Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 16 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
La riserva alpina? Nel bicchiere è sorprendente.
Il Brut Piancastello di Endrizzi e la nuova guida I Metodo Classico Riserva sono un magnifico mondo a parte. L’evoluzione negli anni degli spumanti li trasforma, li arricchisce, li fa diventare sorpredenti. È la lunga sosta del vino a contatto con i lieviti a dare rotondità, con profumi di frutta secca e spezie. Un esempio? Il Piancastello Riserva 2017 di Endrizzi. È la bottiglia che ha appena vinto il campionato mondiale degli sparkling wine nella categoria Brut Vintage. Ed è una dei dieci suggerimenti che una componente storica della giuria di quel campionato, la master of wine finlandese Essi Avellan, offre ai lettori di Bollicine, bere bene per le feste, la nuova guida del Corriere della Sera (in edicola assieme al quotidiano a 9,90 euro).
Fonte: Corriere della Sera 7.
Intervista a Federico Bricolo – Quando si dice “stakeholder”.
Da Vinitaly a Fieracavalli, da Marmomac a Fieragricola: per Veronafiere il coinvolgimento del territorio è fondamentale. E il ritorno non è solo di immagine CON OLTRE 70 MANIFESTAZIONI ANNUE E PIÙ DI 100 MILIONI DI FATTURATO, VERONAFIERE È UN PROTAGONISTA DI PRIMA GRANDEZZA NEL SETTORE FIERISTICO NON SOLO ITALIANO. Sui mercati internazionali agisce tramite le partecipate. E di recente, il gruppo ha concentrato lo sguardo sul mercato americano, dove soprattutto il vino potrebbe avere grande impulso. Abbiamo chiesto al presidente di Veronafiere Federico Bricolo di spiegarci lungo quali direttive si sviluppano le attività Partiamo dalle strategie.
Fonte: Economy.
La vite è una cosa meravigliosa – Zorzettig allunga la vita del suo Friulano.
Nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, terra di grandi bianchi, si trova l’azienda Zorzettig, che ha sede sopra uno dei colli più alti, quello di Spessa nel territorio di Cividale del Friuli. Qui il terroir, che si avvantaggia dello scudo che le Alpi fanno nei confronti dei venti freddi del Nord e della vicinanza con le correnti miti dell’Adriatico e che si bea anche dell’esposizione a Sud e Sud-Est, favorisce i vitigni autoctoni come la Ribolla Gialla, il Friulano, il Picolit e il rosso Pignolo. Ma l’azienda guidata con piglio e un po’ di sentimento da Annalisa ha terre anche sui colli di Novacuzzo a Prepotto, zona di rossi, dove però oltre allo Schioppettino e al Refosco dal Peduncolo Rosso trovano dimora antiche piante di Friulano.
Fonte: Giornale.
Il vino privo di alcol non ha alcun senso.
Non trovo altro commento nel leggere la notizia che Federvini sta studiando il lancio di «vino dealcolato» per entrare nei mercati arabi in cui l’alcol è vietato. Possibile che per raccattare qualche euro in più si arrivi a snaturare un prodotto che è l’eccellenza del nostro Paese? Non abbiamo abbastanza scempiaggini già in circolazione con il caffè decaffeinato, il the deteinizzato, il latte senza lattosio, il cioccolato senza cacao? Se qualcuno, per motivi religiosi che rispetto, non vuole bere alcolici, si ubriachi pure di chinotto, ma non pretenda che il nostro vino diventi una bevanda «no alcol»!
Fonte: Giornale.
Bollicine marchigiane Spumanti di tradizione con Rocca dei Forti.
La cantina Togni produce da tre generazioni Un’accurata selezione di vini ‘vestiti’ di nuovo Bollicine marchigiane Spumanti di tradizione con Rocca dei Forti Dal cuore delle Marche il meglio della produzione spumantistica italiana. Siamo nel territorio di Serra San Quirico e lo spumante Rocca dei Forti è la punta di diamante della cantina Togni Spa. Dal 1954 è cresciuta diversificando la propria presenza dalle bollicine fino all’acqua minerale e alla birra ma è lo spumante Rocca dei Forti ad aver raggiunto la posizione di leader di mercato nella gdo.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
La civiltà del bere nell’azienda La Cura sul Golfo del Sole.
Una barba ampia, autorevole, filosofica (lui dice «solo maremmana»). Enrico Corsi (foto) è vigneron innamorato del suo territorio (Massa Marittima), spirituale e colto al punto da dedicare un passito a San Bernardino da Siena (II Predicatore) e una trilogia di vini a Dante Alighieri. Di più, da indicare l’annata in etichetta in numeri romani, citare Leonardo da Vinci come claim della cantina. Afflato legato al nome stesso della azienda, Tenuta La Cura (www.cantinalacura.it), da una chiesa del 1786 (Curia Nuova) fatta costruire dal granduca Leopoldo di Toscana quando consegnò ai massetani la strada nuova verso la costa.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Bortolomiol, 100 anni di passione per il vino.
L’azienda oggi fattura 13,7 milioni con un ebitda del 10%. Le vendite sono per il 75% nel Belpaese Valdobbiadene. Essere un innovatore significa spesso lasciare un segno nella storia, in questo caso nella storia enologica del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene che Zoo anni fa, quando nacque Giuliano Bortolomiol, era ancora tutta da scrivere. L’imprenditore veneto, morto nel 2000, è stato uno degli u fondatori del consorzio di tutela della Docg die oggi brilla sui mercati (104 milioni di bottiglie vendute nel 2021, per il 40% all’export, con circa 600 milioni di fatturato) e uno dei pionieri della tecnica spumantistica (è stato il primo a realizzare ü Prosecco nella versione brut).
Fonte: Sole 24 Ore Nord Est.
Un Consorzio per vitigni resistenti.
Un passo avanti importante verso la creazione dei vitigni resistenti dell’ Emilia-Romagna. Cantine Riunite e Civ, Cantina Sociale di San Martino in Rio, Caviro, Terre Cevico e il Centro di ricerche Ri.Nova, un’unione che rappresenta il 70% delle uve prodotte in Regione e l’ 11%a livello nazionale hanno costituito il Consorzio Vitires, ente che ha proprio I obiettivo di dare vita a un percorso innovativo di sperimentazione e ricerca che porti alla realizzazione di Vitigni Resistenti Emiliano-Romagnoli. II consiglio d’ amministrazione, appena insediato, vede rappresentati tutti i soci fondatori e ha dato corso alla nomina del presidente Marco Nannetti e del vicepresidente Alessandro Gallo.
Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara.
La rassegna eno-letteraria oggi fa tappa a Forlì.
Puntata in trasferta per ‘Una storia da tre calici’, la rassegna eno-letteraria itinerante nata dalla collaborazione tra la biblioteca comunale Plebino Battanini di Castrocaro Terme e Terra del Sole e i produttori locali di Sangiovese: questa sera alle 18.30 sarà la tenuta forlivese dell’azienda agricola ‘Vino e Noci Guarini Matteucci’ (via Minarda 2) a ospitare la presentazione del volume ‘ll sogno di Aurora – Luoghi e personaggi di Forlì prendono vita’, scritto da Simona Palo ed edito da Tempo al libro. A introdurre la scrittrice sarà il giornalista Maurizio Gioiello.
Fonte: Resto del Carlino Forlì.
Ricerche sui vitigni resistenti, la sperimentazione si farà a Tebano.
I campi del neonato consorzio Vitires saranno al Polo faentino: già testati 700 incroci. Rendere le piante più capaci di far fronte a patologie fungine Avranno sede nel Polo vitivinicolo di Tebano i campi sperimentali dove il neonato consorzio Vitires metterà a punto varietà di viti più resistenti alle principali patologie. Qui Cantine Riunite e Civ, Caviro, Terre Cevico, la Cantina Sociale di San Martino in Rio e il Centro di ricerche Ri.Nova hanno deciso di unire le forze per fare sì che i vitigni autoctoni della regione possano sviluppare varietà resistenti in particolare alle patologie fungine, come l’oidio e la peronospora.
Fonte: Resto del Carlino Ravenna.
Primo percorso grastronomico La location sarà la Borgata.
La Pro loco e la rete di associazioni fabraterne organizza per domenica prossima, 18 dicembre, il primo percorso enogastronomico a Ceccano, alla Borgata, dal titolo: “Il borgo diventa presepe”. Dal maggio scorso diverse associazioni, con la prima manifestazione dell’infiorata in occasione del Corpus Domini, non si sono più lasciate. Hanno unito le loro forze e realizzato un ricco calendario di eventi sempre più varie partecipati. Ora, facendo rete tra di loro e unendo forze e capacità, domenica prossima organizzeranno il primo percorso enogastronomico volto a valorizzare una delle zone più conosciute del paese: quella della Borgata.
Fonte: Ciociaria Oggi.
Barbatelle e pali gratis per creare nuovi vigneti.
Il Parco delle Cinque Terre fornisce pali in castagno e nuove barbatelle, ai coltivatori e produttori della zona. I pali in castagno naturale, saranno forniti per la creazione di nuovi vigneti ai proprietari di terreni con superficie superiore a 500 metri quadrati, per la conservazione dei vigneti, o con superficie superiore a 250 metri quadrati per nuovi impianti di vigneti. I pali in castagno dovranno essere posti in opera entro sei mesi, dalla fornitura del materiale da parte del Parco.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Bollino del ministero Il vino di Ricchi è sempre più green.
Alla cantina di Monzambano il certificato di sostenibilità La prossima sfida: la vendita del Rosso Rubino Riserva È sempre più verde il vino di Ricchi e a dirlo è il ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare. La cantina di Monzambano, una delle realtà storiche del territorio mantovano, ha ottenuto nei giorni scorsi dal ministero retto da Francesco Lollobrigida la certificazione Sqnpi, acronimo che sta per Sistema qualità nazionale per la produzione integrata. Una sorta di bollino (il marchio di cui è possibile fregiarsi sull’etichetta delle bottiglie è l’ape) che garantisce il rispetto del disciplinare, tanto in campo quanto in cantina, di pratiche sostenibili in termini di utilizzo di mezzi tecnici nei vigneti e di rintracciabilità del prodotto.
Fonte: Gazzetta di Mantova.
Torrevilla, premiata la linea “La Genisia”.
Doppio riconoscimento per i vini top di gamma della cantina Torrevilla. La linea La Genisia, progetto che coinvolge una ventina di vignaioli, ha ottenuto il premio “Quattro Rose Camune”, conferito da Ais Lombardia (Associazione italiana sommelier), per i vini La Genisia Riserva 110 Pinot Nero Noir e La Genisia Brut Pinot Nero Metodo Classico, che sono stati inseriti in Viniplus, la guida di Ais Lombardia dedicata alle eccellenze vitivinicole regionali. Massimo riconoscimento anche al Pinot Nero Nature Docg di Cantina Torrevilla. Il secondo premio, invece, è stato l’inserimento di La Genisia tra i vini della Guida Veronelli 2023..
Fonte: Provincia – Pavese.
«Per carne e vino la nostra battaglia non finisce qui».
Giorgio Borgese La parlamentare europea Gancia spiega perché il passo indietro dell’Ue è una buona notizia per adesso il pericolo è scampato, almeno fino al 2023. Due prodotti strategici del comparto agroalimentare italiano – anche piemontese – come vino e carne non saranno estromessi dall’elenco dei prodotti sostenuti da Bruxelles ogni anno con risorse specifiche destinate alla promozione sui mercati esteri. A fine ottobre sembrava che l’Ue avrebbe inserito tra i criteri di selezione alcuni requisiti stringenti per prodotti come camerossa e derivati, vino e alcolici. Questo in considerazione delle campagne promozionali Oms verso quegli alimenti il cui consumo eccessivo è considerato dannoso perla salute.
Fonte: Idea.
Sicilian Wine Weekend Si apre ad Alcamo la rassegna grandi vini.
Domenica la Guida del Giornale di Sicilia Sicilian Wine Weekend Si apre ad Alcamo la rassegna grandi vini. Si apre oggi, ad Alcamo, Sicilian Wine Weekend, rassegna dedicata alle migliori produzioni enologiche della Sicilia occidentale. E’ finanziata dall’assessorato regionale alle Attività produttive e promossa dal Comune di Alcamo con l’Enoteca regionale della Sicilia occidentale e la collaborazione dell’agenzia Feedback. In programma, fino a domenica, appuntamenti tra wine tasting, assaggi e cooking show al Castello dei conti di Modica e al Collegio dei Gesuiti di Alcamo, e anche momenti di approfondimento, appuntamenti rivolti ai più piccoli, musica dal vivo, presentazione di libri in abbinamento ad etichette.
Fonte: Giornale di Sicilia.
A Wine SeeSicily 40 aziende, riflettori sui vini del territorio.
La quarta edizione all’Ecomuseo del Mare A Wine SeeSicily 40 aziende, riflettori sui vini del territorio Quaranta aziende partecipanti, 400 etichette in degustazione, masterclass ed eventi, confronti tra aziende per promuovere il turismo. La quarta edizione di Wine SeeSicily, oggi e domani all’EcoMuseo del Mare, punta i riflettori sul mondo del vino siciliano attraverso percorsi sensoriali con esperti e winelovers, in collaborazione con i vari consorzi vitivinicoli locali e nazionali e con alcuni dei wine blogger italiani più seguiti sui social: Ugo Cosentino (ugo_grandcrew), liana Cappuccini (just.saywine), Clara lachini (clarettablu), Michela Donati (mimmiwinelover), Helen Bezane (wine perception), Gianluigi Rappa (winethreesome).
Fonte: Giornale di Sicilia Palermo e Provincia.
Con 300 bottiglie numerate l’aiuto alla Banca degli occhi.
In occasione dell’evento benefico tenutosi al ristorante Le Calandre dei fratelli Alajmo a Sarmeola di Rubano (Padova), l’azienda agricola Maculan e Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus hanno presentato Santalucia 2021, il prezioso vino che alla tredicesima edizione dell’iniziativa veste una confezione artistica ornata da un pendente d’argento raffigurante l’Occhio di Santa Lucia. Il simbolo, sinonimo di buona fortuna, è ispirato alla conchiglia originaria delle spiagge di Sardegna e Corsica, che assieme alla bottiglia si trasforma in un dono speciale, a sostegno della ricerca contro le malattie oculari.
Fonte: Gazzettino.
Vino in villa a Cart: tra mostre e tanta bellezza.
Vino e arte in villa in Valbelluna: domani l’ultimo appuntamento. La seconda e ultima data di “Vino e arte in villa in Valbelluna” sarà quella di domani, 17 dicembre, a Villa San Liberale a Cart di Feltre, dove dalle ore 18 si terrà l’inaugurazione di un’opera internazionale alla presenza dell’artista cinese Wang Jingyun, selezionato nell’ambito di Arte Laguna Prize 16 per una residenza artistica in Valbelluna, lasciando qui la sua firma. L’artista installerà una “finestra” sulla facciata storica della Villa, e presenterà al pubblico la sua poetica durante il talk moderato da Marta Fogagnolo di Arte Laguna Prize.
Fonte: Gazzettino Belluno.
Il Santalucia, vino per la ricerca da Maculan a Banca degli Occhi.
Tredici anni insieme, uniti da un comune obiettivo. E arriva a compimento anche nel 2022 il progetto solidale Santalucia, nato dalla collaborazione tra l’azienda vitivinicola Maculan di Breganze e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto Onlus. Un Cabernet Sauvignon nato dal vigneto Santo Stefano a Ferrata (Breganze) è stato scelto da una commissione di esperti ed è diventato il Vino Santalucia 2022. Trecento bottiglie uniche e numerate, che saranno vendute a un prezzo speciale perché gli interi proventi vanno a finanziare la ricerca contro le malattie oculati condotta dalla Banca degli Occhi..
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Premio Ue del paesaggio Candidate le colline.
Le Colline Unesco candidate al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Un riconoscimento nato a seguito della sottoscrizione della Convenzione Europea del Paesaggio da parte di 40 Stati membri tra cui l’Italia. La candidatura è stata affidata a Smart Land, società che si occupa di valutazioni, analisi e strategie, e che ha accompagnato anche il dossier di candidatura a Capitale italiana della cultura 2022 di Pieve di Soligo e le Terre Alte.
Fonte: Tribuna Treviso.
Cooking show e visite in cantina: arriva Sicilian Wine Weekend.
Prende il via domani, venerdì 16 dicembre, ad Alcamo, Sicilian Wine Weekend, la rassegna dedicata alle migliori produzioni enologiche della Sicilia Occidentale finanziata dall’assessorato regionale alle Attività Produttive e promossa dal Comune di Alcamo con l’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale e la collaborazione dell’agenzia Feedback. Fino a domenica 18 dicembre spazio a tanti appuntamenti tra wine tasting, assaggi e cooking show al Castello dei Conti di Modica e al Collegio dei Gesuiti di Alcamo. In programma anche momenti di approfondimento, appuntamenti rivolti ai più piccoli e alla presentazione di libri in abbinamento ad etichette.
Fonte: Travelnostop.
Morto in cantina, aperta un’inchiesta. Spisal, in arrivo altri 15 ispettori: «Le aziende vanno formate».
ercoledì la tragedia alla Corvezzo vinery di Cessalto. Dritan Mecaj, operaio albanese di 43 anni, è morto asfissiato in una cisterna in acciaio. Il direttore generale dell’Uls 2, Francesco Benazzi, ha annunciato che il numero dei tecnici passerà da 30 a 45. Ieri, 15 dicembre, il sindaco di Cessalto Emanuele Crosato ha portato ai famigliari di di Dritan Mecaj il cordoglio di tutta la comunità dopo la tragedia sul lavoro costata la vita all’operaio. Sull’ennesima morte bianca la Procura di Treviso ha aperto un fascicolo d’inchiesta, per ora senza indagati e con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, sull’incidente avvenuto all’interno dell’azienda vitivinicola Corvezzo Winery di Cessalto. L’uomo, di origini albanesi e nella Marca fin dal 1992, sposato e padre di un figlioletto di appena 11 anni, è morto per asfissia a causa delle esalazioni di alcuni residui di vino presenti all’interno di una cisterna di acciaio in autoclave.
Fonte: Treviso Today.
Berebene 2023: torna la guida che premia i vini con migliore rapporto qualità/prezzo.
Con la guida Berebene torniamo a ragionare di vino. Quello buono, che accompagna le tavole di tutti i giorni, che non fa male al conto in banca, e valorizza senza tanti filtri il luogo di produzione. In un anno senza precedenti per il rialzo dei prezzi, con un’inflazione record mai vista dagli anni ’80, riaffermiamo la straordinaria accessibilità del vino italiano. Nei nostri assaggi ci capita sempre più di preferire la fragranza e bevibilità dei vini base a tante selezioni e riserve che talvolta di superiore hanno solamente il prezzo. È un profilo, questo, tipicamente italiano, che da una parte indica la serietà dei produttori che non mettono in pratica gerarchie nette, dall’altra, evidenzia quanti margini di miglioramento ci siano ancora tra le selezioni più importanti.
Fonte: Gambero Rosso.
In arrivo nuova etichettatura ambientale anche per il vino: come mettersi in regola?
Mancano poche settimane al momento in cui scatterà l’obbligo di informare il consumatore sullo smaltimento degli imballaggi. Dal primo gennaio 2023, infatti, queste specifiche su natura dei materiali di imballaggio e relativo smaltimento, dovrà essere riportata anche sulle bottiglie di vino, con la possibilità di farlo tramite etichetta elettronica. In questa direzione, U-Label, la piattaforma europea per vini e bevande spiritose, ha annunciato la partnership con l’app italiana Giunko. In pratica basterà un solo codice Qr code per accede non solo alle informazioni sullo smaltimento (fornite da Giunko), ma anche alle informazioni nutrizionali (fornite da U-Label). E, poiché in Italia le regole sulla raccolta differenziata cambiano da città a città, il Qr code fornirà informazioni geo-localizzate per ogni prodotto, in modo da trasmettere le informazioni corrette, ovunque.
Fonte: Gambero Rosso.
Ecco perché potremmo presto bere più vino svedese.
Fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impossibile. Eppure, la produzione di vino appena sotto il circolo polare artico è diventata ultimamente sempre più praticabile. Colpa del riscaldamento globaleche spinge i produttori di vino a cercare climi più freschi, dove poter piantare varietà di uva resistenti al gelo. Danimarca, Norvegia e Finlandia sono tre di questi luoghi, ma è la Svezia che probabilmente salirà alla ribalta nel 2023. “Perché ora?” si chiede il sito britannico The Drinks Business. Nel dicembre 2021, la UE ha concesso alla Svezia il permesso di utilizzare varietà ibride nei suoi vini a denominazione. Le norme aggiornate sono state concepite per consentire l’uso di uve più resistenti a malattie come la peronospora e l’oidio, il che significa che i vigneti richiedono pochi o nessun trattamento con pesticidi o spray.
Fonte: Federvini.
Vuoi bere meno vino a tavola? È questo il trucco che devi conoscere.
Ci sono persone che non toccano il vino a tavola e altre che invece non ne possono fare a meno. Tuttavia arriva un momento in cui ci si accorge di esagerare e si vuole tirare il freno. Smettere di bere il vino a tavola è facile con un aiuto. Esiste uno stratagemma che funziona davvero tanto per evitare di bere il vino a tavola. Non è vero che il vino fa bene come dicono alcuni, non fa neanche male in poche quantità ma se si eccede può nascere un problema serio. Se avete il desiderio di ridurre le quantità di vino che bevete quando siete a tavola, non dovete fare altro che usare un trucco. È semplice e può sembrare anche banale ma il risultato è davvero garantito, rimarrete sorpresi.
Fonte: Orizzontenergia.it.
Vino. I giovani “Z” lo bevono, non lo conoscono così bene, ma cresce l’interesse. Indagine SWG-Carrefour.
Per gli italiani, da sempre, il vino è molto di più di una semplice bevanda. E questa è una tradizione che si tramanda anche ai più giovani: per l’80% il vino si conferma un’eccellenza tutta italiana. L’87% sottolinea come sia un vero e proprio conglomerato di cultura, storia e tradizione. L’amore per il vino sembra essere trasversale, indipendentemente dall’età. Per Millennials ed adulti il vino si conferma infatti il più consumato, mentre nella Gen Z occupa il secondo posto dopo la birra: ben il 60%, infatti, lo beve più volte al mese.
Fonte: Agricultura.it.
Vino, alla scoperta di cantine e territori italiani con Vinitaly on Tour.
Un itinerario lungo lo stivale a bordo di veicoli commerciali Volkswagen che si concluderà alla vigilia del prossimo Vinitaly. Un viaggio lungo lo Stivale a bordo del Multivan eHybrid alla scoperta delle realtà vitivinicole italiane, dalle loro storie ai loro territori. Prende il via Vinitaly on Tour, il progetto “on the road” targato Vinitaly in collaborazione con Volkswagen Veicoli Commerciali – in veste di mobility partner – pensato per raccontare le aziende e i protagonisti del mondo del vino attraverso un itinerario che si concluderà a marzo 2023, alla vigilia della 55ª edizione del Salone internazionale dei vini e dei distillati (Veronafiere, 2-5 aprile 2023).
Fonte: Toscana News.
Vino. FEM, uve sane e di qualità, produzione in crescita in Trentino. Flavescenza in aumento nel Triveneto.
Le prospettive della vendemmia e la gestione della flavescenza dorata nel Triveneto sono i temi centrali della 15^ giornata tecnica della vite e del vino organizzata dalla Fondazione Mach che si è svolta, oggi, presso l’aula magna. Luciano Groff e Mario Malacarne del Centro Trasferimento tecnologico di FEM hanno presentato il quadro dell’annata viticola ed enologica del 2022 in Trentino che, nonostante un andamento climatico estremo, è risultata più che soddisfacente per la quantità prodotta (+13% rispetto al 2021, +8% rispetto alla media dell’ultimo decennio) e ottima per la qualità.
Fonte: Agricultura.it.
Il vino aperitivo vegano premiato ai BarAwards.
SAVOIA Americano Rosso può essere gustato in purezza o come base ideale per i drink delle feste. Con il suo aroma speziato e aromatico, si prepara ad arricchire di eleganza e novità gli incontri di Natale e Capodanno. SAVOIA Americano, aperitivo autentico e 100% naturale, con il suo aroma di arancia e spezie, è il nuovo modo di brindare a Natale e Capodanno. L’idea da cui è nato questo vino aperitivo dimostra che in un mercato leader nel settore degli aperitivi e degli amari, come quello italiano, è possibile innovare.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 15 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Brinda!.
Non servire lo champagne troppo freddos si riducono le bollicine e non si sviluppano gli aromi MOËT e CHANDON CHAMP.. MORT IMPIRIAL. Moit 5 Chandon, champagne icona delle feste, ha dato il via aie celebrazioni con Effervescence Party, che riunisce in tutto il mondo gli amici della Maison e prevede i supporto a un’iniziativa benefica. A Miano, Stefano Accorsi, i co-host invitato al’evento, ha indicato per la donazione l’ONLUS Pane quotiáano. IL BICCHIERE GIUSTO per gustare lo champagne? Il calice a tulipano come quello da Riesling o la coppa, così il vino respira e si possono percepire tutti i suoi profumi.
Fonte: Donna Moderna.
Metodo classico Il bombino stupisce sempre.
San Severo capitale delle bollicine del Sud. Pub essere, certo non sarà un caso se nel 2017 Antonio Pisante e Leonardo Battello fondano una azienda e la chiamano prendendo ispirazione dei loro cognomi. La Pisan-Battel ha circa sei ettari ed ha la cantina in una casa del ‘700: proprio come la D’Arapri, fondata nel 1979, produce solo spumanti. Noi proviamo il Brut al ristorante Hugo di Lesina e ne rimaniamo davvero colpiti: 24 mesi sui lieviti, uve solo di bombino bianco. Il bicchiere diventa a Luciano Pignataro questo punto un piccolo grande capolavoro per la eleganza delle bollicine, la loro persistenza, giocare soprattutto sul secco senza alcuna forma di ruffianeria piacioneria, peccato veniale per inizia a farsi conoscere solo adesso.
Fonte: Mattino.
I vitigni coraggiosi delle colline liguri.
Sua maestà il Vermentino e l’indomito Rossese: due prodotti tipici che sfidano un terreno ostile e conquistano la nostra tavola I loro territori raccontano i contorni di una sfida vinta nei secoli vermentino e Rossese, due vini che raccontano tanto, tantissimo della Liguria. Sua maestà il Vermentino si accompagna con i piatti della grande tradizione. Nello spezzino conta tre denominazioni di origine controllata: il “Cinque Terre”, il “Colli di Luni” e le “Colline di Levanto”. Tutti e tre portano nel bicchiere la storia e il gusto dei liguri.
Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.
Venezia sceglie il vino del futuro.
Venti cantine italiane, selezionate da una giuria tecnica propongono le loro etichette nel cuore della Serenissima in un festival a base di degustazioni, talk e masterclass Innovazione, sostenibilità ed etica i criteri di scelta delle aziende vinicole e i temi al centro del dibattito l’enologia, ma anche di creare un cambiamento positivo, avendo il coraggio di modificare, migliorare e rivoluzionare lo status quo. Argomenti di forte attualità, che saranno anche al centro dei talk organizzati dalla direttrice scientifica dell’evento Francesca Pagnoncelli Folcieri, insieme con i giornalisti del Gusto.
Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.
Se un filare unisce Torino e New York.
I vigneti urbani propongono un nuovo modello di narrazione e turismo Luca 13QlbiQflo: “Costruiamo spazi Clle diventano luoghi simbolo” Prossimi ingressi nell’Associazione saranno Barcellona e Salonicco. Una vigna collinare che degrada delicatamente verso la città, alle spalle una Villa (della Regina) Patrimonio Unesco con tutte le altre Residenze Sabaude, davanti la Mole Antonelliana che si impone sulla città di Torino. Un’immagine poetica ma reale, quella di Vigna della Regina, una delle Vigne Urbane più famose del mondo e soprattutto la casa madre di quella grande avventura che è UVA – Urban Vineyards Association.
Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.
Fermi tutti ecco il Natale.
La semplicità è l’ingrediente segreto i piatti devono essere intensi e diretti come abbracci. I Fermi tutti ecco il Natale E’ la festa più attesa dell’anno il cibo e il vino sono i protagonisti di un momento conviviale che svela nuova Italia 1 cibo delle feste al Sud è esso stesso la festa e deve essere ricco e abbondante perché contribuisce a sognare la meraviglia. E ha le sue regole: per la Vigilia si mangia di magro col pesce protagonista, il 25 sono protagoniste le carni e per il cenone di capodanno qualche trasgressione come il caviale. Ricordo la gioia di attendere l’apertura dei regali ma soprattutto le olimpiadi culinarie delle mie nonne, di mamma e delle zie.
Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.
De Sica e l’Abruzzo, la pace è (quasi) fatta: «Non vi ho offeso» – De Sica e l’Abruzzo pace (quasi) fatta: «Non vi ho offeso».
Nell’anteprima del film svelata la scena completa della battuta: resta nel trailer, il Consorzio replica dall’inviato Andrea Mori. Non è pace, ma quasi. La battutaccia di Christian De Sica sul vino abruzzese nel film “Natale a tutti i costi” – in programmazione dal 19 sulla piattaforma tv Netflix – e ritenuta denigratoria dall’intera filiera del vino, diventa una carezza amorevole nella scena completa finalmente proiettata ieri nell’anteprima nazionale. Cosi, da “‘na merda!”, la bottiglia dell’anno in Abruzzo a cui si fa riferimento, diventa, cinque secondi dopo, “scherzo, il vino è buono, corposo…” con un saggio movimento degustativo delle labbra da parte dell’attore.
Fonte: Centro.
Vini: c’è Paltrinieri trai 100 top mondiali.
Su’ ‘Wine Enthusiast” il lambrusco Radice Valutazione di alto prestigio internazionale per la Riserva della Cantina Paltrinieri, una delle ultime etichette della cantina di lambruschi al Cristo di Sorbara: “Wine Enthusiast”, rivista di settore di larga diffusione e con mezzo milione di follower solo su Facebook, ha premiato questa bottiglia tutta modenese e spumante mettendola tra le migliori cento proposte dell’anno in ambito mondiale. Paltrinieri l’ha spuntata in un test che comprendeva vini da ben 177 paesi e forte di 96 punti oggi può fregiarsi di appartenere ai “Cento migliori vini 2022”.
Fonte: Gazzetta di Modena.
Un tripudio di vinosità morbida e sinuosa.
condizioni micro’ climatiche di quest’area del Trentino meridionale sono completamente diverse da quelle dell’altopiano di Mazon dove il Pinot Nero viene coltivato da 160 anni nella nostra tenuta Barthenau. È’ nato come una sfida prima di tutto personale, ha vinto la natura di questo luogo magico dove la vigna cresce lentamente e l’uva matura tardi, così come è insaziabile la nostra ricerca di terroir ottimali per questa nobile varietà», afferma Martin Foradori Hofstätter, quarta generazione alla guida dell’omonima tenuta nota in tutto il mondo per i suoi Pinot Nero.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Pigato, che idea: esalta anche la pasta ripiena.
l’inflazione ha tirato su tutti i prezzi — compresi anche quelli dei prodotti da forno — e questo Natale sembra un po’ più difficile degli altri anni, consoliamoci con del buon vino. La Liguria vanta un’ampia scelta tra bianchi e rossi; ma anche rosati e spumanti. Da Levante a Ponente c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma la vera sfida è abbinare il vino giusto ai piatti della tradizione. «La cosa bella nostra regione — spiega Marco Rezzano, presidente dell’Ais Liguria e titolare del ristorante l’Agave di Framura — è che la base dei piatti tipici natalizi è la stessa che tu sia a Genova, o a Imperia; ci sono per sfumature diverse a seconda della zona».
Fonte: Repubblica Genova – I piaceri del Gusto.
I vitigni coraggiosi delle colline liguri.
Ippolito Rossese: due prodotti (ipici che sfidano Uil terre il ostile e conquistano la 11oS(i’Q tavola 1 ioi’o territori i’QCcoil(Qilo i contorni di UilCi sfida vinta ilei secoli vermentino e Rossese, due vini che raccontano tanto, tantissimo della Liguria. Sua maestà il Vermentino si accompagna con i piatti della grande tradizione. Nello spezzino conta tre denominazioni di origine controllata: il “Cinque Terre”, il “Colli di Luni” e le “Colline di Levanto”. Tutti e tre portano nel bicchiere la storia e il gusto dei liguri. E, seguendo la strada provinciale 51, la “Strada dei Santuari”, si sfilano i vigneti, che si possono attraversare a piedi: sono questi miracoli a cavallo tra l’uomo e la natura.
Fonte: Secolo XIX I piaceri del Gusto.
Finanza e mondo del vino, il gemellaggio di una serata doc.
Gardella e Circella registi dell’appuntamento all’Economica di Chiavari Finanza e mondo del vino, il gemellaggio di una serata doc Paola Pastorelli /CHIAVARI a finanza incontra il magico universo del vino e ne nasce una se/ rata dal sapore davvero speciale. È sorta dalla collaborazione fra San Paolo Invest, nel caso specifico rappresentato da Giulio Gardella, intraprendente consulente finanziario, e Matteo Circella, già insignito del riconoscimento di Miglior Sommelier d’Italia nel 2021 dalla Guida Michelin ed autentica autorità nel campo dell’enologia, la serata che si è svolta ieri, negli spazi della sala Ghio Schiffini della Società Economica.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Venezia sceglie il vino del futuro.
Venti cantine italiane, selezionate da una giuria tecnica propongono le loro etichette nel cuore della Serenissima in un festival a base di degustazioni, talk e masterclass venezia, la luna e il vino… è questo il grande sogno che diverrà realtà a fine gennaio. Dal 28 al 30, gli scenari magici della laguna faranno da sfondo a Wine In Venice, festival, nonché vero e proprio Red Carpet, primo evento internazionale dell’anno 2023 con protagonista il nettare di Bacco. Location straordinarie della kermesse, organizzata da Winetales, Beacon, The Media Company e Venezia Unica, saranno la Scuola Grande della Misericordia e lo storico Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, due gioielli messi a disposizione dal Comune. Qui, nei tre giorni dell’evento, venti cantine italiane, una per regione, proporranno in degustazione i propri vini.
Fonte: Gazzetta di Mantova I piaceri del Gusto.
Entro Natale primo acconto sulle uve ai soci di Terre – Cantina Terre, entro Natale sarà pagato l’acconto sulle uve.
A ogni sodo 15 euro al quintale (esborso di circa 4 milioni) . Cantina Terre, entro Natale sarà pagato l’acconto sulle uve Ad ogni socio 15 euro al quintale (esborso complessivo di circa 4 milioni Contratti di solidarietà, tutto rinviato al 2023. «Ci sono aspetti da rivedere». Sarà pagato entro Natale il primo acconto delle uve della vendemmia 2022 ai circa 600 soci della cantina Terre d’Oltrepo. Ma, intanto, slitta al 2023 l’accordo sul contratto di solidarietà per i 68 dipendenti della cooperativa. Il consiglio di amministrazione, che si è riunito nel tardo pomeriggio di lunedì, ha dato il via libera al primo vero e proprio acconto sui conferimenti delle uve dell’ultima vendemmia: l’importo è stato stabilito in 10 euro al quintale per tutte le uve conferite, con un impegno finanziario da parte della cantina di quasi 3 milioni di euro (272mila i quintali di uva portati dai soci durante la raccolta 2022).
Fonte: Provincia – Pavese.
Venezia sceglie il vino del futuro.
