutta una nuova rassegna enologica, il Salone del vino interamente dedicato ai vini piemontesi. In calendario dal 4 al 6 marzo, sarà preceduto e accompagnato da un centinaio di appuntamenti nell’agenda off, diffusi in città. Oltre ai produttori, saranno coinvolti grandi ristoranti, piole ed enoteche, artisti e scrittori, in agenda tra masterclass, cene, degustazioni e spettacoli. Per adesso non è stata comunicata la sede dell’evento.
Fonte: ANSA.
Vino italiano, prosegue il trend di crescita delle esportazioni. I dati.
Le rilevazioni dell’osservatorio Uiv-Ismea. Le aziende vitivinicole alle prese però con l’aumento dei costi di gestione conseguenti alle bollette sempre più care: rischio erosione dei margini di guadagno. Roma: 28 Dicembre 2022 – I vini italiani continuano a conquistare importanti fette di mercato sulle piazze internazionali. Continua, infatti, il trend di crescita delle esportazioni grazie alla validità delle strategie adottate da parte delle aziende vitivinivole italiane. La grande qualità del vino made in Italy costituisce un importante fattore competitivo che permette alle imprese di vendere sempre di più al di fuori dei confini nazionali. Infatti, continuano ad avere performance sempre più importanti le vendite dei vini Dop – denominazione geografica protetta. Le aziende vitivinicole, però, sono alle prese con l’aumento dei costi di gestione conseguenti agli incrementi della bolletta dell’energia che rischiano di erodere i margini.
Fonte: Quotidiano Nazionale.
Così la finanza esg coltiva il valore delle aziende del vino.
Creare in Italia bottiglie di pregio che siano sostenibili – anche sul fronte economico – richiede spesso il sostegno di una finanza virtuosa, che produca soluzioni mirate. Come nel caso dei minibond specializzati nel settore wine. Ecco quali sono e come funzionano le prime emissioni domestiche. I finanziamenti esg, cioè le soluzioni di credito e di debito che sono finalizzate a sostenere progetti di sostenibilità o il raggiungimento di target virtuosi per un’azienda, sono ormai uno strumento sempre più diffuso anche in alcuni settori legati ai pleasure asset, su tutti il settore delle aziende vitivinicole di prestigio. A favorirne lo sviluppo è la presenza di più attori finanziari specializzati. Insieme al canale bancario, che vede grandi istituti come Credit Agricole, Intesa Sanpaolo e Unicredit sostenere le eccellenze ma anche tutte le aziende protagoniste di uno dei settori di successo del made in Italy nel mondo, anche il mondo del private investment si dimostra attore attivo nel finanziare il mondo del vino e in particolare del fine wine italiano, dove spiccano come soluzione i minibond. Preziose soluzioni di finanziamento per un mondo, quello del vino italiano top, che ha sempre più esigenze di crescita sostenibile da sostenere.
Fonte: We Wealth.
Vino, ammessi tutti i 431 progetti presentati: 14 milioni di euro per le aziende toscane.
Il contributo è del 40% della spesa sostenuta per gli investimenti realizzati da micro, piccole o medie imprese. Sono 431 i progetti ammissibili a contributo nell’ambito della misura Ocm Vino relativa agli investimenti nel settore vitivinicolo approvati con il decreto dirigenziale 129 del 15 dicembre scorso da Artea.
Fonte: IlCuoioInDiretta.
STAMPA ESTERA
Australians fall out of love with beer and pubs, preferring glass of wine at home.
Australians’ love of beer once fed the idea of a country where “amber nectar” ruled supreme, from Paul Hogan’s Foster’s adverts to the oft-told story of cricketer David Boon downing 52 cans on a flight from Sydney to London. Yet 2022 was the year when beer lost its mantle as Australia’s favourite tipple for the first time, according to the brewing industry, as a younger, more abstemious and health-conscious generation turned its back on the increasingly pricey drink in the pub for a glass of wine at home. Tim Cooper, chief executive of Coopers Brewery, the country’s largest independent beer manufacturer, cited industry data showing that beer’s share of the Australian alcohol market slipped to about 38 per cent this year, behind wine with more than 40 per cent. This was a huge reversal from the 1970s, when beer accounted for 70 per cent of all alcoholic drinks consumed in Australia, with wine at just 10 per cent, he said. “The big change is that people are drinking at home and not in the pubs any more. That’s a substantial shift,” said Cooper, the fifth generation of his family to lead the brewer in Adelaide, South Australia. Half of the beer produced in Australia was consumed in pubs in the 1970s, he noted, a time when selling kegs was a “licence to print money”. But that figure has now fallen to 16 per cent, not helped by the coronavirus pandemic, which has hit Australia’s hospitality sector hard. Matt Kirkegaard, founder of Brews News, a trade publication, said the emergence of wine as the country’s most popular drink had been “sneaking up on us for a while”, reflecting a shift in Australians’ self-perception. “For years beer has been such a strong part of our identity, whether it’s Paul Hogan or the XXXX ads,” he said, referring to the popular brand made by Castlemaine Perkins in Queensland. “But the modern Australian doesn’t want to be seen that way any more. They want to be seen as more sophisticated.” Kirkegaard said the industry had not helped itself by promoting beer as an overtly masculine product, pointing to a Victoria Bitter campaign a decade ago that mocked men who used hand cream or drank cocktails.
Fonte: Financial Times.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
