Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 6 dicembre 2022!
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Le Donne della Vite (e il vino aiuta il Kenya) – Le Donne della Vite Il vino di Valeria è femminile plurale.
Le Donne della Vite Il vino di Valeria è femminile plurale Da 6 anni Fasoli guida un gruppo di oltre 150 socie («e soci») per valorizzare le lavoratrici del settore Non solo imprenditrici ma trattoriste, sommelier, agronome: come «contare» in una tradizione fatta di uomini Dall’Oltrepò al resto d’Italia tra ambiente e impegno sociale. Il sostegno al progetto «Casa di Anita» in Kenya. I fili, per esempio». Mentre ?? spiega cosa significa «pensare anche all’estetica di un vigneto», Valeria Fasoli snocciola esempi illuminanti per i non addetti ai lavori. «Sembra un dettaglio secondario ma non lo è: utilizzare semplici fili di sostegno delle viti in acciaio inox è ben diverso dal cercare materiali e tinte che non facciano a pugni con l’ambiente circostante». Mimetizzare tiranti e pali che sono l’impalcatura delle vigne significa incastonarle meglio nel paesaggio e disturbare meno gli animali che lo popolano.
Fonte: Buone Notizie Corriere della Sera.
Lvmh e Campari si «bevono» Tannico: sarà leader nella Ue.
Era iniziata come la start up inventata da un ragazzo milanese, Marco Magnocavallo, per provare a vendere vino da un portale Internet. «Avevo intuito che c’era uno spazio di mercato da occupare, così è nata Tannico», racconta. In dieci anni il fatturato è passato da 7oo mila euro a 76 milioni. Ora Tannico è stata acquistata dai due soci che dall’anno scorso possedevano il 4996 delle azioni: Lvmh (attraverso Moët Hennessy) e Campavi. Magnocavallo resta il presidente onorario, ma lascia le redini della sua creatura digitale. «Dopo dieci anni — spiega il fondatore — ho pensato che e arrivato il momento per Tannico di un salto su scala europea. La società opera in Italia e in Francia, dove possiede la maggioranza in Venteàlapropriété, una piattaforma di e-commerce di vini e liquori. Nei due Paesi sono stati gestiti 600 mila ordini perla consegna di 4,5 milioni di bottiglie nel 2021. Nell’anno che sta per chiudersi le cifre si stabilizzeranno su questa quota». L’ingresso dei due colossi ha come obiettivo la costruzione di una rete e-commerce europea.
Fonte: Corriere della Sera.
Pakravan-Papi Una Maremma «alla francese».
Una storia di successo nata però nel fango. Quello che ricopriva Firenze in quei giorni di inizio novembre del 1966 dopo l’alluvione e l’esondazione dell’Arno. Qui, tra gli «angeli del fango» che accorsero da tutto il mondo per salvare il patrimonio culturale di una delle più belle città del mondo, si incontrarono il maremmano Enzo Papi e l’iraniana Amineh Pakravan, allora studenti. Lei, venuta per restare pochi giorni, non lasciò più l’Italia e il suo Enzo e i due, molti anni dopo, crearono l’azienda che reca i loro cognomi, Pakravan-Papi, e che oggi sulle colline di Riparbella, nell’Alta Maremma, tra il mare e le colline, produce alcuni interessantissimi vini anche con l’apporto dei due figli Chiara e Leopoldo.
Fonte: Giornale.
Un concerto di Sangiovese sul pentagramma della storia.
Va posto un tema: qual è il vero valore del vino, di questa manifestazione del naturale, interpretata dall’ingegno umano? Si pub narrare tutto ciò con le improvvisazioni dei wine blogger, degli influencer che sono la testimonianza più sguaiata della a-valorialità dei nostri giorni? Può darsi, ma allora si facciano bottiglie come profumi, si facciano prodotti cosmetici e lasciamo perdere il vino! Per buona sorte ci sono ancora luoghi dove la sacralità della storia è il primo comandamento e la prima prassi. Uno di questi (sono meno di mezzo migliaio nel mondo, una buona metà in Italia) sta nel cuore del Chianti. Anzi è il Chianti..
Fonte: La Verita’.
Bollino di Stato per il Primitivo di Manduria.
Dal l° gennaio prossimo i vini Primitivo di Manduria Doc e Primitivo di Manduria Doc Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. 11 nuovo sistema, spiega il consorzio di tutela che ha sede a Manduria (Taranto), è gestito da Agroqualità, società di certificazione specializzata nel settore agroalimentare. Le fascette, stampate dall’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, utilizzano particolari sistemi di sicurezza che certificano l’autenticità del prodotto e contengono sistemi anticontraffazione visibili e invisibili con tracciabilità gestita da banche dati.
Fonte: Libero Quotidiano.
Una viticoltura con attenzione all’ambiente.
L’azienda si trova sulla collina che si affaccia sul vecchio borgo di Neive. Proprietà di famiglia da sempre, è attualmente gestita dai figli di Dante Rivetti, affiancati dall’enologo-scienziato Donato Lanati. Pur senza vere svolte bio, si pratica una viticoltura sostenibile, con l’abolizione di diserbanti chimici e l’utilizzo di impianti fotovoltaici, per la salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente oltre alla protezione delle biodiversità. I vini che ne derivano sono profondi, intensi ed eleganti, in grado di durare nel tempo e legati alle tradizioni del territorio. Lo Chardonnay si mostra in una veste color oro-verde brillante. Naso ampio e solare nelle tonalità di buccia di cedro, resina, miele di tiglio, timo e nuance minerali.
Fonte: Messaggero.
Montepulciano. Comune e Vino nobile Piano turistico pronto.
E’ stato rinnovato il “pacchetto” di investimenti tra Comune di Montepulciano e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano per la promozione del territorio, con una crescita del plafond rispetto al 2022, portato a 266.500 euro. E’ una somma ragguardevole da spendere in attività, eventi e iniziative già avviate alla fine di quest’anno e da completare nel 2023. Obiettivo del progetto è comunicare il brand “Montepulciano” con attività che intersechino le promozioni del vino e del territorio con iniziative rivolte al turismo che, nella città del Poliziano, vive di arte, cultura, ambiente e naturalmente enogastronomia.
Fonte: Nazione.
Cabernet Franc un «signore» di Sicilia.
Per coltivarlo hanno scelto la zona più assolata della tenuta, a una altezza fra i 300 e i 500 metri, dove le uve possono arrivare a una maturazione ottimale. Così la cantina Duca di Salaparuta ora presenta il suo nuovo vino della linea Suolo, un Cabernet Franc 2020 in purezza, fermentato in vasche d’acciaio, affinato per quasi un anno in barrique di rovere francese e infine fatto riposare per altri sei mesi in bottiglia. Diciamo subito che è un vino che piace, che si regge su un ottono equilibrio ma che per essere apprezzato al meglio durante un pasto ha bisogno di una «spalla» nel piatto importante, che regga il confronto e non scompaia davanti a cotanto signore.
Fonte: Tempo.
Con gli scarti della vinificazione si produce elettricità rinnovabile.
Scarti della vinificazione che diventano elettricità rinnovabile. È l’ingegnosa via verso l’economia circolare e una filiera sostenibile di “Lègami di Vite”, un progetto tutto emiliano-romagnolo, cui è appena stato conferito il Premio Sviluppo Sostenibile 2022, istituito per il dodicesimo anno dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e dall’Italian Exhibition Group. “Lègami di Vite” ha raggruppato importanti aziende vitivinicole dell’Emilia Romagna per la gestione e valorizzazione circolare dei sottoprodotti della vinificazione per produrre elettricità rinnovabile, biometano e ammendanti compostati. Con il bio-LNG prodotto si alimentano i mezzi impiegati per il trasporto del vino e degli scarti.
Fonte: Corriere Romagna Verde.
Vino, domanda in calo in vista delle feste.
Mercato in crisi: -15% rispetto al 2021 Vino, domanda in calo in vista delle feste. Entra in crisi il brindisi delle festività: gli ordini natalizi sono fermi. C’è preoccupazione tra i produttori di vino, anche del Parmense, per il trend ribassista in vista della ricorrenza più importante dell’anno: con un -15% di domanda rispetto allo stesso periodo 2021 quando però, a fronte di una netta ripresa dei consumi su tutto il territorio regionale, dopo due anni di covid, il comparto si era trovato a fronteggiare la grave carenza di materie prime (vetro, carta e sughero). Lo dice l’analisi di Confagricoltura Emilia Romagna sui flussi della domanda di vino sotto Natale e Capodanno nel post pandemia.
Fonte: Gazzetta di Parma.
Cantina Casanova di Neri, un nome che dà lustro a tutta Montalcino.
Il via ne11971 e Brunello prodotto giàdal1978 Nuove acquisizioni Attualmente sono circa 500 gli ettari di terreno di cui 75 vitati e un totale di 300mi1a bottiglie Con più lo frequento, il mondo del vino, con più mi convinco che quella che spesso, forse enfaticamente, ribattezziamo “magia”, sia piuttosto una combinazione, certo riuscitissima, di istinto, accurato artigianato e vision, lontana dal tradursi in formula matematica ma meno esoterica di quanto si possa pensare. L’esempio lampante è uno dei più blasonati asset di Montalcino, ovverosia cantina Casanova di Neri, i cui vini sono, ormai da un ventennio, valutati dai maggiori players della critica internazionale tra i migliori al mondo.
Fonte: Nuova Ferrara.
All’hotel Borgia una serata con la Nosiola.
Giovedì 15 alle 20.30 all’hotel Lucrezia Borgia (via Bononi 34) la delegazione Ais di Ferrara organizza una degustazione sempre apprezzata, la Nosiola del Trentino, il mitico “Vino Santo”. Serata guidata dal sommeIier Roberto Anesi, primo sommelier d’Italia nel 2017, ambasciatore delle grandi realtà trentine e delle sue eccellenze. Saranno presenti alcuni produttori dei vini in degustazione e in chiusura assaggio di due grappe. Info e iscrizioni sul sito di Ais Emilia.
Fonte: Nuova Ferrara.
Altro incontro per scoprire questo mondo.
Giovedì seconda di tre serate (l’ultima è il 15 dicembre, sempre con orario dalle 19 alle 22) all’Istituto Cappellari di Ferrara (in via del Lavoro 26) con il corso di avvicinamento al mondo del vino, curato dal sommelier ferrarese Stefano Grimaldi. Un modo per scoprire tecniche di degustazione, i giusti abbinamenti, ma anche enografia ed enogastronomia internazionale.
Fonte: Nuova Ferrara.
Premio Ercole, buona la prima: sul podio l’eccellenza dei vini molisani.
L’esordio del Premio Ercole sul panorama enologico molisano è stato un successo. Cinque categorie di vini, queste le aziende premiate da una commissione di super esperti capitanati dall’agronomo Mario Stasi: per la Tintilia doc rosso riserva, la Cantina Gianfagna con il Sator Gran Maestro del 2018; per la Tintilia doc rosso, l’azienda agricola Lagatta con l’annata 2018; per il Molise doc Aglianico, le Cantine Salvatore con il biologico del 2019; per il Biferno doc rosso, l’azienda Tenimenti Grieco con il Bosco delle Guardie; per il Molise doc Falanghina, altro riconoscimento all’azienda agricola Lagatta.
Fonte: Primo Piano Molise.
Dal 2023 il Primitivo avrà una fascetta di Stato.
Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria Doc e Primitivo di Manduria Doc Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. Un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di produttori e consumatori delle bottiglie a marchio Doc, accompagnerà I vini del rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. «La scelta – spiega la presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Novella Pastorelli – traccia un percorso obbligato volto alla massima tutela della nostra denominazione che rappresenta uno dei compiti fondamentali della nostra attività».
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
Cinque grappoli di eccellenza al Malassiso della cantina Marulli.
Rosso rubino di spessore con riflessi purpurei. All’olfatto si presenta ampio con note di macis, zenzero e pepe nero seguite da mora marasca e sfumature di foglia di tabacco, caffè e da effluvi balsamici. Il corso è vigoroso con tannino energico e ben integrato, lunga persistenza chiude con un richiamo di tabacco mentolato. È il “Malassiso” Copertino riserva 2018. Un’emozione tradotta in vino – etichetta che rimanda alla denominazione dell’antica porta della città vecchia – prodotta dall’Azienda Vitivinicola Marulli di Copertino e premiata dalla Fondazione Italiana Sommelier con i 5 grappoli.
Fonte: Gazzetta del Salento.
La «fascetta di Stato» al Primitivo di Manduria.
Sarà un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità dei vini del grande brand pugliese • MANDURIA. Dal 1° gennaio 2023 la “fascetta di Stato” dovrà contrassegnare le bottiglie del Primitivo di Manduria doc. Sarà un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità dei vini del grande rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. Un altro passo avanti, per il Consorzio di tutela del Primitivo cui fanno riferimento ben 67 aziende produttrici. Si tratta di un percorso già avviato che ha riguardato il “terzo fratello” del Manduria Dop, il Docg dolce naturale. Una iniziativa fortemente voluta dal consiglio di amministrazione del Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria, presieduto da Novella Pastorelli.
Fonte: Gazzetta di Taranto.
Arriva la fascetta di Stato per il Primitivo Doc e Riserva – Arriva la fascetta di Stato per il Primitivo Doc e Riserva.
Soddisfazione del consorzio che raduna 67 aziende Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria Doc e Doc Riserva, per essere immessi in commercio dovranno essere muniti del contrassegno di Stato, una fascetta ‘ and-pirateria” che ne garantirà l’autenticità. Un contrassegno che tutela produttori e consumatori delle bottiglie a marchio Doc e accompagnerà i vini del grande rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. Un percorso già avviato che ha riguardato il terzo fratello del Manduria Dop, il Docg dolce naturale, quindi, dal primo gennaio, tutte le tipologie del Primitivo di Manduria avranno il contrassegno di Stato.
Fonte: L’Edicola del Sud Taranto.
C’è il contrassegno di Stato per proteggere il Primitivo.
Arriva una certificazione per tutelare il vino manduriano dalle contraffazioni soddisfatto il Consorzio di Tutela Pastorelli: che costituisce, un ulteriore percorso a sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di prodotto obbligato anche a difesa dei nostri consumatori». Con il contrassegno di Stato, stop alle contraffazioni di Primitivo. Tra i principali compiti del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, emerge quello di vigilare sia a livello nazionale e all’estero, affinché, come è già avvenuto, vengano immediatamente smascherati, denunziati e contrastati i tentativi di imitazione e contraffazione del prodotto vinicolo.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Taranto.
Vini di Maremma «Investimenti e nuove etichette contro la crisi» – «Investimenti e nuove etichette contro la crisi».
Le iniziative della cooperativa Vini di Maremma «Investimenti e nuove etichette contro la crisi» A pagina 7 «Investimenti e nuove etichette contro la crisi» La cooperativa «Vini di Maremma», installando sul proprio stabilimento un impianto fotovoltaico, ha contenuto al 15% i rincari. «La vendemmia ha dato una quantità in media con gli anni scorsi e una qualità molto soddisfacente». Qualità, contenimento dei prezzi e investimenti sul futuro. Conclusa la vendemmia, è tempo di primi bilanci per le cooperative vinicole del territorio, alle prese con i rincari, dovuti fondamentalmente al «caro energia», e anche con gli effetti di un’estate molto calda.
Fonte: Nazione La Grande Costa Grosseto-Livorno-Pisa.
Le prime cantine di Slow Wine Fair 2023.
Sono le prime adesioni, e i numeri sono estremamente positivi. A Slow Wine Fair 2023 hanno già aderito 286 cantine da tutta Italia. Sono centinaia gli espositori che hanno già confermato la loro presenza alla seconda edizione dell’evento, per affrontare insieme il dibattito sulla crisi climatica, scambiarsi idee e buone pratiche produttive e per farsi portavoce delle necessità di chi lavora già nel rispetto della terra. Tra questi troviamo i produttori che aderiscono alla rete internazionale della Slow Wine Coalition e che portano avanti i princìpi messi per iscritto nel Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto.
Fonte: Slow Wine Fair – Slow Food.
Vini: vetro o Pet?
Immaginiamoci la scena: Mauro Lorenzon, leggendario e variopinto oste veneziano, che con la sua sciabola e il sottofondo musicale stappa una bottiglia di preziose bollicine. Ma il collo della bottiglia resiste. Non si lascia decapitare. Delusione di tutti, eppure lo sciabolatore non ha colpa e anche la sciabola d’ordinanza non ha la lama a remengo. La bottiglia è di plastica e più che con una sciabola può aprirsi con un seghetto, operazione da comiche finali. Se invece capitasse al varo di una nave alla Fincantieri? Con quella bottiglia che rimbalza intatta sulla murata? Meglio non pensarci. Ma Gianfranco Zoppas, presidente dell’omonimo gruppo industriale, è certo che per il vetro, i giorni siano contati. O meglio, per il vino nel vetro il tempo scorre inesorabilmente e già vede la “nuova frontiera” della plastica per le bottiglie non solo di vini fermi, ma anche per spumanti, Champagne e prosecco.
Fonte: Metropolitano.it.
Rischio sovrapproduzione di vino. Dai territori la richiesta di scelte coraggiose.
Per ogni problema complesso, c’è sempre una soluzione semplice. Che è sbagliata. Diceva lo scrittore George Bernard Shaw. Nel caso specifico del vino, il problema complesso è una congiuntura decisamente negativa (giacenze e costi in aumento, prezzi dello sfuso in flessione), mentre la soluzione – più meno semplice e più o meno corretta – non è univoca. Ma su una cosa tutto il sistema è più o meno concorde: bisogna intervenire. Di fatto l’Italia è reduce di due vendemmie a 50 milioni di ettolitri e ha appena aperto una campagna col segno meno, con tensioni in particolare sui prezzi dello sfuso, a causa delle giacenze in aumento e delle vendite rallentate. A ciò si aggiunga la situazione geopolitica di incertezza, che di certo non aiuta.
Fonte: Gambero Rosso.
Francia, il Bordeaux è ancora il vino preferito dai consumatori, davanti al Borgogna.
Secondo un sondaggio Ifop per l’e-commerce Cavissima, solo l’8% dei francesi beve vino di altri Paesi. Sta vivendo un momento delicatissimo, tra i più difficili della su storia, alle prese forse per la prima volta con un surplus produttivo che rende necessarie misure emergenziali come la distillazione e, soprattutto, l’estirpazione di migliaia di ettari vitati. Eppure, i vini di Bordeaux, almeno sul mercato interno, restano un punto di riferimento assoluto per i consumatori, tanto che, secondo un sondaggio di Ifop per l’e-commerce d’Oltralpe Cavissima, Bordeaux è la denominazione preferita dal 38% dei francesi, percentuale che sale al 43% per gli uomini e al 44% per gli over 65, e scende al contrario al 32% tra le donne e tra gli under 35.
Fonte: S WineNews.
Nel 4° trimestre 2022 rallenta la premiumizzazione per vino, birra e distillati.
Dopo sei mesi di crescita, trainati da una ripresa dei consumi precedentemente contratti a causa della pandemia, i dati IWSR ‘drinks market analysis’ mostrano i primi segnali di down-trading. Sebbene i volumi totali di bevande alcoliche (relativamente al primo semestre 2022) nei 20 mercati chiave che costituiscono circa il 75% del volume totale del consumo globale, non abbiano ancora raggiunto i livelli pre-pandemia, gli ultimi dati dell’IWSR mostrano una crescita del +7% (relativamente al primo semestre 2022 rispetto al primo semestre 2019) dei volumi per le bevande alcoliche premium e super premium.
Fonte: Adnkronos.
La Vigna sul mare: paesaggio, arte e vino.
È stata una gran bella scoperta La Vigna sul mare, la cantina di proprietà di Francesca Serena Monghini e del marito Massimo Masini, dove il paesaggio, i vigneti e l’arte convivono in grande armonia. Siamo a Pescia Fiorentina, Capalbio, nella Maremma Toscana del sud, in un lembo di terra a ridosso del mare, dove una manciata di cantine valorizzano il territorio con la produzione di vini identitari e unici. Ed è proprio La Vigna sul mare il capofila di un progetto “ Capalbio è vino”, una associazione senza fini di lucro volta alla promozione del comparto vitivinicolo capalbiese che vede il rilancio di questo areale come meta turistica tutto l’anno e che ha realizzato un’enoteca all’interno del Palazzo Collacchioni.
Fonte: Luciano Pignataro.
Vino, Ruffino e i mille volti della sostenibilità.
Tra gli obiettivi del gruppo vinicolo toscano la conversione biologica delle nove tenute e una filiera sempre più sostenibile, facendo da traino anche per le realtà più piccole dell’indotto. Traguardi importanti già conquistati e altri ambiziosi da raggiungere nel 2025 e negli anni avvenire. È quanto illustrato da Ruffino in un evento milanese al Palazzo della Borsa, nel corso del quale il gruppo vinicolo toscano ha presentato i risultati della propria strategia di sviluppo sostenibile e i traguardi previsti per il 2025, tra i quali la completa conversione al biologico delle nove tenute.
Fonte: La Repubblica.
Stime Oiv sulla produzione mondiale di vino (-1% rispetto al 2021).
L’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha tenuto la 20a Assemblea generale all’inizio di novembre a Ensenada (Messico) nel corso della quale sono state adottate 35 risoluzioni. Tra queste: Principi generali OIV per la rendicontazione dell’impronta di carbonio per le aziende/organizzazioni e i prodotti del settore vitivinicolo con l’obiettivo di fornire una guida per l’esecuzione, la valutazione e la revisione della rendicontazione dei risultati del calcolo dei gas serra nell’ambito del Protocollo OIV per il settore vitivinicolo; Definizione e raccomandazioni sulla biodiversità funzionale nel vigneto; Linee guida per l’armonizzazione dei metodi e dei criteri per lo scambio di materiale vegetale viticolo – aspetti fitosanitari e genetici; Raccomandazioni OIV sulle alternative all’uso di erbicidi nei vigneti. Sono state inoltre adottate diverse risoluzioni sulle nuove pratiche enologiche.
Fonte: Beverfood.com.
STAMPA ESTERA
Wenn die Winzer auf dem Vulkan tanzen.
Siziliens Weinwirtschaft erlebt einen Aufschwung, besonders am Ätna. Kann der Rebensaft den ewigen Rückstand der Insel aufholen? Von Christian Schubert, Biancavilla Wenn Maurizio Lunetta auf seine Winzerkollegen aus anderen Vulkangegenden trifft, kann er häufig nur müde lächeln. “Deren Vulkane sind oft vor Millionen von Jahren erloschen, unserer aber ist noch aktiv.” Mehr als fünfzig Eruptionen zählte man am Ätna in Sizilien im vergangenen Jahr; und auch in diesem Jahr kam es zu neuen Ausbrüchen mit kilometerhohen dunklen Wolken über den Kratern und Lavaströmen von mehreren Hundert Metern Länge. “Der Niederschlag ist dann nicht immer nur feine Asche, manchmal kommt es runter wie Hagelkörner und zerstört die Trauben”, berichtet Lunetta. Der Italiener ist Direktor des Weinkonsortiums “Etna DOC”, das den dortigen Rebensaft durch die Einhaltung gemeinsamer Anbauvorschriften und durch ein professionelles Marketing in aller Welt populär machen will. Denn vom Ätna gehen nicht nur Gefahren aus, die mineralhaltigen und fruchtbaren Lavaböden sind die Grundlage eines besonders ausdrucksstarken Weins. Im Extrakt der Rebsorten Nerello mascalese, Nerello cappuccio sowie Carricante und Catarratto, die teilweise auf mehr als 1000 Meter Höhe auf dem gräulichen Boden angebaut werden, kann man Steine, Erde, Kräuter und Früchte schmecken. Seit Jahrtausenden wird in Sizilien Wein angebaut. In den vergangenen Jahren aber erlebt die Insel einen besonderen Aufschwung, besonders am Fuße des Vulkans. Heute wird am Ätna dreimal so viel Wein produziert wie erst vor neun Jahren. Zwischen 2016 und 2019 erhöhten sich die Umsätze auf mehr als das Doppelte. Die Anbaufläche Siziliens schrumpfte in zwanzig Jahren um fast ein Drittel, ist aber immer noch so groß wie die von ganz Deutschland. Der Qualität hat das gutgetan. Im Vorzeigegebiet am Ätna haben manche zu den besten Anbietern Italiens aufgeschlossen. Große Weinproduzenten aus dem Norden wie Angelo Gaja oder zuletzt die Familie Tommasi und der Gründer der Modemarke Diesel, Renzo Rosso, haben sich eingekauft. Dass nach Sizilien höhere EUWeinsubventionen fließen als in andere italienische Regionen, gilt als weiteres Plus. “Vor fünfzehn Jahren kostete ein Hektar am Ätna noch 15 000 Euro, heute sind es 150000 Euro”, berichtet der Weinberater Lorenzo Tersi von LT Advisory in Rom.
Fonte. Frankfurter Allgemeine.
Comment le domaine Château Guilhem passe à un packaging 100°ío éco-responsable.
Bertrand Gourdou, vigneron propriétaire du domaine viticole audois Château Guilhem, a simplifié sa gamme en la ramenant de 12 â 7 cuvées, et opté pour un packaging unique pour toutes. (Crédits – Château Guilhem). Afin de limiter au maximum l’empreinte écologique de sa production, le domaine audois Château Guilhem a adopté, pour sa gamme de vins en bouteille, un packaging 100% éco-responsable et local avec des matériaux sources localement et des entreprises basées dans un rayon de 100 km autour du domaine viticole. Une démarche vertueuse rendue possible par quelques choix stratégiques différents, qui lui fait également faire des économies, gagner en espace de stockage et réduire le gaspillage de fournitures. Au Château Guilhem, à Malviès dans l’Aude, la démarche éco-responsable n’est pas une vue de l’esprit. Conscient de l’impact direct de l’activité humaine sur le changement climatique et des aléas climatiques auxquels il est confronté, Bertrand Gourdou, vigneron propriétaire de ce domaine familial, s’est engagé dès 2007 dans une approche écologique, en décrochant la certification bio pour ses 35 ha de vigne. Il a poursuivi sa démarche vertueuse en démarrant une conversion en biodynamie. Et il vient de franchir une nouvelle étape en passant en revue l’ensemble de son packaging pour continuer à diminuer son empreinte carbone. Une baisse de 6 à 8% des coûts des fournitures A force de multiplier les cuvées, avec pour chacune d’elle un packaging spécifique, j’avais des stocks énormes de matières sèches, à savoir des bouteilles, des bouchons, des étiquettes, des cartons), explique-t-il. J’ai tout revu, simplifié ma gamme en la ramenant de 12 à 7 cuvées, et surtout j’ai opté pour un packaging unique pour ces sept cuvées. Cette standardisa *** tion m’a permis de réduire mes coûts d’approvisionnement de 6 à 8% grâce à des commandes portant sur de plus gros volumes. » Il a également recherché des fournisseurs locaux, situés dans un rayon de 100 km autour du château et capables de lui proposer des matériaux entièrement recyclés et recyclables. Ainsi, ses cartons sont à base de papier 100% français et recyclé, imprimé avec des encres sans solvant chimique, transformé à Lézignan-Corbières (à 47 km).
Fonte. Tribune.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
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Le eccellenze italiane per brindare al 2023.
Da domani con il «Corriere» la guida per le prossime feste: 80 spumanti (divisi per fascia di prezzo) e la top 10 di Essi Avellan L’esperta La Master of Wine finlandese: «Siete il Paese spumantistico più dinamico» di Luciano Ferraro Tutto, iniziato più di un secolo fa, con due ragazzi del Nord, Giulio Ferrari e Carlo Gancia, che pensarono di mettersi sulla scia dei francesi e di creare quello che allora si descriveva come lo Champagne italiano. Entrambi avevano studiato o lavorato tra Reims e Epernay, avevano capito che quel metodo laborioso nato per caso in una cantina di un gruppo di religiosi che non usavano il vino solo per le messe, poteva essere replicato in Italia. Cosa ci mancava? Non le uve, e neppure l’arte di saper fare.
Fonte: Corriere della Sera.
Intervista a Federica Boffa Pio – Pio Cesare, export e squadra La buona annata di Federica.
La giovane erede Boffa Pio rilancia: si rafforza in Sudafrica e alle Maldive, spinge sul turismo enologico, con i vigneti a monte contrasta il cambiamento climatico . «Togliamo un po’ di polvere», dice. E invita le aziende a «muoversi unite» Federica Boffa Pio è una giovane. schiva, tanto da dire: «Non siamo una case history da università». È con lo stile piemontese del padre che racconta la sua azienda, che pure non è l’ultima delle cantine italiane bensì la Pio Cesare, famosa in tutto il mondo per il Barolo. Da quando il papà, Pio, è morto, lo scorso anno, c’è lei alla guida dell’impresa.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Dal vino alle lenticchie il balzo della dop economy.
‘l’oceano 10,7 miliardi di euro le vendite di «food and wine» certificato oltreconfine. Il settore vale i121%, dell’agroalimentare La top 10 L’impatto economico delle Dop e Igp nel 2021 in Italia, in milioni di euro di Barbara Millucci I1 Finocchio di Isola Capo Rizzuto Igp, la Castagna di Roccamonfina Igp, la Lenticchia di Onano Igp e i Vincisgrassi alla Maceratese Stg. Sono le quattro nuove Dop e Igp certificate in Italia che si vanno a sommare alle già esistenti 845 denominazioni tutelate, di cui 526 inerenti il vino. «Oggi le catene agroalimentari e le filiere lunghe non funzionano più. In tempi di crisi c’è bisogno di filiere corte. Oltre il 50% dei turisti che vengono in Italia scelgono il nostro Paese perché sono attratti dal turismo enogastronomico, che è una leva importante non solo per i grandi distretti — spiega Mauro Rosati, direttore generale di Fondazione Qualivita.
Fonte: L’Economia del Corriere della Sera.
Ovisu, il vino misterioso “riapparso” in Sicilia A Vittoria, le due cantine della famiglia Girelli.
Un vitigno misterioso che riappare dopo aver perso peno il suo nome, cancellato dalle burocrazie. Sangiovese e Montonico Bianco i genitori dell’Orisi. C’era una volta un vitigno senza nome. E c’era una volta una famiglia di imprenditori vitivinicoli che glielo restituì. Potrebbe cominciare così la favola dell’Orisi, un vitigno che sembrava scomparso e che era stato dimenticato. Perfino il suo nome sembrava sparito tra i polverosi documenti del passato. Eccolo il paradosso: un vitigno misterioso che riappare dopo anni ma che, nel frattempo, ha perso perfino il suo nome, cancellato dalle burocrazie degli albi e delle denominazioni dopo esser caduto in disuso.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Un nuovo colosso francese del vino.
La famiglia Pinault ha annunciato che la sua Artémis Domaines si sta fondendo con Maisons e Domaines Henriot. Un accordo vinicolo che va ad accrescere il numero dei prestigiosi marchi in possesso del tycoon d’Oltralpe. il quale ha già in portafoglio nomi come Château Latour. Clos de Tart e Domaine d’Eugenie. oltre ad avere una partecipazione di minoranza nella casa di Champagne Jacquesson. Con l’acquisizione dei Domaines Henriot.
Fonte: We Wealth.
Quando il vino incontra il fuoco.
Rosso prodotto sulle pendici settentrionali dell’Etna, Profumo di Vulcano è un vino nato grazie al ravennate Federico Graziani, che salvò dall’espianto mezzo ettaro di vigneto risalente alla metà dell’Ottocento. Gli si accompagna il Mareneve, nettare evocativo prodotto da una delle vigne più alte d’Europa *** di Orazio Vagnozzi – contributor WE profumo di Vulcano è un vino rosso prodotto sulle pendici settentrionali dell’Etna, a 700 m.s.l.m., in Contrada Feudo di Mezzo, frazione di Passo pisciaro, nel comune di Castiglione di Sicilia.
Fonte: We Wealth.