Venti cantine italiane, selezionate da una giuria tecnica propongono le loro etichette nel cuore della Serenissima in un festival a base di degustazioni, talk e masterclass venezia, la luna e il vino… è questo il grande sogno che diverrà realtà a fine gennaio. Dal 28 al 30, gli scenari magici della laguna faranno da sfondo a Wine In Venice, festival, nonché vero e proprio Red Carpet, primo evento internazionale dell’anno 2023 con protagonista il nettare di Bacco. Location straordinarie della kermesse, organizzata da Winetales, Beacon, The Media Company e Venezia Unica, saranno la Scuola Grande della Misericordia e lo storico Palazzo Ca’ Vendramin Calergi, due gioielli messi a disposizione dal Comune.
Fonte: Provincia – Pavese I piaceri del Gusto.
Se un filare unisce Torino e New York.
I vigneti urbani propongono un nuovo modello di narrazione e turismo. Luca Balbiano: “Costruiamo spazi che diventano luoghi simbolo” Prossimi ingressi nell’Associazione saranno Barcellona e Salonicco U na vigna collinare che degrada delicatamente verso la città, alle spalle una Villa (della Regina) Patrimonio Unesco con tutte le altre Residenze Sabaude, davanti la Mole Antonelliana che si impone sulla città di Torino. Un’immagine poetica ma reale, quella di Vigna della Regina, una delle Vigne Urbane più famose del mondo e soprattutto la casa madre di quella grande avventura che è UVA – Urban Vineyards Association.
Fonte: Provincia – Pavese I piaceri del Gusto.
Sondrio città del vino Piano per il turismo.
Un contributo fino a 630mila euro per il progetto Canovi: «Primo passo diventare distretto di eccellenza» I Contributi I Mappatura a fondo perso delle vetrine chiuse per le imprese, e videosorveglianza nuovo arredo per piazza sul tema del vino Garibaldi Contributi a fondo perso per le imprese, nuovo arredo urbano sul tema del vino, videosorveglianza per piazza Garibaldi, ma anche una serie di azioni che vanno dalla mappatura delle vetrine chiuse ai tavoli di lavoro coni proprietari, dall’incontro fra domanda e offerta alla promozione dell’affitto temporaneo, fino al sostegno alle imprese che apriranno nuove attività sul territorio in termini di ridefinizione delle imposte comunali.
Fonte: Provincia Sondrio.
Rosso di sera a Villa Bonaparte Il turismo scommette sul vino.
Bene l’edizione zero, la reggia delle Marche richiama visitatori da fuori provincia De Angelis: «Questa location ha favorito l’ottimo avvio dell’iniziativa». Successo per l’edizione zero di Rosso di sera. La kermesse dedicata al vino e alle degustazioni, organizzata a Villa Bonaparte, ha riscosso un’ampia partecipazione. Oltre duecento persone all’evento, 35 le persone alla prima degustazione guidata di sabato pomeriggio, le presenze si sono confermate discrete anche domenica nella seconda e ultima giornata. Gli organizzatori si sono detti soddisfatti della riuscita dell’evento. Il commento «Essendo l’edizione zero – spiega Giacomo De Angelis dell’associazione La luce e i sentieri – non ci aspettavamo un tale successo.
Fonte: Corriere Adriatico Fermo.
«Le eccellenze per rilanciare l’entroterra».
Gino Sabatini, presidente della Camera di commercio: in regione oltre 1.100 agriturismi, così possiamo far vivere i nostri borghi BALZO DELL’EXPORT: PIÙ 22% «Nei primi nove mesi esportate eccellenze di cibo e bevande per 405,4 milioni». Gino Sabatini, presidente di Camera Marche, quali sono i numeri dell’enogastronomia e del turismo a essa legato nella nostra regione? «Le Marche contano oltre 26mila imprese del settore agroalimentare, che contribuiscono in modo significativo all’ottima performance dell’export. Nei primi nove mesi del 2022, abbiamo esportato le eccellenze di cibo e bevande del nostro territorio per un valore di 405,4 milioni di euro, segnando un incremento di oltre il 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Fonte: Resto del Carlino Marche.
D-Vino: Le Donne del Vino per la scuola.
Parte anche in Puglia, dopo l’avvio nelle tre regioni pilota Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia, il progetto di formazione “D-Vino”, ideato dall’ associazione nazionale Le Donne del Vino, con il supporto di tutte le delegazioni regionali, dedicato agli istituti per il turismo e alberghieri. Il fine è creare un contatto tra gli studenti e l’intera filiera produttiva del vino: vigneti e cantine, ristorazione, enoteche, giornalisti e addetti alla comunicazione e al marketing, sommelier ed esperti perché Le Donne del Vino comprendono professioniste di tutti questi settori. Il progetto è ideato e scritto da Donatella Cinelli Colombini, presidente nazionale dell’associazione, Antonietta Mazzeo, delegata per l’ Emilia-Romagna, Roberta Urso, delegata per la Sicilia, Roberta Lanero, socia per il Piemonte.
Fonte: Salento in tasca.
I vini dell’Elba sono fatti di luce e di sole.
L’Aleatico è il simbolo dell’enologia dell’isola fra tradizione e sperimentazione I vini dell’Elba sono fatti di lucce di sole Terza isola italiana per estensione, quando parliamo di Elba ecco che affiora la figura di Napoleone (tra l’altro grande esperto di vini). Un territorio il cui sostentamento era grazie all’attività mineraria affiancata allora alla viticoltura. In passato le vigne su terrazzate si spingevano dal mare fino in altura, foto centenarie, alla chiesa di San Niccolò a San Piero In campo, testimoniano la viticoltura del passato ma soprattutto il paesaggio elbano di allora nutrito di campi e vigneti frutto anche degli otto mesi di regno di Napoleone (1814-1815) sull’isola.
Fonte: Tirreno Toscana Tempo Libero.
Rischio infiltrazioni, Docg: «Non abbasseremo la guardia».
Bortolomiol: «Da sempre teniamo alta l’attenzione al fenomeno». Possibili infiltrazioni mafiose e caporalato sulle colline del Prosecco, pronta la reazione della Docg: «Non dobbiamo abbassare la guardia». Così il Consorzio commenta la notizia che punta un faro sulle colline del Prosecco tra Valdobbiadene e Conegliano, inserite nell’ultimo rapporto nazionale su Agromafie e caporalato a cura dell’Osservatorio Placido Rizzotto e della Flai Cgil. «In quella zona ci sono state delle evidenze. dei casi in agricoltura prontamente repressi dalle forze di polizia – le parole del prefetto Angelo Sidoti-11 rapporto denuncia una situazione grave a livello nazionale.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Doc contro champagne Promozione a Parigi e Principato di Monaco.
Il Prosecco Doc alla conquista del Principato di Monaco e dei vip che lo animano. Con un’azione promozionale che rilancerà le bollicine per il brindisi delle festività. Su un supporto video di 10 secondi, le immagini del super corto “Lightness That Inspires” verranno proiettate dal 12 al 18 dicembre su 93 schermi nella stazione di Monaco, che conta oltre 20.000 passaggi al giorno tra monegaschi, turisti e pendolari dell’area di Nizza e delle Alpi Marittime. Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Francia, a cui si aggiunge il Principato di Monaco sono i primi 5 principali mercati destinatari della campagna di promo-comunicazione del Consorzio Prosecco Doc.
Fonte: Tribuna Treviso.
Tragedia in cantina, operaio 43enne muore asfissiato in una cisterna.
Incidente sul lavoro alle 11.30 circa di oggi, 14 dicembre, a Cessalto, alla “Corvezzo” via Palù. A perdere la vita Dritan Mecaj, lascia moglie e un figlio di 11 anni. Intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco, medico e infermieri del Suem 118 e gli ispettori del nucleo Spisal dell’Ulss 2. Tragedia del lavoro nella tarda mattinata di oggi, mercoledì 14 dicembre, poco dopo le 11.30, a Cessalto all’interno dell’azienda vitivinicola Corvezzo. Secondo una prima ricostruzione un operaio albanese di 43 anni, residente nella zona, Dritan Mecaj, è rimasto soffocato mentre stava lavorando all’interno di una cisterna in acciaio, in autoclave, utilizzata solitamente per stoccare il vino. Fatali sarebbe stata l’anidride carbonica. Intervenuti sul posto medico e infermieri del Suem 118 che hanno tentato inutilmente di rianimare l’operaio, subito svenuto.
Fonte: Treviso Today.
Champagneria, Cheese Room e cantina inaugura Caveau Bifulco.
Il luna park di Luciano Bifulco si allarga con una maxi cantina espressione del mondo vitivinicolo italiano, francese e internazionale. Un luogo inebriante dove scoprire oltre duemila referenze enologiche, regalistica, formaggi Carmasciando, prosciutti iberici e salumi Bifulco. Il gruppo Bifulco, realtà già rinomata per la cura e l’attenzione verso la lavorazione e la qualità delle carni, negli ultimi mesi ha avviato un progetto ambizioso e rivoluzionario che ambisce a creare una filiera sempre più corta, grazie all’acquisizione di nuove realtà agricole – nel Sannio e in Irpinia – dove la famiglia di macellai si occuperà, in prima persona, degli allevamenti.
Fonte: Foodmakers.it.
Cantine d’Italia 2023: la nuova guida di Go Wine per l’enoturista.
830 le cantine selezionate quest’anno di cui 251 “Impronte d’eccellenza”. È stata presentata la nuova guida Cantine d’Italia 2023 per l’enoturista a cura di Go Wine. Nelle pagine del manuale sono stati segnalati oltre 4550 vini e 1600 indirizzi utili per mangiare e dormire. La guida non rivela solamente luoghi imperdibili per i turisti del vino, ma invita a camminare in tutta l’Italia alla scoperta delle eccellenze del territorio. Si rivolge ai grandi appassionati ma anche a chi è alle prime armi e vuole farsi una cultura sul fronte vino e i suoi territori.
Fonte: Il Pescara.
Vino: export 9 mesi a volumi piatti, bene valore ma condizionato da inflazione.
È di 16 milioni di ettolitri la domanda di vino italiano all’estero che, secondo le elaborazioni dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea su base Istat, chiude il parziale dei primi nove mesi con volumi in sostanziale continuità (+0,3%) sul risultato dello stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore-record di quasi 5,8 miliardi di euro. Dato, quest’ultimo, che sancisce un incremento in doppia cifra (+12,3%) rispetto al pari periodo 2021, determinato più dalla spinta inflattiva che dalla domanda reale.
Fonte: Horecanews.
Vino, l’export non cresce: bene le bollicine, in difficoltà i rossi.
Secondo i dati dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea, nei primi nove mesi del 2022 i volumi delle esportazioni italiane restano piatti. I risultati in valore sono da record (5,8 miliardi), ma pesa fortemente l’inflazione. Nove mesi piatti. Sono quelli vissuti dall’export del vino italiano che, secondo i dati dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea, ha chiuso i primi nove mesi del 2022 in sostanziale continuità (+0,3%) sul risultato dello stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore di quasi 5,8 miliardi di euro. Una cifra da record che non fa però sorridere. Se infatti i 5,8 miliardi rappresentano un incremento del 12,3% rispetto allo scorso anno, a causare il boom è stata l’inflazione, molto più della domanda reale, e la cifra potrebbe non essere sufficiente a coprire l’aumento dei costi che ha dovuto affrontare il comparto.
Fonte: Italia a Tavola.
Ue, vino e carne rossa fuori dalla black list.
Vino e carne rossa rimossi dalla ‘black list‘ dell’Unione europea dei cibi considerati dannosi per la salute. Non subiranno quindi penalizzazioni nella promozione del corretto stile di vita europeo, nell’ambito della Promozione dei prodotti agroalimentari per il 2023. In particolare, la proposta della Commissione europea riguarda 186 milioni, tra sovvenzioni e appalti, destinati ad aiutare il settore agricolo. La proposta precedente, presentata a ottobre, riguardava una via preferenziale dei finanziamenti volta a incoraggiare diete basate su prodotti vegetali, in riferimento al piano Ue contro il cancro.
Fonte: TeleAmbiente.
Vino e salute: il simposio di Assoenologi a Napoli.
Esponenti di spicco della filiera del vino italiana, scienziati, cardiologi, dietologi, neurologi e persino bioingegneri. E poi dirigenti del servizio fitosanitario, politici e giornalisti. Sono questi i partecipanti, in qualità di relatori oppure alle tavole rotonde di fine giornata, dell’importante simposio che Assoenologi organizza, con il titolo “Vino e salute, tra alimentazione e benessere”, il 13 e 14 gennaio 2023 a Napoli. Una due giorni per sviscerare da tutte le angolazioni e dibattere un tema fondamentale per il futuro del comparto vinicolo. Il programma, ancora soggetto a qualche possibile modifica, prevede alle ore 16 del primo giorno, il 13 gennaio, l’apertura dei lavori, moderati dal giornalista Rai Guido Barlozzetti, con i messaggi del ministro della Salute Orazio Schillaci e del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e gli interventi del presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, del presidente della Sezione Campania di Assoenologi Roberto Di Meo e del presidente dell’Organizzazione Internazionale della vigna e del vino (Oiv) Luigi Moio..
Fonte: Floraviva.
I “tag” del futuro del vino, la tenuta del comparto e non solo: parlano i top manager d’Italia.
Vertici di realtà diverse, ma di riferimento: San Michele Appiano, Angelini Wines & Estates, Terra Moretti Vino, Banfi e Santa Margherita. Il pensiero dei vertici di realtà diverse, ma di riferimento per i loro territori e per il Belpaese. Tra la consapevolezza delle difficoltà di oggi e di domani, ma anche della forza e delle opportunità per il comparto, a WineNews le riflessioni di Hans Terzer (San Michele Appiano), Ettore Nicoletto (Angelini Wines & Estates), Massimo Tuzzi (Terra Moretti Vino), Enrico Viglierchio (Banfi), e Beniamino Garofalo (Santa Margherita Gruppo Vinicolo).
Fonte: WineNews.
Si è presentata a Firenze Winescom Distribuzione.
Partecipare alla presentazione di una nuova realtà del mondo del Vino è sempre emozionante, entusiasmante, appassionante. E quando arrivano inviti di questo genere la risposta è sempre: arrivooooo! È accaduto nell’ultimo giorno del mese di novembre. La location una Trattoria fiorentina che da sempre sa di vino: da Burde. Gestita dalla famiglia Gori è oggi uno dei ritrovi dove riscoprire i piatti tipici come bistecca e trippa alla fiorentina, pappa al pomodoro, ribollita, antipasti toscani ecc… Ma non solo. È un luogo straordinario della Firenze popolare e periferica dove dissipare il tempo di fronte ad un calice di buon vino consigliato da Andrea Gori, proprio lui uno dei sommelier più accreditati in Italia.
Fonte: Corriere del Vino.
Stefano Milioni: “il vino italiano deve tenersi stretto il fascino, non solo sapori e retrogusti”.
Lo scrittore a WineNews: “su ogni vigneto italiano al tramonto si allunga l’ombra di un campanile e questo non succede in nessun altra parte al mondo”. “Raccontare la bellezza del vino italiano, legandola alle storie delle aziende ed a quelle dei suoi territori, è fondamentale. È da un po’ di anni che vivo all’estero e quello che vedo è una crescita aggressiva in comunicazione dei Paesi emergenti. Se ti metti a discutere di sapori e retrogusti spesso perdi, mentre dovremmo tenerci stretti il nostro fascino. Su ogni vigneto italiano al tramonto si allunga l’ombra di un campanile di un’abbazia o di una torre di un castello, e questo non succede in Spagna o in Francia, in Germania o in California. Questo non vuol certo dire che quell’ombra rende l’uva migliore, ma chi lavora quella vigna vive in un contesto d’eccellenza, visiva prima che culturale, e non pianta un filare storto, perché non può.
Fonte: WineNews.
Dieci libri (sul vino) sotto l’Albero.
Regalare un libro è tra i doni migliori, un gesto con cui offriamo conoscenza, cultura, approfondimento. Perché leggere significa imparare sempre qualcosa. I nostri 10 libri sul vino usciti in libreria in questo 2022 di cui è impossibile fare a meno. Alessandro Masnaghetti (conosciuto come Mapman, cartografo e grande interprete del vino) e Paolo de Cristofaro (laureato in Scienze della Comunicazione, specializzato in Comunicazione e Giornalismo Enogastronomico) hanno realizzato un libro destinato a fare la storia. Il primo al mondo dedicato esclusivamente al territorio del Chianti Classico, ai suoi comuni, ai suoi vigneti e alle sue Unità Geografiche Aggiuntive (UGA). Indispensabile per appassionati e professionisti, è un vero e proprio Atlante frutto di quindici anni di lavoro intenso e meticoloso, con 140 mappe dal dettaglio insuperabile, con i vigneti di 394 aziende (alcune non ancora sul mercato). Completano il libro 8 itinerari turistici per scoprire gli angoli più affascinanti del Chianti Classico.
Fonte: Adnkronos.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 14 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Lo speciale/bollicine – Per brindare.
Omaggio a Leonard Foujita, l’artista che ha disegnato la rosa della maison, è una cuvée di sei Grand Cru: vigneti selezionati di Pinot nero (70%) e di Chardonnay (30%). Alla miscela è stato aggiunto un blend di vini rossi di Ambonnay, che dà intensità e il colore rosa. Il collo sottile della bottiglia aiuta l’evoluzione del vino. Prezzo 70 euro 2. ENRICO SERAFINO ALTA LANGA RISERVA PAS DOSÉ 2009. Questo «Zero 140 Luna» del 2009 è il simbolo della longevità dell’Alta Langa Metodo Classico. E l’affinamento estremo di quasi 12 anni sui lieviti dà a questo vino una complessità unica. Ottimo come aperitivo, con foie gras, caviale e crostacei. Uve 85% Pinot nero, 15% Chardonnay. Prezzo 125 euro 3.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Stevie Kim.
Coreana, studi a New York: la managing director di Vinitaly International ha iniziato tenendo corsi per- medici. Con l’Academy ha formato oltre mille ambasciatori del vino italiano nel mondo. «Ora mancano i giovani» di Alessandra Dal Monte foto di Valentina Sommariva, styling di Giulia Taglialatela i 1 suo nome in coreano significa «pietra brillante». E non è Stevie Kim: «È molto più complicato, lasciamo perdere. Le mie origini sono complicate, basti pensare che ho due compleanni. Mio padre è andato all’anagrafe in ritardo e ha fatto confusione con le date: io sono nata il 24 febbraio 1965, ma la registrazione ufficiale dice 12 gennaio 1964. Questa è la mia famiglia…».
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Gewürztraminer, sfida al tempo.
Bianco fuori ma rosso per indole, è apprezzato oggi anche per la sua longevità: invecchiando acquisisce carattere, restando fresco. Quanto può durare la sfida al tempo di un Gewürztraminer? Vitigno altoatesino con gli acini color rosa, il Gewürztraminer è conteso tra diversi Paesi. 11 buon senso indica che nel nome ci sia l’origine, il paese di Tramin (Termeno in italiano), con l’aggiunta della parola tedesca («gewürz») che significa aromatico. Il dibattito sull’origine è sempre aperto, alimentato da rivendicazioni di francesi e tedeschi.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Mille lire (di meraviglia).
Bevanda creata da Federica Geirola, semplice ma capace di stupire (con ingredienti noti) dl Marco Cremonesi C tra rum, honey mix e un tocco finale di lime on mille lire, quando eravamo ragazzini, ci sentivamo ricchi. Con quel biglietto con il faccione di Giuseppe Verdi (poi Marco Polo e Montessori, ma erano già altri tempi), ci potevi comprare parecchie cosette: mille lire erano semplici, ma aprivano possibilità incalcolabili. Federica Geirola ha chiamato questo suo drink Mille Ure forse solo perché suona bene.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Risotto e prosecco (brut).
Con «R.d.O. Ponente» la cantina Masottina di Conegliano (Treviso) sta puntando sugli abbinamenti con l’alta cucina. Un esempio? II piatto preparato ad hoc dal ristorante stellato «L’Alchimia» di Milano: zafferano e ostriche della laguna, ponte gastronomico tra Lombardia e Venezia di Alessandra Dal Monte Dopo il Prosecco che invecchia — l’«R.d.O. Levante 2019 extra dry», cavallo di battaglia di Masottina inserito tra i loo migliori vini del 2o21 da Wine Spectator — ecco il Prosecco gastronomico, quello da abbinare al piatti di alta cucina. La cantina di Conegliano sta puntando sull’«R.d.O Ponente 2021 brut», appena 4 grammi di zucchero per litro, una bollicina secca e verticale che regge un risotto complesso come quello milanese allo zafferano.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
La «lunga attesa» del vino avvolto dal tempo.
L’ultima etichetta delle Tenute Lunelli arriva dall’Umbria: un Montefalco Sagrantino che ha riposato per sette anni e prende il nome dal Carapace, la cantina-scultura di Arnaldo Pomodoro a Bevagna (Perugia) Tra le novità anche il sito di ecommerce che riunisce tutte le bottiglie del gruppo di Alessandro Dal Monte U na lunga attesa durata sette anni. L’ultima etichetta delle Tenute Lunelli, le tre cantine che la famiglia di imprenditori trentini possiede in altrettante regioni italiane, ha cominciato il suo viaggio nel 2015. Siamo alla Tenuta Castelbuono, in Umbria, dove nel 2001 i Lunelli acquisiscono alcuni appezzamenti tra Bevagna e Montefalco (Perugia), e dove nel 2012 il maestro Arnaldo Pomodoro svela il Carapace, una cantina-scultura ricoperta di rame, completamente immersa per forma e colori nel paesaggio che la circonda.
Fonte: Cook Corriere della Sera.
Poltrone in erba – Sarà Peter Schmitz.
il nuovo direttore di ProWein la fiera che Düsseldorf dedica al vino. Già responsabile per oltre 20 anni dell’attività contrattuale di Messe Düsseldorf, Schmitz sostituirà dal 1° febbraio Michael Degen, direttore esecutivo e membro del cda dell’ente fieristico che ha ricoperto il ruolo in via provvisoria per 9 mesi. Schmitz, 58 anni, sarà responsabile globale. ProWein (19-21 marzo) è il salone internazionale dei vini e delle bevande alcoliche ed è nato nel 1994.
Fonte: Italia Oggi.
Intervista a Brescianini Silvano – Franciacorta fa saltare i tappi.
Il valore sfiora i 390 min. Il presidente del consorzio, Brescianini: vendemmia giù del 25% Franciacorta fa saltare i tappi Bollitine al record storico: 20,5 min di bottiglie vendute. Saltano i tappi dello spumante. Nuovo record storico per il Franciacorta: quest’anno le vendite delle bollicine raggiungeranno la boa di 20,5 min di bottiglie, contro i 20,3 del 2021 e i 17,6 del pre-pandemia (+16,4%). Con un prezzo medio intorno ai 14 euro a bottiglia, il valore sfiora i 390 milioni. «Faremo meglio dell’anno scorso nonostante la mancanza di prodotto», annuncia a ItaliaOggi, Silvano Brescianini, presidente del Consorzio del Franciacorta. »Le vendite vanno bene, anche all’estero, ma scontiamo diversi annidi vendemmie scarse».
Fonte: Italia Oggi.
Lvmh, attraverso Moet Hennessy, e Campari acquistano i1100% di Tannico.
La piattaforma per la vendita online del vini e premium spirit. La start up ideata da Marco Magnocavallo in dieci anni è passata da 700mi1a a 76 min di euro di fatturato. Nel 2020 il gruppo Campaci aveva comprato il 49% delle quote di Tannico per una cifra pari a 23,4 min. Tannico opera in Italia e Francia, dove detiene la maggioranza di Ventealaproprieté. Nel 2021 nei due paesi ha gestito 600mi1a ordini per la vendita di 4,5 mln di bottiglie.
Fonte: Italia Oggi.
I rossi.
Dal Brunello di Montalcino premiato da Wine Spectator al Barolo corposo per accompagnare le carni passando per Syrah e Amarone. Ecco le etichette italiane da avere in cantina. La fattoria dei Barbi Fama mondial.. La prestigiosa rivista Wine Spectator lo ha messo al 2° posto nella classica dei 100 migliori vini al mondo del 2022. È il Brunello di Montalcino Riserva 2016, capolavoro di Stefano Cinelli Colombini. (fattoria dei barbi. it) Cantine Uri NobYe anche nel gesto. Madonna della Querce è un Nobile di Montepulciano che Caterina Dei ha dedicato al padre Glauco. Rosso rubino intenso, ha un naso ampio con note di frutta rossa matura e sfumature di legno speziato.
Fonte: Panorama.
Bollicine. La Grande Bellezza degli spumanti italiani.
Dal Prosecco in tutte le sue declinazioni al Trentodoc, passando per i Franciacorta, gli Alta Langa e qualche inattesa chicca del sud della Penisola, la scelta è davvero ampia. Panorama ha selezionato alcune tra le nostre migliori bottiglie. Per brindare in famiglia o fare un regalo di classe. E ha raccolto i consigli dell’enologo per capire cosa si sta degustando: «Il perlage deve essere fine e persistente, sottile e continuo nella sua ascesa». di Chiara Risolo Non c’è recessione che tenga: al brindisi non si rinuncia. Automatismo delle feste, rito propiziatorio carico di ottimismo e speranze, il calice rivolto verso l’alto è ormai un’estensione naturale dell’essere umano, un esercizio terreno collaudato dalla notte dei tempi.
Fonte: Panorama.
Strada del Cesanese Un cammino tra tesori d’arte e ottimo vino.
Itinerario alla scoperta di Affile, Serrone, Piglio, Acuto, Paliano e la «citta dei Papi» Anagni Borghi arroccati ricchi di storia, tradizioni, sapori e di cantine che raccontano il territorio. Jonathan Nossiter, il regista americano che raccontò storie di vino al Festival di Cannes nel 2004 presentando il suo straordinario docu-film «Mondovino», è il difensore assoluto dei vini naturali, e in particolare dei vini che hanno una storia locale, vera e radicata da raccontare, rendendo riconoscibili emozioni vere. In un’intervista, si chiedeva non tanto tempo fa, come mai vini meravigliosi come il Cesanese del Piglio fossero ancora così poco conosciuti.
Fonte: Tempo.
Vino italiano, l’export vola: 8 miliardi di euro.
Export da 8 miliardi di euro per il vino made in Italy nel 2022. Le stime Nomisma Wine Monitor fanno ben sperare per i consumi a Natale. In vista dele festività, Piero Mastroberardino, presidente Istituto Grandi Marchi (Igm) si dichiara fiducioso.
Fonte: Metropolis.
Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei e Ischia, ok dal Ministero.
Lo ha comunicato il vicepresidente Michele Farro, che ha annunciato come l’organismo abbia ottenuto il prestigioso riconoscimento. “Ora possiamo svolgere ufficialmente le funzioni di tutela, controllo, valorizzazione delle nostre due Dop Campi Flegrei e Ischia per puntare sempre più sullo sviluppo della vitivinicoltura e contribuire alla crescita dell’intero settore agroalimentare, del turismo, dell’artigianato”. Così Michele Farro, vicepresidente del Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei e Ischia, annuncia il riconoscimento dell’organismo da parte del Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.
Fonte: Il Golfo.
Selezionati i 300 vignaioli per la fiera Slow Wine Fair.
Produzioni rispettose della sostenibilità ambientale Rappresentate a Bologna molte fra le regioni ad elevata vocazione vinicola a cominciare dall’Emilia-Romagna Non solo degustazioni, masterclass e grandi vini: Slow Wine Fair è innanzitutto un’occasione di confronto e dibattito per vignaioli e vignerons provenienti da tutte le regioni d’Italia e dal mondo. Sono quasi 300 gli espositori già selezionati dalla commissione di assaggio di Slow Wine per la seconda edizione dell’evento, che si terrà a BolognaFiere dal 26 al 28 febbraio 2023.
Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara Economia&Lavoro.
Vino e cacao: come prenotare la degustazione.
All’azienda vitivinicola Nicolucci si parla di cioccolato nel cinema. Ultimo giorno per fissare un posto L’associazione Strada dei Vini e dei Sapori ha organizzato per venerdì prossimo una serata dedicata a ‘Calici e cacao, il cinema e il cioccolato’, con inizio alle 19.30 presso la Fattoria Nicolucci ‘Casetto dei Mandorli’ di Predappio Alta, in via Umberto I 21. II costo della esperienza e degustazione di vini fra i migliori della zona e di cioccolati pregiati, della durata di 90 minuti, è di 20 euro da regolare in loco.
Fonte: Resto del Carlino Forlì.
“Noè” alle Donne del vino.
All’associazione Donne del vino—delegazione del Friuli Venezia Giulia, il Gran Premio Noè 2022.11 premio arriva da una delle più importanti rassegne vinicole d’Italia, e ogni anno premia persone ed enti che si sono distinti nel panorama enologico.
Fonte: Messaggero Veneto.
Ricotte deliziose. Aromi sublimi.
Nelle Marche lo distillazione ho origini antichissime, e trai liquori più conosciuti c’è sicuramente l’Anisetta Meletti che nasce od Ascoli Piceno nel lontano 1870. Ideale è sorseggiarla nello storico Colle Meletti, nello rinascimentale Piazza del Popolo di Ascoli Piceno, dal luccicante pavimento lastricato in trovertino. Dalle note dolci e gentili, si può bere ol mattino ed è ideale accompagnato oi dessert; allungato con l’acqua è dissetante e agevolo persino lo digestione. Originario della zona di Mucci°, in provincia di Macerato, il Varnelli è un prodotto unico ed originale che esalta la tradizione mediterranea dei liquori all’anice Dal gusto speciale e difficilmente descrivibile, è apprezzato per il gusto secco e deciso che lo rende assai grodevole in molteplici usi.
Fonte: Destinazione Marche.
Cantine Fontezoppa.
Natale è comunque bollicine e Cantine Fontezoppa apre od una lungo corto di proposte Ponendo da una delle eccellenze, un Metodo Classico Rosato dallo stile moderno e accattivante Do uve Pinot Nero e Vernaccio Nero raccolte a mono, vinificate ir branco e rifermento alla bottiglia, si presenta con un delicatissimo roso tenue dai riflessi remoti e uno spumo fine e cremoso Al naso coinvolge con uno delicato nota di pepe incastonato nel frutto, fragoline di bosco, lamponi e melo rosso.
Fonte: Destinazione Marche.
L’Azienda Sartarelli e il suo Verdicchio da record.
Con i suoi dodici ettari di piantagioni esporta vini in Europa e in America L’Azienda Sartarelli e il suo Verdicchio da record. Storta del Verdicchio dei Castelli di Jesi: qui a Poggio San Marcello, a 400 metri di altitudine, c’è una delle culle dell’ormai celeberrimo Verdicchio doc classico superiore dell’azienda vitivinicola Sartarelli, pilotata dal self made man Patrizio, dalla signora Donatella e dai figli Tommaso, enologo, e Caterina, che lavora nel settore delle public relation a livello internazionale.
Fonte: Resto del Carlino Ancona.
L’Enoteca di Ovada nel circuito del turismo.
Dopo l’ingresso nel circuito della Fivi, la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti, l’Enoteca regionale di Ovada si aggancia alla rete del “Movimento turismo del vino”. Sabato, a partire dalle 10, i locali di via Torino nelle cantine del municipio aderiranno alla giornata delle Cantine aperte a Natale con la presenza di sette produttori del territorio. «Ognuno avrà un corner tutto per sé – fa sapere Mario Arosio, presidente dell’Enoteca – Gli appassionati di vino potranno partecipare alla degustazione, confrontarsi direttamente con i produttori, chiedere loro consigli, soddisfare curiosità e, se vorranno, fare anche qualche acquisto».
Fonte: Secolo XIX Basso Piemonte.
Il vino anarchico.
Il “libero” da ogni Vincolo il barbera prodotto da Walter Massa a Monleale ha il tappo a vite e non necessita di apparecchi per l’apertura, non ha doc o docg ed è in formato atipico da litro anziché nel convenzionale 0,75 Non è bandito l’uso dei solfiti: “Le cose più naturali che ci siano come dicevano i nonni”. Il vino «più libero del mondo». Così uno scrittore non solo di enologia (famose, ad esempio, le sue recensioni alle Messe) come Camillo Langone aveva definito Implicito, il barbera dei Vigneti Massa di Monleale, nel tortonese, in una sua rubrica. Libero perché ha il tappo a vite (e quindi svincola dalla necessità del cavatappi) , perché non ha diplomi o etichette varie (non è Docg-Doc-Igt) e perché in un formato atipico come la bottiglia da litro, non da settantacinque centilitri.
Fonte: Stampa Alessandria.
Ovada, l’Enoteca entra nel “Movimento del vino” e accoglie le degustazioni.
Dopo l’ingresso nel circuito della Fivi, la Federazione italiana dei vignaioli indipendenti, l’Enoteca regionale di Ovada si aggancia alla rete del «Movimento turismo del vino». Sabato, a partire dalle 10, i locali di via Torino nelle cantine del municipio aderiranno alla giornata delle Cantine aperte a Natale con la presenza di sette produttori del territorio. «Ognuno avrà un corner tutto per sé — commenta Mario Arosio, presidente dell’Enoteca —. Gli appassionati di vino potranno partecipare alla degustazione, confrontarsi direttamente con i produttori, chiedere loro consigli, soddisfare curiosità e, se vorranno, fare anche qualche acquisto in vista delle feste».
Fonte: Stampa Alessandria.
Le nove “bibbie” del vino incoronano l’Alto Adige.
Le guide enologiche. I vini altoatesini continuano a occupare posizioni di rilievo. In vetta le Cantine Terlano e Tramin, il vino più premiato è il Pinot nero Riserva Trattmann 2019. Con l’ormai tradizionale report di fine anno il mondo del vino altoatesino traccia un bilancio della stagione appena conclusa ricca di soddisfazione sul versante delle vendite, mana che su quello della critica. Nelle guide enologiche d’Italia, i vini altoatesini continuano a occupare posizioni di rilievo. Basta uno sguardo alle valutazioni per il 2023, pubblicate in questi giorni per rendersene conto: se le aziende più premiate sono le Cantine Terlano e Tramin ben 82 realtà vitivinicole grandi o piccole ricevono complessivamente almeno un riconoscimento.
Fonte: Alto Adige.
Soratesa Solaris annata 21 Altra menzione di qualità tra i vini Piwi d’Italia.
Soddisfazione per l’azienda Terre alte d’Alpago Soratesa Solaris annata 21 Altra menzione di qualità tra i vini Piwi d’Italia Un altro riconoscimento per il Soratesa Solaris annata 2021: il vino prodotto da Terre alte d’Alpago ha infatti ricevuto una menzione (unico veneto da uve solaris) alla seconda edizione della rassegna nazionale con valutazione dei vini da uve resistenti (Piwi) organizzata dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. All’evento trentino hanno partecipato 82 vini di 37 aziende di 5 regioni: 46 vini bianchi, 10 spumanti, 6 frizzanti, 14 rossi e 6 orange wine sono stati valutati da una giuria di 30 esperti.
Fonte: Corriere delle Alpi.
Colline, rischio infiltrazioni mafiose – Colline del Prosecco «Pericolo infiltrazioni».
L’allarme dal vertice in Prefettura sulla criminalità organizzata e il caporalato: «Diversi casi in provincia» IL PREFETTO Angelo Sidoti ? Conegliano seconda in Veneto per numero di immigrati rispetto ai residenti: «Potenziali vittime di sfruttamento» Caporalato, sfruttamento del lavoro e infiltrazioni della criminalità organizzata. Nella Marca gli occhi sono puntati in particolare sulle colline del Prosecco tra Valdobbiadene e Conegliano. L’area è stata inserita nell’ultimo rapporto nazionale su Agromafie e caporalato a cura dell’Osservatorio Placido Rizzotto e della Flai Cgil. «In quella zona ci sono state delle evidenze, dei casi in agricoltura prontamente repressi dalle forze di polizia – spiega il prefetto Angelo Sidoti – il rapporto denuncia una situazione grave a livello nazionale.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Sulle tavole spopola il Raboso: ottimi risultati anche nell’export.
Un successo che ha superato i confini nazionali. Boom di vendite all’estero per i1 Raboso del Veneto Orientale. Non ha i numeri del Prosecco, ma in Germania, Austria e con ottimi numeri anche in Inghilterra è divenuto una gioia in più per i produttori del Sandonatese e Portogruarese. Ottimi anche i consensi nelle spiagge, Jesolo su tutte. E non a caso a stagione conclusa, i produttori indicano un aumento dell’export delle bottiglie di Raboso del 30-35 per cento rispetto allo scorso anno con un volume di affari che supera i 2,5 milioni di euro.
Fonte: Gazzettino Venezia.
Cantina Fuori Mondo presenta: vino affinato in botti di marmo di Carrara.
Un’idea piuttosto estrema che può essere realizzata solo per volumi molto limitati di prodotto, il che ne giustifica l’esclusività e il costo, che si aggira sui €1000 a bottiglia (per bottiglie standard, ben più alto per le Magnum che vengono prodotte). I contenitori dentro i quali il vino è affinato per due anni sono ovviamente di marmo di Carrara, ricavati ciascuno a partire da un unico blocco di pietra del peso di 35 tonnellate. L’interno di questa sorta di gigantesche anfore, del peso di 2 tonnellate l’una, e poi è stato trattato con acido tartarico. Il prodotto nasce da una partnership fra cantina Fuori Mondo e la cave Henraux, azienda leader del marmo nel campo del design e dei complementi d’arredo, che si avvicina per la prima volta al mondo del vino.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
Il vino e gli italiani: quanti lo bevono, quanto lo pagano e dove lo comprano e consumano.
Il profilo tratteggiato dalla ricerca Wine Monitor Nomisma per l’Istituto Grandi Marchi. Il rapporto qualità/prezzo è quello che conta di più. Quasi 9 italiani su 10 tra quelli che hanno tra i 18 ed i 65 anni, negli ultimi 9 mesi, hanno bevuto vino, almeno una volta. L’87%, per l’esattezza, rispetto all’84% del 2020. E se il 69% ama bere i vini del proprio territorio, al tempo stesso il 62% gradisce anche provare vini che non conosce, soprattutto se prodotti in maniera sostenibile (59%) e di piccoli produttori (57%). Il 40% dice di preferire vini bio, il 35% di cantine e brand molto noti, ed il 26% ama bere vini costosi, mentre solo al 20% piacciono i vini stranieri. È il ritratto del consumatore italiano di vino del 2022, delineato dalla ricerca di Wine Monitor Nomisma per l’Istituto Grandi Marchi, che riunisce 18 cantine di primissimo piano del vino italiano (Alois Lageder, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Argiolas, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Col d’Orcia, Donnafugata, Jermann, Lungarotti, Marchesi Antinori, Masi, Michele Chiarlo, Mastroberardino, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido e Umani Ronchi).
Fonte: WineNews.
Il futuro del vino è nelle vecchie vigne?
Valorizzare il patrimonio delle vecchie vigne ed accrescerlo nel tempo potrebbe rappresentare oggi una scelta strategica rispetto a diverse sollecitazioni cui è sottoposto il mondo del vino, dagli effetti del cambiamento climatico ad una ricerca di maggiore qualità e tipicità, in altri termini di maggior valore, da parte del mercato. Una rivoluzione culturale rispetto alla quale il mondo enoico oggi non è probabilmente ancora preparato ma che muove i primi passi attraverso iniziative a livello locale ed internazionale che possono considerarsi significative.
Fonte: Horecanews.
Vino: Uiv-Ismea, bene export in 9 mesi ma pesa inflazione.
E’ di 16 milioni di ettolitri la domanda di vino italiano all’estero che chiude i primi nove mesi con volumi in sostanziale continuità (+0,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore-record di quasi 5,8 miliardi di euro in aumento del 12,3%. Un dato che però che lascia poco spazio all’esultanza, determinato più dalla spinta inflattiva che dalla domanda reale, che potrebbe non bastare a coprire l’aumento dei costi. Sono le elaborazioni dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea su base Istat.
Fonte: ANSA.
Lollobrigida, imprese del vino superpotenze della qualità.
“Le imprese vitivinicole italiane sono superpotenze della qualità. Oggi siamo una Nazione impoverita, abbiamo svenduto un po’ tutto, ma nel Vigneto Italia c’è qualcosa di unico che non si delocalizza. Compito di questo governo sarà difendere quello che abbiamo come patrimonio, dalla biodiversità alle produzioni di eccellenza”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Francesco Lollobrigida, intervenuto all’incontro conviviale di scambi di auguri dell’Unione Italiana Vini, insieme al ministro e vice premier Matteo Salvini.
Fonte: ANSA.
Vino ed export, nei primi 9 mesi vola il Veneto (a 2 miliardi di euro), davanti a Toscana e Piemonte.
Le “pagelle” alle Regioni sui primi tre quarti del 2022. Ma Unione Italiana Vini – Uiv avverte: “crescita solo in valore, legata all’inflazione”. Se il vino italiano nel 2022 vedrà al rialzo il suo record delle esportazioni, che punta verso quota 8 miliardi a fine anno, dopo i 5,7 superati nei primi 9 mesi del 2022 (+12,2% sul 2021), è grazie alla crescita in valore in tutti in mercati più importanti, dagli Usa alla Germania, dal Regno Unito al Canada, dalla Svizzera alla Francia, come abbiamo riportato qui, ma anche a quella di Paesi del Nord Europa, per esempio, con la Svezia a +12% (per 159 milioni di euro), o del Giappone, a +30,4% sul 2021 (per 159 milioni di euro), che compensano diversi cali nel resto dell’Asia, dal -13,9% della Cina (per 78,8 milioni di euro) al -7,1% di Hong Kong (19,7 milioni di euro), al -4,6% in Corea del Sud, che sembrava uno dei nuovi “eldorado” del vino dell’Estremo Oriente (ferma a 57,8 milioni di euro). In ogni caso, la crescita in valore è importante, ma secondo Unione Italiana Vini (Uiv), non c’è molto da esultare, perchè è un aumento “determinato più dalla spinta inflattiva che dalla domanda reale, e potrebbe non bastare a coprire l’aumento dei costi”.
Fonte: WineNews.
Vino: export 9 mesi a volumi piatti, bene valore ma condizionato da inflazione.
È di 16 milioni di ettolitri la domanda di vino italiano all’estero. Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea su base Istat, chiude il parziale dei primi nove mesi con volumi in sostanziale continuità (+0,3%) sul risultato dello stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore-record di quasi 5,8 miliardi di euro. Dato, quest’ultimo, che sancisce un incremento in doppia cifra (+12,3%) rispetto al pari periodo 2021 ma che, se normalmente verrebbe accolto con non poca soddisfazione, ora lascia poco spazio all’esultanza: determinato più dalla spinta inflattiva che dalla domanda reale, potrebbe non bastare a coprire l’aumento dei costi.
Fonte: la Repubblica.
Sassicaia, vino da investimento e da grandi celebrazioni.
Quando si parla di vini su cui vale la pena investire, le bottiglie di regioni classiche francesi come Bordeaux, Borgogna o Champagne spesso stanno in cima alla classifica. Gli investimenti sui vini di quelle regioni sono incredibilmente popolari e quasi sempre azzeccati, ma in questo momento il cavallo vincente su cui puntare è un vino tutto italiano: il Sassicaia. Il vino Super Tuscan Sassicaia è ironicamente una versione italiana di un classico vino in stile bordolese composto da uve Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. La storia del vino Sassicaia inizia negli anni ’40 del secolo scorso quando Mario Incisa della Rocchetta si trasferisce nella Tenuta San Guido di Castagneto Carducci, in Toscana.
Fonte: Livorno Press.
L’analisi del 2022 del vino italiano, le previsioni sul 2023: a tu per tu con Lamberto Frescobaldi.
Tra economia e dossier aperti, le riflessioni del presidente di Unione Italiana Vini (Uiv) e guida di una delle realtà più importanti d’Italia enoica. Tra economia e dossier aperti, le riflessioni del presidente di Unione Italiana Vini (Uiv) e guida di una delle realtà più importanti d’Italia enoica. “L’anno che sta per chiudersi è quello delle sorprese, partito alla grande e poi cambiato da guerra e inflazione. Non parlerei però di catastrofe: si chiuderà comunque in attivo. Certo alcune imprese sono più in difficoltà, altre si strutturano di più, ma è così in ogni settore, e lo è anche per il vino. Noi dobbiamo continuare a difendere qualità e artigianalità dei nostri prodotti, che hanno storie da raccontare”.
Fonte: WineNews.
STAMPA ESTERA
El sector del cava prevé elevar las ventas un 3% este año, hasta 245 millones de botellas.
El sector del cava afronta la campaña navideña con la confianza de mantener un ritmo de crecimiento similar al experimentado en los nueve primeros meses del año, en el que las ventas aumentaron un 3,36% en número de botellas, según los datos facilitados ayer por Javier Pagés, presidente del Consejo Regulador de la Denominación de Origen (DO) Cava. En un encuentro informativo en Barcelona, Pagés restó importancia al impacto de la inflación sobre las ventas de vino espumoso y se mostró esperanzado en cerrar el año con unos 245 millones de botellas vendidas, casi un 3% más que en 2021 -cuando la cifra fue de 238 millones-, a pesar del complejo entorno económico ygeopolítico. Esta tasa de crecimiento es inferior a la registrada el pasado año, cuando, tras el golpe del Covid, las ventas subieron un 14% e igualaron los volúmenes anteriores a la pandemia. Según Pagés, el incremento previsto para 2022 es fruto del tirón del mercado nacional, donde las ventas han subido hasta septiembre un 14,54% gracias, sobre todo, al turismo y ala reapertura total de la restauración. En cambio, las exportaciones, que representan el 72% del negocio, están al mismo nivel que el pasado año, aunque “unos mercados suben y otros bajan”, dijo el también exdirectivo de Codorníu. Los grandes mercados que crecen son Alemania -el principal tras España-, Suecia, Países Bajos, Suiza y Rusia, donde las ventas habían disminuido en 2021.
Fonte: Expansión.
Le Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux en campagne pour l’arrachage définitif.
Lors de la manifestation des vignerons du 6 décembre a Bardeaux. Le Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB), présidé par Allan Sichel, issu de la famille du négoce, s’aligne sur les positions des vignerons qui ont manifesté dans les rues de Bordeaux et prime lui aussi un arrachage définitif de 10.000 hectares de vigne. Un projet qui n’a pas encore trouvé son financement, alors que le CIVB annonce un budget 2023 en baisse de 17%. I a pression transfusée des rangs de vigne jusqu’à la rue, avec la manifestation des vignerons du mardi 6 décembre à Bordeaux, a complètement gommé la ligne de fracture qui avait semblé commencer à se dessiner entre négociants et producteurs au sein du Conseil interprofessionne du vin de Bordeaux (CIVB). Le nouveau président Allan Sichel, issu de la famille du négoce, avait en effet marqué une certaine réticence face au caractère définitif de l’arrachage de vigne. Et lors de l’assemblée générale du CIVB, ce lundi 12 décembre, Allan Sichel a tenu à ce qu’il n’y ait pas le moindre pli sur “étendard de la mobilisation en faveur de l’arrachage définitif de 10.000 hectares de vigne. “J’aurais souhaité que cette fin d’année marque aussi la fin de la crise que traverse notre filière depuis plusieurs années maintenant. Hélas, il n’en est rien, et la manifestation d’un bon millier de viticulteurs, venus la semaine dernière des quatre *** coins du vignoble pour faire entendre leurs revendications dans les rues de Bordeaux en est l’illustration… Le financement de l’arrachage primé de 10.000 hectares de vigne est au coeur de toutes les discussions… Arracher des vignes est un crève-coeur pour des viticulteurs souvent issus d’une longue lignée ; c’est pourtant désormais la seule solution envisage par beaucoup d’entre eux”, a ainsi tout d’abord constaté le président du CIVB. 500.000 hectolitres produits en trop Avant d’en arriver à une approche chiffrée de la situation, pour étayer la position du CIVB avec des éléments raisonnés sinon indiscutables. “A l’échelle de l’ensemble du vignoble, arracher 10 % de nos surfaces permettrait de réduire les volumes de production et, ce faisant, d’assainir la filière.
Fonte: Tribune.
Les vins bio à la pas eine mais p de déconversions massives en vue.
Après une décennie de croissance à deux chiffres, le segment de marché des vins bio connaît ce qui ressemble à un début de retournement de marché. Suite une récolte record, qui a quasiment doublé par rapport à l’année dernière, le marché des vins bio est à la peine. Ces volumes additionnels arrivent au moment où la dynamique des produits bio s’essouffle. En Occitanie-est, les producteurs s’inquiètent de cet engorgement du marché_ r C’est bien simple, je n’ai pas une demande. Ce n’est même pas une question de prix. Même le chardonnay qui s’arrachait il y a deux ans ne trouve plus preneur. Le marché vrac des vins bio est à l’arrêt ». Vigneron au Domaine de la Jasse d’Isnard à AimargLes (Gard), Régis Micheton constate avec inquiétude le soudain retournement du marché des vins bio. Les caves coopératives font la même observation. Frédéric Sénat, directeur des Vignerons Créateurs, groupement coopératif gardois, a senti les prémices de ce retournement du marché dès la récolte 2020 : « Le gel du printemps 2021 a permis d’apurer une partie des stocks, mais nous avons quand même eu du mal à vendre les 6.000 hl que nous avions produits en 2021. Et cette année, le marché est totalement atone. Je n’ai encore signé aucun contrat sur les 7.000 hl récoltés », témoigne-t-il. A la cave de Durfort-et-Saint-Martin-de-Sossenac (Gard), dont 20% de la récolte est en bio, l’inquiétude est également palpable. Alors qu’habituellement à cette époque, 95 % des volumes son: contractualisés, cette année les contrats signés ne représentent que 10% des volumes. Les échos sont similaires à la coopérative des Vigrerons d’Héraclès à Vergèze (Gard), dont les ventes sont er net recul par rapport à la même pé-iode de l’année dernière. *** 40% des ventes en direct Après une décennie de croissance à deux chiffres, les vins bio subiraient-ils le même retournement de tendance que les oeufs, la crèmerie et les fruits et légumes bio dont les ventes ont commencé à décroître en 2021 ? « En 2021, les ventes étaient encore en progression, souligne Nicolas Richarme, président de Sudvinbio, association interprofessionnelle de la viticulture bio en Languedoc-Roussillon. 11 y a eu un tassement dans la grande distribution mais ce circuit ne représente que 20% des ventes totales de vin bio. La force de notre filière, c’est que 40% des ventes se fait en direct chez le producteur. » Portée par une demande en progression croissante, la viticulture bio a connu un essor fulgurant ces dernières années : les surfaces certifiées bio en Occitanie ont bondi de 23 500 ha en 2019 à 33.560 ha en 2021, soit une progression de 40% en trois ans. En Languedoc-Roussillon, la récolte 2022 est estimée entre 1,6 à 1,8 millions d’hectolitres, ce qui représente une hausse de près de 70°%a par rapport à 2021.
Fonte: Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 13 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Per il Franciacorta boom di richieste Ma il clima frena la produzione.
La in costante crescita, nonostante un contesto difficile, con un +14,3% a volume, +14,47% a valore solo nel primo semestre 2022 e un rimbalzo sull’export del 20,7% su base annua. Ma la produzione fatica a tenere il passo alimentando quella sorta di «paradosso» per la Franciacorta: il comprensorio delle bollicine made in Bs sta vivendo il momento di massimo splendore, ma in diversi casi le cantine hanno esaurito i vini e l’unica opzione rimane frenare gli ordini e contingentare le scorte. «Questo non significa che in questo periodo non si potranno soddisfare le richieste – assicura Silvano Brescianini, presidente del Consorzio di tutela -: non sarà possibile con tutte».
Fonte: Avvenire.
Quargentan, bond digitale su blockchain.
Quargentan, pmi veneta attiva nel settore vinicolo, ha perfezionato l’emissione e la sottoscrizione del primo bond nativo digitale su piattaforma blockchain (Dlt) in Europa per una società privata. Arranger dell’operazione è stata Integrae sim in collaborazione con la fintech Fleap, lo studio legale LX20 e lo Studio notarile Morone. Banca Valsabbina ha svolto il ruolo di originator e sole investor. «Si tratta della prima operazione di minibond di finanziamento che effettuiamo, una diversificazione del mercato dei capitali che non avevamo ancora affrontato», ha commentato Marco Quargentan, amministratore delegato di Quargentan.
Fonte: Italia Oggi.
Vino senza alcol: un’aberrazione per spennare gli arabi.
Delirante! Non trovo altro termine dopo aver letto la tragicomica notizia che Federvini sta studiando il lancio di «vino dealcolato» per entrare nei mercati arabi in cui l’alcol è vietato. E mai possibile che per raccattare qualche euro in più si arrivi a snaturare un prodotto che è considerato l’eccellenza del nostro amato Paese? Non abbiamo abbastanza scempiaggini già in circolazione con il caffè decaffeinato, il tè deteinato, il latte senza lattosio, il cioccolato senza cacao o la birra analcolica? Se qualcuno, per motivi religiosi, che rispetto profondamente beninteso, non vuole bere alcolici, si ubriachi pure di Coca cola, Chinotto e Lemon soda, ma non pretenda che anche il nostro vino diventi una bevanda «no alcol»!.
Fonte: La Verita’.
Gutturnio, la meraviglia in rosso dei colli piacentini.
Fate conto che il grande fiume sia l’armonia e le colline intorno la sinfonia. Poi ci sono i contrappunti: i castelli. Appare cosa questo pezzo di terre nobili, inciarpate di nebbie chiamate in genere colli piacentini, dove respira la gloria di Giuseppe Verdi. Vanno godute con calma. Affascinano col culatello, il prosciutto, la spalla cotta di San Secondo, la pancetta, i salami. Stupiscono con i castelli che punteggiano il ducato di Parma e Piacenza e andare per questi luoghi dà una dimensione sensuale del viaggio tra afrori di stalla, ruscellare d’acque, sapori forti e geometrie di pensieri non euclidee. Cosi si giunge a Torre Fornello.
Fonte: La Verita’.
Il simposio sul vino di Divinea.
Innovazione digitale, vendite al consumatore e mondo del vino. Sono i tre temi che sono stati affrontati nel Wine Tech Symposium, l’evento annuale promosso dall’impresa tecnologica Divinea che quest’anno si è tenuto per la prima volta a Milano. E che ha registrato un successo di pubblico e di partecipazione. «Per noi la soddisfazione più grande è vedere l’atmosfera che si crea al Symposium» ha detto Roberto Villa, CMO di Divinea, «cantine da tutta Italia che si scambiano opinioni, prendono spunto dalle strategie dei colleghi e si portano a casa valore concreto per la loro quotidianità». In cattedra i principali player del mondo del vino e di quello dell’innovazione, insieme a molte cantine con le loro case history di successo come quelli di Masi Agricola, Santa Margherita Gruppo Vinicolo e Cinque Quinti..
Fonte: Libero Quotidiano Milano.
Le mille versioni del Tintilia.
Vitigno a rischio L’azienda vinicola nasce dall’incontro tra Vincenzo Catabbo, il fondatore, e il Tintilia, vitigno a rischio di estinzione, salvato e portato ai livelli che merita. I terreni, 80 ettari complessivi per la metà vitati, fanno capo a tre nuclei, Contrada Petriera su scoscesi pendii, Tenuta al Convento composta da piccoli poderi e Tenuta al Calvario, la più recente dove crescono giovani barbatelle di Tintilia. L’attenzione è tutta rivolta all’uva sovrana del territorio, interpretata in numerosissime versioni.
Fonte: Messaggero.
Spirito vintage.
I cenni di riposo sui lieviti, in assenza di luce e vibrazioni, a temperatura costante. ;assemblaggi che sono un distillato di rarità, blend Irutto di annate imprevedibili o solisti virtuosi. Quando un lungo invecchiamento incontra l’abilità degli chdfde cave, il piacere dell’attesa si traduce in una selezione di champagne che aggiunge profondità al brindisi. Lunghe attese, nella penombra di cantine scavate per chilometri nel gesso, a riposare sui lieviti. Sapienti alchimie create con i vin de réserve, tesori gelosamente custoditi nelle caves, per riportare in vita profumi e sapori di vendemmie passate. Anche se lo champagne è spesso sinonimo di freschezza e slancio, perfetti per l’effervescenza delle feste, negli ultimi anni le grandi maison hanno messo in luce l’altro lato della sua anima
Fonte: Sole 24 Ore How to Spend It.
Doppio appuntamento pre Natale alla cantina San Valentino.
Un Natale per celebrare la convivialità e il territorio. Così la cantina San Valentino, propone un brunch e un viaggio enogastronomico natalizio tra Emilia e Romagna, sabato 17 e domenica 18 dicembre in cantina. Sabato 17 dicembre alle 11 sarà il gruppo riminese di giovani influencer e sommelier “I Cialtroni del Vino” in tour in questi giorni tra le cantine riminesi, a condurre una degustazione di 10 etichette dell’azienda vinicola più colorata del Colle di Covignano: dai vini autoctoni Rebola e Sangiovese, passando per le varietà internazionali come il Syrah o il Cabernet Franc. Il finale della degustazione sarà un panino con la porchetta con vista sui Colli.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Cantina Fiammetta, brindisi al Sangiovese.
Decine di persone per sorseggiare i primi bicchieri dell’annata 2022 MONTECOLOMBO È stato un grande successo l’open-day dell’antica cantina Fiammetta, andata in scena sabato scorso nell’azienda di Croce di Montecolombo. Decine di persone – appassionati di vino, ma anche semplici curiosi – si sono date appuntamento in questo lembo di collina per degustare in anteprima ilprimo sorso del Sangiovese “made in Family” dell’annata 2022 abbinato con altri Brindisi alla Cantina Flammetta prodotti rigorosamente a “km 0” (salami e pecorino) e con l’olio extravergine biologico appena spremuto.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Romagna del vino Per Poderi Dal Nespoli un secolo di storia.
Sangiovese Superiore e Pagadebit le icone La cantina Ora conta 180 ettari tra gestione e proprietà Nel 2009 l’ingresso in Mondodelvino C9 è da dire che Poderi Dal Nespoli, e con essa la storia della famiglia Ravaioli, oltre che una cantina è uno stato mentale, perché solo in questa maniera si riesce ad afferrare un fenomeno vitivinicolo di rilevanza nazionale, dove la crescita, costante in termini di fatturato e bottiglie prodotte, va di pari passo con concetti coerenti, alla cui base c’è l’ideale, tutto romagnolo, della convivialità, cui si affianca l’ambizione di fare vino “buono”, che ne sia il corollario ideale.
Fonte: Nuova Ferrara.
Il Bosco Eliceo ha un fratello parmense.
Il Fortana del Taro Igt è meno alcolico, i vitigni crescono nella sabbia dei fiumi Il Fortana del Taro Igt La zona di produzione è da sempre individuata a Busseto, San Secondo e Soragna Parma II Fortana del Bosco Eliceo Dop, vino autoctono “delle sabbie” della zona del Bosco Eliceo, lungo la lingua sabbiosa che dal Po di Goro giunge alle Valli di Comacchio, ha un fratello. E il Fortana del Taro Igt, vino ottenuto da vitigni autoctoni nel territorio della Bassa Parmense, fra il Po e la via Emilia. E vino spumoso dal colore rosso rubino, dall’intenso profumo fruttato con sentori di lamponi, mora e mirtillo, dal sapore leggermente amabile, con gradazione di soli 60.
Fonte: Nuova Ferrara.
Terre Cevico, l’export cresce del 40%.
II gruppo, che associa più di 5mila famiglie di viticoltori, chiude l’annata 2021/22 con un fatturato aggregato di 189,6 milioni di euro. Quelli di maggiore incidenza: Giappone, Cina, Svezia, Usa, Danimarca, Francia Un’ottima annata, con risultati da incorniciare. Numeri in crescita per Terre Cevico che chiude l’esercizio di bilancio 2021/2022 (1 agosto 2021-31 luglio 2022) con un fatturato aggregato di 189,6 milioni di euro (+15,3%) e una crescita dell’export a 72,9 milioni di euro (+40%). I dati sono stati presentati nell’assemblea di bilancio che ha visto gli interventi di Marco Nannetti, presidente di Terre Cevico, Lauro Giovannini e Massimo Gallina ceo e cfo di Terre Cevico. Terre Cevico che associa più di 5mila famiglie di viticoltori chiude l’annata 2021/22 con un fatturato aggregato di 189,6 milioni di euro, per una crescita del +15,3% rispetto all’esercizio precedente (164,3 milioni).
Fonte: Resto del Carlino Ravenna.
Heydi, alfiere di viticoltura antica: «Niente chimica, solo tanta fatica».
Bonanini racconta cos’è un vigneto ‘eroico’. «Faccio tutto come cent’anni fa. Nessuno lo vuole fare più» Heydi Bonanini è titolare di una delle più importanti aziende vitivinicole delle 5 Terre. «Con la vendita diretta i margini sono buoni Si fanno più risicati con l’affido del prodotto alla distribuzione». L’eroe – dal greco héros – si pone su un piano intermedio tra l’uomo e la divinità. Non può sottrarsi alla morte e non possiede poteri sovrannaturali ma si distingue dagli uomini comuni per una forza e un coraggio straordinari. Heydi Bonanini non si considera un eroe, ma rivendica il proprio essere alfiere di una viticoltura antica, fiera, faticosa.
Fonte: Nazione La Spezia.
Unico Sciacchetrà nato per far festa.
Quale regalo migliore a Natale se non il vino? Banale, si potrebbe obiettare; non è così: basta saper cercare e le sorprese ci sono, eccome. In Liguria è ormai consolidato il metodo classico: sono tante le aziende che producono ottimo spumante con uve autoctone. E quindi perché non sbizzarrirsi: che sia per un brindisi prima delle cena della Vigilia, o per chiudere il pranzo di Natale; ma anche per aprire in bellezza il nuovo anno, lo spumante ligure è un ottimo regalo. Ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche: dal levante fino a ponente, le bollicine sono di vermentino, dalle parti di Luni, di bianchetta, nel genovesato e di pipato continuando a salire. Ci sono spumanti riserva con lunghi affinamenti sui lieviti (fino a 90 mesi) che li rendono speciali.
Fonte: Repubblica Trova Genova.
Tre vini bianchi premiati con la “Rosa d’oro”.
Tre vini di San Colombano sono stati premiati dai sommelier lombardi con la “Rosa d’oro”. A vincere sono stati tre bianchi (nonostante la collina sia celebre per il suo rosso): il Banino Bianco 2021 della cantina Antonio Panigada, il Brut Domm 2018 metodo classico della cantina Nettare dei Santi di Riccardi e il Bianco Amphora Moris 2018 della cantina Poderi di San Pietro. Un bel viatico in vista del Natale.
Fonte: Cittadino di Lodi.
Nuova serata milanese per i vini del Consorzio.
Alle 18.30, nella sede di Identità golose a Milano, i vini del Consorzio Oltrepo saranno protagonisti della quarta cena della rassegna “Vini e chef della Lombardia”. In programma una degustazione con la sommelier Ais Myriam Prencisvalle e il direttore del Consorzio, Carlo Veronese, sulle denominazioni oltrepadane, con un approfondimento su Metodo Classico, Cruasè, Riesling, Pinot nero in rosso. A seguire, la cena preparata dallo chef Roberto Conti con l’abbinamento di quattro piatti a quattro etichette del territorio. Le serate milanesi rientrano in un ciclo di appuntamenti che Identità Golose ha realizzato con Regione e Ascovilo, l’associazione dei Consorzi di tutela vini lombardi.
Fonte: Provincia – Pavese.
Contratti di solidarietà salta l’incontro a “Terre d’Oltrepo”.
Era previsto un confronto tra l’azienda e i sindacati Si temono tempi più lunghi per applicare il provvedimento BRUNI l’elezione delle rappresentanze sindacali unitarie». Trattativa in stallo sul contratto di solidarietà per i 68 dipendenti della cantina “Terre d’Oltrepo” di Broni: salta l’incontro previsto ieri tra l’azienda e i sindacati, che invece hanno riunito il personale. Mentre, nel tardo pomeriggio, si è svolto un consiglio di amministrazione della cantina proprio per rivedere alcuni aspetti dell’accordo per evitare i licenziamenti. Ma ora la preoccupazione delle parti sociali è che si vada in là con i tempi di applicazione dell’ammortizzatore sociale, data l’imminenza delle feste.
Fonte: Provincia – Pavese.
Percorso Divino. Iniziativa per turisti e residenti.
Tredici chilometri, sei tappe e due comuni uniti, Sondrio e Castione, per ima proposta rivolta a residenti e turisti che non conosce stagionalità. Un anno dopo essere stato finanziato sul bando “Viaggio in Lombardia”, il progetto `Percorso DiVino”, promosso dalle due amministrazioni confinanti, si è concretizzato nell’itinerario ideato per immergersi in un contesto enogastronomico, storico e religioso fra i terrazzamenti vitati della costiera retica. La rete di percorsi già esistente che collega i due comuni è stata dotata di segnaletica e servizi a comporre un anello che si completa a piedi in circa tre ore e mezza.
Fonte: Provincia Sondrio.
Con Rosso di sera Villa Bonaparte fra vino e cultura – Grandi vini a Rosso di sera Vetrina su Villa Bonaparte.
Il weekend rilancia la reggia cittadina. Isidori: «Rilievo alla Dop di Ascoli» Due giorni fra degustazioni, talk show, cultura e cena di gala. II territorio in un calice. Rosso di sera, l’evento sul vino di domani e domenica nella splendida cornice di Villa Bonaparte, organizzato dall’associazione La luce e i sentieri, in collaborazione con Ais Marche, punta a far conoscere e promuovere il vasto patrimonio vitivinicolo regionale con 33 cantine partecipanti. I protagonisti A presentare l’iniziativa, a Villa Bonaparte, anche il sindaco Valerio Vesprini. «Oltre ad essere un evento del Natale, sarà un evento – rimarca – per valorizzare la regione che ha un’ottima qualità di viti e di vini».
Fonte: Corriere Adriatico Fermo.
A don Luigi Di Majo l’onore di inaugurare l’enoteca.
Palazzo Norante ospita la prima struttura regionale di valorizzazione della filiera vitivinicola A don Luigi Di Majo l’onore di inaugurare l’enoteca. E’ toccato a don Luigi Di Majo l’onore del taglio del nastro della prima enoteca comunale, avvenuto domenica scorsa, 11 dicembre. Nasce a Campomarino la prima enoteca comunale della Regione, iniziativa di notevole rilievo fortemente voluta dall’amministrazione comunale e dall’assessorato al turismo del Comune di Campomarino. A ospitare l’inaugurazione dell’enoteca è stata l’Istituzione Centro Servizi Turistici e Culturali che ha contribuito in maniera determinante alla realizzazione del progetto.
Fonte: Primo Piano Molise.
Vendemmia 2022 promossa.
Siccità e caldo record non hanno influenzato la produzione di uve. Leggero calo del raccolto, qualità al top: i dati della Vignaioli Piemontesi.
Fonte: Nuova Provincia (Asti).
Quargentan lancia un minibond nativo digitale.
È la prima pmi in Europa a farlo: obbligazione di un milione di euro. Quargentan spa, azienda vitivinicola di Terrossa di Roncà, è la prima pmi in Europa a lanciare un bond nativo digitale su piattaforma Blockchain (Dlt). Lo comunica la banca bresciana Valsabbina, Società cooperativa per azioni, in una nota in cui si precisa che l’operazione è stata perfezionata ieri. L’obbligazione, interamente sottoscritta dalla Banca Valsabbina, ha una durata di cinque anni con scadenza al 2027, per un ammontare complessivo di 1 milione di euro, e ha lo scopo di sostenere i piani di crescita e di investimenti all’estero della società emittente, oltre a migliorare l’efficienza energetica.
Fonte: Arena.
Promozione e vino La Ue rinvia lo stop Veronafiere: «Bene».
L’ente scaligero e la filiera vitivinicola italiana «Plauso al ministro ma urge vigilare su tutela made in Italy». Soddisfazione dei vertici di Veronafiere per la recente decisione della Commissione europea di escludere per la prossima annualità le penalizzazioni a vini e carni rosse nel testo finale relativo alla cosiddetta promozione orizzontale. Si tratta di un plafond di aiuti previsti per il 2023 che in ambito comunitario vale circa 186 milioni di euro, con un sostegno per i prodotti italiani a denominazione che passa da 7 a 9 milioni di euro.
Fonte: Arena.
Quargentan, emesso il primo bond digitale.
Quargentan, pmi veronese attiva principalmente nel settore vitivinicolo, ha raccolto un milione di euro nell’emissione e sottoscrizione del primo bond nativo digitale su piattaforma blockchain (DLT) in Europa. Il “DLT bond” di durata quinquennale (20222027) è stato interamente sottoscritto da Banca Valsabbina e ha lo scopo di sostenere i piani di crescita e di investimenti all’estero della società emittente, che ha chiuso il 2021 con un valore della produzione di 88 milioni di euro e un Ebitda di 3,2 milioni di euro.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Cantina di microvinificazione FEM, porte aperte e assaggi di vini sperimentali.
Una sessantina di persone tra enologi e studenti hanno degustato i prodotti della cantina sperimentale della Fondazione Edmund Mach, dove i ricercatori conducono sperimentazioni enologiche e viticolo – agronomiche. Una sessantina di persone tra enologi e studenti hanno partecipato, nei giorni scorsi, alla giornata di assaggi promossa dalla Fondazione Edmund Mach, presso la cantina di microvinificazione, per far conoscere e degustare i prodotti ottenuti dalla sperimentazioni enologiche e viticolo – agronomiche portate avanti da ricercatori e tecnologi.
Fonte: Gardapost.
Cantina Quota 101: con il protocollo CasaClima Wine si premiano anche edifici non residenziali.
L’Agenzia CasaClima offre la certificazione degli edifici con l’obiettivo di migliorare la qualità energetica, negli anni si è arricchito progressivamente di nuovi protocolli finalizzati alla valutazione della sostenibilità globale non solo delle residenze, ma anche di specifiche attività come appunto le cantine, il terziario, le strutture recettive e non ultime le scuole. Recentemente ha avuto luogo la cerimonia di consegna della prestigiosa certificazione alla cantina “Quota 101” di Torreglia (PD) nella zona di produzione dei Colli Euganei. Sono già nove le cantine vinicole che hanno adottato il protocollo CasaClima Wine per la propria struttura di produzione.
Fonte: Ingenio.
Una cantina etnea produce il primo spumante da Nerello Cappuccio.
Affascinata dall’arte spumantistica, Serafica Terra di Olio e Vino ha iniziato a sperimentare e indagare nuove produzioni, dando vita ai Mirantur Spumanti Bianco e Rosè: Catarratto e Nerello Cappuccio spumantizzati secondo il metodo tradizionale Charmat lungo. “Siamo molto emozionati perché giorno dopo giorno aggiungiamo un piccolo tassello nel percorso di crescita della nostra realtà familiare – sottolinea Giuseppe Borzì, responsabile commerciale dell’azienda -. I Mirantur, nella versione spumante, hanno tutta l’effervescenza e l’unicità di due vini che non solo ci rappresentano ma che ci fanno ben sperare per il futuro. Il versante Sud ha un potenziale incredibile e, proprio qui, cerchiamo di convogliare al meglio i nostri sforzi e abilità imprenditoriali”.