Così la finanza esg coltiva il valore delle aziende del vino.
sostenibili – ánche sul fronte economico – richiede spesso il sostegno di una finanza virtuosa, che produca soluzioni mirate. Come nel caso dei minibond specializzati nel settore wine. Ecco quali sono e come funzionano le prime emissioni domestiche di Fabrizio Guidoni *** I finanziamenti Esg, cioè le soluzioni di credito e di debito che sono finalizzate a sostenere progetti di sostenibilità o il raggiungimento di target virtuosi per un’azienda, sono ormai uno strumento sempre più diffuso anche in alcuni settori legati ai pleasure asset, su tutti il settore delle aziende vitivinicole di prestigio.
Fonte: We Wealth.
Nell’università dei vini erranti.
La sfida in Irpinia di un economista e un vigneron visionario: riprendere metodi di lavorazione arcaica nelle cantine ipogoc Nell’università dei vini erranti di Fabrizio 6annAtotarno, Pasquale Persico,è docente universitario di Economia con trascorsi nelle istituzioni locali, sia nella giunta comunale di Salerno tra il 1993 e il 1997 (fu l’assessore alle attività produttive che tenne a battesimo 11 fenomeno della movida, che nella giunta regionale di Bassolino nel 2001.
Fonte: Corriere del mezzogiorno – Extra – Campania.
Altre 1.500 etichette per Il Sole.
La cantina dei Vignaioli ha già esaurito le prime bottiglie speciali I1 ricavato finanzia le attività del “Dopo di Noi” della fondazione di Frascino Scansano È bastato un mese e mezzo per esaurire le tremila bottiglie di Roggiano Docg “special edition” celebrative dei cinquant’anni della cantina dei Vignaioli del Morellino di Scansano, che la cooperativa aveva destinato al finanziamento delle attività del “Dopo di Noi” organizzate dalla Fondazione Il Sole Onlus. «La rapidità con cui le bottiglie sono state acquistate da maremmani e non— spiega il direttore della cantina Sergio Bucci — ci ha preso in contropiede, e la cosa naturalmente ci ha fatto molto piacere.
Fonte: Tirreno Grosseto.
Le marogne del Soave? Strategia idrogeologica.
I risultati di uno studio affiancato al progetto Soil Ution System del Consorzio Le marogne del Soave? Strategia idrogeologica Gli esperti dopo la mappatura di tutti i terrazzamenti coltivati a vigneti doc e i test in due aziende (Coffele e Gini): in alta collina servono anche micro-invasi. Fanno paesaggio ma fanno, e adesso è provato scientificamente, sicurezza idrogeologica: sono i terrazzamenti del Soave che, indagati in un percorso di ricerca parallelo a quello portato avanti dal 2018 col progetto Soil Ution system (finanziato con risorse europee del Psr), «rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile».
Fonte: Arena.
Un trattore elettrico per i vigneti in pendenza.
Un trattore elettrico per i vigneti in pendenza La meccanizzazione sostenibile e le ormaie, ossia le autostrade dell’acqua nei vigneti. «Il passaggio dei trattori riduce la permeabilità a un quinto e l’acqua viene persa come deflusso superficiale», dice Marcella Biddoccu del Cnr-Stems di Torino, ma grazie a SoilUtion system sulle colline del Soave su questo principio è nato un prototipo. Lo ha realizzato Stefan Otto (Cnr di Padova) che ha messo a punto, come ha spiegato, un «trattorino elettrico a basso calpestamento che consente lavorazioni sottofila su vigneti ad alta pendenza». Pesa 640 chili, ha un motore elettrico e lavora su pendenze fino al 15%.
Fonte: Arena.
Wine Spectator: Suavia regine del vino italiano.
La cantina di Fittà unica veneta tra le top 100 made in Italy Wine Spectator: Suavia regine del vino italiano Le sorelle Tessari: terza volta, lo dedichiamo alla doc Monica Sommacampagna econorria`dlarena.it •• Un successo al femminile quello di Suavia, l’unica azienda agricola veronese e veneta a essere stata inserita quest’anno nella lista dei cento migliori vini italiani al mondo secondo Wine Spectator. Dalla Bibbia americana alla Lettonia: lo stesso vino compare, infatti, anche nella top 100 di Riga e Wine Champagne. L’azienda agricola, condotta da Alessandra, Meri e Valentina Tessari nel borgo di Fittà, su una collina a 300 metri di altitudine nel cuore del Soave Doc, ha conquistato il palato dell’élite dei critici con il suo Soave classico 2020.
Fonte: Arena.
Prosecco, le 14mila bottiglie delle suore di clausura – Ecco “Abbazia” la prima bottiglia di Prosecco fatto in clausura.
Vittorio Veneto Prosecco, le l4mila bottiglie delle suore di clausura Oltre diecimila bottiglie con il marchio Docg dell’Abbazia seno pronte ad essere stappate. Parte dal monastero Cistercense dei Santi Gervasio e Protasio la sfida intrapresa da Sarah Dei Tos in accordo con Suor Mine Pereira, la badessa più giovane d’Italia alla guida di questo convento che risale al 1212. «Questo prosecco non vi deluderà» afferma felice suor Mine Pereira. Dal Cin a pagina V Ecco “Abbazia” la prima bottiglia di Prosecco fatto in clausura ? Verrà prodotto dalla Vigna di Sarah e dalle suore. «Il nostro vino non deluderà».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Trapianti di microrganismi vegetali per avere vigne a cui basta poca acqua.
L’Università di Padova trasferisce endofiti di piante che crescono in zone aride nelle radici delle varietà coltivate qui Trapianti di microrganismi vegetali per avere vigne a cui basta poca acqua. Nicola Stievano a soluzione alla siccità nei vigneti, piaga che affligge anche i filari veneti, potrebbe arrivare dagli endofiti. Questi microrganismi benefici convivono pacificamente nelle piante, provengono dal suolo e si trovano per lo più nelle radici, negli spazi fra le cellule o nei vasi, in un equilibrio che porta reciproci benefici. Gli endofiti infatti producono sostanze utili alle piante o possono indurre le piante a produrli da sé: una sorta di rapporto mutualistico in cui sia le piante che i loro microscopici ospiti hanno qualcosa di utile da guadagnare.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
La pioggia non annacqua la Prosecco Run L’impresa dei tremila tra vigne e cantine.
La passione va oltre il freddo e il vento: k-way d’ordinanza per la Mezza e per la Prosecchina, tra paesaggi unici A bordo pista un sorprendente tifo, in molti sono accorsi nonostante il maltempo. Gli 8 gradi, la pioggia e il vento non hanno fermato i quasi 3 mila atleti che hanno corso la Prosecco Run e la Prosecchina. La voglia di sport, di condivisione e di paesaggio ha prevalso su ogni avversità tra Vidor, Valdobbiadene e Moriago della Battaglia nella 12a edizione della mezza maratona che ha come caratteristica quella di attraversare le cantine, ben 26 quest’anno. La Prosecco Run, però, non è solo attività fisica e la promozione di un vino, è l’immersione (è il caso di dirlo visto il diluvio di ieri) nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, Patrimonio Unesco, con scorci paesaggistici unici e storia, vedi il passaggio dei podisti nella suggestiva Abbazia di Santa Bona a Vidor.
Fonte: Tribuna Treviso.
Forconi sul palco del Crc Antella con “Il matto in cantina”.
Protagonista l’attore grassinese Sergio Forconi, giovedi 8 dicembre (ore 16.45) al Crc Antella va in scena “Il matto in cantina”, con la compagnia La Divina Toscana. Commedia brillante in tre atti di Gianluigi Ciolli, Giovanna Nicotra e Alessandro Cecchini. Sul palcoscenico, oltre a Sergio Forconi, Emanuele Batelli, Alessandro Cecchini, Giovanna Nicotra, Valentina Volpe e Beatrice Ricci. Regia di Alessandro Cecchini.
Fonte: QuiAntella.it.
Banfi: le radici di una grande passione.
Una tenuta nelle colline toscane diventa luogo di ospitalità grazie alla ristrutturazione di un meraviglioso castello e del suo borgo medioevale. Non solo un grande vino, tra i più prestigiosi che l’Italia possa vantare. Ma una storia di grande passione: per un territorio, per le sue materie prime, per l’accoglienza e l’ospitalità di chi le vuole conoscere. La cantina Banfi, conosciuta in tutto il mondo per il suo Brunello, nasce a sud di Montalcino, al confine con la Val d’Orcia, nel 1978, per opera di due fratelli italoamericani: John e Harry Mariani. I due, stregati da queste colline e dalle sue denominazioni, mettono in piedi in pochi anni una tenuta di 2830 ettari, coltivati per circa un terzo a vigneto e per il resto occupati da oliveti, frutteti (in prevalenza susini), bosco e terreni incolti.
Fonte: Vanity Fair.
Colli Maceratesi Ribona, Conero e Vernaccia di Serrapetrona: novità in vista.
Piccole grandi denominazioni del territorio marchigiano che meritano di essere conosciute, gustate e apprezzate. I nostri assaggi. Il paesaggio marchigiano, compreso nella fascia tra l’Appennino e il mare, è estremamente suggestivo e particolarmente vocato alla coltivazione della vite che grazie alle condizioni pedoclimatiche uniche, unite alle moderne tecnologie di vinificazione, consentono la produzione di vini identitari. L’interessante incontro organizzato lo scorso inizio ottobre dall’Istituto Marchigiano di tutela vini (Imt), attualmente presieduto da Michele Bernetti e diretto da Alberto Mazzoni, ha visto il Colli Maceratesi Doc Ribona, la Vernaccia di Serrapetrona e il Conero, protagoniste di un percorso di approfondimento e di promozione di queste denominazioni identitarie del vigneto Marche.
Fonte: Identità Golose.
Il vino scelto rivela la vostra personalità.
Il vino che più vi piace può rivelare qualcosa della vostra personalità? Per esempio, gli introversi bevono un vino diverso dagli estroversi? Esiste un’associazione tra i tratti della personalità e le scelte dei consumatori? Sono queste le domande guida oggetto dello studio condotto in cooperazione tra l’Università di Verona, quella di Macerata e la Lund University in Svezia, pubblicato su Food Quality and Preference. Oggetto dell’indagine è specificamente se esiste una connessione tra la personalità di chi acquista il vino e le caratteristiche sensoriali della tipologia di prodotto scelta. Hanno partecipato al sondaggio 1176 persone di nazionalità italiana, in un’età compresa tra i 18 e gli 87 anni, (811 donne e 356 uomini). Ed ai partecipanti è stato richiesto di indicare su una lista di 258 vini, quali apprezzano o vorrebbero comprare.
Fonte: Siena News.
Vini, dal 2023 fascetta di Stato per Primitivo Manduria Doc.
Dal primo gennaio 2023 i vini Primitivo di Manduria DOC e Primitivo di Manduria DOC Riserva, per essere immessi in commercio, dovranno essere muniti del contrassegno di Stato. Un ulteriore sistema a garanzia dell’autenticità, volto alla tutela di produttori e consumatori delle bottiglie a marchio DOC, accompagnerà i vini del rosso pugliese per tracciare tutte le fasi di vita di ciascuna bottiglia. “La scelta – spiega la presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria Novella Pastorelli – traccia un percorso obbligato volto alla massima tutela della nostra denominazione che rappresenta uno dei compiti fondamentali della nostra attività.
Fonte: ANSA.
Cina: il vino si riconosce dal tappo.
Partnership con i portoghesi di Apcor: nel Paese dell’Estremo Oriente la qualità si riconosce dal sughero. Riconoscere la qualità di un vino dal tappo si può grazie all’app cinese 9KaCha, versione di Vivino (fondata a Copenhagen, ma che ha sede a San Francisco), che ha raggiunto un accordo con l’Associazione portoghese del sughero (Apcor). Grazie a questa partnership, gli 8,3 milioni di utenti iscritti potranno individuare i fine wines dalla chiusura del tappo (in Cina il sughero è fortemente c collegato alla qualità).
Fonte: Corriere dell’Economia.
Anche in Calabria il vino aiuta l’arte: la cantina Ippolito 1845 lancia “Taste the Art”.
Bottiglie in edizione limitata per raccogliere fondi a sostegno del restauro di opere artistiche e storiche del territorio. Un progetto di responsabilità sociale d’impresa che unisce vino, arte e territorio: “Taste the Art” è un’idea della storica azienda Ippolito 1845, la più antica della Calabria – oltre 100 ettari nella zona di Cirò Marina – nata dall’incontro con Enrico Focarelli Barone, in arte Frelly, giovane e promettente artista calabrese. Proprio le sue illustrazioni sono diventate le etichette di una linea di sei bottiglie in edizione limitata dei vini più iconici dell’azienda, racchiusi in un’elegante ed inedita cassa in legno. I proventi delle vendite contribuiranno alla raccolta di fondi a sostegno del restauro di opere artistiche e storiche del territorio calabrese.
Fonte: WineNews.
E’ nato Ennea, il vino bianco cremonese della Cantina Caleffi di Spineda che ha sedotto pure il professor Casali.
Si chiama Ennea l’atteso bianco fermo della premiata, premiante e appassionata cantina, cremonese di Spineda, Caleffi. Ottenuto da uve di Malvasia, il nuovo vino naturale cremonese, si affianca quindi ai Rossi fermi, ai Lambruschi e al ‘fratello’ frizzante che tanto piace al giornalista, opinionista e sommelier Andrea Scanzi. Davide ed Emanuele, dopo anni di lavoro e sperimentazione hanno presentato il loro nuovo vino, in una piovosa domenica di dicembre. Esordio bagnato, debutto fortunato? Assolutamente sì perché Ennea è un bianco importanti e che farà parlare tanto di se. Scommettiamo? Ah … presente alla presentazione, ok professor Ezio Casali ha apprezzato il mistico Ennea.
Fonte: Cremona Sera.
La magia del vino e delle sue terre raccontate dai grandi scrittori e personaggi del Novecento.
Si intitola “Lettere dalla mia vigna”, il libro in regalo domani in edicola con Repubblica che mette insieme oltre venti visioni di poeti e scrittori che hanno celebrato il Piemonte dove nasce il vino. Brani dei celebratissimi come Beppe Fenoglio, Giorgio Bocca, Nico Orengo, Sebastiano Vassalli, fino ai versi per intenditori di Pinin Pacòt, il radicale rinnovatore della poesia piemontese accolto da Pasolini nell’Antologia della Poesia dialettale del Novecento. O il poeta filosofo, Guido Ceronetti che nelle lettere ad Arturo Bersano “invecchiatore di vini piemontesi”, scriveva le sue divertenti istruzioni per non cadere in un inganno sempre valido: “…il vero maestro di tutte le frodi è l’occhio, che può credere buono anche un vino assassino, solo perché colorato bene e privo di fondo limaccioso, com’è quasi sempre il vino a buon mercato delle aziende sofisticatrici o certo vino di grandi esportatori passato attraverso tutti gli ala.
Fonte: Torino – la Repubblica.
Catania, vino: torna “Spumanti dell’Etna”.
L’edizione 2022 dell’evento, punto di riferimento nazionale dedicato ai vini spumanti metodo classico, si terrà il 4 dicembre.
Spumanti dell’Etna 2022, l’evento dedicato ai metodo classico del vulcano Spumanti dell’Etna, giunta alla quarta edizione, e l’evento volto a valorizzare il territorio e le produzioni di altissima qualita di metodo classico delle cantine etnee. Nella giornata di Domenica 4 dicembre, nelle prestigiose sale di Palazzo Biscari prendera il via la manifestazione Spumanti dell’Etna 2022, dove sara possibile degustare le migliori bollicine prodotte alle pendici del vulcano piu alto d’Europa.
Fonte: LiveSicilia.
Proclamati i vincitori di Spirito di Vino 23 anni di satira nel bicchiere.
Fino al 5 gennaio 2023 (ogni giorno dalle 10.00 alle 20.00) sarà possibile visitare al Grand Hotel Entourage la mostra della 23° edizione di Spirito di Vino: le vignette e le illustrazioni satiriche esposte regalano sorrisi e inediti spunti di riflessione su temi di attualità, e non solo, rivisti con una graffiante ottica satirica. Sabato 3 dicembre il noto vignettista Valerio Marini e la presidente del Movimento Turismo del Vino FVG, Elda Felluga (membri della giuria) assieme a Fabrizio Oreti, Assessore alla cultura e agli eventi culturali di Gorizia, Diego Bernardis, presidente della V Commissione Cultura, e Alberta Gervasio, presidente CiviBank, hanno proclamato i vincitori della 23° edizione di Spirito di Vino, il concorso internazionale, indetto annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, che celebra le più graffianti e originali vignette satiriche sul tema del vino.
Fonte: Nordest24.
STAMPA ESTERA
Intervista a Vicente Dalmau Cebrián : «Creo que en este país nos ha faltado creer en nosotros».
«Tengo una profunda tristeza, por ver que una marca consolidada como la Rioja se vea dividida por un factor político» ? La firma culmina un año lleno de premios, en el que ha sido elegida como la mejor bodega del mundo. El año que está a punto de terminar quedará grabado para el grupo bodeguero Marqués de Murrieta Estates e Wines, que dirige desde hace 25 años Vicente Dalmau Cebrián-Sagarriga, décimo conde de Creixell con su hermana Cristina, tras el abrupto fallecimiento de su padre. A los 170 años que cumple en 2022, la bodega fue creada en 1852 por Luciano Murrieta, se suma el premio a la mejor bodega del mundo en los Best Of que conceden los Great Wine Capitals. Además el de primera bodega española que entra en el top 10 de la prestigiosa guía ‘The Wine Advocate’ y el reconocimiento como mejor enóloga del mundo para su directora técnica, María Vargas. Con Vicente Dalmau hablamos del brillante presente y futuro de la bodega, de caldos: —Marqués de Murrieta celebra este año su 170 aniversario. ¿Qué actos están organizando para destacar esta efeméride? —Somos un proyecto que se fundó en 1852, el primero de lo que hoy se conoce como ‘Nueva Era’ de la Rioja, que es criar los vinos en barrica. Estas técnicas las trajo don Luciano de Murrieta desde Francia, al lugar donde trabajaba que pertenecía al ayudante del general Espartero, y donde aplicó toda su experiencia aprendida en Burdeos para empezar con los nuevos vinos. Luego los primeros vinos se mandaron en 1850-1851 a países de Suramérica, a Cuba y México. Tras recibir muy buenas noticias de estos países, no solo se fija el concepto de que el vino había podido viajar, sino mantener su calidad. Hoy cumplimos 170 años de aquel momento y hemos querido unirlo con la inauguración de la nueva bodega productiva de Marqués de Murrieta. Llevamos siete años en un profundo proceso de inversiones y desarrollo de este proyecto.
Fonte. Abc.
El faraón del vino español.
Comenzó vendiendo barricas en La Rioja y hoy es uno de los bodegueros más reconocidos del país Autodidacta, elabora 1,78 millones de botellas en Priorat, el Bierzo y La Rioja Su menda (La Faraona) tiene 100 puntos Parker y las mejores añadas cuestan 1.700 euros. Si tus ojillos fueran / aceitunas verdes / toa la noche estaría / muele que muele, muele / muele que muele, muele que muele”. El flamenco tango de Camarón se escucha en un Opel Kadett de “quinta mano” y 600.000 kilómetros de Alvaro Palacios (Alfaro, La Rioja, 1964). Uno de los mejores bodegueros de Europa. Le encanta trastear, según la primera acepción del diccionario. `Pisar las cuerdas de los instrumentos de trastes”. Le apasiona la guitarra. En estas cavilaciones andaba a principios de los noventa mientras recorría —con 25 años— todas las denominaciones de origen españolas para vender toneles de la casa riojana Magreñán. “Era pura supervivencia”, recuerda. Sube la radio. Escucha los dedos deslizándose por los trastes de Tomatito y el genio de San Fernando (Cádiz). Arranca Como el agua. “Limpia va el agua del río / como la estrella de la mañana”. Alvaro completa, mientras conduce, la canción: “Limpio va el cariño mío, / el manantial de tu fuente clara”. Hoy trastea, de verdad, con la memoria. —¿Cuántos vinos con 100 puntos Parker [clasificación de la publicación The Wine Advocate de Robert Parker, en España puntuada por el catador Luis Gutiérrez] tiene en total? —No lo recuerdo —contesta con sinceridad. [Son cuatro añadas, dos de La Faraona y dos de L’Ermita. Pero eso llegará después]. Alvaro Palacios es la revisión española de la tierra prometida o su sueño. Empezó vendiendo barricas y ahora comercializa sus mejores vinos por más de 1.700 euros. Solo “compite” con Pingus (Peter Sisseck) o Vega Sicilia (Pablo Alvarez). Una de sus habilidades es un discurso seductor y un excelente manejo de los idiomas. Por eso, quizá su cosecha más mítica no sean las uvas sino las palabras. “Es una persona muy honesta y defiende, hasta la obsesión, que España tiene que elaborar grandes vinos capaces de mirar a los ojos a las principales casas francesas, estadounidenses o italianas”, describe un amigo suyo. “El reconocimiento está muy bien, pero necesitamos precios altos”.
Fonte. Pais Negocios.
Vino espumoso, el nombre de la cosa.
Diferencias Para el cava, señalar la crianza, la ecologia y la producción integrada genera un laberinto de etiquetas Modest Guinjoan Economista Vino espumoso, el nombre de la cosa En Catalunya, la producción agroalimentaria de alta calidad está ganando terreno de manera progresiva. En un sector como el del queso, que hasta hace pocos anos quien quería calidad tenía que ir a parar a marcas francesas, se puede encontrar un montón de marcas catalanas que dan la talla, tanto en variedad como en calidad. Otro sector en el que se han hecho apuestas decididas por la calidad es el de los vinos, y aquí me quiero referir a los espumosos. Queda lejos el tiempo en que en las estanterías de los supermercados predominaban los que se anunciaban por la tele para Navidad. En el vino espumoso, donde Catalunya es el líder absoluto, se ha avanzado no solo en la calidad sino también en otros ámbitos. Primero existió el cava, una DO que engloba productores catalanes, extremeños, riojanos, vascos, navarros y valencianos. En este batiburrillo territorial imperaba la calidad baja, un hecho que originó reacciones por parte de algunos miembros que no se sentían identificados. Así, en el 2014 nace la etiqueta Clàssic Penedès (en la DO Penedès), que delimita con precisión el origen geográfico, con el añadido de ser 100% ecológicos, elaborados con variedades autóctonas y con una crianza mínima de 15 meses (el cava, 9). En el 2017 nace Corpinnat, una marca colectiva de la UE, que da un paso más en diferentes vectores competitivos: producto ecológico, vinificación en la propiedad, cosecha de la uva manual, crianza mínima de 18 meses (todos los productores tienen que tener en el mercado un corpinnat de como mínimo 30 meses y otro de 60), precios dignos para el payés garantizados (en el 2022, un mínimo de 75 céntimos por kilo de uva) en contratos de larga duración, y un estricto reglamento interno auditado externamente cada ano.
Fonte. Vanguardia Dinero.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 4 dicembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Intervista a Niccolò Branca – L’alchimia del mio Fernet – La ricetta del conte Branca «Zafferano, mirra e dosi segrete Il mio Fernet è un’alchimia scritta in un libro misterioso».
«Il mio trisavolo 177 anni fa inventò il liquore, inimitabile. Tramanderò la ricetta al mio erede Sono un imprenditore umanista. Seguo i principi spirituali del Reiki: gentilezza, mai arrabbiarsi» Il manoscritto del mio antenato è in un caveau: solo io conosco i giusti dosaggi e li preparo. «Per fare un manager ci vuole un fiore». È il titolo del libro che scrisse nel 2012. Oggi basta ancora un fiore? «Quel libro lo riscriverei, anche se il mondo è cambiato e quindi qualcosa va aggiunto». II conte Niccolò Branca ha 65 anni e uno sguardo che sorride quando accarezza il legno delle botti dove invecchia il Fernet e il brandy di casa. Economia della consapevolezza, le piace ripetere.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione.
Punito chi punta solo sull’export per fare fatturato.
I produttori vitivinicoli che si sono appiattiti sulla grande distribuzione italiana e le cooperative che hanno puntato tutto sul fornire i grandi imbottigliatori hanno sbagliato: pochi hanno generato valore nel tempo e molti oggi soffrono per un calo dei consumi davvero pesante. L’inflazione galoppante nel nostro Paese fa crollare le vendite del 7%. A fronte di un aumento dei prezzi, corrisponde una diminuzione del potere di acquisto dei consumatori che si ripercuote in maniera negativa sulle vendite. A rivelarlo è il rapporto redatto dagli analisti dell’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini e Ismea.
Fonte: Libero Quotidiano.
Bollicine del Paradiso abbinatele così.
Gli spumanti Trentodoc, con vigne fino a 900 metri sul livello del mare, hanno un’ampia varietà di tipologie. Come sposarli con i piatti? Seguendo i consigli del sommelier e le indicazioni della app. Nonostante l’inflazione e gli effetti della guerra, il settore dei vini spumanti tiene e per gli italiani le bollicine restano un ingrediente conviviale imprescindibile nei brindisi delle feste. In un panorama che ogni giorno si arricchisce di prodotti inediti, restano dei capisaldi. Tra le eccellenze made in Italy ci sono sicuramente i vini che possono fregiarsi del titolo Trentodoc (www.trentodoc.com), primo metodo classico a ottenere, nel 1993, la Denominazione di origine controllata in Italia e fra i primi al mondo.
Fonte: Repubblica.
La ‘dal Nespoli’ lancia il vino biosimbiotico Ecco ‘Gualdo’ – La’dal Nespoli’ si rinnova Primo vino biosimbiotico.
Val Bidente, ‘Gualdo’ è il nome del nuovo sangiovese prodotto dalla cantina Il presidente Martini: «Questa agricoltura ha un minor impatto ambientale». «Nasce da un vigneto di 13,5 ettari piantato nel 2017 ed è stato prodotto in 10mila bottiglie nel 2021» di Oscar Bandini La Poderi dal Nespoli ha presentato ‘Gualdo’ sangiovese biosimbiotico realizzato nel primo distretto agroalimentare biosimbiotico certificato in Italia. Gualdo (Romagna Doc Sangiovese Predappio) è il primo vino biosimbiotico della nota cantina romagnola di Villa Rossi in val Bidente che ha aderito nel 2019 al consorzio Romagna distretto bio-simbiotico.
Fonte: MiResto del Carlino Forlì.
Morigia-Perdisa, all’orizzonte un corso di viticoltura e enologia.
Novità per l’istituto tecnico ‘Morigia-Perdisa’. É stata autorizzata da parte della Provincia una nuova articolazione di studi per I”ambito agrario della scuola, il corso di viticoltura ed enologia. Ora si aspetta solo il nullaosta da parte della Regione EmiliaRomagna per l’attivazione, a partire dall’anno scolastico 2023/24. Quando questa articolazione diventerà operativa, prevederà un percorso altamente specializzato per formare tecnici in grado di affrontare, con competenza e professionalità, un settore in costante crescita come quello vitivinicolo.
Fonte: Resto del Carlino Ravenna.
Brindisi e intrattenimento. Protagoniste al Mog le “bollicine” made in Italy.
Dicembre inizia in modo spumeggiante al Mog, con una domenica che vedrà protagoniste le grandi bollicine italiane. Oggi il mercato orientale di Genova sarà infatti animato da banchi d’assaggio dedicati alla spumantistica e da vere e proprie degustazioni-evento. Due gli appuntamenti previsti, alle 11.30 e alle 15.30, che vedranno protagoniste quattro cantine selezionate tra quelle presenti, in una sfida a gruppi. Sulla balconata del Mog si potranno assaggiare Franciacorta, Prosecco ma anche spumanti liguri e dell’Etna.
Fonte: Secolo XIX Genova.
Alla Fiera del vino di Molino Nuovo prodotti tipici e divertimento.
Specialità del territorio e delle regioni limitrofe Dedicata ai più piccoli la fattoria didattica Stefano Franchi. Vini novelli provenienti dalla Val Merula e da tutta la regione, da Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna. Piatti della tradizione, mercatino dell’artigianato, battesimo della sella peri più piccini e tanto altre iniziative saranno protagoniste alla Fiera del vino, in programma a Molino Nuovo di Andora oggi dalle 9 alle 18. All’evento, giunto quest’anno alla ventitreesima edizione, sarà possibile effettuare un tour fra i sapori tipici del territorio e delle regioni limitrofe e contemporaneamente scoprire, nella mostra mercato dalla Cooperativa Ortofrutticola Andorese, i vini di quindici cantine provenienti dal Nord-Ovest dell’Italia.
Fonte: Secolo XIX Savona.
Cantine da Liguria, Emilia Piemonte e Lombardia in mostra ad Andora.
Quindici cantine da Liguria, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna daranno vita oggi alla tradizionale «Fiera del Vino» di Molino Nuovo ad Andora. Stand aperti dalle 9 alle 18 con un tour di sapori tipici grazie quindi non solo ai produttori della Val Merula. La mostra mercato, organizzata dal Comune di Andora e dalla Cooperativa Ortofrutticola Andorese, propone un percorso di degustazione e vendita anche di una ricca la selezione di olio extravergine d’oliva locale, prodotti sott’olio e salumi liguri, miele, fiori, stelle di Natale, piante. Ampio spazio ai prodotti orticoli a km zero della Val Merula.
Fonte: Stampa Savona.
Quaranta Paesi in venti anni, record del Nizza – Il Nizza docg compie 20 anni e ha già conquistato 40 Paesi.
Stefano Chiarlo presiede l’Associazione Produttori: «Vogliamo rafforzare la nostra presenza in Svizzera e nel Nord Europa» Non chiamatemi Barbera, ma Nizza docg! L’utilizzo del nome Nizza e non del vitigno è stata una precisa scelta per esprimere il concetto di un vino fortemente identitario dal punto di vista territoriale, prodotto con uve t00% Barbera provenienti dalle vigne con le migliori esposizioni e situate nei territori di 18 comuni dell’area sud della provincia dl Asti, limitrofi al comune dI Nizza Monferrato.
Fonte: Corriere Torino.
Ceretto nelle Langhe sfida i francesi su vino e cibo – Ceretto: “In Langa ho avverato il sogno di battere i francesi sul vino e sul cibo”.
Per vedere bene bisogna salire fino al Bricco Birra, racconta Bruno Ceretto. Arrampicarsi lassù, a Diano d’Alba, e lasciar correre lo sguardo. «Io mi siedo sopra la mia seggiola alla Fellini e vedo per prima cosa il campanile del Duomo di Alba, quello degli “scheggioni di bronzo” di Fenoglio, poi i campanili di Barbaresco e Barolo. In un colpo d’occhio c’è tutto». Il viaggio nelle parole del vino può cominciare proprio da Beppe Fenoglio, che il patriarca del Barolo dice di avere ripreso in mano molte volte. Il produttore di Barolo e Barbaresco C eretto: “In Langa ho avverato il sogno di battere i francesi sul vino e sul cibo. Per vedere bene bisogna salire fino al Bricco Birra, racconta Bruno Ceretto.
Fonte: Repubblica Torino.
Trecento bottiglie di Gavi in vendita tutto il ricavato andrà all’Infantile.
Iniziativa della Cantina Produttori che sostiene il progetto della Fondazione Uspidalet per acquistare un’apparecchiatura utile alla riabilitazione avanzata dei pazienti: lo strumento è impiegato solo al Gaslini di Genova e al Bambin Gesù di Roma Trecento bottiglie di Gavi in vendita tutto il ricavato andrà all’Infantile. L o scorso anno la Cantina Produttori del Gavi aveva aiutato l’Istituto Gaslini di Genova nella cura della fibrosi cistica infantile. In vista del Natale 2022, la più grande azienda del prestigioso vino Docg ha deciso di dare una mano all’Ospedale infantile di Alessandria.
Fonte: Stampa Alessandria.
Export del vino: opportunità e nuove sfide.
La recente accelerata della digitalizzazione ha interessato anche il settore vinicolo ma la vecchia scuola, rappresentata dalle fiere in presenza, rimane ancora oggi una strada molto seguita, perché permette di unire le persone e appassionare, oltre a fornire un’opportunità più immediata di incontro con buyer e partner. In quest’ottica, la cantina Conti Zecca ha partecipato al Vinitaly China Roadshow, organizzato da Veronafiere: un appuntamento b2b dedicato alle cantine italiane che permette di esplorare in modo più approfondito il mercato cinese.