Fonte: All Food Sicily.
Vino. Non sente crisi il settore, ma l’inflazione si farà sentire secondo il rapporto Uiv-Ismea.
È di 16 milioni di ettolitri la domanda di vino italiano all’estero che, secondo le elaborazioni dell’Osservatorio del vino Uiv-Ismea su base Istat, chiude il parziale dei primi nove mesi con volumi in sostanziale continuità (+0,3%) sul risultato dello stesso periodo dello scorso anno, per un controvalore-record di quasi 5,8 miliardi di euro. Dato, quest’ultimo, che sancisce un incremento in doppia cifra (+12,3%) rispetto al pari periodo 2021 ma che, se normalmente verrebbe accolto con non poca soddisfazione, ora lascia poco spazio all’esultanza: determinato più dalla spinta inflattiva che dalla domanda reale, potrebbe non bastare a coprire l’aumento dei costi.
Fonte: Agricultura.it.
Vino: con 8 mld vola l’export, fiducia consumi a Natale.
In vista dele festività, Piero Mastroberardino, presidente Istituto Grandi Marchi (Igm) si dichiara fiducioso sull’andamento dei consumi e vendite per i prodotti di pregio, a indicazione geografica, della tradizione e delle grandi famiglie. “L’aspettativa – dice all’ANSA Mastroberardino in occasione della presentazione della ricerca Istituto Grandi Marchi e Wine Monitor Nomisma sul mercato dei Fine Wine – è buona dopo il trend dell’ultimo periodo anche alla luce dell’anno record delle vendite di vino italiano all’estero”.
Fonte: ANSA.
Vino dealcolato, per i produttori è un’occasione da cogliere.
Va bene la sovranità alimentare, un principio che risponde all’esigenza dei paesi di essere autosufficenti in un’ottica di sicurezza alimentare. Ma attenzione alle battaglie identitarie. Inseguire il mantra della tradizione rischia di chiudere le porte a nuove frontiere che invece possono indicare linee di sviluppo futuro. È quello che sostengono le principali imprese del mondo del vino made in Italy a proposito della tendenza a bollare come un’eresia la prospettiva del vino dealcolato, ovvero del vino senz’alcol o con un minore contenuto alcolico.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Vino, Igm: nel post-Covid tra canali vendita torna forte Horeca, perde appeal Gdo.
Perde di appeal la Gdo, come canale di vendita del vino, dopo gli exploit nella fase lockdown, e torna forte il ruolo del canale Ho.Re.Ca., ma si consolida anche la crescita dell’e-commerce nella vendita dei vini di alta gamma. Questi, in sintesi, quanto emerge dal report ‘Fine Wine e distribuzione in Italia: ritorno dal futuro?’, che Igm ha commissionato a Wine Monitor, l’osservatorio di Nomisma specializzato nelle ricerche sul mercato del vino, presentato oggi, a Roma, presso la sede della Stampa Estera in via dell’Umiltà, in occasione del tradizionale appuntamento di fine anno che vede protagonista l’Istituto Grandi Marchi.
Fonte: Adnkronos.
Il mondo del vino in enoteca: tanta territorialità.
In crescita il consumo dei vini rossi, tra cui Barolo, Brunello e Amarone. Stabile il consumo dei vini da dessert. Vola lo Chardonnay e il Gewürtraminer. I dati parlano di quadro eterogeneo rispetto ai volumi di vendita. Vinarius, l’Associazione delle enoteche italiane, ha presentato alla stampa i risultati dei dati raccolti tramite un sondaggio che ha coinvolto soci (110) e non soci. L’indagine si inserisce nell’ambito della costante attività di studio condotta in questi anni dall’associazione e rappresenta un’ulteriore conferma dell’importanza di comprendere e analizzare le dinamiche di mercato.
Fonte: Adnkronos.
Campanello d’allarme per i consumi di vino negli Stati Uniti.
Wine Market Council è una storica associazione no profit che comprende produttori di vini, coltivatori, importatori, venditori, grossisti e altri operatori del settore vitivinicolo. Ha effettuato negli Stati Uniti una indagine tra l’autunno del 2021 e la primavera del 2022 tra i consumatori di vini. È emerso che solamente 44 milioni di “americani” bevono almeno una volta alla settimana e rappresentano solo il 18 % dei 240 milioni di persone adulte. Questa percentuale seppur risicata è in aumento del 4 % rispetto allo stesso periodo pre pandemia. I consumatori di vini definiti marginali ossia che bevono almeno una volta ogni tre mesi, chissà che spaventosa sete arretrata che hanno, ammontano al 15 % degli adulti “americani” ossia 35 milioni.
Fonte: EgNews.
Vino. La FEM apre le porte della cantina di microvinificazione per scoprire i vini sperimentali.
Una sessantina di persone tra enologi e studenti hanno partecipato, nei giorni scorsi, alla giornata di assaggi promossa dalla Fondazione Edmund Mach, presso la cantina di microvinificazione, per far conoscere e degustare i prodotti ottenuti dalla sperimentazioni enologiche e viticolo – agronomiche portate avanti da ricercatori e tecnologi. Tra questi prodotti rientrano i vini ottenuti con le nuove varietà resistenti sviluppate da FEM e recentemente registrate dal Consorzio Innovazione Vite, per una migliore comprensione delle loro potenzialità.
Fonte: Agricultura.it.
Vino: consumo fuori casa dei fine wine vale +47% in 9 mesi.
Torna forte il ruolo del canale Ho.Re.Ca. per il consumo fuori casa dei fine wine: i vini di alta gamma, infatti, totalizzano un aumento di fatturato del 47% nei primi 9 mesi 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una crescita connessa alla ripresa dei flussi turistici raddoppiati rispetto al 2021, a cui si è accompagnato un rallentamento delle vendite nel canale della Grande distribuzione, importante supporto nel periodo delle restrizioni causate dai vari periodi di lockdown. È quanto emerge dal rapporto Wine Monitor-Nomisma, presentato al tradizionale appuntamento di fine anno dell’Istituto Grandi Marchi (Igm) evidenziando gli attuali scenari di mercato.
Fonte: ANSA.
STAMPA ESTERA
Portobello entra en el sector del vino con la compra del 35% de Torre Oria.
Portobello Capital firmó ayer la adquisición de una participación del 35% en Bodegas Torre Oria con el objetivo de impulsar su crecimiento. La operación, sellada tras varios meses de negociaciones en exclusiva, es la tercera que ejecuta la gestora de capital riesgo a través de su fondo de minorías estructuradas, bautizado como Portobello Structured Partnerships Fund I y dotado con 250 millones de euros. Eloy Bautistay Pablo Aranda, accionistas y principales directivos de la bodega con sede en Requena (Valencia) se mantendrán tanto al frente del accionariado como del negocio en esta nueva etapa de expansión junto a Portobello. No ha trascendido el importe de la transacción, pero es probable que la valoración de la compañía se sitúe por debajo de los 50 millones de euros, teniendo en cuenta los múltiplos que se pagan en el sector. Fundada en 1897 por la familia Oria de Rueda en Re quena, Torre Oria es un grupo líder en España en la producción y distribución de vinos y cavas para el sector de la gran distribución. Cuenta con el 80% de sus ventas en el extranjero. La facturación de la compañía se sitúa en una horquilla de entre 30 y 40 millones de euros, con márgenes ebitda que rondan el 15%-18%.
Fonte: Expansión.
Sula bourse debut gives investors chance to tap growing taste for wine in India.
Sula Vineyards, India’s biggest winemaker, opened its initial public offering to retail investors yesterday, offering a chance to capitalise on a growing middle-class taste for wine in the country. An Abu Dhabi sovereign wealth fund and the New York state teachers’ pension fund were among institutional investors that bought shares in the offer to anchor investors last week, ahead of Sula’s debut on the Indian stock market next week. Sula’s almost Rs10bn ($121mn) share sale marks a coming of age for India’s budding wine industry, which struggled for years to change customer tastes and win acceptance from Indian state-level authorities. Valuing the company at Rs30bn, the offering represents a payday for existing shareholders, including Belgian family investment group Verlinvest, which bought into Sula in 2010 and will retain a stake. Pricing shares from Rs340 to Rs357, the company is not issuing fresh equity. The Abu Dhabi Investment Authority was Sula’s biggest investor in the roughly one-third anchor allocation, snapping up 13.9 per cent of the shares on offer, followed by Goldman Sachs, taking 12.2 per cent, and another 1.74 per cent on behalf of the New York state teachers’ pension fund it manages. Maharashtra-based Sula is India’s dominant winery, commanding more than a 50 per cent share of India’s 2.5mn-case-a-year wine market with a number of brands.
Fonte: Financial Times.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 12 dicembre 2022!
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C’è una montagna di cantine – Un territorio unico dal lago alle vette Ecco il Trentino di vini e turismo.
Sei distretti, con 74 comuni, offrono attrazioni naturali, monumentali, sportive e ricreative. 12 I milioni di bottiglie vendute nel 2021 e prodotte dalle 66 cantine associate a Trentodoc 8 I ristoranti stellati dol Trentino: Peter Brunel ad Arco, Malga Panna a Moena, El Molin a Cavalese, Gallo Cedrone e Stube dell’Hotel Hermitage a Madonna di Campiglio, Locanda Margon a Ravina di Trento, L’Chimpl a Vigo di Fassa e Senso Alfio Ghezzi Mart a Rovereto Unione perfetta La brezza che sale dal Garda sposa un terreno ricco, per vini con diverse sfumature di gusto di Maurizio Bertera a Montagna e il Grande Lago. È da questi due mondi, apparentemente lontani ma in realtà essenza del Trentino, che nasce l’unicita del Trentodoc, fatta di complessità aromatica, freschezza, eleganza, varierà di profumi.
Fonte: Gazzetta dello Sport.
Da Giulio Ferrari ai successi mondiali del “Trentodoc”.
Enrico Zanoni, presidente delllstituto Trento Doc Il pioniere (con Valentini) del Metodo Classico ha aperto una strada. Ora gli spumanti trentini brillano sulla scena internazionale 1 Trentodoc è uno dei I gioielli dell’enologia italiana. Per prestigio, come dimostra l’esito dell’ultimo “Champagne e Sparkling Wine World Championships”, ideato da Tom Stevenson, massimo esperto mondiale di bollicine: con 69 medaglie – 22 ori e 47 argenti – è stato lo spumante tricolore più premiato. Ma anche per i numeri:12 milioni di bottiglie vendute nel 2021, con ottime possibilità di battere il record da qui a fine anno. È il frutto del grande impegno delle 66 cantine associate, che producono le bollicine rispettando rigidi canoni e controlli lungo la filiera. Storia La Denominazione di Origine Controllata “Trento” è riservata agli spumanti realizzati con uve di esclusiva provenienza trentine (principalmente Chardonnay e Pinot nero, ma anche Pinot bianco e Meunier), ottenuti con il metodo della rifermentazione in bottiglia e un prolungato contatto con i lieviti.
Fonte: Gazzetta dello Sport.
Un brindisi con bollicine, panettone e i tarocchi.
Un brindisi al 2023 con bollicine, panettone e lettura dei tarocchi. «Bubbles e Tarots For Breakfast» è organizzato da Montelvini, l’azienda vinicola della Docg Asolo Montello che da 140 anni porta avanti la tradizione familiare con un nuovo processo di spumantizzazione. Appuntamento gratis e aperto giovedì dalle 11 alle 13 in via Cesare Correnti 12 (prenotazione su Eventbrite (https://bit.ly/3EDLGGI) con l’astrologo Massimo Giannone nella stanza esperienziale allestita insieme a JannellieVolpi, a cui fa da scenario Constellation, carta da parati a tema zodiacale Missoni Home Wallcovering04: su uno sfondo blu notte i simboli astrali sono interpretati come preziosi ricami.
Fonte: Giornale Milano.
Agribusiness. Asset da brindisi, per diversificare.
Agribusiness. Asset da brindisi, per diversificare In questi giorni le case degli italiani si stanno iniziando a riempire dei tipici dolci natalizi, eccellenze alimentari come il Panettone, il Pandoro, il Panforte, fino a scendere agli struffocli ed ai mostaccioli, solo per citarne un millesimo , andando dal Nord al Sud. Per non parlare dei vini e delle bollitine da abbinare ai ricchi e variegati piatti della nostra tradizione. Un patrimonio che il mondo ci invidia e apprezza. Cosa c’entra tutto questo con i portafogli finanziari? Dai campi alla tavola, il settore offre opportunità vastissime: la gestione dell’acqua (tutto ciò che riguarda depurazione, infrastrutture e utility idriche, riutilizzo); attrezzature agricole (tecnologie avanzate, lavorazione e test degli alimenti) e produzione agricola, che copre temi come i fertilizzanti biotech e sement.
Fonte: La Discussione.
Vino, l’ultima scommessa la corsa di fine anno.
Fatturato record a quota 14,3 miliardi (+ 6%) per il settore . Ma i costi riducono i margini. Bene i ristoranti e le vendite in cantina, in frenata la grande distribuzione di Anna DI Martino Battute finali di un anno in chiaroscuro per il mondo del vino. Iniziato con il botto, si è andato complicando per colpa in particolare di un aumento indiscriminato delle materie prime: l’ultimo grido di allarme è di questi giorni, con l’Unione italiana vini che denuncia il quarto incremento del prezzo del vetro in 12 mesi, con il costo delle bottiglie che sale del 76%.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Casa Sartori 1898: l’ospitalità fa rima con sostenibilità.
Aumentare gli investimenti per in incrementare l’attività di accoglienza e ospitalità, valorizzare i prodotti di fascia più alta e biologici. Sono i progetti di Casa Sartori 1898, azienda vitivinicola fondata a Verona da Pietro Sartori. A portare avanti la storia secolare di famiglia è Andrea Sartori, presidente di Casa Sartori 1898 e bisnipote del fondatore: «1140% delle vendite le facciamo negli ultimi tre mesi dell’anno — spiega il presidente —. In questo senso, abbiamo avuto un discreto ottobre seguito da un ottimo novembre e, ora, dicembre sta procedendo bene». Le novità del marchio stanno trovando riscontro sul mercato, soprattutto tra i più giovani. «Tra i successi — spiega Sartori — i vini Fira bianco e rosso, due Igt veronesi da appassimento presentati allo scorso Vinitaly, con un packaging più fresco e contemporaneo.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Italesse alza i calici «sensoriali».
Non esiste un grande vino senza un grande bicchiere. Ne è convinto Massimo Barducci, ceo di Italesse, azienda fondata a Trieste nel 1979 e specializzata nella creazione e produzione di calici professionali per la degustazione. «I nostri calici — dice — non solo rispecchiano una filosofia innovativa che rispetta l’unicità di ogni vino, ma sono anche in grado di regalare emozioni. Si tratta di calici tecnici che amiamo definire sensoriali e che ci distinguono sul mercato. I materiali e le tecnologie applicate portano poi trasparenza, leggerezza, flessibilità e resistenza». Valori aggiunti che rispondono alle nuove esigenze dei consumatori.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Dagli Usa al Giappone, più estero (ed efficienza) per Astoria Wines.
Largo ai giovani. È questa la filosofia che ha applicato da un anno Astoria Wines, casa vinicola nata nel 1987 e tra le principali produttrici di prosecco nelle colline venete di Valdobbiadene con un fatturato di circa 6o milioni di euro. Verso la fine del 2021 il presidente Paolo Polegato ha nominato amministratore delegato il figlio, il 3ienne Filippo (la terza generazione alla guida dell’azienda), il quale ha da subito imposto la sua visione di casa vinicola del futuro. «Da un anno è in funzione il nuovo polo logistico (costato circa 12 milioni di euro, ndr), che ci ha permesso di abbattere del 40%la tempistica media di evasione dell’ordine: la qualità non è solo nel prodotto, ma anche nel servizio — spiega —. Abbiamo inoltre installato pannelli fotovoltaici, sia nella parte produttiva, sia in quella logistica, grazie ai quali riusciamo a coprire quasi il 30% del nostro fabbisogno annuale di energia».
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
La stanza dei bottoni – Prosecco d’oro.
Al termine di un anno glorioso, Elvira Bortolomiol presenta venerdì con Diego Tommasi il rapporto sul distretto del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene prosecco Docg. La prima presidente del prosecco superiore e di un consorzio che insiste su 15 comuni e 7.500 ettari d’oro. Gli scenari futuri sembrano scontare qualche rallentamento, ma è da vedere che questo riguardi anche le bollicine venete top che con Bortolomiol hanno scelto la strada di produzioni di qualità, aumento dei valori unitari e grandi margini ai quali guardano anche nuovi investitori.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Ribona, Lacrima, Verdicchio Alla scoperta delle Marche del vino.
Il territorio – che unisce le pianure alle colline e le creste di montagna al mate – offre alla vite un habitat favorevolissimo. Tra i bianchi merita attenzione la Ribona dei Colli Maceratesi. Basterebbe soffermarsi sulla produzione vitivinicola per apprezzare la straordinaria ricchezza e complessità delle Marche. Il territorio – che unisce le pianure alle dolci colline e le creste di montagna al mare – offre alla vite un habitat pedoclimatico favorevolissimo. Più diventi tipi di vini di altissima qualità, incluse le denominazioni di origine controllata (doc) e garantita (docg), per accontentare tutti i palati. Il lavoro certosino dei viticultori, molti dei quali dediti all’agricoltura sostenibile.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Così rinasce il museo diffuso del vino. «Dalla Regione Lazio 300mila euro».
Lavori in corso a Monte Porzio Catone per riaprire il Museo diffuso del vino, eccellenza del territorio. Grande impegno anche per far rinascere altre aree espositive. L’amministrazione comunale ha completato l’a conferenza dei servizi e presto pubblicherà il bando per la realizzazione del Museo diffuso del vino, che si presenterà con una veste rinnovata in un punto strategico della città. Se tutto andrà bene i lavori per costituire l’area espositiva inizieranno nei primi mesi dell’anno nuovo. Il Museo diffuso del vino, realizzato con un contributo di 300 mila euro concesso dalla Regione Lazio, si compone di due strutture: una casetta ex-Stefer, situata a corso Trieste ed una galleria, lunga 20 metri e alta 7, che era il terminale della stazione di arrivo della ferrovia Anagni – Monte Porzio Catone, chiusa più di 70 anni fa.
Fonte: Messaggero Roma Metropoli.
Il Barolo più quotato vola con i trattori a guida autonoma – Il barolista più quotato si fa startupper «In cantina produco anche trattori tech».
Roberto Conterno ha fondato una startup per rivoluzionare il lavoro nelle vigne dei Monfortino Il Barolo più quotato vola con i trattori a guida autonoma *** Il barolista più quotato si fa startupper «In cantina produco anche trattori tech» Il patron del Monfortino lancia Black Shire, una società innovativa che vuole rivoluzionare il lavoro in vigna con mezzi intelligenti a guida autonoma di Marcello Pasquaro Sc l’immissione sul mercato di un trattore robot ico, in grado di lavora re M autonomia, può sembrare Lino Scossone per il mondo del vino, provate a immaginare se a ideare, progettare e come stupire quel trattore fosse, non un imprenditore qualunque, bensì mister Monfortino, Roberto Conterno, il produttore capace, con una culi maniacale per la qualità, di dare vita al vino italiano più costo o in assoluto, con quotazioni che superano i ). 1.500 euro a bottiglia.
Fonte: L’Economia del Corriere Nord Ovest.
Le distillerie Berta brindano ai 75 anni puntando sul turismo.
«Territorio, territorio e ancora territorio»: sono queste le tre parole che muovono lo spirito di Enrico “Chicco” Berta, presidente delle Distillerie Berta, azienda di Mombaruzzo che quest’anno compie 75 anni. 75 vendemmie vissute da tre diverse generazioni di distillatori, che per l’occasione imbottigliano la loro storia in una limited edition esclusiva e lussuosa, la Grappa Riserva 75 Anni, realizzata con un blend delle migliori dieci annate dell’azienda. La storia di Berta pere non è solo fatta di grappa: l’idea di Chicco è quella di attrarre nuove persone in questa zona del Monferrato dove le colline vitate si intervallano a borghi bellissimi ma poco frequentati, a differenza di quanto non succede nella non lontana Langa.
Fonte: Repubblica Torino.
L’enoarte nel centro storico Rogai, frammenti di festa.
Un modo diverso per incontrare la magia delle feste di Natale con l’arte, in piazza della Repubblica all’Altus Gallery di Pasquale Cataldi, che presenta l’EnoArte di Elisabetta Rogai (nella foto). La novità è l’incontro dell’arte in un luogo diverso, per entrare in una dimensione quotidiana e largamente frequentata, invadendo spazi alternativi e andare incontro a un pubblico più vasto e popolare. Così come nuove sono le creazioni di Elisabetta Rogai, che reinventa forme e colori, accostamenti cromatici e inediti, grazie all’infinite sfumature del vino, che ormai da tempo caratterizza la sua enoarte. Tela, marmo bianco di Carrara, denim, i supporti che utilizza, per sperimentare linguaggi diversi ma sempre personalissimi.
Fonte: Nazione Firenze.
Alle Cantine Montresor il nuovo museo del vino.
Presentato lo spazio espositivo: 130 anni di storia in 4 sale Alle Cantine Montresor il nuovo museo del vino Oltre sei milioni di euro di investimenti in quattro anni Monica Sommuwmpu¡çcw econorria`dlarena.it •• Un museo polisensoriale dedicato al vino e un nuovo wine shop in vista di un 2023 che sarà dedicato a incrementare sostenibilità e ospitalità. Dopo quattro anni di investimenti che hanno superato i sei milioni di euro, le Cantine Giacomo Montresor, oggi di proprietà per il 75% della romagnola Terre di Cevico e per il 25% di Cantine di Verona, hanno presentato mercoledì il nuovo spazio espositivo di 500 metri quadrati che racconta 130 anni di storia in quattro sale.
Fonte: Arena.
Food &wine, Cattel eccellenza veneta.
Cattel premiata come eccellenza veneta per il “food e wine”. Lo scorso maggio l’azienda con sede a Noventa e specializzata nella distribuzione di prodotti aveva accettato di diventare partner tecnico del “Tour Eccellenze Venete”, edizione 2022 del Festival della Cucina Veneta che, inaugurato nel 2019, è già diventato un evento di riferimento nel settore enogastronomico della Regione. In quell’occasione, Cattel aveva dato il proprio contributo a una iniziativa pensata per valorizzare i prodotti del Veneto, regione con il maggior numero di prodotti a denominazione e prima in Italia per la produzione di vini. A seguito di questa iniziativa, Cattel (con le aziende che hanno centrato gli stessi obiettivi) è stata premiata come “eccellenza” per essere una azienda che ha “contribuito ad arricchire l’offerta enogastronomica e comunicativa della grande tradizione culinaria del Veneto»..
Fonte: Gazzettino Venezia.
La cooperazione virtuosa continua a crescere. La case history di Cantina Kurtatsch, in Alto Adige.
In 9 anni fatturato raddoppiato a parità di produzione, lavorando su valore, sostenibilità e varietà bordolesi. Andreas Kofler confermato presidente. Oggi sono tante le cooperative del vino, un tempo considerate “centri di grandi produzioni in termini di soli numeri” per vini di basso prezzo e qualità, capaci di esprimere tanto prodotti di buona qualità da consumo quotidiano, quanto assolute eccellenze. E in questo senso, se il fenomeno è diffuso dal Nord al Sud, un territorio di cooperative di assoluto livello è quello dell’Alto Adige, dove tra tante case history celebri come San Michele Appiano, Cantina di Terlano, Girlan e non solo, si inserisce anche quella di Cantina Kurtatsch, che, anche grazie a tanti investimenti sul valore, sulle varietà bordolesi, e sul fronte della sostenibilità, che è un tema ambientale, ma anche economico e di passaggio generazionale, visto che 190 ettari di vigneto della cooperativa sono gestiti da 190 famiglie, una rete che permette la sopravvivenza delle piccole aziende agricole che costruiscono il mosaico socioeconomico e culturale di queste terre.
Fonte: WineNews.
Vino, Cantina Quota 101 ottiene la certificazione CasaClima Wine.
La Cantina Quota 101 di Torreglia (Padova) compie un nuovo passo nella sua strategia di sostenibilità ambientale: è infatti la nona cantina in Italia, la seconda in Veneto e la prima nei Colli Euganei, a ricevere la certificazione “CasaClima Wine” per avere soddisfatto i criteri di sostenibilità definiti dall’ente certificatore altoatesino. Una certificazione che ha attestato le scelte compiute nella costruzione di una nuova cantina efficiente e attenta al consumo di risorse idriche ed energetiche, con l’adozione di un impianto fotovoltaico e la scelta di un innovativo sistema costruttivo in legno “X-Lam”. L’ente certificatore ha tenuto in considerazione anche il sistema di gestione ambientale dell’azienda, che pratica un’agricoltura organica in un ambiente ricco di biodiversità. A partire dalla vendemmia 2018, l’azienda è certificata biologica, sia per le uve che per i vini.
Fonte: Askanews.
L’Europa “promuove” carne e vino italiani. Il programma di aiuti per la promozione degli alimenti include anche questi prodotti.
Carne e vino “salvati” dalla lista nera dei prodotti che fanno male alla salute. Approccio ideologico, come i produttori agricoli avevano giustamente affermato, che (per una volta) l’Europa ha messo da parte. Liberando, appunto, queste due categorie di alimenti – importanti anche dal punto di vista economico -, da un elenco di “cattivi alimenti”, alla base di malattie pesanti come il cancro. Il passo compiuto dai paesi membri dell’Ue ha avuto un effetto immediato: anche i vini e le carni potranno, nel 2023, beneficiare degli aiti economici per la promozione. Ma è il metodo usato quello che conta.
Il principio è di fatto semplice: la gran parte degli alimenti che possiamo mangiare può essere potenzialmente dannosa per l’organismo, dipende da qualità e quantità. Alcuni, certo, possono esserlo di più, ma anche in questi casi il vincolo da rispettare e la moderazione e la misura. Così è anche per carni e vini che, tuttavia, da tempo erano inseriti in una lista di alimenti cancerogeni. Tutto è cambiato pochi giorni fa.
Fonte: La Difesa del Popolo.
Vino in plastica? Il parere dell’enologo.
È di questi giorni la proposta lanciata da un importante imprenditore trevigiano di confezionare vino di qualità in bottiglie di plastica per ridurre l’impatto ambientale. Il vino in bottiglia di plastica, in realtà, esiste già da tempo, ma finora è stato utilizzato per vini di primo prezzo. “Non dubito che la bottiglia di plastica possa conservare inalterato il contenuto, anche fosse vino di qualità – afferma l’enologo Valentino Ciarla –. Il punto è che il vino è un bene edonistico, dove qualità e valore non sono elementi misurabili in modo meramente scientifico. È quindi un bene voluttuario, non un prodotto commodity, sono ormai lontani i tempi del vino-alimento”.
Fonte: Federvini.
Vino italiano: il 2022 chiude con 8 miliardi di export da record e una crescita del 12%.
Se il retail online ha vissuto una vera esplosione (+74,9%), la diversificazione dei mercati sta dando i suoi frutti: cresce il valore delle vendite in Tailandia (+158%) e Vietnam (+82%). Nel 2021 l’Italia, in termini di volume, è stato il maggior esportatore di vino al mondo, con 20,8 milioni di hl esportati e una quota del mercato mondiale pari al 20%. Seguono Spagna e Francia. Tuttavia, per quanto riguarda l’export espresso in valore, il Bel Paese si attesta al secondo posto alle spalle dei cugini transalpini. La differenza che emerge tra valore e volumi è data da prezzi medi di vendita molto diversi. La Francia si attesta sui 9€/l, l’Italia si 4,2€/l, la Spagna su 2,1€/l. Questo perché la Francia è riuscita a valorizzare meglio i propri vini, creando un mercato a più alto valore aggiunto.
Fonte: FIRSTonline.
Il Trebbiano d’Abruzzo doc 2020 Emidio Pepe è il miglior vino regionale.
È il Trebbiano d’Abruzzo doc 2020 Emidio Pepe il miglior vino regionale a cui è stato assegnato il Tastevin Ais per l’Abruzzo, il premio che l’Associazione Italiana Sommelier conferisce a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, a chi rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona e a chi ha riportato sotto i riflettori vitigni.
Fonte: rpiunews.it.
Pecore, vino e nuove aperture, Pompei si rilancia.
Tantissime case in più, che si potranno visitare grazie anche all’arrivo di trenta nuovi addetti. E finalmente un ristorante alla Casina dell’ Aquila, che si unirà alla caffetteria che già funziona e ad una serie di chioschi. Ma anche radure attrezzate per i pic nic, vigneti e ulivi per produrre vino e olio dop, persino le pecore, che oggi in via sperimentale sono state ingaggiate per brucare l’erba ma che un domani potranno servire per offrire ai turisti un assaggio dei formaggi locali. Concluso il Grande Progetto, il Parco archeologico di Pompei guarda al futuro e lavora per rivoluzionare la sua offerta
Fonte: ANSA.
5 consigli per acquistare il vino online.
A partire dalla pandemia, comprare il vino online è diventata una pratica quotidiana molto comune, un’abitudine che nel corso degli ultimi anni ha conquistato un gran numero di consumatori in tutta Italia. La quantità di offerte vino online è enorme e non sempre è semplice trovare il miglior vino da acquistare in base all’occasione, oppure trovarlo a un costo accessibile. Molto spesso sono le spedizioni a diventare un problema, questo perché non tutti gli eCommerce garantiscono una spedizione rapida in tutta Italia.
Fonte: Città della Spezia.
STAMPA ESTERA
El salón del vino BWW amplia un 15% sus bodegas.
El evento impulsa la proyección de los caldos españoles El acontecimiento ferial de febrero tendrá un impacto económico de entre 10 y 12 millones de euros. La próxima edición de Barcelona Wine Week (BWW), que tendrá lugar del 6 al 8 de febrero del 2023 en el recinto de Montjuïc de Fira de Barcelona, contará con la cifra récord de 700 bodegas, un 15% más que en el 2022. También habrá 60 denominaciones de origen y otros sellos de calidad. BWW 2023 supera ya el 90% de ocupación. El presidente de BWW, Javier Pagés, afirma que el objetivo es convertir este salón en “la gran referencia del sector vitivinícola español de calidad”. Pagés entiende que BWW “es necesario para el sector para competir a nivel internacional”. El impacto económico del salón es de entre diez y doce millones de euros. Toni Valls, el director general de la organizadora de este salón, Alimentaria Exhibitions, ha manifestado que BWW 2023 “expresará la potencia de un salón que en solo dos ediciones se ha posicionado ya como la feria referente del vino de calidad en España con la mayor oferta del mercado ante los operadores nacionales e internacionales. Destaca su modelo ferial “único, disruptivo y sensorial, generador de experiencias”. También remarca el expertise del equipo organizador de Alimentaria, que “ha sabido lanzar un proyecto generador de contactos profesionales, buscador de oportunidades de negocio y think tank de conocimiento sectorial”. Ante los temores de parte del sector del vino catalán de que el salón pudiera trasladar su sede a Madrid en un futuro, Valls explica que “se considera óptima la localización actual por la gran fuerza de la marca Barcelona en el exterior, y por ser el gran escaparate internacional del vino español”.
Fonte: Vanguardia.
Auge y caída de la mayor potencia del vino del planeta.
Hace 60 años, justo cuando consiguió su independencia, Argelia era el mayor productor y exportador de vino del mundo. La historia de cómo dejó de serlo tiene mucho que ver con los odios postcoloniales y una visión religiosa que impregnó la política. EL profesor Vincent Grégoire ha estudiado cómo se refleja el vino en la obra de Albert Camus, el escritor nacido en Argelia. En `El Extranjero; por ejemplo, Meursalt, el empleado de banca homicida, se echa una siesta antes de ir al trabajo y dice que es «por tomar mucho vino». El alcohol también explica el comportamiento de los habitantes de Orán «en su voluntad de olvidar la peste». No es raro que el vino aparezca en las narraciones de Camus: su padre, su tío y su hermano eran toneleros cuando Argelia era la mayor potencia vitivinícola mundial, un coloso que, en el momento de su independencia (1962), llegó a producir 18 millones de hectolitros en un país donde el 85% de la población era musulmana. La del vino en Argelia es una historia de auge y decadencia de un sector productivo donde la política y las instituciones han tenido mucho que ver. La industria del vino llegó con los franceses, aunque la vid se cultivaba desde tiempos de fenicios y romanos. En 1830, Francia convirtió la zona en su colonia. París tenía la idea de que sus territorios fueran complementarios y no rivalizaran con la producción continental, así que en ellos se explotaba algodón, cacao, tabaco, frutas… En Los patrones de ayer eran los enemigos de hoy y el vino, la bebida del invasor colonialista Argelia sólo se daba bien la vid, pero no había vino, porque los colonos no tenían la tecnología para producirlo, ya que las elevadas temperaturas de hasta 40 grados no permitían alcanzar el grado alcohólico suficiente. Eso fue hasta que, en 1879, se declaró la plaga de filoxera en Europa, diez años después de que el botánico Planchon confirmara la presencia en Francia del insecto que la produce, traído desde Georgia (EE.UU.). Diezmado el viñedo francés, el gobierno impulsó el desarrollo del vino en Argelia. Pasteur había descubierto una técnica -la fermentación en frío- que permitía producir vino en lugares calurosos. Se ofrecieron tierras, expropiadas y expoliadas a los locales, créditos y se impulsó la migración hacia la colonia. Entre 1871 y 1900, 50.000 familias, muchas de las cuales producían vino en Francia y se vieron afectadas por el brote de filoxera, emigraron a Argelia y se adueñaron de 700.000 hectáreas de tierra. De unos 25.000 hectolitros (hl) en 1854, la producción argelina aumentó a 200.000 hl en 1872 y a 400.000 hl en 1880. En 1900, la producción argelina había alcanzado los 5 millones de hl por año y en 1915 se duplicó a 10 millones *** de hl.
Fonte: ABC Empresa.
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Un 2023 di incognite anche per il vino italiano.
Per i vini italiani il 2022 dovrebbe essere in termini di vendite all’estero come un altro anno da primato; il 2023 è, invece, tutto da capire. Incognita importante, quella del prossimo anno per i vini nazionali. Il destino di uno dei comparti certamente più blasonati dall’agroalimentare italiano, non è infatti importante solo per le etichette nobili e note, ma per tutta la produzione che significa posti di lavoro e tutela del territorio. A mettere in fila i numeri più recenti sulle esportazioni vinicole è stata Federvini qualche giorno fa. Ed è proprio dall’analisi dei produttori che si capisce tutta l’attenzione posta per il prossimo futuro. I dati dell’Osservatorio Federvini, curato da Nomisma e TradeLab, indicano un nuovo traguardo per l’export agroalimentare italiano e in particolare per i vini con 8 miliardi di euro (+12% rispetto all’anno precedente), così come per gli spirits (1,7 miliardi di euro). Buono anche il risultato per gli aceti, in particolare balsamici, che vedono chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni (a valore) del 15%.
Fonte: Avvenire.
Il vino abruzzese e i comici che non fanno più ridere.