Fonte: Salento in tasca.
Al via il master sul marketing del vino.
Lunedì presentazione al centro I Lecci a Montespertoli, lezioni da gennaio Montespertoli. Si terrà a Montespertoli, epicentro della viticoltura chiantigiana, la prima edizione del master in Digital 4 Wine, un percorso di alta formazione e di consulenza pratico e altamente qualificante per i professionisti del settore. Pin – Polo universitario città di Prato, WeM_ParK e Placet uniscono le loro competenze pluriennali nell’alta formazione e nell’organizzazione di eventi del settore wine, dando vita a un percorso formativo che permetta al fruitore di acquisire conoscenze approfondite nel mondo del digital marketing legato al settore vino.
Fonte: Tirreno Firenze-Prato-Empoli.
Colline del Prosecco e Parco del Sile: «Aree senza rifiuti».
Riconoscimenti per le zone di pregio dove si smaltisce 1’87% dell’immondizia. Montedoro: «Merito dei cittadini». Una menzione speciale “Patrimonio dell’Unesco Rifiuti Free” è stata assegnata all’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco Conegliano e Valdobbiadene in occasione della settima edizione dell’Ecoforum Veneto di Legambiente. Sulla base dei puntuali dati raccolti, il territorio delle Colline del Prosecco è risultato “Rifiuti Free”, cioè con una produzione pro capite di rifiuti avviati annualmente a smaltimento inferiore ai 75 chilogrammi, come è risultato da dal Rapporto Comuni Ricicloni, redatto da Legambiente Veneto. Il territorio del sito Unesco del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene registra infatti una produzioni di rifiuti e smaltimento pari a 69 chilogrammi e una raccolta differenziata all’87 per cento.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Barbaresco e Barolo all’insegna della sostenibilità: la Cantina Piazzo Armando.
I due vini che caratterizzano maggiormente i territori delle Langhe e del Roero si adeguano ai tempi che cambiano. Sono tantissime le cantine storiche che producono Barbaresco e Barolo, ma poche sono riuscite a realizzare una modalità di produzione rispettose della sostenibilità ambientale. Fra queste c’è l’azienda Vitivinicola “Piazzo Comm. Armando” della frazione San Rocco d’Elvia di Alba. Qui davanti al quasi fiabesco e magico panorama delle colline del Barbaresco questa azienda si è sviluppata dagli anni ’60 portando con sé una storia di famiglia, animata da passione per il proprio territorio e dal desiderio di svilupparlo attraverso la produzione di ciò che lo rappresenta di più, il vino.
Fonte: Traveleat.it.
CANTINE D’ITALIA 2023.
La nuova edizione della Guida per l’Enoturista di Go Wine. Un invito a camminare l’Italia del vino. 830 cantine selezionate, 8 Premi Speciali, 251 Impronte Go Wine. È uscita la nuova edizione 2023 di Cantine d’Italia, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1 dicembre a Milanopresso l’Hotel Melià, alla presenza di un folto pubblico di giornalisti, rappresentanti di cantine selezionate nel volume, enoappassionati. Cantine d’Italia 2023 si presenta con 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. Si tratta di una Guida alle Cantine, con una sua identità specifica, non è una Guida tradizionale ai vini.
Fonte: Tigullio Vino.
Il Movimento Turismo del Vino chiude il 2022 con Cantine Aperte a Natale.
Con il mese di dicembre arriva Cantine Aperte a Natale: presso le aziende associate al Movimento Turismo del Vino di tutta Italia tanti appuntamenti, degustazioni e appuntamenti in vigna. L’ultimo evento del calendario 2022 firmato Movimento Turismo del Vino è Cantine Aperte a Natale a cui va il doppio compito di chiudere una grande annata vitivinicola e di inaugurarne una nuova altrettanto entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Nel mese di dicembre, le aziende produttrici associate a Movimento Turismo del Vino si preparano ad accogliere, nelle loro vigne e nelle loro cantine, enoturisti e appassionati per celebrare le feste e l’inizio del nuovo anno con un caloroso brindisi. Un’occasione imperdibile, non solo per degustare vini e prodotti autoctoni regionali, ma anche per visitare le vigne e le cantine trasformate in mercati di Natale, lasciarsi trasportare dalla magica atmosfera natalizia e, con l’occasione, scegliere il giusto regalo da mettere sotto l’albero.
Fonte: Horecanews.
Vino: a ‘Saranno famosi’ Toscana è fra leader promesse.
Ha preso il via a Firenze, alla stazione Leopolda, l’evento ‘Saranno famosi nel vino’, iniziativa che continuerà anche domani e il cui obiettivo è quello di mettere ‘in passerella’ le bottiglie di vino. L’evento è patrocinato da Comune di Firenze, Camera di commercio di Firenze e Confcommercio Toscana. Saranno oltre 120 le aziende partecipanti da tutta l’Italia. Dalla Puglia al Friuli, passando per la Campania e l’Umbria: la Toscana è la regione più rappresentata. Il talent mette insieme i migliori vini italiani creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni.
Fonte: ANSA.
Luci e ombre del mercato FIVI 2022 (con i migliori vini assaggiati).
Sveglia impostata alle 4 di mattina. Grazie ai pupi però sono già in piedi alle 3. Colazione, doccia e partenza da Roma alle 4,30 per essere all’ingresso alle 10:30. Direzione Piacenza, Mercato dei vignaioli FIVI. È stata una faticaccia ma partecipare ad un evento così grande e sentito mi aveva reso talmente elettrico e di buon umore che appena arrivato ho letteralmente lanciato la macchina nel primo buco e mi sono tuffato nella mischia. In un evento di questa portata – 24.000 accessi in tre giorni, ennesimo record – molto è funzionato alla grande, qualcosa poteva andare meglio. A mente fredda, nel day after, ho riordinato le idee (luci e ombre appunto), dai migliori vini assaggiati agli aspetti più curiosi legati all’organizzazione di una macchina da 870 aziende (!!).
Fonte: Intravino.
Lendwines, vini naturali pieni di passione e di verità.
Oggi ci troviamo in Slovenia ai confini con l’Ungheria, Lendwines nasce da un collettivo di singoli piccoli produttori di vino, che hanno unito le forze in una storia comune. L’obiettivo è preservare la produzione artigianale e la migliore qualità. Potete chiamare i loro vini come volete, sia vini naturali, vini artigianali o vini biodinamici – loro li chiamiamo semplicemente vini, vini delle loro colline – vini pieni di passione e di verità. La parola “LENDWINES” è una combinazione della parola Lendava e vino. Lendava è una piccola città multiculturale, circondata dalle ripide colline di Lendava. Questa è una regione nota per le sue varietà Welschriesling e Riesling e per la piccola cultura del vigneto frammentata.
Fonte: Apetime-Magazine.
Export, per vino e spirits un 2022 da record: 9,7 miliardi di euro.
È Federvini a tracciare il bilancio dell’anno che si avvia alla conclusione. Per il vino italiano +12% sulle esportazioni. Torna finalmente a crescere il fuori casa, male la grande distribuzione. Il 2022 è stato per l’agroalimentare italiano un anno da record. Entro la fine dell’anno potrebbero essere superati i 59 miliardi di euro (+16% rispetto al 2021) e in questo contesto il vino e gli spirits, ma anche l’aceto, giocano una parte importante. È quanto raccontano i dati dell’Osservatorio Federvini, curato da Nomisma e Tradelab.
Fonte: Italia a Tavola.
Vini Piwi, un fenomeno che cresce in tutta Europa, e anche in Italia. In dimensioni e qualità.
Della cantina Terre di Ger il miglior vino della “Rassegna Nazionale dei vini Piwi” n. 2 organizzata dalla Fondazione Edmund Mach. Il Feltro Bianco della cantina Terre di Ger, con la sede a Frattina di Pravisdomini in Friuli Venezia Giulia, ma con vigneti anche in Veneto e nelle Marche, è il miglior vino “Piwi” d’Italia. E della stessa azienda è anche il miglior rosso, il Caliere Rosso 2020, mentre il top tra i vini frizzanti è l’Hurrà 2021 di Pizzolato, il miglior spumante Metodo Classico è il Naran Pravis 2018 di Pravis, il miglior Charmat è l’Iris 2021 de Le Carezze, ed il miglior orange wine è il Julian Orange 2020 di LieseleHof . Ecco i vincitori della “Rassegna Nazionale dei Vini Piwi” n. 2, organizzata dalla Fondazione Edmund Mach, per valorizzare e promuovere i vitigni “sostenibili”, nati per offrire resistenza (o meglio tolleranza) alle principali malattie della vite: oidio e peronospora.
Fonte: WineNews.
Cesena. Apre ‘Vino e Vino’, l’Urban Wine Store con 800 etichette per l’asporto e la mescita.
Con una proposta di 800 etichette che raccontano tutti i territori del Belpaese enoico, ma anche le principali regioni del vino del Vecchio Continente e del Nuovo Mondo, l’Urban Wine Store ‘Vino e Vino’ apre in viale Europa a Cesena e si candida a diventare uno dei punti di riferimento per winelovers ed enoappassionati di tutta la Romagna. Un po’ enoteca, un po’ locale da mescita, Vino e Vino vuole soddisfare ‘democraticamente’ tutti i palati, proponendo bottiglie da 4,99 fino a 1000 euro, in un gioco di scelte mai banali e soprattutto assicurando racconto e consigli per selezionare i prodotti giusti e azzeccare gli abbinamenti più adatti a chiunque entri alla ricerca di un buon vino quotidiano o della grande bottiglia per una serata da ricordare.
Fonte: Forli24ore.it.
Vino, le cooperative vinicole affrontano i rincari.
Qualità, contenimento dei prezzi e investimenti sul futuro. Tempo di primi bilanci per le cooperative vinicole del territorio, alle prese con i rincari e con gli effetti di un’estate molto calda. «La siccità aveva effettivamente messo in difficoltà la produzione, ma le piogge dell’ultimo periodo prima della vendemmia hanno permesso di recuperare. Complessivamente abbiamo registrato un meno 10% nella quantità del raccolto con una buona qualità dal punto di vista organolettico – così Angiolo Del Dottore, presidente della cooperativa Cantina Viticoltori Senesi Aretini spiega la situazione nel momento in cui dopo lo svinamento si sta procedendo alle operazioni di filtraggio e sfecciamento – La nota dolente è il consistente aumento del prezzo dei materiali secchi, a partire dalle bottiglie di vetro il cui rincaro si assesta intorno al 30%, insieme ai rincari prezzi dell’energia, sempre del 30%.
Fonte: Toscana News.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di sabato 3 dicembre 2022!
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Vino, export a 8 miliardi.
L’osservatorio Federvini prevede che l’export del vino nel 2022 raggiunga il record di 8 miliardi di euro (+12% rispetto all’anno precedente).
Fonte: Corriere della Sera.
Intervista a Giancarlo Aneri – «Con la tecnica da piazzista in 25 anni ho fatto bere i miei vini a tutti i capi di Stato» – «Ho piazzato il mio vino a tutti i capi di Stato».
Dalla «posta» a Enzo Ferrari fuori i cancelli di Maranello, all’imboscata – bottiglia alla mano – durante una foto con Ted Kennedy. La miniera di aneddoti di Giancarlo Aneri racconta come è nato il marchio di vini italiano più famoso all’estero. «Ho piazzato il mio vino a tutti i capi di Stato» Il patron dell’omonimo marchio, sulle tavole di star e capi di Stato: «Ho fatto la posta a Enzo Ferrari per sostituire il prosecco allo champagne a fine Gp. A Obama arrivai grazie al suo chef preferito. Tra Vip che stimo meno? Soros: fece la guerra alla lira» Prima di una foto misi in mano a Ted Kennedp una mia bottiglia a tradimento.
Fonte: La Verita’.
In cantina – Château Latour, i giovani tengono.
I sedici millesimi dal 1997 al 2012 hanno mantenuto stabile il loro valore (+0,23%) Château Latour, i giovani tengono di Cesare Pilon Imillesimi di Château Latour quotati sia alle aste dei primi nove mesi di quest’anno sia a quelle dell’anno scorso sono 88 e spazia- no complessivamente su un arco di due secoli, perché vanno dal 1926 al 2022. Nel loro insieme il confronto evidenzia che godono del favore di collezionisti e investitori: complessivamente il loro valore è infatti salito da 84.752 a 90.116 euro.
Fonte: Milano Finanza.
Obiettivo Canada.
La distilleria trevigiana vuole superare quota 16 milioni di fatturato e migliorare la redditività. La fascia alta vale il 60% dei ricavi. Intanto proseguono i piani di crescita sui mercati esteri. Obiettivo Canada. Continuare a investire in energia pulita e a crescere seguendo i trend di mercato, focalizzando la propria attenzione sui consumatori della cosiddetta “fascia alta” e guardando con attenzione all’estero. Sono solo alcune delle linee guida dettate dal titolare della Castagner, distilleria e azienda familiare trevigiana da oltre 15 milioni di euro di fatturato.
Fonte: Milano Finanza ed. Nord-Est.
Un grande sorso di luce.
Le vigne dei Cusumano in Sicilia raccontate da Vittorio Storaro, direttore della fotografia premio Oscar Entusiasta come se avesse appena ricevuto la notizia più bella della sua vita. È un fiume in piena, Diego Cusumano, cognome che nel mondo dei vini è sinonimo di bottiglie siciliane di eccellenza. “A Vittorio Storaro non abbiamo dato indicazione alcuna, gli abbiamo solo fatto conoscere le nostre terre, cos) diverse fra loro: le colline sotto l’Etna e quelle di San Giacomo a Butera, un terreno molto chiaro, calcareo. Il maestro ha avuto l’intuizione, l’ispirazione, di giocare sul nero della terra vulcanica e sul bianco dell’altra”.
Fonte: Prima Comunicazione.
Cucinelli, il vino secondo natura.
Presentato a giornalisti, amici, opinion maker il rosso del Castello di Solomeo Ha fatto come al solito: di testa sua, mosso da passione, mirando all’eccellenza, conscio però dei propri limiti. Si è perciò affidato ai migliori professionisti del nuovo settore da esplorare, dopo l’olio extravergine, già suo gioiellino: il vino. La formula ‘magica’ di Brunello Cucinelli, applicata prima al cashmere che l’ha reso famoso e poi alla finanza, moltiplicatore potente del suo impero economico, dà vita al Rosso del Castello di Solomeo, “primo vino della nostra vigna”, come tiene a sottolineare il suo padre putativo.
Fonte: Prima Comunicazione.
Vino, sale l’export.
Otto miliardi di esportazioni di vino nel 2022. È il nuovo record di fatturato (più 12% sul 2021) col quale il vino made in Italy si avvia a chiudere il 2022. La stima è stata diffusa da Federvini. Cambiano le destinazioni. Dieci anni fa, i mercati Ue pesavano per circa il 57% sul valore dell’export, dopo la Brexit nel 2021, si è arrivati al 39%. L’Asia è salita al 7 per cento.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Da Ruffino 11 milioni per il vino sostenibile.
I vini di Rullino accelerano sulla strada della sostenibilità, dove tra i traguardi previsti già perla vendemmia del 2024 c’è la completa conversione al biologico delle nove tenute del Gruppo. Per raggiungere i suoi obiettivi, Ruffino ha stanziato undici milioni di euro distribuiti su sette anni (dal 2019 al 2025) pari a quasi un terzo degli investimenti annuali del Gruppo che – forte di circa 29 milioni di bottiglie all’anno prodotte ed esportate in 83 Paesi del mondo e oltre 123 milioni di fatturato – vuole fare da stimolo decisivo a tutto il settore. Gli obiettivi Ruffino 2025 prevedono di rendere la filiera al 100% sostenibile, facendo da traino anche per le realtà più piccole dell’indotto, attraverso un taglio delle emissioni del 15% per arrivare al 50% nel 2030, un aumento del 15% dei rifiuti mandati in riciclo per arrivare a zero nel 2050, una riduzione dell’utilizzo dell’acqua anche attraverso un aumento del 25% delle acque riutilizzate nel processo di produzione.
Fonte: Sole 24 Ore Food 24.
Apre una nuova enoteca in centro storico Mattei: «Il vino è un valore aggiunto».
Inaugurazione oggi alle 17 nella “casa” in via Manin 12 Grande attenzione sui vini naturali e biologici. In città apre una nuova Enoteca in centro storico, fra muri che in un recente passato avevano ospitato un’altra blasonata rivendita di vini trasferitasi poi fuori porta. In via Manin 12 inaugura infatti oggi, con brindisi alle 17, l’Enoteca Mattei. Ad avviarla è il bar manager imolese Lorenzo Mattei che dopo aver maturato dal 2009 in poi esperienze in Alto Adige e nelle Marche, a contatto con diverse aziende del settore, torna alla sua città aprendo la propria rivendita.
Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.
Vino e Vino porta a Cesena etichette da tutto il mondo.
Enoteca e locale con mescita offre una selezione di 800 bottiglie con prezzi per tutte le tasche. Si chiama Vino e Vino, si trova in viale Europa, nei locali che a lungo avevano ospitato una sala scommesse, ed è un po’ enoteca, un po’ locale da mescita. È un “urban wine store” ed è il nuovo progetto di Luca Branzanti, in società con Christian Donini, Alessandro Venturi e Furio Lombardi. Luca Branzanti è anche l’ideatore di My Wine Club, progetto nato due anni fa in piano lockdown che propone in abbonamento una selezione personalizzata di etichette che vengono inviate a casa a scadenza regolare dei membri del club.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
L’innovazione avanza anche nel mondo di chi ama il vino.
Con una formula innovativa che raggruppa nello stesso ambiente un’enoteca, un locale da spuntino di mezzogiorno e da aperitivo, ha aperto in viale Europa ‘Vino e vino’. A dargli vita sono quattro personaggi che hanno in comune la passione per l’enogastronomia: Luca Branzanti, nome noto nel mondo del vino perché ha alle spalle iniziative in Argentina e durante il lockdown per il Covid ha inventato My Wine Club, progetto che supera il concetto di negozio on line proponendo in abbonamento una selezione personalizzata di etichette pensate ad hoc e inviate direttamente a casa di ogni membro del club.
Fonte: Resto del Carlino Cesena.
Domani appuntamento con ‘Cantine aperte e maglioni di Natale’ alla Poderi dal Nespoli.
Domani ‘Cantine aperte e maglioni di Natale’ alla Poderi dal Nespoli di Civitella con visite guidate in cantina e degustazioni a 10 euro. È consigliato indossare il proprio maglione di Natale per il brindisi augurale.
Fonte: Resto del Carlino Forlì.
Vini pregiati e piatti del territorio Weekend da gustare alla Rocca.
Oggi e domani riflettori puntati sull’Azienda Celli di Bertinoro Poi toccherà alla Tenuta Bacana di Villa Vezzano. Un dicembre a pieno ritmo per Enoteca Regionale Emilia Romagna. Prosegue, infatti, la nuova iniziativa ‘InCantina con…’ che il sabato, dalle 11 alle 15, e la domenica, dalle 11 alle 18, abbina ai vini di una realtà vitivinicola del territorio un percorso gustativo con prodotti tipici e piatti della tradizione. Dove? Dentro gli spazi di ‘In Cantina – La Dispensa Malvezzi Campeggi’ nella Rocca di Dozza. Oggi e domani riflettori puntati sull’Azienda Celli di Bertinoro mentre la settimana successiva sui nettari prodotti dalla Tenuta Bacana di Villa Vezzano.
Fonte: Resto del Carlino Imola.
Turismo verde e prodotti bio: la val Petronio si scopre green.
Una suggestiva veduta di Masso, la più piccola delle frazioni di Castiglione Chiavarese. L’apertura del Museo delle miniere ha ridato slando alle attività. In alto, II basilico coltivato In Idroponica in una serra nuovissima che lo rende disponibile in ogni periodo dell’anno. Sotto, l’antico forno della frazione che continua a produrre specialità come i crostini di pane: si viene qui anche solo per assaggiarli Turismo verde e prodotti bio: la val Petronio si scopre green Vitigni in via di recupero, specialità locali richieste anche da clienti fuori regione E a Masso il Museo delle miniere fa da volano al rinascimento della comunità Stefano Paolo Giussani C’è una certa idea di sviluppo montano fatta di turismo verde, produzioni bio, tecnologia del settore alimentare, valorizzazione delle tradizioni e un patrimonio storico di tutto rispetto.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Professionisti del vino Il futuro fra tecnologia e tutela dell’ambiente.
Un convegno oggi alla scuola enologica di Alba Professionisti del vino Il futuro fra tecnologia e tutela dell’ambiente. Dopo «Rapulè a San Martin», la scuola enologica albese Umberto I continua i festeggiamenti del proprio «140+ 1 anniversario» dall’apertura per regio decreto nel 1881. «Ma abbiamo scoperto in questi giorni che la prima lezione si tenne nel 1882, quindi a ragione possiamo festeggiare la cifra tonda di questo anniversario rimandato per Covid», ha detto la dirigente scolastica Antonella Germini..
Fonte: Stampa Cuneo.
Dalla guida “Vini d’Italia” tre bicchieri al Ghemme vigna Pelizzane 2015.
L’eccellenza firmata «Gambero rosso» torna in Alto Piemonte: il Vigna Pelizzane 2015 di Torraccia del Piantavigna conquistai «tre bicchieri» nella guida Vini d’Italia 2023. Un importante traguardo per l’azienda delle famiglie Francoli e Ponti che non solo si conferma alfiere del Ghemme, ma porta sul podio tutto il territorio accendendo i riflettori della più autorevole critica enologica nazionale. «Ricevere il riconoscimento dei “tre bicchieri” per uno dei nostri vini-bandiera è per noi un grande incentivo e conferma le grandi potenzialità del territorio – dicono all’unisono Alessandro Francoli e Giacomo Ponti.
Fonte: Stampa Novara-Vco.
Ferragamo, nasce il quartier generale del vino.
Arezzo, acquistato un capannone: da li partiranno le bottiglie della loro fattoria « Il Borro» *e®o Da una delle più famose tenute della provincia, al capoluogo. I Ferragamo sbarcano ad Arezzo, dove realizzeranno un centro di distribuzione mondiale dei vini, prodotti nella loro fattoria del Borro, della quale ricorre nel 2023 il trentennale dell’acqua- peon sto dal Duca d’Aosta, Amedeo Ferruccio di Savoia. Ferragamo La notizia è ancora ufficiosa, ma secondo indiscrezioni attendibili, è stato firmato nei giorni scorsi il contratto con il quale la celeberrima famiglia della moda (e delle scarpe più invidiate al mondo) acquista un capannone nella zona industriale di Arezzo che in passato è stato il quartier generale di una concessionaria d’auto.
Fonte: Corriere Fiorentino.
Ferragamo, il tocco grandi firme. Vicino l’acquisto di un’azienda per l’export mondiale dei vini – Ferragamo e il maxi hub del vino. Il Borro pronto a sbarcare in città.
Lo stilista vicino a un’operazione importante in zona industriale Ferragamo, il tocco grandi firme Vicino l’acquisto di un’azienda per l’export mondiale dei vini D’Ascoli a pagina 3 Ferragamo e il maxi hub del vino 11 Borro pronto a sbarcare in città Voci insistenti su una trattativa avviata per un grande centro di smistamento delle bottiglie ai Pratacci Sarebbe un modo per rendere più semplice e sostenibile la logistica. La trattativa è ancora top secret. Lo stoccaggio dell’intera produzione del Borro si affaccerebbe sul raccordo dell’AZ.
Fonte: Nazione Arezzo.
Premiati a Torino i vincitori del Mondial des Vans Extremes Una pioggia di riconoscimenti per le aziende valdostane.
II Circolo della Stampa in Palazzo Ceriana Mayneri, a Torino, ha ospitato ieri, venerdì 2 dicembre, la premiazione del 30esimo Mondial des Vins Extrêmes organizzato dal Cervim e una tavola rotonda dal titolo “Dalla montagna al mare: 35 anni di viticoltura eroica. Le esperienze del Cervim per le nuove sfide del futuro”. «E’ stata una cerimonia suggestiva e significativa. – commenta il presidente del Cervim Stefano Celi – Grande partecipazione con tanti produttori che hanno voluto essere presenti a Torino, per una grande soddisfazione che premia il loro duro lavoro.
Fonte: Valle’ Notizie.
Veneto prima regione in Italia per produzione di Dop e Igp.
Rapporto Ismea-Qualivita sul comparto cibo e vino a denominazione di origineo a indicazione protetta Veneto prima regione in Italia per produzione di Dop e Igp Con 4.817 milioni ha il 48% del valore nazionale di 19,1 miliardi Verona a quota 1.410 milioni segna un aumento del 1 3,1 %. Il Veneto resta in vetta alla classifica delle regioni italiane per l’impatto economico generato dalle Dop-Igp alimentari. Il dato emerge dal ventesimo Rapporto Ismea-Qualivita, che evidenzia come il comparto del cibo e del vino a denominazione di origine o a indicazione geografica protette abbia raggiunto nel 2021 un valore nazionale complessivo alla produzione di 19,1 miliardi di euro (+16,1 per cento sul 2020) e un export da 10,7 miliardi (+12,8%), al quale quotidianamente contribuiscono 198.842 operatori e 291 Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero.
Fonte: Arena.
I migliori vini che non puoi non avere nella tua cantina personale.
Ci sono vini di carattere di cui conviene sempre acquistare più di una bottiglia, perché il tempo ne fa solo che aumentarne il valore. Anche se ok, è difficile resistere dalla tentazione di stapparne subito una. Ecco allora qualche vino da condividere pregevole e pregiato che abbiamo ritrovato nella Cantina di GQ. Idee ottime anche per un regalo. Ci sono luoghi dove non ti stanchi mai di tornare. Anzi, dove non vedi l’ora di tornare. Tra questi vi è certamente la Franciacorta in Franciacorta la cantina di Mosnel. Un luogo storico, nobile e ospitale
Fonte: GQ Italia.
Cantine d’Italia, 16 nuove aziende tra i top nella guida 2023.
Sedici cantine raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine” e undici ottengono per la prima volta il riconoscimento de L’Impronta: questi i risultati dell’edizione 2023 di Cantine d’Italia, la guida per l’enoturista a cura di Go Wine che quest’anno racchiude 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, oltre 4.550 vini segnalati, circa 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire. L’evento di presentazione e premiazione si è tenuto giovedì 1° dicembre a Milano all’Hotel Melià, alla presenza di un folto pubblico di giornalisti, rappresentanti di cantine selezionate nel volume, enoappassionati.
Fonte: Italia a Tavola.
La mappa ragionata delle aziende top dell’Italia del vino nella guida “Cantine d’Italia 2023”.
Edita da Go Wine, rappresenta una vera e propria “Bibbia” dell’enoturista, con 830 cantine selezionate e 251 “Impronte d’eccellenza”. Un catalogo completo e ragionato delle più belle e accoglienti aziende del vino del Belpaese, da scoprire, visitare e degustare: nella guida “Cantine d’Italia 2023”, a cura di Go Wine, ci sono 830 cantine selezionate, 251 “Impronte d’eccellenza” per l’enoturismo, 8 premi speciali, oltre 4.550 vini segnalati, 1.600 indirizzi utili per mangiare e dormire.
Fonte: WineNews.
Vino. Nel 2022 cresce il settore (in Italia e all’estero), ma prospettive in ombra per il 2023.
In attesa di un 2023 per il quale gli organismi internazionali (Fondo Monetario Internazionale, Ocse, Commissione Europea) sono concordi nel prevedere un rallentamento della crescita rispetto all’anno in corso, i dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno (+16% rispetto al 2021) trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vini, spiriti e aceti.
Fonte: Agricultura.it.
Vino, spiriti e aceti trainano l’export: l’Osservatorio Federvini.
Per il 2023 i dati dell’Osservatorio Federvini curato da Nomisma e TradeLab evidenziano un nuovo record per l’export agroalimentare italiano, che dovrebbe superare i 59 miliardi di euro a fine anno (+16% rispetto al 2021) trainato anche dalle vendite oltre frontiera di vini, spiriti e aceti. Numeri, questi, da prendere però con cautela visto che gli organismi internazionali Fondo Monetario Internazionale, Ocse e Commissione europea sono concordi nel prevedere un rallentamento della crescita rispetto all’anno in corso. Per il vino, l’Osservatorio prevede 8 miliardi di euro (+12%), mentre per gli spirits 1,7 miliardi. Buono anche il risultato segnato dagli aceti, in particolare balsamici, che vedono chiudere l’anno con una crescita delle esportazioni a valore del 15%.
Fonte: Mixer Planet.
Il Movimento Turismo del Vino chiude il 2022 con Cantine Aperte a Natale.
Con il mese di dicembre arriva Cantine Aperte a Natale: presso le aziende associate al Movimento Turismo del Vino di tutta Italia tanti appuntamenti, degustazioni e appuntamenti in vigna. L’ultimo evento del calendario 2022 firmato Movimento Turismo del Vino è Cantine Aperte a Natale a cui va il doppio compito di chiudere una grande annata vitivinicola e di inaugurarne una nuova altrettanto entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Nel mese di dicembre, le aziende produttrici associate a Movimento Turismo del Vino si preparano ad accogliere, nelle loro vigne e nelle loro cantine, enoturisti e appassionati per celebrare le feste e l’inizio del nuovo anno con un caloroso brindisi.
Fonte: Horecanews.
Comitato misto Italia-Francia-Spagna sul vino: la Ue ci ascolti sulle nuove etichette.
Riunito a Roma il Comitato misto franco-spagnolo-italiano per il settore vitivinicolo ha tenuto la quinta riunione plenaria dopo la sua creazione nell’estate del 2017. Questa è stata la prima riunione plenaria che si è tenuta in Italia dopo la nostra adesione nel 2021 al Comitato misto che riunisce nello stesso forum i professionisti e le amministrazioni dei tre principali produttori di vino dell’UE, insieme rappresentativi di oltre l’85% della produzione europea. L’incontro è stato presieduto da Luigi Polizzi (Direttore Generale per le Politiche Internazionali e dell’Unione europea del Ministero italiano dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste), Philippe Duclaud (Direttore Generale per lo Sviluppo Economico e Ambientale delle Imprese del Ministero francese dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare) ed Esperanza Orellana (Direttore Generale per la Produzione Agricola e i Mercati del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione), con la presenza delle principali organizzazioni rappresentative del settore dei tre Paesi.
Fonte: Federvini.
Vino: da Roma le richiese alla CE del comitato Francia-Italia-Spagna.
Debutto in Italia per il Comitato misto Francia-Italia-Spagna del settore vitivinicolo, che riunisce nello stesso forum i professionisti e le amministrazioni dei tre principali paesi produttori di vino dell’Unione Europea, che rappresentano l’85% della produzione europea.
Mercoledì 30 novembre a Roma si è svolta la quinta riunione plenaria del Comitato misto dopo la sua creazione nel 2017: la prima plenaria tenutasi in Italia dopo l’adesione nel 2021 del nostro Paese. Una riunione che, come riferito ieri in una nota del Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), è stata presieduta dai direttori per le Politiche internazionali e dell’Unione europea del Masaf Luigi Polizzi, per lo Sviluppo economico e ambientale delle imprese del Ministero francese dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Philippe Duclaud e per la Produzione agricola e i mercati del Ministero spagnolo dell’Agricoltura, della pesca e dell’alimentazione Esperanza Orellana. E a cui erano presenti le principali organizzazioni rappresentative del settore dei tre Paesi.
Fonte: Floraviva.
Nasce a Pantelleria il vino estremo più buono del mondo.
Premiati oggi a Torino i viticoltori eroici di tutto il mondo, nell’ambito della 30/a edizione del concorso ‘Mondial des Vins Extrêmes’, organizzato dal Cervim (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana). Per l’Italia riconoscimento a produttori di 15 regioni; assegnate complessivamente 23 Gran Medaglie d’Oro, 181 Medaglie d’Oro e 61 Medaglie d’Argento. Il punteggio più alto in assoluto l’ha ottenuto, tra le 831 etichette partecipanti, un vino di Pantelleria. «E’ emersa un’eccellenza sempre più elevata – commenta il presidente di Cervim, Stefano Celi – con grandi diversità di vitigni che si traducono nel bicchiere in vini dai sapori unici
Fonte: GdS TRAPANI – Giornale di Sicilia.