Ha giustamente creato più di una polemica la frase, contenuta nel trailer dell’ultimo film di Natale di Christian De Sica in cui l’attore, parlando di un vino abruzzese, lo definisce «una m…da». Il presidente della regione e quello del Consorzio per la tutela dei vini d’Abruzzo si sono giustamente arrabbiati. Perché è vero, come dicono, che il vino abruzzese ha delle punte di eccellenza riconosciute a livello internazionale. Ma è vero che la battuta di De Sica sarebbe stata fuori luogo anche riferita ai vini di altre regioni. E non è solo una questione di qualità, i vini possono piacere e non piacere, ma di rispetto nei confronti di chi, quotidianamente, si impegna per ottenere un prodotto che possa competere sul mercato.
Fonte: Domani.
Sarà Matera a ospitare la seconda edizione di «Golden Wine Awards».
La macchina organizzativa è partita lo scorso 15 novembre si sono aperte le selezioni dei migliori vini italiani e internazionali che saranno protagonisti della seconda edizione dei “Golden Wine Awards” di Food and Travel, di scena il prossimo 7 marzo presso l’Unahotels MH di Matera. La serata sarà condotta dall’editore del magazine italiano, Pamela Raeli, e da Marita Spera, autorevole manager di respiro internazionale nel settore della comunicazione. “Nelle passate edizioni ho avuto accanto a me Giuseppe Di Tommaso, giornalista de “La Vita in Diretta”, ma per i Golden Wine ho voluto creare una coppia al femminile per dare un forte segnale di solidarietà fra donne”. Sei le categorie in cui saranno assegnati i riconoscimenti: vini rossi, vini bianchi, vini rosati, vini dolci, spumanti e vini internazionali.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Un vino sostenibile e innovativo.
La testata FoodeWine Italia aggiudica un riconoscimento a Claudio Quarta Vignaiolo Con quattro criteri oggettivi – innovazione, sostenibilità, export e ospitalità – le cantine Claudio Quarta Vignaiolo si aggiudicano un altro prestigioso riconoscimento. La testata di FoodeWine Italia, edizione tricolore della celeberrima testata statunitense, ha infatti riconosciuto il titolo di «migliore cantina dell’anno» alle realtà produttive dell’ex biologo genetista e imprenditore farmaceutico (a capo della prima società di biotecnologie italiana quotata in borsa) ormai da 18 anni – a gennaio prossimo – vignaiolo in Puglia e in Irpinia. Lo “speciale vino” pubblicato sul numero in edicola di FoodeWine Italia, magazine diretto da Federico De Cesare Viola, ha tenuto conto di diversi aspetti.
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno.
Friuli, terra di vini e straordinari sapori.
Si spazia dal prosciutto di San Daniele alla gubana. Innaffiati dai vini dei Colli Orientali Anna Maria Catano • Si selezionano solo materie prime di qualità: i migliori cru e gran cru. Ma non cadete in errore: siamo sì in Friuli Venezia Giulia – terra vocata al bere dove un calice di vino vien sempre prima di qualunque assaggio. Ma stiamo parlando di cacao. La boutique del gusto di Adelia di Fant, a San Daniele del Friuli, è un laboratorio artigianale che mescola il voluttuoso cioccolato ai distillati locali. Un mondo di delizie «nato perché sono golosa», ammette l’infaticabile imprenditrice. Il vassoio della degustazione sazia l’occhio ancor prima del palato. Ogni pralina è creata manualmente: speziata, spiritosa o classica, al pistacchio, alla rosa, al the macha, alla gubanina.
Fonte: Giornale.
Design Calici di stile – Guido Berlucchi Una brand identity da Numero Primo.
Berlucchi vara la sua nuova ‘brand identity’ Italamp: il calice da vino di Danilo De Rossi ‘fa luce’ Carattere, forza, unicità e una qualità sinonimo di Made in Italy Cantina 2022 Gambero Rosso, cresce tra stile e sostenibilità Guido Berlucchi Una brand identity da Numero Primo di Alberto Pieri Carattere, unicità, forza. Elementi distintivi di un’eccellenza che ha fatto la storia dell’italico buon bere. Tratti imprescindibili di una cantina – premiata nell’anno in corso come ‘Cantina dell’anno’ del Gambero Rosso – che trovano una sintesi nel Numero Primo 61 capace di ridisegnare lo stile della nuova ‘brand identity’ del marchio delle bollicine ‘Made in Italy’. 61, anno di nascita del primo Franciacorta proprio nelle cantine Berlucchi, è proprio un Numero Primo che – indivisibile in sé è anche inscindibile dal territorio in cui è nato e dall’origine del suo successo.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Weekend.
Intervista a Enrico Neri – Vignaioli indipendenti, eccellenza in crescita. ll caso delle cantine Neri.
Dopo i maialini Mangalilza, continuiamo il nastro viaggio attraverso i piccali produttori italiani di eccellenze dell’agrifood per scoprire quanta k loro attività siano tutelate e quanta, invece, risentano della concorrenza di grondi aziende spesso meno alleate al prodotto ma più presenti ai tavoli della politica. Questa volta siamo andati in Umbria, nella cantina Nevi in Località Bardana, in provincia di Orvieto. Si tratta di un azienda a conduzione familiare che tramanda un mestiere e un amore perle proprie radici da tre generazioni A guidarci nel bellissimo complesso medievale ristrutturato dalla famiglia, con tanto di grolle etrusche dove invecchia il vira, è il giovane Enrico Neri, terza generazione di vignaioli. Parliamo un po’ della storia di questo posto.
Fonte: La Discussione.
Conto alla rovescia per il nuovo Oltrepò Pavese Docg.
Dal Consorzio di Tutela regole più stringenti per lo spumante Conto alla rovescia per il nuovo Oltrepò Pavese Docg • Conto alla rovescia per il nuovo spumante dell’Oltrepò Pavese. L’assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese ha approvato la modifica del disciplinare. Le modifiche prevedono tra l’altro la variazione nel nome della denominazione in “Oltrepò Docg Metodo Classico”, la raccolta manuale delle uve, l’istituzione della tipologia Riserva con almeno 48 mesi di permanenza in cantina sui lieviti. «Un importante passo avanti nel segno dell’unità del nostro comparto che in questi anni ha lavorato tanto per trovare soluzioni comuni», spiega la presidente del Consorzio Gilda Fugazza, «non siamo ancora perfetti ma siamo coerenti e attenti alle necessità di un mondo complesso».
Fonte: Libero Quotidiano.
L’anno nero delle bollicine Il brindisi di Natale sarà più caro – Per il brindisi di Natale scarseggiano le bollicine.
Nei supermercati ci sarà meno offerta ›Sempre più richiesti Prosecco, Asti, Trento dietro i rincari c’è anche l’effetto guerra e Franciacorta, ma manca lo Champagne ATTESI INCREMENTI MEDI DEL 10% SULLE BOTTIGLIE DI QUALITA. IL SETTORE VEDE LA RIPRESA DEGLI USA. L’inflazione galoppante e le difficoltà economiche costringeranno le famiglie italiane a tagliare le spese per le feste. Dovendo proprio scegliere, una famiglia su tre preferirà risparmiare sul panettone piuttosto che sul brindisi di fine anno. Il dato emerge dalla ricerca condotta a fine novembre dall’Ovse-Ceves, l’Osservatorio economico cibi e spumanti, struttura indipendente fondata nel 1991 all’Università Cattolica di Piacenza. C’è quindi un pacato ottimismo tra i produttori italiani di bollicine che prevedono di tornare ai consumi pre pandemia Covid.
Fonte: Messaggero.
Speciale territori del vino – Trentodoc, le bollicine del cuore.
È lo spumante italiano più premiato al mondo 12 milioni le bottiglie Trentodoc, 66 le case spumantistiche, 4 le uve del Trentodoc: vendute nel 2021, due associate con il marchio Chardonnay, Pinot Nero, milioni in più del 2020 Trentodoc Pinot Bianco e Meunier Dai vigneti incastonati tra le Dolomiti e il lago di Garda, nasce un vino unico, fine e versatile. Territorio di montagna, uve selezionate, rifermentazione in bottiglia e contatto prolungato con i lieviti, oltre a una grande versatilità di abbinamento: sono le peculiarità dello spumante metodo classico Trentodoc. È in virtù di queste caratteristiche che, secondo i palati più esigenti, le bollicine di montagna rappresentano la scelta ideale nei momenti di convivialità, da gustare in famiglia o con gli amici durante le feste natalizie.
Fonte: Stampa.
Offesa all’Abruzzo: Netflix blocca lo spot di De Sica sul vino – Netflix blocca il video spot con De Sica che offende il miglior vino dell’Abruzzo.
Non è Natale senza Christian De Sica. Ma stavolta il re delle commedie delle festività l’aveva fatta grossa con quella infelice battuta sul vino abruzzese («E una m… ») nello spot di presentazione del film “Natale a tutti i costi”, scatenando le ire di tutti – ma proprio tutti – in questa regione e oltre, sul web i social stampa e tv e così Netflix, la piattafoma digitale in streaming su cui il film sarà trasmesso dal 19 dicembre, e intervenuta e ieri ha bloccato il trailer di “Natale a tutti i costi” con la battutaccia incriminata. Recepite dunque le proteste giunte a tutti i livelli e la diffida legale inviata dal Consorzio tutela vini d’Abruzzo. Ora su Netflix il trailer è bloccato a un fermo immagine, non •e la parte e sopra compaia la scritta “Anteprima non disponibile”.
Fonte: Centro.
Istituita l’Associazione dei viticoltori.
Un progetto nato per valorizzare e promuovere il settore agricolo Istituita l’Associazione dei viticoltori Nei giorni scorsi, l’Aula Consiliare di Palazzo Cutillo ha ospitato la riunione, fase conclusiva di un lungo percorso di incontri iniziato diversi mesi fa, che ha permesso la costituzione dell’Associazione Viticoltori di Solopaca. Gettati gli obiettivi principali che questo progetto si prefigge. Il primo scopo è quello di valorizzare e promuovere le produzioni agricole locali. Ed ancora, la tutela e la promozione del territorio e delle sue tradizioni; La promozione di uno sviluppo socio economico sostenibile; La valorizzazione delle biodiversità; La promozione di tecniche produttive a basso impatto ambientale; La salvaguardia del paesaggio agricolo; la promozione di una leale collaborazione tra i viticoltori nonché tra viticoltori ed altri “stakeholder” (Comune, enti pubblici, Cantine ecc.)..
Fonte: Il Sannio Quotidiano.
«La vendita del vino Cimento per salvaguardare il territorio».
L’Associazione per Tramonti ha presentato ieri alla mediateca regionale ligure “Fregoso” di via Firenze il resoconto delle attività del 2022 e alcuni progetti per l’anno nuovo all’orizzonte. Dopo i saluti istituzionali, portati dall’assessore comunale Manuela Gagliardi, il convegno si è aperto con la presentazione di “Tramonti”, libro curato da Luciano Cremascoli. «All’interno del volume — ha sottolineato – racconto e descrivo le bellezze e le unicità di questi luoghi, nonché l’attività che l’associazione svolge quotidianamente rivolgendosi alla salvaguardia del territorio, dei terrazzamenti e alla produzione del vino Cimento». Un vino particolare, prodotto sui terreni recuperati.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Un moscato fatto da giovani e vinificato nelle anfore.
I giovani vignaioli crescono, confermando che il territorio del vino più dinamico della Bergamasca è quello dei colli occidentali compresi tra la Riviera di Pontida ed il Monte Canto. Dalle terrazze vitate appena sopra l’abitato di Mapello, provengono le uve che Paolo Rusconi vinifica presso la Cantina di Pontida. Quelle di moscato giallo danno origine all’Anfitea (ha vari significati, non ultimo l’uso delle anfore perla vinificazione). Le sensazioni aromatiche sono ben controllate, così il tipico finale amaro del vitigno. Ben fatto e molto piacevole.
Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.
La svolta Carne e vino salvi «Un successo fondamentale».
L’ex ministro dell’agricoltura: «Premiati il nostro gioco di squadra e un impegno lungo e tenace» Nutriscore, è ancora battaglia “Ma i consumatori vanno informati, non presi in giro…”. «L’Italia ottiene un importante successo in Europa, a difesa dei propri prodotti e della dieta mediterranea. Sono orgoglioso di aver contribuito al lungo lavoro che ha convinto la Commissione Ue ad escludere carne e vino dagli alimenti dannosi per la salute». Ex ministro ed ex sottosegretario dell’allora dicastero per le politiche agricole, alimentari e forestali, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio commenta così l’approvazione in sede europea del documento che, escludendo carne e vino dalla lista degli alimenti dannosi per la salute, garantisce il mantenimento delle risorse da destinare alla loro promozione.
Fonte: Provincia – Cremona.
L a «vendemmia in città» ritorna in vista di Natale.
L’evento di promozione dei vini del territorio si chiama «Grapes in Town – Xmas edition» Salvatore Ardini • Visto il grande successo dell’edizione scorsa, conclusasi il 7 novembre, torna la vendemmia a Torino: si tratta di «Grapes in Town», l’evento dedicato alla promozione delle eccellenze vitivinicole piemontesi, pronte a rilanciarsi con uno speciale di Natale. La manifestazione questa volta si chiamerà infatti «Grapes in Town – Effetto Bio – Xmas edition». Promosso da Regione Piemonte e Visit Piemonte, per tutto il mese di dicembre l’evento offre un ricco calendario di appuntamenti per poter (ri)scoprire, durante la magia delle feste, il Piemonte in un bicchiere di vino. «Ogni anno cerchiamo di alzare l’asticella della qualità – sottolineato l’assessore alla Cultura Turismo e Commercio della Regione Piemonte Vittoria Poggio.
Fonte: Giornale del Piemonte e della Liguria.
I sommelier sardi: «Omaggio a una terra che produce vino».
Presentata a Cagliari la guida “Vitae” I sommelier sardi: «Omaggio a una terra che produce vino» Il rosso la fa ancora da padrone, ma aumentano gli spumanti rosè Un mondo in continua evoluzione, con le radici (di vite) ben piantate nel territorio. E quello raccontato dai sommelier in “Vitae”, la Guida Vini 2023: un volume di oltre 1320 pagine, curato nei minimi dettagli, che scatta la foto del settore vinologico italiano, mostra le linee di tendenza per il futuro e assegna premi e riconoscimenti. Con gli esperti che prendono per mano anche chi non lo è e lo accompagna molto al di là del confine del vetro di un bicchiere. La presentazione Il metro di giudizio sono i sensi, ai quali si sommano le esperienze che agni sorso è in grado di evocare. Una “bibbia” per tutti gli appassionati di vino, che ieri è stata presentata nel salone all’ultimo piano del palazzo della sede centrale del Banco di Sardegna, a Cagliari. A fare gli onori di casa il presidente dell’Associazione italiana sommelier della Sardegna, Antonio Furesi: «Siamo arrivati alla nona edizione.
Fonte: Unione Sarda.
Fiera, dieci milioni di indotto «Diventerà polo del Prosecco».
Ieri la prima giornata con un più 30 per cento di presenze, oggi l’inaugurazione L’amministratore Alberto Nadal: «Valutiamo sinergie anche con Verona». Le Fiere di Santa Lucia di Piave hanno un indotto di oltre 10 milioni di euro. Tanto producono i 300 espositori che da ieri propongono il meglio della loro attività per l’agricoltura ed i settori affini. «Da qui vogliamo partire — afferma, guardando avanti, l’amministratore unico Alberto Nadal — per consolidare questa rassegna, giunta alla 1362esima edizione, magari caratterizzandola in futuro come la prima fiera del Prosecco, di tutto ciò che serve per la sua produzione, quindi la prima fiera della sostenibilità, delle Colline Unesco del Prosecco». «E in questo senso — ammette Nadal — stiamo scrutando l’orizzonte della Fiera Agricola internazionale di Verona per verificare quali sinergie si potranno attivare». Ieri dunque è stato il primo giorno di apertura della Fiera, che ha fatto registrare un più 30 per cento di presenze rispetto al primo giorno dell’ultima edizione, ospite anche il direttore dell’importante fiera agricola slovena “Agra” Boris Nicolas Erjavec.
Fonte: Tribuna Treviso.
La “Cantina Tempere” di Filippo Pica ottiene il sigillo “Doc Italy” al Campidoglio.
Doc Italy in più di sette anni di lavoro ha selezionato le migliori realtà artigianali Made in Italy che si impegnano a realizzare prodotti agroalimentari di eccellenza seguendo come principi guida qualità e passione per il proprio territorio. In questa elité entra a far parte anche un produttore di vini del Vallo di Diano. Si tratta di Filippo Pica della cantina Tempere, realtà consolidata e gustosa tra Sant’Arsenio e San Pietro al Tanagro, molto soprattutto a Roma. I Vini Tempere durante una cerimonia in Campidoglio hanno ottenuto il sigillo di “Doc Italy selection”.
Fonte: Italia2Tv.
“Natale in Cantina 2022” a Tuglie.
“Natale in Cantina 2022” è la rassegna natalizia, organizzata dall’Associazione Culturale “Festival Nazionale del Libro” e “Cantina Peparussu – Casa delle Tradizioni” in collaborazione con il Salento Book Festival, per far vivere un Natale all’insegna della condivisione. Gli appuntamenti sono in programma dal 16 dicembre 2022 al 6 gennaio 2023, tra “Cantina Peparussu – Casa delle Tradizioni”, la Chiesa Madre e la Chiesa delle Anime a Tuglie.
Fonte: Virgilio.
VINO E CIOCCOLATO, TRE DELICATE FASI IN COMUNE PER TIRARE FUORI LA VERA ANIMA.
Tre processi cruciali, da seguire con cura ed attenzione, per esaltare le note aromatiche intrinseche del cacao e rendere il cioccolato di altissima qualità. È il segreto per un cioccolato “da degustare e non da ingurgitare” secondo Beatrice Rosa, aquilana, socia di Fabrica de Chocolate Momotombo, del Nicaragua. Nel 2018, Beatrice di ritorno da esperienze nella cooperazione internazionale, decide di lanciarsi nell’iniziativa imprenditoriale avviata con alcuni amici nel paese centroamericano. “Siamo cresciuti moltissimo in questi anni – racconta a Virtù Quotidiane – perché da allora abbiamo conquistato tanti clienti alleati, i nostri rivenditori che hanno fatto la differenza, che hanno creduto in noi e hanno saputo spiegare il nostro cioccolato.
Fonte: Virtù Quotidiane.
Perché la battuta di Christian De Sica sul vino abruzzese non è accettabile.
Ha sollevato molte polemiche la frase su un vino abruzzese pronunciata dall’attore romano nel trailer del film Netflix “Natale a tutti i costi”. Il commento del direttore de il Gusto Luca Ferrua in questo video-editoriale.
Fonte: Repubblica TV.
5 regali a tema vino per l’amico sommelier.
Accessori tradizionali, tool tecnologici e manuali da studiare: ecco come fare bella figura con gli appassionati di degustazioni. C’è chi, del vino, apprezza l’aspetto più conviviale dato dalla condivisione di un buon calice con gli amici e chi, dopo averlo studiato, sviluppa una passione viscerale per i tecnicismi. Quando non si è esperti, ma si ha un amico sommelier nella propria compagnia, farsi venire una buona idea per un pacchetto ragionato da far trovare sotto l’albero potrebbe non essere semplice. Proprio per questo, nelle prossime righe abbiamo raccolto cinque regali a tema vino con cui andare sul sicuro ed essere certi di fare bella figura.
Fonte: Esquire.
Per l’Ue vino e carne non sono alimenti dannosi, Pentassuglia: “Un’ottima notizia, è prevalso il buon senso”.
La Commissione europea conferma il vino e la carne nella lista dei cibi non dannosi e li inserisce nell’elenco dei prodotti beneficiari ogni anno delle risorse destinate alla promozione sui mercati esteri. “Un’ottima notizia – commenta l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia – per due importanti segmenti dell’agroalimentare che rischiavano non solo di essere tagliati fuori dai finanziamenti europei dedicati, ma anche di essere considerati ingiustamente nocivi per la salute umana.
Fonte: Giornale di Puglia.
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Accordo Ue-Cile: tutelati 200 prodotti Dop e lgp.
Accesso più facile a materie prime strategiche per il Green Deal come il litio per le batterie, e tutela in Cile per tutti i vini e liquori e oltre duecento prodotti europei Dop e Igp, di cui quasi un quinto italiani. Sono alcuni dei risultati ottenuti dall’Unione Europea nell’ambio dell’accordo che rafforza le relazioni commerciali tra l’Europa e la quinta economia dell’America Latina, firmato ieri a Bruxelles. L’accordo aggiorna il precedente quadro per gli scambi, siglato 20 anni fa, nel 2002, ed è il primo a includere impegni di adesione agli standard dell’Organizzazione internazionale del lavoro e all’accordo di Parigi sul clima.
Fonte: Avvenire.
Vini abruzzesi, un caso la gag di De Sica.
Il film di Netflix Vini abruzzesi, un caso la gag di De Sica Una battuta sgraditissima. Il Consorzio Tutela vini d’Abruzzo ha diffidato legalmente Netflix dopo la gag presente nel trailer del film «Natale a tutti costi» in cui Christian De Sica, parlando di una bottiglia di un vino abruzzese la definisce «’na m…». Il presidente del Consorzio, Alessandro Nicodemi, parla di «umorismo becero». Dalla piattaforma Netflix sarebbe stato già rimosso il trailer «incriminato»; nella diffida era stato chiesto anche che fosse sospesa la programmazione del film, prevista dal rg dicembre.
Fonte: Corriere della Sera.
Brindiamo!.
Preparate i calici: c’è da festeggiare. Con dieci proposte brillanti. E piatti “da sposare” Ferrari Maximum Blanc de Blancs 26 euro. Un Trento Doc di sole uve Chardonnay, fresco e di grande finezza II finale regala sfumature di agrumi e sensazioni minerali Super con il pesce (anche i carpacci). Altemasi Trento Doc Pas Dosé 38 euro. Delicate note floreali di ginestra lo rendono più complesso. Equilibrato e intenso, ha un finale “ammandorlató . Perfetto oon i crostacei e il pesce arrosto. di Cristiana Pozzi Brolo Carnpofiorin Oro Rosso Verona Igt Masi 17,60 euro. Secco, ricco, vellutato. Elegante. Un rosso di raro eclettismo: si abbina a pasta con sughi di carne o funghi, risotti, carni rosse… Simoncelli Brut Trento Doc 23 giuro ca. Questo blanc de blancs ha un profumo intenso e gradevole che ricorda i frutti delicati a polpa bianca. Equilibrato e versatile, dall’aperitivo agli eventi..
Fonte: Io Donna.
Vino e carni, aiuti Ue salvi A gennaio la partita vera.
Vino e carni non sono state automaticamente escluse dagli aiuti europei alla promozione dei prodotti agroalimentari, perché ritenuti dannosi. E la cosa ha fatto esultare il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha dichiarato: «E’ una vittoria che abbiamo ottenuto lottando con determinazione a difesa delle eccellenze italiane. E adesso ci sono anche più risorse economiche per le indicazioni geografiche con altri due min di euro, come avevamo chiesto. Il nostro nuovo approccio paga». In effetti, fin dal suo insediamento e come primo atto del suo mandato, il ministro aveva contrastato l’esclusione dei due comparti dagli aiuti Ue alla promozione, esprimendo voto contrario alla bozza di proposta della commissione. Due giorni fa il programma promozionale per il 2023 è passato col voto favorevole di 18 paesi su 27, l’astensione di Francia e Germania e il voto contrario dell’Olanda; il budget ammonta a 186 min di euro tra sovvenzioni e appalti.
Fonte: Italia Oggi.
In cantina – Château Latour, deboli le magnum.
Ribasso medio alle aste del 5,7% per le 30 annate in bottiglia da un litro e mezzo Château Latour, deboli le magnum di Cesare Pillon e bottiglie magnum di Château Latour che sono state quotate sia alle aste dei primi nove mesi di quest’anno sia a tutte le aste dell’anno scorso sono di 30 annate, cioè parecchie. Esse forniscono perciò una documentazione piuttosto abbondante del fatto che nel 2022 Château Latour, nelle bottiglie da un litro e mezzo, è incappato nel ribasso, al contrario di quel che gli è successo nelle normali bottiglie da 75 centilitri i cui prezzi, come s’è visto nelle due precedenti puntate, si sono evoluti all’insegna dei rialzi, pur sedi misure molto diverse a seconda della vecchiaia delle annate.
Fonte: Milano Finanza.
Il vino senza.
Si chiama dealcolato, perché dopo un processo di osmosi inversa gli è stata tolta ogni gradazione alcolica. Difatto è un nuovo modo di bere, che potrebbe strappare quote di mercato ai soft drink. Sul banco di degustazione sono affiancate cinque bottiglie: un bianco, un rosato, un rosso “superiore”, uno spumante extra dry, uno spumante extra dry rosé. Accanto a ognuna, i calici per la prova. Al primo assaggio il migliore risulta essere l’extra dry, il meno convincente il rosso, ma prima di proseguire con qualsiasi commento è necessario sottolineare una cosa: su nessuna delle bottiglie allineate c’è scritto “vino”. Su ognuna, invece, in grandi caratteri dorati è impresso “0.0” che ne indica il contenuto alcolico. L’etichetta sul retro recita: “ingredienti: bevanda analcolica ottenuta della dealcolazione totale del vino; mosto d’uva”. Eccolo qua, il vino analcolico, il vino-non vino, quello che s’è meritato un recente strale dal ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: »Ora, se il vino è fatto con l’alcol, lo chiami vino.
Fonte: Repubblica D.
«Vino dealcolato, occasione da cogliere».
Nuove frontiere. Per Federvini e Uiv non bisogna perdere un’ opportunità che aprirebbe spazi tra i giovani e in aree di mondo dove gli alcolici sono vietati per motivi religiosi. L’Italia è il principale produttore mondiale di vino ma c’è una contrazione del mercato 6 II consumo di alcol pro capite ha subito un decremento annuo del 3,2% in Italia, -1,8% in Gb e -1,4% in Francia Giorgio dell’Orefice Va bene la sovranità alimentare, un principio che risponde all’esigenza dei paesi di essere autosufficenti in un’ottica di sicurezza alimentare. Ma attenzione alle battaglie identitarie. Inseguire il mantra della tradizione rischia di chiudere le porte a nuove frontiere che invece possono indicare linee di sviluppo futuro. È quello che sostengono le principali imprese del mondo delvino made in Italy a proposito della tendenza abollare come un’eresia la prospettiva del vino dealcolato, ovvero del vino senz’alcol o con un minore contenuto alcolico.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Feste & vini bere bene.
Prima di farci entrare nel festoso mondo delle bollicine di Natale, il grande esperto lancia il suo spassionato “appello”: «È ora di tornare allo stile rétro: basta vino in flute ma solo nella coppa classica», spiega Luca Gardini, il romagnolo indicato da molti il miglior sommelier al mondo. «Perché la coppa apre i prof umi, riesce a mantenerli integri senza “spaccarli”, e consente ai vini di ossigenarsi in maniera lineare. Anche a livello di fascino, beh, la coppa dà dieci giri alla flute». Gardini, partendo dalle basi: perché le bollicine rappresentano il vino delle Feste per definizione? «Semplicissimo. Intanto che cosa ne sarebbe del classico botto? Che cosa ne sarebbe con una bottiglia di fermo? Le bollicine mettono brio, ispirano felicità, stappare è sintomo di occasione ludica.
Fonte: Sport Week.
Consorzio Vini, si va all’Assemblea.
Il Presidente Teresa Bruno ha convocato l’Assemblea dei soci del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, in seduta ordinaria, per il giorno 23 dicembre 2022 in prima convocazione alle ore 6,30 ed in seconda convocazione per il giorno 27 dicembre 2022 alle ore 16,30 presso la sala Blu del Complesso Culturale Carcere Borbonico – Piazzetta De Marsico Avellino, per discutere e deliberare del seguente ordine del giorno: Comunicazioni del Presidente; Approvazione Bilancio Preventivo 2023; Attività Consortile di promozione, vigilanza, tutela e salvaguardia denominazioni DOP di cui al Decreto MIPAAF di Riconoscimento n. 69830 del 27 settembre 2017, pubblicato sul Teresa Bruno la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana serie generale n 243 del 14 ottobre 2017 e successivo rinnovo e altre attività fieristiche e promozionali, aggiornamenti e deliberazioni conseguenti Infine il Progetto SIVITIS e varie ed eventuali.
Fonte: Quotidiano del Sud Irpinia.
Un anno da record per l’Enoteca regionale.
Oltre 50mila le presenze registrate quest’anno, superando di oltre 10mila ingressi la quota del 2021. Il 2022 si sta definendo come un anno da record per l’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna. Stiamo parlando dello spazio allestito all’interno della Rocca di Dozza, sede, tra l’altro, della mostra e punto vendita ufficiale della produzione vitivinicola che da Piacenza arriva fino alla provincia di Rimini. Un anno positivo, in termini di presenze, e gioco forza di vendite, di quel nettare di Bacco che tanti sforzi sta facendo in questi ultimi anni in termini di miglioramento della qualità e visibilità a livello nazionale e internazionale. I numeri «Possiamo tranquillamente affermare di essere arrivati a superare le 50 mila visite in questo 2022 per i nostri spazi.
Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.
Degustazioni in programma nei prossimi due weekend.
Anche nel mese di dicembre Enoteca Regionale non abbandona gli appassionati che ogni settimana vogliono scoprire, assaggiare e acquistare i vini della regione. In programma, infatti, ci sono ancora diversi appuntamenti che si affiancano alle tradizionali aperture quotidiane. Prosegue, infatti, “InCantina con…”, il sabato dalle 11 alle 15 e la domenica dalle 11 alle 18, in cui è possibile abbinare i vini della cantina protagonista del fine settimana con un percorso gustativo fatto di prodotti tipici e piatti della tradizione. Prossimo protagonista sarà la Tenuta Bacana di Villa Vezzano oggi e domani, mentre Fattoria Monticino Rosso di Imola sarà presente il17 e il 18 dicembre.
Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.
Il vino perfetto per fare centro alle cene.
Non è detto che un buon vino costi cifre proibitive: è sempre bene chiedere un suggerimento a un esperto Chi, invece di puntare sulla tradizione culinaria, preferisce donare un cesto di Natale in cui a farla da protagonista sia il vino, può seguire alcuni semplici suggerimenti, in modo da fare un figurone senza spendere eccessivamente. La prima dritta per l’acquisto è conoscere bene i gusti del destinatario del regalo. Infatti, anche se una bottiglia di vino pregiato viene generalmente apprezzata, conoscere le inclinazioni della persona a cui dovremmo fare questo dono può essere un punto a nostro vantaggio.
Fonte: Nuova Ferrara.
Tre nuovi corsi dopo le medie: liceo musicale, viticoltura e biotecnologie sanitarie.
II liceo musicale partirà all’Artistico “Nervi-Severini’; nella foto con il preside Gianluca Dradi gli otto studenti recentemente premiati alla prima edizione del concurs° artistica promosso dal gruppo sanitario Ravenna 33 La proposta delle scuole superiori in provincia di Ravenna si arricchisce di tre nuovi corsi. Due su Ravenna e uno su Faenza, due a partire dal prossimo anno scolastico 20232024 e l’altro da quello successivo. L’istituto agrario “Perdisa” di Ravenna punta a soddisfare una richiesta dal mondo vinicolo con un percorso in “Viticoltura ed enologia”. L’istituto tecnico “Oriani” di Faenza ha accolto la richiesta di attivazione di un percorso in “Biotecnologie sanitarie” pervenuta dalle imprese faentine del settore biomedicale e dai percorsi universitari faentini in ambito medico sanitario.
Fonte: Ravenna & Dintorni.
Riomaggiore – Bonanini nel video ideato da Slow Food. È un “eroe del cibo”.
I terrazzamenti a strapiombo sul mare, i filari dellevitibattuti dal vento e dalla salsedine marina. E’ il territorio aspro e difficile delle Cinque Terre, dove chi produce vino porta avanti, con fatica, la tradizione dei nonni e degli antenati che per secoli hanno lavorato questa natura umanizzata, praticando quella che da Slow Food è stata definita la viticoltura eroica. Heydi Bonanini, viticoltore non convenzionale, della cantina Possa di Riomaggiore, con i suoi filari a picco sul mare ha ricevuto il premio perla viticoltura sostenibile, inserita nella Guida Slow Wine 2023, ma è anche protagonista del video “Food Heroes”, realizzato da Slow Food per la «Settimana della Cucina Italiana nel mondo», promossa dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Il Percorso Divino è finalmente realtà e mette in mostra il bello del territorio.
Itinerario di 13 chilometri tra Sondrio e Castione: una proposta per residenti e turisti Il Percorso DiVino è finalmente realtà e mette in mostra il bello del territorio. Un itinerario di 13 chilometri in sei tappe, tra Sondrio e Castione, per immergersi in un contesto enogastronomico, storico e religioso di rara bellezza, fra i terrazzamenti vitati della costiera retica. Un anno dopo essere stato finanziato sul bando Viaggio in Lombardia, il progetto Percorso DiVino, promosso dalle due Amministrazioni comunali, è diventato una proposta rivolta a residenti e turisti, adatta in tutte le stagioni. La rete di percorsi già esistente è stata dotata di segnaletica e servizi a comporre un anello in sei tappe che si completa a piedi in circa tre ore e mezza. Parapetti hanno messo in sicurezza i sentieri nella zona della Sassella che s’intersecano con le vigne, sono state installate delle panchine e su vecchi edifici sono stati affissi dei pannelli che raccontano la storia e le tradizioni locali.
Fonte: Giornale di Sondrio Centro Valle.
Nosio: fatturato record, l’utile tiene.
Ricavi oltre i 135mi1ioni 3 milioni agli azionisti Rigotti: «Crescita significativa in considerazione della situazione economica». Sotto la prima nevicata della stagione, che tutti sperano propiziatoria per la prossima stagione in campagna tra i filari, Nosio – la società del Gruppo Mezzacorona perla commercializzazione dei prodotti e per gli investimenti – brinda al miglior fatturato di sempre ed ad un utile che, pur non toccando i livelli del 2018 e 2019 (3,4 milioni), è pur sempre sopra i 3 milioni di euro. All’assemblea che si è tenuta al PalaRotari il presidente Luca Rigotti, il direttore generale del Gruppo Francesco Giovannini ed il direttore di Nosio Stefano Fambri hanno illustrato dati significativi, specialmente in considerazione della situazione congiunturale. Fatturato, record storico. Al 31 luglio 2022, giorno di chiusura del bilancio, il fatturato ha toccato il record di 135,4 milioni di euro in aumento dell’8,04 per cento rispetto ai 125,4 del 2021 e addirittura del +36,1 per cento rispetto al 2011.
Fonte: Adige.
La Cappuccina «cantina memorabile» per Il Golosario.
«Vini che hanno sfidato il tempo» La Cappuccina «cantina memorabile» per Il Golosario Annodi riconoscimenti peri Soave dell’azienda dei fratelli Tessari a Costa lunga di Monteforte •• La Cappuccina, azienda produttrice di Soave doc e di vini biologici a Costalunga di Monteforte d’Alpone, rappresenta il Veneto tra le 21 cantine memorabili 2022 d’Italia individuate da Paolo Massobrio e Marco Gatti per Il Golosario e Golosaria. La cantina è stata selezionata per «vini che hanno sfidato il tempo, facendo riaffiorare i ricordi», riferiscono la motivazione Elena e Sisto Tessari. Quest’anno i due produttori, che gestiscono l’azienda con il fratello Pietro, hanno più motivi per essere soddisfatti. La Cappuccina ha ottenuto, infatti, due bicchieri della guida del Gambero Rosso su quasi tutti i suoi vini e quattro stelle della guida Vini buoni d’Italia per tre su quattro Soave doc.