Export di vino verso il nuovo record di 8 miliardi (+12%) nel 2022.
Dollaro forte, diversificazione dei mercati e ripresa del turismo sono stati i fattori vincenti, in attesa di un anno pieno di incognite. Otto miliardi di export di vino nel 2022. È il nuovo record di fatturato (più 12% rispetto al 2021) col quale il vino made in Italy si avvia a chiudere l’anno. La stima è stata diffusa oggi da Federvini, l’associazione delle imprese del vino degli alcolici e degli aceti. Un settore che tra vino e spirits (il cui fatturato estero ammonta a 1,7 miliardi) e aceti (le spedizioni di balsamico sono aumentate del 15%) hanno fornito un importante contributo a quello che si avvia a essere un nuovo record anche per le esportazioni agroalimentari nel complesso che si avviano verso picco massimo di 59 miliardi di euro (più 16%).
Fonte: Il Sole 24 Ore.
STAMPA ESTERA
In vino veritas.
The future of Napa Valley. A winemaker’s lawsuit against Napa County is about more than sour grapes WHEN JAYSON WOODBRIDGE, a former Canadian infantryman turned banker, changed careers and founded a winery in Napa Valley in 1998, he named it Hundred Acre. The name was a tribute to A.A. Milne’s “Winnie-the-Pooh” and was meant to evoke carefree whimsy. More recently, however, Mr Woodbridge has been pondering a different sort of fiction: that of Franz Kafka, famous for his portrayals of labyrinthine bureaucracy. In October Mr Woodbridge sued Napa County in a state court for “administrative overreach”, accusing it of creating “mountainous red tape and endless bureaucratic obstacles” for him and other vineyard owners. He says he spent about six months listening to “other people’s stories about how bad” regulatory overreach had become and decided “somebody’s got to do something, and that somebody is me.” The lawsuit came after the catastrophic Glass Fire in zozo, which burned nearly 70,000 acres in Northern California, including some of Mr Woodbridge’s property. After about a year of looking at the charred remains of trees, Mr Woodbridge decided to remove the stumps and experiment with “dry-farming” new vines, by putting young plants in pots with no bottoms in the hope that they would put down roots in the soil below. Napa County learned of the experiment and, threatening penalties, demanded he cease and replant the trees that had been there before, because he had not gone through the process of applying for a permit or doing an environmental review. Defiant and defensive of his property rights, Mr Woodbridge accuses the county of arbitrary meddling. He says he did not move any earth for the vines, so was not required to apply for a permit. He also points out that vineyards serve as natural firebreaks, unlike flammable tree species. Napa County says Hundred Acre has “created an environmental hazard”, leaving the hillside land “at high risk of erosion”. On November 28th it filed a response to Mr Woodbridge’s complaint and asked that the lawsuit be dismissed by the court with prejudice, because the actions for which he seeks relief and damages are “due to the acts and omissions” of Hundred Acre. The battle is likely to be a long one. Mr Woodbridge is not interested in a quiet settlement and wants to see the county change its ways. (“If this was Texas, they’d be helping us. We’re taxpayers, right?” he says.) He is a motivated warrior, having clashed with the local government before. In 2.006 Napa’s district attorney charged him criminally for not getting a permit to produce wine.
Fonte: Economist.
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Vitigno Italia, anteprima giovane.
In attesa dell’appuntamento di giugno. all’Hotel Excelsior 500 etichette e 100 produttori da tuta Italia per gli appassionati del vino Vitigno Italia, anteprima giovane. Dopo il grande successo della sedicesima edizione del Vitigno Italia dello scorso giugno, evento che rappresenta l’epicentro espositivo delle eccellenze vitivinicole campane e nazionali, le sale dell’Hotel Excelsior a Napoli sono tornate ad ospitare l’Anteprima Vitigno Italia in attesa della nuova edizione della manifestazione. Oltre 500 etichette distribuite tra 100 produttori provenienti da tutto il Paese hanno dato vita ad un appuntamento vivo e coinvolgente dove i produttori hanno incontrato sia operatori del settore che appassionati del mondo del vino.
Fonte: Roma.
Così torna il prosecco dei nonni.
Christian, Marika e il “colfondo” di Ca’ dei Zago «Qui non è mai arrivata la viticoltura moderna». Christian Zanatta (nell’illustrazione) è uno dei giovani vignaioli del Prosecco rimasto fedele al metodo ancestrale. Assieme alla sorella Marika rappresenta la quinta generazione della famiglia che, dai tempi del trisnonno, coltiva gli stessi terreni. Una storia iniziata dal 1924. L’azienda si chiama Ca’ del Zago, otto ettari nella Docg di Valdobbiadene, tra San Pietro di Barbozza e Saccol. «Il tempo si è fermato a Ca’ dei Zago, fino al 2005: avevamo i campi e una stalla, il nonno non conosceva le tecniche e faceva il vino in modo artigianale.
Fonte: Corriere della Sera 7.
Campari sale al 100% di Tannico.
Campan e Moët Hennessy completano l’acquisizione dell’enoteca online Tannico rilevando la quota non ancora posseduta dalla jv per salire fino al 100%. L’intento è costruire «un player di e-commerce paneuropeo di fascia alta per tutti i marchi di vino e spirit».
Fonte: Libero Quotidiano.
E-commerce, crescono Campari e Moët.
Campari e Moët Hennessy, a un anno dalla costituzione della joint-venture tra i due gruppi, completano l’acquisizione dell’enoteca online Tannico, per arrivare fino al 100%. L’obiettivo, si legge in una nota, è «costruire un player di e-commerce paneuropeo di fascia alta a favore di tutti i marchi di vino e spirit e dei loro consumatori europei». A partire dal prossimo 1 gennaio, poi, Thierry Bertrand-Souleau sarà amministratore delegato di Tannico, mentre il fondatore e attuale amministratore delegato Marco Magnocavallo, diventerà presidente onorario, mantenendo così la «continuità dell’impostazione strategica della piattaforma».
Fonte: Messaggero.
Intervista a Brunello Cucinelli – Brunello Cucinelli. Ma non datemi del marziano.
E dopo aver citato Tommaso Moro, Diocleziano, Pericle, Tolomeo, Adriano, Confucio, Aristotele, Platone, Benedetto Cutrugli, Theodore Levitt e Kant che Brunello Cucinelli torna a vestire i panni dell’imprenditore, illuminato fin che si vuole, ma pur sempre imprenditore. «Se non vendo i pullover, tutto il resto non lo posso fare» dice questo signore energico nato settant’anni fa a Castel Rigone, nella campagna umbra. Tutto il resto è soprattutto il restauro del borgo umbro di Solomeo, dove ha stabilito il suo quartier generale, un parco, una biblioteca, un teatro, un Monumento alla Dignità dell’Uomo, una scuola di alto artigianato, un oliveto, un vigneto, da cui è il primo anno che coglie i frutti, e una fabbrica dove sia conflittualità operai-padrone, sia sindacati, non sembrano esistere.
Fonte: Repubblica Venerdi.
A tutto vino alla Cantina Fiammetta.
Una delle cantine più antiche. La cantina Fiammetta di Croce di Montecolombo, una delle aziende agricole più antiche delle colline riminesi, organizza un’intera giornata di degustazioni. Venerdì 10, infatti, dalle 10 alle 19 sarà possibile assaggiare in anteprima il nuovo Sangiovese “made in Family” dell’annata 2022 abbinato con altri prodotti rigorosamente a km 0 (salami e pecorino) e con l’olio extravergine biologico appena spremuto.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Sua maestà l’Albana e gli altri doc e igt di Ravenna (e della Romagna).
Una breve guida per districarsi tra marchi e origini La legge della Comunità Europea “Ocm Vino” ha introdotto nel 2010 una rigorosa suddivisione tra vini con origine e senza origine. Il primo gruppo (dei senza origine — o Vdt-Vini Da Tavola — non parleremo) è suddiviso in Igp (Indicazione Geografica Protetta) — che in Italia si può indicare anche come Igt (Indicazione Geografica Tipica) — e Dop (Denominazione di Origine Protetta), definizione che qui comprende i vini Doc e Docg, rispettivamente Denominazione di Origine Controllata e Denominazione di Origine Controllata e Garantita.
Fonte: Ravenna & Dintorni.
Vini all’asta per le donne.
Iniziativa dell’Ais per sostenere il progetto dell’Ausl Romagna L’associazione italiana sommelier si schiera a fianco dell’Ausl Romagna per contribuire a sostenere il progetto ‘Well Fare rete per le donne’. L’iniziativa di sostegno Ais che coinvolge i soci dell’associazione, ma anche i produttori di vino del territorio, si concretizzerà in un’asta benefica di vini i cui proventi saranno interamente devoluti al progetto dell’Azienda sanitaria romagnola per informare e raccogliere fondi a favore delle donne e dei minori che subiscono violenza.
Fonte: Resto del Carlino.
Il progetto Viticoltori e studenti a confronto.
“Increase Siwsat” Maturandi ed esperti del comparto vitivinicolo a confronto su un progetto innovativo come “Increase Sfursat”, che ha come obiettivo quello di ottenere un miglioramento produttivo di uno dei vini più identitari del nostro territorio. Protagonisti sono stati al “Centro Le Volte” di Sondrio gli studenti delle classi quinte A e C ad indirizzo “Produzioni e trasformazioni” e “Viticoltura ed enologia” dell’istituto tecnico agrario del convitto Piazzi. Ad organizzare il tavolo, il Consorzio di tutela dei vini di Valtellina e Coldiretti Sondrio, per interfacciarsi con i produttori per individuare le prospettive future sullo Sforzato.
Fonte: Provincia Sondrio.
Torino wine week si beve naturale.
Non c’è modo migliore, velo dice un appassionato, che scaldarsi dal clima torinese con un calice di ottimo vino! L’occasione la offre la Torino Wine Week che torna sabato 3 e domenica 4, con il Salone di “Naturalmente Vino” . L’appuntamento è negli spazi di Snodo, alle Ogr in corso Castelfidardo 22. Inoltre, in concomitanza con l’evento enologico, in alcuni locali della città ci sarà anche una pre-view della Notte Rossa Barbera. Alle Ogr parliamo dunque di nèttari naturali, una corrente del mondo del vino che sta prepotentemente prendendo piede catturando interesse e curiosità di appassionati.
Fonte: Stampa Torino Sette.
Al Luparia si studiano le uve con il drone.
All’Istituto agrario “V. Luparia” di San Martino di Rosignano gli studenti del corso specialistico di Viticoltura ed Enologia si stanno concentrando in questo periodo sull’analisi delle uve presenti nei vigneti che circondano la scuola. Grazie alla viticoltura di precisione, gli alunni sono in grado di acquisire una conoscenza approfondita del vigneto sperimentale scolastico, riuscendo così a gestirne efficacemente la variabilità spaziale attraverso interventi mirati su ciascuna pianta. Oltre a migliorare la resa del terreno, l’agricoltura di precisione applicata alla coltivazione di vigneti permette di diminuire sensibilmente l’impatto ambientale.
Fonte: Vita Casalese.
Torchio d’Oro: premio per due.
Grande successo per l’iniziativa organizzata dal Comune con la collaborazione dell’Istituto Luparia e il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura Torchio d’Oro: premio per due L’Oscar 2022 è andato ex æquo alle aziende agricole di Davide Beccaria e Massimo Crova. Sono le Azienda Agricole Bcc caria Davide e Crova Massimo a essersi aggiudicate ex aequo l’Oscar 2022 del Concorso Enologico Torchio d’Oro. L’ufficializzazione è arrivata sabato 26 novembre, durante la cerimonia di premiazione svoltasi nella ex Cappella del Castello del Monferrato.
Fonte: Vita Casalese.
Sorsi, etichette, affari e playlist Il vino delle feste – Inflazione e clima, il settore perde il 15%.
Il vino protagonista anche a dicembre, con il bilancio di un anno di produzione. Ma si preparano anche eventi. Evitabile Inflazione e clima, il settore perde il 15% La stima di Coldiretti: su base annua la produzione vitivinicola scenderà a 8,5 milioni di ettolitri Le imprese non brillano per margini industriali (2,7%) sul fatturato. La media nazionale è del 5,5% Messa a dura prova da eventi climatici estremi, la vendem• mia 2022 in Puglia, secondo Coldiretti, ha registrato un meno 15% rispetto allo scorso anno. Malgrado ciò, secondo le stime di settembre scorso di Ismea/Uiv/ Assoenologi, nel 2°22 si produrranno io,6 milioni di ettolitri di vino e mosti, più 3% dal 2021, contro una crescita zero in Italia.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
Intervista a Donato Pentassuglia – Sorsi, etichette, affari e playlist Il vino delle feste – «Qualità e innovazione, il futuro è già adesso».
Ma si preparano anche eventi. da pagina 9 a pagina 12 Avitabile «Qualità e innovazione, il futuro è già adesso» Donato Pentassuglia, assessore all’agricoltura «Sull’enoturismo bisogna semplificare la materia» « difendere e tutelare le nostre varietà autoctone, sostenere le imprese in innovazione di processo e di prodotto, come anche in promozione e valorizzazione delle eccellenze enologiche in Italia e all’estero». È questa la ricetta di Donato Pentassuglia, assessore regionale all’Agricoltura, per schivare i colpi della crisi e sostenere un comparto che eccelle a livello nazionale, minacciato dagli alti costi di produzione, cresciuti di oltre il 509 per energia, lavorazioni, materie prime e irrigazione.
Fonte: Corriere del Mezzogiorno Puglia.
Stasera a Bisceglie, il «Gran Galà delle Eccellenze Vinicole Pugliesi».
E’ in programma nella serata di oggi, venerdì 2 dicembre 2022, a Bisceglie, presso il relais “Villa Ciardi”, il “Gran Galà delle Eccellenze Vinicole Pugliesi”. L’evento, che premierà le etichette che hanno centrato le 4 Viti delle Guida Vitae, è organizzato dalla Delegazione Bat Sveva dell’Associazione Italiana Sommelier della Regione Puglia. II format, che ritorna in presenza dopo due anni di stop causa Covid, avrà la consueta forma di un party di premiazione delle produzioni vinicole premiate dalla “Guida Vitae ai Vini d’Italia 2023” dell’Associazione Italiana Sommelier.
Fonte: Gazzetta della Bat.
Oltre 5 milioni per valorizzare all’estero i vini siciliani.
Nove i progetti ammessi nella graduatoria “Ocm vino” di prossima pubblicazione sul sito dell’assessorato all’Agricoltura Oltre 5 milioni per valorizzare all’estero i vini siciliani Luca Sammartino: “Intendiamo sostenere e promuovere tutte le produzioni agroalimentari di qualità” “Non esiste al mondo una terra del vino dove si vendemmia da luglio a novembre”. Fondi per quasi 5,3 milioni di euro sono stati stanziati dall’assessorato regionale dell’Agricoltura per l’internazionalizzazione e la valori77a7ione sui mercati extra-europei dei vini di Sicilia.
Fonte: Quotidiano di Sicilia.
La sommelier che ci invidiano tutti: Federica Bonacchi.
Ha lasciato una carriera hen avviata da avvocato per inseguire una passione ed ha seriamente fatto la scelta migliore della sua vita, diventando un’autorità nel campo enogastronomico La sommelier che ci invidiano tutti: Federica Bonacchi «assaggiare un vino è sempre un’esperienza e un via; o nei ricordi, per degustare bisogna saper riaprire dei cassetti della memoria chiusi da tempo» L’incontro con Leonardo Romanelli avvenuto quasi per caso è stato l’evento che ha determinato un radicale cambio lavoro ma soprattutto di vita.
Fonte: Giornale di Pistoia e della Valdinievole.
I digital talk di ‘Wine&Siena’.
Ogni giovedì sui social La riflessione sul vino nel made in Italy Tornano ogni giovedì i digital talk ‘Aspettando WineeSiena’, il format di Confcommercio Siena – in vista della kermesse enologica – che registra una media di circa 3.500 visualizzazioni a puntata sulle pagine social che parlano di vino. Confcommercio, partner organizzatore di WineeSiena con la Camera di Commercio, riprende il ciclo di interviste e racconti del mondo del vino di Siena e nazionale.
Fonte: Nazione Siena.
Vino affinato in botti di marmo delle Apuane.
Novità presentata dalla cantina toscana Fuori Mondo in collaborazione con Hernaux al ristorante parigino con tre stelle Michelin. Una bottiglia bordolese classica arriva a costare fino a 1000 euro. II vino…nelle candide botti di marmo delle Apuane. Una novità che ha sbalordito anche i più esperti enologi e che è stata presentata dalla cantina Fuori Mondo di Campiglia Marittima di proprietà di Olivier Paul-Morandini. Il vino affinato nel marmo estratto dalle cave del monte Altissimo ha debuttato a Parigi, al ristorante tre stelle Michelin Ledoyen dello chef Yannick Alléno, e già si vocifera di un prezzo di ben mille euro a bottiglia.
Fonte: Nazione Viareggio
Osterie d’Italia, new entry tra le Chiocciole.
Montieri “La Ciottolona” si aggiunge alla lista delle 27 a livello regionale Mootieri. La Toscana si conferma ancora una volta terra di tradizioni enogastronomiche e attenzione ai principi della sostenibilità. Lo dimostrano i numeri della Guida Osterie d’Italia 2023 presentata ieri al Consiglio regionale. Un evento promosso dal consigliere regionale Marco Landi a cui è seguita una degustazione di piatti presentati da cinque delle nuove chiocciole di quest’anno: Nonno Cianco di Cutigliano, Agriosteria La Casa del Buono di Terranuova di Bracciolini; La Ciottolona di Montieri, La Bottegaia di Pistoia e la fiorentina Osteria dell’Enoteca.
Fonte: Tirreno Grosseto.
CANTINE APERTE A NATALE 2022.
Per tutto il mese di dicembre presso le cantine associate al Movimento Turismo del Vino. Il Movimento Turismo del Vino chiude il 2022 con Cantine Aperte a Natale. Ultimo brindisi dell’anno per il MTV – Degustazioni, mercatini e shopping natalizio nelle cantine di tutta Italia. Sta per iniziare l’ultimo evento del calendario 2022 firmato Movimento Turismo del Vino. Spetta a Cantine Aperte a Natale il doppio compito di chiudere una grande annata vitivinicola e di inaugurarne una nuova altrettanto entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Nel mese di dicembre, le aziende produttrici associate MTV si preparano ad accogliere, nelle loro vigne e nelle loro cantine, enoturisti e appassionati per celebrare le feste e l’inizio del nuovo anno con un caloroso brindisi. Un’occasione imperdibile, non solo per degustare vini e prodotti autoctoni regionali, ma anche per visitare le vigne e le cantine trasformate in mercati di Natale, lasciarsi trasportare dalla magica atmosfera natalizia e, con l’occasione, scegliere il giusto regalo da mettere sotto l’albero.
Fonte: Movimento Turismo Vino.
Cantina Bolzano presenta a Milano la nuova annata di Lagrein.
La nuova annata 2020 di “Taber” e le riserve 2016 e 2014, il vino da uve Lagrein che più di tutti rappresenta la qualità di Cantina Bolzano, sono state le protagoniste della presentazione che la storica cantina cooperativa altoatesina ha tenuto a Milano. Ad accompagnare la freschezza e l’eleganza dei vini di montagna la cucina, tre stelle Michelin, dello chef Norbert Niederkofler che firma il menu del milanese “Horto”, design e stile, con vista sulle guglie del Duomo. A raccontare vini di carattere e spiccata identità territoriale Daniele Galler, direttore commerciale Italia, che ha proposto anche i bianchi tradizionali come il Sauvignon “Greel” e lo Chardonnay “Stegher”.
Fonte: ANSA.
Il vino, medium del patrimonio culturale italiano. Come il Valpolicella “Camera dei Giganti”.
Un progetto firmato Mastella Allegrini, che unisce la bellezza di Palazzo Te a Mantova, e quella di Villa della Torre a Fumane, in Valpolicella. Un progetto firmato Mastella Allegrini, che unisce la bellezza di Palazzo Te a Mantova, e quella di Villa della Torre a Fumane, in Valpolicella. Due capolavori accomunati proprio dal maestro Giulio Romano. E che ora, assecondando evidenti risonanze storico-artistiche che ruotano anche attorno alla Villa come dimora signorile di campagna, sintesi di bellezza, arte ed amore per l’agricoltura, stringono un’alleanza felice e fertile, salutata dalla produzione di un vino nuovo nato nel cuore della Valpolicella Classica.
Fonte: WineNews.
Vino, oltre 5 milioni per l’internazionalizzazione delle produzioni siciliane.
Fondi per quasi 5,3 milioni di euro sono stati stanziati dall’assessorato regionale dell’Agricoltura per l’internazionalizzazione e la valorizzazione sui mercati extra-europei dei vini di Sicilia. «Una misura molto attesa da tutto il comparto vitivinicolo della regione – commenta l’assessore Luca Sammartino – che abbiamo sbloccato in tempi record. La grande varietà dell’enologia siciliana rappresenta oggi un altissimo valore aggiunto. Non esiste al mondo una terra del vino dove si vendemmia da luglio a novembre e dove, da Occidente a Oriente, dall’estrema punta a Ovest, Pantelleria, a quella Est, lo stretto di Messina, si concentrano differenti tipologie di coltivazioni. Territori con una straordinaria vocazione vitivinicola, di lunga storicità e con una forte relazione tra produzioni enologiche, cultura, tradizioni e paesaggio».
Fonte: Regione Siciliana.
“Vino italiano ambasciatore del Made in Italy”, tornano i digital talk “Aspettando Wine&Siena”.
Ogni giovedì alle 18,30 in streaming su pagine, profili e gruppi social del mondo vitivinicolo nazionale torna il format studiato da Confcommercio Siena. Nella prima puntata Alessandro Mauro Rossi, direttore Forbes Italia e delle Guide de l’Espresso; Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti; Donatella Cinelli Colombini, presidente Associazione Nazionale Donne del Vino; Helmut Köcher presidente e fondatore del Merano Wine Festival. Collegato dalla Cina, Alessio Fortunato il giovane enologo, consulente in Wine Business e professore presso la prima Università in enologia e wine business instituita in Asia.
Fonte: Siena Free.
I migliori vini del Veneto premiati dall’Ais.
Tra le regioni italiane con un patrimonio vinicolo incredibile c’è senza alcun dubbio il Veneto, che conquista sempre i massimi punteggi con le sue etichette prestigiose. Guida ai vini del Veneto, il portale che ogni anno raccoglie le eccellenze enologiche della regione selezionate dai degustatori di AIS Veneto, ha assegnato il Premio Fero. Una giuria composta da sommelier AIS e giornalisti del settore enogastronomico ha valutato 2000 vini, ne sono arrivati in finale 21, tre per ognuna delle sette categorie: Miglior Spumante Metodo Charmat, Miglior Spumante Metodo Classico, Miglior Vino Bianco, Miglior Vino Rosa, Miglior Vino Rosso, Miglior Vino Rosso da Invecchiamento, Miglior Vino da Dessert. Ai sette vini che hanno raggiunto i punteggi più alti all’interno della propria categoria è stato quindi riconosciuto il titolo di Miglior Vino del Veneto. Spumanti, bianchi, rossi, passiti, è difficile stilare una classifica, ci hanno provato i sommelier Ais.
Fonte: VeronaSera.
I vini dolci speciali.
La settimana scorsa abbiamo visto i vari metodi di produzione dei vini dolci naturali, vale a dire quei vini che contengono naturalmente zucchero residuo al termine della fermentazione, tanto da risultare dolci al palato. Tuttavia, concentrare in maniera naturale lo zucchero nel mosto, non è l’unico metodo di produzione dei vini dolci. Esiste infatti la categoria chiamata vini dolci speciali. I vini dolci speciali sono quei vini per i quali sono ammesse pratiche altrimenti vietate dalla legislazione vinicola. Nello specifico, sono vini che vengono addizionati di altre sostanze (alcol, liquore, aromi, ecc.) per renderli più piacevoli e donargli un gusto caratteristico e tipico.
Fonte: Cremona Sera.
Vino. Schenk Italian Wineries investe sul Piemonte.
Cantina Cooperativa Vallebelbo è ufficialmente partner di Schenk Italian Wineries, con un accordo di collaborazione che sancisce e consolida un rapporto iniziato già nel 2018 per la produzione di una linea di vini piemontesi dalle grandi potenzialità: Casali del Barone. 500 ettari vitati nel cuore delle Langhe, di cui circa 150 a Dolcetto/Barbera/Nebbiolo, e 150 viticoltori che conferiscono uve di grande qualità. Questa la fotografia istantanea della Cantina Cooperativa Vallebelbo, fondata nel 1956, ufficialmente partner di Schenk Italian Wineries con un accordo di collaborazione che sancisce e consolida un rapporto iniziato già nel 2018 per la produzione di una linea di vini piemontesi dalle grandi potenzialità: Casali del Barone.
Fonte: Horecanews.
Brunello Cucinelli, l’imprenditore controcorrente si dà al vino.
“Salari più alti”, “lavorare meno”, “le tasse sono giuste”, “i porti devono restare aperti”. Parola del re del cashmere che adesso si è messo a produrre vino. Intervista. È dopo aver citato Tommaso Moro, Diocleziano, Pericle, Tolomeo, Adriano, Confucio, Aristotele, Platone, Benedetto Cutrugli, Theodore Levitt e Kant che Brunello Cucinelli torna a vestire i panni dell’imprenditore, illuminato fin che si vuole, ma pur sempre imprenditore. “Se non vendo i pullover, tutto il resto non lo posso fare” dice questo signore energico nato settant’anni fa a Castel Rigone, nella campagna umbra.
Fonte: La Repubblica.
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Greco di Tufo in piena forma dopo tre anni.
Abbiamo avuto modo di apprezzare la finezza e l’eleganza dei vini irpini di questa azienda di Vertecchia, una frazione di Pietradefusi, lì dove le provincie di Avellino e di Benevento si fondono. E’ però la prima volta di questo Greco che, come è nostra abitudine, avevamo conservato in attesa di un suo assestamento con il passare del tempo. Tre anni sono più che sufficienti per goderne tutti i pregi: la freschezza è rimasta infatti immutata ma non copre completamente le altre sensazioni Il vino si presenta con sentori di frutta croccante e una nota appena accennata di affumicato, al palato ha la solita forza di questo vitigno, immediato, capace di affrontare alla pari qualsiasi cibo grazie alla sua potenza e alla sua struttura.
Fonte: Mattino Napoli.
A Pitigliano la Cantina più virtuosa Nella botte c’è il premio Equalitas.
II duplice riconoscimento conferito in base a parametri europei per la coltivazione e la produzione. La certificazione cristalliza l’impegno dell’azienda nella sostenibilità. La Cantina di Pitigliano ha conquistato «Equalitas 2022», un altro importante riconoscimento sul fronte della sostenibilità. Questa certificazione posiziona l’azienda tra le realtà più virtuose del settore vitivinicolo. Soddisfatto il presidente della Cantina, Moreno Felici. «Abbiamo intrapreso una vera e propria politica aziendale per la sostenibilità – spiega il presidente -, come peraltro prevede lo statuto aziendale. Sulla base di esso, della storia e delle nostre tradizioni viene quasi naturale ricevere tali riconoscimenti poiché eccellenza di produttività, sviluppo socio-economico e salvaguardia dell’ambiente sono alla base del nostro operato».
Fonte: Nazione.
Oggi la degustazione. Expo Consorzio Chianti in Palazzo Vecchio.
Oggi, giovedì 1 dicembre, nella suggestiva Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, si terrà il primo expo del Consorzio Chianti Colli Fiorentini. Un appuntamento per poter degustare e apprezzare tutti i vini ed i prodotti del Consorzio. A partire dalle 9.30 e per tutta la mattina, fino alle 13, lo spazio sarà dedicato esclusivamente ai giornalisti, italiani ed esteri, che avranno la possibilità di assaggiare i vini delle aziende del Consorzio. La stampa avrà anche modo di dialogare ed intervistare i produttori per confrontarsi ed approfondire i vari spunti che emergeranno dalla degustazione.
Fonte: Nazione.
La Leopolda ospita il talent dei vini italiani.
«Saranno Famosi nel Vino» è il nuovo evento/format in programma alla Stazione Leopolda di Firenze sabato 3 e domenica 4 dicembre. L’obiettivo è mettere insieme i migliori vini italiani creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni. Una passerella per i produttori emergenti destinati a un futuro radioso. Il primo vero e proprio talent show del vino italiano. In tutto oltre 200 etichette emergenti, con grandi ambizioni e il desiderio di farsi scoprire da Ovine lovers, buyers, ristoratori e sommelier. Le oltre 120 aziende partecipanti arrivano da tutta Italia: la Toscana a fare la parte del leone.
Fonte: Nazione.
Aste di vino benefiche per donne e minori vittime di violenza.
Accordo tra Ais per dare supporto anche tramite l’Ausl Romagna. Ais Romagna (Associazione Italiana sommelier) si schiera a fianco dell’Ausl per contribuire a sostenere il progetto ‘Well Fare rete per le donne’. L’iniziativa di sostegno Ais che coinvolge i soci dell’associazione, ma anche i produttori di vino del territorio, si concretizzerà in un’asta benefica di vini i cui proventi saranno interamente devoluti al progetto dell’Azienda sanitaria romagnola per informare e raccogliere fondi a favore delle donne e dei minori che subiscono violenza. L’asta si terrà il 16 dicembre all’Istituto Alberghiero Tonino Guerra di Cervia dove Ais Romagna per il secondo anno consecutivo organizza la sua tradizionale `Cena degli auguri’ per soci familiari e amici dell’Associazione.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Freschezza, armonia con una vena sapida dai morbidi tannini.
Loredan Gasparini Doc Montello Venegazzù Della Casa 2018. Freschezza, armonia con fina vena sapida dai morbidi tannini Alta Marca Trevigiana è un’incantevole zona collinare che comprende Molo e il Montello da dove si eleva anche altura a forma ellittica formatesi nel tempo. Una terra rossa ricca di ferro che nasconde ciottoli di calcare, di porfido e di granito, impastati con argilla, ricavati dai detriti del fiume Piave e dai residui delle Alpi. Una terra ricca di boschi, di legname e altamente vocata alla produzione di vino.
Fonte: Gazzetta di Parma Gusto.
Le vacanze degli enoappassionati e l’acquisto dei vini.
L’indagine Winenews Secondo un’indagine svolta alcuni anni fa da Winenews, rivista online di enologia, e da Vinitaly, uno dei più grandi eventi internazionali del vino, gli enoappasionati italiani passano le vacanze nei territori regionali a più alta vocazione vitivinicola. E quasi tutti poi acquistano i vini simbolo di quei territori: il Gewurtztraminer in Alto Adige, il Teroldego e il Marzemino in Trentino, il Vermentino e il Pigato in Liguria, il Negroamaro e il Primitivo di Manduria in Puglia, il Brunello di Montalcino, il Chianti e il Nobile di Montepulciano, il Morellino di Scansano e il Bolgheri in Toscana, il Montepulciano d’Abruzzo in Abruzzo, il Verdicchio e il Lacrima di Morro d’Alba nelle Marche, il Vermentino e il Cannonau in Sardegna, la Falanghina, il Fiano, il Greco e il Taurasi in Campania, il Nero D’Avola, il Grillo, l’Inzolia, il Passito di Pantelleria e il Moscato di Noto in Sicilia.
Fonte: Latina Oggi.
Cantine aperte a Natale Gli appuntamenti laziali.
Dove andare Tre le aziende regionali che aderisco alla manifestazione: Cantina del Tufaio, Tenuta Le Quinte e la biologica Cantina mena Da alcuni anni, il Movimento del turismo del vino organizza “Cantine aperte a Natale”. Quest’anno sono tre la aziende del Lazio che per tutto il mese di dicembre apriranno le porte agli enoturisti. Eccole: l’Azienda agricola Cantina del Tufaio di Zagarolo, la Tenuta Le Quinte di Monte Compatri e l’Azienda agricola biologica Cantinamena di Campoleone. Questi gli appuntamenti in programma alla Cantina del Tufaio: sabato 3 dicembre (dalle 15 alle 17), passeggiata nei vigneti, visita alla grotta di tufo e degustazione di tre vini; sabato 10 e domenica 11 dicembre (dalle 11 alle 17), open day natalizio; domenica 18 dicembre (dalle 11,30 alle 16), degustazione di spumanti; martedì 27dicembre (dalle 18 alle 21), incontro con la cucina brasiliana.
Fonte: Latina Oggi.
Vinové oggi compie un anno, Circella: «Pronti a crescere».
Oggi Vinové.it compie un anno. Matteo Circella, Francesco Leoni, Ettore Marullo, Paolo e Matteo Lavaggi, i cinque fondatori del portale per la vendita on line di vino, brindano ai traguardi raggiunti nei dodici mesi appena trascorsi e programmano il 2023. Previste visite alle aziende vinicole, degustazioni, occasioni di incontro. Vinové non è una semplice cantina digitale stipata di bottiglie acquistabili con pochi clic, ma una finestra aperta sul mondo del vino e di chi lo produce. L’approccio con il quale Circella, classe 1990, incoronato miglior sommelier d’Italia 2021 da Guida Michelin, è quello del conoscitore appassionato che vuole coinvolgere chi gli si affida e accompagnarlo a scoprire cosa si nasconde dietro ciascuna etichetta.
Fonte: Secolo XIX Levante.
Viticoltura ed enologia di ieri e di domani.
Questa mattina si celebrano 1 150 anni del Crea-Ve. La responsabile Antonella Bosso fa il punto della situazione Viticoltura ed enologia di ieri e di domani In mattinata, dalle 9.30 presso l’Aula Magna del Polo Universitario UniAstiss di Asti, si terrà il Convegno celebrativo del 150° anniversario della sede di Asti del Crea-Ve Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia. Nella giornata di domani, invece, la sede di Asti del CreaVe sita in via Pietro Micca 35, sarà aperta ai cittadini dalle 14 alle 17, con visite guidate che hanno l’obiettivo di far conoscere il centro al pubblico; gli interessati potranno prenotare al 0141 433829. 11 18 gennaio 1872 nasceva la Regia Stazione Enologica Sperimentale di Asti, istituita con R.D. da Vittorio Emanuele Il, sotto l’egida del Ministero dell’Agricoltura, con l’obiettivo di attualizzare l’agricoltura, innovando le tecniche di coltivazione e trasformazione dei prodotti agricoli.
Fonte: Gazzetta d’Asti.
Per la Dop Economy astigiana un anno al top con un giro d’affari da 324 milioni di euro.
Piazza d’onore in Piemonte dietro Cuneo nel valore delle eccellenze dai vini Doc e Docg ad altri prodotti Dop e Igp perla tavola nel report Ismea La mappa dei tesori italiani, dalle farine alla grappa “pesati” è stata realizzata attraverso la potenza di fuoco delle filiere e dei Consorzi di tutela. Per la Dop Economy astigiana un anno al top con un giro d’affari da 324 milioni di euro. Vale 324 milioni il giro d’affari della Dop Economy in provincia di Asti, una quota che vale il secondo posto in Piemonte, alle spalle di Cuneo, che sfiora gli 890 milioni, ma ben prima di Alessandria (229 milioni) e di Novara (86 milioni). A stimare il valore delle produzioni d’eccellenza — vini Doc e Docg insieme agli altri prodotti Dop e Igp per la tavola—è il Rapporto Ismea-Qualivita 2022 pubblicato nei giorni scorsi.
Fonte: Stampa Asti.
“Asti ha le carte in regola per diventare sede del polo innovativo filiera del vino”
L’assessore regionale Marco Protopapa rilancia il progetto “Asti ha le carte in regola per diventare sede del polo innovativo filiera del vino” Il polo di innovazione per la filiera del vino, progetto particolarmente caro alle istituzioni, alla Fondazione CrAsti e al mondo imprenditoriale astigiano, trova un alleato in Marco Protopapa, assessore regionale all’Agricoltura: «Convido e appoggio la proposta che deve coinvolgere tanto l’agricoltura quanto il mondo della formazione. È un’opportunità da cogliere anche in funzione delle possibili risorse messe a disposizione dalla Comunità europea che, a fronte di progetti delineati, può essere coinvolta insieme ai Ministeri interessati. Asti in virtù dell’apporto storico che ha fornito alla ricerca vitivinicola ha le carte in regola per essere la sede del tavolo di lavoro con tutti i soggetti della filiera piemontese».
Fonte: Stampa Asti.
L’eleganza dei vini “Castel del Monte”.
“Rivera: il carattere e l’eleganza dei vini Castel del Monte” – in programma oggi alle 19.30 presso il Grand Hotel Tiziano di Lecce – è il nuovo appuntamento dell’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, guidata da Marco Albanese. Alla scoperta delle cantine Rivera che valorizzano da11950 il potenziale enologico della zona Doc¡ Docg Castel del Monte e dei suoi vitigni autoctoni. Sarà presente Sebastiano De Corato, che ripercorrerà la storia dell’azienda: il territorio e i vitigni Bombino Bianco, Chardonnay, Bombino Nero (con l’anteprima del Pungirosa 2022), Nero di Troia, per finire con la nota dolce del Moscato di Trani.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Lecce.
“Donne del Vino” Progetto per la scuola.
D-Vino, il progetto formativo delle Donne del Vino per la scuola, b dedicato agli Istituti per il turismo e agli alberghieri che l’associazione promuove per aumentare le prospettive di lavoro dei futuri professionisti del settore, mettendo a contatto gli studenti con l’intera filiera produttiva, migliorare la consapevolezza di un consumo responsabile e accrescere la conoscenza nel settore con un approccio pratico ed esperienziale. Storia e cultura del vino, normative, enoturismo, comunicazione del vino e molto altro sono i temi delle lezioni. Sarà presentato in tutti i suoi dettagli in occasione di una conferenza stampa che si terrà martedì 6 dicembre, alle 10, nella sala convegni del dipartimento dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia a Bari (Lungomare Nazario Sauro).
Fonte: Taranto Buonasera.
MareDiVino al Terminal Crociere Due giorni dedicati al buon bere.
Al via sabato con 53 produttori che potranno anche vendere le bottiglie MareDiVino al Terminal Crociere Due giorni dedicati al buon bere I\\\11′. d i Roberto RIu Livorno In alto i calici: toma “MareDiVino”, la manifestazione dedicata al buon bere, a degustazioni ed ai prodotti tipici del nostro territorio provinciale, giunta alla undicesima edizione e che per due giorni, il 3 e 4 dicembre, resterà aperta presso il Terminal Crociere – Porto di Livorno 2000 (Piazzale dei Marmi, 12) a cura della delegazione livornese della Fisar (Federazioni italiana sommelier albergatori e ristoratori) in collaborazione con “Slow Food – Condotta di Livorno”, il sostegno del Comune e di “Vetrina Toscana”, col patrocinio della Regione Toscana e della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno: «”MareDiVmo”.
Fonte: Tirreno Livorno.
Canzone di Natale: il video coi produttori di prosecco.
Anche quest’anno ci sarà una canzone di Natale sulle colline patrimonio dell’Unesco: verrà registrata il prossimo 14 dicembre alle 15.30. L’appello è stato lanciato da Nicola Menin sulla sua pagina Facebook dove invita tutti i produttori di Conegliano e Valdobbiadene che volessero partecipare al video a presentarsi in località Frasca Marchet con due bottiglie del proprio vino e un suo calice. «Visto il successo ottenuto dalla Canzone di Natale dello scorso anno- spiega Menin- ho deciso di riproporre l’iniziativa. Abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti per quella dello scorso anno anche se l’esecuzione è stata limitata a causa delle restrizioni legate all’emergenza Covid».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Vini “resilienti” sabato all’hotel Carlton.
I Vini Piwi per la prima volta a Venezia con un evento Nazionale, sabato, nelle sale dell’Hotel Carlton on the Gran Canal a Venezia. Il programma prevede oltre alle degustazioni, una Tavola Rotonda per scoprire i Vini Piwi e due Masterclass condotte da Fisar Venezia. Piwi Acronimo tedesco di PilzWiderstandsfähige che significa “varietà resistente alle malattie fungine” oggi sempre più diffuso nel panorama enologico italiano, particolari vitigni di incroci tra viti europee e americane ottenute per impollinazione, che assicurano meno trattamenti anticrittogamici, a fronte di un approccio più rispettoso dell’ambiente. Un progetto che inizia a Venezia e proseguirà nel 2023 a Milano e a Cortina.
Fonte: Gazzettino Venezia.
Antinori a Montalcino: completa la nuova cantina di Pian delle Vigne, ideata da Piero Antinori.
Un edificio integralmente riciclabile. Mentre i vigneti si spostano ad una maggiore altitudine, contro il riscaldamento climatico. Una cantina semplice, pratica, che sia sostenibile e rispetti il territorio, senza dover per forza ricorrere ad architetti famosi: per dare visibilità al vino e non alla struttura o ad una persona. Questa l’idea di partenza per la nuova cantina di Pian delle Vigne, la tenuta di Montalcino della Marchesi Antinori, realtà che è storia e riferimento del vino italiano, nata dal pensiero del Marchese Piero Antinori in persona, che ispirandosi a strutture che gli erano piaciute, ha fatto personalmente uno schizzo da cui è partito il progetto di due edifici (uno dedicato alla fermentazione e uno all’affinamento del vino).
Fonte: WineNews.
Schenk investe sul Piemonte delle Langhe con Cantina Vallebelbo.
500 ettari vitati nel cuore delle Langhe, di cui circa 150 a Dolcetto, Barbera, Nebbiolo e 150 viticoltori che conferiscono uve di qualità. È la Cantina Cooperativa Vallebelbo, con cui Schenk Italian Winery ha siglato una partnership di lunga durata per la produzione di vini in Piemonte. L’accordo sancisce infatti un rapporto iniziato nel 2018, con la produzione della linea Casali del Barone. Alla Barbera, prima etichetta prodotta, si sono aggiunti una Barbera d’Asti Superiore, un Barolo, un Nebbiolo, un Barbaresco e un Bianco Langhe, tutti imbottigliati all’origine. L’accordo di oggi prevede un’ancor più stretta collaborazione. Con l’assegnazione, a Schenk, di uno spazio dedicato all’interno della cantina, con botti di proprietà, per la maturazione delle selezioni della gamma Casali del Barone.
Fonte: alimentando.info.
«Fivi non è una fiera, ma una visita in cantina e l’incontro con il produttore».
Tre giorni “alla grande”, dicono tutti. Lorenzo Cesconi , presidente Fivi, è molto chiaro: “Grati a Piacenza che ha creduto nel contatto diretto fra produttori e clienti. In 100 alla prima edizione, oggi quasi 900. Grati ad alcuni amici piacentini che 11 anni fa hanno consigliato molto bene i fondatori di Fivi, ad iniziare da Costantino Charrère oggi premiato da tutti e 1400 colleghi della associazione per l’impegno, le scelte, la lungimiranza e attenzione al territorio che ha sempre cercato nella sua Aosta e in tutte le regioni italiane”. Certo che gli spazi, la capienza dell’ente fiera e i servizi sono un vincolo. 25.000 persone in tre giorni, parcheggi pieni già dall’uscita dell’autostrada. Segno che molti visitatori vengono da fuori Piacenza. Piacenza centrale e comoda: 130 da Torino, da Bologna, da Genova, da Verona e neanche 100 da Milano e Brescia.
Fonte: IlPiacenza.
L’Italia ha troppo vino? Ecco come si può intervenire. Parla Luca Rigotti.
Prendiamola da lontano. Un carrello della spesa così caro come quello dell’ottobre 2022 (+11,8% annuo) non lo si vedeva dal giugno 1983. Spinti dai costi energetici (+71,1%) e dai beni alimentari (+13,1% su un anno fa), i prezzi al consumo hanno subito un’accelerata che avrà conseguenze sui futuri comportamenti d’acquisto dei consumatori. E anche se per le bevande alcoliche (tabacchi compresi) l’indice Istat segna un incremento annuo di appena il 2,2%, l’industria del vino dovrà fare i conti con un’annata 2022 che, stando alle previsioni ufficiali (Ismea-Uiv-Assoenologi), produrrà oltre 50 milioni di ettolitri di vino a fronte di un alto livello di giacenze (46,6 mln/hl al 31 ottobre). E si troverà, nei fatti, come chiusa in una morsa fatta di sovrapproduzione, calo degli acquisti delle famiglie, difficoltà a vendere a prezzi più alti, elevati costi di lavorazione e materie prime (1,5 miliardi di surplus).
Fonte: Gambero Rosso.
Dop e Igp: il vino archivia un 2021 di solida crescita.
È molto più di una semplice ripresa della Dop economy italiana quella descritta dai dati del XX Rapporto Ismea-Qualivita: dopo un 2020 segnato dalla pandemia, nel quale il settore aveva comunque mostrato una buona capacità di tenuta e con¬tinuità produttiva, il comparto del cibo e del vino Dop Igp nel 2021 raggiunge un valore complessivo alla produzione pari a 19,1 miliardi di euro (+16,1% su base annua) e un export da 10,7 miliardi di euro (+12,8%). Sono risultati record che portano a quota 21% il contributo del comparto Dop Igp al fatturato complessivo del settore agroalimentare nazionale, un quadro che delinea una grande forza propulsiva da parte delle filiere dei prodotti Dop Igp, da sempre espressione di un patrimonio economico per sua natura non delocalizzabile, frutto del lavoro coeso di un sistema complesso e orga¬nizzato che in tutto il territorio nazionale coinvolge 198.842 operatori e 291 Consorzi di tutela autorizzati dal Ministero.
Fonte: Federvini.
Il vino italiano in Sudafrica: +60% nei primi 9 mesi.
L’Italia è il secondo esportatore di vino in Sudafrica dopo la Francia. Lo rileva l’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, secondo cui nel periodo gennaio-settembre 2022 il valore delle importazioni di vino e spumanti in Sudafrica sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo del 2021. L’Italia ha dunque raggiunto una quota di mercato del 10,75%.
Fonte: Federvini.
Vini di pregio, classifica dominata dai Borgogna.
I vini provenienti dalla regione francese guidano il Liv-ex, il mercato secondario dei Fine Wine. L’articolo di Paola Jadeluca. Borgogna, in alto i calici. Tanto, forse anche troppo. I Grand Cru di questo territorio francese sono al top sul Liv-ex, il mercato secondario dei Fine Wine. La Borgogna regna sovrana nel Power 100 di quest’anno, e lo slancio rialzista registrato l’anno scorso si è esteso a quest’anno e si riflette in un continuo ampliamento dei vini scambiati e di corrispettivi aumenti dei prezzi.
Fonte: La Repubblica.
Consigli per Regali di Natale a tema vino per winelovers, sommelier, vignaioli e addetti ai lavori.
Manca meno di un mese al Natale e, come ogni anno, è giunto il momento dell’articolo più leggero, quello in cui mi permetto di consigliare ad appassionati e addetti ai lavori alcune idee regalo a tema vino per le vostre strenne natalizie enoiche. Premettendo che, come sempre, non c’è miglior regalo di Natale per winelovers e operatori del settore del vino stesso (acquistabili direttamente in cantina, in enoteche fisiche o online, purché si tratti almeno di due bottiglie!), eccovi una selezione di regali a tema vino perfetti per sommelier, vignaioli, enologi o magari per qualcuno che vogliamo “iniziare” a questa meravigliosa e contagiosa passione.
Fonte: Wine Blog Roll.
Fuori Marmo, il vino affinato nel marmo delle Alpi Apuane, candido come l’egoismo dell’uomo.
La fantasia di alcuni produttori di vino non conosce limiti. Il vino è sì bevanda millenaria, ciò nonostante sono ancora molte le frontiere inesplorate. Una di queste era l’utilizzo del marmo come vaso vinario. Non la mera pietra, usata da millenni come nel caso dei palmenti del sud Italia o tuttora da produttori del Carso come Zidarich o Skerk, ma il bianco marmo toscano. Dico “era” perché lo scorso 25 novembre al ristorante Ledoyen di Parigi è stato presentato Fuori Marmo, un Cabernet Sauvignon che ha sostato due anni in dei contenitori ovoidali fatti interamente di pregiatissimo, candido marmo delle Alpi Apuane.
Fonte: Dissapore.
Il vino e la vita hanno molti tratti comuni che possono essere racchiusi in un attimo. E in un libro.
Lo fa Roberto Racca in “Me la ricordo come una giornata felice” con racconti di vita nelle pagine di sinistra e storie di vino in quelle di destra. Il vino e la vita hanno molti tratti comuni, ed entrambi possono essere racchiusi in un attimo. Ma anche in un libro, nel quale le pagine sul lato sinistro sono dedicate alla vita, senza una sequenza temporale lineare, raccontata con tutte le sue contraddizioni e con tutti i momenti meravigliosi che ci dona, e quelle sul lato destro sono invece storie di vino, quello con la “V” maiuscola, intessuto di aneddoti indimenticabili, etichette e territori, esperienze molto personali rese straordinarie, ancora una volta, dagli uomini e dalle donne e dalle loro scelte. Leggendole assieme, il vino diventa un viaggio, uno strumento nobile per distillare, riconoscere e schiarire pensieri e sentimenti.
Fonte: WineNews.
Tutte le tipologie di bicchieri da vino da regalare agli appassionati.
Per vini giovani e corposi o per lo champagne, con un design classico o moderno, dalle forme particolari o dai colori vivaci. Ogni vino ha bisogno del suo bicchiere. Larghe, strette, colorate, dalle forme inusuali, le tipologie di bicchieri da vino sono tantissime e tutte diverse tra loro, pensate per esaltare il gusto e lo stile di ogni vino rosso, rosato o bianco. Tra forme classiche, design moderni e colori vivaci, ecco quali sono i modelli di bicchieri da vino da regalare agli appassionati di vino per decorare la tavola con stile e originalità sia in occasioni speciali che per tutti i giorni. Il consumo moderato di vino rosso, ben conosciuto per i suoi effetti benefici sulla salute cardiovascolare, è associato anche a un più lento declino della memoria. Lo rileva un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Neurology da un team di ricerca del Rush University Medical Center di Chicago nell’ambito di un’ampia indagine che esamina l’associazione tra capacità cognitive e l’assunzione di favonoli antiossidanti, un tipo di composti della classe dei flavonoidi presente in diversi tipi di frutta e verdura, nonché nel vino rosso e nel thè.
Fonte: Marie Claire.
Il vino rosso può avere effetti benefici anche sulla memoria e favorire la salute del cervello.
Lo rileva un nuovo studio recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Neurology che ha osservato declino cognitivo più lento nelle persone con una dieta ricca di favonoli antiossidanti, un tipo di flavonoidi che si trova in diversi tipi di frutta e verdura, nonché nel vino rosso e nel thè.
Fonte: Fanpage.
Toscano (e molto caro) il primo vino del mondo affinato nel marmo.
Prodotto in pochissimi esemplari e 1000 euro a bottiglia per il primo vino affinato nel marmo. L’ha realizzato una cantina toscana, su idea di un noto chef francese pluristellato. È toscano, e probabilmente non poteva essere altrimenti, il primo vino al mondo affinato nel marmo. Dalla nostra Regione, protagonista negli ultimi tempi di svariati riconoscimenti enoici a livello internazionale (dalla migliore cantina ai migliori vini), è uscito il primo prodotto realizzato utilizzando rocce estratte dalle Alpi Apuane. Le stesse, per così dire, utilizzate per capolavori artistici in epoca tardo medievale e rinascimentale.
Fonte: Cookist.
STAMPA ESTERA
Les grands crus bordelais ne connaissent pas la crise.
Les étiquettes les plus chères de la Gironde concluent une année commerciale 2022 record et font évoluer leur style vers plus de légèreté. Al’export l’élue des vins de la Gironde sáppréte à atteindre voire dépasser le record de 2021. Le marché français reste, lui aussi, Ires dynamique. Moins baisés qu’avant, plus compétitifs en prix, lesgrands tuas de Bordeaux sont redevenus très attractifs Dans un cornette économique morose, avec des hausses de prix conséquentes sur des produits alimentaires de base, lest un succès insolent que continue deconnaìtre l’élite des vinsde Bordeaux Mais cest ainsi, et tant mieux pour eux les grands crus échappent à la crise. La demande mondiale ne faiblit pas pour les étiquettes les plus chères de la Gironde, qui s’apprêtent à bouder une année commerciale 2022 i avrd, sinon presque au niveau du précédent sommet, atteint en 2071 Au 30 juin, les tendances étaient en tout cas légèrement plus favorables que l’an dernier, avec. pour les bouteilles de bordeaux à plus de 22,50 euros (un seuil des Douanes, qui prennent pour référence du baut de gamme un prix de 30 euros le litre) des vantes à l’export tolminant 31,325 milliard d’euros sur douze mois glissants. Un chiffre en progression de 2% sur celui de la période précédente. Deux fois de suite, le précédent record, qui datait de 2012, sera donc largement enfoncé. Indicateurs résolument au vert Prudente, l’Union desgrands mis de Bordeaux sittend cependant par la voix de son président Ronan Laborde, à une année 2022 très légèrement en retrait sur les marc hésexport, par rapport à 2021. Cela en raison de l’engorgement logistique, et pas du tout parce que la demande fléchirait Au contraire. Le marché russe s’est officiellement fermé, mais un professionnel explique aux « Echos ‘ que grands vins et champagnes transitent désormais par la Turquie. Quant au Bretdt, à l’origine de grandes difficultés économiques au Royaume Um, il semble n’avoir qu’un effet très limité. Les Anglais dépensenr daims de l”ºrgent, ils achetent du vin ils n’ont plus d’argent, ils en achètent quand mime », plaisante a moitié Christian Seely, directeur général d’Ara Millésime. Et puis Londres demeure une place de réexpédition, notamment vers l’Asie.
Fonte: Echos.
L’gran Bordeaux’ ostentano ormai dei prezzi molto competitivi.
Ces dernières années, les prix des crus classés bordelais ont moins progressé que leur qualité. Ce qui leur confère un très net avantage en comparaison de l’élite des vins étrangers, dont les tarifs s’envolent. il A près avoir signé cet été l’acquisition de 11 Platt Vineyard, dans la Sonorna Valley, c’est Christian Seely, directeur général d’AXA Millésimes, qui l’observe avec sa pointe d’humour anglais : Phu je vois en Californie plus je me dis que Bordeaux est vraiment bon marche.» D faut pourtant débourser 215 euros pour s’offrir une bouteille de Pichon Longueville Baron 2018, le domaine que possède AXA à Pauillac… Leregardchangeenfinsurcesgrandscrusbardelais que l’on a longtemps dits inabordables. -On ne trouve pas mieux ers rapport qualité-prix que Bordeaux. Legrand cru n’est pas un vin de tous les jours en France. mais notre marche est mondial. Les propriétés sont limitées en su perftcte dors que noms avons de phis en plus de consommateurs dans le Inonde. Aux Etats-Unis, ils ont une coasommation plus ostentatoire qu’en Europe. Mois les tins californiens sont vite très chers. alors qu’il se trouve bine quantité de chdreaua bordelais réputesa des prix encore accessibles -, confirme Frédéric Castéja, directeur général de la maison de négoce Borie-Manoux. -Nota sommes peu dtersparmpportsà cosuvenpedieurs californiens, où le modèle économique a été culé vers le hºut, leurs vins sont vite à plus de 150 dollars », appuie Jean-Valmy Nicolas, cogérant de La Conseillante. à Pomerol. Un vin dont le millésime 2018 est quand même vendu ‘260 euros TTC. Par comparaison, i] faut mettre 375 euros pour s’offrir une bouteille de PymRae :0119, le nouveau vin californien d’Alfred Tesseron (Pontet{tiaet), 450 euros pour un flacon de Dominus 2013. domaine créé en Napa par Christian Moueix. Ou encore 490 euros pour Opus One 2012. Meure son de cloche chez Roman Laborde, qui dirige le chàteau (liner à Pomerol, et effectue son deuxième mandat à la tête de l’Union des grands crus de Bordeaux: <, Quand je regarde les prix depuis que ie suis arrive ò Clinet en 2003. ils sont finalement assez stables. Autour d’une centaine d’euros, plus sur les vieux millésimes. Nos virus sont vendus. bus el appréciés. C’est notre bue. Notre plaisir, c’est celui que prennent les gens à borre nos vins. .vins. v Une politique de modération tarifaire assumée, que confirme Frédéric Casteja. dont la famille possède les chateaux Batailley et 7roveVieille : v On pourrait vendre nos vins phis cher. mais on ne ¿celait pas pour qu’ils soient éthassges virsgtcinq fois sur des marches de revente. On les fair pour qu’ils soient bru. Rien ne me jairpluspè>lair quede voir desparticuliers qui ont fait vieillir leurs vins el me disent avoir ouvert un 19.95.
Fonte: Echos.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di mercoledì 30 novembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Vigneti, lampade antigelo a energia solare.
Ci sono svariati modi per tentare di difendere frutteti e vigneti dalle temibili gelate primaverili, un fenomeno che, quando si verifica, rischia di vanificare la produzione di un anno intero. C’è l’irrigazione antibrina, una tecnica che sfrutta la capacità isolante del ghiaccio e, ricoprendo di un sottile strato d’acqua la pianta proprio mentre la temperatura è vicina allo zero, finisce per difenderla dalle temperature più rigide; oppure nei campi si possono installare grandi ventoloni che, con la rotazione delle pale, tengono in movimento l’aria ed evitano il pericolo gelo.
Fonte: Italia Oggi.
Intervista a Enrico Zanoni – Cavit investe 35 milioni.
Al rilancio i marchi A ltemasi e Cesarini Sforza Cavit investe 35 milioni Per ampliare la cantina dedicata alle bollicine. Cavit rilancia sullo sviluppo delle bollicine con un maxi investimento di 35 milioni di euro. Dalla prossima primavera partiranno i lavori per l’ampliamento in 5 anni della cantina dedicata alle bollicine. «Adegueremo la capacità produttiva in un settore che sta evolvendo e che siamo convinti non abbia raggiunto il picco», ha detto il direttore generale Enrico Zanoni, dopo l’assemblea dei soci. «Con i brand Alternasi e Cesarini Sforza siamo stretti nella struttura attuale.
Fonte: Italia Oggi.
Ferragamo: dopo il vino c’è l’orto. Poi uova, miele, olio.
Non c’è solo vino nella tenuta II Borro di Ferruccio Ferragamo. Acquistata nel 1993 dall’imprenditore dell’alta moda, l’azienda agricola in provincia di Arezzo di 1.100 ettari, di cui 85 vitati e 33 ad olivi, produce anche ortaggi che vende in cassette, olio, formaggio e miele. A spiegare a ItaliaOggi le novità è la figlia Vittoria Ferragamo, responsabile dell’orto e dei progetti speciali: «L’orto fa parte della storia di papà ed è una delle sue passioni. Anche nella casa a Fiesole aveva messo i carciofi ed era un piacere quando andavamo a trovarlo».
Fonte: Italia Oggi.
Il vino sfonda sui social e nel digitale.
A guidare le scelte del vino sono i social network, primo tra tutti Instagram: +20%, ma è in ascesa anche Linkedin. Cresce anche la scelta legata all’abbinamento col cibo (food pairing): +183%. A rilevarlo è la nona edizione della ricerca condotta da Omnicom PR Group Italia, che ha analizzato la presenza e le attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato secondo l’indagine Mediobanca 2022. Tra i canali social Facebook registra invece una crescita di un valore inferiore all’1% (era del 18% nel 2021 rispetto a12020),YouTube è presidiato con poca intensità, da 16 aziende (contro le 13 del 2021) mentre Twitter solo da 9 (dato invariato rispetto al 2021). Poche le cantine su TikTok, solo 4 su 25 ed erano 3 lo scorso anno. L’indagine ha anche rilevato una maggiore sostenibilità con il 44% delle cantine (11 su 25, contro le 7 su 25 del 2021) già autosufficienti al 100% dal punto di vista energetico o che utilizzano energia da fonti rinnovabili..
Fonte: Italia Oggi.
Mondiali Qatar, dominano i vini francesi. Italia dietro.
Il vino viaggia con il calcio. In Qatar dove il consumo di alcool è vietato in pubblico, ma ammesso presso gli hotel con licenza di vendita, con i Mondiali in corso si è avuta un’impennata delle importazioni: +250% nei volumi di fine agosto quando si sono superati i 25 min di euro di valore e i 3,4 min di bottiglie. A crescere sono stati soprattutto i vini cileni (+775%) e francesi (+380%). L’Italia segna un +220%. Lo dice l’analisi di Nomisma Wine Monitor che mostra anche come quel poco vino che si beve è quasi tutto made in France. Nel 2021 le bottiglie importante sono state 1,6 min per un valore di circa 11 min di euro. Di queste, il 73% sono state di origine francese.
Fonte: Italia Oggi.
Italian Wine Brands.
attivo nella produzione, distribuzione e vendita di vini italiani di elevata qualità sui mercati internazionali, comunica la sottoscrizione degli accordi per l’acquisizione del 100% del capitale delle società Barbanera e Fossalto di proprietà della famiglia Barbanera. Barbanera è stata fondata negli anni ’70 a Cetona (Si) dai fratelli Marco e Paolo Barbanera. ‘ Nel 2021 Barbanera e Fossalto hanno realizzato un fatturato di 38,7 milioni di euro, il 90% export.
Fonte: Italia Oggi.
Moet & Chandon fa un brindisi per beneficenza.
La maison di Lvmh ha ospitato un party a Milano con l’attore Stefano Accorsi a favore della onlus Pane quotidiano An oët e Chan don ha ianugurato la stagione delle feste. Palazzo Serbelloni, uno degli edifici più suggestivi della città meneghina, ha ospitato ieri sera l’evento che inaugura la holiday e party season 2022 della maison di Lvmh con un format che prevede spettacolari show in tutto il mondo. Ispirata all’effervescenza del brand, la serata di ieri ha visto come co-host Stefano Accorsi che, nella tradizione del classico Toast for a cause, ha scelto la onlus Pane quotidiano come destinatario della donazione che il brand sostiene ogni anno, supportando iniziative benefiche in favore dell’ambiente e delle comunità locali.
Fonte: MF Fashion.
Da re dei pc a vigneron.
Gianfranco Lanci è stato numero uno mondiale prima di Acer e poi di Lenovo. Ora si è messo in proprio. E la sua casa vinicola piemontese produce 750 mila bottiglie all’anno. di Chiara Risolo a sua idea di business è inequivocabile e perentoria: «Go big or go home». Gianfranco Lanci, l’uomo che ha fatto la storia del personal computer, non ammette mezze misure: o le cose si fa nno dando il massimo, oppure è meglio lasciar perdere. Nel solco di questo «aut aut» è nata anche la sua seconda vita professionale, quella di vigneron. Dopo 40 anni trascorsi nel mondo dell’IT, ai vertici di colossi come Acer e Lenovo, il manager è tomato nel suo Piemonte per dedicarsi alla produzione di vino.
Fonte: Panorama.
Intervista ad Alessandro Taddei – Taddei: «Vino e olio, annata da incorniciare».
Il presidente della Cia Marche traccia il bilancio del 2022: «Prezzi adeguati per grano e legname, ma i rincari pesano come un macigno». Per quanto riguarda i mangimi gli aumenti hanno superato la soglia del 300%» di Vittorio Bellagamba Una situazione in chiaroscuro. Per Alessandro Taddei (foto), presidente della Cia – Agricoltori Italiani delle Marche – l’andamento dell’annata agricola lascia aperte molto sfide anche se, almeno sotto il profilo dei prezzi alla vendita il 2022 «ha fatto registrare un andamento positivo». Per quali prodotti in particolare? «Basti pensare al grano, che ha fatto registrare prezzi adeguati, e al legname».