Fonte: Arena.
Prosecco, le bollitine del monastero – Il prosecco delle suore «Molto più di un vino».
Vittorio Veneto Le suore: «Così paghiamo lc bollette» Prosecco, le bollicine del monastero. Il Prosecco delle suore di clausura Borsoi a pagina XVII Il prosecco delle suore «Molto più di un vino» ? Docg, biologico e sostenibile, prodotto in 5mila bottiglie. Zaia: «In ognuna un condensato di vita del monastero». La badessa: «Così paghiamo le maxi bollette» AL DEBUTTO ANCHE IL VESCOVO PIZZIOL0 E MARINA MONTEDORO. SARAH DEI TOS: «A MARZO DEGUSTAZIONI NELLA BARCHESSA». «Quello che facciamo. pregare e lavorare, dentro a una bottiglia». Presentato ieri mattina il Prosecco docg biologico prodotto dalle monache di clausura del monastero cistercense dei Santi Gervasio e Protasio, a San Giacomo di Veglia, grazie alla sinergia con l’azienda vitivinicola La Vigna di Sarah.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Ecco il prosecco delle monache «Ci serve per pagare le bollette».
Debutta il Superiore Docg Abbazia prodotto nel monastero di clausura di Giacomo di Veglia Ecco il prosecco delle monache «Ci serve per pagare le bollette» LA STORIA e bollette del monastero sono schizzate da 4 mila euro a 20 mila. Im/ maginarsi se per sopravvivere le 24 monache di clausura di Giacomo di Veglia, Vittorio veneto, non possono cimentarsi anche nella produzione di 5 mila bottiglie di prosecco Docg. Prosecco bio, ben s’intende. «Anche questa è custodia del Creato» commenta, infatti, un’entusiasta Mine Pereira Ghammachi, la badessa più giovane d’Italia. «Dobbiamo pur vivere. Anche se il nostro primo compito è la preghiera». È il vescovo stesso, Corrado Pizziolo, a benedire la produzione: «Ora et labora — ricorda il motto di San Benedetto – . Eda questa regola le sorelle non si discostano». Ieri mattina, dunque, la storica clausura s’è aperta.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Ecco il Prosecco delle monache «Così paghiamo le bollette del gas» – Le monache di clausura «Con il nostro Prosecco pagheremo le bollette».
Madre Aline Pereira con il Prosecco biologico del monastero di San Giacomo Ha debuttato ieri il Superiore Docg Abbazia prodotto nel monastero In vendita 5.000 bottiglie. Gli elogi di Zaia, Pizziolo e Montedoro Le monache di clausura «Con il nostro Prosecco pagheremo le bollette» e bollette del monastero sono schizzate da 4 mila euro a 20 mila. / Immaginarsi se per sopravvivere le 24 monache di clausura di San Giacomo non possono cimentarsi anche nella produzione di 5 mila bottiglie di prosecco Docg. Prosecco bio, ben s’intende. «Anche questa è custodia del Creato» commenta, infatti, un’entusiasta Mine Pereira Ghammachi, la badessa più giovane d’Italia. «Dobbiamo pur vivere — sospira -. Anche se il nostro primo compito è la preghiera».
Fonte: Tribuna Treviso.
“Rive di San Giovanni” celebra i 70 anni di Cantina Produttori Valdobbiadene.
Con la sua elegante confezione viola, il Rive di San Giovanni Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Millesimato 2021 è un’edizione speciale che nasce in una piccola frazione di Valdobbiadene (Tv). Per celebrare i 70 anni della Cantina Produttori Valdobbiadene nasce un’edizione speciale dedicata alle Rive di San Giovanni, toponimo della piccola frazione di Valdobbiadene (Tv) dove sorge la sede aziendale. Si tratta di un Prosecco Superiore Docg Millesimato che riposa sui lieviti 70 giorni, prodotto in soli 4mila esemplari esclusivamente in formato Magnum, confezionato in un elegante astuccio di colore Very Peri, scelto dal Pantone Color Institute come colore dell’anno 2022.
Fonte: Italia a Tavola.
Le cantine del Piemonte lasciano 44 Impronte.
Presentata a Milano l’ultima fatica di Go Wine, una selezione di 830 cantine e oltre 4500 vini. Sono 251 le etichette che hanno meritato il massimo riconoscimento, l’Impronta d’eccellenza. Al vertice di Cantine d’Italia si conferma la Toscana, con 53 impronte, ma il Piemonte resta saldo al secondo posto con 44, davanti al Veneto con 35. Tre gli elementi fondamentali per premiare una cantina: il sito in cui è posizionata, l’accoglienza nei confronti del pubblico, la qualità della proposta nel tempo. Una Guida pensata per i turisti del vino, li invita a camminare l’Italia del buon bere, racconta e scrive delle diverse etichette partendo proprio dalla cantina.
Fonte: Zipnews.it.
L’Ue rimuove vino e carne rossa dalla black list, vince il made in Italy.
Nella nuova bozza di programma 2023, votata dalla maggioranza degli Stati membri, i prodotti non subiranno penalizzazioni finanziarie nella promozione. Assoenologi: “Netto cambio di rotta che ci fa guardare al futuro con maggiore serenità”. Il vino e la carne rossa non sono più nella “black list” dell’Unione Europea dei cibi considerati dannosi per la salute, e non subiranno penalizzazioni nella promozione dello stile di vita europeo: questi prodotti inizialmente erano stati tagliati nelle bozze di programma per il 2023. “L’Italia ottiene un importante successo in Europa, a difesa dei propri prodotti e della dieta mediterranea. Sono orgoglioso di aver contribuito al lungo lavoro che ha convinto la Commissione Ue a escludere carne e vino dagli alimenti dannosi per la salute”, punta il faro con plauso sulla notizia, su Twitter, Gian Marco Centinaio (Lega), vicepresidente del Senato e già ministro e sottosegretario delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Fonte: La Repubblica.
Vino in plastica? Il parere dell’enologo.
È di questi giorni la proposta lanciata dall’imprenditore trevigiano Gianfranco Zoppas di confezionare vino di qualità in bottiglie di plastica per ridurre l’impatto ambientale. Il vino in bottiglia di plastica, in realtà, esiste già da tempo, ma finora è stato utilizzato per vini di primo prezzo. “Non dubito che la bottiglia di plastica possa conservare inalterato il contenuto, anche fosse vino di qualità – afferma l’enologo Valentino Ciarla. – Il punto è che il vino è un bene edonistico, dove qualità e valore non sono elementi misurabili in modo meramente scientifico. È quindi un bene voluttuario, non un prodotto commodity, sono ormai lontani i tempi del vino-alimento”.
Fonte: Corriere del Vino.
“Dobbiamo ancora capire il vero valore del vino italiano. Basta complessi di inferiorità”.
Le riflessioni del produttore (in Puglia) e anchorman n. 1 d’Italia, Bruno Vespa, da “Oscar del Vino” by Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda. Le riflessioni del produttore (in Puglia) e anchorman n. 1 d’Italia, Bruno Vespa, dall’“Oscar del Vino”della Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda. “Fare squadra è quello che ci manca, dobbiamo smettere di vendere a prezzi bassi, perchè meritiamo i prezzi più alti, per la nostra qualità. Quando avremo fatto questo, non ci saranno più problemi e timori nel comunicare marchi e territorio anche in tv, dove oggi non avviene. In 15 anni nelle mie trasmissioni ho invitato solo due produttori, Angelo Gaja e Piero Antinori”.
Fonte. WineNews.
STAMPA ESTERA
Comment Vignobles Gabriel & Co fait face à la crise qui rebat les cartes dans le Bordelais.
Avec son mode d’organisation original sinon unique dans le vignoble bordelais, le collectif Vignobles Gabriel e Co, qui s’est organisé pour rester maitre de sa production et de sa commercialisation, fait face à la crise en mettant l’accent sur de nouveaux marchés. Embryonnaire avec la vente directe aux particuliers, plus classique par le canal des cafés-hôtelsrestaurants. Dans un contexte commercial désormais très tendu, le collectif de vignerons Vignobles Gabriel e Co, à Saint-Aubin-de-Blaye, en nord Gironde, tout près de la Charente-Maritime, a décidé d’explorer de nouveaux débouchés. C’est dans cette stratégie *** que s’inscrit l’ouverture cet été, tout près du siège social, de la. boutique « de proximité » baptisée « Chai Gabriel e Co ». Cette boutique est un premier essai qui se poursuit et pourrait faire école. Vignobles Gabriel e Co y propose trois types d’offres : des = ventes spéciales », avec des vins et millésimes existants en très petites quantités, des « cuvées identitaires » faites notamment à partir « d’assemblages particuliers », et des « vins de saison », en blancs, rouges ou rosés. Essayer de capter une clientèle plus locale Dans tous les cas ce collectif du Blayais, qui ressemble ä une coopérative sans en être une, ne jouera pas sa chemise dans cette opération, qui semble avoir été pensée par un coach en développement durable alors qu’elle est plutôt le fruit du bon sens. “Nous avons installé cette boutique, qui est au bord d’une route touristique, dans un espace de 50 mètres carrés qui fait partie d’un entrepôt qui ne nous sert plus. Une boutique que nous avons équipée avec du matériel de récupération, qui a été ouverte en août dernier et qui nous a coûté zéro investissement” cadre ainsi Pauline Réaud, directrice marketing et communication de Vignobles Gabriel e Co. Malgré son coût très réduit, cette opération avait vocation à aller au-delà des vacances d’été. “Avec. les touristes les ventes ont bien fonctionné. Aujourd’hui nous essayons de capter une clientèle plus locale. Nous discutons de la qualité du vin et du packaging avec les consommateurs, Mäis capter une nouvelle clientèle ne se fait pas du jour au lendemain” relève Pauline Réaud. Une stratégie qui repose sur le château et le vigneron *** Le collectif souligne qu’il fédère, en plus des Bordeaux et Bordeaux Supérieurs, des vignerons représentant un très grand nombre d’appellations typiques de la rive droite, qu’il s’agisse de Blaye Celtes de Bordeaux, Côtes de Bourg, Castillon Côtes de Bordeaux, Montagne Saint-Emilion ou encore Puisseguin Saint-Emilion… Ses 34 vignerons, qui confient tout ou partie de leur production au collectif, vendent six millions de cols par an et ont fait le choix de contrôler eux-mêmes leur politique commerciale et de ne pas s’en remettre à la vente de vin en vrac et aux négociants.
Fonte: Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di venerdì 9 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Carne e vino non sono «dannosi per la salute» – Carne e vino «non dannosi per la salute» L’Italia esulta per l’ok dell’Ue ai sostegni.
L’Italia esulta. per l’ok dell’Ue ai sostegni. Voto favorevole al programma 2023: previsti fondi per la promozione anche di prodotti finora esclusi. Lollobrigida: «Vittoria ottenuta lottando a difesa delle nostre eccellenze» Soddisfatte le organizzazioni agroalimentari. Il vino e la carne potranno beneficiare dei sostegni europei per la promozione dei prodotti agroalimentari. Queste due categorie di alimenti, infatti, sono state eliminate dalla lista Ue di quelli ritenuti dannosi alla salute. Il voto favorevole al programma 2023 relativo ai sostegni per la promozione dei prodotti agricoli (186 milioni tra sovvenzioni e appalti), è arrivato nella tarda serata tra mercoledì e giovedì. Rispetto alla proposta precedente, presentata a ottobre, la Commissione ha cancellato il sottocriterio di ammissibilità ai finanziamenti che dovevano essere di preferenza indirizzati a incoraggiare diete basate su vegetali. Era questa versione ad escludere le carni e i vini.
Fonte: Avvenire.
Nei rifugi o sulle tavole di Natale I calici che raccontano una terra.
Non arriva dallo Spazio. E semplicemente un Ì buongustaio che ama viaggiare lungo le rotte del buon vino. Parlando di bollicine, il discorso non cambia. Benvenuti in Trentino, dove le sessantasei case spumantistiche dell’Istituto Trentodoc — fondato nel 1993 e che raggruppa, attraverso un rigido disciplinare di produzione, le case vitivinicole —, sono pronte a farsi conoscere in occasione delle festività natalizie. Dove andare e cosa vedere? Impossibile sbagliare: c’è un’app, Trentodoc (scaricabile gratuitamente e disponibile su App Store e Google Play), pronta a geolocalizzare tutto ciò che serve, tra percorsi culturali, naturalistici ed enogastronomici. E magari anche le 94 vette trentine che superano i 3000 metri. Si parte.
Fonte: Corriere della Sera.
I brindisi giusti per le feste La nuova guida.
La top list di Essi Avellan con Lantieri de Paratico Una nuova guida del Corriere dedicata al vino. Il titolo è Bollicine, bere bene durante le feste. Una selezione di 8o bottiglie italiane, divise per fasce di prezzo, che raccontano la ricchezza spumantistica del Vigneto Italia. Con i contributi di tre sommelier campioni italiani: Roberto Anesi, Simone Loguercio e Valentino Tesi: un racconto tra Trentodoc, Alta Langa, Franciacorta e Prosecco, e non solo. Con una serie di regole pratiche su temperature e bicchieri, per degustare nel migliore dei modi. La guida è in edicola a 9,90 euro. Si apre con un contributo speciale di Essi Avellan.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Quelle bottiglie per tutto il pasto che fanno festa.
Come abbinare gli spumanti: Prosecco o Metodo Classico dagli antipasti fino al dolce. Dici bollicine e pensi ai vini che fanno festa o celebrano un grande momento della nostra vita, un evento sportivo, una ricorrenza. Pensi ai brindisi, agli aperitivi, alle sciabolate… E ci si dimentica che gli spumanti italiani di qualità sono vini spettacolari, che possono stare sulle nostre tavole delle feste per tutto il pasto. Proviamo a convincervi con una serie di abbinamenti non convenzionali che vi sorprenderanno. Antipasti Il preludio ai piatti principali, specialmente la più moderna sinfonia di pesce crudo, si sposa perfettamente con gli spumanti italiani che brillano per freschezza e bevibilità.
Fonte: Gazzetta dello Sport.
E il mondo della Formula 1 ha stappato 60 mila Ferrari….
Basta una notizia per capire che Ferrari Trento ha conquistato (non solo il podio) della El: l’accordo nato per la stagione 2021 e che doveva chiudersi nel 2023 è stato allungato al 2025, con la ratifica dopo il G.P. di Silverstone. «Come eravamo orgogliosi per l’avvio della partnership, ora siamo felicissimi perché oltre al piacere di ricevere la stima di Formula 1, abbiamo altri tre anni per consolidare il progetto nella massima competizione dell’auto che permette di esprimere tutti i nostri valori e raccontare una storia, strettamente legata al territorio. E’ un esperienza straordinaria, sappiamo di rappresentare anche il Trentino e il made in Italy» spiega Matteo Lunelli, presidente e CEO di Ferrari Trento.
Fonte: Gazzetta dello Sport.
Non solo Langhe L’altro Cuneese tra sale e galline.
Un weekend nel cuneese? Forse non ci avete mai pensato eppure la Provincia Granda – la più estesa del Piemonte e quarta d’Italia – ha molto da offrire sul fronte enogastronomico e culturale e pochi rivali per varietà: comprende le Langhe dei Baroli e dei Barbareschi, le valli occitane e le città di una pianura fertilissima. Si mangia bene, la gente è di una squisita affabilità, i giovani camerieri sembrano nati per accogliere. La prima scoperta è Mondovi, sulla via del sale e della lotta dei Gesuiti all’eresia valdese, con i suoi palazzi affrescati e i portici. Da Breo si sale con la funicolare alla Mondovì alta nella bella piazza Maggiore dove si pranza con soddisfazione a vitel tonné e risotti alle erbe all’Osteria Bertasna Da provare il Raidkb, l’amaro locale anche in versione spritz al bar pasticceria Comino.
Fonte: Giornale.
«Carne e vino non cancerogeni», l’Italia batte la Ue – Carne e vino non cancerogeni L’Italia batte la burocrazia Ue.
Escono dall’elenco dei cibi dannosi con salumi e birra Esulta il ministro Lollobrigida: «Una nostra vittoria». Di assalti al made in Italy enogastronomico ne subiamo tanti, dalla contraffazione all’italian sounding senza riuscire a contrastarli efficacemente. Ma uno ieri lo abbiamo respinto. E si trattava di fuoco amico, quello della commissione europea. Che ieri ha escluso alcuni alimenti fondamentali nella dieta mediterranea dalla lista nera dei prodotti per i quali non è possibile fare promozione. Un successo per l’Italia e per altri Paesi che si erano opposti a questa discriminazione che va contro identità e tradizioni alimentari. La questione riguarda vino, carne, salumi e birra. Prodotti che inizialmente erano stati esclusi dal Regolamento 1144/2014 sulla Promozione dei prodotti agroalimentari per l’anno 2023 in quanto considerati cancerogeni o comunque dannosi per la salute.
Fonte: Giornale.
Salvato il Made in Italy a tavola L’Ue assolve carne, salumi e vino.
La Commissione europea li toglie dalla lista dei prodotti dannosi. Ora accesso ai finanziamenti di Elena Comelli MILANO Battuta d’arresto per la revisione della politica di promozione agroalimentare dell’Ue: la carne e il vino, cui Bruxelles vorrebbe ridurre i sussidi alla promozione sui mercati esteri, saranno sostenuti anche nel 2023, per l’opposizione di 11 Paesi. «Grande risultato in Europa. La Commissione ha eliminato carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi per la salute.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.
La Commissione fa retromarcia: «Carne, vino e salumi non dannosi».
La Commissione europee fa un passo indietro: carni, salumi e vino sono stati rimossi dalla lista dei cibi dannosi per la salute. Una vittoria del governo, secondo il ministro dell’Agricoltura Francesco 1. 1lobrigida, ottenuta 41ottando con determinazione a dipesa delle eccellenze Italiane». Dimostrazione, questa, che «II nuovo approccio verso l’Europa. A fine ottobre il governo, insieme con altri nove Paesi (fra cui Francia e Spagna), aveva bocciato la proposta della Commissione europea sul programma di promozione dei prodotti agricoli e alimentari per Fenno primo. II piano, infatti, prevedeva criteri troppo stringenti per prodotti come la carne, il vino e i salumi.
Fonte: La Verita’.
Libero vino in libera Europa – Libero vino in libera Ue.
Salvi anche carni rosse e salumi Via dalla lista dei prodotti dannosi. I Se fosse una guerra, e commercialmente lo è, saremmo a un punto di svolta decisivo. La Commissione Ue ha (finalmente) eliminato dalla lista degli alimenti che ritiene pericolosi per l’ambiente e la salute dei cittadini i salumi, i formaggi, vino e birra. Sembra un’assurdità ma nei regolamenti comunitari si era sancito che alcuni dei cibi simbolo dell’alimentazione italiana e mediterranea in generale, erano finiti nella lista nera di quelli pericolosi. Un po’ come le sigarette. E, pertanto, sarebbe stato difficile fare anche solo pubblicità a questi gioielli alimentari. Coldiretti esulta, insieme a Filiera Italia e al ministro all’Agricoltura e alla sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.
Fonte: L’Identità.
Intervista a Micaela Pallini – Vini record, ma allerta sul 2023.
EXPORT AL MASSIMO STORICO: 8 MILIARDI DI EURO (+12%). CRESCONO I MERCATI ASIATICI. Vini record, ma allerta sul 2023 Ripresa del turismo e diversificazione hanno spinto il settore, i margini però sono sottili. Timori per i nuovi rincari e lo stop del vetro ucraino. Pallini (Federvini): il governo ci tuteli DI ANGELA ZOPPO Sarà un buon Natale. E ancor più un’ottima chiusura d’anno per il settore vinicolo italiano. Dall’export che decolla a toccare il record di 8 miliardi di euro per i vini e di 1,7 miliardi per gli spiriti, ai nuovi mercati che si aprono, senza dimenticare la forte ripresa del turismo e dei consumi fuori casa, con la fine delle restrizioni Covid. Ci sarebbe più di un motivo per brindare in casa Federvini. Invece, già si guarda con timore al 2023, come spiega la presidente Micaela Pallini, in questa intervista con MF-Milano Finanza. Domanda. Partiamo dai numeri del 2022 Risposta.
Fonte: Mf.
L’Europa ci ripensa vino e carne non fanno male – Vittoria del Made in Italy, la Ue fa dietrofront: vino e carni non sono dannosi per la salute.
Dopo “l’accantonamento” (almeno per ora) del Nutríscore, l’etichetta a semaforo particolarmente penalizzante per il Made in Italy a tavola, la Commissione Ue ha fatto un passo indietro anche sull’esclusione dai programmi della promozione Ue per vino e carne. Che escono cosi dalla lista nera dei prodotti dannosi per la salute. Si tratta di una retromarcia importante per due settori basilari per l’agroalimentare italiano. Vittoria del Made in Italy, la Ue fa dietrofront: vino e carni non sono dannosi per la salute In bello c’era un tesmito di 186 m71 ‘ioni: se fosse passata la peso di Bruxelles, carni e vini sarebbero rimasti fuori. Dopo “l’accantonamento” (almeno per ora) del Nutri- score, l’etichetta a semaforo particolarmente penalizzante per il Made in Italy a tavola, la. Commissione Ue ha fatto un passo indietro anche sull’esclusione dai programmi della promozione Ue per vino e carne, che escono così dalla lista nera dei prodotti dannosi perla salute.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Ue: non dannosi carni e vini.
Scampato pericolo per due prodotti chiave dell’agroalimentare italiano: il vino e la carne che hanno rischiato di essere estromessi dall’elenco dei prodotti che Bruxelles sostiene con risorse perla promozione sui mercati. «La Commissione – spiega il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida – ha eliminato carne e vino dalla lista degli alimenti ritenuti dannosi perla salute. È una notizia importantissima perla Nazione, una vittoria che abbiamo ottenuto lottando con determinazione a difesa delle eccellenze italiane».
Fonte: Sole 24 Ore.
Crescono in Sicilia le aziende SOStain.
Cresce in Sicilia il numero dl aziende vitivinicole che hanno scelto la sostenibilità La Fondazione SOStairi Sicilia, è la sfida` a tema ambientale. messa in campo dal Consorzio di Tutela Vini Doc. Si della asso vini Sicilia, ed è guidata da Alberto Tasca che spegne «Siamo aperti a tutte le aziende vitivinicole del territorio siciliano, siano esse produttrici di vino biologico, biodinamico, naturale, da viticoltura integrata e attro ancora. II programma di sostenibilità pub rappresentare un Importante driver di competitività, soprattutto nel mercati esteri, conferendo visibilità al territorio Sicilia nel suo Insieme e alle aziende vitivinicole in particolare, e pertanto efficace strumento di sviluppo locale».
Fonte: Sole 24 Ore Sud.
«Prosit»: la mappa georefenziata dei vigneti lucani.
Piattaforma web del Cnr LulglaIerao e prosit» come (‘augurio in un brindisi. È II progetto da cut è nata la prima mappa georeferenziata, open source e interattiva, del vigneti della Basilicata per la tutela e valorizzazione del comparto vitivinicolo. Oltre 5 mila ettari di superfici (3.i81 a Potenza e 2.011 a Matera), 95 aziende (77 a Potenza e i8 a Matera) per una produzione d1 circa 97 mila quintali di vino tra Aglianico del Vulture Docg e Doc, Matera Doc, Terre dell’Alta Val d’Agri Doc e Crottino di Roccanova Doc e Basilicata lgt (Dati Sian Dazi). Un settore in forte evoluzione che punta a una maggiore produttività e sostenibilità, ambientale ed economica, guardando a innovazione digitale e condivisione di dati. 1l progetto PRO.S.1T (Produttività e Sostenibilità in vitivinicoitura) è stato finanziato con 260 mila soro dalla Regione Basilicata (PSR20142020), capofila ti Consorzio Qui Vulture, con Università della Basilicata, Enea e Cnr.
Fonte: Sole 24 Ore Sud.
Sgarbi a De Sica: «Quella battuta contro l’Abruzzo va tolta dal film» – Da Sgarbi alla rivolta social: caro Christian, è meglio togliere quella battutaccia.
sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi, ieri a Pescara, invita l’attore Christian De Sica a togliere dal film la battuta infelice sull’Abruzzo. Da Sgarbi alla rivolta social: caro Christian, è meglio togliere quella battutaccia II sottosegretario alla Cultura interviene a difesa del Montepulciano De Sica incassa l’invito a boicottare il suo film. E per ora non risponde. E Lino Banfi ad Avezzano per l’accensione del Natale fa un contro-spot: io amo il vino abruzzese. «Caro Christian, non sempre si riesce ad essere spiritosi con una battuta. ln questo caso anche io, che sono tuo amico, ti invito a togliere dal film quella battuta sul vino».
Fonte: Centro.
«Non avrai le nostre bottiglie».
Al coro dl critiche sulla battuta sui vino nel prossimo cinepanettone e che ha fatto infuriare l’Abruzzo, si unisce il risentimento espresso dall’Associazione Autismo Abruuo onlus che si occupa delle famiglie con autismo, propone interventi ed avvia azioni per la creazione dl servizi a loro sostegno. Questo perché fra i servizi della onlus c’è anche quello che vede I ragazzi Impegnati In una cantina. « Caro Christian De Sica, hai cercato la battuta da metaverso ma ti è andata di traversa», scrivono all’Associazione rivolgendosi direttamente all’attore: «Noi possiamo solo provare a farti conoscere le opere dei ragazzi che hanno caratterizzato II progetto xnotag e l’accoglienza a loro riservata dalla Cantina Castoranl.
Fonte: Centro.
Premiato il vermentino Solarancio.
E’ prodotto dall’azienda di Stefano Salvetti e Laura Angelini II Solarancio ha fatto il pieno di premi. II vermentino dei Colli di Luni prodotto dall’azienda condotta da Stefano Salvetti e Laura Angelini è stato premiato dalla Guida Vitae 2023 giunta alla nona edizione con il massimo riconoscimento delle Quattro Viti oltre al prestigioso Tastevin che viene assegnato a una sola cantina per ogni Regione. Una azienda a conduzione famigliare quella nel Comune di Luni nella quale collabora anche Linda la figlia dei produttori della Pietra del Focolare. Il vino premiato è il frutto della vendemmia del 2021.
Fonte: Nazione La Spezia.
Terre d’Oltrepo, a gennaio parte il contratto di solidarietà.
I 68 dipendenti degli stabilimenti di Broni, Casteggio e Santa Maria resteranno a casa un giorno a settimana a rotazione. Lunedì 12 l’assemblea dei lavoratori. Lavoratori a casa un giorno a settimana a rotazione a partire da metà gennaio. Sono questi alcuni degli aspetti dell’accordo sul contratto di solidarietà peri 68 dipendenti della cantina Terre d’Oltrepo, che l’azienda e le parti sociali dovrebbero firmare nei prossimi giorni. Lunedì 12 dicembre, è in programma un’ultima assemblea dei lavoratori con i sindacati, che stanno seguendo la vertenza, per dare il via libera definitivo all’accordo che, evitando i licenziamenti collettivi, dovrebbe consentire alla cooperativa di reggere il colpo della congiuntura economica negativa, tra costi di luce e gas alle stelle, un bilancio chiuso in lieve perdita (-15mila euro) e in calo del 30% della produzione 2022.
Fonte: Provincia – Pavese.
«Punto al Nebbiolo come vino olimpico».
Enologia Serata valtellinese a Milano Danilo Drocco: «Nel 2006 è successo con le Langhe Pensiamo in grande». La Valtellina è sbarcata a Milano, una serata per mettere sotto i riflettori il Nebbiolo delle Alpi a un pubblico di addetti del settore, fra giornalisti e ristoratori. In cattedra il presidente del Consorzio Danilo Drocco nello spazio di Identità Golose, insieme al consulente strategico Giacomo Moioli. «Ho un sogno, che il vino della Valtellina possa diventare il vino di Milano magari proprio in occasione delle Olimpiadi – le parole di Drocco- A Torino è successo così nel 2006. con le Langhe che hanno invaso le carte dei vini della città, perché non pensare in grande visto che le possibilità ci sono tutte?».
Fonte: Provincia Sondrio.
Cibo e vino, coppia vincente per il turismo.
II valore dell’enogastronomia al centro del convegno organizzato da Qn-il Resto del Carlino. Al termine, un viaggio tra le nostre prelibatezze. Ecco come i lettori possono prenotare un posto. L’appuntamento è per giovedì, ore 18, in Prefettura Viaggio nel turismo gastronomico, per capirne le dinamiche e quanto possa aiutarci a decollare in momenti come questi. Ecco un tema appetitoso anche per i lettori che possono partecipare, prenotandosi, al forum organizzato da Qn II Resto del Carlino (in collaborazione con Camera di commercio e Bper Banca) per giovedì 15 dicembre alle ore 18 nel salone Metaurense di Palazzo Ducale in piazza del Popolo 1. I lavori saranno presentati del responsabile della redazione di Pesaro de II Resto del Carlino Roberto Fiaccarini, e saranno introdotti dalla direttrice di Qn Agnese Pini.
Fonte: Resto del Carlino Pesaro.
Vini sardi di eccellenza i sommelier ne scelgono 378 – Le grandi cantine reggono bene e le “new entry” sorprendono.
La guida Vitae: tante “new entry”, sessanta cantine censite Il mondo enologico regionale si ritroverà domani alle 10 a Cagliari nel palazzo del Banco di Sardegna, in viale Bonaria, per la presentazione della nuova guida Vitae edita dalla delegazione dell’Associazione sommelier italiana. Un appuntamento che consentirà anche di fermarsi e fare il punto su un settore che in Sardegna continua a fare passi da gigante. Le grandi cantine reggono bene e le “new entry” sorprendono Vini sardi, il quadro del mondo della produzione che emerge dalla guida Vitae Domani presentazione del lavoro della delegazione dell’Associazione sommelier Antonio Furesi «Belle novità escono dai tradizionali percorsi di prodotti a indicazione geografica».
Fonte: Nuova Sardegna.
«Il Box», design d’autore per il vino sfuso di qualità.
Ideato e messo sul mercato dalla «Martino e Co» con l’architetto Giuseppe Sessa. L’architetto Giuseppe Sessa dello studio Italian Design di Pontedera e la giovane imprenditrice montecatinese Stella Martino della Martino e Co hanno ideato e brevettato un prodotto rivoluzionario legato al mondo del «bag in box». Tutto è nato dall’idea del padre che aveva notato come i cartoni dei vini fossero brutti da vedersi e facilmente sporcabili e deteriorabili. Ha chiesto quindi a Sessa, architetto di fiducia della famiglia, come si sarebbe immaginato un contenitore per il vino sfuso in chiave contemporanea, di design e diverso da quelli presenti in commercio realizzati in cartone.
Fonte: Nazione Pistoia-Montecatini.
L’evento al Real Collegio I grandi vini all’Anteprima del weekend.
Si annunciano grandi novità per Anteprima Vini 2023, a partire dalle date. L’appuntamento con la 22a edizione è infatti domenica 12 e lunedì 13 marzo, al Real Collegio di Lucca, nel cuore del centro storico della città. Si tratta, dunque, di un cambio di calendario per la manifestazione. La scelta è stata determinata dalla volontà di favorire la partecipazione degli operatori di settore, in particolare il mondo della ristorazione, al quale sarà dedicata la giornata del lunedì con la rassegna dei vini di Costa Toscana e laboratori specifici. «La prossima edizione – dichiara Duccio Corsivi, presidente Grandi Cru della Costa Toscana.
Fonte: Tirreno Lucca-Pistoia-Montecatini.
Per la Cantina sociale fatturato di 25 milioni Si investe nel Trentodoc – Cantina sociale, 25 milioni di fatturato.
II presidente Pompeati Marchetti: «Numeri più che soddisfacenti e in linea con gli anni scorsi, nonostante i rincari e la guerra che hanno vanificato la ripresa» Si proseguirà nel piano di ricambio varietale, spingendo, nelle zone collinari particolarmente vocate, all’impianto delle uve “base spumante” apprezzate dal mercato Cantina sociale, 25 milioni di fatturato Utile a 664mi1a euro, frenato dall’aumento dei costi Investimenti per la sostenibilità e il Trentodoc. I rincari energetici frenano la corsa della Cantina sociale di Trento. Nei giorni scorsi si è tenuta l’assemblea annuale dei circa 400 soci della cooperativa cittadina (presenti poco meno di 150), una delle realtà più importanti di primo grado perla viticoltura trentina.
Fonte. Adige.
Custoza, il Consorzio spinge sul turismo.
Nuovo video istituzionale realizzato da Matteo Archondis, videomaker di origine libanese Custoza, il Consorzio spinge sul turismo Bricolo: «I nostri produttori da subito hanno compreso l’importanza di sostenere la cultura dell’accoglienza» •• Il consorzio di tutela Vino Custoza Doc spinge l’acceleratore sull’enoturismo con un nuovo video istituzionale che colloca il bianco tra Verona e il Lago di Garda in panorami vitati mozzafiato con castelli, ville, musei diffusi, parchi acquatici e divertimento, ristoranti, cantine e agriturismi. Un viaggio che si può intraprendere a piedi, in bicicletta, a cavallo.
Fonte. Arena.
Falso prosecco in lattina «Due diffide per l’azienda».
Due diffide, una comunicazione all’ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari del ministero dell’agricoltura, il mea culpa della ditta che aveva promosso il suo Glera in lattina, spacciandolo per Prosecco e utilizzando quale sfondo le colline di San Pietro di Barbozza patrimonio Unesco, e la rimozione, online e offline, di tutte le iniziative di promozione di quel falso prosecco. «Sono ancora in corso degli accertamenti e continueranno i monitoraggi, ma la faccenda è pressoché risolta» commenta la presidente del Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco docg, Elvira Bortolomiol, dopo che la questione era stata resa pubblica dal consigliere regionale Tommaso Razzolini (Fdl) che, come tanti altri valdobbiadenesi, si era visto bersagliare sul proprio profilo social dalla sponsorizzazione di quel vino in lattina presentato dall’azienda produttrice come “il nuovo modo di gustare il Prosecco, senza eccessi, senza rischi, ovunque tu sia”.
Fonte. Gazzettino Treviso.
Oggi Zaia in monastero per la presentazione del Docg delle suore.
Questa mattina alle 11.30, al monastero cistercense di San Giacomo di Veglia, alla presenza del presidente della Regione Luca Zaia, viene presentata al pubblico, la nuova etichetta de La Vigna di Sarah: il “Prosecco Superiore Docg di Abbazia”, Prosecco brut annunciato nel settembre scorso alla vendemmia notturna “Grappoli di Luna” di La Vigna di Sarah, quando il monastero si è aggiudicato il premio “La Vigna di Sarah bio perl’agricoltura eroica”. L’etichetta nasce grazie alla collaborazione tra il monastero cistercense e Sarah Dei Tos, che crede nella valorizzazione e salvaguardia delle risorse del proprio territorio, sia per scelta etica che per una forma di rispetto per la salute del consumatore, che può degustare un prodotto di alta qualità. «Per me è sempre una forte emozione quando nasce una nuova etichetta commenta Sarah Dei Tos.
Fonte. Tribuna Treviso.
Cantina di vini: come progettarla, idee e consigli.
La cantina di vini è sempre un’ottima soluzione di desing per la propria casa in campagna. Per poter riporre tutti i migliori vini in maniera consona. Progettare una cantina di vini è il sogno di tantissime persone. Soprattutto di chi possiede una bella casa in campagna, con una cantina troppo vuota. Tanti si chiedono quale sia il progetto migliore per una cantina che deve accogliere questo genere di prodotti e la risposta è sempre una: bisogna pensare ad un progetto accurato e preciso.