Fonte: Resto del Carlino Speciale Agroalimentare.
Intervista a Michele Bernetti – Vendemmia di qualità, la produzione sorride «Giappone e Usa, vendite a gonfie vele».
Vendemmia di qualità, la produzione sorride «Giappone e Usa, vendite a gonfie vele» Michele Bernetti, presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini: «Archiviamo un 2022 positivo, fondamentali le piogge di settembre». Estate folle Qualcuno ha iniziato a raccogliere le basi spumante anche prima di Ferragosto di Vittorio Bellagamba Le condizioni meteo hanno favorito il vino marchigiano e la vendemmia del 2022 può essere archiviata con un bilancio sostanzialmente positivo. Le piogge della prima metà di settembre hanno fatto il loro lavoro e così, dopo la grande siccità, la vendemmia torna a sorridere con le stime che parlano addirittura di un +5% rispetto allo scorso anno.
Fonte: Resto del Carlino Speciale Agroalimentare.
Studio svela il vino per ogni tipo di personalità.
Esaminate caratteristiche e gusti di quasi 1.200 persone di età compresa tra i 18 e gli 87 anni Studio svela il vino per ogni tipo di personalità … Dimmi che vino bevi e ti dirò chi sei. Uno studio dell’Università di Verona e dell’Università di Macerata pubblicato sulla rivista Food Quality and Preference ha esaminato le personalità di quasi 1.200 persone di età compresa tra i 18 e gli 87 anni comparandole ai loro gusti in fatto di vini.
Fonte: Tempo.
Il sommelier della Buca votato migliore dell’anno.
Mauro Antonio Donatiello miglior sommelier dell’anno per la guida “Emilia Romagna a tavola”. Il riconoscimento è stato assegnato al sommelier del ristorante La Buca di Cesenatico. La motivazione: «Per la capacità di creare abbinamenti enologici che non si limitano alla sola coerenza con la proposta di cucina de La Buca, ma che la esaltano instillando una passione contagiosa nella piacevolezza del bere». I curatori della guida hanno poi aggiunto: «Mauro è un grande amante ed esperto di champagne, vi divertirete però anche con vini inediti ma soprattutto con un approccio all’abbinamento completamente nuovo».
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Vino, un Natale preoccupante Ordini in calo, allarme di Confagricoltura.
Vino, un Natale preoccupante Crc vini in calo, allarme di Confagricoltura Si teme che la diminuzione delle richieste dei prodotti emiliano-romagnoli raggiunga il 15 per cento rispetto all’anno passato Entra in crisi anche il brindisi delle festività, gli ordini natalizi sono fermi. C’è preoccupazione tra i produttori di vino per il trend di mercato al ribasso in vista di Natale e Capodanno: -15% almeno la flessione stimata finora rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso quando però, a fronte di una netta ripresa dei consumi in Emilia-Romagna, dopo due annidi Covid, il comparto si è trovato a fronteggiare la grave carenza di materie prime (vetro, carta e sughero).
Fonte: Gazzetta di Modena-Reggio-Nuova Ferrara Economia&Lavoro.
Donatiello incoronato sommelier dell’anno.
L’esperto di vini del ristorante stellato ‘La Buca’ si aggiudica il titolo assegnato nel 2022 dalla guida ‘Emilia Romagna a tavola’. «Mi piace spaziare dallo champagne ai prodotti dei piccoli vignaioli» di Giacomo Mascellani Mauro Antonio Donatiello è il migliore sommelier dell’anno. Il prestigioso premio è stato assegnato lunedì dalla guida ‘Emilia Romagna a tavola’ ad una delle colonne del noto ristorante stellato ‘La Buca’ di Cesenatico.
Fonte: Resto del Carlino Cesena.
Albana secca, successo crescente Apprezzata da guide e sommelier.
II bianco romagnolo è il vino emergente in Emilia Romagna, confortato dai giudizi del ‘Gambero rosso’ Attivo il club per valorizzare i vitigni a bacca bianca a est del Sillaro, «non conosciuti come meriterebbero». «Nonostante l’alta qualità, il percepito del vino romagnolo rimane al di sotto del suo effettivo valore» di Lorenzo Frassoldati Qual è il vino emergente dell’Emilia Romagna? Non consideriamo il lambrusco (anzi i lambruschi: ci sono quelli di Modena, di Reggio e anche di Parma), né il Sangiovese di Romagna, perché sono già tutti emersi, e non da oggi. Non c’è dubbio che l’emergente è l’Albana secca romagnola, sempre più apprezzata sulle guide e dai winelovers.
Fonte: Resto del Carlino Speciale Agroalimentare.
Agricoltura e turismo un patto tra aziende per lanciare il bio con il brand Riviera.
Sedici realtà locali firmano un accordo di condivisione e sviluppo Agricoltura e turismo un patto tra aziende per lanciare il bio con il brand Riviera. Creare una filiera biologica olivicola e di trasformazione, avviare un fondo che sosterrà le aziende iscritte a ottenere i certificati bio, far nascere una centrale comune per gli acquisti dei materiali che oggi riscontrano sempre più difficoltà nell’approvvigionamento (vetro, concimi e altri prodotti), partecipare alle fiere di settore condividendo costi, spazi e risorse per la logistica, presentare a livello internazionale il territorio in maniera comune, ideare e realizzare percorsi in grado di valorizzare l’offerta naturalistica da presentare ai turisti che frequentano il Ponente.
Fonte: Secolo XIX Imperia.
Vendite nel 2022 Il vino cuneese tiene le posizioni – Da enoteche, alberghi e ristoranti una spinta alle vendite di vino.
Quei dati nazionali prevedono 0 per i12022 una chiusura d’anno con vendite generali in calo dell’uno per cento a volume (41,4 milioni di ettolitri), il vino «made in Granda» resiste, anche grazie alposizionamento in fascia alta e al supporto di alberghi, ristoranti ed enoteche. A dirlo è Paola Lanzavecchia, neo presidente della Sezione vini e liquori di Confindustria Cuneo che ieri alla Casa di Langa, ha guidato il suo primo incontro dell’Osservatorio permanente sul mercato vitivinicolo — Ieri alla “Casa di Langa”, sulla collina di Cerretto, l’Osservatorio permanente sul mercato ha tracciato un bilancio 2022 I prezzi delle uve doc e docg cuneesi quest’anno sono cresciuti in media di oltre il 20%, calano però gli imbottigliamenti.
Fonte: Stampa Cuneo.
Pigiatura in anticipo per Cantina di Negrar.
L’azione autorizzata a partire dal 3 novembre dalla Regione Pigiatura in anticipo per Cantina di Negrar II direttore generale Accordini: «Annata da vini rossi». Cantina Valpolicella Negrar avvia la pigiatura in anticipo. Effetto dei cambiamenti climatici, in primis delle temperature più elevate e della siccità che mettono alla prova le produzioni agricole. Ma le uve per l’Amarone della Valpolicella hanno dimostrato di poter rispondere in modo resiliente a tali cambiamenti. E, nonostante si fosse temuto il peggio, la denominazione non è andata in crisi.
Fonte: Arena.
Si all’ampliamento di Cantina Valpolicella.
Approvata variante urbanistica, ottomila metri quadri nuovi Sì all’ampliamento di Cantina Valpolicella L’assessore garantisce un progetto armonico con il territorio e sviluppo nell’interesse di tutti •• Ampliamento e ristrutturazione della sede di Cantina Valpolicella Negrar: il Consiglio comunale di Negrar approva. L’assemblea civica ha dato il via libera definitivo, dopo un lungo e complesso procedimento, alla variante urbanistica necessaria al rifacimento della storica cooperativa vinicola di via Ca’ Salgari. Il Comune, di fatto, autorizza Cantina Valpolicella a realizzare spazi industriali per l’appassimento, la lavorazione del prodotto e la logistica in aderenza all’edificio attuale per una nuova superficie di 8mila metri quadrati.
Fonte: Arena.
Bottega dal prosecco al whisky apre distilleria a Fontanafredda.
I piani dell’imprenditore trevigiano: nuovo impianto nel Pordenonese, spostata in Friuli occidentale anche la produzione di infusi e amari. «La prima bottiglia? Per vederla in commercio ci vorranno dodici anni. Ma posso anticiparle che sarà whisky d istillato secondo i più ferrei criteri scozzesi». Sandro Bottega non ha fretta, e guai se fosse così, trattandosi di whisky. Ma il conto alla rovescia per vedere attiva la nuova distilleria di Fontanafredda è già incominciato: «Sarà operativa da febbraio», annuncia il presidente del gruppo trevigiano, un piccolo impero nato dal prosecco e dalla grappa e noto anche per essersi inventato un’insegna, quella dei Prosecco bar, già presente in una trentina di sedi sparse tra Europa e Medio Oriente e prossima, entro il prossimo anno, a sbarcare anche in Nord America e in Australia.
Fonte: Nuova Venezia – Mattino di Padova – Tribuna di Treviso.
Nuovo Docg di Abbazia Zaia presenta il vino bio delle suore di clausura.
Le bollicine sono prodotte nel vigneto del monastero di S. Giacomo Nasce da una collaborazione con l’azienda vinicola La Vigna di Sarah Nuovo Docg di Abbazia Zaia presenta il vino bio delle suore di clausura I19 dicembre le porte del monastero di clausura di San Giacomo di Veglia si apriranno al Prosecco, in particolare al nuovo “Prosecco Superiore Docg di Abbazia”. Lo terrà a battesimo il presidente Luca Zaia, anche lui per la prima volta oltre la grata delle claustrali, insieme a Sarah dei Tos, titolare de “La Vigna di Sarah”. Il vigneto è quello coltivato dalle 30 claustrali che vivono nel convento. A fare gli onori di casa sarà la madre abbadessa Aline Pereira.
Fonte: Tribuna Treviso.
Cantine Aperte a Natale, degustazioni di vino per tutto dicembre.
L’evento, previsto per tutto il mese di dicembre, consente agli enoturisti e agli appassionati di degustare vini e prodotti autoctoni regionali, ma anche di visitare le vigne e le cantine trasformate in mercati di Natale con la possibilità di scegliere anche il giusto regalo da mettere sotto l’albero. Le aziende produttrici associate e aderenti all’iniziativa – informa una nota – hanno previsto un programma ricco di attività, in particolare degustazioni, visite guidate in cantina, cene a lume di candela, shopping natalizio, ma anche laboratori sensoriali e caccia al tesoro tra le botti.
Fonte: ANSA.
DEGUSTAZIONI, MERCATINI E SHOPPING CON CANTINE APERTE A NATALE.
Sta per iniziare l’ultimo evento del calendario 2022 firmato Movimento Turismo del Vino. Spetta a Cantine Aperte a Natale il doppio compito di chiudere una grande annata vitivinicola e di inaugurarne una nuova altrettanto entusiasmante e ricca di soddisfazioni. Nel mese di dicembre, le aziende produttrici associate MTV si preparano ad accogliere, nelle loro vigne e nelle loro cantine, enoturisti e appassionati per celebrare le feste e l’inizio del nuovo anno con un caloroso brindisi. Un’occasione imperdibile, non solo per degustare vini e prodotti autoctoni regionali, ma anche per visitare le vigne e le cantine trasformate in mercati di Natale, lasciarsi trasportare dalla magica atmosfera natalizia e, con l’occasione, scegliere il giusto regalo da mettere sotto l’albero.
Fonte: Virtù Quotidiane.
Otto cantine per degustare buon vino ligure.
Se siete amanti del buon vino, non potete non approfittare del Wine Tasting Experience, un percorso emozionante tra i filari, vigne e cantine insieme a chi il vino lo produce partendo dalla terra arrivando all’imbottigliamento. Un esperienza unica e sensazionale, che oltre a immergervi in paesaggi suggestivi, regala l’occasione di scoprire la tradizione, la filosofia e la cultura della Liguria del vino. Metodi di coltivazione e di produzione e non solo. Ecco 7 cantine liguri che hanno aperto le porte ai turisti e agli enoentusiasti con tour nelle loro vigne e degustazioni in grado di coinvolgere tutti i sensi.
Fonte: La Mia Liguria.
I vini piemontesi in recupero post-pandemico, anche grazie al driver della sostenibilità.
A Cerretto Langhe l’incontro promosso da Confindustria Cuneo per presentare l’aggiornamento dei dati del WPO, l’Osservatorio permanente sul mercato vitivinicolo, con un’analisi degli scenari tra nuovi obblighi e tendenze di consumo, con un rallentamento atteso per il 2023. Aperto dai saluti istituzionali di Paola Lanzavecchia (presidente Sezione Vini Confindustria Cuneo) e Patrizia Mellano (segretario generale Camera di Commercio di Cuneo), si è tenuto nella mattinata di oggi, martedì 29 novembre – presso Casa di Langa a Cerretto Langhe -, il convegno “Vino e mercati: scenari per il vino piemontese tra nuovi obblighi e tendenze di consumo”, organizzato da Confindustria Cuneo in collaborazione con i consorzi di tutela dei vini piemontesi, Camera di Commercio di Cuneo, Think Quality srl ed ExpNol ltd.
Fonte: Lavocedialba.it.
Vino: Italia secondo esportatore in Sudafrica.
L’Italia è il secondo esportatore di vino in Sudafrica dopo la Francia. Lo rileva l’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, secondo cui nel periodo gennaio-settembre 2022 il valore delle importazioni di vino e spumanti in Sudafrica sono aumentate del 60% rispetto allo stesso periodo del 2021. L’Italia ha dunque raggiunto una quota di mercato del 10,75%.
Fonte: ANSA.
Vino sfuso: un’opportunità commerciale da non sottovalutare.
Ad affermarlo al sito The Drinks Business è Richard Lloyd, direttore generale The Park, che sottolinea i vantaggi dello sfuso sia dal punto di vista qualitativo che ambientale e nell’abbattimento di costi. Aumento dei costi della materie prime e difficoltà nel reperimento del vetro, questi i temi di attualità che hanno funestato il mondo enologico nel 2022 già alle prese nel frattempo con gli effetti del cambiamento climatico. Richard Lloyd, direttore generale di The Park – colosso britannico di imbottigliamento e stoccaggio con sede a Bristol – riflette sulle colonne del sito The Drinks Business sui vantaggi che il vino sfuso potrebbe avere in questo nuovo mutato scenario mondiale.
Fonte: Adnkronos.
Minerale, unico e molto costoso: dalla Versilia il primo vino al mondo affinato nel marmo.
Lo produce la cantina Fuori Mondo, che ha fatto costruire le anfore da un blocco di 35 tonnellate estratto dalle Apuane. É un esperimento unico nel suo genere, il primo vino rosso affinato nel marmo: l’idea è del produttore belga (ma di origini italiane) Oliver Paul Morandini, proprietario dal 2010 della cantina Fuori Mondo, in Versilia. Un’azienda piccola (10 ettari di vigneto) ma alla ricerca maniacale dell’eccellenza, con un’attenzione particolare ai monovitigni.
Nel 2019, in pieno lockdown, l’amico chef Yannick Alleno, proprietario del ristorante Ledoyen, tre stelle Michelin a Parigi, gli suggerisce l’idea di utilizzare il marmo in cantina, e Morandini la coglie al balzo. Grazie al supporto dell’imprenditore Paolo Carli, proprietario della Henraux, storica cava di Seravezza (Lucca), viene estratto un blocco di marmo di 35 tonnellate dal Monte Altissimo, nelle Apuane (un luogo famoso per aver fornito marmi preziosi fin dal Cinquecento per la realizzazione di chiese e opere d’arte in tutto il mondo).
Fonte: WineNews.
Il metodo classico Alta Langa DOCG Pas Dosé Cocchi 2014 tra i migliori 100 vini al mondo.
Il metodo classico Alta Langa DOCG Pas Dosé Cocchi millesimo 2014 è nella lista “The Enthusiast 100 – The Best Wines of 2022” di Wine Enthusiast, rivista di vini tra le più lette e autorevoli negli Stati Uniti. Il Pas Dosé 2014 Cocchi è l’unico Alta Langa in classifica, tra 19 spumanti da tutto il mondo di cui 7 italiani; 16 in tutto i vini italiani presenti nella lista. Su 21mila vini degustati alla cieca, prodotti in 17 diversi paesi, dalla Nuova Zelanda al Canada, dal Cile al Sudafrica, “The Enthusiast 100” mette in primo piano i vini giudicati “più convincenti e piacevoli”.
Fonte: Apetime-Magazine – Apetime-Magazine.
All’Alberghiero di Erice il progetto “Donne del Vino”, storia e promozione culturale.
Alla prima edizione del progetto D-Vino hanno partecipato circa 100 studentesse e studenti dell’Istituto Alberghiero ‘Florio’ di Erice provenienti da indirizzi differenti: enogastronomia, pasticceria, sala e accoglienza turistica, e una classe del nuovo indirizzo liceale attivato: il liceo della comunicazione e della cultura enogastronomica che ha come mission la promozione culturale del cibo nella sua correlazione con il territorio. La finalità del progetto è quella di restituire alla platea degli studenti una chiara visione di tutte le professioni che ruotano intorno alla dimensione del vino attraverso le storie familiari e personali delle Donne del Vino.L’Istituto ha sempre puntato al raggiungimento di obiettivi di alta specializzazione del settore e ha avviato negli ultimi anni protocolli d’intesa con l’Ais per la formazione e la certificazione delle competenze di somellierie di primo/secondo/terzo livello oltre ad aver aderito in qualità di socio sostenitore all’associazione Strade del Vino Erice doc e di socio fondatore al Distretto del Cibo “Born in Sicily Routes – Val di Mazara”.
Fonte: Itaca Notizie.
STAMPA ESTERA
‘It just kinda went crazy’: lavish FTX spending highlights lack of controls.
Bankman-Fried’s exchange showered employees with costly perks before collapsing. When crypto exchange FTX moved its headquarters to the Bahamas from Hong Kong last year, employees discovered that Amazon did not deliver to the island. They quickly found an alternative, striking a private deal with an air carrier to fly their orders from a Miami depot. FTX’s airmail programme, which was described in interviews with former employees, illustrates the lavish perks that Sam Bankman-Fried’s crypto exchange bestowed on its staff before it collapsed into bankruptcy this month. The freewheeling spending clashes with the public image portrayed by Bankman-Fried, the one-time billionaire who is known across the crypto industry as just “SBF”. Bankman-Fried said his motive in building FTX into a $32bn digital assets behemoth was to maximise the amount that he could donate to charity over his lifetime. Yet behind the grand promises was an environment where employees’ every need was catered for and where a circle of senior executives in their late 20s and early 30s splashed millions of dollars on everything from travel to sport sponsorship deals and luxury homes. A lack of internal controls that are typical of large financial companies meant FTX’s spending went largely unchecked, according to former employees and filings in the group’s Delaware bankruptcy case. “[It was] kids leading kids,” said one former employee. “The entire operation was idiotically inefficient but equally mesmerising,” they added. “I had never witnessed so much money in my life. I don’t think anybody had, including SBF.” A $135mn deal to secure the naming rights to Miami’s national basketball stadium underscored the firm’s spendthrift culture. Some staff questioned the Miami deal in company Slack messages, asking whether it would really bring in new clients and deliver value for money. “They were never overseeing … how much return we were actually getting,” said one former employee involved in marketing, referring to senior management.
Fonte: Financial Times.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di martedì 29 novembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
La bottiglia dalla doppia anima: insieme corposa e gentile.
II pinot blanc non viene elogiato al pari del suo parente in nero: per me invece è tra le «uve pallide» é quello capace di offrire la più ampia ed elegante variabilità. Ha una sua enclave di altissimo lignaggio «nel vigneto chiamato Friuli» e tanto in Collie dove sette famiglie – Venica, Toros, Russiz Superiore che significa Felluga, Livon, Schiopetto e Castello dl Spessa che significa Pali-Borraccia – si sono unite in un progetto ad hoc di valorizzazione quanto nei Colli Orientali offre il meglio di sé. Mi sono accostato con giusto entusiasmo, ma anche un po’ di ritegno, a questa bottiglia che proviene dal pordenonese.
Fonte: La Verita’.
L’intrigante nettare rosso rubino.
L’azienda, che sorge nei pressi dell’oasi naturalistica della Foce del Neto, da generazioni è condotta dalla famiglia Ranieri. I vigneti che da secoli abitano in questi luoghi trovano spazio in un territorio impreziosito dal fiume Vitravo e rinfrescato dalle brezze dello Ionio, di indiscutibile pregio e vocazione. Mentre risale agli Anni Novanta l’importante ristrutturazione per il rinnovamento completo della cantina.
Fonte: Messaggero.
Cibo e vino valgono il 17% del pil.
Quello del «cibo e vino» è stato tra i settori più resilienti alla crisi da Covid, con una riduzione del valore aggiunto pari 1,8% nel 2020, rispetto al -8,9% del totale dell’ economia italiana. I dati emergono da una ricerca svolta da I-Aer (Institute of Applied Economic Research) su un campione di 541 pini ative in questo settore, in cui osano più di un milione di imprese che generano un giro d’ affari di 478 miliardi all’anno. Pochi realizzano che il comparto da solo vale il 17% del pil italiano e secondo gli esperti sarà uno dei pilastri del Paese assieme ad arredo design, automazione industriale, abbigliamento-moda, accoglienza-turismo.
Fonte: Mf.
CruRated, round da 6 milioni di sterline.
E’ partito il secondo round di finanziamenti (obiettivo di raccolta di 6 min di sterline) di CruRated, società fondata da Alfonso De Gaetano, che punta a mettere in contatto diretto appassionati di vini e cantine prestigiose. La società con sede a Londra ha iniziato a operare a giugno 2021 e a giugno 2022 contava su un fatturato di 5,8 min (contro stime di 4,9 min). L’obiettivo per il secondo anno è raggiungere un fatturato di 14 milioni. «Ad oggi abbiamo superato i 50 produttori sulla nostra piattaforma», spiega Stefano Remigi, vicepresidente e managing director per l’Italia, principalmente da «Borgogna, Champagne, Bordeaux, Piemonte e Veneto».
Fonte: Mf.
Il talent show delle bottiglie «Saranno Famosi nel Vino» La Toscana guarda al futuro.
Alla Leopolda sabato e domenica il nuovo evento-format dedicato all’oro rosso Il top delle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni. Cambiare l’approccio al mondo dell’enologia e mettere letteralmente in passerella le bottiglie di vino. È quanto si propone di fare «Saranno Famosi nel Vino» il nuovo evento/format in programma alla Stazione Leopolda di Firenze sabato 3 e domenica 4 dicembre, patrocinato da Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze e Confcommercio Toscana.
Fonte: Nazione Firenze.
Planeta lancia il progetto Ab Insula – Planeta lancia il progetto Ab Insula «La Sicilia cresce e crea lavoro con la qualità».
La famiglia Planeta lancia il progetto Ab Insula, non solo con la volontà di raccogliere e valorizzare le eccellenze vitivinicole siciliane, ma anche per proporsi come motore di sviluppo economico, culturale e sociale in Sicilia. Il tutto rispettando il territorio. a pagina 12 Olio e vino Planeta lancia il progetto Ab Insula «La Sicilia cresce e crea lavoro con la qualità» Sette cantine e 2,4 milioni di bottiglie prodotte. Le intese con i protagonisti delI’isola. Si chiama Ab Insula ed è qualcosa di più di un progetto che intende raccogliere e valorizzare le eccellenze vitivinicole siciliane. Quello spiegato ieri dalla famiglia Planeta a Milano si pone infatti come motore di sviluppo, non solo economico, ma anche culturale e sociale, strettamente legato al rispetto del territorio e ad un futuro sostenibile.
Fonte: Verita’&Affari.
Lambrusco Pioggia di riconoscimenti.
Tredici medaglie nel più importante concorso al mondo per gli spumanti La rivista Falstaff, venduta in Germania, Svizzera e Austria, premia con voti alti i vini di Venturini Baldini Reggio Emilia Fine d’anno spumeggiante per il mondo del Lambrusco, che ancora una volta si conferma tra le bollicine italiane più apprezzate nel mondo. È quanto emerge dall’ultima edizione di “The Champagne e Sparkling Wine World Championships”, il concorso del Regno Unito presieduto dal noto critico Tom Stevenson, che ha visto quest’anno la partecipazione di vini provenienti da oltre 21 Paesi.
Fonte: Gazzetta di Reggio.
Nella Franciacorta il miracolo si ripete con il progetto targato Mirabella.
Sostenibilità con coltivazioni bio su 45 ettari Dalle origini a oggi La partenza negli anni ’70 con Teresio Schiavi E ora al suo fianco i figli Alberto e Alessandro a bellezza e il mistero delle terre del vino a I volte ti travolgono non appena ci metti piede, coinvolgendo sensi e percezione. Mi succede ogni volta che arrivo in Franciacorta, inseguendo una sorta di richiamo atavico. La sua rigogliosità mi stringe la bocca dello stomaco, riempiendomi di sensazioni di risveglio. “Franciacorta”.
Fonte: Nuova Ferrara.
Nuovi riconoscimenti per Stajnbech.
Gambero rosso e Berebene premiano il Lison classico e il Malbec Trevenezie • La cantina Stajnbech in via Belfiore al civico 109 a Pramaggiore. Pramagglore Nel cuore del Veneto orientale, ovvero in casaStajnbech, arrivano iriconoscimenti dalla “rossa” più ambita del settore. Una testimonianza che porta con sé tutto il valore di un lavoro perseguito con costanza e passione da persone che, come ben recita il motto di famiglia, “Coltivano armonie”. Il Gambero rosso ha infatti assegnato due bicchieri rossi al 150 Lison classico Docg, categoria che premia i vini da molto buoni a ottimi che hanno raggiunto le degustazioni finali.
Fonte: Nuova Ferrara.
In alto i calici: tutto pronto per l’atteso premio Ercole.
Pruno concorso enologico a Macchia d’Isernia: hanno partecipato 15 aziende molisane, 5 saranno premiate In alto i calici: tutto pronto per l’atteso premio Ercole. II Premio Ercole alle battute finali: sabato 3 dicembre, alle 18, la cerimonia conclusiva del primo concorso enologico regionale del Molise, nato a Macchia d’Isernia grazie all’iniziativa della Pro loco Maccla che, in collaborazione con il Comune, è stata autorizzata dal ministero delle Politiche agricole: il concorso enologico è rivolto alle aziende vitivinicole molisane che producono le quattro Doc della regione.
Fonte: Primo Piano Molise.
L’Oscar del 2022 del Torchio d’Oro’ a Beccaria e Crova.
Concorso enologico Sabato, al Castello, le premiazioni dei vincitori L’Oscar del 2022 del `Torchio d’Oro’ a Beccaria e Crova. Sono le Azienda Agricole Beccaria Davide e Crova Massimo a essersi aggiudicate ex aequo l’Oscar 2022 del Concorso Enologico Torchio d’Oro. L’ufficializzazione è arrivata sabato 26 novembre, durante la cerimonia di premiazione svoltasi nella ex Cappella del Castello del Monferrato. Alla presenza delle Autorità, sono stati anche consegnati i 15 diplomi di merito tra i 94 vini premiati dai giudici che hanno preso in esame i ben 167 vini presentati dalle 40 aziende partecipanti. Sapio: un grande successo «L’edizione 2022 del Torchio d’Oro.
Fonte: Monferrato.
Torchio d’Oro Dalla vigna alla cantina Un premio alla Sbarato.
Con il diploma. Ci sono anche una donna, una valcerrinese, e una tra le più piccole doc italiane tra i vincitori del Torchio d’Oro 2022. Con il punteggio di 87/100 il Rubino di Cantavenna doc 2019 della vigneron Tina Sbarato di Cantavenna Gabiano si è aggiudicato il Diploma di Merito e un posto sul podio del concorso enologico monferrino. Prodotto con uve Barbera, Grignolino e Freisa, il Rubino della Sbarato è forte di una vincente combinazione di suolo, clima e lavoro, ovvero, di quella condizione specifica che i francesi riassumono e declinano nella terminologia “terroir”.
Fonte: Monferrato.
Vino e mercati: la fotografia per capire tendenze e consumi.
Oggi a Cerretto Langhe con l’Osservatorio di Confindustria Vino e mercati: la fotografia per capire tendenze e consumi. Qual è lo stato di salute del settore vino? Quali mercati hanno ripreso a correre e quali, invece, sono rallentati dalla crisi energetica e dal rialzo dei costi? Il rimbalzo post pandemia si è esaurito, o continua ad avere effetti benefici? E i consumatori sono cambiati? Di questo e di molto altro si parlerà questa mattina (ore 10) durante l’evento «Vino e mercati: scenari per il vino piemontese tra nuovi obblighi e tendenze di consumo» organizzato dall’Osservatorio permanente sul mercato vitivinicolo di Confindustria Cuneo (WPO) nella sala convegni di Casa di Langa, sulla collina di Cerretto Langhe.
Fonte: Stampa Cuneo.
Tenute Rubino, un vino da premio Sigillo “Tastevin” al ” Torre Testa”.
Un premio ad un impegno quotidiano. 11 riconoscimento ad un’azienda capace di cogliere l’espressione migliore di un territorio, ed in particolare delle sue caratteristiche pedo-climatiche, recuperando alcuni vitigni storici della zona come il Susumaniello. Il Torre Testa 2019 di Tenute Rubino (Brindisi) ha ottenuto il prestigioso sigillo del “Tastevin”, un riconoscimento che l’Associazione Italiana Sommelier conferisce a chi ha contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio di origine, a chi rappresenta un modello di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona e a chi ha riportato sotto i riflettori vitigni dimenticati.
Fonte: Nuovo Quotidiano di Puglia edizione di Brindisi.
Giornale di Sicilia Presentata la Guida dei vini Oggi in edicola – Su i calici, ecco i vini più buoni dell’Isola.
Da oggi col Giornale di Sicilia la Guida 2023. Spazio alle eccellenze, fra etichette e cantine top Festa all’Orto Botanico con le aziende premiate. Domani su Tgs alle 21.30 in onda la cerimonia Su i calici, ecco i vini più buoni dell’Isola Anna Cane fianchi, rossi, rosati, frizzanti, strutturati, leggeri e corposi, sono i vini, eccellenze del territorio e degni rappresentanti della storia e della tradizione siciliana. È stata presentata all’Orto Botanico la Guida ai Vini di Sicilia 2023 curata dagli esperti di Slow Wine Francesco Abate e Giancarlo Ganglio con il coordinamento editoriale di Olivia Reviglio. La guida, edita dal Giornale di Sicilia, sarà in vendita al costo di 3,50 euro più il prezzo del quotidiano a partire da oggi.
Fonte: Giornale di Sicilia.
Talent show del vino con le cantine «giovani» E il corso per crescere.
Il 3 e 4 dicembre da un’idea di Cinelli Colombini Saranno circa 14o le cantine provenienti da tutta Italia presenti alla prima edizione di «Saranno Famosi nel vino» alla Stazione Leopolda di Firenze i13 e 4 dicembre. Parteciperanno cantine con meno di io anni di attività e cantine più conosciute ma con vini con meno di 5 anni. Le aziende toscane rappresentano circa il 43%, segue il Piemonte con 10 cantine, il Veneto con 7, le Marche con 5 e poi le altre con tre come la Campania, la Sardegna, l’Umbria, la Puglia e ancora sotto Emilia Romagna e le restanti. Assenti all’appello la Val d’Aosta e il Trentino Alto Adige.
Fonte: Corriere Fiorentino.
In bici tra vini e tartufi, spot per l’enoturismo sostebibile.
Il format “BikeeWine Press” fa tappa anche nelle aziende dell’Alta Valdera. Domani l’arrivo a Pontedera In bici tra vini e tartufi, spot per l’enoturismo sostebibile Pontedera Ultima edizione 2022 per il format BikeeWine Press, la missione in bicicletta a caccia di notizie “a zero emissioni” da parte di un gruppo ormai collaudato di giornalisti del vino impegnati perla promozione del ‘enoturismo sostenibile. L’anno si chiude in grande stile con partenza da Pisa: lo start ieri sotto la Torre, con chiusura domani a Pontedera.
Fonte: Tirreno Pisa-Pontedera.
Bacco e dintorni Il vino non è solo business ma anche l’ambasciatore del Granducato nel mondo – Quel nettare di Bacco che fa grande la Toscana.
Nei primi sei mesi dell’anno l’export del settore cresce del 19% in valore rispetto allo stesso periodo del 2019 I Riccardo Gabriele* Tredicimila aziende vinicole, circa, con oltre 60mila ettari a vite. Un comparto che rappresenta una voce importante per l’economia della Toscana, non solo dal punto di vista produttivo e dell’indotto lavorativo, ma anche per l’immagine esportata dei nostri territori. Stiamo parlando del mondo vinicolo toscano e dei suoi attori protagonisti: i produttori. II2022 è iniziato con prospettive molto interessanti e con un ottimismo generale che è stato mitigato dalla situazione politica internazionale e dalle preoccupazioni legate alla crisi energetica che spaventa tutti i settori produttivi.
Fonte: Tirreno Toscana Economia.
Cantine, i margini si riducono «Vanno create filiere di valore».
Studio Impresa rileva che la redditività frenata è uno dei nodi che il sistema locale deve enoico superare Cantine, i margini si riducono «Vanno create filiere di valore» I ricavi delle veronesi nel 2021 sono cresciuti del 12,3%, meno del dato nazionale, così come l’Ebitda medio, fermo al 7,9% Valeria Zanetti economia@larena.it •• Anche nel post Covid le aziende del vino veronese devono focalizzarsi sul miglioramento della loro marginalità. La redditività frenata è infatti uno dei nodi che il sistema enoico locale deve superare. Ci sono comunque casi di successo, che possono fare scuola tra le cantine, in procinto di cimentarsi con la sfida del valore.
Fonte: Arena.
Coop venete, profitti tra i più bassi del Paese.
Verona ha anche importanti realtà nella cooperazione vitivinicola, che la ricerca «Cosa dicono i bilanci delle imprese del vino italiano», analizza. Le cantine sociali in provincia rappresentano il 25% dei ricavi totali contro un 33% a livello nazionale. Nel 2021 hanno aumentato i loro fatturati in modo molto importante, pari al +16,2% rispetto ai privati. Questo valore è in controtendenza se messo a confronto con il rispettivo nazionale, che vede i privati crescere del 16% rispetto al +9,9% delle cooperative. Più in generale il Veneto è la prima regione per ricavi conseguiti dalle coop che superano il miliardo di euro (1.177 milioni) su un valore totale tricolore di 4,2 miliardi. L’Ebitda delle cantine coop venete è però il secondo più basso d’Italia (3,88%), peggio fa solo la Valle D’Aosta (2,48%).
Fonte: Arena.
Raboso, cresce l’export Conquista gli inglesi e piace anche in Francia.
Il Raboso decolla sul mercato estero, successo per i produttori del Veneto orientale che nel 2022 fatturano oltre due milioni di introiti. Valerio Nadal, presidente di Condifesa Tvb, è entusiasta: «È sbarcato anche in Inghilterra». Il caratteristico vino corposo ha varcato i confini nazionali. Il Raboso, il cui termine deriva dalla parola rabbioso che significa furioso, è una sorpresa nel mercato del vino. Non ha i numeri del Prosecco, ma in Germania, Austria e adesso anche in Inghilterra è divenuto una gioia in più per i produttori del Veneto Orientale. Ottimi i consensi anche sulle spiagge, quella di Jesolo su tutte.
Fonte: Nuova Venezia.
Camera di commercio, i prezzi medi delle uve.
L’ente camerale ha ufficializzato le quotazioni raggiunte da Docg e Doc: le organizzazioni di categoria non condividono i metodi di rilevazione, ma i dati servono per Istat ed Eurostat. Il novembre la Camera di Commercio di Cuneo ha ufficializzato i prezzi delle uve 2022 destinate alla produzione dei vini Doc e Docg. Denominati mercuriali delle uve, sono le quotazioni che l’ente camerale da alcuni anni è tornata a elaborare con la collaborazione di numerose aziende della filiera viticola che hanno comunicato le cifre dei contratti stipulati. Com’era già capitato negli anni passati, nel 2022 non sono stati ufficializzati i prezzi delle uve per tutti i vini Doc e Docg del territorio provinciale perché non sempre è giunto in Camera di commercio un numero adeguato di rilevazioni economiche
Fonte: Gazzetta d’Alba.
La scelta ‘wine garage’ Diventare produttori anche in poco spazio.
Dalle Langhe arriva la riscoperta di un movimento nato cinquanta anni fa in Francia per permettere a tutti di poter vinificare anche senza una cantina • Il mercato della produzione e della vendita del vino nel Tortonese è in netta espansione ormai da anni e le storie di persone che hanno abbandonato i propri lavori precedenti per quanto prestigiosi o remunerativi per dedicarsi alla vinicoltura non si contano più. L’ostacolo principale, però, è l’investimento iniziale per qualcosa che nella migliore delle ipotesi comincerà a dare un ricavo solo qualche anno dopo, tagliando quindi fuori molti giovani volenterosi ma con poca disponibilità di capitale.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
«È stato difficile convincere gli orientali che il vino rosso non è un bianco colorato».
Più qualità e meno quantità. Il mercato mondiale del vino si è diviso: alta gamma o basso prodotto. La fascia media è scomparsa. «Premiati dalla storia» • Per certi mercati internazionali la pandemia è stata come il meteorite per i dinosauri: lo sconquasso creato ha fatto una sorta di selezione naturale in cui solo chi è riuscito ad adattarsi è sopravvissuto, cambiando pelle o perché già molto più resistente degli altri. Così nel business milionario del vino – in Piemonte i194% di quello che si commercializza è Doc – la qualità ha avuto la meglio sulla quantità e gli avventurieri non strutturati che potevano contare solo su aiuti europei per l’intenazionalizzazione, stanno scomparendo dagli scaffali d’oltre oceano.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Asti Spumante Le bollicine (e non solo) fanno il giro del mondo.
Crisi o no, le bollicine piemontesi continuano ad essere apprezzate in tutto il Mondo. E questo è il periodo giusto per far festa con gli sparkling wines, non solo per i tradizionali brindisi a Natale e Capodanno. Mercato in crescita Il Mondo ha ripreso le belle abitudini di consumare vini nostrani e la maggior parte dei mercati si è riaperto `in presenza’, con degustazioni, fiere e workshop per promuovere direttamente l’enogastronomia provinciale. Perché se raccontato, il vino va giù meglio.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Ovada Vini e territorio: il Consorzio atteso a Novi per Dolci Terre.
C’è anche il Consorzio di Tutela dell’Ovada Docg fra le cinque realtà locali del settore enologico (gli altri sono i Vini Colli Tortonesi, il Consorzio di tutela Brachetto d’Acqui, i Produttori Moscato Passito e il Consorzio tutela del Gavi, ndr) che saranno presenti alla 25esima edizione di “Dolci Terre di Novi”, la rassegna delle produzioni dolciarie, vitivinicole e gastronomiche, organizzata (a cadenza annuale) dal Comune di Novi Ligure. L’appuntamento è da venerdì 2 a domenica 4 dicembre presso il centro fieristico divialedei Campionissimi.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Casale Oscar del Torchio d’Oro ’22 a Beccaria Davide e Crova Massimo.
Le aziende agricole Beccaria Davide (Ozzano Monferrato) e Crova Massimo (Sala Monferrato) si sono aggiudicate ex aequo l’Oscar 2022 della 29esima edizione del Concorso Enologico Torchio d’Oro, la cui premiazione si è tenuta sabato nella Cappella del Castello di Casale, a pochi minuti dal taglio del nastro della Festa del Tartufo Bianco. Alla presenza delle autorità (tra loro l’assessore regionale Maurizio Marrone), sono stati anche consegnati i 15 diplomi di merito tra i 94 vini premiati dai giudici che hanno preso in esame le ben 167 etichette presentate dalle 40 aziende partecipanti.
Fonte: Piccolo di Alessandria.
Cantina Montalbera lancia il progetto “Nuda” per la valorizzazione e diversificazione della Barbera.
Interessante pranzo-degustazione a Merano, presso il noto ristorante Schloss Kallmunz di piazza della Ren, nell’ambito del Merano Wine Festival 2022. La Cantina Montalbera, nota per il suo pluripremiato Ruchè, ha chiamato l’incontro “Oltre il Ruchè” dal momento che sono stati presentati alla stampa anche gli altri vini prodotti tra cui Barbera d’Asti DOCG superiore, Nebbiolo DOC Monferrato e Grignolino d’Asti DOC. Franco Morando, Direttore Generale dell’azienda, tiene molto al progetto “Nuda” dedicato alla Barbera. La Barbera d’Asti superiore Docg “Nuda”, nata con l’annata 2012 in Castiglione Monferrato per esaltare il terroir del Monferrato astigiano, attualmente è in commercio con l’annata 2019.
Fonte: La Gazzetta del Gusto.
Cantine d’Italia 2023.
Esce a inizio dicembre Cantine d’Italia 2023, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. L’evento di presentazione e premiazione si terrà giovedì 1 dicembre a Milano presso l’Hotel Melià. Un evento dedicato alle 830 cantine italiane complessivamente segnalate in Guida. Nel corso della serata verranno consegnati 8 Premi Speciali e 251 Cantine riceveranno il riconoscimento de “L’Impronta Go Wine”, assegnata a coloro che hanno ottenuto il più alto punteggio complessivo nelle valutazioni su Sito, Accoglienza e Vini.
Fonte: EgNews.
Saranno Famosi nel Vino, il talent show in cantina.
Cambiare l’approccio al mondo dell’enologia e mettere letteralmente in passerella le bottiglie di vino. È quanto si propone di fare “Saranno Famosi nel Vino” il nuovo evento/format (Stazione Leopolda di Firenze 3-4 dicembre), un vero e proprio talent show che metterà insieme i migliori vini italiani creati nelle ultime cinque vendemmie e le migliori cantine sorte negli ultimi dieci anni. Un evento pensato per rivoluzionare il mondo del vino. Questo evento rivoluziona e si distingue da tutti gli altri già esistenti per due motivi: si indirizza al nuovo appassionato/esperto di vino che ha indole da esploratore. Cioè a chi vuol scoprire gioielli enologici ancora poco noti.
Fonte: Corriere del Vino.
Il “riposo” delle Langhe, con il Barolo in cantina, guardando alla vendemmia 2022, e al futuro.
Con i produttori alla guida di griffe come Giacomo Conterno, Poderi Gianni Gagliardo, Ceretto, Marchesi di Barolo e Luciano Sandrone. Le riflessioni di Roberto Conterno, “Mister Monfortino”, tra i produttori italiani più quotati al mondo, con la sua Giacomo Conterno; Stefano Gagliardo, che, con la Poderi Gianni Gagliardo, dispiega le Menzioni Geografiche Aggiuntive in ben otto Barolo; Roberta Ceretto, che, con la Ceretto, valorizza il territorio tra grandi vini, cultura e arte contemporanea; Davide Abbona, nuova generazione della Marchesi di Barolo, “custode” della sua storia; e Luca Sandrone, che, con Luciano Sandrone, ha scalato negli ultimi anni più posizioni nel Liv-ex in assoluto, a livello mondiale.
Fonte: YouTube.
Una startup per comprare vino nel metaverso.
Nasce Cellarverse, la prima startup che lancia gratuitamente nel metaverso le cantine italiane e le veste di arte. Si possono comprare dei certificati (NFT) che garantiscono la proprietà della bottiglia ma si può decidere di riceverla a casa quando si vuole. E si possono ricevere anche bottiglie personalizzate da diversi artisti emergenti: il primo sarà Mr. Savethewall, l’artista comasco esponente della street art e divenuto famoso per i suoi murales inusuali, realizzati non direttamente sui muri bensì su nastro adesivo facilmente removibile. Oltre ad acquistare certificati delle singole bottiglie a prezzi vantaggiosi è possibile partecipare a una community virtuale, nel metaverso, dove incontrarsi per eventi e momenti di approfondimento, con una user experience immersiva, mentre per le cantine entrare nel metaverso è completamente gratuito.
Fonte: ANSA.
Nel mondo produzione di vino stabile: chi sale e chi scende.
Dal World Wine Production Outlook di OIV i nuovi dati: -1% rispetto al 2021, con l’Ue che cresce e gli Usa che arretrano. E’ stata praticamente stabile, nel mondo, la produzione di vino quest’anno rispetto al 2021. Il World Wine Production Outlook 2022 di OIV (International Organisation of Vine and Wine), sintetizzati da Winemeridian.com, indicano infatti una produzione in flessione dell’1%, nonostante il clima avverso tra siccità e caldo anomalo in molte aree del mondo. Questo, grazie ad un raccolto superiore nei Paesi dell’Unione Europea, dove la produzione risulta in aumento del 2%. A compensare la frenata (-4%) che si è registrata negli Stati Uniti.
Fonte: Corriere dell’Economia.
Master of wine, chi è l’uomo che consiglia gli investimenti in vino.
Gabriele Gorelli è il primo Master of wine italiano. Come fanno i broker con le azioni, segnala le bottiglie da comprare e poi rivendere. Bevendoci su non poco. Ogni appassionato di vino sogna di diventare sommelier, e su trenta milioni di bevitori italiani poco più di uno su mille ce la fa. Ogni sommelier sogna poi di diventare degustatore ufficiale: “Non è semplice, perché all’esame finale con degustazione bendata bisogna descrivere e valutare con precisione due vini in meno di 90 secondi ciascuno”. Chi parla è uno degli happy few (non si arriva al migliaio) che hanno coronato il sogno, ma invece di godersi l’alloro lui ne ha fatto il trampolino di lancio per un traguardo ulteriore, probabilmente il più esclusivo del mondo del vino: Gabriele Gorelli, trentottenne toscano di Montalcino, in provincia di Siena, è il primo italiano a fregiarsi dell’ambitissimo titolo di Master of Wine, la porpora cardinalizia del culto di Bacco.
Fonte: la Repubblica.
Il vino da agricoltura sostenibile protagonista a Slow Wine Fair.
Dalla tutela dell’ambiente a quella delle comunità, dall’alta qualità all’allargamento ai canali distributivi, così si fa strada la fiera del vino “buono, pulito e giusto”. Torna per la seconda edizione, dal 26 al 28 febbraio prossimi, a BolognaFiere, Slow Wine Fair. La fiera del vino buono, pulito e giusto è organizzata dall’ente fieristico e Sana-Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, con la direzione artistica di Slow Food e la partecipazione di FederBio. Si parte con l’orgoglio dei numeri della passata edizione, 542 cantine espositrici – di cui oltre 250 certificate biologiche o biodinamiche – provenienti da 20 Paesi; numeri che gli organizzatori vogliono incrementare. “Ipotizziamo di arrivare a circa 1.000 cantine, in una edizione che ha regole di ingresso ancor più restrittive -spiega Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni Dirette BolognaFiere- e di far comunicare tra loro tutti gli attori della filiera, ovvero i vignaioli, i professionisti dei vari canali, dall’horeca alla gdo, e tutti gli appassionati del vino buono, pulito e giusto”.
Fonte: Mark Up.
ORV, oltre le Radici della Vite.
“Siamo aziende familiari con una storia. Il tempo ci ha permesso di prendere coscienza del valore delle vigne, delle varietà autoctone, del terreno e siamo determinati a trasmettere tutto ciò nei nostri vini. Non vogliamo dettare dogmi o regole ma condividere dei principi culturali, perché il vino rappresenta civiltà. Siamo in ascolto l’uno dell’altro, scambiamo punti di vista, condividiamo esperienze, legati dall’entusiasmo e da una vera complicità”.
Fonte: Corriere del Vino.
I migliori vini del Veneto premiati dall’Ais.
Tra le regioni italiane con un patrimonio vinicolo incredibile c’è senza alcun dubbio il Veneto, che conquista sempre i massimi punteggi con le sue etichette prestigiose. Guida ai vini del Veneto, il portale che ogni anno raccoglie le eccellenze enologiche della regione selezionate dai degustatori di AIS Veneto, ha assegnato il Premio Fero. Una giuria composta da sommelier AIS e giornalisti del settore enogastronomico ha valutato 2000 vini, ne sono arrivati in finale 21, tre per ognuna delle sette categorie: Miglior Spumante Metodo Charmat, Miglior Spumante Metodo Classico, Miglior Vino Bianco, Miglior Vino Rosa, Miglior Vino Rosso, Miglior Vino Rosso da Invecchiamento, Miglior Vino da Dessert. Ai sette vini che hanno raggiunto i punteggi più alti all’interno della propria categoria è stato quindi riconosciuto il titolo di Miglior Vino del Veneto. Spumanti, bianchi, rossi, passiti, è difficile stilare una classifica, ci hanno provato i sommelier Ais.
Fonte: Treviso Today.
Vini prodotti in alta montagna, l’imprenditore Baldovin lancia l’etichetta “PriMo”.
Un progetto definito di viticultura eroica quello di PriMo, il primo vino prodotto in alta montagna che arriva dalle terre alte di Forni di Sotto. A lanciarlo Roberto Baldovin con la collaborazione dell’amministrazione fornese e un tocco di sana, costante, indispensabile follia visionaria.
Fonte: Il Gazzettino.
Francia: crollo nel consumo di vino.
A perdere quote di mercato in particolare il vino rosso, soprattutto tra le fasce di consumatori più giovani. Secondo un’indagine riportata dal sito The Drinks Business i consumi di vino in Francia stanno vertiginosamente calando. In particolare, la tendenza alla riduzione penalizza il vino rosso i cui consumatori sono infatti diminuiti del 32% rispetto al 2011, e sono, in particolare, i più giovani a preferire altre bevande, con un calo del 7%, nello stesso periodo, nella fascia di età tra i 19 e i 35 anni. Nel 2019 il governo francese aveva lanciato un’iniziativa per esortare la popolazione a ridurre il consumo di alcolici limitandosi all’assunzione di due bicchieri al giorno.
Fonte: Adnkronos.
Arriva il primo vino al mondo affinato nel marmo delle Apuane.
Prodotto dalla cantina Fuori Mondo di Campiglia Marittima di Oliver Paul Morandini da un’idea dello chef stellato Yannick Alléno. Bottiglie in vendita a mille euro l’una. Nasce in Toscana il primo vino al mondo affinato nel marmo. E’ ‘Fuori Marmo‘, Cabernet Sauvignon prodotto dalla cantina Fuori Mondo di Campiglia Marittima di proprietà di Olivier Paul-Morandini. Il vino è invecchiato nel marmo estratto dalle cave del monte Altissimo, a Seravezza sulle Alpi Apuane: le stesse che Michelangelo scelse per i suoi capolavori, oggi di proprietà della Henreaux.
Fonte: InToscana.
Presentata la guida ai Vini di Sicilia 2023: in edicola con il Giornale di Sicilia.
È stata presentata all’Orto Botanico di Palermo la guida Vini di Sicilia 2023 curata da Francesco Abate e Giancarlo Gariglio con il coordinamento editoriale di Olivia Reviglio in collaborazione con Slow Wine. La guida sarà in vendita al costo di 3,50 euro con il Giornale di Sicilia a partire da domani. E uno speciale sulla presentazione e le premiazioni delle aziende vinicole andrà in onda su Tgs mercoledì alle 21.30. Il volume è stato presentato in un incontro condotto da Salvo La Rosa, al quale hanno partecipato il rettore del Sistema Museale di Ateneo Paolo Inglese, il direttore del Giornale di Sicilia Marco Romano e i curatori della guida che insieme ai collaboratori di Slow Wine,
Fonte: Gds – Palermo – Giornale di Sicilia.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di lunedì 28 novembre 2022!
Le news di oggi, sono state offerte da Blinkup Srl (https://www.blinkup.it/), strategie per potenziare il tuo business.
Grand Vintage 2015 Il primo Champagne della nuova epoca.
I millesimati MoëteChandon (blanc e rosé) incarnano al meglio i cambiamenti climatici. Lo chef de cave Gouez: «La nostra storia è fatta di adattamenti» ‘ è una data precisa in cui lo Champagne ha iniziato a trasformarsi a causa dei cambiamenti climatici: è il 2015. In quel momento, spiega Benoît Gouez, chef de cave di MoëteChandon, «ci siamo resi conto che tutto non sarebbe stato più lo stesso». Vendemmie sempre più anticipate («otto dal 2003 a oggi sono iniziate già ad agosto, cosa che prima, dal 1828, non era mai avvenuta»), maggiore apporto di alcol, acidità e zuccheri difficili da gestire. Poco male, però. «La storia dello Champagne è quella di un continuo adattamento», garantisce Gouez.
Fonte: Giornale.
Bianchi Fonzone, la potenza dell’Irpinia – La potenza dell’Irpinia e l’enologia più avanzata si sposano nei bianchi di cantina Fonzone.
L’azienda produce 110 mila bottiglie grazie alle uve provenienti da diversi appezzamenti. 12 ettari di Aglianico, 2 di Fiano, 3 di Falanghina e circa 2 di Greco. Il territorio irpino, alle pendici dell’Appennino meridionale, è da sempre un posto straordinario per la coltivazione della vite e per la realizzazione di grandi vini bianchi e rossi: Flano di Avellino, Greco di Tufo e Taurasi sono tra le più rilevanti denominazioni italiane, grazie a un lavoro di rilancio della viticoltura iniziato oltre vent’anni fa da alcuni importanti produttori, e che ancora continua nel recupero della tradizione e nello sviluppo delle potenzialità del territorio.
Fonte: Quotidiano del Sud L’Altravoce dell’Italia.
Dop e Igp, l’Emilia traina la crescita dell’alimentare.
Buone notizie da Dop e Igp per l’Emilia-Romagna. I dati la confermano, ancora una volta, fra le regioni trainanti in Italia nella crescita del settore. Nelle performance economiche delle eccellenze alimentari, è seconda solo al Veneto. «Dop economy “sovrana”: record da 19,1 miliardi nel 2021», dice il Rapporto Ismea-Qualivita di pubblicato nei giorni scorsi. E le province nel cuore dell’Emilia – Parma, Reggio e Modena – sono al top in Italia nella produzione di cibo. II documento analizza l’andamento economico di Dop e Igp in tutta Italia basandosi sui dati 2021. Dal punto di vista dell’Emilia e di Parma, da quelle pagine emerge un trend positivo. II valore di Dop e Igp per regione? II Veneto primeggia con 4 miliardi e 817 milioni di euro: +27,7% rispetto al 2020, segnato dalla pandemia. Segue l’EmiliaRomagna con 3.601 milioni (+10,9%). La Lombardia ha prodotto Dop e Igp per 2.180 milioni (+7,2%).
Fonte: Gazzetta di Parma G Economia.
Cyber Monday tra affari e truffe Occhio al kit del vino in polvere.
La Coldiretti ha predisposto un vademecum che parte dal consiglio di verificare l’identità del venditore on line Con il Cyber Monday quasi un consumatore su 2 (48%) fa acquisti on line nella settimana dedicata agli sconti iniziata con il Black Friday, anche per anticipare i regali di Natale approfittando delle promozioni. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ sul “lunedì cibernetico” che quest’anno cade il 28 novembre. A prediligere gli acquisti sul web sono soprattutto gli italiani tra i 45 e i 54 anni, compresi gli abitanti di Valtellina e Valchiavenna, con una percentuale che è addirittura del 77%, contro il 58% dei ragazzi tra i 18 e i 34 anni e il 59% di quelli tra 35 e 44 anni, forti anche di una situazione reddituale sicuramente superiore rispetto a chi è entrato da meno tempo nel mondo del lavoro. Spesa su internet ancora ostica, invece, per i più anziani, con appena il 17% di quelli sopra i 64 anni.
Fonte: Provincia Sondrio.
Le eccellenza del territorio – Vini, premiati i magnifici quattro Carmignano culla di eccellenze.
II Consorzio continua a raccogliere consensi. E cala il poker con i ‘tre bicchieri’ del Gambero Rosso Sono stati assegnati all’azienda ‘Piaggia’, a ‘Le Farnete’, alla Fattoria di Capezzana e alla Tenuta di Artimino. La storica Guida Oro Veronelli si concentra invece sul Villa di Capezzana 2012 e sul Vinsanto Riserva 2014. Una piccola docg che si conferma ancora una volta grande. Il Consorzio del vino di Carmignano anche quest’anno raccoglie una cospicua messe di consensi da parte delle guide del settore più autorevoli e blasonate. In particolare il Consorzio cala il poker con l’assegnazione dei ‘tre bicchieri’ del Gambero Rosso all’azienda vinicola ‘Piaggia’, alla Tenuta ‘Le Farnete’, alla Fattoria di ‘Capezzana’ e alla Tenuta di Artimino.
Fonte: Nazione Prato.
Vin Santo di Brognoligo L’elisir miete successi.
Le Battistelle e Ca’ Rugate i Tre bicchieri del Gambero Rosso Vin Santo di Brognoligo L’elisir miete successi Produzione limitata per il prodotto di uva Garganega. Era considerato l’elisir che poco ci avrebbe messo a far resuscitare i morti: nelle famiglie di Brognoligo di Monteforte d’Alpone era a lui che si affidavano le ultime speranze quando la costipazione di qualche caro non pareva regredire con i farmaci. Basta questo aneddoto, custodito e tramandato come un tesoro, a raccontare cosa rappresenti il Vin Santo per quelle mille persone o poco più che abitano a Brognoligo. La regina anche in questo caso è sempre lei, l’uva Garganega, e forse non è un caso che in questo fazzoletto abbarbicato sulle colline e ricamato dalle vigne siano nati ben due Tre bicchieri del Gambero Rosso.
Fonte: Arena.
A Follina la grande Borgogna nel bicchiere.
Quando si parla di vini che rubano il cuore. Giovanni Zanon (nella foto), patron del ristorante La Corte di Fouina (Tv), questa sera, alle 20, “Una notte in bianco: Louis Latour .. tanta Borgogna”, e nel quale sfileranno autentici miti come Chassagne-Montrachet, Puligny- Montrachet, Chevalier-Montrachet, Mersault e Corton-Charlemagne. In pieno centro a Treviso, Fiori e Vino propone un viaggio fra Oriente a Occidente, fra la cucina giapponese, i fiori eduli e lo Champagne. u lo- cale glamour di via Guido Bergamo festeggerà un anno dalla sua apertura con le bollicine di Canard-Duchéne, venerdì 2 dicembre, abbinandole alle preparazioni di Clayton Kawamura, che alternerà la sapiente arte del sushi a preparazioni in cui erbe e fiori eduli non sono una semplice decorazione ma una vera e propria componente del piatto. Costo, 50 euro.
Fonte: Gazzettino.
La cantina più bella del mondo? E’ quella Antinori in Toscana.
La cantina più bella del mondo è italiana: si tratta della cantina voluta nel Chianti Classico, a San Casciano Val di Pesa, vicino Firenze, dai Marchesi Antinori e progettata dall’architetto fiorentino Marco Casamonti. La cantina è risultata al primo posto nella World’s Best Vineyards 2022, la prestigiosa classifica che raccoglie le cantine più suggestive da tutto il mondo. La Voting Academy che decreta il vincitore è composta da oltre 500 intenditori di vino, sommelier ed esperti di viaggi e turismo, i quali presentano le proprie candidature in base a diversi criteri, tra cui la qualita’ dell’esperienza complessiva, l’atmosfera, la cucina, le attivita’, il panorama, il personale e il rapporto qualita’ prezzo. Sono loro che hanno decretato vincitrice la cantina Antinori nel Chianti Classico che ha saputo mettere d’accordo la maggioranza degli esperti.
Fonte: Corriere Nazionale.
Vino e calcio: Valdo Spumanti è “Official Wine Supplier” della As Roma.
La storica cantina di Valdobbiadene della famiglia Bolla si lega alla squadra giallorossa della “Città Eterna”. Gli occhi degli appassionati di calcio di tutto il mondo, in questi giorni, sono rivolti ai mondiali in Qatar. Ma, intanto, il calcio italiano non si ferma, con le squadre in tour nel mondo, per mantenere la forma in vista della ripresa del campionato. Tour che, talvolta, diventato occasione per annunciare partnership enoiche peculiari.
Fonte: WineNews.
Moser, una espressione nuova delle Bollicine Trento Doc.
Carlo Moser a cui è stata affidata la conduzione dell’azienda col cugino Enologo, Matteo, danno vita a questo Brut da uve chardonnay provenienti dalla val di Cembra, nucleo storico della cantina Moser e da villa Warth sulle colline di Trento sede della cantina attuale. Ed è proprio da questa cuvée che unisce eleganza, morbidezza e fragranza che sgorga un perlage come uno swing per il palato, continuo e delicato, dai profumi floreali come una boccata d’aria fresca di montagna. A tavola è il giusto equilibrio tra i sapori del formaggio di malga e quelli di un Canederlo in brodo.
Fonte: La Voce di New York.
Consiglio Regionale. Sospiri: Abruzzo tra le regioni di punta del vino.
“Il Pescara Wine Festival è il premio alle eccellenze abruzzesi, è un premio agli sforzi che i nostri viticoltori stanno facendo per alzare la qualità del prodotto, sforzi che oggi hanno portato l’Abruzzo tra le regioni di punta del vino, dunque recuperiamo un gap strutturale che abbiamo rispetto ad altre regioni d’Italia e d’Europa su alcune tipologie – Questo è frutto di grandissimi investimenti e come Regione speriamo che con il nuovo Programma di Sviluppo Rurale, il PSR, si riescano a velocizzare le pratiche per rendere concreta la disponibilità di 540milioni di euro da spalmare in sette anni, dunque che la finanza ci venga incontro per garantire tutti gli investimenti, ovvero il sacrificio dei nostri produttori deve portare all’efficienza della pubblica amministrazione”.
Fonte: AbruzzoNews24.
Quanto zucchero contiene esattamente un bicchiere di vino.
Alcune aziende vinicole “aggiungono zucchero ai vini rossi secchi dopo la fermentazione”. Scrive il New York Times che alcune aziende vinicole “aggiungono zucchero ai vini rossi secchi dopo la fermentazione” in modo che abbiano un sapore più “morbido” per il palato americano”, però il giornale si chiede anche: come si fa a sapere quanto zucchero c’è nella bottiglia o nel bicchiere di quello che si sta sorseggiando? La risposta, secondo il quotidiano, sta nella dichiarazione di Nancy Light, vicepresidente delle comunicazioni per il Wine Institute, la principale associazione di difesa dell’industria vinicola della California, secondo cui “il vino è per natura un po’ acido e gli aggiustamenti possono aiutare a bilanciare gli elementi di dolce e acido”, quindi i produttori di vino “sono autorizzati dalle normative governative ad apportare modifiche alla dolcezza” dopo la fermentazione per ottenere gli stili di vino desiderati.
Fonte: Affari Italiani.
Anche i vini possono rivelarsi una truffa.
Per il suoi fiuto anti frodi Maureen Downey è soprannominata la “Sherlock Holmes dei vini”. Tra le massime esperte mondiali di bottiglie rare, la sua fama è esplosa proprio in relazione a una collezione di etichette stellari, poi rivelatasi una delle più celebri frodi del settore. Downey é stata consulente dell’Fbi nel caso del falsario di vini Rudy Kurniawan. Sui social Downey informa il pubblico sulle frodi e insegna come riconoscere i vini pregiati. Nel suo archivio ci sono oltre 40 mila immagini di etichette, tappi e bottiglie autentici. E a volte la verità fa male: di 52 pezzi rari acquistati da un facoltoso americano, solo uno ha passato il suo vaglio.
Fonte: Domani.
Il vino pregiato come bene rifugio. Investire in bottiglie rare per avere buoni rendimenti, nessun tassa sulle plusvalenze e ritorni elevati.