Fonte: Habitante.it.
Avvinamenti : tra cantine, vini, incontri e confronti.
Il progetto AVVINAMENTI è il naturale proseguimento dell’esperienza editoriale di Daniele Sottile – che nel 2020 ha pubblicato l’omonimo libro – e vedrà protagonisti a Milano produttori vinicoli provenienti da tutta Italia, selezionati da Sottile stesso e dal suo team di esperti. Nelle 5 giornate di febbraio 2023 AVVINAMENTI proporrà una fitta e coinvolgente agenda di occasioni dove le Cantine e i loro vini saranno al centro dell’attenzione permettendo tanto agli appassionati quanto ai professionisti di sperimentare, imparare e aggiornarsi grazie a momenti continui di incontro, confronto, convivialità: cocktail, brunch, cene, masterclass, sempre con ricercati abbinamenti cibo vino e altre esperienze multisensoriali all’insegna della contaminazione tra enogastronomia, arte e cultura.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
‘Cantine d’Italia’ porta gli amanti del vino dai produttori.
Non una guida “tradizionale ai vini”, ma una guida “alle cantine” per fare incontrare gli appassionati di vino di ogni tipo con i produttori. E’ questo il senso di “Cantine d’Italia” edita da Go Wine e ideata e coordinata dal presidente dell’associazione, Massimo Corrado. Un volume che nell’edizione 2023 racconta 830 cantine selezionate direttamente, assegna 251 ‘Impronte d’eccellenza’ per l’Enoturismo, segnala 4.550 vini e circa 1.600 indirizzi, da nord a sud dell’Italia, per mangiare e dormire.
Fonte: ANSA.
Cantine Giacomo Montresor, 130 anni raccontati in un Museo del vino.
Per il prestigioso traguardo in Valpolicella anche un libro celebrativo, il rinnovato wineshop e una speciale iconica bottiglia Amarone Riserva 2012. Centotrent’anni, tre secoli attraversati in un crocevia di generazioni, una storia viva da preservare e raccontare a futura memoria. Il cammino è di Cantine Giacomo Montresor, tredici decadi di storia (1892-2022) nel cuore della Valpolicella raccontati in un Museo inaugurato mercoledì 7 dicembre. A tagliare il nastro del nuovo Museo sono stati il Presidente e il Vicepresidente di Cantine Montresor, Marco Nannetti e Luigi Turco, il Consigliere regionale Alberto Bozza, e Christian Marchesini Presidente del Consorzio Vini Valpolicella. Il Consigliere Bozza ha anche consegnato al Presidente Nannetti una targa della Regione Veneto per le celebrazioni dei 130 anni della cantina.
Fonte: BestMotori.it.
Agroalimentare, Lega Pe: bene Ue su vino e carne, successo sistema Italia ma battaglia prosegue.
“L’eliminazione da parte dell’Ue del riferimento negativo di carne e vino dal regolamento per la promozione dei prodotti agricoli è sicuramente un’ottima notizia, un passo necessario a garantire il plafond di risorse utili alla tutela del Made in Italy, sul quale la Lega si batte da tempo. Un segnale importante che premia il lavoro del sistema Italia, capace di fare squadra in Italia come in Europa per difendere le nostre eccellenze. La battaglia non si ferma qui, ma anzi va avanti, come e più di prima; è necessario ora intervenire per eliminare l’identificazione di carne e vino come ‘sostanze cancerogene’ nella strategia europea che, al pari delle etichette nutrizionali con il semaforo, rappresenta una inaccettabile semplificazione del valore nutrizionale dei nostri alimenti. Su queste sfide serve presentarsi compatti, senza abbassare mai la guardia”.
Fonte: Agricultura.it.
Nessun taglio ai fondi Ue per la promozione di carne, vino e salumi. Esulta l’Italia.
Approvata la proposta rivista dopo che un mese fa era stata bocciata quella che escludeva questi prodotti dai finanziamenti. Il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida: “Un grande risultato”. Carni, salumi e vino potranno continuare ad essere promossi in Europa anche grazie ai fondi comunitari. Dopo la bocciatura lo scorso mese della proposta della Commissione europea che puntava a tagliare le risorse Ue da destinare alle pubblicità di questi prodotti che erano ritenuti potenzialmente dannosi per la salute, adesso è stato dato il via libera invece alla versione rivista del testo che elimina il taglio.
Fonte: AgriFoodToday.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di giovedì 8 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Brindiamo al futuro.
Itinerari Solidali gli uni con gli altri, i giovani viticoltori immaginano le bollicine di domani. Con idee nuove BRINDIAMO AL FUTURO UN RITRATTO DELLE NUOVE GENERAZIONI DEL TRENTODOC. Una rete del vino I ragazzi non si fanno concorrenza, bensì si ritrovano, degustano i vini gli uni degli altri di Luciano Ferraro i padre in figlio. Era lo slogan e il messaggio di ogni cantina che voleva mettere in risalto le radici. Ma tra i genitori — novecenteschi protagonisti del rinascimento enologico italiano — non tutti hanno lasciato spazio, se non costretti dal tempo, alla generazione successiva. Quello che sta accadendo, in una zona vinicola giovane come quella del Trentodoc, è l’unione, sotto la stessa vigna, di genitori e figli. Lavorano assieme, con una divisione dei compiti che talvolta diventa societaria, nel senso della condivisione delle quote di proprietà.
Fonte: Corriere della Sera.
Nei rifugi o sulle tavole di Natale I calici che raccontano una terra.
Non arriva dallo Spazio. E semplicemente un Ì buongustaio che ama viaggiare lungo le rotte del buon vino. Parlando di bollicine, il discorso non cambia. Benvenuti in Trentino, dove le sessantasei case spumantistiche dell’Istituto Trentodoc — fondato nel 1993 e che raggruppa, attraverso un rigido disciplinare di produzione, le case vitivinicole —, sono pronte a farsi conoscere in occasione delle festività natalizie. Dove andare e cosa vedere? Impossibile sbagliare: c’è un’app, Trentodoc (scaricabile gratuitamente e disponibile su App Store e Google Play), pronta a geolocalizzare tutto ciò che serve, tra percorsi culturali, naturalistici ed enogastronomici. E magari anche le 94 vette trentine che superano i 3000 metri. Si parte.
Fonte: Corriere della Sera.
Battuta infelice di de Sica sul vino abruzzese: è polemica – L’Abruzzo contro De Sica: nel film la pesante battuta che denigra il nostro vino.
Scoppia la polemica per il trailer su Netflix del film di Christian De Sica “Natale a tutti i costi”, in cui l’attore denigra con una battuta volgare un vino abruzzese. Insorgono produttori e associazioni, dal Consorzio Tutela parte la diffida. Interviene anche il presidente Marsilio con una lettera aperta al comico romano. L’Abruzzo contro De Sica: nel film la pesante battuta che denigra il nostro vino Reazioni a catena per il discusso trailer del cinepanettone di Natale E Marsilio scrive all’attore: «Ora dovresti farci uno spot gratuito». Dispiace che gli autori non abbiano avuto la fantasia e l’acume necessari per evitare di recare un’offesa gratuita e ingenerosa come Regione vinicola dell’anno a livello internazionale, arriva da un cinepanettone italiano una coltellata alla schiena che va a ferire l’intero settore enologico e l’immagine dei suoi prodotti. Una beffa. Proprio nell’anno in cui l’Abruzzo è stato premiato 66 Non sei stato ‘delicatissimo”, meriteresti una punizione a una battuta che si poteva risparmiare.
Fonte: Centro.
Le proteste di Nicodemi (Consorzio Tutela) e Ruzzi (Assosommelier): «Caduta di stile».
«Sono scandalizzato, deluso e arrabbiato», commenta II presidente del Consorzio tutela, Alessandro Nkodemi, «è un umorismo becero, food Wogo cbe denigra l’Abruzzo, II vino e gli operatori che vi lavorano. Non ce l’abbiamo con Christian De Sica, ma con coloro chi hanno solo potuto pensare realizzare una cosa ciel genere contro l’Abruzzo,. La rivolta sl è mano a mano estesa, sui social tante le espressioni dl condanna. Lo stesso Consorzio si è mosso di concerto con altri enti e associazioni: «Abbiamo informato della questione H Y ministero, la Regione, le associazioni di categoria e tutti gli organi preposti alta nostra tutela Quello spezzone sull’Abruzzo, che purtroppo già in tanti hanno visto, deve scomparire, c’è tutto il tempo di farlo, dato che il film andrà il 19 dicembre.
Fonte: Centro.
Marsilio a De Sica: «Il nostro vino è buono».
«Delicatissimo…». Il governatore, Marco Marsilio, ha reso pan per… battuta, rispondendo all’attore Cristian De Sica che nel “telepanettone” in uscita su Netflix 1119 dicembre, “”Natale a tutti i costl”, ha definito il vino abruzzese «una m….». Battuta cinematografica e sicuramente funzionale alla “finzione” scenica che, però, ha creato più di una polemica. Tanto da indurre Marsilio a una piccata, ma simpatica, risposta. Il presidente ha detto a chiare lettere che la battuta ha lasciato «l’amaro in bocca»: «Comprendiamo che un copione comico, volendo descrivere la scenetta divertente di un ospite invitato ad assaggiare un pessimo vino presentato da un’enoteca come “vino dell’anno”, dovesse inevitabilmente “colpire” qualcuno. Displace però che gli autori non abbiano avuto la fantasia e l’acume necessari per evitare di recare un’offesa gratuita e ingenerosa, oltre che profondamente ingiusta: non vorremmo che tale scelta fosse figlia dl un vecchio pregiudizio nei confronti del vino abruzzese, che invece da decenni ha raggiunto Marsilio a De Sica: «Il nostro vino è buono» to punte di eccellenza e continua a ottenere prestigiosi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Fonte: Messaggero Abruzzo.
Intervista a Francesco lovino: “Iv e Azione verso l’unità Consolideremo il Terzo polo” – Iovino: Iv e Azione verso l’unità.
Consolideremo il Terzo polo” Francesco lovino, consigliere regionale di Italia Viva, lancia l’ipotesi del ‘partito unico con Azione di Calenda. Sul terzo mandato per De Luca Ipotesi partito unico il gruppo aspetta le proposte lovino: Iv e Azione verso l’unità • La campagna di tesseramento dei renziani partirà all’inizio dell’anno prossimo Il consigliere: in Regione siamo nella fase della federazione Lavoreremo insieme per costruire e consolidare il Terzo Polo. Italia Viva e Azione pronte a consolidare la propria alleanza e dopo aver dato vita alla federazione del Terzo Polo, Matteo Renzi e Carlo Calenda sembrano pronti al partito unico. “Azione e Italia Viva hanno costituito una federazione, proprio ieri ci siamo incontrati con Renzi per definire i dettagli e si va verso un partito unico – l’annuncio di Calenda – il nostro appuntamento sono le europee e fondamentali saranno le regionali”.
Fonte: Cronache di Napoli.
Un bianco dorato quasi esotico, fresco e balsamico.
Albamarina Mario Notaroberto Paestum Fiano Palimiento 2019. Voto 87/100 Prezzo in enoteca 20€ Qualità/prezzo artiamo dal nome: Albamarina è un omaggio di Mario Notaroberto alla moglie Marina. Una dedica e una dimostrazione di tutto il suo amore che viaggia in parallelo all’amore per la sua terra e ovviamente per quella viticultura che nel Cilento ha tradizione ellenica, tradizione storica e qualitativa tanto che i vini di questo comprensorio erano i prediletti dai Papi. Notaroberto dopo un andirivieni tra Cilento e Lussemburgo dove i figli gestiscono un’impresa ristorativa, ha ripreso in mano l’azienda dal 2008 per ritornare in toto nella sua terra visto l’amore viscerale non solo per il vino ma anche per l’olio extravergine d’oliva e i prodotti dell’ortofrutta.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
I signori del vino – Terra di Rivolta gran rosso senza tempo.
C’è un gran rosso da mettere in agenda per Natale Si può scegliere con calma l’anno. Tra i suoi pregi ha anche la longevità. È il pegno che stringe in un patto di felice collaborazione un produttore che ama la sua terra nel Sannio più generoso di uva e un versatile winemaker. Paolo Cotroneo di una storica famiglia di farmacisti a Fuorigrotta decide di cambiare l’indirizzo enologico della sua azienda, invita a Torrecuso Vincenzo Mercurio, uno stabiese con la sindrome del marinaio, come quelli che partivano con i veliera l’ansia di tornare paria quella di accettare un nuovo l’imbarco. L’irrequietezza nella professione. Cotroneo stappa un ‘Terra di Rivolta”, chissà quale annata, aglianico non ancora promosso nella Docgsannita.
Fonte: Repubblica Napoli.
Nasce lo spumante “Oltrepo” regole di produzione più severe.
II Consorzio vara il nuovo disciplinare delle bollicine Docg metodo classico Obbligatoria la raccolta manuale in cassetta. Inserita la tipologia “riserva. Nuova nome, Oltrepo Docg, e regole più stringenti per lo spumante oltrepadano. L’assemblea dei soci del Consorzio, che si è riunita martedì a Riccagioia, ha approvato (ma il via libera definitivo dovrà da Regione, ministero e Unione europea) le modifiche al disciplinare della Docg, le bollicine di Metodo Classico, vertice della produzione di qualità del territorio. La novità principale riguarda la variazione del nome della denominazione, che diventa “Oltrepo Docg Metodo Classico”, per identificare meglio il prodotto sul mercato. Prevista poi la raccolta manuale in cassetta ed è stata inserita la tipologia Riserva, per lo spumante con almeno 48 mesi di permanenza sui lieviti. «Il cambio del nome serve a fare chiarezza, erano tanti anni che si ipotizzava ma non si era mai arrivati a nulla— commenta il direttore del Consorzio, Carlo Veronese.
Fonte: Provincia – Pavese.
Degustazione di pinot nero Una serata natalizia.
Il vino, il pregiato pinot nero, in degustazione in tutte le possibili variazioni sul tema. Venerdì 16 dicembre al “Casello” di Retorbido, lungo la vecchia linea ferroviaria Vogher-Varzi, trasformata in ciclabile, torna in edizione natalizia “Cinquanta sfumature di Pinot noir”. L’iniziativa del Movimento turismo del vino era stata proposta in estate a Voghera con il coinvolgimento di diversi negozi cittadini del centro storico cittadino che avevano ospitato banchi di degustazione oltre a eventi vari. La versione retorbidese, in formato ridotto, partirà dalle ore 20 di venerdì 16 dicembre e sarà dedicata a vini internazionali con la proposta di prodotti francesi, tedeschi, austriaci, argentini, statunitensi e neozelandesi. Un modo per approcciarsi ad altre realtà vinicole.
Fonte: Provincia – Pavese.
I numeri della vendemmia Moscato, la grande annata – Una vendemmia che supera i pronostici Grande annata per Moscato e Barbera.
I dati nel dossier della Vignaioli Piemontesi presentato ad Alba: la produzione á vino è di 2,26 milioni di ettolitri contro i 2,3 prodotti nel 2021 Le 18 Docg e le 41 Doc coprono circa l’83 per cento della produzione regionale con un giro d’affari in crescita pari a 1235 milioni di euro Una vendemmia che supera i pronostici Grande annata per Moscato e Barbera. Vicina all’eccellenza e sostanzialmente in linea con i quantitativi dello scorso anno. Il bilancio della vendemmia 2022 in Piemonte batte i migliori pronostici e sorprende con buone notizie produttori e consumatori. A tirare le somme sono la Vignaioli Piemontesi, principale organizzazione agricola del comparto, e l’assessorato regionale all’Agricoltura, nel tradizionale dossier di fine stagione presentato martedì all’aula Ampelion di Alba. Le criticità climatiche dovute a una stagione tra le più siccitose e calde della storia avevano fatto temere il peggio per la raccolta dell’uva in Piemonte, ma i dati ufficiali fotografano una situazione ben diversa: la produzione di vino è di 2,26 milioni di ettolitri contro i 2,3 prodotti nel 2021.
Fonte: Stampa Asti.
Anteprima Vini ’23, cambio di date Seicento etichette in degustazione.
La 22esima edizione si aprirà i112 marzo al Real Collegio “Scelta condotta dalla volontà di favorire gli operatori”. Si annunciano grandi novità per Anteprima Vini 2023, a partire dalle date. L’appuntamento con la 22a edizione è infatti domenica 12 e lunedì 13 marzo, al Real Collegio di Lucca, nel cuore del centro storico. La scelta è stata determinata dalla volontà di favorire la partecipazione degli operatori di settore, in particolare il mondo della ristorazione, al quale sarà dedicata la giornata del lunedì con la rassegna dei vini di Costa Toscana e laboratori specifici.
Fonte: Nazione Lucca.
«Vi brucio i vigneti del Sassicaia»: arrestato.
Bolgheri, un 47enne di Trieste (già denunciato) voleva 150 mila euro in bitcoin È stato raggiunto da una misura di custodia cautelare in carcere, dove peraltro già si trovava, a Padova per scontare un’altra pena, il 47enne triestino che lo scorso agosto era stato denunciato a piede libero per aver tentato un’estorsione ai danni dell’azienda vinicola Sassicaia. Una vicenda che nasce nel marzo scorso quando i vertici della casa vinicola ricevono delle email criptate che non lasciano spazio a dubbi: versare i,o mila euro in bitcoin nel giro di pochi giorni per non vedere andare in fumo i pregiati vigneti di Bolgheri. Per rendere più concreta la minaccia l’uomo aveva anche specificato che si sarebbe servito di numerose esche incendiarie che avrebbero raso al suolo le vigne.
Fonte: Corriere Fiorentino.
Monografie d’impresa 2022 c’è anche Casa vinicola Sartori.
Cinquantotto le opere sul podio, tra le quali due venete: rappresentata tutta l’Italia Monograde d’impresa 2022 c’è anche Casa vinicola Sartori Calabrò: «È importante avere una storia su cui progettare il futuro». La monografia d’impresa come strumento di storytelling aziendale e trasmissione della memoria produttiva – ma non solo – di un territorio. Una tradizione che Verona celebra ogni due anni, da ormai sei edizioni, attraverso il prestigioso Premio Omi (Osservatorio monografie d’impresa), che per il 2022 ha visto partecipare ben 58 opere e salire sul podio anche due aziende venete.
Fonte: Arena.
Prosecco in lattina pubblicizzato sul web I Consorzi lo bloccano.
Mancava solo il Prosecco in lattina: un’azienda torinese, la Glewine, ha promosso sui canali social il Prosecco in lattina, con tanto di immagini delle colline della Docg. E’ bastato qualche attimo perché alcuni produttori segnalassero la vicenda ai consorzi di tutela e, nel giro di qualche giorno, le immagini incriminate sono sparite dal web. Ma se la questione dimostra che il Sistema Prosecco, l’ente che lotta contro i tarocchi, funziona bene (per l’occasione sono state fatte due diffide e una comunicazione all’ispettorato centrale repressione frodi), il caso ha irritato i produttori. Tra i primi a denunciare l’episodio il consigliere regionale Tommaso Razzolini che ha tuonato: «Immagine e qualità del Prosecco sono incompatibili con la lattina.
Fonte: Corriere del Veneto Treviso e Belluno.
“Welfare Champion”, c’è anche l’agricoltura, con la storica cantina Barone Ricasoli, e non solo.
I premiati ed i trend del “Welfare Index Pmi 2022” di Generali Italia, in partnership con, tra le altre, Confindustria e Confagricoltura. Il welfare aziendale ha raggiunto un alto livello di maturità e continua a crescere la consapevolezza del ruolo sociale nelle Pmi italiane: oltre il 68% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello base di welfare aziendale. Raddoppia, inoltre, il numero di Pmi con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. A dirlo il “Welfare Index Pmi 2022”, realizzato dal colosso assicurativo Generali Italia, in partnership con, tra le altre, Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confcommercio, che ha coinvolto oltre 6.500 le imprese provenienti da tutta Italia e di tutte le dimensioni, e di tutti i settori produttivi. Ed anche l’agricoltura ed il vino hanno i suoi campioni, tra le 121 insignite con le “5W”, le aziende “Welfare Champion” (che erano 22 nel 2017). Come la storica Barone Ricasoli, oggi guidata da Francesco Ricasoli, una delle cantine più storiche e prestigiose d’Italia e del Chianti Classico, dove il Barone Bettino Ricasoli, nell’Ottocento, al Castello di Brolio, mise a punto “la prima ricetta del vino Chianti”.
Fonte: WineNews.
Dal nulla a imprenditori di moda. “Il nostro impero nato in cantina”.
Sarzana, 8 dicembre 2022 – Sono partiti, come nella più classica delle favole imprenditoriali, dalla cantina, con un budget risicatissimo: 100 euro. In una manciata di anni hanno costruito un impero, grazie ad un mix vincente fatto di stile, prezzi low cost e commercio online sulla scia dei social network, con centinaia di migliaia di articoli venduti l’anno. Azzeccando l’oggetto del desiderio: scarpe da ordinare con un click. Malvina Podestà e Francesco Pata hanno fondato nove anni fa a Sarzana la Quanticlo, dopo una breve esperienza nel commercio di magliette personalizzate, e oggi festeggiano il record di un paio venduto ogni cinque secondi nei giorni del black Friday e del cyber Monday.
Fonte: La Nazione.
Vino: Cantine Giacomo Montresor, 130 anni raccontati in un Museo e in un libro.
Centotrent’anni, tre secoli attraversati in un crocevia di generazioni, una storia viva da preservare e raccontare a futura memoria. Il cammino è di Cantine Giacomo Montresor, tredici decadi di storia (1892-2022) nel cuore della Valpolicella raccontati in un Museo inaugurato oggi, mercoledì 7 dicembre. Insieme al Museo, a onorare il prestigioso traguardo anche un libro che ripercorre la storia dei 130 anni, il rinnovato wineshop e una bottiglia celebrativa (Amarone della Valpolicella Docg Riserva 2012). Fil rouge che unisce le tante iniziative è la consapevolezza che il vino è un’esperienza immersiva da vivere a 360 gradi tra storia, cultura e territorio.
Fonte: Enti Locali Online.
Sulla via Francigena del vino: 8 etichette da provare tra Umbria e Marche.
L’Umbria da un lato, con le sue terre del Montefalco, dove il Sangiovese incontra il Sagrantino, regalando vini potenti, caldi ed avvolgenti… e le Marche dall’altro, con le mille declinazioni del Rosso Conero, la struttura del Verdicchio e i profumi del Lacrima. La via Francigena, nota anche come via Francisca o Romea, è parte di un fascio di percorsi che dall’Europa occidentale, in particolare dalla Francia, conduceva nel Sud Europa fino a Roma, proseguendo poi verso la Puglia, dove vi erano i porti d’imbarco per la Terrasanta, meta di pellegrini e di crociati.
Fonte: La Gazzetta del Gusto.
Ruffino investe 11 milioni per la sostenibilità del vino.
Per la vendemmia 2024 prevista la completa conversione al biologico delle 9 tenute del Gruppo ma l’obiettivo è minimizzare l’impatto di tutta la filiera e porre attenzione anche alle ricadute sociali sul territorio. I vini di Ruffino accelerano sulla strada della sostenibilità, dove tra i traguardi previsti già per la vendemmia del 2024 c’è la completa conversione al biologico delle nove tenute del Gruppo. Per raggiungere i suoi obiettivi, Ruffino ha stanziato undici milioni di euro distribuiti su sette anni (dal 2019 al 2025) pari a quasi un terzo degli investimenti annuali del Gruppo che – forte di circa 29 milioni di bottiglie all’anno prodotte ed esportate in 83 Paesi del mondo e oltre 123 milioni di fatturato – vuole fare da stimolo decisivo a tutto il settore.
Fonte: Il Sole 24 Ore.
Bene export vino, spirits e aceti: bilanci e prospettive.
I dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno (+16% rispetto al 2021) trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vini, spiriti e aceti. Per il vino si prevede il record di 8 miliardi di euro (+12% rispetto all’anno precedente), così come per gli spirits (1,7 miliardi di euro). Buono anche il risultato per gli aceti, in particolare balsamici, che vedono chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni (a valore) del 15%. I fattori che hanno contribuito alla crescita spaziano dall’andamento del cambio euro-dollaro, la ripresa del turismo e alla diversificazione dei mercati.
Fonte: Corriere del Vino.
Il vino più “estremo”? Il Passito di Pantelleria, campione italiano al “Mondial des Vins Extrêmes”.
La Valle d’Aosta è la regione con più vini eroici, Mathieu Betemps e Elena Patrone sono i loro “eroi”, e il Carignano del Sulcis è il più originale. Il vino più “estremo”? Il Passito di Pantelleria Doc Shamira di Basile, campione italiano con il “Gran Premio Cervim” per il miglior punteggio in assoluto, e incoronato anche con il “Premio Cervim Piccole Isole”, al “Mondial des Vins Extrêmes” del Cervim – Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana, all’edizione n. 30 di scena a Torino. E per il quale la regione con il maggior numero di vini eroici al mondo è la Valle d’Aosta, incoronata con il “Premio Mondial Vins Extremes”, e dove si guarda al futuro con vigneron come Mathieu Betemps, alla guida dell’azienda che porta il suo nome a Saint Christophe e “Premio Cervim Futuro”.
Fonte: WineNews.
Crescono le esportazioni di vino dall’Italia verso il Sud Africa.
I valori delle importazioni di vino, nei primi tre mesi del 2022, sono cresciuti dell’83,45%. Esenti da dazio, competono pertanto alla pari con la produzione locale. ICE, agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, rende nota in occasione della nuova proroga di adesione alla Mostra autonoma del vino italiano in Sud Africa, l’importanza del mercato sudafricano. I dati statistici mostrano che i valori delle importazioni del Sud Africa di vini e spumanti dall’Italia nei primi tre mesi del 2022 sono aumentati dell’83,45%, passando da un valore di Euro 477.552 del 2021 a Euro 875.855 del 2022, portando la quota di mercato dell’Italia riferita al primo trimestre del corrente anno all’8,88%. Da notare che nello stesso periodo la Francia ha ridotto la sua quota di mercato dell’1,33%.
Fonte: Adnkronos.
Il vino e la sua comunicazione oggi, “letta” da uno dei suoi pionieri, Stefano Milioni.
A WineNews lo scrittore e comunicatore premiato con l’“Oscar del Vino” 2022 dalla Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda di Franco Ricci. A WineNews lo scrittore e comunicatore premiato con l’“Oscar del Vino” 2022 dalla Fondazione Italiana Sommelier e Bibenda di Franco Ricci. “La comunicazione del vino è migliorata e peggiorata al tempo stesso, all’inizio si parlava molto di tecnica, oggi troppo di degustazione, e si dimentica il resto, ma è aumentata la platea. Ma ci sono troppi che si parlano addosso. Raccontare il territorio, quello che è intorno al vino, è fondamentale”.
STAMPA ESTERA
Les Hugel cultivent l’identité alsacienne.
Fondée en 1639, à Riquewihr, la maison a traversé les âges et les crises Parmi ses crus renommés, les fameux sporen et schoenenbourg. La neige de l’Alsace éternelle, les fio Jcons épais et ephemères donnent son mouvement lent au silence. La cloche des vêpres sonne par-dessus les toits blancs. Très bitdans l après-midi,il a falluaumerla lampe. Serrés autour d’elle, au coude-i-coude sur le comptoir. ils sont quatre ou cinq á goùter les vins d’or que Jeun-Frédéric Hugel, 33 ans, leur sert dans la petite pièce au milieu de ses mots qui disent l’histoire de la famille et de ses 13 générations. Depuis cette année 1639, où Hans Ulrich Hugel s’est installé à Riquewihr. Les grands étés, Les beaux automnes flambent dans les verres de riesling. de pinot gris, de gewsnrstraminer dans la maison jaune qui fait le coin des rues du général de Gaulle (appelée pendant la guerre Adolf Hitler) et de la Première armée. En Alsace, des Hugel il yen eut dès leXVe siècle, c’étaitan temps où mutes lest-ours d’Europe du Nord désiraient passionnément les vins d A1sue,etpuisvint latertibleguerre deTrente Ans de 1618 à 1648 qui dévasta le pays.. Au début du conflit Riquewihrcomptait2200 habitants, à lo fin 122, raconte l’héritier des HageL Onyperd savoir-fair remarches. Huns Ulrikh est admis dans la eorporntion des vigner ornen 164.3, c’est lui qui choisit pour 1a famille les deux terroirs fondateurs, le Sporen et le Sahaeoenbourg, S? ajoute un jardin Secret, sine poche geologique cºkcare de Musaheikalk, le Pfols tag inclus dans le Rosenberg. r Dans le foisonnement des ramures du grand arbre généalogique, certaines branches marquent la Force d’une poussée qui donne l’allant et lavigueur aux suivantes. Jeans Hugel, un vinlenmhr Celle de Louise Ortlieb mérite que ran s’y intéresse quelques instants. En 1880, en pleine période phylksoi ique, elle perd son mari Émile qui lui laisse deux enfants. La mère courage tient la boutique Hugel et envoie ses petits étudier la viticulture.
Fonte. Echos.
Les Lorgeril illuminent le Laiiguedoc.
A quelques kilomètres de Carcassonne, le splendide château de Pennautier, inspiré de Versailles, est depuis 1622 au coeur de l’histoire des vins de la région. Minervois-la-livinière, saint-chinian, fougères et roussillon… Six domaines, sur 250 hectares : ces beaux terroirs d’altitude sont leur conquête. Tiens, voilà Louis XIll. Il est venu mettre de l’ordre dans son royaume, a écrasé le 115 avril 16221e huguenot Benjamin de Rohan à SaintJean d’Angély, le duc de Rohan son frère se soumettra quelques semaines plustardàMontpellier. Enattendantsa majesté a été reçue à Carcassonne ce 14 juillet 1622. Le jeune roi a écouté la harangue du premier magistrat de la ville, Bernard de Reich de Pennautier qui l’a ensuite accueilli chez lui à Pennautier air le lendemain Louis a laissé son litdevuyage à son trésorier de la bourse des Etats du Languedoc. On voit aujourd’hui maire au chàteau, l’objet du sommeil royal avec ses somptueuses tentures de laine de soie, dessins de cornes d’abondances et de carquois muge, bleu, vert, ocre, admirablement tissés au point de Hongrie Et ici c’est Molière, il est en tournée dans lesuden1650. est pass àPézenas, a remonté vers l’ouest avec sa troupe, sestarrété au château de Pennautier pour, dit-on, yjouer en matinée l’. Andromède t. de Corneille. Lá, sur son cheval, c’est Pierre-Paul Riquet, celui-là est descendu de La Montagne Noire et repéré les deux bassins versants, im vers ]Atlantique, l’autre vers la Méditerranée, ce jourde 1662 il a fixé la ligne de partage des eaux au seuil de Naurouze et inventé la faisabilité du canal du Midi, ¿est à côté de Pennautier. Pierre-Louis fils de Bernard soutende projet. Avec la cempilead de Le NBtlr. Ce Reich de Pennautier est au coeur battant du pouvoir aux côtés de Louis XIV qui fait du Languedoc une région prioritaire en matière de politique et d’économie Pierre-Louis Fait du chàteau, le – Versailles • du Languedoc t.,dessineavecia complicité de Le Notre, paysagiste inspiré, la géométrie des perspectives du parc à la française sur 30 hectares. Et cet homme couvert de la poudredes chemins dltali e, cestiacques de Beyuaguetde Pennautier, chevalierdeSaint-Pardoux, il rentrede son Grand Tonner est présenté à la famille royale le 14 juillet 1789.
Fonte. Echos.
Dans le vignoble bordelais, ils témoignent de l’ampleur de la crise.
Qu’ils soient ou non favorables à un arrachage ponctuel ou définitif de 10.000 ou 25.000 hectares de vignes, les vignerons qui manifestaient ce 6 décembre témoignent dans nos colonnes d’une situation inédite. Cette nouvelle crise qui marque peut-être un virage historique dans ce grand vignoble bordelais de près de 120.000 hectares ressemble aujourd’hui pour beaucoup à une catastrophe. D’autant qu’aucun responsable politique n’a encore trouvé l’équation pour financer ce programme d’arrachage, qui devrait être aussi un plan de désendettement pour les viticulteurs les plus en difficulté. Le niveau de mobilisation atteint par la manifestation des viticulteurs girondins de ce mardi 6 décembre a satisfait les vignerons, les ouvriers agricoles et fournisseurs des domaines présents même si toutes les appellations n’avaient semble-t-il pas mobilisé avec autant de volontarisme que l’Entre-Deux-Mers. Après avoir indiqué les endroits du parcours où seraient accrochés les deux pendus faits en ceps de vigne, pour dénoncer lasituation de nombreux vignerons poussés au suicide et confirmé que la profession était au bord de la catastrophe, Didier Cousinet, viticulteur et maire du Pian-sur-Garonne (Sud Gironde), porte-parole du collectif Viti33, organisateur du mouvement, a temporisé. « Nous ne tirons sur personne. Aujourd’hui, nous sommes tous unis, mais quand même nous sommes obligés de manifester. J’en appelle aux élus politiques de tous bords », a *** déclaré le leader viticole, ä un public où figuraient des maires, députés et sénateurs. Comme souvent en agriculture, de nombreux viticulteurs qui étaient présents continuent à travailler même à la retraite. « J’étais ingénieur et je me suis retrouvé avec deux activités » Ce qui est le cas de Jean-François Thillet, maire de la petite commune de Blésignac (300 habitants), dans l’Entre-DeuxMers, qui a un parcours qui pourrait paraître très original mais qui ne l’est pas tant que ça dans un secteur agricole où bien souvent c’est le salaire de la conjointe ou du conjoint travaillant à l’extérieur de l’exploitation qui permet de faire bouillir la marmite. Je suis viticulteur retraité, avec un domaine de 34 hectares. Bien sûr je suis favorable à l’arrachage pour réguler la production. Jésuis âgé de 72 ans et j’ai deux employés. C’est très compliqué parce qu’au départ j’étais ingénieur: J’ai accepté de reprendre l’exploitation familiale et je me suis retrouvé avec. deux activités professionnelles à gérer en même temp.
Fonte. Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 7 dicembre 2022!
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Le bolle dell’amore calici per sempre.
Le lettere di Bruno Lunelli alla sua amata Elda hanno ispirato una Riserva Trentodoc preziosa, dalla forma particolare. I1 nipote Matteo Lunelli: “Una bottiglia che guarda al passato e al futuro, attenzione al dettaglio, eccellenza e sogno” Signorina Elda, non esito a dichiararle che io nutro per lei il più tenero affetto che io sappia concepire, ed infine, posso dirglielo, mi sento di amarla sinceramente. E le posso assicurare di fare tutto quanto sta in me per corrispondere pienamente a tutti i doveri di un galantuomo’: Un galantuomo innamorato. Appassionato. Intraprendente e visionario.
Fonte: Gusto.
Bollicine di Capodanno per ogni gusto e tasca.
Dai grandi classici come Riserva del Fondatore Ferrari e Dosage Zéro Ca’ del Bosco agli spumanti d’Alta Langa e d’Oltrepò, senza rinunciare a un Lambrusco ancestrale 1 consigli del sommelier Armin Causevic su cosa stappare nella notte più glamour dell’anno a tavola apparecchiata con cura, il menu ormai pronto e le persone care riunite intorno a voi. Manca solo il vino: a casa o al ristorante, la selezione delle bottiglie giuste per brindare all’arrivo del 2023 può fare la differenza. Ecco qualche consiglio per una scelta azzeccata, giocando tra classicità e innovazione, senza scordare il portafogli.
Fonte: Gusto.
Roberto Paris. Il vino.
L’ingrediente segreto Il vino “A prescindere dal cibo, l’ingrediente segreto che per me rende perfetto il pranzo o la cena di Natale è un grande vino – racconta Roberto Paris, wine director del ristorante “Il Buco” a New York – Per quanto mi riguarda, in particolare, penso a delle bollicine, rigorosamente italiane, e se dovessi fare un nome, direi il “Giulio Ferrari Riserva del Fondatore” Mentre se vogliamo parlare di cibo, il mio ingrediente segreto, e immancabile, è legato alla mia terra d’origine, l’Umbria, e ad uno dei suoi prodotti invernali, ossia il tartufo nero lavorato con ricotta fresca ovina ed olio extra vergine novello”.
Fonte: Gusto.
Il Prosecco Doc a Natale dà il meglio.
Tempo di gioia. Anche il più incallito dei Grinch, infatti, non può negare che è il momento dell’anno in cui più di ogni altro ci concediamo di rilassarci, di stare insieme alle persone che amiamo, ai parenti e agli amici. Quella frazione di tempo infinito in cui lo spirito delle feste ci viene incontro. Almeno per il tempo di un brindisi, che sia partecipato o regalato. L’importante è che abbia il colore e il brio delle bolle. Come il Prosecco, da anni oramai leader delle tavole festive, non solo in Italia, amato come regalo e non solo.
Fonte: Gusto.
Campania terra di finezza e grande varietà.
La regione che si estende per 1.359.200 ettari, ha una superficie agricola che occupa il 28%, con 24.700 ettari vitali. Le aree di maggiore interesse sono: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno. La Campania produce circa 1.403.000 ettolitri di vino all’anno, ben divisi fra uve a bacca nera (52%) e a bacca bianca (48%). Diverse sono le denominazioni: 4 Docg, 15 Doc e 10 Igt. Affascinante l’area del Sannio Doc, riconosciuta nel 1977, sulla zona collinare a Nord di Napoli, tra Benevento e Avellino, storica regione Samnium, terra dei Sanniti, popolo pre-romano. Le varietà coltivate sono Aglianico, Coda di Volpe, Falanghina, Piano, Greco e Piedirosso. In provincia di Salerno troviamo la denominazione Cilento Doc, sull’Appennino meridionale, introdotta nel 1989.
Fonte: Gusto.
Il fine wines per le feste.
Bottiglie top, amate dai giovani, a prova di clic grazie alle vendite on line. Il MW Gorelli: “C’è la volontà di democratizzare i vini di pregio” i pregio sì, ma non per questo impossibili. I vini italiani di alta qualità stanno conquistando il mondo e, sul fronte interno, cresce l’attenzione del consumatore verso etichette prestigiose. Soprattutto nelle grandi occasioni, e a Natale stappare qualcosa di speciale è d’obbligo. Seguendo il mood del momento: bere meno bere meglio. E non sono solo boomer e Gen X ad acquistare bottiglie pregiate, ma anche giovani e under 40 anni.
Fonte: Gusto.
Botti piene ma export da record.
La congiuntura secondo l’Osservatorio Federvini—Nomisma. Il dg Cino: il 2023? Al ralenti Botti piene ma export da record Nelle cantine ci sono 4,1 min di ettolitri in più rispetto al `21. Export di vino record, domanda italiana ed estera ancora vivace, ma giacenze di vino a livelli di guardia e margini delle imprese nella tenaglia dei costi. Alla fine la bussola impazzisce e forse bisognerà attendere qualche mese per capire il trend preciso. Intanto Federvini stima per l’export 2022 la cifra record di 8 mld di euro, ma poi predica cautela per il 2023. L’Osservatorio Federvini-Nomisma prevede uno scenario base con una crescita del Pil italiano dello 0,3% e uno avverso (con blocco del gas russo, rincari dell’energia e iperinflazione) in cui il Pil scivolerebbe dell’1,5%.
Fonte: Italia Oggi.
Ruffino, 8 min in tre anni allo sviluppo. E nuovi ettari.
Ruffino mette sul piatto otto milioni di euro in tre anni per finanziare il piano di sviluppo sostenibile delle nove tenute e progetta di acquisire fino a 120 ettari di vigneti per aumentare una produzione oramai insufficiente. Da gennaio scatteranno gli aumenti di listino anche per l’azienda toscana, finora congelati grazie al super dollaro. «Destiniamo un terzo degli investimenti alla strategia dello sviluppo sostenibile, denominata Ruffino Cares», ha detto l’ad Sandro Sartor, in una presentazione a Palazzo Mezzanotte, a Milano.
Fonte: Italia Oggi.
Il vetro costa l’83% in più Altro rincaro.
«In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista a partire dal prossimo gennaio»: la denuncia arriva dall’Unione italiana vini (Uiv), secondo cui «si tratta del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno». Di più: «Con questa nuova modifica», ha rilevato il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti, «il conto sul costo del vetro per il settore vino sale in media di circa il 70% in 12 mesi. È un fardello difficile da sostenere e da comprendere», spiega Castelletti, «sia in ragione di tariffe energetiche stabili che per il credito di imposta del 40% accordato agli energivori anche per calmierare i prezzi.
Fonte: Italia Oggi.
Vino e arte nel Metaverso, bottiglie comprate con Nft.
Unire vino e arte con il Metaverso. È quanto si propone CellarVerse, la prima startup che lancia gratuitamente nel metaverso le cantine italiane e le veste di arte. Gli obiettivi sono diversi per cantine e consumatori. Per le aziende la possibilità è quella di avere un canale alternativo e di avere accesso a nuove tecnologie che possono aiutare a diffondere la cultura del vino anche tra i più giovani e meno esperti. Per l’affiliazione al network viene richiesto soltanto un numero minimo di 12 bottiglie.
Fonte: Italia Oggi.
Microalghe per valorizzare fecce e fanghi.
della vinificazione da scarti diventano una risorsa grazie all’impiego di microalghe. Un procedimento secondo il quale anche le cantine vinicole più piccole possono chiudere il cerchio e diventare zero waste. È stata l’Università Ca’ Foscari Venezia ad aver messo a punto un processo biologico per sfruttare al 100% le fecce, cioè i residui depositati dopo la fermentazione del vino, e i fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue della vinificazione. Si tratta di sistema biotecnologico di depurazione accoppiato, con l’impiego cioè di digestione anaerobica e microalghe, applicabile direttamente in cantina dall’azienda vinicola.
Fonte: Italia Oggi.
Etichette artistiche per il vino Aglianico.
I prodotti del marchio «Piaceri lucani» di Potenza sposano l’impegno sociale e l’inventiva della cooperativa «La Mimosa» Etichette artistiche per il vino Aglianico Le opere dei ragazzi disabili del centro diurno. Da una parte la Cooperativa Sociale «La Mimosa», dall’altra «Piaceri Lucani» attività commerciale di nicchia impegnata nel settore della vendita dei prodotti agroalimentari della nostra terra. Nel bel mezzo un progetto decisamente accattivante che vede protagonisti gli ospiti del Centro Socio-Educativo Diurno per disabili gravi e medio gravi del Comune di Potenza gestito da oltre un decennio proprio dalla Cooperativa «La Mimosa».
Fonte: Gazzetta di Basilicata.
Poderi dal Nespoli, un’azienda che non smette di sperimentare – Sangiovese “Gualdo” La sfida biosimbiotica di Poderi dal Nespoli.
Tradizione, tecnologia e territorio: i tre capisaldi di un’azienda simbolo della Romagna che non vuole smettere di sperimentare. Ci sono tre “t” che ogni buon vignaiolo ha come incastonate nel suo dna: tradizione, tecnologia e territorio. La prima lo tiene ancorato alla sua storia che, parafrasando Oscar Wilde, ci rende ciò che siamo oggi; la seconda, invece, lo invita a non sedersi, ma piuttosto a mantenere sempre vivo il piacere per la curiosità e l’esplorazione; infine c’è il territorio, che attraverso i due elementi precedenti deve essere esaltato e, soprattutto, raccontato.
Fonte: Corriere Romagna Economia&Business.
Al Museo del vino l’evento Confini.
Domenica si terrà la prima edizione di “Confini”, la manifestazione ideata da Umbria Wine Club dedicata alle produzioni vitivinicole delle aree di confine geografico tra Umbria-Lazio-Toscana che, oltre alla storia e al patrimonio culturale, condividono una legame ancestrale del territorio con il vino. Gli eventi di questo primo appuntamento, organizzato con il patrocinio del Comune di Castiglione e la collaborazione della Pro loco e della Fisar di Viterbo, si terranno nel Muvis, una sorta di “sede permanente naturale” della manifestazione. In programma, a partire dalle ore 11 fino alle 17, i banchi d’assaggio con oltre 20 cantine di confine e oltre 40 etichette a rappresentare la ricchezza e varietà delle produzioni di questo territorio.
Fonte: Corriere di Viterbo.
Cinque Terre, la sfida dell’enogastronomia. Agricoltura e cucina fanno la differenza.
La ristoratrice Signoretto: «II turista cerca anche saperi e tradizioni: dai mestieri di terra e mare alle eccellenze in tavola» Serata di degustazione al ristorante La Grotta di Riomaggiore per il ciclo RioDiVino: appuntamenti con le eccellenze del territorio «’Fra le proposte il meglio anche di zone vicine, come i formaggi della Val di Vara». I prodotti alimentari per valorizzare il territorio, favorire il recupero dei saperi, l’economia locale e il turismo. Alle Cinque Terre, come nel resto d’Italia, cresce l’interesse verso il settore dell’enogastronomia e le produzioni locali che sul mercato interno vengono sempre più apprezzate e richieste dai visitatori stranieri e italiani.
Fonte: Secolo XIX La Spezia.
Premio “Ercole”, concorso enologico di gran successo – Il vino e il territorio: a Macchia d’Isernia l’alchimia vincente.
Gli ingredienti di un successo: fare rete e diventare una squadra Pro loco Macchia e Comune artefici del I concorso enologico del Molise. Si annuncia come una prima volta da incorniciare il primo concorso enologico della Regione Molise, autorizzato dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali grazie alla Pro loco Macchia quale «organismo ufficialmente autorizzato». Un concorso indetto nel mese di novembre dalla Pro loco in collaborazione con il Comune di Macchia d’Isernia, il Premio Ercole, riservato alle cantine molisane che producono vini sul territorio molisano.
Fonte: Primo Piano Molise.
Il vino ha resistito anche al clima.
Produzione inferiore ma quasi dappertutto impeccabile Il vino ha resistito anche al clima. Il ‘vigneto Piemonte h: retto bene agli eccessi climatici de 2022, caldo sopra la norma e siccità estrema in molte aree, e ha generato una vendemmia nel su( complesso da 4 stelle e mezzo. E’ i rapporto fatto ieri ad Alba (Cuneo all’Anteprima Vendemmia, organizzata da Vignaioli Piemontesi. La produzione, 2 milioni e 261 mila ettolitri, è stata di poco in feriore a quella del 2021 (2,3 milion di ettolitri), la sanità delle uve s risultata “quasi ovunque impecca bile”.
Fonte: Nuova Provincia di Biella.
“La vite resiste a stress idrici e termici” Annata quasi miracolosa per il vino.
D’assessore regionale: “Il maggiore interrogativo riguarda i livelli produttivi per il 2023”. Precocità assoluta, brevità delle operazioni, riduzione quantitativa non troppo severa e sanità assoluta. Così può essere riassunta l’annata vitivinicola 2022. Se amate una sintesi ancora maggiore, il termine più appropriato per definire l’ultima vendemmia è «miracolosa». Anche perché i risultati che oggi potete trovare nelle vasche e nelle botti delle cantine piemontesi sono vini che hanno centrato quasi tutti l’eccellenza (dall’Arneis al Moscato, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo nelle sue varie destinazioni hanno ottenuto quattro stelle e mezzo), o almeno un risultato ottimo (quattro stelle).
Fonte: Stampa Cuneo.
Travaglini chiude un anno da record e guarda al domani.
Al Gattinara i riconoscimenti del mondo del vino internazionale Travaglini chiude un anno da record e guarda al domani. GATI’INARA Si sta per chiudere un anno ricco di soddisfazioni per Travaglini. La cantina gattinarese infatti nel 2022 ha fatto incetta di premi. L’ultimo arrivato in ordine cronologico sono i 5 Grappoli attribuiti da Bibenda al Gattinara Riserva 2017, con la celebrazione dell’evento a Roma all’Hotel Cavalieri. «Un riconoscimento che ci ha fatto molto piacere», spiega Cinzia Travaglini approdata a Roma con la sua famiglia e alcuni collaboratori aziendali..
Fonte: Stampa Vercelli.
«Vini Terrae» la guida del buon bere.
pullman organizzati sono giunti a Bisceglie da tutta la Puglia. Imperdibile, per gli appassionati di vino, il Galà delle eccellenze enologiche regionali per la presentazione della Guida Vini Terrae 2023 dell’Associazione Italiana Sommelier. Un volume di 1300 pagine, con tutte le produzioni italiane, in cui la Puglia è presente con marcata evidenza, e che è anche consultabile on line. Centocinquanta le etichette regionali, 60 quelle premiate, 42 con punteggi rilevanti (tra i 91 ed i 100 centesimi); 6 quelle distinte dalla Gemma, con punteggio superiori ai 95, e altrettante sono quelle riconosciute con la denominazione Cupido perché ritenute di particolare effetto al primo impatto;12,invece,i vini segnalati per il migliore rapporto qualità-prezzo.
Fonte: Gazzetta della Bat.
Sbarca in Puglia il progetto D-Vino.
L’assessore regionale Pentassuglia: «Non solo promozione e valorizzazione del nostro comparto vitivinicolo ma concreta opportunità formativa per i più giovani che si affacciano sul mondo lavoro» Sbarca in Puglia il progetto D-Vino. Parte anche in Puglia, dopo l’avvio nelle tre regioni pilota Emilia-Romagna, Piemonte e Sicilia, il progetto di formazione “D-Vino”, ideato dall’associazione nazionale Le Donne del Vino, con il supporto di tutte le delegazioni regionali, dedicato agli istituti per il turismo e alberghieri.
Fonte: Taranto Buonasera.
Baci in bocca, l’omaggio di Erwitt per il vino di Sting.
La celebre foto concessa dal fotografo per il vermentino prodotto dal cantante al Palagio Baci in bocca, l’omaggio di Erwitt per il vino di Sting I modaioli chiamano «total experience» quella che si prova andando a visitare fino al 22 gennaio 2023 la mostra delle magnifiche foto di Elliott Erwitt «Photographs» organizzata grazie a Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, a cura di Biba Giachetti che nel catalogo conversa con l’artista, col coordinamento di Melissa Camilli e Francesca Lanuara, in collaborazione con Sudest57, che dal 1946 racconta tanta parte della società e dei personaggi fino ai nostri giorni.
Fonte: Nazione Firenze.
Falso Prosecco in lattina «Basta pubblicità sleale» – Ora la pubblicità sul falso Prosecco in lattina è bufera «Pratica sleale».
Una lattina di Glera – spacciata come Prosecco – in primo piano. Sullo sfondo le colline: la denuncia del consigliere regionale Razzolini. Ora la pubblicità sul falso Prosecco in lattina: è bufera «Pratica sleale»? Il consigliere regionale Razzolini (Fdi) «È incompatibile, l’azienda segnalata» I PRODUTTORI HANNO SUBITO RICONOSCIUTO LE COLLINE UNESCO «STRUMENTALIZZAZIONI SIMILI MINANO L’IMMAGINE DI UN VINO DI QUALITA’». Una lattina di Glera – spacciata come Prosecco – in primo piano. Sullo sfondo le colline patrimonio dell’Umanità, precisamente le colline di San Pietro di Barbozza. Una pubblicità, via social, che nei giorni scorsi è finita all’attenzione dei produttori di prosecco docg Conegliano Valdobbiadene e, in particolare, di quelli valdobbiadenesi, che subito hanno riconosciuto le loro colline vitate, sito Unesco, sfruttate per promuovere quello che il consigliere regionale Tommaso Razzolini (Fratelli d’Italia) ha definito «l’ennesimo falso Prosecco, questa volta addirittura in lattina».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Razzolini (FdI) contro il Prosecco in lattina «Una pratica scorretta».
Il prosecco Docg in lattina? Assolutamente no, mette le mani avanti il consigliere regionale Tommaso Razzolini, di FdI. L’aumento del prezzo dell’energia sta impattando con forza sulla filiera delle bottiglie di vetro, per cui ci sono aziende, tra quelle meno attente all’identità del Prosecco Superiore, che immaginano di poter ricorrere a contenitori meno costosi. Anzi, c’è chi l’ha già fatto. Ma è una scelta che viene molto contestata. Da qui la reazione dell’esponente regionale di Fratelli d’Italia. «Immagine e qualità del vino italiano, tra cui il Prosecco, sono incompatibili con la lattina.
Fonte: Tribuna Treviso.
L’azienda Antinori apre una nuova cantina a Montalcino.
Una nuova cantina totalmente ecologica, ecosostenibile, e a bassissimo consumo, costruita sulla base delle esigenze attuali, ma con un occhio anche a quelle future. È quella che l’azienda Antinori ha costruito nella tenuta di Pian delle vigne a Montalcino. Complessa e ricca di significati la progettazione e la realizzazione della nuova struttura, che nasce da un’idea di Piero Antinori che, con un mix di ispirazioni tratte da altre strutture e suoi desideri, ha gettato le basi e lo schizzo sul quali poi gli architetti hanno lavorato per progettare la realizzazione di due edifici: uno per la fermentazione e uno per l’affinamento dei vini.
Fonte: Apetime-Magazine.
Orisi, il vino misterioso “riapparso” in Sicilia: le due cantine della famiglia Girelli.
C’era una volta un vitigno senza nome. E c’era una volta una famiglia di imprenditori vitivinicoli che glielo restituì. Potrebbe cominciare così la favola dell’Orisi, un vitigno che sembrava scomparso e che era stato dimenticato. Perfino il suo nome sembrava sparito tra i polverosi documenti del passato. Eccolo il paradosso: un vitigno misterioso che riappare dopo anni ma che, nel frattempo, ha perso perfino il suo nome, cancellato dalle burocrazie degli albi e delle denominazioni dopo esser caduto in disuso. Orisi, chi era costui? Si potrebbe dire così, parafrasando la domanda di Don Abbondio, nell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi, a proposito di Carneade.
Fonte: Il Riformista.
Vino. Il vetro aumenta ancora, il settore chiede interventi. Uiv sulla vicenda.
In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista a partire dal prossimo gennaio: si tratta – sottolinea Unione italiana vini (Uiv) – del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno. Secondo il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: “Con questa nuova modifica, il conto sul costo del vetro per il settore del vino sale in media di circa il 70% in appena 12 mesi. È un ulteriore fardello difficile da sostenere ma anche da comprendere, sia in ragione di tariffe energetiche stabili che soprattutto per il credito di imposta del 40% accordato ai comparti energivori anche per calmierare i prezzi.
Fonte: Agricultura.it.
Di vigna in vigna: l’Italia del vino a Slow Wine Fair 2023.
Non solo degustazioni, masterclass e grandi vini: Slow Wine Fair è innanzitutto un’occasione di confronto e dibattito per vignaioli e vignerons provenienti da tutte le regioni d’Italia e dal mondo. Sono quasi 300 gli espositori già selezionati dalla commissione di assaggio di Slow Wine per la seconda edizione dell’evento che si terrà a BolognaFiere, dal 26 al 28 febbraio 2023. Tra questi troviamo i produttori che aderiscono alla rete internazionale della Slow Wine Coalition e che portano avanti i princìpi messi per iscritto nel Manifesto Slow Food per un vino buono, pulito e giusto: la sostenibilità ambientale, la tutela del paesaggio e il ruolo culturale e sociale che le aziende vitivinicole possono giocare nei territori in cui operano. Dal nord al sud del Paese, ecco qualche piccola anticipazione sul panorama vitivinicolo italiano che sarà presente alla Slow Wine Fair.
Fonte: Viaggiare.
Vino, cresce ancora il costo del vetro. È il quarto aumento in un anno.
In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista, a partire dal prossimo gennaio: «si tratta – sottolinea Unione italiana vini (Uiv) – del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno». Secondo il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: «Con questa nuova modifica, il conto sul costo del vetro per il comparto del vino sale in media di circa il 70% in appena 12 mesi. È un ulteriore fardello difficile da sostenere ma anche da comprendere, sia in ragione di tariffe energetiche stabili che soprattutto per il credito di imposta del 40% accordato ai comparti energivori anche per calmierare i prezzi. A questo punto sarebbe forse più utile che fossero le imprese del vino a percepire le agevolazioni fiscali, se – come riscontrato – l’industria energivora scarica comunque a valle aumenti che ora non sono più sostenibili. In tal senso, chiediamo al governo di valutare un aiuto ad hoc nell’ambito della legge di bilancio per supportare un aumento dei costi che rischia di compromettere la competitività delle nostre imprese».
Fonte: Italia a Tavola.
“Wine in Venice” 2023: un nuovo scenario per promuovere il vino.
Mettiamo insieme 2 eccellenze: Venezia, città unica al mondo, e il vino, uno dei prodotti di punta del made in Italy. Dall’unione di questi elementi nasce “Wine in Venice”, l’appuntamento per raccontare e celebrare il “nettare di Bacco” e il suo mondo. Sarà proprio il vino ad inaugurare il calendario dei grandi eventi 2023 nel capoluogo veneto. Per 3 giorni, un ricco calendario di iniziative coinvolgerà intenditori e appassionati in momenti di confronto, approfondimenti, degustazioni, presentazioni, talk, formazione masterclass e spunti di riflessione per delineare i prossimi passi decisivi del settore. Fulcro di “Wine in Venice”, presentato a Palazzo Marin, 2 delle location più prestigiose e simboliche della città: la Scuola Grande della Misericordia e Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò.
Fonte: Metropolitano.it.
Vino, Uiv: nuovo aumento del costo del vetro, il quarto in 12 mesi.
In questi giorni l’industria del vetro sta inviando alle imprese vitivinicole nuove modifiche unilaterali dei contratti. La variazione delle tariffe, nell’ordine del +20%, è prevista, a partire dal prossimo gennaio: si tratta del quarto aumento imposto alle aziende nel giro di un anno. Lo denuncia in una nota l’Unione italiana vini (Uiv), il cui segretario generale, Paolo Castelletti, spiega che “con questa nuova modifica, il conto sul costo del vetro per il settore del vino sale in media di circa il 70% in appena 12 mesi”. “È un ulteriore fardello difficile da sostenere ma anche da comprendere, sia in ragione di tariffe energetiche stabili che soprattutto per il credito di imposta del 40% accordato ai comparti energivori anche per calmierare i prezzi” prosegue Castelletti, aggiungendo che “a questo punto sarebbe forse più utile che fossero le imprese del vino a percepire le agevolazioni fiscali, se, come riscontrato, l’industria energivora scarica comunque a valle aumenti che ora non sono più sostenibili”.
Fonte: Askanews.
Cibo, vino ed esperienze gastronomiche i regali di Natale più apprezzati. E meno “riciclati”.
I dati della ricerca di Swg per Deliveroo. Al top il classico cesto natalizio, poi la bottiglia di vino davanti a pandoro e panettone. Un buon salume, un pandoro o un panettone, una classica bottiglia di vino, ma anche di olio extravergine, del formaggio, oppure, meglio ancora, un bel cesto con “di tutto un pò”. Da anni, il regalo enogastronomico, massima espressione “nazional popolare” del “regalo utile”, è uno dei più gettonati. E, soprattutto, uno dei meno “riciclati”, e che piace davvero di più a tutti. In vista delle feste, infatti, mentre si inizia a pensare ai regali, gastronomie, enoteche, mercatini e negozi fisici, ma sempre di più on line, vedono i carrelli riempirsi di ogni sorta di libagione, destinata a trasformarsi in dono. Ed a confermare quelle che molti vivono nella pratica, ora arriva anche la ricerca Swg per Deliveroo, che ha indagato sule preferenze degli italiani alle prese con i regali di Natale. La prima evidenza segnalata è che un italiano su tre (30%) si dice insoddisfatto di quanto solitamente riceve in dono. Una percentuale che sale al 43% tra i Millennials, la fascia d’età tra i 35 e i 44 anni. E se il regalo non piace, via libera al riciclo. Secondo la ricerca vi ricorre il 24% degli italiani, con punte del 41% tra i più giovani della Generazione Z, la fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni.
Fonte: WineNews.
Da Miami a Miami: il Gambero Rosso porta il vino italiano in crociera.
La quarta edizione della crociera Wine and Sea è partita il 13 novembre da Miami e il 14 ha toccato la riserva marina di Ocean Cay nelle Bahamas, dove c’è stato il primo evento del vino dedicato ai crocieristi, che hanno potuto familiarizzare con i grandi vini italiani, bianchi e spumanti, serviti ghiacciati all’ombra delle palme in una delle più belle isole dell’arcipelago, un’oasi naturale dalle spiagge bianche immersa nelle acque cristalline dell’Oceano, di proprietà e gestita dalla MSC. Nei giorni seguenti sono state toccate San Juan de Puertorico, Charlotte Amalie nelle American Virgin Islands, Puerto Plata nella Repubblica Dominicana per poi rientrare a Miami.
Fonte: Gambero Rosso.
STAMPA ESTERA
Surproduction, arrachage : la grande déprime des viticulteurs bordelais.
Le vignoble de Bordeaux produit trop de vin avec, à la clé, des stocks qui débordent et des prix qui chutent. • La profession réclame des mesures de financement qui permettraient d’arracher au moins 10 % des surfaces. Frank Niedercm’n — Cor nspondantQBordeaux « Vitfcultureh terre, éconarnie33 àgenoux ». Des centaines de viticulteurs, parfois en tracteurs, ont déifié mardi dans les rues de Bordeaux. Une première depuis décembre 2004, date de la précédente poussée de fièvre de la vldculturegirondine. A l’épogue,Ies slogans portaient sur la revalorisation des retraites niais surtout sur le « désespoir r,le risque de « suicides » et lurgenceà mettre sur pied un N pian social »de la viticulture. Désormais, la principale revendication, portée par l’ensemble du monde viticolegirondin, est de faire financer de l’arrachage des vignes, qui pour rait porter sur 10.000 hectares, voire 15.000 ha. Une mesure quappelle un constat implacable : le vignoble bordelais, qui produit environ5millions d’hectolitres par an, n’en écoule pas plus de 4 millions. i$ faute h uneconjoncture défavorable et à l’accumulation de difficultés :les taxes Imposées par Donald Trump, le Brerdt et, surtout, l’arrét brutal du marché chinois. La filière a aussi commis des erreurs, par exemple en augmentant beaucoup ses prix en 2018 pour compenser une faible récolte liée au gel l’année précédente. A la clé, les pertesde marchés n’ont pes été récupérées. Le secteur ne peut pas faire l’économle de l’examen de causes plus structiuelles. Dans un contexte de baisse de la consommation, notammentchezlesjeunes. Bordeauxperd des places face à la concurrence française. « Lorsque le vin rouge baie se de 596, bordeaux, lui, recule de 8 %. Nous n a von s sans doute pas été assez vigilants et nous ne nous sonttrrespas assez renouvelés », reconnalt JeanPierre Durand, vice-président de la commission économique du Conseil interprofessionnel du vin de Bordeaux (C(VB). Si les ventes s’érodent, le vignoble a, lui, significativementaugmente de taille dans les années 1990. ïessordu marché chinois a permis de sortir de la crise de surproduction qui l’afrappé dansles années 2000. « Cela fait des années que nous disons que le vignoble bordelais possède 30000 ha de trop ».
Fonte. Echos.
«En colère», Vignobles Mercier veut convertir la moitié de ses terres.
Léquation financière est impossible pour cette exploitation familiale qui compte sur une prime d’arrachage pour lancer une autre production ou installer des panneaux solaires. « Je ne vais ºasarrèter de produire car il faut bien rembourser les emprunts.Mats je ne veux plus investir dans la vigne ». explique Bastien Merciir, le re présentant de la cinquième génération à diriger les Vignobles Merder. Amer et « en colère », ce membre du Collectif des viticulteurs, par ailleurs maire (LR) de Camiran, figurait en bonne place dans la manifestation qui s’est déroulée mardi à Bateaux. A trente-quatre ans. il adfl recourir au redressement jndciaire : « foi des commandes mois je ne peux pas payer la mise en 5oureilles. Nous avons 1,2 milliond’euros de dettes face auquel nous avons un stock d’une valeurde9C0.000 euros. Seul problème : ce vin, qui est dans mes chais et pair lequel j’al de multiples médalifes, ne trouve aujourd’hui pas dacquíreur. » Les Vignobles Merder, dans la région de lEntre-deux-Mers. en Gironde, mot presque un cas d’école. Couine une majorité des entrepñsesen difficulté, l’essentiel de sa production estenduenvrac è des négociants qui se chargent de la commercialisation. L’entreprise (50000D euros de chiffre d’affaires lei bonnesannées) asurfé sur la cnissance d’un marché chinois qii a absorbé près des deux tiers le la production avant de se refermer. Quant aux offres d’achat venant des négociants, elles sont désormais largement en dessous dutafit de revient. «Heureuserrrent, nous arrivons encore a vendre un peu au Japon. Mats c’est très largementlnsuf f lsanr », souffle Bastien Mercier. Dès lors, l’équation financière est impossible à résoudre.
Fonte. Echos.
Le prix de la vigne baisse et la crise sociale s’aggrave.
Une grande partie des exploitations à vendre le sont par des viticulteurs désireux de prendre leur retraite Des centaines d’exploitations sont en vente dans l’appellation Bordeaux et peinent à trouver preneur malgré des prix parfois bradés. Le prix de la vigne continue de Caire le grand écart à Bordeaux. Quand l’hecure se négocie jusgià 1 million d’euros pour les plus grands crus du Médoc (et méme le double à Pauillac(, des Graves, de Saint-Emillon ou de ñimetnl, la glissade commue pour l’AOC Bordeaux, qui représente la moitié du vignoble bordelais. Une crise du foncier reflétant le désamour pour les vins de Bordeaux La locomotive des grands crus qui, fi y a une décennie. tiraientl ensemble des vins de la régions est décrochée. Derrière la centaine de crus prestigieux qui se vendent facilement, les autres ont des difficultés. à l’Image des crus bourgeois du Médoc, qui font potinant d’énormes efforts pour faire recannal re leur qualité. Lesdifficultéssant pirespaurl’appellation Bordeaux, le prix du foncier n’ayant cessé de baisser. Sur un bon terroir de Larégton de l’EntreDeux-Mers (entre la Garonne et la Dordogne), les trans cclionssefontà 15.000 euros l’hectare, au mieux à 18.000 euros, tandis que le gros du marché se rapproche des to.000 eums potin parfois tomber bien endessous. Malgré des prix en baisse, les transactions sontrares. fauted’acheteurs. les quelques rentes enregistrées sont liées à des vignes qui disposent d’un bon terroir ou à des secteurs bénéficiant de la présence de viticulteurs dynamiques sur le plan commercial.
Fonte. Echos.
I produttori di vino Bordeaux manifestano per ottenere fondi da destinare all’estirpazione del 10% del vigneto.
Dans la rue, les vignerons bordelais réclament des fonds pour arracher 10 % du vignoble Les manifestants devant l’entrée du Bar a vin du Conté interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB) (Crédits Agence Appa) Jean-Philippe Déjean Les vignerons girondins ont manifesté en nombre ce mardi matin dans les rues de Bordeaux pour obtenir le droit d’arracher au moins 10.000 hectares, sinon 15.000, assorti d’une prime à l’hectare. Le montage de cette forme de “plan social” est loin d’être acquis et le financement correspondant, de l’ordre de 150 millions d’euros, semble très difficile à trouver. “Viticulture abandonnée/Misère dans le Bordelais”, ‘Un pian social pour la viticulture”, “Agriculture, un suicide par jour’ : de nombreuses affichettes collées sur de petits panneaux d’aggloméré ou des chasubles en carton posées sur les épaules témoignaient du désarroi des vignerons du Bordelais qui ont organisé une manifestation très suivie dans le port de la Lune ce mardi matin 6 décembre, avec 27 tracteurs à l’appui. Cette profession qui joue un rôle socio-économique central depuis au moins le Xllle siècle dans la région bordelaise est prise dans un contexte économique qui a rarement été aussi sombre. Ex-président du Comité interprofessionnel du vin de Bordeaux (CIVB) et viticulteurs Bernard Farges souligne les paramètres qui font de la crise viticole dans le vignoble bordelais un phénomène plus explosif qu’ailleurs : . Tous les producteurs de rouge sont touchés, comme ceux qui commercialisent via la GMS (grandes et petites surfaces) et qui ont beaucoup vendu er Chine. Or 90 % de la production des vins de Bordeaux c’est du vin rouge, énormément commercialisé via la GMS, avec un vignoble bordelais qui était très présent en Chine. Donc à Bordeaux on se prend tous ces points chauds de plein fouet. Sans compter la chute de la con *** sommation de vin en France, qui a reculé de 30 % en dix ans », déroule Bernard Farges comme on décrypte une catastrophe ferroviaire ou aérienne.
Fonte. Tribune.
Traçabilité, prédiction de la qualité : pourquoi la startup lyonnaise M&Wine veut garantir l’ADN d’un vin.
Creee il y a tout juste un an, la startup MeWine a trouvé une façon de révéler l’empreinte multiminérale d’un vin, ou “son ADN”. Cette empreinte, immuable dans le temps et unique pour chaque vin, permet de garantir une certaine qualité ou traçabilité, complémentaire à la signature organique et à la dégustation_ Avec des applications possibles tant dans le domaine de la lutte contre la contrefaçon, que dans la prédiction de la qualité d’une récolte. La startup MeWine travaille sur ce quelle définit comme e Metal Wine Profil (MWP) des vins. Quesaco ? ‘Chaque vin a un profil multiminéral. C’est son ADN et c’est propre à chacun. Si on l’analyse maintenant et dans cinq ans, ce sera le même”, explique Théodore Tillement, CEO de la startup lyonnaise MeWine. Pour chaque empreinte, MeWine analyse jusqu’à cinquante éléments minéraux. Ce profil minéral est différent, mais complémentaire, à la signature organique habituellement utilisée pour les vins. Théodore Tillement a créé la startup en novembre 2021 aux côtés de son père : ‘Je travaillais dans l’hôtellerie-restauration, et je vendais du vin à New-York. Mon père travaille dans les minéraux et les métaux appliqués à la santé.’ “Corréler empreintes et qualité” ‘L’aspect de l’analyse minérale a surtout été liée jusqu’ici à l’enjeu de la détection des métaux lourds. Le minéral est ignoré dans l’approche du goût du vin alors que, par exemple, quand on boit *** de l’Évian ou de l’Hépar, le goût est différent, car les minéraux jouent.’ “C’est une approche toute nouvelle. On cherche à corréler des empreintes à des qualité de vin” Les profils sont ensuite rentrés dans une base de données et traitée par une intelligence artificielle. Actuellement, MeWine a rentré 5.000 vins sur sa plateforme. Dans ses analyses, la startup recherche donc les minéraux principaux, les oligo-métaux, traces et ultra-traces métalliques. Par exemple, “il existe une étape de clarification dans le vin qui utilise différentes méthodes pour absorber les particules troubles. Ça se fait soit avec de la bentonite, soit du blanc d’oeuf. Ça n’a pas d’impact direct sur le goût mais ça se voit dans les ultra-traces.
Fonte. Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