Una buona bottiglia di vino. Non solo per una cena speciale, ma anche come investimento. E mentre la finanza tradizionale attraversa tempi difficili e l’inflazione cresce ecco che rispunta la vecchia amata terra, e i suoi prodotti. E allora il vino, che non solo migliora con il tempo (se ben conservato) ma acquista valore. Nuovo bene rifugio, tema non nuovo, ma che si apre sempre di più verso un mercato di neofiti, che nelle bottiglie «preziose» trovano il giusto mix tra passione e investimento. «In passato investire sul vino era associato all’esclusività – ci racconta Edoardo Maria Lamacchia, ceo della startup eWibe.
Fonte: Foodaffairs.
Vino, Consorzio Chianti lancia il ‘Chianti Lovers Japan Tour 2022’.
Firenze, 26 novembre 2022 – Grande ritorno in Asia per il Consorzio Vino Chianti: dopo la missione nelle Americhe, chiusa nei giorni scorsi con l’ultima tappa in Messico, il Consorzio non si ferma e fa rotta ad Est per il “Chianti Lovers Japan Tour 2022”. Dal 28 novembre al primo dicembre il Consorzio propone ben tre eventi istituzionali di approfondimento sulla denominazione nella terra del Sol Levante: il 28 novembre a Fukuoka, il 29 a Osaka e infine il 1 dicembre, a Tokyo. Il ricco programma delle tre tappe giapponesi è senza dubbio all’altezza dell’importanza che questo mercato rappresenta per il vino italiano e per l’amore dimostrato nei confronti del Chianti.
Fonte: La Nazione.
Il vino ai mondiali di calcio.
Durante questo mondiale, dove fioccano polemiche e divieti, è stata condotta dall’Osservatorio del Vino, Nomisma Wine Monitor un’indagine sui consumi di questo prodotto che in paesi come il Qatar è generalmente vietato. Se infatti, alla birra sono state applicate deroghe straordinarie (poi in parte ritirate), il consumo del nettare di bacco in Qatar invece resta vietato nei luoghi pubblici. Il vino si può consumare esclusivamente all’interno della propria abitazione o negli Hotel, ai quali è stata concessa nell’occasione una speciale licenza di vendita a turisti o a chi viaggia per lavoro, fatta eccezione per chi è di religione islamica.
Fonte: Siena News.
TORINO WINE WEEK 2022 – NATURALMENTE VINO.
Torino Wine Week torna nel primo weekend di dicembre con Naturalmente Vino, il Salone dedicato ai vini naturali a Snodo @OGR Torino, e la preview di Notte Rossa Barbera, la sagra diffusa di buon vino e cucina a prezzi popolari.
• Più di 50 produttori del Piemonte e dell’Italia saranno i protagonisti di Naturalmente Vino con stand e degustazioni, nella suggestiva cornice delle OGR Torino, all’interno degli spazi di SNODO. Domenica saranno presenti gli stand selezionati dalla Guida Panettieri e della Guida Pasticceri 2023 di Gambero Rosso. I ticket saranno acquistabili anche in cassa, salvo esaurimento disponibilità.
Fonte: Turismo Torino.
Natale in casa Cru: dieci vini per cinque momenti delle feste.
Il calore delle lucine, i regali sotto l’albero, l’abbraccio delle persone che amiamo, le tavole imbandite di mille leccornie, il profumo della neve nell’aria: ancora poche settimane e scoccherà l’ora del Natale, un tempo scandito da momenti importanti passati assieme agli affetti più cari. Ed è proprio con loro, con le nostre famiglie e i nostri amici, che alziamo i calici e brindiamo a questi attimi. Abbiamo selezionato dieci vini per cinque momenti speciali delle Feste, accordando il tutto, come da tradizione, sulle note della playlist natalizia made in Studio Cru, disponibile qui: bit.ly/wineandchristmas_2022. Dopo un anno di gioie e fatiche condivise, corsi di aggiornamento e trasferte con partenze all’alba, festeggiamo con l’Abruzzo Pecorino Dop di Cantina Tollo e il Riviera del Garda Classico Groppello Doc di Sincette.
Fonte: All Food Sicily.
“D-Vino” il progetto delle Donne del Vino Sicilia al via in tre istituti.
Storie, dati e prospettive del progetto D-Vino sono stati presentati in conferenza stampa a Palermo, nella sede di Assovini Sicilia, dalla delegazione Donne del Vino Sicilia. Guidata da Roberta Urso, l’Associazione Donne del Vino che ha dato vita al progetto nell’Isola, riunisce settanta socie tra giornaliste, sommelier, produttrici, enologhe ed agronome. “Il metodo didattico è semplice ma rivoluzionario – dichiara Roberta Urso–tante testimonianze dirette da parte delle socie, una didattica basata su esempi concreti permettendo loro di scoprire sbocchi professionali – specialmente nei settori nuovi come l’enoturismo, la comunicazione digitale, il wine management. Nel nuovo anno accademico 2022/23, oltre allo storytelling della propria attività in aula, gli studenti avranno la possibilità di visitare le aziende, stimolando ancora di più la curiosità e la scoperta del meraviglioso modo del vino, che è soprattutto cultura“.
Fonte: Chieti Today.
STAMPA ESTERA
Pionnière, la viticulture multiplie les installations de panneaux solaires.
L’investissement d’Engie Green par hectare de vignes de la confédération des Vignerons indépendants de France. Des exploitations suivent l’exemple du domaine de Nidolères, dans les Pyrénées-Orientales, qui s’est équipé dès 2018. La confédération des vinerons indépendants et Engie Green viennent de signer un partenariat pour déployer la technologie SunAgri. Le tout premier démonstrateur européen d’agrivoltalsme avait été installé au-dessus de quelques rangs de vigne par l’Institut national de la recherche agronomique et la société SunAgri. en 2009, à l’université de Montpellier. En 2018,1eviticulte ur Pierre F.scudler accueillait en première mondiale dans son domaine de Nidoléres, en Roussillon (Pyrénées-Orientales), la congruedon dbmbrières photovoltaïques au-dessus de 4,4 hectares de jeunes vignes en plantation. C’est un étrange spectacle que cette canopée de panneaux à plus de 4 mètres du sol. A tout moment, répondant aux signaux de capteurs disséminés dans la structure et dans les pieds de grenache blanc et de marselan. les persiennes s’actionnent et s’inclinent un peu plus. un peu moins, pour régule-l’ensolefllement. Au terme de sa deuxième vinification. le vigneron vient de signer pour 5 ha supplémentaires de cinsauli «Le rendement en maintenu, avec une réduction de 2046 de la consommation d’eau par rapport a !a parcelle témoin, et un meilleur équilibre du vin avec r d’alcool en moins », se réjouit Pierre Escudler. Programmés pour optimiser la culture de la plante, les panneaux s’adaptent à ses besoins jusqu’aux vendanges. Et s’orientent de manière à donner la priorité à La production électrique. Eprouvé par douze ans de ReD Dans le pourtour méditerranéen. fortement touché par les canicules et la sécheresse mais aussi les gréles ales gels tardifs, les baisses de rendement et les pertes de récolte menacent l’existence des domaines viticoles.
Fonte: Echos.
Refillable vino saves cash and the planet.
When friends and family bring a bottle to festivities this Christmas, don’t be surprised if they take it home with them at the end of the night. Refillable bottles of wine, gin and beer are now offered by a growing number of UK shops in an effort to be more environmentally friendly. Some retailers offer discounts of up to £3 off wine and £5 offgin if it is poured into a reusable container. “Refill wine saves our customers the cost of the glass bottle,” said Angus Perkins, 29, manager of Wolf Wine, in Bath. “When people buy a bottle of wine in the supermarket for £6 or £7, two pounds of that is the bottle. We wanted a cleaner, greener way of serving wine that is good value for customers.” The number of zero waste and refill shops in the UK has risen fivefold in five years, from 38 to 208 between 2017 and 2022. London, Leeds, Edinburgh, Bristol and Manchester are the cities with the most locations, and the southwest of England is the biggest region for refill shops, according to figures from retail analysts the Local Data Company. Tell Me Wine, in Chepstow, Monmouthshire, offers red, white and rose wine in countertop kegs that can be poured into swing-top bottles.
Fonte: Sunday Times.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
Buongiorno,
Tenute agricole 24 presenta le news vitivinicole di domenica 27 novembre 2022!
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In vino veritas – Effetti speciali.
La viticoltura di montagna può sorprendere per qualità a capacità imprenditoriale Viaggio alla scoperta degli `eroi’ contadini dell’Etna, monte simbolo della Sicilia `A Muntagna regala terrazze arrampicate sui suoi lunghi e scoscesi fianchi in un caleidoscopio di diversità tra rosso di annata e riserva, bianco, rosato e spumante di Paolo Pellegrini S ua Maestà ‘A Muntagna, ovvero quel mix potente, straordinario e suggestivo di terrore e di adrenalinica eccitazione che si scatena alla visione di incredibili pirotecnici effetti speciali, nei giorni e soprattutto nelle notti di forte attività. Ma non solo: l’Etna è anche vita, è crescita silenziosa ed eroica proprio su quei terreni, le sciare, antiche colate laviche di magma ormai rappreso, con scheletri di pietre o di sabbie vulcaniche.
Fonte: Giorno – Carlino – Nazione Itinerari.
Investire nel vino può rendere il 20% Ma occhio ai falsi.
Continua la corsa all’investimento nel vino come in un bene rifugio perché quasi nessun prodotto, in particolare nel settore agroalimentare, può arrivare ad avere performance simili. Un vino di qualità e da invecchiamento, meglio se prodotto in serie limitata, si rivaluta nel tempo e nel mondo ci sono schiere di appassionati e facoltosi collezionisti pronti poi a riacquistare le referenze delle diverse annate pronte a riacquistare le referenze più iconiche rivalutatesi nel tempo. Osservando i trend degli ultimi 30 anni, il vino di alta qualità, in particolare quello con bottiglie dal costo superiore ai 100 euro, ha fatto registrare crescite in valore del 10% annuo in media, con punte di quasi 1120% in certi casi se si considerano solo gli ultimi anni.
Fonte: Libero Quotidiano.
I vini lucani alla conquista del mercato giapponese – I vini lucani alla conquista di Tokyo.
Farsi conoscere dagli operatori nipponici per sviluppare rapporti commerciali SERVIZIO IN II» TENDENZA Dal lockdown in poi c’è stato un incremento del consumo vinicolo. E si guarda ai prodotti di qualità I vini lucani alla conquista di Tokyo Prodotti in aree estreme per deliziare i giapponesi, i più grandi importatori del mondo. I «vini da Terre estreme», quei vini coltivati in aree cosiddette estreme (montagna, forti pendenze, terreni rocciosi, terrazzamenti, gradoni, sabbie, piccole isole) come le colline del Vulture e della Montagna Materana, conquistano il gusto dei giapponesi.
Fonte: Gazzetta di Basilicata.
«Vino, nessuna crisi Vendite a gonfie vele grazie alla qualità».
Non preoccupa l’allarme della Confagricoltura regionale secondo cui la domanda in vista delle feste è calata del 15% PRODUTTORI ALL’UNISONO «UN TREND CHE NON CI RIGUARDA». La Confagricoltura Emilia Romagna lancia l’allarme: «Domanda di vino in forte calo sotto le festività. Siamo a -15% rispetto allo stesso periodo del 2021. Si salva solo il mercato legato all’enoturismo, male vendita diretta e canale Horeca». Ed ancora «un segnale preoccupante da non sottovalutare, bisogna rilanciare i consumi incrementando il potere d’acquisto delle famiglie». Sembrerebbe il primo campanello d’allarme quello sostenuto dall’associazione regionale che però, almeno a livello imolese, viene in gran parte smentita.
Fonte: Corriere Romagna di Ravenna Faenza-Lugo e Imola.
Per uva, nettarine ed albicocche non sarà un 2022 da cancellare.
Aziende in lotta con poca manodopera energia costosa e meno materie prime. QUINTA EDIZIONE PRESENTATI I DATI. Per la qualità dei vini si annuncia un’annata particolarmente interessante. “L’agricoltura di domani passa dalla ricerca di oggi”. Questo il tema del convegno in cui Cia-Agricoltori Italiani Romagna ha presentato i dati dell’Annata Agraria 2022. Alla sua 5a edizione, l’annata agraria fotografa l’andamento del comparto agricolo nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Sulla bilancia del 2022 hanno pesato diverse incognite: gli scenari geopolitici, la guerra russo-ucraina, la crescita dell’inflazione, i rincari delle materie prime, i costi dell’energia, i ritardi nelle consegne.
Fonte: Corriere Romagna Forli’-Cesena.
Gelate in primavera, poi caldo e siccità Dall’olio all’uva, allarme degli agricoltori.
Olive in crescita rispetto all’anno scorso, ma produzione al di sotto delle potenzialità In calo la produzione di vino in ettolitri: 94.808 nel 2022, contro i 106.660 del 2021. Oltre 10mila iscritti in Romagna 6mila imprese e 34 sedi distaccate tra Rimini Ravenna, Forlì e Cesena. Caldo torrido e siccità, unite al freddo e alle gelate primaverili, hanno compromesso il comparto agricolo romagnolo. Riducendone la capacità produttiva senza intaccare, però, la qualità dell’olio, rimasta sempre alta. È quanto emerso dal convegno “L’agricoltura di domani passa dalla ricerca di oggi”, nel corso del quale Cia-Agricoltori, 10mila iscritti in Romagna, 6mila imprese e 34 sedi distaccate tra Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena, ha fotografato l’andamento del settore.
Fonte: Corriere Romagna Rimini.
Bene l’annata delle olive nonostante il grande caldo – II clima cambia le colture Agosto mese di vendemmia.
Il rapporto di Cia su come i mutamenti influenzano le attività nei campi tra raccolta delle uve anticipata e ortaggi senza gli insetti ‘nemici’. Produzione in aumento rispetto all’anno scorso, ma molto al di sotto delle potenzialità I mutamenti climatici cambiano anche la campagna. Il vino ne giova, mentre l’olivo soffre. Bene anche gli ortaggi nella provincia riminese, ma su tutto c’è una incognita: l’acqua. Fino a quando l’approvvigionamento riuscirà a fare fronte a temperature da record anche i raccolti si salveranno, altrimenti gli agricoltori vedranno nero. A stilare il rapporto annuale per il 2022 è Cia, la confederazione degli agricoltori italiani. «L’annata agraria tra il novembre 2021 e l’ottobre 2022 ha mostrato per l’ennesima volta importanti anomalie meteo-climatiche che, come ormai accade da molti anni, hanno determinato evidenti criticità sul piano produttivo e della difesa».
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
Intervista a Sandro Santini – «Dopo la rebola adesso puntiamo sul rosso».
Sandro Santini: «Un prodotto di qualità che abbia l’immediato riconoscimento nella bottiglia marchiata Rimini» II progetto RiminiRebola è alla sua seconda annualità, il vino sta assumendo sempre più il ruolo di ambasciatore del territorio riminese con puntate negli Stati Uniti. Le vendite sono andate bene e la produzione mira a superare le 100.000 bottiglie. Presidente Sandro Santini, tutto come da copione? «Il progetto portato avanti dai 16 produttori, che a breve possono diventare 18, è stata una novità assoluta nel mondo del vino. Ma noi produttori non abbiamo dimenticato che il progetto RiminiRebola ha il compito di alzare l’asticella di tutto il mondo vinicolo riminese, grazie a questa sollecitazione potremo avere un ruolo nella viticoltura nazionale».
Fonte: Resto del Carlino Rimini.
Dal 2021 un grande Pinot Nero al sapore di ribes e mirtillo.
Forse 112022, con il suo carico di uve sanissime e concentrate, potrà rivelarsi persino superiore. Ma già con quello del 2021 appena in commercio, Giuseppe Magni ha alzato di molto l’asticella della qualità del Pinot Nero che ha dedicato alla memoria di Francesco Arrigoni, ispiratore del vigneto impiantato una quindicina di anni fa tra i boschi del Monte Canto, a Tassodine. Potenza da vendere, frutto poderoso (profusione di ribes nero e mirtillo) ben bilanciato dall’affinamento in legno (il riposo in bottiglia potrebbe renderlo memorabile).
Fonte: Corriere della Sera Bergamo e Treviglio.
Vino, arte e solidarietà Parte da AgriPavia il rilancio di un’uva quasi dimenticata.
L’autoritratto di sei artisti per etichette originali del rosso di Mornasca, vitigno autoctono della zona di Mornico M. Metti un vino (l’Orione, prodotto da Domenico Cuneo di Cascina Gnocco con sola uva Mornasca di Mornico Losana), una bottega (Agripavia), sei artisti generosi che disegnano l’etichetta, un poeta (Piergiorgio De Paoli) e un duplice scopo: fare rete per promuovere i prodotti della terra pavese e generare solidarietà (a favore di Ains onlus). Con questi ingredienti verrà presentato, domenica 4 dicembre, nella bottega di via Omodeo a Pavia, il progetto ‘Vino, arte e solidarietà”. L’idea è venuta a Erika Donato, che da diversi anni gestisce con passione la bottega Agripavia, una cooperativa che vende e promuove i prodotti enogastronomici tipici del territorio.
Fonte: Provincia – Pavese.
La Barbera d’Asti e i grandi vini della Tenuta Ohm Bauda.
Questa è la storia della famiglia Bertolino che ha fermamente creduto in un territorio, in un prodotto, la Barbera d’Asti DOCG e nella rivalutazione di una storica azienda vinicola astigiana. Un’avventura che nasce nei primi anni ‘6o, quando Agostino Bertolino acquista la Tenuta. Personaggio di spicco nel mondo enoico piemontese di quegli anni, Agostino è stato tra i più importanti vinificatori di uve moscato e un influente commerciante di vini in Italia. L’azienda era in crescita, un grande impegno per Bertolino che ha sempre creduto nella Barbera d’Asti DOCG come i suoi figli negli anni a venire. Agostino viene a mancare a metà degli anni ‘8o, lasciando una vedova e tre figli non ancora adulti per occuparsi della cantina.
Fonte: Corriere Torino.
Le magnifiche dieci denominazioni protette raccontano la storia di quattro province.
Dal 1999 i vini di eccellenza delle province di quadrante (Novara, Vercelli, Biella e Vco) sono promossi e valorizzati dal Consorzio di tutela Nebbioli Alto Piemonte. Dieci le denominazioni d’origine protette: due sono Docg (Gattinara e Ghemme), le altre otto Doc (Boca, Bramaterra, Colline Novaresi, Coste della Sesia, Fara, Lessona, Sizzano e Valli Ossolane). Boca doc «Rinomato sin dall’antichità», come ricorda nel 1300 il cronista locale Pietro Azario, questo rosso si produce in una zona che comprende cinque comuni novaresi: Boca, Cavallino, Maggiora, Prato Sesia e Grignasco. Riconosciuto come Doc da11969, deve le sue peculiarità a un terreno in cui dominano le rocce legate all’esplosione del supervulcano della Valsesia. Il Boca prevede una composizione a base Nebbiolo tra il 70 e 90% con la possibile aggiunta di Uva rara e Vespolina, da sole o in maniera congiunta, fino al 30%.
Fonte: Stampa Biella.
Doc dell’Isola: 95 milioni di bottiglie nel 2021.
I dati del Consorzio: sale la produzione, boom del Nero d’Avola. Vendemmia di qualità Doc dell’Isola: 95 milioni di bottiglie nel 2021 Meno quantità, ma una qualità ottima. Si sono conclusi così i cento giorni della vendemmia in Sicilia, dalla costa ai rilievi più alti. Un raccolto che riflette in pieno la diversità e la varietà della viticoltura dell’Isola da un lato un andamento molto eterogeneo della quantità prodotta a seconda delle aree (ma per lo più in calo), dall’altro la maggiore piovosità del 20-30% rispetto agli anni precedenti e le provvidenziali piogge di agosto che hanno consentito diffusamente l’ideale maturazione delle uve. «La vendemmia si attesta con un 10% di produzione in meno rispetto al 2021; -sottolinea Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia – un dato che dunque fa registrare un andamento leggermente migliore rispetto al le previsioni.
Fonte: Giornale di Sicilia.
«Pradiei da tutelare, vigneti da fermare».
L’associazione “Alta val di Non- Futuro sostenibile” all’attacco di Michele Zucal che ha piantato 5.000 mq di viti nella prateria Pali e teli nel vigneto non sono permessi dal Prg: il Tar conferma, ora palla al Consiglio di Stato. La vasta distesa verde dei Pradiei che si offre alla vista dei residenti e dei turisti che scelgono l’Alta val di Non come meta per le loro vacanze può rischiare di venir compromessa nella sua bellezza da una sola persona? Secondo l’Associazione “Alta Val di Non – Futuro sostenibile”, no. Una convinzione radicata, che si esplica in una nota inviata al giornale dal presidente Giuliano Pezzini, nella quale viene fatto nome e cognome della persona nel mirino della critica.
Fonte: Adige.
«A Casteldardo non solo vigneti, ma coltivazioni bio».
ALL’INCONTRO PUBBLICO A TRICHIANA IL PROPRIETARIO HA ASSICURATO CHE NON SARANNO USATI PRODOTTI TOSSICI. Nessuna monocoltura, né vigneti a distesa. A Casteldardo, frazione di Trichiana, in Comune di Borgo Valbelluna, arriverà il biologico con terreno destinato a erbe medicinali, frutteti, varietà antiche di grano, coltivazione di piccoli frutti, graminacee. Certo, anche qualche vigneto resistente, ma su 20 ettari. Pare chiudersi così il cerchio della diatriba riguardante i 51 ettari – acquistati a settembre da Simone Perin, di Colfosco di Susegana – che aveva messo in allarme la popolazione del Trichianese, con la levata di scudi di varie associazioni: Voci dei Borghi, Le Fregole, Comitato dei cittadini per una sana agricoltura.
Fonte: Gazzettino Belluno.
Carpenè, medaglia alla creatività «Investire sulle nuove generazioni».
La cerimonia Studenti virtuosi Carpenè, medaglia alla creatività «Investire sulle nuove generazioni» IERI IL PREMIO ALLO STUDENTE DEL CERLETTI ANDREA DAVANZO; BORSA DI STUDIO A NICOLA BRUSATIN. Un omaggio all’eccellenza. E una medaglia d’oro che celebra l’impegno e la curiosità dei giovani. Dalla Carpenè Malvolti arrivano i riconoscimenti agli studenti più virtuosi dell’Istituto Cerletti e della Fondazione Its Academy, consegnati ieri mattina nell’aula magna del Cirve (il Centro Interdipartimentale perla Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Padova che si trova al Campus Viticolo ed Enologico di Conegliano). Due premi importanti, la “Medaglia d’Oro Antonio Carpenè” e la “Borsa di Studio Internazionale Etilia Carpenè Larivera voluti dalla famiglia Carpenè per sancire lo storico rapporto con il mondo dell’istruzione e della formazione del territorio, attraverso la Scuola Enologica di Conegliano che proprio nel 1876 Antonio Carpenè aveva fondato.
Fonte: Gazzettino Treviso.
Docg, i grandi vecchi: «Vigneti, terra e fatica orgogliosi delle colline».
Per i 60 anni del Consorzio premiati 15 >Maria, 76 anni: «Fiera di essere donna del viticoltori eroici: «Giovani, lavorate la terra» vino». Massimiliano, 85: «II mio cuore in vigna» «SONO EMOZIONATA, FACCIO PROSECCO DA QUANDO ERO BAMBINA». «VORREI ESSERE GIOVANE PER VENDEMMIARE ANCORA». «La terra. E’ la cosa che conta davvero. La fatica non delude mai: si è padroni di se stessi». Lorenzo Tormena ha il cappello ben calato sulla testa. Lo toglie in segno di rispetto quando sente chiamare il suo nome: si alza nel suo completo migliore, arriva sul palcoscenico e riceve la targa con lo sguardo basso. Il contadino non è mai uomo di troppe parole. Ha 92 anni, ha sempre conosciuto uno e solo lavoro: quello della vite. «Sono salito sulle colline da bambino, ed è sempre stato il mio mondo. Guardavo il cielo, osservavo i cicli della natura, il vino è il regalo più bello».
Fonte: Gazzettino Treviso.
Natale in casa Cru: dieci vini per cinque momenti delle feste.
Il calore delle lucine, i regali sotto l’albero, l’abbraccio delle persone che amiamo, le tavole imbandite di mille leccornie, il profumo della neve nell’aria: ancora poche settimane e scoccherà l’ora del Natale, un tempo scandito da momenti importanti passati assieme agli affetti più cari. Ed è proprio con loro, con le nostre famiglie e i nostri amici, che alziamo i calici e brindiamo a questi attimi. Abbiamo selezionato dieci vini per cinque momenti speciali delle Feste, accordando il tutto, come da tradizione, sulle note della playlist natalizia made in Studio Cru, disponibile qui: bit.ly/wineandchristmas_2022. Dopo un anno di gioie e fatiche condivise, corsi di aggiornamento e trasferte con partenze all’alba, festeggiamo con l’Abruzzo Pecorino Dop di Cantina Tollo e il Riviera del Garda Classico Groppello Doc di Sincette.
Fonte: Eroi del gusto.
Cantine aperte a dicembre 2022: anche a Natale torna l’evento dedicato ai winelovers.
La special edition natalizia promossa, come sempre, dal Movimento Turismo Vino Abruzzo, ha coinvolto 10 aziende pronte ad accogliere tanti winelovers con un programma ricco tour guidati e degustazioni. Dopo il grande successo delle edizioni dedicate alla vendemmia e a San Martino, torna ancora una volta l’evento Cantine Aperte. Questa volta il periodo scelto è quello delle festività natalizie e saranno davvero molti gli eventi e le date in calendario. Cantine aperte a Natale dicembre 2022 è, quindi, la nuova occasione per scoprire i produttori di vino del territorio abruzzese partecipando a giornate esclusive.
Fonte: Chieti Today.
Campionato del mondo di bollicine, Ferrari è la cantina dell’anno, Kettmeir ha il miglior spumante italiano.
Nei The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2022 le bollicine tricolore hanno conquistato ben 53 ori, consentendo all’Italia di piazzarsi seconda nel medagliere dietro alla Francia. Si chiama «The Champagne & Sparkling Wine World Championships 2022» ed è il concorso – ideato dal degustatore Tom Stevenson – che premia le migliori bollicine del mondo. La rassegna prevede varie fasi di giudizio. E ogni anno la giuria, dopo numerosi assaggi, appende al collo delle bottiglie (spumanti o vini frizzanti) meritevoli le medaglie d’oro e d’argento. Chi riceve il riconoscimento più prezioso, oltre ad avere un attestato di eccellenza, concorre poi nell’ultima fase, dove vengono elette le migliori bolle di ciascuna categoria, le cosiddette «Best in class», ossia i campioni del mondo del concorso.
Fonte: Corriere.
Quanto zucchero contiene esattamente un bicchiere di vino.
Secondo il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, un bicchiere da cinque once di vino rosso da tavola (poco più di 141 gr) contiene in genere circa 0,9 grammi di zucchero totale, mentre un bicchiere di chardonnay contiene circa 1,4 grammi. Scrive il New York Times che alcune aziende vinicole” aggiungono zucchero ai vini rossi secchi dopo la fermentazione” in modo che abbiano un sapore più “morbido” per il palato americano”, però il giornale si chiede anche: come si fa a sapere quanto zucchero c’è nella bottiglia o nel bicchiere di quello che si sta sorseggiando? La risposta, secondo il quotidiano, sta nella dichiarazione di Nancy Light, vicepresidente delle comunicazioni per il Wine Institute, la principale associazione di difesa dell’industria vinicola della California, secondo cui “il vino è per natura un po’ acido e gli aggiustamenti possono aiutare a bilanciare gli elementi di dolce e acido”, quindi i produttori di vino “sono autorizzati dalle normative governative ad apportare modifiche alla dolcezza” dopo la fermentazione per ottenere gli stili di vino desiderati.
Fonte: AGI.
In prima linea per la crescita del mondo del vino: la ricerca enologica del Crea festeggia 150 anni.
Istituita con Decreto Regio da Vittorio Emanuele II nel 1872, ha contribuito alla nascita e al progresso dell’enologia italiana. Un anniversario importante per il mondo del vino: la ricerca del Crea (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’Economia Agraria) compie oggi 150 anni. Nasceva, ad Asti, nel 1872, il riferimento nazionale per la ricerca enologica. Istituita con Decreto Regio da Vittorio Emanuele II nel 1872, la Regia Stazione Enologica di Asti, in seguito Istituto Sperimentale per l’Enologia (1967) e Centro di Ricerca per l’Enologia (2008), ha contribuito alla nascita e al progresso dell’enologia italiana e non solo, affrontando problemi e sfide del mondo del vino, un settore moderno e dinamico, ma con radici ben salde nella tradizione. Oggi Riccardo Velasco è direttore del Crea Viticoltura ed Enologia e Stefano Vaccari, direttore generale Crea.
Fonte: WineNews.
La Ca’ Nova, il miglior produttore di vino Barbaresco di cui non avete ancora sentito parlare.
Alcuni degli esemplari più interessanti e brillanti di vino Barbaresco vengono prodotti dalla cantina La Ca’ Nova, poco conosciuta dal grande pubblico ma molto apprezzata da esperti ed appassionati. Nel cuore delle Langhe del Piemonte, adagiati sul crinale di una collina nel comune di Barbaresco, si trovano l’antica casa e i vigneti della cantina La Ca’ Nova che si estendono su una superficie di 12 ettari. Qui il vignaiolo Marco Rocca produce alcuni dei Barbaresco più intriganti oggi disponibili sul mercato. Le viti di Nebbiolo sono coltivate con competenza e amore da persone che si sentono vicine alla terra, onorando così una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. L’azienda agricola La Ca’ Nova fa vanto di essere particolarmente selettiva in quanto a metodi di coltivazione e le uve coltivate non vengono esposte ad alcun trattamento chimico.
Fonte: Oggi Cronaca.
Scuola: Progetto “D-Vino” al via in tre istituti siciliani.
C’è l’agronoma, la produttrice, ma anche l’enologa, la sommelier e la giornalista per il Progetto D-Vino, promosso e realizzato dall’ Associazione Donne del Vino, presieduta da Donatella Cinelli Colombini per raccontare agli studenti degli Istituti Turistici ed Alberghieri d’Italia il variegato mondo del vino. È questo l’obiettivo del progetto inaugurato nell’anno scolastico 2021/2022 da Sicilia, Piemonte, Emilia Romagna, regioni pilota, coinvolgendo almeno 500 studenti di otto istituti.
Fonte: ANSA.
Prosecco: Zaia, non c’è nessun progetto fusione dei Consorzi.
La priorità, ora, “è la certificazione ambientale, il biologico e soprattutto essere ancora una volta apripista di buone pratiche, cosa che il Prosecco ha sempre fatto”. Lo ha detto il Presidente del Veneto Luca Zaia al Castello di San Salvatore a Susegana (Treviso), a margine dell’evento di celebrazione del sessantesimo anniversario del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. “Si fanno sempre polemiche sui fitofarmaci, facendo come esempio il Prosecco, ma ci si dimentica – ha spiegato – che se c’è una realtà virtuosa nella viticoltura quella è stata quella del Prosecco che ante litteram ha saputo sospendere prodotti come il mancozeb o i glifosati, presidi che in altre viticolture si utilizzano”.
Fonte: ANSA.
Menfi Capitale Italiana del Vino 2023, si accendono i motori.
Nei locali di Palazzo Planeta, a Menfi, oggi si è tenuto un primo incontro per l’organizzazione degli eventi che comporranno il calendario di Menfi Capitale Italiana del Vino 2023. La manifestazione è stata coordinata dal sindaco di Menfi e presidente della fondazione Inycon, Marilena Mauceri, e da Gori Sparacino, direttore della fondazione Inycon. Con loro Giovanni Ruggieri, docente di Economia del turismo dell’università di Palermo ed autore del dossier che ha consentito al centro vinicolo belicino di ottenere il prestigioso riconoscimento. All’incontro hanno preso parte numerosi rappresentanti delle cantine menfitane, ristoratori, dirigenti della Pro Loco, amministratori di Comuni vicini ed operatori turistici e culturali.
Fonte: AgrigentoNotizie.
Grazie per l’ascolto, vi ricordiamo che le news di oggi, sono state offerte da Blinkup
A risentirci a domani.
